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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Più
servizi ai cittadini ( da "Trentino"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
e la mancanza di regole note. Quanti cittadini hanno sofferto e soffrono questi
fatti? In generale, quante pratiche ferme? Quante risposte inevase?"
Incalza Civettini: "Per non parlare del servizio telefonico quando si
telefona al municipio, con attese inaccettabili e disorganizzazione generale
che,
Trieste
Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a
misura d... ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'obiettivo è
ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento:
famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche.
Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per
cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore.
oggi
i progetti per il rilancio di fertilia - gianni olandi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si teme che
un'idea apprezzabile che ipotizza credibili ricadute di ordine economico, e
quindi occupazionale, possa finire nei legnosi meccanismi della politica e
della burocrazia e quindi essere vanificata nel tempo. Pur essendo supportata
anche finanziariamente da un importante contributo di due milioni di euro.
Pordenone
Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a
misura... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'obiettivo è
ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento:
famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche.
Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per
cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore.
la
maremma non sa più vendersi - gabriele baldanzi
( da "Tirreno,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
imprenditori
gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi cominciamo a dare un'occhiata ai
listini delle offerte per capire meglio. Un soggiorno di una settimana, a
luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495
euro per persona, comprese bevande, voli e trasferimenti (escluse solo le tasse
aeroportuali).
balconi
e verande, ecco cosa ci serve ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
edilizie
attraverso incentivi e burocrazia semplificata che favoriscano il recupero
dell'esistente, l'associazione dei proprietari di Confedilizia, Ape, di Udine è
decisamente favorevole. Lo sostiene il suo presidente, Paolo Scalettaris: «Mi
sembra possa cogliere un aspetto importante e da noi sempre considerato un
punto da perseguire specie in relazione alla nostra realtà locale.
multe
assurde chiarimenti o vie legali ( da "Mattino di Padova, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«La definirei
una storia di ordinaria burocrazia - dichiara il presidente dell'Ascom locale
Tiziano Ghiro - e sono stupito che sia stato preso un provvedimento del genere.
Mi auguro vivamente che si sia trattato di un errore tecnico e non di una
decisione politica. Se così fosse, sarebbe veramente tragico».
la
paura corre tra i capannoni "banche e governo sono fuggiti" - (segue
dalla prima pagina) davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Banche e
burocrazia sono i due nemici anche per il titolare della Mavib di Inzago che
racconta: «Ho richiesto la cassa integrazione per i miei 50 dipendenti ma da
settembre aspettiamo l´ok dall´Inps. Alle banche, invece, abbiamo chiesto un
mutuo: nonostante l´ipoteca del capannone non ci hanno risposto».
polizia
integrata, dice no solo bibione ( da "Nuova Venezia, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
semplificazione
della burocrazia. Dovrà anche essere uniformato l'armamento dei vigili e le
loro dotazioni, dopodichè sarà possibile pensare anche ad uno scambio, magari
dalla stagione 2011, delle varie pattuglie a seconda delle esigenze. Una
strategia per far fronte alle carenze di organico che interessano soprattutto
certi Comuni con dotazioni limitate rispetto alle reali esigenze.
e
gli esperti cercano la ricetta "più competizione sul credito"
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vorrebbe
ridurre il costo della burocrazia, garantire che le imprese che lavorano per il
pubblico non vengano pagate dopo mesi, rinviare a dopo la crisi gli interventi
ambientali, cancellare i tormentoni pubblici per la Gronda. E chi, come
Giovanni Calvini, presidente di Confindustria Genova, se la prende in modo
particolare con il mondo bancario locale:
"i
nostri banditi vengono qui perché in italia si rischia meno"
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si calcola,
però, che siano quasi 500 mila quelli in nero. «Noi, comunque, siamo sempre a disposizione
della polizia italiana - conclude il colonnello - . Il nostro ruolo è di dare
un´informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia, e partecipiamo
direttamente alle indagini». (g. fil.)
più
sprint per i lavori pubblici ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inaccettabili
i tempi della burocrazia «Validissimo il piano casa del governo, ma adesso
bisogna intervenire anche sui lavori pubblici velocizzando le procedure
burocratiche e su questo molto può fare la Regione». Il sindaco, Ettore Romoli,
dopo aver nuovamente espresso apprezzamento per l'intervento del governo
sull'edilizia, torna sul problema dei tempi lunghi dei lavori pubblici.
bari,
appalti sui centri per immigrati nell'inchiesta spuntano nomi di politici -
mara chiarelli ( da "Repubblica, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
avrebbero
aggirato i problemi della burocrazia, semplificando le procedure di
assegnazione degli appalti. In questo filone si sarebbe inserita l´Auxilium,
una delle società che in tutta Italia si sono aggiudicate la gestione dei
centri. Nelle telefonate sulle quali sono ora al lavoro i pm baresi ci
sarebbero quindi gli accordi presi con Roma per gestire il Cara (
lo
schiaffo di cento ( da "Tirreno, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche la
burocrazia, poi, ci ha messo lo zampino: la normativa sullo smaltimento dei
rifiuti prevede infatti procedure speciali (e dunque costose) per eliminare i
mascheroni già utilizzati. E dunque oltre alla mancata vendita, bisognerebbe
mettere in bilancio anche i costi per disfarsi dei carri.
Tessile,
250 sono aziende a rischio ( da "Giorno, Il (Como)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
GLI
IMPRENDITORI hanno lamentato il problema dell'accesso al credito e le lentezze
della burocrazia nello sbloccare i finanziamenti a sostegno delle imprese. La
stessa Unione ha presentato una piattaforma di richieste condivisa dai
partecipanti che gli stessi parlamentari si sono impegnati a discutere in
commissione attività produttive.
<I
Comuni intervengano per sconfiggere la crisi>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I Comuni
intervengano per sconfiggere la crisi» Confartigianato: meno burocrazia e più
progetti di LUIGI ALBERTINI LODI «LA CRISI c'è e non sappiamo quando finirà.
Per la ripresa speriamo nella fortuna». Massimo Forlani, leader di
Confartigianato Imprese del Lodigiano, affronta il problema con una certa dose
di fatalismo.
Gli
agricoltori: burocrazia e divieti Ecco quello che ci mette il freno
( da "Provincia
Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
divieti Ecco quello che ci mette il freno MORTARA. Da una parte le produzioni,
dall'altra i prezzi, in mezzo agricoltori chiamati a stare attenti a fare
quadrare il bilancio. Ma non è tutto. Da parte agricola si punta l'indice
sull'affacciarsi di normative giudicate penalizzanti e sull'eccessiva
"burocratizzazione"
<Solo
la democrazia può salvare la mia Africa>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Corruzione e
burocrazia. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Il ministro
della Sanità è stato mandato via. Usava i soldi pubblici per i ritiri
internazionali dei suoi collaboratori. Li spediva in Europa a frequentare corsi
di politica». 10/03/2009 nascosto-->
Il
Veneto si candida a far da apripista
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla rigidità
della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i
permessi necessari». Il fronte degli oppositori al Piano registra l'adesione
del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «È l'idea di fondo che è
sbagliata», visto che il Piano, spiega, «consente di andare in deroga ai piani
regolatori e di aumentare le cubature degli edifici fino al 10-
Azienda
a gonfie vele, ma rischia di chiudere
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martedì 10
Marzo 2009 Chiudi Storia di ordinaria burocrazia: un esposto, presentato nel
Atti
amministrativi, meno burocrazia ( da "Corriere Alto Adige"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia BOLZANO — La Provincia dichiara guerra alla burocrazia, almeno per
quanto riguarda l'iter degli atti amministrativi. Con due delibere approvate
ieri, sono state delegate ai singoli assessori diverse funzioni finora in capo
alla giunta: il risultato è un deciso passo avanti nel progetto di snellimento
delle procedure interne.
Sono
passati oltre sei mesi dal fermo pesca estivo, ma ancora non c'è traccia dei
... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riteniamo che
in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno
sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio
era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35
milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito
peschereccio).
Calderoli
è federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si
prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a
<Ballarò> di ave ( da "Adige, L'"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
prima di
tutto per la burocrazia legata alle serate musicali, ai numerosi paletti posti
in fatto di sicurezza (nuove uscite, porte tagliafuoco, rifacimenti intonaci
per il troppo legno, iscrizione delle band all'Inps, pagamenti fatturati
etc.etc.). È comprensibile quindi che molti gestori siano scoraggiati
dall'organizzare serate e molte band inoltre lo siano per un discorso fiscale.
PIANO
CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia pe...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Se serve a
semplificare la burocrazia afferma l'imprenditore Marco Rossi ben venga il
Piano». Le piccole imprese sono quelle che al momento sembrano farsi meno
intimorire dalla crisi. «Andiamo avanti alla giornata continua Rossi con
l'obiettivo di mantenere l'occupazione: sarebbe un peccato mandare tutto a
monte».
In
coma da 16 anni L'Inps le chiede il certificato di reddito
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vedersi
recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di
fronte all'evidenza di una tragedia». Questo il commento del responsabile
dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione
«Giuseppe Dossetti: i Valori », Corrado Stillo, che commenta la missiva inviata
dal-l'Inps di Casarano.
In
coma da 16 anni, l'Inps chiede il reddito
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ecco la
burocrazia che, stavolta, non solo dà prova di inefficienza, ma offende e si
copre di ridicolo. «è davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste
una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di
reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una
tragedia».
ROMA
- Nel giorno della cautela, Silvio Berlusconi ricorda che il piano di rilancio
dell
... ( da "Messaggero, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la quale
verrà azzerata la burocrazia trasformando la licenza edilizia in un semplice
atto autorizzatorio che dovrà esser firmato da un tecnico. «Vogliamo azzerare
un iter che a volte può anche durare sei mesi o un anno - sostiene Mario
Mantovani, sottosegretario con delega alle politiche abitative - e dare un
nuovo impulso all'economia».
La
zona grigia che inghiotte il Paese del fare
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma è a questa
zona grigia, tra burocrazie procedimentali e lentezze dei lavori del
Parlamento, che occorre ora guardare con grande attenzione quando si parla di grandi
opere pubbliche, energia e piani per l'edilizia come leva per uscire dalla
crisi. Quanto alla parte emersa è presto detto.
Voucher
al pubblico per scegliere il teatro
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Come si
sposano in sintesi la burocrazia e l'arte? Sul mercato culturale esiste una
proposta, assai liberale, assai provocatoria, mai realizzata in Italia. Anzi un
tentativo è stato fatto anni fa a Milano, spiegheremo dopo perché non andato in
porto. Parliamo del voucher per la cultura, di buoni destinati non a teatri,
teatrini, compagnie,
Luci
e ombre anche a Ferrara sul piano casa
( da "Nuova
Ferrara, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alleggerire
la burocrazia e rilanciare un settore in crisi, ma è facile cadere con queste
nuove regole in un nuovo condono e in una sorta di cementificazione
indiscriminata in un clima di deregulation. Nel dettaglio, il piano di ampliare
l'esistente e di demolire e poi ricostruire, non risponde al fabbisogno di casa
per chi di fatto non ce l'
<I
criminali che vivono da noi pensano che in Italia si possa farla franca con più
facilità> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
superando i
ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente alle indagini, anche con
attività che possono sembrare semplici, come la verbalizzazione, ma che
semplificano molto il lavoro delle forze dell'ordine». Una collaborazione che
ha dato i frutti sperati e che ha portato alla risoluzione del caso con
l'arresto a centinaia di chilometri di distanza dal luogo dell'
<PER
CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Associazioni
per lo snellimento della burocrazia in tempi brevi; rivedere la programmazione
commerciale e territoriale tenendo conto del fatto che la crisi economica ha
completamente mutato gli scenari». INFINE, per quanto riguarda l'Ascom, Brunori
dice che «in molti casi si vive una situazione in cui il posto di lavoro dei
dipendenti è garantito dalla buona volontà degli imprenditori,
Insieme
verso il successo ( da "Corriere della Sera"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Procedure
interne efficienti, sgravio del personale, riduzione della burocrazia e
diminuzione della lunghezza dei ricoveri dei pazienti sono argomenti importanti
in tempi di scarsità di fondi. Eppure, proprio le banche dati centralizzate e
l'accesso completo alle cartelle cliniche dei pazienti non sempre sono ben
accetti.
<Si
devono usare delle forme precise di comunicazione>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In Italia
talvolta la legge e la burocrazia vanno contro gli interessi del cittadino che
si prefiggono di tutelare». COME POTRÀ il cittadino interessato dal
provvedimento far valere i propri interessi? Per le osservazioni bisogna
affrettarsi: ci sono solo sessanta giorni dalla pubblicazione sul quotidiano.
Il
bianco delle mucche di Guglielmo <Il latte lo porto in tavola io>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Già si
prepara ad un altro salto. «Grazie ad una normativa della Regione precisa ora
si sono le condizioni per entrare nella produzione di carne, se tutto va bene a
maggio ci proviamo». Burocrazia e vacche permettendo. Image:
20090310/foto/1409.jpg
E'
TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
locale. «Con il sostegno di Unindustria Bologna», afferma Alberto Vacchi,
consigliere delegato di Unindustria per l'internazionalizzazione «la missione
potrà essere l'inizio di un percorso personalizzato per ricercare partner,
partecipare a fiere e manifestazioni, valutare strategie mirate di penetrazione
commerciale e di radicamento»
Nel
2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli
impianti in quella... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inoltre la
burocrazia è molto complessa. Per questi motivi un'impresa che vuole insediarsi
deve mettere in conto un investimento iniziale abbastanza importante» Che
impatto ha avuto per la vostra attività il progetto alla Mirax Federation
Tower? «Ultimamente la dimensione media dei nostri progetti è in crescita,
Ascensore
fai da te nella casa popolare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La sua è la
storia del classico cittadino il quale, piuttosto che combattere contro la
burocrazia, decide di rimboccarsi la maniche facendo da sé. L'ASCENSORE
Premessa: Gianfranco Murgia non vuole alimentare polemiche. Il suo scopo l'ha
raggiunto. «Nel palazzo tutti gli appartamenti appartengono ormai a privati»,
tiene semplicemente a precisare.
Cambiato
il modo di progettare ( da "Giornale.it, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è il rischio
di creare altra burocrazia? «Tutto deve seguire il principio di
riqualificazione. Si deve puntare sull'efficienza energetica e dobbiamo pensare
solo a questo se non vogliamo affogare in questa marea di norme che oggi
soffoca l'innovazione e la crescita con dettagli insignificanti, come la
classificazione delle grondaie.
È
in coma come Eluana. E l'Inps le chiede il conto
( da "Giornale.it,
Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia»; Stillo, dopo aver
espresso solidarietà alla famiglia che «accudisce amorevolmente una persona
malata nella tutela della sua dignità» chiede anche all'Inps «di adeguare le
procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando così
ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono
Emergenze
e risposte: usciamo al verde dalla crisi
( da "Panorama.it"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e più aiuti" spiega "per incentivare il ritorno
all'agricoltura. Anche nella prospettiva sempre più preoccupante della perdita
dell'autosufficienza alimentare dell'Italia". Qualche idea verrà anche dal
convegno organizzato da Buonfiglio per il 12 marzo a Roma, insieme con
l'associazione Coltiviamo il futuro.
Diritti
dei minori, scrivo con rabbia ( da "Provincia Pavese, La"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha finito in
realtà per creare una burocrazia fatta di assistenti sociali demotivati, cinici
avvocati e psicologi incompetenti, e veri e propri labirinti capaci di
avviluppare in una morsa assassina intere famiglie sulla base di semplici
sospetti. Al Collegio Nuovo Agnello Hornby sarà introdotta dalla professoressa
Anna Modena e Carlo Granelli,
Cade
dal silo, grave imprenditore ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tonello è
molto conosciuto nel Triangolo della sedia e a San Giovanni al Natisone per il
suo impegno sia nell'ambito lavorativo sia nella società. Alla fine degli anni
Novanta è stato il battagliero presidente provinciale della Life (Liberi
imprenditori federalisti europei), impegnato a combattere la burocrazia che
tanto spesso mette in difficoltà le aziende.
Treviso
NOSTRA REDAZIONE Diciamo che la fantasia dei sindaci, a volte, torna utile
anc... ( da "Gazzettino, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poi abbiamo
dovuto rispettare i tempi della burocrazia. Ma sono molto favorevole al
provvedimento del Governo». Lei garantisce ai residenti di Godega la
possibilità di aumentare di
Roma
NOSTRA REDAZIONE Nessuna nuova accelerazione: il piano casa che il governo sarà
so... ( da "Gazzettino, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un vero piano
casa e meno burocrazia sì, condoni mascherati o cementificazione selvaggia no»,
ammonisce il Pd. Nell'Idv, Leoluca Orlando accusa il governo di confermare «ancora
una volta la sua missione: mortificare la legalità e sovvertire ogni regola.
Nel campo edilizio stiamo assistendo ad un vero e proprio condono preventivo,
Piano
casa, Gaglioti: "Ci sono elementi positivi"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inefficienze
della burocrazia?. È quanto afferma il Presidente di ANCE Cosenza Giuseppe
Gaglioti, che intravede nel piano casa, ancora in fase di definizione, alcuni
segnali positivi per il settore delle costruzioni. Innanzitutto la previsione
della drastica riduzione dei tempi per il rilascio della concessione edilizia
grazie alle semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte.
Libera
casa in libero stato ( da "Foglio, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che è
necessaria) considerava il terreno per esercitare i suoi poteri selettivi e la
burocrazia connessa a quelli vessatori, le “leggi della comunità” puntano a
riattivare una domanda utile alla ripresa economica, quelle della comunità
nazionale che ha espressione nel Parlamento, non in qualche associazione di
urbanisti.
Scelte
scellerate minacciano il turismo ( da "Trentino"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
viene
sottolineata la necessità di terminare «lavori di ristrutturazione che durano
da 10 anni per problemi di burocrazia». Riguardo il Tesino viene rimarcata la
necessità di far decollare il progetto di sviluppo che intende frenare
l'abbandono della montagna garantendo benessere ed occupazione «prima che chi
ci ha creduto finisca con disinnamorarsene».
La
legge sulla casa è già approvata ( da "Corriere delle Alpi"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ne è venuto
fuori un provvedimento che interessa innanzitutto i cittadini poiché prevede
l'abolizione di tutta la burocrazia. E questo sarà un incentivo forte che
spingerà i veneti a tirare fuori i soldi dal materasso. E' chiaro che
funzionerà di più con le case singole o le plurifamiliari, ma, del resto,
questo è anche il tipo di costruzione dominante in Veneto.
di
Franco Pasqualetti E' passato tanto tempo. Tanti problemi, troppa burocrazi...
( da "Leggo"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
troppa
burocrazia, proteste. Ma alla fine si è arrivati alla tanto attesa
inaugurazione: oggi il mercato Trionfale, di via Andrea Doria, sarà "battezzato".
Una cerimonia in grande stile, cui prenderanno parte - tra gli altri - il
Sindaco, il ministro Scajola, l'assessore al Commercio Bordoni e quello alla
Mobilità Marchi.
E
le social card ? Sono meno di 4mila
( da "Giornale
di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la difficoltà
di molte persone a districarsi nella burocrazia. Se fossero stati destinati 40
euro in più a tutte le pensioni minime - conclude il sindacalista - si sarebbe
coperta l'intera platea». Istituita nel 2008, la social card è una carta
acquisti utilizzabile per la spesa alimentare e le bollette della luce e del
gas.
Torresan
(Vivere) alla giunta: basta ritardi nelle opere
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rassicurazioni
che però non convincono il consigliere Torresan. «Speriamo che tutto prosegua -
ha ribattuto - la burocrazia è un valvola di sfogo quando non c'è la volontà di
fare. Quando c'è la volontà, la burocrazia viene superata». (d.q.)
lavori
pubblici, pressing dei costruttori la giunta tagli leggi e burocrazia
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La giunta
tagli leggi e burocrazia» TRIESTE. La modifica alla legge 14/02 che disciplina
la materia degli appalti pubblici e il trattamento delle terre e rocce da scavo
sono i temi affrontati ieri in un incontro fra l'assessore regionale ai Lavori
pubblici, Vanni Lenna, e i responsabili del Friuli Venezia Giulia dell'Ance,
l'Associazione nazionale Costruttori edili.
Edilizia,
semplificare con garanzie ( da "Italia Oggi"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in un colpo
solo ridurrebbero grandemente il costo della burocrazia, metterebbe in moto
capitali e lavoro, e toglierebbero soprattutto gran parte di quella
discrezionalità che è la vera fonte della poca trasparenza della quale
tradizionalmente soffre il settore.Dare certezza e tagliare i tempi del ciclo
produttivo dell'edilizia significa risparmio e riduzione dei costi delle case,
unim,
l'unione fa la forza ( da "Tirreno, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di battersi
con determinazione per non essere stritolati dal fisco, dalle tasse, dalla
burocrazia, dalla crisi dell'economia e dei consumi. è nostro dovere difendere
la vita delle imprese dalla crisi e non ci bastano più le promesse, vogliamo i
fatti che invece, oggi, vedono in alcuni Comuni l'aumento delle tasse e del
suolo pubblico.
Per
gli ausili ai disabili la politica rimanda ancora
( da "Riformista,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Antonietta
Farina Coscioni, deputata radicale e presidente dell'associazione Coscioni,
ricorda che «purtoppo negli ultimi anni di iniziative del genere ne abbiamo
fatte diverse, e continueremo a farne: i malati non possono attendere oltre, i
tempi della burocrazia ministeriale». 11/03/2009
La
<rivoluzione> delle pratiche
( da "Adige,
L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
più snella, procedure semplificate, iter accorciati, orari d'apertura al
pubblico ampi, almeno 46-50 ore alla settimana, sabato compreso e almeno un
giorno con orario prolungato, con turnazione e part time. E per il pubblico,
accesso sia libero sia su appuntamento, con comfort degni di una civiltà
sconosciuta:
Una
delibera ogni 18 abitanti ( da "Adige, L'"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In cifre La
burocrazia comunale Una delibera ogni 18 abitanti Tra i dati emersi dal lungo
studio svolto sulla macchina amministrativa moriana, alcuni sono
particolarmente fuori media. Ad esempio, a Mori si produce una delibera ogni 18
abitanti, contro una media (rilevata su 300 Comuni di dimensioni analoghe) di
una delibera ogni 50-
Piano
casa: ecco come funzionerà ( da "Gazzettino, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dettagliato
provvedimento che consente senza troppe burocrazie l'ampliamento degli edifici.
Galan ha deciso di non attendere la normativa nazionale: «Lo Stato darà
direttive che la nostra legge regionale rispetta perché l'abbiamo concordata
con Berlusconi», assicura il governatore. La legge regionale consentirà
ampliamenti di volumetrie in deroga agli strumenti urbanistici fino al 35%
in
comune mesi di attesa per le pratiche edilizie
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Montecatini
In Comune mesi di attesa per le pratiche edilizie Burocrazia e tempi morti
rallentano tutto dai grandi interventi alle semplici risrutturazioni Parla un
giovane architetto: ecco perché tanti ritardi PISTOIA. Sulla carta è tutto
semplice. Volete ampliare la vostra casa, finanze e piano regolatore
permettendo?
ma
qualcosa sta migliorando ( da "Tirreno, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un panorama
altrimenti dominato dai tempi lunghi e dalla burocrazia. «Che il problema
esistesse, non c'era dubbio - continua Grassi - proprio per questo circa un
anno fa gli Ordini hanno costituito un comitato provinciale delle professioni
tecniche per affrontare la questione con il Comune». «Da parte sua - continua
Grassi - l'amministrazione ha accolto questa novità con favore,
stival:
troppi pochi veneti all'inps ( da "Nuova Venezia, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
potrebbe
rischiare di trovare molti ostacoli nella sua applicazione da parte della
burocrazia statale. Questo perché ancora oggi i concorsi pubblici statali
sistematicamente vengono vinti quasi esclusivamente da cittadini di aree molto
a sud del fiume Po. Ad esempio la scorsa settimana nel concorso per la guardia
di finanza, dove su 400 posti assegnati c'erano zero veneti.
"un
piano di risparmi e intesa con la regione"
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Uno dei
motivi di scontento è l´eccesso di burocrazia. E´ d´accordo? «Sì, ci sono
troppi passaggi, le procedure vanno snellite e molto. L´altro problema è la
didattica, va riprogettata per evitare che troppi corsi ricadano sui
ricercatori». (l.m.)
"risorse
ai dipartimenti e burocrazia più snella"
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il ministero
deve riformare la norma sui tagli "Risorse ai dipartimenti e burocrazia
più snella" Visto il blocco del turnover teniamo collaborazioni con chi va
in pensione Alberto Del Bimbo, 57 anni, ingegnere, presidente della Fondazione
per la ricerca dell´ateneo, www.albertodelbimbo.it. Come si distingue il suo
programma dagli altri candidati?
<Rottamiamo
gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rottamiamo
gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia» di Antonio Signorini
RomaLuigi Angeletti, segretario generale della Uil, riflettori puntati
sull'edilizia... «Chiaro. È un settore che si sta fermando. E questo succede
per ovvi motivi. I costruttori non vedono la possibilità di vendere nuovi
appartamenti e non aprono cantieri».
L'autonomia
di Di Vittorio ( da "Manifesto, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se non tra le
burocrazie -, alle mediazioni delle appartenenze politiche o culturali. Ieri
alla Camera, presentando «Pane e libertà», si è detto che la ricostruzione
della vita di Giuseppe Di Vittorio è rivolta ai giovani, per sollecitare la
ricerca della libertà e dell'emencipazione dalle tante precarietà cui sono
costretti.
Hanno
spremuto l'est e adesso scappano ( da "Manifesto, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Burocrazia
complessa e farraginosa, denunciano i padroncini di casa nostra. Sarà proprio
così? La denuncia, che a prima vista potrebbe apparire verosimile, in realtà è
imbroglionesca, gioca con le parole, chiama burocrazia le regole, i diritti
(dei lavoratori e dell'ambiente) e i doveri (degli imprenditori).
L'Udc
Giacomo Arcaini: <Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
regione ci ostacola, ce ne andiamo - carlo bartoli
( da "Tirreno,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tempi lunghi
colpa della burocrazia CARLO BARTOLI FIRENZE. La Toscana è una regione che
punta sull'energia eolica per ridurre l'inquinamento e la dipendenza dal
petrolio? Non proprio, anzi il contrario, secondo Ali Rahimian, consigliere di
amministrazione della multinazionale danese European Windfarm e presidente
delle due consociate italiane,
MEET
THE MEDIA GURU 2009: CORY DOCTOROW
( da "marketpress.info"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in Europa
esiste il copyright parlamentare e per questo esiste molta burocrazia. Sarebbe
utile che i parlamentari europei fossero più tecnologici ma è implicito che più
sono anziani, più sono resistenti alla tecnologia. Collaborare è la chiave per
lo sviluppo dell?industria culturale secondo il blogger canadese.
MONTESILVANO
- Cassa automatica fuori uso da tempo e mai riparata, un'impiegata molto
efficiente tra... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma come
spesso avviene dalle nostre parti le cose più semplici non vengono nemmeno
prese in considerazione e la burocrazia si arroga il diritto di vessare il
contribuente anche in questoi infiniti tempi di attesa davanti ad uno sportello,
inchiodandolo per ore davanti ad uno sportello. P.G.O.
<Mettiamo
i soldi in cantiere> Fabbri: <Cose da terzo mondo>
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Piuttosto, va
snellita la burocrazia per le grandi opere». Concorda il sindaco Alberto
Ravaioli: «Dico no al Piano casa del centrodestra per motivi precisi». Quali?
«E' tagliato su misura per i proprietari di ville e non ha effetto pratico su
chi ha davvero bisogno di una casa.
Il
castello diventa un grande affare
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
persi nei
meandri della burocrazia (presentazione pratiche, permessi, progetti
esecutivi), approvazioni delle varie Sovrintendenze e finanziamenti che
arrivano goccia dopo goccia. Nel 2006, prima pietra con due mini lotti sotto i
500 mila euro (restauro architettonico e strutture per ascensore panoramico),
con l'impresa Zoppoli&Pulcher.
AIUTARE
LE REGIONI PER SOSTENERE L'EUROPA
( da "marketpress.info"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Più
burocrazia vuol dire più corruzione. Meno burocrazia si traduce in una minor
corruzione perché l´intero processo diventa più trasparente". I fondi di
coesione sono destinati principalmente ai progetti di costruzione in paesi con
un Pil (Prodotto Interno Lordo) equivalente od inferiore al 90 per cento della
media europea,
Giustizia,
quali riforme? Giustizia, quali riforme? è il tema d...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
Una delegazione di Aiab Umbria ha partecipato alla Conferenza dei delegati Aiab
(Associazione Italiana Agricoltura Biologica). L'appuntamento nella capitale,
anticipato dalla "Conferenza nazionale sulla certificazione in agricoltura
biologica", è stata l'occasione per la delegazione regionale per
affrontare in particolare i problemi della certificazione e più in generale
Cappuccio:
<Non lasciamo la cultura agli assessori>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
editore non
può e non deve essere la burocrazia. Ma Cappuccio avverte: «Sono d'accordo nel
dare 100 euro allo studente Marco Rossi che sceglie cosa andare a vedere.
Sottoscrivo la proposta, a condizione che, però, Marco Rossi sia aiutato a
scegliere». Cosa vuol dire? «Facciamo l'esempio dei teatri stabili: Palermo fa
scambio con Milano, Milano con Napoli,
"Il
Vco deve ripartire dall'edilizia"
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che hanno
difficoltà a emergere perché c'è ancora una burocrazia troppo macchinosa che
rallenta tantissimo le iniziative. Ci sono opere pubbliche già finanziate qui
nel Vco che sono rimaste congelate per via degli intoppi burocratici. Di questa
situazione ne ho parlato col prefetto per vedere se riesce a darci una mano.
Giacomense
contro tutti ( da "Nuova Ferrara, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dal calcio
giocato alla burocrazia, quale rapporto con le istituzioni di Ferrara?
«L'accoglienza è stata buona. Poi i miei progetti non sono andati a buon fine.
Non voglio fare concorrenza alla Spal e al suo centro, ma piacerebbe anche a me
avere un centro sportivo dove far giocare le giovanili.
Opere
pubbliche ferme, 15mila posti a rischio
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro
burocrazia e tagli «Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio» Marianna La
Forgia BARI Se economia è in crisi, la Puglia rischia di rimanervi due volte
invischiata, perché all'orizzonte si profilano migliaia di tagli di posti di
lavoro se non verranno sbloccati gli appalti di tutte le opere immediatamente
cantierizzabili per rilanciare la produttività e per difendere l'
Il
distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il distretto
tecnologico bloccato dalla burocrazia La Giunta ha già erogato la sua quota di
25 milioni Beatrice Vergari PERUGIA Il distretto tecnologico dell'Umbria
procede a rilento, almeno nella parte statale. Come riferisce la Regione,
verranno erogati in questi giorni 8 milioni di euro, quota di finanziamento
statale della legge 297/99,
Per
i macelli locali riconoscimento Ue con il contagocce
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Est)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
strette tra
spese di gestione e burocrazia, alla macellazione sempre più spesso
preferiscono la lavorazione e la trasformazione delle carni acquistate da
altri». Il punto dolente rimane però la polverizzazione delle attività. Sono
tramontati, infatti, i tempi del mega macello padovano Grosoli, fallito negli
anni '90 dopo aver ricevuto ingenti aiuti pubblici.
)
POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è...
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eliminando
gli enti inutili e la burocrazia. Occorre investire nei punti nevralgici dello
sviluppo e della qualità della vita: infrastrutture ed eccellenze dei presidi
ospedalieri sono due priorità che vanno affrontate immediatamente. Il sistema
bancario deve utilizzare i risparmi dei cittadini forlivesi per far crescere su
questi obiettivi lo sviluppo della nostra città.
<Basta
cause. Si determini un canone equo>
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
crisi dell'economia e dei consumi. Non ci bastano più le promesse: vogliamo i
fatti che invece oggi vedono in alcuni comuni l'aumento delle tasse e del suolo
pubblico». IL NEOPRESIDENTE Luciano Masini, elenca 12 risorse strategiche per
uscire dalla crisi: sicurezza (vigilanza di quartiere,
MASSIMO
della Giovampaola ... ( da "Nazione, La (Siena)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Snellimento
della burocrazia e gestione attenta delle manutenzioni saranno i primi segnali
che intendo dare ai cittadini. Tra le priorità la realizzazione della variante
della 326». Infine, Rossi dedicherà «particolari attenzione alle realtà culturali
esistenti sul territorio e che saranno previsti adeguati investimenti a favore
del polo scolastico,
Il
Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per
gli edifici costruit... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
6 Il Veneto
prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli
edifici costruit... Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%;
standard qualitativi per gli edifici costruiti fino al 1989; agevolazioni
fiscali locali; meno burocrazia
Casa,
libertà di ampliamento Già pronta la legge veneta
( da "Corriere
del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi la
burocrazia. La licenza edilizia non servirà più, basterà la Dia (la dichiarazione
d'inizio attività), semplificando così di molte le pratiche amministrative per
chi deciderà di mettere mano al proprio patrimonio edilizio. O di «togliere i
soldi da sotto il mattone », come ha sintetizzato Galan.
Ecco
lo sportello Unico' ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
COMUNE DA
SABATO BUROCRAZIA MENO COMPLICATA - SAN GIULIANO TERME - E' STATO presentato
«Unico», lo «Sportello per il cittadino", un nuovo servizio del Comune di
San Giuliano Terme che sarà inaugurato sabato prossimo. «Unico» è un'ulteriore
tappa raggiunta dal programma di legislatura del sindaco Paolo Panattoni che lo
aveva annunciato e promesso nel giugno del 2004.
Soyinka:
<Su Bashir io sto con L'Aja>
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
C'è tutto un
mercato di falsi medicinali comprati in Cina e in India ma anche fabbricati a
livello locale come quello sciroppo che ha recentemente provocato la morte di
quasi un centinaio di bambini. C'è un'intera città che fabbrica falsi
medicinali. Dominano corruzione e burocrazia».
Assegni
sociali, meno burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia Dal 1° gennaio si prende come riferimento il reddito dell'anno
precedente di SALVATORE MARTORELLI MILANO SONO IN ARRIVO cambiamenti e non di
poco conto per le migliaia di pensionati che beneficiano delle cosiddette
«prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito» ovvero
assegni sociali,
<Non
ho più soldi per la spesa> Disperato appello di una mamma
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mi sono
rivolta agli assistenti sociali, ma ho sbattuto contro la burocrazia. Sto
affrontando anche il divorzio da mio marito. Resta il problema fondamentale:
non ho nè lavoro nè denaro. Non dico quello per fare benzina, ma quello,
esseziale, per la spesa quotidiana. Ho pensato di rivolgermi al mio giornale e
alla mia città.
Non
ho firmato l'appello di Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas
pubblicato su l... ( da "Stampa, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La seconda è di
esautorare le burocrazie delle amministrazioni locali, responsabilizzando al
loro posto un'intera categoria professionale, quella degli architetti e degli
ingegneri. La terza è di legare questa mobilitazione individualista
all'opportunità di rinnovare anche dal punto di vista della sostenibilità
ambientale uno stock edilizio ormai desueto e divoratore di energia.
Ponte
militare subito per salvare la stagione turistica
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma conoscendo
i tempi della burocrazia, l'Associazione delle piccole e medie imprese del
nuorese e gli associati della Baronia, promotori del vertice tenuto in
prefettura, non nascondono una certa dose di scetticismo. La stagione turistica
è ormai alle porte, a Pasqua si dovrebbe partire con il primo test di stagione.
<Il
bello dello show? Il rischio querela>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Solo che poi
in lista sono stati presentate le cariatidi della vecchia burocrazia Ds e della
Dc. Non voterò quel partito per nessuna ragione». Un po' come molti dello
zoccolo duro: gli operai. «In giro per l'Italia mi capita di vedere, anche nei
paesini più piccoli del nord, convocazioni di assemblee popolari, dibattiti
organizzati dai leghisti.
Il
governo rilancia l'edilizia, Simpsons senza tetto
( da "Metronews"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fra le novità
ancora allo studio del governo c?è anche l?abolizione del permesso di
costruire, sostituito da una perizia giurata del progettista. Pratiche molto
più snelle, meno burocrazia e norme più flessibili in un piano casa che,
comunque, fa già discutere. (LAURA PONZIANI)
Occorre
tutelare il potere d'acquisto ( da "Corriere Adriatico"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I motivi sono
noti: la manodopera costa meno, la burocrazia pone meno vincoli. Un processo
partito nel Nord-Est e poi a mano a mano spostatosi anche verso Sud, quindi
verso le Marche. Il problema maggiore non è tanto la ricaduta sulla produzione
quanto la lenta ma inesorabile ricaduta sul potere d'acquisto delle maestranze.
Spinazza,
problema convenzione naccio ( da "Sicilia, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
essere
ritardati dalla burocrazia e dalle lungaggini del comune netino. Il commissario
infatti, a seguito anche di alcune sollecitazioni del prefetto, ha stilato la
bozza di convenzione con il comune netino, bozza che comprenderebbe sia la
gestione del traffico lungo l'intero lungomare Spinazza sia la gestione dei
servizi nella fascia di terra adiacente alla borgata di Marzamemi.
Contravvenzioni,
il 60 per cento non le paga ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agenti impegnati
a notificare e a lavorare nella burocrazia richiesta dalle multe insolute». Non
sembra essere dello stesso parere Luca Busetto, comandante della polizia
comunale, il quale dà sì atto del tempo che un agente perde per notificare e
verificare la riscossione delle multe comminate, «ma - aggiunge - è anche vero
che l'attività 2008 è aumentata per tutti quanti gli ambiti,
Legge
veneta per l'edilizia, Galan batte Roma sul tempo
( da "Gazzettino,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Primo: ci
sarà una assoluta abolizione della burocrazia». Per l'aumento delle cubature
del 20%, per intenderci, basterà una Dia, la Dichiarazione di inizio attività.
Ma chi potrà usufruirne? «È chiaro che la legge funzionerà di più per le
abitazioni singole, con i condomini sarà più difficile.
La
chimera Adsl: 20mila persone ancora "isolate"
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E quando non
ci sono inconvenienti tecnici, ecco il bastone della burocrazia: alcuni comuni
verrebbero incontro ai privati per dividere gli oneri degli investimenti
necessari, ma Bruxelles considera queste forme di finanziamento pubblico come
veri e propri «aiuti di Stato». Quindi in contrasto con le norme in materia di
libera concorrenza.
Più
cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Via libera
alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e
creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e
tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio
dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la
conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15
Più
cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia
( da "KataWebFinanza"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Via libera
alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e
creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e
tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio
dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la
conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15
PMI:
STUDIO CIDEC, BUROCRAZIA E ACCESSO AL CREDITO 'INCUBI' DEGLI IMPRENDITORI
ITALIANI (2) ( da "ITnews.it"
del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tangenziale
pronta entro fine anno ( da "Stampa, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vediamo
concretizzarsi i tanti documenti passati al vaglio della burocrazia in questi
anni». E' ancora Borioli ad annunciare che «sarà dato brevemente il via a un
altro gioiello che collegherà Novarese e Vercellese, ossia la Pedemontana»: la
Regione passerà infatti ad avviare il bando di gara per la ricerca del
promotore finanziario intorno alla metà di aprile «e questo permetterà all'
Bond
argentini, una banca condannata al risarcimento
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
da parte
delle associazioni dei consumatori che hanno unito le forze e messo insieme
diversi modenesi che si sono ritrovati con lo stesso amaro problema: risparmi
azzerati per la bancarotta di un paese. Questa sentenza servirà certamente
anche a chi fino ad ora non ha ancora trovato giustizia e sta aspettando i
tempi della burocrazia per provare a recuperare quanto perso. (s.c.)
Nel
Feltrino la crisi viaggia a tripla velocità
( da "Corriere
delle Alpi" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Infine una
considerazione generale: «Attualmente la burocrazia pesa per il 20-22 per cento
sull'attività delle imprese. Con queste percentuali», conclude Curto, «diventa
tutto più difficile anche nei periodo in cui l'economia tira. Ovvio che adesso
tutto si ingigantisce».
La
Lega Nord frena sul piano per la casa (
da "Giornale
di Brescia" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata
dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio
senza argini sono però state previste sanzioni più severe delle attuali per chi
intacca i beni vincolati.
per
il centrodestra è uno scippo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
aveva, evidentemente, fatto il suo corso, ma le decisioni del Cipe hanno
cancellato con un colpo di spugna qualsiasi atto annesso e connesso sulla
strada. «Possiamo parlare di scippo - ha detto duramente Giovannelli, sindaco
Pdl -, di promesse non mantenute.
piano
casa, primi dubbi della lega lombardia pronta a seguire il veneto - paola
coppola andrea montanari ( da "Repubblica, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia e tempi più stretti: ecco i punti chiave del piano per l´edilizia a
cui sta lavorando il governo, la "legge quadro" che domani dovrebbe
approdare al Consiglio dei ministri. Anche se è possibile che il via libera
slitti di qualche giorno per mettere a punto i dettagli del pacchetto e
sciogliere le riserve dell´
l'italia
sarà salvata dai "giardinieri di dio"
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma le
burocrazie delle varie province e regioni chiedono di avere licenza illimitata
di spesa e di sperpero. La Jugoslavia è crollata cosí, non a caso inventandosi
una questione etnica per non pagare il dazio del fallimento». Invece ci
vorrebbe un federalismo responsabile «alla tedesca, con uno stato leggero,
pianificazione
sbagliata pochi servizi, prezzi alti
( da "Tirreno,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Stagioni
troppo corte (per carenza di servizi), imprenditori gravati dalla burocrazia e
dalle spese. E poi i prezzi: un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza,
in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona.
Stessa cosa in Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro.
invalidità,
guerra alle pratiche lumaca ( da "Nuova Sardegna, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
informatizzazione
contro la burocrazia Il primo passo dell'Asl è stato quello di accorpare il
servizio a Villa Clara CAGLIARI. Da un anno il portatore di handicap che deve
ottenere la certificazione del suo stato e anche l'invalidità civile non fa più
due istanze e due visite: la commissione dell'Azienda sanitaria lo vede una
volta sola per una doppia richiesta presentata in una domanda unica,
I
bonus non bastano per evitare l'impoverimento dei pensionati
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si è
scaricata tutta la burocrazia inventata dal Governo; abbiamo accolto una
moltitudine di persone affannate, disorientate, umiliate, deluse, con le quali
abbiamo però avuto anche la possibilità di parlare delle nostre critiche e delle
nostre proposte per un aumento strutturale di pensioni e salari.
L'It
di Obama che parla in swahili ( da "Finanza e Mercati"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per riuscire
nell'impresa Vivek dovrà superare lobby e resistenze di una burocrazia sempre
gelosa delle proprie informazioni. Ce la può fare? Come nel caso del suo boss,
c'è da sperare di sì. Per il mondo dell'It pubblico, dopo anni di fallimenti,
sarebbe un evento storico.
pensione
per animali, mille ostacoli ( da "Nuova Venezia, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
NOALE: LA
BUROCRAZIA Pensione per animali, mille ostacoli Un giovane veterinario: «Ci
provo dal
magistro:
"io sindaco per una città normale"
( da "Repubblica,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbattimento
dei costi della politica e burocrazia più veloce, «in un momento in cui la
città vuole tornare ad essere normale e i problemi di tutti i giorni devono
essere al centro dell´attenzione del sindaco». Così il candidato al Comune,
Mimmo Magistro (segretario nazionale Psdi), ha presentato il proprio programma.
rimedi
alla crisi, meno burocrazia ( da "Centro, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pagina 11 -
Chieti Rimedi alla crisi, meno burocrazia Il Suap accorcia i tempi per il via
libera alle nuove attività Licenze in tre giorni Lo Sportello di San Salvo
volano per l'economia SAN SALVO. Mezz'ora per esaminare e protocollare una
pratica on-line; tre giorni per rilasciare le prime autorizzazioni;
<È
una sentenza molto durache è difficile da accettare>
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Alla fine è
la burocrazia a prevalere e chi è chiamato a intervenire in certe situazioni è
perdente in partenza». In che senso? «Se usa la forza, ci rimette la carriera.
Se non la usa, ci rimette la vita». Cosa fare? «Noi, pur accettando la
decisione del giudice, faremo di tutto perché la memoria di Daniele abbia
giustizia e il suo sacrificio serva a qualcosa.
Ma
nelle librerie il classico dell'egoismo ritorna best seller
( da "Stampa,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ritirare
ciascuno il proprio lavoro creativo da una società che li opprime con leggine,
burocrazie, assenza di riconoscimento al merito, tasse oppressive. Stufa di
esser sfruttata dal governo a nome delle masse, descritte come «parassitarie» e
«scroccone», questa élite creativa e imprenditoriale elabora una specie di
secessione, ritirandosi in un campo sulle montagne del Colorado.
Per
costruire basta autocertificare, velocizzato l'ok paesaggistico. 5 mila alloggi
popolari ( da "Manifesto, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In generale,
il «piano casa» conterrà norme per lo «snellimento» della burocrazia,
sostenendo il permesso di costruire con l'autocertificazione del progettista, e
la velocizzazione delle procedure per il rilascio dell'autorizzazione
paesaggistica.
Piano
per l'edilizia, la Lega resta perplessa
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata
dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio
senza argini - un rischio che è stato al centro delle polemiche dei giorni
scorsi - sono, però, state previste sanzioni più severe delle attuali per chi intacca
i beni vincolati.
Sosta
a raso, ni dalla libreria Un'alternativa, poi lo stop'
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Le dirò di
più, che lo abbiamo già fatto, ma è stata una cosa defatigante, con una
burocrazia che ci asfissiva per i permessi. Ci rimandavano dal Comune ai vigili
e dai vigili al Comune. Ci lascino un pochino più libertà e prometto che la
cultura sotto i portici ce la porto davvero».
Le
leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il
messaggio venuto... ( da "Nazione, La (Siena)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
veicoli a
motore e le rigidità della burocrazia statale. Numerosi gli interventi. Dopo i
saluti del presidente del Comitato organizzatore, Lapi, degli assessori allo
Sport del Comune, Bianchi e della Provincia Del Ciondolo, hanno parlato il
vicepresidente del Coni Provinciale Nesi, il capo di gabinetto della Prefettura
Tedeschi, il presidente di Siena Tuning Club Federico Vanni,
Licenziamenti,
più 50 per cento Cassa integrazione triplicata
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contesta Gigi
Petteni della Cisl —. Il sospetto è che si usi un surplus di burocrazia per
scoraggiare le imprese ». Dal canto suo l'assessore regionale al Lavoro, Gianni
Rossoni, non pare preoccupato: «Aprire una vertenza col governo è del tutto
fuori luogo». Rita Querzé
SONO
passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Riteniamo
che la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure,
anche perché il decreto di luglio era formulato in modo preciso, indicando le
fonti del finanziamento di 35 milioni: 25 da fondi comunitari e 10 dal fondo
centrale per il credito peschereccio.
Ornaghi:
cultura senza identità Milano torni ad ascoltare i giovani
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono stati
uccisi da un certo sistema formativo e dalla burocrazia. Milano era una città
di piccole eccellenze, le quali creavano miracoli senza seguire un programma di
fondo; sapevano costruire un prodotto unico, capace di vincere ogni
concorrenza: la "milanesità". E questo artigianato si faceva poi
grande.
Inchiesta
per la morte in cantiere ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aveva detto
Pironi bisogna tenere presenti le priorità suggerite dal presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano. Occorre garantire la sicurezza senza incidere
sulla burocrazia ed educare gli studenti delle scuole superiori, prima che
entrino nel mondo del lavoro. E' quello che proporrò soprattutto negli istituti
professionali». Lorenza Lavosi
<Escluso
dall'insegnamento> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ho trovato
quasi sempre dei no'» SCUOLA & BUROCRAZIA Caro Carlino, L'intervento sul
"Carlino" del 28 febbraio di Francesca Boari, sugli effetti benefici
per gli allievi del Canonici Mattei di un corso musicale, mi induce a
raccontare la mia triste storia. E' sempre antipatico parlare di se stessi, ma
spero ciò possa avere un valore paradigmatico.
Le
coop promuovono il Piano ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un
momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà
declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate
e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla"
ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza»
di
SAVERIO MIGLIARI <IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa ...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un
momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà
declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate
e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla"
ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza»
E
sui pannelli solari adesso spunta l'Ici
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Spiegata così
sembrerebbe la classica storia di ordinaria burocrazia italica. Eppure lo
stabilisce una circolare dell'Agenzia del territorio dello scorso novembre. E
da allora si è aperto un contenzioso tra le aziende che operano nel
fotovoltaico, rappresentati dall'associazione di settore Assosolare, e i
tecnici dell'Agenzia.
Il
piano casa del Lazio? <Concertato coi costruttori>
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
accelerare e
snellire la burocrazia per dare risposte non sulla carta, ma nei fatti -
osserva - . Se si trova un equilibrio tra istituzioni, banche e imprenditori si
può concretamente rimettere in moto l'economia ». Marrazzo spiega le
perplessità sul progetto del governo facendo due conti: «Loro hanno stanziato
550 milioni di euro per tutta Italia dei quali 50 andranno al Lazio,
popolari
e un milione di proprietari in più
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Via libera
alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e
creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. TEMPI CERTI. Meno
burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e
indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento.
Energie
rinnovabili, progetto all'avanguardia
( da "Nuova
Ferrara, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mettere in
campo una grande forza d'urto e scardinare tutte quelle condizioni che
ostacolano i nostri progetti, dalla burocrazia alla cultura dell'emergenza.
Dobbiamo far prevalere la cultura del fare, costruire progetti con le
associazioni agricole e collaborare con tutti quelli che ci seguiranno sulla
strada dell "innovazione"».
Felpe
e jeans col marchio dell'Esercito
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il Demanio e
la burocrazia hanno reso tutto inutile. E COSÌ c'è voluta un'iniziativa nel suo
piccolo rivoluzionaria, ovvero la decisione dell'Esercito di dare vita ad un
proprio marchio di sportswear, per riportare le divise in terra orobica. Oggi,
infatti, alle 18, presso il centro commerciale Oriocenter, di fronte all'aeroporto
di Orio al Serio,
BOLOGNA
IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa discut...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Giusto
introdurre elementi di maggior flessibilità, ridurre la burocrazia e accorciare
i tempi di attesa per le aziende». Timide aperture anche da Reggio. Mauro
romoli, vice presidente della coop La Betulla sottolinea come positivo il minor
ricorso alla burocrazia, «anche se non si deve intendere tutto come 'andate e
moltiplicate i vostri vani'».
Auditorium
e ambulatori con la nuova Coop Reno
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia, convincere le banche a dare più respiro alle imprese. Sono le tre
principali richieste che provengono dalla Cna di Altedo, a Malalbergo, per
contrastare la crisi che sta colpendo duramente le imprese associate. «Si
stanno infittendo spiega Claudio Ventura, responsabile dell'ufficio di Altedo
le iniziative di Cna a supporto delle aziende bolognesi.
Libero
mercato a parole, protezionista nei fatti
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con un costo
delle burocrazie che tende ad aumentare senza sosta? Possiamo continuare
all'infinito a inventarci corvée ai danni delle imprese (con oneri indotti pari
alla stessa fiscalità ufficiale) e a obbligare i consumatori a buttar via auto,
mobili, elettrodomestici, per creare una domanda fittizia?
Castello,
l'isolamento continua ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
LA BUROCRAZIA
Arrivano, però, le rassicurazioni dell'assessore. «Le telecamere ormai sono
state installate: potranno essere gestite temporaneamente dalla Multiservice
che garantirà il servizio per 24 ore al giorno». Se non altro, il contratto con
questa società consente di bypassare i tempi della burocrazia.
Casa,
domani il piano del Governo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della rivoluzione immaginata
dal premier. Ecco le misure chiave del testo da proporre alle Regioni.
AMPLIAMENTO CASE Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un
tetto massimo del 20% del volume esistente;
Cittadini
in tv, il nuovo canale YouTube del Movimento Difesa del Cittadino
( da "Comunicatori
Pubblici" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato
dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su
YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la
partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei
telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'
"Liberare
il territorio costruendo. A Milano lo facciamo già"
( da "Foglio,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisogna
capovolgere i luoghi comuni e iniziare col dire che sono i decenni di
burocrazia e di rigidità nel modo di concepire il territorio ad aver creato i
disastri ambientali e il disordine che vediamo. Bisogna sburocratizzare,
liberare risorse e uscire da una logica di sospetto per il ruolo dei privati”.
Se questa è la filosofia che anima il “
CATIA
DI NARDO CASTELLAMMARE. AMBULATORIO CHIUSO PER MANCANZA DI PERSONALE
INFERMIERISTICO&... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la salute
delle persone non può attendere i tempi della burocrazia, occorre un intervento
urgente per evitare che questo spiacevole inconveniente si ripeta». Intanto,
altri utenti, rimasti per ore in attesa hanno cercato di rivolgersi alla
direzione della struttura di via Bocchetti. Un tentativo inutile, visto che
anche altri dirigenti sono risultati assenti per malattia.
ROMA.
IL PIANO CASA APPRODERà DOMANI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. ANCHE SE NON è ANCORA
CERT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il disegno di
legge abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione
di conformità giurata da parte del progettista. Semplificazione. Meno
burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e
indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. an. tr.
GIANFRANCESCO
D'ANDREA RESTYLING DELLA PIAZZA, IL SALOTTO BUONO DELLA CITTà, A PARTIRE
DALLA... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
era finito
nelle secche della burocrazia, con un contenzioso verso la ditta affidataria
dei lavori. Il Comune di Piedimonte ha quindi preferito procedere
autonomamente, stanziando un fondo di 60mila euro. Tempi più lenti, invece, per
la redazione del piano comunale del colore, altra spina nel fianco per
l'immagine della città antica: il centro storico,
GIUSEPPE
MIRETTO STOP ALLA RIFORMA: SI BLOCCA LA RIFONDAZIONE ORGANIZZATIVA E GESTIONALE
DEL WELF... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non riescono
ad affrancarsi dall'arcaiche e farraginose burocrazie comunali. Su tutte quella
del Comune di Maddaloni, ente capofila e massimo responsabile del perdurante
crack finanziario. Non parte il «Consorzio dei servizi sociali»: si complica il
percorso per il varo dell'innovativa struttura amministrativamente e
finanziariamente autonoma.
Confartigianato:
"Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore
alimentare" ( da "Sestopotere.com"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bene
modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore alimentare?
(12/3/2009 14:48) | (Sesto Potere) - Roma - 12 marzo 2009 - “Un passo avanti
sulla strada della semplificazione burocratica per le piccole imprese del settore
alimentare”. Così il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini definisce
l?
Edilizia,
la recessione provoca un calo del 10% nella produzione
( da "Corriere
Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Ogni
snellimento di procedure e burocrazie è benaccetto, anche se in Lombardia
disponiamo già della Dichiarazione d'Inizio Attività (Dia) che permette un iter
più veloce. Siamo inoltre d'accordo nel concedere un "premio
volumetrico": se legato all'efficienza energetica, questo diventa un
incentivo per i privati.
Disabili,
consulente anti-burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Disabili,
consulente anti-burocrazia Conoscere diritti e aiuti a disposizione: per loro è
possibile al "Punto H" di via Runcis Giovedì 12 Marzo 2009, Casarsa
della Delizia Un aiuto in più per le persone disabili e le loro famiglie
nell'affrontare le questioni burocratiche.
Dedichiamo
a Danieli gli impianti sportivi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
si sa è sempre piena di ostacoli che rallentano problemi che potrebbero essere
superati in breve tempo". Luciano Gallina è il promotore di questa
iniziativa, con lui anche però altri personaggi del paese cha con Roberto
Danieli hanno diviso momenti storici calcistici indimenticabili.
Il
piano ferie di Luxottica sarà in agosto per 3 settimane
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
no alla
social card perché per ottenerla serve molta burocrazia e gli acquisti devono
essere fatti in negozi convenzionati (è stata richiesta solo da 500 mila
persone) quindi i soldi stanziati potrebbero non essere utilizzati; gli unici
aumenti delle tasse nel 2008 sono stati fatti sui redditi da lavoro
dipendente».
( da "Trentino" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mori. Il leghista
plaude al part-time ma sottolinea anche carenze «Più servizi ai cittadini» Civettini
denuncia disfunzioni in municipio MORI. "Bene il part-time al comune di
Mori, ma crescano anche i servizi ai cittadini." Con queste parole l'ex
presidente del consiglio comunale moriano Claudio Civettini, ora consigliere
provinciale, commenta la buona notizia della soddisfazione lavorativa del
personale del comune di Mori, con l'accoglimento di tutte le esigenze
famigliari degli stessi dipendenti. "Bisogna però dire, che tali positivi
e lodevoli sforzi dell'amministrazione, vanno necessariamente confrontati anche
con le esigenze dei cittadini e dei bisogni della collettività. Una comunità
sempre più in crescita e sempre più a disagio per il distacco che nella realtà
esiste tra chi eroga servizi al pubblico e chi li riceve materialmente. Inutile
nasconderlo ipocritamente perché questo è uno dei problemi che la collettività
moriana ha e soffre. Pensiamo all'ufficio tecnico, che per mille ragioni, nel
rispetto della professionalità individuale, mediamente alta, ha tantissime
problematiche irrisolte e i cittadini sono spesso esasperati per le lungaggini,
la burocrazia e la mancanza di regole note. Quanti cittadini hanno sofferto e
soffrono questi fatti? In generale, quante pratiche ferme? Quante risposte
inevase?" Incalza Civettini: "Per non parlare del servizio telefonico
quando si telefona al municipio, con attese inaccettabili e disorganizzazione
generale che, partendo dall'esiguità del numero di addetti, basta una
malattia per chiudere al pubblico qualche servizio, come è già successo
parecchie volte. Non bisogna aver timore di parlare di queste cose perché
l'organizzazione interna e la soddisfazione del personale sono cose
irrinunciabili, ma vanno di pari passo con la qualità del servizio erogato e la
parte politica ha il dovere altrettanto irrinunciabile di monitorare la
soddisfazione del cittadino, del disoccupato, dell'imprenditore e delle
necessità del territorio." Conclude il consigliere provinciale della Lega:
"Si corre il rischio di generare dei soddisfatti del nulla, nella difesa
di sacrosanti diritti dei dipendenti del comune in generale, peraltro senza
nulla dare in più alle molte figure presenti, senza riscontri reali con la
realtà dei servizi. Perciò ben venga l'accoglimento del part-time per chi ne ha
l'esigenza, ma innanzitutto, la riorganizzazione generale. Venga garantita e
protesa verso gli obiettivi che questa amministrazione si vuol dare e la
disponibilità delle relative risorse economiche per la copertura dei servizi.
Ci vuole un atto di coraggio per parlare insieme ai dipendenti-cittadini, per
meglio inquadrare le soluzioni necessarie a migliorare e responsabilizzare un
servizio primario alla collettività." (d.t.)
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 10 Marzo
2009, Trieste Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e
soprattutto più a misura di famiglia e di piccola impresa. La Regione, forte
della competenza primaria che le deriva dallo Statuto speciale, non applicherà
"tout court" il pacchetto di norme che il Governo Berlusconi si
appresta a licenziare, ma perfezionerà il proprio nuovo Codice dell'edilizia stabilendo
parametri di intelligenza, come li definisce l'assessore all'Urbanistica
Federica Seganti. L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di
ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate
dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un
aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per
cento, spiega l'assessore. «Stiamo pensando a un limite attorno al 20
per cento fino a un massimo di
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 26 - Sassari
Oggi i progetti per il rilancio di Fertilia Scadono i termini per presentare il
piano di riqualificazione L'iniziativa voluta da Regione e Comune ed è rivolta
agli imprenditori Disponibili 2milioni GIANNI OLANDI ALGHERO. Scadono oggi i termini
per la presentazione delle manifestazioni di interesse parte dell'imprenditoria
privata in relazione al progetto di riqualificazione di Fertilia. Iniziativa
voluta dalla Regione e dal Comune allo scopo di rilanciare la bortata sul piano
turistico, ricettivo e dei servizi. Progettualità per la quale la Regione nella
precedente legislatura ha stanziato 2 milioni di euro. A ieri le manifestazioni
di interesse da parte del mondo dell'impresa giunte all'Ufficio protocollo del
Comune erano cinque, è possibile che oggi tale numero sia destinato ad
aumentare ma resta comunque la considerazione che si tratta di un numero
decisamente limitato. Domande e contenuti sono al momento sottoposti a un
rigido, e del tutto comprensibile, "top secret", anche perchè le proposte
saranno aperte e valutate tutte insieme nei prossimi giorni. Lo scopo del bando
è quello di rilanciare Fertilia, l'allora presidente della Regione, Renato
Soru, aveva perfino azzardato per la borgata lo slogan di «Perla della Riviera
del Corallo», ma forse non aveva fatto ancora i conti con la linea dura assunta
dal mondo del credito al quale oggi più di ieri, per la nota crisi finanziaria
mondiale, peraltro provocata dallo stesso mondo bancario americano, l'accesso è
diventato un'impresa. Molte delle proposte che in un primo momento sembravano
percorribili da parte di alcuni imprenditori locali sono immediatamente
naufragate di fronte alla rigidità del sistema bancario e anche quelle imprese
dotate di buona solidità proprio per gli stretti spazi di azione sul piano
finanziario hanno preferito rinunciare e attendere tempi migliori. Su Fertilia
l'idea progetto del bando è quella di creare nuovi posti letto, attività di
servizio, centri di grande distribuzione di qualità finalizzati a diventare
riferimento non solo per la borgata ma per tutta l'area a nord del Calik. La
tiepida risposta del mondo dell'impresa, per le ragioni già accennate, non
fermerà comunque l'idea del progetto e si procederà in ogni caso, per citare un
episodio significativo, alla ristrutturazione del cinema teatro che si trova in
stato di abbandono da diversi decenni. Ma oltre alle questioni sulle
ristrettezze del credito che hanno congelato molte delle aspettative iniziali,
da segnalare che l'amministrazione comunale dovrà affrontare il rilancio della
borgata anche sotto l'aspetto normativo urbanistico. Il piano particolareggiato
di Fertilia adottato nel 2004 non prevede infatti la realizzazione di nuovi
posti letto e tantomeno il cambio di destinazione d'uso delle realtà immobiliari
presenti. Necessariamente si porrà quindi il problema di una revisione dello
strumento urbanistico e di un adattamento dello stesso alla nuova ipotesi di
sviluppo. Ci vorrà quindi del tempo, e anche se il sindaco Tedde ha più volte
ribadito che il piano particolareggiato di Fertilia non è «la Bibbia», sarà
comunque necessario avviare adeguate procedure di ordine tecnico e
amministrativo per dare corso al progetto di rilancio della borgata. Si teme che un'idea apprezzabile che ipotizza credibili ricadute
di ordine economico, e quindi occupazionale, possa finire nei legnosi
meccanismi della politica e della burocrazia e quindi essere vanificata nel tempo. Pur essendo supportata
anche finanziariamente da un importante contributo di due milioni di euro.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 10 Marzo
2009, Pordenone Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e
soprattutto più a misura di famiglia e di piccola impresa. La Regione, forte
della competenza primaria che le deriva dallo Statuto speciale, non applicherà
"tout court" il pacchetto di norme che il Governo Berlusconi si
appresta a licenziare, ma perfezionerà il proprio nuovo Codice dell'edilizia
stabilendo parametri di intelligenza, come li definisce l'assessore
all'Urbanistica Federica Seganti. L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di
ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate
dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un
aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per
cento, spiega l'assessore. «Stiamo pensando a un limite attorno al 20
per cento fino a un massimo di
( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Grosseto
«La Maremma non sa più vendersi» Croazia, Spagna, anche la Tunisia hanno più
servizi e prezzi inferiori Sergio Andreucci, segretario delle agenzie di
viaggio, disegna un quadro preoccupante del settore e attacca le scelte fatte
da Provincia e Apt per la promozione GABRIELE BALDANZI GROSSETO. Consigliere di
Ascom, membro della giunta camerale e del cda del Far Maremma, rappresentante
provinciale della Fiavet, la federazione italiana delle agenzie di viaggio, ma
soprattutto imprenditore di primo piano, forse il volto più conosciuto, in
Maremma, del settore turismo. Sergio Andreucci ci ha rilasciato una lunga
intervista in cui torna su quelli che sono - parole sue - «i difetti cronici»
di questa terra, nel promuoversi e accogliere. Promozione turistica
"spezzatino". Se ne parla sempre, ma nulla cambia. Perchè? «Il
discorso è complicato. La nostra è una provincia particolare, dove - è vero - i
flussi turistici più consistenti si registrano nella zona costiera, grazie al
mare, ma quote di mercato sono occupate anche dalle Colline Metallifere,
dall'Amiata e dal tufo. La spinta a fare una promozione polverizzata, senza
coordinamento, è un retaggio che ci portiamo dietro da anni, senza che l'Apt
sia mai riuscita a cambiare lo stato delle cose. Ogni comune, a volte perfino
ogni Pro loco, ha un proprio piano di promozione. Le strutture ricettive si
muovono in ordine sparso. Concetti come sistemicità, standardizzazione dei
servizi, non passano. Restano sui manuali, nei programmi di chi governa. Tutti
siamo un po' responsabili, ma così facendo - se non cambiamo strada - usciremo
presto dal mercato». Una disamina impietosa, ma ci faccia degli esempi. «Si
lavora e si investe senza criterio. Un esempio? Per far conoscere il territorio
e convincere i potenziali ospiti a sceglierlo, le istituzioni continuano a
puntare su fiere, rassegne e mostre, nonostante le indagini di settore di
quelle stesse istituzioni raccontino che soltanto lo 0,3% dei turisti che
soggiornano in Maremma viene intercettato così. Al tempo stesso si finge di non
sapere che il 30% dei soggiorni turistici (il 36% per gli stranieri) ha come
mezzo di informazione Internet». Quindi? Cosa suggerisce? «La provincia di
Grosseto, la butto là, non ha un portale unico, adeguato, completo, per
promuoversi. Io credo che realizzarlo costerebbe molto meno che partecipare ad
una fiera. E i risultati e il ritorno sarebbero migliori. Attenzione, non lo
dico io, ma gli analisti, i numeri, le analisi di customer satisfaction.
Montare uno stand alla Bit, come al Vinitaly o ad altre rassegne nazionali e
internazionali è il minimo. Proviamo a metterci sopra anche gli altri costi:
spese per viaggi, alberghi, indennità, trasferte, etc. Ma davvero è
conveniente?». Lei ama ripetere che "essere in Maremma oggi non basta
più". Perchè fino a 10 anni fa bastava? «Mi creda, non è una boutade. Chi
vuole il mare, solo il mare, oggi sceglie altri luoghi, a prezzi più
accessibili. Noi possiamo offrire molto di più, invece non riusciamo a mettere
a sistema la spiaggia con ciò che sta alle spalle della spiaggia, che è
altrettanto straordinario. Bisogna davvero ripensare tutta l'organizzazione
dell'offerta turistica locale: prezzi, qualità e quantità dei servizi. Ma è
normale che in una provincia bagnata dal mare come la nostra le agenzie viaggi
debbano vendere vacanze al mare in altri Paesi per centinaia di migliaia di
euro, mentre sulle nostre spiagge calano le presenze? Chiediamoci perchè. In
Tunisia (non ho detto la Florida), tanto per citare una meta vicina a noi,
nelle ultime estati si è registrata una crescita delle presenze che oscilla tra
il 15 e il 20%, ma crescono anche altri Paesi come la Croazia, la Spagna e il
solito Egitto». Cosa non va in Maremma? «Stagioni troppo corte (per carenza di
servizi), imprenditori gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi
cominciamo a dare un'occhiata ai listini delle offerte per capire meglio. Un
soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all
inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona, comprese bevande, voli e
trasferimenti (escluse solo le tasse aeroportuali). Stessa cosa in
Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro. E per i bambini,
spesso, c'è la tariffa ridotta e in bassa stagione sono addirittura gratuiti. I
servizi sono di elevata qualità. Lei crede che in Maremma si spenda meno? La
spiegazione del nostro indietreggiare è anche in queste cifre. E la colpa, lo
scriva, non è degli albergatori e degli operatori. No, la colpa è di una
mancanza di cultura che investe ogni ambito». Siamo indietro rispetto alla
Tunisia? «Esatto. L'organizzazione dei servizi, da noi, è peggiore. Non
riusciamo a mettere insieme soggiorno, ristorante e ombrellone. Eppure
programmare pacchetti (anche per dare al cliente un prezzo finito e certo) e
promuovere in modo adeguato sono due strade obbligate per tentare una
inversione di tendenza e rendere concorrenziale la Maremma rispetto agli
altri». Negli ultimi report, diffusi anche dai giornali. Toscana e Maremma
risultano anche agli ultimi posti per ospitalità. «Mi costa ammetterlo, ma è
vero. Abbiamo perso il senso dell'ospitalità. Lo spirito di una terra a
vocazione turistica dovrebbe essere quello di custodire il territorio e
"offrirlo" come si fa con la propria casa quando viene qualcuno,
gradito, a farci visita. Invece individuare luoghi ordinati, con buoni servizi,
puliti, funzionanti è un'eccezione. Io, quando porto dei turisti a giro per la
Maremma, evito di percorrere alcune strade, di frequentare alcuni siti, perchè
farei una pessima figura. Mi vergogno. Il passaparola positivo, che è il
veicolo pubblicitario più efficace, non riusciamo ad innescarlo».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 2 - Udine
«Balconi e verande, ecco cosa ci serve» L'iniziativa giudicata utile per
rilanciare i cantieri e i centri storici PROPRIETARI E COSTRUTTORI Se
l'obiettivo del nuovo Piano casa lanciato da Berlusconi è quello di realizzare
ampliamenti e aggiunte edilizie attraverso incentivi e burocrazia semplificata che favoriscano
il recupero dell'esistente, l'associazione dei proprietari di Confedilizia,
Ape, di Udine è decisamente favorevole. Lo sostiene il suo presidente, Paolo
Scalettaris: «Mi sembra possa cogliere un aspetto importante e da noi sempre
considerato un punto da perseguire specie in relazione alla nostra realtà
locale. Udine - a parere di Scalettaris - ha molti edifici che varrebbe
la pena recuperare e rendere oggetto di interventi di risanamento senza
aggiungere nuove costruzioni». Attraverso l'ampliamento degli edifici abitativi
(fino al 20-30% secondo una prima bozza del progetto) tramite anche copertura
di verande e terrazze, si renderebbero insomma appetibili molte delle
costruzioni ora non abitate in centro secondo l'Ape: «Siamo fortemente
interessati - aggiunge Scalettaris - alla tutela del territorio e dell'ambiente
non attraverso la costruzione indiscriminata ma intervenendo sull'esistente». Dai
proprietari all'associazione costruttori di Confindustria. Il capogruppo degli
edili, Marco Sostero, ricorda che «l'edilizia ha vissuto il suo decennio d'oro
dal 1998 al 2007 e negli ultimi tempi, quando erano ormai evidenti i segni di
rallentamento, la situazione è stata resa ancora più pesante dal governo Prodi
attraverso l'inasprimento fiscale voluto dal ministro Visco che, tra l'altro,
ha imposto una tassa di registro fissa al posto dell'Iva, detraibile, per gli
immobili non venduti entro quattro anni dalla loro ultimazione». «Ora -
continua - se s'intende mettere in atto un provvedimento che ridia fiato
all'edilizia cominciando con la riduzione dei passaggi burocratici, ben venga.
Significa innanzitutto che il governo dà atto di come questo sia un settore
trainante. Se gira l'edilizia, gira tutto il resto. L'importante - conclude
Sostero - è che sia un provvedimento esecutivo con norme chiare e
inequivocabili in modo che i funzionari sappiano poi applicarle correttamente,
senza fare confusione. Qui in Friuli il movento, pur rallentato, specie
nell'edilizia "bassa" non si è fermato. E noi speriamo che queste
novità facciano ripartire la fiducia». (p.l.)
( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ASCOM ABANO «Multe
assurde Chiarimenti o vie legali» ABANO. «Un'imboscata». Non ha mezzi termini
l'Ascom di Abano nel giudicare la marea di multe (circa 3.000) che stanno
arrivando ai commercianti della città termale per il mancato rinnovo
dell'autorizzazione a esporre tabelle e insegne. Un salasso che può arrivare
fino a 400 euro. Le contravvenzioni stanno provocando un putiferio fra gli
esercenti che accusano il Comune di non averli mai informati di quest'obbligo
di legge. «La definirei una storia di ordinaria burocrazia - dichiara il presidente
dell'Ascom locale Tiziano Ghiro - e sono stupito che sia stato preso un
provvedimento del genere. Mi auguro vivamente che si sia trattato di un errore
tecnico e non di una decisione politica. Se così fosse, sarebbe veramente
tragico». L'Ascom chiederà a breve un incontro con l'amministrazione per
sollecitare chiarimenti. «E' fondamentale - conclude Ghiro - accertare la
validità delle sanzioni, prima di procedere al pagamento. Sicuramente, il
Comune saprà fornirci una spiegazione plausibile, in caso contrario, dovremo
procedere con provvedimenti atti a tutelarci». Insomma, si profila un
contenzioso legale. E uno scontro fra ente locale e commercianti. (e.g.)
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Milano
La minaccia L´obiettivo Dalle tornerie con un addetto alle carrozzerie dal
passato glorioso, conti in rosso e posti a rischio La paura corre tra i
capannoni "Banche e governo sono fuggiti" Viaggio nelle microaziende:
"Siamo a un passo dal crac" Lavori come il mio si possono solo fare a
mano ma adesso sto davvero per chiudere perché non ci sto dentro La nostra
produzione è flessibile ma non si sa più su cosa puntare Perdite, utili? Ora
quel che conta è sopravvivere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAVIDE CARLUCCI Gli
operai ci vedono spesso un surplus di cattiveria padronale. «Molti ne
approfittano per mandar via quelli che non sopportano - dice al bar un
saldatore - e ora che c´è da prendere la cassa integrazione fanno entrare in
fabbrica i sindacati. Prima non ne volevano nemmeno sentir parlare». Ma se si
va a guardare in certe vie periferiche di Settimo - dove, ai margini della
campagna, tra boschetti di alberi secchi e villette con tricicli, lavora in
silenzio l´economia discreta che tiene in piedi l´Italia - si scopre che non è
questione di furbizia. Da un garage spunta Domenico Lazzaroni, 65 anni,
imprenditore in proprio con la sua "Torneria in lastra": «Produco
fasce in acciaio inossidabile. Certi lavori non si possono fare che a mano e i
giovani non ne capiscono. Ma sto per chiudere anch´io: non ci sto più dentro».
Rischiano di scomparire anche piccoli gioielli del made in Italy lombardo come
la Zagato di Rho, che dal 1919 produce design per yacht e auto di lusso come
certe mitiche carrozzerie per l´Alfa Romeo: pochi mesi fa alcuni imprenditori
indiani hanno rilevato il 49 per cento. E ora che l´azienda ha avviato la
procedura di licenziamento collettivo per 25 dei 37 dipendenti, i sindacalisti
della Fim-Cisl temono che in Italia della Zagato resterà ben poco. Più si
riduce il numero dei dipendenti, più diventa difficile distinguere il destino
degli operai da quello dei datori dei lavoro. Dalla parte opposta della vecchia
provincia di Milano, a Seregno, vive e lavora Cristiana Scalfi: ha 39 anni ed è
la titolare di una microimpresa con sette dipendenti, la Ocmea. Fanno
trinciatura, assemblaggio e saldatura in conto terzi. A loro si rivolgono le
industrie che vogliono, per esempio, la leva di un carburatore, il portatarga
di un motorino, le cerniere per le porte. «L´impresa l´avviò mio nonno nel
1953, poi la passò a mio padre e alla sua morte, nel 2001, l´abbiamo rilevata
io e mio fratello. Siamo in fabbrica da quando siamo piccoli e sappiamo che le
crisi sono cicliche. Ma una così non s´era mai vista. Noi siamo un´azienda
flessibile, ci siamo sempre adattati al momento, e se si fermava il motociclo
ci buttavamo sull´elettrodomestico. Ora, invece, dove ti butti?». Il problema
numero uno? La liquidità. «Persino un cliente storico, che ha sempre rispettato
le scadenze, ora da mesi non si fa sentire». E le banche non aiutano, impreca
la Scalfi, che ricopre anche la carica di presidente dei piccoli imprenditori
Api in Brianza. «Non risentiamo neppure dell´abbassamento del tasso d´interesse
voluto dalla Bce, spesso l´istituto di credito rincara le competenze e il costo
del denaro resta invariato». Così anche la combattiva leader dei
microimprenditori brianzoli ha dovuto avviare le procedure per la cassa
integrazione di tre suoi dipendenti, tra cui uno "storico",
cinquant´anni e una famiglia a carico. «Andrà sempre peggio se il governo non
riduce la pressione fiscale, se non ci aiuta a dilazionare i pagamenti. In
questa fase non guardiamo più agli utili o alle perdite: l´importante è
sopravvivere al 2009». Cristiana Scalfi è loquace ma i piccoli imprenditori
come lei, di norma, si vergognano di dire che sono in crisi. «Difficoltà ne
abbiamo - ammette il titolare di un´azienda meccanica di alta precisione di
Paderno Dugnano - abbiamo 5 dipendenti su
( da "Nuova Venezia, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
I nodi della
sicurezza. Il progetto di unire le forze del litorale Polizia integrata, dice
«no» solo Bibione Calzavara: «La soluzione giusta». Teso e Sarto: «Stiamo
gettando le basi» JESOLO. Polizia integrata sul litorale, solo Bibione dice no.
Jesolo, Eraclea, Caorle e Cavallino Treporti sono tutte d'accordo: ci vuole una
polizia locale per la costa veneziana che anche, e a maggior ragione, sulla
sicurezza non può essere un marchio vuoto. L'integrazione partirà dunque con i
Comuni che hanno espresso interesse per questo progetto. Il sindaco di San
Michele è scettico sul progetto e ha detto di no. Lo ha fatto a margine di un
convegno sulla sicurezza, organizzato dalla scuola di formazione del Pdl di San
Donà, che convenzioni e accordi tra Comuni diversi per la polizia municipale
finora non sono serviti e molti consorzi sono già falliti in passato. Il
sindaco Calzavara sembra invece essere tra i più interessati nella sua Jesolo
al progetto. «E la soluzione giusta per poter collaborare in modo proficuo-
dice il sindaco jesolano - e iniziare un'azione vera e a supporto dei cittadini
lungo tutta la costa veneziana». Il sindaco di Eraclea, Graziano Teso, non
sembra stupito del no di Bibione. «Gli altri Comuni della costa veneziana - ha
detto il sindaco Teso - sono tutti interessati e stiamo gettando le basi per un
futuro accordo molto serio. Bibione ha una collocazione diversa dal punto di
vista della morfologia del territorio e in un certo senso possiamo anche
comprendere le sue perplessità, ma noi andremo avanti nella nostra fascia di
litorale dove abbiamo raccolto molti consensi in merito a questo argomento». Da
Caorle, anche il primo cittadino Marco Sarto è lieto di affrontare la questione
su basi solide. «Io credo che - analizza il sindaco di Caorle - sebbene allo
stato ancora iniziale, questa proposta vada nella direzione giusta tanto è vero
che l'abbiamo presa seriamente in considerazione per il futuro dell'organizzazione
della polizia locale da noi e su tutto il litorale». Si partirà dunque
armonizzando delibere e ordinanze, quindi verso una semplificazione
della burocrazia. Dovrà
anche essere uniformato l'armamento dei vigili e le loro dotazioni, dopodichè
sarà possibile pensare anche ad uno scambio, magari dalla stagione 2011, delle
varie pattuglie a seconda delle esigenze. Una strategia per far fronte alle
carenze di organico che interessano soprattutto certi Comuni con dotazioni
limitate rispetto alle reali esigenze. Il progetto, quindi, procede
nella direzione giusta.
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Genova
Confronto nella sede di via San Vincenzo tra addetti ai lavori e esponenti del
mondo politico E gli esperti cercano la ricetta "Più competizione sul
credito" Ma i banchieri si difendono: "Decide il mercato" Prima è
stata una crisi finanziaria. Che subito si è trasformata in una crisi di
fiducia. E che infine ha investito l´economia reale. Come un mostro mitologico
dalle molte teste, la recessione economica colpisce tutti e a fondo. Sia i
"paesi cicala" come gli Stati Uniti, dove la gente ha speso
allegramente per anni anche i soldi che non aveva. Sia i "paesi
formica" come l´Italia, dove c´è un esercito di risparmiatori che bilancia
il deficit profondo del bilancio statale. La tavola rotonda organizzata dall´associazione
culturale La Maona e ospitata da Confidustria Genova, moderata dal capo della
redazione genovese di Repubblica, Enrico Pedemonte, ha cercato di fare i conti
con questa realtà e di indicare un programma straordinario per contrastarla.
Ricette varie e non sempre coincidenti. C´è chi, come l´imprenditore Davide
Viziano, vorrebbe ridurre il costo della burocrazia, garantire che le imprese che
lavorano per il pubblico non vengano pagate dopo mesi, rinviare a dopo la crisi
gli interventi ambientali, cancellare i tormentoni pubblici per la Gronda. E
chi, come Giovanni Calvini, presidente di Confindustria Genova, se la prende in
modo particolare con il mondo bancario locale: «In settimana - annuncia
- abbiamo in programma un incontro con un grande istituto bancario nazionale.
Vediamo se riusciamo a siglare un accordo bilaterale e se possiamo introdurre
un po´ di sana competizione anche nel mondo del credito genovese». Ancora il
mondo del credito al centro dell´intervento del senatore Grillo, contestato
sostenitore dell´italianità delle banche a fianco dell´ex governatore di
Bankitalia Antonio Fazio. Oggi Grillo si presenta come "salvatore" di
quelle banche, che proprio grazie a quella difesa oggi non sono state coinvolte
pesantemente nei guai degli istituti dei grandi paesi occidentali. I banchieri
genovesi - il direttore generale di Carige Alfredo Sanguinetto e il consigliere
d´amministrazione della Banca Popolare di Novara, Giancarlo Menini - hanno
reagito a qualche attacco con la tesi che è il mercato a dettare le regole:
quando il denaro è abbondante i tassi sono bassi, quando il denaro scarseggia i
tassi inevitabilmente si alzano. Ieri intanto Confindustria Genova ha rinnovato
i vertici del Gruppo Piccola Industria: Fabrizio Ferrari è il nuovo presidente,
eletto all´unanimità dall´assemblea dei delegati. Sono stati eletti
vicepresidenti Fausto Agostini, Laura Ferrando, Paolo Marsano e Andrea Razeto.
(c. mal.)
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Genova Il
colonnello Ioan Popa, in missione da Bucarest a Roma "I nostri banditi
vengono qui perché in Italia si rischia meno" «Tra i malviventi circolano
informazioni che in Italia si può delinquere senza essere puniti adeguatamente
- spiega Ioan Popa, colonnello della polizia rumena, distaccato in Italia - in
Romania per una rapina da 100 euro vai in carcere per un anno e mezzo, se rubi
una gallina puoi rimanere in galera anche tre anni, se hai precedenti penali».
Se Marian Ciobanu sarebbe sconosciuto a polizia e carabinieri, Alexandru Toth,
invece, ha diversi precedenti. Per la giustizia di Bucarest è stato condannato
4 volte per furto ed una volta per rapina, ma appena uscito dal carcere si è
procurato un biglietto per l´Italia, è giunto a Genova due anni fa. Non ha mai
avuto un lavoro, tantomeno un domicilio, ha sempre vissuto di espedienti, tanto
da diventare vecchia conoscenza di polizia e carabinieri. Come tanti altri
rumeni. «Sia chiaro, non tutti i rumeni che emigrano, però, sono delinquenti»,
sottolinea il colonnello Popa, che per sostenere la sua tesi fa parlare i
numeri: su un milione di immigrati soltanto 3 mila sono attualmente in carcere;
958 già condannati, gli altri in attesa di giudizio. Più di 400 mila sono in
regola con i documenti, cioè hanno il lavoro e il domicilio, e circa 300 mila
sono in attesa di regolarizzare la loro posizione. Si
calcola, però, che siano quasi 500 mila quelli in nero. «Noi, comunque, siamo
sempre a disposizione della polizia italiana - conclude il colonnello - . Il
nostro ruolo è di dare un´informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia, e partecipiamo direttamente
alle indagini». (g. fil.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
A detta di Romoli
soltanto per asfaltare una strada è necessario un anno. Appello alla Regione
Più sprint per i lavori pubblici A chiederlo è il sindaco: inaccettabili
i tempi della burocrazia «Validissimo
il piano casa del governo, ma adesso bisogna intervenire anche sui lavori
pubblici velocizzando le procedure burocratiche e su questo molto può fare la
Regione». Il sindaco, Ettore Romoli, dopo aver nuovamente espresso
apprezzamento per l'intervento del governo sull'edilizia, torna sul problema
dei tempi lunghi dei lavori pubblici. «Solo per asfaltare una strada ci
mettiamo almeno un anno fra il reperimento dei finanziamenti e l'inizio dei
lavori - rimarca il sindaco Romoli - senza entrare nel merito di interventi
appena un po' più complessi, come a esempio piazza Vittoria, che per partire ci
mettono più o meno una decina d'anni». «Oltre a essere inaccettabili tempi del
genere - rimarca il sindaco - una situazione così è fortemente negativa anche
sotto l'aspetto economico visto che alla fine i costi dell'opera, rispetto alle
previsioni iniziali, diventano chiaramente maggiori. Se questo
"andazzo" già in tempi di "vacche grasse" crea problemi,
come del resto tutta la burocrazia pubblica, figurarsi
in un periodo di pesante crisi economica come quello attuale, con l'edilizia in
grande difficoltà». «Per questo - ricorda Romoli - già qualche mese fa anche
alla riunione del Patto per lo sviluppo, ho sostenuto che la crisi si affronta
pure accelerando la realizzazione delle grandi opere, a partire da quelle
viarie, ma velocizzando anche gli interventi già programmati nei singoli
comuni. Sia il governo sia la Regione stanno sicuramente andando in questa
direzione e va fatto un plauso per la determinazione con cui stanno perseguendo
questo obiettivo. A mio avviso, però, è necessario dare un'ulteriore spinta
alla semplificazione delle procedure permettendo così una concreta quanto
significativa riduzione dei tempi di realizzazione delle opere. Insomma, non possiamo
più permetterci di attendere anni per la costruzione di una piazza o, ripeto,
per l'asfaltatura di una strada». Il primo cittadino, quindi, ha intenzione di
sensibilizzare sulla questione prima gli altri sindaci della provincia e del
resto della regione e poi farsi portavoce di questa necessità con la giunta
Tondo. Peraltro, la questione sollevata da Romoli non è nuova, visto che venne
sollevata già oltre dieci anni fa dal cosiddetto movimento dei sindaci del
Nord-Est che vedeva in Riccardo Illy, allora primo cittadino di Trieste, una
delle sue punte di diamante. Il movimento ottenne senz'altro alcuni risultati,
ma per quanto riguarda la sburocratizzazione delle attività pubbliche, in
realtà, non riuscì ad avere grandi risposte al punto che i ritardi nella
realizzazione dei lavori pubblici sono ancora sotto gli occhi di tutti a
partire dal raccordo autostradale Gorizia-Villesse che partirà entro il 2009
dopo oltre 20 anni di attesa. Patrizia Artico
( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 13 - Interni
Il caso Bari, appalti sui centri per immigrati nell´inchiesta spuntano nomi di
politici Ci sarebbero ore di intercettazioni L´indagine avviata a Potenza dal
pm Woodcock MARA CHIARELLI BARI - Politici nazionali avrebbero brigato per
aggiudicare appalti milionari alla società lucana "Auxilium", della
galassia "Cascina", in particolare nella gestione dei centri per
immigrati. è quanto emerge dalla nuova inchiesta della Procura di Bari, che nei
giorni scorsi ha ricevuto una ventina di faldoni, trasportati al Palagiustizia
dagli investigatori della squadra mobile di Potenza. Si tratta di uno stralcio
della maxinchiesta già avviata dal pm Henry John Woodcock sul business gestito
dalla Auxilium in Basilicata, e non solo. I poliziotti avrebbero infatti
registrato ore e ore di intercettazioni telefoniche, nelle quali si ascoltano
gli accordi stretti dai referenti della società controllata, i fratelli Pietro
e Angelo Chiorazzo, con personaggi di rilievo nazionale. L´affare dei centri
per immigrati avrebbe preso consistenza con l´approvazione del decreto governativo
che, l´estate scorsa, ne ha individuati 44 per fronteggiare l´emergenza
sbarchi. Centri che, proprio allo scopo di superare le difficoltà del momento, avrebbero aggirato i problemi della burocrazia, semplificando le procedure di assegnazione degli appalti. In
questo filone si sarebbe inserita l´Auxilium, una delle società che in tutta
Italia si sono aggiudicate la gestione dei centri. Nelle telefonate sulle quali
sono ora al lavoro i pm baresi ci sarebbero quindi gli accordi presi con Roma
per gestire il Cara (il Centro richiedenti asilo) di Bari Palese. Ma le
indagini partite da Potenza non si fermano in Puglia: un altro stralcio è stato
inviato a Perugia, procura competente a giudicare i magistrati romani.
( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 22 -
Spettacolo Lo schiaffo di Cento Carnevale. Nella città emiliana vincono i carri
riciclati di Viareggio VIAREGGIO. Da anni si sfidano in una sorta di guerra
della cartapesta. Le armi, per fortuna, sono solo coriandoli e stelle filanti.
Ma la rivalità fra Viareggio e Cento è sanguigna, autentica. E va avanti ormai
da quasi dieci anni. Nella piccola cittadina al confine fra le province di
Ferrara e Bologna - conosciuta per i dipinti del Guercino che ospita - si cerca
di mettere in discussione il primato italiano del Carnevale di Viareggio a suon
di apparizioni televisive. Una guerra più mediatica che reale, visto che il
paragone fra le due manifestazioni è improponibile. Viareggio può contare
infatti su dimensioni e numeri che non temono confronti. Tuttavia certi «colpi»
messi a segno negli anni da Cento hanno lasciato il segno. Primo fra tutti il
marchio di «Carnevale d'Europa» che il patron di Cento, Ivano Manservisi, è
riuscito a farsi registrare. Ma quello che più brucia a Viareggio è che il
Carnevale di Cento possa promuoversi con i pezzi dei carri realizzati proprio
in riva al Tirreno. E la riprova - puntuale - è arrivata domenica sera, quando
a vincere l'edizione 2009 del carnevale padano è stata una costruzione in gran
parte «made in Viareggio»: personaggio principale è infatti un grosso boia
incappucciato con tanto di scure in mano che aveva già sfilato lo scorso anno
proprio sui viali a mare viareggini (piazzandosi per altro soltanto settimo).
L'affronto - è facile prevederlo - non andrà giù in quella che è la capitale
italiana (europea?) del Carnevale. A Viareggio si accusano infatti i
dirimpettai emiliani «di farsi belli con la nostra cartapesta» e di tacere
sulle origini (mai autoctone) dei loro carri. Un reato di «lesa maestà». Ma,
soprattutto, una ferita mai sanata che riapre il dibattito sul futuro dei giganti
di cartapesta che sfilano ogni anno sui viali a mare di Viareggio. Che farne,
una volta conclusi i festeggiamenti dedicati a Burlamacco? Da una parte c'è la
tentazione di chiudersi a riccio in se stessi, di mandare al macero ciò che di
più effimero c'è nel Carnevale di Viareggio. E, contemporaneamente, di non dare
vantaggi ai concorrenti (Cento in prima battuta, ma anche altri carnevali
minori). Dall'altra, però, c'è la consapevolezza che una macchina costosissima
come il Carnevale di Viareggio (oltre quattro milioni di bilancio di cui quasi
metà destinata ai carri) non può fare a meno di entrate - anche modeste - come
quelle della vendita dei propri gioielli di cartapesta. Anche
la burocrazia, poi, ci ha
messo lo zampino: la normativa sullo smaltimento dei rifiuti prevede infatti
procedure speciali (e dunque costose) per eliminare i mascheroni già
utilizzati. E dunque oltre alla mancata vendita, bisognerebbe mettere in
bilancio anche i costi per disfarsi dei carri. Per ora, malgrado le
tante parole di tutela della cartapesta spese dai vari presidenti delle
Fondazioni che si sono susseguiti al governo del Carnevale, non è stato mai
fatto nulla. E difficilmente si deciderà di intervenire quest'anno. L'ennesimo
schiaffo partito da Cento, però, continua a bruciare. Claudio Vecoli
( da "Giorno, Il (Como)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
COMO E PROVINCIA
pag. 5 Tessile, 250 sono aziende a rischio POLITICI, IMPRESE E SINDACATI UNITI
NELL'AIUTARE IL SETTORE COMO TUTTI UNITI al capezzale del tessile. L'assessore
alle Attività produttive, Maurizio Faverio, impegnato in queste settimane nel Forum
degli amministratori dei distretti tessili del nord Italia, ha incontrato ieri
i vertici dell'Unione industriali, l'associazione delle piccole imprese, le
organizzazioni dell'artigianato Apa e Cna, Upcts per i commercianti, i
rappresentanti di Cisl e Cgil, l'assessore provinciale Fermi, i consiglieri
regionali Gianluca Rinaldin, Edgardo Arosio, i parlamentari del territorio
Alessio Butti, Chiara Braga e Nicola Molteni. È stato lo stesso presidente
degli industriali, Ambrogio Taborelli, a lanciare l'allarme. A rischio ci sono
le 250 aziende con i suoi 12 mila dipendenti. Il ricorso alla cassa
integrazione ha superato in queste settimane il 40% e gli ordini sono
precipitati del 30% con un effetto sulla filiera del 40%. Proprio la parte
debole della filiera è stata oggetto di molti interventi di preoccupazione. Per
gli artigiani a forte rischio ci sono i mille lavoratori impegnati nellle 21
piccole imprese non riconosciute come industrie e quindi privi degli
ammortizzatori sociali per i lavoratori a rischio. ANCHE per Giansilvio
Primavesi (Upcts) sono a rischio centinaia di posti di lavoro nei prossimi
giorni per le commesse dei negozi della filiera abbigliamento. La mortalità dei
negozi è passata da uno stabile 1,5% al 3,5%. Per la Cgil le imprese hanno ridotto
il fatturato dal 25% fino al 60% e a rischio ci sono seimila lavoratori del
tessile oggi in cassa integrazione a zero ore. GLI
IMPRENDITORI hanno lamentato il problema dell'accesso al credito e le lentezze
della burocrazia nello
sbloccare i finanziamenti a sostegno delle imprese. La stessa Unione ha
presentato una piattaforma di richieste condivisa dai partecipanti che gli
stessi parlamentari si sono impegnati a discutere in commissione attività
produttive.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LODIGIANO pag. 6 «I Comuni intervengano per sconfiggere la crisi» Confartigianato:
meno burocrazia e più
progetti di LUIGI ALBERTINI LODI «LA CRISI c'è e non sappiamo quando finirà.
Per la ripresa speriamo nella fortuna». Massimo Forlani, leader di
Confartigianato Imprese del Lodigiano, affronta il problema con una certa dose
di fatalismo. Ma non c'è solo la speranza, ma anche un sano pragmatismo.
«Durante la crisi del
( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gli agricoltori: burocrazia e divieti Ecco quello che ci
mette il freno MORTARA. Da una parte le produzioni, dall'altra i prezzi, in
mezzo agricoltori chiamati a stare attenti a fare quadrare il bilancio. Ma non
è tutto. Da parte agricola si punta l'indice sull'affacciarsi di normative
giudicate penalizzanti e sull'eccessiva "burocratizzazione"
del settore primario. Un discorso che interessa soprattutto i circa
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Solo la democrazia
può salvare la mia Africa» --> Il Nobel Soyinka parla delle tragedie della
sua terra: «Molti non credono possibile difendere i diritti. È blasfemo»
Finalmente una Corte internazionale ha condannato Bashir ma il Sudan purtroppo
conta su troppi appoggi interessati» Martedì 10 Marzo 2009 SOCIETA, pagina 9
e-mail print nostro servizio Mariella Radaelli MILANO«Ancora molti pensano che
le masse africane non abbiano gli stessi diritti delle altre e che la parola
democrazia non possa essere proposta in Africa. È blasfemo», dice il grande
scrittore nigeriano Wole Soyinka (1934), la cui prolifica attività va dalla
drammaturgia teatrale alla poesia, dalla narrativa alla saggistica, dalla
sceneggiatura cinematografica alla diaristica. Primo africano a ricevere il
Nobel per la Letteratura (nel 1986), è sempre stato una voce coraggiosa che si
è alzata per affermare i diritti umani e combattere la fine delle tirannie nel
mondo. Lo abbiamo incontrato sabato a Senago (Villa Borromeo), Milano, arrivato
dagli Stati Uniti, dove vive, per accompagnare la presentazione del libro «Il
Castello» (Spirali) scritto dall'amico Massimo Baistrocchi, l'ambasciatore
italiano in Nigeria. Soyinka, un commento sul mandato d'arresto contro il
presidente del Sudan, Omar Hasam Ahmad al Bashir, emesso dalla Corte
internazionale penale dell'Aja. Soddisfatto? «Sì. La Corte ha agito in maniera
assolutamente oggettiva, in difesa delle vittime, senza distinzione né di razza
né di religione. Ha portato all'evidenza i crimini di Omar al Bashir che è un
criminale ricercato a livello internazionale. Voglio raccontarle una cosa.
L'Organizzazione "Genocide Watch", assieme ad altre associazioni per
i diritti umani, due anni fa organizzò a New York un processo simbolico a Omar
al Bashir. Quel processo si svolse di fronte al quartiere generale delle
Nazioni Unite, in un appartamento scelto accuratamente di fronte alla bandiera
delle Nazione Unite che non hanno fatto niente per la tragedia del Darfur se non
passare la palla alla Corte dell'Aja. Vi parteciparono testimoni che giunsero
segretamente dal Sudan, tra i quali molti giornalisti di diversa provenienza. E
poi molti sopravvissuti alle torture del governo sudanese. Io fui nominato
presidente di una squadra di giudici altamente qualificati a livello
internazionale. Venne mandata una lettera ad Omar al Bashir. Era invitato a
comparire, magari attraverso un suo rappresentante. Alla fine di quel processo
simbolico, Bashir venne ritenuto all'unanimità colpevole di crimini contro
l'umanità e di seria violazione dei diritti civili». È la prima volta che un
capo di Stato ancora in carica finisce nel mirino della giustizia
internazionale. «C'è sempre una prima volta per tutto». La comunità
internazionale è spaccata in due. La Cina e la Russia lo appoggiano e pure la
Lega Araba e persino l'Unione africana. Come può quest'ultima tacere sul
massacro di suoi stessi figli? «È un'eterna vergogna. L'Unione africana parla
contro un tribunale internazionale che direttamente dal suolo sudanese ha
evidenziato che questi gravi crimini sono stati commessi. Non mi interessa da
dove venga questa Corte. Potrebbe venire dalla Luna, Marte o Venere. L'unica
cosa importante è che sia arrivata a conclusioni oggettive. Ha intervistato le
vittime, e anche alcuni ufficiali di Omar al Bashir». Forse la maggior parte
dei membri dell'Unione africana teme lo stesso trattamento? «Questo è il punto.
In rarissime circostanze l'Unione africana ha agito per rappresentare veramente
il benessere e la dignità della nostra gente. L'Unione africana è solo
interessata a mantenere un comportamento disonesto e immorale. Esprime una
solidarietà tra leadership, specialmente se criminale. Questa sua posizione non
è una sorpresa, ma una tragedia, una tragedia continua». Quanto alla Lega
araba, profondamente preoccupata per questa mossa? «Avrebbe dovuto essere la
prima a dare l'esempio essendo il Sudan un suo membro. La prima a ripudiare
Omar al Bashir, sanzionarlo, sospenderlo o espellerlo, allo stesso modo in cui
a suo tempo il Commonwealth fece nei confronti del dittatore nigeriano Abacha.
Stanno cercando di rendere i cittadini africani non cittadini. Quanto alle
nazioni che appoggiano il dittatore sudanese è ovvio che temono per i loro
investimenti, le opportunità perse, gli accordi, i voti... . Il Sudan ha
alleati nelle Nazioni Unite». Che cosa pensa dell'incidente d'auto che ha
coinvolto il premier dello Zimbawe Tsvangirai e la moglie che è morta? Dietro
questo incidente si nasconde qualcos'altro? «Attendiamo le inchieste, ma il mio
istinto mi dice che è stato ordinato all'interno del governo. Ricordiamoci che
negli ultimi anni hanno tentato di assassinarlo già molte volte, come leader
rivale di Mugabe». Quando lei è ritornato in Nigeria dopo la morte del dittatore
Sani Abacha (che nel '97 aveva condannato a morte lo scrittore, imprigionato
alla fine degli anni Sessanta sotto la dittatura di Gowon, ndr), ha ricevuto
diverse proposte per candidarsi alla presidenza del suo Paese, come riporta nel
suo memoriale politico «You Must Set Forth at Dawn». Ma ha sempre rifiutato.
Perché? «Quelle candidature venivano da gentaglia che non crede nella
democrazia. L'Africa è mal governata. Solo il Ghana sta mostrando la via. E la
Nigeria rimane una nazione divisa da conflitti interetnici». La scorsa
settimana lei ha accusato l'Assemblea nazionale nigeriana di insincerità
nell'affrontare i problemi costituzionali. Lei propone una revisione della
Costituzione? «Sì, perché quel documento del '99 è frutto del regime militare.
Dobbiamo dare ai nigeriani un pezzo di carta che sia espressione della loro
volontà. E poi basta con queste divisioni interetniche. Dalla cosiddetta
restaurazione della democrazia nel '99, sono morte 14 mila persone. La Nigeria
vive ancora un periodo d'oscurità». Al di là della piaga dell'Aids che
interessa tutta l'Africa, la meningite nel suo Paese ha ucciso 333 persone. E i
casi registrati sarebbero oltre 5 mila. «Sì. La sanità è un'altra tragedia. C'è
tutto un mercato di falsi medicinali comprati in Cina e in India, ma anche
fabbricati a livello locale come quello sciroppo che ha recentemente provocato
la morte di quasi un centinaio di bambini. Corruzione e burocrazia.
C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Il ministro della Sanità è
stato mandato via. Usava i soldi pubblici per i ritiri internazionali dei suoi
collaboratori. Li spediva in Europa a frequentare corsi di politica».
10/03/2009 nascosto-->
( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Veneto si candida
a far da apripista --> Marrazzo (Lazio) di traverso, Spacca (Marche) frena,
Bassolino (Campania) rilancia sulle infrastrutture Martedì 10 Marzo 2009
GENERALI, pagina 3 e-mail print ROMASarà il Veneto a fare da apripista al Piano
nazionale per la riunione di oggi a Palazzo Balbi per discutere un progetto di
legge che prevede, in sintonia con quanto preannunciato dal presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la
cubatura di un immobile o di poter ricostruire, utilizzando criteri di
ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Nel frattempo però
altri governatori hanno espresso più di un dubbio sul progetto lanciato pochi
giorni fa dal premier, che proprio nella giornata di ieri ha rilanciato la
palla alle regioni, ricordando che «stiamo parlando di un'indicazione quadro
che daremo alle Regioni, perché sulla casa la legge debbono farla loro».
PROGETTO DI LEGGE IN CONSIGLIO GIÀ IL 17 Intanto dal Veneto dimostrano di avere
le idee chiare sull'iter del progetto di legge: «prevediamo di poterlo
approvare già nella seduta del 17 marzo e di trasmetterlo per il voto del
consiglio regionale, che ci auguriamo sia il più celere possibile», ha chiarito
l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon. Il provvedimento, ha ricordato
Marangon, intende ottenere tre obiettivi: aumentare la cubatura delle regioni,
costruire edifici in linea con la filosofia di un maggior sviluppo sostenibile
e dare nuovo impulso al settore delle costruzioni». Convinto anche il
presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, che ha rimandato al mittente
le accuse sui pericoli di scempio ambientale: «Stiamo parlando di un progetto
che riguarda il patrimonio edilizio esistente - ha chiarito - senza contare che
è un provvedimento a termine, che durerà un anno, al più per tutto il 2010 e
limitatamente agli edifici costruiti prima del 1989». Galan ha poi incoraggiato
i presidenti delle altre Regioni a sostenere il Piano casa, che farebbe
ripartire» non solo il mattone, ma anche le tecnologie collegate». Contro il
rischio speculazioni dice la sua anche il ministro per i Rapporti con le
Regioni Raffale Fitto: «L'idea di Berlusconi è di varare un piano ad hoc per
permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti - spiega - in deroga alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i
permessi necessari». Il fronte degli oppositori al Piano registra l'adesione
del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «È l'idea di fondo che è
sbagliata», visto che il Piano, spiega, «consente di andare in deroga ai piani
regolatori e di aumentare le cubature degli edifici fino al 10-30%».
RISERVE DALLA SICILIA Riserve le esprime anche il presidente della Regione
Sicilia Raffaele Lombardo, a parere del quale «la Sicilia ha sofferto a lungo
la piaga dell'abusivismo, stiamo attenti alle nuove cubature». Intanto, mentre
il governatore della Campania Antonio Bassolino ha annunciato un piano
regionale di investimenti da un miliardo di euro per il rilancio delle
infrastrutture, il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca,
chiarisce che darà un giudizio sul Piano casa solo quando sarà reso noto il testo.
E comunque, ha avvertito, «qualunque normativa sull'edilizia e sul territorio
non potrà prescindere da un ruolo attivo di Comuni, Province e Regioni».
Infine, Legautonomie giudica «indiscriminato e incontrollato» l'aumento del 20%
delle cubature esistenti, peraltro «in un Paese già devastato dall'abusivismo
edilizio». 10/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì
10 Marzo 2009 Chiudi Storia di ordinaria burocrazia: un esposto,
presentato nel
( da "Corriere Alto Adige" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-03-10 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Palazzo Widmann Atti amministrativi, meno burocrazia BOLZANO — La Provincia dichiara guerra alla burocrazia, almeno per quanto riguarda l'iter degli atti
amministrativi. Con due delibere approvate ieri, sono state delegate ai singoli
assessori diverse funzioni finora in capo alla giunta: il risultato è un deciso
passo avanti nel progetto di snellimento delle procedure interne. In tal modo
si punta a una riduzione di almeno il 25% delle delibere dell'esecutivo. «La
Giunta — ha spiegato Durnwalder — fissa le direttive e i criteri generali.
Toccherà poi ai singoli assessori competenti firmare gli specifici decreti per
applicare le misure all'interno della cornice indicata dall'esecutivo». Nella
seduta di ieri sono stati delineati gli ambiti di applicazione dei decreti che
rendono operativo il processo di snellimento degli atti interni. Non sarà
quindi più necessaria l'approvazione di una delibera di giunta, ad esempio, nei
casi di concessione di contributi, risarcimento di spese, utilizzo del marchio
di qualità, presentazione di ricorsi, dichiarazioni di conformità,
autorizzazioni all'esercizio di alcune attività, rilascio di «nulla osta»,
assegnazioni di alloggi di servizio, occupazioni di terreno.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 10 Marzo
2009 Chiudi di ROSSELLA LUCIANI Sono passati oltre sei mesi dal fermo pesca
estivo, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo
con un decreto legge del luglio 2008. Così, per sapere a che punto si trova
l'istruttoria per la liquidazione degli indennizzi, il Presidente della
Provincia Massimo Rossi e l'Assessore alle politiche del mare del Comune di
S.Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione generale della
Pesca e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali. A
settembre era seguita infatti la conversione del decreto in legge, per
assicurare un fermo straordinario di un mese «in dipendenza della situazione di
crisi riguardante il settore della pesca, anche a seguito dei rialzi dei costi
energetici e di produzione». Per le barche del compartimento di S.Benedetto, il
Ministero stabilì lo stop di emergenza dal 4 agosto al 2 settembre 2008, ma
nemmeno un euro dei rimborsi è ancora arrivato, né per gli armatori, né
tantomeno per i marittimi. E su quei soldi tutti facevano affidamento per
rendere meno pesante una situazione davvero difficile per il comparto. «Riteniamo che in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la
burocrazia debba fare uno
sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio
era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35
milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito
peschereccio). Anche le successive disposizioni regolamentari emanate
dallo stesso Ministero per quanto concerne le modalità di attuazione del fermo
temporaneo, l'entità del premio, le relative erogazioni e la definizione dei periodi
di fermo sono state puntualmente eseguite dalle aziende. Non vediamo dunque
altre ragioni valide per ritardare la liquidazione di queste somme che sono
indispensabili per assicurare un minimo di prospettive alle nostre imprese del
mare».
( da "Adige, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Calderoli è
federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si
prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a
«Ballarò» di aver bloccato il versamento della «quota variabile 2000/2005»
dovuta alle province autonoma di Trento e Bolzano Calderoli è federalista solo
a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si prestano a dubbi o
interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a «Ballarò» di aver
bloccato il versamento della «quota variabile 2000/2005» dovuta alle province
autonoma di Trento e Bolzano. Si tratta di circa 3,5 miliardi di euro,
fondamentali per sostenere i costi delle competenze che l'autonomia speciale assegna
alle province autonome della nostra Regione, Competenze che peraltro sono alla
base della nostra autonomia, che oltre ad essere l'esito di una secolare e
ostinata affermazione di un diritto, quello del popolo trentino, ad avere una
sua storia e una sua cultura, è anche in ultima analisi l'affermazione della
nostra capacità di autogoverno ed della libertà di continuare, come per il
passato, ad esercitarlo. Ma tutto questo al ministro Calderoli, padano campione
di federalismo ma evidentemente solo a casa sua, sembra non importare, e il suo
romanocentrico diktat è lì a dimostrarlo. Non contento, lo stesso ministro
blocca poi un doveroso finanziamento all'Università di Trento, ateneo ai
massimi livelli per la sua capacità di ridurre gli sprechi, ma con l'evidente
colpa grave di essere trentino, e quindi da attaccare «a prescindere» da ogni
altra valutazione. Poco importa infatti al ministro se nelle sue dichiarazioni
parla delle province autonome in modo confuso e fuorviante, l'importante è
colpire una realtà, la nostra, che guarda caso non si è fatta piegare dal
pensiero dominante della destra nazionalistico-leghista del governo romano, ma
ha saputo, pur nelle diverse sensibilità, affermare con forza il bene
collettivo costituito dalle sue istituzioni autonomiste. La storia delle ultime
elezioni regionali e provinciali è lì a dimostrarlo. Allora è anche più chiaro
il perché di questo violento attacco, che guarda caso, salva esempi luminosi
quali la regione Sicilia, dove sprechi e dilapidazioni di denaro pubblico sono
sotto gli occhi di tutti, ma colpisce duramente la Regione Autonoma Trentino
Alto Adige/Südtirol: la nostra Comunità è al centro, ancora una volta, di un
disegno preciso, quello di sempre se vogliamo dirla tutta, e cioè annullare
l'autonomia speciale e con essa le ragioni storiche del nostro quadro
istituzionale, continuando l'opera di «normalizzazione» della nostra cultura,
dei nostri sentimenti, del nostro modo di sentirci una «comunità autonoma».
Dunque è il momento di risposte precise, che tutti noi ci aspettiamo in
particolare dal centro-sinistra autonomista, anche a partire dalla
manifestazione indetta per sabato davanti al Commissariato del Governo: Upt e
Patt saranno presenti e il Pd trentino non deve lasciarsi sfuggire l'occasione
di aderire a sua volta e affermare con forza la sua determinazione nel
difendere le Istituzione Autonomiste, che non sono un privilegio o un lusso, ma
bensì una «proprietà collettiva costituzionale» di tutto il popolo trentino.
Starne fuori non sarà compreso e di certo non favorirà la nascita di quel «PD
del Trentino democratico ed autonomista», che in molti attendono con ansia.
Alberto Sommadossi www.austriaciditalia.it Festivalpub promuoveva le band del
Trentino E gregio direttore, in riferimento allo spazio per le giovani band
dove possano esibirsi e farsi conoscere vorrei portare alla vostra conoscenza
che ancora nel 1986 personalmente, quando pubblicavo la rivista musicale
Tam-Tam, avevo organizzato con grandissimo successo di pubblico il Festivalpub.
Per l'appunto, con iscrizioni gratuite, tutte le band potevano partecipare e
farsi sentire e conoscere mettendo addirittura in palio dei bellissimi premi,
uno per tutti l'incisione di un cd. Il fenomeno musicale dei pub che a quei
tempi era ricchissimo, si è andato smorzando, prima di
tutto per la burocrazia
legata alle serate musicali, ai numerosi paletti posti in fatto di sicurezza
(nuove uscite, porte tagliafuoco, rifacimenti intonaci per il troppo legno,
iscrizione delle band all'Inps, pagamenti fatturati etc.etc.). È comprensibile
quindi che molti gestori siano scoraggiati dall'organizzare serate e molte band
inoltre lo siano per un discorso fiscale. Il panorama musicale trentino
è sempre stato florido e non è quindi una novità che ci siano delle band o dei
musicisti validi che devono, come sempre, migrare in città più grandi, che
offrono più opportunità e facilitazioni organizzative. Giovanni Patelli Il
volontariato del soccorso è una rete di protezione E gregio direttore,
l'articolo da voi pubblicato riguardo il soccorso stimola una risposta. Il
volontariato nel campo sociale e sanitario è parte della storia del Trentino,
anche se il mondo di oggi richiede una revisione continua dei ruoli all'interno
dei servizi. Molti di questi sono nati spontaneamente dall'iniziativa dei
gruppi di volontari, che hanno recepito in modo diretto bisogni della gente e
hanno inventato le prime risposte. Nel campo sanitario molte associazioni di
soccorso sono state fondate negli anni '80, con il medesimo spirito. Le
istituzioni riconoscendo l'importanza della richiesta hanno riorganizzato i
servizi molte volte prendendo i primi operatori dal mondo del volontariato.
Tutto cambia: è necessario ripensare la gestione con la prospettiva di una
tutela della maggior parte dei cittadini, anche di quelli che vivono nei luoghi
più disagiati per la distanza o per la conformazione del nostro territorio. Un
altro obiettivo è la qualificazione delle competenze. I volontari che operano
nel campo sanitario sono impegnati su questi due fronti: coprono spesso i
servizi più scomodi e sono attivi nelle zone più lontane dai centri; in merito
alle capacità d'intervento nel soccorso stiamo facendo uno sforzo grande per
acquisire e mantenere un adeguato livello, in conformità alla deliberazione
della giunta provinciale degli anni 2005/2006 in materia di formazione. In ogni
mese dell'anno sono in atto corsi di formazione di base e di aggiornamento
continui, che sono gestiti dalle associazioni con la collaborazione degli
operatori professionali, medici infermieri, di Trentino Emergenza 118, che
fanno i docenti istruttori o supervisori. Il sistema in questo modo si integra
mantenendo un contatto reciproco che permette di elevare la qualità delle
prestazioni. Ma la maggior risorsa del volontariato è la sua distribuzione
capillare e la sua presenza continua di giorno e di notte: il soccorritore
volontario è attivo non soltanto durante i turni ma in ogni momento della
giornata dentro casa, sul luogo di lavoro, negli spazi sociali ?e questa
distribuzione è in perfetta sintonia con le linee guida internazionali del
soccorso, che raccomandano la precoce attivazione di 118, il precoce intervento
sul posto in attesa del soccorso avanzato, auto sanitaria - auto medica -
elisoccorso. Per mantenere attiva questa rete di protezione con le maglie
strette abbiamo bisogno di essere in tanti. Graziano Villotti 10/03/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
FANO pag. 13 PIANO
CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia pe... PIANO CASA: c'è
attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia per il piano del governo
destinato ad aumentare del 20% la volumetria degli edifici esistenti oppure ad
abbattere e ricostruire, con dimensioni più ampie del 30% e una vocazione
marcatamente eco-compatibile, palazzi con oltre 20 anni di vita alle spalle. Il
primo effetto potrebbe toccare le famose «B5», l'ampliamento delle case rurali
per la quali la Provincia ha chiesto il Piano particolareggiato. «Se serve a semplificare la burocrazia afferma l'imprenditore Marco Rossi ben venga il Piano». Le
piccole imprese sono quelle che al momento sembrano farsi meno intimorire dalla
crisi. «Andiamo avanti alla giornata continua Rossi con l'obiettivo di
mantenere l'occupazione: sarebbe un peccato mandare tutto a monte». Più
critico nei confronti del Piano Casa, Daniele Picini: «Come imprenditore non
possono che riconoscerne i vantaggi, ma prima di tutto sono un cittadino e come
tale non vorrei che quel provvedimento risultasse troppo frettoloso e che a
pagarne le conseguenze fosse la collettività. Il rischio è di passare dalla
situazione attuale, assolutamente insostenibile dal punto di vista burocratico,
alla liberalizzazione totale con conseguenze pesanti per il territorio.
Infatti, in mancanza di una strategia urbanistica, si possono fare grossi
danni». PER QUANTO riguarda l'attuale situazione di mercato Picini sottolinea
ch il problema non è «la mancanza di domanda, ma la difficoltà di accesso al
credito». Parla di proposta interessante da parte del Governo Fausto Baldarelli
della Cna perché_«può dare impulso all'economia locale. Occorre, però, capire
bene i contenuti del Piano Casa e se va oltre i Prg in vigore. Insomma deve
essere chiaro se rispetto alle disposizioni contenute nel Piano Casa, i Prg e i
Piani particolareggiati saranno ancora vincolanti oppure no». Baldarelli
aggiunge: «Gli operatori hanno bisogno non di dichiarazioni, ma di fatti
concreti». E' convinto che il Piano servirà a portare più lavoro alle piccole
imprese anche Paolo Petrucci, uno dei maggiori costruttori della zona: «Non
sarà risolutivo, ma sicuramente aiuterà». Petrucci nonostante le obiettive
difficoltà si dice «ottimista per il futuro». «Il problema afferma è
l'insicurezza sul lavoro. E' questa l'incertezza che frena gli acquisti
altrimenti i prezzi delle case sono più bassi così come i tassi dei mutui sono
favorevoli». Fiducioso sull'effetto positivo del Piano Casa per il territorio
fanese l'assessore all'Urbanistica Mauro Falcioni: «Per esprimere un giudizio
più preciso occorre aspettare il decreto, in ogni caso penso che possa dare un
grosso impulso all'economia reale. Spero che il decreto arrivi nel più breve
tempo possibile, c'è attesa da parte dei piccoli imprenditori». Falcioni se la
prende con l'opposizione: «Basta con chi dice sempre no». Secondo Falcioni «il
Piano Casa potrebbe aiutare a immettere sul mercato nuove abitazioni a prezzi
molti più bassi di quelli attuali». «Non siamo in totale disaccordo con il
Piano afferma il capo gruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Stefanelli è necessario,
però, avere un punto fermo: la programmazione deve rimanere in capo ai Comuni,
non può e non deve essere delegata». Stefanelli invita il Comune, attraverso
l'Anci di cui fa parte, a sollecitare il Governo «perché i Comuni mantengano il
controllo della programmazione territoriale». Anna Marchetti
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-03-10 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il caso Emanuela vittima di un incidente a 21 anni In
coma da 16 anni L'Inps le chiede il certificato di reddito Il padre Cesare:
«Offesa mia figlia» La ragazza ha 37 anni Il genitore: «A Casarano sanno
perfettamente la sua condizione ma ogni anno ci mandano la richiesta» LECCE —
Benché sia in coma vegetativo da 16 anni, anche quest'anno l'Inps di Casarano
ha inviato una lettera a Emanuela Lia chiedendo di conoscere il reddito
conseguito nel 2008. Lo conferma Cesare Lia, il papà della ragazza, che spiega
che nella missiva è scritto anche che qualora non dovesse inviare la
documentazione sarà sospesa la pensione di invalidità. La famiglia «Ogni anno -
afferma Cesare Lia - ci arriva questa richiesta, anche da altri enti pubblici.
è una presa in giro. Si sa che mia figlia, così come altri ragazzi, è in coma
vegetativo, e non vedo quale reddito possa produrre. Mi rendo conto che è una prassi
burocratica, ma è anche vero che è possibile censire questi ragazzi per evitare
che l'invio di queste missive si trasformi in una umiliante presa in giro.
Credo che una dichiarazione di esistenza in vita vada più che bene ». Emanuela
oggi ha 37 anni e vive nella casa dei genitori, a Tricase. Il padre e la madre
l'assistono, senza l'aiuto di nessuna istituzione pubblica, dal primo gennaio
1993, quando, appena ventunenne, Emanuela rimase vittima di un gravissimo
incidente stradale. Era in auto con un ragazzo che ebbe un colpo di sonno
mentre guidava. L'associazione «è davvero umiliante, per una famiglia che da 16
anni assiste una donna in coma vegetativo permanente, vedersi
recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia». Questo il
commento del responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei
diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori », Corrado Stillo, che
commenta la missiva inviata dal-l'Inps di Casarano. «Mentre rinnoviamo
nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente
vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro -
continua Stillo - , esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia che, senza
pubblicità e senza suoni di trombe, accudisce amorevolmente una persona malata
nella tutela della sua dignità. Chiediamo anche all'Inps di adeguare le
procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente, evitando
così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono a una
realtà superata dalla scienza e dal buon senso». R. L. A sinistra Emanuela Lia,
sopra i suoi genitori ( foto Fabio Serino)
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2009-03-10 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Tricase La lettera dagli uffici di Casarano. Stillo:
«Vergogna» In coma da 16 anni, l'Inps chiede il reddito E' in coma vegetativo
da sedici anni. Ma l'Inps ha una sola curiosità: conoscere il suo reddito
prodotto nel 2008. Ecco la burocrazia che, stavolta, non solo dà prova di inefficienza, ma offende e
si copre di ridicolo. «è davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni
assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una
richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia».
Così commenta questa assurda vicenda il responsabile dell'Osservatorio per la
tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i
Valori», Corrado Stillo. La beffa per la famiglia di Tricase alle prese con il
dramma, arriva dall'Inps di Casarano. «Mentre rinnoviamo nuovamente alle
istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente vicini a coloro che
assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro - continua -
esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia che, senza pubblicità e senza
suoni di trombe, accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della
sua dignità». «Chiediamo anche all'Inps - conclude Stillo - di adeguare le
procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando
così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono ad una
realtà superata dalla scienza e dal buon senso». Per l'Inps di Casarano,
invece, sarebbe auspicabile l'apertura di una inchiesta interna per individuare
e punire il responsabile dell'invio di quella lettera che ha aggiunto rabbia al
dolore di quella famiglia.
( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 10 Marzo
2009 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - Nel giorno della cautela, Silvio Berlusconi
ricorda che il piano di rilancio dell'edilizia annunciato lo scorso venerdì dal
governo, ha bisogno del coinvolgimento delle regioni alle quali la legge
rimanda la competenza in materia. «Dobbiamo approfondire - ha spiegato ieri il
premier - perché stiamo parlando di un'indicazione quadro che daremo alle
regioni». Al "quadro" lavora da qualche giorno il consulente
giuridico del premier Nicolò Ghedini, ma da ieri il problema degli incentivi e
delle possibili defiscalizzazioni, con le quali si vuole rendere ancor più
appetibile il piano, è sul tavolo del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Servono soldi per spingere famiglie e proprietari di casa ad ampliare il
proprio alloggio, nella convinzione che alla fine il saldo per l'erario non
potrà che essere attivo, visto il volano che si dovrebbe mettere in moto. Nella
cautela del premier di ieri mattina, si coglie anche il timore che esterna il
ministro Bossi sulla destinazione agli immigrati delle costruzioni che
verrebbero realizzate con il piano: «Va studiato bene, non vorrei che facessero
le case per sistemarvi gli extracomunitari. Ci vogliono limiti e indirizzi per
precisi». I due provvedimenti, "piano-casa" e "piano per
l'edilizia", si intersecano, ma mentre il primo grazie al lavoro del
ministro Raffaele Fitto, è già effettivo e attende solo il decreto attuativo
dopo l'accordo firmato con le regioni e il previsto stanziamento di 200 milioni
di euro, l'altra "gamba" della strategia del premier deve ancora
passare al vaglio del consiglio dei ministri. Anche ieri il premier ha dato
appuntamento al consiglio dei ministri di venerdì, negando anche la possibilità
che si arrivi al varo di un decreto legge. Una cautela che sembra dettata più
dalla voglia di non aprire anzitempo una nuova "querelle" con il
Quirinale, che non dalle effettive intenzioni. «Il piano per l'edilizia non può
che essere un decreto legge se si vuole una azione choc e una risposta
all'economia depressa», insiste l'azzurro Mario Valducci, a conferma delle
perplessità del premier sull'utilizzo dello strumento del disegno di legge. In
attesa di mettere a punto il testo, nel governo non si sbilancia nessuno e si
guarda con interesse all'iniziativa della regione Veneto che oggi, con Ghedini
testimone, farà da apripista presentando un ddl che permetterà l'aumento della
cubatura e una sorta di "rottamazione" urbana. Nè più nè meno ciò che
dovrebbe permettere la legge quadro nazionale, con la quale
verrà azzerata la burocrazia trasformando la licenza edilizia in un semplice atto
autorizzatorio che dovrà esser firmato da un tecnico. «Vogliamo azzerare un
iter che a volte può anche durare sei mesi o un anno - sostiene Mario
Mantovani, sottosegretario con delega alle politiche abitative - e dare un
nuovo impulso all'economia». Nel Pdl il dibattito è comunque aperto e i
dubbi di Fabio Granata, esponente di An molto vicino a Gianfranco Fini,
confermano che non è solo la Lega a riflettere sui possibili effetti: «Sul
piano casa - afferma Granata - occorre mettere dei paletti per tutelare il
patrimonio ambientale e paesaggistico».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-10 - pag: 12 autore: PIT STOP ...
La zona grigia che inghiotte il Paese del fare D ella parte emersa si conosce
ormai tutto (o quasi). Di quella sommersa assai meno. Ma è
a questa zona grigia, tra burocrazie procedimentali e lentezze dei lavori del
Parlamento, che occorre ora guardare con grande attenzione quando si parla di
grandi opere pubbliche, energia e piani per l'edilizia come leva per uscire
dalla crisi. Quanto alla parte emersa è presto detto. Sappiamo da
decenni che in Italia il fronte del "no" si nutre, insieme,
d'ideologia e localismo ultracorporativo. Non c'è stato Governo, di
centrodestra (avversato politicamente per definizione) o di centro-sinistra
(mai riuscito a evitare gli stop imposti dalla sua ala sinistra), che non si
sia ritrovato a dover fare i conti con la "politica del non fare". E
le stesse voci ambientaliste più responsabili sono state spesso costrette
all'angolo, impossibilitate a far prevalere un disegno autenticamente riformista
su questo terreno. La sindrome di Nimby ("not in my backyard", non
nel mio cortile) è quantificabile in dati che non lasciano spazio ai dubbi.
Sono 264 le infrastrutture bloccate per contenziosi vari, in aumento rispetto
alla quota 193 registrata nel 2008. Energie "alternative" comprese,
tipo i parchi eolici. A guidare il fronte del "no" (secondo
l'Osservatorio Nimby Forum) gli amministratori pubblici locali e i comitati
spontanei dei cittadini. In questo quadro, un'informazione sul territorio trasparente
e puntuale sul "che fare", sui costi e i benefici per la cittadinanza
rappresenta un punto irrinunciabile. Ma proprio da qui si può partire per fare
un esempio di quella zona grigia che contribuisce a rallentare i processi
decisionali. è il caso del disegno di legge governativo all'esame del Senato
dall'autunno scorso (risultante di uno "stralcio" della Camera del 5
agosto 2008) che fra l'altro si occupa della possibilità di impiantare nuove
centrali nucleari e prevedere i siti per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi
(tema tornato d'attualità dopo la bozza di accordo italofrancese voluta da
Berlusconi e Sarkozy). Secondo il Ddl, il Governo è delegato ad adottare entro
il 30 giugno 2009 i decreti legislativi di riassetto normativo per i nuovi impianti,
i benefici «diretti alle persone e alle imprese», le misure compensative e una
rete d'informazione «diffusa e capillare» per le popolazioni interessate, le
modalità di esercizio «del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato
raggiungimento delle necessarie intese con gli enti locali coinvolti». Ma il
Ddl, tra emendamenti e sub-emendamenti e in attesa dei pareri delle commissioni
Affari costituzionali e Bilancio, è ancora all'esame della commissione
Industria di Palazzo Madama e non è stato calendarizzato per i lavori d'Aula.
Che vuol dire, con ogni probabilità, tempi lunghi per i decreti delegati, la
"polpa" della manovra. Il fattore tempo non è indifferente. E anzi in
un periodo di crisi come l'attuale diventa decisivo. Vale per i lavori delle Camere.
Vale per i passaggi tra un ministero e lìaltro all'insegna di faticosi
"concerti". Vale, all'interno dei singoli ministeri, nei meandri
burocratici in cui i provvedimenti s'incagliano tra una scrivania e l'altra. è
la zona grigia e sommersa dell'Italia del mezzo "sì" . Che alla fine
può assomigliare a quella del "no". guido.gentili@ilsole24ore.com
FATTORE TEMPO Oltre all'effetto Nimby, sono deleteri i passaggi burocratici e
legislativi di Guido Gentili
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-10 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Voucher al pubblico per scegliere il teatro Come
interrompere il rapporto tra i politici e i destinatari dei fondi
istituzionali? Idea lanciata da Salvatore Carrubba: «Dobbiamo provare, le
resistenze sono forti» Per lL'ex assessore del Comune di Milano : «Solitamente
i beneficiari dei fondi preferiscono continuare a dipendere dalla politica»
NAPOLI — Il maestro De Simone che chiude il portone del Conservatorio a Velardi
perché descritto come «simbolo dell'immobilismo napoletano ». Goffredo Fofi che
sbatte la porta del Festival del teatro perché troppo «generalista». Albertazzi
che a Napoli chiede di rilanciare il dialetto, ma il dialetto, quello
napo-letano, nel frattempo espatria a Milano, al Piccolo, con Toni Servillo. Fa
discutere, infine, Baricco che in un lungo articolo pubblicato da Repubblica il
24 febbraio lancia una provocazione: se il teatro e i musei hanno fallito,
allora è il caso di dirottare i fondi pubblici verso scuola e televisione. Cosa
succede? A Napoli la questione delle politiche culturali è andata ben al di là
dello specifico. E proprio mentre si prepara la prossima edizione del Festival
Teatro Italia. è andato in corto circuito il rapporto tra la politica e la
cultura, un rapporto di dipendenza. Quando va bene. Di esclusione, quando va
male. Ad ammetterlo è proprio l'assessore regionale Velardi all'indomani
dell'ennesimo caso diplomatico con l'autore della Gatta Cenerentola per cercare
di stemperare la polemica. «Ma qui, nella terra di Pulcinella, l'equivoco è
diventato sistema», scrive Alfredo D'Agnese. Come tagliare, se c'è da tagliare,
allora il cordone tra prìncipi e sudditi? Come arginare la marea di fondi
pubblici destinati spesso ai soliti noti, decisa nelle stanze della politica
non sempre da soggetti qualificati? Come si sposano in
sintesi la burocrazia e
l'arte? Sul mercato culturale esiste una proposta, assai liberale, assai
provocatoria, mai realizzata in Italia. Anzi un tentativo è stato fatto anni fa
a Milano, spiegheremo dopo perché non andato in porto. Parliamo del voucher per
la cultura, di buoni destinati non a teatri, teatrini, compagnie,
manifestazioni e chi più ne ha più ne metta, ma agli spettatori. Per cui la
Regione non sovvenziona, e quindi non decide l'offerta, ma è la domanda a
selezionarla. Una piccola vera rivoluzione democratica. Già testata in Canada e
a New York per i teatri off-Broadway. Il principio fondante è semplice: se la
fruizione di cultura è un diritto, il cittadino deve essere responsabilizzato e
quindi deve poter scegliere. Ne è straconvinto Salvatore Carrubba,
editorialista del Sole 24 Ore, ex assessore comunale di Milano. Colui che sotto
il Duomo lanciò la proposta di un voucher per il teatro. «Non ci sono riuscito
— spiega — a causa delle resistenze di coloro che ricevono solitamente i soldi
e che preferiscono continuare a dipendere dal ministro, dall'assessore o dal
consigliere di turno. Quel poco che sono riuscito, all'epoca, ad ottenere è
stato creare un sistema di premialità, per cui venivano finanziate solo le
compagnie più meritevoli sul piano dell'efficienza. Ma certo il voucher è tutta
un'altra cosa». L'obiezione in cui si può incorrere proponendo il «buono
teatro» è che le scelte del pubblico potrebbero essere orientate verso il basso
e non verso l'alto. Più sceneggiate, meno teatro sperimentale. «Prima cosa —
continua Carrubba — se si è liberali davvero, bisogna accettare anche questo
verdetto: se dev'essere sceneggiata, sceneggiata sia. Inoltre si possono sempre
introdurre delle forme di intervento ad hoc che premino l'avanguardia. Il punto
è un altro». E questo Carrubba lo scrive da tempo. «Chi decide che al San Carlo
si deve ascoltare Verdi e non Berio? E questo vale anche per l'arte
contemporanea. In Olanda molte amministrazioni hanno acquistato opere di cui
non sanno che farsene ». A chi infine destinare i voucher? L'istituto Bruno
Leoni e un giovane ricercatore, Filippo Cavazzoni, dell'argomento si occupano
da tempo. Cavazzoni ne ha scritto per il Riformista. «I destinatari — spiega —
sono indubbiamente i giovani, studenti in primis, e gli anziani, che hanno più
tempo libero e una certa curiosità. Questo è un modo sia per selezionare
l'offerta sia per togliere agli enti pubblici la scelta. Ma soprattutto un
mezzo unico per avvicinare e alfabetizzare chi è lontano anni luce da una sala
teatrale. Se il compito dello Stato è quello di istruire, i voucher sono più
diretti di un finanziamento dato alla compagnia di turno. Il problema è: siamo
certi di voler cambiare il sistema? Vogliamo davvero eliminare privilegi ormai
decennali?». Come dice il grande violinista Uto Ughi a proposito del rapporto
tra politica e musica classica: «Interlocutori deboli rendono possibile ogni
scempio». Ci vuole solo un po' di coraggio. Simona Brandolini Giovani in platea
Nella foto, alcuni giovani assistono a una rappresentazione da un palco del
teatro San Carlo. è proprio ai ragazzi e agli anziani che ri rivolge
l'iniziativa del voucher, così come è avvenuto già in Canada e a New York
Salvatore Carrubba Ministro Il governatore Bassolino col ministro Bondi
all'inaugurazione del Teatro Festival
( da "Nuova Ferrara, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'assessore
all'urbanistica Atti: mossa spericolata, Ricci (Acer): non è questa la
soluzione Luci e ombre anche a Ferrara sul piano casa Mascellani (Ance): il
provvedimento già esisteva e serve a dare impulso al settore Dragotto: una
risposta ai bisogni abitativi della popolazione Uno strumento innovatore e più
snello per rilanciare un settore in fortissima crisi e dare ossigeno
all'economia o una normativa che di fatto porterà ad una costruzione senza
regole né rispetto del piano regolatore, finalizzata ad una forma indiretta di
condono? Sul nuovo piano della casa del governo, rilanciato con forza in queste
ultimi giorni dal premier Berlusconi, che verrà varato venerdì prossimo, ci
sono opinioni contrastanti. Facciamo il punto sulla situazione ferrarese e sui
possibili scenari che si possono verificare. Tra consensi e critiche.
MASCELLANI. «Il piano casa è un provvedimento di edilizia straordinaria che
porterà alla costruzione di nuovi piccoli alloggi. E' in atto da parecchi mesi
dopo le consultazioni tra il governo e le forze sociali e imprenditoriali, per
cui ci troviamo di fronte ad uno strumento condiviso da molti». Roberto
Mascellani, presidente provinciale dell'Ance, l'associazione nazionale dei
costruttori edili, inquadra la situazione del piano casa. «Si tratta di capire
- prosegue - come esattamente funzioneranno i meccanismi di attuazione per i
finanziamenti, è stata anche interessata la Cassa Depositi e Prestiti.
Richiederà un importante sforzo di modernizzazione anche da parte delle imprese
per portare sviluppo nel settore. Stiamo attendendo di avere le bozze finali,
ma come associazione costruttori edili c'è una grande attenzione e
soddisfazione per questo provvedimento, che non è calato dall'alto. A Ferrara
abbiamo un problema nella giunta comunale, che si è dichiarata nemica dei
costruttori. Mi auguro che questo clima venga presto cancellato». ATTI. «Da una
prima impressione - replica l'assessore comunale all'urbanistica Raffaele Atti
- direi che si tratta di un piano casa alquanto spericolato, su cui sarebbe
bene opporsi con molta determinazione. Trovo illogico prevedere delle quote di
ampliamento stabilite come diritto soggettivo senza una ricognizione dello
stato di fatto. A quel punto il piano regolatore non servirebbe a nulla.
L'economia ha bisogno di soldi, di immissione di risorse aggiuntive, non di
queste cose. Si fa un uso strumentale della crisi per arrivare indirettamente
ad una specie di condono. Mi auguro che la regione Emilia Romagna non ceda alle
lusinghe del governo». RICCI. «Anche se occorre vedere il testo definitivo -
con questo piano che riguarda anche l'edilizia pubblica - afferma Ivan Ricci,
presidente dell'Acer - non si danno risposte immediate, inoltre si arriverà a
costruire circa 6.000 alloggi contro il doppio previsto dal precedente piano
governativo. Si allenta di molto l'intervento sull'edilizia pubblica e si
costruiscono case soprattutto nel settore privato. E' da vedere positivamente
l'alleggerire la burocrazia e rilanciare un settore in crisi, ma è facile cadere con queste
nuove regole in un nuovo condono e in una sorta di cementificazione
indiscriminata in un clima di deregulation. Nel dettaglio, il piano di ampliare
l'esistente e di demolire e poi ricostruire, non risponde al fabbisogno di casa
per chi di fatto non ce l'ha». DRAGOTTO. «L'attività edilizia a Ferrara
è già in crisi da qualche anno - dice Giorgio Dragotto consigliere regionale di
Forza Italia-Pdl - ad ingessare ancora di più la situazione sarà il nuovo Psc
(Piano strutturale Comunale), con i suoi cedimenti alla rendita e agli
interessi speculativi, le sue rigidità e la sua incapacità di aprirsi alle
nuove esigenze derivanti dalla crisi economica e dalla necessità di supportare
tutte le componenti economiche del territorio di Ferrara. Adesso, a stimolo
dell'economia, il Governo presenterà quanto prima il piano casa, da 550 milioni
di euro, già annunciato a luglio 2008, per la realizzazione di abitazioni da
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-03-2009)
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ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 2 «I criminali che vivono da noi pensano che in Italia si possa farla
franca con più facilità» IL COLONNELLO DELLA POLIZIA ROMENA «SÌ, FORSE in
Romania tra i criminali è aumentata la percezione che in Italia si possa
delinquere con maggiore facilità. Si scambiano queste informazioni, ma i romeni
che sono qui non sono tutti delinquenti». Lo ha detto Ioan Popa, il colonnello
della polizia romena a margine della conferenza stampa di ieri a Genova per il
fermo dei due romeni accusati dell'omicidio per rapina di Angelo Peirè. I
poliziotti romeni hanno dato una grossa mano alle indagini. «In Italia continua
Popa ci sono più di un milione di romeni, di cui 958 sono stati condannati. Non
so se questa si possa definire una percentuale alta per la criminalità. Però ce
ne sono pure 450 mila con documenti regolari, con un contratto di lavoro e 350
mila in corso di regolarizzazione». «Noi comunque conclude il colonnello siamo
sempre a disposizione della polizia italiana. Il nostro ruolo è quello di dare
un'informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente
alle indagini, anche con attività che possono sembrare semplici, come la
verbalizzazione, ma che semplificano molto il lavoro delle forze dell'ordine».
Una collaborazione che ha dato i frutti sperati e che ha portato alla
risoluzione del caso con l'arresto a centinaia di chilometri di distanza dal
luogo dell'omicidio dei due malviventi.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
10-03-2009)
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LUGO pag. 13 «PER
CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi ... «PER CERCARE di superare
la crisi e aiutare i consumi e le imprese per uscire dalla attuale situazione
economica occorre passare dagli interventi abbozzati ai fatti concreti». Ad
affermarlo è il presidente dell'Ascom-Confcommercio di Lugo, Domenico Brunori,
che interviene sul difficile momento dell'economia non risparmiando severe
critiche alle istituzioni, chiedendo loro interventi e in tempi abbastanza
rapidi. «In questi giorni afferma Brunori si susseguono riunioni su riunioni,
vengono convocati incontri e tavoli di lavoro, ma le difficoltà delle imprese
per ottenere credito aumentano. Inoltre, ci sono Comuni che tagliano i fondi
per la promozione delle città, come accaduto a Bagnacavallo dove
l'amministrazione locale, che si è sempre posta all'avanguardia sugli
interventi di valorizzazione del centro storico, ha dimezzato le risorse
disponibili. E come se non bastasse, invece di riduzioni fiscali arrivano nuovi
balzelli, basti pensare a quello per i controlli sanitari nelle imprese
alimentari. Non sono certo questi gli interventi che servono al rilancio
dell'economia». E IL PRESIDENTE dell'Ascom Presidente di Ascom spara altri
siluri': «Sono anni che i Comuni promettono semplificazioni burocratiche
significative, specie per quanto riguarda l'edilizia e la conformità alle norme
tecniche, ma tutto si muove con una lentezza estrema. Confidavamo molto nello
sportello unico per le imprese, ma anche su questo fronte i risultati non si
vedono, tanto è vero che a Lugo non è affatto unico visto che ne esistono due,
uno per le imprese e uno per l'edilizia. Non mettiamo in discussione la buona
volontà dei sindaci, ma occorre capire che le imprese non possono più aspettare
i tempi lunghi della politica, tanto più in un momento come questo. E'
inaccettabile afferma con forza Brunori che imprenditori che hanno investito
cifre significative per ampliare e ammodernare le loro imprese debbano
aspettare mesi per le risposte degli uffici. Occorre modificare questo stato di
cose, tanto più che quando c'è la volontà di agire con rapidità, come quando
vengono approvate Varianti per consentire nuove grandi superfici commerciali
come a Faenza e Ravenna, questo avviene con tempi così veloci che non
consentono neppure di esprimere un parere». BRUNORI non si limita alle
crticihe, perchè presenta alcune idee e proposta: «Occorre chiedere con
maggiore efficacia alle Banche, coordinandoci fra associazioni di impresa e
amministrazioni pubbliche, perchè non facciano mancare il credito alle imprese
a costi ragionevoli. Poi, fare in modo che i Comuni ripristinino gli
investimenti nella promozione delle città; creare un gruppo di lavoro misto
Comuni-Associazioni per lo snellimento della burocrazia in tempi brevi; rivedere la
programmazione commerciale e territoriale tenendo conto del fatto che la crisi
economica ha completamente mutato gli scenari». INFINE, per quanto riguarda
l'Ascom, Brunori dice che «in molti casi si vive una situazione in cui il posto
di lavoro dei dipendenti è garantito dalla buona volontà degli imprenditori,
visto che non vi sono ammortizzatori sociali per le micro e piccolissime
imprese. Per quanto ci riguarda, come Associazione non ci sottraiamo a impegni
e responsabilità, investendo in iniziative di assistenza tecnica e formazione
per l'innovazione, l'ammodernamento e il riposizionamento delle imprese che ne
hanno esigenza, oltre ad operare all'interno del Consorzio fidi per garantire
sul versante del credito massimo sostegno alle imprese. Un settore questo
fondamentale per l'economia».
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Pubblicita - data: 2009-03-10 num: - pag: 57 categoria:
PUBBLICITA Insieme verso il successo Il futuro appartiene alle terapie
integrate. Siemens mette in rete diagnostica, imaging e IT con l' obiettivo di
ottimizzare le procedure, ridurre i costi e spianare la via a una medicina
sempre più individualizzata. > Il minibus si ferma esattamente in centro a
PlÖn. Scendono in fretta tre donne in camice verde da sala operatoria e un uomo
in bianco. Una passante chiede spaventata: “C'è un'emergenza?” Passandole
accanto correndo, il medico le risponde: “Sì, gli ospedali stanno morendo, ci
vuole un intervento d'urgenza!” E poi si affretta a raggiungere una
manifestazione contro il sottofinanziamento degli ospedali tedeschi. Quello che
è successo all'inizio di luglio nella cittadina a sud di Kiel, in Germania
appunto, è un caso piuttosto raro. A PlÖn sono scesi in strada insieme
dipendenti e datori di lavoro: 3.000 collaboratori degli ospedali e
rappresentanti dell'azienda sanitaria dello Schleswig-Holstein hanno protestato
chiedendo più finanziamenti e migliori condizioni di lavoro. La pressione sui
costi è di proporzioni enormi, non solo in Germania e in Europa , ma i n t ut
to i l mondo. Esa m i doppi, mancato collegamento fra medico di base e
specialisti, cartelle cliniche perdute costano tempo nella quotidianità degli
ospedali e rendono il lavoro inefficiente e costoso. Eppure, soprattutto le
cliniche private hanno trovato da tempo una soluzione a questo problema. Per
ottimizzare le procedure interne e poter lavorare in modo redditizio a lungo
termine, utilizzano un approccio a tutto tondo e la terapia integrata. Un
esempio paradigmatico viene dall'Ospedale da Luz di Lisbona. All'ospedale vero
e proprio sono collegate una casa di cura per non autosufficienti e una casa di
riposo. Da oltre un anno, i pazienti vengono seguiti in ricovero e
ambulatorialmente in oltre 30 reparti e ambulatori, dotati soprattutto di
tecnologia Siemens. Soluzioni tutto compreso Siemens Hea lt hca re ha r
iconosciuto da tempo l'esigenza di un sistema sanitario integrato e si è
affermata come leader del mercato mondiale. “Siamo punto di riferimento
nell'innovazione e da anni definiamo gli standard nella sanità”, afferma
Hermann Requardt, membro del CdA di Siemens AG e CEO mondiale di Siemens
Healthcare. L'ampio portafoglio Siemens, nonché la possibilità di poter contare
su soluzioni complete su misura, ha convinto anche la società di gestione di
cliniche portoghese EspÍrito Santo SaÚde (ESS). L'edificio già ospita una serie
di soluzioni tecnologiche firmate Siemens: per esempio, 13.000 sensori controllano
i valori di luce, aria e temperatura. Ma è soprattutto Siemens Healthcare a
essere presente nel “campus sanitario integrato” dell'Ospedale da Luz. “Abbiamo
fornito praticamente tutte le apparecchiature diagnostiche”, spiega il dottor
Klaus Wecker di Siemens Healthcare. Un grande successo, oltre che dai sistemi
high-tech, è stato riscosso anche da una postazione multimediale, con la quale
i pazienti possono navigare su Internet o telefonare dal loro letto. Durante il
giro ospedaliero dei sanitari, tale programma si trasforma in sistema
informatico di reparto che consente ai medici di accedere in qualunque momento
a tutti i documenti clinici. La documentazione elettronica del paziente (ePA),
oltre a contenere tutti i dati importanti come esami di laboratorio o
radiografie, consente anche di richiamarli in qualsiasi momento e da qualsiasi
punto, grazie a speciali soluzioni software che garantiscono un accesso
continuo e un flusso di informazioni costante. Siemens Healthcare soddisfa
queste esigenze con le sue piattaforme IT che insieme collegano in rete e
gestiscono tutto il ciclo di diagnosi e terapia. “Il nostro software è il vero
cardine dell'Ospedale da Luz”, spiega Wecker. Attualmente, a livello mondiale
sono circa 200 gli ospedali che lavorano con questo potente programma di
gestione. Contro tutte le resistenze Anche in Germania si cerca di migliorare
la redditività del sistema sanitario con le cartelle cliniche elettroniche. Nel
2007 Siemens ha concluso con successo un progetto pilota a livello federale con
le RhÖn-Kliniken. Procedure interne efficienti, sgravio del
personale, riduzione della burocrazia e diminuzione della lunghezza dei ricoveri dei pazienti sono
argomenti importanti in tempi di scarsità di fondi. Eppure, proprio le banche
dati centralizzate e l'accesso completo alle cartelle cliniche dei pazienti non
sempre sono ben accetti. “La protezione delle informazioni è una delle
sfide maggiori”, commenta il dottor Peter Heil, esperto Siemens per il progetto
eHealth. Inoltre, l'automatizzazione delle procedure amministrative e
diagnostiche, attraverso la realizzazione di piattaforme software, stimola un
cambiamento strutturale che nel sistema sanitario può essere controverso.
Vengono stabilite le cosiddette vie terapeutiche, definite in base ai processi
clinici: un cambiamento fondamentale del principio della medicina, poiché in
questo modo si pone al centro il quadro patologico, e il timore è che il
paziente passi in secondo piano. Gli esperti sono invece convinti del
contrario. Protocolli terapeutici specifici e ben elaborati per le varie
malattie possono sostanzialmente ottimizzare la cura medica dei pazienti. Ma
ciò non basta: è importante anche spingere sempre più al centro la prevenzione
e la diagnosi precoce. Nuovi test di laboratorio molecolari e nuove procedure
di imaging consentono la diagnosi precoce e aiutano a identificare meglio i
pazienti a rischio. Da tempo Siemens Healthcare ha iniziato a sviluppare il
concetto di diagnostica integrata e tre anni fa ha acquisito l'azienda statunitense
CTI Molecular Imaging di Knoxville, specializzata in diagnostica molecolare.
Con l'acquisto di Diagnostic Products Corporation (DPC), Bayer Diagnostic e
Dade Behring, all'inizio del 2007 Siemens è diventata una presenza molto
importante nella diagnostica di laboratorio. Queste tre aziende costituiscono
oggi la divisione Diagnostics. Ora Siemens è la prima azienda al mondo in grado
di integrare diagnostica di laboratorio (in vitro), diagnostica per immagini
(in vivo) e tecnologia informatica. “Offriamo oggi una catena di creazione di
valore che va dalla diagnosi molecolare e dai test immunitari agli esami di
sangue, urine e t e s sut i , f i no a l le p r o c e du r e d i i m a g i ng
”, spiega Requardt. Boom dei biomarker Nel c ol lega m e n t o i n r e t e d i
l a b o r a t o r io e imaging con l'ausilio di sistemi IT dedicati, la
diagnostica molecolare assume una funzione chiave. “Se comprendiamo che cosa
accade a livello molecolare, possiamo sviluppare test di laboratorio e
procedure di imaging mirati”, spiega Michael Reitermann, direttore della
business unit Molecular Imaging di Siemens Healthcare. Un esempio è quello dei
biomarker: queste sostanze, presenti in sangue, urine o campioni di tessuti, si
possono individuare con apparecchiature ibride o test di laboratorio, e possono
fornire già molto presto al medico indicazioni su tipo, localizzazione e stadio
di malattie come il cancro. I vantaggi di una diagnostica in rete sono
molteplici. Si ottimizzano le procedure, i metodi di esame sono meno invasivi,
i costi per la sanità sono contenuti. “La diagnostica integrata rivoluziona la
sanità e consente una medicina individualizzata”, commenta Thomas Miller,
direttore della divisione Workflow & Solutions di Siemens Healthcare. Per
aumentare le probabilità di guarigione o prevenire l'insorgere di malattie, la
medicina moderna richiede un approccio personalizzato. Pertanto, la diagnosi
deve tenere maggiormente conto di predisposizione genetica, anamnesi patologica
personale, stile di vita e influssi ambientali. Studio su 4.000 soggetti
Tuttavia, solo specifici dati di riferimento consentono di riconoscere nel
singolo caso una predisposizione per determinate malattie, di valutare
patologicamente i referti e formulare una prognosi per la terapia proposta. Nella
regione tedesca del Meclemburgo- Pomerania anteriore si ricercano in modo
particolarmente intensivo modelli medici: l'Università di Greifswald segue da
10 anni 4.000 soggetti, nel quadro dello Study of Health in Pommerania (SHIP),
uno dei più ampi studi del mondo sui rapporti fra malattie, condizioni di vita
e patrimonio genetico. Al progetto prende parte anche Siemens. Alla fine della
terza serie di visite, i dati memorizzati forniranno 150 milioni di variabili
per ogni partecipante allo studio. In collaborazione, fra gli altri, con
l'Università di Greifswald, in questa selva di dati Siemens ricerca dei modelli
in base a irregolarità matematico-statistiche o ipotesi mediche. Meglio si
riuscirà a isolare e collegare fra loro i parametri essenziali, maggiore sarà
il successo della medicina per i singoli pazienti — molto prima di arrivare
all'emergenza — a PlÖn o in qualsiasi altro luogo del mondo. Raccolta di dati
di riferimento: lo studio SHIP, al quale partecipa Siemens, esamina 4.000
soggetti in modo completo © 2009 Jupiterimages Corporation © 2009 Jupiterimages
Corporation Sviluppo positivo: i tempi di trattamento più brevi lasciano spazi
liberi per colloquiare
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SAN DONATO SEGRATE
CASSANO pag. 23 «Si devono usare delle forme precise di comunicazione» RODANO
LA SOCIETÀ RODANO «AVVISARE con una semplice telefonata sarebbe stato più
efficace e meno costoso. Ma la legge prevede forme precise di pubblicità per
gli appalti pubblici. Sei pagine su un quotidiano nazionale, peraltro, hanno un
costo non indifferente. Lì sono stati indicati tutti i destinari del
provvedimento, con luogo e data di nascita». L'ufficio stampa di Brebemi
difende così la posizione della società. «In altri paesi - spiegano - la
normativa è più agile. In Italia talvolta la legge e la burocrazia vanno contro gli interessi
del cittadino che si prefiggono di tutelare». COME POTRÀ il cittadino
interessato dal provvedimento far valere i propri interessi? Per le
osservazioni bisogna affrettarsi: ci sono solo sessanta giorni dalla
pubblicazione sul quotidiano. Dopodiché il progetto verrà vagliato dalla
Concessionaria autostrade lombarde, la quale esaminerà le osservazioni
pervenute. A questo seguiranno la Conferenza dei servizi e l'approvazione
definitiva del Cipe. Per sapere se l'indennizzo sarà equo, è necessario aspettare
che si concluda l'iter di approvazione del progetto. A quel punto, infatti, il
provvedimento diventerà esecutivo. Lor. Inv.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALE MONZUNO
pag. 24 Il bianco delle mucche di Guglielmo «Il latte lo porto in tavola io»
AZIENDA 60 VACCHE, 160 BOTTIGLIE AL GIORNO: ALLEVATORE TAGLIA LA FILIERA
GENUINO Guglielmo Fontanelli con i dipendenti Francesco Rizzo e Eleonora
Ruggeri e le bottiglie di latte ad altissima qualità (foto di Mario Rebeschini)
di MARIO BOVENZI e MARIO REBESCHINI MONZUNO IL PREZZO del latte cala e gli allevatori
fanno fagotto e lasciano le colline. Cala ancora e altre stalle cadono come
mosche. Lui no. Guglielmo non si è arrende. «Il mio latte me lo tengo»,
esclama. E taglia, taglia la filiera. Guarda le sue 170 mucche, seleziona
quelle migliori, le nutre con foraggio di prima qualità, si compra un furgone e
se ne va a vendere direttamente le bottiglie di bianco ai negozi. Cooperativa
addio. Si alza alle quattro del mattino, sale in auto, dà un'occhiata ai tre
bimbi che dormono beati e lascia Ozzano. Fa ogni giorno una trentina di
chilometri e arriva nel suo allevamento a Monzuno, stalla e azienda incuneati
in una valle, sotto Trasasso. Lì, con Francesco Rizzo e Eleonora Ruggeri, due
ragazzi, comincia a imbottigliare. E poi via, a bordo. Verso la città e i paesi
vicini. Dove rifornisce scuole, bar e negozi. «Il mio latte spiega Guglielmo
Fontanelli è fresco, pastorizzato, intero, di alta qualità. E' il primo latte
in Emilia Romagna con il numero unico di riconoscimento europeo. Il consumatore
è così completamente informato sul latte che beve». Dalla mucca alla tavola,
filiera addio. Quasi. L'avventura comincia cinque anni fa. «Con quello che si
guadagnava riprende riuscivamo a fatica a coprire le spese, una stalla qui in
montagna ha costi molto più alti rispetto agli allevamenti in pianura». Così
Guglielmo comincia a selezionare le sue mucche. «Ogni capo precisa riceve
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
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pagina pag. 2 E'
TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,... E'
TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,
Krasnodar e Novosibirsk: sono le tappe che ospiteranno dal 5 al 9 aprile una
delegazione di oltre 800 imprese italiane interessate alle opportunità di
business in Russia. La missione imprenditoriale, organizzata grazie all'impegno
di Confindustria, Ice e Abi, si preannuncia un'occasione importante anche per
molti settori dell'economia bolognese, dalla moda ai cosmetici, dalle costruzioni
all'arredamento, fino alle diverse specializzazioni della meccanica locale:
automazione, macchine agricole, automotive e packaging. Tra le aziende
partecipanti, una trentina hanno sede nella provincia di Bologna e di queste
circa la metà ha dimensione medie o piccole. Per alcune si tratta del primo
approccio con la realtà russa, altre invece hanno già avviato alcune attività
nel paese ma colgono l'opportunità di presentarsi in forma aggregata per
superare alcuni aspetti critici quali la lingua, la cultura, la burocrazia
locale. «Con il sostegno di Unindustria Bologna», afferma Alberto Vacchi,
consigliere delegato di Unindustria per l'internazionalizzazione «la missione
potrà essere l'inizio di un percorso personalizzato per ricercare partner,
partecipare a fiere e manifestazioni, valutare strategie mirate di penetrazione
commerciale e di radicamento». L'interesse della nostra regione e
provincia per il mercato russo segue una tendenza confermata negli ultimi anni:
si tratta del paese europeo in cui la crescita delle esportazioni da parte
delle aziende emiliano-romagnole è stata più marcata. Nonostante la crisi,
dicono gli esperti, l'ex Stato sovietico rimane una delle mete più promettenti
per l'export locale. Tra i casi di successo italiano e bolognese in Russia
spicca indubbiamente l'esperienza della Busi Impianti SpA, azienda leader nel
settore dell'ingegneria e dell'impiantistica civile, industriale e
manifatturiera. La società si è aggiudicata infatti una commessa di 112.800.000
dollari per la realizzazione degli impianti idraulici, meccanici ed elettrici
della Mirax Federation Tower di Mosca, che prossimamente sarà il grattacielo
più alto d'Europa. L'edificio ospiterà uffici di prestigio, uno shopping
center, appartamenti di lusso, nonché un hotel compreso di Spa e ristoranti.
Questo fiore all'occhiello fa parte dei numerosi progetti che il Gruppo Busi ha
intrapreso in Russia; motivo per cui l'azienda è stata presentata come esempio
di successo alle imprese bolognesi che parteciperanno alla missione. «La Russia
sottolinea ancora Alberto Vacchi rappresenta uno dei paesi principali su cui
puntare: secondo stime internazionali, saranno proprio i paesi della vecchia
Europa, Russia in particolare, tra i primi ad uscire dalla fase di crisi».
Confindustria, Ice e Abi non negano che i primi mesi del 2009 saranno
probabilmente i più difficili per l'economia russa. Ma il consiglio rimane
quello di valutare collaborazioni industriali o commerciali di ampio respiro,
perché, secondo gli organizzatori di questa missione imprenditoriale, i frutti
della ripresa si potranno cogliere proprio se si decide di investire oggi. Anna
Merloni
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
pagina pag. 3 Nel
2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli
impianti in quella... Nel 2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa
per la realizzazione degli impianti in quella che presto sarà il grattacielo
più alto d'Europa, la Mirax Federation Tower a Mosca. Un caso di successo ma
soprattutto una storia di successo in Russia. Come avete iniziato? «Siamo
entrati nel mercato russo con un sub-appalto circa vent'anni fa. In seguito
abbiamo aperto un piccolo ufficio, quindi attivato joint-ventures fino ad
arrivare al 2003-2004 con i primi progetti importanti» afferma Angelo
Aldrovandi, amministratore delegato della Busi Impianti SpA. Avete riscontrato
difficoltà ad inserirvi nel mercato russo? «Indubbiamente è un contesto con
un'altissima barriera di penetrazione data dalla lingua e dalla cultura, inoltre la burocrazia è molto complessa. Per questi motivi un'impresa che vuole
insediarsi deve mettere in conto un investimento iniziale abbastanza
importante» Che impatto ha avuto per la vostra attività il progetto alla Mirax
Federation Tower? «Ultimamente la dimensione media dei nostri progetti è in
crescita, ma nel 2007 era il contratto più grande che avessimo mai
firmato, quasi il doppio rispetto a quelli realizzati fino ad allora. Un
momento di svolta, anche in termini di prestigio e di visibilità internazionale
con un grande ritorno d'immagine. Ora in Russia non dobbiamo più spiegare chi
siamo e cosa facciamo». Ad aprile ci sarà la missione imprenditoriale in
Russia. Secondo lei, che importanza può avere per le aziende? «Si tratta
certamente di una grande opportunità per fare visite mirate e personalizzate in
base al settore di attività. Questo sia per quanto riguarda le aziende già
inserite in contesti internazionali sia per quelle che si apprestano ad
entrarvi. Tuttavia credo sia meglio non avere troppe aspettative, nel senso che
ciascuna azienda deve pensare di arrangiarsi pur sapendo che ci sono le
istituzioni a cui rivolgersi in caso di bisogno. Nel nostro caso, per l'accordo
sul progetto della Mirax Federation Tower, è stato molto importante il supporto
pratico e strategico delle istituzioni. E devo dire che si sono dimostrate
davvero efficienti, credo sia importante avere fiducia in esse e avvalersi del
loro appoggio». Quali suggerimenti può dare alle imprese che vogliono entrare
nel mercato russo? «La crisi si sta facendo sentire anche in Russia, quindi non
si possono prevedere grandi risultati nel breve termine. Al tempo stesso si può
approfittare di questo momento di stallo del mercato per internazionalizzare e
creare una presenza, investendo risorse e cercando di "russificarsi"
un po'. E' difficile fare previsioni, credo sia meglio agire con prudenza ma
anche con grande fiducia». a. m.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-03-2009)
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Carbonia Pagina 2019
Area costruisce solo garage attorno alle palazzine inaccessibili ai portatori
di handicap Ascensore fai da te nella casa popolare Area costruisce solo garage
attorno alle palazzine inaccessibili ai portatori di handicap Pensionato paga
di tasca l'elevatore per il familiare disabile --> Pensionato paga di tasca
l'elevatore per il familiare disabile Abita al terzo piano di una palazzina
popolare senza ascensore, Così un ex dipendente comunale lo ha fatto montare
pagandolo di tasca. L'ascensore se l'è costruito da solo. Stanco di aspettare
l'intervento pubblico e consapevole che nessuno lo avrebbe mai aiutato, un
impiegato di Carbonia ha deciso di sborsare di tasca sua quasi 28 mila euro per
istallare un ascensore nel palazzina popolare in cui abita con la famiglia.
L'elevatore non è certo un vezzo, ma è indispensabile ad un suo familiare
disabile a raggiungere agevolmente il terzo piano dell'edificio di via Angioy
in cui risiede la famiglia di Gianfranco Murgia, dipendente del Comune di
Carbonia. La sua è la storia del classico cittadino il
quale, piuttosto che combattere contro la burocrazia, decide di rimboccarsi la maniche facendo da sé. L'ASCENSORE
Premessa: Gianfranco Murgia non vuole alimentare polemiche. Il suo scopo l'ha
raggiunto. «Nel palazzo tutti gli appartamenti appartengono ormai a privati»,
tiene semplicemente a precisare. D'accordo, ma di polemiche se ne
potrebbero sollevare se si ripensa che recentemente l'Area, l'Azienda regionale
che ha e ereditato tutte le palazzine popolari della città, negli ultimi tempi
ha provveduto ad erigere garage a raffica (sono stati spesi già 2 milioni di
euro) ma non comodi ascensori per i suoi (magari ex) inquilini. Molti dei quali
sono persone anziane che abitano nei piani alti degli edifici. Sono comunque
considerazioni che il protagonista di questa storia ha deciso di non sfiorare
neppure: «Per un momento ci ho pensato, ma mi interessava risolvere subito il
mio problema». Così, alcuni mesi fa, nella parte esterna dell'ultimo palazzo a
sinistra di via Angioy (per chi proviene da piazza Iglesias), è comparso un
ascensore che arriva sino al terzo piano dello stabile. LA SPESA È costato
circa 28 mila euro, parte dei quali (molto meno del 50 per cento) potrebbero
venire rimborsati (ma ancora non è arrivato un solo euro) in virtù di una legge
regionale a sostegno delle famiglie con portatori di handicap: «Ma non ho
guardato alla spesa - sottolinea l'uomo - sapevo che sarebbe servito e l'ho
fatto». La vicenda dimostra due cose. Intanto che sono spesso i cittadini a
sopperire a compiti che spetterebbero alle pubbliche amministrazioni di turno.
Poi, che il progetto di installazione di ascensori all'esterno dei palazzoni
popolari è facilmente realizzabile e con una spesa relativamente bassa. ANDREA
SCANO
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 2 «Ambiente e risparmio Così è cambiato il modo di progettare» di
Antonio Signorini RomaNorbert Lantschner, direttore dell'agenzia CasaClima, in
Alto Adige già si concede cubatura a chi costruisce o ricostruisce case che
fanno sprecare meno energia? «Certo». E funziona? «Ha modificato il modo di
progettare le abitazioni. Lo standard minimo obbligatorio per le costruzioni è
la "classe C" di CasaClima, che però non dà diritto a nessun
incentivo. Quindi tutti ormai costruiscono case che risparmiano ancora di più,
di "classe B" o spesso "A" e così ottengono il bonus che
consiste in cubatura aggiuntiva del 5 o del 10 per cento». Qual è il beneficio?
«Abbiamo calcolato che il costo aggiuntivo per i materiali e l'installazione
delle nuove tecnologie si aggira intorno al 3-5 per cento del totale. Il bonus
in cubatura permette ai cittadini di recuperare ampiamente questa spesa». E
agli altri cosa ne viene? «Intanto non si spende un soldo pubblico. La
Provincia non stanzia niente, visto che l'incentivo consiste nella possibilità
di costruire di più. Poi c'è un risparmio per la collettività, visto che si
sprecano meno quei combustibili che l'Italia non può che importare totalmente
dall'estero». L'obiezione che è stata fatta al piano del governo è che il
«premio» rischia di incentivare la cementificazione. Da voi è successo questo?
«Se un edificio è di otto piani e si costruisce il nono, il territorio non
viene scombussolato. Ma c'è un ma. Ci deve essere la sicurezza che quel premio
in cubatura sia meritato. Serve un controllo sui lavori e anche sul risultato
finale». Nella Provincia autonoma chi vigila? «La nostra agenzia». Non c'è il rischio di creare altra burocrazia? «Tutto deve seguire il principio di riqualificazione. Si deve
puntare sull'efficienza energetica e dobbiamo pensare solo a questo se non
vogliamo affogare in questa marea di norme che oggi soffoca l'innovazione e la
crescita con dettagli insignificanti, come la classificazione delle grondaie.
Tutti lussi che potevamo permetterci fino a pochi anni fa». Il settore
dell'edilizia è in crisi anche in Alto Adige? «Come ovunque. Ma questo porta
acqua al mulino di CasaClima perché bisogna costruire di meno, ma meglio,
puntando sul risparmio». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
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n. 59 del 2009-03-10
pagina 19 È in coma come Eluana. E l'Inps le chiede il conto di Bepi
Castellaneta LecceÈ in coma vegetativo da sedici anni, ma l'Inps le chiede il
reddito conseguito nel 2008. E lo fa con una lettera precisando che, qualora
non dovesse arrivare la documentazione richiesta, sarà sospesa la pensione di
invalidità. È quanto accaduto a Tricase, paese lungo la costa adriatica della
provincia di Lecce. Lei si chiama Emanuela Lia, ha 37 anni, è in coma dal 1993
e vive in casa dei genitori che l'assistono senza sosta fin da quando è rimasta
ferita in un drammatico incidente stradale. Dopo aver ricevuto la lettera
dell'Inps di Casarano, suo padre, Cesare, rivela: «Ogni anno ci arriva questa
richiesta anche da altri enti pubblici». E aggiunge: «È stata una presa in
giro, si sa che mia figlia, così come altri ragazzi, è in coma vegetativo e non
vedo quale reddito possa produrre». Fatto sta che la comunicazione è stata
inviata ed è giunta a destinazione. «Mi rendo conto - prosegue il padre della
ragazza - che è una prassi burocratica, ma è anche vero che è possibile censire
questi ragazzi per evitare che l'invio di queste missive si trasformi in una
umiliante presa in giro; credo che una dichiarazione di esistenza in vita vada
più che bene», conclude. La vicenda di Emanuela ha commosso tutta la Puglia.
Quando si è consumata la tragedia lei aveva 21 anni, studiava giurisprudenza e
sognava di diventare avvocato come il padre. Ma i sogni e le speranze sono
stati spazzati via da un incidente avvenuto il primo gennaio del 1993: stava
tornando a casa da una festa, era a bordo di una Fiat Panda, il giovane che
guidava ebbe un colpo di sonno e la macchina finì contro un palo della luce;
scattarono i soccorsi, Emanuela fu trasportata in ospedale e i medici le diagnosticarono
un trauma midollare con «prognosi negativa quanto a un recupero della vita
cognitiva». Da allora la ragazza è in coma. La famiglia ha tentato di tutto per
farla riprendere: l'ha anche accompagnata in Germania dove Emanuela è stata
ricoverata per quattro mesi in una struttura specializzata, ma non c'è stato
niente da fare. Poi il ritorno a Tricase, dove i genitori hanno trasformato la
loro abitazione, una grande villa fine Ottocento, in una vera e propria clinica
per accudire la figlia malata. Per i primi quattro anni la ragazza è stata
alimentata con un sondino, poi ci sono stati progressi che neanche la scienza è
riuscita a spiegare: adesso beve gli alimenti con il cucchiaino, si nutre con
il frullato che le prepara la madre Giulia e ascolta la musica di Renato Zero,
il suo idolo. I genitori non l'hanno mai lasciata un attimo, continuano ad
accudirla, la sorella più piccola ogni giorno le legge giornali e libri. Dopo
la lettera dell'Inps che chiede di conoscere il reddito conseguito nel 2008, interviene
sulla vicenda il responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei
diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori», Corrado Stillo. «È
davvero umiliante - dichiara - per una famiglia che da sedici anni assiste una
donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito
annuale da una burocrazia sorda e
cieca di fronte all'evidenza di una tragedia»; Stillo, dopo aver espresso
solidarietà alla famiglia che «accudisce amorevolmente una persona malata nella
tutela della sua dignità» chiede anche all'Inps «di adeguare le procedure di
fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando così ridicole
quanto offensive richieste burocratiche che appartengono ad una realtà
superata dalla scienza e dal buon senso». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Panorama.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
- Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Emergenze e risposte: usciamo al verde dalla
crisi Posted By redazione On 10/3/2009 @ 11:52 In Headlines | No Comments [1]
"Nonostante il 40 per cento della popolazione mondiale sia contadina, solo
il 10 per cento delle terre emerse è oggi destinato all'agricoltura. E questa
percentuale è in costante diminuzione perché la trasformazione della terra in
bene rifugio ne disincentiva la vocazione agricola". A lanciare questo
allarme è [2] Antonio Buonfiglio, 40 anni, [3] sottosegretario alle Politiche
agricole e forestali (e fedelissimo del sindaco di Roma, Gianni Alemanno). Di
fronte alla crisi che colpisce anzitutto industria e finanza, Buonfiglio
anticipa a Panorama che il governo sta mettendo a punto un "piano di
accesso alla terra", mirato soprattutto ai giovani. "Meno burocrazia e più aiuti" spiega "per incentivare il ritorno
all'agricoltura. Anche nella prospettiva sempre più preoccupante della perdita
dell'autosufficienza alimentare dell'Italia". Qualche idea verrà anche dal
convegno organizzato da Buonfiglio per il 12 marzo a Roma, insieme con
l'associazione Coltiviamo il futuro. Ci saranno i ministri dell'Economia
Giulio Tremonti, delle [4] Politiche agricole Luca Zaia, Alemanno, Gianni De
Michelis, il sociologo Giuseppe De Rita e Riccardo Valentini, esperto di
mutamenti climatici. A introdurre, [5] Jeremy Rifkin, il profeta di una nuova
economia capace di evitare l'esaurimento delle risorse alimentari ed
energetiche.
( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Diritti dei minori,
scrivo con rabbia» Pavia, Simonetta Agnello Hornby presenta "Vento
scomposto" al Collegio Nuovo PAVIA. Basta un disegno sul banco di scuola
per strappare un bambino alla propria famiglia? Quanto conta la parola di un
minore in un'aula di tribunale? Simonetta Agnello Hornby torna giovedì, dopo
sei anni, al Collegio Nuovo per presentare "Vento scomposto", il suo
primo romanzo "non siciliano" (Feltrinelli, pp. 405, euro 19),
scritto - ma non edito - in inglese con il titolo "There's nothing wrong
with Lucy". «I personaggi sono inventati. Ciascuno dei fatti potrebbe
essere avvenuto» ha precisato Agnello Hornby. La scrittrice di professione fa
l'avvocato dei minori (per otto anni è stata Presidente del Tribunale di
Special Educational Needs and Disability) e lavora nella Londra più lontana
dalla city, quella dei migranti e delle famiglie con problemi. "Vento
Scomposto" è un thriller di date e luoghi, tra pedofilia e dubbi che fanno
riflettere sui paradossi della legge. O meglio, del Children's Act del 1989
secondo cui un minore abusato ha diritto alla nomina di un avvocato a spese
dello Stato, come un adulto. Il sistema, pensato per aumentare la tutela dei
piccoli, ha finito in realtà per creare una burocrazia fatta di assistenti sociali
demotivati, cinici avvocati e psicologi incompetenti, e veri e propri labirinti
capaci di avviluppare in una morsa assassina intere famiglie sulla base di
semplici sospetti. Al Collegio Nuovo Agnello Hornby sarà introdotta dalla
professoressa Anna Modena e Carlo Granelli, avvocato e docente di
Diritto privato. «Questo libro è il frutto di una rabbia che covavo da 22 anni.
Ho portato sulla carta il mio lavoro di 40 anni, le tante ingiustizie che si
fanno quando si cerca di fare giustizia» spiega l'autrice. «Separare i figli
dai genitori non si può fare a cuor leggero: io cerco di perseguire il
benessere del minore considerando la posizione del genitore in cui viveva. La
cosa più bella è vedere genitori incapaci che con l'aiuto adatto crescono, ma a
volte non funziona» aggiunge. Quanto conta la sua professione nella scrittura,
e la scrittura nella professione? «Nella mia professione occorre scrivere in
modo semplice per essere capiti dal cliente, ma ogni professione si protegge
dietro un linguaggio arcano. Nel mio studio ho impostato da subito questa cosa del
linguaggio, e dell'ascolto, e nella scrittura delle deposizioni da dare al
giudice cerco di rendere la storia interessante, con colpi di scena che
attirino l'attenzione. La struttura ce l'ho in testa, e finisce così anche nei
libri, che risentono di questa formazione». Perché ha scritto prima in inglese?
«Di getto mi viene più facile scrivere in inglese, soprattutto della materia di
cui mi occupo da quarant'anni. Ho cercato di tradurmi e non mi riusciva, quindi
l'ho dettato a una bravissima collaboratrice, Giovanna Salvia, 100 pagine in
tre giorni: io guardavo il testo in inglese, lei scriveva. Sono felice di
averlo fatto uscire in italiano, è la mia lingua». Che effetto le fa tornare al
Collegio Nuovo? «è un'istituzione unica in Italia, con un'atmosfera di sana
cultura lombarda. Regna il desiderio di imparare, il rispetto tra insegnanti e
studenti. Questa volta mi piacerebbe visitare la Certosa, ma il tempo è
tiranno. Tornerò a trovare la mia amica Ilaria Poggiolini». (a. ghez.)
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)
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Cade dal silo, grave
imprenditore Martedì 10 Marzo
( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)
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Martedì 10 Marzo
2009, Treviso NOSTRA REDAZIONE «Diciamo che la fantasia dei sindaci, a volte,
torna utile anche al Governo». Alessandro Bonet, sindaco di Godega Sant'Urbano,
comune da seimila residenti, accompagna questa riflessione con un sorriso
compiaciuto. E non può essere altrimenti: dal luglio scorso lavora a un
provvedimento che assomiglia moltissimo al Piano Casa annunciato da Berlusconi.
Solo che lui lo ha chiamato "Bonus famiglia". In sintesi: concedere
ai residenti di poter ampliare, una tantum, la propria casa per una volumetria
pari a
( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Martedì 10 Marzo
2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Nessuna nuova accelerazione: il piano casa che il
governo sarà solo «una indicazione quadro, perché la legge devono farla le
Regioni», assicura il premier Silvio Berlusconi. Il provvedimento non sarà
dunque un decreto legge e il premier ne difende con convinzione la filosofia:
non esiste il rischio di una cementificazione selvaggia del Paese, perché anzi
chi ha una casa cercherà di «ampliarla senza farle perdere valore e rendendola
più bella. Sembra più logico che se uno fa un ampliamento perché ha bisogno,
magari perché gli è nato un nipotino, potrà farlo - sostiene Berlusconi - e non
farà perdere valore alla sua casa, anzi lo accrescerà». In realtà, il raggio di
azione del provvedimento dovrebbe andare oltre il semplice «abbellimento» per
arrivare alla cosiddetta «rottamazione urbana», vale a dire la possibilità di
abbattere gli edifici obsoleti e ricostruirli secondo principi di maggiore
efficienza. Dalla Lega arriva però un altolà: «Non vorrei - mette le mani il
leader del Carroccio, Umberto Bossi - che facessero le case per sistemarvi gli
extracomunitari. Ci vogliono limiti e indirizzi per precisi». Sarà dunque il
Veneto a fare da apripista al Piano nazionale per la casa: il governatore
Giancarlo Galan riunisce oggi la Giunta regionale per discutere appunto un
progetto di legge che prevede, in sintonia con quanto preannunciato dal
governo, la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20 per cento la
cubatura di un immobile o di poter ricostruire, utilizzando criteri di
ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Nel frattempo però
altri Governatori hanno espresso più di un dubbio e di una perplessità, mentre
opposizioni e sindacati non sentono ragioni e parlano di una «trappola», di un
«condono mascherato», di «una devastante tana libera tutti», come dice il
responsabile Ambiente del Pd, Realacci. Per Marina Sereni (Pd), il premier «sa
che il tema casa è molto sentito e popolare, però ancora una volta tenta di
ingannare i cittadini. Un vero piano casa avrebbe bisogno di aiuti per le
famiglie che pagano l'affitto e ora sono in difficoltà, di fondi per chi ha un
mutuo e non riesce a pagarlo, di consistenti risorse da dare ad Enti locali e
Regioni per far ripartire i piani di edilizia popolare». Insomma: «Un vero piano casa e meno burocrazia sì, condoni mascherati o cementificazione selvaggia no»,
ammonisce il Pd. Nell'Idv, Leoluca Orlando accusa il governo di confermare
«ancora una volta la sua missione: mortificare la legalità e sovvertire ogni
regola. Nel campo edilizio stiamo assistendo ad un vero e proprio condono
preventivo, che produrrà effetti incalcolabili sugli assetti urbani e
sull'equilibrio ambientale». Pier Ferdinando Casini (Udc) afferma invece che
«una grande opposizione non può essere un cartello dei no» e, dunque, sul piano
casa l'Udc «accetta la sfida, purché le ristrutturazioni siano finalizzate al
risparmio energetico». Claudia Giannini
( da "Giornale di Calabria, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Piano casa,
Gaglioti: ?Ci sono elementi positivi? COSENZA. ?Il provvedimento del governo in
tema di semplificazione e maggiore rapidità delle procedure autorizzative
contribuirà a dare una spallata alle inefficienze della burocrazia?.
È quanto afferma il Presidente di ANCE Cosenza Giuseppe Gaglioti, che intravede
nel piano casa, ancora in fase di definizione, alcuni segnali positivi per il
settore delle costruzioni. Innanzitutto la previsione della drastica riduzione
dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle
semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte. ?Semplificare - osserva
il Presidente Gaglioti - è un primo passo necessario in direzione degli
adempimenti; quello che serve è ridisegnare l?architettura dell?apparato
pubblico privilegiando efficienza ed efficacia. Chi governa il territorio deve
imprimere una svolta decisa stabilendo regole e tempi certi per l?espletamento
di qualsiasi processo amministrativo?. Un ulteriore segnale positivo si
riscontra nella promozione dell?istituto della premialità riservata a chi passa
a soluzioni abitative puntando sul risparmio energetico. ?Sono convinto -
continua Giuseppe Gaglioti - che bisogna dare incentivi significativi a chi
realizza oggi un?edilizia a forte risparmio energetico: non dobbiamo perdere
l?occasione di agganciarci a questa innovazione, positiva sul piano tecnologico
e su quello ambientale?. Infine il rilancio della demolizione e ricostruzione,
anch?essa incentivata, che può rendere conveniente la sostituzione
dell?edilizia di scarsa qualità, riconvertendo almeno una parte di questa
immensa volumetria in una grande risorsa economica utilizzabile per la
riqualificazione del territorio nella rigorosa promozione della qualità dei
servizi. Maggiore cautela viene espressa in merito al cuore della proposta
governativa. ?La totale abolizione della concessione edilizia - sottolinea il
Presidente dei costruttori cosentini - rappresenta una provocazione positiva,
che vuole riportare al centro del dibattito l?urgenza di definire misure atte a
sostenere un settore strategico quale appunto l?edilizia e resto convinto che
tutto sarà riportato nell?ambito dei principi e delle più generali norme
dell?urbanistica. Non appena verrà pubblicato il testo del Decreto - conclude
Gaglioti - sono certo che il Presidente di Ance Calabria Francesco Cava saprà
interfacciarsi con gli organi istituzionali preposti a livello regionale per
definire al meglio la situazione?. (10-03-09)
( da "Foglio, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
10 marzo 2009 Libera
casa in libero stato L'urbanista collettivo contro le licenze facili, buone
ragioni per andare avanti L?intenzione del governo di semplificare l?iter delle
licenze edilizie per ristrutturazioni e modesti ampliamenti delle abitazioni
private e dei negozi ha suscitato la solita esibizione di indignazione dei
presunti difensori della Bell?Italia. Gli ormai attempati mostri sacri
dell?architettura e dell?urbanistica scrivono che “le licenze facili e i
permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni.
Il territorio, la città e l?architettura non dipendono da un?anarchia
progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà
e dalle leggi della comunità”. A parte il riferimento alle leggi, perfettamente
legittimo, ma che appunto per questo dovrebbe rispettare la facoltà di
legiferare che è del Parlamanto e non degli urbanisti, quella che va esaminata
è l?autoattribuzione da parte della cultura della pianificazione urbanistica
del “contesto” e della “civiltà”. Il contesto è una società fatta da cittadini
che in grande maggioranza hanno fatto sacrifici decennali per comprarsi
un?abitazione, che combattono ogni giorno contro un sistema autorizzativo
vessatorio, ai quali si offre la possibilità in una fase di blocco produttivo
di mettere in circolo i propri risparmi per migliorare un po? la loro
condizione abitativa. Questa non è la fine delle istituzioni, è la fine di
un?utopia pianificatoria che sognava di usare i vincoli urbanistici per
definire dall?esterno e dall?alto di una presunta superiorità etica ed estetica
le prospettive dell?economia e il modo di vita dei cittadini. Nella pratica la
conseguenza di quell?impostazione è stata la defatigante contrattazione
dell?urbanistica, la creazione di potentati negli interstizi di questo sistema,
per quel che riguarda le operazioni di una certa ampiezza, e l?invasione
dell?edilizia dei geometri, anch?essa contrattata a livelli più bassi ma con effetti
non meno devastanti. Il risultato dell?utopia pianificatoria è sotto gli occhi
di tutti, ma i suoi cultori insistono nella difesa di una loro funzione civile
che si è degradata a corporazione spesso parassitaria. Ora che anche il mercato
non esprime più la forte richiesta di costruzioni che l?urbanistica
pianificatrice (diversa da quella regolatrice, che è necessaria) considerava il
terreno per esercitare i suoi poteri selettivi e la burocrazia
connessa a quelli vessatori, le “leggi della comunità” puntano a riattivare una
domanda utile alla ripresa economica, quelle della comunità nazionale che ha
espressione nel Parlamento, non in qualche associazione di urbanisti. Leggi Se
il mercato mobiliare va giù, ecco gli immobili che vanno su
( da "Trentino" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Critiche a
viabilità, inquinamento e interventi a rilento. Le proposte: galleria di Tenna,
sviluppo del Tesino e Polo espositivo «Scelte scellerate minacciano il turismo»
Un documento dell'Apt ai consiglieri provinciali: «Serve coraggio» VALSUGANA.
Dito indice ancora una volta puntato sulla vivibilità della Valsugana minata da
«scelte scellerate e pericolose che bisogna evitare si ripetano». A farlo
questa volta chi dell'ambiente e, appunto, della vivibilità fa il proprio pane
quotidiano: l'Apt Valsugana Lagorai - Terme - Laghi. Apt che sottolinea come
ormai «la Valsugana sia conosciuta più come deposito di sostanze maleodoranti
(biocompostaggio) e pericolose (cava di Marter) e inquinata da residui di
lavorazione (Acciaierie)». Ma conosciuta anche quale «corridoio di traffico
imponente che stenta a sopportare» e che, per di più «non ha alcuna ricaduta
economica sul territorio». Il tutto è raccolto in un documento che condensa in
«una visione il meno condizionata possibile» critiche e proposte che l'azienda
di promozione turistica territoriale ha inviato al governo provinciale.
Soprattutto proposte. Il futuro del turismo in Valsugana, sottolinea l'Apt, non
può prescindere dagli interventi di salvaguardia del territorio. Solo in questo
modo il grande impegno economico (1,7 milioni di contributi provinciali e 12,1
di autofinanziamento, il 40% del totale investito, risultato notevole se
comparato con la soglia richiesta alle Apt dalla Provincia che è pari al 12%)
non andrà disperso inutilmente. E dunque idee chiare e parole che lo sono
altrettanto sono quelle che il mondo turistico della valle ha messo nero su
bianco. Partendo dalla viabilità con la necessità di mettere in sicurezza la
statale e di realizzare la galleria del colle di Tenna e la variante di San
Cristoforo per liberare la zona del lago di Caldonazzo. «I progetti ci sono -
spiega l'Apt - sarebbe sufficiente attuarli per trasformare uno specchio
d'acqua, ora aiuola spartitraffico tra superstrada e ferrovia in una Caldaro
del Trentino con benefici per tutti». E proposito di Lago e Colle di Tenna
l'Apt invoca, oltre al recupero delle spiagge e la creazione di ciclabili
intorno al lago, anche il recupero a vigneto della collina, in questo modo
facendo proprie, di fatto, le scelte strategiche già operate dai Comuni
rivieraschi attraverso specifici piani di sviluppo della zona. Ma altri tre sono
i punti caldi sui quali è necessario intervenire per favorire lo sviluppo
turistico della valle: polo termale, Tesino e polo espositivo di Borgo. Per le
Terme, forte di lavoro e traino economico grazie anche all'indotto legato ai
quasi 2 milioni di presenze l'anno, viene sottolineata la
necessità di terminare «lavori di ristrutturazione che durano da 10 anni per
problemi di burocrazia».
Riguardo il Tesino viene rimarcata la necessità di far decollare il progetto di
sviluppo che intende frenare l'abbandono della montagna garantendo benessere ed
occupazione «prima che chi ci ha creduto finisca con disinnamorarsene».
Infine per il Polo espositivo, «data per assodata la volontà locale», viene
solo aggiunto che «ora è il tempo delle scelte» e che «la politica deve avere
il coraggio di dire se intende sostenere il progetto garantendo le risorse e se
ritiene non sia realizzabile».
( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fulmineo il sì della
Giunta che ha bruciato i tempi. Tappe forzate per il provvedimento che ora
dovrà ottenere l'ok del consiglio regionale La legge sulla casa è già approvata
Il provvedimento potrebbe interessare più di un milione di immobili VENEZIA.
Nemmeno il tempo di annunciare l'esistenza di un disegno di legge a sostegno di
edilizia, bioedilizia ed economia, che la Giunta regionale ha adottato il
provvedimento. L'approvazione, ottenuta con un'incursione "fuori
sacco", è arrivata prima del via libera della legge quadro di settore in
Consiglio dei ministri, prevista per venerdì. Già oggi la delibera sarà
trasmessa al Consiglio regionale per l'approvazione. «Ho concordato le
direttive direttamente con il presidente del Consiglio per cui ho la
ragionevole certezza di non essere smentito» sostiene Giancarlo Galan e
annuncia «Il prossimo passo sarà trasformare 40 mila persone che pagano
l'affitto in altrettanti proprietari di un'abitazione Ater. Così smuoviamo
anche le banche». La delibera - 8 articoli in tutto - è stata aggiornata dai
tecnici fino all'ultimo e approvata all'unanimità nel giro di un'ora. Confermata
la possibilità di intervento sugli edifici in deroga alle previsioni in caso di
ampliamento fino al 20%; fino al 30% per demolizione e ristrutturazione di
edifici costruiti prima del 1989, percentuale che lievita fino al 35% in caso
di ricorso a tecnologie di bioedilizia. L'obiettivo è che il Consiglio
regionale approvi la delibera in via definitiva prima dell'estate per non
vanificare l'intenzione propulsiva sull'economia. «Con Berlusconi, dato che
continuo a fare le cose con lui e Letta» parte Galan prima di buttare là un
riparatore "e con qualche ministro" «Avevamo concepito di fare
qualcosa a sostegno dell'edilizia, ne è venuto fuori un
provvedimento che interessa innanzitutto i cittadini poiché prevede
l'abolizione di tutta la burocrazia. E questo sarà un incentivo forte che spingerà i veneti a tirare
fuori i soldi dal materasso. E' chiaro che funzionerà di più con le case
singole o le plurifamiliari, ma, del resto, questo è anche il tipo di
costruzione dominante in Veneto. Sul fronte dei capannoni, invece c'è la
possibilità di abbattere l'obsoleto e ricostruire dove questi sono più utili
adottando tecniche innovative ma soprattutto eliminando definitivamente
l'eternit che ancora resiste». Il provvedimento avrà durata biennale (a seconda
del tipo di intervento fa testo la dia o la domanda al Comune) proprio per
garantire l'immediata iniezione di risorse sul mercato e sarà a costo zero per
la Regione. Per gli ampliamenti è previsto il ricorso alla dia (denuncia di
inizio attività), mentre per la ricostruzione rimane in vigore l'autorizzazione
a costruire. Non solo, è prevista una riduzione significativa degli oneri di
urbanizzazione che, per l'ampliamento, si attesteranno su una spesa complessiva
di circa il 10%. Nel provvedimento è garantita la tutela dei centri storici e
del paesaggio: i Comuni potranno escludere dai benefici di legge aree di
particolare importanza sotto l'aspetto edilizio, paesaggistico o ambientale.
Una garanzia sufficiente a chiudere la bocca ai detrattori, per Galan e per
Berlusconi. «Nel piano casa non c'è nessuna cementificazione - sostiene il
premier - non credo ci sia qualcuno così stupido da voler diminuire il valore
della propria casa facendo delle cose brutte». La legge non avrà invece valenza
per le grandi strutture di vendita, né sugli edifici abusivi e per quelli
realizzati dopo il primo gennaio 2009. Ma quante abitazioni riguarderà? Secondo
le prime stime dei tecnici che hanno lavorato alla stesura della delibera, si
parla del 50% dell'esistente sulla ricostruzione e del 20% per gli ampliamenti.
Stando ai dati riferiti dal catasto, al dicembre 2006 in Veneto c'erano
2.362.997 unità immobiliari urbane. Va da sé che secondo stime ottimistiche,
siamo di fronte ad oltre un milione di potenziali ristrutturazioni e circa 470
mila - altrettanto potenziali - ampliamenti. «Chi ha soldi da parte in questo
momento spende più volentieri sul proprio - spiega l'assessore all'Urbanistica
Renzo Marangon - non avendo denaro da distribuire, abbiamo quindi previsto di
incentivare la cubatura. Sulla ricostruzione abbiamo messo il tetto del 1989. A
vent'anni le abitazioni cominciano, infatti, ad aver bisogno di un tagliando».
Diversamente, chi amplierà la propria abitazione seguendo te nuove tecnologie
di risparmio energetico, potrà comunque accedere ai fondi messi a disposzione
dalla Regione in questo settore. Ferma restando la possibilità di variare le
percentuali «su cui eventualmente si esprimerà il Consiglio» sostiene Galan,
parte così una battaglia di recupero dell'esistente, come la definisce lo
stesso presidente: «Questa è un'occasione per fare il Veneto un po' più bello -
spiega - fosse per me guiderei personalmente una ruspa contro qualche palazzo
orribile, a partire da una casa che sorge a Baone, tra Valle San Giorgio ed
Arquà».
( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Franco
Pasqualetti E' passato tanto tempo. Tanti problemi, troppa burocrazia, proteste. Ma alla fine si è
arrivati alla tanto attesa inaugurazione: oggi il mercato Trionfale, di via
Andrea Doria, sarà "battezzato". Una cerimonia in grande stile, cui
prenderanno parte - tra gli altri - il Sindaco, il ministro Scajola,
l'assessore al Commercio Bordoni e quello alla Mobilità Marchi. Sarà
l'occasione per testare con mano l'utilità e l'efficienza del nuovo punto
rionale, che conserverà il fascino dei vecchi mercati legato alla modernità di
servizi, negozi, infopoint, banche, parcheggi sotterranei ed eco compatibilità.
Tante accortezze che hanno portato i maggiori esperti a definire il centro di
via Andrea Doria come il mercato più all'avanguardia d'Europa. Sicuramente i
tempi d'attesa - dovuti tra l'altro ad un cambio di progetto in corsa - sono
stati un po' lunghi ma alla fine il risultato portato a termine dalla Cmb (la
ditta costruttrice) è di tutto rispetto. Ora sarà il quartiere a crescere
attorno al punto rionale: arriveranno nuovi collegamenti con bus navetta e il
municipio organizzerà anche uno sportello al cittadino in cui poter svolgere
tutte le pratiche burocratiche mentre si fa la spesa. Pensiamo alle carte
d'identità piuttosto che alle lamentele che riguardano questa o quella strada.
Insomma, un cuore pulsante posto all'interno di un mercato tra i più importanti
della Capitale. (ass)
( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 11/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia E le «social card»?
Sono meno di 4mila n E la social card? I dati ufficiali più aggiornati risalgono
al 20 gennaio scorso, quando sono stati resi noti i risultati di una prima
rilevazione da parte dell'Inps: i bresciani che ne hanno potuto usufruire sono
3.487; ma le domande erano state 4.576. Oltre mille - per la precisione 1.089 -
gli esclusi. Ma il segretario dello Spi Cgil di Brescia, Ernesto Cadenelli,
ricorda che «i potenziali beneficiari del provvedimento sarebbero addirittura
12mila». Che cosa significa? «I casi sono due: o ci sono ritardi nella macchina
organizzativa, oppure i criteri di accesso al beneficio sono troppo
restrittivi». Poi c'è un altro aspetto, ed è «la difficoltà
di molte persone a districarsi nella burocrazia. Se fossero stati destinati 40 euro in più a tutte le pensioni
minime - conclude il sindacalista - si sarebbe coperta l'intera platea».
Istituita nel 2008, la social card è una carta acquisti utilizzabile per la
spesa alimentare e le bollette della luce e del gas. Vale 40 euro al
mese e, per quanto riguarda i beneficiari che hanno fatto domanda prima del 31
dicembre scorso, è stata caricata dal Ministero dell'economia con 120 euro
relativi agli ultimi tre mesi del 2008; dall'inizio di quest'anno, invece, è
caricata ogni due mesi con 80 euro «sulla base degli stanziamenti via via
disponibili». La carta è concessa ad anziani di età superiore o uguale ai 65
anni o ai bambini di età inferiore ai tre (in questo caso titolare è il
genitore) che siano in possesso di particolari requisiti. Per quel che concerne
gli anziani, bisogna avere trattamenti pensionistici o assistenziali che,
cumulati ai relativi redditi propri, siano d'importo inferiore a 6mila euro
all'anno o, se di età pari o superiore ai 70 anni, inferiore a 8mila euro; e
avere un Isee in corso di validità inferiore ai 6mila.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
San Floriano. Il
consigliere di maggioranza bacchetta sindaco e assessore per la pista ciclabile
e la palestra Torresan (Vivere) alla giunta: basta ritardi nelle opere
CASTELFRANCO. «Troppi ritardi per la pista ciclabile di San Floriano. E'
mancata la volontà politica di farla». La maggioranza si spacca su San
Floriano. A lamentare i gravi ritardi nella realizzazione della pista ciclabile
e della nuova palestra alle elementari è consigliere di Vivere Antonio
Torresan, che sul tema ha presentato durante il consiglio comunale di lunedì
scorso un'interpellanza. «Vorrei sapere - chiede Torresan - quando inizieranno
i lavori. Stiamo aspettando la pista ciclabile dal 2000. I lavori sarebbero
dovuti iniziare nel 2004, ma ancora non è stato fatto nulla. Un ritardo
imputabile alla mancanza di volontà di farla. Anche i lavori per la realizzazione
della palestra sono in ritardo. Non si capisce perché. Il sindaco e l'assessore
ai lavori pubblici avevano fatto delle promesse alla frazione durante una
pubblica assemblea. Chiedo che vengano mantenute». Sulle due questioni sono
arrivate le rassicurazioni del primo cittadino, che ha garantito tempi brevi
per l'inizio dei lavori. «Il progetto esecutivo per la ciclabile - ha risposto
il sindaco Maria Gomierato - arriverà in giunta a fine marzo. Poi ci sarà
l'appalto. Sono già iniziate intanto le procedure di esproprio dei terreni. I
lavori inizieranno per fine agosto, inizio settembre. I tempi sono stati
condizionati da questioni burocratiche. Inoltre è emersa la necessità di
realizzare un nuovo tratto del collettore fognario che dovrebbe passare sotto
la Postumia. Non si poteva fare prima la pista, altrimenti si sarebbe dovuta
poi rompere, andando così a spendere molti soldi. Abbiamo voluto far coincidere
le due opere. A inizio estate inizieranno i lavori del collettore, cui
seguiranno quelli per la pista. L'ampliamento della scuola elementare invece
partirà con l'estate, in modo da non arrecare disagi alle lezioni. Dal momento
che l'area interessata è a sud dello stabile, mentre le aule sono a nord, i
lavori potranno proseguire anche con l'inizio della scuola senza creare
problemi». Rassicurazioni che però non convincono il
consigliere Torresan. «Speriamo che tutto prosegua - ha ribattuto - la burocrazia è un valvola di sfogo quando
non c'è la volontà di fare. Quando c'è la volontà, la burocrazia viene superata». (d.q.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 7 - Economia
Lavori pubblici, pressing dei costruttori «La giunta tagli
leggi e burocrazia»
TRIESTE. La modifica alla legge 14/02 che disciplina la materia degli appalti
pubblici e il trattamento delle terre e rocce da scavo sono i temi affrontati ieri
in un incontro fra l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Vanni Lenna, e i
responsabili del Friuli Venezia Giulia dell'Ance, l'Associazione nazionale
Costruttori edili. Il presidente dell'Ance, Donato Riccesi ha proposto
«semplificazioni normative e amministrative ritenute di importanza strategica
per il settore edile, provvedimenti che anche l'assessore Lenna ritiene
determinanti, anche se non risolutivi, per affrontare la crisi economica del
momento e per sostenere le piccole e medie imprese». Per quanto concerne le
terre e rocce da scavo si è convenuto di elaborare un protocollo operativo che
offra uno strumento di lavoro formativo per gli operatori ed omogeneo sul
territorio. Una difformità di applicazione della legge nazionale tra le varie
Province sta infatti complicando lo smaltimento e la circolazione del materiale
inerte non inquinato che, «anzichè esser depositato in discarica, potrebbe
essere reimpiegato in cantieri di lavoro senza rischi ambientali», ha
evidenziato l'Ance. La situazione più complessa si verifica, al momento,
nell'area triestina, «dove il blocco dell'attività di gestione del materiale di
escavazione rischia di portare alla paralisi totale il comparto delle
costruzioni con gravi e preoccupanti conseguenze sul piano occupazionale,
sociale ed economico». Una problematica già nota all'assessore Lenna che per il
12 marzo ha convocato un tavolo con i presidenti e gli assessori all'Ambiente
delle quattro Province per trovare una sinergia di gestione omogenea e non
frammentaria.
( da "Italia Oggi" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi sezione:
Ala/ Architetti e ingegneri data: 11/03/2009 - pag: 19 autore: di Bruno
Gabbiani presidente Ala-Assoarchitetti Giudizio positivo sull'iniziativa del
governo per il rilancio del settore e dei professionisti Edilizia, semplificare
con garanzie Le nuove procedure devono avere tempi certi e definitivi Il premier
Berlusconi con uno dei colpi ad effetto che gli sono congeniali, ha comunicato
un personale programma di rilancio immediato dell'economia, che prevede tre
fasi: un rifinanziamento dell'edilizia convenzionata, un progetto di legge che
liberalizza le piccole opere d'ampliamento delle costruzioni e un intervento
legislativo di cornice, rivolto alla semplificazione della spaventosa,
incredibile e immorale complessità che devasta il settore.Dopo l'iniezione di
16 miliardi di finanziamenti nelle grandi opere, che potrà nel medio termine
dare ossigeno alle grandi imprese, questo programma si propone d'incidere
immediatamente sul tessuto delle imprese minori e delle famiglie e quindi della
maggioranza dei progettisti, rimettendo in circolazione i piccoli ma numerosi
potenziali investimenti che si sono congelati, intimiditi dalla crisi e dal
supporto all'opzione catastrofista assunto da molta stampa.Cerchiamo di
valutare e di prevedere anche noi nel dettaglio i vantaggi, i limiti e le
condizioni del successo dell'idea di Berlusconi, ancor prima di averne potuto
conoscere completamente le linee guida e nella speranza che qualcuno non lo
obblighi a fare come di recente con le pensioni, un passo indietro. Vogliamo
allora esprimerci subito, al fine di tentare di contribuire ad una svolta che
potrebbe risultare decisiva.Innanzitutto il governo pensa di sostituire i
permessi per costruire con autocertificazioni asseverate dai progettisti.
Sicuramente è un valido indirizzo, del resto non nuovo, ma che per essere
efficace deve tuttavia essere accompagnato non solo dalla radicale
semplificazione legislativa, ma anche dalla fissazione di tempi oltre i quali
non sarà più possibile impugnare i procedimenti auto certificati. E ciò per
alcuni motivi di fondo. Oggi è quasi impossibile certificare il rispetto della
congerie di leggi, regolamenti, indirizzi di giurisprudenza, norme tecniche,
norme locali, che si stratificano sul procedimento amministrativo. Di
conseguenza tutti i procedimenti auto certificati potranno essere facilmente attaccati
e con essi le amministrazioni locali che li avranno tacitamente
assentiti.Infatti, poiché un'innovazione come quella enunciata, non deve
nemmeno divenire il cavallo di Troia per provocare ulteriori misfatti
territoriali, è indispensabile che i comuni possano mantenere il potere
d'intervenire. La necessità è dunque di consentire loro di farlo, ma anche che
ciò debba avvenire in tempi brevi e essenziali, trascorsi i quali gli
interventi devono ritenersi non più revocabili, salvi i casi di falsi e di
illeciti comportamenti.Diversamente il contenzioso e l'incertezza, già molto
grandi, sono destinati ad aumentare ancora e a svuotare l'iniziativa di gran
parte della sua potenziale efficacia, che invece dovrebbe concretizzarsi in una
sorta di «procedimento tombale».Non basta infatti attribuire la responsabilità
del procedimento al soggetto più debole e esposto, l'architetto o l'ingegnere
progettisti, con il relativo nuovo carico di responsabilità civili e penali non
compensate (che i professionisti comunque non rifiutano), per uscire veramente
dalla palude burocratica. Bisogna proprio prosciugarla, e ciò si ottiene
soltanto riducendo quella complessità normativa che dona ampi poteri
d'interdizione ai soggetti che per scopi di potere o di politica o di concorrenza
economica, esercitano interessi in contrasto non sempre confessabili, ma troppo
spesso ammantati di nobili principi e di motivazioni di pubblica utilità.Ma noi
crediamo che l'intuizione di Berlusconi, affiancato dal suo teorico della
semplificazione Brunetta, debba essere portata avanti ed anzi debba essere
estesa a più ampi e risolutivi risultati, andando anche ad incidere nei casi di
interventi di maggiore importanza, nei quali non è peraltro pensabile riversare
sul solo progettista la responsabilità e la competenza d'autorizzare le
opere.In questi casi il segreto è allora d'accompagnare la semplificazione
normativa con la fissazione di tempi certi e definitivi, sia per il compimento
delle procedure autorizzative, sia per i pronunciamenti dei tribunali
amministrativi, tempi oltre i quali deve scattare il silenzio assenso e la
responsabilizzazione dell'eventuale inerzia della funzione pubblica.Sono
provvedimenti che in un colpo solo ridurrebbero grandemente
il costo della burocrazia,
metterebbe in moto capitali e lavoro, e toglierebbero soprattutto gran parte di
quella discrezionalità che è la vera fonte della poca trasparenza della quale
tradizionalmente soffre il settore.Dare certezza e tagliare i tempi del ciclo
produttivo dell'edilizia significa risparmio e riduzione dei costi delle case,
a beneficio della gente.Berlusconi e il suo governo hanno in mano una grande
occasione che non possono lasciar cadere, per incidere positivamente non
soltanto sull'andamento della crisi che attanaglia l'Italia, ma anche sul
costume di un intero settore che determina la qualità della vita di tutti noi.
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 10 - Empoli
Unim, l'unione fa la forza Commercianti associati per vincere la crisi e
ripartire Innocenti: non essere stritolati dal fisco Bruzzani: fondamentali per
l'occupazione Cocchi: Montecatini non è votata al declino MONTECATINI. Una
forte associazione a difesa del commercio, del turismo, della piccola e media
impresa: l'atto costituente dell'Unim, l'unione imprenditori Montecatini nata
dall'aggregazione di Confesercenti e Ascom, è andato in scena lunedì sera. Una
gremita sala convegni del Credito Cooperativo Valdinievole ha fatto da sfondo
all'evento. Proprio il presidente dell'istituto di credito, Valentino Pieri, ha
aperto la serata con un saluto: «Siamo vicini alle imprese, alle famiglie e ai
lavoratori - ha detto Pieri - per risolvere tutti insieme il momento di crisi».
è seguito l'intervento del segretario provinciale della Confesercenti, Riccardo
Bruzzani. «è indispensabile stringersi attorno alle piccole imprese, spina
dorsale dell'economia e fondamentali per l'occupazione. Dopo Pasqua, l'Unim
aprirà la sua sede in via Foscolo, poiché i lavori di ristrutturazione e
ampliamento sono in conclusione. Quando si mettono insieme realtà diverse si
rischia spesso di creare un carrozzone, ma noi non costruiremo un'organizzazione
dispendiosa e inefficiente: produrremo economie di scala per razionalizzare e
unire le professionalità. Un anno fa, quando abbiamo iniziato il confronto, non
giudicammo un azzardo l'investimento da un milione di euro. Oggi, nella bufera
della crisi, abbiamo un sistema sano e senza debiti. Agli associati di
provenienza Confesercenti e a quelli di estrazione Ascom diciamo: uniti si può
resistere e guardare al futuro con un'associazione autonoma, indipendente e
apartitica». La parola è poi passata al presidente provinciale Confesercenti.
«La prima richiesta dei nostri associati - ha detto Maurizio Innocenti - è
quella di fare più sindacato, di battersi con
determinazione per non essere stritolati dal fisco, dalle tasse, dalla burocrazia, dalla crisi dell'economia e
dei consumi. è nostro dovere difendere la vita delle imprese dalla crisi e non
ci bastano più le promesse, vogliamo i fatti che invece, oggi, vedono in alcuni
Comuni l'aumento delle tasse e del suolo pubblico. Il rapporto con le
istituzioni per noi è fondamentale, ma le vogliamo vicine alle imprese».
Durante la serata hanno parlato anche le istituzioni, prima il sindaco (si
legga il box a fianco) e poi la Regione. «Siamo intervenuti - ha detto
l'assessore regionale a commercio e turismo, Paolo Cocchi - con 50 milioni per
migliorare il rapporto tra banche e imprese, abbiamo frenato la crescita della
grande distribuzione, abbiamo stanziato 15 milioni per una nuova campagna di
promozione turistica, vogliamo rilanciare Vetrina Toscana e faremo investimenti
sui centri commerciali naturali. Se, infatti, diciamo alle imprese di
investire, i primi a farlo dobbiamo essere noi istituzioni. Montecatini non è
votata al declino: ha ancora un marchio forte ed è molto bella. Ma smettiamo di
pensare che possano tornare gli anni '70: basta piangere, gli ingredienti per
farcela ci sono».
( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Per gli ausili ai
disabili la politica rimanda ancora nomenclatore. Governo e Regioni non hanno
deciso nulla sugli elenchi delle protesi riconosciute dallo Stato. E le
associazioni si mobilitano. di Serenella Mattera «Ancora adesso assistiamo
attoniti ad un rimpallo tra le istituzioni». È insieme una denuncia e un
appello la lettera aperta che le associazioni dei disabili invieranno oggi ai
rappresentanti di Governo e Regioni. L'appello è perché si faccia presto. E non
rimandare l'approvazione dei nuovi elenchi delle protesi e degli ausili
riconosciuti dallo Stato, il cosiddetto nomenclatore. Perché quello in vigore
risale al 1999 e i malati devono accontentarsi di strumenti obsoleti, o pagare
di tasca propria. La nuova bozza è pronta, ma la sua approvazione da parte
della conferenza Stato-Regioni pare tutt'altro che cosa fatta. Perciò i
disabili hanno già annunciato che protesteranno con un presidio nel giorno
della prossima riunione della conferenza, «per ricordare la dimensione della
posta in palio a tutte le istituzioni in gioco». «Siamo preoccupati», è
l'espressione che più volte ricorre nella lettera indirizzata al premier Silvio
Berlusconi, al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e ai rappresentanti delle
Regioni, il governatore Vasco Errani e l'assessore emiliano alla Salute Enrico
Rossi. «Nonostante parole incoraggianti», rilevano i rappresentanti dei
disabili, la conferenza Stato-Regioni appare infatti ancora lontana
dall'approvazione del Patto per la salute e dei Livelli essenziali di
assistenza (Lea), in cui sono contenuti i nuovi elenchi degli ausili e delle
protesi. E in effetti, dopo l'ultima riunione, il 4 marzo, è emerso il nodo
principale che blocca ogni decisione: «Il fabbisogno sanitario è sottostimato
almeno di sette miliardi», secondo le Regioni. Il ministero della Salute ha
annunciato risposte in tempi rapidi, ma ha chiesto intanto di poter anticipare
con decreto almeno l'approvazione dei Lea. Ed è qui che iniziano le
preoccupazioni delle associazioni dei disabili. Se anche le Regioni
acconsentissero ad accelerare i tempi, infatti, non è detto che tutto il
contenuto dei Lea venga approvato subito, dal momento che lo stesso Sacconi ha
parlato di «alcuni» livelli essenziali. Secondo le indiscrezioni circolate
negli ultimi giorni e riferite nell'appello dalle associazioni, per il momento
potrebbero essere tagliati fuori proprio ausili e protesi. Non vi sarebbe
ancora, infatti, «accordo sui prezzi e sulle modalità erogative» di quegli
strumenti. La posta in palio è la fine di un'attesa che dura da dieci anni.
Perciò diverse associazioni, quelle dei disabili, ma anche quelle degli
operatori della riabilitazione, sono pronte a mobilitarsi. «Siamo spaventati
dalla possibilità che si parli non di mesi, ma di anni - dice Pietro Barbieri,
presidente della Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish),
promotrice dell'ultimo appello - La garanzia di ausili appropriati è l'unica
strada percorribile non solo per la dignità dei malati, ma anche per la loro
autonomia e per la prevenzione di danni più gravi alla loro salute». Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente
dell'associazione Coscioni, ricorda che «purtoppo negli ultimi anni di
iniziative del genere ne abbiamo fatte diverse, e continueremo a farne: i
malati non possono attendere oltre, i tempi della burocrazia ministeriale». 11/03/2009
( da "Adige, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
mori Sportello
unico, impiegati polivalenti e persino la sala giochi per i bambini La
«rivoluzione» delle pratiche michele comper MORI - Entri in Comune per una
pratica, un'informazione, un certificato e - ricevute le prime «dritte» da un
insperato info desk - hai da scegliere solo tra due tipi di sportello, per di
più immediatamente raggiungibili dall'atrio d'entrata e chiaramente
individuabili: servizi al cittadino e servizi alle imprese. Sei ancora lì a
bocca aperta e scopri che c'è una sala d'attesa bella, ampia e comoda, con
tanto di spazio giochi per i bambini. E l'addetto che poi ti trovi di fronte è
«polivalente», cioè in grado di dare risposta a quello che chiedi, lui di
persona, senza mandarti di qua e di là, di sopra e di sotto. Ma le sorprese non
sono finite perché la tua pratica è pronta in tempi rapidi, ragionevoli, umani.
E infine, ciliegina sulla torta, perfino con un sorriso (o per lo meno con modi
sufficientemente accoglienti). Un sogno? Uno scherzo? No, è il progetto di
riordino del personale dipendente, a cura del Consorzio dei Comuni trentini,
illustrato - dopo un anno di lavoro - lunedì sera al Consiglio comunale da
Giuseppe Negro, consulente e super esperto nazionale, e da Catherine Tonini,
del Servizio formazione del Consorzio medesimo. Con loro anche l'architetto
Andrea Tomasi: perché la ristrutturazione coinvolge anche l'edificio municipale
che alla piccola rivoluzione voluta dall'assessore Valter Gazzini e dal sindaco
Mario Gurlini destina l'ala sud del piano terra, oggi in disuso (quello
presentato è il progetto definitivo). È qui, a contatto immediato con l'atrio
d'entrata (che sarà ampliato) e su una superficie di oltre 500 metri quadrati,
che troveranno posto i nuovi sportelli unici polivalenti, elementi centrali
della rivoluzione di un Comune che tenta di riappropriarsi del senso della sua
stessa esistenza: l'utilità pubblica. E che, ripensando radicalmente procedure
e modelli operativi, strutture e gerarchie, cerca anche di fare del tanto
lavoro svolto ogni giorno dentro le proprie mura un'attività sensata, efficace
e gratificante. Contrariamente al dettato dei più consumati luoghi comuni,
infatti, negli enti pubblici spesso si lavora parecchio, ma con scarsi
risultati e molto stress. L'idea: procedure di svolgimento delle pratiche
lineari (ovvero ogni pratica è seguita dall'inizio alla fine dallo stesso
addetto, o da due dove necessario, anziché da una moltitudine); burocrazia più snella, procedure
semplificate, iter accorciati, orari d'apertura al pubblico ampi, almeno 46-50
ore alla settimana, sabato compreso e almeno un giorno con orario prolungato,
con turnazione e part time. E per il pubblico, accesso sia libero sia su
appuntamento, con comfort degni di una civiltà sconosciuta: salottini
comodi e pensati per la massima riservatezza, pagamenti diretti e immediati,
anche col bancomat (il che vuol dire la fine dei «pellegrinaggi» in posta o al
tabacchino). Il progetto, naturalmente tutt'altro che semplice (il Comune di
riferimento per questa materia è Pergine che a questa rivoluzione ha lavorato
per un decennio), dal punto di vista operativo ha raggiunto la fine della prima
fase, la raccolta dati e la fotografia della situazione esistente (costo 25
mila euro). Presentato lunedì pomeriggio a tutto il personale (quest'ultimo
chiamato ad uno sforzo notevole di riqualificazione), il piano di
riorganizzazione piace e l'amministrazione comunale è decisa a proseguire.
Anzi, a partire in tempi brevissimi: obiettivo, arrivare entro un anno (ché la
scadenza della consiliatura incombe) a dare avvio alla rivoluzione. «Una
rivoluzione da cui ci attendiamo grandi risultati - dice l'assessore al
personale Valter Gazzini - così come ci attendiamo grandi cose dalle persone
che costituiscono le nostre risorse umane. Le quali già si sono dimostrate
disponibili e pronte al cambiamento: hanno capito che uno degli esiti della
trasformazione riguarda il loro benessere. Lavorare in un ambiente dinamico,
dentro un senso di efficienza, con l'idea di riuscire a fornire ai cittadini un
servizio d'alto livello, fa bene prima di tutto a loro. D'altronde, la gestione
del personale è uno dei compiti più importanti e difficili per
un'amministrazione comunale, al quale fin dall'inizio abbiamo dedicato
moltissime energie. Noi ci crediamo davvero: sarà una rivoluzione». 11/03/2009
( da "Adige, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
In
cifre La burocrazia comunale Una delibera ogni 18
abitanti Tra i dati emersi dal lungo studio svolto sulla macchina
amministrativa moriana, alcuni sono particolarmente fuori media. Ad esempio, a
Mori si produce una delibera ogni 18 abitanti, contro una media (rilevata su 300
Comuni di dimensioni analoghe) di una delibera ogni 50-60 abitanti. Il che fa
ragionevolmente pensare che molte di quelle prodotte, con l'annesso dispendio
di tempo ed energie, non siano poi così necessarie. I certificati di
destinazione urbanistica, poi, sono «sfornati» al ritmo di 1 ogni 34 abitanti,
contro la media di uno ogni 120-155 abitanti. Autorizzazioni e concessioni
edilizie: a Mori una ogni 15 abitanti, in media una ogni 120-155. Le fatture
emesse dal Comune, infine, sono d'importo medio poco superiore ai 2000 euro,
contro una media di 5000-8000. 11/03/2009
( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Piano casa: ecco
come funzionerà Aumenti fino al 35% per chi usa bio-materiali. Per il via ai
lavori basterà una dichiarazione Mercoledì 11 Marzo 2009, Palazzo Balbi batte
Palazzo Chigi. La legge nazionale per rilanciare l'edilizia approderà venerdì
al Consiglio dei ministri, ma già ieri mattina il governo regionale del Veneto
ha licenziato un dettagliato provvedimento che consente
senza troppe burocrazie l'ampliamento degli edifici. Galan ha deciso di non
attendere la normativa nazionale: «Lo Stato darà direttive che la nostra legge
regionale rispetta perché l'abbiamo concordata con Berlusconi», assicura il
governatore. La legge regionale consentirà ampliamenti di volumetrie in deroga
agli strumenti urbanistici fino al 35% se si ricorrerà a «tecniche di
bioedilizia» o si installeranno sistemi per l'utilizzo di energie rinnovabili.
Nessun ampliamento è permesso in edifici storici o abusivi. Leggi che puntano
anche a rilanciare un settore pesantemente in crisi come quello dell'edilizia
in un momento in cui la disoccupazione aumenta a ritmi decisi: + 46% a
febbraio. Unica consolazione di ieri in questo panorama plumbeo, la ripresa
delle Borse trascinate da Citigroup. Il Banco Popolare è la prima banca
italiana che chiede l'aiuto di Stato. Favaro e Vanzan a pagina 2
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 - Montecatini In Comune mesi di attesa per le pratiche edilizie
Burocrazia e tempi morti rallentano tutto dai grandi interventi alle semplici
risrutturazioni Parla un giovane architetto: ecco perché tanti ritardi PISTOIA.
Sulla carta è tutto semplice. Volete ampliare la vostra casa, finanze e piano
regolatore permettendo? Una volta depositata in Comune la richiesta di
permesso di costruire, dovrebbero passare 60 giorni prima che la pratica venga
esaminata, se i pareri ci sono tutti. Per un intervento di minore portata, dove
è necessario solo una denuncia di inizio attività (Dia), il tempo tecnico si
ridurrebbe addirittura a 20 giorni. Invece? Invece quasi mai vengono rispettati
questi tempi. Si parla di attese di mesi, nei casi più complessi addirittura di
anni. La discussione avviata dall'annuncio dei provvedimenti del "piano
casa" del governo Berlusconi riporta d'attualità la questione dei tempi
lunghi delle pratiche edilizie. Una semplice perizia giurata sufficiente per
avviare i lavori? La soluzione lanciata dal capo del governo sta suscitando
critiche e perplessità, ma certo la questione dei tempi lunghi per un permesso
edilizio esiste eccome. Come mai? Il principale responsabile è l'intreccio di
competenze. «In buona sostanza - spiega l'architetto Arianna Pellegrineschi, 36
anni - un procedimento amministrativo legato ad un intervento edilizio è
"monitorato" non solo dall'ufficio tecnico del Comune, ma da altri
organi competenti, come l'ufficio ambiente, l' ufficio strade, l'Asl, che hanno
il compito di rilasciare il loro nulla osta subordinato dall'istruttoria che la
pratica edilizia riceve. Ci sono poi degli interventi edilizi che richiedono il
"parere" di altri organi competenti, quali la Soprintendenza, evento
tutt'altro che raro, visto che ormai quasi tutto il territorio pistoiese è
vincolato, la stessa Provincia e, a volte la Regione. In tutti i casi i tempi
si allungano notevolmente e ci sono delle pratiche edilizie la cui istruttoria
dura anni». La posizione più difficile è quella dei professionisti, chiamati da
una parte a sollecitare continuamente gli uffici, dall'altra ad affrontare i
loro clienti che generalmente hanno fretta di cominciare. «Il problema di fondo
- continua Pellegrineschi - è che non c'è il passaggio dei documenti tra un
ufficio e l'altro. Per portare un esempio concreto: mi sono ritrovata bloccata
in una istruttoria di un intervento edilizio piuttosto complesso. Per cercare
di ridurre i tempi, anziché aspettare la comunicazione scritta da parte
dell'ufficio tecnico, una volta definito con il tecnico istruttore i documenti
integrativi, mi sono recata personalmente a portare i documenti negli uffici di
riferimento, senza aspettare che tale passaggio avvenisse tra gli stessi
uffici». L'elenco dei problemi non finisce comunque qui. Quasi tutti gli
interventi edilizi richiedono varianti in corso d'opera o varianti finali. E
anche le pratiche semplici, come una Dia, necessitano di tanti atti: il
progetto architettonico e la direzione dello stesso, il progetto strutturale e
la relativa direzione, il progetto impianti termici, la progettazione
dell'isolamento acustico, il coordinamento della sicurezza in fase di progetto
e di esecuzione, il certificato di agibilità/abitabilità e da ultimo il nuovo
accatastamento presso l'Ufficio del Territorio spese a carico del committente.
«Un altro aspetto che purtroppo capita sovente - prosegue l'architetto - è il
conflitto tra gli enti per quanto riguarda il rispetto normativo (un esempio
semplice: le aperture di un fabbricato soggetto a vincolo dovrebbero rimanere
per la Sovrintendenza immutati, ma in questo modo non riusciamo a rispettare i
requisiti igienico sanitari dettati dal regolamento di igiene a cui l'Asl fa
capo». «Un' ultima considerazione - conclude Pellegrineschi - è legata alla
"troppa rigidità", a mio avviso, sull'interpretazione delle norme
soprattutto nelle zone sottoposte a vincolo e nel centro storico. Questo
comporta un limite notevole nel riuso dei fabbricati esistenti con la
conseguenza del degrado degli stessi che giacciono sul tessuto urbano senza
"un'anima"». Fabio Calamati
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 -
Montecatini «Ma qualcosa sta migliorando» Grassi (Collegio geometri): aria
nuova da un anno Tecnici e Comune collaborano per trovare soluzioni più
semplici PISTOIA. «Tempi lunghi nelle pratiche edilizie? Il problema esiste, o
meglio, esisteva». Alessandro Grassi, presidente del Collegio dei geometri
provinciale, accende una luce di speranza su un panorama
altrimenti dominato dai tempi lunghi e dalla burocrazia. «Che il problema esistesse, non c'era dubbio - continua Grassi
- proprio per questo circa un anno fa gli Ordini hanno costituito un comitato
provinciale delle professioni tecniche per affrontare la questione con il
Comune». «Da parte sua - continua Grassi - l'amministrazione ha accolto questa
novità con favore, soprattutto da quando nella commissione edilizia è
entrato il nuovo dirigente dell'urbanistica, Francesco Bragagnolo. Quest'ultimo
ha avuto due meriti: riconoscere che il problema esiste e accogliere la
collaborazione con i tecnici privati». Il comitato ogni mese si riunisce con i
tecnici comunali. Si esaminano insieme i problemi e si cercano soluzioni
condivise. E da qualche tempo le cose sarebbero molto migliorate. «Ad esempio -
spiega il presidente dei geometri - è stata definita una Denuncia di inizio
attività (Dia) semplificata, nei casi in cui i vincoli o non ci sono o non
intervengono sull'oggetto dei lavori. Su queste pratiche viene fatto solo un
controllo formale, dopo di che la pratica non va sui tavoli dei tecnici
comunali e l'amministrazione effettua delle verifiche solo a campione.
Naturalmente il limite di 20 giorni prima di avviare i lavori resta, ma il
tecnico, una volta consegnata la pratica, sta tranquillo». Già con questo tipo
di semplificazione, il 25-30% delle pratiche è stato sveltito e gli effetti -
assicura Grassi - si iniziano a vedere. Naturalmente il lavoro non finisce qui.
Un'altra questione che il tavolo tecnici-Comune sta ad esempio affrontando, è
quello delle "Dia con atto d'assenso", quando un intervento di
ristrutturazione - ad esempio - deve fare i conti con qualche vincolo, come
quello paesaggistico, quello idrogeologico e così via. Circostanza tutt'altro
che rara, visto che il territorio del Comune di Pistoia è quasi tutto
vincolato. Se i vincoli non sono particolarmente complessi, l'idea è quella di
affidare al tecnico la possibilità di raccogliere i vari nulla osta dalle
singole amministrazioni coinvolte prima di depositare la richiesta di Dia.
Oggi, invece, questo lavoro lo devono fare dopo il deposito gli uffici
comunali, con tempi che ovviamente si allungano a dismisura, da 2 a 6 mesi.
Insomma, grazie alla collaborazione di tutti le cose stanno migliorando. «è la
nostra strategia - conclude Grassi - non fare grandi progetti ma partire dal
basso, dalle cose semplici, per cercare insieme le soluzioni più efficaci».
F.Cl.
( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 29 -
Provincia Stival: «Troppi pochi veneti all'Inps» Nuovo attacco leghista ai
meridionali. Leo (An): «Vada da Maroni» SAN DONA' Chiesti concorsi su base
regionale SAN DONA'. Pochi veneti all'Inps di San Donà, nuova crociata di
Daniele Stival contro l'«invasione del sud in terra veneta». Il segretario provinciale
della Lega Nord aveva appena denunciato le tentazioni colonizzatrici
dell'esercito con l'invio dei militari per la sicurezza, scatenando un
terremoto con epicentro San Donà. Ma non gli è bastato. Ha rincarato la dose
parlando apertamente e in modo ironico di «Alleanza Meridionale» e di pesanti
interessi, nonché di concorsi della guardia di finanza clamorosamente riservati
ai meridionali. Adesso è l'Inps nel mirino del segretario che invoca la riforma
federale e fa leva sull'«identità veneta», informando anche Umberto Bossi e
tutti i vertici del Carroccio di questa sua ennesima percussione. «La riforma
federale - spiega - potrebbe rischiare di trovare molti
ostacoli nella sua applicazione da parte della burocrazia statale. Questo perché ancora oggi i concorsi pubblici statali
sistematicamente vengono vinti quasi esclusivamente da cittadini di aree molto
a sud del fiume Po. Ad esempio la scorsa settimana nel concorso per la guardia
di finanza, dove su 400 posti assegnati c'erano zero veneti. Oppure,
all'Inps di San Donà, da troppo tempo si vedono ben pochi dipendenti
provenienti dal Veneto. E si vorrebbe far pattugliare le coste venete
utilizzando l'esercito, rischiando l'ennesima strisciante occupazione
attraverso realtà lontane dalla nostra storia e cultura. Ci vuole una forte
attenzione attraverso una regionalizzazione o distribuzione pro quota regionale
dei posti nei vari concorsi statali per dare dignità e valore anche ai tanti
veneti che ahimè partecipano ai concorsi senza risultati significativi, Prendo
atto che l'assessore di San Donà signor Oliviero Leo, dipendente dell'Esercito
Italiano e di origini non venete, odia i veneti disprezzando il partito che in
modo significativo li rappresenta. Ne tragga le conseguenze lui ed il suo
gruppo». D'origine pugliese l'assessore Leo non ci sta. E' il primo firmatario
della legge di iniziativa popolare per assegnare all'esercito le funzioni delle
forze di polizia. «Se Stival conosce determinate cose - commenta - si rivolga
alla magistratura o al Ministro Maroni che è del suo partito. A me non
risultano i dati da lui esposti che non riusciamo a capire come li abbia
avuti». Nei giorni scorsi su internet sono comparsi messaggi di solidarietà a
Stival. I moderati della Lega sono perplessi, ma dalla segreteria mandamentale,
Giuliano Fogliani esce allo scoperto e difende il suo «capo»: «L'operato
politico di Stival - dice - ha la mia incondizionata solidarietà umana e
politica ed è coerente con la linea politica del partito». (Giovanni Cagnassi)
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Firenze
Le cattedre Il prorettore: centralità e autonomia culturale dell´ateneo
"Un piano di risparmi e intesa con la Regione" La questione più
spinosa sarà come controllare la concentrazione delle cattedre Guido Chelazzi,
prorettore alla ricerca, ordinario di Ecologia, ex preside di Scienze. Ha un sito
internet? «E´ in costruzione». Una pagina su Facebook? «No». L´ateneo di
Firenze si trova in una situazione finanziaria vicina al collasso: se lei
diventa rettore cosa fa? «Subito un incontro al ministero per tentare di
trovare un accordo su un piano di rientro, poi un´intesa con la Regione». La
Regione potrebbe chiedere di sedere in qualche organo di governo. «Possiamo
offrire un posto in consiglio di amministrazione senza nemmeno dover cambiare
lo statuto. Penso che l´università potrebbe accettare una cosa di questo
genere». Tagli e pensionamenti: lo sa che ad Arcetri, tanto per fare un
esempio, nella celebre scuola di astrofisica nei prossimi anni resterà un solo
ordinario? «Ci sono interi settori colpiti, non solo Arcetri. Dovremo pensare
tutti insieme a come governare questa contrazione delle cattedre: questo sarà
il vero problema politico». Pensa di mettere mano alla riforma della
governance? «Ora no, prima la questione finanziaria, dopo l´altra». La sua
ricetta per ripartire. «Centralità e autonomia culturale dell´ateneo,
rafforzare la formazione e la ricerca, consapevolezza del ruolo strategico del
rapporto università e società e quindi maggiore collaborazione per una crescita
culturale. Quarto punto il rispetto della persona e valorizzazione delle professionalità».
Come pensa di conquistare voti a Medicina? «Medicina ha appena avviato un
protocollo sui brevetti, è un esempio di apertura del nostro sapere verso la
società». Uno dei motivi di scontento è l´eccesso di burocrazia. E´ d´accordo? «Sì, ci sono
troppi passaggi, le procedure vanno snellite e molto. L´altro problema è la
didattica, va riprogettata per evitare che troppi corsi ricadano sui
ricercatori». (l.m.)
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Firenze
Il turnover L´ingegnere: il ministero deve riformare la
norma sui tagli "Risorse ai dipartimenti e burocrazia più snella" Visto il blocco del turnover teniamo
collaborazioni con chi va in pensione Alberto Del Bimbo, 57 anni, ingegnere,
presidente della Fondazione per la ricerca dell´ateneo, www.albertodelbimbo.it.
Come si distingue il suo programma dagli altri candidati? «Non ho visto
i programmi altrui». Lei come salverà l´università? «Riordino e sviluppo.
Convincere il ministero a riformare la norma sui tagli. Poi visto che c´è il
blocco del turnover, tenere collaborazioni con chi va in pensione per non
restare sguarniti in alcuni settori disciplinari». E i giovani? Il precariato
della docenza è pari quasi agli strutturati. Che ne sarà di loro? «Per tutti
non c´è posto e per 3 anni non ci sarà possibilità di reclutare. Possiamo
pensare a forme di collaborazione esterna, spin off, a ricercatori che
dialogano con noi con società proprie». Cosa vuole cambiare
nell´organizzazione? «Snellire la burocrazia. Dare le
risorse ai dipartimenti e non alle facoltà. L´unica eccezione dev´essere
Medicina che siccome si interfaccia con l´azienda sanitaria deve avere più
deleghe, poter agire in maggiore autonomia». Gensini rettore della sanità?
Ride. «Dico solo che ha bisogno di deleghe forti». E poi? «Poi ridurre i costi
energetici, far calare i fuori corso, incentivare il risparmio: ho un piano per
un impianto di cogenerazione che farebbe risparmiare centinaia di migliaia di
euro a Novoli. Infine un fondo per la ricerca che vada a chi per tipo di studi
non hanno contratti con l´esterno». (l.m.)
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 60 del 2009-03-11
pagina 4 «Rottamiamo gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia» di Antonio
Signorini RomaLuigi Angeletti, segretario generale della Uil, riflettori
puntati sull'edilizia... «Chiaro. È un settore che si sta fermando. E questo
succede per ovvi motivi. I costruttori non vedono la possibilità di vendere
nuovi appartamenti e non aprono cantieri». Mercato fermo anche ora che i
mutui sono diventati un po' più convenienti. Sembra un segnale pessimo... «Il
calo dei tassi non è stato metabolizzato dagli italiani». E non pesano i prezzi
che sono ancora troppo alti? «Se calassero troppo crollerebbe ulteriormente la
produzione. Un segnale negativo, così come gli aumenti ingiustificati degli
anni passati. Da noi non ci sono stati i cali registrati negli altri Paesi, ma
è meglio così». Che soluzioni servirebbero per riattivare il settore delle
costruzioni? «La cosa più immediata sarebbe riattivare la spesa pubblica, però
siamo in Italia». Quindi? «La spesa pubblica serve subito, nel 2009 e non nel 2019».
Non condivide il piano per le opere pubbliche del governo? «No, il problema è
che il sistema è da sempre paralizzato e si rischia che la spesa diventi
effettiva quando sarà troppo tardi. I soldi non mancano, chi lo dice lo fa solo
per polemica politica». Allora chi frena? «Un sistema fatto soprattutto di
controlli. Con i controllori che controllano altri controllori. Se qualcuno si
mettesse a tavolino a studiare un modo per non fare niente non arriverebbe a
tanto». Il vostro sindacato di categoria dice che bisognerebbe puntare anche
sulle piccole opere pubbliche... «Pensi solo che la stragrande maggioranza di
edifici pubblici italiani sono fuori regola. Abbiamo fatto un censimento e
abbiamo potuto constatare che, non solo i palazzi romani, ma anche quelli
locali non sono a norma e andrebbero chiusi. Ci sarebbe molto da fare, a
partire dalle scuole per mettere in sicurezza i bambini». Però come ha detto
lei attivare spesa pubblica virtuosa in Italia è difficile. E poi la gran parte
dei posti di lavoro persi riguardano l'edilizia residenziale... «In questo caso
non si può che incentivare i privati a fare investimenti. È l'unica vera
politica anticiclica che si può mettere in campo in un momento come questo». Il
piano per l'edilizia del governo punta su un premio in cubatura e sullo
snellimento delle procedure per le concessioni. È d'accordo? «Sono entrato da
poco in un negozio di materiali per l'edilizia. Avevano esposto un progetto,
così come era stato prestato all'inizio e come è diventato dopo tutte le modifiche
richieste nei vari passaggi burocratici, tra enti diversi o uffici dello stesso
ente. Una cosa spassosa». Quindi lei è a favore della semplificazione? Si dice
che il governo così voglia farà una sanatoria. «Non vedo dove sia lo scandalo
nel semplificare le procedure ed eliminare certe sovrapposizioni assurde che
oggi gravano sull'edilizia residenziale». E come si può fare? «Ad esempio
decidendo che solo i comuni hanno competenza per l'edilizia». Parliamo del
premio in cubatura... «È l'unico vero incentivo, perché l'Italia è un po' come
Formica descriveva il Psi: il convento è povero, ma i frati sono ricchi».
Quindi dice che servono le risorse dei privati? «Sì. Ma il bonus deve essere
subordinato a una precisa condizione. La nuova costruzione deve essere fatta in
modo tale da comportare un risparmio energetico. Per noi questa è una
condizione vincolante. Il rischio altrimenti è che si costruiscano solo delle
stanze in più». Propone il modello altoatesino? «Certo. Trovo giusto, ad
esempio, prevedere la rottamazione di certi edifici nati nei decenni passati
che sono inadeguati, brutti e sprecano energia. Per convincere i proprietari a
rifarli è giusto dargli la possibilità di costruire un po' di più. Così, tra
l'altro, si incentiva lo sviluppo della tecnologia nell'edilizia». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
MEMORIA IN TV
L'autonomia di Di Vittorio Gabriele Polo Poter pensare e agire in piena
autonomia. Forse pochi la noteranno, ma è questa definizione della parola
libertà, letta su un vocabolario da un ragazzino agli inizi del XX secolo, il
passaggio chiave della fiction televisiva «Pane e libertà», diretta da Alberto
Negrin, in onda domenica e lunedì sera su RaiUno. Il bimbo è Giuseppe Di
Vittorio, il più grande segretario della Cgil. E quell'autonomia, coniugata
attraverso le lotte dei lavoratori, rappresenta il filo conduttore della sua
vita. Un «centro» che la fiction di Negrin rimanda benissimo - nonostante la
scontata chiave un po' melò di queste produzioni televisive. CONTINUA | PAGINA
12 L'autonomia è quella di cui hanno bisogno i braccianti di Cerignola, da cui
Di Vittorio viene, per emanciparsi dalla fame e dalla servitù cui li costringe
un feroce potere agrario. E' l'autonomia dal bisogno che serve loro per
liberarsi culturalmente e diventare cittadini, per poter immaginare un mondo
diverso, persino per conquistare il diritto di voto. Ma è anche l'autonomia dai
miti dell'interesse comune con il padrone e dalla storia pacificata che
cancella le differenze in una indistinta comunità nazionale. Quella lettura del
passato e del presente, ieri nuovamente ribadita da Gianfranco Fini nel
presentare alla Camera «pane e libertà», violentando il pensiero di Di
Vittorio, che considerava il «bene comune» come il risultato di un conflitto
sociale, nel quale erano i lavoratori a rappresentare l'interesse generale,
spesso in contrasto con quello particolare della controparte. Questo erano il
«piano del lavoro» per contrastare la disoccupazione di massa del dopoguerra (e
oggi ci sarebbe infinito bisogno di una sua versione moderna) o il progetto della
Vetturetta (che la Fiat trasformerà più tardi nella sua 600): capacità di
progettare, di creare, in piena autonomia. Ma la storia di Giuseppe Di Vittorio
si distingue anche da quella della sinistra, anche da quella del sindacato. Non
solo per le sue origini proletarie (caso raro nel panorama dei leader della
sinistra novecentesca italiana) e nemmeno per esser stato un sindacalista
rivoluzionario - più anarchico che comunista - approdato poi ai vertici del Pci
e della Cgil. Ciò che lo contraddistingue è stata la sua capacità di ribadire
sempre il valore e la pratica dell'indipendenza. Dell'autonomia, appunto,
necessaria a rappresentare il lavoro subordinato. Anche nei confronti della
politica, anche quando si è dirigenti di un partito che si vuole «dei lavoratori».
E' così che Di Vittorio rifiuta la teoria staliniana del socialfascismo, si
oppone all'accettazione del patto Hitler-Stalin e, infine, condanna l'invasione
sovietica dell'Ungheria nel '56. «Perché - dice - quando si muovono gli operai
io sto istintivamente con loro, anche contro il parere del mio partito». E
questo vale anche per le politiche sindacali, per quell'unità - costruita nella
Cgil unitaria del Patto di Roma e smontata dopo l'attentato a Togliatti - così
fortemente voluta e in cui l'accordo dei vertici nasce da un'esigenza che si
costruisce alla base, nel rapporto con i lavoratori, nella capacità dei
dirigenti di rimettersi al loro volere. Concezione attualissima e che da sempre
si scontra con chi restringe il proprio mandato sindacale al confronto con gli
iscritti - se non tra le burocrazie -, alle mediazioni
delle appartenenze politiche o culturali. Ieri alla Camera, presentando «Pane e
libertà», si è detto che la ricostruzione della vita di Giuseppe Di Vittorio è
rivolta ai giovani, per sollecitare la ricerca della libertà e
dell'emencipazione dalle tante precarietà cui sono costretti. Vero. Ma
anche i meno giovani dirigenti della nostra variegata sinistra politica e
sindacale potrebbero ripassare la lezione e imparare qualcosa.
( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMANIA Finita la
pacchia, capitani in fuga Hanno spremuto l'est e adesso scappano Loris Campetti
«Non è più come prima. Con l'ingresso di Bucarest nell'Unione europea,
l'adozione delle direttive rende la burocrazia più
complessa e farraginosa». Così un imprenditore nordestino spiega al Sole 24 ore
le ragioni del progressivo disimpegno delle aziende italiane nell'Europa
dell'est, in particolare in Romania dove nell'età dell'oro della
delocalizzazione nostrana si sono contate più di 12 mila bandierine tricolore.
Scarpe con il made in Italy stampigliato direttamente a Timisoara, industrie
tessili, chimiche, meccaniche, turistiche, del legno. Nelle costruzioni e in
agricoltura. Sui Carpazi, nel Banato, a Bucarest, sul mar Nero, nella regione
di Arad verso l'Ungheria. Ma anche banche (da Unicredit a Intesa San Paolo) e
servizi per le imprese approdate felicemente in Romania. Purtroppo «oggi come
oggi», dentro una crisi impietosa e con l'ingresso nell'Ue, la Romania non è
più quella di una volta. Burocrazia complessa e
farraginosa, denunciano i padroncini di casa nostra. Sarà proprio così? La
denuncia, che a prima vista potrebbe apparire verosimile, in realtà è
imbroglionesca, gioca con le parole, chiama burocrazia le regole, i diritti (dei lavoratori e dell'ambiente) e i doveri
(degli imprenditori). Per capire meglio cosa sta cambiando a Bucarest -
e dunque le ragioni della fine della spinta propulsiva a oriente del Triveneto,
nonostante siano in arrivo alcuni miliardi di euro di fondi strutturali di cui
potranno beneficiare le imprese italiane - è necessario fare un piccolo passo
indietro. Nel 1998 il manifesto pubblicò una ricca inchiesta sulla
delocalizzazione dell'industria italiana in Romania. Riguardando gli articoli
di allora, ho ritrovato il racconto di un signore piemontese proprietario della
più grande tipografia di Bucarest. Aveva deciso di volare a est con il suo
pregiato cane da caccia in cerca di condizioni favorevoli per l'impresa,
insomma voleva far soldi con più facilità rispetto all'Italia, piena di lacci e
lacciuoli, vincoli, diritti, orari e salari da rispettare, tasse da pagare,
norme ambientali da rispettare. Questo signore era anche riuscito farli i
soldi, con uno sforzo non eccessivo e una vita tutto sommato piacevole, almeno
dal suo punto di vista. Passava cinque giorni in tipografia a maltrattare i
suoi operai romeni che «hanno voglia di fare un cazzo» e nel fine settimana
caricava il cane sul fuoristrada per andare a caccia grossa, sul Danubio o sui
Carpazi. Ci aveva raccontato con orgoglio dei due orsi che aveva ammazzato e con
ancora maggiore orgoglio parlava del vantaggio di non avere «sindacati tra le
balle», del basso costo di quei «fannulloni» dei suoi dipendenti, degli
incentivi statali agli imprenditori che delocalizzavano in Romania. Ci aveva
mostrato un torrente accanto alla tipografia, lasciandoci intendere che la
convenienza di stampare lì e non Italia era legata anche al fatto che non
c'erano o erano scavalcabili agevolmente le regole ambientali: in poche parole,
scaricava acidi, inchiostri e solventi direttamente nel torrente. Dire che
adesso c'è troppa burocrazia, tradotto dal linguaggio
nordestino a quello sociale, politico, culturale, ambientale, è come dire che
l'Eden romeno è finito, maledetta Unione europea che pretende di esportare
vincoli e limiti al libero fluire del capitalismo selvaggio. Si potrebbe
commentare: magari lo facesse. Ma resta il fatto che qualsiasi norma
regolatrice viene vissuta da questi capitani senza coraggio - non a torto, data
la natura e le caratteristiche della delocalizzazione italiana - come una
provocazione. Facevano la bella vita, i nostri imprenditori a Bucarest e a
Costanza. Una vita da nababbi tra povera gente sballottata tra un regime
totalitario che garantiva solo il pane a tutti e un regime liberista che
garantiva solo promesse, tradite, di emanciapazioni impossibili; si
circondavano di famigli e cortigiani, vantavano conquiste amorose ma in realtà
il loro non era che sfruttamento di braccia e corpi completi di tipo
ottocentesco, in fabbrica come a letto. Facevano gli americani, facevano soldi
e li bruciavano in decine di casinò e casini, credevano di avere prestiglio
perché con una cena e una promessa da mercante si portavano a casa frotte di
ragazzine. Il cronista italiano che rifiutava regali «in natura» - «le
interessano le miniere? Allora questa sera la porto a cena con due figlie di
minatori» - purché ammorbisse le sue critiche sulla deriva italo-romena, veniva
scambiato per un finto italiano, o un finto uomo». Certo non erano, non sono
tutti così gli imprenditori italiani in Romania, ma quello che vi abbiamo
raccontato è un bello, si fa per dire, spaccato della realtà. Adesso hanno
paura, sia della crisi che delle regole. Temono persino, e giustamente, che il
crescente pregiudizio razzista in Italia nei confronti dei romeni possa
ritorcersi contro di loro. Potrebbe capitare che quando decideranno, e molti lo
stanno facendo, di chiudere una fabbrica a Sibiu, o a Craiova, gli operai
spremuti e licenziati finiranno per incazzarsi e qualche gruppo nazionalista,
che in Romania non manca, potrebbe lanciare la caccia all'italiano. Oltre che
parlare degli operai che, perso il loro spirito internazionalista, si scagliano
l'uno contro l'altro, non sarebbe male analizzare le responsabilità dei
padroni. Il dibattito ne gioverebbe. Foto: ITALIANI IN ROMANIA / ANGELO R.
TURETTA
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3 L'Udc Giacomo Arcaini: «Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti» Il
portabandiera centrista: serve un'istituzione snella di GUIDO BANDERA LODI
NELLA sua vita ha visto e fatto un milione di cose: ha lavorato nel settore
nucleare dell'Agip, ha fatto politica, è stato anche per due anni presidente
del Fanfulla. Oggi il veterano quasi 80enne Giacomo Arcaini è,
soprattutto, il candidato alla presidenza della Provincia per l'Udc. La scelta
dei centristi è una decisione interna: dare fiducia a un nome che rappresenti
il partito, ma anche la sua storia e i suoi valori. Con un occhio alla vecchia
Dc, di cui gli Arcaini sono a loro volta un pezzo di storia. In famiglia,
infatti, c'è anche quel Giuseppe Arcaini che fu deputato alla Costituente e per
altre due legislature, oltre che sottosegretario alle finanze nei Governi
Fanfani, Scelba e Segni, naturalmente per la Dc. Ma oggi la partita è diversa.
Signor Arcaini, da dove nasce l'idea della sua candidatura? Quali sono i primi
obiettivi che si pone? «Per quanto riguarda il programma, ci stiamo lavorando
proprio in questi giorni, quindi aspetterei a discuterlo. Direi però che la mia
disponibilità alla candidatura nasce dal fatto che l'Udc è ancora un partito.
Da noi non ci sono leader carismatici osannati dalle folle, ma c'è confronto,
discussione e alla fine una sintesi fatta sulle idee. È una questione,
innanzitutto di metodo, per questo posso dire che credo in questo partito».
Davanti a voi, nelle prossime settimane, c'è ancora molto lavoro, non solo per
il programma... «C'è da fare un lavoro ponderato: bisogna selezionare
ventiquattro nomi, uno per collegio, che possano rappresentare il partito e il
suo programma. Come sempre si fa nelle realtà che funzionano, chi è più esperto
di uno specifico settore mette a disposizione la sua esperienza, poi nelle
riunioni si integrano i programmi, dalla viabilità alla scuola e a tutti i
settori amministrativi». L'Udc aveva avanzato in passato perplessità sul ruolo
delle Province. Avete cambiato idea? «No. Credo, giustamente, che il partito
abbia posto il tema dell'utilità di queste istituzioni. In Italia in generale
la catena istituzionale della rappresentanza, fra il cittadino e il Presidente
della Repubblica è sempre troppo lunga e continua a crescere. Il dibattito è su
questo punto: si tratta di un confronto fra costi e benefici. Ma lo stesso
discorso potrebbe valere per le Regioni: le Province sono sicuramente più
vicine alla gente». E allora in cosa andrebbero modificate? «Guardi, in passato
ho avuto un'esperienza in una delle tante commissioni della Provincia, subito
dopo la nascita dell'ente. La prima cosa che mi colpì fu l'eccesso di carta:
era impossibile uscire senza portare a casa una valigia di documenti. Penso che
una delle strade per rendere utile le Province sia, in sostanza, quella di dar
vita a progetti e interventi reali, senza troppa burocrazia».
Un giudizio sull'attuale assetto della Provincia di Lodi... «Di visibile c'è la
sede nuova, qualche iniziativa. Ma dal punto di vista delle risposte concrete,
credo che molti cittadini avrebbero difficoltà a rispondere. Sicuramente si può
fare di più. Il punto è chiarire chi fa cosa e in secondo luogo farlo con una
strategia seria». Che risultato si augura per l'Udc? «Ovviamente sarà difficile
puntare alla presidenza, ma speriamo in un buon risultato. L'unica cosa che non
voglio è che la si definisca sfida. Felissari rappresenta le sue idee e le sue
proposte, io le mie. L'Udc credo che nell'esperienza delle elezioni politiche,
scegliendo di andare da sola, rifiutando l'annessione nel Pdl, abbia dimostrato
di essere un partito utile, che dice sì quando è giusto e che dice no anche se
potrebbe tornare comodo fare il contrario. Del resto l'Italia del dopoguerra è
stata ricostruita attorno a un partito di centro...
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 11 - Toscana
La Regione ci ostacola, ce ne andiamo Eolico: multinazionale minaccia di
ritirare un piano da 214 milioni La European Windfarm incaricata di sette
progetti: tempi lunghi colpa della burocrazia CARLO BARTOLI FIRENZE. La
Toscana è una regione che punta sull'energia eolica per ridurre l'inquinamento
e la dipendenza dal petrolio? Non proprio, anzi il contrario, secondo Ali
Rahimian, consigliere di amministrazione della multinazionale danese European
Windfarm e presidente delle due consociate italiane, che minaccia di
ritirare un piano da 214 milioni di euro di investimenti sull'eolico previsti
per realizzare sette progetti nelle province di Pisa, Firenze e Arezzo. «Per
ora - spiega Rahimian - abbiamo deciso di tagliare gli investimenti di 48 milioni
di euro, visto che i tempi ipotizzati per il rilascio delle prime
autorizzazioni si sono dilatati ben oltre quanto previsto dalle norme. Nel caso
in cui la situazione non muti, valuteremo se cancellare completamente il piano
di investimenti in Toscana, trasferendo i nostri progetti in altri paesi
europei. Da Francia, Spagna, Germania, Svezia, Bulgaria e Romania ci arrivano
sollecitazioni con garanzie di tempi certi e di procedure chiare». Rahimian,
che con le sue società gestisce anche il parco eolico di Chianni, uno dei primi
a entrare in funzione in Toscana, è durissimo e accusa senza mezzi termini la burocrazia regionale «di ostacolare e rallentare in tutti i
modi possibili i nostri sette progetti che hanno un potenziale di 130 mw e
comportano un piano industriale da 214 milioni. Le nostre proposte non sembrano
interessare l'ufficio Via della Regione Toscana, che si preoccupa piuttosto per
il presunto impatto su un paio di uccelli e pipistrelli, e, contemporaneamente,
di mantenere l'attività venatoria». Nonostante i pareri positivi rilasciati da
tutte le autorità competenti, Rahimian denuncia il «fiorire di richieste prive
di paternità legislativa, il tutto accompagnato da interpretazioni
assolutamente originali circa i tempi e le procedure stabilite per legge». Il
numero uno in Italia di European Windfarm lamenta la totale disattenzione della
Regione rispetto agli studi commissionati al professor Guido Tellini
Florenzano, secondo i quali le pale degli impianti eolici potrebbero uccidere
un uccello ogni sette anni nel caso più infausto, uno ogni 21 nella migliore
delle circostanze. Nonostante che, secondo Rahimian, i sette progetti «siano
stati elaborati tenendo conto delle Linee guida per la Via degli impianti
eolici della stessa Regione e siano coerenti con quanto previsto dal piano
energetico regionale, ci è stato chiesto, quale condizione preliminare per la
prosecuzione dei progetti l'effettuazione di un monitoraggio di 18 mesi
dell'avifauna, richiesta mai in precedenza avanzata per progetti di pari o
rilevante impatto potenziale». In questo modo, non verrebbero rispettati i
tempi di conclusione dell'istruttoria: «Dopo 150 giorni che abbiamo consegnato
il progetto ci chiedono di effettuare un monitoraggio di un anno e mezzo senza
neanche farci conoscere quali siano le condizioni poste per l'assenso o il
diniego. Se per costruire un parco eolico, che comunque è situato al di fuori
di tutte le aree vincolate o di rispetto, si pretende che non ci sia neppure un
uccello, allora traslochiamo subito altrove». Le conseguenze di un tale
atteggiamento nei confronti dell'energia eolica emergerebbero esaminando la
situazione toscana: il Piano energetico approvato nel 2000, ricorda Rahimian,
prevedeva la realizzazione di 300 mw di eolico, ma finora sono solo 27 i mw di
potenza effettivamente installati. I sette progetti che hanno fatto scoppiare
il caso riguardano, in provincia di Pisa, Lajatico (10 torri da 2 mw),
Riparbella (17 da 2mw), Santa Luce-Casciana Terme (13 pale per 26 mw totali).
In provincia di Firenze gli impianti dovrebbero sorgere a Firenzuola (17
aerogeneratori da 0,85 mw) e Barberino (16 torri da 2 mw). Nell'aretino,
infine, le localizzazioni sono Sestino (8 pale) e Badia Tedalda (15).
Complessivamente, a regime la produzione dei sette parchi dovrebbe aggirarsi
attorno ai 375 gigawatt.
( da "marketpress.info" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 11 Marzo
2009 MEET THE MEDIA GURU 2009: CORY DOCTOROW Milano, 11 marzo 2009 - Meet the
Media Guru ha ospitato venerdì 6 marzo Cory Doctorow, il primo guru che ha
aperto il ciclo di conferenze 2009/2010 presso la Mediateca Santa Teresa di
Milano. Doctorow, giornalista, scrittore e blogger canadese, ha toccato molti
degli argomenti che ha trattato in questi anni e raccolto nel libro Content
scaricabile gratuitamente. Digital Rights Management (Drm), ovvero la gestione
dei diritti digitali, è stata al centro della discussione di venerdì sera.
L?utilizzo del copyright, secondo Doctorow, dovrebbe essere rivisto e
aggiornato alle tecnologie attuali. Il libero accesso universale alle
informazioni è una ricchezza e permette di migliorarci proprio perché i
computer sono fatti per copiare e internet per diffondere. Non si può tornare
indietro. La copia viene vista quindi come presupposto e metafora
dell?apprendimento. Mentre in America tutto ciò che viene emanato dal governo è
soggetto a diritto d?autore, in Europa esiste il copyright parlamentare e per
questo esiste molta burocrazia. Sarebbe utile che i
parlamentari europei fossero più tecnologici ma è implicito che più sono
anziani, più sono resistenti alla tecnologia. Collaborare è la chiave per lo
sviluppo dell?industria culturale secondo il blogger canadese. L?attività
sociale, il moving together comporta un costo non indifferente ma grazie a
internet questa spesa si è ridotta. Il suo Boingboing, di cui è co-fondatore, è
il weblog tecnologico più cliccato al mondo e assolutamente redditizio. Non
esiste un modello di business, perché il grande successo è dovuto alla passione
di Cory e dei suoi amici che segnalano le cose più interessanti: più link
vengono utilizzati e più possibilità esistono di essere linkati. Alcuni di
questi argomenti verranno approfonditi e saranno il punto di partenza per il
prossimo incontro di Meet the Media Guru con Lawrence Lessig il 27 marzo in
Mediateca Santa Teresa. . <<BACK
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi MONTESILVANO - Cassa automatica fuori uso da tempo e mai riparata,
un'impiegata molto efficiente trasferita in altra sede, terminali lenti e tanta
rabbia dei cittadini costretti a code di ore per prenotare un'analisi o una
visita specialistica. Succede - e lo avevamo segnalato qualche mese fa - alla
Asl Verlengia di Montesilvano. Si prende il numeretto di prenotazione
rassegnandosi ad un'attesa di almeno un'ora se tutto va bene. Difficile anche
la situazione per i dipendenti, costretti a servirsi di linee web che marciano,
si fa per dire, a passo di lumaca, quando non si bloccano completamente. E
nessuno prende provvedimenti. «Perchè non pagare in farmacia o alle poste
questo benedetto ticket?» si chiedeva ieri piuttosto risentita una pensionata
in fila da 50 minuti. «E' assurdo che si debba perdere un'intera mattinata»
aggiungeva una giovane mamma con carrozzina. Una proposta non peregrina, quella
di pagare il ticket alle poste, in farmacia (dove fra l'altro ci sono
professionisti esperti) o attraverso Internet, che abbrevierebbe i tempi di
attesa; ma come spesso avviene dalle nostre parti le cose
più semplici non vengono nemmeno prese in considerazione e la burocrazia si arroga il diritto di
vessare il contribuente anche in questoi infiniti tempi di attesa davanti ad
uno sportello, inchiodandolo per ore davanti ad uno sportello. P.G.O.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI PRIMO PIANO
pag. 17 «Mettiamo i soldi in cantiere» Fabbri: «Cose da terzo mondo» I
costruttori favorevoli al piano per l'edilizia, ma le istituzioni frenano di
MARIO GRADARA MATTONI col turbo, «ni» grazie. Pareri contrastanti sul Piano
straordinario per l'edilizia del governo Berlusconi, con premi del 20-30% di
cubatura a chi abbatte e ricostruisce. Gli imprenditori riminesi del settore
sono favorevoli. Le istituzioni contrarie. Con ordine. «Premesso che vanno
viste le disposizioni applicative, ci sembra un progetto interessante attacca
Ulisse Pesaresi, presidente del Collegio costruttori . I bonus di aumento di
cubatura potrebbero consentire di recuperare tanti edifici fatiscenti
altrimenti destinati al degrado. E realizzare garage, recuperare spazi per
servizi, installare impianti termici moderni con risparmio energetico e minore
inquinamento del 30%. Un'occasione per riqualificare alcune zone. E permettere,
ad esempio, a genitori che hanno una casa troppo grande, degli anni Cinquanta,
di realizzare due appartamenti moderni e funzionali più piccoli per i figli.
Certo, il Piano andrà inquadrato negli strumenti urbanistici territoriali».
Stesso disco per Giorgio Forlani, delegato Confindustria per il settore edile:
«Consentire demolizione e ricostruzione dei fabbricati mettendo in circolo
risorse delle famiglie altrimenti bloccate in banca non è una sciocchezza
attacca . Dare valore aggiunto a una casa per demolirla, fissate certe regole,
muoverebbe l'economia e l'occupazione. E permetterebbe di realizzare edifici
antisismici, a forte risparmio energetico e inquinante col solare e il
fotovoltaico, realizzare garage... Eliminando certe brutture che ben
conosciamo, di case appiccicate le une alle altre. La crisi è grossa, e non
ancora all'apice. Non si possono attendere i 3 anni del piano regolatore, il
Psc». Non si pronuncia il presidente di Coop7, Giovanni Panciroli: «Attendo i
dettagli del piano». Favorevole Italino Mulazzani: «Incentivi che aiutino le
famiglie a comprare case sono positivi, serve fiducia». Sin qui i favorevoli.
Via ai contrari. «Mi sembra una panzana attacca il presidente della Provincia,
Nando Fabbri . Molto fumo, poca sostanza. Una boutade, un'uscita populista».
Perché? «Le competenze sull'urbanistica prosegue Fabbri sono delle Regioni e
degli enti locali. Sarebbe una legge incostituzionale. Ma è nel merito che non
va, fermo restando che attendiamo di conoscere i dettagli. Non puoi da un
balcone far saltar fuori... tre camere. Diventa l'Africa, il terzo mondo! C'è
anche un problema di qualità urbana». Non è che siete contrari perché Rimini...
ha già dato', vedasi riminizzazione? «Non è vero insiste Fabbri . Basti pensare
alle colline, alla nostra bellissima campagna. C'è un problema di paesaggio
urbano da tutelare. Piuttosto, va snellita la burocrazia per le grandi opere».
Concorda il sindaco Alberto Ravaioli: «Dico no al Piano casa del centrodestra
per motivi precisi». Quali? «E' tagliato su misura per i proprietari di ville e
non ha effetto pratico su chi ha davvero bisogno di una casa. Nel
groviglio di normative esistenti, un Piano del genere si scontrerebbe con
diverse altre norme e leggi sull'edilizia, risultando inapplicabile. Ad
esempio, come si sintonizzerebbe il Piano con la norma della distanza dalle
cosiddette pareti finestrate o con le norme antisismiche? Renderebbe centri
storici e aree di pregio - soggette a vincoli superiori - vere e proprie città
fantasma. Favorirebbe la rendita e la cementificazione selvaggia delle
periferie, a rischio davvero di effetto banlieu'». «L'emergenza è dare una casa
a chi non ce l'ha chiosa Cesare Mangianti, Prc, presidente Agenzia casa : un
quinto degli italiani. Questo è un Piano irrealizzabile, uno spot». Image:
20090311/foto/2382.jpg
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Inchiesta Il caso
Soria e l'infinito cantiere a Costigliole Un fiume di soldi e non si vede la
fine dei lavori ELISA SCHIFFO, MASSIMO NUMA Il castello diventa un grande
affare COSTIGLIOLE Il maniero della contessa Ha una storia millenaria e
un'ospite illustre, la contessa di Castiglione, famosa per per le missioni
diplomatiche a Parigi presso l'imperatore Napoleone III, per conto di Cavour.
Dal 1998, nella parte affidata dal Comune al Premio Grinzane per 100 anni, è un
cantiere.Il Castello di Costigliole, cioè il grande business edilizio del
Premio Grinzane. La storia della ristrutturazione targata Soria è complicata,
ricca di colpi di scena, di lunghi stop e di brucianti ripartenze. Alimentate
da un fiume di denaro pubblico, milioni di euro, e con risultati - va detto -
di valore. Ma restano aperti una lunga serie di interrogativi. Intanto, il
conto finale dei lavori; la scelte delle imprese; i tempi biblici dei cantieri.
Appunto: soldi, tanti soldi soprattutto da Ministeri e Regione (ma anche da
banche) per acquisti, trasformazioni e restauri. Impegni gravosi, ma anche idee
lungimiranti. Come quella di salvare una parte importante del castello di
Costigliole (il maniero ospita anche la scuola internazionale di cucina Icif al
piano rialzato e un'ala è proprietà privata) ora in comodato d'uso dal Comune e
sede del Premio. Migliaia di metri quadrati che dovrebbero diventare un museo,
la porta culturale del Sud Piemonte. Che rischia ora di restare chiusa per
sempre, se non ripartiranno, al più presto, i finanziamenti. Le tappe Il
castello come una fabbrica, il suo interminabile iter che ha preso il via oltre
dieci anni fa. Una girandola di progetti, due importanti studi di
professionisti interessati, sempre gare pubbliche e tanti lotti aggiudicati
alle solite tre o quattro imprese. Ecco le tappe. Si parte nel lontano 1998 con
il primo intervento di consolidamento. L'impresa è la Mediterranea Restauri di
Catania, su progetto dello studio cuneese Viganò-Lovizolo (piano nobile,
impianto termico, rifacimento copertura). Tre lotti, cinque anni di lavoro e
l'imprevisto ritrovamento di un piccolo cimitero storico. Spesa 1 milione 373
mila euro. Nel 2003 il secondo capitolo. Soria affida l'incarico di consulenza
allo studio AeA di Torino. Subito il collaudo e un progetto a lungo raggio per
arrivare all'obiettivo museo. Interessanti anche gli studi Proto
(impiantistica)e Officina Progetti(struttura e sicurezza). E così partono dieci
milioni di euro (cifra stimata che non basterà) e durata - prevista - dei
lavori, fino all'alba del 2015. Frenata d'obbligo, persi
nei meandri della burocrazia (presentazione pratiche, permessi, progetti esecutivi),
approvazioni delle varie Sovrintendenze e finanziamenti che arrivano goccia
dopo goccia. Nel 2006, prima pietra con due mini lotti sotto i 500 mila euro
(restauro architettonico e strutture per ascensore panoramico), con l'impresa
Zoppoli&Pulcher. Viene anche ridata luce sempre nella «sala nobile»
agli affreschi e agli stucchi barocchi (246 mila euro, impresa Ottaviano). E
l'attenzione si sposta anche al piano mansardato (858 mq) per renderlo
immediatamente ricettivo (nascerà una foresteria legata al museo), lavoro a
base d'asta per 453 mila 472 euro, sempre e soltanto con la
Zoppoli&Pulcher. Nell'ambizioso progetto anche alla realizzazione sotto il
parcheggio di un ampio salone seminterrato (1250 mq) collegato al castello da
destinare a punto di accoglienza, reception e book shop. Poi i giardini che dal
2002 (sempre in comodato) fanno parte del patrimonio Grinzane: 5 mila metri
divisi in quattro spazi che diventeranno sale aperte (il museo «en plein air»),
ideato dall'artista belga Vercruysse che rientra nell'ambizioso progetto Muda,
acronimo di Museo diffuso astigiano (complessivamente 70 milioni di euro da
investire in sei anni); coinvolge due comunità collinari con oltre 20 Comuni,
istituzioni, e privati. Già pronta la rete di drenaggio e i livellamenti del
terreno (99 mila euro, ancora protagonista la Zoppoli&Pulcher). In corso
d'opera dal Comune l'impiantistica, i quadri elettrici e la vasca accumulo
acqua (99 mila 701, impresa Mondo di Montegrosso). Molto è stato fatto, ma
altrettanto rimane incompiuto. Un nodo che si potrà sciogliere solo con un
deciso piano di interventi finanziari. Il rischio è di buttare all' aria un
patrimonio come ribadisce il sindaco Luigi Solaro: «L'impegno è stato forte e
gli interventi che si sono succeduti di qualità e di peso. Non dimentichiamo
che il castello è uno dei più grossi e bei monumenti non solo di Costigliole,
ma dell'Astigiano». E conclude: «Noi continuiamo a crederci e faremo tutto
quanto è necessario per arrivare alla fine. Non si può lasciare un cammino a
metà».
( da "marketpress.info" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 11 Marzo
2009 AIUTARE LE REGIONI PER SOSTENERE L´EUROPA Bruxelles, 11 marzo 2009 -
Mercoledì si discute il rapporto Kirilov: facilitare l´accesso ai fondi di
coesione per rilanciare l´economia europea Più largo e veloce accesso ai
finanziamenti di coesione, meno burocrazia e sostegno
alla Regioni in difficoltà: questa è la risposta del rapporto Kirilov alla
crisi economica. A beneficiarne soprattutto piccole e medie imprese. Un occhio
di riguardo ai Paesi con un prodotto interno lordo sotto la media europea. Si
tratta di un totale di 347 miliardi di euro per i prossimi sette anni. Chi?
L´iniziativa del rapporto che sarà dibattuto mercoledì è del socialista bulgaro
Evgeni Kirilov. Giovedì seguirà la discussione sulle politiche di sostegno al
lavoro contenute nel Piano Europeo di Sostegno all´Economia. Secondo Kirilov
bisogna intervenire al più presto: "Quello che conta in tempo di crisi è
mantenere gli standard attuali di vita per i cittadini europei e allo stesso
tempo aiutare le imprese, soprattutto quelle più piccole, a lavorare, crescere
e creare nuovi posti di lavoro". Cosa? Kirilov sembra avere le idee
chiare: "Abbiamo bisogno di cambiamenti che permettano di accelerare gli
investimenti a livello nazionale e regionale, e questo semplificando l´accesso
ai finanziamenti, supportando la parte di popolazione maggiormente colpita
dalla crisi ed aumentando la disponibilità di finanziamenti per piccole e medie
imprese". Quando? L´eurodeputato socialista si dice ottimista sul quando i
fondi saranno disponibili: "Prima di tutto aspettiamo l´approvazione del
Consiglio dei Ministri. Poi l´effetto dovrebbe sentirsi già nel 2009, direi
addirittura entro la metà dell´anno". Perché? Kirilov sottolinea l´urgenza
di attuare queste misure il prima possibile "a causa della crisi economica
(. ) Ci siamo già confrontati con la Commissione discutendo a lungo su come rendere
l´intero processo più trasparente". Come? Le misure consistono nel
"semplificare le procedure, introdurre finanziamenti forfettari e a prezzo
fisso, aumentando i fondi anticipati ed accelerando il rimborso delle
spese". Quanto? "Stiamo parlando di un ammontare di 347 miliardi per
i prossimi sette anni, una fetta importante di quanto verrà investito
nell´economia reale. Queste misure faciliteranno l´accesso ai finanziamenti
vista la difficoltà attuale di accedere ai prestiti dalle banche". Quali rischi?
Sulla paura che la corruzione interna di alcuni Stati membri possa sperperare
la maggior parte dei fondi, Kirilov mette le mani avanti: "Le risorse sono
ingenti e in ogni stato ci sono dei problemi. Ma lo snellimento del sistema di
finanziamenti dovrebbe portare anche ad un miglior sistema di controllo. Più burocrazia vuol dire più corruzione. Meno burocrazia si traduce in una minor corruzione perché l´intero processo
diventa più trasparente". I fondi di coesione sono destinati
principalmente ai progetti di costruzione in paesi con un Pil (Prodotto Interno
Lordo) equivalente od inferiore al 90 per cento della media europea,
quale aiuto per raggiungere il livello del resto d´Europa. . <<BACK
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi Giustizia, quali riforme? «Giustizia, quali riforme?» è il tema di
un convegno promosso dalla sezione umbra dell'Associazione nazionale magistrati
che si terrà domani a Perugia. Annunciata la presenza del presidente nazionale
dell'Anm Luca Palamara. L'iniziativa si svolgerà a partire dalle 15 a Palazzo
Graziani. Parteciperanno anche la presidente della Commissione giustizia della
Camera, Giulia Bongiorno; il magistrato Piercamillo Davigo, consigliere di
Cassazione; Vittorio Grevi, ordinario di procedura penale alla facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Pavia. Sezione umbra Associazione nazionale
magistrati Gabelle e burocrazia
Una delegazione di Aiab Umbria ha partecipato alla Conferenza dei delegati Aiab
(Associazione Italiana Agricoltura Biologica). L'appuntamento nella capitale,
anticipato dalla "Conferenza nazionale sulla certificazione in agricoltura
biologica", è stata l'occasione per la delegazione regionale per
affrontare in particolare i problemi della certificazione e più in generale
l'intera politica Aiab. Il tema delle certificazioni sull'applicazione dei
disciplinari biologici sembra essere arrivato, infatti, ad un punto di svolta:
il Regolamento UE 834 del 2007 (che ha sostituito lo storico 2092 del 1991)
rinforza l'idea che le certificazioni costituiscano una delle voci per il
valore aggiunto delle produzioni organiche ma, tuttavia, non riesce a
correggere la deriva assunta in questi anni dal sistema italiano nel suo
insieme. Regioni da una parte, enti certificatori dall'altra, non sono riusciti
ad evitare che, per il produttore, il poter dare la garanzia di un prodotto
controllato, fosse sentito come una gabella, piuttosto che un valore aggiunto.
A infastidire maggiormente i produttori è il carico burocratico che si è andato
appesantendo col passare del tempo. Sono soprattutto le aziende di minore
dimensione che vivono di vendita diretta o reimpieghi aziendali a soffrire
maggiormente alcune rigidità che costringono a ripetere gli stessi dati su un
numero infinito di moduli, con crescente senso di inutilità. Appare
indispensabile, dunque, ripensare il tutto ripartendo dalla tutela delle
aziende di piccole dimensioni, gravate da oneri sproporzionati rispetto ai
ricavi che riescono a realizzare e, al tempo stesso, rafforzare il ruolo di
garante e promotore dell'autorità di controllo che le regioni dovrebbero
svolgere. In questo l'Umbria si conferma fanalino di coda per l'attenzione al
biologico con l'atteggiamento pilatesco di coloro che reggono le strutture
preposte al settore agricolo: non tralasciano occasione per far emergere i loro
dubbi sull'attendibilità del sistema di certificazione dimenticando che tocca
proprio a loro il compito di tutela del consumatore e di repressione di chi
vìola le regole; i dubbi, quindi, sono prima di tutto sull'affidabilità del
proprio operato. Una volta per tutte prendano posizione: se le cose funzionano
abbiano il coraggio di riconoscerlo, altrimenti agiscano come hanno il dovere
(non solo politico) di fare e pongano mano convinta alle realtà che meritano di
venir corrette e/o represse. Vincenzo Vizioli Presidente Aiab Umbria La tutela
ambientale Anche la politica dei partiti si è accorta che la valorizzazione e
la tutela ambientale e delle risorse naturali, il freno al consumo di suolo, la
riconversione del modello energetico basato sul petrolio a favore delle energie
rinnovabili, la mobilità sostenibile, sono temi centrali anche per contrastare
la crisi economica. Sarebbero già un buon programma elettorale, per le prossime
elezioni amministrative, i primi due articoli dello statuto di Legambiente,
quelli che definiscono gli obiettivi primari su cui si è costituita e opera
l'associazione: la promozione della partecipazione attiva dei cittadini ai
processi decisionali, la salvaguardia delle risorse naturali, lo sviluppo di un
nuovo ordine economico che ponga al centro la risoluzione delle emergenze
ambientali, la salute dei cittadini, l'uguaglianza sociale, la pace, il futuro
delle giovani generazioni, eccetera. E poiché quotidianamente siamo impegnati
ad attuarli con determinazione, rigore e con metodo scientifico nell'esclusivo
interesse collettivo, abbiamo l'ambizione di essere interlocutori con i quali
confrontarsi anche per la definizione dei programmi elettorali che si andranno
a definire. Legambiente Umbria Circolo Legambiente di Perugia
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-11 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Cappuccio: «Non lasciamo la cultura agli assessori» Il
regista: bene i voucher per il teatro, ma servono le strutture Per l'artista
negli ultimi 50 anni si sono demolite la cultura e la storia. «Un'operazione
chirurgica» NAPOLI — «Io sono dell'umore che il Ruggero nostro sia un
"cortese" discendente di napoletane ascendenze, di orecchie attente
al soffio dei venti che ci recano le volgari sguaiataggini di una Napoli
pseudo-melodica neo-avanguardese post-giovanilese modernese, amplificata da
piazze plebiscite con sinistri e destri consensi. E grazie a Dio c'è qualche
sordo Ruggero amico». Così Roberto De Simone presenta Ruggero Cappuccio.
Regista, autore, direttore artistico. Basta così. Va bene così. Vogliamo
parlare di politiche culturali? «Il vero tragico problema è che lo Stato non ha
voluto elevare il livello del pubblico all'arte, piuttosto ha abbassato il
livello dell'arte al pubblico. Con il risultato che sono bassissimi entrambi».
L'esordio è giornalisticamente allettante. Quindi sarebbe d'accordo con la
proposta di un voucher per il teatro destinato agli spettatori? Uno strumento
semplice che ha lo scopo di rompere il rapporto (spesso perverso) tra mondo
della politica e della cultura. E soprattutto un modo per togliere alla
politica il diritto di scelta e restituirla al suo destinatario naturale.
«Aboliamo pure i finanziamenti alle compagnie private — dice Cappuccio —. Tanto
chi vuol fare teatro d'autore con mezzi ridotti riesce a produrre uno
spettacolo comunque. Non sono i 50 mila euro dati dall'assessore di turno a
fare la differenza. L'incaglio è sul piano della distribuzione. Accanto ai
buoni teatro soprattutto per i giovani, andrei dunque oltre: servono i teatri
per farsi vedere, per tentare di costruire il tuo pubblico. Il problema dello
scrittore non è comprare la risma di carta, ma trovare l'editore». E l'editore non può e non deve essere la burocrazia. Ma Cappuccio avverte: «Sono d'accordo nel dare 100 euro allo
studente Marco Rossi che sceglie cosa andare a vedere. Sottoscrivo la proposta,
a condizione che, però, Marco Rossi sia aiutato a scegliere». Cosa vuol dire?
«Facciamo l'esempio dei teatri stabili: Palermo fa scambio con Milano, Milano
con Napoli, quelli dell'Abruzzo con Milano. In un cartellone c'è
un'autostrada di scambi. Scandaloso. Tanto che fa sorridere chi si accapiglia
per un posto da direttore di Stabile: un posto da casellante». Cosa c'è alla
base delle ultime polemiche politico-culturali? Per Cappuccio quel matrimonio
non s'ha da fare per incapacità manifesta di una delle parti. Immaginate quale.
«Negli anni si sono susseguiti ministri, sottosegretari che sapevano di cultura
e politica come io so di aeroporti. In giro c'è una profonda incompetenza.
Ministri che entrano nei teatri solo alle inaugurazioni scaligere». Con il
risultato che «in Italia non esiste uno straccio di idea. Negli ultimi 50 anni
si sono demolite la cultura e la storia. Un'operazione chirurgica. In Campania,
se seguiamo il binario borbonico, a destra vediamo il mare inquinato, a
sinistra scavi archeologici malmessi e degrado. Lì dove l'uomo ha messo le mani
ha peggiorato la situazione. Uso come paradigma Acciaroli: si è salvata perché non
ha uno scalo ferroviario. E gli assessori rispecchiano questo modo e mondo».
Dallo Stato centrale agli enti locali non cambia nulla, semmai peggiora. «Se
gli assessori diventano i veri direttori artistici delle città tendono a creare
un elemento di riconoscenza e dipendenza con tutti coloro che sono nel giro,
nella loro schiera. Lo fanno tutti, con qualche gradevole eccezione ». Ma
Cappuccio non fa nomi. In sintesi, come si devono spendere i soldi pubblici?
«Da molti anni e ultimamente in maniera accurata si tratta il problema della
cultura dal punto di vista economico. è un aspetto, ma non il solo. Sono stato
direttore del festival di Benevento. Appena arrivato trovai i biglietti a 28
euro, li abbassai a 5. Paolo Conte e Capossela a 10 euro, rispetto ai soliti
80. Il cinema lo volli all'aperto, difronte alla chiesa di Santa Sofia, con le
poltroncine numerate, ma gratis. Dicevo agli amministratori, se un festival
costa qualche milione di euro e ne incassa 60 mila è inutile voler far quadrare
i bilanci». La morale di questa storia, se mai ce ne fosse una, è che l'arte
non si sposa con la politica e con l'economia fa a cazzotti. Simona Brandolini
Teatro Festival Italia Un'immagine da Le Troiane, lo spettacolo che aprì la
scorsa edizione Spettacolo Nella foto, il regista Ruggero Cappuccio. Esordisce
come nel 1993 con Delirio marginale
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VERBANIA. INDAGINE
CONGIUNTURALE DELL'ANCE Compagnia delle Opere "Il Vco deve ripartire
dall'edilizia" Meeting a Cassano Magnago [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA
«L'edilizia è il settore che più di ogni altro può dare una grossa mano alla
crisi, facciamo qualcosa per rimetterla in moto». E' l'appello lanciato ieri,
nella sede dell'Unione industriale di Verbania, dai massimi dirigenti regionali
dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, in occasione della
presentazione dell'indagine congiunturale del settore che riguarda il primo
semestre 2009. E' una situazione difficile quella piemontese con 200 mila posti
di lavoro a rischio nei prossimi mesi, almeno il 20% della manodopera del
settore. «In Piemonte - ha spiegato il vice presidente regionale dell'Ance
Filippo Monge - da quando si sono esaurite le infrastrutture legate alle
Olimpiadi non si costruisce più niente. Sono a rischio 180 mila posti di lavoro
che possono arrivare a 200 mila con l'indotto». Il Vco sta meglio delle altre
province piemontesi ma i segnali non sono positivi: «C'è una chiara situazione
di crisi anche qui - ha evidenziato Rino Porini presidente della sezione
Ance-Vco - che coinvolge sia le aziende che lavorano per le committenze
pubbliche che quelle che operano per i privati». Quanto sottolineato da Porini
emerge dall'indagine congiunturale dove risaltano «prospettive negative per le
aziende edili in relazione a fatturato, occupazione e ricorso a manodopera
esterna». Tuttavia c'è scritto nella relazione «è ravvisabile un miglioramento
per quanto riguarda la componente immobiliare con i tempi medi di pagamento dei
committenti che si riducono». Insomma gli spiragli ci sono: «Sono piccoli
sintomi - ha detto Porini - che hanno difficoltà a emergere
perché c'è ancora una burocrazia troppo macchinosa che rallenta tantissimo le iniziative. Ci sono
opere pubbliche già finanziate qui nel Vco che sono rimaste congelate per via
degli intoppi burocratici. Di questa situazione ne ho parlato col prefetto per
vedere se riesce a darci una mano. E' tutto fermo, il mercato non si
muove. Cercheremo di impegnarci con gli enti competenti per snellire i passaggi
burocratici. E' ancora presto per capire se la proposta del Governo sul
rilancio della casa ci viene incontro». Il presidente regionale dell'Ance,
Giuseppe Provvisiero ha fatto osservare che l'edilizia è un settore decisivo
per la ripresa: «Le nostre aziende non possono andare all'estero e quindi
coinvolgono tutta l'economia del territorio. Le potenzialità per ripartire ci
sono: c'è bisogno di infrastrutture e di case sociali sia per gli immigrati
stranieri che italiani. Ci vogliono però provedimenti politici forti». Sono
stati rinnovati gli organi direttivi dell'Ance del Vco con la conferma alla
presidenza di Rino Porini che è coadiuvato nelle sue funzioni da Maurizio
Sanavio e Mauro Piras. Queste le nomine per quanto riguarda la guida degli enti
paritetici dell'Ance: Domenico De Giovannini alla Cassa Edile; Massimo Nobili
all'Ente Scuola e Sergio Di Leonardo al Comitato paritetico. Anche i soci della
Compagnia delle opere di Verbania parteciperanno oggi a «Costruendo», giornata
di lavoro e di scambio dedicata a chi opera nel settore dell'edilizia.
Organizzato dalle sedi di Varese, Saronno e del capoluogo del Verbano Cusio
Ossola, l'incontro si svolgerà a Vila Buttafava di Cassano Magnago (Varese) per
tutta la giornata, dalle 9 ale 18. L'evento ha lo scopo mettere in
comunicazione gli imprenditori, per cogliere nuove opportunità e incontrare
possibili partner in affari.
( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Seconda Divisione.
Il presidente Mattioli ha regalato spettacolo in tv Giacomense contro tutti «Ma
si è lavorato tanto, dobbiamo salvarci» Sono di Masi S. Giacomo così non mi
vogliono a Ferrara e Masi Torello MASI SAN GIACOMO. Determinato, tenace, diretto.
Se la Giacomense seguisse la forza del suo presidente sarebbe prima in
classifica. L'altra sera il patron Walter Mattioli era in tv, dove ha toccato
tantissimi argomenti. Ecco la domanda di partenza, perché a vedere le gare
della Giacomense vi son poche persone? «Non riusciamo a capire i motivi della
mancata risposta - ha spiegato -; ci auguravamo almeno 800-1000 spettatori, Non
è stato così. A volte vi sono più steward che spettatori, con costi elevati.
Domenica sette tifosi del Rovigo e nove addetti alla sicurezza solo per loro.
In estate pensavo un tipo d'esperienza, si sta rivelando tutt'altra». «Servi
non doveva replicare all'arbitro - dice Mattioli parlando del match - e
dall'esperto Venturi non mi sarei aspettato quell'ingenuità. L'operazione salvezza
continua, anche se la campagna acquisti poteva presupporre un campionato
diverso. Non da play off, ma da centroclassifica sereno e senza problemi».
Immancabile la domanda sulla partenza di Agostinelli: «Mi ha chiesto di andare
e l'ho accontentato. Non so le vere motivazioni, forse il Gubbio offriva di
più...». Rimanendo in ambito tecnico è continuata la diatriba tra addetti ai
lavori e Leo Rossi sul modulo troppo protettivo. «Con due ali come Poletti e
Matteo Rossi il tecnico è portato a giocare ad una punta. La stessa tattica
offensiva adottata da mister Benuzzi». Dal calcio giocato
alla burocrazia, quale
rapporto con le istituzioni di Ferrara? «L'accoglienza è stata buona. Poi i
miei progetti non sono andati a buon fine. Non voglio fare concorrenza alla Spal
e al suo centro, ma piacerebbe anche a me avere un centro sportivo dove far
giocare le giovanili. Avevo tentato di riunirle in un unico punto, ma
non è stato possibile. Ho squadre sparse per la città con enorme dispendio
d'energie. Si era parlato del Motovelodromo, ma mancano gli spogliatoi e per
sistemarlo servirebbe un grosso investimento. Discorsi rimandati
all'insediamento della nuova amministrazione. Sono di Ferrara, ho una squadra
che gioca in città, ma non sono trattato da ferrarese. Sarei felicissimo se la
Spal salisse in B, mi piacerebbe instaurare un rapporto con la dirigenza. Avere
nei prossimi campionati tanti suoi giovani da crescere nella mia squadra.
Perché questo è il progetto Giacomense». E qui c'è il paradosso: «A Ferrara non
sono trattato bene per via della provenienza da Masi San Giacomo. A Masi
Torello non mi aiutano perché la squadra gioca fuori e sperano rimanga in città
per non tornare nel loro stadio». Infine, la speranza di salvezza senza play
out: «Abbiamo lavorato tanto, vorrei restare in Seconda Divisione, ma nulla
m'impone di tornare indietro. Dovesse accadere non sarebbe un problema. Al mio
arrivo nei professionisti il presidente federale Macalli chiese per quale
motivo fossi con loro... Non è casuale lo studio di nuove regole che permettano
solo a squadre di città con determinati requisiti di arrivare in Lega Pro».
Giudice sportivo. Stop di un turno al grigiorosso Servi e a Guaita del San
Marino. Enrico Menegatti
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: PUGLIA
data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Edilizia. L'allarme della Fillea-Cgil contro burocrazia e tagli «Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio» Marianna
La Forgia BARI Se economia è in crisi, la Puglia rischia di rimanervi due volte
invischiata, perché all'orizzonte si profilano migliaia di tagli di posti di
lavoro se non verranno sbloccati gli appalti di tutte le opere immediatamente
cantierizzabili per rilanciare la produttività e per difendere l'occupazione.
Questa è la tesi del sindacato dei settori e comparti produttivi
dell'edilizia,legno,arredamento e affini Fillea-Cgil Puglia, che ha raccolto
l'allarme lanciato a livello nazionale dai propri vertici. Si tratta quindi di
ridare ossigeno ad un settore che rischia di implodere per stalli burocratici a
cui si aggiungono i tagli del Governo per le infrastrutture del Sud. «Secondo i
dati in nostro possesso – dice il segretario della Fillea Puglia, Domenico
Stasi – la crisi economica non ha ancora sviluppato tutto il suo potenziale
negativo e nei soli settori edilizia, cemento e manufatti i posti di lavoro a
rischio sono 250mila, di cui ben 15mila in Puglia». E tutto questo a fronte di
una serie di opere che se appaltate canalizzerebbero ingenti risorse, in grado
di consentire alle regioni del Sud Italia di superare quel divario
infrastrutturale che le separa dal resto del paese,consentendo una migliore
concorrenza con l'Europa. Stasi e il segretario regionale della Cgil Puglia,
Biagio Malorgio, hanno individuato alcune delle opere appaltabili in tempi
brevi affinchè diventino il moltiplicatore d'interessi, pubblici e privati, in
grado di far diventare l'infrastruttura una risorsa per lo sviluppo del-la
regione: il raddoppio della linea ferroviaria Bari-Taranto, bloccata per un
ricorso promosso dall'Asi di Bari nonostante il parere favorevole di Provincia
e Comune, per un valore di 200milioni di euro; la colmata di Marisabella (porto
di Bari) già appaltata per 60milioni e aggiudicata con un ribasso del 32%, che
mette a rischio la cantierizzazione e il completamento dell'opera stessa; la
strada statale 275 Maglie - Leuca, bloccata per i ritardi del Cipe (Comitato
interministeriale per la programmazione economica) che vi impediscono la
cantierizzazione del raddoppio, da 200milioni; la piattaforma logistica di
Taranto, bloccatadal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte del
ministero dell'Ambiente; l'avvio dei cantieri per l'edilizia scolastica e la
messa in sicurezza degli edifici, che in Puglia raggiunge un valore di
36milioni di euro; i finanziamenti per l'edilizia abitativa, che la Puglia sta
sostenendo con fondi propri a fronte del disimpegno del Governo centrale.
Questa però è la punta dell'iceberg di un piano di ope-re strutturali per le
quali lo Stato – attraverso gli Accordi Stato- Regioni e gli impegni assunti
con il Dpef 2008/ 2012 (Documento di programmazione economica e finanziaria) e
definitivamente disposti con la Legge finanziaria per il 2008 – ha deliberato
un programma d'investimenti per la Puglia pari a 6.226.005.040 euro. A fronte
di tale volume d'investimenti, le disponibilità economiche definite per lo
stesso triennio sono di 3.452.208.040 euro, vale a dire il 55,45% del costo
complessivo di tutte le infrastrutture monitorate. Per quanto riguarda la
ripartizione per aree geografiche dell'insieme degli impegni di spesa e delle
disponibilità finanziarie assunti attraverso la "legge Obiettivo" e
gli Accordi Stato Regioni, il Sud – secondo i dati della Fillea-Cgil Puglia –
evidenzia una forte discrasia in termini di valori assoluti tra gli impegni
pubblicamente assunti e la realtà, fatta di programmi di spesa e di disponibilità
finanziaria: il totale degli impegni è di 67.103.735.546 euro, il totale delle
disponibilità finanziarie di 30.977.202.555. Queso si traduce – sempre secondo
Fillea-Cgil Puglia – in consistenti ritardi nella produzione delle opere, forti
contrazioni nello sviluppo occupazionale, un enorme danno al sistema delle
impresa con altrettanti danni per l'intera economia nazionale. I CANTIERI PIù
«FACILI» Già avviati, ma bloccati da ricorsi e altri ritardi, il raddoppio
ferroviario Bari-Taranto e la nuova superstrada Maglie-Leuca Fillea-Cgil. Il
segretario regionale in Puglia, Domenico Stasi DONATO FASANO
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP Umbria data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Ricerca. L'assessore
Giovannetti: «Troppi 18 mesi per chiudere l'iter dei fondi statali» Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia La Giunta ha già erogato la sua quota di 25 milioni Beatrice
Vergari PERUGIA Il distretto tecnologico dell'Umbria procede a rilento, almeno
nella parte statale. Come riferisce la Regione, verranno erogati in questi
giorni 8 milioni di euro, quota di finanziamento statale della legge 297/99,
destinati ai primi sette progetti d'impresa nel campo delle tecnologie
d'avanguardia del distretto tecnologico dell'Umbria, nato all'inizio del 2006.
Il bando fu approvato dalla Giunta alla fine del 2006, ma fu pubblicato nel
febbraio 2007 dopo l'approvazione del ministero dell'Università e della ricerca
(Miur) con il quale la Regione Umbria aveva sottoscritto l'accordo per la
realizzazione di un Distretto tecnologico di aziende che operano nei settori
della metallurgia speciale, meccatronica, della meccanica avanzata e delle nano
e microtecnologie. Il distretto aveva a disposizione 50 milioni di euro, da
attivare entro il 2008: 25 milioni di parte statale e 25 milioni provenienti
dal bilancio regionale. Gli otto milioni di euro, per i quali si stanno
perfezionando le convenzioni tra imprese e Miur necessarie all'avvio dei
programmi di ricerca, rappresentano la prima quota di finanziamento sui 25
milioni messi a disposizione dallo stesso Miur. Il ministro Mariastella Gelmini
è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della ricerca (tra cui anche
quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in cantiere l'avvio del
primo programma nazionale sui distretti tecnologici con fondi per 200-300
milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo – afferma Mario Giovannetti,
assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria –, le imprese si sono
dimostrate molto interessate e hanno partecipato in massa. L'esperienza umbra
si è rivelata migliore di altre realtà nazionali, ma sono oggettivamente troppo
lunghi i tempi che passano dalla presentazione delle domande all'erogazione dei
finanziamenti, in media un anno e mezzo». La procedura prevede, infatti, la
valutazione dei contenuti e l'apertura di un'istruttoria da parte del
Ministero. «Abbiamo sollecitato la commissione ministeriale affinché si
velocizzino i tempi di istruttoria per le pratiche future. Si tratta di ingenti
risorse – ha detto l'assessore regionale – che consentiranno di valorizzare
settori di punta dell'economia umbra». L'istruttoria definitiva per gli altri
11 progetti approvati verrà conclusa «presumibilmente – sostiene Giovannetti –
entro maggio 2009». «Dei 32 progetti presentati per il primo bando - spiega
Sabrina Paolini, responsabile Servizi innovativi della Regione Umbria – ne sono
stati valutati positivamente 18, con contributi totali pari a 20 milioni di
euro». Tra le aziende destinatarie di fondi per progetti di ricerca industriale
ci sono le ternane Novamont, Thyssen Krupp, ma anche le perugine Angelantoni e
Meccanotecnica Umbra. Le azioni finanziate direttamente dalla Regione
dell'Umbria, invece, con 25 milioni, hanno riguardato aiuti alle Pmi per
progetti di ricerca e sviluppo precompetitivo (legge 598/94), la realizzazione
di infrastrutture per la ricerca, supporto di imprese spin-off e start up
tecnologici, assegni per la realizzazione di progetti di ricerca. «I 25 milioni
di euro regionali sono stati immediatamente messi a disposizione» prosegue
Paolini. «E risultano completate le procedure di assegnazione dei fondi». Per
ciò che riguarda gli assegni di ricerca, nel primo bando vennero finanziati
tutti i 70 progetti presentati per il Dtu. «All'inizio non ci furono risposte
forti – spiegano dalla sezione Politiche per la ricerca della Regione – mentre
oggi l'attenzione per questi strumenti è cresciuta».
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Sono 150 le strutture a rischio Per
i macelli locali riconoscimento Ue con il contagocce Se gli allevatori si
trovano davanti alla necessità di "riposizionare" il loro prodotto
con strategie nuove, anche le strutture di macellazione e lavorazione delle
carni non vivono oggi in Veneto momenti facili. A farsi sentire è soprattutto
la crisi generale dei consumi, ma anche la "storica" debolezza di un
comparto caratterizzato da impianti piccoli o medio- piccoli che lavorano,
spesso, al di sotto delle loro potenzialità. Al primato nazionale nella
produzione di bovini da carne (oltre 771mila capi veneti macellati in Italia
nel 2008, il 24,89% del totale) non si accompagna infatti una struttura di
macellazione adeguata. Sui 591 impianti italiani riconosciuti con bollo Cee,
solo l'8% è in Veneto, contro il 21% della Lombardia e il 10% del Piemonte. A
riprova di queste carenze strutturali, numerosi allevatori e alcuni gruppi
importanti oggi portano i loro animali in macelli lombardi o emiliani. «La
situazione è difficile – spiega Francois Tomei, direttore Assocarni – prima di
tutto perché alla carne bovina viene preferito il pollame che ha prezzi più
contenuti ed è favorito per motivi "dietetici". Ad aggravare il
quadro le ripercussioni del crollo della domanda nelle industrie
automobilistica, del mobile e dell'abbigliamento. Meno sedili e divani e così
le pelli bovine che, fino a un anno fa, venivano pagate dalle aziende conciarie
50 euro a capo, oggi non vengono neppure ritirate. Una fonte di guadagno
diventa così un costo di smaltimento. Stesso discorso per il grasso e i
sottoprodotti della lavorazione». La conseguenza, secondo Tomei, «è che le
strutture, soprattutto le minori, strette tra spese di
gestione e burocrazia, alla
macellazione sempre più spesso preferiscono la lavorazione e la trasformazione
delle carni acquistate da altri». Il punto dolente rimane però la
polverizzazione delle attività. Sono tramontati, infatti, i tempi del mega
macello padovano Grosoli, fallito negli anni '90 dopo aver ricevuto ingenti
aiuti pubblici. Oggi esistono in Veneto ancora circa 150 strutture
"a capacità limitata" che non hanno il riconoscimento europeo e
possono operare in deroga fino al termine del 2009. Entro il 30 giugno dovranno
presentare richiesta di adeguamento, ma i costi da sostenere per mettersi
"in regola" potrebbero costringerli a chiudere. Un ulteriore aggravio
per gli operatori verrà poi dall'applicazione del decreto legge 194/2008 che
dispone tariffe più onerose per i controlli sanitari ufficiali. IL PROBLEMA Il
limite è rappresentato dalle dimensioni ridotte Gli alti costi per adeguarsi
potrebbero spingere molte realtà alla chiusura
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
11-03-2009)
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FORLI' AGENDA pag.
11 ) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è... RICORDO
Anna Politkovskaja ) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da
anni è impegnato nel tentativo di attuare una seria opposizione alla sinistra che
da decenni governa il nostro territorio, le parole usate dal candidato sindaco
di sinistra Roberto Balzani, riportate dalle agenzie di stampa ed in cui spiega
di non voler cadere nelle logiche della filiera del potere' che governa la
città di Forlì, non possono che rincuorare chi lo sta affermando da tempo.
Peccato che dalla sua parte si trovino anche assessori, ex assessori, ex
presidenti di società partecipate, urbanisti che hanno progettato quasi tutte
le aree dismesse del Comune (con il risultato che oggi tutti vediamo), insomma
persone che in questi anni hanno contribuito, chi più chi meno, a mantenere
quello che oggi è sotto gli occhi di tutti e che Balzani dice di volere
combattere. Sembra quasi che a Forlì, fra le tante stranezze, ne stia sorgendo
un'altra, relativa al significato da attribuire alla parola nuovo', per cui
sono nuovi' coloro che negli anni sono stati organici al Pds, ai Ds, al Pd ed
hanno avuto incarichi pubblici di prestigio o rilievo con il vantaggio di
appoggiare Balzani; rappresentano il vecchio' coloro che hanno avuto pressoché
i medesimi ruoli politici, ma sono rimasti fedeli alla Masini. La speranza non
può viaggiare con le gomme sgonfie di personaggi che hanno svilito la nostra
città ed anche per questo mi auguro che il centro destra trovi la maggior
coesione possibile per raggiungere un risultato storico e dare, allora sì, un
vero segnale di cambiamento. Stefano Gagliardi, consigliere provinciale Fi-Pdl
) POLITICA2 Un progetto concreto per voltare pagina MENTRE il Pd dimostra, con
il contrasto virulento tuttora in corso fra il candidato a sindaco e il vecchio
potere di partito, che di democratico in quel consesso c'è ben poco, mentre il
candidato del Pdl cerca di sfruttare l'immagine di Silvio Berlusconi, la città
soffre di un'ipotesi per il futuro che verta sull'effettivo cambiamento di cui
si avverte la profonda necessità. I punti programmatici esibiti dalla Lega, su
molti dei quali i repubblicani concordano senza ulteriori necessità di
approfondimento, la tradizione-modernità e attualità di pensiero dei
repubblicani forlivesi possono offrire ai cittadini di Forlì e dell'intera
provincia un riferimento serio e credibile per un nuovo modo di governare la
città. La crisi economica va affrontata destinando alle imprese, alle famiglie
e ai disoccupati quote di risorse che possano al tempo stesso favorire la
ripresa dello sviluppo e la garanzia per una continuità dei redditi famigliari.
Per fare questo bisogna avere il coraggio di tagliare le spese superflue e
improduttive, eliminando gli enti inutili e la burocrazia. Occorre investire nei punti
nevralgici dello sviluppo e della qualità della vita: infrastrutture ed
eccellenze dei presidi ospedalieri sono due priorità che vanno affrontate
immediatamente. Il sistema bancario deve utilizzare i risparmi dei cittadini
forlivesi per far crescere su questi obiettivi lo sviluppo della nostra città.
Il nostro progetto, che può essere quindi di più forze, sarà non solo la
cartina di tornasole per chi vuole creare condizioni di migliore benessere
nella città, ma anche la vera e grande novità politica di questa campagna
elettorale che sta per partire. Lauro Biondi, consociazione Pri ) DENUNCIA
Giardino Orselli e il palco fantasma FINALMENTE assessore Zelli: lei ha
risposto alla mia interpellanza, Ma non mi ha risposto! Io chiedevo
semplicemente perché nel disegno relativo all'autorizzazione sanitaria n. 533
del 12-09-2007 sono disegnati un palco e una platea da 70/80 sedute nel
giardino Orselli, considerato che nella realtà non mi risulta ci siano né un
palco, né una platea con sedute. Assessore Zelli nella prima (non) risposta che
lei mi ha mandato, ha allegato un disegno sbagliato; nella sua seconda (non)
risposta «Nel riconfermare il contenuto della prima» mi dice addirittura che ha
incaricato la polizia municipale di effettuare un controllo e che l'agente
accertatore non ha rilevato nulla da eccepire. Allora: chiedevo semplicemente
perché in un certo progetto erano disegnati i particolari di cui sopra e lei,
assessore Zelli, di nuovo (non) mi ha risposto. Ma ancora più interessante è
che nonostante le macroscopiche irregolarità che sono sotto gli occhi di tutti,
l'agente accertatore non ha rilevato alcuna irregolarità. Della serie: «ancora
una volta due pesi e due misure». Perciò, mio malgrado, sono per la terza volta
costretto a chiedere ulteriori chiarimenti: perché in quell'autorizzazione
sanitaria sono disegnati un palco e una platea con 70/80 posti? Presenterò una
terza interpellanza in circoscrizione. Andrea Mantellini, consigliere circoscrizione
1 ) DEMOCRAZIA Piantiamo un albero per la Politkovskaja INVITIAMO i sindaci del
territorio forlivese a piantare in ogni comune un albero intitolato ad Anna
Politkovskaya, giornalista russa e attivista per i diritti umani uccisa il 7
ottobre 2006 a Mosca, aderendo alla campagna dell'associazione Annaviva. Anna
Politkovskaja è una donna simbolo dell'impegno professionale per la libertà
d'informazione su cui tutto il mondo deve tenere accesi i riflettori per
esigere dalla giustizia russa una svolta, soprattutto oggi che il processo ha
visto assolti i quattro imputati. Sono oltre 200 i giornalisti morti ammazzati
negli ultimi 15 anni in Russia. La comunità internazionale eserciti tutta la
propria influenza affinchè le indagini sull'omicidio della giornalista
continuino con rinnovato vigore e portino di fronte alla giustizia tutti coloro
che sono coinvolti nell'omicidio, esecutore materiale e mandanti inclusi.
Certamente sgomenta la sentenza perché certifica ancora una volta l'assenza di
un colpevole, mentre giornalisti testimoni di verità continuano a cadere per
aver raccontato gli abusi, le proteste, i diritti civili violati. Maddalena
Mazzoli coordinatrice territoriale e Sara Samorì, coordinatrice comunale dei
Liberal Pd di Forlì Image: 20090311/foto/5156.jpg
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)
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PRIMO PIANO pag. 17
«Basta cause. Si determini un canone equo» MERCATO COPERTO IL COMITATO DEI
COMMERCIANTI CHIEDE AL COMUNE TARIFFE CORRETTE L'ATTO costituente di Unim,
Unione imprenditori Montecatini, nata dall'aggregazione di Confesercenti e
Ascom, è andato in scena nella sala convegni del Credito Cooperativo
Valdinievole con l'elezione del presidente Luciano Masini, del vicepresidente
Claudio Chimenti e dei consiglieri Massimo Porciani, Marco Pellegrini, Paolo
Lencioni e Maurizio Innocenti, oltre a due imprenditori rappresentativi dei
comuni di Massa e Cozzile e Pieve a Nievole. Il nuovo soggetto si definisce
come «una forte associazione a difesa del commercio, del turismo, della piccola
e media impresa». Unim rappresenta a Montecatini, Pieve e Massa e Cozzile 503
soci; sono 27 i dipendenti e i collaboratori nella sede di via Foscolo. Gli
iscritti a Confesercenti provinciale sono 2330. «E' INDISPENSABILE stringersi
dice Riccardo Bruzzani, segretario provinciale di Confesercenti attorno alle
piccole imprese, spina dorsale dell'economia reale e fondamentali per
l'occupazione. Dopo Pasqua, Unim aprirà la sua sede in via Foscolo: i lavori di
ristrutturazione e ampliamento sono quasi conclusi. Produrremo economie di
scala per razionalizzare e unire le professionalità. Un anno fa, quando abbiamo
iniziato il confronto per Unim non giudicammo un azzardo l'investimento da un
milione di euro. Oggi, nella bufera di una crisi profonda, abbiamo un sistema
sano e senza debiti. Agli associati di provenienza Confesercenti e e di
estrazione Ascom diciamo: uniti si può resistere e guardare al futuro con
un'associazione autonoma, indipendente e apartitica». «LA PRIMA richiesta dei
nostri associati dice Maurizio Innocenti, presidente provinciale di
Confesercenti è fare più sindacato; battersi con determinazione per non essere
stritolati da fisco, tasse, burocrazia, crisi dell'economia e dei consumi. Non ci bastano più le
promesse: vogliamo i fatti che invece oggi vedono in alcuni comuni l'aumento
delle tasse e del suolo pubblico». IL NEOPRESIDENTE Luciano Masini, elenca 12
risorse strategiche per uscire dalla crisi: sicurezza (vigilanza di quartiere,
controllo su locazioni, lotta a prostituzione e commercio abusivo);
concertazione istituzionale; revisione tariffe di tributi e servizi; disciplina
del commercio («con il nuovo regolamento del commercio spiega verrà meno il
concetto di comune turistico e con esso la prerogativa dell'apertura in tutte
le festività»); marketing urbano (interventi strutturali per riqualificare
offerta commerciale e fruibilità degli spazi urbani); viabilità e parcheggi
(casello autostradale, passaggi a livello, progetto treno invisibile; piano
soste funzionale all'economia cittadina); ex-Lazzi («vogliamo vedere progetto,
piano finanziario e tempi di realizzazione del parcheggio»); mercato coperto
(portare a compimento il progetto di riqualificazione approvato nel 1999 e
fermo dal 2005); riqualificazione dell'area commerciale Grocco-Salute; Centro
commerciale naturale, in favore degli esercizi di vicinato; Kursaal («il casinò
conclude Masini significherebbe aggiungere qualità all'offerta turistica»).
( da "Nazione, La (Siena)" del 11-03-2009)
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PROVINCIA /
VALDICHIANA / AMIATA / VALD'ORCIA pag. 13 MASSIMO della Giovampaola
( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
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PRIMO PIANO pag. 6 Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard
qualitativi per gli edifici costruit... Il Veneto prevede: ampliamento delle
case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruiti fino al 1989;
agevolazioni fiscali locali; meno burocrazia
( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-11 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Casa, libertà di ampliamento Già pronta la legge veneta Galan
accelera e la giunta regionale licenzia il testo: ora dovrà essere approvato
dal Consiglio: «Le banche facciano la loro parte». Cacciari: «Sono solo spot»
VENEZIA — Ha voluto mettere a tutti i costi la bandierina. E per poter dire
orgoglioso che «il Veneto è arrivato primo », ieri il governatore Giancarlo
Galan ha costretto a una seduta a tappe forzate la giunta. Dopo un'ora la
vittoria: la giunta veneta, prima in Italia, ieri ha approvato all'unanimità il
disegno di legge che recepisce l'imput del governo e rivoluziona l'iter per abbattere,
ampliare e ristrutturare capannoni, case, garage, condomini. Ora la legge passa
all'esame del Consiglio con la forte raccomandazione che si faccia presto,
visto che durerà solo due anni. Galan è fiducioso: «Daremo più libertà ai
cittadini. Chi vuole abbattere per ricostruire case e capannoni più belli avrà
meno vincoli e più vantaggi: l'abolizione di tutte le procedure burocratiche
che si possono abolire. Saranno ridotti i contributi dovuti ai Comuni: ridotti,
ma sarà pur sempre un di più, visto che altrimenti quei soldi non sarebbero
stati spesi. Ora mi aspetto che le banche facciano la loro parte: le
disponibilità generiche non mi bastano più. è vero abbiamo fatto presto, ma non
sono preoccupato: è un intervento che ho concordato direttamente col premier,
non temo il consiglio dei ministri di venerdì». Cosa cambia Partiamo dai
vantaggi. Chi deciderà di mettere mano a un edificio per ampliarlo avrà diritto
al 20% in più di cubatura. Il 30% in più di cubatura sarà concesso per chi
demolisce e ricostruisce edifici costruiti prima dell'89, sia residenziali che
non, il 35% per chi, ricostruendo, lo faccia secondo i criteri della
bioedilizia o prevedendo l'uso di fonti rinnovabili. Poi la
burocrazia. La licenza
edilizia non servirà più, basterà la Dia (la dichiarazione d'inizio attività),
semplificando così di molte le pratiche amministrative per chi deciderà di
mettere mano al proprio patrimonio edilizio. O di «togliere i soldi da sotto il
mattone », come ha sintetizzato Galan. La via veneta alla crisi Galan ne
è convinto. E ne è convinto anche l'assessore all'Urbanistica, Renzo Marangon,
del Pdl. La legge, una volta approvata, sarà un motore per tutta l'economia
legata al comparto: imprese di costruzione, idraulici, piastrellisti e tutto
quel mondo di artigiani in affanno. «Certo, per chi abita in un condominio sarà
più difficile», spiega Galan. E si capisce: difficile mettere d'accordo tutti i
proprietari di un condominio. «La legge è rivolta soprattutto ai proprietari di
case singole — aggiunge Galan — e ai capannoni, perché quello è il nostro
Veneto. Non nei centri storici ma nelle periferie ». Cosa demolire Inutile
domandare a Galan di sbottonarsi sui «mostri» che si potrebbero abbattere: «Ce
ne sono — spiega il governatore — ma non fatemeli dire. Anzi no: in alcune zone
molto belle sono state fatte cose molto brutte. A Baone, per esempio, nella
strada che parte da monte San Giorgio. Ma penso anche a infissi che non
c'entrano niente col nostro territorio, case non intonacate». E nei centri
storici? E a Venezia? Lì decideranno i Comuni sulla conformità degli
interventi. Il sogno E dopo nuove case e nuovi capannoni per il terzo Veneto,
Galan espone il suo sogno: «Fare dei 40mila affittuari del-l'Ater 40mila
proprietari di case. Con una firma. Sto concordando con l'assessore Giorgetti,
che è competente per materia, l'intervento: bisogna trovare il sistema per
smuovere un po' le banche. Critiche e risorse Giusto ieri contro il progetto di
Berlusconi ha tuonato Umberto Bossi, che ha messo in guardia dall'idea che le
nuove case fossero date agli immigrati. «Si tratta solo di annunci — ha detto
ieri il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, prima che la proposta di legge
passasse in giunta — è duro giudicare questo governo proprio perché fa annunci.
Potrebbero essere anche provvedimenti utili, dipenderà da come si articolano e
poi si sa già che sarà demandato alle Regioni, sarà dunque da capire cosa
decidono di fare. Purtroppo siamo nel regno delle possibilità... «Chi critica
forse non aveva letto bene il provvedimento — ha replicato Galan — il timore
che vengano dati agli immigrati? La legge dà semplicemente la possibilità di
ampliare l'esistente o di abbattere e ricostruire. Quanto ai fondi per
incentivarli, non ci sono le risorse per darli. Ma abbiamo già dato molti
vantaggi ». Sara D'Ascenzo (ha collaborato Gloria Bertasi)
( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-03-2009)
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CASCINA / CALCI /
SAN GIULIANO / VECCHIANO pag. 10 Ecco lo sportello Unico' COMUNE
DA SABATO BUROCRAZIA MENO COMPLICATA - SAN GIULIANO TERME - E' STATO presentato
«Unico», lo «Sportello per il cittadino", un nuovo servizio del Comune di
San Giuliano Terme che sarà inaugurato sabato prossimo. «Unico» è un'ulteriore
tappa raggiunta dal programma di legislatura del sindaco Paolo Panattoni che lo
aveva annunciato e promesso nel giugno del 2004. La sua apertura viene
raggiunta con un percorso non semplice di riorganizzazione dei servizi, dei
procedimenti e della struttura organica. La sede provvisoria è stata
individuata in municipio in via Niccolini, 25, in attesa di quella definitiva
nell'ex albergo delle Terme in fase di ristrutturazione dopo l'acquisto nel 2004
da parte del Comune. Con «Unico» l'obiettivo è quello di creare una struttura
che sappia accogliere, informare e semplificare i rapporti. Un Comune che
diventa un po' più amico dei cittadini, dove la burocrazia
fa meno paura, si evita di far passare gli utenti da un ufficio all'altro in
cerca di quello giusto, si riducono le code agli sportelli che diminuiscono
riunendosi tra loro dando più risposte nello stesso luogo e nello stesso tempo.
Sostanzialmente escludendo i servizi per l' impresa, lo stato civile ed
elettorale, tutti gli altri "sportelli" al pubblico saranno riuniti
dentro Unico compreso il protocollo. «Con questo progetto, si vuole favorire
dice il sindaco Paolo Panattoni - la semplificazione delle procedure dei
procedimenti amministrativi, garantire l'esercizio dei diritti di informazione,
di accesso e di partecipazione dei cittadini alla vita del comune, migliorare
la comunicazione interna tra gli uffici».
( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
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CULTURA &
SOCIETA' pag. 29 Soyinka: «Su Bashir io sto con L'Aja» INTERVISTA IL PREMIO
NOBEL di MARIELLA RADAELLI «ANCORA molti pensano che le masse africane non
abbiano gli stessi diritti delle altre e che la parola democrazia non possa
essere proposta in Africa. E' una blasfemia», ci dice il grande scrittore
nigeriano Wole Soyinka (1934), la cui prolifica attività va dalla drammaturgia
teatrale alla poesia, dalla narrativa alla saggistica, dalla sceneggiatura
cinematografica alla diaristica. Primo africano a ricevere il Nobel per la
Letteratura (nel 1986), Soyinka (foto Ap)è sempre stato una voce coraggiosa che
si è alzata per affermare i diritti umani e combattere la fine delle tirannie
nel mondo. Lo abbiamo incontrato a Senago (Villa Borromeo), dove ha
accompagnato la presentazione del libro "Il Castello" (Spirali)
scritto dall'amico Massimo Baistrocchi, l'ambasciatore italiano in Nigeria.
Soyinka, un commento sul mandato d'arresto contro il presidente del Sudan, il
sanguinario Omar Hasam Ahmad al Bashir, emesso dalla Corte internazionale
penale dell'Aja. Soddisfatto? «Sì. La Corte ha agito in maniera assolutamente
oggettiva, in difesa delle vittime, senza distinzione né di razza né di
religione. Ha portato all'evidenza i crimini di Omar al Bashir che è un
criminale ricercato a livello internazionale». Per la prima volta un capo di
Stato in carica è nel mirino della giustizia internazionale. «C'è sempre una
prima volta per tutto». La comunità internazionale è spaccata in due. Cina e
Russia lo appoggiano, come la Lega Araba e persino l'Unione africana. Come può
quest'ultima tacere sul massacro di suoi stessi figli? «E' un'eterna vergogna.
L'Unione africana parla contro un tribunale internazionale che direttamente dal
suolo sudanese ha evidenziato che questi gravi crimini sono stati commessi».
Forse la maggior parte dei membri dell'Unione africana teme lo stesso
trattamento? «Questo è il punto. In rarissime circostanze l'Unione africana ha
agito per rappresentare veramente il benessere e la dignità della nostra gente.
L'Unione africana è solo interessata a mantenere un comportamento disonesto e
immorale. Esprime una solidarietà tra leadership, specialmente se criminale.
Questa sua posizione non è una sorpresa ma una tragedia, una tragedia continua.
L'Africa è mal governata. Solo il Ghana sta mostrando la via». Al di là della
piaga dell'Aids che interessa tutta l'Africa, la meningite nel suo Paese ha
ucciso 333 persone. E i casi registrati sarebbero oltre 5mila. «Sì. La sanità è
un'altra tragedia. C'è tutto un mercato di falsi medicinali
comprati in Cina e in India ma anche fabbricati a livello locale come quello
sciroppo che ha recentemente provocato la morte di quasi un centinaio di
bambini. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Dominano corruzione
e burocrazia».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
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LA PREVIDENZA pag.
25 Assegni sociali, meno burocrazia Dal 1° gennaio si prende come riferimento il reddito dell'anno
precedente di SALVATORE MARTORELLI MILANO SONO IN ARRIVO cambiamenti e non di
poco conto per le migliaia di pensionati che beneficiano delle cosiddette
«prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito» ovvero
assegni sociali, pensioni sociali, maggiorazioni sociali e via dicendo.
Le novità sono contenute nell'articolo 35 del provvedimento che ha convertito
definitivamente in legge il decreto «milleproroghe», approvato il 31 dicembre
scorso. A partire da quest'anno, infatti, per poter vedersi riconosciuti
dall'INPS e dagli altri Enti previdenziali questi benefici, non si farà più
riferimento al reddito dell'anno in corso, ma al reddito dell'anno precedente a
quello in cui si erogano queste prestazioni. In parole povere non si dovrà più
tenere in considerazione il reddito presunto ma quello effettivamente
conseguito l'anno prima. LA SEMPLIFICAZIONE, sia per i pensionati sia per
l'INPS, è assai rilevante ed eviterà la valanga di «indebiti» che si venivano a
creare; queste prestazioni erano, infatti, concesse, come prevedeva la
normativa precedente, sulla base di un reddito che il pensionato, spesso in
assoluta buonafede, presumeva di possedere nell'anno e che, successivamente,
risultava non corrispondente a quello percepito realmente. Il meccanismo
provocava, dopo la richiesta da parte dell'INPS di restituzione delle somme
percepite e risultate non più spettanti, allarme e preoccupazione nei
pensionati interessati e poneva l'INPS in grosse difficoltà nelle azioni di
recupero di queste somme, che spesso divenivano di fatto inesigibili. LE NOVITÀ
La prima è quella che per la liquidazione o la ricostituzione delle prestazioni
previdenziali ed assistenziali collegate al reddito, si farà riferimento al
reddito del titolare e del coniuge (qualora il reddito di quest'ultimo sia
rilevante per concedere o negare la prestazione) percepito nell'anno solare
precedente il 1° luglio di ciascun anno ed avrà valore fino al 30 giugno
dell'anno successivo. FACCIAMO un esempio e prendiamo il caso di una
maggiorazione chiesta all'INPS a settembre del 2009: in questo caso il reddito
da prendere in esame sarà quello del 2008 e varrà fino a giugno del 2010. La
regola varrà, però, solo per le maggiorazioni o i benefici chiesti
successivamente alla decorrenza della pensione; per motivi di equità, infatti, in
occasione della prima liquidazione di una prestazione, il reddito di
riferimento è quello, anche se presunto, dell'anno in corso. Le dichiarazioni
reddituali per mantenere queste prestazioni (per l'INPS sono gli ormai famosi
modelli RED) andranno fatte dai pensionati entro il 30 giugno di ciascun anno.
SE NON SI rispetterà l'obbligo di dichiarare il proprio reddito, le conseguenze
sono pesanti: si riceverà una diffida a comunicare il proprio reddito e la
comunicazione andrà fatta dal pensionato entro 30 giorni dal ricevimento
dell'avviso. Se nonostante ciò si continuasse a fare «orecchie da mercante»,
allora la legge prevede che il pagamento della prestazione venga sospeso dalla
rata di ottobre. NESSUNA conseguenza se ci si mette in regola e si dichiarano i
propri redditi entro il 30 giugno dell'anno successivo: la prestazione verrà
rimessa in pagamento con tutti gli arretrati. Guai, invece, a non rispettare
neppure quest'ultimo termine: in questa ipotesi, infatti, queste provvidenze
verranno rimesse in pagamento ma non si avrà più diritto ad incassare gli
arretrati.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
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AGENDA FIRENZE pag.
30 «Non ho più soldi per la spesa» Disperato appello di una mamma SOLIDARIETA'
NON HO più i soldi per fare la spesa. Lo so, questo problema è uguale a quello
di molte altre persone, a Firenze e in Italia. Ho perso il lavoro e non avrò
neppure la pensione. Da venti giorni sono immobilizzata a letto per un'ernia al
disco. Ho una figlia grandicella, ma che non lavora ancora. Mi sono rivolta agli assistenti sociali, ma ho sbattuto contro la
burocrazia. Sto affrontando
anche il divorzio da mio marito. Resta il problema fondamentale: non ho nè
lavoro nè denaro. Non dico quello per fare benzina, ma quello, esseziale, per
la spesa quotidiana. Ho pensato di rivolgermi al mio giornale e alla mia città.
Il mio telefonino è: 339-4742351.
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
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Non ho firmato
l'appello di Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas pubblicato su
la Repubblica contro il disegno di legge sulla casa proposto dal governo
Berlusconi. Non l'ho firmato perché non penso che si possa risolvere in dieci
righe di buon senso e indignazione una proposta che ha un'articolazione - e
anche una sua potenziale pericolosità - tale da richiedere una risposta più
circostanziata. La forza e i rischi di questa proposta di legge stanno in tre
idee: la prima è di proporre una mobilitazione delle risorse individuali di
migliaia di famiglie e piccoli proprietari capace di arginare la crisi e di
trasmettere una scossa al sistema delle imprese edili italiane. La seconda è di esautorare le burocrazie delle amministrazioni
locali, responsabilizzando al loro posto un'intera categoria professionale,
quella degli architetti e degli ingegneri. La terza è di legare questa
mobilitazione individualista all'opportunità di rinnovare anche dal punto di
vista della sostenibilità ambientale uno stock edilizio ormai desueto e
divoratore di energia. Bene, liquidare tutto questo come
liberalizzazione del mercato e anarchia progettuale rischia di essere una
semplificazione. Innanzitutto perché si interpreta come rischio di una prossima
deregulation quella che invece è, da tempo, una pratica consolidatissima ed
estesa di trasformazione del territorio italiano. Qualcosa che attorno a noi è
già accaduto, e spesso nel rispetto delle norme dei piani regolatori. Ma
andiamo: basta girare le periferie italiane attraversando quel pulviscolo di
edifici solitari e ammassati che ormai ovunque le circonda, per capire che ciò
che ha scosso questi territori, li ha cambiati, rigenerati, a volte distrutti -
più e oltre che i grandi interventi di speculazione promossi dai grandi
costruttori - è stata una moltitudine di piccole trasformazioni che hanno
assecondato i bisogni e i desideri di una società frammentata e prepotente.
Migliaia di interventi per allargare un magazzino, sopralzare un appartamento,
sigillare un balcone, ricavare un bagno; migliaia di trasformazioni che,
legalmente o abusivamente, dalla Brianza al Casertano, dalla Riviera romagnola
alle Puglie, hanno riscritto intere porzioni delle nostre città. E, quasi
sempre, al miglioramento delle condizioni di vita privata delle famiglie è
corrisposto un sensibile peggioramento della qualità dello spazio pubblico
esterno. Ma proprio l'estensione geografica (si potrebbe dire geopolitica) di
queste dinamiche, la loro sostanziale indifferenza alle norme urbanistiche, ci
dicono che oggi oltre che richiamare con forza il rispetto di poche regole di
difesa del paesaggio, non possiamo evitare di chiederci come orientare in modo
non deterministico questa energia diffusa e potente. E magari imparare a orientarla,
senza pretendere di governarla a colpi di gratificanti petizioni di principio.
Se c'è qualcosa che non va in questa legge, non è il proporre incentivi diffusi
a chi interviene migliorando il proprio spazio di vita; è che questi incentivi
andrebbero dati a chi - seguendo un'idea di immobiliare sociale - invece di
costruire nuovi edifici si preoccupa di recuperare in forma di abitazioni ad
affitti calmierati quelle centinaia di migliaia di appartamenti vuoti che un
esercito di piccoli proprietari (per paura del prossimo e sfiducia nelle
autorità) preferisce non affittare piuttosto che rischiare di perdere. Una
risorsa straordinaria, che da sola potrebbe risolvere la questione abitativa di
molte città italiane. Se c'è qualcosa che non va in questa legge non è solo che
rischia di cementificare ulteriormente il paesaggio, ma piuttosto il fatto che
non si preoccupa di premiare - anche con significativi incentivi volumetrici,
come ha fatto il Piano Paesaggistico del 2005 della Regione Sardegna - chi
interviene per riqualificare un edificio o uno spazio aperto a contatto con le
aree di maggior pregio ambientale. Perché costruendo meglio, rispondendo alle
esigenze di chi vive, evitando di consumare nuovo suolo verde, si protegge e
valorizza il paesaggio italiano. Se c'è qualcosa che non va in questa legge non
è che mobilita in modo frammentato le risorse individuali delle famiglie
italiane, ma che non lo fa abbastanza; e così rischia - in assenza di una
politica nazionale di sostegno agli investimenti in edilizia sociale - di
favorire solo i grandi gruppi immobiliari che ancora dispongono di liquidità.
Se davvero, noi architetti, vogliamo contribuire alla discussione sulle
proposte di legge del governo sulla casa, sarà bene lasciare da parte i nostri
sogni di ordine e autorità, e cominciare a fare i conti con quello che - ci
piaccia o no - è già accaduto nei territori del nostro Paese.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2009)
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Provincia di Nuoro
Pagina 5017 Orosei. Gli imprenditori Ponte militare subito per salvare la
stagione turistica Orosei.. Gli imprenditori --> Anas e Regione hanno
garantito la ricostruzione del ponte di Sa Minda spazzato via dall'alluvione,
entro giugno. Ma conoscendo i tempi della burocrazia, l'Associazione delle piccole
e medie imprese del nuorese e gli associati della Baronia, promotori del
vertice tenuto in prefettura, non nascondono una certa dose di scetticismo. La
stagione turistica è ormai alle porte, a Pasqua si dovrebbe partire con il
primo test di stagione. «Il decreto d'urgenza per appaltare la
ricostruzione del ponte è stato firmato il 6 marzo e se consideriamo i tempi
che occorrono per la pubblicazione dell'appalto ed eventuali intoppi forse nel
mese di luglio inizieranno i lavori - lamenta Gianfranco Seddone, direttore
dell'Apan - per questo motivo chiediamo la posa in opera di un ponte temporaneo
da parte del Genio militare». Ma la richiesta di un intervento dell'esercito
non può essere accolta in quanto è stata già avviata la procedura d'urgenza ha
spiegato il prefetto vicario, Franca Cocco. Sulla gestione dell'emergenza è
intervenuto il sindaco di Orosei Gino Derosas, l'unico primo cittadino presente
all'incontro (assenti quelli di Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai), il quale ha
spiegato come i ritardi sarebbero da imputare allo Stato che ha nominato
soltanto un mese fa il commissario per l'emergenza calamitosa. Ma il ritardo è
stato compensato da un procedimento d'urgenza che in un periodo di dieci giorni
prevede la gara d'appalto con la pubblicazione e l'affidamento dell'incarico.
«Se i tempi non venissero rispettati - precisa il primo cittadino - è prevista
anche la realizzazione di un ponte Bailey (costituito di elementi modulari)».
In alternativa il collegamento tra Orosei e le frazioni è stato ripristinato
attraverso due strade campestri, pericolose e transitabili a fatica in entrambe
i sensi, inoltre è stato aperto un ponticello sulla spiaggia di Fuile 'e Mare
che non permette il traffico pesante. Il ponte militare è la soluzione
individuata da imprenditori e residenti per superare l'emergenza a prescindere
dagli esiti o meno di una gara d'appalto lampo. Ignazio Poggiu ha promosso una
petizione popolare tra gli abitanti delle frazioni di Sos Alinos, Cala Ginepro,
Sas Linnas Siccas e Cala Liberotto, circa 600 persone senza mezzi pubblici e i
servizi più elementari, dallo scuolabus agli uffici postali: «Abbiamo i
militari del Genio guastatori di Macomer - dice - basterebbero dodici ore per
costruire un ponte e l'Anas avrebbe tutto il tempo per costruire il ponte di Sa
Minda». MARIA BONARIA DI GAETANO
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-03-2009)
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Spettacoli e Società
Pagina 10238 A tu per tu con Sabina Guzzanti, la settimana prossima a Sassari e
Carbonia con ?Vilipendio Tour? «Il bello dello show? Il rischio querela» A tu
per tu con Sabina Guzzanti, la settimana prossima a Sassari e Carbonia con
?Vilipendio Tour? --> Arriva il ciclone Sabina Guzzanti con Vilipendio Tour
, lo spettacolo che porta in giro dallo scorso novembre. Due le date sarde,
entrambe in Palazzetti dello sport: venerdì 20 marzo a Sassari e sabato 21 a
Carbonia, organizza Shannara. A cinque anni (era il 2004, all'Anfiteatro
Romano) da Raiot e ispirato alle ultime vicende politiche e sociali italiane,
il nuovo show «sarà più ricco, più spettacolo». Cioè? «Ci sono parti di
monologo su cui si inseriscono vari personaggi, ci saranno poi dei video
satirici ma anche balletti e musica. Una sorta di fotografia su quello che ci
accade intorno. Prende spunto dalla manifestazione dello scorso 8 luglio a
Piazza Navona». Che le ha dato qualche problema. «Mah. Quando si mettono in
scena esperienze di libertà e di sfida a tabù e ipocrisie è normale».
Rischio-querele anche in questo spettacolo? «Il bello è proprio questo. Anche
se va detto che prima di dire qualsiasi cosa mi documento molto». A proposito
di querele. Con l'onorevole Carfagna a che punto siamo? «A un punto morto. Nel
senso che lei mi ha querelato in sede civile ma non penale. Io a mia volta ho
fatto una controquerela nei suoi confronti. Roba che durerà anni». Sono volate
parole grosse «Il mio attacco più che essere contro la Carfagna era contro chi
le ha permesso di diventare ministro della Repubblica senza alcuna ragione.
Quindi contro il presidente del Consiglio che l'ha proposta e anche di critica
nei confronti di Napolitano che ha firmato». Ci risiamo... «La responsabilità è
però anche della sinistra. Se Berlusconi esiste è perché dall'altra parte non c'è
qualcosa da dire e da proporre. Hanno continuato a inseguire l'elettorato della
destra, tradendo il proprio. Una debacle prevista e prevedibile, ormai sono a
pezzi». Ma il Pd, un unico grande partito di sinistra, non è una buona idea?
«Si, le persone che hanno lavorato alla costruzione di quel percorso erano in
buona fede e credibili. Solo che poi in lista sono stati
presentate le cariatidi della vecchia burocrazia Ds e della Dc. Non voterò quel partito per nessuna ragione». Un
po' come molti dello zoccolo duro: gli operai. «In giro per l'Italia mi capita
di vedere, anche nei paesini più piccoli del nord, convocazioni di assemblee
popolari, dibattiti organizzati dai leghisti. Quello che un tempo faceva
la sinistra: il contatto col territorio e la gente. Questo non vuol dire che
voterò Lega, naturalmente». La satira in tv? «Non voglio né posso dir nulla sui
colleghi. Anche perché la tv, essendo inqualificabile, la guardo veramente
poco». Non è troppo pessimista? «No, in realtà si avverte, in paesi migliori del
nostro, quelli ancora vivi ,una voglia di cambiamento. La crisi dimostra che un
certo modo di intendere la nostra civiltà, fatta solo di commercio e prodotti,
è stata fallimentare» Mentre in Italia... «Secondo me ci troviamo in una
situazione pericolosa, con una illegalità diffusa e assoluta». Come si consola?
«Sto leggendo Gramsci, una gloria sarda. Il quotidiano fondato da Gramsci,
L'Unità, purtroppo attraversa un periodo di difficoltà. Vabbé, questa é la
risultante di tutto un partito andato a puttane, quindi...». GIUSEPPE CADEDDU
( da "Metronews" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il governo rilancia
l'edilizia, Simpsons senza tetto uscito su Metro il 11/03/2009 Lascia il tuo
commento! La crisi dei mutui e delle case arriva persino a strangolare la più
famosa famiglia americana. Nell?ultima puntata trasmessa dalla Fox, i Simpsons si
vedono togliere la loro celeberrima villetta per non aver più potuto pagare il
loro mutuo. Intanto in Italia aggiungere stanze, alzare soffitti, coprire
terrazze sarà più semplice. Il Piano casa del governo, che venerdì sarà
all?esame del Consiglio dei Ministri, punta a rilanciare l?economia stimolando
l?edilizia. ( foto Ap) Case, com?è facile ampliare Il piano straordinario per
l?edilizia sta prendendo forma. Venerdì sarà sul tavolo del Consiglio dei
Ministri. L?idea del governo è quella di rilanciare l?economia partendo da una
serie di stimoli per l?edilizia. IN CONCRETO i Comuni potranno autorizzare, in
deroga ai piani regolatori, l?ampliamento di edifici abitativi fino a un
massimo del 20% del volume: per aggiungere stanze, alzare soffitti e coprire terrazze.
Le case realizzate prima del 1989 potranno inoltre essere ricostruite con una
cubatura aumentata del 30%, che sale fino al 35 se si sceglie la bioedilizia
con un?attenzione particolare da parte dei proprietari degli immobili al
risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Il piano prevede il rispetto dei
vincoli ambientali, storici, paesaggistici, architettonici e culturali e il
divieto di ampliare edifici abusivi. Per chi ristruttura saranno previsti anche
sconti fiscali e oneri di urbanizzazione più bassi. Fra le novità ancora allo
studio del governo c?è anche l?abolizione del permesso di costruire, sostituito
da una perizia giurata del progettista. Pratiche molto più snelle, meno burocrazia e norme più flessibili in un piano casa che,
comunque, fa già discutere. (LAURA PONZIANI)
( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Occorre tutelare il
potere d'acquisto Fermo Bracalente lancia dunque il dibattito sul trasferimento
all'estero da parte di numerosi imprenditori. I motivi sono
noti: la manodopera costa meno, la burocrazia pone meno vincoli. Un processo partito nel Nord-Est e poi a mano
a mano spostatosi anche verso Sud, quindi verso le Marche. Il problema maggiore
non è tanto la ricaduta sulla produzione quanto la lenta ma inesorabile
ricaduta sul potere d'acquisto delle maestranze. Il lavoro precario e il
taglio ai salari hanno frenato il consumo con effetti dirompenti in una
economia incentrata sulle calzature. Occorre una brusca inversione di tendenza.
( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Spinazza, problema
convenzione naccio @@Pachino denuncia ritardi burocratici. Valvo, sindaco di
Noto: «La bozza l'abbiamo preparata noi» I programmi del commissario Margherita
Rizza su Marzamemi rischiano di essere ritardati dalla burocrazia e dalle lungaggini del comune
netino. Il commissario infatti, a seguito anche di alcune sollecitazioni del
prefetto, ha stilato la bozza di convenzione con il comune netino, bozza che
comprenderebbe sia la gestione del traffico lungo l'intero lungomare Spinazza
sia la gestione dei servizi nella fascia di terra adiacente alla borgata di
Marzamemi. La convenzione, (da qui anche l'interesse della prefettura
alla questione) andrebbe a risolvere molti problemi per i residenti marzamesi
«sfrattati» dal borgo marinaro e dalla terra del ciliegino e catapultati a
Noto. Mentre enti quali l'Asl hanno già ratificato un'intesa secondo la quale i
cittadini di Marzamemi in territorio di Noto non pagheranno le prestazioni
sanitarie elargite dalla guardia medica turistica che ogni anno viene aperta
nella frazione, il comune netino invece non ha ancora siglato l'intesa con
Pachino, ed i tempi si annunciano lunghi. La convenzione infatti richiede un
passaggio consiliare e nonostante la riunione del civico consesso netino sia
prevista per il prossimo 25 marzo, l'ordine del giorno non ricomprende
l'accordo per Marzamemi. Secca la replica del sindaco Corrado Valvo che sulla questione
ha dichiarato: «La bozza di convenzione l'abbiamo preparata noi e non Pachino,
poiché è nostra volontà fornire i servizi. Pachino invece unilateralmente l'ha
modificata chiedendo di acquisire i proventi delle multe. Tutto questo è al
vaglio dei nostri legali per verificare se tecnicamente sia possibili. Dunque
il ritardo non dipende certo da noi. Inoltre, -ha precisato il sindaco Valvo-
ho chiesto al presidente del consiglio di fare un odg aggiuntivo proprio per la
seduta consiliare del 25 marzo». Ma il malcontento da parte dei residenti
cresce sempre più. Sono in tanti infatti coloro che possiedono delle abitazioni
in territorio di Noto e che lamentano i mancati interventi della città barocca
nei territori ad alta vocazione turistica lontani dal suo interesse immediato.
Un esempio per tutti è il guasto dell'impianto di illuminazione del lungomare
Spinazza nonostante più volte i residenti abbiano evidenziato il cattivo
funzionamento di quel tratto di illuminazione realizzato grazie ad una
compartecipazione tra la provincia regionale di Siracusa, il comune di Noto ed
il comune di Pachino. «L'incuria di Noto, -ha dichiarato un cittadino residente
nella contrada- è tale che non si manda neppure un elettricista ad alzare un
salvavita che si è staccato. In questo modo Noto rischia di vanificare anche
gli interventi economici della provincia e del comune pachinese». Salvatore
Marziano
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Contravvenzioni, il
60 per cento non le paga Il sindaco: «Non so se dipenda dalla crisi o dalla
mancanza di volontà. Ma ciò ci comporta un doppio lavoro» Mercoledì 11 Marzo
2009, Cordenons Delle multe comminate nel 2008 gli automobilisti indisciplinati
ne hanno pagate meno del 40 per cento. Eppure sono gli stessi cordenonesi che
in occasione delle assemblee di quartiere chiedono «più multe», per favorire la
sicurezza sulle strade. Ma a chi domanda, lamentandosi, una maggiore presenza
di vigili in strada, gli amministratori ora fanno notare «che se il senso
civico dei cittadini che vorrebbero il rispetto delle regole fosse pari a
quello di chi riceve le contravvenzioni e le paga in tempo utile, non ci
sarebbero agenti impegnati a notificare e a lavorare nella burocrazia richiesta dalle multe
insolute». Non sembra essere dello stesso parere Luca Busetto, comandante della
polizia comunale, il quale dà sì atto del tempo che un agente perde per
notificare e verificare la riscossione delle multe comminate, «ma - aggiunge -
è anche vero che l'attività 2008 è aumentata per tutti quanti gli ambiti,
eccetto che per le contravvenzioni. Quelle rilevate sono tante quasi quante
quelle dell'anno precedente (841 multe nel 2008, 863 nel 2007)». A distrarre le
forze dalla strada è tutta una serie di controlli ulteriori. Gli abusi edilizi,
per esempio, sono aumentati tanto da richiedere un agente dedicato prettamente
alla ricezione di esposti e segnalazioni e agli accertamenti del caso. «Senza
dimenticare - tiene a sottolineare Busetto - che il rapporto tra vigile e
abitanti è di uno su mille 850, invece che uno su mille, come dovrebbe. In
Aster, poi, su 34 mila cittadini, c'è un vigile per mille 888 abitanti. Se non
siamo presenti in maniera visibile e massiccia sul territorio non è soltanto
perché siamo impegnati nella riscossione coattiva". Il personale sta per
essere incrementato di un'unità». Chi riceve la multa ha sessanta giorni di tempo
per pagarla. Se non provvede a farlo i vigili procedono con l'iscrizione in
ruolo della contravvenzione e, per poter spedire la cartella esattoriale, sono
necessari altri controlli e verifiche anagrafiche. In caso di diversificazione
tra conducente e proprietario dell'auto, le verifiche raddoppiano così come il
tempo da dedicare alla pratica. Questa la procedura richiesta da più del 60 per
cento delle multe 2008. «Difficile dire se le insolvenze siano riconducibili al
periodo di crisi o alla mancata volontà - ha commentato il sindaco Carlo
Mucignat - ma le sanzioni non pagate richiedono un sacco di lavoro». Simona
Basile
( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Legge veneta per
l'edilizia, Galan batte Roma sul tempo Il governatore: «Col premier siamo già
d'accordo. Ora si voti presto, per gli interventi agevolati c'è una finestra
breve, due anni di tempo» Mercoledì 11 Marzo 2009, Venezia Palazzo Balbi batte
Palazzo Chigi. Prima ancora che il Consiglio dei ministri approvi il piano casa
(lo farà venerdì), la giunta regionale del Veneto licenzia il disegno di legge
che, dai paesi di montagna del bellunese fino alle periferie di Venezia,
consentirà aumenti di cubature dei fabbricati, demolizioni e ricostruzioni di
case e capannoni con più di vent'anni, snellimenti delle procedure
burocratiche. Avviene tutto in mattinata e nell'arco di un paio d'ore: visto
che il testo di legge regionale tutto sommato era pronto, anziché presentarlo
ai colleghi di giunta nella consueta seduta del martedì e poi prendersi una
settimana di pausa, il governatore Giancarlo Galan decide di accelerare. In fin
dei conti, spiega poi Galan ai cronisti, questo è un provvedimento «concordato»
proprio con il premier: «Con il governo, meglio, con il presidente del
Consiglio - perché le cose continuo a farle con lui o con Letta - abbiamo
pensato a qualcosa per rilanciare il settore edilizio e che vada incontro ai
cittadini». Il fatto che Palazzo Chigi affronti la questione dopodomani è un
dettaglio: «Lo Stato darà qualche direttiva che da parte nostra sarà
assolutamente rispettata perché l'abbiamo studiata assieme», dice Galan. Di lì
a poche ore, da Roma giungerà la conferma dello stesso premier che il piano
casa sarà varato proprio venerdì. Con una assicurazione di Berlusconi: «Nessuna
cementificazione, sarà un piano di buon senso». Giancarlo Galan, che al fianco
ha l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon, sintetizza il testo di legge. «Primo: ci sarà una assoluta abolizione della burocrazia». Per l'aumento delle
cubature del 20%, per intenderci, basterà una Dia, la Dichiarazione di inizio
attività. Ma chi potrà usufruirne? «È chiaro che la legge funzionerà di più per
le abitazioni singole, con i condomini sarà più difficile. Ma nel Veneto
ci sono più case e casette che non palazzoni». Aggiunge: «È anche in incentivo
per l'economia, così la gente tira fuori i soldi da sotto il materasso».
Mattoni e nuove tecnologie: «Butti giù vecchi capannoni e li ricostruisci,
ampliandoli, con le nuove tecniche». L'ambiente, sottolinea il governatore,
sarà salvaguardato: tutti i vincoli e le tutele esistenti non si toccano. Oneri
finanziari a carico della Regione: zero. E a chi già contesta la diminuzione
degli oneri di urbanizzazioni a favore dei Comuni, Galan risponde con una
battuta: «Sì, i Comuni prenderanno minori contributi, ma non avrebbero preso
niente senza questa legge, perché se non costruisci non hai gli oneri di
urbanizzazione». E comunque, aggiunge Marangon, questa è «una risposta, la via
veneta, alla crisi economica». Approvata all'unanimità dalla giunta veneta, ora
il disegno di legge passa all'esame del consiglio regionale. L'auspicio di
Galan è che venga licenziato in tempi stretti: «Tra l'altro stavolta ho notato
meno fanatismo ideologico, il sindaco di Vicenza Achille Variati per esempio ha
preso una posizione intelligente». E le perplessità della Lega? «In giunta la
Lega ha votato a favore. C'è questa preoccupazione per cui sarebbero case per
immigrati: ma che c'entra? Se io dò il permesso per costruire due stanze in più
che c'entrano gli immigrati? Forse non avevano ancora letto il testo». Marangon
spera in una approvazione in aula prima dell'estate: «Anche perché altrimenti
perderebbe senso, questa norma ha due anni di validità, fino al 2010». E il
governatore confida anche un altro progetto: «Fare in modo che le 40mila
persone che pagano un affitto per abitare in una casa dell'Ater possano
diventare con una firma proprietari dell'abitazione. E su questo le banche
devono fare la loro parte». Dagli alleati di governo (regionale) plausi
all'iniziativa: «Mi auguro che il Veneto possa ancora una volta fungere da
apripista con questo interessante, intelligente, innovativo progetto di legge»,
dice Antonio De Poli (Udc). Leonardo Padrin, Forza Italia, ha già inserito il
disegno di legge con l'intero articolato nel suo sito Internet. Ma Franco
Frigo, consigliere regionale del Pd, è di tutt'altro avviso: «Tanto fumo e poco
arrosto». Alda Vanzan
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La chimera Adsl:
20mila persone ancora "isolate" Un leopardo. Si presenta così la
provincia di Parma, con le lenti della copertura Adsl. La linea veloce per
internet, per il 5 per cento della popolazione telefonica (dati Telecom), circa
20 mila persone, è ancora una chimera. Ultima tecnologia disponibile: Isdn,
ossia poco più del «paleolitico» 56k, i modem degli albori di internet, quando
le pagine si aprivano a scatti e servivano giorni per scaricare file audio o
video. Se le cose in città vanno bene, con il 99 per cento dei telefoni
raggiunti dalla possibilità dell?allacciamento all?Adsl, è fuori dal perimetro
urbano, specialmente in alcune frazioni pedemontane anche molto popolate, che
si registrano i maggiori problemi. Le ragioni del digital divide, la
discriminazione tecnologica fra zone veloci e zone lente, ha radici tecniche e
risvolti economici non indifferenti. In tema di competitività, ad esempio: una
piccola azienda nel comune A, ha costi minori e potenzialità maggiori, di
quella a pochi chilometri, nella frazione B, costretta a connessioni infinite e
bollette da capogiro. L'Adsl arriva nelle case attraverso il doppino
telefonico; questo però non è sempre agevole: dipende dalla qualità del rame
dalla distanza dalla centrale. Telecom potrebbe intervenire, aggiornando le
centraline: ma non essendo più il gestore monopolista, deve garantire l?accesso
alle strutture agli altri operatori. Quindi perché investire e poi concedere un
piedistallo prezioso alla concorrenza? E quando non ci sono
inconvenienti tecnici, ecco il bastone della burocrazia: alcuni comuni verrebbero incontro ai privati per dividere gli
oneri degli investimenti necessari, ma Bruxelles considera queste forme di
finanziamento pubblico come veri e propri «aiuti di Stato». Quindi in contrasto
con le norme in materia di libera concorrenza. Un cane che si morde la
coda: per garantire una formale libertà di concorrenza, si ammazza quella
sostanziale. La Provincia sta cercando soluzioni alternative all?inerzia del
gestore privato, con tecnologie che spostano la banda dalla terra (dorsali
telefoniche) all?aria: tra queste Hiperlan, sistema che «spilla» il segnale
dove è disponibile da bocchettoni in fibra ottica lungo le dorsali, e lo
diffonde via etere con un sistema di ponti radio. Tutto parte da un?intesa con
la Regione, un anno e mezzo fa. Enìa, società incaricata dai due enti, sta
realizzando la struttura per allacciare zone distanti da Parma che Telecom,
altrimenti, non avrebbe mai raggiunto. Missione compiuta in Valtaro e Valceno -
con l?eccezione di punti bui, non «visti» dalle onde: tallone d?Achille di
Hiperlan - e entro due mesi anche in Valparma. L'articolo completo e altri
servizi sul problema a Scurano e a Collecchio sono sulla Gazzetta di Parma in
edicola oggi.
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Più cemento e 5.000
nuove case Le linee guida del piano-edilizia ROMA - Silvio Berlusconi l'ha
annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri di venerdì. "Avrà
effetti straordinari sull'edilizia" ha detto domenica il premier. Ora il
piano-casa da 550 milioni sembra essere pronto. Fonti parlamentari anticipano
le linee guida: una stanza in più per ogni abitazione; via libera
all'abbattimento di vecchi edifici; sconti sulle tasse per ottenere dai Comuni
il permesso di costruzione. E poi la costruzione di cinquemila nuovi
appartamenti e la possibilità per un milione di inquilini di riscattare la casa
popolare in cui abitano. Dopo una serie di riunioni a Palazzo Grazioli con il
presidente del Consiglio, la "rivoluzione" dell'edilizia è pronta,
trascritta in una legge quadro di trenta cartelle. Già qualche Regione di
centrodestra annuncia la propria adesione al progetto. Oltre al Veneto, anche
la Sardegna si dice favorevoli alle nuove norme e la Lombardia annuncia un
intervento a breve. Ecco le misure chiave del testo. Un milione di nuovi
proprietari, 5.000 alloggi. L'obiettivo del governo è quello di costruire
cinquemila nuove alloggi popolari, ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni
interessate dal piano considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare
gli immobili popolari in cui vivono, potrebbero essere un milione di inquilini.
Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un
tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di
edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta.
Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo
di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60%
nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all'esonero del
contributo nel caso di uso di bioedilizia. Richieste entro 2010. La richiesta
di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo
studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso
in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in
contiguità con il fabbricato esistente. Demolizioni e ricostruzioni. Gli
edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard
qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono
essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%.
Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia è relativa alla superficie
coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con l'utilizzo di
tecniche di bioedilizia. All'interno di questo capitolo, poi, si starebbe
ragionando sulla possibilità di rendere l'area originaria non edificabile nel
caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa. Rispetto del
paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e
divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta su sanzioni -
Multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi
interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino a
immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e la possibilità
che l'accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale
estinguano i reati. Arriva certificato di conformità. Il ddl abolisce il
permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità
giurata da parte del progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di
denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia
libera. Camera di conciliazione. Via libera alla
valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di
una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi.
Meno burocrazia per le
procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di
tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15
( da "KataWebFinanza" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pi cemento e 5.000
nuove case Le linee guida del piano-edilizia ROMA - Silvio Berlusconi l'ha
annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri di venerd. "Avr effetti
straordinari sull'edilizia" ha detto domenica il premier. Ora il
piano-casa da 550 milioni sembra essere pronto. Fonti parlamentari anticipano
le linee guida: una stanza in pi per ogni abitazione; via libera
all'abbattimento di vecchi edifici; sconti sulle tasse per ottenere dai Comuni
il permesso di costruzione. E poi la costruzione di cinquemila nuovi
appartamenti e la possibilit per un milione di inquilini di riscattare la casa
popolare in cui abitano. Dopo una serie di riunioni a Palazzo Grazioli con il
presidente del Consiglio, la "rivoluzione" dell'edilizia pronta,
trascritta in una legge quadro di trenta cartelle. Gi qualche Regione di
centrodestra annuncia la propria adesione al progetto. Oltre al Veneto, anche
la Sardegna si dice favorevoli alle nuove norme e la Lombardia annuncia un
intervento a breve. Ecco le misure chiave del testo. Un milione di nuovi
proprietari, 5.000 alloggi. L'obiettivo del governo quello di costruire
cinquemila nuove alloggi popolari, ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni
interessate dal piano considerando anche gli interventi di ricostruzione. A
riscattare gli immobili popolari in cui vivono, potrebbero essere un milione di
inquilini. Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere
ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le
altre tipologie di edifici la soglia del 20% in riferimento invece alla
superficie coperta. Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il
cosiddetto contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto
che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura
arrivare all'esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. Richieste
entro 2010. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre
2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilit di realizzare un
edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente
possibile realizzarlo in contiguit con il fabbricato esistente. Demolizioni e
ricostruzioni. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano
adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di
conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della
cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia relativa
alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con
l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. All'interno di questo capitolo, poi, si
starebbe ragionando sulla possibilit di rendere l'area originaria non
edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa.
Rispetto del paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e
paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi.
Stretta su sanzioni - Multe per i casi pi lievi e per contro una stretta delle
sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento
operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e
la possibilit che l'accertamento di conformit e quello di compatibilit ambientale
estinguano i reati. Arriva certificato di conformit. Il ddl abolisce il
permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformit
giurata da parte del progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di
denuncia di inizio attivit, la rimodulazione degli interventi di edilizia
libera. Camera di conciliazione. Via libera alla
valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di
una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi.
Meno burocrazia per le
procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di
tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15
( da "ITnews.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
(Adnkronos) - ''Se
si vuol fare qualcosa per uscire dalla crisi - sottolinea il presidente
nazionale della Cidec, Agostino Goldin - e' necessario favorire l'accesso al
credito da parte delle piccole e medie imprese italiane. La contrazione dei
prestiti alle imprese e' oggi non piu' un rischio ma una vera e propria
minaccia, senza dubbio l'ostacolo principale alla crescita''.
( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
ROMAGNANO
SESIA.VEDOVATO E BORIOLI NEL CANTIERE Tangenziale pronta entro fine anno
[FIRMA]PAOLO USELLINI PRATO SESIA La costruzione della tangenziale procede a
passi spediti: l'apertura sicuramente entro fine anno. L'annuncio dal
presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato. e dall'assessore
regionale ai Trasporti, Daniele Borioli. Ieri hanno guidato la visita al
cantiere del primo lotto della tangenziale di Romagnano Sesia. Collegherà
quest'abitato con l'imbocco di Grignasco. «Un'opera complessa - ha sottolineato
Vedovato - che sta procedendo molto velocemente. Così come l'iter del secondo
che collegherà la regionale 142 dei Laghi con il casello autostradale dell'A26
Voltri Sempione ai confini con Ghemme». Borioli: «E' un'infrastruttura della
quale finalmente vediamo concretizzarsi i tanti documenti
passati al vaglio della burocrazia in questi anni». E' ancora Borioli ad annunciare che «sarà dato
brevemente il via a un altro gioiello che collegherà Novarese e Vercellese,
ossia la Pedemontana»: la Regione passerà infatti ad avviare il bando di gara
per la ricerca del promotore finanziario intorno alla metà di aprile «e questo
permetterà all'intero territorio - continua Borioli - di presentarsi
degnamente all'Expo 2015, evento unico per il Piemonte, soprattutto per le aree
a ridosso della Lombardia». Alla visita erano presenti il sindaco di Prato,
Simonetta Rossi e i colleghi di Romagnano Sesia, Carlo Bacchetta, e Grignasco,
Claudia Vinzio). C'erano i tecnici della Provincia, quelli della «Lis» che ha
in appalto l'opera e rappresentanti della commissione viabilità di Palazzo
Natta. «In questi anni - ha aggiunto Vedovato - molto si è fatto per la
Provinciale della Valsesia, che verrà a breve restituita ormai del tutto
rinnovata e capace di ospitare le migliaia di vettura e mezzi pesanti che su di
essa circolano». Un altro annuncio dal presidente Vedovato: «Nei prossimi
giorni partirà l'appalto per la costruzione della bretella a scorrimento veloce
che eviterà l'abitato di Fara: anche in questo caso, come per Romagnano, c'è
l'apporto finanziario e tecnico della Regione». Tornando alla cosiddetta
«variante» di Romagnano Sesia, va rilevato che si tratta di uno dei più
importanti cantieri stradali realizzati in questi anni dalla Provincia. Il
primo lotto, partito nel settembre 2007, sarà completato entro fine 2009 con un
costo complessivo di 24.500.000 euro; il lotto comprende anche la galleria di
600 metri che passa sotto la Prato-Cavallirio. Il secondo lotto dei lavori
ammonta a 14.500.000 euro: approvato il progetto definitivo, sono in corso le
procedure per l'esproprio delle aree interessate. Entro la metà del prossimo
mese di maggio gli espropri saranno completati e si procederà all'appalto con
la formula dell'«appalto integrato».
( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Bond argentini, una
banca condannata al risarcimento Una sentenza "pilota" La Cassa di
risparmio di Vignola costretta a restituire al cliente la somma investita e
anche gli interessi Contratto azzerato e cliente risarcito sino all'ultimo
centesimo. E' questo l'esito di una sentenza pilota che non mancherà di
diventare un caso da manuale anche a livello nazionale visto che i protagonisti
sono un piccolo risparmiatore che ha comprato bond argentini e una banca
modenese, la Cassa di Risparmio di Vignola. Qualche tempo il protagonista della
vicenda, F.D., si rivolge con fiducia all'istituto di credito per mettere al
sicuro una cifra relativamente bassa, poco più di 40 mila euro, con un
rendimento interessante. I funzionari propongono le obbligazioni di Stato dell'Argentina,
con la formula classica che ha invogliato tante persone: «Si è mai visto una
nazione che dichiara bancarotta?» Puntualmente invece c'è stato il tracollo
dell'economia in Sudamerica e i bond argentini sono diventati carta straccia;
di qui il tentativo in tutte le sedi dei risparmiatori di rientrare in possesso
dei capitali che erano stati prestati con tanta fiducia. Questa volta a Modena
i giudici Domenico Pasquariello ed Eleonora De Marco hanno accolto
integralmente le tesi dell'avvocato Eugenio Forni per conto del risparmiatore
che si è sentito defraudato dei suoi diritti. Ieri la sentenza è stata
depositata e la Cassa vignolese è stata obbligata a considerare risolto il
contratto, a riprendersi i bond che aveva intermediato e a restituire all'ex
cliente l'intera cifra che era stata versata oltre agli interessi e al
pagamento delle spese legali e processuali. La novità quindi sta nel fatto che
questo riconoscimento arriva in una sentenza. Già nel recente passato alcune
associazioni di consumatori, come il Codacons, hanno ottenuto in via
extragiudicziale, dopo serrate trattative, la restituzione integrale di quanto
versato per l'acquisto di bond argentini. E su questo tema c'è sempre stata
grande attenzione anche da parte delle associazioni dei consumatori
che hanno unito le forze e messo insieme diversi modenesi che si sono ritrovati
con lo stesso amaro problema: risparmi azzerati per la bancarotta di un paese.
Questa sentenza servirà certamente anche a chi fino ad ora non ha ancora
trovato giustizia e sta aspettando i tempi della burocrazia per provare a recuperare quanto perso. (s.c.)
( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Roberto Curto Nel
Feltrino la crisi viaggia a tripla velocità Pagano dazio il settore edile e
l'occhialeria Curto: «Ripartire dal Parco e dal territorio» FELTRE. La maggiore
contrazione di aziende e la più alta flessione di occupati. Al momento, nel
settore dell'artigianato è il Feltrino a pagare il conto più salato alla crisi
economica. Il resto della provincia non sta bene, ma il nostro territorio è un
malato da curare. Eppure qualche rimedio c'è. Se l'edilizia e l'occhialeria
segnano a fine 2008 un decremento di occupati rispetto allo stesso semestre
dell'anno precedente, rispettivamente del 14 e del 17,9 per cento, ci sono
altri settori come l'impiantistica e la metalmeccanica che registrano segni
più. Insomma, la situazione è difficile, ma qualcosa si muove e il presidente
provinciale degli artigiani, Luigi Curto, guarda al territorio, alle sue
bellezze e ai suoi prodotti gastronomici, come una risorsa anche occupazionale
«per creare un turismo di qualità a basso costo che ha la potenzialità di
attirare il pubblico soprattutto nei fine settimana». La tendenza negativa
colpisce anche il manifatturiero e i servizi. L'occhialeria, presente
soprattutto nel Basso Feltrino, è la categoria che soffre di più, seguita a
ruota dall'edilizia, anche se si dovrà attendere la fine della sospensione
invernale per valutare pienamente i riflessi della contrazione della domanda.
«Bisogna puntare al recupero delle case nei centri storici», afferma Luigi
Curto, «con un occhio alla bioedilizia, al fotovoltaico. Sono settori nelle
quali cittadini e imprese possono trovare delle opportunità con la possibilità
di accedere ai contributi». Altro dato riguarda i settori abbigliamento e
meccanica, che da metà gennaio manifestano gravi difficoltà sul fronte degli
ordini. Una forte contrazione dell'occupazione si registra anche nei servizi
alla persona e partire dal prossimo trimestre è previsto il manifestarsi di una
contrazione dei fatturati. Da gennaio a oggi l'Unione artigiani di Belluno ha
assistito complessivamente, a livello provinciale, 56 aziende nell'accesso alle
procedure di sospensione e disoccupazione: il 36 per cento di queste aziende,
per un totale di circa sessanta addetti, appartiene all'area feltrina. Dal 2005
al 2008 la Provincia è scesa da 5855 imprese artigiane a 5647. In pratica 208
in meno. Di queste 50 - quasi il 25 per cento - aveva la sede a Feltre. Tempi
duri anche per le maestranze straniere che attualmente compongono una fetta di
lavoratori scesa al di sotto del 10 per cento mentre in Valbelluna, Cadore e
Agordino supera ancora l'11 per cento e si presenta maggiormente stabilizzata,
con buoni riflessi sull'integrazione. Proprio gli stranieri sono i primi a
pagare il momento difficile. Si tratta di un'occupazione con maggiore
precarietà, legata soprattutto al settore delle csotruzioni e fortemente
connessa con i flussi giornalieri della fascia pedemontana trevigiana da dove
viene pescata parte della manodopoera. Non necessariamente, quindi, la perdita
di questi posti di lavoro significa obbligatoriamente una particolare ricaduta
di tipo sociale sul nostro territorio. Il presidente dell'Unione artigiani
sprona soprattutto i giovani a farsi trovare pronti non appena l'economia darà
segnali di risveglio: «Bisogna che le nuove generazioni riscoprano lo spirito
di sacrificio per il lavoro. Questo vuol dire rivalutare le scuole
professionali che sono un'opportunità. Mi viene in mente la richiesta di
estetiste che ha spinto la nostra organizzazione ad organizzare un corso apposito.
Penso al Parco Dolomiti Bellunesi, a Feltre intesa come città d'arte, al suo
sistema museale, all'albergo diffuso. Puntare sul territorio che non è
delocalizzabile, sulle nostre specialità agroalimentari. Chi ha capacità e
buona volontà può costruirsi ancora una buona carriera lavorativa». Infine una considerazione generale: «Attualmente la burocrazia pesa per il 20-22 per cento
sull'attività delle imprese. Con queste percentuali», conclude Curto, «diventa
tutto più difficile anche nei periodo in cui l'economia tira. Ovvio che adesso
tutto si ingigantisce».
( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 12/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano La Lega Nord frena sul
piano per la casa Bossi chiede garanzie sulla tutela del territorio e su
eventuali facilitazioni per gli immigrati Il leader della Lega Umberto Bossi
ROMALe linee guida del piano edilizia del Governo sono pronte e ora dunque non
resta che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo è portare domani in
Consiglio dei ministri un disegno di legge «cornice», ma ciò non toglie che
oggi si siano registrati i primi dubbi circa la possibilità di rispettare il
timing. Il timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere più
tempo del previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il via
libera. Difficoltà tecniche che si saldano con quelle politiche: la Lega
infatti frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del
Carroccio Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi. Due le preoccupazioni
principali, spiega sempre il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del
territorio. Anche il Pd, dice il segretario Dario Franceschini, prima di
giudicare vuole «vedere concretamente» le carte. Perché, spiega, se è giusto
«far lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la
qualità dei centri storici». Il malumore leghista però, a quanto si apprende,
sarebbe stato originato più dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da
parte del premier che da dubbi sul pacchetto di misure. E proprio con
l'obiettivo di sbloccare l'impasse in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto
sentirsi al telefono. Fatto sta che a metà pomeriggio il Senatùr spiegava che
«la telefonata chiarificatrice non c'era ancora stata». Per fare il punto sulle
novità e cercare di incassare il consenso degli alleati il presidente del
Consiglio ha comunque presieduto una serie di riunioni alle quali ha
partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il progetto è
quello di procedere su due livelli: preparare un testo da proporre alle Regioni
che poi intendono adottarlo e al contempo rivedere la normativa sulla materia
di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno di legge. Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione»
immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono
edilizio senza argini sono però state previste sanzioni più severe delle
attuali per chi intacca i beni vincolati. Prevista anche la possibilità
che i Comuni facciano veri e propri sconti fiscali a chi sceglie di ampliare la
propria abitazione e a chi decide di demolire vecchi e malandati edifici.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Fatto del
giorno Per il centrodestra «è uno scippo» Olbia, l'assessore Zanchetta (Pd)
parla di sciopero generale OLBIA. Nell'aula del consiglio provinciale si
respira aria unitaria. A cementare le opposte fazioni, la sottrazione dei fondi
per la Sassari-Olbia. Uno «scippo» secondo gli esponenti di destra e di
sinistra, che vale una battaglia comune. In via Nanni c'erano tanti sindaci del
territorio, quasi tutti i consiglieri regionali, e il neo assessore regionale
Sannitu. Tanta contrarietà soprattutto nel centrodestra, i cui esponenti
esprimono imbarazzo ma anche rabbia e voglia di reagire. Il via lo dà il
sindaco di Olbia Giovannelli, che parla di furto nei confronti della comunità
gallurese, seguito dal consigliere provinciale del Pdl Giuseppe Fasolino, che
si autosospende dal partito in attesa di buone nuove. Zanchetta, assessore
provinciale del Pd, propone invece uno sciopero generale. Pietrina Murrighile,
presidente della giunta provinciale, ha aperto la seduta ricordando che «i
soldi per la Sassari-Olbia rappresentavano una sorta di piano di rinascita per
la Gallura ma anche per il nord Sardegna. Lo sconcerto arriva dal fatto che i
patti non sono stati rispettati». Poi, la presidente aggiunge che «due giorni
fa ho ricevuto l'invito per una conferenza di servizi a Roma per discutere sul
lotto 0 della Sassari-Olbia, la bretella di 3 chilometri per saltare la salita
di Saccargia. Ieri tutto è stato annullato». La burocrazia aveva, evidentemente, fatto
il suo corso, ma le decisioni del Cipe hanno cancellato con un colpo di spugna
qualsiasi atto annesso e connesso sulla strada. «Possiamo parlare di scippo -
ha detto duramente Giovannelli, sindaco Pdl -, di promesse non mantenute.
Cosa avrà la Gallura come risorse compensative per ospitare il G8? La Sassari-Olbia
è sparita, e anchele opere collaterali, come lo spostamento della ferrovia.
Diciamo, ora, che non siamo più disposti ad abbassare la testa. Quando
arriveranno altre richieste legate al G8, io mi metterò di traverso». Di furto
parla anche Matteo Sanna, assessore regionale confermato del Pdl, dando «la
disponibilità a partecipare alla manifestazione di Oschiri». Anche Renato Lai
(Pdl) è sulla stessa linea. «Un furto - dice -. Ora, dopo le promesse
elettorali, c'è solo imbarazzo. Ma ricordiamo che, dopo lo smantellamento del
servizio delle ferrovie lungo la Olbia- Sassari, l'unica possibilità di aiutare
i cittadini e quella di fornirgli una strada adeguata». Il consigliere
provinciale Fasolino dice di essere amareggiato e di aver deciso di «autosospendersi
dal Pdl, in attesa di risposte. Ora sono imbarazzato, perché le promesse sulla
Olbia-Sassari le ho usate anche io in campagna elettorale». Pierfranco
Zanchetta si congratula con i «rivali» del centrodestra. «Mi fa piacere che si
parli di scippo. Ma ora, come si dice, occorre assicurare gli autori del furto
alla giustizia. C'è anche il fatto che nel Pdl qualcuno ha continuato a parlare
di 4 corsie sulla Olbia-Palau, ora non ci sono i soldi manco per questa strada.
Comunque propongo la mobilitazione generale e anche, vista la presenza dei
sindacati in questa aula, lo sciopero generale. In mattinata un altro alto
esponente del Pdl, il senatore Sanciu, aveva consegnato l'interrogazione al
Senato indirizzata a Berlusconi, Matteoli e Bertolaso. Un atto che riassume
tutta la vicenda e chiede al governo, viste le decisioni del Cipe, come verrà
realizzata la nuova Olbia-Sassari. Bella domanda, no? (en.g.)
( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
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Pagina 7 - Economia
Il varo del ddl governativo previsto per domani potrebbe slittare. Via i
permessi e ravvedimento operoso Piano casa, primi dubbi della Lega Lombardia
pronta a seguire il Veneto Le regioni potranno ampliare il volume e ricostruire
Sconti fiscali e sanzioni più dure PAOLA COPPOLA ANDREA MONTANARI ROMA -
Stretta sulle sanzioni, certificazione giurata del progettista invece del
permesso di costruire, meno burocrazia e tempi più stretti: ecco i punti chiave del piano per
l´edilizia a cui sta lavorando il governo, la "legge quadro" che
domani dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri. Anche se è possibile che
il via libera slitti di qualche giorno per mettere a punto i dettagli del
pacchetto e sciogliere le riserve dell´alleato leghista. Ieri Bossi ha
espresso ancora dubbi sul provvedimento per quanto riguarda il nodo immigrati e
la tutela del territorio: «Vogliamo vedere bene cosa ha in mente Berlusconi»,
ha detto. Ma la "rivoluzione" per sostenere l´edilizia va avanti, e
si muove su due livelli. Mentre i tecnici del governo lavorano alla legge
quadro, parallelamente, il tema è all´ordine del giorno anche alla conferenza
Stato-Regioni: oggi alle Regioni sarà proposta una bozza di ddl simile a quella
discussa da Berlusconi e Galan e approvata dalla giunta regionale del Veneto.
Ogni Regione potrà decidere se farla sua. Il consenso della Sardegna c´è, la
Lombardia ha annunciato un intervento a breve. «è una bella idea che può
mettere in moto l´indotto», ha chiarito Formigoni. L´ "Intervento
regionale a sostegno del settore edilizio e per promuovere l´utilizzo di fonti
di energia alternative e rinnovabili" prevede che le abitazioni private
potranno essere ingrandite fino a un tetto del 20% del volume. I Comuni
potranno scegliere di ridurre il "contributo di costruzione",
previsto per l´ampliamento, del 20%. Se si tratta di prima casa invece lo
"sconto" può arrivare al 60%. Prevista la possibilità di realizzare
un ampliamento separato dal fabbricato, e fissata una scadenza (fine 2010) per
presentare la richiesta di modifica. C´è la cosiddetta "rottamazione"
per palazzi vecchi: gli edifici pre-1989, non soggetti a forme di tutela,
possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento del volume del 30%, fino
al 35% se si usano tecniche di bioedilizia. Se si costruisce su un´area diversa
da «quella occupata dal fabbricato demolito - si legge nella bozza - dovrà
essere gravata da un vincolo di inedificabilità o ceduta all´amministrazione
comunale per essere adibita a verde pubblico o a servizi». Fissati paletti
rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici, e il divieto di ampliare
immobili abusivi. Punta a semplificare le procedure e a tagliare i tempi la
"legge quadro" del governo che dovrebbe modificare il testo unico
dell´edilizia e il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Tra le novità:
confermata l´abolizione del permesso di costruire, sostituita con una
certificazione di conformità giurata del progettista e la creazione di una
Camera di conciliazione presso i Comuni. Per evitare che le norme si
trasformino in un condono sanzioni più severe per chi interviene sui beni
vincolati. è allo studio anche il "ravvedimento operoso": per i casi
meno gravi potrebbe essere immaginata l´estinzione per l´illecito e la
possibilità che accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale
estinguano i reati. Infine il piano vuole semplificare le procedure per il
rilascio dell´autorizzazione paesaggistica.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«È IN ATTO IL GRANDE
ASSALTO MA C'è UN'ANIMA IN OGNI LUOGO CHE CI AIUTERà» L'Italia sarà salvata dai
"giardinieri di dio" Gli appunti del reporter diventano uno
spettacolo-denuncia contro la spoliazione TERRITORIO MINACCIATO di MICHELE
MELONI TESSITORI Un grido di allarme contro il grande assalto ai territori,
spolpati di ogni risorsa, preda dell'imbroglio globalizzato. Un grido di
speranza perché l'Italia è piena di resistenti, i giardinieri di dio,
depositari dell'anima dei territori, capaci ancora di salvarci dalla
spoliazione. Paolo Rumiz, reporter e narratore, approda al teatro con questo
tema apocalittico, da nuovo millennio, frutto del suo minuzioso lavoro di
cronista che ha percorso in lungo e in largo il Paese e il centro-Est Europa.
La leggenda dei mondi naviganti (premio Grinzane Montagna e Chatwin), romanzo
di viaggio lungo le salite e i sentieri tra le Alpi e gli Appennini, è infatti
divenuto uno spettacolo che andrà in scena oggi, alle 21, al Teatro Pasolini di
Cervignano. «Non è un'idea mia, ma di Roberta Biagiarelli (autrice della
riduzione teatrale e attrice, ndr) che ha la stessa mia visione partigiana
circa la scrittura al servizio del paesaggio. Entrambi gridiamo nel deserto il
nostro allarme per l'eclissi dei territori e delle identità, coscienti che
viviamo il momento del grande assalto alle ultime ricchezze del pianeta
Italia». Tutto - spiega Rumiz - va nella direzione dell'esaurirsi delle
risorse, «con un premier che chiede poteri eccezionali per mettere discariche e
nucleare dove vuole lui; con allarmi, come quello degli immigrati clandestini,
inesistenti, allo scopo di non farci vedere qual è il vero dramma, cioè che ci
stanno mangiando la merenda». «Questa ricerca di poteri assoluti, questa enfasi
sui nemici alle porte, questo occultamento dei problemi reali attraverso un
bombardamento mediatico, ci hanno rimbecilliti tutti; e anche la presenza di
un'opposizione allo sbando fa sí che non ci si accorga che soprattutto in
montagna si gioca l'ultima partita di una grande rapina: dall'acqua, all'aria
(l'eolico invade indecentemente ogni angolo piú bello), all'ultima terra
pulita...». Dello spettacolo in scena al Pasolini Rumiz parla come di «un buon
apprendistato alla conoscenza dell'Italia che non è sulle tv, una grande
costellazione federata di diversità insultata dai centralismi ora romano, ora
papalino, ora fascista, fino a quest'epoca di imbroglio globalizzato». Il
dramma - denuncia - è che questa costellazione di diversità «invece di fare
rete crede di difendesi arroccandosi ciascuna nel proprio fortilizio,
condannandosi alla dissoluzione». Mai come oggi avrebbe invece bisogno di
«cantare in coro». Perché, secondo Rumiz, «il Paese sta andando a grandi balzi
verso il federalismo irresponsabile in cui non i popoli, ma
le burocrazie delle varie province e regioni chiedono di avere licenza
illimitata di spesa e di sperpero. La Jugoslavia è crollata cosí, non a caso
inventandosi una questione etnica per non pagare il dazio del fallimento».
Invece ci vorrebbe un federalismo responsabile «alla tedesca, con uno stato
leggero, ma che c'è e dà regole». Rumiz sembra, dunque, vestire i panni
dello scrittore militante, fortemente ideologico: «Diciamo che il libro nasceva
dal desiderio di percorrere territori ignoti, perché gli italiani non hanno mai
conosciuto male il Paese come in questi anni che ci tengono incollati agli
studi tv, mentre nessuno rappresenta piú il paesaggio. Volevo provare
l'implicito godimento di scoprire un'Italia semideserta e semisconosciuta. A
questo si è agganciata la parte militante». Lo spettacolo rivela ancor piú le
ragioni di questa missione: «Sono andato alla ricerca degli dei alla macchia.
Perché io credo che nel territorio se ne nascondano. Nel dio uno dei territori
si cela anzi un politeismo che si esprime soprattutto attraverso i dialetti, le
lingue, le voci, i profumi, la cucina. Roberta (Biagiaretti, ndr) e il suo
compagno di scena hanno colto molto bene che in questo viaggio non si cercano
tanto le persone, i luoghi, ma ciò che sta loro dietro, l'anima dei territori.
Il paesaggio non è il luogo, ma ciò che il questo mi dice: è il genius loci.
Quindi è un dio, un piccolo dio che mi conquista, che mi parla attraverso
lunghezze d'onda misteriose che si perpetuano. Di fronte allo strepito della
contemporaneità questi dei si sono ritirati alla macchia, sono diventati dei
partigiani. Io sono convinto che al momento giusto salteranno fuori per dirci
come uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati». In scena, dunque «si
mandano anche segnali di speranza, perché l'Italia è piena di straordinari
personaggi resistenti, quelli che io chiamo i giardinieri di dio». Sono le voci
di Rigoni Stern, di Bonatti, di Guccini, di Capossela. «Ma in scena si avverte
anche il grande silenzio dell'Appennino tosco-emiliano, con i suoi animali
mitologici, orsi, balene fossili, elefanti annibalici, perché, lungi
dall'essere sistematico, il mio è stato un viaggio alla ricerca dell'anima dei
luoghi». Ma, viene da chiedere, ci potrà pur essere una globalizzazione buona?
«Certo. È quella che consente di mettere in rete la diversità. In Italia, però,
assistiamo a una globalizzazione di rapina, per un'indecente combutta tra
piccola politica e piccola burocrazia. Un esempio? La
pastorizia, massacrata da divieti igientistici che rendono impossibile a
qualsiasi giovane praticare questo mestiere antico come il nostro Paese e
aprono le porte senza regole alle carni importate dalla Nuova Zelanda, ai
centri commerciali immensi e deficitari che uccidono l'anima dei luoghi. A me
fa male al cuore vedere anche i friulani affluire a migliaia nei week-end in
zona centri commerciali invece di andare a cercare i prodotti sulle loro
colline, in montagna, nella Bassa. In questo la Slovenia è molto piú avanti di
noi. E in Francia un pastore con 120 pecore vive e manda i figli
all'università». Ci pensi anche il presidente della nostra Regione, Renzo Tondo
- dice Rumiz lanciando un appello alla politica - «lui che è un montanaro, uno
che dieci anni fa mi aprí gli occhi sui mali di pancia delle periferie. Guardi
questo spettacolo e il degrado in cui siamo precipitati. Rifletta sulla scelta
della bella Donata di Lauco che ha mollato la banca in fondo valle per andare a
mungere vacche in quota: è un monumento alla resistenza».
( da "Tirreno, Il" del 12-03-2009)
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AVEVA DETTO
Pianificazione sbagliata pochi servizi, prezzi alti "Ritroviamo il gusto
dell'ospitalità, sennò per noi diventa dura" L'intervista a Sergio
Andreucci, due giorni fa, è stata un terremoto sul mondo del turismo maremmano.
Consigliere di Ascom, membro della giunta camerale e del cda del Far Maremma,
rappresentante provinciale della Fiavet, la federazione italiana delle agenzie
di viaggio, ma soprattutto imprenditore di primo piano, Andreucci ha tracciato
un quadro impietoso della situazione del turismo. Ecco cosa aveva detto.
Cattiva promozione. "La spinta a fare una promozione polverizzata, senza
coordinamento, è un retaggio che ci portiamo dietro da anni, senza che l'Apt
sia mai riuscita a cambiare lo stato delle cose. Ogni comune, ogni Pro loco, ha
un proprio piano di promozione. E le strutture si muovono in ordine
sparso". Fiere inutili. "Si lavora e si investe senza criterio. Le
istituzioni continuano a puntare su fiere, rassegne e mostre, nonostante le
indagini di settore di quelle stesse istituzioni dicano che soltanto lo 0,3%
dei turisti che soggiornano in Maremma viene intercettato così. Mentre oltre il
30% ha come mezzo di informazione Internet" Unire mare e entroterra.
"Chi vuole il mare, solo il mare, oggi sceglie altri luoghi, a prezzi più
accessibili. Noi possiamo offrire molto di più, invece non riusciamo a mettere
a sistema la spiaggia con ciò che sta alle spalle della spiaggia, che è
straordinario. Bisogna ripensare tutta l'organizzazione dell'offerta turistica
locale: prezzi, qualità e quantità dei servizi". Cosa non va. " Stagioni troppo corte (per carenza di servizi), imprenditori
gravati dalla burocrazia e
dalle spese. E poi i prezzi: un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza,
in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona.
Stessa cosa in Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro.
Con servizi di elevata qualità". Il senso dell'ospitalità. " Abbiamo
perso il senso dell'ospitalità. Individuare luoghi ordinati, con buoni servizi,
puliti, funzionanti è un'eccezione. Io, quando porto dei turisti a giro per la
Maremma, evito di percorrere alcune strade, di frequentare alcuni siti, perchè
farei una pessima figura. Mi vergogno. Il passaparola positivo, che è il
veicolo pubblicitario più efficace, non riusciamo ad innescarlo".
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)
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Pagina 0 - Cagliari
Invalidità, guerra alle pratiche lumaca Servizio di medicina legale e informatizzazione contro la burocrazia Il primo passo dell'Asl è stato quello di accorpare il servizio
a Villa Clara CAGLIARI. Da un anno il portatore di handicap che deve ottenere
la certificazione del suo stato e anche l'invalidità civile non fa più due
istanze e due visite: la commissione dell'Azienda sanitaria lo vede una volta
sola per una doppia richiesta presentata in una domanda unica, è la
commissione a stendere due verbali e a far prendere strade diverse alle due
pratiche. Poi i locali delle visite: non sono più sparsi nella città ma
radunati nel complesso di Villa Clara «pieno di parcheggi». Il fiore
all'occhiello, però, ancora non c'è ed è facile prevedere quale possa essere: i
tempi rapidi per chiudere le pratiche di invalidità civile e riconoscere
l'handicap. a pagina 21
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2009)
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I SINDACATI DI
CATEGORIA CRITICANO LE INIZIATIVE STATALI E COMUNALI E TORNANO A SOLLECITARE
INTERVENTI STRUTTURALI «I bonus non bastano per evitare l'impoverimento dei
pensionati» La proliferazione dei bonus ha un senso politico ben preciso. Da
una parte, nascondono la riduzione di diritti, di strutture e servizi pubblici
e dall'altra hanno lo scopo di vincolare il consenso di singoli individui
obbligandoli a compilare moduli e moduli di domande. Per inquadrare
compiutamente la logica dei bonus, è necessario tener presenti il «libro verde»
del ministro Sacconi e la politica dei tagli alla spesa pubblica messa in atto
dal Governo in settori fondamentali per la tenuta dello stato sociale: sanità,
scuola, enti locali, etc . In materia di sanità, tra i tagli e il nuovo modello
sociale proposto con il libro verde, viene di fatto a cadere la concezione
stessa di tutela universale e pubblica del diritto alla cura della salute che è
stato alla base dell'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. La
prospettiva è di ritornare alle «mutue». Il ministro Sacconi auspica «una
maggiore diffusione della previdenza complementare e dei fondi sanitari
complementari...» e sostiene che «lo sviluppo del pilastro privato
complementare è un passaggio essenziale per la riqualificazione della spesa e
la modernizzazione del nostro welfare». Il progetto è dunque di trasformare lo
stato sociale in assistenziale-caritatevole, scaricando sulla persona e sulla
famiglia la responsabilità di trovare sempre più nel privato le risposte ai
propri bisogni. In questo quadro, i bonus servono soltanto a monetizzare, in
modo del tutto inefficace e provvisorio, i diritti negati su salari, pensioni,
sanità, assistenza, etc. La social card, tanto propagandata è stata un
fallimento. Tanti requisiti, congegnati apposta per escludere, hanno ristretto
la già marginale platea di beneficiari. La complicazione del suo utilizzo oltre
a essere umiliante è un ulteriore limite per fruire concretamente dell'aiuto
promesso. Al 15 gennaio solo un terzo del milione e 300 mila carte promesse dal
ministro Tremonti erano effettivamente caricate. Non sappiamo se nei prossimi
mesi la carta avrà la copertura finanziaria per essere confermata. Il bonus famiglia
contiene molte contraddizioni. Gli importi «una-tantum» sono insignificanti
rispetto alla grave situazione di impoverimento dei redditi delle famiglie di
lavoratori e pensionati, acutizzata dalla crisi. In particolare il bonus di
maggior valore, mille euro per la non autosufficienza, inizialmente limitato ai
nuclei familiari con presenza di figli a carico portatori di handicap, anche
con la recente interpretazione che lo riconosce per il coniuge o altri
familiari a carico portatori di handicap, esclude di fatto molti anziani soli
non autosufficienti e comunque esclude le situazioni nelle quali il familiare
non è a carico fiscalmente. Per capire questa tortuosa impostazione bisogna
leggere la relazione tecnica di accompagnamento al decreto n. 185/2009. La
relazione contiene una stima dei potenziali beneficiari del bonus calcolata
sulla base delle dichiarazioni dei redditi. Per la non autosufficienza prevede
88 mila beneficiari e, di conseguenza, stanzia una certa somma. I numeri reali
della non autosufficienza sono però molto diversi: 2,5 milioni nel Paese, 350
mila solo in Lombardia. È interessante comparare il bonus di 200 euro per i
pensionati single con reddito fino a 15.000 con la penalizzazione fiscale sugli
aumenti della perequazione: una pensione di 15.000 euro nel 2008 paga 150 euro
di Irpef in più nel 2009. Su di noi, sindacati dei pensionati, si è scaricata tutta la burocrazia inventata dal Governo; abbiamo accolto una moltitudine di
persone affannate, disorientate, umiliate, deluse, con le quali abbiamo però
avuto anche la possibilità di parlare delle nostre critiche e delle nostre
proposte per un aumento strutturale di pensioni e salari. Ai bonus
nazionali, si aggiungono il buono famiglia della Regione Lombardia e, a
Brescia, non solo il bonus bebè, ma anche il bonus anziani. Tutti questi hanno
in comune una caratteristica «odiosa»: la discriminazione sulla base della
cittadinanza e/o della residenza pluriennale. Il genitore che chiede il buono
famiglia della Regione Lombardia deve essere cittadino italiano o comunitario,
cittadino straniero con carta di soggiorno o permesso di soggiorno di lungo
periodo. Per ottenere il bonus anziani del Comune di Brescia è richiesta la
residenza di almeno 10 anni nel territorio del capoluogo. Con un comunicato unitario
le segreterie Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Brescia hanno criticato
duramente l'iniziativa assunta dal Comune sui seguenti punti di merito: il
bonus (da 600 a1200 euro) esclude una vasta platea di persone anziane in quanto
è riservato a ultra75enni e solo a coloro che hanno pensioni con base
contributiva, escludendo quelle di tipo assistenziale (assegni e pensioni
sociali); lo stanziamento di 8.400.000 euro, spalmato in tre anni, rischia di
creare liste di attesa dal momento che gli ultra75enni a Brescia sono circa 22
mila e molti di loro hanno un reddito ISEE nel limite stabilito di 12 mila
euro; la residenza di almeno 10 anni è un requisito - sicuramente mirato ad
escludere i pochi cittadini immigrati ultra75enni - che però penalizza di fatto
molti bresciani che per lavoro, avvicinamento ai figli, o altri motivi si sono
spostati dalla città verso la periferia e viceversa. Criteri e modalità messi
in atto dalla nuova maggioranza del Comune di Brescia sono assolutamente
inaccettabili e rischiano di annullare una lunga esperienza di negoziazione
sociale con la quale i sindacati dei pensionati hanno contribuito a costruire
una serie di interventi a favore della popolazione anziana in termini di aiuti
economici ma anche di servizi sociali. Rispetto all'ultimo protocollo,
sottoscritto con il sindaco Corsini e l'assessore Capra, ben 1.500 anziani
saranno esclusi perchè non hanno 75 età, ma resteranno escluse anche tutte le
persone con pensioni di tipo assistenziale. Un insulto a tante donne e uomini,
che subiranno un'esclusione inammissibile. Una discriminazione che non possiamo
accettare, che mette in discussione il nostro ruolo di rappresentanza sociale:
di conseguenza valuteremo unitariamente una risposta sindacale.
( da "Finanza e Mercati" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'It di Obama che
parla in swahili da Finanza&Mercati del 12-03-2009 RAFFAELE MASTROLONARDO È
nato a Nuova Delhi, è cresciuto in Tanzania, ha messo piede per la prima volta
in Usa a 11 anni. La sua prima lingua è lo swahili. Barack Obama non lo
ammetterà mai, ma è anche per questo che il 5 marzo scorso lo ha nominato
Federal Chief Information Officer (Cio), in pratica il responsabile
dell'informatizzazione della macchina burocratica americana. In una carica così
simbolica un presidente che ha puntato su un'immagine brillante e tecnologica
doveva scegliere qualcuno che fosse sulla stessa lunghezza d'onda, anche
antropologicamente. E pochi lo sono più di Vivek Kundra: infanzia cosmopolita,
giovane età (34 anni) e dipendenza da BlackBerry e iPhone. Chiedere ai suoi
ex-collaboratori, abituati a ricevere e-mail alle 3 del mattino e durante i
weekend. Dalla sua poltrona di Cio dell'America Kundra dirigerà la
pianificazione strategica degli investimenti It e supervisionerà la spesa
tecnologica federale. Roba da 71 miliardi di dollari l'anno, cifra che rende il
governo Usa il maggior acquirente di tecnologia al mondo e il giovane Vivek una
delle figure più temute e riverite dai grandi fornitori It. Obama lo ha
presentato come colui che «porterà l'impegno ad abbassare i costi delle
operazioni governative». Lui, il giorno stesso della nomina, ha fatto tremare i
polsi di molte aziende che vivono di commesse federali. «Il governo - ha detto
- deve diventare serio e duro con quei fornitori che non producono risultati».
Poi, tanto per far capire come la pensa sul costume universale di «mungere» la
vacca pubblica con contratti lucrosi e progetti It dal ritorno
sull'investimento non proprio strabiliante, ha aggiunto: «Faremo qualcosa
contro l'alto tasso di insuccesso nell'It governativo». Altrove, in fondo, lo
ha già fatto. A Washington, dove dal 2007 ha ricoperto la carica di chief
technology officer, ha individuato iniziative fallimentari per 25 milioni di
dollari e ha reindirizzato questi soldi altrove. Proprio nella capitale si è
costruito quella fama di manager pubblico innovativo che ha suscitato
l'attenzione del presidente. Internamente, per esempio, ha promosso l'uso di
Google Apps, la suite per la produttività di Mountain View fruibile
completamente online. Anche sul fronte del rapporto tra amministrazione e
cittadini Kundra ha fatto scelte originali. Sotto la sua direzione, l'Office of
the Technology Officer di Washington ha lanciato Digital Public Square, portale
che riassume la filosofia di Kundra sull'uso della rete da parte di un ente
pubblico. Il sito raccoglie servizi che spaziano dal crimine ai parcheggi ma, soprattutto,
mette a disposizione di chiunque dati e codice necessari per riutilizzare
quelle informazioni in nuove applicazioni e mash-up. In questo modello di
governo elettronico, ha spiegato nel suo blog Andrea di Maio, analista di
Gartner, l'amministrazione pubblica «socializza informazioni e servizi e
incoraggia, invece che combattere, la creazione di nuovi modelli di erogazione
dei servizi». Tra le prime iniziative di Kundra come Cio degli Usa, non a caso,
ci sarà il lancio di Data.gov, sito che raccoglierà tutte le informazioni
federali. Questa inondazione, secondo Kundra, produrrà grandi benefici sociali
ed economici come già accaduto con la pubblicazione dei dati dell'Human Genome
Project o le informazioni dei satelliti militari oggi usate nei sistemi Gps.
Nel sua esordio pubblico ha fatto capire che promoverà il social networking tra
agenzie governative e punterà sul cloud computing per facilitare la
condivisione della potenza di calcolo tra dipartimenti. Sul software, si è
definito «pragmatico», e dunque aperto all'utilizzo di programmi open. Per riuscire nell'impresa Vivek dovrà superare lobby e resistenze
di una burocrazia sempre
gelosa delle proprie informazioni. Ce la può fare? Come nel caso del suo boss,
c'è da sperare di sì. Per il mondo dell'It pubblico, dopo anni di fallimenti,
sarebbe un evento storico.
( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
NOALE:
LA BUROCRAZIA Pensione per animali, mille ostacoli Un giovane veterinario: «Ci
provo dal 2006, mi prendono in giro» NOALE. Vorrebbe aprire una pensione per
cani e gatti ma per ora si è visto solo chiudere le porte in faccia. Colpa
della burocrazia ma solo. E' la storia di Andrea Tavella, 33 anni di Noale,
veterinario dal 2003. Convive da alcuni anni con la sua ragazza e come tanti
ragazzi di questi tempi non ha un lavoro stabile. Ha sì una ditta individuale,
collabora con l'Asl 12 e un ambulatorio veterinario di Trivignano. Ma vorrebbe
fare un salto di qualità, e per questo, già dal 2006, ha pensato di aprire una
pensione per cani e gatti. Ha bussato alle porte di tutti i Comuni del Miranese
ma lui ci terrebbe ad aprirne uno tra Noale e Martellago, anche per una
questione di comodità e di clienti, che potrebbero arrivare da Mestre. Per
avere il via libera dall'Asl 13, serve l'ok da parte del Comune ma la burocrazia ci mette lo zampino. «Gli ambulatori di
veterinaria - spiega Tavella -, se appena aperti, fanno fatica ad avviarsi.
Così ho pensato a una pensione per cani e gatti. Una struttura con due
prefabbricati: il primo da 120 metri quadrati per una dozzina di gatti, il
secondo da 140 metri quadri per altrettanti cani, con un piccolo ambulatorio
per possibile emergenze. Inoltre dovrei costruire una piccola casa per me. Ma
per fare ciò, bisognerebbe edificare in zona agricola dove ora non è possibile.
Al Comune di Martellago ho protocollato due richieste, una nel 2006 e l'altra
nel 2008, alle quali non mi hanno neppure risposto. Allora ho provato con
Noale, sollecitato da un mio caro amico, ma mi sono sentito rispondere che non
è di loro competenza. Ci sono attività di dog-sitter, cat-sitter o pensione
fatte in strutture non autorizzate né dal punto di vista urbanistico né da
quello sanitario, non hanno partita iva, non pagano le tasse e sono gestite da
personale senza requisiti. Io ho tutte le carte in regola e mi viene vietato.
Ma che devo fare? E' da tre anni che mi prendono in giro. Il Comune mi manda in
Regione, questa alla Provincia che poi mi rispedisce al Comune. Andare in altri
Comuni, fuori provincia, non mi conviene perché perderei un sacco di potenziali
clienti». Domani Tavella vedrà il sindaco di Noale Carlo Zalunardo. «Chiedo solo
di lavorare - spiega - e di prendermi cura dei miei animali». (a.rag.)
( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Bari La
presentazione del candidato del Psdi Magistro: "Io sindaco per una città
normale" Etica, rilancio del turismo, opportunità per i giovani,
solidarietà, abbattimento dei costi della politica e burocrazia più veloce, «in un momento in
cui la città vuole tornare ad essere normale e i problemi di tutti i giorni
devono essere al centro dell´attenzione del sindaco». Così il candidato al
Comune, Mimmo Magistro (segretario nazionale Psdi), ha presentato il proprio
programma. Secondo Magistro, Michele Emiliano, «sono ormai mesi e mesi
che si è interessato solo al Petruzzelli» ma «i baresi che alla fine del mese
non riescono a vivere - ha spiegato - vorrebbero anche che il loro primo
cittadino si interessasse dei loro problemi». «Per esempio - ha sottolineato
Magistro - i problemi dei mercati rionali, della sicurezza di una città
abbandonata: nella zona industriale - ha precisato - ci sono ogni giorno furti
e rapine». «La città - ha proseguito - non ha più l´ordinaria amministrazione
perchè c´è questo grande conflitto di interessi del sindaco con il suo ruolo di
segretario Pd». Magistro, è stato spiegato, sarà sostenuto da tre liste: una
del Psdi, e due liste civiche, �Autonomia e Democrazia´ e �Officina Bari´.
In caso di ballottaggio, Magistro ha spiegato che «sosterrà la coalizione che
ha presentato il programma più vicino alle nostre esigenze».
( da "Centro, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
11 - Chieti Rimedi alla crisi, meno burocrazia Il Suap
accorcia i tempi per il via libera alle nuove attività Licenze in tre giorni Lo
Sportello di San Salvo volano per l'economia SAN SALVO. Mezz'ora per esaminare
e protocollare una pratica on-line; tre giorni per rilasciare le prime
autorizzazioni;
45 giorni per avviare il progetto. Lo Sportello unico per le attività
produttive (Suap), dell'associazione dei Comuni del comprensorio Trigno-Sinello,
è diventato il volano dell'economia. Una risposta alla richiesta di efficienza
burocratica richiesta dai Comuni chietini e molisani. Un valido aiuto
all'economia del comprensorio e ai tanti giovani che decidono di avviare
un'attività. Sono 254 le pratiche approvate nel 2008 nell'ufficio di San Salvo.
«Gli interventi si spalmano su tutti i settori: industriale, artigianale,
commercio, servizi e turismo. E grazie alla collaborazione con l'Università
D'Annunzio e all'attiviazione dell'Ufficio unico integrato di progettazione,
presto lo Sportello potrà sostituirsi ai Comuni anche per il rilascio dei
pareri paesaggistici», dice soddisfatto il sindaco di San Salvo, Gabriele
Marchese (Pd). Ad occuparsi delle procedure è Nicola Di Laudo, direttore del
Comune di San Salvo e responsabile dello Sportello. Al suo fianco operano tre
collaboratori: Michele Ranalli (coordinatore), l'architetto Gisella La
Palombara, dipendente del Comune di Scerni, il geometra Carmine Masciotra
dipendente del Comune di Agnone (Isernia). Negli ultimi mesi le pratiche
inoltrate allo Sportello sono aumentate in modo esponenziale. La ricerca di
nicchie di mercato per poter trovare una soluzione alla crisi: è probabilmente
questa la motivazione che spiega l'impennata delle domande presentate per il
rilascio di nulla osta. Tentativi di by-passare in qualche modo la crisi e
sviluppare nuove attività. «Non è un ufficio che trova lavoro», dice Di Laudo.
«Lo Sportello raccoglie domande di potenziamento, insediamento e avvio di
progetti e attività». Ogni nuova attività turistica o artigianale offre
comunque mediamente lavoro a 4- 5 persone: mille occasioni di lavoro in più per
il Vastese e la vallata del Trigno. Le richieste arrivano da tutto il
comprensorio e anche dal Molise: Vasto e San Salvo in testa seguite a ruota da
Casalbordino, Cupello e Agnone (Campobasso). Il Suap si mantiene con il 50% di
entrate proprie (40mila euro) e il 50% di finanziamento dei Comuni. «Al primo
gennaio 2009 avevamo un fondo cassa di 54mila euro e vantavamo crediti per 58mila
euro», fa sapere Di Laudo. Qualche giorno fa è terminato il corso di formazione
dei Comuni associati al nuovo sistema informatico. Il sistema contribuirà a
velocizzare ulteriormente le pratiche. «Dal momento in cui arrivano i dati per
via telematica, in mezz'ora ogni pratica è esaminata e numerata», afferma il
coordinatore Michele Ranalli. Le attività dello Sportello sono destinate a
crescere e a migliorare i servizi del territorio. «Nell'ultima assemblea dei
sindaci è stata approvata anche la costituzione di un Ufficio integrato di
progettazione con l'obiettivo di uniformare lo sviluppo del comprensorio
valorizzando le risorse ambientali, storiche e culturali», conclude Marchese.
Paola Calvano
( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«È una sentenza
molto durache è difficile da accettare» il delitto macciantelli Dopo l'assoluzione
dell'omicida, parla il fratello del poliziotto ucciso OTTAVIANO Macciantelli
guarda nel vuoto, misurando parole ed emozioni: «Una sentenza difficile da
accettare», dice chiedendo conforto al suo legale, l'avvocato Alessandro Sola,
nello studio di via Frugoni, in centro. A parlare è il fratello di Daniele
Macciantelli, il poliziotto di 36 anni ucciso a freddo con una coltellata al
cuore dal giovane malato di mente che cercava di riportare alla ragione in una
casa di via Serra Riccò, a Ceranesi, in Alta Valpolcevera. Era il luglio
dell'anno scorso. Danilo Pace, 27 anni, ieri a mezzogiorno è stato assolto
dall'accusa di omicidio volontario perché incapace di intendere e di volere.
Per lui il giudice ha disposto la misura di sicurezza del ricovero in ospedale
psichiatrico giudiziario per almeno dieci anni. Un periodo minimo, sottoposto a
revisione, che potrebbe anche durare all'infinito nel caso in cui la
pericolosità sociale del paziente non dovesse attenuarsi fino a scomparire. Si
aspettava l'assoluzione della persona che ha ucciso suo fratello sei mesi fa?
«In questi termini è una sentenza dura per noi, che riapre una ferita mai
rimarginata del tutto. Ci rendiamo conto del peso che la famiglia di questo
giovane ha dovuto affrontare totalmente da sola per tanto tempo. Ora dobbiamo
rassegnarci alla legge. Non ci resta altro, se non il ricordo della persona
splendida che era Daniele». Un poliziotto esemplare. «È stato diciassette anni
in prima linea. Per lui era una missione vera, alla quale si dedicava con tutta
l'anima. Decise che sarebbe diventato un poliziotto da piccolo, dopo la morte
di nostro padre. Da quando aveva coronato il suo sogno era felice, realizzato,
sempre pronto al sacrificio. E lo si vede anche da come si è comportato quella
sera, nella casa della famiglia Pace». In particolare? «Di fronte a quel
giovane fuori controllo, che stava sfasciando tutto e impediva ai genitori di
rientrare nell'abitazione, Daniele aveva due possibilità: l'uso della forza o
il dialogo». Ha scelto il dialogo. «Proprio così. È rimasto lì. Ha parlato con
quel ragazzo per venti minuti, mezz'ora. Ha cercato di convincerlo.
Contrariamente al solito, si è trovato di fronte un lucido omicida. Una persona
armata, che nascondeva un coltello dietro alla schiena, pronta per uccidere».
La giustizia lo ha dichiarato non punibile. «Purtroppo è così. Decidono le
perizie mediche, le carte. Alla fine è la burocrazia a prevalere e chi è chiamato
a intervenire in certe situazioni è perdente in partenza». In che senso? «Se
usa la forza, ci rimette la carriera. Se non la usa, ci rimette la vita». Cosa
fare? «Noi, pur accettando la decisione del giudice, faremo di tutto perché la
memoria di Daniele abbia giustizia e il suo sacrificio serva a qualcosa.
L'unico modo per farlo è cambiare le cose» Come? «Prima di tutto modificando le
modalità operative di intervento in casi come quello che ha portato
all'omicidio. Servono indicazioni più incisive e mezzi idonei. Non è possibile
lasciare un agente con la sola arma della sua forza fisica o della sua capacità
di persuasione di fronte a una situazione che deve risolvere. Daniele non
poteva lavarsene le mani e, di fronte alle difficoltà e alle minacce di quel
ragazzo, ripiegare». E poi il sistema dell'assistenza sanitaria. «Proprio così.
La legge sui malati psichiatrici ha fatto il suo tempo e va cambiata al più
presto. Le famiglie sono lasciate al loro destino e così gli operatori delle
forze dell'ordine chiamati a intervenire totalmente disarmati in casi di
emergenza». L'amministrazione per la quale lavorava suo fratello come si è
comportata con voi? «Ci è stata vicina da subito e non possiamo che ringraziare
tutti, dal questore all'ultimo degli agenti. La nostra unica consolazione è
vedere l'impegno con il quale ragazzi come Daniele lavorano con professionalità
ogni giorno sulla strada. Vorremmo però che il suo sacrificio servisse a
migliorare le condizioni in cui i poliziotti operano, rischiando spesso la loro
stessa vita». Graziano Cetara cetara@ilsecoloxix.it 12/03/2009 ' 12/03/2009
un'emergenzada affrontareLa legge sui malati psichiatrici va cambiata al più
presto ottaviano macciantelliil fratello del poliziotto ucciso 12/03/2009
( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
il caso In ogni
crisi, dal '57 il volume della Rand schizza nelle vendite Ma nelle librerie il
classico dell'egoismo ritorna best seller JACOPO IACOBONI Marx, come no. Ma ai
tempi più gravi dal '29 cosa si sta tornando a leggere in America? Come in ogni
crisi, quella vecchia anarco-libertaria di Ayn Rand. Nel bollettino di acquisti
di libri di Amazon, le vendite della Rivolta di Atlante - un inno
all'individualismo radicale e al capitalismo del laissez faire integrale,
immaginato sullo sfondo di un Armageddon dell'economia assai simile a quello
che stiamo vivendo - stanno schizzando come non s'era mai visto. Il Centro per
i diritti individuali Ayn Rand sostiene che nelle prime sette settimane del
2009 si sono triplicate rispetto allo stesso periodo del 2008. Su Amazon la
posizione media era al 110° posto, mentre negli scorsi due anni era al numero
542. E il 13 gennaio, per un istante, questo caposaldo
dell'anarco-individualismo ha sorpassato L'audacia della speranza, il libro
superbuonista del nuovo presidente degli Stati Uniti, alle prese col ritorno
dello stato nell'economia. Il paradosso è che il capolavoro della Rand, La
rivolta di Atlante, è forse il libro più antiobamiano che possa immaginarsi in
circolazione, una science fiction che esalta il valore del genio individuale,
critica l'ipertrofia dello stato, i salvataggi delle banche, celebra la libertà
dalle ingerenze pubbliche e la possibilità di far crescere una società
potenziando al massimo i singoli interessi e talenti individuali (i meriti).
Obama ha chiesto più volte che «tutti gli americani facciano dei sacrifici» ma,
scriveva la Rand, «ogni volta che c'è un sacrificio, c'è qualcuno che raccoglie
le offerte sacrificali, e dove c'è un servizio c'è qualcuno che serve e
qualcuno che viene servito. L'uomo che vi parla di sacrifici, di solito sta
parlando di schiavi e padroni, e ovviamente intende essere lui il padrone». La
Rand scrisse il suo libro nel '57, un'altra era. Vi si racconta di un gruppo di
«men of the mind», intellettuali, creativi, imprenditori, industriali,
quarantenni affermati nelle professioni, che decidono per protesta di ritirare ciascuno il proprio lavoro creativo da una società che
li opprime con leggine, burocrazie, assenza di riconoscimento al merito, tasse
oppressive. Stufa di esser sfruttata dal governo a nome delle masse, descritte
come «parassitarie» e «scroccone», questa élite creativa e imprenditoriale
elabora una specie di secessione, ritirandosi in un campo sulle montagne del
Colorado. Fino a quando, di fronte al collasso dell'intervento pubblico
in economia, non resterà che affidare il comando a John Galt, il capo dei
ribelli creativi. Ma in questo tempo da lupi è tutto un po' più difficile che
nei libri, anche l'egoismo.
( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PIANO CASA /LE
ANTICIPAZIONI Per costruire basta autocertificare, velocizzato l'ok
paesaggistico. 5 mila alloggi popolari Sarebbe pronto il testo della legge
quadro che conterrà il piano per «rilanciare l'edilizia» voluto da Silvio
Berlusconi, il cosiddetto «piano casa». Secondo le anticipazioni diffuse ieri,
le abitazioni private potranno essere ampliate fino a un massimo del 20%. Il
governo intende inoltre costruire 5000 nuovi alloggi popolari. Sempre per le
case popolari, il governo prevede di far riscattare l'immobile alle famiglie
che ci abitano attualmente. Il totale degli appartamenti riscattati potrebbe
raggiungere il milione, si auspica a palazzo Chigi. La legge contiene anche
norme che permettono l'abbattimento di edifici che non siano sottoposti a
vincolo, e «paletti rigidi» rispetto a vincoli ambientali e paesaggistici,
nonché divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. In generale, il «piano casa» conterrà norme per lo «snellimento»
della burocrazia,
sostenendo il permesso di costruire con l'autocertificazione del progettista, e
la velocizzazione delle procedure per il rilascio dell'autorizzazione
paesaggistica.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Piano per
l'edilizia, la Lega resta perplessa --> Giovedì 12 Marzo 2009 GENERALI,
pagina 3 e-mail print ROMALe linee guida del piano per l'edilizia del governo
sono pronte e ora dunque non resta che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo
è portare venerdì in Consiglio dei ministri un disegno di legge «cornice», ma
ciò non toglie che anche ieri si siano registrati dubbi circa la possibilità di
rispettare il timing, cioè i tempi previsti dall'esecutivo. Dubbi sui tempi e
la Lega frena Il timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere
più tempo del previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il
via libera ufficiale del provvedimento. Difficoltà tecniche che si saldano con
quelle politiche già note da qualche giorno: la Lega, infatti, frena ancora una
volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del Carroccio Umberto Bossi -
cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali, spiega sempre
il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del territorio. Il tutto in attesa di
una chiarimento tra i due leader. Il Pd vuole vedere le carte Anche il Pd, dice
il segretario Dario Franceschini, prima di giudicare vuole «vedere
concretamente le carte». Perché, spiega, se è giusto «far lavorare
nell'edilizia le piccole imprese, non si può danneggiare la qualità dei centri
storici». Il malumore leghista però, a quanto si apprende, sarebbe stato
originato più dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del
premier che da dubbi sul pacchetto di misure. E proprio con l'obiettivo di
sbloccare l'impasse ieri in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto
sentirsi al telefono. Fatto sta che a metà pomeriggio il Senatur spiegava che
«la telefonata chiarificatrice ancora non c'è stata». Per fare il punto sulle
novità e cercare di incassare il consenso degli alleati, il presidente del
Consiglio ha, comunque, presieduto una serie di riunioni alle quali ha
partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Un piano su due
livelli Il progetto è quello di procedere su due livelli: preparare un testo da
proporre alle Regioni che poi intendono adottarlo e, al contempo, rivedere la
normativa sulla materia di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno
di legge. Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione»
immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono
edilizio senza argini - un rischio che è stato al centro delle polemiche dei
giorni scorsi - sono, però, state previste sanzioni più severe delle attuali
per chi intacca i beni vincolati. Sarebbe prevista anche la possibilità
che i Comuni facciano veri e propri sconti fiscali a chi sceglie di ampliare la
propria abitazione e a chi decide di demolire vecchi e malandati edifici.
Chiara Scalise 12/03/2009 nascosto-->
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
Sosta a raso, ni dalla libreria Un'alternativa, poi lo stop' Valentina della
«Mori»: rivitalizzate anche i Portici di SALVATORE MANNINO V ALENTINA non si
veste di nuovo come l'omonino personaggio pascoliano. Anzi, Valentina vorrebbe
vestirsi di nuovo, ma ha paura, teme col nuovo abito di stare peggio di prima,
almeno se non è della taglia giusta. Valentina di cognome fa Ferippi ed è la
titolare della Libreria Mori di via Roma, sotto i Portici, il più prestigioso,
forse, dei negozi che hanno detto no all'eliminazione dei parcheggi a raso
lungo l'asse principale del centro, via Roma e via Crispi. Una minoranza, il 40
per cento della ventina di vetrine affacciate sulle due strade, ma comunque una
voce da ascoltare. E' Valentina, appunto, che se ne fa interprete. «Veramente -
si schermisce un po'- non sono nemmeno la persona più adatta. Perchè io non
dico affatto che i parcheggi devono rimanere per forza, dico invece che prima
di tagliarli bisogna trovare una soluzione alternativa per la sosta. Mi dicano
che c'è un altro posto in cui sistemare le auto e io passo subito dalla parte
del sì. Lo so benissimo che il futuro si chiama pedonalizzazione del centro,
sempre meno traffico e più passeggio». INTANTO, PERÒ, Valentina è dubbiosa,
teme soluzioni affrettate, che non considerino bene le esigenze dei
commercianti e di chi frequenta il «salotto buono»: «Ora come ora - spiega - ai
parcheggi non ci sono alternative. E non si può neppure pensare di cancellarli
e basta. Il cliente che mi arriva e magari si ferma in doppia fila solo per due
minuti io e gli altri colleghi rischiamo di perderlo. Così come quello che il
posto lo trova e però alla macchina non vuole rinunciare. Se c'è un'alternativa
di sosta in un'altra zona del centro o si fanno i parcheggi sotterranei per me
va benissimo. Se si istituisce un bus navetta col Baldaccio per me va ancora
bene. Ma prima di queste soluzioni non parliamo di stop al parcheggio». Insomma
un ni più che un no rotondo, cui si accompagna una preoccupazione ovvia per un
una che ha la libreria nella posizione in cui è la «Mori»: ossia il degrado dei
Portici. «E' una situazione veramente scandalosa - dice Valentina - qui siamo
in balia dei vandali e anche dei bulletti che si picchiano fra loro. Lo sa
quante volte mi tocca alzare il telefono e chiamare il 112 o il 113 perchè
vengano a sedare un accenno di rissa? Abbiamo fatto comitati e petizioni, ma
non ci ascolta nessuno». ALLA PADRONA della libreria non dispiacerebbe affatto
un'operazione di recupero che preveda l'utilizzo dei Portici come spazio per i
tavolini di bar e ristoranti: «Ben vengano, l'importante è convincere i locali
che è nell'interesse dei loro affari. Altrimenti è un buco nell'acqua.
Probabilmente, se ci fosse sempre gente ai tavolini, vandali e affini
girerebbero al largo». Valentina, d'altronde, è pronta a fare la sua parte: la
libreria è disponibilissima a organizzare eventi culturali all'aperto sotto i
Portici. «Le dirò di più, che lo abbiamo già fatto, ma è
stata una cosa defatigante, con una burocrazia che ci asfissiva per i permessi. Ci rimandavano dal Comune ai
vigili e dai vigili al Comune. Ci lascino un pochino più libertà e prometto che
la cultura sotto i portici ce la porto davvero».
( da "Nazione, La (Siena)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2
Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il
messaggio venuto... Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o
aggiornate. E' questo il messaggio venuto dagli intervenuti alla tavola rotonda
svoltasi a Palazzo Patrizi, nell'ambito del progetto "La strada - tra
passione e sicurezza" promosso dal Comitato associazioni sportive senesi
in collaborazione con il Siena Touning Club. Un importante momento di confronto
tra la passione dei ragazzi di apportare modifiche estetiche ai veicoli a motore e le rigidità della burocrazia statale. Numerosi gli interventi. Dopo i saluti del presidente
del Comitato organizzatore, Lapi, degli assessori allo Sport del Comune,
Bianchi e della Provincia Del Ciondolo, hanno parlato il vicepresidente del
Coni Provinciale Nesi, il capo di gabinetto della Prefettura Tedeschi, il
presidente di Siena Tuning Club Federico Vanni, con una breve
presentazione dello stesso stesso club di Bindi. Con la relazione
dell'ingegnere Lorella Montrasio, presidente della Federazione Nazionale
Tuning, si è entrati nel vivo dell'argomento: ovvero motivi e criticità della
proposta di legge Minasso - Lulli, per modificare l'art. 78 del codice della
strada, da cui è stato detto si originano le tante limitazioni, talvolta anche
incomprensibili ed assurde, alla passione di modificare le autovetture.
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-12 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Licenziamenti, più 50 per cento Cassa integrazione
triplicata La Provincia: quasi 13 mila famiglie in difficoltà, Regione immobile
Il sindacato rilancia la polemica sui fondi: stanziamenti già esauriti Rossoni
(Pdl). Inutile una vertenza con il governo Febbraio 2009, la crisi morde
Milano. I dati su cassa integrazione e mobilità del mese appena trascorso
parlano chiaro: la provincia della Madonnina, che finora aveva retto senza
troppi danni all'onda della recessione, ora accusa il colpo. Partiamo dalle
persone in mobilità e quindi licenziate. Ben 3.343 hanno perso il posto tra
gennaio e febbraio, più 53,56 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008.
La cassa integrazione autorizzata (ordinaria e straordinaria) nei primi due
mesi dell'anno è aumentata del 161 per cento. Ipotizzando che la cassa abbia
riguardato lavoratori a tempo indeterminato a casa a zero ore, le persone
coinvolte sarebbero poco meno di 8.500. Per finire, la cassa integrazione in
deroga, riservata ai servizi e alle imprese con meno di 15 dipendenti. In
questo caso l'aumento è del 400 per cento: da 191 a oltre 900 lavoratori
coinvolti. Tirando le somme, nei primi due mesi dell'anno, la crisi ha toccato
12.700 famiglie. «Di fronte a una situazione così grave, è sconcertante
l'immobilità della Regione» attacca il presidente della Provincia, Filippo
Penati. Continua intanto la polemica sulle risorse per la cassa integrazione.
«Checché ne dica la Regione, i soldi sono finiti e quelli stanziati a Roma non
ci sono. Fondi esauriti» ribadisce il segretario generale della Cisl lombarda,
Gigi Petteni. I fondi per la cassa in deroga presi a prestito (31 milioni)
dalle risorse per la crisi di Malpensa sono finiti a febbraio. Altri dieci
milioni sono stati stanziati via decreto. Ma senza la pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale restano sulla carta. E comunque, una volta arrivati in
Lombardia, basteranno a pagare la cassa per meno di tre settimane. Ma il
problema è anche un altro. In questi giorni si stanno definendo a Roma i
criteri per attribuire nuovi fondi per gli ammortizzatori. «Si sta inventando
un sistema centralizzato alla faccia del federalismo — contesta Gigi Petteni della
Cisl —. Il sospetto è che si usi un surplus di burocrazia
per scoraggiare le imprese ». Dal canto suo l'assessore regionale al Lavoro,
Gianni Rossoni, non pare preoccupato: «Aprire una vertenza col governo è del
tutto fuori luogo». Rita Querzé
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SAN BENEDETTO pag.
12 SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro
... SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro
stanziati dal Governo per assicurare un fermo pesca straordinario di un mese, «in
dipendenza della situazione di crisi del settore della pesca». Per la
flottiglia peschereccia del Compartimento di San Benedetto, il ministero delle
Risorse Agricole con delega alla Pesca, stabilì lo stop dal 4 agosto al 2
settembre 2008. Degli euro promessi che avrebbero reso meno pesante la
situazione del comparto marittimo, neppure l'ombra. Il presidente della
Provincia Massimo Rossi e l'assessore alle Politiche del mare del Comune di San
Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione generale della Pesca.
«Riteniamo che la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure,
anche perché il decreto di luglio era formulato in modo preciso, indicando le
fonti del finanziamento di 35 milioni: 25 da fondi comunitari e 10 dal fondo
centrale per il credito peschereccio. Le disposizioni emanate dal
Ministero per il fermo temporaneo sono state eseguite dalle imprese di pesca.
Per questo non vediamo altre ragioni valide per ritardare la liquidazione degli
indennizzi, indispensabili per il futuro agli armatori-pescatori».
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-12 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il dibattito «Tante manifestazioni ma piene di luoghi
comuni. Dobbiamo ripuntare sui valori essenziali» Ornaghi: cultura senza
identità Milano torni ad ascoltare i giovani Il rettore della Cattolica: gli
atenei? Un giacimento di risorse da valorizzare «Tante manifestazioni ma è
difficile vedere la cultura. La nostra è sempre più di massa, ma non è più
popolare» Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica, professore di
Scienza politica. Ci riceve nel suo studio abitato discretamente dai ricordi e
dalle fotografie dei predecessori. Padre Gemelli e Adriano Bausola, per
ricordarne due, hanno lasciato qualcosa tra queste mura. Difficile capire se si
tratta di un oggetto, se il tutto è evocato da un dettaglio o se la loro
presenza è impalpabile, come i pensieri. Un soffio di luce giunge dal giardino
interno, i rumori sono attutiti. Alle spalle del rettore un magnifico quadro
raffigurante Cristo in Croce. è di Guido Reni. Professor Ornaghi, una sua
considerazione sulla cultura... «Vedo tante manifestazioni culturali ma è
difficile vedere la cultura. La nostra è sempre più di massa, ma ha in sé un
paradosso: non è più popolare. Non ha né l'identità né l'anima del popolo. La
grande cultura — e quindi anche quella milanese — era fatta da spiriti liberi
che producevano idee e che capivano quando era giunto il momento di mettersi in
discussione. Oggi mi sembra permeata da luoghi comuni, da conformismi. Ed essi
altro non sono che specchi di Narciso nei quali si riflette la nostra realtà ».
Anche Milano si è dunque riempita di specchi di Narciso? «Il capoluogo
lombardo, pur avendo dei tesori nascosti, fa parte di questo meccanismo. Negarlo
sarebbe assurdo. Basta guardare». Eppure, professore, quando parla di Milano mi
sembra di cogliere una speranza... «è una città con molti atenei e con un vero
e proprio deposito storico-umanistico dal quale si possono estrarre le energie
per il domani. Milano è la capitale economica ma non ha smarrito le sue radici
umanistiche, ed esse in futuro continueranno a dare frutti. Ha anche la fortuna
di essere capitale dell'editoria: i giornali e i grandi marchi culturali
operanti a Milano continuano ad essere una ricchezza e un riferimento per
l'intero Paese» Che cosa abbiamo perduto? «Se dovessi fare un esempio chiaro a
tutti, direi i mestieri d'arte, l'artigianato. Sono stati
uccisi da un certo sistema formativo e dalla burocrazia. Milano era una città di piccole eccellenze, le quali creavano
miracoli senza seguire un programma di fondo; sapevano costruire un prodotto
unico, capace di vincere ogni concorrenza: la "milanesità". E questo
artigianato si faceva poi grande. Gli esempi che coinvolsero il mondo del
sapere furono Arnoldo Mondadori e Angelo Rizzoli: non fecero grandi studi ma
permisero all'Italia di non sentirsi culturalmente inferiore. Il segreto delle
loro imprese? Era lo "spirito milanese" a cui si ispirarono» Lei è
rettore, ha una responsabilità verso i giovani. Ha ancora senso venire a Milano
per studiare? «Roberto Ruffilli diceva: "Milano fa liberi". è ancora,
nonostante i mille problemi e i terribili ritardi, una città di studi, dove è
possibile prepararsi bene e scambiare idee, crescere. Certo, è un periodo nel
quale mi sentirei di dire che la nostra metropoli avrebbe bisogno di imparare
di nuovo ad ascoltare. La ricchezza di Milano sono i giovani, ma non tutti se
lo ricordano. Qui sono sempre nate istituzioni culturali che hanno colloquiato con
il mondo. Pensi a quanto ha fatto Federico Borromeo con l'Ambrosiana, pensi al
miracolo della Cattolica di padre Gemelli ». Proviamo a gettare uno sguardo
oltre la crisi... «Si guarda oltre quando si impara a guardarsi dentro. La
Milano economica dovrebbe riflettere su questo percorso, così come ha fatto nei
tempi difficili. Nel suo Dna ci sono banchieri umanisti, imprenditori generosi
che hanno cercato le loro speranze oltre il puro dato economico. Se tutto si
limitasse alla fredda litania delle cifre, i valori su cui è fondata la civiltà
milanese entrerebbero in crisi. E il loro appassire è un attentato alla
libertà». Monsignor Ravasi diceva che Milano è incapace di stupire, di creare
una mostra unica. Per lei... «è vero, purtroppo. In margine alle osservazioni
di monsignore aggiungo comunque che il nostro non è più il tempo per opere
eterne: è l'ora di tornare all'essenziale nei valori e nei rapporti. Un evento
come la giornata della famiglia del 2012 ricorderà a Milano che questo nucleo
importantissimo della nostra società non è morto e che in uno Stato non
funzionante — darà sempre meno quei servizi che ci aspettiamo — proprio la
famiglia resta la miglior forma di previdenza. Ecco una "mostra" che
farà stupire, la giornata del 2012». L'Expo? «Ho partecipato a molte riunioni e
non ho ancora trovato un disegno forte. Tutto dipende da come si imposteranno i
prossimi cinque anni. All'inizio l'entusiasmo si percepiva anche sui tram, ora
mi sembra calato. Ci vorrebbe, come dire?, un Expo ottocentesco. Per tutti».
Armando Torno \\ Milano è la capitale economica ma non ha smarrito le sue
radici umanistiche che in futuro daranno frutti
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
RICCIONE E MISANO
pag. 12 Inchiesta per la morte in cantiere Riccardo Baldi sarebbe morto
schiacciato e non per l'impatto da caduta Il punto del cantiere, vicino alla
betoniera, in cui ha perso la vita Riccardo Baldi, nella foto piccola
POTREBBERO esserci dei responsabili dietro la morte Riccardo Baldi, il
trentenne artigiano di Gabicce che la mattina del 3 marzo era venuto a
scaricare del calcestruzzo in un cantiere di Riccione. Era morto quello stesso
giorno in via Galvani nel cantiere dove si sta costruendo un edificio, dopo
essere caduto, si disse, dalla cima della betoniera. Ma i risultati
dell'autopsia avrebbero rivelato che la morte dovrebbe essere stata provocata
da uno schiacciamento del torace piuttosto che da un trauma da impatto. Secondo
la prima versione dei fatti sarebbe caduto dalla cima della sua betoniera
intorno alle 14 mentre era intento a lavarla dopo averla svuotata. Eppure fin
da subito questa versione dei fatti non aveva convinto del tutto i tecnici
della medicina del lavoro che, pur mantenendo uno strettissimo riserbo con gli
altri, avevano riferito i loro dubbi al magistrato di turno. Il pm Marino
Cerioni aveva così deciso di recarsi personalmente sul cantiere a vedere il
luogo dell'infortunio mortale. Poi l'autopsia aveva confermato tutti i dubbi e
ora l'inchiesta va avanti. Molto probabilmente il magistrato ha già iscritto
qualcuno nel registro degli indagati. Perchè il giovane artigiano potrebbe
essere stato schiacciato tra due automezzi, la sua betoniera da un lato e un
altro mezzo del cantiere dall'altro. In questa maniera sarebbe finito col petto
letteramente schiacciato tra i due mezzi. Una versione compatibile con i
risultati dell'autopsia. Purtroppo quando sono arrivati sul posto i carabinieri
di Riccione non avevano trovato testimoni. Forse in quel momento gli altri
operai si trovavano in posizioni che non consentivano una buona visuale del
luogo in cui è avvenuta la tragedia. Forse qualcuno ha mentito sull'infortunio.
Di certo il medico del 118 non ha potuto far nulla per Riccardo Baldi. IL
GIOVANE che avrebbe compiuto trent'anni in giugno, aveva lavorato per diversi
anni alla Ediltavollo. Poi aveva fato un mutuo per comprarsi una betoniera.
Continuava a lavorare, da esterno, anche per la Ediltavollo. A Gabicce viveva
con la madre in via Caduti del Lavoro. La sua morte ha molto addolorato tutto
il paese. Figlio di Luciano Baldi, il giovane Riccardo aveva fatto un mutuo da
200mila euro per pagare la sua betoniera. ANCHE a Riccione la tragedia sul
lavoro aveva commosso tanti. Il candidato sindaco del Pd Massimo Pironi, nonchè
assessore regionale, aveva lanciato un appello a tutte le istituzioni per la
sicurezza sui cantieri e per la legalità. «Nei programmi - aveva
detto Pironi bisogna tenere presenti le priorità suggerite dal presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano. Occorre garantire la sicurezza senza incidere
sulla burocrazia ed educare
gli studenti delle scuole superiori, prima che entrino nel mondo del lavoro. E'
quello che proporrò soprattutto negli istituti professionali». Lorenza Lavosi
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E OPINIONI
pag. 14 «Escluso dall'insegnamento» «Corsi di musica: ho
trovato quasi sempre dei no'» SCUOLA & BUROCRAZIA Caro Carlino,
L'intervento sul "Carlino" del 28 febbraio di Francesca Boari, sugli
effetti benefici per gli allievi del Canonici Mattei di un corso musicale, mi
induce a raccontare la mia triste storia. E' sempre antipatico parlare di se
stessi, ma spero ciò possa avere un valore paradigmatico. Che la scuola
italiana in generale abbia da sempre carenze in materia di musica (classica in
particolare) è noto. Fin negli anni in cui insegnavo al "Monti",
dedicavo alcuni pomeriggi all'ascolto e commento di brani classici, come del
resto Roberto Pazzi, insegnante nello stesso istituto. Questi pomeriggi erano
frequentati da pochissimi allievi e da un modesto numero di miei colleghi,
guarda caso tutti di materie tecniche e non umanistiche. Andato in pensione nel
'93, mi rivolgevo dapprima all'Utef : per due anni consecutivi ricevetti dalla
presidente il rifiuto, giustificato, tra l'altro, dal fatto che l'insegnamento
era riservato ai soli docenti universitari; cosa in seguito ampiamente
smentita, essendo quasi tutti invece estranei all'Università. Tornando alla
scuola, rientrarvi in veste di esterno per un corso, diciamo così, integrativo,
mi risultò impossibile. Scartato il Monti, mi rivolsi, tra l'altro, proprio al
Canonici Mattei, ricevendo più volte un rifiuto. Mi proposi allora al Liceo
Classico: mi si disse che l'Istituto era autosufficiente e non aveva bisogno di
contributi esterni. Gli anni seguenti smentirono questa "chiusura"
poichè lo stesso Liceo, in collaborazione col Conservatorio e il Teatro
Comunale, svolse un'attività, certamente encomiabile con lezioni concerto e
iniziative varie. Mi rivolsi allora allo Scientifico in anni in cui erano gli
allievi a scegliere materie extra curriculari, ovviamente sempre diverse dalla
mia (l'iniziativa, in questo caso, non può venire dagli allievi!). Ma la
delusione maggiore mi venne nel 2001. In quell'anno nasceva a Ferrara il
progetto ministeriale di un laboratorio musicale per così dire plurivalente.
Erano coinvolti molti istituti superiori e la scuola media comprensiva di
Pontelagoscuro, con distribuzione di attività varie (formazione di cori, musica
folcloristica ecc.). Volli inserirmi con un corso di "analisi del
linguaggio musicale e guida all'ascolto". Il piccolo gruppo che mi ha
seguito era del tutto estraneo alla scuola. Ben 500 lettere avviso inviate alle
famiglie degli allievi del "C.Tura" non sortirono nessun effetto.
Fuori dall'ambito scolastico, ho proposto il mio corso in varie sedi. L'unica
in cui (anno 1991) ottenni un discreto esito di frequenza fu nell'allora
agibile Casa dell'Ariosto. L'anno seguente l'edificio fu chiuso per restauri,
mi rivolsi allora alla circoscrizione Centro senza concludere alcunchè. Nè
l'appartenenza ad associazioni musicali (Amici della musica Frescobaldi,
Wanderer Club) ha migliorato la situazione. Qualcosa sono riuscito a realizzare
nella prima, niente, per motivi più o meno validi, nella seconda. Da qualche
anno svolgo il mio corso all'Università Popolare (sempre a titolo gratuito) a
uno sparuto numero di corsisti, questi almeno soddisfatti e riconoscenti.
Sorvolo su molte altre occasioni mancate, per sottolineare quanto sia
importante una vera educazione musicale e come spesso ne sia escluso chi
sarebbe disponibile a contribuirvi. Francesco Benazzi Image:
20090312/foto/4344.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
12-03-2009)
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REGGIO pag. 4 Le
coop promuovono il Piano Mauro Romoli, vice-presidente de "La
Betulla": «È uno strumento nuovo, di SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano
strutturale comunale) e il Piano Casa del Governo non bisticciano tra loro, ma
possono convivere». Parola di Mauro Romoli, vice-presidente della cooperativa
edile "La Betulla". L'impressione in prima battuta era che il Psc,
intenzionato a mettere freno all'espansione edilizia cittadina, e il Piano Casa
del Governo che, invece, apre nuovi spazi d'intervento, potessero andare in
contrasto tra loro. Ma anche dal mondo cooperativo reggiano arrivano segnali
positivi che promuoverebbero entrambe le progettazioni, sia la locale sia la
nazionale. Romoli, come giudica l'ultimo intervento del Governo Berlusconi sul
Piano Casa? «All'estero i piani urbanistici sono, credo, un po' più arretrati e
controllati. Mentre questo Piano Casa dà più potere ai professionisti,
togliendoli dalle briglie della burocrazia, che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni
voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve
capire come verrà declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere
inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de
"La Betulla" ma come uno strumento per potere intervenire sul
territorio con intelligenza». In che senso? «Ad esempio: gli immobili
precedenti all'89 si potranno ricostruire in un'ottica di risparmio energetico
e rispettando l'impatto ambientale, aumentandone la superficie anche del 30%.
Questo non significa cementificare». Questa è anche l'intenzione palesata dal
Comune con il Psc. Crede quindi che i due piani non si escludano a vicenda?
«Assolutamente no. È comprensibilissimo lo scrupolo dell'Amministrazione di non
volere occupare suolo pubblico. Ma anche a questo c'è un'ovvia soluzione...»
Come fare ad alumentare volume e superficie delle costruzioni senza occupare nuovi
spazi? «Basterebbe cominciare a pensare in un'ottica verticale. Questo è il più
grave errore delle Amministrazioni reggiane negli ultimi anni spiega Romoli
quando vedo quei palazzi a sei piani tutti appaiati vorrei metterli l'uno sopra
all'altro e poi costruire un bel parco nello spazio vuoto. Bisogna che Reggio
cominci a pensare in un'ottica più verticale, se non in centro storico almeno
in periferia. Questo ridurrebbe lo spazio pubblico occupato, garantendo
comunque un certo numero di abitazioni e abbattendo i costi. Un piccolo
esempio? Invece di due ascensori ce ne sarebbe solo uno...»
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
12-03-2009)
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REGGIO pag. 5 di
SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa ... di
SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa del Governo
non bisticciano tra loro, ma possono convivere». Parola di Mauro Romoli,
vice-presidente della cooperativa edile "La Betulla". L'impressione
in prima battuta era che il Psc, intenzionato a mettere freno all'espansione
edilizia cittadina, e il Piano Casa del Governo che, invece, apre nuovi spazi
d'intervento, potessero andare in contrasto tra loro. Ma anche dal mondo
cooperativo reggiano arrivano segnali positivi che promuoverebbero entrambe le
progettazioni, sia la locale sia la nazionale. Romoli, come giudica l'ultimo
intervento del Governo Berlusconi sul Piano Casa? «All'estero i piani
urbanistici sono, credo, un po' più arretrati e controllati. Mentre questo
Piano Casa dà più potere ai professionisti, togliendoli dalle briglie della burocrazia, che rallenta enormemente gli
interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a
dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà declinato nelle varie realtà
territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani'
ironizza il dirigente de "La Betulla" ma come uno strumento per
potere intervenire sul territorio con intelligenza». In che senso? «Ad
esempio: gli immobili precedenti all'89 si potranno ricostruire in un'ottica di
risparmio energetico e rispettando l'impatto ambientale, aumentandone la
superficie anche del 30%. Questo non significa cementificare». Questa è anche
l'intenzione palesata dal Comune con il Psc. Crede quindi che i due piani non
si escludano a vicenda? «Assolutamente no. È comprensibilissimo lo scrupolo
dell'Amministrazione di non volere occupare suolo pubblico. Ma anche a questo
c'è un'ovvia soluzione...» Come fare ad alumentare volume e superficie delle
costruzioni senza occupare nuovi spazi? «Basterebbe cominciare a pensare in
un'ottica verticale. Questo è il più grave errore delle Amministrazioni
reggiane negli ultimi anni spiega Romoli quando vedo quei palazzi a sei piani
tutti appaiati vorrei metterli l'uno sopra all'altro e poi costruire un bel
parco nello spazio vuoto. Bisogna che Reggio cominci a pensare in un'ottica più
verticale, se non in centro storico almeno in periferia. Questo ridurrebbe lo
spazio pubblico occupato, garantendo comunque un certo numero di abitazioni e
abbattendo i costi. Un piccolo esempio? Invece di due ascensori ce ne sarebbe
solo uno...»
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-12 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Per le imprese Secondo alcune interpretazioni la tassa sarebbe
dovuta dalle industrie che usano il fotovoltaico E sui pannelli solari adesso
spunta l'Ici MILANO — L'energia verde si espande? Allora tassiamola. Forse il
pensiero non è stato proprio questo. Ma i funzionari del catasto ci sono andati
molto vicino. Così hanno deciso di assimilare gli impianti dei pannelli
fotovoltaici al pari degli opifici. E quindi tassabili, con tanto di Ici. Spiegata così sembrerebbe la classica storia di ordinaria burocrazia italica. Eppure lo stabilisce
una circolare dell'Agenzia del territorio dello scorso novembre. E da allora si
è aperto un contenzioso tra le aziende che operano nel fotovoltaico,
rappresentati dall'associazione di settore Assosolare, e i tecnici
dell'Agenzia. «Al di là delle valutazioni tecniche, in base alle quali
riteniamo ci siano fondate ragioni per escludere l'applicazione dell'Ici ai
pannelli fotovoltaici - denuncia Gianni Chianetta, presidente di Assosolare -
abbiamo fatto presente che sul piano economico l'Ici rappresenterebbe un onere
insostenibile per il settore, certamente un serio ostacolo per il suo
sviluppo». Tanto per fare un esempio pratico, il costo dell'imposta su un
normalissimo impianto da 8 megawatt, sarebbe nell'ordine di 140 milioni
all'anno. «Stiamo assistendo alla nascita di tante aziende della filiera
produttiva del fotovoltaico, come quelle per l'assemblaggio delle celle e dei
pannelli e oggi il mercato è più fiducioso e solido grazie agli investimenti
che i grandi dell'energia stanno facendo proprio in questo settore - aggiunge
Chianetta - . I più grossi produttori internazionali di inverter sono italiani
ed esportano principalmente all'estero. Sono inoltre in fase di realizzazione
alcuni progetti per la produzione in Italia di silicio e, contemporaneamente,
stanno emergendo alcuni produttori di moduli che oggi coprono circa il 10%
della capacità installata nel nostro Paese. Per il prossimo anno ci si aspetta
una crescita della quota di produzione di moduli italiani al 15%». Nel 2008 il
giro d'affari dell'industria fotovoltaica è stato di circa 800 milioni di euro
con una crescita del 500%. Nel 2009 si prevede l'installazione di 250 megawatt
con un fatturato di 1 miliardo e 250 milioni. In Italia, secondo Assosolare, la
crescita prevista sarà costante, a differenza dei due principali mercati
europei, che sono Germania e Spagna. Con un incremento medio annuo stimato del
119% rispetto al 26% del totale degli altri Paesi europei, l'Italia è oggi
considerata un Paese con grandi potenzialità. Secondo una ricerca condotta da
EuPd Research e Assosolare, nel 2010 si avvicinerà alla Spagna con 355 megawatt
di potenza installata. In pratica poco sotto ai 400 megawatt che costituiscono
il nuovo tetto annuale della penisola iberica. G. Dos. \\ Secondo Assosolare si
tratterebbe di un'imposta che può mettere a rischio il settore
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il piano casa del Lazio? «Concertato coi costruttori» Marrazzo: ad
aprile ci sediamo attorno a un tavolo, ma il governo ci metta più soldi Il governatore
critico: prima di aumentare le cubature di chi ha, bisogna pensare a chi non
riesce a pagare il mutuo «Il Piano casa del governo è debole: le risorse sono
insufficienti, ma è giusto intervenire abbassando l'Iva al 10%, come vuole fare
Berlusconi». Piero Marrazzo critica l'esecutivo nazionale sul provvedimento
annunciato da giorni per rilanciare l'economia e chiede «più risorse e una vera
semplificazione amministrativa ». Da Palazzo Chigi il Piano casa era stata
pensato puntando soprattutto «sull'ampliamento delle cubature». Il governatore
del Lazio, invece, lo vorrebbe mirato sulle procedure di erogazione dei fondi
dagli enti locali e dal sistema creditizio verso le imprese ed i cittadini: «Lì
sì che è necessario accelerare e snellire la burocrazia per dare risposte non sulla
carta, ma nei fatti - osserva - . Se si trova un equilibrio tra istituzioni,
banche e imprenditori si può concretamente rimettere in moto l'economia ».
Marrazzo spiega le perplessità sul progetto del governo facendo due conti: «Loro
hanno stanziato 550 milioni di euro per tutta Italia dei quali 50 andranno al
Lazio, mentre noi - solo per il Lazio - 550 milioni per l'edilizia
agevolata più 450 milioni per modernizzare gli ospedali e 200 per riqualificare
le scuole». In pratica la Regione ha deciso di investire oltre un miliardo
sulla casa, avendo come priorità «l'edilizia agevolata, il sostegno ai
cittadini che faticano a pagare affitti o mutui e la lotta all'abusivismo». Ma
dopo le critiche, il governatore è molto preoccupato per le conseguenze della
congiuntura economica: «I fondi disponibili devono essere spesi subito. Tra 3
anni potrebbero essere inutili: per quella data centinaia di società potrebbero
avere già chiuso i battenti. E quelle risorse non serviranno certo a rilanciare
le aziende che stanno vivendo oggi un periodo di agonia». Per velocizzare l'uso
dei finanziamenti Marrazzo annuncia: «Chiederò ad aprile sul Piano casa del
Lazio la concertazione con le parti sociali: voglio confrontarmi con i
costruttori, ascoltare le loro idee e le loro proposte. è giusto sostenere il
settore edile. Così costruiremo subito un Piano casa che rappresenti una
risposta alla crisi. Ma dobbiamo fare in fretta». Il presidente della Regione
ha chiesto a Mario di Carlo, assessore alla Casa, la preparazione di un
cronoprogramma di delibere e regolamenti per spendere 140 milioni di euro
assegnati in un bando alle cooperative per costruire case popolari a Roma; 70
milioni per l'housing sociale; 46 per l'acquisto di alloggi dismessi di enti e
società; altri 18 per l'acquisto di case per gli anziani e 40 per l'emergenza
abitativa. L'imperativo più in voga in Regione in queste settimane è «primum
vivere»: in questa ottica la giunta vuole puntare su «ristrutturazioni e
riconversioni, tipo l'archeologia industriale, e sulla green economy » perché
l'edilizia del futuro si deve fare «con materiali ecosostenibili». Così i
vantaggi, fanno notare alla Pisana, sarebbero duplici: per il settore edile che
userebbe prodotti di ultima generazione e per i cittadini che spenderebbero
meno di bollette. Inoltre «guardando il testo del governo - aggiunge Marrazzo -
si parla sempre di un ampliamento del 20% degli edifici esistenti, del
cosiddetto "premio di cubatura" e poi in maniera residuale della
possibilità di installare impianti fotovoltaici». Ma parlare di «aumento di
cubature», secondo il governatore, fa tornare alla mente i tempi del «boom
economico». «Purtroppo quei tempi sono molto lontani - ricorda - e noi dobbiamo
dare risposte concrete e immediate ai cittadini per aiutarli a resistere in
questa fase così delicata, per difendere i posti di lavoro, le famiglie che non
riescono a arrivare a fine mese, le aziende che rischiano di chiudere.
L'aumento delle cubature mi sembra una scorciatoia. Prima non sarebbe meglio pensare
a chi non riesce a pagare i mutui o gli affitti?». Francesco Di Frischia
( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 7
popolari e un milione di proprietari in più al piano per l'edilizia. Confermata
la possibilità di ampliare gli immobili del 20% ROMA UN MILIONE di nuovi
proprietari e cinquemila nuove case popolari. Questi sono alcuni degli
obiettivi, che il Governo intende realizzare attraverso il piano casa da 550
milioni che avrà il via libera oggi dalla Conferenza Unificata. Gli alloggi
popolari interessati dal piano casa dovrebbero essere 5.000, ma potrebbero
salire a 6.000 le abitazioni coinvolte dal piano considerando anche interventi
di ricostruzione. A riscattare l'immobile in cui vive potrebbe essere un
milione di persone che oggi abita nelle case popolari. Per quanto riguarda
invece il piano casa che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri,
dovrebbe essere strutturato su due livelli: quello regionale e quello statale.
Per quanto riguarda l'ambito locale, è allo studio un testo base da proporre
alle Regioni che intenderanno adottarlo. Per quanto riguarda invece l'ambito
nazionale, si provvederebbe a modificare il Testo unico dell'edilizia e il
Codice dei beni culturali e del paesaggio. Ecco le misure chiave del testo da
proporre alle Regioni. AMPLIAMENTO. Le abitazioni private potranno essere
ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le
altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla
superficie coperta. FISCO. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto
contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che
salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare
all'esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. DUE ANNI. La
richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento
allo studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel
caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in
contiguità con il fabbricato esistente. RICOSTRUZIONI. Gli edifici realizzati
prima del 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano
sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti
con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano
residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi,
il tetto salirebbe a quota 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia.
PAESAGGIO. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e
divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Ecco invece i punti
chiave del ddl all'esame del Governo. SANZIONI. Multe per i casi più lievi e
per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati.
Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino ad immaginare per i casi meno
gravi l'estinzione dell'illecito, e la possibilità che l'accertamento di
conformità e quello di compatibilita' ambientale estinguano i reati. ADDIO
PERMESSO. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una
certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Previsto poi
l'ampliamento dei casi di denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli
interventi di edilizia libera. CONCILIAZIONE. Via libera
alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e
creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. TEMPI CERTI. Meno burocrazia per le procedure per il
rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la
conclusione del procedimento.
( da "Nuova Ferrara, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
La IV conferenza dei
Consorzi di bonifica Energie rinnovabili, progetto all'avanguardia Attenzione
ai temi dell'irrigazione e delle risorse idriche E' iniziata ieri mattina la IV
conferenza organizzativa dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione organizzata
dall'Associazione Nazionale delle bonifiche. Si tratta di una importante
iniziativa di raccordo con tutte le strutture presenti in Italia che ha trovato
nel territorio o meglio nella Città di Ferrara l'ambito più naturale per
parlare di bonifica, di programmi e progetti sul piano irriguo nazionale. Dopo
i saluti del vice sindaco Rita Tagliati e gli interventi da parte delle
Istituzioni: Provincia, Camera di Commercio e Regione Emilia Romagna nella
persona di Tiberio Rabboni che hanno posto alcune temi rilevanti sul lavoro
svolto negli ultimi mesi sul futuro dei Consorzi Ferraresi. Con l'intervento del
presidente nazionale dell'associazione Massimo Gargano si è entrati nel merito
dei problemi e delle proposte che il mondo della bonifica sta facendo per il
superamento delle numerose crisi che stanno attanagliando gli imprenditori
agricoli del nostro paese. Nel concreto è stato particolarmente trattato il
problema delle disponibilità delle risorse idriche, del contenimento
nell'utilizzo delle acque per l'irrigazione e gli aspetti più innovativi legati
alla produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti
rinnovabili. «Parte da Ferrara - spiega il presidente dell'Associazione
nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari - la promozione di un
progetto innovativo nello scenario sia delle bonifiche che nel mondo della
produzione di energia da fonti rinnovabili perché qui è il territorio che potrà
rispondere in modo positivo. In Italia sono circa 90 gli impianti di produzione
di energia elettrica, di questi, dieci sono impianti fotovoltaici e il resto,
causa la conformazione territoriale, sono impianti idroelettrici». Nel totale
in Italia si producono 290milioni di kilowatt ora, mentre tre saranno i
programmi per la realizzazione di impianti in Emilia Romagna tra i quali anche
a Ferrara. «è necessario - conclude Gargano - mettere in
campo una grande forza d'urto e scardinare tutte quelle condizioni che
ostacolano i nostri progetti, dalla burocrazia alla cultura dell'emergenza. Dobbiamo far prevalere la cultura
del fare, costruire progetti con le associazioni agricole e collaborare con tutti
quelli che ci seguiranno sulla strada dell "innovazione"».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 14
Felpe e jeans col marchio dell'Esercito A Bergamo s'inaugura il primo negozio
monomarca di abbigliamento militare GRANDI MANOVRE DI MARKETING BERGAMO C'ERA
una volta il tempo in cui, a Bergamo, l'Esercito italiano era di casa. Tre
caserme, tra cui la storica Montelungo oggi praticamente in rovina, nel giro di
poche centinaia di metri tra via Suardi e via San Giovanni, a pochi passi dal
cuore della città, ed altre sparse fino alle pendici di Città Alta. Poi
arrivarono i tagli, le «scelte strategiche» e, a poco a poco, per i bergamaschi
i soldati e le ronde militari sono diventati solo un ricordo. Da anni il Comune
tenta, con non pochi sforzi, di ridare vita almeno agli immobili abbandonati a
se stessi ma, finora, il Demanio e la burocrazia hanno reso tutto inutile. E
COSÌ c'è voluta un'iniziativa nel suo piccolo rivoluzionaria, ovvero la
decisione dell'Esercito di dare vita ad un proprio marchio di sportswear, per
riportare le divise in terra orobica. Oggi, infatti, alle 18, presso il centro
commerciale Oriocenter, di fronte all'aeroporto di Orio al Serio, è in
programma l'inaugurazione del primo punto vendita in Italia di t-shirt,
maglioni e capi d'abbigliamento con il marchio E.I. Alla cerimonia del taglio
del nastro saranno presenti, insieme al presidente della Provincia, Valerio
Bettoni, le più alte cariche dello Stato maggiore, a cominciare dal colonnello
Mario Sumatra, responsabile dell'Ufficio risorse organizzative e comunicazione
dell'Esercito. Quello dell'Oriocenter, però, sarà soltanto il primo di una
serie di negozi che, nelle prossime settimane, apriranno i battenti anche negli
spazi dei centri commerciali «Alle Valli» di Seriate e Auchan di Curno. Un
debutto bergamasco perché bergamasca è l'azienda a cui le Forze Armate hanno
affidato la produzione e la distribuzione del proprio logo: si tratta
dell'Officina della Moda, una realtà con trent'anni di attività alle spalle che
ha sede a Carvico, in Valle Seriana, e dispone di una decina di punti vendita e
oltre 50 affiliati in franchising in Italia e nel mondo. «Le collezioni
spiegano i responsabili comprenderanno in primo luogo capi sportivi e,
naturalmente, saranno concepite nella doppia articolazione autunno-inverno e
primavera-estate. Saranno quindi disponibili jeans, t-shirt, polo ma anche
giubbotti, giacche sportive e coordinati». «Il marchio fa sapere l'Esercito in
una nota - sarà d'ora in poi, utilizzato in tutte le comunicazioni e le
manifestazioni dell'istituzione per una sempre più aggiornata affermazione
della nostra immagine e per le operazioni promozionali necessarie per il
reclutamento dei giovani». LO STORE Esercito italiano sarà gestito in
collaborazione con la società BB Side di proprietà dell'imprenditore Angelo
Pesenti. Tutta l'immagine coordinata e l'arredamento interno sono stati curati
dall'architetto Antonio Villa, che ha ricreato uno spazio affine alla camerata
di una caserma. Sono stati perciò recuperati gli armadietti originali in ferro
rivisitati con tocchi vintage e l'ambiente sarà illuminato da luci spot per evidenziare
la qualità dei capi esposti. Alessandro Borelli Image: 20090312/foto/7140.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 8
BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa
discut... BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani
fa discutere il mondo cooperativo emiliano-romagnolo. Trovando inattese anche
se timide aperture di credito, come quella espressa ieri al nostro giornale dal
presidente regionale di Legacoop Giuliano Poletti. Inattese almeno per chi si
immaginava di imbattersi in una serie di no più o meno espliciti, tipo quello
pronunciato sabato scorso dal governatore Errani. Specialmente in alcune sue
parti il piano casa pare aver fatto breccia nel mondo del lavoro. Rino Rino
Scaglioni, presidente dell'associazione Coop di Abitazione aderenti a Legacoop
Emilia Romagna spiega che «ben vengano ipotesi suscettibili di portare
modifiche positive in quanto a semplificazione e sistema agevolativo poichè, in
primo luogo, sarebbero i cittadini a beneficiarne». Anche se «desta preoccupazione
la possibilità che sia confermato l'indirizzo per un aumento indiscriminato
delle volumetrie». Porte aperte anche da un'altra coop aderente a Legacoop, la
Cpl di Modena. Per Roberto Casari, presidente della cooperativa di costruzioni
Cpl di Modena, il piano casa è un passo verso un maggior liberismo: «Qualcosa
occorre fare se vogliamo sbloccare il mercato edilizio. Giusto
introdurre elementi di maggior flessibilità, ridurre la burocrazia e accorciare i tempi di
attesa per le aziende». Timide aperture anche da Reggio. Mauro romoli, vice
presidente della coop La Betulla sottolinea come positivo il minor ricorso alla
burocrazia, «anche se non
si deve intendere tutto come 'andate e moltiplicate i vostri vani'».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
SPECIALE MALALBERGO
pag. 20 Auditorium e ambulatori con la nuova Coop Reno ALTEDO AL VIA IL 28
MARZO CONSULENTI Gli impiegati della Cna di Malalbergo, che forniscono
consulenze su fisco, credito e piani di sviluppo per gli imprenditori associati
di MATTEO RADOGNA MALALBERGO ABBASSARE la pressione fiscale, ridurre la burocrazia, convincere le banche a dare più respiro alle imprese. Sono le
tre principali richieste che provengono dalla Cna di Altedo, a Malalbergo, per
contrastare la crisi che sta colpendo duramente le imprese associate. «Si
stanno infittendo spiega Claudio Ventura, responsabile dell'ufficio di Altedo
le iniziative di Cna a supporto delle aziende bolognesi. Allo sportello
anticrisi dell'associazione sono arrivate oltre 300 chiamate di imprenditori
che hanno telefonato al numero verde 800901388. Le imprese chiedono soprattutto
tre interventi: una riduzione della pressione fiscale sia a livello nazionale
che locale, un maggiore snellimento burocratico, un credito dalle banche più
agevolato e meno costoso. Ma insieme a queste richieste, da molti imprenditori
è emersa anche una forte voglia di reagire alla crisi. Le loro esigenze,
quindi, sono di ottenere maggiori incentivi per favorire l'innovazione, la
promozione delle imprese e la loro partecipazione a fiere in Italia e
all'estero». Cna di Altedo comprende le zone di Malalbergo, con 328 iscritti e
Granarolo con 212 associati. Il 26 marzo, alle 20, nell'auditorium di Altedo, è
in programma un incontro convocato da Cna sul tema Vincere la sfida del futuro'.
Ventura sottolinea che «le chiamate allo sportello anticrisi sono state
effettuate per segnalare un'evidente difficoltà nell'accedere al credito e
nella gestione dei pagamenti dei propri clienti. Dopo un primo confronto
telefonico, il consulente propone all'imprenditore di fissare un appuntamento
con l'esperto più idoneo, (il primo incontro è gratuito) a seconda dell'ambito
nel quale occorre intervenire: direzionale, creditizio, consulenza del lavoro,
legale e consulenza strategica per lo sviluppo di impresa». Alle banche la Cna
chiede di non far mancare mezzi finanziari agli artigiani e alle piccole
imprese e di riscrivere le modalità di relazione tra banche, imprese e
strutture associative. Image: 20090312/foto/1696.jpg
( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Libero mercato a
parole, protezionista nei fatti giorgio oldoini Salvatore, un giovane di
Tricase in provincia di Lecce, è un operaio rifinito che lavorava in una
fabbrica di scarpe vendute ai negozi di San Babila con un ricarico di quattro
volte: segno certo di grande efficienza dei lavoratori. Tre mesi fa, il
proprietario, signor Tanini, ha licenziato trenta persone e ha trasferito i
macchinari in Albania dove la mano d'opera costa meno e i contributi sono
figurativi: produrrà le scarpe con il medesimo marchio e le rivenderà al prezzo
di prima. Salvatore, l'altro giorno, mi ha confidato di essere felice perché ha
trovato un posto da lavapiatti in un locale di Genova: in nero, si capisce, ma
almeno riuscirà a sopravvivere e mandare qualcosa alla famiglia. Per Lui è
stato un colpo di fortuna; con i licenziamenti di massa delle industrie del
nord, ha evitato la scelta tra la disoccupazione e qualche impiego in aziende
malavitose. Sono convinto che il ritorno al mondo delle "patrie",
finirebbe per uccidere le economie più deboli. Il fatto è che di questi
problemi planetari, decide un club ristretto: l'Italia può solo accettare le
decisioni altrui. C'è tuttavia un velo d'ipocrisia nei discorsi dei
"Grandi della Terra", a proposito della crisi economica e dei possibili
rimedi. Nel momento stesso in cui viene fatto il solenne giuramento di non
voler mai abbandonare il modello del commercio senza frontiere, il presidente
Barack Obama invita gli americani ad acquistare i prodotti di casa, con
l'effetto immediato di ridurre del 30% certe esportazioni italiane. A fronte di
un quadro formale di norme poste a tutela della concorrenza, si sta formando un
"libero mercato apparente": non è lo Stato che fa protezionismo, sono
i cittadini che scelgono. Non bisogna dimenticare che gli americani prendono
sul serio gli appelli dei propri leader politici: il blocco economico sui
sigari cubani, attuato in nome dell'"interesse nazionale" aveva
funzionato perfettamente. I francesi acquistano Renault e Citroën in nome del
patriottismo, mentre la Fiat risulta penalizzata dalla domanda interna. Gli
operai inglesi occupano l''azienda che ha affidato una commessa a un'impresa
siciliana, la quale deve accettare di assumerne una buona metà. Il fatto è che
Paesi come Usa, Francia e Inghilterra possono far conto su comportamenti di
persone che hanno un senso d'appartenenza e di fierezza molto radicato, tale da
incidere sulle scelte economiche nel quotidiano. Bisogna allora che i difensori
del libero mercato, obblighino i "cittadini del mondo" a pensare in
termini di "patria unica". Gli uomini-guida di Bruxelles, devono
inoltre rispondere in modo comprensibile alle seguenti domande: quale sarà
l'effetto dell'invecchiamento della popolazione sui nostri atteggiamenti
nazionali e sullo stato d'ottimismo della gente? Quale sarà l'effetto dei
programmi di sicurezza sociale contro le principali incertezze della vita: i
relativi costi potranno essere sopportati o stanno diventando così grandi da
far implodere il sistema produttivo? Come fa a competere con il resto del
mondo, un sistema con l'attuale rapporto tra classe intermediaria (finanza,
commercio) e quella produttiva (operai, tecnici, imprenditori creativi), con un costo delle burocrazie che tende ad aumentare senza sosta?
Possiamo continuare all'infinito a inventarci corvée ai danni delle imprese
(con oneri indotti pari alla stessa fiscalità ufficiale) e a obbligare i
consumatori a buttar via auto, mobili, elettrodomestici, per creare una domanda
fittizia? Nel frattempo, diteglielo voi a Salvatore che non deve temere
per il proprio futuro, perché la mano invisibile del mercato sta pensando a
lui. giorgio oldoini è manager d'impresa. 12/03/2009
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca di Cagliari
Pagina 1019 Quartiere in rivolta: da un mese gli impianti sono operativi
soltanto dalle 6 alle 18 Castello, l'isolamento continua Quartiere in rivolta:
da un mese gli impianti sono operativi soltanto dalle 6 alle 18 Paolo Carta:
«Questo fine settimana, ritorno alla normalità» --> Paolo Carta: «Questo
fine settimana, ritorno alla normalità» Protestano gli operatori degli esercizi
commerciali. «L'anno prossimo non apro d'inverno», minaccia il gestore dei bar
del Bastione. L'ultima promessa arriva dall'assessore alle Attività produttive
Paolo Carta. «Questo weekend gli ascensori funzioneranno anche di notte». Ma,
nonostante l'autorevolezza dell'amministratore, in pochi ci credono nel
quartiere di Castello: è ormai un mese che i due ascensori funzionano soltanto
dalle 6 sino alle 18. LE PROTESTE Una situazione che ha suscitato le ire degli
operatori commerciali e degli abitanti del quartiere. «Il Bastione», afferma
Alessio Raggio, gestore del De Candia e del Caffè degli Spiriti, «è il
biglietto da visita della città per i turisti. Eppure viene dimenticato,
proprio come viene dimenticato tutto il quartiere: l'ascensore, la ztl
notturna, il servoscala per i disabili mai entrato in funzione. Cose che ci
stanno mettendo in ginocchio». Al punto che Raggio medita soluzioni drastiche.
«Penso che l'anno prossimo chiuderò in inverno». TUTTI UNITI Le lamentele sono
generalizzate. Al punto che ?nemici storici? si ritrovano d'accordo: gli
abitanti del quartiere protestano insieme ai gestori dei locali, spesso nel
mirino perché disturbano il loro sonno. «Qualche giorno fa», racconta Paolo
Melis, «avevo ospiti a cena: sono andati via prima di mezzanotte perché erano entrati
in Castello in auto e non volevano rischiare multe. Avrebbero lasciato l'auto
fuori dal quartiere. Ma come andare via?». Protesta anche Giuliano Deroma,
gestore del Tierre Mambotango. «Si parla tanto del rilancio di questo quartiere
ma quello che viene fatto è di segno contrario: in questo modo, si uccide
Castello». Le lamentele riguardano chi si trova nella parte che dà su viale
Regina Elena e su piazza Costituzione. Ma anche gli altri sono tutt'altro che
felici. «Sembra di tornare indietro nel tempo», racconta Antonio, pensionato
che abita in via dei Genovesi, «ai tempi in cui venivano chiuse le porte e gli
stranieri venivano cacciati via a son'e corru ». LA
BUROCRAZIA Arrivano, però, le rassicurazioni dell'assessore. «Le telecamere
ormai sono state installate: potranno essere gestite temporaneamente dalla
Multiservice che garantirà il servizio per 24 ore al giorno». Se non altro, il
contratto con questa società consente di bypassare i tempi della burocrazia. «Il sindaco ha deciso
di assumere guardie giurate o operatori di videosorveglianza per gestire gli
impianti». Seguendo l'iter normale, però, si dovrebbe attendere la delibera di
Giunta e, poi, il passaggio in Consiglio. Almeno un mese, dunque. Durante il
quale dovrebbero lavorare (il condizionale è quanto mai obbligatorio) i
dipendenti della Multiservice. MARCELLO COCCO
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-03-2009)
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Politica Italiana
Pagina 107 Il ddl all'esame del Consiglio dei ministri conterrà anche le
proposte per le Regioni Casa, domani il piano del Governo Il ddl all'esame del
Consiglio dei ministri conterrà anche le proposte per le Regioni --> ROMA Le
linee guida del piano edilizia del governo sono pronte e ora dunque non resta
che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo è portare domani in Consiglio
dei ministri un disegno di legge cornice, ma ciò non toglie che ieri si siano
registrati i primi dubbi circa la possibilità di rispettare il timing. Il
timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere più tempo del
previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il via libera.
Difficoltà tecniche che si saldano con quelle politiche: la Lega infatti frena
ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del Carroccio Umberto
Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali, spiega
sempre il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del territorio. Anche il Pd,
dice il segretario Dario Franceschini, prima di giudicare vuole «vedere
concretamente» le carte. Perché, spiega, se è giusto «far lavorare
nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la qualità dei centri
storici». Per fare il punto sulle novità e cercare di incassare il consenso
degli alleati il presidente del Consiglio ha presieduto una serie di riunioni
alle quali ha partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il
progetto è quello di procedere su due livelli: prepare un testo da proporre
alle regioni che poi intendono adottarlo e al contempo rivedere la normativa
sulla materia di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno di legge.
Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della rivoluzione
immaginata dal premier. Ecco le misure chiave del testo da proporre alle
Regioni. AMPLIAMENTO CASE Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino
a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre
tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie
coperta. SCONTI FISCO I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto
contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che
salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. DUE ANNI La richiesta di
ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. RICOSTRUZIONI Gli edifici
realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard
qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono
essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%.
RISPETTO PAESAGGIO Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e
paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Nel
ddl all'esame del governo previste multe per i casi più lievi e per contro una
stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati.
( da "Comunicatori Pubblici" del 12-03-2009)
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Pubblicato il:
12-03-2009 Cittadini in tv, il nuovo canale YouTube del Movimento Difesa del
Cittadino Una Web Tv sul mondo dei consumi in tutte le sue sfaccettature, dalla
spesa ai temi bioetici, dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato dal Movimento
Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv
raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la partecipazione dei
rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei telegiornali che si
occupano di consumo e delle iniziative dell'associazione. Oltre a tutto ciò,
“Cittadini in TV” realizza per gli utenti servizi auto-prodotti inediti. Ogni
giovedì la home page del sito Mdc.it e il canale di Youtube “Cittadini in TV”
saranno aggiornati con un servizio dedicato a un argomento di stretta attualità
sul mondo dei consumatori oppure a un'iniziativa dell'associazione. Già ricco
l?elenco di video tratti da diversi network pubblici e privati: Cifre in chiaro
- Burocrazia lumaca, per esempio, o Babyconsumers e nuove tecnologie. Tra gli
autoprodotti: Donne sull'orlo di una crisi... "economica", un
servizio utilissimo sui pagamenti elettronici e le frodi, e l?intervista a
Liliana Rossi Carleo dell?Università Roma Tre sul nuovo Master
"Globalizzazione dei mercati e tutela dei Consumatori”. Tra tutti i video
spicca lo Speciale su Eluana Englaro. La comunicazione del Movimento non si è
evoluta solo in direzione video. I consumatori saranno più consapevoli e
informati anche grazie a “MDC News”, la nuova newsletter con le ultime notizie
sul mondo dell'associazione e dei consumi, articoli di attualità e d'interesse
per i cittadini. L'appuntamento con la newsletter è bisettimanale, ogni martedì
e giovedì: per riceverla, ci si potrà iscrivere direttamente nell'home page del
sito www.mdc.it. Movimento Difesa del Cittadino ha investito molto sulla
comunicazione per rafforzare gli obiettivi di promuovere la tutela dei diritti
dei consumatori, informandoli e dotandoli di strumenti giuridici di autodifesa,
prestando assistenza e tutela tramite esperti. Dopo aver fondato la prima
agenzia d'informazione on line dedicata ai consumi, Help Consumatori
(www.helpconsumatori.it), e rinnovato la veste grafica del sito istituzionale
Mdc.it ora sta progettando la spedizione di altre due newsletter tematiche:
Salute&Gusto sull'alimentazione e una seconda dedicata al risparmio
energetico. Giada Lonardi
( da "Foglio, Il" del 12-03-2009)
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12 marzo 2009
Indurre la ripresa facendoci ristrutturare la casa/2 "Liberare il
territorio costruendo. A Milano lo facciamo già" "Sono i piani
quinquennali che hanno rovinato l'ambiente". Parla l'assessore
all'Urbanistica Masseroli “Bisogna capovolgere i luoghi comuni e iniziare col
dire che sono i decenni di burocrazia e di rigidità
nel modo di concepire il territorio ad aver creato i disastri ambientali e il
disordine che vediamo. Bisogna sburocratizzare, liberare risorse e uscire da
una logica di sospetto per il ruolo dei privati”. Se questa è la filosofia che
anima il “piano casa” annunciato dal governo, allora Carlo Masseroli, assessore
allo Sviluppo del territorio del comune di Milano, ci si ritrova. E? sulla
stessa lunghezza d?onda di quel che sta provando a fare. Ricevendo, ovviamente,
le stesse critiche preconcette. Proprio ieri Masseroli e Letizia Moratti hanno
presentato ai partiti di maggioranza il nuovo Piano di governo del territorio
(Pgt) destinato a sostituire nel giro di un anno – se approvato – il Piano
regolatore vigente. Il Pgt prevede, tra l?altro, nuove grandi aree di
edificazione e di sviluppo urbano e infrastrutture, grazie al recupero di aree
dismesse e a un aumento della “densità urbana”. Ma soprattutto, dice
l?assessore, “è destinato a modificare la filosofia di governo del territorio,
superando la rigidità fatta solo di vincoli, di cose che non si possono
cambiare, con cui tutti i piani regolatori, come i piani quinquennali, sono
sempre stati fatti”. Masseroli precisa, però: “Evidentemente il nostro Pgt e il
piano per l?edilizia del governo sono due oggetti differenti. Ma pur senza
conoscere nel dettaglio quel provvedimento, mi pare che ci sia una comunanza di
visione. Punto primo: bisogna abbandonare la logica deleteria con cui sono state
fatte finora le politiche del territorio, e dunque anche quella parte che
pertiene all?edilizia abitativa”. Quale sarebbe questa logica? “Quella per cui
l?interesse privato è per forza contrario a quello pubblico. Invece bisogna
partire dal presupposto che l?interesse pubblico non è garantito da un vincolo
che viene imposto al privato. Bensì dal governo di una progettualità, in cui
compito del pubblico è dare risposte ai cittadini. Pubblico e privato sono
tasselli differenti presenti sul territorio, si intersecano esattamente come si
intersecano strade e case, ferrovie e zone agricole. E devono trovare strategie
di sviluppo organiche. Quanto e dove costruire, dove mettere il verde e le
strade, come finanziare le infrastrutture. Permettere al privato di costruire
con ordine e in modo remunerativo permette anche al pubblico di fare la sua
parte, ma con meno oneri e più efficienza”. L?obiezione fatta a Berlusconi è la
stessa fatta al suo progetto: cementificazione. Lei vuole aumentare la densità
di una città come Milano, già al collasso. “Come non mi pare che il governo
darà via libera all?abusivismo, anzi ad esempio verrà premiata una logica di
risparmio energetico, così il Pgt di Milano non dà via libera al cemento
selvaggio, per nulla”. La parola magica, per Masseroli, è “perequazione delle
volumetrie”. Un po? come avviene per il mercato delle emissioni di Kyoto, “lo
sviluppo di nuove aree che saranno infrastrutturate e rispondenti ai criteri
urbanistici decisi dal comune dovrà essere compensato dalla diminuzione delle
volumetrie là dove l?ambiente verrà riqualificato e usato diversamente. E?
esattamente il contrario: finora si è sempre ?consumato? territorio, espandendo
la città e ?cacciando fuori? chi non può pagare certi prezzi. Invece rendere
più densa la città consentirà di risparmiare territorio. E da questo recupero
di aree ed efficienza deriva anche la possibilità di fare l?housing sociale,
che diversamente non sarebbe finanziabile in alcun modo”. Leggi Le magnifiche
sorti e progressive della nuova città verticale e Indurre la ripresa facendoci
ristrutturare la casa
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CATIA DI NARDO
Castellammare. «Ambulatorio chiuso per mancanza di personale infermieristico».
È quanto riportato da un cartello affisso la scorsa mattina, appena pochi
minuti dopo l'apertura, davanti alle sale dall'ambulatorio di medicina sportiva
di via Bocchetti. Immediata la protesta degli utenti del reparto che si occupa
di certificare l'idoneità all'attività sportiva agonistica. Un centro medico di
controllo a cui ogni giorno si rivolgono numerosi sportivi iscritti ad
associazioni, federazioni e club locali. Ma ieri mattina, al termine della
prima visita, il medico di turno dopo aver esposto un cartello all'ingresso
dell'ambulatorio ha interrotto il ciclo di visite in programma. Motivo della
sospensione? Ufficialmente manca il personale infermieristico. Un blocco deciso
senza alcun preavviso, che ha mandato su tutte le furie gli utenti in attesa,
che immediatamente hanno cominciato a protestare. Tra questi anche l'assessore
alla Sanità della giunta guidata dal sindaco Salvatore Vozza, Maurizio Apuzzo
medico Asl in servizio sul territorio. «Gli utenti si sono trovati a pagare i
disagi di un disservizio evitabile - spiega - è tutta questione di
organizzazione degli uffici. Un fatto sicuramente non semplice, ma la sanità, la salute delle persone non può attendere i tempi della burocrazia, occorre un intervento
urgente per evitare che questo spiacevole inconveniente si ripeta». Intanto,
altri utenti, rimasti per ore in attesa hanno cercato di rivolgersi alla
direzione della struttura di via Bocchetti. Un tentativo inutile, visto che
anche altri dirigenti sono risultati assenti per malattia. Una mattina
di disagi, dunque, terminata soltanto quando finalmente un'infermiera è stata
inviata dalla direzione generale a supportare il lavoro del medico di turno.
«Il servizio sanitario offerto dell'ambulatorio è decisamente soddisfacente -
aggiunge l'assessore - ma problemi di questo tipo non devono verificarsi. Nei
prossimi giorni, in quanto delegato di giunta alla sanità, continuerò a
verificare l'effettiva regolarità dell'assistenza sanitaria sul territorio».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma. Il piano casa
approderà domani al Consiglio dei ministri. Anche se non è ancora certo il via
libera definitivo. Ci sono problemi tecnici, come l'armonizzazione delle misure
con le competenze delle regioni. Ma anche politici, con la Lega che frena
ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - spiega il leader del Carroccio, Umberto
Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali: nodo
immigrati e la tutela del territorio. Il malumore leghista sarebbe stato
originato anche dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del
premier. Proprio per sbloccare l'impasse in mattinata Berlusconi e Bossi
avrebbero dovuto sentirsi per telefono. Ma, fino al tardo pomeriggio, la
telefonata chiarificatrice non c'era stata. Nel pomeriggio c'è stato un vertice
con gli alleati al quale ha partecipato anche il ministro dell'Economia. Alla
fine, la soluzione individuata sarebbe stata quella di procedere su due
livelli: preparare un testo da sottoporre alle Regioni che poi intendono
adottarlo e, nello stesso tempo, rivedere la normativa di competenza statale,
mettendo a punto un nuovo disegno di legge con una stretta delle sanzioni.
Obiettivo: evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio. Ancora
perplesso il leader del Pd, Dario Franceschini che prima di esprimere un
giudizio «vuole vedere concretamente le carte». Perché, spiega, «se è giusto
fare lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la
qualità dei centri storici». Nel frattempo, oggi, alla Conferenza unificata,
sarà presentato il piano per la costruzione di 5mila case popolari. Obiettivo:
creare un milione di nuovi proprietari che potrebbero riscattare l'alloggio in
cui vivono. L'investimento previsto è di 550 milioni. Per quanto riguarda,
invece, le misure a favore dell'edilizia, ecco, nel dettaglio, i punti
principali del provvedimento che sarà sul tavolo di Palazzo Chigi. Ampliamento.
Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del
20% del volume esistente. Per tutte le altre tipologie di edifici la soglia si
riferisce alla superficie coperta. Sconti. I comuni potranno scegliere di
ridurre il contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Lo
sconto salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. I tempi. La richiesta di
ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre del 2010. Prevista anche la
possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia
materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il
fabbricato esistente. Demolizioni. Gli edifici realizzati prima dell'89 che non
siano adeguati agli standard qualitativi e non sottoposti al vincolo di
conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della
cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici siano residenziali la soglia è
relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi il tetto salirebbe a quota
35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. Rispetto paesaggio. Previsti
paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto
assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta sulle sanzioni. Multe
per i casi più lievi ma anche una stretta per chi interviene sui beni
vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso fino ad immaginare per i
casi meno gravi l'estinzione dell'illecito e la possibilità che l'accertamento
di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Addio
permesso. Il disegno di legge abolisce il permesso di
costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da
parte del progettista. Semplificazione. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione
paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento.
an. tr.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
GIANFRANCESCO
D'ANDREA Restyling della piazza, il salotto buono della città, a partire dalla
storica fontana circolare, presenza immancabile in tutte le cartoline d'epoca,
dagli inizi del Novecento in poi, quando gli zampilli erano altissimi e
conferivano alla cittadina un aspetto ancora più elegante: da ieri sono stati
avviati i lavori di recupero e riqualificazione della fontana tonda di piazza
Roma, nel centro storico di Piedimonte Matese. «Circa quarantamila euro
(diecimila donati da una Banca che ha sede nella piazza, ndr) - conferma il
sindaco Vincenzo Cappello - per la pulizia e la tinteggiatura del fondale, il
recupero delle cinte perimetrali circolari e l'installazione di un impianto di
riciclo dell'acqua». Gli interventi di recupero prevedono anche un
consolidamento statico delle basole, che in più punti presentavano delle
perdite d'acqua: sarà migliorata anche l'intera illuminazione del fondale e
perfezionata la potenza dei getti su tutta la circonferenza. Si tratta di un
primo intervento di riqualificazione dell'aspetto urbano della città antica,
che in più punti necessita di un maquillage completo e che presto dovrebbe
estendersi anche alle altre zone della cittadina, altrettanto centrali come
piazza Roma. Basta pensare, infatti, che l'altra importante agorà di Piedimonte
Matese, piazza del Carmine, ha un assetto urbanistico che, quanto ad estetica,
è fermo ai primi anni Ottanta ma, soprattutto, sono aiuole e giardini che in
questo caso avrebbero bisogno di qualche attenzione in più da parte del Comune.
La fontana di piazza Roma, quindi, apripista di una serie di interventi di
parziale recupero urbano. «A breve - spiega l'assessore all'urbanistica Attilio
Costarella - sarà espletata la gara per la sistemazione della nuova numerazione
civica e della toponomastica cittadina». Quest'ultimo progetto, in particolare,
che originariamente era stato varato dalla Comunità Montana del Matese fra
tutti i diciassette comuni di competenza, era finito nelle
secche della burocrazia,
con un contenzioso verso la ditta affidataria dei lavori. Il Comune di
Piedimonte ha quindi preferito procedere autonomamente, stanziando un fondo di
60mila euro. Tempi più lenti, invece, per la redazione del piano comunale del
colore, altra spina nel fianco per l'immagine della città antica: il centro
storico, infatti, dove negli ultimi tempi sono state riprese le facciate
di diversi palazzi d'epoca, non ha ancora una uniformità cromatica. Eppure
Piedimonte Matese è il comune della provincia di Caserta con il centro storico
più esteso, in rapporto al territorio comunale.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
GIUSEPPE MIRETTO
Stop alla riforma: si blocca la rifondazione organizzativa e gestionale del
welfare locale. Evitata in extremis la bancarotta (minacciata da un debito di
quattro milioni di euro) resta irrisolta la crisi amministrativa. I servizi
sociali intercomunali, a cui afferiscono 11 enti locali che orbitano sull'asse
San Felice a Cancello-Maddaloni-Marcianise, non riescono ad
affrancarsi dall'arcaiche e farraginose burocrazie comunali. Su tutte quella
del Comune di Maddaloni, ente capofila e massimo responsabile del perdurante
crack finanziario. Non parte il «Consorzio dei servizi sociali»: si complica il
percorso per il varo dell'innovativa struttura amministrativamente e
finanziariamente autonoma. È tutto pronto: c'è l'adesione di massima
alla trasformazione organizzativa dei comuni dell'ambito territoriale (manca
solo la ratifica dei civici consessi) ed esiste pure il modello di riferimento:
il Consorzio Alta Irpinia, ente burocraticamente leggero che raggruppa con
successo 25 comuni (da Lioni fino ai confini con la Lucania). «La scelta della
trasformazione - annuncia Enzo Mataluna, coordinatore dell'ambito - è
irreversibile nei principi e progressiva nei modi. Ma è tanto innovativa da
cozzare contro lo statuto dell'Asl Ce1, che vieta l'adesione a strutture
consortili». Infatti, leggi alla mano senza la formale adesione dell'azienda
sanitaria del territorio, il Consorzio non può nascere. «Stiamo lavorando -
conclude il coordinatore - per trovare una via d'uscita da questa paralisi
burocratica». Rimandato il colpo di spugna sulle storture burocratiche:
cancellate le figure dirigenziali (non sarebbe prevista nemmeno la costituzione
del CdA) e soprattutto i soldi dei servizi sociali, versati dalla Regione
Campania, sarebbero gestiti direttamente dal Consorzio e quindi dalla
cooperative di servizio. Senza il Consorzio torna lo spettro della bancarotta.
Le cifre condannano la gestione affidata al Comune di Maddaloni: in appena tre
anni di gestione sono stati accumulati quattro milioni di debiti. Voragine colmata,
ancora una volta, con la rateizzazione dell'ammanco. Subito saranno versati un
milione di euro per pagare un intero anno di lavoro per i 130 operatori sociali
impegnati nella rete integrata di servizi socio-sanitari: assistenza
domiciliare disabili, domiciliare anziani, specialistica scolastica per
bambini, centri socio-educativi per la prima infanzia, centro antiviolenza,
affido familiare. I restanti tre milioni saranno smaltiti con un piano di
rientro del debito, spalmato su tutto il 2009, per salvaguardare le casse delle
cooperative Antigone, Eva, L'Arca, Iride e Progresso. Imprese sociali che, per
garantire la piena continuità dell'assistenza residenziale, hanno dovuto
addirittura anticipare le spese. Nonostante tutto, per il 2009, è stata inaugurata
una prima riforma dei servizi: l'estensione della rete di protezione sociale a
domicilio agli «anziani fragili». Potenziati i servizi di eccellenza di rilievo
regionale o sovra regionale. Investimenti mirati per il sistema di
case-famiglia e il Centro Antiviolenza Eva di Maddaloni scelto dal Ministero
degli Interni come capofila del network antiviolenza (rete 1522) in tutto il
Mezzogiorno.
( da "Sestopotere.com" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Confartigianato:
?Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole
imprese del settore alimentare? (12/3/2009 14:48) | (Sesto Potere) - Roma - 12
marzo 2009 - “Un passo avanti sulla strada della semplificazione burocratica
per le piccole imprese del settore alimentare”. Così il Presidente di
Confartigianato Giorgio Guerrini definisce l?approvazione, da parte dell?Aula
del Senato, di un emendamento alla Legge Comunitaria 2008, sollecitato dalla
Confederazione, che alleggerisce gli oneri burocratici e riduce gli eccessi
sanzionatori a carico di artigiani e piccole imprese in materia di sicurezza
alimentare. In particolare, il Presidente di Confartigianato “apprezza
l?emendamento presentato dalla Sen. Simona Vicari (Pdl) e riguardante il regime
sanzionatorio sui controlli in materia di sicurezza alimentare, che reintroduce
criteri di flessibilità e modalità semplificate nelle procedure di
autocontrollo applicate nelle micro e piccole imprese e conferma il principio
della prescrizione a priori”.
( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edilizia, la
recessione provoca un calo del 10% nella produzione Presentata la Meci Il
mercato immobiliare risente ovviamente della crisi anche in virtù del fatto che
meno famiglie possono accendere un mutuo Imprenditori favorevoli alla proposta
del governo sull'aumento delle volumetrie residenziali Brusca frenata
dell'edilizia comasca: se nell'ultimo trimestre del 2008 le ore lavorate erano
diminuite del 5%, per il 2009 si prevede addirittura un calo del 10%. A
rivelarlo è l'Associazione Nazionale Costruttori Edili lariana (Ance). Ieri,
alla presentazione della Meci - la fiera sull'edilizia civile e industriale - è
stata scattata anche una fotografia del settore edile comasco. Le previsioni,
come detto, sono abbastanza preoccupanti. «Questi dati - precisa Giuseppe
Rigamonti, vicepresidente del comitato promotore della Meci e consigliere
dell'Ance di Como - arrivano dopo dodici anni di crescita costante e continua.
Non dobbiamo comunque sottovalutarli: anzi, adesso dobbiamo cogliere
un'opportunità di cambiamento». Vale a dire' «Il calo della quantità deve
corrispondere a un aumento della qualità del nostro lavoro, sotto i profili
tecnologico e organizzativo». Ci sono posti di lavoro a rischio' «Solo per le
figure non qualificate - risponde Rigamonti - mentre vi sarà grande spazio per
i giovani specializzati e laureati nelle discipline tecniche: ingegneria ambientale,
civile e gestionale». La frenata dell'edilizia, secondo Rigamonti, porterà nel
settore una naturale «selezione delle aziende, utile pure alla garanzia di
qualità per il consumatore finale». Il mercato immobiliare risente ovviamente
della crisi, anche in virtù del fatto che molte meno famiglie in questo momento
vogliono (e possono) accendere un mutuo. È questo, forse, il momento di
comprare' «Nel Comasco in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di
prezzo delle case, bolle speculative. I prezzi sul nuovo tengono. Compra chi ha
bisogno». Anche dall'Ance, così come da altre categorie imprenditoriali, arriva
invece un allarme sul credit crunch, la stretta creditizia che rischia di
asfissiare le aziende. «Alle banche - continua Rigamonti - chiediamo di
favorire le imprese che producono, a differenza degli immobiliaristi che si
occupano della sola commercializzazione». Su scala nazionale sta facendo
discutere un provvedimento di legge, al vaglio del governo, che introdurrebbe
una forte deregulation nel settore edile: dichiarazione di un tecnico privato
invece della concessione edilizia dei Comuni, possibilità di aumentare il
volume di un edificio del 20% (residenziale) o 30% (commerciale). Gli edifici
sorti entro il 1989 e non vincolati potrebbero essere demoliti e ricostruiti
con un 30% in più dei volumi: questo premio volumetrico sarebbe però vincolato
al raggiungimento di alcuni standard energetici e qualitativi. «Oggi servono
mediamente tre anni per una pratica urbanistica in Comune, e un anno e mezzo
per una pratica edilizia. Questo significa che a volte il progetto da cui si
parte diventa obsoleto all'atto della costruzione - risponde Rigamonti -
perciò, siamo favorevoli alla deregolamentazione di un settore che è fin troppo
burocratizzato. Non conosciamo ancora i dettagli precisi della proposta del
governo, ma se le direttive consistono nel premiare i costruttori che mirano
all'efficienza energetica e alla qualità, siamo d'accordo. Un eccesso di volume
su un progetto scarso è dannoso; se, invece, il progetto è di qualità, diventa
sostenibile». Dello stesso parere è Valter Ferrario, direttore dell'Ance di
Como. «Ogni snellimento di procedure e burocrazie è
benaccetto, anche se in Lombardia disponiamo già della Dichiarazione d'Inizio
Attività (Dia) che permette un iter più veloce. Siamo inoltre d'accordo nel
concedere un "premio volumetrico": se legato all'efficienza
energetica, questo diventa un incentivo per i privati. Avremmo qualche
perplessità, invece, se la possibilità di aumentare i volumi fosse fine a se
stessa». Andrea Bambace Nella foto: Ieri è stata presentata la nuova edizione
della Meci, la fiera dell'edilizia civile e industriale in programma a
Lariofiere dal 20 marzo Home Assalti in villa di sei anni fa Condannato Le
imprese in fiera a Erba saranno 140 Pirateria informatica, 400 denunce all'anno
Sperimentato a Como un software innovativo Spari nella notte in via Milano
Guardia giurata mette in fuga i ladri Spacciavano droga fuori dal Gallio Il
giudice ratifica i patteggiamenti Lo Stato non paga: arriva lo "sciopero
delle intercettazioni" Accoltella una prostituta Marocchino in manette
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Disabili,
consulente anti-burocrazia Conoscere diritti e aiuti a
disposizione: per loro è possibile al "Punto H" di via Runcis Giovedì
12 Marzo 2009, Casarsa della Delizia Un aiuto in più per le persone disabili e
le loro famiglie nell'affrontare le questioni burocratiche. Aprirà infatti ufficialmente
venerdì 13 a San Giovanni di Casarsa il primo "Punto H", un servizio
di consulenza gratuito sulle leggi riguardanti la disabilità. L'idea è dell'associazione
"LaLuna" e nasce da un'esigenza manifestata a più riprese soprattutto
dai genitori dei giovani disabili. L'obiettivo è quello di dare un supporto
tecnico su tutta la parte legislativa riguardante l'handicap, perchè le leggi a
sostegno ci sono, ma spesso non si conoscono. «In altre parole - ha spiegato
Erminio Fabris, presidente de "LaLuna" - si cercherà di dare un
sostegno a chi vuole risposte sulle agevolazioni destinate ai disabili e ai
loro familiari, normativa del lavoro, diritto alla salute, assistenza
personale, indennità di accompagnamento, interdizione, inabilità,
amministratore di sostegno, per fare degli esempi». Inoltre si potranno avere
informazioni precise sull'attualissimo tema della compartecipazione alle spese
sociosanitarie per i disabili gravi, che le associazioni vogliono calcolare
solo sulla base del reddito del disabile e non dell'intera famiglia. «Abbiamo
poi pensato - ha aggiunto il presidente - per completezza di servizio, di
creare una rubrica sul nostro giornale sociale che tratti la normativa fiscale
riferita ai disabili e che ad ogni edizione analizzi in maniera dettagliata un
argomento. Il punto informativo sarà seguito da una persona molto esperta in
materia, Francesco De Caro, che metterà a disposizione di chi avrà bisogno il
suo tempo e soprattutto la sua competenza». Un bel modo per festeggiare i primi
quindici anni del sodalizio sangiovannese. Era infatti il 1994, quando il primo
gruppo di volontari diede inizio alla attività de "LaLuna".
Inizialmente furono attività prettamente ludiche, poi il gruppo crebbe, non
solo nel numero, ma anche nell'età dei componenti e quindi furono modificate le
attività: furono creati momenti per la conoscenza di nuovi luoghi e di nuove
esperienze. Ad oggi, il gruppo di disabili che frequenta le attività nel fine
settimana è composto da circa una trentina di persone con età compresa tra i 15
e i 35 anni, provenienti dai diversi comuni della zona del sanvitese. L'ufficio
"Punto H" si trova nei locali della Cjasaluna in via Runcis 59, a San
Giovanni di Casarsa. Per ora rimane aperto il venerdì dalle 17.30 alle 19.30
solo su appuntamento (0434/871156). Michela Sovrano
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Dedichiamo a
Danieli gli impianti sportivi» Giovedì 12 Marzo 2009, Passata l'emotività per
la morte di Roberto Danieli, patron della "Diadora" ma soprattutto
grande personaggio del paese che ha coinvolto tutta la collettività, ieri tutti
i suoi amici si sono incontrati per la celebrazione della Santa Messa svoltasi
nella chiesa arcipretale per ricordarlo. I suoi amici più intimi guidati da
Luciano Gallina prima presidente del calcio Caerano e poi per oltre 25 anni
braccio destro di Roberto hanno chiesto al primo cittadino di Caerano San
Marco, Luciana Velo di dedicare gli impianti sportivi di via della Pace a
questo grande personaggio che per il suo paese ha sempre avuto un grande occhio
di riguardo. "Dedicare gli impianti sportivi a Roberto Danieli - dice
Luciano Gallina- penso che sia il minimo che potevamo fare per ricordarlo. Noi
che abbiamo avuto la fortuna di frequentarlo per tutti i giorni per oltre
vent'anni non riusciamo ancora a darci pace. Abbiamo presentato la nostra
richiesta al sindaco Velo che non ha esitato un attimo nel darci il suo parere
positivo. Ora ci sarà da seguire un iter burocratico che mi auguro non sia
molto lungo. La burocrazia si sa è sempre piena di ostacoli che rallentano problemi che
potrebbero essere superati in breve tempo". Luciano Gallina è il promotore
di questa iniziativa, con lui anche però altri personaggi del paese cha con
Roberto Danieli hanno diviso momenti storici calcistici indimenticabili.
"Con Roberto avevamo centrato la C2, titolo poi venduto al Sassuolo - dice
Luciano Gallina. Roberto resterà per sempre nei nostri cuori ed è per questo
che con Silvano Calabretto, Silvio Feltrin, Mario Daniel, Carlo Torresan,
Alessandro Morosini ed altri amici abbiamo voluto dare un giusto riconoscimento
a questo nostro grande amico che ora non c'è più". Luciano Beltramini
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il piano ferie di
Luxottica sarà in agosto per 3 settimane Giovedì 12 Marzo 2009, Agordo (m.m.) I
lavoratori del gruppo Luxottica ora sanno perché la Cgil non ha messo la
propria firma sull'accordo dello scorso 22 gennaio. Lo ha spiegato a chiare
lettere Mauro De Carli (Filtea) nel corso dell'assemblea tenutasi ieri mattina
negli stabilimenti di Agordo. Diverse le motivazioni con riferimento alla
politica nazionale in un periodo di crisi che, secondo De Carli, «verrà risolta
non prima del 2011 perché in Italia macano le soluzioni. Assomiglia a quella
del 1929». Ecco, in sintesi, cosa constesta la Cgil: «In Italia sono stati
stanziati 20 miliardi per le banche, ma tutto rimane sulla carta e non si
intravvedono segnali di collaborazione verso cittadini e piccole imprese; no alla social card perché per ottenerla serve molta burocrazia e gli acquisti devono essere
fatti in negozi convenzionati (è stata richiesta solo da 500 mila persone)
quindi i soldi stanziati potrebbero non essere utilizzati; gli unici aumenti
delle tasse nel 2008 sono stati fatti sui redditi da lavoro dipendente».
C'è una cosa che ha però convinto i lavoratori Luxottica, resa nota
nell'assemblea di ieri mattina: è stato stipulato il calendario ferie di
gruppo. Tre le settimane di pausa lavorativa dal primo al 24 agosto 2009.