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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"  1-9 luglio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Sprechi in Sicilia, dal 2007 deficit quasi raddoppiato ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se nella Regione siciliana si attuasse lo stesso rapporto vigente nella burocrazia dello Stato, potrebbero bastare 237 dirigenti e dovrebbero essere posti in mobilità i restanti 1874». Un fiume di soldi se ne va per il debito pubblico regionale, che nel 2008 ha sfondato il tetto dei 5 miliardi di euro (+83%). Pagano 395 milioni di euro di interessi alle banche ogni anno.

Piano di rilancio dell'edilizia ( da "Tempo, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ridotti gli oneri di urbanizzazione: del 50 per cento per la prima casa del 20% per la ricostruzione e dell'80% per l'ampliamento. Abbattuti molti dei tempi per l'inizio attività per permettere l'avvio dei lavori con molta celerità superando, perciò, tutti i vincoli dell'attuale burocrazia.

Imprenditori stranieri sempre assistiti Nasce Cna World ( da "Tempo, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per questo tipo di imprese sono la burocrazia troppo complicata, la difficoltà di accesso al credito e ai finanziamenti pubblici e il basso numero di centri di ascolto per gli imprenditori immigrati». Secondo quanto riportato da Tagliavanti, inoltre, a Roma e provincia i romeni sono presenti con quasi 5 mila imprese, i bengalesi con quasi 4 mila e i cinesi con circa 2500 esercizi.

il tetto fotovoltaico sulla fabbrica dà più energia e scaccia l'amianto ( da "Tirreno, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma poi un imprenditore non viene sostenuto e gli si tarpano le ali con la burocrazia». Per catturare dal sole l'energia della sua azienda, Molta ha dovuto tirare fuori di tasca circa 130mila euro, ammortizzati con il contributo di 20mila euro della Provincia grazie all'ultimo bando per il risparmio energetico scaduto ad aprile.

approvato il progetto di ampliamento del centro d'aggregazione parrocchiale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia a parte, ora comincia l'opera di raccolta di fondi che i fiumani devolveranno alla parrocchia per coprire il 20 per cento del costo totale dell'opera. A breve entrerà in azione un comitato composto da giovani e genitori che farà pervenire alle famiglie le informazioni sul progetto e una busta nella quale conferire le offerte libere.

Stranieri verso le periferie ( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nuove nazionalità di provenienza e pratiche spesso ingolfate dall'informatizzazione della burocrazia, che avrebbe dovuto invece snellire i tempi di ottenimento dei permessi di soggiorno. È questa la fotografia dell'immigrazione a Genova scattata dagli sportelli di Arci Liguria, che come ogni ha stilato un rapporto sull'attività di consulenza ai cittadini non italiani.

via il preside del severi, prof e genitori in rivolta ( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma che sembra frutto di una burocrazia meccanicistica, che ignora i fatti - dice la rappresentante dimissionaria dei genitori Michela Raffaelli- il preside De Luca ha saputo guadagnarsi la stima di tutti in una situazione difficile come quella del primo anno di accorpamento del liceo scientifico Severi e dell´Istituto Correnti».

Meno ostacoli per le imprese ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture. «Insomma- commenta Faleschini – il Friuli-Venegia Giulia nel Nord-Est è buon fanalino di coda nell'indice di qualità della vita dell'impresa con il quale si misura la capacità di ciascun territorio provinciale di

Il fotovoltaico accelera grazie al conto energia ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia». Tra le province Bari, in virtù di una potenza di 26.031 chilowatt espressa dai suoi 998 impianti, contende a Bolzano (26.443 chilowatt) il primato italiano, seguita al Sud da Lecce (21.305 chilowatt) e Foggia (12mila chilowatt). Anche in quanto a business di settore il Meridione appare sottodimensionato.

I ritardi? Pesa la burocrazia locale ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pesa la burocrazia locale» Marco Mancini Il fotovoltaico fa i conti con le autorizzazioni sul territorio, in compenso la crisi dovrebbe pesare poco sulla corsa al solare. è il quadro che delinea Carlo Andrea Bollino, 54 anni, economista e presidente del Gestore servizi elettrici (erogatore degli incentivi del Conto energia),

Due anni di burocrazia per avere l'autorizzazione ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PRIMO PIANO Fotovoltaico data: 2009-07-01 - pag: 3 autore: IL CASO Due anni di burocrazia per avere l'autorizzazione SASSO MARCONI (BO) Più di due anni per avviare i lavori di una centrale fotovoltaica,con uno slalom da brivido tra autorizzazioni e permessi.Oltre 30 kg di carta,300 euro di copisteria,non meno di 600 euro di gabelle.

Incalzare la politica per ripartire ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Allocare male le risorse, burocrazia e troppi centri decisionali. Come le Province: enti inutili? No. Le Province hanno un ruolo? Secondo me sì, ma sono troppe. Come le regioni e le autonomie speciali. Un lusso. Semplificare e accorpare. E cominciamo dal Piemonte: non sono troppe otto Province?

Quella fila di corpi irriconoscibili ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia. Dall'altra dolore senza speranza. Anche se quando le esplosioni e le fiamme sono così violente, i margini di incertezza esistono davvero. Le informazioni «esterne», quelle raccolte sul luogo del ritrovamento, il numero civico (se si è in grado di determinarlo), le testimonianze, i riscontri all'anagrafe,

Gli emoticon entrano in ospedale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un altro colpo di ariete contro la burocrazia», ha commentato Brunetta, che si è detto «molto soddisfatto dell'applicazione della customer satisfaction a un settore così delicato, con tante eccellenze ma anche con tante ombre». Il passaggio non è però automatico: i tre temi in agenda dovranno essere approfonditi da altrettanti gruppi di lavoro che ne verificheranno la fattibilità.

Il suicidio di Boumeester banchiere di Abn Amro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia dell'inchiesta britannica blinda tutto con "se"e con "ma",conferma«ferite d'arma da fuoco », lascia capire che non siamo di fronte ad un giallo e sussurra suicidio, senza riconoscere, ufficialmente, nemmeno l'identità di quel corpo rimasto per giorni fra i cespugli di un parco cotto dal sole.

scontro fra cantina e consorzio morellino ( da "Tirreno, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbattendo i tempi della burocrazia. Inoltre ci sarebbe un risparmio: ogni produttore risparmierebbe circa l'80% dei costi sostenuti fino allo scorso anno. «Affidando questo compito alla Camera di commercio, infatti, le aziende produttrici sosterrebbero un costo di soli 80 centesimi per ettolitro (tra produzione, vinificazione e imbottigliamento)

finalmente pronti i 25 nuovi alloggi dell'ater in via gallina ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Proprio gli effetti della burocrazia sulla conduzione dei lavori pubblici sono stati al centro degli interventi dell'assessore regionale all'Edilizia, Vanni Lenna, e del sindaco, Ettore Romoli. L'esponente della giunta Tondo ha anche auspicato che l'Ater cominci a prevedere interventi anche per i negozi e per la soddisfazione dei bisogni di prima necessità.

Dipendenti, dirigenti, formazione: sono le voci sotto osservazione ( da "Sicilia, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prendendo a paragone i paramentri della burocrazia dello Stato, ne sarebbero sufficienti 237, 1874 dovrebbero essere posti in mobilità. In Sicilia c'è un dirigente ogni 5,6 dipendenti. Ulteriore critica alla norma che ha elevato dal 20 al 30% la possibilità di nominare dirigenti generali esterni all'amministrazione, garantendo nel contempo un «incarico equivalente»

microcriminalità. Per arginare i reati servizi straordinari di polizia e carabinieri ( da "Sicilia, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che comincia con la bollente brutalità della guerra e che finisce con la fredda ignavia della burocrazia. Il protagonista è un catanese: Giuseppe Aprile, ottant'anni. Scampato alle bombe degli Alleati nel 1943, ma ferito a morte - nell'anima - da un altro tipo di ordigno. La bomba "a orologeria", piazzata dallo Stato più di mezzo secolo fa proprio sotto il destino di quest'uomo.

Lavori di edilizia negli stabilimenti balneari, Muzzarelli risponde a Bartolini ( da "Sestopotere.com" del 01-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia esiste e stiamo cercando di superarlo per quanto di nostra competenza: non si può dimenticare che da oltre tre mesi stiamo aspettando il decreto del Governo sulla semplificazione edilizia». Lo ha sottolineato l?assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli anticipando la risposta ad una interrogazione del capogruppo Pdl in Assemblea

Un museo rapido Il Comune prende in carico i mosaici ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e bisogna essere rapidi perché la terra non aspetta le burocrazie: frana e smotta anche in piazza Sordello. Ci sarebbe un sos che proviene dal cantiere e quindi dal tappeto di tessere colorate ormai da troppo tempo in attesa di essere posto in sicurezza. Molti e autorevoli gli interventi in sala consiliare.

L'associazione Italia Nostra lascerà a fine anno la gestione del Parco delle cave a Baggio. In ... ( da "Leggo" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia provocato dal nuovo contratto di 2 anni fa e il clima di sfiducia reciproca con le altre associazioni del parco. «Dieci anni fa abbiamo recuperato la zona del parco dal degrado - dice Luca Carra, presidente della sezione milanese - I progetti per completare il parco sono fermi da due anni senza motivo e le altre associazioni che avanzano le loro pretese e questo porta

troppa burocrazia per il fotovoltaico ( da "Tirreno, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia per il fotovoltaico» GROSSETO. Compie un anno Solaria, la società dedicata alle energie rinnovabili di Legambiente, Banca della Maremma, Cna, Confartigianato e Comune. Il direttore Francesco Pugliese ha presentato i dati sullo stato delle rinnovabili sottolineando che «in un territorio rurale e turistico come il nostro aziende agricole,

amministrazione digitale brunetta scommette su roma - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a metà strada tra quelle di impresa e quelle della burocrazia: sono gli obiettivi del «Protocollo d´intesa sull´e-government». «Roma», esorta Brunetta, «punti sull´amministrazione digitale: ha l´industria, un terziario consistente al servizio di banche e uffici pubblici e le carte per diventare la capitale del dialogo digitale tra l´amministrazione e i cittadini».

- laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è sovraccaricata da burocrazia, e gestire il parco con le altre associazioni si è rivelato impossibile». Da quando, nel 2007, il Parco è stato affidato in cogestione a Italia Nostra e alle associazioni dei pescatori e degli arcieri che occupano parte del verde, il risultato - sintetizza il direttore del Centro forestazione urbana,

Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari ( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Reti d'impresa e burocrazia imprese. È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali. Risparmi energetici. Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.

Svolta verde, tutti d'accordo ( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia» armatori e ecologia Roma.Verdi sì, ma quanto? Sembrerebbe mai abbastanza. Come ha spiegato ieri, in un tripudio di interventi inneggianti lo sviluppo ecosostenibile, Giampiero Soncini di Spectec (informatica per il settore navale): «Si fa di tutto per essere sempre più ambientalisti, poi però ci si scontra con un eccesso di burocrazia che fa perdere di vista i veri obiettivi»

Allarme fallimenti per le imprese ( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa di diminuire il peso sella burocrazia sulle imprese, il sistema italiano ha riposto in modo adeguato anche grazie ai sistemi telematici messi in campo da Infocamere che collega fra loro 105 camere di commercio, 300 sedi distaccate distribuendo dispositivi di firma digitale e caselle di posta elettronica certificata.

Un'origine per l'olio ( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non porteranno più burocrazia ma più serietà». Concetto fondamentale anche per Giuseppe Politi, presidente Cia, che propone l'autocertificazione per i piccoli produttori come assunzione di responsabilità. La troppa burocrazia è, invece, «un falso problema» per Sergio Marini, presidente Coldiretti, convinto che l'obiettivo fondamentale sia «

Ok al nucleare e alla class action ( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: RETI D'IMPRESA E BUROCRAZIA IMPRESE - È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali.RISPARMI ENERGETICI - Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.

"ho acciacchi e tre bypass ma sono ancora una ragazzina" ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «E burocrazie. Scrivo, studio, faccio conferenze, spiego. Ho due libri in programma, viaggio. Mi diverto, e posso farlo gestendo il mio tempo. Bisognerebbe moltiplicare le offerte per gli anziani o ex tali». La società non risponde? «Non abbastanza.

Il G8 dell'Aspen ( da "Foglio, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inquinamento di burocrazie inutili”. Sul significato politico del vertice si sono pronunciati invece l?ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, e i ricercatori del G8 Research group di Toronto che due giorni fa avevano animato un dibattito ospitato da Unicredit Banca di Roma.

Primari in rivolta all'Istituto dei Tumori ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia, poche assunzioni Primari in rivolta all'Istituto dei tumori contro il direttore generale, Alberto Scanni. Mai prima d'ora i medici di via Venezian, che negli ultimi sette anni hanno visto succedersi ben sei tra commissari straordinari e direttori generali, si erano coalizzati in modo tanto eclatante per contestare l'

Un modulo per pagare la Ta.Ri. ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Purtroppo, per noi anziani, qualche volta, anche un'operazione semplice può risultare di non facile attuazione. Penso che un chiarimento, in tal senso, possa servire non solo a me, ma a tutte le persone che non hanno troppa dimestichezza con la burocrazia. Antonietta Mechelli

IL MATTONE AL TEMPO DELLA CRISI ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Batelli chiede aiuto contro la burocrazia, i lacci e i lacciuoli che paralizzano l'impresa (meno regole, insomma, e più stimoli). E soprattutto sollecita un impegno su quella che sarà, verosimilmente, la sfida politica di questi giorni, contro i vincoli della soprintendenza sull'Agro Romano che vengono vissuti dai costruttori come un vulnus alla certezza del diritto:

Rivoluzione digitale in Campidoglio ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: addio burocrazia «Basta carta». E stop agli uffici della pubblica amministrazione che non comunicano tra loro. Il protocollo d'intesa firmato, ieri, dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno mira a scardinare gli ultimi baluardi farraginosi degli enti locali: «Roma da città d'

Addio all'ambulante-poeta che raccontava la vita in sardo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nessuno aveva potuto togliergliela: né la scuola, né la burocrazia, né il gergo televisivo che tutto pervade. E, per usarla, da nessuno aspettava un permesso, un diploma, un codice di regole. Nato nel 1929, di professione faceva l'ambulante. Ha venduto di tutto un po', dai ricambi per officine ai vini delle piccole cantine.

Violato il segreto dell'Aspen sul G8 ( da "Foglio, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inquinamento di burocrazie inutili”. Sul significato politico del vertice si sono pronunciati invece l?ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, e i ricercatori del G8 Research group di Toronto che due giorni fa avevano animato un dibattito ospitato da Unicredit Banca di Roma.

Dolomiti, Fondazione al Cai ( da "Trentino" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Come sempre - sostiene Santini - la politica e la burocrazia irrompono con il piede pesante anche su un terreno delicato come questo. Bolzano propone come sede l'Istituto Eurac, Trento rivendica diritti di territorialità, Cortina dice che è da loro la sede naturale e anche Udine e Pordenone si fanno avanti.

tagli e paralisi amministrativa pagano pensionati e dipendenti - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Regione ha stanziato un milione di euro per garantire i nostri stipendi, ma a causa della burocrazia da due mesi non riceviamo un euro», dice Claudio Lipari della Cgil. La paralisi burocratica preoccupa anche la Corte dei conti. Ad oggi non sono stati nominati i dirigenti generali dei dipartimenti Energia, Formazione e Beni culturali.

armatori, la zavorra della burocrazia "ogni nave centomila euro buttati" - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affronta il problema dei costi della burocrazia. Utilizzando i conti di Unioncamere, Coccia quantifica in 16,6 miliardi di euro, cioè l´11% del Pil, il peso della burocrazia per le imprese italiane. «Bene, per il comparto marittimo questi costi sono percentualmente molto più pesanti - spiega il leader di Confitarma - Per ogni consegna, le lentezze burocratiche costano all´

Le imprese puntano sulla Tremonti ter versione extralarge ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. Per questo gli imprenditori, da una parte plaudono all'iniziativa del ministro Tremonti, dall'altra sottolineano la necessità di misure aggiuntive.In primis l'allargamento della platea di chi potrà usufruire delle agevolazioni della nuova Tremonti stavolta in versione «extralarge».

Gli armatori: la burocrazia costa 100mila euro a nave ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli armatori: la burocrazia costa 100mila euro a nave Raoul de Forcade ROMA «L'Italia sta finalmente venendo fuori dal tunnel: diversi indicatori, in particolare di alcune merci, ci dicono che si sta uscendo dalla crisi». A sottolinearlo, davanti a una platea di armatori, è stato ieri il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli,

Ritorno nelle case distrutte e bruciate per recuperare quel poco che è rimasto ( da "Libertà" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e Paolo sono salvi grazie alla mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. Nel carrello del supermercato trasformato per l'occasione marito e moglie hanno raccolto un po' di vestiti, ammucchiati dentro un lenzuolo, qualche prezioso, l'album delle foto.

Via Roma, legalità e arte per riqualificare il quartiere ( da "Libertà" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: su come muoversi nei meandri della burocrazia italiana, per diventare cittadini perfetti e consapevoli, a discapito della nazionalità. Di questo sportello, che funzionerà su appuntamento (il giovedì dalle 10 alle 12 - contattare prima l'Agenzia, n. 0523-335280), si occuperà l'avvocato Michaela Oddi.

folgorato a 15 anni: una morte ancora senza colpevoli ( da "Tirreno, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tra burocrazia e cavilli E lo strazio dei genitori aumenta PONTEDERA. Tommaso Bonaccorsi (di Pontedera) aveva solo 15 anni quando morì folgorato mentre stava giocando all'esterno di un ristorante a Santa Luce. Sono trascorsi più di sei anni dalla sua morte - la tragedia risale al maggio 2003 - e il processo di primo grado,

via ponchielli, ritorno all'inferno ( da "Tirreno, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. «C'era un nuvolone davanti casa - ricorda Antonella - che arrivava a forza, veniva avanti rotolando. Sopra di noi cadevano da ogni parte pezzi di materiale incandescente che sfondavano i tetti delle altre case.

LE POSTE? NON CAMBIANO Burocrazia e pochi servizi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: NON CAMBIANO Burocrazia e pochi servizi --> Ringrazio Mauro Lattanzio, responsabile della Comunicazione di Poste Italiane per la sua tempestiva risposta alla mia lettera. Ma sarebbbe stato più cortese se ci avesse spiegato per quale motivo sono state rimosse le buche per le lettere da me elencate, mentre sono rimaste quelle che lui cita.

Matteoli: ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per le imprese italiane ammonta a 16,6 miliardi, pari a l'1,1% del pil, con una spesa media per azienda di 12.000 euro - ha detto Coccia -. Ma per il comparto marittimo i costi medi sono di gran lunga più ingenti». «Nel caso di presa in consegna di una nuova unità costruita all'estero - ha continuato - le lentezze burocratiche costano a un armatore italiano più di 100.

Gli sfollati nelle case distrutte ( da "Corriere delle Alpi" del 03-07-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Antonella e Paolo sono salvi grazie alla mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. Nel carrello del supermercato trasformato per l'occasione hanno raccolto un po' di vestiti, ammucchiati dentro un lenzuolo, qualche prezioso, l'album delle foto.

( da "Tempo, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le istituzioni europee sono apparse fredde e gelide burocrazie. Questo conferma che l'Europa è una confederazione di Stati-Nazione. Dobbiamo confidare che i cambiamenti determinati dalla crisi portino l'Europa tutta a dare valore al riequilibrio demografico perché alla base dei valori sul futuro europeo c'è soprattutto il declino demografico.

CRISI: MARCEGAGLIA, SERVE MENO BUROCRAZIA E PIU' CREDITO ( da "KataWebFinanza" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SERVE MENO BUROCRAZIA E PIU' CREDITO (AGI) - Grosseto, 3 lug. - Burocrazia piu' leggera, piu' facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono e grandi riforme a cominciare da quella delle pensioni: sono questi i fattori che secondo Emma Marcegaglia aiuteranno l'Italia ad uscire dalla crisi.

FRANCESCO MAROLDA Quagliarella al Napoli. Da oggi anche ufficialmente perché, completata la ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Giornate dedicate alla burocrazia, quelle milanesi di Marino. Ma non solo. Il mercato, infatti, non si ferma mai e il digì azzurro ne ha approfittato per mettere il freno a un po' di voci. Roba d'attaccanti. «Cruz? Per l'argentino - ha affermato - il Napoli non è impegnato in alcuna trattativa».

Dallo alla ( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia degli enti locali e che è stato, subito dopo, adottato da altre amministrazioni a livello nazionale. Ha avuto inoltre un riscontro positivo l'idea proposta dagli amministratori della Camera di Commercio di attivare in ciascun Comune della provincia uno sportello periferico che consentirà agli imprenditori ed ai commercianti di tutta la provincia di fruire dei servizi attualmente

( da "Libertà" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mettere gli agricoltori nella condizione di lavorare nel migliore dei modi» e quindi meno burocrazia. Pozzi si occuperà di agricoltura ma anche di tutela faunistica e di vigilanza. Un assessorato delicato su cui si concentrano le aspettative del mondo venatorio e le richieste degli ambientalisti. E soprattutto le necessità del mondo agricolo.

L'assessore più giovane della giunta Pozzi: meno burocrazia>( da "Libertà" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia In agenda incontri con le associazioni agricole Filippo Pozzi con i suoi 32 anni è il componente più giovane della giunta provinciale. A lui il presidente Trespidi ha assegnato la delega all'Agricoltura, Caccia e pesca, un assessorato importante per una attività - quella agricola - fondamentale per l'economia territoriale.

Un "fallimento" Monumentale ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Monumentale burocrazia & (mancati) restauri Smantellate dopo tre anni le impalcature attorno al Ponte. I lavori non sono mai iniziati OLTRE TRE ANNI di ponteggi attorno al Ponte Monumentale. I genovesi avranno pensato: finalmente si ristruttura. Basta alzare gli occhi alla volta del ponte per notarne lo stato, quasi un pericolo pubblico.

Ance accusa: ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Altro scoglio arduo da superare il rapporto con la burocrazia e le istituzioni. «Abbiamo la necessità di aprire i cantieri in sei mesi e non in sei anni: è in gioco la sopravvivenza del sistema edile spezzino - ha proseguito il presidente di Ance - La nostra associazione, congiuntamente ai sindacati, nello scorso aprile, ha inviato a tutte le amministrazioni locali il documento "

piano casa, corsa contro il tempo - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualsiasi argomento, per essere discusso e votato, deve essere presentato entro un termine prefissato. Non è burocrazia, ma un elementare principio che garantisce ai consiglieri la possibilità di proporre modifiche ed emendamenti. E che il piano casa debba essere modificato non c´è dubbio alcuno».

uniti per non dimenticare ( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Intanto, da ieri sera si è costituito il comitato dei cittadini delle strade martoriate. Decisi a presentarsi con un referente unico all'appuntamento con l'inevitabile cammino nella burocrazia, nel confronto con gli enti pubblici e il lungo calvario delle richieste di risarcimento. D.F.

Rischianoi baby calciatori ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un posto tra la A e la C e soprattutto sfidare i tempi della burocrazia per non tornare a casa. La non retroattività della legge li mette al riparo da macchie sulla fedina penale: sarà reato solo per chi arriva in Italia dall'entrata in vigore della legge. Oggi gli extracomunitari sono 316 solo nei settori giovanili delle 132 società professionistiche, più quelli dei dilettanti.

e boccia critica il governatore ( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della selezione della classe dirigente, della stessa burocrazia (con imbarazzanti immissioni nei ruoli dell´amministrazione regionale di iscritti e militanti dei suoi partiti di provenienza), della scelta dei vertici delle aziende sanitarie, della gestione delle aziende pubbliche, a partire dall´Aqp.

petruzzelli, odissea senza fine slitta la consegna delle chiavi - antonio di giacomo ( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il calendario delle stagioni non è finora ostaggio né della burocrazia né delle schermaglie politiche - soltanto il 20 settembre. Il che vorrebbe poter dire che, in assenza della consegna del teatro e poi del suo affidamento per la gestione alla Fondazione lirico sinfonica, lo stesso concerto inaugurale del 13 settembre di Riccardo Muti sarebbe annullato.

Ecco un paese di furbi ( da "Italia Oggi" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia; il livello di prelievo reale, che va ben oltre il 27,5% dell'aliquota Ires ma, tra imposte dirette, Irap, indeducibilità dei costi Iva e degli interessi passivi, rischia spesso di divorare l'intero reddito del contribuente; regole arbitrarie come quelle sulle società non operative e quelle sugli studi di settore.

La crisi è finita. Parola di Silvio ( da "Italia Oggi" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Né ottimista, né pessimista, invece, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha già pronta la sua ricetta per superare la crisi: burocrazia più leggera, più facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono e grandi riforme a cominciare da quella delle pensioni.

Più tecnologia per uscire dalla recessione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Le aziende israeliane ottengono una risposta, precisa e articolata, alle loro domande di incentivazione al massimo nel giro di due mesi. Perché in quel paese sono coscienti del fatto che le imprese, come i mercati, non possono aspettare e che l'innovazione deve avere tempi rapidi e, soprattutto,

Archistar. ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei tempi lunghi della burocrazia, di risorse insufficienti, ricorsi al Tar e vincoli paesaggistici. Senza una regia regionale che consenta una visione complessiva. Considerando solo gli interventi programmati per i quattro progetti più importanti – Bagnoli, Napoli centro, Pozzuolie Salerno –

Senza patria né diritti. Il caso degli apolidi, vittime due volte ( da "Manifesto, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia amministrativa - titolare della procedura è il ministero dell'Interno - è però complicatissima. Ma non solo. Basta pensare al caso di un cancellato sloveno al quale nel 2005 è stata riconosciuta la condizione di inespellibilità dal territorio italiano dal tribunale di Mantova, ma che non ha mai ottenuto il permesso di soggiorno perché non aveva documenti.

l'asl cambia assetto: soltanto 15 dipartimenti ecco i nuovi direttori ( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Spesso infatti un problema sentito è quello dell'eccessiva burocrazia dei percorsi, che invece vogliamo ridurre e semplificare». «Ci troviamo ad operare in un contesto sempre più delicato - aggiunge il direttore sanitario Enrico Roccato - in cui ai medici e agli infermieri vengono richieste sempre più competenze.

sparisce anche la passerella ( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tradotto dal linguaggio della burocrazia significa una cosa sola: che in via Ponchielli non si può ricostruire. A meno di non chiedere deroghe alle Ferrovie e sperare in un loro parere favorevole. Altro giro, altra corsa nel futuro della strada che non c'è più. Donatella Francesconi

E la Plaia annega nella burocraziaSviluppo frenato. ( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la seconda l'intervento del pubblico sempre più ingessato in una burocrazia che non permette il reale sviluppo economico e turistico della Plaia». Il centro studi e ricerche del Sib provinciale di Catania è ormai una sorta di cabina di regia che ha il monitoraggio di tutte le tematiche riguardanti il mare.

Industriali, sterili giochi di potere ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggravata, in Italia, da un debito pubblico vertiginoso, una burocrazia nefasta, una politica imbelle, uno spaventoso ritardo infrastrutturale. Basta, e avanza, perché non ci si mettano pure gli imprenditori a litigare come i partiti su chi deve occupare o no una qualche sedia. Francesco Jori

l'assemblea provinciale della categoria, in un Nordest industriale che più "composito" ... ( da "Corriere delle Alpi" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aggravata, in Italia, da un debito pubblico vertiginoso, una burocrazia nefasta, una politica imbelle, uno spaventoso ritardo infrastrutturale. Basta, e avanza, perché non ci si mettano pure gli imprenditori a litigare come i partiti su chi deve occupare una qualche sedia. Francesco Jori

sopravvissuti in lotta con la burocrazia - michele bocci ( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sopravvissuti in lotta con la burocrazia Il papà-eroe di Viareggio: "Non ho più la casa ma devo pagare il mutuo" MICHELE BOCCI DAL NOSTRO INVIATO VIAREGGIO - La casa distrutta e come nuova dimora una camera con bagno. Di quelle con il letto che si tira giù dal muro. Massimo Gigliotti e´ l´uomo che ha salvato il figlio e la compagna correndo sui tetti di via Ponchielli che stava esplodendo.

le regole in un paese di carta ( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un paese dove o vince una burocrazia statalista che vive di pile di fascicoli e di autorizzazioni che non arrivano mai o imbocca la strada delle liberalizzazioni con minimi controlli. Così, l'Agenzia per la sicurezza per il trasporto ferroviario è stata costituita ma lasciata con poco personale per fare verifiche e le autocertificazioni - qui come in molti altri campi -

I piccoli del militare all'attacco ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 26 La storia Lo slalom del Made in Italy tra commesse e burocrazia della Difesa I piccoli del militare all'attacco «Italia malata di esterofilia» «Ai nostri di Kabul servono scarpe, non i supercaccia» «Ma i nostri militari a Kabul hanno bisogno di scarpe, radio, giubbotti antiproiettile, tende oppure di aerei superlativi come il F35?

a rischio il consorzio di bonifica ( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci saranno spese di burocrazia e non per lavori. Ma le cartelle, ai contribuenti, arriveranno sempre puntali. I dipendenti fanno appello al sindaco Vittorio Gabbanini perché si adoperi per non far perdere a San Miniato la sede del Consorzio di Bonifica. E fanno appello anche a tutti i sindaci della Valdera che hanno toccato con mano «i benefici della scelta fatta all'

mina, il beagle ritrovato da tutta la città la padrona commossa: grazie di cuore ( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ha assistito i titolari per l'inevitabile burocrazia da esplicare. «E grazie ai carabinieri di Ponte Buggianese e Borgo a Buggiano, per la prontezza del loro intervento, e per la tenacia con la quale hanno condotto le indagini, nonostante il loro momento di estrema attivita' per la nostra città».

ibi va a casa con i suoi morti e ora ha il permesso di soggiorno ( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia non si trasforma in un assurdo ostacolo. «Ringrazio tutti coloro che con il loro interessamento permetteranno la mia presenza ai funerali dei miei familiari in Marocco. Ma martedì voglio essere di ritorno in Italia, a Viareggio, per poter partecipare anche anche ai funerali che si terranno qui.

Le Regioni chiedono al Governo di ridurre burocrazia e tariffe sugli alimenti ( da "Sestopotere.com" del 05-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le Regioni chiedono al Governo di ridurre burocrazia e tariffe sugli alimenti (5/7/2009 10:00) | (Sesto Potere) - Firenze - 5 luglio 2009 - Il sistema di tariffe definito dal Decreto Legislativo 194/2008 che finanzia i controlli sulle imprese che producono alimenti deve essere cambiato perché rischia di penalizzare i produttori italiani con aggravio degli oneri burocratici.

"Un ospedale eccellente può essere più umano" ( da "Stampa, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Ogni tanto il rapporto con la Regione. Non parlo della politica, ma non sempre è facile capirsi con i funzionari, la burocrazia. Non si rendono sempre conto che il compito di far star bene la gente è svolto sul territorio, non dal centro».

Energy, un'opportunità da cogliere ( da "ItaliaOggi Sette" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma la burocrazia li fa scappare via. Quasi tutti, però Mentre in Francia la rivoluzione dava inizio a una nuova epoca, a Londra nasceva lo studio legale Norton Rose. I due avvocati hanno aperto nel 1794 con un ufficio di piccole dimensioni per poi diventare uno dei principali colossi del diritto internazionale.

Le misure Ue su frutta e verdura ( da "Libertà" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la Commissione europea si è impegnata a ridurre la burocrazia inutile eliminando una serie di norme di commercializzazione per determinati frutti e ortaggi. Il cambiamento che nella pratica parte oggi significa che saranno eliminate le norme di commercializzazione per ventisei prodotti: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles,

<Giusto, ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tagliamo la burocrazia. Ci permetterà di essere più agili e snelli. Quando c'è un bisogno occupazionale, per favore, non mettiamoci tanto tempo. Non dimentichiamo che su tre immigrati due si sono regolarizzati post, e questo è sbagliato». E i rom? «Il regolamento comunale sulla gestione dei campi rom a Milano e Roma non c'entra niente con il decreto sicurezza.

Quattro secondi di anticipo costano la falsa partenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La domanda della Ficep è stata immediatamente rigettata dalla burocrazia monolitica dell'inflessibile cervellone ministeriale. «Abbiamo pensato a un errore, e la prima reazione, istintiva, è stata cercare di capire cosa non funzionasse». Un attimo di incertezza pagato caro. «Tempo di riordinare le idee, e, 45 secondi dopo il primo invio –

Non rimaneche affidarcialla dea bendata ( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: trascurare né i segnali che testimoniano la vitalità civica di una parte della società né che l'incomunicabilità di questa con le burocrazie politiche è tutto sommato intrinseca alla democrazia rappresentativa. In verità, la rappresentanza non è quasi mai stata pensata come il meccanismo istituzionale in grado di realizzare l'effettiva partecipazione democratica alle scelte pubbliche.

Il permesso di soggiorno? Una vera odissea ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Finora è andata male ma forse ci riesco entro l'anno. Ho già portato i documenti all'ispettorato del lavoro ma mi manca il nulla osta della questura e senza di quello la prefettura nulla può fare. E' dura: voglio mettere a posto la ragazza ma la burocrazia me lo impedisce».

Commissione paritetica per turismo e terziario ( da "Trentino" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e della burocrazia. In parole povere, si tratta di uno strumento a disposizione delle piccole e medie aziende per affrontare la crisi finanziaria che incomincia a dare i primi segnali anche in questi settori. A conforto qualche dato tecnico: la commissione oltre a essere paritetica sarà a titolo gratuito per le aziende interessate,

( da "Tempo, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci siamo dovuti scontrare con la burocrazia e con riti imprenditoriali molto diversi». Quali? Ha qualche episodio da raccontarci? «Bè, noi italiani siamo più sintetici, veniamo subito al sodo, ci presentiamo agli incontri con un numero ristretto di persone, quelle strettamente necessarie e con specifiche competenze.

addio chimica nel lazio dall'eni alle multinazionali l'esodo dei grandi gruppi ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eni alle multinazionali l´esodo dei grandi gruppi Bidelli, segretari, tecnici i tagli colpiscono la scuola In 1300 senza lavoro Semplificare la burocrazia i consigli e le richieste delle imprese romane Vincoli nell´Agro Sul soprintendente l´ira dei palazzinari "è un polo di ricerca fra i primi d´Italia imperdonabile perderlo"

la semplificazione burocratica prima emergenza per le imprese ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con strumenti specifici come il Comitato per la semplificazione con imprese e enti locali, accordi con gli stakeholders, protocolli e sportelli unici dedicati, ampliamento del programma governativo "Reti Amiche". Roma senza burocrazia? La sfida di UIR è iniziata. Massimiliano Bondanini-Centro Studi UIR

a seano nuovo punto prelievi ( da "Tirreno, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia (pubblica) purtroppo sono lunghi. E con il progetto sarà risolto anche il problema della sospensione del servizio pubblico, decisa da alcuni mesi dalla Asl per carenza di personale. Dal 15 giugno, come accade ogni estate, nei comuni medicei i prelievi del sangue si fanno infatti a giorni alterni: quando sono attivi a Poggio a Caiano non lo sono più a Carmignano.

il grande affare delle location per i film fino a 6mila euro di affitto al giorno - valentina conte ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia: permessi, firme, nulla osta. E l´ostilità crescente di interi quartieri, il risentimento dei cittadini, l´ottusità delle istituzioni fa scappare per primi gli stranieri. Ron Howard ha avuto problemi enormi con Angeli e Demoni e non solo per gli attriti col Vaticano.

De Micheli: ( da "Libertà" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: affitto della casa dalla burocrazia, da un carico fiscale disomogeneo, iniquo ed elevato e di ripristinare un sistema di controlli più efficaci, per evitare che i furbi beneficino degli sforzi degli onesti». Per la parlamentare del Pd il principio, istituito dalla legge su federalismo fiscale, che prevede che «gli immobili siano la base della fiscalità dei comuni,

BOLOGNA capofila negli aumenti del servizio postale italiano? Una bolognese evide... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia aumenta, impera e i prezzi salgono. Se non sono i servizi unici, in esclusiva e monopolio a contenersi nei prezzi, chi mai dovrà farlo?». Telefono blu consumatori denuncia l'insicurezza dei servizi, i costi, l'informazione mancata: la raccomandata passa da euro 2,80 a 3,30: non è un buon segnale di contenimento dei prezzi del pubblici servizi»

Senza Tav pronti a chiudere le aziende ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Con le nostre imprese ostaggio di una burocrazia fra le più gravose e bizantine al mondo, e i nostri guadagni e quelli dei nostri dipendenti falcidiati da una tassazione che non ha pari per voracità ». Lo dice Peghin dal palco, e tutti che si spellano. Per questo sono finiti gli alibi per non fare le riforme.

La lezione in arrivo da Jakarta l'emergente>( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altra sponda del Pacifico e per le sue politiche di lotta alla burocrazia e alla corruzione, anche se la strada da percorrere su questi due fronti caldi è ancora lunga. Per non parlare della sua dichiarata fedeltà al libero scambio. Vinca chi vinca, si vedrà cosa riserva il futuro di Jakarta. Ma c'è un impegno che, se mantenuto, gioca a favore del vincitore annunciato: la promessa,

0 Passaporto europeo per investire ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbe portare a una notevole riduzione dei costi e al superamento di quel muro di gomma rappresentato dalla fiscalità e dalla burocrazia. Certamente non è un progetto facile da realizzare». Per evitare il fallimento di questa nuova normativa bisogna sperare in un'ottima collaborazione tra gli organi di controllo dei Stati membri oppure in un unico organo di controllo europeo.

"Per Shakespeare c'è sempre una prima volta" ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia costringe a mesi di tournée per avere i bilanci in attivo. Anche se noi attori godiamo di una scarsa considerazione a livello politico, facciamo un lavoro faticoso e complicato che va progettato con un paio d'anni di anticipo». Sarebbe meno impegnativo se si limitasse a recitare.

"Gli agriturismi sono nostri alleati e per assumere propongo i vaucher" ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ne avrebbe bisogno anche la nostra categoria: molti giovani vorrebbero lavorare, anche solo stagionalmente, ma la burocrazia ne condiziona le assunzioni. Con i ticket si risolverebbe anche il problema del lavoro nero». La provocazione è lanciata. Invita poi il suo presidente Ferretto a «non commettere gli stessi errori del passato: escludere non porta benefici.

Tagli , esplode la battaglia delle diciotto ore ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SCUOLA INTERVISTA CALCIO PORTULA All'interno «Tagli», esplode la battaglia delle diciotto ore Corradino: con me la burocrazia ha i giorni contati Tescari a sorpresa «Iscrivo la Biellese in Eccellenza» L'ex campione Cova «No all'asfalto sulla Novareia» Stefania Zorio Renato Moreschi Corbetta e Zavagli Matteo Pria Falcero

Lo Bello (Cgil) critica l'analisi fatta da Confindustria ( da "Sicilia, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di burocrazia delle tangentu e di diritti trasformati in favori. La Cgil, ma sicuramente anche la Cisl e la Uil, vorrebbero concertare azioni e denunce specifiche, mentre é evidente il dato trascurato nel rapporto di Catanzaro che é quello della concorrenza sleale di molte imprese, anmche iscritte a Confindustria,

( da "Famiglia Cristiana" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tre mesi dal terremoto le voci della città intrecciano le denunce sulla lentezza della burocrazia con l?orgoglio di chi prova a risollevarsi da solo e dice che il terremotato-fai-da-te è comunque un risparmio, di chi protesta perché vuol troppo bene all?Aquila e di chi segnala il rischio di lasciare i più deboli, gli anziani e gli immigrati, in fondo alla fila.

07/07/2009 20:41 LEGA: SALVINI, OPTO PER BRUXELLES POLEMICA SU CORI NON C'ENTRA ( da "ITnews.it" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo una questione di burocrazia, perche' la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi". Matteo Salvini si dimette da parlamentare, ma sottolinea che la sua decisione non e' legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet di un video in cui intonava cori contro Napoli e i napoletani e di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo dove l'

Canzone razzista, Salvini si dimette ( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: È solo una questione di burocrazia, perchè la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi» spiega lo stesso Salvini sottolineando che la sua decisione non è legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet del video incriminato. L'esponente leghista giura di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo: «La scelta l?

Canzone razzista, bufera su Salvini Poi il leghista si dimette da deputato ( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le dimissioni sono solo una questione di burocrazia, perchè la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi» ha spiegato lo stesso Salvini sottolineando che la sua decisione non è legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet del video incriminato. L'esponente leghista giura di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo: «La scelta l?

Nuova Presidenza provinciale CNA Ferrara chiede di intervenire con urgenza a sostegno dell'economia ( da "Sestopotere.com" del 07-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: creare al più presto un tavolo di lavoro per la semplificazione amministrativa (vedi Patto contro la burocrazia lanciato a suo tempo da Cna). Inoltre, si sollecitano azioni di contenimento della pressione fiscale, attraverso una maggiore efficienza della macchina pubblica, la concreta attuazione della piattaforma logistica, una lotta più decisa contro abusivismo e lavoro nero.

[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Non è una questione di altezza ma di velocità della burocrazia... ( da "Stampa, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. E malgrado le durissime polemiche che ne hanno accompagnato l'iter il grattacielo di Intesa-Sanpaolo progettato da Renzo Piano batte la torre verticale della Regione. Mentre la giunta Chiamparino, infatti, ha approvato la pubblicazione del piano esecutivo convenzionato, compresa la valutazione ambientale strategica le procedure per la creatura di Massimiliano Fuksas sono

La Novese furibonda per la beffa del campo ( da "Stampa, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: FRA BUROCRAZIA E MERCATO. TESSERATO BINELLO La Novese furibonda per la beffa del campo Mentre prosegue il rafforzamento della squadra (ingaggiato il portiere Binello, si è vicini al centrocampista Casiraghi), la Novese ha due grane da risolvere. La prima è l'ammissione «con riserva» fra le società che hanno presentato domanda di ripescaggio al Cnd.

Un buco di 26 milioni: precipita il bilancio dell'Azienda sanitaria ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che a causa della burocrazia, vedono dilatarsi a dismisura i tempi di pagamento, costringendo l'Azienda a versare una mole di interessi. Per salvare il bilancio Asl, è servita a poco la separazione dall'Università con il passaggio all'Azienda mista di una parte del personale ospedaliero: un passaggio che ha fatto risparmiare alle casse Asl 22 milioni.

lunghe code dai benzinai in sciopero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma i benzinai scendono in piazza anche contro il governo nazionale reo, a detta di Moretti, di bistrattare la categoria con «inutili burocrazie e togliendo il bonus fiscale»; ma il dito è puntato soprattutto contro le aziende petrolifere, «che aggirano il contratto collettivo nazionale con accordi personali», ha concluso Moretti. Michela Zanutto

( da "Tempo, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con una burocrazia lenta, con infrastrutture inadeguate o insufficienti, con un rapporto con le banche difficile. Non passa inosservato l'«attacco» che Pambianchi sferra agli istituti bancari citando i dati diffusi dall'Ufficio Studi della Camera degli artigiani di Mestre: il 78% dei prestiti bancari va al 10% dei «maggiori affidati»

( da "Libertà" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia paralizza i procedimenti che dovrebbero essere più snelle. Dalla pubblicazione del dl sulla sicurezza, c'è la sensazione di panico, di paura da parte delle persone. Il timore è doppio: perdere un'assistenza valida per un anziano o un malato in casa, visto che si crea rapporto fiduciario, e la paura di essere coinvolti in questo nuovo reato di clandestinità.

tra il patron e il comune grandi manovre per lo stadio ( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: saputo resistere di fronte a tutti gli ostacoli che la burocrazia gli poneva davanti e ora che comincia a intravvedere una soluzione smania dalla voglia di compiere gli ultimi passi per poter dare il via ai lavori. Domenica scorsa, parlando al Memorial Currò, ha spiegato che la situazione sta uscendo dallo stallo e che entro la fine dell´estate dovrebbe esserci il via all´operazione.

La Sec vara il dopo Madoff Meno burocrati nello staff ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminerà un intero livello di burocrazia manageriale e darà vita a unità speciali, a "commando" dedicati alle aree più oscure dell'alta finanza. Il direttore della divisione Robert Khuzami, un ex procuratore federale chiamato alla Sec in marzo per rilanciare la credibilità delle inchieste, ha informato in privato nei giorni scorsi tutti i dirigenti dell'

In Veneto credito e pratiche più snelle ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia, più credito e sostegno agli investimenti strategici. E ne hanno bisogno subito. Diversamente decine di esse nei prossimi mesi rischiano di scomparire». Franco Manzato, vicepresidente della Giunta regionale veneta, spiega: «Nel 2008 in Veneto è cresciuta la produzione lorda vendibile (+10% rispetto al 2007),

Luigi Chiappero ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nord-Ovest sezione: OVEST data: 2009-07-08 - pag: 17 autore: Luigi Chiappero CAMERA PENALE VITTORIO CHIUSANO La burocrazia. «Avevamo offerto il nostro contributo di mezzi e risorse per aiutare a smaltire l'arretrato. Non è stato possibile a causa di difficoltà amministrative»

Sguardi sulla scuola del ventennio, e oltre ( da "Manifesto, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il primo sa pesare la burocrazia scolastica e le inerzie pedagogiche, ad esempio cogliendo le intimidazioni implicite nella gerarchia dei ruoli tra direttore e maestra. Lo storico da parte sua, quando scrolla la polvere da incartamenti interessanti, non riesce a trattenersi dal farne oggetto di nuovi paragrafi, approfondimenti,

Intuizione del singolo e sconfinamenti La nuova ricerca è multidisciplinare ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: defatigante burocrazia, che va cercata la chiave per capire che cosa significa fare scienza oggi in Italia. L'evoluzione dei saperi da una parte e la globalizzazione dall'altra hanno abbattuto molti steccati, avvicinando scienze prima lontane come la biologia e la fisica, favorendo la circolazione dei cervelli e scatenando una gara ad attrarre i migliori.

un impianto solare alle strillaie ( da "Tirreno, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pur scontrandosi con la burocrazia. E' in attesa degli ultimi permessi, per esempio, un grande progetto alle porte della città: «una centrale a biomasse - spiega Monaci - che sarà realizzata nella tenuta san Lorenzo» di proprietà dell'imprenditore pratese Becagli. L'investimento sarà di 4 milioni e mezzo e produrrà 1 megawatt di energia.

IMPRESE: BRIGANDI' (COMEDIT), PIU' RISORSE AD AMBASCIATE IN PAESI MEDITERRANEO ( da "ITnews.it" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: necessario snellire la burocrazia e le strutture della Pubblica Amministrazione. In particolare le ambasciate dovrebbero avere piu' risorse ed essere piu' attrezzate per dare supporto in termini sia di qualita' che di velocita' alle imprese. Un imprenditore per avere un permesso per esportare i propri prodotti deve aspettare 40 giorni".

Piano casa, Nervegna (PdL): "Comuni: anello debole di una riforma da condividere al 50%" ( da "Sestopotere.com" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La lotta alla burocrazia e lo snellimento delle procedure sono il cardine per il rilancio dell?economia e un buon viatico per un settore trainante come quello dell?edilizia”: commenta Nervegna, che , però, aggiunge di condividere le perplessità già manifestate da Confindustria ed Ance Emilia-Romagna a proposito del recepimento dell'

Coluccio Salutati, diplomatico umanista ( da "superEva notizie" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interno della complessa burocrazia cittadina. Era il riconoscimento formale delle grandi capacità politiche e letterarie di questo notaio pistoiese, giunto nell'arco di pochi anni al centro della scena culturale italiana. Soprannominato scherzosamente la "scimmia di Cicerone" per via del suo elegante latino, Salutati possedeva infatti una delle biblioteche piu'

FRANCO MATTEO Ore 11.30 di ieri, uffici di viale Kennedy dell'Asl di Salerno. C'è una coda d... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per chi non è avvezzo a confrontarsi dalla mattina alla sera coi paradossi della burocrazia, come mai una pratica così semplice costi disagi così forti per l'utenza. Per scegliere o cambiare il proprio medico di base basta infatti espletare una procedura che dura una manciata di minuti e che necessità di semplici passaggi non particolarmente complicati sotto il profilo tecnico.

Credito, le aziende chiedono aiutoper la garanzia pubblica in banca ( da "Sicilia, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sono poi imprese in difficoltà per problemi con la burocrazia nelle pubbliche amministrazioni, che in un momento di crisi generale rischia di mettere ko le aziende. Ci adopereremo - conclude Politino - affinchè venga recepito in Sicilia e a Catania l'accordo quadro, firmato tra l'Associazione Bancaria Italiana e il Ministero dell'Economia».

( da "Sicilia, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: preoccupante questo modo di agire della burocrazia. La burocrazia perché decide di penalizzare questa struttura? Il parametro non può essere solo quello dei costi e ricavi, dietro ci sta un gioco di potere politico che non ha avuto rispetto per Mazzarino, tutti questi deputati che sono venuti a prendersi i voti li aspettiamo calorosamente nei nostri territori.

Il miraggio verde di Obama ( da "Foglio, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: governi e burocrazie. Inoltre, concentrandosi sulle conseguenze (le emissioni) ed essendo necessariamente orientati al breve termine incidono solo su aspetti marginali dell?organizzazione dell?economia, anziché andare alle cause. Per giunta, hanno generalmente un impatto economico rilevante, che rischia di creare problemi (sotto forma di mancata crescita)

Millecinquecento lettori online ( da "Foglio, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il tema più noioso del mondo: il lavoro granuloso della burocrazia statale”. Politico, soprattutto, ha cambiato il mestiere del cronista politico americano, da almeno due generazioni influenzato dal Watergate e di conseguenza convinto che la missione giornalistica sia quella di combattere il sistema.

La Mongolia in Panda ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avere qualche possibilità durante la competizione bisogna attivarsi in anticipo e affrontare la complicata burocrazia internazionale. I mesi precedenti infatti sono fondamentali per procurare visti, passaporti, assicurazioni e la patente di guida internazionale. Mongolrally ha anche uno scopo umanitario: portare istruzione, acqua e primi soccorsi alle popolazioni mongole disagiate.

fondazione il sole, casa famiglia frenata da burocrazia e pochi soldi ( da "Tirreno, Il" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e pochi soldi GROSSETO. Soldi e burocrazia. Ecco i motivi del ritardo per cui il progetto Casa Famiglia della Fondazione il Sole stenta a vedere l'alba. Le strutture che dovrebbero ospitare persone invalide di cui le famiglie non possono occuparsi, sono pronte da tempo, ma non sono ancora utilizzabili a causa della lentezza della procedura per il convenzionamento che dovrebbe

Confartigianato: ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il rischio che il problema s'impantani nella burocrazia. Invece i tempi dovrebbero essere più veloci. C'è bisogno che il sindaco si confronti immediatamente, su questi argomenti, faccia sentire che c'è. I graffiti sono uno sfregio alla città, sono scarabocchi. Delbono ha detto più volte che lo avrebbe affrontato come primo problema.

Filippo Bombaci Essere giovani nell'Italia dei nuovi riti Cara Dijana Pavlovic, qualche g... ( da "Unita, L'" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E' possibile che la burocrazia abbia colpito anche un partito giovane. moderno e nuovo come il Pd? E' possibile che dal call center mi debbano rispondere: tu non sai a quanta gente dobbiamo dire che non si può fare: studenti universitari, lavoratori che vivono altrove dal loro luogo di residenza.

Un ricorso a Napolitanoostacolo sulla strada a mare ( da "Secolo XIX, Il" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dietro il problema tanta burocrazia e voci di possibili dissapori tra le aziende che rischiavano di rovinare una festa attesa - e per questo osannata dai presidenti di Regione, Comune e Provincia al momento dell'aggiudicazione - da decenni. «Tutti i documenti necessari sono stati consegnati - sosteneva nel momento dell'incertezza Francesco Perri,

Dall ossigeno del rap allo scottante Rudolph ( da "Manifesto, Il" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 69 perché le sue macchine carnivore non erano certo associate a questioni di burocrazia politica. Al festival presenta fuori concorso, tra l'ovazione del pubblico al novanta per cento composto da giovani, T.m.a. «I distributori della Warner - ha spiegato il cineasta - continuavano a chiamarmi dall'America per sapere a che punto ero con T.

Kinexia punta sull'energia ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per questo Colucci davanti a una platea di potenziali investitori snocciola le stime di un grande futuro per le rinnovabili. La cornice è pronta, le competenze ci sono. Si tratta di vedere che tutto fili senza intoppi (vedi burocrazia, enti regolatori, autorizzazioni). Antonia Jacchia

Presentazione Rapporto Statistico 2009 sul Veneto , l'analisi del presidente Giancarlo Galan ( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia per i cittadini, scelte urbanistiche più coraggiose, maggiore energia pulita, più riciclo dei rifiuti. “Quando parlo di informatizzazione, intendo - ha spiegato Giancarlo Galan - che tutti i dati della nostra regione o delle società partecipate o degli enti strumentali o soprattutto delle aziende sanitarie dovrebbero essere in rete in modo che ciascuno possa ricevere

GENNARO CORVINO Castel San Giorgio. Via libera al completamento della Strada di Fuga ... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per un certo verso, la burocrazia ha tarpato le ali al lavoro dell'Amministrazione Provinciale. Ora, ecco l'ultimo adempimento da parte della Regione Campania ed è tutto pronto per passare alla fase esecutiva. Questo ultimo tratto, denominato PECOS-CPC, interessa quasi interamente il comune di Castel San Giorgio.

B-XVI si nutre del meglio della razionalità politica moderna. Perché non ne discutiamo? ( da "Foglio, Il" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e meno delle burocrazie del servizio sanitario. Più riabilitazione dei cittadini disabili, e meno barriere architettoniche nelle sedi confederali. Non si può lodare il Pontefice quando invoca impieghi dignitosi e decenti, insomma, e far finta di niente quando critica le insufficienze di chi dovrebbe promuoverli.

Un incontrosulla crisidell'assistenza ( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per Salvatore Bonura, «In Italia gli artigiani spendono 1 miliardo e 400 milioni euro all'anno circa in termini di costi, consulenze e tempo rubato al lavoro a causa della burocrazia. E' una cifra troppo alta che grazie all'informatizzazione possiamo abbattere di molto».


Articoli

Sprechi in Sicilia, dal 2007 deficit quasi raddoppiato (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

il caso La crisi economica sotto la lente della Corte dei conti Sprechi in Sicilia, dal 2007 deficit quasi raddoppiato FRANCESCO GRIGNETTI PALERMO Sicilia, regina degli sprechi. Una regione a statuto autonomo dove non si bada a spese. Alla faccia della crisi, in un anno si è passati da 18,2 a 21,1 miliardi di euro (+16%), ma il commento della Corte dei Conti regionale è amaro: «Spendiamo una considerevole mole di pubbliche risorse, ma siamo agli ultimi posti in Italia come qualità della vita e abbiamo la più alta percentuale di disoccupazione tra tutte le Regioni d'Italia, addirittura il doppio della media nazionale. Che fine fanno tutti questi soldi che escono dalle tasche dei cittadini?». Già, che fine fanno? Nel mirino della Corte dei Conti siciliana stavolta c'è l'organizzazione del lavoro della Regione stessa, alle cui dipendenze ci sono 13.896 impiegati, di cui ben 2111 sono dirigenti: 1 ogni 5,6 dipendenti. Nel resto di Italia, la media è di 1 ogni 50. Commento della Corte dei Conti: «Se nella Regione siciliana si attuasse lo stesso rapporto vigente nella burocrazia dello Stato, potrebbero bastare 237 dirigenti e dovrebbero essere posti in mobilità i restanti 1874». Un fiume di soldi se ne va per il debito pubblico regionale, che nel 2008 ha sfondato il tetto dei 5 miliardi di euro (+83%). Pagano 395 milioni di euro di interessi alle banche ogni anno. E la Corte dei Conti è particolarmente preoccupata per le operazioni spericolate sui derivati; inizialmente con la «Lehman Brothers» e poi, dopo il fallimento della banca americana, con la «Royal Bank of Scotland». Fino al 2007 queste operazioni avevano assicurato un guadagno; nel 2008, con il rovesciamento della situazione, si registra la prima perdita. «Differenziali negativi pari a 47,7 milioni di euro». Si suggerisce quindi un'attenzione continua per evitare pericolose ricadute sul bilancio pubblico. La formazione professionale dovrebbe aiutare i giovani a trovare lavoro. Nel 2008, la Regione ha attivato 2514 corsi con 31.918 iscritti, spesa complessiva 362 milioni di euro. Una montagna di soldi che produce un misero topolino. Secondo una verifica a campione, appena 1 studente per corso otterrà un lavoro. «Se si considera che ciascun corso costa in media 108 mila euro, ne discende che ciascun frequentante costa ai contribuenti 9.391 euro». Se poi si considera l'effettivo avviamento al lavoro, ogni successo costa ai contribuenti 72 mila euro. «Non so fino a che punto ne valga la pena», si domanda il procuratore generale Giovanni Coppola. Che avanza sospetti di clientelismo: i docenti non si sa con quali criteri vengano selezionati e non ci sono graduatorie. «A chi giovano i corsi di formazione professionale? Certamente giovano poco a chi li frequenta». La sanità siciliana, poi, è sotto esame da tempo. Cinquantamila dipendenti; nel 2008 la spesa è salita a 11,5 miliardi di euro. Ma è una sanità dai numeri record e dai risultati pessimi. Un miliardo di euro se ne va per le 1619 convenzioni esterne con ambulatori, laboratori, case di cura e centri di emodialisi. Eppure. «In Sicilia la speranza di vita è tra le più basse d'Italia. Siamo al primo posto assoluto come decessi per ictus». Emblematica la storia delle ambulanze. La Regione nel 2001 firma un contratto con la Croce Rossa per la gestione del soccorso. Da allora la spesa lievita a vista d'occhio. La Regione pagava per il servizio complessivamente 9 milioni di euro nel 2002; nel 2008 ha pagato 87,5 milioni di euro solo per il personale e i mezzi, escluse le spese generali. Qualche segnale di miglioramento è in arrivo. La Giunta Lombardo ha appena varato una riforma che taglia il numero delle Asl e elimina 2500 posti letto di troppo. E s'è finalmente cancellato uno scandalo. Il costo del vaccino per il papilloma virus in Sicilia costa ora 43 euro a dose anziché 106 come accadeva fino all'anno scorso. Ma la Corte dei Conti invita a vigilare sul boom delle ricette mediche: 53 milioni di prescrizioni nel 2008, dieci ricette all'anno per ciascun siciliano. «Bisogna fare attenzione alle medie - ironizza il magistrato - perché io, personalmente, l'anno scorso non ho usufruito di alcuna prescrizione e quindi qualcuno ne avrà avute 20».

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Piano di rilancio dell'edilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Piano di rilancio dell'edilizia La giunta regionale ha approvato la proposta di legge dell'assessore Velardi Nell'ambito del «Piano casa» agevolazioni per i privati e procedure facilitate Aldo Ciaramella CAMPOBASSO Il Piano casa nazionale potrebbe diventare anche in Molise un vero e proprio rilancio dell'edilizia, soprattutto privata. La Giunta regionale su proposta dell'assessore ai lavori pubblici Gino Velardi ha approvato ieri una proposta di legge che prevede una serie di interventi in deroga ai regolamenti urbanistici vigenti finalizzata a snellire le procedure urbanistiche e ad autorizzare ampliamenti e recuperi vietati sino a oggi dalle vecchie normative. Un provvedimento che è originato in origine da un decreto del Governo Berlusconi su cui si è impegnato abbastanza nella Conferenza Stato Regioni il Governatore Iorio soprattutto sulla spinta degli allarmi lanciati dalle associazioini dei costruttori. Quest'ultimi, tra l'altro, in Molise hanno denunciato un calo di investimenti all'inzio dell'anno di circa il 9% con una diminuzione dell'occupazione nel settore del 10%. Situazioni che hanno sollecitato l'assessore Velardi a istituire un tavolo di concertazione con i sindacati e gli imprenditori e a completare una ricognizione delle risorse finanziarie regionali non spese, circa 296 milioni di euro, pronte da qui in avanti ad essere, perciò, rimesse immediatamente in circolo. Con la ricaduta in loco del Piano casa anche in Molise si potranno eseguire lavori di ampliamento nei limiti del 20% della superficie per edifici destinati ad altri usi. Con il nuovo provvedimento si potrà, inoltre, mutare la destinazione d'uso del fabbricato. I privati, quindi, potranno ampliare case e appartamenti bloccati dal Piano regolatore. Demolendo per rifacimenti ex novo delle abitazioni sarà possibile un incremento della volumetria del 35%. Se nella ricostruzione verranno usati particolari accorgimenti antisimici la volumetria aggiuntiva salirà al 50%. Ridotti gli oneri di urbanizzazione: del 50 per cento per la prima casa del 20% per la ricostruzione e dell'80% per l'ampliamento. Abbattuti molti dei tempi per l'inizio attività per permettere l'avvio dei lavori con molta celerità superando, perciò, tutti i vincoli dell'attuale burocrazia.

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Imprenditori stranieri sempre assistiti Nasce Cna World (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa Economia Imprenditori stranieri sempre assistiti Nasce Cna World Nel primo trimestre del 2009 gli stranieri titolari di un'impresa nel territorio di Roma e provincia sono 29 mila (l'11% del totale), di cui 21 mila extracomunitari. Quasi 200 i paesi rappresentati e il numero di stranieri che ha aperto un'attività propria è cresciuto del 54% dal 2004. Questi alcuni dati forniti dal direttore generale della Confederazione nazionale dell'Artigianato e delle piccole e medie imprese (CNA) Lorenzo Tagliavanti, intervenuto al convegno a Palazzo Valentini «Il sistema del credito per gli imprenditori stranieri», durante il quale è stata ufficializzata la nascita dell'associazione «Cna World» per l'assistenza agli imprenditori stranieri. «Da una nostra indagine - ha detto Tagliavanti - i principali problemi per questo tipo di imprese sono la burocrazia troppo complicata, la difficoltà di accesso al credito e ai finanziamenti pubblici e il basso numero di centri di ascolto per gli imprenditori immigrati». Secondo quanto riportato da Tagliavanti, inoltre, a Roma e provincia i romeni sono presenti con quasi 5 mila imprese, i bengalesi con quasi 4 mila e i cinesi con circa 2500 esercizi. «Ci sono forme di specializzazione - ha aggiunto il segretario Cna - derivanti dai paesi di origine degli immigrati. Ad esempio i romeni sono maggiormente impiegati nell'edilizia, i nordafricani nell'edilizia e nella ristorazione, bengalesi e indiani nell'agricoltura». Promuovere iniziative di informazione e formazione dirette ai cittadini stranieri di Roma e provincia in tema di tutoraggio e assistenza per la creazione di imprese. Il tutto attraverso la realizzazione di un sito internet interattivo e l'attivazione di un programma di accompagnamento in collaborazione con l'associazione Cna World: Questo sarà il contenuto del protocollo d'intesa siglato anche dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. «Stiamo tornando ai tempi - ha detto Zingaretti - in cui la multiculturalità viene vissuta o peggio tollerata. Averne paura è stupido perché è un fattore di dinamicità della società, ma spesso si trasforma in intolleranza. Vogliamo un'Italia nella quale vincano i migliori a prescindere dal colore della pelle o dalla religione. Insieme alla competitività - ha concluso - occore garantire agli stranieri anche piena cittadinanza e l'estensione dei diritti». Presenti anche l'assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri e quello provinciale alle Politiche Sociali Claudio Cecchini, il quale ha ricordato che «c'è sempre sproporzione tra i fatti di cronaca nera che riguardano gli stranieri e la positività e ricchezza che ci portano. In Italia gli immigrati sono quasi 4 milioni ma non dimentichiamoci che gli italiani emigrati nel mondo sono 5 milioni».

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il tetto fotovoltaico sulla fabbrica dà più energia e scaccia l'amianto (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

La scelta ecologica di Tessiltoschi. «Così alimenteremo tutti i nostri uffici» Il tetto fotovoltaico sulla fabbrica dà più energia e scaccia l'amianto di Maria Lardara PRATO. Vedere tutta quella distesa di amianto dalla finestra del suo ufficio gli fa perdere la pazienza. «Non ci rendiamo conto di quanto possa essere cancerogeno. Speravo negli incentivi pubblici per lo smaltimento, ma quelli non sono mai arrivati». Intanto, però, di un bel po' di questa sostanza pericolosa l'imprenditore Sergio Molta è riuscito a sbarazzarsi. Da quando ha fatto installare sul tetto della sua azienda, la Tessiltoschi (specializzata nella produzione di tessuti tecnici per calzature), una griglia di pannelli fotovoltaici da 87 kilowatt in tutto. Un impianto nuovo di zecca, con una copertura di cinquemila metri quadrati di superficie e la capacità di coprire parzialmente il fabbisogno di corrente e di riscaldamento negli uffici (bastano due kilowatt e mezzo per soddisfare quello di una famiglia). «Mi manca ancora di sanare i restanti dodicimila metri quadrati - spiega Molta - per il momento l'amianto è stato sostituito con una tettoia di policarbonato, ma per completare tutta l'operazione con un impianto fotovoltaico da 200 kilowatt dovrei spendere 100mila euro. Non basta certo il contributo statale di 7 euro al metro quadrato per la bonifica dell'amianto. E in più non abbiamo la sicurezza di dove e come viene smaltito quest'ultimo». Insomma, ecologico è bello ma non sono sempre tutte rose e fiori per un imprenditore che strizza l'occhio al risparmio energetico per il ritorno economico della sua azienda. Calcoli che non sembrano interessare molto al lungimirante titolare della Tessiltoschi, che invece la butta sul piano della salute. «Purtroppo è risaputa la correlazione tra le patologie tumorali e la presenza dell'amianto - osserva l'imprenditore - A Montemurlo siamo messi peggio che a Prato. Ed è grave che finora non sia stato incentivata abbastanza la sostituzione dei tetti d'amianto con i pannelli solari, né dal Comune, né dalla Provincia. Si parla tanto di energia rinnovabile, ma poi un imprenditore non viene sostenuto e gli si tarpano le ali con la burocrazia». Per catturare dal sole l'energia della sua azienda, Molta ha dovuto tirare fuori di tasca circa 130mila euro, ammortizzati con il contributo di 20mila euro della Provincia grazie all'ultimo bando per il risparmio energetico scaduto ad aprile. «Il problema - fa notare il titolare dell'azienda di via delle Fonti - è che i costi del fotovoltaico in Italia sono ancora troppo alti perché occorre importare il materiale dal Giappone». Senza contare che la crisi economica incombe e anche alla Tessiltoschi, come tante altre realtà del distretto più strutturate a livello produttivo, gli affari non vanno benissimo. Perché allora un imprenditore dovrebbe avventurarsi in un investimento che tuteli e rispetti l'ambiente? «La considero una necessità: non si può più pensare di fare il tessile di una volta, senza coniugare competitività e sviluppo con il rispetto per l'ambiente. Con la salute dei cittadini non si scherza: per questo - conclude Sergio Molta - torno a ripetere che bisogna fare di più per sostituire tutte le coperture di amianto che ci sono con i tetti solari». Di esempi di energia che si sprigiona dalla stella gialla per la produzione dell'azienda non ce ne sono molti nel distretto pratese: sul territorio di Campi Bisenzio ricade l'impianto fotovoltaico più grande d'Europa (1,3 megawatt) realizzato dal Lanificio Pecci.

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approvato il progetto di ampliamento del centro d'aggregazione parrocchiale (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Pordenone Approvato il progetto di ampliamento del centro d'aggregazione parrocchiale FIUME VENETO. Sospiro di sollievo per don Renzo De Ros, parroco di Fiume Veneto, e i quasi 300 ragazzi che anche quest'anno hanno aderito al Grest: il consiglio comunale ha approvato il progetto di ampliamento e parziale adeguamento igienico-funzionale del centro di aggregazione, scongiurando così il ripetersi delle difficoltà logistiche presentatesi nell'organizzare gli spazi del ritrovo estivo. Il Grest ha aperto i battenti la scorsa domenica e per accogliere tutti i ragazzi si è provveduto a utilizzare anche la sala parrocchiale, liberandola dalle attrezzature. «Tutti i documenti sono stati depositati in Regione questa mattina (ieri per chi legge, ndr) - ha spiegato don Renzo -. Ora conto di convocare al più presto il consiglio della parrocchia per discutere sulla sottoscrizione delle famiglie e vagliare i suggerimenti pervenuti per integrare il progetto iniziale». Le proposte avanzate si concentrano soprattutto attorno all'impatto paesaggistico e al risparmio energetico della nuova struttura, che sarà garantito attraverso l'impianto fotovoltaico che sarà predisposto. Burocrazia a parte, ora comincia l'opera di raccolta di fondi che i fiumani devolveranno alla parrocchia per coprire il 20 per cento del costo totale dell'opera. A breve entrerà in azione un comitato composto da giovani e genitori che farà pervenire alle famiglie le informazioni sul progetto e una busta nella quale conferire le offerte libere. Al momento sono state coinvolte le famiglie dei ragazzi del Grest, i quali provvederanno a costruire una piccola casetta di cartone da consegnare alle famiglie fiumane con figli piccoli. «La distribuzione del materiale comincerà ad agosto e, con soli dieci euro al mese a famiglia, per Natale riusciremo a regalarci il nuovo oratorio: da oggi, abbiamo un anno di tempo per avviare i lavori». (c.l.)

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Stranieri verso le periferie (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Stranieri verso le periferie la nuova mappa PIÙ STRANIERI nelle periferie, nuove nazionalità di provenienza e pratiche spesso ingolfate dall'informatizzazione della burocrazia, che avrebbe dovuto invece snellire i tempi di ottenimento dei permessi di soggiorno. È questa la fotografia dell'immigrazione a Genova scattata dagli sportelli di Arci Liguria, che come ogni ha stilato un rapporto sull'attività di consulenza ai cittadini non italiani. Sono diecimila i cittadini immigrati che nel 2008 hanno chiesto informazioni in uno degli otto uffici della città. Di questi, 2.500 sono stati presi in carico individualmente, un numero che è dimezzato rispetto all'anno precedente: «Molte pratiche relative al diritto a soggiornare sul territorio, prima si compilavano a mano, adesso si fanno online, dunque non ce ne occupiamo più - spiega Stefania Cecchini, responsabile settore immigrazione di Arci Liguria - Questo cambiamento, paradossalmente, ha rallentato le pratiche. La richiesta del permesso di soggiorno è passata in alcuni casi da due a otto mesi, per un documento che vale al massimo due anni. Numerosi lavoratori sono stati minacciati di licenziamento per questi ritardi». Gli aspetti su cui gli immigrati chiedono aiuto più di frequente riguardano il soggiorno, l'orientamento al lavoro, la consulenza sul lavoro autonomo e assistenza legale, mentre altri progetti ad hoc si occupano di aspetti che vanno dai rifugiati all'infanzia. La geografia delle nuove etnie vede alcune zone in controtendenza. In Valpolcevera, dove da tempo è presente un interprete arabo nell'ufficio a fianco all'anagrafe, le richieste di aiuto sono lievemente salite. Ma il dato più significativo riguarda lo sportello di Sestri, che raccoglie le richieste del Municipio Medio-Ponente (+15%). Le comunità più numerose rimangono quella ecuadoriana, marocchina e albanese. Ma si fanno spazio due nuovi Paesi: Somalia e Bulgaria. Da quest'ultimo Paese, oggi nell'Unione Europea, vengono le nuove badanti: «Stanno sostituendo le donne sudamericane di prima generazione - spiega Cecchini - Che adesso aspirano a un impiego diverso». Marco Grasso grasso@ilsecoloxix.it 01/07/2009

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via il preside del severi, prof e genitori in rivolta (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVI - Milano Via il preside del Severi, prof e genitori in rivolta dimissioni in blocco per il consiglio d´istituto dell´istituto Severi-Correnti. Una protesta chiara, stabilita di comune accordo tra genitori, insegnanti, personale e studenti, nel corso di un´assemblea ieri mattina. Dietro una decisione così radicale c´è il mancato rinnovo del contratto (a valenza annuale) del preside Pietro De Luca, il cui operato ha riscosso, negli ultimi mesi, grande successo. Al suo posto, su decisione dell´ufficio scolastico provinciale, arriverà con un incarico di ruolo la preside Crocetta Calabrese. «Una decisione nel cui merito non vogliamo entrare, ma che sembra frutto di una burocrazia meccanicistica, che ignora i fatti - dice la rappresentante dimissionaria dei genitori Michela Raffaelli- il preside De Luca ha saputo guadagnarsi la stima di tutti in una situazione difficile come quella del primo anno di accorpamento del liceo scientifico Severi e dell´Istituto Correnti». Le dimissioni del consiglio sono state accompagnate da un altro gesto, altrettanto forte: la rinuncia a ogni incarico extra docenza (come redigere l´orario e organizzare viaggi d´istruzione) da parte di tutti gli insegnanti. «Siamo intenzionati a proseguire la nostra protesta a oltranza- dice la vicepreside Maria Teresa Bellomo- anche a costo di affrontare il commissariamento». (luciana grosso)

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Meno ostacoli per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: EST data: 2009-07-01 - pag: 12 autore: Pmi. Appello di Confartigianato «Meno ostacoli per le imprese» UDINE Subito riforme e infrastrutture per recuperare competitività. è il perentorio appello del presidente di Confartigianato Udine, Carlo Faleschini, al presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia allarmato per i dati emersi da una analisi di Confartigianato nazionale sulla qualità delle condizioni per fare impresa nelle province italiane. «Il Friuli-Venezia Giulia è al7Úpostotrale20regioniitaliane nel particolare indice di competitività dei territori. Un risultato solo apparentemente positivo. Se il confronto è fra le 8 regioni del nord, infatti, il Fvg si colloca solo al 6ÚpostodavantiaPiemontee Liguria: sfiguriamo però se ci confrontiamo con le quattro regioni del Nord-Est: siamo ultimi», afferma Faleschini. L'analisi di Confartigianato si basa sull'esame di 39 indicatori raggruppati in 11 ambiti: densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture. «Insomma- commenta Faleschini – il Friuli-Venegia Giulia nel Nord-Est è buon fanalino di coda nell'indice di qualità della vita dell'impresa con il quale si misura la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione le migliori condizioni per fare impresa. Quando diciamo alla Regione di lavorare per togliere alle imprese i lacci e laccioli che ne frenano lo sviluppo, quando chiediamo di combattere la burocrazia e di migliorare le condizioni del "fare imprese" del sistema economico e produttivo friulano –conclude con forza Faleschini – intendiamo proprio queste cose. Speriamo che questa crisi serva a far comprendere alla Regione quanto sia fondamentale costruire assieme queste condizioni». M.Mas. © RIPRODUZIONE RISERVATA 18Ú posto In classifica. Sulle 22 province del Nord-Est Udine in coda per competitività

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Il fotovoltaico accelera grazie al conto energia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-07-01 - pag: 2 autore: Il fotovoltaico accelera grazie al «conto energia» In sei mesi nel 2009 potenza cresciuta del 32,9% sul 2008 Francesco Prisco L'energia fotovoltaica fa breccia al Sud: dall'inizio del 2009 fino al 23 giugno scorso nelle cinque regioni meridionali risultano in funzione 1.742 impianti in più rispetto all'intero 2008, con un incremento di potenza del 32,9%. Un balzo in avanti favorito dalle agevolazioni del "Conto energia". Alla Puglia tocca la palma di regione italiana con impianti in grado di esprimere la potenza maggiore, con Bari in prima posizione. I dati forniti dal Gestore dei servizi elettrici offrono il quadro di un Mezzogiorno dinamico che, per quanto sia arrivato in ritardo sul business e ancora non ne sfrutti appieno tutte le potenzialità, comincia a dire la sua. Gli impianti fotovoltaici attivi sul territorio alla quarta settimana di giugno sono in tutto 7.294, il 18,2% del totale nazionale. Da quattro anni la crescita è stata progressiva: nel 2006 le strutture a pannelli solari per la produzione di energia erano a malapena 129 e già al termine del 2008 se ne contavano 5.552. In quanto a potenza, il parco fotovoltaico del Sud vale oggi 135.598 chilowatt e cioè il 26,7% della performance degli impianti di tutto il Paese. E dire che nel 2006 si parlava di soli 887 chilowatt. Decisiva per la diffusione della tecnologia fotovoltaica, l'entrata in vigore del Conto energia. «Se prendiamo in considerazione il clima del Mezzogiorno – precisa l'imprenditore siciliano Mario Melodia, consigliere di Gifi, associazione di orbita confindustriale – è facile comprendere che questa tecnologia sul nostro territorio si è sviluppata al di sotto delle proprie potenzialità». Gli unici che sembra abbiano compreso a fondo l'importanza del fotovoltaico sono i pugliesi: il Tavoliere con i suoi 3.177 impianti attivi esprime una potenza di 68.177 chilowatt, più di Lombardia (58.365) ed Emilia Romagna (45.068). «La ragione del primato - prosegue Melodia - va ricondotta al fatto che la Puglia e la Lombardia sono le uniche regioni italiane che applicano un iter autorizzativo unificato. Il nemico del fotovoltaico – secondo il consigliere di Gifi – è la burocrazia». Tra le province Bari, in virtù di una potenza di 26.031 chilowatt espressa dai suoi 998 impianti, contende a Bolzano (26.443 chilowatt) il primato italiano, seguita al Sud da Lecce (21.305 chilowatt) e Foggia (12mila chilowatt). Anche in quanto a business di settore il Meridione appare sottodimensionato. Secondo il Gifi,a fronte di un giro d'affari nazionale che ogni anno si aggira sugli 1,7 miliardi il Sud riesce a mettere in movimento circa 374 milioni. Complesso il discorso su numero di imprese e occupati. Gli associati meridionali a Gifi sono solo sette «ma- dice Melodia - le aziende superano il centinaio». Ci sono i produttori di impianti, gli importatori e gli assemblatori per circa tremila dipendenti. «Il 50% delle imprese elettrotecniche - precisa Melodia - è convertibile al fotovoltaico. Ecco perché, con gli incentivi notiamo un crescente interesse del tessuto produttivo». La Campania ha inserito nel Paser aiuti pari a 300 milioni mentre la Sicilia ha messo in campo 60 milioni. Eppure l'Isola è solo decima in classifica nazionale con 21.529 chilowatt di potenza installati in 2.023 impianti. Notevoli i margini di miglioramento: il progetto da 35 milioni della svizzera Asp Aton Sunpower per realizzare una centrale da 200 megawatt a Caltagirone e l'esperienza della Spes Engineering che, con 40 milioni, realizzerà a Catania un impianto da 8 megawatt. «Si tratta – racconta l'ad di Spes Salvatore Lo Greco – del maggiore impianto su serra realizzato in Italia. Diventa, infatti, strategico coniugare la politica delle energie rinnovabili con attività come l'agricoltura». Terza forza meridionale, in quanto a fotovoltaico, è la Calabria con 19.922 chilowatt istallati, seguita dalla Campania (14.885 chilowatt) e dalla Basilicata (11.085 chilowatt). Realtà territoriali su cui c'è ancora tanto da lavorare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I ritardi? Pesa la burocrazia locale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: NORD OVEST data: 2009-07-01 - pag: 2 autore: INTERVISTA Carlo Andrea Bollino Presidente del Gestore servizi elettrici «I ritardi? Pesa la burocrazia locale» Marco Mancini Il fotovoltaico fa i conti con le autorizzazioni sul territorio, in compenso la crisi dovrebbe pesare poco sulla corsa al solare. è il quadro che delinea Carlo Andrea Bollino, 54 anni, economista e presidente del Gestore servizi elettrici (erogatore degli incentivi del Conto energia), che ammette la maggior generosità delle agevolazioni in Italia. «Al momento gli incentivi da noi sono più alti degli altri paesi. Ma forse occorreva dare una "scossa" per fare in modo che si partisse con convinzione nello sviluppo del fotovoltaico, considerando le caratteristiche di insolazione dell'Italia. Per stare al passo con la riduzione dei costi è già previsto un taglio del 2% l'anno delle tariffe dal 2009. Comunque un impianto oggi ha un tasso di rendimento finale, da spalmare sui 20 anni di incentivi riconosciuti, del 7-8% lordo. è certo un buon investimento». Quali sono oggi in media i tempi (e i ritardi) per arrivare all'impianto sul tetto e fruire degli incentivi? I titolari che vogliono far domanda degli incentivi al Gse devono rivolgersi a noi solo quando l'impianto è stato collegato alla rete nazionale ed è entrato in funzione. Dalla ricezione della domanda all'inizio dei pagamenti passano 4- 5 mesi. Occorre direche non si perde nemmeno un kWh di produzione già effettuata. I problemi legati a ritardi ci sono per allacci alla rete e principalmente per autorizzazioni locali. Bisogna superare questi localismi, anche contribuendo a una corretta comunicazione agli utenti. E molto altro può esser fatto per snellire e uniformare le procedure amministrative. Non possono esserci tempi fortemente differenziati nel paese per ottenere lo stesso tipo di permesso. Perché le regioni del Sud (Puglia esclusa), visto il potenziale, non sono ai primi posti nel fotovoltaico? Perché le grandi centrali, per lo più ubicate al Sud, devono ancora entrare in esercizio. Finora sono entrati in funzione soprattutto piccoli impianti a uso domestico che, vuoi per maggiore cultura e consapevolezza dell'energia sostenibile vuoi per maggiore possibilità, si concentrano soprattutto nelle regioni del Nord. Come può pesare la crisi sulla corsa al solare? Direi molto poco: gli incentivi continuano a essere erogati e il prezzo degli impianti è in progressivo calo. Dopo il gran numero di impianti entrati in esercizio a dicembre, che hanno portato a un picco di domande al Gse nei primi due mesi 2009 (circa 8.000), il ritmo si è stabilizzato sulle 2.000 richieste al mese. Il prevedibile calo non si può interpretare come segnale di crisi: ricalca l'andamento dell'anno scorso. E nei prossimi mesi? Si prevede una crescita costante di domande, già dall'estate, che verosimilmente porterà ad un picco di impianti che entreranno in esercizio per fine 2009 in concomitanza con la nuova riduzione delle tariffe del 2%. Questo comportamento degli operatori, psicologicamente comprensibile, non è giustificato dall'analisi del mercato: se i costi degli impianti continueranno a scendere dell'8-10% l'anno, potrebbe essere più conveniente ritardare l'investimento anche a costo di veder diminuire i ricavi del 2%. I problemi per chi vuole investire nel fotovoltaico potrebbero essere il raggiungimento degli obiettivi di capacità assegnati e la restrizione dell'accesso al credito. Il Gse permette ai titolari la cessione dei crediti derivanti dall'ammissione alle tariffe alle banche che finanziano i progetti. Per far questo ha stipulato oltre 200 accordi con istituti di credito. © RIPRODUZIONE RISERVATA Economista. Per Carlo Andrea Bollino i piccoli impianti sono più al Nord, i più grandi al Sud

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Due anni di burocrazia per avere l'autorizzazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Fotovoltaico data: 2009-07-01 - pag: 3 autore: IL CASO Due anni di burocrazia per avere l'autorizzazione SASSO MARCONI (BO) Più di due anni per avviare i lavori di una centrale fotovoltaica,con uno slalom da brivido tra autorizzazioni e permessi.Oltre 30 kg di carta,300 euro di copisteria,non meno di 600 euro di gabelle.è la storia di due imprenditori modenesi che decidono di realizzare un impianto di 3mila metri quadrati per una potenza di 357 KW nel comune di Sasso Marconi. Claudio ed Emilio Biancardi, padre e figlio,decidono di partire con la progettazione all'indomani del decreto che agevola il fotovoltaico (febbraio 2007);da marzo a giugno stendono il progetto e il 4 luglio lo presentano al Comune di Sasso Marconi. Giustamente il Comune dice che in realtà la domanda "di screening" va presentata all'ufficio Energia della Provincia di Bologna corredata da una Stmg (Soluzione tecnica minima generale)che va richiesta all'Enel,una sorta di progetto per l'allacciamento della nascenda centrale alla rete.L'Enel chiede subito 1.500 euro e invece dei 90 giorni massimi previsti ne impiega 120 cui se ne aggiungono altri 60 per un seconda soluzione (che costa altri 1500 euro).A marzo 2008 è pronto il progetto Enel e finalmente il 4 aprile la domanda può essere inoltrata in Provincia. Ma c'è il problema che la prima domanda alla Provincia,quella di screening,andava pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regionee si perdono altri venti giorni.Nel frattempo però,il Comune di Sasso Marconi convoca la commissione Ambiente e chiede di poter esprimere il suo parere: che è positivo e il 30 luglio arriva il primo sì.Intanto è già passato un anno e a questo punto si può richiedere l'"autorizzazione unica".Con tre domande cartacee, sei in formato elettronico e una notte insonne,il 31 luglio viene consegnata la domanda in Provincia.A questo punto,tra spese di progettazionee burocrazia se ne sono già andati 30mila euro e un anno. Finalmente può partire la conferenza dei servizi:sembra che vada tutto bene e i Biancardi si illudono:la Provincia si prendei 180 giorni di prassi e il 20 gennaio 2009 arriva la sorpresa:nonè stato convocato il Comune di Bologna,sul cui territorio passa il cavidotto e neanche l'Arpa era quella giusta.Serve la consulenza del perito elettronico,ma a fine marzo l'autorizzazione arriva.Ora basta il progetto definitivo dell'Enel (uguale al provvisorio, ma sono altri 1.600 euro)e si può partire.Sembrava:perché la normativa regionale prevede una fideiussione per un importo pari al costo di smaltimento dell'impianto e se ne va un altro mese.Il 10 aprile si può aprire il cantiere,in poco meno di due anni dall'inizio delle pratiche.«In Puglia sarebbe bastata una Dia, dichiarazione di inizio attività,con silenzio assenso,e cantiere dopo 30 giorni»,conclude amaramente Emilio Biancardi. Giorgio Costa giorgio.costa@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA Emilio Biancardi IMPRENDITORE MODENESE La trafila. Ci sono voluti più di due anni per concludere l'iter autorizzativoe procedurale per la centrale fotovoltaica nel Bolognese

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Incalzare la politica per ripartire (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: NORD OVEST data: 2009-07-01 - pag: 7 autore: Davide Gariglio. Il presidente del consiglio regionale del Piemonte spiega perché le realtà economiche e sociali del territorio devono fare pressing sul Palazzo «Incalzare la politica per ripartire» di Francesco Antonioli D avide Gariglio, 42 anni, guida il consiglio regionale del Piemonte dal 2005. Presidente, tra meno di un anno ci saranno le elezioni regionali: non si farà più niente e tutti penserete alle urne? Il rischio c'è... Potrebbe esasperarsi il dibattito politico, ma non possiamo permettercelo. Qui c'è un grande radicamento manifatturiero. La crisi non è finita. Servono decisioni rapide e gioco di squadra. Appunto. Una campagna elettorale continua sarebbe un disastro. La Giunta Bresso ne è consapevole. E intende usare tutti gli strumenti a disposizione per aiutare le aziende in difficoltà, i lavoratori e le famiglie. E a Palazzo Lascaris che farete? In Consiglio è cresciuto il senso di responsabilità. Nel 2008 abbiamo approvato il bilancio del 2009 prima di Natale: non succedeva da quindici anni. C'è stato un avvicinamento tra le parti: opposizione collaborativa, maggioranza attenta alle loro idee. Questa è la strada da seguire. Tuttavia il mondo produttivo vi incalza: ha convocato più volte i politici subalpini per indicare le priorità del territorio. Sentire il fiato sul collo di industria, sindacato e società civile, aiuta a confrontarsi con i problemi quotidiani. Ea esercitarci nella corresponsabilità, nel fare sistema. La politica è per il bene comune: servono grande senso di moderazione e di condivisione. D'accordo. Però il consiglio regionale è particolarmente lento... D'ora in avanti avremo due sedute alla settimana anziché una. Ridurremo le attività di commissione per concentrarci sull'aula e approvare provvedimenti. Accelerazione di fine legislatura... Ragioneremo meglio anche su due temi di merito decisivi: l'assestamento di bilancio 2009 e il piano casa. Forse non funzionano i meccanismi decisionali, che ne pensa? Che è vero. Intendiamo riformare il regolamento interno. Dovremmo poter arrivare in modo condiviso alla riscrittura. Oggi un solo consigliere, ostruzionista, può bloccare tutta l'attività. Dovremo però lavorare anche sulla legge elettorale. Lei ha litigato spesso con Mercedes Bresso: tutto a posto ora? I rapporti personali con la presidente sono buoni. Ci sono stati scontri di tipo istituzionale. Gli esecutivi hanno bisogno di tempi celeri nell'approvazione dei provvedimenti. Ma finché ci sono queste regole, le aule hanno un ruolo che non può venir aggirato. Le leggi vanno scritte bene, per durare. E poi di screzi ce n'erano pure tra Cota e Ghigo nella precedente legislatura... Lei e Bresso siete dello stesso partito. E nel Pd non tira una bella aria... Vedo con molta preoccupazione la fase congressuale. E perché? Dovremo concentrarci sul modo migliore per presentarci alle prossime regionali. E invece finirà che discuteremo soltanto di divisioni interne. è un grosso problema. Ecco, vede che vi occuperete di liste ed elezioni? Il fatto che il Pd abbia vinto alle recenti amministrative al ballottaggio in zone avverse la dice lunga... Scusi, ma ha letto Ricolfi sulla Stampa dell'altra settimana? Dice che nel Pd non sapete far di conto in quanto a risultati elettorali... Un momento. Di schiaffoni ne abbiamo presi, e non solo alle politiche e alle europee: lo so. Eppure il fatto che in alcuni Comuni, penso a Saluzzo e ad Alba nel Cuneese, si sia affermato il centrosinistra significa che alle amministrative contano moltissimo gli uomini. è una lezione forte: dovremo evitare le scorciatoie che non piacciono alla gente. Che intende per scorciatoie? La legittimazione della classe dirigente non passa per le segreterie dei partiti. Non va messo al comando chi non è cresciuto nella gavetta amministrativa delle città. Misurarsi su questo campo è molto più difficile che fare i deputati o i consiglieri regionali. Il premio di maggioranza, anche in Regione, andrebbe attribuito come nei Comuni. Non tramite i "listini" esterni. C'è crisi e lapolitica costa.Darete dei segnali? Intanto il comportamento dei singoli. Raccomando sobrietà. Basta viaggiare sui macchinoni e alloggiare nei grandi alberghi. Un amministratore pubblico deve iniziare da qui. Io per primo. Qualcosina avete tagliato... Sono stati eliminati alcuni benefit agli ex consiglieri, come i viaggi pagati ogni anno, disinnescando uno spreco potenziale. Ma resta l'aspetto pensionistico: si chiedono sacrifici a tutti, bisognerebbe uniformare le regole anche per i consiglieri regionali. Che aspettate? Dovrebbe passare una legge... Ma i veri costi della politica, mi creda, non sono solo questi. D'accordo, stipendi, pensioni. Ma il primo, vero, costo? Allocare male le risorse, burocrazia e troppi centri decisionali. Come le Province: enti inutili? No. Le Province hanno un ruolo? Secondo me sì, ma sono troppe. Come le regioni e le autonomie speciali. Un lusso. Semplificare e accorpare. E cominciamo dal Piemonte: non sono troppe otto Province? Spero in un federalismo fiscale coraggioso. Quando gli amministratori pubblici mettono mano alle multiutilities e potrebbero decidere non lo fanno... Conosco bene Gtt, ne sono stato amministratore delegato. Un'azienda con fior di professionisti, che ha prodotto grandi risultati. Senza Gtt e i suoi manager non avremmo avuto la metropolitana a Torino di cui tutti adesso vanno fieri. Sono contento che si sia fermata l'ipotesi di fusione con Atm Milano. Avremmo perso un asset strategico. Infrastrutture: la Tav andrà avanti senza steccati ideologici? In questi cinque anni si è gestita quella che è stata una protesta di comunità, non di pochi facinorosi.C'erano parroci, sindaci, medici di base, vigili urbani. Si è cercato di capire. L'osservatorio di Mario Virano ha compiuto un grande lavoro. Ci sono le premesse per procedere sereni. Gli irriducibili, quelli, resteranno. Ma si è deciso di andare avanti. E si andrà avanti. C'è recessione. Come finirà? La situazione è seria e difficile, lo sappiamo. Non vedo disperazione, ma consapevolezza e forte determinazione a uscirne con le proprie forze. è il carattere subalpino. francesco.antonioli@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA Federalismo Le Province? Utili, ma sono troppe: perché non iniziamo ad accorparle in terra subalpina? Avvocato Davide Gariglio è nato a Torino il 3 aprile 1967 Laureato in giurisprudenza, è iscritto al Foro di Torino è del Pd, dopo un percorso che lo ha portato dalla vecchia Dc al Ppi e quindi alla Margherita Dal maggio 2005 è presidente del consiglio regionale del Piemonte Dal 1997 al 2004, prima consigliere e poi presidente della Satti, ha seguito la fusione con Atm di Torino nel Gtt, Gruppo torinese trasporti, di cui è stato amministratore delegato Il Parlamentino Sede del Consiglio regionale del Piemonte è Palazzo Lascaris a Torino In aula siedono per Statuto 60 consiglieri: con le elezioni del 3-4 aprile 2005 (VIII legislatura) vinte dal centrosinistra i seggi sono 63 (38 alla maggioranza: 26 più la presidente della Giunta, Bresso, e gli 11 del listino a lei collegato) e 25 alla minoranza di centrodestra

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Quella fila di corpi irriconoscibili (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 01/07/2009 - pag: 11 Obitorio Dna e monili per identificarli Quella fila di corpi irriconoscibili Solo per due la certezza DA UNO DEI NOSTRI INVIATI VIAREGGIO Nella lista delle persone scomparse ci sono scritti più nomi di quanti sono i corpi recuperati fino adesso. E nessuno si azzarda a dire se sia un male o un bene. «I cadaveri in tutto sono tredici » assicura il 118 alle undici di notte. Ma altre fonti parlano di quattordici vittime, alimentando il dubbio. Nel pomeriggio, una bimba straniera di circa 4 anni ricoverata al Bambin Gesù di Roma era stata data per morta, più tardi risultava in prognosi riservata: ha gravi ustioni, ma non si sa chi siano i genitori. Di sicuro, dodici corpi si trovano a medicina legale, sotto il livello della strada, nell'ospedale della Versilia a Lido di Camaiore. Uno è il cadavere di un bambino, e nessuno dubita che sia Luca. L'ultimo portato dal 118, invece, appartiene a una donna: i vigili del fuoco lo hanno recuperato sotto le macerie dell'edificio di via Ponchielli 32. Tutte le vittime presentano «vistosi danni da bruciatura» e per molte quell'espressione è un tremendo eufemismo. Non è stato possibile riconoscere nessun cadavere, con due sole eccezioni. Hamza Ayad è stato identificato dalla sorella attraverso un braccialetto. E anche a Pisa c'è una vittima della tragedia di lunedì notte che ha già nome e cognome: è Elena Jacobini, nata nel 1977. È lei la donna di 32 anni gravemente ustionata e morta ieri pomeriggio. I medici non hanno dubbi perché era arrivata all'ospedale di Viareggio ancora viva ed era stata riconosciuta. Gli altri, per adesso, nessuno può dire con certezza chi siano. Fuori dagli obitori, però, c'è un elenco che viene continuamente aggiornato: è quello delle persone «assenti alle famiglie», o «non rintracciabili », come si deve dire fin quando non si è riusciti a dare un nome alle vittime. E ci sono madri e padri, figli e fratelli che piangono, ricordano, parlano al passato. Da una parte la legge, la scienza, la burocrazia. Dall'altra dolore senza speranza. Anche se quando le esplosioni e le fiamme sono così violente, i margini di incertezza esistono davvero. Le informazioni «esterne», quelle raccolte sul luogo del ritrovamento, il numero civico (se si è in grado di determinarlo), le testimonianze, i riscontri all'anagrafe, rischiano di non bastare. Allora tocca ai medici legali, alla prova del Dna. I primi campioni sono già stati prelevati. Forse serviranno per la coppia di sposini dei quali parlano in città. Raccontano che fossero andati a stare in affitto, per tre mesi soltanto, in una delle zone più colpite dall'esplosione. In attesa che terminassero i lavori di ristrutturazione della loro casa. Il bilancio è provvisorio è quasi sicuramente destinato a peggiorare. Tutti i 29 feriti trasportatati dal 118 sono arrivati in ospedale in condizioni gravi o gravissime. Ventidue sono stati trasferiti a Pisa, Genova, Cesena, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova e Parma. In centri per grandi ustionati o reparti di rianimazione. Due sono assistiti in ospedali per bambini. Sola e ustionata A Roma è ricoverata una bimba di 4 anni, ha gravi ustioni: non si sa chi siano i genitori Ma. Po.

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Gli emoticon entrano in ospedale (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-01 - pag: 33 autore: Salute. Protocollo per la «Sanità amica» Gli «emoticon» entrano in ospedale Manuela Perrone ROMA Sprint alle «faccette» per misurare la soddisfazione dei cittadini verso i servizi sanitari e all'ingresso degli ospedali nel network di «Linea amica», il contact center multicanale della pubblica amministrazione (803.001). Largo dunque a modelli di interoperabilità tecnologica tra le strutture sanitarie per favorire la tracciabilità dei dati. E attenzione massima all'impatto in corsia dei decreti di riforma del lavoro pubblico, a partire dalla revisione dei meccanismi di distribuzione dei premi di produttività. Sono questi i tre assi del protocollo d'intesa per la «Sanità amica» che è stato firmato ieri a Palazzo Vidoni tra Funzione pubblica, Formez, Cnipa e Fiaso, la Federazione che riunisce 140 aziende sanitarie su 243. Obiettivo dichiarato: estendere anche al pianeta salute le iniziative volute dal ministro Renato Brunetta per potenziare l'efficienza della pubblica amministrazione. Ponendo il cittadino al centro delle strategie di miglioramento dei servizi. «Un altro colpo di ariete contro la burocrazia», ha commentato Brunetta, che si è detto «molto soddisfatto dell'applicazione della customer satisfaction a un settore così delicato, con tante eccellenze ma anche con tante ombre». Il passaggio non è però automatico: i tre temi in agenda dovranno essere approfonditi da altrettanti gruppi di lavoro che ne verificheranno la fattibilità. Serrata la tabella di marcia: il primo incontro è fissato per l'8 luglio. «Abbiamo accolto l'invito del ministro a collaborare – sottolinea Giovanni Monchiero, presidente Fiaso – ma bisogna valutare tempi e modi delle singole iniziative. Comunque abbiamo subito invitato a partecipare più di trenta aziende sanitarie su tutto il territorio». Spetterà a loro il compito di fare da apripista. Aderire ad alcuni progetti appare più facile: è il caso di «Mettiamoci la faccia», già sperimentato in vari enti, che, attraverso terminali ad hoc, permette agli utenti di esprimere il proprio gradimento su un servizio utilizzando gli emoticon (le faccette sorridenti o imbronciate che spopolano via e-mail e sms). «Noi siamo le strutture più abituate alla valutazione », spiega Monchiero. Per le altre proposte, invece, la strada appare più tortuosa. Intanto il ministro Brunetta ha incassato l'impegno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il suicidio di Boumeester banchiere di Abn Amro (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-07-01 - pag: 40 autore: Finanza difficile. Il manager trovato morto nella sua auto a Windsor Park a Londra Il suicidio di Boumeester banchiere di Abn Amro Aveva 49 anni Cercava un nuovo lavoro dopo l'uscita dall'istituto Leonardo Maisano LONDRA. Dal nostro corrispondente Il segnale del telefonino lascia pochi dubbi. L'ultima traccia è di lunedì 22 giugno a Windsor Park, Winfield, Berkshire. Lì, nel verde bruciato da questa estate tropicale, per le abitudini di Londra, Huibert Boumeester, ex top banker di Abn Amro, 49 anni, olandese, si è sparato. Probabilmente, si è sparato. La burocrazia dell'inchiesta britannica blinda tutto con "se"e con "ma",conferma«ferite d'arma da fuoco », lascia capire che non siamo di fronte ad un giallo e sussurra suicidio, senza riconoscere, ufficialmente, nemmeno l'identità di quel corpo rimasto per giorni fra i cespugli di un parco cotto dal sole. Huib, come la moglie separata Anne lo chiamava, adorava quell'angolo di verde e ci è andato direttamente, lunedì mattina, a bordo del Range Rover blu che teneva davanti alla casa di famiglia in Wilton Crescent. Una mansion da 6 milioni di sterline, nel cuore di Belgravia, enclave miliardario, amato dalla moglie e dai tre figli, a due passi da Harrods, di fronte ad Hyde park, che i bambini, in questi giorni di ansia e speranza, hanno continuato a frequentare. «Era atteso nella City - rivela una fonte che chiede l'anonimato - per vedere un cacciatore di teste». Il miglio quadrato del business londinese è da una parte, Winfield dall'altra. All'appuntamento non s'è mai presentato. Quando Anne lo ha saputo ha chiamato subito la polizia. La separazione, mai diventata divorzio, non ha scalfito il rispetto, non ha fiaccato la sensibilità per capire l'animodel compagno di una vi-ta, per avvertire che quel ritardo poteva essere il segnale della tragedia. Lo ha temuto tanto da allertare Gpw, società di Intelligence nella City. «La famiglia confermano - ci ha coinvolto per coadiuvare le ricerche». Probabilmente quando Anne chiamava la polizia e incaricava gli investigatori privati, Huib era già morto. Proiettili in testa, esplosi, crediamo, con le armi che lui stesso si era portato dietro: due fucili mancano dalla lista delle otto armi per le quali aveva l'autorizzazione. I buchi scavati dalle dichiarazioni ufficiali si riempiono con le voci che affollano la City. Boumeester era conosciuto in Gran Bretagna, ma era una celebrità nei Paesi Bassi dove la famiglia di sua madre, Fentener van Vlissingen è proprietaria di Shv il maggior conglomerato industriale privato. «Probabilmente sono i più ricchi d'Olanda», sussurrano a Londra puntando il dito verso la proprietà di Letterwe, 34mila ettari attorno a Wester Ross, il gioiello delle Highlands, da decenni dei Fentener divenuti così i più grandi possidenti stranieri di Scozia. «Lì vicino- racconta un conoscente dei Boumeester - Huib aveva comprato la sua tenuta personale. Una settantina di ettari dove cacciava». Ci andava con gli amici, la famiglia era ai margini di quell'antica passione. A poche ore dal ritrovamento del cadavere, nel buio di un'inchiesta che procede lenta, gli indizi dicono suicidio. Non solo per la dinamica, ma soprattutto per la storia recente del banchiere olandese. «Boumeester - raccontano di lui- era un uomo molto razionale, piuttosto freddo. In tutti i suoi tratti very anglosaxon. Al punto da sembrare arrogante ». Una corazza che non gli ha impedito di scivolare nel buio della depressione. Anche la polizia il giorno della scomparsa aveva ammesso che «era piuttosto giù ». La stessa Anne aveva riferito dell'abisso che lo intrappolava. Le origini del male oscuro che avvolge la mente sono indecifrabili, ma le voci, a Londra, si moltiplicano. è questo cinquantenne robusto, dai capelli castani e lisci con la fama di tenace negoziatore, l'ultima vittima del credit crunch? Sembra la più ragionevole scorciatoia per chi cerca una rapida soluzione. Il lavoro non andava bene, ma le ipotesi di un crack non trovano conferme. Cercava un futuro dopo aver lasciato il consiglio di amministrazione di Artemis il fondo che da Abn Amro era finito a Fortis. E lui, che era in quota Abn,nonostante l'opposizione durissima che oppose alla scalata di Royal Bank of Scotland, aveva tenuto quella posizione.«Non aveva –spiegano ad Artemis – alcun ruolo operativo ». L'uscita dal consiglio era stata ininfluente per un uomo del suo calibro. Se di Abn Amro era stato Chief financial officer, di Rbs era stato il peggiore nemico. Boumeester per Abn, voleva Barclays e quando capì che la partita era persa, mollò. La buonuscita di 3,8 milioni di euro erano briciole sul resto del suo impero. Solido tanto da consentirgli di avviare Boumeeester Foundation che aiuta a preservare le culture autoctone del Far East. L'Asia, dove aveva vissuto prima di arrivare a Londra, era un'antica passione per la quale non si risparmiava. Travolta anch'essa,come Anne, come i figli, cancellati dal male per la vita, un lunedì qualsiasi in un parco alla periferia di Londra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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scontro fra cantina e consorzio morellino (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non c'è accordo sull'affidamento dei controlli per la Doc previsti dalle nuove norme Scontro fra Cantina e Consorzio Morellino Grechi: «Le loro scelte sono dettate solo dal voler conservare la poltrona» «Valore Italia non è società terza e costa di più ai produttori» SCANSANO. La Cantina Cooperativa del Morellino si ribella alle decisioni del Consorzio. La scelta di affidare i controlli sulla Doc, in vigore dal primo agosto, alla società Valore Italia, creata "ad hoc" da Federdoc e Csqa, non va giù alla Cantina. I motivi sono sostanzialmente due: il costo (da 0,80 euro a 4,50 all'ettolitro) e la mancanza di una vera "terzietà" della società, di fatto creata dai produttori per una sorta di autocontrollo che scavalca l'Ogm. «La filosofia della nuova disciplina - scrive il presidente, Benedetto Grechi - impone ai Consorzi di tutela di delegare l'attività di vigilanza a una società o ad un ente esterno, comunque terzo rispetto allo stesso Consorzio. Questo impone, da parte dello stesso organo, una scelta destinata a incidere profondamente sulla vita e sull'attività di tutti quanti noi. Per questo, allora, siamo convinti che noi produttori dobbiamo esercitare un ruolo attivo e concreto nella determinazione di tale fondamentale scelta». Il presidente sottolinea che tra gli enti che possono essere incaricati a svolgere tale attività c'è anche la Camera di commercio, organo che - fra le altre cose -, proprio perché espressione del territorio, ha una visione capillare e specifica del compito. «Non a caso, infatti, è proprio la Camera di commercio che, nel nostro settore, già ha il compito di eseguire altri servizi e funzioni. Tra questi, le commissioni di assaggio, le denuce uve, l'albo vigneti e l'albo degli imbottigliatori. Se fosse la Camera di commercio di Grosseto ad essere investita dei compiti di vigilanza, secondo noi i produttori potrebbero contare su due vantaggi tanto immediati quanto importanti, in termini di semplificazione delle procedure e in anche in termini economici». Grechi sostiene che è un vantaggio rapportarsi con un unico Ente per ogni aspetto legato alla produzione, abbattendo i tempi della burocrazia. Inoltre ci sarebbe un risparmio: ogni produttore risparmierebbe circa l'80% dei costi sostenuti fino allo scorso anno. «Affidando questo compito alla Camera di commercio, infatti, le aziende produttrici sosterrebbero un costo di soli 80 centesimi per ettolitro (tra produzione, vinificazione e imbottigliamento) contro i circa 4,5 euro per ettolitro che hanno gravato sui nostri bilanci fino a questo momento. A nostro parere, queste motivazioni sarebbero di per sé più che sufficienti per giustificare la scelta di delegare la Camera di commercio di Grosseto, eppure ci sono elementi che ci fanno invece pensare che il Consorzio per la tutela del Morellino sia intenzionato a conferire tale incarico ad una società, la "Valore Italia", che fa capo a Federdoc e Csqa. Quali siano le motivazioni, onestamente, ci sfuggono, anche perché - a ben guardare - il passaggio assomiglia molto ad una semplice operazione di facciata: cambiano i nomi, ma nella sostanza i controllori restano gli stessi. E' come prendere una persona, cambiargli la giacca, e dire che è diventata un'altra. Ecco perché abbiamo deciso di scrivere questa lettera, affinché si apra una riflessione e un confronto su questo importante tema e affinché tutti noi produttori ci facciamo carico di sostenere, nei confronti del Consorzio di tutela del Morellino, la candidatura della Camera di commercio». Allo stesso tempo Grechi invita il Consorzio a riflettere su un altro aspetto. «Quali spiegazioni potrebbero essere date ai soci se questi dovessero avere il sospetto che certe scelte fossero fatte solo per l'ambizione dei vertici di conservare un certo potere? Se il lavoro di un Consorzio, come crediamo, deve avere il solo fine di tutelare produttori e prodotto, appare difficile trovare argomenti in grado di giustificare scelte che apparrebbero invece frutto della voglia di qualcuno di rimanere aggrappato alla poltrona che occupa a scapito di chi dovrebbe rappresentare e tutelare».

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finalmente pronti i 25 nuovi alloggi dell'ater in via gallina (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ieri mattina l'inaugurazione, se ne cominciò a parlare ben 20 anni fa Finalmente pronti i 25 nuovi alloggi dell'Ater in via Gallina Dopo i primi passi, compiuti nell'89, e quella che sembrava una svolta nel 2001, sono stati inaugurati ieri gli alloggi Ater di via Gallina. Proprio gli effetti della burocrazia sulla conduzione dei lavori pubblici sono stati al centro degli interventi dell'assessore regionale all'Edilizia, Vanni Lenna, e del sindaco, Ettore Romoli. L'esponente della giunta Tondo ha anche auspicato che l'Ater cominci a prevedere interventi anche per i negozi e per la soddisfazione dei bisogni di prima necessità. Gli appartamenti saranno assegnati a 25 famiglie, più o meno numerose, il cui sollievo è stato visibile nella cerimonia di taglio del nastro. Si tratta di alloggi di diverso tipo, a seconda delle esigenze che andranno a soddisfare. Due, per esempio, sono attrezzati in modo da accogliere disabili, altri sono pensati per famiglie numerose, con cento metri quadrati e tre stanze, alcuni sono rivolti a nuclei più ristretti. Le palazzine sono dotate non soltanto di ascensore, ma anche di pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico. Come ricordato dal presidente dell'Ater, Roberto Grion, i lavori sono stati realizzati nell'ambito del concorso Europan 1 e portati a termine dalla ditta Bruno costruzioni di Trieste, per un totale di 3 milioni 600 mila euro: «Siamo finalmente arrivati all'inaugurazione di una delle tante realizzazioni che hanno caratterizzato questo periodo, grazie anche all'attenzione dell'assessore Lenna». A far riferimento alla lentezza della burocrazia è stato invece il sindaco Romoli, presente alla cerimonia assieme all'assessore comunale Dario Baresi: «Non posso che essere felice, visto che si tratta della conclusione di una delle opere secolari di Gorizia. Questo è uno dei veri problemi del nostro paese, che non trova soluzione nonostante i tanti proclami fatti dagli amministratori». L'assessore Lenna ha risposto ricordando l'impegno della Regione per risolvere il problema: «L'amministrazione si è sempre impegnata per risolvere il problema di chi necessita di un'abitazione pubblica. Per far fronte alla necessità di abbreviare i tempi di realizzazione, abbiamo pensato di dare la possibilità di eliminare la tranche d'interventi relativa alla parte istruttoria e strettamente burocratica. Ora stiamo aspettando di iniziare il nuovo piano casa, considerando che l'edilizia è un volano anche per altre attività». Con particolare riferimento agli insediamenti di via Gallina, Lenna ha aggiunto: «Per i loro requisiti questi alloggi rompono l'isolamento che spesso caratterizza gli interventi Ater. Sarebbe bene prevedere edifici di edilizia pubblica anche per i negozi e per le altre prime necessità». Anche le associazioni di Straccis beneficeranno dell'intervento dell'Ater in via Gallina: in occasione del taglio del nastro è stata infatti inaugurata la sala che sarà messa a disposizione del consiglio circoscrizionale, intitolata a Luigi Rissdorfer, primo presidente eletto del parlamentino negli anni 60. Le finalità con cui l'ambiente sarà usato sono state illustrate da Vito Conighi, presidente del consiglio di quartiere: «La sala ha una capienza di trenta posti a sedere. Inoltre, grazie all'Ater vi saranno sistemati dispositivi per promuovere mostre. Abbiamo scelto di ricordare Luigi Rissdorfer in quanto ha saputo portare avanti interventi importanti per Straccis, come per la chiesa di San Giuseppe; inoltre, è stato tra i fondatori dell'Azzurra». Francesca Santoro

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Dipendenti, dirigenti, formazione: sono le voci sotto osservazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Dipendenti, dirigenti, formazione: sono le voci sotto osservazione Lillo Miceli Palermo. Vanno male i conti della Regione. E le minori entrate provocate dalla crisi finanziaria ed economica non c'entrano nulla. I bilanci sono in rosso perché si spende troppo ed anche male, come sottolineato dai giudici della Corte dei conti nel giudizio di «Parificazione del rendiconto della Regione siciliana per l'esercizio 2008». Giudizi critici sono arrivati sia dalle Sezioni riunite in sede di controllo, presidente Rita Arrigoni, che dal procuratore generale, Giovanni Coppola, che ha messo in guardia «dalla complessa rete del malaffare che in una Regione come la Sicilia, ad alto rischio di condizionamento mafioso, lascia poco tranquilli tutti colore che si occupano della gestione della cosa pubblica». Ed ha aggiunto, Coppola: «L'allerta va data in un momento in cui stanno arrivando in Sicilia i fondi Por 2007-2013. Risorse finanziarie pari a parecchi miliardi di euro che non possono non attirare le brame di certi poteri forti non sempre trasparenti». Sotto osservazione, in particolare, le spese relative ai dipendenti, ai dirigenti, ai direttori generali, alla formazione professione. Unica nota positiva, la riduzione della spesa sanitaria, anche se le «Sezioni riunite» e il procuratore Coppola hanno fornito valutazioni diverse. «A fronte di gestioni da troppo tempo in deficit di bilancio - ha detto la presidente Rita Arrigoni - il rischio legato alle politiche di risanamento è quello di una inevitabile dislocazione dei debiti i un pluriennalità di esercizi finanziari cui consegue il trasferimento a carico delle future generazioni e il progressivo irrigidimento dei bilanci». Occorre, dunque, adottare misure di contrasto agli sprechi nella pubblica amministrazione, tenendo anche conto dell'introduzione del federalismo fiscale che si fonda sul principio della responsabilità degli amministratori. «In Sicilia - ha aggiunto Coppola - assistiamo alla rappresentazione della commedia dell'assurdo. Siamo agli ultimi posti in Italia come qualità della vita, ma abbiamo un alto livello di spesa pubblica. Spendiamo una considerevole mole di risorse, ma abbiamo la più alta percentuale di disoccupazione fra tutte le regioni, addirittura il doppio della media nazionale. L'esame della contabilità della Regione, mostra nel 2008 un incremento degli impegni di spesa di 2 miliardi e 900 milioni, passando da 18 miliardi e 200 milioni del 207 ai 21 miliardi e 100 milioni del 2008, con un aumento del 16%. Vanno dedotti 2 miliardi e 640 milioni che derivano dal contratto di prestito dello Stato e sono destinati al ripianamenti dei debiti della Sanità, ma dedotta tale cifra c'è un aumento di spesa di circa 300 milioni». Ma come rilevato dalle «Sezioni riunite», nonostante il mutuo statale per il pagamento dei creditori della Sanità, benché l'assessorato abbia erogato alle Asl 1.815 milioni, alcune Aziende «non sono state in grado di provvedere ai pagamenti necessari all'estinzione dei debiti entro la data prevista, successivamente prorogata al 24 aprile 2009». Sui fondi di Agenda 2000, inoltre, è stato rilevato che entro il mese di aprile 2009 sono stati impegnati 10 miliardi e 300 milioni, mentre la dotazione complessiva era di 8, 5 miliardi. E, comunque, la spesa certificata è pari al 95%. Notazione alla quale la presidenza della Regione ha replicato, affermando che solo a fine luglio si potrà avere la cifra esatta, scadendo il 30 giugno, cioè ieri, i termini per la rendicondazione. Il procuratore Coppola, inoltre, ha sottolineato l'elefantiaca organizzazione dell'amministrazione regionale che conta oltre 20 mila dipendenti e di questi 2.111 sono dirigenti. Prendendo a paragone i paramentri della burocrazia dello Stato, ne sarebbero sufficienti 237, 1874 dovrebbero essere posti in mobilità. In Sicilia c'è un dirigente ogni 5,6 dipendenti. Ulteriore critica alla norma che ha elevato dal 20 al 30% la possibilità di nominare dirigenti generali esterni all'amministrazione, garantendo nel contempo un «incarico equivalente» ed almeno il 90% dello stipendio a coloro che sono rimasti senza incarico direttivo. Una norma della quale la Corte dei conti ha auspicato la modifica.

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microcriminalità. Per arginare i reati servizi straordinari di polizia e carabinieri (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

microcriminalità. Per arginare i reati servizi straordinari di polizia e carabinieri Vi raccontiamo una storia che sa di zolfo, di sangue e di ingiustizia. Una storia che comincia con la bollente brutalità della guerra e che finisce con la fredda ignavia della burocrazia. Il protagonista è un catanese: Giuseppe Aprile, ottant'anni. Scampato alle bombe degli Alleati nel 1943, ma ferito a morte - nell'anima - da un altro tipo di ordigno. La bomba "a orologeria", piazzata dallo Stato più di mezzo secolo fa proprio sotto il destino di quest'uomo. E scoppiata oggi in una quotidianità che sfiora il limite della miseria. Aprile lavorava nella Umba (servizi sanitari della Croce rossa), ditta che si occupava della costruzione dei ricoveri antiaerei, ma che nel pieno della Seconda guerra mondiale era una sorta di "squadra speciale" per il recupero di morti e feriti sotto le macerie dei bombardamenti. «Era il 1943 - racconta - anche se non mi ricordo esattamente la data. Ci chiamarono perché s'era sparsa la notizia che avevano bombardato una fabbrica di zolfo vicino al porto di Catania. Andammo subito sul posto, con la speranza di tirare fuori vivo qualcuno dei tanti operai rimasti sepolti lì dentro. Ma io e altri colleghi restammo coinvolti dall'esplosione di una caldaia: le schegge infuocate ci colpirono, alcuni di noi morirono. Io rimasi gravemente ferito in molte parti del corpo e sopratutto sulla testa. Fui ricoverato al Vittorio Emanuele per circa un mese e mi fecero delle cure con i raggi X. Restai senza capelli e con numerose cicatrici su tutto il corpo». La guerrà finì, la vita del signor Giuseppe ricominciò in una stanza dell'ospedale militare di Messina: convocato per il servizio militare, fu esentato per le gravi menomazioni subite in guerra. «A questo punto mi trasferii a Roma, dove feci il falegname e il restauratore di mobili». Poi Aprile andò in Argentina: «Dopo tanti sacrifici aprii un magazzino di elettrodomestici, che andò bene fino al 1979 quando fu saccheggiato e bruciato durante un colpo di Stato. Non riuscii più a riprendermi e nel 1989 bussai alla porta del Consolato italiano di Buenos Aires per avere notizia della mia pensione di invalidità di guerra». E da qui in poi entra in scena la burocrazia. Una raccomandata con ricevuta di ritorno mai avuta, montagne di istanze, documenti bruciati negli archivi, visite mediche, appelli al presidente della Repubblica. Oggi Aprile vive con la moglie e devono farsi bastare 580 euro della sua pensione, a cui bisogna togliere i 350 di affitto. È malato di cuore e ha bisogno di cure e medicine. Ma in una visita del giugno 2006, il Ministero del Tesoro gli riconosce soltanto un'«estesa alopecia». La guerra ha sfigurato il suo corpo, lo Stato ha chiuso i conti con la sua dignità.

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Lavori di edilizia negli stabilimenti balneari, Muzzarelli risponde a Bartolini (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 01-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lavori di edilizia negli stabilimenti balneari, Muzzarelli risponde a Bartolini (1/7/2009 16:19) | (Sesto Potere) - Cesenatico - 1 luglio 2009 - «Credo che il consigliere Bartolini abbia fatto un po’ di confusione. La legge regionale, che secondo lui "lega le mani ai bagnini", non fa altro che recepire una norma statale. Comunque il problema delle burocrazia esiste e stiamo cercando di superarlo per quanto di nostra competenza: non si può dimenticare che da oltre tre mesi stiamo aspettando il decreto del Governo sulla semplificazione edilizia». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alla programmazione e sviluppo territoriale Gian Carlo Muzzarelli anticipando la risposta ad una interrogazione del capogruppo Pdl in Assemblea Legislativa Luca Bartolini secondo il quale la legge regionale 31/2002 è troppo rigida. «Occorre – aggiunge Muzzarelli - che tutti operino sempre nell’asse chiaro delle regole e della legalità. è quindi improprio dare messaggi sbagliati. Inoltre il consigliere Bartolini dovrebbe ricordare che proprio ieri l’Assemblea Legislativa, approvando la nuova legge in materia urbanistica “Governo e riqualificazione solidale del territorio”, ha introdotto il principio di tolleranza per cui una difformità del 2% è comunque considerato un mero errore materiale che non costituisce abuso edilizio». La norma regionale permette varianti in corso d’opera, identificando all’articolo 18 le modifiche soggette a denuncia d’inizio attività (Dia) o permesso di costruire che richiedono un nuovo titolo abilitativo edilizio, dopo l’inizio lavori. Queste varianti sono solo quelle che riguardano modifiche significative rispetto a quanto autorizzato dal Comune. Ad esempio, ampliamenti superiori al 10% rispetto alla superficie coperta, aumenti di cubatura rispetto al progetto del 10% e comunque superiori a 300 metri cubi. E’ stato inoltre previsto, in recepimento del Testo Unico dell’edilizia (DPR 380/2001), l’obbligo di richiedere un nuovo titolo abilitativi nel caso di immobili ricadenti in aree naturali protette o sottoposti a particolari prescrizioni per ragioni ambientali, paesaggistiche, archeologiche, storico-culturali o dagli strumenti di pianificazione territoriale o urbanistica.

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Un museo rapido Il Comune prende in carico i mosaici (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un museo rapido Il Comune prende in carico i mosaici Struttura trasparente modulare entro la primavera è urgente la messa in sicurezza della domus di Stefano Scansani Quello di Fiorenza Brioni passerà agli annali come il quinquennio della discontinuità. Il sindaco ha infranto, azzerato, capovolto o polverizzato saldi rapporti e antichi posizionamenti del Comune rispetto a parecchi poteri esterni, pubblici e privati. Di tutto si può dire e scrivere della Brioni - in scandenza l'anno prossimo - ma non che ha spaccato le relazioni con le sovrintendenze. Anzi, prima i rapporti erano zero, deboli o incandescenti. I critici bisbigliano che se questo sindaco avesse curato le relazioni, chi lo sa, con i cosmi imprenditoriali, come ha fatto con le rappresentanze del ministero della cultura, saremmo a cavallo. Ma di tali allegorie politiche di destrieri, selle, galoppi e disarcionamenti ne parlerà il futuro prossimo. Quel che è certo è che la Brioni ieri ha centrato un obiettivo sensibile nella Mantova città turistica che è e che potrebbe essere. In sala consiliare - così lignea, austera e piena di penombre - ha sottoscritto un'intesa con il ministero per la conclusione degli scavi della domus romana di piazza Sordello, il recupero dei mosaici e la loro musealizzazione in loco. Sintesi: il Comune di Mantova firma e si prende in carico tutti gli oneri, per realizzare una struttura che è una sfida (in piena piazza Sordello) entro e non oltre la primavera 2010, perché si vota. Il motto sottostante l'appuntamento potrebbe essere il seguente: che bello, finalmente collaboriamo, e allora scaviamo e celebriamo. A mezzogiorno infatti di rito s'è trattato, con massima soddisfazione del sindaco e sorriso largo del suo vice e assessore alla cultura. Paolo Gianolio è stato il microchirurgo di questa partita che, tutti giurano, sarà atipicamente veloce, perché il ministero ci crede, i sovrintendenti sono stati impegnati, Mantova è Unesco. E poi, come scritto più sopra, il salvataggio, la mostra e l'investimento sui mosaici sono un punto favorevole per questa amministrazione (insieme all'accordo per l'inventario delle collezioni civiche depositate in Ducale), e bisogna essere rapidi perché la terra non aspetta le burocrazie: frana e smotta anche in piazza Sordello. Ci sarebbe un sos che proviene dal cantiere e quindi dal tappeto di tessere colorate ormai da troppo tempo in attesa di essere posto in sicurezza. Molti e autorevoli gli interventi in sala consiliare. Il vice sindaco Paolo Gianolio dopo aver sottolineato come i mosaici rappresentano una traccia romana in un contesto rinascimentale, ha evidenziato l'«assunzione di responsabilità del Comune», i tempi stretti «dell'intervento che non inciderà sulla piazza», e il protocollo «che per la sua tempistica è poco usuale». Il direttore regionale dei beni culturali, Mario Turetta, ha detto che è doveroso affrontare la scoperta con un approccio severo e veloce e con l'impegno di tutte le sovrintendenze. Il sovrintendente regionale all'archeologia Umberto Spigo a sua volta ha voluto evidenziare il «processo sinergico condiviso» e che la struttura museale «non può confliggere con l'assetto della piazza». Tutti si sono preoccupati di dichiarare o auspicare la "neutralità" che dovrà caratterizzare la copertura trasparente del sito. è quindi evidente che questo è un punto aperto di confronto fra le sovrintendenze. Sucessivamente la responsabile del nucleo operativo archeologico di Mantova e dello scavo Maria Elena Menotti ha approfondito i caratteri storici dei mosaici di età imperiale che «testimoniano come Mantova in età romana fosse vivace e colta». Il sovrintendente ai beni artistici e storici Filippo Trevisani ha invece insistito su come la scoperta della domus consente di conoscere e apprezzare Mantova anche come città romana, la Mantova di Virgilio: «è un momento felice, perché implementa sempre di più il fatto che Mantova è patrimonio dell'umanità Unesco, e incrementerà l'offerta turistica». Il giudizio di Trevisani sull'allestimento che proteggerà e mostrerà pavimenti e muri della dimora, è sospeso: «Non commento. Aspetto di vedere la struttura». Trevisani ha ricordato che in Ducale è conservato un brano di basolato (basoli di strada romana) rinvenuto vicino al Volto di San Pietro, per indicare una prospettiva museale su Mantova non solo gonzaghesca. L'assessore ai lavori pubblici Luciano Battù ha osservato come i lavori sul cantiere di piazza Sordello «sono una grande opportunità e una sfida per la parte progettuale, che va verificata sul campo». Dopo la firma del protocollo da parte di Turetta e sua, Fiorenza Brioni - rilevando l'importanza dell'atto - ha insistito sull'atmosfera di collaborazione «che da sola è un patrimonio preziosissimo».

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L'associazione Italia Nostra lascerà a fine anno la gestione del Parco delle cave a Baggio. In ... (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'associazione Italia Nostra lascerà a fine anno la gestione del Parco delle cave a Baggio. In una lettera spedita martedì al sindaco Letizia Moratti la onlus sottolinea il disinteresse dell'amministrazione verso i propri progetti, l'aggravio di burocrazia provocato dal nuovo contratto di 2 anni fa e il clima di sfiducia reciproca con le altre associazioni del parco. «Dieci anni fa abbiamo recuperato la zona del parco dal degrado - dice Luca Carra, presidente della sezione milanese - I progetti per completare il parco sono fermi da due anni senza motivo e le altre associazioni che avanzano le loro pretese e questo porta a un litigio quotidiano. Attendiamo comunque un segnale dall'amministrazione comunale». Legambiente e Fai hanno espresso la propria solidarietà.

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troppa burocrazia per il fotovoltaico (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'accusa del direttore di Solaria «Troppa burocrazia per il fotovoltaico» GROSSETO. Compie un anno Solaria, la società dedicata alle energie rinnovabili di Legambiente, Banca della Maremma, Cna, Confartigianato e Comune. Il direttore Francesco Pugliese ha presentato i dati sullo stato delle rinnovabili sottolineando che «in un territorio rurale e turistico come il nostro aziende agricole, agriturismi, stabilimenti balneari dovrebbero avere impianti disseminati di eolico, fotovoltaico o a biomasse. Ma per fare un piccolo impianto bastano dieci giorni per realizzarlo ma un anno e mezzo di burocrazia per avere i permessi». Adottare un comportamento virtuoso è difficile, per questo un anno fa Legambiente ha deciso di dare vita a Solaria per la moltiplicazione dell'impiego di fonti rinnovabili per privati cittadini e artigiani. Sono stati mostrati esempi di impianti nati grazie a Solaria, perfettamente integrati nel contesto ambientale e architettonico circostante o realizzati ex novo. Ecco ad esempio la sede della Bcc di Braccagni appena inaugurata e interamente costruita secondo i criteri della piena efficienza energetica e bioclimatica. Poi ci sono i comuni di Grosseto, Magliano e Scansano che hanno iniziato a realizzare impianti nelle loro sedi istituzionali o sui tetti delle scuole. (s.l.)

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amministrazione digitale brunetta scommette su roma - carlo picozza (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Roma Il ministro e il sindaco sull´e-government Amministrazione digitale Brunetta scommette su Roma "Certificati online per ridurre le attesa e gli spostamenti dei cittadini" CARLO PICOZZA La Rete ci salverà, sembrano dire il sindaco Gianni Alemanno e il ministro per l´Amministrazione pubblica, Renato Brunetta (nella foto), indicando il miraggio dei «certificati online», piatto forte dell´intesa firmata dai due in nome di Comune e governo «per ridurre i tempi d´attesa e degli spostamenti dei cittadini». Nell´accordo sono indicati gli obiettivi: «Distribuzione dei servizi pubblici su reti telematiche "amiche"; valutazione da parte dei cittadini delle performance degli uffici del Comune; integrazione dei servizi del Campidoglio con quelli delle amministrazioni centrali», in tutto 17 cardini su cui dovrebbe ruotare un´esperienza pilota. Parole reboanti, a metà strada tra quelle di impresa e quelle della burocrazia: sono gli obiettivi del «Protocollo d´intesa sull´e-government». «Roma», esorta Brunetta, «punti sull´amministrazione digitale: ha l´industria, un terziario consistente al servizio di banche e uffici pubblici e le carte per diventare la capitale del dialogo digitale tra l´amministrazione e i cittadini». E Alemanno dichiara guerra alla carta: «Dematerializzare gli atti amministrativi», indica e anche lui sogna «l´Amministrazione come una casa di vetro».

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- laura bellomi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Milano Per completare i 121 ettari dell´area manca ancora il 60 per cento delle opere previste LAURA BELLOMI Italia Nostra restituisce il Parco delle cave al Comune. Dopo dodici anni di collaborazione, e un terreno che da degradato e in mano allo spaccio è diventato un modello di verde urbano studiato in tutto il mondo, il Centro forestazione urbana di Italia nostra dice basta: «Non è più possibile lavorare senza l´appoggio dell´amministrazione». Con una lettera indirizzata al sindaco Letizia Moratti, l´associazione spiega che «sono venute meno le condizioni minime per la cura e lo sviluppo del parco». Una rinuncia sofferta quella di Italia Nostra, motivata dalla necessità di prendere le distanze dalle politiche di Palazzo Marino. «Non accettiamo compromessi - dice Luca Carra, presidente dell´associazione - i progetti approvati già dalla scorsa amministrazione non sono mai stati neppure esaminati». Anni di stallo completo, lamenta Italia Nostra, una visione della progettazione «che non va oltre la manutenzione del verde», quando invece per completare il Parco mancherebbe ancora il 60 per cento delle opere. Da troppo tempo, ormai, sul fronte ovest del parco l´associazione ambientalista attende di realizzare un giardino dedicato ai fiori, o la "connessione naturalistica" fra le cave Cabassi e Casati. La Cava Ongari - Cerutti, specchio d´acqua oggi vietato al pubblico per motivi di sicurezza da un´ordinanza del sindaco, attende invano di ospitare la "Valle dell´avventura" per i bambini e il molo con le barche. A gravare sulla gestione sono poi le condizioni del contratto sottoscritto due anni fa: «Ogni realizzazione - dice ancora Carra - è sovraccaricata da burocrazia, e gestire il parco con le altre associazioni si è rivelato impossibile». Da quando, nel 2007, il Parco è stato affidato in cogestione a Italia Nostra e alle associazioni dei pescatori e degli arcieri che occupano parte del verde, il risultato - sintetizza il direttore del Centro forestazione urbana, Silvio Anderloni - è stata la "sindrome delle riunioni di condominio": «L´impressione è che il Comune appoggi sempre e comunque i desiderata delle piccole associazioni, congelando i progetti ad ampio respiro. Siamo trattati alla stregua di un service a cui si dà l´appalto di tagliare l´erba». Eppure il Parco delle Cave parla da sè: 121 ettari fra orti, campi di bocce e calcio, il coinvolgimento diretto dei cittadini volontari e i campi internazionali di lavoro. Non è un caso se l´area è gemellata con il Central Park di New York ed è menzionata fra i dieci finalisti italiani del Premio del paesaggio del Consiglio d´Europa: «Portiamo avanti sperimentazioni come la pavimentazione ad asfalto con idrolavaggio che mette in risalto le tonalità della terra, e da qualche mese studiamo una nuova forma di lotta all´Anoplophora, l´insetto che sta mettendo a rischio la vita degli alberi di Milano - spiega ancora Anderloni - il Parco delle cave è un punto di riferimento per chi si occupa d i verde urbano: non riconoscerci il lavoro svolto è una macchia sull´amministrazione». In attesa di una risposta del Comune, il Centro forestazione urbana di Italia Nostra ha assicurato che per i prossimi sei mesi l´impegno continuerà: almeno per garantire un "passaggio del testimone" senza scossoni agli eventuali nuovi gestori.

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Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sviluppo, primo sì al "disegno": sei mesi per trovare i siti nucleari la camera approva il ddl «Class action dal 2010 e Robin Tax per l'editoria» tra i provvedimenti annunciati. Per le Fs concorrenza solo italiana 02/07/2009 ROMA. Il ritorno del nucleare in Italia, ma anche l'arrivo senza retroattività della Class Action, passando per il mercato del gas e per la liberalizzazione delle Ferrovie. Il disegno di legge sullo Sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria, si avvicina a incassare il via libera definitivo: dopo il voto della Camera con 254 sì, 205 no e l'astensione dei 25 deputati dell'Udc, il testo tornerà infatti al Senato per un esame che si preannuncia blindato. Ecco le misure principali. Nucleare. Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare. Class action. È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio 2010. Robin Tax finanzia editoria. Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere. Niente proroga tetto a gas. Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del Gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore distributori di gas in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas. Ferrovie private sì, ma italiane. Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione». Rivalutazione contabile. Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (IAS) potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto dai criteri fissati dalla Consob. Sconti benzina a regioni petrolifere. In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di Gas e Petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on line e favorire la concorrenza. Aeroporti e liberalizzazioni. Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale da parte del ministro delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento. Assicurazioni poliennali. Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia. Contraffazione. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000 euro per le contraffazioni di tipo «sistematico». Reti d'impresa e burocrazia imprese. È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali. Risparmi energetici. Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza. 02/07/2009

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Svolta verde, tutti d'accordo (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Svolta verde, tutti d'accordo«Ma serve meno burocrazia» armatori e ecologia Roma.Verdi sì, ma quanto? Sembrerebbe mai abbastanza. Come ha spiegato ieri, in un tripudio di interventi inneggianti lo sviluppo ecosostenibile, Giampiero Soncini di Spectec (informatica per il settore navale): «Si fa di tutto per essere sempre più ambientalisti, poi però ci si scontra con un eccesso di burocrazia che fa perdere di vista i veri obiettivi». Soncini cita l'esempio di alcuni porti americani e una serie di normative che si impilano una sull'altra: «Ce n'è una americana, un'altra californiana. Poi arrivi nel porto e scopri che c'è una direttiva particolare pure lì. Cosìè troppo». Ma uno sviluppo verde si può fare. Anzi è già in atto, come ha spiegato l'ad del Rina, Ugo Salerno, che più che coniugare i verbi al futuro preferisce farlo al presente. Riportando dati incontrovertibili sul supporto allo sviluppo sostenibile di due grandi Paesi, diversi tra loro, come Cina e Usa. Pechino ha stanziato addirittura 220 miliardi di dollari nello sviluppo "verde": un mare di soldi se si pensa che il pacchetto complessivo per l'economia è di 586 miliardi di dollari. Con Obama, poi, lo sviluppo ecosostenibile sta diventando un punto fermo anche della politica americana: a Washington sono stati stanziati ben 112 miliardi per l'ambiente. E lo stesso Obama ama ripetere che chi vincerà per primo la sfida ecologica, avrà le chiavi per essere il Paese guida del XXI secolo. «Le navi sono un mezzo di trasporto più pulito rispetto ad aerei e camion - ha continuato Salerno -. Per questo bisogna trovare il modo di rendere lo shipping ancor più verde e all'avanguardia». Ciò può accadere lavorando a migliorie in fase progettuale e operativa: dalle vernici ai carburanti, ai nuovi metodi di propulsione, la lista di quel che si può fare è lunga. Per questo, dopo la certificazione ecologica Green Star, il Rina ha già pronto anche il Green Plus. Federica Guidi, presidente dei giovani di Confindustria, si ritiene soddisfatta di quel che ha fatto l'Europa, puntando il dito sugli statunitensi, che col rifiuto del protocollo di Kyoto avevano scelto un'altra via, di sicuro meno verde. E ora rincorrono. R. Sc. 02/07/2009

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Allarme fallimenti per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Economia e Politica data: 02/07/2009 - pag: 8 autore: di Benedetta Pacelli Rilevazione di Movimprese presentata ieri da Unioncamere ma nel complesso il sistema tiene Allarme fallimenti per le imprese Dardanello: moria di aziende, 30 al giorno da aprile I segnali di ripresa ci sono, ma lo tsunami finanziario che ha investito le imprese italiane non può dirsi certo superato. Perché se è vero che il sistema produttivo italiano continua a tenere e, dopo un primo trimestre particolarmente negativo, torna a crescere aumentando di 28mila imprese, resta alto l'allarme fallimenti: le aziende che tra aprile e giugno hanno portato i libri in tribunale sono state 2.750, in sostanza 30 al giorno. Una realtà fatta di luci, ma anche di molte ombre quella fotografata da Movimprese, la rilevazione condotta da Infocamere a partire dai dati del Registro delle imprese delle camere di commercio e presentata ieri a Roma da Unioncamere nel corso della 130esima Assemblea dei presidenti di categoria. Scorrendo l'indagine di Infocamere, la società consortile per azioni delle camere di commercio italiane, si scopre soprattutto come il credito resti uno dei principali problemi per le imprese: il 20,7% di esse ha avuto difficoltà nell'accesso al credito bancario negli ultimi 6 mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti alle banche. Questo significa che il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi ha dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell'ammontare del credito erogabile, all'incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. E le banche in tutto questo? Secondo le imprese i grandi gruppi bancari si sono mostrati meno disponbili a concedere il credito (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto un esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo è pari a -1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l'analogo saldo di attesta al+3,9%). Ma non solo dati negativi. Basti pensare che secondo l'indagine il 41% delle piccole e il 46% di quelle medie sta reagendo alla crisi e che, di fronte alla richiesta dell'Europa di diminuire il peso sella burocrazia sulle imprese, il sistema italiano ha riposto in modo adeguato anche grazie ai sistemi telematici messi in campo da Infocamere che collega fra loro 105 camere di commercio, 300 sedi distaccate distribuendo dispositivi di firma digitale e caselle di posta elettronica certificata. E per aiutare le imprese a reagire, ha spiegato il neo presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, nel corso della sua relazione, le camere di commercio hanno immesso nel sistema più di 80 milioni di euro nei primi tre mesi di quest'anno, che rappresentano il doppio delle risorse dell'intero 2008. Il messaggio lanciato dal numero uno di Unioncamere è chiaro: il mondo politico e imprenditoriale non deve abbassare la guardia visto che la crisi economica internazionale non ha ancora terminato di dispiegare i propri effetti. Anzi la disoccupazione rischia di aumentare in modo significativo, soprattutto in alcuni comparti. Per il 2009 l'Unioncamere prevede un calo complessivo di oltre 210mila occupati dipendenti nel settore privato. A tenere meglio sono i servizi che perdono l'1,3%: l'industria diminuisce del 2,6% l'artigianato del 2,9%. La riduzione ha precisato ancora Dardanello tocca «le grandi come le medie e le piccole imprese, che rischiano così di perdere quelle risorse qualificate di cui hanno più bisogno. Difficili da ricostruire in tempi brevi». Come uscire dalla crisi quindi? Per Paolo Romani vice ministro dello sviluppo economico è necessario ora avviare quelle grandi riforme strutturali che l'Italia attende da anni e che sono «indispensabili per innalzare il livello di competitività del nostro sistema paese». Riforme che non potranno non passare per la creazione di mercati più trasparenti, il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Questi tre obiettivi, ha proseguito, «sono realistici e possono essere raggiunti con il concorso responsabile delle istituzioni e del mondo delle imprese. In questo senso contiamo sul prezioso contributo delle camere di commercio».

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Un'origine per l'olio (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: agricoltura data: 02/07/2009 - pag: 10 autore: da Assisi Giusy Pascucci Da luglio obbligo di trasparenza per vergine ed extravergine Un'origine per l'olio In etichetta la nazionalità delle olive Su tutte le bottiglie di olio vergine ed extravergine prodotte da ora in poi sarà indicato il paese di provenienza delle olive: è infatti entrato in vigore il regolamento Ue n. 182 del 6 marzo 2009, che rende obbligatoria l'indicazione in etichetta dello stato membro, o di un riferimento ad esso, da cui provengono le olive utilizzate per produrre l'olio. Non sarà quindi più possibile spacciare come italiano l'olio prodotto con olive tunisine, greche e spagnole. Una vittoria storica per l'olio made in Italy che il ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, ha voluto commemorare ad Assisi, alla presenza di tutti gli esponenti delle organizzazioni agricole, con una messa presso la Basilica Superiore di San Francesco. Alla funzione ha fatto seguito una produzione simbolica di olio, con olive donate dai francescani, raccolta nell'orcio che rappresenta il primo contenitore etichettato secondo la nuova normativa Ue. Si attende ora il decreto ministeriale di attuazione. Che, secondo quanto Zaia ha dichiarato a ItaliaOggi, «sarà pronto entro fine estate». E le cui norme sulla trasparenza, secondo Zaia, «non porteranno più burocrazia ma più serietà». Concetto fondamentale anche per Giuseppe Politi, presidente Cia, che propone l'autocertificazione per i piccoli produttori come assunzione di responsabilità. La troppa burocrazia è, invece, «un falso problema» per Sergio Marini, presidente Coldiretti, convinto che l'obiettivo fondamentale sia «semplificare e informare i consumatori in modo trasparente».

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Ok al nucleare e alla class action (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Diritto e Impresa data: 02/07/2009 - pag: 29 autore: di Giovanni Galli Si della camera al ddl sviluppo che torna ora al senato per l'approvazione definitiva Ok al nucleare e alla class action Polizze auto poliennali. Contraffazione: sei anni di carcere Via libera dell'aula della camera al ddl sviluppo che segna il ritorno dell'Italia al nucleare. E sancisce l'arrivo senza retroattività della class action. I voti a favore sono stati 254, i contrari 205, e 25 gli astenuti. Ad esprimersi contro il provvedimento: il Pd e l'Idv. Ha scelto l'astensione l'Udc. Ora il ddl torna al Senato per il via libera definitivo. Rispetto al testo approvato dall'esecutivo circa un anno fa, il ddl sviluppo, durante i tre passaggi parlamentari, è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli. Tocca ora a Palazzo Madama dare il via libera definitivo e il ddl giungerà in dirittura d'arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. Tra le principali misure ci sono: il ritorno dell'Italia al nucleare, l'arrivo della class action (anche se non sarà retroattiva ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2010) e il ripristino dei fondi per l'editoria (140 milioni in due anni che vengono coperti con un aumento della Robin tax). Ecco le misure principali.NUCLEARE - Il governo potrà pilotare l'Italia nel ritorno al nucleare. Avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la costruzione di centrali, è noto, saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata una agenzia per la sicurezza del nucleare.CLASS ACTION - È stata modificata la normativa sulla class action che entrerà escludendo quindi la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto «anti-crisi», al primo gennaio 2010.ROBIN TAX FINANZIA EDITORIA - Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.NIENTE PROROGA TETTO A GAS - Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del Gas, con un impatto soprattutto per l'Eni che è il maggiore distributori di gas in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto il 2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa sui tetti distributivi del gas.FERROVIE PRIVATE SÌ, MA ITALIANE - Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione».RIVALUTAZIONE CONTABILE - Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (Ias) potranno rivalutare alcuni titoli, per esempio azioni, detenuti in modo non permanente, senza dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto dai criteri fissati dalla Consob.SCONTI BENZINA A REGIONI PETROLIFERE - In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello sviluppo con l'obiettivo di fare una mappa on-line e favorire la concorrenza.AEROPORTI E LIBERALIZZAZIONI - Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale da parte del ministro delle infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento.ASSICURAZIONI POLIENNALI - Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti ma lo vincoleranno con un contratto a essere assicurati per cinque anni con la stessa compagnia.CONTRAFFAZIONE - Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a sei anni di carcere e 50 mila euro per le contraffazioni di tipo «sistematico».RETI D'IMPRESA E BUROCRAZIA IMPRESE - È stata introdotta l'estensione alle reti di imprese delle agevolazioni già previste per i distretti industriali.RISPARMI ENERGETICI - Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.

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"ho acciacchi e tre bypass ma sono ancora una ragazzina" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 45 - Esteri L´intervista L´astrofisica Margherita Hack: "La ricetta migliore? Restare attivi" "Ho acciacchi e tre bypass ma sono ancora una ragazzina" Classe 1922, va in bici («quando posso»), ha molti impegni. «Ho avuto la fortuna di fare il lavoro che mi piace». Margherita Hack, astrofisica, ha un´agenda parecchio fitta di cose da fare. è questa la ricetta di voi giovani adulti? «Di quelli come me che hanno avuto le occasioni giuste. Anche se io psichicamente mi sono sempre sentita molto giovane». Adesso quanti anni si "percepisce"? «Venti. Ok, diciamo venticinque. Certo, qualche acciacco comincio a sentirlo. Cammino male e a volte ho un po´ d´affanno. Tre by-pass. Prendo le medicine che mi hanno prescritto, ma poche altre precauzioni. Ho molto da fare». Rimanere attivi, soprattutto mentalmente, prolunga la vita. «Assolutamente sì. Essere curiosi, cominciare a fare le cose che abbiamo sempre desiderato, la pensione ha i suoi vantaggi: un tempo da occupare felicemente». Niente più obblighi, o quasi. «E burocrazie. Scrivo, studio, faccio conferenze, spiego. Ho due libri in programma, viaggio. Mi diverto, e posso farlo gestendo il mio tempo. Bisognerebbe moltiplicare le offerte per gli anziani o ex tali». La società non risponde? «Non abbastanza. Ma tutti stiamo molto meglio di prima: le cure sono migliorate, le università della terza età spesso funzionano. Invecchiare bene è rimanere connessi, con le persone e anche con Internet, che mette in contatto a qualsiasi anagrafe». (a.r.)

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Il G8 dell'Aspen (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

2 luglio 2009 Il G8 dell'Aspen Diario della riunione a porte chiuse dell'associazione tremontiana. Ospite il prof. Amato Un tempo i vertici tra i grandi del pianeta erano più informali, mentre oggi i capi di governo passano il tempo a emendare migliaia di pagine di documenti preparati dagli sherpa. Questo il senso di uno dei passaggi del discorso dell’ex premier Giuliano Amato all’incontro organizzato ieri da Aspen Italia sul G8 dell’Aquila. Dalla riunione, tenutasi nella sede di via della Mercede della presidenza del Consiglio, è emerso – secondo la ricostruzione del Foglio – che il vertice abruzzese, pur dovendo discutere della situazione economico-finanziaria, aspira a essere ricordato per il raggiungimento di “obiettivi prestigiosi ma gestibili” su cambiamento climatico, energia e ambiente. Non si è nascosto invece, pur alla presenza di rappresentanti di alcune organizzazioni internazionali (Fao, Oms), che rischiano di essere soltanto simbolici, visti i bilanci degli stati, i risultati in settori come quelli della salute, della sicurezza alimentare e dello sviluppo. Dopo Marta Dassù, direttore generale per le Attività internazionali dell’associazione presieduta da Giulio Tremonti, è intervenuto un componente dell’ufficio degli sherpa italiani che, passando in rassegna i temi all’ordine del giorno del G8, ha fatto spesso riferimento a concetti quali l’“accountability”, l’“inclusività” e soprattutto “l’efficacia”. E d’altronde Silvio Berlusconi nelle scorse settimane era stato chiaro: “Vogliamo che questo G8 raggiunga soluzioni concrete”. Ma chi ha seguito le trattative preliminari tra le delegazioni degli otto sa che “bisogna distinguere tra aspirazioni e realtà”. Come dire che accordarsi su una riduzione concertata delle emissioni di gas serra è ancora più difficile in un momento di recessione globale. Al seminario si è notato anche che Barack Obama si presenterà al G8 avendo già approvato nel suo paese, seppure parzialmente, una legge sull’energia. Segno della sua determinazione a procedere. Ma in vista del summit internazionale sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen, secondo Carlo Maria Bollino, economista dell’energia all’Università di Perugia intervenuto ai lavori dell’Aspen, la comunità internazionale non dovrebbe seguire lo schema del “cap and trade”: “Sarebbe più semplice trovare l’accordo, per i singoli paesi, sull’approvazione di una carbon tax – spiega al Foglio – facendo pagare ogni tot di emissioni di CO2. E’ più efficace e meno burocratico di un mercato globale di permessi d’inquinamento di burocrazie inutili”. Sul significato politico del vertice si sono pronunciati invece l’ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, e i ricercatori del G8 Research group di Toronto che due giorni fa avevano animato un dibattito ospitato da Unicredit Banca di Roma. Altri interventi, come quelli dell’ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, hanno privilegiato l’importanza politica dei vertici globali, “luogo di compromesso utile per accordarsi su una governance multilaterale in un mondo oramai multipolare”. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Primari in rivolta all'Istituto dei Tumori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 02/07/2009 - pag: 5 La lettera I 15 responsabili contestano le scelte della direzione «Penalizzate le cure» Primari in rivolta all'Istituto dei Tumori La protesta: troppa burocrazia, poche assunzioni Primari in rivolta all'Istituto dei tumori contro il direttore generale, Alberto Scanni. Mai prima d'ora i medici di via Venezian, che negli ultimi sette anni hanno visto succedersi ben sei tra commissari straordinari e direttori generali, si erano coalizzati in modo tanto eclatante per contestare l'uomo sul ponte di comando. Lo fanno adesso con una lettera firmata dai 15 capi di Chirurgia e Medicina. L'accusa suona: «Poche assunzioni e troppa burocrazia, l'attività clinica rischia di essere ridotta significativamente». Scanni replica alle accuse con tranquillità: «Io sto applicando le regole dettate dalla Regione Lombardia. Il mio obiettivo comunque è, ed è sempre stato, il dialogo dice . Discuteremo dei problemi sollevati l'8 luglio nel collegio di direzione. Poi incontrerò tutti i primari per risolvere la questione». I clinici, nomi di spicco della chirurgia (inter)nazionale, prendono una posizione dura che si traduce di fatto in un atto di sfiducia nei confronti di Scanni. Il tutto in un momento cruciale per l'Istituto dei tumori. La lettera arriva a poche settimane dalla designazione dei nuovi vertici delle fondazioni Tumori, neurologico Besta, Policlinico e San Matteo di Pavia. Il giro di valzer avverrà a metà luglio. La protesta rischia di avere, quindi, anche un peso politico in una tornata di nomine che si annuncia più scottante che mai. La partita sarà decisiva per il futuro assetto del potere sanitario in Lombardia. Non solo: nato 80 anni fa e diventato un punto di riferimento europeo per le cure contro il cancro, con 24 mila ricoveri e day hospital annui, entro il 2015 l'ospedale dovrà traslocare in Vialba. Qui nascerà la nuova cittadella pubblica della Salute, che comprenderà anche il Sacco e il neurologico Besta (un progetto da 520 milioni di euro). A chi spetterà il compito di traghettare la struttura da 482 letti verso la nuova sfida? Già noti i rapporti difficili tra Scanni e il direttore scientifico Marco Pierotti. Ora l'attacco dei quindici medici: «Negli ultimi mesi sono state prese alcune decisioni che hanno creato disagio e perplessità in coloro che svolgono attività clinica». Tra le decisioni contestate compaiono le nuove assunzioni di personale amministrativo, che rischiano di assorbire fondi che potevano essere utilizzati per rafforzare le équipe mediche. Non solo: «La situazione viene esasperata dalla richiesta di smaltimento delle ferie residue si legge nel documento . Questo comporterà una riduzione significativa delle attività cliniche ». La posizione di Scanni: «Sono deciso a trovare soluzioni condivise». Ma non c'è pace per l'Istituto dei Tumori: solamente dall'estate 2006 a oggi l'ospedale ha visto succedersi ai suoi vertici il ricercatore Giorgio Parmiani (dimissionario dopo tre mesi), il braccio destro dell'oncologo Umberto Veronesi, Stefano Zurrida (che ha lasciato l'incarico dopo un anno), e l'ex direttore generale di Melegnano, Alberto Scanni. Gli ultimi suoi contatti con i chirurghi-capo? Tra le email recenti, una in cui Scanni chiede la disponibilità dei medici per innaffiare i fiori sul terrazzo al nono piano dell'Istituto dei tumori. Simona Ravizza sravizza@corriere.it Direttore Alberto Scanni La difesa del direttore «Sto applicando le regole della Regione, il mio obiettivo è il dialogo: ne discuteremo l'8 luglio»

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Un modulo per pagare la Ta.Ri. (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 02/07/2009 - pag: 14 Ci pensa il Corriere Un modulo «misterioso» per pagare la Ta.Ri. Gentile redazione, nei giorni scorsi ho regolarmente ricevuto il bollettino per il pagamento della Ta.Ri. ma, insieme, c'era un foglio in cui, testualmente, mi viene richiesta la "comunicazione dei dati catastali identificativi dell'immobile presso cui è attivata l'utenza igiene ambientale". Ho un'età e non sono pratica di siti Internet o numeri verdi a cui potrei chiedere spiegazioni: potrei capire esattamente di cosa si tratta, se la compilazione del foglio è obbligatoria per tutti o solo per singoli utenti? E' riportata una spiegazione, ma vorrei avere conferme. E magari desidererei anche capire, qualora sia necessario inviare i dati richiesti, dove posso trovarli. Purtroppo, per noi anziani, qualche volta, anche un'operazione semplice può risultare di non facile attuazione. Penso che un chiarimento, in tal senso, possa servire non solo a me, ma a tutte le persone che non hanno troppa dimestichezza con la burocrazia. Antonietta Mechelli

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IL MATTONE AL TEMPO DELLA CRISI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 02/07/2009 - pag: 1 PROSPETTIVE IL MATTONE AL TEMPO DELLA CRISI di GOFFREDO BUCCINI N on è una relazione per ottimisti. Lo si capisce subito, dalla faccia di Eugenio Batelli e dalle prime righe del suo primo intervento in assemblea come presidente dei costruttori: segno meno per la cassa edile capitolina, imprese attive diminuite del 3 e mezzo per cento, troppi debiti non pagati dagli enti alle aziende private, contrazione degli appalti e dell'importo dei bandi pubblici, credito bancario problematico, famiglie sul lastrico. I soldi sono finiti, fa sapere senza giri di parole il presidente dell'Acer, con un eloquio che sembra risospingere il parterre dell'Auditorium in una Roma neorealista, da poveri ma belli, senza però la bellezza (e neppure l'entusiasmo) degli anni della ricostruzione e del miracolo economico. Sono anni di ferro, questi. E infatti, come si addice a simili periodi, i salamelecchi vengono un po' lasciati in archivio. Sembrano lontani l'accento ecumenico di Silvano Susi e la cura alla mediazione di Giancarlo Cremonesi, per citare i predecessori di Batelli. Il presidente di questi anni di ferro non mostra interesse alcuno alle fascinazioni perché ha da snocciolare un pesante cahier de doléances in nome della sua categoria. Lo fa ad uso e consumo delle istituzioni presenti, ma si capisce subito che l'istituzione di cui gli importa davvero è il sindaco Alemanno, vero interlocutore privilegiato (e applauditissimo) dell'assemblea. Al sindaco, Batelli chiede aiuto contro la burocrazia, i lacci e i lacciuoli che paralizzano l'impresa (meno regole, insomma, e più stimoli). E soprattutto sollecita un impegno su quella che sarà, verosimilmente, la sfida politica di questi giorni, contro i vincoli della soprintendenza sull'Agro Romano che vengono vissuti dai costruttori come un vulnus alla certezza del diritto: «E senza certezze non possiamo più investire ». Alemanno rassicura, accoglie, rilancia, lungo un asse di dialogo che sarà probabilmente portante nei quattro anni rimanenti del suo mandato: Roma è già verde, dice, la città più verde d'Europa; sembra una promessa, a saperla cogliere, un segnale di via libera per i cantieri prossimi venturi. Cantieri a proposito dei quali, tanto Batelli, quanto il sindaco, quanto il presidente (pd) della Provincia Zingaretti dimenticano di menzionare la questione della sicurezza, di quei controlli carenti che portano a una sfilza inarrestabile di morti bianche (l'unico a ricordarsene è il governatore Marrazzo). Si interrompe una tradizione - forse una liturgia - di promesse e impegni pubblici dell'Acer che durava da anni e da svariate assemblee.

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Rivoluzione digitale in Campidoglio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 02/07/2009 - pag: 2 Il protocollo Il ministro firma l'intesa per l'e-government Rivoluzione digitale in Campidoglio Brunetta: pratiche on line, addio burocrazia «Basta carta». E stop agli uffici della pubblica amministrazione che non comunicano tra loro. Il protocollo d'intesa firmato, ieri, dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno mira a scardinare gli ultimi baluardi farraginosi degli enti locali: «Roma da città d'eccellenza della burocrazia - annuncia il ministro Brunetta - diventerà città digitale per eccellenza». Il Campidoglio svilupperà 17 obiettivi strategici, tra i 27 inseriti nel piano e-government del ministero. Tradotto: trasparenza e snellimento delle procedure amministrative negli uffici pubblici, anagrafe, scuole e università, imprese (con il front-office unico per le aziende). La modulistica lascia spazio alle pratiche on-line. Trentotto i progetti avviati: iter più rapidi per richiesta carta d'identità, pagamento multe e sanzioni amministrative (e nuove applicazioni per i Giudici di Pace), info-mobilità. Nulla dovrebbe sfuggire alla rete tecnologica. Meno incombenze per i dipendenti comunali (che saranno formati e dotati di idonee attrezzature). Meno file per i cittadini. Entro il 2012, con il sistema delle Reti Amiche - sportelli negli uffici postali, ad esempio - , i servizi anagrafici saranno disponibili anche per chi non ha un collegamento internet, oltre che attraverso l'uso del portale comunale (collegato con il Viminale). «Così si riducono i margini opachi delle amministrazioni - sottolinea il sindaco Alemanno - e si evita che un diritto diventi favore da chiedere al politico o al burocrate di turno». Roma, auspica il primo cittadino, sarà il «prototipo della amministrazione di vetro, ci sono volontà politica e conoscescenze tecniche giuste». Dunque addio, archivi polverosi. Avvezzi ai new-media, saranno accontentati anche i 600 mila studenti romani che con i programmi «scuole in rete», «didattica digitale» e «anagrafe scolastica nazionale», troveranno sul Web pagelle elettroniche, domande d'iscrizione, prenotazione esami. Il ministro Renato Brunetta ha inoltre proposto un sistema di monitoraggio elettronico, affinchè il cittadino conosca step-by-step l'evoluzione del protocollo: «Ogni sei mesi - aggiunge Brunetta - dovrebbe esser fatta una valutazione dei risultati». E, con il sistema emoticons (gli smilefaccette degli sms, per intendersi), il cittadino-utente potrà esprimere l'apprezzamento verso i servizi erogati. La rivoluzione digitale, non fa sconti a nessuno. Simona De Santis 38 I progetti avviati dal Comune: certificati, carta d'identità e multe on-line 600 mila Gli studenti romani che usufruiranno dei nuovi servizi Web per le scuole Fine del cartaceo Brunetta e Alemanno alla firma del protocollo sulla digitalizzazione Il sindaco «Così eviteremo che i diritti di ognuno si trasformino in favori da chiedere ai politici»

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Addio all'ambulante-poeta che raccontava la vita in sardo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 336 Antonio Putzolu si è spento a Siamanna all'età di 80 anni Addio all'ambulante-poeta che raccontava la vita in sardo Antonio Putzolu si è spento a Siamanna all'età di 80 anni --> Adiu, o caru Antoni Putzolu Già chi s'est ispezzada sa cadena, De sa giamad 'esistenzia terrena Finida pro te in tediosu dolu: Senza d'ambas sas ancas, s'isconsolu Ciappadu has cun dolorosa pena; Daghi sa 'etzesa tua fit serena Brinchend'ancora che unu crabolu! In sos annos c'has fattu s'ambulante Peri sas biddas de s'isola nadia T'hat tentu preferid'ogn'abitante; Tra sa tanta prelibada mercanzia Dae su tou modernu alto-parlante 'essian sos versos de sa sarda poesia. Vi mando questi versi, pregandovi di dare notizia della dolorosa scomparsa del poeta Antonio Putzolu, che aveva amici ed estimatori in tutta la Sardegna. Era un assiduo lettore de L'Unione Sarda ed acquistava pure i libri che il giornale proponeva. Dopo aver subito l'amputazione di entrambe le gambe, e dopo un mese e oltre di rianimazione per un edema polmonare, il 27 maggio scorso, a 80 anni, se n'è andato. EDOARDU TURNU - VILLAURBANA Ci porta una notizia triste il signor Turnu, decano dei collaboratori di Lettere & Opinioni. Con Antonio Putzolu se n'è andato un amico. Uno dei tanti, insieme sconosciuti e familiari, che hanno affidato a questa rubrica le proprie riflessioni, la propria visione del mondo, talvolta la propria indignazione. Dialogando, in qualche caso scontrandosi, con altri lettori. Antonio Putzolu si esprimeva in sardo, e in versi. Non era un poeta laureato, né un intellettuale. Non faceva parte di commissioni che discettavano sull'ortografia del sardo. Nessun politico gli chiedeva consigli, né gli offriva gettoni di presenza. Semplicemente, scriveva poesie perché amava farlo. E le scriveva in sardo perché era la sua lingua. Nessuno aveva potuto togliergliela: né la scuola, né la burocrazia, né il gergo televisivo che tutto pervade. E, per usarla, da nessuno aspettava un permesso, un diploma, un codice di regole. Nato nel 1929, di professione faceva l'ambulante. Ha venduto di tutto un po', dai ricambi per officine ai vini delle piccole cantine. Vita dura e dignitosa, la vita dei nostri vecchi. A Natale, la moglie Esperina Murru e i figli Piergiorgio e Simonetta gli avevano fatto un grande regalo, stampando una copia della sua prima raccolta di poesie, a cui lavorava da anni: era dedicata al nuraghe di San Giovanni, a cui forse sentiva di somigliare. DANIELA PINNA

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Violato il segreto dell'Aspen sul G8 (sezione: Burocrazia)

( da "Foglio, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

2 luglio 2009 Violato il segreto dell'Aspen sul G8 Diario della riunione a porte chiuse dell'associazione tremontiana. Ospite il prof. Amato Un tempo i vertici tra i grandi del pianeta erano più informali, mentre oggi i capi di governo passano il tempo a emendare migliaia di pagine di documenti preparati dagli sherpa. Questo il senso di uno dei passaggi del discorso dell’ex premier Giuliano Amato all’incontro organizzato ieri da Aspen Italia sul G8 dell’Aquila. Dalla riunione, tenutasi nella sede di via della Mercede della presidenza del Consiglio, è emerso – secondo la ricostruzione del Foglio – che il vertice abruzzese, pur dovendo discutere della situazione economico-finanziaria, aspira a essere ricordato per il raggiungimento di “obiettivi prestigiosi ma gestibili” su cambiamento climatico, energia e ambiente. Non si è nascosto invece, pur alla presenza di rappresentanti di alcune organizzazioni internazionali (Fao, Oms), che rischiano di essere soltanto simbolici, visti i bilanci degli stati, i risultati in settori come quelli della salute, della sicurezza alimentare e dello sviluppo. Dopo Marta Dassù, direttore generale per le Attività internazionali dell’associazione presieduta da Giulio Tremonti, è intervenuto un componente dell’ufficio degli sherpa italiani che, passando in rassegna i temi all’ordine del giorno del G8, ha fatto spesso riferimento a concetti quali l’“accountability”, l’“inclusività” e soprattutto “l’efficacia”. E d’altronde Silvio Berlusconi nelle scorse settimane era stato chiaro: “Vogliamo che questo G8 raggiunga soluzioni concrete”. Ma chi ha seguito le trattative preliminari tra le delegazioni degli otto sa che “bisogna distinguere tra aspirazioni e realtà”. Come dire che accordarsi su una riduzione concertata delle emissioni di gas serra è ancora più difficile in un momento di recessione globale. Al seminario si è notato anche che Barack Obama si presenterà al G8 avendo già approvato nel suo paese, seppure parzialmente, una legge sull’energia. Segno della sua determinazione a procedere. Ma in vista del summit internazionale sul clima che si terrà a dicembre a Copenaghen, secondo Carlo Maria Bollino, economista dell’energia all’Università di Perugia intervenuto ai lavori dell’Aspen, la comunità internazionale non dovrebbe seguire lo schema del “cap and trade”: “Sarebbe più semplice trovare l’accordo, per i singoli paesi, sull’approvazione di una carbon tax – spiega al Foglio – facendo pagare ogni tot di emissioni di CO2. E’ più efficace e meno burocratico di un mercato globale di permessi d’inquinamento di burocrazie inutili”. Sul significato politico del vertice si sono pronunciati invece l’ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, e i ricercatori del G8 Research group di Toronto che due giorni fa avevano animato un dibattito ospitato da Unicredit Banca di Roma. Altri interventi, come quelli dell’ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, hanno privilegiato l’importanza politica dei vertici globali, “luogo di compromesso utile per accordarsi su una governance multilaterale in un mondo oramai multipolare”. © 2009 - FOGLIO QUOTIDIANO

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Dolomiti, Fondazione al Cai (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Dolomiti, Fondazione al Cai» Santini propone di realizzare la sede al passo Pordoi TRENTO. Affidare la sede della Fondazione per le Dolomiti Patrimonio dell'umanità al Cai, il Club alpino italiano, anzichè contenderla tra enti pubblici: a lanciare l'idea è il senatore trentino del Pdl Giacomo Santini, del Gruppo parlamentari amici della montagna. "Come sempre - sostiene Santini - la politica e la burocrazia irrompono con il piede pesante anche su un terreno delicato come questo. Bolzano propone come sede l'Istituto Eurac, Trento rivendica diritti di territorialità, Cortina dice che è da loro la sede naturale e anche Udine e Pordenone si fanno avanti. E allora che cosa di meglio per dribblare questa mortificante diatriba che affidare ad un'istituzione prestigiosa e al di sopra di ogni conflittualità la titolarità di essere sede della Fondazione e affidataria dei suoi destini? Questa istituzione è il Club Alpino Italiano, che vanta 146 anni di storia, 308.000 tesserati e un ruolo guida per la fruizione della montagna sotto ogni aspetto. La sede ideale potrebbe essere a Passo Pordoi, presso il centro Crepaz, la casa alpina del Cai, dove si svolgono attività di ricerca scientifica e iniziative per la tutela della montagna. L'edificio è collocato a cavallo del confine tra il Trentino e il Veneto e vicino all'Alto Adige.

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tagli e paralisi amministrativa pagano pensionati e dipendenti - antonio fraschilla (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Palermo Le agevolazioni I ritardi Tagli e paralisi amministrativa pagano pensionati e dipendenti Stop ai bus gratuiti. Non arrivano in busta gli scatti di anzianità Soppressi gli abbonamenti per gli ultrasessantacinquenni sulle linee Ast Mancano i dirigenti che firmano, salta il salario accessorio per 4 mila impiegati ANTONIO FRASCHILLA Il bilancio a maglie strette della Regione e la paralisi burocratica iniziano a colpire le tasche di dipendenti e cittadini. Da questo mese oltre 26 mila pensionati non avranno più l´abbonamento gratuito per il trasporto extraurbano con l´Ast, perché la Regione ha tagliato il relativo capitolo di bilancio. Mentre a causa della paralisi burocratica da due mesi i 40 dipendenti della Fiera del Mediterraneo non ricevono gli stipendi, i 4mila dipendenti dell´assessorato ai Beni culturali non hanno incassato a giugno il salario accessorio e i 19mila dipendenti regionali non hanno avuto in busta paga lo scatto d´anzianità. I sindacati, Cobas-Codir, Sadirs e Fials sono sul piede di guerra e ieri hanno scritto una lettera al governatore Raffaele Lombardo: «Chiediamo il pagamento immediato di quanto spetta ai dipendenti, penalizzati da una paralisi che si protrae ormai da mesi», scrivono i sindacati, pronti ad avviare lo stato di agitazione e a denunciare pubblicamente «i dirigenti che si rifiutano di firmare gli atti». Al di là della paralisi burocratica di tutta la macchina regionale, il bilancio a maglie strette approvato a maggio dall´Ars per ridurre il deficit da 5 miliardi di euro registrato nel 2008, rischia di costare caro a oltre 26mila pensionati che fino a oggi hanno viaggiato gratuitamente sulle linee urbane ed extraurbane dell´Ast. Dal 1 luglio i pensionati che avevano diritto agli abbonamenti gratuiti resteranno a piedi. In particolare si tratta di 12.345 pensionati per il trasporto urbano, e di 26.391 per quello extraurbano, ai quali l´Ast non può rinnovare l´abbonamento gratuito perché la Regione ha tagliato il capitolo di bilancio destinato alle agevolazioni tariffarie alle fasce sociali deboli: capitolo passato dai 4 milioni di euro del 2008 ai 2,2 milioni del 2009. Per il segretario generale dello Spi Cgil, Saverio Piccione «ancora una volta i deficit del bilancio regionale vengono scaricati sugli anziani e questo è inaccettabile». «Questa scelta - sottolinea Donatella Ingrillì, della segreteria regionale dello Spi Cgil - arriva in un momento in cui la crisi economico finanziaria falcidia ulteriormente il potere d´acquisto degli anziani». Pronti a scendere in piazza sono invece i sindacati della Regione, alle prese con una paralisi burocratica che inizia a penalizzare le buste paga dei 20mila dipendenti regionali. «A luglio non è stato versato lo scatto di anzianità previsto dal contratto firmato lo scorso anno, e questo perché i dirigenti di alcuni dipartimenti, come Beni culturali, Lavoro e Cooperazione, non hanno comunicato le richieste di variazione di bilancio necessarie per garantire la copertura finanziaria», dicono Marcello Minio e Dario Matranga del Cobas-Codir. Si tratta di un premio annuo che varia dai 100 ai 600 euro e che riguarda il 2008. Inoltre i 3.600 dipendenti dei dipartimenti Beni culturali e pubblica istruzione non hanno ricevuto a luglio nemmeno il salario accessorio. Il motivo? La giunta regionale non ha sostituito il funzionario di ragioneria dell´assessorato andato in pensione, e tutti i mandati di pagamento sono quindi bloccati. Anche qui si tratta di un aumento in busta paga che varia da 300 a 600 euro. «In questa fase di crisi economica è inaccettabile che i dipendenti regionali non debbano ricevere quello che gli spetta - dice Fulvio Pantano del Sadirs - La situazione ormai è insostenibile». Al dipartimento della Cooperazione invece sono fermi da due mesi i mandati di pagamento per i 40 dipendenti della Fiera del Mediterraneo, in liquidazione: «La Regione ha stanziato un milione di euro per garantire i nostri stipendi, ma a causa della burocrazia da due mesi non riceviamo un euro», dice Claudio Lipari della Cgil. La paralisi burocratica preoccupa anche la Corte dei conti. Ad oggi non sono stati nominati i dirigenti generali dei dipartimenti Energia, Formazione e Beni culturali. A gennaio dovrebbe scattare la riforma degli assessorati ma, come scrivono i magistrati contabili, «non sono state ancora emanate dalla Presidenza le linee guida» e si rischia quindi uno slittamento della riforma.

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armatori, la zavorra della burocrazia "ogni nave centomila euro buttati" - massimo minella (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XII - Genova La politica La Tirrenia Armatori, la zavorra della burocrazia "Ogni nave centomila euro buttati" Dobbiamo immaginare un nuovo modello organizzativo dell´amministrazione del mare Subito un´alleanza operativa fra le regioni marittime e i privati, poi la cessione della capogruppo MASSIMO MINELLA Difficile, far perdere la calma a Nicola Coccia, presidente di Confitarma. Eppure, un moto di insofferenza traspare con chiarezza quando il leader degli armatori privati, di fronte ai suoi soci riuniti in assemblea a Roma per la "48 ore del mare", affronta il problema dei costi della burocrazia. Utilizzando i conti di Unioncamere, Coccia quantifica in 16,6 miliardi di euro, cioè l´11% del Pil, il peso della burocrazia per le imprese italiane. «Bene, per il comparto marittimo questi costi sono percentualmente molto più pesanti - spiega il leader di Confitarma - Per ogni consegna, le lentezze burocratiche costano all´armatore italiano più di 100 mila euro a nave». Si fa presto a gettare alle ortiche, ogni anno, decine di milioni. In un momento in cui la crisi impone un contenimento delle spese per non dover soccombere di fronte a una concorrenza che, invece, dispone di una normativa più snella e di una burocrazia meno soffocante. Coccia ripete che gli armatori italiani non chiedono trattamenti di favore o scorciatoie, ma solo di poter giocare ad armi pari. E quando hanno avuto cioè che chiedevano, vedi registro internazionale e "tonnage tax", hanno saputo ripagare il paese creando, come pochi altri, ricchezza e occupazione. La politica come alleata, quindi, e non come avversaria. «Forse è giunto il momento di immaginare e condividere un nuovo modello organizzativo dell´amministrazione del mare» chiarisce il concetto Coccia. «Come può, obiettivamente, un ministero in perenne riorganizzazione sostenere puntualmente le esigenze amministrative di mondi così diversi come il trasporto marittimo, aereo, ferroviario e terrestre?» aggiunge di fronte al ministro dei Trasporti Altero Matteoli. Per Coccia occorre un riassetto organizzativo delle competenze che favorisca nel concreto lo sviluppo del cabotaggio e aiuti i porti a realizzare un´effettiva autonomia finanziaria. Confitarma è pronta a fare la propria parte, presentandosi come un comparto sano, i cui indicatori sono tutti in crescita: traffici, naviglio, occupazione, esportazioni. Numeri che consentono alla confederazione degli uomini e delle donne del mare di ribadire la necessità di privatizzare quel che resta della flotta pubblica, divisa fra Tirrenia e società regionali. «Dopo la regionalizzazione delle politiche dei trasporti, era inevitabile che alle Regioni venisse affidata la regia dei collegamenti con funzioni sociali, da mettere a gara come previsto dall´Unione europea - spiega - questo priverà di qualsiasi mission sociale la Tirrenia, alla quale resteranno solo linee sulla gran parte delle quali operano armatori privati». Gli fa eco il ministro Matteoli. «Quella di Tirrenia è un´emergenza che sta arrivando verso una possibile soluzione, che ritengo accettabile - spiega - Gli incontri con sindacati e regioni mi fanno dire che è possibile trovare una soluzione. Bisogna fare la gara poiché il 31 dicembre scade il termine della concessione».

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Le imprese puntano sulla Tremonti ter versione extralarge (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-07-03 - pag: 3 autore: Le imprese puntano sulla Tremonti ter versione «extralarge» Le aziende escluse chiedono aiuti per i computer Federmacchine: strumento utile, ora gli investimenti di Giulia Crivelli, Massimiliano Del Barba, Cristina Jucker e Nicoletta Picchio L' auspicata detassazione degli investimenti, che va sotto il nome di Tremonti ter, è strumento contro la recessione che però, da sola potrebbe non bastare. Perchè a complicare il quadro delle prospettive di settembre e a rendere quindi scivoloso il trampolino per il salto verso la fine di questo anno nero, ci sono i nodi del credito, delle riforme e delle liberalizzazioni da completare, della burocrazia. Per questo gli imprenditori, da una parte plaudono all'iniziativa del ministro Tremonti, dall'altra sottolineano la necessità di misure aggiuntive.In primis l'allargamento della platea di chi potrà usufruire delle agevolazioni della nuova Tremonti stavolta in versione «extralarge». Di queste preoccupazioni si fa portavoce Alberto Tripi, presidente del gruppo Almaviva ( informatica e call center) che spiega: «Il decreto del governo non comprende per ora tutto ciò che riguarda l'innovazione tecnologica e l'automazione informatica. Così come è, continueremo a perdere terreno rispetto agli altri paesi. Mi auguro che nella conversione in legge, il testo si possa modificare». L'augurio è condiviso da Andrea Giannetti, presidente di Assotravel (agenzia di viaggio) quando spiega che se «l'automazione informatica, computer e affini, fossero stati inseriti nel decreto, il settore del turismo ne avrebbe beneficiato. Servono investimenti per ammodernare il software, sia nelle grandi che nelle piccole imprese. Nel turismo per esempio la comunicazione e la promozione si fanno sempre di più attraverso sistemi informatici. Fermo restando che ancora aspettiamo misure mirate, come la riduzione dell'Iva, mentre soffriamo la mancanza di liquidità». Umberto Ferretto, amministratore delegato della Armes di Vicenza concorda: «Come azienda credo che riusciremo ad applicare il provvedimento sbloccando alcuni investimenti che avevamo messo in stand by. Certo, il giudizio è solo parzialmente positivo, poiché avrebbero dovuto studiare meglio la tipologia di beni su cui applicare la detassazione. Troppo restrittivo legarlo solo ai macchinari». A sentire la parola "investimenti" non mancano i sorrisi di autoironia. Luciano Visconti, presidente della Impresa Visconti di Vicenza (costruzioni edili e impiantistica), ne sfoggia uno: «Nel breve periodo non credo proprio che riusciremo ad applicare il provvedimento, perché gli investimenti si fanno quando si vedono prospettive certe. Oggi, ma credo che la situazione andrà avanti nei prossimi 12 mesi, è invece molto rischioso muoversi su questa strada, soprattutto perché i nostri ordini sono in calo. Non giudico affatto negativamente il provvedimento, che mi sembra utile e intelligente, ma dovrebbe essere una riforma strutturale, non solo anticiclico». «Interessante in teoria, ma non nella pratica temo, almeno per noi, che abbiamo investito moltissimo negli anni scorsi. Ora a farci soffrire di più è il calo della domanda e la difficoltà del credito, per il quale ci vorrebbe una garanzia statale», commenta a sua volta Silvio Albini, consigliere delegato del cotonificio Albini. Drastica nel giudizio la voce dell'agricoltura affidata a Josè Rallo, responsabile controllo gestione del gruppo vinicolo Donnafugata. «Detassare gli investimenti in macchinari non è la decisione più mirata in questo momento dell'economia. Non credo che la utilizzeremo e non penso che in generale possa dare una spinta al sistema imprenditoriale in crisi. Funziona per chi va bene, oggi una minoranza, mentre l'emergenza vera è la liquidità delle aziende, ormai a zero». Un tasto, quello della liquidità, su cui insiste anche Pietro Nicolazzi, amministratore delegato della Ht-Mur di Brescia, attiva nella produzione di presse per prodotti plastici. «Credo che in altri momenti sarebbe stato un provvedimento di enorme successo, come del resto lo erano state la Tremonti Uno e la Tremonti Bis. Con i cali di fatturato che abbiamo registrato in questo periodo penso che pochi ne potranno beneficiare appieno perchè il problema della mancanza di liquidità è generalizzato». Più convinti degli effetti del provvedimento sono invece Riccardo Comerio, presidente di Assocomplast e amministratore delegato della Comerio Ercole di Varese, e Sandro Salmoiraghi, presidente di Acimit e della Salmoiraghi di Monza, attiva nelle macchine tessili. «Il provvedimento – dice Comerio – risponde alle richieste che avevamo espresso nell'ambito di Federmacchine. Il nostro giudizio è quindi positivo, anche se bisogna vedere come risponderanno i nostri clienti italiani. è certamente uno strumento utile per chi oggi ha risorse da investire, considerando che fare profitti in questo periodo di crisi globale non è poi così scontato. In questo senso ritengo che il decreto potrà sbloccare o anticipare decisioni di investimento già prese, progetti nel cassetto che aspettavano tempi migliori». «Si trattadi un'iniziativa importante –aggiunge Salmoiraghi – che senz'altro andràa beneficio non solo di chi i beni strumentali li produce, ma anche di chi li utilizza ed è interessato a rinnovare il proprio parco tecnologico. Il che potrebbe andare a vantaggio anche degli utilizzatori finali, che troveranno sul mercato prodotti qualitativamente migliori e a minor prezzo». L'orgoglio dell'impresain tempi duri traspare anche dalle parole di Giuseppe Colaiacovo, presidente della Sirci Gresintex (tubi) e vicepresidente del gruppo Colacem ( cemento), quando spiega: «Investirò in macchinari all'avanguardia per nuovi prodotti. La Sirci Gresintex è una recente realtà del gruppo, produce tubi in plastica, autopulenti, antisismici. Siamo in crescita, in un settore che ha buone potenzialità di sviluppo. Ma attenzione: è altrettanto fondamentale sbloccare finalmente i pagamenti della pubblica amministrazione», per ridare ossigeno alle aziende alle prese con il credito difficile. Giuseppe Pasini presidente dell'associazione di categoria Federacciai e presidente della Feralpi Holding di Lonato (Brescia), rimarca a sua volta che «per realtà capital intensive come le acciaierie, la Tremonti ter va sicuramente nella direzione giusta. Certamente, se consideriamo le difficoltà estreme che tutti gli imprenditori stanno vivendo, quello che finora è stato fatto non è sufficiente, ma diamo atto al governo di aver dato un segnale di buona volontà. Per uscire dalla crisi – aggiunge l'imprenditore bresciano –e rimettere in pista il manifatturiero italiano bisognerebbe far ripartire i progetti infrastrutturali, poiché dietro leinfrastrutture vive l'universo delle imprese». «Un provvedimento molto interessante, che può essere molto utile. Noi avevamo appena deciso di far ripartire gli investimenti per la nuova sede logistica e la Tremonti ter sarà un incentivo in più», commenta Ernesto Bracalente, amministratore unico di Bag (calzature Nero Giardini). «Ma quello che servirebbe davvero è l'abolizione dell'Irap, una tassa che penalizza chi vuole creare nuovi posti di lavoro. Poi bisogna semplificare l'iter per accedere ai fondi sulla formazione, che resta l'investimento migliore che un'azienda possa fare, soprattutto in tempi di crisi». Sul tema dell'Irap interviene anche Roberto Gavazzi, amministratotre delegato del gruppo Boffi, specializzato nella realizzazione di bagni e cucine di alta gamma. «La Tremonti ter è uno stimolo in più ed è sicuramente meglio della versione precedente perchè punta su cose più produttive ed evita la speculazione. Ma in questo momento di calo pesante non credo che sia particolarmente utile. Le aziende ora hanno bisogno di ossigeno e questo viene più da provvedimenti di tipo fiscale: avrei visto meglio un intervento sull'Irap, un'anomalia del nostro sistema perchè si paga comunque, anche se i risultati sono negativi. In questa situazione servirebbe una riforma complessiva del welfare su uno schema come quello danese, che dà maggior flessibilità alle aziende ma con una forte tutela dei disoccupati». Sergio Sassi, amministratore delegato di Emilceramica, analizza il quadro con queste parole: «Per noi l'innovazione è tutto. Avevo già programmi di investimenti in nuovi macchinari e la detassazione decisa nel decreto capita nel momento giusto. Rispetto al passato facciamo meno investimenti e più mirati, per tenere sotto controllo i conti e restare competitivi. Ma è difficile, per un settore che esporta circa il 70%, quando negli altri Paesi ci sono dazi e barriere che pesano dal 30% in su sui costi». Franco Cesarini, amministratore delegato di Aviogei airport equipment (logistica aeroportuale), non ha problemi con i dazi, ma con le banche sì. «Avevo già in programma alcuni investimenti. Ben venga la detassazione. Ma le imprese soffrono per mancanza di commesse, per i pagamenti che non arrivano. Quando si prospetta una fornitura, ci si chiede se arriveranno i soldi. è la certezza dei pagamenti la difficoltà maggiore: le grandi stanno mettendo in difficoltà le piccole. E le banche non finanziano a sufficienza». «La Tremonti ter male non fa ma non posso dire che cambi il mondo. Non è certo la chiave di volta per modificare la situazione. Il vero sacco di pietra sulle spalle delle aziende sono la mancanza di infrastrutture e la burocrazia», rimarca Piero Gandini, presidente di Assoluce e amministratore delegato del gruppo Flos. «Le prime cose da fare sono la riforma della spesa pubblica e quella delle pensioni: a forza di rimandare tutto, finirà che questo paese uscirà dalla crisi meno preparato degli altri: ancora una volta avremo perso una buona occasione». Così in presa diretta il mondo delle imprese: certe che il sistema Italia ce la farà, ma non senza impegno, idee, passione e progetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA MISURE FISCALI Ernesto Bracalente (Bag) e Roberto Gavazzi (gruppo Boffi) «La detassazione sarà utilizzata, però in questo momento era meglio intervenire sull'Irap» I DUBBI DI HI-TECH E TURISMO Alberto Tripi (Almaviva) e Andrea Giannetti (Assotravel): nel testo del decreto manca l'innovazione tecnologica, da inserire in fase di conversione Tra politiche di rilancio e controllo dei saldi. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti REUTERS

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Gli armatori: la burocrazia costa 100mila euro a nave (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-03 - pag: 23 autore: Attività marittima. L'allarme di Nicola Coccia (Confitarma) Gli armatori: la burocrazia costa 100mila euro a nave Raoul de Forcade ROMA «L'Italia sta finalmente venendo fuori dal tunnel: diversi indicatori, in particolare di alcune merci, ci dicono che si sta uscendo dalla crisi». A sottolinearlo, davanti a una platea di armatori, è stato ieri il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che ha annunciato, poi, come anche la privatizzazione di Tirrenia sia «un'emergenza che sta arrivando a una possibile soluzione, che ritengo accettabile ». All'assemblea di Confitarma, svoltasi a Roma nell'ambito della 48 ore del mare, Matteoli ha illustrato gli obiettivi del dicastero in campo marittimo, accogliendo alcune richieste degli armatori. Ma ha respinto la proposta del presidente della confederazione, Nicola Coccia, di creare, sulle orme della riforma francese (che ha istituito un segretariato generale e un comitato interministeriale del mare), un nuovo modello organizzativo del comparto. Un'agenzia del mare composta da «una giunta snella, per coordinare le azioni necessarie alle diverse istanze amministrative marittime in tema di controllo, valutazione e innovazione; e un consiglio che riunisce le competenze storicamente facenti capo a vari ministeri».L'ipotesi non è piaciuta a Matteoli, che preferisce sia un unico ministro a occuparsi del mare e della rete di trasporto terrestre. Invece, di fronte all'allarme lanciato da Coccia sulle «lentezze burocratiche che costano all'armatore italiano più di 100mila euro a nave», il ministro ha detto di avere già incaricato i suoi uffici di lavorare per «superare simili assurdità ». In tema di crisi, il leader di Confitarma ha chiarito che, nonostante tutto, in un anno «la nostra flotta è cresciuta del 4% e siamo tredicesimi al mondo. Il numero degli occupati è aumentato del 3%». Per quanto riguarda la privatizzazione Tirrenia, Coccia ha proposto un'alleanza operativa fra le Regioni interessate alle società territoriali di Tirrenia e i privati con l'avvio di un tavolo permanente di confronto Regioni-Confitarma. Il ministro ha affermato che la soluzione può essere vicina, visto gli esiti positivi degli ultimi incontri con sindacati e Regioni. Ma, ha aggiunto, «bisogna fare una gara al più presto, perché il 31 dicembre scade il termine della privatizzazione ». Peraltro Enrico Pujia, direttore del ministero dei Trasporti, ha ricordato che «su alcune delle linee regionali, Tirrenia arriva ad accumulare perdite per 10- 12 milioni di euro l'anno». Ma sul progetto pesa la frenata della Regione siciliana. Sardegna, Toscana e Campania sono state concordi nel sottolineare che su Saremar, Toremar e Caremar occorre una due diligence per determinare il reale valore delle società; e procedere, poi, con gare a doppio oggetto, per mettere sul mercato, da un lato, il capitale e gli asset, dall'altro i servizi delle regionali. Così le Regioni potrebbero conservare una quota di capitale nelle società. E i privati avrebbero un regime concessorio con limiti precisi (l'ipotesi più gradita sarebbe sei anni). Ieri, però, dopo una riunione tecnica al ministero, i vertici della Regione siciliana hanno detto che «non c'è stato alcun passo avanti rispetto alle richieste della Sicilia su Siremar». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ritorno nelle case distrutte e bruciate per recuperare quel poco che è rimasto (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ritorno nelle case distrutte e bruciate per recuperare quel poco che è rimasto VIAREGGIO - Sfiora le macerie con la mano. Poi si piega appena sulle ginocchia, a raccogliere l'orsacchiotto impolverato. Cristina, canottiera bianca, capelli biondi, è cugina della famiglia Piagentini, che ha perso nella tragedia due bambini. Insieme a Serena, anche lei cugina, raccoglie i pezzi di una serenità che non c'è più. Intorno a loro i vigili del fuoco si danno da fare per riempire gli scatoloni. Qui ci sono i sandalini gialli per il mare, là i peluche di Luca, Lorenzo e Leonardo. Su quel che resta dei davanzali sono spuntati dei mazzi di fiori. Immagini dall'inferno, dalle prime ore del mattino fino a sera. Con i vivi determinati a tornare nelle case che non ci sono più. Ieri i sopravvissuti sono stati fatti entrare tra le macerie per recuperare quel poco che è rimasto delle loro cose. Nella strada-famiglia, come la chiama Antonella Cosci, che col marito Paolo Crivello abitava al 30 di via Ponchielli. Nella prima alba da sfollati Antonella e Paolo hanno pagato l'ultima rata del mutuo decennale con il quale hanno costruito ex novo l'abitazione oggi distrutta. «Abbiamo fatto tanti sacrifici. Stretto i denti. Lottato per poter tirar su la mansarda, pagato 24mila ero sull'unghia per il condono della corte che abbiamo chiuso. E ora il piano di sopra sembra bombardato: è tutto sfondato, sono scoppiate le pareti». Antonella e Paolo sono salvi grazie alla mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. Nel carrello del supermercato trasformato per l'occasione marito e moglie hanno raccolto un po' di vestiti, ammucchiati dentro un lenzuolo, qualche prezioso, l'album delle foto. «Voglio vedere. Voglio vedere casa mia». La signora Maria Ademia Germani, quando riesce a mettere in un carrello le poche cose raccolte, è esausta perché anche ora c'è da combattere con la burocrazia: tra il sequestro di tutta la zona da parte della Procura, la polizia inflessibile nel far rispettare i sigilli, i vigili del fuoco ad affrontare l'urto del dolore, si fanno le due sotto il sole prima che sia chiaro che due persone per famiglia possono accedere alle abitazioni, accompagnate, e munite di caschi che ciascuno si arrangia a procurarsi perché non ce ne sono. Giovanna Bianchi esce carica di bagagli dal civico 21. In una mano tiene un «trasportino» per piccoli animali. E' quello di Thelma, gatta di cinque anni «che i vigili del fuoco hanno portato dal veterinario a Lido di Camaiore. E' tutta sbruciacchiata». Anche lei non si sa se ce la farà. Donatella Francesconi 03/07/2009

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Via Roma, legalità e arte per riqualificare il quartiere (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Via Roma, legalità e arte per riqualificare il quartiere Agenzia di sviluppo: informazioni su leggi e mostre Via Roma si avvia a diventare, sempre di più, un laboratorio sperimentale in cui cultura e arte fanno da ponte tra la tradizione e il nuovo, spesso multietnico, che avanza. L'Agenzia di sviluppo quartiere Roma, aperta da mesi ormai al numero 208, comincia a scoprire le sue carte. Due nuovi sportelli, per due nuovi servizi, che ambiscono ad inserirsi in un mosaico di iniziative tutte mirate alla riqualificazione e alla rigenerazione della zona. I nuovi servizi parlano ai cittadini di legalità e cultura. Legalità, nel senso che l'Agenzia si trasformerà in un punto informativo in cui tutti potranno avere delucidazioni sulle leggi vigenti, diritti, doveri, consuetudini inerenti alle questioni quotidiane. A partire dalle contravvenzioni per arrivare ai contratti alle badanti. Informazioni, insomma, su come muoversi nei meandri della burocrazia italiana, per diventare cittadini perfetti e consapevoli, a discapito della nazionalità. Di questo sportello, che funzionerà su appuntamento (il giovedì dalle 10 alle 12 - contattare prima l'Agenzia, n. 0523-335280), si occuperà l'avvocato Michaela Oddi. Spiega: «Verranno fornite, a seconda delle esigenze dell'utenza, coordinate generali sui vari aspetti della legalità italiana: permessi di soggiorno, contratti alle badanti, impugnazione di bollette, multe, questioni condominiali. Indirizzeremo le persone agli enti e alle persone competenti». Di tutt'altro sapore, invece, lo sportello cultura, che già guarda ad un grande progetto in cantiere per il prossimo autunno: si chiamerà Musa e si occuperà di trasformare i negozi sfitti di via Roma in micro gallerie d'arte. Senza distinzione di stili: arte contemporanea internazionale in tutte le sue espressioni dal fumetto alla video arte, senza tralasciare pittura, scultura, grafica, design e musica. «In previsione di Musa, già da ora ogni mercoledì dalle 16 alle 18, lo sportello sarà aperto con una operatrice a disposizione dei creativi interessati", spiega Francesco Bergonzi, referente dell'Agenzia. L'obiettivo dello sportello cultura è amplificare la vocazione creativa del quartiere, rendendola visibile e mettendo in relazione con essa tutti i protagonisti locali, attraverso eventi, performance, mostre e istallazioni. Le due iniziative ben si inseriscono dei piani dell'assessorato Cultura e di Piacenza Sicura. «Si inseriscono in un quadro di interventi per la riqualificazione della zona, questa agenzia offre uno strumento snello di lavoro per risolvere le problematiche e promuovere il rilancio», ricorda Renza Malchiodi, Piacenza Sicura. «L'esperienza che si sta effettuando qui sta dimostrando che l'arte e la cultura possono davvero iniziare a trasformare un quartiere, riscattandolo dalle sue criticità», aggiunge l'assessore Paolo Dosi. Nel frattempo si segnalano due appuntamenti: il 7 luglio Musica ai Giardini e stasera De Gustibus, degustazione di prodotti realizzata grazie ai commercianti dalla via. Ilaria Molinari 03/07/2009

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folgorato a 15 anni: una morte ancora senza colpevoli (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 9 - Empoli Folgorato a 15 anni: una morte ancora senza colpevoli Le udienze passano da un rinvio all'altro, tra burocrazia e cavilli E lo strazio dei genitori aumenta PONTEDERA. Tommaso Bonaccorsi (di Pontedera) aveva solo 15 anni quando morì folgorato mentre stava giocando all'esterno di un ristorante a Santa Luce. Sono trascorsi più di sei anni dalla sua morte - la tragedia risale al maggio 2003 - e il processo di primo grado, che si sta svolgendo in tribunale a Pisa, è ancora lontano dalla sentenza. Uno strazio senza fine per i genitori, sempre presenti a ogni udienza. Ogni volta che varcano la soglia del tribunale, per loro si acuisce un dolore che mai finirà, anche quando avranno saputo la verità sulla morte del loro figlio. Ma almeno al dolore si accompagnerà la chiarezza su una storia, una morte, che anche a distanza di anni resta assurda. L'ultima volta il processo è stato rinviato di alcuni mesi (cioè a novembre), in quanto uno degli avvocati degli imputati era stato in Messico e non poteva partecipare all'udienza per precauzione, visto l'allarme causato dall'influenza suina. L'iter del processo per accertare le responsabilità della morte di Tommaso è emblematico delle lentezze della giustizia e di come, negli anni, poco o niente sia stato fatto per evitare certe storture. Burocrazia e cavilli vengono prima di tutto. Anche di una vita spezzata a soli quindici anni. Lo dicono i fatti. Il processo di primo grado è iniziato a Pontedera, dopo una lunga fase di indagini perizie e controperizie, nel novembre 2006. Udienza aperta e chiusa in tribunale a Pontedera, dove era stato "spedito" il fascicolo. La tragedia avvenne a Santa Luce. Così, alla prima udienza, sia il pubblico ministero che gli avvocati giocarono la carta dell'incompatibilità per territorio. Santa Luce si trova sotto il tribunale di Pisa. Il giudice monocratico al quale era stato assegnato il fascicolo rimandò gli atti al tribunale, perché potesse essere fissata una nuova udienza. Non più nella sede di provincia, ma a Pisa. Per la morte di Tommaso Bonaccorsi sono finiti a giudizio Girolamo Pugliese, di Riparbella, titolare del ristorante "L'Incontro" di Santa Luce, luogo della tragedia. Con il ristoratore sono alle sbarre anche Pier Giorgio Ripellino, residente in provincia di Torino, Luciano Cocchi, di Prato, Paolo Fiochi, di Livorno. Questi ultimi tre sono dipendenti dell'Enel dell'area di Livorno, che secondo la magistratura avrebbero dovuto vigilare sulla linea elettrica che passa ad Acquabona. Quella che ha ucciso Tommaso. Lo studente, infatti, quella sera, giocava con gli amici all'esterno del ristorante quando con il flessibile di una doccia, trovato tra i rifiuti toccò un cavo della corrente. Il terrapieno, su cui si trovava il parcheggio del ristorante, era arrivato, dopo continui riporti di terreno, troppo vicino alla linea elettrica, a meno di un metro e mezzo di distanza, e questo provocò la morte del quindicenne. L'inchiesta ha accertato che c'erano stati ripetuti scarichi di terreno effettuati abusivamente, riducendo così la distanza con i fili della corrente, mentre la normativa parla di una distanza minima di sicurezza di circa 6 metri. Ma tutti gli interrogativi successivi alla tragedia di fatto non hanno avuto risposte. (S.C.)

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via ponchielli, ritorno all'inferno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Donatella Francesconi Via Ponchielli, ritorno all'inferno Carrelli del supermercato e sacchi per recuperare le cose essenziali Solo due persone per ogni famiglia, accompagnate e con il casco, hanno avuto il permesso di entrare nelle loro abitazioni VIAREGGIO. Sfiora le macerie con la mano. Poi si piega appena sulle ginocchia, a raccogliere l'orsacchiotto impolverato. Cristina, canottiera bianca, capelli biondi, è cugina della famiglia Piagentini che ha perso nella tragedia due bambini. Insieme a Serena, anche lei cugina, raccoglie i pezzi di una serenità che non c'è più. Intorno a loro i vigili del fuoco si danno da fare per riempire gli scatoloni. Qui ci sono i sandalini gialli per il mare, là i peluche di Luca, Lorenzo e Leonardo. Su quel che resta dei davanzali sono spuntati dei mazzi di fiori. Immagini dall'inferno, dalle prime ore del mattino fino a sera. Con i vivi determinati a tornare nelle case che non ci sono più. Nella strada-famiglia, come la chiama Antonella Cosci. Che, insieme al marito Paolo Crivello, abitava al civico 30 di via Ponchielli. Nella prima alba da sfollati Antonella e Paolo hanno pagato l'ultima rata del mutuo decennale con il quale hanno costruito ex novo l'abitazione oggi distrutta. «Abbiamo fatto tanti sacrifici. Stretto i denti. Lottato per poter tirar su la mansarda, pagato 24mila euro sull'unghia per il condono della corte che abbiamo chiuso. E ora il piano di sopra sembra bombardato: è tutto sfondato, sono scoppiate le pareti». Antonella e Paolo sono salvi grazie alla mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. «C'era un nuvolone davanti casa - ricorda Antonella - che arrivava a forza, veniva avanti rotolando. Sopra di noi cadevano da ogni parte pezzi di materiale incandescente che sfondavano i tetti delle altre case. Ho pensato ad un attacco missilistico». Nel carrello del supermercato trasformato per l'occasione marito e moglie hanno raccolto un po' di vestiti, ammucchiati dentro un lenzuolo, qualche prezioso, l'album delle foto. «Voglio vedere. Voglio vedere casa mia». La signora Maria Ademia Germani, quando riesce a mettere nel carrello le poche cose raccolte, è esausta. La prima volta che l'abbiamo incontrata erano da poco passate le dieci del mattino e ripeteva: «Voglio vedere. Voglio vedere casa mia. Ma qui non si mettono d'accordo». Già, perché tra tutte le possibili emergenze cui fare fronte, solo i vigili del fuoco sembrano aver pensato - allestendo un camion-punto di comando - che gli sfollati della zona più martoriata avrebbero avuto bisogno di tornare tra le quattro mura che una volta erano "casa". E così, tra il sequestro di tutta la zona da parte della Procura, la polizia inflessibile nel far rispettare i sigilli, i vigili del fuoco ad affrontare l'urto del dolore, e le infinite necessità della burocrazia si fanno le due sotto il sole prima che sia chiaro che due persone per famiglia possono accedere alle abitazioni, accompagnati, e muniti di caschi che ciascuno si arrangia a procurarsi perché non ce ne sono. I genitori di Donatella Baldi, medico dell'ospedale Versilia, sono arrivati da Firenze. Composti, gentili, non si sottraggono alle domande e attendono per ore che tocchi a loro mettere piede tra le macerie. «La cucina e due camere sono intatte», raccontano al ritorno: «Ma al piano di sopra non si accede perché la scala è bruciata». Donatella non è a Viareggio. è a Milano, dove non molla un solo minuto Marco Germani, il fidanzato, ricoverato con il 35% del corpo ustionato. I due ragazzi, raccontano i vicini, «erano orgogliosi della loro casa». Vero, confermano mamma Lucia e papà Andrea: «Avevano anche chiamato l'arredatore...». Giovanna Bianchi esce carica di bagagli dal civico 21. In una mano tiene un "trasportino" per piccoli animali. è quello di Thelma, racconta, gatta di cinque anni «che i vigili del fuoco hanno portato dal veterinario a Lido di Camaiore. è tutta sbruciacchiata. Per capire se ce la farà dobbiamo aspettare una decina di giorni». La gabbietta passa di mano: la vicina ha ancora una gatta da recuperare tra le pareti della casa in precario equilibrio. Poco più in là, un agente della polizia municipale accartoccia una scatola da scarpe: dentro ci sono una serie di documenti di identità. E nessuno può dire se serviranno ancora ai legittimi proprietari.

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LE POSTE? NON CAMBIANO Burocrazia e pochi servizi (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 336 LE POSTE? NON CAMBIANO Burocrazia e pochi servizi --> Ringrazio Mauro Lattanzio, responsabile della Comunicazione di Poste Italiane per la sua tempestiva risposta alla mia lettera. Ma sarebbbe stato più cortese se ci avesse spiegato per quale motivo sono state rimosse le buche per le lettere da me elencate, mentre sono rimaste quelle che lui cita. Forse Lattanzio non conosce le distanze fra via Castiglione, via Gioia e via Famagosta (che sta a Pirri) o via Dante. La gestione burocratica è sempre stata una caratteristica di Poste Italiane, il servizio all'utenza un optional. Figurarsi ora che possono svolgere attività bancaria. Basti pensare alle raccomandate non consegnate, che gli interessati devono ritirare nell'Ufficio di zona: un'ora di attesa è il minimo, però i titolari di conto corrente hanno la precedenza! Frequento gli uffici postali da quasi cinquanta anni, anche per lavoro. L'efficienza e la rapidità dei servizi sono sempre legati alla efficienza, rapidità e cortesia dei singoli addetti. Mentre le Poste sono da sempre schiave di regolamenti e procedure antiquate e lunghe, se non assurde. Che Dio ci salvi dal bisogno di andare in un ufficio postale. Emanuele Fuccella - Cagliari

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Matteoli: (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Matteoli: «La crisi è oltre,pronta la riforma dei porti» la 48 ore del mare Coccia: agli italiani il comando della missione internazionale anti-pirati dal nostro inviato Roberto Scarcella Roma. È stata una giornata all'insegna della fiducia per il ministro dei Trasporti Altero Matteoli: quella che è corso a votare in Parlamento sul decreto sicurezza - limitando a poche decine di minuti la sua visita alla 48 Ore del Mare - e quella che ha voluto a infondere agli armatori. Parole chiare, inequivocabili, che fanno il paio con la «ripresa» illustrata martedì, in apertura di convegno, dall'armatore napoletano Angelo D'Amato. «Stiamo venendo fuori dal tunnel - ha detto il ministro -. Alcuni importanti indicatori, in particolare di alcune merci, ci dicono che si sta ormai uscendo dalla crisi». Una boccata di ossigeno puro, seguita da un'altra dichiarazione di quelle pensate per alzare il morale, ovvero:«Penso che la crisi si rivelerà positiva per la portualità», in termini di riorganizzazione, in primis. Ma non solo. E questo Matteoli lo sa a tal punto da pronunciare le fatidica frase «la riforma dei porti è pronta». «Ho già esposto al Senato le linee generali della riforma; e la voglia di partecipazione da parte dell'opposizione fa davvero ben sperare. A questo punto potremmo chiedere la "legislativa" per accelerare il tutto» ed evitare il dibattito in aula. Sette i punti fondamentali: il completamento dell'autonomia finanziaria delle Autorità portuali; la definizione dei rapporti tra gli organi delle Authority e la valorizzazione della governance; la semplificazione delle procedure di approvazione dei piani regolatori portuali e delle loro varianti; lo sviluppo delle connessioni intermodali; l'offerta di servizi caratterizzati da efficienza ed economicità; la modernizzazione del sistema di assegnazione delle concessioni demaniali di aree dedicate alle operazioni in porto; la semplificazione delle procedure riguardanti i dragaggi dei fondali. Tempi brevi, quindi, con la benedizione del presidente di Confitarma Nicola Coccia, che, sulla questione del riassetto organizzativo del comparto marittimo, prova a tirare per la giacca, senza successo, il ministro. Gli armatori vorrebbero ricalcare le orme dei francesi, che con il segretariato generale e il comitato interministeriale del mare hanno trovato «una giunta e un consiglio capaci di dare impulso alle diverse istanze amministrative e riunire le competenze di più ministeri». Coccia sognava un'agenzia del mare con un referente unico, il ministero dei Trasporti. Finché su quella poltrona ci sarà Matteoli, difficilmente la vedrà nascere. Altre proposte e analisi di Confitarma hanno invece convinto Matteoli: a cominciare dalla volontà di evitare malintesi su una eccessiva virtuosità ambientale che si trasformerebbe in un boomerang, favorendo altri Paesi o sistemi di trasporto più inquinanti. Sintonia, tra Coccia e Matteoli, anche sulle lungaggini burocratiche, che costano in termini di tempi e soprattutto costi: «Il peso della burocrazia per le imprese italiane ammonta a 16,6 miliardi, pari a l'1,1% del pil, con una spesa media per azienda di 12.000 euro - ha detto Coccia -. Ma per il comparto marittimo i costi medi sono di gran lunga più ingenti». «Nel caso di presa in consegna di una nuova unità costruita all'estero - ha continuato - le lentezze burocratiche costano a un armatore italiano più di 100.000 euro a nave». Lo snellimento delle regole è già nell'agenda del ministro, che ha «dato incarico agli uffici del dicastero di lavorare per superare simili assurdità». Confitarma ha poi illustrato un quadro dello shipping italiano visto come più che positivo se contestualizzato in un «quadro generale che vede riduzioni delle esportazioni di beni e servizi (-21%), aumento della disoccupazione (+8,4%) e una netta diminuzione degli investimenti (-12,7%)». «In un anno la nostra flotta è cresciuta del 4% e siamo tredicesimi al mondo con un aumento di occupati del 3%. Impieghiamo 50.000 addetti diretti e trainiamo un comparto che, con l'indotto, dà lavoro a più di 400.000 persone. Inoltre, i recenti investimenti hanno consentito un netto ringiovanimento del nostro naviglio che per il 57% ha oggi meno di dieci anni». Ma non c'è solo la crisi da contrastare. Oggi a preoccupare gli armatori c'è anche la pirateria. «I traffici marittimi che passano per il golfo di Aden (22 mila transiti all'anno, di cui 2 mila sono unità controllate da italiani) sono una grande tentazione per la pirateria - ha ricordato Coccia -. La soluzione migliore sarebbe dare il comando operativo delle missioni internazionali alla Marina italiana». scarcella@ilsecoloxix.it 03/07/2009

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Gli sfollati nelle case distrutte (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-07-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Mantova, La)

Argomenti: Burocrazia

Gli sfollati nelle case distrutte Insieme ai vigili del fuoco a riempire scatoloni di Donatella Francesconi VIAREGGIO. Sfiora le macerie con la mano. Poi si piega appena sulle ginocchia, a raccogliere l'orsacchiotto impolverato. Cristina, canottiera bianca, capelli biondi, è cugina della famiglia Piagentini, che ha perso nella tragedia due bambini. Insieme a Serena, anche lei cugina, raccoglie i pezzi di una serenità che non c'è più. Intorno a loro i vigili del fuoco si danno da fare per riempire gli scatoloni. Qui ci sono i sandalini gialli per il mare, là i peluche di Luca, Lorenzo e Leonardo. Su quel che resta dei davanzali sono spuntati dei mazzi di fiori. Immagini dall'inferno, dalle prime ore del mattino fino a sera. Con i vivi determinati a tornare nelle case che non ci sono più. Ieri i sopravvissuti sono stati fatti entrare tra le macerie per recuperare quel poco che è rimasto delle loro cose. Nella strada-famiglia, come la chiama Antonella Cosci, che col marito Paolo Crivello abitava al 30 di via Ponchielli. Nella prima alba da sfollati Antonella e Paolo hanno pagato l'ultima rata del mutuo decennale con il quale hanno costruito ex novo l'abitazione oggi distrutta. «Abbiamo fatto tanti sacrifici. Stretto i denti. Lottato per poter tirar su la mansarda, pagato 24mila ero sull'unghia per il condono della corte che abbiamo chiuso. E ora il piano di sopra sembra bombardato: è tutto sfondato». Antonella e Paolo sono salvi grazie alla mansarda per la quale hanno tanto combattuto con la burocrazia: al momento dello scoppio del Gpl sono saliti sul tetto e da lì hanno raggiunto un punto della strada sicuro. Nel carrello del supermercato trasformato per l'occasione hanno raccolto un po' di vestiti, ammucchiati dentro un lenzuolo, qualche prezioso, l'album delle foto. «Voglio vedere. Voglio vedere casa mia». La signora Maria Ademia Germani, quando riesce a mettere in un carrello le poche cose raccolte, è esausta perché anche ora c'è da combattere con la burocrazia: tra il sequestro di tutta la zona da parte della Procura, la polizia inflessibile nel far rispettare i sigilli, i vigili del fuoco ad affrontare l'urto del dolore, si fanno le due sotto il sole prima che sia chiaro che due persone per famiglia possono accedere alle abitazioni, accompagnate, e munite di caschi che ciascuno si arrangia a procurarsi perché non ce ne sono. Giovanna Bianchi esce carica di bagagli dal civico 21. In una mano tiene un "trasportino" per piccoli animali. è quello di Thelma, racconta, gatta di cinque anni «che i vigili del fuoco hanno portato dal veterinario a Lido di Camaiore. è tutta sbruciacchiata».

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(sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa «La crisi può essere benefica per avviare un processo di aggiustamento del sistema. Occorre consentire i flussi di credito a imprese e famiglie per affrontare l'ultimo miglio di questo difficile momento economico. La differenza tra il Pdl e il centrosinistra è che noi mettiamo al centro dell'azione di governo la persona. Il Pdl si caratterizza come un movimento conservatore dei valori della tradizione e modernizzatore degli strumenti». Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, interviene al Forum de Il Tempo, con un discorso a tutto campo e con particolare attenzione alla mission politica del Pdl, alla sua portata innovativa. Oggi all'Auditorium Parco della Musica si terrà il convegno dal titolo «La persona prima di tutto», di presentazione del Libro Bianco sul nuovo modello sociale. Sacconi ne anticipa le tematiche. In questo momento di crisi economica cosa significa porre al centro la persona come lei fa nel Libro Bianco? «Non è retorico, in un momento di grandi cambiamenti come questo, fare riferimento ai valori. Noi siamo nel vivo di una grande transizione e le nostre società insicure hanno bisogno di stelle polari di riferimento. Occorre allora l'azione credibile quotidiana ma anche l'indicazione di un verosimile punto di arrivo». È nei valori la differenza tra il Pdl e il centrosinistra? E quali? «Se chiedete a uno di noi chi siamo, vi risponde «Siamo quelli che mettono al centro la persona». La centralità della persona non è né retorica né scontata. È importante affermarla in un Paese dove per molti essa è stata sostituita dalla centralità della classe o del partito. Nella nostra società e nelle nostre istituzioni si sono diffuse molte autoreferenzialità che hanno negato come la persona debba essere il fine ultimo di ogni azione umana. Se guardiamo alla instabilità dei mercati finanziari e alla caratteristiche di molti intermediari vediamo come l'autoreferenzialità è all'origine di molte devianze e dell'affievolimento anche delle società occidentali. Quindi riproporre la centralità della persona significa anche richiamare gli intermediari finanziari a gestire una leva funzionale allo sviluppo e non soltanto alla moltiplicazione della ricchezza. Affermare la centralità della persona significa riconoscerla nelle sue principali proiezioni relazionali e quindi la famiglia, la comunità e l'impresa. Questo significa che, partendo dalla centralità della persona, il Popolo della Libertà si qualifica come un movimento orgogliosamente conservatore dei valori della tradizione e modernizzatore degli strumenti con i quali i valori si applicano nella realtà che cambia». È questa quindi la differenza principale con il centrosinistra? «I nostri avversari si caratterizzano spesso per essere modernizzatori nei valori e conservatori degli strumenti. Sembra cioè che la definizione della vita possa modernizzarsi. I nostri avversari poi però sono assolutamente conservatori quando si tratta di riordinare la sanità della Calabria o della Campania, di cambiare il sistema universitario, di cambiare la scuola dell'obbligo o la scuola superiore. Io invece penso che il PdL si sia caratterizzato per essere un movimento orgogliosamente conservatore dei valori della tradizione e modernizzatore nel modo. Questo è il tema da cui partiamo domani (oggi, ndr) con questa manifestazione popolare, avviando un percorso di riflessione aperto alle altre fondazioni prossime al Popolo della Libertà. Credo che un merito del PdL sia stato quello di risvegliare la coscienza di popolo». La coscienza di popolo non è un valore della sinistra? «La sinistra, che è stata fatta sopravvivere dal colpo di Stato di Tangentopoli, si è via via allontanata dalle sue radici popolari e quel che resta di lei si avvicina sempre di più a certe borghesie ciniche autoreferenziali troppo egoiste per far coincidere l'interesse proprio con quello della Nazione. Noi invece abbiamo risvegliato il popolo interclassista. Il popolo è fatto di lavoratori dipendenti, indipendenti e imprenditori, di persone che nell'arco della loro vita sono state tutte e tre queste cose e che prendono coscienza, grazie al soggetto politico creato da Berlusconi, della loro doverosa egemonia su quelle borghesie. Se vedo quel che resta oggi del vecchio Partito Comunista mi viene da ripensare alle sue radici popolari. Quelle borghesie hanno avuto nella storia più recente di questo Paese, ricorrentemente torto. Questo spiega l'egemonia politico-culturale di quello che viene impropriamente chiamato centrodestra. Invece questo soggetto politico è post destra e sinistra». Quale è la sfida del Pdl? «Il Pdl è portatore di una dimensione più alta della laicità, la forza del PdL è e sarà nella misura in cui sarà capace di superare, attraverso una moderna ridefinzione della laicità, la differenza in politica tra credenti e non credenti. Altrimenti esso fallirebbe come è fallito il Pd su questo terreno. Se ci dividessimo tra credenti e non credenti non saremmo un soggetto nuovo. E questa dimensione più alta della laicità non può non incorporare alcuni principi cristiani. Crediamo quindi che il dopo crisi non potrà che essere un'economia della conoscenza dove farà la differenza la qualità e la quantità del capitale umano. La definizione di economia sociale di mercato si rinnova nella economia della conoscenza. C'è un nesso tra la centralità del valore della vita e la vitalità economica di una società. Noi non troveremo dentro di noi la forza per il colpo di reni che sarà necessario per riprendere a competere dopo la crisi se non daremo valore alla vita e ai valori». Quali temi saranno approfonditi dal convegno? «La manifestazione avvia un percorso di approfondimento, guarderemo in particolare alcuni temi come la sussidiarietà soprattutto nella costruzione di un moderno modello sociale. Approfondiremo il tema della partecipazione dei lavoratori perché pensiamo che sia finita la lotta di classe. Il salario deve essere il frutto di una condivisione di obiettivi e risultati. Questo significa un nuovo rapporto tra capitale e lavoro che esalta la prevalenza del lavoro sul capitale. Ci cimenteremo con il tema del Mezzogiorno. Noi puntiamo su nuove regole del gioco autopropulsive delle aree meridionali e delle loro istituzioni». Come uscirà l'unica area di impresa manifatturiera esistente in Italia, quella della pianura Padana, da questa crisi? «Io credo che il vincolo del debito pubblico è destinato ad essere sempre più stringente. Nei prossimi anni il mercato dei titoli pubblici sarà sempre più competitivo. Noi dobbiamo conservare una robusta affidabilità nei confronti del mercato finanziario che si ottiene bloccando la formazione del debito. Questo vincolo può accelerare percorsi di cambiamento che fino a ieri apparivano difficili da promuovere per le tante resistenze che li accompagnano. Anche il vincolo del debito può diventare un aiuto, la crisi può essere benefica per i processi di aggiustamento strutturale che sono necessari. Io credo molto al federalismo per il Mezzogiorno, perché significa passare a un federalismo responsabile. Questo aiuterà molto anche il nord produttivo, la cui sopravvivenza si realizza se riusciamo a consentire i flussi della liquidità. L'occupabilità dei lavoratori non è solo garantire un reddito, ma anche mantenere le professionalità. Di qui la scelta di diffondere l'uso di ammortizzatori sociali che garantiscono continuità al rapporto di lavoro e se possibile la permanenza di un rapporto operoso con l'impresa». Il ministro Scajola dice che le ore di cassa integrazione prenotate in questi mesi sono state molte di più delle ore poi realmente utilizzate. «Questo è sempre successo e ancora di più succede oggi. Se l'impresa si accinge a un'operazione di negoziato con il sindacato per la cassa integrazione, esagera perché prevede il peggio, poi se il peggio non si realizza uso meno la cassa integrazione». Questo modello del PdL che difende i valori tradizionali fa i conti con l'Europa che di questi valori tradizionali ne vuole sentire parlare ben poco. E che fine ha fatto la battaglia per la difesa della vita che era partita con il caso di Eluana Englaro? «C'è stata una crescente separazione tra molta parte dei popoli europei e il processo di integrazione. Le istituzioni europee sono apparse fredde e gelide burocrazie. Questo conferma che l'Europa è una confederazione di Stati-Nazione. Dobbiamo confidare che i cambiamenti determinati dalla crisi portino l'Europa tutta a dare valore al riequilibrio demografico perché alla base dei valori sul futuro europeo c'è soprattutto il declino demografico. In casa nostra, anche per iniziativa lodevole del capogruppo Cicchitto alla Camera, riparte l'esame del disegno di legge relativo alla regolazione della fine della vita, con la disponibilità del Governo ad accompagnare in Parlamento anche una eventuale rivisitazione di alcuni contenuti soprattutto relativi all'accanimento terapeutico, ma con la ferma volontà di confermare quella parte del provvedimento che corrisponde a una decisione unanime del Consiglio dei Ministri. Sull'idratazione e l'alimentazione il Consiglio dei Ministri ha detto che queste non sono terapie, ma diritti della persona che corrispondono a bisogni vitali e quindi diritti indisponibili, non negoziabili, tanto più quando la persona non è in grado di provvedere a se stessa e quindi su questo punto non sono possibili mediazioni». Torniamo al conservatorismo. Nei giorni passati ci sono state critiche per la distribuzione dei preservativi nelle scuole medie e l'incremento dell'educazione sessuale nelle classi. Cosa ne pensa? «Penso che la scuola debba riconoscere il ruolo della famiglia e non considerarla come una sorta di onere improprio, l'alleanza educativa tra la scuola e la famiglia è fondamentale. Credo che alcuni comportamenti, come la messa a disposizione dei preservativi in alcune scuole, siano diseducativi. Torniamo ai temi economici. Il governo sta valutando la possibilità di un aumento delle risorse per gli ammortizzatori sociali qualora ci fosse un peggioramento della situazione? «Noi garantiamo le risorse necessarie». Dopo il ddl sicurezza come considera il rapporto strategico con la Lega? «La Lega ha avuto il merito di proporre in questi anni con più forza di altri un tema che è in testa alle preoccupazioni di larga parte della popolazione. Ho sempre condiviso l'idea di forme di volontariato utili a presidiare il territorio insieme e in coordinamento con le forze di polizia. Credo che così sarà anche per le forme di volontariato. Credo che una città come Roma potrà avvalersi anche di forme di volontariato che operano in sinergia con le forza dell'ordine. Immaginiamo anche un'unica centrale operativa che sia in grado, anche sulla base dei semplici palmari satellitari, di monitorare il tipo di presidio del territorio che realizzano le polizie statali, la polizia municipale, le polizie private e anche i gruppi di volontariato tra le 19 di sera e le 7 del mattino, realizzando quella normale deterrenza che è data dalla presenza anche se non armata». Che ne pensa del percorso che sta affrontando il Pd? «Va rispettato il loro dibattito interno. Noi dobbiamo sperare che si crei una condizione finalmente nuova per cui finisca quella guerra dei trent'anni che sembra essere coincisa con la vicenda dell'informazione, soprattutto di quella televisiva. Dobbiamo sperare cioè che emerga una classe dirigente che non vuol campare dell'anti-berlusconismo e che si pone invece il problema di essere utile agli italiani, che vuole costruire un'alternativa positiva». Abbiamo di fronte una legislatura che proseguirà fino al termine naturale oppure le tensioni di cui in tutto il mondo si è scritto hanno un fondamento? «La legislatura si avvia senza dubbio a una sua conclusione naturale. L'arma impropria contro Berlusconi si è rivelata spuntata. La società italiana è sempre più vaccinata. Sono stati prodotti danni all'immagine italiana. L'opposizione vuole avere il senso della nazione? La nuova sinistra si produrrà nel momento in cui avrà un senso patriottico».

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CRISI: MARCEGAGLIA, SERVE MENO BUROCRAZIA E PIU' CREDITO (sezione: Burocrazia)

( da "KataWebFinanza" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRISI: MARCEGAGLIA, SERVE MENO BUROCRAZIA E PIU' CREDITO (AGI) - Grosseto, 3 lug. - Burocrazia piu' leggera, piu' facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono e grandi riforme a cominciare da quella delle pensioni: sono questi i fattori che secondo Emma Marcegaglia aiuteranno l'Italia ad uscire dalla crisi. "Io non parlerei ne' di ottimismo ne' di pessimismo rispetto ai tempi di uscita dalla crisi: occorre pragmatismo. Non abbassiamo la guardia e teniamo ferma la barra perche' nessuno ha la piu' pallida idea di quando finira' la crisi, malgrado le previsioni fatte dal Fondo Monetario Internazionale". La Marcegaglia ha parlato anche di green economy come nuova frontiera su cui investire a patto di tenere comunque sott'occhio la bolletta energetica. La presidente di Confindustria e' presente oggi a Grosseto per l'insediamento del nuovo presidente degli industriali grossetani Mario Salvestroni. All'Assemblea generale sono presenti anche il presidente uscente Aristide Giannetti, il neopresidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e il presidente della Camera di Commercio Gianni Lamioni. 03/07/2009 - 12:20

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FRANCESCO MAROLDA Quagliarella al Napoli. Da oggi anche ufficialmente perché, completata la ... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

FRANCESCO MAROLDA Quagliarella al Napoli. Da oggi anche ufficialmente perché, completata la documentazione, finalmente stamattina il contratto d'ingaggio sarà depositato in Lega. Giornate dedicate alla burocrazia, quelle milanesi di Marino. Ma non solo. Il mercato, infatti, non si ferma mai e il digì azzurro ne ha approfittato per mettere il freno a un po' di voci. Roba d'attaccanti. «Cruz? Per l'argentino - ha affermato - il Napoli non è impegnato in alcuna trattativa». «El Jardinero», dunque non è (più) nella lista dei desideri azzurri nonostante Jorge Cysterszpiler, agente di Cruz, più o meno alla stessa ora diceva: «Cruz deciderà lunedì a quale squadra legarsi per i prossimi due anni. E in questo momento Napoli, Fiorentina, Atletico Madrid e Villareal hanno tutte le stesse chanche». Un mezzo giallo, insomma. E liquidato definitivamente anche Pellissier. «La trattiva è chiusa perché quando abbiamo parlato con il giocatore non lo abbiamo trovato entusiasta», ha rispiegato Marino. E Pandev? Su di lui neppure una parola. Segno che la pista è sempre calda. Del macedone ha parlato però Lotito. «La Lazio - ha detto il presidente - non ha messo in vendita nè lui né Ledesma né De Silvestri. I tre vogliono andare via e abbiamo concordato un'uscita a un certo prezzo: se arriva quel prezzo vanno, altrimenti restano». Già, ma qual è il prezzo fissato per il bomber? Quindici milioni pagabili in tre anni: questo avrebbe concordato Lotito con gli agenti di Goran Pandev. Troppi, decisamente troppi, continua a pensare il Napoli, per un calciatore che la Lazio tra un anno, per scadenza del contratto, perderebbe senza ricavarci nulla. «Ma se qualcuno di questi giocatori - ha aggiunto Lotito - pensa di utilizzare la voglia di andar via per fare pressione, lo inchiodo non alla panchina, ma alla poltroncina della tribuna», ha tuonato Lotito. Insomma, messaggio chiaro: chi prova ad andare via a un prezzo più basso finisce in tribuna per tutto il campionato. Comunque sia, resta Pandev la prima scelta azzurra per completare l'attacco della squadra. Le alternative, invece, sono Victor Obinna, ventiduenne nigeriano dell'Inter che piace anche all'Atletico Madrid, per la cui metà il Napoli pagherebbe 4,5 milioni ai nerazzurri e Nicola Pozzi, il 23enne bomber dell'Empoli che ebbe già una sfortunata stagione nel Napoli nel 2004-05. Ieri a Milano l'incontro tra Marino e Tinti, il manager di Pozzi. Un occhio all'attacco e un altro alla difesa. E anche qui la strategia del Napoli è quella dell'attesa. «De Ceglie? La Juventus si è riservata ancora un po' di tempo per decidere se farlo restare a Torino oppure no», ha dichiarato Carlo Pallavicino, uno degli agenti del mancino bianconero. E una ragione c'è. «Fabio Grosso ha parlato con l'allenatore dell'opportunità di partire», ha infatti affermato proprio ieri Jean-Michel Aulas, il presidente del club di Ligue 1. E ha poi aggiunto: «Mi piacerebbe veder arrivare Trezeguet». Insomma, ora può decollare la trattaiva tra Juve e Lione per i due giocatori. E se a Torino arrivasse Grosso, beh, allora per De Ceglie potrebbe diventare conveniente cambiar aria per giocare. Alternativa a De Ceglie potrebbe essere il genoano Francesco Modesto, con Pazienza girato al club di Preziosi. Infine, quest'anno anche il Napoli contribuirà alla raccolta di fondi a sostegno della Fondazione Robert F. Kennedy per la diffusione tra i ragazzi delle scuole superiori del progetto «Coraggio senza confini». Assieme ad altri club prestigiosi il Napoli metterà all'asta su eBay.it due inviti in tribuna per assistere a un importante match accanto al presidente De Laurentiis e per visitare lo stadio prima della gara.

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Dallo alla (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Tutte le iniziative della Cciaa per agevolare le imprese Dallo «Sportello per la legalità» alla «Camera... in Comune» “In assenza di legalità, non vi può essere sviluppo”: è questo lo slogan a cui gli amministratori della Camera di Commercio di Caltanissetta, presieduta da Marco Venturi, si ispirano nel portare avanti la loro attività gestionale. E, in questo contesto e con questa “strategia”, sono stati esitati numerosi provvedimenti amministrativi che hanno lo scopo di rilanciare il territorio nisseno e di portare avanti assieme alle imprese sane e produttive della provincia nissena un percorso di legalità, che si è caratterizzato anche con l'attivazione dello “Sportello per la legalità ” e dell'“Osservatorio per la legalità”. Dalla Camera di Commercio sono state inoltre adottate alcune delibere che, per il nostro territorio, sono davvero innovative: una riguarda la costituzione dell'ente camerale di parte civile nei processi per racket ed usura nei quali gli imprenditori che operano nella provincia di Caltanissetta sono parti offese; un'altra prevede benefici per i titolari di aziende che denunziano alle Forze dell'ordine le estorsioni, il pizzo, il racket e l'usura e che potranno poi usufruire dell'esenzione del tributo camerale per i tre anni successivi. Altro provvedimento importante, che anche è conseguente alla riorganizzazione interna dei servizi, è quello che i fornitori della Camera di Commercio vengono pagati entro e non oltre i quindici giorni successivi alla data di presentazione della fattura: Un “esempio” amministrativo davvero innovativo se si considerano i tempi richiesti molto spesso dalla burocrazia degli enti locali e che è stato, subito dopo, adottato da altre amministrazioni a livello nazionale. Ha avuto inoltre un riscontro positivo l'idea proposta dagli amministratori della Camera di Commercio di attivare in ciascun Comune della provincia uno sportello periferico che consentirà agli imprenditori ed ai commercianti di tutta la provincia di fruire dei servizi attualmente erogati dall'ente camerale senza bisogno di spostarsi dalla sede di lavoro in cui svolgono la loro attività. Sono infatti più della metà – a cominciare dal Comune del capoluogo nisseno – le amministrazioni locali che hanno già deliberato la loro adesione al progetto “ La Camera… in Comune”, che prevede, appunto, l'apertura in ciascun municipio della provincia di uno sportello dove - con un collegamento in rete - sarà possibile effettuare tutte quelle operazioni burocratiche che sino ad ora vengono espletare solo recandosi nella sede camerale del capoluogo nisseno. Un servizio voluto dal presidente della Camera di Commercio dott. Marco Venturi che per i Comuni sarà a costo zero: l'ente camerale infatti per l'attivazione di questo servizio, destinato a favorire le attività degli imprenditori, metterà a disposizione anche dei propri dipendenti. Si tratta di 46 ex contrattisti che attualmente vengono utilizzati a Caltanissetta, e che – appositamente formati e messi in grado di espletare tutte le richieste burocratiche effettuate dagli imprenditori locali – saranno presto trasferiti a questo fine in ciascun Comune della provincia. «La nostra intenzione – ha sottolineato anche il vicepresidente della Camera di Commercio Salvatore Pasqualetto – è quella di procurare sviluppo alle imprese: con questo nuovo servizio infatti i titolari delle aziende che operano in provincia non avranno bisogno di venire a Caltanissetta per il disbrigo delle loro pratiche, ma potranno farlo recandosi nella sede del loro Comune di appartenenza. In questo modo gli imprenditori avranno la possibilità di risparmiare sulle spese che dovrebbero affrontare per raggiungiungere gli uffici del capoluogo ed economizzare anche delle ore di lavoro che potranno così essere destinate alla propria attività aziendale». Altra iniziativa della Camera di Commercio che sta ottenendo una lusinghiera adesione è quella denominata “Azienda sicura” e che ha come obiettivo quello di combattere il racket degli estortori ma anche contrastare furti e rapine: a seguito della formulazione di un protocollo d'intesa sottoscritto, alla presenza del prefetto Vincenzo Petrucci, dal presidente dell'ente Marco Venturi e dai responsabili dei Comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché del questore di Caltanissetta, le aziende e i negozi potranno usufruire di un servizio di videosorveglianza che viene collegato direttamente con le centrali operative dei rappresentanti delle Forze dell'ordine, che sono così in condizione di intervenire immediatamente in caso di tentativi di estorsione o altri reati. A dare la loro adesione sino ad ora sono state una cinquantina di titolari di attività commerciali.

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(sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Valore sociale dell'agricoltura» Pozzi: «Fondamentale la promozione del nostro agroalimentare» Trasformare la nostra storia in opportunità. E' quanto si prefigge Filippo Pozzi, neassossore provinciale all'agricoltura che ha in mente percorsi articolati che integrino il patrimonio enogastronomico con la cultura e l'intrattenimento. E' consapevole Pozzi di come il rapporto con gli agricoltori non si esaurisca comunque nella promozione dei prodotti e infatti mette subito sul piatto un altro obiettivo: «>mettere gli agricoltori nella condizione di lavorare nel migliore dei modi» e quindi meno burocrazia. Pozzi si occuperà di agricoltura ma anche di tutela faunistica e di vigilanza. Un assessorato delicato su cui si concentrano le aspettative del mondo venatorio e le richieste degli ambientalisti. E soprattutto le necessità del mondo agricolo. Prima fra tutte la soluzione del nodo acqua: anche quest'anno, infatti, emergono le croniche difficoltà di reperimento idrico che tutte le estati puntualmente si ripresentano indipendentemente da quanto sia piovuto nei mesi precedenti. Acqua che ha gonfiato pericolosamente canali, torrenti e fiumi per poi andarsene. Come è normale che sia quando non ci sono invasi. Il mondo agricolo spinge da tempo in questa direzione: la Provincia dovrà rispondere. 04/07/2009

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L'assessore più giovane della giunta Pozzi: meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'assessore più giovane della giunta Pozzi: meno burocrazia In agenda incontri con le associazioni agricole Filippo Pozzi con i suoi 32 anni è il componente più giovane della giunta provinciale. A lui il presidente Trespidi ha assegnato la delega all'Agricoltura, Caccia e pesca, un assessorato importante per una attività - quella agricola - fondamentale per l'economia territoriale. Già al lavoro nel suo studio di via Colombo, presso il Palazzo dell'agricoltura, l'assessore racconta volentieri la sua storia personale e la sua esperienza professionale. «Mio nonno - dice - fu uno dei primi soci della Cantina di Vicobarone». Quando si è affacciato alla politica e come si è articolato il suo percorso? «Il mio cammino è tutto all'interno della Lega Nord, dove sono approdato direttamente dopo la maturità scientifica. Ho lavorato - spiega - presso la segreteria politica della Lega Nord in sede a Milano, dove mi sono occupato dei rapporti con gli enti locali. Dal 2003 poi, ho assunto la responsabilità del settore agrolimentare, e fin dal 2001 il ruolo di coordinamento dei Giovani della Lega». Un'esperienza articolata attraverso la quale si sarà costruito un'idea ben precisa del ruolo che l'agricoltura deve avere in un sistema economico e sociale. «L'agricoltura ha un valore sociale che le deve essere riconosciuto anche nel senso di agevolare l'agricoltore, poiché con il suo lavoro egli contribuisce a mantenere l'identità del luogo, valorizzando soprattutto la realtà tipica di Piacenza». Cosa significa per il settore il Palazzo dell'agricoltura? «E' una realtà unica in Italia, che rappresenta una vera risorsa e che dimostra come nella nostra provincia la realtà agricola abbia saputo esprimersi. Questo stesso Palazzo ci offre una vera opportunità per fare bene e per gestire al meglio le leggi, che in realtà questa amministrazione non è chiamata ad emanare direttamente, in quanto il nostro compito è proprio gestire leggi fatte da altri». Quali sono le priorità che intende porsi? «Tra i tanti aspetti che riteniamo prioritari, quello del rapporto con la burocrazia costituisce senz'altro uno dei "pilastri" ai quali vorremmo riferirci innanzitutto. Il nostro obiettivo è infatti soprattutto quello di mettere gli agricoltori in condizioni di lavorare nel migliore dei modi; il che non può voler dire essere "schiacciati" dalla burocrazia. Noi cerchiamo di applicare nella maniera più razionale e vicina alle esigenze delle persone le leggi delle Regioni e dello Stato». Che cosa pensa circa le possibilità di sviluppo dei prodotti agroalimentari del nostro territorio? «Si tratta di un tema di grande rilevanza, al quale vorremmo rispondere attraverso un approccio unitario che ci porterà a lavorare molto con l'assessorato al turismo. Certamente è impensabile ritenere che il rapporto con l'agricoltore si possa esaurire nella promozione dei prodotti, così come nell'attenzione alle tipicità: tuttavia questi sono filoni fondamentali, rispetto ai quali Piacenza dovrà migliorare la sua immagine, proponendo ai turisti anche straneri, percorsi articolati, enogastronomici, ma anche culturali e di intrattenimento». Qual è il punto di forza di questo assessorato? «Probabilmente è la mancanza di pregiudizi. Il fatto di venire da un contesto diverso mi consente di operare scelte in indipendenza, nel solo bene dell'agricoltura piacentina. Anche per questo mi appresto ad affrontare questo lavoro con l'auspicio di trovare una sintesi tra gli attori del sistema, valorizzando le molte potenzialità delle singole realtà». Quali gli appuntamenti in agenda nei prossimi giorni? «Incontrerò tutte le associazioni rappresentative del sistema agricolo: attraverso questo "giro" di presentazione intendo costruirmi una "mappa" del mondo agricolo piacentino, uno strumento importante per affrontare il lavoro dei prossimi anni». Claudia Molinari 04/07/2009

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Un "fallimento" Monumentale (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Un "fallimento" Monumentale burocrazia & (mancati) restauri Smantellate dopo tre anni le impalcature attorno al Ponte. I lavori non sono mai iniziati OLTRE TRE ANNI di ponteggi attorno al Ponte Monumentale. I genovesi avranno pensato: finalmente si ristruttura. Basta alzare gli occhi alla volta del ponte per notarne lo stato, quasi un pericolo pubblico. L'umidità sta disfacendo la materia della struttura e non è più dunque una questione solo estetica. Ebbene in queste ore i ponteggi si rimuovono e così pure i grandi manifesti che reggevano quella pubblicità il cui introito sarebbe servito a restaurare, gratuitamente per l'ente pubblico, il Ponte Monumentale. Smantellato il castello di ponteggi si scoprirà che per tre anni, sotto la velatura delle pubblicità, non è successo niente. Non solo: il ponte malconcio era, impresentabile è diventato. E la sua condizione, in tutto questo tempo passato inutilmente, si è aggravata. Il costo del restauro, circa 650 mila euro, sarebbe stato pagato anno dopo anno incassando i soldi dalla società pubblicitaria Artrade che avrebbe versato al Consorzio "Via Giulia Piccapietra" circa 140 mila euro all'anno. «Fino all'esaurimento del costo del restauro, operazione che oltre il risultato finale di un bene pubblico recuperato, metteva in moto un discreto giro occupazionale. Invece non abbiamo trovato un solo assessore, un solo funzionario che ci ha firmato il via dell'operazione». Così Enzo Bettini, tesoriere del Consorzio che raduna 22 imprese, Uel e Assedil, e che ha per presidente Giancarlo Bonifai e per coordinatore del progetto Lorenzo Romis. Il consorzio aveva firmato un accordo circa cinque anni fa con il Comune per restituire splendore a via XX Settembre. Accordo scaduto qualche mese fa e ora, dato il fallimento del progetto, e l'introito pubblicitario che non è mai stato quello sperato proprio perché l'impresa non è stata avviata, si smonta tutto quanto anche nel timore che Tursi, a questo punto, batta cassa per l'occupazione del suolo pubblico. Interpellato l'assessore Mario Margini dice: «Si trattava di un'opera meritoria che questo consorzio di imprese voleva gestire direttamente attraverso l'onere della pubblicità. La normativa è cambiata. Questa gestione diretta non è più possibile ed era in qualche modo una forzatura anche quando l'accordo è stato siglato. Non abbiamo trovato un solo dirigente che se la sentisse di far partire l'iniziativa». Insomma questo specie di feeling pubblico-privato si interrompe. Nel frattempo è stato speso del denaro da parte del Consorzio non solo per i ponteggi, 2400 euro al mese, ma anche per redigere impegnativi progetti di restauro (che restano nel cassetto) del ponte, che è davvero una struttura in pericolo per un'antichissima tubatura evidentemente non più integra al suo interno e per un rivo non impermeabilizzato che scorre in via Corsica. Insomma una ragnatela di infiltrazioni che in questi anni si è dilatata. E i numerosi sopralluoghi all'interno lo testimoniano. Dei soldi incassati dall'Artrade restano meno di 50 mila euro che forse il Comune richiederà. Si era registrata qualche difficoltà di avvio già due anni fa quando il Consorzio aveva denunciato una serie di cavilli burocratici ragion per cui avevano "spostato" catastalmente il Ponte Monumentale da via XX Settembre, collocandolo in Carignano: così l'accordo che escludeva via Venti dalla tassa di occupazione del suolo pubblico, non valeva per il Ponte. Blocco che sembrava risolto con rassicurazioni anche da parte dei diversi assessori comunali coinvolti nella faccenda. Ma alla dichiarazione di intenti non sono seguiti i fatti. Addio sogni di gloria per il Consorzio e per via XX Settembre che aveva visto quattro anni fa il coinvolgimento di Ministero dei Beni Culturali e Soprintendenza della Liguria, Comune di Genova nell'allora sindaco Giuseppe Pericu, Regione. Facciate, pavimentazioni, mosaici, soffitti a cassettoni, recupero di palazzate liberty. neogotiche, decò. Alla fine si è recuperato il porticato sottostante la chiesa di Santo Stefano, porticato neogotico a strisce bianche e nere che ha davvero uno smalto nuovo, tre facciate di palazzi i cui condomini hanno utilizzato una serie di detassazioni nel caso avessero restaurato il loro prospetto, e una pavimentazione a mosaico, in uno dei tratti di marciapiede che volgendo le spalle a De Ferrari scende verso destra. Si vede manifestatamente la differenza fra quel palazzo e quello immediatamente precedente, il palazzo del negozio di Mondadori per intenderci, dove il soffitto a cassettoni è corroso quasi completamente, il pavimento a mosaico con elementi marini è tutto buchi e pezze di cemento e la facciata con fiori incisi su fondo prugna, di grande raffinatezza, si sta sfaldando. E il confronto, fra quel che avrebbe potuto essere e non è, è stridente. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 04/07/2009

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Ance accusa: (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ance accusa:«I Comuni ci snobbano» industriali edili DIFFICILE accesso al credito, scarsa attenzione da parte delle istituzioni e della politica locale, scarse ricadute economiche sulle aziende spezzine. Nel mezzo della crisi economica e occupazionale che sta toccando pesantemente anche il settore edilizio, l'Ance La Spezia, Associazione costruttori edili aderente a Confindustria, lancia una serie di allarmi e di vere e proprie accuse. lo ha fatto ieri in Confindustria, nel corso dell'assemblea annuale, attraverso il suo presidente, Marco Ferramosca. locali e della Tra soci ordinari e aderenti , Ance La Spezia rappresenta oltre 450 imprese. Dai dati della Cassa edile aggiornati ad aprile 2009 le imprese iscritte sono 712, per un totale di circa 2.900 operai.In provincia tra operai, impiegati, artigiani e professionisti, il settore edile dà da lavorare a oltre 15 mila famiglie. «Primo problema, l'accesso al credito. «Carispe e Banca della Versilia e della Lunigiana hanno implementato il credito alle imprese e ai privati che investono nel comparto immobiliare - ha chiarito Ferramosca nella sua relazione - Ciò non vale per altre banche che gravitano nel territorio, le quali hanno reso estremamente difficile l'accesso al credito sia alle imprese che ai privati». Altro scoglio arduo da superare il rapporto con la burocrazia e le istituzioni. «Abbiamo la necessità di aprire i cantieri in sei mesi e non in sei anni: è in gioco la sopravvivenza del sistema edile spezzino - ha proseguito il presidente di Ance - La nostra associazione, congiuntamente ai sindacati, nello scorso aprile, ha inviato a tutte le amministrazioni locali il documento "Proposte per contrastare la crisi in edilizia" al quale pochissime hanno risposto». Insomma, gli imprenditori edili spezzini chiedono maggiore considerazione. Per questo, Ferramosca bussa anche all'Autorità portuale. « Oggi abbiamo il presidente Forcieri le cui capacità non sono discutibili manon possiamo esimerci da ricordargli che si è assunto una grossa responsabilità. Non ci devono essere più scuse, attendiamo un segnale tangibile per il waterfront ma, soprattutto, chiediamo una progettualità che oltre essere di alto spessore sia economicamente sostenibile». Per l'Ance le opere non più rinviabili riguardano il riutilizzo dell'area Ip; l'ultimazione del porticciolo Mirabello; la ridefinizione del fronte a mare della città; la costruzione della terza corsia Salt; la realizzazione dei progetti Marinella e Botta; il riutilizzo delle aree dimesse dalla Marina militare. A. Lu. .x/04/0907 Ferramosca: «I cantieri vanno aperti in sei mesi e non in sei anni: è in gioco la sopravvivenza del sistema edile spezzino» .x/04/0907

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piano casa, corsa contro il tempo - andrea montanari (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VII - Milano Piano casa, corsa contro il tempo Centrodestra spaccato. Pd e Verdi: "Senza modifiche non passa" Anche dopo il ritiro di tutti gli emendamenti del Pdl approvazione difficile entro martedì ANDREA MONTANARI Roberto Formigoni sfida il consiglio regionale sul piano casa del Pirellone, ma l´opposizione di centrosinistra replica: «Il presidente si rassegni: senza modifiche su parchi e centri storici, non passerà neanche martedì». Con ogni probabilità non sarà sufficiente nemmeno il ritiro di tutti gli emendamenti del Pdl per garantire l´approvazione in aula, già martedì, del piano fortemente voluto dal governatore, dopo la débacle della maggioranza di centrodestra giovedì in commissione Territorio. Anche se il via libera al nuovo testo arrivasse lunedì, per riuscire a votarlo già martedì occorrerebbe, regolamento alla mano, il sì di quattro quinti dell´aula. Ipotesi assai improbabile, visto che già ieri tutta l´opposizione ha confermato il suo no. Il capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini, conferma che l´accordo trovato nel vertice dei capigruppo della maggioranza prevede che «si ritorni al testo licenziato dalla giunta», che conteneva la possibilità di costruire anche nei parchi, ma con un aumento della volumetria ridotto a un terzo. Spetterà solo all´assessore regionale all´Urbanistica, il leghista Davide Boni, presentarne eventualmente altri. Con qualche aggiustamento. «Bisognerà pur consentire anche nei centri storici di abbattere vecchi edifici anche commerciali o industriali per poter costruire dell´altro - prosegue Valentini - Mi sembra più difficile consentire lo scambio di volumetrie nell´edilizia residenziale tra diverse zone della città». Pronta la replica di Franco Mirabelli del Pd: «Senza l´eliminazione della possibilità di intervenire nei centri storici in deroga, come nei parchi, non abbiamo alcuna intenzione di accelerare l´iter di questa legge. Il nostro modello è il piano casa che ha adottato la Toscana». Ancora più duro il verde Carlo Monguzzi: «Abbiamo davvero raggiunto il ridicolo con questo balletto di tira e molla nella maggioranza, dove al centro non solo non c´è la difesa del territorio, ma nemmeno quella degli interessi dei cittadini. In ballo c´è solo uno scontro politico sulla supremazia tra Lega e Pdl». Il vicepresidente del consiglio regionale Marco Cipriano, di Sinistra democratica, critica aspramente la scelta di Formigoni. «Il piano casa sta diventando un tormento per il centrodestra - spiega - il Consiglio non ha padrone e quindi la maggioranza e Formigoni rispettino regole e sostanza istituzionale e politica. Qualsiasi argomento, per essere discusso e votato, deve essere presentato entro un termine prefissato. Non è burocrazia, ma un elementare principio che garantisce ai consiglieri la possibilità di proporre modifiche ed emendamenti. E che il piano casa debba essere modificato non c´è dubbio alcuno».

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uniti per non dimenticare (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Viareggio «Uniti per non dimenticare» Nasce un comitato sulla strage di Viareggio VIAREGGIO. «Ero al lavoro quando l'amministratore delegato delle Ferrovie è venuto in stazione per il sopralluogo sul disastro. E l'ho sentito distintamente affermare che "ora sarà bene controllare anche quello che viene dall'estero"». Esordisce così Riccardo Antonini, ferroviere, a sempre impegnato nelle lotte della sua categoria e dei lavoratori tutti. «La mia risposta - continua parlando nella sala affollata del Dopolavoro ferroviario - è che Moretti ha scoperto l'acqua calda». Animi tesi e voglia di non lasciar cadere l'attenzione sulla strage le cui immagini entrano prepotenti dalla finestra: «Questa è la città di Matteo Valenti - continua Antonini -. Dimenticare è impossibile». Già, Matteo. Unica vittima di un rogo che è rimasto simbolo della tragedia quotidiana nei luoghi di lavoro. Ventitre anni, bruciato vivo nella fabbrica di vernici poco distante da via Ponchielli oggi devastata. «Dobbiamo mobilitarci tutti insieme - conclude Antonini -: ferrovieri, lavoratori, cittadini. Per continuare nella denuncia, nell'informazione». La parola a Dante Galli, macchinista licenziato diventato la voce dei ferrovieri che chiedono sicurezza per sé e per i passeggeri: «Avrei voluto non essere qui», esordisce. Per poi continuare: «Ma continuo a dire quello che ho detto anni fa. I treni hanno un'anima e quattro incidenti in brevissimo tempo ci avevano avvisato». Di questi tre sono avvenuti in Toscana: «Non hanno voluto prendere in considerazione il fatto che il ripetersi di questi eventi, a distanza ravvicinata, era un segnale di insicurezza». Maria è un capotreno che aderisce al sindacato autonomo "Orsa" e racconta «la vertenza aperta contro il macchinista unico. In Toscana stiamo avendo tante adesioni dai lavoratori più giovani. Ci si rifiuta di partire nonostante gli ordini di servizio e le minacce». L'idea è quella di avere in città, al più presto, un comitato che non faccia mai dimenticare la "strage di Viareggio". Paolo Gangemi, per Rifondazione, lancia un invito: il 17 a Marina di Pisa, in occasione della Festa di Liberazione, con video, foto, testimonianze dell'inferno scoppiato a Viareggio lunedì notte. «Per discutere di quello che è accaduto, ma anche delle tante situazioni ad alto rischio che abbiamo in Toscana». Intanto, da ieri sera si è costituito il comitato dei cittadini delle strade martoriate. Decisi a presentarsi con un referente unico all'appuntamento con l'inevitabile cammino nella burocrazia, nel confronto con gli enti pubblici e il lungo calvario delle richieste di risarcimento. D.F.

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Rischianoi baby calciatori (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Rischianoi baby calciatori la curiosità nROMA. «Ma perché non posso solo giocare a calcio, per restare qui?». Aboubakari, centrocampista ghanese arrivato in Italia passando per il vivaio del Vicenza, faticava a capire il concetto di "irregolare" in attesa di una squadra dilettanti e di un lavoro che gli aprisse le porte del permesso di soggiorno. E la clandestinità non era ancora, qualche anno fa, reato. Nella squadra di extracomunitari che d'ora in poi dovranno fare i conti con la nuova legge, oltre a badanti, muratori o pizzaioli ci sono anche le centinaia di giovani speranze del calcio straniere. Specie quelle che allo scadere dei 19 anni d'età dovranno trovarsi un contratto prof, pena il reato di clandestinità. Al momento, rischiano i ragazzi dell'89, quelli che hanno superato i 19 anni e devono trovarsi un posto tra la A e la C e soprattutto sfidare i tempi della burocrazia per non tornare a casa. La non retroattività della legge li mette al riparo da macchie sulla fedina penale: sarà reato solo per chi arriva in Italia dall'entrata in vigore della legge. Oggi gli extracomunitari sono 316 solo nei settori giovanili delle 132 società professionistiche, più quelli dei dilettanti. Tutti arrivati in Italia grazie a una clausola delle norme Figc, per la quale i club superano i vincoli di tesseramento di extracomunitari (due per squadra, in serie A), "italianizzandoli" calcisticamente da ragazzi se mai tesserati nel loro paese. Questi ragazzi restano in Italia spesso senza famiglia e per questo sono affidati a un tutor. La legge sui flussi migratori vale anche per loro: un giovane calciatore extracomunitario deve avere un permesso di soggiorno, legato al suo settore giovanile oltrechè a un lavoro o allo studio. E superati i 19 anni, serve il contratto da professionista. Solo 60 stranieri mai tesserati nel loro paese e perciò"italiani" ce l'hanno fatta, oggi giocano nei club dalla A alla C. Per gli altri, si sta per aprire una terra di nessuno «I tempi di attesa per il rinnovo del permesso sono tre mesi, ma non sempre ci si rientra, per molti ragazzi c'è il rischio di una zona d'ombra pericolosa, specie quando sono in cerca di un contratto professionistico», spiega Stefano Sartori, dell'Assocalciatori.A Vicenza ancora ricordano il volto ingenuo di Aboubakari: oggi, oltre all'espulsione, rischierebbe il processo. 04/07/2009

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e boccia critica il governatore (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IV - Bari Questione morale E Boccia critica il governatore «Nichi Vendola può permettersi tante cose, tranne l´utilizzo della clava della questione morale contro il Pd». Francesco Boccia non le manda a dire. Durante l´intervento in segreteria, il deputato chiarisce di non essere candidato né alla guida del partito né alla presidenza della giunta regionale. Poi, attacca il governatore. «Se ha da dire qualcosa verso qualcuno lo faccia e sia chiaro, ma non attacchi l´intero Partito democratico. è da tre anni che contesto le modalità, tutte correlate alla responsabilità del presidente, della selezione della classe dirigente, della stessa burocrazia (con imbarazzanti immissioni nei ruoli dell´amministrazione regionale di iscritti e militanti dei suoi partiti di provenienza), della scelta dei vertici delle aziende sanitarie, della gestione delle aziende pubbliche, a partire dall´Aqp. Se l´azzeramento è correlato alla questione morale, allora il primo a risponderne dev´essere lui, in quanto capo della coalizione e principale decisore delle scelte politiche più contestate». Boccia insiste. «Se Vendola ha sbagliato, a calibrare le accuse, come io credo, sarebbe per lui opportuno scusarsi con tutto il Pd, con gli assessori non indagati e messi alla gogna davanti all´opinione pubblica nazionale; e nello stesso tempo sarebbe il caso che si rimettesse al lavoro con tutta la coalizione a partire dal Pd per evitare di trasformare vicende di narcisismo patologico individuali, in crisi politiche». Il senatore Nicola Latorre è invece categorico. «Non esiste - dice - una questione morale. Ci sono dei casi giudiziari sui quali la magistratura sta facendo un lavoro straordinario, che io credo debba andare avanti per fare piena luce su quello che sta accadendo e sulla base delle conclusioni di questo lavoro è doveroso trarre le dovute conseguenze sul piano politico». Particolarmente apprezzato l´intervento di Sandro Frisullo. Il vicepresidente della Regione, visibilmente commosso, ribadisce di non aver ricevuto alcuna contestazione da parte dei magistrati, ma di essere pronto a fare un passo indietro per evitare che le sue vicende personali possano danneggiare il partito e la giunta regionale. (r. lor.)

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petruzzelli, odissea senza fine slitta la consegna delle chiavi - antonio di giacomo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bari Petruzzelli, odissea senza fine slitta la consegna delle chiavi "Avverrà a fine estate". A rischio il concerto di Muti ANTONIO DI GIACOMO «Adda passà ‘a nuttata». Parola di Eduardo, in Napoli milionaria. Ma la notte che ha visto calare il sipario del Petruzzelli sembra ormai senza fine. Secondo un copione consolidato si continua a procedere di rinvio in rinvio, sotto il segno della vaghezza. Entro il 9 luglio, infatti, almeno sulla carta, la società Ricostruzione Petruzzelli, trascorso il termine ultimo dei sei mesi dalla fine dei lavori, avrebbe dovuto rimettere nelle mani del commissario straordinario Angelo Balducci, e dunque del ministero per i Beni culturali, le chiavi del teatro. Niente da fare. «La consegna non è prevista per la prossima settimana, né è stata ancora definita una data in proposito» fa sapere da Roma, interpellato da Repubblica, l´ingegner Enrico Bentivoglio, il direttore dei lavori in forze allo staff del commissario Balducci. «Avverrà comunque - annuncia - senz´altro entro il termine dell´estate». Ma l´estate è lunga e finirà - il calendario delle stagioni non è finora ostaggio né della burocrazia né delle schermaglie politiche - soltanto il 20 settembre. Il che vorrebbe poter dire che, in assenza della consegna del teatro e poi del suo affidamento per la gestione alla Fondazione lirico sinfonica, lo stesso concerto inaugurale del 13 settembre di Riccardo Muti sarebbe annullato. Così come scivolerebbe nel nulla la promessa del premier Berlusconi che, a Bari il 31 maggio, assicurò che entro due mesi il teatro avrebbe riaperto. C´è di più che il Petruzzelli non ha ancora ottenuto l´agibilità: all´appello manca solo la visita della commissione provinciale di vigilanza per constatare il rispetto delle prescrizioni indicate dai vigili del fuoco lo scorso 18 giugno. Potrebbe avvenire la prossima settimana, ma alla Ricostruzione Petruzzelli non è stata ancora comunicata ufficialmente alcuna data. Nel frattempo l´architetto Gianni Vincenti, direttore del cantiere, ribadisce il recepimento delle indicazioni dei vigili del fuoco. Ovvero l´installazione di un sistema di rilevazione antincendio nei locali del circolo Unione - un´opzione peraltro non prevista nel progetto - mentre è stato anche montato un tubolare in ottone sul perimetro della balconata del ridotto che si affaccia sul foyer per portare, sempre secondo le prescrizioni dei vigili del fuoco, l´altezza della balaustra a un metro (in precedenza era di 90 centimetri).

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Ecco un paese di furbi (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 04/07/2009 - pag: 1 autore: di Marino Longoni Ecco un paese di furbi In una lettera di un lettore lo specchio del rapporto fisco-contribuenti Un paese di furbi. Condannato però a subire le conseguenze della propria ambiguità: come la necessità di inventare continui sotterfugi, o l'obbligo di sopportare un sistema fiscale iniquo e vessatorio. Questo in sintesi il ritratto dell'impresa Italia, tratteggiato da un commercialista di Martina Franca in una lettera a ItaliaOggi (pubblicata a pag. 32). Una lettera più illuminante di tanti trattati di economia politica, di sociologia, di politica tributaria. Che si limita a esporre a un potenziale investitore straniero i limiti e le storture che caratterizzano il sistema tributario italiano. Con una vena di disincanto e di ironia che nasconde forse la tristezza di non riuscire più a vedere una via d'uscita, un percorso nel quale valga la pena di impegnarsi...Giorgio De Cesare, l'autore della lettera, mette sul tappeto, per l'eventuale investitore americano, tutti i nodi del sistema fiscale: l'eccessiva burocrazia; il livello di prelievo reale, che va ben oltre il 27,5% dell'aliquota Ires ma, tra imposte dirette, Irap, indeducibilità dei costi Iva e degli interessi passivi, rischia spesso di divorare l'intero reddito del contribuente; regole arbitrarie come quelle sulle società non operative e quelle sugli studi di settore. Il sistema tributario italiano, visto da chi ci naviga tutti i giorni, mostra scorci da girone infernale, infestato da iniquità, assurdità, vessazioni, soprusi. Ma anche i contribuenti non sono innocenti angioletti. Per De Cesare, se è vero che «la tassazione è imprevedibile e insopportabile», per cui non c'è da meravigliarsi che «in Italia via sia evasione, elusione e attività sommersa», è anche vero che in un paese abituato da secoli alla dominazione straniera, si è sviluppato la cultura del più furbo: chi rispetta le regole, in fondo, è un fesso. E appena approvata una legge lo sport nazionale è quello di cercare le strade per aggirarla. De Cesare spiega che, spesso, solo grazie a una quota di sommerso si riesce, bene o male, a tenere in piedi l'azienda. È il paradosso della furbizia: la generazione di un circolo vizioso in cui l'elusione delle regole finisce per peggiorare sempre più la qualità dell'ordinamento giuridico; questo rende via via impossibile il rispetto delle norme, spingendo sempre più lontano dal circuito della legalità. Un paese «che continua a martoriare i soliti noti che vogliono continuare a fare gli onesti». Ma dove, in realtà, i furbi sono costretti a fare la parte del topo in una partita dove le regole non vengono rispettate nemmeno dal gatto. In controluce si intravede un poco di invidia per la stupidità del mondo angolosassone, che in linea di massima riconosce e rispetta la legittimità delle regole. E finisce così per costruire un mondo più ordinato e meno vessatorio. Marino Longoni

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La crisi è finita. Parola di Silvio (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 04/07/2009 - pag: 3 autore: di Sara Del Vecchio Il premier a L'Aquila day, le banche non hanno fallito e gli speculatori sono usciti dal mercato La crisi è finita. Parola di Silvio Al G8 un nuovo codice di regole elaborato da Tremonti Berlusconi sempre più ottimista. Secondo il dato del primo trimestre di quest'anno diffuso due giorni fa dall'Istat, il deficit supera il 9% del Pil, ma il premier non si perde d'animo ed è pronto a consolare gli italiani proprio nella città in cui tutto sembra andare storto. «La crisi è una dura realtà, ma il peggio è passato». Queste le parole pronunciate da Silvio Berlusconi a L'Aquila day, il workshop organizzato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Speriamo in un futuro migliore, perché la situazione non sta peggiorando ma migliora. Quello che doveva accadere è già accaduto, le banche che dovevano fallire non hanno fallito e chi doveva togliersi dal mercato si è tolto. Oggi chi faceva della speculazione la principale attività di mercato é sparito». Ragioni che, secondo Berlusconi, dovrebbero spingere i cittadini ad avere fiducia e a non cambiare le proprie abitudini. Il Cavaliere ritiene che, se tutte le organizzazioni internazionali, un giorno si e l'altro pure, fanno previsioni negative, aumenta la paura e nessuno osa consumare. Così, ha lanciato un appello agli imprenditori, affinché finanzino con la pubblicità i gruppi editoriali. «Chi fa la pubblicità» ha dichiarato, «fa aumentare la quota di mercato». Facendo poi riferimento al G8, in programma all' Aquila dall'8 al 10 luglio, Berlusconi ha spiegato che porterà al vertice un nuovo codice di regole per il futuro, che è quello elaborato da Tremonti. «Però», ha precisato, «per quanto riguarda il risultato e, quindi l'attuazione di queste regole, siamo ancora molto lontani, dobbiamo fare molti passaggi per approfondire il tema». Ma tutto questo ottimismo non va giù all'opposizione. Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha commentato così: “E' insopportabile questo modo di fronteggiare la crisi. Di fronte a milioni di famiglie e imprese che chiedono misure urgenti, il presidente del Consiglio continua con questo atteggiamento, che tende a minimizzare e negare il problema. E' inaccettabile continuare a negare la crisi e a girare la testa dall'altra parte: è uno schiaffo in faccia agli italiani». Sulla stessa linea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha dichiarato: «Berlusconi si sbilancia troppo. Prima guardiamo i dati del Pil, quelli sulla disoccupazione e i dati della discesa della Cassa integrazione, poi potremo fare affermazioni simili. Ora, invece, dobbiamo remare tutti dalla stessa parte». Critico anche il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi: Non c`è serietà nelle parole del premier», ha sottolineato. Dal primo giorno ripete che il peggio è passato. Continua a spargere un inutile e pericoloso ottimismo, mentre servirebbero misure serie e concrete per contrastare la caduta della domanda interna e la contrazione del mercato del lavoro». Né ottimista, né pessimista, invece, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha già pronta la sua ricetta per superare la crisi: burocrazia più leggera, più facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono e grandi riforme a cominciare da quella delle pensioni.

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Più tecnologia per uscire dalla recessione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-04 - pag: 15 autore: Competitività. A Stresa il G-8 dei Giovani imprenditori: priorità ai temi di ricerca e innovazione Più tecnologia per uscire dalla recessione Franco Vergnano STRESA. Dal nostro inviato Modello Israele per gestire la ricerca. «Altro che "click day", incertezze, lungaggini, burocrazia. Le aziende israeliane ottengono una risposta, precisa e articolata, alle loro domande di incentivazione al massimo nel giro di due mesi. Perché in quel paese sono coscienti del fatto che le imprese, come i mercati, non possono aspettare e che l'innovazione deve avere tempi rapidi e, soprattutto, certezze». I giovani imprenditori italiani (e anche qualche straniero) hanno applaudito Sergio Arzeni, direttore del centro per l'imprenditorialità, le Pmi e lo sviluppo locale dell'Ocse quando ha spiegato come funzionano le procedure per stimolare e sostenere la ricerca nei paesi più avanzati. Consenso scontato per i ritardi (con la Ue si aspettano anche otto anni), l'insufficienza dei fondi sul credito d'imposta (pare che manchino all'appello più di 700 milioni), e il cattivo funzionamento del nostro apparato burocratico che istruisce e vaglia le "pratiche". Qualche spiraglio, però, c'è. Ieri, infatti, il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha anticipato che partirà in tempi brevi il tavolo con il governo per i progetti innovativi dell'automotive. Sono i principali elementi emersi in questi giorni a Stresa dove si svolge il G8 dei Giovani imprenditori. Al termine di numerosi workshop, tavole rotonde e seminari a porte chiuse, le nuove leve imprenditoriali dei principali paesi industrializzati (assistiti anche dai rappresentanti della confederazione europea e da «Entrepreuners' organization », un network di oltre 7mila imprenditori di 38 Paesi, con la partecipazione di Spagna, Grecia, Turchia e Messico come uditori) hanno messo a punto un do-cumento sull'innovazione. Il rapporto è stato consegnato da Federica Guidi, leader dei Giovani imprenditori di Confindustria, al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni che lo consegnerà al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come un contributo al summit del G8 governativo. Nel suo intervento, Guidi ha sottolineato come sia la prima volta, su iniziativa dell'Italia, che si svolge il «G8 Young business summit. I giovani imprenditori con i quali ci siamo confrontati hanno tutti i "nervi saldi", grande capacità di analisi e di razionalizzazione, oltre che parecchio "ottimismo della realtà". L'obiettivo di questo incontro, al quale partecipano appunto le nuove leve imprenditoriali degli otto Paesi membri del G8, è quello di dare un contributo fattivo all'agenda globale dei capi di governo per il meeting abruzzese della prossima settimana dove discuteranno di economia mondiale e delle strategie per il rilancio industriale e la crescita produttiva». Il documento consegnato al ministro Meloni racchiude le proposte dei Giovani imprenditori sull'innovazione, condensati in quattro punti: un maggior utilizzo della tecnologia per far riprendere al sistema il sentiero virtuoso dello sviluppo; un «approccio green» ai nuovi prodotti perché l'attenzione all'ecologia sarà uno dei motori della crescita; un forte accento sulla cultura del merito perché le competenze e la conoscenza sono gli elementi chiave per un balzo tecnologico fondato sul capitale umano; molta attenzione all'innovazione sociale intesa anche come cultura d'impresa con uno spiccato accenno alla nuova responsabilità delle aziende verso la società civile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Archistar. (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2009-07-04 - pag: 23 autore: Archistar. Budget da 1,5 miliardi per riqualificare la costa, ma in assenza di una regia regionale i ritardi aumentano I nuovi waterfront firmati avanzano a rilento Laura Viggiano Ciminiere vetuste, vecchi capannoni, ruderi di industrie pesanti ancora oggi sovrastano parte della costa flegrea e vesuviana. La Campania punta sul recupero e la riqualificazione dei waterfront come trampolino di lancio per un rinnovato sviluppo urbanistico, ma oltre a progetti firmati da noti esponenti dell'architettura mondiale – come Piter Eisenmann, Zaha Hadid, Michel Euvè – nella realtà c'è poco di quanto mostrano rendering e plastici e i lavori procedono a rilento. Colpa delle difficoltà nel dialogo tra istituzioni, dei tempi lunghi della burocrazia, di risorse insufficienti, ricorsi al Tar e vincoli paesaggistici. Senza una regia regionale che consenta una visione complessiva. Considerando solo gli interventi programmati per i quattro progetti più importanti – Bagnoli, Napoli centro, Pozzuolie Salerno – dovrebbe essere speso un budget di circa 1,5 miliardi. Il calcolo si basa sui dati forniti da diversi soggetti attuatori e riguarda investimenti, pubblici e privati, da destinare a bonifiche, nuova edificazione, e rifacimento delle spiagge. Risorse in parte già spese, soprattutto per bonificare i suoli di Bagnoli che di fatto è l'intervento più complesso e che ha accumulato ritardi sin dall'inizio. Sul quartiere napoletano sede dell'ex Italsider pende un ricorso al Tar avanzato da un residente della zona occidentale della città che ha impresso uno stop alle opere per decisione del Consiglio di Stato. La sentenza riguarda nello specifico la rimozione della colmata di detriti dell'ex Italsider e la realizzazione di un porto canale, il cui progetto è ora in fase di modifica. Resta al palo da alcuni anni, invece, il nuovo waterfront di Napoli, progettato nel 2003 per un valore di circa 100 milioni, che prevede il recupero di 170mila metri quadrati del porto partenopeo, dalla darsena Acton fino al varco Immacolatella. Uno degli stop è stato determinato dalla Sovrintendenza che ha fatto valere alcuni vincoli. Poi il ricorso di una società partecipante al concorso internazionale di progettazione e alcune difficoltà nel passaggio di un'area che da militare deve diventare civile, hanno imposto un vero e proprio blocco. L'area di Pozzuoli è interessata dagli anni Ottanta da interventi straordinari, opera del Commissariato di Governo istituito nel 1984 per affrontare eventuali emergenze dovute al bradisismo, fenomeno tipico della zona flegrea. Ma per la svolta in chiave turistica quasi tutto dipende dal collegamento tra il porto turistico e la tangenziale, tenendo separato il porto commerciale. Dopo quasi venticinque anni si è giunti a una soluzione progettuale finanziabile: la Copin, general contractor del Commissariato, ha proposto un tunnel sotterraneo a doppia canna per cui il Cipe deve ancora perfezionare un finanziamento di 154 milioni. Intorno a questa infrastruttura si riorganizzerà la vita del centro di Pozzuoli e soprattutto l'area privata ex Sofer gestita dalla società Waterfront Flegreo.Quest'ultima, per facilitare le scelte dell'amministrazione comunale e gli investimenti dei privati, ha commissionato un masterplan elaborato a New York dall'architetto Piter Eisenmann. L'area che ha ospitato per decenni lo stabilimento Ansaldo Breda ex Sofer, ampia 176.551 mq, diventerà sede di un complesso turistico e dell'Accademia internazionale della vela, oltre che di un attracco per circa 300 barche a vela. La volumetria esistente sarà ridotta del 30% e tutti i fabbricati che sostituiranno gli 885mila metricubi di capannoni dovranno essere distanti 80 metri dalla costa. Il programma, per un investimento stimato in 350 milioni, prevede che i lavori siano realizzati entro il 2012. Ci sono stati già contatti con alcuni investitori internazionali: da Accor, all'olandese Foruminvest, alla tedesca Shroeder. Il piano di riqualificazione di Salerno, invece, è quello più giovane. Qui non si può parlare di ritardi, ma non mancano critiche e perplessità su alcuni interventi che potrebbero non andare tutti in porto. Il progetto complessivo, pensato nel 2006, è giunto alla fase dei progetti preliminari. Il valore degli interventi è di circa 550 milioni, ma le fonti di finanziamento non sono ancora tutte definite. Il Comune pensa a un mix di project financing e risorse europee per realizzare le opere lungo il waterfront che va dal fiume Irno al confine con il comune di Pontecagnano. © RIPRODUZIONE RISERVATA GLI OSTACOLI Ricorso al Tar sull'area ex Italsider, vincoli paesaggistici sul porto partenopeo e risorse insufficienti per Salerno Il rendering del nuovo porto di Pozzuoli. La ricostruzione grafica di una delle principali opere previste dallo studio newyorkese di Eisenman per il waterfront flegreo Porta del Parco a Bagnoli. Cantiere in dirittura d'arrivo che vale circa 45 milioni e riguarda un'area di 12mila metri quadri in cui si sta costruendo un centro integrato di servizi per il turismo

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Senza patria né diritti. Il caso degli apolidi, vittime due volte (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA Le nuove norme del governo li considera come clandestini prevedendo per loro anche l'espulsione Senza patria né diritti. Il caso degli apolidi, vittime due volte Cinzia Gubbini ROMA ROMA La loro situazione viene citata sempre in coda, e per questo - forse - viene poco considerata. Sin dal testo unico sull'immigrazione, che al primo articolo spiega come per «straniero» si intenda il cittadino non appartenente all'Unione europea e l'apolide. Così gli apolidi senza titolo di soggiorno - quelle persone che non hanno più una nazionalità ma alle quali, per i più svariati motivi, non viene riconosciuto un permesso di soggiorno - sono stati accorpati nella definizione di straniero irregolare. E per questo si beccano una dopo l'altra tutti gli inasprimenti che riguardano gli irregolari. Solo che la loro situazione è diversa. Sono migliaia. Ad esempio: tutti i rom jugoslavi che vivono in Italia, e che oggi non hanno più un paese dove tornare. Ma lo stesso vale per molte persone espatriate dall'ex Urss, o da alcuni paesi africani. A peggiorare la loro condizione ora arriva, buono ultimo, anche il pacchetto sicurezza. Ne saranno vittime come gli altri. Anzi, più degli altri. Perché loro sono considerati "clandestini", ma clandestini non sono. E adesso il loro status diventa reato. Anche loro saranno puniti con un'ammenda dai 5 mila ai 10 mila euro. Anche per loro vale l'aggravante di clandestinità che prevede un aumento di pena di un terzo per le persone che commettano reati in assenza del permesso di soggiorno. Anche loro verranno trattenuti nei Cie per diciotto mesi. Ottenere il riconoscimento dello status di apolide in Italia è difficilissimo. Lo sanno bene i rom della ex Jugoslavia, per i quali l'apolidia potrebbe essere una via per ottenere uno status definito e quindi anche un permesso di soggiorno. La burocrazia amministrativa - titolare della procedura è il ministero dell'Interno - è però complicatissima. Ma non solo. Basta pensare al caso di un cancellato sloveno al quale nel 2005 è stata riconosciuta la condizione di inespellibilità dal territorio italiano dal tribunale di Mantova, ma che non ha mai ottenuto il permesso di soggiorno perché non aveva documenti. «Insomma - spiega Imma Tuccillo Castaldo, che ha collaborato con il Mirovni Insitut di Ljubljana - sebbene questa persona sia un apolide de iure, cioè una persona che nessuno stato riconosce come proprio cittadino, non gli viene riconosciuto lo status di apolide, automaticamente non può chiedere il permesso di soggiorno, rimanendo nella sua condizione di clandestino». E oggi rischia di dover pagare, oltretutto, diecimila euro. L'Italia ha recepito la convenzione di New York del 1954 che definisce lo status di apolide, e dà indicazioni sulla protezione da garantire loro. Non soltanto quelli de iure, ma anche quelli de facto. Una distinzione da non sottovalutare, come spiega Tuccillo Castaldo: «Gli apolidi de facto sono per esempio tutti i rom nati e cresciuti in Italia che non hanno potuto acquisire la cittadinanza italiana al diciottesimo anno di età in mancanza di alcuni requisiti descritti dalla nostra legislazione». Anche per loro si spalancano le porte dei Cie per un anno e mezzo.

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l'asl cambia assetto: soltanto 15 dipartimenti ecco i nuovi direttori (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 2 - Empoli L'Asl cambia assetto: soltanto 15 dipartimenti ecco i nuovi direttori Dieci conferme: Buggiani, Valiani, Quattrocchi, Biagini, Benvenuti, Chiappi, Dell'Olmo, Filippeschi, Massai e Pappagallo EMPOLI. L'Asl 11 cambia volto. Dopo un anno di rodaggio, l'azienda ospedaliera comincia a lavorare a pieno ritmo e si riorganizza con un assetto più snello: 15 dipartimenti, che comprendono i vari reparti, invece dei vecchi 26, in più 2 nuove strutture di coordinamento. L'obiettivo, come spiega il direttore generale dell'azienda sanitaria locale Eugenio Porfido, è «facilitare i rapporti dei cittadini con l'azienda e aiutare sempre più il paziente nei percorsi di diagnosi, cura e assistenza, grazie a strutture più semplici e in grado di cooperare facilmente tra loro». Ed è inoltre di pochi giorni fa la nomina dei direttori che guideranno i vari dipartimenti e che, dal 1 luglio, sono diventati operativi. A far parte della squadra alcuni volti nuovi: promossi alla nuova carica, infatti, sia Simona Dei, ex direttore tecnico della Società della salute del Valdarno inferiore e neo eletta a capo del dipartimento del territorio, e Stefano Conti, che da direttore del reparto di otorinolaringoiatria è passato alla guida del dipartimento chirurgico. Nuovi incarichi anche per Susanna Tamburini, direttore del dipartimento specialistico, Alda Aretini e Dino Ravaglia, che coordineranno i dipartimenti amministrativi per il territorio e le risorse. Dieci i nomi confermati. Francesco Benvenuti rimane a capo del dipartimento delle fragilità, mentre quello di salute mentale resta diretto da Vincenza Quattrocchi. Per quanto riguarda i servizi di diagnosi, prevenzione e cura delle malattie, Antonio Buggiani continuerà a coordinare il dipartimento diagnostica, Stefano Pappagallo quello di emergenza urgenza e Marco Filippeschi il materno infantile, mentre il dipartimento medico resterà a Massimiliano Biagini. Confermato anche Mauro Valiani alla guida del dipartimento prevenzione, come pure Manuele Dell'Olmo per il dipartimento tecnico. Simonetta Chiappi, infine, dirigerà ancora il dipartimento delle professioni sanitarie, mentre quello dell'agenzia per la formazione rimane sotto la direzione di Danilo Massai. Una novità importante, infine, riguarda la creazione di due nuovi direttori delle reti territoriale e della medicina specialistica, Nedo Mennuti e Renato Colombai, con il compito di coordinare i vari dipartimenti dei due ambiti. «Questa nuova organizzazione - sottolinea Iares Mazzoni, direttore amministrativo dell'Asl 11 - vuole rendere più semplice e più trasparente l'accesso degli utenti alle nostre strutture. Spesso infatti un problema sentito è quello dell'eccessiva burocrazia dei percorsi, che invece vogliamo ridurre e semplificare». «Ci troviamo ad operare in un contesto sempre più delicato - aggiunge il direttore sanitario Enrico Roccato - in cui ai medici e agli infermieri vengono richieste sempre più competenze. La nostra scommessa è riuscire ad essere sempre più vicini ai bisogni reali delle persone, con una squadra di professionisti che cooperino tra loro e con il supporto di tecnologie e strumentazioni d'avanguardia». Irene Bagni

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sparisce anche la passerella (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Costruita nel dopoguerra, era ormai un punto di riferimento per i viareggini Sparisce anche la passerella Inizia la demolizione: verrà sostituita da un sottopasso Per gli abitanti un'altra beffa le case non potranno essere ricostruite in via Ponchielli la zona ora è vincolata VIAREGGIO. «Abbattono la passerella...». La notizia ha fatto il giro della città appena dopo pranzo e tanti viareggini hanno voluto assistere all'ennesima puntata di una tragedia senza fine. «è un dolore dentro...», commenta uno dei responsabili del Dopolavoro ferroviario le cui finestre, senza vetri da lunedì notte, affacciano proprio sulla struttura in ferro costruita subito dopo la seconda guerra mondiale. Brutta, sporca, con i suoi resti dei bivacchi notturni e le scritte a vernice spray: la struttura in ferro che collegava il centro città (lato mare rispetto alla ferrovia) e la popolosa periferia (lato monte) era un elemento del paesaggio urbano e punto di riferimento nell'orientamento quotidiano. La percorrevano ogni giorno decine di pendolari che preferivano parcheggiare nelle strade dell'area investita dalla tragedia, piuttosto che addentrarsi nei dintorni della stazione cercando inutilmente un posto dove lasciare l'auto. Sui lati, sia per salire che per scendere, c'erano le guide per le biciclette. Faticoso salire, sulle scale ripide. Ma anche la soddisfazione di stare in "periferia" e poter raggiungere, dribblando il traffico, mercato e Passeggiata in pochi minuti. «Al posto della passerella - assicura il sindaco Lunardini - realizzeremo un sottopasso». In realtà il progetto per quest'opera è già pronto da tempo. Dovrebbe collegare largo Risorgimento con via San Francesco, il nodo del traffico per chi arriva da fuori città con il centro più centro che c'è. Visto che la strada porta al Municipio, ed in dieci minuti si arriva al Molo. Fino ad ora, però, i lavori sono stati rimandati per mancanza di finanziamenti. Legati, in parte, ad un piano casa che le Acli di Arezzo sono in procinto di realizzare a Viareggio. L'idea del Comune, continua Lunardini, è di mettere nel conto dei finanziamenti necessari anche il sottopasso: «Abbiamo perso un'infrastruttura importante per la città. Mi sembra essenziale sostituirla». Tonfi, rumore di ferraglia, i macchinari che ruggiscono: è la colonna sonora delle ultime ore della passerella. Una volta abbattuta la ferita di via Ponchielli, con le sue macerie e le sue case annerite, sarà sotto gli occhi di tutta la città. Oltre cinquemila metri quadrati (5200) di immobili seriamente danneggiati, la metà dei quali da demolire. è il primo bilancio tecnico stilato dal Comune che fa i conti con le incognite della ricostruzione. A partire dal paradosso tutto italiano per cui, nel corso del tempo, nella zona oggi martoriata e ieri fittamente abitata sono subentrati i vincoli ferroviari. Tradotto dal linguaggio della burocrazia significa una cosa sola: che in via Ponchielli non si può ricostruire. A meno di non chiedere deroghe alle Ferrovie e sperare in un loro parere favorevole. Altro giro, altra corsa nel futuro della strada che non c'è più. Donatella Francesconi

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E la Plaia annega nella burocraziaSviluppo frenato. (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

E la Plaia annega nella burocraziaSviluppo frenato. Per ottenere un'autorizzazione necessari agli operatori due anni e otto autorizzazioni Andrea Lodato 80.000 metri cubi di opere cementizie abbattute, tutto con l'impegno finanziario massiccio degli imprenditori balneari privati e un modesto contributo del CIPE. La cosiddetta "Catania del mare", spiega il presidente regionale del Sindacato Italiano Balneari, Giuseppe Saffo, procede a due velocità. «La prima - spiega Saffo - riguarda l'impegno degli stabilimenti balneari rispetto alle linee guida del patto territoriale, la seconda l'intervento del pubblico sempre più ingessato in una burocrazia che non permette il reale sviluppo economico e turistico della Plaia». Il centro studi e ricerche del Sib provinciale di Catania è ormai una sorta di cabina di regia che ha il monitoraggio di tutte le tematiche riguardanti il mare. E il primo problema, ribadisce Saffo con forza, è quello della burocrazia: «Occorre snellire la macchina burocratica, al fine di ottenere tempi più veloci, per esempio, nella concessione delle autorizzazioni». Un iter che dura mediamente due anni e che vede il passaggio obbligatorio, dalla presentazione di un'istanza, di ben otto autorizzazioni: Assessorato regionale territorio e ambiente, Capitaneria di Porto, Comune di Catania, Sovrintendenza ai beni culturali e ambientali, Agenzia per il demanio, Agenzia delle dogane, Provincia regionale, Asl, Genio Civile - settore opere marittime. «Nel 2000 in pieno sviluppo del patto territoriale - spiega Saffo - la procedura era molto più snella. Vorrei ricordare l'idea guida del Patto basata sul concetto di qualità ambientale, intesa non solo come motore di crescita economica, ma anche come catalizzatore di presenze turistiche o di affari per soggiorni brevi o per insediare nuove attività. La qualità ambientale è da intendersi sia in senso urbanistico-territoriale, sia nel senso dei servizi per la qualità della vita». Oggi più di prima è necessario rilanciare il progetto del patto "Catania Sud" rispetto al quale non è stata completata la massiccia opera di riqualificazione del litorale Sud con interventi di recupero urbanistico e ambientale e di sviluppo di servizi per il turismo e lo sport. Ed in questo quadro rientrano una serie di progetti che dovrebbero comporre il Parco del mare, un sistema integrato all'interno del Polo turistico di cui fa parte anche il progetto Stella Polare, con il suo centro congressi, con l'acquario più grande d'Europa, con strutture sportive. «Gli estensori del Patto Territoriale - aggiunge Saffo - avevano già immaginato un processo di lungo termine che prevedeva, attraverso il metodo della concertazione, un'attenta analisi delle vocazioni territoriali al fine di individuare le linee potenziali di sviluppo economico e le cause della disoccupazione locale con l'obiettivo di definire un modello di sviluppo territoriale, identificando soluzioni nell'ambito di una strategia integrata di interventi». Il Patto Territoriale era, in sostanza, il risultato dell'accordo di un ampio parternariato locale che individuava, in un progetto integrato definito Piano di Azione Locale, una serie di obiettivi finalizzati allo sviluppo dell'area, con particolare riferimento all'incremento occupazionale. Da qui oggi l'idea del consorzio che riunisca tutti i soggetti che intendono investire sul futuro, perché convinti che la crisi prima o poi finirà. «Ecco perché siamo convinti - conclude Saffo - di viaggiare a due velocità: gli imprenditori balneari e del comparto turistico in genere hanno fatto la loro parte. Ma gli enti pubblici? E' opportuno concludere affermando che nei tre mesi estivi un'intera città si sposta a mare e, quindi, diventa necessario ricordare a tutti che bisogna mantenere i parametri di base della vivibilità: qualità della vita, benessere urbano, infrastrutture, servizi, sicurezza e pulizia. Abbiamo fatto tesoro delle esperienze di altre regioni e rimaniamo convinti che lo strumento del consorzio ci consentirà di realizzare i progetti; se l'ente pubblico vorrà condividerli con noi faremo prima a realizzarli viceversa andremo avanti lo stesso».

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Industriali, sterili giochi di potere (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'OPINIONE Industriali, sterili giochi di potere Per una volta, l'oscar del funambolismo verbale non spetta alla politica, ma all'impresa. A chi le chiedeva un commento sulla feroce guerra intestina che sta squassando gli imprenditori veneziani, Emma Marcegaglia rispondeva serafica: divisi noi? no, siamo compositi. Sarà. Sta di fatto che la presidente nazionale di Confindustria arriva domani a Padova, per l'assemblea provinciale della categoria, in un Nordest industriale che più «composito» non si può. E non soltanto nel caso senza precedenti del rinnovo della presidenza di Unindustria Venezia, dove il duo Enrico Marchi-Paolo Trovò è stato cecchinato con scomuniche giunte fin da Roma, e dove pare stia andando in porto l'operazione di Luca Marzotto. Il travaglio, le contestazioni, la polemica dura hanno accompagnato in questi ultimi anni gli analoghi passaggi delle associazioni di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e del regionale friulano. Come pure commercianti e artigiani, che hanno vissuto scontri velenosi, in qualche caso approdati perfino in un'aula di giustizia. E vogliamo parlare delle Camere di Commercio? Un disagio così pervasivo e diffuso segnala che non è questione di nomi specifici o di situazioni locali: è l'istituto della rappresentanza così com'è strutturata oggi a essere entrato in crisi; e non soltanto in quella politica che il mondo dei produttori mette sotto accusa. Nella prima metà degli anni Novanta, il crollo del vecchio sistema partitico aveva assegnato un ruolo di primo piano alle associazioni produttive, quasi di supplenza. E' un'occasione che non hanno saputo sfruttare, perché, proprio com'è accaduto alla politica, non hanno saputo rinnovarsi in profondità. Fare rappresentanza, soprattutto oggi, è qualcosa di più e di diverso di stare semplicemente al posto di qualcun altro: limitandosi a questo, il rischio è di scadere nella pura rappresentazione. D'altra parte, sono emerse in questi anni situazioni nuove e complesse, a partire dal modo stesso di fare impresa, cui è impossibile rispondere con i vecchi schemi e i vecchi strumenti. Ed è inevitabile che la crisi in atto, investendo le imprese, si riversi anche sulle loro associazioni di rappresentanza. Di fronte a un simile quadro, i tempi di risposta non possono essere brevi. Ma neppure sfibranti come quelli della politica, perché i margini sono ridotti. Di una radicale riforma di Confindustria, ad esempio, si discute da «temporibus illis» (in pratica dal progetto Pirelli del 1970, con le 15 proposte di modifiche organizzative avanzate nel decennio successivo), e sono state introdotte importanti modifiche; però urge un'accelerazione; e soprattutto, occorre risolvere una volta per tutte l'annoso dilemma se essere un'azienda erogatrice di servizi, o un'associazione che fa rappresentanza. Una cosa è certa. La spietata regola che grava sulla singola azienda, chi non innova muore, vale anche per le associazioni che si propongono di rappresentarla. Dove l'aggettivo «composito» coniato dal presidente Marcegaglia riassume tante cose: piccoli quanto sterili giochi di potere, interessi forti tra loro in contrasto, oggettive difficoltà poste da una situazione internazionale in continuo quanto rapido cambiamento; aggravata, in Italia, da un debito pubblico vertiginoso, una burocrazia nefasta, una politica imbelle, uno spaventoso ritardo infrastrutturale. Basta, e avanza, perché non ci si mettano pure gli imprenditori a litigare come i partiti su chi deve occupare o no una qualche sedia. Francesco Jori

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l'assemblea provinciale della categoria, in un Nordest industriale che più "composito" ... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

l'assemblea provinciale della categoria, in un Nordest industriale che più "composito" ... l'assemblea provinciale della categoria, in un Nordest industriale che più "composito" non si può. E non soltanto nel caso senza precedenti del rinnovo della presidenza di Unindustria Venezia, dove il duo Enrico Marchi-Paolo Trovò è stato cecchinato con scomuniche giunte fin da Roma, e dove pare stia andando in porto l'operazione Marzotto. Il travaglio, le contestazioni, la polemica dura, hanno accompagnato gli analoghi passaggi delle associazioni di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e del regionale friulano. Come pure commercianti e artigiani, che hanno vissuto scontri velenosi, in qualche caso approdati in un'aula di giustizia. E vogliamo parlare delle Camere di Commercio? Un disagio così pervasivo e diffuso segnala che non è questione di nomi specifici o di situazioni locali: è l'istituto della rappresentanza, così come strutturata oggi, a essere entrato in crisi. Nella prima metà degli anni Novanta, il crollo del vecchio sistema partitico aveva assegnato un ruolo di primo piano alle associazioni produttive, quasi di supplenza. E' un'occasione che non hanno saputo sfruttare, perché non hanno saputo rinnovarsi in profondità. D'altra parte, sono emerse in questi anni situazioni nuove e complesse, a partire dal modo stesso di fare impresa, cui è impossibile rispondere con i vecchi schemi e i vecchi strumenti. Ed è inevitabile che la crisi in atto, investendo le imprese, si riversi anche sulle loro associazioni di rappresentanza. Di fronte a un simile quadro, i tempi di risposta non possono essere brevi. Ma neppure sfibranti come quelli della politica, perché i margini sono ridotti. Di una radicale riforma di Confindustria, ad esempio, si discute da "temporibus illis" (in pratica dal progetto Pirelli del 1970, con le 15 proposte di modifiche organizzative avanzate nel decennio successivo), e sono state introdotte importanti modifiche; però urge un'accelerazione; e soprattutto, occorre risolvere l'annoso dilemma se essere un'azienda erogatrice di servizi, o un'associazione che fa rappresentanza. Una cosa è certa. La spietata regola che grava sulla singola azienda, chi non innova muore, vale anche per le associazioni che si propongono di rappresentarla. Dove l'aggettivo "composito" coniato dal presidente Marcegaglia riassume tante cose: piccoli quanto sterili giochi di potere, interessi forti tra loro in contrasto, oggettive difficoltà poste da una situazione internazionale in continuo quanto rapido cambiamento; aggravata, in Italia, da un debito pubblico vertiginoso, una burocrazia nefasta, una politica imbelle, uno spaventoso ritardo infrastrutturale. Basta, e avanza, perché non ci si mettano pure gli imprenditori a litigare come i partiti su chi deve occupare una qualche sedia. Francesco Jori

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sopravvissuti in lotta con la burocrazia - michele bocci (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Firenze Sopravvissuti in lotta con la burocrazia Il papà-eroe di Viareggio: "Non ho più la casa ma devo pagare il mutuo" MICHELE BOCCI DAL NOSTRO INVIATO VIAREGGIO - La casa distrutta e come nuova dimora una camera con bagno. Di quelle con il letto che si tira giù dal muro. Massimo Gigliotti e´ l´uomo che ha salvato il figlio e la compagna correndo sui tetti di via Ponchielli che stava esplodendo. Ieri lui e il piccolo di 17 mesi sono stati dimessi dall´ospedale. Sono vivi, e sanno che questa è la cosa più importante ma adesso si preparano ad affrontare un lungo periodo di difficoltà, alla ricerca di una nuova sistemazione. «Niente da dire contro il Comune, che si sta impegnando al massimo - dice Gigliotti - Però visto che abbiamo un bambino così piccolo vorremo una casa più adatta». La loro storia è la stessa degli altri sopravvissuti di via Ponchielli, persone che hanno perso tutto e vogliono ricominciare in fretta, talvolta più velocemente di quanto consentito dalla burocrazia in questi casi. Ci sono da fare perizie, stime dei danni, stabilire se vanno anticipati dei soldi e a chi vanno chiesti i risarcimenti. Gli abitanti si sono riuniti in un comitato e hanno già fatto una prima riunione. «Prima di tutto pensiamo ad una tutela giuridica comune per ottenere i risarcimenti dei danni - spiega Gianfranco Baldini, che ha uno studio professionale nella zona - Poi c´è il discorso delle case nuove. Tutti le vorrebbero più presto possibile. Dal Comune sono disponibili ma ne hanno a disposizione la metà delle circa 50 che sarebbero necessarie. Vogliamo anche raccogliere fondi per chi ha subito danni, ad esempio anche per assicurare assistenza medica privata». Gli abitanti di via Ponchielli senza più un tetto sono un´ottantina. Ad un unico legale starebbero pensando anche le famiglie delle persone rimaste uccise a causa dell´incidente, ma visto lo stato d´animo di molti dei parenti è ancora presto per determinare una strategia comune. Massimo Gigliotti ieri è andato a stare a Capezzano dai genitori. «Per un po´ restiamo qui, la stanza d´albergo che ci hanno offerto non va bene - spiega - Le stesse assistenti sociali che hanno accompagnato la mia compagna a vederla sono rimaste stupite. Comunque ora non vogliamo fare troppa polemica, devono ancora essere celebrati i funerali di tutti quei poveretti». La casa di Gigliotti era circa 65 metri quadrati. «L´avvocato mi ha spiegato che dobbiamo continuare a pagare il mutuo anche se la casa è distrutta - dice l´uomo, che di lavoro fa il parrucchiere - Andremo a parlare con la banca».

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le regole in un paese di carta (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA LE REGOLE IN UN PAESE DI CARTA Incidenti come questo dovrebbero perciò convincerci che occorre investire in una rete moderna, efficiente e sicura, altro che mettere in discussione - come qualcuno ha fatto in questi giorni - il trasporto su rotaie, da sempre cenerentola in un Paese che ha privilegiato il trasporto su gomma, di certo più a rischio e inquinante. L'altra autentica fragilità è il nostro essere un Paese di carta. Un paese dove o vince una burocrazia statalista che vive di pile di fascicoli e di autorizzazioni che non arrivano mai o imbocca la strada delle liberalizzazioni con minimi controlli. Così, l'Agenzia per la sicurezza per il trasporto ferroviario è stata costituita ma lasciata con poco personale per fare verifiche e le autocertificazioni - qui come in molti altri campi - diventano lo strumento per testimoniare che tutto è stato eseguito a dovere. Davvero può bastare così? No, alle liberalizzazioni, indispensabili e urgenti, vanno affiancate Autorità di garanzia che non si limitino a controlli a campione, a tiepidi ammonimenti o a multe immediatamente sospese da qualche Tar. Perché, diciamoci la verità, non è il rispetto delle regole il carattere migliore del nostro paese, cresciuto piuttosto in un rapporto ambivalente con il potere, fatto di formale adesione e sostanziale ricerca dei propri spazi di disobbedienza. Un "diritto di libertà" che negli ultimi anni ha trovato oltretutto legittimazione politica. Allora la sciagura di Viareggio ci impone di individuare le responsabilità anche per far crescere un pezzetto di una nuova cultura delle regole. Da dare in dote a chi, come Leonardo e Ibi, in questo paese dovrà costruirsi il proprio futuro con la morte nel cuore. Roberto Bernabò

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I piccoli del militare all'attacco (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera sezione: Economia data: 05/07/2009 - pag: 26 La storia Lo slalom del Made in Italy tra commesse e burocrazia della Difesa I piccoli del militare all'attacco «Italia malata di esterofilia» «Ai nostri di Kabul servono scarpe, non i supercaccia» «Ma i nostri militari a Kabul hanno bisogno di scarpe, radio, giubbotti antiproiettile, tende oppure di aerei superlativi come il F35? E perché in Italia si rottamano le automobili e non paracadute e vestiario dei nostri soldati che ne avrebbero bisogno?». Silvio Rossignoli è il presidente di Aero Sekur, una media impresa di Aprilia, in provincia di Latina, che lavora nel campo della difesa (con 180 addetti e 27 milioni di fatturato). Rossignoli contesta le scelte di spesa che portano a privilegiare l'acquisizione di costosi sistemi militari dimenticando le vere esigenze delle Forze Armate sul campo. «E così le scarpe i nostri in Afghanistan alla fine se le vanno a comprare allo spaccio degli americani ». L'Aero Sekur, come la Gemelli, l'Oma Sud, l'Aerea e la Secondo Mona, è tra le piccole e medie aziende del made in Italy militare che hanno deciso di far sentire la loro voce. «Vogliamo parlare direttamente con le istituzioni » è la parola d'ordine. Il primo passo è stato l'organizzazione di un convegno a Roma con tanto di politici, generali e banchieri. Il secondo li dovrebbe portare a dotarsi di una rappresentanza più incisiva. Anche nel settore delle forniture militari si riproducono le dinamiche e i conflitti che nell' auto vedono da una parte la Fiat, dall'altre le aziende dell'indotto. E nonostante le Gemelli e le Aerea siano aziende ipertecnologiche restano anch'esse confinate tra gli Invisibili come i loro colleghi del manifatturiero «povero ». A monte di tutto c'è la crisi che sta rimodulando la spesa per la difesa e la sicurezza in tutto l'Occidente. La terza commessa dell'Eurofighter è stata dimezzata, altrettanto ha fatto Washington con il suo C27J, l'aereo da trasporto tattico e anche la cancellazione dei programmi per l'elicottero presidenziale della Casa Bianca che riguardavano l'Agusta è figlia della stessa logica. In sostanza se oggi le imprese del settore ancora lavorano e non hanno i problemi imminenti e drammatici del tessile e del metalmeccanico, il loro portafoglio ordini si sta però pericolosamente svuotando. «La crisi porta a una polarizzazione delle scelte di spesa e il grande ammazza il piccolo» spiega Rossignoli. «In più noi industriali italiani dobbiamo fare i conti con un'esterofilia abbastanza diffusa che porta il ministero e le azienda capofila spesso a preferire il prodotto straniero, quando invece dovrebbero fare promozione del made in Italy» aggiunge Pierantonio Pavan, presidente e principale azionista della Gemelli, un'azienda di Canegrate (Milano) con 35 dipendenti e un fatturato di 4 milioni, che produce sistemi per la gestione delle comunicazioni di bordo. Le piccole e medie aziende non sono quasi mai in grado di fornire prodotti direttamente alle Forze Armate e questo le rende più deboli nei confronti di Finmeccanica o Fincantieri che sui termini di pagamento fanno il bello e cattivo tempo. E anche quando la pubblica amministrazione accelera i pagamenti incagliati il flusso di denaro non arriva in fondo, si arresta alla prima fermata. «Le attenzioni delle autorità sono inevitabilmente rivolte alla testa della filiera e se sei in fondo spiega Michele Nones, direttore dell'Istituto Affari internazionali rischi di essere davvero un semplice spettatore, aspettando che la crisi passi». Di alternative non ce ne sono molte, il mercato è quello e non si possono fornire prodotti nuovi. «Non c'è la 500 di Marchionne con la quale forzare il mercato Usa». La Oma Sud, per esempio, ha continuato a investire per realizzare un velivolo leggero per il controllo del territorio ma i ministeri della Difesa e degli Interni non hanno budget e neppure la Protezione civile. La salvezza, dunque, si dovrebbe chiamare export ma per vendere apparati militari ad altri Paesi bisogna superare controlli, regolamenti, burocrazie pensate per la grande impresa e assolutamente proibitive per la piccola e media. E' il caso della varesina Secondo Mona che non riesce a rispettare i tempi dettati dai clienti inglesi perché servono anche due mesi per avere un permesso. «Le esportazioni sono condizionate dalle lentezze della pubblica amministrazione. L'ha detto anche l'ambasciatore americano Spogli che la vera causa del declino dell'Italia è la burocrazia» conferma Silvano Mantovani, amministratore delegato della Aerea. E proprio l'azienda milanese (120 dipendenti e 24 milioni di ricavi) che voleva ingrandirsi e lasciare lo stabilimento di via Cefalonia ha dovuto aspettare tre anni per avere un'area libera a Turate. «La speranza però è l'Europa» sostiene Nones. Una direttiva comunitaria prevede che gli Stati membri possano imporre il subappalto del 30% della singola commessa alle aziende fornitrici. Sarebbe la prima volta che Bruxelles si rivela amica dei Piccoli. Dario Di Vico ddivico@rcs.it Su Corriere.it martedì 7 alle 16 videochat con Giorgio Merletti vicepresidente nazionale di Confartigianato e Dario Di Vico sulle piccole imprese e i problemi del credito. Oma Sud La società ha continuato a investire su un aereo leggero, ma né la Difesa né la Protezione Civile hanno budget La protesta «Vogliamo parlare direttamente con le istituzioni» è la parola d'ordine delle aziende, che ora intendono associarsi Silvio Rossignoli (Aero Sekur), Silvano Mantovani (Aerea) e Valter Proietti (Oma Sud)

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a rischio il consorzio di bonifica (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 7 - Empoli A rischio il Consorzio di Bonifica Previsto l'accorpamento con Pisa. I dipendenti sono sul piede di guerra SAN MINIATO. Nessuna semplificazione, ulteriori costi di gestione a danno dei lavori, una fusione tra vecchio e nuovo che danneggia l'ottimo livello raggiunto sia nel Valdarno che nel comprensorio della Valdera, lunghi mesi, forse anni, per completare operativamente un soggetto unico che da Pisa, oltre a mandare le cartelle, faccia anche opere di sicurezza idraulica. E' contro l'ipotesi di tutto questo che il personale del Consorzio di Bonifica Valdera presieduto da Edoardo Villani - riunito in assemblea venerdì, dopo ore di discussione e confronto - è sceso sul piede di guerra. L'obiettivo è difendere, contro i propositi della Regione Toscana, quella scelta convinta fatta dai Comuni del Valdarno e della Valdera e dai contribuenti nel 2001 quando scelsero di creare un consorzio per la cura dei corsi d'acqua del territorio. La giunta regionale ha deliberato la riduzione da 13 a 6 per i consorzi di bonifica in Toscana (scelta che tocca, a vario titolo quasi 400 dipendenti a livello regionale). Con la nuova geografia - se la delibera passerà dritta al vaglio delle commissioni prima e al voto del consiglio poi - la Bonifica Valdera sarà accorpata a Fiumi e Fossi. Dalla fusione nascerà il Consorzio di Bonifica dell'Area Pisana. «Dietro questa operazione - spiegano i dipendenti in un documento - si cela la volontà di chiudere enti, a prescindere dall'efficienza dei medesimi, realizzandone di nuovi la cui operatività è tutta da dimostrare. Com'è da dimostrare il proclamato futuro risparmio economico, al fronte del quale dovremmo però nell'immediato, aumentare i costi dei gestione a danno degli interventi sul territorio». Fusione a freddo tra vecchio e nuovo: servirà un percorso lungo per creare un unico organismo, per avere un solo piano di classifica (quello della Bonifica Valdera è praticamente nuovo ed adeguato alle esigenze del territorio) per gestire un territorio tanto vasto. «Il nostro Consorzio - dicono i dipendenti della Bonifica Valdera - ha visto diminuire costantemente le spese generali di gestione a favore dei lavori, ha una sede nuova di zecca a San Miniato ben posizionata sul territorio, con gli sportelli al pubblico aperti tutti i giorni, ha svolto un ottimo lavoro sulla lotta all'evasione, ha tenuto invariato il tributo consortile, ha semplificato le procedure interne e informatizzato il lavoro, anche le contabilità ed il protocollo sono digitalizzati. E' un grave errore l'accorpamento con un altro ente che non ha nessuna di queste caratteristiche». Durante la fase di accorpamento - se sarà questo il destino - ci saranno spese di burocrazia e non per lavori. Ma le cartelle, ai contribuenti, arriveranno sempre puntali. I dipendenti fanno appello al sindaco Vittorio Gabbanini perché si adoperi per non far perdere a San Miniato la sede del Consorzio di Bonifica. E fanno appello anche a tutti i sindaci della Valdera che hanno toccato con mano «i benefici della scelta fatta all'inizio del nuovo millennio». L'intenzione dei dipendenti è anche quella di incontrare il consigliere regionale Alfonso Lippi che si adoperò per creare la Bonifica Valdera che oggi è un Consorzio di dimensioni medie - 21 comuni, 40 mila contribuenti, 81 mila ettari di territorio di competenza - ma modernissimo, con un forte carico di progettazione interna. I dipendenti auspicano che anche dalla popolazione parte il grido d'allarme contro questa ipotesi che non toglie la tassa di bonifica, ma porta ad un peggioramento del servizio. Pronto anche un pacchetto di scioperi.

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mina, il beagle ritrovato da tutta la città la padrona commossa: grazie di cuore (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 1 - Montecatini Mina, il beagle ritrovato da tutta la città La padrona commossa: «Grazie di cuore» MASSA COZZILE. Un ringraziamento sentito. Da estendere a tutte le persone che hanno permesso di ritrovare Mina, il beagle rubato al Garden Pedicino e ritrovato due giorni dopo in via Bruceto, a Massa Cozzile, in casa di alcuni moldavi. A parlare è Barbara Gironi, titolare del Garden. «Ringrazio prima di tutto i giornali, per la pronta risposta alla mia richiesta di aiuto: grazie ai loro annunci hanno saputo arrivare alla coscienza ed al cuore di tutti quelli che ci hanno subito chiamati. Poi penso ai residenti di via Bruceto, e tutti i suoi negozi, che hanno teso la ragnatela di notizie che ci ha portato al "covo" dei malviventi». Gironi rivolge un pensiero anche alle vigilesse di Massa e Cozzile, per il loro interessamento, le volontarie del canile e l'ufficio Asl veterinaria di Margine Coperta, che ha assistito i titolari per l'inevitabile burocrazia da esplicare. «E grazie ai carabinieri di Ponte Buggianese e Borgo a Buggiano, per la prontezza del loro intervento, e per la tenacia con la quale hanno condotto le indagini, nonostante il loro momento di estrema attivita' per la nostra città». La notizia migliore è che Mina sia tornata alla sua famiglia, assieme ad altri piccoli cuccioli. «Questa volta nessuno è stato disposto a tollerare questa ennesima violenza, perché qui non si tratta della solita violazione della proprietà altrui, ma di peggio. C'erano in ballo esseri viventi, affetti importanti. I nostri cani».

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ibi va a casa con i suoi morti e ora ha il permesso di soggiorno (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

L'unica sopravvissuta degli Ayad rientrerà subito a Viareggio Ibi va a casa con i suoi morti E ora ha il permesso di soggiorno La ragazza è stata derubata in ospedale di centinaia di euro VIAREGGIO. Ad avere gli occhi lucidi è Maria, la poliziotta che le sta accanto e le tiene amorevolmente la mano sinistra. Ibtissam invece no. Lei ha uno sguardo sereno che difficilmente riesci a immaginare negli occhi di una ragazza di 21 anni che in pochi istanti ha perso tutta la famiglia. Miracolosamente scampata al disastro di lunedì notte, accompagnata dallo zio Abdelilah, Ibtissam Ayad ieri mattina è andata al commissariato di polizia di Viareggio dove il dirigente Leopoldo Laricchia le ha consegnato il permesso di soggiorno che le permetterà di poter volare in Marocco per i funerali della mamma Aziza, del papà Mohamed e di Hamza e Iman, i due fratelli più piccoli. «Ibi» - come la chiamano un po' tutti gli amici italiani - ne aveva fatto richiesta già alcune settimane fa. La tragedia che ha decimato la famiglia e distrutto la casa di via Ponchielli dove abitava ha inevitabilmente accelerato i tempi della pratica. In modo da permetterle di partire insieme alle salme dei sette cittadini marocchini ed arrivare in tempo per le esequie. Per una volta, insomma, la burocrazia non si trasforma in un assurdo ostacolo. «Ringrazio tutti coloro che con il loro interessamento permetteranno la mia presenza ai funerali dei miei familiari in Marocco. Ma martedì voglio essere di ritorno in Italia, a Viareggio, per poter partecipare anche anche ai funerali che si terranno qui. Voglio pregare per tutti i morti di questa strage». Ad accompagnarla, in Marocco, ci sarà anche Cristina Raguseo, 19 anni, la fidanzata viareggina di Hamza, il fratello. Anche per lei si sono smossi gli uffici del commissariato: era senza passaporto e glielo hanno preparato in meno di ventiquattro ore. Il futuro di Ibtissam sarà comunque a Viareggio. Questa è ormai la sua città adottiva. Qui ha trovato tanti amici e amiche. Qui frequenta la scuola di pasticceria. «Voglio continuare a fare ciò che ho sempre fatto da quando abito a Viareggio. Questo è quello che avrebbero voluto i miei genitori. Ed è anche nel loro ricordo che voglio specializzarmi come pasticcera e trovare un lavoro qui. E, magari, far venire in Italia anche alcuni dei miei parenti». La forza d'animo fa superare a «Ibi» anche l'ultima amarezza che l'Italia le riserva. Qualcuno, approfittando della sua assenza nella camera dell'ospedale «Versilia» che l'ha ospitata in questi giorni, le ha sottratto alcune centinaia di euro che aveva con sé. Claudio Vecoli

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Le Regioni chiedono al Governo di ridurre burocrazia e tariffe sugli alimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 05-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le Regioni chiedono al Governo di ridurre burocrazia e tariffe sugli alimenti (5/7/2009 10:00) | (Sesto Potere) - Firenze - 5 luglio 2009 - Il sistema di tariffe definito dal Decreto Legislativo 194/2008 che finanzia i controlli sulle imprese che producono alimenti deve essere cambiato perché rischia di penalizzare i produttori italiani con aggravio degli oneri burocratici. La commissione salute della Conferenza delle Regioni, presieduta dall'assessore regionale alla salute della Toscana Enrico Rossi, ha predisposto una proposta di modifica che sarà sottoposta nei prossimi giorni dalle Regioni all’attenzione del Governo. Già da gennaio le Regioni hanno chiesto al Governo di modificare il decreto legislativo 194/08 che fissa l'importo e le modalità di riscossione delle tariffe che le imprese del settore alimentare sono tenute a pagare per finanziare il sistema dei controlli. Ad oggi le tariffe che gravano sulle imprese risultano onerose, poco flessibili (anche perché non prev edono significative differenziazioni e non tengono conto dell'impegno delle aziende che hanno comportamenti virtuosi) e penalizzanti nei confronti degli imprenditori italiani rispetto ai loro concorrenti stranieri. L'attuale decreto fissa il pagamento delle tariffe in anticipo rispetto all'erogazione del servizio, prevede che le tariffe coprano tutto il costo del servizio senza prevedere elementi premianti per le imprese virtuose, fissa dei forfait che in alcuni casi possono superare in maniera significativa il coso del servizio erogato. Le conseguenze di queste disposizioni normative sono negative per i produttori italiani, ed in particolare per le attività a carattere locale e i piccoli mattatoi, con il rischio di un forte aumento delle importazioni dall'estero di prodotti alimentari. Le proposta di modifica contenuta nel documento approvato dalla commissione salute della Conferenza delle Regioni chiede al Governo di basare su fiducia e collaborazio ni il rapporto con i produttori ed evitare che le tariffe vengano configurate come una nuova tassazione e ricorda che l'Unione Europea garantisce il principio di leale concorrenza tra gli operatori di settore. “Mi auguro – conclude l'assessore Rossi – che a partire dalla proposta delle Regioni si possa riaprire in tempi brevi con i Ministeri competenti un tavolo di lavoro congiunto che tenda a risolvere le criticità rilevate.”

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"Un ospedale eccellente può essere più umano" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Un ospedale eccellente può essere più umano" Giorgio Gatti da oltre due anni è il direttore generale dell'unica Azienda ospedaliera (Aso) della Granda. In passato è stato direttore generale della Provincia di Torino, prima manager di Ferrero e Peugeot. Il «Santa Croce» è il primo «datore di lavoro» della città, con 2260 dipendenti, con costi di 216 milioni di euro. L'anno scorso ha fornito mezzo milione di prestazioni ai pazienti e un milione e mezzo di esami. Gatti, che impegno comporta dirigere il maggiore ospedale del Sud Piemonte? «È stato difficile calarsi in una realtà con caratteristiche uniche. Cura e prevenzione, logistica e diagnostica. Un rapporto così stretto come tra medico e paziente non esiste in nessun altro tipo di servizio. È un mondo gerarchico, altamente specializzato». Cosa ha cambiato rispetto al momento del suo arrivo? «Poche cose non funzionavano BENE. Ho dato più peso all'umanizzazione dell'ospedale. Ho accentrato alcuni procedimenti. Oggi la formazione è più mirata. Con alcuni accordi abbiamo reso più funzionale il rapporto con le 16 associazioni di volontariato che operano in ospedale e dato valore ad alcuni organismi interni, come il Collegio di direzione. Siamo un Centro d'eccellenza: alti livelli di preparazione e conti in equilibrio». Amos: la società multiservizi serve ancora? «L'ex assessore regionale Valpreda aveva già stabilito che questa sperimentazione gestionale sarebbe dovuta tornare tutta pubblica: i soldi guadagnati sono andati soprattutto alla pubblica amministrazione, i privati hanno lasciato senza rancori. Secondo la Bocconi la sperimentazione di Amos è stata tra le migliori d'Italia. L'attuale assessore regionale alla Sanità, Eleonora Artesio, ha imposto precisi indirizzi. Amos non ha più funzioni sanitarie ma solo di servizio, e solo per i suoi azionisti». Ma un servizio ''dato fuori'' non è più caro, anche solo perché si deve pagare l'Iva? «Si deve tenere conto delle sinergie: alcuni servizi, come esami o le verifiche di ingegneria clinica, se fatti non solo per noi ma per gli altri azionisti (Asl Cn1 e Cn2, Asl di Asti) consentono prezzi più bassi. Sono economie di scala. Poi Amos è flessibile e consente rapidità». La governance di Amos: Asti vuole contare sempre di più. «Il 70% dell'azionariato è a Cuneo, tra noi e Asl Cn1. Il presidente è il cuneese Maurizio Grosso. Esiste un piano industriale da seguire e ci sono riunioni periodiche tra tutti gli azionisti». Serve un nuovo ospedale? «Voglio evitare camere con sei letti, oggi ancora presenti, e due sedi: sono un costo per l'Aso che deve ad esempio tenere due radiologie, ma anche un rischio per il paziente. L'ipotesi della monorotaia era costosa e risolveva nulla. È un dovere ragionare sul futuro. Oggi il nuovo blocco operatorio dà un po' di respiro, ma si deve realizzare una struttura nuova, funzionale, con meno posti letto rispetto ai 650 di oggi, perché deve servire solo per i casi più gravi e complessi. Aumenteranno sempre più le prestazioni in giornata, day hospital e day surgery. Sono procedure che fanno risparmiare tempo e risorse». I tempi per un nuovo ospedale? E i soldi? «Servono 8-10 anni. Per i soldi stiamo elaborando un Piano finanziario con un gruppo di lavoro affidato a una società partecipata dalla Fondazione Crc. Ci sono dentro Regione e Comune, entrerà al più presto la Provincia. Vogliamo che si confrontino medici, urbanisti, amministratori. Il nuovo ospedale sarà a servizio di tutti». Liste di attesa «Non sempre lunghe liste di attesa sono un segno di cattivo funzionamento. È appena entrato in funzione, per ora in via sperimentale, un Centro unico di prenotazione per tutta la provincia: chi prenota sa i tempi di attesa di tutti i centri e va dove vuole. Se sceglie un determinato medico, in un posto preciso, sa che dovrà attendere. È una questione di informazione corretta». L'accusano di assumere primari giovani. «Non lo sapevo. Se è così mi fa piacere. Sono arrivati in 5 con me in questi anni, sei se contiamo il farmacista. Nessuno mi ha mai imposto nomi. Una commissione tecnica seleziona i candidati migliori, la direzione generale sceglie. Da poco poi abbiamo firmato un accordo con i sindacati perché il premio di produzione, circa 1500 euro l'anno, sia suddiviso in base a chi svolge i compiti più pesanti o difficili, non spalmato in modo uguale per tutti. è un primo passo verso il riconoscimento del merito». Quante le cause di pazienti contro l'ospedale? «Una ventina. Non molte se si pensa ai numeri del ''Santa Croce''». Delusioni? «Ogni tanto il rapporto con la Regione. Non parlo della politica, ma non sempre è facile capirsi con i funzionari, la burocrazia. Non si rendono sempre conto che il compito di far star bene la gente è svolto sul territorio, non dal centro».

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Energy, un'opportunità da cogliere (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette Numero 158  pag. 205 del 6/7/2009 | Indietro Energy, un'opportunità da cogliere L'INTERVISTA Di Lorenzo Morelli Paolo Daviddi, managing partner di Norton Rose Italia, racconta la sua carriera L'Italia è un paese che attira gli investitori stranieri, ma la burocrazia li fa scappare via. Quasi tutti, però Mentre in Francia la rivoluzione dava inizio a una nuova epoca, a Londra nasceva lo studio legale Norton Rose. I due avvocati hanno aperto nel 1794 con un ufficio di piccole dimensioni per poi diventare uno dei principali colossi del diritto internazionale. A contribuire alla crescita da un lato [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 10      

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Le misure Ue su frutta e verdura (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le misure Ue su frutta e verdura Tornano sui mercati i "cetrioli storti" e le carote nodose di MATTEO FORNARA* Spariscono da oggi le misure europee su cetrioli, piselli e altri ventiquattro tipi di ortaggi e frutti. Le norme dell'Unione europea sulle dimensioni e la forma di numerosi prodotti ortofrutticoli non saranno più applicate. L'iniziativa della Commissione europea di eliminare queste norme fa parte degli sforzi intrapresi da tempo per semplificare e snellire la normativa dalle inutili formalità burocratiche. Restano invece in vigore le cosiddette norme di commercializzazione - cioè le misure - per dieci tipi di frutta e verdura, fra cui mele, fragole e pomodori. Ma anche per questi prodotti gli Stati dell'UE potranno per la prima volta autorizzare i negozi a vendere prodotti fuori norma, purché siano etichettati in modo da distinguerli dai prodotti delle categorie extra, I e II. In altre parole, la nuova normativa lascia alle autorità nazionali la facoltà di autorizzare la vendita di tutti i prodotti ortofrutticoli, indipendentemente dalla loro forma e dimensione. «Il 1° luglio segna il ritorno sugli scaffali di negozi e supermercati dei cetrioli storti e delle carote nodose» ha dichiarato a questo proposito Mariann Fischer Boel, Commissaria all'agricoltura e allo sviluppo rurale. «Parlando seriamente, si tratta di un esempio concreto dei nostri sforzi di eliminare adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo certo bisogno di legiferare su questo tipo di questioni a livello europeo: molto meglio lasciare quest'incombenza agli operatori del mercato. Questi cambiamenti significano inoltre che i consumatori saranno liberi di scegliere fra la più vasta gamma possibile di prodotti. È assurdo buttar via prodotti perfettamente commestibili semplicemente perché non hanno dimensioni e forma perfette». In passato, in diverse occasioni l'eccesso di legiferazione da parte delle autorità europee è stato considerato, spesso con sarcasmo, un ostacolo all'attività di questo e di altri settori commerciali. Misure come queste dimostrano la volontà di eliminare ogni eventuale tentazione di eccessi normativi. Ma in realtà non tutti gli operatori del settore si sono dimostrati d'accordo con questa scelta, durante le trattative svoltesi dal 2007, ritenendo gli standard una tutela del loro prodotto sul mercato internazionale. Nel quadro della riforma dell'organizzazione comune del mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli, la Commissione europea si è impegnata a ridurre la burocrazia inutile eliminando una serie di norme di commercializzazione per determinati frutti e ortaggi. Il cambiamento che nella pratica parte oggi significa che saranno eliminate le norme di commercializzazione per ventisei prodotti: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria witloof. Saranno mantenute le norme specifiche di commercializzazione per dieci prodotti che rappresentano il 75% del valore degli scambi nell'Unione europea: mele, agrumi, kiwi, lattughe, pesche e pesche noci, pere, fragole, peperoni dolci, uve da tavola e pomodori. Questi prodotti potranno essere venduti anche fuori norma con un'etichettatura appropriata come ad esempio "prodotto destinato alla trasformazione" o una dicitura equivalente. *Rappresentanza a Milano della Commissione Europea 06/07/2009

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<Giusto, (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 8 «Giusto, DON di STEFANIA CONSENTI MILANO «COSÌ COM'È quel pacchetto sicurezza non va, bisognerà fare qualcosa per regolarizzare quel mezzo milione di badanti che lavorano nelle nostre famiglie». Sono le parole di don Virginio Colmegna, il sacerdote che assiste i nomadi a Milano, ex direttore della Caritas cittadina, presidente della Casa della Carità che gestisce il più grande campo rom cittadino. È d'accordo con il sottosegretario Carlo Giovanardi che chiede un provvedimento urgente per risolvere l'emergenza badanti? «É il minimo da fare. Certo, sarebbe stato meglio pensarci prima». La sua proposta? «Il giusto e corretto problema di regolare le immigrazioni deve tener conto della situazione reale. Ripeto: si trovi il giusto modo di regolare queste presenze che sono presenze positive nelle nostre famiglie. Nell'ultima regolarizzazione sono rimasti fuori dalle 600mila alle 700mila persone. Questo due anni fa, adesso si presume che siano aumentate». E poi? «Regolarizziamo e cerchiamo di far sì per il futuro che nessuna famiglia porti in casa una badante, con un permesso di soggiorno, non conoscendola, da una lista di collocamento della Moldavia. Acceleriamo, laddove c'è una domanda seria, l'ottenimento dei permessi, tagliamo la burocrazia. Ci permetterà di essere più agili e snelli. Quando c'è un bisogno occupazionale, per favore, non mettiamoci tanto tempo. Non dimentichiamo che su tre immigrati due si sono regolarizzati post, e questo è sbagliato». E i rom? «Il regolamento comunale sulla gestione dei campi rom a Milano e Roma non c'entra niente con il decreto sicurezza. Provocatoriamente però dico: visto che il ministro Maroni ha stanziato una serie di soldi, anche abbondanti, per le grandi città, mettiamo in pratica le cose positive del piano, ma sterilizziamo tutto il dibattito politico. A Milano arriveranno 10 milioni di euro e una buona parte dei fondi serviranno a sostenere i progetti di scolarizzazione dei rom, di una casa e affitti regolari, di un lavoro a chi lo vuole trovare, di controlli seri per punire i reati veri. Ma basta con gli scontri ideologici, cominciamo a lavorare insieme».

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Quattro secondi di anticipo costano la falsa partenza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-05 - pag: 4 autore: Lombardia/ Macchine utensili Quattro secondi di anticipo costano la «falsa partenza» P ronti, partenza...via! All'esplosione della pistola dello starter, fissata alle 10:00 in punto, Ezio Colombo, titolare della Ficep di Gazzada Schianno, in provincia di Varese (costruzione macchine utensili) forse si è fatto tradire un po' dall'emozione. «Abbiamo inviato la domanda quattro secondi prima del via – spiega con amarezza –. Probabilmente, l'orologio del nostro computer non era ben sincronizzato con quello dell'Agenzia delle Entrate». Troppa precipitazione per l'imprenditore, che nel 2008 ha investito in ricerca e sviluppo una somma ingente, pari a 1,83 milioni di euro. La domanda della Ficep è stata immediatamente rigettata dalla burocrazia monolitica dell'inflessibile cervellone ministeriale. «Abbiamo pensato a un errore, e la prima reazione, istintiva, è stata cercare di capire cosa non funzionasse». Un attimo di incertezza pagato caro. «Tempo di riordinare le idee, e, 45 secondi dopo il primo invio – spiega il titolare dell'azienda – abbiamo rilanciato la domanda». Troppo tardi, questa volta: a quel punto i fondi erano già abbondantemente esauriti. Una beffa per Colombo, che guida un'azienda da 150 milioni di euro di fatturato e che dà lavoro a circa 330 dipendenti. Una realtà che l'anno scorso ha investito risorse per sviluppare nuove soluzioni finalizzate a una riduzione dei consumi delle proprie macchine: accorgimenti per ottenere risparmi nelle movimentazione, per ridurre i consumi d'olio sfruttando attuatori elettromeccanici utilizzati nell'industria aeronautica. «In questo periodo – commenta l'imprenditore – abbiamo intensificato la spesa in ricerca, è l'unica strada per restare competitivi. Ma questa vicenda è frustrante: il sistema del click è un gratta e vinci, non c'è alcuna valutazione di merito e di qualità sugli investimenti. Qui in provincia di Varese siamo furibondi: il 70-80% delle domande è stata rigettata». M.Me. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ezio Colombo Amministratore delegato Ficep spa Gazzada Schianno (VA)

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Non rimaneche affidarcialla dea bendata (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Non rimane che affidarci alla dea bendata Giovanni Messina Negli ultimi anni si accumulano i libri sulla democrazia e ciò ovviamente non è in contrasto con il fatto che proprio quello della crisi della democrazia è il tema centrale del dibattito politico contemporaneo. Se il tono prevalente tra i molti libri dedicati alla democrazia è proprio quello della lamentazione sulla fine dell'utopia democratica e della deriva plebiscitaria (mediatica) delle nostre società, questa stessa insistenza però potrebbe esser scambiata per vitalità democratica. La disaffezione popolare per la politica, che è ormai drammatica sfiducia e cinico disinteresse, così come lo scarto effettivo che sembra esserci tra l'agire e i discorsi del ceto politico e le esigenze della collettività non devono farci trascurare né i segnali che testimoniano la vitalità civica di una parte della società né che l'incomunicabilità di questa con le burocrazie politiche è tutto sommato intrinseca alla democrazia rappresentativa. In verità, la rappresentanza non è quasi mai stata pensata come il meccanismo istituzionale in grado di realizzare l'effettiva partecipazione democratica alle scelte pubbliche. Al contrario, è stata solitamente affiancata nel corso della politica europea all'aristocrazia, laddove si è spesso ritenuto di servire l'ideale democratico attraverso la selezione per sorteggio. Questi temi vengono affrontati con misura e profondità nel libro «Il potere al popolo. Giurie cittadine, sorteggio e democrazia rappresentativa» (Dedalo, pp. 224) di Yves Sintomer, sociologo dell'Università Paris VIII, che da anni si occupa della questione democratica nella società moderna e che recentemente si è dedicato all'analisi delle molteplici esperienze di partecipazione politica che si presentano sulla scena con la pretesa di dire una 'parola' nuova in tema di democrazia. Il potere al popolo muove dalla constatazione della perdita di legittimità delle élites politiche e del meccanismo della rappresentanza istituzionale per svolgere poi, attraverso il tema del sorteggio quale strumento neutrale ed egalitario (per questo veramente democratico) di selezione per le cariche pubbliche, l'analisi delle strategie possibili per una democratizzazione delle nostre 'democrazie'. La democrazia rappresentativa, la forma moderna della politica prima ancora che della democrazia, non è stata invero un meccanismo che ha consentito la partecipazione popolare ma un meccanismo che prima di tutto è servito a scegliere i più "colti e saggi" per le cariche pubbliche. Così come i partiti politici, che certamente hanno consentito nel Novecento la "politicizzazione delle masse", sono stati ben presto smascherati nelle loro intrinseche dinamiche oligarchiche e burocratizzanti, poco funzionali alla cultura e alla prassi democratiche. Da questa prospettiva e con questa consapevolezza allora dobbiamo guardare il recupero del "criterio casuale", del sorteggio, che da qualche tempo è riemerso nella teoria politica e in alcune esperienze civiche per 'eleggere' i rappresentanti pubblici. Una tendenza tanto forte da poter entrare a far parte dell'attuale polemica sull'Università, così che il sorteggio pare esser diventato la panacea di tutte le storture e i mali dell'Accademia italiana. Così come per gli antichi greci sorteggiare era il modo migliore per garantire imparzialità e partecipazione diffusa nella vita civile oggi ritorna alla ribalta per spazzare le consorterie e la cooptazione della sfera politica. Il libro di Sintomer, attraverso un denso excursus storico, ricostruisce la presenza, lontana dal nostro habitus mentale, del sorteggio come criterio di scelta della classe dirigente in tutto il corso della Storia della politica europea fin dall'esperienza della democrazia nelle città greche. Il sorteggio, come strumento che garantisce il coinvolgimento di tutti i componenti la comunità e con pari dignità alle funzioni pubbliche, è stato elemento centrale nel discorso democratico ateniese, così come nella repubblica romana e nella politica delle città del Medioevo e del Rinascimento italiani. Dietro il "criterio casuale" c'è il rifiuto dell'idea che la politica sia un campo da professionisti e la convinzione che la partecipazione stessa, anche negli snodi istituzionali, sia una palestra per la cittadinanza. L'associazione tra sorteggio e democrazia si trova continuamente nel pensiero politico; da Aristotele a Machiavelli, da Harrington a Rousseau si è sempre sottolineato come, diversamente, le elezioni e la rappresentanza fossero un meccanismo 'aristocratico'. Sintomer osserva che, in seguito all'affermarsi dell'idea di una geometrica rappresentazione del corpo collettivo ed elettorale attraverso una proporzionale elezione dell'assemblea parlamentare (riproduzione in miniatura della collettività nella pluralità della sue componenti sociali) e con l'idea della politica come attività che necessita di competenza e specializzazione, il metodo del sorteggio scompare per due secoli, tranne che nell'esperienza giudiziaria di molte nazioni, dove è rimasta più o meno costante la presenza della selezione casuale dei giurati popolari dei tribunali. Ecco che allora il suo riaffiorare, in questi anni, come metodo per la composizione di collegi di cittadini testimonia di una tendenza a sparigliare il campo delle istituzioni politiche e contrastare la loro auto-referenzialità. Si spiega facilmente la reazione di fastidio da parte delle élites politiche alle proposte d'essere sottoposte, per la valutazione del loro operato, al giudizio di giurie popolari, magari costituite con sorteggio tra i consociati. Si sbaglierebbe a interpretare la riproposta del sorteggio semplicemente come una provocazione, giacché la ricostruzione fatta nel libro mostra quanto eccentrica sia la 'nostra' poca familiarità con tale meccanismo della partecipazione politica; allo stesso tempo si rischierebbe di sottovalutare il senso complessivo del ragionamento di Sintomer, che è quello di indicare le direzioni verso cui proseguire per alimentare le speranze di una nuova politica. Il desiderio di partecipare e l'istanza democratica, mai scomparsi del tutto, trovano spazi di manifestazione anche nel deserto delle società dei media e del disincanto. Se dobbiamo certamente fare i conti con i cascami di un lungo percorso, in cui la rappresentanza e il partito politico hanno strutturato lo spazio non solo dell'agire ma dello stesso senso collettivo, non è corretto far coincidere con la loro crisi (che forse non è ineluttabile declino) la scomparsa della passione civile. Molte sono le voci che ci conducono a dire che è stata proprio l'assenza di una cultura della partecipazione come esperienza esistenziale irrinunciabile che ha lentamente sottratto energie agli istituti della rappresentazione politica. Se possiamo osservare la sperimentazione di una democrazia senza rappresentanza nelle stesse pratiche delle associazioni della società civile che, in continuità con le innovazioni del pensiero femminista, si organizzano secondo quella che potremmo dire una democrazia orizzontale, è ancor più nelle esperienze di democrazia partecipativa diffuse in questi ultimi anni che è possibile trovare sostegno per rivendicare una cittadinanza più attiva. In Europa, così come nel Sud e nel Nord del continente americano, sono sempre più numerose le esperienze di partecipazione diretta nelle istituzioni politiche, seppur spesso con ruoli esclusivamente consultivi. Sono questi episodi che attestano, malgrado tutto, l'impossibilità della politica istituzionale di respingere la richiesta proveniente dalle comunità di prender parte alle decisioni. A chi obietta che queste pratiche son marginali e tutte derivanti da gruppi di attivisti richiedenti una trasformazione radicale degli equilibri sociali, destinati quindi alla sterile utopia, il sociologo francese chiede ma "….chi può ragionevolmente affermare che lo status quo è soddisfacente?".

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Il permesso di soggiorno? Una vera odissea (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

IL CASO «Il permesso di soggiorno? Una vera odissea» Tra famiglie e badanti spesso si instaura un rapporto di reciproca fiducia che spinge il «datore di lavoro» a far di tutto per tenere quelle donne al suo servizio. Indipendentemente dal permesso di soggiorno. «Avevo in casa una signora ucraina - racconta una donna -, una persona stupenda con la quale si era instaurato un rapporto speciale. Ho tentato per un anno e mezzo di regolarizzarla, ma niente. Ad un certo punto si è ammalata di depressione, l'ho curata e, visto che erano tre anni che non vedeva la famiglia, l'ho lasciata tornare a casa. Ora non può rientrare in Italia ma io sto facendo di tutto perchè torni con noi». E non va trascurato il fatto che per strappare l'agognato permesso le famiglie devono sobbarcarsi una vera e propria odissea tra un uffico e l'altro. «Ho preso in casa una ragazza della Moldova in italia già da due anni - racconta una signora -. Dopo un mese e mezzo ho scoperto che era irregolare. Fa niente, mi sono detta, e ho presentato domanda a fine 2007. Finora è andata male ma forse ci riesco entro l'anno. Ho già portato i documenti all'ispettorato del lavoro ma mi manca il nulla osta della questura e senza di quello la prefettura nulla può fare. E' dura: voglio mettere a posto la ragazza ma la burocrazia me lo impedisce».

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Commissione paritetica per turismo e terziario (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Obiettivo: snellire le pratiche burocratiche Commissione paritetica per turismo e terziario I servizi saranno a titolo gratuito per le aziende interessate Costi a carico degli enti bilaterali TRENTO. In Trentino arriva una commissione in aiuto del settore turistico e terziario. «La commissione sarà paritetica - spiega il presidente dell'Ebter Walter Largher - formata da un rappresentante dei datori di lavoro a turnazione fra le varie associazioni e un rappresentante delle organizzazioni sindacali a turnazione tra le organizzazioni di categoria». In ballo ci sono circa diciottomila aziende (tra terziario e turismo), un ampio bacino d'utenza decisamente ampio. In appoggio, arrivano i tre enti bilaterali che fanno riferimento a questi tre settori: l'Enbit guidato da Glorgia Bertagna, l'Ebt capeggiato da Celestino Lasagna e appunto l'Ebter. I vantaggi? Sono molti, ma soprattutto velocizzare le pratiche per le richieste di cassa integrazione in deroga, lo snellimento complessivo dei tempi (circa una settimana per lo svolgimento delle pratiche) e della burocrazia. In parole povere, si tratta di uno strumento a disposizione delle piccole e medie aziende per affrontare la crisi finanziaria che incomincia a dare i primi segnali anche in questi settori. A conforto qualche dato tecnico: la commissione oltre a essere paritetica sarà a titolo gratuito per le aziende interessate, i costi saranno a carico degli enti bilaterali (anche se resteranno i costi previsti per legge). Una commissione che muove i suoi primi passi prendendo spunto dalla convenzione tra Provincia autonoma e Inps che - tra il 15 maggio e il 25 giugno - ha istituto le casse integrazioni in deroga, un protocollo d'intesa che prevede un pacchetto di 1040 ore modulabili a disposizione dell'azienda in base a una richiesta che dovrà essere presentata entro il 31 dicembre. «Oltre a voler sottolineare l'importanza dei corsi di formazione - ha commentato soddisfatto Largher - è importante spiegare che questa commissione nasce come strumento tecnico che vuole agevolare le piccole e medie aziende». Al momento, però, pochi segnali arrivano dall'esterno. «Fino ad ora sono arrivate poche richieste. - ha ammesso Largher durante la chiusura della presentazione - Siamo anche coscienti del rischio che queste non arrivino affatto o perché le aziende non sono a conoscenza della cassa integrazione in deroga o perché preferiscono il licenziamento perché lo ritengono più veloce e indolore per l'azienda».

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(sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

stampa «Pronti alla sfida nell'energia» Parla Marco Zigon, presidente di Getra. Definita una joint venture con la cinese Baosheng Una joint venture da 49 milioni di dollari con un investimento da parte della Getra, che deterrà la quota di maggioranza, da 50 milioni di euro. È questo uno degli accordi, il più importante in termini finanziari, siglato ieri nell'ambito del Forum imprenditoriale Italia-Cina. La Getra, con due stabilimenti in Campania ma fortemente presente nella Capitale, è leader nella produzione, costruzione e manutenzione di trasformatori elettrici di media e grande potenza. Ne abbiamo parlato con il presidente Marco Zigon che ha seguito passo passo la definizione della joint venture. Avrete la maggioranza della joint venture. Come avete convinto i cinesi? «La joint venture è con il Gruppo Baosheng, leader nel settore dell'energia in Cina e tra le prime trenta società quotate nella Borsa di Pechino. La Cina sta perseguendo una politica industriale di grande attenzione verso i prodotti ad alto contenuto tecnologico e l'Italia è leader in numerosi settori compreso quello energetico che è uno delle aree di maggior investimento in Cina». Qualche cifra? «Una prima di tutte. Gli investimenti in Cina in elettricità sono cinque volte superiori a quelli effettuati in Europa». Quale è l'obiettivo di questa joint venture? «Noi portiamo il know how per la costruzione, nella regione del Baohing, di uno stabilimento che produrrà trasformatori di media e grande potenza tra i 220 e i 500kV, destinati a fornire il mercato cinese. L'accordo ha una grande importanza strategica alla luce dell'aumento considerevole di domanda locale di energia elettrica e degli importanti progetti di incremento delle centrali di produzione e del sistema di trasmissione e distribuzione». Quanti lavoratori saranno impiegati? E quanti saranno gli italiani presenti nel nuovo progetto? «Saranno circa 300 le unità operative. Gli italiani saranno presenti a livello di progettazione, ingegnerizzazione dei trasformatori elettrici e ricerca. Baosheng si occuperà della realizzazione dello stabilimento, della selezione e gestione del personale e della organizzazione della rete di vendita». Quali dificoltà avete incontrato nell'operare in un paese così diverso? «Per noi è la prima esperienza in Cina. Ci siamo dovuti scontrare con la burocrazia e con riti imprenditoriali molto diversi». Quali? Ha qualche episodio da raccontarci? «Bè, noi italiani siamo più sintetici, veniamo subito al sodo, ci presentiamo agli incontri con un numero ristretto di persone, quelle strettamente necessarie e con specifiche competenze. I cinesi si muovono in delegazioni numerose e ciascuno vuole parlare. Ma superato il primo ostacolo poi tutta fila liscio. L'importante è avere un partner locale. La Cina è un mercato con grandissime prospettive e questo è il momento giusto per le imprese italiane per mettere radici». Non è che l'Italia è arrivata in ritardo? «Assolutamente no. Le imprese italiane sono molto quotate e non hanno niente da invidiare alle grandi società europeee e americane». Quanto influisce il diffuso meccanismo della contraffazione nei rapporti tra l'Europa e la Cina? «La contraffazione riguarda prodotti senza elevato contenuto tecnologico. È necessario che quel Paese si dia delle regole anche nella consapevolezza che è tra le realtà economiche che guideranno la ripresa. Sto notando però una evoluzione verso il rispetto delle regole internazionali. Spero che un passo in avanti in questo senso arrivi dal G8. Per questo è necessario allargare il G8 alle economie trainanti e in primo luogo alla Cina. Bisogna rafforzare la collaborazione tra i mercati per la tutela dei reciproci interessi». Non temete di essere fagocitati dal colosso cinese? «Le imprese italiane, che io ho visto operare in quel Paese, hanno un'altissima qualità di prodotti e tecnologie e sono ben attrezzate ala sfida dele competizione»..

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addio chimica nel lazio dall'eni alle multinazionali l'esodo dei grandi gruppi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Roma L´inchiesta Poteri forti Osservatorio L´intervista Il caso Addio chimica nel Lazio dall´Eni alle multinazionali l´esodo dei grandi gruppi Bidelli, segretari, tecnici i tagli colpiscono la scuola In 1300 senza lavoro Semplificare la burocrazia i consigli e le richieste delle imprese romane Vincoli nell´Agro Sul soprintendente l´ira dei palazzinari "è un polo di ricerca fra i primi d´Italia imperdonabile perderlo"

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la semplificazione burocratica prima emergenza per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVII - Roma OSSERVATORIO OSSERVATORIO La semplificazione burocratica prima emergenza per le imprese I recuperi di efficienza derivanti dalla semplificazione amministrativa, dello snellimento delle procedure, dalla razionalizzazione burocratica, costituiscono un tema centrale per la competitività delle imprese. La Ue, nella strategia di Lisbona ha fissato un obiettivo di riduzione del 25% entro il 2012 degli oneri burocratici derivanti dalla legislazione comunitaria, adottando adottato lo EU Standard Cost Model, sulla base delle best practice di paesi come Regno Unito e Danimarca. Il beneficio atteso è dell´1,4% del pil Ue. La Commissione ha stimato che per l´Italia i costi amministrativi sulle imprese sono pari al 4,6% del pil, circa 75 miliardi di euro. Per il Lazio che, con 5,6 milioni di abitanti ha il secondo Pil d´Italia, si tratta di oltre 7 miliardi. Cosa chiedono le aziende? E´ semplice: procedure più snelle e facili, tempi brevi e certi, concentrazione degli interlocutori, uso dell´informatica. La semplificazione è al primo posto tra gli aspetti su cui intervenire con urgenza, come riporta un´indagine della Uir, su un significativo campione delle oltre 2.000 imprese associate. Nell´indagine si legge che le materie in cui gli adempimenti risultano più gravosi sono la sicurezza, la tutela ambientale, l´edilizia, l´urbanistica e la privacy (su quest´ultimo punto il Garante è intervenuto con una serie di interventi semplificando la materia a favore delle Pmi). Agli adempimenti richiesti da ognuna di queste materie le aziende ritengono di dedicare in media oltre 20 giornate uomo all´anno. Seguono fisco, previdenza, licenze e autorizzazioni, appalti, accesso ai finanziamenti. Per questi motivi, la Uir si è prefissa un ambizioso programma di collaborazione e impulso allo snellimento, velocizzazione e informatizzazione delle procedure della P.A., nel perseguimento dell´obiettivo di Lisbona. La sfida è ardua ma stimolante in una città come Roma, che è allo stesso tempo capitale amministrativa del paese, primo polo di fornitura di servizi - pubblici e privati - metropoli della comunicazione e dell´informatica nonché laboratorio di esperimenti di vivibilità. Non per niente, il programma del Presidente Aurelio Regina è fortemente orientato ad agevolare la vita delle imprese: su questo si muove la delega conferita al Vice Presidente Stefano Zapponini, che la attuerà in accordo con Confindustria Lazio. Questa comprende una fase informativa, di analisi dei processi in aree dello Stato e degli enti locali, mobilitati nei campi sensibili all´attività di impresa, una fase di confronto con le istituzioni, una fase propositiva e attuativa, con strumenti specifici come il Comitato per la semplificazione con imprese e enti locali, accordi con gli stakeholders, protocolli e sportelli unici dedicati, ampliamento del programma governativo "Reti Amiche". Roma senza burocrazia? La sfida di UIR è iniziata. Massimiliano Bondanini-Centro Studi UIR

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a seano nuovo punto prelievi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Prato A Seano nuovo punto prelievi In vista un accordo tra l'Asl e la sezione della Misericordia CARMIGNANO. A settembre probabilmente sarà inaugurato a Seano un punto per i prelievi del sangue, aperto due volte la settimana. Agli infermieri di turno ci si potrà rivolgere anche per misurarsi la pressione, iniezioni e piccole medicazioni. Il tutto gratuitamente o, per i prelievi e gli esami del sangue, al massimo pagando il ticket come si trattasse di una struttura pubblica. A farsene carico sarà la sezione di Seano della Misericordia di Prato, che firmerà con la Asl un accordo. L'azienda sanitaria pagherà i materiali e la metà della spesa per il personale. Quel che rimane ce lo metterà l'associazione. E' da un anno che alla Misericordia di Seano ci studiano. I tempi della burocrazia (pubblica) purtroppo sono lunghi. E con il progetto sarà risolto anche il problema della sospensione del servizio pubblico, decisa da alcuni mesi dalla Asl per carenza di personale. Dal 15 giugno, come accade ogni estate, nei comuni medicei i prelievi del sangue si fanno infatti a giorni alterni: quando sono attivi a Poggio a Caiano non lo sono più a Carmignano. E viceversa. Con la soppressione dei prelievi ogni quindici giorni a Seano. E' stato eliminato anche il sabato tra i giorni di apertura. E le fasce orarie del centro unico di prenotazione si sono ridotte. Di fatto c'è stato un dimezzamento del servizio. Ora con il futuro punto prelievi (e lo sforzo della sezione della Misericordia di Seano) il problema sarà definitivamente risolto. W.F.

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il grande affare delle location per i film fino a 6mila euro di affitto al giorno - valentina conte (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XVIII - Roma Il grande affare delle location per i film fino a 6mila euro di affitto al giorno Sempre più gli intermediari fra produzioni e cittadini: ma c´è anche chi protesta VALENTINA CONTE Loft in piazza Vittorio: 2 mila euro al giorno. Appartamento in Prati: 3 mila euro. Terrazza con vista Colosseo: 5 mila euro. Palazzo storico o villa sull´Appia Antica: 6 mila euro. Guadagni facili, veloci, per nulla trascurabili. Prestare un angolo di casa al cinema o alla fiction conviene, piace, a volte persino diverte. Se non fosse per l´inevitabile disagio di avere luci, cavi, macchine da presa, truccatori, scenografi, registri, ma anche divi, in giro tra cucina, salotto e camera da letto. La convivenza stretta in fondo è ben remunerata. Dura poco, al massimo sette giorni, e gli introiti sono ottimi: da mille a 6 mila euro per una sola giornata di riprese. Moltiplicando, fino a 42 mila euro a settimana. Ecco perché lo fanno tutti: politici, nobili, giornalisti, stilisti, anche attori e poi molte famiglie "normali". Affittare la propria magione in una città unica come Roma è un business che cresce e i romani hanno buon gusto. I "location manager", i mediatori tra produzioni e privati, raccontano di residenze mozzafiato, pavimenti in cotto, quadri ricercati, tappezzerie raffinate. Unico requisito, la spaziosità: almeno 100-120 metri quadri. Gradito, ma non indispensabile, il piano terra. «L´ubicazione in città non è decisiva per la scelta», racconta Alessandra Bracci, da vent´anni sul mercato con la sua agenzia Abt locations. Conosce ogni angolo della capitale, ha un database di 2 mila "location" che cresce di 10 ogni mese. In questi giorni è sul set di Muccino e del sequel dell´Ultimo bacio, ambientato ancora in Prati, e segue le riprese del nuovo film di Verdone. «Contano gli appartamenti belli e grandi e una buona dose di duttilità. Ma il punto è un altro. Le produzioni non riescono più a girare a Roma. Troppa burocrazia: permessi, firme, nulla osta. E l´ostilità crescente di interi quartieri, il risentimento dei cittadini, l´ottusità delle istituzioni fa scappare per primi gli stranieri. Ron Howard ha avuto problemi enormi con Angeli e Demoni e non solo per gli attriti col Vaticano. Persino gli esterni in piazza Navona e in piazza del Popolo sono stati rocamboleschi. Manca un coordinamento, un´organizzazione snella e un dialogo con le istituzioni. Un danno enorme per l´immagine e l´economia della città». Il problema esiste. «è vero. Risolveremo queste inefficienze», assicura Michele Misuraca, direttore generale della Fondazione dell´Audiovisivo nonché del Roma Fiction Fest, il festival della fiction che è in corso proprio in questi giorni nella capitale. «Nessuno deve scappare da Roma, ma tutti devono essere messi in condizione di lavorare bene, in città e anche nelle splendide location del Lazio che vogliamo rilanciare».

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De Micheli: (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

De Micheli: «Continua l'iter per ridurre le imposte sull'affitto» L'iter delle proposte di legge (tra cui due a firma Paola De Micheli) sulla riduzione delle imposte sui redditi da affitto e contestuale innalzamento delle detrazioni per gli inquilini, procede in commissione Finanze della Camera. «Sembrava - riferisce la deputata piacentina - che il governo volesse inserire una sua norma nel decreto anticrisi recentemente approvato». Il che per De Micheli non è avvenuto perché «Tremonti di fondo non crede nella riduzione delle imposte come meccanismo per la liberazione dei mercati ed emersione del nero». Comunque il Parlamento continua nella sua istruttoria: sono terminate, riferisce sempre De Micheli, le audizioni, tra cui anche quella della Confedilizia, sentita con il suo presidente, il piacentino avv. Corrado Sforza Fogliani. Poi si è deciso di costituire un comitato di sei parlamentari per la redazione di un testo di legge che tenga conto di quanto sostenuto sia dai proprietari di case che dagli inquilini. «Nel merito sono stata relatrice a Treviso sabato scorso all'assemblea nazionale dell'Asppi, l'associazione dei piccoli proprietari dove, oltre a riferire i contenuti delle mie proposte di legge, ho approfondito i temi legati alla tassazione degli immobili». Sono emersi punti «molto importanti (sia per la proposta di legge che per le iniziative dell'assessorato) come la necessità di liberare la proprietà e l'affitto della casa dalla burocrazia, da un carico fiscale disomogeneo, iniquo ed elevato e di ripristinare un sistema di controlli più efficaci, per evitare che i furbi beneficino degli sforzi degli onesti». Per la parlamentare del Pd il principio, istituito dalla legge su federalismo fiscale, che prevede che «gli immobili siano la base della fiscalità dei comuni, potrebbe essere la chiave di volta: l'incentivazione dei comuni al controllo aiuterebbe la lotta all'evasione, considerare i comuni come unico e ultimo terminale delle tasse sulla case ridurrebbe significativamente l'imposizione fiscale attuale, il comune come riferimento di procedure, avvicinando il controllore al controllato, consentirebbe l'utilizzo della rete delle associazioni di categoria in termini di sussidiarietà, per semplificare il farraginoso sistema attuale». M. T. 07/07/2009

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BOLOGNA capofila negli aumenti del servizio postale italiano? Una bolognese evide... (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA CRONACA pag. 10 BOLOGNA capofila negli aumenti del servizio postale italiano? Una bolognese evide... BOLOGNA capofila negli aumenti del servizio postale italiano? Una bolognese evidenzia a Consumatori Bologna il costo sostenuto, con un aumento del 18%, per una raccomandata. «Non sembra, ma è vero che non c'è alcuna informazione dell'aumento, così come una giustificazione allo sportello rimarca l'associazione . La crisi è nei costi e se i costi aumentano, i consumi si riducono, così l'occupazione, e tutti diventano più poveri. La guerra al pessimismo fa anche con le tariffe e i servizi efficienti. La burocrazia aumenta, impera e i prezzi salgono. Se non sono i servizi unici, in esclusiva e monopolio a contenersi nei prezzi, chi mai dovrà farlo?». Telefono blu consumatori denuncia l'insicurezza dei servizi, i costi, l'informazione mancata: la raccomandata passa da euro 2,80 a 3,30: non è un buon segnale di contenimento dei prezzi del pubblici servizi». Telefono Blu Consumatori Bologna ha il numero 051- 440055. Image: 20090707/foto/1310.jpg

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Senza Tav pronti a chiudere le aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-07 - pag: 17 autore: Il padovano Peghin: «Scandalosa la scelta del Cipe di non mettere un euro per l'alta velocità a Nordest» Senza Tav pronti a chiudere le aziende PADOVA. Dal nostro inviato «La rotta europea della competitività viaggia sull'asse EstOvest dell'Alta Capacità più che sui piloni del Ponte sullo Stretto! Per questo la scelta del Cipe di non mettere un solo euro sulla Tav a Est di Brescia è scandalosa. Forse, allora, è tornato il tempo di portare a Roma le chiavi delle nostre aziende, per rappresentare civilmente il disagio e il senso di solitudine di chi in Veneto ha ancora il coraggio di fare industria...!» E giù un boato! Un applauso forte, fragoroso, liberatorio. Insomma è sull'annosa ferita della Tav, quando il mite Peghin riattualizza la vecchia e clamorosa protesta lanciata a metà anni novanta dal suo collega trevigiano, Nicola Tognana, che il presidente degli industriali di Padova si prende la standing ovation dei colleghi. «Ma come,a Roma c'è il nostro governo », commenta in platea un capannello di piccoli, «e questo è il risultato: zero schei? Paradossale ». Paradossale, sì. Perché al netto della stretta del credito e al netto di un vitalismo nordestino più duro del legno (il 60% delle imprese conferma quest'anno i piani di investimento e una su dieci li aumenta), in realtà lo sboom di questi mesi non fa che rinfocolare la vecchia allergia antipolitica dei piccoli del nordest. Ieri lo si vedeva bene. Così la way out per settembre, quando tutti fissano la deadline per capire finalmente se c'è un po' di luce in fondo al tunnel assume plasticamente i contorni di una crociata contro i ritardi della politica che profuma molto di leghismo d'antan. D'altronde lo dicono i dati: «Per ripartire ci vuole una scossa dalla politica », commenta Giampietro Didonè, 80 addetti impiegati nell'alimentare con la sua Cortal Extrasoi. «Adesso o mai più. Ma io sono pessimista, la politica è troppo speculare agli interessi di chi la fa». Eppure la crisi non aspetta. «Con le nostre imprese ostaggio di una burocrazia fra le più gravose e bizantine al mondo, e i nostri guadagni e quelli dei nostri dipendenti falcidiati da una tassazione che non ha pari per voracità ». Lo dice Peghin dal palco, e tutti che si spellano. Per questo sono finiti gli alibi per non fare le riforme. «Dalla crisi si esce solo lavorando e tagliando i costi indiretti », spiega Silvano Carraro, mille addetti tra Veneto e far east che fanno gioielli, cinturini e orologi: «infrastrutture, meno burocrazia, meno tasse, riforma delle pensioni ». Certo poi Peghin prova ad essere diplomatico col governo: «la detassazione di parte degli utili reinvestiti spiega- è una boccata d'ossigeno». Ma, anche qui, la platea si scalda su ben altri alfabeti. Ad esempio quando snocciola che «la priorità è l'abolizione dell'Irap, che le imprese chiamano da sempre col suo vero nome: imposta rapina». O ancora: «sappiamo bene che la situazione attuale non consente salti. Ma la questione fiscale deve tornare ad essere un obiettivo di legislatura». «Vero», commenta a margine Emanuele Boccardo, a capo di Amie srl, attivo nel food and beverage, una ventina tra addetti e collaboratori. «Il punto è che scontiamo un'arretratezza paese che si trascina da anni. O facciamo le riforme in fretta e tagliamo le tasse, o la vedo difficile da settembre». Soprattutto una riforma, che poi da il senso vero dell'antistatalismo e dell'antipolitica dei piccoli veneti, qualsiasi governo ci sia a Roma: il dualismo anacronistico tra Nord e Sud. «Tra una spesa pubblica concentrata in meridione mentre le risorse per finanziarla si trovano prevalentemente al Nord», come spiega un'altra volta Peghin. Tutto questo va sanato. «Perché il Veneto manda 18 miliardi di euro a Roma e ne riceve indietro appena 6,5». Naturalmente la misura della redistribuzione è scelta politica. «Ma la maggior parte delle risorse che si producono deve rimanere sul terri- to-rio». Prima della crisi si poteva pure chiudere un occhio, oggi, vista da Padova, è questione di sopravvivenza. M.Alf. VERSO SETTEMBRE Didonè: «Per ripartire serve una scossa dal governo» Carraro: «Dalla crisi si esce solo lavorando e tagliando i costi indiretti»

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La lezione in arrivo da Jakarta l'emergente (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2009-07-07 - pag: 25 autore: M&M La lezione in arrivo da Jakarta l'emergente di Sara Cristaldi L' Indonesia domani andrà a votare per eleggere il suo presidente. Se come dicono tutti i sondaggi Susilo Bambang Yudhoyono sarà riconfermato dalle urne, sarà il primo capo di stato indonesiano a essere rieletto da un voto democratico, nonostante il suo passato di generale dell'esercito. E già per questo varrebbe la pena di seguire gli sviluppi di Jakarta, considerato il panorama delle elezioni "dimezzate" che normalmentesi svolgono nell'area asiatica emergente. Ma ci sono altre buone ragioni. Per numero di abitanti ( 240 milioni)l'Indonesia è la quarta democrazia al mondo. Sulle sue 17mila isole vive la più grande comunità islamica della Terra e, non a caso, qui si vuole creare l'hub di riferimento della finanza regolata dai dettami del Corano. Nonostante il suo mosaico etnico, l'arcipelago ha goduto negli ultimi anni di una stabilità che ha attirato gli investitori esteri, Volkswagen tra gli ultimi arrivi, edè di ieri la notizia che nei primi sei mesi dell'anno con un valore di 5,39 miliardi di dollari il flusso non si è arrestato. E non solo perché il paese è ricchissimo di materie prime. A dispetto della crisi globale, inoltre, l'Indonesia è uno dei pochi paesi che non è andato in recessione e anzi registrerà nel 2009 una crescita del 4%, secondo le stime del Fondo monetario internazionale. Così c'è anche chi, come gli analisti di Morgan Stanley, propone di aggiungerla al gruppo dei Magnifici Quattro Bric (Brasile, Russia, India e Cina, magari in sostituzione della Russia?), vale a dire il manipolo degli emergentia crescita più accelerata. Una medaglia sul petto che l'ex generale Yudhoyono potrebbe meritare per la sua reazione immediata alla tempesta della crisi finanziaria in arrivo dall'altra sponda del Pacifico e per le sue politiche di lotta alla burocrazia e alla corruzione, anche se la strada da percorrere su questi due fronti caldi è ancora lunga. Per non parlare della sua dichiarata fedeltà al libero scambio. Vinca chi vinca, si vedrà cosa riserva il futuro di Jakarta. Ma c'è un impegno che, se mantenuto, gioca a favore del vincitore annunciato: la promessa, ribadita ieri da Yudhoyono in una rara intervista al Wall Street Journal, di «riempire il suo prossimo governo con tecnocrati, piuttosto che distribuire poltrone a una vasta schiera di leader politici non qualificati espressi da parti politiche rivali». Non ci è riuscito nel suo primo mandato cinque anni fa. La manterrà questa volta? In gioco c'è il progressivo potenziamento dei muscoli economici dell'arcipelago. In ogni caso che queste siano le strategie e le promesse elettorali di un paese emergente, come l'Indonesia, la potrebbe dire lunga sul ritardo di un paese avanzato come l'Italia. Qui, quando si parla di un governo prossimo venturo ( di qualsiasi colorazione politica), non si azzardano nemmeno le promesse. sara.cristaldi@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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0 Passaporto europeo per investire (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

DIRETTIVA UCITS IV Passaporto europeo per investire La Direttiva UCITS IV può diventare un'opportunità per le società di gestione a passaporto europeo attraverso le strutture Master-Feeder. «L'innovazione più importante - commenta Angelo Lazzari, AD di Arc Asset Management - è quella di passare dal prodotto con passaporto europeo alla società di gestione (SG) con passaporto europeo. In pratica una SG autorizzata nello Stato membro A potrà gestire, amministrare e distribuire UCITS domiciliate in uno Stato membro B, sia attraverso un branch sia in libera prestazione di servizio. Un cambiamento che potrebbe portare a una notevole riduzione dei costi e al superamento di quel muro di gomma rappresentato dalla fiscalità e dalla burocrazia. Certamente non è un progetto facile da realizzare». Per evitare il fallimento di questa nuova normativa bisogna sperare in un'ottima collaborazione tra gli organi di controllo dei Stati membri oppure in un unico organo di controllo europeo. «I vantaggi di questa innovazione - prosegue Lazzari - sono notevoli. Si potrebbero creare importanti economie di scala come, per esempio, un fondo Master domiciliato in un Paese e avere tanti fondi Feeder; accorpare attività di filiali domiciliate in nazioni differenti; penetrare in maniera più semplice in nuovi mercati riducendo i costi di gestione; costituire un primo passo verso una fusione transnazionale di fondi di investimento». Anche se è troppo presto per pronosticare se tale riforma avrà successo, ci si sta rendendo conto che la versatilità della struttura statutaria che può offrire un OICR, può costituire un vantaggio nella creazione di nuovi veicoli finanziari.

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"Per Shakespeare c'è sempre una prima volta" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Colloquio Luca De Filippo "Per Shakespeare c'è sempre una prima volta" SIMONETTA ROBIONY VERONA È la prima volta che Luca De Filippo fa Shakespeare. Eppure, oltre a essere uno dei migliori interpreti di suo padre Eduardo e di suo nonno Scarpetta, Luca ha già interpretato Don Giovanni di Molière, Aspettando Godot di Beckett, L'amante di Pinter. «La bellezza dei classici - dice - è che, anche se le trame sono scontate, nel linguaggio, nelle metafore, nei pensieri scopri una profondità che finisce per sorprenderti». A Shakespeare, soprattutto alle sue commedie, De Filippo pensava da molto tempo: l'occasione non era mai capitata. A fornirgliela è il Festival shakespeariano di Verona che apre con La dodicesima notte, in scena da oggi a sabato con la regia di Armando Pugliese, in una traduzione discorsiva e perfino dissacrante dello stesso Pugliese sottolineata dalla musica di Ludovico Einaudi, con De Filippo-Malvolio, Laura Baccarini-Olivia. A produrre lo spettacolo, Alessandro Preziosi, il bello di Elisa di Rivombrosa, un attore che viene dal teatro e che al teatro è tornato, non solo come interprete ma con la sua società: «L'anno scorso - dice Preziosi - al festival mi ero presentato in Amleto con Orlando e Branciaroli, sempre per la regia di Pugliese. Stavolta non ho voluto recitare, per dimostrare che sono capace di produrre cose buone senza profittare del mio nome. Con Luca abbiamo cenato in un elegante ristorante di Venezia, preoccupati da un lato che lui, indispensabile a dare credibilità alla nostra messa in scena, ci dicesse di no e dall'altro che il conto fosse troppo caro». Ma De Filippo aveva tutte le ragioni per accettare: «È una vera commedia degli equivoci come quelle latine, il personaggio è perfetto per me. Malvolio è un arrivista che ambisce con ogni sforzo a salire di grado, a modificare la sua condizione di maggiordomo, senza rendersi conto che i veri nobili sono assai più furbi di lui e pronti a fregarlo. Fa ridere, ma siccome è un ingenuo, fa pure pena». Avete attualizzato il testo? «Che stupidaggine! I classici sono sempre attuali». È vero che preferisce ruoli comici? «Mi piace far ridere. Non dimentichiamoci che mia madre, Thea Prandi, era nel Trio Primavera, attrice di teatro leggero». Difficile lavorare con una compagnia che non è la sua? «Ma no. Ho un buon carattere. Mi faccio guidare. Litigare costa troppa fatica». Come mai allora, in questi anni, ha fatto così poca televisione e così poco cinema? «Non si contano i no che ho dovuto dire: non avevo tempo. Ho la mia compagnia e non si può immaginare quanto sia complicato in Italia gestirne una. La burocrazia costringe a mesi di tournée per avere i bilanci in attivo. Anche se noi attori godiamo di una scarsa considerazione a livello politico, facciamo un lavoro faticoso e complicato che va progettato con un paio d'anni di anticipo». Sarebbe meno impegnativo se si limitasse a recitare. «Non potrei mai. Sono troppo ansioso. Avrei paura di non essere chiamato da nessuno. Per questo mi sono scritturato a vita». La passione è rimasta? «Ho cominciato a recitare da piccolo con Eduardo e oggi ho sessant'anni. Col tempo l'emozione si è smorzata. Ma la passione resta. Senza, è un lavoro che non si può fare. Mi ha molto aiutato vivere con Carolina Rosi che ha diciott'anni meno di me. Tra noi c'è uno scambio reale utile a entrambi: io le offro l'esperienza, lei l'entusiasmo».

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"Gli agriturismi sono nostri alleati e per assumere propongo i vaucher" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

RISTORAZIONE. BEPPE FRANCESE INTERVIENE NEL DIBATTITO DELL'ASCOM "Gli agriturismi sono nostri alleati e per assumere propongo i vaucher" «Agriturismi e bed&breakfast non fanno concorrenza "anomala" ai ristoranti: sono nostri alleati. Invece di guardare a casa degli altri, chiediamoci piuttosto perché continuiamo a perdere clienti». Beppe Francese, il pizzaiolo con il farfallino, interviene così nella discussione accesa dal dirigente Ascom Claudio Bruno e raccolta da Roberto Ferretto, neo presidente dell'associazione Albergatori e ristoratori astigiani. E una risposta ce l'ha: «La ristorazione di qualità non risente solo della crisi: è che non riesce a rinnovarsi in un momento di cambiamento generale. La gente spende meno, ma al ristorante ci va: è uno svago. E noi cosa facciamo? Trasmettiamo stanchezza e il cliente percepisce questo stato d'animo. E' ora di voltare pagina e ritrovare l'orgoglio di essere ristoratori». Francese è un vulcano di idee. Comincia dalla sua associazione: «Dovrebbe occuparsi di più di formazione: oggi non ci servono dei portapiatti, abbiamo bisogno di ragazzi preparati che parlino due o più lingue. Abbiamo una responsabilità: ridare dignità al nostro lavoro e far crescere nuove generazioni». Si spinge anche oltre con una proposta di «fare ad Asti un polo universitario della ristorazione». Altro problema: le assunzioni temporanee di personale. «In agricoltura, hanno fatto i bonus vendemmia - ricorda Francese - ne avrebbe bisogno anche la nostra categoria: molti giovani vorrebbero lavorare, anche solo stagionalmente, ma la burocrazia ne condiziona le assunzioni. Con i ticket si risolverebbe anche il problema del lavoro nero». La provocazione è lanciata. Invita poi il suo presidente Ferretto a «non commettere gli stessi errori del passato: escludere non porta benefici. Occorre fare squadra con agriturismi, b&b, pizzerie: insieme si superano meglio le difficoltà».

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Tagli , esplode la battaglia delle diciotto ore (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

SCUOLA INTERVISTA CALCIO PORTULA All'interno «Tagli», esplode la battaglia delle diciotto ore Corradino: con me la burocrazia ha i giorni contati Tescari a sorpresa «Iscrivo la Biellese in Eccellenza» L'ex campione Cova «No all'asfalto sulla Novareia» Stefania Zorio Renato Moreschi Corbetta e Zavagli Matteo Pria Falcero

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Lo Bello (Cgil) critica l'analisi fatta da Confindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lo Bello (Cgil) critica l'analisi fatta da Confindustria Il rapporto di Catanzaro all'assemblea di Confindustria non é piaciuto alla Cgil che parla di un «rapporto coraggioso ma di parte e strabico». Il commento viene dal segretario provinciale Lo Bello la quale afferma che il presidente degli industriali «ha parlato da uomo di parte, quale egli é, da sindacalista degli industriali riproponendo il teorema della centralità dell'impresa legando questa al solo valore del capitale finanziario e mettendo in eclisse l'altra gamba che si chiama capitale lavoro, capitale professionale». «Ha mosso critiche feroci e lanciato accuse ai presunti nemici locali dell'impresa, ma ha mancato, ancora una volta, di cercare l'alleanza dei sindacati e dei lavoratori che hanno ben più generale interesse allo sviluppo del'leconomia, del lavoro e della legalità: non foss'altro perché i capitali non utilizzati possono diventare rendite, mentre il capitale lavoro non utilizzato diventa solo disoccupazione e disperazione!» La Lo Bello prosegue affermando che «il lavoratorio lanciato dal prefetto ed accolto favorevolmente, a parole, da tuttinon può che fondarsi sulla compartecipazione attiva di tutti gli attori sociali che devono stare insieme, uniti nell'impresa di fare uscire Agrigento dal sottosviluppo. Ed ancora serve una relazione più stretta, che non c'é, tra sindacati degli imprenditori e dei lavoratori che rappresentano i produttori, le formiche operose che possono pure ascoltare le cicale della politica, ma che laboriosamente operano per interessi di parte ed insieme collettivi». Riferendosi ancora al discorso di Catanzaro, il segretario della Cgil aggiunge che egli «ha parlato di mafia delle estorsioni, di burocrazia delle tangentu e di diritti trasformati in favori. La Cgil, ma sicuramente anche la Cisl e la Uil, vorrebbero concertare azioni e denunce specifiche, mentre é evidente il dato trascurato nel rapporto di Catanzaro che é quello della concorrenza sleale di molte imprese, anmche iscritte a Confindustria, che fanno evasione fiscale, contributiva, retributiva ed estorsione di diritti ai lavoratori bianchi e neri. Su questa faccia della stessa medaglia chiamata legalità continua il silenzio della Confindustria di Agrigento». S.F.

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(sezione: Burocrazia)

( da "Famiglia Cristiana" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Alberto Bobbio L’AQUILA C’È IL G8, MA LA RICOSTRUZIONE È LENTA E COMPLICATA «FACCIAMO DA SOLI» A tre mesi dal terremoto la vita è sospesa, e le scosse continuano. Gli abitanti che sono rimasti nelle tendopoli chiedono di essere interpellati. E lanciano denunce. La ricostruzione è complicata, come la vita. A tre mesi dal terremoto la conca dell’Aquila è sospesa sul G8 e sulle scosse che continuano. Soffre e spera, ma soprattutto attende che si vinca la corsa contro il tempo, rispettando tuttavia identità e memoria del territorio e delle persone. A tre mesi dal terremoto le voci della città intrecciano le denunce sulla lentezza della burocrazia con l’orgoglio di chi prova a risollevarsi da solo e dice che il terremotato-fai-da-te è comunque un risparmio, di chi protesta perché vuol troppo bene all’Aquila e di chi segnala il rischio di lasciare i più deboli, gli anziani e gli immigrati, in fondo alla fila. Tutti i dossier restano aperti e sono maledettamente costosi. Eppure ce n’è uno che più di ogni altro inquieta gli animi: il dossier della paura. Bisogna sfogliarlo con cautela. Sotto la tenda 86 del campo Globo, accanto all’autostrada, il professor Vittorio Sconci, capo del Dipartimento per la salute mentale della città, fa le capriole con i suoi matti nelle case di stoffa dove ha ricreato le case famiglia, vanto della psichiatria della città, con l’aiuto di medici e infermieri. Ha resistito a chi voleva portarli lontano, a chi sosteneva che i matti in tenda sono un problema in più: «I malati mentali sono terremotati come gli altri. La città va ricostruita tenendo tutti vicini». I cittadini in piazza Duomo. Una piccola parte del centro dell’Aquila è stata riaperta di giorno (foto Ansa). Non sfilacciare il tessuto sociale Sono venuti da Trento ad aiutarlo e grazie al gemellaggio con il centro di salute mentale trentino, in collaborazione con l’assessore ai servizi sociali della Provincia autonoma Lia Beltrami, i matti avranno presto le casette di legno. Ma la scelta di Vittorio Sconci non è solo buona pratica di solidarietà. Indica una via per la ricostruzione: «Bisogna stare attenti a non sfilacciare il tessuto sociale, perché la disperazione è uguale per tutti e dunque tutti devono essere protagonisti della ricostruzione. Invece si sta creando un brutto clima con una frattura tra chi vive sulla costa e aspetta e chi sta all’Aquila e soffre». È la paura che detta molte regole. Si ha l’impressione che la gente aspetti la scossa finale, lo sciame sismico come premessa della distruzione totale. La casa agibile non è una fortuna, ma viene considerato un problema in vista di un nuovo devastante terremoto. Così ci si arrangia con case di legno, case mobili, nei cortili e nelle piazze. I prezzi sono calmierati dalla grande concorrenza tra aziende del settore. Tutti ne possono montare una per abitarci o per riaprire un’attività commerciale. Ma fra tre anni dovrà smontarla. In piazza San Pio X il terreno lo hanno messo a disposizione i francescani conventuali della parrocchia. Stanno costruendo una casetta per uno studio medico e dentistico. Valeria Mastrantonio ha riaperto il Bar Fucsia: 4.600 euro per una struttura in legno chiaro con davanti un cartello, che è insieme insegna e avvertimento: "Bar-collo, ma non mollo". L’intraprendenza spalma la città. Loro si considerano coraggiosi, perché non hanno scelto gli alberghi sulla costa. Come Marilena Giuliante, che ha riaperto la sua profumeria, e Monica Palazzo, che attende la casetta di legno che ospiterà il suo negozio di abbigliamento. Hanno affittato con un prestito un terreno in via della Croce Rossa, la strada che abbraccia da un lato il centro storico off-limit. L’unica autentica protesta Le loro parole giustificano i rischi segnalati da Sconci: «Il terremoto ha messo in evidenza chi vuole fare e combattere». Aspettano il contributo di 800 euro promesso alle "partite Iva" e ammettono di ragionare per paradossi con una punta di cinismo. Criticano le manifestazioni di protesta: «L’unica protesta è fare da soli, basta che la burocrazia non ci metta i bastoni tra le ruote». Come è accaduto al pub di Tony e Ralph, inagibile per la scossa in pieno centro storico. Tony non ha aspettato e s’è comprato un vecchio autobus a due piani inglese, lo ha posteggiato anche lui su un terreno affittato in via della Croce Rossa, ma da due mesi attende il trasferimento della licenza e non può riaprire. Sotto accusa c’è l’amministrazione comunale che non decide. Ma il sindaco Massino Cialente da tre mesi spedisce ogni critica al mittente e se la prende con la burocrazia della Protezione civile, che avrebbe esautorato l’amministrazione locale. Il Consiglio comunale di lunedì 29 giugno è un contrappunto di invettive, pochi consiglieri sui banchi, quasi nessun assessore, il sindaco in ritardo, come se non ci fosse. L’Aquila è un Comune diffuso, la città e decine di paesi nella conca, che potrebbero essere Comuni, ma invece sono 12 circoscrizioni senza potere. Pasquale Giancola, presidente della circoscrizione di Bagno, 5 mila abitanti sparsi in varie frazioni, aspetta il sindaco perché ha bisogno che firmi un’ordinanza per riaprire una strada: «La sistemano i Vigili del fuoco, c’è l’ok della Protezione civile, manca soltanto la carta del sindaco». Le polemiche si intrecciano e si dividono su Guido Bertolaso, considerato un "viceré" e sulle amministrazioni locali accusate di immobilismo. Nel mirino c’è soprattutto il sindaco, perché non si fa vedere, perché a Paganica è riuscito ad andare solo a tre mesi dal sisma, dopo Bertolaso. Ilaria e Angelo hanno deciso di vivere nella tenda sotto casa, Supercondominio Drago, un nome che ora è uno schiaffo, nel quartiere di Pettino, costruito sulla faglia, quello dove la magistratura ha sequestrato case nuove costruite su pilastri di cartapesta. Orari come in caserma Sono i dissidenti delle tendopoli, quelli ai quali l’ordinanza 18.717 della Protezione civile impedisce d’ora in poi di mangiare alle mense delle strutture. Ce ne sono tanti nel perimetro segnato dalla scossa. Nelle tendopoli la vita è sempre più deprimente: noia e divieti. Quelli del Comitato "3e32", l’ora del terremoto del 6 aprile, dicono che ledono i diritti dei cittadini: controlli asfissianti, orari come in caserma e adesso anche il divieto di bere vino. Esclama Enza Blundo, portavoce del Comitato: «L’emergenza non può essere un scusa per ledere diritti». La parola d’ordine è "ricostruzione partecipata". Ed è quello che manca. Nei cantieri delle case di Berlusconi si procede veloci. Oggi 54 mila aquilani vivono ancora in strutture temporanee: 23 mila in tenda, 21 mila in hotel sulla costa adriatica, 10 mila in alloggi sostitutivi. Le casette antisismiche ospiteranno circa 20 mila persone. Sui criteri di assegnazione è però buio pesto. Così come sulla ricostruzione. In un documento inviato a Bertolaso i comitati chiedono di chiudere le tendopoli e di prevedere in attesa delle case soluzioni provvisorie in roulotte, container e prefabbricati, come è avvenuto in Umbria. Ma la filosofia qui è un’altra. Spiegano gli ingegneri e gli architetti del "Collettivo 99": «C’è l’impressione che fosse già tutto previsto, il piano pronto nel cassetto, solo da adattare all’Aquila, senza aver studiato una soluzione intermedia che non fossero le tendopoli. Così oggi le tensioni vanno alle stelle, mentre le competenze dei tecnici aquilani non trovano interlocutori». Tutti aspettano che passi il G8 per fare i conti con il futuro e intanto si discute. I comitati del centro storico, insieme a ingegneri, architetti, docenti universitari, organizzano un seminario dietro l’altro. È gente che vuole bene alla città. La domanda gira attorno al dilemma se ricostruire o restaurare. Non è una questione da poco, perché ha a che fare con l’identità e la memoria.

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07/07/2009 20:41 LEGA: SALVINI, OPTO PER BRUXELLES POLEMICA SU CORI NON C'ENTRA (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 7 lug. - (Adnkronos) - "Non c'entra la polemica sui cori. E' solo una questione di burocrazia, perche' la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi". Matteo Salvini si dimette da parlamentare, ma sottolinea che la sua decisione non e' legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet di un video in cui intonava cori contro Napoli e i napoletani e di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo dove l'esponente leghista e' stato eletto con oltre 11mila preferenze alle ultime elezioni.

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Canzone razzista, Salvini si dimette (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMA Festa di Pontida 2009. Un bicchiere di birra in mano, il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini si intrattiene con un gruppo di persone e dà il la a un ritornello: «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...». Il video che riprende la scena finisce su YouTube e la polemica politica si accende con esponenti del Pdl che invitano il leghista alle scuse e il Pd che ne chiede le dimissioni. Dimissioni da deputato che arrivano in serata ma «non c’entra la polemica sui cori». «È solo una questione di burocrazia, perchè la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi» spiega lo stesso Salvini sottolineando che la sua decisione non è legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet del video incriminato. L'esponente leghista giura di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo: «La scelta l’ho fatta indipendentemente dalla polemica sui cori, sono due cose scollegate». Salvini spiega addirittura di non essere affatto pentito del coro da stadio usato contro i napoletani che ha intonato alla festa di Pontida: solo «uno sfottò da stadio che non ha nulla a che vedere con l’attività politica», risponde alle critiche.

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Canzone razzista, bufera su Salvini Poi il leghista si dimette da deputato (sezione: Burocrazia)

( da "Stampaweb, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

ROMA Festa di Pontida 2009. Un bicchiere di birra in mano, il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini si intrattiene con un gruppo di persone e dà il la a un ritornello: «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...». Il video che riprende la scena finisce su YouTube e la polemica politica si accende con esponenti del Pdl che invitano il leghista alle scuse e il Pd che ne chiede le dimissioni. Contro il parlamentare leghista, si solleva mezzo mondo politico e tutta Napoli. Qualcuno ci scherza su, ma in tanti si offendono e chiedono le dimissioni del leghista. Che arrivano a fine giornata. Ma solo per una «singolare coincidenza», assicura Salvini. Scadeva proprio oggi, infatti, il termine per optare per il seggio all’Europarlamento. L’incarico non è cumulabile con quello di parlamentare italiano. E l’esponente del Carroccio ha scelto di lasciare Roma per l’Europa, con buona pace dei suoi «denigratori». «Dovranno continuare a sopportarmi», dice. E a Strasburgo, promette, «mi preparo a lavorare nell’interesse del Nord, di Napoli e dei napoletani». «Se ci sono napoletani che si sono sentiti offesi -dice il leghista a Radio 24 durante il programma "La Zanzara"- porgo le mie più sincere e sentite scuse». Scuse a metà che non convincono l'opposizione. Anche perchè lo stesso Salvini tenta di minimizzare. «Le dimissioni sono solo una questione di burocrazia, perchè la scadenza per optare per Bruxelles cade proprio oggi» ha spiegato lo stesso Salvini sottolineando che la sua decisione non è legata alle polemiche scoppiate dopo la diffusione su Internet del video incriminato. L'esponente leghista giura di aver semplicemente scelto il Parlamento europeo: «La scelta l’ho fatta indipendentemente dalla polemica sui cori, sono due cose scollegate». E Salvini spiega addirittura di non essere affatto pentito del coro da stadio usato contro i napoletani che ha intonato alla festa di Pontida: solo «uno sfottò da stadio che non ha nulla a che vedere con l’attività politica», risponde alle critiche. Non è la prima volta che Salvini finisce nell’occhio del ciclone. Ancora risuona l’eco delle polemiche che accompagnarono, agli inizi di maggio, la sua proposta di riservare alcune carrozze in metropolitana «ai soli milanesi». E la cosa acuisce le polemiche all’apparire del video del suo karaoke antinapoletano datato 13 giugno, a Pontida. Salvini si affretta a derubricare l’esibizione canora a «coro da stadio», improvvisato «a una festa tra amici». Ma dal Pd chiedono le sue dimissioni. Attorno al giovane parlamentare fa quadrato la Lega, con il leader Umberto Bossi in prima fila a sminuire con toni sprezzanti («tutte stronzate»). «Dovrebbero farlo decadere perchè canta male», scherza il ministro. Ma la polemica ha ragion d’essere, se anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, annuncia l’intenzione di telefonare a Salvini, che oggi è a Bruxelles, per chiedergli spiegazioni. «Le scuse pubbliche appaiono essere il minimo», dice il capo della delegazione del Pdl a Strasburgo, Mario Mauro. E intanto alcuni politici campani del Pdl rilasciano dichiarazioni infuocate. Su tutti, la sanguigna Alessandra Mussolini. Prima compone una risposta in strofe napoletane, che finisce così: «Si nu pezzent e nun ce scuccià!» e cioè «sei un pezzente e non ci scocciare!». Poi nell’Aula di Montecitorio, dove il caso viene sollevato dal Pd, viene trattenuta a stento dai commessi mentre tira dritto verso il banco di Salvini armata di disinfettante e pezzuole, per invitare il collega a «sciacquarsi la bocca quando parla di noi». Le «scuse» vengono sollecitate anche da Ignazio La Russa. Il ministro della Difesa, siciliano ma da sempre residente a Milano, parla di «una leggerezza» e scherza così con il collega leghista Roberto Calderoli: «Cosa sarebbe successo se parlamentari napoletani della Pdl avessero intonato, contro "noi milanesi": "Milano in fiamme! Milano in fiamme!"». Difficile dire di Milano. Di certo, a Napoli non l’hanno presa bene.

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Nuova Presidenza provinciale CNA Ferrara chiede di intervenire con urgenza a sostegno dell'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 07-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

Nuova Presidenza provinciale CNA Ferrara chiede di intervenire con urgenza a sostegno dell’economia (7/7/2009 19:15) | (Sesto Potere) - Ferrara - 7 luglio 2009 - E’ necessario intervenire con energia, per aiutare le imprese a far fronte alla crisi e, soprattutto, subito. Questo chiede la Cna agli amministratori ferraresi, compresi i nuovi eletti dal recente voto di giugno. Urgenza, quindi, ma anche chiarezza e coerenza di obiettivi, per una strategia capace di combinare il sostegno ad una economia provata dagli effetti della crisi, all’avvio di una strategia di rilancio dello sviluppo. La nuova Presidenza provinciale della Cna, dopo avere presentato un elenco di priorità ai candidati alle amministrative, ora rilancia sui nodi più importanti, sollecitando un impegno forte e chiaro delle istituzioni ferraresi. Lo ha fatto presentando ieri alla stampa alcune proposte di forte impatto, capaci di dare il segno di una nuova fase, caratterizzata da una ampia mobilitazione dei protagonisti locali per la crescita e la competitività del territorio. Erano presenti, oltre al presidente Vittorio Mangolini e al direttore Corradino Merli, i vice presidenti Irene Tagliani, Raffaella Toselli, Maria Grazia Zapparoli, Lauro Lambertini e Marino Mingozzi, Tra i suggerimenti avanzati, l’idea di concentrare in un unico fondo provinciale le molteplici risorse già disponibili, destinate a incentivi, agevolazioni e contributi attualmente destinati alle imprese ferraresi, a vario titolo, da Camera di Commercio, Provincia e Comuni. Obiettivo, accrescerne l’incisività e l’impatto sulla economia provinciale (similmente al Fondo provinciale di garanzia) individuando, di volta in volta, priorità e obiettivi condivisi. Si propone, poi, di incentivare e stimolare lo start up delle giovami imprese, individuando azioni ed agevolazioni ad hoc, quali ad esempio riduzione della imposizione fiscale, delle procedure burocratiche, ecc. Altri punti, sui quali concentrare l’azione politico – amministrativa dei prossimi mesi: sbloccare i pagamenti dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni (sull’esempio del Protocollo siglato dal Comune di Vigarano Mainarda con alcune banche locali); creare al più presto un tavolo di lavoro per la semplificazione amministrativa (vedi Patto contro la burocrazia lanciato a suo tempo da Cna). Inoltre, si sollecitano azioni di contenimento della pressione fiscale, attraverso una maggiore efficienza della macchina pubblica, la concreta attuazione della piattaforma logistica, una lotta più decisa contro abusivismo e lavoro nero. “Dobbiamo saper investire più efficacemente – ha puntualizzato il direttore provinciale della Cna, Corradino Merli – su quel capitale, potenzialmente enorme, di relazioni e collaborazione tra i vari protagonisti della vita economica, istituzionale e sociale, che ci permetterebbe di conquistare posizioni più avanzate nell’economia e nel tenore di vita complessivo della nostra comunità. E’ una carta che dobbiamo giocare per dare una valida prospettiva al nostro territorio, e soprattutto ai giovani”. “Riteniamo importante che si compia una chiara scelta di campo a sostegno della piccola e media impresa – ha insistito, a sua volta, il nuovo presidente provinciale dell’Associazione, Vittorio Mangolini – anticipando l’intento della Presidenza (profondamente rinnovata nei suoi componenti e caratterizzata da una importante presenza femminile), di rivolgersi ai propri associati per definire gli assi strategici dell’Associazione per i prossimi anni. Per parte sua, Cna chiede di essere parte in causa nelle strategie di sviluppo, ritenendo di avere molto da dire in merito, sia per l’ampiezza della sua rappresentanza (poco meno di seimila imprese associate, con 13500 occupati, 660 piccole industrie, 4000 pensionati), ma anche per la conoscenza e competenza di questo complesso mondo economico.

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[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Non è una questione di altezza ma di velocità della burocrazia... (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Non è una questione di altezza ma di velocità della burocrazia. E malgrado le durissime polemiche che ne hanno accompagnato l'iter il grattacielo di Intesa-Sanpaolo progettato da Renzo Piano batte la torre verticale della Regione. Mentre la giunta Chiamparino, infatti, ha approvato la pubblicazione del piano esecutivo convenzionato, compresa la valutazione ambientale strategica le procedure per la creatura di Massimiliano Fuksas sono congelate per il braccio di ferro tra il Comune e Ferrovie italiane che impedisce di firmare l'accordo di programma per la valorizzazione dell'area ex Fiat Avio. Il motivo del contendere è la realizzazione di un'avveniristica stazione/ponte del Lingotto sul modello di quella realizzata a Berlino. Una stazione fatta ad arco, sopraelevata sui binari, in grado di collegare corso Caio Plinio con via Nizza. Nel mezzo, un «grumo» centrale con uffici, biglietteria, bar, ristorante, sale d'aspetto e tutto il resto. Poi, una passerella lunga fino al complesso di via Nizza, proprio sotto l'Oval. Un progetto che piace molto all'assessore comunale all'Urbanistica, Mario Viano, che dovrebbe costare circa 22 milioni. Un progetto su cui l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, non ha intenzione di spendere nemmeno un centesimo. Inutile anche il tentativo di convincerlo portato avanti dalla presidente Mercedes Bresso. Il manager le ha spiegato i grandi investimenti realizzati sulle due stazioni di Torino - 45 milioni a Porta Nuova e 60 a Porta Susa - e la difficoltà a mettere fondi per un terzo scalo cittadino. E così la «zarina» ha incaricato Peveraro di trovare una proposta di mediazione in grado di permettere alla Regione di partire con la costruzione del grattacielo. Il «lodo Peveraro» parte dal riconoscimento della validità del progetto della città che si basa sull'assunto dell'impossibilità di mantenere così l'attuale stazione del Lingotto. Lo impone il futuro del nodo ferroviario di Torino: tra qualche anno Porta Nuova sarà fortemente ridimensionata, Porta Susa sarà il cuore del trasporto a rotaia e Lingotto il principale nodo di congiunzione per tutti i treni provenienti da sud. La Regione deve tener conto anche del punto di vista delle Ferrovie e così Peveraro proporrà di congelare la discussione legando la costruzione della nuova stazione ad arco alla valorizzazione urbanistica dell'area dell'attuale scalo del Lingotto.

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La Novese furibonda per la beffa del campo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-07-2009)

Argomenti: Burocrazia

FRA BUROCRAZIA E MERCATO. TESSERATO BINELLO La Novese furibonda per la beffa del campo Mentre prosegue il rafforzamento della squadra (ingaggiato il portiere Binello, si è vicini al centrocampista Casiraghi), la Novese ha due grane da risolvere. La prima è l'ammissione «con riserva» fra le società che hanno presentato domanda di ripescaggio al Cnd. Alla base della decisione federale, l'incompleta documentazione presentata, con particolare riguardo alle garanzie finanziarie. In pratica, anziché presentare una nuova fidejussione, il club biancoceleste ha allegato la proroga di quella depositata un anno fa. Per il segretario Pierangelo Bianchi, «si è trattato di una dubbia interpretazione della Lega Cnd del regolamento, tanto che ha ingannato anche il Sestri Levante, il cui segretario fa parte della Figc ligure. Ma nulla muta in fatto di chances di ripescaggio». Le probabilità però sono ridotte: la Novese infatti figura al 20° posto fra le aventi diritto preceduta dai club perdenti gli spareggi di Eccellenza e da quelli retrocessi dalla D dopo i playout. Ma la giornata di ieri ha visto il sodalizio di via Crispi protagonista anche su un altro fronte: l'Aquanera giocherà le gare interne del Cnd a Novi e la dirigenza biancoceleste, pur nell'escludere proteste plateali, ha accolto con enorme fastidio una decisione che, se confermata dalla riunione prevista in Comune oggi, viene recepita come l'ennesimo gesto di scortesia dell'amministrazione pubblica e comporterebbe ulteriori disagi economici ed organizzativi.