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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   1-2 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

'Il Cittadella? E' da abbattere, comunque' ( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora una volta la burocrazia rischia di allungare i tempi di una decisione, un in senso o nell'atro. Ma quel ponte non si può consolidare e far quindi "sopravvivere"? Certamente, rispondono l'ingegnere capo, ma costerebbe quasi come farne uno nuovo, si pensi al discorso delle palificazioni da rifare, si pensi soprattutto che quella struttura è un tutt'

"Subito Tenda e autostrada" ( da "Stampa, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna snellire la burocrazia, avere tempi certi dei pagamenti. Altro tema la sicurezza del territorio dopo le due alluvioni e la grande nevicata». Lo parola chiave è «Governoincontra», ovvero: ministri e sottosegretari che ascoltano le richieste del territorio.

Santini: Morandini, un voto per cambiare ( da "Trentino" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per non soffocare sotto il peso ottundente della burocrazia provinciale. Ma soprattutto per riscoprire la gioia di tornare città libera e leader nel cuore delle Dolomiti, con un ruolo strategico di crocevia di esperienze, interessi e culture che non debbono guardare solo a nord ma in tutte e quattro le direzioni della rosa dei venti.

Servono nuovi posti letto I progetti del Comune ( da "Alto Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: finanziamenti e burocrazia permettendo - i programmi in materia di case di riposo e centri lungodegenti. A Bolzano attualmente ci sono cinque case di riposo, gestite dall'Assb, con 457 posti. Ai quali si dovrebbero aggiungere altri 25 letti alla Casa di cura Santa Maria: la struttura c'è già, non è ancora stata firmata la convenzione con il Comune annunciata ormai da mesi.

Una larga coalizione ma senza spartizioni ( da "Trentino" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: snellire la burocrazia, affrontare l'argomento del centro storico per una sua rivitalizzazione mettendo mano ai regolamenti». L'eredità lasciata è notevole visti i problemi rimasti aperti. Tutti i candidati a sindaco sottolineato aspetti comuni. Tra i tanti, dove reputa sia necessaria un'azione rapida.

Chiare tracce. Fibrose e cristalline. Di amianto. Bruciato. In un tratto di via San Faustino che a M... ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da costi e burocrazia. E così la minaccia sussiste. Anche perché di amianto, in giro ce n'è parecchio: a copertura di capannoni o di superfici agricole, a coprire la legna accatastata, in canne fumarie o, peggio ancora abbandonato per strada. Come nel caso di Manerba: Roberto, nei giorni scorsi del primo sole di primavera,

FLOROVIVAISTI Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attual... ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: economia FLOROVIVAISTI Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attuale, l'eccessivo carico burocratico che penalizza le aziende e i nuovi obblighi relativi alla sicurezza legati al decreto 81 sono stati al centro della partecipata riunione dei giorni scorsi della Consulta economica florovivaisti dell'Unione Provinciale Agricoltori.

Federalismo, decreti subito ( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare»

Pensione, aspetta la visita e muore ( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'accusa del figlio: «Mala burocrazia» Pensione, aspetta la visita e muore Il medico arriva a otto mesi dalla richiesta: ma lui è ormai in fin di vita COLLE UMBERTO. E' morto di tumore. Ma Fulvio Grego, di Colle Umberto, invalido civile, ha aspettato invano per 9 mesi il riconoscimento dell'handicap che portava.

Casorate, Gianni Rho guida il centrosinistra ( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fermo a causa della burocrazia italiana». L'attuale sindaco si mostra soddisfatto dei risultati raggiunti finora e che comprendono l'inaugurazione della biblioteca, i servizi sociali, il fondo anti crisi, ma non solo. Si parla anche della caserma dei vigili del fuoco, dell'ecocentro, dell'istituzione della raccolta differenziata: «Pensiamo di aver lavorato bene,

sicurezza, saper investire - alessandro naccarato ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività dalla burocrazia al territorio e consentendo in tal modo l'emersione di circa 220 mila lavoratori precedentemente sconosciuti e perciò senza diritti e tutele. Per il 2009, invece, il Governo di destra ha programmato la riduzione delle ispezioni. Per non parlare dell'abrogazione della legge 188/07 emanata dal Governo Prodi contro le cosiddette dimissioni in bianco.

Primo maggio amaro, a casa 30 operai ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tutti i guai nascono dalla burocrazia, ma superate le difficoltà andremo avanti» Primo maggio nell'incertezza per decine di lavoratori dell'area industriale di Bolotana. Tra le macerie di tante aziende morte prima di nascere, cercano di emergere ancora Ecofridge e Prodex che rilanciano la possibilità di investire, ma l'avvio delle attività avverrà senza i fondi del Contratto d'

storie di ebrei e zingari il gran ritorno di ovadia - anna puricella ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di nazionalismo e di idolatria e vengono vissute lontano dal potere della burocrazia e degli eserciti. Per Ovadia, "Senza confini è la nostra assunzione di responsabilità; la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio".

costituzione e statuto tra letture e ritmi rock - giorgia olivieri ( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il folletto delle brutte figure» e «Burocrazia» della compagnia «Funamboli») e di clown, laboratori creativi e uno stand per raccogliere fondi per l´Abruzzo. Anche il «rock duro» bolognese si mobilita per aiutare le vittime del terremoto con il ricavato di «Bologna Rock City» dalle 19 al Sottotetto Sound Club (via Viadagola 16 - 10 euro).

Diventa più veloce la cassa integrazione ( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Abbiamo già reclutato 4 addetti per le attività del nuovo ufficio ha spiegato l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini (nella foto) . Entro 7 giorni saremo in grado di far partire l'erogazione delle risorse, snellendo la burocrazia».

Lo Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 13 Lo Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia MILANO 3 SONO RESIDENTE a Milano 3. In effetti è un bel posto in cui vivere, soprattutto per le famiglie con bambini, Fino ad oggi 3 c'era anche lo Sporting, centro polifunzionale con piscina. Dico fino ad oggi perché proprio oggi, vittima di una fantozziana concomitanza di eventi avversi, lo Sporting chiude.

Maiali E CAPITALE ( da "Manifesto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rapida risposta della burocrazia medica, indipendentemente dalla qualità dello stato di salute della popolazione locale. Sin dalle prime morti causate dall'H5N1 a Hong Kong nel 1997, l'Oms, con il sostegno della maggior parte dei servizi sanitari nazionali, ha promosso una strategia concentrata sull'identificazione e l'isolamento del ceppo pandemico e della sua area di contagio,

S'è preso il Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta ... ( da "Nuova Ferrara, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con questa burocrazia fare impresa è davvero difficile". I sondaggi dicono che Barbieri arriverà terzo: farà l'ago della bilancia fra Tagliani e Dragotto? "Corriamo per vincere e per far emergere il cambiamento. Se non vinceremo non daremo nessuna indicazione ai nostri elettori per il ballottaggio.

Autostrada Torino-Milano: i pedaggi rincarano del 20% ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: automobilista sarebbe stato contento dei cortocircuiti della burocrazia, che nel caso del settore autostradale è sempre in agguato. La mancata firma dei decreti avrebbe bloccato impennate che in alcune tratte autostradali sono piuttosto consistenti e che, nel novembre scorso, avevano convinto il ministero per l'Economia a congelare per quattro mesi i rincari.

A Trecasali Lega e Pdl lanciano Magnavacca ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della riduzione della burocrazia e dell'autonomia del comune rispetto ad enti sovracomunali che spesso si rivelano solo fonte di sprechi e poltrone e non hanno ricadute tangibili sulla vita dei cittadini. In tutti quei casi in cui il Consiglio comunale ha autonomia deliberativa nell'aderire o no valuteremo molto attentamente le scelte di adesione fatte in questi anni dalla sinistra»

Tangenti, in manette tecnico della Provincia ( da "Corriere del Veneto" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: funzionario aveva intascato negli uffici della Provincia una somma di 6mila euro per autorizzare velocemente degli scavi minerari senza rispettare l'iter burocratico e le verifiche ambientali necessarie. E sembra che non fosse la prima volta che il funzionario della Provincia intascava bustarelle per snellire la pratiche e alleggerire la lenta macchina della burocrazia. Romina Varotto

Gobbo: ( da "Corriere del Veneto" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lì si fa troppa burocrazia». Intanto il «boss» delle politiche sociali del Comune di Conegliano si candida sindaco a San Pietro di Feletto. Pdl e Lega Nord, insieme ad una lista civica, hanno infatti trovato l'accordo su Maurizio Tondato. Il dirigente pubblico ha annunciato un particolare impegno «anziani, adulti, minori e famiglie».

Massimo Valigi, 49 anni. Ha un'agenzia immobiliare insieme alla moglie. In politica ha fatt... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: va messa mano alle questioni della burocrazia, alla macchina comunale: sarà ora di prendere coraggio e cambiarla; e sappiamo pure che le questioni del commercio sono importanti per il centro cittadino; che c'è una questione del lavoro e della crisi internazionale che si fa sentire, drammaticamente in certi casi.

Maddaloni, entro lunedì la nuova giunta ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma interventi concreti sono previsti anche per la burocrazia comunale, a partire dall'individuazione di un nuovo direttore generale, cui verranno affidate la definizione e l'adozione di misure efficaci per la riorganizzazione del personale e della macchina comunale e per il risanamento finanziario.

Nuove associazioni di cittadini per arginare la malapolitica ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impiegati e dirigenti corruttibili che pure permarrebbero nella burocrazia pubblica. Disinnnescare la presa dei camorristi sull'amministrazione locale richiede altri correttivi, che mantengano in piedi il principio della responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori, che diano pienezza e pulizia alla democrazia rappresentativa.

ciriani: la provincia deve contare di più ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: figlia del Sessantotto» di STEFANO POLZOT Una Provincia attenta al sociale, che riduce la burocrazia e farà sentire il proprio peso in regione. E' l'ente che immagina Alessandro Ciriani per i prossimi 5 anni. La sua candidatura è stata presentata ieri sera in una sala, quella dell'ente di largo San Giorgio, gremita da più di 400 persone.

I sindacati difendono solo i... ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la tutela a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso credibilità e iscritti. E usano l?autocelebrazione come scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni: "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende lavoratori con più poteri" La festa del Primo maggio porta alla mente battaglie combattute per la riduzione delle ore giornaliere,

federalismo, decreti subito - alberto vitucci ( da "Mattino di Padova, Il" del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare»

Quando saltò la sagra Nel 1918 il cocchio fu trainato dai reduci a cavallo come segno di ringraziamento per essere tornati salvi a casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diffuso il sospetto che fosse proprio la greta burocrazia piemontese tenacemente contraria ai provvedimenti in favore dell'isola, quella stessa burocrazia che aveva diminuito il merito dei sardi nella vittoria. Ci fu la reazione ufficiale degli Stamenti che inviarono a Torino una delegazione per consegnare direttamente nelle mani del sovrano cinque richieste di provvedimenti urgenti.

Onoranze funebri nasce l'agenzia islamica ( da "Stampa, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le famiglie sono molto spaesate, la burocrazia è tanta ed è indispensabile qualcuno che le aiuti». Fadda, che non disdegna le esequie italiane e di altre nazionalità, lavora in un ufficio pieno di feretri «spallati» (classici, per italiani) e «per musulmani», rettangolari, semplici, senza fregi.

I SINDACATI DIFENDONO SOLO I PRIVILEGIATI MA ORMAI L'ITALIA NON LI SEGUE PIÙ ( da "Wall Street Italia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con la tutela a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso credibilità e iscritti. E usano l'autocelebrazione come scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni : "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende lavoratori con più poteri"

QUATTRO PIANI ROSSO VERMIGLIO NEL CENTRO STORICO, IN VIA POMMELLA, PIù FUNZIONALI E SENZA BARRI... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Noi vogliamo una sede di lavoro migliore - dice Carlo Scalera, responsabile del Centro per l'impiego di Aversa - e non è tollerabile che la burocrazia vanifichi gli sforzi di dare dignità al Centro per l'impiego, sempre più luogo di incontro tra domanda e offerta di lavoro».

C'è UN FILO ROSSO CHE COLLEGA IL CONCERTO GROSSO DEANDREIANO CHE INAUGURERà DOMANI SE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno sempre cercato di vivere senza confini e steccati, burocrazie ed eserciti. I loro antagonisti, da sempre, sono stati i nazionalismi e le forme di idolatria più furiosa, sconvolti da chi ha fatto del tempo il proprio santuario e del fervore di libertà la propria bandiera». Decisamente De Andrè avrebbe sottoscritto.

Fondi promessi ma le imprese soffrono ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa grazie alla poca burocrazia necessaria per accedere ai finanziamenti, erogati con rapidità. Ma ora è necessario che la Regione deliberi l'ampliamento del fondo, come previsto nel bilancio 2009». Il presidente della Provincia, Sergio Reolon, e l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Daniela Larese Filon, hanno scritto al riguardo una lettera all'

Seguite la vostra intuizione, siate realisti, coinvolgete i collaboratori, guardate al mercato... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: valorizzazione delle risorse umane da far crescere con fondi interni, non tanto grazie ad aiuti da parte dello Stato, minori ostacoli all'attività quotidiana, contrattazione salariale decentrata, cooperazione con le istituzioni. Insomma gli imprenditori vogliono, ha chiuso Marseguerra, "più libertà, meno burocrazia, non privilegi». Federica Cappellato

Braccio di ferro sulle delibere comunali negate ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: questa è la burocrazia di Aiello" e se "queste sono le volontà dei nostri bravi e democratici amministratori". Ma non basta poiché ad Aiello il paese delle meridiane, il tempo si è fermato ed, a differenza di altri Comuni, non è possibile consultare le delibere on-line sul sito del Comune, "cercasi consigliere comunale - recita la chiusa del volantino -

Parcheggio vietato dalla burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Parcheggio vietato dalla burocrazia Per Città in Fiabe il Comune aveva concesso i pass per la sosta ma l'area era stata già recintata Venerdì 1 Maggio 2009, Castelfranco È tutto organizzato: prendere il pass in biblioteca, esporlo sul parabrezza dell'auto e poi parcheggiare tranquillamente per tutto il tempo che serve in piazza XXIV Maggio.

Sì alla legge comunitaria ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sportello come unico punto di riferimento delle imprese per quanto concerne burocrazia e servizi, mentre per tutte le comunicazioni informali o informazioni sull'iter di una pratica ci si può rivolgere a qualsiasi ufficio comunale. Il secondo emendamento precisa invece come l'assistenza alle imprese verrà fornita dallo Sportello, dove possibile, anche in un'altra lingua comunitaria.

Morti bianche/ Damiano: Bene Napolitano: non abbassare ( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non si può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".

MORTI BIANCHE/ DAMIANO: BENE NAPOLITANO: NON ABBASSARE GUARDIA ( da "Wall Street Italia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Non si può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".

Fratta Terme: verso la proprietà unica di Rossi e Tampellini ( da "Sestopotere.com" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla sua velocità, eliminando burocrazia in eccesso e soprattutto definendo i tempi certi per concessioni, autorizzazioni e pratiche in genere. Questa modalità, previo studio di fattibilità da parte di esperti (Associazioni, Università, Consulenti ecc.) ci pare particolarmente importante adesso che l?

Perché negli Usa c'è la rivolta contro le tasse ( da "Giornale.it, Il" del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: contro una burocrazia potente e irresponsabile, e contro l?Amministrazione Obama che sembra fin troppo desiderosa di perdonare e ricompensare i cattivi comportamenti, dagli illeciti compiuti dalle grandi aziende alle frodi sui prestiti ipotecari. Le rivendicazioni dei manifestanti si basano su dati certi.

Notaio/ Meglio rogitare prima di ristrutturare ( da "Affari Italiani (Online)" del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Vorrei togliermi completamente qualsiasi dubbio inerente al quesito che vi espongo. Io e mia moglie, sposati da 3 anni siamo in comunione dei beni. Nullatenenti entrambi, le uniche cose che possediamo sono le automobili acquistate da ognuno di noi prima del matrimonio ed il conto corrente in comune

Cia Marche: le aspettative degli agricoltori non vadano deluse ( da "Sestopotere.com" del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: certamente non è più possibile che si adottino criteri di valutazione penalizzanti per via della troppa burocrazia, né che sussistano ritardi di anni nei rimborsi”. Di fatto, i contributi richiesti ammontano a 200.651.000 euro, somma in grado di movimentare nelle Marche un totale di investimenti di oltre 600.000.000, dei quali 400.000.000 euro di parte privata.


Articoli

'Il Cittadella? E' da abbattere, comunque' (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Articolo di Alessandria 'Il Cittadella? E' da abbattere, comunque' Alessandria - 01/05/2009 Le quotazioni del Ponte Cittadella non sono mai state così basse come in questi giorni. A volerlo abbattere è la maggioranza che governa Palazzo Rosso, e non da oggi. Su questa tesi oggi conviene anche l'opposizione, con il Pd. (pur restando diverse le interpretazioni sul futuro ponte). Tra gli sfollati alla Valfrè si invocava il piccone contro quel ponte, reo di creare problemi in caso di piena. Dopo i tecnici dell'Aipo, anche i tecnici del Comune, leggi ingegnere capo Marco Neri sono convinti che vada abbattuto, comunque. E quell'avverbio significa anche prima che si decida effettivamente quale ponte costruire. Vuol dire che è pericolante: «No, nel senso che in questi giorni sarà riaperto al traffico. Non è pericoloso passarci sopra, ma restano i dubbi sulla sua capacità di affrontare spinte laterali come le pien, come la piena di qualche giorno fa,. Non è un caso che tecnici della protezione civile che accompagnavano il responsabile dei Grandi rischi, professor Menduri erano pronti a farlo saltare martedì. Sinceramente sono felice che, in quelle condizioni di rischio, non lo abbiano fatto». E Neri ribadisce che si stanno facendo tutti i controlli, le verifiche, esaminando quanto è successo, e si parla anche di piccoli movimenti . resta il fatto, ormai assodato, che non si può tenere in scacco la città, come ha ricordato anche il sindaco martedì incontrando la stampa nel momento di massimo rischio per la città. e anche il capogrupopo della Lega, Oreste Rossi aggiunge: "Non possiamo affidare la sicurezza degli alessandrini e degli abitanti dei comuni rivieraschi alla benevolenza del clima o alla velocità di scorrimento dei fiumi. Sono bastati alcuni giorni di pioggia intensa e siamo ripiombati nell'incubo del novembre 1994. La vita delle persone è troppo preziosa per essere messa a repentaglio in questo modo. Basta a polemiche solo dannose e teorie tutte da discutere, Alessandria deve essere messa in sicurezza davvero, abbattendo il ponte Cittadella che fa da tappo allo scorrimento delle acque, e prevedendo le casse di laminazione lungo tutta l'asta del fiume Quest'anno sono già tre le chiusure, chissà quante altre ce ne saranno. Martedì sono passati circa 2400 metri sotto quel ponte, se l'acqua fosse salita ancora c'era il fondato timore che la struttura non reggesse. Una situazione che potrebbe ripresentarsi alla prossima stagione delle piogge che ormai è difficile indicare. Secondo l'ingegnere capo, tutto il piano di salvaguardia della città ormai è costruito in maniera tale che quel ponte risulta essere un corpo estraneo, un tappo che bisogna togliere. Il Comune , che ne è proprietario dopo aver ricevuto l'input dell'Aipo di abbatterlo, ha attivato le procedure, ha approvato una delibera che prevede l'abbattimento, ha elaborato un piano che prevede anche la costruzione del nuovo ponte, il Meier, ha inviato il tutto al Ministero dei beni culturali, a gennaio, perchè l'ostacolo da superare, è il vincolo storico. Il problema, ancora una volta è quello dei tempi: la richiesta di esame della documentazione inviata a gennaio non ha ancora avuto risposta dal ministero. Era in programma un incontro per il 7 aprile, ma il terremoto in Abruzzo ha fatto saltare tutto. Ora dovrà essere riconvocato. Ancora una volta la burocrazia rischia di allungare i tempi di una decisione, un in senso o nell'atro. Ma quel ponte non si può consolidare e far quindi "sopravvivere"? Certamente, rispondono l'ingegnere capo, ma costerebbe quasi come farne uno nuovo, si pensi al discorso delle palificazioni da rifare, si pensi soprattutto che quella struttura è un tutt'uno che sta insieme così come è, e quindi ogni intervento va ponderato più che attentamente. Ma quanto costerebbe fare un ponte nuovo? Si parla di 20 milioni di euro, Poi si tratta di capire quanto costerà l'abbattimento dell'attuale ponte e i raccordi stradali

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"Subito Tenda e autostrada" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Le domande dei sette «saggi» POLITICA "Subito Tenda e autostrada" DIBATTITI E LISTE Il prefetto. Bruno D'Alfonso proporrà una sintesi su emergenze ed eccellenze di tutto il territorio Raffaele Costa Il presidente della Provincia: «Parlerò di grandi infrastrutture, chiedendo un rapido completamento della Asti-Cuneo e l'avvio dell'appalto del Tenda bis. Delle iniziative di sicurezza stradale per ridurre la mortalità. Inoltre, una particolare attenzione all'iter burocratico su aeroporto e decentramento universitario». Ferruccio Dardanello Il presidente della Camera di commercio: «Servono collegamenti con il resto dell'Europa che ha il 75% del nostro export. Chiederò incentivi per far crescere questa straordinaria economia che si chiama "modello Cuneo". Finora ci siamo aggiustati da soli, ma, senza un aiuto, perderemo la nostra competitività». Maurilio Verna Rappresentante Confindustria: «Che fine hanno fatto i fondi della legge 228 del '97 destinati alla rilocalizzazione delle oltre 200 aziende a rischio esondazione? Bisogna snellire la burocrazia, avere tempi certi dei pagamenti. Altro tema la sicurezza del territorio dopo le due alluvioni e la grande nevicata». Lo parola chiave è «Governoincontra», ovvero: ministri e sottosegretari che ascoltano le richieste del territorio. E dove possibile danno risposte, fissano scadenze, si prendono impegni. Cosa non facile in questa stagione di crisi, con fabbriche che chiudono e un ricorso alla cassa integrazione che non ha precedenti per gli operai della provincia di Cuneo, da sempre condiderata «isola felice», «modello economico da esportare». All'apertura dei lavori (alle 15 di lunedì), nel centro Incontri della Provincia (ingresso libero fino a esaurimento posti) dopo i saluti del sindaco Alberto Valmaggia e l'introduzione del ministro Rotondi, toccherà al prefetto Bruno D'Alfonso proporre una sintesi su emergenze ed eccellenze, attese della popolazione, richieste del mondo economico. Su un tema tutti sono concordi: servono soldi veri oltre che per il Tenda Bis e per completare l'autostrada, per una serie di opere che contribuiscano a far uscire il Cuneese dall'isolamento e a rilanciare l'economia.Giuseppe Piumatti Il presidente Piccole Medie Imprese: «Meno parole, più fatti. Che lascino da parte la campagna elettorale e si prendano la responsabilità di concretizzare interventi e azioni con le banche per il superamento della crisi. Gli imprenditori aspettano da mesi, per ora ciascuno si è messo a posto per conto suo». Sebastiano Dutto Il presidente Confartigianato: «Bisogna facilitare il ricorso al credito, non in linea con i tassi della Banca centrale europea. Poi detassare gli investimenti dei beni strumentali e innalzare la franchigia Irap per diminuire il costo del lavoro. E la viabilità: siamo sempre più isolati, mancano le infrastrutture». Marcello Gatto Il presidente Coldiretti: «Come sarà la Granda tra 15-20 anni? Quali le prospettive a livello economico, occupazionale, sociale e demografico? Siamo ricchi di professionalità e imprese agricole, ma difettiamo nella trasformazione locale dei prodotti. Farò un ragionamento su infrastrutture e invasi». Matteo Carena Il segretario generale Ust-Cisl: «Vanno rifinanziati gli ammortizzatori sociali per allungare la cassa integrazione. Il governo si deve impegnare in una politica industriale capace di creare nuovi posti di lavoro, rivalutando il settore manifatturiero».

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Santini: Morandini, un voto per cambiare (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Santini: «Morandini, un voto per cambiare» L'appello del senatore di centrodestra: «Versatile e concreto. E' lui l'uomo giusto» Pino Morandini, candidato del centro destra, sicuramente ha dimostrato di avere idee chiare e concrete. Con il pragmatismo che l'ha sempre contraddistinto nelle sue quattro legislature in Provincia e nella sua azione di assessore, oltre che di consigliere, ha saputo selezionare le iniziative e portarle a termine con successo. Ciò è avvenuto spesso in settori di difficile percorribilità come le politiche sociali, dove ha promosso e realizzato leggi come la pensione per le casalinghe, l'assistenza agli anziani, gli asili nido e le tasgesmutter, benefici a favore dei portatori di handicap, lotta decisa a favore della libertà di scelta tra scuole pubbliche e parificate. E' noto a tutti il suo Dna di cattolico impegnato a favore della difesa dei valori fondamentali come la famiglia, la centralità della persona rispetto allo Stato e a qualsiasi altro condizionamento, la lotta per la difesa della vita nascente e contro ogni ipotesi di manipolazione di tessuti umani, contro ogni forma di violenza e di coercizione sul piano morale e nella espressione della fede religiosa. Non a caso proprio pochi giorni fa Morandini è stato confermato nella sua carica di vicepresidente nazionale del Movimento per la Vita. Ma ciò che abbiamo visto, da parte sua, in questi giorni, è stata la sua straordinaria capacità di calarsi in tutti i problemi, anche i più complessi e lontani dalla sua preparazione con il pragmatismo di un vero amministratore e di uno stratega politico. Ha affrontato e assimilato dossier complessi e delicati come quelli relativi alla risoluzione del problema dei rifiuti, al recupero delle aree inquinate a Trento nord, ai megaprogetti dell'amministrazione precedente sullo spostamento della stazione ferroviaria, dell'ospedale ed altre realizzazioni affidate a famosi architetti che già hanno dissanguato le casse pubbliche con le loro parcelle stratosferiche, solo per dare qualche idea "fanta-tecnologica" che mai potrà trovare realizzazione nella nostra modesta realtà trentina. E, infatti, di molte già non si parla più, ma intanto i soldi (e tanti) sono stati spesi. E tante intelligenze e professionalità locali sono state snobbate e mortificate. Contro questo genere di allegra e irresponsabile amministrazione Morandini pone il suo rigore di magistrato del Tar con una straordinaria conoscenza delle leggi e una ferma volontà di volerle fare rispettare, ad incominciare dal Comune di Trento. E tutto questo senza dover avere nessun rapporto di dipendenza verso la Provincia, come il suo diretto avversario Andreatta deve fare perché fa parte del sistema e della filiera del potere che ha portato Dellai alla riconferma in piazza Dante, Pacher a fare il suo vice, con la strada spianata per il suo vicesindaco. E' un sistema perfettamente organizzato che da decenni sta amministrando il Trentino sempre con gli stessi uomini e le medesime idee. Cambiano soltanto le sigle dei partiti e i simboli delle liste civiche, tanto per confondere le idee ai cittadini/elettori più ingenui. E' una minestra riscaldata che va buttata nella pattumiera e sostituita con un menu nuovo e diverso. Pino Morandini è uomo di lunga esperienza e solo lui può garantire la fermezza, il coraggio, l'indipendenza e l'esperienza per dare una vera svolta di rinnovamento. Attorno a lui ci sono quattro liste: quella del Pdl, la civica per Morandini e le due liste alleate per il ballottaggio con la Lega e relativa lista civica collegata. La squadra c'è, le idee anche. Ma soprattutto c'è un candidato sindaco che arriva, nel pieno della sua maturità politica e personale, come l'uomo della provvidenza a garantire a Trento quel rinnovamento di cui ha bisogno per non perdere il proprio ruolo e la propria personalità, per non soffocare sotto il peso ottundente della burocrazia provinciale. Ma soprattutto per riscoprire la gioia di tornare città libera e leader nel cuore delle Dolomiti, con un ruolo strategico di crocevia di esperienze, interessi e culture che non debbono guardare solo a nord ma in tutte e quattro le direzioni della rosa dei venti. Per non rimanere sola ed isolata, in quella sua presunta unicità che hanno millantato i suoi amministratori di ieri e che è solo preoccupante solitudine e incapacità di guardare oltre il profilo severo delle nostra montagne. Giacomo Santini

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Servono nuovi posti letto I progetti del Comune (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Servono nuovi posti letto I progetti del Comune BOLZANO. Il merito dell'assegno per chi voglia assistere a domicilio il familiare non o solo parzialmente autosufficiente è quello di consentire all'anziano di restare a casa il più a lungo possibile. Ma per chi si accolla l'impegno, la fatica fisica e psicologica è notevole: c'è chi regge e chi, seppur partito con le migliori intenzioni, è costretto ad alzare bandiera bianca e a chiedere un posto in casa di riposo. Il primo effetto dell'applicazione delle norme sulla non autosufficienza aveva fatto sperare che nel tempo - almeno a Bolzano - ci sarebbe stata una riduzione della richiesta di letti nelle strutture; in realtà, a pochi mesi dall'entrata in vigore, l'impressione è già diversa. Ciò significa che, aumentando in maniera esponenziale la popolazione anziana, bisognerà accelerare - finanziamenti e burocrazia permettendo - i programmi in materia di case di riposo e centri lungodegenti. A Bolzano attualmente ci sono cinque case di riposo, gestite dall'Assb, con 457 posti. Ai quali si dovrebbero aggiungere altri 25 letti alla Casa di cura Santa Maria: la struttura c'è già, non è ancora stata firmata la convenzione con il Comune annunciata ormai da mesi. Entro l'anno poi, partiranno i lavori per il centro lungodegenti nel quartiere Mignone: in tutto 100 posti che saranno disponibili tra due-tre anni. Il programma prevede di intervenire anche sulle strutture esistenti: Villa Armonia in viale Trento verrà alzata di un piano e si ricaveranno 24 posti letto; a Don Bosco si realizzerà un nucleo Alzheimer con 14 letti. I progetti ci sono; così come l'impegno a realizzarli, ma i tempi sono, per forza di cose, inevitabilmente lunghi.

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Una larga coalizione ma senza spartizioni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Una larga coalizione ma senza spartizioni» Ogni scelta dipenderà dall'esito elettorale Villa Rosa sarà un polo d'eccellenza, mentre dalla ex Cederna il Comune deve uscire PERGINE. Si è trovato catapultato alla candidatura a sindaco di Pergine di punto in bianco. Ma non si è preoccupato più di tanto. «Sono determinato nelle mie cose». Si tratta di Silvano Corradi. è candidato a sindaco Upt per la coalizione di centrosinistra autonomista. Lo sostengono: Upt, Patt, Udc, Pd, Verdi, Socialisti. La coalizione di sempre più l'Udc (partito voluto da Trento, anche se da quattro anni era all'opposizione). Ma come sostenitore si ritrova anche Marco Osler, il nome rifiutato per mesi dal Patt, e per altrettamenti mesi sostenuto dall'ex sindaco Anderle. Corradi è spuntato in quest'atmosfera. «Ma non me ne dolgo - dice l'interessato - anzi, mi sprona. La candidatura di Osler come capolista? Va bene, è rientrato con questo accordo. Si è trattato di un confronto democratico interno e dopo si è ritrovata la compattezza. Nell'evoluzione dell'amministrazione troverà un proprio ruolo secondo le future necessità». Con sei liste non sarà facile predisporre un'eventuale giunta. «Il passato insegna, ma ho ottenuto di avere le mani libere. Nel senso che ho libertà nelle nomine di mia competenza dopo consultazione e intesa, con riferimento ai risultati elettorali. Non ho stipulato nessun accordo preventivo né sul vicesindaco, né tantomeno sugli assessori». Brevemente le sue priorità se dovesse essere eletto. «Affrontare la crisi economica per tutelare quanti si trovano in difficoltà, riorganizzare il personale e la macchina amministrativa, snellire la burocrazia, affrontare l'argomento del centro storico per una sua rivitalizzazione mettendo mano ai regolamenti». L'eredità lasciata è notevole visti i problemi rimasti aperti. Tutti i candidati a sindaco sottolineato aspetti comuni. Tra i tanti, dove reputa sia necessaria un'azione rapida. «Il centro sportivo è uno di questi. C'è qualcosa che non quadra. Mi riferisco alla gestione, ma anche al suo sottoutilizzo. Non è possibile che la squadra di calcio maggiore giochi altrove. Occorre che il centro sportivo abbia un proprio ruolo, ma che sia anche luogo di svago per i giovani. Ora non funziona, ci sono troppe cose che non vanno da troppi anni. Occorre magari una società che si occupi della gestione». Un altro tema delicato è l'area ex Cederna. «Quando ero in consiglio avevo proposto tutt'altro in quell'area. Era d'accordo sul realizzarvi il teatro perché luogo ideale. Dove è adesso, è stretto». Per venirne fuori? «L'unica è sganciarsi presto. Il Comune ha fatto la sua parte all'inizio. Ora è meglio lasci il campo». Per Villa Rosa, anche Corradi condivide quanto si sta dicendo da anni? «Sfruttare il luogo per un polo d'eccellenza, qualche perplessità c'è ancora sulla scuola di formazione. Vedremo. Qualche assicurazione in tema di trasferimento e potenziamento c'è». L'appello finale? Rappresentiamo la contnuità anche se con alcuni distinguo. L'invito è di darci fiducia». (r.g.)

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Chiare tracce. Fibrose e cristalline. Di amianto. Bruciato. In un tratto di via San Faustino che a M... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Chiare tracce. Fibrose e cristalline. Di amianto. Bruciato. In un tratto di via San Faustino che a Manerba conduce alla Baia Bianca, ad una delle spiagge più suggestive affacciate sulla penisola cara a Catullo. Le tracce sono inconfutabili: i cumuli chiari spiccano sul terreno bruciato e lasciano intender d'essere almeno 10 lastre, un metro cubo di cemento misto ad amianto. Un metro cubo sinonimo di potenziale pericolo per la salute. Vietato dal 1992 L'amianto (dal greco "amiantos", "incorruttibile"), presente in natura e conosciuto fin dall'antichità, per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile, a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo. Ed è stato largamente impiegato nel boom edilizio degli anni '70, nelle coperture utilizzate per isolare gli edifici o per costruire tetti ondulati. La sua consistenza fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche delle proprietà di rischio essendo causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell'apparato respiratorio. La pericolosità consiste, infatti, nella capacità che i materiali di amianto hanno di rilasciare fibre potenzialmente inalabili ed anche nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere. Dal 1992 è vietato e da allora è iniziato il percorso della sua bonifica o rimozione. Un percorso lungo. Frenato da negligenza, ma soprattutto, a quanto pare, da costi e burocrazia. E così la minaccia sussiste. Anche perché di amianto, in giro ce n'è parecchio: a copertura di capannoni o di superfici agricole, a coprire la legna accatastata, in canne fumarie o, peggio ancora abbandonato per strada. Come nel caso di Manerba: Roberto, nei giorni scorsi del primo sole di primavera, si incammina per la spiaggia e incorre nei cumuli. E pensa di chiamare Pronto Giornale di Brescia: «È proprio amianto?» chiede. « È lì alla mercè di tutti, bruciato. Certo, - aggiunge - non si può sapere chi sia il colpevole, ma chi controlla in questi casi? Chi è il responsabile? Chi ora mette in sicurezza terreno e passanti?». Se il terreno è privato Terreno privato o pubblico che sia, per prima cosa, contattiamo il Comune di Manerba, e l'ufficio tecnico competente, quello all'Urbanistica. Il responsabile, il geom Frigerio, non sa nulla, ma si attiva subito. «Abbiamo solo due tecnici - spiega -, per controlli su tutto il territorio, ma ora provvediamo». Dopo il sopralluogo, la sentenza: «L'amianto c'è, è da rimuovere, ma il terreno, è privato. È senz'altro lì da tempo e sopra ci hanno bruciato gli ulivi potati. L'amianto non brucia - sottolinea -, l'unico problema è che è stato rotto.». Il proprietario, spiega il Comune, vive fuori Brescia: «Abbiano esposto un'ingiunzione ed inviato una raccomandata - dice Frigerio -: ora hanno 5 giorni di tempo per provvedere alla rimozione dell'amianto e alla bonifica dell'ambiente. Altrimenti - riferisce -, la giunta ha deciso: interverrà il Comune». Per rimuovere, pulire, smaltire. «Noi affidiamo il compito all'azienda Garda Uno, che gestisce tutti i nostri servizi e che a sua volta interpellerà una ditta autorizzata. I costi sostenuti - conclude - verranno poi addebitati ai proprietari». Dunque: responsabile dell'amianto, è il proprietario del terreno o dell'immobile in cui si trova. Al suo monitoraggio, alla manutenzione, o alla sua rimozione e alla bonifica dell'ambiente. se è pubblico, provvede il Comune; se è privato, il proprietario. Anche nel caso - e qui viene il bello. -, di materiale abbandonato sulla sua proprietà, da qualcuno che l'ha smaltito lì, abusivamente. Perché smaltirlo costa. E dunque, perché non buttarlo in un terreno di passaggio, sapendo che i costi ricadranno poi sul proprietario? Adonella Palladino

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FLOROVIVAISTI Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attual... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia FLOROVIVAISTI Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attuale, l'eccessivo carico burocratico che penalizza le aziende e i nuovi obblighi relativi alla sicurezza legati al decreto 81 sono stati al centro della partecipata riunione dei giorni scorsi della Consulta economica florovivaisti dell'Unione Provinciale Agricoltori. Il settore florovivaistico non è infatti immune dalle difficoltà economico-finanziarie legate al difficile momento dell'economia mondiale, con l'aggravante - rispetto ad altri comparti del mondo agricolo - di operare al di fuori dell'agroalimentare e quindi della produzione di generi di prima necessità. BPM Tarantini alla vice presidenza e nell'esecutivo Graziano Tarantini - presidente della Fondazione San Benedetto - è stato nominato vicepresidente del consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Milano ed è entrato nel comitato esecutivo dell'istituto presieduto da Massimo Ponzellini. CASTREZZATO Dal Pd solidarietà per Domina «Sarà un Primo maggio di preoccupazione per tante famiglie di Castrezzato». Così una nota del Pd di Castrezzato esprime solidarietà ai 63 dipendenti della Domina spa di Castrezzato rimasti senza lavoro dopo la decisione dell'azienda di cessare l'attività. All'Amministrazione comunale (attuale e prossima), il Pd chiederà di attivarsi su due fronti: il primo è quello relativo ad interventi di sostegno che si rendessero necessari per chi è rimasto senza lavoro; il secondo è relativo al mantenimento dell'area della Domina a destinazione industriale. DESENZANO Melablu diventa Ovs Industry Ovs Industry, prima azienda in Italia per quota di mercato nel settore abbigliamento, inaugura domani, sabato 2 maggio, un nuovo store a Desenzano al parco commerciale Le Vele in via Adua. Si tratta di un'ulteriore conversione del 2009 di negozi Melablu in seguito all'acquisizione della catena da parte di Gruppo Coin. Il nuovo store di Desenzano del Garda si aggiunge agli altri 54 già presenti in Regione (di cui 4 in provincia di Brescia) e rappresenta un ulteriore segnale della centralità della Lombardia nella strategia di sviluppo di Ovs.

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Federalismo, decreti subito (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Burocrazia

«La legge non basta, i contenuti sono condivisibili ma la riforma in concreto è ancora tutta da scrivere» Federalismo, decreti subito Cacciari e Chiamparino: non possiamo aspettare anni Ma resta la criticità delle Regioni a statuto speciale, le uniche che continueranno a trattenersi per intero i soldi delle tasse che incassano ALBERTO VITUCCI VENEZIA. Il federalismo è legge. Ma i sindaci non possono aspettare cinque anni per vederne l'applicazione. «Se entro qualche mese non arriva un segnale concreto che dia subito certezze, i comuni non ce la fanno. Perché non sono in grado di programmare niente». Sergio Chiamparino e Massimo Cacciari, i due alfieri del «Partito del Nord», sindaci di centrosinistra spesso in rotta di collisione con il Pd nazionale, lanciano un messaggio preciso. Se non arriva presto il decreto attuativo sulla fiscalità, il federalismo non servirà a nulla. «Bisogna mettere nero su bianco il principio di responsabilità», scandisce Cacciari. Sala strapiena a Santa Maria delle Grazie, cuore di Mestre a due passi da piazza Ferretto. Nel terzo anniversario della morte di Gianni Pellicani, esponente illustre della corrente riformista del Pci, la Fondazione che porta il suo nome ha riunito intorno a un tavolo i due sindaci protagonisti negli ultimi mesi del dibattito nazionale sul federalismo e l'autonomia degli enti locali. Iniziativa puntuale, giunta a poche ore dall'approvazione definitiva al Senato del testo Calderoli. «I contenuti della legge sono condivisibili», ha attaccato Cacciari, «ma il libro del federalismo è ancora tutto da scrivere». Il nodo che va affrontato in tempi rapidi è secondo il sindaco filosofo quello della «responsabilità e dell'autonomia fiscale». «Il federalismo è un patto, un foedus. Dunque bisogna che ci dicano: queste sono le vostre competenze, questi i vostri tributi, con cui vi dovete arrangiare. Ma su questo faccio quello che voglio, senza interferenze né sovrapposizioni. Se invece andiamo avanti con le compartecipazioni, il 20 per cento dell'Irpef e quant'altro non se ne uscirà mai. E per i comuni sarà la crisi, perché non siamo in grado di fare i bilanci». «In questo Paese c'è un modo di legiferare da manicomio, le leggi spesso sembrano fatte per ostacolare più che per aiutare a raggiungere il risultato», continua Cacciari, «ma è anche vero che le leggi vanno rispettate, e che spesso grazie a queste norme come il Patto di stabilità i comuni rischiano la paralisi totale». Seconda cosa da fare in concreto, «ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare». Altro tema, le regioni a statuto speciale. Una delle «criticità» della nuova legge segnalate da Chiamparino. «Non si possono dare più risorse a tutti, a meno di non aumentare le tasse. Dunque se si premiano le regioni virtuose e si aiutano quelle in difficoltà, bisogna toccare il tasto delle regioni speciali, le uniche dove le risorse restano tutte sul territorio, senza aiutare le regioni più deboli». «Questa legge», ha detto Chiamparino tra gli applausi, «era nata alla lombarda, con un'impronta egoistica. Poi grazie al contributo del Pd il percorso è cambiato, introducendo il percorso della responsabilità». Altra «criticità», le province. «Sopprimere le province è sbagliato», ha concluso, «in tutta Europa esistono enti intermedi tra le regioni e i comuni. Ma in Italia ce ne sono troppi, Ato, consorzi, e non sempre trasparenti. La soluzione è di trasformare le province in espressione diretta dei comuni per gestire certe funzioni. Si era tentato invano di farlo anche nel 1975 con i comprensori». «La Città metropolitana non esiste, è soltanto un cambio lessicale alle province», ha detto il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia, «il problema è quello di dare risorse ai nostri enti, istituendo la tassa di scopo. Le province non possono vivere soltanto con i contributi del bollo auto». Quanto alla riforma federale, Zoggia esprime un giudizio negativo: «Non è una riforma, la nostra regione meritava di più». Mario Bertolissi, docente di diritto amministrativo all'Università di Padova, cita il «modello Friuli» come esempio di efficienza federalista: «Due mesi dopo il terrmoto del 6 maggio, il 90 per cento delle procedure erano già state concluse dai comuni, sotto la guida del commissario straordinario Zambeletti. Un esempio di efficienza e di lavoro proficuo tra amministrazioni locali e Stato, con la Regione un passo indietro». Modello rimasto isolato. «Oggi abbiamo l'uomo fatto per la legge e non il contrario, come sarebbe logico. Le facoltà di giurispridenza fabbricano legioni di utili idioti che non servono la collettività. Una burocrazia da Stato demenziale, senza che nessuno sappia nemmeno i numeri. E alla fine la resa del conto non esiste». La resa del conto, cioè la responsabilità amministrativa. Proprio quello che i sindaci chiedono di poter avere. Riformando alla radice il sistema fiscale degli enti locali.

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Pensione, aspetta la visita e muore (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Colle Umberto. Si è spento un mese fa Fulvio Grego, 84 anni, invalido civile e affetto da mieloma. L'accusa del figlio: «Mala burocrazia» Pensione, aspetta la visita e muore Il medico arriva a otto mesi dalla richiesta: ma lui è ormai in fin di vita COLLE UMBERTO. E' morto di tumore. Ma Fulvio Grego, di Colle Umberto, invalido civile, ha aspettato invano per 9 mesi il riconoscimento dell'handicap che portava. La richiesta avanzata dalla famiglia il 2 luglio 2008 ha visto un medico precipitarsi per la visita solo il 7 marzo, dopo 8 mesi, ma «a tutt'oggi - protesta il figlio Giustino Grego - ovvero dopo circa 2 mesi non ci è dato conoscere ancora l'esito di quella visita». Nel frattempo il padre è morto, lo scorso 30 marzo. E' il 12 ottobre 2007 quando Fulvio Grego, di Colle Umberto, nato a Cavarzere il 3 aprile 1925, viene dichiarato invalido al 100% dall'Uls. E' già affetto da mieloma multiplo, ma non gli viene riconosciuto l'handicap in modo da ottenere l'accompagnatoria, un assegno indispensabile per assicurarne l'assistenza. Il 2 luglio dell'anno scorso la famiglia torna alla carica con l'azienda socio sanitaria: attraverso il Caaf Cgil di Vittorio Veneto inoltra domanda di invalidità civile per l'handicap. La prima risposta? Arriva dopo due mesi. L'Ulss chiede la fotocopia della carta d'identità che, peraltro, era già stata inserita nella lettera del 2 luglio. «Chi l'ha persa?» si domanda il figlio di Grego, Giustino. Dopo un mese e 23 giorni l'Ulss risponde, assicurando che la visita di accertamento è stata fissata per il 12 novembre. La famiglia comunica, pochi giorni prima, che il parente è ricoverato in ospedale a Costa e, successivamente, che è stato trasferito al Cesana Malanotti. Terza comunicazione a fine novembre: il paziente è all'Istituto Padre Pio di Tarzo. Quarta, il 18 dicembre: ancora al Cesana. Dopo 3 mesi, durante i quali non c'è stata alcuna visita al padre, Giustino Grego, scrive all'Ulss per sollecitarla. Viene fissata il 7 marzo 2009. Ma il 30 dello stesso mese Fulvio Grego muore in conseguenza del mieloma. Il 27 aprile, non ricevendo alcun riscontro dell'accertamento, Grego (il figlio) scrive di nuovo al Servizio di medicina legale dell'Ulss 7. «E' esattamente un'ora e 20 minuti che cerco di contattarvi, ma il telefono è costantemente occupato, come lo è stato la settimana scorsa». Giustino Grego rileva sarcasticamente: «Non tutto il male viene per nuocere: mancano poco meno di 3 mesi per arrivare al traguardo di un anno senza che la pratica sia stata evasa. Ancora una sforzo e vedrete che ce la fate. Peccato che mio padre non possa commentare questo vostro record. Il 30 marzo, infatti, ha lasciato questo mondo terreno, minato dal mieloma ed accompagnato da una sfiga chiamata burocrazia attaccatagli da codesta Ulss». «Guardando a ritroso questa pratica di malasanità - conclude Grigo - (non so se chiamarla così o chiamarla maleducazione), mi viene spontaneo domandare se quando riceverete una lettera simile alle tante che vi ho recapitato, avrete ancora il coraggio di guardarvi allo specchio. Mi chiedo se non provate un pò di vergogna o del rimorso per come trattate un malato». Giustino Grego si è deciso a rendere nota la drammatica vicenda di suo padre seguendo l'insegnamento di un suo «caro amico», Alberto Dan, l'ex consigliere comunale del Pd, prematuramente scomparso a San Giacomo. «Con Alberto ci incontravamo tutte le mattine e insieme commentavamo le vicende di varia umanità che leggevamo sul giornale, dicendoci che non potevamo rimanere indifferenti davanti a ciò che si palesava come un'offesa all'uomo». Giustino Grego si aspetta una risposta da parte dell'Ulss 7, che sicuramente non tarderà.

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Casorate, Gianni Rho guida il centrosinistra (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Casorate, Gianni Rho guida il centrosinistra Il sindaco si ricandida: «Abbiamo fatto un buon lavoro» CASORATE. Gian Antonio Rho si ricandida alla guida di Casorate come sindaco. Guiderà la lista «Uniti per Casorate», civica, caratterizzata politicamente. Sono infatti presenti tutte le forze del centrosinistra. Il simbolo rappresenta un raggruppamento di persone (che caratterizzano l'unione), tra cui è facile riconoscere anziani, donne e bambini. C'è anche il simbolo dell'ulivo. «Abbiamo discusso - ha spiegato Gianni Rho - ed è stato deciso di proporre ancora il mio nome alla guida, per continuità e esperienza. Vogliamo portare il programma della passata legislatura all'iter conclusivo, di cui il Polo scolastico rappresenta il fiore all'occhiello. Abbiamo approvato il piano dell'Omino di ferro, che ci ha dato circa cinque milioni di euro per realizzarlo e abbiamo sbloccato dopo 15 anni l'iter relativo alla caserma dei carabinieri, fermo a causa della burocrazia italiana». L'attuale sindaco si mostra soddisfatto dei risultati raggiunti finora e che comprendono l'inaugurazione della biblioteca, i servizi sociali, il fondo anti crisi, ma non solo. Si parla anche della caserma dei vigili del fuoco, dell'ecocentro, dell'istituzione della raccolta differenziata: «Pensiamo di aver lavorato bene, a parte alcuni sbagli dovuti all'inesperienza di cui abbiamo fatto tesoro per maturare decisioni che portino al benessere del paese. Metà del bilancio è stato usato per i servizi alla persona, abbiamo istituito 80 mila euro di fondo anti crisi e terminato la palestra della scuola elementare, che sarà consegnata a breve». Un'occhio di riguardo verrà dato alla viabilità: nei prossimi giorni verranno sistemate le strade che presentano più problemi e si inizierà a discutere della nuova viabilità. «Abbiamo dovuto fare i conti con il taglio dell'Ici - continua l'attuale sindaco Rho - ma non abbiamo mai aumentato le tasse in cinque anni e portato avanti il bilancio in modo soddisfacente. Inoltre abbiamo anche istituito la giornata del bambino, quella degli ultranovantenni e siamo stati anche invitati dal presidente della Repubblica. Sono soddisfatto di questi cinque anni. Abbiamo formato per le elezioni una bella squadra capace e motivata e siamo convinti che bisogna far di più per migliorare il paese. Conosco i bisogni della gente, che vuole strade e trasporti migliori, il supermercato, un miglioramento dei servizi, a partire dalla posta, uno spazio di incontro per i giovani. In un sondaggio realizzato su 500 cittadini, il 97% riconosce i componenti della giunta come affidabili. Abbiamo ancora tanti progetti e mi impegno - conclude Gianni Rho - a migliorare la qualità della vita del paese». Michela Cantarella

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sicurezza, saper investire - alessandro naccarato (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 15 - Altre Sicurezza, saper investire ALESSANDRO NACCARATO L'Italia detiene il tragico primato di essere uno dei paesi dell'Unione Europea con il maggior numero di morti su lavoro. Purtroppo questo tema non riesce ad affermarsi nel dibattito politico e sociale, nel mondo della comunicazione e della cultura. Si parla dei casi più eclatanti, ma si dimentica la realtà quotidiana. E nella distrazione diffusa la destra al governo sta scientificamente smontando pezzo per pezzo il Protocollo sul lavoro, firmato il 23 luglio 2007, tra il governo Prodi e le parti sociali, e il conseguente testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: il primo provvedimento efficace approvato in Italia in questa materia. Infatti grazie all'aumento della prevenzione e all'inasprimento delle pene da due anni il numero degli incidenti mortali è in costante diminuzione: 1341 nel 2006, 1210 nel 2007, 1140 nel 2008. Invece di continuare sulla strada tracciata dal centrosinistra che mirava a investire di più nella formazione professionale e ad aumentare i controlli nelle aziende, il governo ora punta ad una pericolosa deregolamentazione delle leggi in materia di mercato del lavoro e di sicurezza. Ormai sono numerosi gli esempi concreti del cambio di impostazione effettuato dal Governo Berlusconi. Il caso più recente è la legge salva manager che punta ad assolvere i dirigenti di alcune aziende sotto processo per aver violato le condizioni di sicurezza causando la morte di alcuni lavoratori. Nei famosi decreti milleproroghe l'attuale Governo ha rimandato l'applicazione di molti dispositivi contenuti nel Protocollo di luglio 2007 a partire, per esempio, dall'obbligo per le aziende di presentare il cosiddetto documento di rischio. Nei 18 mesi del Governo Prodi sono stati assunti 1.411 ispettori, spostandone l'attività dalla burocrazia al territorio e consentendo in tal modo l'emersione di circa 220 mila lavoratori precedentemente sconosciuti e perciò senza diritti e tutele. Per il 2009, invece, il Governo di destra ha programmato la riduzione delle ispezioni. Per non parlare dell'abrogazione della legge 188/07 emanata dal Governo Prodi contro le cosiddette dimissioni in bianco. Si tratta di una pratica ancora molto diffusa in alcune Regioni e nelle piccole imprese e che colpisce soprattutto le donne: al momento della firma del contratto veniva imposto di firmare una lettera che consentiva al datore di lavoro il licenziamento senza giustificazione. Grave è anche l'attacco della destra sui lavori usuranti. Il centrosinistra aveva stanziato quasi tre miliardi di euro da erogare, nel corso di dieci anni, a favore di quanti svolgono attività particolarmente faticose. La destra vuole invece restringere la platea dei beneficiari colpendo, ad esempio, il lavoro notturno; e la questione è molto importante, perché i turni notturni sono spesso associati agli infortuni ed è necessario regolamentarli per aumentare la sicurezza. Sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro non è possibile tornare indietro. Per questi motivi il Primo maggio può diventare una buona occasione per promuovere la qualità e la sicurezza del lavoro, per contrastare la controriforma della destra e per portare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle gravi misure decise dal governo a danno dei lavoratori. deputato Pd

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Primo maggio amaro, a casa 30 operai (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Nuoro Pagina 5052 Bolotana. Le due aziende hanno disatteso gli impegni legati al Contratto d'area Primo maggio amaro, a casa 30 operai Bolotana.. Le due aziende hanno disatteso gli impegni legati al Contratto d'area Ecofridge e Prodex devono restituire 15 milioni di contributi --> Ecofridge e Prodex devono restituire 15 milioni di contributi Il titolare della Ecofridge accusa Roma. «Tutti i guai nascono dalla burocrazia, ma superate le difficoltà andremo avanti» Primo maggio nell'incertezza per decine di lavoratori dell'area industriale di Bolotana. Tra le macerie di tante aziende morte prima di nascere, cercano di emergere ancora Ecofridge e Prodex che rilanciano la possibilità di investire, ma l'avvio delle attività avverrà senza i fondi del Contratto d'area, quindi si deve passare inevitabilmente attraverso la cassa integrazione e il licenziamento, a cui sono interessati complessivamente una trentina di lavoratori. Il sindacato appare scettico e in certi casi infastidito dalle proposte degli imprenditori, che chiedono ancora il sostegno delle istituzioni locali. Sia per Ecofridge che per Prodex, infatti, c'è la revoca dei finanziamenti pubblici decisa dal ministero dello Sviluppo economico. Ecofridge, azienda nata per la produzione di sistemi refrigeranti, dovrà nell'immediato mandare a casa i quindici dipendenti che da quattro mesi ormai sono senza stipendio. «In questo momento non posso fare diversamente - dice il titolare dell'azienda Giuseppe Aloisi - perchè a Roma non ci ascoltano. Superate le difficoltà cercheremo di andare avanti, ma occorrono tanti sacrifici». Cassa integrazione o licenziamenti? «Per ora cercheremo di far pesare il meno possibile questa situazione sui lavoratori, che hanno capito le difficoltà. Di certo il Ministero ci ha chiesto di restituire i finanziamenti gia erogati dieci anni fa, (oltre un milione di euro), per ritardi nell'attuazione del progetto che sono da ricercare nella burocrazia. Siamo disarmati di fronte all'atteggiamento di chi opera a Roma, che non sembra accorgersi della grave situazione della Sardegna centrale». Dall'altra la Prodex, l'azienda farmaceutica mai entrata in funzione, che in un incontro con il Comitato del Contratto d'area ha annunciato di completare gli investimenti con l'assunzione nei prossimi mesi di circa 120 lavoratori. Quale sia la fonte del finanziamento è però mistero. Questa azienda, nell'immediato dovrà restituire al Ministero quasi 14 milioni di euro. Improbabile per i sindacati che il progetto Prodex possa concretizzarsi, visto che per i sindacati, (Franco Mussoni per la Cgil, Ignazio Ganga della Cisl e Nicolino Pittalis della Uil), le proposte di entrambe le aziende in questa fase sostenibili per convincere il Ministero ad annullare la revoca. Le due Aziende, proprio in questi giorni riceveranno le cartelle esattoriali, per restituire quanto gli era stato concesso. Circa quindici milioni di euro torneranno quindi al mittente. Forse a scapito di un intero territorio. FRANCESCO OGGIANU

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storie di ebrei e zingari il gran ritorno di ovadia - anna puricella (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIII - Bari Mola di Bari Storie di ebrei e zingari il gran ritorno di Ovadia Tutto esaurito al van Westerhout per il nuovo spettacolo della rassegna "Le lingue del Sud" organizzata dal centro Diaghilev ANNA PURICELLA Un popolo si riconosce come tale anche se non appartiene a una nazione. Moni Ovadia torna in Puglia con uno spettacolo in esclusiva regionale già da tutto esaurito, per raccontare la cultura di due etnie diverse, ma accomunate da un passato di esilio e continuo cammino. Senza confini: ebrei e zingari è alle 21 al teatro van Westerhout di Mola di Bari per la rassegna "Le lingue del Sud", a cura del Centro Diaghilev. Il lavoro è un recital di canti, musiche, storie rom ed ebraiche che mettono in evidenza la vocazione delle genti in esilio. L´essenza dei popoli nomadi è il viaggio, ignaro dello scorrere del tempo e dei chilometri. Le vicende di zingari ed ebrei affondano le proprie ragioni nei secoli, ma sono fatte entrambe di avversione per ogni forma di nazionalismo e di idolatria e vengono vissute lontano dal potere della burocrazia e degli eserciti. Per Ovadia, "Senza confini è la nostra assunzione di responsabilità; la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio". Sul palco i musicisti Paolo Rocca, Massimo Marcer, Albert Florian, Luca Pagliani, Marian Serban, Marin Tanasache, Virgil Tanasache, Mauro Pagiaro. Info 333.126.04.25.

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costituzione e statuto tra letture e ritmi rock - giorgia olivieri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Bologna Costituzione e Statuto tra letture e ritmi rock La festa in piazza Sul "crescentone", alla kermesse dei sindacati suona la Bandabardò. Arti varie e clown al Parco 11 Settembre GIORGIA OLIVIERI «L´Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»: l´incipit della Costituzione potrebbe essere lo slogan di questo 1° maggio tra riflessione, impegno, spettacolo e solidarietà. Prende il nome di «Sana e robusta Costituzione» la giornata di Cgil, Cisl e Uil in Piazza Maggiore, che inizia alle 10 con la tavola rotonda «Lavoro, legalità, democrazia» e i rappresentanti delle cooperative legate alla rete «Libera Terra» di Don Ciotti. Nel pomeriggio si parte alle 15.30 con l´esibizione dei «Latte Rock», per proseguire con le scrittrici Anna Sarfatti e Grazia Verasani che insieme all´Associazione Zoè, il Centro Pocart e il complesso Madai, daranno vita al «Sillabario della Costituzione» (ore 18). Alle 20.30 il folk dei Cadeklof e il pop - rock dei Vicolo Davì faranno da apripista al «ritmo e vitalità» della Bandabardò, band di «fricchettoni» fiorentina. «Di sudore e di note» è, invece, la piccola maratona di lettura organizzata da La Bottega dell´Elefante al Centro Civico (ore 16, via Pietralata 58/60), dove si leggeranno brani della Costituzione, dello Statuto dei Lavoratori e passi di Marx, Weil, Sereni, Bianciardi, Hrabal, Nove, Rastello. Si potrà visitare la mostra su Argentina Altobelli, la prima donna a capo di un sindacato, grazie all´apertura del Museo della Resistenza (via Sant´Isaia 20 - ore 10-19). Dalle 14 musica, teatro e arte animeranno «Parco 11 settembre» (ingresso da via Riva Reno). Ai concerti delle 7 band, tra cui Grossa Grana, Tette Biscottate e Boo Boo Vibration, che suoneranno dalle 16 alle 24 (la serata proseguirà poi all´Arterìa, vicolo Broglio 1/e, con Reggae Sound Sistem e MadKid, Dolma, Lighta Sound) si affiancheranno gli spettacoli teatrali («Il folletto delle brutte figure» e «Burocrazia» della compagnia «Funamboli») e di clown, laboratori creativi e uno stand per raccogliere fondi per l´Abruzzo. Anche il «rock duro» bolognese si mobilita per aiutare le vittime del terremoto con il ricavato di «Bologna Rock City» dalle 19 al Sottotetto Sound Club (via Viadagola 16 - 10 euro). Ancora musica a Ca´ de Mandorli con «Pecos day»: dalle 16 in poi, 13 giovani band si succederanno sul palco del circolo di San Lazzaro (via Idice 24 - gratuito).

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Diventa più veloce la cassa integrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACHE pag. 17 Diventa più veloce la cassa integrazione CINQUANTA MILIONI FIRENZE NUOVO UFFICIO per l'erogazione rapida dei fondi per la cassa integrazione in deroga. Lo ha attivato la Regione, sottoscrivendo ieri con sindacati e associazioni di categoria un accordo per sbloccare 50 nuovi milioni di fondi da destinare a questo tipo di ammortizzatore sociale. La novità è il "passaggio di consegne'' tra l'Ufficio Regionale per il lavoro, alle dirette dipendenze dell'amministrazione centrale dello Stato, e la Regione nel compito di gestire le procedure di assegnazione degli stanziamenti governativi di Cig in deroga. «Abbiamo già reclutato 4 addetti per le attività del nuovo ufficio ha spiegato l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini (nella foto) . Entro 7 giorni saremo in grado di far partire l'erogazione delle risorse, snellendo la burocrazia».

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Lo Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

LETTERE E COMMENTI pag. 13 Lo Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia MILANO 3 SONO RESIDENTE a Milano 3. In effetti è un bel posto in cui vivere, soprattutto per le famiglie con bambini, Fino ad oggi 3 c'era anche lo Sporting, centro polifunzionale con piscina. Dico fino ad oggi perché proprio oggi, vittima di una fantozziana concomitanza di eventi avversi, lo Sporting chiude. La sostanza è questa: c'è un proprietario del pacchetto azionario di maggioranza che è la società Dixia, a sua volta posseduta da Aedes Spa, che ha rilevato parte del patrimonio immobiliare detenuto a Milano 3 da Pirelli RE, E c'è un compratore (persona di grande trasparenza e sensibilità sociale) che ha fatto un'offerta concreta, economicamente rilevante e finalizzata alla realizzazione di un progetto ben chiaro e davvero condivisibile per la comunità. Venditore e compratore hanno avviato una trattativa che ormai era, ancorchè verbalmente, in fase avanzata. Oggi si apprende che l'interlocutore del compratore presso Dixia (l'Amministratore Delegato) è stato licenziato. Morale: non c'è nessuno che possa portare all'attenzione dell'assemblea l'istanza Sporting. Pertanto, per una banale questione di tempi stretti e di burocrazia 70 persone fra dipendenti e collaboratori resteranno senza lavoro e centinaia di famiglie utenti non avranno più un luogo dove fare sport, socializzare, passare i weekend estivi in piscina. Vanna Polvere

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Maiali E CAPITALE (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

I VERI PORCI SONO QUELLI CON GIACCA E CRAVATTA Maiali E CAPITALE La chimera genetica detta «influenza suina» non è una sorpresa, Science l'aveva prevista da anni. È nata in allevamenti-industrie, ha travolto la Maginot chimica dei grandi paesi, ha beffato l'Oms. In nome del profitto Mike Davis Le orde di turisti primaverili sono tornate quest'anno da Cancún con un invisibile ma sinistro souvenir. L'influenza suina messicana, chimera genetica probabilmente concepita in qualche pantano fecale di un industria di maiali, all'improvviso minaccia di portare la sua febbre in giro per il mondo. Il suo rapido propagarsi nel continente nord americano rivela una velocità di trasmissione superiore all'ultima varietà pandemica ufficialmente riconosciuta, la febbre di Hong Kong del 1968. Rubando la scena all'assassino ufficialmente designato, l'H5N1 altrimenti conosciuto come influenza aviaria - che oltretutto ha dimostrato di mutare vigorosamente - questo virus suino costituisce una minaccia di sconosciuta magnitudo. Sicuramente, sembra meno letale della Sars del 2003 ma, essendo un'influenza, potrebbe durare molto più di questa ed essere meno incline a tornare nelle segrete caverne da cui è saltata fuori. Dato che una normale influenza stagionale di tipo A uccide un milione di persone ogni anno, un suo anche modesto incremento di virulenza, specialmente se accoppiato con un'alta incidenza, potrebbe produrre una carneficina pari a un grande conflitto bellico. Intanto, una delle sue prime vittime sembra essere la consolante fiducia, per lungo tempo predicata dagli spalti dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che la pandemia potesse essere contenuta tramite una rapida risposta della burocrazia medica, indipendentemente dalla qualità dello stato di salute della popolazione locale. Sin dalle prime morti causate dall'H5N1 a Hong Kong nel 1997, l'Oms, con il sostegno della maggior parte dei servizi sanitari nazionali, ha promosso una strategia concentrata sull'identificazione e l'isolamento del ceppo pandemico e della sua area di contagio, cui segue la distribuzione alla popolazione di medicinali antivirali e, se disponibili, di vaccini. Un esercito di scettici ha giustamente contestato questo metodo di risposta all'insorgere di nuove minacce virali, sostenendo che i microbi sono ormai in grado di volare intorno al mondo (letteralmente, per quanto riguarda l'aviaria) più velocemente rispetto ai tempi di reazione dell'Oms o dei servizi sanitari nazionali. Sono finite sotto accuse anche le primitive, spesso inesistenti misure di sorveglianza del rapporto tra le malattie animali e umane. Ma il mito dell'audace, preventivo ed economico intervento contro l'aviaria non è stato valutabile per colpa dei paesi ricchi, come Stati uniti e Gran Bretagna, che preferiscono investire in una loro linea Maginot biologica piuttosto che incrementare fortemente gli aiuti alle frontiere delle epidemie fuori dai loro confini. Allo stesso modo agiscono le multinazionali farmaceutiche, che combattono la domanda dei paesi del Terzo mondo di fabbricazione pubblica di antivirali generici come il Tamiflu della Roche. Ad ogni modo, è probabile che l'influenza suina dimostri che la versione Oms/Ccd (Centro di controllo sulle malattie) della preparazione contro una pandemia - senza nuovi corposi investimenti in sorveglianza, infrastrutture scientifiche e regolatorie, salute pubblica generale e accesso globale a medicinali di base - appartenga alla stessa classe di rischio del truffaldino management piramidale dei derivati della Aig o dei titoli di Madoff. Non si tratta tanto di un fallimento del sistema di allarme della pandemia, quanto della sua completa inesistenza, persino negli Stati uniti e in Europa. Forse non sorprende che il Messico non abbia né la capacità né la volontà politica di monitorare le malattie del bestiame e il loro impatto sulla salute pubblica, ma la situazione è quasi la stessa a nord del confine, dove la sorveglianza è un fallimentare mosaico di giurisdizioni statali e le corporazioni dei commercianti di bestiame trattano la salute con lo stesso atteggiamento con cui sono soliti trattare lavoratori e animali. Allo stesso modo, una decade di avvisi urgenti da parte di scienziati sul campo non è riuscita ad assicurare il trasferimento di sofisticate tecnologie virali al paese sulla strada diretta di probabili pandemie. Il Messico conta esperti di fama mondiale ma ha dovuto mandare i tamponi ai laboratori di Winnipeg (che ha meno del 3% ella popolazione di Città del Messico), per poter identificare il genoma del virus. Motivo per il quale si è persa quasi una settimana. Ma nessuno era meno in allerta dei leggendari controllori di Atlanta. Stando al Washington Post, il Cdc è rimasto all'oscuro dello scoppio della pandemia fino a sei giorni dopo che il governo messicano aveva iniziato ad impartire misure di sicurezza. Infatti il Post scrive: «A distanza di due settimane dal riconoscimento dell'epidemia in Messico, i funzionari dei servizi sanitari americani non hanno ancora valide informazioni a riguardo». Non ci sono scuse. Non si tratta di un evento straordinario. Di fatto, il vero paradosso di questo panico da virus suino è che, sebbene del tutto inaspettato, era stato previsto con precisione. Sei anni fa Science aveva dedicato un lungo articolo (mirabilmente scritto da Bernice Wuetrich) per dimostrare che «dopo anni di stabilità, il virus nord-americano dell'influenza suina è entrato in una fase di rapida evoluzione». Dalla sua identificazione all'inizio della Depressione, il virus H1N1 aveva solo leggermente deviato dal suo genoma originario. Poi, nel 1998, si è scatenato l'inferno. Una varietà altamente patogena ha cominciato a decimare le scrofe di un allevamento di maiali nella Carolina del Nord, e nuove virulente versioni hanno iniziato ad apparire quasi ogni anno, inclusa un'insolita variante dell' H1N1 che conteneva geni interni di H3N2 (l'altro tipo di influenza A che circolava tra gli umani). Ricercatori da Wuethrich, intervistati, espressero la preoccupazione che uno di questi ibridi potesse diventare un'influenza che colpiva gli umani (si ritiene che le pandemie del del 1957 e del 1958 siano state originate da una mescolanza di virus aviari e umani nei maiali) e sollecitarono la creazione di un sistema ufficiale di sorveglianza per l'influenza suina. Quell'ammonimento, naturalmente, passò inosservato in una Washington che si preparava a gettare miliardi in fantasie bioterroriste e trascurava i pericoli più ovvii. Ma cosa ha provocato l'accelerazione di questa evoluzione dell'influenza suina? Probabilmente la stessa cosa che ha favorito la riproduzione dell'influenza aviaria. I virologi hanno a lungo ritenuto che il sistema agricolo intensivo della Cina meridionale - un'ecologia immensamente produttiva di riso, pesci, maiali e uccelli selvatici e domestici - sia il motore principale delle mutazioni influenzali: sia degli «spostamenti» stagionali sia dei «cambiamenti» episodici del genoma (più raramente può verificarsi un passaggio diretto dagli uccelli ai maiali e/o agli umani, come con l'H5N1 nel 1997). Ma l'industrializzazione indotta dalle corporation della produzione da allevamenti ha rotto il monopolio naturale della Cina sull'evoluzione dell'influenza. Come molti autori hanno evidenziato, nei recenti decenni la zootecnia è stata trasformata in qualcosa che somiglia più all'industria petrolchimica che all'allegra famiglia contadina raffigurata nei libri di scuola. Nel 1965, ad esempio, c'erano in America 53 milioni di maiali per più di un milione di fattorie. Oggi, 65 milioni di maiali sono concentrati in 65mila strutture - la metà delle quali con più di 500mila animali. In sostanza è avvenuta una transizione dai vecchi porcili a enormi inferni di escrementi, mai visti in natura, contenenti decine, persino centinaia di migliaia di animali con sistemi immunitari indeboliti, che soffocavano nel caldo e nel letame, mentre si scambiavano agenti patogeni a velocità accecante con i loro compagni di sventura e con la loro patetica progenie. Chiunque passi per Tar Heel, North Carolina o Milford, Utah - dove ogni partecipata di Smithfield Foods produce annualmente più di un milione di maiali, oltre che centinaia di pozze piene di merda tossica - capirebbe in modo intuitivo quanto profondamente l'agrobusiness ha interferito con le leggi della natura. Lo scorso anno una rispettata commissione convocata dal Pew Research Center ha rilasciato un clamoroso rapporto sul tema «produzione animale in allevamenti industriali», sottolineando il grosso rischio che «i continui cicli di virus in larghe mandrie aumenteranno le possibilità di generazione di nuovi virus attraverso mutazioni o ricombinazioni che potrebbero risultare in una più efficiente trasmissione uomo-uomo». La commissione ha anche avvertito che l'uso promiscuo di diversi antibiotici negli allevamenti suini (alternativa meno costosa di un sistema di drenaggio o di ambienti più umani) stava causando l'aumento di resistenti infezioni da stafilococco, mentre le perdite fognarie producevano esplosioni da incubo di Escherichia Coli e Pfisteria (l'apocalittico protozoo che uccise più di un milione di pesci negli estuari della Carolina e fece ammalare decine di pescatori). Tuttavia ogni tentativo di migliorare questa nuova ecologia patogena è destinato a scontrarsi con il mostruoso potere esercitato dai conglomerati dell'allevamento come Smithfield Foods (maiale e manzo) e Tyson (pollo). I commissari della Pew, guidati dall'ex governatore del Kansas John Carlin, hanno raccontato di sistematiche ostruzioni alle loro ricerche da parte delle corporation, comprese sfacciate minacce di far ritirare i finanziamenti ai ricercatori. Inoltre questa è un'industria altamente globalizzata, con equivalente peso politico internazionale. Come il gigante thailandese del pollame Charoen Pokphand riuscì a sopprimere le inchieste sul suo ruolo nell'espansione dell'influenza aviaria attraverso il sudest asiatico, allo stesso modo è probabile che l'epidemiologia forense dell'esplosione della febbre suina vada a sbattere la testa contro le mura di pietra dell'industria delle costolette. Non vuol dire che la «pistola fumante» non sarà mai trovata: c'è già del gossip sulla stampa messicana circa un epicentro dell'influenza intorno a una gigantesca sussidiaria della Smithfield Foods nello stato di Veracruz. Ma ciò che importa di più (specialmente a causa della continua minaccia costituita da H5N1) è il quadro più ampio: la fallita strategia anti-pandemie dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'ulteriore declino della salute pubblica mondiale, il ferreo controllo di Big Pharma sui farmaci vitali e la catastrofe planetaria di un allevamento industrializzato e ecologicamente disordinato. Foto: L'ALLEVAMENTO CARROLL DI VERACRUZ, DEL GIGANTE USA SMITHFIELD FOODS, FORSE EPICENTRO DELLA FEBBRE /AP

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S'è preso il Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta ... (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

S'è preso il Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta ... S'è preso il Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta televisiva. Un "Uno contro tutti" (senza rete) interessante, quello organizzato dall'aspirante sindaco di Ferrara Giulio Barbieri. Accanto a lui, l'altro candidato di Io amo Ferrara, Gino Masina, in corsa per la Provincia. Ad aprire le danze (leggi interviste), dopo un curioso sorteggio e dopo un'introduzione a tratti improbabile della "donna in rosso", la signora Guarino, il direttore della Nuova Ferrara, Alberto Faustini. Dopo di lui, Stefano Ravaioli (Telestense), Marco Zavagli (estense.com) e Stefano Lolli (Il resto del Carlino). Ogni giornalista aveva a disposizione venti minuti per mettere sulla graticola delle domande i candidati. Ed ecco, di domanda in risposta, il Barbieripensiero e il Masinapensiero. Siete espressione dell'antipolitica? "No - dice l'imprenditore che ha fondato Io amo Ferrara -, la politica serve". Sui temi del lavoro, come vi muoverete, considerata anche l'esperienza di imprenditori? "Si deve puntare sulla sburocratizzazione. Con questa burocrazia fare impresa è davvero difficile". I sondaggi dicono che Barbieri arriverà terzo: farà l'ago della bilancia fra Tagliani e Dragotto? "Corriamo per vincere e per far emergere il cambiamento. Se non vinceremo non daremo nessuna indicazione ai nostri elettori per il ballottaggio. E' vero, abbiamo scritto che non siamo né di destra né di sinistra, ma avremmo potuto scrivere che non siamo né di qui né di là. Siamo diversi e vogliamo cambiare tutto, avvicinando il Comune alla gente, da tutti i punti di vista, aprendo il Palazzo". Nei manifesti che hanno inondato la città scrivete ad esempio: Che ne pensi del degrado urbano? Già: che ne pensate? "Ferrara si può solo migliorare, perchè il degrado è davvero tanto. Ma noi abbiamo un nuovo approccio, noi non siamo contro, siamo per. I ferraresi sono un po' pigri, guardano cosa fa il vicino. Ma siamo convinti che abbiano voglia di cambiare". La cultura? "Deve autofinanziarsi e deve reggersi sulle sue gambe. Magari ci sarà un Abbado in meno, ma non mancheranno tante altre occasioni". Perché evitate i faccia a faccia? "Perché non ci confrontiamo con i politici". Il tempo che dedicherete all'impegno politico? "Totale". Taglierete lo stipendio? Masina: "Visto che Malaguti promette di dimezzarlo, io dico che ne prenderò un quarto con tre soli assessori, così la Zappaterra lo farà gratis e Verri darà soldi all'amministrazione facendo le pulizie del castello con la moglie la domenica". Grandi risate della sala (penalizzata da pioggia e Coppa Campioni). Di nuovo Masina: "Il tema è un altro. Se in Provincia si passano carte chiudiamola subito. Se serve è giusto pagare chi la guida, se è in grado di farne una macchina efficiente". Spazio anche alla sicurezza ("Non crediamo alle ronde. Diffidiamo di cittadini con cappello e paletta. Anche i vigili devono dare una mano. E ci vuole una città più illuminata"), a Berlusconi (Barbieri: non paragonatemi a lui, abbiamo visioni assai diverse della vita e dei valori), alla crisi (che è emotiva, prima di tutto).

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Autostrada Torino-Milano: i pedaggi rincarano del 20% (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-01 - pag: 20 autore: Prezzi & tariffe. Tremonti firma i decreti: da oggi scattano gli aumenti sull'intera rete Autostrada Torino-Milano: i pedaggi rincarano del 20% Sulle tratte gestite da Atlantia incrementi medi del 2,4 per cento Laura Serafini ROMA La firma del ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, sui decreti interministeriali che devono autorizzare gli incrementi delle tariffe autostradali è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri.A poche ore dall'introduzione degli adeguamenti che sono scattati alla mezzanotte. Il mondo delle concessionarie è rimasto con il fiato sospeso finoall'ultimo: in caso di ulteriore ritardo o mancanza dei decreti stessi ci si sarebbe trovati di fronte al caos. Sarebbero scattati, infatti, soltanto gli adeguamenti per le tratte gestite da Autostrade per l'Italia (+2,4%), che è riuscita a far introdurre nel proprio contratto di convenzione stipulato con Anas un meccanismo di silenzio assenso che legittima gli incrementi annuali anche in caso di assenza del provvedimento ministeriale. Per le altre concessionarie, invece, questo principio non vale perché nei loro contratti non c'è, per cui nessun automatismo avrebbe consentito di adeguare le tariffe. Certo, l'automobilista sarebbe stato contento dei cortocircuiti della burocrazia, che nel caso del settore autostradale è sempre in agguato. La mancata firma dei decreti avrebbe bloccato impennate che in alcune tratte autostradali sono piuttosto consistenti e che, nel novembre scorso, avevano convinto il ministero per l'Economia a congelare per quattro mesi i rincari. Per le tratte gestite da Satap, società del gruppo Gavio, trovano infatti conferma le indiscrezioni trapelate nei mesi scorsi: l'autostrada Torino-Piacenza si vede riconosciuto un adeguamento del 12,63%, mentre la Torino-Milano arriva al 19,46 per cento. Sono questi i picchi più alti degli incrementi concessi dai ministeri per l'Economia e per le Infrastrutture. Ai quali, così come accadrà per tutti i tronchi autostradali, va aggiunto un adeguamento di 3 millesimi di euro a chilometro a beneficio dell'Anas (che dovrebbe incassere circa 330 milioni di euro). Al di là del recupero in zona Cesarini, resta il fatto che il comportamento dei ministeri non è stato certo esemplare: un decreto legge stabiliva da tempo che gli adeguamenti dovevano scattare dal 1Ú maggio. E poichè si trattava di richieste avanzate dalle concessionarie e basate su documenti a disposizione dei funzionari già dal novembre scorso, c'è stato tutto il tempo per condurre istruttorie, sollevare obiezioni, proporre modifiche alle proposte. Invece nulla di tutto ciò. Fino al pomeriggio di ieri quando, secondo le indiscrezioni, alcuni funzionari del ministero dell'Economia avrebbero trovato alcune irregolarità (si parla di date errate in alcuni documenti delle concessionarie) per cui rifiutavano di sbloccare i decreti. Motivazioni che non possono non sollevare il sospetto che in realtà gli stessi tecnici che per mesi si erano opposti al rinnovo della convenzione di Atlantia, che blinda fino al 2038 gli incrementi delle tariffe, poi approvata per decreto legge dal Governo Berlusconi, abbiano cercato di mettere un freno al potere delle concessionarie. Il punto di fondo resta però sempre la certezza delle regole: se ormai quei contratti sono legittimati dalla legge appare assurdo lasciare il cittadino - ma anche gli investitori presenti nel capitale delle concessionarie- all'oscuro sull'entità degli incrementi tariffari finchè questi non li scopre arrivando al casello. L'Anas ha potuto comunicare i dati definitivi solo alle 21 di ieri sera. L'Aiscat ha calcolato che l'aumento medio per le 21 concessionarie che hanno beneficiato degli adeguamenti è del 3,47 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA Alla guida. Il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona LAPRESSE

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A Trecasali Lega e Pdl lanciano Magnavacca (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

PROVINCIA 01-05-2009 ANNUNCIO IL CONSIGLIERE DI MINORANZA ACCETTA LA SFIDA A Trecasali Lega e Pdl lanciano Magnavacca TRECASALI Il neocandidato: «Un referendum per l'impianto a biomasse: scelgano i cittadini» Ilaria Berra II Sarà Franco Mangiavacca, attualmente consigliere di minoranza e membro del direttivo provinciale della Lega Nord, il candidato che guiderà la lista con i simboli di Lega Nord e Pdl nelle elezioni di giugno a Trecasali. Forti del clima politico attuale, che vede crescere i consensi al centrodestra anche nei comuni della Bassa, Pdl e Lega puntano su Mangiavacca - da anni attivo nel Sindacato Padano e nel volontariato - per sottrarre alla sinistra un comune che guida ininterrottamente ormai da sessantacinque anni. «Sono onorato che il partito abbia scelto me per questa candidatura, dato che sono da anni un militante. Allo stesso tempo mi rendo conto che si tratta di una sfida impegnativa - spiega Mangiavacca -. Stiamo lavorando su una lista aperta con la Lega e il Pdl ma anche con persone esterne ai partiti che si sentano affini ad idee di centrodestra». Il programma del Carroccio e del Pdl è già stato messo a punto: tra i temi fondamentali ci sono la sicurezza, l'ambiente e la riduzione degli apparati burocratici. «Riteniamo che in un comune come il nostro - spiega il neocandidato - già classificato tra quelli a rischio dal punto di vista dell'inquinamento dell'aria e con un'autostrada in via di realizzazione, non sia accettabile l'idea di realizzare impianti come quello a biomasse ora in fase di progetto. Se ci troveremo ad amministrare questo comune chiameremo i cittadini ad esprimersi su questo progetto con un referendum». Tra gli interventi nel settore dell'ambiente, Mangiavacca elenca poi l'abbattimento delle barriere architettoniche, la bonifica completa dell'amianto dagli edifici pubblici, il recupero di aree comunali e pubbliche inutilizzate per creare zone verdi. «Insieme all'ambiente - aggiunge Mangiavacca - un tema che ci sta molto a cuore è quello della riduzione della burocrazia e dell'autonomia del comune rispetto ad enti sovracomunali che spesso si rivelano solo fonte di sprechi e poltrone e non hanno ricadute tangibili sulla vita dei cittadini. In tutti quei casi in cui il Consiglio comunale ha autonomia deliberativa nell'aderire o no valuteremo molto attentamente le scelte di adesione fatte in questi anni dalla sinistra». La candidatura di Mangiavacca ha trovato l'unanime sostegno di Pdl e Lega: «Certi che anche a Trecasali la voglia di cambiamento abbia ormai contagiato molti cittadini, sempre più interessati ai fatti concreti e sempre meno condizionati dal voto ideologico, che in passato ha condannato Trecasali alla marginalità e subalternità a livello provinciale». Candidato Franco Magnavacca è da tempo nel direttivo della Lega.

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Tangenti, in manette tecnico della Provincia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: REGIONE data: 01/05/2009 - pag: 5 A Vicenza Tangenti, in manette tecnico della Provincia VICENZA Un funzionario della Provincia è stato arrestato ieri per concussione. Aveva intascato una tangente da un imprenditore, titolare di una cava nei pressi di Asiago, per ricevere in tempi rapidi autorizzazioni per degli scavi. L'arresto è avvenuto a seguito di un'indagine del nucleo di polizia tributaria. Gli accertamenti svolti nel corso del tempo hanno portato le Fiamme gialle a scoprire come, in cambio di tangenti, il funzionario, il geometra Angelo Canalia, 57 anni, residente a Lusiana, in via Velo, e responsabile dell'ufficio Cave e Miniere di Palazzo Nievo, intascasse danaro per facilitare, snellire e autorizzare, in tempi rapidi, le richieste dell'imprenditore, che, sembra, opera sempre a Lusiana. Nel tardo pomeriggio di ieri hanno colto in flagranza di reato il professionista. Il funzionario aveva intascato negli uffici della Provincia una somma di 6mila euro per autorizzare velocemente degli scavi minerari senza rispettare l'iter burocratico e le verifiche ambientali necessarie. E sembra che non fosse la prima volta che il funzionario della Provincia intascava bustarelle per snellire la pratiche e alleggerire la lenta macchina della burocrazia. Romina Varotto

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Gobbo: (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto sezione: TREVISO data: 01/05/2009 - pag: 8 Il Carroccio Gobbo: «Al secondo turno alleati con il Pdl» TREVISO «Le alleanze sono state portate avanti in tutti i Comuni dove non c'erano incomprensioni o situazioni pregresse, anche quelli sopra i 15 mila abitanti - spiega il segretario regionale della Lega Gian Paolo Gobbo -. Sono situazioni che andranno comunque a saldarsi al secondo turno». In vista delle elezioni europee, Gobbo fa il tifo per Giancarlo Scottà: «Se dovesse essere eletto lo accompagnerò nel suo primo viaggio a Bruxelles, anche se l'Europa è stata matrigna, per me. L'Italia è poco considerata, lì si fa troppa burocrazia». Intanto il «boss» delle politiche sociali del Comune di Conegliano si candida sindaco a San Pietro di Feletto. Pdl e Lega Nord, insieme ad una lista civica, hanno infatti trovato l'accordo su Maurizio Tondato. Il dirigente pubblico ha annunciato un particolare impegno «anziani, adulti, minori e famiglie».

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Massimo Valigi, 49 anni. Ha un'agenzia immobiliare insieme alla moglie. In politica ha fatt... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 01 Maggio 2009 Chiudi di WALTER PATALOCCO Massimo Valigi, 49 anni. Ha un'agenzia immobiliare insieme alla moglie. In politica ha fatto una "puntatina" nel '93: candidato con Alleanza per Terni fu eletto in consiglio comunale. Era in maggioranza nella prima sindacatura di Gian Franco Ciaurro. Poi basta. Ora è uno dei candidati a sindaco di Terni per le prossime elezioni. Uno di quei candidati che non fanno tanto clamore; che non ha (finora) affisso manifesti per la città. Una specie sia detto con tutto il rispetto per la persona di oggetto misterioso. Che tipo di candidato è, Massimo Valigi? Che cosa propone? Come nasce la lista civica che porta il suo nome? «Nasce da un disagio spiega che è il seguente: la sfiducia nella politica, per il fatto che ormai la politica non mette più la persona al centro della sua azione. E quindi noi vogliamo affermare il concetto che prima di tutto vengono le persone, i singoli, diciamo l'essere umano al centro dell'attività amministrativa e politica». Certo, detta così siamo più nel campo filosofico... «Un momento. Da questa affermazione discendono una serie di questioni pratiche. Per esempio: vogliamo guardare ai conti dell'ente pubblico? Come vogliamo spendere i soldi pubblici? Noi diciamo che prima di tutto bisogna tener conto delle esigenze della gente. Per esempio nel sociale: è chiaro che dobbiamo dare di più alle famiglie che hanno maggiori bisogni». Si vabbè, ma quale collocazione ha la lista Valigi? «Allora non ci siamo capiti. Noi non siamo né di centrodestra né di centrosinistra. O meglio ancora: nella nostra lista c'è gente di centrodestra e di centrosinistra. Non è questo l'importante. Ha senso una divisione tra destra e sinistra? Tra laici e cattolici? Tra rossoneri e nerazzurri? Oggi l'unica differenza che vale è quella tra persone per bene, tra gente normale, corretta e coloro che invece vogliono fare i cacchi propri». E questo come si traduce in attività amministrativa? «Certo, lo sappiamo anche noi che , per esempio, va messa mano alle questioni della burocrazia, alla macchina comunale: sarà ora di prendere coraggio e cambiarla; e sappiamo pure che le questioni del commercio sono importanti per il centro cittadino; che c'è una questione del lavoro e della crisi internazionale che si fa sentire, drammaticamente in certi casi. Ecco conclude l'azione del governo dev'esser quella di far sì che si possa tornare a vedere soddisfatti certi bisogni essenziali e che si possa continuare ad avere sogni che potfrbbero realizzarsi. Ecco quello che vuole la mia lista civica, una lista fatta di gente normale, che è stata sempre fuori alla politica, ma che pensa all'equità, alla solidarietà».

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Maddaloni, entro lunedì la nuova giunta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: CASERTA data: 01/05/2009 - pag: 9 Comune Maddaloni, entro lunedì la nuova giunta MADDALONI Per il varo della nuova giunta è ormai questione di ore. Il sindaco Michele Farina sta completando il giro di consultazioni con i partiti che hanno accettato di condividere il programma di rilancio dell'amministrazione concordato lo scorso 25 aprile dai segretari del Pd, dell'Italia dei valori, de La Sinistra e di Sinistra e Libertà. Al massimo entro lunedì dovrebbe formalizzare le nomine ed assegnare le deleghe sulla scorta dello schema concordato: vale a dire, 6 assessorati al Pd; 1 all'Idv; 1 alla sinistra. Resterà fuori, invece, l'Udeur che pure avallato l'intesa programmatica. L'accordo si fonda su dieci punti fondamentali, ed al primo c'è la questione della legalità e della trasparenza amministrativa, con la conferma dell'adesione alla stazione unica appaltante della prefettura e la costituzione di una commissione interna di verifica degli atti sulla falsariga di quella istituita a Marcianise durante la gestione commissariale. Ma interventi concreti sono previsti anche per la burocrazia comunale, a partire dall'individuazione di un nuovo direttore generale, cui verranno affidate la definizione e l'adozione di misure efficaci per la riorganizzazione del personale e della macchina comunale e per il risanamento finanziario. Per quanto attiene la sicurezza ed il controllo del territorio, si punterà al rafforzamento del corpo della polizia municipale, alla redazione di un piano traffico ed all'attuazione di quello dei parcheggi. Per lo sviluppo, si avvieranno le procedure per l'elaborazione di un piano strategico, per la redazione del Puc e si darà attuazione al piano per l'edilizia economica e popolare. Inoltre, si comincerà un serrato confronto con l'Interporto per definire le azioni da mettere in campo per uscire dalla situazione di conflittualità venutasi a determinare. Per i giovani, è prevista l'apertura immediata del centro polifunzionale dell'ex macello comunale, la realizzazione di play round, il rilancio del museo e della biblioteca comunale. Infine, drastico taglio ai costi della politica con il dimezzamento, tra le altre cose, delle indennità di funzione per sindaco ed esecutivo. Pietro Falco Mario Farina

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Nuove associazioni di cittadini per arginare la malapolitica (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno sezione: OPINIONI data: 01/05/2009 - pag: 16 PARTECIPAZIONE ATTIVA Nuove associazioni di cittadini per arginare la malapolitica di MARIANO D'ANTONIO SEGUE DALLA PRIMA Ma quella della magistratura è un'attività repressiva, che si svolge a cose fatte, a crimini compiuti. Per difendere la collettività dalla cattiva politica, servono azioni preventive, che neutralizzino e mettano fuori gioco quanti vedono nel mandato elettorale l'occasione per arricchirsi illecitamente facendo affari con i delinquenti. Quali azioni preventive? Ne elenco tre come mi sono state proposte o mi sono venute in mente in questi giorni, una delle quali mi appare velleitaria e irrealistica mentre le altre due sono per davvero praticabili come antidoti al malaffare che può lambire e inquinare la politica. La prima tentazione che coglie molti cittadini, è di reclamare qui da noi interventi capaci di congelare la rappresentanza elettiva per un periodo indefinito, di mesi o di anni. Si tratterebbe d'impedire lo svolgimento delle elezioni, d'impedire che le amministrazioni pubbliche siano governate dai politici di professione a caccia di consensi, di voti. S'invocano a questo proposito misure come lo scioglimento e il commissariamento degli organi elettivi, consigli comunali e quan-- t'altri, in sospetto d'inquinamento malavitoso. Una variante di queste misure sarebbe la nomina di cosiddetti tecnici al posto dei politici nelle funzioni di assessori comunali, provinciali, regionali, in base all'idea alquanto ingenua che i «tecnici » sarebbero impermeabili alla tentazione d'infrangere le leggi e sarebbero capaci di amministratore la cosa pubblica con criteri d'imparzialità ovvero, come si dice, senza guardare in faccia a nessuno, portatore o collettore di voti che fosse. Personalmente non credo che né i commissari né i «tecnici» sarebbero una soluzione vuoi perché avrebbero un mandato limitato nel tempo, vuoi perché potrebbero essere aggirati, o meglio raggirati, condizionati in qualche modo da gente abile e capace di trafficare alle loro spalle servendosi d'impiegati e dirigenti corruttibili che pure permarrebbero nella burocrazia pubblica. Disinnnescare la presa dei camorristi sull'amministrazione locale richiede altri correttivi, che mantengano in piedi il principio della responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori, che diano pienezza e pulizia alla democrazia rappresentativa. Un correttivo efficace è animare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica, accrescere il loro potere d'intervento e di controllo sui politici senza aspettare che questi compiano indisturbati il loro mandato, senza ripromettersi ingenuamente di punirli alla scadenza elettorale anche perché scaduto il mandato elettivo l'elettore non sempre trova altri candidati accettabili e spesso si rifugia nell'astensione dal voto. La partecipazione dei cittadini alla vicenda politica non significa necessariamente iscriversi ad un partito, frequentarne le sedi, le sezioni, anche perché di queste sedi ormai ce ne sono poche e quelle che sono rimaste aperte spesso sono sotto il controllo ferreo dei politici di professione. La partecipazione significa altro: vuol dire mettere in piedi gruppi anche informali di persone interessate a discutere e a elaborare proposte, avviare la costituzione di associazioni civiche che non siano pregiudizialmente schierate per questo quel partito, per questo o quel personaggio, associazioni che segnalino disfunzioni nei servizi pubblici, che protestino per vistose inadempienze, che reclamino dai politici il rispetto delle promesse elettorali. Il cielo sa quanto vi sia bisogno qui in Campania di questo associazionismo civico, che in altre regioni italiane rappresenta l'humus capace di fertilizzare la politica, lo strumento per selezionare nuove classi dirigenti, per formare giovani che si affacciano sulla scena delle istituzioni rappresentative. Infine, ma non per ultimo, tra gli ostacoli alla malapolitica non va sottovalutata quell'autentica bomba ad orologeria rappresentata dal federalismo fiscale, approvato finalmente per legge in questi giorni. Il federalismo fiscale, comunque lo si giudichi (una trappola per noi meridionali oppure a mio avviso una sfida e un'opportunità), costringerà i politici al governo delle amministrazioni decentrate a rendere direttamente conto del loro operato agli elettori chiamati a pagare tributi locali in misura maggiore per finanziare i servizi pubblici, dai servizi sanitari all'istruzione all'assistenza sociale al trasporto pubblico locale. Il federalismo rappresenterà una prova d'efficienza nell'erogazione di questi servizi e una misura delle loro corrispondenza ai bisogni degli utenti. Da questi vincoli il ceto politico meridionale non potrà sottrarsi, non potrà invocare alibi, non potrà rinviare ad un futuro indefinito la sua legittimazione a governare.

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ciriani: la provincia deve contare di più (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Invitato sul palco abbraccia il successore Ciriani: la Provincia deve contare di più Accolto l'appello di Udc e Lega. Attacco all'Ulivo: è un grande guazzabuglio DE ANNA ELEZIONI Ieri sera la presentazione della candidatura del leader del centro-destra in Provincia «Fronteggeremo la barbarie del bullismo e della maleducazione, figlia del Sessantotto» di STEFANO POLZOT Una Provincia attenta al sociale, che riduce la burocrazia e farà sentire il proprio peso in regione. E' l'ente che immagina Alessandro Ciriani per i prossimi 5 anni. La sua candidatura è stata presentata ieri sera in una sala, quella dell'ente di largo San Giorgio, gremita da più di 400 persone. Un incontro che ha riservato anche sorprese, come quando l'ex presidente, Elio De Anna, rimasto fino a quel momento in fondo alla sala, è stato invitato a salire sul palco dove ha abbracciato il suo successore sotto una selva di applausi. Standing ovation alla fine del discorso di Ciriani (mezz'ora di intervento) con l'obiettivo di dimostrare la compattezza del centro-destra. Quello di Ciriani non è stato un intervento di maniera nei confronti del suo principale competitor, Giorgio Zanin. «La sinistra - ha affermato - non rappresenta più le fasce sociali a lei affini. Oggi si ripresenta con lo stesso cartello elettorale dell'Ulivo, un guazzabuglio che mette insieme cattolici moderati e comunisti». La principale rivendicazione è stata quella relativa ai provvedimenti anti-crisi: «Una solidarietà concreta - ha detto - non come quella del centro-sinistra, fatta di provvedimenti per rinsaldare il proprio bacino sociale e per fare nuovi adepti». Poi il ragionamento sui valori: «Fronteggeremo la barbarie del bullismo, della maleducazione, del decadimento della scuola frutto del '68». Ciriani ha colto l'invito lanciatogli da Maurizio Salvador, segretario dell'Udc, e di quello della Lega nord, Enzo Bortolotti, di battere i pugni sul tavolo regionale contro «l'emergere di nuovi neo-centralismi». Come pordenonesi, ha detto il candidato del centro-destra, «non siamo secondi a nessuno e faremo sentire il nostro peso». Infine l'appello a tutti i militanti: «Il risultato non è scontato, teniamo alta la guardia e facciamo il nostro dovere fino in fondo». In precedenza erano intervenuti, oltre a Salvador e Ballaman, il coordinatore del Pdl, Angioletto Tubaro («Un grande risultato l'unità del centro-destra»), il segretario dei Pensionati, Luigi Ferone, e il deputato Manlio Contento che, dopo aver ricordato Gastone Parigi, ha invitato «il Pdl e la coalizione a investire su una classe dirigente giovane». De Anna ha parlato di Ciriani come «di una persona speciale, un amico fedele che sarà un buon e bravo presidente». Ora l'ultimo scoglio prima dell'avvio vero e proprio della campagna elettorale, con la definizione delle liste nei collegi, un tema che sarà al centro del coordinamento del Pdl di domani mattina.

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I sindacati difendono solo i... (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 104 del 2009-05-01 pagina 7 I sindacati difendono solo i privilegiati ma ormai l’Italia non li segue più di Carlo Lottieri Festa del Primo maggio. Con la tutela a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso credibilità e iscritti. E usano l’autocelebrazione come scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni: "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende lavoratori con più poteri" La festa del Primo maggio porta alla mente battaglie combattute per la riduzione delle ore giornaliere, per il miglioramento delle condizioni di lavoro, per l'emancipazione di ceti che provenivano da secoli di fame e sofferenze. Anche se ha avuto la propria genesi nella Chicago già industriale degli anni Ottanta del diciannovesimo secolo, questa ricorrenza - nel nostro Paese - può pure evocare la Torino di Antonio Gramsci e Piero Gobetti in cui le masse operaie si pensavano (ed erano, in larga misura) un'avanguardia: nutrendo la speranza di scardinare una struttura sociale ancora troppo chiusa e gerarchica, nonostante il dinamismo impresso dagli spiriti più intraprendenti del capitalismo. C'era una volta tutto questo, ma oggi lo scenario è altro. Il tono stanco che da decenni caratterizza questo rito sempre uguale a se stesso si spiega con il fatto che tale appuntamento, ormai, rappresenta l'autocelebrazione di organizzazioni sindacali che hanno bisogno di incensarsi da sole perché hanno perso credibilità, che si reggono sulle iscrizioni dei pensionati (i quali firmano l'adesione all'atto di compilare le pratiche previdenziali) perché i consensi tra gli operai e gli impiegati sono sempre meno, che difendono una maniera di concepire la società ormai tramontata. Questo Primo maggio, soprattutto, è una festa senza giovani: e non a caso i sindacati utilizzano il miserevole trucchetto del concerto gratuito per portare in piazza chi diversamente non ci andrebbe. Non si tratta solo di prendere atto di come i sindacati facciano parte di quell'insieme di istituzioni (dai partiti alla magistratura) la cui immagine è più che deteriorata. C'è soprattutto la constatazione che oggi il lavoro sta prendendo altre strade, lontane dalla militarizzazione fordista a suo modo eroica della prima industrializzazione, ma soprattutto da quell'irresponsabile espansione del settore pubblico che è stata la scommessa (perduta) del sindacalismo: in Italia e altrove. Oggi che economie appesantite da burocrazie elefantiache e da smisurati prelievi fiscali e parafiscali arrancano sempre di più, è difficile immaginare che l'apparato di potere della Triplice rappresenti un riferimento per quanti non potranno insegnare perché chi li ha preceduti ha occupato ogni spazio, né seguiranno certo le orme del padre che lavora al Catasto o della madre che ha un part-time in prefettura. I giovani di oggi avvertono che il loro futuro è incerto perché chi li ha preceduti ha creduto alle favole della demagogia sindacale e della spesa pubblica: con il risultato di lasciare in eredità un'Italia arretrata, il cui debito pubblico supera il 100% del Pil. Quanti oggi sono laureati in farmacia ma non possono aprire un'attività, laureati in legge e non possono fare il notaio, e neppure il tassista, difficilmente si sentono rappresentati da organizzazioni che per decenni hanno tutelato soprattutto gli status acquisiti, a scapito di chi è fuori del gioco: continuando a chiedere aiuti alle grandi imprese, ad esempio, anche se questo danneggiava il vasto tessuto delle realtà più piccole e spesso più dinamiche. La demagogia di ieri sul posto fisso, che tanto continua a incidere sulle difficoltà dei giovani, è stata in parte sostituita dalla denuncia degli incidenti sul lavoro: e infatti è intorno a tale tema che i sindacalisti in queste ore vanno costruendo le loro omelie. Ma è un gioco che non funziona, perché tra i responsabili delle morti bianche vi sono quanti hanno in vario modo ostacolato la crescita economica e ritardato la modernizzazione, finendo per indebolire, di fatto, chi oggi è in prima linea nella dura lotta per guadagnarsi da vivere: con un contratto a progetto o la difficile avventura di una partita Iva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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federalismo, decreti subito - alberto vitucci (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)

Argomenti: Burocrazia

«La legge non basta, i contenuti sono condivisibili ma la riforma in concreto è ancora tutta da scrivere» Federalismo, decreti subito Cacciari e Chiamparino: non possiamo aspettare anni Ma resta la criticità delle Regioni a statuto speciale, le uniche che continueranno a trattenersi per intero i soldi delle tasse che incassano ALBERTO VITUCCI VENEZIA. Il federalismo è legge. Ma i sindaci non possono aspettare cinque anni per vederne l'applicazione. «Se entro qualche mese non arriva un segnale concreto che dia subito certezze, i comuni non ce la fanno. Perché non sono in grado di programmare niente». Sergio Chiamparino e Massimo Cacciari, i due alfieri del «Partito del Nord», sindaci di centrosinistra spesso in rotta di collisione con il Pd nazionale, lanciano un messaggio preciso. Se non arriva presto il decreto attuativo sulla fiscalità, il federalismo non servirà a nulla. «Bisogna mettere nero su bianco il principio di responsabilità», scandisce Cacciari. Sala strapiena a Santa Maria delle Grazie, cuore di Mestre a due passi da piazza Ferretto. Nel terzo anniversario della morte di Gianni Pellicani, esponente illustre della corrente riformista del Pci, la Fondazione che porta il suo nome ha riunito intorno a un tavolo i due sindaci protagonisti negli ultimi mesi del dibattito nazionale sul federalismo e l'autonomia degli enti locali. Iniziativa puntuale, giunta a poche ore dall'approvazione definitiva al Senato del testo Calderoli. «I contenuti della legge sono condivisibili», ha attaccato Cacciari, «ma il libro del federalismo è ancora tutto da scrivere». Il nodo che va affrontato in tempi rapidi è secondo il sindaco filosofo quello della «responsabilità e dell'autonomia fiscale». «Il federalismo è un patto, un foedus. Dunque bisogna che ci dicano: queste sono le vostre competenze, questi i vostri tributi, con cui vi dovete arrangiare. Ma su questo faccio quello che voglio, senza interferenze né sovrapposizioni. Se invece andiamo avanti con le compartecipazioni, il 20 per cento dell'Irpef e quant'altro non se ne uscirà mai. E per i comuni sarà la crisi, perché non siamo in grado di fare i bilanci». «In questo Paese c'è un modo di legiferare da manicomio, le leggi spesso sembrano fatte per ostacolare più che per aiutare a raggiungere il risultato», continua Cacciari, «ma è anche vero che le leggi vanno rispettate, e che spesso grazie a queste norme come il Patto di stabilità i comuni rischiano la paralisi totale». Seconda cosa da fare in concreto, «ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare». Altro tema, le regioni a statuto speciale. Una delle «criticità» della nuova legge segnalate da Chiamparino. «Non si possono dare più risorse a tutti, a meno di non aumentare le tasse. Dunque se si premiano le regioni virtuose e si aiutano quelle in difficoltà, bisogna toccare il tasto delle regioni speciali, le uniche dove le risorse restano tutte sul territorio, senza aiutare le regioni più deboli». «Questa legge», ha detto Chiamparino tra gli applausi, «era nata alla lombarda, con un'impronta egoistica. Poi grazie al contributo del Pd il percorso è cambiato, introducendo il percorso della responsabilità». Altra «criticità», le province. «Sopprimere le province è sbagliato», ha concluso, «in tutta Europa esistono enti intermedi tra le regioni e i comuni. Ma in Italia ce ne sono troppi, Ato, consorzi, e non sempre trasparenti. La soluzione è di trasformare le province in espressione diretta dei comuni per gestire certe funzioni. Si era tentato invano di farlo anche nel 1975 con i comprensori». «La Città metropolitana non esiste, è soltanto un cambio lessicale alle province», ha detto il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia, «il problema è quello di dare risorse ai nostri enti, istituendo la tassa di scopo. Le province non possono vivere soltanto con i contributi del bollo auto». Quanto alla riforma federale, Zoggia esprime un giudizio negativo: «Non è una riforma, la nostra regione meritava di più». Mario Bertolissi, docente di diritto amministrativo all'Università di Padova, cita il «modello Friuli» come esempio di efficienza federalista: «Due mesi dopo il terrmoto del 6 maggio, il 90 per cento delle procedure erano già state concluse dai comuni, sotto la guida del commissario straordinario Zambeletti. Un esempio di efficienza e di lavoro proficuo tra amministrazioni locali e Stato, con la Regione un passo indietro». Modello rimasto isolato. «Oggi abbiamo l'uomo fatto per la legge e non il contrario, come sarebbe logico. Le facoltà di giurispridenza fabbricano legioni di utili idioti che non servono la collettività. Una burocrazia da Stato demenziale, senza che nessuno sappia nemmeno i numeri. E alla fine la resa del conto non esiste». La resa del conto, cioè la responsabilità amministrativa. Proprio quello che i sindaci chiedono di poter avere. Riformando alla radice il sistema fiscale degli enti locali.

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Quando saltò la sagra Nel 1918 il cocchio fu trainato dai reduci a cavallo come segno di ringraziamento per essere tornati salvi a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sant'Efisio Pagina 11010 Quando saltò la sagra Nel 1918 il cocchio fu trainato dai reduci a cavallo come segno di ringraziamento per essere tornati salvi a casa --> Riproponiamo un articolo dell'indimenticato scrittore e saggista Fernando Pilia (1927-2003), studioso di folclore sardo e uno dei più profondi conoscitori della festa di Sant'Efisio. Uscì su L'Unione Sarda nel 1987. Con un senso di mal celato orgoglio, determinato dallo acquisito puntiglio spagnolesco, il cagliaritano «verace» arriva a vantarsi che la sfavillante processione del santo martire protettore di tutta la Sardegna si è sempre mossa per il calendimaggio dalla dimessa chiesetta di Stampace per intraprendere il lungo viaggio, ritmato dal lento incedere dei buoi, fino al mare di Nora. E aggiunge anche che il percorso è e deve restare immutabile. Un'affermazione che nel passato aveva un certo valore, ma che pure è stata smentita dai fatti almeno due volte nella storia ultratrecentenaria della manifestazione di fede popolare e ufficiale. Infatti nel 1794, dopo le arroventate giornate di caccia al piemontese, reo agli occhi dei sardi di essersi appropriato, come al solito, del merito della vittoria sui francesi guidati dall'ammiraglio Truguet, (ma in realtà per motivi più seri e più profondi), nell'esplosione di un sentimento di esasperato nazionalismo isolano, il Santo non partì e la processione fu rimandata a tempi più sereni. Non era proprio il caso di insistere con la sagra nel mezzo della furibonda rivolta contro tutti i piemontesi ai quali si dava la caccia fra disordini, atti di violenza e agitazioni. La vera causa dei moti rivoluzionari era la delusione dei sardi i quali dopo la guerra e la vittoria, vedevano disattese tutte le loro richieste e non mantenute le promesse fatte dal «fellone» re sabaudo nell'ora del pericolo. Si era diffuso il sospetto che fosse proprio la greta burocrazia piemontese tenacemente contraria ai provvedimenti in favore dell'isola, quella stessa burocrazia che aveva diminuito il merito dei sardi nella vittoria. Ci fu la reazione ufficiale degli Stamenti che inviarono a Torino una delegazione per consegnare direttamente nelle mani del sovrano cinque richieste di provvedimenti urgenti. Ma il governo piemontese pretese di risolvere sbrigativamente il caso e il re, raggiunto a Tenda rifiutò l'udienza senza fornire alcuna assicurazione. Gerolamo Pitzolo scrisse da Torino rivelando l'episodio e incitando gli isolani alla rivolta. A Cagliari si organizzò una specie di congiura e si diede inizio al moto popolare, stroncato in un primo momento dal vicerè che mobilitò la truppa e fece arrestare i congiurati. I cagliaritani insorsero, disarmarono i soldati, bruciarono le porte di Stampace e di Sant'Agostino, s'impadronirono dei cannoni, catturarono i reparti del reggimento svizzero della guarnigione del Castello e assediarono il palazzo viceregio. CACCIA AI PIEMONTESI Il 29 aprile 1794 cominciò la caccia al piemontese con catture e scene di violenza nelle prigioni e nei conventi. La mattina del trenta tutti i piemontesi, eccettuato l'arcivescovo Melano, furono tradotti al porto e fatti salire sulle navi in partenza che erano due grosse galee spagnole e tre navi ragusee su cui s'imbarcarono 514 funzionari indesiderabili, mentre la folla dei sardi ballava sulla spianata del porto il ballo tradizionale della festa. Dopo queste giornate di disordine e di esplosione di odio e di rancore, lo Stamento militare propose alla Reale Udienza di decretare la soppressione della festa di Sant'Efisio. In un documento ritrovato nell'archivio comunale di Cagliari se ne legga la motivazione: «Si è risoluta la soppressione della festa di Sant'Efisio, perchè il popolo intranquillo non sarebbe in caso di assistere colla solita decenza e divozione e potrebbe tra la folla, che suole accorrervi, nascere alcun tumulto». Ma neppure il pugno di ferro dell'autorità piegò la volontà popolare: si protestò ancora e si ottenne che la sagra di maggio si svolgesse nel successivo mese di giugno per adempiere, anche se con ritardo, alla secolare promessa rinnovando un rito caro alla municipalità e soprattutto al popolo. GRANDE GUERRA L'altra circostanza che creò problemi per lo svolgimento della manifestazione la si ebbe nel 1917, nel periodo più cruciale delle vicende di una guerra che aveva dissanguato l'isola. Temendo il ripetersi di disordini, le autorità di pubblica sicurezza decisero di proibire lo svolgimento della sagra e così Sant'Efisio non partì col corteo. L'anno successivo la processione acquistò un particolare significato per la presenza di tanti soldati reduci dalle tragiche e cruente battaglie nelle quali i sardi avevano pagato un tremendo tributo: furono questi fantaccini, e non buoi, che trainarono il cocchio dorato, un atto di riconoscenza al Santo perchè almeno essi erano tornati vivi. MAREMOTO 1907 Un'altra eccezionale modifica del rituale della sagra si ebbe nel 1907, non per decisione degli uomini ma per effetto di un maremoto che aveva spazzato via i vecchi ponti della Scaffa, obbligando i fedeli a percorrere un altro itinerario aggirando le rive dello stagno di Santa Gilla. Con questa soluzione imposta dal cataclisma naturale si anticipò di ottant'anni la modifica del percorso tradizionale. Quest'anno, infatti, Sant'Efisio dovrà mutare il consueto secolare cammino perchè nuove difficoltà sono sorte con lo scavo del porto canale. L'annoso faraonico progetto di creare un nuovo approdo commerciale all'interno della laguna di Santa Gilla- riproponendo l'antico emporio cartaginese sotto le colline di Karel a ridosso dello stagno pescoso - ha comportato l'eliminazione dei ponti della Scaffa e la modifica della strada sulcitana che deve necessariamente aggirare la laguna in un percorso di circa otto chilometri. Ma Sant'Efisio, secondo il rigido rituale della tradizione, deve raggiungere la chiesetta di Giorgino e qui sostare per la cerimonia della vestizione di nuovi abiti da viaggio e per la sostituzione del cocchio di gala con un veicolo da campagna. Deve quindi trovarsi a Giorgino verso le 14,30. Pertanto, superata la Semoleria, dove si fermano gli accompagnatori in costume di festa, attraverso la laguna sul ponte nuovo svolta a sinistra verso il villaggio dei pescatori e prosegue sulla vecchia strada. Raggiunta la chiesetta dentro la tenuta dei Ballero, eredi del conte Ciarella che aveva la prerogativa di ospitare e rivestire il simulacro del Santo, si ha la prima sosta del viaggio per la muta delle vesti e del cocchio. Ci sono appuntamenti da rispettare, orari fissi che sono in vigore da secoli. Non si può perdere tempo. Bisogna risolvere i problemi determinati dal porto-canale. Il cocchio con i buoi sale, attraverso uno «scalandrone» a scivolo, su un automezzo militare ed è trasportato alla spiaggia del La Maddalena. ma il Santo va sulle acque di Giorgino su una pilotina per ritrovare il suo carro e continuare la peregrinazione verso il luogo del martirio. È la prima volta che si deve adottare una soluzione «diversa», che probabilmente dovrà subire altre varianti a causa del mare che sbatte sulle sponde del canale, dei venti contrari che si scontrano furiosi e di altre difficoltà meteo-marine, di ordine pubblico e di ferree norme di sicurezza civile. Ma tutte le cose sono state predisposte con meticolosa diligenza. Il Santo Guerriero ha vinto altre battaglie e non si è mai arreso. Anche nel tragico calendimaggio del 1943, con pochi fedeli e su un furgone da lattaio, passò tra le macerie della città semidistrutta per rispettare l'antico appuntamento. FERNANDO PILIA

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Onoranze funebri nasce l'agenzia islamica (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Maria Teresa Martinengo Onoranze funebri nasce l'agenzia islamica CONTINUA A PAGINA 58 Mentre la città discute se sia opportuna l'apertura di una nuova moschea, la storia va avanti. Torino, che pullula di negozi, ristoranti, agenzie di viaggi e immobiliari, di parrucchieri e centri di traduzioni «etnici», ha conquistato il primato di unica città italiana ad essersi dotata di una impresa di onoranze funebri per musulmani. La sede di «Luna» - vetrina con scritte in arabo e italiano che promettono «Carri funebri moderni e bare per musulmani, permessi di sepoltura e trasporto in Italia e all'estero» - è in via Chivasso 3, vicino al Centro Islamico delle Alpi e a Porta Palazzo, cuore arabo della città. Ad aprirla è stato, nei mesi scorsi, Nabil Bouassaba, marocchino di 29 anni, in Italia da 9, laureando al Politecnico. Italiano impeccabile, sposato con una torinese e padre di due bimbi, Bouassaba ha fatto due più due dopo anni di volontariato con i suoi connazionali. I musulmani a Torino sono almeno 30 mila, a livello nazionale sono centinaia di migliaia, un servizio funebre ad hoc non esiste. E le statistiche dicono che ogni anno muoiono in Italia, solo tra i marocchini, 500 persone circa. Così il quasi ingegnere ha stabilito una vasta rete di contatti, soprattutto con le assicurazioni che offrono polizze agli stranieri e che in caso di decesso si occupano del rimpatrio della salma. E ha avviato la sua attività. «Sono arrivato fino a Cagliari e copro quasi tutta l'Italia. La mia intuizione è stata notare che mancava chi desse l'opportunità a un anziano emigrato, che ha passato la vita praticando la fede islamica, di finire la propria storia nel rispetto delle tradizioni». Ma Nabil Boussaba ha anche studiato, con un'importante assicurazione, una polizza che con soli 10 euro l'anno copre le eventuali spese di funerale. «Purtroppo non ha avuto successo. La gente non pensa a lungo termine. Eppure, ho visto tante famiglie in difficoltà per coprire i costi delle esequie. Ho visto collette affannose... Poi c'è il grande capitolo dei bimbi. Troppe donne musulmane hanno gravidanze che finiscono male. Ci si dovrebbe interrogare sul perché». La quasi totalità dei suoi connazionali vuole andare a riposare per sempre in Marocco. «Farsi seppellire a Torino, comunque, costa quasi di più: 1200 euro per una tumulazione decennale al Cimitero Parco. Qui si vede l'incapacità della Comunità musulmana di dialogare con il Comune...». Ma prima di «Luna», i musulmani a Torino non erano comunque abbandonati a se stessi. «Il Lume International» di Fabrizio Fadda, docente di elettronica, pensa a loro fin dal 2004. «È stato uno studente marocchino a suggerirmi questa attività di cui effettivamente c'è bisogno. Le famiglie sono molto spaesate, la burocrazia è tanta ed è indispensabile qualcuno che le aiuti». Fadda, che non disdegna le esequie italiane e di altre nazionalità, lavora in un ufficio pieno di feretri «spallati» (classici, per italiani) e «per musulmani», rettangolari, semplici, senza fregi. «La mia specialità è la celerità - spiega -, che ottengo grazie ad un programma informatico che si adatta ai diversi comuni». Le famiglie vogliono fare in fretta. «Il Lume» collabora con il Consolato del Marocco e ha provveduto al rimpatrio di salme di giovani deceduti di morte violenta. Dell'apertura di «Luna», Fadda dice di non aver risentito. Dal canto suo «Luna» non lo teme. «Il vero concorrente - dice Boussaba - sarà un altro musulmano, uno che parla arabo. Che sa far coraggio citando i versi del Corano».

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I SINDACATI DIFENDONO SOLO I PRIVILEGIATI MA ORMAI L'ITALIA NON LI SEGUE PIÙ (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

I sindacati difendono solo i privilegiati ma ormai l'Italia non li segue più -->Festa del Primo maggio. Con la tutela a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso credibilità e iscritti. E usano l'autocelebrazione come scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni : "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende lavoratori con più poteri"

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QUATTRO PIANI ROSSO VERMIGLIO NEL CENTRO STORICO, IN VIA POMMELLA, PIù FUNZIONALI E SENZA BARRI... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Quattro piani rosso vermiglio nel centro storico, in via Pommella, più funzionali e senza barriere architettoniche. È la nuova sede del Centro per l'impiego di Aversa, pronta dalla fine del 2008 senza mai essere stata inaugurata perché manca l'energia elettrica. Oltre quattro mesi non sono bastati per accendere una luce. Suppellettili e materiale informatico giacciono da tempo in deposito ma basterebbero pochi metri di scavo da parte dell'Enel per poter allacciare alla rete elettrica l'intero stabile, comprato dalla Provincia di Caserta grazie ai fondi strutturali. Quello di Aversa è l'unico centro, su un totale di otto nuove sedi, a non aver potuto ancora effettuare il trasloco. Così i circa trenta dipendenti continuano a lavorare nei vecchi locali del Parco Coppola. Il problema è sorto quando la Provincia ha deciso di non servirsi più di Enel Distribuzione ma di Enel Energia, società a cui sono stati inoltrati invano diversi solleciti. E invano il Comune di Aversa ha rilasciato già lo scorso 30 marzo all'Enel l'autorizzazione ai lavori. «Noi vogliamo una sede di lavoro migliore - dice Carlo Scalera, responsabile del Centro per l'impiego di Aversa - e non è tollerabile che la burocrazia vanifichi gli sforzi di dare dignità al Centro per l'impiego, sempre più luogo di incontro tra domanda e offerta di lavoro».

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C'è UN FILO ROSSO CHE COLLEGA IL CONCERTO GROSSO DEANDREIANO CHE INAUGURERà DOMANI SE... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

C'è un filo rosso che collega il concerto grosso deandreiano che inaugurerà domani sera il «Maggio» 2009 con «Senza confini, ebrei e zingari», lo spettacolo di Moni Ovadia che chiuderà la kermesse la sera dell'1 giugno nel museo diocesano. Bulgaro di famiglia ebraica, coscienza critica della sinistra italiana guardata da quel palcoscenico su cui ha iniziato la sua carriera con il Gruppo Folk Internazionale per diventare applaudito attore-regista-autore teatrale, Ovadia nel suo recital raccoglie canti, musiche e storie del popoli rom, sinti ed ebreo sottolineando la comune vocazione all'esilio. Per lui lo spettacolo è «un'assunzione di responsabilità», che ricorda quella che l'uomo di «Via del campo» ebbe nel suo ultimo album, «Anime salve», del 1996, con un brano come «Khorakhanè», che portava per titolo quello di una tribù d'origine rom. Per Faber la scelta di vivere senza una vera casa dava la possibilità di vivere senza bandiera, nella libertà di chi è privo di qualsiasi condizionamento economico-sociale. Il viaggio umano degli zingari era quello di chi ha lo stesso viaggiare per fine, non una meta, nè un itinerario. Nel suo elogio dei popoli senza terra, per un motivo o per l'altro, Ovadia potrebbe tranquillamente sottoscrivere quanto ripeteva De André nel suo tour del 1998: «I rom sarebbero un popolo da insignire con il Nobel per la pace per il solo fatto di girare per il mondo senza armi da oltre 2.000 anni». E «Khorakhanè» davvero non stonerebbe nella scaletta di «Senza confini», con la sua coda in lingua rom, intonata su disco da Dori Ghezzi, e in quell'ultimo tour dalla figlia Luvi. «Khorakhanè» significa «a forza di essere vento»: nel vento di Auschwitz e degli altri lager nazisti ebrei e zingari si trovarono insieme «Tanto gli ebrei che i rom», ricorda Ovadia, «hanno sempre cercato di vivere senza confini e steccati, burocrazie ed eserciti. I loro antagonisti, da sempre, sono stati i nazionalismi e le forme di idolatria più furiosa, sconvolti da chi ha fatto del tempo il proprio santuario e del fervore di libertà la propria bandiera». Decisamente De Andrè avrebbe sottoscritto. f.v.

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Fondi promessi ma le imprese soffrono (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Fondi promessi ma le imprese soffrono» Venerdì 1 Maggio 2009, La mancata erogazione dei fondi previsti nel bilancio regionale 2009 per la legge 18 sulle aree di confine sta accentuando le difficoltà per le aziende bellunesi. Cinquanta imprese che hanno già operato investimenti per un totale di 7 milioni di euro sono in attesa di ricevere i finanziamenti ai quali hanno diritto ma che non sono ancora stati erogati. «Un momento di crisi economica - afferma Daniela Larese Filon, assessore provinciale alle politiche del lavoro - necessita un cambiamento della struttura industriale. Le aziende bellunesi lo stanno facendo, ma hanno bisogno di aiuti. Finora hanno potuto contare sul fondo di rotazione previsto dalla legge regionale 18 sulle aree di confine, che si è rivelata un ottimo strumento per il sostegno dell'impresa grazie alla poca burocrazia necessaria per accedere ai finanziamenti, erogati con rapidità. Ma ora è necessario che la Regione deliberi l'ampliamento del fondo, come previsto nel bilancio 2009». Il presidente della Provincia, Sergio Reolon, e l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Daniela Larese Filon, hanno scritto al riguardo una lettera all'assessore regionale per lo sviluppo economico, Vendemiano Sartor, nel quale sollecitano venga dato seguito alle assicurazioni sull'ampliamento del fondo di rotazione. In un incontro tenutosi a febbraio Sartor aveva prospettato come possibile soluzione uno stanziamento di 3 milioni di euro. A tutt'oggi però la delibera non è stata ancora fatta. «Dal 2006 ho avuto numerosi incontri con gli assessori regionali - spiega Larese Filon - nei quali ho sollecitato un ampliamento del fondo di rotazione, visto l'alto numero di richieste pervenute in Provincia. La Regione ha sempre promesso ma non ha mai mantenuto gli impegni». Nel 2008, dopo una serie di incontri e sollecitazioni la Regione ha accettato di inserire nel bilancio 2009 un aumento delle somme destinate al fondo di rotazione per le aree di confine. Ad oggi, però, i tempi tecnici non hanno ancora permesso di portare in giunta regionale la delibera.

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Seguite la vostra intuizione, siate realisti, coinvolgete i collaboratori, guardate al mercato... (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Venerdì 1 Maggio 2009, «Seguite la vostra intuizione, siate realisti, coinvolgete i collaboratori, guardate al mercato, cogliendone le opportunità, anche le più piccole». Sono i consigli di Bernhard Scholz, presidente nazionale della Compagnia delle Opere, ieri sera a Padova, a relazionare sulle prospettive di sviluppo delle piccole e medie imprese in Italia e in Europa, nel convegno organizzato al Centro Papa Luciani dalla Compagnia delle Opere Nordest con il suo presidente Alessandro Stefanello. Doppio il binario di riflessione di Scholz, fermamente convinto della necessità di investire nelle persone di pari passo con l'accelerare in innovazione. «E' questo che fa stare un'impresa a galla: persone capaci di promuovere nuovi prodotti, nuove modalità di gestione, di andare all'estero, creare reti e sinergie. Conta molto anche la fantasia, ma se sa misurarsi con la realtà». Cauto sulla lunghezza del tunnel pur intravvedendone, in fondo, la luce. «Su questa crisi si sentono tante profezie, spero entro la fine dell'anno in un'inversione di tendenza per tutti, qualcuno prima, qualcun altro dopo». Ma allo straordinario empasse economico, le imprese risponderanno con uno slancio altrettanto straordinario se sapranno, ha esortato Graziano Debellini, imprentore lui stesso oltrechè storico leader della CdO, "essere libere e utilizzare al meglio questa libertà, intrecciando collaborazioni e partnership". Perchè le aziende non sono solo società di capitali, sono insiemi di persone che devono promuovere un tris di valori: l'imprenditorialità, la libertà e la responsabilità. «Le piccole e medie imprese non chiedono privilegi, ma sussidiarietà, chiedono di poter lavorare senza vincoli, lacci e pastoie burocratiche», parola di Giovanni Marseguerra, docente di economia politica all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membro della Fondazione Sussidiarietà che ha presentanto il terzo Rapporto sulla Sussidiarietà. L'indagine è stata condotta su un campione di 1.600 piccole e medie imprese del comparto manifatturiero. «Alla luce dei risultati della ricerca emerge come la centralità della persona, la libertà di iniziativa economica e lo sviluppo di un sistema di relazioni che includa clienti, fornitori, imprese concorrenti e istituzioni, possono costituire importanti leve per rilanciare il nostro sistema produttivo». Il 96% degli intervistati chiede semplificazione amministrativa per poter lavorare più serenamente, valorizzazione delle risorse umane da far crescere con fondi interni, non tanto grazie ad aiuti da parte dello Stato, minori ostacoli all'attività quotidiana, contrattazione salariale decentrata, cooperazione con le istituzioni. Insomma gli imprenditori vogliono, ha chiuso Marseguerra, "più libertà, meno burocrazia, non privilegi». Federica Cappellato

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Braccio di ferro sulle delibere comunali negate (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Braccio di ferro sulle delibere comunali negate Venerdì 1 Maggio 2009, Aiello (A.L.)Una singolare querelle è in atto ad Aiello tra un cittadino aiellese ed il Comune. Ermes Galante, tale è il nome del residente, nel passato consigliere comunale, ha chiesto agli uffici comunali le delibere, già discusse ed approvate, relative ad alcuni temi cittadini, quali la piazza e la zona sportiva della frazione di Joannis, la sede municipale e la pista ciclabile. Ottenuta una prima risposta negativa "in quanto - ci dice - secondo il parere del responsabile, la legge non lo prevede", Galante si è rivolto al prefetto il quale gli ha risposto di ripresentare la richiesta, motivandola. «Cosa che ho immediatamente fatto - afferma Galante - specificando che essendo mia intenzione candidarmi alle elezioni comunali del 2011, era desiderio, oltre che dovere, documentarmi sui problemi del Comune». Anche in questo caso "la risposta - rende noto l'interessato - è stata negativa, perché il motivo da me addotto, non dà diritto al rilascio dei documenti". Ora la palla è passata nelle mani del sindaco, Renato Nuovo, che dovrà, nell'arco di 30 giorni, rispondere ad un'interrogazione di Galante. Da qui la nuova iniziativa dell'interessato che ha stilato un volantino, nel quale rende noto la "poco democratica vicenda", chiedendosi se "questa è la burocrazia di Aiello" e se "queste sono le volontà dei nostri bravi e democratici amministratori". Ma non basta poiché ad Aiello il paese delle meridiane, il tempo si è fermato ed, a differenza di altri Comuni, non è possibile consultare le delibere on-line sul sito del Comune, "cercasi consigliere comunale - recita la chiusa del volantino - al fine di ottenere, tramite lui, le informazioni richieste". Il volantino è stato distribuito in paese ed affisso in vari posti finché qualcuno non ha pensato di toglierlo. Tra le delibere richieste da Galante figura quella relativa alla piazza di Joannis, di cui ci siamo già occupati, piazza già dissestata, a distanza di quattro anni dal'inaugurazione, per la qual cosa il Comune dovrebbe aver presentato una denuncia contro la ditta. «Non potendo conoscere la vicenda in mancanza dei documenti - conclude Galante -, viste condizioni della piazza, rabberciata da sembrare una scacchiera, il sindaco, conoscendo la passione del governatore Tondo per il gioco degli scacchi, lo inviterà alla prossima titolazione del luogo quale "piazza degli scacchi"».

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Parcheggio vietato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Parcheggio vietato dalla burocrazia Per Città in Fiabe il Comune aveva concesso i pass per la sosta ma l'area era stata già recintata Venerdì 1 Maggio 2009, Castelfranco È tutto organizzato: prendere il pass in biblioteca, esporlo sul parabrezza dell'auto e poi parcheggiare tranquillamente per tutto il tempo che serve in piazza XXIV Maggio. Peccato, però, che sia chiusa perché è stato appena aperto il cantiere per il restauro. Un inghippo burocratico in piena regola che sta facendo discutere chi vive dentro al castello. «Dove dobbiamo metterla la macchina?», si chiedono. Domenica prossima, 3 maggio, dentro le mura si svolgerà la manifestazione dedicata ai bambini "Città in Fiaba". Nei giorni scorsi i messi del Comune hanno recapitato a mano una comunicazione in cui si spiega che per via della manifestazione le auto dei residenti dovranno essere portate fuori dalle mura la sera prima, oppure la mattina presto. Un provvedimento adottato per consentire gli allestimenti e lo svolgimento in sicurezza dell'iniziativa. La nota consegnata a tutti i negozianti e i residenti del centro storico dice chiaramente di portare fuori l'auto e che si è provveduto a trovare una soluzione agevole mettendo a disposizione il vicino parcheggio di piazza XXIV Maggio, da utilizzare, appunto, dopo aver preso il tagliandino in biblioteca. «Ma piazza XXIV Maggio è stata chiusa in questi giorni e quindi ci chiediamo che cosa succederà - afferma Gherardo Battistel, uno dei residenti dentro al castello -. La comunicazione era arrivata il 20 aprile scorso. Tutto era parso organizzato bene: bastava munirsi del pass in biblioteca e si aveva il posto assicurato in piazzetta». «Negli ultimi due giorni, però, ci siamo resi conto che la piazza è stata recintata e che la macchina evidentemente lì non la possiamo mettere - aggiunge -. Abbiamo provato a chiedere ai vigili, ma neppure loro ne sanno nulla. Forse apriranno il cantiere e faranno entrare le auto, ma mi sembra piuttosto improbabile». Un piccolo giallo. Rimane il fatto che chi domenica dovrà portare fuori l'auto non sa dove metterla. «È evidente che si è trattato di un disguido tra gli uffici comunali e che non si sono parlati tra di loro - dice sempre Battistel -. Non se ne saranno resi conto, ma per ora non c'è arrivata alcuna comunicazione su eventuali cambiamenti». Incuriosisce il fatto che la nota recapitata a residenti e commercianti sia stata formulata dal settore Servizi ai Cittadini e non dai Lavori Pubblici, come accade di solito quando si tratta di modifiche legate alla viabilità. Un pasticcio che ieri non riusciva a spiegarsi neppure lo stesso assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin: «Non ne so nulla - dice -. Di sicuro, comunque, non può essere aperto il cantiere di piazza XXIV Maggio e le auto non verranno parcheggiate lì». Matteo Ceron

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Sì alla legge comunitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Udine))

Argomenti: Burocrazia

Sì alla legge comunitaria La Lega ci ripensa. E lo Sportello unico ritorna riferimento delle imprese Venerdì 1 Maggio 2009, Trieste È stato approvato dalla quinta Commissione - con i voti a favore di PdL, Ln, Udc, Gruppo misto e Partito Pensionati, astenuti Pd e IdV-Citt, contraria Sa - il disegno di legge comunitaria predisposto dalla Giunta, provvedimento che la Regione deve adottare vista l'appartenenza dell'Italia all'Ue. Sportello unico per le imprese, valutazione ambientale strategica (Vas), demanio marittimo, cooperazione allo sviluppo, questi gli argomenti trattati nei 44 articoli. E proprio sullo Sportello unico sono stati approvati due emendamenti: il primo cancella, in parte, le modifiche apportate al testo originario dopo il passaggio - per le parti di competenza - in II Commissione. Si ritorna allo Sportello come unico punto di riferimento delle imprese per quanto concerne burocrazia e servizi, mentre per tutte le comunicazioni informali o informazioni sull'iter di una pratica ci si può rivolgere a qualsiasi ufficio comunale. Il secondo emendamento precisa invece come l'assistenza alle imprese verrà fornita dallo Sportello, dove possibile, anche in un'altra lingua comunitaria. Un emendamento aggiuntivo prevede poi l'istituzione della conferenza interna dei servizi: se un Comune dovrà acquisire nulla osta, intese, assensi o qualcosa di simile da altre strutture interne all'Amministrazione, il responsabile del procedimento indirà una conferenza, anche in via telematica, tra tutti gli uffici coinvolti. Tutto questo per snellire e velocizzare i tempi della burocrazia. La Commissione ha anche previsto che la Giunta deliberi per disporre delle deroghe previste dall'intesa tra Governo e Regioni del 2007 per gli stabilimenti di macellazione di ridotta capacità in materia di igiene per gli alimenti di origine animale.

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Morti bianche/ Damiano: Bene Napolitano: non abbassare (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

"E' giusto dedicare il 1 maggio, come ha fatto il presidentdella Repubblica, al tema dell'occupazione, alla difficoltà di trovare lavoro e al rischio di perderlo, soprattutto per le giovani generazioni". Lo dichiara il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "Un'attenzione particolare - continua Damiano - va rivolta al tema della sicurezza sul lavoro. L'Inail ci dà una buona notizia: il 2008 avrà un numero di morti sul lavoro che scende al di sotto della barriera dei 1200. Un calo del 10% si era già registrato tra il 2006 e il 2007, che aveva portato il numero dei morti da 1341 a 1207. Questa nuova diminuzione, anche se più contenuta, indica che si è sulla buona strada. Questo è anche il frutto di buone leggi che, già dal 2006, sono intervenute per combattere il lavoro nero e la precarietà. Si pensi alla sospensione dell'attività delle imprese scoperte con più del 20% di lavoratori al nero; all'introduzione del cartellino di identità nei cantieri; all'obbligo di comunicazione da parte delle imprese dell'avvenuta assunzione del lavoratore il giorno prima dell'inizio del lavoro; alla norma della responsabilità solidale del committente nella catena degli appalti, per quanto riguarda la trasparenza contributiva. Tutto questo si somma al testo unico sulla Salute e Sicurezza del maggio 2008 e alla continua opera di moral suasion del presidente della Repubblica su questi temi". "Parte di questa normativa - aggiunge Damiano - è stata cancellata dal nuovo governo e il decreto correttivo tende ad abbassare le tutele nel lavoro e a deresponsabilizzare l'impresa. Ci auguriamo che il testo conclusivo della delega sulla sicurezza accolga i suggerimenti che arrivano da varie parti, dalle regioni, dall'opposizione e da alcune parti sociali". "Non si può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".

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MORTI BIANCHE/ DAMIANO: BENE NAPOLITANO: NON ABBASSARE GUARDIA (sezione: Burocrazia)

( da "Wall Street Italia" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Morti bianche/ Damiano: Bene Napolitano: non abbassare guardia di Apcom Giusto dedicare 1 Maggio a sicurezza e insicurezza lavoro -->Roma, 1 mag. (Apcom) - "E' giusto dedicare il 1 maggio, come ha fatto il presidentdella Repubblica, al tema dell'occupazione, alla difficoltà di trovare lavoro e al rischio di perderlo, soprattutto per le giovani generazioni". Lo dichiara il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "Un'attenzione particolare - continua Damiano - va rivolta al tema della sicurezza sul lavoro. L'Inail ci dà una buona notizia: il 2008 avrà un numero di morti sul lavoro che scende al di sotto della barriera dei 1200. Un calo del 10% si era già registrato tra il 2006 e il 2007, che aveva portato il numero dei morti da 1341 a 1207. Questa nuova diminuzione, anche se più contenuta, indica che si è sulla buona strada. Questo è anche il frutto di buone leggi che, già dal 2006, sono intervenute per combattere il lavoro nero e la precarietà. Si pensi alla sospensione dell'attività delle imprese scoperte con più del 20% di lavoratori al nero; all'introduzione del cartellino di identità nei cantieri; all'obbligo di comunicazione da parte delle imprese dell'avvenuta assunzione del lavoratore il giorno prima dell'inizio del lavoro; alla norma della responsabilità solidale del committente nella catena degli appalti, per quanto riguarda la trasparenza contributiva. Tutto questo si somma al testo unico sulla Salute e Sicurezza del maggio 2008 e alla continua opera di moral suasion del presidente della Repubblica su questi temi". "Parte di questa normativa - aggiunge Damiano - è stata cancellata dal nuovo governo e il decreto correttivo tende ad abbassare le tutele nel lavoro e a deresponsabilizzare l'impresa. Ci auguriamo che il testo conclusivo della delega sulla sicurezza accolga i suggerimenti che arrivano da varie parti, dalle regioni, dall'opposizione e da alcune parti sociali". "Non si può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".

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Fratta Terme: verso la proprietà unica di Rossi e Tampellini (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 01-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Fratta Terme: verso la proprietà unica di Rossi e Tampellini (1/5/2009 14:30) | (Sesto Potere) - Fratta Terme - 1 maggio 2009 - Lunedì 27 aprile l’assemblea di Fratta Terme spa, ha deliberato di vendere la propria quota (10% di Terme Valley) a Finterme (gruppo Tampellini) e liquidare la società. La decisione è stata particolarmente sofferta dice Umberto Pallareti presidente di Fratta Terme spa, ma dovuta per il bene e lo sviluppo futuro di Fratta. La società Fratta Terme spa, chiamata per la sua configurazione, dei piccoli azionisti (282 soci, quasi uno per ogni famiglia di Fratta, semi pubblica) che dal 2005 ha affiancato Terme Valley, la partecipa per il 10%, alla ristrutturazione del padiglione termale e al riavvio dei servizi legati al termalismo e al benessere, ha svolto un ruolo importantissimo di sostegno motivazionale al progetto di ristrutturazione, una forte coesione fornita al sistema, in particolare alle banche, molte non credevano fino in fondo al progetto, (un investimento di 15 milione di euro) valutazione che è cambiata quando un intero paese è sceso in campo e dalla tasca ha tirato fuori quasi un milione di Euro, ricorda ancora Umberto Pallareti. Ora a distanza di cinque anni dopo che la prima fase di avvio/rilancio del Padiglione Mercuriali, della creazione del Grand Hotel delle Terme (un quattro stelle) del suggestivo Centro Benessere e dei servizi di cure termale, si è concretizzata brillantemente e necessario ripensare a una seconda fase, memori dell’esperienza, un cambio di passo innovativo che veda “pubblico” e “privato” in rete d’impresa ma con ruoli e competenze chiare e distinte. Il pubblico, la politica, deve dare gli indirizzi, senza condizionamenti, deve definire le regole e le deve controllare, il privato deve operare liberamente all’interno dei contorni definiti, senza vincoli e intralci, alla sua velocità, sfruttando imprenditorialmente le opportunità. La decisione di cessione e scioglimento è motivata anche da altri fattori. Uno per tutti, molti soci per effetto della “crisi” hanno richiesti il rientro delle quote, la società ha provveduto per quello che poteva alla rilevazione, ma non e’ in grado di far fronte ad altre richieste importanti. Altra motivazione altrettanto importante è stata la valutazione della quota ceduta con un incremento pari al 30% dell’investimento che ha fruttato un plus valore di circa 100.000,00 euro, che permette in sede di liquidazione di ridistribuire circa il 10% in più del valore nominale delle azioni possedute. Ha pesato anche la decisione assunta dal Comune di Bertinoro che ha esercitato la sua opzione di recesso, sta ultimando la sua “privatizzazione” cedendo, entro il 30 giugno 2009, il rimanente della sua partecipazione della Bertinoro Fratta Terme, società patrimoniale, proprietaria dell’intero complesso, a Terme Valley che diverrà unica proprietaria. Esistono ovviamente anche altre valutazioni che hanno animato la discussione in assemblea, “totale privatizzazione”, “unica proprietà” e “soprattutto processo di sviluppo appena iniziato e lascato in mano solo al privato, unico propulsore di sviluppo”? L’amministrazione che ruolo si vuole ritagliare? Il consiglio di amministrazione ha ovviamente la sua linea, ripete Umberto Pallareti “un cambio di passo innovativo che veda “pubblico” e “privato” in rete d’impresa in un progetto completo, integrato e condiviso che veda l’amministrazione fautrice delle “infrastrutture” (strade, arredi urbani, immobili pubblici, destinazione di aree commerciali, artigianale/industriali, aree residenziali/edificabili, servizi in genere e promozione del territorio, in sostanza dare gli l’indirizzi e Il privato invece propulsore di energia economica deve operare senza condizionamenti nel “range” stabilito, alla sua velocità, eliminando burocrazia in eccesso e soprattutto definendo i tempi certi per concessioni, autorizzazioni e pratiche in genere. Questa modalità, previo studio di fattibilità da parte di esperti (Associazioni, Università, Consulenti ecc.) ci pare particolarmente importante adesso che l’amministrazione comunale sta per incassare la quota della vendita e quindi disporre di risorse importanti generatesi a Fratta Terme e qui necessariamente da reinvestire, “parola di cittadini”. Nella foto in ordine Gianmarco Rossi, Luciano Mattarelli, Umberto Pallareti, Nevio Zaccarelli

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Perché negli Usa c'è la rivolta contro le tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 02-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

n. 105 del 2009-05-02 pagina 0 Perché negli Usa c'è la rivolta contro le tasse di Arthur C. Brooks In America si sta manifestando e sviluppando un importante scisma culturale. Ma non su questioni come l’aborto o la religione, il matrimonio tra persone dello stesso sesso o l’istruzione scolastica privata, anche se questi sono argomenti della massima importanza. Il nuovo spartiacque riguarda la libera impresa, ovvero uno dei principi fondamentali della cultura americana. Possiamo vedere gli inizi di questo scisma nei vari «ricevimenti all’ora del tè» (i cosiddetti «tea party») che spuntano dappertutto negli Stati Uniti. Centinaia di migliaia di cittadini americani si riuniscono per protestare contro il deficit pubblico, contro una burocrazia potente e irresponsabile, e contro l’Amministrazione Obama che sembra fin troppo desiderosa di perdonare e ricompensare i cattivi comportamenti, dagli illeciti compiuti dalle grandi aziende alle frodi sui prestiti ipotecari. Le rivendicazioni dei manifestanti si basano su dati certi. In una pubblicazione dal titolo orwelliano di A new era of responsibility (Una nuova era di responsabilità) l’Ufficio per la Gestione e il Bilancio della presidenza rivela che si prevede un deficit di bilancio medio del 4,7 per cento all’anno nei cinque anni successivi alla fine della recessione. L’Ufficio per il Bilancio del Congresso prevede che nel corso del prossimo decennio il debito dello stato aumenterà di 9.300 miliardi di dollari. E quali investimenti giustificano questo gigantesco conto, che dovrà essere pagato dai nostri figli e dai nostri nipoti? Cose assurde, secondo molti, che vanno dal tirare fuori dai pasticci la General Motors e l’Unione dei Lavoratori del settore automobilistico alla costruzione di un campo da golf e frisbee a scarso impatto ambientale a Austin nel Texas. Per sostenere il welfare di società private, un mondo politico troppo prodigo di potenti interessi specifici, la spesa pubblica continuerà a crescere e a gravare in percentuale sull’economia, così come accadrà per le tasse. Tuttavia questi «tea party» non si basano soltanto su freddi dati di bilancio. Si fondano invece su un populismo di tipo etico. Coloro che protestano sono proprietari di case che non hanno rinunciato a pagare le proprie ipoteche, proprietari di piccole aziende che non vogliono l’assistenza sociale garantita dalle grandi aziende, banchieri che non si sono lasciati contagiare dalle follie finanziarie e oggi non hanno bisogno di salvataggi. è tutta gente che stava facendo bene le cose importanti e che ora osserva l’Amministrazione Obama ricompensare chi ha sbagliato le scelte cruciali. Sui mass media, tra gli accademici, e nel governo molti liquidano questo populismo etico come un movimento marginale, e forse alcuni lo considerano perfino pericolosamente estremistico. A dire il vero, concetti come il libero mercato, un governo limitato e l’imprenditorialità hanno l’aria di essere ancora maggioritari. Nel marzo 2009, il Pew research center ha domandato alla gente se preferisce o meno vivere «in un’economia di libero mercato anche con violenti alti e bassi di tanto in tanto». Il 70 per cento degli intervistati ha risposto sì, soltanto il 20 per cento no. In altre parole, la libera impresa continua a essere un valore largamente condiviso. Almeno per il momento. In un sondaggio condotto nell’aprile di quest’anno dall’istituto Rasmussen in cui veniva chiesto agli intervistati di scegliere il sistema migliore tra capitalismo e socialismo, il 13 per cento delle persone al di sopra dei 40 anni ha scelto il socialismo. Tra coloro che sono al di sotto dei 30 anni, la percentuale è salita al 33 per cento (per la cronaca, le preferenze dei Repubblicani nei confronti del capitalismo sono undici volte maggiori di quelle per il socialismo, mentre i Democratici si dividono equamente tra i due sistemi). Il governo ha incoraggiato questa tendenza per anni, esonerando un sempre maggior numero di americani dalla partecipazione alla spesa pubblica. Il mio collega Adam Lerrick ha dimostrato l’anno scorso sul Wall Street Journal che la percentuale di americani adulti esentati dal pagamento delle tasse federali sul reddito salirà dal 40 per cento al 49 per cento con il programma fiscale messo in atto dal presidente Obama. E un’ulteriore percentuale di persone, pari all’11 per cento, pagherà il 5 per cento in meno di tasse federali sul reddito, per un ammontare totale inferiore a mille dollari a testa. Per dare un risvolto più moderno a un vecchio assioma, un uomo che non è socialista a 20 anni non ha cuore; un uomo che è ancora socialista a 40 anni o non ha testa oppure non paga le tasse. I socialisti democratici operano per creare una maggioranza di beneficiari netti nella cosiddetta «economia della condivisione». Combattono una guerra culturale di logoramento con strumenti economici. I difensori del capitalismo rischiano di farsi cogliere in fallo con argomentazioni sempre più antiquate del tipo che quello della libera impresa è un tema degno di un best seller popolare ovvero da Main Street. I progressisti lavorano invece a tutto gas per far sì che questo non accada. I sostenitori della libera impresa hanno da imparare da queste proteste popolari e devono fare della libertà e dell’imprenditorialità una questione morale. Devono dichiarare che è una questione morale confiscare sempre più redditi da parte di una minoranza semplicemente perché si può fare; abbassare i compensi delle imprese che conseguono buoni risultati, e spendere ciò che non abbiamo senza alcun riguardo per il futuro dei nostri figli. Dobbiamo anche definire il concetto di «equità» come qualcosa che tutela il merito e la libertà. Questo genere di equità è intuitivamente più attraente per gli americani di qualunque cosa che implichi una redistribuzione forzata. Prendiamo per esempio l’atteggiamento che il pubblico manifesta nei confronti della tassa sui beni immobiliari, che saranno soltanto in pochi a pagare (quelli in proprietà da milioni di dollari), ma che i due terzi degli americani considera «assolutamente iniqua», secondo un sondaggio Harris del 2009. Milioni di cittadini comuni ritengono che sia ingiusto che il governo abbia un comportamento predatorio, anche se le prede sono i ricchi. A prescindere dalla strategia politica, il movimento intellettuale a favore della libera impresa sarà cruciale in quello che appare come un conflitto culturale. Poiché i politici che ci governano offrono un futuro «redistribuzionista» a una nazione impaurita e un nuovo conflitto culturale incomincia a ribollire, dobbiamo far vedere che esistono alternative politiche concrete con uno spirito autenticamente imprenditoriale. Non basta infatti sottolineare che il sistema sanitario nazionalizzato trasformerà la visita al dottore in qualcosa di simile all’andare alla motorizzazione civile per far controllare un veicolo. Abbiamo bisogno che ci siano offerte soluzioni e riforme chiare e orientate sui principi di mercato. Questo è un periodo che rende euforici coloro che promuovono libertà e opportunità. Gli ultimi anni ci hanno portato malessere, e sono stati anni in cui i politici «conservatori» al potere hanno sostenuto in modo poco più che simbolico la libera d’impresa. Oggi, come alla fine degli anni Settanta, abbiamo un governo, un Congresso e tutto il mondo accademico e dei media che lavorano per cambiare la cultura americana in un modo che alla maggioranza degli americani non piace. Come all’epoca di Carter, queste avversità ci offrono per la prima volta da anni la possibilità di un vero rinnovamento culturale. Arthur C. Brooks *Presidente dell’American enterprise institute © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Notaio/ Meglio rogitare prima di ristrutturare (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 02-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il notaio conferma? in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/ Casa, meglio rogitare prima di ristrutturare Sabato 02.05.2009 13:04 Continua il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Vorrei togliermi completamente qualsiasi dubbio inerente al quesito che vi espongo. Io e mia moglie, sposati da 3 anni siamo in comunione dei beni. Nullatenenti entrambi, le uniche cose che possediamo sono le automobili acquistate da ognuno di noi prima del matrimonio ed il conto corrente in comune voluto espressamente da ambo le parti. I miei suoceri sono proprietari di un'azienda agricola con ingenti capitali tra terreni e strutture ed attrezzature relative all'attività. Mia suocera sta facendo pressione su mia moglie per il fatto che siamo in comunione dei beni, perchè a mio avviso ha paura che diventi anch'io beneficiario dell'eredità... Se non erro tutto quello che erediterà mia moglie un domani, sarà tutto suo e non condivisibile in comunione dei beni. Mi date conferma? Se ciò non fosse, come si può ovviare oltre che a cambiare il regime in divisione dei beni? Grazie. Come giustamente ha ricordato, i beni pervenuti in successione non cadono in comunione, ma restano in ogni caso beni personali. Nel suo caso, quindi, il regime patrimoniale non incide sulla proprietà di beni che sua moglie ricevesse in successione, che sarebbero in ogni caso della stessa. SECONDO QUESITO Leggendo Affaritaliani ho letto alcune risposte scritte da Lei e allora Le chiederei un attimo di tempo per questa mia situazione che dovrò affrontare nei prossimi mesi. Mia mamma è intestataria al 66% dell'immobile di famiglia il resto ai 4 figli in parti uguali. Ora vorremmo sistemarla e fare i vari passaggi ma è meglio fare il passaggio prima o dopo averla ristrutturata??? E' un immobile in montagna di circa 100mq su tre piani valore attuale 50.000,00¬ un preventivo di spesa lavori di almeno 150.000,00¬, mia mamma è pensionata con reddito inferiore a 12.000,00¬/anno e comunque in questi casi si fa una donazione compravendita o altro??? Premetto che mia mamma rimarrebbe ad abitarci. L'altro quesito è che mia sorella è intestataria di una ditta immobiliare avrei vantaggi se l'acquistasse questa società e poi pagare l'affitto o con altro contratto??? e anche in questo caso l'ideale sarebbe farla ristrutturare prima o dopo la vendita??? Mi auguro di essere stato chiaro e comunque se ha un ufficio sarei disposto a incontrarLa se possibile perché non ho per niente le idee sopratutto come le leggi cambiano tanto velocemente che con un'attenta valutazione si può risparmiare denaro. Grazie per l'attenzione in attesa di una sua risposta La ringrazio anticipatamente e Le auguro Buon Lavoro. Gentile signor B., innanzi tutto grazie per l'attenzione che dedica alle nostre risposte. Purtroppo nel suo caso i quesiti sono molti e sono particolarmente articolati. Non è quindi possibile dare una risposta esauriente; possiamo intanto dire che sembra più conveniente rogitare prima dei lavori per poter utilizzare la vecchia rendita catastale, presumibilmente più bassa di quella che verrà attribuita dopo il restauro. Quanto al tipo di atto da utilizzare, la scelta dipende dalle vostre reali intenzioni: si userà infatti la donazione solo se la sistemazione familiare avverrà per spirito donativo e senza pagamenti di somme. Infine, poichè mi pare di intuire che i beni in questione vi appartengono per successione del papà, tenga presente che (se egli è deceduto dopo il 1975) sua madre è titolare per legge del diritto di abitazione sulla residenza familiare. Le consiglio comunque di rivolgersi con fiducia al suo notaio, poichè la questione merita maggiori approfondimenti. Se non ne conosce nessuno, si rivolga al Consiglio Notarile di Brescia che le fornirà l'elenco dei notai a lei più vicini; le segnalo inoltre, all'interno del sito internet www.notariato.it, il link 'trovare un notaio'. . tags: notaio eredità testamento casa

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Cia Marche: le aspettative degli agricoltori non vadano deluse (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 02-05-2009)

Argomenti: Burocrazia

Cia Marche: le aspettative degli agricoltori non vadano deluse (2/5/2009 13:20) | (Sesto Potere) - Ancona - 2 maggio 2009 - Ben 1.110 imprenditori agricoli della nostra regione hanno presentato domanda di finanziamento nell’ambito dei bandi legati al Psr (Piano di sviluppo rurale): una cifra che è l’emblema di un settore primario in salute, che non è spaventato dalla crisi ma piuttosto continua ad investire nelle proprie strutture. Lo sottolinea la Confederazione italiana agricoltori delle Marche, in occasione della chiusura dell’ultimo bando Psr: “Il grande numero di domande presentate dagli imprenditori agricoli -dichiara Nevio Lavagnoli, presidente della Cia Marche- rappresenta prima di tutto un fatto sociale, che dovrebbe portare a delle riflessioni serie sul Psr, stilato, e non poteva essere altrimenti, in un momento in cui non si era ancora verificata l’attuale crisi economica. Ora le cose sono cambiate. E in un contesto in cui gli agricoltori dimostrano di volere e soprattutto di poter investire, è assolutamente necessario che ognuno faccia la sua parte: certamente non è più possibile che si adottino criteri di valutazione penalizzanti per via della troppa burocrazia, né che sussistano ritardi di anni nei rimborsi”. Di fatto, i contributi richiesti ammontano a 200.651.000 euro, somma in grado di movimentare nelle Marche un totale di investimenti di oltre 600.000.000, dei quali 400.000.000 euro di parte privata. La questione è che per poter chiedere i finanziamenti occorre aver già trovato il 60 per cento dell’ investimento complessivo e -soprattutto- la capacità di poter anticipare l’intero importo della spesa: “Dunque -continua Lavagnoli- questo significa che gli agricoltori marchigiani hanno già trovato con le sole proprie forze le somme necessarie. Devono però poter contare sulle istituzioni, Regione in primis, come su un alleato reale, capace di accogliere le aspettative, velocizzare i tempi della valutazione ed alleggerire i percorsi burocratici”. Per quanto riguarda il Psr 2007-2013 sono stati presentati progetti per il doppio della capacità finanziaria: il rischio reale è che tanta propositività del settore primario possa di restare incompiuta e che, dal 2010 in poi, non si possano più avere fondi perché sarebbero stati tutti spesi con i precedenti finanziamenti, senza contare che si stanno ancora evadendo richieste relative al 2005. “Non chiediamo di non valutare i progetti -conclude Lavagnoli, affiancato dal suo vice Gianfranco Santi e dal presidente provinciale Evasio Sebastianelli- le valutazioni vanno fatte e i progetti devono passare solo se sono validi. Chiediamo, però, che nella valutazione si tenga conto delle necessità e delle urgenze di un settore che risponde alla crisi con entusiasmo e senza esasperare cavilli burocratici spesso al limite del pretestuoso”.

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