HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL   6-8 giugno 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (83)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Infrastrutture più facili per la Liguria ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionariato di Alitalia - aggiunge Grillo - dimostrano un forte pregiudizio ideologico che la maggioranza di centrodestra intende combattere, rilanciando gli investimenti in un settore strategico come quello autostradale, da sempre vanto del Paese". L'Italia, spiega Grillo, "non può permettersi altre paralisi infrastrutturali.

Alitalia, Bruxellesdice no al prestito ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: milioni stanziato dal governo italiano per salvare Alitalia dal fallimento non piace alle autorità comunitarie. Di più: la maggioranza di esse è convinta che dietro quel prestito si nasconda, in realtà, un aiuto di Stato. Un sostegno illegale, dunque. Con queste premesse, su proposta del neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani, la Commissione europea il prossimo 11 giugno aprirà un'

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre noi tendiamo sempre più a chiuderci nei nostri confini (vedi la vicenda Alitalia che vorremmo risolvere in casa come i famosi panni sporchi). Il cellulare ritrovato da un cittadino "diverso" Maurizio Casa Pollo Milano Domenica mi è successo di smarrire il mio cellulare dalle parti di Viale Monza, probabilmente scendendo dall'auto.

Un volo roma-cagliari con tanti disservizi ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma Un volo Roma-Cagliari con tanti disservizi Vorrei segnalare l'ennesimo disservizio Alitalia e l'ennesima maleducazione dei suoi operatori. Prenoto con le mille miglia volo Roma-Cagliari delle 21.35 il giorno 24 maggio 2008. Ebbene il volo è diventato Meridiana e parte alle 20.10!! Quando mi avvisa Alitalia di questi cambiamenti?

Caronna: "non ho ancora capito sindaco di bologna o di romilia?" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: improvviso forfait del ministro ombra Pierluigi Bersani trattenuto a Roma dall'affaire Alitalia. Caronna, che preferirebbe evitare commenti, vorrebbe approfittarne per dribblare il tema del giorno, la rotta di collisione tra calcio e politica. Ma finisce per cedere al pressing del cronista che chiede se la mossa del patron rossoblù non abbia spiazzato il centrosinistra bolognese.

"bossi dichiara guerra al sud" - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Altro che Robin Hood è un Arsenio Lupen che ruba i soldi del Sud per finanziare le promesse elettorali come il prestito per Alitalia e la copertura per l'esenzione dell'altra metà dell'Ici". Per il piano di salvataggio della compagnia di bandiera, secondo l'analisi del deputato pugliese, Tremonti "ha saccheggiato il fondo competitività e il fondo per la finanza d'impresa".

I "pianisti" tornano in massa e alla camera è bagarre - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se non fosse che a Montecitorio - dove si votava ieri il decreto Alitalia - i "pianisti" sono tornati alla grande. Dando vita a gustosi siparietti con i "cecchini" dell'opposizione, che hanno cercato in ogni modo di impallinarli. Fabio Evangelisti, Italia dei Valori: "Presidente, vi è stato sicuramente un fenomeno extraterrestre.

Una newco alitalia-airone con colaninno presidente - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad Corrado Passera illustrerà ai consiglieri della banca le ipotesi sul tappeto per Alitalia, anche se ovviamente, come ha detto lui stesso, non se ne discuterà formalmente perché non c'è ancora nulla di definito. Ma si accarezza l'idea di creare una Newco in cui venga conferita Air One e che acquisisca il pacchetto di Alitalia.

Loft 4 correnti solo tra i cattolici ( da "Riformista, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni ha attaccato su Alitalia e sul reato di immigrazione ("In poche settimane il governo è già in confusione"). E la "nuova stagione" di dialogo appare ancora sospesa: sui dossier principali non si vede soluzione bipartisan, sulle riforme, per ora, solo dichiarazioni d'intenti.

Alitalia, Di Pietro: darò battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'

Vertenza già nazionale Martedì sarà sciopero ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i sindacati hanno anche ipotizzato di legare la questione Meridiana a quella Alitalia. Va bene dunque l'interesse del fondo americano Tpg o di Air France, con cui Meridiana ha avuto contatti di recente, ma meglio sarebbe se si ipotizzasse un'alleanza a tre con Air One e Alitalia, formando un gruppo che controlla l'80% del mercato italiano, così come succede in molti altri Paesi.

Veltroni: dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del GOVERNO OMBRA Veltroni: dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni Miserendino e Matteucci a pagina 7.

Ieri reality e varietà oggi Papa-premier show ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eurodirettiva "della vergogna" per l'immigrazione clandestina, Alitalia al collasso e prestito-ponte sotto il tiro di Bruxelles perché "aiuto di Stato", attacco della Lega a Napolitano perché ha detto ciò che sanno tutti e che "Gomorra" ha raccontato: la camorra ha lavorato per smaltire i rifiuti tossici degli industriali del Nord.

Scontro aperto alla Camera sul decreto Alitalia Il governo si salva a stento, ostruzionismo di Di Pietro. Il voto finale rinviato a martedì ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non è più un prestito per Alitalia ma un regalo di 300 milioni che i cittadini dovrebbero fare alla compagnia. E non credo sarebbero contenti". "Il prestito in questione - ha tuonato Antonio di Pietro dell'Idv - non lo rimborsa più chi deve acquistare Alitalia, ma va a capitale sociale, cioè lo rimborsano i cittadini con le tasse" cioè lo Stato".

Immigrati, nel 1944 eravamo noi a tremare Gentile Direttore, nel 1944 una madre con in bra ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pubblicare questa riflessione Daniele Marini Alitalia e clandestini Berlusconi ci ripensa... Cara Unità, lo Statista di Milanello firma la legge sul reato di clandestinità e poi fa finta di pentirsene e dice che lui non è d'accordo. Prima accusava Prodi di voler svendere l'Alitalia ad Air France e ora afferma che la compagnia aerea francese sarebbe il partner ideale per Alitalia.

Geronzi: il caro-petrolio? Tremonti fa bene a intervenire ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: O come Alitalia: "Tremonti ha il diritto di individuare una scelta. Mediobanca finora non se n'è interessata ma poi, in un contesto ben definito, noi facciamo parte del sistema. E il sistema paese deve reggere ". La parola sta per passare agli studenti.

300 milioni ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria: BREVI 300 milioni L'importo del prestito ponte concesso ad Alitalia: per l'Unione Europea sarebbe un aiuto illegale di Stato.

<Prestito Alitalia, aiuto di Stato> ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prestito Alitalia, aiuto di Stato" La Ue avvia la procedura d'infrazione. Battaglia alla Camera, voto rinviato Trenta giorni all'Italia per evitare le sanzioni e quattro mesi per individuare i partner della compagnia DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per il governo italiano, quello in carica e quello che l'ha preceduto,

Caso Northern Rock E Bruxelles accusò Londra di statalismo ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: British Airways ha chiesto alla Commissione di intervenire contro il prestito ponte all'Alitalia. Ma ecco, ora la stessa Ue sembra aver colto in castagna proprio Garrone, cioè il governo inglese: l'indagine aperta in aprile sugli aiuti alla Northern Rock rivela "aiutoni " macroscopici, mentre la Ue tollera solo interventi reversibili e con scadenze certe.

I pasticci corporativi del governo ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parlo adesso di Alitalia. Si affida senza gara a una grande banca, già parte in causa, la gestione di un percorso sgombro da ogni vincolo di trasparenza, di vigilanza e di non discriminazione. Una cosa mai vista che, travolgendo una miriade di legittimi interessi, genererà una sacco di guai.

La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud Bersani: Alitalia si è impiccata a una cordata ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del "La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud" Bersani: "Alitalia si è impiccata a una cordata".

Veltroni: il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce di Bruno Miserendino / Roma "IN POCHE SETTIMANE il governo è precipitato in un generale stato di confusione". Dall'Alitalia, all'immigrazione, al taglio dell'Ici, che non serve a niente e penalizza il Sud,

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Ue contro Roma La Commissione europea aprirà un procedimento legale contro l'Italia l'11 giugno sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato per salvare l'aerolinea. Lo riferiscono fonti della Commissione secondo cui il prestito costituirebbe un aiuto di Stato.

Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Mercato Alitalia in crisi, ma crescono Eurofly, Blue Panorama e Volareweb.com Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati I più richiesti? Ingegneri ed economisti L'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, cerca anche avvocati. Inoltre le aziende puntano sugli esperti di statistica Non solo assistenti di volo.

Rai e riforme, in salita il dialogo pd-pdl - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni riunisce il governo ombra: due ore di discussione sul federalismo, sull'Alitalia e anche sul faccia a faccia con Letta. Il segretario del Pd non risparmia l'affondo: "Il governo in poche settimane è precipitato nella confusione". Su Alitalia, innanzitutto. Ma "c'è confusione anche sull'immigrazione e sul tema del federalismo".

ROMA Una manovra complessiva da 36 miliardi, circa 12 l'anno, da approvare nelle sue linee ess ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In un'intervista al Messaggero il segretario della Cgil Epifani contesta il clima di "attacco ideologico contro gli statali". Intanto la Bce, preoccupata per la corsa dei prezzi, ipotizza un aumento dei tassi di interesse a luglio. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner.

Manovra in 3 anni da 36 miliardi ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Annuncio di Brunetta. La Bce: a luglio tassi su. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner, al via la procedura Ue Manovra in 3 anni da 36 miliardi Intervista a Epifani: "Basta con gli attacchi ideologici contro gli statali".

Auguri scaramantici quei consensi popolari ( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato?

Alitalia, 60 giorni ad Intesa per il partner ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruxelles fissa all'11 giugno l'apertura della procedura di infrazione. Ad aprile crollano traffico e passeggeri Alitalia, 60 giorni ad Intesa per il partner Nel mandato previsti due mesi alla banca-advisor per proporre la soluzione al governo.

ROMA - Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per l'ostruzionismo serr ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per l'ostruzionismo serrato dell'Italia dei valori. Ed è bagarre. Una giornata, quella di ieri, con scontri, ritmi serrati, insulti. E tanti pianisti. Si contano le presenze. Più che le assenze. Visto che la maggioranza si tiene per un soffio: appena per nove deputati.

ROMA - Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In 60 ( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In 60 giorni Intesa Sanpaolo dovrà proporre al governo i nuovi investitori, in "continuità aziendale". Cioè senza ricorrere a procedure. Questo sarebbe, secondo quanto risulta a Il Messaggero, il termine fissato nel mandato di Alitalia alla Superbanca ancora oggetto di negoziazione fra le parti.

Ue apre procedura sul prestito ( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Ue apre procedura sul prestito L' 11 giugno La Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia in forma di prestito-ponte. La notizia è stata ribadita ieri da fonti comunitarie, secondo cui la Ue giudica "insufficienti" le spiegazioni fornite da Roma, sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale.

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva ( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è invece una necessità di procedere alla privatizzazione e al salvataggio di Alitalia e con l'emendamento del Governo il decreto legge è proiettato nella nuova fase della privatizzazione di Alitalia e credo che questo serva anche a superare l'iter, che peraltro non è semplice, dell'annunciata infrazione da parte di Bruxelles".

Si apre l'indagine Ue per il prestito Alitalia ( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Annunciato per l'11 l'inizio della procedura Si apre l'indagine Ue per il prestito Alitalia Era annunciata, ora è ufficiale: sarà aperta formalmente mercoledì prossimo la procedura d'indagine dell'Unione europea sull'Italia per aiuti di Stato, riguardo al prestito-ponte di 300 milioni di euro stabilito in favore dell'Alitalia.

Da radicali a paparazzi ( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Durante le votazioni sul decreto Alitalia alla Camera, infatti, alcuni deputati radicali capeggiati da Rita Bernardini (Pd) hanno cominciato a fotografare i colleghi della maggioranza. Chi con il telefonino, chi con teleobiettivi da paparazzo navigato, tutti con l'intento di immortalare qualche onorevole nell'atto di votare anche per il vicino assente.

Alitalia, slitta a martedì il voto del decreto. Prestito ponte, il 9 luglio la sentenza Ue ( da "Campanile, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Commissione europea. La Corte Ue si pronuncerà su una disputa tra la compagnia di bandiera e la Commissione europea iniziata nel 1997 e riguardante 2750 miliardi di lire in aiuti di stato concessi ad Alitalia. Sulla questione era intervenuta la Commissione europea che aveva ritenuto che il conferimento del capitale costituisse un aiuto di stato compatibile con il mercato

Piepoli: Auguri scaramantici quei consensi popolari ( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato?

Alitalia, no di Bruxelles al prestito ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq ( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|.

Più investimenti e meno plusvalenze ( da "Opinione, L'" del 06-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non sono mancate parole anche per la grana nazionale ovvero Alitalia. A parere del finanziere francese, un'alleanza fra Alitalia ed Air France sarebbe ottima, ma un Paese come l'Italia non può dipendere da una compagnia straniera e deve quindi mantenere "un certo potere in qualità di azionista" nel vettore nazionale.

<Meridiana smantella e chiede la crisi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato --> I sindacati: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato Grido d'allarme, ieri a Olbia, sul futuro di Meridiana, a un passo dalla crisi. Un patto lavoratori-Comune. DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE DEIANA OLBIA Meridiana si prepara a chiedere lo stato di crisi al ministero del Lavoro.

Alitalia sospesa in Borsa a tempo indeterminato ( da "Secolo XIX, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: formale e approfondita" per aiuti di Stato sui 300 milioni dati a Alitalia che la Commissione Ue aprirà l'11 giugno. "Non è una procedura di infrazione" ha precisato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, "semplicemente una richiesta di spiegazioni al governo italiano, che risponderà innanzitutto risanando Alitalia".

Bondi: "ho paura di volare" e chiede aiuto all'alitalia - antonello caporale ( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di propria volontà ha composto il numero del centralino dell'Alitalia. Sorella Alitalia, mi aiuti tu? Non c'era peggior momento per inoltrare la supplica. La compagnia di bandiera più sbeffeggiata, maltrattata e indebitata che si conosca si trova a dover sostenere, lei così debole e malnutrita, la debolezza altrui.

Com'è difficile volare la strana crisi di Meridiana Tra l'assalto delle low cost ed errori manageriali la compagnia dell'Aga Khan rischia di scomparire ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma VOLARE Non solo Alitalia. C'è un'altra società aerea che rischia di scomparire nei prossimi mesi. Ed è Meridiana, la compagnia con sede a Olbia di proprietà dell'Aga Khan. Una morte lenta e annunciata. "La compagnia è superata. Se non cambierà, morirà" ha detto qualche mese fa il suo discusso amministratore delegato Gianni Rossi.

Montezemolo e Della Valle a Banca Intesa ( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la visita congiunta di Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo ha fatto pensare subito ad Alitalia. E invece, non di aerei ma di treni si sarebbe parlato. In particolare, dei treni veloci di Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società co-fondata da Montezemolo e Della Valle nel 2007, mentre l'istituto guidato da Corrado Passera detiene il 20% da gennaio.

Alitalia, la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa ( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consiglio di Intesa mentre prosegue la due diligence Alitalia, la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa Sarebbe la condizione posta per l'impegno da capo cordata Il padrone della Piaggio in quel caso pronto a investire 300 milioni. Le perplessità sull'apporto della sola AirOne Viaggio in Cina MILANO - Di un suo impegno diretto, patrimoniale e manageriale in Alitalia,

78% ( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria: BREVI -78% Il calo delle quotazioni Alitalia negli ultimi tre anni. Lo scorso mercoledì sono state sospese le contrattazioni in Borsa. Solo nell'ultimo mese il titolo ha perso il 26% circa del proprio valore sul listino.

Malpensa, uno spiraglio per aprire nuovi slot ( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E a chi chiede se questo è il capitolo finale del divorzio Alitalia-Malpensa, il ministro risponde: "C'è una richiesta della Sea, del sindaco Moratti e c'è la disponibilità dei Paesi a contrattare le rotte su Malpensa. Poi c'è il problema di Alitalia, ma è un'altra cosa ". Soddisfatto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Bene l'impegno del governo".

Veltroni e la sfida alla camorra In piazza nel regno dei Casalesi Accordo con Maroni su misure anticrimine, distanti sull'immigrazione Il leader Pd sul governo: Poche cose buone e ( da "Unita, L'" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia e alcune delle promesse del ministro Tremonti in versione Robin Wood. Veltroni lo spiega più tardi a Matrix: "Un giudizio sul governo? Per adesso tanti annunci. Alcune cose condivisibili altre assolutamente no". Però il leader del Pd, nonostante tutto, rivendica la giustezza della sua linea, dialogo sulle regole,

<Malpensa, 25 Paesi pronti a rilanciarla> ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: concretizzare queste richieste e occupare il maggior numero possibile di rotte dopo l'abbandono di Alitalia". Immediata e positiva la risposta. "Parlerò con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli - la replica del numero uno della Farnesina - per dare attuazione concreta a questa domanda. Poi attiveremo i nostri ambasciatori e quelli dei diversi Paesi interessati alle trattative".

Profondo rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il governo ( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Profondo rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il governo ROMA BATTE CASSA Capitale piena di debiti, Alemanno chiede soldi, la Lega non ci sta Sette miliardi di debiti e lo spetto del default del Comune: così Roma si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale.

Sondaggi lo vuole ministro degli esteri ue per disinnescare la sfida nel pd ( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: considerata troppo incerta e spericolata nella sua alternanza di attacchi sul merito (vedi Alitalia e reato di immigrazione clandestina) e incontri semi-clandestini (vedi abboccamento Letta-Veltroni alla Camera). E prosegue la strutturazione della corrente. Dopo il rilancio della fondazione, i seminari e il varo della tv via satellite, è in preparazione anche un quotidiano on line.

Conti per evitare il commissario (7 miliardi di debiti) ( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 miliardi al Tesoro Dopo Alitalia e i rifiuti in Campania, il crac di Roma - 7 miliardi di euro di debiti e lo spettro del default del Comune - si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale. E, al pari della altre due vicende, è una faccenda ingarbugliata, con ricadute e responsabilità che investono entrambi gli schieramenti politici.

Intesa sanpaolo perplessità sull'investimento <per amor di patria> ( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per amor di patria" Passera gioca d'azzardo e scommette al buio su Alitalia La sfida è di quelle importanti e la posta in gioco continua a salire. Per Intesa Sanpaolo, e soprattutto per il suo amministratore delegato Corrado Passera, Alitalia rappresenta una grande chance. Ma anche, al contrario, il rischio di finire in un vicolo cieco.

PIER Ferdinando Casini spiega quali sono i rapporti con il governo Berlusconi e quali saranno i s ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: annuncia il voto contrario al decreto Alitalia; approva il decreto sui rifiuti ma non la superprocura; e sospende il giudizio sul decreto fiscale. Avanti con il nucleare, ma attenti al federalismo lombardo: "Bisogna rovesciare l'approccio: prima si diano le competenze agli enti locali poi le risorse".

ROMA Il ministro Tremonti difende la sua Robin Hood tax, l'imposta ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel corso dell'incontro si è parlato di come rafforzare la cooperazione tra autorità di vigilanza europee perchè "obiettivo prioritario della presidenza francese è la stabilità dei mercati", ha detto la Lagarde. Si è parlato di crescita e di occupazione, "ma non di Alitalia", ha assicurato Tremonti.

ROMA - Il prestito-ponte del governo ad Alitalia è incompatibile con il mercato comune ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte del governo ad Alitalia è "incompatibile con il mercato comune" e l'esecutivo ha un mese di tempo per fornire a Bruxelles tutte le osservazioni che riterrà opportune compresa "ogni informazione utile circa l'utilizzo da parte di Alitalia della facoltà di imputare il prestito-ponte sui capitali propri permettendo alla Commissione di analizzarne la natura esatta"

Onorevole Casini, Berlusconi è stato dal Papa. In Parlamento i cattolici non ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "L'operazione Alitalia si sta rivelando un bubbone per il governo. Noi voteremo contro questo decreto. Il governo prende dalle tasche degli italiani 300 milioni e li butta nel tritacarne dell'Alitalia senza che si sia materializzata la cordata che si prometteva 3 mesi fa;

OBBLIGAZIONI TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast ( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 05/10/06-232,4599,304,9899,30 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,264,8899,21 Intesa SanPaolo 22/09/04-194,5093,035,3092,10 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,1099,950,0099,94 Cct 01/09/01-08 S2,1099,933,9299,93 Cct 01/01/02-09 S2,1099,963,9299,96 Cct 01/04/02-09 S2,

Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Sacconi: protezione intensa per dipendenti Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervento al convegno dei giovani industriali Sacconi: protezione intensa per dipendenti Alitalia Il ministro su contratti, caro-petrolio e crisi della compagnia di bandiera Santa Margherita Ligure, 7 giu. - Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è intervenuto stamattina al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, inaugurato ieri nella cittadina ligure.

Meridiana, piloti in guerra ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sbarca a Olbia --> Appello all'Enac. Alitalia sbarca a Olbia I sindacati criticano il management e si preparano allo sciopero di 24 ore per protestare contro Meridiana. Meridiana smantella e Alitalia torna in campo. All'indomani dell'incontro tra l'amministrazione comunale di Olbia e i sindacati,

La Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile ( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: > Meteo ALITALIA E IL PRESTITO PONTE La Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile La procedura d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera e anche la restituzione del prestito Bruxelles,

Berlusconi accusa un malore "C'è troppo caldo in quella sala" ( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA "Se vogliamo restare una grande potenza non possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni - dichiara il premier - Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France con l'intero manager francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze

"Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" ( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto"

Berlusconi, malore per il troppo caldo "Giro di vite sulle intercettazioni" ( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalle intercettazioni al nodo Alitalia</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi,

Divieto assoluto di intercettazione L'annuncio di Berlusconi. Esclusi solo criminalità organizzata e terrorismo. Carcere per giudici e giornalisti ( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sull'Alitalia cerca di coinvolgere i giovani imprenditori italiani, senza cavarne nulla. Il sollievo di essersi liberato di Verdi e sinistra radicale dà modo al premier di usare toni suadenti per incastrare il Pd, col quale auspica di tenere "aperto un canale comunicativo".

Il petrolio record fa tremare l'economia mondiale Il barile è a quota 139 dollari, potrebbe arrivare a 200 entro il 2010. Il G8: prezzi contro gli interessi di tutti ( da "Unita, L'" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia, si può dire che piove sul bagnato). Il balzo di 11 dollari di venerdì è costato, subito, un -7% per l'indice di Borsa delle compagnie aeree a New York. Secondo stime diffuse nei giorni scorsi, l'industria aerea perderà 2,3 miliardi di dollari quest'anno se il barile si attestasse a una media di 107 dollari per il resto del 2008;

Poche speranze molta paura - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia con improvvide dichiarazioni, di fronte ad una magistratura silente e in altre faccende affaccendata. Spesso i potenti sono indagati perché potenti. Altre volte non lo sono per la stessa ragione, dal che deduco che non tutti i potenti sono eguali, quelli che trafficano col danaro godono di qualche vantaggio in più rispetto a quelli che trafficano con la politica.

Intercettazioni, stop di berlusconi "carcere per chi le diffonde" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia dal fallimento. Non aggiunge nulla, nessun dettaglio. Il dossier è nelle mani del Tesoro e dell'advisor IntesaSanpaolo. Ma fa un altro sondaggio volante: "Chi se la sente di non partecipare alla cordata?". Nessuno alza la mano e Berlusconi ringrazia e spiega: "Un paese che vuole avere il suo ruolo nel mondo non può non avere una compagnia di bandiera"

Piano industriale natuzzi scatta lo stato di agitazione ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dovrebbe avere la stessa rilevanza di ciò che accade nel nord, com'è stato per la vicenda Alitalia, per esempio". Ma al di là della visibilità, quello che è certo fino ad adesso, sono gli imminenti licenziamenti per 1200 lavoratori. "Significherebbe mettere in ginocchio Santeramo, Matera e Taranto", dicono i sindacati. (ca. po.).

"alitalia, alzi la mano chi vuole partecipare" ( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Lo scherzoso invito di Berlusconi ai giovani di Confindustria "Alitalia, alzi la mano chi vuole partecipare" ROMA - In cerca di compratori per Alitalia, Silvio Berlusconi improvvisa un sondaggio davanti ai giovani industriali di Santa Margherita Ligure: "Chi si sente di partecipare, alzi subito la mano".

Berlusconi ai giovani industriali: basta intercettazioni, sì al nucleare ( da "Liberazione" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo Berlusconi chiama a raccolta il mondo dei giovani imprenditori per salvare Alitalia. "Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?". Nessuno se lo immagina, fa lo stesso. Berlusconi invita gli industriali in erba a dare una mano per salvare la compagnia di bandiera.

Alitalia, Intesa sonda Air France ( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per trovare il partner estero un emissario della banca giovedì scorso a Parigi. Presto colloqui con Lufthansa Alitalia, Intesa sonda Air France Passera lancia il progetto Re-fly. Berlusconi: serve una grande compagnia.

MILANO - Intesa Sanpaolo ha battezzato Re-Fly, alla lettera Ri-Volare, il progetto-Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza commerciale con Air One che si è nuovamente fatta avanti per confluire in Alitalia. E Intesa ha sostenuto lo scorso anno Carlo Toto nell'offerta su Alitalia respinta dal cda. "Air France potrebbe essere un'ottima soluzione" ha detto Berlusconi, dopo l'incontro con Sarkozy, la Magliana "avrà convenienza a trovare accordi con partner internazionali".

Il viatico degli industriali: <Ma adesso meno tasse> ( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il compito non è facile ma quando tante braccia si alzano se Berlusconi chiede aiuto per Alitalia si può ritenere che le premesse siano ottime. E il Cavaliere sa di non di poter e dover sbagliare: "Siamo in luna di miele, ma se vi deludiamo cosa succede?...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Lavoro e competitivitànon ci sono scorciatoie ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La stessa vicenda dell'Alitalia è paradigmatica dello scenario che i sindacati hanno costruito nel tempo, mutando pelle fino a trasformasi da parte sociale abilitata a gestire il rapporto fra lavoratori e datori di lavoro in gruppo di pressione che gestisce un potere che, oltretutto, è spesso connotato in modo controriformista.

Il cavaliere:<ho fatto megliodella thatcher> ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quando Berlusconi ha rivendicato il merito di avere impedito la vendita di Alitalia ad Air France: "I francesi li conosciamo bene, con tutto il rispetto per l'amico Sarkozy... Provate a immaginare su quali aeroporti avrebbero dirottato i turisti dei mercati emergenti, penso alla Russia, all'India, alla Cina, se fossero riusciti a impossessarsi della nostra compagnia di bandiera".

Il greggio a quota 140manda tutti in crisi ( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se il petrolio continuerà a viaggiare a questi livelli, alla fine del 2008 i bilanci delle compagnie si tingeranno di rosso per 6 miliardi di dollari. Ancora peggio va per Alitalia, che difficilmente troverà un acquirente in un contesto così disastrato. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 08/06/2008.

Iceberg ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a imporre la sua agenda al governo Prodi, eccolo ora smontare pezzo pezzo il pachetto di misure economico finanziarie predisposto dal ministro dell'Economia. Senza nulla salvare, né la Banca del sud, né il taglio dell'Ici né la gestione del caso Alitalia. E pensare che Tremonti sta a via XX Settembre da un mese appena.

BERLUSCONI: INTERCETTAZIONI, SI CAMBIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma anche tasse ("pagare meno per pagare tutti"), Alitalia, emergenza rifiuti, nucleare. Appena terminato il suo intervento il premier ha avuto un lieve malore, ma dopo qualche minuto si è ripreso ed è tornato in sala sorridente. Il ministro Sacconi ha annunciato, intanto, una "poderosa deregulation" sui temi del lavoro.


Articoli

Infrastrutture più facili per la Liguria (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

CANTIERI Cancellata la legge che metteva in discussione le concessioni autostradali. Grillo (Pdl): "Ora via con la gronda di ponente" 06/06/2008 genova. Gronda di ponente, tunnel Rapallo-Santa Margherita, ammodernamento dell'autostrada Genova-Serravalle, rilancio della camionabile della Cisa. Sono quattro le opere riguardanti la Liguria che, secondo i parlamentari della maggioranza, potranno beneficiare di un'accelerazione grazie a quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato il primo intervento del governo Berlusconi. Il decreto legge sugli obblighi comunitari varato mercoledì, infatti, contiene anche l'azzeramento della discussa norma (voluta dall'ex ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro) che aveva cancellato i vincoli contrattuali esistenti fra lo Stato e otto società di gestione autostradale. "Una decisione che rischiava di rimandare all'infinito la realizzazione di lavori di manutenzione e nuove tratte autostradali", ricorda il senatore Luigi Grillo (Pdl), relatore del nuovo testo di legge. "Abbiamo voluto, come primo atto del governo, sbloccare una situazione assurda, creata volontariamente da Di Pietro due anni fa e già sottoposta a quattro richiami dell'Unione europea. Lo abbiamo fatto con l'unico scopo di permettere al Paese di ripartire dopo due anni di incertezze. I retropensieri dell'opposizione su un trattamento di favore alla famiglia Benetton in modo da coinvolgerla nell'azionariato di Alitalia - aggiunge Grillo - dimostrano un forte pregiudizio ideologico che la maggioranza di centrodestra intende combattere, rilanciando gli investimenti in un settore strategico come quello autostradale, da sempre vanto del Paese". L'Italia, spiega Grillo, "non può permettersi altre paralisi infrastrutturali. Grazie a questo intervento normativo, le società concessionarie potranno finalmente programmare investimenti per i prossimi anni. Il segnale che abbiamo voluto dare è forte. È inutile nascondersi dietro i soliti alibi, dietro le solite ipocrisie: se vogliamo aiutare il Paese a crescere, dobbiamo chiedere aiuto ai privati. E se alla fine i privati avranno un loro guadagno, non ci vedo nulla di scandaloso: chi investe, è giusto che in qualche modo abbia una gratificazione". Nel caso della Liguria, secondo Grillo, il nuovo quadro normativo dovrebbe consentire a opere come la gronda di ponente ("ma io insisto: serve anche quella di levante") e il tunnel Rapallo-Santa Margherita di essere realizzate in tempi relativamente brevi. "Certo: molto dipenderà dall'atteggiamento degli enti locali, e in primo luogo della Regione. Ma confido che la politica dell'ostruzionismo abbia fatto il suo tempo". Sempre a proposito di infrastrutture, Grillo assicura che una delle priorità del governo sarà la questione dei dragaggi nei porti: "Abbiamo vissuto in prima persona la vergognosa vicenda della Spezia - ricorda il parlamentare Pdl - Visto che in Italia abbiamo così tanti autori che si dedicano agli sprechi della politica, perché nessuno è andato a verificare quanto sono costati ai contribuenti i ritardi e i successivi lavori nel Golfo dei poeti? La storia, per chi la conosce bene, fa rivoltare lo stomaco. Ecco: faremo in modo che sia l'ultima". f. fe. 06/06/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, Bruxellesdice no al prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'europa contro il governo italiano Mercoledì l'avvio dell'indagine: potrà durare fino a diciotto mesi bruxelles. Il prestito ponte di 300 milioni stanziato dal governo italiano per salvare Alitalia dal fallimento non piace alle autorità comunitarie. Di più: la maggioranza di esse è convinta che dietro quel prestito si nasconda, in realtà, un aiuto di Stato. Un sostegno illegale, dunque. Con queste premesse, su proposta del neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani, la Commissione europea il prossimo 11 giugno aprirà un'inchiesta informale per stabilire se la misura sia compatibile o meno con le norme comunitarie in materia. L'esito dell'investigazione richiederà diversi mesi, fino a diciotto. Il governo, dunque, avrà il tempo necessario per trovare una soluzione credibile e un acquirente per la compagnia di bandiera. E, con un'offerta credibile sul tavolo per l'acquisto di Alitalia, hanno spiegato fonti vicine al dossier, il prestito verrebbe visto in tutt'altra luce. Già in una missiva inviata ad aprile al governo Bruxelles aveva sollevato dubbi sulla natura della misura. Perplessità che la risposta arrivata da Roma del 30 maggio scorso non ha affatto dissipato. Anzi: la Commissione continua a giudicare"insufficienti" le spiegazioni fornite dal governo italiano, sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale. L'apertura di un'inchiesta è ritenuta da molti addetti ai lavori una strada obbligata dopo le proteste avanzate dalle compagnie concorrenti (prime tra tutte British Airways e Rayanair) ma anche dall'evidenza che l'intervento pubblico è un aiuto non in linea con quanto previsto dalle norme comunitarie sulla libera concorrenza. Dall'avvio dell'investigazione, l'Italia avrà un mese di tempo per presentare le sue osservazioni. Bruxelles non intende ricorrere ad un'ingiunzione immediata di restituzione del prestito, una scelta ad oggi mai adottata e che, in questo caso, non avrebbe neanche solide basi giuridiche. Al termine dell'indagine potranno aprirsi, così, tre strade. La prima: la Commissione potrebbe decidere che la misura non si configura come un aiuto di Stato. La seconda: si potrebbe arrivare alla conclusione che è aiuto compatibile con le norme Ue, una decisione che talvolta può essere subordinata ad alcune condizioni, in tal caso si parla di "decisione condizionale". La terza: si potrebbe decidere che il provvedimento notificato è incompatibile con il mercato comune e che, pertanto, non può essere messo in atto (decisione negativa); in questo caso, Bruxelles potrebbe chiedere la restituzione del prestito. Se un paese non rispettasse una decisione condizionale o negativa, la Commissione potrebbe adire direttamente la Corte europea di giustizia. Secondo le prime indiscrezioni, l'analisi della risposta del governo mostrerebbe in modo piuttosto evidente che il prestito si configura come un aiuto illegale, incompatibile con le norme Ue. Bruxelles in precedenza aveva sottolineato che la misura poteva essere accettata solo se fatta a condizioni di mercato. Alitalia ha già beneficiato nel 2001 di un aiuto di stato ed, in base alla regola "one time last time", ha ribadito a più riprese la Commissione, non potrà riceverne altri fino al 2011. Sul fronte politico interno, invece, l'Italia dei valori ha ribadito ieri di volersi opporre fermamente al prestito ponte: "Continueremo l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità che è in atto", ha detto Antonio Di Pietro. Sono sempre meno, intanto, i passeggeri che scelgono Alitalia. Ad aprile la compagnia ha trasportato 1,55 milioni di clienti registrando una flessione del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007 mentre il traffico è calato del 27,3%. francesco ferrari francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 06/06/2008.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'affitto diminuirebbe con tasse più giuste Antonio De Iorgi La Spezia Per far scendere il prezzo degli affitti (che sono davvero molto cari) il fisco dovrebbe, a mio parere di locatore, far pagare le tasse solo sul reddito dell'affitto, e non cumularlo con gli altri redditi. Tenendo conto che un proprietario deve pagare il 2% annuale sul reddito locativo, l'Ici, le spese condominiali di ordinaria amministrazione e risparmiare qualcosa per quelle straordinarie. Tante volte ci scappa il tetto, l'ascensore, la caldaia, le scale, i balconi o la facciata, senza contare che a fine locazione la casa necessita di lavori di restauro. Dopo aver pagato tutte queste spese, cosa rimane al proprietario? Molto poco o quasi niente, quindi per avere un minimo reddito è costretto ad aumentare la locazione sul disgraziato finale. Per il bene di tutti, e principalmente per gli inquilini sarebbe bene rivedere il tutto. Il costo del lavoro in Germania e in Italia Federico Ferraro Bologna Si è data spesso colpa all'euro dei guai economici del nostro paese (da parte del centrodestra, Lega soprattutto). A questo proposito ho letto i dati su quanto è aumentato il costo del lavoro nei principali paesi europei, dal momento della introduzione dell'euro ad oggi. Ebbene in Germania è aumentato del 2,9 per cento, in Italia del 23,9. Peggio di noi i soliti Grecia e Portogallo (28 per cento). Nello stesso tempo i salari netti in tasca ai lavoratori italiani sono tra i più bassi d'Europa. Evidentemente l'euro c'entra poco con tutto questo, mentre c'entra molto il prelievo fiscale sulle buste paga e il fatto che la Germania si è aperta più di ogni altro paese europeo al mercato estero, mentre noi tendiamo sempre più a chiuderci nei nostri confini (vedi la vicenda Alitalia che vorremmo risolvere in casa come i famosi panni sporchi). Il cellulare ritrovato da un cittadino "diverso" Maurizio Casa Pollo Milano Domenica mi è successo di smarrire il mio cellulare dalle parti di Viale Monza, probabilmente scendendo dall'auto. Arrivato a casa, dove non mi ero neppure accorto di tale smarrimento, mia moglie riceve sul suo cellulare una telefonata dal mio numero. Una gentilissima agente del Commissariato la informava che un cittadino senegalese aveva trovato il cellulare sulla strada e lo aveva portato al più vicino posto di Pubblica Sicurezza. In un momento della nostra vita sociale, in cui siamo tutti bravi a demonizzare gli altri, soprattutto se diversi da noi, vorrei semplicemente ringraziare questo ignoto concittadino. Quel bambino "rapito" da una sedicenne rom Giulia Morganti Napoli Sul tentativo di rapimento di un bambino da parte di una ragazza sedicenne rom, avvenuto a Ponticelli l'11 maggio scorso, ancora non si conoscono gli esiti delle indagini. Chi ha per conto suo giudicato vero l'episodio ha già esercitato la vendetta bruciando il campo rom di Ponticelli e quelli (quasi tutti) che hanno condannato l'incivile vendetta, a loro volta, hanno spesso detto che, però, il rapimento di un bambino è cosa talmente grave da far comprendere i motivi che hanno portato a compiere quell'atto incivile. Ma ora, dopo un mese, non sarebbe il caso da parte degli inquirenti far sapere se il tentativo di rapimento risulta accertato o no? Le telefonate di Fassino ad indagini concluse Gianni Giovannetti Portavoce dell'on. Fassino Nelle conclusioni delle indagini su Bnl-Unipol i magistrati scrivono "le telefonate di Fassino non solo non impongono, ma neppure suggeriscono alcuna ipotesi di loro utilizzo giudiziario". Considerata la esposizione mediatica a cui è stato esposto per mesi l'onorevole Fassino, ci sarebbe piaciuto leggere anche quelle parole nell'articolo di Repubblica (di ieri) sulla vicenda. Scandalo "farmaci" e vacanze in Sardegna Fabizio Lemme Legale di Di Renzo Segnalo che la notizia relativa alla promessa di una vacanza in Sardegna che il Di Renzo avrebbe fatto al Rossi è destituita da ogni fondamento, in quanto il provvedimento cautelare riferisce tale promessa ad altro indagato ma non al Di Renzo. La procura di Torino ricorda come "Rossi offra il proprio appoggio da interno all'Aifa per seguire e curare gli interessi delle ditte gestite da Di Renzo". In merito alla presunta corruzione attraverso due vacanze, il gip cita i casi di Capo Rizzuto e Carlo Forte (Sardegna), il pagamento sarebbe avvenuto "grazie a Matteo Mantovani ".(e.r.).

Torna all'inizio


Un volo roma-cagliari con tanti disservizi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Un volo Roma-Cagliari con tanti disservizi Vorrei segnalare l'ennesimo disservizio Alitalia e l'ennesima maleducazione dei suoi operatori. Prenoto con le mille miglia volo Roma-Cagliari delle 21.35 il giorno 24 maggio 2008. Ebbene il volo è diventato Meridiana e parte alle 20.10!! Quando mi avvisa Alitalia di questi cambiamenti? Telefono indignata e come unica risposta da una signorina, che rifiuta di dare anche il suo nome, è "mi dispiace ma tanto ormai sono passati nove giorni!!". Giuseppina Mellace.

Torna all'inizio


Caronna: "non ho ancora capito sindaco di bologna o di romilia?" - luciano nigro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Bologna Il leader regionale Pd: hanno trasformato un evento festoso in un progetto con altre finalità Caronna: "Non ho ancora capito sindaco di Bologna o di Romilia?" LUCIANO NIGRO "Non ho ancora capito se pensa di fare il sindaco di Bologna o di Romilia". Alla festa dell'Unità Due Madonne il segretario regionale del Pd Salvatore Caronna parla del ciclone Alfredo Cazzola, il patron rossoblù che dopo aver portato in A la squadra di calcio e dopo essersi tolto più di un sassolino dalle scarpe nei confronti del sindaco Sergio Cofferati assente il giorno della promozione, ora dice di pensare seriamente a candidarsi come primo cittadino e irrompe sulla scena politica. Il dibattito è saltato per il maltempo e anche per l'improvviso forfait del ministro ombra Pierluigi Bersani trattenuto a Roma dall'affaire Alitalia. Caronna, che preferirebbe evitare commenti, vorrebbe approfittarne per dribblare il tema del giorno, la rotta di collisione tra calcio e politica. Ma finisce per cedere al pressing del cronista che chiede se la mossa del patron rossoblù non abbia spiazzato il centrosinistra bolognese. E' più sorpreso o preoccupato, Caronna, dalla comparsa di un nome nuovo sulla scena politica bolognese? "Che Cazzola aspirasse a entrare in politica si sussurra da tempo. Non mi sembra una novità né un grande evento". Al netto della sorpresa, resta la preoccupazione? "La curiosità, semmai. Non sono ancora chiari i progetti, le intenzioni e gli interessi che si intende rappresentare. Non è chiaro, se mi passa la battuta, se si candida a fare il sindaco di Bologna o di Romilia". In ogni caso un candidato insidioso, non crede? "Noi guardiamo tutti con rispetto. Senza supponenza nei confronti di nessuno. Valuteremo i fatti e le scelte. Senza atteggiamenti precostituiti". Non considera un errore quello di Cofferati che non è andato allo stadio il giorno della promozione in serie A? "Mi pare che l'intera faccenda sia stata derubricata dai fatti". Sarebbe a dire? "E' stata presa la palla al balzo per promuovere un'offensiva che non è, da quello che capisco, solo nei confronti di Cofferati, ma anche della Provincia e, credo, della Regione. E' stata colta l'occasione per trasformare un evento festoso di tutta la comunità in un progetto con altri fini". Vuol dire che le critiche erano strumentali? Cofferati non c'era davvero. "Quali siano gli scopi reali lo valuteremo quando saranno chiari gli obiettivi. Un fatto però è certo: si è voluto trasformare una festa del calcio in un'altra cosa". Non le pare esagerato? "La mia è una semplice osservazione: si è discusso e si sta discutendo più del candidato che della serie A. Mi pare sproporzionato. Se uno è interessato alla festa per il ritorno nella massima serie della squadra di calcio della città non spende tre quarti delle proprie interviste in dichiarazioni contro le istituzioni. Questo sì, mi pare un po' eccessivo. Mi fermo qui, però. Semmai ne riparliamo quando le intenzioni del presidente del Bologna saranno più chiare".

Torna all'inizio


"bossi dichiara guerra al sud" - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari "Bossi dichiara guerra al Sud" Vendola all'attacco: il governo vuole la secessione fiscale Boccia: "Tremonti come Arsenio Lupin ha fatto sparire i fondi al Mezzogiorno" PIERO RICCI Parte all'attacco l'esordio di Vendola nella prima a Palazzo Chigi, con il Berlusconi ter. La novità è che al tavolo del premier, a sedere tra i ministri c'è Raffaele Fitto, responsabile per i rapporti con le Regioni. Il governatore pugliese attacca ma il bersaglio, questa volta, non è il suo predecessore ma Bossi, il leader della Lega, il ministro delle Riforme, il fautore della riforma federale. "Il suo - dice Vendola - non è un progetto di federalismo fiscale, ma di secessione fiscale, una vera e propria dichiarazione di guerra contro il Mezzogiorno". "Tutte le regioni - aggiunge prima che il vertice tra governo e Regioni cominci - vogliono un federalismo solidale e vogliono discutere di spesa pubblica, tenendo conto delle competenze concorrenti". Tra i suoi colleghi non la pensa così il veneto Giancarlo Galan: "Parlare di federalismo fiscale solidale è un modo di non farlo". "Al momento - ha detto - non esiste un testo del governo e quindi non si capisce da cosa si debba dissentire: a meno che per federalismo fiscale si intenda "quel che mio è mio e quel che è tuo e mio"". Screzi, battute. Ma il clima è "positivo". Lo dice il ministro Fitto che accoglie la proposta del capo dei governatori, l'emiliano Vasco Errani: "Il patto di legislatura proposto dal presidente Errani e approvato all'unanimità dalle Regioni è una condivisibile base di partenza sia nel merito, sia nel metodo, per quel confronto sereno e costante garantito anche dal Presidente del Consiglio". Vendola si fida ma fino a un certo punto. Poi ci mette del suo: "Sul clima positivo non discuto: è così ma siamo solo all'ouverture. Tutto sarà più difficile quando si entrerà nel merito delle questioni". Tipo sanità e trasporti. "Il governo Berlusconi - aggiunge - cominci a rispettare i patti triennali sulla salute e sul trasporto pubblico locale, sottoscritti dalle Regioni con il governo Prodi". E citando il caso della Regione Lazio, dice che il governatore Piero Marrazzo rischia di "essere cornuto e mazziato" perché ha ereditato una voragine nei conti della sanità dal suo predecessore ed ora rischia di essere penalizzato anche dal governo. Sulla strada del confronto aspro, Vendola ieri s'è ritrovato il parlamentare del Pd, Francesco Boccia che, a difesa del Sud, attacca il ministro dell'Economia Giulio Tremonti: "Altro che Robin Hood è un Arsenio Lupen che ruba i soldi del Sud per finanziare le promesse elettorali come il prestito per Alitalia e la copertura per l'esenzione dell'altra metà dell'Ici". Per il piano di salvataggio della compagnia di bandiera, secondo l'analisi del deputato pugliese, Tremonti "ha saccheggiato il fondo competitività e il fondo per la finanza d'impresa". Così sull'imposta comunale sugli immobili: con erano già esenti gli italiani che pagavano fino a 303 euro per la prima casa. "Coi provvedimenti di queste ore - spiega Boccia - Tremonti estende l'esenzione ai benestanti del Sud e del Nord sottraendo circa 1600 milioni da fondi che il governo Prodi aveva garantito al Mezzogiorno, come il credito d'imposta o per gli investimenti a favore delle fiere di Bari e Foggia, e per i comuni in dissesto che garantivano soprattutto la ripartenza di Taranto".

Torna all'inizio


I "pianisti" tornano in massa e alla camera è bagarre - francesco bei (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I radicali fotografano con i cellulari le infrazioni. "Ci vogliono le impronte digitali" I "pianisti" tornano in massa e alla Camera è bagarre FRANCESCO BEI ROMA - "Ognuno è pregato di votare solo per se stesso". L'indicazione del presidente di turno, Rocco Buttiglione, dovrebbe suonare pleonastica, se non fosse che a Montecitorio - dove si votava ieri il decreto Alitalia - i "pianisti" sono tornati alla grande. Dando vita a gustosi siparietti con i "cecchini" dell'opposizione, che hanno cercato in ogni modo di impallinarli. Fabio Evangelisti, Italia dei Valori: "Presidente, vi è stato sicuramente un fenomeno extraterrestre. Vede dove è seduto l'onorevole Berruti? Il collega ha votato per sé, ma poi è rimasta accesa la luce rossa nella postazione a fianco". Massimo Maria Berruti, di Forza Italia, respinge l'accusa a modo suo: "Ho votato esclusivamente per me. Il collega è un ipocrita, un falso e un bugiardo". Evangelisti risponde per le rime: "Il fatto di essere offeso e apostrofato dall'onorevole - come si chiama? - Berruti per me è motivo di orgoglio". Nicolò Cristaldi, di An, se la prende con i colleghi che indicano a dito i pianisti: "Così si aggrava il clima politico". Ma la tarantella prosegue. E c'è anche chi inserisce nella fessura, al posto della tessera, una carta di credito: "Evitiamo comportamenti goliardici - sospira Buttiglione - che non contribuiscono alla dignità del Parlamento". La situazione tuttavia sfugge di mano. Ugo Lisi: "Presidente guardi di là!". Amedeo Laboccetta: "Lassù". Antonio Di Pietro. "Ma non è possibile!". Giuseppe Marinello: "Guardi giù". Di nuovo Evangelisti: "Guardi da quella parte". Antonello Soro: "Presidente, di là". Sembra di stare a scuola. Ugo Lisi, del Pdl: "Presidente, ci fanno le foto! è vietato fare le foto". Ecco, la questione delle fotografie in Aula a un certo punto esplode con virulenza. Il fatto è che radicali e dipietristi, per stanare i "pianisti", cominciano ad immortalarli con i cellulari, cosa che sarebbe vietata dal bon ton parlamentare. E la maggioranza, infatti, insorge. La radicale Bernardini si autodenuncia per le foto, chiede un incontro al presidente Fini, e suggerisce, tra le proteste del Pdl, un nuovo sistema di voto "con un dispositivo con le impronte digitali". Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl, perde la pazienza: "Basta fare gli spioni a votazione aperta. Smettetela di fare i "Pierini" in Aula". Le fotografie però ci sono davvero e Antonio Di Pietro promette una gogna mediatica. "Pubblicheremo le foto nel nostro blog - annuncia - così gli italiani potranno vedere chi sono i truffatori". Elio Vito, ministro dei rapporti con il Parlamento, è costretto ad intervenire. "Le votazioni - assicura - sono state regolari. Se anche ci fossero stati dei deprecabili fenomeni di questo genere (i pianisti, ndr) non ci sono dubbi sul fatto che la maggioranza c'era".

Torna all'inizio


Una newco alitalia-airone con colaninno presidente - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Una newco Alitalia-AirOne con Colaninno presidente Intesa studia il piano e prepara 500 milioni. Prenotazioni -26% Confermata l'apertura della procedura della Commissione Ue sul prestito ponte LUCIO CILLIS ROMA - Una nuova compagnia, con un miliardo di liquidità in tasca, che grazie alla fusione Alitalia-Air One e la spinta di Intesa Sanpaolo, pronta a versare tra i 300 e i 500 milioni, possa ripartire e andare a nozze con un gruppo aereo internazionale. Questo lo scenario che comincia a delinearsi per il salvataggio del vettore sullo sfondo di un violento scontro politico, che getta nel caos la Camera, e riapre le ferite tra la maggioranza e l'opposizione, spostando a martedì il voto finale sul decreto per il prestito ponte. Il primo passo verso la Newco, è stato fatto ieri, quando alcuni manager di prima linea di Intesa Sanpaolo, neo advisor della privatizzazione, hanno fatto il loro ingresso in via della Magliana per cominciare l'analisi dei conti. L'urgenza nell'affrontare il nodo Alitalia viene dalla conferma che il prestito ponte è entrato nel mirino di Bruxelles (mercoledì partirà la procedura d'infrazione) e dai dati di Aea relativi ai passeggeri: nel primo quadrimestre del 2008 la compagnia di bandiera ha subìto un crollo di passeggeri del 26%, un dato pesantissimo dovuto al calo di fiducia nella tenuta del vettore. Un secondo passaggio potrebbe già oggi gettare le basi del lavoro che l'istituto bancario cercherà di portare a compimento: l'ad Corrado Passera illustrerà ai consiglieri della banca le ipotesi sul tappeto per Alitalia, anche se ovviamente, come ha detto lui stesso, non se ne discuterà formalmente perché non c'è ancora nulla di definito. Ma si accarezza l'idea di creare una Newco in cui venga conferita Air One e che acquisisca il pacchetto di Alitalia. A questa nuova società, si affiancherebbe un partner industriale internazionale con tempi ancora da vagliare: entro un anno secondo l'ipotesi cara a Passera, oppure subito secondo la soluzione preferita da altri consiglieri della banca. Il miliardo necessario potrebbe essere raggiunto con un impegno diretto per 300-500 milioni di Intesa Sanpaolo (ipotesi non gradita a tutti i consiglieri del gruppo). Il resto verrebbe dalla partecipazione alla Newco di alcune banche, soprattutto estere, per circa 50 milioni a testa (indiscrezioni parlano di Jp Morgan, Morgan Stanley e Mediobanca) e di alcuni imprenditori italiani, tra i quali Roberto Colaninno, il gruppo Ligresti, forse i Benetton e altri imprenditori. Importante sarà, in particolare, il ruolo di Colaninno che per prendere parte all'operazione avrebbe posto la condizione di diventare presidente. La sua partecipazione potrebbe avvenire in due modi: con l'ingresso in Air One tramite aumento di capitale riservato per una cifra di 100-150 milioni e con il ruolo di presidente che verrebbe confermato nella Newco una volta che la compagnia ideata da Carlo Toto le venisse conferita. Altra ipotesi, l'ingresso diretto nel nuovo gruppo con un apporto di capitale simile ma sempre con la carica di presidente. Colaninno dovrebbe poi trovare, d'accordo con Passera e gli altri azionisti della Newco, l'ad della nuova società, il vero capo azienda, un manager di lungo corso nel settore aereo, non importa se italiano o straniero. In questo contesto, molto dipenderà da Toto. Il quale preferirebbe che prima venisse costituita la Newco, in modo da far entrare lì Colaninno e poi conferire a sua volta Air One, spuntando più azioni della nuova società.

Torna all'inizio


Loft 4 correnti solo tra i cattolici (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Loft 4 correnti solo tra i cattolici E in Italia scenari di balcanizzazione "Utilissima iniziativa", ha detto Walter Veltroni del convegno degli ex popolari di Quarta fase sull'analisi del voto, prima di annunciare che avrebbe saltato l'appuntamento per non disertare l'aula della Camera (ma gli organizzatori Fioroni e Franceschini non sono anch'essi deputati?). Del resto, Veltroni non era andato l'altroieri nemmeno al convegno dei cristiano-sociali del Pd. Né aveva senso la sua partecipazione all'hotel Bristol, dove sempre due giorni fa si sono riuniti a conclave i cattolici di area rutelliana guidati da Donato Mosella e Luigi Bobba. E non è prevista la sua partecipazione al convegno di oggi dei bindiani (ci sono, ci sono). In due giorni, quattro diverse iniziative dei cattolici democrat per fare il punto sul dopo-voto. E se l'area cattolica - che non non è nemmeno la maggioranza del Pd - procede divisa per quattro, figuriamoci il resto del partito: dalemiani, fassiniani (con neo-fondazione al seguito), i liberal ex Ds e i liberal di Bianco e Bassanini (rinviato alla prossima settimana il loro vertice, cui Veltroni ha garantito presenza), gli ex coraggiosi rutelliani, gli ex prodiani, la sinistra di Vita e Gentili e quella di Nerozzi e Crucianelli (che ieri però hanno avviato l'unificazione), senza contare che gli ex Ppi andrebbero a loro volta divisi in osservatori del rito Franceschini e del rito Fioroni. Più che governarlo, Veltroni galleggia su questo caleidoscopio in cui non è nemmeno facile distinguere tra correnti, sottocorrenti, aree culturali e fondazioni e dove l'unica certezza è che ciascuno discute nel proprio pianerottolo, senza preoccuparsi di cosa accade agli altri piani. Come dimostra anche l'agenda dei prossimi mesi: a settembre popolari e cristiano-sociali terranno due seminari di cultura politica a distanza di pochi giorni, e per giunta nello stesso posto, Assisi. Nel frattempo, tutte le fazioni affilano le armi per quando finirà la tregua sancita dall'ultimo coordinamento, cioè in vista del congresso e della tornata elettorale 2009. "Una situazione insostenibile, non è possibile che non si trovi il modo di trovare una sede generale di discussione", ammette il senatore veltroniano Stefano Ceccanti. In questa fase, però, Veltroni è preoccupato soprattutto di preparare al meglio la battaglia interna e quindi di raccogliere sotto la sua tenda il maggior numero di reggimenti possibile, e pazienza se ciascuno ha già il suo generale o scopi diversi da quelli decisi al Loft. Del resto, la linea originale è già stata "sporcata" su più fronti (alleanze, tessere) e il ruolo dei veltroniani negli organismi dirigenti pesantemente intaccato: commissariato Goffredo Bettini, ridimensionata la coppia Morando-Tonini, azzerato l'esecutivo dei giovani, mentre l'organizzazione è passata dalle mani dell'ex Ds Andrea Orlando a quelle di Fioroni. L'unico strumento agibile in mano a Veltroni è rimasto il governo ombra, sulle cui mosse poggia buona parte della comunicazione del Pd. Il che non significa che lo shadow cabinet risponda a comando. La riunione di ieri centrata sulle riforme, per esempio, ha bocciato la linea caldeggiata dallo zoccolo duro veltroniano, ovvero anticipare una proposta sul federalismo fiscale. Sulle riforme il Pd giocherà di rimessa e intanto ha fissato paletti che chiudono la via a ogni convergenza col centrodestra sul "modello lombardo", sul quale Roberto Formigoni assicurava nei giorni scorsi di aver ricevuto il via libera da Veltroni. "Confermiamo la nostra disponibilità al confronto - ha detto invece ieri il segretario democratico - ma prima il governo tutto, non solo la Lega, deve chiarire qual è la sua posizione sul federalismo, perché se è in realtà un secessionismo mascherato noi non ci stiamo". Veltroni ha attaccato su Alitalia e sul reato di immigrazione ("In poche settimane il governo è già in confusione"). E la "nuova stagione" di dialogo appare ancora sospesa: sui dossier principali non si vede soluzione bipartisan, sulle riforme, per ora, solo dichiarazioni d'intenti. Non fosse per la Rai, dove molto si è mosso dopo l'incontro di ieri con Gianni Letta, di questi tempi a Veltroni non resterebbe che saltare da un convegno di corrente all'altro. 06/06/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, Di Pietro: darò battaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno Alitalia, Di Pietro: darò battaglia Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno --> ROMA Dieci ore di ostruzionismo e la promessa di proseguire a oltranza la prossima di settimana: l'Italia dei Valori non molla la battaglia parlamentare contro il super-decreto Alitalia che è all'esame dell'Aula di Montecitorio. Il via libera finale previsto per martedì è quindi probabile che slitti, almeno di ventiquattro ore. In Aula è un'altalena, si passa da momenti di calma estrema a picchi di tensione, con tanto di insulti e accuse reciproci. Ed è quasi bagarre quando scoppia il caso "pianisti" (i deputati che votano per due, al posto dei colleghi assenti). DIVISI Le opposizioni si presentano però divise alla prima prova parlamentare. Determinati a mettere i bastoni fra le ruote al governo Antonio Di Pietro e i suoi uomini, decisamente meno barricadero il Pd. I Democratici criticano nel merito il provvedimento, ma continuano a evitare l'ostruzionismo: "Non esiste - dice il capogruppo alla Camera Antonello Soro - un strategia di ristrutturazione e di rilancio di Alitalia, ma solo un vergognoso spreco di denaro pubblico, una pericolosa fuga dalle responsabilità, un clamoroso tradimento degli impegni preelettorali". DI PIETRO Diversi i toni di Di Pietro: "Continueremo l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità, quella di merito, perché le norme europee impediscono gli aiuti di Stato, e quella di metodo, perché ci sono dei truffatori che usano la scheda due volte". L'ex pm se la prende con i deputati del Pdl, convinto che in molti abbiano fatto i pianisti votando al posto dei colleghi e garantendo la maggioranza. Ipotesi che viene respinta al mittente: la maggioranza ha garantito le presenze, è la replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, e non vi sono dubbi sulla regolarità delle votazioni. L'INCHIESTA UE Da Bruxelles rimbalzano intanto le notizie sulla decisione dell'Unione europea di avviare un'inchiesta formale e approfondita sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia, inizialmente sotto forma di prestito-ponte, e poi trasferiti al patrimonio netto della società. Il governo insiste sulla propria linea difensiva e si dice convinto, con il ministro Vito, che la scelta di dare vita a un provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'Esecutivo - e rendere la valutazione delle istituzioni comunitarie più favorevole nei confronti del nostro Paese. Sarà la Borsa a sancire il ritorno alla vita della nostra compagnia di bandiera?.

Torna all'inizio


Vertenza già nazionale Martedì sarà sciopero (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Regionale Pagina 106 Le reazioni Interrogazioni di Nizzi e Murgia Vertenza già nazionale Martedì sarà sciopero Le reazioni. Interrogazioni di Nizzi e Murgia --> OLBIA La vertenza Meridiana non è solo del territorio gallurese, ma è regionale e nazionale. Nell'incontro promosso ieri a Olbia da Gigi Carbini, pilota Meridiana e consigliere comunale, il concetto è stato ribadito a più riprese. Tanto che i sindacati hanno anche ipotizzato di legare la questione Meridiana a quella Alitalia. Va bene dunque l'interesse del fondo americano Tpg o di Air France, con cui Meridiana ha avuto contatti di recente, ma meglio sarebbe se si ipotizzasse un'alleanza a tre con Air One e Alitalia, formando un gruppo che controlla l'80% del mercato italiano, così come succede in molti altri Paesi. La proposta di Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil, è stata apprezzata, anche se, ha spiegato il sindacalista, "non c'è tempo da perdere, perché è questo il momento giusto per un'operazione di tale portata". In ogni caso, fino a quando non sarà trovata una soluzione, sarà battaglia. Lo sciopero di 24 ore del 10 giugno coinvolgerà tutti i dipendenti della compagnia, ma sarà solo l'inizio. "E abbiamo bisogno del sostegno di tutti, anche degli enti locali", ha sollecitato Miriam Cocco della Cisl. PARLAMENTO Il sostegno delle istituzioni, è stato ribadito ieri nella sala Giunta del municipio di Olbia, non mancherà. E la vertenza Meridiana è già diventata nazionale. "In questo momento, Settimo Nizzi sta parlando di Meridiana in Parlamento", ha annunciato Carbini, "mentre Bruno Murgia ha annunciato un'interrogazione parlamentare", nella quale chiederà lumi ai ministri del Lavoro e dei Trasporti. La mobilitazione di Regione e presidenza del Consiglio verrà chiesta anche dal Comune, perché la "compagnia ormai è agonizzante e la società continua a tentare la strada del basso profilo, come mi è stato spiegato mercoledì in un incontro con i vertici della compagnia", ha ricordato ancora Carbini, annunciando di aver preteso che entro il 19 giugno venga fuori il piano industriale. Subito dopo, ha concluso il sindaco Gianni Giovannelli, "ci rivedremo per decidere che fare e non daremo il via libera a un progetto che non sia comune e condiviso". ( g. d. ).

Torna all'inizio


Veltroni: dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GOVERNO OMBRA Veltroni: dall'Alitalia all'Ici Berlusconi fa solo danni Miserendino e Matteucci a pagina 7.

Torna all'inizio


Ieri reality e varietà oggi Papa-premier show (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ieri reality e varietà oggi Papa-premier show Un telegiornale, Studio Aperto, che somiglia sempre più a quelle trasmissioni "reality" di Maria De Filippi, che non capisci se i "casi" sono veri o interpretati da attori presi dalla strada. Un altro tg, quello di Emilio Fede, che è uno spettacolo di varietà recitato su misura per Berlusconi, che non sbaglia mai e che ha sempre ragione. Bè, se uno sopravvive, finalmente arriva al Tg3 e riesce a sapere come vanno le cose: inflazione in salita, eurodirettiva "della vergogna" per l'immigrazione clandestina, Alitalia al collasso e prestito-ponte sotto il tiro di Bruxelles perché "aiuto di Stato", attacco della Lega a Napolitano perché ha detto ciò che sanno tutti e che "Gomorra" ha raccontato: la camorra ha lavorato per smaltire i rifiuti tossici degli industriali del Nord. Certo, potrebbe andare meglio, ma le cose stanno così. Per oggi, mettiamoci l'anima in pace. Berlusconi, in ginocchio, va a trovare papa Ratzinger. Già sentiamo il suono di trombe, pifferi e tamburi con cui i telegiornali (il Tg1 ci ha aperto già ieri sera con una memorabile intervista di Susanna Petruni al Cavaliere) scandiranno la marcia del premier oltretevere.Paolo Ojetti.

Torna all'inizio


Scontro aperto alla Camera sul decreto Alitalia Il governo si salva a stento, ostruzionismo di Di Pietro. Il voto finale rinviato a martedì (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Scontro aperto alla Camera sul decreto Alitalia Il governo si salva a stento, ostruzionismo di Di Pietro. Il voto finale rinviato a martedì di Roberto Rossi/ Roma DECRETO Tra ostruzionismo, pianisti e numero legale, tra urla, insulti e minacce, ieri alla Camera è andata in onda una normale giornata di follia. Il tema? Alitalia. E l'approvazione del super decreto legge voluto dal governo. Nel quale sono inserite norme che riguardano non solo il prestito ponte da 300 milioni ma anche il processo di privatizzazione della compagnia di bandiera che dovrebbe andare in mano, in deroga alle legge vigenti, a Intesa Sanpaolo. L'esame del dl, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, "riprenderà alla Camera martedì alle 12". Il governo per ora ha escluso il ricorso alla fiducia ma se anche la prossima settimana dovesse continuare l'ostruzionismo allora le cose potrebbero cambiare. Ieri la maggioranza ha evitato il peggio. In mattinata l'opposizione ha tentato di far mancare il numero legale nella votazione di un emendamento dell'Italia dei Valori al decreto Alitalia. L'emendamento è stato bocciato, e il numero legale è stato raggiunto per solo nove deputati nonostante i membri dell'opposizione siano rimasti fuori dell'Aula. Non senza qualche polemica visto che la votazione è andata a buon fine grazie ai "pianisti", e cioè quei parlamentari che votano anche per il collega assente. Al centro dello scontro proprio il prestito ponte. Che con il decreto sarebbe girato a patrimonio. "Questo - ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini - non è più un prestito per Alitalia ma un regalo di 300 milioni che i cittadini dovrebbero fare alla compagnia. E non credo sarebbero contenti". "Il prestito in questione - ha tuonato Antonio di Pietro dell'Idv - non lo rimborsa più chi deve acquistare Alitalia, ma va a capitale sociale, cioè lo rimborsano i cittadini con le tasse" cioè lo Stato". Intrappolata tra le finte promesse elettorali di Silvio Berlusconi e la mancata alleanza con Air France il gruppo Alitalia sta cedendo quote di mercato. Il traffico dei passeggeri è, ad esempio, in caduta libera. Lo scorso aprile, secondo le statistiche della Aea, l'associazione delle aviolinee europe, Alitalia ha trasportato un milione e mezzo di persone con una riduzione, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%. Nel primo quadrimestre del 2008 l'Alitalia ha fatto viaggiare 6.579.800 passeggeri con una riduzione del 13,4% rispetto al primo quadrimestre del 2007. Ancora più pesanti le perdite in termini di ricavi passeggeri-chilometri: ad aprile di quest'anno la riduzione del traffico ha toccato il 27,3% mentre, per il primo quadrimestre, la perdita è stata del 14,3%. E la notizia del calo di passeggeri è giunta nel giorno in cui la Commissione europea ha confermato che l'11 giugno aprirà un'inchiesta contro l'Italia proprio sul prestito ponte. La Commissione dovrà valutare se considerarlo un aiuto di Stato oppure no. Comunque per l'indagine occorreranno mesi. E sul caos che regna attorno alla compagnia aerea ieri il leader del Pd ha attaccato a testa bassa. "Dopo un mese e mezzo di lavoro di questo governo - ha detto Walter Veltroni - purtroppo c'è una grandissima confusione. Noi sentiamo che la confusione, l'improvvisazione con la quale il governo agisce su una materia così delicata è una cosa su cui riflettere. Sono tre mesi - ha proseguito Veltroni - da quando Berlusconi pronunciò il "no" alla vendita ad Air France, una vendita che era arrivata sul punto di una conclusione positiva. Si è detto "no" in nome di una cordata italiana che in tre mesi non si è appalesata e per la quale si sono dati incarichi a persone di fare esplorazioni senza successo; ora si è dato incarico ad una banca che sembrava essere interessata all'acquisto, mettendola tra l'atro in una condizione discutibile. Scorre il tempo e il destino di migliaia di lavoratori è in discussione".

Torna all'inizio


Immigrati, nel 1944 eravamo noi a tremare Gentile Direttore, nel 1944 una madre con in bra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Immigrati, nel 1944 eravamo noi a tremare Gentile Direttore, nel 1944 una madre con in braccio un bimbo di pochi mesi viaggiava ogni giorno tra Milano e Rovellasca: era sfollata per il timore dei bombardamenti, ma ogni giorno tornava a lavorare a Milano. Spesso sul treno, le vecchie "Nord", salivano soldati e ufficiali tedeschi che ispezionavano i vagoni. La madre tremava ogni volta, ma i soldati e gli ufficiali tedeschi la salutavano con rispetto e spesso facevano alzare qualcuno per farla sedere: il bimbo era biondo e con gli occhi celesti, un perfetto esempio di pura razza ariana. Ironia della storia: il padre era un ebreo fuggito pochi mesi prima in Svizzera! Ho sentito questa storia per tanti anni in occasione dei compleanni di famiglia: la giovane donna era mia madre, il bimbo mio fratello e il padre, rifugiato in Svizzera nel 1943, era rientrato sano e salvo alla fine della guerra con gran parte dei suoi famigliari. Per entrare in Svizzera clandestinamente pagarono dei contrabbandieri: l'immigrazione clandestina dovrebbe diventare un reato penale in Italia? Non lo era neanche nella civilissima Svizzera del 1943! Se oggi dovessi assistere a un raid o a una ispezione su un mezzo pubblico, come quelli di cui abbiamo letto essersi svolti in questi giorni a Milano, non so come reagirei. Di fronte ai miei occhi si materializzarebbe il racconto della mia infanzia. Gli ebrei di allora sono gli immigrati di oggi, i nazisti di allora sono i nostri vigili e poliziotti, non so quanto consapevoli di interpretare un ruolo che certamente non apprezzano. E non so quanto consapevoli di come ingannevole, velleitario e crudele sia quel che stanno facendo. Chi sa quanti finti italiani sfuggono loro, perchè la loro pelle è di una tinta che non distinguono, chissà quanti onesti e infelici incappano nelle loro maglie e perdono ogni speranza. Chissà quanti di questi disperati provano la stessa paura che provava mia madre, per sé e per il suo bimbo. Grazie se vorrà pubblicare questa riflessione Daniele Marini Alitalia e clandestini Berlusconi ci ripensa... Cara Unità, lo Statista di Milanello firma la legge sul reato di clandestinità e poi fa finta di pentirsene e dice che lui non è d'accordo. Prima accusava Prodi di voler svendere l'Alitalia ad Air France e ora afferma che la compagnia aerea francese sarebbe il partner ideale per Alitalia. Prima dice che vuole privatizzare tutto e poi parla di nazionalizzare l'Alitalia. I rapporti tra Lega e Pdl sono estremamente tesi e di fatto i due partiti non sono d'accordo su niente. Quanto durerà questo governo? Giuseppe Valendino, Canonica di Triuggio (Mi) Clandestinità, un oltraggio ai diritti dell'uomo Cara Unità, dopo una campagna elettorale condotta aizzando ad arte gli istinti xenofobi della maggior parte dei nostri concittadini di destra, ora il cavaliere si trova a fare i conti con la dura realtà del governare. È del tutto evidente che l'introduzione del reato di immigrazione clandestina è un oltraggio ai principi di ragionevolezza e proporzionalità che dovrebbero orientare l'azione del legislatore, oltre a costituire un attacco ingiustificabile ai diritti fondamentali della persona. Oltre a ciò, l'introduzione di questa nuova fattispecie nel codice penale non farebbe altro che ingolfare la macchina della giustizia ed affollare le carceri. Resosi conto di ciò , ora il cavaliere cerca di ricacciare nel pentolone le forze che i suoi apprendisti stregoni , e lui stesso , hanno liberato in mesi e mesi di propaganda elettorale. Bene faranno quindi l'Italia dei Valori ed il Pd ad incalzare la maggioranza su temi fondamentali del vivere civile ed a vigilare attentamente affinchè la nostra Costituzione non venga lentamnte stravolta dagli esponenti del governo Berlusconi. P.S. : il ministro Larussa propone una naia-breve per educare i giovani ai valori della gerarchia e all'amor di patria; a quando l'obbligo di indossare la camicia nera, signor ministro ? Cordiali saluti Giulio Pica Ferrovie, mancano le motrici Cara Unità, vorrei segnalare una preoccupante inefficienza che ha preso piede alla stazione di Milano Centrale: la carenza di motrici che fanno ritardare la partenza dei treni. Èccesso l'ultima volta venerdì, 30 maggio. Il treno IC Milano Ventimiglia delle ore 17 è partito con un'ora e mezza di ritardo, si è fermato dopo pochi chilometri per farsi poi spingere fino alla stazione di Mi Rogoredo. Lì abbiamo preso il treno delle 20,36 per Ventimiglia. A Genova sono saliti coloro che erano partiti con treni regionali nel vano tentativo di fare prima. Risultato: per non avere una motrice di ricambio, abbiamo subito quattro ore di ritardo. Mi auguro che per il mondo del lavoro il ministro Brunetta, funzione pubblica, trovi il tempo di rapportarsi con gli altri colleghi ministri per dare dignità al lavoro e non solo regole, che disguidi come quello che ho detto, mandano a monte. Dignità vuol dire poter lavorare con la possibilità di prendere delle decisioni efficaci nei casi critici. Tutti noi sappiamo che tutto questo è sempre più difficile, compresi quei poveri ferrovieri di venerdì sera che ringrazio per la loro disponibilità. Distinti saluti Anna Marenco. Cairo Montenotte (Sv) Quella riunione solo per recuperare tempo Egregio Direttore, ho letto il fondo sul quotidiano da lei diretto il 3 giugno nella rubrica "Ora d'Aria" a firma di Marco Travaglio. Non entro nel merito delle valutazioni dell'estensore, che rispetto in linea di principio ma sulle quali non mi sento di essere d'accordo. Non c'era alcuna intenzione, infatti, di infliggere la "dimora obbligatoria" ai miei colleghi di commissione. So bene quale sia la mia condizione attuale di indagato e gli obblighi che ne derivano. Ho piena, incondizionata fiducia nell'operato della Magistratura e ne rispetto le decisioni. Sarà il tempo a stabilire da che parte stia la verità. Quando ho deciso di verificare la possibilità tecnica di convocare la commissione presso il mio Comune di residenza, ero mosso dall'unico intento di contribuire al fattivo lavoro fin qui svolto. La condizione in cui mi trovo mi impedisce di uscire "dai confini daziari" della mia città ma in alcun modo compromette la completezza dei miei diritti di Consigliere Regionale e di Presidente della I Commissione Consiliare; infatti non sono destinatario di un provvedimento di interdizione dai miei uffici. Per questo ho ritenuto di "aggirare l'ostacolo" proponendo di tenere una seduta presso la Casa Comunale di Casal di Principe ritenendo di recuperare tempo e contribuire all'economia generale dei lavori da tenersi successivamente in consiglio regionale. Non prevedevo di sollevare un polverone; ne sono profondamente rammaricato e, di conseguenza, non ho esitato a ritirare la mia proposta. Colgo l'occasione per inviare a lei ed al dr. Travaglio i miei più cordiali saluti. Nicola Ferraro, Presidente I Commissione Consiliare Permanente Casal di Principe.

Torna all'inizio


Geronzi: il caro-petrolio? Tremonti fa bene a intervenire (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il banchiere L'intervento all'Osservatorio permanente giovani-editori: "Io e Bazoli? Non siamo duellanti, rapporti rinsaldati" Geronzi: il caro-petrolio? Tremonti fa bene a intervenire Il presidente di Mediobanca ammette: le banche sono state distratte nel rapporto con i clienti DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - Elogia Giulio Tremonti, concorda con Mario Draghi, rassicura Giovanni Bazoli, sprona Franco Bernabé, scherza su "Belzebù" Giulio Andreotti, bacchetta le banche e i manager superpagati, colpisce i petrolieri e parla di finanza, politica, stock option e consumatori, giovani e veline, e anche delle sue vicende giudiziarie. Per essere un banchiere riservato mercoledì sera Cesare Geronzi, presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, ha sorpreso. Quando sale sul palco sembra spaesato: di fronte a lui ci sono 250 liceali dell'Osservatorio giovani- editori. Non è la sua prima volta, ma l'ultimo incontro con i ragazzi risale a tre anni fa. Prende comunque in fretta le misure e parla per un'ora e mezza. Forse è la sua intervista più lunga, senz'altro è particolarmente "piena": Giulio Anselmi, direttore de La Stampa, non tralascia nulla, tocca gli argomenti più importanti e anche quelli più delicati. E i giovani gli vengono dietro, senza timori e con tanta curiosità. Il colloquio spazia così dai subprime al caro-petrolio. è uno studente a chiedere: possibile che il barile aumenti sempre anche se l'euro è forte sul dollaro? Sembra una domanda ingenua. Ma Geronzi non la considera tale. Anzi: "Io la penso come lei e, per fortuna, la pensa così anche il ministro Tremonti". Il quale "certamente, alcune discrasie vorrà eliminarle. E secondo me fa bene a farlo". Il riferimento è alla Robin Hood tax sugli extra profitti dei petrolieri proposta dal ministro dell'Economia e al "tavolo" sulla benzina con produttori, consumatori e sindacati aperto dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola. Per l'avvio dell'intervista Anselmi sceglie invece un argomento più vicino al curriculum del banchiere: la crisi finanziaria. Geronzi si rifà alle "Considerazioni finali" di Draghi. Governatore troppo ottimista? "No. è stato, come si conviene, molto prudente". Secondo il presidente di Mediobanca "non è finita, ci saranno ripercussioni per tutto l'anno. Però oggi siamo tutti più vigili e il sistema bancario italiano ha tenuto botta: negli ultimi 10 anni è il migliore, si è riorganizzato e ristrutturato ". Geronzi sa però che gli istituti di credito sono ai minimi di popolarità. E ammette: "Dobbiamo prenderci la colpa di essere stati distratti nel rapporto fra banca e cliente. Il sistema non ha meditato sui danni reputazionali che derivano dal malessere del consumatore". Concorda con Draghi sulla sostituzione della commissione di massimo scoperto. E spende un altro dei diversi elogi al governo: l'accordo con Abi sui mutui "è positivo. Non è un ripagamento immediato a ciò che la demagogia chiama maltolto. Ma tutti hanno qualcosa in più da spendere". Tra l'altro, annota, sbaglia chi pensa a Draghi e Tremonti "separati ": "Sono due persone che lavorano bene. Perché non possono farlo bene insieme?" I banchieri saranno distratti. Ma, "provoca" l'intervistatore, strapagati. Nella domanda c'è un capitoletto rivolto a Geronzi, che dopo la fusione della "sua" Capitalia con Unicredit ha ricevuto 20 milioni extra. Lui risponde così: "Concordo con le critiche alle alte remunerazioni della classe dirigente. Io mi ritengo esente: non ho mai voluto appartenere alla categoria dei destinatari di stock option perché almeno una persona deve avere indipendenza di giudizio e di tornaconto al momento di prendere una decisione. La mia remunerazione è più bassa di quella dei miei colleghi. L'anno scorso ho ricevuto un riconoscimento alla carriera per 25 anni di lavoro". Potrebbe fermarsi qui, ma vuole dare una stoccata in più ai banchieri che "evocano la teoria della creazione di valore. E' sbagliato questo credo assoluto, si pensa che il manager vale tanto più è pagato. Ci si dimentica che le aziende hanno il dovere di creare valore ma anche di pensare alla società che le tiene in vita". Gli stakeholder magari sono poco attraenti. Ma è così anche per la politica? Geronzi è la persona giusta sul tema: sono noti i rapporti stretti e trasversali con questo mondo. Lui è il Belzebù che lega finanza e potere? Sorride: "Non mi raffiguro così. Il riferimento è ad Andreotti. Io sono una cosa piccina. Non ho fatto banca e politica nello stesso tempo. Sapesse Roma com'è attraversata da tanti banchieri di peso e come sono ascoltati nei corridoi dove si fa la politica...". Geronzi dice che la politica l'ha certo "incontrata ". Parla delle riforme che hanno "disboscato la foresta pietrificata" del credito: la legge Amato-Ciampi, le trasformazioni statutarie degli istituti di diritto pubblico volute da Beniamino Andreatta. E racconta della "piccola Cassa di risparmio di Roma", che ha diretto dall'83 e "ha avviato le privatizzazioni ". Poi le acquisizioni e aggregazioni che hanno costruito Banca di Roma e Capitalia. Compresa quella della bresciana Bipop: "Pensa che in un contesto ricco e distaccato dalla politica non abbiamo dovuto negoziare con la politica?". Non sarà Belzebù, ma il presidente di Mediobanca è uno dei banchieri più potenti d'Italia. Lui e Bazoli, presidente di Intesa-Sanpaolo, sono i "Duellanti" del credito? "Niente di più inverosimile. Il rapporto dura da anni. Ci sono state valutazioni diverse ma hanno sempre prevalso il buonsenso e la saggezza di chi ha il dovere di essere saggio". Sì, c'è stato un "disappunto " di Bazoli. Quando "riteneva che Unicredit unito con Capitalia avesse uno strapotere su Mediobanca, Generali e Rcs. Il dialogo è stato sereno. Ma i fatti hanno contato di più: hanno portato a verificare l'assoluta indipendenza mia e la non volontà dell'amministratore delegato di Unicredit di attuare prevaricazioni. Ciò ha rinsaldato ancor più il rapporto e, piaccia o non piaccia, dato stabilità e solidità al sistema". Oggi Mediobanca e Intesa-Sanpaolo giocano le partite centrali. Come Telecom. Geronzi dice: "Io penso positivo. Certo, la situazione è complessa. Ci sono state situazioni anomale non incidentali che hanno creato problemi senza riferimento con l'economia aziendale". Spende un tributo a Marco Tronchetti Provera: "Lo apprezzo molto come manager e uomo. Dopo la sua uscita c'è stata molta confusione e la confusione non aiuta a capire i problemi. Oggi la questione non è fare investimenti, la struttura finanziaria non lo consente. è il momento del riordino organizzativo e dei costi. E nessuno meglio di Bernabé può farlo. C'è stato un primo segnale, forse piccole cose, ma immaginare l'uscita di 5 mila persone da una struttura come Telecom in un paese come il nostro è molto importante". O come Alitalia: "Tremonti ha il diritto di individuare una scelta. Mediobanca finora non se n'è interessata ma poi, in un contesto ben definito, noi facciamo parte del sistema. E il sistema paese deve reggere ". La parola sta per passare agli studenti. Ma se l'avvio dell'intervista è stato soft, il finale è "hard": le vicende giudiziarie, legate ai casi Cirio, Parmalat e Italcase. Geronzi dice che "se vivessimo in un paese nel quale le responsabilità si accompagnano alle funzioni e alle deleghe utilizzate, le mie vicende giudiziarie non esisterebbero. In nessuno dei casi si può provare che io abbia non solo fatto ma concorso a fare alcunché. Se la mia persona è necessitata come presenza per dare risalto a fatti che di per sé hanno già risalto, ci sarà "un giudice a Berlino" che riconoscerà anche questo". E conclude, dopo aver ricordato alcuni episodi contestati dai magistrati relativi alla sua presidenza in Banca di Roma: "Ognuno deve portare la sua croce, e se mi è stata destinata questa la tengo ben stretta. Altre sono le croci che fanno male. Nessuno troverà mai un pezzo di carta che potrà avvalorare ipotesi e disegni. Che sono ipotesi e disegni anche se a volte fanno male". I ragazzi sono forse un po' storditi: i temi sono difficili. Ma fanno domande sul loro futuro, chiedono suggerimenti, rimproverano la politica disattenta: si sentono "mortificati" e "discriminati " come ha detto Draghi. Geronzi invita l'"Osservatorio" di Andrea Ceccherini a occuparsi anche dei giovani che lì non ci sono, che hanno meno opportunità, spesso inseguono il successo facile, si fanno "scorticare " per un posto da "velina". E in sintonia con il presidente di Rcs Piergaetano Marchetti si rivolge alla platea e dice: "Battete i piedi quando è necessario, approfondite ciò che accade intorno a voi, siate curiosi. E riflettete su cosa potete fare di più per il vostro futuro e la società". Cesare Geronzi Sergio Bocconi.

Torna all'inizio


300 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria: BREVI 300 milioni L'importo del prestito ponte concesso ad Alitalia: per l'Unione Europea sarebbe un aiuto illegale di Stato.

Torna all'inizio


<Prestito Alitalia, aiuto di Stato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE Il decreto Traffico in calo del 25,9%, passeggeri scesi del 13%. Guzzetti: le fondazioni? Prima il piano "Prestito Alitalia, aiuto di Stato" La Ue avvia la procedura d'infrazione. Battaglia alla Camera, voto rinviato Trenta giorni all'Italia per evitare le sanzioni e quattro mesi per individuare i partner della compagnia DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Per il governo italiano, quello in carica e quello che l'ha preceduto, erano e sono "un prestito ponte" accordato alle condizioni di mercato. Ma per la Commissione europea, i 300 milioni erogati all'Alitalia sarebbero un aiuto illegale di Stato, contrario alle regole della libera concorrenza, e per questo l'11 giugno verrà aperta una procedura di infrazione contro il nostro Paese. Che avrà, però, il tempo (un mese) per rispondere alle contestazioni, se lo vorrà o potrà, e per evitare così le forti multe previste dalla normativa comunitaria: ma soprattutto per evitare l'obbligo, da parte di Alitalia, di restituire i 300 milioni già messi a bilancio, con gli interessi. Più o meno 4 mesi saranno poi "concessi" a Roma perché sia trovato un compratore o meglio una cordata di compratori. Non c'è ancora una conferma ufficiale di tutto questo, neppure sulla data dell'11 giugno: ieri mattina, nel quotidiano incontro con i giornalisti, il portavoce Johannes Laitenberger si è limitato a ricordare che "nessuna decisione è stata presa ". Tuttavia, le indiscrezioni sempre più frequenti e provenienti da più fonti confermano tutte che la decisione sarebbe già presa. Se davvero è così, toccherà all'italiano Antonio Tajani, neocommissario ai Trasporti oltre che vicepresidente della Commissione, mettere la prima e più decisiva firma sul documento della "bocciatura". Intanto, la crisi finanziaria e di immagine si riflette sulla situazione del mercato: gli ultimi dati per il mese di aprile rispetto allo stesso periodo del 2007 confermano un calo del 25,9% nel numero dei passeggeri e del 27,3% nel traffico complessivo. Nei primi 4 mesi del 2008, i passeggeri sono diminuiti del 13,4%. Non sono certo le condizioni ideali per attirare un compratore. Si è ipotizzato nelle scorse settimane anche un interesse da parte delle fondazioni bancarie, ma ieri il presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha detto che è ancora presto per parlarne: "Le fondazioni non lavorano sugli scenari ma su carte e documenti. Quando li vedremo, potremo ragionare". Le voci sulla "bocciatura" Ue sono rimbalzate alla Camera mentre era in corso una sofferta seduta (tra ostruzionismo e "pianisti ") sul decreto. L'esame è stato sospeso e riprenderà martedì. Luigi Offeddu Manda a Corriere.it la tua opinione sul salvataggio Alitalia.

Torna all'inizio


Caso Northern Rock E Bruxelles accusò Londra di statalismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-06 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE La nazionalizzazione Caso Northern Rock E Bruxelles accusò Londra di statalismo DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - "La Commissione europea non contesta il fatto che la bancarotta della Northern Rock avrebbe avuto effetti negativi per le altre banche. Tuttavia, le informazioni fornite dalle autorità britanniche non hanno convinto la Commissione che queste conseguenze negative potessero raggiungere le dimensioni di una seria perturbazione per l'economia". Non è certo come dire "furboni statalisti, avete imbrogliato", ma poco ci manca. Perché questo è il succo del rapporto diffuso dalla Ue (Direzione concorrenza di Neelie Kroes) sulla banca semirovinata dalla crisi dei subprime: primo, lascia capire che i 140-150 miliardi di euro erogati da Londra potrebbero essere una respirazione artificiale praticata a una salma; secondo, dipinge il salvataggio come la somministrazione di medicine o droghe che il mercato rifiuta. A volte, succede: Garrone sdrucciola e si ritrova al posto di Franti. Cioè: il primo della classe viene spedito in castigo, dove siede l'ultimo. Il primo della classe in tema di liberismo, nell'Unione e non nel libro "Cuore", si chiama Gran Bretagna: da sempre condanna giustamente gli indebiti aiuti di Stato e bacchetta chi (come l'Italia) è invece più sensibile alle sirene stataliste. Giorni fa, British Airways ha chiesto alla Commissione di intervenire contro il prestito ponte all'Alitalia. Ma ecco, ora la stessa Ue sembra aver colto in castagna proprio Garrone, cioè il governo inglese: l'indagine aperta in aprile sugli aiuti alla Northern Rock rivela "aiutoni " macroscopici, mentre la Ue tollera solo interventi reversibili e con scadenze certe. La "nazionalizzazione temporanea " della Northern Rock potrebbe costare qualche migliaio di euro a ogni suddito di Sua Maestà. Ancora dal rapporto Ue: "La Commissione dubita che siano prese misure compensatorie sufficienti a evitare indebite distorsioni della concorrenza e del mercato... dubita che l'aiuto sia limitato, in dimensioni e in durata, al minimo necessario ". Una successione di dubbi sulfurei. E uno sguardo pessimista al futuro: "La Commissione dubita che, se la Northern Rock dovesse essere venduta a un nuovo proprietario nei prossimi anni, questi non sarebbe costretto a prolungare le misure di compensazione". Traduzione: a caricarsi il fardello mollatogli dallo Stato. Gordon Brown e Neelie Kroes L. Off.

Torna all'inizio


I pasticci corporativi del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-06 num: - pag: 52 autore: di PIER LUIGI BERSANI categoria: REDAZIONALE LA CONCERTAZIONE ALLA BERLUSCONI I pasticci corporativi del governo C aro direttore, diversi e recenti interventi in materia economica ospitati dal Corriere della Sera stimolano qualche considerazione. Ormai ci convinciamo tutti di essere oltre le ideologie e invece siamo finiti in un self service ideologico in cui i sistemi concettuali che giustificano l'azione politica possono essere dismessi e sostituiti senza colpo ferire (non diceva Mark Twain di essere capace di smettere di fumare almeno venti volte al giorno?). Liberismo, neoprotezionismo o statalismo diventano ideologie prêt-à-porter, per il tempo necessario a imbastire una narrazione utile allo scopo. Adesso le narrazioni pre elettorali sono concluse e siamo all'esordio dei fatti di governo. Cerchiamo di capire a quali concetti possono corrispondere, partendo dalle cose facili. Dichiaratamente, l'abolizione totale dell'Ici, dopo quella parziale graduata socialmente da Prodi, corrisponde al seguente concetto: l'abbiamo promesso in campagna elettorale. Tanto basti agli economisti e scordiamoci tutti che si era promessa anche la riduzione delle aliquote, l'abolizione del bollo. ecc… Quanto agli impegni sul rafforzamento del potere di acquisto, basterà ricordare che un benestante proprietario di casa potrà avere dalla prima manovra economica un beneficio di mille-duemila euro, mentre un precario o un pensionato in affitto o con proprietà di una casa modesta non avrà un solo euro. Robin Hood si è distratto; nemmeno legge i dati di questi giorni sul fabbisogno, che in modo conclamato certificano l'extragettito. La misura sugli straordinari può rispondere al concetto: lavora di più se vuoi guadagnare di più. Un concetto importato dalla Francia che non pare avere, nella sua terra di origine, risultati brillanti. Male non fa, ma c'entra poco o nulla con il potere di acquisto e con la produttività. Qualcosa in più si può capire interpretando le prime mosse rivolte a grandi soggetti della economia reale. Qui il governo non ci appare né liberale né statalista; sembra assumere piuttosto una logica che definirei di concertazione corporativa, indifferente sia a buone regole di marcato sia a doverosi compiti e legittimi interessi dello Stato. L'accordo in sede Abi sui mutui è stato offerto al timbro solenne del Governo e a una inutile normazione. Ogni analista riconosce che la portabilità gratuita del mutuo è più conveniente alle famiglie. Essa verrà spiazzata e la concorrenza fra le banche sui mutui è una palla di neve che non potrà più diventare una valanga. Vengono sanate le concessioni autostradali, facendo in modo che né le Commissioni parlamentari né il Cipe né il Nars possano verificare il rapporto fra ricavi, tariffe e investimenti. Lo si vedrà col senno di poi. Parlo adesso di Alitalia. Si affida senza gara a una grande banca, già parte in causa, la gestione di un percorso sgombro da ogni vincolo di trasparenza, di vigilanza e di non discriminazione. Una cosa mai vista che, travolgendo una miriade di legittimi interessi, genererà una sacco di guai. La concertazione corporativa prevede altresì la versione burbera. Si parla di aggravi fiscali a carico di banche e petrolieri (preventivamente, la forbice del prezzo alla pompa della benzina con la media europea ha toccato in questi giorni un massimo storico. Sarà agevole calcolare, una volta conosciuta la nuova tassa, quanto i petrolieri ci avranno guadagnato). Giacciono intanto in Parlamento dalla scorsa legislatura, contrastate con ogni forza dal centrodestra, norme che si occupano, ad esempio, del superamento del massimo scoperto in banca e della riforma della distribuzione dei carburanti. La concertazione corporativa esclude infatti le riforme; prevede semmai controriforme, accompagnate da una buona dose di copertura demagogica. Il quadro si completa con i primi segni di politica per l'impresa; si compromettono i crediti di imposta automatici sugli investimenti (riparte dunque la 448?) si finanzia Alitalia con trecento milioni presi dai bandi di innovazione di Industria 2015. Le associazioni di impresa tacciono e, francamente, non è un bel sentire. Vedremo il seguito. Per ora tutto procede in luna di miele. In molti sappiamo per esperienza, tuttavia, che quello che sbagli in luna di miele ti viene sul momento perdonato. Ma non si dimentica più. \\ I primi interventi dell'esecutivo in materia economica sembrano seguire una logica né liberale né statalista, indifferente sia alle buone regole di mercato sia ai legittimi interessi dello Stato.

Torna all'inizio


La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud Bersani: Alitalia si è impiccata a una cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "La Lega? Il suo è un secessionismo mascherato E tagliando l'Ici si sono tolti soldi al Sud" Bersani: "Alitalia si è impiccata a una cordata".

Torna all'inizio


Veltroni: il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni: il governo è in stato confusionale Alitalia, Ici, immigrazione, federalismo: il leader Pd attacca a tutto campo. Il governo non gradisce di Bruno Miserendino / Roma "IN POCHE SETTIMANE il governo è precipitato in un generale stato di confusione". Dall'Alitalia, all'immigrazione, al taglio dell'Ici, che non serve a niente e penalizza il Sud, per finire al federalismo. Veltroni attacca, l'esecutivo non gradisce, e anche sulle riforme istituzionali il dialogo va avanti un po' a fatica, come testimonierebbe l'esito di un incontro mattutino tra lo stesso leader del Pd e l'ambasciatore del Pdl Gianni Letta. Veltroni attacca perché vede un gap molto forte tra ciò che serve ed era stato promesso, e i primi passi dell'esecutivo. Il segretario, con Morando e Chiamparino, parla al termine di una lunga riunione del governo ombra dedicata al tema del federalismo e sul tema lancia un messaggio rivolto alla maggioranza e anche all'interno del Pd. Attenzione, dice, noi vogliamo il federalismo fiscale, ma non c'è alcun asse privilegiato con la Lega, sbaglia chi vede accordi sottobanco alle porte. Il Pd, dice Veltroni, chiede che si riparta dal pacchetto Violante già approvato e dal testo della conferenza delle regioni, "ma è il governo e la maggioranza che si devono chiarire devono dare risposte politiche precise". "Non c'è stato alcun contatto tra me e Bossi - spiega - noi abbiamo la massima disponibilità, ma bisogna chiarire il contesto". Il "contesto" è quel che pensa la maggioranza dove le idee non sono chiarissime e dove la Lega sembra riproporre una forma di "scessionismo mascherato", con l'aggravante "di una messa in discussione del nostro ruolo nella Ue". I paletti del Pd in materia sono noti: "Noi - ha spiegato Veltroni - vogliamo un federalismo che unisca il paese e che non rafforzi le diseguaglianze che già ci sono e che non costi di più, quindi che non raddoppi le funzioni e livelli istituzionali di una macchina decisionale già lenta". Insomma non rientri dalla finestra quel che era uscito dalla porta quando il referendum costituzionale bocciò la devolution. La bozza Violante, affermano Veltroni, Chiamparino, Morando, "era già condivisa, e non vogliamo fare passi indietro con proposte di partito". Quanto al federalismo, "per noi il documento approvato dalle Regioni è una buona base di lavoro". Ma il federalismo è solo un aspetto, i problemi più evidenti riguardano le prime mosse del governo sui temi che hanno decretato la vittoria di Berlusconi e di Bossi e su cui il Pd intende dare battaglia. Veltroni l'aveva promesso: smaschereremo giorno per giorno le promesse che non diventano realtà. Sull'immigrazione il segretario dà credito alla marcia indietro del premier e per questo dice che il governo "sta prendendo la strada giusta", ma le cose sono ovviamente più complicate. È emblematica anche la vicenda dell'Ici, il cui taglio totale è un regalo ai ceti abbienti (perché a quelli meno ricchi era già stata tolta dal governo Prodi) e che è stato finanziato levando soldi al Mezzogiorno. "Il governo ha cominciato contro il Sud e non va bene". Su Alitalia, secondo il Pd il disastro è chiaro, e solo in un paese come il nostro, dice Pierluigi Bersani alla Camera, il governo potrebbe fare qual che ha fatto senza una sola critica dei "famosi cultori del mercato". Ecco l'epitaffio: "Alitalia - dice il ministro ombra - s'è suicidata, impiccandosi a una cordata". Che non c'è e che se c'è sarà pagata amaramente da italiani e lavoratori della compagnia. E giù ironie su Tremonti Robin Hood. Anche qui, dice Bersani, "non si capisce che il governo, permettendo differenze di prezzo del carburante tra noi e l'Europa, ha già dato ai petrolieri quel che minaccia di togliere con le supertasse sui superprofitti". Questo è il problema, sottolinea Bersani, solo che al momento nessuno glielo rimprovera, perché i media sono in luna di miele col governo. Bonaiuti non ha gradito molto le esternazioni del Pd e dice che la confusione è nell'opposizione. Ma anche nell'incontro con Gianni Letta, avvenuto lontano da occhi indiscreti, nonostante il clima di dialogo non tutto sarebbe andato liscio. "È proseguita - dice Veltroni - una discussione sulle riforme per vedere di portare il pacchetto Violante il più rapidamente possibile in Parlamento". Ma sulla Rai le idee sono altre.

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-06 num: - pag: 72 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Napolitano e la Lega Sui rifiuti tossici portati illegalmente da Nord a Sud è scontro tra il presidente della Repubblica e la Lega. Giorgio Napolitano replica: "Sull'argomento basta leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti...". La manovra di Brunetta La manovra triennale 2009-11 sarà di circa 36 miliardi di euro. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Politica Immigrazione clandestina I 27 ministri dell'Interno dell'Unione Europea hanno approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini extracomunitari. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato che, "alla luce della direttiva europea, continuo a ritenere che il reato di immigrazione clandestina sia la via giusta". Esteri Hillary per Obama All'indomani della vittoria matematica del suo rivale Barack Obama nella gara all'investitura democratica per l'elezione presidenziale, Hillary Clinton ha deciso di mettere fine alla sua campagna. L'ex first lady ha comunicato la sua intenzione di portare il suo sostegno alla candidatura di Obama e di congratularsi con lui per essere riuscito a riunire un numero di delegati sufficiente. Turchia, il velo resta vietato La Corte costituzionale turca ha deciso che l'abrogazione del divieto di indossare il velo islamico nelle università, promulgata a febbraio dal partito di radici islamiche al governo Giustizia e Sviluppo (Akp), è incostituzionale. Quindi il divieto del velo negli atenei resta in vigore. Cronache Italiano stupra marocchina Un trentenne italiano è stato arrestato a Milano con l'accusa di avere stuprato (mettendola incinta) una tredicenne marocchina. L'uomo aveva precedenti. Milano, arrestati due medici Un medico della clinica San Raffaele Turro (sede distaccata dell'ospedale fondato da don Luigi Verzè) è stato arrestato e un altro posto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano su una presunta truffa al Servizio sanitario nazionale. L'inchiesta riguarda una serie di ricoveri ritenuti non necessari messi in atto per ottenere rimborsi. Economia Alitalia, Ue contro Roma La Commissione europea aprirà un procedimento legale contro l'Italia l'11 giugno sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato per salvare l'aerolinea. Lo riferiscono fonti della Commissione secondo cui il prestito costituirebbe un aiuto di Stato. Cultura Il genio e il creativo Creatività, intelligenza, talento nel nuovo saggio del genetista Edoardo Boncinelli, ora in edicola. I giovani del fantasy Sulle orme di Tolkien fiorisce una giovanissima generazione di autori fantasy. C'è il sospetto di un movimento alimentato dai meccanismi promozionali, ma le copie vendute - decine di migliaia - suggeriscono una passione autentica e intergenerazionale. Spettacoli Helen Hunt regista Paolo Mereghetti e il film con cui l'attrice Helen Hunt esordisce alla regia, "Quando tutto cambia". Torna la voce dei cari, vecchi "buoni" sentimenti. Sport Domani gli Europei Ormai è tutto pronto. Domani prendono il via gli Europei di calcio con Svizzera- Repubblica Ceca e Portogallo-Turchia. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; solo a Milano e provincia con "Mangiar bene a Milano" e 10,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Ricettario della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "I Simpson Classici" e 10,99; con "Le avventure di Lucio Battisti e Mogol" e 8,90; con "La Storia del Fascismo" e 10,99; con "Dormi amore la situazione non è buona" e 13,99"; con "Il Diritto" e 15,90; con "I Cesaroni" e13,90; con "Il Mondo" e 2,50. In Puglia, Marche, Lazio (no Roma) e nelle province di TV, MO, PR, RE, CR e MN con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

Torna all'inizio


Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-06-06 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Mercato Alitalia in crisi, ma crescono Eurofly, Blue Panorama e Volareweb.com Manager del cielo Le compagnie aeree a caccia di laureati I più richiesti? Ingegneri ed economisti L'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, cerca anche avvocati. Inoltre le aziende puntano sugli esperti di statistica Non solo assistenti di volo. Quando si parla di possibilità di lavoro all'interno delle compagnie aeree, l'immaginario collettivo si limita alle hostess con il loro bagaglio a mano oppure ancora ai piloti con la loro uniforme. Ma il settore offre di più: si va dalla direzione tecnica al controllo di gestione, dall'e- commerce al revenue management. "Una compagnia aerea non è fatta solo dal personale navigante - conferma Simone Staffa Guidi, direttore del personale e degli affari legali di Eurofly -, per l'area tecnica ad esempio cerchiamo ingegneri aeronautici o meccanici under 34 che abbiano una certa passione per questo mondo". Il loro ruolo? "Da noi lavorano nell'ambito della direzione tecnica, seguono la parte legata alle prestazioni dell'aeromobile. Questa è un'area in cui si vive molto a contatto con gli aeroplani - precisa Staffa Guidi -, quindi bisogna amare il settore ". I requisiti? Oltre alla laurea, è indispensabile una conoscenza approfondita dell'inglese. "E' un ambito internazionale - continua il direttore del personale Eurofly - e sia la manualistica che i rapporti con i costruttori si tengono in inglese". Ma le opportunità non si fermano qui. Le compagnie aeree, come la maggior parte delle aziende, devono tenere sotto controllo i costi (soprattutto oggi con le quotazioni del greggio alle stelle), stabilire i budget a disposizione e riportare tutte le informazioni alla direzione. Hanno bisogno insomma di controller. In questo caso servirà una laurea in Economia e commercio oltre a una precedente esperienza di lavoro nello stesso ambito. Un'altra figura chiave è quella del Sales Manager, un professionista che lavora nella parte commerciale dell'azienda e affronta la gestione delle vendite. "E' un ruolo particolarmente importante per noi - conferma Giorgio Coradazzi, responsabile del personale del gruppo Blue Panorama - il Sales Manager coordina il team che stabilisce i contatti con i tour operator per la vendita di biglietti. Oggi c'è una concorrenza sfrenata, saper tenere i contatti, riuscire a vendere bene il nostro prodotto è indispensabile ". Diverso il discorso per una compagnia, come Volareweb.com, che invece opera soprattutto su Internet. "Il nostro modello di business è il low cost - spiega Lorenzo Lagorio, direttore Risorse umane - e puntiamo anche su professionalità diverse rispetto a quelle tradizionali". Ad esempio nel settore e-commerce, vendita online, in cui sono richieste figure come quella del web developer. "Il sito web è il nostro principale canale di vendita - continua Lagorio -, per questo abbiamo bisogno di professionisti con un mix di competenze nella comunicazione e nelle tecnologie web". Ma c'è anche chi fa il monitoraggio continuo dei prezzi e decide le tariffe da applicare per ogni tratta aerea. "Sono gli analisti del pricing e del revenue management", precisa Lagorio. Anche in questo caso, è preferibile una laurea in Economia o Statistica. La retribuzione varia a seconda dei casi e va dai 24 mila euro l'anno per i neolaureati fino ad arrivare a un massimo di 50 mila euro nel caso di un ingegnere aeronautico con consolidata esperienza. Ma non mancano le offerte di stage. Molti sbocchi anche in Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile, che ricerca non solo ingegneri ma anche avvocati, laureati in Economia e commercio, ispettori di volo e direttori di aeroporto. Il comparto aereo è insomma un settore da tenere sotto controllo. Stage Non mancano le offerte di stage per chi è all'inizio della propria carriera Corinna De Cesare.

Torna all'inizio


Rai e riforme, in salita il dialogo pd-pdl - giovanna casadio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Rai e riforme, in salita il dialogo Pd-Pdl Veltroni incontra Gianni Letta, poi attacca: il governo è in confusione Berlusconi: lasciare da parte le ideologie e lavorare tutti per il bene comune GIOVANNA CASADIO ROMA - Il dialogo tra l'opposizione e il governo continua, anche se è in salita tanto sulla Rai che sul federalismo. Per dimostrare comunque quanto sia necessario, Walter Veltroni incontra nel suo ufficio alla Camera il braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. Appuntamento mattutino, alle 8 e mezza, secondo le vecchie abitudini di Veltroni-sindaco. "Abbiamo proseguito il discorso sulle riforme istituzionali", farà sapere poi il segretario del Pd. E in particolare si è discusso della possibilità di partire "al più presto in Parlamento con l'esame della bozza Violante" cioè quel pacchetto di riforme che prevede Senato federale, meno parlamentari, corsia celere per i decreti. In realtà hanno parlato molto di Rai: una partita doppia che riguarda il rinnovo del Cda di Viale Mazzini ma passa attraverso l'insediamento e il funzionamento della commissione parlamentare di Vigilanza. Non c'è sintonia perché il Pd vorrebbe rivedere i meccanismi di nomina superando la "legge Gasparri". Duro il botta e risposta anche su Alitalia. Nel governo, uguale input: il dialogo va avanti. Lo dice Berlusconi stesso, che nelle dichiarazioni a Radio Vaticana e al Tg1 spiega che il dialogo "è necessario" e che la ragione sta nel fatto che per "affrontare la difficile situazione in cui si trova il paese" bisogna lasciare da parte "le ideologie e le contrapposizioni per lavorare per il bene comune". Nell'Italia che "soffre per il valore dell'euro, per l'export dei paesi asiatici e per gli elevati prezzi del petrolio", insomma di fronte a questi "enormi problemi da risolvere bisogna che tutti ci tiriamo su le maniche". E appunto, secondo il Cavaliere, sulle cose concrete "sta andando avanti bene". Cita Bassolino, il governatore della Campania: "ho avuto da lui molto supporto per la decisione non facile di trasformare i siti di rifiuti in zone militari protette dall'esercito". Ma gli scogli sono davvero tanti. Veltroni riunisce il governo ombra: due ore di discussione sul federalismo, sull'Alitalia e anche sul faccia a faccia con Letta. Il segretario del Pd non risparmia l'affondo: "Il governo in poche settimane è precipitato nella confusione". Su Alitalia, innanzitutto. Ma "c'è confusione anche sull'immigrazione e sul tema del federalismo". L'attacco non si ferma qui. Veltroni rincara: "Il governo ha cominciato contro il Sud", visto che per le coperture dell'intervento che taglia l'Ici si prendono i soldi dal Mezzogiorno e questo aspetto sarà oggetto di emendamenti e di iniziative parlamentari dei Democratici. Punto cruciale del dialogo sulle riforme è il federalismo fiscale che Bossi e la Lega vogliono subito. Al Pd il federalismo a cui pensa il Carroccio non piace neppure un po': "Vogliamo rassicurazioni dal governo. Noi siamo favorevoli ad un federalismo che garantisca l'unità del paese, no a una secessione mascherata che rompe l'unità nazionale e manifesta uno spirito antieuropeo". Sergio Chiamparino, ministro-ombra delle riforme (che, con Mariangela Bastico, ha incontrato nelle settimane passate Bossi, Calderoli e Tremonti) chiarisce quali sono i paletti indispensabili. Enrico Morando sta lavorando a correzioni dei testi messi a punto da Violante e da Padoa-Schioppa. Sempre alla Camera, Veltroni incontra il capogruppo del Pse a Strasburgo, Martin Schultz per parlare della riforma del gruppo socialista e della futura collocazione del partito, tema che agita il Pd. Oggi, confronto con il ministro dell'Interno, Maroni sulla questione rifiuti. I Democratici riflettono ieri anche sul voto cattolico riuniti in conclave alla Pontificia Università Gregoriana: càpita proprio alla vigilia dell'udienza di Berlusconi dal Papa.

Torna all'inizio


ROMA Una manovra complessiva da 36 miliardi, circa 12 l'anno, da approvare nelle sue linee ess (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Enziali prima dell'estate. Inizia a delinearsi il quadro dell'intervento che il governo intende adottare entro un paio di settimane. Intanto si è conclusa la verifica sui conti pubblici: quest'anno il rapporto deficit/Pil dovrebbe attestarsi al 2,5%, al di sopra delle stime di marzo. In un'intervista al Messaggero il segretario della Cgil Epifani contesta il clima di "attacco ideologico contro gli statali". Intanto la Bce, preoccupata per la corsa dei prezzi, ipotizza un aumento dei tassi di interesse a luglio. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner.

Torna all'inizio


Manovra in 3 anni da 36 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Annuncio di Brunetta. La Bce: a luglio tassi su. Alitalia: 60 giorni a Intesa per trovare il partner, al via la procedura Ue Manovra in 3 anni da 36 miliardi Intervista a Epifani: "Basta con gli attacchi ideologici contro gli statali".

Torna all'inizio


Auguri scaramantici quei consensi popolari (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'intervista "Auguri scaramantici quei consensi popolari alla Giunta capitolina" Natalia Poggi n.poggi@iltempo.it Romani e il resto d'Italia a confronto sugli eventi principali (definiti tali perchè più bombardati dai mass media) della settimana. "Per prima cosa possiamo dire che Roma è epidermicamente più vicina al governo - conferma Nicola Piepoli - La Capitale s'identifica con il governo e tende ad approvare le sue iniziative". Ecco perchè, parlando di vertice Fao, concorda nella scelta di non ricevere il presidente iraniano per le sue posizioni anti israeliane. Della fame del mondo, invece non si parla. In generale quanto interessa la politica estera? "Da noi come nella maggior parte dei paesi europei e simili quasi nulla". Allora parliamo di Festa della Repubblica. Perchè è molto sentita? "Perchè è un giorno di vacanza in più. Devo dire che la festività è stata rimessa, in sordina, dal presidente Ciampi nel 2001. Era un sabato, in pochi se ne accorsero. L'anno dopo idem, era domenica. Soltanto nel 2003 si percepì la festa. Fu restaurata senza che nessuno se ne fosse accorto". Un sondaggio Ispo ha rilevato che un'altissima percentuale di italiani non "ricorda" i motivi della festa... "Il sistema culturale italiano è ancora regionale, di campanile. Una metà pensa di essere italiana, l'altra metà romana, milanese, palermitana ecc., un 25% si sente europeo. Diciamo che il campanilismo di qualche decennio fa è stato sostituito dall'europeismo". Perchè è cresciuto tanto il consenso sul presidente Napolitano. Cosa ha fatto? "Anche noi siamo stupiti. Napolitano è apparso come un elemento unificatore, di moderazione, un tramite tra destra e sinistra. Napolitano sta convincendo la destra che è un buon presidente. All'inizio del 2008 era a 65, oggi è a oltre 80. Potrebbe arrivare alla popolarità di Ciampi (84 punti di consenso). In Europa gli stessi consensi di Napolitano ce l'hanno solo i regnanti". Passiamo a Silvio Berlusconi.. Anche per lui un'escalation di gradimento "Da 32 (gennaio 2008) al 60 di oggi. Il governo ha iniziato bene. Fondamentalmente per tre motivi: lo stato di polizia e cioè "rom a casa loro". Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato? Clandestini in galera o meno? "Non è un problema che interessa. La gente dice solo "fuori dai coglioni". Chiede che i clandestini stiano fuori dalla struttura sociale". E ora concentriamoci su Roma e sul trionfo di Alemanno "Il nuovo sindaco ha cominciato alla grande con un 66 di indicatore di fiducia. Non esiste una motivazione precisa. Diciamo "scopa nuova, scopa bene". Tutto questo consenso dei romani per la nuova giunta di centrodestra è come un sogno, l'attesa, scaramanzia. Ecco è un augurio scaramantico". Tra italiani e romani omogeneità d'interesse sulle notizie. I capitolini, però, sono particolarmente preoccupati per le sorti di Retequattro... "Semplicemente perchè il sondaggio ai romani è stato realizzato con un giorno di ritardo. Sono bastate 24 ore di bombardamento mediatico in più per distanziare la percezione dell'evento. Nel caso della mamma di Lecco le 24 ore in più sono servite a stemperare l'emotività".

Torna all'inizio


Alitalia, 60 giorni ad Intesa per il partner (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruxelles fissa all'11 giugno l'apertura della procedura di infrazione. Ad aprile crollano traffico e passeggeri Alitalia, 60 giorni ad Intesa per il partner Nel mandato previsti due mesi alla banca-advisor per proporre la soluzione al governo.

Torna all'inizio


ROMA - Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per l'ostruzionismo serr (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di PAOLA OREFICE ROMA - Annaspa la maggioranza in aula alla Camera sul decreto Alitalia per l'ostruzionismo serrato dell'Italia dei valori. Ed è bagarre. Una giornata, quella di ieri, con scontri, ritmi serrati, insulti. E tanti pianisti. Si contano le presenze. Più che le assenze. Visto che la maggioranza si tiene per un soffio: appena per nove deputati. Una giornata in cui Elio Vito si spende molto. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento non ha un attimo di tregua. Ma le votazione proseguono a rilento e a singhiozzo. Con accuse di irregolarità nelle votazioni, i pianisti appunto, e ingiurie reciproche "ipocrita, falso, bugiardo" come dice Massimo Maria Berruti a Fabio Evangelisti. E alla fine la conferenza dei capigruppo decide lo slittamento del voto conclusivo a martedì prossimo. Ma, assicura Antonio Di Pietro: "Continueremo l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità che è in atto. Una illegalità di merito perchè le norme europee impediscono gli aiuti di Stato e una di metodo perchè ci sono dei truffatori che usano la scheda due volte e questa è una truffa ai danni dello Stato e dei cittadini". Intanto Vito è infuriato: "Credo che lo svolgimento della seduta di oggi (ieri, dr) e quanto avvenuto nelle scorse settimane ponga ormai come ineludibile una questione: riteniamo impossibile procedere all'esame dei decreti legge senza il rispetto di una previsione regolamentare che permette il contingentamento dei tempi anche per l'esame di questi provvedimenti". E racconta: "Tra le 9 di stamattina e le 19 ci sono state solo tredici votazioni". Pare, comunque, che il governo non ricorrerà alla fiducia.

Torna all'inizio


ROMA - Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In 60 (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO ROMA - Tempi ancora più stringenti per trovare una soluzione che salvi Alitalia. In 60 giorni Intesa Sanpaolo dovrà proporre al governo i nuovi investitori, in "continuità aziendale". Cioè senza ricorrere a procedure. Questo sarebbe, secondo quanto risulta a Il Messaggero, il termine fissato nel mandato di Alitalia alla Superbanca ancora oggetto di negoziazione fra le parti. Intesa infatti, dopo la delibera di nomina come advisor presa dal cda della Magliana (assistito dallo studio Grimaldi e Associati) di martedì scorso, starebbe limando, prima di accettarlo, il contenuto del mandato incastrato dal governo nel decreto di venerdì scorso col quale è stata aperta la fase 3 della privatizzazione. Sembra che la banca guidata da Corrado Passera, assistita dagli studi legali Bonelli Erede Pappalardo e Pavesi Gitti, preferisca una formulazione dell'incarico che non preveda espressamente lo svolgimento di una due diligence in senso tecnico ma solo una verifica della situazione patrimoniale. Questo perchè una due diligence vera presuppone l'esistenza di un potenziale compratore che al momento non c'è ancora. Ma Passera sarebbe già al lavoro per individuarlo attorno ad uno schieramento imperniato su Roberto Colaninno che pone però alcune condizioni, come l'individuazione di un partner internazionale. L'unico possibile alleato, oltre ai nomi selezionati da Bruno Ermolli, è Carlo Toto di Air One che ha proposto un'integrazione con Alitalia. E in campo, in un'operazione di sistema, potrebbe scendere anche Mediobanca, come ha precisato Cesare Geronzi, perchè "Mediobanca fa parte del sistema-Paese". Tra l'altro sembra che Colaninno abbia già consultato piazzetta Cuccia per farsi assistere nel caso in cui decidesse di intervenire. Per quanto riguarda le fondazioni, Giuseppe Guzzetti ha ricordato che gli enti "non lavorano su scenari ma sulle carte". Quindi Guzzetti aspetta un piano da Passera. Dopo il kick off meeting, cioè il calcio di inizio, di due giorni fa presso la sede della Magliana, alla presenza di Gaetano Miccichè e Aristide Police, presente il management di Alitalia e i consulenti col quale è stata avviata l'attività, ieri sera il team di Intesa preposto al check up sarebbe rientrato alla base. Portando con sè le prime carte da vagliare. Per Passera il primo step dell'incarico consiste nel verificare la possibilità di attuare un piano di rilancio in "continuità". E il termine di questa prima fase scade con l'assemblea della Magliana del 27-28 giugno nella quale, come annunciato da Giovanni Bazoli, verrà illustrato al mercato un rapporto sulla situazione dei conti. Se la diagnosi dovesse evidenziare uno stato di non recuperabilità il rilaancio non sarebbe possibile. Non c'è comunque tempo da perdere visto che dalla firma di accettazione dell'incarico, prevista in queste ore, all'individuazione degli investitori ci sarebbero solo due mesi - quindi entro i primi di agosto - Passera e Miccichè, in attesa di capire la fattibilità di un salvataggio in bonis, cercheranno di aggregare gli investitori. Un compito da mission quasi impossible. Ieri Vincent Bollorè ha aperto ad una possibile alleanza con Air France precisando però che "l'Italia deve mantenere un certo potere". L'opera di Intesa che oggi riunisce gli organi - ma Passera ha escluso che si parli di Alitalia - si inserisce in un contesto reso di fuoco dalla procedura di infrazione per aiuti di Stato avviata da Bruxelles sul prestito-ponte che ha fissato per l'11 giugno il giorno in cui aprire l'istruttoria. A rendere ancora più calde la mappa delle rotte per gli scenari futuri c'è la frenata ad aprile dei dati di traffico della compagnia: rispetto allo stesso mese del 2007, Alitalia ha perso il 27,3% di traffico inteso come ricavi per passeggero-chilometro, il 25,9% in meno dei passeggeri (1,555 milioni) e il decremento del 16,7% della capacità offerta. Per il leader del Pd Walter Veltroni, su Alitalia e immigrazioni "il governo è in uno stato confusionale".

Torna all'inizio


Ue apre procedura sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Ue apre procedura sul prestito L' 11 giugno La Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia in forma di prestito-ponte. La notizia è stata ribadita ieri da fonti comunitarie, secondo cui la Ue giudica "insufficienti" le spiegazioni fornite da Roma, sospettando l'esistenza di un aiuto di Stato illegale. La procedura viene ritenuta una strada obbligata anche alla luce delle proteste avanzate dalle compagnie concorrenti British Airways e Rayanair. L'inchiesta potrebbe durare fino a 18 mesi: l'Italia potrà così spiegare perché ritiene che l'intervento attuato non debba essere considerato un aiuto di Stato illegale. La Ue, comunque, non sarebbe orientata a ingiungere la sospensione dell'aiuto erogato (azione prevista dalle procedure Ue ma mai applicata), perché nelle attuali condizioni mancherebbe il principale requisito necessario per dare il via a questa procedura, ovvero che l'aiuto ad Alitalia stia causando un danno grave ed irreversibile che mette a rischio la sopravvivenza di una compagnia concorrente. Intanto in aprile la compagnia ha registrato il 25,9% dei passeggeri in meno rispetto all'aprile dello scorso anno. Alla Camera, infine, per un pelo la maggioranza non è finita sotto, sulla votazione di un emendamento dell'Idv al decreto Alitalia: ha raggiunto il numero legale solo grazie ai presenti "figurativi", cioè gli assenti che vengono conteggiati tra i presenti perché hanno preso la parola prima del voto.

Torna all'inizio


Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Alla fine la cattiva notizia è arrivata. Bruxelles il prossimo 11 giugno aprirà una procedura d'indagine per aiuti di stato sul prestito da 300 milioni di euro in favore di Alitalia, su proposta del neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani, per stabilire se la misura sia compatibile o meno con le norme comunitarie in materia. L'esito dell'investigazione richiederà diversi mesi, fino a 18, e dunque il governo avrebbe il tempo necessario per trovare una soluzione credibile e un acquirente per la compagnia di bandiera italiana. Già in una missiva inviata ad aprile al governo Bruxelles ha sollevato dubbi sulla natura della misura. Delle perplessità che la risposta di Roma del 30 maggio scorso non ha dissipato. Calendario alla mano, l'investigazione potrebbe durare fino a 18 mesi. Per la verità non è stabilita una durata minima per l'indagine, ma in ogni caso il governo dovrebbe avere tempo fino all'autunno per risolvere il caso, magari mettendo in piedi la soluzione italiana. L'apertura dell'indagine è una sorta di passaggio obbligato, dopo i reclami presentati all'Ue dai gruppi concorrenti, Ryanair e British Airways in primis. Il Governo italianp è passato immediatamente al contrattacco. "La procedura Ue contro il prestito-ponte ad Alitalia renderebbe ancora più urgente l'approvazione del superdecreto in discussione a Montecitorio" ha affermato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che ha rbadito l'intenzione del governo di andare avanti. "Questa - ha detto Vito - è una ragione che semmai testimonierebbe ancora di più l'urgenza di varare il provvedimento. C'è invece una necessità di procedere alla privatizzazione e al salvataggio di Alitalia e con l'emendamento del Governo il decreto legge è proiettato nella nuova fase della privatizzazione di Alitalia e credo che questo serva anche a superare l'iter, che peraltro non è semplice, dell'annunciata infrazione da parte di Bruxelles". Intanto passeggeri e traffico sono in forte calo per Alitalia nel mese di aprile. Secondo i dati diffusi dall'Aea la compagnia ha trasportato 1,55 milioni di passeggeri registrando una flessione del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007.

Torna all'inizio


Si apre l'indagine Ue per il prestito Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Annunciato per l'11 l'inizio della procedura Si apre l'indagine Ue per il prestito Alitalia Era annunciata, ora è ufficiale: sarà aperta formalmente mercoledì prossimo la procedura d'indagine dell'Unione europea sull'Italia per aiuti di Stato, riguardo al prestito-ponte di 300 milioni di euro stabilito in favore dell'Alitalia. Certo è che l'indagine Ue non durerà poco, il tempo concesso arriva sino a 18 mesi: un anno e mezzo a disposizione del governo italiano per trovare il sospirato compratore della compagnia aerea di bandiera. E per riassorbire così, in qualche modo, quell'"aiuto di stato". Ma l'indagine potrebbe anche durare molto meno: ed abbattersi pesantemente sull'evidente farraginosità dei tentativi del Cavaliere di costitutuire una cordata italiana, dopo aver "fatto fuori" l'AirFrance prediletta dall'esecutivo Prodi, salvo la "riapertura" subito concessa dopo l'incontro col presidente francese Sarkozy - "il mio amico Nicolas" - in occasione del vertice Fao a Roma. Altrettanto certo è, infatti, che quell'aiuto non coincide affatto con l'interpretazione autorevole, quella della comissione europea, sui limiti della normativa comunitaria: e la risposta data il 30 maggio scorso da Palazzo Chigi - o meglio da Tremonti - alla missiva ufficiale con cui Bruxelles sollecitava "chiarimenti" proprio a proposito del prestito annunciato, non ha evidentemente convinto in nulla i commissari. Che hanno dovuto procedere, appunto, d'ufficio di fronte ai reclami formali depositati in sede Ue dalle compagnie concorrenti di Alitalia, meglio sulle sue rotte, ossia Ryanair e soprattutto British Airways. Dunque, trovare anzi scovare e far materializzare (oltre i continui boatos , continuamente smentiti sin qui) un'offerta d'acquisto reale e concreta, è quanto mai urgente per l'esecutivo Berlusconi. Ora Roma avrà un mese per far giungere alla Commissione le sue osservazioni, o giustificazioni. E può solo tirare un sospiro di sollievo per la cautela dei commissari, che non hanno proceduto in questo caso ad un'ingiunzione immediata di restituzione del prestito-ponte, procedura che d'altronde non ha precedenti nella storia dell'Unione e avrebbe offerto ampi margini di contestazione all'agguerito ministro dell'Economia italiano. Nei calcoli di Roma ora deve entrare anche il ventaglio di decisioni a disposizione di Bruxelles: ossia un giudizio negativo, d'incompatibilità, oppure una "decisione condizionale", che subordini cioè la legittimità di un prestito "anomalo" subordinandolo però a precise condizioni - a parte la terza possibilità, piuttosto ardua al momento, di riconoscere pienamente "a norma" l'azione del governo italiano. In caso di mancato rispetto di simili giudizi, la Commissione potrebbe trascinare direttamente l'Italia davanti all'Alta Corte di Giustizia europea: e questo sì, sarebbe un record storico. E l'aria, nelle stanze degli eurocommissari, al momento non è per niente buona, dal punto di vista italiano: si parla apertamente, infatti, di "illegalità" del prestito-ponte alla compagnia i bandiera, che aveva già ricevuto un ingente aiuto pubblico nel 2001 e secondo la prassi Ue non potrebbe goderne d'altri sino al 2011. 06/06/2008.

Torna all'inizio


Da radicali a paparazzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 134 del 2008-06-06 pagina 14 Da radicali a paparazzi di Redazione Di solito i pianisti si ascoltano. I radicali, invece, hanno pensato di fotografarli. Scene di ordinaria confusione in Parlamento. Durante le votazioni sul decreto Alitalia alla Camera, infatti, alcuni deputati radicali capeggiati da Rita Bernardini (Pd) hanno cominciato a fotografare i colleghi della maggioranza. Chi con il telefonino, chi con teleobiettivi da paparazzo navigato, tutti con l'intento di immortalare qualche onorevole nell'atto di votare anche per il vicino assente. A chi dal Pdl gli chiedeva di far sospendere le "manovre", il presidente di turno Rocco Buttiglione ha risposto che nel regolamento "non c'è una norma sulle foto, ma solo una norma di correttezza". Accanto alla buvette, si attende quindi l'allestimento di una camera oscura... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, slitta a martedì il voto del decreto. Prestito ponte, il 9 luglio la sentenza Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Slitta a martedì prossimo, il voto finale della Camera per la conversione in legge del decreto sul prestito ponte Alitalia. Ieri, invece, è proseguita la discussione in aula per esaudire gli emendamenti. Dopo l'approvazione, il provvedimento dovrà, comunque, tornare a Palazzo Madama per la definitiva conversione in legge. Notizie anche dall'Ue. La Corte europea ha fissato per il 9 luglio la sentenza nella causa tra Alitalia e Commissione europea. La Corte Ue si pronuncerà su una disputa tra la compagnia di bandiera e la Commissione europea iniziata nel 1997 e riguardante 2750 miliardi di lire in aiuti di stato concessi ad Alitalia. Sulla questione era intervenuta la Commissione europea che aveva ritenuto che il conferimento del capitale costituisse un aiuto di stato compatibile con il mercato comune a condizione che le autorità italiane rispettassero alcuni impegni. In una sentenza del dicembre 2000 il tribunale di primo grado aveva dichiarato fondato il ricorso dando ragione di fatto ad Alitalia. Ma nel 2001 la Commissione aveva emanato un una decisione in cui chiedeva la riapertura del procedimento. Tornando al decreto, tante sono le novità rispetto alla prima stesura ad opera del governo Prodi. Il nuovo testo, licenziato dalla commissione trasporti di Montecitorio, nel far proprie le decisioni assunte con il decreto legge del governo Berlusconi, prevede una serie di misure volte a facilitare la privatizzazione della compagnia di bandiera. L'articolo 1-bis del nuovo testo autorizza il consiglio dei ministri, con propria delibera, a individuare un advisor (già scelto nella figura di Intesa-SanPaolo) che potrà presentare un'offerta per conto terzi ma anche improprio. Altro elemento rilevante del nuovo testo riguarda l'esonero dagli obblighi informativi al mercato. E, proprio alla luce di tale deroga, già due giorni fa, la Consob ha sospeso il titolo Alitalia. Inoltre, il "decretone Alitalia" all'esame della Camera snellisce le procedure di cessione del controllo dell'aviolinea visto che verrebbero assunte con una semplice delibera del consiglio dei ministri (06-06-2008).

Torna all'inizio


Piepoli: Auguri scaramantici quei consensi popolari (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'intervista Piepoli: "Auguri scaramantici quei consensi popolari alla Giunta capitolina" Romani e il resto d'Italia a confronto sugli eventi principali (definiti tali perchè più bombardati dai mass media) della settimana. "Per prima cosa possiamo dire che Roma è epidermicamente più vicina al governo - conferma Nicola Piepoli - La Capitale s'identifica con il governo e tende ad approvare le sue iniziative". "Per prima cosa possiamo dire che Roma è epidermicamente più vicina al governo - conferma Nicola Piepoli - La Capitale s'identifica con il governo e tende ad approvare le sue iniziative". Ecco perchè, parlando di vertice Fao, concorda nella scelta di non ricevere il presidente iraniano per le sue posizioni anti israeliane. Della fame del mondo, invece non si parla. In generale quanto interessa la politica estera? "Da noi come nella maggior parte dei paesi europei e simili quasi nulla". Allora parliamo di Festa della Repubblica. Perchè è molto sentita? "Perchè è un giorno di vacanza in più. Devo dire che la festività è stata rimessa, in sordina, dal presidente Ciampi nel 2001. Era un sabato, in pochi se ne accorsero. L'anno dopo idem, era domenica. Soltanto nel 2003 si percepì la festa. Fu restaurata senza che nessuno se ne fosse accorto". Un sondaggio Ispo ha rilevato che un'altissima percentuale di italiani non "ricorda" i motivi della festa... "Il sistema culturale italiano è ancora regionale, di campanile. Una metà pensa di essere italiana, l'altra metà romana, milanese, palermitana ecc., un 25% si sente europeo. Diciamo che il campanilismo di qualche decennio fa è stato sostituito dall'europeismo". Perchè è cresciuto tanto il consenso sul presidente Napolitano. Cosa ha fatto? "Anche noi siamo stupiti. Napolitano è apparso come un elemento unificatore, di moderazione, un tramite tra destra e sinistra. Napolitano sta convincendo la destra che è un buon presidente. All'inizio del 2008 era a 65, oggi è a oltre 80. Potrebbe arrivare alla popolarità di Ciampi (84 punti di consenso). In Europa gli stessi consensi di Napolitano ce l'hanno solo i regnanti". Passiamo a Silvio Berlusconi.. Anche per lui un'escalation di gradimento "Da 32 (gennaio 2008) al 60 di oggi. Il governo ha iniziato bene. Fondamentalmente per tre motivi: lo stato di polizia e cioè "rom a casa loro". Poi l'ipotesi di salvataggio Alitalia. Infine l'abolizione dell'Ici. L'immagine collettiva ha pensato che le promesse sono state mantenute. E il consenso è volato. E poco importa se tre ministri leghisti non si sono presentati alla parata. Il governo è coeso, comunque". E la querelle su immigrazione e reato? Clandestini in galera o meno? "Non è un problema che interessa. La gente dice solo "fuori dai coglioni". Chiede che i clandestini stiano fuori dalla struttura sociale". E ora concentriamoci su Roma e sul trionfo di Alemanno "Il nuovo sindaco ha cominciato alla grande con un 66 di indicatore di fiducia. Non esiste una motivazione precisa. Diciamo "scopa nuova, scopa bene". Tutto questo consenso dei romani per la nuova giunta di centrodestra è come un sogno, l'attesa, scaramanzia. Ecco è un augurio scaramantico". Tra italiani e romani omogeneità d'interesse sulle notizie. I capitolini, però, sono particolarmente preoccupati per le sorti di Retequattro... "Semplicemente perchè il sondaggio ai romani è stato realizzato con un giorno di ritardo. Sono bastate 24 ore di bombardamento mediatico in più per distanziare la percezione dell'evento. Nel caso della mamma di Lecco le 24 ore in più sono servite a stemperare l'emotività".

Torna all'inizio


Alitalia, no di Bruxelles al prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'Unione europea aprirà la procedura d'infrazione contro i 300 milioni stanziati dal governo. Crolla il numero dei passeggeri ad aprile F.FERRARI >> 13 06/06/2008.

Torna all'inizio


Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 06 Giu 2008 Edizione 113 del 06-06-2008 Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq di Aldo Torchiaro Finanziere per vocazione ed economista per passione accademica, Fabio Verna è un superconsulente di quelli che un complicato anglicismo definisce crisis manager. Gestore delle crisi. Sarà per questo che quando è esplosa la bomba Alitalia, nell'entourage di Silvio Berlusconi si è subito pensato a lui, per organizzare la cordata italiana. Ed è a lui che chiediamo notizie sul futuro della compagnia di bandiera, nel giorno in cui si apprende che la Ue avvierà una procedura contro l'Italia per il prestito ponte da 300 milioni di euro, considerato aiuto di stato, e che in aprile i passeggeri trasportati sono calati del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Professor Verna, partiamo dalla fine. Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|. E tra cinque anni Alitalia tornerà a fare utili. Altroché cambio di passo. Ci vorrebbe una rivoluzione. Sì, liberale. E questo governo è quello giusto per adottarla. D'altronde siamo davanti a un'emergenza che non può essere affrontata con qualche misura di normale amministrazione. Berlusconi aveva parlato, anche tramite lei, di una cordata di imprenditori. Adesso ricorre al prestito ponte. Cos'è cambiato? E' chiaro che c'è stato un passaggio, con l'assunzione di tutte le responsabilità di governo, che obbliga Berlusconi a compiere scelte da uomo di Stato, e che oltre all'indicazione e all'auspicio della cordata italiana deve provvedere in tempi rapidi a misure d'emergenza, quale quella del prestito-ponte. Parliamo di lei. Come si diventa capo cordata di Alitalia? Io mi sono occupato di verificare le disponibilità imprenditoriali dell'area del Centro-Sud, per la verità. Berlusconi ha in Bruno Ermolli un punto di riferimento che, come uomo di finanza cresciuto con Fininvest, gli ha sempre dimostrato un'affidabilità assoluta. E' Ermolli che ha cercato di riunire grandi investitori ed è con lui che ho collaborato da quando si è iniziato a ipotizzare di mettere insieme la cordata italiana. Lei si è attivato subito, quando ha sentito parlare di cordata? Avevo colto il coraggio di chi, come Berlusconi, voleva difendere non solo l'italianità della compagnia di bandiera ma i posti di lavoro degli addetti e il ruolo strategico che Alitalia esercita per il sistema-paese. Una sera ho incontrato Gianni Letta e gli ho esposto alcune mie analisi sulla materia e pochi giorni dopo ero operativo, nel ruolo di mediatore per la più difficile partita finanziaria di questi anni. Anche perché Ermolli, Sinergetica e gli altri partner sono tutti a Milano? E serviva un finanziere romano, vuole dire? Per lavorare su un'azienda che ha la sua sede a Fiumicino e tutto il suo indotto nella capitale? Anche questo può essere vero. Però a Roma ci sono anche i sindacati. Alitalia ha a che fare con dodici sigle sindacali diverse, un delirio. Che ovviamente mette in fuga gli investitori, anche e soprattutto stranieri, come abbiamo visto. La loro responsabilità è gravissima e mi sembra che persino il Governo precedente, nelle sue ultime fasi di vita, lo abbia messo in luce. Non si può pensare di garantire i lavoratori affondando la compagnia per cui lavorano, siamo di fronte ad una miopia inspiegabile. Sta di fatto che Jean Cyril Spinetta non solo è tornato a Parigi, ma da lì invoca un esorcista per salvare Alitalia. Un'immagine colorita, di quelle che nascondono altre intenzioni. Ci spieghi meglio. Non credo mai agli addii definitivi, davanti a certe operazioni finanziarie. Ha presente come funzionano i suq nel mondo arabo? Più o meno? Funzionano così: ti interessa una cosa, la guardi, ti avvicini, la prendi in mano. Ti dicono il prezzo, ti interessa ma tu la molli. La rimetti a posto, dici che non va bene e ti allontani. Poi torni e tratti, ti allontani e ritorni alla carica? Comunque diciamo che non è detto che un uomo d'affari come Jean Cyril Spinetta esca del tutto di scena. Air France - Klm dice di avere i suoi problemi, con il costo del carburante. Come tutti. Perché scusi, Air France lo paga più degli altri? No. Appunto. Tutte le compagnie del mondo hanno a che fare con l'aumento dei costi del carburante. E aggiungo, per chi non lo sa, che il mentre noi cittadini paghiamo le accise sulla benzina, le compagnie aeree non pagano alcuna accise sul carburante. Però non tutte le compagnie aeree ricevono sostegni pubblici?. Infatti, e sarebbe grave se ne ricevesse a vuoto anche Alitalia. Ma qui non si tratta di aiuti di Stato, ma di un prestito. Di una linea di credito. Non tutti la pensano così in Europa. British Airways e Ryan Air sono sul piede di guerra, ma sono ottimista su questa vicenda. Le compagnie anglosassoni credono nel mercato puro? Benissimo. Io intanto sottolineo che nel Regno Unito non si può aderire ad alcuni trattati e dire di no ad altri. Il prestito ponte è un prestito: lo Stato recupererà il denaro con il dovuto interesse, e guai se così non fosse. Non si tratta di aiuto di Stato, che è altra cosa. E' una linea di credito che avrà un saggio di interesse e che verrà rimborsata a scadenza. Adesso è l'ora della due diligence. Va fatta in tempi brevi, venti giorni. Temo che siano tempi troppo stretti. Fare una due diligence di questa portata in 20 giorni è molto difficile, anche per un advisor come Intesa San Paolo. Che però non si limita a fare l'advisor, entrerà forse nell'azionariato di Alitalia. Niente di male. Quando parliamo di cordata italiana, lo facciamo a partire dalle banche italiane. E sottolineo che Intesa San Paolo ha una credibilità e una autorevolezza internazionale senza pari, per l'Europa sarebbe la migliore delle risposte. Le banche fanno piani finanziari, non piani industriali. Le banche fanno piani di risanamento. E se investono i loro capitali, è perché credono nelle aziende che producono utili. Comunque, siamo di fronte ad un piano finanziario che sostituisce un piano industriale. Il primo passaggio sarà quello di consentire ad Alitalia di stare sul mercato da sola, prendere forza. Non senza comportare costi enormi? Secondo i miei conteggi, che andrebbero verificati, il complessivo tra prezzo d'acquisto e di rilancio e ristrutturazione industriale ammonterebbe a circa tre miliardi di euro. E' una mia stima empirica, che è carente di alcuni dati iniziali, ma credo proprio che si avvicinerà al risultato finale della due diligence. Insomma siamo passati dai volenterosi della cordata italiana alle grandi banche? Siamo passati da un'avanguardia che va in avanscoperta, Ermolli ed io, ai carri armati di Banca Intesa. Lo scenario dove cambia? Non è più un candidato premier che incarica un suo superconsulente, ma è il premier che incarica il ministro di nominare un istituto di primo piano a fare l'advisor. Come si concluderà questa fase? Con i 300 milioni di euro del prestito, con la diminuzione delle perdite, complice il periodo estivo nonché il tempestivo sblocco dei crediti fiscali, sappiamo che la compagnia ha circa un anno di vita serena davanti. Si possono riportare all'interno alcune attività; rivalutare o ridisegnare i rapporti sindacali. Tutto questo consentirebbe un collocamento e un riposizionamento del pacchetto del 49.9 % detenuto dal ministero dell'economia sul mercato, a condizioni sensibilmente migliori.

Torna all'inizio


Più investimenti e meno plusvalenze (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 06 Giu 2008 Edizione 113 del 06-06-2008 AVVISO DEL FINANZIERE BOLLORE' AI SOCI DEL GRUPPO E GIUDIZI SULL'ITALIA Più investimenti e meno plusvalenze di Alessandra Mieli Con savoir faire[i/]tutto francese il finanziere bretone Vincent Bolloré ha informato gli azionisti del suo gruppo che devono aspettarsi "i beati anni del castigo", perché dal 2009 aumenteranno gli investimenti, [i/]in primis per l'auto elettrica e verranno meno le plusvalenze che hanno rafforzato gli ultimi esercizi. "Avverto i miei amici azionisti: fate attenzioni perché gli anni 2009, 2010, 2011 non saranno come gli anni 2006, 2007, 2008", ha detto a un'affollata sala Bolloré, che controlla il gruppo di famiglia con il 78,5%. Finiti i fasti, si profila dunque un periodo di austerità per il gruppo (e i soci) che ha chiuso il 2007 con un utile di 322 milioni su un fatturato di 6,4 miliardi. "Negli anni in cui avevamo 1,5 miliardi di plusvalenze (dalla cessione di titoli Vallourec su tre esercizi, ndr), potevano fare i dandy in centro città - ha detto il finanziere riferendosi alla sala a due passi dall'Arc de Triomphe dove si è tenuta l'assemblea - poi dovremo tornare in mensa". Nel 2008 il gruppo ha realizzato "l'ultima grossa plusvalenza", ma dal 2009 "che io sappia non ci saranno plusvalenze, mentre saliranno le spese per investimento e se il business dell'auto elettrica (con Pininfarina, ndr) funzionerà, dal 2010 sarà ancora peggio perché dovremo costruire gli stabilimenti". I ritorni dall'auto elettrica non si vedranno "fino al 2017-2018". Infine per quanto riguarda i media il finanziere si è detto molto fiducioso sullo sviluppo della free press: "con i due giornali e un milione di copie al giorno siamo già il numero uno in assoluto tra i quotidiani". Comunque, è solo "un trampolino" per lo sviluppo dell'intero settore. Fin qui per quanto concerne gli affaires d'oltralpe, ma passando in rassegna le attività del gruppo, Bolloré ha parlato di Mediobanca (di cui detiene il 4,99%) dicendo che questa quota "E' strategica, siamo nel patto di sindacato e nel consiglio", esprimendo soddisfazione per la performance di Piazzetta Cuccia, favorita dalla "grande coesione" tra i soci bancari e industriali. Bolloré ha anche detto che, investendo nelle Generali, il Credit Suisse ha dimostrato di essere un gruppo "intelligente e perspicace", perché la compagnia triestina è "una società molto bella, con un presidente di grande levatura e risultati eccellenti". Non sono mancate parole anche per la grana nazionale ovvero Alitalia. A parere del finanziere francese, un'alleanza fra Alitalia ed Air France sarebbe ottima, ma un Paese come l'Italia non può dipendere da una compagnia straniera e deve quindi mantenere "un certo potere in qualità di azionista" nel vettore nazionale. Pur essendo un osservatore privilegiato e ben informato sicuramente Bolloré non aveva avuto modo di prendere visione degli ultimi dati di traffico della nostra compagnia di bandiera. Dalle rilevazioni diffuse dall'associazione europea delle compagnie aeree (Aea) emerge che Alitalia, ad aprile rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, ha perso il 27,3% del traffico (inteso come ricavi per passeggero-chilometro), il 25,9% dei passeggeri che si ferma a un milione e 555mila, il 16,7% della capacità offerta (posti chilometro). Fra le 32 compagnie aeree analizzate dall'Aea, Alitalia è quella con la peggior performance.

Torna all'inizio


<Meridiana smantella e chiede la crisi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Cronaca Regionale Pagina 106 "Meridiana smantella e chiede la crisi" I sindacati: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato --> I sindacati: alleanza con Alitalia e Air One per salvare il mercato Grido d'allarme, ieri a Olbia, sul futuro di Meridiana, a un passo dalla crisi. Un patto lavoratori-Comune. DAL NOSTRO INVIATO GIUSEPPE DEIANA OLBIA Meridiana si prepara a chiedere lo stato di crisi al ministero del Lavoro. Il risultato del piano industriale da "lacrime e sangue" che l'amministratore delegato Gianni Rossi presenterà il 18 o il 19 di giugno sarà questo: si resiste fino a ottobre, quando è prevista la fine del regime di continuità territoriale nelle rotte per Roma e Milano, e poi tre o quattro aerei a terra (ma c'è anche chi ipotizza che siano soltanto i primi) e poi richiesta di stato di crisi e cento dipendenti a casa. Il quadro tracciato dai sindacati ieri pomeriggio nella sala giunta del municipio di Olbia è di quelli foschi e per certi versi anche "dai tratti incomprensibili", hanno denunciato i sindacati, che invece vedono con favore una possibile alleanza a tre, Alitalia, Meridiana e Air One, per salvare il mercato italiano. IL SINDACATO L'analisi delle sigle sindacali ha tante sfaccettature, ma i rappresentanti dei lavoratori si ricompattano nel momento in cui si deve decidere la strategia da seguire per "salvare" Meridiana. Per ora verrà steso un documento firmato da tutte le sigle e sottoscritto anche dal sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, al quale sarà affidato l'incarico di garante e portavoce del tavolo tra enti locali e rappresentanti dei 1200 lavoratori. Giovannelli tenterà di incontrare l'Aga Khan, perché l'obiettivo è proprio quello di aprire un canale di confronto diretto con la proprietà, "visto che l'amministratore delegato non si è degnato neanche di venire in consiglio comunale, snobbando l'istituzione che rappresenta il territorio", ha denunciato Tonino Pizzadili, presidente dell'assemblea civica, chiedendo al primo cittadino di "mettere da parte il buonismo" e di pretendere chiarezza dalla società per sapere "se Rossi abbia un incarico per portare la compagnia verso la crisi". L'ANALISI Il caro-carburante è un grosso macigno per le compagnie aeree (nei giorni scorsi, spiegano da Meridiana, United Airlines ha annunciato di voler fermare 100 aerei e licenziare 1600 addetti), ma "il traffico aumenta in tutto il mondo di circa l'8% all'anno", ha spiegato Marco Bardini della Uil, "e si assiste a un rallentamento della crescita del trasporto aereo, non a un decremento". In questa situazione, secondo Bardini, non si può parlare che di "management inadeguato e di proprietà distratta", anche perché il bilancio 2007 si chiuderà in utile, ma nonostante questo "la compagnia decide di far volare Air Bee o Italy Airlines sui collegamenti Meridiana". E Bardini ha parlato anche di "legami poco chiari" tra le compagnie, "anche se poi io questo non lo so e non lo posso sapere". Si sa, invece, che il bilancio 2008, sarà in rosso (si presume anche di alcune decine di milioni) e che Meridiana continua a travasare risorse su Eurofly. "Tutta la fine del 2007 è stata dedicata a questa operazione", ha assicurato Fabrizio Serra della Filt-Cgil, per sei mesi anche rappresentante dei lavoratori nel cda, "e il Principe è stato sempre informato di tutto". E in questa fase è proprio "il silenzio della proprietà" a preoccupare, come ha spiegato Massimo Zorelli dell'Associazione piloti Meridiana, "perché avvalla il comportamento del management che non si preoccupa dell'obsolescenza della flotta, mentre i clienti vengono ceduti pian piano a Eurofly, e gli interessi si spostano da Olbia". LA STRATEGIA Il territorio, però, come ha ricordato anche Vanni Sanna, assessore comunale delle Attività produttive (qualche incomprensione con Pizzadili sulla strategia per il futuro), non può accettare di perdere la seconda azienda sarda. E l'Unione Piloti ha assicurato, per bocca del suo presidente Massimo Notaro, che non accoglierà mai la richiesta di stato di crisi, perché "quando ho proposto all'azienda di prestare per un periodo un certo numero di piloti ad Air One, per alleggerire i costi di Meridiana, mi è stato risposto che non era possibile. Il che significa che la società non è in crisi e la loro richiesta, già arrivata informalmente, sarà rigettata". IL G8 Sono già in pista anche altri strumenti di pressione. La Geasar, società di gestione dell'aeroporto di Olbia, per i suoi progetti, non può prescindere dal Comune. E allora, ha spiegato il sindaco, non sarà possibile ottenere tutti i via libera, anche in vista delle attività legate al G8, se non ci sarà chiarezza sui progetti di Meridiana, casa madre di Geasar. "Saremo disponibili con Geasar se Meridiana sarà disponibile al confronto".

Torna all'inizio


Alitalia sospesa in Borsa a tempo indeterminato (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Procedura ue avviata ROMA. Primo via libera da Bruxelles all'inchiesta "formale e approfondita" per aiuti di Stato sui 300 milioni dati a Alitalia che la Commissione Ue aprirà l'11 giugno. "Non è una procedura di infrazione" ha precisato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, "semplicemente una richiesta di spiegazioni al governo italiano, che risponderà innanzitutto risanando Alitalia". In Borsa, le azioni della compagnia, i warrant, le obbligazioni convertibili e i derivati relativi rimarranno sospesi a tempo indeterminato, mentre procede la due diligence da parte di Intesa SanPaolo. Che potrebbe chiudere in una settimana l'analisi finanziaria per dedicarsi alla costruzione della futura struttura societaria. 07/06/2008.

Torna all'inizio


Bondi: "ho paura di volare" e chiede aiuto all'alitalia - antonello caporale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Un corso per il ministro della Cultura che non è mai salito su un aereo Bondi: "Ho paura di volare" e chiede aiuto all'Alitalia I viaggi via mare per incontrare moglie e figlio che vivono negli Stati Uniti ANTONELLO CAPORALE ROMA - Ci sarà un modo per sopire la paura e infine digerirla. Ci sarà qualcuno, si è detto Sandro Bondi, che mi aiuti a salire su un aereo e mi costringa a restare seduto, con le cinture allacciate. Fermo, dritto, composto. E mi ricordi quel che scriveva Spinoza: "la paura non può essere senza speranza". Solo chi subisce il terrore di volare può comprendere la straziante decisione del nostro ministro della Cultura. Nella sua vita stupefacente ha già sostenuto prove crudeli. Poco più che ragazzino al comando militare per gli obblighi di leva lo destinarono in Aeronautica: "Rimasi a terra tutto il tempo". Vent'anni dopo scoccò la scintilla, il grande amore per Berlusconi. Si trasferì ad Arcore e obbligò moglie e figlio a seguirlo. La consorte resistette alcuni anni, poi migrò lontano. Boston, America. "Prendo la nave per andare a trovarla". Coordinatore di Forza Italia, su e giù per lo Stivale: "Sapesse che strade, e quanti burroni?". L'innocua paura ha costretto quest'uomo gentile a sacrifici disumani, a notti insonni, e curve e cuccette puzzolenti. Fin quando ha potuto ha dunque resistito. Purtroppo però ogni resistenza si piega, ogni forza si consuma. Alla vista dell'agenda ministeriale, e delle mille miglia imposte dagli impegni di Stato, il più cocciuto, selvatico, irriducibile avversario dell'aereo ha chinato la testa. La sua resa non ha per fortuna testimoni, né occhi compassionevoli che possano raccontare lo sfinimento dell'anima e del suo corpo. Di propria volontà ha composto il numero del centralino dell'Alitalia. Sorella Alitalia, mi aiuti tu? Non c'era peggior momento per inoltrare la supplica. La compagnia di bandiera più sbeffeggiata, maltrattata e indebitata che si conosca si trova a dover sostenere, lei così debole e malnutrita, la debolezza altrui. Ma non c'era modo di sfuggire all'inossidabile gentilezza di Bondi, alla sua curialità maestosa, al linguaggio sussurrante. Bondi deve volare, è (anche) un affare di Stato. Voglia di volare è il programma di rieducazione al volo. Un mini corso tra le nuvole. Un evento simulato. Gruppi di dieci prendono posto in una carlinga e, wroom, decollano. Tutto finto, ma tutto quasi vero. I piloti illustrano il principio fisico che sostiene l'armatura d'acciaio in aria, e fior di psicologi consentono ai corsisti di governare la paura correggendone la rotta. In molti casi il training serve, e produce clienti. Restano fuori gli irriducibili, coloro che subiscono gli attacchi di panico anche da fermi. E urlano, sgomitano, si gonfiano di terrore. Il principio di precauzione (se il ministro dà in escandescenze? O, peggio, vomita? Oppure dice parolacce?) e il riguardo che si deve a un uomo di governo stanno consigliando la predisposizione di un corso personalizzato. Se così sarà, il corpo di Bondi forse verrà prelevato di notte al ministero e, in un hangar di Fiumicino, tradotto nella fusoliera di cartone. Cure amorevoli e attenzioni straordinarie, sperando che prenda coraggio e ritrovi in qualche parte della sua mente questa benedetta voglia. Che bello sarebbe se, in conferenza stampa, il ministro all'improvviso dicesse: "La prossima settimana sarò a Tokyo a inaugurare la mostra su Michelangelo".

Torna all'inizio


Com'è difficile volare la strana crisi di Meridiana Tra l'assalto delle low cost ed errori manageriali la compagnia dell'Aga Khan rischia di scomparire (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Com'è difficile volare la strana crisi di Meridiana Tra l'assalto delle low cost ed errori manageriali la compagnia dell'Aga Khan rischia di scomparire di Roberto Rossi / Roma VOLARE Non solo Alitalia. C'è un'altra società aerea che rischia di scomparire nei prossimi mesi. Ed è Meridiana, la compagnia con sede a Olbia di proprietà dell'Aga Khan. Una morte lenta e annunciata. "La compagnia è superata. Se non cambierà, morirà" ha detto qualche mese fa il suo discusso amministratore delegato Gianni Rossi. Ma rispetto ad Alitalia la crisi che sta attraversando Meridiana è strana. Il vettore non ha un problema di conti. Almeno non fino a questo momento. La crisi è di ruolo. O, meglio, di posizionamento sul mercato dove riescono a sopravvivere solo le low cost e i grossi gruppi. Meridiana chiuderà con tutta probabilità il bilancio 2007 in pareggio o con un lieve utile, ma il suo futuro è incerto perché non sa che cosa farà da grande. A determinare questa situazione concorrono vari fattori. Il primo è la perdita della continuità territoriale per la Sardegna. A partire dal 28 ottobre prossimo gli aeroporti di Milano-Malpensa, Bergamo-Orio al Serio e Roma-Ciampino saranno liberalizzati e aperti al traffico low cost da e per la Sardegna. Più concorrenza significa per Meridiana ripensare il suo business visto che in Sardegna il gruppo (che fattura 750 milioni circa) ha il 70% del mercato. Ci vorrebbe, quindi, un nuovo piano industriale. Che la società rimanda da quasi un anno. L'ultima data fissata è il 19 giugno prossimo. In quell'occasione Rossi dovrebbe scoprire le carte. E si vedrà come ridare fiato al gruppo. Che attualmente possiede 21 aerei. Di questi 17 sono Md80. Veloci, affidabili ma vecchi e costosi, perché bruciano il 30% in più del carburante rispetto ai più moderni Airbus o Boeing. Con il petrolio attorno ai 130 dollari il loro costo è insostenibile. La flotta andrebbe ammodernata per sostenere la concorrenza. Secondo i sindacati servirebbero almeno 20 aerei per un costo di poco inferiore ai 4 miliardi di euro. Da indiscrezioni, invece, il piano, ideato dalla società di consulenza Roland Berger, si incentrerà sul contenimento dei costi. In una parola: esuberi. Che dovrebbero riguardare non solo i 1500 lavoratori circa di Meridiana (solo 1000 in Sardegna), ma anche i 700 della controllata Eurofly. Il braccio di ferro con i sindacati si annuncia, quindi, duro. Il prossimo 10 giugno è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore su tutto il territorio nazionale per i dipendenti del gruppo (compreso Eurofly). I sindacati temono che il management voglia scaricare sui lavoratori colpe sue. E in particolare di Rossi. Manager controverso. Secondo fonti interne, tra lui e il gruppo dirigente della società non correrebbe buon sangue. Rossi, che è amministratore delegato dal 2005, ha coinvolto la società in operazioni finanziarie non convincenti. Come l'acquisto, nel settembre del 2006, del 15% di Aeroporti di Firenze (per oltre 21 milioni e duecento mila euro) che ha depauperato finanziariamente la compagnia senza una contropartita, visto che non sono stati stipulati patti parasociali a copertura dell'investimento. Oppure come, nel dicembre dello stesso anno l'acquisto del 29,9% di Eurofly, società di cui Rossi, che in Meridiana aveva ricoperto fino al 2000 il ruolo di direttore finanziario, era stato consulente. Anche questo un affare poco lungimirante visto che Eurofly è un pozzo senza fondo (nel 2007 ha perso oltre venti milioni di euro). Che inghiotte, tra l'altro, anche i soldi di Meridiana. Qualche mese fa, per esempio, Rossi ha conferito a Eurofly il 50% di Wokita e Sameitaly che sono il portale turistico on-line e la società di vendita dei biglietti che fa capo a Meridiana. Una sorta di ricapitalizzazione fittizia. Questa stasi dell'azienda sta provocando contraccolpi. Giovedì sera a Olbia si è avuto un infuocato incontro tra azienda e consiglio comunale. Che teme ripercussioni sul territorio. Come uscirne? Secondo fonti industriali l'Aga Khan starebbe pensando a un'integrazione con Air One. Ci sarebbero stati contatti la scorsa settimana. E visto il gruppo di Toto sta rientrando nella partita Alitalia è possibile anche che la cordata italiana parli anche un po' d'arabo.

Torna all'inizio


Montezemolo e Della Valle a Banca Intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Vertice sui treni Montezemolo e Della Valle a Banca Intesa Nel giorno del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, la visita congiunta di Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo ha fatto pensare subito ad Alitalia. E invece, non di aerei ma di treni si sarebbe parlato. In particolare, dei treni veloci di Nuovo Trasporto Viaggiatori, la società co-fondata da Montezemolo e Della Valle nel 2007, mentre l'istituto guidato da Corrado Passera detiene il 20% da gennaio.

Torna all'inizio


Alitalia, la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La compagnia Ieri consiglio di Intesa mentre prosegue la due diligence Alitalia, la riserva di Colaninno: solo con Air France o Lufthansa Sarebbe la condizione posta per l'impegno da capo cordata Il padrone della Piaggio in quel caso pronto a investire 300 milioni. Le perplessità sull'apporto della sola AirOne Viaggio in Cina MILANO - Di un suo impegno diretto, patrimoniale e manageriale in Alitalia, Roberto Colaninno, parlerebbe volentieri con chi di dovere. Nelle stanze della politica, come ai piani alti della finanza italiana. Il condizionale resta d'obbligo perché, a tutte le parti presenti e future sedute al capezzale dell'avionica italiana, avrebbe posto una condizione vincolante per ora non assolta: che oltre all'italiano si parli una lingua europea. Tedesco o francese, tanto per essere chiari, perché solo Lufthansa e Air France risultano credibili come partner industriali dell'operazione che, finita l'analisi dei dati finanziari e industriali, Intesa Sanpaolo, di cui ieri si è riunito il consiglio di gestione, proverà a costruire. L'industriale mantovano condivide con l'advisor e i consulenti che lavorano al dossier un asserto fondamentale: il piano industriale è indispensabile per immaginare un impegno finanziario e una sua discesa in campo nel complicato ruolo del risanatore industriale. In tempi di petrolio record che sta falcidiando i profitti delle compagnie di mezzo mondo, Colaninno avrebbe espresso però un orientamento netto: non c'è spazio per immaginare un'autonomia, uno stand alone foss'anche temporaneo e transitorio, per Alitalia. In altre parole, l'ipotesi di fare un primo passaggio di risanamento e rilancio della Magliana per poi procedere a un ingresso straniero nel giro di un anno, non convincerebbe il patron di Piaggio. Che non si lascerebbe convincere neppure dall'ipotesi di un'aggregazione preventiva dell'AirOne di Carlo Toto in Alitalia che, a giudizio di Colaninno, avrebbe forse il vantaggio di ricostituire una quota di mercato complessiva degna di una compagnia nazionale, ma non potrebbe che posticipare l'alternativa fondamentale: la crisi irreversibile della Magliana, o la sua "salvezza" all'interno di un percorso di consolidamento non dissimile a quello in corso nelle telecomunicazioni - che a fine percorso lascerà in piedi due o tre grandi compagnie europee in grado di competere nel mondo. Ed è da questa analisi industriale e della contingenza economica di medio periodo che l'imprenditore mantovano fa discendere la precondizione fondamentale: che Air France o Lufthansa scendano in campo in modo aperto, chiaro e significativo, coi loro investimenti diretti e mettendo in campo il network internazionale propri dei leader globali che sono. Se questo avverrà, lascia intendere chi lavora al dossier, Colaninno è disposto a un investimento che può arrivare fino a trecento milioni di euro, e all'impegno personale ai vertici della compagnia. Intanto, col top management di Piaggio, partirà lunedì per Cina e Vietnam, per proseguire nel percorso di crescita già intrapreso in Estremo Oriente. Aspettando, senza troppe ansie, che dall'Europa qualcuno si faccia vivo. Jacopo Tondelli Roberto Colaninno.

Torna all'inizio


78% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-07 num: - pag: 32 categoria: BREVI -78% Il calo delle quotazioni Alitalia negli ultimi tre anni. Lo scorso mercoledì sono state sospese le contrattazioni in Borsa. Solo nell'ultimo mese il titolo ha perso il 26% circa del proprio valore sul listino.

Torna all'inizio


Malpensa, uno spiraglio per aprire nuovi slot (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Festival dell'ambiente Incidente: l'auto blu del ministro urta un pedone Malpensa, uno spiraglio per aprire nuovi slot Incontro Moratti-Frattini. Fuksas: Milano sull'Expo non ha idee Il ministro: "C'è una richiesta di Sea e del sindaco e la disponibilità dei Paesi. Alitalia? E' un'altra cosa" Malpensa, G8-Expo, la cooperazione internazionale con le isole del Pacifico. Succedono strane cose al Festival dell'Ambiente. Che per esempio, il ministro degli Esteri, Franco Frattini (dopo che la sua auto blu rischia di mettere sotto un pedone) ridia un filo di speranza all'hub varesino. Lo fa accogliendo la richiesta del sindaco Letizia Moratti di rivedere gli accordi bilaterali con 25 Paesi ansiosi di poter utilizzare Malpensa. "Sottoporrò subito la richiesta di Sea e dei 25 paesi al ministro dei Trasporti - attacca Frattini - ci attiveremo molto rapidamente". "Il ministro Frattini - replica la Moratti - ha accolto ciò che il governo Prodi non aveva mai capito riguardo alla possibilità di negoziare accordi bilaterali". E a chi chiede se questo è il capitolo finale del divorzio Alitalia-Malpensa, il ministro risponde: "C'è una richiesta della Sea, del sindaco Moratti e c'è la disponibilità dei Paesi a contrattare le rotte su Malpensa. Poi c'è il problema di Alitalia, ma è un'altra cosa ". Soddisfatto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Bene l'impegno del governo". Frattini annuncia anche che l'Expo avrà un ruolo nel fissare l'agenda delle priorità per il G8 del 2009, quando la presidenza sarà affidata all'Italia: "Perché - spiega il capo della diplomazia italiana - le priorità del G8 sono le stesse individuate dall'Expo: dallo sviluppo sostenibile, all'ambiente, alla crisi alimentare ". Ma sull'esposizione si accende la polemica. "Non c'è ancora nessun progetto e purtroppo nessuna idea, salvo il tema, e questa è una cosa drammatica - attacca l'architetto Massimiliano Fuksas, intervenuto stasera a un dibattito a Milano. In ogni caso Fuksas Aeroporto Nello scalo aeroportuale di Malpensa potrebbero arrivare nuove rotte, indipendenti da Alitalia spiega di non avere nessuna ambizione di partecipare alla progettazione del futuro sito per l'Expo: "Non voglio fare nulla - dice l'architetto - per nessun motivo". E infine la cooperazione internazionale. Governo e Comune siglano un accordo di collaborazione con le isole del Pacifico che ha come scopo la mitigazione dei disastri causati dai cambiamenti del clima. Due progetti, uno da 8,5 milioni, l'altro da 5,5 milioni. Maurizio Giannattasio La Sea Il presidente della Sea, Bonomi: "Bene l'impegno del governo".

Torna all'inizio


Veltroni e la sfida alla camorra In piazza nel regno dei Casalesi Accordo con Maroni su misure anticrimine, distanti sull'immigrazione Il leader Pd sul governo: Poche cose buone e (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Veltroni e la sfida alla camorra In piazza nel regno dei Casalesi Accordo con Maroni su misure anticrimine, distanti sull'immigrazione Il leader Pd sul governo: "Poche cose buone e tanta demagogia" di Bruno Miserendino / Roma DIVISI sul reato di immigrazione clandestina, d'accordo sul che fare per riconquistare allo Stato i territori dove impazza la camorra. Ieri Veltroni, accompagnato da due neosenatori ma ex prefetti come Serra e De Sena, ha incontrato per un'ora al Viminale il ministro Maroni e il sottosegretario Mantovano e ha spiegato perchè il Pd organizza per oggi una manifestazione anticamorra a Casal Di Principe, nel regno dei Casalesi. Veltroni tiene molto a questa sfida e ha chiesto al capo della polizia Manganelli, anche lui presente all'incontro, di non distogliere le forze dell'ordine dai normali compiti di controllo e pattugliamento: "Insomma non vogliamo scorta". Ovvio, sul reato di immigrazione clandestina le posizioni restano distanti, ma si avvicinano sulle due proposte con cui Veltroni vuole corrredare la giornata di Casal Di Principe, e a cui il ministro ha dato l'assenso: "un patto per la sicurezza" a Caserta, per rafforzare l'azione di istituzioni locali e forze di polizia, e la creazione di una "stazione unica appaltante" per spezzare l'intreccio tra imprenditori e criminalità. Maroni, ha detto Veltroni al termine dell'incontro, "si è detto favorevole e quindi si concretizzeranno e mi sembra un modo giusto per considerare il rapporto fra governo e maggioranza". "Andiamo in questa direzione", ha confermato Maroni. È la riprova, dicono al Pd, che "sulle cose serie il dialogo c'è". C'è un po' meno sulle misure bandiera, come il reato di immigrazione clandestina, sull'Ici, la vicenda Alitalia e alcune delle promesse del ministro Tremonti in versione Robin Wood. Veltroni lo spiega più tardi a Matrix: "Un giudizio sul governo? Per adesso tanti annunci. Alcune cose condivisibili altre assolutamente no". Però il leader del Pd, nonostante tutto, rivendica la giustezza della sua linea, dialogo sulle regole, confronto duro sulle cose: "Capisco - dice - che sia più spettacolare tirarsi i pesci in faccia, ma la situazione obiettivamente difficile del Paese richiede un impegno comune". Le cose condivisibili tuttavia, non sono molte, a sentire il leader del Pd. E c'è una luna di miele, vera o indotta, che oscura la realtà: "Certe volte - dice - la politica italiana sembra il finale di "Otto e mezzo", con tutti che cantano e suonano...". Ce l'ha con Tremonti e la sua promessa di far pagare più tasse a banchieri e petrolieri. "Noi - aggiunge - siamo d'accordo con l'idea di tassare quelle aree che hanno maturato posizioni di privilegio, tutto quello che serve alla redistribuzione sarà sostenuto, purchè non sia come l'abolizione dell'Ici, che viene finanziata prendendo i soldi per le infrastrutture nel Mezzogiorno. Qui siamo in un altro campo, quello della demagogia". Il tema del giorno, tuttavia, resta la sicurezza. Veltroni ne parla a più riprese, anche se nell'incontro con Maroni l'argomento è stato solo accennato. "Oggi - dice il leader del Pd ad una iniziativa dei giovani del partito insieme alla 26enne deputata Pina Picierno - prevale un ceto politico che vive alimentando la paura". "È stato un grande errore per lo schieramento democratico - ammette Veltroni - sottovalutare questo problema, a noi spettava il compito di dare risposte non xenofobe e non razziste, che sono invece racchiuse nell'idea del reato di clandestinità". Quella misura, dice Veltroni, è solo ideologia, non realizzabile: "Che facciamo? Prendiamo quelli che sbarcano a Lampedusa e li mettiamo nelle carceri che già scoppiano? Fra qualche settimana si vedrà che queste misure non avranno effetto e capiremo che occorrono risposte più complesse". Il compito della politica per Veltroni "non è conformarsi allo spirito del tempo", ma affrontare la complessità. E il Pd deve saper "rompere il clima di paura, riaprire al senso di solidarietà". E a proposito di giovani, difende le sue scelte di rinnovamento: "Abbiamo bisogno che affluiscano forze nuove, ma non i bonsai di quello che è stato prima, abbiamo bisogno di giovani che usino altri linguaggi rispetto a quelli di chi ha fatto nascere il Pd". Messaggio: "Noi abbiamo cominciato il rinnovamento, anche un pò bruscamente, ma io non ho nessun rimpianto per scelte coraggiose che dobbiamo continuare a fare". Anche la scelta di manifestare a Casal Di Principe, nel regno dei Casalesi lo è. In Campania il Pdl accusa Veltroni di demoagogia, ma la realtà è che nessun altro partito avrebbe il coraggio di manifestare e gridare il suo no nel luogo dove è stato ucciso pochi giorni fa Michele Orsi.

Torna all'inizio


<Malpensa, 25 Paesi pronti a rilanciarla> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 135 del 2008-06-07 pagina 6 "Malpensa, 25 Paesi pronti a rilanciarla" di Giannino della Frattina Il sindaco: "Il governo ha accolto le nostre richieste, le stesse che Prodi non ha ascoltato". La Farnesina: "L'Expo di Milano è un modello per la presidenza italiana del G8 nel 2009" Buone notizie per Malpensa. "Ci sono almeno venticinque Paesi che vogliono utilizzare l'aeroporto come hub o come scalo per le loro compagnie". Ad annunciarlo ieri il sindaco Letizia Moratti dopo un incontro privato con il ministro degli Affari esteri Franco Frattini a margine del Festival dell'ambiente. Di qui la richiesta al ministro di "avviare al più presto negoziati bilaterali per concretizzare queste richieste e occupare il maggior numero possibile di rotte dopo l'abbandono di Alitalia". Immediata e positiva la risposta. "Parlerò con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli - la replica del numero uno della Farnesina - per dare attuazione concreta a questa domanda. Poi attiveremo i nostri ambasciatori e quelli dei diversi Paesi interessati alle trattative". I tempi tecnici infatti, spiega la Moratti, non saranno brevi "ed è anche per questo che ringrazio il ministro per la sollecitudine con cui ha accolto la nostra richiesta". I diritti di decollo, infatti, si vendono stagione per stagione e di mezzo c'è anche il via libera di Assoclearence che gestisce gli slot aeroportuali. "Bisogna far presto - l'invito della Moratti - Noi e la Sea non abbiamo mai chiesto aiuti e nonostante i problemi abbiamo deciso di confermare il milione di euro di investimenti già stabiliti. E certamente questa è per Malpensa una prospettiva di grande sviluppo". Durissima la stoccata al centrosinistra. "Il ministro Frattini - aggiunge il sindaco - ha accolto ciò che il governo Prodi non aveva mai capito riguardo alla possibilità di negoziare accordi bilaterali per nuovi voli. Purtroppo ciò che abbiamo sempre sostenuto nei mesi scorsi si è verificato: il ridimensionamento di Malpensa non ha portato alcun beneficio a Fiumicino. Lo scalo ha perso l'80 per cento dei voli di Alitalia e Fiumicino ha recuperato solo l'11". Ma Milano sarà al centro dell'agenda non solo per questo. Il ministro Frattini, infatti, ha spiegato che "tutela ambientale, sviluppo sostenibile, sicurezza alimentare ed energie rinnovabili", i temi messi al centro del dossier per la candidatura all'Expo, saranno inseriti dal governo come temi prioritari nel 2009, anno in cui all'Italia toccherà la presidenza del G8. "Noi - spiega - consideriamo l'Expo 2015 come un avvicinamento ed un modello per le tematiche che saranno affrontate al G8". Per quanto riguarda più specificatamente l'esposizione universale, il capo della diplomazia riferisce che la Farnesina coordinerà tutti gli interventi di cooperazione realizzati durante la fase preparatoria da Comune, Regione e dagli altri ministeri interessati. Inoltre "il governo sta preparando un decreto legge per realizzare le strutture che dovranno accompagnare la fase preparatoria dell'Expo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Profondo rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Profondo rosso dopo i rifiuti di Napoli e l'alitalia, la più grave emergenza per il governo ROMA BATTE CASSA Capitale piena di debiti, Alemanno chiede soldi, la Lega non ci sta Sette miliardi di debiti e lo spetto del default del Comune: così Roma si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale. L'allarme lanciato da Alemanno mette in imbarazzo il vecchio corso veltroniano. Per evitare il commissariamento, il sindaco ha chiesto 1,2 miliardi al Tesoro, facendo insorgere la Lega. Nel frattempo, dentro lo stato maggiore del Pdl (Berlusconi compreso) c'è molta insofferenza nei confronti di Alemanno. A dispetto della crescente popolarità, il sindaco è stato attaccato ieri dal Giornale , che lo ha accusato di "continuismo" rispetto al passato. Dentro FI e anche in An, si sospetta che Alemanno lavori per raccogliere attorno a sé il dissenso nei confronti del partito unico. Cappellini e Labate a pagina 4 07/06/2008.

Torna all'inizio


Sondaggi lo vuole ministro degli esteri ue per disinnescare la sfida nel pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Sondaggi lo vuole ministro degli esteri ue per disinnescare la sfida nel pd Veltroni cerca una poltrona europea per D'Alema "Se non puoi batterlo, fattelo amico", recita il noto motto. "Se non puoi fartelo amico, trovagli un posto in Europa", suggerisce la chiosa all'italiana. Una variante che deve essere ben chiara a Walter Veltroni, se è vero che negli ultimi tempi il leader del Pd si sta muovendo per far ottenere a Massimo D'Alema un importante incarico a livello continentale: un modo per impreziosire il già ricco curriculum dell'ex ministro degli Esteri, e soprattutto di sottrarlo in via definitiva allo scontro interno al Pd, dove il fronte dalemiano resta il più critico sulle mosse (o "i continui errori", come si preferisce dire da quelle parti) di Veltroni. E l'occasione è data dalla nuova governance che l'Europa si darà a partire dal 2009 come previsto dal trattato di Lisbona, che istituisce la nuova figura del presidente del Consiglio europeo, ma anche quella dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. In due parole, il ministro degli Esteri dell'Ue. La casella ideale per gli interessi di D'Alema. Il quale, per quel che trapela dal quartier generale della fondazione Italianieuropei, è a conoscenza dell'attivismo di Veltroni e certo non è insensibile all'ipotesi di una carriera europea. La strada non è spianata, ma nemmeno così impervia. Molto dipenderà da chi sarà il presidente del Consiglio europeo, perché la lottizzazione di Bruxelles impone, per le due poltrone in questione, un ticket popolar-socialista. Se per la principale dovesse farcela Blair, è impensabile che arrivi dal Pse anche il titolare degli Esteri. Viceversa, dovesse prevalere il fronte antiblairiano capeggiato da Angela Merkel, e che ha nel lussemburghese Jean-Claude Juncker il suo candidato alla presidenza, le possibilità di D'Alema salirebbero molto. La concorrenza non è infatti così folta. Il competitor numero uno è il socialista Solana, che ha opzionato la permanenza nel ruolo che, di fatto, già occupa con la benedizione del premier Zapatero. Ma la lunga militanza di Solana potrebbe anche rivelarsi un handicap. L'agenda di Veltroni di questi giorni è molto europea. L'altroieri ha incontrato Martin Schulz, presidente del gruppo socialista a Strasburgo. Lunedì l'ex sindaco di Roma sarà a Berlino conferenza promossa dal Pse e dall'Spd sul futuro delle socialdemocrazie europee. Il primo nodo da sciogliere in queste sedi di discussione è la collocazione continentale del Pd in vista della tornata elettorale del prossimo anno, ma è probabile che Veltroni ne approfitti anche per tastare il terreno sulla candidatura D'Alema, che ovviamente, in caso di decollo, entrerebbe di forza nell'ordine del giorno del dialogo con Berlusconi e il centrodestra. Questo scenario non basta comunque a placare il malumore dell'ex presidente Ds sulla situazione attuale. Sotto accusa resta ancora la linea del Pd verso l'esecutivo, considerata troppo incerta e spericolata nella sua alternanza di attacchi sul merito (vedi Alitalia e reato di immigrazione clandestina) e incontri semi-clandestini (vedi abboccamento Letta-Veltroni alla Camera). E prosegue la strutturazione della corrente. Dopo il rilancio della fondazione, i seminari e il varo della tv via satellite, è in preparazione anche un quotidiano on line. (Cappe) 07/06/2008.

Torna all'inizio


Conti per evitare il commissario (7 miliardi di debiti) (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Conti per evitare il commissario (7 miliardi di debiti) Il sindaco chiede 1,2 miliardi al Tesoro Dopo Alitalia e i rifiuti in Campania, il crac di Roma - 7 miliardi di euro di debiti e lo spettro del default del Comune - si avvia a diventare la nuova emergenza nazionale. E, al pari della altre due vicende, è una faccenda ingarbugliata, con ricadute e responsabilità che investono entrambi gli schieramenti politici. L'allarme lanciato dal neo-sindaco Gianni Alemanno non è infondato: il debito c'è davvero. Sono entrate in scadenza le prime rate dei mutui per tutte le grandi opere avviate negli anni scorsi (dalla metropolitana al raddoppio di alcune vie consiliari), le casse comunali sono troppo leggere per affrontare la spesa corrente e la ragioneria comunale ha diramato una circolare per bloccare tutte le uscite da dipartimenti e municipi. La situazione è grave. Lo sa bene Marco Causi, ex assessore al Bilancio della gestione Veltroni, sebbene parli di "forzatura politica" e attribuisca il problema a "un debito ereditato dagli anni ottanta dai trasporti pubblici aggravato da alcune novità, come il rialzo dei tassi d'interesse". E lo conferma Umberto Marroni, capogruppo del Pd in consiglio comunale. "Negare il problema è impossibile - spiega Marroni - ma è la scoperta dell'acqua calda. Questo non è un buco, bensì la conseguenza finanziaria del piano investimenti". E sarà proprio questa, cioè la finalità virtuosa del gigantesco debito accumulato, la linea su cui si attesterà la difesa di Walter Veltroni, preoccupatissimo che sul suo "modello Roma", dopo la scure elettorale, si abbatta anche quella del default finanziario. Ma la questione investe in pieno anche gli equilibri del centrodestra. L'allarme sui conti lanciato da Alemanno ha infatti due finalità: da un lato chiudere con successo l'operazione di revisionismo sulla stagione veltroniana, certificando il fallimento strutturale della gestione precedente e facendo tabula rasa del passato, non diversamente da come fece lo stesso Francesco Rutelli quando nel 1993 si insediò al Campidoglio dopo Tangentopoli e le ultime disastrose giunte Dc-Psi. D'altra parte, però, dietro il crac romano si è aperta la prima grande trattativa all'interno della nuova maggioranza di governo, perché Alemanno - in questo al pari di Veltroni - non ha alcun interesse a commissariare il comune e quindi, di fatto, a dichiarare chiusa in partenza la sua esperienza di sindaco. Ecco perché Veltroni, rassicurato da Gianni Letta su una soluzione governativa, per ora resta alla finestra. Ed ecco perché, sull'altro fronte, Francesco Storace va all'attacco, prima ancora che del leader del Pd, del suo ex compagno in An: "Il sindaco - dice Storace - ha il dovere di raccontare quello che ha trovato nella cassa comunale senza rincorrere i consigli di chi gli sussurra di coprirsi a sinistra". Chiede soldi, Alemanno. E li chiede a un governo amico, di cui fa parte però anche la Lega. "Non può pagare sempre Pantalone", diceva ieri Roberto Cota. Il capogruppo del Carroccio alla Camera si riferiva a un intervento del governo per la questione rifiuti, ma il ragionamento vale anche per Roma. La trattativa, però, è già avviata. La prima ipotesi al vaglio del ministro dell'Economia Giulio Tremonti - da sempre più vicino alla sensibilità padana che al "partito di Roma" oggi espresso sull'asse Letta-An - è uno stanziamento straordinario di 300 milioni, che permetta al Comune di compensare il mancato introito Ici (quasi 200 milioni di euro), con cui negli ultimi anni la giunta Veltroni ha potuto assestare il bilancio in corso d'opera. Ma il subgoverno romano, l'ultima nicchia in cui An conserva autonomia e visibilità, punta a chiudere una transazione ben più significativa: 1,2 miliardi di euro, questo è il riconoscimento che il sindaco chiede al governo con un decreto per la nuova Roma capitale. Una cifra che consentirebbe di tamponare l'emergenza e aprire margini di manovra alla nuova giunta. La terza ipotesi è mettere il comune in mano al ministero di via XX Settembre e scaricare lì tutti i miliardi di euro di ammanco. "Se ne parlerà dopo il 16 giugno, quando avremo cifre chiare", ha tagliato corto il sindaco. Ma, come detto, nessuno vuole arrivare a questo punto.Tremonti compreso, il quale ieri ha fatto capire di essere pronto a fare la sua parte: "Senza Roma Capitale d'Italia, l'Italia non si può costituire", ha motteggiato il ministro citando Cavour. L'intervento per Roma crea non pochi imbarazzi a Berlusconi. Se lo si condiziona alla dichiarazione di bancarotta del veltronismo, salta il dialogo tra i poli. Se lo si concede senza guerre, si apre una crepa nella maggioranza. Il governo centrale che interviene per salvare la capitale dal fallimento non è un bello spot per il federalismo fiscale, tanto più che parte del dissesto romano è causato dai quasi 2 miliardi di euro di trasferimenti che il Comune attende ancora dalla regione guidata da Piero Marrazzo, già a sua volta alle prese con un complicato piano di rientro del debito sulla spesa sanitaria. 07/06/2008.

Torna all'inizio


Intesa sanpaolo perplessità sull'investimento <per amor di patria> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Intesa sanpaolo perplessità sull'investimento "per amor di patria" Passera gioca d'azzardo e scommette al buio su Alitalia La sfida è di quelle importanti e la posta in gioco continua a salire. Per Intesa Sanpaolo, e soprattutto per il suo amministratore delegato Corrado Passera, Alitalia rappresenta una grande chance. Ma anche, al contrario, il rischio di finire in un vicolo cieco. Le premesse finanziarie e politiche per l'intervento ci sono. Sono legate all'esigenza di assicurare un futuro ad Air One, e di conservare quindi la prospettiva di rientrare dei prestiti concessi, e anche a quella di schierare la banca al servizio del paese, come già avvenuto, in un contesto diverso e con un altro governo in carica, nell'operazione Telecom. Il nodo ancora tutto da sciogliere è invece quello industriale. E, su questo fronte, la strada è ancora tutta in salita. A maggior ragione quando ancora non è accertata la consistenza reale della débacle finanziaria. Lo sa bene Passera, che ha accettato una scommessa al buio, e lo sanno bene gli altri consiglieri della banca, a cui l'amministratore delegato ieri ha illustrato a grandi linee i margini di manovra nell'operazione. Trovando interlocutori attenti e un fuoco incrociato di richieste di chiarimento. Al vertice della banca, riferiscono infatti fonti bene informate, le perplessità non mancano, così come emergono sensibilità diverse nell'approccio alla partita. Il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, si è limitato ad assicurare che "non sono fondate" le voci che si rincorrono sulle sue presunte divergenze con Passera. Ma è un fatto, e non un'illazione, che la banca si sta muovendo in uno scenario denso di incognite. A fronte di un possibile impegno da 300-500 milioni di euro, ci sono ancora da limare alcuni aspetti del mandato con cui opera, va individuata una strategia credibile per coinvolgere un partner internazionale e, soprattutto, va verificata la possibilità di un rilancio senza ricorso alle procedure fallimentari, assicurando quindi la continuità aziendale. Tutte variabili che, al momento, non consentono a Passera di rassicurare fino in fondo i suoi azionisti. Senza dimenticare che la banca, nella insolita veste di un advisor che ha già partecipato alla corsa per la privatizzazione e che è candidato a vestire anche i panni dell'acquirente, è necessariamente soggetta a una sovraesposizione. In sostanza, è la preoccupazione che ricorre ai piani alti della banca di Ca' de Sass, un fallimento dell'operazione Alitalia comporterebbe serie ripercussioni anche in termini reputazionali. Per questo, sono in molti a consigliare a Passera di procedere con cautela, evitando di mettere in piedi l'operazione senza la certezza di poter coinvolgere una grande compagnia internazionale. Sia essa Lufthansa, come suggerirebbe il canale privilegiato che passa per Air One, o Air France, visti i recenti auspici rilanciati da Berlusconi e Tremonti. Al contrario, lo schema che sembra prospettarsi prevederebbe la costituzione di una newco, in cui sarebbe conferita la compagnia di Carlo Toto, con la partecipazione, dietro la capofila Intesa SanPaolo, di banche estere e imprenditori italiani come Colaninno e Ligresti. A una fase di ristrutturazione, che si annuncia dolorosa soprattutto sul piano occupazionale, seguirebbe il rilancio con l'ingresso del partner internazionale. Il rischio, che non sfugge a chi è chiamato a investire "per amore di patria", come ha chiarito il patron di Geox Moretti Polegato, è quello di traghettare la compagnia verso un fallimento posticipato. Intanto, i tempi stringono. La ricognizione sui conti deve essere ultimata entro venti giorni, prima dell'assemblea di Alitalia, e le condizioni finanziarie della compagnia peggiorano di giorno in giorno. Meno pressante, invece, si prospetta il confronto con Bruxelles, che impegnerà il governo e il ministro dell'economia in prima persona. L'inchiesta "formale e approfondita" sul prestito ponte concesso ad Alitalia, che la Commissione dovrebbe aprire l'11 giugno, ha avuto ieri il via libera dei capi di gabinetto dei commissari europei. Ma, considerato quanto prevede la procedura, non ci sarà alcuna sanzione per almeno diciotto mesi. Come calcolato con ampio anticipo dall'avveduto Tremonti e come certificato ieri dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Ci sarà uno spazio che ci permetterà di rilanciare Alitalia". A patto, però, che Passera vinca la sua scommessa. 07/06/2008.

Torna all'inizio


PIER Ferdinando Casini spiega quali sono i rapporti con il governo Berlusconi e quali saranno i s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

PIER Ferdinando Casini spiega quali sono i rapporti con il governo Berlusconi e quali saranno i sì e i no che l'opposizione centrista dirà al Cavaliere. Dice: "Adesso fa il democristiano, ed è un fatto positivo; bisogna vedere se lo è realmente". È quanto l'Udc intende verificare, facendo un'opposizione seria e non sfascista, come ha sempre detto. Sull'abbraccio bipartitico tra Berlusconi e Veltroni il leader centrista ha grandi dubbi: "Berlusconi ha inventato una finzione di bipartitismo e ha bisogno che qualcuno gli faccia da sponda. Veltroni deve stare attento a non scottarsi". Casini promuove il pacchetto sicurezza ma è contrario al reato di immigrazione clandestina; annuncia il voto contrario al decreto Alitalia; approva il decreto sui rifiuti ma non la superprocura; e sospende il giudizio sul decreto fiscale. Avanti con il nucleare, ma attenti al federalismo lombardo: "Bisogna rovesciare l'approccio: prima si diano le competenze agli enti locali poi le risorse". E non il contrario come vuole la Lega.

Torna all'inizio


ROMA Il ministro Tremonti difende la sua Robin Hood tax, l'imposta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSSELLA LAMA ROMA Il ministro Tremonti difende la sua Robin Hood tax, l'imposta straordinaria sui profitti delle società petrolifere. E ribadisce che anche le banche saranno più tassate attraverso "una rimodulazione degli imponibili". L'occasione per ribadire l'intenzione a procedere su questa strada è stata la visita a Roma della sua collega Christine Lagarde, in vista dell'inizio del semestre di presidenza francese della Ue. "Abbiamo già comunicato formalmente alle parti sociali l'idea di tassare i profitti di regime" ha detto Tremonti ai giornalisti. "E' un'ipotesi finanziariamente ortodossa e moralmente corretta". Lo scorso fine settimana, a Lussemburgo per l'Ecofin, il ministro dell'Economia ha parlato del giro di vite fiscale che si appresta a fare sui profitti dei petrolieri. E da due Commissari, McCreevy per la Concorrenza e Almunia per gli Affari economici e monetari, ha avuto l'assicurazione che è compatibile con le norme europee. Quindi "non si sono ostacoli dalla Ue". Inoltre in Europa c'è chi lo ha già fatto. "Abbiamo trovato un precedente recente nel governo britannico che tre anni fa ha introdotto un'imposta straordinaria per finalità di perequazione sociale". La Francia si muove invece diversamente. Parigi è stata stoppata dalla Ue nella sua proposta di un tetto generalizzato in Europa all'Iva sui prodotti petroliferi, in modo da calmierare i prezzi al dettaglio. E in casa- ha spiegato la Lagarde, "non ci muoviamo sulla stessa linea" di Tremonti. "Siamo nella logica del negoziato e della solidarietà. La compagnia Total, ad esempio, ha finanziato un bonus per le famiglie disagiate". E' proprio di questi giorni la notizia delle pressioni di Sarkozy sulla compagnia petrolifera nazionale affinchè aumenti il contributo al Fondo si solidarietà per le famiglie più in difficoltà. Sempre sull'argomento Madame Lagarde ha informato che il presidente francese ha già contattato il direttore generale dell'Fmi. La questione dell'utilizzo delle rendite petrolifere va affrontata anche a livello internazionale "e serve maggior trasparenza". Nel corso dell'incontro si è parlato di come rafforzare la cooperazione tra autorità di vigilanza europee perchè "obiettivo prioritario della presidenza francese è la stabilità dei mercati", ha detto la Lagarde. Si è parlato di crescita e di occupazione, "ma non di Alitalia", ha assicurato Tremonti.

Torna all'inizio


ROMA - Il prestito-ponte del governo ad Alitalia è incompatibile con il mercato comune (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - Il prestito-ponte del governo ad Alitalia è "incompatibile con il mercato comune" e l'esecutivo ha un mese di tempo per fornire a Bruxelles tutte le osservazioni che riterrà opportune compresa "ogni informazione utile circa l'utilizzo da parte di Alitalia della facoltà di imputare il prestito-ponte sui capitali propri permettendo alla Commissione di analizzarne la natura esatta". È questo il punto sul quale mercoledì prossimo Bruxelles avvierà la procedura di indagine secondo la comunicazione preparata dal neocommissario ai trasporti Antonio Tajani. Il futuro della compagnia dipende dalla possibilità di rilancio in "continuità aziendale" che Intesa Sanpaolo accerterà in tre settimane di verifica. Come prevede il mandato di advisor. Ieri Gaetano Miccichè avrebbe avuto una lunga riunione col team che, rientrato da Roma, si sarebbe portato dietro le carte sulla base delle quali compiere la ricognizione. Il piano di salvataggio sul quale coinvolgere gli investitori verrà impostato tenendo presente la situazione dei conti. Se ci sarà un solo compratore Intesa potrebbe investire nell'operazione, altrimenti dovrà restare al palo per evitare conflitti di interesse. Corrado Passera che ieri mattina avrebbe dato un'informativa al consiglio di gestione sul dossier, avrebbe iniziato a sondare alcuni degli imprenditori individuati da Bruno Ermolli da coinvolgere in una newco. Ieri Mario Moretti Polegato della Geox ha detto che "qualora ci venisse chiesto, per amore dell'Italia, potremmo intervenire". Uno dei punti fermi dovrebbe essere Roberto Colaninno in procinto di partire per il Vietnam e la Cina per motivi di lavoro legati alla Piaggio. Colaninno comunque subordina il suo intervento all'individuazione possibilmente da subito di un partner estero, con preferenza Lufthansa cui affidare la cloche. Questa posizione non dà spazio ad Air One che pure è interessata. Tornando al documento di apertura di infrazione della Ue, rivelato da Radiocor, i dubbi della Commissione europea sulla compatibilità con le norme sugli aiuti di Stato del prestito-ponte di 300 milioni di euro e possibilità di trasferire tale somma al patrimonio si fondano sulla valutazione che la misura in questione "conferisce un vantaggio grazie a risorse dello Stato", è "selettiva" e "falsa o minaccia la concorrenza ed è suscettibile di influenzare gli scambi tra gli stati membri". Dato che si tratta di un prestito "il cui ammontare può essere imputato nei capitali propri di Alitalia" la misura "comprende il trasferimento di risorse statali". "La Commissione considera a questo stadio e sulla base delle informazioni di cui dispone che, quale che sia l'uso dei fondi corrispondenti, la misura conferisce all'Alitalia un vantaggio economico che non avrebbe ricevuto in normali condizioni di mercato. A questo riguardo è necessario rilevare che la situazione finanziaria di Alitalia era gravemente compromessa al momento della concessione del prestito e dell'adozione del decreto legge 93 (possibilità di trasferimento al patrimonio - ndr). In effetti l'Alitalia ha registrato perdite consolidate di 626 milioni di euro per l'esercizio 2006 e di 495 milioni per l'esercizio 2007" e in questa parte del 2008 le perdite si sono via via aggravate con la caduta della tesoreria compresi i crediti finanziari a breve al 30 aprile a 174 milioni, in ribasso del 53% rispetto a fine dicembre 2007. r.dim.

Torna all'inizio


Onorevole Casini, Berlusconi è stato dal Papa. In Parlamento i cattolici non (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO RIZZA Onorevole Casini, Berlusconi è stato dal Papa. In Parlamento i cattolici non sono molto rappresentati. Lei come vede il rapporto tra governo e Chiesa? "E' molto importante questa visita sul piano dei governi. La Repubblica trae dalla presenza della Santa Sede in Italia un grande elemento di ricchezza e di forza. Pensare che il Vaticano, qui da noi, sia un impaccio o un condizionamento, significa avere una considerazione molto provinciale della politica internazionale. Questa è una grande platea per l'Italia, una grande opportunità. Pone Roma al centro delle diplomazie di tutto il mondo. Ritengo che il governo debba alimentare questa specialità di rapporto". Un filo diretto che vi può tagliare fuori? "La pluralità di opzioni nel mondo cattolico c'è ormai da oltre 30 anni. Credo che la Chiesa abbia, nei confronti di Berlusconi, lo stato d'animo che hanno gli italiani: stanchi di lotte fratricide. Hanno dato una delega a Berlusconi, poi valuteranno sulle soluzioni che darà ai problemi". E il mondo cattolico che problemi ha? "Ne cito tre. Il pluralismo scolastico: le scuole libere cattoliche chiudono perché non hanno risorse. Affermare la parità con la scuola pubblica, senza dare i mezzi finanziari, è solo una presa in giro. La famiglia, il quoziente famigliare: mi auguro che questo traguardo annunciato dal Pdl in campagna elettorale si realizzi. E noi daremo il nostro contributo. Terzo, i grandi temi etici, da cui la Chiesa si è dovuta difendere durante il governo Prodi: affermare il diritto alla vita, ad esempio, non significa rimettere in discussione la 194, ma prevedere prevedere la presenza di volontari cattolici nei consultori che favoriscano l'accoglienza e supportino le giovani madri". E il vostro ruolo? "Incalzeremo il governo su questi temi. Un'opposizione che richiama l'esecutivo agli impegni programmatici non è sfascista ma seria. Diremo sì e no, a seconda di quello che condividiamo senza pregiudizi". Come avete fatto sul reato di immigrazione clandestina. "Sì, spiegando a Berlusconi, che credo si sia convinto, che quel reato è una sciocchezza. L'espulsione amministrativa è una via più facile ed efficace. Non serve uno Stato che fa la faccia feroce ma delibera una norma inapplicabile, intasando processi e carceri". Lei come vive questa metamorfosi di Berlusconi, dialogante, pacato, che si confronta con il leader dell'opposizione Veltroni? "Berlusconi è uomo intelligente. Si trova ad amministrare un patrimonio elettorale molto forte e sa benissimo di non avere più alibi e di essere di fronte a problemi enormi. Il combinato disposto di queste cose gli consiglia di sperare che ci sia un clima politico positivo, evitando uno scontro frontale con l'opposizione che lo metterebbe in mora su questioni che vanno risolte. Come i rifiuti a Napoli: senza convergenza con gli enti locali il problema diventa irrisolvibile". E oltre alla pace sociale? "Per lui s'è aperta una fase politica nuova: gestisce in prima persona, non ha alleati che lo condizionano, salvo la Lega, non ha personalità nel governo che gli fanno ombra...". Insomma, lo vede bene. "Adesso fa il democristiano, ed è un fatto già positivo, bisogna vedere se lo è realmente. La nostra verifica sarà questa". In campagna elettorale lo scontro con voi è stato aspro. Ora lui consulta spesso Veltroni, ma con lei è rimasto del gelo? "I problemi personali tra noi non esistono. Esiste un problema politico molto serio". Qual è? "Berlusconi ha inventato una finzione di bipartitismo senza realizzare un partito politico ma solo delle finte fusioni tra partiti ancora esistenti. Ha bisogno che qualcuno gli faccia sponda. E non posso certo essere io... per questo si rivolge a Veltroni che deve stare a sua volta molto attento a non scottarsi". Teme un asse sulla legge elettorale? "Per imporre il finto bipartitismo hanno bisogno di comprimere la libertà dei cittadini, abolendo le preferenze; e addirittura, per le Europee, dove non c'è un problema di governabilità, vogliono alzare a dismisura la soglia di sbarramento e togliere le preferenze. Allora si dovranno assumere la responsabilità di scelte che contrasteremo con forza". La luna di miele tra governo ed elettori è in corso. Cos'è che non le è piaciuto fino ad ora? "L'operazione Alitalia si sta rivelando un bubbone per il governo. Noi voteremo contro questo decreto. Il governo prende dalle tasche degli italiani 300 milioni e li butta nel tritacarne dell'Alitalia senza che si sia materializzata la cordata che si prometteva 3 mesi fa; il prestito ponte è solo un contributo a fondo perduto equivalente al bilancio di una città di 180 mila abitanti". Sui rifiuti? "Siamo contrari alla Superprocura, per un problema di principio e coerenza costituzionale. Ma complessivamente voteremo a favore del decreto e cercheremo soluzioni per non farlo naufragare". E la sicurezza? "Diciamo no al reato di immigrazione clandestina, ma siamo favorevoli al giro di vite e alle espulsioni, perché gli italiani chiedono sicurezza e certezza della pena". Passiamo al decreto fiscale. "Giudizio sospeso. Credo che la montagna abbia partorito il topolino. L'accordo con l'Abi sui mutui sta diventando quasi imbarazzante rispetto a quando è stato presentato, per tempi e modalità di attuazione. L'abolizione dell'Ici sulla prima casa è positiva, ma le coperture restano incerte e penalizzano il Mezzogiorno". Che altro? "Le famiglie sotto la soglia di povertà sono la nostra priorità. Non mi pare abbiano avuto granché. Sull'impostazione generale del decreto comunque ci asterremo". Con la Lega certi nodi sono già al pettine. "Il vero problema sarà sul federalismo. Noi siamo contrari al modello di federalismo lombardo, non perché difendiamo il Sud dal Nord, ma perché in nessuna parte del mondo s'è attuato un federalismo finanziario che parta dalle risorse e non dalle competenze. Bisogna rovesciare l'approccio: si diano competenze agli enti locali, e su questa base si concedano poi le risorse. E un federalismo virtuoso inizia mantenendo l'impegno assunto in campagna elettorale di abolire le province". E la spesa pubblica al Sud? "Draghi ha ragione: servono meccanismi virtuosi per privilegiare le regioni che spendono bene". Il nucleare? "L'incidente sloveno è, paradossalmente, la dimostrazione della sicurezza del nucleare: bisogna andare avanti con determinazione". Ma il suo rapporto con centrodestra quale sarà? "Non possiamo nasconderci dietro un dito. Nei mesi passati le polemiche sono state molto forti. In politica gli stati d'animo vanno tenuti a freno. Saranno i fatti a dimostrare chiaramente a tutti noi se la politica del governo è coincidente con le nostre attese o se le posizioni si divaricheranno. La partita futura si gioca sui fatti".

Torna all'inizio


OBBLIGAZIONI TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Aeffett.sottosc. Alitalia 05/10/06-232,4599,304,9899,30 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,264,8899,21 Intesa SanPaolo 22/09/04-194,5093,035,3092,10 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,1099,950,0099,94 Cct 01/09/01-08 S2,1099,933,9299,93 Cct 01/01/02-09 S2,1099,963,9299,96 Cct 01/04/02-09 S2,2099,973,9199,97 Cct 01/08/02-09 S2,0599,923,9199,91 Cct 01/10/02-09 S2,2099,933,9499,91 Cct 01/01/03-09 S2,1099,794,0999,70 Cct 02/01/08-09 A0,0092,934,2992,89 Cct 01/02/03-10 S2,0599,803,9899,75 Cct 01/06/03-10 S2,2099,774,0199,65 Cct 01/12/03-10 S2,2099,694,0299,59 Cct 30/04/08-10 A0,0091,434,3691,43 Cct 01/05/04-11 S2,1599,564,0499,49 Cct 01/11/04-11 S2,1599,424,0699,34 Cct 01/03/05-12 S2,1099,334,0799,24 Cct 01/11/05-12 S2,1799,324,0799,27 Cct 31/08/06-13 S2,1299,374,0499,35 Cct 02/05/07-14 S2,0899,224,0599,20 Cct 01/12/07-14 A2,2199,264,0499,19 BTP TITOLOTassoPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Btp 01/11/99-31 S3,00111,464,49111,44 Btp 18/03/02-33 S2,87108,484,51108,50 Btp 01/08/03-34 S2,5098,174,5498,03 Btp 15/09/04-35 S1,1796,215,3796,99 Btp 01/08/05-37 S2,0083,194,6083,07 Btp 01/08/07-39 S2,5097,614,5797,69 Btp 15/09/03-08 S1,7599,783,8599,78 Btp 15/09/03-08 S0,82100,090,00100,05 Btp 15/06/05-08 S1,2599,950,0099,95 Btp 01/11/98-09 S2,2599,864,0999,86 Btp 01/05/99-09 S2,1299,354,2299,34 Btp 15/04/04-09 S1,5098,674,2598,66 Btp 01/02/06-09 S1,5099,044,1299,07 Btp 03/07/06-09 S1,8799,124,2299,11 Btp 01/11/99-10 S2,75101,534,17101,59 Btp 15/09/04-10 S0,4797,034,6997,11 Btp 17/01/05-10 S1,5097,334,4197,32 Btp 07/06/05-10 S1,3796,144,4896,11 Btp 01/03/07-10 S2,0098,704,3498,69 Btp 01/08/07-10 S2,2599,364,2999,37 Btp 01/02/01-11 S2,62101,234,21101,23 Btp 01/11/01-11 S0,9594,503,4294,50 Btp 15/03/06-11 S1,7596,704,3996,67 Btp 18/09/06-11 S1,8796,814,3896,74 Btp 03/03/08-11 S1,8797,304,4197,24 Btp 01/08/01-12 S2,50100,594,24100,60 Btp 30/03/07-12 S0,9298,384,8898,33 Btp 17/04/07-12 S2,0097,234,3197,17 Btp 15/10/07-12 S2,1297,894,2997,76 Btp 01/08/02-13 S2,3799,924,2199,91 Btp 01/02/03-13 S2,1297,864,2397,76 Btp 15/04/08-13 S2,1297,654,3097,53 Btp 02/02/04-14 S2,1297,694,1897,51 Btp 18/02/04-14 S1,0799,464,7999,42 Btp 01/09/04-15 S2,1297,424,2097,40 Btp 02/05/05-15 S1,8794,154,2894,11 Btp 01/03/06-16 S1,8793,334,3093,38 Btp 01/02/02-17 S2,62103,364,18103,47 Btp 15/03/06-17 S1,0598,045,0398,11 Btp 02/01/07-17 S2,0094,564,2994,50 Btp 03/09/07-18 S2,0097,284,3397,22 Btp 01/02/08-18 S2,2596,754,3796,72 Btp 01/02/03-19 S2,1294,844,3794,80 Btp 23/05/08-19 S1,1799,035,1899,16 Btp 01/02/04-20 S2,2596,284,3996,18 Btp 01/02/06-21 S1,8788,384,4988,26 Btp 01/11/93-23 S4,50141,714,20141,67 Btp 22/12/93-23 S4,25154,003,05154,00 Btp 15/03/07-23 S2,60100,215,31100,54 Btp 11/04/08-23 S2,3796,624,5196,70 Btp 01/11/96-26 S3,62125,774,34125,52 Btp 01/11/97-27 S3,25117,324,40117,09 Btp 01/11/98-29 S2,62101,904,50102,00.

Torna all'inizio


Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (4) immigrazione (21) islam (12) Italia (94) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni marista urru: Io me lo spiego il grande caos della scuola così, semplicisticamente, e credo che in genere le... Damy: Salve tutti! vorrei capire se il Presidente Napolitano conosce e sa far bene il suo lavoro senza il consenso... bo,mario: Non siamo d'accordo sulla parola spessore ma non è questo il problema. Un capo dello stato che... Franco Parpaiola: Salve. Grazie delle per le infornazioni Umberto Vastarini, da come parli mi sembra anche di capire... JackTheLeopard: Mario, l'intervento di Napolitano è invece di grandissimo spessore, perchè porta... Ultime news Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (2) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Quando i Tg "aiutano" la camorra. Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (35 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (109 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (129 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (58 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (37) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Traumarcello, guardi che una delle foto è sul mio post nel blog, altri giornali... Traumarcello: Guardi, io sono certamente più di parte di lei, Alberto, quindi mi corregga se sbaglio: di foto ne... mimma suraci: La Sapienza ostaggio delle sinistre,che insistono ergendosi a giudici supremi,ignorando i risultati... giovanna 57: Una Università pubblica dove si impedisce al Papa di parlare, dove hanno accesso per interpretare la... remo Odense Danimarca: Questa gente che pensa di essere più intelligente degli altri solo perchè sono della... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Carabiniere ucciso nel Salernitano: tre in manetteTremonti: avanti con Robin Tax e banchePetrolio a 139 dollari Le Borse al tappetoIl viale del tramonto dei coniugi ClintonClandestini: 100mila case da sequestrareBerlusconi al Papa: "Aiuteremo la famiglia" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Sacconi: protezione intensa per dipendenti Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica L'intervento al convegno dei giovani industriali Sacconi: protezione intensa per dipendenti Alitalia Il ministro su contratti, caro-petrolio e crisi della compagnia di bandiera Santa Margherita Ligure, 7 giu. - Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi è intervenuto stamattina al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, inaugurato ieri nella cittadina ligure. Sacconi ha toccato diversi temi, tra cui l'apertura della trattativa tra Confindustria e sindacati prevista per martedì sul rinnovo del modello contrattuale: "Confido che sara' una trattativa destinata a concludersi in poco tempo", questo l'auspicio del ministro. In riferimento alla violenta manifestazione dei pescatori di Bruxelles contro i continui aumenti del prezzo del petrolio avvenuta il 4 giugno scorso, il ministro ha dichiarato: "sono tra coloro che in questo momento pagano di piu' la conseguenza del caro petrolio insieme agli autotrasportatori e agli agricoltori e credo che qualcosa di specifico per essi sara' fatto". A proposito della crisi di Alitalia, Sacconi ha parlato della situazione dei lavoratori, assicurando protezione intensa per tutti i dipendenti della compagnia di bandiera che dovessero risultare in esubero strutturale: "Intanto dobbiamo vedere ancora un piano industriale, poi valuteremo. Ovviamente ci sarà protezione intensa per tutti coloro che risulteranno in esubero strutturale una volta definito il piano industriale". Laura Grimaldi.

Torna all'inizio


Meridiana, piloti in guerra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Mobilitazione per il 10 giugno. I sindacati contestano i rapporti con alcune compagnie Meridiana, piloti in guerra Mobilitazione per il 10 giugno. I sindacati contestano i rapporti con alcune compagnie Appello all'Enac. Alitalia sbarca a Olbia --> Appello all'Enac. Alitalia sbarca a Olbia I sindacati criticano il management e si preparano allo sciopero di 24 ore per protestare contro Meridiana. Meridiana smantella e Alitalia torna in campo. All'indomani dell'incontro tra l'amministrazione comunale di Olbia e i sindacati, la compagnia pubblica annuncia un ritorno sulla Sardegna: bloccati i voli in regime di continuità territoriale, Alitalia ha deciso di far partire dal 27 giugno e fino al 15 settembre un nuovo collegamento tra Pisa e Olbia (quattro volte alla settimana, con partenza da Pisa alle 20.20 e da Olbia alle 17.45). LA VERTENZA Dopo l'incontro di giovedì pomeriggio, promosso dal consigliere comunale delegato per i trasporti Gigi Carbini, si amplia la mobilitazione di sindacati e amministratori locali. Dalla riunione di Olbia è scaturito un documento che rappresenta la base di partenza della lotta che avrà il suo epicentro martedì prossimo, con lo sciopero di 24 ore di tutti i dipendenti di Meridiana. Sindacati e amministrazione comunale hanno deciso di istituire un tavolo di confronto permanente "e di coinvolgere da subito tutti gli enti locali sardi, Province, Regione e il Governo", oltre a chiedere un confronto con la proprietà del gruppo aereo. Se questo confronto non ci sarà, il Comune stringerà i cordoni, in particolare sulle autorizzazioni urbanistiche, sui progetti di sviluppo di Geasar, la società di gestione dell'aeroporto di Olbia, controllata da Meridiana. E i dipendenti si preparano poi anche a presentarsi in assemblea, visto che detengono una quota azionaria della società, per chiedere lumi sulla situazione. PARLAMENTO La vertenza ha fatto il suo ingresso anche in Parlamento, con un intervento dell'ex sindaco di Olbia Settimo Nizzi, mentre il parlamentare del Pdl Bruno Murgia ha presentato un'interrogazione. Il deputato nuorese chiede in particolare che il governo intervenga per scongiurare la crisi della compagnia e garantisca la continuità territoriale ai sardi. Murgia, inoltre, sostiene sia necessario salvaguardare il personale di Meridiana, altamente qualificato e "vittima di un management che ha prodotto uno stato di crisi quasi irreversibile". I SINDACATI L'Anpac, l'associazione nazionale dei piloti di aviazione commerciale, sollecita un deciso intervento dell'Autorità aeronautica, l'Enac, "al fine di garantire in Meridiana idonee condizioni operative e far cessare le abnormi pressioni che sempre più spesso vengono esercitate sugli equipaggi di volo". Il sindacato dei piloti, infatti, parla di "un allarmante stato di generalizzata inefficienza operativa con gravissime ripercussioni sulla gestione delle attività di volo e sullo stato di salute della flotta". A finire nel mirino dei piloti sono il presidente della società, Franco Trivi, e l'amministratore delegato Gianni Rossi, colpevoli di condurre il gruppo "senza nessuna strategia utile a garantire un futuro durevole alle due aziende, Meridiana ed Eurofly, lasciando nella più completa incertezza i dipendenti e i lavoratori dell'indotto". LE COMPAGNIE Le critiche, tuttavia, non si fermano all'aumento del costo del carburante e alla mancanza di strategia, che potrebbero portare anche alla richiesta formale di stato di crisi. "Perché", si chiedono però i sindacati, "una compagnia in crisi, che si prepara a tagliare le rotte, poi prende due aerei con il relativo equipaggio in affitto da ItAliAirlines per poter fare più voli durante l'estate?". I sindacati, come ha affermato giovedì nella sala giunta Marco Bardini, segretario della Uil Gallura, dunque contestano anche "i rapporti tra Meridiana, Air Bee e ItAliAirlines". Quest'ultima, che aveva lanciato tempo fa un piano, rimasto tale, per effettuare voli interni in Sardegna e collegare poi l'isola alla Corsica, ha rapporti di tipo industriale con Meridiana, a cui appunto ha affittato due mezzi per l'estate. L'altra compagnia, invece, si avvale come Meridiana ed Eurofly di Trawel, agenzia di rappresentanza commerciale dei vettori aerei. Air Bee, peraltro, è nata di recente "dal patrimonio di competenze operative e commerciali di un gruppo di manager esperti del trasporto aereo", si legge nel sito internet della compagnia, tra cui anche Paolo Rubino, ex manager Alitalia e Air One, e Vittorino Capobianco, che ha lavorato alla direzione sviluppo commerciale di Meridiana e Akfed, il progetto che l'Aga Khan sta portando avanti per promuovere alcune compagnie in Africa. GIUSEPPE DEIANA.

Torna all'inizio


La Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

La procedura d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera e anche la restituzione del prestito

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo ALITALIA E IL PRESTITO PONTE La Ue procederà contro l'Italia Crollo dei passeggeri in aprile La procedura d'infrazione si aprirà l'11 giugno. Al nostro Paese verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera e anche la restituzione del prestito Bruxelles, 5 giugno 2008 - La Commissione europea aprirà l'11 giugno prossimo una procedura d'infrazione contro l'Italia per il prestito da 300 milioni concesso dallo Stato per tenere in vita la compagnia. Il prestito, che fin da subito ha suscitato la perplessità degli uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato "incompatibile con le norme sugli aiuti di Stato" e, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere bocciato. All'Italia, tuttavia, verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera, e anche la restituzione del prestito - già erogato e trasformato in patrimonio per evitare di dover portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento - non è immediata. Entro 15 giorni l'Italia dovrà infatti indicare a Bruxelles come adempiere alla richiesta ed entro un mese dovrà inviare la sua risposta alle contestazioni mosse dalla Commissione. "L'aspetto importante è che viene dato all'Italia il tempo per organizzarsi", sottolinea una fonte comunitaria, aggiungendo: "La procedura era inevitabile, la misura è impresentabile". Tanto più che le compagnie aeree europee hanno iniziato a dare battaglia da subito e a invocare una posizione di fermezza davanti alla compagnia. Alitalia non potrebbe infatti più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001 secondo il principio del "one time, last time", ossia 'una volta per l'ultima volta'. Gli uffici dell'ex commissario per i Trasporti Jacques Barrot, ora sostituito da Antonio Tajani, avevano inviato il 24 aprile scorso una lettera dai toni "piuttosto duri", chiedendo al governo di notificare la misura, di sospendere il prestito fino alla fine dell'analisi e minacciando, nel caso i soldi fossero versati, come poi è avvenuto, di aprire una procedura d'infrazione per chiederne il rimborso. Intanto il traffico passeggeri Alitalia è in caduta libera: lo scorso mese di aprile l'aviolinea ha trasportato 1.555.700 passeggeri con riduzione, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%. è quanto si legge nelle statistiche della Aea, l'associazione delle aviolinee europee. La stessa rilevazione fa presente che nel primo quadrimestre del 2008 l'Alitalia ha trasportato 6.579.800 passeggeri con una riduzione del 13,4% rispetto al primo quadrimestre del 2007. Ancora più pesanti le perdite in termini di ricavi passeggeri-chilometri (RPK): ad aprile di quest'anno la riduzione del traffico arriva al 27,3% mentre, per il primo quadrimestre, la perdita è del 14,3% rispetto allo stesso periodo del 2007. A chi si dovrebbe vendere? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Campo rom, continuano le proteste E Cacciari sospende l'inizio dei lavori (179 commenti) Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere" (84 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio al Bologna in A (61 commenti) La notte delle confische "Ma come, perdo l'auto?" (52 commenti) L'Onu attacca l'Italia: "No al reato di clandestinità" (47 commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica: "Ma lo dice il parlamento" (38 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe (38 commenti) Le madri detenute protestano: "Basta privilegi alla Franzoni" (37 commenti) 12:30:55 - Non sono un giurista, ma mi pare impossibile, se se ne ha la volontà, che non possa essere introdott[...] L'Anm contro il reato di clandestinità Alfano: "Saremo duri con gli illegali" Calderoli: "Basta il giudice di pace"12:29:20 - La violenza c'è dappertutto, non facciamo gli ipocriti. Succede anche nelle migliori famiglie di qua[...] Non si vuole annodare il velo in casa e il marito la riempie di calci e pugni12:15:51 - Buonisti e sedicenti antirazzisti di oggi sono della stessa pasta dei guerrafondai e razzisti di una[...] Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere"11:51:54 - Peccato che stia per finire, era così bello sentire questi due brocchi lanciarsi accuse, peraltro tu[...] Hillary a sorpresa vede Obama Sarà vicepresidente? Lei nega, ma...11:27:48 - Io tornerei al 1949. In seconda media ci e mi toccò una professoressa di latino nostra paesana che c[...] Prof, sì al taglio di 10mila cattedre 11:00:57 - come fate a dire che gli italiani non sono favorevoli alle lucciole x strada? con le prostitue di st[...] Prostitute pericolose? Ma non torniamo alle case chiuse10:58:45 - siccome devono trovare i soldi per aumentare le sovvenzioni alle scuole private (frequentate dai fig[...] Prof, sì al taglio di 10mila cattedre Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo?Ti piace il cartello del Summer Festival 2008?Chi vorresti come nuovo allenatore della Lucchese?Chi è il ct della Nazionale che preferisci?Porto San Giorgio, lungomare aperto al traffico: cosa ne pensi?Bologna calcio agli americani con Cazzola presidente, sei d'accordo?Serie A, vota il gol dell'annoAngelo Vercesi non allenerà più la Scavolini, cosa ne pensi?Chi vorresti come allenatore dell'Arezzo?Gli studenti italiani sono meno preparati rispetto al passato?Chi vorresti come punta del Bologna? LA FOTO DEL GIORNO A tempo di record la squadra di Silvio IV 'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>.

Torna all'inizio


Berlusconi accusa un malore "C'è troppo caldo in quella sala" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente del Consiglio nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi accusa un malore "C'è troppo caldo in quella sala" Il presidente del Consiglio nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia Santa Margherita Ligure, 7 giugno 2008 - Lieve malore per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al termine del suo intervento davanti ai giovani imprenditori in corso a Santa Margherita. Il premier, secondo quanto si è appreso, ha accusato un leggero mancamento proprio all'inizio dell'intervento di Emma Marcegaglia. Sorretto, il premier è stato accompagnato subito in una saletta adiacente la sala convegni. Dalle prime informazioni sembra che Berlusconi si sia subito ripreso Secondo quanto riferiscono fonti presenti in sala, il mancamento del premier sarebbe dvuto al calore eccessivo presente in sala. Al momento il premier è sotto controllo medico e non ha ancora lasciato l'albergo di Santa Margherita Ligure, dove è in corso l'incontro. Il leader di Confindustria ha poi ripreso il suo discorso. PETROLIO "Sto come si può stare con il caro petrolio così". Così Silvio Berlusconi ha risposto ad un giovane imprenditore che al suo arrivo a Santa Margherita gli ha chiesto come stava. Berlusconi ha espresso così la sua preoccupazione per il 'caro petroliò. Il premier è stato accolto da un grande applauso, si è seduto di fianco al presidente di Confindustria Emma Marcegaglia con cui ha avuto un caloroso saluto. GRADIMENTO "Il nostro gradimento è al 65%, chissà cosa succederà se li deluderemo". Con queste parole Silvio Berlusconi ha iniziato il suo intervento al convegno di Santa Margherita Ligure dei Giovani Imprenditori, rispondendo un forte applauso che gli è stato tributato dalla platea. "è un periodo che non posso camminare, non posso andare in giro, perchè sono sempre accolto da un grandissimo calore", ha aggiunto Berlusconi. LOTTA ALL'EVASIONE "Dobbiamo continuare il contrasto all'evasione perchè per abbassare le tasse bisogna che le paghino tutti. Noi abbiamo il 18-20% del Pil in meno perchè è in nero, questo vale 100 mld di euro". Il governo intende procedere nella riduzione della pressione fiscale, ma "per far pagare meno tasse bisogna che le paghino tutti e quindi continueremo nella lotta all'evasione". SUBITO NUOVE CENTRALI "Bisogna partire con celerità per fare subito nuove centrali senza aspettare la quarta generazione. Ci stiamo mettendo d'accordo anche con degli Stati amici come la Francia, perchè ci aiutino con la loro tecnologia", ha detto Berlusconi confermando la volontà del governo di partire subito con un piano per il nucleare. IL NODO ALITALIA "Se vogliamo restare una grande potenza non possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni - dichiara il premier - Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France con l'intero manager francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". E ai giovani di Confindustria spiega di aver chiesto agli imprenditori di aderire ad un azionariato "anche diffuso" per partecipare a una cordata che rilevi Alitalia. "Chi se la sente di non partecipare?". E alla risposta della platea con un mormorio di approvazione divertita, risponde con un "Grazie, mille grazie". NAPOLI, STRADE PULITE "Entro luglio sbarazzeremo le strade di Napoli e della provincia dai rifiuti", ha assicurato Silvio Berlusconi intervenendo al convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure. INTERCETTAZIONI Nel prossimo consiglio dei ministri, assicura il premier, "introdurremo il divieto per le intercettazioni tranne che per la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. Cinque anni per chi le fa e anche una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano". CONTI PUBBLICI E CASERME Per diminuire il debito ereditato dal passato si può "procedere a una messa sul mercato di parte del patrimonio pubblico, come le caserme nel centro delle città che non servono più a niente", spiega poi Berlusconi sottolineando che "il costo della macchina dello Stato è del 50% superiore alla media degli altri Paesi europei". E per "diminuire l'enormità del debito che abbiamo" occorre intervenire su questi costi. "L'altro giorno ho visto i costi di Spagna, Irlanda e Germania. Mediamente pagano 3mila euro l'anno, a noi l'amministrazione ne costa 4.500". CLANDESTINI E CPT "Forse 18 mesi nei Cpt sono un pò troppi", ha detto il presidente del Consiglio riferendosi alle norme sull'immigrazione clandestina contenute nel disegno di legge proposto dal governo. Berlusconi ha poi affermato che la settimana prossima il Parlamento europeo discuterà di immigrazione e "si parlerà di norme -ha detto- anche più severe delle nostre". VENERDI' NERO Borse a picco, il petrolio 'vola' - LA SCHEDA Tutti i malori del premier Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Campo rom, continuano le proteste E Cacciari sospende l'inizio dei lavori (179 commenti) Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere" (84 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio al Bologna in A (61 commenti) La notte delle confische "Ma come, perdo l'auto?" (52 commenti) L'Onu attacca l'Italia: "No al reato di clandestinità" (47 commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica: "Ma lo dice il parlamento" (38 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe (38 commenti) Le madri detenute protestano: "Basta privilegi alla Franzoni" (37 commenti) 12:30:55 - Non sono un giurista, ma mi pare impossibile, se se ne ha la volontà, che non possa essere introdott[...] L'Anm contro il reato di clandestinità Alfano: "Saremo duri con gli illegali" Calderoli: "Basta il giudice di pace"12:29:20 - La violenza c'è dappertutto, non facciamo gli ipocriti. Succede anche nelle migliori famiglie di qua[...] Non si vuole annodare il velo in casa e il marito la riempie di calci e pugni12:15:51 - Buonisti e sedicenti antirazzisti di oggi sono della stessa pasta dei guerrafondai e razzisti di una[...] Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere"11:51:54 - Peccato che stia per finire, era così bello sentire questi due brocchi lanciarsi accuse, peraltro tu[...] Hillary a sorpresa vede Obama Sarà vicepresidente? Lei nega, ma...11:27:48 - Io tornerei al 1949. In seconda media ci e mi toccò una professoressa di latino nostra paesana che c[...] Prof, sì al taglio di 10mila cattedre 11:00:57 - come fate a dire che gli italiani non sono favorevoli alle lucciole x strada? con le prostitue di st[...] Prostitute pericolose? Ma non torniamo alle case chiuse10:58:45 - siccome devono trovare i soldi per aumentare le sovvenzioni alle scuole private (frequentate dai fig[...] Prof, sì al taglio di 10mila cattedre Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo?Ti piace il cartello del Summer Festival 2008?Chi vorresti come nuovo allenatore della Lucchese?Chi è il ct della Nazionale che preferisci?Porto San Giorgio, lungomare aperto al traffico: cosa ne pensi?Bologna calcio agli americani con Cazzola presidente, sei d'accordo?Serie A, vota il gol dell'annoAngelo Vercesi non allenerà più la Scavolini, cosa ne pensi?Chi vorresti come allenatore dell'Arezzo?Gli studenti italiani sono meno preparati rispetto al passato?Chi vorresti come punta del Bologna? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>.

Torna all'inizio


"Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

STRESA.CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto". E' il giudizio dato ieri del leader dell'Udc Pierferdinando Casini durante una riunione organizzativa del partito al Grand hotel Bristol di Stresa, cui hanno preso parte molti rappresentanti locali e dello stato maggiore: dal segretario Lorenzo Cesa al deputato Teresio Delfino. Per quanto riguarda l'operato del governo Berlusconi, poi, ha aggiunto: "Dare un giudizio definitivo dopo tre mesi sarebbe poco serio. Mi limito a constatare che sono state fatte alcune cose positive, e penso al decreto sui rifiuti di Napoli, ed altre negative. Il giudizio è come sempre chiaro scuro". Duro, invece, il parere sul reato di immigrazione clandestina: "E' uno slogan. Finirebbe per ingolfare tribunali e carceri - ha detto Casini - mentre noi abbiamo bisogno di espulsioni immediate ed efficaci". In generale, comunque, il leader dell'Udc ha garantito: "Come ci hanno chiesto gli elettori faremo un'opposizione seria, serena e non ideologica". L'ultima battuta di Casini è stata sulle alleanze in occasione delle prossime elezioni amministrative: "Valuteremo il da farsi a seconda dei programmi e delle realtà locali".

Torna all'inizio


Berlusconi, malore per il troppo caldo "Giro di vite sulle intercettazioni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi, malore per il troppo caldo "Giro di vite sulle intercettazioni" Il premier nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Campo rom, continuano le proteste E Cacciari sospende l'inizio dei lavori (187 commenti) Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere" (91 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio al Bologna in A (61 commenti) La notte delle confische "Ma come, perdo l'auto?" (53 commenti) L'Onu attacca l'Italia: "No al reato di clandestinità" (49 commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." La replica: "Ma lo dice il parlamento" (39 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe (39 commenti) Le madri detenute protestano: "Basta privilegi alla Franzoni" (38 commenti) 19:46:16 - Lol,Agassi pallettaro no, dai. Cioè,a tutto c'è un limite. Rafa lo è, ma non è solo quello. E comunq[...] Sempre loro Federer-Nadal19:46:01 - i problemi ci sono eccome, altro che sigilli di piombo! Il problema è che le informazioni non sono d[...] I ministri Scajola e Prestigiacomo: "Nucleare? Indietro non si torna"19:27:35 - Mi fa piacere che l'Assessore Pascucci legga il Resto del Carlino... Visto che non si accorge da sol[...] Pascucci, l'assessore sceriffo: "Cerco di fare il bene della mia città"19:08:10 - comunque non capisco come si possa definire "pallettaro" nadal. I pallettari erano quelli che aspett[...] Sempre loro Federer-Nadal18:59:29 - Non capisco perchè quando un ministro finalmente mette mano a moralizzare il lavoro nel pubblico imp[...] Statali fannulloni? Brunetta parta da casa sua18:52:35 - Il Gay pride si conferma una manifestazione che fa scoppiare i problemi sessuali irrisolti di un sac[...] Roma e Milano, sfila il gay-pride Due omosessuali pestati a Napoli18:25:11 - Semplicemente imbarazzante...[...] Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere" Ascoli verso la pedonalizzazione del centro, sei d'accordo?Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo?Ti piace il cartello del Summer Festival 2008?Chi vorresti come nuovo allenatore della Lucchese?Chi è il ct della Nazionale che preferisci?Porto San Giorgio, lungomare aperto al traffico: cosa ne pensi?Bologna calcio agli americani con Cazzola presidente, sei d'accordo?Serie A, vota il gol dell'annoAngelo Vercesi non allenerà più la Scavolini, cosa ne pensi?Chi vorresti come allenatore dell'Arezzo?Gli studenti italiani sono meno preparati rispetto al passato? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

Torna all'inizio


Divieto assoluto di intercettazione L'annuncio di Berlusconi. Esclusi solo criminalità organizzata e terrorismo. Carcere per giudici e giornalisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Divieto assoluto di intercettazione L'annuncio di Berlusconi. Esclusi solo criminalità organizzata e terrorismo. Carcere per giudici e giornalisti inviata a Santa Margherita Ligure n.l. LA VERA URGENZA per il presidente del Consiglio è bandire l'uso delle intercettazioni nelle indagini dei magistrati, punire duramente chi le fa e chi le pubblica. Eppure Silvio Berlusconi ieri si è presentato ai giovani industriali mettendo le mani avanti: "Siamo in luna di miele, il gradimento è al 65%. Ma se vi deludiamo che si fa?". Dopo aver elencato una situazione disastrosa implicitamente lasciata dal governo Prodi, si scopre qual è la priorità. Il premier annuncia che nel prossimo consiglio dei ministri sarà varato un provvedimento con "il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, tranne per le indagini su mafia, camorra, 'ndrangheta e terrorismo". Esclusi quindi i reati finanziari e tutto il resto. E per chi userà questo strumento in altre indagini, Berlusconi avvisa che ci sarà una pena "di 5 anni per chi ordina intercettazioni, 5 anni per chi le esegue e 5 anni per chi le propaga". Una pugnalata alla libertà di stampa, quindi; per gli editori che le pubblicano ci saranno "penalizzazioni finanziarie importanti". Lo aveva sbandierato in campagna elettorale più volte, ma da giorni il ministro della Giustizia Alfano sta preparando il testo col presidente del Consiglio e il suo deputato-avvocato Niccolò Ghedini. Che ci abbia lavorato fino "a notte fonda" Berlusconi lo racconta al convegno di Santa Margherita, e secondo il medico Zangrillo sarebbe uno dei motivi che avrebbero procurato il malore di ieri. Il governo quindi va avanti, col Guardasigilli che punta il dito sulle spese per le intercettazioni: "Sono il 33% dei costi complessivi della giustizia". E Giulia Buongiorno, presidente della commissione Giustizia alla Camera, è pronta a mettere all'ordine del giorno il testo. Della giustizia, ancora una volta, il presidente del Consiglio guarda solo a ciò che colpisce i suoi interessi, altro che rendere più rapidi i processi. I giovani industriali gli hanno riservano un'ovazione appena è arrivato (e quando è risorto dopo il malore) ma li ha messi in imbarazzo: "Alzi la mano chi non teme di essere ascoltato quando parla al cellulare, non dico con chi.". Qualche mano si alza timida, il sottosegretario Sacconi lo fa a intermittenza. Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, Berlusconi parla di lotta all'evasione fiscale, di un 18-20% di lavoro "under the table", in nero: "Per pagare meno tasse devono pagarle tutti", è l'ovvia lezione, ma per farle pagare a tutti devono essere in dose "giusta". Poi conferma il pugno di ferro dello Stato contro le proteste su Tav e discariche, e accelera sul nucleare: fare subito le centrali "senza aspettare la quarta generazione" e dà per certo l'aiuto di Sarkozy e Zapatero per il "know-how" delle loro centrali. Sull'Alitalia cerca di coinvolgere i giovani imprenditori italiani, senza cavarne nulla. Il sollievo di essersi liberato di Verdi e sinistra radicale dà modo al premier di usare toni suadenti per incastrare il Pd, col quale auspica di tenere "aperto un canale comunicativo". Un'occasione da "non lasciarsi scappare", insiste Berlusconi, che spera "in un'opposizione diversa rispetto al passato, che non sia ostile al concetto di privato, di sanità privata, di scuola privata". Un'opposizione modello Pdl, insomma. Cerca una spalla nel Pd anche per far passare il ddl sulla sicurezza. Sul quale, ancora sotto l'influsso papalino, parla di reato di immigrazione clandestina da rendere "praticabile".

Torna all'inizio


Il petrolio record fa tremare l'economia mondiale Il barile è a quota 139 dollari, potrebbe arrivare a 200 entro il 2010. Il G8: prezzi contro gli interessi di tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il petrolio record fa tremare l'economia mondiale Il barile è a quota 139 dollari, potrebbe arrivare a 200 entro il 2010. Il G8: prezzi contro gli interessi di tutti di Laura Matteucci / Milano LA BOLLA NERA Gli analisti di Goldman Sachs dicono che arriverà a 200 dollari al barile entro il 2010. Finora, le loro previsioni si sono rivelate azzeccate. Al momento, con un balzo in un giorno solo di quasi 11 dollari, il più forte di tutti i tempi, è schizzato oltre i 139, pronto per tagliare il traguardo dei 140. Il caro-petrolio non fa sconti a nessuno. Fa paura ai Paesi ricchi e a quelli più poveri. Gli Stati Uniti e le quattro potenze più forti dell'Asia (Giappone, Cina, India e Corea del Sud), che insieme pesano per la metà dei consumi energetici dell'intero pianeta, hanno espresso "seria preoccupazione" sull'andamento del prezzo del petrolio. In un comunicato al termine del vertice giapponese a cinque, nell'ambito del G8, si legge infatti che i prezzi del petrolio a questi livelli "non hanno precedenti e vanno contro gli interessi sia dei paesi produttori sia dei paesi consumatori". La corsa del greggio fa da volano all'inflazione, incrina gli equilibri dei Paesi a consumismo spinto, e mette in circolo instabilità a danno delle aree meno sviluppate. Preoccupa tutti, trasversalmente, la "classe dirigente", i "semplici cittadini". Dopo le manifestazioni e gli scontri dei giorni scorsi, Bruxelles ha promesso aiuti per i pescatori esasperati dal caro-gasolio, il che comunque non è bastato a fermare lo "sciopero illimitato" di quelli spagnoli, a cui si sono uniti anche gli autotrasportatori. Le proteste scoppiano da settimane, improvvise e violente, in tutto il mondo. Problemi assai seri anche in cielo, e le compagnie aeree corrono ai ripari: alcune tagliano le rotte, altre alzano le tariffe. Tutte rivedono i target per quest'anno (per Alitalia, si può dire che piove sul bagnato). Il balzo di 11 dollari di venerdì è costato, subito, un -7% per l'indice di Borsa delle compagnie aeree a New York. Secondo stime diffuse nei giorni scorsi, l'industria aerea perderà 2,3 miliardi di dollari quest'anno se il barile si attestasse a una media di 107 dollari per il resto del 2008; a 135 dollari, invece, le perdite delle compagnie salirebbero a 6,1 miliardi. I record petroliferi "ci spingono a essere preoccupati per i lavoratori americani a causa degli elevati costi di benzina e bolletta energetica", dice il segretario Usa all'Energia, San Bodman, al G5. E di petrolio ha voluto parlare anche il presidente del Brasile Lula, qualche giorno fa allaConferenza della Fao sulla crisi alimentare. Perchè è qui che va ricercato uno dei tasselli chiave dell'aumento dei prezzi degli alimentari. Lula ha parlato delle speculazioni: "Al momento dell'estrazione il prezzo del petrolio non arriva ai 35 dollari al barile". Da lì, si arriva a oltre 139. Su questo nodo si sta interrogando anche l'Opec. A più riprese il cartello dei Paesi produttori ha affermato che dietro l'aumento delle quotazioni petrolifere non c'é un problema di scarsa offerta (anche se non c'è alcuna trasparenza sulle riserve), ma un meccanismo speculativo, che fa leva soprattutto sulla debolezza del dollaro. Oltre alle tensioni iraniane, sono soprattutto i timori per i rifornimenti, innescati dalla crescente domanda di Cina e India, che continuano a sostenere il rally. Le esportazioni del Medio oriente sono stabili ma l'Asia si sta accaparrando una quota senza precedenti. Oggi si apre il G8 dei ministri dell'Energia. Ci si attende che ai paesi produttori venga chiesto di stabilizzare la situazione dei mercati e di assicurare che la domanda non superi l'offerta. Cina e India, intanto, hanno promesso di collaborare più attivamente con l'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia che fa capo all'Ocse, secondo cui i due paesi sono i responsabili di quasi la metà dell'aumento della domanda di energia tra il 2005 e il 2030. Già nel 2010, del resto, la Cina supererà l'Unione europea come il maggior consumatore mondiale di energia.

Torna all'inizio


Poche speranze molta paura - eugenio scalfari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti POCHE SPERANZE MOLTA PAURA EUGENIO SCALFARI (segue dalla prima pagina) Poiché gran parte delle transazioni sul greggio avvengono in dollari, si è instaurato uno strettissimo rapporto tra il tasso di cambio della moneta Usa e il prezzo del barile di greggio: il dollaro cade, il prezzo del greggio aumenta in conseguenza. Cause analoghe spingono in alto i prezzi dei cereali e delle materie prime e derrate di base: aumento della domanda, rigidità dell'offerta, ribasso del dollaro sul mercato dei cambi. Per alcune di quelle derrate si aggiungono elementi specifici. Il prezzo del mais per esempio rincara perché gli Stati Uniti ne consumano larghe quantità in funzione di energia attraverso il ciclo dell'etanolo. Si chiama bio-energia, usata al posto della benzina. Non basta a far diminuire il prezzo del greggio ma è più che sufficiente a portare alle stelle quello del granturco. L'insieme di questi fenomeni ha come conseguenza l'aumento del tasso di povertà in tutto il mondo. Alla conferenza mondiale della Fao, conclusa lo stesso venerdì nel quale i fatti sopra ricordati sono avvenuti, le statistiche diffuse tra le migliaia di congressisti e di giornalisti hanno documentato che i poveri (cioè quelli che vivono con meno di un dollaro al giorno) sono ormai 900 milioni di persone. Saranno un miliardo nel 2010. Nel frattempo le disuguaglianze di reddito hanno toccato ovunque dislivelli mai raggiunti prima. La conseguenza è un aumento delle tensioni sociali e una guerra tra poveri per disputarsi le briciole del lauto banchetto dei ricchi. La conferenza della Fao ha documentato questa situazione preoccupante ma si è conclusa con un "flop" totale: nessuna strategia, nessun programma, nessun provvedimento. Tutti contro tutti, ballando sul crinale di un abisso energetico, alimentare, climatico, sociale, demografico. Nessuna "leadership". Barbara Spinelli ha descritto l'"impasse" mondiale che si sta verificando dopo la vittoria del cosiddetto "pensiero unico" in un articolo sulla Stampa di due giorni fa. Una voce nel deserto. Per tutti gli altri "i fondamentali" sono solidi, perciò è inutile preoccuparsi. A me sembrano matti. * * * Ho già ricordato che il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha preannunciato un inasprimento del tasso d'interesse dell'euro, con immediati effetti sul corso del cambio. Si trattasse di un comune mortale, un qualunque tribunale europeo potrebbe aprire un'indagine a suo carico per turbativa di mercato, ma Trichet non è un comune mortale come non lo è stato Silvio Berlusconi quando si è divertito a far schizzare in su e in giù il titolo dell'Alitalia con improvvide dichiarazioni, di fronte ad una magistratura silente e in altre faccende affaccendata. Spesso i potenti sono indagati perché potenti. Altre volte non lo sono per la stessa ragione, dal che deduco che non tutti i potenti sono eguali, quelli che trafficano col danaro godono di qualche vantaggio in più rispetto a quelli che trafficano con la politica. Trichet dunque e insieme con lui i componenti del direttorio della Bce e i governatori delle Banche centrali unificate in quella di Francoforte, dichiarano di dover combattere l'inflazione e quindi mantengono il tasso d'interesse dell'euro a più del doppio di quello del dollaro e si apprestano ad ulteriori inasprimenti nel prossimo futuro. Ho letto ieri un'intervista di Bini Smaghi, uno dei membri del direttorio della Bce, in cui questa politica insana viene spiegata così: "Sappiamo che l'inflazione in Europa è importata dall'estero e quindi è fuori dal nostro controllo, ma ad essa si potrebbe aggiungere un'impennata della domanda interna europea. Per evitare questa prospettiva dobbiamo inasprire il costo del danaro". A me sembra incredibile questo modo di ragionare e lo scrivo ormai da molti mesi, ma nessuno spiega quale possa mai essere la logica dei banchieri centrali europei. Del resto questo concentrato di ossimori lo ritroviamo in tutti i documenti delle agenzie monetarie ufficiali: Fondo monetario, Ocse, Banche centrali, Commissione europea. Tutte queste Autorità lamentano un deficit di domanda e propugnano una politica di crescita ma nello stesso tempo raccomandano vivamente misure che contengano la domanda: tagli di spesa, blocco della redistribuzione del reddito, politiche monetarie restrittive. Bini Smaghi lo dice in modo esplicito: dovremo comprimere la domanda. Draghi applaude, come tutti i suoi colleghi. Gli economisti indipendenti concordano. Ma non c'è uno straccio di spiegazione che ci dica in che modo far crescere l'economia restringendo la domanda sia di consumi sia di investimenti. Il bello è che anche gli industriali concordano con questa strategia sinistramente schizoide. Naturalmente a condizione di essere esentati (loro) da misure restrittive e di essere "accompagnati" verso una riforma dei contratti che agganci il lavoro alla produttività. * * * Sulla necessità di agganciare aumenti salariali alla produttività l'accordo è generale (salvo quei poveretti delle sinistre radicali che ancora venerano la salma di Lenin). Pietro Ichino ha presentato un progetto di legge molto equilibrato in proposito e le organizzazioni sindacali sono sostanzialmente d'accordo con lui. Ma Confindustria e governo vogliono ben altro. Emma Marcegaglia e la giovane Guidi da lei nominata alla testa dei "Giovani industriali" vogliono addirittura il contratto individuale come base nei rapporti industriali. Un Pietro Rossi e Fiat, un Mario Bianchi e Telecom, un Luigi Cacini e Eni. Fior di contratti "tagliati su misura individuale". Taluni di alta moda, talaltri "prêt-à-porter". Questa dovrà essere la contrattistica del prossimo futuro. Il ministro Brunetta la porterà nel pubblico impiego o almeno farà il possibile. Per quanto riguarda il merito l'ineffabile Guidi vorrebbe considerare anche la "devozione verso l'azienda". Ed ha aggiunto: "In questo nuovo clima si può". Certo, perché no? E dunque avanti, e fate in fretta. * * * Le avventate dichiarazioni di Trichet sul tasso d'interesse centrale dell'euro hanno, tra gli altri nefasti effetti, prodotto un drastico aumento nel costo dei mutui immobiliari. I mutui a tasso variabile sono agganciati all'Euribor, che è appunto il tasso praticato dalle Banche europee nelle operazioni liquide tra di loro. L'Euribor è volato alle stelle portandosi appresso i mutui a tasso variabile. Immagino che ora i titolari di quei mutui faranno ressa agli sportelli per convertirli a tasso fisso seguendo il decreto varato qualche giorno fa da Tremonti. Vedremo quali condizioni spunteranno e vedremo anche se le banche si faranno concorrenza tra loro. Comunque, con l'Euribor a questi livelli, le rate di rimborso saranno ancora più lunghe e più gravose perché il mercato è il mercato e Tremonti denari da spendere per diminuire il costo dei mutui non ne ha. In realtà Tremonti non ha nulla in cassa salvo quello che gli hanno lasciato Visco e Padoa-Schioppa. Era abbastanza, l'aggravarsi della crisi generale ha assottigliato l'extra-gettito ma ancora ce n'è. Naturalmente non basta per fare tante cose. L'Ici se ne porta via 2,6 miliardi e non serve a niente. Tremonti, non sapendo dove trovare i soldi, li ha presi dalle casse della Regione siciliana (1 miliardo e 300) e calabrese (300). Ma ne è nato un putiferio che è ancora in corso. Poi c'è il Comune di Roma che si porta dietro da dieci anni e più un debito mai saldato dallo Stato e quindi aumentato con interesse composto. Poi c'è la Sanità del Lazio, ereditata dall'epoca Storace e prima ancora. La defiscalizzazione degli straordinari preoccupa meno: quei soldi vengono dal governo precedente e poi saranno ben poca cosa: in tempi di vacche magre gli straordinari e i premi di produzione costeranno pochi spiccioli. Ma poi, a turbare i sonni del Tesoro, c'è Alitalia. Quello è un pasticcio molto grosso e non se ne vede per ora la fine. * * * Ne ho accennato domenica scorsa e quindi non mi ripeto se non per dire che trovare uno o due miliardi, tra Banca Intesa e qualche Colaninno, magari ci si riesce, ma non serve a niente se non entrerà in campo un vettore internazionale di prima grandezza. Il quale: 1. Per ora non c'è. 2. Se spunterà chiederà tagli assai più gravosi di quelli di Air France di tre mesi fa. Ma se nelle prossime due settimane Bruxelles riterrà di annullare il prestito di 300 milioni portato a patrimonio dallo Stato ad Alitalia, allora la società sarà messa in liquidazione e Tremonti dovrà tirar fuori una bella somma per i ricaschi sociali sul personale di volo e di terra. Insomma una catastrofe. Le speranze e la paura, come è titolato il libro del ministro del Tesoro. Soprattutto la paura.

Torna all'inizio


Intercettazioni, stop di berlusconi "carcere per chi le diffonde" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Intercettazioni, stop di Berlusconi "Carcere per chi le diffonde" Il decreto al prossimo Cdm. "Giù le tasse, ma paghino tutti" Tifo da stadio in platea, il premier rivela: siamo al 65 per cento di gradimento ROBERTO MANIA dal nostro inviato SANTA MARGHERITA - Il tifo è di quelli da stadio quando il premier Silvio Berlusconi entra nel catino surriscaldato dell'albergo di Santa Margherita Ligure dove da quasi trent'anni si tiene il convegno dei Giovani industriali. Berlusconi ringrazia e saluta con affetto Emma Marcegaglia presidente della Confindustria. Dopo poco prende la parola. Accende la platea con le sue battute ("sono sempre felice di stare tra coetanei") e dice che è un periodo in cui non può camminare per strada "perché - spiega - sono sempre accolto da un grandissimo calore". "Il nostro gradimento è al 65 per cento. Questa luna di miele continua. A volte mi chiedo chissà cosa succederà se li deluderemo". E ammette di dormire sempre troppo poco. Rilancia le tradizionali ricette liberali per l'economia: meno tasse sulle famiglie, il lavoro e le imprese, per ottenere più consumi, più produzione, più entrate e più posti di lavoro. Ma aggiunge che bisogna proseguire nella lotta contro l'evasione fiscale. "E' necessario che tutti paghino le tasse perché ci sono 100 miliardi di euro che non entrano nelle casse dello Stato". Poi, è a metà del suo intervento che il presidente del Consiglio annuncia la stretta sulle intercettazioni telefoniche. Lo fa dopo aver "sondato" i Giovani di Confindustria ai quali chiede di alzare la mano se non si sentono ascoltati quando telefonano. Mani ferme. Pronte per l'annuncio: "Nel prossimo Consiglio dei ministri introdurremo il divieto assoluto per le intercettazioni telefoniche tranne che per la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. Cinque anni per chi le fa e anche una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano". Linea dura, come quella contro l'immigrazione clandestina o le rivolte nelle zone delle discariche napoletane. Si può fare perché - sostiene - non c'è più la sinistra del no, quella che ha impedito, tra l'altro, la costruzione dei termovalorizzatori. "Ho la certezza - dice - che il problema verrà risolto. Entro luglio le strade saranno sbarazzate dai rifiuti". Presto si riapriranno pure i cantieri per le centrali nucleari: "Bisogna partire con celerità senza aspettare le centrali di quarta generazione. Ci stiamo mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la Francia, perché ci aiutino con la loro tecnologia". Si sente ancora un imprenditore, Berlusconi. E dice di sapere quanto sia difficile vivere in quella che chiama "la trincea del lavoro", avverte l'effetto devastante che potrebbe avere la corsa impazzita del prezzo del petrolio ("come si può stare con i prezzi a questi livelli?"). E allora è anche come imprenditore che rilancia la cordata italiana per salvare l'Alitalia dal fallimento. Non aggiunge nulla, nessun dettaglio. Il dossier è nelle mani del Tesoro e dell'advisor IntesaSanpaolo. Ma fa un altro sondaggio volante: "Chi se la sente di non partecipare alla cordata?". Nessuno alza la mano e Berlusconi ringrazia e spiega: "Un paese che vuole avere il suo ruolo nel mondo non può non avere una compagnia di bandiera". Perché questo genera un flusso turistico. "E se l'Alitalia fosse stata assorbita da Air France vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?". La ricetta per abbassare l'enorme debito pubblico è quella nota: vendita del patrimonio immobiliare pubblico a cominciare dalle caserme ormai inutilizzate, e tagli al costo della macchina burocratica. Berlusconi conclude tra gli applausi, proprio come aveva iniziato. Va a sedersi a fianco alla Marcegaglia prima che il leader degli industriali prenda la parola. Giusto il tempo per sussurrarle all'orecchio: "Emma parla poco perché fa molto caldo". La Marcegaglia comincia il suo intervento ma poco dopo è costretta a chiedere se in sala c'è un medico. Berlusconi ha avuto un malore. Viene portato fuori. Rientra dopo un po', abbraccia Marcegaglia e Federica Guidi, leader dei Giovani. "Sto bene", rassicura.

Torna all'inizio


Piano industriale natuzzi scatta lo stato di agitazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari La Cgil chiede l'immediato riconoscimento della situazione di crisi del settore Piano industriale Natuzzi scatta lo stato di agitazione I sindacati invitano i lavoratori ad attivare da domani lo "stato di agitazione, manifestando e protestando contro gli esuberi annunciati dal gruppo Natuzzi". All'indomani dell'incontro che è durato fino a tarda notte, i sindacati respingono il piano industriale dell'azienda Natuzzi. Le parti continuano a restare distanti sui punti dichiarati nella bozza del piano. Sono piuttosto previste da domani le assemblee interne in tutti gli stabilimenti, in attesa della manifestazione nazionale che sarà organizzata a Roma con l'incontro convocato al Ministero per la salute. I sindacati non si sbilanciano sui numeri, ma alla protesta nazionale che è prevista per il 13 giugno, credono di poter raccogliere oltre tremila lavoratori. "Dal 2004 abbiamo perso 5300 lavoratori - dice Mimmo Stasi, segretario generale della Fillea Cgil - e centinaia di imprese hanno chiuso". Inoltre, il direttivo della provincia di Matera della Fillea-Cgil ha approvato un ordine del giorno, con il quale ritiene "giusto e doveroso" il riconoscimento del grave stato di crisi in cui versa il settore del mobile imbottito nell'area murgiana. "è necessario - è spiegato in una nota del sindacato di categoria - imprimere nuovo slancio al territorio per dare una possibilità di sopravvivenza a quei lavoratori già espulsi o che da qui ai prossimi mesi potrebbero esserlo, che in totale fanno il 50 per cento della forza lavoro complessiva impiegata nel settore. Per questo gli strumenti, anche finanziari, derivanti dal riconoscimento di grave crisi del settore e dalla conseguente applicazione delle leggi (come la 181) dello Stato, potrebbero rendere questo territorio appetibile ad investimenti che vadano oltre la monocoltura del mobile imbottito che ha caratterizzato l'ultimo quarto di secolo nella nostra provincia". E proprio su questo verte la protesta dei sindacati. "è incomprensibile un piano industriale che non rilanci il mobile imbottito attraverso la diversificazione - continua Stasi - bisognerebbe tenere presente quello che sta facendo la Frau, con gli show room di pelletteria per le auto. C'è bisogno di abbassare i prezzi e di stimolare la competitività". Linea dura all'indomani dell'incontro: le parti continuano a rimanere arroccate sulle loro decisioni. L'azienda fa sapere che "la sovracapacità produttiva dei 1200 esuberi resta in agenda perché è oggettiva". "Anche se non c'è stato nessun accordo in occasione del tavolo di concertazione - dicono dalla direzione comunicazione dell'azienda - speriamo che prevalga il senso di responsabilità nel comprendere le nostre scelte. Il dialogo è sempre aperto ma bisogna tenere conto dei tempi e delle scadenze, come quella dell'undici giugno in cui scade la cassa integrazione straordinaria". I sindacati di categoria hanno proposto invece una proroga dell'attuale "cics" secondo un accordo già firmato due anni fa. "Il mobile imbottito è la nostra Fiat - protesta Stasi - e in questa vertenza noto scarsa sensibilità da parte degli enti locali e scarsa presenza da parte dei media. Dovrebbe avere la stessa rilevanza di ciò che accade nel nord, com'è stato per la vicenda Alitalia, per esempio". Ma al di là della visibilità, quello che è certo fino ad adesso, sono gli imminenti licenziamenti per 1200 lavoratori. "Significherebbe mettere in ginocchio Santeramo, Matera e Taranto", dicono i sindacati. (ca. po.).

Torna all'inizio


"alitalia, alzi la mano chi vuole partecipare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lo scherzoso invito di Berlusconi ai giovani di Confindustria "Alitalia, alzi la mano chi vuole partecipare" ROMA - In cerca di compratori per Alitalia, Silvio Berlusconi improvvisa un sondaggio davanti ai giovani industriali di Santa Margherita Ligure: "Chi si sente di partecipare, alzi subito la mano". E qualche mano si alza per davvero, più per gioco che per convinzione. Per convincere allora i presenti, il premier ricorda che il settore turistico fatturerà un 50 per cento in più nei prossimi cinque anni. Una compagnia di bandiera, dunque, è un buon affare e resta uno degli strumenti chiave per indirizzare il traffico dei visitatori: "Pensate dove Air France avrebbe portato i turisti se fosse riuscita ad inglobare la nostra Alitalia, come voleva permetterle il centrosinistra". Mentre Berlusconi cerca acquirenti a Santa Margherita Ligure, da Venezia si sfila il presidente delle Ferrovie, Innocenzo Cipolletta: "Nessuno ci ha chiesto di entrare nella cordata italiana e, comunque, non siamo interessati". Un segnale di gelo arriva anche da Aeroflot. Da San Pietroburgo, il numero uno della compagnia russa Valery Okulov non ha grande voglia di riaprire i negoziati per l'acquisto di Alitalia "perché - dice - la società italiana è arrivata al di là del punto di non ritorno. E' difficile decidere di comprare una cosa quando non sai che cosa possa succedere". In un quadro ancora così incerto, Enrico Letta del Pd ha facile gioco ad attaccare il governo: "Il problema di Alitalia non è quello di fare una raccolta di ulteriori soldi da metterci dentro. Impostare così la cosa è sbagliato. Il problema è impostare una strategia industriale che passa attraverso alleanze internazionali. Questa c'era e si chiamava Air France, che per me rimane la strada migliore. L'uso elettorale della vicenda Alitalia ha fatto scappare Air France. E' come il gioco dell'oca, siamo tornati al punto di partenza". Intanto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi garantisce un paracadute solido e una "intensa protezione" per quei lavoratori che risulteranno in esubero nella nuova Alitalia: "Ma prima vogliamo leggere un piano industriale preciso".

Torna all'inizio


Berlusconi ai giovani industriali: basta intercettazioni, sì al nucleare (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Energia atomica, tasse, rifiuti, Alitalia, non c'è argomento sul quale il presidente del Consiglio decida di tenere il basso profilo Berlusconi ai giovani industriali: basta intercettazioni, sì al nucleare Frida Nacinovich Lo chiameranno Mastrolindo Berlusconi. Quando parla dell'emergenza rifiuti nel napoletano, il presidente del Consiglio sembra il mago del pulito. A suo dire, entro luglio la spazzatura scomparirà. Quasi per magia. A proteggere i futuri inceneritori - pardon termovalorizzatori - penserà l'esercito. Il Berlusconi IV si accredita nelle parole del suo leader come un governo muscolare. A riprova, ecco arrivare le misure straordinarie contro gli impiccioni che rendono pubbliche le intercettazioni telefoniche. Ai giovani imprenditori riuniti a Santa Margherita ligure il Cavaliere ammiccante spiega che tutti abbiamo qualcosa da nascondere. "Anche lei, con quella faccia furbetta". Una battuta rivolta a un esponente del suo governo, a un sottosegretario presente al summit confindustriale. Berlusconi parla di tutto, è un fiume in piena che finisce invariabilmente per esondare. Dalle intercettazioni telefoniche al nucleare, passando per le tasse, i rifiuti, Alitalia, non c'è argomento sul quale il capo popolo delle libertà decida di tenere il basso profilo. Gli italiani lo amano, gli italiani lo vogliono così, lui non delude le aspettative. La cronaca segnala anche un piccolo malore, SuperSilvio si riprende subito, un semplice calo di zuccheri. Nel suo intervento Berlusconi annuncia - fra le tante - un'iniziativa destinata a far discutere: il divieto di ordinare ed eseguire intercettazioni, anche nell'ambito di indagini giudiziarie. Un provvedimento da cui saranno escluse, prosegue il premier, solo le inchieste che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la camorra e il terrorismo. Tanto per fare un esempio, Luciano Moggi dormirebbe ancora fra due guanciali. Per non parlare di tangentopoli. O, per restare al passato recente, del caso Bnl-Unipol con il coinvolgimento del governatore di Bankitalia Antonio Fazio. Chiaro il concetto? Chi non rispetterà le nuove norme, spiega ancora il presidente del Consiglio, sarà punito con durezza: "Saranno previsti cinque anni di carcere per chi le eseguirà e chi le propagherà", dichiara. Aggiungendo che sarà prevista anche "una forte penalizzazione economica per gli editori che le pubblicano". Le parole del Cavaliere trovano un sostenitore nel ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il Guardasigilli stima nel 33% dell'ammontare complessivo delle spese della Giustizia, il costo delle intercettazioni: "Questo è un eccesso, occorre porvi rimedio, tutelando la privacy dei cittadini, senza debilitare la forza delle indagini". L'iniziativa del governo, però, non piace alla magistratura. "Lo strumento delle intercettazioni è fondamentale per le investigazioni non solo sui reati più gravi, ma anche per quelli comuni come le estorsioni - dice il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara - Una selezione drastica rischia di restringere la possibilità di indagare". Dalle intercettazioni alla spazzatura il passo può essere breve. Addirittura brevissimo quando a parlarne è Berlusconi. Pugno di ferro contro le intercettazioni, guanto di acciaio per superare l'emergenza rifiuti. "Risolveremo il problema alla sua radice", promette il presidente del Consiglio. "L'emergenza - assicura - non durerà a tempo indeterminato e utilizzeremo la forza dello Stato, e cioè anche l'esercito, per garantire la possibilità di uso continuativo delle discariche e per garantire i territori su cui sorgeranno i termovalorizzatori". Manderà l'esercito, che dovrà far fronte a nonne, mamme e bambini, a giudicare da quanto visto nelle manifestazioni degli ultimi mesi in Campania. La fiaba del nucleare. "Procedere con celerità alla messa in cantiere di centrali nucleari nuove è una necessità", annuncia il premier volitivo. Un secondo dopo Berlusconi chiama a raccolta il mondo dei giovani imprenditori per salvare Alitalia. "Se Alitalia fosse stata assorbita da Air France, vi immaginate dove i francesi, che conosciamo bene pur essendo nostri amici, avrebbero portato i turisti?". Nessuno se lo immagina, fa lo stesso. Berlusconi invita gli industriali in erba a dare una mano per salvare la compagnia di bandiera. Il premier ne fa una questione di orgoglio nazionale. Fratelli d'Italia. Resta un minuto per spolverare il vecchio slogan meno tasse per tutti. E assicurare che le pagheranno tutti. Vedremo. 08/06/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, Intesa sonda Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Per trovare il partner estero un emissario della banca giovedì scorso a Parigi. Presto colloqui con Lufthansa Alitalia, Intesa sonda Air France Passera lancia il progetto Re-fly. Berlusconi: serve una grande compagnia.

Torna all'inizio


MILANO - Intesa Sanpaolo ha battezzato Re-Fly, alla lettera Ri-Volare, il progetto-Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO MILANO - Intesa Sanpaolo ha battezzato Re-Fly, alla lettera Ri-Volare, il progetto-Alitalia. E per cercare di mettere di nuovo in quota la compagnia, la Superbanca advisor riparte da Air France ma non tralascia Lufthansa. Nella seconda metà della settimana appena conclusa, probabilmente giovedì 5, uno degli uomini del team di Corrado Passera, secondo quanto risulta a Il Messaggero, sarebbe volato a Parigi. Obiettivo della missione segreta - avvenuta non a caso qualche giorno dopo l'incontro a Roma fra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy - sondare i vertici del vettore francese per verificare i margini di un ritorno in scena, dopo la rottura del negoziato a metà marzo. Ma considerato che dalla capitale francese non sarebbe arrivata alcuna risposta concreta e che per il 6 agosto, cioè entro due mesi dalla firma del mandato di advisor, Intesa dovrà proporre una soluzione al governo, Passera conta di sondare anche Lufthansa, come avrebbe confidato a qualche consigliere. A Francoforte oppure a Roma. Il vettore tedesco è il candidato considerato ideale perchè nella sua precedente visione di intervento su Alitalia non penalizzava Malpensa; perchè Roberto Colaninno avrebbe posto tra le condizioni per entrare nella newco che dovrebbe acquistare la compagnia italiana con un ruolo di primo piano (la presidenza) il partneriato con Francoforte con cui avrebbe avuto in passato parecchi colloqui; perchè sempre quando l'anno scorso ha studiato il dossier, Lufthansa aveva al suo fianco Gerardo Braggiotti, banchiere d'affari molto vicino a Passera; infine perchè i tedeschi hanno un'alleanza commerciale con Air One che si è nuovamente fatta avanti per confluire in Alitalia. E Intesa ha sostenuto lo scorso anno Carlo Toto nell'offerta su Alitalia respinta dal cda. "Air France potrebbe essere un'ottima soluzione" ha detto Berlusconi, dopo l'incontro con Sarkozy, la Magliana "avrà convenienza a trovare accordi con partner internazionali". Ieri il premier è tornato su Alitalia: "Se vogliamo restare una grande potenza non possiamo non avere una compagnia di bandiera dato che porta anche turismo che noi vogliamo aumentare del 50% nei prossimi 5 anni", ha detto a latere del convegno dei giovani industriali, rilanciando l'italianità del vettore. Quindi il partner estero che è uno degli auspici manifestati anche dal presidente del consiglio di gestione di Intesa Enrico Salza, dovrebbe entrare nella newco ma con un ruolo di minoranza. Lasciando la maggioranza a imprenditori, banche, soggetti economici come le fondazioni. L'accelerazione della ricerca dell'operatore internazionale da parte di Intesa si muove quindi nella logica di guadagnare tempo in attesa che la ricognizione in corso da mercoledì scorso accerti se Alitalia è recuperabile in continuità aziendale. Da domani il team guidato da Fabio Canè dovrebbe tornare a Roma per proseguire la verifica mentre Boston Consulting group è già al lavoro per abbozzare il piano industriale che disegni la Nuova Alitalia. E i legali di Bonelli Erede Pappalardo e di Pavesi Gitti starebbero spulciando tutti i contratti della compagnia italiana. Se la società ha una prospettiva, la Nuova Alitalia potrebbe nascere attraverso la scissione in una newco delle attività sane o di quelle da tagliare perchè poco profittevoli. Il perimetro dipenderà anche dalle rotte da mantenere da cui dipendono le modalità di recupero di Malpensa che sta a cuore al governo. E in relazione alle rotte si dovranno adeguare i dipendenti. Ai quali potrebbe essere chiesto di rinegoziare i contratti di lavoro allo scopo di contenere i costi. Che Boston consulting ha il compito di calcolare nel piano in fieri considerazione del prezzo del petrolio salito a 140 dollari.

Torna all'inizio


Il viatico degli industriali: <Ma adesso meno tasse> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 136 del 2008-06-08 pagina 2 Il viatico degli industriali: "Ma adesso meno tasse" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Santa Margherita Ligure (Genova) Dopo la "speciale sintonia" con le posizioni del Vaticano testimoniata dall'incontro tra Silvio Berlusconi e Benedetto XVI di venerdì mattina, il presidente del Consiglio ieri a Santa Margherita Ligure ha visto ancora una volta certificato il consenso e il gradimento della platea confindustriale dei Giovani imprenditori. Il premier è stato accolto da un'ovazione e i passaggi del suo discorso sono stati più volte sottolineati dagli applausi e anche l'episodio legato al lieve malore è stato seguito con trepidazione dai partecipanti. Ma c'è qualcosa che va ben oltre l'applausometro di giornata e che costituisce il succo della due giorni ligure: un feeling tra Palazzo Chigi e Viale dell'Astronomia di proporzioni superiori a quelle del 2001. Ciò che infatti potrebbe sorprendere è la calorosa accoglienza riservata agli altri due ministri che hanno calcato il palco di Santa Margherita. Renato Brunetta ha scatenato applausi a scena aperta auspicando una riforma del sistema dei contratti che metta insieme settore pubblico e settore privato, ma ha ottenuto manifestazioni di approvazione promettendo maggiore trasparenza in tutti i settori del pubblico impiego e anche quando ha chiesto agli industriali di non essere "autoreferenziali". Idem per Maurizio Sacconi. Il ministro del Welfare è stato apprezzatissimo non solo annunciando una deregolamentazione preziosa per il sistema, ma anche come fautore della partecipazione dei dipendenti agli utili. Per tornare a Berlusconi che ha "osato" parlare di tasse in casa dei tartassati. "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino e quindi dobbiamo continuare la lotta all'evasione fiscale", ha detto senza sollevare polemiche o boati di disapprovazione. Che cosa passa tra lo sgradimento del tandem Prodi - Padoa-Schioppa a questa nuova epoca? La differenza sta in quella che un tempo sarebbe stata chiamata "strategia dell'attenzione": un riguardo speciale alle esigenze concrete delle singole parti. Prova ne è l'invito rivolto alla presidente dei Giovani imprenditori Federica Guidi affinché la "piena collaborazione" si possa declinare fattivamente. Il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, a margine dell'evento ha ricordato come nel Nord molto spesso siano gli stessi operai a chiedere di lavorare di più se hanno particolari esigenze personali come un matrimonio oppure un mutuo e che bisogna far sì che questa cultura si diffonda in tutto il Paese. Il premier tutto questo lo sa così come sa che una parte del sindacato darà battaglia su qualsiasi provvedimento che considererà negativo. Ma l'aver parlato di tasse, l'aver accennato alla sua condizione con un "sto come si può stare con una situazione di caro petrolio così", i riferimenti di Sacconi alle categorie più svantaggiate (pensionati e madri con figli) simboleggiano la volontà di non farsi schiacciare nella morsa Confindustria-sindacati che ha finito con lo stritolare il precedente inquilino di Palazzo Chigi. La buona notizia, da un lato, è che il popolo di Viale dell'Astronomia con il suo abbraccio caloroso ha accettato di correre il rischio. Ecco, se si dovesse inventare uno slogan per descrivere la "speciale sintonia" tra il governo Berlusconi e Confindustria sarebbe "fine della lotta di classe", parole e opere che mirano alla collaborazione tra dipendenti e datori di lavoro. Non a caso sia Brunetta sia Sacconi vi hanno fatto riferimento. E se anche il petroliere Alessandro Garrone non ha puntato i piedi sull'annunciata "Robin Hood tax" che potrebbe minacciarne i profitti asserendo che "bisogna vedere cosa farà Tremonti dal punto di vista tecnico" qualcosa è veramente cambiato. La Confindustria di Emma Marcegaglia e Federica Guidi ha molto apprezzato la detassazione degli straordinari e ora si attende nuovi contratti e soprattutto una riduzione della pressione fiscale. Il compito non è facile ma quando tante braccia si alzano se Berlusconi chiede aiuto per Alitalia si può ritenere che le premesse siano ottime. E il Cavaliere sa di non di poter e dover sbagliare: "Siamo in luna di miele, ma se vi deludiamo cosa succede?...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Lavoro e competitivitànon ci sono scorciatoie (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi leone Un nuovo modello contrattuale, incastonato in una rivoluzionaria "deregulation" del mercato del lavoro. Dall'annuale convegno dei Giovani imprenditori prima il ministro Maurizio Sacconi e poi il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia lanciano un'autentica sfida ai sindacati. Le risposte trovano le sigle in ordine sparso: la Cgil arroccata, Cisl e Uil possibiliste ma a condizione che non ci siano "decisioni unilaterali". Con l'Ugl che vede nella posizione di Sacconi "il miglior modo per far saltare il tavolo sui contratti". Un grido di battaglia accomuna esecutivo e aziende: "Il sindacato deve cambiare!". E questa può essere la premessa di un ragionamento. Negli anni, non v'è dubbio che Cgil, Cisl e Uil abbiano incarnato una politica sindacale di tipo protezionistico ed autoreferenziale, bloccando la modernizzazione del sistema Italia. Le rigidità del mercato del lavoro sono una delle cause prime dello scarso appeal che il Paese incontra presso gli investitori stranieri e questo si riverbera, per certi versi, anche nelle storture della pubblica amministrazione. Qui, infatti, alla bulimia politica nel regolare "la qualunque" si somma un'interpretazione delle funzioni, anche le più basse, che non tengono in alcun conto le esigenze e le necessità di coloro che dalla burocrazia devono ottenere visti e autorizzazioni. Questo è solo un esempio dei tanti, con il paradosso che il frutto avvelenato ha finito per far male, però, proprio ai lavoratori, cioè la categoria che per definizione gode della tutela delle organizzazioni sindacali. Non è un caso (e sul punto non sembra che l'autoanalisi abbia ancora portato a conclusioni utili, se non esaustive) che, in diverse occasioni e in varie sedi, i leader di Cgil, Cisl e Uil abbiano subito contestazioni, fischi e sberleffi, facendo emergere in tutta evidenza un problema di rappresentanza che appare non affatto risolto. La stessa vicenda dell'Alitalia è paradigmatica dello scenario che i sindacati hanno costruito nel tempo, mutando pelle fino a trasformasi da parte sociale abilitata a gestire il rapporto fra lavoratori e datori di lavoro in gruppo di pressione che gestisce un potere che, oltretutto, è spesso connotato in modo controriformista. Le responsabilità delle organizzazioni sindacali, dunque, sono chiare e certificate. Ma ciò non consente alcuna operazione basata sulla proprietà dell'inversamente proporzionale, in virtù della quale le imprese e prim'ancora la politica meritino una sorta di beatificazione. Il sindacato deve cambiare? Sì. Ma imprenditori e politici sono cambiati? Domandarselo non è ozioso, perché su questo punto fa leva la reale possibilità che il Paese cambi marcia, realizzi la modernizzazione tanto ritardata e si riaffacci nel consesso che gli appartiene, quello delle grandi potenze, avendo messo in sicurezza il cittadino lavoratore in termini di equa retribuzione (per ciò che fa e per quanto costa mantenersi e mantenere una famiglia) e di certezza dell'occupazione (che non vorrà dire posto fisso secondo i canoni che tanti posti hanno polverizzato, ma dovrà pur essere qualcosa che consenta, soprattutto ai giovani, di progettare un futuro avendo le fondamenta su cui poggiarlo). Il libro della "rivoluzione" Sacconi l'ha bell'e pronto e l'ha squadernato giustappunto sul palco di Santa Margherita. Si va dai rapporti di lavoro più semplici e trasparenti all'abrogazione delle norme sulle dimissioni volontarie; dalla cancellazione di libro matricola e libro paga alla reintroduzione del contratto di lavoro a termine, fino alla revisione del testo unico sulla sicurezza sul lavoro, passando attraverso la necessaria riforma dell'orario di lavoro e del part-time "che nell'ultimo biennio - dice il ministro - è stato irrigidito e che noi vogliamo riportare alla libera contrattazione tra le parti". La conclusione politica è che "nessun incentivo finanziario, per quanto generoso può compensare un disincentivo normativo. Oggi le relazioni industriali sono ridondanti e sembrano un sistema ispirato a logiche esoteriche che non dà risultati e scontenta tutti". C'è molto, se non tutto, di condivisibile. Ma bisogna vedere come sarà gestita la "rivoluzione" e l'uso che ne faranno le aziende. E qui bisogna avere ben chiaro che di certe cose si parla in questo strano Paese chiamato Italia, dove il tessuto produttivo è principalmente composto da piccole imprese. Ad esse una "deregulation" può certamente giovare come e forse più che alle grandi aziende, ma dentro le quali, come osserva l'economista Tito Boeri, è difficile trasferire il concetto di contrattazione decentrata: essendo carente, o assente, la rappresentanza sindacale, svolgere una contrattazione è per definizione impossibile. Non casualmente, quanto a ciò, i sindacati propongono di rilanciare la contrattazione territoriale, ma ciò finirebbe per aggiungere un livello di discussione che, in realtà, si tradurrebbe in nuove rigidità. Per uscirne Boeri suggerisce di stabilire a livello nazionale, settore per settore, una regola che leghi la retribuzione all'andamento della produttività aziendale, da applicare ex-post. La soluzione sembra di buon senso e testimonia, comunque, quanto, al di là dei tecnicismi, l'argomento scaraventato sul tavolo dal governo sia da maneggiare con cautela. I primi a doverlo fare sono gli imprenditori, grandi o piccoli non c'è differenza. Dovranno sfuggire alla logica di monetizzare la "deregulation", e il modello contrattuale che scaturirà dai prossimi negoziati, non tanto in termini di profitti da lucrare sulle spalle dei lavoratori, quanto ritenendo i due interventi bastevoli per ridare fiato alla propria competitività. Non c'è dubbio che una buona strutturazione del mercato del lavoro e un miglior rapporto fra aziende e lavoratori siano fondamentali elementi di competitività, ma oggi la partita si gioca anche, se non soprattutto, sul terreno dell'innovazione e qui gli imprenditori, nello specifico quelli di taglia piccola e media, devono compiere un salto culturale di cui, al momento, ci sono ancora poche tracce: sapersi inventare forme di collaborazione che consentano loro di creare la massa critica necessaria ad affrontare, e battere, la concorrenza. La svolta di cui il Paese ha bisogno è radicale. Ma scorciatoie non ne esistono. leone@ilsecoloxix.it 08/06/2008 dalla prima pagina Ragion per cui non sarà necessario che utilizzi il malloppetto per farmi un weekend da qualche parte non troppo cara. In privilegiatissima compagnia di un esiguo e aristocratico 15 per cento dei contribuenti del mio Paese, ho un reddito così elevato che già mi consento di acquistare libri e giornali, frequentare teatri e cinema, visitare musei e andare a cena in trattoria quasi settimanalmente, ragion per cui non mi sentirò nella condizione di concedermi finalmente svaghi che prima mi erano preclusi; magari ci fossero abbastanza buon cinema e buona musica e buona letteratura e buona cucina da aver voglia di spenderci di più. Cosicché prenderò questo gentile omaggio del governo e me lo sputtanerò, per usare un termine già presente nel nuovo dizionario Zanichelli. Lo sputtanerò al pari di una buona metà dei contribuenti, come mi sento di azzardare. Forse comprerò l'iPod a Richi, forse un paio di scarpe in più delle già più che sufficienti, magari una scatola di sigari cubani; roba così, roba in di più, roba che se non ce l'avessi non cambierebbe di un niente la qualità, vera, della mia vita. Comprando futilità, sputtanando denaro aiuterò la ripresa economica? Di certo aumenterà il fatturato della Apple, della premiata fabbrica di sigari Romeo y Julieta, della Geox, con conseguente probabilità di aumento della produzione. Chissà, magari farò del bene con i miei 231 euro all'economia mondiale. Ma per l'ovvia legge dei vasi comunicanti, i soldini dell'Ici arrivano alle mie tasche perché se ne vanno via da un'altra parte. So che i miei connazionali sono letteralmente impazziti di gioia per questa redistribuzione tanto attesa, ma mi chiedo se sono davvero, come li si fa, così fessi da pensare che il signor Tremonti abbia passato un paio di notti in bianco per stampare biglietti di banca da dare in giro. E mi chiedo se sono interessati, anche solo un pochino, a sapere da dove vengono questi nostri, sacrosantamente nostri soldi che ci accingiamo a sputtanare. Io lo so da dove li prendono, e ve lo dico. Lo so perché lo ha detto il signor Sandro Bondi, ministro ai Beni Culturali. Vengono per lo più da lì, sottratti alla cultura del Paese che si vedrà nei prossimi anni decurtata del 50 per cento le sue disponibilità di spesa e investimento. Non so se interessi a qualcuno, ma si dice in giro per il mondo che la cultura è un bene primario, i beni artistici e culturali un patrimonio essenziale; ci credono così tanto intorno a noi che i Paesi europei ci hanno lasciati ultimi laggiù in fondo come investimenti culturali. Ora non è che bisogna andare per forza dietro alle mode europee e ammalarsi di esterofilia su questioni secondarie come i beni culturali e artistici, ma sarei curioso di sapere se i miei connazionali sono dell'idea che far decadere i musei, non aprirne di nuovi e migliori, sacrificare i fondi delle biblioteche, chiuderle e non aprirle dove non ce ne sono, fare meno musica, meno teatro, deprimere le esperienze culturali dei giovani non ce ne può fregare di meno. Che è roba che non aggiunge niente alla qualità, vera, della nostra vita; che con tutti i problemi che ci abbiamo chi se ne frega della cultura. Come sarei curioso di sapere se i miei connazionali contribuenti pensano davvero che il giorno che si troveranno due, trecento euro in più nel portafogli potranno finalmente sentirsi uomini e donne realizzati, appagati, consapevoli e produttivi. Non parlo ovviamente di quelli che con quei soldi compreranno il pane e le calze ai figli; anche se mi viene in mente mio padre, operaio, che risparmiava sulle sigarette e sulle sue camicie per comprare a rate i libri che avrebbe fatto leggere ai suoi figli, e al figlio maschio, nel compimento del suo decimo anno di età, ha regalato la tessera della biblioteca. Dei libri e della biblioteca il figlio spera di aver fatto buon uso, adeguato alle aspettative del padre, ma è sicuro che senza quelle opportunità sarebbe peggiore di quello che è. È per questa ragione che se lo Stato mi chiedesse domani 231 euro come contributo personale a un serio piano di sviluppo culturale della nazione, glieli darei senza battere ciglio, e sono sinceramente curioso di sapere quanti altri contribuenti farebbero come me, almeno tra quelli che hanno già tutto l'essenziale, tranne un buon piano nazionale sulla cultura. Forse non così pochi come ci credono che siamo. P.S. No, alla fine non sputtanerò la mia Ici ritrovata. Con Richi abbiamo deciso di investire in dieci capre che una Ong distribuirà alle famiglie di un villaggio della Sierra Leone. Faremo così per non essere tentati da un iPod o da una nuova locomotiva del nostro già trafficatissimo plastico ferroviario. Siamo forse io e lui anime buone, spiriti eletti? Manco per sogno, siamo solo alla ricerca di un po' di senso delle proporzioni. E non dico che non ci costi pesanti sacrifici. maurizio maggiani 08/06/2008.

Torna all'inizio


Il cavaliere:<ho fatto megliodella thatcher> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il cavaliere:"ho fatto megliodella thatcher" la storia MARGARET Thatcher e Nicolas Sarkozy. "Un esempio di grande personalità politica liberale", la prima. "Un amico" il secondo. Entrambi hanno trovato spazio nell'intervento di Silvio Berlusconi al convegno dei giovani di Confindustria. "Vi racconto un aneddoto sulla signora Thatcher - ha scherzato il premier dal palco - Anni fa mi disse che, per portare a termine il mio percorso di rinnovamento del Paese, avrei avuto bisogno, come era successo a lei, di due mandati. "Non si demoralizzi: in soli cinque anni è impossibile cambiare un Paese", mi disse. Io fui costretto a farle notare, modestamente, che ero stato più bravo di lei, visto che in cinque anni il mio governo era riuscito a concludere decine di riforme. Su una cosa, però, la Thatcher aveva assolutamente ragione quando mi disse: "La vera sfida non è con i sindacati, ma con la pubblica amministrazione". Parole che sottoscrivo in pieno". La citazione di Sarkozy è arrivata, invece, quando Berlusconi ha rivendicato il merito di avere impedito la vendita di Alitalia ad Air France: "I francesi li conosciamo bene, con tutto il rispetto per l'amico Sarkozy... Provate a immaginare su quali aeroporti avrebbero dirottato i turisti dei mercati emergenti, penso alla Russia, all'India, alla Cina, se fossero riusciti a impossessarsi della nostra compagnia di bandiera". Di Sarkozy il Cavaliere ha parlato anche a proposito di centrali nucleari: "Mi ha promesso che metterà a disposizione dell'Italia il know-how della Francia". 08/06/2008.

Torna all'inizio


Il greggio a quota 140manda tutti in crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Benzina e diesel alle stelle L'autotrasporto chiede un decreto contro il caro carburante. Coldiretti: i rincari ci costano 250milioni di euro l'anno 08/06/2008 Roma. Automobilisti, camionisti, agricoltori e pescatori. Il petrolio batte tutti i record e si allunga l'elenco di chi non ce la fa più a fronteggiare i prezzi alle stelle dei carburanti: è un bollettino di guerra, che rischia di trasformarsi in una nuova emergenza estiva per il governo. Mentre il greggio viaggia verso quota 140 dollari sui mercati internazionali, grazie a un balzo di 11 dollari in una sola seduta, c'è la fila delle categorie fuori dai ministeri interessati (Trasporti e Sviluppo economico) per ottenere ascolto e soprattutto misure in grado di arginare la batosta che colpisce chi è costretto a fare i conti con i nuovi rincari di benzina e gasolio. I listini ormai viaggiano appaiati, con i prezzi di benzina e diesel in rialzo tra i 1,520 e 1,526 euro al litro. Le difficoltà stanno per diventare emergenza. I pescatori protestano da una settimana e ora sono pronti a mobilitarsi anche i camionisti, che domani saranno ricevuti dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, il quale condivide con il collega allo Sviluppo Claudio Scajola il compito di trovare qualche rimedio alla lunga corsa dei prezzi petroliferi. Al convegno di Santa Margherita, il premier Silvio Berlusconi è apparso preoccupato: "Come sto? Come si può stare con una situazione di caro petrolio così", ha detto collegando anche il suo malore al greggio fuori controllo. Reazione comprensibile se, come annunciano i consumatori, il caro greggio si trasformerà per le famiglie in una stangata di 1.255 euro l'anno. I camionisti sono fra le categorie più esposte e lanciano l'allarme, prima di passare ai fatti: gli artigiani di Mestre della Cgia hanno calcolato che i costi dell'autotrasporto sono cresciuti fino al 40 per cento per quanto riguarda la voce gasolio, che pesava per il 33 per cento fino a un anno fa. In altre parole, fare il pieno a un Tir oggi costa 175 euro in più, rispetto al giugno 2007. "È un vero e proprio salasso", dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. Di conseguenza, le associazioni dei camionisti, che a dicembre dello scorso anno mandarono in tilt le autostrade italiane per gli stessi motivi, premono al portone di palazzo Chigi anche se i loro interlocutori sono per ora i ministri Matteoli e Scajola. Negli ultimi sei mesi la crisi del settore avrebbe portato alla chiusura di tremila aziende con 30.000 addetti disoccupati. Questi i dati degli autotrasportatori, che ora chiedono al governo un decreto con misure urgenti contro il caro carburante. "Ci vogliono risorse per compensare i rincari spropositati del petrolio. Le imprese non ci pagano gli aumenti. C'è anarchia e concorrenza sleale. Anche le aziende sane sono in difficoltà", protestano i leader dei camionisti. Gli agricoltori non stanno meglio dei camionisti e dei pescatori. Secondo la Coldiretti, è di 250 milioni di euro l'anno il maggior costo per le imprese agricole a causa del caro gasolio, che oggi viene pagato il 30 per cento in più rispetto a un anno fa. Anche gli allevatori protestano per la riduzione dei compensi dei prodotti alla stalla e, soprattutto al Nord, ci sono presidi davanti agli stabilimenti per la trasformazione del latte. L'incremento dei prezzi petroliferi provoca una reazione a catena da cui nessuno si salva. Le compagnie aeree sono allo stremo e vanno accumulando perdite aggiuntive ogni mese che passa con il risultato di costringere i vertici a una pesante riduzione dei costi. Si tagliano molte rotte, si aumentano le tariffe, si rivedono i target previsti per l'anno in corso, che rischia di chiudersi con un bagno di sangue. Se il petrolio continuerà a viaggiare a questi livelli, alla fine del 2008 i bilanci delle compagnie si tingeranno di rosso per 6 miliardi di dollari. Ancora peggio va per Alitalia, che difficilmente troverà un acquirente in un contesto così disastrato. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 08/06/2008.

Torna all'inizio


Iceberg (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

ICEBERG BRUNO MANFELLOTTO Il partito dei prof Se fossero compagni di partito si griderebbe al frazionismo correntizio. Se fossero leader politici chiamati a convivere nello stesso governo, si scommetterebbe sulla fine prossima della loro alleanza. Se fossero, come anche sono, ascoltati professori universitari, si direbbe che sono divisi dall'appartenenza a diverse scuole di pensiero. E magari anche da qualche concorso a cattedra. Chi sono? Sono i più illustri economisti della Bella Italia, gli autorevoli commentatori delle prime pagine dei grandi giornali, ieri docenti o professionisti e oggi ministri o viceversa, ieri consulenti e oggi grand commis o tutto il contrario. Ieri amiconi, e legati l'uno all'altro dall'Accademia e dalla passione per trekking e ferrate in montagna, oggi l'un contro l'altro armati: Padoa-Schioppa contro Tremonti, calorosamente ricambiato, s'intende. Mario Monti contro Tremonti, Tremonti contro Draghi e, di rimando, governatore della Banca d'Italia contro ministro dell'Economia. E poi il rigorosissimo professor Francesco Giavazzi contro Draghi e contro Tremonti insieme. E se Alfredo Recanatesi, decano dei commentatori economici, rimpiange dalle colonne dell'Unità la Banca d'Italia di una volta tutti moniti, appelli e moral suasion, ecco invece l'autorevolissimo professor Luigi Spaventa plaudire dalla prima pagina della Repubblica allo stile sobrio, asciutto e tacitiano delle considerazioni finali 2008. L'economia divide. Chi abbia aperto per primo le ostilità, è davvero difficile dirlo. Per comodità potremmo ricordare che a far eplodere la miccia è stato il saggio-provocazione di Giulio Tremonti "La paura e la speranza". Il processo alla globalizzazione e alle incapacità autogeneratrici del mercato (il tanto disprezzato "mercatismo") non è piaciuta ad Alberto Alesina, ha fatto irritare Franco Debenedetti, per non parlare delle stroncature di Padoa-Schioppa e delle parole aspre di Mario Monti. Tremonti, stizzito e professorale, ha risposto da par suo dalle colonne del Corriere della Sera, giornale del quale, peraltro, tutti gli importanti succitati professori sono stati o sono tuttora preziosi commentatori. Ma era appena un assaggio. Tutto si è complicato poche settimane dopo quando Tremonti, ormai ministro in carica, ha sferrato un duro attacco al Financial Stability Forum, di cui Mario Draghi è importante componente, definendo la cura proposta per il dopo la crisi dei subprime poco più che un'aspirina. E quel che è sorprendente è che la polemica non è scemata perché il governatore ha avuto la buona idea di replicare rispondendo a muso duro il 31 maggio dal fortino di palazzo Koch. E se c'era un tempo non lontano in cui Giavazzi provava (con alterne fortune) a imporre la sua agenda al governo Prodi, eccolo ora smontare pezzo pezzo il pachetto di misure economico finanziarie predisposto dal ministro dell'Economia. Senza nulla salvare, né la Banca del sud, né il taglio dell'Ici né la gestione del caso Alitalia. E pensare che Tremonti sta a via XX Settembre da un mese appena.

Torna all'inizio


BERLUSCONI: INTERCETTAZIONI, SI CAMBIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il discorso a Santa Margherita: meno tasse se le pagano tutti. Poi annuncia interventi su giustizia e ambiente Berlusconi: intercettazioni, si cambia Arriva il decreto: escluse le inchieste su mafia e terrorismo, pene fino a 5 anni Lieve malore del premier al convegno dei giovani industriali. Sacconi: deregulation sui contratti La svolta è stata annunciata ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al meeting dei giovani imprenditori a Santa Margherita Ligure: "Intendiamo introdurre il divieto assoluto di intercettazioni telefoniche, escludendo quelle che riguardano la criminalità organizzata e il terrorismo". Il provvedimento sarà portato nella prossima riunione del Consiglio dei ministri. Limiti rigidi, pene pesanti per i trasgressori: "Cinque anni di carcere per chi ordina, per chi esegue e per chi propaga le intercettazioni". Non solo intercettazioni, ma anche tasse ("pagare meno per pagare tutti"), Alitalia, emergenza rifiuti, nucleare. Appena terminato il suo intervento il premier ha avuto un lieve malore, ma dopo qualche minuto si è ripreso ed è tornato in sala sorridente. Il ministro Sacconi ha annunciato, intanto, una "poderosa deregulation" sui temi del lavoro. Scontro con il leader della Cgil, Epifani. L'INVIATO FRANZESE, M. ESPOSITO, MARTINELLI, MILANESIO E A. TROISE ALLE PAGINE. 2, 3 E 5.

Torna all'inizio