HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli (www.mauronovelli.it)
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T ARTICOLI DEL 9-4-2008 #TOP
I
sindacati ci credono: "Questa non è una rottura"
( da "Giornale.it,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tra oggi e giovedì i sindacati di Alitalia avranno l'occasione di dimostrare unità, nonostante le nove sigle sindacali. Gli appuntamenti sono importanti: oggi incontreranno l'azienda e dopodomani il governo. In questi giorni nessuno si aspetta la conclusione della trattativa che si trascina ormai da troppi mesi, ma un atteggiamento costruttivo sì.
Lo
spiraglio di Spinetta ( da "EUROPA ON-LINE"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia a una crescita redditizia in tempi rapidi". Nel comunicato si legge che "spetta ora all'Alitalia, ai suoi dipendenti e alle organizzazioni sindacali che rappresentano il personale dire come vedono il futuro dell'azienda". Gli amministratori d'oltralpe si sono espressi alla vigilia del consiglio di Alitalia che oggi dovrà fissare i tempi di sopravvivenza della compagnia che
La
casta dei manager dà scacco matto ai politici ma pochi italiani se ne indignano
e chiedono conto ( da "EUROPA ON-LINE"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia hanno visto correre stipendi da fiaba". Per carità, non vogliamo buttare benzina, men che meno in una campagna elettorale senza fiamme. Vogliamo solo sperare che cento italiani su 47 milioni di elettori si ricordino che non sempre i cosiddetti tecnici sono una riparazione ai danni (morali e non solo) dei politici e dei sindacalisti.
Alitalia
gioca le ultime carte In cassa soldi per un mese
( da "Stampa,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: RESTA POCHISSIMO TEMPO PER CHIUDERE CON PARIGI Alitalia gioca le ultime carte In cassa soldi per un mese Il Cda: bene il tentativo di mediazione del governo ROMA La continuità aziendale "è garantita". Ma la liquidità di Alitalia è davvero agli sgoccioli: in cassa ci sono ancora 170 milioni di euro più 69 milioni di crediti fiscali riscossi.
Alitalia,
casse quasi vuote ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il consiglio di amministrazione di Alitalia lancia l'allarme: l'azienda dispone di 170 milioni di euro che assicurano la "continuità aziendale" solo nel "brevissimo termine". Cancellato l'incontro di ieri con la compagnia di bandiera, i sindacati dovranno dire domani, nel vertice a Palazzo Chigi, se intendono infilarsi nello spiraglio lasciato aperto dal presidente di Air France,
La
stampa: ancoraun piccolo spiraglio
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm ai sindacati di Alitalia che chiedono una ripresa dei negoziati". Lo ha scritto ieri il quotidiano "Les Echos", convinto però che "la porta non sia totalmente chiusa in quanto Air France-KLM non ha formalmente ritirato la sua offerta". Secondo il quotidiano "La Tribune", il gruppo franco-olandese, rilevando nel suo comunicato come il suo progetto sia l'
Alitalia,
cassa quasi vuotaO vendita o commissario
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: il governo gioca l'ultima carta mentre scatta l'allarme per i conti in rosso. Al vertice convocato per domani a palazzo Chigi ci saranno quattro ministri e le nove sigle sindacali che erano sedute al tavolo con il patron di Air France, Jean-Cyril Spinetta, prima della rottura: un pubblico delle grandi occasione per decidere quale sarà il destino della compagnia di bandiera,
L'Udc
svela i <numeri veri>e Tabacci rilancia la sfida
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma in compenso ha partorito casi emblematici come quelli dei rifiuti in Campania e dell'Alitalia. Uno schema vecchio che oggi viene riproposto con il duello Berlusconi-Veltroni, figlio di un'Italia già vista. Che però non passa più, perchè ormai è acclarato nella gente, negli elettori, che ci sono quattro forze in campo. L'inizio, mi auguro, di un vero cambiamento".
<Esami
psichici sui pm> ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Inneggia a un'Alitalia da non svendere ai francesi. Tuona sull'immondizia napoletana. Sul balcone del municipio c'è un piccolo spaccato di Italia che applaude con passione particolare. Remigio Alfredo, consigliere comunale di Forza Italia, "150 matrimoni celebrati in sette anni".
A
chi giova e quanto costail fallimento dell'Alitalia
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Filippo paganini La vertenza Alitalia rulla in pista. Le trattative sono in stallo. E mentre la rotta è sempre più opaca, sul destino della compagnia di bandiera sta andando in scena un inquietante balletto del rinvio, destinato a schiudere le porte al fallimento. L'azienda ha comunicato ieri a sorpresa alle nove sigle sindacali l'annullamento dell'
Questa
Lega è sempre più estremista Sergio Chiamparino: Bossi sposta la Cdl alle
propaggini dell'arco politico ( da "Unita, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Malpensa e Alitalia sono il termometro della scarsa credibilità di Berlusconi e della sua coalizione: un mese fa ci parlava dei figli e di una schiera di imprenditori pronti a salvare Alitalia, non s'è visto nessuno. Trattare Alitalia alla stregua di una fiction o di una dei tanti temi di propaganda è dimostrazione di irresponsabilità.
Assemblea
Parmalat tutti in fila davanti a Bondi Oggi i soci confermano l'ex commissario
mentre crescono gli appetiti sulla società
( da "Unita,
L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stato accostato ad Alitalia, non era affatto scontata. Nei giorni scorsi si era parlato di una contro-lista, su cui avrebbe lavorato, per conto di alcuni fondi, l'avvocato Dario Trevisan. Investitori, si era detto, delusi dal dividendo staccato (eppure ieri la Borsa ha fatto fare un salto al titolo del gruppo - +1,25% - proprio sull'attesa per la prossima distribuzione del dividendo,
Il
cda: alitalia ha i giorni contati in cassa ci sono solo 172 milioni - paolo
brera e lucio cillis a pagina 24 ( da "Repubblica, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Domani l'incontro tra governo e sindacati sull'offerta di Air France Il Cda: Alitalia ha i giorni contati in cassa ci sono solo 172 milioni PAOLO BRERA e LUCIO CILLIS A PAGINA 24.
Chi
salverà la Rai ( da "Unita, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: avvicinare la Rai al caso Alitalia, Non parliamo del dramma causato da due riforme organizzative incompiute che hanno prodotto danni incalcolabili e i cui effetti si sentono ancora oggi: prima Celli che per dar vita a delle divisioni indipendenti (magari in vista di una privatizzazione mai dichiarata apertamente) di fatto ha spostato 4 mila dipendenti da una direzione a un'
Alitalia
può volare per brevissimo tempo Il consiglio: in cassa 170 milioni, assicurata
la continuità aziendale. Ma ci vuole Air France
( da "Unita,
L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia può volare per "brevissimo tempo" Il consiglio: in cassa 170 milioni, assicurata la continuità aziendale. Ma ci vuole Air France di Roberto Rossi/ Roma CONTI La cassa di Alitalia è vuota o quasi. Il gruppo amministrato da Antonio Police a marzo presenta una liquidità per soli 170 milioni di euro.
Domenica
13 aprile l'Unità fa il bis. Dopo il grande successo della diffusione
straordinaria del 30 marzo (750 mila copie) un'altra iniziativa per rilanciare
il giornale. A tutti i ( da "Unita, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tra questione dei rifiuti in Campania e Alitalia, si ha per esempio la sensazione che questo paese non sia più in grado di "mantenersi", che non abbia più le risorse per pagarsi il suo tenore di vita "occidentale", che quindi può essere venduto a pezzi... "Credo che siano più sensazioni ben motivate che condizioni oggettive.
I
tempi lunghi della politica portano al commissario
( da "Unita,
L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ore per conoscere le carte che il governo potrà mettere sul tavolo davanti ai sindacati Alitalia. Il dossier è stato affidato completamente ad Enrico Letta. Domani al tavolo con le nove sigle della compagnia non ci sarà Tommaso Padoa-Schioppa impegnato negli Usa. Per il Tesoro parteciperà il sottosegretario Massimo Tononi. Con lui i ministri Pier Luigi Bersani e Alessandro Bianchi.
Pagina
VI - Roma UN PIANO regolatore delle notti romane, l'idea di far arrivare la metropolitana
fin... ( da "Repubblica, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma sulla quale ora soffiano i venti della crisi, dalla Ericsson all'Alitalia? Rutelli: "Non bisogna sottovalutare la grande crescita delle imprese di servizi, anche culturali. E una leva di giovani imprenditori molto capaci. Una delle minacce più grandi è stata il trasferimento dei voli internazionali a Malpensa.
Tre
progetti, nessun vincitore il trasloco divide chinatown - davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ingrosso della Chinatown milanese in via dei Missaglia ricorda un po' la cordata evocata da Berlusconi per il salvataggio di Alitalia. C'è di sicuro, anzi forse no: potrebbe esserci. "Ce ne saranno altri disposti a investire", azzarda l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli dopo il ritiro annunciato dai due promotori della soluzione Gratosoglio, Angelo Ou e Luigi Sun.
"malpensa,
i fondi non bastano" - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: area per decidere come affrontare le ripercussioni dell'abbandono di Alitalia sull'indotto dell'ex hub lombardo, e a Roma è saltato l'incontro tra i sindacati e i vertici della ex compagnia di bandiera, gli assessori al Lavoro di Palazzo Isimbardi e del Pirellone avvertono: i fondi stanziati dal governo sono insufficienti.
Malpensa,
cargo in crisi: <tremano> 1200 addetti
( da "Giornale.it,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dovesse comprare Alitalia, le merci dovrebbero essere caricate sui tir e decollare da Fiumicino. "Uno spreco di risorse e di tempo enormi. Le imprese sono qui e le merci si muovono dalla Lombardia". La crisi dei Cargo, secondo l'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati, "non è ancora scoppiata, ma è addirittura più grave rispetto a quella del traffico passeggeri"
<Io,
"atterrata" a Milano per sbaglio>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ora poi che l'Alitalia ha chiuso i collegamenti dallo scalo, il disagio è notevole. Domani devo raggiungere il Dubai, dove sto completando i lavori di arredamento degli appartamenti di una splendida torre che porta il mio nome - KPM - e sono costretta a recarmi con un volo a Roma, e attenderne un altro per la mia destinazione.
MAURO
MORETTI ( da "Giornale.it, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Esattamente come l'Alitalia, "impresa prigioniera delle logiche non imprenditoriali, piena di rotte improduttive volute dalla politica a tutti i livelli". Una novità viene dall'Alto Adige. La Provincia di Bolzano ha voluto allargare il servizio ferroviario con più frequenze e più collegamenti e se n'è assunta il rischio.
"alitalia,
resta pochissimo tempo" - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia "Alitalia, resta pochissimo tempo" Allarme del cda: in cassa 170 milioni, continuità aziendale assicurata solo a breve La Ue: sindacati attenti. Domani vertice con il governo. Oggi azioni riammesse LUCIO CILLIS ROMA - Il cda di Alitalia tiene ancora in quota la compagnia, ma lancia l'allarme liquidità e avverte che,
I
piloti scavano l'ultima trincea "serve ancora una trattativa" - paolo
g. brera ( da "Repubblica, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il fronte dei piloti Alitalia è compatto su una linea prudente: rimettersi al tavolo a discutere, ma non ammainare bandiera firmando la qualunque perché "questo non l'accetteremmo mai". A comandanti e primi ufficiali il futuro disegnato da Spinetta piace poco, questo è sicuro: "Dicono che l'alternativa è il fallimento, ma sarà vero?
Titoli
riammessi a Piazza Affari ( da "Stampa, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: riammessi a Piazza Affari I titoli Alitalia saranno riammessi oggi alle contrattazioni di Borsa ma, come fanno sapere da Piazza Affari, le negoziazioni su azioni e obbligazioni convertibili quotate al mercato telematico avverranno in un'unica fase d'asta. Nel periodo di contrattazioni, fra le 8 e le 17,30, sarà vietato immettere ordini di acquisto o vendita senza il limite di prezzo.
ROMA
La continuità aziendale di Alitalia è legata all'intesa con Air France. Ma i te
( da "Messaggero,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
liquidità per poco tempo ( da "Messaggero, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Allarme del Cda: a marzo in cassa 170 milioni. Salta l'incontro con i sindacati "Alitalia, liquidità per poco tempo".
La
lettera a Berlusconi ( da "Riformista, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tanto invocata per Alitalia, e tanto calpestata dall'alleato principale del nord, quel Bossi che aspira addirittura a fare lui le riforme costituzionali. Il colpo è ben assestato. Raggiunge infatti sia gli antiberlusconiani di sinistra che gli elettori moderati di centrodestra.
Alitalia,
ci sono soldi per qualche mese ( da "Manifesto, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue
dalla prima veltroni ( da "Riformista, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e che anche Bossi condividerebbe, "Silvio ha tirato su il casino Alitalia-Malpensa soltanto per sottrarre a noi i voti del Nord". Il Cavaliere tenta di nascondere lo sporco sotto il tappeto. "I contrasti con Bossi? Sono inventati". E il Senatur, di rimando, se la prende con la sinistra: "Non vuole che io faccia il ministro".
Socialismo
bancario ( da "Manifesto, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sostiene che per Alitalia non ci deve essere aiuto di stato e che i salari non debbono aumentare altrimenti si innescherà una pericolosa spirale prezzi-salari. Come dire: il reddito fisso deve pagare la crisi senza fiatare. Un altro esempio della asimmetria della politica monetaria è dato dall'oro: il Fondo ha deciso di vendere parte delle riserve per raccattare 10-
Alitalia:
abbiamo poco tempo a disposizione
( da "Corriere
della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Erano 170 i milioni nelle casse di Alitalia al 31 marzo tra disponibilità e crediti finanziari a breve termine. Cui si sono andati ad aggiungere i 69 milioni del credito d'imposta arrivati il 2 aprile. Ieri il cda di Alitalia, presieduto per la prima volta da Aristide Police, ha fatto il punto sulla situazione finanziaria, confermando la continuità aziendale.
E
gli avvocati <garantiscono> il vertice
( da "Corriere
della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, però, non si tratta della ricerca di possibili imprenditori o finanzieri interessati a una possibile e ancora poco delineata cordata. Ricerca che pure, altrove, continua per quanto con lo sguardo ormai rivolto al post elezioni. A muovere la ricerca di pareri e consigli sulla vicenda Alitalia ai maggiori esperti di diritto societario italiani è stato il tentativo di evitare
Spunta
TT International socio al 2,8% ( da "Corriere della Sera"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra gli azionisti rilevanti di Alitalia, cioè con una partecipazione di almeno il 2%, figura la TT International, con una quota del 2,37%. Chi è la TT International? Gente esperta, che mira ad alti rendimenti, prende decisioni velocemente, taglia subito i perdenti e attrae persone di talento, si legge sul sito Internet.
Fassino
da Lerner: si parla di Padania ( da "Corriere della Sera"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-09 num: - pag: 52 categoria: BREVI Fassino da Lerner: si parla di Padania Fucili nordisti e canaglia romana, Malpensa e Alitalia: e se la Padania stesse inseguendo solo aiuti pubblici? Tra gli ospiti di Lerner: Piero Fassino (foto), Roberto Cota (Lega). L'Infedele La 7, ore 21.10.
Carrello
incastrato Fermo volo Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE FIUMICINO Carrello incastrato Fermo volo Alitalia Singolare incidente ieri pomeriggio all'aeroporto di Fiumicino: una scala mobile utilizzata per la salita e la discesa dei passeggeri dai grossi aerei è rimasta incastrata, durante uno spostamento, sotto l'ala sinistra di un Boeing 767 dell'Alitalia in sosta nell'area 205.
Scaroni:
Eni, obiettivo crescita ( da "Corriere della Sera"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il numero uno dell' Eni accenna, con estrema diplomazia, alla vicenda Alitalia per ribadire che "nessuno lo ha mai chiamato per contribuire al salvataggio della compagnia di bandiera e comunque, una decisione del genere, non spetterebbe a me ma al consiglio di amministrazione". Ma lei una ricetta ce l'ha per risanare Alitalia?
ROMA
- C'è ancora un po' di liquidità nelle casse di Alitalia. Ce n’
( da "Messaggero,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: può salvare Alitalia, senza un accordo con Parigi. Nel frattempo, Alitalia illustrerà la situazione anche all'Enac, pur di allontanare la minaccia della licenza. I prossimi appuntamenti in calendario saranno cruciali per il futuro della compagnia. Una verifica importante arriverà già domani dal tavolo governo-sindacati.
ROMA
- L'appuntamento a Palazzo Chigi è fissato per domani mattina. Sindacati e
governo ( da "Messaggero, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cercheranno di fare il punto su Alitalia a poche ore dal "libera tutti" che suonerà con le elezioni di domenica. E' saltato invece, con grande disappunto dei sindacati, l'incontro, previsto per oggi, con l'azienda. Così le nove sigle (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia) hanno inviato una lettera al direttore centrale per le risorse umane di Alitalia,
Alitalia,
liquidità per brevissimo tempo ( da "Messaggero, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Alitalia, liquidità per brevissimo tempo" L'allarme del Cda: a marzo in cassa 170 milioni. La continuità aziendale legata all'intesa con Air France.
ROMA
- Toccherà a Enrico Letta domani condurre il confronto con i sindacati
( da "Messaggero,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri mattina Letta ha incontrato Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa prima della riunione del cda di Alitalia. Domani al tavolo sarà affiancato soltanto dai ministri Bersani, Bianchi e Damiano. Il governo sta lavorando ad un dossier con alcune proposte per favorire l'accordo con la compagnia francese. Avrebbe voluto arrivare ad una pre-intesa con i sindacati prima del voto.
<Malpensa,
mancano i fondi per la cassintegrazione>
( da "Corriere
della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che il mercato rapidamente farà una proposta industriale per occupare il buco lasciato da Alitalia. Certo, anche la decisione sui cargo è incomprensibile: a Malpensa sono aumentati di oltre il 20% ogni anno negli ultimi anni a conferma che le imprese sono qui". annunciato anche un accordo con la Regione Piemonte per il potenziamento delle infrastrutture per raggiungere lo scalo.
Da
lunedì con Air France le prime telefonate dall'aereo
( da "Stampa,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Francoforte, Monaco, Barcellona, Copenhagen, Praga, Varsavia e Amburgo. E gli altri operatori? Tim è in pole posistion per stringere accordi con compagnie aeree. Circolano i nomi di AirOne e Alitalia. Mentre sarebbero ancora preliminari i contatti avviati da Vodafone e 3 verso i player del trasporto aereo.
Giovanni
Lombardo g.lombardo@iltempo.it La vendita di
( da "Tempo,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa la compagnia nella bufera Alitalia, la vendita può attendere il nuovo governo La vendita di Alitalia può attendere: in cassa ci sono 170 milioni di euro, soldi sufficienti per andare avanti ancora qualche mese (due o tre al massimo) e garantire, quindi, la continuità aziendale fino a dopo le elezioni.
Alitalia,
la vendita può attendere il nuovo governo
( da "Tempo,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa la compagnia nella bufera Alitalia, la vendita può attendere il nuovo governo La vendita di Alitalia può attendere: in cassa ci sono 170 milioni di euro, soldi sufficienti per andare avanti ancora qualche mese (due o tre al massimo) e garantire, quindi, la continuità aziendale fino a dopo le elezioni.
Berlusconi
tantissimi imprenditori pronti alla cordata Alitalia
( da "Voce
d'Italia, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tantissimi imprenditori pronti alla cordata Alitalia Il leader del Pdl annuncia una quantita' incredibile di adesioni al suo appello Roma, 9 apr. – “Un paese come l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera. Ho ritenuto mio dovere di cittadino e di politico di rivolgermi agli imprenditori dicendo: 'mettete insieme una compagine per prendere l'
<Alitalia,
il governo stia con noi invece di tifare per Air France>
( da "Liberazione"
del 09-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Alitalia, il governo stia con noi invece di tifare per Air France" Roberto Farneti "E' una cosa indecorosa che il sindacato, impegnato a difendere un asset fondamentale per il paese, non solo sia lasciato solo dalla politica ma stia subendo, in questa azione di difesa, un attacco micidiale mediatico mai visto.
Alitalia
nel caos, Air France non molla ( da "Padania, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non siamo obbligati ad acquisire Alitalia", "Non siamo qui per fare negoziati, i margini di manovra sono inesistenti o limitatissimi", "Non possiamo andare oltre senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del nostro progetto per Alitalia". L ipotesi più accreditata è che il consiglio di Alitalia - nonostante la scarsa liquidità,
Parte
il comitato di chi non vuole arrendersi
( da "Padania,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: milanese che magari ha sostenuto per anni Alitalia con le tasse e che ora è preoccupato per il grande aeroporto a due passi da casa. L iniziativa è così presentata da Elisa Ravella, Marketing Manager Italia e Grecia di easyJet: "Abbiamo scelto di promuovere un movimento d'opinione totalmente slegato dal dibattito politico perché ci sentiamo coinvolti in prima persona nella vita,
Il
pensiero fisso del Pd? Chiudere lo scalo lombardo
( da "Padania,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di fronte allo stallo delle trattative sulla vendita di Alitalia gli esponenti del Pd hanno un pensiero fisso: "Mi auguro che si riprenda rapidamente il negoziato con Air France e che lo si chiuda nel migliore dei modi. Questo consentirebbe di rilanciare la compagnia e garantire la gran parte dei dipendenti" ha detto Piero Fassino, candidato del Pd ed ex segretario dei Ds,
<Sfruttare
l Expo, norme più semplici per attrarre investimenti>
( da "Padania,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con il taglio dei voli da parte di Alitalia destinato ad investire anche l area cargo. "Non possiamo fermarci a pensare di investire solo in armonizzatori sociali commenta l Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni perché dobbiamo sfruttare al meglio l evento fieristico di Expo 2015, anche attraverso l elaborazione di un piano d area che comprenda Malpensa.
Ancora
un no del Governo alla Legge Marzano
( da "Padania,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Piuttosto che applicare la Legge Marzano all Alitalia e, quindi, il commissariamento della compagnia di bandiera (soluzione già usata per salvare la Parmalat dal disastro) meglio svendere ad Air France. "In questi giorni bisogna lavorare per riprendere il dialogo interrotto bruscamente.
Per
Alitalia liquidità agli sgoccioli
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Restano ancora 170 milioni di euro in cassa per Alitalia. L'allarme è stato lanciato ieri dal cda della compagnia pubblica. La difficile situazione finanziaria di Alitalia, con 170 milioni in cassa al 31 marzo e altri 69 milioni di credito verso l'erario incassati il 2 aprile, permette di rosicchiare ancora un po' di tempo al rischio di una crisi di liquidità.
Visti
dal Regno Unito ( da "Riformista, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: according to
one study - while the parties of the right appear to see saving Alitalia as the
main national imperative. (...) Italy is in relative decline. It is sinking
under a bloated public sector, over-regulation and crumbling infrastructure.
Its traditional comparative advantage in manufacturing is being sorely tested.
Segue
la mail dell'azienda, i messaggi dei sindacati
( da "Riformista,
Il" del 09-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una mail del direttore dei sistemi informativi dell'Alitalia, Edmondo Colombo, che rammenta le "politiche di uso" della posta elettronica. E che ha tutta l'aria di un avvertimento. Evidenziate da Colombo in neretto, due frasi: "È vietato utilizzare la casella di posta elettronica per la partecipazione a dibattiti, forum o mailing-list a meno di esigenze lavorative".
Alitalia
voci nel mondo della finanza, la sorpresa sarebbe Tronchetti
( da "Riformista,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia voci nel mondo della finanza, la sorpresa sarebbe Tronchetti Berlusconi annuncerà la cordata a Matrix? La giornata di Alitalia è cominciata con un rinvio. Le nove sigle sindacali che ieri mattina avrebbero dovuto incontrare i vertici di Alitalia sono state avvisate nella mattinata stessa che incontreranno l'azienda dopo la riunione a Palazzo Chigi con il governo,
Sino
alla scorsa settimana mi sarei comportato come i sindacati italiani. Adesso
direi loro di tratt ( da "Stampa, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per due motivi: è l'unica soluzione per non chiudere Alitalia ed è un accordo di sostanza. La compagnia italiana non può durare a lungo, perdono tre milioni al giorno. Nessuno può resistere per molto tempo". Crede che il marchio Alitalia vada conservato? "Sì certo, esattamente come accaduto per Klm.
Chi
tratta per Alitalia La lettera di ieri di un dipendente Alitalia è la sintesi,
ch ( da "Stampa, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA:
IN CASSA LA LIQUIDITà è AGLI SGOCCIOLI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: in cassa la liquidità è agli sgoccioli GIUSY FRANZESE Roma. C'è ancora un po' di benzina nel serbatoio dell'Alitalia. Ma l'indicatore è pericolosamente vicino alla riserva. Per cui bisogna fare presto e trovare quanto più rapidamente possibile una pompa di servizio, una stazione di rifornimento.
Intervista
a Stefano de Luca / Il Pli è l'ultimo baluardo liberale
( da "Opinione,
L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per quanto riguarda l'Alitalia ad esempio, la logica in cui, più o meno, si muovono sia il Pd che il Pdl è quella del salvataggio, cioè mettere soldi pubblici. Noi liberali pensiamo che la nostra compagnia di bandiera debba seguire il suo destino e andare sul mercato.
L'asticella
del Cav per Palazzo Madama ( da "Opinione, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e sui suoi top manager che l'hanno affossata? Detto questo, passiamo oltre e torniamo in maniera STRETTAMENTE CONFIDENZIALE alle elezioni e al loro risultato finali. L'asticella della sicurezza al Senato per poter fare il governo che dice lui, Silvio Berlusconi l'ha fissata a 18/20 senatori: a sentire chi se ne intende gliene mancherebbero almeno otto o dieci e siamo a -
Verso
la scelta del male. Minore Schieramenti senza un progetto
( da "Opinione,
L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia ha scosso il tran tran ma ha finito col rivelarsi una drammatica metafora del paese, non soltanto per l'incapacità a decidere di questo governo, ma anche di quelli precedenti, ministri e premier, tutti inerti e incerti -insieme ai nove sindacati nove - e in modo rigorosamente bipartisan a prevedere,
Provaci
ancora, Giovanni! ( da "Opinione, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fece la battaglia ma perse Oggi è pronto a impegnarsi per Alitalia Provaci ancora, Giovanni! di Biagio Marzo A volte ritornano. Ma questo non vale per Giovanni Consorte che non è mai uscito di scena, per una cosa e per l'altra. Tutto si potrebbe dire di lui meno che non sia coerente e non si batta sulla idea dell'italianità bancaria e industriale per la quale ha pagato,
Berlusconi-Bossi,
scintille nel ranking ( da "Opinione, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anpac Piloti parla ancora una volta dell'emergenza Alitalia e si appella ai media; bisogna stringersi intorno alla compagnia aerea e ottenere così l'offerta migliore. Spetta invece a Giuseppe Pizza chiudere la top ten di lunedì. Il leader della Dc, dopo aver rinunciato alle elezioni per il bene del Paese, sottolinea il grande sacrificio del suo partito.
FRATTINI
A NAPOLI: NON HA SENSO DELLE ISTITUZIONI, LE DIMISSIONI NON SI ANNUNCIANO MA SI
DANNO. CARFAGNA: VELTRONI SI VERGOGNI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sarebbe stato meglio, se non lui in persona, che lo avesse fatto in tempo chi ne aveva responsabilità, cioè l'intero sistema di potere che ha governato la Campania negli ultimi. L'Alitalia e la mondezza napoletana sono le due metafore italiane. Un paese che non sa decidere". cor.cas.
Malpensa,
decolla il piano da 120 milioni ( da "Giornale.it, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dal prossimo governo potrà essere risolto il problema Alitalia e anche il problema Malpensa". Positivo il giudizio dei sindacati sull'avvio del tavolo, ma anche le organizzazioni dei lavoratori sono in attesa di capire come finirà la trattativa su Alitalia e, in particolare, sui voli Cargo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
"I
puttanieri sono dappertutto"
( da "Stampa,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Siamo un orrendo condominio paralizzato dalle beghe, dall'Alitalia alle schede elettorali. L'unica cosa che ci ha unito veramente è stata la televisione negli Anni 50, il professor Manzi che parlava agli analfabeti e Mike Bongiorno". Tornando ai meriti del film: il debutto cinematografico di Eva Riccobono.
Il
Cavaliere: "Niente tasse per un mese"
( da "Giornale.it,
Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ho chiesto alla platea: chi di voi se la sente di sottoscrivere una fiche per Alitalia se ve lo chiedesse il vostro presidente del Consiglio?". Immagino la risposta. "Hanno alzato tutti la mano. Tutti pronti. Del resto io non ho mai chiesto soldi per il partito: ora posso chiedere a tutti di diventare azionisti di Alitalia.
Alitalia,
il cda prende tempo. Ma poco ( da "Giornale.it, Il"
del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 09 pagina 0 Alitalia, il cda prende tempo. Ma poco di Antonio Signorini Spetterà al nuovo governo decidere se scegliere Air France o favorire ipotesi alternative. Rinviato a data da destinarsi l'incontro azienda-sindacati. In cassa restano 170 milioni di euro: sarà possibile volare ancora per un breve periodo, poi serviranno nuove risorse Roma -
[FIRMA]GIANNI
MICALETTO SANREMO Adolfo? I suoi metodi non mi sono mai piaciuti . L&
( da "Stampa,
La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tabacci ha parlato poi di Alitalia, assetto delle Regioni, porti turistici, economia, legge elettorale, società partecipate. E delle caste: "Questo è un paese dove ognuno difende la sua nicchia, magari anche al casinò, mentre altri sono riusciti a liberarsi da lacci e lacciuoli e continuano a crescere.
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 84 del 2008-04-08
pagina 0 I sindacati ci credono: "Questa non è una rottura" di
Redazione Si fa strada una posizione unanime: tutti pronti a una trattativa
seria e immediata Milano - Tra oggi e giovedì i sindacati
di Alitalia avranno
l'occasione di dimostrare unità, nonostante le nove sigle sindacali. Gli
appuntamenti sono importanti: oggi incontreranno l'azienda e dopodomani il
governo. In questi giorni nessuno si aspetta la conclusione della trattativa
che si trascina ormai da troppi mesi, ma un atteggiamento costruttivo sì.
Ora, dice Air-France, spetta ad azienda e sindacati decidere se riannodare i
fili del confronto e la risposta delle varie sigle, pressoché unanime, non si
fa attendere: vogliamo riprendere a trattare. Le decisioni del cda di Air
France-Klm - hanno commentato la Cgil e la Filt Cgil - "non rappresentano
una rottura e non escludono la possibilità di una ripresa del confronto tra le
parti". Il sindacato di Corso Italia sottolinea che "la via maestra
da seguire è quella della ripresa diretta delle trattative tra le parti".
Disponibile al confronto anche la Fit Cisl che vede nelle decisioni del board
di Air France-Klm "uno spiraglio aperto". Secondo il segretario
generale, Claudio Claudiani, quella dei franco-olandesi "non sembra una
chiusura definitiva e pare che oramai si pensi a una chiusura a dopo le
elezioni. Riconfermiamo la nostra disponibilità a una trattativa che sia vera
e, allo stesso tempo, l'indisponibilità a dare e ricevere ultimatum". Per
il leader della Uil, Luigi Angeletti, "se la posizione di Air-France si
può interpretare come una disponibilità a riprendere la trattativa, noi siamo
pronti a discutere". Per il segretario nazionale dell'Ugl trasporti,
Roberto Panella "ci sono dei segni di apertura che cogliamo e
riconfermiamo la disponibilità a trattare ma che sia trattativa vera".
L'Sdl osserva come da parte di Air France-Klm non ci sia una chiusura e si
riconferma "la disponibilità ad un confronto serio ed immediato".
Anche l'Anpac si dice pronta al dialogo: "Noi - dice il presidente Fabio
Berti - siamo pronti a un confronto caratterizzato da una discussione
produttiva che si trasformi in una vera trattativa". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "EUROPA ON-LINE" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA Il board di
Air France: "Decidano azienda e dipendenti". Il governo convoca i
sindacati Lo spiraglio di Spinetta RAFFAELLA CASCIOLI La palla rimbalza
direttamente da Parigi a Roma: i francesi non si spostano di una virgola dalla
loro ultima proposta ma chiedono ad Alitalia e ai
sindacati di decidere quale sarà "il futuro dell'azienda". Non,
dunque, una chiusura netta, ma anzi l'occasione per rimettere in gioco il
progetto sebbene non vi sia stato un ampliamento del mandato a trattare al
presidente di Air France Spinetta. Insomma, dal quartier generale di Air France
a Roissy è emerso quel che ci si attendeva: l'interesse di Air France per la
compagnia di bandiera italiana è immutato. Jean- Cyril Spinetta tornerà. A
patto, però, che sindacati e dipendenti di Alitalia
siano disposti a parlare di rilancio dell'azienda. E a Roma i sindacati
interpretano le parole dei francesi come un'apertura: sia per Cisl che per la
Uil Spinetta si è lasciato uno spiraglio per consentire la ripresa della
trattativa che peraltro in queste ultime ore è stata invocata da almeno due delle
nove sigle sindacali (Anpav e Avia) in rappresentanza della maggioranza degli
assistenti di voto. In serata il governo ha convocato le nove sigle sindacali
per giovedì prossimo per valutare la praticabilità delle trattative con Air
France alla luce delle dichiarazioni del board franco-olandese. Il comunicato
di Air France arriva a metà pomeriggio, a mercati chiusi e dopo che il titolo
del gruppo franco-olandese ha chiuso la seduta alla borsa di Parigi con un
rialzo superiore ai tre punti percentuali per un valore pari a 19,70 euro per
azione. Il consiglio di amministrazione condivide e approva l'interruzione
della trattativa lo scorso 2 aprile da parte di Spinetta che, come anticipato
nei giorni scorsi, ha illustrato le proprie ragioni sottolineando come il
progetto di Air France era "il solo a consentire il ritorno di Alitalia a una crescita redditizia in
tempi rapidi". Nel comunicato si legge che "spetta ora all'Alitalia, ai suoi dipendenti e alle
organizzazioni sindacali che rappresentano il personale dire come vedono il
futuro dell'azienda". Gli amministratori d'oltralpe si sono espressi alla
vigilia del consiglio di Alitalia che oggi dovrà fissare i tempi di sopravvivenza della compagnia
che perde più di un milione di euro al giorno e per domani mattina ha
convocato le nove sigle sindacali. Proprio a Roma si è interpretato
l'atteggiamento di Air France come uno spiraglio per la ripresa delle
trattative a cui ha lavorato in tutti questi giorni il sottosegretario alla
presidenza del consiglio Enrico Letta. Ieri mattina a palazzo Chigi Letta ha
partecipato a una riunione convocata dal premier Prodi con il nuovo presidente
di Alitalia Police e i ministri dell'economia
Padoa-Schioppa e dei trasporti Bianchi. Una discussione di tre quarti d'ora per
fare il punto della situazione proprio mentre da Milano il governatore della
Lombardia Formigoni spiegava che se "Air France tornasse al tavolo delle
trattative è chiaro che partirebbe la nostra diffida all'Unione europea nei
confronti del governo". Intanto, di ora in ora, la protesta dei dipendenti
di Alitalia contro i sindacati accusati della rottura
delle trattative è andata aumentando: non solo sciopero della fame ma anche
e-mail a sostegno dell'accordo con Air France. Insomma, molti dei dipendenti di
Alitalia il loro futuro lo vedono ormai alla francese.
( da "EUROPA ON-LINE" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
FEDERICO ORLANDO
RISPONDE Cara Europa, il Giornale di Berlusconi ha denunciato che, a fianco
agli sprechi della Casta politica, ci sono gli sprechi della Casta degli
"inamovibili", e cioè dei dirigenti sindacali. Immagino che la
denuncia sia fondata e che nell'immaginario collettivo quegli inamovibili
vengano individuati solo nei dirigenti Cgil, Cisl, Uil e non anche nella
pletora dei sindacati di destra, indipendenti, autonomi, ultra corporativi (i
tassisti saranno addirittura rappresentati in parlamento) che frantumano ogni
politica d'interesse generale. Perché il Giornale se ne accorge solo adesso?
MAGDA ROSSOTTI, MILANO Cara Magda, lei ricorderà un piccolo illuminante
particolare. Nel luglio
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
RESTA
POCHISSIMO TEMPO PER CHIUDERE CON PARIGI Alitalia gioca le
ultime carte In cassa soldi per un mese Il Cda: bene il tentativo di mediazione
del governo ROMA La continuità aziendale "è garantita". Ma la
liquidità di Alitalia è davvero agli sgoccioli: in cassa
ci sono ancora 170 milioni di euro più 69 milioni di crediti fiscali riscossi. Insomma, devono essere attuate
"nel brevissimo termine" iniziative per "ricomporre un quadro
favorevole" e serve "un consistente apporto finanziario". Come
atteso, ieri il consiglio di amministrazione ha preso atto "con
favore" del tentativo del governo e dei sindacati di tentare l'ultima
carta con Air France-Klm. Ma se non verrà giocata, il commissariamento stavolta
è vicino. Secondo quanto riferivano ieri alcune fonti governative Alitalia ha ancora ossigeno per poco più di un mese. Dopo di
allora, anche se tentasse di sopravvivere, i fornitori saranno entrati in
fibrillazione e non concederanno più credito. Con queste premesse il
sottosegretario Enrico Letta ha convocato per domani i sindacati. Obiettivo:
tentare di ricostruire subito le condizioni per l'accordo dopo la traumatica
rottura. Nonostante la marcia indietro delle sigle, l'obiettivo resta lontano.
Per vedere al tavolo le nove sigle e Air France-Klm bisognerà attendere almeno
l'esito delle urne. "Solo da lunedì - spiegava ieri sera Letta - Alitalia sarà decontaminata dalla campagna elettorale".
Poco prima il Cavaliere aveva lanciato l'ennesimo mantra: "Spero finisca
questa dissennata trattativa durata sei mesi senza neppure sospendere il
titolo. Un atto di incompetenza totale e assoluta. Solo dopo si faranno avanti
i molti imprenditori che mi hanno detto di voler intervenire". Vista la
situazione finanziaria di Alitalia, lo scenario
prossimo è scritto: se lunedì, in caso di vittoria, Berlusconi confermerà il
no, la compagnia è pronta a far scattare la richiesta del commissariamento. In
caso di ravvedimento del Cavaliere, pareggio, o vittoria del Pd, si attenderà
l'esito del confronto. Al loft, sede del Partito Democratico, sono fra il
terrorizzato e l'infuriato: il battage del Cavaliere "rischia di ottenere
il risultato voluto", ovvero il commissariamento. Berlusconi "è fra
l'ondivago e l'irresponsabile", attacca il responsabile economico Giorgio
Tonini. Domani, al tavolo con i leader sindacali, ci saranno ministri del Pd
(Bianchi, Bersani e Damiano) ma né Tommaso Padoa-Schioppa né Romano Prodi.
Entrambi hanno una scusa buona: il primo è impegnato al G7 di Washington, il
secondo è ancora in missione con gli imprenditori italiani in Egitto. A
giudicare dalle parole di Raffaele Bonanni i margini per riaprire il confronto
ci sarebbero: "Non mi aspetto stravolgimenti al piano, aggiustamenti
sì". E però il leader della Cisl sembra pronto al peggio: "Ci sono
compagnie che farebbero la fila pur di accaparrarsi un mercato come il nostro.
Non si sono ancora fatte avanti perché sanno che se un governo privilegia una
realtà, finchè questa non salta nessuno si fa avanti". Palazzo Chigi
proverà a dare qualche garanzia in più sia rispetto all'uso degli
ammortizzatori sociali, sia affidando a Fintecna la garanzia del posto di
lavoro per le attività di terra che rimarrebbero fuori del nuovo gruppo. Fra
queste c'è lo stabilimento napoletano di Atitech, spina nel fianco della Cgil.
Finmeccanica si chiama fuori: "Il nostro coinvolgimento nel salvataggio è
una balla", dice l'amministratore delegato Pierfrancesco Guarguaglini. A
scanso di equivoci il commissario europeo (e francese) ai Trasporti Jacques
Barrot avverte: "Occorre che i sindacati misurino bene le conseguenze
delle loro azioni. Alitalia non può più avere aiuti
pubblici fino al 2011. Qualunque altra decisione verrebbe sanzionata dalla
Corte europea". Il titolo Alitalia intanto torna
in Borsa: sarà riammesso in un'unica fase d'asta con il divieto di proposte
senza limite di prezzo.\.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Allarme degli
amministratori "Resta poco tempo". Il cda preme per la ripresa dei
contatti con Air France. Nuovo veto di Berlusconi: "Trattativa
dissennata" 09/04/2008 Roma. Il consiglio di
amministrazione di Alitalia
lancia l'allarme: l'azienda dispone di 170 milioni di euro che assicurano la
"continuità aziendale" solo nel "brevissimo termine".
Cancellato l'incontro di ieri con la compagnia di bandiera, i sindacati
dovranno dire domani, nel vertice a Palazzo Chigi, se intendono infilarsi nello
spiraglio lasciato aperto dal presidente di Air France, Jean-Cyril
Spinetta. Lo diranno all'azionista di maggioranza, il Tesoro, avendo sul tavolo
tutti i conti aggiornati dell'azienda. "Tutti devono lavorare per trovare
un'intesa. È la sola ipotesi davanti a noi", avverte il ministro dello
Sviluppo, Pierluigi Bersani, cui toccherebbe il compito di nominare un
commissario se la situazione precipitasse. Silvio Berlusconi insiste:
"Trattativa dissennata". lombardi e un commento di filippo paganini
>> 4 e 21 09/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
In francia PARIGI.
"Il nostro progetto è da prendere o da lasciare: questo è in sostanza il
messaggio indirizzato da Air France-Klm ai sindacati di Alitalia che chiedono una ripresa dei
negoziati". Lo ha scritto ieri il quotidiano "Les Echos",
convinto però che "la porta non sia totalmente chiusa in quanto Air
France-KLM non ha formalmente ritirato la sua offerta". Secondo il
quotidiano "La Tribune", il gruppo franco-olandese, rilevando nel suo
comunicato come il suo progetto sia l'unico in grado di risanare Alitalia, ha indicato di non avere "seppellito
definitivamente" il dossier della compagnia italiana e di voler dare
un'ultima chance , però"senza crederci". Il risultato di questa sfida
si conoscerà probabilmente giovedì prossimo. 09/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia di
bandiera Solo 170 milioni di euro. Domani vertice fra governo e sindacati Roma.
Alitalia: il governo gioca
l'ultima carta mentre scatta l'allarme per i conti in rosso. Al vertice
convocato per domani a palazzo Chigi ci saranno quattro ministri e le nove
sigle sindacali che erano sedute al tavolo con il patron di Air France,
Jean-Cyril Spinetta, prima della rottura: un pubblico delle grandi occasione
per decidere quale sarà il destino della compagnia di bandiera, che
ormai ha pochi soldi in cassa e viaggia verso un commissario, se i francesi non
torneranno indietro. Il consiglio di amministrazione di Alitalia
si riunisce per oltre tre ore e certifica quello che tutti sanno: l'azienda
dispone di 170 milioni di euro, che assicurano la "continuità
aziendale" solo nel "brevissimo termine". L'allarme è serio:
occorre presto un "consistente apporto finanziario" per andare
avanti. I sindacati restano quindi sotto pressione perché da loro dipende un
ritorno di Air France o la rottura definitiva con Parigi. Nonostante il veto di
Silvio Berlusconi, il governo rimane favorevole a un accordo con i francesi:
"Tutti devono lavorare per trovare un'intesa. E' la sola ipotesi davanti a
noi e su quella bisogna ragionare", afferma il ministro dello Sviluppo,
Pierluigi Bersani. A Bersani, del resto, toccherebbe l'ingrato compito di
nominare un commissario se la situazione sfuggirà di mano: il profondo rosso
dei conti rischia di imporre una scelta praticamente obbligata prima che un
nuovo governo possa fare il suo ingresso a palazzo Chigi e prima che
l'esecutivo uscito dalle urne il 14 aprile sia operativo, in grado di attivare
la ventilata cordata italiana sponsorizzata dal Cavaliere. Fra una cosa e
l'altra, si arriverà a fine maggio, inizio giugno. E' un arco di tempo lungo,
che rischia di rivelarsi fatale per la compagnia di bandiera, senza un
compratore ufficiale e senza la stampella del prestito ponte, che avrebbe il
via libera di Bruxelles soltanto nel caso in cui l'azionista pubblico passerà
la mano a qualcun altro. Questo il quadro che sarà esposto ai sindacati domani
dalla delegazione del governo a palazzo Chigi con in testa il sottosegretario
Enrico Letta. Assente il ministro Tommaso Padoa-Schioppa in viaggio per il
vertice G7 di Washington. In alternativa ad Air France, che non è disposta
modificare il suo piano, c'è l'ipotesi di un commissario che circola sempre più
con insistenza. "I sindacati hanno nelle loro mani un passaggio molto
delicato. Esiste la figura del commissario ma è una soluzione più rischiosa per
l'azienda che non un accordo su una prospettiva industriale ben definita. Io
lavoro per un accordo e non per un commissariamento", spiega Bersani.
"Prima di buttare a mare la proposta di Air France, bisogna avere senso di
umiltà e responsabilità da parte di sindacati, azienda e governo",
aggiunge il ministro Antonio Di Pietro. Ma non c'è solo il pressing del
governo. Da Bruxelles, arriva un richiamo anche del commissario Ue ai
Trasporti, Jaques Barrot, che osserva: "I sindacati valutino bene le
conseguenze delle loro scelte. L'Alitalia non può
ricevere altri aiuti pubblici fino al 2011". E il presidente dell'Enac,
Vito Riggio, è fra quelli che considerano scaduto il tempo a disposizione:
"Basta chiacchiere. Se con Air France o con altri acquirenti non si arriva
una ricapitalizzazione, le possibilità di salvare Alitalia
vengono meno". I sindacati hanno dunque nelle loro mani il bandolo della
matassa e dovranno dire domani se intendono infilarsi nello spiraglio lasciato
ancora aperto da Spinetta: lo diranno all'azionista di maggioranza, il Tesoro,
avendo sul tavolo tutti i conti aggiornati della compagnia. Ecco perchéè
diventato superfluo ed è stato quindi cancellato l'incontro di ieri con Alitalia, in calendario dalla scorsa settimana, prima che da
Roissy arrivasse il verdetto di Air France. "Abbiamo fatto il punto della
situazione", si limita a dire Romano Prodi. "Il governo non ha più
conigli nel cappello", ironizza il governatore lombardo, Roberto
Formigoni. E Maurizio Gasparri di An avverte: "Bisogna sospendere le
trattative con Air France e trovare altre soluzioni". Altre soluzioni che
per ora non ci sono in attesa di cordata annunciate e smentite. Anche
Finmeccanica, tirata in ballo per la manutenzione, si fa da parte: "E' una
balla. Non abbiamo alcun interesse in Alitalia.
Nessuno ci ha chiesto niente", chiarisce il patron Pierfrancesco Guarguaglini.
Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 09/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Udc svela i
"numeri veri"e Tabacci rilancia la sfida verso le elezioni politiche
Sindoni: "Nessun saccheggio, via solo 23". In sala l'ex sindaco
Pippione L'UDC applaude a Sanremo Bruno Tabacci e ritrova la carica elettorale
contro il "saccheggio" di vertici da parte del Pdl. "Ma quale
saccheggio - dice infatti alla platea e ai giornalisti il segretario
provinciale, Antonio Sindoni - Li abbiamo contati: se ne sono andati in 23, sei
amministratori e il resto parenti e affini. Tutti gli altri sono con noi, qui
presenti, e soprattutto sono con noi gli elettori". In sala ad ascoltarlo
c'erano ieri, in effetti, molti dei leader e degli elementi di punta dell'Udc
in provincia: dal neo-entrato De Lucia, consigliere comunale a Ventimiglia, al
sindaco di Vallecrosia Croese, e poi Chiappori della Rt, la Giannina Borelli di
Bordighera, ovviamente il neo-acquisto sanremese candidato alla Camera, Luigi
Patrone, insieme al segretario Tron e a Stefanucci, Lupi di Taggia, i
consiglieri comunali imperiesi Gramondo e Risso, il vicesindaco di Diano Marina
Peirano e il segretario cittadino Cavalletto. E infine alcune presenze
importanti, come quella del segretario provinciale della Cisl, Remigio
D'Aquaro, e ancora quella dell'ex sindaco di Sanremo, Leo Pippione, sempre più
vicino (se non già dentro) al nuovo partito di centro: "Conosco Tabacci da
una vita - si è limitato a dire - è uno bravo, trasparente, che dice le cose
come stanno". E mentre Sindoni conta le schiere Udc, Tabacci affonda.
"Intanto - ha detto ieri al proposito - i metodi di Vittorio Adolfo
(parlamentare imperiese uscito dal partito, ndr) personalmente non mi sono mai
piaciuti. E poi non basta e non conta fare campagna acquisti di qualche
dirigente. Lo scambio non rende, è la forza delle idee ad essere vincente e gli
elettori non sono servi e sanno bene cosa fare. Io non ho mai condiviso la
logica delle tessere, delle posizioni di potere. E al decadentismo preferisco
le novità, i cambiamenti, i giovani". L'incontro con Tabacci si è svolto
nei saloni di Villa Zirio, dopo che l'inventore della "Rosa Bianca"
ha salutato e scambiato alcune parole con il sindaco di Sanremo, Claudio Borea,
e prima di trasferirsi a Imperia per un altro meeting con gli iscritti del
partito. Rispondendo alle domande dei giornalisti ha contestato quello che da
tempo ha definito "bi-leaderismo""che in quindici anni - ha
detto - non ha prodotto nessuna crescita per l'Italia, ma
in compenso ha partorito casi emblematici come quelli dei rifiuti in Campania e
dell'Alitalia. Uno schema
vecchio che oggi viene riproposto con il duello Berlusconi-Veltroni, figlio di
un'Italia già vista. Che però non passa più, perchè ormai è acclarato nella
gente, negli elettori, che ci sono quattro forze in campo. L'inizio, mi auguro,
di un vero cambiamento". Parlando di classe dirigente e di sistema
elettorale, una battuta Tabacci l'ha riservata anche al leader ligure del Pdl,
Claudio Scajola. "In altri tempi i parlamentari liguri arrivavano a Roma
per merito e capacità - ha detto - ora con questa legge elettorale Scajola
seleziona i candidati per fedeltà. Insomma i parlamentari non li scelgono gli
elettori, ma li impongono i partiti". Tabacci non ha voluto fare nessuna
previsione elettorale, nè citare sondaggi, ma ha proposto due scenari futuri. "Chi
vince le elezioni e ha i numeri per governare, bene lo faccia, nel qual caso
noi staremo all'opposizione - ha detto - Ma se chi vince alla fine non ha i
numeri, allora bisognerà andare dal presidente della Repubblica. E se si vuole
un governo delle larghe intese allora diciamo che bisogna scegliere una
personalità terza che dia garanzie non ai partiti, ma all'Italia". Roberto
Berio 09/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Esami psichici
sui pm" Berlusconi a Savona: sindacati problema da risolvere.Tafferugli
prima del comizio dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Savona. Alla fine dice che
il pubblico ministero "dovrebbe essere sottoposto periodicamente ad esami
che ne attestino la sanità mentale", e su questo passaggio si scatenerà la
polemica di giornata. Ma prima. Raccontando di quando si congratulò con madame
Thatcher "per la guerra vinta contro i sindacati inglesi", lui doveva
essere agli esordi e lei pensionata da parecchio, punta l'indice ammonitore e:
"Aperta parentesi, noi faremo lo stesso con i sindacati italiani".
Chiusa parentesi. L'ululato di approvazione scuote piazza Sisto IV, il
sindacato si è sempre contato in piazza Mameli o in piazza Diaz ma sarebbe
stato impensabile, a Savona, fino a poco tempo fa. Perché davanti al palco
impavesato d'azzurro ci sono soprattutto pensionati e impiegati, gente che con
Cgil-Cisl-Uil ha avuto a che fare per una vita. Poi, certo, gli artigiani. I
piccoli imprenditori. Le casalinghe. Silvio Berlusconi approda in Liguria
perché la Regione è in bilico, e sceglie Savona perché proprio qui si gioca la
partita decisiva. Città e Valbormida rosse, riviera bianca, e tuttavia molti
delusi o disincantati da una parte e dall'altra. In piazza ci sono gli
striscioni di Spotorno e Loano ma pure quelli di Andora, Imperia, Camporosso,
dei frontalieri di Ventimiglia, di "Diano Marina con Claudio" che
naturalmente è Scajola. Il leader azzurro parla per due ore e dedica almeno
trenta minuti a quella che considera la sua terra d'elezione, per memorie
vacanziere e simpatia: "Bellissima... Dolcissima...". Promette che
"nella squadra di governo la Liguria sarà molto ben rappresentata", e
dunque almeno un ministro lo avrà. Scajola? Il proconsole si acquatta sotto il
palco e gli suggerisce il raddoppio della Genova-Ventimiglia, eterna
incompiuta, quando il candidato premier ha già snocciolato le promesse su Terzo
Valico, nodo autostradale e Pontremolese (per il comizio, la lezione gliel'ha
fatta il senatore Luigi Grillo). Berlusconi arriva in ritardo di un'ora e mezzo
e non fa a tempo a vedere i contestatori che provano a insolentire la piazza, e
si scontreranno con la polizia per pochi ma intensissimi secondi che manderanno
al pronto soccorso sette agenti e sei manifestanti. Nota invece gli striscioni
di dileggio, primo fra tutti "Silvio facci ridere, raccontane
ancora", ma risponderà con l'ironia di sempre: "Io faccio troppe
battute? Meglio che essere perennemente incazzati come quelli di
sinistra". Il popolo delle libertà sopporta acqua e freddure con
stoicismo. Spruzzi di programma: bonus bebè, adeguamento delle pensioni sotto i
mille euro, cinque anni di carcere a chi abusa delle intercettazioni telefoniche,
un piano casa che lo consegni alla storia. Alla sinistra, stoccate. Due anni di
governo Prodi assolutamente disastrosi, "non hanno fatto niente neppure
contro il conflitto di interessi...", no, non il suo: "quello delle
cooperative rosse!". Spiega che il voto ai piccoli partiti rischia di
essere buttato via. Inneggia a un'Alitalia da non svendere ai francesi. Tuona sull'immondizia napoletana.
Sul balcone del municipio c'è un piccolo spaccato di Italia che applaude con
passione particolare. Remigio Alfredo, consigliere comunale di Forza Italia,
"150 matrimoni celebrati in sette anni". Luca Brusco, operaio
dell'Ap, azienda specializzata in freni, 1300 euro al mese. Amelia Palmato
Minetti, imprenditrice, ramo derattizzazioni e simili, "guadagno poco più
di un operaio". Simone Poggio, studente in scienze politiche, 23 anni.
Tutti e quattro sostengono di essere pienamente convinti di ciò che va
scandendo Berlusconi, appena più sotto, nell'eterno doppiopetto grigio con
camicia azzurra e cravatta blu a pois. "Bisogna fare un grande
bucato!", ecco, e quindi abolire le province che non servono a niente,
combattere il comunismo che "avete visto con i tibetani", restaurare
la riforma della scuola affossata dalla sinistra... Attacca Di Pietro,
"pensare a lui come ministro della giustizia mi fa orrore". Rivela di
aver pagato 168 milioni di euro in parcelle di avvocati. Annuncia che farà il
primo viaggio all'estero, da presidente del Consiglio, "in Israele: per
festeggiare il sessantesimo anniversario della sua nascita". Ma a Savona
Berlusconi tiene soprattutto la sua prima lezione anti-brogli. Al Palacrociere,
con un puntiglio da maestro elementare, spiega cosa fare e cosa no ai 1700 e
rotti "difensori del voto" reclutati per la Liguria. "Attenti,
sarà una battaglia. Loro proveranno a barare in tutti i modi, e voi dovrete
essere attentissimi e in forze. Portatevi da mangiare, non fatevi prendere per
fame. Non lasciatevi distrarre se vi offrono il caffè o vi invitano ad
accompagnarvi in bagno. Hanno una lunga tradizione... La nostra vittoria
dipende soprattutto da voi", e da un normografo che sarà consegnato agli
elettori per tracciare la croce sulla scheda nel modo corretto. Unico
contrattempo della giornata savonese. Raggiungendo l'ultimo piano della torre
Orsero, messo a disposizione dalla nota famiglia di importatori, ramo frutta,
Berlusconi è rimasto bloccato in ascensore per una decina di minuti. Panico:
non suo, ma dell'organizzazione. Vigili del fuoco convocati, inutilizzati ma
solennemente encomiati: "Io non mi dimentico, sappiatelo... Non sono di
sinistra!". La torre Orsero, non ancora completata nelle rifiniture, era
stata collaudata fino a poche ore prima. Ma lui se l'è presa solo con una
signora che gli ha sfilato la spilla dall'occhiello: "Attenta! Mi rovina
il vestit, lo sa quanto costa?". Scherzava, naturalmente.
crecchi@ilsecoloxix.it 09/04/2008 Post-it 09/04/2008 Berlusconi: esami
psichiatrici per i pm. E per i deputati? Elettrochoc. 09/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Filippo
paganini La vertenza Alitalia rulla in pista. Le trattative sono
in stallo. E mentre la rotta è sempre più opaca, sul destino della compagnia di
bandiera sta andando in scena un inquietante balletto del rinvio, destinato a
schiudere le porte al fallimento. L'azienda ha comunicato ieri a sorpresa alle
nove sigle sindacali l'annullamento dell'incontro previsto per oggi. La riunione era
cominciata all'indomani della rottura del negoziato con Air France-Klm. Avrebbe
dovuto riprendere proprio il giorno dopo che il consiglio di amministrazione
del colosso dei cieli franco-olandese ha approvato la linea molto dura del suo
presidente, Jean-Cyril Spinetta, confermando l'offerta e il piano di
ristrutturazione lacrime e sangue per rilevare il gruppo della Magliana. Il cda
di Parigi ha lasciato, comunque, uno spiraglio, un'apertura che, se si vuole, è
un rinvio della palla nel campo italiano: "Spetta ora ad Alitalia, ai suoi dipendenti e alle organizzazioni sindacali
esprimersi", si legge, infatti, nel comunicato diffuso al termine della
riunione del direttorio presieduto da Spinetta. In altre parole, per Air
France-Klm il piano industriale non è modificabile nella sostanza, ma si può
riprendere a discutere con le nove sigle della "livrea tricolore". Il
rimando da parte dei franco-olandesi a Roma non ha evidentemente messo fretta
alla controparte italiana. Tant'è vero che il consiglio di amministrazione
dell'Alitalia, guidato dal neo-presidente Aristide
Police, non ha esitato a rinviare l'incontro con i sindacati, senza una
motivazione ufficiale e senza che sia stata fissata una nuova data, pur avendo
esaminato sempre ieri con l'ausilio degli advisor i conti sempre più disastrati
della compagnia. La situazione finanziaria garantisce la sopravvivenza
aziendale solo per "un brevissimo tempo". La liquidità di Alitalia ammonta complessivamente a 239 milioni di euro, ma
soltanto tenendo conto di disponibilità e crediti finanziari per 170 milioni e
di un credito verso l'erario di 69 milioni. E per la compagnia, come ha
ribadito il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, non ci potranno essere
aiuti di Stato. Il board della linea aerea italiana ha voluto prendere tempo,
attendendo l'esito dell'incontro che con gli stessi sindacati il governo Prodi
ha convocato per domattina alle 10 e 30. Le nove organizzazioni di categoria
sperano ancora di strappare spazi di trattativa con la mediazione di Palazzo
Chigi per ammorbidire l'aut aut di Air France-Klm. E contano su un intervento
del governo per ottenere ammortizzatori sociali o interventi di società
pubbliche per attutire le ricadute del piano di Spinetta. Tuttavia, il percorso
che si sta profilando negli ambienti vicini a Palazzo Chigi prefigura lo
slittamento dei tempi fino al dopo-elezioni. Il dossier Alitalia
è destinato a finire sul tavolo del governo che scaturirà dalle urne. Come ha
detto a chiare lettere il vicepresidente della Camera ed esponente del Pd,
Pierluigi Castagnetti, che ha chiamato in causa, accusandolo di gravi
strumentalizzazioni, Silvio Berlusconi. Il quale si è fatto sentire tuonando
ancora contro la "dissennata" trattativa con Air France. Pian piano
tutte le soluzioni per chiudere la privatizzazione Alitalia
si stanno allontanando. Il ruolino di marcia si allunga, mentre si accorciano i
tempi di possibile sopravvivenza del gruppo. Tutto slitta, senza una rotta e senza
scadenze precise. Con un fronte sempre più ampio che sposa la linea del rinvio
per liberarsi delle proprie responsabilità passate e presenti a pochi giorni
dal voto. Un disegno che porta diritto al commissariamento e al fallimento
della compagnia che così potrà essere rilevata, come è accaduto alla brasiliana
Varig, a un prezzo simbolico. Un gioco cinico che, intanto, costa ai
contribuenti quasi un milione di euro ogni giorno che passa.
paganini@ilsecoloxix.it 09/04/2008.
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del "Questa Lega è sempre più estremista" Sergio Chiamparino: Bossi
sposta la Cdl alle propaggini dell'arco politico di Oreste Pivetta / Milano
MESSAGGI Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, era ieri sera a Tortona per un
incontro con gli elettori, uno dei tanti di questa campagna elettorale, una
campagna inevitabilmente incentratata sulle leadership: "Che non sia data
la possibilità della preferenza fa sì che le iniziative sul territorio siano
meno incisive e comunque legate a pochi messaggi di valore nazionale".
Sindaco, ieri il Tg5 proponeva quasi in testa tre notizie, due delle quali
toccano la sua città: era rumeno il "pirata", erano rumeni gli
aggressori di un cuoco in pensione, infine un rumeno ha chiesto i danni a un
signore che aveva rapinato. Che impressione le fa questa sequenza? "Che
certi richiami alla paura e all'allarme per la presenza degli stranieri in
campagna elettorale funzionano. Sono questi i messaggi subliminali che contano,
che possono indirizzare l'elettore da una parte o dall'altra. Altro che i talk
show". Sono messaggi razzisti? "Non direi razzisti. Direi proprio che
si vuole stimolare la paura e lo straniero va benissimo allo scopo, perchè si
sa che gli immigrati possono essere portatori di comportamenti illegali".
Qualcuno, leggi la Lega, è in prima fila... Che sensazioni ha tratto dalla
campagna elettorale? "La partita è aperta: è stato compreso il messaggio
innovativo che il Partito democratico ha cercato di diffondere. Più al Nord che
al Sud. Mentre mi pare che la figura di Berlusconi e l'immagine del suo partito
siano sbiaditi, incolori. Potrebbe succedere che Berlusconi perda consensi:
difficile dire se a vantaggio della Lega o semplicemente verso il "non
voto". Lo teme anche lui. La sua insistenza sui brogli è la dimostrazione
di questi timori, un modo per metter le mani avanti, non solo un trucchetto per
offrire una ragione viscerale, panica, rabbiosa di mobilitazione". Se tra
Pd e Pdl non vi fosse molta differenza, Bossi si ritroverebbe con un'enorme
potere di ricatto nei confronti di Berlusconi. "Un ago della bilancia che
si ritrova sempre più spostato alle propaggini del sistema politico". Il
professor Ignazi diceva all'Unità: Bossi sempre più simile a Storace...
"Dal punto di vista delle affermazioni, addirittura oltre Storace. In
questo senso la collocazione della Lega è quella di Borghezio, non certo quella
di un regionalismo moderato alla Maroni. Dal punto di vista della natura
sociale la differenza c'è, perchè la Lega resta popolare, di un popolo che non
è plebeo, non è lumpenproletariat, ma è un popolo di operai, artigiani,
pensionati...". Potere di ricatto: Malpensa potrebbe darne il segno...
"Malpensa e Alitalia sono il termometro della scarsa credibilità di Berlusconi e
della sua coalizione: un mese fa ci parlava dei figli e di una schiera di
imprenditori pronti a salvare Alitalia, non s'è visto nessuno. Trattare Alitalia alla stregua di una fiction o di una dei tanti temi di
propaganda è dimostrazione di irresponsabilità. Non è una
interpretazione, sono i fatti che lo dicono. La Lega è fallita nella sua
pretesa di difendere gli interessi del Nord: è stato il leghista Bonomi a
pensare che potessero prosperare due hub internazionali sotto lo stesso
ombrello di Alitalia, uno dei quali con una infinità
di scali attorno. Quando la Lega parla a Gallarate si vanta di rappresentare il
Nord, quando scende a Roma diventa supina più degli altri ad alcune
lobbies".
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Assemblea Parmalat tutti in fila davanti a Bondi Oggi i soci confermano
l'ex commissario mentre crescono gli appetiti sulla società di Roberto Rossi/
Roma CONFERMA Era considerato l'uomo delle banche, il risanatore, il
commissario con la scure in mano, è finito per diventare l'uomo dei sindacati,
dell'occupazione, della produzione. Odiato e temuto dagli istituti di credito,
osannato e difeso dalle organizzazione dei lavoratori. La metamorfosi di Enrico
Bondi, già commissario straordinario oggi presidente della Parmalat, è stata
lenta ma inesorabile. Sotto la sua gestione il gruppo di Collecchio è passato
dal dissesto finanziario a un bilancio 2007 con 3,8 miliardi di euro di
fatturato, 670 milioni di euro di utile e un "tesoretto" di 900 milioni
di euro di cassa. E, oggi, Bondi il risanatore avrà la sua consacrazione in
assemblea. Che gli rinnoverà per un altro triennio il mandato di amministratore
delegato. D'altronde ci sarà solo una lista di candidati per il rinnovo del
consiglio di amministrazione di Parmalat. E in testa all'elenco degli undici
nomi c'è appunto quello di Enrico Bondi. La lista è stata presentata da Lehman
Brothers, assieme a una pattuglia di fondi d'investimento (Angelo, Gordon &
Co., Stark Master Fund, Stark Global Opportunities, Stark Criterion, MkM
Longboat, Zenit Fund), nel complesso rappresentanti il 6,385% del capitale.
Lehman e i suoi alleati hanno sottoscritto un patto di sindacato che li vincola
a votare insieme. La squadra sostenuta da Lehman, storica alleata di Bondi,
ripropone gli stessi uomini che siedono nel cda di Parmalat: l'attuale
presidente Alfredo Picella, Marco De Benedetti, managing director del fondo
Carlyle per l'Italia, l'amministratore delegato di Luxottica, Andrea Guerra,
l'ex amministratore delegato dell'Eni, Vittorio Mincato, l'ex rettore della
Bocconi, Carlo Secchi. In lista anche Massimo Confortini, Marzio Saà,
Ferdinando Superti Furga, Piergiorgio Alberti e Erder Mingoli. Nonostante i
risultati la riconferma di Bondi, il cui nome è stato
accostato ad Alitalia, non
era affatto scontata. Nei giorni scorsi si era parlato di una contro-lista, su
cui avrebbe lavorato, per conto di alcuni fondi, l'avvocato Dario Trevisan.
Investitori, si era detto, delusi dal dividendo staccato (eppure ieri la Borsa
ha fatto fare un salto al titolo del gruppo - +1,25% - proprio sull'attesa per
la prossima distribuzione del dividendo, la cui cedola presenta un
rendimento del 6,7% circa) e, soprattutto, attratti dai 900 milioni di
liquidità che il manager aretino vorrebbe utilizzare per la crescita. E proprio
questa liquidità, secondo Antonio Mattioli, segretario della Flai Cgil, sarebbe
al centro del contendere fra Bondi e alcuni azionisti bancari del gruppo. Il
sistema bancario, sostiene Mattioli, "intravede nella crescente liquidità
l'occasione per riempirsi la pancia e magari la possibilità di fare lo
sgambetto all'amministratore delegato". Il quale ha ancora in piedi cause
per un totale di 14 miliardi di euro con molti istituti finanziari. Alcuni come
Jp Morgan (3%) o Deutsche Bank (scesa di recente sotto il 2%) sono soci della
banca e daranno battaglia in assemblea con altri fondi. Non tutti però. Banca
Intesa (2,4%), che è uscita dal contenzioso per il crac con una transazione
inferiore ai 400 milioni di euro, voterà l'amministratore. "Lui è stata
una delle carte vincenti di questi anni - dice ancora Mattioli - per questo
deve restare. È la garanzia per lo sviluppo di Parmalat in Italia e
all'estero".
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Domani
l'incontro tra governo e sindacati sull'offerta di Air France Il Cda: Alitalia ha i giorni
contati in cassa ci sono solo 172 milioni PAOLO BRERA e LUCIO CILLIS A PAGINA
24.
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Chi salverà la Rai Carlo Rognoni Segue dalla Prima I giovani che
tradiscono la tv per il computer aumentano. E per la Rai in particolare i
telespettatori invecchiano. Meno ascolti, e più anziani che giovani davanti al
teleschermo, vuol dire più difficoltà a fare i budget pubblicitari. Senza
contare che anche la pubblicità è sempre più attratta dalle piattaforme
tecnologiche nuove, dal satellite a Internet, alla tv sul telefonino. Oltre a
crescere poco più di quanto cresce il Pil. Il canone fa fatica a star dietro
all'inflazione, mentre l'unica risorsa che conosce ritmi di aumenti a due cifre
è il pay, gli abbonamenti a pagamento. E se la Rai sta lontana dal pay, non
elabora in fretta una strategia, vedrà fatalmente restringersi il suo peso nel
mercato radiotelevisivo. Nel frattempo crescono tutti costi. I diritti sportivi
- in un anno di Europei di calcio e di Olimpiadi - portano a una spesa
complessiva di più di 300 milioni di euro che difficilmente possono trovare
copertura nella pubblicità aggiuntiva. A mezzo miliardo è arrivato
l'investimento per fiction e cinema di produzione europea e per acquisti
soprattutto dagli Stati Uniti. Dal punto di vista strutturale e organizzativo
la Rai è vecchia. Solo per rinnovare le attrezzatura di produzione, a
cominciare dalle telecamere, e per mettere l'azienda alla pari con gli altri
servizi pubblici europei è necessario investire nei prossimi due tre anni
alcune centinaia di milioni di euro per la digitalizzazione dei telegiornali.
Dal punto di vista strutturale stanno emergendo gravissime lacune. Ne cito due
per tutte: quasi 1.700 giornalisti, divisi in undici testate. Siamo sicuri che
stiano lavorando al meglio? Soprattutto siamo sicuri che la Rai debba avere
undici testate giornalistiche, più, molte di più, di qualunque altro servizio
pubblico e televisione privata in Europa? Che fare per ottimizzare la capacità
di fare informazione di questa massa di professionisti sulle nuove piattaforme
tecnologiche? E chi lo sa che grazie all'ultima legge sui precari approvata da
poco, la Rai - se non apre una trattativa coraggiosa e disincantata con le
organizzazioni sindacali - dovrà assumere duemila nuovi dipendenti entro il
2009? È un aumento degli occupati che metterebbe in ginocchio qualsiasi azienda
normale. Un dato che farebbe, quello si, avvicinare la Rai
al caso Alitalia, Non
parliamo del dramma causato da due riforme organizzative incompiute che hanno prodotto
danni incalcolabili e i cui effetti si sentono ancora oggi: prima Celli che per
dar vita a delle divisioni indipendenti (magari in vista di una privatizzazione
mai dichiarata apertamente) di fatto ha spostato 4 mila dipendenti da una
direzione a un'altra, da un reparto a un altro; poi Cattaneo che per
rispondere alla richiesta - questa si ufficiale - di portare la Rai in Borsa
con un progetto delirante inventato da Gasparri - che prevedeva azionisti al
massimo in grado di controllare l'uno per cento - ha rispostato duemila
dipendenti e creato mega direzioni che fanno tutte capo al direttore generale.
Non c'è azienda al mondo che abbia 49 riporti diretti al direttore generale
come la Rai. E infine la ciliegina sulla torta: un consiglio di amministrazione
nominato dalle segreterie dei partiti e dal governo - così come ha voluto la
pessima legge Gasparri - più preoccupato degli equilibrismi politici, di chi
dirige una rete o l'altra, dei tempi a cui ogni partito ha diritto nei tg o a
"Ballarò" o a "Porta a porta" o ad "Anno Zero",
che delle scelte strategiche. Ora ai tempi dell'analogico e del duopolio puro
questo giocattolo straordinario di nome Rai poteva perfino funzionare con la
lottizzazione. Oggi in piena rivoluzione digitale la Rai se non vuole fare la
fine dell'Alitalia deve poter contare su un
amministratore delegato e su un consiglio come tutte le aziende del mondo, in
grado di decidere autonomamente dalle segreterie dei partiti. La politica deve
avere il coraggio di fare un passo indietro. Deve assumersi una sola importante
responsabilità: dire chiaramente che cosa vuole in termini di qualità, di
presenza sul mercato, di protagonismo tecnologico, dal servizio pubblico.
Sarebbe per la politica più dignitoso e per l'azienda è diventato una necessità
pena il progressivo decadimento. Ebbene finora solo il Pd di Veltroni - con la
proposta dell'amministratore unico e della Fondazione che lo indica - sembra
aver capito che i guai della Rai si affrontano partendo dalla testa, cioè dai
criteri di nomina, dall regole per una governance adatta ai nuovi tempi.
Possibile che nessuno abbia ancora chiesto a Berlusconi, a "mister
conflitto di interessi", che cosa ha in mente il Pdl per il servizio
pubblico? Non è che per caso pensano ancora di ricorrere alla Gasparri? Ammesso
che in questa materia errare sia umano, perseverare è più che diabolico, è
criminoso. A meno che non ci sia un retropensiero inconfessabile: "una
cordata di imprenditori amici" pronti a intervenire.
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia può volare per
"brevissimo tempo" Il consiglio: in cassa 170 milioni, assicurata la
continuità aziendale. Ma ci vuole Air France di Roberto Rossi/ Roma CONTI La
cassa di Alitalia è vuota o quasi. Il gruppo
amministrato da Antonio Police a marzo presenta una liquidità per soli 170
milioni di euro.
Più altri 69 derivanti da crediti d'imposta. Secondo il consiglio di
amministrazione della compagnia di bandiera, riunito ieri a Roma, la situazione
finanziaria lascia solo ancora un "brevissimo termine" per cercare di
salvaguardare la "continuità aziendale". Per questo Alitalia "ha necessità di un consistente apporto
finanziario" e che "solo attraverso un siffatto apporto potrebbero
rinvenirsi i necessari elementi di confidenza nella perseguibilità del piano
industriale della società e la conseguente conferma della continuità
aziendale". In base a questi numeri, secondo fonti industriali, Alitalia, che già oggi perde un milione di euro al giorno,
ha vita per circa un mese. Ma la scadenza potrebbe accorciarsi. "Con
questi soldi - spiega la fonte - non imbarchi più neanche un biscotto se non
paghi cash". Niente più credito dai fornitori, dunque. Al quale si somma
la sfiducia dei passeggeri. Che decidono di cambiare compagnia. A marzo si è
registrata una cancellazione delle prenotazioni di circa il 40%. Inoltre, se
non si fa in fretta, l'Enac potrebbe lasciare a terra gli aerei di Alitalia. Secondo una normativa europea, le compagnie devono
garantire una liquidità per dodici mesi circa pena il ritiro del certificato di
operatore aeronautico (Coa) che consente il trasporto dei passeggeri. Lo
scenario delineato dal consiglio di amministrazione è quindi molto fosco.
Decisivo sarà l'incontro tra sindacati e governo domani. Che sarà il solo. Alitalia ha infatti cancellato quello in programma oggi con
i sindacati, stupiti di questa scelta. Se giovedì il tavolo dovesse saltare è
chiaro che la compagnia di bandiera sarebbe sempre più prossima al fallimento
o, molto più probabilmente, al commissariamento. Anche perché non ci sarà
neanche il tempo di aspettare l'insediamento del nuovo governo che dovrebbe
avvenire un mese circa dopo le elezioni. Sempre che queste, poi, diano un
risultato certo. Non è neanche ipotizzabile un salvagente statale. Ieri il
commissario ai Trasporti Ue Jacques Barrot ha confermato che "Alitalia, avendo già beneficiato di aiuti pubblici, non può
riceverne altri fino al 2011". Il commissario ha poi aggiunto che
"qualunque altra soluzione che preveda aiuti pubblici sarebbe bloccata
dalla Corte europea". Per questo il francese Barrot ha chiesto ai
sindacati italiani di valutare bene le conseguenze delle scelte". Le
parole che sono suonate come un chiaro avvertimento a non lasciar chiudere
l'ultimo spiraglio che Jean-Cyril Spinetta e il consiglio di amministrazione di
Air France hanno lasciato aperto. Intanto, Alitalia
rientrerà in Borsa. Il titolo rientrerà in "un'unica fase di asta"
che avrà luogo tra le 8 e le 17.30, "con il divieto di immissione di
proposte senza limite di prezzo".
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Guccini: la mia "Unità" infilata nella tasca dei jeans
Domenica 13 aprile "l'Unità" fa il bis. Dopo il grande successo della
diffusione straordinaria del 30 marzo (750 mila copie) un'altra iniziativa per
rilanciare il giornale. A tutti i nostri lettori e a tutti i nostri amici
diciamo: il giorno delle elezioni comprate due copie de "l'Unità",
una regalatela e cercate di convincere un indeciso. In questo modo si dà un
grande sostegno al giornale e si contribuisce a far vincere il Pd. Ognuno di
noi faccia passaparola (con sms, e-mail o telefonando) in modo che le doppie
copie de "l'Unità" siano tantissime. Per aderire si può mandare un messaggio
a faibis@unita.it. Per chi voglia organizzare la diffusione basta prenotare le
copie mandando una e-mail a diffusione@unita.it o telefonando al numero
0658557472 dalle 9 alle 16 di Toni Jop Azzardiamo: cos'è che lega, al di là
delle reciproche passioni, una testata come l'Unità a Guccini? Toglietevi dalla
testa che questa sia la prima domanda che rivolgiamo al più grande troubadour
d'Italia. Secondo noi, ciò che accomuna questo quotidiano e Guccini è l'epica.
Il primo la vive, il secondo la canta ma la minestra è la stessa. Tanto è vero
che, lo si è ricordato in altri tempi, la sola volta in cui il nome dell'Unità
è comparso nel testo di una canzone di larga diffusione è stato quando
Francesco ha avuto la bellissima idea di citare il giornale fondato da Gramsci
in quella commovente carrellata di immagini ruggentemente démodé titolata
"Eskimo". Flashback: il brano racconta, per gli infelici che non lo
sanno, cos'è stato il tempo andato, il suo e - a dispetto del fatto che lui si
senta sotto il profilo emotivo il più vecchio del mondo - molto anche il
nostro. Un tempo "barbaro" per durezze e per quella straordinaria
capacità distribuita a piene mani a tanti giovani che allora avevano vent'anni
"o giù di lì" di "vivre débout" di vivere stando in piedi, ben
dentro quel tempo senza tempo, che se ne fregava della fisica scadenza
dell'orizzonte in cui l'esistenza si consumava e si consuma. "Con
l'incoscienza dentro al basso ventre - recitava Guccini - e alcuni audaci in
tasca l'Unità": rieccoci nella barbarità di una doppia, guascona
"cazzutaggine", davanti e di dietro. Davanti c'era l'argentina
arroganza di un sesso "libero" esercitato anche come professione di
fede nei confronti di una teoria della liberazione che non aveva fatto i conti
con l'Aids e che vantava una sua impertinente, politica dimensione; dietro,
c'era quell'altra "erezione", provocante al limiti dell'oscenità
sociale, costituita dall'Unità ripiegata tre volte e infilata, con la
"U" della testata bene in vista, nella tasca posteriore dei bluejeans.
Avere l'Unità in tasca poteva allora significare il più delle volte essere
guardati male quasi dappertutto, non riuscire a trovare un posto di lavoro, far
fatica a ottenere un alloggio pubblico, farsi diffidare dal preside della
scuola, non essere invitato alle feste di compleanno delle amiche che avevano
genitori "perbene", farsi diffidare dal datore di lavoro, essere
segnalato alla polizia politica da qualche zelante cittadino. E non ottenere il
visto per gli Stati Uniti, nel caso qualche compagno avesse avuto voglia di
toccare con mano quel magnifico paese in cui gironzolavano Dylan e Peter, Paul
and Mary, Joan Baez e Gregory Corso, Chomsky e William Borroughs. Alla faccia
del "consociativismo" che ora molti rimproverano al vecchio Pci. Era
davvero una provocazione questo giornale... "Non mi far fare il vecchio
saggio: non mi sembra che nel tempo di Berlusconi la provocazione sia venuta
meno. Anzi, nessuno prima aveva detto che l'Unità era un giornale assassino o
terrorista. Invece, questo tipo di accuse è fatto recente. Si potrebbe dire che
si è fatto un salto indietro ma non ne sono convinto..." Nemmeno io: per
la strada le cose son cambiate, tra la gente della vita quotidiana l'Unità non
è più un saio da appestato... "Mentre, invece, per la politica sì. Lo è
ancora per la grande scena allestita da questo venditore molto ricco. Insomma,
la testata mi sembra inserita a forza in un indice ufficiale che tiene ormai
poco conto della realtà..." Se aggiungi che, in virtù di questo indice
all'Unità viene ancora negata la pubblicità che le spetta per le sue dimensioni
e la sua diffusione, il quadro mi pare abbastanza fedele... "Sarà vero che
i tempi sono mutati ma non ci scommetterei che l'Unità non abbia nemici anche
dentro la sinistra. Non ho mai capito perché Furio Colombo sia stato tolto
dalla direzione. Chi è che ha voluto fare un favore a Berlusconi? Padellaro ha
mantenuto la rotta, per fortuna, ma quella "decapitazione" si capiva
benissimo cosa voleva dire..." Torniamo all'epica, che forse è meno dolorosa.
Secondo te, cos'è che fa dell'Unità ancora un giornale di "lotta"?
"Il coraggio, credo. Sono affezionato a due quotidiani, Repubblica e
l'Unità, li leggo ogni giorno da molti anni. Parlano chiaro, senza ipocrisie e
ci vuole coraggio per farlo. Le altre testate, mi pare, lasciano vedere di
seguire con grande cautela ciò che accade, lo spostamento degli equilibri di
potere nel paese; comunque vada non vogliono restare tagliati fuori e questo
non originale modello di comportamento lo chiamano "indipendenza".
Ciascuno ha i suoi obiettivi e il suo vocabolario..." Forse non siamo
tutti d'accordo sull'interpretazione delle cose di oggi. Tra
questione dei rifiuti in Campania e Alitalia, si ha per esempio la sensazione che questo paese non sia più in
grado di "mantenersi", che non abbia più le risorse per pagarsi il
suo tenore di vita "occidentale", che quindi può essere venduto a
pezzi... "Credo che siano più sensazioni ben motivate che condizioni
oggettive. Viviamo un momento di sbandamento, economico, politico,
psicologico, e tutto appare, a chi ha a cuore la consapevolezza e la libertà,
grigio e senza speranza. Freniamo l'ansia e guardamoci attorno. Lo sai che,
tanto per dirne una, nel Pisano c'è un comune che è diventato ricco trattando
il riciclaggio delle spazzature? Basta organizzarsi. Bassolino avrà anche le
sue responsabilità, ma, sacrificato lui, pare che la "bomba" sia
esplosa dal nulla e non è vero. Calma e sangue freddo: ora abbiamo un problema,
impedire alla cultura di Berlusconi di tornare a governare la cosa pubblica.
Guarda la sceneggiata che ha fatto sull'Alitalia e
sulle cordate alternative all'Air France: questo è il suo stile di governo
mentre ancora non sta al governo. Pensa dopo. Se vince lui, fra una decina di
giorni di problemi ne avremo una quantità esagerata..." Pessimista?
"Non so cosa pensare. So quel che voglio. Vorrei che Veltroni vincesse, è
il solo che può battere questa destra, è incontestabile. Ma vorrei anche che
vincesse senza quei margini assurdi che hanno tolto a Prodi il diritto di
governare fino in fondo. E per un settimana non ho alcuna intenzione di
sganciarmi da questi semplici scongiuri. Se vogliamo cambiare questo paese quel
tanto che serve a garantire un minimo di serenità alle nuove generazioni,
conviene vincere, davvero..." Il tuo pubblico sta su questa barricata?
"A quel che sembra, sì. A dispetto di una parte del paese che sbraita
mossa da un egoismo da giardinetto privato, che si è fatta i soldi sull'onda
dell'euro sbancando milioni di lavoratori, che ora straparla con l'arroganza
del nuovo ricco sulla testa di un mare di nuovi poveri". Cantavi:
"col ghigno e l'arroganza dei primi della classe" "Ah, ero io
che cantavo questo?" Prego: professor Guccini, vada pure con lo spot...
"Benissimo: domenica, fate qualcosa di buono: comprate due copie
dell'Unità, una la regalate, l'altra la infilate nella tasca posteriore del
pantalone". Pare che se si fa così si vincono le elezioni "Questo non
lo so, ma di sicuro si entra per sempre in una vecchia canzone che si intitola
"Eskimo"".
( da "Unita, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del IL RETROSCENANell'incontro di domani con i sindacati il governo
potrebbe puntare a una pre-intesa, ma domenica si vota I tempi lunghi della
politica portano al commissario Bianca Di Giovanni Ancora 24 ore per conoscere le carte che il governo potrà mettere sul
tavolo davanti ai sindacati Alitalia. Il dossier è stato affidato completamente ad Enrico Letta.
Domani al tavolo con le nove sigle della compagnia non ci sarà Tommaso
Padoa-Schioppa impegnato negli Usa. Per il Tesoro parteciperà il
sottosegretario Massimo Tononi. Con lui i ministri Pier Luigi Bersani e
Alessandro Bianchi. Non conferma la sua presenza Cesare Damiano,
impegnato in campagna elettorale. Un appuntamento a 48 ore dal voto ha il
sapore della sfida. Contrastanti le indiscrezioni della vigilia. C'è chi giura
che Letta punti a ottenere una preintesa: non vuol dire proprio l'accordo, ma
qualche passo di avvicinamento tra Roma e Parigi.Insomma, l'avvio di un
dialogo, nella cornice del piano francese ma con quegli
"aggiustamenti" che ieri ha chiesto il leader Cisl Raffaele Bonanni.
Secondo altre fonti, invece, il percorso è ancora tutto da studiare. Pare che
il sottosegretario non abbia ancora ottenuto da Jean-Cyril Spinetta
rassicurazioni sufficienti sulle limature al numero di esuberi, mentre il piano
di salvataggio per i lavoratori di Az servizi lasciati fuori dal perimetro
aziendale sarebbe ancora da costruire. Probabilmente proprio per questo si
sarebbe preferito rinviare l'incontro tra azienda e sindacati originariamente
fissato per oggi. Meglio sfruttare queste ore per proseguire i contatti
riservati e mettere a punto un piano. Nelle ore frenetiche della vigilia è
scontato che le voci siano spesso discordanti. Tanto più che con le elezioni
alle porte il centrodestra è determinato a seminare il campo di mine. Ieri
Silvio Berlusconi è tornato all'attacco: "Finisca questa dissennata
trattativa con Air France, sono tantissimi gli imprenditori pronti a
intervenire". Peccato che non sia arrivata nessuna proposta al Tesoro, né
sia partito il lancio di un'Opa in Borsa. Il centrodestra alza i toni,
rilanciando sempre nuove ipotesi, sperando forse in una soluzione estrema per
poter poi inserire le proprie pedine a costo zero. Ieri le cordate
"ispirate" dal leader del Pdl sono diventate due: una guidata da
Bruno Ermolli, l'altra dal finanziere romano Fabio Verna che in serata ha
parlato solo di un dossier, non di una cordata. Dietro al tam-tam si rispolvera
l'ipotesi Lufthansa, che continua a non mandare segnali. Sta di fatto che a
questo punto si gioca davvero con il fuoco. I "tempi brevi"
annunciati ieri dal consiglio d'amministrazione della compagnia non consentono
l'apertura di nuove ipotesi rimaste finora solo sulle pagine dei giornali.
"Si devono presentare con il borsellino in mano", ripete più volte
Bersani. Per dire che a questo punto si devono mettere soldi e progetti sul
tavolo, e non solo parole. Ma finora non sono arrivati né i primi, né i
secondi. E qualora arrivassero, il "conto" da pagare per la compagnia
di bandiera non sarà tanto diverso da quello che chiedono i francesi. Insomma,
i pozzi sono avvelenati dalla campagna elettorale. Proprio i tempi della
politica potrebbero infilare la compagnia sulla strada del commissariamento.
Dopo le elezioni ci vorrà un mesetto prima che il nuovo governo si insedi. Un
lasso di tempo molto lungo per le casse dell'Alitalia.
Come dire: toccherà sempre a Prodi condurre la partita. Se il gioco si ferma,
non ci sarà un altro giro di tavolo: solo il tribunale. I sindacati lo sanno
bene, per questo ieri sono giunte tutte dichiarazioni distensive. I piloti
della Uilt si sono detti pronti a riaprire la trattativa con Air France- Klm.
Il sindacato di Angeletti si è detto anche soddisfatto per l'apertura del
tavolo a Malpensa. Insomma, lo strappo della scorsa settimana sembra essere
archiviato. Lo stesso Giuseppe Caronia, quello che si era alzato dal tavolo con
Spinetta, lancia segnali positivi. "La decisione del Consiglio di
amministrazione dell'Alitalia, che assicura la
continuità aziendale, è assolutamente positiva e da noi ampiamente prevista:
non c'erano alternative".
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Roma UN
PIANO regolatore delle notti romane, l'idea di far arrivare la metropolitana
fino ai nuovi quartieri di Bufalotta, i distretti della Creatività al Flaminio
e della Modernità e dei Congressi dall'Eur a Ostia. E ancora: pene certe per i
writer, che devono essere condananti a ripulire, un dipartimento del decoro che
farà capo direttamente al sindaco, cento scuole aperte anche il pomeriggio a
tutti, la lotta al racket degli ambulanti abusivi e 19 centri socioculturali,
uno per ogni municipio. Sono alcune delle proposte di Francesco Rutelli,
candidato del Centrosinistra a sindaco di Roma, al Forum che si è tenuto a
Repubblica e a cui hanno partecipato il caporedattore della Cronaca romana
Giuseppe Cerasa, Paolo Boccacci, Simona Casalini, Francesca Giuliani, Giovanna
Vitale e Cecilia Gentile. Repubblica: Il tema della sicurezza è stato al centro
della sua campagna elettorale. Che cosa propone? Rutelli: "Le statistiche
dicono che Roma è più sicura delle altre Capitali, e che negli ultimi 6 mesi
del 2007 i delitti sono diminuiti. Ma la verità è che oggi a Roma ci si sente
meno sicuri di ieri. In parte questa sensazione è legata a fatti terribili che
sono successi. Certo, la Roma degli scippi e dell'eroina di qualche decennio fa
è finita. Ma bisogna fare cose concrete. Per prima cosa, se sarò eletto,
cercherò di creare pattuglie miste di vigili urbani con carabinieri, polizia e
guardia di Finanza. Ma bisognerà anche ridisegnare la mappa dei commissariati e
delle stazioni dell'Arma, prevedere controlli sui campi rom 24 ore su 24. Far
sì che siano gli stessi immigrati ad isolare i criminali. Perché, ad esempio,
se la gran parte dei romeni sono onesti, è pur vero che è in questa comunità
che si registrano più reati". Repubblica: Trasporti: sono da cantierizzare
la metro D e il prolungamento del tram 8 fino a Termini. Nuovi quartieri come
Bufalotta nascono senza metropolitana. E intanto gli autobus si aspettano
ancora troppo alle fermate. Rutelli: "Devo dire che tra le emergenze della
città avvertite dai romani il traffico, che era tra le prime, è sceso, pur
restando un gran problema. Molto è stato fatto. Certo, per quanto riguarda
Bufalotta, quando la talpa comincerà a scavare la linea B1 verso Conca d'Oro,
beh, bisognerà pensarci prima di farla fermare a viale Jonio. L'ideale sarebbe
che arrivasse ai nuovi quartieri di Bufalotta, insomma al Gra. Devo pensarci.
Certamente lo sforzo finanziario è enorme e bisognerà coinvolgere i privati. Il
Comune spenderà 9 miliardi di euro per i cantieri aperti. La soluzione resta la
cura del ferro: abbiamo già
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Milano Tre
progetti, nessun vincitore il trasloco divide Chinatown Sempre più fantomatica
la "cordata" per Gratosoglio mentre c'è già chi ha firmato per
spostarsi a Lacchiarella DAVIDE CARLUCCI La storia degli imprenditori disposti
a trasferire i negozi all'ingrosso della Chinatown milanese
in via dei Missaglia ricorda un po' la cordata evocata da Berlusconi per il
salvataggio di Alitalia.
C'è di sicuro, anzi forse no: potrebbe esserci. "Ce ne saranno altri
disposti a investire", azzarda l'assessore all'urbanistica Carlo Masseroli
dopo il ritiro annunciato dai due promotori della soluzione Gratosoglio, Angelo
Ou e Luigi Sun. "In un incontro con il console ho visto persone
disposte a investire con l'aiuto di capitali cinesi. Aspettiamo di vedere se è
una balla o se è vero", continua Masseroli. La prima delle due, dicono
tutti in Paolo Sarpi. "Gratosoglio? Noi non sappiamo nulla - dice una
grossista, Elisa Han - ma noi seguiamo quello che dice il Comune e se non c'è
niente di sicuro il problema non è dei cinesi". Per Marco Ji,
commercialista, è stato addirittura "tutto uno scherzo: ma chi vuole che
vada a investire tutti quei soldi lì? E non si capisce nemmeno chi, tra i
commercianti, sarebbe disposto a trasferirsi". Ji sostiene l'ipotesi
alternativa, il centro commerciale Girasole di Lacchiarella, che avrebbe
diversi spazi da concedere in affitto. "Molti hanno già fatto questa
scelta, silenziosa e intelligente - assicura - lasciando la caparra e firmando
la proposta. Se qualcuno ancora nicchia è perché spera che il Comune conceda
loro un'area gratuita. Ma i commercianti non aspettano i tempi della politica.
E fra qualche mese a Lacchiarella sarà tutto pronto". Un "piano
B" benedetto anche da Masseroli - "noi non siamo affezionati a via
dei Missaglia" - e dal vicesindaco Riccardo De Corato: "Se
raggiungono l'accordo su Lacchiarella, che in una prima fase era una proposta
complementare a Gratosoglio, ben venga: ne parleremo a fine aprile quando
riconvocheremo il tavolo". Tramontato definitivamente, perché impraticabile,
l'investimento in via Ripamonti - l'area sorge su un terreno agricolo -
l'opzione del Comune ai confini con la provincia di Pavia è stata indicata da
un ristoratore molto influente nella comunità cinese. E gli stessi grossisti,
piuttosto confusi, suggeriscono di parlare con lui (che però si nega). Sui
giornali in lingua, del resto, il centro viene già ampiamente propagandato -
"ma ogni settimana ne spunta uno nuovo", rivela un'operatrice
immobiliare. E lo stesso Luigi Sun ammette: "è l'unico progetto concreto e
non ha costi". Certo, aggiunge, "va bene per chi viene dalla
provincia ma è molto lontano e scomodo per i cinesi che vivono a Milano, mentre
il nostro è raggiungibile con i mezzi pubblici". Ma se il Comune e una
parte della comunità cinese pensano che sia la soluzione migliore, facciano
pure, aggiunge l'imprenditore. è risentito, si capisce: "L'amministrazione
ci ha screditato all'interno della comunità decidendo per la Ztl proprio in
questa fase delicata della trattativa". De Corato - che non considera tuttavia
Sun e Ou degli interlocutori - rispedisce la palla a Pierfrancesco Majorino,
del Pd, e Matteo Salvini, della Lega: "Sono loro gli autori di quella
mozione. Poi, qualcuno, nella maggioranza, ha abboccato". Majorino replica
che "quella mozione si occupa solo di tutelare la qualità della vita in un
quartiere eccessivamente stressato". Il problema è che il Comune
"continua a perdere tempo dando l'impressione di non avere una
linea". L'associazione ViviSarpi, poi, attacca tutti: i due imprenditori
che hanno dato forfait, il sindaco e il console. "Ai suoi residenti
raccomanda pazienza. E intanto i suoi compatrioti continuano ad aprire esercizi
all'ingrosso". Chi ci guadagna, però, sono gli italiani: il titolare di un
negozio di scarpe per andar via e cedere il suo locale in affitto chiede una
buonuscita da 300mila euro. E i prezzi continuano a salire.
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Milano
"Malpensa, i fondi non bastano" Provincia e Regione: pochi per 7 mila
posti persi nell'indotto I sindacati: no alle speculazioni elettorali, gli
aiuti saranno decisi dagli accordi ANDREA MONTANARI Nuovo allarme di Regione e
Provincia sugli esuberi a Malpensa. Mentre il governatore Roberto Formigoni
annuncia che entro il 20 maggio sarà sottoscritta un'intesa d'area per decidere come affrontare le ripercussioni dell'abbandono
di Alitalia sull'indotto
dell'ex hub lombardo, e a Roma è saltato l'incontro tra i sindacati e i vertici
della ex compagnia di bandiera, gli assessori al Lavoro di Palazzo Isimbardi e
del Pirellone avvertono: i fondi stanziati dal governo sono insufficienti.
"Con quelli stanziati nel decreto "milleproroghe" - spiega
l'assessore provinciale al Lavoro Bruno Casati - si può coprire la cassa
integrazione solo per 2.083 lavoratori. Gli esuberi nell'indotto sono tre volte
tanto. Secondo la Camera di commercio di Varese solo nell'area dell'aeroporto
sono a rischio sei mila posti di lavoro. Se poi la crisi si stendesse al
settore cargo si perderebbero altri mille posti di lavoro". Sulla stessa
linea l'assessore al Lavoro del Pirellone Gianni Rossoni: "Bisogna chiedere
al prossimo governo di aumentare la dotazione. La stima è di oltre settemila
esuberi. Quindi per due anni occorrono 290 milioni di euro, senza contare
atipici e precari di cui vorremmo farci carico". I fondi finora a
disposizione, come ha ricordato Formigoni nel corso della riunione che ha
convocato con enti locali, sindacati e industriali, sono 40 milioni di euro per
il 2008 e altri 40 nel 2009 per finanziare gli ammortizzatori sociali. Più
altri quaranta per il completamento delle infrastrutture di collegamento. Prudente
la reazione dei sindacati. "Non è vero che i fondi sono insufficienti -
commenta Osvaldo Domaneschi della Cisl Lombardia - . Il vero problema da
affrontare è quello della logistica, non è ancora detto che il settore cargo di
Malpensa sia condannato". Poi un avvertimento: "Basta con le
strumentalizzazioni politiche sul numero degli esuberi. Non si faccia campagna
elettorale sulla testa dei lavoratori. Gli accordi sugli esuberi nelle piccole
come nelle piccolissime aziende si fanno tra i sindacati e le aziende". Il
segretario della Uil Stefano Franzoni avverte: "è necessario definire
rapidamente le condizioni e i criteri di ammissione alla cassa integrazione per
evitare strumentalizzazioni nel ricorso al finanziamento". Quanto al futuro
di Alitalia, Formigoni non si sbilancia: "Air
France sta chiedendo una marcia indietro formidabile, vediamo come
risponderanno gli altri attori". E il presidente di Confindustria Lombarda
Giuseppe Fontana ammette: "Di fronte a piani interessanti gli industriali
non si tireranno indietro, ma finora di cordate non ne ho viste".
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 85 del 2008-04-09
pagina 5 Malpensa, cargo in crisi: "tremano" 1200 addetti di Maria
Sorbi Nel piano Air France c'è il taglio dei voli merci. L'assessore Boni:
"Scelta scellerata i centri di smistamento sono tutti qui" L'allarme
lavoro a Malpensa si fa sempre più grave. Oltre a dover rinunciare a 6 milioni
di passeggeri, l'aeroporto vede anche calare il traffico merci. Tanto che il
settore Cargo sta perdendo un terzo del fatturato. Questo significa che a
rischio ci sono altri posti di lavoro, oltre ai seimila già calcolati nel
territorio e ai 900 provvedimenti di cassa integrazione Sea. Si parla di
qualcosa come altre 1.200 occupazioni che vacillano. "E pensare che il
traffico merci - fa notare l'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele
Cattaneo - cresce del 20-25 per cento ogni anno. Sono state compiute scelte
suicide, che vanno del tutto contro le logiche del mercato".
Paradossalmente, se dovessero riprendere le trattative e se Air France dovesse comprare Alitalia, le merci dovrebbero essere caricate sui tir e decollare da
Fiumicino. "Uno spreco di risorse e di tempo enormi. Le imprese sono qui e
le merci si muovono dalla Lombardia". La crisi dei Cargo, secondo
l'assessore al Lavoro della Provincia di Milano, Bruno Casati, "non è
ancora scoppiata, ma è addirittura più grave rispetto a quella del traffico
passeggeri". Davide Boni, assessore lombardo al Territorio, non osa
nemmeno immaginare il danno a tutto l'indotto. "I punti di smistamento
delle merci - spiega - sono tutti qui. La crisi Cargo metterebbe
definitivamente in ginocchio le aziende e sarebbe una scelta scellerata
tagliare anche i voli che trasportano merci". C'è anche un altro problema:
i 40 milioni di euro all'anno, previsti dal decreto "mille-proroghe"
bastano a coprire solo 2.083 provvedimenti di cassa integrazione, quando invece
i lavoratori da tutelare sono almeno tre volte tanto. "Servirebbero 145
milioni all'anno" spiega l'assessore lombardo al Lavoro, Gianni Rossoni.
Se ne è parlato durante il tavolo istituzionale con enti locali, associazioni
di categoria e sindacati, convocato ieri al Pirellone, per trovare un accordo
sulla gestione delle risorse stanziate dallo Stato: per il 2008 40 milioni per
gli ammortizzatori sociali e 40 milioni per le infrastrutture di accesso all'aeroporto
di Malpensa. Le tempistiche sono già state decise: entro il 20 maggio deve
esserci un'intesa perché poi il governo possa far partire la cassa integrazione
entro il 15 giugno. "Bisogna chiedere al prossimo governo di aumentare la
dotazione - aggiunge Rossoni -. Occorrono 290 milioni di euro senza contare
atipici e precari di cui vorremmo farci carico". È lo stesso presidente
lombardo Roberto Formigoni a confidare nel post elezioni: "Questo governo
non ha più conigli da tirare fuori dal cilindro. Sarà il prossimo governo a
risolvere il problema e a rilanciare Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 85 del 2008-04-09
pagina 7 "Io, "atterrata" a Milano per sbaglio" di
Redazione L'ex moglie di Leonardo Mondadori racconta la sua avventura italiana,
quella di un'arredatrice "mondiale" innamorata di una città
"dialettale" "Venga in terrazza a vedere il Duomo e la
Madonnina!". Sono le prime parole di Katherine Price Mondadori appena
entriamo in casa. "Voglio mostrarle dall'alto, approfittando della luminosità
della giornata, la visione della città. Non la trova spettacolare?". È
vero. Uno scenario sorprendente che forse pochi, fra gli stessi milanesi, hanno
avuto occasione di osservare. L'istintività del gesto fa capire quanto affetto
Katherine Price abbia per la città dove è venuta a vivere all'inizio degli anni
Ottanta, quando ha incontrato suo marito, l'editore Leonardo Mondadori, e dove
sono nati i suoi figli, Filippo e Francesco, appassionato tifoso del Milan, di
cui è il più giovane consigliere, per quanto impegnato a studiare musica a Los
Angeles. "Sono felice dell'assegnazione dell'Expo ed ho voluto scrivere
una lettera di congratulazione a Letizia Moratti, un'amica, per quanto non la
incontri di frequente. È' stata bravissima". Nata e vissuta negli Stati
Uniti, nel North Carolina, dove si è laureata in giornalismo, Katherine
Mondadori ha viaggiato un po' in tutto il mondo, cosa che continua a fare, pur
tornando di frequente a Milano dove risiede, per svolgere la sua attività di
interior designer. Quando arrivò in Italia? "La prima volta che sono
giunta in Italia, sono atterrata proprio a Malpensa, anche se ero diretta a
Capri... Forse un segno premonitore. Nel mio paese Milano era nota per la
Scala, e mi dicevano però che era una città buia, piena di smog, ma non è
così". In un italiano perfetto, ma con inconfondibile accento americano,
Katherine Mondadori rivela una classe squisita. È una di quelle signore che,
pur se indossano un abbigliamento sobrio, sembra vestano in un abito da sera.
Quando conobbe Leonardo, e cosa le piacque di Milano? "Ho conosciuto
Leonardo nel
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 85 del 2008-04-09
pagina 25 MAURO MORETTI di Paolo Stefanato Il principio è: tutti devono
acquistare il biglietto da Milano Dicono che somigli a Gian Maria Volontè nel
film "Il caso Mattei". Più banalmente Mauro Moretti, è un ferroviere
e da un anno e mezzo è incaricato di una vera e propria mission impossible per
un manager: risanare e, soprattutto, rendere efficienti le Ferrovie dello
Stato. Gira con una Yaris: "Funziona benissimo". Le auto blu le ha
abolite per sé e per tutti i dirigenti. Il suo stile è spartano. A Milano,
riceve nell'ufficio del capostazione di Rogoredo, affacciato al binario: i suoi
predecessori accoglievano gli ospiti a Palazzo Litta, uno dei capolavori del
Barocco milanese. Lui Palazzo Litta l'ha restituito al Demanio: "Ci
costava un milione all'anno e serviva solo all'amministratore delegato per le
sue trasferte milanesi". Nel
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Alitalia, resta pochissimo tempo" Allarme del cda: in cassa
170 milioni, continuità aziendale assicurata solo a breve La Ue: sindacati
attenti. Domani vertice con il governo. Oggi azioni riammesse LUCIO CILLIS ROMA
- Il cda di Alitalia tiene ancora in quota la compagnia,
ma lancia l'allarme liquidità e avverte che, senza mezzi freschi, i conti
lasciano ancora "pochissimo tempo". Il consiglio presieduto dal nuovo
numero uno Aristide Police, col sostegno degli advisor finanziari, ha deciso
per la continuità aziendale, mettendo da parte, per ora, lo spettro
dell'amministrazione straordinaria. I tempi della sopravvivenza sono però
"brevissimi", considerato che al 31 marzo c'erano in cassa 170
milioni di cui 79 entrati con la cessione del 2% scarso di azioni Air France detenute
dalla Magliana. Ai 170 milioni di euro vanno però sommati altri 69 milioni
incassati il 2 aprile (e quindi non conteggiabili al 31 marzo) grazie ad un
credito di imposta già annunciato. Quindi le disponibilità della compagnia,
oggi, ammontano a poco più di 200 milioni. Una cifra che permette di non
affogare ma non di guardare al futuro serenamente. Mantenendo il ritmo negativo
dei primi due mesi del 2008 (circa 3 milioni di euro in fumo ogni giorno) è
possibile ipotizzare 2 mesi di attività. Bisogna però considerare che il piano
di sopravvivenza ideato dall'ex numero uno Maurizio Prato - compresi i tagli a
Malpensa e alla flotta - è entrato in azione dal 1 aprile e quindi i benefici
si sentiranno sui conti già a partire dalle prossime settimane. Verosimilmente
è possibile che Alitalia riesca quindi ad arrivare
senza contraccolpi all'insediamento del nuovo governo a maggio. Giusto il tempo
di entrare nel gruppo Air France-Klm, che resta l'unica opzione sul tavolo: il
cda di Alitalia, tra l'altro, ha preso
"favorevolmente atto del comunicato stampa diramato dal gruppo
franco-olandese al termine della riunione del board", segno di una nuova
schiarita sul fronte del negoziato. Oggi, intanto, nel giorno del rientro alle
contrattazioni (solo in asta) del titolo Alitalia, è
saltato il previsto incontro tra azienda e sindacati. E questo per non
anticipare i temi al centro dell'incontro programmato per domani mattina alle
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Assemblea della
Uilt nel terminal voli nazionali di Fiumicino: il piano francese va ritoccato I
piloti scavano l'ultima trincea "Serve ancora una trattativa"
"Se i sindacati firmano un accordo con 507 esuberi rigettiamo tutto. Siamo
coesi" PAOLO G. BRERA FIUMICINO - "Quel piano va ritoccato, senza
modifiche è troppo indigesto per poter essere firmato". All'ombra di una
possibile ripresa delle trattative con Air France, il
fronte dei piloti Alitalia
è compatto su una linea prudente: rimettersi al tavolo a discutere, ma non
ammainare bandiera firmando la qualunque perché "questo non l'accetteremmo
mai". A comandanti e primi ufficiali il futuro disegnato da Spinetta piace
poco, questo è sicuro: "Dicono che l'alternativa è il fallimento, ma sarà
vero? O è solo un'indebita pressione per convincerci? Dobbiamo trattare,
trattare e trattare ancora - dice il comandante Federico Lasco, da 23 anni in Alitalia - ma mettere a terra decine di aerei e il 25 per
cento dei piloti non ha senso. Air France assume un centinaio di piloti l'anno,
e quest'anno prevede di assumerne 300: che significato ha tagliare 507 di noi,
molti dei quali hanno un grande patrimonio di esperienza?". Ieri i piloti
si sono riuniti in assemblea (convocata dalla Uilt) nella sala blu del terminal
voli nazionali di Fiumicino, ed è partito un fitto scambio di telefonate ed
e-mail in tutto il mondo. Qualcuno ricorda le durissime trattative contrattuali
francesi sul fronte dei trasporti, quando "bloccano le autostrade e fanno
a chi è più duro la vince: se sono abituati così, non dovremmo pensare di farlo
anche noi?". "Non lo escludo, è una strada che possiamo
ipotizzare", risponde il segretario nazionale Uilt Marco Veneziani, prima
di chiudere con un sorriso ottimista l'assemblea in cui ha tastato il polso
della categoria: "Siamo aperti al dialogo, la speranza di riaprire la
trattativa c'è tutta. Siamo preoccupati, sì, ma anche tranquilli: questo fronte
del "firmare subito" è un bluff, non possiamo certo mettere a terra
42 aeroplani e mandare a casa 500 piloti. Sarebbe una resa alla Francia".
"Se ci vogliono comprare - dice Tommaso Brait, primo ufficiale (copilota)
con 6 anni di anzianità - devono essere disposti a trattare. I francesi
vogliono fare un affare, ma a quanto pare intendono farlo esclusivamente loro.
Io sono un esubero, ci tengo a dirlo: i piloti sono la categoria che
soffrirebbe di più: da 290 esuberi si è saliti a 507. Hanno una modalità di
trattativa fortemente ostile, ma il ruolo dei sindacati ora è molto delicato:
possono calarsi le braghe, ma se firmano con 507 esuberi rigettiamo tutto. Al
di là di qualche scheggia impazzita che fa lo sciopero della fame, siamo coesi.
Una soluzione? Spalmare il disagio su tutta la categoria con cassa integrazione
a rotazione, giornate di solidarietà e part time". "è troppo presto
per decidere - frena un comandante di lungo raggio, Paul Contini - perché se
Berlusconi vincerà le elezioni tornerà sicuramente in ballo la questione
Malpensa. Certo, se Air France dovesse fare un passo nella nostra direzione...
non bisogna tirare troppo la corda, ma che peccato vedere la nostra Alitalia svenduta e rovinata in questo modo: lasciare un
quarto della flotta a terra vuol dire avere destinazioni annullate,
penalizzando il servizio e il ruolo della compagnia".
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
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Unica fase d'asta
Titoli riammessi a Piazza Affari I titoli Alitalia saranno riammessi oggi alle contrattazioni
di Borsa ma, come fanno sapere da Piazza Affari, le negoziazioni su azioni e
obbligazioni convertibili quotate al mercato telematico avverranno in un'unica
fase d'asta. Nel periodo di contrattazioni, fra le 8 e le 17,30, sarà vietato
immettere ordini di acquisto o vendita senza il limite di prezzo. Le
azioni e le obbligazioni convertibili Alitalia
segneranno quindi un unico prezzo in chiusura, alle 17,30.
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mpi sono
strettissimi avverte il cda: a marzo la cassa era ridotta a 170 milioni.
Intanto, salta l'incontro azienda-sindacati e Palazzo Chigi lavora a un
pre-accordo per dopo le elezioni.
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Allarme
del Cda: a marzo in cassa 170 milioni. Salta l'incontro con i sindacati "Alitalia, liquidità per
poco tempo".
( da "Riformista, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La lettera a
Berlusconi Bel colpo di Veltroni che si riprende l'italianità Eravamo stati buoni
profeti, ieri, quando abbiamo titolato così la nostra prima pagina: "Il
Pd: con Bossi salta ogni tavolo sulle riforme". Il loft ha afferrato al
volo forse l'ultima occasione di rimonta di questa campagna elettorale, e ha
deciso di mordere l'avversario - come lo invitavano a fare in tanti al fine di
recuperare il voto degli astensionisti di sinistra - non sul solito versante
antiberlusconiano, che è tabù per il nuovismo veltroniano, ma là dove
Berlusconi è più vulnerabile: Umberto Bossi. In qualche modo, dunque, ha
ragione Bossi quando dice che la sinistra non lo vuole ministro. Di più:
Veltroni ha scritto addirittura al "principale esponente dello
schieramento avverso", nominandolo per la prima volta, per chiedergli
garanzie su quattro punti istituzionali: tutela dell'unità dello stato
italiano, rifiuto di ogni forma di violenza praticata o dichiarata, fedeltà
alla Costituzione repubblicana, fedeltà alla bandiera e all'inno di
Mameli". È chiaro che la Lega non può impegnarsi a nemmeno uno di questi
punti, ma se non lo fa Berlusconi - questo è il pensiero del loft - allora
scopre il fianco sul versante dell'"italianità". Tanto
invocata per Alitalia, e
tanto calpestata dall'alleato principale del nord, quel Bossi che aspira
addirittura a fare lui le riforme costituzionali. Il colpo è ben assestato.
Raggiunge infatti sia gli antiberlusconiani di sinistra che gli elettori
moderati di centrodestra. Da molte settimane Veltroni non trovava il
modo di riprendere il pallino della matassa elettorale, l'affondo su Bossi
sembra aver messo in difficoltà l'avversario. In ogni caso, Berlusconi deve
stare attento. È lui infatti a dire che proporrà un governo delle larghe intese
per le riforme istituzionali nel caso non raggiunga una maggioranza sicura al
Senato. Ed è Gianni Letta che sta già lavorando (gli sherpa sono Quagliariello
e Vassallo per le due parti) a un accordo quantomeno sugli strumenti di quelle
riforme da fare insieme dopo il voto, comunque vada. Però questo encomiabile
tentativo fallisce inevitabilmente prima di nascere se i due schieramenti non
dimostrano di avere, come in ogni democrazia matura, lo stesso rispetto della
Carta fondamentale, se non sono d'accordo nemmeno sulla Costituzione, l'unità
d'Italia, il ripudio dei fucili e i libri di storia sulla Resistenza
(improvvidamente citati ieri da Dell'Utri, che vorrebbe riscriverli in caso di
vittoria della sua parte politica). Il dialogo bipartisan o è "bi" o
non è. Se poi dopo il voto risultasse indispensabile per dare un governo
all'Italia, queste giornate di scontro sulla Costituzione peseranno, e
peseranno male. 09/04/2008.
( da "Manifesto, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il cda conferma:
"Continuità aziendale sul breve termine". C'è quindi un po' di tempo
in più per raffinare la trattativa con Air France. Messi da parte gli ultimatum
di Padoa Schioppa Francesco Piccioni Il giorno dopo l'aut aut di Air France la
temperatura è scesa parecchio. Complice la scadenza elettorale e il disperato
tentativo (soprattutto del Pd) di mettere la sordina a una vicenda ad alto
impatto sulle urne. La compagnia di bandiera ha aperto la giornata annullando
la convocazione dei sindacati, originariamente prevista per oggi alle 11, prima
ancora di riunire il consiglio di amministrazione che doveva discutere di
"continuità aziendale"; ovvero quanti mesi di operatività
garantiscono i fondi attualmente in cassa. In tarda serata ne è uscito con la
conferma che "le disponibilità e i crediti finanziari" - a
"brevissimo termine" - "consentono di perseguire un quadro
favorevole di continuità aziendale", visto che in cassa ci sono 170
milioni (che comprendono i 79 milioni incassati per la cessione di azioni Air
France-Klm - la compagnia deteneva il 2% -, ma non ancora il credito verso
l'erario di 69 milioni incassato il 2 aprile scorso). Un po' di fiato in più,
insomma, che permette di discutere la cessione ai francesi senza la pistola
alla tempia impugnata con decisione da Tommaso Padoa Schioppa fino all'altro
giorno. Anche se quell'insistere sul" brevissimo" segna un
compromesso con la volontà del ministro di "drammatizzare" ancora la
procedura. Su questo punto i media padronali hanno rimestato parecchio, tanto
che i 170 milioni di euro sono stati improvvisamente valutati "sufficienti
per un mese". Strano, per un'azienda che perdeva un milione al giorno
prima di eliminare i voli su Malpensa (due terzi del "buco"
giornaliero) e mettere a terra 37 aerei. Se la matematica non è un'opinione,
almeno le perdite dovrebbero esser state ridotte, non aumentate di sei volte. A
occhio. La situazione resta ovviamente molto critica. E il cda ha
"ribadito la necessità di un consistente apporto finanziario (il prestito-ponte
da 300 milioni, ndr), peraltro già preventivato nel budget del corrente
esercizio e nel contratto concluso con Air France". Ma la pistola alla
tempia non c'è più. Per ora. Del resto è stato un cda preoccupato di apparire
ecumenico, al punto di "prendere favorevolmente atto del comunicato stampa
diramato da Air France-Klm al termine della riunione del board di ieri (lunedì,
ndr) e della convocazione per il prossimo 10 aprile, da parte del Governo,
delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria". I
sindacati hanno preso tutto sommato bene il rinvio dell'incontro a dopo che
avranno visto il governo, giovedì mattina alle 10,30, anche se hanno dovuto
esprimere il loro "sconcerto". A palazzo Chigi vedranno soltanto Enrico
Letta, però. Quel giorno Tommaso Padoa Schioppa sarà in viaggio per Washington,
per le riunioni del Fondo monetario. I sindacalisti sogghignano: "sarebbe
andato anche in montagna, pur di non vederci più". L'interpretazione che
va per la maggiore, infatti, è che da questa vicenda escano due sconfitti: il
sindacato, ovviamente, ma anche il ministro dell'economia, che non è riuscito a
"chiudere" la vendita in prima persona. A questo punto il
commissariamento è da escludere per l'immediato; e anche il prestito sembra
rinviabile a quando - con il proseguire della trattativa con Air France - sarà
necessario passare alle fasi "operative". Domanda: che la situazione
dei conti dell'azienda fosse questa non poteva essere ignoto al
ministro-azionista: che senso (e quali risultati negativi) hanno avuto fin qui
le sue drammatizzazioni?.
( da "Riformista, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima veltroni
di Tommaso Labate Nelle lande berlusconiane non ammetterebbero neanche sotto
tortura lo scenario che, qualche giorno fa, un front-man del Carroccio ha
rivelato a un amico del Pd incontrato casualmente dopo un'iniziativa
elettorale. "Anche l'Umberto l'ha capito: Silvio teme che i nostri
senatori siano decisivi. E questo scenario gli fa molta più paura rispetto al
pareggio". Vincere anche di buon margine, ma col Carroccio decisivo,
potrebbe riportare l'orologio del Cavaliere all' annus horribilis 1994. Se
invece le urne consegnano al paese un Parlamento che non è in grado di
esprimere chiaramente un governo, allora tutto cambia: Silvio getterebbe a mare
la Lega chiedendo magari al Pd di lasciare a piedi il fedele alleato Tonino Di
Pietro. E via tutti insieme, più o meno appassionatamente, con le "larghe
intese". Fantapolitica? Tutt'altro. La Lega è in cima alle preoccupazioni
berlusconiane da ormai molte settimane. Da quando, cioè, il Cavaliere ha avuto
modo di vedere che il risultato positivo assegnato dai sondaggi al Carroccio
(15 senatori circa) non tendeva al ribasso. Anzi. Stando a quel che si dice
nella Lega, e che anche Bossi condividerebbe, "Silvio
ha tirato su il casino Alitalia-Malpensa soltanto per sottrarre a noi i voti del Nord". Il
Cavaliere tenta di nascondere lo sporco sotto il tappeto. "I contrasti con
Bossi? Sono inventati". E il Senatur, di rimando, se la prende con la
sinistra: "Non vuole che io faccia il ministro". Ma il clima è
tale che nel frattempo, tra le camicie verdi, è già partita la caccia ai
cavalli di Troia berlusconiani interni al partito. Roberto Calderoli, ad
esempio, da sempre prodigo di dichiarazioni "a effetto", praticamente
non ha proferito verbo sull'affaire Bossi-fucili. Non solo: ieri il padre del
porcellum era segnalato sulle agenzie per una sua mansuetissima intervista a
Famiglia cristiana , in cui ha sostenuto - tra le altre cose - che "le
riforme vanno fatte insieme". Il Senatur avrebbe già affrontato con la sua
stretta cerchia il tema delle possibili "serpi in seno", come
dimostra l'uscita in cui ha chiesto il ministero del Lavoro per la fedelissima
Rosy Mauro, sconosciuta ai più. Tutto questo mentre nel Pdl, iniziano a farsi
sentire le voci di chi - come Quagliariello - spera che si riattivi presto "quantomeno
un canale diplomatico" con l'Udc di Casini. Tra i berluscones il
nervosismo è palpabile. E l'immagine di un Popolo (della libertà) fatto da
persone l'un contro l'altro armate è evidente dal ritratto di Michela Brambilla
che Dell'Utri (che ieri ha rivalutato Mangano) ha disegnato a Klauscondicio :
"La Brambilla è una persona che è stata data in pasto all'opinione
pubblica, ma non le attribuisco alcuna importanza". La tensione potrebbe
aver contagiato anche il Cavaliere, che ieri ha pubblicamente affermato:
"Il pubblico ministero dovrà essere sottoposto periodicamente a degli
esami che ne attestino la sanità mentale". Più che nuova bufera sui
giudici, anche l'ultima di Berlusconi sulla giustizia ha alimentato la rincorsa
di Veltroni. Che, non a caso, ha fatto sapere a Rai Due di voler partecipare al
confronto a distanza finale. Seguito verosimilmente a ruota dallo stesso
Innominato, cui ha sottratto l'agenda politica, in zona Cesarini.
( da "Manifesto, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Galapagos Mille
miliardi di dollari: a tanto ammontano le perdite totali previste dal Fondo
Monetario internazionale come effetto del crack dei mutui subprime. Finora le
perdite accertate sono circa 300 miliardi, ma "lo shock del credito
originato dalla crisi dei subprime è destinato a peggiorare in un contesto di
significativo rallentamento economico", ha dichiarato ieri Jaime Caruana,
direttore del Monetary and Capital Markets Department del Fmi. Insomma, la
crisi si sta estendendo a tutto il sistema creditizio e - ha aggiunto Caruana -
"i tassi di default sui pagamenti continueranno con tutta probabilità ad
aumentare". A questo punto rimbalza in tutto il globo la leninista
domanda: "che fare?". La risposta l'ha data due giorni fa, in una
intervista al Financial times, Strauss-Kahn. Per il direttore generale del
Fondo, la soluzione è una sola: "Sta diventando evidente la necessità di un
intervento dei governi". Strauss Kahn in altri tempi è stato ministro
dell'economia in Francia. Di formazione è "socialista": sarà per
questo che lancia la proposta del "socialismo bancario". Un
socialismo a senso unico: quello che propone è una "socializzazione delle
perdite". Ma quella di Kahn non è una sortita personale. L'intervento
pubblico (per salvare il sistema creditizio) è diventato una costante: lo hanno
praticato in Gran Bretagna con la Northern Rock; negli Stati uniti per il
salvataggio della Bear Stearns e lo praticano quotidianamente le banche
centrali con finanziamenti giganteschi a tassi ridicoli che se fossero stati
praticati ai poveri cristi per comprare casa ora non ci sarebbe la crisi che ci
minaccia. Di più: c'è una commissione del Fondo monetario presieduta dal
"nostro" Mario Draghi, governatore di Bankitalia, che a fine
settimana farà proprie le indicazioni di Strauss-Kahn proponendo che dove non
arrivano i capitali privati è necessario l'intervento del capitale pubblico.
Insomma, il "socialismo bancario" trova sempre più sostenitori. Anche
fra chi (è Draghi è uno dei tanti) sostiene che per Alitalia non ci deve essere aiuto di
stato e che i salari non debbono aumentare altrimenti si innescherà una
pericolosa spirale prezzi-salari. Come dire: il reddito fisso deve pagare la
crisi senza fiatare. Un altro esempio della asimmetria della politica monetaria
è dato dall'oro: il Fondo ha deciso di vendere parte delle riserve per
raccattare 10-11 miliardi di dollari da impiegare per il salvataggio
delle banche. Alcuni anni fa in Italia (ma non solo) si propose la vendita di
parte delle riserve per finanziare lo sviluppo, per costruire case, strade,
infrastrutture. La proposta fu giudicata al pari di una bestemmia: la
"barbara reliquia" non potè essere toccata. Certo, un crollo del
sistema bancario globale potrebbe fare molto male, ma provate a chiedere a
decine di milioni di persone quanto male fa vivere senza casa e senza lavoro.
Si domandava retoricamente Bertold Brecht "è più criminale chi rapina una banca
o chi la fonda?".
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-09 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE La compagnia sembra sperare ancora in Air France. Il consiglio:
iniziative per allungare la continuità aziendale Alitalia:
abbiamo poco tempo a disposizione In cassa solo 170 milioni. Berlusconi: spero
che la trattativa dissennata finisca Al vertice di domani solo governo e
sindacati senza l'azienda. Il titolo oggi in negoziazione ma con vincoli ROMA -
Erano 170 i milioni nelle casse di Alitalia al 31 marzo tra disponibilità e
crediti finanziari a breve termine. Cui si sono andati ad aggiungere i 69
milioni del credito d'imposta arrivati il 2 aprile. Ieri il cda di Alitalia, presieduto per la prima volta
da Aristide Police, ha fatto il punto sulla situazione finanziaria, confermando
la continuità aziendale. Nessuna dichiarazione di stato d'insolvenza,
come previsto, e neanche la riproposizione di termini per la negoziazione di un
accordo cui richiamare i sindacati. Anzi il board ha preso atto
"favorevolmente" del comunicato emesso lunedì da Air France-Klm e
della convocazione da parte del governo dei sindacati, fissata per domani. La
situazione finanziaria, si legge nel comunicato emesso con insolita
tempestività, "consente, unitamente alla gestione dei rapporti con i principali
fornitori " di perseguire "nel brevissimo termine" ulteriori
iniziative "per ricomporre un quadro favorevole di continuità aziendale
sul quale ha interferito l'interruzione delle trattative sindacali ". Ma
se il linguaggio del cda non è drammatico, le prospettive tracciate non sono
rosee. Il consiglio ribadisce che "la compagnia ha necessità di un
consistente apporto finanziario" e che "solo attraverso un siffatto
apporto" potrà attuarsi la "perseguibilità " del piano e "la
conseguente conferma della continuità aziendale". Il tutto in attesa del
23 maggio, data del consiglio d'amministrazione che dovrà approvare il bilancio
2007. "La continuità aziendale era scontata - commenta Fabrizio Solari
(Filt-Cgil) -: solo il ministro dell'Economia aveva perplessità e lanciava
degli allarmi che, come dimostrano i fatti, non avevano ragione di
essere". I dati, che verranno costantemente monitorati, saranno ora
comunicati "alle Autorità preposte", a partire dall' Enac, come
regolatore dell' aviazione civile. Domani infatti il presidente Vito Riggio
incontrerà i vertici di Alitalia per verificare la
permanenza dei requisiti che autorizzano Alitalia al
volo. I risultati del cda dovrebbero essere considerati per ora sufficienti a
scongiurare l'ipotesi che tutti gli aerei vengano messi a terra. Quanto alla
riunione di domani a Palazzo Chigi, sarà coordinata dal sottosegretario Enrico
Letta e vi parteciperanno i ministri Pier Luigi Bersani (Sviluppo economico),
Cesare Damiano (Lavoro), Alessandro Bianchi (Trasporti), insieme con il
sottosegretario all'Economia, Massimo Tonomi. Non dovrebbero parteciparvi i
segretari confederali. Nelle previsioni non c'è la sottoscrizione di documenti
congiunti: le parti faranno solo il punto della situazione. Ma il governo Prodi
non sembra voler abbandonare il dossier Alitalia
nemmeno dopo il voto. "In questi giorni - ha detto Bersani - bisogna
lavorare per riprendere il dialogo interrotto bruscamente. Per quel che posso
lavoro per un accordo, non per un commissariamento". E ha aggiunto che
"i commissariamenti certamente non sono dei fallimenti ma sono sempre
peggio di un accordo". Insomma la priorità sembra quella di ricucire con
Air France, anche se un'ipotesi come quella del coinvolgimento di Finmeccanica,
che potrebbe favorire la trattativa, è stata smentita ieri dal capo- azienda
Pierfrancesco Guarguaglini. I contatti con i francesi proseguiranno, non ai
massimi livelli, a caccia di un'intesa da offrire al prossimo governo anche se
Silvio Berlusconi resta contrario: "Finisca questa dissennata trattativa".
Ecco perché Palazzo Chigi è sempre pronto all'ipotesi del commissariamento.
Oggi il titolo Alitalia rientrerà in Borsa in un'unica
fase di asta, dalle 8 alle 17.30, e con il divieto di immissione di proposte di
negoziazione senza limite di prezzo. I conti La compagnia ieri ha fatto il
punto sulla situazione finanziaria Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-09 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE La vendita Offensiva giuridica per evitare l'impugnazione degli
atti E gli avvocati "garantiscono" il vertice MILANO - Un pool di
advisor finanziari e legali, nella city e non solo, è stato allertato fin dalla
mattina di ieri. Dal punto di vista di Alitalia, però, non si tratta della ricerca di possibili imprenditori o
finanzieri interessati a una possibile e ancora poco delineata cordata. Ricerca
che pure, altrove, continua per quanto con lo sguardo ormai rivolto al post
elezioni. A muovere la ricerca di pareri e consigli sulla vicenda Alitalia ai maggiori esperti di diritto
societario italiani è stato il tentativo di evitare che un domani si
potessero impugnare scelte e decisioni dei vertici. I legali interpellati, fin
dalla serata di lunedì, hanno ritenuto non decaduto il contratto di trattativa,
e non vincolante il termine del 2 aprile fissato dall'ex presidente Maurizio
Prato. Per la precisione, il comunicato di Air France ha spinto a pensare che
Parigi lo considerasse irrilevante e che, quindi, il contesto
"politico" complessivo spingesse verso una decisione interlocutoria,
che mantenesse aperta la porta e lasciasse in carica l'attuale consiglio di
amministrazione scongiurando la prospettiva del commissariamento o quella, più
drastica, del fallimento. Per questo, Aristide Police e il suo board, ha voluto
anzitutto "blindare" la posizione sua e dei suoi colleghi di
consiglio. Ha voluto essere certo, insomma, che chi arriverà dopo di lui, un
futuro consiglio di amministrazione o tanto più un commissario, non potessero
trovare eccepibile, dal punto di vista economico-finanziario, e quindi
giuridico, l'operato di chi si è trovato catapultato ai vertici in un momento
delicatissimo. E deve contemperare i principi contabili e le decisioni
politiche, gli umori sindacali e gli accenti parigini, senza mai perdere di
vista il profilo e la diligenza che il codice civile chiede agli
amministratori. Tanto più nella prospettiva, per ora rinviata ma certo non
escludibile in eterno, di un commissariamento seguendo la via della Legge
Marzano. Nel caso di amministrazione straordinaria è prassi spesso praticata
quella di un' azione di responsabilità da parte del commissario nei confronti
di chi è venuto prima. E se il caso Alitalia non è
certo in alcun modo comparabile al crac di Parmalat, è chiaro che gli attuali
vertici hanno voluto cautelarsi per il futuro. Assecondando, come naturale, il
riaprirsi di un'opportunità coi francesi, ma non volendo rischiare di essere
chiamati in causa domani. Per questo, il team di consulenti ha immediatamente
fornito dati "confortanti" su una sostenibilità finanziaria per i
prossimi mesi, mentre un parere legale ha confortato la decisione uscita ieri
dal board della Magliana. In sostanza, proprio perché la situazione
finanziaria, per quanto grave, non è d'insolvenza, la diligenza
dell'amministratore non solo avrebbe consentito, ma in qualche misura consigliato
di procedere ad un voto attendista capace di recepire gli spiragli lasciati
aperti a Parigi. Numeri e parole di advisor terzi, insomma, che l'Alitalia "transitoria " di Aristide Police ha
voluto che restassero agli atti. In attesa che lo scenario si chiarisca e il
timido ottimismo di ieri si confronti con l'incontro tra i sindacati e il
governo, azionista di riferimento della società amministrata da Police. Jacopo
Tondelli jtondelli@corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-09 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Azionisti Spunta TT International socio al 2,8% Dopo il Tesoro, che
ha un pacchetto del 49,9%, tra gli azionisti rilevanti di Alitalia, cioè con una partecipazione di
almeno il 2%, figura la TT International, con una quota del 2,37%. Chi è la TT
International? Gente esperta, che mira ad alti rendimenti, prende decisioni
velocemente, taglia subito i perdenti e attrae persone di talento, si legge sul
sito Internet. Dove si spiega come questa partnership privata di
gestori, sia di fondi tradizionali che di hedge funds, che operano sotto la
legge inglese, metta al primo posto "eccezionali performance, eccellenza
nel servizio ai clienti e la volontà di essere diversi". Resta da capire
l'obiettivo dell'investimento in Alitalia. Entrati nel
capitale della compagnia aerea il 24 novembre 2006, quando il titolo valeva
0,908 euro, TT International ha conservato il pacchetto durante il flop della
privatizzazione e il tira e molla con i francesi. Prima della sospensione per
la rottura con Air France il titolo scambiava intorno a 50 centesimi. Giuliana
Ferraino.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-09
num: - pag: 52 categoria: BREVI Fassino da Lerner: si parla di Padania Fucili
nordisti e canaglia romana, Malpensa e Alitalia: e se la Padania stesse inseguendo solo aiuti pubblici? Tra gli
ospiti di Lerner: Piero Fassino (foto), Roberto Cota (Lega). L'Infedele La 7,
ore 21.10.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE FIUMICINO Carrello incastrato Fermo volo Alitalia Singolare incidente ieri
pomeriggio all'aeroporto di Fiumicino: una scala mobile utilizzata per la
salita e la discesa dei passeggeri dai grossi aerei è rimasta incastrata,
durante uno spostamento, sotto l'ala sinistra di un Boeing 767 dell'Alitalia in sosta nell'area 205.
Il carrello è stato liberato dai vigili del fuoco, costretti a tagliare la
tettoria, ma il velivolo, che sarebbe dovuto partire oggi per gli Stati Uniti,
è stato trasferito subito negli hangar per la manutenzione: la parte finale
dell'ala era infatti danneggiata.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-09 num: - pag: 32 categoria:
REDAZIONALE # Il bilancio "I dirigenti si scervellano per trovare nuove
opportunità. In tre anni valore su del 62%" Scaroni: Eni, obiettivo
crescita "La nostra casa è il mondo, nel 2007 primi per investimenti"
"Oltre dieci miliardi per lo sviluppo", dice il numero uno del gruppo
petrolifero. E "cerchiamo di essere matteiani" DAL NOSTRO INVIATO IL
CAIRO - Paolo Scaroni, il manager vicentino che da tre anni guida l'Eni,
rassetta le carte a bordo del Falcon 900 che da Ciampino lo porta al Cairo per
firmare un ennesimo accordo con le autorità egiziane. Questa volta è roba
piccola, uno studio di fattibilità per ristrutturare le loro centrali
elettriche ma l'Egitto per l'Eni è una tappa storica: la holding italiana è il
primo partner estero nel settore petrolifero e nella terra delle Piramidi
Enrico Mattei ha mosso i primi passi. Il punto di Scaroni è il bilancio alla
fine del suo mandato. "Nel
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - C'è ancora un po' di liquidità nelle casse di Alitalia.
Ce n'è per 239 milioni (170 milioni a fine marzo, da aggiungere al rimborso
successivo dei crediti tributari). Ma la continuità aziendale della compagnia è
appesa alla chiusura "nel brevissimo termine" della trattativa con
Air France-Klm. E' questa l'ultima fotografia dello stato di salute di Alitalia scattata ieri dal cda della compagnia guidato da
Aristide Police. Un'istantanea che, di fatto, affida all'accordo tra i
sindacati e Parigi, l'allontanamento di un commissariamento che, altrimenti
sarebbe davvero dietro l'angolo. Il cda può, infatti, contare sui segnali
arrivati da Air France (pronta a ribadire la validità del suo piano per Alitalia) e dagli stessi sindacati. Ha "preso
favorevolmente atto del comunicato stampa diramato da Air France-klm al termine
della riunione del board di lunedì". Ma guarda anche al vertice
governo-sindacati convocato per domani. Da parte sua, la posizione finanziaria
di Alitalia garantisce ancora la benzina minima per
portare in porto la trattativa. La liquidità in cassa, "sulla base delle
prime evidenze gestionali, risulta dell'ordine di 170 milioni di euro (che
comprendono il corrispettivo di 79 milioni incassato per la cessione delle
azioni Air France e non tengono conto del credito verso l'erario di 69 milioni
incassato il 2 aprile)". Si tratta di una situazione finanziaria che
consente, "unitamente alla gestione dei rapporti con i principali
fornitori di perseguire, nel brevissimo termine, ulteriori iniziative per
ricomporre - con la dovuta tempestività - un quadro favorevole di continuità
aziendale sul quale ha interferito l'interruzione delle trattative sindacali
del 2 aprile", dice il cda. Un modo per ribadire a chiare lettere, pur
pesando attentamente le parole, che Alitalia cercherà
nelle pieghe del bilancio altre fonti di liquidità per prendere altro tempo, ma
i tempi rimangono strettissimi. Perchè per realizzare il piano industriale e per
confermare la continuità aziendale della compagnia serve "un consistente
apporto finanziario". E nemmeno un prestito ponte del Tesoro, può salvare Alitalia, senza un accordo con Parigi. Nel frattempo, Alitalia illustrerà la situazione anche
all'Enac, pur di allontanare la minaccia della licenza. I prossimi appuntamenti
in calendario saranno cruciali per il futuro della compagnia. Una verifica
importante arriverà già domani dal tavolo governo-sindacati. Un
confronto su cui pesa anche il monito di Bruxelles alle sigle sindacali:
"Valutate bene le conseguenze delle vostre scelte", ha detto il
commissario europei ai Trasporti, il francese Jacques Barrot, ribadendo anche
il destino di Alitalia non può passare a nuovi aiuti
di Stato. Ma decisivi saranno, di sicuro le mosse che seguiranno il confronto
elettorale del 13 e 14 aprile. La palla finirà nel campo del nuovo governo e il
dossier Alitalia non potrà aspettare. Intanto il
leader del Pdl, Silvio Berlusconi ribadisce il suo affondo contro Air France:
"Spero che finisca la dissennata trattativa sui destini di Alitalia con Air France, durata sei mesi senza neppure
sospendere il titolo in Borsa. Un atto di incompetenza totale e assoluta",
insiste Berlusconi. Oggi il delicato dossier Alitalia
sarà riaffidato al giudizio della Borsa. Il titolo verrà riammesso alle
contrattazioni dopo tre sedute di stop. Ma lo farà con modalità blindate: con
una unica fase di asta, tra le 8 e le 17,30, con il divieto di proposte senza
limite di prezzo.
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI ROMA
- L'appuntamento a Palazzo Chigi è fissato per domani mattina. Sindacati e
governo, assente Prodi che ieri ha incontrato Padoa-Schioppa ed è poi volato al
Cairo, cercheranno di fare il punto su Alitalia a poche ore dal "libera
tutti" che suonerà con le elezioni di domenica. E' saltato invece, con
grande disappunto dei sindacati, l'incontro, previsto per oggi, con l'azienda.
Così le nove sigle (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Sdl, Anpac, Up,
Anpav e Avia) hanno inviato una lettera al direttore centrale per le risorse
umane di Alitalia,
Massimo Cestaro, per stigmatizzare il rinvio sine die ed esprimere sconcerto.
Giovedì Letta, Bersani, Damiano e Bianchi offriranno, con ogni probabilità, una
proposta di mediazione, tentando di avvicinare i contendenti. Di certo i piloti
dell'Anpac ribadiranno il loro "no", a meno che i francesi non
accettino una radicale revisione del piano che prevede oltre 500 esuberi. Le
altre otto sigle avranno invece un atteggiamento più attendista, consapevoli
ormai che il negoziato slitterà. Nessuno vuole immaginare un colpo di scena
traumatico. Bersani ha ribadito che si lavora per un accordo, non per un
commissariamento. Solo evocarlo potrebbe avere ripercussioni negative in
campagna elettorale, visto che i sindacati insistono, accusando il governo
Prodi di aver gestito male il negoziato con Spinetta. L'ultimatum del ministro
dell'Economia non è piaciuto a Cgil, Cisl e Uil che, adesso, non si aspettano
molto dal vertice di domani. Insomma, la trattativa, con Air France o con
altri, andrà ai tempi supplementari. E questo nonostante le aperture degli
assistenti di volo e di una parte dei sindacati che rappresentano i servizi a
terra. Realisticamente Cisl e Uil pensano al dopo voto. E alla Lufthansa in
particolare. A fari spenti, l'ambasciatore tedesco a Roma, Michael Steiner, sta
avviando i contatti per stabilire un clima costruttivo con le sigle sindacali,
dopo gli incontri già avuti a metà dicembre. La diplomazia tedesca - secondo
quanto risulta al Messaggero - è insomma già al lavoro a ritmo sostenuto. Il
leader della Cisl, Bonani, intervistato da SkyTg24, ha fatto capire che delle
alternative ai francesi ci sono, e che Lufthansa si è tirata indietro perchè ha
capito che "forse c'erano troppi francofoni in Italia". "Ci sono
compagnie straniere - ha aggiunto - che farebbero la fila pur di accaparrarsi
un mercato di 140 milioni di passeggeri. Ancora non si sono fatte avanti perchè
ognuna è quotata in Borsa e perchè ognuno sa che se un Governo privilegia una
realtà, finchè questa non salta nessuno si fa avanti". Anche a livello
industriale Bruno Ermolli e Fabio Verna, rispettivamente il superconsulente di
Berlusconi e il finanziere romano, stanno accelerando sul dossier. Non è
escluso che i contorni della cordata italiana, che poi cercherebbe una sponda
con i tedeschi, prendano forma già venerdì. Per poi materializzarsi nel
week-end.
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia, liquidità per
brevissimo tempo" L'allarme del Cda: a marzo in cassa 170 milioni. La
continuità aziendale legata all'intesa con Air France.
( da "Messaggero, Il" del 09-04-2008)
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Di CLAUDIO SARDO ROMA
- Toccherà a Enrico Letta domani condurre il confronto con i sindacati. È stato
lui, negli ultimi giorni, a riannodare i fili del dialogo con Air France e a
tenere aperto lo spiraglio estremo di un accordo. Ieri
mattina Letta ha incontrato Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa prima della
riunione del cda di Alitalia. Domani al tavolo sarà affiancato soltanto dai ministri Bersani,
Bianchi e Damiano. Il governo sta lavorando ad un dossier con alcune proposte
per favorire l'accordo con la compagnia francese. Avrebbe voluto arrivare ad
una pre-intesa con i sindacati prima del voto. Ma non è stato possibile.
I tempi però restano strettissimi - l'ha ribadito anche il cda di Alitalia - e l'obiettivo di una pre-intesa, nella prossima
settimana o al massimo dieci giorni dopo le elezioni, è giudicato comunque
essenziale da Palazzo Chigi per scongiurare il commissariamento. Certo, il
governo aveva anche un traguardo minimo: evitare la rottura definitiva negli
ultimi giorni della campagna elettorale. Avrebbe consentito a Berlusconi il
colpo del ko. Il traguardo minimo è stato raggiunto. E, anche se i margini
restano molto esigui, i sindacati hanno comunque lanciato verso Parigi segnali
di disponibilità. Domani Letta chiederà ai suoi interlocutori di fare un altro passo
avanti. Di accettare il piano Air France come base dell'accordo. E di limitare
a pochi punti la richiesta di correzioni e di integrazioni. Se la risposta ci
sarà, il governo prenderà l'impegno di formulare le sue proposte subito dopo il
voto. L'ipotesi di Palazzo Chigi è offrire ai sindacati maggiore garanzie sugli
ammortizzatori sociali. E contribuire alla riduzione degli esuberi, attraverso
la costituzione di una nuova società (esterna ad Alitalia)
nella quale assorbire Fintecna. In altre parole se i sindacati faranno passi
avanti verso Air France, il governo tenterà una sua mediazione per risolvere
due-tre punti aperti. Dal contropiano, che provocò la rottura di Spinetta, però
i punti aperti devono restare al massimo due-tre. Altrimenti, dopo il voto, il
commissariamento sarà inevitabile. Ma dopo le elezioni si conoscerà anche il
vincitore e come questi intenda giocare le sue carte. Air France vuole il
benestare del futuro governo. E tra le sue condizioni c'è anche la rinuncia
della milanese Sea alla richiesta del maxi-risarcimento.
( da "Corriere della Sera" del 09-04-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-09 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Aeroporto in crisi Parte la trattativa per gli
ammortizzatori sociali. Ma la Regione accusa il governo "Malpensa, mancano
i fondi per la cassintegrazione" Ammortizzatori per Malpensa, il piatto
piange. O almeno, è quanto ha affermato ieri l'assessore al Lavoro della
Regione, Gianni Rossoni: "La stima è di oltre settemila esuberi, quindi
per due anni servono 290 milioni di euro senza contare atipici e precari di cui
vorremmo farci carico". Al momento, per il 2008 ci sono sul tavolo 40
milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, altrettanti per il 2009 più
altri 40 per le infrastrutture di accesso a Malpensa previsto dal decreto
"mille proroghe". In ogni caso, sulla gestione delle risorse sul
tavolo, entro il 20 maggio Regione e parti sociali dovranno raggiungere un
accordo, in modo da far scattare la cassa integrazione a partire dal 15 giugno.
E giusto ieri, in Regione si è riunito per la prima volta il tavolo
istituzionale composto da enti locali, associazioni di categoria e sindacati.
Le parti hanno dato una valutazione nel complesso positiva. Secondo il
presidente Roberto Formigoni, l'obiettivo del tavolo è quello di "tutelare
l'occupazione e nello stesso tempo non rinunciare a catalizzare risorse e
investimenti su Malpensa e sulla sua area, perché lo scalo rimane una risorsa
strategica per il Nord, con in più la grande chance di Expo 2015". Sempre
l'assessore Rossoni ha annunciato una segreteria tecnica del tavolo che svolga
l'analisi dettagliata della situazione occupazionale, l'utilizzo della cassa
integrazione straordinaria per le aziende che possono applicarla, il recupero
di ulteriori risorse per i lavoratori di società che non possono accedere alla cassa
integrazione, iniziative specifiche per i lavoratori atipici. E infine,
l'allungamento di almeno sei mesi del periodo di erogazione della cassa,
"da richiedere - ha detto ancora l'assessore Rossoni - al nuovo
Governo". Raffaele Cattaneo, l'assessore ai Trasporti, ha invece voluto in
parte dissipare le preoccupazioni per il settore dei voli merci, che nel piano
Air France scomparirebbe in blocco da Malpensa: "Sui cargo ci sono meno
limitazioni che sul traffico passeggeri e sono certo che il
mercato rapidamente farà una proposta industriale per occupare il buco lasciato
da Alitalia. Certo, anche
la decisione sui cargo è incomprensibile: a Malpensa sono aumentati di oltre il
20% ogni anno negli ultimi anni a conferma che le imprese sono qui".
annunciato anche un accordo con la Regione Piemonte per il potenziamento delle
infrastrutture per raggiungere lo scalo. I cargo "Sui cargo ci sono
meno limitazioni, il mercato farà una proposta industriale per occupare il buco
lasciato da Alitalia".
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
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I cellulari prendono
il volo Da lunedì con Air France le prime telefonate dall'aereo Presto si potrà
usare il telefonino anche sull'aereo. E sarà Wind il primo operatore di
telefonia mobile ad offrire in Italia, da lunedì prossimo, la possibilità di
effettuare telefonate in volo ai suoi clienti abbonati che viaggeranno su
alcune tratte con la compagnia Air France. La notizia arriva in contemporanea
con il via libera dato dalla Commissione europea all'utilizzo dei telefoni
cellulari in aereo. Secondo un responsabile di Wind , i costi saranno di 4 euro
al minuto per le chiamate effettuate, di 2 euro per quelle ricevute e 1,5 euro
per gli sms. Dalla metà di aprile potranno fare o ricevere chiamate col
cellulare i passeggeri in volo verso destinazioni come Roma, Torino, Venezia, Parigi,
Londra, Francoforte, Monaco, Barcellona, Copenhagen, Praga,
Varsavia e Amburgo. E gli altri operatori? Tim è in pole posistion per
stringere accordi con compagnie aeree. Circolano i nomi di AirOne e Alitalia. Mentre sarebbero ancora
preliminari i contatti avviati da Vodafone e 3 verso i player del trasporto
aereo.
( da "Tempo, Il" del 09-04-2008)
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la compagnia nella bufera Alitalia, la vendita
può attendere il nuovo governo La vendita di Alitalia può attendere:
in cassa ci sono 170 milioni di euro, soldi sufficienti per andare avanti
ancora qualche mese (due o tre al massimo) e garantire, quindi, la continuità
aziendale fino a dopo le elezioni. La palla, quindi, passa al nuovo governo. Ieri il cda
della compagnia di bandiera ha esaminato la situazione finanziaria al 31 marzo:
la cifra totale comprende i 79 milioni incassati per la cessione delle azioni
Air France Klm, ma non il credito verso l'erario di 69 milioni incassato il 2
aprile scorso. Intanto prosegue la mediazione, affidata al sottosegretario alla
Presidenza del consiglio Enrico Letta, per cercare di tenere al tavolo Air France-Klm.
I francesi non hanno escluso la possibilità di proseguire nell'operazione, a
patto che i sindacati accettino l'ultimo piano presentato dal presidente Jean
Cyril Spinetta. Oggi le organizzazioni dei lavoratori avrebbero dovuto
incontrare i vertici della Magliana, ma l'incontro è stato rinviato a data da
destinarsi. I sindacati hanno accolto questa decisione con "sconcerto e
disappunto in considerazione della manifesta criticità in cui versa Alitalia" e hanno confermato "da subito piena
disponibilità alla ripresa del confronto". L'obiettivo del governo è
cercare di ammorbidire la posizione delle nove sigle sindacali nell'incontro
fissato per domani mattina alle 10,30. Il presidente del Consiglio Romano Prodi
e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa non parteciperanno alla
riunione. Entrambi sono impegnati all'estero. A rappresentare l'azionista
Tesoro sarà dunque il sottosegretario Massimo Tononi, che parteciperà
all'incontro al fianco di Letta e dei ministri dello Sviluppo Economico Pierluigi
Bersani, del Lavoro Cesare Damiano e dei Trasporti Alessandro Bianchi. La
trattativa per il momento è dunque in una fase di stallo. Ma sono giornate
convulse per la compagnia di bandiera, che ha sempre davanti lo spettro del
fallimento o del commissariamento come prevede la legge Marzano. Sembra però
ormai scontato che si attenderà l'esito delle elezioni di domenica prossima
prima di fare passi decisivi. Bersani ha spiegato che "in questi giorni
bisogna lavorare per riprendere il dialogo interrotto bruscamente". Il
ministro ha precisato che sta lavorando "per un accordo, non per un
commissariamento. Il titolo, nel frattempo, resta sospeso in Borsa: l'ultimo
prezzo segnato lo scorso 3 aprile era di 0,48 euro.
( da "Tempo, Il" del 09-04-2008)
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la compagnia nella bufera Alitalia, la vendita
può attendere il nuovo governo La vendita di Alitalia può attendere:
in cassa ci sono 170 milioni di euro, soldi sufficienti per andare avanti
ancora qualche mese (due o tre al massimo) e garantire, quindi, la continuità
aziendale fino a dopo le elezioni. La palla, quindi, passa al nuovo governo. Ieri il cda
della compagnia di bandiera ha esaminato la situazione finanziaria al 31 marzo:
la cifra totale comprende i 79 milioni incassati per la cessione delle azioni
Air France Klm, ma non il credito verso l'erario di 69 milioni incassato il 2
aprile scorso. Intanto prosegue la mediazione, affidata al sottosegretario alla
Presidenza del consiglio Enrico Letta, per cercare di tenere al tavolo Air
France-Klm. I francesi non hanno escluso la possibilità di proseguire
nell'operazione, a patto che i sindacati accettino l'ultimo piano presentato
dal presidente Jean Cyril Spinetta. Oggi le organizzazioni dei lavoratori
avrebbero dovuto incontrare i vertici della Magliana, ma l'incontro è stato
rinviato a data da destinarsi. I sindacati hanno accolto questa decisione con
"sconcerto e disappunto in considerazione della manifesta criticità in cui
versa Alitalia" e hanno confermato "da
subito piena disponibilità alla ripresa del confronto". L'obiettivo del
governo è cercare di ammorbidire la posizione delle nove sigle sindacali
nell'incontro fissato per domani mattina alle 10,30. Il presidente del
Consiglio Romano Prodi e il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa non
parteciperanno alla riunione. Entrambi sono impegnati all'estero. A
rappresentare l'azionista Tesoro sarà dunque il sottosegretario Massimo Tononi,
che parteciperà all'incontro al fianco di Letta e dei ministri dello Sviluppo
Economico Pierluigi Bersani, del Lavoro Cesare Damiano e dei Trasporti
Alessandro Bianchi. La trattativa per il momento è dunque in una fase di
stallo. Ma sono giornate convulse per la compagnia di bandiera, che ha sempre
davanti lo spettro del fallimento o del commissariamento come prevede la legge
Marzano. Sembra però ormai scontato che si attenderà l'esito delle elezioni di
domenica prossima prima di fare passi decisivi. Bersani ha spiegato che
"in questi giorni bisogna lavorare per riprendere il dialogo interrotto
bruscamente". Il ministro ha precisato che sta lavorando "per un
accordo, non per un commissariamento. Il titolo, nel frattempo, resta sospeso
in Borsa: l'ultimo prezzo segnato lo scorso 3 aprile era di 0,48 euro.
( da "Voce d'Italia, La" del 09-04-2008)
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Politica "La
trattativa e' una svendita" Berlusconi: tantissimi
imprenditori pronti alla cordata Alitalia Il leader del Pdl annuncia una quantita' incredibile di adesioni
al suo appello Roma, 9 apr. – “Un paese come l'Italia non può non avere una
compagnia di bandiera. Ho ritenuto mio dovere di cittadino e di politico di
rivolgermi agli imprenditori dicendo: 'mettete insieme una compagine per
prendere l'Italia'. […] Parteciperanno a questa cordata un numero enorme
di imprenditori”. Sono queste le parole del candidato premier del Pdl Silvio
Berlusconi, che considera la trattativa tra la compagnia di bandiera italiana e
Air France “una svendita”. Silvio Berlusconi annuncia, a Radio Anch'io, l'adesione
degli imprenditori italiani al suo appello, dichiarando anche, a proposito
della disastrata situazione finanziaria di Alitalia
certificata nuovamente ieri dal CdA della compagnia: “Potevano accorgersene
prima”.
( da "Liberazione" del 09-04-2008)
Pubblicato anche in: (Liberazione)
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"Alitalia, il governo stia
con noi invece di tifare per Air France" Roberto Farneti "E' una cosa
indecorosa che il sindacato, impegnato a difendere un asset fondamentale per il
paese, non solo sia lasciato solo dalla politica ma stia subendo, in questa
azione di difesa, un attacco micidiale mediatico mai visto. Un attacco che ha sicuramente
altri significati, ma che in questo momento sta investendo in modo
negativissimo la partita di Alitalia". Fabio
Berti, presidente dei piloti dell'Anpac, non ci sta a fare del sindacato il capro
espiatorio del mancato accordo con Air France e del possibile fallimento della
compagnia. In vista dell'incontro di domani a Palazzo Chigi, il leader di una
delle sigle più potenti dell'Alitalia chiede "al
governo e alla politica di fare come in Francia. Dove le proprie aziende le
difendono, e non il contrario". Il sottosegretario Letta insiste: quella
di Air France, dice, è l'unica proposta sul tavolo. Quindi "prima di
chiudere questa porta è bene che tutti ci pensino due volte". Facile
pensare che nel prossimo incontro il governo vi chiederà di essere
"responsabili". Tradotto: resa totale. Mi auguro che non sia così.
Air France non ha mai fatto una vera trattativa. Se ci trovassimo di fronte ad
un altro "prendere o lasciare", sarebbe incomprensibile. Al governo
abbiamo chiesto un supporto, non una ulteriore condizione di difficoltà. Però
l'atteggiamento fin qui tenuto dal ministro Padoa Schioppa e dallo stesso Prodi
non è stato certo quello di chi ha cercato di difendere un patrimonio
nazionale. Semmai, di chi ha voluto liberarsi di una azienda pubblica in
difficoltà e che pesa sulle tasche dei contribuenti. Io ho sempre pensato che
l'opzione Air France-Klm fosse giustificata da motivazioni di tipo industriale.
Poi la trattativa si è esasperata e oggi assistiamo a queste forme di pressione
inaccettabili. Spero che non si continui in questa direzione. Anche perché
siamo alla vigilia delle elezioni. Già. Può un governo in scadenza assumere
decisioni così importanti, come quelle che riguardano il futuro di Alitalia, quando manca cosi poco al voto? La stessa Air
France ha tutto l'interesse a gestire il proseguio di questa trattativa sotto
il nuovo governo. Se i nostri politici volessero dimostrare grande maturità,
dovrebbero loro stessi mettersi in prima linea, capire fin dove può essere
gestita questa partita, avviare la mediazione con i francesi per poi passare la
pratica al governo successivo, qualunque esso sia. Di centrosinistra o di
centrodestra. C'è un fattore che tutti dimenticano in questa vicenda. Non è
stato il sindacato che ha fatto forzature. E' stata Air France che si è seduta
al tavolo, non si è spostata di un millimetro e al primo movimento del
sindacato, quando abbiamo avanzato una nostra proposta, invece di discuterla si
è alzata dal tavolo. Veramente in molti hanno osservato che chiedere a Spinetta
di tenersi settori in perdita, come il Cargo, non risponde a una logica di
mercato. Infatti noi non abbiamo chiesto questo. La nostra proposta sul Cargo
è: teniamolo in piedi per tutto l'arco del piano 2008-
( da "Padania, La" del 09-04-2008)
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DOMANI VERTICE
SINDACATI-GOVERNO E ancora caos sui cieli dell Alitalia.
Annullato l incontro di oggi fra i vertici della compagnia di bandiera e le nove
sigle sindacali e professionali dell azienda. Lo ha comunicato, senza nessuna
motivazione ufficiale, il consiglio di amministrazione della Magliana riunito
ieri per esaminare una situazione finanziaria che lascia solo ancora un
"brevissimo termine" per cercare di salvaguardare la "continuità
aziendale". Il confronto, è stato deciso, ci sarà solo dopo il tavolo di
domani alle
( da "Padania, La" del 09-04-2008)
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I milanesi
appoggiano l aeroporto lombardo Parte il comitato di chi non vuole arrendersi
Mirko Molteni Grande successo fin dal suo debutto per la campagna di opinione I
love Malpensa , attuata dall omonimo movimento, promosso dalla compagnia aerea
low cost Easy Jet per sensibilizzare l opinione pubblica italiana, e in
particolare lombarda, circa l importanza dello scalo varesino. Nella sola
giornata di ieri sono state raccolte ben 3000 firme di cittadini in sostegno
del manifesto in dieci punti Perche amo Malpensa . Di queste, oltre duemila
sono state recepite presso il solo presidio organizzato dal movimento a Milano
in Piazza Cadorna, proprio davanti alla Stazione delle Ferrovie Nord. Ambiente
ideale, fra l altro, per raccogliere le istanze di chi è costretto a spostarsi
per lavoro e tendenzialmente è favorevole a una ripresa fulminea di Malpensa.
Il restante migliaio di firme è invece pervenuto via internet sull apposito
sito www.ilovemalpensa.it. Oltre alla sottoscrizione del manifesto di appoggio
al ruolo dell hub lombardo, era prevista anche la possibilità di rispondere a
quattro domande. Nell ordine: "Di chi è la colpa dell attuale
situazione?", "Cosa potrebbe salvare l aeroporto?", "Ami
tanto Malpensa da pagare 1 euro in più se servisse a salvare lo scalo e i posti
di lavoro?" e infine "Quale motivazione aggiungeresti come decimo
punto al nostro manifesto?". Un sondaggio mirato a far riflettere la gente
e che ha avuto un largo riscontro, ma i cui risultati verranno divulgati solo
nei prossimi giorni. Dall iniziativa emergerà il punto di vista dell uomo della
strada, quel milanese che magari ha sostenuto per anni Alitalia con le tasse e che ora è
preoccupato per il grande aeroporto a due passi da casa. L iniziativa è così
presentata da Elisa Ravella, Marketing Manager Italia e Grecia di easyJet:
"Abbiamo scelto di promuovere un movimento d'opinione totalmente slegato
dal dibattito politico perché ci sentiamo coinvolti in prima persona nella
vita, nel funzionamento e nel futuro di Milano Malpensa, che
consideriamo un aeroporto d'importanza strategica sin dal 2006 e che ha visto
transitare, nel 2007, 2.261.641 passeggeri easyJet. Crediamo fermamente nelle
prospettive di crescita di Milano Malpensa, tanto da aver varato un piano
triennale di espansione che prevede investimenti per 600 milioni di Euro con il
rafforzamento della flotta aerea, da pochi giorni passata a 9 aeromobili, ma
destinata ad arrivare a 15 unità entro il 2009, un ulteriore incremento delle
attuali 25 destinazioni nazionali e internazionali e la creazione di ulteriori
posti di lavoro che si affiancheranno alle 280 persone, tra piloti e assistenti
di volo, che già operano nella nostra base della Malpensa". In
particolare, la Ravella rimarca con forza: "Ribadisco che questo scalo ha
un futuro positivo, al di là di chi faziosamente ha visto la questione in un
modo Alitaliacentrico , per così dire. Basti pensare
al grande effetto volano che avrà anche la preparazione per l Expo 2015 di
Milano. Sarà una grande occasione per tutto il settore". La responsabile della
compagnia spiega poi come sia importante acquisire la prospettiva dei
cittadini: "Per ora vogliamo dare ancora tempo a chi si collega al nostro
sito per rispondere alle domande. Ma verso la fine della settimana potremo
disporre di dati più completi. Di sicuro è stato piacevole vedere oggi
centinaia di persone rispondere positivamente, fermarsi e firmare. Ma
soprattutto scambiare opinioni e supportare Malpensa. Come vettore importante
che opera in questo scalo, per noi di Easy Jet era doveroso vedere quale fosse
l opinione del pubblico. Un opinione che ci sembrava assai trascurata in tutti
questi mesi di forte politicizzazione della questione. Abbiamo visto che alla
gente importa prima di tutto poter viaggiare. Inoltre lo reputano uno scalo
importante e sono anche dalla parte dei lavoratori. Comunque la riduzione di Alitalia non comprometterà il futuro dell aeroporto. L
esperienza che viviamo in prima persona allo scalo di Gatwick, presso Londra,
dove siamo la compagnia numero uno, ci dice che il self hubbing funziona per
tutte le compagnie. In altre parole c è una compagnia che porta a destinazioni
domestiche o europee e poi ci sono numerose compagnie che operano sul lungo
raggio e che smistano le destinazioni intercontinentali. Per Malpensa meglio
quindi orientarsi su un analogo discorso. Ci sono compagnie low cost come Easy
Jet, o come altre che verranno, per le tratte domestiche e europee. Ma ci sono
anche grosse compagnie, alcune già presenti, altre che stanno addocchiando
Malpensa, che faranno da traghettatori per le destinazioni più lontane, dagli
USA al Sudafrica, dal Sudamerica all Asia. L interesse di colossi come Air
Singapore o America Airlines indicano quanto Malpensa sia importante". A
quanto pare, quindi, non ci sarebbe proprio nulla da temere. Basta dare tempo
al tempo. [Data pubblicazione: 09/04/2008].
( da "Padania, La" del 09-04-2008)
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L importante è che
chiuda Malpensa, è che si danneggi il Nord. Il pensiero del Partito Democratico
sembra essere solo questo. Di fronte allo stallo delle
trattative sulla vendita di Alitalia gli esponenti del Pd hanno un pensiero fisso: "Mi auguro
che si riprenda rapidamente il negoziato con Air France e che lo si chiuda nel
migliore dei modi. Questo consentirebbe di rilanciare la compagnia e garantire
la gran parte dei dipendenti" ha detto Piero Fassino, candidato del Pd ed
ex segretario dei Ds, "Mi auguro - ha continuato - che si arrivi ad
una conclusione anche perchè tutte le altre soluzioni che vengono evocate sono
peggiori di quelle di Air France: dal portare i libri in tribunale, che
significa la chiusura dell azienda, al commissariamento, che comunque determina
una sospensione dell attività ed esuberi molto più consistenti di quelli
previsti da Air France, dalla cordata di cui non si sa nulla, a qualche altra
compagnia, che a quel punto porrebbe condizioni ancora più onerose di quelle di
Air France". Dello stesso parere un altro illustre candidato democratico.
"Air France è una grandissima opportunità per Alitalia
e per il nostro Paese. Sarebbe la soluzione dei problemi economico-finanziari
della compagnia, ma soprattutto di quelli industriali" ha ribadito Matteo
Colaninno secondo il quale, al contrario, "l ipotetica cordata di
imprenditori italiani, che non si è mai manifestata, non avrebbe mai potuto
risolvere i problemi industriali di Alitalia". Un
pensiero a Malpensa? Manco a parlarne [Data pubblicazione: 09/04/2008].
( da "Padania, La" del 09-04-2008)
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Il tavolo lombardo
su Malpensa "Sfruttare l Expo, norme più semplici per attrarre
investimenti" Silvia Scurati Si è tenuto in Regione Lombardia il tavolo
istituzionale riguardante la crisi d area Malpensa , presieduto dal Governatore
lombardo, Roberto Formigoni, con la partecipazione dell Assessore regionale al
Territorio e Urbanistica, Davide Boni, dell Assessore alle Infrastrutture,
Raffaele Cattaneo e di quello all Istruzione e alla Formazione, Gianni Rossoni.
Regione Lombardia prosegue quindi sulla strada tracciata lo scorso marzo, in
occasione della sottoscrizione dell accordo territoriale sulla crisi del gruppo
Sea, decidendo di continuare il confronto allargato con tutte le istituzioni e
con tutti gli attori interessati dalla crisi d area di Malpensa, che ha colpito
il settore occupazionale e le realtà dell indotto delle attività aeroportuali.
"Regione Lombardia ha commentato il Presidente Formigoni persegue l
obiettivo di difendere Malpensa e le sue prospettive di crescita, mettendo in
campo una serie di iniziative che sostengano i nostri lavoratori, attirando
maggiori investimenti e individuando strategie comuni che permettano di
difendere questo importante patrimonio". Nel corso della riunione, le
sigle sindacali presenti hanno sottolineato le forti preoccupazioni determinate
dai gravi impatti occupazionali determinati da questa crisi, che ha già messo
in cassa integrazione più di novecento dipendenti Sea. Uno scenario futuro che
prevede non solo la creazione di armonizzatori sociale per gestire l emergenza,
ma anche l attuazione di politiche attive che favoriscano nuove prospettive
occupazionali per i lavoratori coinvolti, con il taglio dei
voli da parte di Alitalia
destinato ad investire anche l area cargo. "Non possiamo fermarci a
pensare di investire solo in armonizzatori sociali commenta l Assessore
regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni perché dobbiamo sfruttare al
meglio l evento fieristico di Expo 2015, anche attraverso l elaborazione di un
piano d area che comprenda Malpensa. Il capitale vero è Malpensa, Alitalia è solo il contorno. Noi dobbiamo salvaguardare e
rilanciare il nostro hub, superando questo momento di crisi e innescando un
processo virtuoso che porti nuovi investimenti sul nostro territorio. Proprio
per questo, stiamo pensando anche ad una serie di norme per accelerare i
processi di realizzazione degli interventi, con l obiettivo di ridurre il tempo
che intercorre tra la fase di progettazione e quella di realizzazione delle
opere". Anche lo stesso Assessore Raffaele Cattaneo ha sottolineato che
"Malpensa è uno straordinario motore di sviluppo e la crisi attuale del
nostro aeroporto si può quantificare in 40 mila posti di lavoro in meno da qui
al 2015". Il confronto dunque prosegue attraverso la partecipazione e l
ascolto di tutti gli enti locali e degli operatori coinvolti nella vicenda
Malpensa, comprese le camere di commercio di Milano e di Varese, la
Confartigianato e la Confindustria Lombardia. [Data pubblicazione: 09/04/2008].
( da "Padania, La" del 09-04-2008)
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Il governo insiste. Piuttosto che applicare la Legge Marzano all Alitalia e, quindi, il commissariamento
della compagnia di bandiera (soluzione già usata per salvare la Parmalat dal
disastro) meglio svendere ad Air France. "In questi giorni bisogna
lavorare per riprendere il dialogo interrotto bruscamente. Per quel che
posso, lavoro per un accordo, non per un commissariamento. Per esperienza
diretta ho imparato che i commissariamenti, certamente, non sono dei
fallimenti, ma sono sempre ben peggio di un accordo". Ad affermarlo è il
ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani che farà parte della delegazione
governativa che giovedì incontrerà i sindacati. Proprio i rappresentanti dei
lavoratori, aggiunge, "si rendono conto che hanno nelle loro mani un
passaggio molto delicato. Esiste la figura del commissariamento, ma è una
soluzione molto più rischiosa per l azienda che non un accordo sindacale su una
prospettiva industriale ben definita. Tutti, in questi giorni, devono lavorare
per vedere di trovare un intesa". Sulle ipotesi di eventuali cordate
alternative alla trattativa con Air France il ministro Bersani si è mostrato
molto scettico: "io ho sempre visto -conclude il ministro - che le cordate
del giorno dopo si presentavano a condizioni molto peggiori delle proposte del
giorno prima. Credo ci sia una sola ipotesi davanti a noi e su quella bisogna
ragionare. Altre trattative mi paiono molto fumose e problematiche". [Data
pubblicazione: 09/04/2008].
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-04-2008)
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Economia Pagina 215
Trasporto aereo. In cassa solo 170 milioni di euro. Oggi il titolo torna a
Piazza Affari Per Alitalia liquidità agli sgoccioli Trasporto
aereo.. In cassa solo 170 milioni di euro. Oggi il titolo torna a Piazza Affari
Il cda: "La continuità aziendale è garantita ancora per poco" -->
Il cda: "La continuità aziendale è garantita ancora per poco" Restano ancora 170 milioni di euro in cassa per Alitalia. L'allarme è stato lanciato
ieri dal cda della compagnia pubblica. La difficile situazione finanziaria di Alitalia, con 170 milioni in cassa al 31
marzo e altri 69 milioni di credito verso l'erario incassati il 2 aprile,
permette di rosicchiare ancora un po' di tempo al rischio di una crisi di
liquidità. C'è ancora qualche piccolo spazio di manovra, ma "nel
brevissimo termine", anche perché è confermata l'assoluta necessità di una
iniezione di risorse come il prestito ponte che era previsto dall'accordo con
Air France e che se non si raggiunge una intesa resta al momento una soluzione
non percorribile. L'analisi del cda consente di prendere fiato, ma non di
guardare molto lontano. Mentre resta la speranza di salvare l'operazione di
integrazione in Air France-Klm, il cda ha "preso favorevolmente atto"
della decisione del gruppo franco-olandese di lasciare aperto uno spiraglio e
del tentativo di mediazione con i sindacati messo in campo da Palazzo Chigi. LA
BORSA Intanto oggi il titolo verrà riammesso alle contrattazioni in Borsa sia
con una unica fase di asta, tra le 8 e le 17.30, con il divieto di proposte
senza limite di prezzo. Era sospeso da giovedì 3 marzo. "Spero che finisca
la dissennata trattativa sui destini di Alitalia con
Air France, durata sei mesi senza neppure sospendere il titolo in Borsa. Un
atto di incompetenza totale e assoluta", insiste il leader del Pdl Silvio
Berlusconi. L'INCONTRO Il confronto con i sindacati invece si sposta a Palazzo
Chigi: cancellata la riunione prevista per oggi con i vertici di Alitalia (le sigle hanno accolto la notizia scrivendo
all'azienda per manifestare "sconcerto e disappunto"), il prossimo
incontro sarà con il governo domani mattina alle 10.30. I sindacati sperano
ancora di strappare spazi di trattativa per ammorbidire l'aut aut di Air
France-Klm e incassano il risultato di avere la presidenza del Consiglio al
tavolo: indipendentemente dalla posizione del gruppo franco-olandese, Palazzo
Chigi può mettere in campo qualcosa di più - sperano le sigle - sia in termini
di ammortizzatori sociali per alleggerire l'impatto dell'operazione sia
affidando a società pubbliche eventuali progetti di salvataggio per le attività
che Air France non intende acquisire. Potrebbero arrivare maggiori garanzie da
Fintecna, la finanziaria del Tesoro che già controlla le attività di Alitalia deconsolidate sotto Az Servizi. Non è invece il
caso di Finmeccanica, che non prevede un ruolo nel futuro degli stabilimenti
per la manutenzione Atitech di Napoli come indicavano indiscrezioni di stampa.
( da "Riformista, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Visti dal Regno
Unito Italy needs reform Dismaying though it is that Italy this weekend faces
yet another election the prospect that it will return an ineffectual government
headed by Silvio Berlusconi, (...) is profoundly depressing.The outgoing
centre-left coalition of Romano Prodi, in power less than two years, had made
modest progress - especially in improving Italy's disastrous public finances -
as it lurched from one crisis to another. Nothing in the previous record of Mr
Berlusconi suggests this crab-like advance will continue. (...) The five wasted
years of 2001-06 under Mr Berlusconi, a vainglorious populist who came into
politics seemingly to dodge the courts and protect his business interests,
stand out - especially now it looks as though they are about to be repeated.
Walter Veltroni has expressed some resolve to continue reform (...) But the
loose spending promises from both sides ignore the realities of Italy's low
(and falling) growth, vast public debt and declining economic competitiveness.
Mr Berlusconi's unfunded public spending promises are particularly demagogic -
about three times Mr Veltroni's, according to one study -
while the parties of the right appear to see saving Alitalia as the main national imperative. (...) Italy is in relative
decline. It is sinking under a bloated public sector, over-regulation and
crumbling infrastructure. Its traditional comparative advantage in
manufacturing is being sorely tested. It needs determined structural
reform of the economy and political renewal. It does not look like it will get
them. The Financial Times.
( da "Riformista, Il" del 09-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Alitalia
Segue la mail
dell'azienda, i messaggi dei sindacati Attento, rischi il posto. Ma la fronda
non si ferma (segue dalla prima pagina) Oltre alle mail inquietanti che gli
stanno arrivando anche da capi della sua categoria, Labor ha subito già una
durissima presa di posizione ufficiale, molto esplicita nei suoi confronti,
proprio dall'Anpac, sabato scorso. Cui si è aggiunta ieri una strana circolare
dell'azienda. Una mail del direttore dei sistemi
informativi dell'Alitalia,
Edmondo Colombo, che rammenta le "politiche di uso" della posta
elettronica. E che ha tutta l'aria di un avvertimento. Evidenziate da Colombo
in neretto, due frasi: "È vietato utilizzare la casella di posta
elettronica per la partecipazione a dibattiti, forum o mailing-list a meno di
esigenze lavorative". Ed "è vietato inviare o rispondere a
catene telematiche. Se si dovessero ricevere messaggi di tale tipo, si deve
comunicare immediatamente all'amministratore di sistema. Non si devono in ogni
caso aprire e/o salvare gli allegati di tali messaggi". L'ultimo dei punti
rammentati dal dirigente Alitalia ricorda che l'uso
"improprio" della posta elettronica costituisce "violazione
delle norme aziendali". Un richiamo all'ordine cui molti aderenti
all'appello di Labor hanno risposto ieri pomeriggio sostituendo semplicemente
l'indirizzo di posta aziendale con quello privato. Quanto alla nota del
sindacato dei piloti, l'Anpac, vale la pena ricordarne i contenuti. Il
sindacato della "maggioranza assoluta dei piloti" precisava che la
notizia dei lavoratori che stavano riconsegnando le tessere dei sindacati era
"ascrivibile ad un singolo che, al solo scopo di tutelare i propri
interessi e in spregio agli interessi della collettività aziendale, sta
tentando senza alcun successo di aggregare consensi millantando adesioni mai
esistite". Insomma, ogni riferimento a Labor era abilmente dissimulato. Ma
il sindacato non sembrano tranquillissimo. Ieri circolava un'accorata mail che
invitava a manifestare sostegno ai piloti a piazza Colonna, durante l'incontro
con il governo a Palazzo Chigi, previsto per domani. Interessante l'uso delle
minuscole e delle maiuscole. "Durante l'incontro con il ministro padoa
schioppa, è importante, necessario e fondamentale far vedere che i Piloti non
sono una Categoria di viziati e disinteressati figli di papà, che seguono la
trattativa seduti in poltrona guardando il telegiornale, oppure al mare facendo
kite, bensì una Categoria di Professionisti stufa di vedersi annacquare ogni
sacrificio nel nome di fantomatici Piani di Risanamento che non vengono mai
portati a buon fine da dirigenti, spesso legati alla politica, incapaci o in
malafede". La lettera non omette di citare naturalmente i
"dissidenti": "Non possiamo in alcun modo subire i disfattisti e
chiunque, in questo momento, stia pensando di "sbragare", deve
rendersi conto che chi sbraga non otterrà nulla oltre l'infamia".
Testuale. Labor ed il suo comitato, com'è noto, non sono soli. Sono scesi in
campo a sostegno di AirFrance, poco dopo la rottura dei sindacati con Spinetta,
anche 1.200 colletti bianchi con l'iniziativa "Le ali per volare" che
esordiva con una magnifica poesia di Nelly Sachs. E c'è la pattuglia,
capeggiata dallo steward Gianluca Morale, del Satyagraha filofrancese. Morale
sembra un po' provato, al quinto giorno di sciopero della fame. Ha già perso
cinque chili e dopo i primi giorni di feroci mal di testa, adesso soffre di
sbandamenti e fatica a concentrarsi. Domani interromperà la sua protesta,
sicuramente perché è rientrata in pista AirFrance. Ma soprattutto, come spiega
al Riformista , "perché da venerdì ci sarà una settimana di blackout
elettorale in cui tutti si dimenticheranno di AirFrance". Morale lo dice
esplicitamente: la soluzione francese è la migliore "perché taglia fuori,
per sempre, la politica". Che secondo lui ha fatto i danni peggiori, negli
ultimi decenni. E allora, meglio evitare la cordata italiana? "No, perché
ovviamente noi lavoratori Alitalia non siamo nella
condizione di poter scegliere, ma in un anno e oltre di privatizzazione,
nessuno si è fatto vivo. L'unica che offre un miliardo subito è AirFrance. Al
momento c'è questo". Ha un passato da radicale, come hanno già scritto. Ma
nel
( da "Riformista, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia voci nel mondo
della finanza, la sorpresa sarebbe Tronchetti Berlusconi annuncerà la cordata a
Matrix? La giornata di Alitalia è cominciata con un rinvio. Le
nove sigle sindacali che ieri mattina avrebbero dovuto incontrare i vertici di Alitalia sono state
avvisate nella mattinata stessa che incontreranno l'azienda dopo la riunione a
Palazzo Chigi con il governo, prevista per domani. In serata, il cda di Alitalia ha reso nota la situazione finanziaria, che conta
in cassa, al 31 marzo, 170 milioni di euro, dieci in meno rispetto a febbraio,
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Are. Esistono i
margini per concludere un'ottima intesa con Air France e Klm. Se dovessi dare
un consiglio agli assistenti di volo Alitalia, direi
loro di accettare". Non ha dubbi Ton Scherrenberg, presidente del Vnc,
Vakbond van Nederlands Cabinepersoneel, il sindacato che rappresenta i
settemila steward e hostess olandesi di Klm, Martinair e Transavia. "Ne
abbiamo parlato a lungo - racconta -. La nostra maggioranza pensa che la
combinazione fra queste tre compagnie sia più che benvenuta". Lo era anche
quanto ci fu il tentativo di approccio del 1999-2000? "Certo. Eravamo
favorevoli. Il fallimento dell'intesa è costato parecchio. Molti sono ancora
arrabbiati per come sono andate le cose. C'è chi ancora oggi, dopo tutti questi
anni, è infuriato con l'ad di allora, Leo Van Wijk. Era una buona intesa, fu
una grande delusione", E adesso? "Per quanto ne sappiamo, questo è
per Alitalia l'ultima possibilità. E per noi è
un'ottima prospettiva". Come mai? "Sarebbe una combinazione
competitiva, un'alleanza forte. Nascerebbe la più importante compagnia europea,
una delle principali al mondo. Ci sarebbero vantaggi per tutti, piloti e
assistenti. Saremmo imbattibili anche per giganti come British e
Lufthansa". Come giudica la reazione negativa del sindacato italiano?
"Capisco il loro punto di vista in questo momento. Stanno cercando di
ottenere il meglio dalla trattativa, per loro è un dovere e un diritto. Però
devono rendersi conto che questa è l'ultima fermata per Alitalia,
non possono continuare a dire no". Siete in contatto con loro? "No.
Lo eravamo nel 1999, anche se era molto complesso. Da noi c'è un sindacato
unitario, loro hanno nove sigle. Non siamo abituati ad avere così tanti
interlocutori". Che idea s'è fatta di Malpensa? Un problema o
un'opportunità? "Da quello che leggo sui giornali, è un problema. Klm ci
ha detto che, se si farà l'accordo, l'hub sarà a Roma. Per noi va bene. Non è
conveniente avere due centri di riferimento e spostare il personale da uno
all'altro". Come pensa che andrà a finire? "Si farà. Sono ottimista,
direi 75 su cento per la soluzione positiva. Per due
motivi: è l'unica soluzione per non chiudere Alitalia ed è un accordo di sostanza. La compagnia italiana non può
durare a lungo, perdono tre milioni al giorno. Nessuno può resistere per molto
tempo". Crede che il marchio Alitalia vada conservato? "Sì certo, esattamente come accaduto per
Klm. È un nome molto speciale, ha una lunga storia. Sarebbe un vero
peccato buttarlo via". www.lastampa.it/zatterin.
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
E più perfetta non
si può, la quintessenza di tutti i problemi della compagnia. La sublimazione
dei sindacati, tra i primi responsabili della disfatta, con le assunzioni
selvagge e non necessarie e quindi improduttive. Il comportamento sindacale
che, tetragono ai problemi reali della compagnia, per anni ha infilato uno
sciopero dopo l'altro, dando il colpo finale al tracollo. Ed ora un governo
che, dimissionario al ritmo di chitarre e Bob Dylan, anziché trattare in prima
persona con la controparte, manda i sindacati che non hanno titolo per
rappresentare alcunché, a parte il personale improduttivo, la vera palla al
piede. Una impresa ha una proprietà, ed è questa proprietà che si deve
impegnare nella trattativa; non mandare i sindacati per poi magari criticarli.
Una impresa ha un'anima, una sua cultura, una sua tradizione, è un qualcosa di
vivo; in questo caso non vi è solo il personale, ma gli aerei, gli impianti, le
scuole di formazione e tutta una serie di fattori cui il sindacato è estraneo:
e il governo dimissionario a suon di reggae che fa? Manda i sindacati e poi li
sgrida. Una vera Prodezza. CHIAFFREDO ROSSO Il motore in "fiamme"
Nervosismo e paura di Silvio Berlusconi, di ritrovarsi con la macchina in
avaria e il motore in "fiamme", a qualche chilometro dal traguardo,
non sono provocati né dalla silenziosa e costante rimonta del Partito democratico
né dalle intemperanze dell'irascibile leader della Lega Nord. Da qualche giorno
l'incubo della sconfitta si chiama Movimento sociale italiano. Una fiamma mai
spenta, una fiaccola ben più viva anche del bistrattato simbolo dei Giochi
Olimpici, che dal bagno purificatore di Fiuggi ne era uscita avvolta col velo
moderato di Alleanza nazionale. ANTONIO V. GELORMINI, BARI I partiti cambiano
nome I partiti cambiano nome. Fanno come le ditte che cambiano ragione sociale
confidando nella lentezza della giustizia, con questo ottengono l'impunità per
eventuali malefatte. Adesso andremo a votare gli stessi delle volte precedenti
che però corrono sotto altre bandiere. VARENO BOREATTI L'importante è incassare
Con la soglia di sbarramento del 4% alla Camera e dell'8% al Senato, chi sta sotto
non porta rappresentanti in Parlamento se corre da solo, ma in compenso con
almeno l'1% di preferenze i finanziamenti pubblici non mancheranno per i
prossimi cinque anni. Della serie "l'importante non è partecipare, ma
incassare"! ANDREA SILLONI, BOLSENA La guerra dei simboli Sono un lettore
svizzero, di lingua italiana. Come tale, non posso che seguire con interesse
quanto succede in Italia, soprattutto in ambito culturale e politico. Vi è però
una cosa che, in quest'ultimo campo, proprio non capisco: la "guerra dei
simboli", che si scatena ogni volta in vista di un'elezione. Ma sono poi
necessari i simboli, in un paese moderno? Quando è stato introdotto il
suffragio universale, e una parte dell'elettorato era ancora analfabeta, essi
erano ovviamente necessari. Ma oggi queste guerricciole fra i vari modi di
raffigurare lo scudo crociato, oppure la falce e martello, o il sole che ride o
altri loghi, non fa un po' ridere? Non basterebbe che ogni lista portasse la
propria intestazione? FRANCO CELIO Il mondo della finanza E' sempre un piacere
leggere le interviste di Claudio Sabelli Fioretti; quella rilasciata da Stefano
Ricucci, sulla Stampa di lunedì 7 aprile, impone alcune considerazioni (e non
solo perché si è laureato a San Marino, con tutte le università italiane a
disposizione; e vista la sua bravura nel ramo economico avrebbe dovuto
scegliere la mitica Bocconi). Nel doloroso capitolo della sua vita matrimoniale
mi viene da credere che se Anna Falchi lo ha lasciato può essere per via di
quel regalo (l'aspirapolvere) non proprio azzeccato e non perché non ha retto
al suo "tsunami giudiziario"; sul fatto poi di "non aver fatto
niente di male" bisognerebbe chiederlo a chi veramente lavora con onestà e
al massimo raggiunge solo un buon tenore di vita (mentre Ricucci, da povero
qual era, è diventato "straordinariamente ricco"). Ricucci vuole
farci credere che il mondo della finanza è popolato da gente onesta e
soprattutto non propensa a "fottere gli altri", mentre sappiamo bene
che la finanza vive di "inganni e di raggiri" più o meno legalizzati
(basta chiedere ai risparmiatori Cirio e Parmalat). LORIS NUCERA La scelta di
non scegliere E' una vergogna che La Stampa ospiti un articolo come quello di
Ricolfi di sabato 5 aprile. E' una vergogna che si voglia argomentare sulla
rispettabilità della "scelta" di non scegliere. Il ragionamento di
Ricolfi è semplice: siamo in trappola perché non possiamo prevedere come i
politici useranno il nostro voto. Perché, prima d'ora era diverso? Forse chi ha
votato per Berlusconi sapeva che avrebbe fatto leggi pro domo sua e aziende di
famiglia anziché per il bene del Paese? E chi ha votato per Prodi sapeva che
non sarebbe riuscito a varare neppure la legge sul tanto sbandierato conflitto
di interessi? No, non penso che sia l'incertezza su come verrà usato il voto la
caratteristica di queste elezioni. Credo invece che incitare al non voto o,
peggio, fornire una copertura intellettuale a tale decisione sia
irresponsabile. A proposito poi del comportamento futuro dei politici eletti, tutti
i principali candidati premier hanno già dato prova di sé, in passato.
L'elettore quindi non è in trappola: se è soddisfatto dei loro comportamenti li
può votare, in caso contrario no. C'è comunque una alternativa. L'unica vera
novità, da molti anni, si presenta proprio in questa tornata elettorale. Si
chiama Partito democratico. Mi sembra però importante che si scelga qualcuno
per rappresentarci, perché è questa la radice e la sostanza della democrazia
rappresentativa. E' solo con il voto che si esprime la fiducia, il gradimento o
la contrarietà nei confronti dei nostri delegati. E' solo con il voto che si
possono orientare le scelte politiche del nostro Paese. In alternativa, forse,
sarebbe meglio tacere o (magari!) emigrare. PAOLO MACCARRONE, TORINO.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia: in cassa la
liquidità è agli sgoccioli GIUSY FRANZESE Roma. C'è ancora un po' di benzina
nel serbatoio dell'Alitalia. Ma l'indicatore è pericolosamente
vicino alla riserva. Per cui bisogna fare presto e trovare quanto più
rapidamente possibile una pompa di servizio, una stazione di rifornimento. Ha confermato le previsioni, il
cda di ieri della compagnia di bandiera, presieduto dal neo amministratore
delegato Aristide Police. "La continuità aziendale" per ora è
assicurata: dall'analisi dei conti, in cassa risultavano al 31 marzo scorso 170
milioni di euro, "che comprendono il corrispettivo di 79 milioni di euro
incassato per la cessione delle azioni Air France Klm in portafoglio". Il
due aprile poi sono arrivati altri 69 milioni in seguito al rimborso del
credito verso l'Erario. In totale fanno 239 milioni di euro, non moltissimo, ma
comunque una liquidità tale da poter proseguire ancora per un po' l'attività e
nel frattempo cercare di arrivare alla soluzione migliore per il futuro della
compagnia e dei suoi dipendenti. Senza perdere ulteriore tempo, però. Perché -
avvisa il cda della Magliana - la situazione finanziaria lascia solo un
"brevissimo termine". Per andare oltre serve ulteriore benzina, nuove
iniezioni di capitale. Police e i suoi ci tengono a sottolinearlo: per perseguire
il piano industriale "la compagnia ha necessità di un consistente apporto
finanziario". Per cui il piano Air France - che prevede un prestito ponte
di trecento milioni di euro in attesa di una ricapitalizzazione di un miliardo
di euro - resta un'opzione valida. Tant'è che il cda non dimentica di prendere
"favorevolmente atto del comunicato stampa diramato da Air France-Klm al
termine della riunione del board" di lunedì. Un chiaro messaggio inviato a
Spinetta. Ma anche un appello ai sindacati ad una maggiore disponibilità, reso
ancora più evidente dal rinvio a data da destinarsi dell'incontro previsto oggi
alla Magliana. È confermata invece la riunione domani a Palazzo Chigi tra i
rappresentanti dei lavoratori e il governo. Toccherà al sottosegretario Enrico
Letta (Prodi e Padoa-Schioppa sono entrambi all'estero) scoprire le ultimissime
carte che può mettere in campo l'esecutivo per facilitare la trattativa e
andare a vedere quelle dei sindacati. "La partita è nelle loro mani. La
proposta Air France è l'unica sul tavolo e prima di chiudere questa porta è
bene che tutti ci pensino due volte" ripeteva ancora ieri mattina Letta. A
sua volta il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, aveva fatto
capire che di commissariamento non se ne sarebbe parlato: "Bisogna
riprendere il dialogo interrotto bruscamente. Io lavoro per un accordo, non per
un commissariamento". Pressing sui sindacati anche dall'Ue: nuovi aiuti
pubblici - si avverte - non saranno possibili fino al 2011. "Occorre che i
sindacati considerino bene le conseguenze delle loro scelte e delle loro
azioni" dice il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot.
Difficilmente, comunque, la vertenza si sbloccherà prima del voto. Capire chi è
il vincitore di queste elezioni non è indifferente in questa vertenza. Come è
noto le posizioni, tra i due maggiori schieramenti, sono diametralmente
opposte. Il Pd è sempre stato pro-Air France, non così il Pdl. Se a Palazzo
Chigi dovesse andare Berlusconi, per Spinetta acquisire l'Alitalia
potrebbe diventare molto più complicato. Berlusconi ieri lo ha ribadito: la
cordata italiana esiste e verrà fuori quando "la dissennata trattativa con
Air France finirà". "Un Paese come il nostro - ha concluso il
Cavaliere - non può svendere la sua compagnia di bandiera". Intanto oggi
il titolo Alitalia - sospeso dal 3 marzo - verrà
riammesso alle contrattazioni in Borsa, ma con una unica fase di asta e con il
divieto di proposte senza limite di prezzo.
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 09 Apr
2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Intervista a Stefano de Luca / Il Pli è
l'ultimo baluardo liberale di Rosamaria Gunnella Rush finale di una campagna
elettorale un po' noiosa, ripetitiva e soprattutto centrata solo su due
partiti, o per meglio dire su due uomini: Berlusconi e Veltroni. Le plateali
proteste televisive degli esponenti dei partiti minori, che rivendicano una
maggiore visibilità, forse sono eccessive ma è pur vero che in democrazia tutte
le forze politiche devono potere esporre le proprie idee e i propri programmi
nel rispetto della "discussa" par condicio. Il Partito Liberale
Italiano, storico emblema di un'antica tradizione politica, si ripresenta con
il proprio simbolo, rivendicando l'aggettivo liberale, da tanti abusato anche
in questa campagna elettorale. Stefano De Luca, segretario nazionale del Pli e candidato
premier del suo partito, spiega i motivi di questa corsa solitaria e i
principali punti del suo programma. Perché il Pli ha voluto presentarsi con il
suo simbolo e liste per la Camera e Senato, pur con una legge elettorale che
favorisce di fatto i grandi partiti? La ragione per la quale ci siamo messi in
gioco è perché siamo preoccupati per la democrazia e la libertà in questo
paese. In assenza di politiche liberali sia nel periodo in cui ha governato il
centro destra che in quello di centro sinistra, dove, anzi, sono state assunte
iniziative illiberali, ci voleva una voce veramente liberale. In questi ultimi
anni, molti per non dire troppi si sono sentiti "liberali" e hanno
dimostrato con i fatti di non esserlo; i veri e molti liberali sono stati considerati
scomodi e per questo sono stati sostanzialmente epurati dalle liste, sia di
destra che di sinistra. Che cosa resta di liberale nel Pdl che aderisce però al
Partito Popolare Europeo e non ai Liberali Democratici Europei? Assolutamente
nulla. Il Pdl, nato come Forza Italia, aveva inizialmente un programma liberale
e l'obiettivo di diventare un partito liberale di massa. Oggi è su posizioni
molto più a destra del Ppe e si segnalano posizioni e presenze che dal punto di
vista liberale riteniamo inquietanti. Nel programma del Pdl cosa c'è di
liberale nella politica economica, dopo le posizioni "interventiste"
di Tremonti, probabile futuro ministro di Berlusconi? Personalmente giudico
Tremonti una persona colta, a differenza della media della classe dirigente del
Pdl, ma la sua linea politica non è liberale. Non è con i dazi e con lo
statalismo di ritorno da lui proposto che si risolve il problema del paese. In
questi ultimi anni in Italia è prevalsa la speculazione finanziaria che ha di
fatto fermato lo sviluppo e la crescita economica; c'è bisogno di libertà
economica, mercato e competizione. Quali le differenze tra il vostro programma
economico e quello del Pdl e del Pd? Quelli di entrambi più che programmi
elettorali sono proclami di propaganda, si limitano a fare promesse e fanno a
gara a chi la dice più grossa. Non mi meraviglierei se prima della fine di
questa campagna elettorale qualcuno di loro offrirà ai propri elettori una
crociera ai Carabi. L'Italia attraversa una gravissima crisi economica, bisogna
dire con onestà che dobbiamo prepararci ad affrontare sacrifici. Un punto su
cui ci differenziamo fortemente da entrambi gli schieramenti è la spesa
pubblica, che fino ad ora è stata sostanzialmente clientelare. Deve essere
drasticamente tagliata perché si è rivelata improduttiva. Per
quanto riguarda l'Alitalia
ad esempio, la logica in cui, più o meno, si muovono sia il Pd che il Pdl è
quella del salvataggio, cioè mettere soldi pubblici. Noi liberali pensiamo che
la nostra compagnia di bandiera debba seguire il suo destino e andare sul
mercato. Secondo lei, il governo Berlusconi potrà diminuire la pressione
fiscale e bloccare l'inflazione? Io penso ad un governo Veltrusconi e prevedo
una ripetizione della situazione del 2006 con una maggioranza alla Camera e un
sostanziale pareggio al Senato. Questo governo sarà costretto a rimangiarsi
tutte le promesse e a fare una politica di risanamento economico. Mi auguro che
abbiano la saggezza di farlo perché l'Italia non può continuare così. Bisogna
azzerare i costi della politica, cominciando col ridurre ad un terzo i numeri
dei comuni, abolendo le province, chiudendo tutti gli enti inutili e diminuendo
drasticamente il numero di consulenti, di consigli di amministrazione, di
consiglieri comunali e di lavoratori socialmente utili. La diminuzione dello
stipendio ai parlamentari è solo la punta dell'iceberg di questo problema. Cosa
farà il Pli nel caso in cui non riuscisse ad avere una rappresentanza in
Parlamento? Noi continueremo la nostra battaglia. Se due settimane fa non
esistevamo per la coltre di silenzio che c'era su di noi, oggi, grazie alla par
condicio che ci ha dato una piccolissima visibilità, noi ci siamo e gli altri
dovranno fare i conti anche con noi, sia in Parlamento che nel paese, ove vi è
un bacino elettorale liberale che oscilla tra il 6 e il 15 per cento. Ci
batteremo soprattutto per i temi che riguardano la giustizia: la separazione
delle carriere, una legge che regolamenti le intercettazioni telefoniche,
l'anonimato delle inchieste - perché non vogliamo magistrati eroi - e una
riforma per un Csm spoliticizzato. Appoggerete il governo Berlusconi?
Assolutamente no. Noi siamo entrati nella competizione elettorale per fare
opposizione a questo sistema bipartitico di plastica, senza programmi e senza
cultura politica, economica ed istituzionale. Come liberali vigileremo con
forza e intransigenza. Chi voterete come presidente della Regione Sicilia? Noi
liberali ci presenteremo insieme ad altri soggetti laici con una lista che si
chiama Democratici autonomisti e voteremo Lombardo. Daremo il nostro appoggio
al leader dell'Mpa, perché la sua politica autonomista e meridionalista ci
sembra la più concreta e attenta ai bisogni della Sicilia.
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 09 Apr
2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Strettamente confidenziale L'asticella del Cav
per Palazzo Madama di Hush Hush Intanto reitero una domanda pur se STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE: come mai i due grandi scopritori di scandali altrui e i due più
grandi moralizzatori attualmente in circolazione, ossia Milena Gabanelli e
Marco Travaglio, più il moralizzatore per eccellenza, come scriverebbe
impeccabilmente il nostro Grillo Sparlante, ossia Giorgio Bocca, già fascista
in servizio permanente effettivo e quindi partigiano in servizio permanente
effettivo, non trovano il tempo di scrivere una riga una sull'Alitalia e sui suoi top manager che
l'hanno affossata? Detto questo, passiamo oltre e torniamo in maniera
STRETTAMENTE CONFIDENZIALE alle elezioni e al loro risultato finali.
L'asticella della sicurezza al Senato per poter fare il governo che dice lui,
Silvio Berlusconi l'ha fissata a 18/20 senatori: a sentire chi se ne intende
gliene mancherebbero almeno otto o dieci e siamo a -4 dall'apertura
delle urne. Il Cavaliere ha già dimostrato di saper fare miracoli, ma stavolta
la cosa risulterebbe più complicata del previsto. Per questo, e senza che
alcuno possa interpretare ciò come un endorsment, chi è indeciso ma non vuol
riconsegnare l'Italia a Prodi, Veltroni, D'Alema, Franceschini, Bassolino &
compagnia farà bene a non arrivare alla 25esima ora con le idee confuse.
D'accordo che il voto, qualunque sia, è utile ma, in certe occasioni, e sia
STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, vi sono momenti in cui certi voti sono utili, altri
no. Il 13 e il 14 aprile mi sembra uno di questi momenti, quindi riflettete,
cari lettori che avete la bontà di leggermi ogni giorno, e poi votate,
ricordandovi che il voto è comunque STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, anzi di più: è
segreto.
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 09 Apr
2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Senza progetto Verso la scelta del male. Minore
Schieramenti senza un progetto I due grandi duellanti si rivolgono ai loro
elettori senza affrontare seriamente i temi più scottanti di Paolo Pillitteri
Ci sono (stati) dei momenti in cui la campagna elettorale ha dato l'idea di non
essere ancora iniziata. Salvo che in Tv dove, però, le elezioni vengono decise
da chi ha già una convinzione consolidata. Qualcuno sostiene, tra l'altro, che
il Cavaliere abbia perso lo smalto di altre stagioni. Ma a sinistra, con
Veltroni non si è manifestato (ancora?) un evento in grado di fare
scricchiolare l'intelaiatura berlusconiana, peraltro solidamente tradizionale.
Quasi sempre i duellanti si rivolgono al loro popolo per dire le cose che vuole
sentirsi dire. Raramente gli si dà una salutare sveglia, una cura dolorosa.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole, come se si fosse aperto un grande
ombrello a proteggerci dagli eventi esterni, mettiamo il Tibet che infiamma
Londra e Parigi e il mondo civile, perchè la fiaccola olimpica si trascina
dietro la vergogna di una repressione cinese cui la globalità ha dato una
diffusione mediatica mondiale, imprevista e sottovalutata dal blindato regime
di Pechino. Con tutto ciò, la Cina non è vicina a questa competizione nostrana.
Come, del resto, sono lontani i temi primari della crescita zero o quelli
dell'etica, lasciati alla "solitudine" di Ferrara, interrotta
dall'intolleranza. Certo, la vicenda Alitalia ha scosso il tran tran ma ha
finito col rivelarsi una drammatica metafora del paese, non soltanto per
l'incapacità a decidere di questo governo, ma anche di quelli precedenti,
ministri e premier, tutti inerti e incerti -insieme ai nove sindacati nove - e
in modo rigorosamente bipartisan a prevedere, a rimediare, a riformare
la ex compagnia di bandiera. Cosicchè, se per campagna elettorale si intende,
come in ogni paese evoluto, l'occasione per un autentico, impietoso tagliando
sullo stato di salute del proprio paese - di questo e su questo s'affrontano
Hillary e Obama - ecco che da noi s'infiammano i rancori sulla casta e suoi
privilegi, come la pensione veltroniana, con quella replica a bassa voce che la
dice lunga sulla friabilità e le code di paglia di questa politica senza
identità. O le schede porcata, come affermano all'unisono Bossi e Calderoli,
che, invero, se ne intendono. Eppure, la replica a costoro del ministro Amato
ha reso ancora più trash questo refolo sulla calma piatta, con quel penoso
accusare il governo di prima, come se l'attuale in carica, davanti ad un
errore, non potesse e dovesse intervenire. Certo che la scheda è
"colpa" della legge del Governo Berlusconi, ma, dal
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
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Oggi è Mer, 09 Apr
2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Giovanni Consorte Italianità: fece la battaglia ma perse Oggi è pronto a impegnarsi per Alitalia Provaci ancora, Giovanni! di
Biagio Marzo A volte ritornano. Ma questo non vale per Giovanni Consorte che
non è mai uscito di scena, per una cosa e per l'altra. Tutto si potrebbe dire
di lui meno che non sia coerente e non si batta sulla idea dell'italianità
bancaria e industriale per la quale ha pagato, nel recente passato,
caramente e in prima persona. E sul caso Alitalia la
pensa come ai tempi in cui fu protagonista dell'acquisto di Bnl per conto
dell'Unipol. Cioè non vorrebbe che il vettore finisse in mani straniere.
Giocoforza, facendo il banchiere d'affari, guidando il gruppo di Intermedia, ha
detto la sua sull'Alitalia, la cui sorte l'ha legata alla
cordata tricolore italica; per dipiù, non ha escluso una propria partecipazione
diretta tra gli eventuali partner. "Intermedia è pronta a entrare in una
cordata, - ha confessato al Sole24Ore - che faccia perno sull'Air One di Carlo
Toto, industriale del settore". Le comuni radici abruzzesi (Chieti) dei
due troverebbero terreno fertile nel progetto di acquisto di Alitalia
e nell'alleanza a favore dell'itlaianità. Per Consorte, comunque, "quella
di Air France avrebbe dovuto essere l'ultima spiaggia, non la prima". Un
volta Consorte lavorava per la finanza di sinistra e, non a caso, lo chiamavano
il "Cuccia rosso", stavolta lavora in proprio, non avendo la sua
"pecunia" alcun profumo e colore politico. Al di là da questo
dettaglio, è rimasto sempre un uomo di sinistra, quella riformista, non avendo
scelto il Partito democratico. Il suo nuovo amore, si dice, sarebbe il
socialismo riformista e non vedrebbe male il Partito socialista, riveduto e
corretto. Le sue ultime frequentazioni lo confermerebbero. Se la memoria non ci
inganna, l'italianità fu rilanciata in un pranzo, il cui vino fu lo
Sciacchetrà, da due commensali di alto rango: l'allora presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, e l'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio.
In quell'occasione, fu sottoscritto il patto dello Sciacchetrà, incentrato sul
rapporto più stretto tra i Palazzi Chigi e Koch e, come detto, sulla
consacrazione dell'italianità. A quei tempi, erano iniziate le grandi manovre,
per "rivoluzionare" gli equilibri bancari italiani e non solo, i cui
centri operativi erano dislocati lungo il quadrilatero Brescia, Lodi, Bologna e
Roma. A Brescia, in Via Zanardelli, c'era la sede dell'Hopa di Chicco Gnutti;
da Lodi, il banchiere di Bpl, Giampiero Fiorani, partì spedito alla conquista
di AntonVeneta, inciampando in falsi in bilancio, secondo Stefano Ricucci; a
Bologna, in Via Stalingrado, Giovanni Consorte preparò il progetto di
bancassurance che aggregava l'Unipol alla Bnl; a Roma, la capitale del potere
senza il quale i finanzieri-scalatori non sarebbero andati da alcuna parte.
Sennonché, i lanci dell'Opa su AntonVeneta e su Bnl finirono in Procura e del
patto dello Sciacchetrà nessuno se ne rammenta più. Di conseguenza, Consorte
ammainò la bandiera dell'italianità per reissarla ora nella vicenda Alitalia. E Consorte, avendo fatto flop a suo tempo, non per
colpa sua, ci ritenta questa idea. "Proprio per questo bisogna insistere,
- ha affermato-, perché il valore aggiunto delle nostre imprese resti nel
Paese, così come fanno le altre nazioni europee?". Proprio nel caso della
fusione di Bnl con la francese Paribas, quel "valore, - è la sua amara
considerazione - "se n'è volato Oltralpe". In concreto, il progetto
industriale studiato da Consorte non era campato in aria, anzi tutt'altro,
mirava alla nascita del primo polo bancario?assicurativo del Paese. Coloro che
remarono contro furono alcuni poteri finanziari ed assicurativi che fecero
entrare in gioco i politici dello schieramento di cui l'ex numero uno di Unipol
faceva parte, per boicottarlo, in modo palese e brutale. Allora i politici ne
dissero di cotte e di crude, quando in tutta l'operazione la politica doveva
rimanere assente. Alcuni leader politici tifavano alla morte per Consorte (e
alla luce della vicenda avrebbero fatto bene a tenersi, invece, lontani mille
miglia dalla scalata e non telefonargli per alcuna ragione al mondo), mentre
altri (troppi) politici sparavano contro di lui palle incatenate, tirando in
ballo perfino la questione morale di berlingueriana memoria. Alla lunga, invece,
altre fusioni andarono in porto senza alcun problema di sorta: il San Paolo Imi
con Banca Intesa e Unicredit con Capitalia. A dire il vero, furono assai
acclamate dal mondo politico, perché davano vita a due colossi bancari italiani
in competizione con quelli stranieri. Tutto finì in sollucchero, ovverosia in
gloria per via dell'italianità, ritornata di moda per le fusioni realizzate dai
banchieri aventi quarti di nobiltà, santi in paradiso e mass media di loro
proprietà, rispetto a Consorte che è un ingegnere chimico e, per giunta, di
estrazioni politiche "proletarie", e che, nella sua seconda vita
lavorativa, scoprì, per caso, le assicurazioni e la finanza. Provaci ancora
Giovanni, come il vecchio Sam del film Casablanca. Stavolta speriamo con più
fortuna e successo.
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
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Oggi è Mer, 09 Apr 2008
Edizione 69 del 09-04-2008 Info Tv Berlusconi-Bossi, scintille nel ranking di
Lucilla Bicocchi "I fucili non esistono". Berlusconi bacchetta Bossi
e prende le distanze. Difficile per il Cavaliere "maneggiare"
l'evocazione dei fucili contro le schede elettorali tranello. Ruggini in atto
dunque tra il leader del PdL e della Lega, che risponde a Berlusconi di essere
in ottima salute e non aver mai chiesto di diventare ministro. Dalla piazza di
Cagliari, dove torna a parlare del programma, di opere pubbliche, di turismo e
ambiente, il leader del PdL lancia un nuovo appello, quello per il voto utile,
ricordando che un voto sottratto alla sua forza politica è un voto senza esito,
perché non sarà rappresentato da alcun parlamentare e senatore. Dietro Berlusconi,
in testa con oltre 10 minuti, segue Walter Veltroni. Nel corso dei comizi di
Taranto e Matera il leader del Partito democratico lancia nuove accuse alla
Lega e contro le parole di ieri, pronunciate da Bossi riguardo alle schede
elettorali. Ai microfoni dei Tg, in 9 minuti e 24 secondi, Veltroni ricorda che
le schede sono il prodotto della legge elettorale fatta dal ministro Calderoli
e il frutto di un provvedimento di legge firmato dall'allora presidente del
Consiglio. Terzo gradino del podio per Roberto Fiore, ospite del TgLa7 delle
ore 12 e 30. Contento che sulle schede il simbolo di Forza Nuova sia ben
visibile, Fiore fa notare con amarezza come l'Italia sia il Paese in cui si
parla di brogli già prima delle elezioni, ma spiega anche come il rischio brogli
durante lo spoglio esista comunque. La polemica sulle schede è l'ennesimo
tentativo di favorire Pd e Pdl. E' questa la posizione del candidato premier
dell'Unione di Centro che vale a Pier Ferdinando Casini la quarta postazione
con oltre 3 minuti di parlato Tv. Ospite di turno del salotto serale del TgLa7
è Olimpia Tarzia della lista Aborto? No grazie. Un commento sulla polemica
delle schede elettorali, e sui punti del programma del movimento. Fino a ieri
dimenticati dalle forze politiche, ricorda come la vita e la politica per la
famiglia diventino ora obiettivi primari. Nel ranking di inizio settimana,
carico di personaggi politici, ecco Antonio Di Pietro. E' lapidario il commento
del leader dell'Italia dei Valori sulla questione schede. Non si possono
ristampare, dice, cambiarle significherebbe far slittare la data del voto.
Tempo di parola nelle ultime posizioni della classifica per Fausto Bertinotti.
Il candidato premier della Sinistra arcobaleno accusa i principali schieramenti
di essere solo loro riconoscibili, proponendo ironicamente due schede
elettorali. Penultima posizione per il comandante Berti, ormai di casa al Tg4.
Il presidente dell'Anpac Piloti parla ancora una volta
dell'emergenza Alitalia e
si appella ai media; bisogna stringersi intorno alla compagnia aerea e ottenere
così l'offerta migliore. Spetta invece a Giuseppe Pizza chiudere la top ten di
lunedì. Il leader della Dc, dopo aver rinunciato alle elezioni per il bene del
Paese, sottolinea il grande sacrificio del suo partito.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
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Frattini a Napoli:
non ha senso delle istituzioni, le dimissioni non si annunciano ma si danno.
Carfagna: Veltroni si vergogni Ancora un vespaio di polemiche sul fronte del
Pdl, dopo l'annuncio del governatore Antonio Bassolino. A partire da Franco
Frattini, vice-presidente della commissione europea, il quale nel corso del
tour campano che l'ha portato a Napoli e a Salerno si è detto meravigliato:
"Leggo con stupore - almeno per come concepisco io le istituzioni -
l'annuncio di Bassolino, ma io credo che le dimissioni debbano essere date e
non annunciate a dodici mesi di distanza. Questo modo di fare offende il buon
senso delle persone perbene". Stessa musica con Alessandra Mussolini,
responsabile di Azione sociale: "È stato mollato dai cittadini, è stato
mollato dalla coalizione: Bassolino lasci subito la guida della Regione senza
attendere il 2009. Azione Sociale dà tempo al governatore di lasciare la
Regione entro il 27 aprile. Il giorno dopo, a partire dalle 11, starò sotto i
suoi uffici a chiederne le dimissioni, subito". Anche Mara Carfagna
interviene, soprattutto per attaccare Veltroni che ha usato parole di elogio
per il gesto del governatore: "La Iervolino disse che a Napoli il
presidente Berlusconi venne a raccontare barzellette. Fu un'uscita patetica. Se
c'è qualcuno che potrebbe partecipare ad una gara di barzellette è invece
Veltroni. Difendendo Bassolino, dicendo che ha cambiato Napoli, il segretario
del Pd l'ha sparata davvero grossa. Veltroni potrebbe vincere il premio "balla
dell'anno". Credo che il segretario del Pd non conosca la vergogna e
soprattutto non conosce la Campania". Duro il coordinatore regionale di
Forza Italia Nicola Cosentino: "Bassolino dovrebbe andar via subito e
quand'anche lo facesse sarebbe comunque in ritardo. Non si può governare la
complessità di questo territorio, avendo contro l'88 per cento della
popolazione. Se vuol essere davvero "nuovo" invito Veltroni a dire a
Bassolino di farsi da parte, per riprenderci la possibilità di riscatto per la
nostra regione". Intanto il capogruppo in Regione Cosimo Sibilia osserva:
"Il presidente della Regione non lascerà tra un anno ma, costretto degli
eventi, sarà obbligato a rassegnare le dimissioni subito dopo il voto del 13 e
14 aprile. E, questo, per l'esito scontato del voto sul quale peserà come un
macigno il caso Campania". Polemiche anche negli altri schieramenti. Tra i
socialisti scende in campo Gianni De Michelis, già segretario del Nuovo Psi,
intervenuto al Circolo Posillipo per presentare le liste del Ps alla Camera e
al Senato: "Finalmente Bassolino ha preso atto e sia pure dandosi un anno
di attesa se ne andrà. Sarebbe stato meglio, se non lui in
persona, che lo avesse fatto in tempo chi ne aveva responsabilità, cioè l'intero
sistema di potere che ha governato la Campania negli ultimi. L'Alitalia e la mondezza napoletana sono
le due metafore italiane. Un paese che non sa decidere". cor.cas.
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
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N. 85 del 2008-04-09
pagina 21 Malpensa, decolla il piano da 120 milioni di Redazione da Roma Mentre
la trattativa nazionale su Alitalia si congela in
attesa del voto, in Lombardia decolla il tavolo istituzionale su Malpensa, con
le risorse messe sul tavolo dal presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni. In tutto, ha annunciato, per lo scalo lombardo saranno stanziati 120
milioni di euro: "40 milioni per gli ammortizzatori sociali per il 2008,
altri 40 per il 2009 e 40 milioni per terminare le opere
infrastrutturali". L'obiettivo è quello di arrivare, entro il 20 maggio, a
"un accordo unanime, che proporremo anche alla Regione Piemonte, per dare
una risposta forte a tutela dell'occupazione, per il completamento delle opere
di accessibilità di Malpensa e il rilancio dell'intero settore
produttivo". La priorità resta quella di tutelare l'occupazione ed evitare
il peggio. Cioè quei 6-7mila posti di lavoro che la crisi dell'aeroporto
rischia di fare saltare. E le risorse a disposizione per il momento non
bastano. La cassa integrazione dovrebbe scattare entro il 15 giugno (e per
questo l'intesa deve essere raggiunta entro il 20 maggio). "Bisogna
chiedere al prossimo governo di aumentare la dotazione - ha spiegato
l'assessore al Lavoro della Regione, Gianni Rossoni -. La stima è di oltre
settemila esuberi, quindi per due anni occorrono 290 milioni di euro senza
contare atipici e precari di cui vorremmo farci carico". Il governatore
Formigoni è sicuro che proprio "dal prossimo governo
potrà essere risolto il problema Alitalia e anche il problema Malpensa". Positivo il giudizio dei
sindacati sull'avvio del tavolo, ma anche le organizzazioni dei lavoratori sono
in attesa di capire come finirà la trattativa su Alitalia e, in particolare, sui voli Cargo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
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"Ma ormai non
si scandalizza più nessuno L'Italia? Siamo un orrendo paese di impuniti"
"I puttanieri sono dappertutto" Lui vede tutta Roma dal terrazzo del
suo attico, tutta Roma vede lui al cinema. Reciprocità assoluta. L'insonne
cronico Carlo Verdone dice di non essere più ipocondriaco ma quando racconta
nei dettagli il cocktail perfetto con cui si dispone ogni giorno alla nanna
diventa un flauto, sembra Vissani quando spiega uno dei suoi piatti, un
profumiere di Versailles quando svela le sue essenze, piacere allo stato puro,
un distillato sapiente di benzodiazepine ("...a quel punto, prima di
andare a letto, partono le ultime 26 gocce..."), farmaci di lunga emivita
("perché gli altri, quelli troppo brevi, dopo tre o quattro ore, alla
seconda pisciata, è finito tutto"). Di questi tempi il suo cruccio sono i
trigliceridi. Via lo zucchero, solo fruttosio nel caffè. "Mai avuti così
alti. Abusi alimentari? Macché, è lo stress della promozione. Venti giorni da
far saltare il sistema immunitario, un tour da cocainomani... Mi sono consolato
pensando a Veltroni". Ha i crampi alle dita. Acido lattico. La sera prima
ha suonato la batteria nel concerto di Antonello Venditti. La sua anima rock è
sparsa nel salone di casa, la chitarra, il piano elettrico, i feticci. Le foto
con dedica di Pete Townshend e di Jimmy Page sono i pezzi forti del santuario,
insieme a tutti i cimeli di Jimi Hendrix. Sono anche giorni di riconoscimenti.
Dal Grinzane Cavour al David di Donatello per i trent'anni di carriera.
"Trent'anni... Non è facile durare così a lungo. E pensare che dopo
"Bianco, rosso e Verdone" volevo smettere col cinema. Ho sempre
patito troppo le critiche. Solo Sergio Citti era entusiasta del film. Voleva
rivedere in continuazione la scena del cimitero con la Sora Lella".
Insonnia, trigliceridi e agorafobia a parte, sembra un uomo sereno. "Lo
sono. Merito anche di questo ultimo film. Ne sono fiero, mi sta dando parecchie
soddisfazioni". "Grande, grosso e Verdone" è un titolo
fuorviante. Si va al cinema per ridere e la risata strozza in gola. "Il
produttore ha sposato questo titolo con troppa facilità. In effetti, il film ha
qualcosa di funereo e non certo perché andiamo per cimiteri o catacombe. È la
morte della civiltà, dell'etica, dello stile, il trionfo della volgarità.
Questo è il funerale". Un film su commissione. "Quasi duemila tra
mail e lettere che mi chiedevano di riportare al cinema i miei tre personaggi.
Il punto è che dieci anni dopo è cambiato tutto, è cambiata la mia faccia, è
cambiato il contesto. Cinismo, veleni, speranze amputate. Il pubblico va a
ridere e si ritrova un cazzotto allo stomaco, un retrogusto al fiele". La
prestazione dell'attore Verdone in questo caso eccede le maschere. "Le
maschere mi hanno esaltato, ora basta, finiscono in soffitta. Riconosco che,
nel secondo episodio specialmente, la mia interpretazione è molto alta,
perfetta nei dettagli, fin troppo raffinata. Io ormai non provo più, mi butto,
ho capito che le cose migliori vengono così. Ma ci vogliono anni di lavoro
prima". Nel suo film genitori e figli non hanno niente da dirsi e non
hanno più nemmeno le parole per non dirselo. "I genitori risultano inadeguati
e i figli sembrano più maturi di loro. Sono pessimista. Lo scadimento non è
solo italiano, riguarda tutto l'Occidente. Sono padre anch'io, se paragono i
miei vent'anni con quelli dei miei figli, mi metto le mani nei capelli". I
politici sono un suo bersaglio da sempre. Volgari e puttanieri. Dice Maria
Ornella Serpa, sindacalista delle prostitute romane: "Senza di loro
moriremmo di fame". "I puttanieri sono ovunque, guarda l'americano
che faceva il moralista o quel Mosley. Io ce l'ho con i politici per l'esempio
che danno. La gente li guarda e si sente autorizzata a fare come loro, peggio
di loro. Questo è tremendo. Nessuno si scandalizza più di niente. Guarda la
guerra in Iraq, una delle più sporche della storia. Non ho avvertito la giusta
indignazione". Per restare in casa nostra? "Non va mai dentro
nessuno. Quello che ha messo sotto le due irlandesi ha avuto i domiciliari. Non
sono uno stronzo giustizialista, ma un elettore che vorrebbe vedere applicate
le regole. Abbiamo troppe leggi, troppi gradi di giudizio. I paesi più corrotti
sono quelli dove abbondano le leggi". Ha deciso per chi voterà?
"Voterò per Veltroni ma è l'ultima volta che voto. Scelgo lui perchè l'ho
conosciuto, sono stato a casa sua e ho avuto modo di apprezzare la sobrietà del
suo stile. È un uomo eticamente molto impegnato. Fa cose importanti che non
sappiamo, nel silenzio. Gradirei perdesse certa patina di buonismo e
migliorasse nel desiderio di rigore e nel non fare sconti. Mi sembra sulla
buona strada". In quest'orgia di promesse elettorali, il disprezzo per gli
elettori è palese. "Sembrano le pagine di pubblicità della telefonia, una
gara a chi rilancia di più. Atti disperati per accalappiare la gente. Siamo un orrendo condominio paralizzato dalle beghe, dall'Alitalia alle schede elettorali. L'unica
cosa che ci ha unito veramente è stata la televisione negli Anni 50, il
professor Manzi che parlava agli analfabeti e Mike Bongiorno". Tornando ai
meriti del film: il debutto cinematografico di Eva Riccobono.
"Sorprendente la sua umiltà. A vederla così sembra una eterea,
irraggiungibile, poi a calcio balilla ha rotto il culo a tutti, macchinisti,
elettricisti, mio figlio compreso, sfoderando una violenza da
maschiaccio". Roberto Rossellini aveva detto: diventerai un grande regista
drammatico. "Aveva intuito il mio temperamento malinconico, ma alla fine
ha prevalso il guitto". "Compagni di scuola", il suo primo film
corale, un successone. Cecchi Gori l'aveva definito "una schifezza".
"Mi tirò il copione in faccia. "Prenderemo ceffoni da tutti questo
Natale. L'è troppo verboso, c'è troppa gente, non ho capito un cazzo di questo
film". "Ma come, non l'hai visto 'Il grande freddo'?", cercai di
calmarlo. "Non mi frega un cazzo del grande freddo...". Poi mi aiutò
a raccogliere le 150 pagine del copione, una ad una. "Tanto lo so che i
film li fai megli di come li scrivi...". Nel suo sito firma un grande
omaggio a Massimo Troisi. "La prima volta che lo vidi a teatro rimasi
stupefatto. Troisi aveva tempi recitativi straordinari, mai visti neanche nel
miglior Eduardo, un talento naturale filtrato dalla sua filosofia di vita.
Troisi era lento, pigro, l'uomo più pigro mai conosciuto". Quando recitano
insieme, surclassa Benigni. "Massimo è personaggio e attore, Benigni è
solo gran personaggio". L'ha certificato Goffredo Fofi: Verdone è l'unico
erede di Alberto Sordi. È stato deludente l'incontro sul set? "Sordi mi ha
voluto veramente bene. Era un uomo intuitivo ma di scarsa cultura. Parlavamo
tanto ma quasi solo del suo passato. Un giorno gli feci ascoltare un pezzo di
Peter Gabriel, "San Jacinto", una perla del rock. Lui ascolta e alla
fine mi fa: "Sento solo 'na caciara de tamburi". Voleva sapere cosa
mi piaceva dei suoi film. Fui onesto. Gli dissi che con "I vitelloni"
e "Lo sceicco bianco" Fellini aveva delineato tutto quello che poi
avrebbe fatto in futuro. Lui si arrabbiava. Mi chiedeva: "Ma l'hai visto
'Fumo di Londra'?"". Si sentiva sminuito. "A torto. L'Alberto
Sordi in bianco e nero è il più grande di tutti, inarrivabile. Nessuno più come
Fellini ha saputo inquadrarlo. Sordi mi diceva che Fellini era un imbroglione,
uno che improvvisava, un grande affabulatore. Voleva convincermi che era uno
sopravvalutato. Ingmar Bergman diceva: "Beati voi che avete avuto
Fellini"". Quella volta che diede l'esame con Mario Verdone, studioso
di cinema. "Mi dava del lei. Tutti ridevano alle mie spalle. Sapeva che
ero preparato su Bergman, mi chiese tutto su Pabst. Feci scena muta. "Si
ripresenti alla prossima occasione" mi fece. Una figura di merda. Era un
uomo sorprendente, mio padre. Mi entrò definitivamente nel cuore la sera che mi
portò a vedere i Beatles a Roma, nonostante la bocciatura in quarto ginnasio.
Stavo sulle palle alla professoressa di matematica". Dopo "C'era un
cinese in coma", un lungo sabbatico. "Due anni e mezzo. Il film non
era brutto, ma percepivo la stanchezza del pubblico nei miei confronti. Mi
sfilai per riprendere poco a poco". Fu depressione? "I due anni più
belli della mia vita, giuro su Dio. Andai in depressione invece quando morì
all'improvviso il mio neurologo. Una tragedia. Sembrava la scena di un mio
film. Eravamo in venti là fuori nella sala d'aspetto a chiederci cosa sarebbe
stato della nostra vita". Attacchi di panico? "Quando ho capito che
stavo per diventare famoso. Ero e sono una persona riservata, timida. Mi sono
dovuto violentare. Mi ha salvato un bravissimo psichiatra che mi dava i
compitini, tipo andare e tornare di notte a Ostia per una settimana. Furono i
giorni più brutti della mia vita ma guarii". Compagne sul set. Claudia Gerini,
Laura Morante, Margherita Buy, Asia Argento, Ornella Muti, Eleonora Giorgi...
"Con Claudia un grandissimo feeling. Mi ha sorpreso nell'ultimo film, non
c'è mai stato bisogno di darle un'indicazione. Laura, la più impegnativa. Una
perfezionista incontentabile". Christian De Sica. L'altro corno della
commedia all'italiana. "Siamo cresciuti insieme, ci siamo anche menati e
poi ritrovati cognati. Christian ha talento ma lo voglio dirigere io. Faremo un
film insieme. Lo devo asciugare, gli devo togliere un sacco di cose". Che
Verdone sarà? "Basta maschere. Tornerò alla coralità di "Compagni di
scuola". Penso al Pietro Germi di "Matrimonio
all'italiana"".
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 85 del 2008-04-09
pagina 0 Il Cavaliere: "Niente tasse per un mese" di Mario Giordano
Il Cavaliere: "Dopo i disastri di Prodi, vorrei regalare 30 giorni di libertà
dalle imposte. Vediamo se si può fare". Poi dice: "Pure l'azionariato
diffuso per salvare Alitalia. I ministri? Per ora
sicuri Tremonti e Prestigiacomo". La maratona con Silvio tra quiz,
bigliettini e tanta folla Un po' di pasta fredda, formaggio spalmato sui
cracker, mezzo bicchiere di vino. "Champagne?", chiede il pilota.
"No, vino bianco normale". Il pilota ci guarda: "Vede?
Sull'aereo privato il comandante fa anche l'hostess...", sorride. Altro
che l'Alitalia. Silvio Berlusconi domanda ancora qualche
cracker, si assicura che tutti a bordo abbiano la cena ("Ci sono più
passeggeri del previsto, vero? "). Poi si rilassa. Sono le dieci di sera.
è stata una giornata lunga, faticosa, chi lo accompagna sull'aereo è stremato.
Lui che ha tenuto due comizi in Sardegna, più uno al telefono (col Veneto), un
paio di conferenze stampa volanti, decine di interviste e infiniti colloqui
privati, è il più pimpante di tutti. "E pensare che la descrivono come
vecchio e stanco", abbozzo, accasciandomi sulla poltrona. Il mio fisico
giovanile è punto sul vivo dell'orgoglio: solo aver seguito la maratona mi ha
semidistrutto. E lui, che l'ha corsa, invece, è fresco come una rosa. Mi guarda
e sorride: "Ha visto? è così tutti i giorni. E oggi mi è ancora andata
bene... ". Perché? "Non ho le mani graffiate. Né lividi sulle
braccia. Succede spesso. L'entusiasmo della folla è travolgente... Mi accolgono
come se fossi una rockstar. Lo sa perché ho deciso di non portare più la
cravatta?". No. "Perché un giorno ho rischiato di farmi male. Tanto
era l'entusiasmo attorno ame che mi hanno afferrato involontariamente per la
cravatta e mi hanno trascinato contro un tubolare. Allora ho pensato: in piazza
occorre un altro abbigliamento. Devo stare comodo, come quando sono en
privé". Nessuna decisione strategica? Nessun pool di esperti? Nessun
messaggio nascosto? "Io non ho ovviamente nessun consulente per il look.
Mity Simonetto si occupa solo dei servizi fotografici per i giornali. Cosa
indossare lo decido io. Ma ciò che conta è altro". E cioè? "Il fatto
che trovo dappertutto una grande passione, uno slancio incredibile, un
desiderio di vicinanza anche fisica". Simile alle altre campagne
elettorali, immagino. "No. Di più. Non ho mai visto tanto entusiasmo in
una mia campagna elettorale". Eppure l'accusano di avere tenuto i toni
bassi: niente promesse, niente miracoli, niente "sole in tasca".
"Sono stato semplicemente realista. Bisogna prendere atto della realtà che
la sinistra ci ha lasciato: siamo un Paese in emergenza, cercare di rialzarlo è
un dovere e un onere". Tornare a Palazzo Chigi dunque sarebbe un onere?
"Sì. Al 100 per cento. Certo: c'è anche l'intima soddisfazione di chi
torna per portare a compimento ciò che aveva iniziato nella precedente
esperienza di governo. Ma c'è soprattutto il senso di responsabilità per la
fiducia che la gente ha in me. Ha visto la gente che partecipa ai miei
comizi?". Ho visto. "Uno di loro oggi mi diceva: Silvio, non è ancora
nato il tuo successore... E io ho risposto: peccato". Quali sono le
possibilità di vittoria che si dà oggi? "Possibilità di vittoria? 100 per
cento". Ma al Senato non c'è il rischio di qualche sorpresa? La vittoria
netta nei voti potrebbe non coincidere con una maggioranza sicura in aula?
"Se succede è colpa del premio di maggioranza su base regionale, un premio
che io non volevo. Non potendo farlo su base nazionale, sarebbe stato meglio
abolirlo del tutto". Teme per il Lazio? "No. L'unica cosa che temo
sono i brogli e gli inganni. Nelle altre elezioni ci hanno tolto quasi un
milione di voti. Ma questa volta la distanza è tale che ogni loro sforzo sarà
inutile". Fra i possibili inganni va pure inserita la scheda-confusione?
"No, quel pasticcio danneggia tutti in egual misura. Però è un'altra
dimostrazione della mancanza di buon senso della sinistra al governo. Della sua
totale incapacità". A proposito di incapacità: il problema dei rifiuti. Si
stabilirà davvero a Napoli? "Almeno tre giorni a settimana finché
l'emergenza non sarà finita". Ma come risolverà l'emergenza? "Per il
medio periodo, costruendo termovalorizzatori dappertutto, in ogni provincia,
secondo le emergenze". E per il breve periodo? "Ho delle idee precise
e concrete. Se gliene dico una mi promette che non la scrive?". Promessa
mantenuta. E l'Alitalia? "Se non la svendono prima
delle elezioni, la salveremo. L'altro giorno ho ricevuto la lettera di un
artigiano con un assegno di 150 euro. “Non posso dare di più”, mi ha scritto,
“ma voglio offrire il mio contributo per evitare la vergogna che la nostra
compagnia di bandiera finisca nelle mani di un altro Paese”. Mi ha colpito
quella lettera. E mi ha fatto venire un'idea". Quale? "Incontrando le
varie associazioni di categoria (l'ultima è stata la Confapi) ho chiesto alla platea: chi di voi se la sente di sottoscrivere
una fiche per Alitalia se
ve lo chiedesse il vostro presidente del Consiglio?". Immagino la
risposta. "Hanno alzato tutti la mano. Tutti pronti. Del resto io non ho
mai chiesto soldi per il partito: ora posso chiedere a tutti di diventare
azionisti di Alitalia.
E anche di volare Alitalia". Ma questo appello
all'azionariato diffuso significa che nella cordata non ci saranno più i grandi
nomi che sono usciti sui giornali nei giorni scorsi? "No, ci saranno anche
quelli. C'è una compagine molto allargata di imprenditori importanti che si
faranno avanti non appena questa sciagurata trattativa finirà. Alitalia resterà italiana e tornerà in attivo". Dove
troverà le risorse per abbassare le tasse, costruire le infrastrutture e
rilanciare il Paese? "Abbiamo diversi progetti. Uno dei più importanti è
la cessione di immobili del patrimonio dello Stato, che vale 1.800 miliardi di
euro, cioè più del debito pubblico italiano. Penso per esempio alle caserme nel
centro delle grandi città che potrebbero diventare centri commerciali o direzionali".
Quanto pensa che si possa ricavare ogni anno dalle dismissioni? "Almeno 15
miliardi di euro, ma si potrebbe arrivare anche a 30 miliardi. Tutte somme che
dovrebbero essere destinate all'investimento in infrastrutture e alla riduzione
del debito". Gli italiani chiedono di ridurre soprattutto i costi della
politica. "In una grande azienda è dimostrato che i costi si possono
ridurre del 30 per cento, senza diminuire il fatturato e la profittabilità.
Dovremo farlo anche in quella grande azienda che è la nostra Pubblica
Amministrazione. Ci si rimbocca le maniche e si comincia a risanare. In cinque
anni dovremo impegnarci per portare il debito pubblico sotto il 100 per
cento". E intanto taglierete anche le tasse? "Sì, a cominciare dai
provvedimenti che presenteremo al primo Consiglio dei ministri: l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari, una misura che
non è ancora stata capita fino in fondo. Una misura davvero
rivoluzionaria". Rivoluzionaria? "Sì: perché se lavoratori e
imprenditori si metteranno d'accordo, si potranno di fatto detassare tutti gli
aumenti di stipendio". Poi c'è la proposta sull'Iva... "L'Iva non
dovrà più essere versata in anticipo, ma solo quando sarà stato incassato il
pagamento. Abbiamo cominciato a parlarne anche con l'Unione europea". Ha
qualcos'altro in mente? "C'è un'iniziativa che mi piacerebbe molto, ma
anche questa gliela posso dire solo se non la scrive...". Presidente, non
posso mantenere tutte le promesse. Se no che giornalista sarei... "Dunque:
l'idea sarebbe quella di regalare agli italiani, dopo tutto quello che hanno
subito con Prodi, un mese senza tasse. Il mese della libertà. Probabilmente non
si potrà fare, perché costa troppo. Ma come vede la fantasia per risolvere i
problemi non ci manca". Ha un'idea anche per risolvere il problema dei
ministri? "Non c'è nessun problema con i ministri. Non ne abbiamo ancora
parlato". Manterrete l'impegno: 12 ministri e non più di 60 cariche di
governo in tutto? "Sì. Lo manterremo. E ci saranno quattro donne". Sa
già chi saranno? "Tre di queste quattro le ho in mente. Una sarà
sicuramente Stefania Prestigiacomo". Michela Vittoria Brambilla avrà un
incarico di governo? "Credo di sì. Ma le ho detto che non abbiamo ancora
iniziato a parlarne. L'unico incarico mai messo in discussione è il ministero
dell'Economia a Giulio Tremonti". Bossi? "Non ho detto quello che mi
è stato attribuito. Sono le solite sparate dei giornali di sinistra, Repubblica
e Unità in testa, che vogliono disinformare". Il senatùr poteva
risparmiarsela quella dei fucili... "Ma lo sanno tutti che i fucili non ci
sono. Lui si esprime così, per paradossi". Si parla di Gianfranco Fini
presidente della Camera... "Perché no? Ma le ripeto: non ne abbiamo ancora
discusso". ... E di Roberto Formigoni presidente del Senato... "Non
le dico nulla di più. Non è il momento. Adesso dobbiamo solo impegnarci per
questi ultimi giorni di campagna elettorale". A proposito di ultimi giorni
di campagna elettorale. Ho notato un certo cambiamento di toni nei confronti
della sinistra. Adesso lei è molto più duro. "Più deciso, direi. Il fatto
è che mi ero illuso: avevo incontrato Veltroni e gli avevo creduto. Pensavo che
finalmente potesse nascere una sinistra diversa, che fossimo vicini a una Bad
Godesberg italiana. Invece mi sono sbagliato: sono sempre i soliti".
Quando se n'è accorto? "è lampante. Veltroni aveva detto che si sarebbe
presentato da solo e invece si è alleato con il peggio del peggio, con Di
Pietro. Il che dimostra che nel Pd c'è ancora una radicata cultura
giustizialista. Poi aveva promesso: divorzierò per sempre dall'estrema
sinistra, quella che ancora orgogliosamente vuole chiamarsi comunista. E invece
quando si è trattato del potere locale nelle elezioni amministrative si è messo
ancora con Rifondazione comunista e con i comunisti italiani che aveva giurato
di abbandonare per sempre. Un altro impegno mancato. E infine, per asseverare
la sua pretesa di essere il nuovo, l'innovazione, il futuro, aveva annunciato
una classe dirigente assolutamente nuova. Poi ha presentato le liste e nelle
liste ci sono tutti, ma proprio tutti i ministri, i vice-ministri, i
sottosegretari del Pd che sono ancora al governo con Prodi, a combinare i danni
che sappiamo. Nessuna novità, anzi continuità assoluta, una promessa totalmente
mancata". E allora? "Allora i fuochi di artificio dell'inizio della
campagna elettorale sono finiti. Sono finiti gli effetti speciali. Veltroni da
buon cineasta diplomato in fiction potrebbe scrivere come finale della sua
campagna la didascalia che si legge alla fine di molti film: “Le vicende
raccontate in questo film non hanno alcun riferimento a fatti realmente
accaduti”". Cioè? "Cioè in Italia esiste una sola sinistra della
realtà. E quella al governo è quella dei fatti, è quella che ci lascia una
drammatica eredità. La pressione fiscale record, la crescita zero, l'apertura
delle frontiere agli extracomunitari con il calo verticale della sicurezza dei
cittadini, il blocco dei cantieri per le grandi opere, l'immane tragedia dei
rifiuti. L'altra, la sinistra futura di Veltroni, è la sinistra delle parole,
dei sogni, delle fantasie. Credo che gli italiani di buon senso l'abbiano
assolutamente capito". Le dà fastidio quando Veltroni la chiama
"l'esponente dello schieramento avversario", senza citarla? "Per
nulla. Penso che Veltroni addossandosi una missione impossibile si sia rovinato
con le sue mani". Di Pietro è un punto fermo dei suoi comizi... "Mi
fa orrore". Dicono però che il vostro programma e quello del centrosinistra
si assomiglino... "Hanno copiato. Ma sa qual è la differenza? Loro non
hanno mai rispettato i programmi. Mai. A loro i programmi, come quello delle
281 pagine di Prodi, servono soltanto per conquistare il potere che poi
gestiscono nel loro interesse, nell'interesse delle loro clientele, delle loro
corporazioni, delle loro cooperative". Quindi nessuna possibilità di
collaborazione dopo il voto? "Non è possibile fare accordi con questa
sinistra, che è rimasta quella di sempre. Per loro lo Stato è solo il partito
che ha preso il potere: un'idea che non posso accettare perché segna il confine
tra regime e democrazia". Vi accusano di dire sempre le stesse cose.
"è vero: noi questa la chiamiamo coerenza". E Casini? "Casini ha
preferito essere il primo in un villaggio che il secondo a Roma. Ma si troverà
da solo perché molti dell'Udc sono rimasti qui, con noi, nel Popolo della
Libertà, mentre lui se n'è andato". Cosa ne pensa della campagna
elettorale di Giuliano Ferrara? "Abbiamo tentato di dissuaderlo in tutti i
modi. Spero che non ci sottragga troppi voti, dal momento che i suoi saranno
prevalentemente voti del Popolo della Libertà". Lei ha già deciso dove
voterà? "Nel solito seggio. Quello dove votavo con la mamma, anche se
adesso lei non c'è più". Le sono mancati i suggerimenti di mamma Rosa in
questa campagna elettorale? "Sì, mi manca la telefonata quotidiana, quella
in cui mi confidava quanti rosari aveva detto per me e commentava le immagini
viste alla Tv. Mi mancano le sue raccomandazioni. Ancora adesso ogni tanto
quando salgo in auto mi viene l'istinto di chiamarla, come facevo sempre".
L'intervista è quasi finita: sono riuscito a rovinarle l'unico momento di
quiete sull'aereo... "Ma no, è stato un piacere. Adesso sto bene,
stamattina invece...". Mi hanno detto i suoi collaboratori che la giornata
non era partita benissimo... "Ogni giorno mi spaventano un po' gli impegni
che mi aspettano. L'ha visto? è molto faticoso, proprio perché sto cercando un
modo nuovo di fare politica: i miei non sono comizi, sono conversazioni a cui
la gente partecipa con pieno coinvolgimento. E poi gli abbracci, i baci, le
strette di mano, gli autografi, i consigli". Uno dei suoi collaboratori mi
confidava che lei è un diesel... "Diesel? Forse perché tengo botta sulla
lunga distanza. Maio mi sento un velocista. E i miei comizi spesso sono veri e
propri exploit, pieni di novità e di battute improvvisate, anche se pochi
giornali (compreso il suo, direttore) registrano l'entusiasmo e la passione che
mi accolgono e mi accompagnano". Siamo prudenti, presidente.
"Stasera, invece, io sono proprio soddisfatto. E allora mi premio con un
bicchiere d'amaro. Comandante, me lo porta?". Prende l'amaro solo se è
soddisfatto della sua giornata? "Esatto. Me lo consento solo se ho
adempiuto a tutti i miei doveri". E quindi? "Quindi lo prendo sempre,
caro direttore". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 85 del 2008-04-09 pagina 0 Alitalia, il cda prende tempo. Ma poco di Antonio Signorini Spetterà al
nuovo governo decidere se scegliere Air France o favorire ipotesi alternative.
Rinviato a data da destinarsi l'incontro azienda-sindacati. In cassa restano
170 milioni di euro: sarà possibile volare ancora per un breve periodo, poi
serviranno nuove risorse Roma - Air France "non ha chiuso la
porta". Ieri questa era la frase più gettonata a Palazzo Chigi e anche
nelle sedi sindacali dove si scommette sulla disponibilità del gruppo
franco-olandese a trattare; non appena il quadro politico si sarà chiarito. E
fino ad allora - anche questo il leit motiv ripetuto da tutti gli attori in
campo - non sarà possibile sapere cosa ne sarà di Alitalia.
E a conferma di una situazione di attesa, ieri il Consiglio di amministrazione
del gruppo italiano ha annunciato disponibilità e crediti finanziari a breve
termine per 170 milioni di euro. Cifra che comprende i 79 milioni incassati per
la cessione delle azioni Air France-Klm, ma non il credito verso l'erario di 69
milioni incassato il 2 aprile scorso. Risorse che permetteranno ad Alitalia di volare ancora per un po'. Per un
"brevissimo termine", ha comunicato il cda al termine della riunione.
Margini "molto stretti", che rendono ancora necessaria una iniezione
di risorse fresche, come il prestito ponte. In sostanza la compagnia è in grado
di aspettare l'insediamento del prossimo governo e poco oltre. Al prossimo
esecutivo toccherà la scelta se garantire il prestito e accompagnare la
compagnia di bandiera verso la ricapitalizzazione da un miliardo annunciata da
Air France-Klm o favorire ipotesi alternative. Tutto comunque in tempi brevi.
Altro segnale di attesa, il rinvio "a data da destinarsi"
dell'incontro tra l'azienda e i sindacati che era in agenda per oggi. La
giustificazione ufficiosa è stata vedere come va a finire l'incontro
sindacati-governo che si terrà domani. Anche se persino dall'esecutivo si fa
capire che sarà solo interlocutorio e servirà solo a passare il testimone ai
successori. Al limite, un modo per "eliminare da questa vicenda le tante
tossine elettorali che si sono accumulate", ha spiegato il sottosegretario
alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Il rinvio dell'incontro con
l'azienda non è piaciuto per nulla alle organizzazioni dei lavoratori. In una
lettera all'azienda le nove sigle che fanno la trattativa hanno manifestato
"sconcerto e disappunto in considerazione della manifesta criticità in cui
versa Alitalia". Per il momento i sindacati si
preparano all'incontro con il governo uscente. "L'unica cosa buona -
spiega il segretario nazionale Ugl Trasporti Roberto Panella - è che si fa
tornare la trattativa nella sua sede naturale". Per il dopo elezioni,
tutti gli scenari rimangono aperti. C'è Air France, che neppure il segretario
generale della Cisl Raffaele Bonanni sostiene di voler tagliare fuori. La
cordata italiana, che ieri ha incassato una mezza conferma dal finanziere Fabio
Verna, il sì convinto di Giuseppe Gentile, fondatore e presidente di Air Italy,
e il "no" di Pierfrancesco Guarguaglini per Finmeccanica. E ancora
una volta la sponsorizzazione del candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi,
che vorrebbe finisse "la dissennata trattativa con Air France" e
conferma la disponibilità di molti imprenditori italiani. In questa situazione
più che fluida, un piccolo segnale di normalità: oggi il titolo Alitalia tornerà in contrattazione, ma senza scambi in
continuo. Ci sarà infatti un'unica fase d'asta dalle 8 alle 17.30 con divieto
di immissione di proposte di negoziazione senza limite di prezzo. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]GIANNI
MICALETTO SANREMO "Adolfo? I suoi metodi non mi sono mai piaciuti".
L'on. Bruno Tabacci non usa perifrasi per esprimere il suo pensiero sul
parlamentare imperiese che, con un gruppo di fedelissimi (tra i quali il
fratello), ha abbandonato l'Udc per avvicinarsi al Pdl, sostenendolo in questa
campagna elettorale. Il leader della Rosa Bianca è "sbarcato" ieri a
Sanremo, unica sua tappa ligure, per dare manforte ai candidati della
coalizione nata dall'incontro con il partito di Casini, in un contesto reso
difficile dalle fughe verso Scajola e il Popolo della libertà.
"Scortato" da Antonio Sindoni, il segretario provinciale dell'Udc, ha
parlato nella sala di Villa Zirio gremita da sostenitori e amministratori di
area. Prima, però, è stato ricevuto dal sindaco Claudio Borea: incontro
caldeggiato dal consigliere Luigi Patrone, candidato alla Camera. C'erano anche
il consigliere ed ex sindaco Leo Pippione, che ha ormai abbracciato la causa
della Rosa Bianca, e l'assessore Franco Formaggini. Manovre di riposizionamento
in vista delle Amministrative 2009. "Non ho mai fatto prevalere il peso
delle tessere sulla forza delle idee - sottolinea Tabacci - Perché penso che
gli elettori siano liberi di fare le loro scelte. Per noi è importante il
posizionamento al centro, non se Adolfo va con Scajola, in questo gioco al
recupero portato avanti da Forza Italia. I dirigenti passano, la politica resta
quando è fatta in maniera seria, senza pensare a qualcosa da scambiare. Sono
contento di aver fatto nascere la Rosa Bianca al buio, quando ancora si pensava
che Casini potesse accordarsi con Berlusconi. Noi siamo al centro rispetto a
Pdl e Pd. Veltroni e Berlusconi sono figli di cose già viste, occorre voltare
pagina". Quanto alle fughe, il cui reale peso elettorale sarà valutato fra
pochi giorni, Sindoni precisa che "in provincia i fuorusciti sono in tutto
23, di cui 6 amministratori dell'entroterra e 11 familiari". "Il voto
è libero, non ci sono padroni - incalza Tabacci - Ci saranno pure clienti, ma
il vero problema resta il posizionamento". A proposito di posizioni, ieri
a Villa Zirio si sono fatti vedere diversi amministratori locali: Silvano
Croese (sindaco di Vallecrosia), Giannina Borelli (presidente Consiglio
comunale di Bordighera), Gianluca De Lucia (consigliere a Ventimiglia), Claudio
Risso e Fabrizio Gramondo (consiglieri a Imperia), Sergio Peirano (vicesindaco
a Diano), Christian Lupi (consigliere a Taggia), Sandro Collina (consigliere a
S. Stefano), oltre a Remigio D'Aquaro, segretario provinciale della Cisl. Tabacci ha parlato poi di Alitalia, assetto delle Regioni, porti turistici, economia, legge
elettorale, società partecipate. E delle caste: "Questo è un paese dove
ognuno difende la sua nicchia, magari anche al casinò, mentre altri sono
riusciti a liberarsi da lacci e lacciuoli e continuano a crescere. Noi,
invece, rimaniamo fermi".