HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DEL 6-8 giugno 2008 #TOP
·
Articoli
Alitalia 2 (83)
Infrastrutture più facili per la Liguria
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azionariato di Alitalia - aggiunge Grillo - dimostrano un forte pregiudizio ideologico che la maggioranza di centrodestra intende combattere, rilanciando gli investimenti in un settore strategico come quello autostradale, da sempre vanto del Paese". L'Italia, spiega Grillo, "non può permettersi altre paralisi infrastrutturali.
Alitalia,
Bruxellesdice no al prestito ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: milioni stanziato dal governo italiano per salvare Alitalia dal fallimento non piace alle autorità comunitarie. Di più: la maggioranza di esse è convinta che dietro quel prestito si nasconda, in realtà, un aiuto di Stato. Un sostegno illegale, dunque. Con queste premesse, su proposta del neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani, la Commissione europea il prossimo 11 giugno aprirà un'
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mentre noi tendiamo sempre più a chiuderci nei nostri confini (vedi la vicenda Alitalia che vorremmo risolvere in casa come i famosi panni sporchi). Il cellulare ritrovato da un cittadino "diverso" Maurizio Casa Pollo Milano Domenica mi è successo di smarrire il mio cellulare dalle parti di Viale Monza, probabilmente scendendo dall'auto.
Un
volo roma-cagliari con tanti disservizi
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Roma Un volo Roma-Cagliari con tanti disservizi Vorrei segnalare l'ennesimo disservizio Alitalia e l'ennesima maleducazione dei suoi operatori. Prenoto con le mille miglia volo Roma-Cagliari delle 21.35 il giorno 24 maggio 2008. Ebbene il volo è diventato Meridiana e parte alle 20.10!! Quando mi avvisa Alitalia di questi cambiamenti?
Caronna:
"non ho ancora capito sindaco di bologna o di romilia?" - luciano
nigro ( da "Repubblica, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: improvviso forfait del ministro ombra Pierluigi Bersani trattenuto a Roma dall'affaire Alitalia. Caronna, che preferirebbe evitare commenti, vorrebbe approfittarne per dribblare il tema del giorno, la rotta di collisione tra calcio e politica. Ma finisce per cedere al pressing del cronista che chiede se la mossa del patron rossoblù non abbia spiazzato il centrosinistra bolognese.
"bossi
dichiara guerra al sud" - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Altro che Robin Hood è un Arsenio Lupen che ruba i soldi del Sud per finanziare le promesse elettorali come il prestito per Alitalia e la copertura per l'esenzione dell'altra metà dell'Ici". Per il piano di salvataggio della compagnia di bandiera, secondo l'analisi del deputato pugliese, Tremonti "ha saccheggiato il fondo competitività e il fondo per la finanza d'impresa".
I
"pianisti" tornano in massa e alla camera è bagarre - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se non fosse che a Montecitorio - dove si votava ieri il decreto Alitalia - i "pianisti" sono tornati alla grande. Dando vita a gustosi siparietti con i "cecchini" dell'opposizione, che hanno cercato in ogni modo di impallinarli. Fabio Evangelisti, Italia dei Valori: "Presidente, vi è stato sicuramente un fenomeno extraterrestre.
Una
newco alitalia-airone con colaninno presidente - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ad Corrado Passera illustrerà ai consiglieri della banca le ipotesi sul tappeto per Alitalia, anche se ovviamente, come ha detto lui stesso, non se ne discuterà formalmente perché non c'è ancora nulla di definito. Ma si accarezza l'idea di creare una Newco in cui venga conferita Air One e che acquisisca il pacchetto di Alitalia.
Loft
4 correnti solo tra i cattolici ( da "Riformista, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni ha attaccato su Alitalia e sul reato di immigrazione ("In poche settimane il governo è già in confusione"). E la "nuova stagione" di dialogo appare ancora sospesa: sui dossier principali non si vede soluzione bipartisan, sulle riforme, per ora, solo dichiarazioni d'intenti.
Alitalia,
Di Pietro: darò battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'
Vertenza
già nazionale Martedì sarà sciopero
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i sindacati hanno anche ipotizzato di legare la questione Meridiana a quella Alitalia. Va bene dunque l'interesse del fondo americano Tpg o di Air France, con cui Meridiana ha avuto contatti di recente, ma meglio sarebbe se si ipotizzasse un'alleanza a tre con Air One e Alitalia, formando un gruppo che controlla l'80% del mercato italiano, così come succede in molti altri Paesi.
Veltroni:
dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del GOVERNO OMBRA Veltroni: dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni Miserendino e Matteucci a pagina 7.
Ieri
reality e varietà oggi Papa-premier show
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: eurodirettiva "della vergogna" per l'immigrazione clandestina, Alitalia al collasso e prestito-ponte sotto il tiro di Bruxelles perché "aiuto di Stato", attacco della Lega a Napolitano perché ha detto ciò che sanno tutti e che "Gomorra" ha raccontato: la camorra ha lavorato per smaltire i rifiuti tossici degli industriali del Nord.
Scontro
aperto alla Camera sul decreto Alitalia Il governo si salva a stento,
ostruzionismo di Di Pietro. Il voto finale rinviato a martedì
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non è più un prestito per Alitalia ma un regalo di 300 milioni che i cittadini dovrebbero fare alla compagnia. E non credo sarebbero contenti". "Il prestito in questione - ha tuonato Antonio di Pietro dell'Idv - non lo rimborsa più chi deve acquistare Alitalia, ma va a capitale sociale, cioè lo rimborsano i cittadini con le tasse" cioè lo Stato".
Immigrati,
nel 1944 eravamo noi a tremare Gentile Direttore, nel 1944 una madre con in bra
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pubblicare questa riflessione Daniele Marini Alitalia e clandestini Berlusconi ci ripensa... Cara Unità, lo Statista di Milanello firma la legge sul reato di clandestinità e poi fa finta di pentirsene e dice che lui non è d'accordo. Prima accusava Prodi di voler svendere l'Alitalia ad Air France e ora afferma che la compagnia aerea francese sarebbe il partner ideale per Alitalia.
Geronzi:
il caro-petrolio? Tremonti fa bene a intervenire
( da "Corriere
della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: O come Alitalia: "Tremonti ha il diritto di individuare una scelta. Mediobanca finora non se n'è interessata ma poi, in un contesto ben definito, noi facciamo parte del sistema. E il sistema paese deve reggere ". La parola sta per passare agli studenti.
300
milioni ( da "Corriere della Sera"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria: BREVI 300 milioni L'importo del prestito ponte concesso ad Alitalia: per l'Unione Europea sarebbe un aiuto illegale di Stato.
<Prestito
Alitalia, aiuto di Stato> ( da "Corriere della Sera"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prestito Alitalia, aiuto di Stato" La Ue avvia la procedura d'infrazione. Battaglia alla Camera, voto rinviato Trenta giorni all'Italia per evitare le sanzioni e quattro mesi per individuare i partner della compagnia DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per il governo italiano, quello in carica e quello che l'ha preceduto,
Caso
Northern Rock E Bruxelles accusò Londra di statalismo
( da "Corriere
della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: British Airways ha chiesto alla Commissione di intervenire contro il prestito ponte all'Alitalia. Ma ecco, ora la stessa Ue sembra aver colto in castagna proprio Garrone, cioè il governo inglese: l'indagine aperta in aprile sugli aiuti alla Northern Rock rivela "aiutoni " macroscopici, mentre la Ue tollera solo interventi reversibili e con scadenze certe.
I
pasticci corporativi del governo ( da "Corriere della Sera"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Parlo adesso di Alitalia. Si affida senza gara a una grande banca, già parte in causa, la gestione di un percorso sgombro da ogni vincolo di trasparenza, di vigilanza e di non discriminazione. Una cosa mai vista che, travolgendo una miriade di legittimi interessi, genererà una sacco di guai.
La
Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi
al Sud Bersani: Alitalia si è impiccata a una cordata
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del "La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud" Bersani: "Alitalia si è impiccata a una cordata".
Veltroni:
il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il
leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce di Bruno Miserendino / Roma "IN POCHE SETTIMANE il governo è precipitato in un generale stato di confusione". Dall'Alitalia, all'immigrazione, al taglio dell'Ici, che non serve a niente e penalizza il Sud,
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, Ue contro Roma La Commissione europea aprirà un procedimento legale contro l'Italia l'11 giugno sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato per salvare l'aerolinea. Lo riferiscono fonti della Commissione secondo cui il prestito costituirebbe un aiuto di Stato.
Manager
del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati
( da "Corriere
della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Mercato Alitalia in crisi, ma crescono Eurofly, Blue Panorama e Volareweb.com Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati I più richiesti? Ingegneri ed economisti L'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, cerca anche avvocati. Inoltre le aziende puntano sugli esperti di statistica Non solo assistenti di volo.
Rai
e riforme, in salita il dialogo pd-pdl - giovanna casadio
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni riunisce il governo ombra: due ore di discussione sul federalismo, sull'Alitalia e anche sul faccia a faccia con Letta. Il segretario del Pd non risparmia l'affondo: "Il governo in poche settimane è precipitato nella confusione". Su Alitalia, innanzitutto. Ma "c'è confusione anche sull'immigrazione e sul tema del federalismo".
ROMA
Una manovra complessiva da 36 miliardi, circa 12 l'anno, da approvare nelle sue
linee ess ( da "Messaggero, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In un'intervista al Messaggero il segretario della Cgil Epifani contesta il clima di "attacco ideologico contro gli statali". Intanto la Bce, preoccupata per la corsa dei prezzi, ipotizza un aumento dei tassi di interesse a luglio. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner.
Manovra
in 3 anni da 36 miliardi ( da "Messaggero, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Annuncio di Brunetta. La Bce: a luglio tassi su. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner, al via la procedura Ue Manovra in 3 anni da 36 miliardi Intervista a Epifani: "Basta con gli attacchi ideologici contro gli statali".
Auguri
scaramantici quei consensi popolari
( da "Tempo,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato?
Alitalia,
60 giorni ad Intesa per il partner
( da "Messaggero,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruxelles fissa all'11 giugno l'apertura della procedura di infrazione. Ad aprile crollano traffico e passeggeri Alitalia, 60 giorni ad Intesa per il partner Nel mandato previsti due mesi alla banca-advisor per proporre la soluzione al governo.
ROMA
- Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per
l'ostruzionismo serr ( da "Messaggero, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per l'ostruzionismo serrato dell'Italia dei valori. Ed è bagarre. Una giornata, quella di ieri, con scontri, ritmi serrati, insulti. E tanti pianisti. Si contano le presenze. Più che le assenze. Visto che la maggioranza si tiene per un soffio: appena per nove deputati.
ROMA
- Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In
60 ( da "Messaggero, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In 60 giorni Intesa Sanpaolo dovrà proporre al governo i nuovi investitori, in "continuità aziendale". Cioè senza ricorrere a procedure. Questo sarebbe, secondo quanto risulta a Il Messaggero, il termine fissato nel mandato di Alitalia alla Superbanca ancora oggetto di negoziazione fra le parti.
Ue
apre procedura sul prestito ( da "Manifesto, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Ue apre procedura sul prestito L' 11 giugno La Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia in forma di prestito-ponte. La notizia è stata ribadita ieri da fonti comunitarie, secondo cui la Ue giudica "insufficienti" le spiegazioni fornite da Roma, sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale.
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva
( da "Tempo,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è invece una necessità di procedere alla privatizzazione e al salvataggio di Alitalia e con l'emendamento del Governo il decreto legge è proiettato nella nuova fase della privatizzazione di Alitalia e credo che questo serva anche a superare l'iter, che peraltro non è semplice, dell'annunciata infrazione da parte di Bruxelles".
Si
apre l'indagine Ue per il prestito Alitalia
( da "Liberazione"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Annunciato
per l'
Da
radicali a paparazzi ( da "Giornale.it, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Durante le votazioni sul decreto Alitalia alla Camera, infatti, alcuni deputati radicali capeggiati da Rita Bernardini (Pd) hanno cominciato a fotografare i colleghi della maggioranza. Chi con il telefonino, chi con teleobiettivi da paparazzo navigato, tutti con l'intento di immortalare qualche onorevole nell'atto di votare anche per il vicino assente.
Alitalia,
slitta a martedì il voto del decreto. Prestito ponte, il 9 luglio la sentenza
Ue ( da "Campanile, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e Commissione europea. La Corte Ue si pronuncerà su una disputa tra la compagnia di bandiera e la Commissione europea iniziata nel 1997 e riguardante 2750 miliardi di lire in aiuti di stato concessi ad Alitalia. Sulla questione era intervenuta la Commissione europea che aveva ritenuto che il conferimento del capitale costituisse un aiuto di stato compatibile con il mercato
Piepoli:
Auguri scaramantici quei consensi popolari
( da "Tempo,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato?
Alitalia,
no di Bruxelles al prestito ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Intervista
a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq
( da "Opinione,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|.
Più
investimenti e meno plusvalenze ( da "Opinione, L'"
del 06-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non sono mancate parole anche per la grana nazionale ovvero Alitalia. A parere del finanziere francese, un'alleanza fra Alitalia ed Air France sarebbe ottima, ma un Paese come l'Italia non può dipendere da una compagnia straniera e deve quindi mantenere "un certo potere in qualità di azionista" nel vettore nazionale.
<Meridiana
smantella e chiede la crisi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato --> I sindacati: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato Grido d'allarme, ieri a Olbia, sul futuro di Meridiana, a un passo dalla crisi. Un patto lavoratori-Comune. DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE DEIANA OLBIA Meridiana si prepara a chiedere lo stato di crisi al ministero del Lavoro.
Alitalia
sospesa in Borsa a tempo indeterminato
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: formale e approfondita" per aiuti di Stato sui 300 milioni dati a Alitalia che la Commissione Ue aprirà l'11 giugno. "Non è una procedura di infrazione" ha precisato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, "semplicemente una richiesta di spiegazioni al governo italiano, che risponderà innanzitutto risanando Alitalia".
Bondi:
"ho paura di volare" e chiede aiuto all'alitalia - antonello caporale
( da "Repubblica,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di propria volontà ha composto il numero del centralino dell'Alitalia. Sorella Alitalia, mi aiuti tu? Non c'era peggior momento per inoltrare la supplica. La compagnia di bandiera più sbeffeggiata, maltrattata e indebitata che si conosca si trova a dover sostenere, lei così debole e malnutrita, la debolezza altrui.
Com'è
difficile volare la strana crisi di Meridiana Tra l'assalto delle low cost ed
errori manageriali la compagnia dell'Aga Khan rischia di scomparire
( da "Unita,
L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Roma VOLARE Non solo Alitalia. C'è un'altra società aerea che rischia di scomparire nei prossimi mesi. Ed è Meridiana, la compagnia con sede a Olbia di proprietà dell'Aga Khan. Una morte lenta e annunciata. "La compagnia è superata. Se non cambierà, morirà" ha detto qualche mese fa il suo discusso amministratore delegato Gianni Rossi.
Montezemolo
e Della Valle a Banca Intesa ( da "Corriere della Sera"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la visita congiunta di Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo ha fatto pensare subito ad Alitalia. E invece, non di aerei ma di treni si sarebbe parlato. In particolare, dei treni veloci di Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società co-fondata da Montezemolo e Della Valle nel 2007, mentre l'istituto guidato da Corrado Passera detiene il 20% da gennaio.
Alitalia,
la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa
( da "Corriere
della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consiglio di Intesa mentre prosegue la due diligence Alitalia, la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa Sarebbe la condizione posta per l'impegno da capo cordata Il padrone della Piaggio in quel caso pronto a investire 300 milioni. Le perplessità sull'apporto della sola AirOne Viaggio in Cina MILANO - Di un suo impegno diretto, patrimoniale e manageriale in Alitalia,
78%
( da "Corriere
della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria: BREVI -78% Il calo delle quotazioni Alitalia negli ultimi tre anni. Lo scorso mercoledì sono state sospese le contrattazioni in Borsa. Solo nell'ultimo mese il titolo ha perso il 26% circa del proprio valore sul listino.
Malpensa,
uno spiraglio per aprire nuovi slot
( da "Corriere
della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E a chi chiede se questo è il capitolo finale del divorzio Alitalia-Malpensa, il ministro risponde: "C'è una richiesta della Sea, del sindaco Moratti e c'è la disponibilità dei Paesi a contrattare le rotte su Malpensa. Poi c'è il problema di Alitalia, ma è un'altra cosa ". Soddisfatto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Bene l'impegno del governo".
Veltroni
e la sfida alla camorra In piazza nel regno dei Casalesi Accordo con Maroni su
misure anticrimine, distanti sull'immigrazione Il leader Pd sul governo: Poche
cose buone e ( da "Unita, L'"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia e alcune delle promesse del ministro Tremonti in versione Robin Wood. Veltroni lo spiega più tardi a Matrix: "Un giudizio sul governo? Per adesso tanti annunci. Alcune cose condivisibili altre assolutamente no". Però il leader del Pd, nonostante tutto, rivendica la giustezza della sua linea, dialogo sulle regole,
<Malpensa,
25 Paesi pronti a rilanciarla>
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: concretizzare queste richieste e occupare il maggior numero possibile di rotte dopo l'abbandono di Alitalia". Immediata e positiva la risposta. "Parlerò con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli - la replica del numero uno della Farnesina - per dare attuazione concreta a questa domanda. Poi attiveremo i nostri ambasciatori e quelli dei diversi Paesi interessati alle trattative".
Profondo
rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il
governo ( da "Riformista, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Profondo rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il governo ROMA BATTE CASSA Capitale piena di debiti, Alemanno chiede soldi, la Lega non ci sta Sette miliardi di debiti e lo spetto del default del Comune: così Roma si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale.
Sondaggi
lo vuole ministro degli esteri ue per disinnescare la sfida nel pd
( da "Riformista,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: considerata troppo incerta e spericolata nella sua alternanza di attacchi sul merito (vedi Alitalia e reato di immigrazione clandestina) e incontri semi-clandestini (vedi abboccamento Letta-Veltroni alla Camera). E prosegue la strutturazione della corrente. Dopo il rilancio della fondazione, i seminari e il varo della tv via satellite, è in preparazione anche un quotidiano on line.
Conti
per evitare il commissario (7 miliardi di debiti)
( da "Riformista,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 miliardi al Tesoro Dopo Alitalia e i rifiuti in Campania, il crac di Roma - 7 miliardi di euro di debiti e lo spettro del default del Comune - si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale. E, al pari della altre due vicende, è una faccenda ingarbugliata, con ricadute e responsabilità che investono entrambi gli schieramenti politici.
Intesa
sanpaolo perplessità sull'investimento <per amor di patria>
( da "Riformista,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per amor di patria" Passera gioca d'azzardo e scommette al buio su Alitalia La sfida è di quelle importanti e la posta in gioco continua a salire. Per Intesa Sanpaolo, e soprattutto per il suo amministratore delegato Corrado Passera, Alitalia rappresenta una grande chance. Ma anche, al contrario, il rischio di finire in un vicolo cieco.
PIER
Ferdinando Casini spiega quali sono i rapporti con il governo Berlusconi e
quali saranno i s ( da "Messaggero, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: annuncia il voto contrario al decreto Alitalia; approva il decreto sui rifiuti ma non la superprocura; e sospende il giudizio sul decreto fiscale. Avanti con il nucleare, ma attenti al federalismo lombardo: "Bisogna rovesciare l'approccio: prima si diano le competenze agli enti locali poi le risorse".
ROMA
Il ministro Tremonti difende la sua Robin Hood tax, l'imposta
( da "Messaggero,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel corso dell'incontro si è parlato di come rafforzare la cooperazione tra autorità di vigilanza europee perchè "obiettivo prioritario della presidenza francese è la stabilità dei mercati", ha detto la Lagarde. Si è parlato di crescita e di occupazione, "ma non di Alitalia", ha assicurato Tremonti.
ROMA
- Il prestito-ponte del governo ad Alitalia è incompatibile con il mercato
comune ( da "Messaggero, Il"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte del governo ad Alitalia è "incompatibile con il mercato comune" e l'esecutivo ha un mese di tempo per fornire a Bruxelles tutte le osservazioni che riterrà opportune compresa "ogni informazione utile circa l'utilizzo da parte di Alitalia della facoltà di imputare il prestito-ponte sui capitali propri permettendo alla Commissione di analizzarne la natura esatta"
Onorevole
Casini, Berlusconi è stato dal Papa. In Parlamento i cattolici non
( da "Messaggero,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "L'operazione Alitalia si sta rivelando un bubbone per il governo. Noi voteremo contro questo decreto. Il governo prende dalle tasche degli italiani 300 milioni e li butta nel tritacarne dell'Alitalia senza che si sia materializzata la cordata che si prometteva 3 mesi fa;
OBBLIGAZIONI
TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast
( da "Messaggero,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia 05/10/06-232,4599,304,9899,30 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,264,8899,21 Intesa SanPaolo 22/09/04-194,5093,035,3092,10 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,1099,950,0099,94 Cct 01/09/01-08 S2,1099,933,9299,93 Cct 01/01/02-09 S2,1099,963,9299,96 Cct 01/04/02-09 S2,
Una
vita meritocratica meglio di una vita spericolata
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.
E
Walter diventa il "premier ombra"
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Sacconi:
protezione intensa per dipendenti Alitalia
( da "Voce
d'Italia, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intervento al convegno dei giovani industriali Sacconi: protezione intensa per dipendenti Alitalia Il ministro su contratti, caro-petrolio e crisi della compagnia di bandiera Santa Margherita Ligure, 7 giu. - Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è intervenuto stamattina al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, inaugurato ieri nella cittadina ligure.
Meridiana,
piloti in guerra ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia sbarca a Olbia --> Appello all'Enac. Alitalia sbarca a Olbia I sindacati criticano il management e si preparano allo sciopero di 24 ore per protestare contro Meridiana. Meridiana smantella e Alitalia torna in campo. All'indomani dell'incontro tra l'amministrazione comunale di Olbia e i sindacati,
La
Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile
( da "Quotidiano.net"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: > Meteo ALITALIA E IL PRESTITO PONTE La Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile La procedura d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera e anche la restituzione del prestito Bruxelles,
Berlusconi
accusa un malore "C'è troppo caldo in quella sala"
( da "Quotidiano.net"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA "Se vogliamo restare una grande potenza non possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni - dichiara il premier - Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France con l'intero manager francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze
"Le
alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà"
( da "Stampa,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto"
Berlusconi,
malore per il troppo caldo "Giro di vite sulle intercettazioni"
( da "Quotidiano.net"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dalle intercettazioni al nodo Alitalia</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi,
Divieto
assoluto di intercettazione L'annuncio di Berlusconi. Esclusi solo criminalità
organizzata e terrorismo. Carcere per giudici e giornalisti
( da "Unita,
L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sull'Alitalia cerca di coinvolgere i giovani imprenditori italiani, senza cavarne nulla. Il sollievo di essersi liberato di Verdi e sinistra radicale dà modo al premier di usare toni suadenti per incastrare il Pd, col quale auspica di tenere "aperto un canale comunicativo".
Il
petrolio record fa tremare l'economia mondiale Il barile è a quota 139 dollari,
potrebbe arrivare a 200 entro il 2010. Il G8: prezzi contro gli interessi di
tutti ( da "Unita, L'"
del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia, si può dire che piove sul bagnato). Il balzo di 11 dollari di venerdì è costato, subito, un -7% per l'indice di Borsa delle compagnie aeree a New York. Secondo stime diffuse nei giorni scorsi, l'industria aerea perderà 2,3 miliardi di dollari quest'anno se il barile si attestasse a una media di 107 dollari per il resto del 2008;
Poche
speranze molta paura - eugenio scalfari
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia con improvvide dichiarazioni, di fronte ad una magistratura silente e in altre faccende affaccendata. Spesso i potenti sono indagati perché potenti. Altre volte non lo sono per la stessa ragione, dal che deduco che non tutti i potenti sono eguali, quelli che trafficano col danaro godono di qualche vantaggio in più rispetto a quelli che trafficano con la politica.
Intercettazioni,
stop di berlusconi "carcere per chi le diffonde" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia dal fallimento. Non aggiunge nulla, nessun dettaglio. Il dossier è nelle mani del Tesoro e dell'advisor IntesaSanpaolo. Ma fa un altro sondaggio volante: "Chi se la sente di non partecipare alla cordata?". Nessuno alza la mano e Berlusconi ringrazia e spiega: "Un paese che vuole avere il suo ruolo nel mondo non può non avere una compagnia di bandiera"
Piano
industriale natuzzi scatta lo stato di agitazione
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dovrebbe avere la stessa rilevanza di ciò che accade nel nord, com'è stato per la vicenda Alitalia, per esempio". Ma al di là della visibilità, quello che è certo fino ad adesso, sono gli imminenti licenziamenti per 1200 lavoratori. "Significherebbe mettere in ginocchio Santeramo, Matera e Taranto", dicono i sindacati. (ca. po.).
"alitalia,
alzi la mano chi vuole partecipare"
( da "Repubblica,
La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Lo scherzoso invito di Berlusconi ai giovani di Confindustria "Alitalia, alzi la mano chi vuole partecipare" ROMA - In cerca di compratori per Alitalia, Silvio Berlusconi improvvisa un sondaggio davanti ai giovani industriali di Santa Margherita Ligure: "Chi si sente di partecipare, alzi subito la mano".
Berlusconi
ai giovani industriali: basta intercettazioni, sì al nucleare
( da "Liberazione"
del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo Berlusconi chiama a raccolta il mondo dei giovani imprenditori per salvare Alitalia. "Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?". Nessuno se lo immagina, fa lo stesso. Berlusconi invita gli industriali in erba a dare una mano per salvare la compagnia di bandiera.
Alitalia,
Intesa sonda Air France ( da "Messaggero, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per trovare il partner estero un emissario della banca giovedì scorso a Parigi. Presto colloqui con Lufthansa Alitalia, Intesa sonda Air France Passera lancia il progetto Re-fly. Berlusconi: serve una grande compagnia.
MILANO
- Intesa Sanpaolo ha battezzato Re-Fly, alla lettera Ri-Volare, il
progetto-Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleanza commerciale con Air One che si è nuovamente fatta avanti per confluire in Alitalia. E Intesa ha sostenuto lo scorso anno Carlo Toto nell'offerta su Alitalia respinta dal cda. "Air France potrebbe essere un'ottima soluzione" ha detto Berlusconi, dopo l'incontro con Sarkozy, la Magliana "avrà convenienza a trovare accordi con partner internazionali".
Il
viatico degli industriali: <Ma adesso meno tasse>
( da "Giornale.it,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il compito non è facile ma quando tante braccia si alzano se Berlusconi chiede aiuto per Alitalia si può ritenere che le premesse siano ottime. E il Cavaliere sa di non di poter e dover sbagliare: "Siamo in luna di miele, ma se vi deludiamo cosa succede?...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Lavoro
e competitivitànon ci sono scorciatoie
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La stessa vicenda dell'Alitalia è paradigmatica dello scenario che i sindacati hanno costruito nel tempo, mutando pelle fino a trasformasi da parte sociale abilitata a gestire il rapporto fra lavoratori e datori di lavoro in gruppo di pressione che gestisce un potere che, oltretutto, è spesso connotato in modo controriformista.
Il
cavaliere:<ho fatto megliodella thatcher>
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quando Berlusconi ha rivendicato il merito di avere impedito la vendita di Alitalia ad Air France: "I francesi li conosciamo bene, con tutto il rispetto per l'amico Sarkozy... Provate a immaginare su quali aeroporti avrebbero dirottato i turisti dei mercati emergenti, penso alla Russia, all'India, alla Cina, se fossero riusciti a impossessarsi della nostra compagnia di bandiera".
Il
greggio a quota 140manda tutti in crisi
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Se il petrolio continuerà a viaggiare a questi livelli, alla fine del 2008 i bilanci delle compagnie si tingeranno di rosso per 6 miliardi di dollari. Ancora peggio va per Alitalia, che difficilmente troverà un acquirente in un contesto così disastrato. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 08/06/2008.
Iceberg
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a imporre la sua agenda al governo Prodi, eccolo ora smontare pezzo pezzo il pachetto di misure economico finanziarie predisposto dal ministro dell'Economia. Senza nulla salvare, né la Banca del sud, né il taglio dell'Ici né la gestione del caso Alitalia. E pensare che Tremonti sta a via XX Settembre da un mese appena.
BERLUSCONI:
INTERCETTAZIONI, SI CAMBIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma anche tasse ("pagare meno per pagare tutti"), Alitalia, emergenza rifiuti, nucleare. Appena terminato il suo intervento il premier ha avuto un lieve malore, ma dopo qualche minuto si è ripreso ed è tornato in sala sorridente. Il ministro Sacconi ha annunciato, intanto, una "poderosa deregulation" sui temi del lavoro.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
CANTIERI Cancellata
la legge che metteva in discussione le concessioni autostradali. Grillo (Pdl):
"Ora via con la gronda di ponente" 06/06/2008 genova. Gronda di
ponente, tunnel Rapallo-Santa Margherita, ammodernamento dell'autostrada Genova-Serravalle,
rilancio della camionabile della Cisa. Sono quattro le opere riguardanti la
Liguria che, secondo i parlamentari della maggioranza, potranno beneficiare di
un'accelerazione grazie a quello che, a tutti gli effetti, può essere
considerato il primo intervento del governo Berlusconi. Il decreto legge sugli
obblighi comunitari varato mercoledì, infatti, contiene anche l'azzeramento
della discussa norma (voluta dall'ex ministro delle Infrastrutture, Antonio Di
Pietro) che aveva cancellato i vincoli contrattuali esistenti fra lo Stato e
otto società di gestione autostradale. "Una decisione che rischiava di
rimandare all'infinito la realizzazione di lavori di manutenzione e nuove
tratte autostradali", ricorda il senatore Luigi Grillo (Pdl), relatore del
nuovo testo di legge. "Abbiamo voluto, come primo atto del governo,
sbloccare una situazione assurda, creata volontariamente da Di Pietro due anni
fa e già sottoposta a quattro richiami dell'Unione europea. Lo abbiamo fatto
con l'unico scopo di permettere al Paese di ripartire dopo due anni di
incertezze. I retropensieri dell'opposizione su un trattamento di favore alla
famiglia Benetton in modo da coinvolgerla nell'azionariato
di Alitalia - aggiunge
Grillo - dimostrano un forte pregiudizio ideologico che la maggioranza di
centrodestra intende combattere, rilanciando gli investimenti in un settore
strategico come quello autostradale, da sempre vanto del Paese". L'Italia,
spiega Grillo, "non può permettersi altre paralisi infrastrutturali.
Grazie a questo intervento normativo, le società concessionarie potranno
finalmente programmare investimenti per i prossimi anni. Il segnale che abbiamo
voluto dare è forte. È inutile nascondersi dietro i soliti alibi, dietro le
solite ipocrisie: se vogliamo aiutare il Paese a crescere, dobbiamo chiedere
aiuto ai privati. E se alla fine i privati avranno un loro guadagno, non ci
vedo nulla di scandaloso: chi investe, è giusto che in qualche modo abbia una
gratificazione". Nel caso della Liguria, secondo Grillo, il nuovo quadro
normativo dovrebbe consentire a opere come la gronda di ponente ("ma io
insisto: serve anche quella di levante") e il tunnel Rapallo-Santa
Margherita di essere realizzate in tempi relativamente brevi. "Certo:
molto dipenderà dall'atteggiamento degli enti locali, e in primo luogo della
Regione. Ma confido che la politica dell'ostruzionismo abbia fatto il suo
tempo". Sempre a proposito di infrastrutture, Grillo assicura che una
delle priorità del governo sarà la questione dei dragaggi nei porti: "Abbiamo
vissuto in prima persona la vergognosa vicenda della Spezia - ricorda il
parlamentare Pdl - Visto che in Italia abbiamo così tanti autori che si
dedicano agli sprechi della politica, perché nessuno è andato a verificare
quanto sono costati ai contribuenti i ritardi e i successivi lavori nel Golfo
dei poeti? La storia, per chi la conosce bene, fa rivoltare lo stomaco. Ecco:
faremo in modo che sia l'ultima". f. fe. 06/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
L'europa contro il
governo italiano Mercoledì l'avvio dell'indagine: potrà durare fino a diciotto
mesi bruxelles. Il prestito ponte di 300 milioni stanziato
dal governo italiano per salvare Alitalia dal fallimento non piace alle autorità comunitarie. Di più: la
maggioranza di esse è convinta che dietro quel prestito si nasconda, in realtà,
un aiuto di Stato. Un sostegno illegale, dunque. Con queste premesse, su
proposta del neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani, la Commissione europea
il prossimo 11 giugno aprirà un'inchiesta informale per stabilire se la
misura sia compatibile o meno con le norme comunitarie in materia. L'esito
dell'investigazione richiederà diversi mesi, fino a diciotto. Il governo,
dunque, avrà il tempo necessario per trovare una soluzione credibile e un
acquirente per la compagnia di bandiera. E, con un'offerta credibile sul tavolo
per l'acquisto di Alitalia, hanno spiegato fonti
vicine al dossier, il prestito verrebbe visto in tutt'altra luce. Già in una
missiva inviata ad aprile al governo Bruxelles aveva sollevato dubbi sulla
natura della misura. Perplessità che la risposta arrivata da Roma del 30 maggio
scorso non ha affatto dissipato. Anzi: la Commissione continua a
giudicare"insufficienti" le spiegazioni fornite dal governo italiano,
sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale. L'apertura di
un'inchiesta è ritenuta da molti addetti ai lavori una strada obbligata dopo le
proteste avanzate dalle compagnie concorrenti (prime tra tutte British Airways
e Rayanair) ma anche dall'evidenza che l'intervento pubblico è un aiuto non in
linea con quanto previsto dalle norme comunitarie sulla libera concorrenza.
Dall'avvio dell'investigazione, l'Italia avrà un mese di tempo per presentare
le sue osservazioni. Bruxelles non intende ricorrere ad un'ingiunzione
immediata di restituzione del prestito, una scelta ad oggi mai adottata e che,
in questo caso, non avrebbe neanche solide basi giuridiche. Al termine
dell'indagine potranno aprirsi, così, tre strade. La prima: la Commissione
potrebbe decidere che la misura non si configura come un aiuto di Stato. La
seconda: si potrebbe arrivare alla conclusione che è aiuto compatibile con le
norme Ue, una decisione che talvolta può essere subordinata ad alcune
condizioni, in tal caso si parla di "decisione condizionale". La
terza: si potrebbe decidere che il provvedimento notificato è incompatibile con
il mercato comune e che, pertanto, non può essere messo in atto (decisione
negativa); in questo caso, Bruxelles potrebbe chiedere la restituzione del
prestito. Se un paese non rispettasse una decisione condizionale o negativa, la
Commissione potrebbe adire direttamente la Corte europea di giustizia. Secondo
le prime indiscrezioni, l'analisi della risposta del governo mostrerebbe in
modo piuttosto evidente che il prestito si configura come un aiuto illegale,
incompatibile con le norme Ue. Bruxelles in precedenza aveva sottolineato che
la misura poteva essere accettata solo se fatta a condizioni di mercato. Alitalia ha già beneficiato nel 2001 di un aiuto di stato
ed, in base alla regola "one time last time", ha ribadito a più
riprese la Commissione, non potrà riceverne altri fino al 2011. Sul fronte
politico interno, invece, l'Italia dei valori ha ribadito ieri di volersi
opporre fermamente al prestito ponte: "Continueremo l'ostruzionismo come e
più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità che è in
atto", ha detto Antonio Di Pietro. Sono sempre meno, intanto, i passeggeri
che scelgono Alitalia. Ad aprile la compagnia ha
trasportato 1,55 milioni di clienti registrando una flessione del 25,9%
rispetto allo stesso mese del 2007 mentre il traffico è calato del 27,3%.
francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 06/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
L'affitto
diminuirebbe con tasse più giuste Antonio De Iorgi La Spezia Per far scendere
il prezzo degli affitti (che sono davvero molto cari) il fisco dovrebbe, a mio
parere di locatore, far pagare le tasse solo sul reddito dell'affitto, e non
cumularlo con gli altri redditi. Tenendo conto che un proprietario deve pagare
il 2% annuale sul reddito locativo, l'Ici, le spese condominiali di ordinaria
amministrazione e risparmiare qualcosa per quelle straordinarie. Tante volte ci
scappa il tetto, l'ascensore, la caldaia, le scale, i balconi o la facciata,
senza contare che a fine locazione la casa necessita di lavori di restauro.
Dopo aver pagato tutte queste spese, cosa rimane al proprietario? Molto poco o
quasi niente, quindi per avere un minimo reddito è costretto ad aumentare la
locazione sul disgraziato finale. Per il bene di tutti, e principalmente per
gli inquilini sarebbe bene rivedere il tutto. Il costo del lavoro in Germania e
in Italia Federico Ferraro Bologna Si è data spesso colpa all'euro dei guai
economici del nostro paese (da parte del centrodestra, Lega soprattutto). A
questo proposito ho letto i dati su quanto è aumentato il costo del lavoro nei
principali paesi europei, dal momento della introduzione dell'euro ad oggi.
Ebbene in Germania è aumentato del 2,9 per cento, in Italia del 23,9. Peggio di
noi i soliti Grecia e Portogallo (28 per cento). Nello stesso tempo i salari
netti in tasca ai lavoratori italiani sono tra i più bassi d'Europa.
Evidentemente l'euro c'entra poco con tutto questo, mentre c'entra molto il
prelievo fiscale sulle buste paga e il fatto che la Germania si è aperta più di
ogni altro paese europeo al mercato estero, mentre noi
tendiamo sempre più a chiuderci nei nostri confini (vedi la vicenda Alitalia che vorremmo risolvere in casa
come i famosi panni sporchi). Il cellulare ritrovato da un cittadino
"diverso" Maurizio Casa Pollo Milano Domenica mi è successo di
smarrire il mio cellulare dalle parti di Viale Monza, probabilmente scendendo
dall'auto. Arrivato a casa, dove non mi ero neppure accorto di tale
smarrimento, mia moglie riceve sul suo cellulare una telefonata dal mio numero.
Una gentilissima agente del Commissariato la informava che un cittadino
senegalese aveva trovato il cellulare sulla strada e lo aveva portato al più
vicino posto di Pubblica Sicurezza. In un momento della nostra vita sociale, in
cui siamo tutti bravi a demonizzare gli altri, soprattutto se diversi da noi,
vorrei semplicemente ringraziare questo ignoto concittadino. Quel bambino "rapito"
da una sedicenne rom Giulia Morganti Napoli Sul tentativo di rapimento di un
bambino da parte di una ragazza sedicenne rom, avvenuto a Ponticelli l'11
maggio scorso, ancora non si conoscono gli esiti delle indagini. Chi ha per
conto suo giudicato vero l'episodio ha già esercitato la vendetta bruciando il
campo rom di Ponticelli e quelli (quasi tutti) che hanno condannato l'incivile
vendetta, a loro volta, hanno spesso detto che, però, il rapimento di un
bambino è cosa talmente grave da far comprendere i motivi che hanno portato a
compiere quell'atto incivile. Ma ora, dopo un mese, non sarebbe il caso da
parte degli inquirenti far sapere se il tentativo di rapimento risulta
accertato o no? Le telefonate di Fassino ad indagini concluse Gianni Giovannetti
Portavoce dell'on. Fassino Nelle conclusioni delle indagini su Bnl-Unipol i
magistrati scrivono "le telefonate di Fassino non solo non impongono, ma
neppure suggeriscono alcuna ipotesi di loro utilizzo giudiziario".
Considerata la esposizione mediatica a cui è stato esposto per mesi l'onorevole
Fassino, ci sarebbe piaciuto leggere anche quelle parole nell'articolo di
Repubblica (di ieri) sulla vicenda. Scandalo "farmaci" e vacanze in
Sardegna Fabizio Lemme Legale di Di Renzo Segnalo che la notizia relativa alla
promessa di una vacanza in Sardegna che il Di Renzo avrebbe fatto al Rossi è
destituita da ogni fondamento, in quanto il provvedimento cautelare riferisce
tale promessa ad altro indagato ma non al Di Renzo. La procura di Torino
ricorda come "Rossi offra il proprio appoggio da interno all'Aifa per
seguire e curare gli interessi delle ditte gestite da Di Renzo". In merito
alla presunta corruzione attraverso due vacanze, il gip cita i casi di Capo
Rizzuto e Carlo Forte (Sardegna), il pagamento sarebbe avvenuto "grazie a
Matteo Mantovani ".(e.r.).
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma Un volo Roma-Cagliari con tanti disservizi Vorrei segnalare
l'ennesimo disservizio Alitalia e l'ennesima maleducazione dei suoi operatori. Prenoto con le
mille miglia volo Roma-Cagliari delle 21.35 il giorno 24 maggio 2008. Ebbene il
volo è diventato Meridiana e parte alle 20.10!! Quando mi avvisa Alitalia di questi cambiamenti?
Telefono indignata e come unica risposta da una signorina, che rifiuta di dare
anche il suo nome, è "mi dispiace ma tanto ormai sono passati nove
giorni!!". Giuseppina Mellace.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Bologna
Il leader regionale Pd: hanno trasformato un evento festoso in un progetto con
altre finalità Caronna: "Non ho ancora capito sindaco di Bologna o di
Romilia?" LUCIANO NIGRO "Non ho ancora capito se pensa di fare il
sindaco di Bologna o di Romilia". Alla festa dell'Unità Due Madonne il
segretario regionale del Pd Salvatore Caronna parla del ciclone Alfredo
Cazzola, il patron rossoblù che dopo aver portato in A la squadra di calcio e
dopo essersi tolto più di un sassolino dalle scarpe nei confronti del sindaco
Sergio Cofferati assente il giorno della promozione, ora dice di pensare
seriamente a candidarsi come primo cittadino e irrompe sulla scena politica. Il
dibattito è saltato per il maltempo e anche per l'improvviso
forfait del ministro ombra Pierluigi Bersani trattenuto a Roma dall'affaire Alitalia. Caronna, che preferirebbe
evitare commenti, vorrebbe approfittarne per dribblare il tema del giorno, la
rotta di collisione tra calcio e politica. Ma finisce per cedere al pressing
del cronista che chiede se la mossa del patron rossoblù non abbia spiazzato il
centrosinistra bolognese. E' più sorpreso o preoccupato, Caronna, dalla
comparsa di un nome nuovo sulla scena politica bolognese? "Che Cazzola
aspirasse a entrare in politica si sussurra da tempo. Non mi sembra una novità
né un grande evento". Al netto della sorpresa, resta la preoccupazione?
"La curiosità, semmai. Non sono ancora chiari i progetti, le intenzioni e
gli interessi che si intende rappresentare. Non è chiaro, se mi passa la
battuta, se si candida a fare il sindaco di Bologna o di Romilia". In ogni
caso un candidato insidioso, non crede? "Noi guardiamo tutti con rispetto.
Senza supponenza nei confronti di nessuno. Valuteremo i fatti e le scelte.
Senza atteggiamenti precostituiti". Non considera un errore quello di
Cofferati che non è andato allo stadio il giorno della promozione in serie A?
"Mi pare che l'intera faccenda sia stata derubricata dai fatti".
Sarebbe a dire? "E' stata presa la palla al balzo per promuovere
un'offensiva che non è, da quello che capisco, solo nei confronti di Cofferati,
ma anche della Provincia e, credo, della Regione. E' stata colta l'occasione
per trasformare un evento festoso di tutta la comunità in un progetto con altri
fini". Vuol dire che le critiche erano strumentali? Cofferati non c'era
davvero. "Quali siano gli scopi reali lo valuteremo quando saranno chiari
gli obiettivi. Un fatto però è certo: si è voluto trasformare una festa del
calcio in un'altra cosa". Non le pare esagerato? "La mia è una semplice
osservazione: si è discusso e si sta discutendo più del candidato che della
serie A. Mi pare sproporzionato. Se uno è interessato alla festa per il ritorno
nella massima serie della squadra di calcio della città non spende tre quarti
delle proprie interviste in dichiarazioni contro le istituzioni. Questo sì, mi
pare un po' eccessivo. Mi fermo qui, però. Semmai ne riparliamo quando le
intenzioni del presidente del Bologna saranno più chiare".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari
"Bossi dichiara guerra al Sud" Vendola all'attacco: il governo vuole
la secessione fiscale Boccia: "Tremonti come Arsenio Lupin ha fatto
sparire i fondi al Mezzogiorno" PIERO RICCI Parte all'attacco l'esordio di
Vendola nella prima a Palazzo Chigi, con il Berlusconi ter. La novità è che al
tavolo del premier, a sedere tra i ministri c'è Raffaele Fitto, responsabile
per i rapporti con le Regioni. Il governatore pugliese attacca ma il bersaglio,
questa volta, non è il suo predecessore ma Bossi, il leader della Lega, il
ministro delle Riforme, il fautore della riforma federale. "Il suo - dice
Vendola - non è un progetto di federalismo fiscale, ma di secessione fiscale,
una vera e propria dichiarazione di guerra contro il Mezzogiorno".
"Tutte le regioni - aggiunge prima che il vertice tra governo e Regioni
cominci - vogliono un federalismo solidale e vogliono discutere di spesa
pubblica, tenendo conto delle competenze concorrenti". Tra i suoi colleghi
non la pensa così il veneto Giancarlo Galan: "Parlare di federalismo
fiscale solidale è un modo di non farlo". "Al momento - ha detto -
non esiste un testo del governo e quindi non si capisce da cosa si debba
dissentire: a meno che per federalismo fiscale si intenda "quel che mio è
mio e quel che è tuo e mio"". Screzi, battute. Ma il clima è
"positivo". Lo dice il ministro Fitto che accoglie la proposta del
capo dei governatori, l'emiliano Vasco Errani: "Il patto di legislatura
proposto dal presidente Errani e approvato all'unanimità dalle Regioni è una
condivisibile base di partenza sia nel merito, sia nel metodo, per quel
confronto sereno e costante garantito anche dal Presidente del Consiglio".
Vendola si fida ma fino a un certo punto. Poi ci mette del suo: "Sul clima
positivo non discuto: è così ma siamo solo all'ouverture. Tutto sarà più
difficile quando si entrerà nel merito delle questioni". Tipo sanità e trasporti.
"Il governo Berlusconi - aggiunge - cominci a rispettare i patti triennali
sulla salute e sul trasporto pubblico locale, sottoscritti dalle Regioni con il
governo Prodi". E citando il caso della Regione Lazio, dice che il
governatore Piero Marrazzo rischia di "essere cornuto e mazziato"
perché ha ereditato una voragine nei conti della sanità dal suo predecessore ed
ora rischia di essere penalizzato anche dal governo. Sulla strada del confronto
aspro, Vendola ieri s'è ritrovato il parlamentare del Pd, Francesco Boccia che,
a difesa del Sud, attacca il ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Altro che Robin Hood è un Arsenio Lupen che ruba i soldi del Sud
per finanziare le promesse elettorali come il prestito per Alitalia e la copertura per l'esenzione
dell'altra metà dell'Ici". Per il piano di salvataggio della compagnia di
bandiera, secondo l'analisi del deputato pugliese, Tremonti "ha
saccheggiato il fondo competitività e il fondo per la finanza d'impresa".
Così sull'imposta comunale sugli immobili: con erano già esenti gli italiani
che pagavano fino a 303 euro per la prima casa. "Coi provvedimenti di
queste ore - spiega Boccia - Tremonti estende l'esenzione ai benestanti del Sud
e del Nord sottraendo circa 1600 milioni da fondi che il governo Prodi aveva
garantito al Mezzogiorno, come il credito d'imposta o per gli investimenti a
favore delle fiere di Bari e Foggia, e per i comuni in dissesto che garantivano
soprattutto la ripartenza di Taranto".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I radicali
fotografano con i cellulari le infrazioni. "Ci vogliono le impronte
digitali" I "pianisti" tornano in massa e alla Camera è bagarre
FRANCESCO BEI ROMA - "Ognuno è pregato di votare solo per se stesso".
L'indicazione del presidente di turno, Rocco Buttiglione, dovrebbe suonare
pleonastica, se non fosse che a Montecitorio - dove si
votava ieri il decreto Alitalia - i "pianisti" sono tornati alla grande. Dando vita a
gustosi siparietti con i "cecchini" dell'opposizione, che hanno
cercato in ogni modo di impallinarli. Fabio Evangelisti, Italia dei Valori:
"Presidente, vi è stato sicuramente un fenomeno extraterrestre.
Vede dove è seduto l'onorevole Berruti? Il collega ha votato per sé, ma poi è
rimasta accesa la luce rossa nella postazione a fianco". Massimo Maria
Berruti, di Forza Italia, respinge l'accusa a modo suo: "Ho votato
esclusivamente per me. Il collega è un ipocrita, un falso e un bugiardo".
Evangelisti risponde per le rime: "Il fatto di essere offeso e apostrofato
dall'onorevole - come si chiama? - Berruti per me è motivo di orgoglio".
Nicolò Cristaldi, di An, se la prende con i colleghi che indicano a dito i
pianisti: "Così si aggrava il clima politico". Ma la tarantella
prosegue. E c'è anche chi inserisce nella fessura, al posto della tessera, una
carta di credito: "Evitiamo comportamenti goliardici - sospira Buttiglione
- che non contribuiscono alla dignità del Parlamento". La situazione
tuttavia sfugge di mano. Ugo Lisi: "Presidente guardi di là!". Amedeo
Laboccetta: "Lassù". Antonio Di Pietro. "Ma non è
possibile!". Giuseppe Marinello: "Guardi giù". Di nuovo
Evangelisti: "Guardi da quella parte". Antonello Soro:
"Presidente, di là". Sembra di stare a scuola. Ugo Lisi, del Pdl:
"Presidente, ci fanno le foto! è vietato fare le foto". Ecco, la
questione delle fotografie in Aula a un certo punto esplode con virulenza. Il
fatto è che radicali e dipietristi, per stanare i "pianisti",
cominciano ad immortalarli con i cellulari, cosa che sarebbe vietata dal bon
ton parlamentare. E la maggioranza, infatti, insorge. La radicale Bernardini si
autodenuncia per le foto, chiede un incontro al presidente Fini, e suggerisce,
tra le proteste del Pdl, un nuovo sistema di voto "con un dispositivo con
le impronte digitali". Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl, perde la
pazienza: "Basta fare gli spioni a votazione aperta. Smettetela di fare i
"Pierini" in Aula". Le fotografie però ci sono davvero e Antonio
Di Pietro promette una gogna mediatica. "Pubblicheremo le foto nel nostro
blog - annuncia - così gli italiani potranno vedere chi sono i
truffatori". Elio Vito, ministro dei rapporti con il Parlamento, è
costretto ad intervenire. "Le votazioni - assicura - sono state regolari.
Se anche ci fossero stati dei deprecabili fenomeni di questo genere (i
pianisti, ndr) non ci sono dubbi sul fatto che la maggioranza c'era".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Una newco Alitalia-AirOne con Colaninno presidente Intesa studia il
piano e prepara 500 milioni. Prenotazioni -26% Confermata l'apertura della
procedura della Commissione Ue sul prestito ponte LUCIO CILLIS ROMA - Una nuova
compagnia, con un miliardo di liquidità in tasca, che grazie alla fusione Alitalia-Air One e la spinta di Intesa Sanpaolo, pronta a
versare tra i 300 e i 500 milioni, possa ripartire e andare a nozze con un
gruppo aereo internazionale. Questo lo scenario che comincia a delinearsi per
il salvataggio del vettore sullo sfondo di un violento scontro politico, che
getta nel caos la Camera, e riapre le ferite tra la maggioranza e
l'opposizione, spostando a martedì il voto finale sul decreto per il prestito
ponte. Il primo passo verso la Newco, è stato fatto ieri, quando alcuni manager
di prima linea di Intesa Sanpaolo, neo advisor della privatizzazione, hanno
fatto il loro ingresso in via della Magliana per cominciare l'analisi dei
conti. L'urgenza nell'affrontare il nodo Alitalia
viene dalla conferma che il prestito ponte è entrato nel mirino di Bruxelles
(mercoledì partirà la procedura d'infrazione) e dai dati di Aea relativi ai
passeggeri: nel primo quadrimestre del 2008 la compagnia di bandiera ha subìto
un crollo di passeggeri del 26%, un dato pesantissimo dovuto al calo di fiducia
nella tenuta del vettore. Un secondo passaggio potrebbe già oggi gettare le
basi del lavoro che l'istituto bancario cercherà di portare a compimento: l'ad Corrado Passera illustrerà ai consiglieri della banca le
ipotesi sul tappeto per Alitalia, anche se ovviamente, come ha detto lui stesso, non se ne
discuterà formalmente perché non c'è ancora nulla di definito. Ma si accarezza
l'idea di creare una Newco in cui venga conferita Air One e che acquisisca il
pacchetto di Alitalia.
A questa nuova società, si affiancherebbe un partner industriale internazionale
con tempi ancora da vagliare: entro un anno secondo l'ipotesi cara a Passera,
oppure subito secondo la soluzione preferita da altri consiglieri della banca.
Il miliardo necessario potrebbe essere raggiunto con un impegno diretto per
300-500 milioni di Intesa Sanpaolo (ipotesi non gradita a tutti i consiglieri
del gruppo). Il resto verrebbe dalla partecipazione alla Newco di alcune
banche, soprattutto estere, per circa 50 milioni a testa (indiscrezioni parlano
di Jp Morgan, Morgan Stanley e Mediobanca) e di alcuni imprenditori italiani,
tra i quali Roberto Colaninno, il gruppo Ligresti, forse i Benetton e altri
imprenditori. Importante sarà, in particolare, il ruolo di Colaninno che per
prendere parte all'operazione avrebbe posto la condizione di diventare
presidente. La sua partecipazione potrebbe avvenire in due modi: con l'ingresso
in Air One tramite aumento di capitale riservato per una cifra di 100-150
milioni e con il ruolo di presidente che verrebbe confermato nella Newco una
volta che la compagnia ideata da Carlo Toto le venisse conferita. Altra
ipotesi, l'ingresso diretto nel nuovo gruppo con un apporto di capitale simile
ma sempre con la carica di presidente. Colaninno dovrebbe poi trovare,
d'accordo con Passera e gli altri azionisti della Newco, l'ad della nuova
società, il vero capo azienda, un manager di lungo corso nel settore aereo, non
importa se italiano o straniero. In questo contesto, molto dipenderà da Toto.
Il quale preferirebbe che prima venisse costituita la Newco, in modo da far
entrare lì Colaninno e poi conferire a sua volta Air One, spuntando più azioni
della nuova società.
( da "Riformista, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Loft 4 correnti solo
tra i cattolici E in Italia scenari di balcanizzazione "Utilissima
iniziativa", ha detto Walter Veltroni del convegno degli ex popolari di
Quarta fase sull'analisi del voto, prima di annunciare che avrebbe saltato
l'appuntamento per non disertare l'aula della Camera (ma gli organizzatori
Fioroni e Franceschini non sono anch'essi deputati?). Del resto, Veltroni non
era andato l'altroieri nemmeno al convegno dei cristiano-sociali del Pd. Né
aveva senso la sua partecipazione all'hotel Bristol, dove sempre due giorni fa
si sono riuniti a conclave i cattolici di area rutelliana guidati da Donato
Mosella e Luigi Bobba. E non è prevista la sua partecipazione al convegno di
oggi dei bindiani (ci sono, ci sono). In due giorni, quattro diverse iniziative
dei cattolici democrat per fare il punto sul dopo-voto. E se l'area cattolica -
che non non è nemmeno la maggioranza del Pd - procede divisa per quattro,
figuriamoci il resto del partito: dalemiani, fassiniani (con neo-fondazione al
seguito), i liberal ex Ds e i liberal di Bianco e Bassanini (rinviato alla
prossima settimana il loro vertice, cui Veltroni ha garantito presenza), gli ex
coraggiosi rutelliani, gli ex prodiani, la sinistra di Vita e Gentili e quella
di Nerozzi e Crucianelli (che ieri però hanno avviato l'unificazione), senza
contare che gli ex Ppi andrebbero a loro volta divisi in osservatori del rito
Franceschini e del rito Fioroni. Più che governarlo, Veltroni galleggia su questo
caleidoscopio in cui non è nemmeno facile distinguere tra correnti,
sottocorrenti, aree culturali e fondazioni e dove l'unica certezza è che
ciascuno discute nel proprio pianerottolo, senza preoccuparsi di cosa accade
agli altri piani. Come dimostra anche l'agenda dei prossimi mesi: a settembre
popolari e cristiano-sociali terranno due seminari di cultura politica a
distanza di pochi giorni, e per giunta nello stesso posto, Assisi. Nel
frattempo, tutte le fazioni affilano le armi per quando finirà la tregua
sancita dall'ultimo coordinamento, cioè in vista del congresso e della tornata
elettorale 2009. "Una situazione insostenibile, non è possibile che non si
trovi il modo di trovare una sede generale di discussione", ammette il
senatore veltroniano Stefano Ceccanti. In questa fase, però, Veltroni è
preoccupato soprattutto di preparare al meglio la battaglia interna e quindi di
raccogliere sotto la sua tenda il maggior numero di reggimenti possibile, e
pazienza se ciascuno ha già il suo generale o scopi diversi da quelli decisi al
Loft. Del resto, la linea originale è già stata "sporcata" su più
fronti (alleanze, tessere) e il ruolo dei veltroniani negli organismi dirigenti
pesantemente intaccato: commissariato Goffredo Bettini, ridimensionata la
coppia Morando-Tonini, azzerato l'esecutivo dei giovani, mentre
l'organizzazione è passata dalle mani dell'ex Ds Andrea Orlando a quelle di
Fioroni. L'unico strumento agibile in mano a Veltroni è rimasto il governo
ombra, sulle cui mosse poggia buona parte della comunicazione del Pd. Il che
non significa che lo shadow cabinet risponda a comando. La riunione di ieri
centrata sulle riforme, per esempio, ha bocciato la linea caldeggiata dallo
zoccolo duro veltroniano, ovvero anticipare una proposta sul federalismo fiscale.
Sulle riforme il Pd giocherà di rimessa e intanto ha fissato paletti che
chiudono la via a ogni convergenza col centrodestra sul "modello
lombardo", sul quale Roberto Formigoni assicurava nei giorni scorsi di
aver ricevuto il via libera da Veltroni. "Confermiamo la nostra
disponibilità al confronto - ha detto invece ieri il segretario democratico -
ma prima il governo tutto, non solo la Lega, deve chiarire qual è la sua
posizione sul federalismo, perché se è in realtà un secessionismo mascherato
noi non ci stiamo". Veltroni ha attaccato su Alitalia e sul reato di immigrazione
("In poche settimane il governo è già in confusione"). E la
"nuova stagione" di dialogo appare ancora sospesa: sui dossier
principali non si vede soluzione bipartisan, sulle riforme, per ora, solo
dichiarazioni d'intenti. Non fosse per la Rai, dove molto si è mosso
dopo l'incontro di ieri con Gianni Letta, di questi tempi a Veltroni non
resterebbe che saltare da un convegno di corrente all'altro. 06/06/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina 102
Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno Alitalia, Di Pietro: darò battaglia Duro confronto alla
Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno --> ROMA Dieci
ore di ostruzionismo e la promessa di proseguire a oltranza la prossima di
settimana: l'Italia dei Valori non molla la battaglia parlamentare contro il
super-decreto Alitalia che è all'esame dell'Aula di
Montecitorio. Il via libera finale previsto per martedì è quindi probabile che
slitti, almeno di ventiquattro ore. In Aula è un'altalena, si passa da momenti
di calma estrema a picchi di tensione, con tanto di insulti e accuse reciproci.
Ed è quasi bagarre quando scoppia il caso "pianisti" (i deputati che
votano per due, al posto dei colleghi assenti). DIVISI Le opposizioni si
presentano però divise alla prima prova parlamentare. Determinati a mettere i
bastoni fra le ruote al governo Antonio Di Pietro e i suoi uomini, decisamente
meno barricadero il Pd. I Democratici criticano nel merito il provvedimento, ma
continuano a evitare l'ostruzionismo: "Non esiste - dice il capogruppo
alla Camera Antonello Soro - un strategia di ristrutturazione e di rilancio di Alitalia, ma solo un vergognoso spreco di denaro pubblico,
una pericolosa fuga dalle responsabilità, un clamoroso tradimento degli impegni
preelettorali". DI PIETRO Diversi i toni di Di Pietro: "Continueremo
l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli italiani la doppia
illegalità, quella di merito, perché le norme europee impediscono gli aiuti di
Stato, e quella di metodo, perché ci sono dei truffatori che usano la scheda
due volte". L'ex pm se la prende con i deputati del Pdl, convinto che in
molti abbiano fatto i pianisti votando al posto dei colleghi e garantendo la
maggioranza. Ipotesi che viene respinta al mittente: la maggioranza ha
garantito le presenze, è la replica del ministro per i Rapporti con il
Parlamento Elio Vito, e non vi sono dubbi sulla regolarità delle votazioni.
L'INCHIESTA UE Da Bruxelles rimbalzano intanto le notizie sulla decisione
dell'Unione europea di avviare un'inchiesta formale e approfondita sui 300
milioni di euro concessi ad Alitalia, inizialmente
sotto forma di prestito-ponte, e poi trasferiti al patrimonio netto della
società. Il governo insiste sulla propria linea difensiva e si dice convinto,
con il ministro Vito, che la scelta di dare vita a un provvedimento
che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e
facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario
all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole
collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la
differenza - è la tesi dell'Esecutivo - e rendere la valutazione delle
istituzioni comunitarie più favorevole nei confronti del nostro Paese. Sarà la
Borsa a sancire il ritorno alla vita della nostra compagnia di bandiera?.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 106 Le reazioni Interrogazioni di Nizzi e Murgia Vertenza già nazionale
Martedì sarà sciopero Le reazioni. Interrogazioni di Nizzi e Murgia -->
OLBIA La vertenza Meridiana non è solo del territorio gallurese, ma è regionale
e nazionale. Nell'incontro promosso ieri a Olbia da Gigi Carbini, pilota
Meridiana e consigliere comunale, il concetto è stato ribadito a più riprese.
Tanto che i sindacati hanno anche ipotizzato di legare la
questione Meridiana a quella Alitalia. Va bene dunque l'interesse del fondo americano Tpg o di Air
France, con cui Meridiana ha avuto contatti di recente, ma meglio sarebbe se si
ipotizzasse un'alleanza a tre con Air One e Alitalia, formando un gruppo che controlla l'80% del mercato italiano,
così come succede in molti altri Paesi. La proposta di Mauro Rossi,
segretario nazionale della Filt-Cgil, è stata apprezzata, anche se, ha spiegato
il sindacalista, "non c'è tempo da perdere, perché è questo il momento
giusto per un'operazione di tale portata". In ogni caso, fino a quando non
sarà trovata una soluzione, sarà battaglia. Lo sciopero di 24 ore del 10 giugno
coinvolgerà tutti i dipendenti della compagnia, ma sarà solo l'inizio. "E
abbiamo bisogno del sostegno di tutti, anche degli enti locali", ha
sollecitato Miriam Cocco della Cisl. PARLAMENTO Il sostegno delle istituzioni,
è stato ribadito ieri nella sala Giunta del municipio di Olbia, non mancherà. E
la vertenza Meridiana è già diventata nazionale. "In questo momento,
Settimo Nizzi sta parlando di Meridiana in Parlamento", ha annunciato
Carbini, "mentre Bruno Murgia ha annunciato un'interrogazione
parlamentare", nella quale chiederà lumi ai ministri del Lavoro e dei
Trasporti. La mobilitazione di Regione e presidenza del Consiglio verrà chiesta
anche dal Comune, perché la "compagnia ormai è agonizzante e la società
continua a tentare la strada del basso profilo, come mi è stato spiegato mercoledì
in un incontro con i vertici della compagnia", ha ricordato ancora
Carbini, annunciando di aver preteso che entro il 19 giugno venga fuori il
piano industriale. Subito dopo, ha concluso il sindaco Gianni Giovannelli,
"ci rivedremo per decidere che fare e non daremo il via libera a un
progetto che non sia comune e condiviso". ( g. d. ).
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del GOVERNO OMBRA Veltroni: dall'Alitalia all'Ici
Berlusconi fa solo danni Miserendino e Matteucci a pagina 7.
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Ieri reality e varietà oggi Papa-premier show Un telegiornale,
Studio Aperto, che somiglia sempre più a quelle trasmissioni
"reality" di Maria De Filippi, che non capisci se i "casi"
sono veri o interpretati da attori presi dalla strada. Un altro tg, quello di
Emilio Fede, che è uno spettacolo di varietà recitato su misura per Berlusconi,
che non sbaglia mai e che ha sempre ragione. Bè, se uno sopravvive, finalmente
arriva al Tg3 e riesce a sapere come vanno le cose: inflazione in salita, eurodirettiva "della vergogna" per l'immigrazione
clandestina, Alitalia al
collasso e prestito-ponte sotto il tiro di Bruxelles perché "aiuto di
Stato", attacco della Lega a Napolitano perché ha detto ciò che sanno
tutti e che "Gomorra" ha raccontato: la camorra ha lavorato per
smaltire i rifiuti tossici degli industriali del Nord. Certo, potrebbe
andare meglio, ma le cose stanno così. Per oggi, mettiamoci l'anima in pace.
Berlusconi, in ginocchio, va a trovare papa Ratzinger. Già sentiamo il suono di
trombe, pifferi e tamburi con cui i telegiornali (il Tg1 ci ha aperto già ieri
sera con una memorabile intervista di Susanna Petruni al Cavaliere) scandiranno
la marcia del premier oltretevere.Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Scontro aperto alla Camera sul decreto Alitalia
Il governo si salva a stento, ostruzionismo di Di Pietro. Il voto finale
rinviato a martedì di Roberto Rossi/ Roma DECRETO Tra ostruzionismo, pianisti e
numero legale, tra urla, insulti e minacce, ieri alla Camera è andata in onda
una normale giornata di follia. Il tema? Alitalia. E
l'approvazione del super decreto legge voluto dal governo. Nel quale sono
inserite norme che riguardano non solo il prestito ponte da 300 milioni ma
anche il processo di privatizzazione della compagnia di bandiera che dovrebbe andare
in mano, in deroga alle legge vigenti, a Intesa Sanpaolo. L'esame del dl, come
annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito,
"riprenderà alla Camera martedì alle 12". Il governo per ora ha
escluso il ricorso alla fiducia ma se anche la prossima settimana dovesse
continuare l'ostruzionismo allora le cose potrebbero cambiare. Ieri la
maggioranza ha evitato il peggio. In mattinata l'opposizione ha tentato di far
mancare il numero legale nella votazione di un emendamento dell'Italia dei
Valori al decreto Alitalia. L'emendamento è stato
bocciato, e il numero legale è stato raggiunto per solo nove deputati
nonostante i membri dell'opposizione siano rimasti fuori dell'Aula. Non senza
qualche polemica visto che la votazione è andata a buon fine grazie ai
"pianisti", e cioè quei parlamentari che votano anche per il collega
assente. Al centro dello scontro proprio il prestito ponte. Che con il decreto
sarebbe girato a patrimonio. "Questo - ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando
Casini - non è più un prestito per Alitalia ma un regalo di 300 milioni che
i cittadini dovrebbero fare alla compagnia. E non credo sarebbero
contenti". "Il prestito in questione - ha tuonato Antonio di Pietro
dell'Idv - non lo rimborsa più chi deve acquistare Alitalia, ma va a capitale sociale, cioè lo rimborsano i cittadini con le
tasse" cioè lo Stato". Intrappolata tra le finte promesse
elettorali di Silvio Berlusconi e la mancata alleanza con Air France il gruppo Alitalia sta cedendo quote di mercato. Il traffico dei
passeggeri è, ad esempio, in caduta libera. Lo scorso aprile, secondo le
statistiche della Aea, l'associazione delle aviolinee europe, Alitalia ha trasportato un milione e mezzo di persone con
una riduzione, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%. Nel
primo quadrimestre del
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Immigrati, nel 1944 eravamo noi a tremare Gentile Direttore, nel
1944 una madre con in braccio un bimbo di pochi mesi viaggiava ogni giorno tra
Milano e Rovellasca: era sfollata per il timore dei bombardamenti, ma ogni
giorno tornava a lavorare a Milano. Spesso sul treno, le vecchie
"Nord", salivano soldati e ufficiali tedeschi che ispezionavano i
vagoni. La madre tremava ogni volta, ma i soldati e gli ufficiali tedeschi la
salutavano con rispetto e spesso facevano alzare qualcuno per farla sedere: il
bimbo era biondo e con gli occhi celesti, un perfetto esempio di pura razza
ariana. Ironia della storia: il padre era un ebreo fuggito pochi mesi prima in
Svizzera! Ho sentito questa storia per tanti anni in occasione dei compleanni
di famiglia: la giovane donna era mia madre, il bimbo mio fratello e il padre,
rifugiato in Svizzera nel 1943, era rientrato sano e salvo alla fine della
guerra con gran parte dei suoi famigliari. Per entrare in Svizzera
clandestinamente pagarono dei contrabbandieri: l'immigrazione clandestina
dovrebbe diventare un reato penale in Italia? Non lo era neanche nella
civilissima Svizzera del 1943! Se oggi dovessi assistere a un raid o a una
ispezione su un mezzo pubblico, come quelli di cui abbiamo letto essersi svolti
in questi giorni a Milano, non so come reagirei. Di fronte ai miei occhi si
materializzarebbe il racconto della mia infanzia. Gli ebrei di allora sono gli
immigrati di oggi, i nazisti di allora sono i nostri vigili e poliziotti, non
so quanto consapevoli di interpretare un ruolo che certamente non apprezzano. E
non so quanto consapevoli di come ingannevole, velleitario e crudele sia quel
che stanno facendo. Chi sa quanti finti italiani sfuggono loro, perchè la loro
pelle è di una tinta che non distinguono, chissà quanti onesti e infelici
incappano nelle loro maglie e perdono ogni speranza. Chissà quanti di questi
disperati provano la stessa paura che provava mia madre, per sé e per il suo
bimbo. Grazie se vorrà pubblicare questa riflessione
Daniele Marini Alitalia e
clandestini Berlusconi ci ripensa... Cara Unità, lo Statista di Milanello firma
la legge sul reato di clandestinità e poi fa finta di pentirsene e dice che lui
non è d'accordo. Prima accusava Prodi di voler svendere l'Alitalia ad Air France e ora afferma che
la compagnia aerea francese sarebbe il partner ideale per Alitalia. Prima dice che vuole
privatizzare tutto e poi parla di nazionalizzare l'Alitalia.
I rapporti tra Lega e Pdl sono estremamente tesi e di fatto i due partiti non
sono d'accordo su niente. Quanto durerà questo governo? Giuseppe Valendino,
Canonica di Triuggio (Mi) Clandestinità, un oltraggio ai diritti dell'uomo Cara
Unità, dopo una campagna elettorale condotta aizzando ad arte gli istinti
xenofobi della maggior parte dei nostri concittadini di destra, ora il
cavaliere si trova a fare i conti con la dura realtà del governare. È del tutto
evidente che l'introduzione del reato di immigrazione clandestina è un
oltraggio ai principi di ragionevolezza e proporzionalità che dovrebbero
orientare l'azione del legislatore, oltre a costituire un attacco
ingiustificabile ai diritti fondamentali della persona. Oltre a ciò,
l'introduzione di questa nuova fattispecie nel codice penale non farebbe altro
che ingolfare la macchina della giustizia ed affollare le carceri. Resosi conto
di ciò , ora il cavaliere cerca di ricacciare nel pentolone le forze che i suoi
apprendisti stregoni , e lui stesso , hanno liberato in mesi e mesi di
propaganda elettorale. Bene faranno quindi l'Italia dei Valori ed il Pd ad
incalzare la maggioranza su temi fondamentali del vivere civile ed a vigilare
attentamente affinchè la nostra Costituzione non venga lentamnte stravolta
dagli esponenti del governo Berlusconi. P.S. : il ministro Larussa propone una
naia-breve per educare i giovani ai valori della gerarchia e all'amor di
patria; a quando l'obbligo di indossare la camicia nera, signor ministro ?
Cordiali saluti Giulio Pica Ferrovie, mancano le motrici Cara Unità, vorrei
segnalare una preoccupante inefficienza che ha preso piede alla stazione di
Milano Centrale: la carenza di motrici che fanno ritardare la partenza dei
treni. Èccesso l'ultima volta venerdì, 30 maggio. Il treno IC Milano
Ventimiglia delle ore 17 è partito con un'ora e mezza di ritardo, si è fermato
dopo pochi chilometri per farsi poi spingere fino alla stazione di Mi Rogoredo.
Lì abbiamo preso il treno delle 20,36 per Ventimiglia. A Genova sono saliti
coloro che erano partiti con treni regionali nel vano tentativo di fare prima.
Risultato: per non avere una motrice di ricambio, abbiamo subito quattro ore di
ritardo. Mi auguro che per il mondo del lavoro il ministro Brunetta, funzione
pubblica, trovi il tempo di rapportarsi con gli altri colleghi ministri per
dare dignità al lavoro e non solo regole, che disguidi come quello che ho
detto, mandano a monte. Dignità vuol dire poter lavorare con la possibilità di
prendere delle decisioni efficaci nei casi critici. Tutti noi sappiamo che
tutto questo è sempre più difficile, compresi quei poveri ferrovieri di venerdì
sera che ringrazio per la loro disponibilità. Distinti saluti Anna Marenco.
Cairo Montenotte (Sv) Quella riunione solo per recuperare tempo Egregio
Direttore, ho letto il fondo sul quotidiano da lei diretto il 3 giugno nella
rubrica "Ora d'Aria" a firma di Marco Travaglio. Non entro nel merito
delle valutazioni dell'estensore, che rispetto in linea di principio ma sulle
quali non mi sento di essere d'accordo. Non c'era alcuna intenzione, infatti,
di infliggere la "dimora obbligatoria" ai miei colleghi di
commissione. So bene quale sia la mia condizione attuale di indagato e gli
obblighi che ne derivano. Ho piena, incondizionata fiducia nell'operato della
Magistratura e ne rispetto le decisioni. Sarà il tempo a stabilire da che parte
stia la verità. Quando ho deciso di verificare la possibilità tecnica di
convocare la commissione presso il mio Comune di residenza, ero mosso
dall'unico intento di contribuire al fattivo lavoro fin qui svolto. La
condizione in cui mi trovo mi impedisce di uscire "dai confini
daziari" della mia città ma in alcun modo compromette la completezza dei
miei diritti di Consigliere Regionale e di Presidente della I Commissione
Consiliare; infatti non sono destinatario di un provvedimento di interdizione
dai miei uffici. Per questo ho ritenuto di "aggirare l'ostacolo"
proponendo di tenere una seduta presso la Casa Comunale di Casal di Principe
ritenendo di recuperare tempo e contribuire all'economia generale dei lavori da
tenersi successivamente in consiglio regionale. Non prevedevo di sollevare un
polverone; ne sono profondamente rammaricato e, di conseguenza, non ho esitato
a ritirare la mia proposta. Colgo l'occasione per inviare a lei ed al dr.
Travaglio i miei più cordiali saluti. Nicola Ferraro, Presidente I Commissione
Consiliare Permanente Casal di Principe.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Il banchiere L'intervento all'Osservatorio permanente
giovani-editori: "Io e Bazoli? Non siamo duellanti, rapporti
rinsaldati" Geronzi: il caro-petrolio? Tremonti fa bene a intervenire Il
presidente di Mediobanca ammette: le banche sono state distratte nel rapporto
con i clienti DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - Elogia Giulio Tremonti, concorda con
Mario Draghi, rassicura Giovanni Bazoli, sprona Franco Bernabé, scherza su
"Belzebù" Giulio Andreotti, bacchetta le banche e i manager
superpagati, colpisce i petrolieri e parla di finanza, politica, stock option e
consumatori, giovani e veline, e anche delle sue vicende giudiziarie. Per
essere un banchiere riservato mercoledì sera Cesare Geronzi, presidente del
consiglio di sorveglianza di Mediobanca, ha sorpreso. Quando sale sul palco
sembra spaesato: di fronte a lui ci sono 250 liceali dell'Osservatorio giovani-
editori. Non è la sua prima volta, ma l'ultimo incontro con i ragazzi risale a
tre anni fa. Prende comunque in fretta le misure e parla per un'ora e mezza.
Forse è la sua intervista più lunga, senz'altro è particolarmente
"piena": Giulio Anselmi, direttore de La Stampa, non tralascia nulla,
tocca gli argomenti più importanti e anche quelli più delicati. E i giovani gli
vengono dietro, senza timori e con tanta curiosità. Il colloquio spazia così
dai subprime al caro-petrolio. è uno studente a chiedere: possibile che il
barile aumenti sempre anche se l'euro è forte sul dollaro? Sembra una domanda
ingenua. Ma Geronzi non la considera tale. Anzi: "Io la penso come lei e,
per fortuna, la pensa così anche il ministro Tremonti". Il quale "certamente,
alcune discrasie vorrà eliminarle. E secondo me fa bene a farlo". Il
riferimento è alla Robin Hood tax sugli extra profitti dei petrolieri proposta
dal ministro dell'Economia e al "tavolo" sulla benzina con
produttori, consumatori e sindacati aperto dal ministro dello Sviluppo Claudio
Scajola. Per l'avvio dell'intervista Anselmi sceglie invece un argomento più
vicino al curriculum del banchiere: la crisi finanziaria. Geronzi si rifà alle
"Considerazioni finali" di Draghi. Governatore troppo ottimista?
"No. è stato, come si conviene, molto prudente". Secondo il
presidente di Mediobanca "non è finita, ci saranno ripercussioni per tutto
l'anno. Però oggi siamo tutti più vigili e il sistema bancario italiano ha
tenuto botta: negli ultimi 10 anni è il migliore, si è riorganizzato e
ristrutturato ". Geronzi sa però che gli istituti di credito sono ai
minimi di popolarità. E ammette: "Dobbiamo prenderci la colpa di essere
stati distratti nel rapporto fra banca e cliente. Il sistema non ha meditato
sui danni reputazionali che derivano dal malessere del consumatore".
Concorda con Draghi sulla sostituzione della commissione di massimo scoperto. E
spende un altro dei diversi elogi al governo: l'accordo con Abi sui mutui
"è positivo. Non è un ripagamento immediato a ciò che la demagogia chiama
maltolto. Ma tutti hanno qualcosa in più da spendere". Tra l'altro,
annota, sbaglia chi pensa a Draghi e Tremonti "separati ": "Sono
due persone che lavorano bene. Perché non possono farlo bene insieme?" I
banchieri saranno distratti. Ma, "provoca" l'intervistatore,
strapagati. Nella domanda c'è un capitoletto rivolto a Geronzi, che dopo la
fusione della "sua" Capitalia con Unicredit ha ricevuto 20 milioni
extra. Lui risponde così: "Concordo con le critiche alle alte
remunerazioni della classe dirigente. Io mi ritengo esente: non ho mai voluto
appartenere alla categoria dei destinatari di stock option perché almeno una
persona deve avere indipendenza di giudizio e di tornaconto al momento di
prendere una decisione. La mia remunerazione è più bassa di quella dei miei
colleghi. L'anno scorso ho ricevuto un riconoscimento alla carriera per 25 anni
di lavoro". Potrebbe fermarsi qui, ma vuole dare una stoccata in più ai
banchieri che "evocano la teoria della creazione di valore. E' sbagliato questo
credo assoluto, si pensa che il manager vale tanto più è pagato. Ci si
dimentica che le aziende hanno il dovere di creare valore ma anche di pensare
alla società che le tiene in vita". Gli stakeholder magari sono poco
attraenti. Ma è così anche per la politica? Geronzi è la persona giusta sul
tema: sono noti i rapporti stretti e trasversali con questo mondo. Lui è il
Belzebù che lega finanza e potere? Sorride: "Non mi raffiguro così. Il
riferimento è ad Andreotti. Io sono una cosa piccina. Non ho fatto banca e
politica nello stesso tempo. Sapesse Roma com'è attraversata da tanti banchieri
di peso e come sono ascoltati nei corridoi dove si fa la politica...".
Geronzi dice che la politica l'ha certo "incontrata ". Parla delle
riforme che hanno "disboscato la foresta pietrificata" del credito:
la legge Amato-Ciampi, le trasformazioni statutarie degli istituti di diritto
pubblico volute da Beniamino Andreatta. E racconta della "piccola Cassa di
risparmio di Roma", che ha diretto dall'83 e "ha avviato le privatizzazioni
". Poi le acquisizioni e aggregazioni che hanno costruito Banca di Roma e
Capitalia. Compresa quella della bresciana Bipop: "Pensa che in un
contesto ricco e distaccato dalla politica non abbiamo dovuto negoziare con la
politica?". Non sarà Belzebù, ma il presidente di Mediobanca è uno dei
banchieri più potenti d'Italia. Lui e Bazoli, presidente di Intesa-Sanpaolo,
sono i "Duellanti" del credito? "Niente di più inverosimile. Il
rapporto dura da anni. Ci sono state valutazioni diverse ma hanno sempre
prevalso il buonsenso e la saggezza di chi ha il dovere di essere saggio".
Sì, c'è stato un "disappunto " di Bazoli. Quando "riteneva che
Unicredit unito con Capitalia avesse uno strapotere su Mediobanca, Generali e
Rcs. Il dialogo è stato sereno. Ma i fatti hanno contato di più: hanno portato
a verificare l'assoluta indipendenza mia e la non volontà dell'amministratore
delegato di Unicredit di attuare prevaricazioni. Ciò ha rinsaldato ancor più il
rapporto e, piaccia o non piaccia, dato stabilità e solidità al sistema".
Oggi Mediobanca e Intesa-Sanpaolo giocano le partite centrali. Come Telecom.
Geronzi dice: "Io penso positivo. Certo, la situazione è complessa. Ci
sono state situazioni anomale non incidentali che hanno creato problemi senza
riferimento con l'economia aziendale". Spende un tributo a Marco
Tronchetti Provera: "Lo apprezzo molto come manager e uomo. Dopo la sua
uscita c'è stata molta confusione e la confusione non aiuta a capire i
problemi. Oggi la questione non è fare investimenti, la struttura finanziaria
non lo consente. è il momento del riordino organizzativo e dei costi. E nessuno
meglio di Bernabé può farlo. C'è stato un primo segnale, forse piccole cose, ma
immaginare l'uscita di 5 mila persone da una struttura come Telecom in un paese
come il nostro è molto importante". O come Alitalia: "Tremonti ha il diritto
di individuare una scelta. Mediobanca finora non se n'è interessata ma poi, in
un contesto ben definito, noi facciamo parte del sistema. E il sistema paese
deve reggere ". La parola sta per passare agli studenti. Ma se
l'avvio dell'intervista è stato soft, il finale è "hard": le vicende
giudiziarie, legate ai casi Cirio, Parmalat e Italcase. Geronzi dice che
"se vivessimo in un paese nel quale le responsabilità si accompagnano alle
funzioni e alle deleghe utilizzate, le mie vicende giudiziarie non
esisterebbero. In nessuno dei casi si può provare che io abbia non solo fatto
ma concorso a fare alcunché. Se la mia persona è necessitata come presenza per
dare risalto a fatti che di per sé hanno già risalto, ci sarà "un giudice
a Berlino" che riconoscerà anche questo". E conclude, dopo aver
ricordato alcuni episodi contestati dai magistrati relativi alla sua presidenza
in Banca di Roma: "Ognuno deve portare la sua croce, e se mi è stata
destinata questa la tengo ben stretta. Altre sono le croci che fanno male.
Nessuno troverà mai un pezzo di carta che potrà avvalorare ipotesi e disegni.
Che sono ipotesi e disegni anche se a volte fanno male". I ragazzi sono
forse un po' storditi: i temi sono difficili. Ma fanno domande sul loro futuro,
chiedono suggerimenti, rimproverano la politica disattenta: si sentono
"mortificati" e "discriminati " come ha detto Draghi.
Geronzi invita l'"Osservatorio" di Andrea Ceccherini a occuparsi
anche dei giovani che lì non ci sono, che hanno meno opportunità, spesso
inseguono il successo facile, si fanno "scorticare " per un posto da
"velina". E in sintonia con il presidente di Rcs Piergaetano
Marchetti si rivolge alla platea e dice: "Battete i piedi quando è
necessario, approfondite ciò che accade intorno a voi, siate curiosi. E
riflettete su cosa potete fare di più per il vostro futuro e la società".
Cesare Geronzi Sergio Bocconi.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38
categoria: BREVI 300 milioni L'importo del prestito ponte concesso ad Alitalia: per l'Unione
Europea sarebbe un aiuto illegale di Stato.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria:
REDAZIONALE Il decreto Traffico in calo del 25,9%, passeggeri scesi del 13%.
Guzzetti: le fondazioni? Prima il piano "Prestito Alitalia, aiuto di Stato" La Ue avvia
la procedura d'infrazione. Battaglia alla Camera, voto rinviato Trenta giorni
all'Italia per evitare le sanzioni e quattro mesi per individuare i partner
della compagnia DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per il governo italiano,
quello in carica e quello che l'ha preceduto, erano e sono "un
prestito ponte" accordato alle condizioni di mercato. Ma per la
Commissione europea, i 300 milioni erogati all'Alitalia
sarebbero un aiuto illegale di Stato, contrario alle regole della libera
concorrenza, e per questo l'11 giugno verrà aperta una procedura di infrazione
contro il nostro Paese. Che avrà, però, il tempo (un mese) per rispondere alle
contestazioni, se lo vorrà o potrà, e per evitare così le forti multe previste
dalla normativa comunitaria: ma soprattutto per evitare l'obbligo, da parte di Alitalia, di restituire i 300 milioni già messi a bilancio,
con gli interessi. Più o meno 4 mesi saranno poi "concessi" a Roma
perché sia trovato un compratore o meglio una cordata di compratori. Non c'è
ancora una conferma ufficiale di tutto questo, neppure sulla data dell'11
giugno: ieri mattina, nel quotidiano incontro con i giornalisti, il portavoce
Johannes Laitenberger si è limitato a ricordare che "nessuna decisione è
stata presa ". Tuttavia, le indiscrezioni sempre più frequenti e
provenienti da più fonti confermano tutte che la decisione sarebbe già presa.
Se davvero è così, toccherà all'italiano Antonio Tajani, neocommissario ai
Trasporti oltre che vicepresidente della Commissione, mettere la prima e più decisiva
firma sul documento della "bocciatura". Intanto, la crisi finanziaria
e di immagine si riflette sulla situazione del mercato: gli ultimi dati per il
mese di aprile rispetto allo stesso periodo del 2007 confermano un calo del
25,9% nel numero dei passeggeri e del 27,3% nel traffico complessivo. Nei primi
4 mesi del 2008, i passeggeri sono diminuiti del 13,4%. Non sono certo le
condizioni ideali per attirare un compratore. Si è ipotizzato nelle scorse
settimane anche un interesse da parte delle fondazioni bancarie, ma ieri il
presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha detto
che è ancora presto per parlarne: "Le fondazioni non lavorano sugli
scenari ma su carte e documenti. Quando li vedremo, potremo ragionare". Le
voci sulla "bocciatura" Ue sono rimbalzate alla Camera mentre era in
corso una sofferta seduta (tra ostruzionismo e "pianisti ") sul
decreto. L'esame è stato sospeso e riprenderà martedì. Luigi Offeddu Manda a
Corriere.it la tua opinione sul salvataggio Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria:
REDAZIONALE La nazionalizzazione Caso Northern Rock E Bruxelles accusò Londra
di statalismo DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - "La Commissione
europea non contesta il fatto che la bancarotta della Northern Rock avrebbe
avuto effetti negativi per le altre banche. Tuttavia, le informazioni fornite
dalle autorità britanniche non hanno convinto la Commissione che queste
conseguenze negative potessero raggiungere le dimensioni di una seria
perturbazione per l'economia". Non è certo come dire "furboni
statalisti, avete imbrogliato", ma poco ci manca. Perché questo è il succo
del rapporto diffuso dalla Ue (Direzione concorrenza di Neelie Kroes) sulla
banca semirovinata dalla crisi dei subprime: primo, lascia capire che i 140-150
miliardi di euro erogati da Londra potrebbero essere una respirazione
artificiale praticata a una salma; secondo, dipinge il salvataggio come la
somministrazione di medicine o droghe che il mercato rifiuta. A volte, succede:
Garrone sdrucciola e si ritrova al posto di Franti. Cioè: il primo della classe
viene spedito in castigo, dove siede l'ultimo. Il primo della classe in tema di
liberismo, nell'Unione e non nel libro "Cuore", si chiama Gran
Bretagna: da sempre condanna giustamente gli indebiti aiuti di Stato e
bacchetta chi (come l'Italia) è invece più sensibile alle sirene stataliste.
Giorni fa, British Airways ha chiesto alla Commissione di
intervenire contro il prestito ponte all'Alitalia. Ma ecco, ora la stessa Ue sembra aver colto in castagna proprio
Garrone, cioè il governo inglese: l'indagine aperta in aprile sugli aiuti alla
Northern Rock rivela "aiutoni " macroscopici, mentre la Ue tollera
solo interventi reversibili e con scadenze certe. La
"nazionalizzazione temporanea " della Northern Rock potrebbe costare
qualche migliaio di euro a ogni suddito di Sua Maestà. Ancora dal rapporto Ue:
"La Commissione dubita che siano prese misure compensatorie sufficienti a
evitare indebite distorsioni della concorrenza e del mercato... dubita che
l'aiuto sia limitato, in dimensioni e in durata, al minimo necessario ".
Una successione di dubbi sulfurei. E uno sguardo pessimista al futuro: "La
Commissione dubita che, se la Northern Rock dovesse essere venduta a un nuovo
proprietario nei prossimi anni, questi non sarebbe costretto a prolungare le
misure di compensazione". Traduzione: a caricarsi il fardello mollatogli
dallo Stato. Gordon Brown e Neelie Kroes L. Off.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-06 num: - pag: 52 autore: di
PIER LUIGI BERSANI categoria: REDAZIONALE LA CONCERTAZIONE ALLA BERLUSCONI I
pasticci corporativi del governo C aro direttore, diversi e recenti interventi
in materia economica ospitati dal Corriere della Sera stimolano qualche
considerazione. Ormai ci convinciamo tutti di essere oltre le ideologie e
invece siamo finiti in un self service ideologico in cui i sistemi concettuali
che giustificano l'azione politica possono essere dismessi e sostituiti senza
colpo ferire (non diceva Mark Twain di essere capace di smettere di fumare
almeno venti volte al giorno?). Liberismo, neoprotezionismo o statalismo
diventano ideologie prêt-à-porter, per il tempo necessario a imbastire una
narrazione utile allo scopo. Adesso le narrazioni pre elettorali sono concluse
e siamo all'esordio dei fatti di governo. Cerchiamo di capire a quali concetti
possono corrispondere, partendo dalle cose facili. Dichiaratamente,
l'abolizione totale dell'Ici, dopo quella parziale graduata socialmente da
Prodi, corrisponde al seguente concetto: l'abbiamo promesso in campagna
elettorale. Tanto basti agli economisti e scordiamoci tutti che si era promessa
anche la riduzione delle aliquote, l'abolizione del bollo. ecc… Quanto agli
impegni sul rafforzamento del potere di acquisto, basterà ricordare che un
benestante proprietario di casa potrà avere dalla prima manovra economica un
beneficio di mille-duemila euro, mentre un precario o un pensionato in affitto
o con proprietà di una casa modesta non avrà un solo euro. Robin Hood si è
distratto; nemmeno legge i dati di questi giorni sul fabbisogno, che in modo
conclamato certificano l'extragettito. La misura sugli straordinari può
rispondere al concetto: lavora di più se vuoi guadagnare di più. Un concetto
importato dalla Francia che non pare avere, nella sua terra di origine,
risultati brillanti. Male non fa, ma c'entra poco o nulla con il potere di
acquisto e con la produttività. Qualcosa in più si può capire interpretando le
prime mosse rivolte a grandi soggetti della economia reale. Qui il governo non
ci appare né liberale né statalista; sembra assumere piuttosto una logica che
definirei di concertazione corporativa, indifferente sia a buone regole di
marcato sia a doverosi compiti e legittimi interessi dello Stato. L'accordo in
sede Abi sui mutui è stato offerto al timbro solenne del Governo e a una
inutile normazione. Ogni analista riconosce che la portabilità gratuita del
mutuo è più conveniente alle famiglie. Essa verrà spiazzata e la concorrenza
fra le banche sui mutui è una palla di neve che non potrà più diventare una
valanga. Vengono sanate le concessioni autostradali, facendo in modo che né le
Commissioni parlamentari né il Cipe né il Nars possano verificare il rapporto
fra ricavi, tariffe e investimenti. Lo si vedrà col senno di poi. Parlo adesso di Alitalia. Si affida senza gara a una grande banca, già parte in causa, la
gestione di un percorso sgombro da ogni vincolo di trasparenza, di vigilanza e
di non discriminazione. Una cosa mai vista che, travolgendo una miriade di
legittimi interessi, genererà una sacco di guai. La concertazione corporativa
prevede altresì la versione burbera. Si parla di aggravi fiscali a carico di
banche e petrolieri (preventivamente, la forbice del prezzo alla pompa della
benzina con la media europea ha toccato in questi giorni un massimo storico.
Sarà agevole calcolare, una volta conosciuta la nuova tassa, quanto i
petrolieri ci avranno guadagnato). Giacciono intanto in Parlamento dalla scorsa
legislatura, contrastate con ogni forza dal centrodestra, norme che si
occupano, ad esempio, del superamento del massimo scoperto in banca e della
riforma della distribuzione dei carburanti. La concertazione corporativa
esclude infatti le riforme; prevede semmai controriforme, accompagnate da una
buona dose di copertura demagogica. Il quadro si completa con i primi segni di politica
per l'impresa; si compromettono i crediti di imposta automatici sugli
investimenti (riparte dunque la 448?) si finanzia Alitalia
con trecento milioni presi dai bandi di innovazione di Industria 2015. Le
associazioni di impresa tacciono e, francamente, non è un bel sentire. Vedremo
il seguito. Per ora tutto procede in luna di miele. In molti sappiamo per
esperienza, tuttavia, che quello che sbagli in luna di miele ti viene sul
momento perdonato. Ma non si dimentica più. \\ I primi interventi dell'esecutivo
in materia economica sembrano seguire una logica né liberale né statalista,
indifferente sia alle buone regole di mercato sia ai legittimi interessi dello
Stato.
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del "La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato
E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud" Bersani: "Alitalia si è impiccata
a una cordata".
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: il governo è in stato confusionale
Alitalia, Ici,
immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non
gradisce di Bruno Miserendino / Roma "IN POCHE SETTIMANE il governo è
precipitato in un generale stato di confusione". Dall'Alitalia, all'immigrazione, al taglio
dell'Ici, che non serve a niente e penalizza il Sud, per finire al
federalismo. Veltroni attacca, l'esecutivo non gradisce, e anche sulle riforme
istituzionali il dialogo va avanti un po' a fatica, come testimonierebbe l'esito
di un incontro mattutino tra lo stesso leader del Pd e l'ambasciatore del Pdl
Gianni Letta. Veltroni attacca perché vede un gap molto forte tra ciò che serve
ed era stato promesso, e i primi passi dell'esecutivo. Il segretario, con
Morando e Chiamparino, parla al termine di una lunga riunione del governo ombra
dedicata al tema del federalismo e sul tema lancia un messaggio rivolto alla
maggioranza e anche all'interno del Pd. Attenzione, dice, noi vogliamo il
federalismo fiscale, ma non c'è alcun asse privilegiato con la Lega, sbaglia
chi vede accordi sottobanco alle porte. Il Pd, dice Veltroni, chiede che si
riparta dal pacchetto Violante già approvato e dal testo della conferenza delle
regioni, "ma è il governo e la maggioranza che si devono chiarire devono
dare risposte politiche precise". "Non c'è stato alcun contatto tra
me e Bossi - spiega - noi abbiamo la massima disponibilità, ma bisogna chiarire
il contesto". Il "contesto" è quel che pensa la maggioranza dove
le idee non sono chiarissime e dove la Lega sembra riproporre una forma di
"scessionismo mascherato", con l'aggravante "di una messa in
discussione del nostro ruolo nella Ue". I paletti del Pd in materia sono
noti: "Noi - ha spiegato Veltroni - vogliamo un federalismo che unisca il
paese e che non rafforzi le diseguaglianze che già ci sono e che non costi di
più, quindi che non raddoppi le funzioni e livelli istituzionali di una
macchina decisionale già lenta". Insomma non rientri dalla finestra quel
che era uscito dalla porta quando il referendum costituzionale bocciò la
devolution. La bozza Violante, affermano Veltroni, Chiamparino, Morando,
"era già condivisa, e non vogliamo fare passi indietro con proposte di
partito". Quanto al federalismo, "per noi il documento approvato dalle
Regioni è una buona base di lavoro". Ma il federalismo è solo un aspetto,
i problemi più evidenti riguardano le prime mosse del governo sui temi che
hanno decretato la vittoria di Berlusconi e di Bossi e su cui il Pd intende
dare battaglia. Veltroni l'aveva promesso: smaschereremo giorno per giorno le
promesse che non diventano realtà. Sull'immigrazione il segretario dà credito
alla marcia indietro del premier e per questo dice che il governo "sta
prendendo la strada giusta", ma le cose sono ovviamente più complicate. È
emblematica anche la vicenda dell'Ici, il cui taglio totale è un regalo ai ceti
abbienti (perché a quelli meno ricchi era già stata tolta dal governo Prodi) e
che è stato finanziato levando soldi al Mezzogiorno. "Il governo ha
cominciato contro il Sud e non va bene". Su Alitalia,
secondo il Pd il disastro è chiaro, e solo in un paese come il nostro, dice
Pierluigi Bersani alla Camera, il governo potrebbe fare qual che ha fatto senza
una sola critica dei "famosi cultori del mercato". Ecco l'epitaffio:
"Alitalia - dice il ministro ombra - s'è
suicidata, impiccandosi a una cordata". Che non c'è e che se c'è sarà
pagata amaramente da italiani e lavoratori della compagnia. E giù ironie su
Tremonti Robin Hood. Anche qui, dice Bersani, "non si capisce che il governo,
permettendo differenze di prezzo del carburante tra noi e l'Europa, ha già dato
ai petrolieri quel che minaccia di togliere con le supertasse sui
superprofitti". Questo è il problema, sottolinea Bersani, solo che al
momento nessuno glielo rimprovera, perché i media sono in luna di miele col
governo. Bonaiuti non ha gradito molto le esternazioni del Pd e dice che la
confusione è nell'opposizione. Ma anche nell'incontro con Gianni Letta,
avvenuto lontano da occhi indiscreti, nonostante il clima di dialogo non tutto
sarebbe andato liscio. "È proseguita - dice Veltroni - una discussione
sulle riforme per vedere di portare il pacchetto Violante il più rapidamente
possibile in Parlamento". Ma sulla Rai le idee sono altre.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-06 num: - pag: 72 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Napolitano e la Lega Sui rifiuti tossici
portati illegalmente da Nord a Sud è scontro tra il presidente della Repubblica
e la Lega. Giorgio Napolitano replica: "Sull'argomento basta leggere la
relazione della commissione parlamentare sui rifiuti...". La manovra di
Brunetta La manovra triennale 2009-11 sarà di circa 36 miliardi di euro. Lo ha
detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Politica
Immigrazione clandestina I 27 ministri dell'Interno dell'Unione Europea hanno
approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini
extracomunitari. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato che,
"alla luce della direttiva europea, continuo a ritenere che il reato di
immigrazione clandestina sia la via giusta". Esteri Hillary per Obama
All'indomani della vittoria matematica del suo rivale Barack Obama nella gara
all'investitura democratica per l'elezione presidenziale, Hillary Clinton ha
deciso di mettere fine alla sua campagna. L'ex first lady ha comunicato la sua
intenzione di portare il suo sostegno alla candidatura di Obama e di
congratularsi con lui per essere riuscito a riunire un numero di delegati
sufficiente. Turchia, il velo resta vietato La Corte costituzionale turca ha
deciso che l'abrogazione del divieto di indossare il velo islamico nelle
università, promulgata a febbraio dal partito di radici islamiche al governo
Giustizia e Sviluppo (Akp), è incostituzionale. Quindi il divieto del velo
negli atenei resta in vigore. Cronache Italiano stupra marocchina Un trentenne
italiano è stato arrestato a Milano con l'accusa di avere stuprato (mettendola
incinta) una tredicenne marocchina. L'uomo aveva precedenti. Milano, arrestati
due medici Un medico della clinica San Raffaele Turro (sede distaccata
dell'ospedale fondato da don Luigi Verzè) è stato arrestato e un altro posto ai
domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su una presunta
truffa al Servizio sanitario nazionale. L'inchiesta riguarda una serie di
ricoveri ritenuti non necessari messi in atto per ottenere rimborsi. Economia Alitalia, Ue contro Roma La Commissione europea aprirà un procedimento
legale contro l'Italia l'11 giugno sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato
per salvare l'aerolinea. Lo riferiscono fonti della Commissione secondo cui il
prestito costituirebbe un aiuto di Stato. Cultura Il genio e il creativo
Creatività, intelligenza, talento nel nuovo saggio del genetista Edoardo
Boncinelli, ora in edicola. I giovani del fantasy Sulle orme di Tolkien
fiorisce una giovanissima generazione di autori fantasy. C'è il sospetto di un
movimento alimentato dai meccanismi promozionali, ma le copie vendute - decine
di migliaia - suggeriscono una passione autentica e intergenerazionale.
Spettacoli Helen Hunt regista Paolo Mereghetti e il film con cui l'attrice
Helen Hunt esordisce alla regia, "Quando tutto cambia". Torna la voce
dei cari, vecchi "buoni" sentimenti. Sport Domani gli Europei Ormai è
tutto pronto. Domani prendono il via gli Europei di calcio con Svizzera-
Repubblica Ceca e Portogallo-Turchia. * Con "Style Magazine" e 3,00;
con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90;
con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei
Paperi" e 8,90; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a
Milano" e 10,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario
della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto
Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "I
Simpson Classici" e 10,99; con "Le avventure di Lucio Battisti e
Mogol" e 8,90; con "La Storia del Fascismo" e 10,99; con
"Dormi amore la situazione non è buona" e 13,99"; con "Il
Diritto" e 15,90; con "I Cesaroni" e13,90; con "Il
Mondo" e 2,50. In Puglia, Marche, Lazio (no Roma) e nelle province di TV,
MO, PR, RE, CR e MN con La Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-06-06 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Mercato Alitalia in crisi, ma crescono Eurofly, Blue Panorama e Volareweb.com
Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati I più richiesti?
Ingegneri ed economisti L'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, cerca
anche avvocati. Inoltre le aziende puntano sugli esperti di statistica Non solo
assistenti di volo. Quando si parla di possibilità di lavoro all'interno
delle compagnie aeree, l'immaginario collettivo si limita alle hostess con il
loro bagaglio a mano oppure ancora ai piloti con la loro uniforme. Ma il
settore offre di più: si va dalla direzione tecnica al controllo di gestione,
dall'e- commerce al revenue management. "Una compagnia aerea non è fatta
solo dal personale navigante - conferma Simone Staffa Guidi, direttore del
personale e degli affari legali di Eurofly -, per l'area tecnica ad esempio
cerchiamo ingegneri aeronautici o meccanici under 34 che abbiano una certa
passione per questo mondo". Il loro ruolo? "Da noi lavorano
nell'ambito della direzione tecnica, seguono la parte legata alle prestazioni
dell'aeromobile. Questa è un'area in cui si vive molto a contatto con gli
aeroplani - precisa Staffa Guidi -, quindi bisogna amare il settore ". I
requisiti? Oltre alla laurea, è indispensabile una conoscenza approfondita
dell'inglese. "E' un ambito internazionale - continua il direttore del
personale Eurofly - e sia la manualistica che i rapporti con i costruttori si
tengono in inglese". Ma le opportunità non si fermano qui. Le compagnie
aeree, come la maggior parte delle aziende, devono tenere sotto controllo i
costi (soprattutto oggi con le quotazioni del greggio alle stelle), stabilire i
budget a disposizione e riportare tutte le informazioni alla direzione. Hanno
bisogno insomma di controller. In questo caso servirà una laurea in Economia e
commercio oltre a una precedente esperienza di lavoro nello stesso ambito.
Un'altra figura chiave è quella del Sales Manager, un professionista che lavora
nella parte commerciale dell'azienda e affronta la gestione delle vendite.
"E' un ruolo particolarmente importante per noi - conferma Giorgio
Coradazzi, responsabile del personale del gruppo Blue Panorama - il Sales
Manager coordina il team che stabilisce i contatti con i tour operator per la
vendita di biglietti. Oggi c'è una concorrenza sfrenata, saper tenere i
contatti, riuscire a vendere bene il nostro prodotto è indispensabile ".
Diverso il discorso per una compagnia, come Volareweb.com, che invece opera
soprattutto su Internet. "Il nostro modello di business è il low cost -
spiega Lorenzo Lagorio, direttore Risorse umane - e puntiamo anche su
professionalità diverse rispetto a quelle tradizionali". Ad esempio nel
settore e-commerce, vendita online, in cui sono richieste figure come quella
del web developer. "Il sito web è il nostro principale canale di vendita -
continua Lagorio -, per questo abbiamo bisogno di professionisti con un mix di
competenze nella comunicazione e nelle tecnologie web". Ma c'è anche chi
fa il monitoraggio continuo dei prezzi e decide le tariffe da applicare per
ogni tratta aerea. "Sono gli analisti del pricing e del revenue
management", precisa Lagorio. Anche in questo caso, è preferibile una
laurea in Economia o Statistica. La retribuzione varia a seconda dei casi e va
dai 24 mila euro l'anno per i neolaureati fino ad arrivare a un massimo di 50
mila euro nel caso di un ingegnere aeronautico con consolidata esperienza. Ma
non mancano le offerte di stage. Molti sbocchi anche in Enac, l'ente nazionale
per l'aviazione civile, che ricerca non solo ingegneri ma anche avvocati,
laureati in Economia e commercio, ispettori di volo e direttori di aeroporto.
Il comparto aereo è insomma un settore da tenere sotto controllo. Stage Non
mancano le offerte di stage per chi è all'inizio della propria carriera Corinna
De Cesare.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Rai e riforme, in
salita il dialogo Pd-Pdl Veltroni incontra Gianni Letta, poi attacca: il
governo è in confusione Berlusconi: lasciare da parte le ideologie e lavorare
tutti per il bene comune GIOVANNA CASADIO ROMA - Il dialogo tra l'opposizione e
il governo continua, anche se è in salita tanto sulla Rai che sul federalismo.
Per dimostrare comunque quanto sia necessario, Walter Veltroni incontra nel suo
ufficio alla Camera il braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. Appuntamento
mattutino, alle 8 e mezza, secondo le vecchie abitudini di Veltroni-sindaco.
"Abbiamo proseguito il discorso sulle riforme istituzionali", farà
sapere poi il segretario del Pd. E in particolare si è discusso della
possibilità di partire "al più presto in Parlamento con l'esame della
bozza Violante" cioè quel pacchetto di riforme che prevede Senato
federale, meno parlamentari, corsia celere per i decreti. In realtà hanno
parlato molto di Rai: una partita doppia che riguarda il rinnovo del Cda di
Viale Mazzini ma passa attraverso l'insediamento e il funzionamento della
commissione parlamentare di Vigilanza. Non c'è sintonia perché il Pd vorrebbe
rivedere i meccanismi di nomina superando la "legge Gasparri". Duro
il botta e risposta anche su Alitalia. Nel governo,
uguale input: il dialogo va avanti. Lo dice Berlusconi stesso, che nelle
dichiarazioni a Radio Vaticana e al Tg1 spiega che il dialogo "è
necessario" e che la ragione sta nel fatto che per "affrontare la
difficile situazione in cui si trova il paese" bisogna lasciare da parte
"le ideologie e le contrapposizioni per lavorare per il bene comune".
Nell'Italia che "soffre per il valore dell'euro, per l'export dei paesi
asiatici e per gli elevati prezzi del petrolio", insomma di fronte a
questi "enormi problemi da risolvere bisogna che tutti ci tiriamo su le
maniche". E appunto, secondo il Cavaliere, sulle cose concrete "sta
andando avanti bene". Cita Bassolino, il governatore della Campania:
"ho avuto da lui molto supporto per la decisione non facile di trasformare
i siti di rifiuti in zone militari protette dall'esercito". Ma gli scogli
sono davvero tanti. Veltroni riunisce il governo ombra: due
ore di discussione sul federalismo, sull'Alitalia e anche sul faccia a faccia con Letta. Il segretario del Pd non
risparmia l'affondo: "Il governo in poche settimane è precipitato nella
confusione". Su Alitalia, innanzitutto. Ma "c'è confusione anche sull'immigrazione e
sul tema del federalismo". L'attacco non si ferma qui. Veltroni
rincara: "Il governo ha cominciato contro il Sud", visto che per le
coperture dell'intervento che taglia l'Ici si prendono i soldi dal Mezzogiorno
e questo aspetto sarà oggetto di emendamenti e di iniziative parlamentari dei
Democratici. Punto cruciale del dialogo sulle riforme è il federalismo fiscale
che Bossi e la Lega vogliono subito. Al Pd il federalismo a cui pensa il
Carroccio non piace neppure un po': "Vogliamo rassicurazioni dal governo.
Noi siamo favorevoli ad un federalismo che garantisca l'unità del paese, no a
una secessione mascherata che rompe l'unità nazionale e manifesta uno spirito
antieuropeo". Sergio Chiamparino, ministro-ombra delle riforme (che, con
Mariangela Bastico, ha incontrato nelle settimane passate Bossi, Calderoli e
Tremonti) chiarisce quali sono i paletti indispensabili. Enrico Morando sta
lavorando a correzioni dei testi messi a punto da Violante e da Padoa-Schioppa.
Sempre alla Camera, Veltroni incontra il capogruppo del Pse a Strasburgo,
Martin Schultz per parlare della riforma del gruppo socialista e della futura
collocazione del partito, tema che agita il Pd. Oggi, confronto con il ministro
dell'Interno, Maroni sulla questione rifiuti. I Democratici riflettono ieri
anche sul voto cattolico riuniti in conclave alla Pontificia Università
Gregoriana: càpita proprio alla vigilia dell'udienza di Berlusconi dal Papa.
( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Enziali prima
dell'estate. Inizia a delinearsi il quadro dell'intervento che il governo
intende adottare entro un paio di settimane. Intanto si è conclusa la verifica
sui conti pubblici: quest'anno il rapporto deficit/Pil dovrebbe attestarsi al
2,5%, al di sopra delle stime di marzo. In un'intervista al
Messaggero il segretario della Cgil Epifani contesta il clima di "attacco
ideologico contro gli statali". Intanto la Bce, preoccupata per la corsa
dei prezzi, ipotizza un aumento dei tassi di interesse a luglio. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare
il partner.
( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Annuncio
di Brunetta. La Bce: a luglio tassi su. Alitalia: 60 giorni a
Intesa per trovare il partner, al via la procedura Ue Manovra in 3 anni da 36
miliardi Intervista a Epifani: "Basta con gli attacchi ideologici contro
gli statali".
( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'intervista
"Auguri scaramantici quei consensi popolari alla Giunta capitolina"
Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Romani e il resto d'Italia a confronto sugli
eventi principali (definiti tali perchè più bombardati dai mass media) della
settimana. "Per prima cosa possiamo dire che Roma è epidermicamente più
vicina al governo - conferma Nicola Piepoli - La Capitale s'identifica con il
governo e tende ad approvare le sue iniziative". Ecco perchè, parlando di
vertice Fao, concorda nella scelta di non ricevere il presidente iraniano per
le sue posizioni anti israeliane. Della fame del mondo, invece non si parla. In
generale quanto interessa la politica estera? "Da noi come nella maggior
parte dei paesi europei e simili quasi nulla". Allora parliamo di Festa
della Repubblica. Perchè è molto sentita? "Perchè è un giorno di vacanza
in più. Devo dire che la festività è stata rimessa, in sordina, dal presidente
Ciampi nel 2001. Era un sabato, in pochi se ne accorsero. L'anno dopo idem, era
domenica. Soltanto nel 2003 si percepì la festa. Fu restaurata senza che
nessuno se ne fosse accorto". Un sondaggio Ispo ha rilevato che
un'altissima percentuale di italiani non "ricorda" i motivi della festa...
"Il sistema culturale italiano è ancora regionale, di campanile. Una metà
pensa di essere italiana, l'altra metà romana, milanese, palermitana ecc., un
25% si sente europeo. Diciamo che il campanilismo di qualche decennio fa è
stato sostituito dall'europeismo". Perchè è cresciuto tanto il consenso
sul presidente Napolitano. Cosa ha fatto? "Anche noi siamo stupiti.
Napolitano è apparso come un elemento unificatore, di moderazione, un tramite
tra destra e sinistra. Napolitano sta convincendo la destra che è un buon presidente.
All'inizio del 2008 era a 65, oggi è a oltre 80. Potrebbe arrivare alla
popolarità di Ciampi (84 punti di consenso). In Europa gli stessi consensi di
Napolitano ce l'hanno solo i regnanti". Passiamo a Silvio Berlusconi..
Anche per lui un'escalation di gradimento "Da 32 (gennaio 2008) al 60 di
oggi. Il governo ha iniziato bene. Fondamentalmente per tre motivi: lo stato di
polizia e cioè "rom a casa loro". Poi l'ipotesi
di salvataggio Alitalia.
Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse
sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri
leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso,
comunque". E la querelle su immigrazione e reato? Clandestini in
galera o meno? "Non è un problema che interessa. La gente dice solo
"fuori dai coglioni". Chiede che i clandestini stiano fuori dalla
struttura sociale". E ora concentriamoci su Roma e sul trionfo di Alemanno
"Il nuovo sindaco ha cominciato alla grande con un 66 di indicatore di fiducia.
Non esiste una motivazione precisa. Diciamo "scopa nuova, scopa
bene". Tutto questo consenso dei romani per la nuova giunta di
centrodestra è come un sogno, l'attesa, scaramanzia. Ecco è un augurio
scaramantico". Tra italiani e romani omogeneità d'interesse sulle notizie.
I capitolini, però, sono particolarmente preoccupati per le sorti di
Retequattro... "Semplicemente perchè il sondaggio ai romani è stato
realizzato con un giorno di ritardo. Sono bastate 24 ore di bombardamento
mediatico in più per distanziare la percezione dell'evento. Nel caso della
mamma di Lecco le 24 ore in più sono servite a stemperare l'emotività".
( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruxelles
fissa all'11 giugno l'apertura della procedura di infrazione. Ad aprile
crollano traffico e passeggeri Alitalia, 60 giorni ad
Intesa per il partner Nel mandato previsti due mesi alla banca-advisor per
proporre la soluzione al governo.
( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di PAOLA OREFICE
ROMA - Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul
decreto Alitalia per
l'ostruzionismo serrato dell'Italia dei valori. Ed è bagarre. Una giornata,
quella di ieri, con scontri, ritmi serrati, insulti. E tanti pianisti. Si
contano le presenze. Più che le assenze. Visto che la maggioranza si tiene per
un soffio: appena per nove deputati. Una giornata in cui Elio Vito si
spende molto. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento non ha un attimo di
tregua. Ma le votazione proseguono a rilento e a singhiozzo. Con accuse di
irregolarità nelle votazioni, i pianisti appunto, e ingiurie reciproche
"ipocrita, falso, bugiardo" come dice Massimo Maria Berruti a Fabio
Evangelisti. E alla fine la conferenza dei capigruppo decide lo slittamento del
voto conclusivo a martedì prossimo. Ma, assicura Antonio Di Pietro:
"Continueremo l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli
italiani la doppia illegalità che è in atto. Una illegalità di merito perchè le
norme europee impediscono gli aiuti di Stato e una di metodo perchè ci sono dei
truffatori che usano la scheda due volte e questa è una truffa ai danni dello
Stato e dei cittadini". Intanto Vito è infuriato: "Credo che lo
svolgimento della seduta di oggi (ieri, dr) e quanto avvenuto nelle scorse
settimane ponga ormai come ineludibile una questione: riteniamo impossibile
procedere all'esame dei decreti legge senza il rispetto di una previsione
regolamentare che permette il contingentamento dei tempi anche per l'esame di
questi provvedimenti". E racconta: "Tra le 9 di stamattina e le 19 ci
sono state solo tredici votazioni". Pare, comunque, che il governo non
ricorrerà alla fiducia.
( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO
ROMA - Tempi ancora più stringenti per trovare una
soluzione che salvi Alitalia. In 60 giorni Intesa Sanpaolo dovrà proporre al governo i nuovi
investitori, in "continuità aziendale". Cioè senza ricorrere a
procedure. Questo sarebbe, secondo quanto risulta a Il Messaggero, il termine
fissato nel mandato di Alitalia alla Superbanca ancora oggetto di negoziazione fra le parti.
Intesa infatti, dopo la delibera di nomina come advisor presa dal cda della
Magliana (assistito dallo studio Grimaldi e Associati) di martedì scorso,
starebbe limando, prima di accettarlo, il contenuto del mandato incastrato dal
governo nel decreto di venerdì scorso col quale è stata aperta la fase 3 della
privatizzazione. Sembra che la banca guidata da Corrado Passera, assistita
dagli studi legali Bonelli Erede Pappalardo e Pavesi Gitti, preferisca una
formulazione dell'incarico che non preveda espressamente lo svolgimento di una
due diligence in senso tecnico ma solo una verifica della situazione
patrimoniale. Questo perchè una due diligence vera presuppone l'esistenza di un
potenziale compratore che al momento non c'è ancora. Ma Passera sarebbe già al
lavoro per individuarlo attorno ad uno schieramento imperniato su Roberto
Colaninno che pone però alcune condizioni, come l'individuazione di un partner
internazionale. L'unico possibile alleato, oltre ai nomi selezionati da Bruno
Ermolli, è Carlo Toto di Air One che ha proposto un'integrazione con Alitalia. E in campo, in un'operazione di sistema, potrebbe
scendere anche Mediobanca, come ha precisato Cesare Geronzi, perchè
"Mediobanca fa parte del sistema-Paese". Tra l'altro sembra che
Colaninno abbia già consultato piazzetta Cuccia per farsi assistere nel caso in
cui decidesse di intervenire. Per quanto riguarda le fondazioni, Giuseppe
Guzzetti ha ricordato che gli enti "non lavorano su scenari ma sulle
carte". Quindi Guzzetti aspetta un piano da Passera. Dopo il kick off
meeting, cioè il calcio di inizio, di due giorni fa presso la sede della
Magliana, alla presenza di Gaetano Miccichè e Aristide Police, presente il
management di Alitalia e i consulenti col quale è
stata avviata l'attività, ieri sera il team di Intesa preposto al check up
sarebbe rientrato alla base. Portando con sè le prime carte da vagliare. Per
Passera il primo step dell'incarico consiste nel verificare la possibilità di
attuare un piano di rilancio in "continuità". E il termine di questa
prima fase scade con l'assemblea della Magliana del 27-28 giugno nella quale,
come annunciato da Giovanni Bazoli, verrà illustrato al mercato un rapporto
sulla situazione dei conti. Se la diagnosi dovesse evidenziare uno stato di non
recuperabilità il rilaancio non sarebbe possibile. Non c'è comunque tempo da
perdere visto che dalla firma di accettazione dell'incarico, prevista in queste
ore, all'individuazione degli investitori ci sarebbero solo due mesi - quindi
entro i primi di agosto - Passera e Miccichè, in attesa di capire la
fattibilità di un salvataggio in bonis, cercheranno di aggregare gli
investitori. Un compito da mission quasi impossible. Ieri Vincent Bollorè ha
aperto ad una possibile alleanza con Air France precisando però che
"l'Italia deve mantenere un certo potere". L'opera di Intesa che oggi
riunisce gli organi - ma Passera ha escluso che si parli di Alitalia
- si inserisce in un contesto reso di fuoco dalla procedura di infrazione per
aiuti di Stato avviata da Bruxelles sul prestito-ponte che ha fissato per l'11
giugno il giorno in cui aprire l'istruttoria. A rendere ancora più calde la
mappa delle rotte per gli scenari futuri c'è la frenata ad aprile dei dati di
traffico della compagnia: rispetto allo stesso mese del 2007, Alitalia ha perso il 27,3% di traffico inteso come ricavi
per passeggero-chilometro, il 25,9% in meno dei passeggeri (1,555 milioni) e il
decremento del 16,7% della capacità offerta. Per il leader del Pd Walter
Veltroni, su Alitalia e immigrazioni "il governo
è in uno stato confusionale".
( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Ue apre procedura sul prestito L' 11 giugno La Commissione Ue aprirà
un'inchiesta formale sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia in forma di
prestito-ponte. La notizia è stata ribadita ieri da fonti comunitarie, secondo
cui la Ue giudica "insufficienti" le spiegazioni fornite da Roma,
sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale. La procedura viene ritenuta una
strada obbligata anche alla luce delle proteste avanzate dalle compagnie
concorrenti British Airways e Rayanair. L'inchiesta potrebbe durare fino a 18
mesi: l'Italia potrà così spiegare perché ritiene che l'intervento attuato non
debba essere considerato un aiuto di Stato illegale. La Ue, comunque, non
sarebbe orientata a ingiungere la sospensione dell'aiuto erogato (azione
prevista dalle procedure Ue ma mai applicata), perché nelle attuali condizioni
mancherebbe il principale requisito necessario per dare il via a questa
procedura, ovvero che l'aiuto ad Alitalia stia
causando un danno grave ed irreversibile che mette a rischio la sopravvivenza
di una compagnia concorrente. Intanto in aprile la compagnia ha registrato il
25,9% dei passeggeri in meno rispetto all'aprile dello scorso anno. Alla
Camera, infine, per un pelo la maggioranza non è finita sotto, sulla votazione
di un emendamento dell'Idv al decreto Alitalia: ha
raggiunto il numero legale solo grazie ai presenti "figurativi", cioè
gli assenti che vengono conteggiati tra i presenti perché hanno preso la parola
prima del voto.
( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it
Alla fine la cattiva notizia è arrivata. Bruxelles il prossimo 11 giugno aprirà
una procedura d'indagine per aiuti di stato sul prestito da 300 milioni di euro
in favore di Alitalia, su proposta del neocommissario
ai Trasporti Antonio Tajani, per stabilire se la misura sia compatibile o meno
con le norme comunitarie in materia. L'esito dell'investigazione richiederà
diversi mesi, fino a 18, e dunque il governo avrebbe il tempo necessario per
trovare una soluzione credibile e un acquirente per la compagnia di bandiera
italiana. Già in una missiva inviata ad aprile al governo Bruxelles ha
sollevato dubbi sulla natura della misura. Delle perplessità che la risposta di
Roma del 30 maggio scorso non ha dissipato. Calendario alla mano,
l'investigazione potrebbe durare fino a 18 mesi. Per la verità non è stabilita
una durata minima per l'indagine, ma in ogni caso il governo dovrebbe avere
tempo fino all'autunno per risolvere il caso, magari mettendo in piedi la
soluzione italiana. L'apertura dell'indagine è una sorta di passaggio
obbligato, dopo i reclami presentati all'Ue dai gruppi concorrenti, Ryanair e
British Airways in primis. Il Governo italianp è passato immediatamente al contrattacco.
"La procedura Ue contro il prestito-ponte ad Alitalia
renderebbe ancora più urgente l'approvazione del superdecreto in discussione a
Montecitorio" ha affermato il ministro dei Rapporti con il Parlamento,
Elio Vito, che ha rbadito l'intenzione del governo di andare avanti.
"Questa - ha detto Vito - è una ragione che semmai testimonierebbe ancora
di più l'urgenza di varare il provvedimento. C'è invece una
necessità di procedere alla privatizzazione e al salvataggio di Alitalia e con l'emendamento del Governo
il decreto legge è proiettato nella nuova fase della privatizzazione di Alitalia e credo che questo serva anche
a superare l'iter, che peraltro non è semplice, dell'annunciata infrazione da
parte di Bruxelles". Intanto passeggeri e traffico sono in forte
calo per Alitalia nel mese di aprile. Secondo i dati
diffusi dall'Aea la compagnia ha trasportato 1,55 milioni di passeggeri
registrando una flessione del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007.
( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Annunciato
per l'
( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 134 del 2008-06-06
pagina 14 Da radicali a paparazzi di Redazione Di solito i pianisti si
ascoltano. I radicali, invece, hanno pensato di fotografarli. Scene di
ordinaria confusione in Parlamento. Durante le votazioni
sul decreto Alitalia alla
Camera, infatti, alcuni deputati radicali capeggiati da Rita Bernardini (Pd)
hanno cominciato a fotografare i colleghi della maggioranza. Chi con il
telefonino, chi con teleobiettivi da paparazzo navigato, tutti con l'intento di
immortalare qualche onorevole nell'atto di votare anche per il vicino assente.
A chi dal Pdl gli chiedeva di far sospendere le "manovre", il
presidente di turno Rocco Buttiglione ha risposto che nel regolamento "non
c'è una norma sulle foto, ma solo una norma di correttezza". Accanto alla
buvette, si attende quindi l'allestimento di una camera oscura... © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Campanile, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Slitta a martedì
prossimo, il voto finale della Camera per la conversione in legge del decreto
sul prestito ponte Alitalia. Ieri, invece, è proseguita
la discussione in aula per esaudire gli emendamenti. Dopo l'approvazione, il
provvedimento dovrà, comunque, tornare a Palazzo Madama per la definitiva
conversione in legge. Notizie anche dall'Ue. La Corte europea ha fissato per il
9 luglio la sentenza nella causa tra Alitalia e Commissione europea. La Corte Ue si pronuncerà su una disputa
tra la compagnia di bandiera e la Commissione europea iniziata nel 1997 e
riguardante 2750 miliardi di lire in aiuti di stato concessi ad Alitalia. Sulla questione era intervenuta
la Commissione europea che aveva ritenuto che il conferimento del capitale
costituisse un aiuto di stato compatibile con il mercato comune a
condizione che le autorità italiane rispettassero alcuni impegni. In una
sentenza del dicembre 2000 il tribunale di primo grado aveva dichiarato fondato
il ricorso dando ragione di fatto ad Alitalia. Ma nel
2001 la Commissione aveva emanato un una decisione in cui chiedeva la
riapertura del procedimento. Tornando al decreto, tante sono le novità rispetto
alla prima stesura ad opera del governo Prodi. Il nuovo testo, licenziato dalla
commissione trasporti di Montecitorio, nel far proprie le decisioni assunte con
il decreto legge del governo Berlusconi, prevede una serie di misure volte a
facilitare la privatizzazione della compagnia di bandiera. L'articolo 1-bis del
nuovo testo autorizza il consiglio dei ministri, con propria delibera, a
individuare un advisor (già scelto nella figura di Intesa-SanPaolo) che potrà
presentare un'offerta per conto terzi ma anche improprio. Altro elemento
rilevante del nuovo testo riguarda l'esonero dagli obblighi informativi al
mercato. E, proprio alla luce di tale deroga, già due giorni fa, la Consob ha
sospeso il titolo Alitalia. Inoltre, il
"decretone Alitalia" all'esame della Camera
snellisce le procedure di cessione del controllo dell'aviolinea visto che
verrebbero assunte con una semplice delibera del consiglio dei ministri
(06-06-2008).
( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'intervista
Piepoli: "Auguri scaramantici quei consensi popolari alla Giunta
capitolina" Romani e il resto d'Italia a confronto sugli eventi principali
(definiti tali perchè più bombardati dai mass media) della settimana. "Per
prima cosa possiamo dire che Roma è epidermicamente più vicina al governo -
conferma Nicola Piepoli - La Capitale s'identifica con il governo e tende ad
approvare le sue iniziative". "Per prima cosa possiamo dire che Roma
è epidermicamente più vicina al governo - conferma Nicola Piepoli - La Capitale
s'identifica con il governo e tende ad approvare le sue iniziative". Ecco
perchè, parlando di vertice Fao, concorda nella scelta di non ricevere il
presidente iraniano per le sue posizioni anti israeliane. Della fame del mondo,
invece non si parla. In generale quanto interessa la politica estera? "Da
noi come nella maggior parte dei paesi europei e simili quasi nulla".
Allora parliamo di Festa della Repubblica. Perchè è molto sentita? "Perchè
è un giorno di vacanza in più. Devo dire che la festività è stata rimessa, in
sordina, dal presidente Ciampi nel 2001. Era un sabato, in pochi se ne accorsero.
L'anno dopo idem, era domenica. Soltanto nel 2003 si percepì la festa. Fu
restaurata senza che nessuno se ne fosse accorto". Un sondaggio Ispo ha
rilevato che un'altissima percentuale di italiani non "ricorda" i
motivi della festa... "Il sistema culturale italiano è ancora regionale,
di campanile. Una metà pensa di essere italiana, l'altra metà romana, milanese,
palermitana ecc., un 25% si sente europeo. Diciamo che il campanilismo di
qualche decennio fa è stato sostituito dall'europeismo". Perchè è
cresciuto tanto il consenso sul presidente Napolitano. Cosa ha fatto?
"Anche noi siamo stupiti. Napolitano è apparso come un elemento
unificatore, di moderazione, un tramite tra destra e sinistra. Napolitano sta
convincendo la destra che è un buon presidente. All'inizio del 2008 era a 65,
oggi è a oltre 80. Potrebbe arrivare alla popolarità di Ciampi (84 punti di
consenso). In Europa gli stessi consensi di Napolitano ce l'hanno solo i
regnanti". Passiamo a Silvio Berlusconi.. Anche per lui un'escalation di
gradimento "Da 32 (gennaio 2008) al 60 di oggi. Il governo ha iniziato
bene. Fondamentalmente per tre motivi: lo stato di polizia e cioè "rom a
casa loro". Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici.
L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il
consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono
presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su
immigrazione e reato? Clandestini in galera o meno? "Non è un
problema che interessa. La gente dice solo "fuori dai coglioni".
Chiede che i clandestini stiano fuori dalla struttura sociale". E ora
concentriamoci su Roma e sul trionfo di Alemanno "Il nuovo sindaco ha
cominciato alla grande con un 66 di indicatore di fiducia. Non esiste una
motivazione precisa. Diciamo "scopa nuova, scopa bene". Tutto questo
consenso dei romani per la nuova giunta di centrodestra è come un sogno,
l'attesa, scaramanzia. Ecco è un augurio scaramantico". Tra italiani e
romani omogeneità d'interesse sulle notizie. I capitolini, però, sono
particolarmente preoccupati per le sorti di Retequattro... "Semplicemente
perchè il sondaggio ai romani è stato realizzato con un giorno di ritardo. Sono
bastate 24 ore di bombardamento mediatico in più per distanziare la percezione
dell'evento. Nel caso della mamma di Lecco le 24 ore in più sono servite a
stemperare l'emotività".
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Unione europea
aprirà la procedura d'infrazione contro i 300 milioni stanziati dal governo.
Crolla il numero dei passeggeri ad aprile F.FERRARI >> 13 06/06/2008.
( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 06 Giu 2008
Edizione 113 del 06-06-2008 Intervista a FABIO VERNA/Alitalia:
la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq di Aldo Torchiaro
Finanziere per vocazione ed economista per passione accademica, Fabio Verna è
un superconsulente di quelli che un complicato anglicismo definisce crisis
manager. Gestore delle crisi. Sarà per questo che quando è esplosa la bomba Alitalia, nell'entourage di Silvio Berlusconi si è subito
pensato a lui, per organizzare la cordata italiana. Ed è a lui che chiediamo
notizie sul futuro della compagnia di bandiera, nel giorno in cui si apprende
che la Ue avvierà una procedura contro l'Italia per il prestito ponte da 300
milioni di euro, considerato aiuto di stato, e che in aprile i passeggeri
trasportati sono calati del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Professor
Verna, partiamo dalla fine. Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo
sappiamo tutti, ma Alitalia
non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata
la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break
even|/I|. E tra cinque anni Alitalia tornerà a
fare utili. Altroché cambio di passo. Ci vorrebbe una rivoluzione. Sì,
liberale. E questo governo è quello giusto per adottarla. D'altronde siamo
davanti a un'emergenza che non può essere affrontata con qualche misura di
normale amministrazione. Berlusconi aveva parlato, anche tramite lei, di una
cordata di imprenditori. Adesso ricorre al prestito ponte. Cos'è cambiato? E'
chiaro che c'è stato un passaggio, con l'assunzione di tutte le responsabilità
di governo, che obbliga Berlusconi a compiere scelte da uomo di Stato, e che
oltre all'indicazione e all'auspicio della cordata italiana deve provvedere in
tempi rapidi a misure d'emergenza, quale quella del prestito-ponte. Parliamo di
lei. Come si diventa capo cordata di Alitalia? Io mi
sono occupato di verificare le disponibilità imprenditoriali dell'area del
Centro-Sud, per la verità. Berlusconi ha in Bruno Ermolli un punto di
riferimento che, come uomo di finanza cresciuto con Fininvest, gli ha sempre
dimostrato un'affidabilità assoluta. E' Ermolli che ha cercato di riunire
grandi investitori ed è con lui che ho collaborato da quando si è iniziato a
ipotizzare di mettere insieme la cordata italiana. Lei si è attivato subito,
quando ha sentito parlare di cordata? Avevo colto il coraggio di chi, come
Berlusconi, voleva difendere non solo l'italianità della compagnia di bandiera
ma i posti di lavoro degli addetti e il ruolo strategico che Alitalia
esercita per il sistema-paese. Una sera ho incontrato Gianni Letta e gli ho
esposto alcune mie analisi sulla materia e pochi giorni dopo ero operativo, nel
ruolo di mediatore per la più difficile partita finanziaria di questi anni.
Anche perché Ermolli, Sinergetica e gli altri partner sono tutti a Milano? E
serviva un finanziere romano, vuole dire? Per lavorare su un'azienda che ha la
sua sede a Fiumicino e tutto il suo indotto nella capitale? Anche questo può
essere vero. Però a Roma ci sono anche i sindacati. Alitalia
ha a che fare con dodici sigle sindacali diverse, un delirio. Che ovviamente
mette in fuga gli investitori, anche e soprattutto stranieri, come abbiamo
visto. La loro responsabilità è gravissima e mi sembra che persino il Governo
precedente, nelle sue ultime fasi di vita, lo abbia messo in luce. Non si può
pensare di garantire i lavoratori affondando la compagnia per cui lavorano,
siamo di fronte ad una miopia inspiegabile. Sta di fatto che Jean Cyril
Spinetta non solo è tornato a Parigi, ma da lì invoca un esorcista per salvare Alitalia. Un'immagine colorita, di quelle che nascondono
altre intenzioni. Ci spieghi meglio. Non credo mai agli addii definitivi,
davanti a certe operazioni finanziarie. Ha presente come funzionano i suq nel
mondo arabo? Più o meno? Funzionano così: ti interessa una cosa, la guardi, ti
avvicini, la prendi in mano. Ti dicono il prezzo, ti interessa ma tu la molli.
La rimetti a posto, dici che non va bene e ti allontani. Poi torni e tratti, ti
allontani e ritorni alla carica? Comunque diciamo che non è detto che un uomo
d'affari come Jean Cyril Spinetta esca del tutto di scena. Air France - Klm
dice di avere i suoi problemi, con il costo del carburante. Come tutti. Perché
scusi, Air France lo paga più degli altri? No. Appunto. Tutte le compagnie del
mondo hanno a che fare con l'aumento dei costi del carburante. E aggiungo, per
chi non lo sa, che il mentre noi cittadini paghiamo le accise sulla benzina, le
compagnie aeree non pagano alcuna accise sul carburante. Però non tutte le
compagnie aeree ricevono sostegni pubblici?. Infatti, e sarebbe grave se ne
ricevesse a vuoto anche Alitalia. Ma qui non si tratta
di aiuti di Stato, ma di un prestito. Di una linea di credito. Non tutti la
pensano così in Europa. British Airways e Ryan Air sono sul piede di guerra, ma
sono ottimista su questa vicenda. Le compagnie anglosassoni credono nel mercato
puro? Benissimo. Io intanto sottolineo che nel Regno Unito non si può aderire
ad alcuni trattati e dire di no ad altri. Il prestito ponte è un prestito: lo
Stato recupererà il denaro con il dovuto interesse, e guai se così non fosse.
Non si tratta di aiuto di Stato, che è altra cosa. E' una linea di credito che
avrà un saggio di interesse e che verrà rimborsata a scadenza. Adesso è l'ora
della due diligence. Va fatta in tempi brevi, venti giorni. Temo che siano
tempi troppo stretti. Fare una due diligence di questa portata in 20 giorni è
molto difficile, anche per un advisor come Intesa San Paolo. Che però non si limita
a fare l'advisor, entrerà forse nell'azionariato di Alitalia.
Niente di male. Quando parliamo di cordata italiana, lo facciamo a partire
dalle banche italiane. E sottolineo che Intesa San Paolo ha una credibilità e
una autorevolezza internazionale senza pari, per l'Europa sarebbe la migliore
delle risposte. Le banche fanno piani finanziari, non piani industriali. Le
banche fanno piani di risanamento. E se investono i loro capitali, è perché
credono nelle aziende che producono utili. Comunque, siamo di fronte ad un
piano finanziario che sostituisce un piano industriale. Il primo passaggio sarà
quello di consentire ad Alitalia di stare sul mercato
da sola, prendere forza. Non senza comportare costi enormi? Secondo i miei
conteggi, che andrebbero verificati, il complessivo tra prezzo d'acquisto e di
rilancio e ristrutturazione industriale ammonterebbe a circa tre miliardi di
euro. E' una mia stima empirica, che è carente di alcuni dati iniziali, ma
credo proprio che si avvicinerà al risultato finale della due diligence.
Insomma siamo passati dai volenterosi della cordata italiana alle grandi
banche? Siamo passati da un'avanguardia che va in avanscoperta, Ermolli ed io,
ai carri armati di Banca Intesa. Lo scenario dove cambia? Non è più un
candidato premier che incarica un suo superconsulente, ma è il premier che
incarica il ministro di nominare un istituto di primo piano a fare l'advisor.
Come si concluderà questa fase? Con i 300 milioni di euro del prestito, con la
diminuzione delle perdite, complice il periodo estivo nonché il tempestivo
sblocco dei crediti fiscali, sappiamo che la compagnia ha circa un anno di vita
serena davanti. Si possono riportare all'interno alcune attività; rivalutare o
ridisegnare i rapporti sindacali. Tutto questo consentirebbe un collocamento e
un riposizionamento del pacchetto del 49.9 % detenuto dal ministero
dell'economia sul mercato, a condizioni sensibilmente migliori.
( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 06 Giu
2008 Edizione 113 del 06-06-2008 AVVISO DEL FINANZIERE BOLLORE' AI SOCI DEL
GRUPPO E GIUDIZI SULL'ITALIA Più investimenti e meno plusvalenze di Alessandra
Mieli Con savoir faire[i/]tutto francese il finanziere bretone Vincent Bolloré
ha informato gli azionisti del suo gruppo che devono aspettarsi "i beati
anni del castigo", perché dal 2009 aumenteranno gli investimenti, [i/]in
primis per l'auto elettrica e verranno meno le plusvalenze che hanno rafforzato
gli ultimi esercizi. "Avverto i miei amici azionisti: fate attenzioni
perché gli anni 2009, 2010, 2011 non saranno come gli anni 2006, 2007, 2008",
ha detto a un'affollata sala Bolloré, che controlla il gruppo di famiglia con
il 78,5%. Finiti i fasti, si profila dunque un periodo di austerità per il
gruppo (e i soci) che ha chiuso il 2007 con un utile di 322 milioni su un
fatturato di 6,4 miliardi. "Negli anni in cui avevamo 1,5 miliardi di
plusvalenze (dalla cessione di titoli Vallourec su tre esercizi, ndr), potevano
fare i dandy in centro città - ha detto il finanziere riferendosi alla sala a
due passi dall'Arc de Triomphe dove si è tenuta l'assemblea - poi dovremo
tornare in mensa". Nel 2008 il gruppo ha realizzato "l'ultima grossa
plusvalenza", ma dal 2009 "che io sappia non ci saranno plusvalenze,
mentre saliranno le spese per investimento e se il business dell'auto elettrica
(con Pininfarina, ndr) funzionerà, dal 2010 sarà ancora peggio perché dovremo
costruire gli stabilimenti". I ritorni dall'auto elettrica non si vedranno
"fino al 2017-2018". Infine per quanto riguarda i media il finanziere
si è detto molto fiducioso sullo sviluppo della free press: "con i due
giornali e un milione di copie al giorno siamo già il numero uno in assoluto
tra i quotidiani". Comunque, è solo "un trampolino" per lo
sviluppo dell'intero settore. Fin qui per quanto concerne gli affaires
d'oltralpe, ma passando in rassegna le attività del gruppo, Bolloré ha parlato
di Mediobanca (di cui detiene il 4,99%) dicendo che questa quota "E'
strategica, siamo nel patto di sindacato e nel consiglio", esprimendo
soddisfazione per la performance di Piazzetta Cuccia, favorita dalla
"grande coesione" tra i soci bancari e industriali. Bolloré ha anche
detto che, investendo nelle Generali, il Credit Suisse ha dimostrato di essere
un gruppo "intelligente e perspicace", perché la compagnia triestina
è "una società molto bella, con un presidente di grande levatura e
risultati eccellenti". Non sono mancate parole anche
per la grana nazionale ovvero Alitalia. A parere del finanziere francese, un'alleanza fra Alitalia ed Air France sarebbe ottima,
ma un Paese come l'Italia non può dipendere da una compagnia straniera e deve
quindi mantenere "un certo potere in qualità di azionista" nel
vettore nazionale. Pur essendo un osservatore privilegiato e ben
informato sicuramente Bolloré non aveva avuto modo di prendere visione degli
ultimi dati di traffico della nostra compagnia di bandiera. Dalle rilevazioni
diffuse dall'associazione europea delle compagnie aeree (Aea) emerge che Alitalia, ad aprile rispetto allo stesso mese dell'anno
precedente, ha perso il 27,3% del traffico (inteso come ricavi per passeggero-chilometro),
il 25,9% dei passeggeri che si ferma a un milione e 555mila, il 16,7% della
capacità offerta (posti chilometro). Fra le 32 compagnie aeree analizzate
dall'Aea, Alitalia è quella con la peggior
performance.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 106 "Meridiana smantella e chiede la crisi" I sindacati:
alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato
--> I sindacati: alleanza con Alitalia e Air One
per salvare il mercato Grido d'allarme, ieri a Olbia, sul futuro di Meridiana,
a un passo dalla crisi. Un patto lavoratori-Comune. DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE
DEIANA OLBIA Meridiana si prepara a chiedere lo stato di crisi al ministero del
Lavoro. Il risultato del piano industriale da "lacrime e sangue" che
l'amministratore delegato Gianni Rossi presenterà il 18 o il 19 di giugno sarà
questo: si resiste fino a ottobre, quando è prevista la fine del regime di
continuità territoriale nelle rotte per Roma e Milano, e poi tre o quattro
aerei a terra (ma c'è anche chi ipotizza che siano soltanto i primi) e poi richiesta
di stato di crisi e cento dipendenti a casa. Il quadro tracciato dai sindacati
ieri pomeriggio nella sala giunta del municipio di Olbia è di quelli foschi e
per certi versi anche "dai tratti incomprensibili", hanno denunciato
i sindacati, che invece vedono con favore una possibile alleanza a tre, Alitalia, Meridiana e Air One, per salvare il mercato
italiano. IL SINDACATO L'analisi delle sigle sindacali ha tante sfaccettature,
ma i rappresentanti dei lavoratori si ricompattano nel momento in cui si deve
decidere la strategia da seguire per "salvare" Meridiana. Per ora
verrà steso un documento firmato da tutte le sigle e sottoscritto anche dal
sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, al quale sarà affidato l'incarico di
garante e portavoce del tavolo tra enti locali e rappresentanti dei 1200
lavoratori. Giovannelli tenterà di incontrare l'Aga Khan, perché l'obiettivo è
proprio quello di aprire un canale di confronto diretto con la proprietà,
"visto che l'amministratore delegato non si è degnato neanche di venire in
consiglio comunale, snobbando l'istituzione che rappresenta il
territorio", ha denunciato Tonino Pizzadili, presidente dell'assemblea
civica, chiedendo al primo cittadino di "mettere da parte il
buonismo" e di pretendere chiarezza dalla società per sapere "se
Rossi abbia un incarico per portare la compagnia verso la crisi".
L'ANALISI Il caro-carburante è un grosso macigno per le compagnie aeree (nei
giorni scorsi, spiegano da Meridiana, United Airlines ha annunciato di voler
fermare 100 aerei e licenziare 1600 addetti), ma "il traffico aumenta in
tutto il mondo di circa l'8% all'anno", ha spiegato Marco Bardini della
Uil, "e si assiste a un rallentamento della crescita del trasporto aereo,
non a un decremento". In questa situazione, secondo Bardini, non si può
parlare che di "management inadeguato e di proprietà distratta",
anche perché il bilancio 2007 si chiuderà in utile, ma nonostante questo
"la compagnia decide di far volare Air Bee o Italy Airlines sui
collegamenti Meridiana". E Bardini ha parlato anche di "legami poco
chiari" tra le compagnie, "anche se poi io questo non lo so e non lo
posso sapere". Si sa, invece, che il bilancio 2008, sarà in rosso (si
presume anche di alcune decine di milioni) e che Meridiana continua a travasare
risorse su Eurofly. "Tutta la fine del 2007 è stata dedicata a questa
operazione", ha assicurato Fabrizio Serra della Filt-Cgil, per sei mesi
anche rappresentante dei lavoratori nel cda, "e il Principe è stato sempre
informato di tutto". E in questa fase è proprio "il silenzio della
proprietà" a preoccupare, come ha spiegato Massimo Zorelli
dell'Associazione piloti Meridiana, "perché avvalla il comportamento del
management che non si preoccupa dell'obsolescenza della flotta, mentre i
clienti vengono ceduti pian piano a Eurofly, e gli interessi si spostano da
Olbia". LA STRATEGIA Il territorio, però, come ha ricordato anche Vanni
Sanna, assessore comunale delle Attività produttive (qualche incomprensione con
Pizzadili sulla strategia per il futuro), non può accettare di perdere la
seconda azienda sarda. E l'Unione Piloti ha assicurato, per bocca del suo
presidente Massimo Notaro, che non accoglierà mai la richiesta di stato di
crisi, perché "quando ho proposto all'azienda di prestare per un periodo
un certo numero di piloti ad Air One, per alleggerire i costi di Meridiana, mi
è stato risposto che non era possibile. Il che significa che la società non è
in crisi e la loro richiesta, già arrivata informalmente, sarà rigettata".
IL G8 Sono già in pista anche altri strumenti di pressione. La Geasar, società
di gestione dell'aeroporto di Olbia, per i suoi progetti, non può prescindere
dal Comune. E allora, ha spiegato il sindaco, non sarà possibile ottenere tutti
i via libera, anche in vista delle attività legate al G8, se non ci sarà
chiarezza sui progetti di Meridiana, casa madre di Geasar. "Saremo
disponibili con Geasar se Meridiana sarà disponibile al confronto".
( da "Secolo XIX, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Procedura ue avviata
ROMA. Primo via libera da Bruxelles all'inchiesta "formale
e approfondita" per aiuti di Stato sui 300 milioni dati a Alitalia che la Commissione Ue aprirà
l'11 giugno. "Non è una procedura di infrazione" ha precisato il
ministro degli Esteri, Franco Frattini, "semplicemente una richiesta di
spiegazioni al governo italiano, che risponderà innanzitutto risanando Alitalia". In Borsa, le
azioni della compagnia, i warrant, le obbligazioni convertibili e i derivati
relativi rimarranno sospesi a tempo indeterminato, mentre procede la due
diligence da parte di Intesa SanPaolo. Che potrebbe chiudere in una settimana
l'analisi finanziaria per dedicarsi alla costruzione della futura struttura
societaria. 07/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Un corso per il
ministro della Cultura che non è mai salito su un aereo Bondi: "Ho paura
di volare" e chiede aiuto all'Alitalia I viaggi
via mare per incontrare moglie e figlio che vivono negli Stati Uniti ANTONELLO CAPORALE
ROMA - Ci sarà un modo per sopire la paura e infine digerirla. Ci sarà
qualcuno, si è detto Sandro Bondi, che mi aiuti a salire su un aereo e mi
costringa a restare seduto, con le cinture allacciate. Fermo, dritto, composto.
E mi ricordi quel che scriveva Spinoza: "la paura non può essere senza
speranza". Solo chi subisce il terrore di volare può comprendere la
straziante decisione del nostro ministro della Cultura. Nella sua vita
stupefacente ha già sostenuto prove crudeli. Poco più che ragazzino al comando
militare per gli obblighi di leva lo destinarono in Aeronautica: "Rimasi a
terra tutto il tempo". Vent'anni dopo scoccò la scintilla, il grande amore
per Berlusconi. Si trasferì ad Arcore e obbligò moglie e figlio a seguirlo. La
consorte resistette alcuni anni, poi migrò lontano. Boston, America.
"Prendo la nave per andare a trovarla". Coordinatore di Forza Italia,
su e giù per lo Stivale: "Sapesse che strade, e quanti burroni?".
L'innocua paura ha costretto quest'uomo gentile a sacrifici disumani, a notti
insonni, e curve e cuccette puzzolenti. Fin quando ha potuto ha dunque
resistito. Purtroppo però ogni resistenza si piega, ogni forza si consuma. Alla
vista dell'agenda ministeriale, e delle mille miglia imposte dagli impegni di
Stato, il più cocciuto, selvatico, irriducibile avversario dell'aereo ha
chinato la testa. La sua resa non ha per fortuna testimoni, né occhi
compassionevoli che possano raccontare lo sfinimento dell'anima e del suo
corpo. Di propria volontà ha composto il numero del centralino
dell'Alitalia. Sorella Alitalia, mi aiuti tu? Non c'era peggior
momento per inoltrare la supplica. La compagnia di bandiera più sbeffeggiata,
maltrattata e indebitata che si conosca si trova a dover sostenere, lei così
debole e malnutrita, la debolezza altrui. Ma non c'era modo di sfuggire
all'inossidabile gentilezza di Bondi, alla sua curialità maestosa, al
linguaggio sussurrante. Bondi deve volare, è (anche) un affare di Stato. Voglia
di volare è il programma di rieducazione al volo. Un mini corso tra le nuvole.
Un evento simulato. Gruppi di dieci prendono posto in una carlinga e, wroom,
decollano. Tutto finto, ma tutto quasi vero. I piloti illustrano il principio
fisico che sostiene l'armatura d'acciaio in aria, e fior di psicologi
consentono ai corsisti di governare la paura correggendone la rotta. In molti
casi il training serve, e produce clienti. Restano fuori gli irriducibili,
coloro che subiscono gli attacchi di panico anche da fermi. E urlano,
sgomitano, si gonfiano di terrore. Il principio di precauzione (se il ministro
dà in escandescenze? O, peggio, vomita? Oppure dice parolacce?) e il riguardo
che si deve a un uomo di governo stanno consigliando la predisposizione di un
corso personalizzato. Se così sarà, il corpo di Bondi forse verrà prelevato di
notte al ministero e, in un hangar di Fiumicino, tradotto nella fusoliera di
cartone. Cure amorevoli e attenzioni straordinarie, sperando che prenda
coraggio e ritrovi in qualche parte della sua mente questa benedetta voglia.
Che bello sarebbe se, in conferenza stampa, il ministro all'improvviso dicesse:
"La prossima settimana sarò a Tokyo a inaugurare la mostra su
Michelangelo".
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Com'è difficile volare la strana crisi di Meridiana Tra
l'assalto delle low cost ed errori manageriali la compagnia dell'Aga Khan
rischia di scomparire di Roberto Rossi / Roma VOLARE Non
solo Alitalia. C'è un'altra
società aerea che rischia di scomparire nei prossimi mesi. Ed è Meridiana, la
compagnia con sede a Olbia di proprietà dell'Aga Khan. Una morte lenta e
annunciata. "La compagnia è superata. Se non cambierà, morirà" ha
detto qualche mese fa il suo discusso amministratore delegato Gianni Rossi.
Ma rispetto ad Alitalia la crisi che sta attraversando
Meridiana è strana. Il vettore non ha un problema di conti. Almeno non fino a
questo momento. La crisi è di ruolo. O, meglio, di posizionamento sul mercato
dove riescono a sopravvivere solo le low cost e i grossi gruppi. Meridiana
chiuderà con tutta probabilità il bilancio
( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria:
REDAZIONALE Vertice sui treni Montezemolo e Della Valle a Banca Intesa Nel
giorno del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, la
visita congiunta di Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo ha fatto
pensare subito ad Alitalia.
E invece, non di aerei ma di treni si sarebbe parlato. In particolare, dei
treni veloci di Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società co-fondata da
Montezemolo e Della Valle nel 2007, mentre l'istituto guidato da Corrado
Passera detiene il 20% da gennaio.
( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria:
REDAZIONALE La compagnia Ieri consiglio di Intesa mentre prosegue
la due diligence Alitalia,
la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa Sarebbe la condizione
posta per l'impegno da capo cordata Il padrone della Piaggio in quel caso
pronto a investire 300 milioni. Le perplessità sull'apporto della sola AirOne
Viaggio in Cina MILANO - Di un suo impegno diretto, patrimoniale e manageriale
in Alitalia, Roberto
Colaninno, parlerebbe volentieri con chi di dovere. Nelle stanze della
politica, come ai piani alti della finanza italiana. Il condizionale resta d'obbligo
perché, a tutte le parti presenti e future sedute al capezzale dell'avionica
italiana, avrebbe posto una condizione vincolante per ora non assolta: che
oltre all'italiano si parli una lingua europea. Tedesco o francese, tanto per
essere chiari, perché solo Lufthansa e Air France risultano credibili come
partner industriali dell'operazione che, finita l'analisi dei dati finanziari e
industriali, Intesa Sanpaolo, di cui ieri si è riunito il consiglio di
gestione, proverà a costruire. L'industriale mantovano condivide con l'advisor
e i consulenti che lavorano al dossier un asserto fondamentale: il piano
industriale è indispensabile per immaginare un impegno finanziario e una sua
discesa in campo nel complicato ruolo del risanatore industriale. In tempi di
petrolio record che sta falcidiando i profitti delle compagnie di mezzo mondo,
Colaninno avrebbe espresso però un orientamento netto: non c'è spazio per
immaginare un'autonomia, uno stand alone foss'anche temporaneo e transitorio,
per Alitalia. In altre parole, l'ipotesi di fare un
primo passaggio di risanamento e rilancio della Magliana per poi procedere a un
ingresso straniero nel giro di un anno, non convincerebbe il patron di Piaggio.
Che non si lascerebbe convincere neppure dall'ipotesi di un'aggregazione
preventiva dell'AirOne di Carlo Toto in Alitalia che,
a giudizio di Colaninno, avrebbe forse il vantaggio di ricostituire una quota
di mercato complessiva degna di una compagnia nazionale, ma non potrebbe che
posticipare l'alternativa fondamentale: la crisi irreversibile della Magliana,
o la sua "salvezza" all'interno di un percorso di consolidamento non
dissimile a quello in corso nelle telecomunicazioni - che a fine percorso
lascerà in piedi due o tre grandi compagnie europee in grado di competere nel
mondo. Ed è da questa analisi industriale e della contingenza economica di
medio periodo che l'imprenditore mantovano fa discendere la precondizione
fondamentale: che Air France o Lufthansa scendano in campo in modo aperto,
chiaro e significativo, coi loro investimenti diretti e mettendo in campo il
network internazionale propri dei leader globali che sono. Se questo avverrà,
lascia intendere chi lavora al dossier, Colaninno è disposto a un investimento
che può arrivare fino a trecento milioni di euro, e all'impegno personale ai
vertici della compagnia. Intanto, col top management di Piaggio, partirà lunedì
per Cina e Vietnam, per proseguire nel percorso di crescita già intrapreso in
Estremo Oriente. Aspettando, senza troppe ansie, che dall'Europa qualcuno si
faccia vivo. Jacopo Tondelli Roberto Colaninno.
( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32
categoria: BREVI -78% Il calo delle quotazioni Alitalia negli ultimi
tre anni. Lo scorso mercoledì sono state sospese le contrattazioni in Borsa.
Solo nell'ultimo mese il titolo ha perso il 26% circa del proprio valore sul
listino.
( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-07 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Festival dell'ambiente Incidente: l'auto blu del
ministro urta un pedone Malpensa, uno spiraglio per aprire nuovi slot Incontro
Moratti-Frattini. Fuksas: Milano sull'Expo non ha idee Il ministro: "C'è
una richiesta di Sea e del sindaco e la disponibilità dei Paesi. Alitalia? E' un'altra cosa" Malpensa, G8-Expo, la
cooperazione internazionale con le isole del Pacifico. Succedono strane cose al
Festival dell'Ambiente. Che per esempio, il ministro degli Esteri, Franco
Frattini (dopo che la sua auto blu rischia di mettere sotto un pedone) ridia un
filo di speranza all'hub varesino. Lo fa accogliendo la richiesta del sindaco
Letizia Moratti di rivedere gli accordi bilaterali con 25 Paesi ansiosi di
poter utilizzare Malpensa. "Sottoporrò subito la richiesta di Sea e dei 25
paesi al ministro dei Trasporti - attacca Frattini - ci attiveremo molto
rapidamente". "Il ministro Frattini - replica la Moratti - ha accolto
ciò che il governo Prodi non aveva mai capito riguardo alla possibilità di
negoziare accordi bilaterali". E a chi chiede se
questo è il capitolo finale del divorzio Alitalia-Malpensa, il ministro risponde: "C'è una richiesta della
Sea, del sindaco Moratti e c'è la disponibilità dei Paesi a contrattare le
rotte su Malpensa. Poi c'è il problema di Alitalia, ma è un'altra cosa ". Soddisfatto il presidente della Sea,
Giuseppe Bonomi: "Bene l'impegno del governo". Frattini
annuncia anche che l'Expo avrà un ruolo nel fissare l'agenda delle priorità per
il G8 del 2009, quando la presidenza sarà affidata all'Italia: "Perché -
spiega il capo della diplomazia italiana - le priorità del G8 sono le stesse
individuate dall'Expo: dallo sviluppo sostenibile, all'ambiente, alla crisi
alimentare ". Ma sull'esposizione si accende la polemica. "Non c'è
ancora nessun progetto e purtroppo nessuna idea, salvo il tema, e questa è una
cosa drammatica - attacca l'architetto Massimiliano Fuksas, intervenuto stasera
a un dibattito a Milano. In ogni caso Fuksas Aeroporto Nello scalo aeroportuale
di Malpensa potrebbero arrivare nuove rotte, indipendenti da Alitalia
spiega di non avere nessuna ambizione di partecipare alla progettazione del
futuro sito per l'Expo: "Non voglio fare nulla - dice l'architetto - per
nessun motivo". E infine la cooperazione internazionale. Governo e Comune
siglano un accordo di collaborazione con le isole del Pacifico che ha come
scopo la mitigazione dei disastri causati dai cambiamenti del clima. Due
progetti, uno da 8,5 milioni, l'altro da 5,5 milioni. Maurizio Giannattasio La
Sea Il presidente della Sea, Bonomi: "Bene l'impegno del governo".
( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Veltroni e la sfida alla camorra In piazza nel regno dei
Casalesi Accordo con Maroni su misure anticrimine, distanti sull'immigrazione
Il leader Pd sul governo: "Poche cose buone e tanta demagogia" di
Bruno Miserendino / Roma DIVISI sul reato di immigrazione clandestina,
d'accordo sul che fare per riconquistare allo Stato i territori dove impazza la
camorra. Ieri Veltroni, accompagnato da due neosenatori ma ex prefetti come
Serra e De Sena, ha incontrato per un'ora al Viminale il ministro Maroni e il
sottosegretario Mantovano e ha spiegato perchè il Pd organizza per oggi una
manifestazione anticamorra a Casal Di Principe, nel regno dei Casalesi.
Veltroni tiene molto a questa sfida e ha chiesto al capo della polizia
Manganelli, anche lui presente all'incontro, di non distogliere le forze
dell'ordine dai normali compiti di controllo e pattugliamento: "Insomma
non vogliamo scorta". Ovvio, sul reato di immigrazione clandestina le
posizioni restano distanti, ma si avvicinano sulle due proposte con cui Veltroni
vuole corrredare la giornata di Casal Di Principe, e a cui il ministro ha dato
l'assenso: "un patto per la sicurezza" a Caserta, per rafforzare
l'azione di istituzioni locali e forze di polizia, e la creazione di una
"stazione unica appaltante" per spezzare l'intreccio tra imprenditori
e criminalità. Maroni, ha detto Veltroni al termine dell'incontro, "si è
detto favorevole e quindi si concretizzeranno e mi sembra un modo giusto per
considerare il rapporto fra governo e maggioranza". "Andiamo in
questa direzione", ha confermato Maroni. È la riprova, dicono al Pd, che
"sulle cose serie il dialogo c'è". C'è un po' meno sulle misure
bandiera, come il reato di immigrazione clandestina, sull'Ici, la vicenda Alitalia e alcune delle promesse del ministro Tremonti in versione Robin
Wood. Veltroni lo spiega più tardi a Matrix: "Un giudizio sul governo? Per
adesso tanti annunci. Alcune cose condivisibili altre assolutamente no".
Però il leader del Pd, nonostante tutto, rivendica la giustezza della sua linea,
dialogo sulle regole, confronto duro sulle cose: "Capisco - dice -
che sia più spettacolare tirarsi i pesci in faccia, ma la situazione
obiettivamente difficile del Paese richiede un impegno comune". Le cose
condivisibili tuttavia, non sono molte, a sentire il leader del Pd. E c'è una
luna di miele, vera o indotta, che oscura la realtà: "Certe volte - dice -
la politica italiana sembra il finale di "Otto e mezzo", con tutti
che cantano e suonano...". Ce l'ha con Tremonti e la sua promessa di far
pagare più tasse a banchieri e petrolieri. "Noi - aggiunge - siamo
d'accordo con l'idea di tassare quelle aree che hanno maturato posizioni di
privilegio, tutto quello che serve alla redistribuzione sarà sostenuto, purchè
non sia come l'abolizione dell'Ici, che viene finanziata prendendo i soldi per
le infrastrutture nel Mezzogiorno. Qui siamo in un altro campo, quello della
demagogia". Il tema del giorno, tuttavia, resta la sicurezza. Veltroni ne
parla a più riprese, anche se nell'incontro con Maroni l'argomento è stato solo
accennato. "Oggi - dice il leader del Pd ad una iniziativa dei giovani del
partito insieme alla 26enne deputata Pina Picierno - prevale un ceto politico
che vive alimentando la paura". "È stato un grande errore per lo
schieramento democratico - ammette Veltroni - sottovalutare questo problema, a
noi spettava il compito di dare risposte non xenofobe e non razziste, che sono
invece racchiuse nell'idea del reato di clandestinità". Quella misura,
dice Veltroni, è solo ideologia, non realizzabile: "Che facciamo?
Prendiamo quelli che sbarcano a Lampedusa e li mettiamo nelle carceri che già
scoppiano? Fra qualche settimana si vedrà che queste misure non avranno effetto
e capiremo che occorrono risposte più complesse". Il compito della
politica per Veltroni "non è conformarsi allo spirito del tempo", ma
affrontare la complessità. E il Pd deve saper "rompere il clima di paura,
riaprire al senso di solidarietà". E a proposito di giovani, difende le
sue scelte di rinnovamento: "Abbiamo bisogno che affluiscano forze nuove,
ma non i bonsai di quello che è stato prima, abbiamo bisogno di giovani che
usino altri linguaggi rispetto a quelli di chi ha fatto nascere il Pd".
Messaggio: "Noi abbiamo cominciato il rinnovamento, anche un pò
bruscamente, ma io non ho nessun rimpianto per scelte coraggiose che dobbiamo
continuare a fare". Anche la scelta di manifestare a Casal Di Principe,
nel regno dei Casalesi lo è. In Campania il Pdl accusa Veltroni di demoagogia,
ma la realtà è che nessun altro partito avrebbe il coraggio di manifestare e
gridare il suo no nel luogo dove è stato ucciso pochi giorni fa Michele Orsi.
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 135 del
2008-06-07 pagina 6 "Malpensa, 25 Paesi pronti a rilanciarla" di
Giannino della Frattina Il sindaco: "Il governo ha accolto le nostre
richieste, le stesse che Prodi non ha ascoltato". La Farnesina:
"L'Expo di Milano è un modello per la presidenza italiana del G8 nel
2009" Buone notizie per Malpensa. "Ci sono almeno venticinque Paesi
che vogliono utilizzare l'aeroporto come hub o come scalo per le loro
compagnie". Ad annunciarlo ieri il sindaco Letizia Moratti dopo un
incontro privato con il ministro degli Affari esteri Franco Frattini a margine
del Festival dell'ambiente. Di qui la richiesta al ministro di "avviare al
più presto negoziati bilaterali per concretizzare queste
richieste e occupare il maggior numero possibile di rotte dopo l'abbandono di Alitalia". Immediata e positiva la
risposta. "Parlerò con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli - la
replica del numero uno della Farnesina - per dare attuazione concreta a questa
domanda. Poi attiveremo i nostri ambasciatori e quelli dei diversi Paesi
interessati alle trattative". I tempi tecnici infatti, spiega la
Moratti, non saranno brevi "ed è anche per questo che ringrazio il
ministro per la sollecitudine con cui ha accolto la nostra richiesta". I
diritti di decollo, infatti, si vendono stagione per stagione e di mezzo c'è
anche il via libera di Assoclearence che gestisce gli slot aeroportuali.
"Bisogna far presto - l'invito della Moratti - Noi e la Sea non abbiamo
mai chiesto aiuti e nonostante i problemi abbiamo deciso di confermare il
milione di euro di investimenti già stabiliti. E certamente questa è per
Malpensa una prospettiva di grande sviluppo". Durissima la stoccata al
centrosinistra. "Il ministro Frattini - aggiunge il sindaco - ha accolto
ciò che il governo Prodi non aveva mai capito riguardo alla possibilità di
negoziare accordi bilaterali per nuovi voli. Purtroppo ciò che abbiamo sempre
sostenuto nei mesi scorsi si è verificato: il ridimensionamento di Malpensa non
ha portato alcun beneficio a Fiumicino. Lo scalo ha perso l'80 per cento dei
voli di Alitalia e Fiumicino ha recuperato solo
l'11". Ma Milano sarà al centro dell'agenda non solo per questo. Il
ministro Frattini, infatti, ha spiegato che "tutela ambientale, sviluppo
sostenibile, sicurezza alimentare ed energie rinnovabili", i temi messi al
centro del dossier per la candidatura all'Expo, saranno inseriti dal governo
come temi prioritari nel 2009, anno in cui all'Italia toccherà la presidenza
del G8. "Noi - spiega - consideriamo l'Expo 2015 come un avvicinamento ed
un modello per le tematiche che saranno affrontate al G8". Per quanto
riguarda più specificatamente l'esposizione universale, il capo della
diplomazia riferisce che la Farnesina coordinerà tutti gli interventi di
cooperazione realizzati durante la fase preparatoria da Comune, Regione e dagli
altri ministeri interessati. Inoltre "il governo sta preparando un decreto
legge per realizzare le strutture che dovranno accompagnare la fase
preparatoria dell'Expo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Profondo
rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il
governo ROMA BATTE CASSA Capitale piena di debiti, Alemanno chiede soldi, la
Lega non ci sta Sette miliardi di debiti e lo spetto del default del Comune:
così Roma si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale. L'allarme lanciato da Alemanno
mette in imbarazzo il vecchio corso veltroniano. Per evitare il
commissariamento, il sindaco ha chiesto 1,2 miliardi al Tesoro, facendo
insorgere la Lega. Nel frattempo, dentro lo stato maggiore del Pdl (Berlusconi
compreso) c'è molta insofferenza nei confronti di Alemanno. A dispetto della
crescente popolarità, il sindaco è stato attaccato ieri dal Giornale , che lo
ha accusato di "continuismo" rispetto al passato. Dentro FI e anche
in An, si sospetta che Alemanno lavori per raccogliere attorno a sé il dissenso
nei confronti del partito unico. Cappellini e Labate a pagina 4 07/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Sondaggi lo vuole
ministro degli esteri ue per disinnescare la sfida nel pd Veltroni cerca una
poltrona europea per D'Alema "Se non puoi batterlo, fattelo amico",
recita il noto motto. "Se non puoi fartelo amico, trovagli un posto in
Europa", suggerisce la chiosa all'italiana. Una variante che deve essere
ben chiara a Walter Veltroni, se è vero che negli ultimi tempi il leader del Pd
si sta muovendo per far ottenere a Massimo D'Alema un importante incarico a
livello continentale: un modo per impreziosire il già ricco curriculum dell'ex
ministro degli Esteri, e soprattutto di sottrarlo in via definitiva allo
scontro interno al Pd, dove il fronte dalemiano resta il più critico sulle
mosse (o "i continui errori", come si preferisce dire da quelle
parti) di Veltroni. E l'occasione è data dalla nuova governance che l'Europa si
darà a partire dal 2009 come previsto dal trattato di Lisbona, che istituisce
la nuova figura del presidente del Consiglio europeo, ma anche quella dell'alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. In
due parole, il ministro degli Esteri dell'Ue. La casella ideale per gli
interessi di D'Alema. Il quale, per quel che trapela dal quartier generale
della fondazione Italianieuropei, è a conoscenza dell'attivismo di Veltroni e
certo non è insensibile all'ipotesi di una carriera europea. La strada non è
spianata, ma nemmeno così impervia. Molto dipenderà da chi sarà il presidente
del Consiglio europeo, perché la lottizzazione di Bruxelles impone, per le due
poltrone in questione, un ticket popolar-socialista. Se per la principale dovesse
farcela Blair, è impensabile che arrivi dal Pse anche il titolare degli Esteri.
Viceversa, dovesse prevalere il fronte antiblairiano capeggiato da Angela
Merkel, e che ha nel lussemburghese Jean-Claude Juncker il suo candidato alla
presidenza, le possibilità di D'Alema salirebbero molto. La concorrenza non è
infatti così folta. Il competitor numero uno è il socialista Solana, che ha
opzionato la permanenza nel ruolo che, di fatto, già occupa con la benedizione
del premier Zapatero. Ma la lunga militanza di Solana potrebbe anche rivelarsi
un handicap. L'agenda di Veltroni di questi giorni è molto europea. L'altroieri
ha incontrato Martin Schulz, presidente del gruppo socialista a Strasburgo.
Lunedì l'ex sindaco di Roma sarà a Berlino conferenza promossa dal Pse e
dall'Spd sul futuro delle socialdemocrazie europee. Il primo nodo da sciogliere
in queste sedi di discussione è la collocazione continentale del Pd in vista
della tornata elettorale del prossimo anno, ma è probabile che Veltroni ne
approfitti anche per tastare il terreno sulla candidatura D'Alema, che
ovviamente, in caso di decollo, entrerebbe di forza nell'ordine del giorno del
dialogo con Berlusconi e il centrodestra. Questo scenario non basta comunque a
placare il malumore dell'ex presidente Ds sulla situazione attuale. Sotto
accusa resta ancora la linea del Pd verso l'esecutivo, considerata
troppo incerta e spericolata nella sua alternanza di attacchi sul merito (vedi Alitalia e reato di immigrazione
clandestina) e incontri semi-clandestini (vedi abboccamento Letta-Veltroni alla
Camera). E prosegue la strutturazione della corrente. Dopo il rilancio della
fondazione, i seminari e il varo della tv via satellite, è in preparazione
anche un quotidiano on line. (Cappe) 07/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Conti per evitare il
commissario (7 miliardi di debiti) Il sindaco chiede 1,2
miliardi al Tesoro Dopo Alitalia e i rifiuti in Campania, il crac di Roma - 7 miliardi di euro di
debiti e lo spettro del default del Comune - si avvia a diventare la nuova
emergenza nazionale. E, al pari della altre due vicende, è una faccenda
ingarbugliata, con ricadute e responsabilità che investono entrambi gli
schieramenti politici. L'allarme lanciato dal neo-sindaco Gianni
Alemanno non è infondato: il debito c'è davvero. Sono entrate in scadenza le
prime rate dei mutui per tutte le grandi opere avviate negli anni scorsi (dalla
metropolitana al raddoppio di alcune vie consiliari), le casse comunali sono
troppo leggere per affrontare la spesa corrente e la ragioneria comunale ha
diramato una circolare per bloccare tutte le uscite da dipartimenti e municipi.
La situazione è grave. Lo sa bene Marco Causi, ex assessore al Bilancio della
gestione Veltroni, sebbene parli di "forzatura politica" e
attribuisca il problema a "un debito ereditato dagli anni ottanta dai
trasporti pubblici aggravato da alcune novità, come il rialzo dei tassi
d'interesse". E lo conferma Umberto Marroni, capogruppo del Pd in
consiglio comunale. "Negare il problema è impossibile - spiega Marroni -
ma è la scoperta dell'acqua calda. Questo non è un buco, bensì la conseguenza
finanziaria del piano investimenti". E sarà proprio questa, cioè la
finalità virtuosa del gigantesco debito accumulato, la linea su cui si
attesterà la difesa di Walter Veltroni, preoccupatissimo che sul suo "modello
Roma", dopo la scure elettorale, si abbatta anche quella del default
finanziario. Ma la questione investe in pieno anche gli equilibri del
centrodestra. L'allarme sui conti lanciato da Alemanno ha infatti due finalità:
da un lato chiudere con successo l'operazione di revisionismo sulla stagione
veltroniana, certificando il fallimento strutturale della gestione precedente e
facendo tabula rasa del passato, non diversamente da come fece lo stesso
Francesco Rutelli quando nel 1993 si insediò al Campidoglio dopo Tangentopoli e
le ultime disastrose giunte Dc-Psi. D'altra parte, però, dietro il crac romano
si è aperta la prima grande trattativa all'interno della nuova maggioranza di
governo, perché Alemanno - in questo al pari di Veltroni - non ha alcun interesse
a commissariare il comune e quindi, di fatto, a dichiarare chiusa in partenza
la sua esperienza di sindaco. Ecco perché Veltroni, rassicurato da Gianni Letta
su una soluzione governativa, per ora resta alla finestra. Ed ecco perché,
sull'altro fronte, Francesco Storace va all'attacco, prima ancora che del
leader del Pd, del suo ex compagno in An: "Il sindaco - dice Storace - ha
il dovere di raccontare quello che ha trovato nella cassa comunale senza
rincorrere i consigli di chi gli sussurra di coprirsi a sinistra". Chiede
soldi, Alemanno. E li chiede a un governo amico, di cui fa parte però anche la
Lega. "Non può pagare sempre Pantalone", diceva ieri Roberto Cota. Il
capogruppo del Carroccio alla Camera si riferiva a un intervento del governo
per la questione rifiuti, ma il ragionamento vale anche per Roma. La
trattativa, però, è già avviata. La prima ipotesi al vaglio del ministro
dell'Economia Giulio Tremonti - da sempre più vicino alla sensibilità padana
che al "partito di Roma" oggi espresso sull'asse Letta-An - è uno
stanziamento straordinario di 300 milioni, che permetta al Comune di compensare
il mancato introito Ici (quasi 200 milioni di euro), con cui negli ultimi anni
la giunta Veltroni ha potuto assestare il bilancio in corso d'opera. Ma il subgoverno
romano, l'ultima nicchia in cui An conserva autonomia e visibilità, punta a
chiudere una transazione ben più significativa: 1,2 miliardi di euro, questo è
il riconoscimento che il sindaco chiede al governo con un decreto per la nuova
Roma capitale. Una cifra che consentirebbe di tamponare l'emergenza e aprire
margini di manovra alla nuova giunta. La terza ipotesi è mettere il comune in
mano al ministero di via XX Settembre e scaricare lì tutti i miliardi di euro
di ammanco. "Se ne parlerà dopo il 16 giugno, quando avremo cifre
chiare", ha tagliato corto il sindaco. Ma, come detto, nessuno vuole
arrivare a questo punto.Tremonti compreso, il quale ieri ha fatto capire di
essere pronto a fare la sua parte: "Senza Roma Capitale d'Italia, l'Italia
non si può costituire", ha motteggiato il ministro citando Cavour.
L'intervento per Roma crea non pochi imbarazzi a Berlusconi. Se lo si
condiziona alla dichiarazione di bancarotta del veltronismo, salta il dialogo
tra i poli. Se lo si concede senza guerre, si apre una crepa nella maggioranza.
Il governo centrale che interviene per salvare la capitale dal fallimento non è
un bello spot per il federalismo fiscale, tanto più che parte del dissesto
romano è causato dai quasi 2 miliardi di euro di trasferimenti che il Comune
attende ancora dalla regione guidata da Piero Marrazzo, già a sua volta alle
prese con un complicato piano di rientro del debito sulla spesa sanitaria.
07/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Intesa sanpaolo
perplessità sull'investimento "per amor di
patria" Passera gioca d'azzardo e scommette al buio su Alitalia La sfida è di quelle importanti
e la posta in gioco continua a salire. Per Intesa Sanpaolo, e soprattutto per
il suo amministratore delegato Corrado Passera, Alitalia rappresenta una grande chance. Ma anche, al contrario, il
rischio di finire in un vicolo cieco. Le premesse finanziarie e
politiche per l'intervento ci sono. Sono legate all'esigenza di assicurare un
futuro ad Air One, e di conservare quindi la prospettiva di rientrare dei
prestiti concessi, e anche a quella di schierare la banca al servizio del
paese, come già avvenuto, in un contesto diverso e con un altro governo in
carica, nell'operazione Telecom. Il nodo ancora tutto da sciogliere è invece
quello industriale. E, su questo fronte, la strada è ancora tutta in salita. A
maggior ragione quando ancora non è accertata la consistenza reale della
débacle finanziaria. Lo sa bene Passera, che ha accettato una scommessa al
buio, e lo sanno bene gli altri consiglieri della banca, a cui l'amministratore
delegato ieri ha illustrato a grandi linee i margini di manovra
nell'operazione. Trovando interlocutori attenti e un fuoco incrociato di
richieste di chiarimento. Al vertice della banca, riferiscono infatti fonti
bene informate, le perplessità non mancano, così come emergono sensibilità
diverse nell'approccio alla partita. Il presidente del consiglio di
sorveglianza, Giovanni Bazoli, si è limitato ad assicurare che "non sono
fondate" le voci che si rincorrono sulle sue presunte divergenze con
Passera. Ma è un fatto, e non un'illazione, che la banca si sta muovendo in uno
scenario denso di incognite. A fronte di un possibile impegno da 300-500
milioni di euro, ci sono ancora da limare alcuni aspetti del mandato con cui
opera, va individuata una strategia credibile per coinvolgere un partner
internazionale e, soprattutto, va verificata la possibilità di un rilancio
senza ricorso alle procedure fallimentari, assicurando quindi la continuità
aziendale. Tutte variabili che, al momento, non consentono a Passera di
rassicurare fino in fondo i suoi azionisti. Senza dimenticare che la banca,
nella insolita veste di un advisor che ha già partecipato alla corsa per la
privatizzazione e che è candidato a vestire anche i panni dell'acquirente, è
necessariamente soggetta a una sovraesposizione. In sostanza, è la preoccupazione
che ricorre ai piani alti della banca di Ca' de Sass, un fallimento
dell'operazione Alitalia comporterebbe serie
ripercussioni anche in termini reputazionali. Per questo, sono in molti a
consigliare a Passera di procedere con cautela, evitando di mettere in piedi
l'operazione senza la certezza di poter coinvolgere una grande compagnia
internazionale. Sia essa Lufthansa, come suggerirebbe il canale privilegiato
che passa per Air One, o Air France, visti i recenti auspici rilanciati da
Berlusconi e Tremonti. Al contrario, lo schema che sembra prospettarsi
prevederebbe la costituzione di una newco, in cui sarebbe conferita la
compagnia di Carlo Toto, con la partecipazione, dietro la capofila Intesa
SanPaolo, di banche estere e imprenditori italiani come Colaninno e Ligresti. A
una fase di ristrutturazione, che si annuncia dolorosa soprattutto sul piano
occupazionale, seguirebbe il rilancio con l'ingresso del partner
internazionale. Il rischio, che non sfugge a chi è chiamato a investire
"per amore di patria", come ha chiarito il patron di Geox Moretti
Polegato, è quello di traghettare la compagnia verso un fallimento posticipato.
Intanto, i tempi stringono. La ricognizione sui conti deve essere ultimata
entro venti giorni, prima dell'assemblea di Alitalia,
e le condizioni finanziarie della compagnia peggiorano di giorno in giorno.
Meno pressante, invece, si prospetta il confronto con Bruxelles, che impegnerà
il governo e il ministro dell'economia in prima persona. L'inchiesta
"formale e approfondita" sul prestito ponte concesso ad Alitalia, che la Commissione dovrebbe aprire l'11 giugno, ha
avuto ieri il via libera dei capi di gabinetto dei commissari europei. Ma,
considerato quanto prevede la procedura, non ci sarà alcuna sanzione per almeno
diciotto mesi. Come calcolato con ampio anticipo dall'avveduto Tremonti e come
certificato ieri dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Ci sarà uno
spazio che ci permetterà di rilanciare Alitalia".
A patto, però, che Passera vinca la sua scommessa. 07/06/2008.
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
PIER Ferdinando
Casini spiega quali sono i rapporti con il governo Berlusconi e quali saranno i
sì e i no che l'opposizione centrista dirà al Cavaliere. Dice: "Adesso fa
il democristiano, ed è un fatto positivo; bisogna vedere se lo è
realmente". È quanto l'Udc intende verificare, facendo un'opposizione
seria e non sfascista, come ha sempre detto. Sull'abbraccio bipartitico tra
Berlusconi e Veltroni il leader centrista ha grandi dubbi: "Berlusconi ha
inventato una finzione di bipartitismo e ha bisogno che qualcuno gli faccia da
sponda. Veltroni deve stare attento a non scottarsi". Casini promuove il
pacchetto sicurezza ma è contrario al reato di immigrazione clandestina; annuncia il voto contrario al decreto Alitalia; approva il decreto sui rifiuti ma non la superprocura; e
sospende il giudizio sul decreto fiscale. Avanti con il nucleare, ma attenti al
federalismo lombardo: "Bisogna rovesciare l'approccio: prima si diano le
competenze agli enti locali poi le risorse". E non il contrario
come vuole la Lega.
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSSELLA LAMA ROMA
Il ministro Tremonti difende la sua Robin Hood tax, l'imposta straordinaria sui
profitti delle società petrolifere. E ribadisce che anche le banche saranno più
tassate attraverso "una rimodulazione degli imponibili". L'occasione
per ribadire l'intenzione a procedere su questa strada è stata la visita a Roma
della sua collega Christine Lagarde, in vista dell'inizio del semestre di
presidenza francese della Ue. "Abbiamo già comunicato formalmente alle
parti sociali l'idea di tassare i profitti di regime" ha detto Tremonti ai
giornalisti. "E' un'ipotesi finanziariamente ortodossa e moralmente
corretta". Lo scorso fine settimana, a Lussemburgo per l'Ecofin, il
ministro dell'Economia ha parlato del giro di vite fiscale che si appresta a
fare sui profitti dei petrolieri. E da due Commissari, McCreevy per la
Concorrenza e Almunia per gli Affari economici e monetari, ha avuto
l'assicurazione che è compatibile con le norme europee. Quindi "non si
sono ostacoli dalla Ue". Inoltre in Europa c'è chi lo ha già fatto.
"Abbiamo trovato un precedente recente nel governo britannico che tre anni
fa ha introdotto un'imposta straordinaria per finalità di perequazione
sociale". La Francia si muove invece diversamente. Parigi è stata stoppata
dalla Ue nella sua proposta di un tetto generalizzato in Europa all'Iva sui
prodotti petroliferi, in modo da calmierare i prezzi al dettaglio. E in casa-
ha spiegato la Lagarde, "non ci muoviamo sulla stessa linea" di
Tremonti. "Siamo nella logica del negoziato e della solidarietà. La compagnia
Total, ad esempio, ha finanziato un bonus per le famiglie disagiate". E'
proprio di questi giorni la notizia delle pressioni di Sarkozy sulla compagnia
petrolifera nazionale affinchè aumenti il contributo al Fondo si solidarietà
per le famiglie più in difficoltà. Sempre sull'argomento Madame Lagarde ha
informato che il presidente francese ha già contattato il direttore generale
dell'Fmi. La questione dell'utilizzo delle rendite petrolifere va affrontata
anche a livello internazionale "e serve maggior trasparenza". Nel corso dell'incontro si è parlato di come rafforzare la
cooperazione tra autorità di vigilanza europee perchè "obiettivo
prioritario della presidenza francese è la stabilità dei mercati", ha
detto la Lagarde. Si è parlato di crescita e di occupazione, "ma non di Alitalia", ha assicurato Tremonti.
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA - Il prestito-ponte del governo ad Alitalia è "incompatibile con il mercato comune" e l'esecutivo
ha un mese di tempo per fornire a Bruxelles tutte le osservazioni che riterrà
opportune compresa "ogni informazione utile circa l'utilizzo da parte di Alitalia della facoltà di imputare il
prestito-ponte sui capitali propri permettendo alla Commissione di analizzarne
la natura esatta". È questo il punto sul quale mercoledì prossimo
Bruxelles avvierà la procedura di indagine secondo la comunicazione preparata
dal neocommissario ai trasporti Antonio Tajani. Il futuro della compagnia
dipende dalla possibilità di rilancio in "continuità aziendale" che
Intesa Sanpaolo accerterà in tre settimane di verifica. Come prevede il mandato
di advisor. Ieri Gaetano Miccichè avrebbe avuto una lunga riunione col team
che, rientrato da Roma, si sarebbe portato dietro le carte sulla base delle
quali compiere la ricognizione. Il piano di salvataggio sul quale coinvolgere
gli investitori verrà impostato tenendo presente la situazione dei conti. Se ci
sarà un solo compratore Intesa potrebbe investire nell'operazione, altrimenti
dovrà restare al palo per evitare conflitti di interesse. Corrado Passera che
ieri mattina avrebbe dato un'informativa al consiglio di gestione sul dossier,
avrebbe iniziato a sondare alcuni degli imprenditori individuati da Bruno
Ermolli da coinvolgere in una newco. Ieri Mario Moretti Polegato della Geox ha
detto che "qualora ci venisse chiesto, per amore dell'Italia, potremmo
intervenire". Uno dei punti fermi dovrebbe essere Roberto Colaninno in
procinto di partire per il Vietnam e la Cina per motivi di lavoro legati alla
Piaggio. Colaninno comunque subordina il suo intervento all'individuazione possibilmente
da subito di un partner estero, con preferenza Lufthansa cui affidare la
cloche. Questa posizione non dà spazio ad Air One che pure è interessata.
Tornando al documento di apertura di infrazione della Ue, rivelato da Radiocor,
i dubbi della Commissione europea sulla compatibilità con le norme sugli aiuti
di Stato del prestito-ponte di 300 milioni di euro e possibilità di trasferire
tale somma al patrimonio si fondano sulla valutazione che la misura in
questione "conferisce un vantaggio grazie a risorse dello Stato", è
"selettiva" e "falsa o minaccia la concorrenza ed è suscettibile
di influenzare gli scambi tra gli stati membri". Dato che si tratta di un
prestito "il cui ammontare può essere imputato nei capitali propri di Alitalia" la misura "comprende il trasferimento di
risorse statali". "La Commissione considera a questo stadio e sulla
base delle informazioni di cui dispone che, quale che sia l'uso dei fondi
corrispondenti, la misura conferisce all'Alitalia un
vantaggio economico che non avrebbe ricevuto in normali condizioni di mercato.
A questo riguardo è necessario rilevare che la situazione finanziaria di Alitalia era gravemente compromessa al momento della
concessione del prestito e dell'adozione del decreto legge 93 (possibilità di
trasferimento al patrimonio - ndr). In effetti l'Alitalia
ha registrato perdite consolidate di 626 milioni di euro per l'esercizio 2006 e
di 495 milioni per l'esercizio 2007" e in questa parte del 2008 le perdite
si sono via via aggravate con la caduta della tesoreria compresi i crediti
finanziari a breve al 30 aprile a 174 milioni, in ribasso del 53% rispetto a
fine dicembre 2007. r.dim.
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO RIZZA
Onorevole Casini, Berlusconi è stato dal Papa. In Parlamento i cattolici non sono
molto rappresentati. Lei come vede il rapporto tra governo e Chiesa? "E'
molto importante questa visita sul piano dei governi. La Repubblica trae dalla
presenza della Santa Sede in Italia un grande elemento di ricchezza e di forza.
Pensare che il Vaticano, qui da noi, sia un impaccio o un condizionamento,
significa avere una considerazione molto provinciale della politica
internazionale. Questa è una grande platea per l'Italia, una grande
opportunità. Pone Roma al centro delle diplomazie di tutto il mondo. Ritengo
che il governo debba alimentare questa specialità di rapporto". Un filo
diretto che vi può tagliare fuori? "La pluralità di opzioni nel mondo
cattolico c'è ormai da oltre 30 anni. Credo che la Chiesa abbia, nei confronti
di Berlusconi, lo stato d'animo che hanno gli italiani: stanchi di lotte
fratricide. Hanno dato una delega a Berlusconi, poi valuteranno sulle soluzioni
che darà ai problemi". E il mondo cattolico che problemi ha? "Ne cito
tre. Il pluralismo scolastico: le scuole libere cattoliche chiudono perché non
hanno risorse. Affermare la parità con la scuola pubblica, senza dare i mezzi
finanziari, è solo una presa in giro. La famiglia, il quoziente famigliare: mi
auguro che questo traguardo annunciato dal Pdl in campagna elettorale si realizzi.
E noi daremo il nostro contributo. Terzo, i grandi temi etici, da cui la Chiesa
si è dovuta difendere durante il governo Prodi: affermare il diritto alla vita,
ad esempio, non significa rimettere in discussione la 194, ma prevedere
prevedere la presenza di volontari cattolici nei consultori che favoriscano
l'accoglienza e supportino le giovani madri". E il vostro ruolo?
"Incalzeremo il governo su questi temi. Un'opposizione che richiama
l'esecutivo agli impegni programmatici non è sfascista ma seria. Diremo sì e
no, a seconda di quello che condividiamo senza pregiudizi". Come avete
fatto sul reato di immigrazione clandestina. "Sì, spiegando a Berlusconi,
che credo si sia convinto, che quel reato è una sciocchezza. L'espulsione
amministrativa è una via più facile ed efficace. Non serve uno Stato che fa la
faccia feroce ma delibera una norma inapplicabile, intasando processi e
carceri". Lei come vive questa metamorfosi di Berlusconi, dialogante,
pacato, che si confronta con il leader dell'opposizione Veltroni?
"Berlusconi è uomo intelligente. Si trova ad amministrare un patrimonio
elettorale molto forte e sa benissimo di non avere più alibi e di essere di
fronte a problemi enormi. Il combinato disposto di queste cose gli consiglia di
sperare che ci sia un clima politico positivo, evitando uno scontro frontale
con l'opposizione che lo metterebbe in mora su questioni che vanno risolte.
Come i rifiuti a Napoli: senza convergenza con gli enti locali il problema
diventa irrisolvibile". E oltre alla pace sociale? "Per lui s'è
aperta una fase politica nuova: gestisce in prima persona, non ha alleati che
lo condizionano, salvo la Lega, non ha personalità nel governo che gli fanno
ombra...". Insomma, lo vede bene. "Adesso fa il democristiano, ed è un
fatto già positivo, bisogna vedere se lo è realmente. La nostra verifica sarà
questa". In campagna elettorale lo scontro con voi è stato aspro. Ora lui
consulta spesso Veltroni, ma con lei è rimasto del gelo? "I problemi
personali tra noi non esistono. Esiste un problema politico molto serio".
Qual è? "Berlusconi ha inventato una finzione di bipartitismo senza
realizzare un partito politico ma solo delle finte fusioni tra partiti ancora
esistenti. Ha bisogno che qualcuno gli faccia sponda. E non posso certo essere
io... per questo si rivolge a Veltroni che deve stare a sua volta molto attento
a non scottarsi". Teme un asse sulla legge elettorale? "Per imporre
il finto bipartitismo hanno bisogno di comprimere la libertà dei cittadini,
abolendo le preferenze; e addirittura, per le Europee, dove non c'è un problema
di governabilità, vogliono alzare a dismisura la soglia di sbarramento e
togliere le preferenze. Allora si dovranno assumere la responsabilità di scelte
che contrasteremo con forza". La luna di miele tra governo ed elettori è
in corso. Cos'è che non le è piaciuto fino ad ora? "L'operazione
Alitalia si sta rivelando
un bubbone per il governo. Noi voteremo contro questo decreto. Il governo
prende dalle tasche degli italiani 300 milioni e li butta nel tritacarne dell'Alitalia senza che si sia materializzata
la cordata che si prometteva 3 mesi fa; il prestito ponte è solo un
contributo a fondo perduto equivalente al bilancio di una città di 180 mila
abitanti". Sui rifiuti? "Siamo contrari alla Superprocura, per un
problema di principio e coerenza costituzionale. Ma complessivamente voteremo a
favore del decreto e cercheremo soluzioni per non farlo naufragare". E la
sicurezza? "Diciamo no al reato di immigrazione clandestina, ma siamo
favorevoli al giro di vite e alle espulsioni, perché gli italiani chiedono
sicurezza e certezza della pena". Passiamo al decreto fiscale.
"Giudizio sospeso. Credo che la montagna abbia partorito il topolino.
L'accordo con l'Abi sui mutui sta diventando quasi imbarazzante rispetto a
quando è stato presentato, per tempi e modalità di attuazione. L'abolizione
dell'Ici sulla prima casa è positiva, ma le coperture restano incerte e
penalizzano il Mezzogiorno". Che altro? "Le famiglie sotto la soglia
di povertà sono la nostra priorità. Non mi pare abbiano avuto granché.
Sull'impostazione generale del decreto comunque ci asterremo". Con la Lega
certi nodi sono già al pettine. "Il vero problema sarà sul federalismo.
Noi siamo contrari al modello di federalismo lombardo, non perché difendiamo il
Sud dal Nord, ma perché in nessuna parte del mondo s'è attuato un federalismo
finanziario che parta dalle risorse e non dalle competenze. Bisogna rovesciare
l'approccio: si diano competenze agli enti locali, e su questa base si
concedano poi le risorse. E un federalismo virtuoso inizia mantenendo l'impegno
assunto in campagna elettorale di abolire le province". E la spesa
pubblica al Sud? "Draghi ha ragione: servono meccanismi virtuosi per
privilegiare le regioni che spendono bene". Il nucleare? "L'incidente
sloveno è, paradossalmente, la dimostrazione della sicurezza del nucleare:
bisogna andare avanti con determinazione". Ma il suo rapporto con
centrodestra quale sarà? "Non possiamo nasconderci dietro un dito. Nei
mesi passati le polemiche sono state molto forti. In politica gli stati d'animo
vanno tenuti a freno. Saranno i fatti a dimostrare chiaramente a tutti noi se
la politica del governo è coincidente con le nostre attese o se le posizioni si
divaricheranno. La partita futura si gioca sui fatti".
( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Aeffett.sottosc. Alitalia 05/10/06-232,4599,304,9899,30
Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,264,8899,21 Intesa SanPaolo
22/09/04-194,5093,035,3092,10 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in
cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,1099,950,0099,94 Cct 01/09/01-08
S2,1099,933,9299,93 Cct 01/01/02-09 S2,1099,963,9299,96 Cct 01/04/02-09 S2,2099,973,9199,97
Cct 01/08/02-09 S2,0599,923,9199,91 Cct 01/10/02-09 S2,2099,933,9499,91 Cct
01/01/03-09 S2,1099,794,0999,70 Cct 02/01/08-09 A0,0092,934,2992,89 Cct
01/02/03-10 S2,0599,803,9899,75 Cct 01/06/03-10 S2,2099,774,0199,65 Cct
01/12/03-10 S2,2099,694,0299,59 Cct 30/04/08-10 A0,0091,434,3691,43 Cct
01/05/04-11 S2,1599,564,0499,49 Cct 01/11/04-11 S2,1599,424,0699,34 Cct
01/03/05-12 S2,1099,334,0799,24 Cct 01/11/05-12 S2,1799,324,0799,27 Cct
31/08/06-13 S2,1299,374,0499,35 Cct 02/05/07-14 S2,0899,224,0599,20 Cct
01/12/07-14 A2,2199,264,0499,19 BTP TITOLOTassoPrezzorend.Prezzo in
cor.d'astaeffett.sottosc. Btp 01/11/99-31 S3,00111,464,49111,44 Btp 18/03/02-33
S2,87108,484,51108,50 Btp 01/08/03-34 S2,5098,174,5498,03 Btp 15/09/04-35
S1,1796,215,3796,99 Btp 01/08/05-37 S2,0083,194,6083,07 Btp 01/08/07-39
S2,5097,614,5797,69 Btp 15/09/03-08 S1,7599,783,8599,78 Btp 15/09/03-08
S0,82100,090,00100,05 Btp 15/06/05-08 S1,2599,950,0099,95 Btp 01/11/98-09
S2,2599,864,0999,86 Btp 01/05/99-09 S2,1299,354,2299,34 Btp 15/04/04-09
S1,5098,674,2598,66 Btp 01/02/06-09 S1,5099,044,1299,07 Btp 03/07/06-09
S1,8799,124,2299,11 Btp 01/11/99-10 S2,75101,534,17101,59 Btp 15/09/04-10
S0,4797,034,6997,11 Btp 17/01/05-10 S1,5097,334,4197,32 Btp 07/06/05-10 S1,3796,144,4896,11
Btp 01/03/07-10 S2,0098,704,3498,69 Btp 01/08/07-10 S2,2599,364,2999,37 Btp
01/02/01-11 S2,62101,234,21101,23 Btp 01/11/01-11 S0,9594,503,4294,50 Btp
15/03/06-11 S1,7596,704,3996,67 Btp 18/09/06-11 S1,8796,814,3896,74 Btp
03/03/08-11 S1,8797,304,4197,24 Btp 01/08/01-12 S2,50100,594,24100,60 Btp
30/03/07-12 S0,9298,384,8898,33 Btp 17/04/07-12 S2,0097,234,3197,17 Btp
15/10/07-12 S2,1297,894,2997,76 Btp 01/08/02-13 S2,3799,924,2199,91 Btp
01/02/03-13 S2,1297,864,2397,76 Btp 15/04/08-13 S2,1297,654,3097,53 Btp
02/02/04-14 S2,1297,694,1897,51 Btp 18/02/04-14 S1,0799,464,7999,42 Btp
01/09/04-15 S2,1297,424,2097,40 Btp 02/05/05-15 S1,8794,154,2894,11 Btp
01/03/06-16 S1,8793,334,3093,38 Btp 01/02/02-17 S2,62103,364,18103,47 Btp
15/03/06-17 S1,0598,045,0398,11 Btp 02/01/07-17 S2,0094,564,2994,50 Btp
03/09/07-18 S2,0097,284,3397,22 Btp 01/02/08-18 S2,2596,754,3796,72 Btp
01/02/03-19 S2,1294,844,3794,80 Btp 23/05/08-19 S1,1799,035,1899,16 Btp
01/02/04-20 S2,2596,284,3996,18 Btp 01/02/06-21 S1,8788,384,4988,26 Btp
01/11/93-23 S4,50141,714,20141,67 Btp 22/12/93-23 S4,25154,003,05154,00 Btp
15/03/07-23 S2,60100,215,31100,54 Btp 11/04/08-23 S2,3796,624,5196,70 Btp
01/11/96-26 S3,62125,774,34125,52 Btp 01/11/97-27 S3,25117,324,40117,09 Btp
01/11/98-29 S2,62101,904,50102,00.
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Sono rimasto impressionato
da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni
che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare
dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un
liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il
diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno
scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta vedere circa 150 mila
persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i concerti di Vasco
Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a provare l'ebrezza
dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha ragione
l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che
dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la
scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del
sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere
divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può
essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che
poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante.
Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta
di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la
speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai
giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di
prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare,
sociale. Scritto in globalizzazione, Italia 1 Commento " (1 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando
i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è
sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto
scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto
quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci
sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è
chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il
messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi
trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni
volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano
con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al
contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze
dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo
Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv
ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si
occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a
fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra,
anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia,
giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una
necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia.
Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in
attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e
sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va
affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi
giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
(4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in
apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più
duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista".
E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il
nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel
nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri
sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono
rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di
pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una
parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo
zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est,
basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama
quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in
Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso
il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann:
il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega
in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista
"la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo
spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò
"alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx,
Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia
o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi,
estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile,
questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in
Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere
"senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al
mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente
positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla
superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una
generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti,
il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in
Varie Commenti ( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è
mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la
sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in
prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla
"tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal
dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109
votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti
(D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto"
(Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito
democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per
ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che
sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata
presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average:
2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in
Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano
stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del
sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha
sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve
un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i
primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le
responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E'
COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120
votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno
del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è
arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di
Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero
Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto,
accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo
D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno
vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average:
1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il
"padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza
a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter
Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici,
democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani:
Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri
giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei,
Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza
ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i
risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di
parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca:
Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono
della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime
News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con
Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del
tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi
al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista
dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del
nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto
democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni
realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate
e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35
votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in
Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano
stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del
sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha
sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve
un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i
primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità
di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul
governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi
l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto
D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha
detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra?
Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto
di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
(120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di
Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche)
il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del
Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la
mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il
centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter?
Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da
Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la
sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di
voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere
come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani:
Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri
giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei,
Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza
ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i
risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di
parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca:
Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono
della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime
News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con
Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del
tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi
al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille June
( da "Voce d'Italia, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica L'intervento al convegno dei giovani industriali Sacconi:
protezione intensa per dipendenti Alitalia Il ministro su contratti, caro-petrolio e crisi della compagnia
di bandiera Santa Margherita Ligure, 7 giu. - Il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi è intervenuto stamattina al convegno dei Giovani imprenditori di
Confindustria, inaugurato ieri nella cittadina ligure. Sacconi ha
toccato diversi temi, tra cui l'apertura della trattativa tra Confindustria e
sindacati prevista per martedì sul rinnovo del modello contrattuale:
"Confido che sara' una trattativa destinata a concludersi in poco
tempo", questo l'auspicio del ministro. In riferimento alla violenta
manifestazione dei pescatori di Bruxelles contro i continui aumenti del prezzo
del petrolio avvenuta il 4 giugno scorso, il ministro ha dichiarato: "sono
tra coloro che in questo momento pagano di piu' la conseguenza del caro
petrolio insieme agli autotrasportatori e agli agricoltori e credo che qualcosa
di specifico per essi sara' fatto". A proposito della crisi di Alitalia, Sacconi ha parlato della situazione dei
lavoratori, assicurando protezione intensa per tutti i dipendenti della
compagnia di bandiera che dovessero risultare in esubero strutturale:
"Intanto dobbiamo vedere ancora un piano industriale, poi valuteremo.
Ovviamente ci sarà protezione intensa per tutti coloro che risulteranno in
esubero strutturale una volta definito il piano industriale". Laura
Grimaldi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212
Mobilitazione per il 10 giugno. I sindacati contestano i rapporti con alcune compagnie
Meridiana, piloti in guerra Mobilitazione per il 10 giugno. I sindacati
contestano i rapporti con alcune compagnie Appello all'Enac. Alitalia
sbarca a Olbia --> Appello all'Enac. Alitalia
sbarca a Olbia I sindacati criticano il management e si preparano allo sciopero
di 24 ore per protestare contro Meridiana. Meridiana smantella e Alitalia torna in campo. All'indomani dell'incontro tra
l'amministrazione comunale di Olbia e i sindacati, la compagnia pubblica
annuncia un ritorno sulla Sardegna: bloccati i voli in regime di continuità
territoriale, Alitalia ha deciso di far partire dal 27
giugno e fino al 15 settembre un nuovo collegamento tra Pisa e Olbia (quattro
volte alla settimana, con partenza da Pisa alle 20.20 e da Olbia alle 17.45).
LA VERTENZA Dopo l'incontro di giovedì pomeriggio, promosso dal consigliere
comunale delegato per i trasporti Gigi Carbini, si amplia la mobilitazione di
sindacati e amministratori locali. Dalla riunione di Olbia è scaturito un
documento che rappresenta la base di partenza della lotta che avrà il suo
epicentro martedì prossimo, con lo sciopero di 24 ore di tutti i dipendenti di
Meridiana. Sindacati e amministrazione comunale hanno deciso di istituire un
tavolo di confronto permanente "e di coinvolgere da subito tutti gli enti
locali sardi, Province, Regione e il Governo", oltre a chiedere un
confronto con la proprietà del gruppo aereo. Se questo confronto non ci sarà,
il Comune stringerà i cordoni, in particolare sulle autorizzazioni
urbanistiche, sui progetti di sviluppo di Geasar, la società di gestione
dell'aeroporto di Olbia, controllata da Meridiana. E i dipendenti si preparano
poi anche a presentarsi in assemblea, visto che detengono una quota azionaria
della società, per chiedere lumi sulla situazione. PARLAMENTO La vertenza ha
fatto il suo ingresso anche in Parlamento, con un intervento dell'ex sindaco di
Olbia Settimo Nizzi, mentre il parlamentare del Pdl Bruno Murgia ha presentato
un'interrogazione. Il deputato nuorese chiede in particolare che il governo intervenga
per scongiurare la crisi della compagnia e garantisca la continuità
territoriale ai sardi. Murgia, inoltre, sostiene sia necessario salvaguardare
il personale di Meridiana, altamente qualificato e "vittima di un
management che ha prodotto uno stato di crisi quasi irreversibile". I
SINDACATI L'Anpac, l'associazione nazionale dei piloti di aviazione
commerciale, sollecita un deciso intervento dell'Autorità aeronautica, l'Enac,
"al fine di garantire in Meridiana idonee condizioni operative e far
cessare le abnormi pressioni che sempre più spesso vengono esercitate sugli
equipaggi di volo". Il sindacato dei piloti, infatti, parla di "un
allarmante stato di generalizzata inefficienza operativa con gravissime
ripercussioni sulla gestione delle attività di volo e sullo stato di salute
della flotta". A finire nel mirino dei piloti sono il presidente della
società, Franco Trivi, e l'amministratore delegato Gianni Rossi, colpevoli di
condurre il gruppo "senza nessuna strategia utile a garantire un futuro
durevole alle due aziende, Meridiana ed Eurofly, lasciando nella più completa
incertezza i dipendenti e i lavoratori dell'indotto". LE COMPAGNIE Le
critiche, tuttavia, non si fermano all'aumento del costo del carburante e alla
mancanza di strategia, che potrebbero portare anche alla richiesta formale di
stato di crisi. "Perché", si chiedono però i sindacati, "una
compagnia in crisi, che si prepara a tagliare le rotte, poi prende due aerei
con il relativo equipaggio in affitto da ItAliAirlines per poter fare più voli
durante l'estate?". I sindacati, come ha affermato giovedì nella sala
giunta Marco Bardini, segretario della Uil Gallura, dunque contestano anche
"i rapporti tra Meridiana, Air Bee e ItAliAirlines". Quest'ultima,
che aveva lanciato tempo fa un piano, rimasto tale, per effettuare voli interni
in Sardegna e collegare poi l'isola alla Corsica, ha rapporti di tipo
industriale con Meridiana, a cui appunto ha affittato due mezzi per l'estate.
L'altra compagnia, invece, si avvale come Meridiana ed Eurofly di Trawel,
agenzia di rappresentanza commerciale dei vettori aerei. Air Bee, peraltro, è
nata di recente "dal patrimonio di competenze operative e commerciali di
un gruppo di manager esperti del trasporto aereo", si legge nel sito
internet della compagnia, tra cui anche Paolo Rubino, ex manager Alitalia e Air One, e Vittorino Capobianco, che ha lavorato
alla direzione sviluppo commerciale di Meridiana e Akfed, il progetto che l'Aga
Khan sta portando avanti per promuovere alcune compagnie in Africa. GIUSEPPE
DEIANA.
( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
La procedura
d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa
quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di
bandiera e anche la restituzione del prestito
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo
Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo ALITALIA E IL PRESTITO PONTE La Ue
procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile La procedura
d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa
quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di
bandiera e anche la restituzione del prestito Bruxelles, 5 giugno 2008 - La Commissione
europea aprirà l'11 giugno prossimo una procedura d'infrazione contro l'Italia
per il prestito da 300 milioni concesso dallo Stato per tenere in vita la
compagnia. Il prestito, che fin da subito ha suscitato la perplessità degli
uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato "incompatibile con
le norme sugli aiuti di Stato" e, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere
bocciato. All'Italia, tuttavia, verranno concessi circa quattro mesi per
trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera, e anche la
restituzione del prestito - già erogato e trasformato in patrimonio per evitare
di dover portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento - non è
immediata. Entro 15 giorni l'Italia dovrà infatti indicare a Bruxelles come adempiere
alla richiesta ed entro un mese dovrà inviare la sua risposta alle
contestazioni mosse dalla Commissione. "L'aspetto importante è che viene
dato all'Italia il tempo per organizzarsi", sottolinea una fonte
comunitaria, aggiungendo: "La procedura era inevitabile, la misura è
impresentabile". Tanto più che le compagnie aeree europee hanno iniziato a
dare battaglia da subito e a invocare una posizione di fermezza davanti alla
compagnia. Alitalia non potrebbe infatti più ricevere
aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001
secondo il principio del "one time, last time", ossia 'una volta per
l'ultima volta'. Gli uffici dell'ex commissario per i Trasporti Jacques Barrot,
ora sostituito da Antonio Tajani, avevano inviato il 24 aprile scorso una
lettera dai toni "piuttosto duri", chiedendo al governo di notificare
la misura, di sospendere il prestito fino alla fine dell'analisi e minacciando,
nel caso i soldi fossero versati, come poi è avvenuto, di aprire una procedura
d'infrazione per chiederne il rimborso. Intanto il traffico passeggeri Alitalia è in caduta libera: lo scorso mese di aprile
l'aviolinea ha trasportato 1.555.700 passeggeri con riduzione, rispetto allo
stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%. è quanto si legge nelle
statistiche della Aea, l'associazione delle aviolinee europee. La stessa
rilevazione fa presente che nel primo quadrimestre del
( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente del Consiglio
nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione
al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle
intercettazioni al nodo Alitalia
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo
Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI
Berlusconi accusa un malore "C'è troppo caldo in quella sala" Il
presidente del Consiglio nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto,
dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla
spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia
Santa Margherita Ligure, 7 giugno 2008 - Lieve malore per il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi al termine del suo intervento davanti ai giovani
imprenditori in corso a Santa Margherita. Il premier, secondo quanto si è
appreso, ha accusato un leggero mancamento proprio all'inizio dell'intervento
di Emma Marcegaglia. Sorretto, il premier è stato accompagnato subito in una
saletta adiacente la sala convegni. Dalle prime informazioni sembra che
Berlusconi si sia subito ripreso Secondo quanto riferiscono fonti presenti in
sala, il mancamento del premier sarebbe dvuto al calore eccessivo presente in
sala. Al momento il premier è sotto controllo medico e non ha ancora lasciato
l'albergo di Santa Margherita Ligure, dove è in corso l'incontro. Il leader di
Confindustria ha poi ripreso il suo discorso. PETROLIO "Sto come si può
stare con il caro petrolio così". Così Silvio Berlusconi ha risposto ad un
giovane imprenditore che al suo arrivo a Santa Margherita gli ha chiesto come
stava. Berlusconi ha espresso così la sua preoccupazione per il 'caro petroliò.
Il premier è stato accolto da un grande applauso, si è seduto di fianco al
presidente di Confindustria Emma Marcegaglia con cui ha avuto un caloroso
saluto. GRADIMENTO "Il nostro gradimento è al 65%, chissà cosa succederà
se li deluderemo". Con queste parole Silvio Berlusconi ha iniziato il suo
intervento al convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani Imprenditori,
rispondendo un forte applauso che gli è stato tributato dalla platea. "è
un periodo che non posso camminare, non posso andare in giro, perchè sono
sempre accolto da un grandissimo calore", ha aggiunto Berlusconi. LOTTA
ALL'EVASIONE "Dobbiamo continuare il contrasto all'evasione perchè per
abbassare le tasse bisogna che le paghino tutti. Noi abbiamo il 18-20% del Pil
in meno perchè è in nero, questo vale 100 mld di euro". Il governo intende
procedere nella riduzione della pressione fiscale, ma "per far pagare meno
tasse bisogna che le paghino tutti e quindi continueremo nella lotta
all'evasione". SUBITO NUOVE CENTRALI "Bisogna partire con celerità
per fare subito nuove centrali senza aspettare la quarta generazione. Ci stiamo
mettendo d'accordo anche con degli Stati amici come la Francia, perchè ci
aiutino con la loro tecnologia", ha detto Berlusconi confermando la
volontà del governo di partire subito con un piano per il nucleare. IL NODO ALITALIA "Se vogliamo restare una grande potenza non
possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che
noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni - dichiara il premier - Se Alitalia fosse stata assorbita da Air
France con l'intero manager francese, potete immaginare bene dove i francesi
avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze
d'Europa". E ai giovani di Confindustria spiega di aver chiesto agli
imprenditori di aderire ad un azionariato "anche diffuso" per
partecipare a una cordata che rilevi Alitalia.
"Chi se la sente di non partecipare?". E alla risposta della platea
con un mormorio di approvazione divertita, risponde con un "Grazie, mille
grazie". NAPOLI, STRADE PULITE "Entro luglio sbarazzeremo le strade
di Napoli e della provincia dai rifiuti", ha assicurato Silvio Berlusconi
intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita
Ligure. INTERCETTAZIONI Nel prossimo consiglio dei ministri, assicura il
premier, "introdurremo il divieto per le intercettazioni tranne che per la
criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. Cinque anni per
chi le fa e anche una forte penalizzazione economica per gli editori che le
pubblicano". CONTI PUBBLICI E CASERME Per diminuire il debito ereditato
dal passato si può "procedere a una messa sul mercato di parte del
patrimonio pubblico, come le caserme nel centro delle città che non servono più
a niente", spiega poi Berlusconi sottolineando che "il costo della
macchina dello Stato è del 50% superiore alla media degli altri Paesi
europei". E per "diminuire l'enormità del debito che abbiamo"
occorre intervenire su questi costi. "L'altro giorno ho visto i costi di
Spagna, Irlanda e Germania. Mediamente pagano 3mila euro l'anno, a noi
l'amministrazione ne costa 4.500". CLANDESTINI E CPT "Forse 18 mesi
nei Cpt sono un pò troppi", ha detto il presidente del Consiglio
riferendosi alle norme sull'immigrazione clandestina contenute nel disegno di
legge proposto dal governo. Berlusconi ha poi affermato che la settimana
prossima il Parlamento europeo discuterà di immigrazione e "si parlerà di
norme -ha detto- anche più severe delle nostre". VENERDI' NERO Borse a
picco, il petrolio 'vola' - LA SCHEDA Tutti i malori del premier Commenti Invia
commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il
tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento:
Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile
CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso
allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati
dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email:
Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare
qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un
altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Campo
rom, continuano le proteste E Cacciari sospende l'inizio dei lavori (179
commenti) Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a
delinquere" (84 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio al Bologna in A (61
commenti) La notte delle confische "Ma come, perdo l'auto?" (52
commenti) L'Onu attacca l'Italia: "No al reato di clandestinità" (47
commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica:
"Ma lo dice il parlamento" (38 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la
figlia Timore di fuga e di nuove truffe (38 commenti) Le madri detenute
protestano: "Basta privilegi alla Franzoni" (37 commenti) 12:30:55 -
Non sono un giurista, ma mi pare impossibile, se se ne ha la volontà, che non
possa essere introdott[...] L'Anm contro il reato di clandestinità Alfano:
"Saremo duri con gli illegali" Calderoli: "Basta il giudice di
pace"12:29:20 - La violenza c'è dappertutto, non facciamo gli ipocriti.
Succede anche nelle migliori famiglie di qua[...] Non si vuole annodare il velo
in casa e il marito la riempie di calci e pugni12:15:51 - Buonisti e sedicenti
antirazzisti di oggi sono della stessa pasta dei guerrafondai e razzisti di
una[...] Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a
delinquere"11:51:54 - Peccato che stia per finire, era così bello sentire
questi due brocchi lanciarsi accuse, peraltro tu[...] Hillary a sorpresa vede
Obama Sarà vicepresidente? Lei nega, ma...11:27:48 - Io tornerei al
( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
STRESA.CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le
alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà"
"Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel
tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per
l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo
perduto". E' il giudizio dato ieri del leader dell'Udc
Pierferdinando Casini durante una riunione organizzativa del partito al Grand
hotel Bristol di Stresa, cui hanno preso parte molti rappresentanti locali e
dello stato maggiore: dal segretario Lorenzo Cesa al deputato Teresio Delfino.
Per quanto riguarda l'operato del governo Berlusconi, poi, ha aggiunto:
"Dare un giudizio definitivo dopo tre mesi sarebbe poco serio. Mi limito a
constatare che sono state fatte alcune cose positive, e penso al decreto sui
rifiuti di Napoli, ed altre negative. Il giudizio è come sempre chiaro scuro".
Duro, invece, il parere sul reato di immigrazione clandestina: "E' uno
slogan. Finirebbe per ingolfare tribunali e carceri - ha detto Casini - mentre
noi abbiamo bisogno di espulsioni immediate ed efficaci". In generale,
comunque, il leader dell'Udc ha garantito: "Come ci hanno chiesto gli
elettori faremo un'opposizione seria, serena e non ideologica". L'ultima
battuta di Casini è stata sulle alleanze in occasione delle prossime elezioni
amministrative: "Valuteremo il da farsi a seconda dei programmi e delle
realtà locali".
( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier nel suo
lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro
petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle
intercettazioni al nodo Alitalia
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo
Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI
Berlusconi, malore per il troppo caldo "Giro di vite sulle
intercettazioni" Il premier nel suo lungo intervento ha parlato un po' di
tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla
spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia
Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui
per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email:
Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse
illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati
consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati
approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo
dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice
che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per
generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti
Sondaggi Campo rom, continuano le proteste E Cacciari sospende l'inizio dei lavori
(187 commenti) Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a
delinquere" (91 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio al Bologna in A (61
commenti) La notte delle confische "Ma come, perdo l'auto?" (53
commenti) L'Onu attacca l'Italia: "No al reato di clandestinità" (49
commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica:
"Ma lo dice il parlamento" (39 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la
figlia Timore di fuga e di nuove truffe (39 commenti) Le madri detenute
protestano: "Basta privilegi alla Franzoni" (38 commenti) 19:46:16 -
Lol,Agassi pallettaro no, dai. Cioè,a tutto c'è un limite. Rafa lo è, ma non è
solo quello. E comunq[...] Sempre loro Federer-Nadal19:46:01 - i problemi ci
sono eccome, altro che sigilli di piombo! Il problema è che le informazioni non
sono d[...] I ministri Scajola e Prestigiacomo: "Nucleare? Indietro non si
torna"19:27:35 - Mi fa piacere che l'Assessore Pascucci legga il Resto del
Carlino... Visto che non si accorge da sol[...] Pascucci, l'assessore sceriffo:
"Cerco di fare il bene della mia città"19:08:10 - comunque non
capisco come si possa definire "pallettaro" nadal. I pallettari erano
quelli che aspett[...] Sempre loro Federer-Nadal18:59:29 - Non capisco perchè
quando un ministro finalmente mette mano a moralizzare il lavoro nel pubblico
imp[...] Statali fannulloni? Brunetta parta da casa sua18:52:35 - Il Gay pride
si conferma una manifestazione che fa scoppiare i problemi sessuali irrisolti
di un sac[...] Roma e Milano, sfila il gay-pride Due omosessuali pestati a Napoli18:25:11
- Semplicemente imbarazzante...[...] Calderoli choc: "Ci sono etnie più
predisposte a delinquere" Ascoli verso la pedonalizzazione del centro, sei
d'accordo?Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e
McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza
Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo?Ti
piace il cartello del Summer Festival 2008?Chi vorresti come nuovo allenatore
della Lucchese?Chi è il ct della Nazionale che preferisci?Porto San Giorgio,
lungomare aperto al traffico: cosa ne pensi?Bologna calcio agli americani con
Cazzola presidente, sei d'accordo?Serie A, vota il gol dell'annoAngelo Vercesi
non allenerà più la Scavolini, cosa ne pensi?Chi vorresti come allenatore
dell'Arezzo?Gli studenti italiani sono meno preparati rispetto al passato? LA
FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee
prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples
Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o
dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con
Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le
news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Divieto assoluto di intercettazione L'annuncio di Berlusconi.
Esclusi solo criminalità organizzata e terrorismo. Carcere per giudici e
giornalisti inviata a Santa Margherita Ligure n.l. LA VERA URGENZA per il
presidente del Consiglio è bandire l'uso delle intercettazioni nelle indagini
dei magistrati, punire duramente chi le fa e chi le pubblica. Eppure Silvio
Berlusconi ieri si è presentato ai giovani industriali mettendo le mani avanti:
"Siamo in luna di miele, il gradimento è al 65%. Ma se vi deludiamo che si
fa?". Dopo aver elencato una situazione disastrosa implicitamente lasciata
dal governo Prodi, si scopre qual è la priorità. Il premier annuncia che nel
prossimo consiglio dei ministri sarà varato un provvedimento con "il
divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, tranne per le indagini su
mafia, camorra, 'ndrangheta e terrorismo". Esclusi quindi i reati
finanziari e tutto il resto. E per chi userà questo strumento in altre
indagini, Berlusconi avvisa che ci sarà una pena "di 5 anni per chi ordina
intercettazioni, 5 anni per chi le esegue e 5 anni per chi le propaga".
Una pugnalata alla libertà di stampa, quindi; per gli editori che le pubblicano
ci saranno "penalizzazioni finanziarie importanti". Lo aveva
sbandierato in campagna elettorale più volte, ma da giorni il ministro della Giustizia
Alfano sta preparando il testo col presidente del Consiglio e il suo
deputato-avvocato Niccolò Ghedini. Che ci abbia lavorato fino "a notte
fonda" Berlusconi lo racconta al convegno di Santa Margherita, e secondo
il medico Zangrillo sarebbe uno dei motivi che avrebbero procurato il malore di
ieri. Il governo quindi va avanti, col Guardasigilli che punta il dito sulle
spese per le intercettazioni: "Sono il 33% dei costi complessivi della
giustizia". E Giulia Buongiorno, presidente della commissione Giustizia
alla Camera, è pronta a mettere all'ordine del giorno il testo. Della
giustizia, ancora una volta, il presidente del Consiglio guarda solo a ciò che
colpisce i suoi interessi, altro che rendere più rapidi i processi. I giovani
industriali gli hanno riservano un'ovazione appena è arrivato (e quando è
risorto dopo il malore) ma li ha messi in imbarazzo: "Alzi la mano chi non
teme di essere ascoltato quando parla al cellulare, non dico con chi.".
Qualche mano si alza timida, il sottosegretario Sacconi lo fa a intermittenza.
Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, Berlusconi parla di lotta
all'evasione fiscale, di un 18-20% di lavoro "under the table", in
nero: "Per pagare meno tasse devono pagarle tutti", è l'ovvia lezione,
ma per farle pagare a tutti devono essere in dose "giusta". Poi
conferma il pugno di ferro dello Stato contro le proteste su Tav e discariche,
e accelera sul nucleare: fare subito le centrali "senza aspettare la
quarta generazione" e dà per certo l'aiuto di Sarkozy e Zapatero per il
"know-how" delle loro centrali. Sull'Alitalia cerca di coinvolgere i giovani
imprenditori italiani, senza cavarne nulla. Il sollievo di essersi liberato di
Verdi e sinistra radicale dà modo al premier di usare toni suadenti per
incastrare il Pd, col quale auspica di tenere "aperto un canale
comunicativo". Un'occasione da "non lasciarsi scappare",
insiste Berlusconi, che spera "in un'opposizione diversa rispetto al
passato, che non sia ostile al concetto di privato, di sanità privata, di
scuola privata". Un'opposizione modello Pdl, insomma. Cerca una spalla nel
Pd anche per far passare il ddl sulla sicurezza. Sul quale, ancora sotto
l'influsso papalino, parla di reato di immigrazione clandestina da rendere
"praticabile".
( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il petrolio record fa tremare l'economia mondiale Il barile è a
quota 139 dollari, potrebbe arrivare a 200 entro il 2010. Il G8: prezzi contro
gli interessi di tutti di Laura Matteucci / Milano LA BOLLA NERA Gli analisti
di Goldman Sachs dicono che arriverà a 200 dollari al barile entro il 2010.
Finora, le loro previsioni si sono rivelate azzeccate. Al momento, con un balzo
in un giorno solo di quasi 11 dollari, il più forte di tutti i tempi, è
schizzato oltre i 139, pronto per tagliare il traguardo dei 140. Il
caro-petrolio non fa sconti a nessuno. Fa paura ai Paesi ricchi e a quelli più
poveri. Gli Stati Uniti e le quattro potenze più forti dell'Asia (Giappone,
Cina, India e Corea del Sud), che insieme pesano per la metà dei consumi
energetici dell'intero pianeta, hanno espresso "seria preoccupazione"
sull'andamento del prezzo del petrolio. In un comunicato al termine del vertice
giapponese a cinque, nell'ambito del G8, si legge infatti che i prezzi del
petrolio a questi livelli "non hanno precedenti e vanno contro gli
interessi sia dei paesi produttori sia dei paesi consumatori". La corsa
del greggio fa da volano all'inflazione, incrina gli equilibri dei Paesi a
consumismo spinto, e mette in circolo instabilità a danno delle aree meno
sviluppate. Preoccupa tutti, trasversalmente, la "classe dirigente",
i "semplici cittadini". Dopo le manifestazioni e gli scontri dei
giorni scorsi, Bruxelles ha promesso aiuti per i pescatori esasperati dal caro-gasolio,
il che comunque non è bastato a fermare lo "sciopero illimitato" di
quelli spagnoli, a cui si sono uniti anche gli autotrasportatori. Le proteste
scoppiano da settimane, improvvise e violente, in tutto il mondo. Problemi
assai seri anche in cielo, e le compagnie aeree corrono ai ripari: alcune
tagliano le rotte, altre alzano le tariffe. Tutte rivedono i target per
quest'anno (per Alitalia, si può dire che piove sul bagnato). Il balzo di 11 dollari di
venerdì è costato, subito, un -7% per l'indice di Borsa delle compagnie aeree a
New York. Secondo stime diffuse nei giorni scorsi, l'industria aerea perderà
2,3 miliardi di dollari quest'anno se il barile si attestasse a una media di
107 dollari per il resto del 2008; a 135 dollari, invece, le perdite
delle compagnie salirebbero a 6,1 miliardi. I record petroliferi "ci
spingono a essere preoccupati per i lavoratori americani a causa degli elevati
costi di benzina e bolletta energetica", dice il segretario Usa
all'Energia, San Bodman, al G5. E di petrolio ha voluto parlare anche il
presidente del Brasile Lula, qualche giorno fa allaConferenza della Fao sulla
crisi alimentare. Perchè è qui che va ricercato uno dei tasselli chiave
dell'aumento dei prezzi degli alimentari. Lula ha parlato delle speculazioni:
"Al momento dell'estrazione il prezzo del petrolio non arriva ai 35
dollari al barile". Da lì, si arriva a oltre 139. Su questo nodo si sta
interrogando anche l'Opec. A più riprese il cartello dei Paesi produttori ha
affermato che dietro l'aumento delle quotazioni petrolifere non c'é un problema
di scarsa offerta (anche se non c'è alcuna trasparenza sulle riserve), ma un
meccanismo speculativo, che fa leva soprattutto sulla debolezza del dollaro.
Oltre alle tensioni iraniane, sono soprattutto i timori per i rifornimenti,
innescati dalla crescente domanda di Cina e India, che continuano a sostenere
il rally. Le esportazioni del Medio oriente sono stabili ma l'Asia si sta
accaparrando una quota senza precedenti. Oggi si apre il G8 dei ministri
dell'Energia. Ci si attende che ai paesi produttori venga chiesto di
stabilizzare la situazione dei mercati e di assicurare che la domanda non
superi l'offerta. Cina e India, intanto, hanno promesso di collaborare più
attivamente con l'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia che fa capo
all'Ocse, secondo cui i due paesi sono i responsabili di quasi la metà
dell'aumento della domanda di energia tra il 2005 e il 2030. Già nel 2010, del
resto, la Cina supererà l'Unione europea come il maggior consumatore mondiale
di energia.
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti POCHE
SPERANZE MOLTA PAURA EUGENIO SCALFARI (segue dalla prima pagina) Poiché gran
parte delle transazioni sul greggio avvengono in dollari, si è instaurato uno
strettissimo rapporto tra il tasso di cambio della moneta Usa e il prezzo del
barile di greggio: il dollaro cade, il prezzo del greggio aumenta in
conseguenza. Cause analoghe spingono in alto i prezzi dei cereali e delle
materie prime e derrate di base: aumento della domanda, rigidità dell'offerta,
ribasso del dollaro sul mercato dei cambi. Per alcune di quelle derrate si
aggiungono elementi specifici. Il prezzo del mais per esempio rincara perché
gli Stati Uniti ne consumano larghe quantità in funzione di energia attraverso
il ciclo dell'etanolo. Si chiama bio-energia, usata al posto della benzina. Non
basta a far diminuire il prezzo del greggio ma è più che sufficiente a portare
alle stelle quello del granturco. L'insieme di questi fenomeni ha come
conseguenza l'aumento del tasso di povertà in tutto il mondo. Alla conferenza
mondiale della Fao, conclusa lo stesso venerdì nel quale i fatti sopra
ricordati sono avvenuti, le statistiche diffuse tra le migliaia di congressisti
e di giornalisti hanno documentato che i poveri (cioè quelli che vivono con
meno di un dollaro al giorno) sono ormai 900 milioni di persone. Saranno un
miliardo nel 2010. Nel frattempo le disuguaglianze di reddito hanno toccato
ovunque dislivelli mai raggiunti prima. La conseguenza è un aumento delle
tensioni sociali e una guerra tra poveri per disputarsi le briciole del lauto
banchetto dei ricchi. La conferenza della Fao ha documentato questa situazione
preoccupante ma si è conclusa con un "flop" totale: nessuna
strategia, nessun programma, nessun provvedimento. Tutti contro tutti, ballando
sul crinale di un abisso energetico, alimentare, climatico, sociale, demografico.
Nessuna "leadership". Barbara Spinelli ha descritto
l'"impasse" mondiale che si sta verificando dopo la vittoria del
cosiddetto "pensiero unico" in un articolo sulla Stampa di due giorni
fa. Una voce nel deserto. Per tutti gli altri "i fondamentali" sono
solidi, perciò è inutile preoccuparsi. A me sembrano matti. * * * Ho già
ricordato che il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha preannunciato un
inasprimento del tasso d'interesse dell'euro, con immediati effetti sul corso
del cambio. Si trattasse di un comune mortale, un qualunque tribunale europeo
potrebbe aprire un'indagine a suo carico per turbativa di mercato, ma Trichet
non è un comune mortale come non lo è stato Silvio Berlusconi quando si è
divertito a far schizzare in su e in giù il titolo dell'Alitalia con improvvide dichiarazioni, di fronte ad una magistratura
silente e in altre faccende affaccendata. Spesso i potenti sono indagati perché
potenti. Altre volte non lo sono per la stessa ragione, dal che deduco che non
tutti i potenti sono eguali, quelli che trafficano col danaro godono di qualche
vantaggio in più rispetto a quelli che trafficano con la politica.
Trichet dunque e insieme con lui i componenti del direttorio della Bce e i
governatori delle Banche centrali unificate in quella di Francoforte,
dichiarano di dover combattere l'inflazione e quindi mantengono il tasso
d'interesse dell'euro a più del doppio di quello del dollaro e si apprestano ad
ulteriori inasprimenti nel prossimo futuro. Ho letto ieri un'intervista di Bini
Smaghi, uno dei membri del direttorio della Bce, in cui questa politica insana
viene spiegata così: "Sappiamo che l'inflazione in Europa è importata
dall'estero e quindi è fuori dal nostro controllo, ma ad essa si potrebbe
aggiungere un'impennata della domanda interna europea. Per evitare questa
prospettiva dobbiamo inasprire il costo del danaro". A me sembra
incredibile questo modo di ragionare e lo scrivo ormai da molti mesi, ma
nessuno spiega quale possa mai essere la logica dei banchieri centrali europei.
Del resto questo concentrato di ossimori lo ritroviamo in tutti i documenti
delle agenzie monetarie ufficiali: Fondo monetario, Ocse, Banche centrali,
Commissione europea. Tutte queste Autorità lamentano un deficit di domanda e
propugnano una politica di crescita ma nello stesso tempo raccomandano
vivamente misure che contengano la domanda: tagli di spesa, blocco della
redistribuzione del reddito, politiche monetarie restrittive. Bini Smaghi lo
dice in modo esplicito: dovremo comprimere la domanda. Draghi applaude, come
tutti i suoi colleghi. Gli economisti indipendenti concordano. Ma non c'è uno
straccio di spiegazione che ci dica in che modo far crescere l'economia
restringendo la domanda sia di consumi sia di investimenti. Il bello è che
anche gli industriali concordano con questa strategia sinistramente schizoide.
Naturalmente a condizione di essere esentati (loro) da misure restrittive e di
essere "accompagnati" verso una riforma dei contratti che agganci il
lavoro alla produttività. * * * Sulla necessità di agganciare aumenti salariali
alla produttività l'accordo è generale (salvo quei poveretti delle sinistre
radicali che ancora venerano la salma di Lenin). Pietro Ichino ha presentato un
progetto di legge molto equilibrato in proposito e le organizzazioni sindacali
sono sostanzialmente d'accordo con lui. Ma Confindustria e governo vogliono ben
altro. Emma Marcegaglia e la giovane Guidi da lei nominata alla testa dei
"Giovani industriali" vogliono addirittura il contratto individuale
come base nei rapporti industriali. Un Pietro Rossi e Fiat, un Mario Bianchi e
Telecom, un Luigi Cacini e Eni. Fior di contratti "tagliati su misura
individuale". Taluni di alta moda, talaltri "prêt-à-porter".
Questa dovrà essere la contrattistica del prossimo futuro. Il ministro Brunetta
la porterà nel pubblico impiego o almeno farà il possibile. Per quanto riguarda
il merito l'ineffabile Guidi vorrebbe considerare anche la "devozione
verso l'azienda". Ed ha aggiunto: "In questo nuovo clima si
può". Certo, perché no? E dunque avanti, e fate in fretta. * * * Le
avventate dichiarazioni di Trichet sul tasso d'interesse centrale dell'euro
hanno, tra gli altri nefasti effetti, prodotto un drastico aumento nel costo
dei mutui immobiliari. I mutui a tasso variabile sono agganciati all'Euribor,
che è appunto il tasso praticato dalle Banche europee nelle operazioni liquide
tra di loro. L'Euribor è volato alle stelle portandosi appresso i mutui a tasso
variabile. Immagino che ora i titolari di quei mutui faranno ressa agli
sportelli per convertirli a tasso fisso seguendo il decreto varato qualche
giorno fa da Tremonti. Vedremo quali condizioni spunteranno e vedremo anche se
le banche si faranno concorrenza tra loro. Comunque, con l'Euribor a questi
livelli, le rate di rimborso saranno ancora più lunghe e più gravose perché il
mercato è il mercato e Tremonti denari da spendere per diminuire il costo dei
mutui non ne ha. In realtà Tremonti non ha nulla in cassa salvo quello che gli
hanno lasciato Visco e Padoa-Schioppa. Era abbastanza, l'aggravarsi della crisi
generale ha assottigliato l'extra-gettito ma ancora ce n'è. Naturalmente non
basta per fare tante cose. L'Ici se ne porta via 2,6 miliardi e non serve a
niente. Tremonti, non sapendo dove trovare i soldi, li ha presi dalle casse
della Regione siciliana (1 miliardo e 300) e calabrese (300). Ma ne è nato un
putiferio che è ancora in corso. Poi c'è il Comune di Roma che si porta dietro
da dieci anni e più un debito mai saldato dallo Stato e quindi aumentato con
interesse composto. Poi c'è la Sanità del Lazio, ereditata dall'epoca Storace e
prima ancora. La defiscalizzazione degli straordinari preoccupa meno: quei
soldi vengono dal governo precedente e poi saranno ben poca cosa: in tempi di
vacche magre gli straordinari e i premi di produzione costeranno pochi
spiccioli. Ma poi, a turbare i sonni del Tesoro, c'è Alitalia.
Quello è un pasticcio molto grosso e non se ne vede per ora la fine. * * * Ne
ho accennato domenica scorsa e quindi non mi ripeto se non per dire che trovare
uno o due miliardi, tra Banca Intesa e qualche Colaninno, magari ci si riesce,
ma non serve a niente se non entrerà in campo un vettore internazionale di
prima grandezza. Il quale: 1. Per ora non c'è. 2. Se spunterà chiederà tagli
assai più gravosi di quelli di Air France di tre mesi fa. Ma se nelle prossime
due settimane Bruxelles riterrà di annullare il prestito di 300 milioni portato
a patrimonio dallo Stato ad Alitalia, allora la
società sarà messa in liquidazione e Tremonti dovrà tirar fuori una bella somma
per i ricaschi sociali sul personale di volo e di terra. Insomma una
catastrofe. Le speranze e la paura, come è titolato il libro del ministro del
Tesoro. Soprattutto la paura.
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Intercettazioni,
stop di Berlusconi "Carcere per chi le diffonde" Il decreto al
prossimo Cdm. "Giù le tasse, ma paghino tutti" Tifo da stadio in
platea, il premier rivela: siamo al 65 per cento di gradimento ROBERTO MANIA
dal nostro inviato SANTA MARGHERITA - Il tifo è di quelli da stadio quando il
premier Silvio Berlusconi entra nel catino surriscaldato dell'albergo di Santa
Margherita Ligure dove da quasi trent'anni si tiene il convegno dei Giovani
industriali. Berlusconi ringrazia e saluta con affetto Emma Marcegaglia
presidente della Confindustria. Dopo poco prende la parola. Accende la platea con
le sue battute ("sono sempre felice di stare tra coetanei") e dice
che è un periodo in cui non può camminare per strada "perché - spiega -
sono sempre accolto da un grandissimo calore". "Il nostro gradimento
è al 65 per cento. Questa luna di miele continua. A volte mi chiedo chissà cosa
succederà se li deluderemo". E ammette di dormire sempre troppo poco.
Rilancia le tradizionali ricette liberali per l'economia: meno tasse sulle
famiglie, il lavoro e le imprese, per ottenere più consumi, più produzione, più
entrate e più posti di lavoro. Ma aggiunge che bisogna proseguire nella lotta
contro l'evasione fiscale. "E' necessario che tutti paghino le tasse
perché ci sono 100 miliardi di euro che non entrano nelle casse dello
Stato". Poi, è a metà del suo intervento che il presidente del Consiglio
annuncia la stretta sulle intercettazioni telefoniche. Lo fa dopo aver
"sondato" i Giovani di Confindustria ai quali chiede di alzare la
mano se non si sentono ascoltati quando telefonano. Mani ferme. Pronte per
l'annuncio: "Nel prossimo Consiglio dei ministri introdurremo il divieto
assoluto per le intercettazioni telefoniche tranne che per la criminalità
organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. Cinque anni per chi le fa e
anche una forte penalizzazione economica per gli editori che le
pubblicano". Linea dura, come quella contro l'immigrazione clandestina o
le rivolte nelle zone delle discariche napoletane. Si può fare perché -
sostiene - non c'è più la sinistra del no, quella che ha impedito, tra l'altro,
la costruzione dei termovalorizzatori. "Ho la certezza - dice - che il
problema verrà risolto. Entro luglio le strade saranno sbarazzate dai
rifiuti". Presto si riapriranno pure i cantieri per le centrali nucleari:
"Bisogna partire con celerità senza aspettare le centrali di quarta
generazione. Ci stiamo mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la
Francia, perché ci aiutino con la loro tecnologia". Si sente ancora un
imprenditore, Berlusconi. E dice di sapere quanto sia difficile vivere in quella
che chiama "la trincea del lavoro", avverte l'effetto devastante che
potrebbe avere la corsa impazzita del prezzo del petrolio ("come si può
stare con i prezzi a questi livelli?"). E allora è anche come imprenditore
che rilancia la cordata italiana per salvare l'Alitalia dal fallimento. Non aggiunge nulla, nessun dettaglio. Il dossier
è nelle mani del Tesoro e dell'advisor IntesaSanpaolo. Ma fa un altro sondaggio
volante: "Chi se la sente di non partecipare alla cordata?". Nessuno
alza la mano e Berlusconi ringrazia e spiega: "Un paese che vuole avere il
suo ruolo nel mondo non può non avere una compagnia di bandiera".
Perché questo genera un flusso turistico. "E se l'Alitalia
fosse stata assorbita da Air France vi immaginate dove i francesi, che
conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?".
La ricetta per abbassare l'enorme debito pubblico è quella nota: vendita del
patrimonio immobiliare pubblico a cominciare dalle caserme ormai inutilizzate,
e tagli al costo della macchina burocratica. Berlusconi conclude tra gli
applausi, proprio come aveva iniziato. Va a sedersi a fianco alla Marcegaglia
prima che il leader degli industriali prenda la parola. Giusto il tempo per
sussurrarle all'orecchio: "Emma parla poco perché fa molto caldo". La
Marcegaglia comincia il suo intervento ma poco dopo è costretta a chiedere se
in sala c'è un medico. Berlusconi ha avuto un malore. Viene portato fuori.
Rientra dopo un po', abbraccia Marcegaglia e Federica Guidi, leader dei
Giovani. "Sto bene", rassicura.
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari La
Cgil chiede l'immediato riconoscimento della situazione di crisi del settore
Piano industriale Natuzzi scatta lo stato di agitazione I sindacati invitano i
lavoratori ad attivare da domani lo "stato di agitazione, manifestando e
protestando contro gli esuberi annunciati dal gruppo Natuzzi".
All'indomani dell'incontro che è durato fino a tarda notte, i sindacati
respingono il piano industriale dell'azienda Natuzzi. Le parti continuano a
restare distanti sui punti dichiarati nella bozza del piano. Sono piuttosto
previste da domani le assemblee interne in tutti gli stabilimenti, in attesa
della manifestazione nazionale che sarà organizzata a Roma con l'incontro
convocato al Ministero per la salute. I sindacati non si sbilanciano sui
numeri, ma alla protesta nazionale che è prevista per il 13 giugno, credono di
poter raccogliere oltre tremila lavoratori. "Dal 2004 abbiamo perso 5300
lavoratori - dice Mimmo Stasi, segretario generale della Fillea Cgil - e
centinaia di imprese hanno chiuso". Inoltre, il direttivo della provincia
di Matera della Fillea-Cgil ha approvato un ordine del giorno, con il quale
ritiene "giusto e doveroso" il riconoscimento del grave stato di
crisi in cui versa il settore del mobile imbottito nell'area murgiana. "è
necessario - è spiegato in una nota del sindacato di categoria - imprimere
nuovo slancio al territorio per dare una possibilità di sopravvivenza a quei
lavoratori già espulsi o che da qui ai prossimi mesi potrebbero esserlo, che in
totale fanno il 50 per cento della forza lavoro complessiva impiegata nel settore.
Per questo gli strumenti, anche finanziari, derivanti dal riconoscimento di
grave crisi del settore e dalla conseguente applicazione delle leggi (come la
181) dello Stato, potrebbero rendere questo territorio appetibile ad
investimenti che vadano oltre la monocoltura del mobile imbottito che ha
caratterizzato l'ultimo quarto di secolo nella nostra provincia". E
proprio su questo verte la protesta dei sindacati. "è incomprensibile un
piano industriale che non rilanci il mobile imbottito attraverso la diversificazione
- continua Stasi - bisognerebbe tenere presente quello che sta facendo la Frau,
con gli show room di pelletteria per le auto. C'è bisogno di abbassare i prezzi
e di stimolare la competitività". Linea dura all'indomani dell'incontro:
le parti continuano a rimanere arroccate sulle loro decisioni. L'azienda fa
sapere che "la sovracapacità produttiva dei 1200 esuberi resta in agenda
perché è oggettiva". "Anche se non c'è stato nessun accordo in
occasione del tavolo di concertazione - dicono dalla direzione comunicazione
dell'azienda - speriamo che prevalga il senso di responsabilità nel comprendere
le nostre scelte. Il dialogo è sempre aperto ma bisogna tenere conto dei tempi
e delle scadenze, come quella dell'undici giugno in cui scade la cassa
integrazione straordinaria". I sindacati di categoria hanno proposto
invece una proroga dell'attuale "cics" secondo un accordo già firmato
due anni fa. "Il mobile imbottito è la nostra Fiat - protesta Stasi - e in
questa vertenza noto scarsa sensibilità da parte degli enti locali e scarsa
presenza da parte dei media. Dovrebbe avere la stessa
rilevanza di ciò che accade nel nord, com'è stato per la vicenda Alitalia, per esempio". Ma al di là
della visibilità, quello che è certo fino ad adesso, sono gli imminenti
licenziamenti per 1200 lavoratori. "Significherebbe mettere in ginocchio
Santeramo, Matera e Taranto", dicono i sindacati. (ca. po.).
( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Lo scherzoso invito di Berlusconi ai giovani di Confindustria "Alitalia, alzi la mano
chi vuole partecipare" ROMA - In cerca di compratori per Alitalia, Silvio Berlusconi
improvvisa un sondaggio davanti ai giovani industriali di Santa Margherita
Ligure: "Chi si sente di partecipare, alzi subito la mano". E qualche mano si alza per
davvero, più per gioco che per convinzione. Per convincere allora i presenti,
il premier ricorda che il settore turistico fatturerà un 50 per cento in più
nei prossimi cinque anni. Una compagnia di bandiera, dunque, è un buon affare e
resta uno degli strumenti chiave per indirizzare il traffico dei visitatori:
"Pensate dove Air France avrebbe portato i turisti se fosse riuscita ad
inglobare la nostra Alitalia, come voleva permetterle
il centrosinistra". Mentre Berlusconi cerca acquirenti a Santa Margherita
Ligure, da Venezia si sfila il presidente delle Ferrovie, Innocenzo Cipolletta:
"Nessuno ci ha chiesto di entrare nella cordata italiana e, comunque, non
siamo interessati". Un segnale di gelo arriva anche da Aeroflot. Da San
Pietroburgo, il numero uno della compagnia russa Valery Okulov non ha grande
voglia di riaprire i negoziati per l'acquisto di Alitalia
"perché - dice - la società italiana è arrivata al di là del punto di non
ritorno. E' difficile decidere di comprare una cosa quando non sai che cosa
possa succedere". In un quadro ancora così incerto, Enrico Letta del Pd ha
facile gioco ad attaccare il governo: "Il problema di Alitalia
non è quello di fare una raccolta di ulteriori soldi da metterci dentro.
Impostare così la cosa è sbagliato. Il problema è impostare una strategia
industriale che passa attraverso alleanze internazionali. Questa c'era e si
chiamava Air France, che per me rimane la strada migliore. L'uso elettorale
della vicenda Alitalia ha fatto scappare Air France.
E' come il gioco dell'oca, siamo tornati al punto di partenza". Intanto il
ministro del Welfare Maurizio Sacconi garantisce un paracadute solido e una
"intensa protezione" per quei lavoratori che risulteranno in esubero
nella nuova Alitalia: "Ma prima vogliamo leggere
un piano industriale preciso".
( da "Liberazione" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Energia atomica,
tasse, rifiuti, Alitalia, non c'è argomento sul quale
il presidente del Consiglio decida di tenere il basso profilo Berlusconi ai
giovani industriali: basta intercettazioni, sì al nucleare Frida Nacinovich Lo
chiameranno Mastrolindo Berlusconi. Quando parla dell'emergenza rifiuti nel
napoletano, il presidente del Consiglio sembra il mago del pulito. A suo dire,
entro luglio la spazzatura scomparirà. Quasi per magia. A proteggere i futuri
inceneritori - pardon termovalorizzatori - penserà l'esercito. Il Berlusconi IV
si accredita nelle parole del suo leader come un governo muscolare. A riprova,
ecco arrivare le misure straordinarie contro gli impiccioni che rendono
pubbliche le intercettazioni telefoniche. Ai giovani imprenditori riuniti a
Santa Margherita ligure il Cavaliere ammiccante spiega che tutti abbiamo
qualcosa da nascondere. "Anche lei, con quella faccia furbetta". Una
battuta rivolta a un esponente del suo governo, a un sottosegretario presente
al summit confindustriale. Berlusconi parla di tutto, è un fiume in piena che
finisce invariabilmente per esondare. Dalle intercettazioni telefoniche al
nucleare, passando per le tasse, i rifiuti, Alitalia,
non c'è argomento sul quale il capo popolo delle libertà decida di tenere il
basso profilo. Gli italiani lo amano, gli italiani lo vogliono così, lui non
delude le aspettative. La cronaca segnala anche un piccolo malore, SuperSilvio
si riprende subito, un semplice calo di zuccheri. Nel suo intervento Berlusconi
annuncia - fra le tante - un'iniziativa destinata a far discutere: il divieto
di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell'ambito di indagini
giudiziarie. Un provvedimento da cui saranno escluse, prosegue il premier, solo
le inchieste che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e
il terrorismo. Tanto per fare un esempio, Luciano Moggi dormirebbe ancora fra
due guanciali. Per non parlare di tangentopoli. O, per restare al passato
recente, del caso Bnl-Unipol con il coinvolgimento del governatore di
Bankitalia Antonio Fazio. Chiaro il concetto? Chi non rispetterà le nuove
norme, spiega ancora il presidente del Consiglio, sarà punito con durezza:
"Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le
propagherà", dichiara. Aggiungendo che sarà prevista anche "una forte
penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano". Le parole del
Cavaliere trovano un sostenitore nel ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Il Guardasigilli stima nel 33% dell'ammontare complessivo delle spese della
Giustizia, il costo delle intercettazioni: "Questo è un eccesso, occorre
porvi rimedio, tutelando la privacy dei cittadini, senza debilitare la forza
delle indagini". L'iniziativa del governo, però, non piace alla
magistratura. "Lo strumento delle intercettazioni è fondamentale per le
investigazioni non solo sui reati più gravi, ma anche per quelli comuni come le
estorsioni - dice il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca
Palamara - Una selezione drastica rischia di restringere la possibilità di
indagare". Dalle intercettazioni alla spazzatura il passo può essere breve.
Addirittura brevissimo quando a parlarne è Berlusconi. Pugno di ferro contro le
intercettazioni, guanto di acciaio per superare l'emergenza rifiuti.
"Risolveremo il problema alla sua radice", promette il presidente del
Consiglio. "L'emergenza - assicura - non durerà a tempo indeterminato e
utilizzeremo la forza dello Stato, e cioè anche l'esercito, per garantire la
possibilità di uso continuativo delle discariche e per garantire i territori su
cui sorgeranno i termovalorizzatori". Manderà l'esercito, che dovrà far
fronte a nonne, mamme e bambini, a giudicare da quanto visto nelle
manifestazioni degli ultimi mesi in Campania. La fiaba del nucleare.
"Procedere con celerità alla messa in cantiere di centrali nucleari nuove
è una necessità", annuncia il premier volitivo. Un secondo dopo Berlusconi chiama a raccolta il mondo dei giovani
imprenditori per salvare Alitalia. "Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i
francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i
turisti?". Nessuno se lo immagina, fa lo stesso. Berlusconi invita gli
industriali in erba a dare una mano per salvare la compagnia di bandiera.
Il premier ne fa una questione di orgoglio nazionale. Fratelli d'Italia. Resta
un minuto per spolverare il vecchio slogan meno tasse per tutti. E assicurare
che le pagheranno tutti. Vedremo. 08/06/2008.
( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Per
trovare il partner estero un emissario della banca giovedì scorso a Parigi.
Presto colloqui con Lufthansa Alitalia, Intesa sonda
Air France Passera lancia il progetto Re-fly. Berlusconi: serve una grande
compagnia.
( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO
MILANO - Intesa Sanpaolo ha battezzato Re-Fly, alla lettera Ri-Volare, il
progetto-Alitalia. E per cercare di mettere di nuovo
in quota la compagnia, la Superbanca advisor riparte da Air France ma non tralascia
Lufthansa. Nella seconda metà della settimana appena conclusa, probabilmente
giovedì 5, uno degli uomini del team di Corrado Passera, secondo quanto risulta
a Il Messaggero, sarebbe volato a Parigi. Obiettivo della missione segreta -
avvenuta non a caso qualche giorno dopo l'incontro a Roma fra Silvio Berlusconi
e Nicolas Sarkozy - sondare i vertici del vettore francese per verificare i
margini di un ritorno in scena, dopo la rottura del negoziato a metà marzo. Ma
considerato che dalla capitale francese non sarebbe arrivata alcuna risposta
concreta e che per il 6 agosto, cioè entro due mesi dalla firma del mandato di
advisor, Intesa dovrà proporre una soluzione al governo, Passera conta di
sondare anche Lufthansa, come avrebbe confidato a qualche consigliere. A
Francoforte oppure a Roma. Il vettore tedesco è il candidato considerato ideale
perchè nella sua precedente visione di intervento su Alitalia
non penalizzava Malpensa; perchè Roberto Colaninno avrebbe posto tra le
condizioni per entrare nella newco che dovrebbe acquistare la compagnia
italiana con un ruolo di primo piano (la presidenza) il partneriato con
Francoforte con cui avrebbe avuto in passato parecchi colloqui; perchè sempre
quando l'anno scorso ha studiato il dossier, Lufthansa aveva al suo fianco
Gerardo Braggiotti, banchiere d'affari molto vicino a Passera; infine perchè i
tedeschi hanno un'alleanza commerciale con Air One che si è
nuovamente fatta avanti per confluire in Alitalia. E Intesa ha sostenuto lo scorso anno Carlo Toto nell'offerta su
Alitalia respinta dal cda.
"Air France potrebbe essere un'ottima soluzione" ha detto Berlusconi,
dopo l'incontro con Sarkozy, la Magliana "avrà convenienza a trovare
accordi con partner internazionali". Ieri il premier è tornato su Alitalia: "Se vogliamo restare una grande potenza non
possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che
noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni", ha detto a latere del
convegno dei giovani industriali, rilanciando l'italianità del vettore. Quindi
il partner estero che è uno degli auspici manifestati anche dal presidente del
consiglio di gestione di Intesa Enrico Salza, dovrebbe entrare nella newco ma
con un ruolo di minoranza. Lasciando la maggioranza a imprenditori, banche,
soggetti economici come le fondazioni. L'accelerazione della ricerca
dell'operatore internazionale da parte di Intesa si muove quindi nella logica
di guadagnare tempo in attesa che la ricognizione in corso da mercoledì scorso
accerti se Alitalia è recuperabile in continuità
aziendale. Da domani il team guidato da Fabio Canè dovrebbe tornare a Roma per
proseguire la verifica mentre Boston Consulting group è già al lavoro per
abbozzare il piano industriale che disegni la Nuova Alitalia.
E i legali di Bonelli Erede Pappalardo e di Pavesi Gitti starebbero spulciando
tutti i contratti della compagnia italiana. Se la società ha una prospettiva,
la Nuova Alitalia potrebbe nascere attraverso la
scissione in una newco delle attività sane o di quelle da tagliare perchè poco
profittevoli. Il perimetro dipenderà anche dalle rotte da mantenere da cui
dipendono le modalità di recupero di Malpensa che sta a cuore al governo. E in
relazione alle rotte si dovranno adeguare i dipendenti. Ai quali potrebbe
essere chiesto di rinegoziare i contratti di lavoro allo scopo di contenere i
costi. Che Boston consulting ha il compito di calcolare nel piano in fieri
considerazione del prezzo del petrolio salito a 140 dollari.
( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 136 del
2008-06-08 pagina 2 Il viatico degli industriali: "Ma adesso meno
tasse" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Santa Margherita Ligure
(Genova) Dopo la "speciale sintonia" con le posizioni del Vaticano
testimoniata dall'incontro tra Silvio Berlusconi e Benedetto XVI di venerdì
mattina, il presidente del Consiglio ieri a Santa Margherita Ligure ha visto ancora
una volta certificato il consenso e il gradimento della platea confindustriale
dei Giovani imprenditori. Il premier è stato accolto da un'ovazione e i
passaggi del suo discorso sono stati più volte sottolineati dagli applausi e
anche l'episodio legato al lieve malore è stato seguito con trepidazione dai
partecipanti. Ma c'è qualcosa che va ben oltre l'applausometro di giornata e
che costituisce il succo della due giorni ligure: un feeling tra Palazzo Chigi
e Viale dell'Astronomia di proporzioni superiori a quelle del 2001. Ciò che
infatti potrebbe sorprendere è la calorosa accoglienza riservata agli altri due
ministri che hanno calcato il palco di Santa Margherita. Renato Brunetta ha
scatenato applausi a scena aperta auspicando una riforma del sistema dei
contratti che metta insieme settore pubblico e settore privato, ma ha ottenuto
manifestazioni di approvazione promettendo maggiore trasparenza in tutti i
settori del pubblico impiego e anche quando ha chiesto agli industriali di non
essere "autoreferenziali". Idem per Maurizio Sacconi. Il ministro del
Welfare è stato apprezzatissimo non solo annunciando una deregolamentazione
preziosa per il sistema, ma anche come fautore della partecipazione dei
dipendenti agli utili. Per tornare a Berlusconi che ha "osato"
parlare di tasse in casa dei tartassati. "Per pagare tutti meno tasse,
bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione
fiscale", ha detto senza sollevare polemiche o boati di disapprovazione.
Che cosa passa tra lo sgradimento del tandem Prodi - Padoa-Schioppa a questa
nuova epoca? La differenza sta in quella che un tempo sarebbe stata chiamata
"strategia dell'attenzione": un riguardo speciale alle esigenze
concrete delle singole parti. Prova ne è l'invito rivolto alla presidente dei
Giovani imprenditori Federica Guidi affinché la "piena
collaborazione" si possa declinare fattivamente. Il vicepresidente di
Confindustria, Alberto Bombassei, a margine dell'evento ha ricordato come nel
Nord molto spesso siano gli stessi operai a chiedere di lavorare di più se
hanno particolari esigenze personali come un matrimonio oppure un mutuo e che
bisogna far sì che questa cultura si diffonda in tutto il Paese. Il premier
tutto questo lo sa così come sa che una parte del sindacato darà battaglia su
qualsiasi provvedimento che considererà negativo. Ma l'aver parlato di tasse,
l'aver accennato alla sua condizione con un "sto come si può stare con una
situazione di caro petrolio così", i riferimenti di Sacconi alle categorie
più svantaggiate (pensionati e madri con figli) simboleggiano la volontà di non
farsi schiacciare nella morsa Confindustria-sindacati che ha finito con lo
stritolare il precedente inquilino di Palazzo Chigi. La buona notizia, da un
lato, è che il popolo di Viale dell'Astronomia con il suo abbraccio caloroso ha
accettato di correre il rischio. Ecco, se si dovesse inventare uno slogan per
descrivere la "speciale sintonia" tra il governo Berlusconi e
Confindustria sarebbe "fine della lotta di classe", parole e opere
che mirano alla collaborazione tra dipendenti e datori di lavoro. Non a caso
sia Brunetta sia Sacconi vi hanno fatto riferimento. E se anche il petroliere
Alessandro Garrone non ha puntato i piedi sull'annunciata "Robin Hood
tax" che potrebbe minacciarne i profitti asserendo che "bisogna
vedere cosa farà Tremonti dal punto di vista tecnico" qualcosa è veramente
cambiato. La Confindustria di Emma Marcegaglia e Federica Guidi ha molto
apprezzato la detassazione degli straordinari e ora si attende nuovi contratti
e soprattutto una riduzione della pressione fiscale. Il
compito non è facile ma quando tante braccia si alzano se Berlusconi chiede
aiuto per Alitalia si può
ritenere che le premesse siano ottime. E il Cavaliere sa di non di poter e
dover sbagliare: "Siamo in luna di miele, ma se vi deludiamo cosa
succede?...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi leone Un nuovo
modello contrattuale, incastonato in una rivoluzionaria
"deregulation" del mercato del lavoro. Dall'annuale convegno dei
Giovani imprenditori prima il ministro Maurizio Sacconi e poi il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia lanciano un'autentica sfida ai sindacati. Le
risposte trovano le sigle in ordine sparso: la Cgil arroccata, Cisl e Uil
possibiliste ma a condizione che non ci siano "decisioni unilaterali".
Con l'Ugl che vede nella posizione di Sacconi "il miglior modo per far
saltare il tavolo sui contratti". Un grido di battaglia accomuna esecutivo
e aziende: "Il sindacato deve cambiare!". E questa può essere la
premessa di un ragionamento. Negli anni, non v'è dubbio che Cgil, Cisl e Uil
abbiano incarnato una politica sindacale di tipo protezionistico ed
autoreferenziale, bloccando la modernizzazione del sistema Italia. Le rigidità
del mercato del lavoro sono una delle cause prime dello scarso appeal che il
Paese incontra presso gli investitori stranieri e questo si riverbera, per
certi versi, anche nelle storture della pubblica amministrazione. Qui, infatti,
alla bulimia politica nel regolare "la qualunque" si somma
un'interpretazione delle funzioni, anche le più basse, che non tengono in alcun
conto le esigenze e le necessità di coloro che dalla burocrazia devono ottenere
visti e autorizzazioni. Questo è solo un esempio dei tanti, con il paradosso
che il frutto avvelenato ha finito per far male, però, proprio ai lavoratori,
cioè la categoria che per definizione gode della tutela delle organizzazioni
sindacali. Non è un caso (e sul punto non sembra che l'autoanalisi abbia ancora
portato a conclusioni utili, se non esaustive) che, in diverse occasioni e in
varie sedi, i leader di Cgil, Cisl e Uil abbiano subito contestazioni, fischi e
sberleffi, facendo emergere in tutta evidenza un problema di rappresentanza che
appare non affatto risolto. La stessa vicenda dell'Alitalia è paradigmatica dello scenario
che i sindacati hanno costruito nel tempo, mutando pelle fino a trasformasi da
parte sociale abilitata a gestire il rapporto fra lavoratori e datori di lavoro
in gruppo di pressione che gestisce un potere che, oltretutto, è spesso
connotato in modo controriformista. Le responsabilità delle
organizzazioni sindacali, dunque, sono chiare e certificate. Ma ciò non
consente alcuna operazione basata sulla proprietà dell'inversamente
proporzionale, in virtù della quale le imprese e prim'ancora la politica
meritino una sorta di beatificazione. Il sindacato deve cambiare? Sì. Ma
imprenditori e politici sono cambiati? Domandarselo non è ozioso, perché su
questo punto fa leva la reale possibilità che il Paese cambi marcia, realizzi
la modernizzazione tanto ritardata e si riaffacci nel consesso che gli
appartiene, quello delle grandi potenze, avendo messo in sicurezza il cittadino
lavoratore in termini di equa retribuzione (per ciò che fa e per quanto costa
mantenersi e mantenere una famiglia) e di certezza dell'occupazione (che non
vorrà dire posto fisso secondo i canoni che tanti posti hanno polverizzato, ma
dovrà pur essere qualcosa che consenta, soprattutto ai giovani, di progettare
un futuro avendo le fondamenta su cui poggiarlo). Il libro della
"rivoluzione" Sacconi l'ha bell'e pronto e l'ha squadernato
giustappunto sul palco di Santa Margherita. Si va dai rapporti di lavoro più
semplici e trasparenti all'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie;
dalla cancellazione di libro matricola e libro paga alla reintroduzione del contratto
di lavoro a termine, fino alla revisione del testo unico sulla sicurezza sul
lavoro, passando attraverso la necessaria riforma dell'orario di lavoro e del
part-time "che nell'ultimo biennio - dice il ministro - è stato irrigidito
e che noi vogliamo riportare alla libera contrattazione tra le parti". La
conclusione politica è che "nessun incentivo finanziario, per quanto
generoso può compensare un disincentivo normativo. Oggi le relazioni
industriali sono ridondanti e sembrano un sistema ispirato a logiche esoteriche
che non dà risultati e scontenta tutti". C'è molto, se non tutto, di
condivisibile. Ma bisogna vedere come sarà gestita la "rivoluzione" e
l'uso che ne faranno le aziende. E qui bisogna avere ben chiaro che di certe
cose si parla in questo strano Paese chiamato Italia, dove il tessuto
produttivo è principalmente composto da piccole imprese. Ad esse una
"deregulation" può certamente giovare come e forse più che alle
grandi aziende, ma dentro le quali, come osserva l'economista Tito Boeri, è
difficile trasferire il concetto di contrattazione decentrata: essendo carente,
o assente, la rappresentanza sindacale, svolgere una contrattazione è per
definizione impossibile. Non casualmente, quanto a ciò, i sindacati propongono
di rilanciare la contrattazione territoriale, ma ciò finirebbe per aggiungere
un livello di discussione che, in realtà, si tradurrebbe in nuove rigidità. Per
uscirne Boeri suggerisce di stabilire a livello nazionale, settore per settore,
una regola che leghi la retribuzione all'andamento della produttività
aziendale, da applicare ex-post. La soluzione sembra di buon senso e
testimonia, comunque, quanto, al di là dei tecnicismi, l'argomento scaraventato
sul tavolo dal governo sia da maneggiare con cautela. I primi a doverlo fare sono
gli imprenditori, grandi o piccoli non c'è differenza. Dovranno sfuggire alla
logica di monetizzare la "deregulation", e il modello contrattuale
che scaturirà dai prossimi negoziati, non tanto in termini di profitti da
lucrare sulle spalle dei lavoratori, quanto ritenendo i due interventi
bastevoli per ridare fiato alla propria competitività. Non c'è dubbio che una
buona strutturazione del mercato del lavoro e un miglior rapporto fra aziende e
lavoratori siano fondamentali elementi di competitività, ma oggi la partita si
gioca anche, se non soprattutto, sul terreno dell'innovazione e qui gli
imprenditori, nello specifico quelli di taglia piccola e media, devono compiere
un salto culturale di cui, al momento, ci sono ancora poche tracce: sapersi
inventare forme di collaborazione che consentano loro di creare la massa
critica necessaria ad affrontare, e battere, la concorrenza. La svolta di cui
il Paese ha bisogno è radicale. Ma scorciatoie non ne esistono.
leone@ilsecoloxix.it 08/06/2008 dalla prima pagina Ragion per cui non sarà
necessario che utilizzi il malloppetto per farmi un weekend da qualche parte
non troppo cara. In privilegiatissima compagnia di un esiguo e aristocratico 15
per cento dei contribuenti del mio Paese, ho un reddito così elevato che già mi
consento di acquistare libri e giornali, frequentare teatri e cinema, visitare
musei e andare a cena in trattoria quasi settimanalmente, ragion per cui non mi
sentirò nella condizione di concedermi finalmente svaghi che prima mi erano
preclusi; magari ci fossero abbastanza buon cinema e buona musica e buona
letteratura e buona cucina da aver voglia di spenderci di più. Cosicché
prenderò questo gentile omaggio del governo e me lo sputtanerò, per usare un
termine già presente nel nuovo dizionario Zanichelli. Lo sputtanerò al pari di
una buona metà dei contribuenti, come mi sento di azzardare. Forse comprerò
l'iPod a Richi, forse un paio di scarpe in più delle già più che sufficienti,
magari una scatola di sigari cubani; roba così, roba in di più, roba che se non
ce l'avessi non cambierebbe di un niente la qualità, vera, della mia vita.
Comprando futilità, sputtanando denaro aiuterò la ripresa economica? Di certo
aumenterà il fatturato della Apple, della premiata fabbrica di sigari Romeo y
Julieta, della Geox, con conseguente probabilità di aumento della produzione.
Chissà, magari farò del bene con i miei 231 euro all'economia mondiale. Ma per
l'ovvia legge dei vasi comunicanti, i soldini dell'Ici arrivano alle mie tasche
perché se ne vanno via da un'altra parte. So che i miei connazionali sono
letteralmente impazziti di gioia per questa redistribuzione tanto attesa, ma mi
chiedo se sono davvero, come li si fa, così fessi da pensare che il signor
Tremonti abbia passato un paio di notti in bianco per stampare biglietti di
banca da dare in giro. E mi chiedo se sono interessati, anche solo un pochino,
a sapere da dove vengono questi nostri, sacrosantamente nostri soldi che ci
accingiamo a sputtanare. Io lo so da dove li prendono, e ve lo dico. Lo so
perché lo ha detto il signor Sandro Bondi, ministro ai Beni Culturali. Vengono
per lo più da lì, sottratti alla cultura del Paese che si vedrà nei prossimi
anni decurtata del 50 per cento le sue disponibilità di spesa e investimento.
Non so se interessi a qualcuno, ma si dice in giro per il mondo che la cultura
è un bene primario, i beni artistici e culturali un patrimonio essenziale; ci
credono così tanto intorno a noi che i Paesi europei ci hanno lasciati ultimi
laggiù in fondo come investimenti culturali. Ora non è che bisogna andare per
forza dietro alle mode europee e ammalarsi di esterofilia su questioni
secondarie come i beni culturali e artistici, ma sarei curioso di sapere se i
miei connazionali sono dell'idea che far decadere i musei, non aprirne di nuovi
e migliori, sacrificare i fondi delle biblioteche, chiuderle e non aprirle dove
non ce ne sono, fare meno musica, meno teatro, deprimere le esperienze
culturali dei giovani non ce ne può fregare di meno. Che è roba che non
aggiunge niente alla qualità, vera, della nostra vita; che con tutti i problemi
che ci abbiamo chi se ne frega della cultura. Come sarei curioso di sapere se i
miei connazionali contribuenti pensano davvero che il giorno che si troveranno
due, trecento euro in più nel portafogli potranno finalmente sentirsi uomini e
donne realizzati, appagati, consapevoli e produttivi. Non parlo ovviamente di
quelli che con quei soldi compreranno il pane e le calze ai figli; anche se mi
viene in mente mio padre, operaio, che risparmiava sulle sigarette e sulle sue
camicie per comprare a rate i libri che avrebbe fatto leggere ai suoi figli, e
al figlio maschio, nel compimento del suo decimo anno di età, ha regalato la
tessera della biblioteca. Dei libri e della biblioteca il figlio spera di aver
fatto buon uso, adeguato alle aspettative del padre, ma è sicuro che senza
quelle opportunità sarebbe peggiore di quello che è. È per questa ragione che
se lo Stato mi chiedesse domani 231 euro come contributo personale a un serio
piano di sviluppo culturale della nazione, glieli darei senza battere ciglio, e
sono sinceramente curioso di sapere quanti altri contribuenti farebbero come
me, almeno tra quelli che hanno già tutto l'essenziale, tranne un buon piano
nazionale sulla cultura. Forse non così pochi come ci credono che siamo. P.S.
No, alla fine non sputtanerò la mia Ici ritrovata. Con Richi abbiamo deciso di
investire in dieci capre che una Ong distribuirà alle famiglie di un villaggio
della Sierra Leone. Faremo così per non essere tentati da un iPod o da una
nuova locomotiva del nostro già trafficatissimo plastico ferroviario. Siamo
forse io e lui anime buone, spiriti eletti? Manco per sogno, siamo solo alla
ricerca di un po' di senso delle proporzioni. E non dico che non ci costi
pesanti sacrifici. maurizio maggiani 08/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
cavaliere:"ho fatto megliodella thatcher" la storia MARGARET Thatcher
e Nicolas Sarkozy. "Un esempio di grande personalità politica
liberale", la prima. "Un amico" il secondo. Entrambi hanno
trovato spazio nell'intervento di Silvio Berlusconi al convegno dei giovani di
Confindustria. "Vi racconto un aneddoto sulla signora Thatcher - ha
scherzato il premier dal palco - Anni fa mi disse che, per portare a termine il
mio percorso di rinnovamento del Paese, avrei avuto bisogno, come era successo
a lei, di due mandati. "Non si demoralizzi: in soli cinque anni è
impossibile cambiare un Paese", mi disse. Io fui costretto a farle notare,
modestamente, che ero stato più bravo di lei, visto che in cinque anni il mio
governo era riuscito a concludere decine di riforme. Su una cosa, però, la
Thatcher aveva assolutamente ragione quando mi disse: "La vera sfida non è
con i sindacati, ma con la pubblica amministrazione". Parole che
sottoscrivo in pieno". La citazione di Sarkozy è arrivata, invece, quando Berlusconi ha rivendicato il merito di avere impedito la
vendita di Alitalia ad Air
France: "I francesi li conosciamo bene, con tutto il rispetto per l'amico
Sarkozy... Provate a immaginare su quali aeroporti avrebbero dirottato i
turisti dei mercati emergenti, penso alla Russia, all'India, alla Cina, se
fossero riusciti a impossessarsi della nostra compagnia di bandiera".
Di Sarkozy il Cavaliere ha parlato anche a proposito di centrali nucleari:
"Mi ha promesso che metterà a disposizione dell'Italia il know-how della
Francia". 08/06/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Benzina e diesel alle
stelle L'autotrasporto chiede un decreto contro il caro carburante. Coldiretti:
i rincari ci costano 250milioni di euro l'anno 08/06/2008 Roma. Automobilisti,
camionisti, agricoltori e pescatori. Il petrolio batte tutti i record e si
allunga l'elenco di chi non ce la fa più a fronteggiare i prezzi alle stelle
dei carburanti: è un bollettino di guerra, che rischia di trasformarsi in una
nuova emergenza estiva per il governo. Mentre il greggio viaggia verso quota
140 dollari sui mercati internazionali, grazie a un balzo di 11 dollari in una
sola seduta, c'è la fila delle categorie fuori dai ministeri interessati
(Trasporti e Sviluppo economico) per ottenere ascolto e soprattutto misure in
grado di arginare la batosta che colpisce chi è costretto a fare i conti con i
nuovi rincari di benzina e gasolio. I listini ormai viaggiano appaiati, con i
prezzi di benzina e diesel in rialzo tra i 1,520 e 1,526 euro al litro. Le
difficoltà stanno per diventare emergenza. I pescatori protestano da una
settimana e ora sono pronti a mobilitarsi anche i camionisti, che domani
saranno ricevuti dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, il quale
condivide con il collega allo Sviluppo Claudio Scajola il compito di trovare
qualche rimedio alla lunga corsa dei prezzi petroliferi. Al convegno di Santa
Margherita, il premier Silvio Berlusconi è apparso preoccupato: "Come sto?
Come si può stare con una situazione di caro petrolio così", ha detto
collegando anche il suo malore al greggio fuori controllo. Reazione comprensibile
se, come annunciano i consumatori, il caro greggio si trasformerà per le
famiglie in una stangata di 1.255 euro l'anno. I camionisti sono fra le
categorie più esposte e lanciano l'allarme, prima di passare ai fatti: gli
artigiani di Mestre della Cgia hanno calcolato che i costi dell'autotrasporto
sono cresciuti fino al 40 per cento per quanto riguarda la voce gasolio, che
pesava per il 33 per cento fino a un anno fa. In altre parole, fare il pieno a
un Tir oggi costa 175 euro in più, rispetto al giugno 2007. "È un vero e
proprio salasso", dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. Di
conseguenza, le associazioni dei camionisti, che a dicembre dello scorso anno
mandarono in tilt le autostrade italiane per gli stessi motivi, premono al
portone di palazzo Chigi anche se i loro interlocutori sono per ora i ministri
Matteoli e Scajola. Negli ultimi sei mesi la crisi del settore avrebbe portato
alla chiusura di tremila aziende con 30.000 addetti disoccupati. Questi i dati
degli autotrasportatori, che ora chiedono al governo un decreto con misure
urgenti contro il caro carburante. "Ci vogliono risorse per compensare i
rincari spropositati del petrolio. Le imprese non ci pagano gli aumenti. C'è
anarchia e concorrenza sleale. Anche le aziende sane sono in difficoltà",
protestano i leader dei camionisti. Gli agricoltori non stanno meglio dei
camionisti e dei pescatori. Secondo la Coldiretti, è di 250 milioni di euro
l'anno il maggior costo per le imprese agricole a causa del caro gasolio, che
oggi viene pagato il 30 per cento in più rispetto a un anno fa. Anche gli
allevatori protestano per la riduzione dei compensi dei prodotti alla stalla e,
soprattutto al Nord, ci sono presidi davanti agli stabilimenti per la
trasformazione del latte. L'incremento dei prezzi petroliferi provoca una
reazione a catena da cui nessuno si salva. Le compagnie aeree sono allo stremo
e vanno accumulando perdite aggiuntive ogni mese che passa con il risultato di
costringere i vertici a una pesante riduzione dei costi. Si tagliano molte rotte,
si aumentano le tariffe, si rivedono i target previsti per l'anno in corso, che
rischia di chiudersi con un bagno di sangue. Se il petrolio
continuerà a viaggiare a questi livelli, alla fine del 2008 i bilanci delle
compagnie si tingeranno di rosso per 6 miliardi di dollari. Ancora peggio va
per Alitalia, che
difficilmente troverà un acquirente in un contesto così disastrato. Michele
Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 08/06/2008.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
ICEBERG BRUNO
MANFELLOTTO Il partito dei prof Se fossero compagni di partito si griderebbe al
frazionismo correntizio. Se fossero leader politici chiamati a convivere nello
stesso governo, si scommetterebbe sulla fine prossima della loro alleanza. Se
fossero, come anche sono, ascoltati professori universitari, si direbbe che
sono divisi dall'appartenenza a diverse scuole di pensiero. E magari anche da
qualche concorso a cattedra. Chi sono? Sono i più illustri economisti della
Bella Italia, gli autorevoli commentatori delle prime pagine dei grandi
giornali, ieri docenti o professionisti e oggi ministri o viceversa, ieri
consulenti e oggi grand commis o tutto il contrario. Ieri amiconi, e legati
l'uno all'altro dall'Accademia e dalla passione per trekking e ferrate in
montagna, oggi l'un contro l'altro armati: Padoa-Schioppa contro Tremonti,
calorosamente ricambiato, s'intende. Mario Monti contro Tremonti, Tremonti contro
Draghi e, di rimando, governatore della Banca d'Italia contro ministro
dell'Economia. E poi il rigorosissimo professor Francesco Giavazzi contro
Draghi e contro Tremonti insieme. E se Alfredo Recanatesi, decano dei
commentatori economici, rimpiange dalle colonne dell'Unità la Banca d'Italia di
una volta tutti moniti, appelli e moral suasion, ecco invece l'autorevolissimo
professor Luigi Spaventa plaudire dalla prima pagina della Repubblica allo
stile sobrio, asciutto e tacitiano delle considerazioni finali
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il discorso a Santa
Margherita: meno tasse se le pagano tutti. Poi annuncia interventi su giustizia
e ambiente Berlusconi: intercettazioni, si cambia Arriva il decreto: escluse le
inchieste su mafia e terrorismo, pene fino a 5 anni Lieve malore del premier al
convegno dei giovani industriali. Sacconi: deregulation sui contratti La svolta
è stata annunciata ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al
meeting dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure: "Intendiamo
introdurre il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, escludendo
quelle che riguardano la criminalità organizzata e il terrorismo". Il
provvedimento sarà portato nella prossima riunione del Consiglio dei ministri.
Limiti rigidi, pene pesanti per i trasgressori: "Cinque anni di carcere
per chi ordina, per chi esegue e per chi propaga le intercettazioni". Non
solo intercettazioni, ma anche tasse ("pagare meno per
pagare tutti"), Alitalia, emergenza rifiuti, nucleare. Appena terminato il suo intervento
il premier ha avuto un lieve malore, ma dopo qualche minuto si è ripreso ed è
tornato in sala sorridente. Il ministro Sacconi ha annunciato, intanto, una
"poderosa deregulation" sui temi del lavoro. Scontro con il
leader della Cgil, Epifani. L'INVIATO FRANZESE, M. ESPOSITO, MARTINELLI,
MILANESIO E A. TROISE ALLE PAGINE. 2, 3 E 5.