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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Incinte e clandestine anche all'Ausl ( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molte sono purtroppo clandestine (anche se la sanità pubblica si prende comunque cura di loro), molte sono in stato avanzato di gravidanza. Molte vogliono abortire, e spesso non possono, o non vogliono permettersi i tempi e la burocrazia che questa scelta comporta.

Al Sant'Anna meno burocrazia ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anna meno burocrazia" Al Sant'Anna e al Regina Margherita serve "un'organizzazione nuova, moderna". Compresa quella degli uffici amministrativi, "che è vecchia e troppo burocratizzata". Parole del neodirettore generale Walter Arossa, che in questi giorni sta visitando tutti i reparti e i servizi dei "suoi" due ospedali per rendersi conto della situazione.

"Un'odissea sistemare mia madre ammalata" ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lunghe code e burocrazia per cercare una soluzione, ma se non ci fossero stati il sindaco Giuseppe Fasola e la dottoressa Clorinda Zuccaro di Maggiora, che si sono prodigati per darmi una mano, forse non avrei ancora risolto il mio problema". Situazione aggravata dal fatto che la badante romena che curava l'anziana,

Il Pd non ha niente di sinistra Sta diventando come il Psi di Craxi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma non certo con una burocrazia partitica che continua a prendere clamorosamente in giro almeno metà degli italiani. L'unico tipo di alleanze che un elettorato sensibile ai temi socio-economici, umani e ambientali può pensare oggi, è tra la sinistra arcobaleno (che include quella che attualmente è la vera sinistra moderata,

Le associazioni ai sindaci: Le aliquote vanno rideterminate ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora sulla burocrazia, stritolatrice, è tornato in conclusione Gianni Lamioni, presidente di Confartigianato. "In Italia 11mila su 15mila milioni di euro di costo per la burocrazia sono pagati dalle aziende da zero a nove addetti. Se azzerassimo questa cifra la produttività delle imprese aumenterebbe del 5,8%.

Il fascino discreto della parola "sabaudo" ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esercitato un dominio così vasto e lungo da generare una burocrazia che soffocava il popolo, o da imporre un regime confessionale reazionario, o da apparire nelle vesti di oppressore delle libertà. L'immagine dei Savoia è del tutto diversa: è quella d'uno Stato di modeste dimensioni, che si ritaglia un posto di prima fila sulla scena europea, grazie soprattutto al dinamismo diplomatico,

POLEMICA dell'assessore al porto Mauro Rossi contro alcuni consulenti di cantieri ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, non dagli incidenti sul lavoro ma dall'insabbiamento del porto. Intanto il tavolo di concertazione si è arenato anche lui: alcuni consulenti aziendali ci si distinsero con toni più oltranzisti di quelli degli imprenditori. Ci sono centri di interesse che vogliono lasciare le cose come stanno anche se alcuni imprenditori hanno capito che il modello Viareggio è arrivato

Nuovo Catasto: i sindaci pronti a partire da soli ( da "Giornale di Brescia" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BRESCIA E PROVINCIA BUROCRAZIA Per la riforma è atteso un decreto attuativo del Governo che stabilisca risorse e personale, ma i primi cittadini vanno oltre... Nuovo Catasto: i sindaci pronti a partire da soli Guardando il calendario appeso negli uffici dell'Acb, l'Associazione dei Comuni bresciani, è facile notare come sia stata rimarcata da un cerchio rosso la data del primo marzo.

La sfida della medaglia ambientale ( da "Trentino" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lenti" della burocrazia, è ormai dietro l'angolo a Fiavé. Si tratterebbe della terza amministrazione comunale in Trentino ad aderire all'Emas, dopo Tenno e Villalagarina, in un percorso che è cominciato concretamente nel 2006. Dopo che lo scorso 5 dicembre è avvenuta la registrazione ufficiale del marchio Emas al Comune,

Il tribunale vuoto costa 600 mila euro all'anno Brescia: dal 2003 la burocrazia romana blocca il trasloco nel nuovo Palagiustizia ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Di Mario Fabbroni Se è stata solo una dura presa di posizione, lo scoprir ( da "Leggo" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia potrebbe mettere una pietra tombale su tutta l'operazione. Anche se il vicesindaco Tino Santangelo, dopo il diktat giunto da Milano, ora si affretta a dire "che se ne può riparlare, in quanto stavamo appianando le ultime difficoltà legate a precisi vincoli tecnici".

VENEZIA - Nuovo spazio per i funerali non religiosi nel cimitero di Chirignago. E' la principal ( da "Leggo" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La Carta vuole semplificare la burocrazia cui si imbattono le famiglie proprio nel momento in cui hanno subito un lutto. Domande frequenti con relative risposte che aiutano l'utente nell'utilizzare alcuni siti internet. Ha validità pluriennale ma le schede che la compongono possono essere aggiornate ogni anno.

Dopo la rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che protegge lavoratori e clienti. Vogliamo investire in sicurezza, ma la burocrazia ci blocca ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SICUREZZA Dopo la rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che protegge lavoratori e clienti. "Vogliamo investire in sicurezza, ma la burocrazia ci blocca" - -->.

Di PAOLO MORELLI VOGLIAMO investire in sistemi di sicurezza trasferendo ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i tempi della burocrazia sono lunghissimi, e ogni volta che risolviamo un problema ne spunta un altro. Così sono arrivati prima i rapinatori e abbiamo dovuto mettere una guardia giurata per tutelare la sicurezza di lavoratori e clienti". Prima di partire per Mosca, Gimmi Baldinini si è assicurato personalmente che tutto sia a posto.

Di ROBERTO GRIMALDI DAL SUO UFFICIO, in un anno, sono passati tutti i cittadin ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono passati tutti i cittadini che non riuscivano a oltrepassare il muro della burocrazia. Così, dall'osservatorio del dottor Alfredo Clò, ex presidente del tribunale e difensore civico del Comune che ha appena passato il testimone a Giuseppe Ferorelli, è possibile capire quali sono i grattacapi che assillano i cittadini.

GIA' PRESIDENTE del tribunale di Modena, il dottor Alfredo Clò ha svolt ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con il difensore civico la burocrazia non è più un incubo? "Il servizio non è completo. Io mi sono occupato solo degli atti amministrativi comunali, ma non ero competente sugli uffici statali. Per quelli ci vorrebbe un difensore civico apposito, che però in Italia non c'è.

MASSA - PER NON PAGARE più i 67 euro pr ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un conoscente si è preso la briga di muoversi nei meandri della burocrazia, in quanto, per l'anziano, sarebbe stato impossibile districarsi in tutti gli spostamenti necessari, da una struttura all'altra della città, dal centro agli uffici periferici. Dal Comune a Massa Servizi, da Massa Servizi al Comune.

SPESA PUBBLICA DA RIDURRE ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e sulla liberazione del sistema economico dal peso della burocrazia. L'economista Siniscalco, nell'intermezzo in cui resse il ministero dell'Economia tra il primo e il secondo Tremonti, adottò una regola importata dall'Inghilterra che imponeva a ogni ministro di tagliare del 2% annuo le spese del proprio dicastero, ma ottenne solo un risibile rinvio di breve durata della spesa.

CAMBIAMENTO PER RILANCIARE IL PAESE ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La nostra crescita è bloccata da troppi vincoli: leggi e burocrazie eccessive, ma anche corporazioni fortissime e posizioni di rendita diffuse. "Liberare la crescita" è il messaggio chiave della commissione Attali. Anche noi dobbiamo "liberarla", perché i nostri vincoli non sono minori di quelli denunciati in Francia.

Castiglioncello ( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quelli improduttivi, i costi amministrativi, snellire la burocrazia, diminuire le paghe alle "caste" e non certo eliminare dei reparti degni d'esempio come il laboratorio d'analisi. Le pongo io delle domande: perche intervenire quando ci sono dei reparti che funzionano bene? (vedi Utic e Laboratorio).

Le scuole decidano da sole - marco vacchetti ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sbagliato affidarsi alla burocrazia, sbagliato pretendere che le scuole siano uguali e prescrivere per tutte la stessa medicina. Non bastasse il disorientamento generale, la crisi di governo ora ha pure decapitato il vertice della montagna. Allora, futuro signor Ministro dell'Istruzione, rinunci, per favore, a lasciare un segno nella legislatura,

<L'Ausl ci deve spiegare il perché delle sue scelte> ( da "Libertà" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Maggioranza e opposizione: le questioni di salute non si affrontano con la burocrazia piacenza - Al di là dei testi delle mozioni ritirate è stata la novità della nomina della professionista e delle modalità con cui l'Ausl ha gestito questa vicenda a tenere banco. Ha cominciato Tommaso Foti (An) chiedendosi il senso della discussione.

Nella fabbrica dei cappuccini nasce la caramella di gianduia - federica cravero ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ancora di salvezza per alcuni giovani che la burocrazia fa rientrare nelle categorie svantaggiate e che difficilmente troverebbero un lavoro altrove. Fermo restando il legame con Capo Verde, a cui è destinata parte del ricavato di una linea di prodotti per costruire pozzi d'acqua. La maggior parte delle vendite della Spes oggi avviene nel negozio che sta accanto alla produzione,

Assieme alla casa ci vogliono rubare la vita ( da "Nuova Sardegna, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma evidentemente la guerra contro la burocrazia si è alla fine rivelata vana. Così si è arrivato allo sfratto di queste ore. "Oltre che alla decisione di far sgomberare ai primi di marzo la stessa impresa di famiglia, sempre a Villacidro, anche quella comprata all'incanto", rimarca Piras.

<Ferrovie, basta con la burocrazia> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Ferrovie, basta con la burocrazia" I 15 Comuni e la Provincia sul progetto della Tav "Sessanta chili di carta e rispolverata legge del 1865" Bassa Una decisa reazione alla burocrazia senza limiti delle Ferrovie e una richiesta unanime di un "progetto di qualità" per la Tav.

Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi ( da "Arena, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.

La rinascente "megastore addio troppi ritardi della burocrazia comunale" - a pagina vi ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagina III - Napoli Un investimento di 50 milioni La Rinascente "Megastore addio troppi ritardi della burocrazia comunale" a pagina vi SEGUE A PAGINA VI.

Aperto lo sportello energia ( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: degli sgravi previsti dalle leggi ma ancora poco conosciuti anche per via della burocrazia e di normative a volte un pO' farraginose e assai complicate, forse ancora troppo poco pubblicizzate. Lo sportello è attivo il lunedì dalle 15.30 alle 17.30. L'operatore fornirà indicazioni sull'utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici.

Seppie in anticipo, ma solo per gli abusivi ( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Peccato che la burocrazia non subisca, come i ghiacciai montani e le calotte polari, gli effetti del riscaldamento globale. Per poter catturare le seppie, infatti, i pescatori devono attendere l'autorizzazione ministeriale che arriva, per tutta Italia, all'inizio di aprile.

Alibrandi ribatte a gottardello corretto fare il concorso ( da "Mattino di Padova, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e inefficienza la fanno da padroni - afferma Alibrandi - abbiamo sempre privilegiato nelle nostre scelte la pulizia e la trasparenza in tutti i campi, particolarmente nel sanitario e nel sociale. Siamo perciò orgogliosi che la farmacia di Peraga sia stata assegnata con pubblico concorso e non con operazioni tecnicamente eccepibili come quelle proposte da Damiano Gottardello

Adozioni, un calvario per i bimbi - mara chiarelli ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E così finisce che un intero processo può cadere sotto i colpi della burocrazia. "Non esiste una prassi costante - precisa il magistrato minorile - si rischia la nullità del processo". Che poi ricomincia daccapo, sottraendo anni di vita a bambini in attesa. Minori di tutte le età ma che, proprio in virtù della loro età vengono spesso discriminati dalle famiglie affidatarie,

Artigiani, corsa all'ultimo tuffo per il nuovo registro dei rifiuti ( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: forse con la presunzione di risolvere con le carte bollate problematiche complesse che la burocrazia può solo aiutare a complicare. Le imprese sono infatti chiamate, obbligatoriamente entro domani, ad avere timbrato dalla Camera di Commercio (su indicazione del Ministero), al costo di 30 euro, un nuovo registro di carico e scarico rifiuti, rispetto a quello che hanno già in uso.

CIO' CHE RESTA DEI PROGETTI ( da "Corriere di Bologna" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spese per così dire inerenti la burocrazia tecnica. Maggiori furono le spese per realizzare e demolire la sistemazione della via Emilia Ponente. Molto costò anche il balletto delle "due gocce" dal centro al cimitero. Il Civis (che non è un'eredità dell'amministrazione precedente, non solo per tracciato diverso quanto per la sua connessione con la prevista e inutile metropolitana)

Il gran rifiuto dei laici: non spariremo nel Pd ( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cioè: "lotta alla casta e alla burocrazia, riduzione dei costi della politica". Tradotto: noi prenderemo i voti dell'antipolitica e dei fan di Grillo. Che sarebbero un fiore all'occhiello per il Pd. E Veltroni non può rinunciare, se vuole evitare che qualcuno accusi il partito nuovo di puzzare di vecchio.

La lotta al racket una priorità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione dei costi e minor burocrazia. Mi fa piacere che Venturi ha accolto lo spirito delle mie parole con le quali ho esortato gli imprenditori a concentrarsi anche sull'aspetto dello sviluppo in Sicilia. Questo è il migliore investimento della classe imprenditoriale della nostra terra contro il malaffare e il racket delle estorsioni".

<Mancanza di certezze>, Rinascente non investe più ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è troppo lenta e la Rinascente rinuncia ad investire a Napoli. Per Palazzo San Giacomo la doccia fredda arriva quando alle 19.05 l'agenzia Ansa riprende un comunicato del gruppo milanese nel quale si spiega che a causa delle "insormontabili difficoltà per ottenere le necessarie autorizzazioni" la Rinascente ha deciso di rinunciare al progetto di un nuovo grande magazzino

Le due vite di Marta prof universitaria e barbona senzacasa ( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i servizi sociali sono solo la spalla già zuppa di lacrime di una burocrazia stressata e impotente. Il municipio le offre aiuto psicologico ma non può darle una casa. E il contributo per l'affitto a cui avrebbe diritto richiede un contratto. Qualcuno affitta una casa? Ilaria Sacchettoni.

ROMA - Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni senza poter scegliere chi mandare in Par ( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutto una decina i rigassificatori bloccati da lotte e burocrazia. Nel nucleare, la questione è ancora più complessa. Dopo lo stop deciso con il referendum del 1987, si sono perse competenze pubbliche e private. Secondo un dossier riservato dell'Edison, bisognerebbe mettere in conto almeno 10 anni (tra autorizzazioni e realizzazione) prima di avere una centrale nucleare in Italia.

Tuvixeddu, riaperto il cantiere sul colle ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: LE CARTE Ora è il momento della burocrazia: verranno ritirate tutte quelle concessioni che, anche se già accordate e pagate, non erano ancora materialmente in mano alle imprese. Il vincolo è arrivato nel mezzo del normale iter. Poi bisognerà rinegoziare tutto, o quasi. Le condizioni con le aziende di costruzione, gli obblighi verso gli altri proprietari dell'

Porto Marghera al bivio tra rilancio e declino ( da "Polimerica" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: permanenza del Polo industriale per colpa di burocrazia e incertezze, che impediscono un equilibrato sviluppo sostenibile della zona, con ripercussioni fatali anche per le altre aree produttive del Paese. Cresce di conseguenza, in modo evidente, il rischio di vedere delocalizzare impianti industriali in regola con le Direttive UE in altre Regioni europee che - con meno burocrazia -

E se tornasse di moda il Network? ( da "Giornale di Merate" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi siamo complessivamente vittime della burocrazia, dei tempi lunghi degli enti pubblici e delle istituzioni". Ma fa anche autocritica: "Non voglio solo accusare gli altri: anche le associazioni vivono una crisi e mi pare abbiano perso in autorevolezza". Il master plan? "Secondo me è già scritto.

Iscrizioni entro lunedì 25 febbraio Le selezioni tre giorni più tardi Come orientarsi fra le leggi europee ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da aziende ed enti privati che hanno necessità di professionisti preparati e capaci di affrontare la complicata burocrazia della Comunità europea. "Progettazione europea" è appunto il titolo di un master organizzato dal Crenos della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari che ha aperto le iscrizioni alla seconda edizione del corso di primo livello.

Ancora incerta la data di apertura ( da "Giornale di Monza" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ancora una volta la burocrazia faccia il suo corso". Il "Cse" sorge in un'aerea comunale di fronte ai condomini di via Silva e si estende su una superficie di 4.700 metri quadrati. la struttura prevede aule dedicate ai giovani e ai senior, una sala per la musicoterapia, una per le attività motorie e manipolatorie oltre a una sala video e una ricreativa.

Montezemolo in Puglia: La ripresa dipende dal Sud ( da "Denaro, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad esempio in burocrazia\". Vendola si è poi detto d'accordo con Montezemolo quando il numero uno di Confindustria \"invita la politica a un confronto di merito ponderato\". Intanto la crisi di Governo non cancella le missioni all'estero di Confindustria: \"Il mondo produttivo non può fermarsi ogni volta che c'è una campagna elettorale\

PA. Semplificazione, Governo: al via consultazione pubblica ( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Questo l'obiettivo della consultazione pubblica aperta agli italiani lanciata dal Governo. Per partecipare basta andare sul sito dell'esecutivo e rispondere al questionario. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008.I risultati saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi

<Ignoranza e odio contro la Chiesa> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: esistenza di una burocrazia accentratrice che forma contemporaneamente la forza e la debolezza dell'attuale tipo di stato. Forma la forza, perché assicura la continuità dello stato ad onta dei rovesci che esso subisce; forma la debolezza, perché impedisce lo sviluppo a carattere autarchicamente democratico dello stato stesso".

SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla Regione alcune risposte alle richieste dei residenti ( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.

Necessari almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine di via Montelungo ( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.

<Ben vengano i lavori per i parcheggi: ma la sosta sia gratuita> ( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Credo che il problema sia proprio questo: Verona ha strutture molto buone e medici famosi a livello nazionale, ma troppo spesso la burocrazia è complicata e le attese eccessivamente lunghe.Avere una sanità pubblica è importante, ma per quiello che paghiamo di tasse dovremmo poter contare su un servizio un po' più efficiente.A.G.  .

CONFESERCENTI: VENTURI, IMPRESE VOGLIONO UN PAESE CHE FUNZIONI ( da "Asca" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad ostacoli che ''impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalita'. Ma anche cinque richieste per decidere su nodi cruciali: dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo''.

ECONOMIA. Confesercenti: ecco il decalogo per innovare l'Italia ( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: caro energia e burocrazia. E inoltre, fisco meno pesante e lotta alla criminalità. Sono alcune delle dieci regole proposte da Confesercenti per un'Italia moderna. Ne ha parlato stamani a Roma il Presidente della confederazione Marco Venturi, rivolgendosi ai partiti alle prese con i nuovi programmi elettorali.

Economia ferma, partite Iva in calo ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la vera palla al piede per gli artigiani rimangono la burocrazia ed il fisco, troppo pressanti e che non lasciano respiro, margini di produttività e per questo quelli che sono chiamati a governarci devo rendere efficiente la cosa pubblica".Tra gli altri interventi, anche il presidente dell'Assoartigiani provinciale Giuseppe Sbalchiero che ha sottolineato: "Qualcosa deve cambiare,

Inaugurazione Corte dei Conti, il procuratore regionale Spadaro: "Proseguono gli abusi sulle consulenze esterne". E ricorda alla Moratti che ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si accentua nelle pubbliche amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". Sempre per Spadaro: "il fenomeno delle consulenze non si attenua, anzi,

Il bocciodromo vince la burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ieri le ultime difficoltà ed il nuovo gioiello architettonico potrà finalmente entrare in funzione Il bocciodromo vince la burocrazia Per l'impianto di Contea l'inaugurazione ufficiale è prevista il nove di marzo MontebellunaSi chiamerà "Bocciofila Montello 1928" la struttura sportiva che Antonio Ganeo ha realizzato dopo anni di lavoro in via Dom Minzoni a Contea di Montebelluna.

14:52 CORTE CONTI: SPADARO, IN LOMBARDIA NON CALANO CONSULENZE (2) ( da "Agi" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la crescita di una burocrazia di vertice costituita, in misura esponenziale, da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selzione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate"; non ha dimenticato i temi delle restrizioni e del contenimento della spesa,

PRIMO COMANDAMENTO: FARE LA DIFFERENZIATA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora burocrazia o saremo costretti a comprarli noi, poichè crediamo nella differenziata? Lucio Liotta - NAPOLI * * * Il Comune di Napoli ha di recente promosso una manifestazione per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata. Credo che fare opera di sensibilizzazione sia sempre utile;

AGRICOLTURA. Piemonte, il settore in stallo riparte dagli agriturismi di qualità ( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Coldiretti interviene anche sulle recenti polemiche sul Piano regionale di sviluppo rurale, immobilizzato dalla burocrazia, che potrebbe paralizzare interi comparti del settore. "Anche se i tempi tecnici per l'attuazione del Psr si stanno allungando - puntualizza Fugazzi - noi siamo ottimisti e siamo convinti che si riuscirà a superare questo momento di empasse".

ELEZIONI/ CONFESERCENTI: 10 LE PRIORITA' PER FAR FUNZIONARE PAESE ( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per 'decidere' su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo.

MAFIA/ MONS. PENNISI A VITTIME DI USURA: CONVERTITEVI, NO A PIZZO ( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Le persone che vogliono liberarsi dall'usura e dal 'pizzo' hanno bisogno di essere sostenute dalle fondazioni - come quella di padre Pino Puglisi - dalle autorità e dalla burocrazia", aggiunge il vescovo. "Spesso dei ritardi burocratici, degli inceppi burocratici scoraggiano la gente dal denunziare".


Articoli

Incinte e clandestine anche all'Ausl (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MIRANDOLA. Due anni fa, a Mirandola, era accaduta la stessa cosa: in un appartamento del centro storico della città di Pico la polizia trovò i ferri ostetrici, rudimentali letti divaricatori, un ecografo. C'erano apparecchi per misurare la pressione, c'erano medicinali. Una sorta di grossolano laboratorio, praticamente come quello di San Possidonio. Anche in quella occasione nessun arresto, ma denunce. Anche in quella occasione la polizia di Mirandola era partita da una segnalazione. Evidentemente, le cifre, la consistenza della comunità cinese in zona sono tali da determinare anche fenomeni illegali. Per rendersene conto, basterebbe acquisire e vagliare le cifre delle donne cinesi in stato di gravidanza che frequentano distretto e ospedale Ausl. Molte sono purtroppo clandestine (anche se la sanità pubblica si prende comunque cura di loro), molte sono in stato avanzato di gravidanza. Molte vogliono abortire, e spesso non possono, o non vogliono permettersi i tempi e la burocrazia che questa scelta comporta.

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Al Sant'Anna meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nuovo direttore generale "Al Sant'Anna meno burocrazia" Al Sant'Anna e al Regina Margherita serve "un'organizzazione nuova, moderna". Compresa quella degli uffici amministrativi, "che è vecchia e troppo burocratizzata". Parole del neodirettore generale Walter Arossa, che in questi giorni sta visitando tutti i reparti e i servizi dei "suoi" due ospedali per rendersi conto della situazione. "Non c'è soltanto un grosso problema strutturale da affrontare - dice il dottor Arossa -, occorre anche dare applicazione piena alle possibilità delle due strutture". Per quanto riguarda l'Infantile il neo direttore ha in mente progetti di sviluppo e ampliamento del pronto soccorso, "anche se il Regina Margherita - sottolinea - paga, evidentemente, il fatto che l'organizzazione della pediatria di famiglia a Torino è da rivedere".

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"Un'odissea sistemare mia madre ammalata" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAGGIORA. NON C'ERA POSTO "Un'odissea sistemare mia madre ammalata" Quattro giorni di peregrinazioni per trovare una sistemazione in una casa di riposo all'anziana madre che si era fratturata parte del bacino. E' la vicenda vissuta nei giorni scorsi da un cittadino svizzero originario di Maggiora, Gianfranco Fasola, iniziata all'ospedale di Borgomanero dove, dopo le prime cure, i sanitari avevano deciso di dimettere Elvira Piemontesi, 81 anni, dando inizio al "calvario" del figlio. "Sono oltre una ventina le strutture che ho contattato - spiega - ma non si riuscivano a trovare posti, oppure occorreva essere convenzionati con l'Asl. E' stato un continuo girovagare tra uffici, lunghe code e burocrazia per cercare una soluzione, ma se non ci fossero stati il sindaco Giuseppe Fasola e la dottoressa Clorinda Zuccaro di Maggiora, che si sono prodigati per darmi una mano, forse non avrei ancora risolto il mio problema". Situazione aggravata dal fatto che la badante romena che curava l'anziana, proprio in questi giorni era dovuta tornare in Romania per motivi familiari. Alla fine un posto viene trovato al S. Carlo di Arona. Secondo Gianfranco Fasola il confronto tra sanità svizzera e italiana è stato uno choc: "In Svizzera un ospedale non avrebbe mai mandato a casa la mia mamma. E vi sarebbero stati servizi più puntuali ed efficienti".

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Il Pd non ha niente di sinistra Sta diventando come il Psi di Craxi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per una volta devo dissentire fortemente - e per motivi scientificamente dimostrabili - dal carissimo amico Franco Reggiani su un tema basilare dell'attualità politica. Alla fine della sua lettera al direttore pubblicata il 7 febbraio peraltro in gran parte condivisibile, Franco conclude che per affrontare i "problemi economici e sociali" italiani vi è "una strada obbligata": "... il lavoro congiunto della sinistra moderata (il Pd) e di quella arcobaleno". Invece, il Pd non può più essere considerato in alcun modo sinistra, ma è ormai diventato una sorta di centro per tutte le stagioni, esattamente come il PSI craxiano o il Partito Democratico statunitense, e come sia stato il PD stesso, negli ultimi tempi, a rifiutare quel lavoro congiunto e a spalancare consapevolmente e deliberatamente la porta a un probabile decennio di governo del centrodestra berlusconiano. Non potendo qui andare oltre certi limiti di spazio, mi limiterò a ricordare quanto nell'ultimo anno e mezzo il PD abbia lavorato contro l'attuazione del programma ufficiale concordato dall'Unione prima delle elezioni del 2006 e contro le più semplici esigenze della popolazione italiana su tutti i temi basilari di tipo socioeconomico, ambientale, istituzionale e militare. La riforma della legge Biagi e la nuova base militare Usa a Vicenza (entrambe imposte dall'alto senza l'approvazione nemmeno del Consiglio dei Ministri). I gravi tagli alla sanità e all'istruzione in concomitanza col finanziamento di nuovi costosissimi aerei e navi da guerra; la politica su energia, infrastrutture e rifiuti asservita alle lobby degli inquinatori e dei distruttori del territorio, La totale assenza di azioni nei confronti del gravissimo inquinamento padano da micropolveri (del tutto illegale rispetto ai limiti europei) e il silenzio sulle bombe atomiche di Ghedi e Aviano (altrettanto illegali rispetto al Trattato di non proliferazione nucleare). Gli enormi favori fatti a inceneritori e raffinerie in totale contrasto con le direttive europee; il proseguimento di una politica di distruzione di ogni possibile efficienza della magistratura ecc. Su tutti questi temi il PD ha fatto corpo unico con i vari Dini e Mastella scontrandosi con la sinistra arcobaleno (o sinistra radicale), con la società civile italiana e più o meno esplicitamente col programma dell'Unione. E quando i Dini e i Mastella hanno fatto cadere il governo Prodi e si è cominciato a discutere di un possibile cambiamento d'emergenza all'attuale orrida legge elettorale, il Partito Democratico ha mantenuto fino in fondo una posizione in cui vi è un solo vincente: Berlusconi. L'esame delle posizioni delle varie forze politiche mostra infatti che l'unico cambiamento che il centrosinistra avrebbe potuto far approvare da una maggioranza parlamentare era un passaggio all'equilibratissimo sistema tedesco (che dal punto di vista della democrazia offre moltissimi vantaggi e pochissimi svantaggi, peraltro correggibili introducendo le preferenze nelle liste proporzionali e l'uso dei referendum consultivi come modo per accrescere ulteriormente la già spiccata tendenza alla governabilità). Ma fino all'ultimo il PD ha rifiutato questo sistema proponendo a tutti i costi un sistema inventato ad hoc il cui unico significato era dare fortissimi "premi" elettorali ai partiti più grossi, come presumibilmente Partito Democratico e Forza Italia... E l'evidente risultato di questa forzatura e di questa apparentemente incomprensibile rigidità è che ora si va a votare con la legge ipocrita che Berlusconi a sua volta aveva costruito ad hoc 5 anni fa e che attualmente gli garantisce in modo praticamente certo la vittoria (come tutti sanno). In altre parole, il principale strumento che permetterà pressoché certamente al centrodestra di governare stabilmente per 5 anni (e probabilmente 10, viste le enormi spaccature esistenti tra le altre forze politiche...) è stato in pratica proprio il PD. E tutti gli addetti ai lavori in campo politico lo sanno! Non ci si venga dunque a parlare di collaborare con un partito che sta lavorando pienamente a un enorme inciucio con quelli che chiama i suoi avversari e in particolare con il peggior primo ministro che la storia italiana ricordi... Con gli elettori del PD si potrà certo collaborare, ma non certo con una burocrazia partitica che continua a prendere clamorosamente in giro almeno metà degli italiani. L'unico tipo di alleanze che un elettorato sensibile ai temi socio-economici, umani e ambientali può pensare oggi, è tra la sinistra arcobaleno (che include quella che attualmente è la vera sinistra moderata, cioè SD, verdi e PdC) e quell'amplissima area di persone che, disgustata dai politicanti che dominano in gran parte dei partiti, cerca espressione soprattutto in movimenti, comitati, liste civiche e associazioni, uniti tra loro dal desiderio di mettere davvero assieme senso sociale, economia, ecologia, trasparenza amministrativa e solidarietà umana internazionale! Luca Benedini.

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Le associazioni ai sindaci: Le aliquote vanno rideterminate (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ECONOMIA INCONTRO VOLUTO DA COMMERCIANTI ARTIGIANI Le associazioni ai sindaci: "Le aliquote vanno rideterminate" SOLIDALI con il loro motto "uniti per lo sviluppo dell'impresa" Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti hanno organizzato un incontro con gli amministratori locali mettendo sul tavolo il tema della pressione fiscale e del costo della burocrazia, elementi che vanno a incidere fortemente nei bilanci dissestati soprattutto della piccola e media impresa. "Non vogliamo dare pagelle, ne elencare i buoni e i cattivi ? ha aperto Gabriele Fusini, presidente di Cna ? ma avviare un percorso virtuoso che porti all'unico risultato utile: spendere meno, spendere meglio". Come è possibile che un'impresa impegni quattro mesi di lavoro per coprire i costi della burocrazia che diventa così imposizione fiscale aggiuntiva? Per non parlare delle principali tasse locali che in cinque anni sono aumentate del 55% e con l'Irap salita del 19,5%." Il presidente di Confcommercio, Claudio Chiti ha snocciolato numeri capaci di dare l'idea esatta di quello che sta accadendo. "Bankitalia sostiene che i redditi dei lavoratori autonomi dal 2000 sono aumentati del 13,8%. Un dato falso perché drogato dagli studi di settore, come dimostra l'indebitamento delle famiglie dei lavoratori indipendenti (44% rispetto al 33,6% dei dipendenti). E' vero ? prosegue ? la pressione fiscale nazionale diminuisce virtualmente ma costretti dal federalismo fiscale gli enti locali usano la tassazione per far fronte alle spese". Dai dati forniti, emerge che i Comuni maremmani, pur mostrando una disparità di aliquote, si attestano sempre sulla parte alta della forchetta (su 28 comuni ben 23 hanno l'Ici al 7per mille, la Tosap che passa dai 4,21 euro di Magliano fino a oltre 41 euro di Grosseto e una Tarsu che le imprese al metro quadrato pagano da 0,62 euro a Castel del Piano spingendosi fino ad oltre gli 11 euro di Massa Marittima). "Le aliquote vanno rideterminate modulandole sul reddito ? ha commentato Pier Ferruccio Lucheroni, presidente di Confesercenti ?. Un negozio di frutta e verdura, il cui reddito di impresa è basso, non può pagare quanto un impianto produttivo o un teatro". Ancora sulla burocrazia, stritolatrice, è tornato in conclusione Gianni Lamioni, presidente di Confartigianato. "In Italia 11mila su 15mila milioni di euro di costo per la burocrazia sono pagati dalle aziende da zero a nove addetti. Se azzerassimo questa cifra la produttività delle imprese aumenterebbe del 5,8%. E' arrivato il momento che anche a livello locale si trovino gli strumenti per ridurre questo costo, potenziando i Suap, o attivando percorsi da condividere e concertare". "LA SPERANZA ? hanno concluso le quattro associazioni ? è che almeno localmente si lavori insieme, discutendo sul prelievo e sulla finalizzazione delle risorse e su come possono essere ridistribuite tramite servizi o agevolazioni alle imprese". Tutti gli amministratori hanno confermato comunque un congelamento delle tasse per il 2008. Nel caso di Grosseto, l'assessore Paolo Borghi ha annunciato la riduzione dell'uno per mille dell'Ici sulle categorie C3 e D1: "Lo scorso anno ritoccammo quelle delle abitazioni. Per il 2008 abbiamo deciso di dare un risposta alle imprese ritoccando l'Ici dal 7 al 6 per mille". A proposito di bilanci Borghi ha annunciato che la riduzione delle imposte porterà nelle casse del Comune circa 2,2 milioni di euro in meno (da 46,2 a 44 milioni di euro). Carlo Sestini - -->.

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Il fascino discreto della parola "sabaudo" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Elzeviro Alberto Papuzzi Il fascino discreto della parola "sabaudo" Perché la parola "sabaudo" non ha un significato negativo come borbonico, o papalino, o asburgico? In realtà la dinastia sabauda non ha esercitato un dominio così vasto e lungo da generare una burocrazia che soffocava il popolo, o da imporre un regime confessionale reazionario, o da apparire nelle vesti di oppressore delle libertà. L'immagine dei Savoia è del tutto diversa: è quella d'uno Stato di modeste dimensioni, che si ritaglia un posto di prima fila sulla scena europea, grazie soprattutto al dinamismo diplomatico, alle virtù guerriere e last but not least alle strategie nuziali. Questa è l'immagine dei Savoia che esce dalle pagine di un volume illustrato del Touring Club, Torino e gli Stati sabaudi, che chiude la collana "L'Italia prima dell'Italia" (gli altri volumi si sono occupati della Repubblica di Venezia, del Regno di Napoli, dello Stato Pontificio, dei ducati dell'Emilia e della Toscana, di Milano dai Visconti agli Austriaci). Nella sua prefazione, lo storico dell'arte Enrico Castelnuovo mette a fuoco la funzione di cerniera delle terre sabaude, non soltanto per i traffici ma anche per gli artisti. Quindi il racconto di Dino Carpanetto (Storia moderna all'Università di Torino) ci guida nei passaggi attraverso i quali da Umberto di Biancamano si arriva al Regno d'Italia. Accanto al racconto degli eventi che segnano la storia dei Savoia, il lettore però è invitato a seguire anche l'organizzazione dello Stato sabaudo, con le grandi riforme di Carlo Emanuele II e con la modernizzazione agricola nel corso del Settecento: la diffusione del mais, la coltivazione del riso, nuovi intermediari (i fittavoli) fra proprietà e lavoro nelle campagne, il consolidamento dell'allevamento bovino, la produzione di seta e lana. Speculare a questa fase riformistica è la fioritura di istituzioni tipicamente illuministiche, come l'Accademia delle Scienze che offre l'input per lo sviluppo a Torino d'una cultura positivistica, o il Collegio delle Province, con cui lo Stato si garantisce il monopolio nella formazione delle classi dirigenti. Decisiva in questi frangenti è la costituzione di una cultura patria, che ha i suoi due simboli in Eugenio di Savoia, aristocratico e condottiero, affascinante e europeo, e Pietro Micca, l'umile soldato che si sacrifica per la città. Il racconto si ferma in pratica al periodo di Carlo Alberto. Resta in sospeso, a fine lettura, una questione: la città industriale, la città dell'auto, la company town sono la conseguenza di questi processi, o rappresentano piuttosto un destino imprevisto? Sull'interrogativo la discussione è tuttora aperta.

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POLEMICA dell'assessore al porto Mauro Rossi contro alcuni consulenti di cantieri (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E in particolare l'ingegner Sgrò: "Ho presentato un volume dell'Asl sulla sicurezza nei cantieri al Seatec di Marina di Carrara sostenendo che la sicurezza sul lavoro non va di pari passo con l'eccellenza della produzione. Il consulente è intervenuto quindi per sostenere che dicevo falsità perché la Darsena è all'avanguardia sulla sicurezza. Ha detto che il veri problemi dell'industria nautica sono creati dalla lentezza della burocrazia, non dagli incidenti sul lavoro ma dall'insabbiamento del porto. Intanto il tavolo di concertazione si è arenato anche lui: alcuni consulenti aziendali ci si distinsero con toni più oltranzisti di quelli degli imprenditori. Ci sono centri di interesse che vogliono lasciare le cose come stanno anche se alcuni imprenditori hanno capito che il modello Viareggio è arrivato a conseguenze insostenibili e vogliono cambiare strada". - -->.

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Nuovo Catasto: i sindaci pronti a partire da soli (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 12/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA BUROCRAZIA Per la riforma è atteso un decreto attuativo del Governo che stabilisca risorse e personale, ma i primi cittadini vanno oltre... Nuovo Catasto: i sindaci pronti a partire da soli Guardando il calendario appeso negli uffici dell'Acb, l'Associazione dei Comuni bresciani, è facile notare come sia stata rimarcata da un cerchio rosso la data del primo marzo. Entro quel giorno, il Governo dovrebbe aver stabilito l'entità delle risorse previste per i nuovi poli catastali, istituiti lo scorso ottobre dopo la riforma del Registro immobiliare. In questo caso usare il verbo al condizionale è d'obbligo perchè dopo la crisi di Governo e il conseguente scioglimento delle Camere, qualcuno ha cominciato ad avanzare l'ipotesi che del decentramento catastale non se ne faccia più nulla. "Il decreto del Presidente del Consiglio di giugno - ha spiegato in merito il presidente dell'Acb Carlo Panzera - prevede che entro fine febbraio vengano definiti i trasferimenti di personale e di fondi a favore dei nostri 15 nuovi poli. Vista però la recente caduta del Governo cominciamo ad ipotizzare un ritardo, se non addirittura un passo indietro nella riforma. Ribadiamo comunque che crediamo fortemente nella scelta che abbiamo fatto e che vogliamo portarla a termine". Prima di andare oltre nella discussione, preferiamo fare un po' di chiarezza ricapitolando come si è arrivati al decentramento delle funzioni catastali. Entro il 3 ottobre, infatti, 190 su 206 Amministrazioni comunali della nostra provincia, hanno deliberato di voler gestire autonomamente tutte le attività catastali. Specifichiamo: esistevano tre livelli di funzione a cui aderire e oltre il 70% dei Comuni ha optato per il "livello C", che detto in parole semplici permette all'Amministrazione municipale di potersi sostituire all'Agenzia del Territorio in termini di consultazione, aggiornamento e verifica dei dati catastali. "Riteniamo - ha ribadito Panzera - che attraverso questa azione possa avvenire, da parte nostra, una migliore gestione del territorio anche attraverso una migliore e più equa imposizione fiscale. Per questo motivo ci siamo mossi in anticipo creando tra noi (cioè l'Acb) e i vari poli catastali un rapporto di sinergia e collaborazione. Certo è che dobbiamo avere la certezza delle risorse e del personale a disposizione". Pensiero condiviso anche da Ermano Pasini, presidente della Comunità montana della Valle Sabbia, che imbeccato dal cronista si dichiara: "Disposto anche a rinunciare alle risorse previste dal Governo, in cambio di una piena autonomia nella gestione degli immobili situati nel territorio di sua competenza e della totale fruizione dei diritti di segreteria legati alle operazioni catastali". Già, perchè secondo quanto prevede la normativa, con la costituzione dei poli catastali, i diritti di segreteria legati ad una operazione catastale finiscono in misura pari al 15% nelle casse del Comune di pertinenza dell'immobile e per il resto, ovvero l'85%, nelle casse dello Stato. "Non poter gestire direttamente gli immobili situati all'interno del proprio territorio è come non poter fruire dell'ufficio anagrafe - ha avanzato il geometra Angelo Este del Comune di Montichiari, il primo ad aver già attuato una sorta di autonomia catastale -. Ho la netta sensazione che sia più difficile accatastare una casa che non costruirla. Ci vuole invece un catasto più affidabile: che tenga conto delle necessità del territorio e della popolazione, altrimenti si rischia di ritrovarsi nella situazione di fine anno in cui l'Agenzia del Territorio ha emesso gli elenchi delle particelle catastali che non risultavano censite ma che, nella maggior parte dei casi, il loro difetto era dovuto ad un superato stato di aggiornamento delle mappature". Nella riunione di ieri c'è stato poi chi, come Domenico Alberti, direttore dell'Acb Servizi, ha avallato l'ipotesi del decentramenteo sottolineando come "sia stata frutto di un'adesione massiccia e rilevante da parte dei Comuni e che ha portato l'Agenzia del territorio ad una particolare forma di imbarazzo". Oppure, ha infine spiegato Luciano Conti a nome della Lega delle autonomie locali metta in evidenza come: "i Comuni che per natura possono rilasciare le concessioni edilizie, si trovano esclusi dall'azione di accatastamento. Questa esenzione va sicuramente a discapito della determinazione del valore degli stessi fabbricati". Erminio Bissolotti.

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La sfida della medaglia ambientale (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Graziano Riccadonna La sfida della "medaglia ambientale" Non manca molto al prestigioso riconoscimento Emas per la qualità Nel programma amministrativo era un punto irrinunciabile che sta per essere raggiunto FIAVE'. La dichiarazione ambientale Emas, pur con in tempi "lenti" della burocrazia, è ormai dietro l'angolo a Fiavé. Si tratterebbe della terza amministrazione comunale in Trentino ad aderire all'Emas, dopo Tenno e Villalagarina, in un percorso che è cominciato concretamente nel 2006. Dopo che lo scorso 5 dicembre è avvenuta la registrazione ufficiale del marchio Emas al Comune, si sono avviate le procedure attuative del percorso ambiantale. Un percorso che va condiviso dall'intera collettività fiavetana. E' chiara in proposito la sindaca Nicoletta Aloisi: "L'obiettivo della certificazione ambientale Emas era scritto negli obiettivi di programma della attuale amministrazione. Con questo strumento, l'amministrazione di Fiavé intende realizzare una efficace programmazione ed una coerente attuazione di iniziative volte a garantire qualità al territorio ed all'ambiente, mediante l'individuazione in primo luogo di standard di sicurezza nella gestione dei settori di cui è responsabile". In concreto? La riduzione degli impatti e degli effetti inquinanti riconducibili alle proprie attività ed il monitoraggio dei consumi per conseguire sensibili economie di bilancio. Obiettivo principe, la qualità al territorio ed all'ambiente in maniera diretta, integrando il fattore ambientale in tutte le scelte amministrative di emanazione dell'amministrazione, ma anche in maniera indiretta, chiamando a coerenza su tale obiettivo anche tutti i soggetti terzi. E la qualità della vita per la propria comunità, sia essa residente o turistica, è quindi la finalità primaria. In che modo? Anzitutto implementando azioni volte a rendere le cose conformi ad indicatori di qualità o di integrità riconosciuti e certi, poi puntando a far emergere ciò che è distintivo e specifico del proprio territorio, privilegiandone il mantenimento degli aspetti naturali e di integrità. Tra le azioni principali, la messa a regime del nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti secondo i dettami del decreto Ronchi e l'applicazione della legge sull'inquinamento acustico mediante l'adozione di un piano di zonizzazione acustica ed il relativo monitoraggio di tutto il sito comunale. In proposito prossimamente verrà distribuita alla popolazione una pubblicazione, interamente dedicata alla dichiarazione ambientale in cui, dopo l'inquadramento geografico, storico, culturale e ambientale, molto spazio è riservato alla torbiera, il sistema di gestione ambientale, il ciclo delle acque.

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Il tribunale vuoto costa 600 mila euro all'anno Brescia: dal 2003 la burocrazia romana blocca il trasloco nel nuovo Palagiustizia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ITALIA BRONTESI ? BRESCIA ? FINE LAVORI dicembre 2003, prima udienza chissà. Nel 2009 pronosticano i più ottimisti, a rischio di smentita. E proprio oggi è atteso a Brescia il capo dipartimento del ministero della Giustizia per sbrogliare la matassa dopo l'ultimo intoppo che ha fatto slittare ancora il trasloco, previsto per questa primavera, nel nuovo Palagiustizia. A PROVOCARE l'ennesimo rinvio è stato il ministero che ci ha messo 10 mesi per rispondere alla lettera con cui il 10 marzo del 2007 il procuratore generale Aniello Lamonica chiedeva l'autorizzazione alla realizzazione del progetto per il sistema sicurezza predisposto dal Comune di Brescia. Data la delicatezza del tema, Brescia chiedeva una trattativa privata che garantisse "segretezza", il ministero, quasi un anno dopo, ha risposto che no, ci vuole una gara d'appalto. "Purtroppo i ministri cambiano, ma le incomprensioni e i ritardi restano", ha commentato il pg rendendo noto il nuovo stop il 26 gennaio scorso, giorno di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Sconcertante" aveva definito l'atteggiamento del ministero il sindaco Paolo Corsini, intervenuto su Roma per sbloccare la situazione. E sì che il Comune, il palazzo di via Gambara che dovrà riunire i vari uffici giudiziari sparsi per la città, l'aveva consegnato con un paio di mesi d'anticipo. Intoppo dal ministero col governo Prodi, intoppi e scintille tra il sindaco e il ministro Roberto Castelli all'epoca del governo Berlusconi sulle spese per il trasloco. Disegnato dall'architetto Gino Valle, a forma di emiciclo, 8 piani fuoriterra nella parte centrale, 5 nelle parti laterali, mattoni e marmo di Botticino, costato 75 milioni di euro finanziati dallo Stato, il nuovo palagiustizia è ancora inutilizzato, aperto solo un giorno nel 2007, un altro nel 2008, giusto per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario e poi richiuso. E intanto costa: nel 2007 il Comune di Brescia ha speso più di 600 mila euro per la manutenzione e il riscaldamento e quasi altrettanto negli anni precedenti. DISABITATO da quattro anni, non è immune da guai, come nel febbraio 2005 quando alcuni lastroni di marmo si sono staccati dai muri esterni o peggio, sempre quell'anno, quando la polizia è corsa in aiuto di una ragazza aggredita da un marocchino: avevano scavalcato la recinzione ed erano entrati nell'edificio vuoto forzando una porta. E adesso? "Prevediamo di consegnare i corpi destinati a Tribunale ordinario, Procura generale e Corte d'appello per il mese di gennaio, il resto dell'edificio entro giugno 2009" dice il sindaco Corsini che aggiunge con un misto di cautela e scaramanzia: "Salvo ulteriori complicazioni". - -->.

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Di Mario Fabbroni Se è stata solo una dura presa di posizione, lo scoprir (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi di Mario Fabbroni Se è stata solo una dura presa di posizione, lo scopriremo nelle prossime ore. Sta di fatto che, al momento, Napoli riceve un altro schiaffo imprenditoriale: non dovrebbe più realizzarsi, infatti, il nuovo grande magazzino annunciato da La Rinascente. "Troppe difficoltà per ricevere le indispensabili autorizzazioni", si lamenta l'amministratore delegato del gruppo, Vittorio Radice. Che affonda il colpo contro il Comune: "Da 18 mesi stiamo lavorando senza aver ottenuto certezze sul nostro investimento". La Rinascente infatti dovrebbe trasferirsi dalla sede di via Toledo in un immobile molto più grande in via De Pretis: 50 milioni di investimento, posti di lavoro che passerebbero da 70 a 140. Ma la burocrazia potrebbe mettere una pietra tombale su tutta l'operazione. Anche se il vicesindaco Tino Santangelo, dopo il diktat giunto da Milano, ora si affretta a dire "che se ne può riparlare, in quanto stavamo appianando le ultime difficoltà legate a precisi vincoli tecnici". Basterà per il dietrofront della Rinascente?.

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VENEZIA - Nuovo spazio per i funerali non religiosi nel cimitero di Chirignago. E' la principal (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiudi VENEZIA - Nuovo spazio per i funerali non religiosi nel cimitero di Chirignago. E' la principale novità della Carta dei Servizi di polizia mortuaria presentata ieri a Ca' Farsetti ai rappresentanti delle associazioni di consumatori, e che dovrebbe entrare in vigore entro marzo. Fino ad allora, l'assessorato all'Ambiente, accetta suggerimenti, anche dagli operatori di settore, le ditte di pompe funebri. La Carta vuole semplificare la burocrazia cui si imbattono le famiglie proprio nel momento in cui hanno subito un lutto. Domande frequenti con relative risposte che aiutano l'utente nell'utilizzare alcuni siti internet. Ha validità pluriennale ma le schede che la compongono possono essere aggiornate ogni anno. (M. Fer./ass).

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Dopo la rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che protegge lavoratori e clienti. Vogliamo investire in sicurezza, ma la burocrazia ci blocca (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA Dopo la rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che protegge lavoratori e clienti. "Vogliamo investire in sicurezza, ma la burocrazia ci blocca" - -->.

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Di PAOLO MORELLI VOGLIAMO investire in sistemi di sicurezza trasferendo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di PAOLO MORELLI "VOGLIAMO investire in sistemi di sicurezza trasferendo l'outlet nella parte anteriore dell'azienda, dove c'erano gli uffici che abbiamo già spostato nella parte nuova del fabbricato, ma i tempi della burocrazia sono lunghissimi, e ogni volta che risolviamo un problema ne spunta un altro. Così sono arrivati prima i rapinatori e abbiamo dovuto mettere una guardia giurata per tutelare la sicurezza di lavoratori e clienti". Prima di partire per Mosca, Gimmi Baldinini si è assicurato personalmente che tutto sia a posto. NELLA ZONA del Rubicone, ma ormai non c'è zona che si salvi, la percezione dell'insicurezza è sempre più alta, anche spesso furti e violenze non finiscono sui giornali: sono sempre più le aziende commerciali che sono state costrette a ricorrere a personale armato come deterrente per i malviventi. Infatti basta la presenza di poche migliaia di euro per indurre banditi di ogni provenienza ad armarsi per assaltare l'obiettivo. Spesso si tratta di stranieri dei paesi dell'Est europeo che si sono trasferiti in Italia sapendo di poter contare su leggi molto più permissive di quelle dei loro paesi. SULL'ARGOMENTO sicurezza interviene anche Fabio Dellamotta, consigliere provinciale di Forza Italia: "San Mauro Pascoli non è solo il comune che festeggia i primi due nuovi arrivati del 2008 con una 'Miniscarpa d'oro', un omaggio alla peculiarità di San Mauro, paese dei calzolai, ma anche il paese dei furti con scasso nelle case e nelle attività commerciali, delle rapine, delle violenze subite dagli inermi cittadini. Il nostro paese è andato sulle pagine dei giornali almeno 6 volte nel mese di gennaio per la cronaca nera, ma il nostro 'sindaco ridens' batte tutte i records: ogni giorno la sua foto troneggia ridente e beata per qualche premiazione o foto ricordo. Va bene essere gaudenti e contenti, ma attenti, si fa la fine di Prodi che rideva rideva, rideva sempre, e poi è ruzzolato. I cittadini chiedono rispetto, vigilanza, sicurezza, tranquillità, ordine, e magari anche più presenza dei nostri agenti della Polizia Municipale che dovrebbero anche controllare il nostro territorio di sera e di notte, oltre che riempire le casse comunali con le multe di giorno! Per questo il sindaco 'panem-et-circenses' Miro Gori potrebbe almeno lenire le plebee ferite di chi è stato colpito dalla delinquenza istituendo un nuovo premio: il 'Grimaldello d'Oro' da conferire alle vittime. Così avrebbe altre occasioni, molto frequenti ahimè, di mettersi in mostra sui giornali e farsi pubblicare delle belle foto sorridenti". - -->.

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Di ROBERTO GRIMALDI DAL SUO UFFICIO, in un anno, sono passati tutti i cittadin (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ROBERTO GRIMALDI DAL SUO UFFICIO, in un anno, sono passati tutti i cittadini che non riuscivano a oltrepassare il muro della burocrazia. Così, dall'osservatorio del dottor Alfredo Clò, ex presidente del tribunale e difensore civico del Comune che ha appena passato il testimone a Giuseppe Ferorelli, è possibile capire quali sono i grattacapi che assillano i cittadini. La relazione del 2007 che Clò ha presentato ieri in Consiglio Comunale, è così una mappa del disagio dei modenesi, che di fronte ai presunti soprusi del potere si sono rivolti al difensore civico. DUE I DATI che saltano agli occhi leggendo il racconto dei casi principali che sono stati verbalizzati: i cittadini rivolgono le loro proteste soprattutto ai vigili urbani, in genere perché ritengono di aver pagato ingistamente una multa. Sul merito ci si rivolge al giudice di pace, ma sul piano formale è competente anche il difensore civico. E poi resta problematico il rapporto con Hera: tanti utenti si sono rivolti al dottor Clò perché non sapevano a chi rivolgersi all'interno dell'utility, per avere spiegazioni su bollette, servizi e pagamenti. Probabile che il disagio sia aumentato quando diverse competenze si sono trasferite da Modena a Bologna. Il difensore civico ha comunque svolto puntualmente il proprio dovere, diffondendo recapiti e numeri di telefono dei dirigenti competenti per rispondere alle sollecitazioni degli utenti. Tante i casi sottoposti nel 2007 all'ufficio del difensore civico del Comune: circa 350, vale a dire una al giorno. E in 26 casi il dottor Clò, per seguire il caso nel migliore dei modi, ha dovuto compiere una sorta di fase istruttoria in forma scritta. Tutti e 26 sono stati riportati nella sua relazione e distribuiti ai consiglieri comunali. Unanime la valutazione positiva del Consiglio sull'operato di Alfredo Clò. E a tutti è parso essenziale che esista una figura professionalmente preparata, in grado di aiutare il cittadino a orientarsi tra gli uffici comunali. - -->.

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GIA' PRESIDENTE del tribunale di Modena, il dottor Alfredo Clò ha svolt (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

O con la consueta puntualità il suo ruolo da Difensore Civico. Il 31 dicembre ha lasciato l'incarico e, come si suol dire, è tempo di bilanci. Dottor Clò, è stato un lavoro difficile? "Ho dato risposta a tanti cittadini, in tutto ho vagliato circa 350 richieste in un anno. Ma ho anche trovato grande collaborazione da parte dei funzionari del Comune. Non era scontato". Perché? "In certi comuni, soprattutto quelli piccoli, c'è molta diffidenza da parte dei sindaci nei confronti del difensore civico, tanto è vero che queste figura non c'è dappertutto. Qui invece i dirigenti sono favorevoli, e sono contenti che ci sia una figura di inerfaccia tra loro e i cittadini". Con il difensore civico la burocrazia non è più un incubo? "Il servizio non è completo. Io mi sono occupato solo degli atti amministrativi comunali, ma non ero competente sugli uffici statali. Per quelli ci vorrebbe un difensore civico apposito, che però in Italia non c'è. E questo è un male, è una figura che sarebbe utilissima e si trova in tanti stati, persino in Bulgaria". Il difensore civico aiuta a migliorare i servizi? "A volte sì. Attraverso la testimonianza di tanti cittadini che prendevano l'autobus ho constatato che troppi utenti non pagavano il biglietto. L'ho fatto presente all'Atcm sollecitando più controlli. L'azienda si è mossa in questo senso, ora i 'portoghesi' sono in netto calo". Roberto Grimaldi - -->.

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MASSA - PER NON PAGARE più i 67 euro pr (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

? MASSA ? PER NON PAGARE più i 67 euro previsti per un passo carrabile, deve spendere circa 2 mila euro per ripristinare la recinzione al posto dell'ex passo. E' una vera odissea quella che sta vivendo un anziano pensionato residente in via degli Unni, il quale chiede l'annullamento del balzello su un passo carrabile che di fatto è inutilizzato da anni. Sballottato da giorni da un ufficio all'altro, il pensionato ancora non è riuscito a trovare la soluzione per chiudere la faccenda e non dover più sborsare i soldi. IN SINTESI, il pensionato ha già chiuso dall'interno, con un muretto in mattoni e cemento, il varco del passo carrabile, in quanto non più utilizzato ormai da molto tempo. Perché, allora, continuare a pagare a Massa Servizi la tassa di 67 euro l'anno quando il servizio è ormai inesistente? Un conoscente si è preso la briga di muoversi nei meandri della burocrazia, in quanto, per l'anziano, sarebbe stato impossibile districarsi in tutti gli spostamenti necessari, da una struttura all'altra della città, dal centro agli uffici periferici. Dal Comune a Massa Servizi, da Massa Servizi al Comune. Stando a quanto è stato detto al conoscente, il muretto realizzato dall'anziano per chiudere dall'interno il passo carrabile, secondo gli uffici di Massa Servizi, non sarebbe sufficiente: il passo carrabile deve dimostrare dall'esterno la sua finita funzione. Con una ringhiera ben allineata. Insomma, per ripristinare la situazione precedente l'anziano deve rivolgersi a un muratore e un fabbro, spendendo una cifra intorno alle 2 mila euro. Altrimenti il cartello di passo carraio resta, ovviamente insieme alla tassa. "MI PARE una situazione assurda ? commenta S.R., il cittadino che si sta prendendo a cuore il fatto capitato all'anziano ?. C'è una burocrazia pazzesca. Il passo carrabile è inutilizzato, non serve più, e la richiesta del cittadino dovrebbe essere sufficiente a far rimuovere il cartello e, contestualmente, annullare la somma dovuta per la tassa". I mesi trascorrono in fretta e il bollettino dei 67 euro da pagare è arrivato anche quest'anno puntuale, nonostante il servizio non esiste più da anni. Che fare? - -->.

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SPESA PUBBLICA DA RIDURRE (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Nel quinquennio del governo Berlusconi, per esempio, la spesa pubblica è aumentata nonostante tutti i proclami sullo "stato leggero" e sulla liberazione del sistema economico dal peso della burocrazia. L'economista Siniscalco, nell'intermezzo in cui resse il ministero dell'Economia tra il primo e il secondo Tremonti, adottò una regola importata dall'Inghilterra che imponeva a ogni ministro di tagliare del 2% annuo le spese del proprio dicastero, ma ottenne solo un risibile rinvio di breve durata della spesa. Sorte migliore, ma sicuramente sotto le speranze, ha avuto la manovra del ministro Padoa-Schioppa con la Finanziaria 2007, che chiedeva ai ministri di proporre riduzioni o miglioramenti di spesa su una quota di fondi assegnata ma temporaneamente bloccata. Sul fronte specifico del pubblico impiego, voce determinante per la spesa complessiva e per il funzionamento dello Stato, gli interventi del passato sono stati peggio che inutili: sono stati dannosi. Il blocco delle assunzioni ha originato un insieme scoordinato di deroghe e un vasto ricorso al precariato. Ma ora i precari premono per essere assunti in ruolo, nella migliore delle ipotesi mediante concorsi riservati o con forti agevolazioni, che minano di fatto il principio costituzionale dell'accesso al pubblico impiego attraverso concorso. Ancora peggio il blocco degli stipendi, aggirato da una pratica diffusa di promozioni che non solo ha annullato il risparmio finanziario atteso, ma ha anche e soprattutto sconvolto la struttura degli uffici, generando un'incoerenza organizzativa che richiederà anni per essere sanata. Quando poi si passa dai grandi aggregati di spesa all'analisi dei singoli ministeri, la situazione appare affrontabile solo con interventi chirurgici, sia pure stemperati da adeguati periodi transitori: troppe guardie carcerarie, troppi insegnanti, troppi tribunali, oltretutto con risultati spesso insoddisfacenti (siamo in coda alle graduatorie internazionali per la preparazione didattica dei nostri quindicenni e per i tempi della giustizia civile). E che dire della spesa in periferia? E' illuminante il caso delle Province. A torto o a ragione, la maggioranza degli italiani è favorevole alla loro abolizione. E tuttavia, le Province sono aumentate e non diminuite di numero; e sono aumentate con voti palesi in Parlamento. Segno che, ogni volta, la piccola lobby che sosteneva una nuova Provincia ha ottenuto il consenso di un numero sufficiente di parlamentari, ovviamente con impegno di ricambiare. E' l'ennesima prova del paradosso dei nostri atteggiamenti politici, che ci fanno invocare a gran voce le regole ma solo per gli altri. In questa situazione, riuscire a diminuire il livello della spesa pubblica e aumentarne la qualità rischia di apparire allo stesso tempo indispensabile e impossibile. Come uscirne? Da alcuni mesi è in attività la commissione tecnica per la Finanza pubblica, che ha pubblicato il libro verde sulla spesa pubblica, con la denuncia di tante cose che non vanno, e un "Rapporto intermedio" con le prime ricette per "spendere meno e spendere meglio". Da presidente della commissione, le ritengo proposte valide. Ma la rete di interessi colpiti appare così vasta e potente (e spesso rispettabile, dato che sulle regole vigenti, buone o cattive che siano, molti dipendenti pubblici hanno fatto le loro scelte di vita) da vanificare ogni tentativo che non sia sostenuto da una vasta e ferma adesione dell'opinione pubblica e delle forze politiche. In conclusione, servono buone idee, ma serve anche e soprattutto una larga intesa su alcune linee fondamentali di riforma dell'apparato pubblico. Gilberto Muraro.

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CAMBIAMENTO PER RILANCIARE IL PAESE (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA Da noi Veltroni non è da meno, come si è visto dagli appelli al "cambiamento della politica per cambiare l'Italia" nel recente discorso di Spello. Berlusconi è sfidato a non tirarsi indietro. Il cambiamento è già visibile nella semplificazione del quadro politico messa in moto dalla decisione del Partito democratico di correre da solo, o meglio "libero", alle elezioni del 13 aprile; un cambiamento politico è annunciato dalle intenzioni di Veltroni e anche di Berlusconi di superare il clima bellicoso che ha caratterizzato finora il nostro bipolarismo. E' importante che queste intenzioni si traducano in fatti concreti, perché rapporti più costruttivi tra (futura) maggioranza e (futura) opposizione sono necessari a risolvere i maggiori problemi italiani: a cominciare dal rilancio della crescita e dalla riforma delle istituzioni. Rilanciare la crescita economica è una priorità assoluta in un momento di crisi mondiale, che non accenna a rientrare. Lo è in particolare per l'Italia, che da anni cresce meno di tutti i Paesi sviluppati. Invocare il cambiamento qui non è un appello generico. Tocca punti critici del nostro sistema economico e sociale, che hanno frenato la crescita, e che vanno risolti. Ma prima ancora richiede di riconoscere fino in fondo la priorità dell'obiettivo crescita rispetto ad ogni altro, ammettere senza equivoci che senza crescita non può esserci nemmeno welfare, che non si può distribuire ricchezza prima di produrla. Le opinioni in senso contrario, e gli equivoci, sono ancora diffusi, non solo nella sinistra politica, preoccupata solo di distribuire, ma anche in molta parte della destra assistenzialistica e clientelare. Su questo punto va fatta chiarezza: il Manifesto del Partito democratico appena varato dalla commissione nazionale dà indicazioni inequivoche al riguardo; e Veltroni ricorda efficacemente che è la povertà che dobbiamo combattere, non la ricchezza. Il nostro Paese cresce poco perché ha innovato poco: lo hanno fatto molte imprese, anche venete, che infatti stanno avendo successo nella competizione globale. Ma l'innovazione, la voglia di rischio e il merito non sono ancora premiati abbastanza; si sono distribuiti troppi incentivi a pioggia invece di concentrarli su chi innova; i giovani meritevoli non trovano adeguati riconoscimenti nell'università e spesso neppure nelle imprese. Non si valorizzano i talenti con contratti precari e salari bassi anche ai laureati; per questo si è fermato l'ascensore della mobilità sociale. Qui bisogna veramente voltare pagina nei fatti e non solo nelle parole. La nostra crescita è bloccata da troppi vincoli: leggi e burocrazie eccessive, ma anche corporazioni fortissime e posizioni di rendita diffuse. "Liberare la crescita" è il messaggio chiave della commissione Attali. Anche noi dobbiamo "liberarla", perché i nostri vincoli non sono minori di quelli denunciati in Francia. Sappiamo come fare. Ma abbiamo fatto troppo poco. Le liberalizzazioni sono state avviate dal governo Prodi, non da quello di centrodestra, ma hanno fatto pochi passi (meno persino di quelli scritti nel programma del 2006), per veti spesso trasversali. Il Partito democratico deve sapere superare questi veti. Ed è necessario, se si vuole liberare risorse per i bisogni sociali prioritari, senza aumentare le tasse. Un punto centrale del programma del Pd è proprio questo: concentrare Stato e pubbliche amministrazioni sul loro core business per farlo meglio, per spendere meno e per poter realisticamente ridurre le tasse. La lotta all'evasione è stata importante, ma occorre cambiare ottica: pagare meno per pagare tutti. Di questi cambiamenti si deve parlare in campagna elettorale; con messaggi chiari e poche pagine di programma; con proposte realistiche, senza propagande e ideologie contrapposte. Per essere credibili i partiti devono dare il buon esempio nel cambiamento: più donne e giovani nelle liste, e più facce nuove. Questo giornale ha suggerito di inserire nelle liste una percentuale di candidati non di partito: perché no? Discutiamone. Tiziano Treu.

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Castiglioncello (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cecina CASTIGLIONCELLO CASTIGLIONCELLO Puntiamo su terme e congressi Castiglioncello e turismo. Dopo le dichiarazioni del sindaco Alessandro Nenci e dell'imprenditore Andrea Pizzi, s'inserisce nel dibattito il dottor Luigi Santinoceto, noto farmacista di Castiglioncello nonché, per anni, alla presidenza del Consiglio di frazione. Fino ad essere noioso vorrei ricordare la relazione del professor Gualtierotti direttore dell'Istituto di climatologia marina di Milano che qualche anno fa, ai tempi dell'amministrazione Danesin, affermava che il nostro paese ha tutto: mare, scogli, pineta alta e pineta bassa, collina, clima particolare ed eccezionale. Dunque nulla da inventare ma solo da sfruttare. Se dopo tanti anni si continua a parlare di turismo, vista la decadenza della Perla del Tirreno, indubbiamente significa che non abbiamo sfruttato bene quello che madre natura ci ha fornito. Ricordo le proposte del Cdf come lo sfruttamento delle acque ipotermali magnesiache del Gabbro. Ma visto che l'amministrazione non prese in considerazione il progetto, il contributo dell'Unione Europea fu sfruttato da Roselle in provincia di Grosseto dove costruirono un centro termale. Poi il Cdf propose un centro di talassoterapia sfruttando il solarium del Cardellino e Villa Celestina in un momento in cui, in questa zona, nessuno aveva mai parlato di talassoterpia. Anche per questo un niente di fatto ed il centro è stato realizzato nel comune di Castagneto e sembra che funzioni. Poi altre proposte come: il casinò, il golf, lo spostamento campo sportivo, la ristrutturazione di Pineta Marradi ed è sempre del Cdf la proposta di valorizzare la scuola dei Macchiaioli di Castiglioncello ben presente al Louvre di Parigi. Non è stata accettata neanche l'idea di affidare alla Bocconi di Milano o ad un altro istituto analogo uno studio su come gestire il nostro territorio dal punto di vista turistico sfruttando appieno il meraviglioso ambiente che madre natura ci ha messo a disposizione e che è fonte di stupore per coloro che lo vedono la prima volta. D'altra parte cosa ci aspettiamo se dopo tanti anni manteniamo sull'Aurelia un cartello anonimo indicante la deviazione per Castiglioncello od una uscita sulla variante buia e brutta. Quale stimolo diamo al turista per deviare e venire a toccare con mano?. Gli studi sulla pineta Marradi hanno partorito progetti faraonici o troppo leggeri. Da qui la necessità di uno studio "scientifico" del nostro territorio dal quale scaturisca finalmente un progetto fattibile e gestibile. Due gli esempi vicini: Casciana Terme e Saturnia. Ma al di là di azioni a lungo termine, Castiglioncello entri all'interno del circuito congressuale con proposte adeguate sfruttando la posizione geografica del luogo. Gli operatori sanitari devono per legge partecipare ai corsi di educazione continua in medicina per i crediti e molti paesi, turistici e non, si sono organizzati per ospitare tali corsi; senza tener conto che medici e farmacisti spesso sono accompagnati dai familiari per i quali sono previste manifestazioni, gite e così via. Altro esempio è la società Solvay, che ha una fiorente attività farmaceutica e che organizza congressi e corsi con la collaborazione di esperti del settore. Quindi perché non chiedere al Solvay Pharma e consociate a guardare con occhio benevolo le possibilità offerte dal nostro territorio? Luigi Santinoceto PD E VERDI L'ambientalismo e i suoi emuli Leggo su Repubblica le dichiarazioni virgolettate del vicesegretario del PD Franceschini: "La nostra scelta di fondo non è avere al proprio interno ambientalisti, ma essere il vero partito verde... Riconosciamo quanto fatto dai Verdi in questi anni, ma quella fase è finita; oggi l'ambientalismo non può più limitarsi a sensibilizzare l'opinione pubblica ma deve essere un ambientalismo del fare e indicare proposte oltre che l'esistenza del problema". Queste le conclusioni del vicesegretario al termine della prima giornata del forum nazionale del Pd dedicato al tema ambientale. Esaminiamo allora alcune questioni sulle quali vi era stata la sensibilizzazione da parte degli ambientalisti: Contratto Monopoli Solvay: gli ambientalisti avevano sollevato forti perplessità, chiamiamole eufemisticamente così, circa la fattibilità del progetto, indicando anche le soluzione che stanno scritte nelle osservazioni alla Via attivata per quello scellerato progetto. La decisione di tutti i sindaci della Val di Cecina, della Comunità Montana, del presidente della provincia di Pisa, e della Giunta Regionale, amministrazioni tutte targate Ds (i nuovi Verdi) andò contro questa indicazione ed ora nonostante il Tar abbia dato ragione agli ambientalisti oppositori del progetto si continua a scandagliare la possibilità di aggiramento della sentenza. Progetto Discarica fanghi speciali di Gagnetto-Podernuovo: anche in questo caso la discarica senza garanzie o possibili soluzioni alternative evidenziate dal Comitato che si opponeva alla costruzione dell'impianto, non venne tenuta all'inizio in nessun conto dai nostri (adesso) nuovi Verdi, anzi contro un sindaco che se pur tardivamente si era reso conto dello scempio che si andava compiendo furono messe in atto pressioni politiche anche da parte dei vertici provinciali del suo partito. Mentre tutti gli altri amministratori locali hanno avuto in qualche modo un riconoscimento come premio per il loro allineamento, per il sindaco considerato traditore c'è stato solo il ritorno al lavoro e si contenti! Acque pubbliche: i consorzi di gestione delle acque sono stati accorpati e successivamente semiprivatizzati con buona pace degli utenti che paventavano quello che poi è avvenuto: peggioramento del servizio, aumento dei costi e quindi aumenti della bolletta. Questa politica dissennata che continuamente autorizza in deroga la somministrazione agli utenti di acqua non propriamente potabile secondo i canoni di legge non ha un progetto chiaro delle priorità nell'uso di questa risorsa, privilegiando i grandi consumatori industriali che impoveriscono le falde e così facendo favoriscono la concentrazione degli inquinanti. Questi sono solo alcuni dei problemi che sono nell'agenda della Val di Cecina bassa e alta perché come l'inquinamento, così l'impegno ambientale non si ferma al confine tra Comuni o Province. I nuovi Verdi di Franceschini se sono quelli elencati nelle righe soprascritte rischiano con l'acqua sporca di buttare anche il bambino. Non vorrei che nella frase "ambientalismo del fare" si fossero dimenticati di scrivere: "come ci pare". Alvaro Cecchelli Comitato difesa Val di Cecina SANITA': LA REPLICA Sono democratiche le liste d'attesa? Ringraziando "Il Tirreno" che mi ospita di nuovo, invio una breve lettera ed essenziale replica all'assessore Enrico Rossi. In primis, vedo che associa il mio nominativo con gli Amici della salute: ho firmato la lettera in prima persona avendo, da molti mesi, allentato tutte le mie collaborazioni in Cecina. Piccato e risentito mi scrive: "Decidere con responsabilità è democrazia, non fascismo". Certamente! Le stringo la mano per questa sua attestazione, ma quando si decide per i tagli senza valutare attentamente tutte le parti integranti (e sono molte) questa "decisione" assume un'altra valenza, stridendo non poco; ha un sapore di un decreto personale. La capacità sta nel tagliare i rami secchi, quelli improduttivi, i costi amministrativi, snellire la burocrazia, diminuire le paghe alle "caste" e non certo eliminare dei reparti degni d'esempio come il laboratorio d'analisi. Le pongo io delle domande: perche intervenire quando ci sono dei reparti che funzionano bene? (vedi Utic e Laboratorio). Per fare altri danni? Non credo ai masochisti, ma perché non interporsi alle realtà oggettive che non ottengono dei buoni risultati? Perché non risolvere quelle infinite "liste d'attesa"? Sono umilianti, soprattutto per la povera gente! Siamo in molti a denunciare queste ingiustizie senza avere dei risultati mediocri. Intervenga con decisione e con responsabilità per verificare il tutto; ascolti anche i cittadini e non solo gli apparati burocratici attorno a lei: questa sì, che sarebbe democrazia. Orgogliosamente, m'invita a guardare alla sanità toscana e ai suoi servizi: già fatto! Ho lottato con tanti altri cittadini contro la vostra stravagante idea di chiudere il reparto di cardiologia (Utic) ed abbiamo vinto. Sono stato curato in quel reparto avendo avuto un infarto ed un intervento al cuore: personalmente ho vinto due volte. Le assicuro che è uno dei migliori reparti e, in caso di incombenti necessità sarà, di nuovo, il mio preferito. Un reparto eccellete con del personale non comune, tecnici competenti e tanta umanità, com'è, altresì, il laboratorio d'analisi. Avendo offerto, per molti anni, il mio servizio al governo della Jugoslavia, ai tempi di Tito, e oltre trenta anni per i migliori giornali degli Stati Uniti le assicuro che percepisco, a fior di pelle, l'altezzoso superbo dal vero democratico. Augurando tanta salute e serenità porgo distinti saluti. Luciano Nicolini Cecina.

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Le scuole decidano da sole - marco vacchetti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Torino LE SCUOLE DECIDANO DA SOLE MARCO VACCHETTI Nella foresta delle interpretazioni proliferata da un decreto ministeriale vago e dalla successiva ordinanza ancora peggiore, incalzate dalla fretta di scadenze intempestive, le riunioni, le discussioni e le delibere si sono svolte in un clima di agitazione crescente. Il tam tam di voci nella giungla tra colleghi, istituti, sindacati e sovrintendenze ha aumentato la confusione. Nuovi corsi di recupero? Verifiche intermedie? Verifiche finali? Chi? Come? Dove? Quando? A luglio? Improbabile, ci sono gli scrutini e l'esame di maturità, gli studenti dicono di essere fusi, e poi come si fa a recuperare, magari tre materie, in pochi giorni? A fine agosto? Per carità, è il mese consacrato al dio della vacanza. Ai primi di settembre? Difficile, ci sono i trasferimenti e pensionamenti dei professori, l'inizio delle lezioni è alle porte. Eppure le intenzioni del Ministro sembravano buone. Evitare che una scuola "usuraia" nei confronti degli studenti ritardi a oltranza la riscossione dei debiti, con conseguente crescita vertiginosa di interessi che finiscono per essere inesigibili, è un'idea ottima. Ma il pasticcio nasce proprio... a monte. Vittima di mezze riforme puntualmente abortite, la scuola è ormai una matassa ingarbugliata e tirare un solo filo, sperando di sciogliere i nodi, è sbagliato. è sbagliato scindere il recupero dallo studio quotidiano, sbagliato puntare sulla quantità della didattica invece che sulla qualità, sbagliato affidarsi alla burocrazia, sbagliato pretendere che le scuole siano uguali e prescrivere per tutte la stessa medicina. Non bastasse il disorientamento generale, la crisi di governo ora ha pure decapitato il vertice della montagna. Allora, futuro signor Ministro dell'Istruzione, rinunci, per favore, a lasciare un segno nella legislatura, si accontenti che la montagna sia una collina, si limiti a prescrivere una cura dimagrante per il pachiderma e lasci che le scuole, applicando la sospirata autonomia, risolvano da sé i problemi. In questi ultimi anni qualcosa abbiamo imparato: l'arte di arrangiarci.

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<L'Ausl ci deve spiegare il perché delle sue scelte> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 12 febbraio 2008 > Provincia "L'Ausl ci deve spiegare il perché delle sue scelte" Maggioranza e opposizione: le questioni di salute non si affrontano con la burocrazia piacenza - Al di là dei testi delle mozioni ritirate è stata la novità della nomina della professionista e delle modalità con cui l'Ausl ha gestito questa vicenda a tenere banco. Ha cominciato Tommaso Foti (An) chiedendosi il senso della discussione. Durissimo con l'Ausl - ha annunciato interrogazioni sulla vicenda - accusata di essersi sostituita alla sfera politica arrivando alla nomina del nuovo medico il giorno stesso in cui si riuniva il consiglio provinciale. E nel merito: "Non si può gestire una vicenda importante come il rapporto tra medico e paziente come fosse una normale questione burocratica". Foti ha intravisto poi "una volontà punitiva verso il professionista". Stefano Rattotti (Rifondazione) ha parlato della necessità di garantire gli standard dei servizi. Anche da parte sua una critica "Non è possibile che sia l'Ausl a dettare le linee sulla sanità senza che i sindaci dicano nulla. Questa questione, infatti, era già in nuce la primavera scorsa, perché nessuno ne ha parlato quando si poteva ancora fare qualcosa?" Ha parlato di "Sconfitta" e di "Mancanza di rispetto" per il consiglio provinciale Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) "Non possiamo accettare così supinamente" ed ha richiamato le tante "affermazioni di principio sulla centralità del malato, in questo caso però...". Anche Gianpaolo Fornasari (Forza Italia) ha parlato "di scarsa sensibilità dell'Ausl. 5mila e più firme segnalano che c'è un'emergenza". "Ho apprezzato il lavoro svolto dall'Ausl per tante cose, ma su questa vicenda sono deluso" è stato il commento di Gaetano Mantovani(Ds) richiamando la necessità del rispetto di un corretto rapporto istituzionale, ma ha insistito anche sulla necessità di intervenire in un rapporto "spersonalizzato" che vive il malato oncologico nelle strutture. Sergio Bursi (An) ha messo l'accento sul numero delle firme raccolte ricordando che il medico "ha lottato perché gli fossero garantite le strutture necessarie per lavorare". a.le. [.

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Nella fabbrica dei cappuccini nasce la caramella di gianduia - federica cravero (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Torino Un frate dietro la Spes che produce anche giandiuotti e occupa giovani in difficoltà Nella fabbrica dei Cappuccini nasce la caramella di Gianduia FEDERICA CRAVERO Si chiama Spes, da sempre è conosciuta come la fabbrica dei cappuccini e per alcuni giovani con un passato difficile rappresenta davvero la speranza di imparare un mestiere e trovare un lavoro sicuro in uno dei laboratori artigianali di cioccolato e dolciumi più prestigiosi della città. Diciassette dipendenti, dieci tonnellate di cioccolato lavorato in un anno, una media di 300 chili di gianduiotti prodotti al giorno nel periodo prima di Natale: qui le tavolette e le uova di Pasqua si fanno e si incartano a mano, garantendo un'attenzione e una qualità che difficilmente si trovano altrove. Dalla piccola azienda di via Saorgio 138 esce anche la famosa "caramella Gianduia", che a carnevale spopola ormai da decenni. Di puro sciroppo di zucchero, avvolta ancora oggi a mano nella carta che raffigura la maschera torinese, anche quest'anno faceva bella mostra di sé nei più famosi caffè del centro storico. Ma forse pochi sanno la filosofia che sta dietro quella caramella e quei cioccolatini. A fondare il laboratorio, infatti, è stato padre Ottavio Fasano, frate cappuccino, responsabile di una missione nelle isole di Capo Verde. Era il 1970, attorno alla sua tonaca si era formato un gruppo di giovani che cercavano di slegarsi dalla mentalità consumistica e capitalistica del lavoro. Quello che rimaneva, dopo che le vendite avevano coperto i costi di produzione, veniva devoluto alla missione di Capo Verde. Qualità eccellente e buone intenzioni: un binomio che si mantiene anche oggi. Da sei anni in realtà la vocazione della Spes si è rivolta soprattutto alle esigenze del territorio in cui è nata ed è gestita da una cooperativa sociale che lavora un collaborazione con l'associazione Solidarietà Giovanile, che fa capo a don Domenico Cravero. Accanto ai dipendenti storici che mandano avanti il laboratorio e aiutati da un manipolo di volontari, la Spes è diventata un'ancora di salvezza per alcuni giovani che la burocrazia fa rientrare nelle categorie svantaggiate e che difficilmente troverebbero un lavoro altrove. Fermo restando il legame con Capo Verde, a cui è destinata parte del ricavato di una linea di prodotti per costruire pozzi d'acqua. La maggior parte delle vendite della Spes oggi avviene nel negozio che sta accanto alla produzione, nel quartiere di Borgo Vittoria: accanto ai prodotti più tradizionali sono stati lanciati anche gianduiotti alla menta e senza zucchero, oltre a tavolette di cacao aromatizzato con i sapori più diversi, da curry alla cannella. Recentemente è stata avviata anche una collaborazione con il produttore di vini Fontanafredda e con una bottega del commercio equo, ma per il prossimo futuro la Spes vorrebbe potenziare la vendita all'ingrosso e la distribuzione nei bar e nei locali.

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Assieme alla casa ci vogliono rubare la vita (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pier Giorgio Pinna "Assieme alla casa ci vogliono rubare la vita" Villacidro: per una famiglia sfratto dopo l'asta. Verso una sospensione in extremis? Vendite forzate legate alla legge regionale 44 del 1988 Per un prestito iniziale di 36 milioni di lire dodici persone rischiano di perdere tutti i loro beni VILLACIDRO. Hanno bussato a tante porte, percorso qualsiasi strada, studiato ogni soluzione. è stato tutto inutile: per un prestito di 36 milioni contratto nel 1984, oggi Francesca Pinna e i familiari (12 persone) rischiano di essere buttati fuori di casa. "Esecuzione immobiliare e sfratto seguiti al mancato pagamento di un debito", spiegano aridamente le carte legali. In altre parole, la loro unica abitazione è stata messa all'asta giudiziaria (e già comprata da terzi) per onorare il contratto a suo tempo stipulato con il Banco di Sardegna. "Assieme alla casa ci tolgono il diritto di vivere e produrre", dice, senza più lacrime, la donna. Salvo novità dell'ultimora, questo brutto finale dovrebbe essere certo. Ma nella tarda serata di ieri, in paese, hanno cominciato a girare voci insistenti sulla possibile sospensione dello sfratto, forse per evitare disordini o incidenti. Il caso. Quarantadue anni, sposata, tre figli, Francesca Pinna in passato si è resa protagonista di uno sciopero della fame davanti al palazzo della Regione, a Cagliari. Sciopero interrotto dopo due collassi e il ricovero in ospedale. Al di là di come stamane andranno a finire le cose, il suo caso è comunque la testimonianza tangibile di un fatto che molti si ostinano a negare: in Campidano continuano le vendite forzate per recuperare i debiti nei confronti degli istituti di credito. Quelle "esposizioni finanziarie" cresciute vorticosamente dopo la cancellazione della legge regionale numero 44 del 1988. Normativa che, con una serie di procedure agevolate, almeno in teoria, avrebbe dovuto rilanciare l'agro-zootecnia nell'isola attraverso la modernizzazione delle attrezzature, degli strumenti tecnici, delle serre. E che invece, una volta cassata dall'Unione europea perché violava le regole sulla libera concorrenza, ha causato un effetto boomerang. Con parecchi contraccolpi. Interessi alle stelle. Inasprirsi della crisi economica per migliaia di aziende, imprese, ovili. E interventi politici tesi quantomeno a rimediare ad anni d'ingiustizie. Lo showman. La storia della famiglia Pinna è comune a quella di altre schiacciate dai debiti in Sardegna. Vicende di povera gente stritolata da una morsa imprevista e imprevedibile. Le stesse vicende che nei mesi scorsi hanno portato a Decimoputzu il comico agit-prop Beppe Grillo, fatto mettere a disposizione dei contadini e dei pastori vessati il suo blog così ricco di contatti, aperto un dibattito su Internet che va avanti tra forti polemiche. Le stesse che hanno spinto Regione, ministero dell'Agricoltura, Banco di Sardegna e Bper a tentare di trovare una risposta efficace per il "rientro" complessivo dalle situazione di esposizione. La mobilitazione. Spiega Francesca Pinna: "Le istituzioni sono state assenti per oltre vent'anni: spero che almeno in queste ore qualche loro rappresentante si faccia vivo". L'ordinanza di sgombero riguarda una palazzina su due livelli in via Guido Rossa 11. Al piano terra abitano i genitori della donna: Carminetta Porcu, 69 anni, e Vincenzo Pinna, di 72. L'anziana signora lavorava soprattutto in campagna e in casa, il marito è stato a lungo operaio alla Snia Viscosa. "Ma tutti e due ci hanno sempre dato una grossa mano nell'azienda agro-zootecnica intestata a mia madre, con mio padre a fare da garante e a consentire che sui nostri appartamenti fosse posta un'ipoteca", afferma Francesca Pinna. "Con loro - prosegue dopo una pausa - vivono mio fratello, la moglie, i loro due bambini e una signora avanti negli anni alla quale abbiamo dato ospitalità perché soffre di Alzheimer. Al piano superiore abito io con mio marito e i nostri figli". Oggi, di fronte all'ordinanza di sfratto che l'ufficiale giudiziario cercherà di eseguire, tutti e dodici i membri di questa grande famiglia dovrebbero fare le valigie e trasferirsi altrove. "Ma chiaramente non sappiamo dove andare - sottolinea Francesca Pinna - E quindi chiediamo a tutti solidarietà: non vogliamo venire deportati nel silenzio generale". Sono già schierati contro quella considerano "una profonda ingiustizia" i dirigenti del movimento Altragricoltura, di recente trasformato in associazione di categoria con tutti i crismi, i consiglieri della Provincia del Medio Campidano, altri amministratori locali. Ma anche i militanti dell'Irs-Indipendentzia Repubbrica Sardigna, il Comitato contro le esecuzioni immobiliari, il Social Forum, il Comitato di lotta creato a Decimoputzu, tra i comuni maggiormente colpiti dall'alt Ue all'applicazione della 44. Il patrimonio. "La casa e l'azienda avicola dei Pinna sono state messe all'asta e vendute il 7 novembre scorso - sottolinea il coordinatore regionale di Altragricoltura, Riccardo Piras - è stato proprio il giorno nel quale il ministro Paolo De Castro ha risposto al question time in Parlamento, spiegando che le aste giudiziarie erano già state bloccate. Una doppia beffa per i Pinna, che in tutti i questi mesi hanno disperatamente continuato a battersi in ogni sede per evitare il peggio". Ma evidentemente la guerra contro la burocrazia si è alla fine rivelata vana. Così si è arrivato allo sfratto di queste ore. "Oltre che alla decisione di far sgomberare ai primi di marzo la stessa impresa di famiglia, sempre a Villacidro, anche quella comprata all'incanto", rimarca Piras. Il quale denuncia senza mezzi termini: "Questo è un dramma economico e sociale agevolato da vizi formali e procedurali. Il caso dei Pinna non è isolato. Nonostante le assicurazioni arrivate da ministero e Regione, altri rischiano di perdere tutto". E se parecchie aste giudiziarie continuano ad andare deserte per fortuna degli ormai ex proprietari, ci sarebbe chi fa incetta di acquisti speculando sui guai di tanti pastori e contadini. Come farebbero spregiudicati prestanome che agiscono per conto di qualche società, stando a quanto rivelano dirigenti delle organizzazioni agricole. La Regione. L'intero quadro, con tutte le sue allarmanti difficoltà, viene seguito dall'attuale esecutivo regionale, che naturalmente ha ricevuto il pesante làscito dalle precedenti giunte. L'assessore all'Agricoltura, Francesco Foddis, anche di recente, in particolare il 16 gennaio davanti ai commissari della Camera, ha fatto una precisa sottolineatura a proposito del comma della Finanziaria sui mutui. Passaggio così registrato dagli stenografi parlamentari- "La mia preoccupazione è che il blocco delle aste sia esclusivamente finalizzato ai debiti relativi alla legge 44 che, rispetto all'indebitamento più complessivo in contenzioso, è abbastanza residuale. Manifesto pertanto l'esigenza che sia meglio interpretato questo passaggio, atteso che il mondo agricolo in generale è convinto che il blocco riguardi tutte le procedure in corso, a qualsiasi titolo". Nel frattempo prosegue il confronto tra Banco e Sfirs per l'acquisizione dell'intero pacchetto dei prestiti nati da questa situazione da parte della finanziaria regionale. Le banche. "Mentre ai tribunali sardi nessuno ha mai fatto pervenire il provvedimento che dovrebbe arrestare ogni procedura in questo senso, a noi pignorano tutto - osserva tuttavia con amarezza Francesca Pinna - Gli istituti di credito si attaccano persino all'eredità di una sorella di mio padre. Non sappiamo neppure quanto di quei 36 milioni di lire iniziali dobbiamo restituire. Non conosciamo i passaggi esatti che hanno consentito al prestito originario di venire assorbito nella legge del 1988. Nessuno ci ha mai detto a quanto ammontino gli interessi maurati in un quarto di secolo. Capiamo solo che ci vogliono mandare via di casa. Ma non sarà facile: ci opporremo con le nostre deboli forze". (ha collaborato Luciano Onnis).

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<Ferrovie, basta con la burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ferrovie, basta con la burocrazia" I 15 Comuni e la Provincia sul progetto della Tav "Sessanta chili di carta e rispolverata legge del 1865" Bassa Una decisa reazione alla burocrazia senza limiti delle Ferrovie e una richiesta unanime di un "progetto di qualità" per la Tav. Resta unito il fronte dei 15 Comuni bergamaschi interessati dalla linea ferroviaria ad alta velocità (ora alta capacità) Treviglio-Brescia. Gli amministratori ieri, in un vertice in Provincia, hanno sottoscritto una lettera che verrà inviata anche in Regione, per chiedere che la Conferenza dei servizi (prevista per il 27 febbraio) si tenga a Milano e non a Roma. Si è inoltre predisposta la prima bozza di un documento unitario (la stesura definitiva è prevista in una prossima riunione, fissata a Caravaggio il 25 febbraio) che raccolga le osservazioni di tutti gli enti locali coinvolti. "Federalismo infrastrutturale" "L'esigenza di questa grande infrastruttura è ormai acquisita - commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione Felice Sonzogni , che sta coordinando i Comuni in questa fase -, ma il dovere di farla bene è una conquista da ottenere attraverso un progetto definitivo che dia al territorio bergamasco l'attenzione che merita. Per questo non faremo richieste eccessive e illogiche, ma tutte coerenti. Chiediamo inoltre che la Conferenza si tenga a Milano, per favorire la partecipazione dei sindaci che finora su questo tema si sono molto impegnati". i paradossi della tav Ed evitare che si ripetano le situazioni paradossali già verificatesi in passato (nel 2000 cento sindaci lombardi andarono in trasferta a Roma per incontrare quattro rappresentanti di Rete ferroviaria italiana) e che ancora perdurano. Ettore Pirovano (Lega), vicesindaco di Caravaggio e un po' portavoce di alcuni dei Comuni della Bassa che verranno attraversati dal tracciato, ne ricorda un paio. "In questi giorni ogni Comune ha ricevuto 60 chili di disegni, 12-13 faldoni che descrivono minimi dettagli, persino i tombini. Peccato però che non sia mai stato consegnato un cd tridimensionale che dia un'idea d'insieme dell'incrocio tra Brebemi (la direttissima Brescia-Bergamo-Milano) e Tav, due grandi opere che corrono parallele". Oppure: "Nei riferimenti che Rfi ha mandato per attuare gli espropri, viene citata una legge che risale addirittura al 1865. Manca solo che nella riunione del 27 si rispolveri qualche papiro, e siamo apposto. Noi non vogliamo andare a Roma dove usano le leggi del 1865, vogliamo giocare in casa". le richieste Per far valere osservazioni, che, come si diceva, i Comuni intendono raccogliere in un documento unico da presentare proprio il 27. Si è quindi deciso di non procedere in ordine sparso, usufruendo del periodo "aperto" agli appunti degli enti locali, che va dal 28 febbraio al 18 marzo (il termine per le osservazioni dei privati interessati dagli espropri è già scaduto a metà gennaio, ndr). Punto di partenza è che i progetti di Brebemi e Tav vadano di pari passo, per evitare doppioni (ad esempio di ponti e sottopassi) che rallentino i lavori e facciano lievitare i costi. A questo proposito, il 20 febbraio, al Pirellone, è in calendario un vertice di rappresentanti bergamaschi con il gruppo Brebemi. Ma c'è anche il nodo dei raccordi "scomparsi" dal progetto, e fondamentali per incentivare il trasporto merci su ferro. Fa presente Pirovano: "Nella zona tra Caravaggio e Treviglio è stato eliminato il raccordo tra i binari della Milano-Venezia e l'alta velocità, di fatto impedendo che i vecchi treni merci della linea esistente "traslochino" su quella nuova. Anche il raccordo con Treviglio-Cremona è sparito". In attesa di soluzione anche la gestione della "terra di nessuno" esterna all'autostrada e ai binari. Chi si occuperà della sua manutenzione, con la posa del verde e delle barriere antirumore? Benedetta Ravizza.

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Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla Regione alcune risposte alle richieste dei residenti Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi di Anna Zegarelli Ci sono delle proposte per realizzare degli impianti sportivi nella Valpantena e nella Valsquaranto. Esponenti politici della città e della Regione dunque rispondono all'appello delle 9mila famiglie che vivono tra le due valli costrette a fare su e giù dalle tangenziali e dalle strade provinciali, in particolare la provinciale 6 che collega la città a Boscochiesanuova, per poter usufruire di strutture sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio. Purtroppo dopo alcune indagini tecniche si scoprì che questa operazione non era possibile in quanto la copertura non sarebbe stata a norma di legge. Così per non perdere il finanziamento il consigliere dell'ottava Circoscrizione, Germano Zanella, ha chiesto con una mozione che i soldi venissero spostati a Quinto di Valpantena dove è in programma la realizzazione di una tensostruttura in grado di offrire spazio alle società che si occupano di pallamano, pallavolo, pallacanestro e altre attività sportive che sono al di fuori del calcio. Questa cifra si andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti dal Comune e inseriti nel bilancio 2008-2010. "Sono ben disponibile allo scambio", dice Massimo Giorgetti, assessore regionale allo Sport, "ma dovrà essere il Comune a chiederlo in prima persona. E' evidente che le due valli sono prive di impianti che favoriscono le attività sportive e come ho sempre sostenuto lo sport è formazione socialmente utile". I tempi di realizzazione del nuovo impianto sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per la riqualificazione dell'impianto 340 mila euro. A questi se ne aggiungono altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un anno, forse due per la loro rimessa in gioco e non è escluso che venga realizzata una vasca esterna. "Giusto per poter incrementare il guadagno e offrire così nuove possibilità in fatto di servizi", precisa Federico Sboarina, assessore comunale con delega allo sport. Che però preferisce non addentrarsi nel discorso infrastrutture: di fatto rientrano nella delega dei lavori pubblici. La gestione è quasi certo verrà data alla Bentegodi. MONTORIO. Qui c'è una delle società di pallavolo più importanti, la Libertas Montorio, con 350 iscritti. Come altre società sportive della Valpantena utilizza il palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni, sportivi e cittadini chiedono nuove strutture che non siano le palestre della scuola e per questo l'assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per due volte presidente dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una proposta: spostare i campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove realizzare un impianto sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un campo da calcio regolamentare, uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi passi dalle scuole medie Simeoni, edificare nuove case. La proposta lascia scettico Giorgetti tanto più che la società del Montorio Calcio ha fatto richiesta di 150mila euro per gli spogliatoi. "Sarebbe più logico espandere la struttura facendo un sottopassaggio che attraversi la strada provinciale che porta a Roverè", suggerisce, "come ha proposto il nostro consigliere di Circoscrizione, Zanella. In questo modo nell'area vincolata perché adiacente al Castello, si realizzerebbero dei nuovi campi da calcio. Dove si trovano gli attuali invece verrebbe realizzata una tensostruttura, spogliatoi e altri servizi". "Questa operazione sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte concrete ai cittadini senza obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è la Regione a decidere come e dove fare gli impianti ma come An potremmo invitare i cittadini a dire la loro in merito alle due proposte". Per la Valsquaranto si stima che i tempi per realizzare un nuovo impianto saranno di tre, forse anche quattro anni.

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La rinascente "megastore addio troppi ritardi della burocrazia comunale" - a pagina vi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Napoli Un investimento di 50 milioni La Rinascente "Megastore addio troppi ritardi della burocrazia comunale" a pagina vi SEGUE A PAGINA VI.

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Aperto lo sportello energia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MARCON Aperto lo sportello Energia Consigli e informazioni per risparmiare un bene comune MARCON. Fino a giugno sarà attivo al primo piano (settore edilizia) dell'Ufficio Tecnico di via Vittorio Veneto lo sportello Energia. All'interno un esperto darà consigli sia su come risparmiare energia, che sulle energie alternative che è possibile sfruttare, come ad esempio l'acquisto di pannelli solari. Una iniziativa che si intende poco teorica e molto pratica, pensata apposta per far conoscere alle persone i diversi modi per ridurre i consumi e per produrre energie rinnovabili, ma anche e soprattutto per usufruire degli incentivi statali, degli sgravi previsti dalle leggi ma ancora poco conosciuti anche per via della burocrazia e di normative a volte un pO' farraginose e assai complicate, forse ancora troppo poco pubblicizzate. Lo sportello è attivo il lunedì dalle 15.30 alle 17.30. L'operatore fornirà indicazioni sull'utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici. Non solo: oggi, il 19 febbraio e il 4 marzo, al mercato settimanale saranno allestiti dei punti informativi dove sarà possibile ritirare gratuitamente i riduttori di flusso da applicare ai rubinetti delle abitazioni. Il "progetto energia" prevede anche finanziamenti agevolati grazie alla convenzione con la Banca del Credito Cooperativo di Marcon. Inoltre, è prevista una serata informativa in programma venerdì alle 20.30 al Centro civico di via della Cultura, alla quale sarà invitata la cittadinanza e durante la quale sarà presentato il nuovo Sportello Energia: le attività, l'utilizzo di una preziosa risorsa, ma anche di una opportunità per saperne qualcosa di più, imparare come non sprecare un bene prezioso. Il progetto è in atto a in diversi comuni della provincia, tra cui Ceggia, Portogruaro, Torre di Mosto, San Stino ed è patrocinato dalla Provincia con la collaborazione tecnica di Legambiente. (m. a.).

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Seppie in anticipo, ma solo per gli abusivi (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Seppie in anticipo, ma solo per gli abusivi La denuncia di Legapesca: "I regolari potranno operare in aprile" CHIOGGIA. Inverni meno rigidi e primavere anticipate: un mix che non ha effetto solo sulla fioritura degli alberi, ma anche sull'ecosistema marino. In particolare sulle seppie la cui uova tendono, ormai, a schiudersi con almeno un mese di anticipo rispetto al ciclo naturale conosciuto da generazioni di pescatori. "Le prime avvisaglie si sono viste tempo fa - afferma Antonio Gottardo, responsabile regionale di Legapesca - ma negli ultimi tre anni il fenomeno ha subito un'improvvisa accelerazione". Ora, dunque, uno dei prodotti ittici più ricercati e apprezzati sulle tavole, diventa disponibile con un certo anticipo. Peccato che la burocrazia non subisca, come i ghiacciai montani e le calotte polari, gli effetti del riscaldamento globale. Per poter catturare le seppie, infatti, i pescatori devono attendere l'autorizzazione ministeriale che arriva, per tutta Italia, all'inizio di aprile. Nel frattempo però, "gli abusivi fanno incetta", denunciano gli stessi pescatori, e loro, quelli che di questo mestiere vivono, si trovano a poter pescare in regola solo quando la maggior parte del prodotto ha già preso altre vie. Senza contare che l'attività di pesca viene ostacolata, per effetto del loro grande numero, dalla sola presenza degli abusivi che, dicono ancora i pescatori, "pescano perfino con i mosconi da spiaggia e buttano le nasse segnalandole con semplici bottiglie di plastica, praticamente invisibili". Una situazione che è stata denunciata con forza nell'assemblea di Legapesca svoltasi sabato ma su cui aveva richiamato l'attenzione anche la Lega Nord locale, proprio pochi giorni fa, chiedendo una intensificazione dei controlli. A rendere il quadro ancora più complesso la diversa normativa tra le capitanerie di porto di Chioggia e di Venezia: per la prima l'uso dei cogolli (un tipo di reti fisse da cattura) è vietato, per la seconda è permesso in certe condizioni. In questa situazione alcune cooperative di Legapesca hanno chiesto al ministero di anticipare il periodo di pesca alla seppia, ma le possibilità di assenso sembrano scarse. (Diego Degan).

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Alibrandi ribatte a gottardello corretto fare il concorso (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VIGONZA. In merito alla farmacia di Peraga Alibrandi ribatte a Gottardello "Corretto fare il concorso" VIGONZA. Non si è fatta attendere la replica a Damiano Gottardello da parte di Francesco Alibrandi, assessore ai Servizi sociosanitari nella passata amministrazione. Alibrandi, in pratica, è colui che non ha acquisito la farmacia di Peraga al Comune ma ha deciso che fosse messa a bando. "I gravi ritardi nell'apertura della nuova farmacia di Peraga sono dovuti solo ed esclusivamente a una macchina regionale farraginosa nella quale troppo spesso burocrazia e inefficienza la fanno da padroni - afferma Alibrandi - abbiamo sempre privilegiato nelle nostre scelte la pulizia e la trasparenza in tutti i campi, particolarmente nel sanitario e nel sociale. Siamo perciò orgogliosi che la farmacia di Peraga sia stata assegnata con pubblico concorso e non con operazioni tecnicamente eccepibili come quelle proposte da Damiano Gottardello ripetutamente, operazioni che sarebbero state affidate ad amministratori pubblici che troppo spesso di sanità poco o nulla sanno". Secondo Alibrandi "la cronaca di diogni giorno dimostra che i politici è meglio che mettano mano poco in appalti e operazioni sanitarie". Son troppo complicati. (g.a.).

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Adozioni, un calvario per i bimbi - mara chiarelli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Bari Sono parcheggiati nelle comunità per almeno cinque anni. Il giudice minorile: "Colpa delle lacune della riforma" Adozioni, un calvario per i bimbi Tempi biblici per le decisioni, così molti rimangono senza famiglia MARA CHIARELLI Quattro, anche cinque anni perché a Bari un bambino possa essere dichiarato adottabile. Un tempo lunghissimo per chi in un istituto aspetta una vera famiglia, rischiando poi di non essere più richiesto dalle coppie di genitori perché ormai avanti con l'età. Le lungaggini del processo civile, al tribunale per i minorenni di Bari, hanno una matrice che affonda nelle lacune del legislatore, assente dalla scena negli ultimi sette anni. è infatti del marzo 2001 la legge che ha riformato l'adozione e i relativi aspetti processuali, introducendo tra l'altro la difesa obbligatoria e d'ufficio per gli adulti. Fino ad allora, infatti, nessuno aveva dubitato della terzietà dei giudici e dei pm del tribunale per i minorenni, ma nel 2001, anche a seguito di una massiccia campagna mediatica, si creò la rottura. E dunque, l'introduzione della nuova normativa. Peccato che, però, da allora ad oggi non sia stato emanato anche un regolamento attuativo che fissi tutti i paletti del processo. "E così si sono create - spiega il giudice Titti Potito - ventisei prassi diverse in tutta Italia, una cioè per ogni tribunale, che hanno dovuto fare da sé". Nessuna indicazione sull'elenco degli avvocati di ufficio, ad esempio, che proprio per la delicatezza della problematica avrebbero dovuto avere una particolare specializzazione. A Bari ci hanno provato, di comune accordo con i magistrati e animati da buona volontà, i rappresentanti del consiglio dell'ordine degli avvocati che hanno selezionato i colleghi meglio formati sul campo e ne hanno inviato i nomi al tribunale per i minorenni. Ma non solo. "Il legislatore - aggiunge Titti Potito - ha rimesso all'interpretazione dei tribunali anche le norme procedurali applicabili al processo". Un altro esempio? Non è ben chiaro chi, tra la cancelleria del giudice e quella del pm, debba notificare ai genitori decaduti dalla potestà la dichiarazione di adottabilità del proprio figlio. E se si sbaglia, accade il peggio. Può succedere infatti che se fatta in maniera errata, può essere dichiarata nulla così come tutti gli atti successivi a quella notifica. E così finisce che un intero processo può cadere sotto i colpi della burocrazia. "Non esiste una prassi costante - precisa il magistrato minorile - si rischia la nullità del processo". Che poi ricomincia daccapo, sottraendo anni di vita a bambini in attesa. Minori di tutte le età ma che, proprio in virtù della loro età vengono spesso discriminati dalle famiglie affidatarie, quasi sempre alla ricerca di bambini molto piccoli, al massimo di sette anni. E forse anche per questo, nel 2006 nel distretto della corte d'appello di Bari (che comprende anche Trani, Lucera e Foggia) sono stati 27 i minorenni adottabili, 26 quelli adottati. Altri 33 quelli che hanno trovato una via d'uscita grazie all'adozione mite, novità introdotta dal presidente del tribunale per i minorenni di Bari Franco Occhiogrosso per dare una possibilità a tutti i bambini o adolescenti in stato di abbandono. è una forma di adozione che non interrompe del tutto il loro rapporto con la famiglia di origine (lasciando il doppio cognome) ma consente, nel caso in cui la situazione familiare di difficoltà del bambino si evolva negativamente, di procedere poi alla sua adozione. Si tratta cioè di un'intuizione che si rivolge alle zone grigie dell'abbandono dei minori. Nel 2007, poi, a fronte di 756 domande di adozione, 22 sono stati i minori dichiarati adottabili, 23 le adozioni. Ad aggravare la situazione, peraltro, c'è una nuova tendenza dei magistrati (anche di quelli di appello e della Cassazione), chiamati a valutare le "condizioni di abbandono" in cui si trovano i bambini per poi dichiararne l'adottabilità: "Esiste oggi un'interpretazione ancora più restrittiva - chiarisce il giudice Potito - Anche perché la povertà, non lo dimentichiamo, non è considerata una condizione di abbandono dei figli, ma una situazione in cui lo Stato è chiamato a intervenire". Zone grigie, difficili da distinguere nettamente, sulle quali si spalancano gli occhi speranzosi dei bambini.

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Artigiani, corsa all'ultimo tuffo per il nuovo registro dei rifiuti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Domani la scadenza, molte imprese non ce la faranno Artigiani, corsa all'ultimo tuffo per il nuovo registro dei rifiuti Nessuna speculazione sull'area degli Erzelli: l'ho venduta a 100 euro al metro quadro Commesse ingenuità ma in buona fede LIVORNO. Ennesimo ostacolo burocratico per le aziende artigiane, che entro domani sono costrette a rincorrere un nuovo oneroso timbro sulle proprie pratiche. Questa volta il settore è quello dei rifiuti, forse con la presunzione di risolvere con le carte bollate problematiche complesse che la burocrazia può solo aiutare a complicare. Le imprese sono infatti chiamate, obbligatoriamente entro domani, ad avere timbrato dalla Camera di Commercio (su indicazione del Ministero), al costo di 30 euro, un nuovo registro di carico e scarico rifiuti, rispetto a quello che hanno già in uso. E' da segnalare inoltre il fatto che vede probabilmente obbligate alla vidimazione anche le aziende che avevano fatto vidimare i propri registri all'Agenzia delle Entrate. Vista la ristrettezza dei tempi, saranno molte le aziende che rischieranno di non poter ottemperare all'obbligo, con inoltre un inutile aggravio di lavoro per gli uffici camerali. I registri sono accettati presso la sede della Cciaa, in piazza del Municipio 48 allo Sportello Ambiente ed i 30 euro sono pagabili direttamente allo sportello o su conto corrente postale.

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CIO' CHE RESTA DEI PROGETTI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data: 2008-02-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE A PROPOSITO DEL CIVIS CIO' CHE RESTA DEI PROGETTI di PIER LUIGI CERVELLATI A ncora sul Civis. Non per ripetere critiche sempre più consistenti e approfondite. Critiche che forse hanno spinto proprio in questi giorni l'amministrazione comunale a indire assemblee e a pubblicizzare con migliaia di volantini i "benefici " di questo progetto. Se, come pare, gli appalti sono stati fatti, la tanto assicurata "partecipazione " è del tutto inutile. Come le critiche. Non bisogna disperare. Forse il buon senso alla fine potrebbe prevalere. A Bologna, negli ultimi dieci anni è già successo. Due "piccoli" grattacieli dovevano sorgere al posto della vecchia stazione ferroviaria. Una star dell'architettura internazionale aveva fatto gli esecutivi. Anche se il referendum non realizzò il quorum, le proteste dei cittadini impedirono uno scempio urbanistico. Non sempre i no bloccano l'innovazione da tutti acclamata. Non riuscirono a fermare la sistemazione, piuttosto costosa, della viabilità sulla via Emilia Ponente, prima di Borgo Panigale. La sistemazione, fortemente contrastata, costò due volte. Per farla e poi per demolirla. La nuova amministrazione demolì subito l'intervento, ma cadde nello stesso errore con le famose Gocce nella centralissima piazza Re Enzo. Le "due gocce" furono demolite a loro volta dall'attuale amministrazione. Sorda - come le precedenti - alle proteste. Proteste spontanee, partecipate e non organizzate da un partito di opposizione che vuol diventare maggioranza. La storia urbana degli ultimi dieci anni, in fondo, è una storia vivace. E' la storia di cittadini che rivendicano il diritto di partecipare e di contribuire alle scelte sul futuro della città. C'è però un inquietante (quanto retorico) interrogativo. Chi paga? Il progetto della nuova stazione fu pagato dalle Ferrovie, ovvero da tutti gli italiani. A noi bolognesi furono addebitati solo i costi del referendum e le spese per così dire inerenti la burocrazia tecnica. Maggiori furono le spese per realizzare e demolire la sistemazione della via Emilia Ponente. Molto costò anche il balletto delle "due gocce" dal centro al cimitero. Il Civis (che non è un'eredità dell'amministrazione precedente, non solo per tracciato diverso quanto per la sua connessione con la prevista e inutile metropolitana) costa moltissimo. Preventivo di quasi 200 milioni, figuriamoci il consuntivo. Mette sottosopra tutta la città storica provocando disagi anche economici per almeno tre se non cinque o sei anni. In tempo per l'amministrazione del 2014, di demolirlo in fretta. L'innovazione, specie se è sbagliata, costa. Gli errori, però dovrebbero essere pagati da chi li commette e non dai cittadini.

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Il gran rifiuto dei laici: non spariremo nel Pd (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un posto in lista solo per Emma? Bonino: un insulto. Pannella: un'imbecillità. Ma la trattativa continua. Si chiude la partita con i socialisti. Di Pietro verso il sì Daniela Preziosi Roma "Non sono un'accattona, e credo che quella di Fassino sia al di là delle parole una posizione che rileva una grandissima disistima nei miei confronti". Così, con una rispostaccia a mezzo Radio Radicale, ieri Emma Bonino ha restituito al mittente l'offerta di un posto solo per sé nelle liste democratiche. Dove il mittente era Piero Fassino che dalle colonne della Stampa dichiarava che il Pd è pronto a candidare la ministra "perché ha collaborato egregiamente con Prodi". A patto però di non "confonderla" con i radicali. Una gaffe, e pure maldestra, quella dell'ex segretario ds. Tanto che in mattinata le democratiche sono corse ai ripari. Aggiustando, interpretando, chiarendo. "Emma Bonino è una persona che tutti vorrebbero nel proprio partito, e uno dei motivi per cui la vogliono è che è una persona coerente: allora non offendiamo la sua coerenza se le chiediamo una adesione personale", dice Rosy Bindi. "Bonino è una donna straordinaria ed è una delle risorse femminili del nostro paese", Anna Finocchiaro. Ma Barbara Pollastrini ammette: donna "straordinaria e autorevole" ma "per aprirsi non possiamo selezionare noi in casa altrui". Lei, Bonino, come dicevamo, non l'ha presa bene. Offrirle un posto 'a prescindere' dal suo partito, spiega, è un vecchio vizietto, quello distinguere i buoni dai cattivi. No, grazie. "E' come se io dicessi: vengo all'incontro con Pol Pot. Questi messaggi dimostrano una mancanza di stima nei miei confronti. Oltre che la loro pochezza". Chi l'ha presa addirittura malissimo è Marco Pannella: "Fassino dice un'imbecillità. Si potrebbe anche dire che Veltroni è disposto a candidare Berlusconi ma non fare accordi con Fi. Mi pare sia una cosa tanto imbecille quanto offensiva". La replica di Fassino è piccata e liquidatoria: "Prendiamo atto che ad una valutazione politica si risponde con l'insulto. Non è il nostro metodo". Porte chiuse, dunque? La pazienza radicale è ostinata e chissà, dice Rita Bernardini. Se Pannella e Bonino sparano alzo zero, lei ragiona, discute, consulta. Dice la segretaria radicale: "Non è detta ancora l'ultima. Un mese fa Veltroni ci ha detto: vi stimo tantissimo e rispetto la vostra autonomia. Allora vorremmo capire perché per gli accordi va bene l'Italia dei Valori e vanno male i radicali. Tanto più che al comune di Roma suona tutta un'altra musica". Poi se la prende con Repubblica online che - casualmente - "sbandiera un sondaggio che, fra gli scenari, ipotizza per il Pd solo la coalizione con l'Idv, trascurando altre ipotesi di collegamento come quella con i radicali". Dopo un po' l'eurodeputato Marco Cappato annuncia un sondaggio telematico del Corriere.it in cui si invitano i lettori ad esprimersi a favore o contro un'eventuale alleanza tra Pd e radicali. "I risultati sono, finora, clamorosi: su oltre 28mila votanti, il 71 per cento si pronuncia a favore di un'intesa". Ma la strada di un accordo sembra ormai chiusa. Come quella con il Ps di Boselli e Angius. Ieri mattina l'incontro dei due con Veltroni e Franceschini è durato pochi minuti. I socialisti non hanno neanche voluto sapere quanti posti venivano offerti. "Ci hanno chiesto di entrare nelle loro liste, noi ci saremmo aspettati un accordo sul programma riformista. Invece l'alternativa è stata: o vi sciogliete o nulla". Nulla, andranno soli, a costo di non eleggere parlamentari, almeno fino alle prossime europee. Ancora aperta, ma questa volta con i venti favorevoli in poppa, è la invece la trattativa con Di Pietro. Che infatti ieri ha ribadito che il suo partito "ha un suo elettorato di riferimento e una sua caratteristica valoriale all'interno del sistema politico". Cioè: "lotta alla casta e alla burocrazia, riduzione dei costi della politica". Tradotto: noi prenderemo i voti dell'antipolitica e dei fan di Grillo. Che sarebbero un fiore all'occhiello per il Pd. E Veltroni non può rinunciare, se vuole evitare che qualcuno accusi il partito nuovo di puzzare di vecchio.

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La lotta al racket una priorità (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-12 - pag: 24 autore: Sicurezza. Venturi (Piccola Industria Sicilia): alla politica chiediamo riforme "La lotta al racket una priorità" Nino Amadore PALERMO L'analisi è a tutto campo:lotta al racket e alla mafia, misure per lo sviluppo, campagna elettorale. Marco Venturi, quarantenne presidente regionale della Piccola industria di Confindustria Sicilia presenta alla stampa i nuovi vicepresidenti della Piccola (Giuseppe Seminara, Alessandro Spadaro, Luigi Costanza e Davide Guastella) e rilancia. Torna a commentare, per esempio, le dichiarazioni della scorsa settimana del presidente dei giovani industriali di Palermo Margherita Tomasello che aveva detto "basta con l'antimafia": "Il problema inSicilia non è l'antimafia ma la mafia e il malaffare che hanno pervaso questi ultimi anni di vita politica ed economica del sistema. Una mafia che va combattuta. Anzi, mancano proprio voci importanti che dovrebbero prendere posizione in modo schietto, per esempio gli ordini professionali", dice Venturi. E la cronaca sembra dargli ragione: di fronte allo sfogo dell'urbanista Marina Marino che aveva annunciato di voler lasciare l'ufficio tecnico del Comune di Bagheria dopo il voto del consiglio comunale che dava di fatto il via libera a un'iniziativa a forte pericolo di infiltrazione mafiosa (si veda Il Sole 24 Ore di sabato), un solo rappresentante dell'Ordine degli architetti ha fatto arrivare alla professionista siciliana solidarietà. Ed è questo solo un episodio, dei tanti, che Venturi si è trovato di fronte. Magari questo substrato culturale ha fatto pensare a lui come ad altri che le parole di Margherita Tomasello riflettessero l'idea di rompere il fronte antimafia. Lei, l'imprenditrice palermitana, ieri è tornata sul punto: "Condivido – ha detto – il messaggio lanciato da Venturi, che ha focalizzato l'interesse degli imprenditori su aspetti che riguardano lo sviluppo, le grandi riforme, riduzione dei costi e minor burocrazia. Mi fa piacere che Venturi ha accolto lo spirito delle mie parole con le quali ho esortato gli imprenditori a concentrarsi anche sull'aspetto dello sviluppo in Sicilia. Questo è il migliore investimento della classe imprenditoriale della nostra terra contro il malaffare e il racket delle estorsioni". Chissà se la dichiarazione di Margherita Tomasello chiuderà l'incidente, di sicuro Venturi sembra deciso ad andare avanti sulla strada della lotta alla mafia e all'illegalità. Anche puntando a fare chiarezza in casa propria perché l'illegalità, dice, è fatta "anche di mancato rispetto dei contratti di lavoro da parte di molti imprenditori". "In Sicilia –dice Venturi –ci sono imprese che fanno la cresta sui salari e che spesso utilizzano questi soldi per creare fondi neri e magari pagare il pizzo. Non parlo solo degli industriali ma anche del settore dell'agricoltura, dove il fenomeno è ancora più diffuso, oppure nell'edilizia. E nessuno denuncia: io lo faccio da tre anni ". Su queste basi Venturi propone l'estensione a livello regionale del protocollo provinciale contro il lavoro nero e irregolare siglato a Caltanissetta. Quanto alla politica il presidente dei piccoli industriali ha segnalato che Confindustria Sicilia sottoporrà le richieste degli industriali a tutti i candidati alle elezioni e che "l'organizzazione assumerà un atteggiamento di osservazione degli impegni inseriti nei programmi di governo e della loro successiva attuazione". Quattro, in questo caso, le priorità: riforme, semplificazione amministrativa e burocratica, politiche di sviluppo e impiego virtuoso dei fondi europei, infrastrutture. "Alla politica nazionale e regionale – ha sottolineato Venturi – chiediamo il coraggio di varare riforme autorevoli, anche impopolari, e di sapere dire dei no, perché non si può pensare solo a dare risposte ai precari da stabilizzare; bisogna riformare profondamente un sistema che non funziona più e che costa troppo a causa dell'eccessiva ingerenza della politica". nino.amadore@ilsole24ore.com GLI OBIETTIVI Contrasto all'illegalità a tutto campo: nel mirino le aziende che attraverso il lavoro sommerso accantonano fondi neri per pagare il pizzo.

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<Mancanza di certezze>, Rinascente non investe più (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-02-12 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Il gruppo: "Insormontabili difficoltà per le autorizzazioni". E annuncia: addio al nuovo store di Napoli, piano da 50 milioni "Mancanza di certezze", Rinascente non investe più Santangelo: quasi tutto risolto, incontriamoci "Oltre 18 mesi per ottenere permessi e licenze" e la Rinascente rinuncia ad investimenti per 50 milioni Il Comune: iter completato NAPOLI - La burocrazia è troppo lenta e la Rinascente rinuncia ad investire a Napoli. Per Palazzo San Giacomo la doccia fredda arriva quando alle 19.05 l'agenzia Ansa riprende un comunicato del gruppo milanese nel quale si spiega che a causa delle "insormontabili difficoltà per ottenere le necessarie autorizzazioni" la Rinascente ha deciso di rinunciare al progetto di un nuovo grande magazzino a Napoli. Un anno e mezzo fa la società guidata da Vittorio Radice aveva annunciato lo spostamento da via Toledo a un palazzo molto più grande in via De Pretis: questo avrebbe comportato non solo il rilancio della Rinascente, anche a Napoli, secondo i canoni di un department store internazionale, ma anche il raddoppio dei posti di lavoro da 70 a 140. L'investimento previsto per questa operazione era di 50 milioni di euro. Ora la Rinascente spiega che, dopo aver lavorato "per oltre 18 mesi per ottenere permessi e licenze ", con "lo slittamento continuo dell'iter burocratico ", aveva annunciato come data ultimativa quella del 31 dicembre 2007, poi prorogata ulteriormente al 5 febbraio 2008. "Anche questa data è passata senza avere risposte precise", pertanto la Rinascente annuncia che si trova "costretta" a ritirare il progetto urbanistico ed edilizio che aveva presentato all'amministrazione comunale il 19 febbraio 2007, per "mancanza di certezze sul suo investimento". "Personalmente - spiega l'amministratore delegato, Radice - provo una grande tristezza e una immensa delusione nel prendere questa decisione". Tutto nasce - spiegano a Palazzo San Giacomo - da modifiche urbanistiche relative allo stabile di via De Pretis e ai parcheggi ad esso collegati. Ma solo ora l'iter degli uffici comunali sarebbe terminato. Ecco perché Palazzo San Giacomo prova a recuperare e, tramite il vicesindaco, Sabatino Santangelo, responsabile dell'Urbanistica, lancia un messaggio ai vertici della Rinascente: "Capisco il disagio degli imprenditori - dice - ma purtroppo di fronte al rispetto di normative precise, che era però necessario interpretare, non potevamo fare di più per quanto riguarda i tempi tecnici. Comunque crediamo ancora possibile un via libera al progetto, in quanto stavamo appianando le ultime difficoltà". Ed ancora: "Faremo di tutto - dice sempre il vice della Iervolino - per un esito positivo e per consentire alla Rinascente di tornare sui suoi passi. C'erano ultime difficoltà che stavamo risolvendo. Spero di incontrare presto i vertici della Rinascente". Insomma, al Comune sperano ancora che la vicenda possa rientrare. Questo, invece, il commento del presidente del-l'Ascom, Antonio Pace: "Ci dispiace se Napoli ha perso un investimento di tale importanza ma ogni intervento, così come quello della Rinascente, va fatto con il rispetto di tutte le norme ". Per Pace, infatti, "bisogna analizzare bene le cause di questa situazione. Se ci sono ostacoli normativi, problemi sul fronte urbanistico, relativi al piano commerciale, allora vanno prima affrontati questi nodi garantendo sempre il rispetto della legalità". Paolo Cuozzo Manager Vittorio Radice, amministratore delegato di Rinascente.

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Le due vite di Marta prof universitaria e barbona senzacasa (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-02-12 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Sfrattata Insegnante di matematica, 62 anni Le due vite di Marta prof universitaria e barbona senzacasa Dalla cattedra ai centri d'accoglienza Docente di matematica all'università di Catania e "barbona" senzacasa a Roma Le due vite di Marta D. Le due vite di Marta D. sono iniziate l'estate scorsa. Minuta, occhi azzurri, capelli puliti, unghie curate. Sessantadue anni, docente di matematica all'università di Catania, mai sposata, a Roma da una quindicina d'anni. Senzatetto da otto mesi. "Può scrivere "barbona" se crede" accorda lei. Insegnante e clochard, accademica e vagabonda, la doppia esistenza di Marta matura alle temperature già infernali del 25 giugno scorso. Quando ufficiale giudiziario e poliziotti le sigillarono l'appartamento in via Emanuele Filiberto (malgrado la cattedra siciliana aveva scelto di restare a Roma per ragioni forse sentimentali). Niente morosità: la casa era necessaria al proprietario. "Sfratto" disse il giudice consegnando il provvedimento all'ufficiale del tribunale che - a sua volta - richiese alla prefettura il supporto necessario ad eseguirlo. In una buona sceneggiatura, a questo punto, entrano i servizi sociali. Nell'emergenza romana invece, esplosa tra stupore e qualche cinismo, i servizi sociali sono l'happy end in un film d'avanguardia. Ognuno va per conto proprio e non si incontrano mai. Marta D. indossa un paio di occhiali dalle lenti bifocali, senza montatura, abiti fuori stagione e scarpe con il tacco. è stata lei stessa a telefonare in redazione per raccontare la sua vicenda. "Sono una senzatetto. Se vi interessa la mia storia ve la racconto" aveva detto al telefono. Lessico apppropriato, nessun inciampo "alcolico", niente esitazioni. Appuntamento a domenica allora. In orario, trascina un carrello pesante con dei pacchi: sono le sue cose. Al ristorante siede senza timidezza. Anni fa, un'operazione impegnativa alla spalla le è costata debiti. "Lo stipendio di docente, ora, serve quasi interamente a ripagarli. Chiedo solo una casa per i prossimi quattro anni, quando avrò finito di ripagare il debito..." confida. I centri di accoglienza comunale dove dorme - in via Marsala, via Assisi, via Tuscolana più "Casa Maria" a san Pietro: è stata ovunque - la liberano alle otto di mattina. Le pensioni ("quando ho qualche soldo riesco ad andarci") dipende dalla categoria: "meno paghi, prima devi lasciare la camera...". Una volta in un ristorante le hanno offerto il pranzo "benché avessi i soldi e insistessi per pagare ". La seconda volta però l'hanno invitata ad andarsene: pensavano volesse marciarci. Roberto Morea, assessore alle Politiche sociali del Primo municipio si sfoga: "Mi piacerebbe parlare oggi con quelli che dicevano ieri "Che bello! Senza equo canone ci sarà il mercato a calmierare...". Fino a qualche tempo fa per vicende come quella di Marta c'era ancora la soluzione degli enti di beneficienza. Ma ora che le Ipab hanno cambiato il proprio statuto in fondazioni private, la soluzione è svanita. Anche il patrimonio immobiliare delle Ipab viene affittato per fare reddito con cui provvedere poi all'assistenza ". Per Marta D. i servizi sociali sono solo la spalla già zuppa di lacrime di una burocrazia stressata e impotente. Il municipio le offre aiuto psicologico ma non può darle una casa. E il contributo per l'affitto a cui avrebbe diritto richiede un contratto. Qualcuno affitta una casa? Ilaria Sacchettoni.

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ROMA - Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni senza poter scegliere chi mandare in Par (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - "Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni senza poter scegliere chi mandare in Parlamento. Non possiamo fare i notai delle segreterie dei partiti". Lo ha detto ieri il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, parlando ad un convegno sulla "Modernità", che si è tenuto ieri nello stabilimento di Alenia Composite di Grottaglie. Per Montezemolo: "L'Italia è un Paese che premia le minoranze invece che le maggioranze, anche se vedo uno sforzo di novità e di aggregazione". Il leader di Confindustria ha poi criticato entrambi gli schieramenti, incapaci di avviare le riforme necessarie al Paese specialmente ora che la produzione industriale è in calo: "Abbiamo avuto un governo di centrodestra con una grandissima maggioranza, che si è definito liberale e non ha fatto una sola liberalizzazione. Poi abbiamo avuto un governo di centrosinistra che non ha compreso che liberalizzare serve a chi ha meno potere d'acquisto. Il ministro Bersani ci ha provato ma la cultura di questo governo era troppo diversa". Per Montezemolo infine: "C'è bisogno di affrontare la politica energetica. Sì ai rigassificatori, sì a un nucleare moderno e tecnologico. Mettiamoci a lavorare". Non è la prima volta che il presidente di Confindustria, affronta il tema dell'energia. Aziende e famiglie, infatti, pagano in Italia costi molto elevati per l'elettricità. "Non possiamo continuare a pagare l'energia così cara - ha aggiunto Montezemolo - chi ha meno potere di acquisto, la paga due volte".Non c'è dubbio che la questione energetica richieda scelte ravvicinate. A fine 2008, è prevista l'entrata in esercizio del rigassificatore ExxonMobil-Edison che consentirà la rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi l'anno, sul mare di fronte a Rovigo. Per realizzare questa struttura, tra permessi, autorizzazioni, e contestazioni a livello locale, ci sono voluti quasi dieci anni. L'Enel sarebbe pronta a costruire un altro impianto a Porto Empedocle, in Sicilia, per altri 8 miliardi di metri cubi l'anno ma questa volta a bloccare l'opera (da 600 milioni) è la Via (Valutazione d'impatto ambientale). Se arrivasse, l'impianto potrebbe entrare in esercizio a fine 2011. La Regione Liguria ha stoppato la richiesta dell'Eni di ampliare l'impianto di Panigaglia, l'unico operativo in Italia finora. Saranno in tutto una decina i rigassificatori bloccati da lotte e burocrazia. Nel nucleare, la questione è ancora più complessa. Dopo lo stop deciso con il referendum del 1987, si sono perse competenze pubbliche e private. Secondo un dossier riservato dell'Edison, bisognerebbe mettere in conto almeno 10 anni (tra autorizzazioni e realizzazione) prima di avere una centrale nucleare in Italia. Altri, come Massimo Romano, Ad della Sogin, vedono un'orizzonte al 2020. Ma soprattutto è urgente "ricostruire le regole e le competenze pubbliche senza le quali non solo non si riapre il nucleare, ma nemmeno lo si chiude". Per autorizzare il piano Sogin delle attività 2008 (decommissioning delle vecchie centrali e altro), infatti, servono 99 autorizzazioni in tutto e 55 le deve dare l'Apat, i cui ingegneri sono prossimi alla pensione. B.C.

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Tuvixeddu, riaperto il cantiere sul colle (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Dopo la sentenza. Aziende all'opera: "Ma il momento buono del mercato è passato" Tuvixeddu, riaperto il cantiere sul colle Dopo la sentenza.. Aziende all'opera: "Ma il momento buono del mercato è passato" Ma perché ricomincino i lavori ci vorrà almeno un mese --> Ma perché ricomincino i lavori ci vorrà almeno un mese Il Tar si è pronunciato. E a Tuvixeddu ricominciano i lavori. Ma non agli stessi costi. Finita la battaglia, ora a Tuvixeddu è il momento di tirare le somme: si contano i morti e i feriti. E sul campo - 48 ettari di progetto: abitazioni, un parco, un museo, viabilità e sottoservizi - sono rimasti in tanti. Partirono in 240. Distribuiti in vari settori: ufficio vendite, progettisti, topografi, direzione dei lavori. Poi le maestranze degli operai: nell'area, prima dello stop, lavoravano cinque grosse imprese, alcune delle quali avevano a loro volta subappaltato delle opere. Di quell'esercito, sono rimaste solo due persone. SI RIPARTE Gli unici superstiti, che ieri sono tornati al lavoro negli uffici prefabbricati di via Is Maglias. Giuseppe Piras, coordinatore generale di Nuova iniziative coimpresa, e Mauro Caria, project manager della Cualbu costruzioni. Sono i sopravvissuti. Toccherà a loro rimettere in moto una macchina rimasta ingolfata per più di un anno. Compito difficile: prima del blocco il cantiere andava come un treno. Il parco già completato per il 60 per cento. La viabilità interna e i sottoservizi (fogne, luce, acquedotto etc.) quasi a metà. Erano pronti anche gli scavi di quattro fabbricati. Riprendere adesso significa mettersi a spingere lo stesso treno di prima, fermo sulle rotaie. Ecco perché per vedere le ruspe e gli operai dentro il cantiere di Tuvixeddu, ci vorrà ancora un mese. LE CARTE Ora è il momento della burocrazia: verranno ritirate tutte quelle concessioni che, anche se già accordate e pagate, non erano ancora materialmente in mano alle imprese. Il vincolo è arrivato nel mezzo del normale iter. Poi bisognerà rinegoziare tutto, o quasi. Le condizioni con le aziende di costruzione, gli obblighi verso gli altri proprietari dell'area. Circa il 10 per cento dei terreni è in mano a dei privati, che riceveranno in cambio parti della nuova lottizzazione. Prima di ripartire, sarà necessario predisporre nuove clausole anche per loro. Presto verrà comunicata al Comune la data di inizio dei lavori. POCA DOMANDA Si riprenderà tutto daccapo: "Ma non sarà la stessa cosa. Vendere l'anno scorso significava farlo con il mercato al massimo. Con certi valori. Adesso la compravendita immobiliare sta attraversando un momento di stasi. E noi ci reinseriamo con nuova offerta, anche se c'è poca domanda", spiegano i due manager. PERIZIA C'è un altro aspetto, non meno importante: lo stop di tredici mesi - dal 13 gennaio 2007 fino a ieri - avrà un ripercussione su lavori e progetti. Andrà fatta una "perizia di assestamento", per quantificare il danno subito dai cantieri. Piras semplifica: "Se le opere prima costavano 10, ora costeranno 10 più 2. Dove 2 sono i soldi necessari a riportare l'area nelle condizioni di un anno fa". I due tecnici non vogliono scivolare nell'argomento danni. Milionari, secondo le previsioni. "Posso solo dire questo: avevamo previsto di fatturare in tutto 237 milioni di euro. Circa 40 ogni anno". Le rescissioni - relative alle opere di viabilità, parco e museo - sono costate circa 10 milioni. L'ufficio vendite aveva già concluso 70 contratti d'acquisto. Appartamenti già prenotati. Con i relativi acconti, tutti restituiti. "TRANQUILLI" Ma nonostante la minaccia di un ricorso in appello di fronte al Consiglio di Stato, i cantieri riapriranno al 100 per cento. Senza stare a guardare i possibili sviluppi futuri. "Ci sentiamo tranquilli. Fiduciosi, perché la sentenza del Tar parla chiaro. Non so neanche a cosa si potrebbero appigliare per mandare avanti un appello". Le sessanta pagine del provvedimento sono sulla loro scrivania. "Riprenderemo al massimo delle nostre forze. Anche se chiaramente il progetto sarà influenzato dai vincoli che la Regione ha cercato di imporre". E il costo di quest'influenza verrà quantificato degli avvocati dell'impresa. MICHELE RUFFI.

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Porto Marghera al bivio tra rilancio e declino (sezione: Burocrazia)

( da "Polimerica" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Scritto dalla redazione [calato] 12 febbraio 2008 @ 09:31:50 CET Sembra prevalere la fazione che vuole la chiusura del petrolchimico veneziano. Ma i giochi sono ancora aperti. Nei giorni scorsi la Commissione Tecnica V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) ha bocciato con un solo voto di scarto - 25 a 24 - una risoluzione che chiedeva un supplemento di indagini sul progetto di bilanciamento degli impianti di produzione di CVM e PVC a Porto Marghera, presentato da Ineos. Come dire che la decisione è presa e non pare favorevole al piano di sviluppo, che tra l'altro prevede la sostituzione delle celle a mercurio con quelle a membrana, più sostenibili sotto il profilo ambientale. Dalla riunione della Commissione V.I.A ci si attendeva un parere positivo, considerato dal gruppo chimico britannico condizione necessaria per proseguire nel progetto di rilancio delle attività nel polo chimico veneto, che prevede investimenti per circa 35 milioni di euro. Che vanno sommati ai 60 milioni di euro già investiti da Ineos per rispettare gli impegni presi nell'Accordo di Programma sottoscritto nel 1998, a prescindere dall'ottenimento o meno delle autorizzazioni al progetto di bilanciamento previsto da quello stesso Accordo. Sebbene il voto da un punto di vista tecnico non equivalga a una bocciatura vera e propria del progetto, il segnale sembra chiaro e potrebbe influenzare le decisioni di Ineos di restare a Porto Marghera, anche se la società, cautamente, evita di pronunciarsi sulla decisione della Commissione, salvo ribadire che spera ancora di portare a compimento il progetto. Si sono invece mossi, oltre ai politici - dal Ministro Bersani al sindaco di Venezia Cacciari - anche Federchimica e i sindacati, concordi nel denunciare la volontà di smantellare il polo chimico veneziano. In una nota, Federchimica si dice seriamente preoccupata dalla decisione assunta dalla Commissione Tecnica V.I.A. "L'area di Porto Marghera che ospita l'impianto Ineos, da sempre al centro delle polemiche tra ambiente e sviluppo industriale, rischia ancora una volta di vedere penalizzata una impresa chimica che, in ottemperanza alle direttive europee per la prevenzione dell'inquinamento, ha già realizzato investimenti ambientali e di sicurezza in linea con l'accordo di programma sottoscritto dieci anni fa con i Ministeri competenti", afferma la federazione dell'industria chimica. "Le ultime perplessità emerse in Commissione V.I.A. e il conseguente reale pericolo di vedere l'azienda costretta a fermare la propria produzione rischiano di aggravare ulteriormente la delicata posizione del Polo industriale di Porto Marghera - aggiungono a Federchimica - Questa grave iniziativa, se confermata, pregiudicherebbe la permanenza del Polo industriale per colpa di burocrazia e incertezze, che impediscono un equilibrato sviluppo sostenibile della zona, con ripercussioni fatali anche per le altre aree produttive del Paese. Cresce di conseguenza, in modo evidente, il rischio di vedere delocalizzare impianti industriali in regola con le Direttive UE in altre Regioni europee che - con meno burocrazia - consentono, in tempi rapidi, di avviare attività di produzione osservando gli standard di compatibilità ambientale". Sulla stessa linea si muovono i sindacati. Alberto Morselli della Filcem-Cgil è più esplicito: "Un Paese che non riesce a decidere su uno dei propri talenti industriali, è un paese malato che rischia di essere messo alla porta della competizione internazionale”. Nonostante la crisi di governo, il sindacato fa sapere che continuerà a portare avanti le proprie proposte: gli investimenti indispensabili delle imprese, le autorizzazioni necessarie per la riqualificazione e la bonifica della chimica a Porto Marghera. “E senza le autorizzazioni – aggiunge Alberto Morselli – non entrano in esercizio le migliori tecnologie (celle a membrana) che escludono il mercurio, sostanza che crea gravi problemi di impatto ambientale”. Porto Marghera non è solo un simbolo della battaglia per mantenere viva la chimica in Italia: l'interconnessione esistente tra il polo veneziano e il sistema produttivo nazionale è molto forte e c'è il rischio di ripercussioni a catena sugli altri insediamenti (Ravenna, Priolo, Ferrara, Mantova). Fermare la chimica in Italia significa anche rinunciare a "materie prime" necessarie alle nostre industrie, perché i prodotti chimici di base sono, nei fatti, materie prime. Chiuse le produzioni in Italia, dovremo approvvigionarci di prodotti chimici di base e intermedi da altri paesi, con effetti negativi sulla bilancia commerciale e sulla competitività delle nostre imprese. Senza dimenticare le ripercussioni occupazionali sull'industria della chimica, e non solo nel territorio Veneto. Vedi anche: Il progetto Ineos per Porto Marghera.

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E se tornasse di moda il Network? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Merate" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

INCHIESTA Confartigianato, Commercianti, Costruttori e Cisl d'accordo nella necessità di progettare senza personalismi E SE TORNASSE DI MODA IL NETWORK? Alla ricerca del tavolo più idoneo c'è chi riscopre un cavallo di battaglia degli Anni Novanta richiedi la foto richiedi la foto richiedi la foto richiedi la foto richiedi la foto Nella fila in alto da sinistra Arnaldo Redaelli, Mario Sangiorgio, Peppino Ciresa; qui sopra Gianluigi Todeschini e Riccardo Bonaiti Lecco - Riccardo Bonaiti ha fatto centro. Il presidente dell'Api, con il suo editoriale ospitato due settimane fa dal Giornale di Lecco, ha stimolato la discussione sul Sistema Lecco "provocando" reazioni anche di tono distinto. Arnaldo Redaelli, presidente di Confartigianato Lecco e vicepresidente della Cciaa, parte da una convinzione: "Anche io sono convinto che sia importante ragionare insieme su progetti comuni anche se non è facile. Non penso al "progettone" unico: spesso servono quelli piccoli anche con impatto emozionale contenuto. Poi è evidente che su alcuni temi le singole associazioni debbano agire al proprio interno, dando risposte concrete agli associati". Servono responsabilità e coraggio di osare? "Mi pare che le associazioni sappiano osare, talvolta mancano il coraggio di condividere, di uscire dai personalismi. Serve la capacità di decidere insieme e poi di sostenersi reciprocamente, senza sfilarsi se le cose vanno male. E' fondamentale stare insieme nelle vittorie e nelle sconfitte, assumendosi le dovute responsabilità". Quindi evidenzia l'importanza della Camera di Commercio: "E' il punto nodale, il luogo della sintesi dove ognuno porta il suo pezzo di competenze. Però è fondamentale che venga vissuto in modo naturale, senza bisogno di "sforzarsi". Penso a una sorta di camera di compensazione dove si cerca un risultato ottimale per tutti". Uno sguardo pessimista arriva da Mario Sangiorgio, presidente di Ance Lecco (costruttori): "Stiamo subendo un processo di non governo da parte della politica. E poi siamo complessivamente vittime della burocrazia, dei tempi lunghi degli enti pubblici e delle istituzioni". Ma fa anche autocritica: "Non voglio solo accusare gli altri: anche le associazioni vivono una crisi e mi pare abbiano perso in autorevolezza". Il master plan? "Secondo me è già scritto. Il problema è che poi va letto e tradotto in concretezza". I tavoli? "Il presidente della Provincia Brivio dice che ci sono già? Sono d'accordo solo in parte. il tavolo territoriale va bene per i progetti macro, per quelli micro è troppo burocratizzato. E il Piano territoriale, di per sè necessario, in realtà viene vissuto come vincolo". Poi dà ragione a Bonaiti: "E' vero: ci sono troppe iniziative scollegate e senza una visione d'insieme. E' necessario un momento di riflessione per superare questo momento in cui si ragiona troppo nel breve e in cui manca il coraggio del fare". Decisamente più possibilista il presidente dell'Unione Commercianti, Peppino Ciresa: "Ha ragione il presidente di Confindustria, Franco Keller, quando afferma che ognuno deve svolgere il suo ruolo, senza pensare di sostituirsi alle istituzioni. La leadership? Credo che il territorio, nel suo insieme, debba essere leader. L'idea di un master plan, come lo definisce Bonaiti, mi pare condivisibile e apprezzabile. Ho in mente un percorso preciso: le associazioni si trovano e stabiliscono insieme le 4-5 priorità, senza imposizioni dall'alto o personalismi. Penso a un laboratorio di idee e di progettualità. Poi in modo compatto ci si presenta alle istituzioni. Nuovi tavoli? Preferirei di no. Ad esempio si potrebbe utilizzare il Network. Poi se vogliamo cambiargli nome non c'è problema...". Il "numero uno" dei Commercianti è ottimista sul clima: "Mi pare che la voglia di tornare a collaborare all'interno del Sistema Lecco ci sia. Adesso però bisogna concretizzare. Ad esempio perchè non iniziare a ragionare sull'Expo 2015 che porterà, se assegnato a Milano, 30 milioni di persone a 30 minuti da Lecco!". Il coraggio e la voglia di osare ci sono? "Sì. Credo che le associazioni debbano dare un esempio positivo. Le capacità ci sono, anche per superare le eventuali difficoltà. Non possiamo certo arrenderci". Infine Gianluigi Todeschini, segretario generale della Cisl, sottolinea: "E' vero quanto affermato dal presidente dell'Api; il problema non è nella diagnosi, ma nella incapacità di individuare una terapia idonea e condivisa, nella mancanza di coordinamento, nella assoluta necessità di superare logiche individualistiche. La ricerca di nuove e positive relazioni, spesso invocate ma mai perseguite con sufficiente convinzione tra le parti sociali e con le istituzioni, è assolutamente indispensabile. Ormai da molto tempo Cgil, Cisl e Uil di Lecco hanno proposto unitariamente una intesa di metodo che consentisse di affrontare in modo organico le prospettive del territorio. In particolare con il "Tavolo dei Presidenti e dei segretari generali", una sede permanente e strutturata presso la presidenza della Provincia". E rilancia con convinzione anche Network Occupazione che "deve trovare una sua coerente nuova collocazione quale sede di confronto tra le associazioni imprenditoriali e sindacali sulle tematiche specifiche del mercato del lavoro e della formazione professionale". Nel complesso "due proposte non nuove, ma che sono ancora sul tavolo della discussione, da rilanciare con convinzione, responsabilità e coraggio". Articolo pubblicato il 12/02/08 Marco Magistretti.

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Iscrizioni entro lunedì 25 febbraio Le selezioni tre giorni più tardi Come orientarsi fra le leggi europee (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lavoro e Previdenza Pagina 11034 Mape Master in "Progettazione europea" organizzato a Cagliari dall'Università, previsti tirocini in enti pubblici Iscrizioni entro lunedì 25 febbraio Le selezioni tre giorni più tardi Come orientarsi fra le leggi europee Mape. Master in "Progettazione europea" organizzato a Cagliari dall'Università, previsti tirocini in enti pubblici --> La conoscenza delle leggi e disposizioni europee è un'esigenza sentita da amministrazioni pubbliche, da aziende ed enti privati che hanno necessità di professionisti preparati e capaci di affrontare la complicata burocrazia della Comunità europea. "Progettazione europea" è appunto il titolo di un master organizzato dal Crenos della facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari che ha aperto le iscrizioni alla seconda edizione del corso di primo livello. L'iniziativa è rivolta ai neolaureati che intendono avviare una carriera con una forte dimensione europea: dalla consulenza sulla compatibilità dell'idea-progetto con i programmi di finanziamento disponibili, alla progettazione, gestione e rendicontazione del progetto. Il master è strutturato per lavoratori che sentono l'esigenza di acquisire professionalità nella progettazione europea: funzionari di società di consulenza, dipendenti di enti locali, agenzie di sviluppo, camere di commercio, organizzazioni di operatori economici, operatori culturali e insegnanti. I posti disponibili sono 28, destinati a laureati (vecchio e nuovo ordinamento) in qualsiasi corso di studi, con familiarità del computer e padronanza della lingua inglese. Le lezioni saranno concentrate il venerdì e il sabato. L'organizzazione del corso è strutturata su tre moduli, propedeutico, specialistico e di laboratorio, uno stage trimestrale e un progetto finale: le ore di lezione frontale saranno 180, le ore di laboratorio 160, le ore di stage e project-work 560, il numero dei crediti formativi 60. Sono inoltre previsti incontri con professionisti del mondo giuridico ed economico dell'Unione europea, seminari con esperti, viaggi-studio a Bruxelles. Gli enti nei quali saranno svolti i tirocini sono il Centro servizi promozionali per le imprese della Camera di commercio di Cagliari, la Regione, la Provincia di Pisa, il Teatro lirico di Cagliari. Il Mape è inoltre sponsorizzato dalla Provincia di Cagliari. Partners del progetto oltre al Crenos, l'Interforum, società che si occupa di assistenza tecnica e progettazione comunitaria e Poliste, specializzata nei servizi a entità pubbliche e private. Le informazioni sul master sono scaricabili dal sito www.crenos.it/mape oppure si può contattare la segreteria al numero di telefono 070.6756404, fax 070.6756402, o recarsi negli stessi giorni e orari in via San Giorgio 12, a Cagliari oppure inviare una e-mail a mape@crenos.it . Le iscrizioni al master vanno inoltrate entro lunedì 25 febbraio a www.unica.it , servizi on line. Le selezioni si terranno giovedì 28 febbraio. Inizio delle lezioni l'11 marzo. MARIA BONARIA DI GAETANO.

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Ancora incerta la data di apertura (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Monza" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro socio educativo ANCORA INCERTA LA DATA DI APERTURA Monza - Il centro socio educativo di via Silva attende ancora l'apertura dei battenti. Un progetto avveniristico da 3,6 milioni di euro nel cuore del quartiere San Giuseppe, che sarebbe dovuto diventare il fiore all'occhiello della città nel settore dell'assistenza ai disabili. Invece, i mesi passano ma l'apertura del centro non è ancora in vista. Così lunedì sera, l'argomento è tornato sui banchi della politica durante la seduta del Consiglio comunale. "A quando il taglio del nastro? - ha domandato Marco Monguzzi, consigliere del Gruppo delle Libertà - A tutt'oggi i lavori sono fermi e 50 ragazzi portatori di handicap attendono, loro malgrado, che ancora una volta la burocrazia faccia il suo corso". Il "Cse" sorge in un'aerea comunale di fronte ai condomini di via Silva e si estende su una superficie di 4.700 metri quadrati. la struttura prevede aule dedicate ai giovani e ai senior, una sala per la musicoterapia, una per le attività motorie e manipolatorie oltre a una sala video e una ricreativa. Nella struttura è prevista anche una palestra, una piscina, un ambulatorio e una mensa. Di fianco all'edificio del centro, dovrebbe sorgere anche una sede del "Cag", centro di aggregazione giovanile del quartiere. "La struttura di via XX settembre (l'attuale "Cse" della zona) è ormai da tempo al collasso - ha continuato il consigliere in un'interpellanza rivolta all'assessore alla Famiglia Stefano Carugo - Il centro di via Silva che avrebbe dovuto sostituirla entro la metà del 2007 è ancora in completa". Monguzzi ha chiesto alla Giunta di sollecitare la conclusione dei lavori. Articolo pubblicato il 12/02/08.

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Montezemolo in Puglia: La ripresa dipende dal Sud (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia sviluppo Montezemolo in Puglia: La ripresa dipende dal Sud "La grande forza del futuro dell'Italia sta nella crescita del Sud\". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che ieri ha partecipato allo stabilimento Alenia Aeronautica di Grottaglie a un convegno dell'organizzazione degli imprenditori su \"Modernità: la leva del cambiamento, la sfida della crescita\". \"Il futuro - ha detto Montezemolo - dipende da chi si sa rimboccare le maniche, da chi investe, da chi rischia e da chi compete. Dalla Puglia deve nascere un forte riscatto del Sud, il Sud che deve crescere, deve mettere tutti in condizione di vivere meglio. E' una grande scommessa, non è un problema del Sud, è un problema dell'Italia\". Per Montezemolo \"bisogna che tutti si diano da fare. Oggi il Sud - ha aggiunto - è fermo e questo non va bene malgrado lo sforzo e le iniziative di tante imprese, di tanti imprenditori e di chi lavora nelle imprese. Ognuno deve fare il suo mestiere\". Intervenendo al convegno di Confindustria, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha proposto un abbattimento di tariffe per le imprese che operano nel Sud. \"La Puglia - ha detto Vendola - offre al sistema Paese il 60 per cento di energia, è la prima regione per energia eolica, ma noi paghiamo l'acqua e regaliamo l'energia. Forse bisogna ragionare su questo - ha aggiunto -, sull'abbattimento delle tariffe al nostro sistema di imprese in particolare per l'energia. Abbiamo detto al sistema di imprese: siate protagonisti. Noi non guardiamo ideologicamente al privato o al pubblico: il pubblico non deve ingerirsi in cose che non lo riguardano, il privato ha diritto alla celerità, ad esempio in burocrazia\". Vendola si è poi detto d'accordo con Montezemolo quando il numero uno di Confindustria \"invita la politica a un confronto di merito ponderato\". Intanto la crisi di Governo non cancella le missioni all'estero di Confindustria: \"Il mondo produttivo non può fermarsi ogni volta che c'è una campagna elettorale\". Il presidente di Confindustria, in una nota, ribadisce poi gli appuntamenti programmati in Messico (dal 26 al 29 febbraio prossimi) e in Egitto (dall'8 al 10 aprile). Più di centottanta imprenditori parteciperanno alla prima missione in calendario, mentre un numero superiore è annunciato per quella in Egitto. Il ministro al Commercio estero, Emma Bonino, ha assicurato il pieno sostegno del dicastero e dell'Ice e l'Abi ha confermato la partecipazione del sistema bancario. o. p. del 12-02-2008 num.

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PA. Semplificazione, Governo: al via consultazione pubblica (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

News PA. Semplificazione, Governo: al via consultazione pubblica 12/02/2008 - 10:39 Raccogliere idee e proposte nate dall'esperienza quotidiana e dai problemi vissuti dai cittadini e dalle imprese per semplificare la burocrazia. Questo l'obiettivo della consultazione pubblica aperta agli italiani lanciata dal Governo. Per partecipare basta andare sul sito dell'esecutivo e rispondere al questionario. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008.I risultati saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi pubblici sempre sul portale del Governo. Per informazioni è possibile inviare una e-mail all'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione all'indirizzo unitasemplificazione@governo.it LINK: Consultazione pubblica 2008 - redattore: SB.

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<Ignoranza e odio contro la Chiesa> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA PROTESTA "Ignoranza e odio contro la Chiesa" I PRETI E IL DAL MOLIN "Ora il vescovo Nosiglia ha il dovere d'intervenire" IL CELIBATO DEI SACERDOTI "Oltre i casi di Milingo e di don Sante Sguotti" UNA PROPOSTA DELLA LEGA "Le Prefetture vanno eliminate perché costano troppo"   "Ignoranza e odio contro la Chiesa": non saprei titolare diversamente il mio intervento. Mi riferisco allo scritto di Alberto Dal Maso apparso sul vostro quotidiano sabato 2 febbraio "D'accordo con i professori". Mi congratulo con lei, direttore del Giornale di Vicenza, disponibile anche a questi articoli, perché ritengo ardua impresa trovare ancora un pari coacervo di protervia, saccenteria, calunnia, giacobinismo contro la Chiesa. Non entro neppure sulla figuraccia della "nostra" Università, offerta al mondo, con il rifiuto della lezione del Papa da parte di alcuni insegnanti della Sapienza... (70 su 4500...) e non di tutti i professori, come sembra falsamente asserire il signor Dal Maso. A questo proposito, ma non c'è la democrazia in Italia?... Quando fa comodo non esiste! Intanto l'articolo pubblicato dimostra una crassa ignoranza da analfabeta perché giudica la Chiesa... contro il progresso, la scienza, la cultura... Ma non sa il nostro che anche i nazisti proclamavano di "eliminare" gli ebrei perché la "ragione" teutonica imponeva il progresso dell'umanità? Ma il signor Dal Maso sa chi ha fondato l'Università della Sapienza? A che punto si arriva ignorando che i primi "ospedali" della storia d'Italia furono di religiosi cristiani del 1400, le prime scuole d'Italia furono organizzate da religiosi Gesuiti e Scolopi... per non parlare di S. Agostino che nel 450 d.C., nella sua casa, aveva un gruppo di scolari-discepoli di filosofia e teologia? Ma che cosa vuol dire "progresso" se la scienza distrugge l'uomo, l'universo e la vita? Lo chiamo progresso questo? La storia della Chiesa, di un popolo cioè di milioni di persone, non è stato sempre limpida, ma la colpa va divisa, come dovrebbe ben sapere il signor Dal Maso, se è vero come è vero che le condizioni del tempo hanno influenzato e influenzano oggi uomini e leggi. Basta vedere la politica italiana! Ma quello che è offensivo e incredibile e che egli sale in cattedra e diventa lui l'infallibile maestro di teologia e di etica, brandendo giudizi di condanna a destra e a sinistra. La Chiesa, secondo l'ineffabile autore, avrebbe l'ardire infatti di condannare criminali, errori, deviazioni etiche, aberranti ideologie... salvo poi a insorgere quando fa comodo, quando la Chiesa non parla... non condanna! A questo punto allora, sembra di capire, la Chiesa non dovrebbe condannare né chi tradisce il matrimonio, né chi si suicida, né chi ruba, né chi ammazza i genitori, né chi usa la droga, né tanto meno chi è razzista... o corruttore... o trafficante di erotismo... salvo a metter al muro e fucilare un prete americano colpevole o presunto colpevole di pedofilia. Accusa che quasi sempre è fondata sulla "speranza" di ricevere denaro dalla controparte, come hanno rivelato alcuni processi. Siamo al giacobinismo più tetro, alla cocità più disperata, al dogmatismo bolscevico o nazista! In nome di chi e di quale potere, sembra dire il signor Dal Maso, si può dire ad un criminale: "quello che fai è sbagliato?". A questo punto Gesù Cristo, con la sublimità della sua legge, è certamente un retrogrado, un antisceriffo, contro il cosiddetto progresso del quale oggi scienziati, diffidano, perché potrebbe diventare antiumano. Il signor Dal Maso, con la cultura delle insinuazioni, non sa che se un prete viene accusato, deve affrontare l'autorità ecclesiastica che, nella valutazione dei fatti, non manda in prigione prima di aver conferma di quanto avvenuto, non di accuse. Provi a rubare un pollo e vedrà che per essere condannato possono passare 6 anni. Lei condannerebbe un amico per un "si dice"? Da S. Tommaso d'Aquino all'ultimo prete che arriva in parrocchia, gli interrogatori provocati dai ragazzi e dai giovani e dagli adulti su tutta la vita della Chiesa e sulla fede sono quotidiani. Ma dove vive questo signor Dal Maso? Ha mai incontrato un prete? Quanto a colui che chiama Ratzinger, sappia almeno illuminare la sua ignoranza, perché si tratta di una persona che ha insegnato in Università Europee e che dimostra una cultura vasta e profonda di fronte alla quale persone davvero competenti non fanno che esprimere ammirazione e stima. Altro che messaggi del Vaticano "discutibili se non pericolosi". Mi piacerebbe proprio conoscere questi messaggi. Però se lei è cresciuto nel bieco ateismo, se lei odia la Chiesa, se lei è guidato solo da pregiudizi di Marx, di Nietsche e di Freud, "maestri del sospetto", è paragonabile al sordo che giudica Mozart, al cieco che valuta i colori di Bellini, di Tintoretto, di Caravaggio o di Michelangelo o a colui che avverte fastidio nell'ascoltare poesie di Leopardi o di Dante. Ma a quando avremo persone che pur professandosi non cristiani sapranno affrontare con serenità e competenza i grandi problemi della storia, dell'etica e dell'uomo. Prima della fine del mondo? Speriamo! Antonio Corrà Cologna Veneta   A Vicenza, domenica 27 gennaio, le "Famiglie per la Pace" hanno distribuito fuori dalle Chiese una lettera aperta intitolata "Resistenza nel segno dell'Amore", in cui si afferma: "Crediamo che la Chiesa di Vicenza abbia oggi un'opportunità storica e un serio impegno morale: testimoniare l'Amore di Dio per gli uomini attraverso l'opposizione totale e netta alla costruzione della nuova base Usa al Dal Molin e in ogni altro luogo". Si tratta di opinioni rispettabili, ma voler coinvolgere la Chiesa, ricorrendo a citazioni che non a caso con il Dal Molin hanno poca attinenza, pare un po' azzardato. Il tema di origine, infatti, è l'ampliamento di una "caserma-dormitorio" e, perciò, l'utilizzo di concetti come "nessuna guerra è giusta, nessuna guerra è umana, nessuna guerra è intelligente e che la guerra preventiva è una perversione politica contemporanea" distorcono la realtà e confondono le coscienze. Tali affermazioni, poi, non sono assolutamente in linea con la posizione ufficiale della Chiesa. Nel "Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica" (datato 28.06.2005, vigilia della Solennità dei SS. Pietro e Paolo - anno primo di Pontificato di Papa Benedetto PP. XVI) si può leggere che "si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare in ogni modo la guerra e che bisogna evitare l'accumulo e il commercio delle armi non debitamente regolamentati dai poteri legittimi (cfr. paragrafo 486)". Con ciò viene riconosciuto ai governanti il compito di detenere armi ed armamenti, ma anche di avere titolo per imporre ai cittadini l'obbligo della difesa nazionale, in caso di necessità (legittima difesa). Lo stesso "Compendio" (cfr. 405-406) va oltre e stabilisce che ogni comunità umana ha bisogno di un'autorità legittima, che assicuri l'ordine e contribuisca all'attuazione del "bene comune". Per il conseguimento di questo obiettivo, perciò, nello "Stato di diritto" è sovrana la legge e non la volontà arbitraria dei singoli. Nella fattispecie, nel rispetto degli accordi internazionali sottoscritti, rispettati da decenni e tuttora vigenti, la decisione di ampliare la base Usa spetta al Governo centrale, che in questo caso non ha alcun vincolo nei confronti delle Amministrazioni periferiche, nemmeno quello di indire referendum per conoscere il gradimento dei locali al progetto. Nessuno vuole la guerra, ma da che cosa è generato l'attivismo delle Famiglie per la Pace e la loro evidente volontà di contestare la decisione dell'Autorità legittima in uno Stato di Diritto? Un comportamento che contrasta con le chiare regole e gli insegnamenti del Catechismo, evidentemente dimenticati per giustificare le iniziative autonome. La causa non sarà forse da ricercare nell'eccessiva frequentazione e "familiarità" con le forze politiche della sinistra radicale ed extra parlamentare - comuni alleati dei nostri "cristiani d'assalto" nel sostegno ai No-Dal Molin, i quali, dopo il crollo del Muro di Berlino, hanno fatto dell'odio verso il popolo americano un motivo di sopravvivenza? Con l'occasione, va ricordato che la Chiesa rifiuta le ideologie associate nei tempi moderni al "comunismo" o alle forme atee e totalitarie di "socialismo" (cfr. 512) e mette in guardia dai cattivi profeti.In conclusione, forse, a questo punto un intervento autorevole del Vescovo di Vicenza sull'iniziativa delle Famiglie per la Pace, sarebbe non solo auspicabile, ma persino necessario, perché chiarirebbe la posizione ufficiale della nostra Chiesa e sgombrerebbe il campo da equivoci spiacevoli e certo motivo di confusione. Enzo Corani   Scrivo queste mie considerazioni dopo che s'è alquanto attutito ? almeno lo spero! - il cancan mediatico sulle performances clerical-matrimoniali di due fratelli nel sacerdozio che rispondono ai nomi di Milingo e Sguotti. Di certo, nessuna meraviglia: di questi tempi ci vuole ben altro! Mi sia per altro lecito e possibile almeno manifestare sofferenza e insofferenza. La sofferenza è per due persone di Chiesa che, volenti o nolenti (non è lecito a nessun estraneo giudicare!) si son trovate invischiate in problemi che da personali sono diventati di dominio pubblico, e come tali trattati - o maltrattati - come e da chi peggio non si poteva: non me ne vogliano quei colleghi e amici giornalisti che alle volte si son buttati a capofitto, o meglio a penna tesa, su persone-fatti-situazioni che più di tutto avrebbero avuto bisogno di rispetto e discrezione, se non di silenzio; di qui la mia insofferenza. Ma il motivo principale del mio intervento è quello di esprimere la convinzione che ci sono altri modi, e quindi anche altro spirito, di approccio ed eventualmente di dibattito sul tema del celibato sacerdotale, di sempre più evidente attualità, soprattutto nella Chiesa cattolica romana, e su tutte le complicanze ad esso connesse. Se n'è scritto recentemente (Natale ' 07) con spirito disincantato, sereno e costruttivo, su Adsumus, foglio trimestrale dell'Associazione ex-alunni del Seminario di Vicenza. I problemi ci sono, vi afferma sostanzialmente il rettore dell'Istituto diocesano don Luigino Perin, e sono dovuti a insicurezze e debolezze personali di fronte ai grandi valori di povertà-castità-obbedienza, ma anche al "clima" di questo tempo "minimalista", e al nostro modo di fare Chiesa e comunità oggi: "manca una seria riflessione delle nostre comunità cristiane, e di noi uomini di Chiesa". Ma ecco che lo incalza Mariano Marini: "sembrano maturate le condizioni perché questo aspetto della vita sacerdotale sia approfondito e siano eventualmente valutate nuove soluzioni, che siano più aderenti alla realtà odierna", ben ricordando che "la scelta della Chiesa latina non può ridursi semplicemente ad un canone impositivo, perché chiama ad uno status particolare dove Grazia, dedizione totale e amore universale si fondono; e pur non essendo teologicamente essenziale al sacerdozio, resta un patrimonio inestimabile della nostra Chiesa". Ma c'è anche un altro dato di non poco conto, con cui è onesto e necessario fare i conti. C'è un discreto numero di preti che, abbandonato il ministero e ottenuta la dispensa dal celibato, si sono sposati e vivono all'interno delle nostre comunità, essendo quasi sempre esempio di buona vita cristiana, con umile disponbilità al servizio. Alcuni di loro hanno chiesto di tornare ad esercitare il ministero sacerdotale. Nessuno può oggi misconoscere l'opportunità e la necessità di rivalutare tali carismi, per rispetto alle persone che li portano (e a Chi glieli ha conferiti!), ed anche per sopperire all'endemica diminuzione dei preti. A questo punto, sempre su "Adsumus", interviene Dionigi Tanello: "Perché non utilizzare questi doni di Dio? Basterebbe accogliere prudentemente la richiesta, condivisa dalla moglie, di coloro che, dopo l'abbandono, hanno condotto una vita coniugale nella pratica dei valori cristiani, nel servizio alla comunità e, alla società. Questo sarebbe un primo grande passo". Ma ce n'è un secondo; "In tutte le nostre comunità esistono laici di provata fede, viri probati, che potrebbero essere chiamati al sacrdozio ministeriale. Non solo al Diaconato. La loro ordinazione non rappresenterebbe una novità per la Chiesa, ma un ritorno ad una prassi consolidata delle prime comunità cristiane. Le proposte non mancano e le aspettative delle comunità cristiane sono tante. Preghiamo lo Spirito Santo, che illumini il Pastore che ci guida". don Giuseppe Negretto   "Proporre, in Italia ed in qualche altro paese di Europa, di abolire il " prefetto " sembra stravaganza degna di manicomio" Iniziava così un celeberrimo articolo di Luigi Einaudi contro i Prefetti scritto nel 1944. Nel manicomio Italia, tuttavia, l'eliminazione dei Prefetti e delle prefetture diventa una necessità, non fosse altro per i costi che questa istituzione richiede. Il risparmio sarebbe evidente e da tutti compreso. L'istituto del Prefetto, del resto, come da anni sostiene la Lega, è inutile. Lo sapevano bene i padri Costituenti. Nella seduta del 16 e 15 luglio 1947 dell'Assemblea Costituente l'allora presidente Terracini, comunista, dichiarò all'inizio che "in tutto il testo del progetto di costituzione non vi è cenno dell'esistenza di un istituto, organo, funzionario, che si chiama prefetto o che adempi una funzione correlativa". L'on. Riuni confermò l'orientamento della seconda Commissione contro la conservazione di questo istituto. Voce alta, poi, quella di Emilio Lussu le cui parole vanno rilette oggi con attenzione: "Ma resti ben chiaro ? disse il parlamentare sardo ? che noi sempre abbiamo lavorato nella sottocommissione nel senso che l'istituto prefettizio scompare e che non esisterà più, con l'ordinamento autonomistico, il prefetto nelle province". Come sappiamo i prefetti furono mantenuti nonostante fosse chiaro per tutti che "se si dovesse considerare il problema dal punto di vista della ideale perfezione di uno stato democratico, non si potrebbe esitare nel concludere che le Prefetture sono organi antidemocratici" spiegava Giannini, relatore sul problema dei prefetti, ad un convegno nell'ottobre del 1950 dell'Anci, aggiungendo poi "Disgraziatamente dobbiamo riferirci ad una esperienza storica che è quella italiana, contrassegnata dall'esistenza di una burocrazia accentratrice che forma contemporaneamente la forza e la debolezza dell'attuale tipo di stato. Forma la forza, perché assicura la continuità dello stato ad onta dei rovesci che esso subisce; forma la debolezza, perché impedisce lo sviluppo a carattere autarchicamente democratico dello stato stesso". Il problema delle Prefetture si ripropone oggi nella sua drammaticità, in quanto, come appunto sottolineava Giannini più di cinquant'anni fa, l'idea di un commissario che sfugge al controllo democratico, ma che può esercitare un potere incredibile ? pensiamo anche solo alla gestione dell'ordine pubblico ? ripropone l'idea di uno struttura che ha tutto l'interesse a sabotare ogni riforma e lo sviluppo federale, moderno, della nostra democrazia. Con la prossima legislatura che si preannuncia di riforme vere, credo che la Lega debba chiedere l'abolizione dei prefetti ben sapendo che sarebbe un ritorno alla origini della stessa carta Costituzionale Italiana, una Costituzione troppe volte evocata, dichiarata intangibile quanto inossidabile, ma raramente applicata. Ci vollero decenni per rispettare la riforma regionalista prevista dalla Costituzione e realizzata solo in parte. Ci vollero decenni, e un ministro della Lega, per dare concretezza e sostanza alla norma costituzionale che prevedeva aiuti concreti alle famiglie. Oggi è giunta l'ora di sbarazzarci dei Prefetti, come chiedevano persone di culture ed esperienze così diverse, come Terracini, Lussu ed Einaudi, con le parole del quale vorrei concludere, andando proprio alle ultime righe dell'articolo del 1944 con cui avevo iniziato questa riflessione. Scriveva Einaudi: "La distruzione della sovrastruttura napoleonica, che gli italiani non hanno amato mai, offre l'occasione unica di ricostruire lo stato partendo dalle unità che tutti conosciamo ed amiamo; e sono la famiglia, il comune, la vicinanza e la regione. Così possederemo finalmente uno stato vero e vivente" Roberto Ciambetti Consigliere Regionale Liga Veneta ? Lega Nord  .

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SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla Regione alcune risposte alle richieste dei residenti (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi Necessari almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine di via Montelungo     Anna Zegarelli Ci sono delle proposte per realizzare degli impianti sportivi nella Valpantena e nella Valsquaranto. Esponenti politici della città e della Regione dunque rispondono all'appello delle 9mila famiglie che vivono tra le due valli costrette a fare su e giù dalle tangenziali e dalle strade provinciali, in particolare la provinciale 6 che collega la città a Boscochiesanuova, per poter usufruire di strutture sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio. Purtroppo dopo alcune indagini tecniche si scoprì che questa operazione non era possibile in quanto la copertura non sarebbe stata a norma di legge. Così per non perdere il finanziamento il consigliere dell'ottava Circoscrizione, Germano Zanella, ha chiesto con una mozione che i soldi venissero spostati a Quinto di Valpantena dove è in programma la realizzazione di una tensostruttura in grado di offrire spazio alle società che si occupano di pallamano, pallavolo, pallacanestro e altre attività sportive che sono al di fuori del calcio. Questa cifra si andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti dal Comune e inseriti nel bilancio 2008-2010. "Sono ben disponibile allo scambio", dice Massimo Giorgetti, assessore regionale allo Sport, "ma dovrà essere il Comune a chiederlo in prima persona. E' evidente che le due valli sono prive di impianti che favoriscono le attività sportive e come ho sempre sostenuto lo sport è formazione socialmente utile". I tempi di realizzazione del nuovo impianto sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per la riqualificazione dell'impianto 340 mila euro. A questi se ne aggiungono altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un anno, forse due per la loro rimessa in gioco e non è escluso che venga realizzata una vasca esterna. "Giusto per poter incrementare il guadagno e offrire così nuove possibilità in fatto di servizi", precisa Federico Sboarina, assessore comunale con delega allo sport. Che però preferisce non addentrarsi nel discorso infrastrutture: di fatto rientrano nella delega dei lavori pubblici. La gestione è quasi certo verrà data alla Bentegodi. MONTORIO. Qui c'è una delle società di pallavolo più importanti, la Libertas Montorio, con 350 iscritti. Come altre società sportive della Valpantena utilizza il palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni, sportivi e cittadini chiedono nuove strutture che non siano le palestre della scuola e per questo l'assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per due volte presidente dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una proposta: spostare i campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove realizzare un impianto sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un campo da calcio regolamentare, uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi passi dalle scuole medie Simeoni, edificare nuove case. La proposta lascia scettico Giorgetti tanto più che la società del Montorio Calcio ha fatto richiesta di 150mila euro per gli spogliatoi. "Sarebbe più logico espandere la struttura facendo un sottopassaggio che attraversi la strada provinciale che porta a Roverè", suggerisce, "come ha proposto il nostro consigliere di Circoscrizione, Zanella. In questo modo nell'area vincolata perché adiacente al Castello, si realizzerebbero dei nuovi campi da calcio. Dove si trovano gli attuali invece verrebbe realizzata una tensostruttura, spogliatoi e altri servizi". "Questa operazione sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte concrete ai cittadini senza obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è la Regione a decidere come e dove fare gli impianti ma come An potremmo invitare i cittadini a dire la loro in merito alle due proposte". Per la Valsquaranto si stima che i tempi per realizzare un nuovo impianto saranno di tre, forse anche quattro anni.

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Necessari almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine di via Montelungo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla Regione alcune risposte alle richieste dei residenti Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi Necessari almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine di via Montelungo     Anna Zegarelli Ci sono delle proposte per realizzare degli impianti sportivi nella Valpantena e nella Valsquaranto. Esponenti politici della città e della Regione dunque rispondono all'appello delle 9mila famiglie che vivono tra le due valli costrette a fare su e giù dalle tangenziali e dalle strade provinciali, in particolare la provinciale 6 che collega la città a Boscochiesanuova, per poter usufruire di strutture sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio. Purtroppo dopo alcune indagini tecniche si scoprì che questa operazione non era possibile in quanto la copertura non sarebbe stata a norma di legge. Così per non perdere il finanziamento il consigliere dell'ottava Circoscrizione, Germano Zanella, ha chiesto con una mozione che i soldi venissero spostati a Quinto di Valpantena dove è in programma la realizzazione di una tensostruttura in grado di offrire spazio alle società che si occupano di pallamano, pallavolo, pallacanestro e altre attività sportive che sono al di fuori del calcio. Questa cifra si andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti dal Comune e inseriti nel bilancio 2008-2010. "Sono ben disponibile allo scambio", dice Massimo Giorgetti, assessore regionale allo Sport, "ma dovrà essere il Comune a chiederlo in prima persona. E' evidente che le due valli sono prive di impianti che favoriscono le attività sportive e come ho sempre sostenuto lo sport è formazione socialmente utile". I tempi di realizzazione del nuovo impianto sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per la riqualificazione dell'impianto 340 mila euro. A questi se ne aggiungono altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un anno, forse due per la loro rimessa in gioco e non è escluso che venga realizzata una vasca esterna. "Giusto per poter incrementare il guadagno e offrire così nuove possibilità in fatto di servizi", precisa Federico Sboarina, assessore comunale con delega allo sport. Che però preferisce non addentrarsi nel discorso infrastrutture: di fatto rientrano nella delega dei lavori pubblici. La gestione è quasi certo verrà data alla Bentegodi. MONTORIO. Qui c'è una delle società di pallavolo più importanti, la Libertas Montorio, con 350 iscritti. Come altre società sportive della Valpantena utilizza il palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni, sportivi e cittadini chiedono nuove strutture che non siano le palestre della scuola e per questo l'assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per due volte presidente dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una proposta: spostare i campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove realizzare un impianto sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un campo da calcio regolamentare, uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi passi dalle scuole medie Simeoni, edificare nuove case. La proposta lascia scettico Giorgetti tanto più che la società del Montorio Calcio ha fatto richiesta di 150mila euro per gli spogliatoi. "Sarebbe più logico espandere la struttura facendo un sottopassaggio che attraversi la strada provinciale che porta a Roverè", suggerisce, "come ha proposto il nostro consigliere di Circoscrizione, Zanella. In questo modo nell'area vincolata perché adiacente al Castello, si realizzerebbero dei nuovi campi da calcio. Dove si trovano gli attuali invece verrebbe realizzata una tensostruttura, spogliatoi e altri servizi". "Questa operazione sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte concrete ai cittadini senza obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è la Regione a decidere come e dove fare gli impianti ma come An potremmo invitare i cittadini a dire la loro in merito alle due proposte". Per la Valsquaranto si stima che i tempi per realizzare un nuovo impianto saranno di tre, forse anche quattro anni.

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<Ben vengano i lavori per i parcheggi: ma la sosta sia gratuita> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ben vengano i lavori per i parcheggi: ma la sosta sia gratuita"   Matteo Bartoletti, 29 anni, impiegato, legge L'Arena al bar La Ruota, a Veronetta, e commenta con noi le notizie del giorno. Al via questa settimana una serie di cantieri per la realizzazione di nuovi parcheggi e per migliorie stradali che rischiano di creare qualche disagio in più alla circolazione... Speriamo almeno che possano servire davvero a migliorare la situazione, perché ormai le questioni traffico e parcheggi sono davvero al limite in tutta la città e non solo in centro. Io per fortuna abito a lavoro nella stessa zona, qui a Veronetta, per cui vengo in ufficio a piedi, ma ogni volta che sposto la macchina poi non riesco più a trovare un posto, al punto che in qualche caso si rinuncia perfino ad uscire. Mi auguro però che i parcheggi che intedono realizzare non siamo a pagamento: non si può pensare che uno spenda cinque, dieci euro di posteggio per andare a fare un giro in centro. Anche Verona si muove in vista delle prossime elezioni... Credo che andare di nuovo a votare sia profondamente sbagliato, è ridicolo perché non è cambiato nulla e si tratta inoltre di una spesa enorme quanto inutile. In realtà è il sistema politico ad essere in crisi. Hellas, ieri ancora una sconfitta... Sono un vecchio tifoso, ma la situazione attuale spegne davvero qualsisi entusiasmo. Non si sogna proprio più: hanno criticato tanto Pastorello, ma almeno aveva un nome che contava nel panorama calcistico e non avrebbe portato la squadra a questi livelli. Attualmente l'unica possibilità che vedo è che l'Hellas finisca come squadra e nasca una nuova realtà. Sanità, pare che a fronte di reparti di eccellenza ci siano anche storie di ritardi e disservizi gravi... Credo che il problema sia proprio questo: Verona ha strutture molto buone e medici famosi a livello nazionale, ma troppo spesso la burocrazia è complicata e le attese eccessivamente lunghe.Avere una sanità pubblica è importante, ma per quiello che paghiamo di tasse dovremmo poter contare su un servizio un po' più efficiente.A.G.  .

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CONFESERCENTI: VENTURI, IMPRESE VOGLIONO UN PAESE CHE FUNZIONI (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 12 feb - ''Le imprese vogliono un paese che funzioni e la Confesercenti e' pronta a mettere alla gogna quei partiti che prima fanno proposte e poi le disattendono''. Introducendo i lavori della Presidenza della Confesercenti che si tiene stamani a Roma, Marco Venturi chiede ai partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali un confronto aperto e concreto con le proposte e le attese del mondo delle pmi. ''Inutile negarlo: le ragioni della crisi di Governo che ha portato alle elezioni - prosegue Venturi - stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilita' e esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacita' di accettare le grandi sfide economiche e sociali''. ''Ora e' tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilita', di non bloccare piu' un paese gia' in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitivita'''. Per questi motivi sostiene Venturi ''basta tirare a campare. I partiti sappiano che non ci accontentiamo piu' di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale''. Venturi preannuncia che la Confesercenti, riaffermando la sua autonomia, e' decisa ad incontrare i vertici delle forze politiche dei due schieramenti chiamandole ad un confronto serrato su 10 punti di proposta ma anche 'provocatori' perche' evidenziano insopportabili ritardi ed immobilismi non piu' accettabili. Cinque 'stop' ad ostacoli che ''impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalita'. Ma anche cinque richieste per decidere su nodi cruciali: dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo''. red-did/cam/rob.

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ECONOMIA. Confesercenti: ecco il decalogo per innovare l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

News ECONOMIA. Confesercenti: ecco il decalogo per innovare l'Italia 12/02/2008 - 12:57 Alt a sprechi, caro energia e burocrazia. E inoltre, fisco meno pesante e lotta alla criminalità. Sono alcune delle dieci regole proposte da Confesercenti per un'Italia moderna. Ne ha parlato stamani a Roma il Presidente della confederazione Marco Venturi, rivolgendosi ai partiti alle prese con i nuovi programmi elettorali. Nel decalogo sono contenuti anche interventi attivi per la risoluzione di questioni nodali: giovani, pmi, turismo, infrastrutture ed ambiente. Secondo il Presidente di Confesercenti la crisi di Governo è stata provocata dall'attuale sistema elettorale, ma anche dall'eccessiva "frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e sociali". "Ora - afferma Venturi - è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Ecco il decalogo proposto da Confesercenti: 1. Stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità montane, privatizzare le aziende municipalizzate; 2. stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; 3. stop al caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti; 4. stop al fisco esoso: taglio IRE/IRES per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione IRAP fino a 15.000 ¬, lotta all'abusivismo; 5. stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura; 6. decidere per le infrastrutture: task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la TAV e l'autostrada SA-RC; 7. decidere per i giovani: un "conto risparmio" per la formazione, dotarli di computer e di internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno; 8. decidere per le pmi: incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi; 9. decidere per il turismo: allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di TV satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione; 10. decidere per l'ambiente: agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti. 2008 - redattore: AA.

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Economia ferma, partite Iva in calo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MAROSTICA Alla riunione annuale dell'Assoartigiani il presidente Antonio Marcon evidenzia i punti deboli del sistema Economia ferma, partite Iva in calo Riconoscimenti alle aziende che attive da oltre trent'anni. Premi speciali a Cuman e Nari MarosticaGli artigiani del mandamento scaligero hanno festeggiato e premiato le attività più longeve venerdì sera scorso al ristorante Alla Rosina, serata a cui erano invitati anche autorità locali e regionali.Un appuntamento, giunto all'ottava edizione, che riunisce soci, familiari e collaboratori in un clima amichevole e sereno ma anche un momento per conoscere il tessuto locale, l'evoluzione, la storia, le fondamenta, le direzioni e fare delle riflessioni.Quando negli anni Sessanta si conseguiva il diploma di licenza media, il più delle volte non c'erano tempo e denaro per proseguire gli studi, si andava "sul campo" ad imparare un mestiere. Già dai quattordirci anni si imparava ad usare il tornio, la sega, a maneggiare arnesi, molto spesso nella bottega di casa o comunque in paese, nella falegnameria, la carrozzeria, il laboratorio di ceramica.Erano anni in cui solo pochi proseguivano gli studi e per quei pochi il diploma di scuola superiore era un biglietto da visita che garantiva quasi subito un impiego; cose d'altri tempi, ora nemmeno una laurea garantisce un lavoro se pur misero. In quegli anni, a Marostica, si comincia a tessere una maglia fitta di piccoli e laboriosi artigiani che rappresenteranno dal dopoguerra ad oggi la struttura portante dell'economia locale."C'è un aspetto che vorrei evidenziare - ha dichiarato il presidente dell'Assoartigiani scaligera Antonio Marcon - alcune aziende sono attive da più di mezzo secolo e questo significa che molte persone sono riuscite a trasferire la loro cultura imprenditoriale ai propri figli o collaboratori, a passare il testimone. Ma il quadro economico e politico attuale desta preoccupazioni. Nel 2007 il panorama economico ha tenuto ma l'inzio del 2008 non è incoraggiante, la produzione resiste, la fiducia no. Nel Vicentino le partite Iva hanno registrato un saldo negativo di 289 ditte, suddivise tra un + 3,01\% per le società di capitali, - 1,38\% per le società di persone, -1,43\% delle ditte individuali, un + 2,07\% di altre forme con una media di - 0,34\%. Ma la vera palla al piede per gli artigiani rimangono la burocrazia ed il fisco, troppo pressanti e che non lasciano respiro, margini di produttività e per questo quelli che sono chiamati a governarci devo rendere efficiente la cosa pubblica".Tra gli altri interventi, anche il presidente dell'Assoartigiani provinciale Giuseppe Sbalchiero che ha sottolineato: "Qualcosa deve cambiare, anche per dare una risposta a queste persone. Non dobbiamo rassegnarsi ma combattere, basta con il Veneto "polenton", serve far valere le proprie ragioni".Nel corso della serata, sono state premiate le aziende che per oltre trent'anni hanno svolto attività artigiana; Ermerino Pezzin, Marmi Altopino 7 comuni, Ronzani Costruzioni, Giovanni Broglio, FBR Bruciatori, Giancarlo Zanettin, Pigatto Fratelli Snc, Roberto Carron, Systembox Snc, Danilo Costenaro, C.L.M., Nichele Fratelli Snc, Ennio Lorenzon, Falegnameria Sommacale, Gianni Girardi, Bressan C2 Ceramiche Snc, Ceramiche Maroso, Mario Santini, M.P.M. Snc, La Ceramica V.B.C. Snc, Falegnameria Stocchero Snc, Tappezzeria Zonta, Guidolin Ceramiche Snc, Falegnameria Peron F.lli Snc, Camillo Gili, Claudio Bertinazzo Termoidrauilica, Carozzeria Veneta Snc, Rossidue Nord Snc, Tapezzeria B & B Snc, Bieffe di Bocchese Francesca, Idrotermica A.Z. snc.Un premio speciale è andato a Valentino Cuman, punto di riferimento per tutto il comprensorio per le strumentazioni e apparecchiature per l'ufficio ed anche all'artigiano più giovane, Federica Nari, che solo a 24 anni decide di mettersi in gioco iniziando la sua attività di estetista.Arianna Zen.

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Inaugurazione Corte dei Conti, il procuratore regionale Spadaro: "Proseguono gli abusi sulle consulenze esterne". E ricorda alla Moratti che (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Martedí 12.02.2008 13:10 --> "Anche nelle denunce pervenute nell'anno decorso sono ricorrenti, con monotona ripetitività, le stesse irregolarità ed abusi segnalati negli anni passati" relativamente alla "violazione delle percentuali entro cui deve essere contenuto il numero dei soggetti esterni incaricati, ovvero l'attribuzione dell'incarico a soggetti privi dei requisiti di legge". E' quanto afferma il procuratore regionale della Corte dei Conti, Domenico Spadaro, oggi in apertura dell'anno giudiziario nella sede di via Marina, nella sua relazione, riferendosi alle consulenze esterne negli enti locali lombardi. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il vicesindaco Riccardo De Corato e il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Spadaro sottolinea anche che "si accentua nelle pubbliche amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita in misura esponenziale da soggetti esterni ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate". Sempre per Spadaro: "il fenomeno delle consulenze non si attenua, anzi, a giudicare dagli accertamenti della guardia di finanza, dal numero delle denunce presentate e delle vertenze aperte - 122 - e dalle citazioni depositate in numero di undici, permane inalterato".

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Il bocciodromo vince la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono state superate ieri le ultime difficoltà ed il nuovo gioiello architettonico potrà finalmente entrare in funzione Il bocciodromo vince la burocrazia Per l'impianto di Contea l'inaugurazione ufficiale è prevista il nove di marzo MontebellunaSi chiamerà "Bocciofila Montello 1928" la struttura sportiva che Antonio Ganeo ha realizzato dopo anni di lavoro in via Dom Minzoni a Contea di Montebelluna. Ieri mattina finalmente tutte le concessioni burocratiche sono state emesse e il nuovo bocciodromo della città, un vero e proprio gioiello architettonico potrà entrare in attività. Gli appassionati di bocce potranno conoscere dal vivo il nuovo ed importante impianto sportivo montebellunese già il giorno 16 febbraio, ma l'inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco Laura Puppato e di tutte le autorità sportive competenti avrà luogo il 9 marzo. Finalmente dunque i molti appassionati del gioco delle bocce che a Montebelluna ha regalato campioni di valore regionale e nazionale potranno disporre di una loro struttura e non saranno più costretti a chiedere l"elemosina" in altri impianti sportivi della zona. "Siamo riusciti a realizzare l'opera tra mille difficoltà - dice Antonio Ganeo. Ora non saremo più costretti ad emigrare in altri bocciodromi della zona e potremo avere a disposizione un luogo molto accogliente". Il nuovo impianto sportivo dispone di 4 campi da gioco regolamentari 26.40 m. 4 m con fondo in cemento e copertura sintetica in resina, e di tutti i supporti tecnici necessari, magazzino, spogliatoi per giocatori e giudici di gara, bagni e docce a norma di legge. In aggiunta dobbiamo dire che funzioneranno un bar, un ristorante con pizzeria e stuzzicheria. La struttura infine dispone di apposite tribune, di un ampio parcheggio e di un appartamento per il custode che si avvarrà di un impianto di video sorveglianza di prima qualità". Una volta alla settimana, di lunedì, la struttura verrà messa a disposizione del comune che potrà organizzare una scuola di bocce rivolta ai giovani montebellunesi che intendono avvicinarsi a questa storica disciplina sportiva.Luciano Beltramini.

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14:52 CORTE CONTI: SPADARO, IN LOMBARDIA NON CALANO CONSULENZE (2) (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Milano CORTE CONTI: SPADARO, IN LOMBARDIA NON CALANO CONSULENZE (2) (AGI) - Milano, 12 feb. - Spadaro ha fornito l'esempio di un solo grande Ente lombardo che ha conferito consulenze e incarichi per un importo complessivo di 45 milioni di euro. Il Procuratore ha lamentato "la crescita di una burocrazia di vertice costituita, in misura esponenziale, da soggetti esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selzione che assicurino la trasparenza delle scelte effettuate"; non ha dimenticato i temi delle restrizioni e del contenimento della spesa, ha ricordato il fenomeno dell'assenteismo del pubblico impiego (con la vicenda del professor M) e quello complementare delle certificazioni facili da parte del corpo medico, passando per la rilevazione del danno erariale causato da lavori pubblici la cui realizzazione non viene portata a compimento. Prima di lui, il presidente Giuseppe Nicoletti, aveva rilevato come "un esame delle piu' incisive innovazioni legislative consenta di constatare che le funzioni di garanzia della Corte dei Conti risultano progressivamente rafforzate". "La magistratura contabile - ha fatto notare Nicoletti - risulta progressivamente coinvolta negli utlimi anni in nuove funzioni di garanzia, sia in sede di controllo, che di giurisdizione". (AGI).

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PRIMO COMANDAMENTO: FARE LA DIFFERENZIATA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

RISPONDE PIETRO GARGANO Primo comandamento: fare la differenziata Le isole ecologiche per la raccolta differenziata a Napoli saranno pronte a fine 2008. Sembra assurdo che ci voglia tanto tempo, come assurdo è sentir dire che a Vomero, Posillipo e Chiaia ci sarebbero comitati contrari alle isole ecologiche. Per evitare che la situazione peggiori, chiediamo al sindaco che vengano acquistati e posizionati nelle strade nuovi cassonetti colorati per la differenziata in sostituzione delle campane ingombranti e pericolose; venga emessa con urgenza una nuova ordinanza comunale che preveda l'obbligo per gli alberghi, per gli esercizi commerciali e per tutti i cittadini di depositare la differenziata solo negli appositi cassonetti; dovrà essere fatta rispettare dalla Polizia municipale in modo continuo e non con blitz occasionali. Si potrebbero utilizzare quei vigili urbani che non hanno più l'età per svolgere il servizio di viabilità. Sabino Genovese - NAPOLI * * * A proposito di raccolta differenziata: il nostro condominio in via Domenico Fontana 109 disponeva fino a qualche settimana fa di un solo raccoglitore bianco per la carta. Nella fase più critica il contenitore, colmo di carta, era stato sistemato, per essere svuotato, vicino a quello per i rifiuti. Nel giro di pochi giorni è stato coperto dalla monnezza (circa due metri). Quando la raccolta è ripresa, i dipendenti (presumo dell'Asia) hanno portato via con la monnezza anche il nostro unico contenitore. Sono stati richiesti due nuovi contenitori bianchi, sono stati fatti due solleciti, ma invano. Siamo costretti a sversare la carta di "contrabbando" in contenitori di altri palazzi, cosa che ci espone al richiamo dei nostri vicini. Qual è l'intoppo? Ancora burocrazia o saremo costretti a comprarli noi, poichè crediamo nella differenziata? Lucio Liotta - NAPOLI * * * Il Comune di Napoli ha di recente promosso una manifestazione per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata. Credo che fare opera di sensibilizzazione sia sempre utile; secondo me, però, a essere "sensibilizzati" devono essere innanzi tutto gli operatori del servizio. Guardi le foto allegate, sono di poche ore fa, via Divisione Siena angolo viale Cavalleggeri. Da tempo quelle centinaia di bottiglie di plastica sono lì a rintuzzare iniziative e appelli che i vari livelli istituzionali ci propinano attraverso i media. Il dubbio è: se dovesse partire la raccolta porta a porta, i cittadini "insensibili" potranno fidarsi? Salvatore Leonangeli - NAPOLI * * * La differenziata a Napoli non decolla e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti con le campane per la raccolta della carta, del vetro, della plastica, perennemente piene, senza che nessuno provveda per tempo a svuotarle. E se questo è già grave per i cosiddetti Rsu, rifiuti solidi urbani, diventa micidiale per i Rup, i rifiuti urbani pericolosi, tra i quali i medicinali scaduti. Per tali prodotti l'Asia che opera in città, nel suo ecovademecum, nel pubblicizzare i modi con i quali attuare la differenziata, prevede che i farmaci, privi di confezione, vadano portati direttamente nei contenitori presso le farmacie. Da un'indagine è emerso invece che non tutte le farmacie sono dotate di questi contenitori. Non solo, ma l'aspetto più grave è che questi prodotti, nocivi per la salute umana, traboccano dai pochi contenitori installati, dal momento che nessuno provvede per tempo a svuotarli, restando per strada alla portata di tutti, adulti e bambini. Tutto ciò contribuisce a creare ulteriore allarme. Non solo quindi bisognerebbe incentivare il sistema di raccolta dei Rup ma pure provvedere periodicamente a svuotare gli appositi contenitori. Anche su questi aspetti è auspicabile che si provveda in tempi brevi a individuare le responsabilità, con i provvedimenti del caso. Gennaro Capodanno - NAPOLI Il Mattino sta tempestando i suoi lettori sulla esigenza di avviare seriamente la raccolta differenziata. Lo facciamo e lo faremo anche in questa rubrica. Ben si sa che troppo spesso le campane sono strapiene e che a volte carta, plastica e altro vengono mescolati lo stesso all'altra spazzatura. Sono disservizi intollerabili e vanno eliminati, ma non debbono essere comunque il pretesto per rinunciare a separare subito i rifiuti.

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AGRICOLTURA. Piemonte, il settore in stallo riparte dagli agriturismi di qualità (sezione: Burocrazia)

( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

News AGRICOLTURA. Piemonte, il settore in stallo riparte dagli agriturismi di qualità 12/02/2008 - 14:42 Mentre il blocco burocratico del Piano regionale di sviluppo rurale (di cui dà oggi polemicamente notizia la cronaca locale de Il Giornale) e della Legge regionale sull'agriturismo, rischia di indebolire l'intero settore primario piemontese, i coltivatori diretti provano a ripartire dagli agriturismi di qualità. Prima tappa di quello che vuole essere un vero e proprio progetto per la ricerca di convergenze tra le produzioni regionali della cooperazione agricola e il frizzante mondo del turismo agricolo, oggi a Carmagnola (in provincia di Torino) nel workshop "Acquisti sostenibili per l'agriturismo di qualità". L'iniziativa, organizzata da Finagro - Consorzio Cooperative Agroalimentari e Forestali del Piemonte, mira a valorizzare il patrimonio enogastronomico del territorio, a partire della recente legge nazionale che obbliga gli agriturismi a utilizzare, per la loro attività, solo prodotti di produzione propria o regionale. "L'agriturismo come attività complementare - spiega Emilio Fugazzi, direttore di Coldiretti Torino, accogliendo positivamente la notizia del seminario in corso - può essere una buona opportunità sia per i consumatori sia per il settore, a patto che non venga messa da parte la piccola distribuzione, con cui vogliamo mantenere uno stretto rapporto, e nonostante la lentezza e la nebulosità delle istituzioni nelle loro risposte". Coldiretti interviene anche sulle recenti polemiche sul Piano regionale di sviluppo rurale, immobilizzato dalla burocrazia, che potrebbe paralizzare interi comparti del settore. "Anche se i tempi tecnici per l'attuazione del Psr si stanno allungando - puntualizza Fugazzi - noi siamo ottimisti e siamo convinti che si riuscirà a superare questo momento di empasse". E conclude, pensando ai consumatori: " Finora nulla fa pensare a conseguenze di questa situazione per gli acquirenti finali. Solo alla lunga il blocco del Piano regionale potrebbe causare l'aumento dei prezzi al consumo". 2008 - redattore: FN.

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ELEZIONI/ CONFESERCENTI: 10 LE PRIORITA' PER FAR FUNZIONARE PAESE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

12-02-2008 14:32 Con partiti vogliamo confronto concreto. No promesse da marinai Roma, 12 feb. (Apcom) - La Confesercenti di Marco Venturi chiede ai partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali un "confronto aperto e concreto" su un pacchetto di 10 priorità che arrivano dal mondo delle pmi. E li avverte: no alle promesse da marinai, l'associazione dei commercianti è pronta a "mettere alla gogna" chi fa promesse e poi le disattende. Sono dieci le priorità da perseguire secondo la Confesercenti: cinque 'stop' agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per 'decidere' su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo. "I partiti - sottolinea Venturi - sappiano che non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale". "Ora - afferma il presidente di Confesercenti - è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Queste le dieci priorità: si va dallo stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti) alla battaglia contro il "fisco esoso" (taglio Ire/Ires per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15.000 euro, lotta all'abusivismo); infine lo stop alla criminalità (più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura). Quanto alle scelte cruciali per il Paese: ci sono le infrastrutture (task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la TAV e l'autostrada SA-RC), i giovani (un 'conto risparmio' per la formazione, dotarli di computer e di internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno); le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi); il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di TV satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti).

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MAFIA/ MONS. PENNISI A VITTIME DI USURA: CONVERTITEVI, NO A PIZZO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

12-02-2008 16:37 "Gli inceppi burocratici scoraggiano la gente dal denunziare" Roma, 12 feb. (Apcom) - Monsignor Michele Pennisi, vescovo della diocesi siciliana di Piazza Armerina (Enna), sotto scorta per aver rifiutato i funerali di un boss mafioso, esorta anche le vittime dell'usura a ribellarsi e convertirsi. "Sono sereno, perchè sto compiendo il mio dovere di pastore, che è quello di annunciare il Vangelo, di invitare alla conversione", commenta il presule ai microfoni di 'Radio vaticana': "Una conversione che, però, deve essere concreta, una conversione che deve mostrarsi attraverso i fatti, quindi attraverso il riparare al male che è stato compiuto, attraverso un rinnovamento della propria vita. Debbo dire che qualcuno ha accolto questo appello. In qualcuno ci sono segni di conversione, ma la conversione ha bisogno di gesti concreti. La conversione è richiesta a tutti. Anche le vittime dell'usura - precisa monsignor Pennisi - del pizzo, devono collaborare con le autorità per scrollarsi di dosso questa cappa di piombo che opprime la loro vita e rende difficile anche la vita della società". "Le persone che vogliono liberarsi dall'usura e dal 'pizzo' hanno bisogno di essere sostenute dalle fondazioni - come quella di padre Pino Puglisi - dalle autorità e dalla burocrazia", aggiunge il vescovo. "Spesso dei ritardi burocratici, degli inceppi burocratici scoraggiano la gente dal denunziare".

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