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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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'Il
Cittadella? E' da abbattere, comunque'
( da "Piccolo
di Alessandria, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ancora una
volta la burocrazia rischia di allungare i tempi di una decisione, un in senso
o nell'atro. Ma quel ponte non si può consolidare e far quindi
"sopravvivere"? Certamente, rispondono l'ingegnere capo, ma
costerebbe quasi come farne uno nuovo, si pensi al discorso delle palificazioni
da rifare, si pensi soprattutto che quella struttura è un tutt'
"Subito
Tenda e autostrada" ( da "Stampa, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Bisogna
snellire la burocrazia, avere tempi certi dei pagamenti. Altro tema la
sicurezza del territorio dopo le due alluvioni e la grande nevicata». Lo parola
chiave è «Governoincontra», ovvero: ministri e sottosegretari che ascoltano le
richieste del territorio.
Santini:
Morandini, un voto per cambiare ( da "Trentino"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per non
soffocare sotto il peso ottundente della burocrazia provinciale. Ma soprattutto
per riscoprire la gioia di tornare città libera e leader nel cuore delle
Dolomiti, con un ruolo strategico di crocevia di esperienze, interessi e
culture che non debbono guardare solo a nord ma in tutte e quattro le direzioni
della rosa dei venti.
Servono
nuovi posti letto I progetti del Comune
( da "Alto
Adige" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
finanziamenti
e burocrazia permettendo - i programmi in materia di case di riposo e centri
lungodegenti. A Bolzano attualmente ci sono cinque case di riposo, gestite
dall'Assb, con 457 posti. Ai quali si dovrebbero aggiungere altri 25 letti alla
Casa di cura Santa Maria: la struttura c'è già, non è ancora stata firmata la
convenzione con il Comune annunciata ormai da mesi.
Una
larga coalizione ma senza spartizioni
( da "Trentino"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
snellire la
burocrazia, affrontare l'argomento del centro storico per una sua
rivitalizzazione mettendo mano ai regolamenti». L'eredità lasciata è notevole
visti i problemi rimasti aperti. Tutti i candidati a sindaco sottolineato
aspetti comuni. Tra i tanti, dove reputa sia necessaria un'azione rapida.
Chiare
tracce. Fibrose e cristalline. Di amianto. Bruciato. In un tratto di via San
Faustino che a M... ( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
da costi e
burocrazia. E così la minaccia sussiste. Anche perché di amianto, in giro ce
n'è parecchio: a copertura di capannoni o di superfici agricole, a coprire la
legna accatastata, in canne fumarie o, peggio ancora abbandonato per strada.
Come nel caso di Manerba: Roberto, nei giorni scorsi del primo sole di
primavera,
FLOROVIVAISTI
Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attual...
( da "Giornale
di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
economia
FLOROVIVAISTI Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica
attuale, l'eccessivo carico burocratico che penalizza le aziende e i nuovi
obblighi relativi alla sicurezza legati al decreto 81 sono stati al centro
della partecipata riunione dei giorni scorsi della Consulta economica
florovivaisti dell'Unione Provinciale Agricoltori.
Federalismo,
decreti subito ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la
burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco
filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le
amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano
a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di
amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare»
Pensione,
aspetta la visita e muore ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'accusa del
figlio: «Mala burocrazia» Pensione, aspetta la visita e muore Il medico arriva
a otto mesi dalla richiesta: ma lui è ormai in fin di vita COLLE UMBERTO. E'
morto di tumore. Ma Fulvio Grego, di Colle Umberto, invalido civile, ha
aspettato invano per 9 mesi il riconoscimento dell'handicap che portava.
Casorate,
Gianni Rho guida il centrosinistra
( da "Provincia
Pavese, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fermo a causa
della burocrazia italiana». L'attuale sindaco si mostra soddisfatto dei
risultati raggiunti finora e che comprendono l'inaugurazione della biblioteca,
i servizi sociali, il fondo anti crisi, ma non solo. Si parla anche della
caserma dei vigili del fuoco, dell'ecocentro, dell'istituzione della raccolta
differenziata: «Pensiamo di aver lavorato bene,
sicurezza,
saper investire - alessandro naccarato
( da "Mattino
di Padova, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
attività
dalla burocrazia al territorio e consentendo in tal modo l'emersione di circa
220 mila lavoratori precedentemente sconosciuti e perciò senza diritti e
tutele. Per il 2009, invece, il Governo di destra ha programmato la riduzione delle
ispezioni. Per non parlare dell'abrogazione della legge 188/07 emanata dal
Governo Prodi contro le cosiddette dimissioni in bianco.
Primo
maggio amaro, a casa 30 operai ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tutti i guai
nascono dalla burocrazia, ma superate le difficoltà andremo avanti» Primo
maggio nell'incertezza per decine di lavoratori dell'area industriale di
Bolotana. Tra le macerie di tante aziende morte prima di nascere, cercano di
emergere ancora Ecofridge e Prodex che rilanciano la possibilità di investire,
ma l'avvio delle attività avverrà senza i fondi del Contratto d'
storie
di ebrei e zingari il gran ritorno di ovadia - anna puricella
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
nazionalismo e di idolatria e vengono vissute lontano dal potere della
burocrazia e degli eserciti. Per Ovadia, "Senza confini è la nostra
assunzione di responsabilità; la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro
civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare
conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del
privilegio".
costituzione
e statuto tra letture e ritmi rock - giorgia olivieri
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il folletto
delle brutte figure» e «Burocrazia» della compagnia «Funamboli») e di clown,
laboratori creativi e uno stand per raccogliere fondi per l´Abruzzo. Anche il
«rock duro» bolognese si mobilita per aiutare le vittime del terremoto con il
ricavato di «Bologna Rock City» dalle 19 al Sottotetto Sound Club (via
Viadagola 16 - 10 euro).
Diventa
più veloce la cassa integrazione ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Abbiamo già
reclutato 4 addetti per le attività del nuovo ufficio ha spiegato l'assessore
regionale al lavoro Gianfranco Simoncini (nella foto) . Entro 7 giorni saremo
in grado di far partire l'erogazione delle risorse, snellendo la burocrazia».
Lo
Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
13 Lo
Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia MILANO 3 SONO RESIDENTE a
Milano
Maiali
E CAPITALE ( da "Manifesto, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rapida
risposta della burocrazia medica, indipendentemente dalla qualità dello stato
di salute della popolazione locale. Sin dalle prime morti causate dall'H5N1 a
Hong Kong nel
S'è
preso il Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta ...
( da "Nuova
Ferrara, La" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con questa
burocrazia fare impresa è davvero difficile". I sondaggi dicono che
Barbieri arriverà terzo: farà l'ago della bilancia fra Tagliani e Dragotto?
"Corriamo per vincere e per far emergere il cambiamento. Se non vinceremo
non daremo nessuna indicazione ai nostri elettori per il ballottaggio.
Autostrada
Torino-Milano: i pedaggi rincarano del 20%
( da "Sole
24 Ore, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
automobilista
sarebbe stato contento dei cortocircuiti della burocrazia, che nel caso del
settore autostradale è sempre in agguato. La mancata firma dei decreti avrebbe
bloccato impennate che in alcune tratte autostradali sono piuttosto consistenti
e che, nel novembre scorso, avevano convinto il ministero per l'Economia a
congelare per quattro mesi i rincari.
A
Trecasali Lega e Pdl lanciano Magnavacca
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
riduzione della burocrazia e dell'autonomia del comune rispetto ad enti
sovracomunali che spesso si rivelano solo fonte di sprechi e poltrone e non
hanno ricadute tangibili sulla vita dei cittadini. In tutti quei casi in cui il
Consiglio comunale ha autonomia deliberativa nell'aderire o no valuteremo molto
attentamente le scelte di adesione fatte in questi anni dalla sinistra»
Tangenti,
in manette tecnico della Provincia
( da "Corriere
del Veneto" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
funzionario
aveva intascato negli uffici della Provincia una somma di 6mila euro per
autorizzare velocemente degli scavi minerari senza rispettare l'iter
burocratico e le verifiche ambientali necessarie. E sembra che non fosse la
prima volta che il funzionario della Provincia intascava bustarelle per
snellire la pratiche e alleggerire la lenta macchina della burocrazia. Romina
Varotto
Gobbo:
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lì si fa
troppa burocrazia». Intanto il «boss» delle politiche sociali del Comune di
Conegliano si candida sindaco a San Pietro di Feletto. Pdl e Lega Nord, insieme
ad una lista civica, hanno infatti trovato l'accordo su Maurizio Tondato. Il
dirigente pubblico ha annunciato un particolare impegno «anziani, adulti,
minori e famiglie».
Massimo
Valigi, 49 anni. Ha un'agenzia immobiliare insieme alla moglie. In politica ha
fatt... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
va messa mano
alle questioni della burocrazia, alla macchina comunale: sarà ora di prendere
coraggio e cambiarla; e sappiamo pure che le questioni del commercio sono
importanti per il centro cittadino; che c'è una questione del lavoro e della
crisi internazionale che si fa sentire, drammaticamente in certi casi.
Maddaloni,
entro lunedì la nuova giunta ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma interventi
concreti sono previsti anche per la burocrazia comunale, a partire
dall'individuazione di un nuovo direttore generale, cui verranno affidate la
definizione e l'adozione di misure efficaci per la riorganizzazione del
personale e della macchina comunale e per il risanamento finanziario.
Nuove
associazioni di cittadini per arginare la malapolitica
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impiegati e
dirigenti corruttibili che pure permarrebbero nella burocrazia pubblica.
Disinnnescare la presa dei camorristi sull'amministrazione locale richiede
altri correttivi, che mantengano in piedi il principio della responsabilità
degli eletti nei confronti degli elettori, che diano pienezza e pulizia alla
democrazia rappresentativa.
ciriani:
la provincia deve contare di più ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
figlia del
Sessantotto» di STEFANO POLZOT Una Provincia attenta al sociale, che riduce la
burocrazia e farà sentire il proprio peso in regione. E' l'ente che immagina
Alessandro Ciriani per i prossimi 5 anni. La sua candidatura è stata presentata
ieri sera in una sala, quella dell'ente di largo San Giorgio, gremita da più di
400 persone.
I
sindacati difendono solo i... ( da "Giornale.it, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con la tutela
a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso
credibilità e iscritti. E usano l?autocelebrazione come scaccia crisi. Il
leader della Cisl, Bonanni: "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende
lavoratori con più poteri" La festa del Primo maggio porta alla mente
battaglie combattute per la riduzione delle ore giornaliere,
federalismo,
decreti subito - alberto vitucci ( da "Mattino di Padova, Il"
del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre la burocrazia».
«Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco filosofo, «anche
quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le amministrazioni locali. Basta
con i consigli comunali e provinciali che giocano a fare i parlamentini! Il
Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di amministrazione di
un'azienda dove i servizi devono funzionare»
Quando
saltò la sagra Nel 1918 il cocchio fu trainato dai reduci a cavallo come segno
di ringraziamento per essere tornati salvi a casa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
diffuso il
sospetto che fosse proprio la greta burocrazia piemontese tenacemente contraria
ai provvedimenti in favore dell'isola, quella stessa burocrazia che aveva
diminuito il merito dei sardi nella vittoria. Ci fu la reazione ufficiale degli
Stamenti che inviarono a Torino una delegazione per consegnare direttamente
nelle mani del sovrano cinque richieste di provvedimenti urgenti.
Onoranze
funebri nasce l'agenzia islamica ( da "Stampa, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le famiglie
sono molto spaesate, la burocrazia è tanta ed è indispensabile qualcuno che le
aiuti». Fadda, che non disdegna le esequie italiane e di altre nazionalità,
lavora in un ufficio pieno di feretri «spallati» (classici, per italiani) e
«per musulmani», rettangolari, semplici, senza fregi.
I
SINDACATI DIFENDONO SOLO I PRIVILEGIATI MA ORMAI L'ITALIA NON LI SEGUE PIÙ
( da "Wall
Street Italia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con la tutela
a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno perso
credibilità e iscritti. E usano l'autocelebrazione come scaccia crisi. Il
leader della Cisl, Bonanni : "Sì al modello Usa: ai vertici delle aziende
lavoratori con più poteri"
QUATTRO
PIANI ROSSO VERMIGLIO NEL CENTRO STORICO, IN VIA POMMELLA, PIù FUNZIONALI E
SENZA BARRI... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Noi vogliamo
una sede di lavoro migliore - dice Carlo Scalera, responsabile del Centro per
l'impiego di Aversa - e non è tollerabile che la burocrazia vanifichi gli
sforzi di dare dignità al Centro per l'impiego, sempre più luogo di incontro
tra domanda e offerta di lavoro».
C'è
UN FILO ROSSO CHE COLLEGA IL CONCERTO GROSSO DEANDREIANO CHE INAUGURERà DOMANI
SE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
hanno sempre
cercato di vivere senza confini e steccati, burocrazie ed eserciti. I loro
antagonisti, da sempre, sono stati i nazionalismi e le forme di idolatria più
furiosa, sconvolti da chi ha fatto del tempo il proprio santuario e del fervore
di libertà la propria bandiera». Decisamente De Andrè avrebbe sottoscritto.
Fondi
promessi ma le imprese soffrono ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impresa
grazie alla poca burocrazia necessaria per accedere ai finanziamenti, erogati
con rapidità. Ma ora è necessario che la Regione deliberi l'ampliamento del
fondo, come previsto nel bilancio 2009». Il presidente della Provincia, Sergio
Reolon, e l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Daniela Larese
Filon, hanno scritto al riguardo una lettera all'
Seguite
la vostra intuizione, siate realisti, coinvolgete i collaboratori, guardate al
mercato... ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
valorizzazione
delle risorse umane da far crescere con fondi interni, non tanto grazie ad
aiuti da parte dello Stato, minori ostacoli all'attività quotidiana,
contrattazione salariale decentrata, cooperazione con le istituzioni. Insomma
gli imprenditori vogliono, ha chiuso Marseguerra, "più libertà, meno
burocrazia, non privilegi». Federica Cappellato
Braccio
di ferro sulle delibere comunali negate
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
questa è la
burocrazia di Aiello" e se "queste sono le volontà dei nostri bravi e
democratici amministratori". Ma non basta poiché ad Aiello il paese delle
meridiane, il tempo si è fermato ed, a differenza di altri Comuni, non è
possibile consultare le delibere on-line sul sito del Comune, "cercasi
consigliere comunale - recita la chiusa del volantino -
Parcheggio
vietato dalla burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Parcheggio
vietato dalla burocrazia Per Città in Fiabe il Comune aveva concesso i pass per
la sosta ma l'area era stata già recintata Venerdì 1 Maggio 2009, Castelfranco
È tutto organizzato: prendere il pass in biblioteca, esporlo sul parabrezza
dell'auto e poi parcheggiare tranquillamente per tutto il tempo che serve in
piazza XXIV Maggio.
Sì
alla legge comunitaria ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 01-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sportello
come unico punto di riferimento delle imprese per quanto concerne burocrazia e
servizi, mentre per tutte le comunicazioni informali o informazioni sull'iter
di una pratica ci si può rivolgere a qualsiasi ufficio comunale. Il secondo
emendamento precisa invece come l'assistenza alle imprese verrà fornita dallo
Sportello, dove possibile, anche in un'altra lingua comunitaria.
Morti
bianche/ Damiano: Bene Napolitano: non abbassare
( da "Virgilio
Notizie" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Non si
può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva
burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di
rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro
adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".
MORTI
BIANCHE/ DAMIANO: BENE NAPOLITANO: NON ABBASSARE GUARDIA
( da "Wall
Street Italia" del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Non si
può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva
burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di
rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro
adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".
Fratta
Terme: verso la proprietà unica di Rossi e Tampellini
( da "Sestopotere.com"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
alla sua
velocità, eliminando burocrazia in eccesso e soprattutto definendo i tempi
certi per concessioni, autorizzazioni e pratiche in genere. Questa modalità,
previo studio di fattibilità da parte di esperti (Associazioni, Università,
Consulenti ecc.) ci pare particolarmente importante adesso che l?
Perché
negli Usa c'è la rivolta contro le tasse
( da "Giornale.it,
Il" del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
contro una
burocrazia potente e irresponsabile, e contro l?Amministrazione Obama che
sembra fin troppo desiderosa di perdonare e ricompensare i cattivi
comportamenti, dagli illeciti compiuti dalle grandi aziende alle frodi sui
prestiti ipotecari. Le rivendicazioni dei manifestanti si basano su dati certi.
Notaio/
Meglio rogitare prima di ristrutturare
( da "Affari
Italiani (Online)" del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it PRIMO QUESITO Vorrei
togliermi completamente qualsiasi dubbio inerente al quesito che vi espongo. Io
e mia moglie, sposati da 3 anni siamo in comunione dei beni. Nullatenenti
entrambi, le uniche cose che possediamo sono le automobili acquistate da ognuno
di noi prima del matrimonio ed il conto corrente in comune
Cia
Marche: le aspettative degli agricoltori non vadano deluse
( da "Sestopotere.com"
del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
certamente
non è più possibile che si adottino criteri di valutazione penalizzanti per via
della troppa burocrazia, né che sussistano ritardi di anni nei rimborsi”. Di
fatto, i contributi richiesti ammontano a 200.651.000 euro, somma in grado di
movimentare nelle Marche un totale di investimenti di oltre 600.000.000, dei
quali 400.000.000 euro di parte privata.
( da "Piccolo di Alessandria, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Articolo di
Alessandria 'Il Cittadella? E' da abbattere, comunque' Alessandria - 01/05/2009
Le quotazioni del Ponte Cittadella non sono mai state così basse come in questi
giorni. A volerlo abbattere è la maggioranza che governa Palazzo Rosso, e non
da oggi. Su questa tesi oggi conviene anche l'opposizione, con il Pd. (pur
restando diverse le interpretazioni sul futuro ponte). Tra gli sfollati alla
Valfrè si invocava il piccone contro quel ponte, reo di creare problemi in caso
di piena. Dopo i tecnici dell'Aipo, anche i tecnici del Comune, leggi ingegnere
capo Marco Neri sono convinti che vada abbattuto, comunque. E quell'avverbio
significa anche prima che si decida effettivamente quale ponte costruire. Vuol
dire che è pericolante: «No, nel senso che in questi giorni sarà riaperto al
traffico. Non è pericoloso passarci sopra, ma restano i dubbi sulla sua
capacità di affrontare spinte laterali come le pien, come la piena di qualche
giorno fa,. Non è un caso che tecnici della protezione civile che accompagnavano
il responsabile dei Grandi rischi, professor Menduri erano pronti a farlo
saltare martedì. Sinceramente sono felice che, in quelle condizioni di rischio,
non lo abbiano fatto». E Neri ribadisce che si stanno facendo tutti i
controlli, le verifiche, esaminando quanto è successo, e si parla anche di
piccoli movimenti . resta il fatto, ormai assodato, che non si può tenere in
scacco la città, come ha ricordato anche il sindaco martedì incontrando la
stampa nel momento di massimo rischio per la città. e anche il capogrupopo
della Lega, Oreste Rossi aggiunge: "Non possiamo affidare la sicurezza
degli alessandrini e degli abitanti dei comuni rivieraschi alla benevolenza del
clima o alla velocità di scorrimento dei fiumi. Sono bastati alcuni giorni di
pioggia intensa e siamo ripiombati nell'incubo del novembre 1994. La vita delle
persone è troppo preziosa per essere messa a repentaglio in questo modo. Basta
a polemiche solo dannose e teorie tutte da discutere, Alessandria deve essere
messa in sicurezza davvero, abbattendo il ponte Cittadella che fa da tappo allo
scorrimento delle acque, e prevedendo le casse di laminazione lungo tutta
l'asta del fiume Quest'anno sono già tre le chiusure, chissà quante altre ce ne
saranno. Martedì sono passati circa
( da "Stampa, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Le domande dei sette
«saggi» POLITICA "Subito Tenda e autostrada" DIBATTITI E LISTE Il
prefetto. Bruno D'Alfonso proporrà una sintesi su emergenze ed eccellenze di
tutto il territorio Raffaele Costa Il presidente della Provincia: «Parlerò di
grandi infrastrutture, chiedendo un rapido completamento della Asti-Cuneo e
l'avvio dell'appalto del Tenda bis. Delle iniziative di sicurezza stradale per
ridurre la mortalità. Inoltre, una particolare attenzione all'iter burocratico
su aeroporto e decentramento universitario». Ferruccio Dardanello Il presidente
della Camera di commercio: «Servono collegamenti con il resto dell'Europa che
ha il 75% del nostro export. Chiederò incentivi per far crescere questa
straordinaria economia che si chiama "modello Cuneo". Finora ci siamo
aggiustati da soli, ma, senza un aiuto, perderemo la nostra competitività».
Maurilio Verna Rappresentante Confindustria: «Che fine hanno fatto i fondi
della legge 228 del '97 destinati alla rilocalizzazione delle oltre 200 aziende
a rischio esondazione? Bisogna snellire la burocrazia, avere tempi certi dei
pagamenti. Altro tema la sicurezza del territorio dopo le due alluvioni e la
grande nevicata». Lo parola chiave è «Governoincontra», ovvero: ministri e
sottosegretari che ascoltano le richieste del territorio. E dove
possibile danno risposte, fissano scadenze, si prendono impegni. Cosa non
facile in questa stagione di crisi, con fabbriche che chiudono e un ricorso
alla cassa integrazione che non ha precedenti per gli operai della provincia di
Cuneo, da sempre condiderata «isola felice», «modello economico da esportare».
All'apertura dei lavori (alle 15 di lunedì), nel centro Incontri della
Provincia (ingresso libero fino a esaurimento posti) dopo i saluti del sindaco
Alberto Valmaggia e l'introduzione del ministro Rotondi, toccherà al prefetto
Bruno D'Alfonso proporre una sintesi su emergenze ed eccellenze, attese della
popolazione, richieste del mondo economico. Su un tema tutti sono concordi: servono
soldi veri oltre che per il Tenda Bis e per completare l'autostrada, per una
serie di opere che contribuiscano a far uscire il Cuneese dall'isolamento e a
rilanciare l'economia.Giuseppe Piumatti Il presidente Piccole Medie Imprese:
«Meno parole, più fatti. Che lascino da parte la campagna elettorale e si
prendano la responsabilità di concretizzare interventi e azioni con le banche
per il superamento della crisi. Gli imprenditori aspettano da mesi, per ora
ciascuno si è messo a posto per conto suo». Sebastiano Dutto Il presidente
Confartigianato: «Bisogna facilitare il ricorso al credito, non in linea con i
tassi della Banca centrale europea. Poi detassare gli investimenti dei beni
strumentali e innalzare la franchigia Irap per diminuire il costo del lavoro. E
la viabilità: siamo sempre più isolati, mancano le infrastrutture». Marcello
Gatto Il presidente Coldiretti: «Come sarà la Granda tra 15-20 anni? Quali le
prospettive a livello economico, occupazionale, sociale e demografico? Siamo
ricchi di professionalità e imprese agricole, ma difettiamo nella
trasformazione locale dei prodotti. Farò un ragionamento su infrastrutture e
invasi». Matteo Carena Il segretario generale Ust-Cisl: «Vanno rifinanziati gli
ammortizzatori sociali per allungare la cassa integrazione. Il governo si deve
impegnare in una politica industriale capace di creare nuovi posti di lavoro,
rivalutando il settore manifatturiero».
( da "Trentino" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Santini: «Morandini,
un voto per cambiare» L'appello del senatore di centrodestra: «Versatile e
concreto. E' lui l'uomo giusto» Pino Morandini, candidato del centro destra, sicuramente
ha dimostrato di avere idee chiare e concrete. Con il pragmatismo che l'ha
sempre contraddistinto nelle sue quattro legislature in Provincia e nella sua
azione di assessore, oltre che di consigliere, ha saputo selezionare le
iniziative e portarle a termine con successo. Ciò è avvenuto spesso in settori
di difficile percorribilità come le politiche sociali, dove ha promosso e
realizzato leggi come la pensione per le casalinghe, l'assistenza agli anziani,
gli asili nido e le tasgesmutter, benefici a favore dei portatori di handicap,
lotta decisa a favore della libertà di scelta tra scuole pubbliche e
parificate. E' noto a tutti il suo Dna di cattolico impegnato a favore della
difesa dei valori fondamentali come la famiglia, la centralità della persona
rispetto allo Stato e a qualsiasi altro condizionamento, la lotta per la difesa
della vita nascente e contro ogni ipotesi di manipolazione di tessuti umani,
contro ogni forma di violenza e di coercizione sul piano morale e nella
espressione della fede religiosa. Non a caso proprio pochi giorni fa Morandini
è stato confermato nella sua carica di vicepresidente nazionale del Movimento
per la Vita. Ma ciò che abbiamo visto, da parte sua, in questi giorni, è stata
la sua straordinaria capacità di calarsi in tutti i problemi, anche i più
complessi e lontani dalla sua preparazione con il pragmatismo di un vero
amministratore e di uno stratega politico. Ha affrontato e assimilato dossier
complessi e delicati come quelli relativi alla risoluzione del problema dei rifiuti,
al recupero delle aree inquinate a Trento nord, ai megaprogetti
dell'amministrazione precedente sullo spostamento della stazione ferroviaria,
dell'ospedale ed altre realizzazioni affidate a famosi architetti che già hanno
dissanguato le casse pubbliche con le loro parcelle stratosferiche, solo per
dare qualche idea "fanta-tecnologica" che mai potrà trovare
realizzazione nella nostra modesta realtà trentina. E, infatti, di molte già
non si parla più, ma intanto i soldi (e tanti) sono stati spesi. E tante
intelligenze e professionalità locali sono state snobbate e mortificate. Contro
questo genere di allegra e irresponsabile amministrazione Morandini pone il suo
rigore di magistrato del Tar con una straordinaria conoscenza delle leggi e una
ferma volontà di volerle fare rispettare, ad incominciare dal Comune di Trento.
E tutto questo senza dover avere nessun rapporto di dipendenza verso la
Provincia, come il suo diretto avversario Andreatta deve fare perché fa parte
del sistema e della filiera del potere che ha portato Dellai alla riconferma in
piazza Dante, Pacher a fare il suo vice, con la strada spianata per il suo
vicesindaco. E' un sistema perfettamente organizzato che da decenni sta
amministrando il Trentino sempre con gli stessi uomini e le medesime idee.
Cambiano soltanto le sigle dei partiti e i simboli delle liste civiche, tanto
per confondere le idee ai cittadini/elettori più ingenui. E' una minestra
riscaldata che va buttata nella pattumiera e sostituita con un menu nuovo e
diverso. Pino Morandini è uomo di lunga esperienza e solo lui può garantire la
fermezza, il coraggio, l'indipendenza e l'esperienza per dare una vera svolta
di rinnovamento. Attorno a lui ci sono quattro liste: quella del Pdl, la civica
per Morandini e le due liste alleate per il ballottaggio con la Lega e relativa
lista civica collegata. La squadra c'è, le idee anche. Ma soprattutto c'è un
candidato sindaco che arriva, nel pieno della sua maturità politica e
personale, come l'uomo della provvidenza a garantire a Trento quel rinnovamento
di cui ha bisogno per non perdere il proprio ruolo e la propria personalità, per non soffocare sotto il peso ottundente della burocrazia provinciale. Ma soprattutto
per riscoprire la gioia di tornare città libera e leader nel cuore delle Dolomiti,
con un ruolo strategico di crocevia di esperienze, interessi e culture che non
debbono guardare solo a nord ma in tutte e quattro le direzioni della rosa dei
venti. Per non rimanere sola ed isolata, in quella sua presunta unicità
che hanno millantato i suoi amministratori di ieri e che è solo preoccupante
solitudine e incapacità di guardare oltre il profilo severo delle nostra
montagne. Giacomo Santini
( da "Alto Adige" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Servono nuovi posti
letto I progetti del Comune BOLZANO. Il merito dell'assegno per chi voglia
assistere a domicilio il familiare non o solo parzialmente autosufficiente è
quello di consentire all'anziano di restare a casa il più a lungo possibile. Ma
per chi si accolla l'impegno, la fatica fisica e psicologica è notevole: c'è
chi regge e chi, seppur partito con le migliori intenzioni, è costretto ad alzare
bandiera bianca e a chiedere un posto in casa di riposo. Il primo effetto
dell'applicazione delle norme sulla non autosufficienza aveva fatto sperare che
nel tempo - almeno a Bolzano - ci sarebbe stata una riduzione della richiesta
di letti nelle strutture; in realtà, a pochi mesi dall'entrata in vigore,
l'impressione è già diversa. Ciò significa che, aumentando in maniera
esponenziale la popolazione anziana, bisognerà accelerare - finanziamenti e burocrazia permettendo - i programmi in materia di case di riposo e centri
lungodegenti. A Bolzano attualmente ci sono cinque case di riposo, gestite
dall'Assb, con 457 posti. Ai quali si dovrebbero aggiungere altri 25 letti alla
Casa di cura Santa Maria: la struttura c'è già, non è ancora stata firmata la convenzione
con il Comune annunciata ormai da mesi. Entro l'anno poi, partiranno i
lavori per il centro lungodegenti nel quartiere Mignone: in tutto 100 posti che
saranno disponibili tra due-tre anni. Il programma prevede di intervenire anche
sulle strutture esistenti: Villa Armonia in viale Trento verrà alzata di un
piano e si ricaveranno 24 posti letto; a Don Bosco si realizzerà un nucleo
Alzheimer con 14 letti. I progetti ci sono; così come l'impegno a realizzarli,
ma i tempi sono, per forza di cose, inevitabilmente lunghi.
( da "Trentino" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Una larga
coalizione ma senza spartizioni» Ogni scelta dipenderà dall'esito elettorale
Villa Rosa sarà un polo d'eccellenza, mentre dalla ex Cederna il Comune deve
uscire PERGINE. Si è trovato catapultato alla candidatura a sindaco di Pergine
di punto in bianco. Ma non si è preoccupato più di tanto. «Sono determinato
nelle mie cose». Si tratta di Silvano Corradi. è candidato a sindaco Upt per la
coalizione di centrosinistra autonomista. Lo sostengono: Upt, Patt, Udc, Pd,
Verdi, Socialisti. La coalizione di sempre più l'Udc (partito voluto da Trento,
anche se da quattro anni era all'opposizione). Ma come sostenitore si ritrova
anche Marco Osler, il nome rifiutato per mesi dal Patt, e per altrettamenti
mesi sostenuto dall'ex sindaco Anderle. Corradi è spuntato in quest'atmosfera.
«Ma non me ne dolgo - dice l'interessato - anzi, mi sprona. La candidatura di
Osler come capolista? Va bene, è rientrato con questo accordo. Si è trattato di
un confronto democratico interno e dopo si è ritrovata la compattezza. Nell'evoluzione
dell'amministrazione troverà un proprio ruolo secondo le future necessità». Con
sei liste non sarà facile predisporre un'eventuale giunta. «Il passato insegna,
ma ho ottenuto di avere le mani libere. Nel senso che ho libertà nelle nomine
di mia competenza dopo consultazione e intesa, con riferimento ai risultati
elettorali. Non ho stipulato nessun accordo preventivo né sul vicesindaco, né
tantomeno sugli assessori». Brevemente le sue priorità se dovesse essere
eletto. «Affrontare la crisi economica per tutelare quanti si trovano in
difficoltà, riorganizzare il personale e la macchina amministrativa, snellire la burocrazia, affrontare l'argomento del centro storico per una sua
rivitalizzazione mettendo mano ai regolamenti». L'eredità lasciata è notevole
visti i problemi rimasti aperti. Tutti i candidati a sindaco sottolineato
aspetti comuni. Tra i tanti, dove reputa sia necessaria un'azione rapida.
«Il centro sportivo è uno di questi. C'è qualcosa che non quadra. Mi riferisco
alla gestione, ma anche al suo sottoutilizzo. Non è possibile che la squadra di
calcio maggiore giochi altrove. Occorre che il centro sportivo abbia un proprio
ruolo, ma che sia anche luogo di svago per i giovani. Ora non funziona, ci sono
troppe cose che non vanno da troppi anni. Occorre magari una società che si
occupi della gestione». Un altro tema delicato è l'area ex Cederna. «Quando ero
in consiglio avevo proposto tutt'altro in quell'area. Era d'accordo sul
realizzarvi il teatro perché luogo ideale. Dove è adesso, è stretto». Per
venirne fuori? «L'unica è sganciarsi presto. Il Comune ha fatto la sua parte
all'inizio. Ora è meglio lasci il campo». Per Villa Rosa, anche Corradi
condivide quanto si sta dicendo da anni? «Sfruttare il luogo per un polo
d'eccellenza, qualche perplessità c'è ancora sulla scuola di formazione.
Vedremo. Qualche assicurazione in tema di trasferimento e potenziamento c'è».
L'appello finale? Rappresentiamo la contnuità anche se con alcuni distinguo.
L'invito è di darci fiducia». (r.g.)
( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 01/05/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Chiare tracce. Fibrose e
cristalline. Di amianto. Bruciato. In un tratto di via San Faustino che a
Manerba conduce alla Baia Bianca, ad una delle spiagge più suggestive
affacciate sulla penisola cara a Catullo. Le tracce sono inconfutabili: i
cumuli chiari spiccano sul terreno bruciato e lasciano intender d'essere almeno
10 lastre, un metro cubo di cemento misto ad amianto. Un metro cubo sinonimo di
potenziale pericolo per la salute. Vietato dal
( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 01/05/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia FLOROVIVAISTI
Burocrazia freno all'attività La difficile situazione economica attuale,
l'eccessivo carico burocratico che penalizza le aziende e i nuovi obblighi
relativi alla sicurezza legati al decreto 81 sono stati al centro della
partecipata riunione dei giorni scorsi della Consulta economica florovivaisti
dell'Unione Provinciale Agricoltori. Il settore florovivaistico non è
infatti immune dalle difficoltà economico-finanziarie legate al difficile
momento dell'economia mondiale, con l'aggravante - rispetto ad altri comparti
del mondo agricolo - di operare al di fuori dell'agroalimentare e quindi della
produzione di generi di prima necessità. BPM Tarantini alla vice presidenza e
nell'esecutivo Graziano Tarantini - presidente della Fondazione San Benedetto -
è stato nominato vicepresidente del consiglio di amministrazione della Banca
Popolare di Milano ed è entrato nel comitato esecutivo dell'istituto presieduto
da Massimo Ponzellini. CASTREZZATO Dal Pd solidarietà per Domina «Sarà un Primo
maggio di preoccupazione per tante famiglie di Castrezzato». Così una nota del
Pd di Castrezzato esprime solidarietà ai 63 dipendenti della Domina spa di
Castrezzato rimasti senza lavoro dopo la decisione dell'azienda di cessare
l'attività. All'Amministrazione comunale (attuale e prossima), il Pd chiederà
di attivarsi su due fronti: il primo è quello relativo ad interventi di
sostegno che si rendessero necessari per chi è rimasto senza lavoro; il secondo
è relativo al mantenimento dell'area della Domina a destinazione industriale.
DESENZANO Melablu diventa Ovs Industry Ovs Industry, prima azienda in Italia
per quota di mercato nel settore abbigliamento, inaugura domani, sabato 2
maggio, un nuovo store a Desenzano al parco commerciale Le Vele in via Adua. Si
tratta di un'ulteriore conversione del 2009 di negozi Melablu in seguito
all'acquisizione della catena da parte di Gruppo Coin. Il nuovo store di
Desenzano del Garda si aggiunge agli altri 54 già presenti in Regione (di cui
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere
delle Alpi)
Argomenti: Burocrazia
«La legge non basta,
i contenuti sono condivisibili ma la riforma in concreto è ancora tutta da
scrivere» Federalismo, decreti subito Cacciari e Chiamparino: non possiamo
aspettare anni Ma resta la criticità delle Regioni a statuto speciale, le
uniche che continueranno a trattenersi per intero i soldi delle tasse che
incassano ALBERTO VITUCCI VENEZIA. Il federalismo è legge. Ma i sindaci non
possono aspettare cinque anni per vederne l'applicazione. «Se entro qualche
mese non arriva un segnale concreto che dia subito certezze, i comuni non ce la
fanno. Perché non sono in grado di programmare niente». Sergio Chiamparino e
Massimo Cacciari, i due alfieri del «Partito del Nord», sindaci di centrosinistra
spesso in rotta di collisione con il Pd nazionale, lanciano un messaggio
preciso. Se non arriva presto il decreto attuativo sulla fiscalità, il
federalismo non servirà a nulla. «Bisogna mettere nero su bianco il principio
di responsabilità», scandisce Cacciari. Sala strapiena a Santa Maria delle
Grazie, cuore di Mestre a due passi da piazza Ferretto. Nel terzo anniversario
della morte di Gianni Pellicani, esponente illustre della corrente riformista
del Pci, la Fondazione che porta il suo nome ha riunito intorno a un tavolo i
due sindaci protagonisti negli ultimi mesi del dibattito nazionale sul
federalismo e l'autonomia degli enti locali. Iniziativa puntuale, giunta a
poche ore dall'approvazione definitiva al Senato del testo Calderoli. «I contenuti
della legge sono condivisibili», ha attaccato Cacciari, «ma il libro del
federalismo è ancora tutto da scrivere». Il nodo che va affrontato in tempi
rapidi è secondo il sindaco filosofo quello della «responsabilità e
dell'autonomia fiscale». «Il federalismo è un patto, un foedus. Dunque bisogna
che ci dicano: queste sono le vostre competenze, questi i vostri tributi, con
cui vi dovete arrangiare. Ma su questo faccio quello che voglio, senza
interferenze né sovrapposizioni. Se invece andiamo avanti con le
compartecipazioni, il 20 per cento dell'Irpef e quant'altro non se ne uscirà
mai. E per i comuni sarà la crisi, perché non siamo in grado di fare i
bilanci». «In questo Paese c'è un modo di legiferare da manicomio, le leggi
spesso sembrano fatte per ostacolare più che per aiutare a raggiungere il
risultato», continua Cacciari, «ma è anche vero che le leggi vanno rispettate,
e che spesso grazie a queste norme come il Patto di stabilità i comuni
rischiano la paralisi totale». Seconda cosa da fare in concreto, «ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco
filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le
amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano
a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di
amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare». Altro
tema, le regioni a statuto speciale. Una delle «criticità» della nuova legge
segnalate da Chiamparino. «Non si possono dare più risorse a tutti, a meno di
non aumentare le tasse. Dunque se si premiano le regioni virtuose e si aiutano
quelle in difficoltà, bisogna toccare il tasto delle regioni speciali, le
uniche dove le risorse restano tutte sul territorio, senza aiutare le regioni
più deboli». «Questa legge», ha detto Chiamparino tra gli applausi, «era nata
alla lombarda, con un'impronta egoistica. Poi grazie al contributo del Pd il
percorso è cambiato, introducendo il percorso della responsabilità». Altra
«criticità», le province. «Sopprimere le province è sbagliato», ha concluso,
«in tutta Europa esistono enti intermedi tra le regioni e i comuni. Ma in
Italia ce ne sono troppi, Ato, consorzi, e non sempre trasparenti. La soluzione
è di trasformare le province in espressione diretta dei comuni per gestire
certe funzioni. Si era tentato invano di farlo anche nel 1975 con i
comprensori». «La Città metropolitana non esiste, è soltanto un cambio
lessicale alle province», ha detto il presidente della Provincia di Venezia
Davide Zoggia, «il problema è quello di dare risorse ai nostri enti, istituendo
la tassa di scopo. Le province non possono vivere soltanto con i contributi del
bollo auto». Quanto alla riforma federale, Zoggia esprime un giudizio negativo:
«Non è una riforma, la nostra regione meritava di più». Mario Bertolissi,
docente di diritto amministrativo all'Università di Padova, cita il «modello
Friuli» come esempio di efficienza federalista: «Due mesi dopo il terrmoto del
6 maggio, il 90 per cento delle procedure erano già state concluse dai comuni,
sotto la guida del commissario straordinario Zambeletti. Un esempio di
efficienza e di lavoro proficuo tra amministrazioni locali e Stato, con la
Regione un passo indietro». Modello rimasto isolato. «Oggi abbiamo l'uomo fatto
per la legge e non il contrario, come sarebbe logico. Le facoltà di
giurispridenza fabbricano legioni di utili idioti che non servono la
collettività. Una burocrazia da Stato demenziale,
senza che nessuno sappia nemmeno i numeri. E alla fine la resa del conto non
esiste». La resa del conto, cioè la responsabilità amministrativa. Proprio
quello che i sindaci chiedono di poter avere. Riformando alla radice il sistema
fiscale degli enti locali.
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Colle Umberto. Si è
spento un mese fa Fulvio Grego, 84 anni, invalido civile e affetto da mieloma. L'accusa del figlio: «Mala burocrazia» Pensione, aspetta la visita e muore Il medico arriva a otto
mesi dalla richiesta: ma lui è ormai in fin di vita COLLE UMBERTO. E' morto di
tumore. Ma Fulvio Grego, di Colle Umberto, invalido civile, ha aspettato invano
per 9 mesi il riconoscimento dell'handicap che portava. La richiesta
avanzata dalla famiglia il 2 luglio
( da "Provincia Pavese, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Casorate, Gianni Rho
guida il centrosinistra Il sindaco si ricandida: «Abbiamo fatto un buon lavoro»
CASORATE. Gian Antonio Rho si ricandida alla guida di Casorate come sindaco.
Guiderà la lista «Uniti per Casorate», civica, caratterizzata politicamente.
Sono infatti presenti tutte le forze del centrosinistra. Il simbolo rappresenta
un raggruppamento di persone (che caratterizzano l'unione), tra cui è facile
riconoscere anziani, donne e bambini. C'è anche il simbolo dell'ulivo. «Abbiamo
discusso - ha spiegato Gianni Rho - ed è stato deciso di proporre ancora il mio
nome alla guida, per continuità e esperienza. Vogliamo portare il programma
della passata legislatura all'iter conclusivo, di cui il Polo scolastico rappresenta
il fiore all'occhiello. Abbiamo approvato il piano dell'Omino di ferro, che ci
ha dato circa cinque milioni di euro per realizzarlo e abbiamo sbloccato dopo
15 anni l'iter relativo alla caserma dei carabinieri, fermo
a causa della burocrazia
italiana». L'attuale sindaco si mostra soddisfatto dei risultati raggiunti
finora e che comprendono l'inaugurazione della biblioteca, i servizi sociali,
il fondo anti crisi, ma non solo. Si parla anche della caserma dei vigili del
fuoco, dell'ecocentro, dell'istituzione della raccolta differenziata: «Pensiamo
di aver lavorato bene, a parte alcuni sbagli dovuti all'inesperienza di
cui abbiamo fatto tesoro per maturare decisioni che portino al benessere del
paese. Metà del bilancio è stato usato per i servizi alla persona, abbiamo
istituito 80 mila euro di fondo anti crisi e terminato la palestra della scuola
elementare, che sarà consegnata a breve». Un'occhio di riguardo verrà dato alla
viabilità: nei prossimi giorni verranno sistemate le strade che presentano più
problemi e si inizierà a discutere della nuova viabilità. «Abbiamo dovuto fare
i conti con il taglio dell'Ici - continua l'attuale sindaco Rho - ma non
abbiamo mai aumentato le tasse in cinque anni e portato avanti il bilancio in
modo soddisfacente. Inoltre abbiamo anche istituito la giornata del bambino,
quella degli ultranovantenni e siamo stati anche invitati dal presidente della
Repubblica. Sono soddisfatto di questi cinque anni. Abbiamo formato per le
elezioni una bella squadra capace e motivata e siamo convinti che bisogna far
di più per migliorare il paese. Conosco i bisogni della gente, che vuole strade
e trasporti migliori, il supermercato, un miglioramento dei servizi, a partire
dalla posta, uno spazio di incontro per i giovani. In un sondaggio realizzato
su 500 cittadini, il 97% riconosce i componenti della giunta come affidabili.
Abbiamo ancora tanti progetti e mi impegno - conclude Gianni Rho - a migliorare
la qualità della vita del paese». Michela Cantarella
( da "Mattino di Padova, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 15 - Altre
Sicurezza, saper investire ALESSANDRO NACCARATO L'Italia detiene il tragico
primato di essere uno dei paesi dell'Unione Europea con il maggior numero di
morti su lavoro. Purtroppo questo tema non riesce ad affermarsi nel dibattito
politico e sociale, nel mondo della comunicazione e della cultura. Si parla dei
casi più eclatanti, ma si dimentica la realtà quotidiana. E nella distrazione
diffusa la destra al governo sta scientificamente smontando pezzo per pezzo il
Protocollo sul lavoro, firmato il 23 luglio 2007, tra il governo Prodi e le
parti sociali, e il conseguente testo unico sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro: il primo provvedimento efficace approvato in Italia in questa materia.
Infatti grazie all'aumento della prevenzione e all'inasprimento delle pene da
due anni il numero degli incidenti mortali è in costante diminuzione: 1341 nel
2006, 1210 nel 2007, 1140 nel 2008. Invece di continuare sulla strada tracciata
dal centrosinistra che mirava a investire di più nella formazione professionale
e ad aumentare i controlli nelle aziende, il governo ora punta ad una
pericolosa deregolamentazione delle leggi in materia di mercato del lavoro e di
sicurezza. Ormai sono numerosi gli esempi concreti del cambio di impostazione
effettuato dal Governo Berlusconi. Il caso più recente è la legge salva manager
che punta ad assolvere i dirigenti di alcune aziende sotto processo per aver
violato le condizioni di sicurezza causando la morte di alcuni lavoratori. Nei
famosi decreti milleproroghe l'attuale Governo ha rimandato l'applicazione di
molti dispositivi contenuti nel Protocollo di luglio
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Nuoro
Pagina 5052 Bolotana. Le due aziende hanno disatteso gli impegni legati al
Contratto d'area Primo maggio amaro, a casa 30 operai Bolotana.. Le due aziende
hanno disatteso gli impegni legati al Contratto d'area Ecofridge e Prodex
devono restituire 15 milioni di contributi --> Ecofridge e Prodex devono
restituire 15 milioni di contributi Il titolare della Ecofridge accusa Roma. «Tutti i guai nascono dalla burocrazia, ma superate le difficoltà andremo avanti» Primo maggio
nell'incertezza per decine di lavoratori dell'area industriale di Bolotana. Tra
le macerie di tante aziende morte prima di nascere, cercano di emergere ancora
Ecofridge e Prodex che rilanciano la possibilità di investire, ma l'avvio delle
attività avverrà senza i fondi del Contratto d'area, quindi si deve
passare inevitabilmente attraverso la cassa integrazione e il licenziamento, a
cui sono interessati complessivamente una trentina di lavoratori. Il sindacato
appare scettico e in certi casi infastidito dalle proposte degli imprenditori,
che chiedono ancora il sostegno delle istituzioni locali. Sia per Ecofridge che
per Prodex, infatti, c'è la revoca dei finanziamenti pubblici decisa dal
ministero dello Sviluppo economico. Ecofridge, azienda nata per la produzione
di sistemi refrigeranti, dovrà nell'immediato mandare a casa i quindici dipendenti
che da quattro mesi ormai sono senza stipendio. «In questo momento non posso
fare diversamente - dice il titolare dell'azienda Giuseppe Aloisi - perchè a
Roma non ci ascoltano. Superate le difficoltà cercheremo di andare avanti, ma
occorrono tanti sacrifici». Cassa integrazione o licenziamenti? «Per ora
cercheremo di far pesare il meno possibile questa situazione sui lavoratori,
che hanno capito le difficoltà. Di certo il Ministero ci ha chiesto di
restituire i finanziamenti gia erogati dieci anni fa, (oltre un milione di
euro), per ritardi nell'attuazione del progetto che sono da ricercare nella burocrazia. Siamo disarmati di fronte all'atteggiamento di
chi opera a Roma, che non sembra accorgersi della grave situazione della
Sardegna centrale». Dall'altra la Prodex, l'azienda farmaceutica mai entrata in
funzione, che in un incontro con il Comitato del Contratto d'area ha annunciato
di completare gli investimenti con l'assunzione nei prossimi mesi di circa 120
lavoratori. Quale sia la fonte del finanziamento è però mistero. Questa
azienda, nell'immediato dovrà restituire al Ministero quasi 14 milioni di euro.
Improbabile per i sindacati che il progetto Prodex possa concretizzarsi, visto
che per i sindacati, (Franco Mussoni per la Cgil, Ignazio Ganga della Cisl e
Nicolino Pittalis della Uil), le proposte di entrambe le aziende in questa fase
sostenibili per convincere il Ministero ad annullare la revoca. Le due Aziende,
proprio in questi giorni riceveranno le cartelle esattoriali, per restituire
quanto gli era stato concesso. Circa quindici milioni di euro torneranno quindi
al mittente. Forse a scapito di un intero territorio. FRANCESCO OGGIANU
( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIII - Bari
Mola di Bari Storie di ebrei e zingari il gran ritorno di Ovadia Tutto esaurito
al van Westerhout per il nuovo spettacolo della rassegna "Le lingue del
Sud" organizzata dal centro Diaghilev ANNA PURICELLA Un popolo si
riconosce come tale anche se non appartiene a una nazione. Moni Ovadia torna in
Puglia con uno spettacolo in esclusiva regionale già da tutto esaurito, per
raccontare la cultura di due etnie diverse, ma accomunate da un passato di
esilio e continuo cammino. Senza confini: ebrei e zingari è alle 21 al teatro
van Westerhout di Mola di Bari per la rassegna "Le lingue del Sud", a
cura del Centro Diaghilev. Il lavoro è un recital di canti, musiche, storie rom
ed ebraiche che mettono in evidenza la vocazione delle genti in esilio.
L´essenza dei popoli nomadi è il viaggio, ignaro dello scorrere del tempo e dei
chilometri. Le vicende di zingari ed ebrei affondano le proprie ragioni nei
secoli, ma sono fatte entrambe di avversione per ogni forma di nazionalismo e di idolatria e vengono vissute lontano dal
potere della burocrazia e
degli eserciti. Per Ovadia, "Senza confini è la nostra assunzione di
responsabilità; la sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti
rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi,
meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio".
Sul palco i musicisti Paolo Rocca, Massimo Marcer, Albert Florian, Luca
Pagliani, Marian Serban, Marin Tanasache, Virgil Tanasache, Mauro Pagiaro. Info
333.126.04.25.
( da "Repubblica, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XIV - Bologna
Costituzione e Statuto tra letture e ritmi rock La festa in piazza Sul
"crescentone", alla kermesse dei sindacati suona la Bandabardò. Arti
varie e clown al Parco 11 Settembre GIORGIA OLIVIERI «L´Italia è una Repubblica
democratica, fondata sul lavoro»: l´incipit della Costituzione potrebbe essere
lo slogan di questo 1° maggio tra riflessione, impegno, spettacolo e
solidarietà. Prende il nome di «Sana e robusta Costituzione» la giornata di
Cgil, Cisl e Uil in Piazza Maggiore, che inizia alle 10 con la tavola rotonda
«Lavoro, legalità, democrazia» e i rappresentanti delle cooperative legate alla
rete «Libera Terra» di Don Ciotti. Nel pomeriggio si parte alle 15.30 con
l´esibizione dei «Latte Rock», per proseguire con le scrittrici Anna Sarfatti e
Grazia Verasani che insieme all´Associazione Zoè, il Centro Pocart e il
complesso Madai, daranno vita al «Sillabario della Costituzione» (ore 18). Alle
20.30 il folk dei Cadeklof e il pop - rock dei Vicolo Davì faranno da apripista
al «ritmo e vitalità» della Bandabardò, band di «fricchettoni» fiorentina. «Di
sudore e di note» è, invece, la piccola maratona di lettura organizzata da La
Bottega dell´Elefante al Centro Civico (ore 16, via Pietralata 58/60), dove si
leggeranno brani della Costituzione, dello Statuto dei Lavoratori e passi di
Marx, Weil, Sereni, Bianciardi, Hrabal, Nove, Rastello. Si potrà visitare la
mostra su Argentina Altobelli, la prima donna a capo di un sindacato, grazie
all´apertura del Museo della Resistenza (via Sant´Isaia 20 - ore 10-19). Dalle
14 musica, teatro e arte animeranno «Parco 11 settembre» (ingresso da via Riva
Reno). Ai concerti delle 7 band, tra cui Grossa Grana, Tette Biscottate e Boo
Boo Vibration, che suoneranno dalle 16 alle 24 (la serata proseguirà poi all´Arterìa,
vicolo Broglio 1/e, con Reggae Sound Sistem e MadKid, Dolma, Lighta Sound) si
affiancheranno gli spettacoli teatrali («Il folletto delle
brutte figure» e «Burocrazia» della compagnia «Funamboli») e di clown,
laboratori creativi e uno stand per raccogliere fondi per l´Abruzzo. Anche il
«rock duro» bolognese si mobilita per aiutare le vittime del terremoto con il
ricavato di «Bologna Rock City» dalle 19 al Sottotetto Sound Club (via
Viadagola 16 - 10 euro). Ancora musica a Ca´ de Mandorli con «Pecos day»:
dalle
( da "Nazione, La (Firenze)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 17
Diventa più veloce la cassa integrazione CINQUANTA MILIONI FIRENZE NUOVO
UFFICIO per l'erogazione rapida dei fondi per la cassa integrazione in deroga.
Lo ha attivato la Regione, sottoscrivendo ieri con sindacati e associazioni di
categoria un accordo per sbloccare 50 nuovi milioni di fondi da destinare a
questo tipo di ammortizzatore sociale. La novità è il "passaggio di
consegne'' tra l'Ufficio Regionale per il lavoro, alle dirette dipendenze
dell'amministrazione centrale dello Stato, e la Regione nel compito di gestire
le procedure di assegnazione degli stanziamenti governativi di Cig in deroga. «Abbiamo già reclutato 4 addetti per le attività del nuovo
ufficio ha spiegato l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini (nella
foto) . Entro 7 giorni saremo in grado di far partire l'erogazione delle
risorse, snellendo la burocrazia».
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E COMMENTI
pag. 13 Lo Sporting chiude per un banale motivo di burocrazia MILANO 3 SONO RESIDENTE a
Milano
( da "Manifesto, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
I VERI PORCI SONO
QUELLI CON GIACCA E CRAVATTA Maiali E CAPITALE La chimera genetica detta
«influenza suina» non è una sorpresa, Science l'aveva prevista da anni. È nata
in allevamenti-industrie, ha travolto la Maginot chimica dei grandi paesi, ha
beffato l'Oms. In nome del profitto Mike Davis Le orde di turisti primaverili
sono tornate quest'anno da Cancún con un invisibile ma sinistro souvenir.
L'influenza suina messicana, chimera genetica probabilmente concepita in
qualche pantano fecale di un industria di maiali, all'improvviso minaccia di
portare la sua febbre in giro per il mondo. Il suo rapido propagarsi nel
continente nord americano rivela una velocità di trasmissione superiore
all'ultima varietà pandemica ufficialmente riconosciuta, la febbre di Hong Kong
del 1968. Rubando la scena all'assassino ufficialmente designato, l'H5N1
altrimenti conosciuto come influenza aviaria - che oltretutto ha dimostrato di
mutare vigorosamente - questo virus suino costituisce una minaccia di
sconosciuta magnitudo. Sicuramente, sembra meno letale della Sars del 2003 ma,
essendo un'influenza, potrebbe durare molto più di questa ed essere meno
incline a tornare nelle segrete caverne da cui è saltata fuori. Dato che una
normale influenza stagionale di tipo A uccide un milione di persone ogni anno,
un suo anche modesto incremento di virulenza, specialmente se accoppiato con
un'alta incidenza, potrebbe produrre una carneficina pari a un grande conflitto
bellico. Intanto, una delle sue prime vittime sembra essere la consolante fiducia,
per lungo tempo predicata dagli spalti dell'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), che la pandemia potesse essere contenuta tramite una rapida risposta della burocrazia medica, indipendentemente dalla qualità dello stato di salute
della popolazione locale. Sin dalle prime morti causate dall'H5N1 a Hong Kong
nel
( da "Nuova Ferrara, La"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
S'è preso il Teatro
Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta ... S'è preso il
Teatro Nuovo e s'è "offerto" ai giornalisti in diretta televisiva. Un
"Uno contro tutti" (senza rete) interessante, quello organizzato
dall'aspirante sindaco di Ferrara Giulio Barbieri. Accanto a lui, l'altro
candidato di Io amo Ferrara, Gino Masina, in corsa per la Provincia. Ad aprire
le danze (leggi interviste), dopo un curioso sorteggio e dopo un'introduzione a
tratti improbabile della "donna in rosso", la signora Guarino, il
direttore della Nuova Ferrara, Alberto Faustini. Dopo di lui, Stefano Ravaioli
(Telestense), Marco Zavagli (estense.com) e Stefano Lolli (Il resto del
Carlino). Ogni giornalista aveva a disposizione venti minuti per mettere sulla
graticola delle domande i candidati. Ed ecco, di domanda in risposta, il
Barbieripensiero e il Masinapensiero. Siete espressione dell'antipolitica?
"No - dice l'imprenditore che ha fondato Io amo Ferrara -, la politica
serve". Sui temi del lavoro, come vi muoverete, considerata anche
l'esperienza di imprenditori? "Si deve puntare sulla sburocratizzazione. Con questa burocrazia fare impresa è davvero difficile". I sondaggi dicono che
Barbieri arriverà terzo: farà l'ago della bilancia fra Tagliani e Dragotto?
"Corriamo per vincere e per far emergere il cambiamento. Se non vinceremo
non daremo nessuna indicazione ai nostri elettori per il ballottaggio.
E' vero, abbiamo scritto che non siamo né di destra né di sinistra, ma avremmo
potuto scrivere che non siamo né di qui né di là. Siamo diversi e vogliamo
cambiare tutto, avvicinando il Comune alla gente, da tutti i punti di vista,
aprendo il Palazzo". Nei manifesti che hanno inondato la città scrivete ad
esempio: Che ne pensi del degrado urbano? Già: che ne pensate? "Ferrara si
può solo migliorare, perchè il degrado è davvero tanto. Ma noi abbiamo un nuovo
approccio, noi non siamo contro, siamo per. I ferraresi sono un po' pigri,
guardano cosa fa il vicino. Ma siamo convinti che abbiano voglia di
cambiare". La cultura? "Deve autofinanziarsi e deve reggersi sulle
sue gambe. Magari ci sarà un Abbado in meno, ma non mancheranno tante altre
occasioni". Perché evitate i faccia a faccia? "Perché non ci
confrontiamo con i politici". Il tempo che dedicherete all'impegno
politico? "Totale". Taglierete lo stipendio? Masina: "Visto che
Malaguti promette di dimezzarlo, io dico che ne prenderò un quarto con tre soli
assessori, così la Zappaterra lo farà gratis e Verri darà soldi
all'amministrazione facendo le pulizie del castello con la moglie la
domenica". Grandi risate della sala (penalizzata da pioggia e Coppa Campioni).
Di nuovo Masina: "Il tema è un altro. Se in Provincia si passano carte
chiudiamola subito. Se serve è giusto pagare chi la guida, se è in grado di
farne una macchina efficiente". Spazio anche alla sicurezza ("Non
crediamo alle ronde. Diffidiamo di cittadini con cappello e paletta. Anche i
vigili devono dare una mano. E ci vuole una città più illuminata"), a
Berlusconi (Barbieri: non paragonatemi a lui, abbiamo visioni assai diverse
della vita e dei valori), alla crisi (che è emotiva, prima di tutto).
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-01 - pag: 20 autore: Prezzi &
tariffe. Tremonti firma i decreti: da oggi scattano gli aumenti sull'intera
rete Autostrada Torino-Milano: i pedaggi rincarano del 20% Sulle tratte gestite
da Atlantia incrementi medi del 2,4 per cento Laura Serafini ROMA La firma del
ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, sui decreti interministeriali che
devono autorizzare gli incrementi delle tariffe autostradali è arrivata nel
tardo pomeriggio di ieri.A poche ore dall'introduzione degli adeguamenti che
sono scattati alla mezzanotte. Il mondo delle concessionarie è rimasto con il
fiato sospeso finoall'ultimo: in caso di ulteriore ritardo o mancanza dei
decreti stessi ci si sarebbe trovati di fronte al caos. Sarebbero scattati,
infatti, soltanto gli adeguamenti per le tratte gestite da Autostrade per
l'Italia (+2,4%), che è riuscita a far introdurre nel proprio contratto di
convenzione stipulato con Anas un meccanismo di silenzio assenso che legittima
gli incrementi annuali anche in caso di assenza del provvedimento ministeriale.
Per le altre concessionarie, invece, questo principio non vale perché nei loro
contratti non c'è, per cui nessun automatismo avrebbe consentito di adeguare le
tariffe. Certo, l'automobilista sarebbe stato contento dei
cortocircuiti della burocrazia, che nel caso del settore autostradale è sempre in agguato. La
mancata firma dei decreti avrebbe bloccato impennate che in alcune tratte
autostradali sono piuttosto consistenti e che, nel novembre scorso, avevano
convinto il ministero per l'Economia a congelare per quattro mesi i rincari.
Per le tratte gestite da Satap, società del gruppo Gavio, trovano infatti
conferma le indiscrezioni trapelate nei mesi scorsi: l'autostrada
Torino-Piacenza si vede riconosciuto un adeguamento del 12,63%, mentre la
Torino-Milano arriva al 19,46 per cento. Sono questi i picchi più alti degli
incrementi concessi dai ministeri per l'Economia e per le Infrastrutture. Ai
quali, così come accadrà per tutti i tronchi autostradali, va aggiunto un
adeguamento di 3 millesimi di euro a chilometro a beneficio dell'Anas (che
dovrebbe incassere circa 330 milioni di euro). Al di là del recupero in zona
Cesarini, resta il fatto che il comportamento dei ministeri non è stato certo
esemplare: un decreto legge stabiliva da tempo che gli adeguamenti dovevano
scattare dal 1Ú maggio. E poichè si trattava di richieste avanzate dalle
concessionarie e basate su documenti a disposizione dei funzionari già dal
novembre scorso, c'è stato tutto il tempo per condurre istruttorie, sollevare
obiezioni, proporre modifiche alle proposte. Invece nulla di tutto ciò. Fino al
pomeriggio di ieri quando, secondo le indiscrezioni, alcuni funzionari del
ministero dell'Economia avrebbero trovato alcune irregolarità (si parla di date
errate in alcuni documenti delle concessionarie) per cui rifiutavano di
sbloccare i decreti. Motivazioni che non possono non sollevare il sospetto che
in realtà gli stessi tecnici che per mesi si erano opposti al rinnovo della
convenzione di Atlantia, che blinda fino al 2038 gli incrementi delle tariffe,
poi approvata per decreto legge dal Governo Berlusconi, abbiano cercato di
mettere un freno al potere delle concessionarie. Il punto di fondo resta però
sempre la certezza delle regole: se ormai quei contratti sono legittimati dalla
legge appare assurdo lasciare il cittadino - ma anche gli investitori presenti
nel capitale delle concessionarie- all'oscuro sull'entità degli incrementi
tariffari finchè questi non li scopre arrivando al casello. L'Anas ha potuto
comunicare i dati definitivi solo alle 21 di ieri sera. L'Aiscat ha calcolato
che l'aumento medio per le 21 concessionarie che hanno beneficiato degli
adeguamenti è del 3,47 per cento. © RIPRODUZIONE RISERVATA Alla guida. Il
presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona LAPRESSE
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 01-05-2009)
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PROVINCIA 01-05-2009
ANNUNCIO IL CONSIGLIERE DI MINORANZA ACCETTA LA SFIDA A Trecasali Lega e Pdl
lanciano Magnavacca TRECASALI Il neocandidato: «Un referendum per l'impianto a
biomasse: scelgano i cittadini» Ilaria Berra II Sarà Franco Mangiavacca, attualmente
consigliere di minoranza e membro del direttivo provinciale della Lega Nord, il
candidato che guiderà la lista con i simboli di Lega Nord e Pdl nelle elezioni
di giugno a Trecasali. Forti del clima politico attuale, che vede crescere i
consensi al centrodestra anche nei comuni della Bassa, Pdl e Lega puntano su
Mangiavacca - da anni attivo nel Sindacato Padano e nel volontariato - per
sottrarre alla sinistra un comune che guida ininterrottamente ormai da
sessantacinque anni. «Sono onorato che il partito abbia scelto me per questa
candidatura, dato che sono da anni un militante. Allo stesso tempo mi rendo
conto che si tratta di una sfida impegnativa - spiega Mangiavacca -. Stiamo
lavorando su una lista aperta con la Lega e il Pdl ma anche con persone esterne
ai partiti che si sentano affini ad idee di centrodestra». Il programma del
Carroccio e del Pdl è già stato messo a punto: tra i temi fondamentali ci sono
la sicurezza, l'ambiente e la riduzione degli apparati burocratici. «Riteniamo
che in un comune come il nostro - spiega il neocandidato - già classificato tra
quelli a rischio dal punto di vista dell'inquinamento dell'aria e con
un'autostrada in via di realizzazione, non sia accettabile l'idea di realizzare
impianti come quello a biomasse ora in fase di progetto. Se ci troveremo ad
amministrare questo comune chiameremo i cittadini ad esprimersi su questo
progetto con un referendum». Tra gli interventi nel settore dell'ambiente,
Mangiavacca elenca poi l'abbattimento delle barriere architettoniche, la bonifica
completa dell'amianto dagli edifici pubblici, il recupero di aree comunali e
pubbliche inutilizzate per creare zone verdi. «Insieme all'ambiente - aggiunge
Mangiavacca - un tema che ci sta molto a cuore è quello della
riduzione della burocrazia e
dell'autonomia del comune rispetto ad enti sovracomunali che spesso si rivelano
solo fonte di sprechi e poltrone e non hanno ricadute tangibili sulla vita dei
cittadini. In tutti quei casi in cui il Consiglio comunale ha autonomia
deliberativa nell'aderire o no valuteremo molto attentamente le scelte di
adesione fatte in questi anni dalla sinistra». La candidatura di
Mangiavacca ha trovato l'unanime sostegno di Pdl e Lega: «Certi che anche a
Trecasali la voglia di cambiamento abbia ormai contagiato molti cittadini,
sempre più interessati ai fatti concreti e sempre meno condizionati dal voto
ideologico, che in passato ha condannato Trecasali alla marginalità e
subalternità a livello provinciale». Candidato Franco Magnavacca è da tempo nel
direttivo della Lega.
( da "Corriere del Veneto"
del 01-05-2009)
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Corriere del Veneto
sezione: REGIONE data: 01/05/2009 - pag:
( da "Corriere del Veneto"
del 01-05-2009)
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Corriere del Veneto
sezione: TREVISO data: 01/05/2009 - pag: 8 Il Carroccio Gobbo: «Al secondo
turno alleati con il Pdl» TREVISO «Le alleanze sono state portate avanti in
tutti i Comuni dove non c'erano incomprensioni o situazioni pregresse, anche
quelli sopra i 15 mila abitanti - spiega il segretario regionale della Lega
Gian Paolo Gobbo -. Sono situazioni che andranno comunque a saldarsi al secondo
turno». In vista delle elezioni europee, Gobbo fa il tifo per Giancarlo Scottà:
«Se dovesse essere eletto lo accompagnerò nel suo primo viaggio a Bruxelles,
anche se l'Europa è stata matrigna, per me. L'Italia è poco considerata, lì si fa troppa burocrazia». Intanto il «boss» delle politiche sociali del Comune di
Conegliano si candida sindaco a San Pietro di Feletto. Pdl e Lega Nord, insieme
ad una lista civica, hanno infatti trovato l'accordo su Maurizio Tondato. Il
dirigente pubblico ha annunciato un particolare impegno «anziani, adulti,
minori e famiglie».
( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 01-05-2009)
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Venerdì 01 Maggio
2009 Chiudi di WALTER PATALOCCO Massimo Valigi, 49 anni. Ha un'agenzia
immobiliare insieme alla moglie. In politica ha fatto una "puntatina"
nel '93: candidato con Alleanza per Terni fu eletto in consiglio comunale. Era
in maggioranza nella prima sindacatura di Gian Franco Ciaurro. Poi basta. Ora è
uno dei candidati a sindaco di Terni per le prossime elezioni. Uno di quei
candidati che non fanno tanto clamore; che non ha (finora) affisso manifesti
per la città. Una specie sia detto con tutto il rispetto per la persona di
oggetto misterioso. Che tipo di candidato è, Massimo Valigi? Che cosa propone?
Come nasce la lista civica che porta il suo nome? «Nasce da un disagio spiega
che è il seguente: la sfiducia nella politica, per il fatto che ormai la
politica non mette più la persona al centro della sua azione. E quindi noi
vogliamo affermare il concetto che prima di tutto vengono le persone, i
singoli, diciamo l'essere umano al centro dell'attività amministrativa e
politica». Certo, detta così siamo più nel campo filosofico... «Un momento. Da questa
affermazione discendono una serie di questioni pratiche. Per esempio: vogliamo
guardare ai conti dell'ente pubblico? Come vogliamo spendere i soldi pubblici?
Noi diciamo che prima di tutto bisogna tener conto delle esigenze della gente.
Per esempio nel sociale: è chiaro che dobbiamo dare di più alle famiglie che
hanno maggiori bisogni». Si vabbè, ma quale collocazione ha la lista Valigi?
«Allora non ci siamo capiti. Noi non siamo né di centrodestra né di
centrosinistra. O meglio ancora: nella nostra lista c'è gente di centrodestra e
di centrosinistra. Non è questo l'importante. Ha senso una divisione tra destra
e sinistra? Tra laici e cattolici? Tra rossoneri e nerazzurri? Oggi l'unica
differenza che vale è quella tra persone per bene, tra gente normale, corretta
e coloro che invece vogliono fare i cacchi propri». E questo come si traduce in
attività amministrativa? «Certo, lo sappiamo anche noi che , per esempio, va messa mano alle questioni della burocrazia, alla macchina comunale: sarà ora di prendere coraggio e
cambiarla; e sappiamo pure che le questioni del commercio sono importanti per
il centro cittadino; che c'è una questione del lavoro e della crisi
internazionale che si fa sentire, drammaticamente in certi casi. Ecco
conclude l'azione del governo dev'esser quella di far sì che si possa tornare a
vedere soddisfatti certi bisogni essenziali e che si possa continuare ad avere
sogni che potfrbbero realizzarsi. Ecco quello che vuole la mia lista civica,
una lista fatta di gente normale, che è stata sempre fuori alla politica, ma
che pensa all'equità, alla solidarietà».
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 01-05-2009)
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Corriere del
Mezzogiorno sezione: CASERTA data: 01/05/2009 - pag: 9 Comune Maddaloni, entro
lunedì la nuova giunta MADDALONI Per il varo della nuova giunta è ormai
questione di ore. Il sindaco Michele Farina sta completando il giro di
consultazioni con i partiti che hanno accettato di condividere il programma di
rilancio dell'amministrazione concordato lo scorso 25 aprile dai segretari del
Pd, dell'Italia dei valori, de La Sinistra e di Sinistra e Libertà. Al massimo
entro lunedì dovrebbe formalizzare le nomine ed assegnare le deleghe sulla
scorta dello schema concordato: vale a dire, 6 assessorati al Pd; 1 all'Idv; 1
alla sinistra. Resterà fuori, invece, l'Udeur che pure avallato l'intesa
programmatica. L'accordo si fonda su dieci punti fondamentali, ed al primo c'è
la questione della legalità e della trasparenza amministrativa, con la conferma
dell'adesione alla stazione unica appaltante della prefettura e la costituzione
di una commissione interna di verifica degli atti sulla falsariga di quella
istituita a Marcianise durante la gestione commissariale. Ma
interventi concreti sono previsti anche per la burocrazia comunale, a partire dall'individuazione di un nuovo direttore
generale, cui verranno affidate la definizione e l'adozione di misure efficaci
per la riorganizzazione del personale e della macchina comunale e per il
risanamento finanziario. Per quanto attiene la sicurezza ed il controllo
del territorio, si punterà al rafforzamento del corpo della polizia municipale,
alla redazione di un piano traffico ed all'attuazione di quello dei parcheggi.
Per lo sviluppo, si avvieranno le procedure per l'elaborazione di un piano
strategico, per la redazione del Puc e si darà attuazione al piano per
l'edilizia economica e popolare. Inoltre, si comincerà un serrato confronto con
l'Interporto per definire le azioni da mettere in campo per uscire dalla
situazione di conflittualità venutasi a determinare. Per i giovani, è prevista
l'apertura immediata del centro polifunzionale dell'ex macello comunale, la
realizzazione di play round, il rilancio del museo e della biblioteca comunale.
Infine, drastico taglio ai costi della politica con il dimezzamento, tra le
altre cose, delle indennità di funzione per sindaco ed esecutivo. Pietro Falco
Mario Farina
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno sezione: OPINIONI data: 01/05/2009 - pag: 16 PARTECIPAZIONE ATTIVA
Nuove associazioni di cittadini per arginare la malapolitica di MARIANO
D'ANTONIO SEGUE DALLA PRIMA Ma quella della magistratura è un'attività
repressiva, che si svolge a cose fatte, a crimini compiuti. Per difendere la
collettività dalla cattiva politica, servono azioni preventive, che
neutralizzino e mettano fuori gioco quanti vedono nel mandato elettorale
l'occasione per arricchirsi illecitamente facendo affari con i delinquenti.
Quali azioni preventive? Ne elenco tre come mi sono state proposte o mi sono
venute in mente in questi giorni, una delle quali mi appare velleitaria e
irrealistica mentre le altre due sono per davvero praticabili come antidoti al
malaffare che può lambire e inquinare la politica. La prima tentazione che
coglie molti cittadini, è di reclamare qui da noi interventi capaci di
congelare la rappresentanza elettiva per un periodo indefinito, di mesi o di
anni. Si tratterebbe d'impedire lo svolgimento delle elezioni, d'impedire che
le amministrazioni pubbliche siano governate dai politici di professione a
caccia di consensi, di voti. S'invocano a questo proposito misure come lo
scioglimento e il commissariamento degli organi elettivi, consigli comunali e
quan-- t'altri, in sospetto d'inquinamento malavitoso. Una variante di queste
misure sarebbe la nomina di cosiddetti tecnici al posto dei politici nelle
funzioni di assessori comunali, provinciali, regionali, in base all'idea
alquanto ingenua che i «tecnici » sarebbero impermeabili alla tentazione
d'infrangere le leggi e sarebbero capaci di amministratore la cosa pubblica con
criteri d'imparzialità ovvero, come si dice, senza guardare in faccia a
nessuno, portatore o collettore di voti che fosse. Personalmente non credo che
né i commissari né i «tecnici» sarebbero una soluzione vuoi perché avrebbero un
mandato limitato nel tempo, vuoi perché potrebbero essere aggirati, o meglio
raggirati, condizionati in qualche modo da gente abile e capace di trafficare
alle loro spalle servendosi d'impiegati e dirigenti
corruttibili che pure permarrebbero nella burocrazia pubblica. Disinnnescare la presa dei camorristi
sull'amministrazione locale richiede altri correttivi, che mantengano in piedi
il principio della responsabilità degli eletti nei confronti degli elettori,
che diano pienezza e pulizia alla democrazia rappresentativa. Un
correttivo efficace è animare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita
pubblica, accrescere il loro potere d'intervento e di controllo sui politici
senza aspettare che questi compiano indisturbati il loro mandato, senza
ripromettersi ingenuamente di punirli alla scadenza elettorale anche perché
scaduto il mandato elettivo l'elettore non sempre trova altri candidati
accettabili e spesso si rifugia nell'astensione dal voto. La partecipazione dei
cittadini alla vicenda politica non significa necessariamente iscriversi ad un
partito, frequentarne le sedi, le sezioni, anche perché di queste sedi ormai ce
ne sono poche e quelle che sono rimaste aperte spesso sono sotto il controllo
ferreo dei politici di professione. La partecipazione significa altro: vuol
dire mettere in piedi gruppi anche informali di persone interessate a discutere
e a elaborare proposte, avviare la costituzione di associazioni civiche che non
siano pregiudizialmente schierate per questo quel partito, per questo o quel
personaggio, associazioni che segnalino disfunzioni nei servizi pubblici, che
protestino per vistose inadempienze, che reclamino dai politici il rispetto
delle promesse elettorali. Il cielo sa quanto vi sia bisogno qui in Campania di
questo associazionismo civico, che in altre regioni italiane rappresenta
l'humus capace di fertilizzare la politica, lo strumento per selezionare nuove
classi dirigenti, per formare giovani che si affacciano sulla scena delle
istituzioni rappresentative. Infine, ma non per ultimo, tra gli ostacoli alla
malapolitica non va sottovalutata quell'autentica bomba ad orologeria
rappresentata dal federalismo fiscale, approvato finalmente per legge in questi
giorni. Il federalismo fiscale, comunque lo si giudichi (una trappola per noi
meridionali oppure a mio avviso una sfida e un'opportunità), costringerà i
politici al governo delle amministrazioni decentrate a rendere direttamente conto
del loro operato agli elettori chiamati a pagare tributi locali in misura
maggiore per finanziare i servizi pubblici, dai servizi sanitari all'istruzione
all'assistenza sociale al trasporto pubblico locale. Il federalismo
rappresenterà una prova d'efficienza nell'erogazione di questi servizi e una
misura delle loro corrispondenza ai bisogni degli utenti. Da questi vincoli il
ceto politico meridionale non potrà sottrarsi, non potrà invocare alibi, non
potrà rinviare ad un futuro indefinito la sua legittimazione a governare.
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Invitato sul palco
abbraccia il successore Ciriani: la Provincia deve contare di più Accolto
l'appello di Udc e Lega. Attacco all'Ulivo: è un grande guazzabuglio DE ANNA
ELEZIONI Ieri sera la presentazione della candidatura del leader del
centro-destra in Provincia «Fronteggeremo la barbarie del bullismo e della
maleducazione, figlia del Sessantotto» di STEFANO POLZOT
Una Provincia attenta al sociale, che riduce la burocrazia e farà sentire il proprio peso in regione. E' l'ente che
immagina Alessandro Ciriani per i prossimi 5 anni. La sua candidatura è stata
presentata ieri sera in una sala, quella dell'ente di largo San Giorgio,
gremita da più di 400 persone. Un incontro che ha riservato anche
sorprese, come quando l'ex presidente, Elio De Anna, rimasto fino a quel
momento in fondo alla sala, è stato invitato a salire sul palco dove ha
abbracciato il suo successore sotto una selva di applausi. Standing ovation
alla fine del discorso di Ciriani (mezz'ora di intervento) con l'obiettivo di
dimostrare la compattezza del centro-destra. Quello di Ciriani non è stato un
intervento di maniera nei confronti del suo principale competitor, Giorgio
Zanin. «La sinistra - ha affermato - non rappresenta più le fasce sociali a lei
affini. Oggi si ripresenta con lo stesso cartello elettorale dell'Ulivo, un
guazzabuglio che mette insieme cattolici moderati e comunisti». La principale
rivendicazione è stata quella relativa ai provvedimenti anti-crisi: «Una
solidarietà concreta - ha detto - non come quella del centro-sinistra, fatta di
provvedimenti per rinsaldare il proprio bacino sociale e per fare nuovi
adepti». Poi il ragionamento sui valori: «Fronteggeremo la barbarie del
bullismo, della maleducazione, del decadimento della scuola frutto del '68».
Ciriani ha colto l'invito lanciatogli da Maurizio Salvador, segretario
dell'Udc, e di quello della Lega nord, Enzo Bortolotti, di battere i pugni sul
tavolo regionale contro «l'emergere di nuovi neo-centralismi». Come
pordenonesi, ha detto il candidato del centro-destra, «non siamo secondi a
nessuno e faremo sentire il nostro peso». Infine l'appello a tutti i militanti:
«Il risultato non è scontato, teniamo alta la guardia e facciamo il nostro
dovere fino in fondo». In precedenza erano intervenuti, oltre a Salvador e
Ballaman, il coordinatore del Pdl, Angioletto Tubaro («Un grande risultato
l'unità del centro-destra»), il segretario dei Pensionati, Luigi Ferone, e il
deputato Manlio Contento che, dopo aver ricordato Gastone Parigi, ha invitato
«il Pdl e la coalizione a investire su una classe dirigente giovane». De Anna
ha parlato di Ciriani come «di una persona speciale, un amico fedele che sarà
un buon e bravo presidente». Ora l'ultimo scoglio prima dell'avvio vero e
proprio della campagna elettorale, con la definizione delle liste nei collegi,
un tema che sarà al centro del coordinamento del Pdl di domani mattina.
( da "Giornale.it, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 104 del
2009-05-01 pagina 7 I sindacati difendono solo i privilegiati ma ormai lItalia
non li segue più di Carlo Lottieri Festa del Primo maggio. Con la tutela a
oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre confederazioni hanno
perso credibilità e iscritti. E usano lautocelebrazione come
scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni: "Sì al modello Usa: ai
vertici delle aziende lavoratori con più poteri" La festa del Primo maggio
porta alla mente battaglie combattute per la riduzione delle ore giornaliere, per il miglioramento
delle condizioni di lavoro, per l'emancipazione di ceti che provenivano da
secoli di fame e sofferenze. Anche se ha avuto la propria genesi nella Chicago
già industriale degli anni Ottanta del diciannovesimo secolo, questa ricorrenza
- nel nostro Paese - può pure evocare la Torino di Antonio Gramsci e Piero
Gobetti in cui le masse operaie si pensavano (ed erano, in larga misura)
un'avanguardia: nutrendo la speranza di scardinare una struttura sociale ancora
troppo chiusa e gerarchica, nonostante il dinamismo impresso dagli spiriti più
intraprendenti del capitalismo. C'era una volta tutto questo, ma oggi lo
scenario è altro. Il tono stanco che da decenni caratterizza questo rito sempre
uguale a se stesso si spiega con il fatto che tale appuntamento, ormai,
rappresenta l'autocelebrazione di organizzazioni sindacali che hanno bisogno di
incensarsi da sole perché hanno perso credibilità, che si reggono sulle
iscrizioni dei pensionati (i quali firmano l'adesione all'atto di compilare le
pratiche previdenziali) perché i consensi tra gli operai e gli impiegati sono
sempre meno, che difendono una maniera di concepire la società ormai
tramontata. Questo Primo maggio, soprattutto, è una festa senza giovani: e non
a caso i sindacati utilizzano il miserevole trucchetto del concerto gratuito
per portare in piazza chi diversamente non ci andrebbe. Non si tratta solo di
prendere atto di come i sindacati facciano parte di quell'insieme di
istituzioni (dai partiti alla magistratura) la cui immagine è più che
deteriorata. C'è soprattutto la constatazione che oggi il lavoro sta prendendo
altre strade, lontane dalla militarizzazione fordista a suo modo eroica della
prima industrializzazione, ma soprattutto da quell'irresponsabile espansione
del settore pubblico che è stata la scommessa (perduta) del sindacalismo: in
Italia e altrove. Oggi che economie appesantite da burocrazie elefantiache e da
smisurati prelievi fiscali e parafiscali arrancano sempre di più, è difficile
immaginare che l'apparato di potere della Triplice rappresenti un riferimento
per quanti non potranno insegnare perché chi li ha preceduti ha occupato ogni
spazio, né seguiranno certo le orme del padre che lavora al Catasto o della
madre che ha un part-time in prefettura. I giovani di oggi avvertono che il
loro futuro è incerto perché chi li ha preceduti ha creduto alle favole della
demagogia sindacale e della spesa pubblica: con il risultato di lasciare in
eredità un'Italia arretrata, il cui debito pubblico supera il 100% del Pil.
Quanti oggi sono laureati in farmacia ma non possono aprire un'attività,
laureati in legge e non possono fare il notaio, e neppure il tassista,
difficilmente si sentono rappresentati da organizzazioni che per decenni hanno
tutelato soprattutto gli status acquisiti, a scapito di chi è fuori del gioco:
continuando a chiedere aiuti alle grandi imprese, ad esempio, anche se questo
danneggiava il vasto tessuto delle realtà più piccole e spesso più dinamiche.
La demagogia di ieri sul posto fisso, che tanto continua a incidere sulle
difficoltà dei giovani, è stata in parte sostituita dalla denuncia degli
incidenti sul lavoro: e infatti è intorno a tale tema che i sindacalisti in
queste ore vanno costruendo le loro omelie. Ma è un gioco che non funziona,
perché tra i responsabili delle morti bianche vi sono quanti hanno in vario
modo ostacolato la crescita economica e ritardato la modernizzazione, finendo
per indebolire, di fatto, chi oggi è in prima linea nella dura lotta per
guadagnarsi da vivere: con un contratto a progetto o la difficile avventura di
una partita Iva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Mattino di Padova, Il"
del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova
Venezia, La)
Argomenti: Burocrazia
«La legge non basta,
i contenuti sono condivisibili ma la riforma in concreto è ancora tutta da
scrivere» Federalismo, decreti subito Cacciari e Chiamparino: non possiamo
aspettare anni Ma resta la criticità delle Regioni a statuto speciale, le
uniche che continueranno a trattenersi per intero i soldi delle tasse che
incassano ALBERTO VITUCCI VENEZIA. Il federalismo è legge. Ma i sindaci non
possono aspettare cinque anni per vederne l'applicazione. «Se entro qualche
mese non arriva un segnale concreto che dia subito certezze, i comuni non ce la
fanno. Perché non sono in grado di programmare niente». Sergio Chiamparino e
Massimo Cacciari, i due alfieri del «Partito del Nord», sindaci di
centrosinistra spesso in rotta di collisione con il Pd nazionale, lanciano un
messaggio preciso. Se non arriva presto il decreto attuativo sulla fiscalità,
il federalismo non servirà a nulla. «Bisogna mettere nero su bianco il
principio di responsabilità», scandisce Cacciari. Sala strapiena a Santa Maria
delle Grazie, cuore di Mestre a due passi da piazza Ferretto. Nel terzo
anniversario della morte di Gianni Pellicani, esponente illustre della corrente
riformista del Pci, la Fondazione che porta il suo nome ha riunito intorno a un
tavolo i due sindaci protagonisti negli ultimi mesi del dibattito nazionale sul
federalismo e l'autonomia degli enti locali. Iniziativa puntuale, giunta a
poche ore dall'approvazione definitiva al Senato del testo Calderoli. «I
contenuti della legge sono condivisibili», ha attaccato Cacciari, «ma il libro
del federalismo è ancora tutto da scrivere». Il nodo che va affrontato in tempi
rapidi è secondo il sindaco filosofo quello della «responsabilità e
dell'autonomia fiscale». «Il federalismo è un patto, un foedus. Dunque bisogna
che ci dicano: queste sono le vostre competenze, questi i vostri tributi, con
cui vi dovete arrangiare. Ma su questo faccio quello che voglio, senza
interferenze né sovrapposizioni. Se invece andiamo avanti con le
compartecipazioni, il 20 per cento dell'Irpef e quant'altro non se ne uscirà
mai. E per i comuni sarà la crisi, perché non siamo in grado di fare i
bilanci». «In questo Paese c'è un modo di legiferare da manicomio, le leggi
spesso sembrano fatte per ostacolare più che per aiutare a raggiungere il
risultato», continua Cacciari, «ma è anche vero che le leggi vanno rispettate,
e che spesso grazie a queste norme come il Patto di stabilità i comuni
rischiano la paralisi totale». Seconda cosa da fare in concreto, «ridurre la burocrazia». «Ma non solo quella dei ministri», si infiamma il sindaco
filosofo, «anche quella dei politici. Bisogna depoliticizzare le
amministrazioni locali. Basta con i consigli comunali e provinciali che giocano
a fare i parlamentini! Il Comune va amministrato come se fosse un Consiglio di
amministrazione di un'azienda dove i servizi devono funzionare». Altro
tema, le regioni a statuto speciale. Una delle «criticità» della nuova legge
segnalate da Chiamparino. «Non si possono dare più risorse a tutti, a meno di non
aumentare le tasse. Dunque se si premiano le regioni virtuose e si aiutano
quelle in difficoltà, bisogna toccare il tasto delle regioni speciali, le
uniche dove le risorse restano tutte sul territorio, senza aiutare le regioni
più deboli». «Questa legge», ha detto Chiamparino tra gli applausi, «era nata
alla lombarda, con un'impronta egoistica. Poi grazie al contributo del Pd il
percorso è cambiato, introducendo il percorso della responsabilità». Altra
«criticità», le province. «Sopprimere le province è sbagliato», ha concluso,
«in tutta Europa esistono enti intermedi tra le regioni e i comuni. Ma in
Italia ce ne sono troppi, Ato, consorzi, e non sempre trasparenti. La soluzione
è di trasformare le province in espressione diretta dei comuni per gestire certe
funzioni. Si era tentato invano di farlo anche nel 1975 con i comprensori». «La
Città metropolitana non esiste, è soltanto un cambio lessicale alle province»,
ha detto il presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia, «il problema è
quello di dare risorse ai nostri enti, istituendo la tassa di scopo. Le
province non possono vivere soltanto con i contributi del bollo auto». Quanto
alla riforma federale, Zoggia esprime un giudizio negativo: «Non è una riforma,
la nostra regione meritava di più». Mario Bertolissi, docente di diritto
amministrativo all'Università di Padova, cita il «modello Friuli» come esempio
di efficienza federalista: «Due mesi dopo il terrmoto del 6 maggio, il 90 per
cento delle procedure erano già state concluse dai comuni, sotto la guida del
commissario straordinario Zambeletti. Un esempio di efficienza e di lavoro
proficuo tra amministrazioni locali e Stato, con la Regione un passo indietro».
Modello rimasto isolato. «Oggi abbiamo l'uomo fatto per la legge e non il
contrario, come sarebbe logico. Le facoltà di giurispridenza fabbricano legioni
di utili idioti che non servono la collettività. Una burocrazia
da Stato demenziale, senza che nessuno sappia nemmeno i numeri. E alla fine la
resa del conto non esiste». La resa del conto, cioè la responsabilità
amministrativa. Proprio quello che i sindaci chiedono di poter avere.
Riformando alla radice il sistema fiscale degli enti locali.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sant'Efisio Pagina
11010 Quando saltò la sagra Nel 1918 il cocchio fu trainato dai reduci a
cavallo come segno di ringraziamento per essere tornati salvi a casa -->
Riproponiamo un articolo dell'indimenticato scrittore e saggista Fernando Pilia
(1927-2003), studioso di folclore sardo e uno dei più profondi conoscitori
della festa di Sant'Efisio. Uscì su L'Unione Sarda nel 1987. Con un senso di
mal celato orgoglio, determinato dallo acquisito puntiglio spagnolesco, il
cagliaritano «verace» arriva a vantarsi che la sfavillante processione del
santo martire protettore di tutta la Sardegna si è sempre mossa per il
calendimaggio dalla dimessa chiesetta di Stampace per intraprendere il lungo
viaggio, ritmato dal lento incedere dei buoi, fino al mare di Nora. E aggiunge
anche che il percorso è e deve restare immutabile. Un'affermazione che nel
passato aveva un certo valore, ma che pure è stata smentita dai fatti almeno
due volte nella storia ultratrecentenaria della manifestazione di fede popolare
e ufficiale. Infatti nel 1794, dopo le arroventate giornate di caccia al
piemontese, reo agli occhi dei sardi di essersi appropriato, come al solito,
del merito della vittoria sui francesi guidati dall'ammiraglio Truguet, (ma in
realtà per motivi più seri e più profondi), nell'esplosione di un sentimento di
esasperato nazionalismo isolano, il Santo non partì e la processione fu
rimandata a tempi più sereni. Non era proprio il caso di insistere con la sagra
nel mezzo della furibonda rivolta contro tutti i piemontesi ai quali si dava la
caccia fra disordini, atti di violenza e agitazioni. La vera causa dei moti
rivoluzionari era la delusione dei sardi i quali dopo la guerra e la vittoria,
vedevano disattese tutte le loro richieste e non mantenute le promesse fatte
dal «fellone» re sabaudo nell'ora del pericolo. Si era diffuso
il sospetto che fosse proprio la greta burocrazia piemontese tenacemente contraria ai provvedimenti in favore
dell'isola, quella stessa burocrazia che aveva diminuito il merito dei sardi nella vittoria. Ci fu la
reazione ufficiale degli Stamenti che inviarono a Torino una delegazione per
consegnare direttamente nelle mani del sovrano cinque richieste di
provvedimenti urgenti. Ma il governo piemontese pretese di risolvere
sbrigativamente il caso e il re, raggiunto a Tenda rifiutò l'udienza senza
fornire alcuna assicurazione. Gerolamo Pitzolo scrisse da Torino rivelando
l'episodio e incitando gli isolani alla rivolta. A Cagliari si organizzò una
specie di congiura e si diede inizio al moto popolare, stroncato in un primo
momento dal vicerè che mobilitò la truppa e fece arrestare i congiurati. I
cagliaritani insorsero, disarmarono i soldati, bruciarono le porte di Stampace
e di Sant'Agostino, s'impadronirono dei cannoni, catturarono i reparti del
reggimento svizzero della guarnigione del Castello e assediarono il palazzo
viceregio. CACCIA AI PIEMONTESI Il 29 aprile 1794 cominciò la caccia al
piemontese con catture e scene di violenza nelle prigioni e nei conventi. La
mattina del trenta tutti i piemontesi, eccettuato l'arcivescovo Melano, furono
tradotti al porto e fatti salire sulle navi in partenza che erano due grosse
galee spagnole e tre navi ragusee su cui s'imbarcarono 514 funzionari
indesiderabili, mentre la folla dei sardi ballava sulla spianata del porto il
ballo tradizionale della festa. Dopo queste giornate di disordine e di
esplosione di odio e di rancore, lo Stamento militare propose alla Reale
Udienza di decretare la soppressione della festa di Sant'Efisio. In un
documento ritrovato nell'archivio comunale di Cagliari se ne legga la
motivazione: «Si è risoluta la soppressione della festa di Sant'Efisio, perchè
il popolo intranquillo non sarebbe in caso di assistere colla solita decenza e
divozione e potrebbe tra la folla, che suole accorrervi, nascere alcun
tumulto». Ma neppure il pugno di ferro dell'autorità piegò la volontà popolare:
si protestò ancora e si ottenne che la sagra di maggio si svolgesse nel
successivo mese di giugno per adempiere, anche se con ritardo, alla secolare
promessa rinnovando un rito caro alla municipalità e soprattutto al popolo. GRANDE
GUERRA L'altra circostanza che creò problemi per lo svolgimento della
manifestazione la si ebbe nel 1917, nel periodo più cruciale delle vicende di
una guerra che aveva dissanguato l'isola. Temendo il ripetersi di disordini, le
autorità di pubblica sicurezza decisero di proibire lo svolgimento della sagra
e così Sant'Efisio non partì col corteo. L'anno successivo la processione
acquistò un particolare significato per la presenza di tanti soldati reduci
dalle tragiche e cruente battaglie nelle quali i sardi avevano pagato un
tremendo tributo: furono questi fantaccini, e non buoi, che trainarono il
cocchio dorato, un atto di riconoscenza al Santo perchè almeno essi erano
tornati vivi. MAREMOTO 1907 Un'altra eccezionale modifica del rituale della
sagra si ebbe nel 1907, non per decisione degli uomini ma per effetto di un
maremoto che aveva spazzato via i vecchi ponti della Scaffa, obbligando i
fedeli a percorrere un altro itinerario aggirando le rive dello stagno di Santa
Gilla. Con questa soluzione imposta dal cataclisma naturale si anticipò di
ottant'anni la modifica del percorso tradizionale. Quest'anno, infatti,
Sant'Efisio dovrà mutare il consueto secolare cammino perchè nuove difficoltà
sono sorte con lo scavo del porto canale. L'annoso faraonico progetto di creare
un nuovo approdo commerciale all'interno della laguna di Santa Gilla-
riproponendo l'antico emporio cartaginese sotto le colline di Karel a ridosso
dello stagno pescoso - ha comportato l'eliminazione dei ponti della Scaffa e la
modifica della strada sulcitana che deve necessariamente aggirare la laguna in
un percorso di circa otto chilometri. Ma Sant'Efisio, secondo il rigido rituale
della tradizione, deve raggiungere la chiesetta di Giorgino e qui sostare per
la cerimonia della vestizione di nuovi abiti da viaggio e per la sostituzione
del cocchio di gala con un veicolo da campagna. Deve quindi trovarsi a Giorgino
verso le 14,30. Pertanto, superata la Semoleria, dove si fermano gli
accompagnatori in costume di festa, attraverso la laguna sul ponte nuovo svolta
a sinistra verso il villaggio dei pescatori e prosegue sulla vecchia strada.
Raggiunta la chiesetta dentro la tenuta dei Ballero, eredi del conte Ciarella
che aveva la prerogativa di ospitare e rivestire il simulacro del Santo, si ha la
prima sosta del viaggio per la muta delle vesti e del cocchio. Ci sono
appuntamenti da rispettare, orari fissi che sono in vigore da secoli. Non si
può perdere tempo. Bisogna risolvere i problemi determinati dal porto-canale.
Il cocchio con i buoi sale, attraverso uno «scalandrone» a scivolo, su un
automezzo militare ed è trasportato alla spiaggia del La Maddalena. ma il Santo
va sulle acque di Giorgino su una pilotina per ritrovare il suo carro e
continuare la peregrinazione verso il luogo del martirio. È la prima volta che
si deve adottare una soluzione «diversa», che probabilmente dovrà subire altre
varianti a causa del mare che sbatte sulle sponde del canale, dei venti
contrari che si scontrano furiosi e di altre difficoltà meteo-marine, di ordine
pubblico e di ferree norme di sicurezza civile. Ma tutte le cose sono state
predisposte con meticolosa diligenza. Il Santo Guerriero ha vinto altre
battaglie e non si è mai arreso. Anche nel tragico calendimaggio del 1943, con
pochi fedeli e su un furgone da lattaio, passò tra le macerie della città
semidistrutta per rispettare l'antico appuntamento. FERNANDO PILIA
( da "Stampa, La" del
01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Maria Teresa
Martinengo Onoranze funebri nasce l'agenzia islamica CONTINUA A PAGINA 58
Mentre la città discute se sia opportuna l'apertura di una nuova moschea, la
storia va avanti. Torino, che pullula di negozi, ristoranti, agenzie di viaggi
e immobiliari, di parrucchieri e centri di traduzioni «etnici», ha conquistato
il primato di unica città italiana ad essersi dotata di una impresa di onoranze
funebri per musulmani. La sede di «Luna» - vetrina con scritte in arabo e
italiano che promettono «Carri funebri moderni e bare per musulmani, permessi
di sepoltura e trasporto in Italia e all'estero» - è in via Chivasso 3, vicino
al Centro Islamico delle Alpi e a Porta Palazzo, cuore arabo della città. Ad
aprirla è stato, nei mesi scorsi, Nabil Bouassaba, marocchino di 29 anni, in
Italia da 9, laureando al Politecnico. Italiano impeccabile, sposato con una
torinese e padre di due bimbi, Bouassaba ha fatto due più due dopo anni di
volontariato con i suoi connazionali. I musulmani a Torino sono almeno 30 mila,
a livello nazionale sono centinaia di migliaia, un servizio funebre ad hoc non
esiste. E le statistiche dicono che ogni anno muoiono in Italia, solo tra i
marocchini, 500 persone circa. Così il quasi ingegnere ha stabilito una vasta
rete di contatti, soprattutto con le assicurazioni che offrono polizze agli
stranieri e che in caso di decesso si occupano del rimpatrio della salma. E ha
avviato la sua attività. «Sono arrivato fino a Cagliari e copro quasi tutta
l'Italia. La mia intuizione è stata notare che mancava chi desse l'opportunità
a un anziano emigrato, che ha passato la vita praticando la fede islamica, di
finire la propria storia nel rispetto delle tradizioni». Ma Nabil Boussaba ha
anche studiato, con un'importante assicurazione, una polizza che con soli 10
euro l'anno copre le eventuali spese di funerale. «Purtroppo non ha avuto
successo. La gente non pensa a lungo termine. Eppure, ho visto tante famiglie
in difficoltà per coprire i costi delle esequie. Ho visto collette affannose...
Poi c'è il grande capitolo dei bimbi. Troppe donne musulmane hanno gravidanze
che finiscono male. Ci si dovrebbe interrogare sul perché». La quasi totalità
dei suoi connazionali vuole andare a riposare per sempre in Marocco. «Farsi
seppellire a Torino, comunque, costa quasi di più: 1200 euro per una
tumulazione decennale al Cimitero Parco. Qui si vede l'incapacità della
Comunità musulmana di dialogare con il Comune...». Ma prima di «Luna», i
musulmani a Torino non erano comunque abbandonati a se stessi. «Il Lume
International» di Fabrizio Fadda, docente di elettronica, pensa a loro fin dal
2004. «È stato uno studente marocchino a suggerirmi questa attività di cui
effettivamente c'è bisogno. Le famiglie sono molto
spaesate, la burocrazia è
tanta ed è indispensabile qualcuno che le aiuti». Fadda, che non disdegna le
esequie italiane e di altre nazionalità, lavora in un ufficio pieno di feretri
«spallati» (classici, per italiani) e «per musulmani», rettangolari, semplici,
senza fregi. «La mia specialità è la celerità - spiega -, che ottengo
grazie ad un programma informatico che si adatta ai diversi comuni». Le
famiglie vogliono fare in fretta. «Il Lume» collabora con il Consolato del
Marocco e ha provveduto al rimpatrio di salme di giovani deceduti di morte
violenta. Dell'apertura di «Luna», Fadda dice di non aver risentito. Dal canto
suo «Luna» non lo teme. «Il vero concorrente - dice Boussaba - sarà un altro
musulmano, uno che parla arabo. Che sa far coraggio citando i versi del
Corano».
( da "Wall Street Italia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
I sindacati
difendono solo i privilegiati ma ormai l'Italia non li segue più -->Festa
del Primo maggio. Con la tutela a oltranza della burocrazia e del posto fisso le tre
confederazioni hanno perso credibilità e iscritti. E usano l'autocelebrazione
come scaccia crisi. Il leader della Cisl, Bonanni : "Sì al modello Usa: ai
vertici delle aziende lavoratori con più poteri"
( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Quattro piani rosso
vermiglio nel centro storico, in via Pommella, più funzionali e senza barriere
architettoniche. È la nuova sede del Centro per l'impiego di Aversa, pronta
dalla fine del 2008 senza mai essere stata inaugurata perché manca l'energia
elettrica. Oltre quattro mesi non sono bastati per accendere una luce.
Suppellettili e materiale informatico giacciono da tempo in deposito ma
basterebbero pochi metri di scavo da parte dell'Enel per poter allacciare alla
rete elettrica l'intero stabile, comprato dalla Provincia di Caserta grazie ai
fondi strutturali. Quello di Aversa è l'unico centro, su un totale di otto
nuove sedi, a non aver potuto ancora effettuare il trasloco. Così i circa
trenta dipendenti continuano a lavorare nei vecchi locali del Parco Coppola. Il
problema è sorto quando la Provincia ha deciso di non servirsi più di Enel
Distribuzione ma di Enel Energia, società a cui sono stati inoltrati invano
diversi solleciti. E invano il Comune di Aversa ha rilasciato già lo scorso 30
marzo all'Enel l'autorizzazione ai lavori. «Noi vogliamo
una sede di lavoro migliore - dice Carlo Scalera, responsabile del Centro per
l'impiego di Aversa - e non è tollerabile che la burocrazia vanifichi gli sforzi di dare dignità al Centro per l'impiego,
sempre più luogo di incontro tra domanda e offerta di lavoro».
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
C'è un filo rosso
che collega il concerto grosso deandreiano che inaugurerà domani sera il
«Maggio» 2009 con «Senza confini, ebrei e zingari», lo spettacolo di Moni
Ovadia che chiuderà la kermesse la sera dell'1 giugno nel museo diocesano.
Bulgaro di famiglia ebraica, coscienza critica della sinistra italiana guardata
da quel palcoscenico su cui ha iniziato la sua carriera con il Gruppo Folk
Internazionale per diventare applaudito attore-regista-autore teatrale, Ovadia
nel suo recital raccoglie canti, musiche e storie del popoli rom, sinti ed
ebreo sottolineando la comune vocazione all'esilio. Per lui lo spettacolo è
«un'assunzione di responsabilità», che ricorda quella che l'uomo di «Via del
campo» ebbe nel suo ultimo album, «Anime salve», del 1996, con un brano come
«Khorakhanè», che portava per titolo quello di una tribù d'origine rom. Per
Faber la scelta di vivere senza una vera casa dava la possibilità di vivere
senza bandiera, nella libertà di chi è privo di qualsiasi condizionamento
economico-sociale. Il viaggio umano degli zingari era quello di chi ha lo
stesso viaggiare per fine, non una meta, nè un itinerario. Nel suo elogio dei
popoli senza terra, per un motivo o per l'altro, Ovadia potrebbe
tranquillamente sottoscrivere quanto ripeteva De André nel suo tour del 1998:
«I rom sarebbero un popolo da insignire con il Nobel per la pace per il solo
fatto di girare per il mondo senza armi da oltre 2.000 anni». E «Khorakhanè»
davvero non stonerebbe nella scaletta di «Senza confini», con la sua coda in
lingua rom, intonata su disco da Dori Ghezzi, e in quell'ultimo tour dalla
figlia Luvi. «Khorakhanè» significa «a forza di essere vento»: nel vento di
Auschwitz e degli altri lager nazisti ebrei e zingari si trovarono insieme
«Tanto gli ebrei che i rom», ricorda Ovadia, «hanno sempre
cercato di vivere senza confini e steccati, burocrazie ed eserciti. I loro
antagonisti, da sempre, sono stati i nazionalismi e le forme di idolatria più
furiosa, sconvolti da chi ha fatto del tempo il proprio santuario e del fervore
di libertà la propria bandiera». Decisamente De Andrè avrebbe sottoscritto.
f.v.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Fondi promessi ma
le imprese soffrono» Venerdì 1 Maggio 2009, La mancata erogazione dei fondi
previsti nel bilancio regionale 2009 per la legge 18 sulle aree di confine sta
accentuando le difficoltà per le aziende bellunesi. Cinquanta imprese che hanno
già operato investimenti per un totale di 7 milioni di euro sono in attesa di
ricevere i finanziamenti ai quali hanno diritto ma che non sono ancora stati
erogati. «Un momento di crisi economica - afferma Daniela Larese Filon, assessore
provinciale alle politiche del lavoro - necessita un cambiamento della
struttura industriale. Le aziende bellunesi lo stanno facendo, ma hanno bisogno
di aiuti. Finora hanno potuto contare sul fondo di rotazione previsto dalla
legge regionale 18 sulle aree di confine, che si è rivelata un ottimo strumento
per il sostegno dell'impresa grazie alla poca burocrazia necessaria per accedere ai
finanziamenti, erogati con rapidità. Ma ora è necessario che la Regione
deliberi l'ampliamento del fondo, come previsto nel bilancio 2009». Il
presidente della Provincia, Sergio Reolon, e l'assessore provinciale alle
politiche del lavoro, Daniela Larese Filon, hanno scritto al riguardo una
lettera all'assessore regionale per lo sviluppo economico, Vendemiano
Sartor, nel quale sollecitano venga dato seguito alle assicurazioni
sull'ampliamento del fondo di rotazione. In un incontro tenutosi a febbraio
Sartor aveva prospettato come possibile soluzione uno stanziamento di 3 milioni
di euro. A tutt'oggi però la delibera non è stata ancora fatta. «Dal 2006 ho
avuto numerosi incontri con gli assessori regionali - spiega Larese Filon - nei
quali ho sollecitato un ampliamento del fondo di rotazione, visto l'alto numero
di richieste pervenute in Provincia. La Regione ha sempre promesso ma non ha
mai mantenuto gli impegni». Nel 2008, dopo una serie di incontri e
sollecitazioni la Regione ha accettato di inserire nel bilancio 2009 un aumento
delle somme destinate al fondo di rotazione per le aree di confine. Ad oggi,
però, i tempi tecnici non hanno ancora permesso di portare in giunta regionale
la delibera.
( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Venerdì 1 Maggio
2009, «Seguite la vostra intuizione, siate realisti, coinvolgete i
collaboratori, guardate al mercato, cogliendone le opportunità, anche le più
piccole». Sono i consigli di Bernhard Scholz, presidente nazionale della
Compagnia delle Opere, ieri sera a Padova, a relazionare sulle prospettive di
sviluppo delle piccole e medie imprese in Italia e in Europa, nel convegno
organizzato al Centro Papa Luciani dalla Compagnia delle Opere Nordest con il
suo presidente Alessandro Stefanello. Doppio il binario di riflessione di
Scholz, fermamente convinto della necessità di investire nelle persone di pari
passo con l'accelerare in innovazione. «E' questo che fa stare un'impresa a
galla: persone capaci di promuovere nuovi prodotti, nuove modalità di gestione,
di andare all'estero, creare reti e sinergie. Conta molto anche la fantasia, ma
se sa misurarsi con la realtà». Cauto sulla lunghezza del tunnel pur
intravvedendone, in fondo, la luce. «Su questa crisi si sentono tante profezie,
spero entro la fine dell'anno in un'inversione di tendenza per tutti, qualcuno
prima, qualcun altro dopo». Ma allo straordinario empasse economico, le imprese
risponderanno con uno slancio altrettanto straordinario se sapranno, ha
esortato Graziano Debellini, imprentore lui stesso oltrechè storico leader
della CdO, "essere libere e utilizzare al meglio questa libertà,
intrecciando collaborazioni e partnership". Perchè le aziende non sono
solo società di capitali, sono insiemi di persone che devono promuovere un tris
di valori: l'imprenditorialità, la libertà e la responsabilità. «Le piccole e
medie imprese non chiedono privilegi, ma sussidiarietà, chiedono di poter
lavorare senza vincoli, lacci e pastoie burocratiche», parola di Giovanni
Marseguerra, docente di economia politica all'Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano e membro della Fondazione Sussidiarietà che ha presentanto il
terzo Rapporto sulla Sussidiarietà. L'indagine è stata condotta su un campione
di 1.600 piccole e medie imprese del comparto manifatturiero. «Alla luce dei
risultati della ricerca emerge come la centralità della persona, la libertà di
iniziativa economica e lo sviluppo di un sistema di relazioni che includa clienti,
fornitori, imprese concorrenti e istituzioni, possono costituire importanti
leve per rilanciare il nostro sistema produttivo». Il 96% degli intervistati
chiede semplificazione amministrativa per poter lavorare più serenamente, valorizzazione delle risorse umane da far crescere con fondi
interni, non tanto grazie ad aiuti da parte dello Stato, minori ostacoli
all'attività quotidiana, contrattazione salariale decentrata, cooperazione con
le istituzioni. Insomma gli imprenditori vogliono, ha chiuso Marseguerra,
"più libertà, meno burocrazia, non privilegi». Federica Cappellato
( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Braccio di ferro
sulle delibere comunali negate Venerdì 1 Maggio 2009, Aiello (A.L.)Una
singolare querelle è in atto ad Aiello tra un cittadino aiellese ed il Comune.
Ermes Galante, tale è il nome del residente, nel passato consigliere comunale,
ha chiesto agli uffici comunali le delibere, già discusse ed approvate,
relative ad alcuni temi cittadini, quali la piazza e la zona sportiva della
frazione di Joannis, la sede municipale e la pista ciclabile. Ottenuta una prima
risposta negativa "in quanto - ci dice - secondo il parere del
responsabile, la legge non lo prevede", Galante si è rivolto al prefetto
il quale gli ha risposto di ripresentare la richiesta, motivandola. «Cosa che
ho immediatamente fatto - afferma Galante - specificando che essendo mia
intenzione candidarmi alle elezioni comunali del 2011, era desiderio, oltre che
dovere, documentarmi sui problemi del Comune». Anche in questo caso "la
risposta - rende noto l'interessato - è stata negativa, perché il motivo da me
addotto, non dà diritto al rilascio dei documenti". Ora la palla è passata
nelle mani del sindaco, Renato Nuovo, che dovrà, nell'arco di 30 giorni,
rispondere ad un'interrogazione di Galante. Da qui la nuova iniziativa
dell'interessato che ha stilato un volantino, nel quale rende noto la
"poco democratica vicenda", chiedendosi se "questa
è la burocrazia di
Aiello" e se "queste sono le volontà dei nostri bravi e democratici
amministratori". Ma non basta poiché ad Aiello il paese delle meridiane,
il tempo si è fermato ed, a differenza di altri Comuni, non è possibile
consultare le delibere on-line sul sito del Comune, "cercasi consigliere
comunale - recita la chiusa del volantino - al fine di ottenere, tramite
lui, le informazioni richieste". Il volantino è stato distribuito in paese
ed affisso in vari posti finché qualcuno non ha pensato di toglierlo. Tra le
delibere richieste da Galante figura quella relativa alla piazza di Joannis, di
cui ci siamo già occupati, piazza già dissestata, a distanza di quattro anni
dal'inaugurazione, per la qual cosa il Comune dovrebbe aver presentato una
denuncia contro la ditta. «Non potendo conoscere la vicenda in mancanza dei
documenti - conclude Galante -, viste condizioni della piazza, rabberciata da
sembrare una scacchiera, il sindaco, conoscendo la passione del governatore
Tondo per il gioco degli scacchi, lo inviterà alla prossima titolazione del
luogo quale "piazza degli scacchi"».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Parcheggio
vietato dalla burocrazia Per Città in Fiabe il Comune aveva
concesso i pass per la sosta ma l'area era stata già recintata Venerdì 1 Maggio
2009, Castelfranco È tutto organizzato: prendere il pass in biblioteca, esporlo
sul parabrezza dell'auto e poi parcheggiare tranquillamente per tutto il tempo
che serve in piazza XXIV Maggio. Peccato, però, che sia chiusa perché è stato appena
aperto il cantiere per il restauro. Un inghippo burocratico in piena regola che
sta facendo discutere chi vive dentro al castello. «Dove dobbiamo metterla la
macchina?», si chiedono. Domenica prossima, 3 maggio, dentro le mura si
svolgerà la manifestazione dedicata ai bambini "Città in Fiaba". Nei
giorni scorsi i messi del Comune hanno recapitato a mano una comunicazione in
cui si spiega che per via della manifestazione le auto dei residenti dovranno
essere portate fuori dalle mura la sera prima, oppure la mattina presto. Un
provvedimento adottato per consentire gli allestimenti e lo svolgimento in
sicurezza dell'iniziativa. La nota consegnata a tutti i negozianti e i
residenti del centro storico dice chiaramente di portare fuori l'auto e che si
è provveduto a trovare una soluzione agevole mettendo a disposizione il vicino
parcheggio di piazza XXIV Maggio, da utilizzare, appunto, dopo aver preso il
tagliandino in biblioteca. «Ma piazza XXIV Maggio è stata chiusa in questi
giorni e quindi ci chiediamo che cosa succederà - afferma Gherardo Battistel,
uno dei residenti dentro al castello -. La comunicazione era arrivata il 20
aprile scorso. Tutto era parso organizzato bene: bastava munirsi del pass in
biblioteca e si aveva il posto assicurato in piazzetta». «Negli ultimi due
giorni, però, ci siamo resi conto che la piazza è stata recintata e che la
macchina evidentemente lì non la possiamo mettere - aggiunge -. Abbiamo provato
a chiedere ai vigili, ma neppure loro ne sanno nulla. Forse apriranno il
cantiere e faranno entrare le auto, ma mi sembra piuttosto improbabile». Un
piccolo giallo. Rimane il fatto che chi domenica dovrà portare fuori l'auto non
sa dove metterla. «È evidente che si è trattato di un disguido tra gli uffici
comunali e che non si sono parlati tra di loro - dice sempre Battistel -. Non
se ne saranno resi conto, ma per ora non c'è arrivata alcuna comunicazione su
eventuali cambiamenti». Incuriosisce il fatto che la nota recapitata a
residenti e commercianti sia stata formulata dal settore Servizi ai Cittadini e
non dai Lavori Pubblici, come accade di solito quando si tratta di modifiche
legate alla viabilità. Un pasticcio che ieri non riusciva a spiegarsi neppure
lo stesso assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin: «Non ne so nulla - dice
-. Di sicuro, comunque, non può essere aperto il cantiere di piazza XXIV Maggio
e le auto non verranno parcheggiate lì». Matteo Ceron
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 01-05-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzettino,
Il (Udine))
Argomenti: Burocrazia
Sì alla legge
comunitaria La Lega ci ripensa. E lo Sportello unico ritorna riferimento delle
imprese Venerdì 1 Maggio 2009, Trieste È stato approvato dalla quinta
Commissione - con i voti a favore di PdL, Ln, Udc, Gruppo misto e Partito
Pensionati, astenuti Pd e IdV-Citt, contraria Sa - il disegno di legge
comunitaria predisposto dalla Giunta, provvedimento che la Regione deve
adottare vista l'appartenenza dell'Italia all'Ue. Sportello unico per le
imprese, valutazione ambientale strategica (Vas), demanio marittimo,
cooperazione allo sviluppo, questi gli argomenti trattati nei 44 articoli. E
proprio sullo Sportello unico sono stati approvati due emendamenti: il primo
cancella, in parte, le modifiche apportate al testo originario dopo il
passaggio - per le parti di competenza - in II Commissione. Si ritorna allo Sportello come unico punto di riferimento delle imprese per
quanto concerne burocrazia e
servizi, mentre per tutte le comunicazioni informali o informazioni sull'iter
di una pratica ci si può rivolgere a qualsiasi ufficio comunale. Il secondo
emendamento precisa invece come l'assistenza alle imprese verrà fornita dallo
Sportello, dove possibile, anche in un'altra lingua comunitaria. Un
emendamento aggiuntivo prevede poi l'istituzione della conferenza interna dei
servizi: se un Comune dovrà acquisire nulla osta, intese, assensi o qualcosa di
simile da altre strutture interne all'Amministrazione, il responsabile del
procedimento indirà una conferenza, anche in via telematica, tra tutti gli
uffici coinvolti. Tutto questo per snellire e velocizzare i tempi della burocrazia. La Commissione ha anche previsto che la Giunta
deliberi per disporre delle deroghe previste dall'intesa tra Governo e Regioni
del 2007 per gli stabilimenti di macellazione di ridotta capacità in materia di
igiene per gli alimenti di origine animale.
( da "Virgilio Notizie"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
"E' giusto
dedicare il 1 maggio, come ha fatto il presidentdella Repubblica, al tema
dell'occupazione, alla difficoltà di trovare lavoro e al rischio di perderlo,
soprattutto per le giovani generazioni". Lo dichiara il responsabile
Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "Un'attenzione particolare - continua
Damiano - va rivolta al tema della sicurezza sul lavoro. L'Inail ci dà una
buona notizia: il 2008 avrà un numero di morti sul lavoro che scende al di
sotto della barriera dei 1200. Un calo del 10% si era già registrato tra il
2006 e il 2007, che aveva portato il numero dei morti da
( da "Wall Street Italia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Morti bianche/
Damiano: Bene Napolitano: non abbassare guardia di Apcom Giusto dedicare 1
Maggio a sicurezza e insicurezza lavoro -->Roma, 1 mag. (Apcom) - "E'
giusto dedicare il 1 maggio, come ha fatto il presidentdella Repubblica, al
tema dell'occupazione, alla difficoltà di trovare lavoro e al rischio di
perderlo, soprattutto per le giovani generazioni". Lo dichiara il
responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "Un'attenzione particolare -
continua Damiano - va rivolta al tema della sicurezza sul lavoro. L'Inail ci dà
una buona notizia: il 2008 avrà un numero di morti sul lavoro che scende al di
sotto della barriera dei 1200. Un calo del 10% si era già registrato tra il
2006 e il 2007, che aveva portato il numero dei morti da
( da "Sestopotere.com"
del 01-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fratta Terme: verso
la proprietà unica di Rossi e Tampellini (1/5/2009 14:30) | (Sesto Potere) -
Fratta Terme - 1 maggio 2009 - Lunedì 27 aprile lassemblea di Fratta Terme spa, ha
deliberato di vendere la propria quota (10% di Terme Valley) a Finterme (gruppo
Tampellini) e liquidare la società. La decisione è stata particolarmente
sofferta dice Umberto Pallareti presidente di Fratta Terme spa, ma dovuta per
il bene e lo sviluppo futuro di Fratta. La società Fratta Terme spa, chiamata
per la sua configurazione, dei piccoli azionisti (282 soci, quasi uno per ogni
famiglia di Fratta, semi pubblica) che dal
( da "Giornale.it, Il"
del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 105 del
2009-05-02 pagina 0 Perché negli Usa c'è la rivolta contro le tasse di Arthur
C. Brooks In America si sta manifestando e sviluppando un importante scisma
culturale. Ma non su questioni come laborto o la religione,
il matrimonio tra persone dello stesso sesso o listruzione scolastica
privata, anche se questi sono argomenti della massima importanza. Il nuovo
spartiacque riguarda la libera impresa, ovvero uno dei principi fondamentali
della cultura
americana. Possiamo vedere gli inizi di questo scisma nei vari «ricevimenti allora
del tè» (i cosiddetti «tea party») che spuntano dappertutto negli Stati Uniti.
Centinaia di migliaia di cittadini americani si riuniscono per protestare
contro il deficit
pubblico, contro una burocrazia potente e
irresponsabile, e contro lAmministrazione Obama che sembra fin troppo
desiderosa di perdonare e ricompensare i cattivi comportamenti, dagli illeciti
compiuti dalle grandi aziende alle frodi sui prestiti ipotecari. Le rivendicazioni dei
manifestanti si basano su dati certi. In una pubblicazione dal titolo
orwelliano di A new era of responsibility (Una nuova era di responsabilità) lUfficio
per la Gestione e il Bilancio della presidenza rivela che si prevede un deficit di bilancio medio del 4,7
per cento allanno nei cinque anni successivi alla fine
della recessione. LUfficio per il Bilancio del Congresso prevede che nel
corso del prossimo decennio il debito dello stato aumenterà di 9.300 miliardi
di dollari. E quali
investimenti giustificano questo gigantesco conto, che dovrà essere pagato dai
nostri figli e dai nostri nipoti? Cose assurde, secondo molti, che vanno dal
tirare fuori dai pasticci la General Motors e lUnione dei
Lavoratori del settore automobilistico alla costruzione di un campo da golf e frisbee a
scarso impatto ambientale a Austin nel Texas. Per sostenere il welfare di
società private, un mondo politico troppo prodigo di potenti interessi
specifici, la spesa pubblica continuerà a crescere e a gravare in percentuale
sulleconomia, così come accadrà per le tasse. Tuttavia questi «tea
party» non si basano soltanto su freddi dati di bilancio. Si fondano invece su
un populismo di tipo etico. Coloro che protestano sono proprietari di case che
non hanno rinunciato a
pagare le proprie ipoteche, proprietari di piccole aziende che non vogliono lassistenza
sociale garantita dalle grandi aziende, banchieri che non si sono lasciati
contagiare dalle follie finanziarie e oggi non hanno bisogno di salvataggi. è tutta gente che stava facendo bene
le cose importanti e che ora osserva lAmministrazione Obama
ricompensare chi ha sbagliato le scelte cruciali. Sui mass media, tra gli
accademici, e nel governo molti liquidano questo populismo etico come un
movimento marginale, e
forse alcuni lo considerano perfino pericolosamente estremistico. A dire il
vero, concetti come il libero mercato, un governo limitato e limprenditorialità
hanno laria di essere ancora maggioritari. Nel marzo 2009, il Pew
research center ha domandato
alla gente se preferisce o meno vivere «in uneconomia di
libero mercato anche con violenti alti e bassi di tanto in tanto». Il 70 per
cento degli intervistati ha risposto sì, soltanto il 20 per cento no. In altre
parole, la libera impresa continua a essere un valore largamente condiviso. Almeno per il
momento. In un sondaggio condotto nellaprile di
questanno dallistituto Rasmussen in cui veniva chiesto agli
intervistati di scegliere il sistema migliore tra capitalismo e socialismo, il
13 per cento delle
persone al di sopra dei 40 anni ha scelto il socialismo. Tra coloro che sono al
di sotto dei 30 anni, la percentuale è salita al 33 per cento (per la cronaca,
le preferenze dei Repubblicani nei confronti del capitalismo sono undici volte
maggiori di quelle per il socialismo, mentre i Democratici si dividono
equamente tra i due sistemi). Il governo ha incoraggiato questa tendenza per
anni, esonerando un sempre maggior numero di americani dalla partecipazione
alla spesa pubblica. Il mio collega Adam Lerrick ha dimostrato lanno
scorso sul Wall Street Journal che la percentuale di americani adulti esentati
dal pagamento delle tasse federali sul reddito salirà dal 40 per cento al 49
per cento con il programma fiscale messo in atto dal presidente Obama. E unulteriore
percentuale di persone, pari all11 per cento, pagherà il 5 per cento in
meno di tasse federali sul reddito, per un ammontare totale inferiore a mille
dollari a testa. Per dare un risvolto più moderno a un vecchio assioma, un uomo
che non è socialista a
20 anni non ha cuore; un uomo che è ancora socialista a 40 anni o non ha testa
oppure non paga le tasse. I socialisti democratici operano per creare una
maggioranza di beneficiari netti nella cosiddetta «economia della
condivisione». Combattono una guerra culturale di logoramento con strumenti
economici. I difensori del capitalismo rischiano di farsi cogliere in fallo con
argomentazioni sempre più antiquate del tipo che quello della libera impresa è
un tema degno di un best seller popolare ovvero da Main Street. I progressisti
lavorano invece a tutto gas per far sì che questo non accada. I sostenitori
della libera impresa hanno da imparare da queste proteste popolari e devono
fare della libertà e dellimprenditorialità una questione morale.
Devono dichiarare che
è una questione morale confiscare sempre più redditi da parte di una minoranza
semplicemente perché si può fare; abbassare i compensi delle imprese che
conseguono buoni risultati, e spendere ciò che non abbiamo senza alcun riguardo
per il futuro dei nostri figli. Dobbiamo anche definire il concetto di «equità»
come qualcosa che tutela il merito e la libertà. Questo genere di equità è
intuitivamente più attraente per gli americani di qualunque cosa che implichi
una redistribuzione forzata. Prendiamo per esempio latteggiamento
che il pubblico manifesta nei confronti della tassa sui beni immobiliari, che
saranno soltanto in pochi a pagare (quelli in proprietà da milioni di dollari),
ma che i due terzi degli americani considera «assolutamente iniqua», secondo un sondaggio
Harris del 2009. Milioni di cittadini comuni ritengono che sia ingiusto che il
governo abbia un comportamento predatorio, anche se le prede sono i ricchi. A
prescindere dalla strategia politica, il movimento intellettuale a favore della
libera impresa sarà cruciale in quello che appare come un conflitto culturale.
Poiché i politici che ci governano offrono un futuro «redistribuzionista» a una
nazione impaurita e un nuovo conflitto culturale incomincia a ribollire,
dobbiamo far vedere che esistono alternative politiche concrete con uno spirito
autenticamente imprenditoriale. Non basta infatti sottolineare che il sistema
sanitario nazionalizzato trasformerà la visita al dottore in qualcosa di simile
allandare alla motorizzazione civile per far controllare un veicolo. Abbiamo bisogno che
ci siano offerte soluzioni e riforme chiare e orientate sui principi di
mercato. Questo è un periodo che rende euforici coloro che promuovono libertà e
opportunità. Gli ultimi anni ci hanno portato malessere, e sono stati anni in
cui i politici «conservatori» al potere hanno sostenuto in modo poco più che
simbolico la libera dimpresa. Oggi, come alla fine degli anni
Settanta, abbiamo un governo, un Congresso e tutto il mondo accademico e dei
media che lavorano per
cambiare la cultura americana in un modo che alla maggioranza degli americani
non piace. Come allepoca di Carter, queste avversità ci
offrono per la prima volta da anni la possibilità di un vero rinnovamento
culturale. Arthur C. Brooks *Presidente dellAmerican enterprise institute © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Affari Italiani (Online)"
del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il notaio conferma?
in collaborazione con il Consiglio Nazionale del Notariato Il notaio conferma?/
Casa, meglio rogitare prima di ristrutturare Sabato 02.05.2009 13:04 Continua
il successo su Affaritaliani.it de "Il notaio conferma?", la rubrica
al servizio dei cittadini, in collaborazione con il Consiglio Nazionale del
Notariato. Tantissime le mail arrivate in redazione. Ecco le risposte Per
orientarsi nel difficile mondo della burocrazia e delle leggi scrivete a: ilnotaioconferma@affaritaliani.it
PRIMO QUESITO Vorrei togliermi completamente qualsiasi dubbio inerente al
quesito che vi espongo. Io e mia moglie, sposati da 3 anni siamo in comunione
dei beni. Nullatenenti entrambi, le uniche cose che possediamo sono le
automobili acquistate da ognuno di noi prima del matrimonio ed il conto
corrente in comune voluto espressamente da ambo le parti. I miei suoceri
sono proprietari di un'azienda agricola con ingenti capitali tra terreni e
strutture ed attrezzature relative all'attività. Mia suocera sta facendo
pressione su mia moglie per il fatto che siamo in comunione dei beni, perchè a
mio avviso ha paura che diventi anch'io beneficiario dell'eredità... Se non
erro tutto quello che erediterà mia moglie un domani, sarà tutto suo e non
condivisibile in comunione dei beni. Mi date conferma? Se ciò non fosse, come
si può ovviare oltre che a cambiare il regime in divisione dei beni? Grazie.
Come giustamente ha ricordato, i beni pervenuti in successione non cadono in
comunione, ma restano in ogni caso beni personali. Nel suo caso, quindi, il
regime patrimoniale non incide sulla proprietà di beni che sua moglie ricevesse
in successione, che sarebbero in ogni caso della stessa. SECONDO QUESITO
Leggendo Affaritaliani ho letto alcune risposte scritte da Lei e allora Le
chiederei un attimo di tempo per questa mia situazione che dovrò affrontare nei
prossimi mesi. Mia mamma è intestataria al 66% dell'immobile di famiglia il
resto ai 4 figli in parti uguali. Ora vorremmo sistemarla e fare i vari
passaggi ma è meglio fare il passaggio prima o dopo averla ristrutturata??? E'
un immobile in montagna di circa 100mq su tre piani valore attuale 50.000,00¬
un preventivo di spesa lavori di almeno 150.000,00¬, mia mamma è pensionata con
reddito inferiore a 12.000,00¬/anno e comunque in questi casi si fa una
donazione compravendita o altro??? Premetto che mia mamma rimarrebbe ad
abitarci. L'altro quesito è che mia sorella è intestataria di una ditta
immobiliare avrei vantaggi se l'acquistasse questa società e poi pagare
l'affitto o con altro contratto??? e anche in questo caso l'ideale sarebbe
farla ristrutturare prima o dopo la vendita??? Mi auguro di essere stato chiaro
e comunque se ha un ufficio sarei disposto a incontrarLa se possibile perché
non ho per niente le idee sopratutto come le leggi cambiano tanto velocemente
che con un'attenta valutazione si può risparmiare denaro. Grazie per
l'attenzione in attesa di una sua risposta La ringrazio anticipatamente e Le
auguro Buon Lavoro. Gentile signor B., innanzi tutto grazie per l'attenzione
che dedica alle nostre risposte. Purtroppo nel suo caso i quesiti sono molti e
sono particolarmente articolati. Non è quindi possibile dare una risposta
esauriente; possiamo intanto dire che sembra più conveniente rogitare prima dei
lavori per poter utilizzare la vecchia rendita catastale, presumibilmente più
bassa di quella che verrà attribuita dopo il restauro. Quanto al tipo di atto
da utilizzare, la scelta dipende dalle vostre reali intenzioni: si userà
infatti la donazione solo se la sistemazione familiare avverrà per spirito
donativo e senza pagamenti di somme. Infine, poichè mi pare di intuire che i
beni in questione vi appartengono per successione del papà, tenga presente che
(se egli è deceduto dopo il 1975) sua madre è titolare per legge del diritto di
abitazione sulla residenza familiare. Le consiglio comunque di rivolgersi con
fiducia al suo notaio, poichè la questione merita maggiori approfondimenti. Se
non ne conosce nessuno, si rivolga al Consiglio Notarile di Brescia che le
fornirà l'elenco dei notai a lei più vicini; le segnalo inoltre, all'interno
del sito internet www.notariato.it, il link 'trovare un notaio'. . tags: notaio
eredità testamento casa
( da "Sestopotere.com"
del 02-05-2009)
Argomenti: Burocrazia
Cia Marche: le
aspettative degli agricoltori non vadano deluse (2/5/2009 13:20) | (Sesto
Potere) - Ancona - 2 maggio 2009 - Ben 1.110 imprenditori agricoli della nostra
regione hanno presentato domanda di finanziamento nellambito
dei bandi legati al Psr (Piano di sviluppo rurale): una cifra che è
lemblema di un settore
primario in salute, che non è spaventato dalla crisi ma piuttosto continua ad
investire nelle proprie strutture. Lo sottolinea la Confederazione italiana
agricoltori delle Marche, in occasione della chiusura dellultimo
bando Psr: “Il grande numero di domande presentate dagli imprenditori agricoli -dichiara Nevio
Lavagnoli, presidente della Cia Marche- rappresenta prima di tutto un fatto
sociale, che dovrebbe portare a delle riflessioni serie sul Psr, stilato, e non
poteva essere altrimenti, in un momento in cui non si era ancora verificata lattuale
crisi economica. Ora le cose sono cambiate. E in un contesto in cui gli
agricoltori dimostrano di volere e soprattutto di poter investire, è
assolutamente necessario che ognuno faccia la sua parte: certamente non è più possibile che si
adottino criteri di valutazione penalizzanti per via della troppa burocrazia, né che sussistano ritardi di anni nei rimborsi”.
Di fatto, i contributi richiesti ammontano a 200.651.000 euro, somma in grado
di movimentare nelle Marche un totale di investimenti di oltre 600.000.000, dei
quali 400.000.000 euro di parte privata. La questione è che per poter chiedere
i finanziamenti occorre aver già trovato il 60 per cento dell
investimento complessivo e -soprattutto- la capacità di poter anticipare
lintero importo della spesa: “Dunque -continua Lavagnoli- questo
significa che gli agricoltori marchigiani hanno già trovato con le sole proprie
forze le somme necessarie. Devono però poter contare sulle istituzioni, Regione in primis,
come su un alleato reale, capace di accogliere le aspettative, velocizzare i
tempi della valutazione ed alleggerire i percorsi burocratici”. Per quanto
riguarda il Psr 2007-2013 sono stati presentati progetti per il doppio della
capacità finanziaria: il rischio reale è che tanta propositività del settore
primario possa di restare incompiuta e che, dal