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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   10-12 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Più servizi ai cittadini ( da "Trentino" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia e la mancanza di regole note. Quanti cittadini hanno sofferto e soffrono questi fatti? In generale, quante pratiche ferme? Quante risposte inevase?" Incalza Civettini: "Per non parlare del servizio telefonico quando si telefona al municipio, con attese inaccettabili e disorganizzazione generale che,

Trieste Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura d... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore.

oggi i progetti per il rilancio di fertilia - gianni olandi ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si teme che un'idea apprezzabile che ipotizza credibili ricadute di ordine economico, e quindi occupazionale, possa finire nei legnosi meccanismi della politica e della burocrazia e quindi essere vanificata nel tempo. Pur essendo supportata anche finanziariamente da un importante contributo di due milioni di euro.

Pordenone Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore.

la maremma non sa più vendersi - gabriele baldanzi ( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imprenditori gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi cominciamo a dare un'occhiata ai listini delle offerte per capire meglio. Un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona, comprese bevande, voli e trasferimenti (escluse solo le tasse aeroportuali).

balconi e verande, ecco cosa ci serve ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: edilizie attraverso incentivi e burocrazia semplificata che favoriscano il recupero dell'esistente, l'associazione dei proprietari di Confedilizia, Ape, di Udine è decisamente favorevole. Lo sostiene il suo presidente, Paolo Scalettaris: «Mi sembra possa cogliere un aspetto importante e da noi sempre considerato un punto da perseguire specie in relazione alla nostra realtà locale.

multe assurde chiarimenti o vie legali ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «La definirei una storia di ordinaria burocrazia - dichiara il presidente dell'Ascom locale Tiziano Ghiro - e sono stupito che sia stato preso un provvedimento del genere. Mi auguro vivamente che si sia trattato di un errore tecnico e non di una decisione politica. Se così fosse, sarebbe veramente tragico».

la paura corre tra i capannoni "banche e governo sono fuggiti" - (segue dalla prima pagina) davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Banche e burocrazia sono i due nemici anche per il titolare della Mavib di Inzago che racconta: «Ho richiesto la cassa integrazione per i miei 50 dipendenti ma da settembre aspettiamo l´ok dall´Inps. Alle banche, invece, abbiamo chiesto un mutuo: nonostante l´ipoteca del capannone non ci hanno risposto».

polizia integrata, dice no solo bibione ( da "Nuova Venezia, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione della burocrazia. Dovrà anche essere uniformato l'armamento dei vigili e le loro dotazioni, dopodichè sarà possibile pensare anche ad uno scambio, magari dalla stagione 2011, delle varie pattuglie a seconda delle esigenze. Una strategia per far fronte alle carenze di organico che interessano soprattutto certi Comuni con dotazioni limitate rispetto alle reali esigenze.

e gli esperti cercano la ricetta "più competizione sul credito" ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vorrebbe ridurre il costo della burocrazia, garantire che le imprese che lavorano per il pubblico non vengano pagate dopo mesi, rinviare a dopo la crisi gli interventi ambientali, cancellare i tormentoni pubblici per la Gronda. E chi, come Giovanni Calvini, presidente di Confindustria Genova, se la prende in modo particolare con il mondo bancario locale:

"i nostri banditi vengono qui perché in italia si rischia meno" ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si calcola, però, che siano quasi 500 mila quelli in nero. «Noi, comunque, siamo sempre a disposizione della polizia italiana - conclude il colonnello - . Il nostro ruolo è di dare un´informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia, e partecipiamo direttamente alle indagini». (g. fil.)

più sprint per i lavori pubblici ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inaccettabili i tempi della burocrazia «Validissimo il piano casa del governo, ma adesso bisogna intervenire anche sui lavori pubblici velocizzando le procedure burocratiche e su questo molto può fare la Regione». Il sindaco, Ettore Romoli, dopo aver nuovamente espresso apprezzamento per l'intervento del governo sull'edilizia, torna sul problema dei tempi lunghi dei lavori pubblici.

bari, appalti sui centri per immigrati nell'inchiesta spuntano nomi di politici - mara chiarelli ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avrebbero aggirato i problemi della burocrazia, semplificando le procedure di assegnazione degli appalti. In questo filone si sarebbe inserita l´Auxilium, una delle società che in tutta Italia si sono aggiudicate la gestione dei centri. Nelle telefonate sulle quali sono ora al lavoro i pm baresi ci sarebbero quindi gli accordi presi con Roma per gestire il Cara (

lo schiaffo di cento ( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche la burocrazia, poi, ci ha messo lo zampino: la normativa sullo smaltimento dei rifiuti prevede infatti procedure speciali (e dunque costose) per eliminare i mascheroni già utilizzati. E dunque oltre alla mancata vendita, bisognerebbe mettere in bilancio anche i costi per disfarsi dei carri.

Tessile, 250 sono aziende a rischio ( da "Giorno, Il (Como)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: GLI IMPRENDITORI hanno lamentato il problema dell'accesso al credito e le lentezze della burocrazia nello sbloccare i finanziamenti a sostegno delle imprese. La stessa Unione ha presentato una piattaforma di richieste condivisa dai partecipanti che gli stessi parlamentari si sono impegnati a discutere in commissione attività produttive.

<I Comuni intervengano per sconfiggere la crisi> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I Comuni intervengano per sconfiggere la crisi» Confartigianato: meno burocrazia e più progetti di LUIGI ALBERTINI LODI «LA CRISI c'è e non sappiamo quando finirà. Per la ripresa speriamo nella fortuna». Massimo Forlani, leader di Confartigianato Imprese del Lodigiano, affronta il problema con una certa dose di fatalismo.

Gli agricoltori: burocrazia e divieti Ecco quello che ci mette il freno ( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e divieti Ecco quello che ci mette il freno MORTARA. Da una parte le produzioni, dall'altra i prezzi, in mezzo agricoltori chiamati a stare attenti a fare quadrare il bilancio. Ma non è tutto. Da parte agricola si punta l'indice sull'affacciarsi di normative giudicate penalizzanti e sull'eccessiva "burocratizzazione"

<Solo la democrazia può salvare la mia Africa> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Corruzione e burocrazia. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Il ministro della Sanità è stato mandato via. Usava i soldi pubblici per i ritiri internazionali dei suoi collaboratori. Li spediva in Europa a frequentare corsi di politica». 10/03/2009 nascosto-->

Il Veneto si candida a far da apripista ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i permessi necessari». Il fronte degli oppositori al Piano registra l'adesione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «È l'idea di fondo che è sbagliata», visto che il Piano, spiega, «consente di andare in deroga ai piani regolatori e di aumentare le cubature degli edifici fino al 10-

Azienda a gonfie vele, ma rischia di chiudere ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi Storia di ordinaria burocrazia: un esposto, presentato nel 2006, ha fermato l'iter per ristrutturare un capannone a Castel d'Asso Azienda a gonfie vele, ma rischia di chiudere La Cosmet, sfrattata, è in cerca di nuova sede; la Procura da mesi ha bloccato tutto

Atti amministrativi, meno burocrazia ( da "Corriere Alto Adige" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia BOLZANO — La Provincia dichiara guerra alla burocrazia, almeno per quanto riguarda l'iter degli atti amministrativi. Con due delibere approvate ieri, sono state delegate ai singoli assessori diverse funzioni finora in capo alla giunta: il risultato è un deciso passo avanti nel progetto di snellimento delle procedure interne.

Sono passati oltre sei mesi dal fermo pesca estivo, ma ancora non c'è traccia dei ... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riteniamo che in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito peschereccio).

Calderoli è federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a <Ballarò> di ave ( da "Adige, L'" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prima di tutto per la burocrazia legata alle serate musicali, ai numerosi paletti posti in fatto di sicurezza (nuove uscite, porte tagliafuoco, rifacimenti intonaci per il troppo legno, iscrizione delle band all'Inps, pagamenti fatturati etc.etc.). È comprensibile quindi che molti gestori siano scoraggiati dall'organizzare serate e molte band inoltre lo siano per un discorso fiscale.

PIANO CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia pe... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Se serve a semplificare la burocrazia afferma l'imprenditore Marco Rossi ben venga il Piano». Le piccole imprese sono quelle che al momento sembrano farsi meno intimorire dalla crisi. «Andiamo avanti alla giornata continua Rossi con l'obiettivo di mantenere l'occupazione: sarebbe un peccato mandare tutto a monte».

In coma da 16 anni L'Inps le chiede il certificato di reddito ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia». Questo il commento del responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori », Corrado Stillo, che commenta la missiva inviata dal-l'Inps di Casarano.

In coma da 16 anni, l'Inps chiede il reddito ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ecco la burocrazia che, stavolta, non solo dà prova di inefficienza, ma offende e si copre di ridicolo. «è davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia».

ROMA - Nel giorno della cautela, Silvio Berlusconi ricorda che il piano di rilancio dell
...
( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la quale verrà azzerata la burocrazia trasformando la licenza edilizia in un semplice atto autorizzatorio che dovrà esser firmato da un tecnico. «Vogliamo azzerare un iter che a volte può anche durare sei mesi o un anno - sostiene Mario Mantovani, sottosegretario con delega alle politiche abitative - e dare un nuovo impulso all'economia».

La zona grigia che inghiotte il Paese del fare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma è a questa zona grigia, tra burocrazie procedimentali e lentezze dei lavori del Parlamento, che occorre ora guardare con grande attenzione quando si parla di grandi opere pubbliche, energia e piani per l'edilizia come leva per uscire dalla crisi. Quanto alla parte emersa è presto detto.

Voucher al pubblico per scegliere il teatro ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come si sposano in sintesi la burocrazia e l'arte? Sul mercato culturale esiste una proposta, assai liberale, assai provocatoria, mai realizzata in Italia. Anzi un tentativo è stato fatto anni fa a Milano, spiegheremo dopo perché non andato in porto. Parliamo del voucher per la cultura, di buoni destinati non a teatri, teatrini, compagnie,

Luci e ombre anche a Ferrara sul piano casa ( da "Nuova Ferrara, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alleggerire la burocrazia e rilanciare un settore in crisi, ma è facile cadere con queste nuove regole in un nuovo condono e in una sorta di cementificazione indiscriminata in un clima di deregulation. Nel dettaglio, il piano di ampliare l'esistente e di demolire e poi ricostruire, non risponde al fabbisogno di casa per chi di fatto non ce l'

<I criminali che vivono da noi pensano che in Italia si possa farla franca con più facilità> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: superando i ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente alle indagini, anche con attività che possono sembrare semplici, come la verbalizzazione, ma che semplificano molto il lavoro delle forze dell'ordine». Una collaborazione che ha dato i frutti sperati e che ha portato alla risoluzione del caso con l'arresto a centinaia di chilometri di distanza dal luogo dell'

<PER CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Associazioni per lo snellimento della burocrazia in tempi brevi; rivedere la programmazione commerciale e territoriale tenendo conto del fatto che la crisi economica ha completamente mutato gli scenari». INFINE, per quanto riguarda l'Ascom, Brunori dice che «in molti casi si vive una situazione in cui il posto di lavoro dei dipendenti è garantito dalla buona volontà degli imprenditori,

Insieme verso il successo ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Procedure interne efficienti, sgravio del personale, riduzione della burocrazia e diminuzione della lunghezza dei ricoveri dei pazienti sono argomenti importanti in tempi di scarsità di fondi. Eppure, proprio le banche dati centralizzate e l'accesso completo alle cartelle cliniche dei pazienti non sempre sono ben accetti.

<Si devono usare delle forme precise di comunicazione> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In Italia talvolta la legge e la burocrazia vanno contro gli interessi del cittadino che si prefiggono di tutelare». COME POTRÀ il cittadino interessato dal provvedimento far valere i propri interessi? Per le osservazioni bisogna affrettarsi: ci sono solo sessanta giorni dalla pubblicazione sul quotidiano.

Il bianco delle mucche di Guglielmo <Il latte lo porto in tavola io> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Già si prepara ad un altro salto. «Grazie ad una normativa della Regione precisa ora si sono le condizioni per entrare nella produzione di carne, se tutto va bene a maggio ci proviamo». Burocrazia e vacche permettendo. Image: 20090310/foto/1409.jpg

E' TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia locale. «Con il sostegno di Unindustria Bologna», afferma Alberto Vacchi, consigliere delegato di Unindustria per l'internazionalizzazione «la missione potrà essere l'inizio di un percorso personalizzato per ricercare partner, partecipare a fiere e manifestazioni, valutare strategie mirate di penetrazione commerciale e di radicamento»

Nel 2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli impianti in quella... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inoltre la burocrazia è molto complessa. Per questi motivi un'impresa che vuole insediarsi deve mettere in conto un investimento iniziale abbastanza importante» Che impatto ha avuto per la vostra attività il progetto alla Mirax Federation Tower? «Ultimamente la dimensione media dei nostri progetti è in crescita,

Ascensore fai da te nella casa popolare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sua è la storia del classico cittadino il quale, piuttosto che combattere contro la burocrazia, decide di rimboccarsi la maniche facendo da sé. L'ASCENSORE Premessa: Gianfranco Murgia non vuole alimentare polemiche. Il suo scopo l'ha raggiunto. «Nel palazzo tutti gli appartamenti appartengono ormai a privati», tiene semplicemente a precisare.

Cambiato il modo di progettare ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il rischio di creare altra burocrazia? «Tutto deve seguire il principio di riqualificazione. Si deve puntare sull'efficienza energetica e dobbiamo pensare solo a questo se non vogliamo affogare in questa marea di norme che oggi soffoca l'innovazione e la crescita con dettagli insignificanti, come la classificazione delle grondaie.

È in coma come Eluana. E l'Inps le chiede il conto ( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia»; Stillo, dopo aver espresso solidarietà alla famiglia che «accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità» chiede anche all'Inps «di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono

Emergenze e risposte: usciamo al verde dalla crisi ( da "Panorama.it" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più aiuti" spiega "per incentivare il ritorno all'agricoltura. Anche nella prospettiva sempre più preoccupante della perdita dell'autosufficienza alimentare dell'Italia". Qualche idea verrà anche dal convegno organizzato da Buonfiglio per il 12 marzo a Roma, insieme con l'associazione Coltiviamo il futuro.

Diritti dei minori, scrivo con rabbia ( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha finito in realtà per creare una burocrazia fatta di assistenti sociali demotivati, cinici avvocati e psicologi incompetenti, e veri e propri labirinti capaci di avviluppare in una morsa assassina intere famiglie sulla base di semplici sospetti. Al Collegio Nuovo Agnello Hornby sarà introdotta dalla professoressa Anna Modena e Carlo Granelli,

Cade dal silo, grave imprenditore ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tonello è molto conosciuto nel Triangolo della sedia e a San Giovanni al Natisone per il suo impegno sia nell'ambito lavorativo sia nella società. Alla fine degli anni Novanta è stato il battagliero presidente provinciale della Life (Liberi imprenditori federalisti europei), impegnato a combattere la burocrazia che tanto spesso mette in difficoltà le aziende.

Treviso NOSTRA REDAZIONE Diciamo che la fantasia dei sindaci, a volte, torna utile anc... ( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poi abbiamo dovuto rispettare i tempi della burocrazia. Ma sono molto favorevole al provvedimento del Governo». Lei garantisce ai residenti di Godega la possibilità di aumentare di 200 metri cubi il volume degli immobili. «Chiariamo: la nostra proposta è di consentire ampliamenti per case in zone residenziali, e non in zone agricole, per 200 metri cubi che però saranno una tantum.

Roma NOSTRA REDAZIONE Nessuna nuova accelerazione: il piano casa che il governo sarà so... ( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un vero piano casa e meno burocrazia sì, condoni mascherati o cementificazione selvaggia no», ammonisce il Pd. Nell'Idv, Leoluca Orlando accusa il governo di confermare «ancora una volta la sua missione: mortificare la legalità e sovvertire ogni regola. Nel campo edilizio stiamo assistendo ad un vero e proprio condono preventivo,

Piano casa, Gaglioti: "Ci sono elementi positivi" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienze della burocrazia?. È quanto afferma il Presidente di ANCE Cosenza Giuseppe Gaglioti, che intravede nel piano casa, ancora in fase di definizione, alcuni segnali positivi per il settore delle costruzioni. Innanzitutto la previsione della drastica riduzione dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte.

Libera casa in libero stato ( da "Foglio, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che è necessaria) considerava il terreno per esercitare i suoi poteri selettivi e la burocrazia connessa a quelli vessatori, le “leggi della comunità” puntano a riattivare una domanda utile alla ripresa economica, quelle della comunità nazionale che ha espressione nel Parlamento, non in qualche associazione di urbanisti.

Scelte scellerate minacciano il turismo ( da "Trentino" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: viene sottolineata la necessità di terminare «lavori di ristrutturazione che durano da 10 anni per problemi di burocrazia». Riguardo il Tesino viene rimarcata la necessità di far decollare il progetto di sviluppo che intende frenare l'abbandono della montagna garantendo benessere ed occupazione «prima che chi ci ha creduto finisca con disinnamorarsene».

La legge sulla casa è già approvata ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ne è venuto fuori un provvedimento che interessa innanzitutto i cittadini poiché prevede l'abolizione di tutta la burocrazia. E questo sarà un incentivo forte che spingerà i veneti a tirare fuori i soldi dal materasso. E' chiaro che funzionerà di più con le case singole o le plurifamiliari, ma, del resto, questo è anche il tipo di costruzione dominante in Veneto.

di Franco Pasqualetti E' passato tanto tempo. Tanti problemi, troppa burocrazi... ( da "Leggo" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia, proteste. Ma alla fine si è arrivati alla tanto attesa inaugurazione: oggi il mercato Trionfale, di via Andrea Doria, sarà "battezzato". Una cerimonia in grande stile, cui prenderanno parte - tra gli altri - il Sindaco, il ministro Scajola, l'assessore al Commercio Bordoni e quello alla Mobilità Marchi.

E le social card ? Sono meno di 4mila ( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la difficoltà di molte persone a districarsi nella burocrazia. Se fossero stati destinati 40 euro in più a tutte le pensioni minime - conclude il sindacalista - si sarebbe coperta l'intera platea». Istituita nel 2008, la social card è una carta acquisti utilizzabile per la spesa alimentare e le bollette della luce e del gas.

Torresan (Vivere) alla giunta: basta ritardi nelle opere ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rassicurazioni che però non convincono il consigliere Torresan. «Speriamo che tutto prosegua - ha ribattuto - la burocrazia è un valvola di sfogo quando non c'è la volontà di fare. Quando c'è la volontà, la burocrazia viene superata». (d.q.)

lavori pubblici, pressing dei costruttori la giunta tagli leggi e burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La giunta tagli leggi e burocrazia» TRIESTE. La modifica alla legge 14/02 che disciplina la materia degli appalti pubblici e il trattamento delle terre e rocce da scavo sono i temi affrontati ieri in un incontro fra l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Vanni Lenna, e i responsabili del Friuli Venezia Giulia dell'Ance, l'Associazione nazionale Costruttori edili.

Edilizia, semplificare con garanzie ( da "Italia Oggi" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in un colpo solo ridurrebbero grandemente il costo della burocrazia, metterebbe in moto capitali e lavoro, e toglierebbero soprattutto gran parte di quella discrezionalità che è la vera fonte della poca trasparenza della quale tradizionalmente soffre il settore.Dare certezza e tagliare i tempi del ciclo produttivo dell'edilizia significa risparmio e riduzione dei costi delle case,

unim, l'unione fa la forza ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di battersi con determinazione per non essere stritolati dal fisco, dalle tasse, dalla burocrazia, dalla crisi dell'economia e dei consumi. è nostro dovere difendere la vita delle imprese dalla crisi e non ci bastano più le promesse, vogliamo i fatti che invece, oggi, vedono in alcuni Comuni l'aumento delle tasse e del suolo pubblico.

Per gli ausili ai disabili la politica rimanda ancora ( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente dell'associazione Coscioni, ricorda che «purtoppo negli ultimi anni di iniziative del genere ne abbiamo fatte diverse, e continueremo a farne: i malati non possono attendere oltre, i tempi della burocrazia ministeriale». 11/03/2009

La <rivoluzione> delle pratiche ( da "Adige, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più snella, procedure semplificate, iter accorciati, orari d'apertura al pubblico ampi, almeno 46-50 ore alla settimana, sabato compreso e almeno un giorno con orario prolungato, con turnazione e part time. E per il pubblico, accesso sia libero sia su appuntamento, con comfort degni di una civiltà sconosciuta:

Una delibera ogni 18 abitanti ( da "Adige, L'" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In cifre La burocrazia comunale Una delibera ogni 18 abitanti Tra i dati emersi dal lungo studio svolto sulla macchina amministrativa moriana, alcuni sono particolarmente fuori media. Ad esempio, a Mori si produce una delibera ogni 18 abitanti, contro una media (rilevata su 300 Comuni di dimensioni analoghe) di una delibera ogni 50-

Piano casa: ecco come funzionerà ( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dettagliato provvedimento che consente senza troppe burocrazie l'ampliamento degli edifici. Galan ha deciso di non attendere la normativa nazionale: «Lo Stato darà direttive che la nostra legge regionale rispetta perché l'abbiamo concordata con Berlusconi», assicura il governatore. La legge regionale consentirà ampliamenti di volumetrie in deroga agli strumenti urbanistici fino al 35%

in comune mesi di attesa per le pratiche edilizie ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Montecatini In Comune mesi di attesa per le pratiche edilizie Burocrazia e tempi morti rallentano tutto dai grandi interventi alle semplici risrutturazioni Parla un giovane architetto: ecco perché tanti ritardi PISTOIA. Sulla carta è tutto semplice. Volete ampliare la vostra casa, finanze e piano regolatore permettendo?

ma qualcosa sta migliorando ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un panorama altrimenti dominato dai tempi lunghi e dalla burocrazia. «Che il problema esistesse, non c'era dubbio - continua Grassi - proprio per questo circa un anno fa gli Ordini hanno costituito un comitato provinciale delle professioni tecniche per affrontare la questione con il Comune». «Da parte sua - continua Grassi - l'amministrazione ha accolto questa novità con favore,

stival: troppi pochi veneti all'inps ( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbe rischiare di trovare molti ostacoli nella sua applicazione da parte della burocrazia statale. Questo perché ancora oggi i concorsi pubblici statali sistematicamente vengono vinti quasi esclusivamente da cittadini di aree molto a sud del fiume Po. Ad esempio la scorsa settimana nel concorso per la guardia di finanza, dove su 400 posti assegnati c'erano zero veneti.

"un piano di risparmi e intesa con la regione" ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Uno dei motivi di scontento è l´eccesso di burocrazia. E´ d´accordo? «Sì, ci sono troppi passaggi, le procedure vanno snellite e molto. L´altro problema è la didattica, va riprogettata per evitare che troppi corsi ricadano sui ricercatori». (l.m.)

"risorse ai dipartimenti e burocrazia più snella" ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il ministero deve riformare la norma sui tagli "Risorse ai dipartimenti e burocrazia più snella" Visto il blocco del turnover teniamo collaborazioni con chi va in pensione Alberto Del Bimbo, 57 anni, ingegnere, presidente della Fondazione per la ricerca dell´ateneo, www.albertodelbimbo.it. Come si distingue il suo programma dagli altri candidati?

<Rottamiamo gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia> ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rottamiamo gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia» di Antonio Signorini RomaLuigi Angeletti, segretario generale della Uil, riflettori puntati sull'edilizia... «Chiaro. È un settore che si sta fermando. E questo succede per ovvi motivi. I costruttori non vedono la possibilità di vendere nuovi appartamenti e non aprono cantieri».

L'autonomia di Di Vittorio ( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se non tra le burocrazie -, alle mediazioni delle appartenenze politiche o culturali. Ieri alla Camera, presentando «Pane e libertà», si è detto che la ricostruzione della vita di Giuseppe Di Vittorio è rivolta ai giovani, per sollecitare la ricerca della libertà e dell'emencipazione dalle tante precarietà cui sono costretti.

Hanno spremuto l'est e adesso scappano ( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia complessa e farraginosa, denunciano i padroncini di casa nostra. Sarà proprio così? La denuncia, che a prima vista potrebbe apparire verosimile, in realtà è imbroglionesca, gioca con le parole, chiama burocrazia le regole, i diritti (dei lavoratori e dell'ambiente) e i doveri (degli imprenditori).

L'Udc Giacomo Arcaini: <Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 3 L'Udc Giacomo Arcaini: «Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti» Il portabandiera centrista: serve un'istituzione snella di GUIDO BANDERA LODI NELLA sua vita ha visto e fatto un milione di cose: ha lavorato nel settore nucleare dell'Agip, ha fatto politica, è stato anche per due anni presidente del Fanfulla.

la regione ci ostacola, ce ne andiamo - carlo bartoli ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi lunghi colpa della burocrazia CARLO BARTOLI FIRENZE. La Toscana è una regione che punta sull'energia eolica per ridurre l'inquinamento e la dipendenza dal petrolio? Non proprio, anzi il contrario, secondo Ali Rahimian, consigliere di amministrazione della multinazionale danese European Windfarm e presidente delle due consociate italiane,

MEET THE MEDIA GURU 2009: CORY DOCTOROW ( da "marketpress.info" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in Europa esiste il copyright parlamentare e per questo esiste molta burocrazia. Sarebbe utile che i parlamentari europei fossero più tecnologici ma è implicito che più sono anziani, più sono resistenti alla tecnologia. Collaborare è la chiave per lo sviluppo dell?industria culturale secondo il blogger canadese.

MONTESILVANO - Cassa automatica fuori uso da tempo e mai riparata, un'impiegata molto efficiente tra... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma come spesso avviene dalle nostre parti le cose più semplici non vengono nemmeno prese in considerazione e la burocrazia si arroga il diritto di vessare il contribuente anche in questoi infiniti tempi di attesa davanti ad uno sportello, inchiodandolo per ore davanti ad uno sportello. P.G.O.

<Mettiamo i soldi in cantiere> Fabbri: <Cose da terzo mondo> ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Piuttosto, va snellita la burocrazia per le grandi opere». Concorda il sindaco Alberto Ravaioli: «Dico no al Piano casa del centrodestra per motivi precisi». Quali? «E' tagliato su misura per i proprietari di ville e non ha effetto pratico su chi ha davvero bisogno di una casa.

Il castello diventa un grande affare ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: persi nei meandri della burocrazia (presentazione pratiche, permessi, progetti esecutivi), approvazioni delle varie Sovrintendenze e finanziamenti che arrivano goccia dopo goccia. Nel 2006, prima pietra con due mini lotti sotto i 500 mila euro (restauro architettonico e strutture per ascensore panoramico), con l'impresa Zoppoli&Pulcher.

AIUTARE LE REGIONI PER SOSTENERE L'EUROPA ( da "marketpress.info" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più burocrazia vuol dire più corruzione. Meno burocrazia si traduce in una minor corruzione perché l´intero processo diventa più trasparente". I fondi di coesione sono destinati principalmente ai progetti di costruzione in paesi con un Pil (Prodotto Interno Lordo) equivalente od inferiore al 90 per cento della media europea,

Giustizia, quali riforme? Giustizia, quali riforme? è il tema d... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Una delegazione di Aiab Umbria ha partecipato alla Conferenza dei delegati Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). L'appuntamento nella capitale, anticipato dalla "Conferenza nazionale sulla certificazione in agricoltura biologica", è stata l'occasione per la delegazione regionale per affrontare in particolare i problemi della certificazione e più in generale

Cappuccio: <Non lasciamo la cultura agli assessori> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: editore non può e non deve essere la burocrazia. Ma Cappuccio avverte: «Sono d'accordo nel dare 100 euro allo studente Marco Rossi che sceglie cosa andare a vedere. Sottoscrivo la proposta, a condizione che, però, Marco Rossi sia aiutato a scegliere». Cosa vuol dire? «Facciamo l'esempio dei teatri stabili: Palermo fa scambio con Milano, Milano con Napoli,

"Il Vco deve ripartire dall'edilizia" ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno difficoltà a emergere perché c'è ancora una burocrazia troppo macchinosa che rallenta tantissimo le iniziative. Ci sono opere pubbliche già finanziate qui nel Vco che sono rimaste congelate per via degli intoppi burocratici. Di questa situazione ne ho parlato col prefetto per vedere se riesce a darci una mano.

Giacomense contro tutti ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dal calcio giocato alla burocrazia, quale rapporto con le istituzioni di Ferrara? «L'accoglienza è stata buona. Poi i miei progetti non sono andati a buon fine. Non voglio fare concorrenza alla Spal e al suo centro, ma piacerebbe anche a me avere un centro sportivo dove far giocare le giovanili.

Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro burocrazia e tagli «Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio» Marianna La Forgia BARI Se economia è in crisi, la Puglia rischia di rimanervi due volte invischiata, perché all'orizzonte si profilano migliaia di tagli di posti di lavoro se non verranno sbloccati gli appalti di tutte le opere immediatamente cantierizzabili per rilanciare la produttività e per difendere l'

Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia La Giunta ha già erogato la sua quota di 25 milioni Beatrice Vergari PERUGIA Il distretto tecnologico dell'Umbria procede a rilento, almeno nella parte statale. Come riferisce la Regione, verranno erogati in questi giorni 8 milioni di euro, quota di finanziamento statale della legge 297/99,

Per i macelli locali riconoscimento Ue con il contagocce ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: strette tra spese di gestione e burocrazia, alla macellazione sempre più spesso preferiscono la lavorazione e la trasformazione delle carni acquistate da altri». Il punto dolente rimane però la polverizzazione delle attività. Sono tramontati, infatti, i tempi del mega macello padovano Grosoli, fallito negli anni '90 dopo aver ricevuto ingenti aiuti pubblici.

) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminando gli enti inutili e la burocrazia. Occorre investire nei punti nevralgici dello sviluppo e della qualità della vita: infrastrutture ed eccellenze dei presidi ospedalieri sono due priorità che vanno affrontate immediatamente. Il sistema bancario deve utilizzare i risparmi dei cittadini forlivesi per far crescere su questi obiettivi lo sviluppo della nostra città.

<Basta cause. Si determini un canone equo> ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, crisi dell'economia e dei consumi. Non ci bastano più le promesse: vogliamo i fatti che invece oggi vedono in alcuni comuni l'aumento delle tasse e del suolo pubblico». IL NEOPRESIDENTE Luciano Masini, elenca 12 risorse strategiche per uscire dalla crisi: sicurezza (vigilanza di quartiere,

MASSIMO della Giovampaola ... ( da "Nazione, La (Siena)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Snellimento della burocrazia e gestione attenta delle manutenzioni saranno i primi segnali che intendo dare ai cittadini. Tra le priorità la realizzazione della variante della 326». Infine, Rossi dedicherà «particolari attenzione alle realtà culturali esistenti sul territorio e che saranno previsti adeguati investimenti a favore del polo scolastico,

Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruit... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 6 Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruit... Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruiti fino al 1989; agevolazioni fiscali locali; meno burocrazia

Casa, libertà di ampliamento Già pronta la legge veneta ( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi la burocrazia. La licenza edilizia non servirà più, basterà la Dia (la dichiarazione d'inizio attività), semplificando così di molte le pratiche amministrative per chi deciderà di mettere mano al proprio patrimonio edilizio. O di «togliere i soldi da sotto il mattone », come ha sintetizzato Galan.

Ecco lo sportello Unico' ( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: COMUNE DA SABATO BUROCRAZIA MENO COMPLICATA - SAN GIULIANO TERME - E' STATO presentato «Unico», lo «Sportello per il cittadino", un nuovo servizio del Comune di San Giuliano Terme che sarà inaugurato sabato prossimo. «Unico» è un'ulteriore tappa raggiunta dal programma di legislatura del sindaco Paolo Panattoni che lo aveva annunciato e promesso nel giugno del 2004.

Soyinka: <Su Bashir io sto con L'Aja> ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è tutto un mercato di falsi medicinali comprati in Cina e in India ma anche fabbricati a livello locale come quello sciroppo che ha recentemente provocato la morte di quasi un centinaio di bambini. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Dominano corruzione e burocrazia».

Assegni sociali, meno burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia Dal 1° gennaio si prende come riferimento il reddito dell'anno precedente di SALVATORE MARTORELLI MILANO SONO IN ARRIVO cambiamenti e non di poco conto per le migliaia di pensionati che beneficiano delle cosiddette «prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito» ovvero assegni sociali,

<Non ho più soldi per la spesa> Disperato appello di una mamma ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi sono rivolta agli assistenti sociali, ma ho sbattuto contro la burocrazia. Sto affrontando anche il divorzio da mio marito. Resta il problema fondamentale: non ho nè lavoro nè denaro. Non dico quello per fare benzina, ma quello, esseziale, per la spesa quotidiana. Ho pensato di rivolgermi al mio giornale e alla mia città.

Non ho firmato l'appello di Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas pubblicato su l... ( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La seconda è di esautorare le burocrazie delle amministrazioni locali, responsabilizzando al loro posto un'intera categoria professionale, quella degli architetti e degli ingegneri. La terza è di legare questa mobilitazione individualista all'opportunità di rinnovare anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale uno stock edilizio ormai desueto e divoratore di energia.

Ponte militare subito per salvare la stagione turistica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma conoscendo i tempi della burocrazia, l'Associazione delle piccole e medie imprese del nuorese e gli associati della Baronia, promotori del vertice tenuto in prefettura, non nascondono una certa dose di scetticismo. La stagione turistica è ormai alle porte, a Pasqua si dovrebbe partire con il primo test di stagione.

<Il bello dello show? Il rischio querela> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Solo che poi in lista sono stati presentate le cariatidi della vecchia burocrazia Ds e della Dc. Non voterò quel partito per nessuna ragione». Un po' come molti dello zoccolo duro: gli operai. «In giro per l'Italia mi capita di vedere, anche nei paesini più piccoli del nord, convocazioni di assemblee popolari, dibattiti organizzati dai leghisti.

Il governo rilancia l'edilizia, Simpsons senza tetto ( da "Metronews" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fra le novità ancora allo studio del governo c?è anche l?abolizione del permesso di costruire, sostituito da una perizia giurata del progettista. Pratiche molto più snelle, meno burocrazia e norme più flessibili in un piano casa che, comunque, fa già discutere. (LAURA PONZIANI)

Occorre tutelare il potere d'acquisto ( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I motivi sono noti: la manodopera costa meno, la burocrazia pone meno vincoli. Un processo partito nel Nord-Est e poi a mano a mano spostatosi anche verso Sud, quindi verso le Marche. Il problema maggiore non è tanto la ricaduta sulla produzione quanto la lenta ma inesorabile ricaduta sul potere d'acquisto delle maestranze.

Spinazza, problema convenzione naccio ( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere ritardati dalla burocrazia e dalle lungaggini del comune netino. Il commissario infatti, a seguito anche di alcune sollecitazioni del prefetto, ha stilato la bozza di convenzione con il comune netino, bozza che comprenderebbe sia la gestione del traffico lungo l'intero lungomare Spinazza sia la gestione dei servizi nella fascia di terra adiacente alla borgata di Marzamemi.

Contravvenzioni, il 60 per cento non le paga ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agenti impegnati a notificare e a lavorare nella burocrazia richiesta dalle multe insolute». Non sembra essere dello stesso parere Luca Busetto, comandante della polizia comunale, il quale dà sì atto del tempo che un agente perde per notificare e verificare la riscossione delle multe comminate, «ma - aggiunge - è anche vero che l'attività 2008 è aumentata per tutti quanti gli ambiti,

Legge veneta per l'edilizia, Galan batte Roma sul tempo ( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Primo: ci sarà una assoluta abolizione della burocrazia». Per l'aumento delle cubature del 20%, per intenderci, basterà una Dia, la Dichiarazione di inizio attività. Ma chi potrà usufruirne? «È chiaro che la legge funzionerà di più per le abitazioni singole, con i condomini sarà più difficile.

La chimera Adsl: 20mila persone ancora "isolate" ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E quando non ci sono inconvenienti tecnici, ecco il bastone della burocrazia: alcuni comuni verrebbero incontro ai privati per dividere gli oneri degli investimenti necessari, ma Bruxelles considera queste forme di finanziamento pubblico come veri e propri «aiuti di Stato». Quindi in contrasto con le norme in materia di libera concorrenza.

Più cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15

Più cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia ( da "KataWebFinanza" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15

PMI: STUDIO CIDEC, BUROCRAZIA E ACCESSO AL CREDITO 'INCUBI' DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI (2) ( da "ITnews.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Tangenziale pronta entro fine anno ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vediamo concretizzarsi i tanti documenti passati al vaglio della burocrazia in questi anni». E' ancora Borioli ad annunciare che «sarà dato brevemente il via a un altro gioiello che collegherà Novarese e Vercellese, ossia la Pedemontana»: la Regione passerà infatti ad avviare il bando di gara per la ricerca del promotore finanziario intorno alla metà di aprile «e questo permetterà all'

Bond argentini, una banca condannata al risarcimento ( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da parte delle associazioni dei consumatori che hanno unito le forze e messo insieme diversi modenesi che si sono ritrovati con lo stesso amaro problema: risparmi azzerati per la bancarotta di un paese. Questa sentenza servirà certamente anche a chi fino ad ora non ha ancora trovato giustizia e sta aspettando i tempi della burocrazia per provare a recuperare quanto perso. (s.c.)

Nel Feltrino la crisi viaggia a tripla velocità ( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infine una considerazione generale: «Attualmente la burocrazia pesa per il 20-22 per cento sull'attività delle imprese. Con queste percentuali», conclude Curto, «diventa tutto più difficile anche nei periodo in cui l'economia tira. Ovvio che adesso tutto si ingigantisce».

La Lega Nord frena sul piano per la casa ( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio senza argini sono però state previste sanzioni più severe delle attuali per chi intacca i beni vincolati.

per il centrodestra è uno scippo ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia aveva, evidentemente, fatto il suo corso, ma le decisioni del Cipe hanno cancellato con un colpo di spugna qualsiasi atto annesso e connesso sulla strada. «Possiamo parlare di scippo - ha detto duramente Giovannelli, sindaco Pdl -, di promesse non mantenute.

piano casa, primi dubbi della lega lombardia pronta a seguire il veneto - paola coppola andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia e tempi più stretti: ecco i punti chiave del piano per l´edilizia a cui sta lavorando il governo, la "legge quadro" che domani dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri. Anche se è possibile che il via libera slitti di qualche giorno per mettere a punto i dettagli del pacchetto e sciogliere le riserve dell´

l'italia sarà salvata dai "giardinieri di dio" ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma le burocrazie delle varie province e regioni chiedono di avere licenza illimitata di spesa e di sperpero. La Jugoslavia è crollata cosí, non a caso inventandosi una questione etnica per non pagare il dazio del fallimento». Invece ci vorrebbe un federalismo responsabile «alla tedesca, con uno stato leggero,

pianificazione sbagliata pochi servizi, prezzi alti ( da "Tirreno, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Stagioni troppo corte (per carenza di servizi), imprenditori gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi i prezzi: un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona. Stessa cosa in Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro.

invalidità, guerra alle pratiche lumaca ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: informatizzazione contro la burocrazia Il primo passo dell'Asl è stato quello di accorpare il servizio a Villa Clara CAGLIARI. Da un anno il portatore di handicap che deve ottenere la certificazione del suo stato e anche l'invalidità civile non fa più due istanze e due visite: la commissione dell'Azienda sanitaria lo vede una volta sola per una doppia richiesta presentata in una domanda unica,

I bonus non bastano per evitare l'impoverimento dei pensionati ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si è scaricata tutta la burocrazia inventata dal Governo; abbiamo accolto una moltitudine di persone affannate, disorientate, umiliate, deluse, con le quali abbiamo però avuto anche la possibilità di parlare delle nostre critiche e delle nostre proposte per un aumento strutturale di pensioni e salari.

L'It di Obama che parla in swahili ( da "Finanza e Mercati" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per riuscire nell'impresa Vivek dovrà superare lobby e resistenze di una burocrazia sempre gelosa delle proprie informazioni. Ce la può fare? Come nel caso del suo boss, c'è da sperare di sì. Per il mondo dell'It pubblico, dopo anni di fallimenti, sarebbe un evento storico.

pensione per animali, mille ostacoli ( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NOALE: LA BUROCRAZIA Pensione per animali, mille ostacoli Un giovane veterinario: «Ci provo dal 2006, mi prendono in giro» NOALE. Vorrebbe aprire una pensione per cani e gatti ma per ora si è visto solo chiudere le porte in faccia. Colpa della burocrazia ma solo.

magistro: "io sindaco per una città normale" ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbattimento dei costi della politica e burocrazia più veloce, «in un momento in cui la città vuole tornare ad essere normale e i problemi di tutti i giorni devono essere al centro dell´attenzione del sindaco». Così il candidato al Comune, Mimmo Magistro (segretario nazionale Psdi), ha presentato il proprio programma.

rimedi alla crisi, meno burocrazia ( da "Centro, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina 11 - Chieti Rimedi alla crisi, meno burocrazia Il Suap accorcia i tempi per il via libera alle nuove attività Licenze in tre giorni Lo Sportello di San Salvo volano per l'economia SAN SALVO. Mezz'ora per esaminare e protocollare una pratica on-line; tre giorni per rilasciare le prime autorizzazioni;

<È una sentenza molto durache è difficile da accettare> ( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla fine è la burocrazia a prevalere e chi è chiamato a intervenire in certe situazioni è perdente in partenza». In che senso? «Se usa la forza, ci rimette la carriera. Se non la usa, ci rimette la vita». Cosa fare? «Noi, pur accettando la decisione del giudice, faremo di tutto perché la memoria di Daniele abbia giustizia e il suo sacrificio serva a qualcosa.

Ma nelle librerie il classico dell'egoismo ritorna best seller ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ritirare ciascuno il proprio lavoro creativo da una società che li opprime con leggine, burocrazie, assenza di riconoscimento al merito, tasse oppressive. Stufa di esser sfruttata dal governo a nome delle masse, descritte come «parassitarie» e «scroccone», questa élite creativa e imprenditoriale elabora una specie di secessione, ritirandosi in un campo sulle montagne del Colorado.

Per costruire basta autocertificare, velocizzato l'ok paesaggistico. 5 mila alloggi popolari ( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In generale, il «piano casa» conterrà norme per lo «snellimento» della burocrazia, sostenendo il permesso di costruire con l'autocertificazione del progettista, e la velocizzazione delle procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Piano per l'edilizia, la Lega resta perplessa ( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio senza argini - un rischio che è stato al centro delle polemiche dei giorni scorsi - sono, però, state previste sanzioni più severe delle attuali per chi intacca i beni vincolati.

Sosta a raso, ni dalla libreria Un'alternativa, poi lo stop' ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Le dirò di più, che lo abbiamo già fatto, ma è stata una cosa defatigante, con una burocrazia che ci asfissiva per i permessi. Ci rimandavano dal Comune ai vigili e dai vigili al Comune. Ci lascino un pochino più libertà e prometto che la cultura sotto i portici ce la porto davvero».

Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il messaggio venuto... ( da "Nazione, La (Siena)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: veicoli a motore e le rigidità della burocrazia statale. Numerosi gli interventi. Dopo i saluti del presidente del Comitato organizzatore, Lapi, degli assessori allo Sport del Comune, Bianchi e della Provincia Del Ciondolo, hanno parlato il vicepresidente del Coni Provinciale Nesi, il capo di gabinetto della Prefettura Tedeschi, il presidente di Siena Tuning Club Federico Vanni,

Licenziamenti, più 50 per cento Cassa integrazione triplicata ( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contesta Gigi Petteni della Cisl —. Il sospetto è che si usi un surplus di burocrazia per scoraggiare le imprese ». Dal canto suo l'assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni, non pare preoccupato: «Aprire una vertenza col governo è del tutto fuori luogo». Rita Querzé

SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Riteniamo che la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure, anche perché il decreto di luglio era formulato in modo preciso, indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni: 25 da fondi comunitari e 10 dal fondo centrale per il credito peschereccio.

Ornaghi: cultura senza identità Milano torni ad ascoltare i giovani ( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono stati uccisi da un certo sistema formativo e dalla burocrazia. Milano era una città di piccole eccellenze, le quali creavano miracoli senza seguire un programma di fondo; sapevano costruire un prodotto unico, capace di vincere ogni concorrenza: la "milanesità". E questo artigianato si faceva poi grande.

Inchiesta per la morte in cantiere ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aveva detto Pironi bisogna tenere presenti le priorità suggerite dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Occorre garantire la sicurezza senza incidere sulla burocrazia ed educare gli studenti delle scuole superiori, prima che entrino nel mondo del lavoro. E' quello che proporrò soprattutto negli istituti professionali». Lorenza Lavosi

<Escluso dall'insegnamento> ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ho trovato quasi sempre dei no'» SCUOLA & BUROCRAZIA Caro Carlino, L'intervento sul "Carlino" del 28 febbraio di Francesca Boari, sugli effetti benefici per gli allievi del Canonici Mattei di un corso musicale, mi induce a raccontare la mia triste storia. E' sempre antipatico parlare di se stessi, ma spero ciò possa avere un valore paradigmatico.

Le coop promuovono il Piano ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla" ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza»

di SAVERIO MIGLIARI <IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa ... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla" ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza»

E sui pannelli solari adesso spunta l'Ici ( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spiegata così sembrerebbe la classica storia di ordinaria burocrazia italica. Eppure lo stabilisce una circolare dell'Agenzia del territorio dello scorso novembre. E da allora si è aperto un contenzioso tra le aziende che operano nel fotovoltaico, rappresentati dall'associazione di settore Assosolare, e i tecnici dell'Agenzia.

Il piano casa del Lazio? <Concertato coi costruttori> ( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: accelerare e snellire la burocrazia per dare risposte non sulla carta, ma nei fatti - osserva - . Se si trova un equilibrio tra istituzioni, banche e imprenditori si può concretamente rimettere in moto l'economia ». Marrazzo spiega le perplessità sul progetto del governo facendo due conti: «Loro hanno stanziato 550 milioni di euro per tutta Italia dei quali 50 andranno al Lazio,

popolari e un milione di proprietari in più ( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. TEMPI CERTI. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento.

Energie rinnovabili, progetto all'avanguardia ( da "Nuova Ferrara, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mettere in campo una grande forza d'urto e scardinare tutte quelle condizioni che ostacolano i nostri progetti, dalla burocrazia alla cultura dell'emergenza. Dobbiamo far prevalere la cultura del fare, costruire progetti con le associazioni agricole e collaborare con tutti quelli che ci seguiranno sulla strada dell "innovazione"».

Felpe e jeans col marchio dell'Esercito ( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il Demanio e la burocrazia hanno reso tutto inutile. E COSÌ c'è voluta un'iniziativa nel suo piccolo rivoluzionaria, ovvero la decisione dell'Esercito di dare vita ad un proprio marchio di sportswear, per riportare le divise in terra orobica. Oggi, infatti, alle 18, presso il centro commerciale Oriocenter, di fronte all'aeroporto di Orio al Serio,

BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa discut... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giusto introdurre elementi di maggior flessibilità, ridurre la burocrazia e accorciare i tempi di attesa per le aziende». Timide aperture anche da Reggio. Mauro romoli, vice presidente della coop La Betulla sottolinea come positivo il minor ricorso alla burocrazia, «anche se non si deve intendere tutto come 'andate e moltiplicate i vostri vani'».

Auditorium e ambulatori con la nuova Coop Reno ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia, convincere le banche a dare più respiro alle imprese. Sono le tre principali richieste che provengono dalla Cna di Altedo, a Malalbergo, per contrastare la crisi che sta colpendo duramente le imprese associate. «Si stanno infittendo spiega Claudio Ventura, responsabile dell'ufficio di Altedo le iniziative di Cna a supporto delle aziende bolognesi.

Libero mercato a parole, protezionista nei fatti ( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con un costo delle burocrazie che tende ad aumentare senza sosta? Possiamo continuare all'infinito a inventarci corvée ai danni delle imprese (con oneri indotti pari alla stessa fiscalità ufficiale) e a obbligare i consumatori a buttar via auto, mobili, elettrodomestici, per creare una domanda fittizia?

Castello, l'isolamento continua ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LA BUROCRAZIA Arrivano, però, le rassicurazioni dell'assessore. «Le telecamere ormai sono state installate: potranno essere gestite temporaneamente dalla Multiservice che garantirà il servizio per 24 ore al giorno». Se non altro, il contratto con questa società consente di bypassare i tempi della burocrazia.

Casa, domani il piano del Governo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della rivoluzione immaginata dal premier. Ecco le misure chiave del testo da proporre alle Regioni. AMPLIAMENTO CASE Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente;

Cittadini in tv, il nuovo canale YouTube del Movimento Difesa del Cittadino ( da "Comunicatori Pubblici" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'

"Liberare il territorio costruendo. A Milano lo facciamo già" ( da "Foglio, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna capovolgere i luoghi comuni e iniziare col dire che sono i decenni di burocrazia e di rigidità nel modo di concepire il territorio ad aver creato i disastri ambientali e il disordine che vediamo. Bisogna sburocratizzare, liberare risorse e uscire da una logica di sospetto per il ruolo dei privati”. Se questa è la filosofia che anima il “

CATIA DI NARDO CASTELLAMMARE. AMBULATORIO CHIUSO PER MANCANZA DI PERSONALE INFERMIERISTICO&... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la salute delle persone non può attendere i tempi della burocrazia, occorre un intervento urgente per evitare che questo spiacevole inconveniente si ripeta». Intanto, altri utenti, rimasti per ore in attesa hanno cercato di rivolgersi alla direzione della struttura di via Bocchetti. Un tentativo inutile, visto che anche altri dirigenti sono risultati assenti per malattia.

ROMA. IL PIANO CASA APPRODERà DOMANI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. ANCHE SE NON è ANCORA CERT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il disegno di legge abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Semplificazione. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. an. tr.

GIANFRANCESCO D'ANDREA RESTYLING DELLA PIAZZA, IL SALOTTO BUONO DELLA CITTà, A PARTIRE DALLA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: era finito nelle secche della burocrazia, con un contenzioso verso la ditta affidataria dei lavori. Il Comune di Piedimonte ha quindi preferito procedere autonomamente, stanziando un fondo di 60mila euro. Tempi più lenti, invece, per la redazione del piano comunale del colore, altra spina nel fianco per l'immagine della città antica: il centro storico,

GIUSEPPE MIRETTO STOP ALLA RIFORMA: SI BLOCCA LA RIFONDAZIONE ORGANIZZATIVA E GESTIONALE DEL WELF... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non riescono ad affrancarsi dall'arcaiche e farraginose burocrazie comunali. Su tutte quella del Comune di Maddaloni, ente capofila e massimo responsabile del perdurante crack finanziario. Non parte il «Consorzio dei servizi sociali»: si complica il percorso per il varo dell'innovativa struttura amministrativamente e finanziariamente autonoma.

Confartigianato: "Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore alimentare" ( da "Sestopotere.com" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore alimentare? (12/3/2009 14:48) | (Sesto Potere) - Roma - 12 marzo 2009 - “Un passo avanti sulla strada della semplificazione burocratica per le piccole imprese del settore alimentare”. Così il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini definisce l?

Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione ( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Ogni snellimento di procedure e burocrazie è benaccetto, anche se in Lombardia disponiamo già della Dichiarazione d'Inizio Attività (Dia) che permette un iter più veloce. Siamo inoltre d'accordo nel concedere un "premio volumetrico": se legato all'efficienza energetica, questo diventa un incentivo per i privati.

Disabili, consulente anti-burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Disabili, consulente anti-burocrazia Conoscere diritti e aiuti a disposizione: per loro è possibile al "Punto H" di via Runcis Giovedì 12 Marzo 2009, Casarsa della Delizia Un aiuto in più per le persone disabili e le loro famiglie nell'affrontare le questioni burocratiche.

Dedichiamo a Danieli gli impianti sportivi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia si sa è sempre piena di ostacoli che rallentano problemi che potrebbero essere superati in breve tempo". Luciano Gallina è il promotore di questa iniziativa, con lui anche però altri personaggi del paese cha con Roberto Danieli hanno diviso momenti storici calcistici indimenticabili.

Il piano ferie di Luxottica sarà in agosto per 3 settimane ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: no alla social card perché per ottenerla serve molta burocrazia e gli acquisti devono essere fatti in negozi convenzionati (è stata richiesta solo da 500 mila persone) quindi i soldi stanziati potrebbero non essere utilizzati; gli unici aumenti delle tasse nel 2008 sono stati fatti sui redditi da lavoro dipendente».


Articoli

Più servizi ai cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mori. Il leghista plaude al part-time ma sottolinea anche carenze «Più servizi ai cittadini» Civettini denuncia disfunzioni in municipio MORI. "Bene il part-time al comune di Mori, ma crescano anche i servizi ai cittadini." Con queste parole l'ex presidente del consiglio comunale moriano Claudio Civettini, ora consigliere provinciale, commenta la buona notizia della soddisfazione lavorativa del personale del comune di Mori, con l'accoglimento di tutte le esigenze famigliari degli stessi dipendenti. "Bisogna però dire, che tali positivi e lodevoli sforzi dell'amministrazione, vanno necessariamente confrontati anche con le esigenze dei cittadini e dei bisogni della collettività. Una comunità sempre più in crescita e sempre più a disagio per il distacco che nella realtà esiste tra chi eroga servizi al pubblico e chi li riceve materialmente. Inutile nasconderlo ipocritamente perché questo è uno dei problemi che la collettività moriana ha e soffre. Pensiamo all'ufficio tecnico, che per mille ragioni, nel rispetto della professionalità individuale, mediamente alta, ha tantissime problematiche irrisolte e i cittadini sono spesso esasperati per le lungaggini, la burocrazia e la mancanza di regole note. Quanti cittadini hanno sofferto e soffrono questi fatti? In generale, quante pratiche ferme? Quante risposte inevase?" Incalza Civettini: "Per non parlare del servizio telefonico quando si telefona al municipio, con attese inaccettabili e disorganizzazione generale che, partendo dall'esiguità del numero di addetti, basta una malattia per chiudere al pubblico qualche servizio, come è già successo parecchie volte. Non bisogna aver timore di parlare di queste cose perché l'organizzazione interna e la soddisfazione del personale sono cose irrinunciabili, ma vanno di pari passo con la qualità del servizio erogato e la parte politica ha il dovere altrettanto irrinunciabile di monitorare la soddisfazione del cittadino, del disoccupato, dell'imprenditore e delle necessità del territorio." Conclude il consigliere provinciale della Lega: "Si corre il rischio di generare dei soddisfatti del nulla, nella difesa di sacrosanti diritti dei dipendenti del comune in generale, peraltro senza nulla dare in più alle molte figure presenti, senza riscontri reali con la realtà dei servizi. Perciò ben venga l'accoglimento del part-time per chi ne ha l'esigenza, ma innanzitutto, la riorganizzazione generale. Venga garantita e protesa verso gli obiettivi che questa amministrazione si vuol dare e la disponibilità delle relative risorse economiche per la copertura dei servizi. Ci vuole un atto di coraggio per parlare insieme ai dipendenti-cittadini, per meglio inquadrare le soluzioni necessarie a migliorare e responsabilizzare un servizio primario alla collettività." (d.t.)

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Trieste Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura d... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 10 Marzo 2009, Trieste Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura di famiglia e di piccola impresa. La Regione, forte della competenza primaria che le deriva dallo Statuto speciale, non applicherà "tout court" il pacchetto di norme che il Governo Berlusconi si appresta a licenziare, ma perfezionerà il proprio nuovo Codice dell'edilizia stabilendo parametri di intelligenza, come li definisce l'assessore all'Urbanistica Federica Seganti. L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore. «Stiamo pensando a un limite attorno al 20 per cento fino a un massimo di 50 metri cubi», ma anche a un'altra opzione: «Stabilire un limite del 20 per cento di cubatura in più fino a mille metri cubi complessivi e del 5 per cento, invece, oltre i mille cubi». In base alle linee generali del Codice edilizio in gestazione, sarà possibile eseguire senza vincoli qualsiasi intervento di manutenzione ordinaria, di eliminazione di barriere architettoniche o anche di scavo con finalità di ricerca nel sottosuolo. Parimenti liberalizzata la realizzazione di bussole, verande, tettoie, depositi di attrezzi, purché si tratti sempre di pertinenze di un edificio già esistente e a condizione che si rispettino i limiti di aumento di cubatura. Libertà anche nella collocazione d'impianti fotovoltaici o pannelli solari, come pure per costruire canne fumarie, opere murarie di recinzione e cancelli, a condizione che non interessino aree aperte al pubblico. Infine saranno liberati dai vincoli burocratici i magazzini e depositi merci da realizzare in aree produttive che figurino previste nei Piani regolatori comunali. Bait a pagina V

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oggi i progetti per il rilancio di fertilia - gianni olandi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 26 - Sassari Oggi i progetti per il rilancio di Fertilia Scadono i termini per presentare il piano di riqualificazione L'iniziativa voluta da Regione e Comune ed è rivolta agli imprenditori Disponibili 2milioni GIANNI OLANDI ALGHERO. Scadono oggi i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse parte dell'imprenditoria privata in relazione al progetto di riqualificazione di Fertilia. Iniziativa voluta dalla Regione e dal Comune allo scopo di rilanciare la bortata sul piano turistico, ricettivo e dei servizi. Progettualità per la quale la Regione nella precedente legislatura ha stanziato 2 milioni di euro. A ieri le manifestazioni di interesse da parte del mondo dell'impresa giunte all'Ufficio protocollo del Comune erano cinque, è possibile che oggi tale numero sia destinato ad aumentare ma resta comunque la considerazione che si tratta di un numero decisamente limitato. Domande e contenuti sono al momento sottoposti a un rigido, e del tutto comprensibile, "top secret", anche perchè le proposte saranno aperte e valutate tutte insieme nei prossimi giorni. Lo scopo del bando è quello di rilanciare Fertilia, l'allora presidente della Regione, Renato Soru, aveva perfino azzardato per la borgata lo slogan di «Perla della Riviera del Corallo», ma forse non aveva fatto ancora i conti con la linea dura assunta dal mondo del credito al quale oggi più di ieri, per la nota crisi finanziaria mondiale, peraltro provocata dallo stesso mondo bancario americano, l'accesso è diventato un'impresa. Molte delle proposte che in un primo momento sembravano percorribili da parte di alcuni imprenditori locali sono immediatamente naufragate di fronte alla rigidità del sistema bancario e anche quelle imprese dotate di buona solidità proprio per gli stretti spazi di azione sul piano finanziario hanno preferito rinunciare e attendere tempi migliori. Su Fertilia l'idea progetto del bando è quella di creare nuovi posti letto, attività di servizio, centri di grande distribuzione di qualità finalizzati a diventare riferimento non solo per la borgata ma per tutta l'area a nord del Calik. La tiepida risposta del mondo dell'impresa, per le ragioni già accennate, non fermerà comunque l'idea del progetto e si procederà in ogni caso, per citare un episodio significativo, alla ristrutturazione del cinema teatro che si trova in stato di abbandono da diversi decenni. Ma oltre alle questioni sulle ristrettezze del credito che hanno congelato molte delle aspettative iniziali, da segnalare che l'amministrazione comunale dovrà affrontare il rilancio della borgata anche sotto l'aspetto normativo urbanistico. Il piano particolareggiato di Fertilia adottato nel 2004 non prevede infatti la realizzazione di nuovi posti letto e tantomeno il cambio di destinazione d'uso delle realtà immobiliari presenti. Necessariamente si porrà quindi il problema di una revisione dello strumento urbanistico e di un adattamento dello stesso alla nuova ipotesi di sviluppo. Ci vorrà quindi del tempo, e anche se il sindaco Tedde ha più volte ribadito che il piano particolareggiato di Fertilia non è «la Bibbia», sarà comunque necessario avviare adeguate procedure di ordine tecnico e amministrativo per dare corso al progetto di rilancio della borgata. Si teme che un'idea apprezzabile che ipotizza credibili ricadute di ordine economico, e quindi occupazionale, possa finire nei legnosi meccanismi della politica e della burocrazia e quindi essere vanificata nel tempo. Pur essendo supportata anche finanziariamente da un importante contributo di due milioni di euro.

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Pordenone Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 10 Marzo 2009, Pordenone Regole edilizie più "liberali", meno burocratiche e soprattutto più a misura di famiglia e di piccola impresa. La Regione, forte della competenza primaria che le deriva dallo Statuto speciale, non applicherà "tout court" il pacchetto di norme che il Governo Berlusconi si appresta a licenziare, ma perfezionerà il proprio nuovo Codice dell'edilizia stabilendo parametri di intelligenza, come li definisce l'assessore all'Urbanistica Federica Seganti. L'obiettivo è ridurre la burocrazia per i piccoli lavori di ristrutturazione o ampliamento: famiglie e microimprese saranno agevolate dall'eliminazione di alcune pratiche. Il criterio generale resterà quello di un aumento della cubatura del 5 per cento estendibile in casi specifici al 20 per cento, spiega l'assessore. «Stiamo pensando a un limite attorno al 20 per cento fino a un massimo di 50 metri cubi», ma anche a un'altra opzione: «Stabilire un limite del 20 per cento di cubatura in più fino a mille metri cubi complessivi e del 5 per cento, invece, oltre i mille cubi». In regione

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la maremma non sa più vendersi - gabriele baldanzi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Grosseto «La Maremma non sa più vendersi» Croazia, Spagna, anche la Tunisia hanno più servizi e prezzi inferiori Sergio Andreucci, segretario delle agenzie di viaggio, disegna un quadro preoccupante del settore e attacca le scelte fatte da Provincia e Apt per la promozione GABRIELE BALDANZI GROSSETO. Consigliere di Ascom, membro della giunta camerale e del cda del Far Maremma, rappresentante provinciale della Fiavet, la federazione italiana delle agenzie di viaggio, ma soprattutto imprenditore di primo piano, forse il volto più conosciuto, in Maremma, del settore turismo. Sergio Andreucci ci ha rilasciato una lunga intervista in cui torna su quelli che sono - parole sue - «i difetti cronici» di questa terra, nel promuoversi e accogliere. Promozione turistica "spezzatino". Se ne parla sempre, ma nulla cambia. Perchè? «Il discorso è complicato. La nostra è una provincia particolare, dove - è vero - i flussi turistici più consistenti si registrano nella zona costiera, grazie al mare, ma quote di mercato sono occupate anche dalle Colline Metallifere, dall'Amiata e dal tufo. La spinta a fare una promozione polverizzata, senza coordinamento, è un retaggio che ci portiamo dietro da anni, senza che l'Apt sia mai riuscita a cambiare lo stato delle cose. Ogni comune, a volte perfino ogni Pro loco, ha un proprio piano di promozione. Le strutture ricettive si muovono in ordine sparso. Concetti come sistemicità, standardizzazione dei servizi, non passano. Restano sui manuali, nei programmi di chi governa. Tutti siamo un po' responsabili, ma così facendo - se non cambiamo strada - usciremo presto dal mercato». Una disamina impietosa, ma ci faccia degli esempi. «Si lavora e si investe senza criterio. Un esempio? Per far conoscere il territorio e convincere i potenziali ospiti a sceglierlo, le istituzioni continuano a puntare su fiere, rassegne e mostre, nonostante le indagini di settore di quelle stesse istituzioni raccontino che soltanto lo 0,3% dei turisti che soggiornano in Maremma viene intercettato così. Al tempo stesso si finge di non sapere che il 30% dei soggiorni turistici (il 36% per gli stranieri) ha come mezzo di informazione Internet». Quindi? Cosa suggerisce? «La provincia di Grosseto, la butto là, non ha un portale unico, adeguato, completo, per promuoversi. Io credo che realizzarlo costerebbe molto meno che partecipare ad una fiera. E i risultati e il ritorno sarebbero migliori. Attenzione, non lo dico io, ma gli analisti, i numeri, le analisi di customer satisfaction. Montare uno stand alla Bit, come al Vinitaly o ad altre rassegne nazionali e internazionali è il minimo. Proviamo a metterci sopra anche gli altri costi: spese per viaggi, alberghi, indennità, trasferte, etc. Ma davvero è conveniente?». Lei ama ripetere che "essere in Maremma oggi non basta più". Perchè fino a 10 anni fa bastava? «Mi creda, non è una boutade. Chi vuole il mare, solo il mare, oggi sceglie altri luoghi, a prezzi più accessibili. Noi possiamo offrire molto di più, invece non riusciamo a mettere a sistema la spiaggia con ciò che sta alle spalle della spiaggia, che è altrettanto straordinario. Bisogna davvero ripensare tutta l'organizzazione dell'offerta turistica locale: prezzi, qualità e quantità dei servizi. Ma è normale che in una provincia bagnata dal mare come la nostra le agenzie viaggi debbano vendere vacanze al mare in altri Paesi per centinaia di migliaia di euro, mentre sulle nostre spiagge calano le presenze? Chiediamoci perchè. In Tunisia (non ho detto la Florida), tanto per citare una meta vicina a noi, nelle ultime estati si è registrata una crescita delle presenze che oscilla tra il 15 e il 20%, ma crescono anche altri Paesi come la Croazia, la Spagna e il solito Egitto». Cosa non va in Maremma? «Stagioni troppo corte (per carenza di servizi), imprenditori gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi cominciamo a dare un'occhiata ai listini delle offerte per capire meglio. Un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona, comprese bevande, voli e trasferimenti (escluse solo le tasse aeroportuali). Stessa cosa in Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro. E per i bambini, spesso, c'è la tariffa ridotta e in bassa stagione sono addirittura gratuiti. I servizi sono di elevata qualità. Lei crede che in Maremma si spenda meno? La spiegazione del nostro indietreggiare è anche in queste cifre. E la colpa, lo scriva, non è degli albergatori e degli operatori. No, la colpa è di una mancanza di cultura che investe ogni ambito». Siamo indietro rispetto alla Tunisia? «Esatto. L'organizzazione dei servizi, da noi, è peggiore. Non riusciamo a mettere insieme soggiorno, ristorante e ombrellone. Eppure programmare pacchetti (anche per dare al cliente un prezzo finito e certo) e promuovere in modo adeguato sono due strade obbligate per tentare una inversione di tendenza e rendere concorrenziale la Maremma rispetto agli altri». Negli ultimi report, diffusi anche dai giornali. Toscana e Maremma risultano anche agli ultimi posti per ospitalità. «Mi costa ammetterlo, ma è vero. Abbiamo perso il senso dell'ospitalità. Lo spirito di una terra a vocazione turistica dovrebbe essere quello di custodire il territorio e "offrirlo" come si fa con la propria casa quando viene qualcuno, gradito, a farci visita. Invece individuare luoghi ordinati, con buoni servizi, puliti, funzionanti è un'eccezione. Io, quando porto dei turisti a giro per la Maremma, evito di percorrere alcune strade, di frequentare alcuni siti, perchè farei una pessima figura. Mi vergogno. Il passaparola positivo, che è il veicolo pubblicitario più efficace, non riusciamo ad innescarlo».

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balconi e verande, ecco cosa ci serve (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Udine «Balconi e verande, ecco cosa ci serve» L'iniziativa giudicata utile per rilanciare i cantieri e i centri storici PROPRIETARI E COSTRUTTORI Se l'obiettivo del nuovo Piano casa lanciato da Berlusconi è quello di realizzare ampliamenti e aggiunte edilizie attraverso incentivi e burocrazia semplificata che favoriscano il recupero dell'esistente, l'associazione dei proprietari di Confedilizia, Ape, di Udine è decisamente favorevole. Lo sostiene il suo presidente, Paolo Scalettaris: «Mi sembra possa cogliere un aspetto importante e da noi sempre considerato un punto da perseguire specie in relazione alla nostra realtà locale. Udine - a parere di Scalettaris - ha molti edifici che varrebbe la pena recuperare e rendere oggetto di interventi di risanamento senza aggiungere nuove costruzioni». Attraverso l'ampliamento degli edifici abitativi (fino al 20-30% secondo una prima bozza del progetto) tramite anche copertura di verande e terrazze, si renderebbero insomma appetibili molte delle costruzioni ora non abitate in centro secondo l'Ape: «Siamo fortemente interessati - aggiunge Scalettaris - alla tutela del territorio e dell'ambiente non attraverso la costruzione indiscriminata ma intervenendo sull'esistente». Dai proprietari all'associazione costruttori di Confindustria. Il capogruppo degli edili, Marco Sostero, ricorda che «l'edilizia ha vissuto il suo decennio d'oro dal 1998 al 2007 e negli ultimi tempi, quando erano ormai evidenti i segni di rallentamento, la situazione è stata resa ancora più pesante dal governo Prodi attraverso l'inasprimento fiscale voluto dal ministro Visco che, tra l'altro, ha imposto una tassa di registro fissa al posto dell'Iva, detraibile, per gli immobili non venduti entro quattro anni dalla loro ultimazione». «Ora - continua - se s'intende mettere in atto un provvedimento che ridia fiato all'edilizia cominciando con la riduzione dei passaggi burocratici, ben venga. Significa innanzitutto che il governo dà atto di come questo sia un settore trainante. Se gira l'edilizia, gira tutto il resto. L'importante - conclude Sostero - è che sia un provvedimento esecutivo con norme chiare e inequivocabili in modo che i funzionari sappiano poi applicarle correttamente, senza fare confusione. Qui in Friuli il movento, pur rallentato, specie nell'edilizia "bassa" non si è fermato. E noi speriamo che queste novità facciano ripartire la fiducia». (p.l.)

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multe assurde chiarimenti o vie legali (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ASCOM ABANO «Multe assurde Chiarimenti o vie legali» ABANO. «Un'imboscata». Non ha mezzi termini l'Ascom di Abano nel giudicare la marea di multe (circa 3.000) che stanno arrivando ai commercianti della città termale per il mancato rinnovo dell'autorizzazione a esporre tabelle e insegne. Un salasso che può arrivare fino a 400 euro. Le contravvenzioni stanno provocando un putiferio fra gli esercenti che accusano il Comune di non averli mai informati di quest'obbligo di legge. «La definirei una storia di ordinaria burocrazia - dichiara il presidente dell'Ascom locale Tiziano Ghiro - e sono stupito che sia stato preso un provvedimento del genere. Mi auguro vivamente che si sia trattato di un errore tecnico e non di una decisione politica. Se così fosse, sarebbe veramente tragico». L'Ascom chiederà a breve un incontro con l'amministrazione per sollecitare chiarimenti. «E' fondamentale - conclude Ghiro - accertare la validità delle sanzioni, prima di procedere al pagamento. Sicuramente, il Comune saprà fornirci una spiegazione plausibile, in caso contrario, dovremo procedere con provvedimenti atti a tutelarci». Insomma, si profila un contenzioso legale. E uno scontro fra ente locale e commercianti. (e.g.)

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la paura corre tra i capannoni "banche e governo sono fuggiti" - (segue dalla prima pagina) davide carlucci (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Milano La minaccia L´obiettivo Dalle tornerie con un addetto alle carrozzerie dal passato glorioso, conti in rosso e posti a rischio La paura corre tra i capannoni "Banche e governo sono fuggiti" Viaggio nelle microaziende: "Siamo a un passo dal crac" Lavori come il mio si possono solo fare a mano ma adesso sto davvero per chiudere perché non ci sto dentro La nostra produzione è flessibile ma non si sa più su cosa puntare Perdite, utili? Ora quel che conta è sopravvivere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAVIDE CARLUCCI Gli operai ci vedono spesso un surplus di cattiveria padronale. «Molti ne approfittano per mandar via quelli che non sopportano - dice al bar un saldatore - e ora che c´è da prendere la cassa integrazione fanno entrare in fabbrica i sindacati. Prima non ne volevano nemmeno sentir parlare». Ma se si va a guardare in certe vie periferiche di Settimo - dove, ai margini della campagna, tra boschetti di alberi secchi e villette con tricicli, lavora in silenzio l´economia discreta che tiene in piedi l´Italia - si scopre che non è questione di furbizia. Da un garage spunta Domenico Lazzaroni, 65 anni, imprenditore in proprio con la sua "Torneria in lastra": «Produco fasce in acciaio inossidabile. Certi lavori non si possono fare che a mano e i giovani non ne capiscono. Ma sto per chiudere anch´io: non ci sto più dentro». Rischiano di scomparire anche piccoli gioielli del made in Italy lombardo come la Zagato di Rho, che dal 1919 produce design per yacht e auto di lusso come certe mitiche carrozzerie per l´Alfa Romeo: pochi mesi fa alcuni imprenditori indiani hanno rilevato il 49 per cento. E ora che l´azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 25 dei 37 dipendenti, i sindacalisti della Fim-Cisl temono che in Italia della Zagato resterà ben poco. Più si riduce il numero dei dipendenti, più diventa difficile distinguere il destino degli operai da quello dei datori dei lavoro. Dalla parte opposta della vecchia provincia di Milano, a Seregno, vive e lavora Cristiana Scalfi: ha 39 anni ed è la titolare di una microimpresa con sette dipendenti, la Ocmea. Fanno trinciatura, assemblaggio e saldatura in conto terzi. A loro si rivolgono le industrie che vogliono, per esempio, la leva di un carburatore, il portatarga di un motorino, le cerniere per le porte. «L´impresa l´avviò mio nonno nel 1953, poi la passò a mio padre e alla sua morte, nel 2001, l´abbiamo rilevata io e mio fratello. Siamo in fabbrica da quando siamo piccoli e sappiamo che le crisi sono cicliche. Ma una così non s´era mai vista. Noi siamo un´azienda flessibile, ci siamo sempre adattati al momento, e se si fermava il motociclo ci buttavamo sull´elettrodomestico. Ora, invece, dove ti butti?». Il problema numero uno? La liquidità. «Persino un cliente storico, che ha sempre rispettato le scadenze, ora da mesi non si fa sentire». E le banche non aiutano, impreca la Scalfi, che ricopre anche la carica di presidente dei piccoli imprenditori Api in Brianza. «Non risentiamo neppure dell´abbassamento del tasso d´interesse voluto dalla Bce, spesso l´istituto di credito rincara le competenze e il costo del denaro resta invariato». Così anche la combattiva leader dei microimprenditori brianzoli ha dovuto avviare le procedure per la cassa integrazione di tre suoi dipendenti, tra cui uno "storico", cinquant´anni e una famiglia a carico. «Andrà sempre peggio se il governo non riduce la pressione fiscale, se non ci aiuta a dilazionare i pagamenti. In questa fase non guardiamo più agli utili o alle perdite: l´importante è sopravvivere al 2009». Cristiana Scalfi è loquace ma i piccoli imprenditori come lei, di norma, si vergognano di dire che sono in crisi. «Difficoltà ne abbiamo - ammette il titolare di un´azienda meccanica di alta precisione di Paderno Dugnano - abbiamo 5 dipendenti su 11 in contratto di solidarietà. Ma per cortesia non scriva il mio nome, se si sapesse in giro ne saremmo danneggiati». A Settimo uno dei titolari di un´azienda che produce sgrassatori e altre attrezzature per le macchine per il movimento terra, confessa: «Il calo è superiore del 20 per cento. Evitiamo nomi perché poi è un tirarsi la zappa sui piedi». L´azienda esiste dal 1937 e ha 18 operai. Fino al 31 dicembre c´erano anche due interinali ma a loro il contratto non è stato rinnovato. Cosa saranno mai due dipendenti a casa? In proporzione, è come se la Fiat avesse lasciato a casa ottomila precari. Ma il padrone si sente sulla stessa barca degli operai: «Alla grande banca non gliene frega nulla di quelli come noi, così come degli operai. Siamo tutti carne da macello, comandano le multinazionali». Banche e burocrazia sono i due nemici anche per il titolare della Mavib di Inzago che racconta: «Ho richiesto la cassa integrazione per i miei 50 dipendenti ma da settembre aspettiamo l´ok dall´Inps. Alle banche, invece, abbiamo chiesto un mutuo: nonostante l´ipoteca del capannone non ci hanno risposto».

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polizia integrata, dice no solo bibione (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

I nodi della sicurezza. Il progetto di unire le forze del litorale Polizia integrata, dice «no» solo Bibione Calzavara: «La soluzione giusta». Teso e Sarto: «Stiamo gettando le basi» JESOLO. Polizia integrata sul litorale, solo Bibione dice no. Jesolo, Eraclea, Caorle e Cavallino Treporti sono tutte d'accordo: ci vuole una polizia locale per la costa veneziana che anche, e a maggior ragione, sulla sicurezza non può essere un marchio vuoto. L'integrazione partirà dunque con i Comuni che hanno espresso interesse per questo progetto. Il sindaco di San Michele è scettico sul progetto e ha detto di no. Lo ha fatto a margine di un convegno sulla sicurezza, organizzato dalla scuola di formazione del Pdl di San Donà, che convenzioni e accordi tra Comuni diversi per la polizia municipale finora non sono serviti e molti consorzi sono già falliti in passato. Il sindaco Calzavara sembra invece essere tra i più interessati nella sua Jesolo al progetto. «E la soluzione giusta per poter collaborare in modo proficuo- dice il sindaco jesolano - e iniziare un'azione vera e a supporto dei cittadini lungo tutta la costa veneziana». Il sindaco di Eraclea, Graziano Teso, non sembra stupito del no di Bibione. «Gli altri Comuni della costa veneziana - ha detto il sindaco Teso - sono tutti interessati e stiamo gettando le basi per un futuro accordo molto serio. Bibione ha una collocazione diversa dal punto di vista della morfologia del territorio e in un certo senso possiamo anche comprendere le sue perplessità, ma noi andremo avanti nella nostra fascia di litorale dove abbiamo raccolto molti consensi in merito a questo argomento». Da Caorle, anche il primo cittadino Marco Sarto è lieto di affrontare la questione su basi solide. «Io credo che - analizza il sindaco di Caorle - sebbene allo stato ancora iniziale, questa proposta vada nella direzione giusta tanto è vero che l'abbiamo presa seriamente in considerazione per il futuro dell'organizzazione della polizia locale da noi e su tutto il litorale». Si partirà dunque armonizzando delibere e ordinanze, quindi verso una semplificazione della burocrazia. Dovrà anche essere uniformato l'armamento dei vigili e le loro dotazioni, dopodichè sarà possibile pensare anche ad uno scambio, magari dalla stagione 2011, delle varie pattuglie a seconda delle esigenze. Una strategia per far fronte alle carenze di organico che interessano soprattutto certi Comuni con dotazioni limitate rispetto alle reali esigenze. Il progetto, quindi, procede nella direzione giusta.

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e gli esperti cercano la ricetta "più competizione sul credito" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova Confronto nella sede di via San Vincenzo tra addetti ai lavori e esponenti del mondo politico E gli esperti cercano la ricetta "Più competizione sul credito" Ma i banchieri si difendono: "Decide il mercato" Prima è stata una crisi finanziaria. Che subito si è trasformata in una crisi di fiducia. E che infine ha investito l´economia reale. Come un mostro mitologico dalle molte teste, la recessione economica colpisce tutti e a fondo. Sia i "paesi cicala" come gli Stati Uniti, dove la gente ha speso allegramente per anni anche i soldi che non aveva. Sia i "paesi formica" come l´Italia, dove c´è un esercito di risparmiatori che bilancia il deficit profondo del bilancio statale. La tavola rotonda organizzata dall´associazione culturale La Maona e ospitata da Confidustria Genova, moderata dal capo della redazione genovese di Repubblica, Enrico Pedemonte, ha cercato di fare i conti con questa realtà e di indicare un programma straordinario per contrastarla. Ricette varie e non sempre coincidenti. C´è chi, come l´imprenditore Davide Viziano, vorrebbe ridurre il costo della burocrazia, garantire che le imprese che lavorano per il pubblico non vengano pagate dopo mesi, rinviare a dopo la crisi gli interventi ambientali, cancellare i tormentoni pubblici per la Gronda. E chi, come Giovanni Calvini, presidente di Confindustria Genova, se la prende in modo particolare con il mondo bancario locale: «In settimana - annuncia - abbiamo in programma un incontro con un grande istituto bancario nazionale. Vediamo se riusciamo a siglare un accordo bilaterale e se possiamo introdurre un po´ di sana competizione anche nel mondo del credito genovese». Ancora il mondo del credito al centro dell´intervento del senatore Grillo, contestato sostenitore dell´italianità delle banche a fianco dell´ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio. Oggi Grillo si presenta come "salvatore" di quelle banche, che proprio grazie a quella difesa oggi non sono state coinvolte pesantemente nei guai degli istituti dei grandi paesi occidentali. I banchieri genovesi - il direttore generale di Carige Alfredo Sanguinetto e il consigliere d´amministrazione della Banca Popolare di Novara, Giancarlo Menini - hanno reagito a qualche attacco con la tesi che è il mercato a dettare le regole: quando il denaro è abbondante i tassi sono bassi, quando il denaro scarseggia i tassi inevitabilmente si alzano. Ieri intanto Confindustria Genova ha rinnovato i vertici del Gruppo Piccola Industria: Fabrizio Ferrari è il nuovo presidente, eletto all´unanimità dall´assemblea dei delegati. Sono stati eletti vicepresidenti Fausto Agostini, Laura Ferrando, Paolo Marsano e Andrea Razeto. (c. mal.)

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"i nostri banditi vengono qui perché in italia si rischia meno" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Genova Il colonnello Ioan Popa, in missione da Bucarest a Roma "I nostri banditi vengono qui perché in Italia si rischia meno" «Tra i malviventi circolano informazioni che in Italia si può delinquere senza essere puniti adeguatamente - spiega Ioan Popa, colonnello della polizia rumena, distaccato in Italia - in Romania per una rapina da 100 euro vai in carcere per un anno e mezzo, se rubi una gallina puoi rimanere in galera anche tre anni, se hai precedenti penali». Se Marian Ciobanu sarebbe sconosciuto a polizia e carabinieri, Alexandru Toth, invece, ha diversi precedenti. Per la giustizia di Bucarest è stato condannato 4 volte per furto ed una volta per rapina, ma appena uscito dal carcere si è procurato un biglietto per l´Italia, è giunto a Genova due anni fa. Non ha mai avuto un lavoro, tantomeno un domicilio, ha sempre vissuto di espedienti, tanto da diventare vecchia conoscenza di polizia e carabinieri. Come tanti altri rumeni. «Sia chiaro, non tutti i rumeni che emigrano, però, sono delinquenti», sottolinea il colonnello Popa, che per sostenere la sua tesi fa parlare i numeri: su un milione di immigrati soltanto 3 mila sono attualmente in carcere; 958 già condannati, gli altri in attesa di giudizio. Più di 400 mila sono in regola con i documenti, cioè hanno il lavoro e il domicilio, e circa 300 mila sono in attesa di regolarizzare la loro posizione. Si calcola, però, che siano quasi 500 mila quelli in nero. «Noi, comunque, siamo sempre a disposizione della polizia italiana - conclude il colonnello - . Il nostro ruolo è di dare un´informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia, e partecipiamo direttamente alle indagini». (g. fil.)

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più sprint per i lavori pubblici (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

A detta di Romoli soltanto per asfaltare una strada è necessario un anno. Appello alla Regione Più sprint per i lavori pubblici A chiederlo è il sindaco: inaccettabili i tempi della burocrazia «Validissimo il piano casa del governo, ma adesso bisogna intervenire anche sui lavori pubblici velocizzando le procedure burocratiche e su questo molto può fare la Regione». Il sindaco, Ettore Romoli, dopo aver nuovamente espresso apprezzamento per l'intervento del governo sull'edilizia, torna sul problema dei tempi lunghi dei lavori pubblici. «Solo per asfaltare una strada ci mettiamo almeno un anno fra il reperimento dei finanziamenti e l'inizio dei lavori - rimarca il sindaco Romoli - senza entrare nel merito di interventi appena un po' più complessi, come a esempio piazza Vittoria, che per partire ci mettono più o meno una decina d'anni». «Oltre a essere inaccettabili tempi del genere - rimarca il sindaco - una situazione così è fortemente negativa anche sotto l'aspetto economico visto che alla fine i costi dell'opera, rispetto alle previsioni iniziali, diventano chiaramente maggiori. Se questo "andazzo" già in tempi di "vacche grasse" crea problemi, come del resto tutta la burocrazia pubblica, figurarsi in un periodo di pesante crisi economica come quello attuale, con l'edilizia in grande difficoltà». «Per questo - ricorda Romoli - già qualche mese fa anche alla riunione del Patto per lo sviluppo, ho sostenuto che la crisi si affronta pure accelerando la realizzazione delle grandi opere, a partire da quelle viarie, ma velocizzando anche gli interventi già programmati nei singoli comuni. Sia il governo sia la Regione stanno sicuramente andando in questa direzione e va fatto un plauso per la determinazione con cui stanno perseguendo questo obiettivo. A mio avviso, però, è necessario dare un'ulteriore spinta alla semplificazione delle procedure permettendo così una concreta quanto significativa riduzione dei tempi di realizzazione delle opere. Insomma, non possiamo più permetterci di attendere anni per la costruzione di una piazza o, ripeto, per l'asfaltatura di una strada». Il primo cittadino, quindi, ha intenzione di sensibilizzare sulla questione prima gli altri sindaci della provincia e del resto della regione e poi farsi portavoce di questa necessità con la giunta Tondo. Peraltro, la questione sollevata da Romoli non è nuova, visto che venne sollevata già oltre dieci anni fa dal cosiddetto movimento dei sindaci del Nord-Est che vedeva in Riccardo Illy, allora primo cittadino di Trieste, una delle sue punte di diamante. Il movimento ottenne senz'altro alcuni risultati, ma per quanto riguarda la sburocratizzazione delle attività pubbliche, in realtà, non riuscì ad avere grandi risposte al punto che i ritardi nella realizzazione dei lavori pubblici sono ancora sotto gli occhi di tutti a partire dal raccordo autostradale Gorizia-Villesse che partirà entro il 2009 dopo oltre 20 anni di attesa. Patrizia Artico

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bari, appalti sui centri per immigrati nell'inchiesta spuntano nomi di politici - mara chiarelli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 13 - Interni Il caso Bari, appalti sui centri per immigrati nell´inchiesta spuntano nomi di politici Ci sarebbero ore di intercettazioni L´indagine avviata a Potenza dal pm Woodcock MARA CHIARELLI BARI - Politici nazionali avrebbero brigato per aggiudicare appalti milionari alla società lucana "Auxilium", della galassia "Cascina", in particolare nella gestione dei centri per immigrati. è quanto emerge dalla nuova inchiesta della Procura di Bari, che nei giorni scorsi ha ricevuto una ventina di faldoni, trasportati al Palagiustizia dagli investigatori della squadra mobile di Potenza. Si tratta di uno stralcio della maxinchiesta già avviata dal pm Henry John Woodcock sul business gestito dalla Auxilium in Basilicata, e non solo. I poliziotti avrebbero infatti registrato ore e ore di intercettazioni telefoniche, nelle quali si ascoltano gli accordi stretti dai referenti della società controllata, i fratelli Pietro e Angelo Chiorazzo, con personaggi di rilievo nazionale. L´affare dei centri per immigrati avrebbe preso consistenza con l´approvazione del decreto governativo che, l´estate scorsa, ne ha individuati 44 per fronteggiare l´emergenza sbarchi. Centri che, proprio allo scopo di superare le difficoltà del momento, avrebbero aggirato i problemi della burocrazia, semplificando le procedure di assegnazione degli appalti. In questo filone si sarebbe inserita l´Auxilium, una delle società che in tutta Italia si sono aggiudicate la gestione dei centri. Nelle telefonate sulle quali sono ora al lavoro i pm baresi ci sarebbero quindi gli accordi presi con Roma per gestire il Cara (il Centro richiedenti asilo) di Bari Palese. Ma le indagini partite da Potenza non si fermano in Puglia: un altro stralcio è stato inviato a Perugia, procura competente a giudicare i magistrati romani.

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lo schiaffo di cento (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 22 - Spettacolo Lo schiaffo di Cento Carnevale. Nella città emiliana vincono i carri riciclati di Viareggio VIAREGGIO. Da anni si sfidano in una sorta di guerra della cartapesta. Le armi, per fortuna, sono solo coriandoli e stelle filanti. Ma la rivalità fra Viareggio e Cento è sanguigna, autentica. E va avanti ormai da quasi dieci anni. Nella piccola cittadina al confine fra le province di Ferrara e Bologna - conosciuta per i dipinti del Guercino che ospita - si cerca di mettere in discussione il primato italiano del Carnevale di Viareggio a suon di apparizioni televisive. Una guerra più mediatica che reale, visto che il paragone fra le due manifestazioni è improponibile. Viareggio può contare infatti su dimensioni e numeri che non temono confronti. Tuttavia certi «colpi» messi a segno negli anni da Cento hanno lasciato il segno. Primo fra tutti il marchio di «Carnevale d'Europa» che il patron di Cento, Ivano Manservisi, è riuscito a farsi registrare. Ma quello che più brucia a Viareggio è che il Carnevale di Cento possa promuoversi con i pezzi dei carri realizzati proprio in riva al Tirreno. E la riprova - puntuale - è arrivata domenica sera, quando a vincere l'edizione 2009 del carnevale padano è stata una costruzione in gran parte «made in Viareggio»: personaggio principale è infatti un grosso boia incappucciato con tanto di scure in mano che aveva già sfilato lo scorso anno proprio sui viali a mare viareggini (piazzandosi per altro soltanto settimo). L'affronto - è facile prevederlo - non andrà giù in quella che è la capitale italiana (europea?) del Carnevale. A Viareggio si accusano infatti i dirimpettai emiliani «di farsi belli con la nostra cartapesta» e di tacere sulle origini (mai autoctone) dei loro carri. Un reato di «lesa maestà». Ma, soprattutto, una ferita mai sanata che riapre il dibattito sul futuro dei giganti di cartapesta che sfilano ogni anno sui viali a mare di Viareggio. Che farne, una volta conclusi i festeggiamenti dedicati a Burlamacco? Da una parte c'è la tentazione di chiudersi a riccio in se stessi, di mandare al macero ciò che di più effimero c'è nel Carnevale di Viareggio. E, contemporaneamente, di non dare vantaggi ai concorrenti (Cento in prima battuta, ma anche altri carnevali minori). Dall'altra, però, c'è la consapevolezza che una macchina costosissima come il Carnevale di Viareggio (oltre quattro milioni di bilancio di cui quasi metà destinata ai carri) non può fare a meno di entrate - anche modeste - come quelle della vendita dei propri gioielli di cartapesta. Anche la burocrazia, poi, ci ha messo lo zampino: la normativa sullo smaltimento dei rifiuti prevede infatti procedure speciali (e dunque costose) per eliminare i mascheroni già utilizzati. E dunque oltre alla mancata vendita, bisognerebbe mettere in bilancio anche i costi per disfarsi dei carri. Per ora, malgrado le tante parole di tutela della cartapesta spese dai vari presidenti delle Fondazioni che si sono susseguiti al governo del Carnevale, non è stato mai fatto nulla. E difficilmente si deciderà di intervenire quest'anno. L'ennesimo schiaffo partito da Cento, però, continua a bruciare. Claudio Vecoli

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Tessile, 250 sono aziende a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

COMO E PROVINCIA pag. 5 Tessile, 250 sono aziende a rischio POLITICI, IMPRESE E SINDACATI UNITI NELL'AIUTARE IL SETTORE COMO TUTTI UNITI al capezzale del tessile. L'assessore alle Attività produttive, Maurizio Faverio, impegnato in queste settimane nel Forum degli amministratori dei distretti tessili del nord Italia, ha incontrato ieri i vertici dell'Unione industriali, l'associazione delle piccole imprese, le organizzazioni dell'artigianato Apa e Cna, Upcts per i commercianti, i rappresentanti di Cisl e Cgil, l'assessore provinciale Fermi, i consiglieri regionali Gianluca Rinaldin, Edgardo Arosio, i parlamentari del territorio Alessio Butti, Chiara Braga e Nicola Molteni. È stato lo stesso presidente degli industriali, Ambrogio Taborelli, a lanciare l'allarme. A rischio ci sono le 250 aziende con i suoi 12 mila dipendenti. Il ricorso alla cassa integrazione ha superato in queste settimane il 40% e gli ordini sono precipitati del 30% con un effetto sulla filiera del 40%. Proprio la parte debole della filiera è stata oggetto di molti interventi di preoccupazione. Per gli artigiani a forte rischio ci sono i mille lavoratori impegnati nellle 21 piccole imprese non riconosciute come industrie e quindi privi degli ammortizzatori sociali per i lavoratori a rischio. ANCHE per Giansilvio Primavesi (Upcts) sono a rischio centinaia di posti di lavoro nei prossimi giorni per le commesse dei negozi della filiera abbigliamento. La mortalità dei negozi è passata da uno stabile 1,5% al 3,5%. Per la Cgil le imprese hanno ridotto il fatturato dal 25% fino al 60% e a rischio ci sono seimila lavoratori del tessile oggi in cassa integrazione a zero ore. GLI IMPRENDITORI hanno lamentato il problema dell'accesso al credito e le lentezze della burocrazia nello sbloccare i finanziamenti a sostegno delle imprese. La stessa Unione ha presentato una piattaforma di richieste condivisa dai partecipanti che gli stessi parlamentari si sono impegnati a discutere in commissione attività produttive.

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<I Comuni intervengano per sconfiggere la crisi> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LODIGIANO pag. 6 «I Comuni intervengano per sconfiggere la crisi» Confartigianato: meno burocrazia e più progetti di LUIGI ALBERTINI LODI «LA CRISI c'è e non sappiamo quando finirà. Per la ripresa speriamo nella fortuna». Massimo Forlani, leader di Confartigianato Imprese del Lodigiano, affronta il problema con una certa dose di fatalismo. Ma non c'è solo la speranza, ma anche un sano pragmatismo. «Durante la crisi del 1929, in un piccolo paese britannico, per mantenere attiva una fornace che dava lavoro a tutti si costruì una muraglia enorme e inutile». UN CASO che però Forlani attualizza. «Chiediamo ai Comuni, superando la burocrazia, di levare dal cassetto le opere pubbliche per far funzionare le imprese artigiane locali, accelerando i tempi tecnici». Sul piano generale il presidente di Confartigianato spera che le pressioni politiche aumentino, spendendo più energie «per far succedere qualcosa», perché le imprese non possono reggere all'infinito «in una situazione obiettivamente difficile, per non dire dframmatica: dobbiamo riuscire a tenere a galla il più possibile la nostra economia, rallentare crollo». Le aziende piccole, secondo lui, riescono a essere più flessibili, «ma non possono resistere a lungo». «Quel che preoccupa interviene Vittorio Boselli, segretario della stessa organizzazione è la flessione dei consumi: la gente ha paura e questo si riflette sulle produzioni: le piccole imprese stanno ricorrendo al credito grazie al nostro servizio Confidi, ma anche alle risorse personali in attesa che le difficoltà passino. I risparmi di una vita ai quali l'artigiano attinge pur di non rinunciare, in tempi di crisi, al sogno di una vita, all'impresa e al sostentamento della famiglia propria e dei dipendenti». Una situazione preoccupante, conferma Boselli, «che ci dà una forte responsabilità: da parte nostra cerchiamo di aiutare le aziende a non perdere il credito, proprio grazie a Confidi, ma abbiamo lanciato un appello ai sindaci del territorio non per chiedere soldi o l'elemosina, ma per sollecitare lavori locali per imprese locali, superando il micidiale scoglio della burocrazia». NEL comprensorio lodigiano, la situazione in effetti è quasi drammatica: le imprese in crisi sono circa quaranta, con almeno 2mila dipendenti coinvolti. Dati ufficiali che, peraltro, sono destinati a peggiorare. Il settore maggiormente in crisi è quello più importante, il metalmeccanico. In questo comparto ci sono almeno mille lavoratori fermi per cassa integrazione, ferie obbligate e settimana corta. Difficoltà anche nella chimica e in altri comparti strategici, come i servizi. Image: 20090310/foto/2889.jpg

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Gli agricoltori: burocrazia e divieti Ecco quello che ci mette il freno (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gli agricoltori: burocrazia e divieti Ecco quello che ci mette il freno MORTARA. Da una parte le produzioni, dall'altra i prezzi, in mezzo agricoltori chiamati a stare attenti a fare quadrare il bilancio. Ma non è tutto. Da parte agricola si punta l'indice sull'affacciarsi di normative giudicate penalizzanti e sull'eccessiva "burocratizzazione" del settore primario. Un discorso che interessa soprattutto i circa 30.000 ettari di Zona di protezione speciale, identificata in Lomellina. «C'è uno stato di generale confusione - accusa Bruno Marioli, funzionario dirigente di Unione agricoltori di Pavia - uno stato di incertezza che non aiuta chi deve programmare investimenti. Sopra le teste delle aziende si gioca una partita tra normative regionali, direttive comunitarie, disposizioni locali, che formano un intreccio complicato». I problemi riguardano la normativa che impedisce il diserbo degli argini, già operativa, oppure il divieto dei trattamenti nei pressi delle linee elettriche, considerate disposizioni discutibili perché quelle zone diventerebbero aree di diffusione di malerbe o patologie. Non solo, ma verrebbe indicata come negativa la pratica di semina su terreno asciutto, considerata invece uno strumento prezioso per contenere le necessità idriche. «Aspettiamo norme certe - continua Marioli - anche per poter avanzare le nostre motivate contro deduzioni. Speriamo di non dover anche noi marciare con i trattori e speriamo anche che regole più restrittive, in materia ambientale per le aziende agricole nelle aree Zps, significhino altrettante norme di tutela anche per le altre componenti presenti sul territorio».

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<Solo la democrazia può salvare la mia Africa> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Solo la democrazia può salvare la mia Africa» --> Il Nobel Soyinka parla delle tragedie della sua terra: «Molti non credono possibile difendere i diritti. È blasfemo» Finalmente una Corte internazionale ha condannato Bashir ma il Sudan purtroppo conta su troppi appoggi interessati» Martedì 10 Marzo 2009 SOCIETA, pagina 9 e-mail print nostro servizio Mariella Radaelli MILANO«Ancora molti pensano che le masse africane non abbiano gli stessi diritti delle altre e che la parola democrazia non possa essere proposta in Africa. È blasfemo», dice il grande scrittore nigeriano Wole Soyinka (1934), la cui prolifica attività va dalla drammaturgia teatrale alla poesia, dalla narrativa alla saggistica, dalla sceneggiatura cinematografica alla diaristica. Primo africano a ricevere il Nobel per la Letteratura (nel 1986), è sempre stato una voce coraggiosa che si è alzata per affermare i diritti umani e combattere la fine delle tirannie nel mondo. Lo abbiamo incontrato sabato a Senago (Villa Borromeo), Milano, arrivato dagli Stati Uniti, dove vive, per accompagnare la presentazione del libro «Il Castello» (Spirali) scritto dall'amico Massimo Baistrocchi, l'ambasciatore italiano in Nigeria. Soyinka, un commento sul mandato d'arresto contro il presidente del Sudan, Omar Hasam Ahmad al Bashir, emesso dalla Corte internazionale penale dell'Aja. Soddisfatto? «Sì. La Corte ha agito in maniera assolutamente oggettiva, in difesa delle vittime, senza distinzione né di razza né di religione. Ha portato all'evidenza i crimini di Omar al Bashir che è un criminale ricercato a livello internazionale. Voglio raccontarle una cosa. L'Organizzazione "Genocide Watch", assieme ad altre associazioni per i diritti umani, due anni fa organizzò a New York un processo simbolico a Omar al Bashir. Quel processo si svolse di fronte al quartiere generale delle Nazioni Unite, in un appartamento scelto accuratamente di fronte alla bandiera delle Nazione Unite che non hanno fatto niente per la tragedia del Darfur se non passare la palla alla Corte dell'Aja. Vi parteciparono testimoni che giunsero segretamente dal Sudan, tra i quali molti giornalisti di diversa provenienza. E poi molti sopravvissuti alle torture del governo sudanese. Io fui nominato presidente di una squadra di giudici altamente qualificati a livello internazionale. Venne mandata una lettera ad Omar al Bashir. Era invitato a comparire, magari attraverso un suo rappresentante. Alla fine di quel processo simbolico, Bashir venne ritenuto all'unanimità colpevole di crimini contro l'umanità e di seria violazione dei diritti civili». È la prima volta che un capo di Stato ancora in carica finisce nel mirino della giustizia internazionale. «C'è sempre una prima volta per tutto». La comunità internazionale è spaccata in due. La Cina e la Russia lo appoggiano e pure la Lega Araba e persino l'Unione africana. Come può quest'ultima tacere sul massacro di suoi stessi figli? «È un'eterna vergogna. L'Unione africana parla contro un tribunale internazionale che direttamente dal suolo sudanese ha evidenziato che questi gravi crimini sono stati commessi. Non mi interessa da dove venga questa Corte. Potrebbe venire dalla Luna, Marte o Venere. L'unica cosa importante è che sia arrivata a conclusioni oggettive. Ha intervistato le vittime, e anche alcuni ufficiali di Omar al Bashir». Forse la maggior parte dei membri dell'Unione africana teme lo stesso trattamento? «Questo è il punto. In rarissime circostanze l'Unione africana ha agito per rappresentare veramente il benessere e la dignità della nostra gente. L'Unione africana è solo interessata a mantenere un comportamento disonesto e immorale. Esprime una solidarietà tra leadership, specialmente se criminale. Questa sua posizione non è una sorpresa, ma una tragedia, una tragedia continua». Quanto alla Lega araba, profondamente preoccupata per questa mossa? «Avrebbe dovuto essere la prima a dare l'esempio essendo il Sudan un suo membro. La prima a ripudiare Omar al Bashir, sanzionarlo, sospenderlo o espellerlo, allo stesso modo in cui a suo tempo il Commonwealth fece nei confronti del dittatore nigeriano Abacha. Stanno cercando di rendere i cittadini africani non cittadini. Quanto alle nazioni che appoggiano il dittatore sudanese è ovvio che temono per i loro investimenti, le opportunità perse, gli accordi, i voti... . Il Sudan ha alleati nelle Nazioni Unite». Che cosa pensa dell'incidente d'auto che ha coinvolto il premier dello Zimbawe Tsvangirai e la moglie che è morta? Dietro questo incidente si nasconde qualcos'altro? «Attendiamo le inchieste, ma il mio istinto mi dice che è stato ordinato all'interno del governo. Ricordiamoci che negli ultimi anni hanno tentato di assassinarlo già molte volte, come leader rivale di Mugabe». Quando lei è ritornato in Nigeria dopo la morte del dittatore Sani Abacha (che nel '97 aveva condannato a morte lo scrittore, imprigionato alla fine degli anni Sessanta sotto la dittatura di Gowon, ndr), ha ricevuto diverse proposte per candidarsi alla presidenza del suo Paese, come riporta nel suo memoriale politico «You Must Set Forth at Dawn». Ma ha sempre rifiutato. Perché? «Quelle candidature venivano da gentaglia che non crede nella democrazia. L'Africa è mal governata. Solo il Ghana sta mostrando la via. E la Nigeria rimane una nazione divisa da conflitti interetnici». La scorsa settimana lei ha accusato l'Assemblea nazionale nigeriana di insincerità nell'affrontare i problemi costituzionali. Lei propone una revisione della Costituzione? «Sì, perché quel documento del '99 è frutto del regime militare. Dobbiamo dare ai nigeriani un pezzo di carta che sia espressione della loro volontà. E poi basta con queste divisioni interetniche. Dalla cosiddetta restaurazione della democrazia nel '99, sono morte 14 mila persone. La Nigeria vive ancora un periodo d'oscurità». Al di là della piaga dell'Aids che interessa tutta l'Africa, la meningite nel suo Paese ha ucciso 333 persone. E i casi registrati sarebbero oltre 5 mila. «Sì. La sanità è un'altra tragedia. C'è tutto un mercato di falsi medicinali comprati in Cina e in India, ma anche fabbricati a livello locale come quello sciroppo che ha recentemente provocato la morte di quasi un centinaio di bambini. Corruzione e burocrazia. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Il ministro della Sanità è stato mandato via. Usava i soldi pubblici per i ritiri internazionali dei suoi collaboratori. Li spediva in Europa a frequentare corsi di politica». 10/03/2009 nascosto-->

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Il Veneto si candida a far da apripista (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Veneto si candida a far da apripista --> Marrazzo (Lazio) di traverso, Spacca (Marche) frena, Bassolino (Campania) rilancia sulle infrastrutture Martedì 10 Marzo 2009 GENERALI, pagina 3 e-mail print ROMASarà il Veneto a fare da apripista al Piano nazionale per la riunione di oggi a Palazzo Balbi per discutere un progetto di legge che prevede, in sintonia con quanto preannunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20% la cubatura di un immobile o di poter ricostruire, utilizzando criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Nel frattempo però altri governatori hanno espresso più di un dubbio sul progetto lanciato pochi giorni fa dal premier, che proprio nella giornata di ieri ha rilanciato la palla alle regioni, ricordando che «stiamo parlando di un'indicazione quadro che daremo alle Regioni, perché sulla casa la legge debbono farla loro». PROGETTO DI LEGGE IN CONSIGLIO GIÀ IL 17 Intanto dal Veneto dimostrano di avere le idee chiare sull'iter del progetto di legge: «prevediamo di poterlo approvare già nella seduta del 17 marzo e di trasmetterlo per il voto del consiglio regionale, che ci auguriamo sia il più celere possibile», ha chiarito l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon. Il provvedimento, ha ricordato Marangon, intende ottenere tre obiettivi: aumentare la cubatura delle regioni, costruire edifici in linea con la filosofia di un maggior sviluppo sostenibile e dare nuovo impulso al settore delle costruzioni». Convinto anche il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, che ha rimandato al mittente le accuse sui pericoli di scempio ambientale: «Stiamo parlando di un progetto che riguarda il patrimonio edilizio esistente - ha chiarito - senza contare che è un provvedimento a termine, che durerà un anno, al più per tutto il 2010 e limitatamente agli edifici costruiti prima del 1989». Galan ha poi incoraggiato i presidenti delle altre Regioni a sostenere il Piano casa, che farebbe ripartire» non solo il mattone, ma anche le tecnologie collegate». Contro il rischio speculazioni dice la sua anche il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffale Fitto: «L'idea di Berlusconi è di varare un piano ad hoc per permettere l'ampliamento di abitazioni esistenti - spiega - in deroga alla rigidità della burocrazia e accelerando le procedure amministrative per ottenere i permessi necessari». Il fronte degli oppositori al Piano registra l'adesione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «È l'idea di fondo che è sbagliata», visto che il Piano, spiega, «consente di andare in deroga ai piani regolatori e di aumentare le cubature degli edifici fino al 10-30%». RISERVE DALLA SICILIA Riserve le esprime anche il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, a parere del quale «la Sicilia ha sofferto a lungo la piaga dell'abusivismo, stiamo attenti alle nuove cubature». Intanto, mentre il governatore della Campania Antonio Bassolino ha annunciato un piano regionale di investimenti da un miliardo di euro per il rilancio delle infrastrutture, il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, chiarisce che darà un giudizio sul Piano casa solo quando sarà reso noto il testo. E comunque, ha avvertito, «qualunque normativa sull'edilizia e sul territorio non potrà prescindere da un ruolo attivo di Comuni, Province e Regioni». Infine, Legautonomie giudica «indiscriminato e incontrollato» l'aumento del 20% delle cubature esistenti, peraltro «in un Paese già devastato dall'abusivismo edilizio». 10/03/2009 nascosto-->

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Azienda a gonfie vele, ma rischia di chiudere (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 10-03-2009)

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Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi Storia di ordinaria burocrazia: un esposto, presentato nel 2006, ha fermato l'iter per ristrutturare un capannone a Castel d'Asso Azienda a gonfie vele, ma rischia di chiudere La Cosmet, sfrattata, è in cerca di nuova sede; la Procura da mesi ha bloccato tutto

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Atti amministrativi, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-03-2009)

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-03-10 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Palazzo Widmann Atti amministrativi, meno burocrazia BOLZANO — La Provincia dichiara guerra alla burocrazia, almeno per quanto riguarda l'iter degli atti amministrativi. Con due delibere approvate ieri, sono state delegate ai singoli assessori diverse funzioni finora in capo alla giunta: il risultato è un deciso passo avanti nel progetto di snellimento delle procedure interne. In tal modo si punta a una riduzione di almeno il 25% delle delibere dell'esecutivo. «La Giunta — ha spiegato Durnwalder — fissa le direttive e i criteri generali. Toccherà poi ai singoli assessori competenti firmare gli specifici decreti per applicare le misure all'interno della cornice indicata dall'esecutivo». Nella seduta di ieri sono stati delineati gli ambiti di applicazione dei decreti che rendono operativo il processo di snellimento degli atti interni. Non sarà quindi più necessaria l'approvazione di una delibera di giunta, ad esempio, nei casi di concessione di contributi, risarcimento di spese, utilizzo del marchio di qualità, presentazione di ricorsi, dichiarazioni di conformità, autorizzazioni all'esercizio di alcune attività, rilascio di «nulla osta», assegnazioni di alloggi di servizio, occupazioni di terreno.

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Sono passati oltre sei mesi dal fermo pesca estivo, ma ancora non c'è traccia dei ... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 10-03-2009)

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Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di ROSSELLA LUCIANI Sono passati oltre sei mesi dal fermo pesca estivo, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo con un decreto legge del luglio 2008. Così, per sapere a che punto si trova l'istruttoria per la liquidazione degli indennizzi, il Presidente della Provincia Massimo Rossi e l'Assessore alle politiche del mare del Comune di S.Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione generale della Pesca e dell'Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole e forestali. A settembre era seguita infatti la conversione del decreto in legge, per assicurare un fermo straordinario di un mese «in dipendenza della situazione di crisi riguardante il settore della pesca, anche a seguito dei rialzi dei costi energetici e di produzione». Per le barche del compartimento di S.Benedetto, il Ministero stabilì lo stop di emergenza dal 4 agosto al 2 settembre 2008, ma nemmeno un euro dei rimborsi è ancora arrivato, né per gli armatori, né tantomeno per i marittimi. E su quei soldi tutti facevano affidamento per rendere meno pesante una situazione davvero difficile per il comparto. «Riteniamo che in casi come questi - dicono Rossi e Capriotti - la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure. D'altronde il decreto di luglio era formulato in modo molto preciso indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni (25 da fondi comunitari e 10 dal Fondo centrale per il credito peschereccio). Anche le successive disposizioni regolamentari emanate dallo stesso Ministero per quanto concerne le modalità di attuazione del fermo temporaneo, l'entità del premio, le relative erogazioni e la definizione dei periodi di fermo sono state puntualmente eseguite dalle aziende. Non vediamo dunque altre ragioni valide per ritardare la liquidazione di queste somme che sono indispensabili per assicurare un minimo di prospettive alle nostre imprese del mare».

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Calderoli è federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a <Ballarò> di ave (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 10-03-2009)

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Calderoli è federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a «Ballarò» di aver bloccato il versamento della «quota variabile 2000/2005» dovuta alle province autonoma di Trento e Bolzano Calderoli è federalista solo a casa sua L e affermazioni del ministro Calderoli non si prestano a dubbi o interpretazioni: si è fatto vanto, durante un dibattito a «Ballarò» di aver bloccato il versamento della «quota variabile 2000/2005» dovuta alle province autonoma di Trento e Bolzano. Si tratta di circa 3,5 miliardi di euro, fondamentali per sostenere i costi delle competenze che l'autonomia speciale assegna alle province autonome della nostra Regione, Competenze che peraltro sono alla base della nostra autonomia, che oltre ad essere l'esito di una secolare e ostinata affermazione di un diritto, quello del popolo trentino, ad avere una sua storia e una sua cultura, è anche in ultima analisi l'affermazione della nostra capacità di autogoverno ed della libertà di continuare, come per il passato, ad esercitarlo. Ma tutto questo al ministro Calderoli, padano campione di federalismo ma evidentemente solo a casa sua, sembra non importare, e il suo romanocentrico diktat è lì a dimostrarlo. Non contento, lo stesso ministro blocca poi un doveroso finanziamento all'Università di Trento, ateneo ai massimi livelli per la sua capacità di ridurre gli sprechi, ma con l'evidente colpa grave di essere trentino, e quindi da attaccare «a prescindere» da ogni altra valutazione. Poco importa infatti al ministro se nelle sue dichiarazioni parla delle province autonome in modo confuso e fuorviante, l'importante è colpire una realtà, la nostra, che guarda caso non si è fatta piegare dal pensiero dominante della destra nazionalistico-leghista del governo romano, ma ha saputo, pur nelle diverse sensibilità, affermare con forza il bene collettivo costituito dalle sue istituzioni autonomiste. La storia delle ultime elezioni regionali e provinciali è lì a dimostrarlo. Allora è anche più chiaro il perché di questo violento attacco, che guarda caso, salva esempi luminosi quali la regione Sicilia, dove sprechi e dilapidazioni di denaro pubblico sono sotto gli occhi di tutti, ma colpisce duramente la Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol: la nostra Comunità è al centro, ancora una volta, di un disegno preciso, quello di sempre se vogliamo dirla tutta, e cioè annullare l'autonomia speciale e con essa le ragioni storiche del nostro quadro istituzionale, continuando l'opera di «normalizzazione» della nostra cultura, dei nostri sentimenti, del nostro modo di sentirci una «comunità autonoma». Dunque è il momento di risposte precise, che tutti noi ci aspettiamo in particolare dal centro-sinistra autonomista, anche a partire dalla manifestazione indetta per sabato davanti al Commissariato del Governo: Upt e Patt saranno presenti e il Pd trentino non deve lasciarsi sfuggire l'occasione di aderire a sua volta e affermare con forza la sua determinazione nel difendere le Istituzione Autonomiste, che non sono un privilegio o un lusso, ma bensì una «proprietà collettiva costituzionale» di tutto il popolo trentino. Starne fuori non sarà compreso e di certo non favorirà la nascita di quel «PD del Trentino democratico ed autonomista», che in molti attendono con ansia. Alberto Sommadossi www.austriaciditalia.it Festivalpub promuoveva le band del Trentino E gregio direttore, in riferimento allo spazio per le giovani band dove possano esibirsi e farsi conoscere vorrei portare alla vostra conoscenza che ancora nel 1986 personalmente, quando pubblicavo la rivista musicale Tam-Tam, avevo organizzato con grandissimo successo di pubblico il Festivalpub. Per l'appunto, con iscrizioni gratuite, tutte le band potevano partecipare e farsi sentire e conoscere mettendo addirittura in palio dei bellissimi premi, uno per tutti l'incisione di un cd. Il fenomeno musicale dei pub che a quei tempi era ricchissimo, si è andato smorzando, prima di tutto per la burocrazia legata alle serate musicali, ai numerosi paletti posti in fatto di sicurezza (nuove uscite, porte tagliafuoco, rifacimenti intonaci per il troppo legno, iscrizione delle band all'Inps, pagamenti fatturati etc.etc.). È comprensibile quindi che molti gestori siano scoraggiati dall'organizzare serate e molte band inoltre lo siano per un discorso fiscale. Il panorama musicale trentino è sempre stato florido e non è quindi una novità che ci siano delle band o dei musicisti validi che devono, come sempre, migrare in città più grandi, che offrono più opportunità e facilitazioni organizzative. Giovanni Patelli Il volontariato del soccorso è una rete di protezione E gregio direttore, l'articolo da voi pubblicato riguardo il soccorso stimola una risposta. Il volontariato nel campo sociale e sanitario è parte della storia del Trentino, anche se il mondo di oggi richiede una revisione continua dei ruoli all'interno dei servizi. Molti di questi sono nati spontaneamente dall'iniziativa dei gruppi di volontari, che hanno recepito in modo diretto bisogni della gente e hanno inventato le prime risposte. Nel campo sanitario molte associazioni di soccorso sono state fondate negli anni '80, con il medesimo spirito. Le istituzioni riconoscendo l'importanza della richiesta hanno riorganizzato i servizi molte volte prendendo i primi operatori dal mondo del volontariato. Tutto cambia: è necessario ripensare la gestione con la prospettiva di una tutela della maggior parte dei cittadini, anche di quelli che vivono nei luoghi più disagiati per la distanza o per la conformazione del nostro territorio. Un altro obiettivo è la qualificazione delle competenze. I volontari che operano nel campo sanitario sono impegnati su questi due fronti: coprono spesso i servizi più scomodi e sono attivi nelle zone più lontane dai centri; in merito alle capacità d'intervento nel soccorso stiamo facendo uno sforzo grande per acquisire e mantenere un adeguato livello, in conformità alla deliberazione della giunta provinciale degli anni 2005/2006 in materia di formazione. In ogni mese dell'anno sono in atto corsi di formazione di base e di aggiornamento continui, che sono gestiti dalle associazioni con la collaborazione degli operatori professionali, medici infermieri, di Trentino Emergenza 118, che fanno i docenti istruttori o supervisori. Il sistema in questo modo si integra mantenendo un contatto reciproco che permette di elevare la qualità delle prestazioni. Ma la maggior risorsa del volontariato è la sua distribuzione capillare e la sua presenza continua di giorno e di notte: il soccorritore volontario è attivo non soltanto durante i turni ma in ogni momento della giornata dentro casa, sul luogo di lavoro, negli spazi sociali ?e questa distribuzione è in perfetta sintonia con le linee guida internazionali del soccorso, che raccomandano la precoce attivazione di 118, il precoce intervento sul posto in attesa del soccorso avanzato, auto sanitaria - auto medica - elisoccorso. Per mantenere attiva questa rete di protezione con le maglie strette abbiamo bisogno di essere in tanti. Graziano Villotti 10/03/2009

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PIANO CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia pe... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FANO pag. 13 PIANO CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia pe... PIANO CASA: c'è attesa tra i piccoli imprenditori dell'edilizia per il piano del governo destinato ad aumentare del 20% la volumetria degli edifici esistenti oppure ad abbattere e ricostruire, con dimensioni più ampie del 30% e una vocazione marcatamente eco-compatibile, palazzi con oltre 20 anni di vita alle spalle. Il primo effetto potrebbe toccare le famose «B5», l'ampliamento delle case rurali per la quali la Provincia ha chiesto il Piano particolareggiato. «Se serve a semplificare la burocrazia afferma l'imprenditore Marco Rossi ben venga il Piano». Le piccole imprese sono quelle che al momento sembrano farsi meno intimorire dalla crisi. «Andiamo avanti alla giornata continua Rossi con l'obiettivo di mantenere l'occupazione: sarebbe un peccato mandare tutto a monte». Più critico nei confronti del Piano Casa, Daniele Picini: «Come imprenditore non possono che riconoscerne i vantaggi, ma prima di tutto sono un cittadino e come tale non vorrei che quel provvedimento risultasse troppo frettoloso e che a pagarne le conseguenze fosse la collettività. Il rischio è di passare dalla situazione attuale, assolutamente insostenibile dal punto di vista burocratico, alla liberalizzazione totale con conseguenze pesanti per il territorio. Infatti, in mancanza di una strategia urbanistica, si possono fare grossi danni». PER QUANTO riguarda l'attuale situazione di mercato Picini sottolinea ch il problema non è «la mancanza di domanda, ma la difficoltà di accesso al credito». Parla di proposta interessante da parte del Governo Fausto Baldarelli della Cna perché_«può dare impulso all'economia locale. Occorre, però, capire bene i contenuti del Piano Casa e se va oltre i Prg in vigore. Insomma deve essere chiaro se rispetto alle disposizioni contenute nel Piano Casa, i Prg e i Piani particolareggiati saranno ancora vincolanti oppure no». Baldarelli aggiunge: «Gli operatori hanno bisogno non di dichiarazioni, ma di fatti concreti». E' convinto che il Piano servirà a portare più lavoro alle piccole imprese anche Paolo Petrucci, uno dei maggiori costruttori della zona: «Non sarà risolutivo, ma sicuramente aiuterà». Petrucci nonostante le obiettive difficoltà si dice «ottimista per il futuro». «Il problema afferma è l'insicurezza sul lavoro. E' questa l'incertezza che frena gli acquisti altrimenti i prezzi delle case sono più bassi così come i tassi dei mutui sono favorevoli». Fiducioso sull'effetto positivo del Piano Casa per il territorio fanese l'assessore all'Urbanistica Mauro Falcioni: «Per esprimere un giudizio più preciso occorre aspettare il decreto, in ogni caso penso che possa dare un grosso impulso all'economia reale. Spero che il decreto arrivi nel più breve tempo possibile, c'è attesa da parte dei piccoli imprenditori». Falcioni se la prende con l'opposizione: «Basta con chi dice sempre no». Secondo Falcioni «il Piano Casa potrebbe aiutare a immettere sul mercato nuove abitazioni a prezzi molti più bassi di quelli attuali». «Non siamo in totale disaccordo con il Piano afferma il capo gruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Stefanelli è necessario, però, avere un punto fermo: la programmazione deve rimanere in capo ai Comuni, non può e non deve essere delegata». Stefanelli invita il Comune, attraverso l'Anci di cui fa parte, a sollecitare il Governo «perché i Comuni mantengano il controllo della programmazione territoriale». Anna Marchetti

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In coma da 16 anni L'Inps le chiede il certificato di reddito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2009-03-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso Emanuela vittima di un incidente a 21 anni In coma da 16 anni L'Inps le chiede il certificato di reddito Il padre Cesare: «Offesa mia figlia» La ragazza ha 37 anni Il genitore: «A Casarano sanno perfettamente la sua condizione ma ogni anno ci mandano la richiesta» LECCE — Benché sia in coma vegetativo da 16 anni, anche quest'anno l'Inps di Casarano ha inviato una lettera a Emanuela Lia chiedendo di conoscere il reddito conseguito nel 2008. Lo conferma Cesare Lia, il papà della ragazza, che spiega che nella missiva è scritto anche che qualora non dovesse inviare la documentazione sarà sospesa la pensione di invalidità. La famiglia «Ogni anno - afferma Cesare Lia - ci arriva questa richiesta, anche da altri enti pubblici. è una presa in giro. Si sa che mia figlia, così come altri ragazzi, è in coma vegetativo, e non vedo quale reddito possa produrre. Mi rendo conto che è una prassi burocratica, ma è anche vero che è possibile censire questi ragazzi per evitare che l'invio di queste missive si trasformi in una umiliante presa in giro. Credo che una dichiarazione di esistenza in vita vada più che bene ». Emanuela oggi ha 37 anni e vive nella casa dei genitori, a Tricase. Il padre e la madre l'assistono, senza l'aiuto di nessuna istituzione pubblica, dal primo gennaio 1993, quando, appena ventunenne, Emanuela rimase vittima di un gravissimo incidente stradale. Era in auto con un ragazzo che ebbe un colpo di sonno mentre guidava. L'associazione «è davvero umiliante, per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente, vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia». Questo il commento del responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori », Corrado Stillo, che commenta la missiva inviata dal-l'Inps di Casarano. «Mentre rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro - continua Stillo - , esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia che, senza pubblicità e senza suoni di trombe, accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità. Chiediamo anche all'Inps di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente, evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono a una realtà superata dalla scienza e dal buon senso». R. L. A sinistra Emanuela Lia, sopra i suoi genitori ( foto Fabio Serino)

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In coma da 16 anni, l'Inps chiede il reddito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2009-03-10 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Tricase La lettera dagli uffici di Casarano. Stillo: «Vergogna» In coma da 16 anni, l'Inps chiede il reddito E' in coma vegetativo da sedici anni. Ma l'Inps ha una sola curiosità: conoscere il suo reddito prodotto nel 2008. Ecco la burocrazia che, stavolta, non solo dà prova di inefficienza, ma offende e si copre di ridicolo. «è davvero umiliante per una famiglia che da 16 anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia». Così commenta questa assurda vicenda il responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori», Corrado Stillo. La beffa per la famiglia di Tricase alle prese con il dramma, arriva dall'Inps di Casarano. «Mentre rinnoviamo nuovamente alle istituzioni sanitarie la richiesta di essere concretamente vicini a coloro che assistono le migliaia di persone simili ad Eluana Englaro - continua - esprimiamo la nostra solidarietà alla famiglia che, senza pubblicità e senza suoni di trombe, accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità». «Chiediamo anche all'Inps - conclude Stillo - di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono ad una realtà superata dalla scienza e dal buon senso». Per l'Inps di Casarano, invece, sarebbe auspicabile l'apertura di una inchiesta interna per individuare e punire il responsabile dell'invio di quella lettera che ha aggiunto rabbia al dolore di quella famiglia.

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ROMA - Nel giorno della cautela, Silvio Berlusconi ricorda che il piano di rilancio dell
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(sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 10 Marzo 2009 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - Nel giorno della cautela, Silvio Berlusconi ricorda che il piano di rilancio dell'edilizia annunciato lo scorso venerdì dal governo, ha bisogno del coinvolgimento delle regioni alle quali la legge rimanda la competenza in materia. «Dobbiamo approfondire - ha spiegato ieri il premier - perché stiamo parlando di un'indicazione quadro che daremo alle regioni». Al "quadro" lavora da qualche giorno il consulente giuridico del premier Nicolò Ghedini, ma da ieri il problema degli incentivi e delle possibili defiscalizzazioni, con le quali si vuole rendere ancor più appetibile il piano, è sul tavolo del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Servono soldi per spingere famiglie e proprietari di casa ad ampliare il proprio alloggio, nella convinzione che alla fine il saldo per l'erario non potrà che essere attivo, visto il volano che si dovrebbe mettere in moto. Nella cautela del premier di ieri mattina, si coglie anche il timore che esterna il ministro Bossi sulla destinazione agli immigrati delle costruzioni che verrebbero realizzate con il piano: «Va studiato bene, non vorrei che facessero le case per sistemarvi gli extracomunitari. Ci vogliono limiti e indirizzi per precisi». I due provvedimenti, "piano-casa" e "piano per l'edilizia", si intersecano, ma mentre il primo grazie al lavoro del ministro Raffaele Fitto, è già effettivo e attende solo il decreto attuativo dopo l'accordo firmato con le regioni e il previsto stanziamento di 200 milioni di euro, l'altra "gamba" della strategia del premier deve ancora passare al vaglio del consiglio dei ministri. Anche ieri il premier ha dato appuntamento al consiglio dei ministri di venerdì, negando anche la possibilità che si arrivi al varo di un decreto legge. Una cautela che sembra dettata più dalla voglia di non aprire anzitempo una nuova "querelle" con il Quirinale, che non dalle effettive intenzioni. «Il piano per l'edilizia non può che essere un decreto legge se si vuole una azione choc e una risposta all'economia depressa», insiste l'azzurro Mario Valducci, a conferma delle perplessità del premier sull'utilizzo dello strumento del disegno di legge. In attesa di mettere a punto il testo, nel governo non si sbilancia nessuno e si guarda con interesse all'iniziativa della regione Veneto che oggi, con Ghedini testimone, farà da apripista presentando un ddl che permetterà l'aumento della cubatura e una sorta di "rottamazione" urbana. Nè più nè meno ciò che dovrebbe permettere la legge quadro nazionale, con la quale verrà azzerata la burocrazia trasformando la licenza edilizia in un semplice atto autorizzatorio che dovrà esser firmato da un tecnico. «Vogliamo azzerare un iter che a volte può anche durare sei mesi o un anno - sostiene Mario Mantovani, sottosegretario con delega alle politiche abitative - e dare un nuovo impulso all'economia». Nel Pdl il dibattito è comunque aperto e i dubbi di Fabio Granata, esponente di An molto vicino a Gianfranco Fini, confermano che non è solo la Lega a riflettere sui possibili effetti: «Sul piano casa - afferma Granata - occorre mettere dei paletti per tutelare il patrimonio ambientale e paesaggistico».

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La zona grigia che inghiotte il Paese del fare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-10 - pag: 12 autore: PIT STOP ... La zona grigia che inghiotte il Paese del fare D ella parte emersa si conosce ormai tutto (o quasi). Di quella sommersa assai meno. Ma è a questa zona grigia, tra burocrazie procedimentali e lentezze dei lavori del Parlamento, che occorre ora guardare con grande attenzione quando si parla di grandi opere pubbliche, energia e piani per l'edilizia come leva per uscire dalla crisi. Quanto alla parte emersa è presto detto. Sappiamo da decenni che in Italia il fronte del "no" si nutre, insieme, d'ideologia e localismo ultracorporativo. Non c'è stato Governo, di centrodestra (avversato politicamente per definizione) o di centro-sinistra (mai riuscito a evitare gli stop imposti dalla sua ala sinistra), che non si sia ritrovato a dover fare i conti con la "politica del non fare". E le stesse voci ambientaliste più responsabili sono state spesso costrette all'angolo, impossibilitate a far prevalere un disegno autenticamente riformista su questo terreno. La sindrome di Nimby ("not in my backyard", non nel mio cortile) è quantificabile in dati che non lasciano spazio ai dubbi. Sono 264 le infrastrutture bloccate per contenziosi vari, in aumento rispetto alla quota 193 registrata nel 2008. Energie "alternative" comprese, tipo i parchi eolici. A guidare il fronte del "no" (secondo l'Osservatorio Nimby Forum) gli amministratori pubblici locali e i comitati spontanei dei cittadini. In questo quadro, un'informazione sul territorio trasparente e puntuale sul "che fare", sui costi e i benefici per la cittadinanza rappresenta un punto irrinunciabile. Ma proprio da qui si può partire per fare un esempio di quella zona grigia che contribuisce a rallentare i processi decisionali. è il caso del disegno di legge governativo all'esame del Senato dall'autunno scorso (risultante di uno "stralcio" della Camera del 5 agosto 2008) che fra l'altro si occupa della possibilità di impiantare nuove centrali nucleari e prevedere i siti per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi (tema tornato d'attualità dopo la bozza di accordo italofrancese voluta da Berlusconi e Sarkozy). Secondo il Ddl, il Governo è delegato ad adottare entro il 30 giugno 2009 i decreti legislativi di riassetto normativo per i nuovi impianti, i benefici «diretti alle persone e alle imprese», le misure compensative e una rete d'informazione «diffusa e capillare» per le popolazioni interessate, le modalità di esercizio «del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con gli enti locali coinvolti». Ma il Ddl, tra emendamenti e sub-emendamenti e in attesa dei pareri delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, è ancora all'esame della commissione Industria di Palazzo Madama e non è stato calendarizzato per i lavori d'Aula. Che vuol dire, con ogni probabilità, tempi lunghi per i decreti delegati, la "polpa" della manovra. Il fattore tempo non è indifferente. E anzi in un periodo di crisi come l'attuale diventa decisivo. Vale per i lavori delle Camere. Vale per i passaggi tra un ministero e lìaltro all'insegna di faticosi "concerti". Vale, all'interno dei singoli ministeri, nei meandri burocratici in cui i provvedimenti s'incagliano tra una scrivania e l'altra. è la zona grigia e sommersa dell'Italia del mezzo "sì" . Che alla fine può assomigliare a quella del "no". guido.gentili@ilsole24ore.com FATTORE TEMPO Oltre all'effetto Nimby, sono deleteri i passaggi burocratici e legislativi di Guido Gentili

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Voucher al pubblico per scegliere il teatro (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Voucher al pubblico per scegliere il teatro Come interrompere il rapporto tra i politici e i destinatari dei fondi istituzionali? Idea lanciata da Salvatore Carrubba: «Dobbiamo provare, le resistenze sono forti» Per lL'ex assessore del Comune di Milano : «Solitamente i beneficiari dei fondi preferiscono continuare a dipendere dalla politica» NAPOLI — Il maestro De Simone che chiude il portone del Conservatorio a Velardi perché descritto come «simbolo dell'immobilismo napoletano ». Goffredo Fofi che sbatte la porta del Festival del teatro perché troppo «generalista». Albertazzi che a Napoli chiede di rilanciare il dialetto, ma il dialetto, quello napo-letano, nel frattempo espatria a Milano, al Piccolo, con Toni Servillo. Fa discutere, infine, Baricco che in un lungo articolo pubblicato da Repubblica il 24 febbraio lancia una provocazione: se il teatro e i musei hanno fallito, allora è il caso di dirottare i fondi pubblici verso scuola e televisione. Cosa succede? A Napoli la questione delle politiche culturali è andata ben al di là dello specifico. E proprio mentre si prepara la prossima edizione del Festival Teatro Italia. è andato in corto circuito il rapporto tra la politica e la cultura, un rapporto di dipendenza. Quando va bene. Di esclusione, quando va male. Ad ammetterlo è proprio l'assessore regionale Velardi all'indomani dell'ennesimo caso diplomatico con l'autore della Gatta Cenerentola per cercare di stemperare la polemica. «Ma qui, nella terra di Pulcinella, l'equivoco è diventato sistema», scrive Alfredo D'Agnese. Come tagliare, se c'è da tagliare, allora il cordone tra prìncipi e sudditi? Come arginare la marea di fondi pubblici destinati spesso ai soliti noti, decisa nelle stanze della politica non sempre da soggetti qualificati? Come si sposano in sintesi la burocrazia e l'arte? Sul mercato culturale esiste una proposta, assai liberale, assai provocatoria, mai realizzata in Italia. Anzi un tentativo è stato fatto anni fa a Milano, spiegheremo dopo perché non andato in porto. Parliamo del voucher per la cultura, di buoni destinati non a teatri, teatrini, compagnie, manifestazioni e chi più ne ha più ne metta, ma agli spettatori. Per cui la Regione non sovvenziona, e quindi non decide l'offerta, ma è la domanda a selezionarla. Una piccola vera rivoluzione democratica. Già testata in Canada e a New York per i teatri off-Broadway. Il principio fondante è semplice: se la fruizione di cultura è un diritto, il cittadino deve essere responsabilizzato e quindi deve poter scegliere. Ne è straconvinto Salvatore Carrubba, editorialista del Sole 24 Ore, ex assessore comunale di Milano. Colui che sotto il Duomo lanciò la proposta di un voucher per il teatro. «Non ci sono riuscito — spiega — a causa delle resistenze di coloro che ricevono solitamente i soldi e che preferiscono continuare a dipendere dal ministro, dall'assessore o dal consigliere di turno. Quel poco che sono riuscito, all'epoca, ad ottenere è stato creare un sistema di premialità, per cui venivano finanziate solo le compagnie più meritevoli sul piano dell'efficienza. Ma certo il voucher è tutta un'altra cosa». L'obiezione in cui si può incorrere proponendo il «buono teatro» è che le scelte del pubblico potrebbero essere orientate verso il basso e non verso l'alto. Più sceneggiate, meno teatro sperimentale. «Prima cosa — continua Carrubba — se si è liberali davvero, bisogna accettare anche questo verdetto: se dev'essere sceneggiata, sceneggiata sia. Inoltre si possono sempre introdurre delle forme di intervento ad hoc che premino l'avanguardia. Il punto è un altro». E questo Carrubba lo scrive da tempo. «Chi decide che al San Carlo si deve ascoltare Verdi e non Berio? E questo vale anche per l'arte contemporanea. In Olanda molte amministrazioni hanno acquistato opere di cui non sanno che farsene ». A chi infine destinare i voucher? L'istituto Bruno Leoni e un giovane ricercatore, Filippo Cavazzoni, dell'argomento si occupano da tempo. Cavazzoni ne ha scritto per il Riformista. «I destinatari — spiega — sono indubbiamente i giovani, studenti in primis, e gli anziani, che hanno più tempo libero e una certa curiosità. Questo è un modo sia per selezionare l'offerta sia per togliere agli enti pubblici la scelta. Ma soprattutto un mezzo unico per avvicinare e alfabetizzare chi è lontano anni luce da una sala teatrale. Se il compito dello Stato è quello di istruire, i voucher sono più diretti di un finanziamento dato alla compagnia di turno. Il problema è: siamo certi di voler cambiare il sistema? Vogliamo davvero eliminare privilegi ormai decennali?». Come dice il grande violinista Uto Ughi a proposito del rapporto tra politica e musica classica: «Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio». Ci vuole solo un po' di coraggio. Simona Brandolini Giovani in platea Nella foto, alcuni giovani assistono a una rappresentazione da un palco del teatro San Carlo. è proprio ai ragazzi e agli anziani che ri rivolge l'iniziativa del voucher, così come è avvenuto già in Canada e a New York Salvatore Carrubba Ministro Il governatore Bassolino col ministro Bondi all'inaugurazione del Teatro Festival

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Luci e ombre anche a Ferrara sul piano casa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore all'urbanistica Atti: mossa spericolata, Ricci (Acer): non è questa la soluzione Luci e ombre anche a Ferrara sul piano casa Mascellani (Ance): il provvedimento già esisteva e serve a dare impulso al settore Dragotto: una risposta ai bisogni abitativi della popolazione Uno strumento innovatore e più snello per rilanciare un settore in fortissima crisi e dare ossigeno all'economia o una normativa che di fatto porterà ad una costruzione senza regole né rispetto del piano regolatore, finalizzata ad una forma indiretta di condono? Sul nuovo piano della casa del governo, rilanciato con forza in queste ultimi giorni dal premier Berlusconi, che verrà varato venerdì prossimo, ci sono opinioni contrastanti. Facciamo il punto sulla situazione ferrarese e sui possibili scenari che si possono verificare. Tra consensi e critiche. MASCELLANI. «Il piano casa è un provvedimento di edilizia straordinaria che porterà alla costruzione di nuovi piccoli alloggi. E' in atto da parecchi mesi dopo le consultazioni tra il governo e le forze sociali e imprenditoriali, per cui ci troviamo di fronte ad uno strumento condiviso da molti». Roberto Mascellani, presidente provinciale dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, inquadra la situazione del piano casa. «Si tratta di capire - prosegue - come esattamente funzioneranno i meccanismi di attuazione per i finanziamenti, è stata anche interessata la Cassa Depositi e Prestiti. Richiederà un importante sforzo di modernizzazione anche da parte delle imprese per portare sviluppo nel settore. Stiamo attendendo di avere le bozze finali, ma come associazione costruttori edili c'è una grande attenzione e soddisfazione per questo provvedimento, che non è calato dall'alto. A Ferrara abbiamo un problema nella giunta comunale, che si è dichiarata nemica dei costruttori. Mi auguro che questo clima venga presto cancellato». ATTI. «Da una prima impressione - replica l'assessore comunale all'urbanistica Raffaele Atti - direi che si tratta di un piano casa alquanto spericolato, su cui sarebbe bene opporsi con molta determinazione. Trovo illogico prevedere delle quote di ampliamento stabilite come diritto soggettivo senza una ricognizione dello stato di fatto. A quel punto il piano regolatore non servirebbe a nulla. L'economia ha bisogno di soldi, di immissione di risorse aggiuntive, non di queste cose. Si fa un uso strumentale della crisi per arrivare indirettamente ad una specie di condono. Mi auguro che la regione Emilia Romagna non ceda alle lusinghe del governo». RICCI. «Anche se occorre vedere il testo definitivo - con questo piano che riguarda anche l'edilizia pubblica - afferma Ivan Ricci, presidente dell'Acer - non si danno risposte immediate, inoltre si arriverà a costruire circa 6.000 alloggi contro il doppio previsto dal precedente piano governativo. Si allenta di molto l'intervento sull'edilizia pubblica e si costruiscono case soprattutto nel settore privato. E' da vedere positivamente l'alleggerire la burocrazia e rilanciare un settore in crisi, ma è facile cadere con queste nuove regole in un nuovo condono e in una sorta di cementificazione indiscriminata in un clima di deregulation. Nel dettaglio, il piano di ampliare l'esistente e di demolire e poi ricostruire, non risponde al fabbisogno di casa per chi di fatto non ce l'ha». DRAGOTTO. «L'attività edilizia a Ferrara è già in crisi da qualche anno - dice Giorgio Dragotto consigliere regionale di Forza Italia-Pdl - ad ingessare ancora di più la situazione sarà il nuovo Psc (Piano strutturale Comunale), con i suoi cedimenti alla rendita e agli interessi speculativi, le sue rigidità e la sua incapacità di aprirsi alle nuove esigenze derivanti dalla crisi economica e dalla necessità di supportare tutte le componenti economiche del territorio di Ferrara. Adesso, a stimolo dell'economia, il Governo presenterà quanto prima il piano casa, da 550 milioni di euro, già annunciato a luglio 2008, per la realizzazione di abitazioni da 60 a 80 metri quadri destinate all'affitto, con la possibilità di riscatto, per giovani, anziani, studenti, immigrati in regola con il permesso di soggiorno e un lavoro. Case che costeranno poco. Nel piano è inserita, inoltre, la possibilità di aumentare del 20% la volumetria degli edifici esistenti, così come di abbattere e ricostruire, con dimensioni più ampie fino al 30%, edifici vecchi di oltre vent'anni».

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<I criminali che vivono da noi pensano che in Italia si possa farla franca con più facilità> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 «I criminali che vivono da noi pensano che in Italia si possa farla franca con più facilità» IL COLONNELLO DELLA POLIZIA ROMENA «SÌ, FORSE in Romania tra i criminali è aumentata la percezione che in Italia si possa delinquere con maggiore facilità. Si scambiano queste informazioni, ma i romeni che sono qui non sono tutti delinquenti». Lo ha detto Ioan Popa, il colonnello della polizia romena a margine della conferenza stampa di ieri a Genova per il fermo dei due romeni accusati dell'omicidio per rapina di Angelo Peirè. I poliziotti romeni hanno dato una grossa mano alle indagini. «In Italia continua Popa ci sono più di un milione di romeni, di cui 958 sono stati condannati. Non so se questa si possa definire una percentuale alta per la criminalità. Però ce ne sono pure 450 mila con documenti regolari, con un contratto di lavoro e 350 mila in corso di regolarizzazione». «Noi comunque conclude il colonnello siamo sempre a disposizione della polizia italiana. Il nostro ruolo è quello di dare un'informativa immediata, superando i ritardi della burocrazia. E partecipiamo direttamente alle indagini, anche con attività che possono sembrare semplici, come la verbalizzazione, ma che semplificano molto il lavoro delle forze dell'ordine». Una collaborazione che ha dato i frutti sperati e che ha portato alla risoluzione del caso con l'arresto a centinaia di chilometri di distanza dal luogo dell'omicidio dei due malviventi.

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<PER CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LUGO pag. 13 «PER CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi ... «PER CERCARE di superare la crisi e aiutare i consumi e le imprese per uscire dalla attuale situazione economica occorre passare dagli interventi abbozzati ai fatti concreti». Ad affermarlo è il presidente dell'Ascom-Confcommercio di Lugo, Domenico Brunori, che interviene sul difficile momento dell'economia non risparmiando severe critiche alle istituzioni, chiedendo loro interventi e in tempi abbastanza rapidi. «In questi giorni afferma Brunori si susseguono riunioni su riunioni, vengono convocati incontri e tavoli di lavoro, ma le difficoltà delle imprese per ottenere credito aumentano. Inoltre, ci sono Comuni che tagliano i fondi per la promozione delle città, come accaduto a Bagnacavallo dove l'amministrazione locale, che si è sempre posta all'avanguardia sugli interventi di valorizzazione del centro storico, ha dimezzato le risorse disponibili. E come se non bastasse, invece di riduzioni fiscali arrivano nuovi balzelli, basti pensare a quello per i controlli sanitari nelle imprese alimentari. Non sono certo questi gli interventi che servono al rilancio dell'economia». E IL PRESIDENTE dell'Ascom Presidente di Ascom spara altri siluri': «Sono anni che i Comuni promettono semplificazioni burocratiche significative, specie per quanto riguarda l'edilizia e la conformità alle norme tecniche, ma tutto si muove con una lentezza estrema. Confidavamo molto nello sportello unico per le imprese, ma anche su questo fronte i risultati non si vedono, tanto è vero che a Lugo non è affatto unico visto che ne esistono due, uno per le imprese e uno per l'edilizia. Non mettiamo in discussione la buona volontà dei sindaci, ma occorre capire che le imprese non possono più aspettare i tempi lunghi della politica, tanto più in un momento come questo. E' inaccettabile afferma con forza Brunori che imprenditori che hanno investito cifre significative per ampliare e ammodernare le loro imprese debbano aspettare mesi per le risposte degli uffici. Occorre modificare questo stato di cose, tanto più che quando c'è la volontà di agire con rapidità, come quando vengono approvate Varianti per consentire nuove grandi superfici commerciali come a Faenza e Ravenna, questo avviene con tempi così veloci che non consentono neppure di esprimere un parere». BRUNORI non si limita alle crticihe, perchè presenta alcune idee e proposta: «Occorre chiedere con maggiore efficacia alle Banche, coordinandoci fra associazioni di impresa e amministrazioni pubbliche, perchè non facciano mancare il credito alle imprese a costi ragionevoli. Poi, fare in modo che i Comuni ripristinino gli investimenti nella promozione delle città; creare un gruppo di lavoro misto Comuni-Associazioni per lo snellimento della burocrazia in tempi brevi; rivedere la programmazione commerciale e territoriale tenendo conto del fatto che la crisi economica ha completamente mutato gli scenari». INFINE, per quanto riguarda l'Ascom, Brunori dice che «in molti casi si vive una situazione in cui il posto di lavoro dei dipendenti è garantito dalla buona volontà degli imprenditori, visto che non vi sono ammortizzatori sociali per le micro e piccolissime imprese. Per quanto ci riguarda, come Associazione non ci sottraiamo a impegni e responsabilità, investendo in iniziative di assistenza tecnica e formazione per l'innovazione, l'ammodernamento e il riposizionamento delle imprese che ne hanno esigenza, oltre ad operare all'interno del Consorzio fidi per garantire sul versante del credito massimo sostegno alle imprese. Un settore questo fondamentale per l'economia».

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Insieme verso il successo (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Pubblicita - data: 2009-03-10 num: - pag: 57 categoria: PUBBLICITA Insieme verso il successo Il futuro appartiene alle terapie integrate. Siemens mette in rete diagnostica, imaging e IT con l' obiettivo di ottimizzare le procedure, ridurre i costi e spianare la via a una medicina sempre più individualizzata. > Il minibus si ferma esattamente in centro a PlÖn. Scendono in fretta tre donne in camice verde da sala operatoria e un uomo in bianco. Una passante chiede spaventata: “C'è un'emergenza?” Passandole accanto correndo, il medico le risponde: “Sì, gli ospedali stanno morendo, ci vuole un intervento d'urgenza!” E poi si affretta a raggiungere una manifestazione contro il sottofinanziamento degli ospedali tedeschi. Quello che è successo all'inizio di luglio nella cittadina a sud di Kiel, in Germania appunto, è un caso piuttosto raro. A PlÖn sono scesi in strada insieme dipendenti e datori di lavoro: 3.000 collaboratori degli ospedali e rappresentanti dell'azienda sanitaria dello Schleswig-Holstein hanno protestato chiedendo più finanziamenti e migliori condizioni di lavoro. La pressione sui costi è di proporzioni enormi, non solo in Germania e in Europa , ma i n t ut to i l mondo. Esa m i doppi, mancato collegamento fra medico di base e specialisti, cartelle cliniche perdute costano tempo nella quotidianità degli ospedali e rendono il lavoro inefficiente e costoso. Eppure, soprattutto le cliniche private hanno trovato da tempo una soluzione a questo problema. Per ottimizzare le procedure interne e poter lavorare in modo redditizio a lungo termine, utilizzano un approccio a tutto tondo e la terapia integrata. Un esempio paradigmatico viene dall'Ospedale da Luz di Lisbona. All'ospedale vero e proprio sono collegate una casa di cura per non autosufficienti e una casa di riposo. Da oltre un anno, i pazienti vengono seguiti in ricovero e ambulatorialmente in oltre 30 reparti e ambulatori, dotati soprattutto di tecnologia Siemens. Soluzioni tutto compreso Siemens Hea lt hca re ha r iconosciuto da tempo l'esigenza di un sistema sanitario integrato e si è affermata come leader del mercato mondiale. “Siamo punto di riferimento nell'innovazione e da anni definiamo gli standard nella sanità”, afferma Hermann Requardt, membro del CdA di Siemens AG e CEO mondiale di Siemens Healthcare. L'ampio portafoglio Siemens, nonché la possibilità di poter contare su soluzioni complete su misura, ha convinto anche la società di gestione di cliniche portoghese EspÍrito Santo SaÚde (ESS). L'edificio già ospita una serie di soluzioni tecnologiche firmate Siemens: per esempio, 13.000 sensori controllano i valori di luce, aria e temperatura. Ma è soprattutto Siemens Healthcare a essere presente nel “campus sanitario integrato” dell'Ospedale da Luz. “Abbiamo fornito praticamente tutte le apparecchiature diagnostiche”, spiega il dottor Klaus Wecker di Siemens Healthcare. Un grande successo, oltre che dai sistemi high-tech, è stato riscosso anche da una postazione multimediale, con la quale i pazienti possono navigare su Internet o telefonare dal loro letto. Durante il giro ospedaliero dei sanitari, tale programma si trasforma in sistema informatico di reparto che consente ai medici di accedere in qualunque momento a tutti i documenti clinici. La documentazione elettronica del paziente (ePA), oltre a contenere tutti i dati importanti come esami di laboratorio o radiografie, consente anche di richiamarli in qualsiasi momento e da qualsiasi punto, grazie a speciali soluzioni software che garantiscono un accesso continuo e un flusso di informazioni costante. Siemens Healthcare soddisfa queste esigenze con le sue piattaforme IT che insieme collegano in rete e gestiscono tutto il ciclo di diagnosi e terapia. “Il nostro software è il vero cardine dell'Ospedale da Luz”, spiega Wecker. Attualmente, a livello mondiale sono circa 200 gli ospedali che lavorano con questo potente programma di gestione. Contro tutte le resistenze Anche in Germania si cerca di migliorare la redditività del sistema sanitario con le cartelle cliniche elettroniche. Nel 2007 Siemens ha concluso con successo un progetto pilota a livello federale con le RhÖn-Kliniken. Procedure interne efficienti, sgravio del personale, riduzione della burocrazia e diminuzione della lunghezza dei ricoveri dei pazienti sono argomenti importanti in tempi di scarsità di fondi. Eppure, proprio le banche dati centralizzate e l'accesso completo alle cartelle cliniche dei pazienti non sempre sono ben accetti. “La protezione delle informazioni è una delle sfide maggiori”, commenta il dottor Peter Heil, esperto Siemens per il progetto eHealth. Inoltre, l'automatizzazione delle procedure amministrative e diagnostiche, attraverso la realizzazione di piattaforme software, stimola un cambiamento strutturale che nel sistema sanitario può essere controverso. Vengono stabilite le cosiddette vie terapeutiche, definite in base ai processi clinici: un cambiamento fondamentale del principio della medicina, poiché in questo modo si pone al centro il quadro patologico, e il timore è che il paziente passi in secondo piano. Gli esperti sono invece convinti del contrario. Protocolli terapeutici specifici e ben elaborati per le varie malattie possono sostanzialmente ottimizzare la cura medica dei pazienti. Ma ciò non basta: è importante anche spingere sempre più al centro la prevenzione e la diagnosi precoce. Nuovi test di laboratorio molecolari e nuove procedure di imaging consentono la diagnosi precoce e aiutano a identificare meglio i pazienti a rischio. Da tempo Siemens Healthcare ha iniziato a sviluppare il concetto di diagnostica integrata e tre anni fa ha acquisito l'azienda statunitense CTI Molecular Imaging di Knoxville, specializzata in diagnostica molecolare. Con l'acquisto di Diagnostic Products Corporation (DPC), Bayer Diagnostic e Dade Behring, all'inizio del 2007 Siemens è diventata una presenza molto importante nella diagnostica di laboratorio. Queste tre aziende costituiscono oggi la divisione Diagnostics. Ora Siemens è la prima azienda al mondo in grado di integrare diagnostica di laboratorio (in vitro), diagnostica per immagini (in vivo) e tecnologia informatica. “Offriamo oggi una catena di creazione di valore che va dalla diagnosi molecolare e dai test immunitari agli esami di sangue, urine e t e s sut i , f i no a l le p r o c e du r e d i i m a g i ng ”, spiega Requardt. Boom dei biomarker Nel c ol lega m e n t o i n r e t e d i l a b o r a t o r io e imaging con l'ausilio di sistemi IT dedicati, la diagnostica molecolare assume una funzione chiave. “Se comprendiamo che cosa accade a livello molecolare, possiamo sviluppare test di laboratorio e procedure di imaging mirati”, spiega Michael Reitermann, direttore della business unit Molecular Imaging di Siemens Healthcare. Un esempio è quello dei biomarker: queste sostanze, presenti in sangue, urine o campioni di tessuti, si possono individuare con apparecchiature ibride o test di laboratorio, e possono fornire già molto presto al medico indicazioni su tipo, localizzazione e stadio di malattie come il cancro. I vantaggi di una diagnostica in rete sono molteplici. Si ottimizzano le procedure, i metodi di esame sono meno invasivi, i costi per la sanità sono contenuti. “La diagnostica integrata rivoluziona la sanità e consente una medicina individualizzata”, commenta Thomas Miller, direttore della divisione Workflow & Solutions di Siemens Healthcare. Per aumentare le probabilità di guarigione o prevenire l'insorgere di malattie, la medicina moderna richiede un approccio personalizzato. Pertanto, la diagnosi deve tenere maggiormente conto di predisposizione genetica, anamnesi patologica personale, stile di vita e influssi ambientali. Studio su 4.000 soggetti Tuttavia, solo specifici dati di riferimento consentono di riconoscere nel singolo caso una predisposizione per determinate malattie, di valutare patologicamente i referti e formulare una prognosi per la terapia proposta. Nella regione tedesca del Meclemburgo- Pomerania anteriore si ricercano in modo particolarmente intensivo modelli medici: l'Università di Greifswald segue da 10 anni 4.000 soggetti, nel quadro dello Study of Health in Pommerania (SHIP), uno dei più ampi studi del mondo sui rapporti fra malattie, condizioni di vita e patrimonio genetico. Al progetto prende parte anche Siemens. Alla fine della terza serie di visite, i dati memorizzati forniranno 150 milioni di variabili per ogni partecipante allo studio. In collaborazione, fra gli altri, con l'Università di Greifswald, in questa selva di dati Siemens ricerca dei modelli in base a irregolarità matematico-statistiche o ipotesi mediche. Meglio si riuscirà a isolare e collegare fra loro i parametri essenziali, maggiore sarà il successo della medicina per i singoli pazienti — molto prima di arrivare all'emergenza — a PlÖn o in qualsiasi altro luogo del mondo. Raccolta di dati di riferimento: lo studio SHIP, al quale partecipa Siemens, esamina 4.000 soggetti in modo completo © 2009 Jupiterimages Corporation © 2009 Jupiterimages Corporation Sviluppo positivo: i tempi di trattamento più brevi lasciano spazi liberi per colloquiare

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<Si devono usare delle forme precise di comunicazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SAN DONATO SEGRATE CASSANO pag. 23 «Si devono usare delle forme precise di comunicazione» RODANO LA SOCIETÀ RODANO «AVVISARE con una semplice telefonata sarebbe stato più efficace e meno costoso. Ma la legge prevede forme precise di pubblicità per gli appalti pubblici. Sei pagine su un quotidiano nazionale, peraltro, hanno un costo non indifferente. Lì sono stati indicati tutti i destinari del provvedimento, con luogo e data di nascita». L'ufficio stampa di Brebemi difende così la posizione della società. «In altri paesi - spiegano - la normativa è più agile. In Italia talvolta la legge e la burocrazia vanno contro gli interessi del cittadino che si prefiggono di tutelare». COME POTRÀ il cittadino interessato dal provvedimento far valere i propri interessi? Per le osservazioni bisogna affrettarsi: ci sono solo sessanta giorni dalla pubblicazione sul quotidiano. Dopodiché il progetto verrà vagliato dalla Concessionaria autostrade lombarde, la quale esaminerà le osservazioni pervenute. A questo seguiranno la Conferenza dei servizi e l'approvazione definitiva del Cipe. Per sapere se l'indennizzo sarà equo, è necessario aspettare che si concluda l'iter di approvazione del progetto. A quel punto, infatti, il provvedimento diventerà esecutivo. Lor. Inv.

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Il bianco delle mucche di Guglielmo <Il latte lo porto in tavola io> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALE MONZUNO pag. 24 Il bianco delle mucche di Guglielmo «Il latte lo porto in tavola io» AZIENDA 60 VACCHE, 160 BOTTIGLIE AL GIORNO: ALLEVATORE TAGLIA LA FILIERA GENUINO Guglielmo Fontanelli con i dipendenti Francesco Rizzo e Eleonora Ruggeri e le bottiglie di latte ad altissima qualità (foto di Mario Rebeschini) di MARIO BOVENZI e MARIO REBESCHINI MONZUNO IL PREZZO del latte cala e gli allevatori fanno fagotto e lasciano le colline. Cala ancora e altre stalle cadono come mosche. Lui no. Guglielmo non si è arrende. «Il mio latte me lo tengo», esclama. E taglia, taglia la filiera. Guarda le sue 170 mucche, seleziona quelle migliori, le nutre con foraggio di prima qualità, si compra un furgone e se ne va a vendere direttamente le bottiglie di bianco ai negozi. Cooperativa addio. Si alza alle quattro del mattino, sale in auto, dà un'occhiata ai tre bimbi che dormono beati e lascia Ozzano. Fa ogni giorno una trentina di chilometri e arriva nel suo allevamento a Monzuno, stalla e azienda incuneati in una valle, sotto Trasasso. Lì, con Francesco Rizzo e Eleonora Ruggeri, due ragazzi, comincia a imbottigliare. E poi via, a bordo. Verso la città e i paesi vicini. Dove rifornisce scuole, bar e negozi. «Il mio latte spiega Guglielmo Fontanelli è fresco, pastorizzato, intero, di alta qualità. E' il primo latte in Emilia Romagna con il numero unico di riconoscimento europeo. Il consumatore è così completamente informato sul latte che beve». Dalla mucca alla tavola, filiera addio. Quasi. L'avventura comincia cinque anni fa. «Con quello che si guadagnava riprende riuscivamo a fatica a coprire le spese, una stalla qui in montagna ha costi molto più alti rispetto agli allevamenti in pianura». Così Guglielmo comincia a selezionare le sue mucche. «Ogni capo precisa riceve 15 chilogrammi di fieno, poi ci sono i cereali. Tutta l'alimentazione è controllata». Il 15 settembre 2007 parte l'impresa, con 60 vacche da latte e cinque dipendenti. Ogni giorno da lì partono 1500 bottiglie di latte. Ma sui furgoni finiscono anche barattolini di yogurt. «Questo prodotto sta andando bene spiega . E' naturale e usiamo fermenti vivi. Ha un gusto particolare, che testimonia la freschezza. Le cose stanno funzionando ma è ancora dura». Guglielmo ci ha messo la faccia sui furgoni, sulle etichette delle bottiglie. E non si tira indietro. Anzi. Già si prepara ad un altro salto. «Grazie ad una normativa della Regione precisa ora si sono le condizioni per entrare nella produzione di carne, se tutto va bene a maggio ci proviamo». Burocrazia e vacche permettendo. Image: 20090310/foto/1409.jpg

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E' TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

pagina pag. 2 E' TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo,... E' TUTTO PRONTO per la missione russa. Mosca, Ekaterinburg, San Pietroburgo, Krasnodar e Novosibirsk: sono le tappe che ospiteranno dal 5 al 9 aprile una delegazione di oltre 800 imprese italiane interessate alle opportunità di business in Russia. La missione imprenditoriale, organizzata grazie all'impegno di Confindustria, Ice e Abi, si preannuncia un'occasione importante anche per molti settori dell'economia bolognese, dalla moda ai cosmetici, dalle costruzioni all'arredamento, fino alle diverse specializzazioni della meccanica locale: automazione, macchine agricole, automotive e packaging. Tra le aziende partecipanti, una trentina hanno sede nella provincia di Bologna e di queste circa la metà ha dimensione medie o piccole. Per alcune si tratta del primo approccio con la realtà russa, altre invece hanno già avviato alcune attività nel paese ma colgono l'opportunità di presentarsi in forma aggregata per superare alcuni aspetti critici quali la lingua, la cultura, la burocrazia locale. «Con il sostegno di Unindustria Bologna», afferma Alberto Vacchi, consigliere delegato di Unindustria per l'internazionalizzazione «la missione potrà essere l'inizio di un percorso personalizzato per ricercare partner, partecipare a fiere e manifestazioni, valutare strategie mirate di penetrazione commerciale e di radicamento». L'interesse della nostra regione e provincia per il mercato russo segue una tendenza confermata negli ultimi anni: si tratta del paese europeo in cui la crescita delle esportazioni da parte delle aziende emiliano-romagnole è stata più marcata. Nonostante la crisi, dicono gli esperti, l'ex Stato sovietico rimane una delle mete più promettenti per l'export locale. Tra i casi di successo italiano e bolognese in Russia spicca indubbiamente l'esperienza della Busi Impianti SpA, azienda leader nel settore dell'ingegneria e dell'impiantistica civile, industriale e manifatturiera. La società si è aggiudicata infatti una commessa di 112.800.000 dollari per la realizzazione degli impianti idraulici, meccanici ed elettrici della Mirax Federation Tower di Mosca, che prossimamente sarà il grattacielo più alto d'Europa. L'edificio ospiterà uffici di prestigio, uno shopping center, appartamenti di lusso, nonché un hotel compreso di Spa e ristoranti. Questo fiore all'occhiello fa parte dei numerosi progetti che il Gruppo Busi ha intrapreso in Russia; motivo per cui l'azienda è stata presentata come esempio di successo alle imprese bolognesi che parteciperanno alla missione. «La Russia sottolinea ancora Alberto Vacchi rappresenta uno dei paesi principali su cui puntare: secondo stime internazionali, saranno proprio i paesi della vecchia Europa, Russia in particolare, tra i primi ad uscire dalla fase di crisi». Confindustria, Ice e Abi non negano che i primi mesi del 2009 saranno probabilmente i più difficili per l'economia russa. Ma il consiglio rimane quello di valutare collaborazioni industriali o commerciali di ampio respiro, perché, secondo gli organizzatori di questa missione imprenditoriale, i frutti della ripresa si potranno cogliere proprio se si decide di investire oggi. Anna Merloni

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Nel 2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli impianti in quella... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

pagina pag. 3 Nel 2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli impianti in quella... Nel 2007 vi siete aggiudicati una prestigiosa commessa per la realizzazione degli impianti in quella che presto sarà il grattacielo più alto d'Europa, la Mirax Federation Tower a Mosca. Un caso di successo ma soprattutto una storia di successo in Russia. Come avete iniziato? «Siamo entrati nel mercato russo con un sub-appalto circa vent'anni fa. In seguito abbiamo aperto un piccolo ufficio, quindi attivato joint-ventures fino ad arrivare al 2003-2004 con i primi progetti importanti» afferma Angelo Aldrovandi, amministratore delegato della Busi Impianti SpA. Avete riscontrato difficoltà ad inserirvi nel mercato russo? «Indubbiamente è un contesto con un'altissima barriera di penetrazione data dalla lingua e dalla cultura, inoltre la burocrazia è molto complessa. Per questi motivi un'impresa che vuole insediarsi deve mettere in conto un investimento iniziale abbastanza importante» Che impatto ha avuto per la vostra attività il progetto alla Mirax Federation Tower? «Ultimamente la dimensione media dei nostri progetti è in crescita, ma nel 2007 era il contratto più grande che avessimo mai firmato, quasi il doppio rispetto a quelli realizzati fino ad allora. Un momento di svolta, anche in termini di prestigio e di visibilità internazionale con un grande ritorno d'immagine. Ora in Russia non dobbiamo più spiegare chi siamo e cosa facciamo». Ad aprile ci sarà la missione imprenditoriale in Russia. Secondo lei, che importanza può avere per le aziende? «Si tratta certamente di una grande opportunità per fare visite mirate e personalizzate in base al settore di attività. Questo sia per quanto riguarda le aziende già inserite in contesti internazionali sia per quelle che si apprestano ad entrarvi. Tuttavia credo sia meglio non avere troppe aspettative, nel senso che ciascuna azienda deve pensare di arrangiarsi pur sapendo che ci sono le istituzioni a cui rivolgersi in caso di bisogno. Nel nostro caso, per l'accordo sul progetto della Mirax Federation Tower, è stato molto importante il supporto pratico e strategico delle istituzioni. E devo dire che si sono dimostrate davvero efficienti, credo sia importante avere fiducia in esse e avvalersi del loro appoggio». Quali suggerimenti può dare alle imprese che vogliono entrare nel mercato russo? «La crisi si sta facendo sentire anche in Russia, quindi non si possono prevedere grandi risultati nel breve termine. Al tempo stesso si può approfittare di questo momento di stallo del mercato per internazionalizzare e creare una presenza, investendo risorse e cercando di "russificarsi" un po'. E' difficile fare previsioni, credo sia meglio agire con prudenza ma anche con grande fiducia». a. m.

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Ascensore fai da te nella casa popolare (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Carbonia Pagina 2019 Area costruisce solo garage attorno alle palazzine inaccessibili ai portatori di handicap Ascensore fai da te nella casa popolare Area costruisce solo garage attorno alle palazzine inaccessibili ai portatori di handicap Pensionato paga di tasca l'elevatore per il familiare disabile --> Pensionato paga di tasca l'elevatore per il familiare disabile Abita al terzo piano di una palazzina popolare senza ascensore, Così un ex dipendente comunale lo ha fatto montare pagandolo di tasca. L'ascensore se l'è costruito da solo. Stanco di aspettare l'intervento pubblico e consapevole che nessuno lo avrebbe mai aiutato, un impiegato di Carbonia ha deciso di sborsare di tasca sua quasi 28 mila euro per istallare un ascensore nel palazzina popolare in cui abita con la famiglia. L'elevatore non è certo un vezzo, ma è indispensabile ad un suo familiare disabile a raggiungere agevolmente il terzo piano dell'edificio di via Angioy in cui risiede la famiglia di Gianfranco Murgia, dipendente del Comune di Carbonia. La sua è la storia del classico cittadino il quale, piuttosto che combattere contro la burocrazia, decide di rimboccarsi la maniche facendo da sé. L'ASCENSORE Premessa: Gianfranco Murgia non vuole alimentare polemiche. Il suo scopo l'ha raggiunto. «Nel palazzo tutti gli appartamenti appartengono ormai a privati», tiene semplicemente a precisare. D'accordo, ma di polemiche se ne potrebbero sollevare se si ripensa che recentemente l'Area, l'Azienda regionale che ha e ereditato tutte le palazzine popolari della città, negli ultimi tempi ha provveduto ad erigere garage a raffica (sono stati spesi già 2 milioni di euro) ma non comodi ascensori per i suoi (magari ex) inquilini. Molti dei quali sono persone anziane che abitano nei piani alti degli edifici. Sono comunque considerazioni che il protagonista di questa storia ha deciso di non sfiorare neppure: «Per un momento ci ho pensato, ma mi interessava risolvere subito il mio problema». Così, alcuni mesi fa, nella parte esterna dell'ultimo palazzo a sinistra di via Angioy (per chi proviene da piazza Iglesias), è comparso un ascensore che arriva sino al terzo piano dello stabile. LA SPESA È costato circa 28 mila euro, parte dei quali (molto meno del 50 per cento) potrebbero venire rimborsati (ma ancora non è arrivato un solo euro) in virtù di una legge regionale a sostegno delle famiglie con portatori di handicap: «Ma non ho guardato alla spesa - sottolinea l'uomo - sapevo che sarebbe servito e l'ho fatto». La vicenda dimostra due cose. Intanto che sono spesso i cittadini a sopperire a compiti che spetterebbero alle pubbliche amministrazioni di turno. Poi, che il progetto di installazione di ascensori all'esterno dei palazzoni popolari è facilmente realizzabile e con una spesa relativamente bassa. ANDREA SCANO

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Cambiato il modo di progettare (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 59 del 2009-03-10 pagina 2 «Ambiente e risparmio Così è cambiato il modo di progettare» di Antonio Signorini RomaNorbert Lantschner, direttore dell'agenzia CasaClima, in Alto Adige già si concede cubatura a chi costruisce o ricostruisce case che fanno sprecare meno energia? «Certo». E funziona? «Ha modificato il modo di progettare le abitazioni. Lo standard minimo obbligatorio per le costruzioni è la "classe C" di CasaClima, che però non dà diritto a nessun incentivo. Quindi tutti ormai costruiscono case che risparmiano ancora di più, di "classe B" o spesso "A" e così ottengono il bonus che consiste in cubatura aggiuntiva del 5 o del 10 per cento». Qual è il beneficio? «Abbiamo calcolato che il costo aggiuntivo per i materiali e l'installazione delle nuove tecnologie si aggira intorno al 3-5 per cento del totale. Il bonus in cubatura permette ai cittadini di recuperare ampiamente questa spesa». E agli altri cosa ne viene? «Intanto non si spende un soldo pubblico. La Provincia non stanzia niente, visto che l'incentivo consiste nella possibilità di costruire di più. Poi c'è un risparmio per la collettività, visto che si sprecano meno quei combustibili che l'Italia non può che importare totalmente dall'estero». L'obiezione che è stata fatta al piano del governo è che il «premio» rischia di incentivare la cementificazione. Da voi è successo questo? «Se un edificio è di otto piani e si costruisce il nono, il territorio non viene scombussolato. Ma c'è un ma. Ci deve essere la sicurezza che quel premio in cubatura sia meritato. Serve un controllo sui lavori e anche sul risultato finale». Nella Provincia autonoma chi vigila? «La nostra agenzia». Non c'è il rischio di creare altra burocrazia? «Tutto deve seguire il principio di riqualificazione. Si deve puntare sull'efficienza energetica e dobbiamo pensare solo a questo se non vogliamo affogare in questa marea di norme che oggi soffoca l'innovazione e la crescita con dettagli insignificanti, come la classificazione delle grondaie. Tutti lussi che potevamo permetterci fino a pochi anni fa». Il settore dell'edilizia è in crisi anche in Alto Adige? «Come ovunque. Ma questo porta acqua al mulino di CasaClima perché bisogna costruire di meno, ma meglio, puntando sul risparmio». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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È in coma come Eluana. E l'Inps le chiede il conto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 59 del 2009-03-10 pagina 19 È in coma come Eluana. E l'Inps le chiede il conto di Bepi Castellaneta LecceÈ in coma vegetativo da sedici anni, ma l'Inps le chiede il reddito conseguito nel 2008. E lo fa con una lettera precisando che, qualora non dovesse arrivare la documentazione richiesta, sarà sospesa la pensione di invalidità. È quanto accaduto a Tricase, paese lungo la costa adriatica della provincia di Lecce. Lei si chiama Emanuela Lia, ha 37 anni, è in coma dal 1993 e vive in casa dei genitori che l'assistono senza sosta fin da quando è rimasta ferita in un drammatico incidente stradale. Dopo aver ricevuto la lettera dell'Inps di Casarano, suo padre, Cesare, rivela: «Ogni anno ci arriva questa richiesta anche da altri enti pubblici». E aggiunge: «È stata una presa in giro, si sa che mia figlia, così come altri ragazzi, è in coma vegetativo e non vedo quale reddito possa produrre». Fatto sta che la comunicazione è stata inviata ed è giunta a destinazione. «Mi rendo conto - prosegue il padre della ragazza - che è una prassi burocratica, ma è anche vero che è possibile censire questi ragazzi per evitare che l'invio di queste missive si trasformi in una umiliante presa in giro; credo che una dichiarazione di esistenza in vita vada più che bene», conclude. La vicenda di Emanuela ha commosso tutta la Puglia. Quando si è consumata la tragedia lei aveva 21 anni, studiava giurisprudenza e sognava di diventare avvocato come il padre. Ma i sogni e le speranze sono stati spazzati via da un incidente avvenuto il primo gennaio del 1993: stava tornando a casa da una festa, era a bordo di una Fiat Panda, il giovane che guidava ebbe un colpo di sonno e la macchina finì contro un palo della luce; scattarono i soccorsi, Emanuela fu trasportata in ospedale e i medici le diagnosticarono un trauma midollare con «prognosi negativa quanto a un recupero della vita cognitiva». Da allora la ragazza è in coma. La famiglia ha tentato di tutto per farla riprendere: l'ha anche accompagnata in Germania dove Emanuela è stata ricoverata per quattro mesi in una struttura specializzata, ma non c'è stato niente da fare. Poi il ritorno a Tricase, dove i genitori hanno trasformato la loro abitazione, una grande villa fine Ottocento, in una vera e propria clinica per accudire la figlia malata. Per i primi quattro anni la ragazza è stata alimentata con un sondino, poi ci sono stati progressi che neanche la scienza è riuscita a spiegare: adesso beve gli alimenti con il cucchiaino, si nutre con il frullato che le prepara la madre Giulia e ascolta la musica di Renato Zero, il suo idolo. I genitori non l'hanno mai lasciata un attimo, continuano ad accudirla, la sorella più piccola ogni giorno le legge giornali e libri. Dopo la lettera dell'Inps che chiede di conoscere il reddito conseguito nel 2008, interviene sulla vicenda il responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione «Giuseppe Dossetti: i Valori», Corrado Stillo. «È davvero umiliante - dichiara - per una famiglia che da sedici anni assiste una donna in coma vegetativo permanente vedersi recapitare una richiesta di reddito annuale da una burocrazia sorda e cieca di fronte all'evidenza di una tragedia»; Stillo, dopo aver espresso solidarietà alla famiglia che «accudisce amorevolmente una persona malata nella tutela della sua dignità» chiede anche all'Inps «di adeguare le procedure di fronte a casi come quelli di stato vegetativo permanente evitando così ridicole quanto offensive richieste burocratiche che appartengono ad una realtà superata dalla scienza e dal buon senso». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Emergenze e risposte: usciamo al verde dalla crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

- Economia - http://blog.panorama.it/economia - Emergenze e risposte: usciamo al verde dalla crisi Posted By redazione On 10/3/2009 @ 11:52 In Headlines | No Comments [1] "Nonostante il 40 per cento della popolazione mondiale sia contadina, solo il 10 per cento delle terre emerse è oggi destinato all'agricoltura. E questa percentuale è in costante diminuzione perché la trasformazione della terra in bene rifugio ne disincentiva la vocazione agricola". A lanciare questo allarme è [2] Antonio Buonfiglio, 40 anni, [3] sottosegretario alle Politiche agricole e forestali (e fedelissimo del sindaco di Roma, Gianni Alemanno). Di fronte alla crisi che colpisce anzitutto industria e finanza, Buonfiglio anticipa a Panorama che il governo sta mettendo a punto un "piano di accesso alla terra", mirato soprattutto ai giovani. "Meno burocrazia e più aiuti" spiega "per incentivare il ritorno all'agricoltura. Anche nella prospettiva sempre più preoccupante della perdita dell'autosufficienza alimentare dell'Italia". Qualche idea verrà anche dal convegno organizzato da Buonfiglio per il 12 marzo a Roma, insieme con l'associazione Coltiviamo il futuro. Ci saranno i ministri dell'Economia Giulio Tremonti, delle [4] Politiche agricole Luca Zaia, Alemanno, Gianni De Michelis, il sociologo Giuseppe De Rita e Riccardo Valentini, esperto di mutamenti climatici. A introdurre, [5] Jeremy Rifkin, il profeta di una nuova economia capace di evitare l'esaurimento delle risorse alimentari ed energetiche.

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Diritti dei minori, scrivo con rabbia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Diritti dei minori, scrivo con rabbia» Pavia, Simonetta Agnello Hornby presenta "Vento scomposto" al Collegio Nuovo PAVIA. Basta un disegno sul banco di scuola per strappare un bambino alla propria famiglia? Quanto conta la parola di un minore in un'aula di tribunale? Simonetta Agnello Hornby torna giovedì, dopo sei anni, al Collegio Nuovo per presentare "Vento scomposto", il suo primo romanzo "non siciliano" (Feltrinelli, pp. 405, euro 19), scritto - ma non edito - in inglese con il titolo "There's nothing wrong with Lucy". «I personaggi sono inventati. Ciascuno dei fatti potrebbe essere avvenuto» ha precisato Agnello Hornby. La scrittrice di professione fa l'avvocato dei minori (per otto anni è stata Presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability) e lavora nella Londra più lontana dalla city, quella dei migranti e delle famiglie con problemi. "Vento Scomposto" è un thriller di date e luoghi, tra pedofilia e dubbi che fanno riflettere sui paradossi della legge. O meglio, del Children's Act del 1989 secondo cui un minore abusato ha diritto alla nomina di un avvocato a spese dello Stato, come un adulto. Il sistema, pensato per aumentare la tutela dei piccoli, ha finito in realtà per creare una burocrazia fatta di assistenti sociali demotivati, cinici avvocati e psicologi incompetenti, e veri e propri labirinti capaci di avviluppare in una morsa assassina intere famiglie sulla base di semplici sospetti. Al Collegio Nuovo Agnello Hornby sarà introdotta dalla professoressa Anna Modena e Carlo Granelli, avvocato e docente di Diritto privato. «Questo libro è il frutto di una rabbia che covavo da 22 anni. Ho portato sulla carta il mio lavoro di 40 anni, le tante ingiustizie che si fanno quando si cerca di fare giustizia» spiega l'autrice. «Separare i figli dai genitori non si può fare a cuor leggero: io cerco di perseguire il benessere del minore considerando la posizione del genitore in cui viveva. La cosa più bella è vedere genitori incapaci che con l'aiuto adatto crescono, ma a volte non funziona» aggiunge. Quanto conta la sua professione nella scrittura, e la scrittura nella professione? «Nella mia professione occorre scrivere in modo semplice per essere capiti dal cliente, ma ogni professione si protegge dietro un linguaggio arcano. Nel mio studio ho impostato da subito questa cosa del linguaggio, e dell'ascolto, e nella scrittura delle deposizioni da dare al giudice cerco di rendere la storia interessante, con colpi di scena che attirino l'attenzione. La struttura ce l'ho in testa, e finisce così anche nei libri, che risentono di questa formazione». Perché ha scritto prima in inglese? «Di getto mi viene più facile scrivere in inglese, soprattutto della materia di cui mi occupo da quarant'anni. Ho cercato di tradurmi e non mi riusciva, quindi l'ho dettato a una bravissima collaboratrice, Giovanna Salvia, 100 pagine in tre giorni: io guardavo il testo in inglese, lei scriveva. Sono felice di averlo fatto uscire in italiano, è la mia lingua». Che effetto le fa tornare al Collegio Nuovo? «è un'istituzione unica in Italia, con un'atmosfera di sana cultura lombarda. Regna il desiderio di imparare, il rispetto tra insegnanti e studenti. Questa volta mi piacerebbe visitare la Certosa, ma il tempo è tiranno. Tornerò a trovare la mia amica Ilaria Poggiolini». (a. ghez.)

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Cade dal silo, grave imprenditore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cade dal silo, grave imprenditore Martedì 10 Marzo 2009, L'imprenditore Gino Tonello, 57 anni, di San Giovanni al Natisone, è in gravi condizioni in seguito a un infortunio sul lavoro. L'incidente è successo ieri pomeriggio, verso le 14.45, nella fabbrica di sedie di sua proprietà, in via Sotto Rive 21. L'imprenditore aveva commissionato a una ditta lo smantellamento di un silo. Lui stesso era presente durante i lavori e per verificarne il procedimento è salito sul silo utilizzando una scala. Improvvisamente è caduto da un'altezza di circa cinque metri battendo la testa a terra e procurandosi un gravissimo trauma cranico. Soccorso dal personale del 118, è stato portato all'ospedale di Udine e accolto nel reparto di terapia intensiva. I medici si sono riservati la prognosi. Solo con il passare delle ore, quando le condizioni del ferito si saranno stabilizzate, il quadro clinico potrà essere più chiaro. Sulle cause dell'infortunio sono in corso accertamenti da parte della stazione dei carabinieri di San Giovanni al Natisone, intervenuti per ricostruire la dinamica e accertare eventualità responsabilità di terzi. Non è ancora chiaro se l'imprenditore sia scivolato accidentalmente o se improvvisamente abbia ceduto un appiglio. Tonello è molto conosciuto nel Triangolo della sedia e a San Giovanni al Natisone per il suo impegno sia nell'ambito lavorativo sia nella società. Alla fine degli anni Novanta è stato il battagliero presidente provinciale della Life (Liberi imprenditori federalisti europei), impegnato a combattere la burocrazia che tanto spesso mette in difficoltà le aziende.

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Treviso NOSTRA REDAZIONE Diciamo che la fantasia dei sindaci, a volte, torna utile anc... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 10 Marzo 2009, Treviso NOSTRA REDAZIONE «Diciamo che la fantasia dei sindaci, a volte, torna utile anche al Governo». Alessandro Bonet, sindaco di Godega Sant'Urbano, comune da seimila residenti, accompagna questa riflessione con un sorriso compiaciuto. E non può essere altrimenti: dal luglio scorso lavora a un provvedimento che assomiglia moltissimo al Piano Casa annunciato da Berlusconi. Solo che lui lo ha chiamato "Bonus famiglia". In sintesi: concedere ai residenti di poter ampliare, una tantum, la propria casa per una volumetria pari a 200 metri cubi. Quanto basta per aggiungere una "dependance" o un piccolo appartamento composto da bagno, cucina e due camere da letto da affidare a figli o parenti fino al quarto grado. Tra una polemica e l'altra il progetto ha ottenuto l'ok della commissione urbanistica e in un paio di settimane approderà in consiglio comunale. Sindaco, ha preceduto Berlusconi. «Abbiamo depositato la variante urbanistica il 22 dicembre poi abbiamo dovuto rispettare i tempi della burocrazia. Ma sono molto favorevole al provvedimento del Governo». Lei garantisce ai residenti di Godega la possibilità di aumentare di 200 metri cubi il volume degli immobili. «Chiariamo: la nostra proposta è di consentire ampliamenti per case in zone residenziali, e non in zone agricole, per 200 metri cubi che però saranno una tantum. Questa volumetria corrisponde a una piccola unità abitativa. Abbiamo concesso anche una deroga in altezza: le abitazioni potranno salire fino a 10 metri e mezzo». La accuseranno di favorire gli abusi e di cementificare il territorio. «Mi hanno già detto di tutto. Sono un ambientalista convinto, ma non ottuso. Questa proposta ha numerosi vantaggi: insiste su zone residenziali dove si è già costruito, è un'opportunità per i giovani di avere una casa senza dover comprare nuovi lotti residenziali che mangiano porzioni di territorio, favorisce il lavoro delle nostre piccole aziende, fa risparmiare le famiglie e le ricompatta mantenendo i ragazzi vicini ai genitori». C'è il rischio di speculazioni, ovvero gente che costruisce un nuovo appartamento e poi lo vende? «No. Il permesso a costruire è subordinato alla cessione della nuova residenza solo a figli o a parenti fino al quarto grado e dovrà essere abitata per almeno dieci anni. Se non si rispettano queste condizioni, quanto costruito verrà abbattuto». Paolo Calia

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Roma NOSTRA REDAZIONE Nessuna nuova accelerazione: il piano casa che il governo sarà so... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 10 Marzo 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Nessuna nuova accelerazione: il piano casa che il governo sarà solo «una indicazione quadro, perché la legge devono farla le Regioni», assicura il premier Silvio Berlusconi. Il provvedimento non sarà dunque un decreto legge e il premier ne difende con convinzione la filosofia: non esiste il rischio di una cementificazione selvaggia del Paese, perché anzi chi ha una casa cercherà di «ampliarla senza farle perdere valore e rendendola più bella. Sembra più logico che se uno fa un ampliamento perché ha bisogno, magari perché gli è nato un nipotino, potrà farlo - sostiene Berlusconi - e non farà perdere valore alla sua casa, anzi lo accrescerà». In realtà, il raggio di azione del provvedimento dovrebbe andare oltre il semplice «abbellimento» per arrivare alla cosiddetta «rottamazione urbana», vale a dire la possibilità di abbattere gli edifici obsoleti e ricostruirli secondo principi di maggiore efficienza. Dalla Lega arriva però un altolà: «Non vorrei - mette le mani il leader del Carroccio, Umberto Bossi - che facessero le case per sistemarvi gli extracomunitari. Ci vogliono limiti e indirizzi per precisi». Sarà dunque il Veneto a fare da apripista al Piano nazionale per la casa: il governatore Giancarlo Galan riunisce oggi la Giunta regionale per discutere appunto un progetto di legge che prevede, in sintonia con quanto preannunciato dal governo, la possibilità per i proprietari di ampliare sino al 20 per cento la cubatura di un immobile o di poter ricostruire, utilizzando criteri di ecosostenibilità, le abitazioni realizzate prima del 1989. Nel frattempo però altri Governatori hanno espresso più di un dubbio e di una perplessità, mentre opposizioni e sindacati non sentono ragioni e parlano di una «trappola», di un «condono mascherato», di «una devastante tana libera tutti», come dice il responsabile Ambiente del Pd, Realacci. Per Marina Sereni (Pd), il premier «sa che il tema casa è molto sentito e popolare, però ancora una volta tenta di ingannare i cittadini. Un vero piano casa avrebbe bisogno di aiuti per le famiglie che pagano l'affitto e ora sono in difficoltà, di fondi per chi ha un mutuo e non riesce a pagarlo, di consistenti risorse da dare ad Enti locali e Regioni per far ripartire i piani di edilizia popolare». Insomma: «Un vero piano casa e meno burocrazia sì, condoni mascherati o cementificazione selvaggia no», ammonisce il Pd. Nell'Idv, Leoluca Orlando accusa il governo di confermare «ancora una volta la sua missione: mortificare la legalità e sovvertire ogni regola. Nel campo edilizio stiamo assistendo ad un vero e proprio condono preventivo, che produrrà effetti incalcolabili sugli assetti urbani e sull'equilibrio ambientale». Pier Ferdinando Casini (Udc) afferma invece che «una grande opposizione non può essere un cartello dei no» e, dunque, sul piano casa l'Udc «accetta la sfida, purché le ristrutturazioni siano finalizzate al risparmio energetico». Claudia Giannini

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Piano casa, Gaglioti: "Ci sono elementi positivi" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Piano casa, Gaglioti: ?Ci sono elementi positivi? COSENZA. ?Il provvedimento del governo in tema di semplificazione e maggiore rapidità delle procedure autorizzative contribuirà a dare una spallata alle inefficienze della burocrazia?. È quanto afferma il Presidente di ANCE Cosenza Giuseppe Gaglioti, che intravede nel piano casa, ancora in fase di definizione, alcuni segnali positivi per il settore delle costruzioni. Innanzitutto la previsione della drastica riduzione dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte. ?Semplificare - osserva il Presidente Gaglioti - è un primo passo necessario in direzione degli adempimenti; quello che serve è ridisegnare l?architettura dell?apparato pubblico privilegiando efficienza ed efficacia. Chi governa il territorio deve imprimere una svolta decisa stabilendo regole e tempi certi per l?espletamento di qualsiasi processo amministrativo?. Un ulteriore segnale positivo si riscontra nella promozione dell?istituto della premialità riservata a chi passa a soluzioni abitative puntando sul risparmio energetico. ?Sono convinto - continua Giuseppe Gaglioti - che bisogna dare incentivi significativi a chi realizza oggi un?edilizia a forte risparmio energetico: non dobbiamo perdere l?occasione di agganciarci a questa innovazione, positiva sul piano tecnologico e su quello ambientale?. Infine il rilancio della demolizione e ricostruzione, anch?essa incentivata, che può rendere conveniente la sostituzione dell?edilizia di scarsa qualità, riconvertendo almeno una parte di questa immensa volumetria in una grande risorsa economica utilizzabile per la riqualificazione del territorio nella rigorosa promozione della qualità dei servizi. Maggiore cautela viene espressa in merito al cuore della proposta governativa. ?La totale abolizione della concessione edilizia - sottolinea il Presidente dei costruttori cosentini - rappresenta una provocazione positiva, che vuole riportare al centro del dibattito l?urgenza di definire misure atte a sostenere un settore strategico quale appunto l?edilizia e resto convinto che tutto sarà riportato nell?ambito dei principi e delle più generali norme dell?urbanistica. Non appena verrà pubblicato il testo del Decreto - conclude Gaglioti - sono certo che il Presidente di Ance Calabria Francesco Cava saprà interfacciarsi con gli organi istituzionali preposti a livello regionale per definire al meglio la situazione?. (10-03-09)

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Libera casa in libero stato (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 10-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

10 marzo 2009 Libera casa in libero stato L'urbanista collettivo contro le licenze facili, buone ragioni per andare avanti L?intenzione del governo di semplificare l?iter delle licenze edilizie per ristrutturazioni e modesti ampliamenti delle abitazioni private e dei negozi ha suscitato la solita esibizione di indignazione dei presunti difensori della Bell?Italia. Gli ormai attempati mostri sacri dell?architettura e dell?urbanistica scrivono che “le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l?architettura non dipendono da un?anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità”. A parte il riferimento alle leggi, perfettamente legittimo, ma che appunto per questo dovrebbe rispettare la facoltà di legiferare che è del Parlamanto e non degli urbanisti, quella che va esaminata è l?autoattribuzione da parte della cultura della pianificazione urbanistica del “contesto” e della “civiltà”. Il contesto è una società fatta da cittadini che in grande maggioranza hanno fatto sacrifici decennali per comprarsi un?abitazione, che combattono ogni giorno contro un sistema autorizzativo vessatorio, ai quali si offre la possibilità in una fase di blocco produttivo di mettere in circolo i propri risparmi per migliorare un po? la loro condizione abitativa. Questa non è la fine delle istituzioni, è la fine di un?utopia pianificatoria che sognava di usare i vincoli urbanistici per definire dall?esterno e dall?alto di una presunta superiorità etica ed estetica le prospettive dell?economia e il modo di vita dei cittadini. Nella pratica la conseguenza di quell?impostazione è stata la defatigante contrattazione dell?urbanistica, la creazione di potentati negli interstizi di questo sistema, per quel che riguarda le operazioni di una certa ampiezza, e l?invasione dell?edilizia dei geometri, anch?essa contrattata a livelli più bassi ma con effetti non meno devastanti. Il risultato dell?utopia pianificatoria è sotto gli occhi di tutti, ma i suoi cultori insistono nella difesa di una loro funzione civile che si è degradata a corporazione spesso parassitaria. Ora che anche il mercato non esprime più la forte richiesta di costruzioni che l?urbanistica pianificatrice (diversa da quella regolatrice, che è necessaria) considerava il terreno per esercitare i suoi poteri selettivi e la burocrazia connessa a quelli vessatori, le “leggi della comunità” puntano a riattivare una domanda utile alla ripresa economica, quelle della comunità nazionale che ha espressione nel Parlamento, non in qualche associazione di urbanisti. Leggi Se il mercato mobiliare va giù, ecco gli immobili che vanno su

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Scelte scellerate minacciano il turismo (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Critiche a viabilità, inquinamento e interventi a rilento. Le proposte: galleria di Tenna, sviluppo del Tesino e Polo espositivo «Scelte scellerate minacciano il turismo» Un documento dell'Apt ai consiglieri provinciali: «Serve coraggio» VALSUGANA. Dito indice ancora una volta puntato sulla vivibilità della Valsugana minata da «scelte scellerate e pericolose che bisogna evitare si ripetano». A farlo questa volta chi dell'ambiente e, appunto, della vivibilità fa il proprio pane quotidiano: l'Apt Valsugana Lagorai - Terme - Laghi. Apt che sottolinea come ormai «la Valsugana sia conosciuta più come deposito di sostanze maleodoranti (biocompostaggio) e pericolose (cava di Marter) e inquinata da residui di lavorazione (Acciaierie)». Ma conosciuta anche quale «corridoio di traffico imponente che stenta a sopportare» e che, per di più «non ha alcuna ricaduta economica sul territorio». Il tutto è raccolto in un documento che condensa in «una visione il meno condizionata possibile» critiche e proposte che l'azienda di promozione turistica territoriale ha inviato al governo provinciale. Soprattutto proposte. Il futuro del turismo in Valsugana, sottolinea l'Apt, non può prescindere dagli interventi di salvaguardia del territorio. Solo in questo modo il grande impegno economico (1,7 milioni di contributi provinciali e 12,1 di autofinanziamento, il 40% del totale investito, risultato notevole se comparato con la soglia richiesta alle Apt dalla Provincia che è pari al 12%) non andrà disperso inutilmente. E dunque idee chiare e parole che lo sono altrettanto sono quelle che il mondo turistico della valle ha messo nero su bianco. Partendo dalla viabilità con la necessità di mettere in sicurezza la statale e di realizzare la galleria del colle di Tenna e la variante di San Cristoforo per liberare la zona del lago di Caldonazzo. «I progetti ci sono - spiega l'Apt - sarebbe sufficiente attuarli per trasformare uno specchio d'acqua, ora aiuola spartitraffico tra superstrada e ferrovia in una Caldaro del Trentino con benefici per tutti». E proposito di Lago e Colle di Tenna l'Apt invoca, oltre al recupero delle spiagge e la creazione di ciclabili intorno al lago, anche il recupero a vigneto della collina, in questo modo facendo proprie, di fatto, le scelte strategiche già operate dai Comuni rivieraschi attraverso specifici piani di sviluppo della zona. Ma altri tre sono i punti caldi sui quali è necessario intervenire per favorire lo sviluppo turistico della valle: polo termale, Tesino e polo espositivo di Borgo. Per le Terme, forte di lavoro e traino economico grazie anche all'indotto legato ai quasi 2 milioni di presenze l'anno, viene sottolineata la necessità di terminare «lavori di ristrutturazione che durano da 10 anni per problemi di burocrazia». Riguardo il Tesino viene rimarcata la necessità di far decollare il progetto di sviluppo che intende frenare l'abbandono della montagna garantendo benessere ed occupazione «prima che chi ci ha creduto finisca con disinnamorarsene». Infine per il Polo espositivo, «data per assodata la volontà locale», viene solo aggiunto che «ora è il tempo delle scelte» e che «la politica deve avere il coraggio di dire se intende sostenere il progetto garantendo le risorse e se ritiene non sia realizzabile».

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La legge sulla casa è già approvata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fulmineo il sì della Giunta che ha bruciato i tempi. Tappe forzate per il provvedimento che ora dovrà ottenere l'ok del consiglio regionale La legge sulla casa è già approvata Il provvedimento potrebbe interessare più di un milione di immobili VENEZIA. Nemmeno il tempo di annunciare l'esistenza di un disegno di legge a sostegno di edilizia, bioedilizia ed economia, che la Giunta regionale ha adottato il provvedimento. L'approvazione, ottenuta con un'incursione "fuori sacco", è arrivata prima del via libera della legge quadro di settore in Consiglio dei ministri, prevista per venerdì. Già oggi la delibera sarà trasmessa al Consiglio regionale per l'approvazione. «Ho concordato le direttive direttamente con il presidente del Consiglio per cui ho la ragionevole certezza di non essere smentito» sostiene Giancarlo Galan e annuncia «Il prossimo passo sarà trasformare 40 mila persone che pagano l'affitto in altrettanti proprietari di un'abitazione Ater. Così smuoviamo anche le banche». La delibera - 8 articoli in tutto - è stata aggiornata dai tecnici fino all'ultimo e approvata all'unanimità nel giro di un'ora. Confermata la possibilità di intervento sugli edifici in deroga alle previsioni in caso di ampliamento fino al 20%; fino al 30% per demolizione e ristrutturazione di edifici costruiti prima del 1989, percentuale che lievita fino al 35% in caso di ricorso a tecnologie di bioedilizia. L'obiettivo è che il Consiglio regionale approvi la delibera in via definitiva prima dell'estate per non vanificare l'intenzione propulsiva sull'economia. «Con Berlusconi, dato che continuo a fare le cose con lui e Letta» parte Galan prima di buttare là un riparatore "e con qualche ministro" «Avevamo concepito di fare qualcosa a sostegno dell'edilizia, ne è venuto fuori un provvedimento che interessa innanzitutto i cittadini poiché prevede l'abolizione di tutta la burocrazia. E questo sarà un incentivo forte che spingerà i veneti a tirare fuori i soldi dal materasso. E' chiaro che funzionerà di più con le case singole o le plurifamiliari, ma, del resto, questo è anche il tipo di costruzione dominante in Veneto. Sul fronte dei capannoni, invece c'è la possibilità di abbattere l'obsoleto e ricostruire dove questi sono più utili adottando tecniche innovative ma soprattutto eliminando definitivamente l'eternit che ancora resiste». Il provvedimento avrà durata biennale (a seconda del tipo di intervento fa testo la dia o la domanda al Comune) proprio per garantire l'immediata iniezione di risorse sul mercato e sarà a costo zero per la Regione. Per gli ampliamenti è previsto il ricorso alla dia (denuncia di inizio attività), mentre per la ricostruzione rimane in vigore l'autorizzazione a costruire. Non solo, è prevista una riduzione significativa degli oneri di urbanizzazione che, per l'ampliamento, si attesteranno su una spesa complessiva di circa il 10%. Nel provvedimento è garantita la tutela dei centri storici e del paesaggio: i Comuni potranno escludere dai benefici di legge aree di particolare importanza sotto l'aspetto edilizio, paesaggistico o ambientale. Una garanzia sufficiente a chiudere la bocca ai detrattori, per Galan e per Berlusconi. «Nel piano casa non c'è nessuna cementificazione - sostiene il premier - non credo ci sia qualcuno così stupido da voler diminuire il valore della propria casa facendo delle cose brutte». La legge non avrà invece valenza per le grandi strutture di vendita, né sugli edifici abusivi e per quelli realizzati dopo il primo gennaio 2009. Ma quante abitazioni riguarderà? Secondo le prime stime dei tecnici che hanno lavorato alla stesura della delibera, si parla del 50% dell'esistente sulla ricostruzione e del 20% per gli ampliamenti. Stando ai dati riferiti dal catasto, al dicembre 2006 in Veneto c'erano 2.362.997 unità immobiliari urbane. Va da sé che secondo stime ottimistiche, siamo di fronte ad oltre un milione di potenziali ristrutturazioni e circa 470 mila - altrettanto potenziali - ampliamenti. «Chi ha soldi da parte in questo momento spende più volentieri sul proprio - spiega l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon - non avendo denaro da distribuire, abbiamo quindi previsto di incentivare la cubatura. Sulla ricostruzione abbiamo messo il tetto del 1989. A vent'anni le abitazioni cominciano, infatti, ad aver bisogno di un tagliando». Diversamente, chi amplierà la propria abitazione seguendo te nuove tecnologie di risparmio energetico, potrà comunque accedere ai fondi messi a disposzione dalla Regione in questo settore. Ferma restando la possibilità di variare le percentuali «su cui eventualmente si esprimerà il Consiglio» sostiene Galan, parte così una battaglia di recupero dell'esistente, come la definisce lo stesso presidente: «Questa è un'occasione per fare il Veneto un po' più bello - spiega - fosse per me guiderei personalmente una ruspa contro qualche palazzo orribile, a partire da una casa che sorge a Baone, tra Valle San Giorgio ed Arquà».

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di Franco Pasqualetti E' passato tanto tempo. Tanti problemi, troppa burocrazi... (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Franco Pasqualetti E' passato tanto tempo. Tanti problemi, troppa burocrazia, proteste. Ma alla fine si è arrivati alla tanto attesa inaugurazione: oggi il mercato Trionfale, di via Andrea Doria, sarà "battezzato". Una cerimonia in grande stile, cui prenderanno parte - tra gli altri - il Sindaco, il ministro Scajola, l'assessore al Commercio Bordoni e quello alla Mobilità Marchi. Sarà l'occasione per testare con mano l'utilità e l'efficienza del nuovo punto rionale, che conserverà il fascino dei vecchi mercati legato alla modernità di servizi, negozi, infopoint, banche, parcheggi sotterranei ed eco compatibilità. Tante accortezze che hanno portato i maggiori esperti a definire il centro di via Andrea Doria come il mercato più all'avanguardia d'Europa. Sicuramente i tempi d'attesa - dovuti tra l'altro ad un cambio di progetto in corsa - sono stati un po' lunghi ma alla fine il risultato portato a termine dalla Cmb (la ditta costruttrice) è di tutto rispetto. Ora sarà il quartiere a crescere attorno al punto rionale: arriveranno nuovi collegamenti con bus navetta e il municipio organizzerà anche uno sportello al cittadino in cui poter svolgere tutte le pratiche burocratiche mentre si fa la spesa. Pensiamo alle carte d'identità piuttosto che alle lamentele che riguardano questa o quella strada. Insomma, un cuore pulsante posto all'interno di un mercato tra i più importanti della Capitale. (ass)

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E le social card ? Sono meno di 4mila (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 11/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia E le «social card»? Sono meno di 4mila n E la social card? I dati ufficiali più aggiornati risalgono al 20 gennaio scorso, quando sono stati resi noti i risultati di una prima rilevazione da parte dell'Inps: i bresciani che ne hanno potuto usufruire sono 3.487; ma le domande erano state 4.576. Oltre mille - per la precisione 1.089 - gli esclusi. Ma il segretario dello Spi Cgil di Brescia, Ernesto Cadenelli, ricorda che «i potenziali beneficiari del provvedimento sarebbero addirittura 12mila». Che cosa significa? «I casi sono due: o ci sono ritardi nella macchina organizzativa, oppure i criteri di accesso al beneficio sono troppo restrittivi». Poi c'è un altro aspetto, ed è «la difficoltà di molte persone a districarsi nella burocrazia. Se fossero stati destinati 40 euro in più a tutte le pensioni minime - conclude il sindacalista - si sarebbe coperta l'intera platea». Istituita nel 2008, la social card è una carta acquisti utilizzabile per la spesa alimentare e le bollette della luce e del gas. Vale 40 euro al mese e, per quanto riguarda i beneficiari che hanno fatto domanda prima del 31 dicembre scorso, è stata caricata dal Ministero dell'economia con 120 euro relativi agli ultimi tre mesi del 2008; dall'inizio di quest'anno, invece, è caricata ogni due mesi con 80 euro «sulla base degli stanziamenti via via disponibili». La carta è concessa ad anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai tre (in questo caso titolare è il genitore) che siano in possesso di particolari requisiti. Per quel che concerne gli anziani, bisogna avere trattamenti pensionistici o assistenziali che, cumulati ai relativi redditi propri, siano d'importo inferiore a 6mila euro all'anno o, se di età pari o superiore ai 70 anni, inferiore a 8mila euro; e avere un Isee in corso di validità inferiore ai 6mila.

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Torresan (Vivere) alla giunta: basta ritardi nelle opere (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

San Floriano. Il consigliere di maggioranza bacchetta sindaco e assessore per la pista ciclabile e la palestra Torresan (Vivere) alla giunta: basta ritardi nelle opere CASTELFRANCO. «Troppi ritardi per la pista ciclabile di San Floriano. E' mancata la volontà politica di farla». La maggioranza si spacca su San Floriano. A lamentare i gravi ritardi nella realizzazione della pista ciclabile e della nuova palestra alle elementari è consigliere di Vivere Antonio Torresan, che sul tema ha presentato durante il consiglio comunale di lunedì scorso un'interpellanza. «Vorrei sapere - chiede Torresan - quando inizieranno i lavori. Stiamo aspettando la pista ciclabile dal 2000. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2004, ma ancora non è stato fatto nulla. Un ritardo imputabile alla mancanza di volontà di farla. Anche i lavori per la realizzazione della palestra sono in ritardo. Non si capisce perché. Il sindaco e l'assessore ai lavori pubblici avevano fatto delle promesse alla frazione durante una pubblica assemblea. Chiedo che vengano mantenute». Sulle due questioni sono arrivate le rassicurazioni del primo cittadino, che ha garantito tempi brevi per l'inizio dei lavori. «Il progetto esecutivo per la ciclabile - ha risposto il sindaco Maria Gomierato - arriverà in giunta a fine marzo. Poi ci sarà l'appalto. Sono già iniziate intanto le procedure di esproprio dei terreni. I lavori inizieranno per fine agosto, inizio settembre. I tempi sono stati condizionati da questioni burocratiche. Inoltre è emersa la necessità di realizzare un nuovo tratto del collettore fognario che dovrebbe passare sotto la Postumia. Non si poteva fare prima la pista, altrimenti si sarebbe dovuta poi rompere, andando così a spendere molti soldi. Abbiamo voluto far coincidere le due opere. A inizio estate inizieranno i lavori del collettore, cui seguiranno quelli per la pista. L'ampliamento della scuola elementare invece partirà con l'estate, in modo da non arrecare disagi alle lezioni. Dal momento che l'area interessata è a sud dello stabile, mentre le aule sono a nord, i lavori potranno proseguire anche con l'inizio della scuola senza creare problemi». Rassicurazioni che però non convincono il consigliere Torresan. «Speriamo che tutto prosegua - ha ribattuto - la burocrazia è un valvola di sfogo quando non c'è la volontà di fare. Quando c'è la volontà, la burocrazia viene superata». (d.q.)

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lavori pubblici, pressing dei costruttori la giunta tagli leggi e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Economia Lavori pubblici, pressing dei costruttori «La giunta tagli leggi e burocrazia» TRIESTE. La modifica alla legge 14/02 che disciplina la materia degli appalti pubblici e il trattamento delle terre e rocce da scavo sono i temi affrontati ieri in un incontro fra l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Vanni Lenna, e i responsabili del Friuli Venezia Giulia dell'Ance, l'Associazione nazionale Costruttori edili. Il presidente dell'Ance, Donato Riccesi ha proposto «semplificazioni normative e amministrative ritenute di importanza strategica per il settore edile, provvedimenti che anche l'assessore Lenna ritiene determinanti, anche se non risolutivi, per affrontare la crisi economica del momento e per sostenere le piccole e medie imprese». Per quanto concerne le terre e rocce da scavo si è convenuto di elaborare un protocollo operativo che offra uno strumento di lavoro formativo per gli operatori ed omogeneo sul territorio. Una difformità di applicazione della legge nazionale tra le varie Province sta infatti complicando lo smaltimento e la circolazione del materiale inerte non inquinato che, «anzichè esser depositato in discarica, potrebbe essere reimpiegato in cantieri di lavoro senza rischi ambientali», ha evidenziato l'Ance. La situazione più complessa si verifica, al momento, nell'area triestina, «dove il blocco dell'attività di gestione del materiale di escavazione rischia di portare alla paralisi totale il comparto delle costruzioni con gravi e preoccupanti conseguenze sul piano occupazionale, sociale ed economico». Una problematica già nota all'assessore Lenna che per il 12 marzo ha convocato un tavolo con i presidenti e gli assessori all'Ambiente delle quattro Province per trovare una sinergia di gestione omogenea e non frammentaria.

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Edilizia, semplificare con garanzie (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Ala/ Architetti e ingegneri data: 11/03/2009 - pag: 19 autore: di Bruno Gabbiani presidente Ala-Assoarchitetti Giudizio positivo sull'iniziativa del governo per il rilancio del settore e dei professionisti Edilizia, semplificare con garanzie Le nuove procedure devono avere tempi certi e definitivi Il premier Berlusconi con uno dei colpi ad effetto che gli sono congeniali, ha comunicato un personale programma di rilancio immediato dell'economia, che prevede tre fasi: un rifinanziamento dell'edilizia convenzionata, un progetto di legge che liberalizza le piccole opere d'ampliamento delle costruzioni e un intervento legislativo di cornice, rivolto alla semplificazione della spaventosa, incredibile e immorale complessità che devasta il settore.Dopo l'iniezione di 16 miliardi di finanziamenti nelle grandi opere, che potrà nel medio termine dare ossigeno alle grandi imprese, questo programma si propone d'incidere immediatamente sul tessuto delle imprese minori e delle famiglie e quindi della maggioranza dei progettisti, rimettendo in circolazione i piccoli ma numerosi potenziali investimenti che si sono congelati, intimiditi dalla crisi e dal supporto all'opzione catastrofista assunto da molta stampa.Cerchiamo di valutare e di prevedere anche noi nel dettaglio i vantaggi, i limiti e le condizioni del successo dell'idea di Berlusconi, ancor prima di averne potuto conoscere completamente le linee guida e nella speranza che qualcuno non lo obblighi a fare come di recente con le pensioni, un passo indietro. Vogliamo allora esprimerci subito, al fine di tentare di contribuire ad una svolta che potrebbe risultare decisiva.Innanzitutto il governo pensa di sostituire i permessi per costruire con autocertificazioni asseverate dai progettisti. Sicuramente è un valido indirizzo, del resto non nuovo, ma che per essere efficace deve tuttavia essere accompagnato non solo dalla radicale semplificazione legislativa, ma anche dalla fissazione di tempi oltre i quali non sarà più possibile impugnare i procedimenti auto certificati. E ciò per alcuni motivi di fondo. Oggi è quasi impossibile certificare il rispetto della congerie di leggi, regolamenti, indirizzi di giurisprudenza, norme tecniche, norme locali, che si stratificano sul procedimento amministrativo. Di conseguenza tutti i procedimenti auto certificati potranno essere facilmente attaccati e con essi le amministrazioni locali che li avranno tacitamente assentiti.Infatti, poiché un'innovazione come quella enunciata, non deve nemmeno divenire il cavallo di Troia per provocare ulteriori misfatti territoriali, è indispensabile che i comuni possano mantenere il potere d'intervenire. La necessità è dunque di consentire loro di farlo, ma anche che ciò debba avvenire in tempi brevi e essenziali, trascorsi i quali gli interventi devono ritenersi non più revocabili, salvi i casi di falsi e di illeciti comportamenti.Diversamente il contenzioso e l'incertezza, già molto grandi, sono destinati ad aumentare ancora e a svuotare l'iniziativa di gran parte della sua potenziale efficacia, che invece dovrebbe concretizzarsi in una sorta di «procedimento tombale».Non basta infatti attribuire la responsabilità del procedimento al soggetto più debole e esposto, l'architetto o l'ingegnere progettisti, con il relativo nuovo carico di responsabilità civili e penali non compensate (che i professionisti comunque non rifiutano), per uscire veramente dalla palude burocratica. Bisogna proprio prosciugarla, e ciò si ottiene soltanto riducendo quella complessità normativa che dona ampi poteri d'interdizione ai soggetti che per scopi di potere o di politica o di concorrenza economica, esercitano interessi in contrasto non sempre confessabili, ma troppo spesso ammantati di nobili principi e di motivazioni di pubblica utilità.Ma noi crediamo che l'intuizione di Berlusconi, affiancato dal suo teorico della semplificazione Brunetta, debba essere portata avanti ed anzi debba essere estesa a più ampi e risolutivi risultati, andando anche ad incidere nei casi di interventi di maggiore importanza, nei quali non è peraltro pensabile riversare sul solo progettista la responsabilità e la competenza d'autorizzare le opere.In questi casi il segreto è allora d'accompagnare la semplificazione normativa con la fissazione di tempi certi e definitivi, sia per il compimento delle procedure autorizzative, sia per i pronunciamenti dei tribunali amministrativi, tempi oltre i quali deve scattare il silenzio assenso e la responsabilizzazione dell'eventuale inerzia della funzione pubblica.Sono provvedimenti che in un colpo solo ridurrebbero grandemente il costo della burocrazia, metterebbe in moto capitali e lavoro, e toglierebbero soprattutto gran parte di quella discrezionalità che è la vera fonte della poca trasparenza della quale tradizionalmente soffre il settore.Dare certezza e tagliare i tempi del ciclo produttivo dell'edilizia significa risparmio e riduzione dei costi delle case, a beneficio della gente.Berlusconi e il suo governo hanno in mano una grande occasione che non possono lasciar cadere, per incidere positivamente non soltanto sull'andamento della crisi che attanaglia l'Italia, ma anche sul costume di un intero settore che determina la qualità della vita di tutti noi.

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unim, l'unione fa la forza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 10 - Empoli Unim, l'unione fa la forza Commercianti associati per vincere la crisi e ripartire Innocenti: non essere stritolati dal fisco Bruzzani: fondamentali per l'occupazione Cocchi: Montecatini non è votata al declino MONTECATINI. Una forte associazione a difesa del commercio, del turismo, della piccola e media impresa: l'atto costituente dell'Unim, l'unione imprenditori Montecatini nata dall'aggregazione di Confesercenti e Ascom, è andato in scena lunedì sera. Una gremita sala convegni del Credito Cooperativo Valdinievole ha fatto da sfondo all'evento. Proprio il presidente dell'istituto di credito, Valentino Pieri, ha aperto la serata con un saluto: «Siamo vicini alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori - ha detto Pieri - per risolvere tutti insieme il momento di crisi». è seguito l'intervento del segretario provinciale della Confesercenti, Riccardo Bruzzani. «è indispensabile stringersi attorno alle piccole imprese, spina dorsale dell'economia e fondamentali per l'occupazione. Dopo Pasqua, l'Unim aprirà la sua sede in via Foscolo, poiché i lavori di ristrutturazione e ampliamento sono in conclusione. Quando si mettono insieme realtà diverse si rischia spesso di creare un carrozzone, ma noi non costruiremo un'organizzazione dispendiosa e inefficiente: produrremo economie di scala per razionalizzare e unire le professionalità. Un anno fa, quando abbiamo iniziato il confronto, non giudicammo un azzardo l'investimento da un milione di euro. Oggi, nella bufera della crisi, abbiamo un sistema sano e senza debiti. Agli associati di provenienza Confesercenti e a quelli di estrazione Ascom diciamo: uniti si può resistere e guardare al futuro con un'associazione autonoma, indipendente e apartitica». La parola è poi passata al presidente provinciale Confesercenti. «La prima richiesta dei nostri associati - ha detto Maurizio Innocenti - è quella di fare più sindacato, di battersi con determinazione per non essere stritolati dal fisco, dalle tasse, dalla burocrazia, dalla crisi dell'economia e dei consumi. è nostro dovere difendere la vita delle imprese dalla crisi e non ci bastano più le promesse, vogliamo i fatti che invece, oggi, vedono in alcuni Comuni l'aumento delle tasse e del suolo pubblico. Il rapporto con le istituzioni per noi è fondamentale, ma le vogliamo vicine alle imprese». Durante la serata hanno parlato anche le istituzioni, prima il sindaco (si legga il box a fianco) e poi la Regione. «Siamo intervenuti - ha detto l'assessore regionale a commercio e turismo, Paolo Cocchi - con 50 milioni per migliorare il rapporto tra banche e imprese, abbiamo frenato la crescita della grande distribuzione, abbiamo stanziato 15 milioni per una nuova campagna di promozione turistica, vogliamo rilanciare Vetrina Toscana e faremo investimenti sui centri commerciali naturali. Se, infatti, diciamo alle imprese di investire, i primi a farlo dobbiamo essere noi istituzioni. Montecatini non è votata al declino: ha ancora un marchio forte ed è molto bella. Ma smettiamo di pensare che possano tornare gli anni '70: basta piangere, gli ingredienti per farcela ci sono».

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Per gli ausili ai disabili la politica rimanda ancora (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Per gli ausili ai disabili la politica rimanda ancora nomenclatore. Governo e Regioni non hanno deciso nulla sugli elenchi delle protesi riconosciute dallo Stato. E le associazioni si mobilitano. di Serenella Mattera «Ancora adesso assistiamo attoniti ad un rimpallo tra le istituzioni». È insieme una denuncia e un appello la lettera aperta che le associazioni dei disabili invieranno oggi ai rappresentanti di Governo e Regioni. L'appello è perché si faccia presto. E non rimandare l'approvazione dei nuovi elenchi delle protesi e degli ausili riconosciuti dallo Stato, il cosiddetto nomenclatore. Perché quello in vigore risale al 1999 e i malati devono accontentarsi di strumenti obsoleti, o pagare di tasca propria. La nuova bozza è pronta, ma la sua approvazione da parte della conferenza Stato-Regioni pare tutt'altro che cosa fatta. Perciò i disabili hanno già annunciato che protesteranno con un presidio nel giorno della prossima riunione della conferenza, «per ricordare la dimensione della posta in palio a tutte le istituzioni in gioco». «Siamo preoccupati», è l'espressione che più volte ricorre nella lettera indirizzata al premier Silvio Berlusconi, al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e ai rappresentanti delle Regioni, il governatore Vasco Errani e l'assessore emiliano alla Salute Enrico Rossi. «Nonostante parole incoraggianti», rilevano i rappresentanti dei disabili, la conferenza Stato-Regioni appare infatti ancora lontana dall'approvazione del Patto per la salute e dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), in cui sono contenuti i nuovi elenchi degli ausili e delle protesi. E in effetti, dopo l'ultima riunione, il 4 marzo, è emerso il nodo principale che blocca ogni decisione: «Il fabbisogno sanitario è sottostimato almeno di sette miliardi», secondo le Regioni. Il ministero della Salute ha annunciato risposte in tempi rapidi, ma ha chiesto intanto di poter anticipare con decreto almeno l'approvazione dei Lea. Ed è qui che iniziano le preoccupazioni delle associazioni dei disabili. Se anche le Regioni acconsentissero ad accelerare i tempi, infatti, non è detto che tutto il contenuto dei Lea venga approvato subito, dal momento che lo stesso Sacconi ha parlato di «alcuni» livelli essenziali. Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni e riferite nell'appello dalle associazioni, per il momento potrebbero essere tagliati fuori proprio ausili e protesi. Non vi sarebbe ancora, infatti, «accordo sui prezzi e sulle modalità erogative» di quegli strumenti. La posta in palio è la fine di un'attesa che dura da dieci anni. Perciò diverse associazioni, quelle dei disabili, ma anche quelle degli operatori della riabilitazione, sono pronte a mobilitarsi. «Siamo spaventati dalla possibilità che si parli non di mesi, ma di anni - dice Pietro Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish), promotrice dell'ultimo appello - La garanzia di ausili appropriati è l'unica strada percorribile non solo per la dignità dei malati, ma anche per la loro autonomia e per la prevenzione di danni più gravi alla loro salute». Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente dell'associazione Coscioni, ricorda che «purtoppo negli ultimi anni di iniziative del genere ne abbiamo fatte diverse, e continueremo a farne: i malati non possono attendere oltre, i tempi della burocrazia ministeriale». 11/03/2009

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La <rivoluzione> delle pratiche (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

mori Sportello unico, impiegati polivalenti e persino la sala giochi per i bambini La «rivoluzione» delle pratiche michele comper MORI - Entri in Comune per una pratica, un'informazione, un certificato e - ricevute le prime «dritte» da un insperato info desk - hai da scegliere solo tra due tipi di sportello, per di più immediatamente raggiungibili dall'atrio d'entrata e chiaramente individuabili: servizi al cittadino e servizi alle imprese. Sei ancora lì a bocca aperta e scopri che c'è una sala d'attesa bella, ampia e comoda, con tanto di spazio giochi per i bambini. E l'addetto che poi ti trovi di fronte è «polivalente», cioè in grado di dare risposta a quello che chiedi, lui di persona, senza mandarti di qua e di là, di sopra e di sotto. Ma le sorprese non sono finite perché la tua pratica è pronta in tempi rapidi, ragionevoli, umani. E infine, ciliegina sulla torta, perfino con un sorriso (o per lo meno con modi sufficientemente accoglienti). Un sogno? Uno scherzo? No, è il progetto di riordino del personale dipendente, a cura del Consorzio dei Comuni trentini, illustrato - dopo un anno di lavoro - lunedì sera al Consiglio comunale da Giuseppe Negro, consulente e super esperto nazionale, e da Catherine Tonini, del Servizio formazione del Consorzio medesimo. Con loro anche l'architetto Andrea Tomasi: perché la ristrutturazione coinvolge anche l'edificio municipale che alla piccola rivoluzione voluta dall'assessore Valter Gazzini e dal sindaco Mario Gurlini destina l'ala sud del piano terra, oggi in disuso (quello presentato è il progetto definitivo). È qui, a contatto immediato con l'atrio d'entrata (che sarà ampliato) e su una superficie di oltre 500 metri quadrati, che troveranno posto i nuovi sportelli unici polivalenti, elementi centrali della rivoluzione di un Comune che tenta di riappropriarsi del senso della sua stessa esistenza: l'utilità pubblica. E che, ripensando radicalmente procedure e modelli operativi, strutture e gerarchie, cerca anche di fare del tanto lavoro svolto ogni giorno dentro le proprie mura un'attività sensata, efficace e gratificante. Contrariamente al dettato dei più consumati luoghi comuni, infatti, negli enti pubblici spesso si lavora parecchio, ma con scarsi risultati e molto stress. L'idea: procedure di svolgimento delle pratiche lineari (ovvero ogni pratica è seguita dall'inizio alla fine dallo stesso addetto, o da due dove necessario, anziché da una moltitudine); burocrazia più snella, procedure semplificate, iter accorciati, orari d'apertura al pubblico ampi, almeno 46-50 ore alla settimana, sabato compreso e almeno un giorno con orario prolungato, con turnazione e part time. E per il pubblico, accesso sia libero sia su appuntamento, con comfort degni di una civiltà sconosciuta: salottini comodi e pensati per la massima riservatezza, pagamenti diretti e immediati, anche col bancomat (il che vuol dire la fine dei «pellegrinaggi» in posta o al tabacchino). Il progetto, naturalmente tutt'altro che semplice (il Comune di riferimento per questa materia è Pergine che a questa rivoluzione ha lavorato per un decennio), dal punto di vista operativo ha raggiunto la fine della prima fase, la raccolta dati e la fotografia della situazione esistente (costo 25 mila euro). Presentato lunedì pomeriggio a tutto il personale (quest'ultimo chiamato ad uno sforzo notevole di riqualificazione), il piano di riorganizzazione piace e l'amministrazione comunale è decisa a proseguire. Anzi, a partire in tempi brevissimi: obiettivo, arrivare entro un anno (ché la scadenza della consiliatura incombe) a dare avvio alla rivoluzione. «Una rivoluzione da cui ci attendiamo grandi risultati - dice l'assessore al personale Valter Gazzini - così come ci attendiamo grandi cose dalle persone che costituiscono le nostre risorse umane. Le quali già si sono dimostrate disponibili e pronte al cambiamento: hanno capito che uno degli esiti della trasformazione riguarda il loro benessere. Lavorare in un ambiente dinamico, dentro un senso di efficienza, con l'idea di riuscire a fornire ai cittadini un servizio d'alto livello, fa bene prima di tutto a loro. D'altronde, la gestione del personale è uno dei compiti più importanti e difficili per un'amministrazione comunale, al quale fin dall'inizio abbiamo dedicato moltissime energie. Noi ci crediamo davvero: sarà una rivoluzione». 11/03/2009

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Una delibera ogni 18 abitanti (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

In cifre La burocrazia comunale Una delibera ogni 18 abitanti Tra i dati emersi dal lungo studio svolto sulla macchina amministrativa moriana, alcuni sono particolarmente fuori media. Ad esempio, a Mori si produce una delibera ogni 18 abitanti, contro una media (rilevata su 300 Comuni di dimensioni analoghe) di una delibera ogni 50-60 abitanti. Il che fa ragionevolmente pensare che molte di quelle prodotte, con l'annesso dispendio di tempo ed energie, non siano poi così necessarie. I certificati di destinazione urbanistica, poi, sono «sfornati» al ritmo di 1 ogni 34 abitanti, contro la media di uno ogni 120-155 abitanti. Autorizzazioni e concessioni edilizie: a Mori una ogni 15 abitanti, in media una ogni 120-155. Le fatture emesse dal Comune, infine, sono d'importo medio poco superiore ai 2000 euro, contro una media di 5000-8000. 11/03/2009

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Piano casa: ecco come funzionerà (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Piano casa: ecco come funzionerà Aumenti fino al 35% per chi usa bio-materiali. Per il via ai lavori basterà una dichiarazione Mercoledì 11 Marzo 2009, Palazzo Balbi batte Palazzo Chigi. La legge nazionale per rilanciare l'edilizia approderà venerdì al Consiglio dei ministri, ma già ieri mattina il governo regionale del Veneto ha licenziato un dettagliato provvedimento che consente senza troppe burocrazie l'ampliamento degli edifici. Galan ha deciso di non attendere la normativa nazionale: «Lo Stato darà direttive che la nostra legge regionale rispetta perché l'abbiamo concordata con Berlusconi», assicura il governatore. La legge regionale consentirà ampliamenti di volumetrie in deroga agli strumenti urbanistici fino al 35% se si ricorrerà a «tecniche di bioedilizia» o si installeranno sistemi per l'utilizzo di energie rinnovabili. Nessun ampliamento è permesso in edifici storici o abusivi. Leggi che puntano anche a rilanciare un settore pesantemente in crisi come quello dell'edilizia in un momento in cui la disoccupazione aumenta a ritmi decisi: + 46% a febbraio. Unica consolazione di ieri in questo panorama plumbeo, la ripresa delle Borse trascinate da Citigroup. Il Banco Popolare è la prima banca italiana che chiede l'aiuto di Stato. Favaro e Vanzan a pagina 2

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in comune mesi di attesa per le pratiche edilizie (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Montecatini In Comune mesi di attesa per le pratiche edilizie Burocrazia e tempi morti rallentano tutto dai grandi interventi alle semplici risrutturazioni Parla un giovane architetto: ecco perché tanti ritardi PISTOIA. Sulla carta è tutto semplice. Volete ampliare la vostra casa, finanze e piano regolatore permettendo? Una volta depositata in Comune la richiesta di permesso di costruire, dovrebbero passare 60 giorni prima che la pratica venga esaminata, se i pareri ci sono tutti. Per un intervento di minore portata, dove è necessario solo una denuncia di inizio attività (Dia), il tempo tecnico si ridurrebbe addirittura a 20 giorni. Invece? Invece quasi mai vengono rispettati questi tempi. Si parla di attese di mesi, nei casi più complessi addirittura di anni. La discussione avviata dall'annuncio dei provvedimenti del "piano casa" del governo Berlusconi riporta d'attualità la questione dei tempi lunghi delle pratiche edilizie. Una semplice perizia giurata sufficiente per avviare i lavori? La soluzione lanciata dal capo del governo sta suscitando critiche e perplessità, ma certo la questione dei tempi lunghi per un permesso edilizio esiste eccome. Come mai? Il principale responsabile è l'intreccio di competenze. «In buona sostanza - spiega l'architetto Arianna Pellegrineschi, 36 anni - un procedimento amministrativo legato ad un intervento edilizio è "monitorato" non solo dall'ufficio tecnico del Comune, ma da altri organi competenti, come l'ufficio ambiente, l' ufficio strade, l'Asl, che hanno il compito di rilasciare il loro nulla osta subordinato dall'istruttoria che la pratica edilizia riceve. Ci sono poi degli interventi edilizi che richiedono il "parere" di altri organi competenti, quali la Soprintendenza, evento tutt'altro che raro, visto che ormai quasi tutto il territorio pistoiese è vincolato, la stessa Provincia e, a volte la Regione. In tutti i casi i tempi si allungano notevolmente e ci sono delle pratiche edilizie la cui istruttoria dura anni». La posizione più difficile è quella dei professionisti, chiamati da una parte a sollecitare continuamente gli uffici, dall'altra ad affrontare i loro clienti che generalmente hanno fretta di cominciare. «Il problema di fondo - continua Pellegrineschi - è che non c'è il passaggio dei documenti tra un ufficio e l'altro. Per portare un esempio concreto: mi sono ritrovata bloccata in una istruttoria di un intervento edilizio piuttosto complesso. Per cercare di ridurre i tempi, anziché aspettare la comunicazione scritta da parte dell'ufficio tecnico, una volta definito con il tecnico istruttore i documenti integrativi, mi sono recata personalmente a portare i documenti negli uffici di riferimento, senza aspettare che tale passaggio avvenisse tra gli stessi uffici». L'elenco dei problemi non finisce comunque qui. Quasi tutti gli interventi edilizi richiedono varianti in corso d'opera o varianti finali. E anche le pratiche semplici, come una Dia, necessitano di tanti atti: il progetto architettonico e la direzione dello stesso, il progetto strutturale e la relativa direzione, il progetto impianti termici, la progettazione dell'isolamento acustico, il coordinamento della sicurezza in fase di progetto e di esecuzione, il certificato di agibilità/abitabilità e da ultimo il nuovo accatastamento presso l'Ufficio del Territorio spese a carico del committente. «Un altro aspetto che purtroppo capita sovente - prosegue l'architetto - è il conflitto tra gli enti per quanto riguarda il rispetto normativo (un esempio semplice: le aperture di un fabbricato soggetto a vincolo dovrebbero rimanere per la Sovrintendenza immutati, ma in questo modo non riusciamo a rispettare i requisiti igienico sanitari dettati dal regolamento di igiene a cui l'Asl fa capo». «Un' ultima considerazione - conclude Pellegrineschi - è legata alla "troppa rigidità", a mio avviso, sull'interpretazione delle norme soprattutto nelle zone sottoposte a vincolo e nel centro storico. Questo comporta un limite notevole nel riuso dei fabbricati esistenti con la conseguenza del degrado degli stessi che giacciono sul tessuto urbano senza "un'anima"». Fabio Calamati

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ma qualcosa sta migliorando (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Montecatini «Ma qualcosa sta migliorando» Grassi (Collegio geometri): aria nuova da un anno Tecnici e Comune collaborano per trovare soluzioni più semplici PISTOIA. «Tempi lunghi nelle pratiche edilizie? Il problema esiste, o meglio, esisteva». Alessandro Grassi, presidente del Collegio dei geometri provinciale, accende una luce di speranza su un panorama altrimenti dominato dai tempi lunghi e dalla burocrazia. «Che il problema esistesse, non c'era dubbio - continua Grassi - proprio per questo circa un anno fa gli Ordini hanno costituito un comitato provinciale delle professioni tecniche per affrontare la questione con il Comune». «Da parte sua - continua Grassi - l'amministrazione ha accolto questa novità con favore, soprattutto da quando nella commissione edilizia è entrato il nuovo dirigente dell'urbanistica, Francesco Bragagnolo. Quest'ultimo ha avuto due meriti: riconoscere che il problema esiste e accogliere la collaborazione con i tecnici privati». Il comitato ogni mese si riunisce con i tecnici comunali. Si esaminano insieme i problemi e si cercano soluzioni condivise. E da qualche tempo le cose sarebbero molto migliorate. «Ad esempio - spiega il presidente dei geometri - è stata definita una Denuncia di inizio attività (Dia) semplificata, nei casi in cui i vincoli o non ci sono o non intervengono sull'oggetto dei lavori. Su queste pratiche viene fatto solo un controllo formale, dopo di che la pratica non va sui tavoli dei tecnici comunali e l'amministrazione effettua delle verifiche solo a campione. Naturalmente il limite di 20 giorni prima di avviare i lavori resta, ma il tecnico, una volta consegnata la pratica, sta tranquillo». Già con questo tipo di semplificazione, il 25-30% delle pratiche è stato sveltito e gli effetti - assicura Grassi - si iniziano a vedere. Naturalmente il lavoro non finisce qui. Un'altra questione che il tavolo tecnici-Comune sta ad esempio affrontando, è quello delle "Dia con atto d'assenso", quando un intervento di ristrutturazione - ad esempio - deve fare i conti con qualche vincolo, come quello paesaggistico, quello idrogeologico e così via. Circostanza tutt'altro che rara, visto che il territorio del Comune di Pistoia è quasi tutto vincolato. Se i vincoli non sono particolarmente complessi, l'idea è quella di affidare al tecnico la possibilità di raccogliere i vari nulla osta dalle singole amministrazioni coinvolte prima di depositare la richiesta di Dia. Oggi, invece, questo lavoro lo devono fare dopo il deposito gli uffici comunali, con tempi che ovviamente si allungano a dismisura, da 2 a 6 mesi. Insomma, grazie alla collaborazione di tutti le cose stanno migliorando. «è la nostra strategia - conclude Grassi - non fare grandi progetti ma partire dal basso, dalle cose semplici, per cercare insieme le soluzioni più efficaci». F.Cl.

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stival: troppi pochi veneti all'inps (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 29 - Provincia Stival: «Troppi pochi veneti all'Inps» Nuovo attacco leghista ai meridionali. Leo (An): «Vada da Maroni» SAN DONA' Chiesti concorsi su base regionale SAN DONA'. Pochi veneti all'Inps di San Donà, nuova crociata di Daniele Stival contro l'«invasione del sud in terra veneta». Il segretario provinciale della Lega Nord aveva appena denunciato le tentazioni colonizzatrici dell'esercito con l'invio dei militari per la sicurezza, scatenando un terremoto con epicentro San Donà. Ma non gli è bastato. Ha rincarato la dose parlando apertamente e in modo ironico di «Alleanza Meridionale» e di pesanti interessi, nonché di concorsi della guardia di finanza clamorosamente riservati ai meridionali. Adesso è l'Inps nel mirino del segretario che invoca la riforma federale e fa leva sull'«identità veneta», informando anche Umberto Bossi e tutti i vertici del Carroccio di questa sua ennesima percussione. «La riforma federale - spiega - potrebbe rischiare di trovare molti ostacoli nella sua applicazione da parte della burocrazia statale. Questo perché ancora oggi i concorsi pubblici statali sistematicamente vengono vinti quasi esclusivamente da cittadini di aree molto a sud del fiume Po. Ad esempio la scorsa settimana nel concorso per la guardia di finanza, dove su 400 posti assegnati c'erano zero veneti. Oppure, all'Inps di San Donà, da troppo tempo si vedono ben pochi dipendenti provenienti dal Veneto. E si vorrebbe far pattugliare le coste venete utilizzando l'esercito, rischiando l'ennesima strisciante occupazione attraverso realtà lontane dalla nostra storia e cultura. Ci vuole una forte attenzione attraverso una regionalizzazione o distribuzione pro quota regionale dei posti nei vari concorsi statali per dare dignità e valore anche ai tanti veneti che ahimè partecipano ai concorsi senza risultati significativi, Prendo atto che l'assessore di San Donà signor Oliviero Leo, dipendente dell'Esercito Italiano e di origini non venete, odia i veneti disprezzando il partito che in modo significativo li rappresenta. Ne tragga le conseguenze lui ed il suo gruppo». D'origine pugliese l'assessore Leo non ci sta. E' il primo firmatario della legge di iniziativa popolare per assegnare all'esercito le funzioni delle forze di polizia. «Se Stival conosce determinate cose - commenta - si rivolga alla magistratura o al Ministro Maroni che è del suo partito. A me non risultano i dati da lui esposti che non riusciamo a capire come li abbia avuti». Nei giorni scorsi su internet sono comparsi messaggi di solidarietà a Stival. I moderati della Lega sono perplessi, ma dalla segreteria mandamentale, Giuliano Fogliani esce allo scoperto e difende il suo «capo»: «L'operato politico di Stival - dice - ha la mia incondizionata solidarietà umana e politica ed è coerente con la linea politica del partito». (Giovanni Cagnassi)

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"un piano di risparmi e intesa con la regione" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Firenze Le cattedre Il prorettore: centralità e autonomia culturale dell´ateneo "Un piano di risparmi e intesa con la Regione" La questione più spinosa sarà come controllare la concentrazione delle cattedre Guido Chelazzi, prorettore alla ricerca, ordinario di Ecologia, ex preside di Scienze. Ha un sito internet? «E´ in costruzione». Una pagina su Facebook? «No». L´ateneo di Firenze si trova in una situazione finanziaria vicina al collasso: se lei diventa rettore cosa fa? «Subito un incontro al ministero per tentare di trovare un accordo su un piano di rientro, poi un´intesa con la Regione». La Regione potrebbe chiedere di sedere in qualche organo di governo. «Possiamo offrire un posto in consiglio di amministrazione senza nemmeno dover cambiare lo statuto. Penso che l´università potrebbe accettare una cosa di questo genere». Tagli e pensionamenti: lo sa che ad Arcetri, tanto per fare un esempio, nella celebre scuola di astrofisica nei prossimi anni resterà un solo ordinario? «Ci sono interi settori colpiti, non solo Arcetri. Dovremo pensare tutti insieme a come governare questa contrazione delle cattedre: questo sarà il vero problema politico». Pensa di mettere mano alla riforma della governance? «Ora no, prima la questione finanziaria, dopo l´altra». La sua ricetta per ripartire. «Centralità e autonomia culturale dell´ateneo, rafforzare la formazione e la ricerca, consapevolezza del ruolo strategico del rapporto università e società e quindi maggiore collaborazione per una crescita culturale. Quarto punto il rispetto della persona e valorizzazione delle professionalità». Come pensa di conquistare voti a Medicina? «Medicina ha appena avviato un protocollo sui brevetti, è un esempio di apertura del nostro sapere verso la società». Uno dei motivi di scontento è l´eccesso di burocrazia. E´ d´accordo? «Sì, ci sono troppi passaggi, le procedure vanno snellite e molto. L´altro problema è la didattica, va riprogettata per evitare che troppi corsi ricadano sui ricercatori». (l.m.)

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"risorse ai dipartimenti e burocrazia più snella" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Firenze Il turnover L´ingegnere: il ministero deve riformare la norma sui tagli "Risorse ai dipartimenti e burocrazia più snella" Visto il blocco del turnover teniamo collaborazioni con chi va in pensione Alberto Del Bimbo, 57 anni, ingegnere, presidente della Fondazione per la ricerca dell´ateneo, www.albertodelbimbo.it. Come si distingue il suo programma dagli altri candidati? «Non ho visto i programmi altrui». Lei come salverà l´università? «Riordino e sviluppo. Convincere il ministero a riformare la norma sui tagli. Poi visto che c´è il blocco del turnover, tenere collaborazioni con chi va in pensione per non restare sguarniti in alcuni settori disciplinari». E i giovani? Il precariato della docenza è pari quasi agli strutturati. Che ne sarà di loro? «Per tutti non c´è posto e per 3 anni non ci sarà possibilità di reclutare. Possiamo pensare a forme di collaborazione esterna, spin off, a ricercatori che dialogano con noi con società proprie». Cosa vuole cambiare nell´organizzazione? «Snellire la burocrazia. Dare le risorse ai dipartimenti e non alle facoltà. L´unica eccezione dev´essere Medicina che siccome si interfaccia con l´azienda sanitaria deve avere più deleghe, poter agire in maggiore autonomia». Gensini rettore della sanità? Ride. «Dico solo che ha bisogno di deleghe forti». E poi? «Poi ridurre i costi energetici, far calare i fuori corso, incentivare il risparmio: ho un piano per un impianto di cogenerazione che farebbe risparmiare centinaia di migliaia di euro a Novoli. Infine un fondo per la ricerca che vada a chi per tipo di studi non hanno contratti con l´esterno». (l.m.)

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<Rottamiamo gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 60 del 2009-03-11 pagina 4 «Rottamiamo gli edifici Anni '50 E anche la burocrazia edilizia» di Antonio Signorini RomaLuigi Angeletti, segretario generale della Uil, riflettori puntati sull'edilizia... «Chiaro. È un settore che si sta fermando. E questo succede per ovvi motivi. I costruttori non vedono la possibilità di vendere nuovi appartamenti e non aprono cantieri». Mercato fermo anche ora che i mutui sono diventati un po' più convenienti. Sembra un segnale pessimo... «Il calo dei tassi non è stato metabolizzato dagli italiani». E non pesano i prezzi che sono ancora troppo alti? «Se calassero troppo crollerebbe ulteriormente la produzione. Un segnale negativo, così come gli aumenti ingiustificati degli anni passati. Da noi non ci sono stati i cali registrati negli altri Paesi, ma è meglio così». Che soluzioni servirebbero per riattivare il settore delle costruzioni? «La cosa più immediata sarebbe riattivare la spesa pubblica, però siamo in Italia». Quindi? «La spesa pubblica serve subito, nel 2009 e non nel 2019». Non condivide il piano per le opere pubbliche del governo? «No, il problema è che il sistema è da sempre paralizzato e si rischia che la spesa diventi effettiva quando sarà troppo tardi. I soldi non mancano, chi lo dice lo fa solo per polemica politica». Allora chi frena? «Un sistema fatto soprattutto di controlli. Con i controllori che controllano altri controllori. Se qualcuno si mettesse a tavolino a studiare un modo per non fare niente non arriverebbe a tanto». Il vostro sindacato di categoria dice che bisognerebbe puntare anche sulle piccole opere pubbliche... «Pensi solo che la stragrande maggioranza di edifici pubblici italiani sono fuori regola. Abbiamo fatto un censimento e abbiamo potuto constatare che, non solo i palazzi romani, ma anche quelli locali non sono a norma e andrebbero chiusi. Ci sarebbe molto da fare, a partire dalle scuole per mettere in sicurezza i bambini». Però come ha detto lei attivare spesa pubblica virtuosa in Italia è difficile. E poi la gran parte dei posti di lavoro persi riguardano l'edilizia residenziale... «In questo caso non si può che incentivare i privati a fare investimenti. È l'unica vera politica anticiclica che si può mettere in campo in un momento come questo». Il piano per l'edilizia del governo punta su un premio in cubatura e sullo snellimento delle procedure per le concessioni. È d'accordo? «Sono entrato da poco in un negozio di materiali per l'edilizia. Avevano esposto un progetto, così come era stato prestato all'inizio e come è diventato dopo tutte le modifiche richieste nei vari passaggi burocratici, tra enti diversi o uffici dello stesso ente. Una cosa spassosa». Quindi lei è a favore della semplificazione? Si dice che il governo così voglia farà una sanatoria. «Non vedo dove sia lo scandalo nel semplificare le procedure ed eliminare certe sovrapposizioni assurde che oggi gravano sull'edilizia residenziale». E come si può fare? «Ad esempio decidendo che solo i comuni hanno competenza per l'edilizia». Parliamo del premio in cubatura... «È l'unico vero incentivo, perché l'Italia è un po' come Formica descriveva il Psi: il convento è povero, ma i frati sono ricchi». Quindi dice che servono le risorse dei privati? «Sì. Ma il bonus deve essere subordinato a una precisa condizione. La nuova costruzione deve essere fatta in modo tale da comportare un risparmio energetico. Per noi questa è una condizione vincolante. Il rischio altrimenti è che si costruiscano solo delle stanze in più». Propone il modello altoatesino? «Certo. Trovo giusto, ad esempio, prevedere la rottamazione di certi edifici nati nei decenni passati che sono inadeguati, brutti e sprecano energia. Per convincere i proprietari a rifarli è giusto dargli la possibilità di costruire un po' di più. Così, tra l'altro, si incentiva lo sviluppo della tecnologia nell'edilizia». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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L'autonomia di Di Vittorio (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

MEMORIA IN TV L'autonomia di Di Vittorio Gabriele Polo Poter pensare e agire in piena autonomia. Forse pochi la noteranno, ma è questa definizione della parola libertà, letta su un vocabolario da un ragazzino agli inizi del XX secolo, il passaggio chiave della fiction televisiva «Pane e libertà», diretta da Alberto Negrin, in onda domenica e lunedì sera su RaiUno. Il bimbo è Giuseppe Di Vittorio, il più grande segretario della Cgil. E quell'autonomia, coniugata attraverso le lotte dei lavoratori, rappresenta il filo conduttore della sua vita. Un «centro» che la fiction di Negrin rimanda benissimo - nonostante la scontata chiave un po' melò di queste produzioni televisive. CONTINUA | PAGINA 12 L'autonomia è quella di cui hanno bisogno i braccianti di Cerignola, da cui Di Vittorio viene, per emanciparsi dalla fame e dalla servitù cui li costringe un feroce potere agrario. E' l'autonomia dal bisogno che serve loro per liberarsi culturalmente e diventare cittadini, per poter immaginare un mondo diverso, persino per conquistare il diritto di voto. Ma è anche l'autonomia dai miti dell'interesse comune con il padrone e dalla storia pacificata che cancella le differenze in una indistinta comunità nazionale. Quella lettura del passato e del presente, ieri nuovamente ribadita da Gianfranco Fini nel presentare alla Camera «pane e libertà», violentando il pensiero di Di Vittorio, che considerava il «bene comune» come il risultato di un conflitto sociale, nel quale erano i lavoratori a rappresentare l'interesse generale, spesso in contrasto con quello particolare della controparte. Questo erano il «piano del lavoro» per contrastare la disoccupazione di massa del dopoguerra (e oggi ci sarebbe infinito bisogno di una sua versione moderna) o il progetto della Vetturetta (che la Fiat trasformerà più tardi nella sua 600): capacità di progettare, di creare, in piena autonomia. Ma la storia di Giuseppe Di Vittorio si distingue anche da quella della sinistra, anche da quella del sindacato. Non solo per le sue origini proletarie (caso raro nel panorama dei leader della sinistra novecentesca italiana) e nemmeno per esser stato un sindacalista rivoluzionario - più anarchico che comunista - approdato poi ai vertici del Pci e della Cgil. Ciò che lo contraddistingue è stata la sua capacità di ribadire sempre il valore e la pratica dell'indipendenza. Dell'autonomia, appunto, necessaria a rappresentare il lavoro subordinato. Anche nei confronti della politica, anche quando si è dirigenti di un partito che si vuole «dei lavoratori». E' così che Di Vittorio rifiuta la teoria staliniana del socialfascismo, si oppone all'accettazione del patto Hitler-Stalin e, infine, condanna l'invasione sovietica dell'Ungheria nel '56. «Perché - dice - quando si muovono gli operai io sto istintivamente con loro, anche contro il parere del mio partito». E questo vale anche per le politiche sindacali, per quell'unità - costruita nella Cgil unitaria del Patto di Roma e smontata dopo l'attentato a Togliatti - così fortemente voluta e in cui l'accordo dei vertici nasce da un'esigenza che si costruisce alla base, nel rapporto con i lavoratori, nella capacità dei dirigenti di rimettersi al loro volere. Concezione attualissima e che da sempre si scontra con chi restringe il proprio mandato sindacale al confronto con gli iscritti - se non tra le burocrazie -, alle mediazioni delle appartenenze politiche o culturali. Ieri alla Camera, presentando «Pane e libertà», si è detto che la ricostruzione della vita di Giuseppe Di Vittorio è rivolta ai giovani, per sollecitare la ricerca della libertà e dell'emencipazione dalle tante precarietà cui sono costretti. Vero. Ma anche i meno giovani dirigenti della nostra variegata sinistra politica e sindacale potrebbero ripassare la lezione e imparare qualcosa.

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Hanno spremuto l'est e adesso scappano (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMANIA Finita la pacchia, capitani in fuga Hanno spremuto l'est e adesso scappano Loris Campetti «Non è più come prima. Con l'ingresso di Bucarest nell'Unione europea, l'adozione delle direttive rende la burocrazia più complessa e farraginosa». Così un imprenditore nordestino spiega al Sole 24 ore le ragioni del progressivo disimpegno delle aziende italiane nell'Europa dell'est, in particolare in Romania dove nell'età dell'oro della delocalizzazione nostrana si sono contate più di 12 mila bandierine tricolore. Scarpe con il made in Italy stampigliato direttamente a Timisoara, industrie tessili, chimiche, meccaniche, turistiche, del legno. Nelle costruzioni e in agricoltura. Sui Carpazi, nel Banato, a Bucarest, sul mar Nero, nella regione di Arad verso l'Ungheria. Ma anche banche (da Unicredit a Intesa San Paolo) e servizi per le imprese approdate felicemente in Romania. Purtroppo «oggi come oggi», dentro una crisi impietosa e con l'ingresso nell'Ue, la Romania non è più quella di una volta. Burocrazia complessa e farraginosa, denunciano i padroncini di casa nostra. Sarà proprio così? La denuncia, che a prima vista potrebbe apparire verosimile, in realtà è imbroglionesca, gioca con le parole, chiama burocrazia le regole, i diritti (dei lavoratori e dell'ambiente) e i doveri (degli imprenditori). Per capire meglio cosa sta cambiando a Bucarest - e dunque le ragioni della fine della spinta propulsiva a oriente del Triveneto, nonostante siano in arrivo alcuni miliardi di euro di fondi strutturali di cui potranno beneficiare le imprese italiane - è necessario fare un piccolo passo indietro. Nel 1998 il manifesto pubblicò una ricca inchiesta sulla delocalizzazione dell'industria italiana in Romania. Riguardando gli articoli di allora, ho ritrovato il racconto di un signore piemontese proprietario della più grande tipografia di Bucarest. Aveva deciso di volare a est con il suo pregiato cane da caccia in cerca di condizioni favorevoli per l'impresa, insomma voleva far soldi con più facilità rispetto all'Italia, piena di lacci e lacciuoli, vincoli, diritti, orari e salari da rispettare, tasse da pagare, norme ambientali da rispettare. Questo signore era anche riuscito farli i soldi, con uno sforzo non eccessivo e una vita tutto sommato piacevole, almeno dal suo punto di vista. Passava cinque giorni in tipografia a maltrattare i suoi operai romeni che «hanno voglia di fare un cazzo» e nel fine settimana caricava il cane sul fuoristrada per andare a caccia grossa, sul Danubio o sui Carpazi. Ci aveva raccontato con orgoglio dei due orsi che aveva ammazzato e con ancora maggiore orgoglio parlava del vantaggio di non avere «sindacati tra le balle», del basso costo di quei «fannulloni» dei suoi dipendenti, degli incentivi statali agli imprenditori che delocalizzavano in Romania. Ci aveva mostrato un torrente accanto alla tipografia, lasciandoci intendere che la convenienza di stampare lì e non Italia era legata anche al fatto che non c'erano o erano scavalcabili agevolmente le regole ambientali: in poche parole, scaricava acidi, inchiostri e solventi direttamente nel torrente. Dire che adesso c'è troppa burocrazia, tradotto dal linguaggio nordestino a quello sociale, politico, culturale, ambientale, è come dire che l'Eden romeno è finito, maledetta Unione europea che pretende di esportare vincoli e limiti al libero fluire del capitalismo selvaggio. Si potrebbe commentare: magari lo facesse. Ma resta il fatto che qualsiasi norma regolatrice viene vissuta da questi capitani senza coraggio - non a torto, data la natura e le caratteristiche della delocalizzazione italiana - come una provocazione. Facevano la bella vita, i nostri imprenditori a Bucarest e a Costanza. Una vita da nababbi tra povera gente sballottata tra un regime totalitario che garantiva solo il pane a tutti e un regime liberista che garantiva solo promesse, tradite, di emanciapazioni impossibili; si circondavano di famigli e cortigiani, vantavano conquiste amorose ma in realtà il loro non era che sfruttamento di braccia e corpi completi di tipo ottocentesco, in fabbrica come a letto. Facevano gli americani, facevano soldi e li bruciavano in decine di casinò e casini, credevano di avere prestiglio perché con una cena e una promessa da mercante si portavano a casa frotte di ragazzine. Il cronista italiano che rifiutava regali «in natura» - «le interessano le miniere? Allora questa sera la porto a cena con due figlie di minatori» - purché ammorbisse le sue critiche sulla deriva italo-romena, veniva scambiato per un finto italiano, o un finto uomo». Certo non erano, non sono tutti così gli imprenditori italiani in Romania, ma quello che vi abbiamo raccontato è un bello, si fa per dire, spaccato della realtà. Adesso hanno paura, sia della crisi che delle regole. Temono persino, e giustamente, che il crescente pregiudizio razzista in Italia nei confronti dei romeni possa ritorcersi contro di loro. Potrebbe capitare che quando decideranno, e molti lo stanno facendo, di chiudere una fabbrica a Sibiu, o a Craiova, gli operai spremuti e licenziati finiranno per incazzarsi e qualche gruppo nazionalista, che in Romania non manca, potrebbe lanciare la caccia all'italiano. Oltre che parlare degli operai che, perso il loro spirito internazionalista, si scagliano l'uno contro l'altro, non sarebbe male analizzare le responsabilità dei padroni. Il dibattito ne gioverebbe. Foto: ITALIANI IN ROMANIA / ANGELO R. TURETTA

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L'Udc Giacomo Arcaini: <Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti> (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 L'Udc Giacomo Arcaini: «Un taglio alla burocrazia e più progetti concreti» Il portabandiera centrista: serve un'istituzione snella di GUIDO BANDERA LODI NELLA sua vita ha visto e fatto un milione di cose: ha lavorato nel settore nucleare dell'Agip, ha fatto politica, è stato anche per due anni presidente del Fanfulla. Oggi il veterano quasi 80enne Giacomo Arcaini è, soprattutto, il candidato alla presidenza della Provincia per l'Udc. La scelta dei centristi è una decisione interna: dare fiducia a un nome che rappresenti il partito, ma anche la sua storia e i suoi valori. Con un occhio alla vecchia Dc, di cui gli Arcaini sono a loro volta un pezzo di storia. In famiglia, infatti, c'è anche quel Giuseppe Arcaini che fu deputato alla Costituente e per altre due legislature, oltre che sottosegretario alle finanze nei Governi Fanfani, Scelba e Segni, naturalmente per la Dc. Ma oggi la partita è diversa. Signor Arcaini, da dove nasce l'idea della sua candidatura? Quali sono i primi obiettivi che si pone? «Per quanto riguarda il programma, ci stiamo lavorando proprio in questi giorni, quindi aspetterei a discuterlo. Direi però che la mia disponibilità alla candidatura nasce dal fatto che l'Udc è ancora un partito. Da noi non ci sono leader carismatici osannati dalle folle, ma c'è confronto, discussione e alla fine una sintesi fatta sulle idee. È una questione, innanzitutto di metodo, per questo posso dire che credo in questo partito». Davanti a voi, nelle prossime settimane, c'è ancora molto lavoro, non solo per il programma... «C'è da fare un lavoro ponderato: bisogna selezionare ventiquattro nomi, uno per collegio, che possano rappresentare il partito e il suo programma. Come sempre si fa nelle realtà che funzionano, chi è più esperto di uno specifico settore mette a disposizione la sua esperienza, poi nelle riunioni si integrano i programmi, dalla viabilità alla scuola e a tutti i settori amministrativi». L'Udc aveva avanzato in passato perplessità sul ruolo delle Province. Avete cambiato idea? «No. Credo, giustamente, che il partito abbia posto il tema dell'utilità di queste istituzioni. In Italia in generale la catena istituzionale della rappresentanza, fra il cittadino e il Presidente della Repubblica è sempre troppo lunga e continua a crescere. Il dibattito è su questo punto: si tratta di un confronto fra costi e benefici. Ma lo stesso discorso potrebbe valere per le Regioni: le Province sono sicuramente più vicine alla gente». E allora in cosa andrebbero modificate? «Guardi, in passato ho avuto un'esperienza in una delle tante commissioni della Provincia, subito dopo la nascita dell'ente. La prima cosa che mi colpì fu l'eccesso di carta: era impossibile uscire senza portare a casa una valigia di documenti. Penso che una delle strade per rendere utile le Province sia, in sostanza, quella di dar vita a progetti e interventi reali, senza troppa burocrazia». Un giudizio sull'attuale assetto della Provincia di Lodi... «Di visibile c'è la sede nuova, qualche iniziativa. Ma dal punto di vista delle risposte concrete, credo che molti cittadini avrebbero difficoltà a rispondere. Sicuramente si può fare di più. Il punto è chiarire chi fa cosa e in secondo luogo farlo con una strategia seria». Che risultato si augura per l'Udc? «Ovviamente sarà difficile puntare alla presidenza, ma speriamo in un buon risultato. L'unica cosa che non voglio è che la si definisca sfida. Felissari rappresenta le sue idee e le sue proposte, io le mie. L'Udc credo che nell'esperienza delle elezioni politiche, scegliendo di andare da sola, rifiutando l'annessione nel Pdl, abbia dimostrato di essere un partito utile, che dice sì quando è giusto e che dice no anche se potrebbe tornare comodo fare il contrario. Del resto l'Italia del dopoguerra è stata ricostruita attorno a un partito di centro...

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la regione ci ostacola, ce ne andiamo - carlo bartoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Toscana La Regione ci ostacola, ce ne andiamo Eolico: multinazionale minaccia di ritirare un piano da 214 milioni La European Windfarm incaricata di sette progetti: tempi lunghi colpa della burocrazia CARLO BARTOLI FIRENZE. La Toscana è una regione che punta sull'energia eolica per ridurre l'inquinamento e la dipendenza dal petrolio? Non proprio, anzi il contrario, secondo Ali Rahimian, consigliere di amministrazione della multinazionale danese European Windfarm e presidente delle due consociate italiane, che minaccia di ritirare un piano da 214 milioni di euro di investimenti sull'eolico previsti per realizzare sette progetti nelle province di Pisa, Firenze e Arezzo. «Per ora - spiega Rahimian - abbiamo deciso di tagliare gli investimenti di 48 milioni di euro, visto che i tempi ipotizzati per il rilascio delle prime autorizzazioni si sono dilatati ben oltre quanto previsto dalle norme. Nel caso in cui la situazione non muti, valuteremo se cancellare completamente il piano di investimenti in Toscana, trasferendo i nostri progetti in altri paesi europei. Da Francia, Spagna, Germania, Svezia, Bulgaria e Romania ci arrivano sollecitazioni con garanzie di tempi certi e di procedure chiare». Rahimian, che con le sue società gestisce anche il parco eolico di Chianni, uno dei primi a entrare in funzione in Toscana, è durissimo e accusa senza mezzi termini la burocrazia regionale «di ostacolare e rallentare in tutti i modi possibili i nostri sette progetti che hanno un potenziale di 130 mw e comportano un piano industriale da 214 milioni. Le nostre proposte non sembrano interessare l'ufficio Via della Regione Toscana, che si preoccupa piuttosto per il presunto impatto su un paio di uccelli e pipistrelli, e, contemporaneamente, di mantenere l'attività venatoria». Nonostante i pareri positivi rilasciati da tutte le autorità competenti, Rahimian denuncia il «fiorire di richieste prive di paternità legislativa, il tutto accompagnato da interpretazioni assolutamente originali circa i tempi e le procedure stabilite per legge». Il numero uno in Italia di European Windfarm lamenta la totale disattenzione della Regione rispetto agli studi commissionati al professor Guido Tellini Florenzano, secondo i quali le pale degli impianti eolici potrebbero uccidere un uccello ogni sette anni nel caso più infausto, uno ogni 21 nella migliore delle circostanze. Nonostante che, secondo Rahimian, i sette progetti «siano stati elaborati tenendo conto delle Linee guida per la Via degli impianti eolici della stessa Regione e siano coerenti con quanto previsto dal piano energetico regionale, ci è stato chiesto, quale condizione preliminare per la prosecuzione dei progetti l'effettuazione di un monitoraggio di 18 mesi dell'avifauna, richiesta mai in precedenza avanzata per progetti di pari o rilevante impatto potenziale». In questo modo, non verrebbero rispettati i tempi di conclusione dell'istruttoria: «Dopo 150 giorni che abbiamo consegnato il progetto ci chiedono di effettuare un monitoraggio di un anno e mezzo senza neanche farci conoscere quali siano le condizioni poste per l'assenso o il diniego. Se per costruire un parco eolico, che comunque è situato al di fuori di tutte le aree vincolate o di rispetto, si pretende che non ci sia neppure un uccello, allora traslochiamo subito altrove». Le conseguenze di un tale atteggiamento nei confronti dell'energia eolica emergerebbero esaminando la situazione toscana: il Piano energetico approvato nel 2000, ricorda Rahimian, prevedeva la realizzazione di 300 mw di eolico, ma finora sono solo 27 i mw di potenza effettivamente installati. I sette progetti che hanno fatto scoppiare il caso riguardano, in provincia di Pisa, Lajatico (10 torri da 2 mw), Riparbella (17 da 2mw), Santa Luce-Casciana Terme (13 pale per 26 mw totali). In provincia di Firenze gli impianti dovrebbero sorgere a Firenzuola (17 aerogeneratori da 0,85 mw) e Barberino (16 torri da 2 mw). Nell'aretino, infine, le localizzazioni sono Sestino (8 pale) e Badia Tedalda (15). Complessivamente, a regime la produzione dei sette parchi dovrebbe aggirarsi attorno ai 375 gigawatt.

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MEET THE MEDIA GURU 2009: CORY DOCTOROW (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 11 Marzo 2009 MEET THE MEDIA GURU 2009: CORY DOCTOROW Milano, 11 marzo 2009 - Meet the Media Guru ha ospitato venerdì 6 marzo Cory Doctorow, il primo guru che ha aperto il ciclo di conferenze 2009/2010 presso la Mediateca Santa Teresa di Milano. Doctorow, giornalista, scrittore e blogger canadese, ha toccato molti degli argomenti che ha trattato in questi anni e raccolto nel libro Content scaricabile gratuitamente. Digital Rights Management (Drm), ovvero la gestione dei diritti digitali, è stata al centro della discussione di venerdì sera. L?utilizzo del copyright, secondo Doctorow, dovrebbe essere rivisto e aggiornato alle tecnologie attuali. Il libero accesso universale alle informazioni è una ricchezza e permette di migliorarci proprio perché i computer sono fatti per copiare e internet per diffondere. Non si può tornare indietro. La copia viene vista quindi come presupposto e metafora dell?apprendimento. Mentre in America tutto ciò che viene emanato dal governo è soggetto a diritto d?autore, in Europa esiste il copyright parlamentare e per questo esiste molta burocrazia. Sarebbe utile che i parlamentari europei fossero più tecnologici ma è implicito che più sono anziani, più sono resistenti alla tecnologia. Collaborare è la chiave per lo sviluppo dell?industria culturale secondo il blogger canadese. L?attività sociale, il moving together comporta un costo non indifferente ma grazie a internet questa spesa si è ridotta. Il suo Boingboing, di cui è co-fondatore, è il weblog tecnologico più cliccato al mondo e assolutamente redditizio. Non esiste un modello di business, perché il grande successo è dovuto alla passione di Cory e dei suoi amici che segnalano le cose più interessanti: più link vengono utilizzati e più possibilità esistono di essere linkati. Alcuni di questi argomenti verranno approfonditi e saranno il punto di partenza per il prossimo incontro di Meet the Media Guru con Lawrence Lessig il 27 marzo in Mediateca Santa Teresa. . <<BACK

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MONTESILVANO - Cassa automatica fuori uso da tempo e mai riparata, un'impiegata molto efficiente tra... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi MONTESILVANO - Cassa automatica fuori uso da tempo e mai riparata, un'impiegata molto efficiente trasferita in altra sede, terminali lenti e tanta rabbia dei cittadini costretti a code di ore per prenotare un'analisi o una visita specialistica. Succede - e lo avevamo segnalato qualche mese fa - alla Asl Verlengia di Montesilvano. Si prende il numeretto di prenotazione rassegnandosi ad un'attesa di almeno un'ora se tutto va bene. Difficile anche la situazione per i dipendenti, costretti a servirsi di linee web che marciano, si fa per dire, a passo di lumaca, quando non si bloccano completamente. E nessuno prende provvedimenti. «Perchè non pagare in farmacia o alle poste questo benedetto ticket?» si chiedeva ieri piuttosto risentita una pensionata in fila da 50 minuti. «E' assurdo che si debba perdere un'intera mattinata» aggiungeva una giovane mamma con carrozzina. Una proposta non peregrina, quella di pagare il ticket alle poste, in farmacia (dove fra l'altro ci sono professionisti esperti) o attraverso Internet, che abbrevierebbe i tempi di attesa; ma come spesso avviene dalle nostre parti le cose più semplici non vengono nemmeno prese in considerazione e la burocrazia si arroga il diritto di vessare il contribuente anche in questoi infiniti tempi di attesa davanti ad uno sportello, inchiodandolo per ore davanti ad uno sportello. P.G.O.

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<Mettiamo i soldi in cantiere> Fabbri: <Cose da terzo mondo> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI PRIMO PIANO pag. 17 «Mettiamo i soldi in cantiere» Fabbri: «Cose da terzo mondo» I costruttori favorevoli al piano per l'edilizia, ma le istituzioni frenano di MARIO GRADARA MATTONI col turbo, «ni» grazie. Pareri contrastanti sul Piano straordinario per l'edilizia del governo Berlusconi, con premi del 20-30% di cubatura a chi abbatte e ricostruisce. Gli imprenditori riminesi del settore sono favorevoli. Le istituzioni contrarie. Con ordine. «Premesso che vanno viste le disposizioni applicative, ci sembra un progetto interessante attacca Ulisse Pesaresi, presidente del Collegio costruttori . I bonus di aumento di cubatura potrebbero consentire di recuperare tanti edifici fatiscenti altrimenti destinati al degrado. E realizzare garage, recuperare spazi per servizi, installare impianti termici moderni con risparmio energetico e minore inquinamento del 30%. Un'occasione per riqualificare alcune zone. E permettere, ad esempio, a genitori che hanno una casa troppo grande, degli anni Cinquanta, di realizzare due appartamenti moderni e funzionali più piccoli per i figli. Certo, il Piano andrà inquadrato negli strumenti urbanistici territoriali». Stesso disco per Giorgio Forlani, delegato Confindustria per il settore edile: «Consentire demolizione e ricostruzione dei fabbricati mettendo in circolo risorse delle famiglie altrimenti bloccate in banca non è una sciocchezza attacca . Dare valore aggiunto a una casa per demolirla, fissate certe regole, muoverebbe l'economia e l'occupazione. E permetterebbe di realizzare edifici antisismici, a forte risparmio energetico e inquinante col solare e il fotovoltaico, realizzare garage... Eliminando certe brutture che ben conosciamo, di case appiccicate le une alle altre. La crisi è grossa, e non ancora all'apice. Non si possono attendere i 3 anni del piano regolatore, il Psc». Non si pronuncia il presidente di Coop7, Giovanni Panciroli: «Attendo i dettagli del piano». Favorevole Italino Mulazzani: «Incentivi che aiutino le famiglie a comprare case sono positivi, serve fiducia». Sin qui i favorevoli. Via ai contrari. «Mi sembra una panzana attacca il presidente della Provincia, Nando Fabbri . Molto fumo, poca sostanza. Una boutade, un'uscita populista». Perché? «Le competenze sull'urbanistica prosegue Fabbri sono delle Regioni e degli enti locali. Sarebbe una legge incostituzionale. Ma è nel merito che non va, fermo restando che attendiamo di conoscere i dettagli. Non puoi da un balcone far saltar fuori... tre camere. Diventa l'Africa, il terzo mondo! C'è anche un problema di qualità urbana». Non è che siete contrari perché Rimini... ha già dato', vedasi riminizzazione? «Non è vero insiste Fabbri . Basti pensare alle colline, alla nostra bellissima campagna. C'è un problema di paesaggio urbano da tutelare. Piuttosto, va snellita la burocrazia per le grandi opere». Concorda il sindaco Alberto Ravaioli: «Dico no al Piano casa del centrodestra per motivi precisi». Quali? «E' tagliato su misura per i proprietari di ville e non ha effetto pratico su chi ha davvero bisogno di una casa. Nel groviglio di normative esistenti, un Piano del genere si scontrerebbe con diverse altre norme e leggi sull'edilizia, risultando inapplicabile. Ad esempio, come si sintonizzerebbe il Piano con la norma della distanza dalle cosiddette pareti finestrate o con le norme antisismiche? Renderebbe centri storici e aree di pregio - soggette a vincoli superiori - vere e proprie città fantasma. Favorirebbe la rendita e la cementificazione selvaggia delle periferie, a rischio davvero di effetto banlieu'». «L'emergenza è dare una casa a chi non ce l'ha chiosa Cesare Mangianti, Prc, presidente Agenzia casa : un quinto degli italiani. Questo è un Piano irrealizzabile, uno spot». Image: 20090311/foto/2382.jpg

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Il castello diventa un grande affare (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Inchiesta Il caso Soria e l'infinito cantiere a Costigliole Un fiume di soldi e non si vede la fine dei lavori ELISA SCHIFFO, MASSIMO NUMA Il castello diventa un grande affare COSTIGLIOLE Il maniero della contessa Ha una storia millenaria e un'ospite illustre, la contessa di Castiglione, famosa per per le missioni diplomatiche a Parigi presso l'imperatore Napoleone III, per conto di Cavour. Dal 1998, nella parte affidata dal Comune al Premio Grinzane per 100 anni, è un cantiere.Il Castello di Costigliole, cioè il grande business edilizio del Premio Grinzane. La storia della ristrutturazione targata Soria è complicata, ricca di colpi di scena, di lunghi stop e di brucianti ripartenze. Alimentate da un fiume di denaro pubblico, milioni di euro, e con risultati - va detto - di valore. Ma restano aperti una lunga serie di interrogativi. Intanto, il conto finale dei lavori; la scelte delle imprese; i tempi biblici dei cantieri. Appunto: soldi, tanti soldi soprattutto da Ministeri e Regione (ma anche da banche) per acquisti, trasformazioni e restauri. Impegni gravosi, ma anche idee lungimiranti. Come quella di salvare una parte importante del castello di Costigliole (il maniero ospita anche la scuola internazionale di cucina Icif al piano rialzato e un'ala è proprietà privata) ora in comodato d'uso dal Comune e sede del Premio. Migliaia di metri quadrati che dovrebbero diventare un museo, la porta culturale del Sud Piemonte. Che rischia ora di restare chiusa per sempre, se non ripartiranno, al più presto, i finanziamenti. Le tappe Il castello come una fabbrica, il suo interminabile iter che ha preso il via oltre dieci anni fa. Una girandola di progetti, due importanti studi di professionisti interessati, sempre gare pubbliche e tanti lotti aggiudicati alle solite tre o quattro imprese. Ecco le tappe. Si parte nel lontano 1998 con il primo intervento di consolidamento. L'impresa è la Mediterranea Restauri di Catania, su progetto dello studio cuneese Viganò-Lovizolo (piano nobile, impianto termico, rifacimento copertura). Tre lotti, cinque anni di lavoro e l'imprevisto ritrovamento di un piccolo cimitero storico. Spesa 1 milione 373 mila euro. Nel 2003 il secondo capitolo. Soria affida l'incarico di consulenza allo studio AeA di Torino. Subito il collaudo e un progetto a lungo raggio per arrivare all'obiettivo museo. Interessanti anche gli studi Proto (impiantistica)e Officina Progetti(struttura e sicurezza). E così partono dieci milioni di euro (cifra stimata che non basterà) e durata - prevista - dei lavori, fino all'alba del 2015. Frenata d'obbligo, persi nei meandri della burocrazia (presentazione pratiche, permessi, progetti esecutivi), approvazioni delle varie Sovrintendenze e finanziamenti che arrivano goccia dopo goccia. Nel 2006, prima pietra con due mini lotti sotto i 500 mila euro (restauro architettonico e strutture per ascensore panoramico), con l'impresa Zoppoli&Pulcher. Viene anche ridata luce sempre nella «sala nobile» agli affreschi e agli stucchi barocchi (246 mila euro, impresa Ottaviano). E l'attenzione si sposta anche al piano mansardato (858 mq) per renderlo immediatamente ricettivo (nascerà una foresteria legata al museo), lavoro a base d'asta per 453 mila 472 euro, sempre e soltanto con la Zoppoli&Pulcher. Nell'ambizioso progetto anche alla realizzazione sotto il parcheggio di un ampio salone seminterrato (1250 mq) collegato al castello da destinare a punto di accoglienza, reception e book shop. Poi i giardini che dal 2002 (sempre in comodato) fanno parte del patrimonio Grinzane: 5 mila metri divisi in quattro spazi che diventeranno sale aperte (il museo «en plein air»), ideato dall'artista belga Vercruysse che rientra nell'ambizioso progetto Muda, acronimo di Museo diffuso astigiano (complessivamente 70 milioni di euro da investire in sei anni); coinvolge due comunità collinari con oltre 20 Comuni, istituzioni, e privati. Già pronta la rete di drenaggio e i livellamenti del terreno (99 mila euro, ancora protagonista la Zoppoli&Pulcher). In corso d'opera dal Comune l'impiantistica, i quadri elettrici e la vasca accumulo acqua (99 mila 701, impresa Mondo di Montegrosso). Molto è stato fatto, ma altrettanto rimane incompiuto. Un nodo che si potrà sciogliere solo con un deciso piano di interventi finanziari. Il rischio è di buttare all' aria un patrimonio come ribadisce il sindaco Luigi Solaro: «L'impegno è stato forte e gli interventi che si sono succeduti di qualità e di peso. Non dimentichiamo che il castello è uno dei più grossi e bei monumenti non solo di Costigliole, ma dell'Astigiano». E conclude: «Noi continuiamo a crederci e faremo tutto quanto è necessario per arrivare alla fine. Non si può lasciare un cammino a metà».

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AIUTARE LE REGIONI PER SOSTENERE L'EUROPA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 11 Marzo 2009 AIUTARE LE REGIONI PER SOSTENERE L´EUROPA Bruxelles, 11 marzo 2009 - Mercoledì si discute il rapporto Kirilov: facilitare l´accesso ai fondi di coesione per rilanciare l´economia europea Più largo e veloce accesso ai finanziamenti di coesione, meno burocrazia e sostegno alla Regioni in difficoltà: questa è la risposta del rapporto Kirilov alla crisi economica. A beneficiarne soprattutto piccole e medie imprese. Un occhio di riguardo ai Paesi con un prodotto interno lordo sotto la media europea. Si tratta di un totale di 347 miliardi di euro per i prossimi sette anni. Chi? L´iniziativa del rapporto che sarà dibattuto mercoledì è del socialista bulgaro Evgeni Kirilov. Giovedì seguirà la discussione sulle politiche di sostegno al lavoro contenute nel Piano Europeo di Sostegno all´Economia. Secondo Kirilov bisogna intervenire al più presto: "Quello che conta in tempo di crisi è mantenere gli standard attuali di vita per i cittadini europei e allo stesso tempo aiutare le imprese, soprattutto quelle più piccole, a lavorare, crescere e creare nuovi posti di lavoro". Cosa? Kirilov sembra avere le idee chiare: "Abbiamo bisogno di cambiamenti che permettano di accelerare gli investimenti a livello nazionale e regionale, e questo semplificando l´accesso ai finanziamenti, supportando la parte di popolazione maggiormente colpita dalla crisi ed aumentando la disponibilità di finanziamenti per piccole e medie imprese". Quando? L´eurodeputato socialista si dice ottimista sul quando i fondi saranno disponibili: "Prima di tutto aspettiamo l´approvazione del Consiglio dei Ministri. Poi l´effetto dovrebbe sentirsi già nel 2009, direi addirittura entro la metà dell´anno". Perché? Kirilov sottolinea l´urgenza di attuare queste misure il prima possibile "a causa della crisi economica (. ) Ci siamo già confrontati con la Commissione discutendo a lungo su come rendere l´intero processo più trasparente". Come? Le misure consistono nel "semplificare le procedure, introdurre finanziamenti forfettari e a prezzo fisso, aumentando i fondi anticipati ed accelerando il rimborso delle spese". Quanto? "Stiamo parlando di un ammontare di 347 miliardi per i prossimi sette anni, una fetta importante di quanto verrà investito nell´economia reale. Queste misure faciliteranno l´accesso ai finanziamenti vista la difficoltà attuale di accedere ai prestiti dalle banche". Quali rischi? Sulla paura che la corruzione interna di alcuni Stati membri possa sperperare la maggior parte dei fondi, Kirilov mette le mani avanti: "Le risorse sono ingenti e in ogni stato ci sono dei problemi. Ma lo snellimento del sistema di finanziamenti dovrebbe portare anche ad un miglior sistema di controllo. Più burocrazia vuol dire più corruzione. Meno burocrazia si traduce in una minor corruzione perché l´intero processo diventa più trasparente". I fondi di coesione sono destinati principalmente ai progetti di costruzione in paesi con un Pil (Prodotto Interno Lordo) equivalente od inferiore al 90 per cento della media europea, quale aiuto per raggiungere il livello del resto d´Europa. . <<BACK

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Giustizia, quali riforme? Giustizia, quali riforme? è il tema d... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi Giustizia, quali riforme? «Giustizia, quali riforme?» è il tema di un convegno promosso dalla sezione umbra dell'Associazione nazionale magistrati che si terrà domani a Perugia. Annunciata la presenza del presidente nazionale dell'Anm Luca Palamara. L'iniziativa si svolgerà a partire dalle 15 a Palazzo Graziani. Parteciperanno anche la presidente della Commissione giustizia della Camera, Giulia Bongiorno; il magistrato Piercamillo Davigo, consigliere di Cassazione; Vittorio Grevi, ordinario di procedura penale alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pavia. Sezione umbra Associazione nazionale magistrati Gabelle e burocrazia Una delegazione di Aiab Umbria ha partecipato alla Conferenza dei delegati Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). L'appuntamento nella capitale, anticipato dalla "Conferenza nazionale sulla certificazione in agricoltura biologica", è stata l'occasione per la delegazione regionale per affrontare in particolare i problemi della certificazione e più in generale l'intera politica Aiab. Il tema delle certificazioni sull'applicazione dei disciplinari biologici sembra essere arrivato, infatti, ad un punto di svolta: il Regolamento UE 834 del 2007 (che ha sostituito lo storico 2092 del 1991) rinforza l'idea che le certificazioni costituiscano una delle voci per il valore aggiunto delle produzioni organiche ma, tuttavia, non riesce a correggere la deriva assunta in questi anni dal sistema italiano nel suo insieme. Regioni da una parte, enti certificatori dall'altra, non sono riusciti ad evitare che, per il produttore, il poter dare la garanzia di un prodotto controllato, fosse sentito come una gabella, piuttosto che un valore aggiunto. A infastidire maggiormente i produttori è il carico burocratico che si è andato appesantendo col passare del tempo. Sono soprattutto le aziende di minore dimensione che vivono di vendita diretta o reimpieghi aziendali a soffrire maggiormente alcune rigidità che costringono a ripetere gli stessi dati su un numero infinito di moduli, con crescente senso di inutilità. Appare indispensabile, dunque, ripensare il tutto ripartendo dalla tutela delle aziende di piccole dimensioni, gravate da oneri sproporzionati rispetto ai ricavi che riescono a realizzare e, al tempo stesso, rafforzare il ruolo di garante e promotore dell'autorità di controllo che le regioni dovrebbero svolgere. In questo l'Umbria si conferma fanalino di coda per l'attenzione al biologico con l'atteggiamento pilatesco di coloro che reggono le strutture preposte al settore agricolo: non tralasciano occasione per far emergere i loro dubbi sull'attendibilità del sistema di certificazione dimenticando che tocca proprio a loro il compito di tutela del consumatore e di repressione di chi vìola le regole; i dubbi, quindi, sono prima di tutto sull'affidabilità del proprio operato. Una volta per tutte prendano posizione: se le cose funzionano abbiano il coraggio di riconoscerlo, altrimenti agiscano come hanno il dovere (non solo politico) di fare e pongano mano convinta alle realtà che meritano di venir corrette e/o represse. Vincenzo Vizioli Presidente Aiab Umbria La tutela ambientale Anche la politica dei partiti si è accorta che la valorizzazione e la tutela ambientale e delle risorse naturali, il freno al consumo di suolo, la riconversione del modello energetico basato sul petrolio a favore delle energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, sono temi centrali anche per contrastare la crisi economica. Sarebbero già un buon programma elettorale, per le prossime elezioni amministrative, i primi due articoli dello statuto di Legambiente, quelli che definiscono gli obiettivi primari su cui si è costituita e opera l'associazione: la promozione della partecipazione attiva dei cittadini ai processi decisionali, la salvaguardia delle risorse naturali, lo sviluppo di un nuovo ordine economico che ponga al centro la risoluzione delle emergenze ambientali, la salute dei cittadini, l'uguaglianza sociale, la pace, il futuro delle giovani generazioni, eccetera. E poiché quotidianamente siamo impegnati ad attuarli con determinazione, rigore e con metodo scientifico nell'esclusivo interesse collettivo, abbiamo l'ambizione di essere interlocutori con i quali confrontarsi anche per la definizione dei programmi elettorali che si andranno a definire. Legambiente Umbria Circolo Legambiente di Perugia

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Cappuccio: <Non lasciamo la cultura agli assessori> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Cappuccio: «Non lasciamo la cultura agli assessori» Il regista: bene i voucher per il teatro, ma servono le strutture Per l'artista negli ultimi 50 anni si sono demolite la cultura e la storia. «Un'operazione chirurgica» NAPOLI — «Io sono dell'umore che il Ruggero nostro sia un "cortese" discendente di napoletane ascendenze, di orecchie attente al soffio dei venti che ci recano le volgari sguaiataggini di una Napoli pseudo-melodica neo-avanguardese post-giovanilese modernese, amplificata da piazze plebiscite con sinistri e destri consensi. E grazie a Dio c'è qualche sordo Ruggero amico». Così Roberto De Simone presenta Ruggero Cappuccio. Regista, autore, direttore artistico. Basta così. Va bene così. Vogliamo parlare di politiche culturali? «Il vero tragico problema è che lo Stato non ha voluto elevare il livello del pubblico all'arte, piuttosto ha abbassato il livello dell'arte al pubblico. Con il risultato che sono bassissimi entrambi». L'esordio è giornalisticamente allettante. Quindi sarebbe d'accordo con la proposta di un voucher per il teatro destinato agli spettatori? Uno strumento semplice che ha lo scopo di rompere il rapporto (spesso perverso) tra mondo della politica e della cultura. E soprattutto un modo per togliere alla politica il diritto di scelta e restituirla al suo destinatario naturale. «Aboliamo pure i finanziamenti alle compagnie private — dice Cappuccio —. Tanto chi vuol fare teatro d'autore con mezzi ridotti riesce a produrre uno spettacolo comunque. Non sono i 50 mila euro dati dall'assessore di turno a fare la differenza. L'incaglio è sul piano della distribuzione. Accanto ai buoni teatro soprattutto per i giovani, andrei dunque oltre: servono i teatri per farsi vedere, per tentare di costruire il tuo pubblico. Il problema dello scrittore non è comprare la risma di carta, ma trovare l'editore». E l'editore non può e non deve essere la burocrazia. Ma Cappuccio avverte: «Sono d'accordo nel dare 100 euro allo studente Marco Rossi che sceglie cosa andare a vedere. Sottoscrivo la proposta, a condizione che, però, Marco Rossi sia aiutato a scegliere». Cosa vuol dire? «Facciamo l'esempio dei teatri stabili: Palermo fa scambio con Milano, Milano con Napoli, quelli dell'Abruzzo con Milano. In un cartellone c'è un'autostrada di scambi. Scandaloso. Tanto che fa sorridere chi si accapiglia per un posto da direttore di Stabile: un posto da casellante». Cosa c'è alla base delle ultime polemiche politico-culturali? Per Cappuccio quel matrimonio non s'ha da fare per incapacità manifesta di una delle parti. Immaginate quale. «Negli anni si sono susseguiti ministri, sottosegretari che sapevano di cultura e politica come io so di aeroporti. In giro c'è una profonda incompetenza. Ministri che entrano nei teatri solo alle inaugurazioni scaligere». Con il risultato che «in Italia non esiste uno straccio di idea. Negli ultimi 50 anni si sono demolite la cultura e la storia. Un'operazione chirurgica. In Campania, se seguiamo il binario borbonico, a destra vediamo il mare inquinato, a sinistra scavi archeologici malmessi e degrado. Lì dove l'uomo ha messo le mani ha peggiorato la situazione. Uso come paradigma Acciaroli: si è salvata perché non ha uno scalo ferroviario. E gli assessori rispecchiano questo modo e mondo». Dallo Stato centrale agli enti locali non cambia nulla, semmai peggiora. «Se gli assessori diventano i veri direttori artistici delle città tendono a creare un elemento di riconoscenza e dipendenza con tutti coloro che sono nel giro, nella loro schiera. Lo fanno tutti, con qualche gradevole eccezione ». Ma Cappuccio non fa nomi. In sintesi, come si devono spendere i soldi pubblici? «Da molti anni e ultimamente in maniera accurata si tratta il problema della cultura dal punto di vista economico. è un aspetto, ma non il solo. Sono stato direttore del festival di Benevento. Appena arrivato trovai i biglietti a 28 euro, li abbassai a 5. Paolo Conte e Capossela a 10 euro, rispetto ai soliti 80. Il cinema lo volli all'aperto, difronte alla chiesa di Santa Sofia, con le poltroncine numerate, ma gratis. Dicevo agli amministratori, se un festival costa qualche milione di euro e ne incassa 60 mila è inutile voler far quadrare i bilanci». La morale di questa storia, se mai ce ne fosse una, è che l'arte non si sposa con la politica e con l'economia fa a cazzotti. Simona Brandolini Teatro Festival Italia Un'immagine da Le Troiane, lo spettacolo che aprì la scorsa edizione Spettacolo Nella foto, il regista Ruggero Cappuccio. Esordisce come nel 1993 con Delirio marginale

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"Il Vco deve ripartire dall'edilizia" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VERBANIA. INDAGINE CONGIUNTURALE DELL'ANCE Compagnia delle Opere "Il Vco deve ripartire dall'edilizia" Meeting a Cassano Magnago [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA «L'edilizia è il settore che più di ogni altro può dare una grossa mano alla crisi, facciamo qualcosa per rimetterla in moto». E' l'appello lanciato ieri, nella sede dell'Unione industriale di Verbania, dai massimi dirigenti regionali dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, in occasione della presentazione dell'indagine congiunturale del settore che riguarda il primo semestre 2009. E' una situazione difficile quella piemontese con 200 mila posti di lavoro a rischio nei prossimi mesi, almeno il 20% della manodopera del settore. «In Piemonte - ha spiegato il vice presidente regionale dell'Ance Filippo Monge - da quando si sono esaurite le infrastrutture legate alle Olimpiadi non si costruisce più niente. Sono a rischio 180 mila posti di lavoro che possono arrivare a 200 mila con l'indotto». Il Vco sta meglio delle altre province piemontesi ma i segnali non sono positivi: «C'è una chiara situazione di crisi anche qui - ha evidenziato Rino Porini presidente della sezione Ance-Vco - che coinvolge sia le aziende che lavorano per le committenze pubbliche che quelle che operano per i privati». Quanto sottolineato da Porini emerge dall'indagine congiunturale dove risaltano «prospettive negative per le aziende edili in relazione a fatturato, occupazione e ricorso a manodopera esterna». Tuttavia c'è scritto nella relazione «è ravvisabile un miglioramento per quanto riguarda la componente immobiliare con i tempi medi di pagamento dei committenti che si riducono». Insomma gli spiragli ci sono: «Sono piccoli sintomi - ha detto Porini - che hanno difficoltà a emergere perché c'è ancora una burocrazia troppo macchinosa che rallenta tantissimo le iniziative. Ci sono opere pubbliche già finanziate qui nel Vco che sono rimaste congelate per via degli intoppi burocratici. Di questa situazione ne ho parlato col prefetto per vedere se riesce a darci una mano. E' tutto fermo, il mercato non si muove. Cercheremo di impegnarci con gli enti competenti per snellire i passaggi burocratici. E' ancora presto per capire se la proposta del Governo sul rilancio della casa ci viene incontro». Il presidente regionale dell'Ance, Giuseppe Provvisiero ha fatto osservare che l'edilizia è un settore decisivo per la ripresa: «Le nostre aziende non possono andare all'estero e quindi coinvolgono tutta l'economia del territorio. Le potenzialità per ripartire ci sono: c'è bisogno di infrastrutture e di case sociali sia per gli immigrati stranieri che italiani. Ci vogliono però provedimenti politici forti». Sono stati rinnovati gli organi direttivi dell'Ance del Vco con la conferma alla presidenza di Rino Porini che è coadiuvato nelle sue funzioni da Maurizio Sanavio e Mauro Piras. Queste le nomine per quanto riguarda la guida degli enti paritetici dell'Ance: Domenico De Giovannini alla Cassa Edile; Massimo Nobili all'Ente Scuola e Sergio Di Leonardo al Comitato paritetico. Anche i soci della Compagnia delle opere di Verbania parteciperanno oggi a «Costruendo», giornata di lavoro e di scambio dedicata a chi opera nel settore dell'edilizia. Organizzato dalle sedi di Varese, Saronno e del capoluogo del Verbano Cusio Ossola, l'incontro si svolgerà a Vila Buttafava di Cassano Magnago (Varese) per tutta la giornata, dalle 9 ale 18. L'evento ha lo scopo mettere in comunicazione gli imprenditori, per cogliere nuove opportunità e incontrare possibili partner in affari.

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Giacomense contro tutti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Seconda Divisione. Il presidente Mattioli ha regalato spettacolo in tv Giacomense contro tutti «Ma si è lavorato tanto, dobbiamo salvarci» Sono di Masi S. Giacomo così non mi vogliono a Ferrara e Masi Torello MASI SAN GIACOMO. Determinato, tenace, diretto. Se la Giacomense seguisse la forza del suo presidente sarebbe prima in classifica. L'altra sera il patron Walter Mattioli era in tv, dove ha toccato tantissimi argomenti. Ecco la domanda di partenza, perché a vedere le gare della Giacomense vi son poche persone? «Non riusciamo a capire i motivi della mancata risposta - ha spiegato -; ci auguravamo almeno 800-1000 spettatori, Non è stato così. A volte vi sono più steward che spettatori, con costi elevati. Domenica sette tifosi del Rovigo e nove addetti alla sicurezza solo per loro. In estate pensavo un tipo d'esperienza, si sta rivelando tutt'altra». «Servi non doveva replicare all'arbitro - dice Mattioli parlando del match - e dall'esperto Venturi non mi sarei aspettato quell'ingenuità. L'operazione salvezza continua, anche se la campagna acquisti poteva presupporre un campionato diverso. Non da play off, ma da centroclassifica sereno e senza problemi». Immancabile la domanda sulla partenza di Agostinelli: «Mi ha chiesto di andare e l'ho accontentato. Non so le vere motivazioni, forse il Gubbio offriva di più...». Rimanendo in ambito tecnico è continuata la diatriba tra addetti ai lavori e Leo Rossi sul modulo troppo protettivo. «Con due ali come Poletti e Matteo Rossi il tecnico è portato a giocare ad una punta. La stessa tattica offensiva adottata da mister Benuzzi». Dal calcio giocato alla burocrazia, quale rapporto con le istituzioni di Ferrara? «L'accoglienza è stata buona. Poi i miei progetti non sono andati a buon fine. Non voglio fare concorrenza alla Spal e al suo centro, ma piacerebbe anche a me avere un centro sportivo dove far giocare le giovanili. Avevo tentato di riunirle in un unico punto, ma non è stato possibile. Ho squadre sparse per la città con enorme dispendio d'energie. Si era parlato del Motovelodromo, ma mancano gli spogliatoi e per sistemarlo servirebbe un grosso investimento. Discorsi rimandati all'insediamento della nuova amministrazione. Sono di Ferrara, ho una squadra che gioca in città, ma non sono trattato da ferrarese. Sarei felicissimo se la Spal salisse in B, mi piacerebbe instaurare un rapporto con la dirigenza. Avere nei prossimi campionati tanti suoi giovani da crescere nella mia squadra. Perché questo è il progetto Giacomense». E qui c'è il paradosso: «A Ferrara non sono trattato bene per via della provenienza da Masi San Giacomo. A Masi Torello non mi aiutano perché la squadra gioca fuori e sperano rimanga in città per non tornare nel loro stadio». Infine, la speranza di salvezza senza play out: «Abbiamo lavorato tanto, vorrei restare in Seconda Divisione, ma nulla m'impone di tornare indietro. Dovesse accadere non sarebbe un problema. Al mio arrivo nei professionisti il presidente federale Macalli chiese per quale motivo fossi con loro... Non è casuale lo studio di nuove regole che permettano solo a squadre di città con determinati requisiti di arrivare in Lega Pro». Giudice sportivo. Stop di un turno al grigiorosso Servi e a Guaita del San Marino. Enrico Menegatti

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Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: PUGLIA data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Edilizia. L'allarme della Fillea-Cgil contro burocrazia e tagli «Opere pubbliche ferme, 15mila posti a rischio» Marianna La Forgia BARI Se economia è in crisi, la Puglia rischia di rimanervi due volte invischiata, perché all'orizzonte si profilano migliaia di tagli di posti di lavoro se non verranno sbloccati gli appalti di tutte le opere immediatamente cantierizzabili per rilanciare la produttività e per difendere l'occupazione. Questa è la tesi del sindacato dei settori e comparti produttivi dell'edilizia,legno,arredamento e affini Fillea-Cgil Puglia, che ha raccolto l'allarme lanciato a livello nazionale dai propri vertici. Si tratta quindi di ridare ossigeno ad un settore che rischia di implodere per stalli burocratici a cui si aggiungono i tagli del Governo per le infrastrutture del Sud. «Secondo i dati in nostro possesso – dice il segretario della Fillea Puglia, Domenico Stasi – la crisi economica non ha ancora sviluppato tutto il suo potenziale negativo e nei soli settori edilizia, cemento e manufatti i posti di lavoro a rischio sono 250mila, di cui ben 15mila in Puglia». E tutto questo a fronte di una serie di opere che se appaltate canalizzerebbero ingenti risorse, in grado di consentire alle regioni del Sud Italia di superare quel divario infrastrutturale che le separa dal resto del paese,consentendo una migliore concorrenza con l'Europa. Stasi e il segretario regionale della Cgil Puglia, Biagio Malorgio, hanno individuato alcune delle opere appaltabili in tempi brevi affinchè diventino il moltiplicatore d'interessi, pubblici e privati, in grado di far diventare l'infrastruttura una risorsa per lo sviluppo del-la regione: il raddoppio della linea ferroviaria Bari-Taranto, bloccata per un ricorso promosso dall'Asi di Bari nonostante il parere favorevole di Provincia e Comune, per un valore di 200milioni di euro; la colmata di Marisabella (porto di Bari) già appaltata per 60milioni e aggiudicata con un ribasso del 32%, che mette a rischio la cantierizzazione e il completamento dell'opera stessa; la strada statale 275 Maglie - Leuca, bloccata per i ritardi del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) che vi impediscono la cantierizzazione del raddoppio, da 200milioni; la piattaforma logistica di Taranto, bloccatadal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte del ministero dell'Ambiente; l'avvio dei cantieri per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli edifici, che in Puglia raggiunge un valore di 36milioni di euro; i finanziamenti per l'edilizia abitativa, che la Puglia sta sostenendo con fondi propri a fronte del disimpegno del Governo centrale. Questa però è la punta dell'iceberg di un piano di ope-re strutturali per le quali lo Stato – attraverso gli Accordi Stato- Regioni e gli impegni assunti con il Dpef 2008/ 2012 (Documento di programmazione economica e finanziaria) e definitivamente disposti con la Legge finanziaria per il 2008 – ha deliberato un programma d'investimenti per la Puglia pari a 6.226.005.040 euro. A fronte di tale volume d'investimenti, le disponibilità economiche definite per lo stesso triennio sono di 3.452.208.040 euro, vale a dire il 55,45% del costo complessivo di tutte le infrastrutture monitorate. Per quanto riguarda la ripartizione per aree geografiche dell'insieme degli impegni di spesa e delle disponibilità finanziarie assunti attraverso la "legge Obiettivo" e gli Accordi Stato Regioni, il Sud – secondo i dati della Fillea-Cgil Puglia – evidenzia una forte discrasia in termini di valori assoluti tra gli impegni pubblicamente assunti e la realtà, fatta di programmi di spesa e di disponibilità finanziaria: il totale degli impegni è di 67.103.735.546 euro, il totale delle disponibilità finanziarie di 30.977.202.555. Queso si traduce – sempre secondo Fillea-Cgil Puglia – in consistenti ritardi nella produzione delle opere, forti contrazioni nello sviluppo occupazionale, un enorme danno al sistema delle impresa con altrettanti danni per l'intera economia nazionale. I CANTIERI PIù «FACILI» Già avviati, ma bloccati da ricorsi e altri ritardi, il raddoppio ferroviario Bari-Taranto e la nuova superstrada Maglie-Leuca Fillea-Cgil. Il segretario regionale in Puglia, Domenico Stasi DONATO FASANO

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Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Umbria data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Ricerca. L'assessore Giovannetti: «Troppi 18 mesi per chiudere l'iter dei fondi statali» Il distretto tecnologico bloccato dalla burocrazia La Giunta ha già erogato la sua quota di 25 milioni Beatrice Vergari PERUGIA Il distretto tecnologico dell'Umbria procede a rilento, almeno nella parte statale. Come riferisce la Regione, verranno erogati in questi giorni 8 milioni di euro, quota di finanziamento statale della legge 297/99, destinati ai primi sette progetti d'impresa nel campo delle tecnologie d'avanguardia del distretto tecnologico dell'Umbria, nato all'inizio del 2006. Il bando fu approvato dalla Giunta alla fine del 2006, ma fu pubblicato nel febbraio 2007 dopo l'approvazione del ministero dell'Università e della ricerca (Miur) con il quale la Regione Umbria aveva sottoscritto l'accordo per la realizzazione di un Distretto tecnologico di aziende che operano nei settori della metallurgia speciale, meccatronica, della meccanica avanzata e delle nano e microtecnologie. Il distretto aveva a disposizione 50 milioni di euro, da attivare entro il 2008: 25 milioni di parte statale e 25 milioni provenienti dal bilancio regionale. Gli otto milioni di euro, per i quali si stanno perfezionando le convenzioni tra imprese e Miur necessarie all'avvio dei programmi di ricerca, rappresentano la prima quota di finanziamento sui 25 milioni messi a disposizione dallo stesso Miur. Il ministro Mariastella Gelmini è pronta comunque a scommettere tutto sui poli della ricerca (tra cui anche quello di Terni sui materiali speciali) e ha messo in cantiere l'avvio del primo programma nazionale sui distretti tecnologici con fondi per 200-300 milioni. «Il giudizio sullo distretto è positivo – afferma Mario Giovannetti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria –, le imprese si sono dimostrate molto interessate e hanno partecipato in massa. L'esperienza umbra si è rivelata migliore di altre realtà nazionali, ma sono oggettivamente troppo lunghi i tempi che passano dalla presentazione delle domande all'erogazione dei finanziamenti, in media un anno e mezzo». La procedura prevede, infatti, la valutazione dei contenuti e l'apertura di un'istruttoria da parte del Ministero. «Abbiamo sollecitato la commissione ministeriale affinché si velocizzino i tempi di istruttoria per le pratiche future. Si tratta di ingenti risorse – ha detto l'assessore regionale – che consentiranno di valorizzare settori di punta dell'economia umbra». L'istruttoria definitiva per gli altri 11 progetti approvati verrà conclusa «presumibilmente – sostiene Giovannetti – entro maggio 2009». «Dei 32 progetti presentati per il primo bando - spiega Sabrina Paolini, responsabile Servizi innovativi della Regione Umbria – ne sono stati valutati positivamente 18, con contributi totali pari a 20 milioni di euro». Tra le aziende destinatarie di fondi per progetti di ricerca industriale ci sono le ternane Novamont, Thyssen Krupp, ma anche le perugine Angelantoni e Meccanotecnica Umbra. Le azioni finanziate direttamente dalla Regione dell'Umbria, invece, con 25 milioni, hanno riguardato aiuti alle Pmi per progetti di ricerca e sviluppo precompetitivo (legge 598/94), la realizzazione di infrastrutture per la ricerca, supporto di imprese spin-off e start up tecnologici, assegni per la realizzazione di progetti di ricerca. «I 25 milioni di euro regionali sono stati immediatamente messi a disposizione» prosegue Paolini. «E risultano completate le procedure di assegnazione dei fondi». Per ciò che riguarda gli assegni di ricerca, nel primo bando vennero finanziati tutti i 70 progetti presentati per il Dtu. «All'inizio non ci furono risposte forti – spiegano dalla sezione Politiche per la ricerca della Regione – mentre oggi l'attenzione per questi strumenti è cresciuta».

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Per i macelli locali riconoscimento Ue con il contagocce (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-03-11 - pag: 6 autore: Sono 150 le strutture a rischio Per i macelli locali riconoscimento Ue con il contagocce Se gli allevatori si trovano davanti alla necessità di "riposizionare" il loro prodotto con strategie nuove, anche le strutture di macellazione e lavorazione delle carni non vivono oggi in Veneto momenti facili. A farsi sentire è soprattutto la crisi generale dei consumi, ma anche la "storica" debolezza di un comparto caratterizzato da impianti piccoli o medio- piccoli che lavorano, spesso, al di sotto delle loro potenzialità. Al primato nazionale nella produzione di bovini da carne (oltre 771mila capi veneti macellati in Italia nel 2008, il 24,89% del totale) non si accompagna infatti una struttura di macellazione adeguata. Sui 591 impianti italiani riconosciuti con bollo Cee, solo l'8% è in Veneto, contro il 21% della Lombardia e il 10% del Piemonte. A riprova di queste carenze strutturali, numerosi allevatori e alcuni gruppi importanti oggi portano i loro animali in macelli lombardi o emiliani. «La situazione è difficile – spiega Francois Tomei, direttore Assocarni – prima di tutto perché alla carne bovina viene preferito il pollame che ha prezzi più contenuti ed è favorito per motivi "dietetici". Ad aggravare il quadro le ripercussioni del crollo della domanda nelle industrie automobilistica, del mobile e dell'abbigliamento. Meno sedili e divani e così le pelli bovine che, fino a un anno fa, venivano pagate dalle aziende conciarie 50 euro a capo, oggi non vengono neppure ritirate. Una fonte di guadagno diventa così un costo di smaltimento. Stesso discorso per il grasso e i sottoprodotti della lavorazione». La conseguenza, secondo Tomei, «è che le strutture, soprattutto le minori, strette tra spese di gestione e burocrazia, alla macellazione sempre più spesso preferiscono la lavorazione e la trasformazione delle carni acquistate da altri». Il punto dolente rimane però la polverizzazione delle attività. Sono tramontati, infatti, i tempi del mega macello padovano Grosoli, fallito negli anni '90 dopo aver ricevuto ingenti aiuti pubblici. Oggi esistono in Veneto ancora circa 150 strutture "a capacità limitata" che non hanno il riconoscimento europeo e possono operare in deroga fino al termine del 2009. Entro il 30 giugno dovranno presentare richiesta di adeguamento, ma i costi da sostenere per mettersi "in regola" potrebbero costringerli a chiudere. Un ulteriore aggravio per gli operatori verrà poi dall'applicazione del decreto legge 194/2008 che dispone tariffe più onerose per i controlli sanitari ufficiali. IL PROBLEMA Il limite è rappresentato dalle dimensioni ridotte Gli alti costi per adeguarsi potrebbero spingere molte realtà alla chiusura

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) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' AGENDA pag. 11 ) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è... RICORDO Anna Politkovskaja ) POLITICA 1 Riflessioni sul nuovo e vecchio Pd PER CHI da anni è impegnato nel tentativo di attuare una seria opposizione alla sinistra che da decenni governa il nostro territorio, le parole usate dal candidato sindaco di sinistra Roberto Balzani, riportate dalle agenzie di stampa ed in cui spiega di non voler cadere nelle logiche della filiera del potere' che governa la città di Forlì, non possono che rincuorare chi lo sta affermando da tempo. Peccato che dalla sua parte si trovino anche assessori, ex assessori, ex presidenti di società partecipate, urbanisti che hanno progettato quasi tutte le aree dismesse del Comune (con il risultato che oggi tutti vediamo), insomma persone che in questi anni hanno contribuito, chi più chi meno, a mantenere quello che oggi è sotto gli occhi di tutti e che Balzani dice di volere combattere. Sembra quasi che a Forlì, fra le tante stranezze, ne stia sorgendo un'altra, relativa al significato da attribuire alla parola nuovo', per cui sono nuovi' coloro che negli anni sono stati organici al Pds, ai Ds, al Pd ed hanno avuto incarichi pubblici di prestigio o rilievo con il vantaggio di appoggiare Balzani; rappresentano il vecchio' coloro che hanno avuto pressoché i medesimi ruoli politici, ma sono rimasti fedeli alla Masini. La speranza non può viaggiare con le gomme sgonfie di personaggi che hanno svilito la nostra città ed anche per questo mi auguro che il centro destra trovi la maggior coesione possibile per raggiungere un risultato storico e dare, allora sì, un vero segnale di cambiamento. Stefano Gagliardi, consigliere provinciale Fi-Pdl ) POLITICA2 Un progetto concreto per voltare pagina MENTRE il Pd dimostra, con il contrasto virulento tuttora in corso fra il candidato a sindaco e il vecchio potere di partito, che di democratico in quel consesso c'è ben poco, mentre il candidato del Pdl cerca di sfruttare l'immagine di Silvio Berlusconi, la città soffre di un'ipotesi per il futuro che verta sull'effettivo cambiamento di cui si avverte la profonda necessità. I punti programmatici esibiti dalla Lega, su molti dei quali i repubblicani concordano senza ulteriori necessità di approfondimento, la tradizione-modernità e attualità di pensiero dei repubblicani forlivesi possono offrire ai cittadini di Forlì e dell'intera provincia un riferimento serio e credibile per un nuovo modo di governare la città. La crisi economica va affrontata destinando alle imprese, alle famiglie e ai disoccupati quote di risorse che possano al tempo stesso favorire la ripresa dello sviluppo e la garanzia per una continuità dei redditi famigliari. Per fare questo bisogna avere il coraggio di tagliare le spese superflue e improduttive, eliminando gli enti inutili e la burocrazia. Occorre investire nei punti nevralgici dello sviluppo e della qualità della vita: infrastrutture ed eccellenze dei presidi ospedalieri sono due priorità che vanno affrontate immediatamente. Il sistema bancario deve utilizzare i risparmi dei cittadini forlivesi per far crescere su questi obiettivi lo sviluppo della nostra città. Il nostro progetto, che può essere quindi di più forze, sarà non solo la cartina di tornasole per chi vuole creare condizioni di migliore benessere nella città, ma anche la vera e grande novità politica di questa campagna elettorale che sta per partire. Lauro Biondi, consociazione Pri ) DENUNCIA Giardino Orselli e il palco fantasma FINALMENTE assessore Zelli: lei ha risposto alla mia interpellanza, Ma non mi ha risposto! Io chiedevo semplicemente perché nel disegno relativo all'autorizzazione sanitaria n. 533 del 12-09-2007 sono disegnati un palco e una platea da 70/80 sedute nel giardino Orselli, considerato che nella realtà non mi risulta ci siano né un palco, né una platea con sedute. Assessore Zelli nella prima (non) risposta che lei mi ha mandato, ha allegato un disegno sbagliato; nella sua seconda (non) risposta «Nel riconfermare il contenuto della prima» mi dice addirittura che ha incaricato la polizia municipale di effettuare un controllo e che l'agente accertatore non ha rilevato nulla da eccepire. Allora: chiedevo semplicemente perché in un certo progetto erano disegnati i particolari di cui sopra e lei, assessore Zelli, di nuovo (non) mi ha risposto. Ma ancora più interessante è che nonostante le macroscopiche irregolarità che sono sotto gli occhi di tutti, l'agente accertatore non ha rilevato alcuna irregolarità. Della serie: «ancora una volta due pesi e due misure». Perciò, mio malgrado, sono per la terza volta costretto a chiedere ulteriori chiarimenti: perché in quell'autorizzazione sanitaria sono disegnati un palco e una platea con 70/80 posti? Presenterò una terza interpellanza in circoscrizione. Andrea Mantellini, consigliere circoscrizione 1 ) DEMOCRAZIA Piantiamo un albero per la Politkovskaja INVITIAMO i sindaci del territorio forlivese a piantare in ogni comune un albero intitolato ad Anna Politkovskaya, giornalista russa e attivista per i diritti umani uccisa il 7 ottobre 2006 a Mosca, aderendo alla campagna dell'associazione Annaviva. Anna Politkovskaja è una donna simbolo dell'impegno professionale per la libertà d'informazione su cui tutto il mondo deve tenere accesi i riflettori per esigere dalla giustizia russa una svolta, soprattutto oggi che il processo ha visto assolti i quattro imputati. Sono oltre 200 i giornalisti morti ammazzati negli ultimi 15 anni in Russia. La comunità internazionale eserciti tutta la propria influenza affinchè le indagini sull'omicidio della giornalista continuino con rinnovato vigore e portino di fronte alla giustizia tutti coloro che sono coinvolti nell'omicidio, esecutore materiale e mandanti inclusi. Certamente sgomenta la sentenza perché certifica ancora una volta l'assenza di un colpevole, mentre giornalisti testimoni di verità continuano a cadere per aver raccontato gli abusi, le proteste, i diritti civili violati. Maddalena Mazzoli coordinatrice territoriale e Sara Samorì, coordinatrice comunale dei Liberal Pd di Forlì Image: 20090311/foto/5156.jpg

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<Basta cause. Si determini un canone equo> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 17 «Basta cause. Si determini un canone equo» MERCATO COPERTO IL COMITATO DEI COMMERCIANTI CHIEDE AL COMUNE TARIFFE CORRETTE L'ATTO costituente di Unim, Unione imprenditori Montecatini, nata dall'aggregazione di Confesercenti e Ascom, è andato in scena nella sala convegni del Credito Cooperativo Valdinievole con l'elezione del presidente Luciano Masini, del vicepresidente Claudio Chimenti e dei consiglieri Massimo Porciani, Marco Pellegrini, Paolo Lencioni e Maurizio Innocenti, oltre a due imprenditori rappresentativi dei comuni di Massa e Cozzile e Pieve a Nievole. Il nuovo soggetto si definisce come «una forte associazione a difesa del commercio, del turismo, della piccola e media impresa». Unim rappresenta a Montecatini, Pieve e Massa e Cozzile 503 soci; sono 27 i dipendenti e i collaboratori nella sede di via Foscolo. Gli iscritti a Confesercenti provinciale sono 2330. «E' INDISPENSABILE stringersi dice Riccardo Bruzzani, segretario provinciale di Confesercenti attorno alle piccole imprese, spina dorsale dell'economia reale e fondamentali per l'occupazione. Dopo Pasqua, Unim aprirà la sua sede in via Foscolo: i lavori di ristrutturazione e ampliamento sono quasi conclusi. Produrremo economie di scala per razionalizzare e unire le professionalità. Un anno fa, quando abbiamo iniziato il confronto per Unim non giudicammo un azzardo l'investimento da un milione di euro. Oggi, nella bufera di una crisi profonda, abbiamo un sistema sano e senza debiti. Agli associati di provenienza Confesercenti e e di estrazione Ascom diciamo: uniti si può resistere e guardare al futuro con un'associazione autonoma, indipendente e apartitica». «LA PRIMA richiesta dei nostri associati dice Maurizio Innocenti, presidente provinciale di Confesercenti è fare più sindacato; battersi con determinazione per non essere stritolati da fisco, tasse, burocrazia, crisi dell'economia e dei consumi. Non ci bastano più le promesse: vogliamo i fatti che invece oggi vedono in alcuni comuni l'aumento delle tasse e del suolo pubblico». IL NEOPRESIDENTE Luciano Masini, elenca 12 risorse strategiche per uscire dalla crisi: sicurezza (vigilanza di quartiere, controllo su locazioni, lotta a prostituzione e commercio abusivo); concertazione istituzionale; revisione tariffe di tributi e servizi; disciplina del commercio («con il nuovo regolamento del commercio spiega verrà meno il concetto di comune turistico e con esso la prerogativa dell'apertura in tutte le festività»); marketing urbano (interventi strutturali per riqualificare offerta commerciale e fruibilità degli spazi urbani); viabilità e parcheggi (casello autostradale, passaggi a livello, progetto treno invisibile; piano soste funzionale all'economia cittadina); ex-Lazzi («vogliamo vedere progetto, piano finanziario e tempi di realizzazione del parcheggio»); mercato coperto (portare a compimento il progetto di riqualificazione approvato nel 1999 e fermo dal 2005); riqualificazione dell'area commerciale Grocco-Salute; Centro commerciale naturale, in favore degli esercizi di vicinato; Kursaal («il casinò conclude Masini significherebbe aggiungere qualità all'offerta turistica»).

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MASSIMO della Giovampaola ... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA / VALDICHIANA / AMIATA / VALD'ORCIA pag. 13 MASSIMO della Giovampaola<... MASSIMO della Giovampaola: «L'individuo e la famiglia al centro delle azioni dell'amministrazione». Questo lo slogan scelto dall'attuale sindaco per le primarie. «La riflessione politica dice non può sottrarsi alla valutazione della crisi e dell'impatto che questa avrà anche nei nostri territori. Sarà necessario mettere in campo politiche di sviluppo locale, capaci di scommettere su creatività, talento, esperienza, giovani, formazione, valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, coinvolgendo le associazioni imprenditoriali e di categoria nelle scelte, ed integrando le iniziative con i comuni dell'area. Accanto al lavoro, il bisogno individuale più pressante è quello della casa. Nei prossimi mesi troverà attuazione la costruzione di 87 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e a edilizia convenzionata, che sorgeranno nel capoluogo, Valiano, Abbadia, Acquaviva e Gracciano. Visti i caratteri con i quali la crisi si sta prospettando, occorrerà consolidare l'insieme dei diritti sul quale si è costruita nel tempo la nostra società. Infine, contenere il consumo del territorio conclude Della Giovampaola bene irriproducibile e fragile, assicurare equilibrio fra l'insediamento di persone e attività e la dotazione dei servizi pubblici essenziali ANDREA ROSSI, invece, punta tutto sul «confronto diretto con i cittadini, poiché uno degli scopi della mia candidatura sarà riavvicinare il sindaco alla popolazione, vicino ai problemi della gente. Le imprese prosegue Rossi parlando del programma hanno garantito in questi anni una certa stabilità all'occupazione, è per questo che andranno seguite e aiutate laddove ce ne fosse bisogno. Le strategie per il settore turistico dovranno orientarsi al mantenimento e allo sviluppo della qualità e al contenimento dei prezzi. Un ruolo importante avranno le attività eco-sostenibili: è necessario incentivare la diffusione dell'agricoltura biologica, la tracciabilità delle produzioni e l'espansione della filiera corta». L'ambiente conta molto per Rossi: «Il risparmio è uno dei concetti chiave di queste politiche: risparmio del suolo significa ridurre la pressione degli insediamenti sui sistemi naturali e ambientali e favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistenti; risparmio energetico e incentivi alle fonti rinnovabilie». Altro nodo importante i lavori pubblici: «Snellimento della burocrazia e gestione attenta delle manutenzioni saranno i primi segnali che intendo dare ai cittadini. Tra le priorità la realizzazione della variante della 326». Infine, Rossi dedicherà «particolari attenzione alle realtà culturali esistenti sul territorio e che saranno previsti adeguati investimenti a favore del polo scolastico, anche puntando ad una maggiore concentrazione delle scuole di ogni ordine nell'area della cittadella degli studi e degli impianti sportivi». STEFANO BIAGIOTTI ha scelto uno slogan semplice: «Cambiare si può basta volerlo. Un chiaro messaggio spiega che la sua discesa nasce dalla forte volontà, percepita fra la popolazione poliziana di un cambiamento della politica comunale. Cambiamento che deve avvenire dal basso come in qualsiasi democrazia reale». Dieci i punti del programma: «Maggiore democrazia e partecipazione dei cittadini nelle scelte dell'amministrazione comunale con modifica dello statuto comunale, prevedendo la possibilità di formazione di gruppi consiliari all'interno delle coalizioni dando così maggiore autonomia alle formazioni più piccole. Maggiore trasparenza dell'attività istituzionale e amministrativa mediante Internet e altre tecnologie. Politiche sociali per i giovani, anziani ed extracomunitari mirate ad uno sviluppo delle iniziative pubbliche con un utilizzo migliore delle strutture esistenti. Politiche eco-sostenibili con l'implementazione dell'attività umana secondo assunti ecologisti. Politiche eco-compatibili come per esempio la sostituzione dei corpi illuminanti dell'illuminazione pubblica con altri di nuova generazione a risparmio energetico, installazione di pannelli solari e pannelli fotovoltaici sugli degli edifici comunali. Sviluppo turistico rafforzando quello enologico e sviluppando il turismo ecologico e d'arte. Politiche di sviluppo delle attività produttive adottando sistemi di diversificazione delle produzioni agricole».

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Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruit... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 6 Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruit... Il Veneto prevede: ampliamento delle case fino al 20%; standard qualitativi per gli edifici costruiti fino al 1989; agevolazioni fiscali locali; meno burocrazia

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Casa, libertà di ampliamento Già pronta la legge veneta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Casa, libertà di ampliamento Già pronta la legge veneta Galan accelera e la giunta regionale licenzia il testo: ora dovrà essere approvato dal Consiglio: «Le banche facciano la loro parte». Cacciari: «Sono solo spot» VENEZIA — Ha voluto mettere a tutti i costi la bandierina. E per poter dire orgoglioso che «il Veneto è arrivato primo », ieri il governatore Giancarlo Galan ha costretto a una seduta a tappe forzate la giunta. Dopo un'ora la vittoria: la giunta veneta, prima in Italia, ieri ha approvato all'unanimità il disegno di legge che recepisce l'imput del governo e rivoluziona l'iter per abbattere, ampliare e ristrutturare capannoni, case, garage, condomini. Ora la legge passa all'esame del Consiglio con la forte raccomandazione che si faccia presto, visto che durerà solo due anni. Galan è fiducioso: «Daremo più libertà ai cittadini. Chi vuole abbattere per ricostruire case e capannoni più belli avrà meno vincoli e più vantaggi: l'abolizione di tutte le procedure burocratiche che si possono abolire. Saranno ridotti i contributi dovuti ai Comuni: ridotti, ma sarà pur sempre un di più, visto che altrimenti quei soldi non sarebbero stati spesi. Ora mi aspetto che le banche facciano la loro parte: le disponibilità generiche non mi bastano più. è vero abbiamo fatto presto, ma non sono preoccupato: è un intervento che ho concordato direttamente col premier, non temo il consiglio dei ministri di venerdì». Cosa cambia Partiamo dai vantaggi. Chi deciderà di mettere mano a un edificio per ampliarlo avrà diritto al 20% in più di cubatura. Il 30% in più di cubatura sarà concesso per chi demolisce e ricostruisce edifici costruiti prima dell'89, sia residenziali che non, il 35% per chi, ricostruendo, lo faccia secondo i criteri della bioedilizia o prevedendo l'uso di fonti rinnovabili. Poi la burocrazia. La licenza edilizia non servirà più, basterà la Dia (la dichiarazione d'inizio attività), semplificando così di molte le pratiche amministrative per chi deciderà di mettere mano al proprio patrimonio edilizio. O di «togliere i soldi da sotto il mattone », come ha sintetizzato Galan. La via veneta alla crisi Galan ne è convinto. E ne è convinto anche l'assessore all'Urbanistica, Renzo Marangon, del Pdl. La legge, una volta approvata, sarà un motore per tutta l'economia legata al comparto: imprese di costruzione, idraulici, piastrellisti e tutto quel mondo di artigiani in affanno. «Certo, per chi abita in un condominio sarà più difficile», spiega Galan. E si capisce: difficile mettere d'accordo tutti i proprietari di un condominio. «La legge è rivolta soprattutto ai proprietari di case singole — aggiunge Galan — e ai capannoni, perché quello è il nostro Veneto. Non nei centri storici ma nelle periferie ». Cosa demolire Inutile domandare a Galan di sbottonarsi sui «mostri» che si potrebbero abbattere: «Ce ne sono — spiega il governatore — ma non fatemeli dire. Anzi no: in alcune zone molto belle sono state fatte cose molto brutte. A Baone, per esempio, nella strada che parte da monte San Giorgio. Ma penso anche a infissi che non c'entrano niente col nostro territorio, case non intonacate». E nei centri storici? E a Venezia? Lì decideranno i Comuni sulla conformità degli interventi. Il sogno E dopo nuove case e nuovi capannoni per il terzo Veneto, Galan espone il suo sogno: «Fare dei 40mila affittuari del-l'Ater 40mila proprietari di case. Con una firma. Sto concordando con l'assessore Giorgetti, che è competente per materia, l'intervento: bisogna trovare il sistema per smuovere un po' le banche. Critiche e risorse Giusto ieri contro il progetto di Berlusconi ha tuonato Umberto Bossi, che ha messo in guardia dall'idea che le nuove case fossero date agli immigrati. «Si tratta solo di annunci — ha detto ieri il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, prima che la proposta di legge passasse in giunta — è duro giudicare questo governo proprio perché fa annunci. Potrebbero essere anche provvedimenti utili, dipenderà da come si articolano e poi si sa già che sarà demandato alle Regioni, sarà dunque da capire cosa decidono di fare. Purtroppo siamo nel regno delle possibilità... «Chi critica forse non aveva letto bene il provvedimento — ha replicato Galan — il timore che vengano dati agli immigrati? La legge dà semplicemente la possibilità di ampliare l'esistente o di abbattere e ricostruire. Quanto ai fondi per incentivarli, non ci sono le risorse per darli. Ma abbiamo già dato molti vantaggi ». Sara D'Ascenzo (ha collaborato Gloria Bertasi)

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Ecco lo sportello Unico' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CASCINA / CALCI / SAN GIULIANO / VECCHIANO pag. 10 Ecco lo sportello Unico' COMUNE DA SABATO BUROCRAZIA MENO COMPLICATA - SAN GIULIANO TERME - E' STATO presentato «Unico», lo «Sportello per il cittadino", un nuovo servizio del Comune di San Giuliano Terme che sarà inaugurato sabato prossimo. «Unico» è un'ulteriore tappa raggiunta dal programma di legislatura del sindaco Paolo Panattoni che lo aveva annunciato e promesso nel giugno del 2004. La sua apertura viene raggiunta con un percorso non semplice di riorganizzazione dei servizi, dei procedimenti e della struttura organica. La sede provvisoria è stata individuata in municipio in via Niccolini, 25, in attesa di quella definitiva nell'ex albergo delle Terme in fase di ristrutturazione dopo l'acquisto nel 2004 da parte del Comune. Con «Unico» l'obiettivo è quello di creare una struttura che sappia accogliere, informare e semplificare i rapporti. Un Comune che diventa un po' più amico dei cittadini, dove la burocrazia fa meno paura, si evita di far passare gli utenti da un ufficio all'altro in cerca di quello giusto, si riducono le code agli sportelli che diminuiscono riunendosi tra loro dando più risposte nello stesso luogo e nello stesso tempo. Sostanzialmente escludendo i servizi per l' impresa, lo stato civile ed elettorale, tutti gli altri "sportelli" al pubblico saranno riuniti dentro Unico compreso il protocollo. «Con questo progetto, si vuole favorire dice il sindaco Paolo Panattoni - la semplificazione delle procedure dei procedimenti amministrativi, garantire l'esercizio dei diritti di informazione, di accesso e di partecipazione dei cittadini alla vita del comune, migliorare la comunicazione interna tra gli uffici».

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Soyinka: <Su Bashir io sto con L'Aja> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CULTURA & SOCIETA' pag. 29 Soyinka: «Su Bashir io sto con L'Aja» INTERVISTA IL PREMIO NOBEL di MARIELLA RADAELLI «ANCORA molti pensano che le masse africane non abbiano gli stessi diritti delle altre e che la parola democrazia non possa essere proposta in Africa. E' una blasfemia», ci dice il grande scrittore nigeriano Wole Soyinka (1934), la cui prolifica attività va dalla drammaturgia teatrale alla poesia, dalla narrativa alla saggistica, dalla sceneggiatura cinematografica alla diaristica. Primo africano a ricevere il Nobel per la Letteratura (nel 1986), Soyinka (foto Ap)è sempre stato una voce coraggiosa che si è alzata per affermare i diritti umani e combattere la fine delle tirannie nel mondo. Lo abbiamo incontrato a Senago (Villa Borromeo), dove ha accompagnato la presentazione del libro "Il Castello" (Spirali) scritto dall'amico Massimo Baistrocchi, l'ambasciatore italiano in Nigeria. Soyinka, un commento sul mandato d'arresto contro il presidente del Sudan, il sanguinario Omar Hasam Ahmad al Bashir, emesso dalla Corte internazionale penale dell'Aja. Soddisfatto? «Sì. La Corte ha agito in maniera assolutamente oggettiva, in difesa delle vittime, senza distinzione né di razza né di religione. Ha portato all'evidenza i crimini di Omar al Bashir che è un criminale ricercato a livello internazionale». Per la prima volta un capo di Stato in carica è nel mirino della giustizia internazionale. «C'è sempre una prima volta per tutto». La comunità internazionale è spaccata in due. Cina e Russia lo appoggiano, come la Lega Araba e persino l'Unione africana. Come può quest'ultima tacere sul massacro di suoi stessi figli? «E' un'eterna vergogna. L'Unione africana parla contro un tribunale internazionale che direttamente dal suolo sudanese ha evidenziato che questi gravi crimini sono stati commessi». Forse la maggior parte dei membri dell'Unione africana teme lo stesso trattamento? «Questo è il punto. In rarissime circostanze l'Unione africana ha agito per rappresentare veramente il benessere e la dignità della nostra gente. L'Unione africana è solo interessata a mantenere un comportamento disonesto e immorale. Esprime una solidarietà tra leadership, specialmente se criminale. Questa sua posizione non è una sorpresa ma una tragedia, una tragedia continua. L'Africa è mal governata. Solo il Ghana sta mostrando la via». Al di là della piaga dell'Aids che interessa tutta l'Africa, la meningite nel suo Paese ha ucciso 333 persone. E i casi registrati sarebbero oltre 5mila. «Sì. La sanità è un'altra tragedia. C'è tutto un mercato di falsi medicinali comprati in Cina e in India ma anche fabbricati a livello locale come quello sciroppo che ha recentemente provocato la morte di quasi un centinaio di bambini. C'è un'intera città che fabbrica falsi medicinali. Dominano corruzione e burocrazia».

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Assegni sociali, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LA PREVIDENZA pag. 25 Assegni sociali, meno burocrazia Dal 1° gennaio si prende come riferimento il reddito dell'anno precedente di SALVATORE MARTORELLI MILANO SONO IN ARRIVO cambiamenti e non di poco conto per le migliaia di pensionati che beneficiano delle cosiddette «prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito» ovvero assegni sociali, pensioni sociali, maggiorazioni sociali e via dicendo. Le novità sono contenute nell'articolo 35 del provvedimento che ha convertito definitivamente in legge il decreto «milleproroghe», approvato il 31 dicembre scorso. A partire da quest'anno, infatti, per poter vedersi riconosciuti dall'INPS e dagli altri Enti previdenziali questi benefici, non si farà più riferimento al reddito dell'anno in corso, ma al reddito dell'anno precedente a quello in cui si erogano queste prestazioni. In parole povere non si dovrà più tenere in considerazione il reddito presunto ma quello effettivamente conseguito l'anno prima. LA SEMPLIFICAZIONE, sia per i pensionati sia per l'INPS, è assai rilevante ed eviterà la valanga di «indebiti» che si venivano a creare; queste prestazioni erano, infatti, concesse, come prevedeva la normativa precedente, sulla base di un reddito che il pensionato, spesso in assoluta buonafede, presumeva di possedere nell'anno e che, successivamente, risultava non corrispondente a quello percepito realmente. Il meccanismo provocava, dopo la richiesta da parte dell'INPS di restituzione delle somme percepite e risultate non più spettanti, allarme e preoccupazione nei pensionati interessati e poneva l'INPS in grosse difficoltà nelle azioni di recupero di queste somme, che spesso divenivano di fatto inesigibili. LE NOVITÀ La prima è quella che per la liquidazione o la ricostituzione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito, si farà riferimento al reddito del titolare e del coniuge (qualora il reddito di quest'ultimo sia rilevante per concedere o negare la prestazione) percepito nell'anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno ed avrà valore fino al 30 giugno dell'anno successivo. FACCIAMO un esempio e prendiamo il caso di una maggiorazione chiesta all'INPS a settembre del 2009: in questo caso il reddito da prendere in esame sarà quello del 2008 e varrà fino a giugno del 2010. La regola varrà, però, solo per le maggiorazioni o i benefici chiesti successivamente alla decorrenza della pensione; per motivi di equità, infatti, in occasione della prima liquidazione di una prestazione, il reddito di riferimento è quello, anche se presunto, dell'anno in corso. Le dichiarazioni reddituali per mantenere queste prestazioni (per l'INPS sono gli ormai famosi modelli RED) andranno fatte dai pensionati entro il 30 giugno di ciascun anno. SE NON SI rispetterà l'obbligo di dichiarare il proprio reddito, le conseguenze sono pesanti: si riceverà una diffida a comunicare il proprio reddito e la comunicazione andrà fatta dal pensionato entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso. Se nonostante ciò si continuasse a fare «orecchie da mercante», allora la legge prevede che il pagamento della prestazione venga sospeso dalla rata di ottobre. NESSUNA conseguenza se ci si mette in regola e si dichiarano i propri redditi entro il 30 giugno dell'anno successivo: la prestazione verrà rimessa in pagamento con tutti gli arretrati. Guai, invece, a non rispettare neppure quest'ultimo termine: in questa ipotesi, infatti, queste provvidenze verranno rimesse in pagamento ma non si avrà più diritto ad incassare gli arretrati.

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<Non ho più soldi per la spesa> Disperato appello di una mamma (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

AGENDA FIRENZE pag. 30 «Non ho più soldi per la spesa» Disperato appello di una mamma SOLIDARIETA' NON HO più i soldi per fare la spesa. Lo so, questo problema è uguale a quello di molte altre persone, a Firenze e in Italia. Ho perso il lavoro e non avrò neppure la pensione. Da venti giorni sono immobilizzata a letto per un'ernia al disco. Ho una figlia grandicella, ma che non lavora ancora. Mi sono rivolta agli assistenti sociali, ma ho sbattuto contro la burocrazia. Sto affrontando anche il divorzio da mio marito. Resta il problema fondamentale: non ho nè lavoro nè denaro. Non dico quello per fare benzina, ma quello, esseziale, per la spesa quotidiana. Ho pensato di rivolgermi al mio giornale e alla mia città. Il mio telefonino è: 339-4742351.

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Non ho firmato l'appello di Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas pubblicato su l... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non ho firmato l'appello di Gae Aulenti, Vittorio Gregotti, Massimiliano Fuksas pubblicato su la Repubblica contro il disegno di legge sulla casa proposto dal governo Berlusconi. Non l'ho firmato perché non penso che si possa risolvere in dieci righe di buon senso e indignazione una proposta che ha un'articolazione - e anche una sua potenziale pericolosità - tale da richiedere una risposta più circostanziata. La forza e i rischi di questa proposta di legge stanno in tre idee: la prima è di proporre una mobilitazione delle risorse individuali di migliaia di famiglie e piccoli proprietari capace di arginare la crisi e di trasmettere una scossa al sistema delle imprese edili italiane. La seconda è di esautorare le burocrazie delle amministrazioni locali, responsabilizzando al loro posto un'intera categoria professionale, quella degli architetti e degli ingegneri. La terza è di legare questa mobilitazione individualista all'opportunità di rinnovare anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale uno stock edilizio ormai desueto e divoratore di energia. Bene, liquidare tutto questo come liberalizzazione del mercato e anarchia progettuale rischia di essere una semplificazione. Innanzitutto perché si interpreta come rischio di una prossima deregulation quella che invece è, da tempo, una pratica consolidatissima ed estesa di trasformazione del territorio italiano. Qualcosa che attorno a noi è già accaduto, e spesso nel rispetto delle norme dei piani regolatori. Ma andiamo: basta girare le periferie italiane attraversando quel pulviscolo di edifici solitari e ammassati che ormai ovunque le circonda, per capire che ciò che ha scosso questi territori, li ha cambiati, rigenerati, a volte distrutti - più e oltre che i grandi interventi di speculazione promossi dai grandi costruttori - è stata una moltitudine di piccole trasformazioni che hanno assecondato i bisogni e i desideri di una società frammentata e prepotente. Migliaia di interventi per allargare un magazzino, sopralzare un appartamento, sigillare un balcone, ricavare un bagno; migliaia di trasformazioni che, legalmente o abusivamente, dalla Brianza al Casertano, dalla Riviera romagnola alle Puglie, hanno riscritto intere porzioni delle nostre città. E, quasi sempre, al miglioramento delle condizioni di vita privata delle famiglie è corrisposto un sensibile peggioramento della qualità dello spazio pubblico esterno. Ma proprio l'estensione geografica (si potrebbe dire geopolitica) di queste dinamiche, la loro sostanziale indifferenza alle norme urbanistiche, ci dicono che oggi oltre che richiamare con forza il rispetto di poche regole di difesa del paesaggio, non possiamo evitare di chiederci come orientare in modo non deterministico questa energia diffusa e potente. E magari imparare a orientarla, senza pretendere di governarla a colpi di gratificanti petizioni di principio. Se c'è qualcosa che non va in questa legge, non è il proporre incentivi diffusi a chi interviene migliorando il proprio spazio di vita; è che questi incentivi andrebbero dati a chi - seguendo un'idea di immobiliare sociale - invece di costruire nuovi edifici si preoccupa di recuperare in forma di abitazioni ad affitti calmierati quelle centinaia di migliaia di appartamenti vuoti che un esercito di piccoli proprietari (per paura del prossimo e sfiducia nelle autorità) preferisce non affittare piuttosto che rischiare di perdere. Una risorsa straordinaria, che da sola potrebbe risolvere la questione abitativa di molte città italiane. Se c'è qualcosa che non va in questa legge non è solo che rischia di cementificare ulteriormente il paesaggio, ma piuttosto il fatto che non si preoccupa di premiare - anche con significativi incentivi volumetrici, come ha fatto il Piano Paesaggistico del 2005 della Regione Sardegna - chi interviene per riqualificare un edificio o uno spazio aperto a contatto con le aree di maggior pregio ambientale. Perché costruendo meglio, rispondendo alle esigenze di chi vive, evitando di consumare nuovo suolo verde, si protegge e valorizza il paesaggio italiano. Se c'è qualcosa che non va in questa legge non è che mobilita in modo frammentato le risorse individuali delle famiglie italiane, ma che non lo fa abbastanza; e così rischia - in assenza di una politica nazionale di sostegno agli investimenti in edilizia sociale - di favorire solo i grandi gruppi immobiliari che ancora dispongono di liquidità. Se davvero, noi architetti, vogliamo contribuire alla discussione sulle proposte di legge del governo sulla casa, sarà bene lasciare da parte i nostri sogni di ordine e autorità, e cominciare a fare i conti con quello che - ci piaccia o no - è già accaduto nei territori del nostro Paese.

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Ponte militare subito per salvare la stagione turistica (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5017 Orosei. Gli imprenditori Ponte militare subito per salvare la stagione turistica Orosei.. Gli imprenditori --> Anas e Regione hanno garantito la ricostruzione del ponte di Sa Minda spazzato via dall'alluvione, entro giugno. Ma conoscendo i tempi della burocrazia, l'Associazione delle piccole e medie imprese del nuorese e gli associati della Baronia, promotori del vertice tenuto in prefettura, non nascondono una certa dose di scetticismo. La stagione turistica è ormai alle porte, a Pasqua si dovrebbe partire con il primo test di stagione. «Il decreto d'urgenza per appaltare la ricostruzione del ponte è stato firmato il 6 marzo e se consideriamo i tempi che occorrono per la pubblicazione dell'appalto ed eventuali intoppi forse nel mese di luglio inizieranno i lavori - lamenta Gianfranco Seddone, direttore dell'Apan - per questo motivo chiediamo la posa in opera di un ponte temporaneo da parte del Genio militare». Ma la richiesta di un intervento dell'esercito non può essere accolta in quanto è stata già avviata la procedura d'urgenza ha spiegato il prefetto vicario, Franca Cocco. Sulla gestione dell'emergenza è intervenuto il sindaco di Orosei Gino Derosas, l'unico primo cittadino presente all'incontro (assenti quelli di Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai), il quale ha spiegato come i ritardi sarebbero da imputare allo Stato che ha nominato soltanto un mese fa il commissario per l'emergenza calamitosa. Ma il ritardo è stato compensato da un procedimento d'urgenza che in un periodo di dieci giorni prevede la gara d'appalto con la pubblicazione e l'affidamento dell'incarico. «Se i tempi non venissero rispettati - precisa il primo cittadino - è prevista anche la realizzazione di un ponte Bailey (costituito di elementi modulari)». In alternativa il collegamento tra Orosei e le frazioni è stato ripristinato attraverso due strade campestri, pericolose e transitabili a fatica in entrambe i sensi, inoltre è stato aperto un ponticello sulla spiaggia di Fuile 'e Mare che non permette il traffico pesante. Il ponte militare è la soluzione individuata da imprenditori e residenti per superare l'emergenza a prescindere dagli esiti o meno di una gara d'appalto lampo. Ignazio Poggiu ha promosso una petizione popolare tra gli abitanti delle frazioni di Sos Alinos, Cala Ginepro, Sas Linnas Siccas e Cala Liberotto, circa 600 persone senza mezzi pubblici e i servizi più elementari, dallo scuolabus agli uffici postali: «Abbiamo i militari del Genio guastatori di Macomer - dice - basterebbero dodici ore per costruire un ponte e l'Anas avrebbe tutto il tempo per costruire il ponte di Sa Minda». MARIA BONARIA DI GAETANO

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<Il bello dello show? Il rischio querela> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli e Società Pagina 10238 A tu per tu con Sabina Guzzanti, la settimana prossima a Sassari e Carbonia con ?Vilipendio Tour? «Il bello dello show? Il rischio querela» A tu per tu con Sabina Guzzanti, la settimana prossima a Sassari e Carbonia con ?Vilipendio Tour? --> Arriva il ciclone Sabina Guzzanti con Vilipendio Tour , lo spettacolo che porta in giro dallo scorso novembre. Due le date sarde, entrambe in Palazzetti dello sport: venerdì 20 marzo a Sassari e sabato 21 a Carbonia, organizza Shannara. A cinque anni (era il 2004, all'Anfiteatro Romano) da Raiot e ispirato alle ultime vicende politiche e sociali italiane, il nuovo show «sarà più ricco, più spettacolo». Cioè? «Ci sono parti di monologo su cui si inseriscono vari personaggi, ci saranno poi dei video satirici ma anche balletti e musica. Una sorta di fotografia su quello che ci accade intorno. Prende spunto dalla manifestazione dello scorso 8 luglio a Piazza Navona». Che le ha dato qualche problema. «Mah. Quando si mettono in scena esperienze di libertà e di sfida a tabù e ipocrisie è normale». Rischio-querele anche in questo spettacolo? «Il bello è proprio questo. Anche se va detto che prima di dire qualsiasi cosa mi documento molto». A proposito di querele. Con l'onorevole Carfagna a che punto siamo? «A un punto morto. Nel senso che lei mi ha querelato in sede civile ma non penale. Io a mia volta ho fatto una controquerela nei suoi confronti. Roba che durerà anni». Sono volate parole grosse «Il mio attacco più che essere contro la Carfagna era contro chi le ha permesso di diventare ministro della Repubblica senza alcuna ragione. Quindi contro il presidente del Consiglio che l'ha proposta e anche di critica nei confronti di Napolitano che ha firmato». Ci risiamo... «La responsabilità è però anche della sinistra. Se Berlusconi esiste è perché dall'altra parte non c'è qualcosa da dire e da proporre. Hanno continuato a inseguire l'elettorato della destra, tradendo il proprio. Una debacle prevista e prevedibile, ormai sono a pezzi». Ma il Pd, un unico grande partito di sinistra, non è una buona idea? «Si, le persone che hanno lavorato alla costruzione di quel percorso erano in buona fede e credibili. Solo che poi in lista sono stati presentate le cariatidi della vecchia burocrazia Ds e della Dc. Non voterò quel partito per nessuna ragione». Un po' come molti dello zoccolo duro: gli operai. «In giro per l'Italia mi capita di vedere, anche nei paesini più piccoli del nord, convocazioni di assemblee popolari, dibattiti organizzati dai leghisti. Quello che un tempo faceva la sinistra: il contatto col territorio e la gente. Questo non vuol dire che voterò Lega, naturalmente». La satira in tv? «Non voglio né posso dir nulla sui colleghi. Anche perché la tv, essendo inqualificabile, la guardo veramente poco». Non è troppo pessimista? «No, in realtà si avverte, in paesi migliori del nostro, quelli ancora vivi ,una voglia di cambiamento. La crisi dimostra che un certo modo di intendere la nostra civiltà, fatta solo di commercio e prodotti, è stata fallimentare» Mentre in Italia... «Secondo me ci troviamo in una situazione pericolosa, con una illegalità diffusa e assoluta». Come si consola? «Sto leggendo Gramsci, una gloria sarda. Il quotidiano fondato da Gramsci, L'Unità, purtroppo attraversa un periodo di difficoltà. Vabbé, questa é la risultante di tutto un partito andato a puttane, quindi...». GIUSEPPE CADEDDU

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Il governo rilancia l'edilizia, Simpsons senza tetto (sezione: Burocrazia)

( da "Metronews" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il governo rilancia l'edilizia, Simpsons senza tetto uscito su Metro il 11/03/2009 Lascia il tuo commento! La crisi dei mutui e delle case arriva persino a strangolare la più famosa famiglia americana. Nell?ultima puntata trasmessa dalla Fox, i Simpsons si vedono togliere la loro celeberrima villetta per non aver più potuto pagare il loro mutuo. Intanto in Italia aggiungere stanze, alzare soffitti, coprire terrazze sarà più semplice. Il Piano casa del governo, che venerdì sarà all?esame del Consiglio dei Ministri, punta a rilanciare l?economia stimolando l?edilizia. ( foto Ap) Case, com?è facile ampliare Il piano straordinario per l?edilizia sta prendendo forma. Venerdì sarà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. L?idea del governo è quella di rilanciare l?economia partendo da una serie di stimoli per l?edilizia. IN CONCRETO i Comuni potranno autorizzare, in deroga ai piani regolatori, l?ampliamento di edifici abitativi fino a un massimo del 20% del volume: per aggiungere stanze, alzare soffitti e coprire terrazze. Le case realizzate prima del 1989 potranno inoltre essere ricostruite con una cubatura aumentata del 30%, che sale fino al 35 se si sceglie la bioedilizia con un?attenzione particolare da parte dei proprietari degli immobili al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Il piano prevede il rispetto dei vincoli ambientali, storici, paesaggistici, architettonici e culturali e il divieto di ampliare edifici abusivi. Per chi ristruttura saranno previsti anche sconti fiscali e oneri di urbanizzazione più bassi. Fra le novità ancora allo studio del governo c?è anche l?abolizione del permesso di costruire, sostituito da una perizia giurata del progettista. Pratiche molto più snelle, meno burocrazia e norme più flessibili in un piano casa che, comunque, fa già discutere. (LAURA PONZIANI)

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Occorre tutelare il potere d'acquisto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Occorre tutelare il potere d'acquisto Fermo Bracalente lancia dunque il dibattito sul trasferimento all'estero da parte di numerosi imprenditori. I motivi sono noti: la manodopera costa meno, la burocrazia pone meno vincoli. Un processo partito nel Nord-Est e poi a mano a mano spostatosi anche verso Sud, quindi verso le Marche. Il problema maggiore non è tanto la ricaduta sulla produzione quanto la lenta ma inesorabile ricaduta sul potere d'acquisto delle maestranze. Il lavoro precario e il taglio ai salari hanno frenato il consumo con effetti dirompenti in una economia incentrata sulle calzature. Occorre una brusca inversione di tendenza.

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Spinazza, problema convenzione naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Spinazza, problema convenzione naccio @@Pachino denuncia ritardi burocratici. Valvo, sindaco di Noto: «La bozza l'abbiamo preparata noi» I programmi del commissario Margherita Rizza su Marzamemi rischiano di essere ritardati dalla burocrazia e dalle lungaggini del comune netino. Il commissario infatti, a seguito anche di alcune sollecitazioni del prefetto, ha stilato la bozza di convenzione con il comune netino, bozza che comprenderebbe sia la gestione del traffico lungo l'intero lungomare Spinazza sia la gestione dei servizi nella fascia di terra adiacente alla borgata di Marzamemi. La convenzione, (da qui anche l'interesse della prefettura alla questione) andrebbe a risolvere molti problemi per i residenti marzamesi «sfrattati» dal borgo marinaro e dalla terra del ciliegino e catapultati a Noto. Mentre enti quali l'Asl hanno già ratificato un'intesa secondo la quale i cittadini di Marzamemi in territorio di Noto non pagheranno le prestazioni sanitarie elargite dalla guardia medica turistica che ogni anno viene aperta nella frazione, il comune netino invece non ha ancora siglato l'intesa con Pachino, ed i tempi si annunciano lunghi. La convenzione infatti richiede un passaggio consiliare e nonostante la riunione del civico consesso netino sia prevista per il prossimo 25 marzo, l'ordine del giorno non ricomprende l'accordo per Marzamemi. Secca la replica del sindaco Corrado Valvo che sulla questione ha dichiarato: «La bozza di convenzione l'abbiamo preparata noi e non Pachino, poiché è nostra volontà fornire i servizi. Pachino invece unilateralmente l'ha modificata chiedendo di acquisire i proventi delle multe. Tutto questo è al vaglio dei nostri legali per verificare se tecnicamente sia possibili. Dunque il ritardo non dipende certo da noi. Inoltre, -ha precisato il sindaco Valvo- ho chiesto al presidente del consiglio di fare un odg aggiuntivo proprio per la seduta consiliare del 25 marzo». Ma il malcontento da parte dei residenti cresce sempre più. Sono in tanti infatti coloro che possiedono delle abitazioni in territorio di Noto e che lamentano i mancati interventi della città barocca nei territori ad alta vocazione turistica lontani dal suo interesse immediato. Un esempio per tutti è il guasto dell'impianto di illuminazione del lungomare Spinazza nonostante più volte i residenti abbiano evidenziato il cattivo funzionamento di quel tratto di illuminazione realizzato grazie ad una compartecipazione tra la provincia regionale di Siracusa, il comune di Noto ed il comune di Pachino. «L'incuria di Noto, -ha dichiarato un cittadino residente nella contrada- è tale che non si manda neppure un elettricista ad alzare un salvavita che si è staccato. In questo modo Noto rischia di vanificare anche gli interventi economici della provincia e del comune pachinese». Salvatore Marziano

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Contravvenzioni, il 60 per cento non le paga (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Contravvenzioni, il 60 per cento non le paga Il sindaco: «Non so se dipenda dalla crisi o dalla mancanza di volontà. Ma ciò ci comporta un doppio lavoro» Mercoledì 11 Marzo 2009, Cordenons Delle multe comminate nel 2008 gli automobilisti indisciplinati ne hanno pagate meno del 40 per cento. Eppure sono gli stessi cordenonesi che in occasione delle assemblee di quartiere chiedono «più multe», per favorire la sicurezza sulle strade. Ma a chi domanda, lamentandosi, una maggiore presenza di vigili in strada, gli amministratori ora fanno notare «che se il senso civico dei cittadini che vorrebbero il rispetto delle regole fosse pari a quello di chi riceve le contravvenzioni e le paga in tempo utile, non ci sarebbero agenti impegnati a notificare e a lavorare nella burocrazia richiesta dalle multe insolute». Non sembra essere dello stesso parere Luca Busetto, comandante della polizia comunale, il quale dà sì atto del tempo che un agente perde per notificare e verificare la riscossione delle multe comminate, «ma - aggiunge - è anche vero che l'attività 2008 è aumentata per tutti quanti gli ambiti, eccetto che per le contravvenzioni. Quelle rilevate sono tante quasi quante quelle dell'anno precedente (841 multe nel 2008, 863 nel 2007)». A distrarre le forze dalla strada è tutta una serie di controlli ulteriori. Gli abusi edilizi, per esempio, sono aumentati tanto da richiedere un agente dedicato prettamente alla ricezione di esposti e segnalazioni e agli accertamenti del caso. «Senza dimenticare - tiene a sottolineare Busetto - che il rapporto tra vigile e abitanti è di uno su mille 850, invece che uno su mille, come dovrebbe. In Aster, poi, su 34 mila cittadini, c'è un vigile per mille 888 abitanti. Se non siamo presenti in maniera visibile e massiccia sul territorio non è soltanto perché siamo impegnati nella riscossione coattiva". Il personale sta per essere incrementato di un'unità». Chi riceve la multa ha sessanta giorni di tempo per pagarla. Se non provvede a farlo i vigili procedono con l'iscrizione in ruolo della contravvenzione e, per poter spedire la cartella esattoriale, sono necessari altri controlli e verifiche anagrafiche. In caso di diversificazione tra conducente e proprietario dell'auto, le verifiche raddoppiano così come il tempo da dedicare alla pratica. Questa la procedura richiesta da più del 60 per cento delle multe 2008. «Difficile dire se le insolvenze siano riconducibili al periodo di crisi o alla mancata volontà - ha commentato il sindaco Carlo Mucignat - ma le sanzioni non pagate richiedono un sacco di lavoro». Simona Basile

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Legge veneta per l'edilizia, Galan batte Roma sul tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Legge veneta per l'edilizia, Galan batte Roma sul tempo Il governatore: «Col premier siamo già d'accordo. Ora si voti presto, per gli interventi agevolati c'è una finestra breve, due anni di tempo» Mercoledì 11 Marzo 2009, Venezia Palazzo Balbi batte Palazzo Chigi. Prima ancora che il Consiglio dei ministri approvi il piano casa (lo farà venerdì), la giunta regionale del Veneto licenzia il disegno di legge che, dai paesi di montagna del bellunese fino alle periferie di Venezia, consentirà aumenti di cubature dei fabbricati, demolizioni e ricostruzioni di case e capannoni con più di vent'anni, snellimenti delle procedure burocratiche. Avviene tutto in mattinata e nell'arco di un paio d'ore: visto che il testo di legge regionale tutto sommato era pronto, anziché presentarlo ai colleghi di giunta nella consueta seduta del martedì e poi prendersi una settimana di pausa, il governatore Giancarlo Galan decide di accelerare. In fin dei conti, spiega poi Galan ai cronisti, questo è un provvedimento «concordato» proprio con il premier: «Con il governo, meglio, con il presidente del Consiglio - perché le cose continuo a farle con lui o con Letta - abbiamo pensato a qualcosa per rilanciare il settore edilizio e che vada incontro ai cittadini». Il fatto che Palazzo Chigi affronti la questione dopodomani è un dettaglio: «Lo Stato darà qualche direttiva che da parte nostra sarà assolutamente rispettata perché l'abbiamo studiata assieme», dice Galan. Di lì a poche ore, da Roma giungerà la conferma dello stesso premier che il piano casa sarà varato proprio venerdì. Con una assicurazione di Berlusconi: «Nessuna cementificazione, sarà un piano di buon senso». Giancarlo Galan, che al fianco ha l'assessore all'Urbanistica Renzo Marangon, sintetizza il testo di legge. «Primo: ci sarà una assoluta abolizione della burocrazia». Per l'aumento delle cubature del 20%, per intenderci, basterà una Dia, la Dichiarazione di inizio attività. Ma chi potrà usufruirne? «È chiaro che la legge funzionerà di più per le abitazioni singole, con i condomini sarà più difficile. Ma nel Veneto ci sono più case e casette che non palazzoni». Aggiunge: «È anche in incentivo per l'economia, così la gente tira fuori i soldi da sotto il materasso». Mattoni e nuove tecnologie: «Butti giù vecchi capannoni e li ricostruisci, ampliandoli, con le nuove tecniche». L'ambiente, sottolinea il governatore, sarà salvaguardato: tutti i vincoli e le tutele esistenti non si toccano. Oneri finanziari a carico della Regione: zero. E a chi già contesta la diminuzione degli oneri di urbanizzazioni a favore dei Comuni, Galan risponde con una battuta: «Sì, i Comuni prenderanno minori contributi, ma non avrebbero preso niente senza questa legge, perché se non costruisci non hai gli oneri di urbanizzazione». E comunque, aggiunge Marangon, questa è «una risposta, la via veneta, alla crisi economica». Approvata all'unanimità dalla giunta veneta, ora il disegno di legge passa all'esame del consiglio regionale. L'auspicio di Galan è che venga licenziato in tempi stretti: «Tra l'altro stavolta ho notato meno fanatismo ideologico, il sindaco di Vicenza Achille Variati per esempio ha preso una posizione intelligente». E le perplessità della Lega? «In giunta la Lega ha votato a favore. C'è questa preoccupazione per cui sarebbero case per immigrati: ma che c'entra? Se io dò il permesso per costruire due stanze in più che c'entrano gli immigrati? Forse non avevano ancora letto il testo». Marangon spera in una approvazione in aula prima dell'estate: «Anche perché altrimenti perderebbe senso, questa norma ha due anni di validità, fino al 2010». E il governatore confida anche un altro progetto: «Fare in modo che le 40mila persone che pagano un affitto per abitare in una casa dell'Ater possano diventare con una firma proprietari dell'abitazione. E su questo le banche devono fare la loro parte». Dagli alleati di governo (regionale) plausi all'iniziativa: «Mi auguro che il Veneto possa ancora una volta fungere da apripista con questo interessante, intelligente, innovativo progetto di legge», dice Antonio De Poli (Udc). Leonardo Padrin, Forza Italia, ha già inserito il disegno di legge con l'intero articolato nel suo sito Internet. Ma Franco Frigo, consigliere regionale del Pd, è di tutt'altro avviso: «Tanto fumo e poco arrosto». Alda Vanzan

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La chimera Adsl: 20mila persone ancora "isolate" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La chimera Adsl: 20mila persone ancora "isolate" Un leopardo. Si presenta così la provincia di Parma, con le lenti della copertura Adsl. La linea veloce per internet, per il 5 per cento della popolazione telefonica (dati Telecom), circa 20 mila persone, è ancora una chimera. Ultima tecnologia disponibile: Isdn, ossia poco più del «paleolitico» 56k, i modem degli albori di internet, quando le pagine si aprivano a scatti e servivano giorni per scaricare file audio o video. Se le cose in città vanno bene, con il 99 per cento dei telefoni raggiunti dalla possibilità dell?allacciamento all?Adsl, è fuori dal perimetro urbano, specialmente in alcune frazioni pedemontane anche molto popolate, che si registrano i maggiori problemi. Le ragioni del digital divide, la discriminazione tecnologica fra zone veloci e zone lente, ha radici tecniche e risvolti economici non indifferenti. In tema di competitività, ad esempio: una piccola azienda nel comune A, ha costi minori e potenzialità maggiori, di quella a pochi chilometri, nella frazione B, costretta a connessioni infinite e bollette da capogiro. L'Adsl arriva nelle case attraverso il doppino telefonico; questo però non è sempre agevole: dipende dalla qualità del rame dalla distanza dalla centrale. Telecom potrebbe intervenire, aggiornando le centraline: ma non essendo più il gestore monopolista, deve garantire l?accesso alle strutture agli altri operatori. Quindi perché investire e poi concedere un piedistallo prezioso alla concorrenza? E quando non ci sono inconvenienti tecnici, ecco il bastone della burocrazia: alcuni comuni verrebbero incontro ai privati per dividere gli oneri degli investimenti necessari, ma Bruxelles considera queste forme di finanziamento pubblico come veri e propri «aiuti di Stato». Quindi in contrasto con le norme in materia di libera concorrenza. Un cane che si morde la coda: per garantire una formale libertà di concorrenza, si ammazza quella sostanziale. La Provincia sta cercando soluzioni alternative all?inerzia del gestore privato, con tecnologie che spostano la banda dalla terra (dorsali telefoniche) all?aria: tra queste Hiperlan, sistema che «spilla» il segnale dove è disponibile da bocchettoni in fibra ottica lungo le dorsali, e lo diffonde via etere con un sistema di ponti radio. Tutto parte da un?intesa con la Regione, un anno e mezzo fa. Enìa, società incaricata dai due enti, sta realizzando la struttura per allacciare zone distanti da Parma che Telecom, altrimenti, non avrebbe mai raggiunto. Missione compiuta in Valtaro e Valceno - con l?eccezione di punti bui, non «visti» dalle onde: tallone d?Achille di Hiperlan - e entro due mesi anche in Valparma. L'articolo completo e altri servizi sul problema a Scurano e a Collecchio sono sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi.

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Più cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Più cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia ROMA - Silvio Berlusconi l'ha annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri di venerdì. "Avrà effetti straordinari sull'edilizia" ha detto domenica il premier. Ora il piano-casa da 550 milioni sembra essere pronto. Fonti parlamentari anticipano le linee guida: una stanza in più per ogni abitazione; via libera all'abbattimento di vecchi edifici; sconti sulle tasse per ottenere dai Comuni il permesso di costruzione. E poi la costruzione di cinquemila nuovi appartamenti e la possibilità per un milione di inquilini di riscattare la casa popolare in cui abitano. Dopo una serie di riunioni a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio, la "rivoluzione" dell'edilizia è pronta, trascritta in una legge quadro di trenta cartelle. Già qualche Regione di centrodestra annuncia la propria adesione al progetto. Oltre al Veneto, anche la Sardegna si dice favorevoli alle nuove norme e la Lombardia annuncia un intervento a breve. Ecco le misure chiave del testo. Un milione di nuovi proprietari, 5.000 alloggi. L'obiettivo del governo è quello di costruire cinquemila nuove alloggi popolari, ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni interessate dal piano considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare gli immobili popolari in cui vivono, potrebbero essere un milione di inquilini. Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta. Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all'esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. Richieste entro 2010. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. Demolizioni e ricostruzioni. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. All'interno di questo capitolo, poi, si starebbe ragionando sulla possibilità di rendere l'area originaria non edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa. Rispetto del paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta su sanzioni - Multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e la possibilità che l'accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Arriva certificato di conformità. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera. Camera di conciliazione. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15

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Più cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pi cemento e 5.000 nuove case Le linee guida del piano-edilizia ROMA - Silvio Berlusconi l'ha annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri di venerd. "Avr effetti straordinari sull'edilizia" ha detto domenica il premier. Ora il piano-casa da 550 milioni sembra essere pronto. Fonti parlamentari anticipano le linee guida: una stanza in pi per ogni abitazione; via libera all'abbattimento di vecchi edifici; sconti sulle tasse per ottenere dai Comuni il permesso di costruzione. E poi la costruzione di cinquemila nuovi appartamenti e la possibilit per un milione di inquilini di riscattare la casa popolare in cui abitano. Dopo una serie di riunioni a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio, la "rivoluzione" dell'edilizia pronta, trascritta in una legge quadro di trenta cartelle. Gi qualche Regione di centrodestra annuncia la propria adesione al progetto. Oltre al Veneto, anche la Sardegna si dice favorevoli alle nuove norme e la Lombardia annuncia un intervento a breve. Ecco le misure chiave del testo. Un milione di nuovi proprietari, 5.000 alloggi. L'obiettivo del governo quello di costruire cinquemila nuove alloggi popolari, ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni interessate dal piano considerando anche gli interventi di ricostruzione. A riscattare gli immobili popolari in cui vivono, potrebbero essere un milione di inquilini. Ampliamento di case. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% in riferimento invece alla superficie coperta. Sconti fisco. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all'esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. Richieste entro 2010. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilit di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguit con il fabbricato esistente. Demolizioni e ricostruzioni. Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe al 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. All'interno di questo capitolo, poi, si starebbe ragionando sulla possibilit di rendere l'area originaria non edificabile nel caso in cui si decidesse di ricostruire in una zona diversa. Rispetto del paesaggio. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta su sanzioni - Multe per i casi pi lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino a immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e la possibilit che l'accertamento di conformit e quello di compatibilit ambientale estinguano i reati. Arriva certificato di conformit. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformit giurata da parte del progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di denuncia di inizio attivit, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera. Camera di conciliazione. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i comuni. Semplificazione e tempi certi. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. 11/03/2009 - 20:15

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PMI: STUDIO CIDEC, BUROCRAZIA E ACCESSO AL CREDITO 'INCUBI' DEGLI IMPRENDITORI ITALIANI (2) (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 11-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

(Adnkronos) - ''Se si vuol fare qualcosa per uscire dalla crisi - sottolinea il presidente nazionale della Cidec, Agostino Goldin - e' necessario favorire l'accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese italiane. La contrazione dei prestiti alle imprese e' oggi non piu' un rischio ma una vera e propria minaccia, senza dubbio l'ostacolo principale alla crescita''.

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Tangenziale pronta entro fine anno (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMAGNANO SESIA.VEDOVATO E BORIOLI NEL CANTIERE Tangenziale pronta entro fine anno [FIRMA]PAOLO USELLINI PRATO SESIA La costruzione della tangenziale procede a passi spediti: l'apertura sicuramente entro fine anno. L'annuncio dal presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato. e dall'assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli. Ieri hanno guidato la visita al cantiere del primo lotto della tangenziale di Romagnano Sesia. Collegherà quest'abitato con l'imbocco di Grignasco. «Un'opera complessa - ha sottolineato Vedovato - che sta procedendo molto velocemente. Così come l'iter del secondo che collegherà la regionale 142 dei Laghi con il casello autostradale dell'A26 Voltri Sempione ai confini con Ghemme». Borioli: «E' un'infrastruttura della quale finalmente vediamo concretizzarsi i tanti documenti passati al vaglio della burocrazia in questi anni». E' ancora Borioli ad annunciare che «sarà dato brevemente il via a un altro gioiello che collegherà Novarese e Vercellese, ossia la Pedemontana»: la Regione passerà infatti ad avviare il bando di gara per la ricerca del promotore finanziario intorno alla metà di aprile «e questo permetterà all'intero territorio - continua Borioli - di presentarsi degnamente all'Expo 2015, evento unico per il Piemonte, soprattutto per le aree a ridosso della Lombardia». Alla visita erano presenti il sindaco di Prato, Simonetta Rossi e i colleghi di Romagnano Sesia, Carlo Bacchetta, e Grignasco, Claudia Vinzio). C'erano i tecnici della Provincia, quelli della «Lis» che ha in appalto l'opera e rappresentanti della commissione viabilità di Palazzo Natta. «In questi anni - ha aggiunto Vedovato - molto si è fatto per la Provinciale della Valsesia, che verrà a breve restituita ormai del tutto rinnovata e capace di ospitare le migliaia di vettura e mezzi pesanti che su di essa circolano». Un altro annuncio dal presidente Vedovato: «Nei prossimi giorni partirà l'appalto per la costruzione della bretella a scorrimento veloce che eviterà l'abitato di Fara: anche in questo caso, come per Romagnano, c'è l'apporto finanziario e tecnico della Regione». Tornando alla cosiddetta «variante» di Romagnano Sesia, va rilevato che si tratta di uno dei più importanti cantieri stradali realizzati in questi anni dalla Provincia. Il primo lotto, partito nel settembre 2007, sarà completato entro fine 2009 con un costo complessivo di 24.500.000 euro; il lotto comprende anche la galleria di 600 metri che passa sotto la Prato-Cavallirio. Il secondo lotto dei lavori ammonta a 14.500.000 euro: approvato il progetto definitivo, sono in corso le procedure per l'esproprio delle aree interessate. Entro la metà del prossimo mese di maggio gli espropri saranno completati e si procederà all'appalto con la formula dell'«appalto integrato».

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Bond argentini, una banca condannata al risarcimento (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Bond argentini, una banca condannata al risarcimento Una sentenza "pilota" La Cassa di risparmio di Vignola costretta a restituire al cliente la somma investita e anche gli interessi Contratto azzerato e cliente risarcito sino all'ultimo centesimo. E' questo l'esito di una sentenza pilota che non mancherà di diventare un caso da manuale anche a livello nazionale visto che i protagonisti sono un piccolo risparmiatore che ha comprato bond argentini e una banca modenese, la Cassa di Risparmio di Vignola. Qualche tempo il protagonista della vicenda, F.D., si rivolge con fiducia all'istituto di credito per mettere al sicuro una cifra relativamente bassa, poco più di 40 mila euro, con un rendimento interessante. I funzionari propongono le obbligazioni di Stato dell'Argentina, con la formula classica che ha invogliato tante persone: «Si è mai visto una nazione che dichiara bancarotta?» Puntualmente invece c'è stato il tracollo dell'economia in Sudamerica e i bond argentini sono diventati carta straccia; di qui il tentativo in tutte le sedi dei risparmiatori di rientrare in possesso dei capitali che erano stati prestati con tanta fiducia. Questa volta a Modena i giudici Domenico Pasquariello ed Eleonora De Marco hanno accolto integralmente le tesi dell'avvocato Eugenio Forni per conto del risparmiatore che si è sentito defraudato dei suoi diritti. Ieri la sentenza è stata depositata e la Cassa vignolese è stata obbligata a considerare risolto il contratto, a riprendersi i bond che aveva intermediato e a restituire all'ex cliente l'intera cifra che era stata versata oltre agli interessi e al pagamento delle spese legali e processuali. La novità quindi sta nel fatto che questo riconoscimento arriva in una sentenza. Già nel recente passato alcune associazioni di consumatori, come il Codacons, hanno ottenuto in via extragiudicziale, dopo serrate trattative, la restituzione integrale di quanto versato per l'acquisto di bond argentini. E su questo tema c'è sempre stata grande attenzione anche da parte delle associazioni dei consumatori che hanno unito le forze e messo insieme diversi modenesi che si sono ritrovati con lo stesso amaro problema: risparmi azzerati per la bancarotta di un paese. Questa sentenza servirà certamente anche a chi fino ad ora non ha ancora trovato giustizia e sta aspettando i tempi della burocrazia per provare a recuperare quanto perso. (s.c.)

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Nel Feltrino la crisi viaggia a tripla velocità (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Roberto Curto Nel Feltrino la crisi viaggia a tripla velocità Pagano dazio il settore edile e l'occhialeria Curto: «Ripartire dal Parco e dal territorio» FELTRE. La maggiore contrazione di aziende e la più alta flessione di occupati. Al momento, nel settore dell'artigianato è il Feltrino a pagare il conto più salato alla crisi economica. Il resto della provincia non sta bene, ma il nostro territorio è un malato da curare. Eppure qualche rimedio c'è. Se l'edilizia e l'occhialeria segnano a fine 2008 un decremento di occupati rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente, rispettivamente del 14 e del 17,9 per cento, ci sono altri settori come l'impiantistica e la metalmeccanica che registrano segni più. Insomma, la situazione è difficile, ma qualcosa si muove e il presidente provinciale degli artigiani, Luigi Curto, guarda al territorio, alle sue bellezze e ai suoi prodotti gastronomici, come una risorsa anche occupazionale «per creare un turismo di qualità a basso costo che ha la potenzialità di attirare il pubblico soprattutto nei fine settimana». La tendenza negativa colpisce anche il manifatturiero e i servizi. L'occhialeria, presente soprattutto nel Basso Feltrino, è la categoria che soffre di più, seguita a ruota dall'edilizia, anche se si dovrà attendere la fine della sospensione invernale per valutare pienamente i riflessi della contrazione della domanda. «Bisogna puntare al recupero delle case nei centri storici», afferma Luigi Curto, «con un occhio alla bioedilizia, al fotovoltaico. Sono settori nelle quali cittadini e imprese possono trovare delle opportunità con la possibilità di accedere ai contributi». Altro dato riguarda i settori abbigliamento e meccanica, che da metà gennaio manifestano gravi difficoltà sul fronte degli ordini. Una forte contrazione dell'occupazione si registra anche nei servizi alla persona e partire dal prossimo trimestre è previsto il manifestarsi di una contrazione dei fatturati. Da gennaio a oggi l'Unione artigiani di Belluno ha assistito complessivamente, a livello provinciale, 56 aziende nell'accesso alle procedure di sospensione e disoccupazione: il 36 per cento di queste aziende, per un totale di circa sessanta addetti, appartiene all'area feltrina. Dal 2005 al 2008 la Provincia è scesa da 5855 imprese artigiane a 5647. In pratica 208 in meno. Di queste 50 - quasi il 25 per cento - aveva la sede a Feltre. Tempi duri anche per le maestranze straniere che attualmente compongono una fetta di lavoratori scesa al di sotto del 10 per cento mentre in Valbelluna, Cadore e Agordino supera ancora l'11 per cento e si presenta maggiormente stabilizzata, con buoni riflessi sull'integrazione. Proprio gli stranieri sono i primi a pagare il momento difficile. Si tratta di un'occupazione con maggiore precarietà, legata soprattutto al settore delle csotruzioni e fortemente connessa con i flussi giornalieri della fascia pedemontana trevigiana da dove viene pescata parte della manodopoera. Non necessariamente, quindi, la perdita di questi posti di lavoro significa obbligatoriamente una particolare ricaduta di tipo sociale sul nostro territorio. Il presidente dell'Unione artigiani sprona soprattutto i giovani a farsi trovare pronti non appena l'economia darà segnali di risveglio: «Bisogna che le nuove generazioni riscoprano lo spirito di sacrificio per il lavoro. Questo vuol dire rivalutare le scuole professionali che sono un'opportunità. Mi viene in mente la richiesta di estetiste che ha spinto la nostra organizzazione ad organizzare un corso apposito. Penso al Parco Dolomiti Bellunesi, a Feltre intesa come città d'arte, al suo sistema museale, all'albergo diffuso. Puntare sul territorio che non è delocalizzabile, sulle nostre specialità agroalimentari. Chi ha capacità e buona volontà può costruirsi ancora una buona carriera lavorativa». Infine una considerazione generale: «Attualmente la burocrazia pesa per il 20-22 per cento sull'attività delle imprese. Con queste percentuali», conclude Curto, «diventa tutto più difficile anche nei periodo in cui l'economia tira. Ovvio che adesso tutto si ingigantisce».

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La Lega Nord frena sul piano per la casa (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 12/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano La Lega Nord frena sul piano per la casa Bossi chiede garanzie sulla tutela del territorio e su eventuali facilitazioni per gli immigrati Il leader della Lega Umberto Bossi ROMALe linee guida del piano edilizia del Governo sono pronte e ora dunque non resta che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo è portare domani in Consiglio dei ministri un disegno di legge «cornice», ma ciò non toglie che oggi si siano registrati i primi dubbi circa la possibilità di rispettare il timing. Il timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere più tempo del previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il via libera. Difficoltà tecniche che si saldano con quelle politiche: la Lega infatti frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del Carroccio Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi. Due le preoccupazioni principali, spiega sempre il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del territorio. Anche il Pd, dice il segretario Dario Franceschini, prima di giudicare vuole «vedere concretamente» le carte. Perché, spiega, se è giusto «far lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la qualità dei centri storici». Il malumore leghista però, a quanto si apprende, sarebbe stato originato più dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del premier che da dubbi sul pacchetto di misure. E proprio con l'obiettivo di sbloccare l'impasse in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto sentirsi al telefono. Fatto sta che a metà pomeriggio il Senatùr spiegava che «la telefonata chiarificatrice non c'era ancora stata». Per fare il punto sulle novità e cercare di incassare il consenso degli alleati il presidente del Consiglio ha comunque presieduto una serie di riunioni alle quali ha partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il progetto è quello di procedere su due livelli: preparare un testo da proporre alle Regioni che poi intendono adottarlo e al contempo rivedere la normativa sulla materia di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno di legge. Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio senza argini sono però state previste sanzioni più severe delle attuali per chi intacca i beni vincolati. Prevista anche la possibilità che i Comuni facciano veri e propri sconti fiscali a chi sceglie di ampliare la propria abitazione e a chi decide di demolire vecchi e malandati edifici.

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per il centrodestra è uno scippo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 3 - Fatto del giorno Per il centrodestra «è uno scippo» Olbia, l'assessore Zanchetta (Pd) parla di sciopero generale OLBIA. Nell'aula del consiglio provinciale si respira aria unitaria. A cementare le opposte fazioni, la sottrazione dei fondi per la Sassari-Olbia. Uno «scippo» secondo gli esponenti di destra e di sinistra, che vale una battaglia comune. In via Nanni c'erano tanti sindaci del territorio, quasi tutti i consiglieri regionali, e il neo assessore regionale Sannitu. Tanta contrarietà soprattutto nel centrodestra, i cui esponenti esprimono imbarazzo ma anche rabbia e voglia di reagire. Il via lo dà il sindaco di Olbia Giovannelli, che parla di furto nei confronti della comunità gallurese, seguito dal consigliere provinciale del Pdl Giuseppe Fasolino, che si autosospende dal partito in attesa di buone nuove. Zanchetta, assessore provinciale del Pd, propone invece uno sciopero generale. Pietrina Murrighile, presidente della giunta provinciale, ha aperto la seduta ricordando che «i soldi per la Sassari-Olbia rappresentavano una sorta di piano di rinascita per la Gallura ma anche per il nord Sardegna. Lo sconcerto arriva dal fatto che i patti non sono stati rispettati». Poi, la presidente aggiunge che «due giorni fa ho ricevuto l'invito per una conferenza di servizi a Roma per discutere sul lotto 0 della Sassari-Olbia, la bretella di 3 chilometri per saltare la salita di Saccargia. Ieri tutto è stato annullato». La burocrazia aveva, evidentemente, fatto il suo corso, ma le decisioni del Cipe hanno cancellato con un colpo di spugna qualsiasi atto annesso e connesso sulla strada. «Possiamo parlare di scippo - ha detto duramente Giovannelli, sindaco Pdl -, di promesse non mantenute. Cosa avrà la Gallura come risorse compensative per ospitare il G8? La Sassari-Olbia è sparita, e anchele opere collaterali, come lo spostamento della ferrovia. Diciamo, ora, che non siamo più disposti ad abbassare la testa. Quando arriveranno altre richieste legate al G8, io mi metterò di traverso». Di furto parla anche Matteo Sanna, assessore regionale confermato del Pdl, dando «la disponibilità a partecipare alla manifestazione di Oschiri». Anche Renato Lai (Pdl) è sulla stessa linea. «Un furto - dice -. Ora, dopo le promesse elettorali, c'è solo imbarazzo. Ma ricordiamo che, dopo lo smantellamento del servizio delle ferrovie lungo la Olbia- Sassari, l'unica possibilità di aiutare i cittadini e quella di fornirgli una strada adeguata». Il consigliere provinciale Fasolino dice di essere amareggiato e di aver deciso di «autosospendersi dal Pdl, in attesa di risposte. Ora sono imbarazzato, perché le promesse sulla Olbia-Sassari le ho usate anche io in campagna elettorale». Pierfranco Zanchetta si congratula con i «rivali» del centrodestra. «Mi fa piacere che si parli di scippo. Ma ora, come si dice, occorre assicurare gli autori del furto alla giustizia. C'è anche il fatto che nel Pdl qualcuno ha continuato a parlare di 4 corsie sulla Olbia-Palau, ora non ci sono i soldi manco per questa strada. Comunque propongo la mobilitazione generale e anche, vista la presenza dei sindacati in questa aula, lo sciopero generale. In mattinata un altro alto esponente del Pdl, il senatore Sanciu, aveva consegnato l'interrogazione al Senato indirizzata a Berlusconi, Matteoli e Bertolaso. Un atto che riassume tutta la vicenda e chiede al governo, viste le decisioni del Cipe, come verrà realizzata la nuova Olbia-Sassari. Bella domanda, no? (en.g.)

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piano casa, primi dubbi della lega lombardia pronta a seguire il veneto - paola coppola andrea montanari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Economia Il varo del ddl governativo previsto per domani potrebbe slittare. Via i permessi e ravvedimento operoso Piano casa, primi dubbi della Lega Lombardia pronta a seguire il Veneto Le regioni potranno ampliare il volume e ricostruire Sconti fiscali e sanzioni più dure PAOLA COPPOLA ANDREA MONTANARI ROMA - Stretta sulle sanzioni, certificazione giurata del progettista invece del permesso di costruire, meno burocrazia e tempi più stretti: ecco i punti chiave del piano per l´edilizia a cui sta lavorando il governo, la "legge quadro" che domani dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri. Anche se è possibile che il via libera slitti di qualche giorno per mettere a punto i dettagli del pacchetto e sciogliere le riserve dell´alleato leghista. Ieri Bossi ha espresso ancora dubbi sul provvedimento per quanto riguarda il nodo immigrati e la tutela del territorio: «Vogliamo vedere bene cosa ha in mente Berlusconi», ha detto. Ma la "rivoluzione" per sostenere l´edilizia va avanti, e si muove su due livelli. Mentre i tecnici del governo lavorano alla legge quadro, parallelamente, il tema è all´ordine del giorno anche alla conferenza Stato-Regioni: oggi alle Regioni sarà proposta una bozza di ddl simile a quella discussa da Berlusconi e Galan e approvata dalla giunta regionale del Veneto. Ogni Regione potrà decidere se farla sua. Il consenso della Sardegna c´è, la Lombardia ha annunciato un intervento a breve. «è una bella idea che può mettere in moto l´indotto», ha chiarito Formigoni. L´ "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per promuovere l´utilizzo di fonti di energia alternative e rinnovabili" prevede che le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto del 20% del volume. I Comuni potranno scegliere di ridurre il "contributo di costruzione", previsto per l´ampliamento, del 20%. Se si tratta di prima casa invece lo "sconto" può arrivare al 60%. Prevista la possibilità di realizzare un ampliamento separato dal fabbricato, e fissata una scadenza (fine 2010) per presentare la richiesta di modifica. C´è la cosiddetta "rottamazione" per palazzi vecchi: gli edifici pre-1989, non soggetti a forme di tutela, possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento del volume del 30%, fino al 35% se si usano tecniche di bioedilizia. Se si costruisce su un´area diversa da «quella occupata dal fabbricato demolito - si legge nella bozza - dovrà essere gravata da un vincolo di inedificabilità o ceduta all´amministrazione comunale per essere adibita a verde pubblico o a servizi». Fissati paletti rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici, e il divieto di ampliare immobili abusivi. Punta a semplificare le procedure e a tagliare i tempi la "legge quadro" del governo che dovrebbe modificare il testo unico dell´edilizia e il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Tra le novità: confermata l´abolizione del permesso di costruire, sostituita con una certificazione di conformità giurata del progettista e la creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. Per evitare che le norme si trasformino in un condono sanzioni più severe per chi interviene sui beni vincolati. è allo studio anche il "ravvedimento operoso": per i casi meno gravi potrebbe essere immaginata l´estinzione per l´illecito e la possibilità che accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Infine il piano vuole semplificare le procedure per il rilascio dell´autorizzazione paesaggistica.

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l'italia sarà salvata dai "giardinieri di dio" (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«È IN ATTO IL GRANDE ASSALTO MA C'è UN'ANIMA IN OGNI LUOGO CHE CI AIUTERà» L'Italia sarà salvata dai "giardinieri di dio" Gli appunti del reporter diventano uno spettacolo-denuncia contro la spoliazione TERRITORIO MINACCIATO di MICHELE MELONI TESSITORI Un grido di allarme contro il grande assalto ai territori, spolpati di ogni risorsa, preda dell'imbroglio globalizzato. Un grido di speranza perché l'Italia è piena di resistenti, i giardinieri di dio, depositari dell'anima dei territori, capaci ancora di salvarci dalla spoliazione. Paolo Rumiz, reporter e narratore, approda al teatro con questo tema apocalittico, da nuovo millennio, frutto del suo minuzioso lavoro di cronista che ha percorso in lungo e in largo il Paese e il centro-Est Europa. La leggenda dei mondi naviganti (premio Grinzane Montagna e Chatwin), romanzo di viaggio lungo le salite e i sentieri tra le Alpi e gli Appennini, è infatti divenuto uno spettacolo che andrà in scena oggi, alle 21, al Teatro Pasolini di Cervignano. «Non è un'idea mia, ma di Roberta Biagiarelli (autrice della riduzione teatrale e attrice, ndr) che ha la stessa mia visione partigiana circa la scrittura al servizio del paesaggio. Entrambi gridiamo nel deserto il nostro allarme per l'eclissi dei territori e delle identità, coscienti che viviamo il momento del grande assalto alle ultime ricchezze del pianeta Italia». Tutto - spiega Rumiz - va nella direzione dell'esaurirsi delle risorse, «con un premier che chiede poteri eccezionali per mettere discariche e nucleare dove vuole lui; con allarmi, come quello degli immigrati clandestini, inesistenti, allo scopo di non farci vedere qual è il vero dramma, cioè che ci stanno mangiando la merenda». «Questa ricerca di poteri assoluti, questa enfasi sui nemici alle porte, questo occultamento dei problemi reali attraverso un bombardamento mediatico, ci hanno rimbecilliti tutti; e anche la presenza di un'opposizione allo sbando fa sí che non ci si accorga che soprattutto in montagna si gioca l'ultima partita di una grande rapina: dall'acqua, all'aria (l'eolico invade indecentemente ogni angolo piú bello), all'ultima terra pulita...». Dello spettacolo in scena al Pasolini Rumiz parla come di «un buon apprendistato alla conoscenza dell'Italia che non è sulle tv, una grande costellazione federata di diversità insultata dai centralismi ora romano, ora papalino, ora fascista, fino a quest'epoca di imbroglio globalizzato». Il dramma - denuncia - è che questa costellazione di diversità «invece di fare rete crede di difendesi arroccandosi ciascuna nel proprio fortilizio, condannandosi alla dissoluzione». Mai come oggi avrebbe invece bisogno di «cantare in coro». Perché, secondo Rumiz, «il Paese sta andando a grandi balzi verso il federalismo irresponsabile in cui non i popoli, ma le burocrazie delle varie province e regioni chiedono di avere licenza illimitata di spesa e di sperpero. La Jugoslavia è crollata cosí, non a caso inventandosi una questione etnica per non pagare il dazio del fallimento». Invece ci vorrebbe un federalismo responsabile «alla tedesca, con uno stato leggero, ma che c'è e dà regole». Rumiz sembra, dunque, vestire i panni dello scrittore militante, fortemente ideologico: «Diciamo che il libro nasceva dal desiderio di percorrere territori ignoti, perché gli italiani non hanno mai conosciuto male il Paese come in questi anni che ci tengono incollati agli studi tv, mentre nessuno rappresenta piú il paesaggio. Volevo provare l'implicito godimento di scoprire un'Italia semideserta e semisconosciuta. A questo si è agganciata la parte militante». Lo spettacolo rivela ancor piú le ragioni di questa missione: «Sono andato alla ricerca degli dei alla macchia. Perché io credo che nel territorio se ne nascondano. Nel dio uno dei territori si cela anzi un politeismo che si esprime soprattutto attraverso i dialetti, le lingue, le voci, i profumi, la cucina. Roberta (Biagiaretti, ndr) e il suo compagno di scena hanno colto molto bene che in questo viaggio non si cercano tanto le persone, i luoghi, ma ciò che sta loro dietro, l'anima dei territori. Il paesaggio non è il luogo, ma ciò che il questo mi dice: è il genius loci. Quindi è un dio, un piccolo dio che mi conquista, che mi parla attraverso lunghezze d'onda misteriose che si perpetuano. Di fronte allo strepito della contemporaneità questi dei si sono ritirati alla macchia, sono diventati dei partigiani. Io sono convinto che al momento giusto salteranno fuori per dirci come uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati». In scena, dunque «si mandano anche segnali di speranza, perché l'Italia è piena di straordinari personaggi resistenti, quelli che io chiamo i giardinieri di dio». Sono le voci di Rigoni Stern, di Bonatti, di Guccini, di Capossela. «Ma in scena si avverte anche il grande silenzio dell'Appennino tosco-emiliano, con i suoi animali mitologici, orsi, balene fossili, elefanti annibalici, perché, lungi dall'essere sistematico, il mio è stato un viaggio alla ricerca dell'anima dei luoghi». Ma, viene da chiedere, ci potrà pur essere una globalizzazione buona? «Certo. È quella che consente di mettere in rete la diversità. In Italia, però, assistiamo a una globalizzazione di rapina, per un'indecente combutta tra piccola politica e piccola burocrazia. Un esempio? La pastorizia, massacrata da divieti igientistici che rendono impossibile a qualsiasi giovane praticare questo mestiere antico come il nostro Paese e aprono le porte senza regole alle carni importate dalla Nuova Zelanda, ai centri commerciali immensi e deficitari che uccidono l'anima dei luoghi. A me fa male al cuore vedere anche i friulani affluire a migliaia nei week-end in zona centri commerciali invece di andare a cercare i prodotti sulle loro colline, in montagna, nella Bassa. In questo la Slovenia è molto piú avanti di noi. E in Francia un pastore con 120 pecore vive e manda i figli all'università». Ci pensi anche il presidente della nostra Regione, Renzo Tondo - dice Rumiz lanciando un appello alla politica - «lui che è un montanaro, uno che dieci anni fa mi aprí gli occhi sui mali di pancia delle periferie. Guardi questo spettacolo e il degrado in cui siamo precipitati. Rifletta sulla scelta della bella Donata di Lauco che ha mollato la banca in fondo valle per andare a mungere vacche in quota: è un monumento alla resistenza».

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pianificazione sbagliata pochi servizi, prezzi alti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

AVEVA DETTO Pianificazione sbagliata pochi servizi, prezzi alti "Ritroviamo il gusto dell'ospitalità, sennò per noi diventa dura" L'intervista a Sergio Andreucci, due giorni fa, è stata un terremoto sul mondo del turismo maremmano. Consigliere di Ascom, membro della giunta camerale e del cda del Far Maremma, rappresentante provinciale della Fiavet, la federazione italiana delle agenzie di viaggio, ma soprattutto imprenditore di primo piano, Andreucci ha tracciato un quadro impietoso della situazione del turismo. Ecco cosa aveva detto. Cattiva promozione. "La spinta a fare una promozione polverizzata, senza coordinamento, è un retaggio che ci portiamo dietro da anni, senza che l'Apt sia mai riuscita a cambiare lo stato delle cose. Ogni comune, ogni Pro loco, ha un proprio piano di promozione. E le strutture si muovono in ordine sparso". Fiere inutili. "Si lavora e si investe senza criterio. Le istituzioni continuano a puntare su fiere, rassegne e mostre, nonostante le indagini di settore di quelle stesse istituzioni dicano che soltanto lo 0,3% dei turisti che soggiornano in Maremma viene intercettato così. Mentre oltre il 30% ha come mezzo di informazione Internet" Unire mare e entroterra. "Chi vuole il mare, solo il mare, oggi sceglie altri luoghi, a prezzi più accessibili. Noi possiamo offrire molto di più, invece non riusciamo a mettere a sistema la spiaggia con ciò che sta alle spalle della spiaggia, che è straordinario. Bisogna ripensare tutta l'organizzazione dell'offerta turistica locale: prezzi, qualità e quantità dei servizi". Cosa non va. " Stagioni troppo corte (per carenza di servizi), imprenditori gravati dalla burocrazia e dalle spese. E poi i prezzi: un soggiorno di una settimana, a luglio, a Ibiza, in hotel 4 stelle, all inclusive, può arrivare a costare 495 euro per persona. Stessa cosa in Tunisia, dove si può andare a spendere dai 400 ai 500 euro. Con servizi di elevata qualità". Il senso dell'ospitalità. " Abbiamo perso il senso dell'ospitalità. Individuare luoghi ordinati, con buoni servizi, puliti, funzionanti è un'eccezione. Io, quando porto dei turisti a giro per la Maremma, evito di percorrere alcune strade, di frequentare alcuni siti, perchè farei una pessima figura. Mi vergogno. Il passaparola positivo, che è il veicolo pubblicitario più efficace, non riusciamo ad innescarlo".

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invalidità, guerra alle pratiche lumaca (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 0 - Cagliari Invalidità, guerra alle pratiche lumaca Servizio di medicina legale e informatizzazione contro la burocrazia Il primo passo dell'Asl è stato quello di accorpare il servizio a Villa Clara CAGLIARI. Da un anno il portatore di handicap che deve ottenere la certificazione del suo stato e anche l'invalidità civile non fa più due istanze e due visite: la commissione dell'Azienda sanitaria lo vede una volta sola per una doppia richiesta presentata in una domanda unica, è la commissione a stendere due verbali e a far prendere strade diverse alle due pratiche. Poi i locali delle visite: non sono più sparsi nella città ma radunati nel complesso di Villa Clara «pieno di parcheggi». Il fiore all'occhiello, però, ancora non c'è ed è facile prevedere quale possa essere: i tempi rapidi per chiudere le pratiche di invalidità civile e riconoscere l'handicap. a pagina 21

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I bonus non bastano per evitare l'impoverimento dei pensionati (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

I SINDACATI DI CATEGORIA CRITICANO LE INIZIATIVE STATALI E COMUNALI E TORNANO A SOLLECITARE INTERVENTI STRUTTURALI «I bonus non bastano per evitare l'impoverimento dei pensionati» La proliferazione dei bonus ha un senso politico ben preciso. Da una parte, nascondono la riduzione di diritti, di strutture e servizi pubblici e dall'altra hanno lo scopo di vincolare il consenso di singoli individui obbligandoli a compilare moduli e moduli di domande. Per inquadrare compiutamente la logica dei bonus, è necessario tener presenti il «libro verde» del ministro Sacconi e la politica dei tagli alla spesa pubblica messa in atto dal Governo in settori fondamentali per la tenuta dello stato sociale: sanità, scuola, enti locali, etc . In materia di sanità, tra i tagli e il nuovo modello sociale proposto con il libro verde, viene di fatto a cadere la concezione stessa di tutela universale e pubblica del diritto alla cura della salute che è stato alla base dell'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. La prospettiva è di ritornare alle «mutue». Il ministro Sacconi auspica «una maggiore diffusione della previdenza complementare e dei fondi sanitari complementari...» e sostiene che «lo sviluppo del pilastro privato complementare è un passaggio essenziale per la riqualificazione della spesa e la modernizzazione del nostro welfare». Il progetto è dunque di trasformare lo stato sociale in assistenziale-caritatevole, scaricando sulla persona e sulla famiglia la responsabilità di trovare sempre più nel privato le risposte ai propri bisogni. In questo quadro, i bonus servono soltanto a monetizzare, in modo del tutto inefficace e provvisorio, i diritti negati su salari, pensioni, sanità, assistenza, etc. La social card, tanto propagandata è stata un fallimento. Tanti requisiti, congegnati apposta per escludere, hanno ristretto la già marginale platea di beneficiari. La complicazione del suo utilizzo oltre a essere umiliante è un ulteriore limite per fruire concretamente dell'aiuto promesso. Al 15 gennaio solo un terzo del milione e 300 mila carte promesse dal ministro Tremonti erano effettivamente caricate. Non sappiamo se nei prossimi mesi la carta avrà la copertura finanziaria per essere confermata. Il bonus famiglia contiene molte contraddizioni. Gli importi «una-tantum» sono insignificanti rispetto alla grave situazione di impoverimento dei redditi delle famiglie di lavoratori e pensionati, acutizzata dalla crisi. In particolare il bonus di maggior valore, mille euro per la non autosufficienza, inizialmente limitato ai nuclei familiari con presenza di figli a carico portatori di handicap, anche con la recente interpretazione che lo riconosce per il coniuge o altri familiari a carico portatori di handicap, esclude di fatto molti anziani soli non autosufficienti e comunque esclude le situazioni nelle quali il familiare non è a carico fiscalmente. Per capire questa tortuosa impostazione bisogna leggere la relazione tecnica di accompagnamento al decreto n. 185/2009. La relazione contiene una stima dei potenziali beneficiari del bonus calcolata sulla base delle dichiarazioni dei redditi. Per la non autosufficienza prevede 88 mila beneficiari e, di conseguenza, stanzia una certa somma. I numeri reali della non autosufficienza sono però molto diversi: 2,5 milioni nel Paese, 350 mila solo in Lombardia. È interessante comparare il bonus di 200 euro per i pensionati single con reddito fino a 15.000 con la penalizzazione fiscale sugli aumenti della perequazione: una pensione di 15.000 euro nel 2008 paga 150 euro di Irpef in più nel 2009. Su di noi, sindacati dei pensionati, si è scaricata tutta la burocrazia inventata dal Governo; abbiamo accolto una moltitudine di persone affannate, disorientate, umiliate, deluse, con le quali abbiamo però avuto anche la possibilità di parlare delle nostre critiche e delle nostre proposte per un aumento strutturale di pensioni e salari. Ai bonus nazionali, si aggiungono il buono famiglia della Regione Lombardia e, a Brescia, non solo il bonus bebè, ma anche il bonus anziani. Tutti questi hanno in comune una caratteristica «odiosa»: la discriminazione sulla base della cittadinanza e/o della residenza pluriennale. Il genitore che chiede il buono famiglia della Regione Lombardia deve essere cittadino italiano o comunitario, cittadino straniero con carta di soggiorno o permesso di soggiorno di lungo periodo. Per ottenere il bonus anziani del Comune di Brescia è richiesta la residenza di almeno 10 anni nel territorio del capoluogo. Con un comunicato unitario le segreterie Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Brescia hanno criticato duramente l'iniziativa assunta dal Comune sui seguenti punti di merito: il bonus (da 600 a1200 euro) esclude una vasta platea di persone anziane in quanto è riservato a ultra75enni e solo a coloro che hanno pensioni con base contributiva, escludendo quelle di tipo assistenziale (assegni e pensioni sociali); lo stanziamento di 8.400.000 euro, spalmato in tre anni, rischia di creare liste di attesa dal momento che gli ultra75enni a Brescia sono circa 22 mila e molti di loro hanno un reddito ISEE nel limite stabilito di 12 mila euro; la residenza di almeno 10 anni è un requisito - sicuramente mirato ad escludere i pochi cittadini immigrati ultra75enni - che però penalizza di fatto molti bresciani che per lavoro, avvicinamento ai figli, o altri motivi si sono spostati dalla città verso la periferia e viceversa. Criteri e modalità messi in atto dalla nuova maggioranza del Comune di Brescia sono assolutamente inaccettabili e rischiano di annullare una lunga esperienza di negoziazione sociale con la quale i sindacati dei pensionati hanno contribuito a costruire una serie di interventi a favore della popolazione anziana in termini di aiuti economici ma anche di servizi sociali. Rispetto all'ultimo protocollo, sottoscritto con il sindaco Corsini e l'assessore Capra, ben 1.500 anziani saranno esclusi perchè non hanno 75 età, ma resteranno escluse anche tutte le persone con pensioni di tipo assistenziale. Un insulto a tante donne e uomini, che subiranno un'esclusione inammissibile. Una discriminazione che non possiamo accettare, che mette in discussione il nostro ruolo di rappresentanza sociale: di conseguenza valuteremo unitariamente una risposta sindacale.

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L'It di Obama che parla in swahili (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'It di Obama che parla in swahili da Finanza&Mercati del 12-03-2009 RAFFAELE MASTROLONARDO È nato a Nuova Delhi, è cresciuto in Tanzania, ha messo piede per la prima volta in Usa a 11 anni. La sua prima lingua è lo swahili. Barack Obama non lo ammetterà mai, ma è anche per questo che il 5 marzo scorso lo ha nominato Federal Chief Information Officer (Cio), in pratica il responsabile dell'informatizzazione della macchina burocratica americana. In una carica così simbolica un presidente che ha puntato su un'immagine brillante e tecnologica doveva scegliere qualcuno che fosse sulla stessa lunghezza d'onda, anche antropologicamente. E pochi lo sono più di Vivek Kundra: infanzia cosmopolita, giovane età (34 anni) e dipendenza da BlackBerry e iPhone. Chiedere ai suoi ex-collaboratori, abituati a ricevere e-mail alle 3 del mattino e durante i weekend. Dalla sua poltrona di Cio dell'America Kundra dirigerà la pianificazione strategica degli investimenti It e supervisionerà la spesa tecnologica federale. Roba da 71 miliardi di dollari l'anno, cifra che rende il governo Usa il maggior acquirente di tecnologia al mondo e il giovane Vivek una delle figure più temute e riverite dai grandi fornitori It. Obama lo ha presentato come colui che «porterà l'impegno ad abbassare i costi delle operazioni governative». Lui, il giorno stesso della nomina, ha fatto tremare i polsi di molte aziende che vivono di commesse federali. «Il governo - ha detto - deve diventare serio e duro con quei fornitori che non producono risultati». Poi, tanto per far capire come la pensa sul costume universale di «mungere» la vacca pubblica con contratti lucrosi e progetti It dal ritorno sull'investimento non proprio strabiliante, ha aggiunto: «Faremo qualcosa contro l'alto tasso di insuccesso nell'It governativo». Altrove, in fondo, lo ha già fatto. A Washington, dove dal 2007 ha ricoperto la carica di chief technology officer, ha individuato iniziative fallimentari per 25 milioni di dollari e ha reindirizzato questi soldi altrove. Proprio nella capitale si è costruito quella fama di manager pubblico innovativo che ha suscitato l'attenzione del presidente. Internamente, per esempio, ha promosso l'uso di Google Apps, la suite per la produttività di Mountain View fruibile completamente online. Anche sul fronte del rapporto tra amministrazione e cittadini Kundra ha fatto scelte originali. Sotto la sua direzione, l'Office of the Technology Officer di Washington ha lanciato Digital Public Square, portale che riassume la filosofia di Kundra sull'uso della rete da parte di un ente pubblico. Il sito raccoglie servizi che spaziano dal crimine ai parcheggi ma, soprattutto, mette a disposizione di chiunque dati e codice necessari per riutilizzare quelle informazioni in nuove applicazioni e mash-up. In questo modello di governo elettronico, ha spiegato nel suo blog Andrea di Maio, analista di Gartner, l'amministrazione pubblica «socializza informazioni e servizi e incoraggia, invece che combattere, la creazione di nuovi modelli di erogazione dei servizi». Tra le prime iniziative di Kundra come Cio degli Usa, non a caso, ci sarà il lancio di Data.gov, sito che raccoglierà tutte le informazioni federali. Questa inondazione, secondo Kundra, produrrà grandi benefici sociali ed economici come già accaduto con la pubblicazione dei dati dell'Human Genome Project o le informazioni dei satelliti militari oggi usate nei sistemi Gps. Nel sua esordio pubblico ha fatto capire che promoverà il social networking tra agenzie governative e punterà sul cloud computing per facilitare la condivisione della potenza di calcolo tra dipartimenti. Sul software, si è definito «pragmatico», e dunque aperto all'utilizzo di programmi open. Per riuscire nell'impresa Vivek dovrà superare lobby e resistenze di una burocrazia sempre gelosa delle proprie informazioni. Ce la può fare? Come nel caso del suo boss, c'è da sperare di sì. Per il mondo dell'It pubblico, dopo anni di fallimenti, sarebbe un evento storico.

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pensione per animali, mille ostacoli (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

NOALE: LA BUROCRAZIA Pensione per animali, mille ostacoli Un giovane veterinario: «Ci provo dal 2006, mi prendono in giro» NOALE. Vorrebbe aprire una pensione per cani e gatti ma per ora si è visto solo chiudere le porte in faccia. Colpa della burocrazia ma solo. E' la storia di Andrea Tavella, 33 anni di Noale, veterinario dal 2003. Convive da alcuni anni con la sua ragazza e come tanti ragazzi di questi tempi non ha un lavoro stabile. Ha sì una ditta individuale, collabora con l'Asl 12 e un ambulatorio veterinario di Trivignano. Ma vorrebbe fare un salto di qualità, e per questo, già dal 2006, ha pensato di aprire una pensione per cani e gatti. Ha bussato alle porte di tutti i Comuni del Miranese ma lui ci terrebbe ad aprirne uno tra Noale e Martellago, anche per una questione di comodità e di clienti, che potrebbero arrivare da Mestre. Per avere il via libera dall'Asl 13, serve l'ok da parte del Comune ma la burocrazia ci mette lo zampino. «Gli ambulatori di veterinaria - spiega Tavella -, se appena aperti, fanno fatica ad avviarsi. Così ho pensato a una pensione per cani e gatti. Una struttura con due prefabbricati: il primo da 120 metri quadrati per una dozzina di gatti, il secondo da 140 metri quadri per altrettanti cani, con un piccolo ambulatorio per possibile emergenze. Inoltre dovrei costruire una piccola casa per me. Ma per fare ciò, bisognerebbe edificare in zona agricola dove ora non è possibile. Al Comune di Martellago ho protocollato due richieste, una nel 2006 e l'altra nel 2008, alle quali non mi hanno neppure risposto. Allora ho provato con Noale, sollecitato da un mio caro amico, ma mi sono sentito rispondere che non è di loro competenza. Ci sono attività di dog-sitter, cat-sitter o pensione fatte in strutture non autorizzate né dal punto di vista urbanistico né da quello sanitario, non hanno partita iva, non pagano le tasse e sono gestite da personale senza requisiti. Io ho tutte le carte in regola e mi viene vietato. Ma che devo fare? E' da tre anni che mi prendono in giro. Il Comune mi manda in Regione, questa alla Provincia che poi mi rispedisce al Comune. Andare in altri Comuni, fuori provincia, non mi conviene perché perderei un sacco di potenziali clienti». Domani Tavella vedrà il sindaco di Noale Carlo Zalunardo. «Chiedo solo di lavorare - spiega - e di prendermi cura dei miei animali». (a.rag.)

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magistro: "io sindaco per una città normale" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari La presentazione del candidato del Psdi Magistro: "Io sindaco per una città normale" Etica, rilancio del turismo, opportunità per i giovani, solidarietà, abbattimento dei costi della politica e burocrazia più veloce, «in un momento in cui la città vuole tornare ad essere normale e i problemi di tutti i giorni devono essere al centro dell´attenzione del sindaco». Così il candidato al Comune, Mimmo Magistro (segretario nazionale Psdi), ha presentato il proprio programma. Secondo Magistro, Michele Emiliano, «sono ormai mesi e mesi che si è interessato solo al Petruzzelli» ma «i baresi che alla fine del mese non riescono a vivere - ha spiegato - vorrebbero anche che il loro primo cittadino si interessasse dei loro problemi». «Per esempio - ha sottolineato Magistro - i problemi dei mercati rionali, della sicurezza di una città abbandonata: nella zona industriale - ha precisato - ci sono ogni giorno furti e rapine». «La città - ha proseguito - non ha più l´ordinaria amministrazione perchè c´è questo grande conflitto di interessi del sindaco con il suo ruolo di segretario Pd». Magistro, è stato spiegato, sarà sostenuto da tre liste: una del Psdi, e due liste civiche, �Autonomia e Democrazia´ e �Officina Bari´. In caso di ballottaggio, Magistro ha spiegato che «sosterrà la coalizione che ha presentato il programma più vicino alle nostre esigenze».

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rimedi alla crisi, meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 11 - Chieti Rimedi alla crisi, meno burocrazia Il Suap accorcia i tempi per il via libera alle nuove attività Licenze in tre giorni Lo Sportello di San Salvo volano per l'economia SAN SALVO. Mezz'ora per esaminare e protocollare una pratica on-line; tre giorni per rilasciare le prime autorizzazioni; 45 giorni per avviare il progetto. Lo Sportello unico per le attività produttive (Suap), dell'associazione dei Comuni del comprensorio Trigno-Sinello, è diventato il volano dell'economia. Una risposta alla richiesta di efficienza burocratica richiesta dai Comuni chietini e molisani. Un valido aiuto all'economia del comprensorio e ai tanti giovani che decidono di avviare un'attività. Sono 254 le pratiche approvate nel 2008 nell'ufficio di San Salvo. «Gli interventi si spalmano su tutti i settori: industriale, artigianale, commercio, servizi e turismo. E grazie alla collaborazione con l'Università D'Annunzio e all'attiviazione dell'Ufficio unico integrato di progettazione, presto lo Sportello potrà sostituirsi ai Comuni anche per il rilascio dei pareri paesaggistici», dice soddisfatto il sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese (Pd). Ad occuparsi delle procedure è Nicola Di Laudo, direttore del Comune di San Salvo e responsabile dello Sportello. Al suo fianco operano tre collaboratori: Michele Ranalli (coordinatore), l'architetto Gisella La Palombara, dipendente del Comune di Scerni, il geometra Carmine Masciotra dipendente del Comune di Agnone (Isernia). Negli ultimi mesi le pratiche inoltrate allo Sportello sono aumentate in modo esponenziale. La ricerca di nicchie di mercato per poter trovare una soluzione alla crisi: è probabilmente questa la motivazione che spiega l'impennata delle domande presentate per il rilascio di nulla osta. Tentativi di by-passare in qualche modo la crisi e sviluppare nuove attività. «Non è un ufficio che trova lavoro», dice Di Laudo. «Lo Sportello raccoglie domande di potenziamento, insediamento e avvio di progetti e attività». Ogni nuova attività turistica o artigianale offre comunque mediamente lavoro a 4- 5 persone: mille occasioni di lavoro in più per il Vastese e la vallata del Trigno. Le richieste arrivano da tutto il comprensorio e anche dal Molise: Vasto e San Salvo in testa seguite a ruota da Casalbordino, Cupello e Agnone (Campobasso). Il Suap si mantiene con il 50% di entrate proprie (40mila euro) e il 50% di finanziamento dei Comuni. «Al primo gennaio 2009 avevamo un fondo cassa di 54mila euro e vantavamo crediti per 58mila euro», fa sapere Di Laudo. Qualche giorno fa è terminato il corso di formazione dei Comuni associati al nuovo sistema informatico. Il sistema contribuirà a velocizzare ulteriormente le pratiche. «Dal momento in cui arrivano i dati per via telematica, in mezz'ora ogni pratica è esaminata e numerata», afferma il coordinatore Michele Ranalli. Le attività dello Sportello sono destinate a crescere e a migliorare i servizi del territorio. «Nell'ultima assemblea dei sindaci è stata approvata anche la costituzione di un Ufficio integrato di progettazione con l'obiettivo di uniformare lo sviluppo del comprensorio valorizzando le risorse ambientali, storiche e culturali», conclude Marchese. Paola Calvano

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<È una sentenza molto durache è difficile da accettare> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«È una sentenza molto durache è difficile da accettare» il delitto macciantelli Dopo l'assoluzione dell'omicida, parla il fratello del poliziotto ucciso OTTAVIANO Macciantelli guarda nel vuoto, misurando parole ed emozioni: «Una sentenza difficile da accettare», dice chiedendo conforto al suo legale, l'avvocato Alessandro Sola, nello studio di via Frugoni, in centro. A parlare è il fratello di Daniele Macciantelli, il poliziotto di 36 anni ucciso a freddo con una coltellata al cuore dal giovane malato di mente che cercava di riportare alla ragione in una casa di via Serra Riccò, a Ceranesi, in Alta Valpolcevera. Era il luglio dell'anno scorso. Danilo Pace, 27 anni, ieri a mezzogiorno è stato assolto dall'accusa di omicidio volontario perché incapace di intendere e di volere. Per lui il giudice ha disposto la misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario per almeno dieci anni. Un periodo minimo, sottoposto a revisione, che potrebbe anche durare all'infinito nel caso in cui la pericolosità sociale del paziente non dovesse attenuarsi fino a scomparire. Si aspettava l'assoluzione della persona che ha ucciso suo fratello sei mesi fa? «In questi termini è una sentenza dura per noi, che riapre una ferita mai rimarginata del tutto. Ci rendiamo conto del peso che la famiglia di questo giovane ha dovuto affrontare totalmente da sola per tanto tempo. Ora dobbiamo rassegnarci alla legge. Non ci resta altro, se non il ricordo della persona splendida che era Daniele». Un poliziotto esemplare. «È stato diciassette anni in prima linea. Per lui era una missione vera, alla quale si dedicava con tutta l'anima. Decise che sarebbe diventato un poliziotto da piccolo, dopo la morte di nostro padre. Da quando aveva coronato il suo sogno era felice, realizzato, sempre pronto al sacrificio. E lo si vede anche da come si è comportato quella sera, nella casa della famiglia Pace». In particolare? «Di fronte a quel giovane fuori controllo, che stava sfasciando tutto e impediva ai genitori di rientrare nell'abitazione, Daniele aveva due possibilità: l'uso della forza o il dialogo». Ha scelto il dialogo. «Proprio così. È rimasto lì. Ha parlato con quel ragazzo per venti minuti, mezz'ora. Ha cercato di convincerlo. Contrariamente al solito, si è trovato di fronte un lucido omicida. Una persona armata, che nascondeva un coltello dietro alla schiena, pronta per uccidere». La giustizia lo ha dichiarato non punibile. «Purtroppo è così. Decidono le perizie mediche, le carte. Alla fine è la burocrazia a prevalere e chi è chiamato a intervenire in certe situazioni è perdente in partenza». In che senso? «Se usa la forza, ci rimette la carriera. Se non la usa, ci rimette la vita». Cosa fare? «Noi, pur accettando la decisione del giudice, faremo di tutto perché la memoria di Daniele abbia giustizia e il suo sacrificio serva a qualcosa. L'unico modo per farlo è cambiare le cose» Come? «Prima di tutto modificando le modalità operative di intervento in casi come quello che ha portato all'omicidio. Servono indicazioni più incisive e mezzi idonei. Non è possibile lasciare un agente con la sola arma della sua forza fisica o della sua capacità di persuasione di fronte a una situazione che deve risolvere. Daniele non poteva lavarsene le mani e, di fronte alle difficoltà e alle minacce di quel ragazzo, ripiegare». E poi il sistema dell'assistenza sanitaria. «Proprio così. La legge sui malati psichiatrici ha fatto il suo tempo e va cambiata al più presto. Le famiglie sono lasciate al loro destino e così gli operatori delle forze dell'ordine chiamati a intervenire totalmente disarmati in casi di emergenza». L'amministrazione per la quale lavorava suo fratello come si è comportata con voi? «Ci è stata vicina da subito e non possiamo che ringraziare tutti, dal questore all'ultimo degli agenti. La nostra unica consolazione è vedere l'impegno con il quale ragazzi come Daniele lavorano con professionalità ogni giorno sulla strada. Vorremmo però che il suo sacrificio servisse a migliorare le condizioni in cui i poliziotti operano, rischiando spesso la loro stessa vita». Graziano Cetara cetara@ilsecoloxix.it 12/03/2009 ' 12/03/2009 un'emergenzada affrontareLa legge sui malati psichiatrici va cambiata al più presto ottaviano macciantelliil fratello del poliziotto ucciso 12/03/2009

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Ma nelle librerie il classico dell'egoismo ritorna best seller (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso In ogni crisi, dal '57 il volume della Rand schizza nelle vendite Ma nelle librerie il classico dell'egoismo ritorna best seller JACOPO IACOBONI Marx, come no. Ma ai tempi più gravi dal '29 cosa si sta tornando a leggere in America? Come in ogni crisi, quella vecchia anarco-libertaria di Ayn Rand. Nel bollettino di acquisti di libri di Amazon, le vendite della Rivolta di Atlante - un inno all'individualismo radicale e al capitalismo del laissez faire integrale, immaginato sullo sfondo di un Armageddon dell'economia assai simile a quello che stiamo vivendo - stanno schizzando come non s'era mai visto. Il Centro per i diritti individuali Ayn Rand sostiene che nelle prime sette settimane del 2009 si sono triplicate rispetto allo stesso periodo del 2008. Su Amazon la posizione media era al 110° posto, mentre negli scorsi due anni era al numero 542. E il 13 gennaio, per un istante, questo caposaldo dell'anarco-individualismo ha sorpassato L'audacia della speranza, il libro superbuonista del nuovo presidente degli Stati Uniti, alle prese col ritorno dello stato nell'economia. Il paradosso è che il capolavoro della Rand, La rivolta di Atlante, è forse il libro più antiobamiano che possa immaginarsi in circolazione, una science fiction che esalta il valore del genio individuale, critica l'ipertrofia dello stato, i salvataggi delle banche, celebra la libertà dalle ingerenze pubbliche e la possibilità di far crescere una società potenziando al massimo i singoli interessi e talenti individuali (i meriti). Obama ha chiesto più volte che «tutti gli americani facciano dei sacrifici» ma, scriveva la Rand, «ogni volta che c'è un sacrificio, c'è qualcuno che raccoglie le offerte sacrificali, e dove c'è un servizio c'è qualcuno che serve e qualcuno che viene servito. L'uomo che vi parla di sacrifici, di solito sta parlando di schiavi e padroni, e ovviamente intende essere lui il padrone». La Rand scrisse il suo libro nel '57, un'altra era. Vi si racconta di un gruppo di «men of the mind», intellettuali, creativi, imprenditori, industriali, quarantenni affermati nelle professioni, che decidono per protesta di ritirare ciascuno il proprio lavoro creativo da una società che li opprime con leggine, burocrazie, assenza di riconoscimento al merito, tasse oppressive. Stufa di esser sfruttata dal governo a nome delle masse, descritte come «parassitarie» e «scroccone», questa élite creativa e imprenditoriale elabora una specie di secessione, ritirandosi in un campo sulle montagne del Colorado. Fino a quando, di fronte al collasso dell'intervento pubblico in economia, non resterà che affidare il comando a John Galt, il capo dei ribelli creativi. Ma in questo tempo da lupi è tutto un po' più difficile che nei libri, anche l'egoismo.

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Per costruire basta autocertificare, velocizzato l'ok paesaggistico. 5 mila alloggi popolari (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PIANO CASA /LE ANTICIPAZIONI Per costruire basta autocertificare, velocizzato l'ok paesaggistico. 5 mila alloggi popolari Sarebbe pronto il testo della legge quadro che conterrà il piano per «rilanciare l'edilizia» voluto da Silvio Berlusconi, il cosiddetto «piano casa». Secondo le anticipazioni diffuse ieri, le abitazioni private potranno essere ampliate fino a un massimo del 20%. Il governo intende inoltre costruire 5000 nuovi alloggi popolari. Sempre per le case popolari, il governo prevede di far riscattare l'immobile alle famiglie che ci abitano attualmente. Il totale degli appartamenti riscattati potrebbe raggiungere il milione, si auspica a palazzo Chigi. La legge contiene anche norme che permettono l'abbattimento di edifici che non siano sottoposti a vincolo, e «paletti rigidi» rispetto a vincoli ambientali e paesaggistici, nonché divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. In generale, il «piano casa» conterrà norme per lo «snellimento» della burocrazia, sostenendo il permesso di costruire con l'autocertificazione del progettista, e la velocizzazione delle procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

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Piano per l'edilizia, la Lega resta perplessa (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Piano per l'edilizia, la Lega resta perplessa --> Giovedì 12 Marzo 2009 GENERALI, pagina 3 e-mail print ROMALe linee guida del piano per l'edilizia del governo sono pronte e ora dunque non resta che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo è portare venerdì in Consiglio dei ministri un disegno di legge «cornice», ma ciò non toglie che anche ieri si siano registrati dubbi circa la possibilità di rispettare il timing, cioè i tempi previsti dall'esecutivo. Dubbi sui tempi e la Lega frena Il timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere più tempo del previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il via libera ufficiale del provvedimento. Difficoltà tecniche che si saldano con quelle politiche già note da qualche giorno: la Lega, infatti, frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del Carroccio Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali, spiega sempre il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del territorio. Il tutto in attesa di una chiarimento tra i due leader. Il Pd vuole vedere le carte Anche il Pd, dice il segretario Dario Franceschini, prima di giudicare vuole «vedere concretamente le carte». Perché, spiega, se è giusto «far lavorare nell'edilizia le piccole imprese, non si può danneggiare la qualità dei centri storici». Il malumore leghista però, a quanto si apprende, sarebbe stato originato più dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del premier che da dubbi sul pacchetto di misure. E proprio con l'obiettivo di sbloccare l'impasse ieri in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto sentirsi al telefono. Fatto sta che a metà pomeriggio il Senatur spiegava che «la telefonata chiarificatrice ancora non c'è stata». Per fare il punto sulle novità e cercare di incassare il consenso degli alleati, il presidente del Consiglio ha, comunque, presieduto una serie di riunioni alle quali ha partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Un piano su due livelli Il progetto è quello di procedere su due livelli: preparare un testo da proporre alle Regioni che poi intendono adottarlo e, al contempo, rivedere la normativa sulla materia di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno di legge. Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della «rivoluzione» immaginata dal premier. Per evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio senza argini - un rischio che è stato al centro delle polemiche dei giorni scorsi - sono, però, state previste sanzioni più severe delle attuali per chi intacca i beni vincolati. Sarebbe prevista anche la possibilità che i Comuni facciano veri e propri sconti fiscali a chi sceglie di ampliare la propria abitazione e a chi decide di demolire vecchi e malandati edifici. Chiara Scalise 12/03/2009 nascosto-->

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Sosta a raso, ni dalla libreria Un'alternativa, poi lo stop' (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 Sosta a raso, ni dalla libreria Un'alternativa, poi lo stop' Valentina della «Mori»: rivitalizzate anche i Portici di SALVATORE MANNINO V ALENTINA non si veste di nuovo come l'omonino personaggio pascoliano. Anzi, Valentina vorrebbe vestirsi di nuovo, ma ha paura, teme col nuovo abito di stare peggio di prima, almeno se non è della taglia giusta. Valentina di cognome fa Ferippi ed è la titolare della Libreria Mori di via Roma, sotto i Portici, il più prestigioso, forse, dei negozi che hanno detto no all'eliminazione dei parcheggi a raso lungo l'asse principale del centro, via Roma e via Crispi. Una minoranza, il 40 per cento della ventina di vetrine affacciate sulle due strade, ma comunque una voce da ascoltare. E' Valentina, appunto, che se ne fa interprete. «Veramente - si schermisce un po'- non sono nemmeno la persona più adatta. Perchè io non dico affatto che i parcheggi devono rimanere per forza, dico invece che prima di tagliarli bisogna trovare una soluzione alternativa per la sosta. Mi dicano che c'è un altro posto in cui sistemare le auto e io passo subito dalla parte del sì. Lo so benissimo che il futuro si chiama pedonalizzazione del centro, sempre meno traffico e più passeggio». INTANTO, PERÒ, Valentina è dubbiosa, teme soluzioni affrettate, che non considerino bene le esigenze dei commercianti e di chi frequenta il «salotto buono»: «Ora come ora - spiega - ai parcheggi non ci sono alternative. E non si può neppure pensare di cancellarli e basta. Il cliente che mi arriva e magari si ferma in doppia fila solo per due minuti io e gli altri colleghi rischiamo di perderlo. Così come quello che il posto lo trova e però alla macchina non vuole rinunciare. Se c'è un'alternativa di sosta in un'altra zona del centro o si fanno i parcheggi sotterranei per me va benissimo. Se si istituisce un bus navetta col Baldaccio per me va ancora bene. Ma prima di queste soluzioni non parliamo di stop al parcheggio». Insomma un ni più che un no rotondo, cui si accompagna una preoccupazione ovvia per un una che ha la libreria nella posizione in cui è la «Mori»: ossia il degrado dei Portici. «E' una situazione veramente scandalosa - dice Valentina - qui siamo in balia dei vandali e anche dei bulletti che si picchiano fra loro. Lo sa quante volte mi tocca alzare il telefono e chiamare il 112 o il 113 perchè vengano a sedare un accenno di rissa? Abbiamo fatto comitati e petizioni, ma non ci ascolta nessuno». ALLA PADRONA della libreria non dispiacerebbe affatto un'operazione di recupero che preveda l'utilizzo dei Portici come spazio per i tavolini di bar e ristoranti: «Ben vengano, l'importante è convincere i locali che è nell'interesse dei loro affari. Altrimenti è un buco nell'acqua. Probabilmente, se ci fosse sempre gente ai tavolini, vandali e affini girerebbero al largo». Valentina, d'altronde, è pronta a fare la sua parte: la libreria è disponibilissima a organizzare eventi culturali all'aperto sotto i Portici. «Le dirò di più, che lo abbiamo già fatto, ma è stata una cosa defatigante, con una burocrazia che ci asfissiva per i permessi. Ci rimandavano dal Comune ai vigili e dai vigili al Comune. Ci lascino un pochino più libertà e prometto che la cultura sotto i portici ce la porto davvero».

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Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il messaggio venuto... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 2 Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il messaggio venuto... Le leggi della Motorizzazione civile vanno cambiate o aggiornate. E' questo il messaggio venuto dagli intervenuti alla tavola rotonda svoltasi a Palazzo Patrizi, nell'ambito del progetto "La strada - tra passione e sicurezza" promosso dal Comitato associazioni sportive senesi in collaborazione con il Siena Touning Club. Un importante momento di confronto tra la passione dei ragazzi di apportare modifiche estetiche ai veicoli a motore e le rigidità della burocrazia statale. Numerosi gli interventi. Dopo i saluti del presidente del Comitato organizzatore, Lapi, degli assessori allo Sport del Comune, Bianchi e della Provincia Del Ciondolo, hanno parlato il vicepresidente del Coni Provinciale Nesi, il capo di gabinetto della Prefettura Tedeschi, il presidente di Siena Tuning Club Federico Vanni, con una breve presentazione dello stesso stesso club di Bindi. Con la relazione dell'ingegnere Lorella Montrasio, presidente della Federazione Nazionale Tuning, si è entrati nel vivo dell'argomento: ovvero motivi e criticità della proposta di legge Minasso - Lulli, per modificare l'art. 78 del codice della strada, da cui è stato detto si originano le tante limitazioni, talvolta anche incomprensibili ed assurde, alla passione di modificare le autovetture.

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Licenziamenti, più 50 per cento Cassa integrazione triplicata (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-12 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Licenziamenti, più 50 per cento Cassa integrazione triplicata La Provincia: quasi 13 mila famiglie in difficoltà, Regione immobile Il sindacato rilancia la polemica sui fondi: stanziamenti già esauriti Rossoni (Pdl). Inutile una vertenza con il governo Febbraio 2009, la crisi morde Milano. I dati su cassa integrazione e mobilità del mese appena trascorso parlano chiaro: la provincia della Madonnina, che finora aveva retto senza troppi danni all'onda della recessione, ora accusa il colpo. Partiamo dalle persone in mobilità e quindi licenziate. Ben 3.343 hanno perso il posto tra gennaio e febbraio, più 53,56 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. La cassa integrazione autorizzata (ordinaria e straordinaria) nei primi due mesi dell'anno è aumentata del 161 per cento. Ipotizzando che la cassa abbia riguardato lavoratori a tempo indeterminato a casa a zero ore, le persone coinvolte sarebbero poco meno di 8.500. Per finire, la cassa integrazione in deroga, riservata ai servizi e alle imprese con meno di 15 dipendenti. In questo caso l'aumento è del 400 per cento: da 191 a oltre 900 lavoratori coinvolti. Tirando le somme, nei primi due mesi dell'anno, la crisi ha toccato 12.700 famiglie. «Di fronte a una situazione così grave, è sconcertante l'immobilità della Regione» attacca il presidente della Provincia, Filippo Penati. Continua intanto la polemica sulle risorse per la cassa integrazione. «Checché ne dica la Regione, i soldi sono finiti e quelli stanziati a Roma non ci sono. Fondi esauriti» ribadisce il segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni. I fondi per la cassa in deroga presi a prestito (31 milioni) dalle risorse per la crisi di Malpensa sono finiti a febbraio. Altri dieci milioni sono stati stanziati via decreto. Ma senza la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale restano sulla carta. E comunque, una volta arrivati in Lombardia, basteranno a pagare la cassa per meno di tre settimane. Ma il problema è anche un altro. In questi giorni si stanno definendo a Roma i criteri per attribuire nuovi fondi per gli ammortizzatori. «Si sta inventando un sistema centralizzato alla faccia del federalismo — contesta Gigi Petteni della Cisl —. Il sospetto è che si usi un surplus di burocrazia per scoraggiare le imprese ». Dal canto suo l'assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni, non pare preoccupato: «Aprire una vertenza col governo è del tutto fuori luogo». Rita Querzé

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SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SAN BENEDETTO pag. 12 SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro ... SONO passati oltre 6 mesi, ma ancora non c'è traccia dei 35 milioni di euro stanziati dal Governo per assicurare un fermo pesca straordinario di un mese, «in dipendenza della situazione di crisi del settore della pesca». Per la flottiglia peschereccia del Compartimento di San Benedetto, il ministero delle Risorse Agricole con delega alla Pesca, stabilì lo stop dal 4 agosto al 2 settembre 2008. Degli euro promessi che avrebbero reso meno pesante la situazione del comparto marittimo, neppure l'ombra. Il presidente della Provincia Massimo Rossi e l'assessore alle Politiche del mare del Comune di San Benedetto Settimio Capriotti hanno scritto alla Direzione generale della Pesca. «Riteniamo che la burocrazia debba fare uno sforzo per accelerare al massimo le procedure, anche perché il decreto di luglio era formulato in modo preciso, indicando le fonti del finanziamento di 35 milioni: 25 da fondi comunitari e 10 dal fondo centrale per il credito peschereccio. Le disposizioni emanate dal Ministero per il fermo temporaneo sono state eseguite dalle imprese di pesca. Per questo non vediamo altre ragioni valide per ritardare la liquidazione degli indennizzi, indispensabili per il futuro agli armatori-pescatori».

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Ornaghi: cultura senza identità Milano torni ad ascoltare i giovani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il dibattito «Tante manifestazioni ma piene di luoghi comuni. Dobbiamo ripuntare sui valori essenziali» Ornaghi: cultura senza identità Milano torni ad ascoltare i giovani Il rettore della Cattolica: gli atenei? Un giacimento di risorse da valorizzare «Tante manifestazioni ma è difficile vedere la cultura. La nostra è sempre più di massa, ma non è più popolare» Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica, professore di Scienza politica. Ci riceve nel suo studio abitato discretamente dai ricordi e dalle fotografie dei predecessori. Padre Gemelli e Adriano Bausola, per ricordarne due, hanno lasciato qualcosa tra queste mura. Difficile capire se si tratta di un oggetto, se il tutto è evocato da un dettaglio o se la loro presenza è impalpabile, come i pensieri. Un soffio di luce giunge dal giardino interno, i rumori sono attutiti. Alle spalle del rettore un magnifico quadro raffigurante Cristo in Croce. è di Guido Reni. Professor Ornaghi, una sua considerazione sulla cultura... «Vedo tante manifestazioni culturali ma è difficile vedere la cultura. La nostra è sempre più di massa, ma ha in sé un paradosso: non è più popolare. Non ha né l'identità né l'anima del popolo. La grande cultura — e quindi anche quella milanese — era fatta da spiriti liberi che producevano idee e che capivano quando era giunto il momento di mettersi in discussione. Oggi mi sembra permeata da luoghi comuni, da conformismi. Ed essi altro non sono che specchi di Narciso nei quali si riflette la nostra realtà ». Anche Milano si è dunque riempita di specchi di Narciso? «Il capoluogo lombardo, pur avendo dei tesori nascosti, fa parte di questo meccanismo. Negarlo sarebbe assurdo. Basta guardare». Eppure, professore, quando parla di Milano mi sembra di cogliere una speranza... «è una città con molti atenei e con un vero e proprio deposito storico-umanistico dal quale si possono estrarre le energie per il domani. Milano è la capitale economica ma non ha smarrito le sue radici umanistiche, ed esse in futuro continueranno a dare frutti. Ha anche la fortuna di essere capitale dell'editoria: i giornali e i grandi marchi culturali operanti a Milano continuano ad essere una ricchezza e un riferimento per l'intero Paese» Che cosa abbiamo perduto? «Se dovessi fare un esempio chiaro a tutti, direi i mestieri d'arte, l'artigianato. Sono stati uccisi da un certo sistema formativo e dalla burocrazia. Milano era una città di piccole eccellenze, le quali creavano miracoli senza seguire un programma di fondo; sapevano costruire un prodotto unico, capace di vincere ogni concorrenza: la "milanesità". E questo artigianato si faceva poi grande. Gli esempi che coinvolsero il mondo del sapere furono Arnoldo Mondadori e Angelo Rizzoli: non fecero grandi studi ma permisero all'Italia di non sentirsi culturalmente inferiore. Il segreto delle loro imprese? Era lo "spirito milanese" a cui si ispirarono» Lei è rettore, ha una responsabilità verso i giovani. Ha ancora senso venire a Milano per studiare? «Roberto Ruffilli diceva: "Milano fa liberi". è ancora, nonostante i mille problemi e i terribili ritardi, una città di studi, dove è possibile prepararsi bene e scambiare idee, crescere. Certo, è un periodo nel quale mi sentirei di dire che la nostra metropoli avrebbe bisogno di imparare di nuovo ad ascoltare. La ricchezza di Milano sono i giovani, ma non tutti se lo ricordano. Qui sono sempre nate istituzioni culturali che hanno colloquiato con il mondo. Pensi a quanto ha fatto Federico Borromeo con l'Ambrosiana, pensi al miracolo della Cattolica di padre Gemelli ». Proviamo a gettare uno sguardo oltre la crisi... «Si guarda oltre quando si impara a guardarsi dentro. La Milano economica dovrebbe riflettere su questo percorso, così come ha fatto nei tempi difficili. Nel suo Dna ci sono banchieri umanisti, imprenditori generosi che hanno cercato le loro speranze oltre il puro dato economico. Se tutto si limitasse alla fredda litania delle cifre, i valori su cui è fondata la civiltà milanese entrerebbero in crisi. E il loro appassire è un attentato alla libertà». Monsignor Ravasi diceva che Milano è incapace di stupire, di creare una mostra unica. Per lei... «è vero, purtroppo. In margine alle osservazioni di monsignore aggiungo comunque che il nostro non è più il tempo per opere eterne: è l'ora di tornare all'essenziale nei valori e nei rapporti. Un evento come la giornata della famiglia del 2012 ricorderà a Milano che questo nucleo importantissimo della nostra società non è morto e che in uno Stato non funzionante — darà sempre meno quei servizi che ci aspettiamo — proprio la famiglia resta la miglior forma di previdenza. Ecco una "mostra" che farà stupire, la giornata del 2012». L'Expo? «Ho partecipato a molte riunioni e non ho ancora trovato un disegno forte. Tutto dipende da come si imposteranno i prossimi cinque anni. All'inizio l'entusiasmo si percepiva anche sui tram, ora mi sembra calato. Ci vorrebbe, come dire?, un Expo ottocentesco. Per tutti». Armando Torno \\ Milano è la capitale economica ma non ha smarrito le sue radici umanistiche che in futuro daranno frutti

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Inchiesta per la morte in cantiere (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

RICCIONE E MISANO pag. 12 Inchiesta per la morte in cantiere Riccardo Baldi sarebbe morto schiacciato e non per l'impatto da caduta Il punto del cantiere, vicino alla betoniera, in cui ha perso la vita Riccardo Baldi, nella foto piccola POTREBBERO esserci dei responsabili dietro la morte Riccardo Baldi, il trentenne artigiano di Gabicce che la mattina del 3 marzo era venuto a scaricare del calcestruzzo in un cantiere di Riccione. Era morto quello stesso giorno in via Galvani nel cantiere dove si sta costruendo un edificio, dopo essere caduto, si disse, dalla cima della betoniera. Ma i risultati dell'autopsia avrebbero rivelato che la morte dovrebbe essere stata provocata da uno schiacciamento del torace piuttosto che da un trauma da impatto. Secondo la prima versione dei fatti sarebbe caduto dalla cima della sua betoniera intorno alle 14 mentre era intento a lavarla dopo averla svuotata. Eppure fin da subito questa versione dei fatti non aveva convinto del tutto i tecnici della medicina del lavoro che, pur mantenendo uno strettissimo riserbo con gli altri, avevano riferito i loro dubbi al magistrato di turno. Il pm Marino Cerioni aveva così deciso di recarsi personalmente sul cantiere a vedere il luogo dell'infortunio mortale. Poi l'autopsia aveva confermato tutti i dubbi e ora l'inchiesta va avanti. Molto probabilmente il magistrato ha già iscritto qualcuno nel registro degli indagati. Perchè il giovane artigiano potrebbe essere stato schiacciato tra due automezzi, la sua betoniera da un lato e un altro mezzo del cantiere dall'altro. In questa maniera sarebbe finito col petto letteramente schiacciato tra i due mezzi. Una versione compatibile con i risultati dell'autopsia. Purtroppo quando sono arrivati sul posto i carabinieri di Riccione non avevano trovato testimoni. Forse in quel momento gli altri operai si trovavano in posizioni che non consentivano una buona visuale del luogo in cui è avvenuta la tragedia. Forse qualcuno ha mentito sull'infortunio. Di certo il medico del 118 non ha potuto far nulla per Riccardo Baldi. IL GIOVANE che avrebbe compiuto trent'anni in giugno, aveva lavorato per diversi anni alla Ediltavollo. Poi aveva fato un mutuo per comprarsi una betoniera. Continuava a lavorare, da esterno, anche per la Ediltavollo. A Gabicce viveva con la madre in via Caduti del Lavoro. La sua morte ha molto addolorato tutto il paese. Figlio di Luciano Baldi, il giovane Riccardo aveva fatto un mutuo da 200mila euro per pagare la sua betoniera. ANCHE a Riccione la tragedia sul lavoro aveva commosso tanti. Il candidato sindaco del Pd Massimo Pironi, nonchè assessore regionale, aveva lanciato un appello a tutte le istituzioni per la sicurezza sui cantieri e per la legalità. «Nei programmi - aveva detto Pironi bisogna tenere presenti le priorità suggerite dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Occorre garantire la sicurezza senza incidere sulla burocrazia ed educare gli studenti delle scuole superiori, prima che entrino nel mondo del lavoro. E' quello che proporrò soprattutto negli istituti professionali». Lorenza Lavosi

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<Escluso dall'insegnamento> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E OPINIONI pag. 14 «Escluso dall'insegnamento» «Corsi di musica: ho trovato quasi sempre dei no'» SCUOLA & BUROCRAZIA Caro Carlino, L'intervento sul "Carlino" del 28 febbraio di Francesca Boari, sugli effetti benefici per gli allievi del Canonici Mattei di un corso musicale, mi induce a raccontare la mia triste storia. E' sempre antipatico parlare di se stessi, ma spero ciò possa avere un valore paradigmatico. Che la scuola italiana in generale abbia da sempre carenze in materia di musica (classica in particolare) è noto. Fin negli anni in cui insegnavo al "Monti", dedicavo alcuni pomeriggi all'ascolto e commento di brani classici, come del resto Roberto Pazzi, insegnante nello stesso istituto. Questi pomeriggi erano frequentati da pochissimi allievi e da un modesto numero di miei colleghi, guarda caso tutti di materie tecniche e non umanistiche. Andato in pensione nel '93, mi rivolgevo dapprima all'Utef : per due anni consecutivi ricevetti dalla presidente il rifiuto, giustificato, tra l'altro, dal fatto che l'insegnamento era riservato ai soli docenti universitari; cosa in seguito ampiamente smentita, essendo quasi tutti invece estranei all'Università. Tornando alla scuola, rientrarvi in veste di esterno per un corso, diciamo così, integrativo, mi risultò impossibile. Scartato il Monti, mi rivolsi, tra l'altro, proprio al Canonici Mattei, ricevendo più volte un rifiuto. Mi proposi allora al Liceo Classico: mi si disse che l'Istituto era autosufficiente e non aveva bisogno di contributi esterni. Gli anni seguenti smentirono questa "chiusura" poichè lo stesso Liceo, in collaborazione col Conservatorio e il Teatro Comunale, svolse un'attività, certamente encomiabile con lezioni concerto e iniziative varie. Mi rivolsi allora allo Scientifico in anni in cui erano gli allievi a scegliere materie extra curriculari, ovviamente sempre diverse dalla mia (l'iniziativa, in questo caso, non può venire dagli allievi!). Ma la delusione maggiore mi venne nel 2001. In quell'anno nasceva a Ferrara il progetto ministeriale di un laboratorio musicale per così dire plurivalente. Erano coinvolti molti istituti superiori e la scuola media comprensiva di Pontelagoscuro, con distribuzione di attività varie (formazione di cori, musica folcloristica ecc.). Volli inserirmi con un corso di "analisi del linguaggio musicale e guida all'ascolto". Il piccolo gruppo che mi ha seguito era del tutto estraneo alla scuola. Ben 500 lettere avviso inviate alle famiglie degli allievi del "C.Tura" non sortirono nessun effetto. Fuori dall'ambito scolastico, ho proposto il mio corso in varie sedi. L'unica in cui (anno 1991) ottenni un discreto esito di frequenza fu nell'allora agibile Casa dell'Ariosto. L'anno seguente l'edificio fu chiuso per restauri, mi rivolsi allora alla circoscrizione Centro senza concludere alcunchè. Nè l'appartenenza ad associazioni musicali (Amici della musica Frescobaldi, Wanderer Club) ha migliorato la situazione. Qualcosa sono riuscito a realizzare nella prima, niente, per motivi più o meno validi, nella seconda. Da qualche anno svolgo il mio corso all'Università Popolare (sempre a titolo gratuito) a uno sparuto numero di corsisti, questi almeno soddisfatti e riconoscenti. Sorvolo su molte altre occasioni mancate, per sottolineare quanto sia importante una vera educazione musicale e come spesso ne sia escluso chi sarebbe disponibile a contribuirvi. Francesco Benazzi Image: 20090312/foto/4344.jpg

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Le coop promuovono il Piano (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO pag. 4 Le coop promuovono il Piano Mauro Romoli, vice-presidente de "La Betulla": «È uno strumento nuovo, di SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa del Governo non bisticciano tra loro, ma possono convivere». Parola di Mauro Romoli, vice-presidente della cooperativa edile "La Betulla". L'impressione in prima battuta era che il Psc, intenzionato a mettere freno all'espansione edilizia cittadina, e il Piano Casa del Governo che, invece, apre nuovi spazi d'intervento, potessero andare in contrasto tra loro. Ma anche dal mondo cooperativo reggiano arrivano segnali positivi che promuoverebbero entrambe le progettazioni, sia la locale sia la nazionale. Romoli, come giudica l'ultimo intervento del Governo Berlusconi sul Piano Casa? «All'estero i piani urbanistici sono, credo, un po' più arretrati e controllati. Mentre questo Piano Casa dà più potere ai professionisti, togliendoli dalle briglie della burocrazia, che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla" ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza». In che senso? «Ad esempio: gli immobili precedenti all'89 si potranno ricostruire in un'ottica di risparmio energetico e rispettando l'impatto ambientale, aumentandone la superficie anche del 30%. Questo non significa cementificare». Questa è anche l'intenzione palesata dal Comune con il Psc. Crede quindi che i due piani non si escludano a vicenda? «Assolutamente no. È comprensibilissimo lo scrupolo dell'Amministrazione di non volere occupare suolo pubblico. Ma anche a questo c'è un'ovvia soluzione...» Come fare ad alumentare volume e superficie delle costruzioni senza occupare nuovi spazi? «Basterebbe cominciare a pensare in un'ottica verticale. Questo è il più grave errore delle Amministrazioni reggiane negli ultimi anni spiega Romoli quando vedo quei palazzi a sei piani tutti appaiati vorrei metterli l'uno sopra all'altro e poi costruire un bel parco nello spazio vuoto. Bisogna che Reggio cominci a pensare in un'ottica più verticale, se non in centro storico almeno in periferia. Questo ridurrebbe lo spazio pubblico occupato, garantendo comunque un certo numero di abitazioni e abbattendo i costi. Un piccolo esempio? Invece di due ascensori ce ne sarebbe solo uno...»

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di SAVERIO MIGLIARI <IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa ... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

REGGIO pag. 5 di SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa ... di SAVERIO MIGLIARI «IL PSC (Piano strutturale comunale) e il Piano Casa del Governo non bisticciano tra loro, ma possono convivere». Parola di Mauro Romoli, vice-presidente della cooperativa edile "La Betulla". L'impressione in prima battuta era che il Psc, intenzionato a mettere freno all'espansione edilizia cittadina, e il Piano Casa del Governo che, invece, apre nuovi spazi d'intervento, potessero andare in contrasto tra loro. Ma anche dal mondo cooperativo reggiano arrivano segnali positivi che promuoverebbero entrambe le progettazioni, sia la locale sia la nazionale. Romoli, come giudica l'ultimo intervento del Governo Berlusconi sul Piano Casa? «All'estero i piani urbanistici sono, credo, un po' più arretrati e controllati. Mentre questo Piano Casa dà più potere ai professionisti, togliendoli dalle briglie della burocrazia, che rallenta enormemente gli interventi». Promosso a pieni voti, quindi? «Un momento. Bisogna aspettare a dare giudizi definitivi. Si deve capire come verrà declinato nelle varie realtà territoriali. Non dev'essere inteso come un Andate e moltiplicate i vostri vani' ironizza il dirigente de "La Betulla" ma come uno strumento per potere intervenire sul territorio con intelligenza». In che senso? «Ad esempio: gli immobili precedenti all'89 si potranno ricostruire in un'ottica di risparmio energetico e rispettando l'impatto ambientale, aumentandone la superficie anche del 30%. Questo non significa cementificare». Questa è anche l'intenzione palesata dal Comune con il Psc. Crede quindi che i due piani non si escludano a vicenda? «Assolutamente no. È comprensibilissimo lo scrupolo dell'Amministrazione di non volere occupare suolo pubblico. Ma anche a questo c'è un'ovvia soluzione...» Come fare ad alumentare volume e superficie delle costruzioni senza occupare nuovi spazi? «Basterebbe cominciare a pensare in un'ottica verticale. Questo è il più grave errore delle Amministrazioni reggiane negli ultimi anni spiega Romoli quando vedo quei palazzi a sei piani tutti appaiati vorrei metterli l'uno sopra all'altro e poi costruire un bel parco nello spazio vuoto. Bisogna che Reggio cominci a pensare in un'ottica più verticale, se non in centro storico almeno in periferia. Questo ridurrebbe lo spazio pubblico occupato, garantendo comunque un certo numero di abitazioni e abbattendo i costi. Un piccolo esempio? Invece di due ascensori ce ne sarebbe solo uno...»

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E sui pannelli solari adesso spunta l'Ici (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-12 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Per le imprese Secondo alcune interpretazioni la tassa sarebbe dovuta dalle industrie che usano il fotovoltaico E sui pannelli solari adesso spunta l'Ici MILANO — L'energia verde si espande? Allora tassiamola. Forse il pensiero non è stato proprio questo. Ma i funzionari del catasto ci sono andati molto vicino. Così hanno deciso di assimilare gli impianti dei pannelli fotovoltaici al pari degli opifici. E quindi tassabili, con tanto di Ici. Spiegata così sembrerebbe la classica storia di ordinaria burocrazia italica. Eppure lo stabilisce una circolare dell'Agenzia del territorio dello scorso novembre. E da allora si è aperto un contenzioso tra le aziende che operano nel fotovoltaico, rappresentati dall'associazione di settore Assosolare, e i tecnici dell'Agenzia. «Al di là delle valutazioni tecniche, in base alle quali riteniamo ci siano fondate ragioni per escludere l'applicazione dell'Ici ai pannelli fotovoltaici - denuncia Gianni Chianetta, presidente di Assosolare - abbiamo fatto presente che sul piano economico l'Ici rappresenterebbe un onere insostenibile per il settore, certamente un serio ostacolo per il suo sviluppo». Tanto per fare un esempio pratico, il costo dell'imposta su un normalissimo impianto da 8 megawatt, sarebbe nell'ordine di 140 milioni all'anno. «Stiamo assistendo alla nascita di tante aziende della filiera produttiva del fotovoltaico, come quelle per l'assemblaggio delle celle e dei pannelli e oggi il mercato è più fiducioso e solido grazie agli investimenti che i grandi dell'energia stanno facendo proprio in questo settore - aggiunge Chianetta - . I più grossi produttori internazionali di inverter sono italiani ed esportano principalmente all'estero. Sono inoltre in fase di realizzazione alcuni progetti per la produzione in Italia di silicio e, contemporaneamente, stanno emergendo alcuni produttori di moduli che oggi coprono circa il 10% della capacità installata nel nostro Paese. Per il prossimo anno ci si aspetta una crescita della quota di produzione di moduli italiani al 15%». Nel 2008 il giro d'affari dell'industria fotovoltaica è stato di circa 800 milioni di euro con una crescita del 500%. Nel 2009 si prevede l'installazione di 250 megawatt con un fatturato di 1 miliardo e 250 milioni. In Italia, secondo Assosolare, la crescita prevista sarà costante, a differenza dei due principali mercati europei, che sono Germania e Spagna. Con un incremento medio annuo stimato del 119% rispetto al 26% del totale degli altri Paesi europei, l'Italia è oggi considerata un Paese con grandi potenzialità. Secondo una ricerca condotta da EuPd Research e Assosolare, nel 2010 si avvicinerà alla Spagna con 355 megawatt di potenza installata. In pratica poco sotto ai 400 megawatt che costituiscono il nuovo tetto annuale della penisola iberica. G. Dos. \\ Secondo Assosolare si tratterebbe di un'imposta che può mettere a rischio il settore

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Il piano casa del Lazio? <Concertato coi costruttori> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-12 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il piano casa del Lazio? «Concertato coi costruttori» Marrazzo: ad aprile ci sediamo attorno a un tavolo, ma il governo ci metta più soldi Il governatore critico: prima di aumentare le cubature di chi ha, bisogna pensare a chi non riesce a pagare il mutuo «Il Piano casa del governo è debole: le risorse sono insufficienti, ma è giusto intervenire abbassando l'Iva al 10%, come vuole fare Berlusconi». Piero Marrazzo critica l'esecutivo nazionale sul provvedimento annunciato da giorni per rilanciare l'economia e chiede «più risorse e una vera semplificazione amministrativa ». Da Palazzo Chigi il Piano casa era stata pensato puntando soprattutto «sull'ampliamento delle cubature». Il governatore del Lazio, invece, lo vorrebbe mirato sulle procedure di erogazione dei fondi dagli enti locali e dal sistema creditizio verso le imprese ed i cittadini: «Lì sì che è necessario accelerare e snellire la burocrazia per dare risposte non sulla carta, ma nei fatti - osserva - . Se si trova un equilibrio tra istituzioni, banche e imprenditori si può concretamente rimettere in moto l'economia ». Marrazzo spiega le perplessità sul progetto del governo facendo due conti: «Loro hanno stanziato 550 milioni di euro per tutta Italia dei quali 50 andranno al Lazio, mentre noi - solo per il Lazio - 550 milioni per l'edilizia agevolata più 450 milioni per modernizzare gli ospedali e 200 per riqualificare le scuole». In pratica la Regione ha deciso di investire oltre un miliardo sulla casa, avendo come priorità «l'edilizia agevolata, il sostegno ai cittadini che faticano a pagare affitti o mutui e la lotta all'abusivismo». Ma dopo le critiche, il governatore è molto preoccupato per le conseguenze della congiuntura economica: «I fondi disponibili devono essere spesi subito. Tra 3 anni potrebbero essere inutili: per quella data centinaia di società potrebbero avere già chiuso i battenti. E quelle risorse non serviranno certo a rilanciare le aziende che stanno vivendo oggi un periodo di agonia». Per velocizzare l'uso dei finanziamenti Marrazzo annuncia: «Chiederò ad aprile sul Piano casa del Lazio la concertazione con le parti sociali: voglio confrontarmi con i costruttori, ascoltare le loro idee e le loro proposte. è giusto sostenere il settore edile. Così costruiremo subito un Piano casa che rappresenti una risposta alla crisi. Ma dobbiamo fare in fretta». Il presidente della Regione ha chiesto a Mario di Carlo, assessore alla Casa, la preparazione di un cronoprogramma di delibere e regolamenti per spendere 140 milioni di euro assegnati in un bando alle cooperative per costruire case popolari a Roma; 70 milioni per l'housing sociale; 46 per l'acquisto di alloggi dismessi di enti e società; altri 18 per l'acquisto di case per gli anziani e 40 per l'emergenza abitativa. L'imperativo più in voga in Regione in queste settimane è «primum vivere»: in questa ottica la giunta vuole puntare su «ristrutturazioni e riconversioni, tipo l'archeologia industriale, e sulla green economy » perché l'edilizia del futuro si deve fare «con materiali ecosostenibili». Così i vantaggi, fanno notare alla Pisana, sarebbero duplici: per il settore edile che userebbe prodotti di ultima generazione e per i cittadini che spenderebbero meno di bollette. Inoltre «guardando il testo del governo - aggiunge Marrazzo - si parla sempre di un ampliamento del 20% degli edifici esistenti, del cosiddetto "premio di cubatura" e poi in maniera residuale della possibilità di installare impianti fotovoltaici». Ma parlare di «aumento di cubature», secondo il governatore, fa tornare alla mente i tempi del «boom economico». «Purtroppo quei tempi sono molto lontani - ricorda - e noi dobbiamo dare risposte concrete e immediate ai cittadini per aiutarli a resistere in questa fase così delicata, per difendere i posti di lavoro, le famiglie che non riescono a arrivare a fine mese, le aziende che rischiano di chiudere. L'aumento delle cubature mi sembra una scorciatoia. Prima non sarebbe meglio pensare a chi non riesce a pagare i mutui o gli affitti?». Francesco Di Frischia

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popolari e un milione di proprietari in più (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 7 popolari e un milione di proprietari in più al piano per l'edilizia. Confermata la possibilità di ampliare gli immobili del 20% ROMA UN MILIONE di nuovi proprietari e cinquemila nuove case popolari. Questi sono alcuni degli obiettivi, che il Governo intende realizzare attraverso il piano casa da 550 milioni che avrà il via libera oggi dalla Conferenza Unificata. Gli alloggi popolari interessati dal piano casa dovrebbero essere 5.000, ma potrebbero salire a 6.000 le abitazioni coinvolte dal piano considerando anche interventi di ricostruzione. A riscattare l'immobile in cui vive potrebbe essere un milione di persone che oggi abita nelle case popolari. Per quanto riguarda invece il piano casa che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri, dovrebbe essere strutturato su due livelli: quello regionale e quello statale. Per quanto riguarda l'ambito locale, è allo studio un testo base da proporre alle Regioni che intenderanno adottarlo. Per quanto riguarda invece l'ambito nazionale, si provvederebbe a modificare il Testo unico dell'edilizia e il Codice dei beni culturali e del paesaggio. Ecco le misure chiave del testo da proporre alle Regioni. AMPLIAMENTO. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta. FISCO. I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. Si potrebbe addirittura arrivare all'esonero del contributo nel caso di uso di bioedilizia. DUE ANNI. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. Il provvedimento allo studio prevede anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. RICOSTRUZIONI. Gli edifici realizzati prima del 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici non siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi, il tetto salirebbe a quota 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. PAESAGGIO. Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Ecco invece i punti chiave del ddl all'esame del Governo. SANZIONI. Multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso, fino ad immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito, e la possibilità che l'accertamento di conformità e quello di compatibilita' ambientale estinguano i reati. ADDIO PERMESSO. Il ddl abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Previsto poi l'ampliamento dei casi di denuncia di inizio attività, la rimodulazione degli interventi di edilizia libera. CONCILIAZIONE. Via libera alla valutazione preventiva degli interventi con gli uffici preposti e creazione di una Camera di conciliazione presso i Comuni. TEMPI CERTI. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento.

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Energie rinnovabili, progetto all'avanguardia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

La IV conferenza dei Consorzi di bonifica Energie rinnovabili, progetto all'avanguardia Attenzione ai temi dell'irrigazione e delle risorse idriche E' iniziata ieri mattina la IV conferenza organizzativa dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione organizzata dall'Associazione Nazionale delle bonifiche. Si tratta di una importante iniziativa di raccordo con tutte le strutture presenti in Italia che ha trovato nel territorio o meglio nella Città di Ferrara l'ambito più naturale per parlare di bonifica, di programmi e progetti sul piano irriguo nazionale. Dopo i saluti del vice sindaco Rita Tagliati e gli interventi da parte delle Istituzioni: Provincia, Camera di Commercio e Regione Emilia Romagna nella persona di Tiberio Rabboni che hanno posto alcune temi rilevanti sul lavoro svolto negli ultimi mesi sul futuro dei Consorzi Ferraresi. Con l'intervento del presidente nazionale dell'associazione Massimo Gargano si è entrati nel merito dei problemi e delle proposte che il mondo della bonifica sta facendo per il superamento delle numerose crisi che stanno attanagliando gli imprenditori agricoli del nostro paese. Nel concreto è stato particolarmente trattato il problema delle disponibilità delle risorse idriche, del contenimento nell'utilizzo delle acque per l'irrigazione e gli aspetti più innovativi legati alla produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili. «Parte da Ferrara - spiega il presidente dell'Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari - la promozione di un progetto innovativo nello scenario sia delle bonifiche che nel mondo della produzione di energia da fonti rinnovabili perché qui è il territorio che potrà rispondere in modo positivo. In Italia sono circa 90 gli impianti di produzione di energia elettrica, di questi, dieci sono impianti fotovoltaici e il resto, causa la conformazione territoriale, sono impianti idroelettrici». Nel totale in Italia si producono 290milioni di kilowatt ora, mentre tre saranno i programmi per la realizzazione di impianti in Emilia Romagna tra i quali anche a Ferrara. «è necessario - conclude Gargano - mettere in campo una grande forza d'urto e scardinare tutte quelle condizioni che ostacolano i nostri progetti, dalla burocrazia alla cultura dell'emergenza. Dobbiamo far prevalere la cultura del fare, costruire progetti con le associazioni agricole e collaborare con tutti quelli che ci seguiranno sulla strada dell "innovazione"».

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Felpe e jeans col marchio dell'Esercito (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 14 Felpe e jeans col marchio dell'Esercito A Bergamo s'inaugura il primo negozio monomarca di abbigliamento militare GRANDI MANOVRE DI MARKETING BERGAMO C'ERA una volta il tempo in cui, a Bergamo, l'Esercito italiano era di casa. Tre caserme, tra cui la storica Montelungo oggi praticamente in rovina, nel giro di poche centinaia di metri tra via Suardi e via San Giovanni, a pochi passi dal cuore della città, ed altre sparse fino alle pendici di Città Alta. Poi arrivarono i tagli, le «scelte strategiche» e, a poco a poco, per i bergamaschi i soldati e le ronde militari sono diventati solo un ricordo. Da anni il Comune tenta, con non pochi sforzi, di ridare vita almeno agli immobili abbandonati a se stessi ma, finora, il Demanio e la burocrazia hanno reso tutto inutile. E COSÌ c'è voluta un'iniziativa nel suo piccolo rivoluzionaria, ovvero la decisione dell'Esercito di dare vita ad un proprio marchio di sportswear, per riportare le divise in terra orobica. Oggi, infatti, alle 18, presso il centro commerciale Oriocenter, di fronte all'aeroporto di Orio al Serio, è in programma l'inaugurazione del primo punto vendita in Italia di t-shirt, maglioni e capi d'abbigliamento con il marchio E.I. Alla cerimonia del taglio del nastro saranno presenti, insieme al presidente della Provincia, Valerio Bettoni, le più alte cariche dello Stato maggiore, a cominciare dal colonnello Mario Sumatra, responsabile dell'Ufficio risorse organizzative e comunicazione dell'Esercito. Quello dell'Oriocenter, però, sarà soltanto il primo di una serie di negozi che, nelle prossime settimane, apriranno i battenti anche negli spazi dei centri commerciali «Alle Valli» di Seriate e Auchan di Curno. Un debutto bergamasco perché bergamasca è l'azienda a cui le Forze Armate hanno affidato la produzione e la distribuzione del proprio logo: si tratta dell'Officina della Moda, una realtà con trent'anni di attività alle spalle che ha sede a Carvico, in Valle Seriana, e dispone di una decina di punti vendita e oltre 50 affiliati in franchising in Italia e nel mondo. «Le collezioni spiegano i responsabili comprenderanno in primo luogo capi sportivi e, naturalmente, saranno concepite nella doppia articolazione autunno-inverno e primavera-estate. Saranno quindi disponibili jeans, t-shirt, polo ma anche giubbotti, giacche sportive e coordinati». «Il marchio fa sapere l'Esercito in una nota - sarà d'ora in poi, utilizzato in tutte le comunicazioni e le manifestazioni dell'istituzione per una sempre più aggiornata affermazione della nostra immagine e per le operazioni promozionali necessarie per il reclutamento dei giovani». LO STORE Esercito italiano sarà gestito in collaborazione con la società BB Side di proprietà dell'imprenditore Angelo Pesenti. Tutta l'immagine coordinata e l'arredamento interno sono stati curati dall'architetto Antonio Villa, che ha ricreato uno spazio affine alla camerata di una caserma. Sono stati perciò recuperati gli armadietti originali in ferro rivisitati con tocchi vintage e l'ambiente sarà illuminato da luci spot per evidenziare la qualità dei capi esposti. Alessandro Borelli Image: 20090312/foto/7140.jpg

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BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa discut... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 8 BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa discut... BOLOGNA IL PIANO casa che il governo presenterà ufficialmente domani fa discutere il mondo cooperativo emiliano-romagnolo. Trovando inattese anche se timide aperture di credito, come quella espressa ieri al nostro giornale dal presidente regionale di Legacoop Giuliano Poletti. Inattese almeno per chi si immaginava di imbattersi in una serie di no più o meno espliciti, tipo quello pronunciato sabato scorso dal governatore Errani. Specialmente in alcune sue parti il piano casa pare aver fatto breccia nel mondo del lavoro. Rino Rino Scaglioni, presidente dell'associazione Coop di Abitazione aderenti a Legacoop Emilia Romagna spiega che «ben vengano ipotesi suscettibili di portare modifiche positive in quanto a semplificazione e sistema agevolativo poichè, in primo luogo, sarebbero i cittadini a beneficiarne». Anche se «desta preoccupazione la possibilità che sia confermato l'indirizzo per un aumento indiscriminato delle volumetrie». Porte aperte anche da un'altra coop aderente a Legacoop, la Cpl di Modena. Per Roberto Casari, presidente della cooperativa di costruzioni Cpl di Modena, il piano casa è un passo verso un maggior liberismo: «Qualcosa occorre fare se vogliamo sbloccare il mercato edilizio. Giusto introdurre elementi di maggior flessibilità, ridurre la burocrazia e accorciare i tempi di attesa per le aziende». Timide aperture anche da Reggio. Mauro romoli, vice presidente della coop La Betulla sottolinea come positivo il minor ricorso alla burocrazia, «anche se non si deve intendere tutto come 'andate e moltiplicate i vostri vani'».

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Auditorium e ambulatori con la nuova Coop Reno (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

SPECIALE MALALBERGO pag. 20 Auditorium e ambulatori con la nuova Coop Reno ALTEDO AL VIA IL 28 MARZO CONSULENTI Gli impiegati della Cna di Malalbergo, che forniscono consulenze su fisco, credito e piani di sviluppo per gli imprenditori associati di MATTEO RADOGNA MALALBERGO ABBASSARE la pressione fiscale, ridurre la burocrazia, convincere le banche a dare più respiro alle imprese. Sono le tre principali richieste che provengono dalla Cna di Altedo, a Malalbergo, per contrastare la crisi che sta colpendo duramente le imprese associate. «Si stanno infittendo spiega Claudio Ventura, responsabile dell'ufficio di Altedo le iniziative di Cna a supporto delle aziende bolognesi. Allo sportello anticrisi dell'associazione sono arrivate oltre 300 chiamate di imprenditori che hanno telefonato al numero verde 800901388. Le imprese chiedono soprattutto tre interventi: una riduzione della pressione fiscale sia a livello nazionale che locale, un maggiore snellimento burocratico, un credito dalle banche più agevolato e meno costoso. Ma insieme a queste richieste, da molti imprenditori è emersa anche una forte voglia di reagire alla crisi. Le loro esigenze, quindi, sono di ottenere maggiori incentivi per favorire l'innovazione, la promozione delle imprese e la loro partecipazione a fiere in Italia e all'estero». Cna di Altedo comprende le zone di Malalbergo, con 328 iscritti e Granarolo con 212 associati. Il 26 marzo, alle 20, nell'auditorium di Altedo, è in programma un incontro convocato da Cna sul tema Vincere la sfida del futuro'. Ventura sottolinea che «le chiamate allo sportello anticrisi sono state effettuate per segnalare un'evidente difficoltà nell'accedere al credito e nella gestione dei pagamenti dei propri clienti. Dopo un primo confronto telefonico, il consulente propone all'imprenditore di fissare un appuntamento con l'esperto più idoneo, (il primo incontro è gratuito) a seconda dell'ambito nel quale occorre intervenire: direzionale, creditizio, consulenza del lavoro, legale e consulenza strategica per lo sviluppo di impresa». Alle banche la Cna chiede di non far mancare mezzi finanziari agli artigiani e alle piccole imprese e di riscrivere le modalità di relazione tra banche, imprese e strutture associative. Image: 20090312/foto/1696.jpg

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Libero mercato a parole, protezionista nei fatti (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Libero mercato a parole, protezionista nei fatti giorgio oldoini Salvatore, un giovane di Tricase in provincia di Lecce, è un operaio rifinito che lavorava in una fabbrica di scarpe vendute ai negozi di San Babila con un ricarico di quattro volte: segno certo di grande efficienza dei lavoratori. Tre mesi fa, il proprietario, signor Tanini, ha licenziato trenta persone e ha trasferito i macchinari in Albania dove la mano d'opera costa meno e i contributi sono figurativi: produrrà le scarpe con il medesimo marchio e le rivenderà al prezzo di prima. Salvatore, l'altro giorno, mi ha confidato di essere felice perché ha trovato un posto da lavapiatti in un locale di Genova: in nero, si capisce, ma almeno riuscirà a sopravvivere e mandare qualcosa alla famiglia. Per Lui è stato un colpo di fortuna; con i licenziamenti di massa delle industrie del nord, ha evitato la scelta tra la disoccupazione e qualche impiego in aziende malavitose. Sono convinto che il ritorno al mondo delle "patrie", finirebbe per uccidere le economie più deboli. Il fatto è che di questi problemi planetari, decide un club ristretto: l'Italia può solo accettare le decisioni altrui. C'è tuttavia un velo d'ipocrisia nei discorsi dei "Grandi della Terra", a proposito della crisi economica e dei possibili rimedi. Nel momento stesso in cui viene fatto il solenne giuramento di non voler mai abbandonare il modello del commercio senza frontiere, il presidente Barack Obama invita gli americani ad acquistare i prodotti di casa, con l'effetto immediato di ridurre del 30% certe esportazioni italiane. A fronte di un quadro formale di norme poste a tutela della concorrenza, si sta formando un "libero mercato apparente": non è lo Stato che fa protezionismo, sono i cittadini che scelgono. Non bisogna dimenticare che gli americani prendono sul serio gli appelli dei propri leader politici: il blocco economico sui sigari cubani, attuato in nome dell'"interesse nazionale" aveva funzionato perfettamente. I francesi acquistano Renault e Citroën in nome del patriottismo, mentre la Fiat risulta penalizzata dalla domanda interna. Gli operai inglesi occupano l''azienda che ha affidato una commessa a un'impresa siciliana, la quale deve accettare di assumerne una buona metà. Il fatto è che Paesi come Usa, Francia e Inghilterra possono far conto su comportamenti di persone che hanno un senso d'appartenenza e di fierezza molto radicato, tale da incidere sulle scelte economiche nel quotidiano. Bisogna allora che i difensori del libero mercato, obblighino i "cittadini del mondo" a pensare in termini di "patria unica". Gli uomini-guida di Bruxelles, devono inoltre rispondere in modo comprensibile alle seguenti domande: quale sarà l'effetto dell'invecchiamento della popolazione sui nostri atteggiamenti nazionali e sullo stato d'ottimismo della gente? Quale sarà l'effetto dei programmi di sicurezza sociale contro le principali incertezze della vita: i relativi costi potranno essere sopportati o stanno diventando così grandi da far implodere il sistema produttivo? Come fa a competere con il resto del mondo, un sistema con l'attuale rapporto tra classe intermediaria (finanza, commercio) e quella produttiva (operai, tecnici, imprenditori creativi), con un costo delle burocrazie che tende ad aumentare senza sosta? Possiamo continuare all'infinito a inventarci corvée ai danni delle imprese (con oneri indotti pari alla stessa fiscalità ufficiale) e a obbligare i consumatori a buttar via auto, mobili, elettrodomestici, per creare una domanda fittizia? Nel frattempo, diteglielo voi a Salvatore che non deve temere per il proprio futuro, perché la mano invisibile del mercato sta pensando a lui. giorgio oldoini è manager d'impresa. 12/03/2009

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Castello, l'isolamento continua (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1019 Quartiere in rivolta: da un mese gli impianti sono operativi soltanto dalle 6 alle 18 Castello, l'isolamento continua Quartiere in rivolta: da un mese gli impianti sono operativi soltanto dalle 6 alle 18 Paolo Carta: «Questo fine settimana, ritorno alla normalità» --> Paolo Carta: «Questo fine settimana, ritorno alla normalità» Protestano gli operatori degli esercizi commerciali. «L'anno prossimo non apro d'inverno», minaccia il gestore dei bar del Bastione. L'ultima promessa arriva dall'assessore alle Attività produttive Paolo Carta. «Questo weekend gli ascensori funzioneranno anche di notte». Ma, nonostante l'autorevolezza dell'amministratore, in pochi ci credono nel quartiere di Castello: è ormai un mese che i due ascensori funzionano soltanto dalle 6 sino alle 18. LE PROTESTE Una situazione che ha suscitato le ire degli operatori commerciali e degli abitanti del quartiere. «Il Bastione», afferma Alessio Raggio, gestore del De Candia e del Caffè degli Spiriti, «è il biglietto da visita della città per i turisti. Eppure viene dimenticato, proprio come viene dimenticato tutto il quartiere: l'ascensore, la ztl notturna, il servoscala per i disabili mai entrato in funzione. Cose che ci stanno mettendo in ginocchio». Al punto che Raggio medita soluzioni drastiche. «Penso che l'anno prossimo chiuderò in inverno». TUTTI UNITI Le lamentele sono generalizzate. Al punto che ?nemici storici? si ritrovano d'accordo: gli abitanti del quartiere protestano insieme ai gestori dei locali, spesso nel mirino perché disturbano il loro sonno. «Qualche giorno fa», racconta Paolo Melis, «avevo ospiti a cena: sono andati via prima di mezzanotte perché erano entrati in Castello in auto e non volevano rischiare multe. Avrebbero lasciato l'auto fuori dal quartiere. Ma come andare via?». Protesta anche Giuliano Deroma, gestore del Tierre Mambotango. «Si parla tanto del rilancio di questo quartiere ma quello che viene fatto è di segno contrario: in questo modo, si uccide Castello». Le lamentele riguardano chi si trova nella parte che dà su viale Regina Elena e su piazza Costituzione. Ma anche gli altri sono tutt'altro che felici. «Sembra di tornare indietro nel tempo», racconta Antonio, pensionato che abita in via dei Genovesi, «ai tempi in cui venivano chiuse le porte e gli stranieri venivano cacciati via a son'e corru ». LA BUROCRAZIA Arrivano, però, le rassicurazioni dell'assessore. «Le telecamere ormai sono state installate: potranno essere gestite temporaneamente dalla Multiservice che garantirà il servizio per 24 ore al giorno». Se non altro, il contratto con questa società consente di bypassare i tempi della burocrazia. «Il sindaco ha deciso di assumere guardie giurate o operatori di videosorveglianza per gestire gli impianti». Seguendo l'iter normale, però, si dovrebbe attendere la delibera di Giunta e, poi, il passaggio in Consiglio. Almeno un mese, dunque. Durante il quale dovrebbero lavorare (il condizionale è quanto mai obbligatorio) i dipendenti della Multiservice. MARCELLO COCCO

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Casa, domani il piano del Governo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Politica Italiana Pagina 107 Il ddl all'esame del Consiglio dei ministri conterrà anche le proposte per le Regioni Casa, domani il piano del Governo Il ddl all'esame del Consiglio dei ministri conterrà anche le proposte per le Regioni --> ROMA Le linee guida del piano edilizia del governo sono pronte e ora dunque non resta che tradurre gli obiettivi in norme. L'obiettivo è portare domani in Consiglio dei ministri un disegno di legge cornice, ma ciò non toglie che ieri si siano registrati i primi dubbi circa la possibilità di rispettare il timing. Il timore è che l'armonizzazione delle misure possa richiedere più tempo del previsto e che dunque occorra far slittare di qualche giorno il via libera. Difficoltà tecniche che si saldano con quelle politiche: la Lega infatti frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - dice il leader del Carroccio Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali, spiega sempre il Senatur: il nodo immigrati e la tutela del territorio. Anche il Pd, dice il segretario Dario Franceschini, prima di giudicare vuole «vedere concretamente» le carte. Perché, spiega, se è giusto «far lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la qualità dei centri storici». Per fare il punto sulle novità e cercare di incassare il consenso degli alleati il presidente del Consiglio ha presieduto una serie di riunioni alle quali ha partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il progetto è quello di procedere su due livelli: prepare un testo da proporre alle regioni che poi intendono adottarlo e al contempo rivedere la normativa sulla materia di competenza statale mettendo a punto un nuovo disegno di legge. Meno burocrazia e tempi certi sono gli assi portanti della rivoluzione immaginata dal premier. Ecco le misure chiave del testo da proporre alle Regioni. AMPLIAMENTO CASE Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente; per tutte le altre tipologie di edifici la soglia del 20% è in riferimento invece alla superficie coperta. SCONTI FISCO I Comuni potranno scegliere di ridurre il cosiddetto contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Sconto che salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. DUE ANNI La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre 2010. RICOSTRUZIONI Gli edifici realizzati anteriormente al 1989 che non siano adeguati agli standard qualitativi e che non siano sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. RISPETTO PAESAGGIO Paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Nel ddl all'esame del governo previste multe per i casi più lievi e per contro una stretta delle sanzioni per chi interviene sui beni vincolati.

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Cittadini in tv, il nuovo canale YouTube del Movimento Difesa del Cittadino (sezione: Burocrazia)

( da "Comunicatori Pubblici" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pubblicato il: 12-03-2009 Cittadini in tv, il nuovo canale YouTube del Movimento Difesa del Cittadino Una Web Tv sul mondo dei consumi in tutte le sue sfaccettature, dalla spesa ai temi bioetici, dalla sicurezza on line ai tempi lenti della burocrazia. L?esperimento è stato lanciato dal Movimento Difesa del Cittadino che ha appena aperto un nuovo canale su YouTube. La Web Tv raccoglie le puntate delle trasmissioni televisive con la partecipazione dei rappresentanti di Mdc e manda in onda le edizioni dei telegiornali che si occupano di consumo e delle iniziative dell'associazione. Oltre a tutto ciò, “Cittadini in TV” realizza per gli utenti servizi auto-prodotti inediti. Ogni giovedì la home page del sito Mdc.it e il canale di Youtube “Cittadini in TV” saranno aggiornati con un servizio dedicato a un argomento di stretta attualità sul mondo dei consumatori oppure a un'iniziativa dell'associazione. Già ricco l?elenco di video tratti da diversi network pubblici e privati: Cifre in chiaro - Burocrazia lumaca, per esempio, o Babyconsumers e nuove tecnologie. Tra gli autoprodotti: Donne sull'orlo di una crisi... "economica", un servizio utilissimo sui pagamenti elettronici e le frodi, e l?intervista a Liliana Rossi Carleo dell?Università Roma Tre sul nuovo Master "Globalizzazione dei mercati e tutela dei Consumatori”. Tra tutti i video spicca lo Speciale su Eluana Englaro. La comunicazione del Movimento non si è evoluta solo in direzione video. I consumatori saranno più consapevoli e informati anche grazie a “MDC News”, la nuova newsletter con le ultime notizie sul mondo dell'associazione e dei consumi, articoli di attualità e d'interesse per i cittadini. L'appuntamento con la newsletter è bisettimanale, ogni martedì e giovedì: per riceverla, ci si potrà iscrivere direttamente nell'home page del sito www.mdc.it. Movimento Difesa del Cittadino ha investito molto sulla comunicazione per rafforzare gli obiettivi di promuovere la tutela dei diritti dei consumatori, informandoli e dotandoli di strumenti giuridici di autodifesa, prestando assistenza e tutela tramite esperti. Dopo aver fondato la prima agenzia d'informazione on line dedicata ai consumi, Help Consumatori (www.helpconsumatori.it), e rinnovato la veste grafica del sito istituzionale Mdc.it ora sta progettando la spedizione di altre due newsletter tematiche: Salute&Gusto sull'alimentazione e una seconda dedicata al risparmio energetico. Giada Lonardi

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"Liberare il territorio costruendo. A Milano lo facciamo già" (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

12 marzo 2009 Indurre la ripresa facendoci ristrutturare la casa/2 "Liberare il territorio costruendo. A Milano lo facciamo già" "Sono i piani quinquennali che hanno rovinato l'ambiente". Parla l'assessore all'Urbanistica Masseroli “Bisogna capovolgere i luoghi comuni e iniziare col dire che sono i decenni di burocrazia e di rigidità nel modo di concepire il territorio ad aver creato i disastri ambientali e il disordine che vediamo. Bisogna sburocratizzare, liberare risorse e uscire da una logica di sospetto per il ruolo dei privati”. Se questa è la filosofia che anima il “piano casa” annunciato dal governo, allora Carlo Masseroli, assessore allo Sviluppo del territorio del comune di Milano, ci si ritrova. E? sulla stessa lunghezza d?onda di quel che sta provando a fare. Ricevendo, ovviamente, le stesse critiche preconcette. Proprio ieri Masseroli e Letizia Moratti hanno presentato ai partiti di maggioranza il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) destinato a sostituire nel giro di un anno – se approvato – il Piano regolatore vigente. Il Pgt prevede, tra l?altro, nuove grandi aree di edificazione e di sviluppo urbano e infrastrutture, grazie al recupero di aree dismesse e a un aumento della “densità urbana”. Ma soprattutto, dice l?assessore, “è destinato a modificare la filosofia di governo del territorio, superando la rigidità fatta solo di vincoli, di cose che non si possono cambiare, con cui tutti i piani regolatori, come i piani quinquennali, sono sempre stati fatti”. Masseroli precisa, però: “Evidentemente il nostro Pgt e il piano per l?edilizia del governo sono due oggetti differenti. Ma pur senza conoscere nel dettaglio quel provvedimento, mi pare che ci sia una comunanza di visione. Punto primo: bisogna abbandonare la logica deleteria con cui sono state fatte finora le politiche del territorio, e dunque anche quella parte che pertiene all?edilizia abitativa”. Quale sarebbe questa logica? “Quella per cui l?interesse privato è per forza contrario a quello pubblico. Invece bisogna partire dal presupposto che l?interesse pubblico non è garantito da un vincolo che viene imposto al privato. Bensì dal governo di una progettualità, in cui compito del pubblico è dare risposte ai cittadini. Pubblico e privato sono tasselli differenti presenti sul territorio, si intersecano esattamente come si intersecano strade e case, ferrovie e zone agricole. E devono trovare strategie di sviluppo organiche. Quanto e dove costruire, dove mettere il verde e le strade, come finanziare le infrastrutture. Permettere al privato di costruire con ordine e in modo remunerativo permette anche al pubblico di fare la sua parte, ma con meno oneri e più efficienza”. L?obiezione fatta a Berlusconi è la stessa fatta al suo progetto: cementificazione. Lei vuole aumentare la densità di una città come Milano, già al collasso. “Come non mi pare che il governo darà via libera all?abusivismo, anzi ad esempio verrà premiata una logica di risparmio energetico, così il Pgt di Milano non dà via libera al cemento selvaggio, per nulla”. La parola magica, per Masseroli, è “perequazione delle volumetrie”. Un po? come avviene per il mercato delle emissioni di Kyoto, “lo sviluppo di nuove aree che saranno infrastrutturate e rispondenti ai criteri urbanistici decisi dal comune dovrà essere compensato dalla diminuzione delle volumetrie là dove l?ambiente verrà riqualificato e usato diversamente. E? esattamente il contrario: finora si è sempre ?consumato? territorio, espandendo la città e ?cacciando fuori? chi non può pagare certi prezzi. Invece rendere più densa la città consentirà di risparmiare territorio. E da questo recupero di aree ed efficienza deriva anche la possibilità di fare l?housing sociale, che diversamente non sarebbe finanziabile in alcun modo”. Leggi Le magnifiche sorti e progressive della nuova città verticale e Indurre la ripresa facendoci ristrutturare la casa

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CATIA DI NARDO CASTELLAMMARE. AMBULATORIO CHIUSO PER MANCANZA DI PERSONALE INFERMIERISTICO&... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CATIA DI NARDO Castellammare. «Ambulatorio chiuso per mancanza di personale infermieristico». È quanto riportato da un cartello affisso la scorsa mattina, appena pochi minuti dopo l'apertura, davanti alle sale dall'ambulatorio di medicina sportiva di via Bocchetti. Immediata la protesta degli utenti del reparto che si occupa di certificare l'idoneità all'attività sportiva agonistica. Un centro medico di controllo a cui ogni giorno si rivolgono numerosi sportivi iscritti ad associazioni, federazioni e club locali. Ma ieri mattina, al termine della prima visita, il medico di turno dopo aver esposto un cartello all'ingresso dell'ambulatorio ha interrotto il ciclo di visite in programma. Motivo della sospensione? Ufficialmente manca il personale infermieristico. Un blocco deciso senza alcun preavviso, che ha mandato su tutte le furie gli utenti in attesa, che immediatamente hanno cominciato a protestare. Tra questi anche l'assessore alla Sanità della giunta guidata dal sindaco Salvatore Vozza, Maurizio Apuzzo medico Asl in servizio sul territorio. «Gli utenti si sono trovati a pagare i disagi di un disservizio evitabile - spiega - è tutta questione di organizzazione degli uffici. Un fatto sicuramente non semplice, ma la sanità, la salute delle persone non può attendere i tempi della burocrazia, occorre un intervento urgente per evitare che questo spiacevole inconveniente si ripeta». Intanto, altri utenti, rimasti per ore in attesa hanno cercato di rivolgersi alla direzione della struttura di via Bocchetti. Un tentativo inutile, visto che anche altri dirigenti sono risultati assenti per malattia. Una mattina di disagi, dunque, terminata soltanto quando finalmente un'infermiera è stata inviata dalla direzione generale a supportare il lavoro del medico di turno. «Il servizio sanitario offerto dell'ambulatorio è decisamente soddisfacente - aggiunge l'assessore - ma problemi di questo tipo non devono verificarsi. Nei prossimi giorni, in quanto delegato di giunta alla sanità, continuerò a verificare l'effettiva regolarità dell'assistenza sanitaria sul territorio».

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ROMA. IL PIANO CASA APPRODERà DOMANI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI. ANCHE SE NON è ANCORA CERT... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma. Il piano casa approderà domani al Consiglio dei ministri. Anche se non è ancora certo il via libera definitivo. Ci sono problemi tecnici, come l'armonizzazione delle misure con le competenze delle regioni. Ma anche politici, con la Lega che frena ancora una volta: «Vogliamo vedere bene - spiega il leader del Carroccio, Umberto Bossi - cosa ha in mente Berlusconi». Due le preoccupazioni principali: nodo immigrati e la tutela del territorio. Il malumore leghista sarebbe stato originato anche dalla mancanza di coinvolgimento nel progetto da parte del premier. Proprio per sbloccare l'impasse in mattinata Berlusconi e Bossi avrebbero dovuto sentirsi per telefono. Ma, fino al tardo pomeriggio, la telefonata chiarificatrice non c'era stata. Nel pomeriggio c'è stato un vertice con gli alleati al quale ha partecipato anche il ministro dell'Economia. Alla fine, la soluzione individuata sarebbe stata quella di procedere su due livelli: preparare un testo da sottoporre alle Regioni che poi intendono adottarlo e, nello stesso tempo, rivedere la normativa di competenza statale, mettendo a punto un nuovo disegno di legge con una stretta delle sanzioni. Obiettivo: evitare che le norme si trasformino in un condono edilizio. Ancora perplesso il leader del Pd, Dario Franceschini che prima di esprimere un giudizio «vuole vedere concretamente le carte». Perché, spiega, «se è giusto fare lavorare nell'edilizia le piccole imprese non si può danneggiare la qualità dei centri storici». Nel frattempo, oggi, alla Conferenza unificata, sarà presentato il piano per la costruzione di 5mila case popolari. Obiettivo: creare un milione di nuovi proprietari che potrebbero riscattare l'alloggio in cui vivono. L'investimento previsto è di 550 milioni. Per quanto riguarda, invece, le misure a favore dell'edilizia, ecco, nel dettaglio, i punti principali del provvedimento che sarà sul tavolo di Palazzo Chigi. Ampliamento. Le abitazioni private potranno essere ingrandite fino a un tetto massimo del 20% del volume esistente. Per tutte le altre tipologie di edifici la soglia si riferisce alla superficie coperta. Sconti. I comuni potranno scegliere di ridurre il contributo di costruzione previsto per l'ampliamento del 20%. Lo sconto salirebbe al 60% nel caso di prima abitazione. I tempi. La richiesta di ampliamento deve arrivare entro il 31 dicembre del 2010. Prevista anche la possibilità di realizzare un edificio separato nel caso in cui non sia materialmente o giuridicamente possibile realizzarlo in contiguità con il fabbricato esistente. Demolizioni. Gli edifici realizzati prima dell'89 che non siano adeguati agli standard qualitativi e non sottoposti al vincolo di conservazione possono essere abbattuti e ricostruiti con un aumento della cubatura fino al 30%. Qualora gli edifici siano residenziali la soglia è relativa alla superficie coperta. In entrambi i casi il tetto salirebbe a quota 35% con l'utilizzo di tecniche di bioedilizia. Rispetto paesaggio. Previsti paletti rigidi rispetto ai vincoli ambientali e paesaggistici e divieto assoluto di ampliamento per gli immobili abusivi. Stretta sulle sanzioni. Multe per i casi più lievi ma anche una stretta per chi interviene sui beni vincolati. Allo studio poi il ravvedimento operoso fino ad immaginare per i casi meno gravi l'estinzione dell'illecito e la possibilità che l'accertamento di conformità e quello di compatibilità ambientale estinguano i reati. Addio permesso. Il disegno di legge abolisce il permesso di costruire e lo sostituisce con una certificazione di conformità giurata da parte del progettista. Semplificazione. Meno burocrazia per le procedure per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e indicazione di tempi certi per la conclusione del procedimento. an. tr.

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GIANFRANCESCO D'ANDREA RESTYLING DELLA PIAZZA, IL SALOTTO BUONO DELLA CITTà, A PARTIRE DALLA... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

GIANFRANCESCO D'ANDREA Restyling della piazza, il salotto buono della città, a partire dalla storica fontana circolare, presenza immancabile in tutte le cartoline d'epoca, dagli inizi del Novecento in poi, quando gli zampilli erano altissimi e conferivano alla cittadina un aspetto ancora più elegante: da ieri sono stati avviati i lavori di recupero e riqualificazione della fontana tonda di piazza Roma, nel centro storico di Piedimonte Matese. «Circa quarantamila euro (diecimila donati da una Banca che ha sede nella piazza, ndr) - conferma il sindaco Vincenzo Cappello - per la pulizia e la tinteggiatura del fondale, il recupero delle cinte perimetrali circolari e l'installazione di un impianto di riciclo dell'acqua». Gli interventi di recupero prevedono anche un consolidamento statico delle basole, che in più punti presentavano delle perdite d'acqua: sarà migliorata anche l'intera illuminazione del fondale e perfezionata la potenza dei getti su tutta la circonferenza. Si tratta di un primo intervento di riqualificazione dell'aspetto urbano della città antica, che in più punti necessita di un maquillage completo e che presto dovrebbe estendersi anche alle altre zone della cittadina, altrettanto centrali come piazza Roma. Basta pensare, infatti, che l'altra importante agorà di Piedimonte Matese, piazza del Carmine, ha un assetto urbanistico che, quanto ad estetica, è fermo ai primi anni Ottanta ma, soprattutto, sono aiuole e giardini che in questo caso avrebbero bisogno di qualche attenzione in più da parte del Comune. La fontana di piazza Roma, quindi, apripista di una serie di interventi di parziale recupero urbano. «A breve - spiega l'assessore all'urbanistica Attilio Costarella - sarà espletata la gara per la sistemazione della nuova numerazione civica e della toponomastica cittadina». Quest'ultimo progetto, in particolare, che originariamente era stato varato dalla Comunità Montana del Matese fra tutti i diciassette comuni di competenza, era finito nelle secche della burocrazia, con un contenzioso verso la ditta affidataria dei lavori. Il Comune di Piedimonte ha quindi preferito procedere autonomamente, stanziando un fondo di 60mila euro. Tempi più lenti, invece, per la redazione del piano comunale del colore, altra spina nel fianco per l'immagine della città antica: il centro storico, infatti, dove negli ultimi tempi sono state riprese le facciate di diversi palazzi d'epoca, non ha ancora una uniformità cromatica. Eppure Piedimonte Matese è il comune della provincia di Caserta con il centro storico più esteso, in rapporto al territorio comunale.

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GIUSEPPE MIRETTO STOP ALLA RIFORMA: SI BLOCCA LA RIFONDAZIONE ORGANIZZATIVA E GESTIONALE DEL WELF... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

GIUSEPPE MIRETTO Stop alla riforma: si blocca la rifondazione organizzativa e gestionale del welfare locale. Evitata in extremis la bancarotta (minacciata da un debito di quattro milioni di euro) resta irrisolta la crisi amministrativa. I servizi sociali intercomunali, a cui afferiscono 11 enti locali che orbitano sull'asse San Felice a Cancello-Maddaloni-Marcianise, non riescono ad affrancarsi dall'arcaiche e farraginose burocrazie comunali. Su tutte quella del Comune di Maddaloni, ente capofila e massimo responsabile del perdurante crack finanziario. Non parte il «Consorzio dei servizi sociali»: si complica il percorso per il varo dell'innovativa struttura amministrativamente e finanziariamente autonoma. È tutto pronto: c'è l'adesione di massima alla trasformazione organizzativa dei comuni dell'ambito territoriale (manca solo la ratifica dei civici consessi) ed esiste pure il modello di riferimento: il Consorzio Alta Irpinia, ente burocraticamente leggero che raggruppa con successo 25 comuni (da Lioni fino ai confini con la Lucania). «La scelta della trasformazione - annuncia Enzo Mataluna, coordinatore dell'ambito - è irreversibile nei principi e progressiva nei modi. Ma è tanto innovativa da cozzare contro lo statuto dell'Asl Ce1, che vieta l'adesione a strutture consortili». Infatti, leggi alla mano senza la formale adesione dell'azienda sanitaria del territorio, il Consorzio non può nascere. «Stiamo lavorando - conclude il coordinatore - per trovare una via d'uscita da questa paralisi burocratica». Rimandato il colpo di spugna sulle storture burocratiche: cancellate le figure dirigenziali (non sarebbe prevista nemmeno la costituzione del CdA) e soprattutto i soldi dei servizi sociali, versati dalla Regione Campania, sarebbero gestiti direttamente dal Consorzio e quindi dalla cooperative di servizio. Senza il Consorzio torna lo spettro della bancarotta. Le cifre condannano la gestione affidata al Comune di Maddaloni: in appena tre anni di gestione sono stati accumulati quattro milioni di debiti. Voragine colmata, ancora una volta, con la rateizzazione dell'ammanco. Subito saranno versati un milione di euro per pagare un intero anno di lavoro per i 130 operatori sociali impegnati nella rete integrata di servizi socio-sanitari: assistenza domiciliare disabili, domiciliare anziani, specialistica scolastica per bambini, centri socio-educativi per la prima infanzia, centro antiviolenza, affido familiare. I restanti tre milioni saranno smaltiti con un piano di rientro del debito, spalmato su tutto il 2009, per salvaguardare le casse delle cooperative Antigone, Eva, L'Arca, Iride e Progresso. Imprese sociali che, per garantire la piena continuità dell'assistenza residenziale, hanno dovuto addirittura anticipare le spese. Nonostante tutto, per il 2009, è stata inaugurata una prima riforma dei servizi: l'estensione della rete di protezione sociale a domicilio agli «anziani fragili». Potenziati i servizi di eccellenza di rilievo regionale o sovra regionale. Investimenti mirati per il sistema di case-famiglia e il Centro Antiviolenza Eva di Maddaloni scelto dal Ministero degli Interni come capofila del network antiviolenza (rete 1522) in tutto il Mezzogiorno.

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Confartigianato: "Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore alimentare" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Confartigianato: ?Bene modifiche che eliminano burocrazia per piccole imprese del settore alimentare? (12/3/2009 14:48) | (Sesto Potere) - Roma - 12 marzo 2009 - “Un passo avanti sulla strada della semplificazione burocratica per le piccole imprese del settore alimentare”. Così il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini definisce l?approvazione, da parte dell?Aula del Senato, di un emendamento alla Legge Comunitaria 2008, sollecitato dalla Confederazione, che alleggerisce gli oneri burocratici e riduce gli eccessi sanzionatori a carico di artigiani e piccole imprese in materia di sicurezza alimentare. In particolare, il Presidente di Confartigianato “apprezza l?emendamento presentato dalla Sen. Simona Vicari (Pdl) e riguardante il regime sanzionatorio sui controlli in materia di sicurezza alimentare, che reintroduce criteri di flessibilità e modalità semplificate nelle procedure di autocontrollo applicate nelle micro e piccole imprese e conferma il principio della prescrizione a priori”.

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Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Di Como, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edilizia, la recessione provoca un calo del 10% nella produzione Presentata la Meci Il mercato immobiliare risente ovviamente della crisi anche in virtù del fatto che meno famiglie possono accendere un mutuo Imprenditori favorevoli alla proposta del governo sull'aumento delle volumetrie residenziali Brusca frenata dell'edilizia comasca: se nell'ultimo trimestre del 2008 le ore lavorate erano diminuite del 5%, per il 2009 si prevede addirittura un calo del 10%. A rivelarlo è l'Associazione Nazionale Costruttori Edili lariana (Ance). Ieri, alla presentazione della Meci - la fiera sull'edilizia civile e industriale - è stata scattata anche una fotografia del settore edile comasco. Le previsioni, come detto, sono abbastanza preoccupanti. «Questi dati - precisa Giuseppe Rigamonti, vicepresidente del comitato promotore della Meci e consigliere dell'Ance di Como - arrivano dopo dodici anni di crescita costante e continua. Non dobbiamo comunque sottovalutarli: anzi, adesso dobbiamo cogliere un'opportunità di cambiamento». Vale a dire' «Il calo della quantità deve corrispondere a un aumento della qualità del nostro lavoro, sotto i profili tecnologico e organizzativo». Ci sono posti di lavoro a rischio' «Solo per le figure non qualificate - risponde Rigamonti - mentre vi sarà grande spazio per i giovani specializzati e laureati nelle discipline tecniche: ingegneria ambientale, civile e gestionale». La frenata dell'edilizia, secondo Rigamonti, porterà nel settore una naturale «selezione delle aziende, utile pure alla garanzia di qualità per il consumatore finale». Il mercato immobiliare risente ovviamente della crisi, anche in virtù del fatto che molte meno famiglie in questo momento vogliono (e possono) accendere un mutuo. È questo, forse, il momento di comprare' «Nel Comasco in passato non abbiamo visto sconsiderati aumenti di prezzo delle case, bolle speculative. I prezzi sul nuovo tengono. Compra chi ha bisogno». Anche dall'Ance, così come da altre categorie imprenditoriali, arriva invece un allarme sul credit crunch, la stretta creditizia che rischia di asfissiare le aziende. «Alle banche - continua Rigamonti - chiediamo di favorire le imprese che producono, a differenza degli immobiliaristi che si occupano della sola commercializzazione». Su scala nazionale sta facendo discutere un provvedimento di legge, al vaglio del governo, che introdurrebbe una forte deregulation nel settore edile: dichiarazione di un tecnico privato invece della concessione edilizia dei Comuni, possibilità di aumentare il volume di un edificio del 20% (residenziale) o 30% (commerciale). Gli edifici sorti entro il 1989 e non vincolati potrebbero essere demoliti e ricostruiti con un 30% in più dei volumi: questo premio volumetrico sarebbe però vincolato al raggiungimento di alcuni standard energetici e qualitativi. «Oggi servono mediamente tre anni per una pratica urbanistica in Comune, e un anno e mezzo per una pratica edilizia. Questo significa che a volte il progetto da cui si parte diventa obsoleto all'atto della costruzione - risponde Rigamonti - perciò, siamo favorevoli alla deregolamentazione di un settore che è fin troppo burocratizzato. Non conosciamo ancora i dettagli precisi della proposta del governo, ma se le direttive consistono nel premiare i costruttori che mirano all'efficienza energetica e alla qualità, siamo d'accordo. Un eccesso di volume su un progetto scarso è dannoso; se, invece, il progetto è di qualità, diventa sostenibile». Dello stesso parere è Valter Ferrario, direttore dell'Ance di Como. «Ogni snellimento di procedure e burocrazie è benaccetto, anche se in Lombardia disponiamo già della Dichiarazione d'Inizio Attività (Dia) che permette un iter più veloce. Siamo inoltre d'accordo nel concedere un "premio volumetrico": se legato all'efficienza energetica, questo diventa un incentivo per i privati. Avremmo qualche perplessità, invece, se la possibilità di aumentare i volumi fosse fine a se stessa». Andrea Bambace Nella foto: Ieri è stata presentata la nuova edizione della Meci, la fiera dell'edilizia civile e industriale in programma a Lariofiere dal 20 marzo Home Assalti in villa di sei anni fa Condannato Le imprese in fiera a Erba saranno 140 Pirateria informatica, 400 denunce all'anno Sperimentato a Como un software innovativo Spari nella notte in via Milano Guardia giurata mette in fuga i ladri Spacciavano droga fuori dal Gallio Il giudice ratifica i patteggiamenti Lo Stato non paga: arriva lo "sciopero delle intercettazioni" Accoltella una prostituta Marocchino in manette

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Disabili, consulente anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Disabili, consulente anti-burocrazia Conoscere diritti e aiuti a disposizione: per loro è possibile al "Punto H" di via Runcis Giovedì 12 Marzo 2009, Casarsa della Delizia Un aiuto in più per le persone disabili e le loro famiglie nell'affrontare le questioni burocratiche. Aprirà infatti ufficialmente venerdì 13 a San Giovanni di Casarsa il primo "Punto H", un servizio di consulenza gratuito sulle leggi riguardanti la disabilità. L'idea è dell'associazione "LaLuna" e nasce da un'esigenza manifestata a più riprese soprattutto dai genitori dei giovani disabili. L'obiettivo è quello di dare un supporto tecnico su tutta la parte legislativa riguardante l'handicap, perchè le leggi a sostegno ci sono, ma spesso non si conoscono. «In altre parole - ha spiegato Erminio Fabris, presidente de "LaLuna" - si cercherà di dare un sostegno a chi vuole risposte sulle agevolazioni destinate ai disabili e ai loro familiari, normativa del lavoro, diritto alla salute, assistenza personale, indennità di accompagnamento, interdizione, inabilità, amministratore di sostegno, per fare degli esempi». Inoltre si potranno avere informazioni precise sull'attualissimo tema della compartecipazione alle spese sociosanitarie per i disabili gravi, che le associazioni vogliono calcolare solo sulla base del reddito del disabile e non dell'intera famiglia. «Abbiamo poi pensato - ha aggiunto il presidente - per completezza di servizio, di creare una rubrica sul nostro giornale sociale che tratti la normativa fiscale riferita ai disabili e che ad ogni edizione analizzi in maniera dettagliata un argomento. Il punto informativo sarà seguito da una persona molto esperta in materia, Francesco De Caro, che metterà a disposizione di chi avrà bisogno il suo tempo e soprattutto la sua competenza». Un bel modo per festeggiare i primi quindici anni del sodalizio sangiovannese. Era infatti il 1994, quando il primo gruppo di volontari diede inizio alla attività de "LaLuna". Inizialmente furono attività prettamente ludiche, poi il gruppo crebbe, non solo nel numero, ma anche nell'età dei componenti e quindi furono modificate le attività: furono creati momenti per la conoscenza di nuovi luoghi e di nuove esperienze. Ad oggi, il gruppo di disabili che frequenta le attività nel fine settimana è composto da circa una trentina di persone con età compresa tra i 15 e i 35 anni, provenienti dai diversi comuni della zona del sanvitese. L'ufficio "Punto H" si trova nei locali della Cjasaluna in via Runcis 59, a San Giovanni di Casarsa. Per ora rimane aperto il venerdì dalle 17.30 alle 19.30 solo su appuntamento (0434/871156). Michela Sovrano

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Dedichiamo a Danieli gli impianti sportivi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Dedichiamo a Danieli gli impianti sportivi» Giovedì 12 Marzo 2009, Passata l'emotività per la morte di Roberto Danieli, patron della "Diadora" ma soprattutto grande personaggio del paese che ha coinvolto tutta la collettività, ieri tutti i suoi amici si sono incontrati per la celebrazione della Santa Messa svoltasi nella chiesa arcipretale per ricordarlo. I suoi amici più intimi guidati da Luciano Gallina prima presidente del calcio Caerano e poi per oltre 25 anni braccio destro di Roberto hanno chiesto al primo cittadino di Caerano San Marco, Luciana Velo di dedicare gli impianti sportivi di via della Pace a questo grande personaggio che per il suo paese ha sempre avuto un grande occhio di riguardo. "Dedicare gli impianti sportivi a Roberto Danieli - dice Luciano Gallina- penso che sia il minimo che potevamo fare per ricordarlo. Noi che abbiamo avuto la fortuna di frequentarlo per tutti i giorni per oltre vent'anni non riusciamo ancora a darci pace. Abbiamo presentato la nostra richiesta al sindaco Velo che non ha esitato un attimo nel darci il suo parere positivo. Ora ci sarà da seguire un iter burocratico che mi auguro non sia molto lungo. La burocrazia si sa è sempre piena di ostacoli che rallentano problemi che potrebbero essere superati in breve tempo". Luciano Gallina è il promotore di questa iniziativa, con lui anche però altri personaggi del paese cha con Roberto Danieli hanno diviso momenti storici calcistici indimenticabili. "Con Roberto avevamo centrato la C2, titolo poi venduto al Sassuolo - dice Luciano Gallina. Roberto resterà per sempre nei nostri cuori ed è per questo che con Silvano Calabretto, Silvio Feltrin, Mario Daniel, Carlo Torresan, Alessandro Morosini ed altri amici abbiamo voluto dare un giusto riconoscimento a questo nostro grande amico che ora non c'è più". Luciano Beltramini

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Il piano ferie di Luxottica sarà in agosto per 3 settimane (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 12-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il piano ferie di Luxottica sarà in agosto per 3 settimane Giovedì 12 Marzo 2009, Agordo (m.m.) I lavoratori del gruppo Luxottica ora sanno perché la Cgil non ha messo la propria firma sull'accordo dello scorso 22 gennaio. Lo ha spiegato a chiare lettere Mauro De Carli (Filtea) nel corso dell'assemblea tenutasi ieri mattina negli stabilimenti di Agordo. Diverse le motivazioni con riferimento alla politica nazionale in un periodo di crisi che, secondo De Carli, «verrà risolta non prima del 2011 perché in Italia macano le soluzioni. Assomiglia a quella del 1929». Ecco, in sintesi, cosa constesta la Cgil: «In Italia sono stati stanziati 20 miliardi per le banche, ma tutto rimane sulla carta e non si intravvedono segnali di collaborazione verso cittadini e piccole imprese; no alla social card perché per ottenerla serve molta burocrazia e gli acquisti devono essere fatti in negozi convenzionati (è stata richiesta solo da 500 mila persone) quindi i soldi stanziati potrebbero non essere utilizzati; gli unici aumenti delle tasse nel 2008 sono stati fatti sui redditi da lavoro dipendente». C'è una cosa che ha però convinto i lavoratori Luxottica, resa nota nell'assemblea di ieri mattina: è stato stipulato il calendario ferie di gruppo. Tre le settimane di pausa lavorativa dal primo al 24 agosto 2009.

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