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Incinte
e clandestine anche all'Ausl ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Molte sono
purtroppo clandestine (anche se la sanità pubblica si prende comunque cura di
loro), molte sono in stato avanzato di gravidanza. Molte vogliono abortire, e
spesso non possono, o non vogliono permettersi i tempi e la burocrazia che
questa scelta comporta.
Al
Sant'Anna meno burocrazia ( da "Stampa, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anna meno
burocrazia" Al Sant'Anna e al Regina Margherita serve
"un'organizzazione nuova, moderna". Compresa quella degli uffici
amministrativi, "che è vecchia e troppo burocratizzata". Parole del
neodirettore generale Walter Arossa, che in questi giorni sta visitando tutti i
reparti e i servizi dei "suoi" due ospedali per rendersi conto della
situazione.
"Un'odissea
sistemare mia madre ammalata"
( da "Stampa,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lunghe code e
burocrazia per cercare una soluzione, ma se non ci fossero stati il sindaco
Giuseppe Fasola e la dottoressa Clorinda Zuccaro di Maggiora, che si sono
prodigati per darmi una mano, forse non avrei ancora risolto il mio
problema". Situazione aggravata dal fatto che la badante romena che curava
l'anziana,
Il
Pd non ha niente di sinistra Sta diventando come il Psi di Craxi
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma non certo con
una burocrazia partitica che continua a prendere clamorosamente in giro almeno
metà degli italiani. L'unico tipo di alleanze che un elettorato sensibile ai
temi socio-economici, umani e ambientali può pensare oggi, è tra la sinistra
arcobaleno (che include quella che attualmente è la vera sinistra moderata,
Le
associazioni ai sindaci: Le aliquote vanno rideterminate
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ancora sulla
burocrazia, stritolatrice, è tornato in conclusione Gianni Lamioni, presidente
di Confartigianato. "In Italia 11mila su 15mila milioni di euro di costo
per la burocrazia sono pagati dalle aziende da zero a nove addetti. Se
azzerassimo questa cifra la produttività delle imprese aumenterebbe del 5,8%.
Il
fascino discreto della parola "sabaudo"
( da "Stampa,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: esercitato un
dominio così vasto e lungo da generare una burocrazia che soffocava il popolo,
o da imporre un regime confessionale reazionario, o da apparire nelle vesti di
oppressore delle libertà. L'immagine dei Savoia è del tutto diversa: è quella
d'uno Stato di modeste dimensioni, che si ritaglia un posto di prima fila sulla
scena europea, grazie soprattutto al dinamismo diplomatico,
POLEMICA
dell'assessore al porto Mauro Rossi contro alcuni consulenti di cantieri
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia, non
dagli incidenti sul lavoro ma dall'insabbiamento del porto. Intanto il tavolo
di concertazione si è arenato anche lui: alcuni consulenti aziendali ci si
distinsero con toni più oltranzisti di quelli degli imprenditori. Ci sono
centri di interesse che vogliono lasciare le cose come stanno anche se alcuni
imprenditori hanno capito che il modello Viareggio è arrivato
Nuovo
Catasto: i sindaci pronti a partire da soli
( da "Giornale
di Brescia" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: BRESCIA E
PROVINCIA BUROCRAZIA Per la riforma è atteso un decreto attuativo del Governo
che stabilisca risorse e personale, ma i primi cittadini vanno oltre... Nuovo
Catasto: i sindaci pronti a partire da soli Guardando il calendario appeso
negli uffici dell'Acb, l'Associazione dei Comuni bresciani, è facile notare
come sia stata rimarcata da un cerchio rosso la data del primo marzo.
La
sfida della medaglia ambientale ( da "Trentino"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lenti" della
burocrazia, è ormai dietro l'angolo a Fiavé. Si tratterebbe della terza
amministrazione comunale in Trentino ad aderire all'Emas, dopo Tenno e
Villalagarina, in un percorso che è cominciato concretamente nel 2006. Dopo che
lo scorso 5 dicembre è avvenuta la registrazione ufficiale del marchio Emas al
Comune,
Il
tribunale vuoto costa 600 mila euro all'anno Brescia: dal 2003 la burocrazia
romana blocca il trasloco nel nuovo Palagiustizia
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di
Mario Fabbroni Se è stata solo una dura presa di posizione, lo scoprir
( da "Leggo"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia
potrebbe mettere una pietra tombale su tutta l'operazione. Anche se il
vicesindaco Tino Santangelo, dopo il diktat giunto da Milano, ora si affretta a
dire "che se ne può riparlare, in quanto stavamo appianando le ultime
difficoltà legate a precisi vincoli tecnici".
VENEZIA
- Nuovo spazio per i funerali non religiosi nel cimitero di Chirignago. E' la
principal ( da "Leggo"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La Carta vuole
semplificare la burocrazia cui si imbattono le famiglie proprio nel momento in
cui hanno subito un lutto. Domande frequenti con relative risposte che aiutano
l'utente nell'utilizzare alcuni siti internet. Ha validità pluriennale ma le
schede che la compongono possono essere aggiornate ogni anno.
Dopo
la rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che
protegge lavoratori e clienti. Vogliamo investire in sicurezza, ma la
burocrazia ci blocca ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: SICUREZZA Dopo la
rapina arriva il 'vigilante' Da Baldinini ora c'è una guardia giurata che
protegge lavoratori e clienti. "Vogliamo investire in sicurezza, ma la
burocrazia ci blocca" - -->.
Di
PAOLO MORELLI VOGLIAMO investire in sistemi di sicurezza trasferendo
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma i tempi della
burocrazia sono lunghissimi, e ogni volta che risolviamo un problema ne spunta
un altro. Così sono arrivati prima i rapinatori e abbiamo dovuto mettere una
guardia giurata per tutelare la sicurezza di lavoratori e clienti". Prima
di partire per Mosca, Gimmi Baldinini si è assicurato personalmente che tutto
sia a posto.
Di
ROBERTO GRIMALDI DAL SUO UFFICIO, in un anno, sono passati tutti i cittadin
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono passati tutti
i cittadini che non riuscivano a oltrepassare il muro della burocrazia. Così,
dall'osservatorio del dottor Alfredo Clò, ex presidente del tribunale e
difensore civico del Comune che ha appena passato il testimone a Giuseppe
Ferorelli, è possibile capire quali sono i grattacapi che assillano i
cittadini.
GIA'
PRESIDENTE del tribunale di Modena, il dottor Alfredo Clò ha svolt
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Con il difensore
civico la burocrazia non è più un incubo? "Il servizio non è completo. Io
mi sono occupato solo degli atti amministrativi comunali, ma non ero competente
sugli uffici statali. Per quelli ci vorrebbe un difensore civico apposito, che
però in Italia non c'è.
MASSA
- PER NON PAGARE più i 67 euro pr
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un conoscente si è
preso la briga di muoversi nei meandri della burocrazia, in quanto, per
l'anziano, sarebbe stato impossibile districarsi in tutti gli spostamenti
necessari, da una struttura all'altra della città, dal centro agli uffici
periferici. Dal Comune a Massa Servizi, da Massa Servizi al Comune.
SPESA
PUBBLICA DA RIDURRE ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e sulla
liberazione del sistema economico dal peso della burocrazia. L'economista
Siniscalco, nell'intermezzo in cui resse il ministero dell'Economia tra il
primo e il secondo Tremonti, adottò una regola importata dall'Inghilterra che
imponeva a ogni ministro di tagliare del 2% annuo le spese del proprio
dicastero, ma ottenne solo un risibile rinvio di breve durata della spesa.
CAMBIAMENTO
PER RILANCIARE IL PAESE ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La nostra crescita
è bloccata da troppi vincoli: leggi e burocrazie eccessive, ma anche
corporazioni fortissime e posizioni di rendita diffuse. "Liberare la
crescita" è il messaggio chiave della commissione Attali. Anche noi
dobbiamo "liberarla", perché i nostri vincoli non sono minori di
quelli denunciati in Francia.
Castiglioncello
( da "Tirreno,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quelli
improduttivi, i costi amministrativi, snellire la burocrazia, diminuire le
paghe alle "caste" e non certo eliminare dei reparti degni d'esempio
come il laboratorio d'analisi. Le pongo io delle domande: perche intervenire
quando ci sono dei reparti che funzionano bene? (vedi Utic e Laboratorio).
Le
scuole decidano da sole - marco vacchetti
( da "Repubblica,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sbagliato
affidarsi alla burocrazia, sbagliato pretendere che le scuole siano uguali e
prescrivere per tutte la stessa medicina. Non bastasse il disorientamento
generale, la crisi di governo ora ha pure decapitato il vertice della montagna.
Allora, futuro signor Ministro dell'Istruzione, rinunci, per favore, a lasciare
un segno nella legislatura,
<L'Ausl
ci deve spiegare il perché delle sue scelte>
( da "Libertà"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Maggioranza e
opposizione: le questioni di salute non si affrontano con la burocrazia
piacenza - Al di là dei testi delle mozioni ritirate è stata la novità della
nomina della professionista e delle modalità con cui l'Ausl ha gestito questa
vicenda a tenere banco. Ha cominciato Tommaso Foti (An) chiedendosi il senso
della discussione.
Nella
fabbrica dei cappuccini nasce la caramella di gianduia - federica cravero
( da "Repubblica,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ancora di salvezza
per alcuni giovani che la burocrazia fa rientrare nelle categorie svantaggiate
e che difficilmente troverebbero un lavoro altrove. Fermo restando il legame
con Capo Verde, a cui è destinata parte del ricavato di una linea di prodotti per
costruire pozzi d'acqua. La maggior parte delle vendite della Spes oggi avviene
nel negozio che sta accanto alla produzione,
Assieme
alla casa ci vogliono rubare la vita
( da "Nuova
Sardegna, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma evidentemente
la guerra contro la burocrazia si è alla fine rivelata vana. Così si è arrivato
allo sfratto di queste ore. "Oltre che alla decisione di far sgomberare ai
primi di marzo la stessa impresa di famiglia, sempre a Villacidro, anche quella
comprata all'incanto", rimarca Piras.
<Ferrovie,
basta con la burocrazia> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Ferrovie,
basta con la burocrazia" I 15 Comuni e la Provincia sul progetto della Tav
"Sessanta chili di carta e rispolverata legge del 1865" Bassa Una
decisa reazione alla burocrazia senza limiti delle Ferrovie e una richiesta
unanime di un "progetto di qualità" per la Tav.
Impianti
in Valpantena? Servono tempi lunghi
( da "Arena,
L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia
non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che
mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di
più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero
stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.
La
rinascente "megastore addio troppi ritardi della burocrazia comunale"
- a pagina vi ( da "Repubblica, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina III -
Napoli Un investimento di 50 milioni La Rinascente "Megastore addio troppi
ritardi della burocrazia comunale" a pagina vi SEGUE A PAGINA VI.
Aperto
lo sportello energia ( da "Nuova Venezia, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: degli sgravi
previsti dalle leggi ma ancora poco conosciuti anche per via della burocrazia e
di normative a volte un pO' farraginose e assai complicate, forse ancora troppo
poco pubblicizzate. Lo sportello è attivo il lunedì dalle 15.30 alle 17.30.
L'operatore fornirà indicazioni sull'utilizzo di pannelli solari e
fotovoltaici.
Seppie
in anticipo, ma solo per gli abusivi
( da "Nuova
Venezia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Peccato che la
burocrazia non subisca, come i ghiacciai montani e le calotte polari, gli
effetti del riscaldamento globale. Per poter catturare le seppie, infatti, i
pescatori devono attendere l'autorizzazione ministeriale che arriva, per tutta
Italia, all'inizio di aprile.
Alibrandi
ribatte a gottardello corretto fare il concorso
( da "Mattino
di Padova, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e
inefficienza la fanno da padroni - afferma Alibrandi - abbiamo sempre
privilegiato nelle nostre scelte la pulizia e la trasparenza in tutti i campi,
particolarmente nel sanitario e nel sociale. Siamo perciò orgogliosi che la
farmacia di Peraga sia stata assegnata con pubblico concorso e non con
operazioni tecnicamente eccepibili come quelle proposte da Damiano Gottardello
Adozioni,
un calvario per i bimbi - mara chiarelli
( da "Repubblica,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E così finisce che
un intero processo può cadere sotto i colpi della burocrazia. "Non esiste
una prassi costante - precisa il magistrato minorile - si rischia la nullità
del processo". Che poi ricomincia daccapo, sottraendo anni di vita a
bambini in attesa. Minori di tutte le età ma che, proprio in virtù della loro
età vengono spesso discriminati dalle famiglie affidatarie,
Artigiani,
corsa all'ultimo tuffo per il nuovo registro dei rifiuti
( da "Tirreno,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: forse con la
presunzione di risolvere con le carte bollate problematiche complesse che la
burocrazia può solo aiutare a complicare. Le imprese sono infatti chiamate,
obbligatoriamente entro domani, ad avere timbrato dalla Camera di Commercio (su
indicazione del Ministero), al costo di 30 euro, un nuovo registro di carico e
scarico rifiuti, rispetto a quello che hanno già in uso.
CIO'
CHE RESTA DEI PROGETTI ( da "Corriere di Bologna"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: spese per così dire
inerenti la burocrazia tecnica. Maggiori furono le spese per realizzare e
demolire la sistemazione della via Emilia Ponente. Molto costò anche il
balletto delle "due gocce" dal centro al cimitero. Il Civis (che non
è un'eredità dell'amministrazione precedente, non solo per tracciato diverso
quanto per la sua connessione con la prevista e inutile metropolitana)
Il
gran rifiuto dei laici: non spariremo nel Pd
( da "Manifesto,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Cioè: "lotta
alla casta e alla burocrazia, riduzione dei costi della politica".
Tradotto: noi prenderemo i voti dell'antipolitica e dei fan di Grillo. Che
sarebbero un fiore all'occhiello per il Pd. E Veltroni non può rinunciare, se
vuole evitare che qualcuno accusi il partito nuovo di puzzare di vecchio.
La
lotta al racket una priorità ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: riduzione dei
costi e minor burocrazia. Mi fa piacere che Venturi ha accolto lo spirito delle
mie parole con le quali ho esortato gli imprenditori a concentrarsi anche
sull'aspetto dello sviluppo in Sicilia. Questo è il migliore investimento della
classe imprenditoriale della nostra terra contro il malaffare e il racket delle
estorsioni".
<Mancanza
di certezze>, Rinascente non investe più
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia è
troppo lenta e la Rinascente rinuncia ad investire a Napoli. Per Palazzo San
Giacomo la doccia fredda arriva quando alle
Le
due vite di Marta prof universitaria e barbona senzacasa
( da "Corriere
della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: i servizi sociali
sono solo la spalla già zuppa di lacrime di una burocrazia stressata e
impotente. Il municipio le offre aiuto psicologico ma non può darle una casa. E
il contributo per l'affitto a cui avrebbe diritto richiede un contratto.
Qualcuno affitta una casa? Ilaria Sacchettoni.
ROMA
- Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni senza poter scegliere chi
mandare in Par ( da "Messaggero, Il"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tutto una decina i
rigassificatori bloccati da lotte e burocrazia. Nel nucleare, la questione è
ancora più complessa. Dopo lo stop deciso con il referendum del 1987, si sono
perse competenze pubbliche e private. Secondo un dossier riservato dell'Edison,
bisognerebbe mettere in conto almeno 10 anni (tra autorizzazioni e
realizzazione) prima di avere una centrale nucleare in Italia.
Tuvixeddu,
riaperto il cantiere sul colle ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: LE CARTE Ora è il
momento della burocrazia: verranno ritirate tutte quelle concessioni che, anche
se già accordate e pagate, non erano ancora materialmente in mano alle imprese.
Il vincolo è arrivato nel mezzo del normale iter. Poi bisognerà rinegoziare
tutto, o quasi. Le condizioni con le aziende di costruzione, gli obblighi verso
gli altri proprietari dell'
Porto
Marghera al bivio tra rilancio e declino
( da "Polimerica"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: permanenza del
Polo industriale per colpa di burocrazia e incertezze, che impediscono un
equilibrato sviluppo sostenibile della zona, con ripercussioni fatali anche per
le altre aree produttive del Paese. Cresce di conseguenza, in modo evidente, il
rischio di vedere delocalizzare impianti industriali in regola con le Direttive
UE in altre Regioni europee che - con meno burocrazia -
E
se tornasse di moda il Network? ( da "Giornale di Merate"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi siamo
complessivamente vittime della burocrazia, dei tempi lunghi degli enti pubblici
e delle istituzioni". Ma fa anche autocritica: "Non voglio solo
accusare gli altri: anche le associazioni vivono una crisi e mi pare abbiano
perso in autorevolezza". Il master plan? "Secondo me è già scritto.
Iscrizioni
entro lunedì 25 febbraio Le selezioni tre giorni più tardi Come orientarsi fra
le leggi europee ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: da aziende ed enti
privati che hanno necessità di professionisti preparati e capaci di affrontare
la complicata burocrazia della Comunità europea. "Progettazione
europea" è appunto il titolo di un master organizzato dal Crenos della
facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari che ha aperto le
iscrizioni alla seconda edizione del corso di primo livello.
Ancora
incerta la data di apertura ( da "Giornale di Monza"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che ancora una
volta la burocrazia faccia il suo corso". Il "Cse" sorge in
un'aerea comunale di fronte ai condomini di via Silva e si estende su una
superficie di
Montezemolo
in Puglia: La ripresa dipende dal Sud
( da "Denaro,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ad esempio in
burocrazia\". Vendola si è poi detto d'accordo con Montezemolo quando il
numero uno di Confindustria \"invita la politica a un confronto di merito
ponderato\". Intanto la crisi di Governo non cancella le missioni
all'estero di Confindustria: \"Il mondo produttivo non può fermarsi ogni
volta che c'è una campagna elettorale\
PA.
Semplificazione, Governo: al via consultazione pubblica
( da "HelpConsumatori"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Questo
l'obiettivo della consultazione pubblica aperta agli italiani lanciata dal
Governo. Per partecipare basta andare sul sito dell'esecutivo e rispondere al
questionario. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008.I risultati
saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la
semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi
<Ignoranza
e odio contro la Chiesa> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: esistenza di una
burocrazia accentratrice che forma contemporaneamente la forza e la debolezza
dell'attuale tipo di stato. Forma la forza, perché assicura la continuità dello
stato ad onta dei rovesci che esso subisce; forma la debolezza, perché impedisce
lo sviluppo a carattere autarchicamente democratico dello stato stesso".
SPORT
E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla Regione alcune risposte alle
richieste dei residenti ( da "Arena.it, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia
non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che
mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di
più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero
stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.
Necessari
almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine
di via Montelungo ( da "Arena.it, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma la burocrazia
non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione questa che
mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di
più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero
stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di Montorio.
<Ben
vengano i lavori per i parcheggi: ma la sosta sia gratuita>
( da "Arena.it,
L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Credo che il
problema sia proprio questo: Verona ha strutture molto buone e medici famosi a
livello nazionale, ma troppo spesso la burocrazia è complicata e le attese
eccessivamente lunghe.Avere una sanità pubblica è importante, ma per quiello
che paghiamo di tasse dovremmo poter contare su un servizio un po' più
efficiente.A.G. .
CONFESERCENTI:
VENTURI, IMPRESE VOGLIONO UN PAESE CHE FUNZIONI
( da "Asca"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ad ostacoli che
''impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia
che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalita'. Ma anche
cinque richieste per decidere su nodi cruciali: dalle infrastrutture alle
politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del
turismo''.
ECONOMIA.
Confesercenti: ecco il decalogo per innovare l'Italia
( da "HelpConsumatori"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: caro energia e
burocrazia. E inoltre, fisco meno pesante e lotta alla criminalità. Sono alcune
delle dieci regole proposte da Confesercenti per un'Italia moderna. Ne ha
parlato stamani a Roma il Presidente della confederazione Marco Venturi,
rivolgendosi ai partiti alle prese con i nuovi programmi elettorali.
Economia
ferma, partite Iva in calo ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la vera palla al
piede per gli artigiani rimangono la burocrazia ed il fisco, troppo pressanti e
che non lasciano respiro, margini di produttività e per questo quelli che sono
chiamati a governarci devo rendere efficiente la cosa pubblica".Tra gli altri
interventi, anche il presidente dell'Assoartigiani provinciale Giuseppe
Sbalchiero che ha sottolineato: "Qualcosa deve cambiare,
Inaugurazione
Corte dei Conti, il procuratore regionale Spadaro: "Proseguono gli abusi
sulle consulenze esterne". E ricorda alla Moratti che
( da "Affari
Italiani (Online)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si accentua nelle
pubbliche amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita
in misura esponenziale da soggetti esterni ai quali vengono conferite funzioni
dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino
la trasparenza delle scelte effettuate". Sempre per Spadaro: "il
fenomeno delle consulenze non si attenua, anzi,
Il
bocciodromo vince la burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ieri le ultime
difficoltà ed il nuovo gioiello architettonico potrà finalmente entrare in
funzione Il bocciodromo vince la burocrazia Per l'impianto di Contea
l'inaugurazione ufficiale è prevista il nove di marzo MontebellunaSi chiamerà
"Bocciofila Montello 1928" la struttura sportiva che Antonio Ganeo ha
realizzato dopo anni di lavoro in via Dom Minzoni a Contea di Montebelluna.
14:52
CORTE CONTI: SPADARO, IN LOMBARDIA NON CALANO CONSULENZE (2)
( da "Agi"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la crescita di una
burocrazia di vertice costituita, in misura esponenziale, da soggetti esterni,
ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole
predeterminate di selzione che assicurino la trasparenza delle scelte
effettuate"; non ha dimenticato i temi delle restrizioni e del
contenimento della spesa,
PRIMO
COMANDAMENTO: FARE LA DIFFERENZIATA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ancora burocrazia
o saremo costretti a comprarli noi, poichè crediamo nella differenziata? Lucio
Liotta - NAPOLI * * * Il Comune di Napoli ha di recente promosso una
manifestazione per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata.
Credo che fare opera di sensibilizzazione sia sempre utile;
AGRICOLTURA.
Piemonte, il settore in stallo riparte dagli agriturismi di qualità
( da "HelpConsumatori"
del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Coldiretti
interviene anche sulle recenti polemiche sul Piano regionale di sviluppo
rurale, immobilizzato dalla burocrazia, che potrebbe paralizzare interi
comparti del settore. "Anche se i tempi tecnici per l'attuazione del Psr
si stanno allungando - puntualizza Fugazzi - noi siamo ottimisti e siamo convinti
che si riuscirà a superare questo momento di empasse".
ELEZIONI/
CONFESERCENTI: 10 LE PRIORITA' PER FAR FUNZIONARE PAESE
( da "Virgilio
Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: agli ostacoli che
"impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la
burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità.
Ma anche cinque richieste per 'decidere' su "nodi cruciali": dalle infrastrutture
alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio
del turismo.
MAFIA/
MONS. PENNISI A VITTIME DI USURA: CONVERTITEVI, NO A PIZZO
( da "Virgilio
Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: "Le persone
che vogliono liberarsi dall'usura e dal 'pizzo' hanno bisogno di essere
sostenute dalle fondazioni - come quella di padre Pino Puglisi - dalle autorità
e dalla burocrazia", aggiunge il vescovo. "Spesso dei ritardi
burocratici, degli inceppi burocratici scoraggiano la gente dal
denunziare".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MIRANDOLA. Due anni fa, a Mirandola, era accaduta la
stessa cosa: in un appartamento del centro storico della città di Pico la
polizia trovò i ferri ostetrici, rudimentali letti divaricatori, un ecografo.
C'erano apparecchi per misurare la pressione, c'erano medicinali. Una sorta di
grossolano laboratorio, praticamente come quello di San Possidonio. Anche in
quella occasione nessun arresto, ma denunce. Anche in quella occasione la
polizia di Mirandola era partita da una segnalazione. Evidentemente, le cifre,
la consistenza della comunità cinese in zona sono tali da determinare anche
fenomeni illegali. Per rendersene conto, basterebbe acquisire e vagliare le
cifre delle donne cinesi in stato di gravidanza che frequentano distretto e
ospedale Ausl. Molte sono purtroppo clandestine (anche se
la sanità pubblica si prende comunque cura di loro), molte sono in stato
avanzato di gravidanza. Molte vogliono abortire, e spesso non possono, o non
vogliono permettersi i tempi e la burocrazia che questa scelta comporta.
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il nuovo direttore generale "Al Sant'Anna meno burocrazia" Al Sant'Anna e al Regina Margherita serve
"un'organizzazione nuova, moderna". Compresa quella degli uffici
amministrativi, "che è vecchia e troppo burocratizzata". Parole del
neodirettore generale Walter Arossa, che in questi giorni sta visitando tutti i
reparti e i servizi dei "suoi" due ospedali per rendersi conto della
situazione. "Non c'è soltanto un grosso problema strutturale da
affrontare - dice il dottor Arossa -, occorre anche dare applicazione piena
alle possibilità delle due strutture". Per quanto riguarda l'Infantile il
neo direttore ha in mente progetti di sviluppo e ampliamento del pronto
soccorso, "anche se il Regina Margherita - sottolinea - paga,
evidentemente, il fatto che l'organizzazione della pediatria di famiglia a
Torino è da rivedere".
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAGGIORA. NON C'ERA POSTO "Un'odissea sistemare mia
madre ammalata" Quattro giorni di peregrinazioni per trovare una
sistemazione in una casa di riposo all'anziana madre che si era fratturata
parte del bacino. E' la vicenda vissuta nei giorni scorsi da un cittadino
svizzero originario di Maggiora, Gianfranco Fasola, iniziata all'ospedale di
Borgomanero dove, dopo le prime cure, i sanitari avevano deciso di dimettere
Elvira Piemontesi, 81 anni, dando inizio al "calvario" del figlio.
"Sono oltre una ventina le strutture che ho contattato - spiega - ma non
si riuscivano a trovare posti, oppure occorreva essere convenzionati con l'Asl.
E' stato un continuo girovagare tra uffici, lunghe code e burocrazia per cercare una soluzione, ma
se non ci fossero stati il sindaco Giuseppe Fasola e la dottoressa Clorinda
Zuccaro di Maggiora, che si sono prodigati per darmi una mano, forse non avrei
ancora risolto il mio problema". Situazione aggravata dal fatto che la
badante romena che curava l'anziana, proprio in questi giorni era dovuta
tornare in Romania per motivi familiari. Alla fine un posto viene trovato al S.
Carlo di Arona. Secondo Gianfranco Fasola il confronto tra sanità svizzera e
italiana è stato uno choc: "In Svizzera un ospedale non avrebbe mai
mandato a casa la mia mamma. E vi sarebbero stati servizi più puntuali ed efficienti".
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per una volta devo dissentire fortemente - e per motivi
scientificamente dimostrabili - dal carissimo amico Franco Reggiani su un tema
basilare dell'attualità politica. Alla fine della sua lettera al direttore
pubblicata il 7 febbraio peraltro in gran parte condivisibile, Franco conclude
che per affrontare i "problemi economici e sociali" italiani vi è
"una strada obbligata": "... il lavoro congiunto della sinistra
moderata (il Pd) e di quella arcobaleno". Invece, il Pd non può più essere
considerato in alcun modo sinistra, ma è ormai diventato una sorta di centro
per tutte le stagioni, esattamente come il PSI craxiano o il Partito
Democratico statunitense, e come sia stato il PD stesso, negli ultimi tempi, a
rifiutare quel lavoro congiunto e a spalancare consapevolmente e
deliberatamente la porta a un probabile decennio di governo del centrodestra
berlusconiano. Non potendo qui andare oltre certi limiti di spazio, mi limiterò
a ricordare quanto nell'ultimo anno e mezzo il PD abbia lavorato contro
l'attuazione del programma ufficiale concordato dall'Unione prima delle
elezioni del 2006 e contro le più semplici esigenze della popolazione italiana
su tutti i temi basilari di tipo socioeconomico, ambientale, istituzionale e
militare. La riforma della legge Biagi e la nuova base militare Usa a Vicenza
(entrambe imposte dall'alto senza l'approvazione nemmeno del Consiglio dei
Ministri). I gravi tagli alla sanità e all'istruzione in concomitanza col
finanziamento di nuovi costosissimi aerei e navi da guerra; la politica su
energia, infrastrutture e rifiuti asservita alle lobby degli inquinatori e dei
distruttori del territorio, La totale assenza di azioni nei confronti del
gravissimo inquinamento padano da micropolveri (del tutto illegale rispetto ai
limiti europei) e il silenzio sulle bombe atomiche di Ghedi e Aviano
(altrettanto illegali rispetto al Trattato di non proliferazione nucleare). Gli
enormi favori fatti a inceneritori e raffinerie in totale contrasto con le
direttive europee; il proseguimento di una politica di distruzione di ogni
possibile efficienza della magistratura ecc. Su tutti questi temi il PD ha
fatto corpo unico con i vari Dini e Mastella scontrandosi con la sinistra
arcobaleno (o sinistra radicale), con la società civile italiana e più o meno esplicitamente
col programma dell'Unione. E quando i Dini e i Mastella hanno fatto cadere il
governo Prodi e si è cominciato a discutere di un possibile cambiamento
d'emergenza all'attuale orrida legge elettorale, il Partito Democratico ha
mantenuto fino in fondo una posizione in cui vi è un solo vincente: Berlusconi.
L'esame delle posizioni delle varie forze politiche mostra infatti che l'unico
cambiamento che il centrosinistra avrebbe potuto far approvare da una
maggioranza parlamentare era un passaggio all'equilibratissimo sistema tedesco
(che dal punto di vista della democrazia offre moltissimi vantaggi e pochissimi
svantaggi, peraltro correggibili introducendo le preferenze nelle liste
proporzionali e l'uso dei referendum consultivi come modo per accrescere
ulteriormente la già spiccata tendenza alla governabilità). Ma fino all'ultimo
il PD ha rifiutato questo sistema proponendo a tutti i costi un sistema
inventato ad hoc il cui unico significato era dare fortissimi "premi"
elettorali ai partiti più grossi, come presumibilmente Partito Democratico e
Forza Italia... E l'evidente risultato di questa forzatura e di questa
apparentemente incomprensibile rigidità è che ora si va a votare con la legge
ipocrita che Berlusconi a sua volta aveva costruito ad hoc 5 anni fa e che
attualmente gli garantisce in modo praticamente certo la vittoria (come tutti
sanno). In altre parole, il principale strumento che permetterà pressoché
certamente al centrodestra di governare stabilmente per 5 anni (e probabilmente
10, viste le enormi spaccature esistenti tra le altre forze politiche...) è
stato in pratica proprio il PD. E tutti gli addetti ai lavori in campo politico
lo sanno! Non ci si venga dunque a parlare di collaborare con un partito che
sta lavorando pienamente a un enorme inciucio con quelli che chiama i suoi
avversari e in particolare con il peggior primo ministro che la storia italiana
ricordi... Con gli elettori del PD si potrà certo collaborare, ma non certo con una burocrazia partitica che continua a prendere clamorosamente in giro almeno
metà degli italiani. L'unico tipo di alleanze che un elettorato sensibile ai
temi socio-economici, umani e ambientali può pensare oggi, è tra la sinistra
arcobaleno (che include quella che attualmente è la vera sinistra moderata,
cioè SD, verdi e PdC) e quell'amplissima area di persone che, disgustata dai
politicanti che dominano in gran parte dei partiti, cerca espressione
soprattutto in movimenti, comitati, liste civiche e associazioni, uniti tra
loro dal desiderio di mettere davvero assieme senso sociale, economia,
ecologia, trasparenza amministrativa e solidarietà umana internazionale! Luca
Benedini.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ECONOMIA INCONTRO VOLUTO DA COMMERCIANTI ARTIGIANI Le
associazioni ai sindaci: "Le aliquote vanno rideterminate" SOLIDALI
con il loro motto "uniti per lo sviluppo dell'impresa" Cna,
Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti hanno organizzato un incontro
con gli amministratori locali mettendo sul tavolo il tema della pressione
fiscale e del costo della burocrazia, elementi che
vanno a incidere fortemente nei bilanci dissestati soprattutto della piccola e
media impresa. "Non vogliamo dare pagelle, ne elencare i buoni e i cattivi
? ha aperto Gabriele Fusini, presidente di Cna ? ma avviare un percorso
virtuoso che porti all'unico risultato utile: spendere meno, spendere
meglio". Come è possibile che un'impresa impegni quattro mesi di lavoro
per coprire i costi della burocrazia che diventa così
imposizione fiscale aggiuntiva? Per non parlare delle principali tasse locali
che in cinque anni sono aumentate del 55% e con l'Irap salita del 19,5%."
Il presidente di Confcommercio, Claudio Chiti ha snocciolato numeri capaci di
dare l'idea esatta di quello che sta accadendo. "Bankitalia sostiene che i
redditi dei lavoratori autonomi dal 2000 sono aumentati del 13,8%. Un dato
falso perché drogato dagli studi di settore, come dimostra l'indebitamento
delle famiglie dei lavoratori indipendenti (44% rispetto al 33,6% dei
dipendenti). E' vero ? prosegue ? la pressione fiscale nazionale diminuisce
virtualmente ma costretti dal federalismo fiscale gli enti locali usano la
tassazione per far fronte alle spese". Dai dati forniti, emerge che i
Comuni maremmani, pur mostrando una disparità di aliquote, si attestano sempre
sulla parte alta della forchetta (su 28 comuni ben 23 hanno l'Ici al 7per
mille, la Tosap che passa dai 4,21 euro di Magliano fino a oltre 41 euro di
Grosseto e una Tarsu che le imprese al metro quadrato pagano da 0,62 euro a
Castel del Piano spingendosi fino ad oltre gli 11 euro di Massa Marittima).
"Le aliquote vanno rideterminate modulandole sul reddito ? ha commentato
Pier Ferruccio Lucheroni, presidente di Confesercenti ?. Un negozio di frutta e
verdura, il cui reddito di impresa è basso, non può pagare quanto un impianto
produttivo o un teatro". Ancora sulla burocrazia, stritolatrice, è tornato in
conclusione Gianni Lamioni, presidente di Confartigianato. "In Italia
11mila su 15mila milioni di euro di costo per la burocrazia sono pagati dalle aziende da zero a nove addetti. Se azzerassimo
questa cifra la produttività delle imprese aumenterebbe del 5,8%. E'
arrivato il momento che anche a livello locale si trovino gli strumenti per
ridurre questo costo, potenziando i Suap, o attivando percorsi da condividere e
concertare". "LA SPERANZA ? hanno concluso le quattro associazioni ?
è che almeno localmente si lavori insieme, discutendo sul prelievo e sulla
finalizzazione delle risorse e su come possono essere ridistribuite tramite
servizi o agevolazioni alle imprese". Tutti gli amministratori hanno
confermato comunque un congelamento delle tasse per il 2008. Nel caso di
Grosseto, l'assessore Paolo Borghi ha annunciato la riduzione dell'uno per
mille dell'Ici sulle categorie C3 e D1: "Lo scorso anno ritoccammo quelle
delle abitazioni. Per il 2008 abbiamo deciso di dare un risposta alle imprese
ritoccando l'Ici dal 7 al 6 per mille". A proposito di bilanci Borghi ha
annunciato che la riduzione delle imposte porterà nelle casse del Comune circa
2,2 milioni di euro in meno (da
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Elzeviro Alberto Papuzzi Il fascino discreto della parola
"sabaudo" Perché la parola "sabaudo" non ha un significato
negativo come borbonico, o papalino, o asburgico? In realtà la dinastia sabauda
non ha esercitato un dominio così vasto e lungo da generare
una burocrazia che
soffocava il popolo, o da imporre un regime confessionale reazionario, o da
apparire nelle vesti di oppressore delle libertà. L'immagine dei Savoia è del
tutto diversa: è quella d'uno Stato di modeste dimensioni, che si ritaglia un
posto di prima fila sulla scena europea, grazie soprattutto al dinamismo diplomatico,
alle virtù guerriere e last but not least alle strategie nuziali. Questa è
l'immagine dei Savoia che esce dalle pagine di un volume illustrato del Touring
Club, Torino e gli Stati sabaudi, che chiude la collana "L'Italia prima
dell'Italia" (gli altri volumi si sono occupati della Repubblica di
Venezia, del Regno di Napoli, dello Stato Pontificio, dei ducati dell'Emilia e
della Toscana, di Milano dai Visconti agli Austriaci). Nella sua prefazione, lo
storico dell'arte Enrico Castelnuovo mette a fuoco la funzione di cerniera
delle terre sabaude, non soltanto per i traffici ma anche per gli artisti.
Quindi il racconto di Dino Carpanetto (Storia moderna all'Università di Torino)
ci guida nei passaggi attraverso i quali da Umberto di Biancamano si arriva al
Regno d'Italia. Accanto al racconto degli eventi che segnano la storia dei
Savoia, il lettore però è invitato a seguire anche l'organizzazione dello Stato
sabaudo, con le grandi riforme di Carlo Emanuele II e con la modernizzazione
agricola nel corso del Settecento: la diffusione del mais, la coltivazione del
riso, nuovi intermediari (i fittavoli) fra proprietà e lavoro nelle campagne,
il consolidamento dell'allevamento bovino, la produzione di seta e lana.
Speculare a questa fase riformistica è la fioritura di istituzioni tipicamente
illuministiche, come l'Accademia delle Scienze che offre l'input per lo
sviluppo a Torino d'una cultura positivistica, o il Collegio delle Province,
con cui lo Stato si garantisce il monopolio nella formazione delle classi dirigenti.
Decisiva in questi frangenti è la costituzione di una cultura patria, che ha i
suoi due simboli in Eugenio di Savoia, aristocratico e condottiero,
affascinante e europeo, e Pietro Micca, l'umile soldato che si sacrifica per la
città. Il racconto si ferma in pratica al periodo di Carlo Alberto. Resta in
sospeso, a fine lettura, una questione: la città industriale, la città
dell'auto, la company town sono la conseguenza di questi processi, o
rappresentano piuttosto un destino imprevisto? Sull'interrogativo la
discussione è tuttora aperta.
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
E in particolare l'ingegner Sgrò: "Ho presentato un
volume dell'Asl sulla sicurezza nei cantieri al Seatec di Marina di Carrara
sostenendo che la sicurezza sul lavoro non va di pari passo con l'eccellenza
della produzione. Il consulente è intervenuto quindi per sostenere che dicevo
falsità perché la Darsena è all'avanguardia sulla sicurezza. Ha detto che il
veri problemi dell'industria nautica sono creati dalla lentezza della burocrazia, non dagli incidenti sul
lavoro ma dall'insabbiamento del porto. Intanto il tavolo di concertazione si è
arenato anche lui: alcuni consulenti aziendali ci si distinsero con toni più
oltranzisti di quelli degli imprenditori. Ci sono centri di interesse che
vogliono lasciare le cose come stanno anche se alcuni imprenditori hanno capito
che il modello Viareggio è arrivato a conseguenze insostenibili e
vogliono cambiare strada". - -->.
( da "Giornale di Brescia" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 12/02/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA BUROCRAZIA Per la riforma è atteso un decreto
attuativo del Governo che stabilisca risorse e personale, ma i primi cittadini
vanno oltre... Nuovo Catasto: i sindaci pronti a partire da soli Guardando il
calendario appeso negli uffici dell'Acb, l'Associazione dei Comuni bresciani, è
facile notare come sia stata rimarcata da un cerchio rosso la data del primo
marzo. Entro quel giorno, il Governo dovrebbe aver stabilito l'entità
delle risorse previste per i nuovi poli catastali, istituiti lo scorso ottobre
dopo la riforma del Registro immobiliare. In questo caso usare il verbo al
condizionale è d'obbligo perchè dopo la crisi di Governo e il conseguente
scioglimento delle Camere, qualcuno ha cominciato ad avanzare l'ipotesi che del
decentramento catastale non se ne faccia più nulla. "Il decreto del
Presidente del Consiglio di giugno - ha spiegato in merito il presidente
dell'Acb Carlo Panzera - prevede che entro fine febbraio vengano definiti i
trasferimenti di personale e di fondi a favore dei nostri 15 nuovi poli. Vista
però la recente caduta del Governo cominciamo ad ipotizzare un ritardo, se non
addirittura un passo indietro nella riforma. Ribadiamo comunque che crediamo
fortemente nella scelta che abbiamo fatto e che vogliamo portarla a
termine". Prima di andare oltre nella discussione, preferiamo fare un po'
di chiarezza ricapitolando come si è arrivati al decentramento delle funzioni
catastali. Entro il 3 ottobre, infatti, 190 su 206 Amministrazioni comunali
della nostra provincia, hanno deliberato di voler gestire autonomamente tutte le
attività catastali. Specifichiamo: esistevano tre livelli di funzione a cui
aderire e oltre il 70% dei Comuni ha optato per il "livello C", che
detto in parole semplici permette all'Amministrazione municipale di potersi
sostituire all'Agenzia del Territorio in termini di consultazione,
aggiornamento e verifica dei dati catastali. "Riteniamo - ha ribadito
Panzera - che attraverso questa azione possa avvenire, da parte nostra, una
migliore gestione del territorio anche attraverso una migliore e più equa imposizione
fiscale. Per questo motivo ci siamo mossi in anticipo creando tra noi (cioè
l'Acb) e i vari poli catastali un rapporto di sinergia e collaborazione. Certo
è che dobbiamo avere la certezza delle risorse e del personale a
disposizione". Pensiero condiviso anche da Ermano Pasini, presidente della
Comunità montana della Valle Sabbia, che imbeccato dal cronista si dichiara:
"Disposto anche a rinunciare alle risorse previste dal Governo, in cambio
di una piena autonomia nella gestione degli immobili situati nel territorio di
sua competenza e della totale fruizione dei diritti di segreteria legati alle
operazioni catastali". Già, perchè secondo quanto prevede la normativa,
con la costituzione dei poli catastali, i diritti di segreteria legati ad una
operazione catastale finiscono in misura pari al 15% nelle casse del Comune di
pertinenza dell'immobile e per il resto, ovvero l'85%, nelle casse dello Stato.
"Non poter gestire direttamente gli immobili situati all'interno del
proprio territorio è come non poter fruire dell'ufficio anagrafe - ha avanzato
il geometra Angelo Este del Comune di Montichiari, il primo ad aver già attuato
una sorta di autonomia catastale -. Ho la netta sensazione che sia più
difficile accatastare una casa che non costruirla. Ci vuole invece un catasto
più affidabile: che tenga conto delle necessità del territorio e della
popolazione, altrimenti si rischia di ritrovarsi nella situazione di fine anno
in cui l'Agenzia del Territorio ha emesso gli elenchi delle particelle
catastali che non risultavano censite ma che, nella maggior parte dei casi, il
loro difetto era dovuto ad un superato stato di aggiornamento delle
mappature". Nella riunione di ieri c'è stato poi chi, come Domenico
Alberti, direttore dell'Acb Servizi, ha avallato l'ipotesi del decentramenteo
sottolineando come "sia stata frutto di un'adesione massiccia e rilevante
da parte dei Comuni e che ha portato l'Agenzia del territorio ad una
particolare forma di imbarazzo". Oppure, ha infine spiegato Luciano Conti
a nome della Lega delle autonomie locali metta in evidenza come: "i Comuni
che per natura possono rilasciare le concessioni edilizie, si trovano esclusi
dall'azione di accatastamento. Questa esenzione va sicuramente a discapito
della determinazione del valore degli stessi fabbricati". Erminio
Bissolotti.
( da "Trentino" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Graziano Riccadonna La sfida della "medaglia
ambientale" Non manca molto al prestigioso riconoscimento Emas per la
qualità Nel programma amministrativo era un punto irrinunciabile che sta per
essere raggiunto FIAVE'. La dichiarazione ambientale Emas, pur con in tempi
"lenti" della burocrazia, è ormai dietro l'angolo a Fiavé. Si tratterebbe della terza
amministrazione comunale in Trentino ad aderire all'Emas, dopo Tenno e
Villalagarina, in un percorso che è cominciato concretamente nel 2006. Dopo che
lo scorso 5 dicembre è avvenuta la registrazione ufficiale del marchio Emas al
Comune, si sono avviate le procedure attuative del percorso ambiantale.
Un percorso che va condiviso dall'intera collettività fiavetana. E' chiara in
proposito la sindaca Nicoletta Aloisi: "L'obiettivo della certificazione
ambientale Emas era scritto negli obiettivi di programma della attuale
amministrazione. Con questo strumento, l'amministrazione di Fiavé intende
realizzare una efficace programmazione ed una coerente attuazione di iniziative
volte a garantire qualità al territorio ed all'ambiente, mediante
l'individuazione in primo luogo di standard di sicurezza nella gestione dei
settori di cui è responsabile". In concreto? La riduzione degli impatti e
degli effetti inquinanti riconducibili alle proprie attività ed il monitoraggio
dei consumi per conseguire sensibili economie di bilancio. Obiettivo principe,
la qualità al territorio ed all'ambiente in maniera diretta, integrando il
fattore ambientale in tutte le scelte amministrative di emanazione
dell'amministrazione, ma anche in maniera indiretta, chiamando a coerenza su
tale obiettivo anche tutti i soggetti terzi. E la qualità della vita per la
propria comunità, sia essa residente o turistica, è quindi la finalità
primaria. In che modo? Anzitutto implementando azioni volte a rendere le cose
conformi ad indicatori di qualità o di integrità riconosciuti e certi, poi
puntando a far emergere ciò che è distintivo e specifico del proprio
territorio, privilegiandone il mantenimento degli aspetti naturali e di
integrità. Tra le azioni principali, la messa a regime del nuovo sistema di
raccolta differenziata dei rifiuti secondo i dettami del decreto Ronchi e
l'applicazione della legge sull'inquinamento acustico mediante l'adozione di un
piano di zonizzazione acustica ed il relativo monitoraggio di tutto il sito
comunale. In proposito prossimamente verrà distribuita alla popolazione una
pubblicazione, interamente dedicata alla dichiarazione ambientale in cui, dopo
l'inquadramento geografico, storico, culturale e ambientale, molto spazio è
riservato alla torbiera, il sistema di gestione ambientale, il ciclo delle
acque.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ITALIA BRONTESI ? BRESCIA ? FINE LAVORI dicembre 2003,
prima udienza chissà. Nel 2009 pronosticano i più ottimisti, a rischio di
smentita. E proprio oggi è atteso a Brescia il capo dipartimento del ministero
della Giustizia per sbrogliare la matassa dopo l'ultimo intoppo che ha fatto
slittare ancora il trasloco, previsto per questa primavera, nel nuovo
Palagiustizia. A PROVOCARE l'ennesimo rinvio è stato il ministero che ci ha
messo 10 mesi per rispondere alla lettera con cui il 10 marzo del 2007 il
procuratore generale Aniello Lamonica chiedeva l'autorizzazione alla
realizzazione del progetto per il sistema sicurezza predisposto dal Comune di
Brescia. Data la delicatezza del tema, Brescia chiedeva una trattativa privata
che garantisse "segretezza", il ministero, quasi un anno dopo, ha
risposto che no, ci vuole una gara d'appalto. "Purtroppo i ministri
cambiano, ma le incomprensioni e i ritardi restano", ha commentato il pg
rendendo noto il nuovo stop il 26 gennaio scorso, giorno di inaugurazione
dell'anno giudiziario. "Sconcertante" aveva definito l'atteggiamento
del ministero il sindaco Paolo Corsini, intervenuto su Roma per sbloccare la
situazione. E sì che il Comune, il palazzo di via Gambara che dovrà riunire i
vari uffici giudiziari sparsi per la città, l'aveva consegnato con un paio di
mesi d'anticipo. Intoppo dal ministero col governo Prodi, intoppi e scintille
tra il sindaco e il ministro Roberto Castelli all'epoca del governo Berlusconi
sulle spese per il trasloco. Disegnato dall'architetto Gino Valle, a forma di
emiciclo, 8 piani fuoriterra nella parte centrale, 5 nelle parti laterali,
mattoni e marmo di Botticino, costato 75 milioni di euro finanziati dallo
Stato, il nuovo palagiustizia è ancora inutilizzato, aperto solo un giorno nel
2007, un altro nel 2008, giusto per la cerimonia di inaugurazione dell'anno
giudiziario e poi richiuso. E intanto costa: nel 2007 il Comune di Brescia ha
speso più di 600 mila euro per la manutenzione e il riscaldamento e quasi
altrettanto negli anni precedenti. DISABITATO da quattro anni, non è immune da
guai, come nel febbraio 2005 quando alcuni lastroni di marmo si sono staccati
dai muri esterni o peggio, sempre quell'anno, quando la polizia è corsa in
aiuto di una ragazza aggredita da un marocchino: avevano scavalcato la
recinzione ed erano entrati nell'edificio vuoto forzando una porta. E adesso?
"Prevediamo di consegnare i corpi destinati a Tribunale ordinario, Procura
generale e Corte d'appello per il mese di gennaio, il resto dell'edificio entro
giugno 2009" dice il sindaco Corsini che aggiunge con un misto di cautela
e scaramanzia: "Salvo ulteriori complicazioni". - -->.
( da "Leggo" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi di Mario Fabbroni Se è stata solo una dura presa di
posizione, lo scopriremo nelle prossime ore. Sta di fatto che, al momento,
Napoli riceve un altro schiaffo imprenditoriale: non dovrebbe più realizzarsi,
infatti, il nuovo grande magazzino annunciato da La Rinascente. "Troppe difficoltà
per ricevere le indispensabili autorizzazioni", si lamenta
l'amministratore delegato del gruppo, Vittorio Radice. Che affonda il colpo
contro il Comune: "Da 18 mesi stiamo lavorando senza aver ottenuto
certezze sul nostro investimento". La Rinascente infatti dovrebbe
trasferirsi dalla sede di via Toledo in un immobile molto più grande in via De
Pretis: 50 milioni di investimento, posti di lavoro che passerebbero da
( da "Leggo" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiudi VENEZIA - Nuovo spazio per i funerali non religiosi
nel cimitero di Chirignago. E' la principale novità della Carta dei Servizi di
polizia mortuaria presentata ieri a Ca' Farsetti ai rappresentanti delle
associazioni di consumatori, e che dovrebbe entrare in vigore entro marzo. Fino
ad allora, l'assessorato all'Ambiente, accetta suggerimenti, anche dagli
operatori di settore, le ditte di pompe funebri. La Carta
vuole semplificare la burocrazia cui si imbattono le famiglie proprio nel momento in cui hanno
subito un lutto. Domande frequenti con relative risposte che aiutano l'utente
nell'utilizzare alcuni siti internet. Ha validità pluriennale ma le schede che
la compongono possono essere aggiornate ogni anno. (M. Fer./ass).
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA Dopo la rapina arriva il 'vigilante' Da
Baldinini ora c'è una guardia giurata che protegge lavoratori e clienti.
"Vogliamo investire in sicurezza, ma la burocrazia
ci blocca" - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di PAOLO MORELLI "VOGLIAMO investire in sistemi di
sicurezza trasferendo l'outlet nella parte anteriore dell'azienda, dove c'erano
gli uffici che abbiamo già spostato nella parte nuova del fabbricato, ma i tempi della burocrazia sono lunghissimi, e ogni volta che risolviamo un problema ne
spunta un altro. Così sono arrivati prima i rapinatori e abbiamo dovuto mettere
una guardia giurata per tutelare la sicurezza di lavoratori e clienti".
Prima di partire per Mosca, Gimmi Baldinini si è assicurato personalmente che
tutto sia a posto. NELLA ZONA del Rubicone, ma ormai non c'è zona che si
salvi, la percezione dell'insicurezza è sempre più alta, anche spesso furti e
violenze non finiscono sui giornali: sono sempre più le aziende commerciali che
sono state costrette a ricorrere a personale armato come deterrente per i
malviventi. Infatti basta la presenza di poche migliaia di euro per indurre
banditi di ogni provenienza ad armarsi per assaltare l'obiettivo. Spesso si tratta
di stranieri dei paesi dell'Est europeo che si sono trasferiti in Italia
sapendo di poter contare su leggi molto più permissive di quelle dei loro
paesi. SULL'ARGOMENTO sicurezza interviene anche Fabio Dellamotta, consigliere
provinciale di Forza Italia: "San Mauro Pascoli non è solo il comune che
festeggia i primi due nuovi arrivati del 2008 con una 'Miniscarpa d'oro', un
omaggio alla peculiarità di San Mauro, paese dei calzolai, ma anche il paese
dei furti con scasso nelle case e nelle attività commerciali, delle rapine,
delle violenze subite dagli inermi cittadini. Il nostro paese è andato sulle
pagine dei giornali almeno 6 volte nel mese di gennaio per la cronaca nera, ma
il nostro 'sindaco ridens' batte tutte i records: ogni giorno la sua foto troneggia
ridente e beata per qualche premiazione o foto ricordo. Va bene essere gaudenti
e contenti, ma attenti, si fa la fine di Prodi che rideva rideva, rideva
sempre, e poi è ruzzolato. I cittadini chiedono rispetto, vigilanza, sicurezza,
tranquillità, ordine, e magari anche più presenza dei nostri agenti della
Polizia Municipale che dovrebbero anche controllare il nostro territorio di
sera e di notte, oltre che riempire le casse comunali con le multe di giorno!
Per questo il sindaco 'panem-et-circenses' Miro Gori potrebbe almeno lenire le
plebee ferite di chi è stato colpito dalla delinquenza istituendo un nuovo
premio: il 'Grimaldello d'Oro' da conferire alle vittime. Così avrebbe altre
occasioni, molto frequenti ahimè, di mettersi in mostra sui giornali e farsi
pubblicare delle belle foto sorridenti". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di ROBERTO GRIMALDI DAL SUO UFFICIO, in un anno, sono passati tutti i cittadini che non riuscivano a oltrepassare
il muro della burocrazia.
Così, dall'osservatorio del dottor Alfredo Clò, ex presidente del tribunale e
difensore civico del Comune che ha appena passato il testimone a Giuseppe
Ferorelli, è possibile capire quali sono i grattacapi che assillano i
cittadini. La relazione del 2007 che Clò ha presentato ieri in Consiglio
Comunale, è così una mappa del disagio dei modenesi, che di fronte ai presunti
soprusi del potere si sono rivolti al difensore civico. DUE I DATI che saltano
agli occhi leggendo il racconto dei casi principali che sono stati
verbalizzati: i cittadini rivolgono le loro proteste soprattutto ai vigili
urbani, in genere perché ritengono di aver pagato ingistamente una multa. Sul
merito ci si rivolge al giudice di pace, ma sul piano formale è competente
anche il difensore civico. E poi resta problematico il rapporto con Hera: tanti
utenti si sono rivolti al dottor Clò perché non sapevano a chi rivolgersi
all'interno dell'utility, per avere spiegazioni su bollette, servizi e
pagamenti. Probabile che il disagio sia aumentato quando diverse competenze si
sono trasferite da Modena a Bologna. Il difensore civico ha comunque svolto
puntualmente il proprio dovere, diffondendo recapiti e numeri di telefono dei
dirigenti competenti per rispondere alle sollecitazioni degli utenti. Tante i
casi sottoposti nel 2007 all'ufficio del difensore civico del Comune: circa
350, vale a dire una al giorno. E in 26 casi il dottor Clò, per seguire il caso
nel migliore dei modi, ha dovuto compiere una sorta di fase istruttoria in
forma scritta. Tutti e 26 sono stati riportati nella sua relazione e
distribuiti ai consiglieri comunali. Unanime la valutazione positiva del
Consiglio sull'operato di Alfredo Clò. E a tutti è parso essenziale che esista
una figura professionalmente preparata, in grado di aiutare il cittadino a
orientarsi tra gli uffici comunali. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
O con la consueta puntualità il suo ruolo da Difensore
Civico. Il 31 dicembre ha lasciato l'incarico e, come si suol dire, è tempo di
bilanci. Dottor Clò, è stato un lavoro difficile? "Ho dato risposta a
tanti cittadini, in tutto ho vagliato circa 350 richieste in un anno. Ma ho
anche trovato grande collaborazione da parte dei funzionari del Comune. Non era
scontato". Perché? "In certi comuni, soprattutto quelli piccoli, c'è
molta diffidenza da parte dei sindaci nei confronti del difensore civico, tanto
è vero che queste figura non c'è dappertutto. Qui invece i dirigenti sono
favorevoli, e sono contenti che ci sia una figura di inerfaccia tra loro e i
cittadini". Con il difensore civico la burocrazia non è più un incubo? "Il
servizio non è completo. Io mi sono occupato solo degli atti amministrativi
comunali, ma non ero competente sugli uffici statali. Per quelli ci vorrebbe un
difensore civico apposito, che però in Italia non c'è. E questo è un
male, è una figura che sarebbe utilissima e si trova in tanti stati, persino in
Bulgaria". Il difensore civico aiuta a migliorare i servizi? "A volte
sì. Attraverso la testimonianza di tanti cittadini che prendevano l'autobus ho
constatato che troppi utenti non pagavano il biglietto. L'ho fatto presente
all'Atcm sollecitando più controlli. L'azienda si è mossa in questo senso, ora
i 'portoghesi' sono in netto calo". Roberto Grimaldi - -->.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
? MASSA ? PER NON PAGARE più i 67 euro previsti per un
passo carrabile, deve spendere circa 2 mila euro per ripristinare la recinzione
al posto dell'ex passo. E' una vera odissea quella che sta vivendo un anziano
pensionato residente in via degli Unni, il quale chiede l'annullamento del
balzello su un passo carrabile che di fatto è inutilizzato da anni. Sballottato
da giorni da un ufficio all'altro, il pensionato ancora non è riuscito a
trovare la soluzione per chiudere la faccenda e non dover più sborsare i soldi.
IN SINTESI, il pensionato ha già chiuso dall'interno, con un muretto in mattoni
e cemento, il varco del passo carrabile, in quanto non più utilizzato ormai da
molto tempo. Perché, allora, continuare a pagare a Massa Servizi la tassa di 67
euro l'anno quando il servizio è ormai inesistente? Un
conoscente si è preso la briga di muoversi nei meandri della burocrazia, in quanto, per l'anziano,
sarebbe stato impossibile districarsi in tutti gli spostamenti necessari, da
una struttura all'altra della città, dal centro agli uffici periferici. Dal
Comune a Massa Servizi, da Massa Servizi al Comune. Stando a quanto è
stato detto al conoscente, il muretto realizzato dall'anziano per chiudere
dall'interno il passo carrabile, secondo gli uffici di Massa Servizi, non
sarebbe sufficiente: il passo carrabile deve dimostrare dall'esterno la sua
finita funzione. Con una ringhiera ben allineata. Insomma, per ripristinare la
situazione precedente l'anziano deve rivolgersi a un muratore e un fabbro,
spendendo una cifra intorno alle 2 mila euro. Altrimenti il cartello di passo
carraio resta, ovviamente insieme alla tassa. "MI PARE una situazione
assurda ? commenta S.R., il cittadino che si sta prendendo a cuore il fatto
capitato all'anziano ?. C'è una burocrazia pazzesca.
Il passo carrabile è inutilizzato, non serve più, e la richiesta del cittadino
dovrebbe essere sufficiente a far rimuovere il cartello e, contestualmente,
annullare la somma dovuta per la tassa". I mesi trascorrono in fretta e il
bollettino dei 67 euro da pagare è arrivato anche quest'anno puntuale,
nonostante il servizio non esiste più da anni. Che fare? - -->.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA Nel quinquennio del governo Berlusconi,
per esempio, la spesa pubblica è aumentata nonostante tutti i proclami sullo
"stato leggero" e sulla liberazione del sistema
economico dal peso della burocrazia. L'economista Siniscalco, nell'intermezzo in cui resse il
ministero dell'Economia tra il primo e il secondo Tremonti, adottò una regola
importata dall'Inghilterra che imponeva a ogni ministro di tagliare del 2%
annuo le spese del proprio dicastero, ma ottenne solo un risibile rinvio di
breve durata della spesa. Sorte migliore, ma sicuramente sotto le
speranze, ha avuto la manovra del ministro Padoa-Schioppa con la Finanziaria
2007, che chiedeva ai ministri di proporre riduzioni o miglioramenti di spesa
su una quota di fondi assegnata ma temporaneamente bloccata. Sul fronte
specifico del pubblico impiego, voce determinante per la spesa complessiva e
per il funzionamento dello Stato, gli interventi del passato sono stati peggio
che inutili: sono stati dannosi. Il blocco delle assunzioni ha originato un
insieme scoordinato di deroghe e un vasto ricorso al precariato. Ma ora i
precari premono per essere assunti in ruolo, nella migliore delle ipotesi
mediante concorsi riservati o con forti agevolazioni, che minano di fatto il
principio costituzionale dell'accesso al pubblico impiego attraverso concorso.
Ancora peggio il blocco degli stipendi, aggirato da una pratica diffusa di
promozioni che non solo ha annullato il risparmio finanziario atteso, ma ha
anche e soprattutto sconvolto la struttura degli uffici, generando
un'incoerenza organizzativa che richiederà anni per essere sanata. Quando poi
si passa dai grandi aggregati di spesa all'analisi dei singoli ministeri, la
situazione appare affrontabile solo con interventi chirurgici, sia pure
stemperati da adeguati periodi transitori: troppe guardie carcerarie, troppi
insegnanti, troppi tribunali, oltretutto con risultati spesso insoddisfacenti
(siamo in coda alle graduatorie internazionali per la preparazione didattica
dei nostri quindicenni e per i tempi della giustizia civile). E che dire della
spesa in periferia? E' illuminante il caso delle Province. A torto o a ragione,
la maggioranza degli italiani è favorevole alla loro abolizione. E tuttavia, le
Province sono aumentate e non diminuite di numero; e sono aumentate con voti
palesi in Parlamento. Segno che, ogni volta, la piccola lobby che sosteneva una
nuova Provincia ha ottenuto il consenso di un numero sufficiente di
parlamentari, ovviamente con impegno di ricambiare. E' l'ennesima prova del
paradosso dei nostri atteggiamenti politici, che ci fanno invocare a gran voce
le regole ma solo per gli altri. In questa situazione, riuscire a diminuire il
livello della spesa pubblica e aumentarne la qualità rischia di apparire allo
stesso tempo indispensabile e impossibile. Come uscirne? Da alcuni mesi è in
attività la commissione tecnica per la Finanza pubblica, che ha pubblicato il
libro verde sulla spesa pubblica, con la denuncia di tante cose che non vanno,
e un "Rapporto intermedio" con le prime ricette per "spendere
meno e spendere meglio". Da presidente della commissione, le ritengo
proposte valide. Ma la rete di interessi colpiti appare così vasta e potente (e
spesso rispettabile, dato che sulle regole vigenti, buone o cattive che siano,
molti dipendenti pubblici hanno fatto le loro scelte di vita) da vanificare
ogni tentativo che non sia sostenuto da una vasta e ferma adesione
dell'opinione pubblica e delle forze politiche. In conclusione, servono buone
idee, ma serve anche e soprattutto una larga intesa su alcune linee
fondamentali di riforma dell'apparato pubblico. Gilberto Muraro.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SEGUE DALLA PRIMA Da noi Veltroni non è da meno, come si è
visto dagli appelli al "cambiamento della politica per cambiare
l'Italia" nel recente discorso di Spello. Berlusconi è sfidato a non
tirarsi indietro. Il cambiamento è già visibile nella semplificazione del
quadro politico messa in moto dalla decisione del Partito democratico di
correre da solo, o meglio "libero", alle elezioni del 13 aprile; un
cambiamento politico è annunciato dalle intenzioni di Veltroni e anche di
Berlusconi di superare il clima bellicoso che ha caratterizzato finora il
nostro bipolarismo. E' importante che queste intenzioni si traducano in fatti
concreti, perché rapporti più costruttivi tra (futura) maggioranza e (futura)
opposizione sono necessari a risolvere i maggiori problemi italiani: a
cominciare dal rilancio della crescita e dalla riforma delle istituzioni.
Rilanciare la crescita economica è una priorità assoluta in un momento di crisi
mondiale, che non accenna a rientrare. Lo è in particolare per l'Italia, che da
anni cresce meno di tutti i Paesi sviluppati. Invocare il cambiamento qui non è
un appello generico. Tocca punti critici del nostro sistema economico e
sociale, che hanno frenato la crescita, e che vanno risolti. Ma prima ancora
richiede di riconoscere fino in fondo la priorità dell'obiettivo crescita
rispetto ad ogni altro, ammettere senza equivoci che senza crescita non può
esserci nemmeno welfare, che non si può distribuire ricchezza prima di
produrla. Le opinioni in senso contrario, e gli equivoci, sono ancora diffusi,
non solo nella sinistra politica, preoccupata solo di distribuire, ma anche in
molta parte della destra assistenzialistica e clientelare. Su questo punto va
fatta chiarezza: il Manifesto del Partito democratico appena varato dalla
commissione nazionale dà indicazioni inequivoche al riguardo; e Veltroni
ricorda efficacemente che è la povertà che dobbiamo combattere, non la
ricchezza. Il nostro Paese cresce poco perché ha innovato poco: lo hanno fatto
molte imprese, anche venete, che infatti stanno avendo successo nella
competizione globale. Ma l'innovazione, la voglia di rischio e il merito non
sono ancora premiati abbastanza; si sono distribuiti troppi incentivi a pioggia
invece di concentrarli su chi innova; i giovani meritevoli non trovano adeguati
riconoscimenti nell'università e spesso neppure nelle imprese. Non si
valorizzano i talenti con contratti precari e salari bassi anche ai laureati;
per questo si è fermato l'ascensore della mobilità sociale. Qui bisogna
veramente voltare pagina nei fatti e non solo nelle parole. La nostra crescita è bloccata da troppi vincoli: leggi e
burocrazie eccessive, ma anche corporazioni fortissime e posizioni di rendita
diffuse. "Liberare la crescita" è il messaggio chiave della
commissione Attali. Anche noi dobbiamo "liberarla", perché i nostri
vincoli non sono minori di quelli denunciati in Francia. Sappiamo come
fare. Ma abbiamo fatto troppo poco. Le liberalizzazioni sono state avviate dal
governo Prodi, non da quello di centrodestra, ma hanno fatto pochi passi (meno
persino di quelli scritti nel programma del 2006), per veti spesso trasversali.
Il Partito democratico deve sapere superare questi veti. Ed è necessario, se si
vuole liberare risorse per i bisogni sociali prioritari, senza aumentare le
tasse. Un punto centrale del programma del Pd è proprio questo: concentrare
Stato e pubbliche amministrazioni sul loro core business per farlo meglio, per
spendere meno e per poter realisticamente ridurre le tasse. La lotta all'evasione
è stata importante, ma occorre cambiare ottica: pagare meno per pagare tutti.
Di questi cambiamenti si deve parlare in campagna elettorale; con messaggi
chiari e poche pagine di programma; con proposte realistiche, senza propagande
e ideologie contrapposte. Per essere credibili i partiti devono dare il buon
esempio nel cambiamento: più donne e giovani nelle liste, e più facce nuove.
Questo giornale ha suggerito di inserire nelle liste una percentuale di
candidati non di partito: perché no? Discutiamone. Tiziano Treu.
( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cecina CASTIGLIONCELLO CASTIGLIONCELLO Puntiamo su terme e
congressi Castiglioncello e turismo. Dopo le dichiarazioni del sindaco
Alessandro Nenci e dell'imprenditore Andrea Pizzi, s'inserisce nel dibattito il
dottor Luigi Santinoceto, noto farmacista di Castiglioncello nonché, per anni,
alla presidenza del Consiglio di frazione. Fino ad essere noioso vorrei
ricordare la relazione del professor Gualtierotti direttore dell'Istituto di
climatologia marina di Milano che qualche anno fa, ai tempi
dell'amministrazione Danesin, affermava che il nostro paese ha tutto: mare,
scogli, pineta alta e pineta bassa, collina, clima particolare ed eccezionale.
Dunque nulla da inventare ma solo da sfruttare. Se dopo tanti anni si continua
a parlare di turismo, vista la decadenza della Perla del Tirreno, indubbiamente
significa che non abbiamo sfruttato bene quello che madre natura ci ha fornito.
Ricordo le proposte del Cdf come lo sfruttamento delle acque ipotermali
magnesiache del Gabbro. Ma visto che l'amministrazione non prese in
considerazione il progetto, il contributo dell'Unione Europea fu sfruttato da
Roselle in provincia di Grosseto dove costruirono un centro termale. Poi il Cdf
propose un centro di talassoterapia sfruttando il solarium del Cardellino e
Villa Celestina in un momento in cui, in questa zona, nessuno aveva mai parlato
di talassoterpia. Anche per questo un niente di fatto ed il centro è stato
realizzato nel comune di Castagneto e sembra che funzioni. Poi altre proposte
come: il casinò, il golf, lo spostamento campo sportivo, la ristrutturazione di
Pineta Marradi ed è sempre del Cdf la proposta di valorizzare la scuola dei
Macchiaioli di Castiglioncello ben presente al Louvre di Parigi. Non è stata
accettata neanche l'idea di affidare alla Bocconi di Milano o ad un altro
istituto analogo uno studio su come gestire il nostro territorio dal punto di
vista turistico sfruttando appieno il meraviglioso ambiente che madre natura ci
ha messo a disposizione e che è fonte di stupore per coloro che lo vedono la
prima volta. D'altra parte cosa ci aspettiamo se dopo tanti anni manteniamo sull'Aurelia
un cartello anonimo indicante la deviazione per Castiglioncello od una uscita
sulla variante buia e brutta. Quale stimolo diamo al turista per deviare e
venire a toccare con mano?. Gli studi sulla pineta Marradi hanno partorito
progetti faraonici o troppo leggeri. Da qui la necessità di uno studio
"scientifico" del nostro territorio dal quale scaturisca finalmente
un progetto fattibile e gestibile. Due gli esempi vicini: Casciana Terme e
Saturnia. Ma al di là di azioni a lungo termine, Castiglioncello entri
all'interno del circuito congressuale con proposte adeguate sfruttando la
posizione geografica del luogo. Gli operatori sanitari devono per legge
partecipare ai corsi di educazione continua in medicina per i crediti e molti
paesi, turistici e non, si sono organizzati per ospitare tali corsi; senza
tener conto che medici e farmacisti spesso sono accompagnati dai familiari per
i quali sono previste manifestazioni, gite e così via. Altro esempio è la
società Solvay, che ha una fiorente attività farmaceutica e che organizza
congressi e corsi con la collaborazione di esperti del settore. Quindi perché
non chiedere al Solvay Pharma e consociate a guardare con occhio benevolo le
possibilità offerte dal nostro territorio? Luigi Santinoceto PD E VERDI L'ambientalismo
e i suoi emuli Leggo su Repubblica le dichiarazioni virgolettate del
vicesegretario del PD Franceschini: "La nostra scelta di fondo non è avere
al proprio interno ambientalisti, ma essere il vero partito verde...
Riconosciamo quanto fatto dai Verdi in questi anni, ma quella fase è finita;
oggi l'ambientalismo non può più limitarsi a sensibilizzare l'opinione pubblica
ma deve essere un ambientalismo del fare e indicare proposte oltre che
l'esistenza del problema". Queste le conclusioni del vicesegretario al
termine della prima giornata del forum nazionale del Pd dedicato al tema
ambientale. Esaminiamo allora alcune questioni sulle quali vi era stata la
sensibilizzazione da parte degli ambientalisti: Contratto Monopoli Solvay: gli
ambientalisti avevano sollevato forti perplessità, chiamiamole eufemisticamente
così, circa la fattibilità del progetto, indicando anche le soluzione che
stanno scritte nelle osservazioni alla Via attivata per quello scellerato
progetto. La decisione di tutti i sindaci della Val di Cecina, della Comunità
Montana, del presidente della provincia di Pisa, e della Giunta Regionale,
amministrazioni tutte targate Ds (i nuovi Verdi) andò contro questa indicazione
ed ora nonostante il Tar abbia dato ragione agli ambientalisti oppositori del
progetto si continua a scandagliare la possibilità di aggiramento della
sentenza. Progetto Discarica fanghi speciali di Gagnetto-Podernuovo: anche in
questo caso la discarica senza garanzie o possibili soluzioni alternative
evidenziate dal Comitato che si opponeva alla costruzione dell'impianto, non
venne tenuta all'inizio in nessun conto dai nostri (adesso) nuovi Verdi, anzi
contro un sindaco che se pur tardivamente si era reso conto dello scempio che
si andava compiendo furono messe in atto pressioni politiche anche da parte dei
vertici provinciali del suo partito. Mentre tutti gli altri amministratori
locali hanno avuto in qualche modo un riconoscimento come premio per il loro
allineamento, per il sindaco considerato traditore c'è stato solo il ritorno al
lavoro e si contenti! Acque pubbliche: i consorzi di gestione delle acque sono
stati accorpati e successivamente semiprivatizzati con buona pace degli utenti
che paventavano quello che poi è avvenuto: peggioramento del servizio, aumento
dei costi e quindi aumenti della bolletta. Questa politica dissennata che
continuamente autorizza in deroga la somministrazione agli utenti di acqua non
propriamente potabile secondo i canoni di legge non ha un progetto chiaro delle
priorità nell'uso di questa risorsa, privilegiando i grandi consumatori
industriali che impoveriscono le falde e così facendo favoriscono la
concentrazione degli inquinanti. Questi sono solo alcuni dei problemi che sono
nell'agenda della Val di Cecina bassa e alta perché come l'inquinamento, così
l'impegno ambientale non si ferma al confine tra Comuni o Province. I nuovi
Verdi di Franceschini se sono quelli elencati nelle righe soprascritte
rischiano con l'acqua sporca di buttare anche il bambino. Non vorrei che nella
frase "ambientalismo del fare" si fossero dimenticati di scrivere:
"come ci pare". Alvaro Cecchelli Comitato difesa Val di Cecina
SANITA': LA REPLICA Sono democratiche le liste d'attesa? Ringraziando "Il
Tirreno" che mi ospita di nuovo, invio una breve lettera ed essenziale
replica all'assessore Enrico Rossi. In primis, vedo che associa il mio
nominativo con gli Amici della salute: ho firmato la lettera in prima persona
avendo, da molti mesi, allentato tutte le mie collaborazioni in Cecina. Piccato
e risentito mi scrive: "Decidere con responsabilità è democrazia, non
fascismo". Certamente! Le stringo la mano per questa sua attestazione, ma
quando si decide per i tagli senza valutare attentamente tutte le parti
integranti (e sono molte) questa "decisione" assume un'altra valenza,
stridendo non poco; ha un sapore di un decreto personale. La capacità sta nel
tagliare i rami secchi, quelli improduttivi, i costi
amministrativi, snellire la burocrazia, diminuire le paghe alle "caste" e non certo eliminare
dei reparti degni d'esempio come il laboratorio d'analisi. Le pongo io delle
domande: perche intervenire quando ci sono dei reparti che funzionano bene?
(vedi Utic e Laboratorio). Per fare altri danni? Non credo ai
masochisti, ma perché non interporsi alle realtà oggettive che non ottengono
dei buoni risultati? Perché non risolvere quelle infinite "liste
d'attesa"? Sono umilianti, soprattutto per la povera gente! Siamo in molti
a denunciare queste ingiustizie senza avere dei risultati mediocri. Intervenga
con decisione e con responsabilità per verificare il tutto; ascolti anche i
cittadini e non solo gli apparati burocratici attorno a lei: questa sì, che
sarebbe democrazia. Orgogliosamente, m'invita a guardare alla sanità toscana e
ai suoi servizi: già fatto! Ho lottato con tanti altri cittadini contro la
vostra stravagante idea di chiudere il reparto di cardiologia (Utic) ed abbiamo
vinto. Sono stato curato in quel reparto avendo avuto un infarto ed un
intervento al cuore: personalmente ho vinto due volte. Le assicuro che è uno
dei migliori reparti e, in caso di incombenti necessità sarà, di nuovo, il mio
preferito. Un reparto eccellete con del personale non comune, tecnici
competenti e tanta umanità, com'è, altresì, il laboratorio d'analisi. Avendo
offerto, per molti anni, il mio servizio al governo della Jugoslavia, ai tempi
di Tito, e oltre trenta anni per i migliori giornali degli Stati Uniti le
assicuro che percepisco, a fior di pelle, l'altezzoso superbo dal vero
democratico. Augurando tanta salute e serenità porgo distinti saluti. Luciano
Nicolini Cecina.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Torino LE SCUOLE DECIDANO DA SOLE MARCO
VACCHETTI Nella foresta delle interpretazioni proliferata da un decreto
ministeriale vago e dalla successiva ordinanza ancora peggiore, incalzate dalla
fretta di scadenze intempestive, le riunioni, le discussioni e le delibere si
sono svolte in un clima di agitazione crescente. Il tam tam di voci nella
giungla tra colleghi, istituti, sindacati e sovrintendenze ha aumentato la
confusione. Nuovi corsi di recupero? Verifiche intermedie? Verifiche finali? Chi?
Come? Dove? Quando? A luglio? Improbabile, ci sono gli scrutini e l'esame di
maturità, gli studenti dicono di essere fusi, e poi come si fa a recuperare,
magari tre materie, in pochi giorni? A fine agosto? Per carità, è il mese
consacrato al dio della vacanza. Ai primi di settembre? Difficile, ci sono i
trasferimenti e pensionamenti dei professori, l'inizio delle lezioni è alle
porte. Eppure le intenzioni del Ministro sembravano buone. Evitare che una
scuola "usuraia" nei confronti degli studenti ritardi a oltranza la
riscossione dei debiti, con conseguente crescita vertiginosa di interessi che
finiscono per essere inesigibili, è un'idea ottima. Ma il pasticcio nasce
proprio... a monte. Vittima di mezze riforme puntualmente abortite, la scuola è
ormai una matassa ingarbugliata e tirare un solo filo, sperando di sciogliere i
nodi, è sbagliato. è sbagliato scindere il recupero dallo studio quotidiano,
sbagliato puntare sulla quantità della didattica invece che sulla qualità, sbagliato affidarsi alla burocrazia, sbagliato pretendere che le scuole siano uguali e prescrivere
per tutte la stessa medicina. Non bastasse il disorientamento generale, la
crisi di governo ora ha pure decapitato il vertice della montagna. Allora,
futuro signor Ministro dell'Istruzione, rinunci, per favore, a lasciare un
segno nella legislatura, si accontenti che la montagna sia una collina,
si limiti a prescrivere una cura dimagrante per il pachiderma e lasci che le
scuole, applicando la sospirata autonomia, risolvano da sé i problemi. In questi
ultimi anni qualcosa abbiamo imparato: l'arte di arrangiarci.
( da "Libertà" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì
12 febbraio 2008 > Provincia "L'Ausl ci deve spiegare il perché delle
sue scelte" Maggioranza e opposizione: le questioni di
salute non si affrontano con la burocrazia piacenza - Al di là dei testi delle mozioni ritirate è stata la
novità della nomina della professionista e delle modalità con cui l'Ausl ha
gestito questa vicenda a tenere banco. Ha cominciato Tommaso Foti (An)
chiedendosi il senso della discussione. Durissimo con l'Ausl - ha
annunciato interrogazioni sulla vicenda - accusata di essersi sostituita alla
sfera politica arrivando alla nomina del nuovo medico il giorno stesso in cui
si riuniva il consiglio provinciale. E nel merito: "Non si può gestire una
vicenda importante come il rapporto tra medico e paziente come fosse una
normale questione burocratica". Foti ha intravisto poi "una volontà
punitiva verso il professionista". Stefano Rattotti (Rifondazione) ha
parlato della necessità di garantire gli standard dei servizi. Anche da parte
sua una critica "Non è possibile che sia l'Ausl a dettare le linee sulla
sanità senza che i sindaci dicano nulla. Questa questione, infatti, era già in
nuce la primavera scorsa, perché nessuno ne ha parlato quando si poteva ancora
fare qualcosa?" Ha parlato di "Sconfitta" e di "Mancanza di
rispetto" per il consiglio provinciale Patrizia Barbieri (Oltre i partiti)
"Non possiamo accettare così supinamente" ed ha richiamato le tante
"affermazioni di principio sulla centralità del malato, in questo caso
però...". Anche Gianpaolo Fornasari (Forza Italia) ha parlato "di
scarsa sensibilità dell'Ausl. 5mila e più firme segnalano che c'è
un'emergenza". "Ho apprezzato il lavoro svolto dall'Ausl per tante
cose, ma su questa vicenda sono deluso" è stato il commento di Gaetano
Mantovani(Ds) richiamando la necessità del rispetto di un corretto rapporto
istituzionale, ma ha insistito anche sulla necessità di intervenire in un
rapporto "spersonalizzato" che vive il malato oncologico nelle strutture.
Sergio Bursi (An) ha messo l'accento sul numero delle firme raccolte ricordando
che il medico "ha lottato perché gli fossero garantite le strutture
necessarie per lavorare". a.le. [.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Torino Un frate dietro la Spes che produce
anche giandiuotti e occupa giovani in difficoltà Nella fabbrica dei Cappuccini
nasce la caramella di Gianduia FEDERICA CRAVERO Si chiama Spes, da sempre è
conosciuta come la fabbrica dei cappuccini e per alcuni giovani con un passato
difficile rappresenta davvero la speranza di imparare un mestiere e trovare un
lavoro sicuro in uno dei laboratori artigianali di cioccolato e dolciumi più
prestigiosi della città. Diciassette dipendenti, dieci tonnellate di cioccolato
lavorato in un anno, una media di 300 chili di gianduiotti prodotti al giorno
nel periodo prima di Natale: qui le tavolette e le uova di Pasqua si fanno e si
incartano a mano, garantendo un'attenzione e una qualità che difficilmente si
trovano altrove. Dalla piccola azienda di via Saorgio 138 esce anche la famosa
"caramella Gianduia", che a carnevale spopola ormai da decenni. Di
puro sciroppo di zucchero, avvolta ancora oggi a mano nella carta che raffigura
la maschera torinese, anche quest'anno faceva bella mostra di sé nei più famosi
caffè del centro storico. Ma forse pochi sanno la filosofia che sta dietro
quella caramella e quei cioccolatini. A fondare il laboratorio, infatti, è
stato padre Ottavio Fasano, frate cappuccino, responsabile di una missione
nelle isole di Capo Verde. Era il 1970, attorno alla sua tonaca si era formato
un gruppo di giovani che cercavano di slegarsi dalla mentalità consumistica e
capitalistica del lavoro. Quello che rimaneva, dopo che le vendite avevano
coperto i costi di produzione, veniva devoluto alla missione di Capo Verde.
Qualità eccellente e buone intenzioni: un binomio che si mantiene anche oggi.
Da sei anni in realtà la vocazione della Spes si è rivolta soprattutto alle
esigenze del territorio in cui è nata ed è gestita da una cooperativa sociale
che lavora un collaborazione con l'associazione Solidarietà Giovanile, che fa
capo a don Domenico Cravero. Accanto ai dipendenti storici che mandano avanti
il laboratorio e aiutati da un manipolo di volontari, la Spes è diventata un'ancora di salvezza per alcuni giovani che la burocrazia fa rientrare nelle categorie
svantaggiate e che difficilmente troverebbero un lavoro altrove. Fermo restando
il legame con Capo Verde, a cui è destinata parte del ricavato di una linea di
prodotti per costruire pozzi d'acqua. La maggior parte delle vendite della Spes
oggi avviene nel negozio che sta accanto alla produzione, nel quartiere
di Borgo Vittoria: accanto ai prodotti più tradizionali sono stati lanciati
anche gianduiotti alla menta e senza zucchero, oltre a tavolette di cacao
aromatizzato con i sapori più diversi, da curry alla cannella. Recentemente è
stata avviata anche una collaborazione con il produttore di vini Fontanafredda
e con una bottega del commercio equo, ma per il prossimo futuro la Spes
vorrebbe potenziare la vendita all'ingrosso e la distribuzione nei bar e nei
locali.
( da "Nuova Sardegna, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Pier Giorgio Pinna "Assieme alla casa ci vogliono
rubare la vita" Villacidro: per una famiglia sfratto dopo l'asta. Verso
una sospensione in extremis? Vendite forzate legate alla legge regionale 44 del
1988 Per un prestito iniziale di 36 milioni di lire dodici persone rischiano di
perdere tutti i loro beni VILLACIDRO. Hanno bussato a tante porte, percorso
qualsiasi strada, studiato ogni soluzione. è stato tutto inutile: per un
prestito di 36 milioni contratto nel 1984, oggi Francesca Pinna e i familiari
(12 persone) rischiano di essere buttati fuori di casa. "Esecuzione
immobiliare e sfratto seguiti al mancato pagamento di un debito", spiegano
aridamente le carte legali. In altre parole, la loro unica abitazione è stata
messa all'asta giudiziaria (e già comprata da terzi) per onorare il contratto a
suo tempo stipulato con il Banco di Sardegna. "Assieme alla casa ci
tolgono il diritto di vivere e produrre", dice, senza più lacrime, la donna.
Salvo novità dell'ultimora, questo brutto finale dovrebbe essere certo. Ma
nella tarda serata di ieri, in paese, hanno cominciato a girare voci insistenti
sulla possibile sospensione dello sfratto, forse per evitare disordini o
incidenti. Il caso. Quarantadue anni, sposata, tre figli, Francesca Pinna in
passato si è resa protagonista di uno sciopero della fame davanti al palazzo
della Regione, a Cagliari. Sciopero interrotto dopo due collassi e il ricovero
in ospedale. Al di là di come stamane andranno a finire le cose, il suo caso è
comunque la testimonianza tangibile di un fatto che molti si ostinano a negare:
in Campidano continuano le vendite forzate per recuperare i debiti nei
confronti degli istituti di credito. Quelle "esposizioni finanziarie"
cresciute vorticosamente dopo la cancellazione della legge regionale numero 44
del 1988. Normativa che, con una serie di procedure agevolate, almeno in
teoria, avrebbe dovuto rilanciare l'agro-zootecnia nell'isola attraverso la
modernizzazione delle attrezzature, degli strumenti tecnici, delle serre. E che
invece, una volta cassata dall'Unione europea perché violava le regole sulla
libera concorrenza, ha causato un effetto boomerang. Con parecchi contraccolpi.
Interessi alle stelle. Inasprirsi della crisi economica per migliaia di
aziende, imprese, ovili. E interventi politici tesi quantomeno a rimediare ad
anni d'ingiustizie. Lo showman. La storia della famiglia Pinna è comune a
quella di altre schiacciate dai debiti in Sardegna. Vicende di povera gente
stritolata da una morsa imprevista e imprevedibile. Le stesse vicende che nei
mesi scorsi hanno portato a Decimoputzu il comico agit-prop Beppe Grillo, fatto
mettere a disposizione dei contadini e dei pastori vessati il suo blog così
ricco di contatti, aperto un dibattito su Internet che va avanti tra forti
polemiche. Le stesse che hanno spinto Regione, ministero dell'Agricoltura,
Banco di Sardegna e Bper a tentare di trovare una risposta efficace per il
"rientro" complessivo dalle situazione di esposizione. La mobilitazione.
Spiega Francesca Pinna: "Le istituzioni sono state assenti per oltre
vent'anni: spero che almeno in queste ore qualche loro rappresentante si faccia
vivo". L'ordinanza di sgombero riguarda una palazzina su due livelli in
via Guido Rossa 11. Al piano terra abitano i genitori della donna: Carminetta
Porcu, 69 anni, e Vincenzo Pinna, di
( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ferrovie, basta con la burocrazia"
I 15 Comuni e la Provincia sul progetto della Tav "Sessanta chili di carta
e rispolverata legge del 1865" Bassa Una decisa reazione alla burocrazia
senza limiti delle Ferrovie e una richiesta unanime di un "progetto di
qualità" per la Tav. Resta unito il fronte dei 15 Comuni bergamaschi
interessati dalla linea ferroviaria ad alta velocità (ora alta capacità)
Treviglio-Brescia. Gli amministratori ieri, in un vertice in Provincia, hanno
sottoscritto una lettera che verrà inviata anche in Regione, per chiedere che
la Conferenza dei servizi (prevista per il 27 febbraio) si tenga a Milano e non
a Roma. Si è inoltre predisposta la prima bozza di un documento unitario (la
stesura definitiva è prevista in una prossima riunione, fissata a Caravaggio il
25 febbraio) che raccolga le osservazioni di tutti gli enti locali coinvolti.
"Federalismo infrastrutturale" "L'esigenza di questa grande
infrastruttura è ormai acquisita - commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione
Felice Sonzogni , che sta coordinando i Comuni in questa fase -, ma il dovere
di farla bene è una conquista da ottenere attraverso un progetto definitivo che
dia al territorio bergamasco l'attenzione che merita. Per questo non faremo
richieste eccessive e illogiche, ma tutte coerenti. Chiediamo inoltre che la
Conferenza si tenga a Milano, per favorire la partecipazione dei sindaci che
finora su questo tema si sono molto impegnati". i paradossi della tav Ed
evitare che si ripetano le situazioni paradossali già verificatesi in passato
(nel 2000 cento sindaci lombardi andarono in trasferta a Roma per incontrare
quattro rappresentanti di Rete ferroviaria italiana) e che ancora perdurano.
Ettore Pirovano (Lega), vicesindaco di Caravaggio e un po' portavoce di alcuni
dei Comuni della Bassa che verranno attraversati dal tracciato, ne ricorda un
paio. "In questi giorni ogni Comune ha ricevuto 60 chili di disegni, 12-13
faldoni che descrivono minimi dettagli, persino i tombini. Peccato però che non
sia mai stato consegnato un cd tridimensionale che dia un'idea d'insieme
dell'incrocio tra Brebemi (la direttissima Brescia-Bergamo-Milano) e Tav, due
grandi opere che corrono parallele". Oppure: "Nei riferimenti che Rfi
ha mandato per attuare gli espropri, viene citata una legge che risale
addirittura al 1865. Manca solo che nella riunione del 27 si rispolveri qualche
papiro, e siamo apposto. Noi non vogliamo andare a Roma dove usano le leggi del
1865, vogliamo giocare in casa". le richieste Per far valere osservazioni,
che, come si diceva, i Comuni intendono raccogliere in un documento unico da
presentare proprio il 27. Si è quindi deciso di non procedere in ordine sparso,
usufruendo del periodo "aperto" agli appunti degli enti locali, che
va dal 28 febbraio al 18 marzo (il termine per le osservazioni dei privati
interessati dagli espropri è già scaduto a metà gennaio, ndr). Punto di
partenza è che i progetti di Brebemi e Tav vadano di pari passo, per evitare
doppioni (ad esempio di ponti e sottopassi) che rallentino i lavori e facciano
lievitare i costi. A questo proposito, il 20 febbraio, al Pirellone, è in
calendario un vertice di rappresentanti bergamaschi con il gruppo Brebemi. Ma
c'è anche il nodo dei raccordi "scomparsi" dal progetto, e fondamentali
per incentivare il trasporto merci su ferro. Fa presente Pirovano: "Nella
zona tra Caravaggio e Treviglio è stato eliminato il raccordo tra i binari
della Milano-Venezia e l'alta velocità, di fatto impedendo che i vecchi treni
merci della linea esistente "traslochino" su quella nuova. Anche il
raccordo con Treviglio-Cremona è sparito". In attesa di soluzione anche la
gestione della "terra di nessuno" esterna all'autostrada e ai binari.
Chi si occuperà della sua manutenzione, con la posa del verde e delle barriere
antirumore? Benedetta Ravizza.
( da "Arena, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla
Regione alcune risposte alle richieste dei residenti Impianti in Valpantena?
Servono tempi lunghi di Anna Zegarelli Ci sono delle proposte per realizzare
degli impianti sportivi nella Valpantena e nella Valsquaranto. Esponenti
politici della città e della Regione dunque rispondono all'appello delle 9mila
famiglie che vivono tra le due valli costrette a fare su e giù dalle
tangenziali e dalle strade provinciali, in particolare la provinciale 6 che collega
la città a Boscochiesanuova, per poter usufruire di strutture sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione
questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare
sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006
vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di
Montorio. Purtroppo dopo alcune indagini tecniche si scoprì che questa
operazione non era possibile in quanto la copertura non sarebbe stata a norma
di legge. Così per non perdere il finanziamento il consigliere dell'ottava
Circoscrizione, Germano Zanella, ha chiesto con una mozione che i soldi
venissero spostati a Quinto di Valpantena dove è in programma la realizzazione
di una tensostruttura in grado di offrire spazio alle società che si occupano
di pallamano, pallavolo, pallacanestro e altre attività sportive che sono al di
fuori del calcio. Questa cifra si andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti
dal Comune e inseriti nel bilancio 2008-2010. "Sono ben disponibile allo
scambio", dice Massimo Giorgetti, assessore regionale allo Sport, "ma
dovrà essere il Comune a chiederlo in prima persona. E' evidente che le due
valli sono prive di impianti che favoriscono le attività sportive e come ho
sempre sostenuto lo sport è formazione socialmente utile". I tempi di
realizzazione del nuovo impianto sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA
MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per la riqualificazione dell'impianto 340
mila euro. A questi se ne aggiungono altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un
anno, forse due per la loro rimessa in gioco e non è escluso che venga
realizzata una vasca esterna. "Giusto per poter incrementare il guadagno e
offrire così nuove possibilità in fatto di servizi", precisa Federico
Sboarina, assessore comunale con delega allo sport. Che però preferisce non
addentrarsi nel discorso infrastrutture: di fatto rientrano nella delega dei
lavori pubblici. La gestione è quasi certo verrà data alla Bentegodi. MONTORIO.
Qui c'è una delle società di pallavolo più importanti, la Libertas Montorio,
con 350 iscritti. Come altre società sportive della Valpantena utilizza il
palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni, sportivi e cittadini chiedono
nuove strutture che non siano le palestre della scuola e per questo l'assessore
alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per due volte presidente
dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una proposta: spostare i
campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove realizzare un impianto
sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un campo da calcio
regolamentare, uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi passi dalle scuole
medie Simeoni, edificare nuove case. La proposta lascia scettico Giorgetti
tanto più che la società del Montorio Calcio ha fatto richiesta di 150mila euro
per gli spogliatoi. "Sarebbe più logico espandere la struttura facendo un
sottopassaggio che attraversi la strada provinciale che porta a Roverè",
suggerisce, "come ha proposto il nostro consigliere di Circoscrizione,
Zanella. In questo modo nell'area vincolata perché adiacente al Castello, si
realizzerebbero dei nuovi campi da calcio. Dove si trovano gli attuali invece
verrebbe realizzata una tensostruttura, spogliatoi e altri servizi".
"Questa operazione sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte
concrete ai cittadini senza obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è
la Regione a decidere come e dove fare gli impianti ma come An potremmo
invitare i cittadini a dire la loro in merito alle due proposte". Per la
Valsquaranto si stima che i tempi per realizzare un nuovo impianto saranno di
tre, forse anche quattro anni.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Napoli Un investimento di 50
milioni La Rinascente "Megastore addio troppi ritardi della burocrazia
comunale" a pagina vi SEGUE A PAGINA VI.
( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MARCON Aperto lo sportello Energia Consigli e informazioni
per risparmiare un bene comune MARCON. Fino a giugno sarà attivo al primo piano
(settore edilizia) dell'Ufficio Tecnico di via Vittorio Veneto lo sportello
Energia. All'interno un esperto darà consigli sia su come risparmiare energia,
che sulle energie alternative che è possibile sfruttare, come ad esempio
l'acquisto di pannelli solari. Una iniziativa che si intende poco teorica e
molto pratica, pensata apposta per far conoscere alle persone i diversi modi
per ridurre i consumi e per produrre energie rinnovabili, ma anche e
soprattutto per usufruire degli incentivi statali, degli
sgravi previsti dalle leggi ma ancora poco conosciuti anche per via della burocrazia e di normative a volte un pO'
farraginose e assai complicate, forse ancora troppo poco pubblicizzate. Lo
sportello è attivo il lunedì dalle 15.30 alle 17.30. L'operatore fornirà
indicazioni sull'utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici. Non solo:
oggi, il 19 febbraio e il 4 marzo, al mercato settimanale saranno allestiti dei
punti informativi dove sarà possibile ritirare gratuitamente i riduttori di
flusso da applicare ai rubinetti delle abitazioni. Il "progetto
energia" prevede anche finanziamenti agevolati grazie alla convenzione con
la Banca del Credito Cooperativo di Marcon. Inoltre, è prevista una serata
informativa in programma venerdì alle 20.30 al Centro civico di via della
Cultura, alla quale sarà invitata la cittadinanza e durante la quale sarà
presentato il nuovo Sportello Energia: le attività, l'utilizzo di una preziosa
risorsa, ma anche di una opportunità per saperne qualcosa di più, imparare come
non sprecare un bene prezioso. Il progetto è in atto a in diversi comuni della
provincia, tra cui Ceggia, Portogruaro, Torre di Mosto, San Stino ed è
patrocinato dalla Provincia con la collaborazione tecnica di Legambiente. (m.
a.).
( da "Nuova Venezia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Seppie in anticipo, ma solo per gli abusivi La
denuncia di Legapesca: "I regolari potranno operare in aprile"
CHIOGGIA. Inverni meno rigidi e primavere anticipate: un mix che non ha effetto
solo sulla fioritura degli alberi, ma anche sull'ecosistema marino. In
particolare sulle seppie la cui uova tendono, ormai, a schiudersi con almeno un
mese di anticipo rispetto al ciclo naturale conosciuto da generazioni di
pescatori. "Le prime avvisaglie si sono viste tempo fa - afferma Antonio
Gottardo, responsabile regionale di Legapesca - ma negli ultimi tre anni il
fenomeno ha subito un'improvvisa accelerazione". Ora, dunque, uno dei
prodotti ittici più ricercati e apprezzati sulle tavole, diventa disponibile
con un certo anticipo. Peccato che la burocrazia non subisca, come i ghiacciai
montani e le calotte polari, gli effetti del riscaldamento globale. Per poter
catturare le seppie, infatti, i pescatori devono attendere l'autorizzazione
ministeriale che arriva, per tutta Italia, all'inizio di aprile. Nel frattempo
però, "gli abusivi fanno incetta", denunciano gli stessi pescatori, e
loro, quelli che di questo mestiere vivono, si trovano a poter pescare in
regola solo quando la maggior parte del prodotto ha già preso altre vie. Senza
contare che l'attività di pesca viene ostacolata, per effetto del loro grande
numero, dalla sola presenza degli abusivi che, dicono ancora i pescatori,
"pescano perfino con i mosconi da spiaggia e buttano le nasse segnalandole
con semplici bottiglie di plastica, praticamente invisibili". Una
situazione che è stata denunciata con forza nell'assemblea di Legapesca
svoltasi sabato ma su cui aveva richiamato l'attenzione anche la Lega Nord
locale, proprio pochi giorni fa, chiedendo una intensificazione dei controlli.
A rendere il quadro ancora più complesso la diversa normativa tra le
capitanerie di porto di Chioggia e di Venezia: per la prima l'uso dei cogolli
(un tipo di reti fisse da cattura) è vietato, per la seconda è permesso in
certe condizioni. In questa situazione alcune cooperative di Legapesca hanno
chiesto al ministero di anticipare il periodo di pesca alla seppia, ma le
possibilità di assenso sembrano scarse. (Diego Degan).
( da "Mattino di Padova, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
VIGONZA. In merito alla farmacia di Peraga Alibrandi
ribatte a Gottardello "Corretto fare il concorso" VIGONZA. Non si è
fatta attendere la replica a Damiano Gottardello da parte di Francesco
Alibrandi, assessore ai Servizi sociosanitari nella passata amministrazione.
Alibrandi, in pratica, è colui che non ha acquisito la farmacia di Peraga al
Comune ma ha deciso che fosse messa a bando. "I gravi ritardi
nell'apertura della nuova farmacia di Peraga sono dovuti solo ed esclusivamente
a una macchina regionale farraginosa nella quale troppo spesso burocrazia e inefficienza la fanno da
padroni - afferma Alibrandi - abbiamo sempre privilegiato nelle nostre scelte
la pulizia e la trasparenza in tutti i campi, particolarmente nel sanitario e
nel sociale. Siamo perciò orgogliosi che la farmacia di Peraga sia stata assegnata
con pubblico concorso e non con operazioni tecnicamente eccepibili come quelle
proposte da Damiano Gottardello ripetutamente, operazioni che sarebbero
state affidate ad amministratori pubblici che troppo spesso di sanità poco o
nulla sanno". Secondo Alibrandi "la cronaca di diogni giorno dimostra
che i politici è meglio che mettano mano poco in appalti e operazioni
sanitarie". Son troppo complicati. (g.a.).
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Bari Sono parcheggiati nelle comunità per
almeno cinque anni. Il giudice minorile: "Colpa delle lacune della
riforma" Adozioni, un calvario per i bimbi Tempi biblici per le decisioni,
così molti rimangono senza famiglia MARA CHIARELLI Quattro, anche cinque anni
perché a Bari un bambino possa essere dichiarato adottabile. Un tempo
lunghissimo per chi in un istituto aspetta una vera famiglia, rischiando poi di
non essere più richiesto dalle coppie di genitori perché ormai avanti con
l'età. Le lungaggini del processo civile, al tribunale per i minorenni di Bari,
hanno una matrice che affonda nelle lacune del legislatore, assente dalla scena
negli ultimi sette anni. è infatti del marzo 2001 la legge che ha riformato
l'adozione e i relativi aspetti processuali, introducendo tra l'altro la difesa
obbligatoria e d'ufficio per gli adulti. Fino ad allora, infatti, nessuno aveva
dubitato della terzietà dei giudici e dei pm del tribunale per i minorenni, ma
nel 2001, anche a seguito di una massiccia campagna mediatica, si creò la
rottura. E dunque, l'introduzione della nuova normativa. Peccato che, però, da
allora ad oggi non sia stato emanato anche un regolamento attuativo che fissi
tutti i paletti del processo. "E così si sono create - spiega il giudice
Titti Potito - ventisei prassi diverse in tutta Italia, una cioè per ogni
tribunale, che hanno dovuto fare da sé". Nessuna indicazione sull'elenco
degli avvocati di ufficio, ad esempio, che proprio per la delicatezza della
problematica avrebbero dovuto avere una particolare specializzazione. A Bari ci
hanno provato, di comune accordo con i magistrati e animati da buona volontà, i
rappresentanti del consiglio dell'ordine degli avvocati che hanno selezionato i
colleghi meglio formati sul campo e ne hanno inviato i nomi al tribunale per i
minorenni. Ma non solo. "Il legislatore - aggiunge Titti Potito - ha
rimesso all'interpretazione dei tribunali anche le norme procedurali
applicabili al processo". Un altro esempio? Non è ben chiaro chi, tra la
cancelleria del giudice e quella del pm, debba notificare ai genitori decaduti
dalla potestà la dichiarazione di adottabilità del proprio figlio. E se si sbaglia,
accade il peggio. Può succedere infatti che se fatta in maniera errata, può
essere dichiarata nulla così come tutti gli atti successivi a quella notifica. E così finisce che un intero processo può cadere sotto i colpi
della burocrazia. "Non
esiste una prassi costante - precisa il magistrato minorile - si rischia la
nullità del processo". Che poi ricomincia daccapo, sottraendo anni di vita
a bambini in attesa. Minori di tutte le età ma che, proprio in virtù della loro
età vengono spesso discriminati dalle famiglie affidatarie, quasi sempre
alla ricerca di bambini molto piccoli, al massimo di sette anni. E forse anche
per questo, nel 2006 nel distretto della corte d'appello di Bari (che comprende
anche Trani, Lucera e Foggia) sono stati 27 i minorenni adottabili, 26 quelli
adottati. Altri 33 quelli che hanno trovato una via d'uscita grazie
all'adozione mite, novità introdotta dal presidente del tribunale per i
minorenni di Bari Franco Occhiogrosso per dare una possibilità a tutti i
bambini o adolescenti in stato di abbandono. è una forma di adozione che non
interrompe del tutto il loro rapporto con la famiglia di origine (lasciando il
doppio cognome) ma consente, nel caso in cui la situazione familiare di
difficoltà del bambino si evolva negativamente, di procedere poi alla sua
adozione. Si tratta cioè di un'intuizione che si rivolge alle zone grigie
dell'abbandono dei minori. Nel 2007, poi, a fronte di 756 domande di adozione,
22 sono stati i minori dichiarati adottabili, 23 le adozioni. Ad aggravare la situazione,
peraltro, c'è una nuova tendenza dei magistrati (anche di quelli di appello e
della Cassazione), chiamati a valutare le "condizioni di abbandono"
in cui si trovano i bambini per poi dichiararne l'adottabilità: "Esiste
oggi un'interpretazione ancora più restrittiva - chiarisce il giudice Potito -
Anche perché la povertà, non lo dimentichiamo, non è considerata una condizione
di abbandono dei figli, ma una situazione in cui lo Stato è chiamato a
intervenire". Zone grigie, difficili da distinguere nettamente, sulle
quali si spalancano gli occhi speranzosi dei bambini.
( da "Tirreno, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Domani la scadenza, molte imprese non ce la faranno
Artigiani, corsa all'ultimo tuffo per il nuovo registro dei rifiuti Nessuna
speculazione sull'area degli Erzelli: l'ho venduta a 100 euro al metro quadro
Commesse ingenuità ma in buona fede LIVORNO. Ennesimo ostacolo burocratico per
le aziende artigiane, che entro domani sono costrette a rincorrere un nuovo
oneroso timbro sulle proprie pratiche. Questa volta il settore è quello dei
rifiuti, forse con la presunzione di risolvere con le carte
bollate problematiche complesse che la burocrazia può solo aiutare a complicare. Le imprese sono infatti chiamate,
obbligatoriamente entro domani, ad avere timbrato dalla Camera di Commercio (su
indicazione del Ministero), al costo di 30 euro, un nuovo registro di carico e
scarico rifiuti, rispetto a quello che hanno già in uso. E' da segnalare
inoltre il fatto che vede probabilmente obbligate alla vidimazione anche le
aziende che avevano fatto vidimare i propri registri all'Agenzia delle Entrate.
Vista la ristrettezza dei tempi, saranno molte le aziende che rischieranno di
non poter ottemperare all'obbligo, con inoltre un inutile aggravio di lavoro
per gli uffici camerali. I registri sono accettati presso la sede della Cciaa,
in piazza del Municipio 48 allo Sportello Ambiente ed i 30 euro sono pagabili
direttamente allo sportello o su conto corrente postale.
( da "Corriere di Bologna" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: 1APAGINA - data:
2008-02-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE A PROPOSITO DEL CIVIS CIO' CHE
RESTA DEI PROGETTI di PIER LUIGI CERVELLATI A ncora sul Civis. Non per ripetere
critiche sempre più consistenti e approfondite. Critiche che forse hanno spinto
proprio in questi giorni l'amministrazione comunale a indire assemblee e a
pubblicizzare con migliaia di volantini i "benefici " di questo
progetto. Se, come pare, gli appalti sono stati fatti, la tanto assicurata
"partecipazione " è del tutto inutile. Come le critiche. Non bisogna
disperare. Forse il buon senso alla fine potrebbe prevalere. A Bologna, negli
ultimi dieci anni è già successo. Due "piccoli" grattacieli dovevano
sorgere al posto della vecchia stazione ferroviaria. Una star dell'architettura
internazionale aveva fatto gli esecutivi. Anche se il referendum non realizzò
il quorum, le proteste dei cittadini impedirono uno scempio urbanistico. Non
sempre i no bloccano l'innovazione da tutti acclamata. Non riuscirono a fermare
la sistemazione, piuttosto costosa, della viabilità sulla via Emilia Ponente,
prima di Borgo Panigale. La sistemazione, fortemente contrastata, costò due
volte. Per farla e poi per demolirla. La nuova amministrazione demolì subito
l'intervento, ma cadde nello stesso errore con le famose Gocce nella
centralissima piazza Re Enzo. Le "due gocce" furono demolite a loro
volta dall'attuale amministrazione. Sorda - come le precedenti - alle proteste.
Proteste spontanee, partecipate e non organizzate da un partito di opposizione
che vuol diventare maggioranza. La storia urbana degli ultimi dieci anni, in
fondo, è una storia vivace. E' la storia di cittadini che rivendicano il
diritto di partecipare e di contribuire alle scelte sul futuro della città. C'è
però un inquietante (quanto retorico) interrogativo. Chi paga? Il progetto
della nuova stazione fu pagato dalle Ferrovie, ovvero da tutti gli italiani. A
noi bolognesi furono addebitati solo i costi del referendum e le spese per così dire inerenti la burocrazia tecnica. Maggiori furono le spese per realizzare e demolire la
sistemazione della via Emilia Ponente. Molto costò anche il balletto delle
"due gocce" dal centro al cimitero. Il Civis (che non è un'eredità
dell'amministrazione precedente, non solo per tracciato diverso quanto per la
sua connessione con la prevista e inutile metropolitana) costa
moltissimo. Preventivo di quasi 200 milioni, figuriamoci il consuntivo. Mette
sottosopra tutta la città storica provocando disagi anche economici per almeno
tre se non cinque o sei anni. In tempo per l'amministrazione del 2014, di
demolirlo in fretta. L'innovazione, specie se è sbagliata, costa. Gli errori,
però dovrebbero essere pagati da chi li commette e non dai cittadini.
( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un posto in lista solo per Emma? Bonino: un insulto.
Pannella: un'imbecillità. Ma la trattativa continua. Si chiude la partita con i
socialisti. Di Pietro verso il sì Daniela Preziosi Roma "Non sono
un'accattona, e credo che quella di Fassino sia al di là delle parole una
posizione che rileva una grandissima disistima nei miei confronti". Così,
con una rispostaccia a mezzo Radio Radicale, ieri Emma Bonino ha restituito al
mittente l'offerta di un posto solo per sé nelle liste democratiche. Dove il
mittente era Piero Fassino che dalle colonne della Stampa dichiarava che il Pd
è pronto a candidare la ministra "perché ha collaborato egregiamente con
Prodi". A patto però di non "confonderla" con i radicali. Una
gaffe, e pure maldestra, quella dell'ex segretario ds. Tanto che in mattinata
le democratiche sono corse ai ripari. Aggiustando, interpretando, chiarendo.
"Emma Bonino è una persona che tutti vorrebbero nel proprio partito, e uno
dei motivi per cui la vogliono è che è una persona coerente: allora non
offendiamo la sua coerenza se le chiediamo una adesione personale", dice
Rosy Bindi. "Bonino è una donna straordinaria ed è una delle risorse
femminili del nostro paese", Anna Finocchiaro. Ma Barbara Pollastrini
ammette: donna "straordinaria e autorevole" ma "per aprirsi non
possiamo selezionare noi in casa altrui". Lei, Bonino, come dicevamo, non
l'ha presa bene. Offrirle un posto 'a prescindere' dal suo partito, spiega, è
un vecchio vizietto, quello distinguere i buoni dai cattivi. No, grazie.
"E' come se io dicessi: vengo all'incontro con Pol Pot. Questi messaggi
dimostrano una mancanza di stima nei miei confronti. Oltre che la loro
pochezza". Chi l'ha presa addirittura malissimo è Marco Pannella:
"Fassino dice un'imbecillità. Si potrebbe anche dire che Veltroni è
disposto a candidare Berlusconi ma non fare accordi con Fi. Mi pare sia una cosa
tanto imbecille quanto offensiva". La replica di Fassino è piccata e
liquidatoria: "Prendiamo atto che ad una valutazione politica si risponde
con l'insulto. Non è il nostro metodo". Porte chiuse, dunque? La pazienza
radicale è ostinata e chissà, dice Rita Bernardini. Se Pannella e Bonino
sparano alzo zero, lei ragiona, discute, consulta. Dice la segretaria radicale:
"Non è detta ancora l'ultima. Un mese fa Veltroni ci ha detto: vi stimo
tantissimo e rispetto la vostra autonomia. Allora vorremmo capire perché per
gli accordi va bene l'Italia dei Valori e vanno male i radicali. Tanto più che
al comune di Roma suona tutta un'altra musica". Poi se la prende con
Repubblica online che - casualmente - "sbandiera un sondaggio che, fra gli
scenari, ipotizza per il Pd solo la coalizione con l'Idv, trascurando altre
ipotesi di collegamento come quella con i radicali". Dopo un po'
l'eurodeputato Marco Cappato annuncia un sondaggio telematico del Corriere.it
in cui si invitano i lettori ad esprimersi a favore o contro un'eventuale
alleanza tra Pd e radicali. "I risultati sono, finora, clamorosi: su oltre
28mila votanti, il 71 per cento si pronuncia a favore di un'intesa". Ma la
strada di un accordo sembra ormai chiusa. Come quella con il Ps di Boselli e
Angius. Ieri mattina l'incontro dei due con Veltroni e Franceschini è durato
pochi minuti. I socialisti non hanno neanche voluto sapere quanti posti
venivano offerti. "Ci hanno chiesto di entrare nelle loro liste, noi ci
saremmo aspettati un accordo sul programma riformista. Invece l'alternativa è
stata: o vi sciogliete o nulla". Nulla, andranno soli, a costo di non
eleggere parlamentari, almeno fino alle prossime europee. Ancora aperta, ma
questa volta con i venti favorevoli in poppa, è la invece la trattativa con Di
Pietro. Che infatti ieri ha ribadito che il suo partito "ha un suo
elettorato di riferimento e una sua caratteristica valoriale all'interno del
sistema politico". Cioè: "lotta alla casta e alla
burocrazia, riduzione dei
costi della politica". Tradotto: noi prenderemo i voti dell'antipolitica e
dei fan di Grillo. Che sarebbero un fiore all'occhiello per il Pd. E Veltroni
non può rinunciare, se vuole evitare che qualcuno accusi il partito nuovo di
puzzare di vecchio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data:
2008-02-12 - pag: 24 autore: Sicurezza. Venturi (Piccola Industria Sicilia):
alla politica chiediamo riforme "La lotta al racket una priorità"
Nino Amadore PALERMO L'analisi è a tutto campo:lotta al racket e alla mafia,
misure per lo sviluppo, campagna elettorale. Marco Venturi, quarantenne
presidente regionale della Piccola industria di Confindustria Sicilia presenta
alla stampa i nuovi vicepresidenti della Piccola (Giuseppe Seminara, Alessandro
Spadaro, Luigi Costanza e Davide Guastella) e rilancia. Torna a commentare, per
esempio, le dichiarazioni della scorsa settimana del presidente dei giovani
industriali di Palermo Margherita Tomasello che aveva detto "basta con
l'antimafia": "Il problema inSicilia non è l'antimafia ma la mafia e
il malaffare che hanno pervaso questi ultimi anni di vita politica ed economica
del sistema. Una mafia che va combattuta. Anzi, mancano proprio voci importanti
che dovrebbero prendere posizione in modo schietto, per esempio gli ordini
professionali", dice Venturi. E la cronaca sembra dargli ragione: di
fronte allo sfogo dell'urbanista Marina Marino che aveva annunciato di voler
lasciare l'ufficio tecnico del Comune di Bagheria dopo il voto del consiglio
comunale che dava di fatto il via libera a un'iniziativa a forte pericolo di
infiltrazione mafiosa (si veda Il Sole 24 Ore di sabato), un solo
rappresentante dell'Ordine degli architetti ha fatto arrivare alla
professionista siciliana solidarietà. Ed è questo solo un episodio, dei tanti,
che Venturi si è trovato di fronte. Magari questo substrato culturale ha fatto
pensare a lui come ad altri che le parole di Margherita Tomasello riflettessero
l'idea di rompere il fronte antimafia. Lei, l'imprenditrice palermitana, ieri è
tornata sul punto: "Condivido – ha detto – il messaggio lanciato da
Venturi, che ha focalizzato l'interesse degli imprenditori su aspetti che
riguardano lo sviluppo, le grandi riforme, riduzione dei
costi e minor burocrazia.
Mi fa piacere che Venturi ha accolto lo spirito delle mie parole con le quali
ho esortato gli imprenditori a concentrarsi anche sull'aspetto dello sviluppo
in Sicilia. Questo è il migliore investimento della classe imprenditoriale
della nostra terra contro il malaffare e il racket delle estorsioni".
Chissà se la dichiarazione di Margherita Tomasello chiuderà l'incidente, di
sicuro Venturi sembra deciso ad andare avanti sulla strada della lotta alla
mafia e all'illegalità. Anche puntando a fare chiarezza in casa propria perché
l'illegalità, dice, è fatta "anche di mancato rispetto dei contratti di
lavoro da parte di molti imprenditori". "In Sicilia –dice Venturi –ci
sono imprese che fanno la cresta sui salari e che spesso utilizzano questi
soldi per creare fondi neri e magari pagare il pizzo. Non parlo solo degli
industriali ma anche del settore dell'agricoltura, dove il fenomeno è ancora
più diffuso, oppure nell'edilizia. E nessuno denuncia: io lo faccio da tre anni
". Su queste basi Venturi propone l'estensione a livello regionale del
protocollo provinciale contro il lavoro nero e irregolare siglato a
Caltanissetta. Quanto alla politica il presidente dei piccoli industriali ha
segnalato che Confindustria Sicilia sottoporrà le richieste degli industriali a
tutti i candidati alle elezioni e che "l'organizzazione assumerà un
atteggiamento di osservazione degli impegni inseriti nei programmi di governo e
della loro successiva attuazione". Quattro, in questo caso, le priorità:
riforme, semplificazione amministrativa e burocratica, politiche di sviluppo e
impiego virtuoso dei fondi europei, infrastrutture. "Alla politica
nazionale e regionale – ha sottolineato Venturi – chiediamo il coraggio di
varare riforme autorevoli, anche impopolari, e di sapere dire dei no, perché
non si può pensare solo a dare risposte ai precari da stabilizzare; bisogna
riformare profondamente un sistema che non funziona più e che costa troppo a
causa dell'eccessiva ingerenza della politica".
nino.amadore@ilsole24ore.com GLI OBIETTIVI Contrasto all'illegalità a tutto
campo: nel mirino le aziende che attraverso il lavoro sommerso accantonano
fondi neri per pagare il pizzo.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA -
data: 2008-02-12 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Il gruppo:
"Insormontabili difficoltà per le autorizzazioni". E annuncia: addio
al nuovo store di Napoli, piano da 50 milioni "Mancanza di certezze",
Rinascente non investe più Santangelo: quasi tutto risolto, incontriamoci
"Oltre 18 mesi per ottenere permessi e licenze" e la Rinascente
rinuncia ad investimenti per 50 milioni Il Comune: iter completato NAPOLI - La burocrazia è troppo lenta e la
Rinascente rinuncia ad investire a Napoli. Per Palazzo San Giacomo la doccia
fredda arriva quando alle
( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma -
data: 2008-02-12 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Sfrattata Insegnante di
matematica, 62 anni Le due vite di Marta prof universitaria e barbona senzacasa
Dalla cattedra ai centri d'accoglienza Docente di matematica all'università di
Catania e "barbona" senzacasa a Roma Le due vite di Marta D. Le due
vite di Marta D. sono iniziate l'estate scorsa. Minuta, occhi azzurri, capelli
puliti, unghie curate. Sessantadue anni, docente di matematica all'università
di Catania, mai sposata, a Roma da una quindicina d'anni. Senzatetto da otto
mesi. "Può scrivere "barbona" se crede" accorda lei.
Insegnante e clochard, accademica e vagabonda, la doppia esistenza di Marta
matura alle temperature già infernali del 25 giugno scorso. Quando ufficiale
giudiziario e poliziotti le sigillarono l'appartamento in via Emanuele
Filiberto (malgrado la cattedra siciliana aveva scelto di restare a Roma per
ragioni forse sentimentali). Niente morosità: la casa era necessaria al
proprietario. "Sfratto" disse il giudice consegnando il provvedimento
all'ufficiale del tribunale che - a sua volta - richiese alla prefettura il
supporto necessario ad eseguirlo. In una buona sceneggiatura, a questo punto,
entrano i servizi sociali. Nell'emergenza romana invece, esplosa tra stupore e
qualche cinismo, i servizi sociali sono l'happy end in un film d'avanguardia.
Ognuno va per conto proprio e non si incontrano mai. Marta D. indossa un paio
di occhiali dalle lenti bifocali, senza montatura, abiti fuori stagione e scarpe
con il tacco. è stata lei stessa a telefonare in redazione per raccontare la
sua vicenda. "Sono una senzatetto. Se vi interessa la mia storia ve la
racconto" aveva detto al telefono. Lessico apppropriato, nessun inciampo
"alcolico", niente esitazioni. Appuntamento a domenica allora. In
orario, trascina un carrello pesante con dei pacchi: sono le sue cose. Al
ristorante siede senza timidezza. Anni fa, un'operazione impegnativa alla
spalla le è costata debiti. "Lo stipendio di docente, ora, serve quasi
interamente a ripagarli. Chiedo solo una casa per i prossimi quattro anni,
quando avrò finito di ripagare il debito..." confida. I centri di
accoglienza comunale dove dorme - in via Marsala, via Assisi, via Tuscolana più
"Casa Maria" a san Pietro: è stata ovunque - la liberano alle otto di
mattina. Le pensioni ("quando ho qualche soldo riesco ad andarci")
dipende dalla categoria: "meno paghi, prima devi lasciare la
camera...". Una volta in un ristorante le hanno offerto il pranzo
"benché avessi i soldi e insistessi per pagare ". La seconda volta
però l'hanno invitata ad andarsene: pensavano volesse marciarci. Roberto Morea,
assessore alle Politiche sociali del Primo municipio si sfoga: "Mi
piacerebbe parlare oggi con quelli che dicevano ieri "Che bello! Senza equo
canone ci sarà il mercato a calmierare...". Fino a qualche tempo fa per
vicende come quella di Marta c'era ancora la soluzione degli enti di
beneficienza. Ma ora che le Ipab hanno cambiato il proprio statuto in
fondazioni private, la soluzione è svanita. Anche il patrimonio immobiliare
delle Ipab viene affittato per fare reddito con cui provvedere poi
all'assistenza ". Per Marta D. i servizi sociali sono
solo la spalla già zuppa di lacrime di una burocrazia stressata e impotente. Il municipio le offre aiuto psicologico
ma non può darle una casa. E il contributo per l'affitto a cui avrebbe diritto
richiede un contratto. Qualcuno affitta una casa? Ilaria Sacchettoni.
( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - "Non possiamo pensare nel 2008 di fare elezioni
senza poter scegliere chi mandare in Parlamento. Non possiamo fare i notai
delle segreterie dei partiti". Lo ha detto ieri il presidente della
Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, parlando ad un convegno sulla
"Modernità", che si è tenuto ieri nello stabilimento di Alenia
Composite di Grottaglie. Per Montezemolo: "L'Italia è un Paese che premia
le minoranze invece che le maggioranze, anche se vedo uno sforzo di novità e di
aggregazione". Il leader di Confindustria ha poi criticato entrambi gli schieramenti,
incapaci di avviare le riforme necessarie al Paese specialmente ora che la
produzione industriale è in calo: "Abbiamo avuto un governo di
centrodestra con una grandissima maggioranza, che si è definito liberale e non
ha fatto una sola liberalizzazione. Poi abbiamo avuto un governo di
centrosinistra che non ha compreso che liberalizzare serve a chi ha meno potere
d'acquisto. Il ministro Bersani ci ha provato ma la cultura di questo governo
era troppo diversa". Per Montezemolo infine: "C'è bisogno di
affrontare la politica energetica. Sì ai rigassificatori, sì a un nucleare
moderno e tecnologico. Mettiamoci a lavorare". Non è la prima volta che il
presidente di Confindustria, affronta il tema dell'energia. Aziende e famiglie,
infatti, pagano in Italia costi molto elevati per l'elettricità. "Non
possiamo continuare a pagare l'energia così cara - ha aggiunto Montezemolo -
chi ha meno potere di acquisto, la paga due volte".Non c'è dubbio che la
questione energetica richieda scelte ravvicinate. A fine 2008, è prevista
l'entrata in esercizio del rigassificatore ExxonMobil-Edison che consentirà la
rigassificazione di 8 miliardi di metri cubi l'anno, sul mare di fronte a
Rovigo. Per realizzare questa struttura, tra permessi, autorizzazioni, e
contestazioni a livello locale, ci sono voluti quasi dieci anni. L'Enel sarebbe
pronta a costruire un altro impianto a Porto Empedocle, in Sicilia, per altri 8
miliardi di metri cubi l'anno ma questa volta a bloccare l'opera (da 600
milioni) è la Via (Valutazione d'impatto ambientale). Se arrivasse, l'impianto
potrebbe entrare in esercizio a fine 2011. La Regione Liguria ha stoppato la
richiesta dell'Eni di ampliare l'impianto di Panigaglia, l'unico operativo in
Italia finora. Saranno in tutto una decina i rigassificatori
bloccati da lotte e burocrazia. Nel nucleare, la questione è ancora più complessa. Dopo lo stop
deciso con il referendum del 1987, si sono perse competenze pubbliche e
private. Secondo un dossier riservato dell'Edison, bisognerebbe mettere in
conto almeno 10 anni (tra autorizzazioni e realizzazione) prima di avere una
centrale nucleare in Italia. Altri, come Massimo Romano, Ad della Sogin,
vedono un'orizzonte al 2020. Ma soprattutto è urgente "ricostruire le
regole e le competenze pubbliche senza le quali non solo non si riapre il
nucleare, ma nemmeno lo si chiude". Per autorizzare il piano Sogin delle
attività 2008 (decommissioning delle vecchie centrali e altro), infatti,
servono 99 autorizzazioni in tutto e 55 le deve dare l'Apat, i cui ingegneri
sono prossimi alla pensione. B.C.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-02-2008)
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Cronaca di Cagliari Pagina 1020 Dopo la sentenza. Aziende
all'opera: "Ma il momento buono del mercato è passato" Tuvixeddu,
riaperto il cantiere sul colle Dopo la sentenza.. Aziende all'opera: "Ma
il momento buono del mercato è passato" Ma perché ricomincino i lavori ci
vorrà almeno un mese --> Ma perché ricomincino i lavori ci vorrà almeno un
mese Il Tar si è pronunciato. E a Tuvixeddu ricominciano i lavori. Ma non agli
stessi costi. Finita la battaglia, ora a Tuvixeddu è il momento di tirare le
somme: si contano i morti e i feriti. E sul campo -
( da "Polimerica" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Scritto dalla redazione [calato] 12 febbraio 2008 @
09:31:50 CET Sembra prevalere la fazione che vuole la chiusura del
petrolchimico veneziano. Ma i giochi sono ancora aperti. Nei giorni scorsi la
Commissione Tecnica V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) ha bocciato con un
solo voto di scarto -
( da "Giornale di Merate" del 12-02-2008)
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INCHIESTA Confartigianato, Commercianti, Costruttori e
Cisl d'accordo nella necessità di progettare senza personalismi E SE TORNASSE
DI MODA IL NETWORK? Alla ricerca del tavolo più idoneo c'è chi riscopre un
cavallo di battaglia degli Anni Novanta richiedi la foto richiedi la foto
richiedi la foto richiedi la foto richiedi la foto Nella fila in alto da
sinistra Arnaldo Redaelli, Mario Sangiorgio, Peppino Ciresa; qui sopra
Gianluigi Todeschini e Riccardo Bonaiti Lecco - Riccardo Bonaiti ha fatto
centro. Il presidente dell'Api, con il suo editoriale ospitato due settimane fa
dal Giornale di Lecco, ha stimolato la discussione sul Sistema Lecco
"provocando" reazioni anche di tono distinto. Arnaldo Redaelli,
presidente di Confartigianato Lecco e vicepresidente della Cciaa, parte da una
convinzione: "Anche io sono convinto che sia importante ragionare insieme
su progetti comuni anche se non è facile. Non penso al "progettone"
unico: spesso servono quelli piccoli anche con impatto emozionale contenuto.
Poi è evidente che su alcuni temi le singole associazioni debbano agire al
proprio interno, dando risposte concrete agli associati". Servono
responsabilità e coraggio di osare? "Mi pare che le associazioni sappiano
osare, talvolta mancano il coraggio di condividere, di uscire dai personalismi.
Serve la capacità di decidere insieme e poi di sostenersi reciprocamente, senza
sfilarsi se le cose vanno male. E' fondamentale stare insieme nelle vittorie e
nelle sconfitte, assumendosi le dovute responsabilità". Quindi evidenzia
l'importanza della Camera di Commercio: "E' il punto nodale, il luogo della
sintesi dove ognuno porta il suo pezzo di competenze. Però è fondamentale che
venga vissuto in modo naturale, senza bisogno di "sforzarsi". Penso a
una sorta di camera di compensazione dove si cerca un risultato ottimale per
tutti". Uno sguardo pessimista arriva da Mario Sangiorgio, presidente di
Ance Lecco (costruttori): "Stiamo subendo un processo di non governo da
parte della politica. E poi siamo complessivamente vittime
della burocrazia, dei tempi
lunghi degli enti pubblici e delle istituzioni". Ma fa anche autocritica:
"Non voglio solo accusare gli altri: anche le associazioni vivono una
crisi e mi pare abbiano perso in autorevolezza". Il master plan?
"Secondo me è già scritto. Il problema è che poi va letto e
tradotto in concretezza". I tavoli? "Il presidente della Provincia
Brivio dice che ci sono già? Sono d'accordo solo in parte. il tavolo
territoriale va bene per i progetti macro, per quelli micro è troppo
burocratizzato. E il Piano territoriale, di per sè necessario, in realtà viene
vissuto come vincolo". Poi dà ragione a Bonaiti: "E' vero: ci sono
troppe iniziative scollegate e senza una visione d'insieme. E' necessario un
momento di riflessione per superare questo momento in cui si ragiona troppo nel
breve e in cui manca il coraggio del fare". Decisamente più possibilista
il presidente dell'Unione Commercianti, Peppino Ciresa: "Ha ragione il
presidente di Confindustria, Franco Keller, quando afferma che ognuno deve
svolgere il suo ruolo, senza pensare di sostituirsi alle istituzioni. La
leadership? Credo che il territorio, nel suo insieme, debba essere leader.
L'idea di un master plan, come lo definisce Bonaiti, mi pare condivisibile e
apprezzabile. Ho in mente un percorso preciso: le associazioni si trovano e
stabiliscono insieme le 4-5 priorità, senza imposizioni dall'alto o
personalismi. Penso a un laboratorio di idee e di progettualità. Poi in modo
compatto ci si presenta alle istituzioni. Nuovi tavoli? Preferirei di no. Ad
esempio si potrebbe utilizzare il Network. Poi se vogliamo cambiargli nome non
c'è problema...". Il "numero uno" dei Commercianti è ottimista
sul clima: "Mi pare che la voglia di tornare a collaborare all'interno del
Sistema Lecco ci sia. Adesso però bisogna concretizzare. Ad esempio perchè non
iniziare a ragionare sull'Expo 2015 che porterà, se assegnato a Milano, 30
milioni di persone a 30 minuti da Lecco!". Il coraggio e la voglia di
osare ci sono? "Sì. Credo che le associazioni debbano dare un esempio
positivo. Le capacità ci sono, anche per superare le eventuali difficoltà. Non
possiamo certo arrenderci". Infine Gianluigi Todeschini, segretario
generale della Cisl, sottolinea: "E' vero quanto affermato dal presidente
dell'Api; il problema non è nella diagnosi, ma nella incapacità di individuare
una terapia idonea e condivisa, nella mancanza di coordinamento, nella assoluta
necessità di superare logiche individualistiche. La ricerca di nuove e positive
relazioni, spesso invocate ma mai perseguite con sufficiente convinzione tra le
parti sociali e con le istituzioni, è assolutamente indispensabile. Ormai da
molto tempo Cgil, Cisl e Uil di Lecco hanno proposto unitariamente una intesa
di metodo che consentisse di affrontare in modo organico le prospettive del
territorio. In particolare con il "Tavolo dei Presidenti e dei segretari generali",
una sede permanente e strutturata presso la presidenza della Provincia". E
rilancia con convinzione anche Network Occupazione che "deve trovare una
sua coerente nuova collocazione quale sede di confronto tra le associazioni
imprenditoriali e sindacali sulle tematiche specifiche del mercato del lavoro e
della formazione professionale". Nel complesso "due proposte non
nuove, ma che sono ancora sul tavolo della discussione, da rilanciare con
convinzione, responsabilità e coraggio". Articolo pubblicato il 12/02/08
Marco Magistretti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lavoro e Previdenza Pagina 11034 Mape Master in
"Progettazione europea" organizzato a Cagliari dall'Università,
previsti tirocini in enti pubblici Iscrizioni entro lunedì 25 febbraio Le selezioni
tre giorni più tardi Come orientarsi fra le leggi europee Mape. Master in
"Progettazione europea" organizzato a Cagliari dall'Università,
previsti tirocini in enti pubblici --> La conoscenza delle leggi e
disposizioni europee è un'esigenza sentita da amministrazioni pubbliche, da aziende ed enti privati che hanno necessità di professionisti
preparati e capaci di affrontare la complicata burocrazia della Comunità europea. "Progettazione europea" è
appunto il titolo di un master organizzato dal Crenos della facoltà di Scienze
politiche dell'Università di Cagliari che ha aperto le iscrizioni alla seconda
edizione del corso di primo livello. L'iniziativa è rivolta ai
neolaureati che intendono avviare una carriera con una forte dimensione
europea: dalla consulenza sulla compatibilità dell'idea-progetto con i
programmi di finanziamento disponibili, alla progettazione, gestione e
rendicontazione del progetto. Il master è strutturato per lavoratori che
sentono l'esigenza di acquisire professionalità nella progettazione europea:
funzionari di società di consulenza, dipendenti di enti locali, agenzie di
sviluppo, camere di commercio, organizzazioni di operatori economici, operatori
culturali e insegnanti. I posti disponibili sono 28, destinati a laureati (vecchio
e nuovo ordinamento) in qualsiasi corso di studi, con familiarità del computer
e padronanza della lingua inglese. Le lezioni saranno concentrate il venerdì e
il sabato. L'organizzazione del corso è strutturata su tre moduli,
propedeutico, specialistico e di laboratorio, uno stage trimestrale e un
progetto finale: le ore di lezione frontale saranno 180, le ore di laboratorio
160, le ore di stage e project-work 560, il numero dei crediti formativi 60.
Sono inoltre previsti incontri con professionisti del mondo giuridico ed
economico dell'Unione europea, seminari con esperti, viaggi-studio a Bruxelles.
Gli enti nei quali saranno svolti i tirocini sono il Centro servizi
promozionali per le imprese della Camera di commercio di Cagliari, la Regione,
la Provincia di Pisa, il Teatro lirico di Cagliari. Il Mape è inoltre
sponsorizzato dalla Provincia di Cagliari. Partners del progetto oltre al
Crenos, l'Interforum, società che si occupa di assistenza tecnica e
progettazione comunitaria e Poliste, specializzata nei servizi a entità
pubbliche e private. Le informazioni sul master sono scaricabili dal sito
www.crenos.it/mape oppure si può contattare la segreteria al numero di telefono
070.6756404, fax 070.6756402, o recarsi negli stessi giorni e orari in via San
Giorgio
( da "Giornale di Monza" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Centro socio educativo ANCORA INCERTA LA DATA DI APERTURA
Monza - Il centro socio educativo di via Silva attende ancora l'apertura dei
battenti. Un progetto avveniristico da 3,6 milioni di euro nel cuore del
quartiere San Giuseppe, che sarebbe dovuto diventare il fiore all'occhiello
della città nel settore dell'assistenza ai disabili. Invece, i mesi passano ma
l'apertura del centro non è ancora in vista. Così lunedì sera, l'argomento è
tornato sui banchi della politica durante la seduta del Consiglio comunale.
"A quando il taglio del nastro? - ha domandato Marco Monguzzi, consigliere
del Gruppo delle Libertà - A tutt'oggi i lavori sono fermi e 50 ragazzi
portatori di handicap attendono, loro malgrado, che ancora
una volta la burocrazia
faccia il suo corso". Il "Cse" sorge in un'aerea comunale di
fronte ai condomini di via Silva e si estende su una superficie di
( da "Denaro, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Italia sviluppo Montezemolo in Puglia: La ripresa dipende
dal Sud "La grande forza del futuro dell'Italia sta nella crescita del
Sud\". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di
Montezemolo, che ieri ha partecipato allo stabilimento Alenia Aeronautica di
Grottaglie a un convegno dell'organizzazione degli imprenditori su
\"Modernità: la leva del cambiamento, la sfida della crescita\".
\"Il futuro - ha detto Montezemolo - dipende da chi si sa rimboccare le
maniche, da chi investe, da chi rischia e da chi compete. Dalla Puglia deve
nascere un forte riscatto del Sud, il Sud che deve crescere, deve mettere tutti
in condizione di vivere meglio. E' una grande scommessa, non è un problema del
Sud, è un problema dell'Italia\". Per Montezemolo \"bisogna che tutti
si diano da fare. Oggi il Sud - ha aggiunto - è fermo e questo non va bene
malgrado lo sforzo e le iniziative di tante imprese, di tanti imprenditori e di
chi lavora nelle imprese. Ognuno deve fare il suo mestiere\". Intervenendo
al convegno di Confindustria, il presidente della Regione Puglia, Nichi
Vendola, ha proposto un abbattimento di tariffe per le imprese che operano nel
Sud. \"La Puglia - ha detto Vendola - offre al sistema Paese il 60 per
cento di energia, è la prima regione per energia eolica, ma noi paghiamo
l'acqua e regaliamo l'energia. Forse bisogna ragionare su questo - ha aggiunto
-, sull'abbattimento delle tariffe al nostro sistema di imprese in particolare
per l'energia. Abbiamo detto al sistema di imprese: siate protagonisti. Noi non
guardiamo ideologicamente al privato o al pubblico: il pubblico non deve
ingerirsi in cose che non lo riguardano, il privato ha diritto alla celerità, ad esempio in burocrazia\". Vendola si è poi detto d'accordo con Montezemolo quando
il numero uno di Confindustria \"invita la politica a un confronto di
merito ponderato\". Intanto la crisi di Governo non cancella le missioni
all'estero di Confindustria: \"Il mondo produttivo non può fermarsi ogni
volta che c'è una campagna elettorale\". Il presidente di
Confindustria, in una nota, ribadisce poi gli appuntamenti programmati in
Messico (dal 26 al 29 febbraio prossimi) e in Egitto (dall'8 al 10 aprile). Più
di centottanta imprenditori parteciperanno alla prima missione in calendario,
mentre un numero superiore è annunciato per quella in Egitto. Il ministro al
Commercio estero, Emma Bonino, ha assicurato il pieno sostegno del dicastero e
dell'Ice e l'Abi ha confermato la partecipazione del sistema bancario. o. p.
del 12-02-2008 num.
( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
News PA. Semplificazione, Governo: al via consultazione
pubblica 12/02/2008 - 10:39 Raccogliere idee e proposte nate dall'esperienza
quotidiana e dai problemi vissuti dai cittadini e dalle imprese per
semplificare la burocrazia. Questo
l'obiettivo della consultazione pubblica aperta agli italiani lanciata dal
Governo. Per partecipare basta andare sul sito dell'esecutivo e rispondere al
questionario. La consultazione sarà on line fino al 10 marzo 2008.I risultati
saranno utilizzati per la predisposizione del piano d'azione per la
semplificazione e la qualità della regolazione 2008 e saranno resi
pubblici sempre sul portale del Governo. Per informazioni è possibile inviare
una e-mail all'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione
all'indirizzo unitasemplificazione@governo.it LINK: Consultazione pubblica 2008
- redattore: SB.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA PROTESTA "Ignoranza e odio contro la Chiesa"
I PRETI E IL DAL MOLIN "Ora il vescovo Nosiglia ha il dovere
d'intervenire" IL CELIBATO DEI SACERDOTI "Oltre i casi di Milingo e
di don Sante Sguotti" UNA PROPOSTA DELLA LEGA "Le Prefetture vanno
eliminate perché costano troppo" "Ignoranza e odio contro la
Chiesa": non saprei titolare diversamente il mio intervento. Mi riferisco
allo scritto di Alberto Dal Maso apparso sul vostro quotidiano sabato 2
febbraio "D'accordo con i professori". Mi congratulo con lei,
direttore del Giornale di Vicenza, disponibile anche a questi articoli, perché
ritengo ardua impresa trovare ancora un pari coacervo di protervia,
saccenteria, calunnia, giacobinismo contro la Chiesa. Non entro neppure sulla
figuraccia della "nostra" Università, offerta al mondo, con il
rifiuto della lezione del Papa da parte di alcuni insegnanti della Sapienza...
(70 su 4500...) e non di tutti i professori, come sembra falsamente asserire il
signor Dal Maso. A questo proposito, ma non c'è la democrazia in Italia?...
Quando fa comodo non esiste! Intanto l'articolo pubblicato dimostra una crassa
ignoranza da analfabeta perché giudica la Chiesa... contro il progresso, la
scienza, la cultura... Ma non sa il nostro che anche i nazisti proclamavano di
"eliminare" gli ebrei perché la "ragione" teutonica
imponeva il progresso dell'umanità? Ma il signor Dal Maso sa chi ha fondato
l'Università della Sapienza? A che punto si arriva ignorando che i primi
"ospedali" della storia d'Italia furono di religiosi cristiani del
1400, le prime scuole d'Italia furono organizzate da religiosi Gesuiti e
Scolopi... per non parlare di S. Agostino che nel 450 d.C., nella sua casa,
aveva un gruppo di scolari-discepoli di filosofia e teologia? Ma che cosa vuol
dire "progresso" se la scienza distrugge l'uomo, l'universo e la
vita? Lo chiamo progresso questo? La storia della Chiesa, di un popolo cioè di
milioni di persone, non è stato sempre limpida, ma la colpa va divisa, come
dovrebbe ben sapere il signor Dal Maso, se è vero come è vero che le condizioni
del tempo hanno influenzato e influenzano oggi uomini e leggi. Basta vedere la
politica italiana! Ma quello che è offensivo e incredibile e che egli sale in
cattedra e diventa lui l'infallibile maestro di teologia e di etica, brandendo
giudizi di condanna a destra e a sinistra. La Chiesa, secondo l'ineffabile
autore, avrebbe l'ardire infatti di condannare criminali, errori, deviazioni
etiche, aberranti ideologie... salvo poi a insorgere quando fa comodo, quando
la Chiesa non parla... non condanna! A questo punto allora, sembra di capire,
la Chiesa non dovrebbe condannare né chi tradisce il matrimonio, né chi si
suicida, né chi ruba, né chi ammazza i genitori, né chi usa la droga, né tanto
meno chi è razzista... o corruttore... o trafficante di erotismo... salvo a
metter al muro e fucilare un prete americano colpevole o presunto colpevole di
pedofilia. Accusa che quasi sempre è fondata sulla "speranza" di ricevere
denaro dalla controparte, come hanno rivelato alcuni processi. Siamo al
giacobinismo più tetro, alla cocità più disperata, al dogmatismo bolscevico o
nazista! In nome di chi e di quale potere, sembra dire il signor Dal Maso, si
può dire ad un criminale: "quello che fai è sbagliato?". A questo
punto Gesù Cristo, con la sublimità della sua legge, è certamente un
retrogrado, un antisceriffo, contro il cosiddetto progresso del quale oggi
scienziati, diffidano, perché potrebbe diventare antiumano. Il signor Dal Maso,
con la cultura delle insinuazioni, non sa che se un prete viene accusato, deve
affrontare l'autorità ecclesiastica che, nella valutazione dei fatti, non manda
in prigione prima di aver conferma di quanto avvenuto, non di accuse. Provi a
rubare un pollo e vedrà che per essere condannato possono passare 6 anni. Lei
condannerebbe un amico per un "si dice"? Da S. Tommaso d'Aquino
all'ultimo prete che arriva in parrocchia, gli interrogatori provocati dai
ragazzi e dai giovani e dagli adulti su tutta la vita della Chiesa e sulla fede
sono quotidiani. Ma dove vive questo signor Dal Maso? Ha mai incontrato un
prete? Quanto a colui che chiama Ratzinger, sappia almeno illuminare la sua
ignoranza, perché si tratta di una persona che ha insegnato in Università
Europee e che dimostra una cultura vasta e profonda di fronte alla quale
persone davvero competenti non fanno che esprimere ammirazione e stima. Altro
che messaggi del Vaticano "discutibili se non pericolosi". Mi
piacerebbe proprio conoscere questi messaggi. Però se lei è cresciuto nel bieco
ateismo, se lei odia la Chiesa, se lei è guidato solo da pregiudizi di Marx, di
Nietsche e di Freud, "maestri del sospetto", è paragonabile al sordo
che giudica Mozart, al cieco che valuta i colori di Bellini, di Tintoretto, di
Caravaggio o di Michelangelo o a colui che avverte fastidio nell'ascoltare
poesie di Leopardi o di Dante. Ma a quando avremo persone che pur professandosi
non cristiani sapranno affrontare con serenità e competenza i grandi problemi
della storia, dell'etica e dell'uomo. Prima della fine del mondo? Speriamo!
Antonio Corrà Cologna Veneta A Vicenza, domenica 27 gennaio, le
"Famiglie per la Pace" hanno distribuito fuori dalle Chiese una
lettera aperta intitolata "Resistenza nel segno dell'Amore", in cui
si afferma: "Crediamo che la Chiesa di Vicenza abbia oggi un'opportunità
storica e un serio impegno morale: testimoniare l'Amore di Dio per gli uomini
attraverso l'opposizione totale e netta alla costruzione della nuova base Usa
al Dal Molin e in ogni altro luogo". Si tratta di opinioni rispettabili,
ma voler coinvolgere la Chiesa, ricorrendo a citazioni che non a caso con il
Dal Molin hanno poca attinenza, pare un po' azzardato. Il tema di origine,
infatti, è l'ampliamento di una "caserma-dormitorio" e, perciò,
l'utilizzo di concetti come "nessuna guerra è giusta, nessuna guerra è
umana, nessuna guerra è intelligente e che la guerra preventiva è una
perversione politica contemporanea" distorcono la realtà e confondono le
coscienze. Tali affermazioni, poi, non sono assolutamente in linea con la
posizione ufficiale della Chiesa. Nel "Compendio del Catechismo della
Chiesa Cattolica" (datato 28.06.2005, vigilia della Solennità dei SS.
Pietro e Paolo - anno primo di Pontificato di Papa Benedetto PP. XVI) si può
leggere che "si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per
evitare in ogni modo la guerra e che bisogna evitare l'accumulo e il commercio
delle armi non debitamente regolamentati dai poteri legittimi (cfr. paragrafo
486)". Con ciò viene riconosciuto ai governanti il compito di detenere
armi ed armamenti, ma anche di avere titolo per imporre ai cittadini l'obbligo
della difesa nazionale, in caso di necessità (legittima difesa). Lo stesso
"Compendio" (cfr. 405-406) va oltre e stabilisce che ogni comunità
umana ha bisogno di un'autorità legittima, che assicuri l'ordine e contribuisca
all'attuazione del "bene comune". Per il conseguimento di questo
obiettivo, perciò, nello "Stato di diritto" è sovrana la legge e non
la volontà arbitraria dei singoli. Nella fattispecie, nel rispetto degli
accordi internazionali sottoscritti, rispettati da decenni e tuttora vigenti,
la decisione di ampliare la base Usa spetta al Governo centrale, che in questo
caso non ha alcun vincolo nei confronti delle Amministrazioni periferiche,
nemmeno quello di indire referendum per conoscere il gradimento dei locali al
progetto. Nessuno vuole la guerra, ma da che cosa è generato l'attivismo delle
Famiglie per la Pace e la loro evidente volontà di contestare la decisione
dell'Autorità legittima in uno Stato di Diritto? Un comportamento che contrasta
con le chiare regole e gli insegnamenti del Catechismo, evidentemente
dimenticati per giustificare le iniziative autonome. La causa non sarà forse da
ricercare nell'eccessiva frequentazione e "familiarità" con le forze
politiche della sinistra radicale ed extra parlamentare - comuni alleati dei
nostri "cristiani d'assalto" nel sostegno ai No-Dal Molin, i quali,
dopo il crollo del Muro di Berlino, hanno fatto dell'odio verso il popolo
americano un motivo di sopravvivenza? Con l'occasione, va ricordato che la
Chiesa rifiuta le ideologie associate nei tempi moderni al
"comunismo" o alle forme atee e totalitarie di "socialismo"
(cfr. 512) e mette in guardia dai cattivi profeti.In conclusione, forse, a
questo punto un intervento autorevole del Vescovo di Vicenza sull'iniziativa
delle Famiglie per la Pace, sarebbe non solo auspicabile, ma persino
necessario, perché chiarirebbe la posizione ufficiale della nostra Chiesa e
sgombrerebbe il campo da equivoci spiacevoli e certo motivo di confusione. Enzo
Corani Scrivo queste mie considerazioni dopo che s'è alquanto attutito ?
almeno lo spero! - il cancan mediatico sulle performances clerical-matrimoniali
di due fratelli nel sacerdozio che rispondono ai nomi di Milingo e Sguotti. Di
certo, nessuna meraviglia: di questi tempi ci vuole ben altro! Mi sia per altro
lecito e possibile almeno manifestare sofferenza e insofferenza. La sofferenza
è per due persone di Chiesa che, volenti o nolenti (non è lecito a nessun
estraneo giudicare!) si son trovate invischiate in problemi che da personali
sono diventati di dominio pubblico, e come tali trattati - o maltrattati - come
e da chi peggio non si poteva: non me ne vogliano quei colleghi e amici
giornalisti che alle volte si son buttati a capofitto, o meglio a penna tesa,
su persone-fatti-situazioni che più di tutto avrebbero avuto bisogno di
rispetto e discrezione, se non di silenzio; di qui la mia insofferenza. Ma il
motivo principale del mio intervento è quello di esprimere la convinzione che
ci sono altri modi, e quindi anche altro spirito, di approccio ed eventualmente
di dibattito sul tema del celibato sacerdotale, di sempre più evidente
attualità, soprattutto nella Chiesa cattolica romana, e su tutte le complicanze
ad esso connesse. Se n'è scritto recentemente (Natale ' 07) con spirito
disincantato, sereno e costruttivo, su Adsumus, foglio trimestrale
dell'Associazione ex-alunni del Seminario di Vicenza. I problemi ci sono, vi
afferma sostanzialmente il rettore dell'Istituto diocesano don Luigino Perin, e
sono dovuti a insicurezze e debolezze personali di fronte ai grandi valori di
povertà-castità-obbedienza, ma anche al "clima" di questo tempo
"minimalista", e al nostro modo di fare Chiesa e comunità oggi:
"manca una seria riflessione delle nostre comunità cristiane, e di noi
uomini di Chiesa". Ma ecco che lo incalza Mariano Marini: "sembrano
maturate le condizioni perché questo aspetto della vita sacerdotale sia
approfondito e siano eventualmente valutate nuove soluzioni, che siano più
aderenti alla realtà odierna", ben ricordando che "la scelta della
Chiesa latina non può ridursi semplicemente ad un canone impositivo, perché
chiama ad uno status particolare dove Grazia, dedizione totale e amore universale
si fondono; e pur non essendo teologicamente essenziale al sacerdozio, resta un
patrimonio inestimabile della nostra Chiesa". Ma c'è anche un altro dato
di non poco conto, con cui è onesto e necessario fare i conti. C'è un discreto
numero di preti che, abbandonato il ministero e ottenuta la dispensa dal
celibato, si sono sposati e vivono all'interno delle nostre comunità, essendo
quasi sempre esempio di buona vita cristiana, con umile disponbilità al
servizio. Alcuni di loro hanno chiesto di tornare ad esercitare il ministero
sacerdotale. Nessuno può oggi misconoscere l'opportunità e la necessità di
rivalutare tali carismi, per rispetto alle persone che li portano (e a Chi
glieli ha conferiti!), ed anche per sopperire all'endemica diminuzione dei
preti. A questo punto, sempre su "Adsumus", interviene Dionigi
Tanello: "Perché non utilizzare questi doni di Dio? Basterebbe accogliere
prudentemente la richiesta, condivisa dalla moglie, di coloro che, dopo
l'abbandono, hanno condotto una vita coniugale nella pratica dei valori
cristiani, nel servizio alla comunità e, alla società. Questo sarebbe un primo
grande passo". Ma ce n'è un secondo; "In tutte le nostre comunità
esistono laici di provata fede, viri probati, che potrebbero essere chiamati al
sacrdozio ministeriale. Non solo al Diaconato. La loro ordinazione non
rappresenterebbe una novità per la Chiesa, ma un ritorno ad una prassi
consolidata delle prime comunità cristiane. Le proposte non mancano e le
aspettative delle comunità cristiane sono tante. Preghiamo lo Spirito Santo,
che illumini il Pastore che ci guida". don Giuseppe Negretto
"Proporre, in Italia ed in qualche altro paese di Europa, di abolire il
" prefetto " sembra stravaganza degna di manicomio" Iniziava
così un celeberrimo articolo di Luigi Einaudi contro i Prefetti scritto nel
1944. Nel manicomio Italia, tuttavia, l'eliminazione dei Prefetti e delle
prefetture diventa una necessità, non fosse altro per i costi che questa
istituzione richiede. Il risparmio sarebbe evidente e da tutti compreso. L'istituto
del Prefetto, del resto, come da anni sostiene la Lega, è inutile. Lo sapevano
bene i padri Costituenti. Nella seduta del 16 e 15 luglio 1947 dell'Assemblea
Costituente l'allora presidente Terracini, comunista, dichiarò all'inizio che
"in tutto il testo del progetto di costituzione non vi è cenno
dell'esistenza di un istituto, organo, funzionario, che si chiama prefetto o
che adempi una funzione correlativa". L'on. Riuni confermò l'orientamento
della seconda Commissione contro la conservazione di questo istituto. Voce
alta, poi, quella di Emilio Lussu le cui parole vanno rilette oggi con
attenzione: "Ma resti ben chiaro ? disse il parlamentare sardo ? che noi
sempre abbiamo lavorato nella sottocommissione nel senso che l'istituto
prefettizio scompare e che non esisterà più, con l'ordinamento autonomistico,
il prefetto nelle province". Come sappiamo i prefetti furono mantenuti
nonostante fosse chiaro per tutti che "se si dovesse considerare il
problema dal punto di vista della ideale perfezione di uno stato democratico,
non si potrebbe esitare nel concludere che le Prefetture sono organi
antidemocratici" spiegava Giannini, relatore sul problema dei prefetti, ad
un convegno nell'ottobre del 1950 dell'Anci, aggiungendo poi
"Disgraziatamente dobbiamo riferirci ad una esperienza storica che è
quella italiana, contrassegnata dall'esistenza di una burocrazia accentratrice che forma
contemporaneamente la forza e la debolezza dell'attuale tipo di stato. Forma la
forza, perché assicura la continuità dello stato ad onta dei rovesci che esso
subisce; forma la debolezza, perché impedisce lo sviluppo a carattere
autarchicamente democratico dello stato stesso". Il problema delle
Prefetture si ripropone oggi nella sua drammaticità, in quanto, come appunto
sottolineava Giannini più di cinquant'anni fa, l'idea di un commissario che
sfugge al controllo democratico, ma che può esercitare un potere incredibile ?
pensiamo anche solo alla gestione dell'ordine pubblico ? ripropone l'idea di
uno struttura che ha tutto l'interesse a sabotare ogni riforma e lo sviluppo
federale, moderno, della nostra democrazia. Con la prossima legislatura che si
preannuncia di riforme vere, credo che la Lega debba chiedere l'abolizione dei
prefetti ben sapendo che sarebbe un ritorno alla origini della stessa carta
Costituzionale Italiana, una Costituzione troppe volte evocata, dichiarata
intangibile quanto inossidabile, ma raramente applicata. Ci vollero decenni per
rispettare la riforma regionalista prevista dalla Costituzione e realizzata
solo in parte. Ci vollero decenni, e un ministro della Lega, per dare
concretezza e sostanza alla norma costituzionale che prevedeva aiuti concreti
alle famiglie. Oggi è giunta l'ora di sbarazzarci dei Prefetti, come chiedevano
persone di culture ed esperienze così diverse, come Terracini, Lussu ed
Einaudi, con le parole del quale vorrei concludere, andando proprio alle ultime
righe dell'articolo del 1944 con cui avevo iniziato questa riflessione.
Scriveva Einaudi: "La distruzione della sovrastruttura napoleonica, che gli
italiani non hanno amato mai, offre l'occasione unica di ricostruire lo stato
partendo dalle unità che tutti conosciamo ed amiamo; e sono la famiglia, il
comune, la vicinanza e la regione. Così possederemo finalmente uno stato vero e
vivente" Roberto Ciambetti Consigliere Regionale Liga Veneta ? Lega Nord
.
( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Impianti in Valpantena? Servono tempi lunghi Necessari
almeno due anni per la tensostruttura di Quinto. Oltre un anno per le piscine
di via Montelungo Anna Zegarelli Ci sono delle proposte per
realizzare degli impianti sportivi nella Valpantena e nella Valsquaranto.
Esponenti politici della città e della Regione dunque rispondono all'appello
delle 9mila famiglie che vivono tra le due valli costrette a fare su e giù
dalle tangenziali e dalle strade provinciali, in particolare la provinciale 6
che collega la città a Boscochiesanuova, per poter usufruire di strutture
sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa sono ancora lunghi. Una situazione
questa che mette in evidenza come la mancanza di servizi porti ad incrementare
sempre di più il traffico. FONDI REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006
vennero stabiliti 98mila euro per la copertura della piastra polivalente di
Montorio. Purtroppo dopo alcune indagini tecniche si scoprì che questa
operazione non era possibile in quanto la copertura non sarebbe stata a norma
di legge. Così per non perdere il finanziamento il consigliere dell'ottava
Circoscrizione, Germano Zanella, ha chiesto con una mozione che i soldi
venissero spostati a Quinto di Valpantena dove è in programma la realizzazione
di una tensostruttura in grado di offrire spazio alle società che si occupano
di pallamano, pallavolo, pallacanestro e altre attività sportive che sono al di
fuori del calcio. Questa cifra si andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti
dal Comune e inseriti nel bilancio 2008-2010. "Sono ben disponibile allo
scambio", dice Massimo Giorgetti, assessore regionale allo Sport, "ma
dovrà essere il Comune a chiederlo in prima persona. E' evidente che le due
valli sono prive di impianti che favoriscono le attività sportive e come ho
sempre sostenuto lo sport è formazione socialmente utile". I tempi di
realizzazione del nuovo impianto sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA
MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per la riqualificazione dell'impianto 340
mila euro. A questi se ne aggiungono altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un
anno, forse due per la loro rimessa in gioco e non è escluso che venga
realizzata una vasca esterna. "Giusto per poter incrementare il guadagno e
offrire così nuove possibilità in fatto di servizi", precisa Federico
Sboarina, assessore comunale con delega allo sport. Che però preferisce non
addentrarsi nel discorso infrastrutture: di fatto rientrano nella delega dei
lavori pubblici. La gestione è quasi certo verrà data alla Bentegodi. MONTORIO.
Qui c'è una delle società di pallavolo più importanti, la Libertas Montorio,
con 350 iscritti. Come altre società sportive della Valpantena utilizza il
palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni, sportivi e cittadini chiedono
nuove strutture che non siano le palestre della scuola e per questo l'assessore
alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per due volte presidente
dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una proposta: spostare i
campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove realizzare un impianto
sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un campo da calcio regolamentare,
uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi passi dalle scuole medie Simeoni,
edificare nuove case. La proposta lascia scettico Giorgetti tanto più che la
società del Montorio Calcio ha fatto richiesta di 150mila euro per gli
spogliatoi. "Sarebbe più logico espandere la struttura facendo un
sottopassaggio che attraversi la strada provinciale che porta a Roverè",
suggerisce, "come ha proposto il nostro consigliere di Circoscrizione,
Zanella. In questo modo nell'area vincolata perché adiacente al Castello, si
realizzerebbero dei nuovi campi da calcio. Dove si trovano gli attuali invece
verrebbe realizzata una tensostruttura, spogliatoi e altri servizi".
"Questa operazione sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte
concrete ai cittadini senza obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è
la Regione a decidere come e dove fare gli impianti ma come An potremmo
invitare i cittadini a dire la loro in merito alle due proposte". Per la
Valsquaranto si stima che i tempi per realizzare un nuovo impianto saranno di
tre, forse anche quattro anni.
( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT E SERVIZI. Dagli amministratori cittadini e dalla
Regione alcune risposte alle richieste dei residenti Impianti in Valpantena?
Servono tempi lunghi Necessari almeno due anni per la tensostruttura di Quinto.
Oltre un anno per le piscine di via Montelungo Anna Zegarelli Ci
sono delle proposte per realizzare degli impianti sportivi nella Valpantena e
nella Valsquaranto. Esponenti politici della città e della Regione dunque
rispondono all'appello delle 9mila famiglie che vivono tra le due valli
costrette a fare su e giù dalle tangenziali e dalle strade provinciali, in
particolare la provinciale 6 che collega la città a Boscochiesanuova, per poter
usufruire di strutture sportive. Ma la burocrazia non aiuta e i tempi di attesa
sono ancora lunghi. Una situazione questa che mette in evidenza come la
mancanza di servizi porti ad incrementare sempre di più il traffico. FONDI
REGIONALI. Da Venezia nel dicembre del 2006 vennero stabiliti 98mila euro per la
copertura della piastra polivalente di Montorio. Purtroppo dopo alcune
indagini tecniche si scoprì che questa operazione non era possibile in quanto
la copertura non sarebbe stata a norma di legge. Così per non perdere il
finanziamento il consigliere dell'ottava Circoscrizione, Germano Zanella, ha
chiesto con una mozione che i soldi venissero spostati a Quinto di Valpantena
dove è in programma la realizzazione di una tensostruttura in grado di offrire
spazio alle società che si occupano di pallamano, pallavolo, pallacanestro e
altre attività sportive che sono al di fuori del calcio. Questa cifra si
andrebbe a sommare ai 200mila euro stabiliti dal Comune e inseriti nel bilancio
2008-2010. "Sono ben disponibile allo scambio", dice Massimo Giorgetti,
assessore regionale allo Sport, "ma dovrà essere il Comune a chiederlo in
prima persona. E' evidente che le due valli sono prive di impianti che
favoriscono le attività sportive e come ho sempre sostenuto lo sport è
formazione socialmente utile". I tempi di realizzazione del nuovo impianto
sono di almeno due anni. PISCINE DI VIA MONTELUNGO. Il Comune ha stanziato per
la riqualificazione dell'impianto 340 mila euro. A questi se ne aggiungono
altri 370 mila dalla Regione. Ci vorrà un anno, forse due per la loro rimessa
in gioco e non è escluso che venga realizzata una vasca esterna. "Giusto
per poter incrementare il guadagno e offrire così nuove possibilità in fatto di
servizi", precisa Federico Sboarina, assessore comunale con delega allo
sport. Che però preferisce non addentrarsi nel discorso infrastrutture: di
fatto rientrano nella delega dei lavori pubblici. La gestione è quasi certo
verrà data alla Bentegodi. MONTORIO. Qui c'è una delle società di pallavolo più
importanti, la Libertas Montorio, con 350 iscritti. Come altre società sportive
della Valpantena utilizza il palazzetto di Novaglie per le partite. Da anni,
sportivi e cittadini chiedono nuove strutture che non siano le palestre della
scuola e per questo l'assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, per altro per
due volte presidente dell'ottava Circoscrizione, ha pensato di lanciare una
proposta: spostare i campi da calcio da via Dei Cedri a via Del Vegron dove
realizzare un impianto sportivo adatto a tutte le discipline; e al posto di un
campo da calcio regolamentare, uno amatoriale e un altro da calcetto a pochi
passi dalle scuole medie Simeoni, edificare nuove case. La proposta lascia
scettico Giorgetti tanto più che la società del Montorio Calcio ha fatto
richiesta di 150mila euro per gli spogliatoi. "Sarebbe più logico
espandere la struttura facendo un sottopassaggio che attraversi la strada
provinciale che porta a Roverè", suggerisce, "come ha proposto il
nostro consigliere di Circoscrizione, Zanella. In questo modo nell'area
vincolata perché adiacente al Castello, si realizzerebbero dei nuovi campi da
calcio. Dove si trovano gli attuali invece verrebbe realizzata una
tensostruttura, spogliatoi e altri servizi". "Questa operazione
sarebbe non solo più economica ma darebbe risposte concrete ai cittadini senza
obbligarli a prendere l'auto. E' chiaro che non è la Regione a decidere come e
dove fare gli impianti ma come An potremmo invitare i cittadini a dire la loro
in merito alle due proposte". Per la Valsquaranto si stima che i tempi per
realizzare un nuovo impianto saranno di tre, forse anche quattro anni.
( da "Arena.it, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ben vengano i lavori per i parcheggi: ma la sosta
sia gratuita" Matteo Bartoletti, 29 anni, impiegato, legge L'Arena
al bar La Ruota, a Veronetta, e commenta con noi le notizie del giorno. Al via
questa settimana una serie di cantieri per la realizzazione di nuovi parcheggi
e per migliorie stradali che rischiano di creare qualche disagio in più alla
circolazione... Speriamo almeno che possano servire davvero a migliorare la
situazione, perché ormai le questioni traffico e parcheggi sono davvero al
limite in tutta la città e non solo in centro. Io per fortuna abito a lavoro
nella stessa zona, qui a Veronetta, per cui vengo in ufficio a piedi, ma ogni
volta che sposto la macchina poi non riesco più a trovare un posto, al punto
che in qualche caso si rinuncia perfino ad uscire. Mi auguro però che i
parcheggi che intedono realizzare non siamo a pagamento: non si può pensare che
uno spenda cinque, dieci euro di posteggio per andare a fare un giro in centro.
Anche Verona si muove in vista delle prossime elezioni... Credo che andare di
nuovo a votare sia profondamente sbagliato, è ridicolo perché non è cambiato
nulla e si tratta inoltre di una spesa enorme quanto inutile. In realtà è il
sistema politico ad essere in crisi. Hellas, ieri ancora una sconfitta... Sono
un vecchio tifoso, ma la situazione attuale spegne davvero qualsisi entusiasmo.
Non si sogna proprio più: hanno criticato tanto Pastorello, ma almeno aveva un
nome che contava nel panorama calcistico e non avrebbe portato la squadra a
questi livelli. Attualmente l'unica possibilità che vedo è che l'Hellas finisca
come squadra e nasca una nuova realtà. Sanità, pare che a fronte di reparti di
eccellenza ci siano anche storie di ritardi e disservizi gravi... Credo che il problema sia proprio questo: Verona ha strutture
molto buone e medici famosi a livello nazionale, ma troppo spesso la burocrazia è complicata e le attese
eccessivamente lunghe.Avere una sanità pubblica è importante, ma per quiello
che paghiamo di tasse dovremmo poter contare su un servizio un po' più
efficiente.A.G. .
( da "Asca" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 12 feb - ''Le imprese vogliono un paese che
funzioni e la Confesercenti e' pronta a mettere alla gogna quei partiti che
prima fanno proposte e poi le disattendono''. Introducendo i lavori della
Presidenza della Confesercenti che si tiene stamani a Roma, Marco Venturi
chiede ai partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali un
confronto aperto e concreto con le proposte e le attese del mondo delle pmi.
''Inutile negarlo: le ragioni della crisi di Governo che ha portato alle
elezioni - prosegue Venturi - stanno in una legge elettorale che ha prodotto
instabilita' e esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella
inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i
cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei
problemi generali del paese e della capacita' di accettare le grandi sfide
economiche e sociali''. ''Ora e' tempo di svolte e cambiamenti profondi in
grado di assicurare stabilita', di non bloccare piu' un paese gia' in affanno,
di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla
competitivita'''. Per questi motivi sostiene Venturi ''basta tirare a campare.
I partiti sappiano che non ci accontentiamo piu' di qualche concessione, vogliamo
un paese che funziona ed una classe politica e di governo che rispetti i
programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le
riforme e la politica internazionale''. Venturi preannuncia che la
Confesercenti, riaffermando la sua autonomia, e' decisa ad incontrare i vertici
delle forze politiche dei due schieramenti chiamandole ad un confronto serrato
su 10 punti di proposta ma anche 'provocatori' perche' evidenziano
insopportabili ritardi ed immobilismi non piu' accettabili. Cinque 'stop' ad ostacoli che ''impediscono la crescita come gli sprechi della
spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la
criminalita'. Ma anche cinque richieste per decidere su nodi cruciali: dalle
infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi,
all'ambiente, al rilancio del turismo''. red-did/cam/rob.
( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
News ECONOMIA. Confesercenti: ecco il decalogo per
innovare l'Italia 12/02/2008 - 12:57 Alt a sprechi, caro
energia e burocrazia. E
inoltre, fisco meno pesante e lotta alla criminalità. Sono alcune delle dieci
regole proposte da Confesercenti per un'Italia moderna. Ne ha parlato stamani a
Roma il Presidente della confederazione Marco Venturi, rivolgendosi ai partiti
alle prese con i nuovi programmi elettorali. Nel decalogo sono contenuti
anche interventi attivi per la risoluzione di questioni nodali: giovani, pmi,
turismo, infrastrutture ed ambiente. Secondo il Presidente di Confesercenti la
crisi di Governo è stata provocata dall'attuale sistema elettorale, ma anche
dall'eccessiva "frantumazione della rappresentanza politica che allontana
i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito
dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide
economiche e sociali". "Ora - afferma Venturi - è tempo di svolte e
cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un
paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla
innovazione e dalla competitività". Ecco il decalogo proposto da Confesercenti:
1. Stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità montane,
privatizzare le aziende municipalizzate; 2. stop alla burocrazia:
entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici; 3. stop al
caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti
rinnovabili, meno accise sui carburanti; 4. stop al fisco esoso: taglio
IRE/IRES per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie,
esenzione IRAP fino a 15.000 ¬, lotta all'abusivismo; 5. stop alla criminalità:
più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia
taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura; 6.
decidere per le infrastrutture: task force per completare le opere, realizzare
rapidamente le vie del mare, la TAV e l'autostrada SA-RC; 7. decidere per i
giovani: un "conto risparmio" per la formazione, dotarli di computer
e di internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal
Mezzogiorno; 8. decidere per le pmi: incentivi per la costruzione di centri
commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer
ed internet per tutte le pmi; 9. decidere per il turismo: allungare la
stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi
di TV satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle
stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella
bassa stagione; 10. decidere per l'ambiente: agevolazioni shock per
riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori,
raccolta differenziata rifiuti. 2008 - redattore: AA.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MAROSTICA Alla riunione annuale dell'Assoartigiani il
presidente Antonio Marcon evidenzia i punti deboli del sistema Economia ferma,
partite Iva in calo Riconoscimenti alle aziende che attive da oltre trent'anni.
Premi speciali a Cuman e Nari MarosticaGli artigiani del mandamento scaligero
hanno festeggiato e premiato le attività più longeve venerdì sera scorso al
ristorante Alla Rosina, serata a cui erano invitati anche autorità locali e
regionali.Un appuntamento, giunto all'ottava edizione, che riunisce soci,
familiari e collaboratori in un clima amichevole e sereno ma anche un momento
per conoscere il tessuto locale, l'evoluzione, la storia, le fondamenta, le
direzioni e fare delle riflessioni.Quando negli anni Sessanta si conseguiva il
diploma di licenza media, il più delle volte non c'erano tempo e denaro per
proseguire gli studi, si andava "sul campo" ad imparare un mestiere.
Già dai quattordirci anni si imparava ad usare il tornio, la sega, a maneggiare
arnesi, molto spesso nella bottega di casa o comunque in paese, nella
falegnameria, la carrozzeria, il laboratorio di ceramica.Erano anni in cui solo
pochi proseguivano gli studi e per quei pochi il diploma di scuola superiore
era un biglietto da visita che garantiva quasi subito un impiego; cose d'altri
tempi, ora nemmeno una laurea garantisce un lavoro se pur misero. In quegli
anni, a Marostica, si comincia a tessere una maglia fitta di piccoli e
laboriosi artigiani che rappresenteranno dal dopoguerra ad oggi la struttura
portante dell'economia locale."C'è un aspetto che vorrei evidenziare - ha
dichiarato il presidente dell'Assoartigiani scaligera Antonio Marcon - alcune
aziende sono attive da più di mezzo secolo e questo significa che molte persone
sono riuscite a trasferire la loro cultura imprenditoriale ai propri figli o
collaboratori, a passare il testimone. Ma il quadro economico e politico
attuale desta preoccupazioni. Nel 2007 il panorama economico ha tenuto ma
l'inzio del 2008 non è incoraggiante, la produzione resiste, la fiducia no. Nel
Vicentino le partite Iva hanno registrato un saldo negativo di 289 ditte,
suddivise tra un + 3,01\% per le società di capitali, - 1,38\% per le società
di persone, -1,43\% delle ditte individuali, un + 2,07\% di altre forme con una
media di - 0,34\%. Ma la vera palla al piede per gli
artigiani rimangono la burocrazia ed il fisco, troppo pressanti e che non lasciano respiro,
margini di produttività e per questo quelli che sono chiamati a governarci devo
rendere efficiente la cosa pubblica".Tra gli altri interventi, anche il
presidente dell'Assoartigiani provinciale Giuseppe Sbalchiero che ha
sottolineato: "Qualcosa deve cambiare, anche per dare una risposta
a queste persone. Non dobbiamo rassegnarsi ma combattere, basta con il Veneto
"polenton", serve far valere le proprie ragioni".Nel corso della
serata, sono state premiate le aziende che per oltre trent'anni hanno svolto
attività artigiana; Ermerino Pezzin, Marmi Altopino 7 comuni, Ronzani
Costruzioni, Giovanni Broglio, FBR Bruciatori, Giancarlo Zanettin, Pigatto
Fratelli Snc, Roberto Carron, Systembox Snc, Danilo Costenaro, C.L.M., Nichele
Fratelli Snc, Ennio Lorenzon, Falegnameria Sommacale, Gianni Girardi, Bressan
C2 Ceramiche Snc, Ceramiche Maroso, Mario Santini, M.P.M. Snc, La Ceramica
V.B.C. Snc, Falegnameria Stocchero Snc, Tappezzeria Zonta, Guidolin Ceramiche
Snc, Falegnameria Peron F.lli Snc, Camillo Gili, Claudio Bertinazzo
Termoidrauilica, Carozzeria Veneta Snc, Rossidue Nord Snc, Tapezzeria B & B
Snc, Bieffe di Bocchese Francesca, Idrotermica A.Z. snc.Un premio speciale è
andato a Valentino Cuman, punto di riferimento per tutto il comprensorio per le
strumentazioni e apparecchiature per l'ufficio ed anche all'artigiano più
giovane, Federica Nari, che solo a 24 anni decide di mettersi in gioco
iniziando la sua attività di estetista.Arianna Zen.
( da "Affari Italiani (Online)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Martedí 12.02.2008 13:10 --> "Anche nelle denunce
pervenute nell'anno decorso sono ricorrenti, con monotona ripetitività, le
stesse irregolarità ed abusi segnalati negli anni passati" relativamente
alla "violazione delle percentuali entro cui deve essere contenuto il
numero dei soggetti esterni incaricati, ovvero l'attribuzione dell'incarico a
soggetti privi dei requisiti di legge". E' quanto afferma il procuratore
regionale della Corte dei Conti, Domenico Spadaro, oggi in apertura dell'anno
giudiziario nella sede di via Marina, nella sua relazione, riferendosi alle
consulenze esterne negli enti locali lombardi. Alla cerimonia hanno preso
parte, tra gli altri, il vicesindaco Riccardo De Corato e il presidente della
Regione, Roberto Formigoni. Spadaro sottolinea anche che "si accentua nelle pubbliche amministrazioni la crescita di una burocrazia di vertice costituita in
misura esponenziale da soggetti esterni ai quali vengono conferite funzioni
dirigenziali talvolta senza regole predeterminate di selezione che assicurino
la trasparenza delle scelte effettuate". Sempre per Spadaro: "il
fenomeno delle consulenze non si attenua, anzi, a giudicare dagli
accertamenti della guardia di finanza, dal numero delle denunce presentate e
delle vertenze aperte - 122 - e dalle citazioni depositate in numero di undici,
permane inalterato".
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sono state superate ieri le ultime
difficoltà ed il nuovo gioiello architettonico potrà finalmente entrare in
funzione Il bocciodromo vince la burocrazia Per l'impianto di Contea l'inaugurazione ufficiale è prevista il
nove di marzo MontebellunaSi chiamerà "Bocciofila Montello 1928" la
struttura sportiva che Antonio Ganeo ha realizzato dopo anni di lavoro in via
Dom Minzoni a Contea di Montebelluna. Ieri mattina finalmente tutte le
concessioni burocratiche sono state emesse e il nuovo bocciodromo della città,
un vero e proprio gioiello architettonico potrà entrare in attività. Gli
appassionati di bocce potranno conoscere dal vivo il nuovo ed importante
impianto sportivo montebellunese già il giorno 16 febbraio, ma l'inaugurazione
ufficiale alla presenza del sindaco Laura Puppato e di tutte le autorità
sportive competenti avrà luogo il 9 marzo. Finalmente dunque i molti
appassionati del gioco delle bocce che a Montebelluna ha regalato campioni di
valore regionale e nazionale potranno disporre di una loro struttura e non
saranno più costretti a chiedere l"elemosina" in altri impianti sportivi
della zona. "Siamo riusciti a realizzare l'opera tra mille difficoltà -
dice Antonio Ganeo. Ora non saremo più costretti ad emigrare in altri
bocciodromi della zona e potremo avere a disposizione un luogo molto
accogliente". Il nuovo impianto sportivo dispone di 4 campi da gioco
regolamentari
( da "Agi" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Milano CORTE CONTI: SPADARO, IN LOMBARDIA NON CALANO
CONSULENZE (2) (AGI) - Milano, 12 feb. - Spadaro ha fornito l'esempio di un
solo grande Ente lombardo che ha conferito consulenze e incarichi per un
importo complessivo di 45 milioni di euro. Il Procuratore ha lamentato "la crescita di una burocrazia di vertice costituita, in misura esponenziale, da soggetti
esterni, ai quali vengono conferite funzioni dirigenziali talvolta senza regole
predeterminate di selzione che assicurino la trasparenza delle scelte
effettuate"; non ha dimenticato i temi delle restrizioni e del
contenimento della spesa, ha ricordato il fenomeno dell'assenteismo del
pubblico impiego (con la vicenda del professor M) e quello complementare delle
certificazioni facili da parte del corpo medico, passando per la rilevazione
del danno erariale causato da lavori pubblici la cui realizzazione non viene
portata a compimento. Prima di lui, il presidente Giuseppe Nicoletti, aveva
rilevato come "un esame delle piu' incisive innovazioni legislative
consenta di constatare che le funzioni di garanzia della Corte dei Conti
risultano progressivamente rafforzate". "La magistratura contabile -
ha fatto notare Nicoletti - risulta progressivamente coinvolta negli utlimi
anni in nuove funzioni di garanzia, sia in sede di controllo, che di
giurisdizione". (AGI).
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
RISPONDE PIETRO GARGANO Primo comandamento: fare la
differenziata Le isole ecologiche per la raccolta differenziata a Napoli
saranno pronte a fine 2008. Sembra assurdo che ci voglia tanto tempo, come
assurdo è sentir dire che a Vomero, Posillipo e Chiaia ci sarebbero comitati
contrari alle isole ecologiche. Per evitare che la situazione peggiori,
chiediamo al sindaco che vengano acquistati e posizionati nelle strade nuovi
cassonetti colorati per la differenziata in sostituzione delle campane
ingombranti e pericolose; venga emessa con urgenza una nuova ordinanza comunale
che preveda l'obbligo per gli alberghi, per gli esercizi commerciali e per
tutti i cittadini di depositare la differenziata solo negli appositi
cassonetti; dovrà essere fatta rispettare dalla Polizia municipale in modo
continuo e non con blitz occasionali. Si potrebbero utilizzare quei vigili
urbani che non hanno più l'età per svolgere il servizio di viabilità. Sabino
Genovese - NAPOLI * * * A proposito di raccolta differenziata: il nostro
condominio in via Domenico Fontana 109 disponeva fino a qualche settimana fa di
un solo raccoglitore bianco per la carta. Nella fase più critica il
contenitore, colmo di carta, era stato sistemato, per essere svuotato, vicino a
quello per i rifiuti. Nel giro di pochi giorni è stato coperto dalla monnezza
(circa due metri). Quando la raccolta è ripresa, i dipendenti (presumo
dell'Asia) hanno portato via con la monnezza anche il nostro unico contenitore.
Sono stati richiesti due nuovi contenitori bianchi, sono stati fatti due
solleciti, ma invano. Siamo costretti a sversare la carta di "contrabbando"
in contenitori di altri palazzi, cosa che ci espone al richiamo dei nostri
vicini. Qual è l'intoppo? Ancora burocrazia o saremo costretti a comprarli noi, poichè crediamo nella
differenziata? Lucio Liotta - NAPOLI * * * Il Comune di Napoli ha di recente
promosso una manifestazione per sensibilizzare i cittadini alla raccolta
differenziata. Credo che fare opera di sensibilizzazione sia sempre utile;
secondo me, però, a essere "sensibilizzati" devono essere innanzi
tutto gli operatori del servizio. Guardi le foto allegate, sono di poche ore
fa, via Divisione Siena angolo viale Cavalleggeri. Da tempo quelle centinaia di
bottiglie di plastica sono lì a rintuzzare iniziative e appelli che i vari
livelli istituzionali ci propinano attraverso i media. Il dubbio è: se dovesse
partire la raccolta porta a porta, i cittadini "insensibili" potranno
fidarsi? Salvatore Leonangeli - NAPOLI * * * La differenziata a Napoli non
decolla e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti con le campane per la
raccolta della carta, del vetro, della plastica, perennemente piene, senza che
nessuno provveda per tempo a svuotarle. E se questo è già grave per i
cosiddetti Rsu, rifiuti solidi urbani, diventa micidiale per i Rup, i rifiuti
urbani pericolosi, tra i quali i medicinali scaduti. Per tali prodotti l'Asia
che opera in città, nel suo ecovademecum, nel pubblicizzare i modi con i quali
attuare la differenziata, prevede che i farmaci, privi di confezione, vadano
portati direttamente nei contenitori presso le farmacie. Da un'indagine è
emerso invece che non tutte le farmacie sono dotate di questi contenitori. Non
solo, ma l'aspetto più grave è che questi prodotti, nocivi per la salute umana,
traboccano dai pochi contenitori installati, dal momento che nessuno provvede
per tempo a svuotarli, restando per strada alla portata di tutti, adulti e
bambini. Tutto ciò contribuisce a creare ulteriore allarme. Non solo quindi
bisognerebbe incentivare il sistema di raccolta dei Rup ma pure provvedere
periodicamente a svuotare gli appositi contenitori. Anche su questi aspetti è
auspicabile che si provveda in tempi brevi a individuare le responsabilità, con
i provvedimenti del caso. Gennaro Capodanno - NAPOLI Il Mattino sta tempestando
i suoi lettori sulla esigenza di avviare seriamente la raccolta differenziata.
Lo facciamo e lo faremo anche in questa rubrica. Ben si sa che troppo spesso le
campane sono strapiene e che a volte carta, plastica e altro vengono mescolati
lo stesso all'altra spazzatura. Sono disservizi intollerabili e vanno eliminati,
ma non debbono essere comunque il pretesto per rinunciare a separare subito i
rifiuti.
( da "HelpConsumatori" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
News AGRICOLTURA. Piemonte, il settore in stallo riparte
dagli agriturismi di qualità 12/02/2008 - 14:42 Mentre il blocco burocratico
del Piano regionale di sviluppo rurale (di cui dà oggi polemicamente notizia la
cronaca locale de Il Giornale) e della Legge regionale sull'agriturismo,
rischia di indebolire l'intero settore primario piemontese, i coltivatori
diretti provano a ripartire dagli agriturismi di qualità. Prima tappa di quello
che vuole essere un vero e proprio progetto per la ricerca di convergenze tra
le produzioni regionali della cooperazione agricola e il frizzante mondo del
turismo agricolo, oggi a Carmagnola (in provincia di Torino) nel workshop
"Acquisti sostenibili per l'agriturismo di qualità". L'iniziativa,
organizzata da Finagro - Consorzio Cooperative Agroalimentari e Forestali del
Piemonte, mira a valorizzare il patrimonio enogastronomico del territorio, a
partire della recente legge nazionale che obbliga gli agriturismi a utilizzare,
per la loro attività, solo prodotti di produzione propria o regionale.
"L'agriturismo come attività complementare - spiega Emilio Fugazzi,
direttore di Coldiretti Torino, accogliendo positivamente la notizia del
seminario in corso - può essere una buona opportunità sia per i consumatori sia
per il settore, a patto che non venga messa da parte la piccola distribuzione,
con cui vogliamo mantenere uno stretto rapporto, e nonostante la lentezza e la
nebulosità delle istituzioni nelle loro risposte". Coldiretti
interviene anche sulle recenti polemiche sul Piano regionale di sviluppo
rurale, immobilizzato dalla burocrazia, che potrebbe paralizzare interi comparti del settore.
"Anche se i tempi tecnici per l'attuazione del Psr si stanno allungando -
puntualizza Fugazzi - noi siamo ottimisti e siamo convinti che si riuscirà a
superare questo momento di empasse". E conclude, pensando ai
consumatori: " Finora nulla fa pensare a conseguenze di questa situazione
per gli acquirenti finali. Solo alla lunga il blocco del Piano regionale
potrebbe causare l'aumento dei prezzi al consumo". 2008 - redattore: FN.
( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
12-02-2008 14:32 Con partiti vogliamo confronto concreto.
No promesse da marinai Roma, 12 feb. (Apcom) - La Confesercenti di Marco
Venturi chiede ai partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali un
"confronto aperto e concreto" su un pacchetto di 10 priorità che
arrivano dal mondo delle pmi. E li avverte: no alle promesse da marinai,
l'associazione dei commercianti è pronta a "mettere alla gogna" chi
fa promesse e poi le disattende. Sono dieci le priorità da perseguire secondo
la Confesercenti: cinque 'stop' agli ostacoli che
"impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro
energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per
'decidere' su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche
per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo.
"I partiti - sottolinea Venturi - sappiano che non ci accontentiamo più di
qualche concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di
governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su
alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale".
"Ora - afferma il presidente di Confesercenti - è tempo di svolte e
cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un
paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla
innovazione e dalla competitività". Queste le dieci priorità: si va dallo
stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità
montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti telematici e meno
dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno vincoli, più incentivi
e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti) alla
battaglia contro il "fisco esoso" (taglio Ire/Ires per pmi, fisco
premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a
15.000 euro, lotta all'abusivismo); infine lo stop alla criminalità (più poliziotti
nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori ed
usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura). Quanto alle scelte
cruciali per il Paese: ci sono le infrastrutture (task force per completare le
opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la TAV e l'autostrada SA-RC), i
giovani (un 'conto risparmio' per la formazione, dotarli di computer e di
internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno);
le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse
locali, sconti fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi);
il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali,
sostenere gli hotel per dotarsi di TV satellitare, centri benessere, animazione
e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo
dell'energia elettrica nella bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock
per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento
depuratori, raccolta differenziata rifiuti).
( da "Virgilio Notizie" del 12-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
12-02-2008 16:37 "Gli inceppi burocratici scoraggiano
la gente dal denunziare" Roma, 12 feb. (Apcom) - Monsignor Michele
Pennisi, vescovo della diocesi siciliana di Piazza Armerina (Enna), sotto
scorta per aver rifiutato i funerali di un boss mafioso, esorta anche le vittime
dell'usura a ribellarsi e convertirsi. "Sono sereno, perchè sto compiendo
il mio dovere di pastore, che è quello di annunciare il Vangelo, di invitare
alla conversione", commenta il presule ai microfoni di 'Radio vaticana':
"Una conversione che, però, deve essere concreta, una conversione che deve
mostrarsi attraverso i fatti, quindi attraverso il riparare al male che è stato
compiuto, attraverso un rinnovamento della propria vita. Debbo dire che
qualcuno ha accolto questo appello. In qualcuno ci sono segni di conversione,
ma la conversione ha bisogno di gesti concreti. La conversione è richiesta a
tutti. Anche le vittime dell'usura - precisa monsignor Pennisi - del pizzo,
devono collaborare con le autorità per scrollarsi di dosso questa cappa di piombo
che opprime la loro vita e rende difficile anche la vita della società". "Le persone che vogliono liberarsi dall'usura e dal 'pizzo'
hanno bisogno di essere sostenute dalle fondazioni - come quella di padre Pino
Puglisi - dalle autorità e dalla burocrazia", aggiunge il vescovo. "Spesso dei ritardi
burocratici, degli inceppi burocratici scoraggiano la gente dal
denunziare".