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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 6-13 giugno 2008
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Articoli
Alitalia 2 (105)
Alitalia, nodi Bruxellesal prestito
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Intervista
a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq
( da "Opinione,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|.
Alitalia,
Di Pietro: darò battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'
Berlusconi,
malore per il troppo caldo Ma poi invita a pranzo la Marcegaglia
( da "Quotidiano.net"
del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dalle intercettazioni al nodo Alitalia</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi,
"Le
alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà"
( da "Stampa,
La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto"
Berlusconi
in volo sull'aereo più pazzo del mondo
( da "Manifesto,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti.
Dunque,
su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero
management francese, potet... ( da "Manifesto, Il"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti.
IN
BREVE ( da "Manifesto, Il"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BERLUSCONI RIFIUTI E ALITALIA, "FACCIO TUTTO IO" L'emergenza rifiuti a Napoli sarà risolta entro luglio e la cordata italiana su Alitalia ci sarà. Parola di Silvio Berlusconi. Al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure il premier promette una soluzione in tempi brevissimi ai due problemi.
Violenza
alle donne L'azzeramento del fondo di 20 milioni di euro per il contrasto della
vi ( da "Unita, L'"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Proseguirà da domani a mezzogiorno l'esame del decreto che contiene il prestito ponte per affrontare la crisi di Alitalia. Il decreto era stato emanato dal governo Prodi, ma le modifiche introdotte dal nuovo esecutivo hanno in sostanza trasformato il prestito in una ricapitalizzazione e hanno indotto la commissione europea ad avviare una procedura di infrazione.
Sicurezza
Domani le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia proseguiranno l'e
( da "Unita,
L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia La terza lettura del decreto legge sul prestito all'Alitalia, modificato dalla Camera, era già in calendario per domani, ma l'ostruzionismo dell'Idv ha fatto slittare il voto a Montecitorio e, di conseguenza, la calendarizzazione al Senato.
Pd,
la sfida nel cuore della Lega ( da "Unita, L'"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sta per arrivare anche il problema Alitalia-Malpensa e si profila il federalismo, fiscale, forse competitivo, sicuramente "faI-da-te"sul quale dovrà entrare in scena Bossi in prima persona. Non è chiaro quanto la Lega sia davvero interessata alle soluzioni concrete di questi problemi.
Prestito
Alitalia,è rivolta ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vettori
sei società europee sul piede di guerra scrivono a tajani
( da "Riformista,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Stavolta a fare sentire la loro voce sull'infinita vicenda Alitalia sono le compagnie aeree concorrenti. Nonostante l'apertura del procedimento d'infrazione dell'Unione europea contro il governo italiano per il cosiddetto "prestito ponte" sia oramai una realtà, una nutrita pattuglia di vettori europei ha preso carta e penna per protestare contro gli aiuti finanziari che
Alitalia,
il no delle compagnie europee ( da "Messaggero, Il"
del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In campo sei società, tra cui British Airways e Iberia. Mercoledì Bruxelles apre l'inchiesta Alitalia, il no delle compagnie europee Lettera alla Ue: prestito irregolare, violata la concorrenza.
Prestito
Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti
( da "Corriere
della Sera" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Lettera a Tajani Prestito Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti Arriva la prima mossa formale dei concorrenti di Alitalia sul caso del prestito-ponte da 300 milioni. Sei compagnie aeree hanno scritto alla Commissione europea per protestare contro le misure prese dal governo per la compagnia di bandiera.
Damiana
Verucci Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati
( da "Tempo,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia-Magliana) sono "a pianificazione definita", mentre per le altre dieci Massimina, Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Torre Spaccata, Anagnina-Romanina, Acilia-Madonnetta, S. Maria della Pietà, La Storta, Cesano, Fiumicino-Magliana) gli interventi urbanistici e strutturali sono ancora da programmare.
L'unica
certezza èche Alitalia non fallirà. Bisogna solo
( da "Tempo,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo ... L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo stabilire se sia o meno una buona notizia. Le ingerenze della politica sul mercato generano solo confusione e non riescono a risolvere i problemi.
Allarme
in aeroporto per un fastidioso odore
( da "Giornale.it,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto per un fastidioso odore di Redazione Un intenso e fastidioso odore ha creato allarme ieri mattina al terminal A dell'aeroporto di Fiumicino. Il fenomeno è risultato più pronunciato all'interno della sala Freccia Alata dell'Alitalia. I controlli dei vigili del fuoco non hanno però evidenziato alcuna anomalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Sei
compagnie scrivono alla Ue<Alitalia, concorrenza violata>
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, concorrenza violata" lettera al commissario Tajani LONDRA. Le compagnie europee si ribellano e chiedono, in sostanza, il fallimento di Alitalia. La British Airways e altre cinque compagnie aeree europee hanno scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani per protestare contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'
Intervista
a Umberto Ranieri/Il clima nuovo fa bene all'Italia
( da "Opinione,
L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In altra sede, cioè in Europa, si discute invece di Alitalia: l'Ue non ha gradito il prestito ponte. Io penso che ci sia stato da parte di settori della maggioranza la tentazione di sfruttare la questione Alitalia in termini elettoralistici. Penso si poteva e si doveva lavorare di più all'ipotesi di Air France.
L'esecutivo
Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte
( da "Opinione,
L'" del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: 09 Giu 2008 Edizione 114 del 07-06-2008 IL DOSSIER ALITALIA SARà DISCUSSO MERCOLEDI PROSSIMO L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte di Alessandra Mieli Si addensano le nubi a Bruxelles. E pare ormai quasi certo il via libera a una procedura contro l'Italia per sospetti aiuti di stato illegali a favore di Alitalia.
Sciopero
Meridiana, rischio paralisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: che nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di unire la vertenza Meridiana alla vendita di Alitalia, caldeggiando l'ipotesi di un unico gruppo che nascerebbe dalla fusione delle due società con l'Air One di Carlo Toto. Management e Aga Khan, secondo Rossi, "sembrano aver abbandonato interesse per il futuro di Meridiana ed Eurofly".
Alitalia,
sei compagnie contro gli aiuti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Lo ha riferito ieri il domenicale britannico "Sunday Telegraph". "Senza quell'aiuto, Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni",
Petrolio,
libero mercato o libera speculazione?
( da "Giornale.it,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.
Oggi
sciopera il personale del gruppo Meridiana
( da "Unita,
L'" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazioni di lungo raggio che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per un raccordo contrattuale tra i naviganti Airone e quelli di City Liner". Secondo Rossi, "questa serie di scioperi nel trasporto aereo indicano che le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma riguardano tutta l'industria, vettori ed aeroporti, servizi collegati ed indotto".
Rapporto
dalle poste al lavoro, dal trasporto aereo al fisco
( da "Riformista,
Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il trasporto aereo - nonostante Alitalia - resta uno dei fronti più aperti della nostra economia (grazie alle regole Ue). Il mercato del lavoro, "libero" al 50% nel 2007, lo è ora solo al 35%: Michele Tiraboschi, che firma il capitolo del rapporto dedicato al tema, segnala come elementi di "regresso", sulla strada della deregulation,
Demo
2 il caso intercettazioni e la guerra al loft
( da "Riformista,
Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alema con un deputato Pd - attacchi il governo su Alitalia e sul reato di immigrazione clandestina, ma poi spunta fuori che hai incontrato in segreto Letta, per tutti la notizia diventa la seconda, non la prima". Come dire: se facciamo opposizione così, è come non farla. I piani di Veltroni si sono complicati anche sul fronte riforme.
Alice
France (Telecom) va a Iliad per 800 milioni
( da "Corriere
della Sera" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA, VERSO PROCEDURA UE. Riprende oggi alla Camera, l'esame del decreto legge su Alitalia e domani a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Sarebbe già pronta la versione finale della bozza della lettera che la Commissione si appresta a inviare all'Italia per comunicare l'
Spinetta:
Dossier Alitalia chiuso ( da "Tempo, Il"
del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Comunque, ha aggiunto, "non ci sono contatti nè con Alitalia nè con il governo italiano". Gourgeon non ha voluto fare commenti sul prestito da 300 milioni accordato dal governo ad Alitalia e contestato da sei compagnie aeree che lo ritengono un aiuto di stato. "Siamo stati troppo vicini ad Alitalia.
Alitalia,
6 compagnie contro il prestito. Dall'Ue un'inchiesta per fare chiarezza
( da "Campanile,
Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A riferirlo è stata l'uscita domenicale del britannico Sunday Telegraph. "Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni"
Da
domani l'indagine Ue sugli <aiuti>
( da "Giornale.it,
Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese a decorrere dalla data di ricezione" della lettera. "L'Italia - si legge ancora nel testo - fornirà in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura"
Alitalia-Air
France, no definitivo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 10-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 212 Alitalia-Air France, no definitivo --> Riprende oggi alla Camera l'esame del decreto legge su Alitalia e mercoledì a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria della compagnia,
BERLUSCONI
E LE PROMESSE BOOMERANG ( da "Stampa, La"
del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sull'immigrazione, sui rifiuti, sulle intercettazioni, sull'Alitalia, sugli statali fannulloni e, persino, sulla prostituzione. Un frenetico carosello d'iniziative che vorrebbero rispondere alle due sostanziali attese degli elettori. Quella di un ministero forte, compatto, capace finalmente di decidere.
Intervista
a Piero Ostellino/Rivoluzione liberale senza speranza
( da "Opinione,
L'" del 10-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: faccenda Alitalia. Non c'è filosofia del diritto, la cui conseguenza è una mancanza di principi liberali nell'azione di governo. Non c'è modo di rendere più liberale la cultura italiana? Per contrastare gli organi di informazione schierati a sinistra, che rappresentano la metà dell'establishment, i media vicini al centrodestra - alcuni dei quali di proprietà dello stesso Berlusconi,
Alitalia,
la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare una cordata
( da "Quotidiano.net"
del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: COMPAGNIA DI BANDIERA Alitalia, la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare una cordata Un mese di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione. Alitalia non potrebbe più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001 Bruxelles, 10 giugno 2008 - è attesa per domani la decisione della Commissione europea di aprire un'
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Racconta
anche tu la partita della tua vita
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
D'Alema
batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Alitalia,
crollo di prenotazioni dopo la rottura con Air France
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ritornano
i pianisti . E Fini: voto con due mani
( da "Unita,
L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che durante il voto sul decreto Alitalia hanno movimentato l'aula di Montecitorio. Di Pietro ne ha "pizzicati" alcuni e ha sollevato il problema chiamando in causa il presidente Fini: "Se lei non fa il suo dovere è più colpevole di loro" ha detto l'ex pm accusando chi vota per un altro di "truffa aggravata".
Prestito
Alitalia, Di Pietro contro i pianisti : è truffa Scontro alla Camera tra
maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di
Bruxelles ( da "Unita, L'"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Di Pietro contro i "pianisti": è truffa Scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di Bruxelles / Roma Ancora bagarre alla Camera per la partita Alitalia. Il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte Alitalia da trecento milioni è stato oggetto di una forte scontro tra maggiorza e opposizione.
Fini
dichiara guerra ai "pianisti" alla camera si voterà con due mani -
francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impegnato da giorni nel filibustering contro il decreto Alitalia. Tornato pm per un giorno, il leader dell'Italia dei valori ha preso di petto Gianfranco Fini: "Chi vota per due - ha tuonato tra le urla dei deputati leghisti e Pdl - commette una truffa aggravata, giacché concorre, con il titolare del diritto di votare, a fargli maturare indebitamente la diaria.
Alitalia,
oggi la decisione di Bruxelles ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 212 Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles --> È prevista per oggi la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato italiano nelle casse di Alitalia. Salvo clamorose sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e approfondita, sospettando che la cifra erogata originariamente come prestito ponte sia un aiuto di Stato illegale.
Il
decollo dei treni - enzo costa ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che vulcanicamente (con Catania) o sobriamente (con Moretti) prima promette e poi non mantiene accusando il governo. Ma una novità c'è: la lucidissima strategia di Silvio sui trasporti prevede di far rilevare Alitalia da Trenitalia: gli intercity sono soppressi perché i macchinisti stanno facendo un corso accelerato di volo.
Anche
l'Europa scarica il Pd: le vostre liti non ci riguardano
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che, a sentire fonti governative, già tratta con la maggioranza: "È stato D'Alema ad assicurarci che su Alitalia si può votare domani, e anche l'ostruzionismo di Di Pietro rientrerà", spiegava ieri il ministro Elio Vito. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Passera
su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte
( da "Giornale.it,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 11 pagina 22 Passera su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte di Paolo Stefanato Marcello Zacchè da Milano e New York Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo, dopo aver ricevuto l'incarico di advisor, ha avviato "la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si prospettano"
Tutti
in fila per alitalia chi la salva salva se stesso
( da "Repubblica,
La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Global market Tutti in fila per Alitalia chi la salva salva se stesso Sembra impossibile. Eppure è vero: nei cieli italiani si è formata una lunga coda di candidati alle nozze con Alitalia. La dote, in questo caso, non interessa. La Magliana in questo momento è un malato in terapia intensiva, tenuto in vita artificialmente da una flebo da 300 milioni (
ROMA
- Il prestito ponte di Alitalia arriva al primo giro di boa di Bruxelles. Oggi,
salvo colpi di ( da "Messaggero, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: procedura lasciano immaginare che il rilancio di Alitalia troverà una soluzione prima dell'ultima parola di Bruxelles. Intanto, l'ok della Camera al decreto sul prestito ponte dovrebbe arrivare solo oggi. Ieri l'esame fiume degli emendamenti si è concluso in tarda serata sotto il pressante ostruzionismo dell'Idv al provvedimento che dovrà essere convertito entro la prossima settimana.
E
Tremonti non conferma Spitz ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione che porterà alla fusione tra l'Agenzia e il ramo immobiliare di Fintecna, azienda controllata dal Tesoro, e che già ha incorporato, negli anni scorsi, la Patrimonio spa. Al vertice del nuovo gruppo, secondo indiscrezioni, potrebbe approdare Maurizio Prato, ex presidente Alitalia e ora tornato come vicepresidente in Fintecna.
Prestito
Alitalia, ecco la lettera Ue ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue I dubbi di Bruxelles sui tassi e sulla cordata italiana. Ermolli a Palazzo Chigi L'incarico di advisor a Banca Intesa. Passera: ci impegneremo al massimo, ne vale la pena DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - L'Italia ha un mese di tempo per replicare alle contestazioni della Commissione europea sul prestito-
Alemanno:
<Sul Prg solo aggiustamenti>
( da "Corriere
della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E le varianti Bufalotta e dei grattacieli ex Alitalia? "Difficilmente saranno riproposte". Proprio Morassut ha commentato le dichiarazioni di Alemanno: "Prendo atto - ha detto l'ex assessore - che il sindaco contraddice gli iniziali orientamenti su radicali modifiche al Prg. Però non servono discussioni generiche, ma solo che il piano venga attuato.
Camera,
<pianisti> sotto tiro Fini: si voterà con due mani
( da "Corriere
della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il contesto è la conversione del decreto Alitalia. Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, dopo un'approvazione per pochi voti ad opera della maggioranza, ha tuonato: "Chi vota per due commette una truffa aggravata perché concorre con il titolare della scheda a far ottenere la diaria come fosse presente".
SCIOPERO
IL 4 CONTRO I TAGLI ( da "Manifesto, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Air one Modifica lo statuto puntando SU Alitalia AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo.
Alitalia:
Commissione europea indaga sul prestito ponte
( da "Voce
d'Italia, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Investigazione formale sul decreto da 300 milioni di euro Alitalia: Commissione europea indaga sul prestito ponte Intanto la Camera vota il decreto legge Bruxelles, 11 giu. - La Commissione europea ha ufficialmente aperto una procedura di investigazione per indagare sul prestito ponte di 300 milioni di euro che lo Stato Italiano ha concesso ad Alitalia.
Sciopero
ok, ma disagi limitati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cioè, al momento non ha le difficoltà di Alitalia, ma il 28 ottobre, giorno in cui, con la fine della continuità territoriale, si deciderà il destino di alcune rotte fra le più remunerative (Milano e Roma) per Meridiana potrebbero sorgere diversi problemi, anche abbastanza seri.
I
DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla?
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Opinioni Pagina 315 I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla? --> Per lavoro vado e torno da Bologna con Meridiana, ogni volta con ritardi vari e assortiti. Il 3 giugno, solita sveglia all'alba per il volo delle 7.15 che per "motivi operativi" (rispetto del numero di ore di riposo del personale) è stato posticipato alle 10.
Alitalia,
ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine formale
( da "Quotidiano.net"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine formale Via libera alla conversione del decreto, ora il testo torna al Senato. Durante la procedura della commissione europea, che può durare fino a 18 mesi, Alitalia potrà usare i 300 milioni del prestito Bruxelles, 11 giugno 2008 - Via libera della Camera alla conversione in legge del decreto per il prestito
Sì
della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione
( da "Tempo,
Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa alitalia Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Il provvedimento torna ora all'esame del Senato.
Intesa
SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20%
( da "Opinione,
L'" del 11-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Oggi è Mer, 11 Giu 2008 Edizione 117 del 11-06-2008 ALITALIA Intesa SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20% Intesa SanPaolo ha immediatamente aperto il "dossier" relativo alla privatizzazione di Alitalia. A comunicarlo è stata la compagnia al termine della riunione del Cda che si è svolto ieri.
Una
vita meritocratica ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.
Alitalia,
Ue: no sospensione prestito ( da "Voce d'Italia, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Buona collaborazione con autorita' italiane" Alitalia, Ue: no sospensione prestito La Commissione autorizza l'utilizzo degli aiuti da parte della compagnia di bandiera Bruxelles, 11 giu.- La commissione Europea “non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione” dell'aiuto di 300 milioni di euro all'Alitalia.
Capitale
news ( da "Manifesto, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: AIR ONE MODIFICA LO STATUTO PUNTANTO SU ALITALIA AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo.
L'alitalia
nel mirino ue via all'indagine sul prestito - d'argenio e livini alle pagine 12
e 13 ( da "Repubblica, La"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dalla Camera il sì al finanziamento L'Alitalia nel mirino Ue via all'indagine sul prestito d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 SEGUE A PAGINA 12.
Decreto
alitalia, ok dalla camera ma scatta l'indagine di bruxelles - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Decreto Alitalia, ok dalla Camera ma scatta l'indagine di Bruxelles La Ue: durante la procedura prestito utilizzabile In autunno i primi esiti dell'inchiesta Per la decisione finale necessari anche 18 mesi ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - La Commissione europea mette nel mirino il prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia mentre a Roma la Camera approva il super-
E
il caro-greggio frena la cordata italiana - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La cordata italiana per Alitalia resta (per il momento) in naftalina. La strada era già in salita con il petrolio a 100 dollari e una compagnia di bandiera con un discreto livello di prenotazioni. Ora però le cose si sono complicate: il greggio a 137 euro ha fatto decollare il costo del pieno per gli aerei del gruppo (già salito del 25% nel primo trimestre 2008)
Prestito
ad Alitalia, l'Europa concede un'altra opportunità
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e nel frattempo trasformato in capitale sociale per evitare di portare i libri in Tribunale. I dubbi di Bruxelles sull'operazione sono stati comunicati dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, al ministro degli Esteri, Franco Frattini, proprio nel giorno in cui il decreto con il prestito è stato approvato dalla Camera e adesso passa all'
Il
vaccino contro il male del viaggiatore - il governo deve andare alla cerimonia
d'apertura di pechino? ( da "Repubblica, La"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: R2 Ambiente Scienza Repubblica Tv Bush L'atlante Onu 40 anni dopo Africa devastata Misure e numeri della Topolino: sarà fatta in Serbia La visita a Roma in diretta Il vaccino contro il male del viaggiatore Alitalia e l'Ue gli esperti a confronto IL GOVERNO DEVE ANDARE ALLA CERIMONIA D'APERTURA DI PECHINO?.
Alitalia,
ok al decreto Ma l'Europa interviene Via libera al prestito di 300 milioni, la
Commissione apre l'indagine: sono aiuti di Stato
( da "Unita,
L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia predisposta dal governo Prodi. Anche la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte dell'Alitalia è una misura controversa. Tanto che la Consob ha deciso di sospendere la quotazione in Borsa del titolo. Il disegno di legge, ha ribadito Bersani, mette la privatizzazione di Alitalia "fuori da ogni regola di trasparenza,
Bondi:
<Io, immigrato in Svizzera ero in una banda di extracomunitari>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: avvicinandosi a un deputato del Pdl dopo un intervento su Alitalia. Solo dopo un po l'onorevole interpellato ha precisato: "Buttiglione, ma io non sono Jannone, sono Cicu". Piccolo errore di persona commesso dal vicepresidente di Montecitorio. Peraltro perdonabile, visto che alla Camera si ricorda come già nel '94 Vittorio Sgarbi corse incontro a Salvatore Cicu salutandolo così:
ALL'INTERNO
( da "Manifesto,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Unione
europea indaga sul prestito ponte ALITALIA L'Unione europea indaga sul prestito
ponte I 300 milioni concessi dal governo alla compagnia di bandiera diventano
materia d'indagine. Ma la decisione di Bruxelles è un compromesso con Tremonti,
che ha ottenuto 18 mesi tregua | PAGINA
CITTA'
DEL VATICANO Molto, molto di più di un'udienza. Piuttosto un incontro
( da "Messaggero,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia c'era Bush, un altro gesto senza precedenti. Il protocollo predisposto dalla Prefettura della Casa Pontificia prevede l'arrivo dell'ospite alle 11 di domani mattina, all'ingresso della Torre di San Giovanni, nei giardini vaticani, e non come avviene di solito nelle udienze normali, nella biblioteca dell'appartamento pontificio.
La
Ue apre un'indagine sul prestito ponte
( da "Manifesto,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA La Ue apre un'indagine sul prestito ponte A. D'Arg. BRUXELLES Indagine e non procedura di infrazione, anche così poco cambia: il prestito ponte del governo all'Alitalia non convince la Commissione europea. "Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini", ha detto il portavoce di Barroso.
Alitalia,
l'Ue apre l'indagine sul prestito
( da "Tempo,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sì al superdecreto Alitalia, l'Ue apre l'indagine sul prestito Ora è ufficiale. La Ue ha aperto un'indagine d'investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal Tesoro ad Alitalia e poi trasformato in patrimonio: in pratica, l'iniziativa serve ad appurare se si tratta di un aiuto di Stato, che sarebbe incompatibile con le regole del mercato comunitario.
Procedura
Ue, più tempo ad Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: più tempo ad Alitalia "E un aiuto di Stato ma per ora il prestito non va rimborsato" Via libera del Parlamento al decreto sulla privatizzazione e sulla ricerca del nuovo socio di controllo DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - La Commissione europea ha concesso un po di tempo per tentare di salvare l'Alitalia con la privatizzazione.
Il
mandato a Intesa e l'opzione Marzano
( da "Corriere
della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: opzione Marzano Al rumore suscitato dall'inchiesta della Commissione Ue sul prestito ponte all'Alitalia fa da contrappunto il silenzio dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Intesa Sanpaolo è l'advisor della compagnia e del governo che le ha conferito l'incarico senza vincoli previa modifica della legge sulle privatizzazioni.
Alitalia,
parte l'inchiesta di Bruxelles ( da "Messaggero, Il"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Entro 45 giorni sono attese le controdeduzioni dell'Italia. Poi l'indagine si concluderà nel tempo massimo di 18 mesi Alitalia, parte l'inchiesta di Bruxelles Sul prestito del Tesoro i sospetti di aiuti di Stato. Ma la Ue non blocca le risorse.
ROMA
Il super-decreto sulla concessione del prestito ponte di 300 milioni di euro
all'Alitalia, ( da "Messaggero, Il"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: al quale il governo risponderà in un solo modo, con la soluzione del caso Alitalia". Il governo va dunque dritto per la sua strada, mettendo insieme un testo che accorpa tutte le ultime norme relative alla compagnia di bandiera, comprese quelle varate dal governo Prodi, che altrimenti sarebbero state disseminate in tre diversi provvedimenti.
BRUXELLES
- Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è
( da "Messaggero,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è da ieri ufficialmente sotto la lente della Commissione europea. Bruxelles ha infatti aperto un'inchiesta approfondita, ossia la procedura rituale con cui vengono affrontati i presunti aiuti di Stato, sulla misura varata il 22 aprile scorso, ma non ha chiesto all'Italia di rimborsare il prestito,
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, sì al prestito La Camera ha approvato il prestito-ponte di 300 milioni per salvare l'Alitalia. La Ue ha aperto una procedura d'infrazione ma ha concesso tempo al governo Berlusconi per tentare di salvare la compagnia di bandiera con la privatizzazione.
Alitalia,
volo a rischio ( da "Campanile, Il"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ue apre la procedura e indaga Come previsto la Commissione europea ha aperto una procedura nei confronti di Alitalia. Non si tratta, però, di una "procedura di infrazione" - come specificato dalla stessa Commissione, "ma di una normale indagine" per verificare se la somma di denaro concessa dal precedente governo sia da considerarsi un aiuto di Stato illegale.
Roberto
Farneti Va bene fare l'opposizione al governo della destra
( da "Liberazione"
del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia", affermano in una nota Roberto Musacchio (capogruppo del Prc al parlamento europeo) e Maurizio Zipponi. "L'intervento dell'Ue - proseguono i due esponenti di Rifondazione - è poi ulteriormente incomprensibile in quanto l'Alitalia è la compagnia nazionale di supporto strategico alla più importante industria del paese che è quella del turismo.
Nel
ranking brilla il ministro Gelmini
( da "Opinione,
L'" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: nelle ultime settimane frequentemente intervistato dai telegiornali, interviene sul decreto Alitalia che prevede per la compagnia aerea un prestito ponte di 300mila euro e sulla questione intercettazioni. Benelli, esperto di previdenza, spiega invece ai telespettatori del Tg5 i requisiti per avere dall'ex coniuge una parte del Tfr.
La
Commissione concede un mese all'Italia
( da "Opinione,
L'" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 ALITALIA La Commissione concede un mese all'Italia Come largamente preannunciato, Bruxelles invita l'Italia a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese", "in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'
Utile
in calo per Meridiana ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in particolare quella che riguarda Alitalia". Secondo la Cisl, la Regione non può ignorare il destino di 1.330 lavoratori, oltre che degli addetti dell'indotto: "La Giunta regionale", conclude il segretario regionale Giovanni Matta, "non può ignorarli e affidarli deliberatamente ai capricci dei mercati", anche perché Meridiana "deve continuare a svolgere un ruolo importante"
Il
prestito ad Alitalia sotto la lente Ue
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: ponte da 300 milioni ad Alitalia, la Ue apre l'indagine: aiuto di Stato illegale. Via all'indagine. La Commissione europea vuole fare chiarezza sui 300 milioni versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Prima erogati come prestito-ponte dal governo Prodi, poi trasformati in patrimonio netto della compagnia aerea dal governo Berlusconi.
Aeroporto,
pista ok Manca il placet sulla stazione meteo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Aerei che in Italia hanno Meridiana e Alitalia, compagnie che non vivono il miglior periodo della loro esistenza. Ma quando e come è tutto da vedere. La nuova stagione del turismo per Tortolì non è iniziata nel migliore dei modi. Tempo di bilanci magri. A Tortolì come altrove è l'anno della cinghia.
Impegno
del Governo sui collegamenti tra Novara e Malpensa
( da "Stampa,
La" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. L'intento è quello di dare particolare riguardo alle connessioni con il Cim, il polo logistico novarese, che può svolgere un'importante funzione di retroporto per le merci e soprattutto per promuovere le attività imprenditoriali. "Sono molto soddisfatto di questa disponibilità - ha detto Nastri - e sono certo che il Governo saprà adeguare e valorizzare il ruolo di Malpensa
Ma
quali intercettazioni, pensino ai salari... Veltroni all'attacco del governo:
C'è una totale sottovalutazione delle vere emergenze del Paese
( da "Unita,
L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Ici, mutui, per finire alle intercettazioni, e adesso anche sul tema rifiuti dove l'uscita di Berlusconi sulla chiamata dei volontari fa sorridere: "Il problema non è raccogliere i rifiuti, è dove metterli". Qualcosa sta cambiando? Veltroni giura di no: "Noi non molliamo, facciamo opposizione seria,
L'
Economist : Pd troppo buono, opposizione fantasma altro che britannica Analisi
impietosa: Voler collaborare con Berlusconi sulle riforme elettorali e
costituzionali avrà consegu ( da "Unita, L'"
del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e i mancati affondi contro il governo per il caso Alitalia, per le "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e per la "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". "Veltroni ha un'idea dell'opposizione che non appare assolutamente britannica", sottolinea la rivista, memore del fatto che nel Regno Unito l'opposizione non perde mai un'
Tonini:
Per avere il consenso non serve fare la faccia feroce
( da "Unita,
L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Scrivono che su Alitalia, immigrazione, caso Schifani, avete perso delle occasioni... "Non mi pare proprio. Su Alitalia stiamo assistendo al fallimento dell'approccio del governo, e noi non abbiamo mancato di evidenziarlo. Sul reato di immigrazione clandestina abbiamo sempre detto no e oggi su questo la maggioranza è in confusione.
Alitalia,
Tajani (Ue): <Controllo rigoroso>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 140 del 2008-06-13 pagina 26 Alitalia, Tajani (Ue): "Controllo rigoroso" di Redazione da Milano "Daremo alla Ue le spiegazioni che chiede" ha detto ieri tranquillamente il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che già mercoledì aveva osservato: sono preoccupato per Alitalia, non per l'indagine europea.
Consulenti
pubblici Ecco l'elenco con tutti i compensi
( da "Corriere
della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: 450 mila euro. Oppure l'incarico "relativo alle nuove azioni progettuali dell'Agenzia" (237.600 euro) che il capo delle Dogane Mario Andrea Guaiana aveva assegnato alla Bain & company Italia. Va comunque detto che nella lunghissima lista dei consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere,
Prima
è stata Cristina Mezzaroma, moglie del presidente della Lazio, Claudio Lotito,
a ( da "Messaggero, Il"
del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: peggiore di quella in cui si trova l'Alitalia". Così, Claudio Lotito, ieri ha illustrato ai giudici il contesto che avrebbe generato quelle minacce: "La società - ha detto Lotito - aveva debiti per 150 milioni con l'erario e debiti con i fornitori. Venivano pagate parcelle a medici che non lavoravano più.
Alitalia,
al cda del 27 il verdetto di Intesa. Spunta l'ipotesi spezzatino
( da "Messaggero,
Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Intesa Sanpaolo consegnerà al consiglio di Alitalia del 27 giugno, giorno in
cui dovrebb ( da "Messaggero, Il"
del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: riunito a Milano i banchieri di Nomura e Morgan Stanley per illustrare il nuovo aggiornamento del piano industriale Air One-Alitalia predisposto da Seabury, starebbe spuntando un'ipotesi spezzatino per la Magliana. Mantenendo in continuità aziendale il core business, e separando mediante scissione le attività meno profittevoli. Da avviare sotto una procedura tipo la legge Marzano.
RICHARD
PIPES ( da "Corriere della Sera"
del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it ALITALIA Il prestito e l'indagine La Commissione europea, dopo aver formalmente aperto un'inchiesta per il prestito di trecento milioni di euro concesso dallo Stato all'Alitalia, ha pure autorizzato la compagnia aerea italiana a utilizzare liberamente la cospicua somma, durante il corso dell'indagine.
Lotito
in procura: "la società? stava peggio dell'alitalia" - stefano carina
( da "Repubblica,
La" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia" Il presidente testimone nel processo sulla fallita scalata al club STEFANO CARINA UN GIORNO in Procura. E quello trascorso ieri da Claudio Lotito per il processo che vede imputate nove persone, tra cui i leader degli Irriducibili e Giorgio Chinaglia, per le accuse di aggiotaggio e associazione a delinquere finalizzata alla tentata estorsione,
Veltroni
<unfit> a governare l'opposizione
( da "Manifesto,
Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e di non aver incalzato il governo sulla gestione del caso Alitalia. E poi ancora il non aver aperto bocca sulle "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e sulla "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". Ma la stoccata peggiore per l'inventore della versione casareccia del governo ombra all'inglese è quella di avere "un'idea dell'
Il
Cav fa il napoletano e conquista i Tg
( da "Opinione,
L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni interviene sul caso Alitalia -"Io avrei concluso l'accordo con Air France"- e attacca il Governo, accusandolo di improvvisazione e dilettantismo in merito alla nostra compagnia di bandiera. Infine l'ex sindaco di Roma puntualizza sulla natura del Pd: "Siamo la casa comune di laici e cattolici.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Unione europea
aprirà la procedura d'infrazione contro i 300 milioni stanziati dal governo.
Crolla il numero dei passeggeri ad aprile 06/06/2008 LUSSEMBURGO. Pugno di
ferro dell'Ue sull'immigrazione clandestina. I 27 ministri dell'Interno hanno
approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli irregolari, che punta
ad armonizzare la normativa e prevede, tra l'altro, la possibilità di detenere
un clandestino in appositi centri fino a sei mesi, estendibili a
( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 06 Giu
2008 Edizione 113 del 06-06-2008 Intervista a FABIO VERNA/Alitalia:
la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq di Aldo Torchiaro
Finanziere per vocazione ed economista per passione accademica, Fabio Verna è
un superconsulente di quelli che un complicato anglicismo definisce crisis manager.
Gestore delle crisi. Sarà per questo che quando è esplosa la bomba Alitalia, nell'entourage di Silvio Berlusconi si è subito
pensato a lui, per organizzare la cordata italiana. Ed è a lui che chiediamo
notizie sul futuro della compagnia di bandiera, nel giorno in cui si apprende
che la Ue avvierà una procedura contro l'Italia per il prestito ponte da 300
milioni di euro, considerato aiuto di stato, e che in aprile i passeggeri
trasportati sono calati del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Professor
Verna, partiamo dalla fine. Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva.
Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non
fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la
compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|.
E tra cinque anni Alitalia tornerà a fare utili.
Altroché cambio di passo. Ci vorrebbe una rivoluzione. Sì, liberale. E questo
governo è quello giusto per adottarla. D'altronde siamo davanti a un'emergenza
che non può essere affrontata con qualche misura di normale amministrazione.
Berlusconi aveva parlato, anche tramite lei, di una cordata di imprenditori.
Adesso ricorre al prestito ponte. Cos'è cambiato? E' chiaro che c'è stato un
passaggio, con l'assunzione di tutte le responsabilità di governo, che obbliga
Berlusconi a compiere scelte da uomo di Stato, e che oltre all'indicazione e
all'auspicio della cordata italiana deve provvedere in tempi rapidi a misure
d'emergenza, quale quella del prestito-ponte. Parliamo di lei. Come si diventa
capo cordata di Alitalia? Io mi sono occupato di
verificare le disponibilità imprenditoriali dell'area del Centro-Sud, per la
verità. Berlusconi ha in Bruno Ermolli un punto di riferimento che, come uomo di
finanza cresciuto con Fininvest, gli ha sempre dimostrato un'affidabilità
assoluta. E' Ermolli che ha cercato di riunire grandi investitori ed è con lui
che ho collaborato da quando si è iniziato a ipotizzare di mettere insieme la
cordata italiana. Lei si è attivato subito, quando ha sentito parlare di
cordata? Avevo colto il coraggio di chi, come Berlusconi, voleva difendere non
solo l'italianità della compagnia di bandiera ma i posti di lavoro degli
addetti e il ruolo strategico che Alitalia esercita per
il sistema-paese. Una sera ho incontrato Gianni Letta e gli ho esposto alcune
mie analisi sulla materia e pochi giorni dopo ero operativo, nel ruolo di
mediatore per la più difficile partita finanziaria di questi anni. Anche perché
Ermolli, Sinergetica e gli altri partner sono tutti a Milano? E serviva un
finanziere romano, vuole dire? Per lavorare su un'azienda che ha la sua sede a
Fiumicino e tutto il suo indotto nella capitale? Anche questo può essere vero.
Però a Roma ci sono anche i sindacati. Alitalia ha a
che fare con dodici sigle sindacali diverse, un delirio. Che ovviamente mette
in fuga gli investitori, anche e soprattutto stranieri, come abbiamo visto. La
loro responsabilità è gravissima e mi sembra che persino il Governo precedente,
nelle sue ultime fasi di vita, lo abbia messo in luce. Non si può pensare di
garantire i lavoratori affondando la compagnia per cui lavorano, siamo di
fronte ad una miopia inspiegabile. Sta di fatto che Jean Cyril Spinetta non
solo è tornato a Parigi, ma da lì invoca un esorcista per salvare Alitalia. Un'immagine colorita, di quelle che nascondono
altre intenzioni. Ci spieghi meglio. Non credo mai agli addii definitivi,
davanti a certe operazioni finanziarie. Ha presente come funzionano i suq nel mondo
arabo? Più o meno? Funzionano così: ti interessa una cosa, la guardi, ti
avvicini, la prendi in mano. Ti dicono il prezzo, ti interessa ma tu la molli.
La rimetti a posto, dici che non va bene e ti allontani. Poi torni e tratti, ti
allontani e ritorni alla carica? Comunque diciamo che non è detto che un uomo
d'affari come Jean Cyril Spinetta esca del tutto di scena. Air France - Klm
dice di avere i suoi problemi, con il costo del carburante. Come tutti. Perché
scusi, Air France lo paga più degli altri? No. Appunto. Tutte le compagnie del
mondo hanno a che fare con l'aumento dei costi del carburante. E aggiungo, per
chi non lo sa, che il mentre noi cittadini paghiamo le accise sulla benzina, le
compagnie aeree non pagano alcuna accise sul carburante. Però non tutte le
compagnie aeree ricevono sostegni pubblici?. Infatti, e sarebbe grave se ne
ricevesse a vuoto anche Alitalia. Ma qui non si tratta
di aiuti di Stato, ma di un prestito. Di una linea di credito. Non tutti la
pensano così in Europa. British Airways e Ryan Air sono sul piede di guerra, ma
sono ottimista su questa vicenda. Le compagnie anglosassoni credono nel mercato
puro? Benissimo. Io intanto sottolineo che nel Regno Unito non si può aderire
ad alcuni trattati e dire di no ad altri. Il prestito ponte è un prestito: lo
Stato recupererà il denaro con il dovuto interesse, e guai se così non fosse.
Non si tratta di aiuto di Stato, che è altra cosa. E' una linea di credito che
avrà un saggio di interesse e che verrà rimborsata a scadenza. Adesso è l'ora
della due diligence. Va fatta in tempi brevi, venti giorni. Temo che siano
tempi troppo stretti. Fare una due diligence di questa portata in 20 giorni è
molto difficile, anche per un advisor come Intesa San Paolo. Che però non si
limita a fare l'advisor, entrerà forse nell'azionariato di Alitalia.
Niente di male. Quando parliamo di cordata italiana, lo facciamo a partire
dalle banche italiane. E sottolineo che Intesa San Paolo ha una credibilità e
una autorevolezza internazionale senza pari, per l'Europa sarebbe la migliore
delle risposte. Le banche fanno piani finanziari, non piani industriali. Le
banche fanno piani di risanamento. E se investono i loro capitali, è perché
credono nelle aziende che producono utili. Comunque, siamo di fronte ad un piano
finanziario che sostituisce un piano industriale. Il primo passaggio sarà
quello di consentire ad Alitalia di stare sul mercato
da sola, prendere forza. Non senza comportare costi enormi? Secondo i miei
conteggi, che andrebbero verificati, il complessivo tra prezzo d'acquisto e di
rilancio e ristrutturazione industriale ammonterebbe a circa tre miliardi di
euro. E' una mia stima empirica, che è carente di alcuni dati iniziali, ma
credo proprio che si avvicinerà al risultato finale della due diligence. Insomma
siamo passati dai volenterosi della cordata italiana alle grandi banche? Siamo
passati da un'avanguardia che va in avanscoperta, Ermolli ed io, ai carri
armati di Banca Intesa. Lo scenario dove cambia? Non è più un candidato premier
che incarica un suo superconsulente, ma è il premier che incarica il ministro
di nominare un istituto di primo piano a fare l'advisor. Come si concluderà
questa fase? Con i 300 milioni di euro del prestito, con la diminuzione delle
perdite, complice il periodo estivo nonché il tempestivo sblocco dei crediti
fiscali, sappiamo che la compagnia ha circa un anno di vita serena davanti. Si
possono riportare all'interno alcune attività; rivalutare o ridisegnare i
rapporti sindacali. Tutto questo consentirebbe un collocamento e un riposizionamento
del pacchetto del 49.9 % detenuto dal ministero dell'economia sul mercato, a
condizioni sensibilmente migliori.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è
sereno Alitalia, Di Pietro: darò battaglia Duro
confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno
--> ROMA Dieci ore di ostruzionismo e la promessa di proseguire a oltranza
la prossima di settimana: l'Italia dei Valori non molla la battaglia
parlamentare contro il super-decreto Alitalia che è
all'esame dell'Aula di Montecitorio. Il via libera finale previsto per martedì
è quindi probabile che slitti, almeno di ventiquattro ore. In Aula è
un'altalena, si passa da momenti di calma estrema a picchi di tensione, con
tanto di insulti e accuse reciproci. Ed è quasi bagarre quando scoppia il caso
"pianisti" (i deputati che votano per due, al posto dei colleghi
assenti). DIVISI Le opposizioni si presentano però divise alla prima prova
parlamentare. Determinati a mettere i bastoni fra le ruote al governo Antonio
Di Pietro e i suoi uomini, decisamente meno barricadero il Pd. I Democratici
criticano nel merito il provvedimento, ma continuano a evitare l'ostruzionismo:
"Non esiste - dice il capogruppo alla Camera Antonello Soro - un strategia
di ristrutturazione e di rilancio di Alitalia, ma solo
un vergognoso spreco di denaro pubblico, una pericolosa fuga dalle
responsabilità, un clamoroso tradimento degli impegni preelettorali". DI
PIETRO Diversi i toni di Di Pietro: "Continueremo l'ostruzionismo come e
più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità, quella di
merito, perché le norme europee impediscono gli aiuti di Stato, e quella di
metodo, perché ci sono dei truffatori che usano la scheda due volte". L'ex
pm se la prende con i deputati del Pdl, convinto che in molti abbiano fatto i
pianisti votando al posto dei colleghi e garantendo la maggioranza. Ipotesi che
viene respinta al mittente: la maggioranza ha garantito le presenze, è la
replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, e non vi sono
dubbi sulla regolarità delle votazioni. L'INCHIESTA UE Da Bruxelles rimbalzano
intanto le notizie sulla decisione dell'Unione europea di avviare un'inchiesta
formale e approfondita sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia,
inizialmente sotto forma di prestito-ponte, e poi trasferiti al patrimonio
netto della società. Il governo insiste sulla propria linea difensiva e si dice
convinto, con il ministro Vito, che la scelta di dare vita a un provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e
facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario
all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole
collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la
differenza - è la tesi dell'Esecutivo - e rendere la valutazione delle
istituzioni comunitarie più favorevole nei confronti del nostro Paese. Sarà la
Borsa a sancire il ritorno alla vita della nostra compagnia di bandiera?.
( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier nel suo
lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro
petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle
intercettazioni al nodo Alitalia
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Berlusconi, malore per il troppo caldo Ma poi invita a pranzo la Marcegaglia Il
premier nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta
all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di
Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia Commenti
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( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia
STRESA.CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le
alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà"
"Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il
decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di
euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava
di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto". E' il
giudizio dato ieri del leader dell'Udc Pierferdinando Casini durante una
riunione organizzativa del partito al Grand hotel Bristol di Stresa, cui hanno
preso parte molti rappresentanti locali e dello stato maggiore: dal segretario
Lorenzo Cesa al deputato Teresio Delfino. Per quanto riguarda l'operato del
governo Berlusconi, poi, ha aggiunto: "Dare un giudizio definitivo dopo
tre mesi sarebbe poco serio. Mi limito a constatare che sono state fatte alcune
cose positive, e penso al decreto sui rifiuti di Napoli, ed altre negative. Il
giudizio è come sempre chiaro scuro". Duro, invece, il parere sul reato di
immigrazione clandestina: "E' uno slogan. Finirebbe per ingolfare
tribunali e carceri - ha detto Casini - mentre noi abbiamo bisogno di
espulsioni immediate ed efficaci". In generale, comunque, il leader
dell'Udc ha garantito: "Come ci hanno chiesto gli elettori faremo
un'opposizione seria, serena e non ideologica". L'ultima battuta di Casini
è stata sulle alleanze in occasione delle prossime elezioni amministrative:
"Valuteremo il da farsi a seconda dei programmi e delle realtà
locali".
( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
VOI SIETE QUI
Berlusconi in volo sull'aereo più pazzo del mondo Alessandro Robecchi Lo avevo
detto, ed ero pure convinto: non è una dipendenza, posso smettere, posso
smettere, smetto quando voglio. E poi ci sono ricascato. Così, non mi sono
perso una sillaba del discorso di Silvio Berlusconi alla platea dei figli dei
vecchi industriali, che i giornali chiamano pietosamente "giovani
industriali". Ci ho fatto pure dei soldi: che il malore fosse solo
"lieve malore" i bookmaker lo davano due a uno, e io ho scommesso.
Poi ho scommesso anche che, una volta ripresosi, avrebbe fatto il buffone
davanti alla platea, e ci ho azzeccato anche lì. Bene. Quanto al discorso del
vecchio affarista di fronte ai figli dei vecchi affaristi, confesso di avere
qualche perplessità. Mi sono munito di virgolette perché non venga su domani
qualche bellimbusto a dire che l'ho frainteso. CONTINUA PAGINA 4 Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero
management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i
turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante
affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni,
di dirottamenti aerei ai danni di turisti. Uno si alza a Madrid, o a
Boston e decide di vedere il Colosseo, ma i francesi lo dirottano sulla Tour
Eiffel. Vado a Pisa, e magicamente atterro in Bretagna. Come è noto da quando
Air France ha comprato Klm la gente va ad Amsterdam a piedi, o non ci va. Una
cretinata, ma poniamo il caso. E se fosse? Se fosse ci sarebbe da dichiarare
guerra alla Francia, il dirottamento aereo è un reato abbastanza grave. Ma poi?
Poi, testacoda. Come faremo a fare le centrali nucleari? Semplice, mica
aspetteremo quelle di quarta generazione, bisogna farle subito: "Ci stiamo
mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la Francia, perché ci
aiutino con la loro tecnologia". Cioè: gli stessi che accusiamo di dirottare
i turisti ci aiuteranno a costruire centrali nucleari. Mi compro subito una
tuta anti-radiazioni. La indosserò sopra la mia prodigiosa tuta anti-cazzate,
senza la quale non potrei vivere in questo paese.
( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero
management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i
turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante
affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni,
di dirottamenti aerei ai danni di turisti. Uno si alza a Madrid, o a
Boston e decide di vedere il Colosseo, ma i francesi lo dirottano sulla Tour
Eiffel. Vado a Pisa, e magicamente atterro in Bretagna. Come è noto da quando
Air France ha comprato Klm la gente va ad Amsterdam a piedi, o non ci va. Una
cretinata, ma poniamo il caso. E se fosse? Se fosse ci sarebbe da dichiarare
guerra alla Francia, il dirottamento aereo è un reato abbastanza grave. Ma poi?
Poi, testacoda. Come faremo a fare le centrali nucleari? Semplice, mica
aspetteremo quelle di quarta generazione, bisogna farle subito: "Ci stiamo
mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la Francia, perché ci
aiutino con la loro tecnologia". Cioè: gli stessi che accusiamo di
dirottare i turisti ci aiuteranno a costruire centrali nucleari. Mi compro
subito una tuta anti-radiazioni. La indosserò sopra la mia prodigiosa tuta
anti-cazzate, senza la quale non potrei vivere in questo paese.
( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
A cura di Redazione
politica Allarme consumi "IL CARO PETROLIO CI COSTERA' 1.255 euro in più
all'anno" La stangata energetica peserà sui bilanci delle famiglie
italiane con un maggiore esborso di 1.255 euro annui, pari da sola a provocare
un aumento inflattivo del 4,3 %. Lo dicono Adusbef e Federconsumatori che
chiedono al governo "manovre strutturali e fiscali". "Con il prezzo
del petrolio a 140 dollari al barile, dobbiamo purtroppo rivedere la previsione
che il peso della stangata avrà quest'anno sulle famiglie italiane",
dicono le associazioni di difesa dei consumatori che non includono nel
conteggio le ricadute su prodotti e generi di prima necessità, come quelli
alimentari e che subiranno aumenti di 530 euro annui (il 10% in più della spesa
alimentare complessiva). Solo per i costi energetici si attesteranno a più 709
euro di spesa annua, di cui 255 euro per luce e gas, 180 euro per il riscaldamento,
304 per carburanti. Inoltre - si calcola - per maggiori costi di produzione
dell'industria si devono aggiungere 183 euro, per la trasformazione chimica per
l'ottenimento di plastiche, vernici e detersivi altri 233 euro, per i costi di
trasporto merce altri 130: per un totale di 546 euro. Il conto è fatto.
GIUSTIZIA CONFINDUSTRIA: IL GOVERNO RIVEDA LA CLASS ACTION "Chiediamo al
governo di rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class
action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia al
convegno dei giovani industriali di Santa Margherita Ligure, confermando
l'attuale forte comunanzna di interessi con la compagine berlusconiana. La
legge rischia di essere "penalizzante per tutti", ha detto ancora
Marcegaglia, "è un problema serio in un Paese che ha una giustizia di
questo tipo". BERLUSCONI RIFIUTI E ALITALIA,
"FACCIO TUTTO IO" L'emergenza rifiuti a Napoli sarà risolta entro
luglio e la cordata italiana su Alitalia ci sarà.
Parola di Silvio Berlusconi. Al convegno dei giovani industriali a Santa
Margherita Ligure il premier promette una soluzione in tempi brevissimi ai due
problemi. "Entro luglio sbarazzeremo le strade di Napoli dai
rifiuti - dice testualmente il Cavaliere - e l'inceneritore di Acerra si farà".
Ottimismo a piene mani anche sul caso Alitalia, dove è
sicuro che gli imprenditori italiani faranno la loro parte. In una moderna
versione del mussoliniano "oro alla patria" il premier ha detto che
tutti gli industriali "devono partecipare, quando vi chiameremo nessuno
potrà sottrarsi". Retoricamente lo chiede perfino alla platea: "Alzi
la mano chi non è interessato". E per lui scrosciano solo applausi.
FINANZIARIA STOP STABILIZZAZIONE PRECARI NELLA P.A.? Stop alla stabilizzazione
dei precari nella pubblica amministrazione prevista dalle finanziarie del 2007
e del 2008. È una delle ipotesi allo studio in vista della prossima manovra. Si
consentirebbe comunque il riconoscimento del lavoro prestato nella pubblica
amministrazione per i concorsi relativi all'assunzione a tempo indeterminato.
Altra ipotesi allo studio riguarda lo stop alla proliferazione delle Province.
La norma riguarda l'istituzione delle province di Monza - Brianza, Fermo,
Barletta - Andria - Trani prevista nel 2004. Il risparmio stimato sarebbe di
poco meno di 30 milioni. PARTITO DEMOCRATICO Prodiani all'attacco "Bisogna
cambiare rotta" Prima Arturo Parisi su "Repubbllica", poi Rosi
Bondi, che riunisce la sua componente a Roma. Gli ulivisti si preparano
all'Assemblea costituente del Pd del 20 e 21 giugno, dove dovranno essere
votate le dimissioni da presidente di Prodi e sarà eletta la nuova direzione,
chiedendo una gestione collegiale del partito e il riconoscimento della
sconfitta, oltre a quello dei risultati ottenuti dal governo Prodi. Per Bindi,
bisognerebbe ripartire respingendo le dimissioni del professore: "Avremmo
potuto far molto di più per far sì che al suo governo fosse assicurato un altro
anno di vita", dice. Presente all'incontro, Gennaro Migliore, Prc. Anche
Parisi chiede a Veltroni "un nuovo gruppo dirigente per creare il vero
Pd". "L'intervista di Parisi - commenta Marco Follini - è cruda ma
anche molto onesta. Ha avuto il merito di pronunciare una parola tabù che è
sconfitta. Gli riconosco il merito di spingere tutti a una riflessione appunto
cruda e onesta". Interviene anche il veltroniano Giorgio Tonini:
"Parisi e Bindi parlano di sconfitta strategica. Nessuno ha mai nascosto
la sconfitta, ma l'aggettivo vuol dire che si poteva vincere in un altro modo
che io non vedo".
( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Violenza alle donne L'azzeramento del fondo di 20 milioni di euro per il
contrasto della violenza contro le donne è l'oggetto di un'interpellanza
urgente del gruppo Pd, che ha come prime firmatarie Donata Lenzi, Marina Sereni
ed Emilia De Biasi, in discussione in aula domani mattina all'inizio dei
lavori. Le deputate chiedono al ministro dell'Economia un impegno che non sia
soltanto legato alla punizione a violenza avvenuta, ma "ad un'azione
diretta a intervenire sulla mentalità diffusa che giustifica la violenza".
Chiusura Sogefi di Mantova Andrea Lulli e Marco Carra, deputati del gruppo Pd,
hanno invece rivolto un'interpellanza al ministro Scajola, sempre in
discussione in aula domani mattina, sulla chiusura dell'impianto di Mantova della
Sogefi Filter Division (partner dei maggiori produttori di automobili al
mondo), che rischia di lasciare senza lavoro 230 dipendenti dall'inizio del
prossimo agosto. Alitalia Proseguirà da domani a mezzogiorno l'esame del decreto che
contiene il prestito ponte per affrontare la crisi di Alitalia. Il
decreto era stato emanato dal governo Prodi, ma le modifiche introdotte dal
nuovo esecutivo hanno in sostanza trasformato il prestito in una
ricapitalizzazione e hanno indotto la commissione europea ad avviare una
procedura di infrazione. Si dimette Alemanno ma non Frattini È prevista
per questa settimana la votazione per le dimissione di Gianni Alemanno, neo
sindaco di Roma. Il ministro degli Esteri Franco Frattini invece ci ha
ripensato. Si era dimesso da deputato proprio all'insediamento del nuovo
Parlamento in quanto ancora ricopriva la carica di commissario europeo. Ma con
una lettera del 4 giugno scorso, letta in aula l'indomani, indirizzata al
presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ritirato le sue dimissioni. . (a
cura di Piero Vizzani) AGENDACAMERA.
( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Sicurezza Domani le commissioni riunite Affari costituzionali e
Giustizia proseguiranno l'esame del dl sicurezza. Conclusa la discussione
generale, si voteranno gli emendamenti. Sono circa 140 (43 Pd; 24 Svp; 19 Idv;
11 Udc; 11 Lega, una trentina Pdl). Andrà in aula, se terminato in commissione,
mercoledì. Le commissioni, subito dopo, inizieranno l'esame del ddl sulla
stessa materia. Alitalia La terza lettura del decreto legge sul prestito all'Alitalia, modificato dalla Camera, era già in calendario per domani, ma
l'ostruzionismo dell'Idv ha fatto slittare il voto a Montecitorio e, di
conseguenza, la calendarizzazione al Senato. Se ne parlerà in fine
settimana. Sade il 23 giugno. Inchieste e indagini La commissione Affari
Costituzionali vota, in sede deliberante, la ricostituzione della commissione
Antimafia (presentati 4 ddl di maggioranza e opposizione). La commissione
Sanità esamina le proposte dei senatori Marino, Pd, e Tommasini, Pdl, per l'istituzione
di una commissione "sui problemi di efficacia ed efficienza del servizio
sanitario nazionale". Morti bianche Entro la settimana, l'assemblea
esaminerà la proposta di una commissione d'inchiesta sugli infortuni sul
lavoro. Audizoni ministri Per illustrare il proprio programma saranno in Senato
i ministri Bondi (Cultura), martedì; Alfano (Giustizia) e Gelmini (Pubblica
istruzione), mercoledì; Sacconi (Sanità), giovedì. Malattie rare All'odg della
commissione Sanità due proposte che prevedono incentivi alla ricerca e accesso
alle terapie per le malattie "rare" e per i cosiddetti "farmaci
orfani", quelli che, non avendo ampia diffusione, non hanno ritorni
economici per le case farmaceutiche, perché destinati a una ristretta platea di
utenti. (a cura di Nedo Canetti, nedo.canetti@senato.it) AGENDASENATO.
( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Pd, la sfida nel cuore della Lega Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima I
nfine, girando con sprezzo del pericolo in alcune zone del Sud ma, in
particolare, in Campania, persino i rappresentanti della Lega si renderebbero
conto di quello che è davvero un segreto di Pulcinella: alcune imprese del
Nord, con rapporti amichevoli con la camorra, hanno fatto buonissimi affari
scaricando in special modo in Campania rifiuti tossici e nocivi. Attaccare il
Presidente Napolitano che si è limitato a evidenziare quanto già ampiamente
noto, ma soltanto in parte perseguito in via giudiziaria, non elimina la
sgradevole verità. Invece, mette in evidenza quanto la Lega continui, da un
lato, ad essere una mina vagante per il governo Berlusconi e, più specificamente,
un grosso rospo da ingoiare per un partito che si chiama ancora Alleanza
Nazionale; dall'altro, che ha una sua doppia politica. In buona misura l'agenda
del governo segue le priorità che furono i cavalli di battaglia elettorale
della Lega, ma che comunque Berlusconi condivide alla grande: immigrazione e
sicurezza. Sta per arrivare anche il problema Alitalia-Malpensa e si profila il federalismo, fiscale, forse
competitivo, sicuramente "faI-da-te"sul quale dovrà entrare in scena
Bossi in prima persona. Non è chiaro quanto la Lega sia davvero interessata
alle soluzioni concrete di questi problemi. Talvolta sembra
sufficientemente soddisfatta dall'effetto annuncio che rassicura i suoi
elettori relativamente al lavoro svolto dei rappresentanti leghisti nel Parlamento
di Roma. Più precisamente, la Lega è un partito di lotta che è tornato al
governo, ma la duplicità della sua politica è irrinunciabile, costitutiva della
sua collocazione e della sua vitalità, persino, temo, delle sue potenzialità di
espansione. Troppo spesso le affermazioni più truculente, quelle su
passamontagna,fucili, secessione et al., vengono sottovalutate quasi che la
Lega abbia ottenuto la licenza di spararle grosse. Regolarmente Berlusconi le
giustifica trattando l'amico (compagno?) Bossi con condiscendenza mista a
comprensione, sentimenti che non nascondono per niente la sintonia di fondo che
deriva da una visione condivisa su quasi tutti i problemi. Potremo riscontrarlo
per l'ennesima volta appena si apriranno dei contenziosi con l'Unione Europea.
Anche per questa ragione, che contempla quasi una implicita divisione del
lavoro politico fra la Lega che alza il tiro e, per quanto possa sembrare
incredibile, Berlusconi che addolcisce i toni e, qualche volta, è costretto a
mediare con la fin troppo acquiescente Alleanza Nazionale, farebbe male
l'opposizione a ragionare in termini di possibilità di crisi più o meno
imminente. Semmai, il governo ombra dovrebbe lavorare su quelli che, da parte
della Lega non sono affatto incidenti di percorso, ma deliberate provocazioni
politiche. Ecco, per quanto paradossalmente, le esternazioni simboliche,
verbali, "legislative" della Lega si prestano ottimamente a chi
voglia e sappia, con pazienza, delineare alternative di merito e di stile e a
spiegarle e propagandarle proprio nel cuore dell'elettorato leghista.
Ragionando senza illusioni nei tempi normali di durata della legislatura,
appare comunque opportuno che il governo ombra del Partito Democratico si
impegni in una grande operazione di pedagogia politica: contrastare, spiegare,
controproporre, offrire una valutazione di costi-benefici. È anche un modo per
stabilire rapporti con un elettorato che non può essere granitico e con un
territorio nel quale è essenziale radicarsi.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettera all'ue
"Viola la concorrenza", dicono British Airways, Virgin Atlantic,
Finnair, Sas, Iberia e Tap. Inchiesta della commissione europea 09/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Vettori sei società
europee sul piede di guerra scrivono a tajani Compagnie aeree in rivolta contro
Alitalia Stavolta a fare sentire la loro voce sull'infinita vicenda Alitalia sono le compagnie aeree concorrenti. Nonostante l'apertura del
procedimento d'infrazione dell'Unione europea contro il governo italiano per il
cosiddetto "prestito ponte" sia oramai una realtà, una nutrita
pattuglia di vettori europei ha preso carta e penna per protestare contro gli
aiuti finanziari che lo Stato, in un modo o nell'altro, ha fatto avere
alla compagnia di bandiere. Una vera e propria rivolta, che ha per destinatario
il neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani (che ha preso il posto di Franco
Frattini in seno all'esecutivo Ue, barattando con la Francia proprio la delega
su trasporti e infrastrutture), i cui prodromi si erano già intuiti giorni
scorsi, con gli attacchi di British Airways e Rayanair. E ora sei compagnie
hanno scritto in via ufficiale alla Commissione europea per rimarcare come la
vicenda Alitalia stia palesemente violando le regole
sulla concorrenza e sugli aiuti di stato nella Ue. Secondo il Sunday Telegraph
, British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap Portugal giovedì
scorso avrebbero preso carta e penna e scritto a Tajani: "Crediamo che
senza questo aiuto Alitalia andrebbe al di sotto del
limite minimo dei necessari requisiti di capitale e sarebbe costretta dalla
legge italiana a dichiarare bancarotta, e quindi a cessare le sue
attività". Ma non si fermano qui i sei ribelli: "Noi ci opponiamo con
forza a questa misura anche perché non è la prima volta che l'Alitalia riceve sostegno vitale dal governo italiano a
completo dispetto delle norme europee sulla concorrenza e sugli aiuti di
stato". Insomma, quei trecento milioni di euro concessi ad Alitalia da Palazzo Chigi, se in Italia hanno dato la stura
a polemiche (oltre a evitare quella che per alcuni era la vera soluzione del
problema Alitalia, ovvero la vendita ad Air France) di
ogni tipo, fuori dai confini nostrani sono stati causa di digestioni difficili,
se non impossibili. Perché, che piaccia o meno, quei soldi agli occhi dei più
(e a maggior ragione di chi non ne gode) sono apparsi un illegale sussidio
statale. Di qui la richiesta, rivolta sempre a Tajani di avviare
"un'inchiesta approfondita" sulla vicenda, visto che (sempre secondo
i sei vettori che hanno firmato la missiva di protesta) Alitalia
sembrerebbe perdere 1,4 milioni di euro ogni giorno e che dunque gli aiuti di
cui beneficia "distorcono il mercato". Tutto questo nonostante appaia
chiaro che la Commissione europea si sia già orientata contro il prestito con
cui il governo ha fatto la respirazione bocca a bocca alla compagnia di
bandiera, ritenendo il finanziamento "incompatibile col mercato comune".
Oramai è solamente questione di giorni, visto che fonti dell'esecutivo di
Bruxelles hanno già reso noto che la Commissione si appresta a bollare come
illegittimo il "prestito ponte" concesso lo scorso aprile ad Alitalia dall'allora governo Prodi, poi trasformato in
patrimonio netto con un emendamento fatto dal governo Berlusconi, per evitare
il fallimento di Alitalia. Ma se il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto più volte sicuro che l'Unione
europea non avrebbe creato troppi problemi al provvedimento, visto che era
stato stabilito in funzione della privatizzazione della compagnia aerea, ora
probabilmente dovrà ricredersi. Anche perché, l'esecutivo oltre a dover far
rispettare le norme europee, ora deve anche tener conto delle legittime
aspettative dei vettori concorrenti. 09/06/2008.
( da "Messaggero, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
In
campo sei società, tra cui British Airways e Iberia. Mercoledì Bruxelles apre
l'inchiesta Alitalia, il no delle
compagnie europee Lettera alla Ue: prestito irregolare, violata la concorrenza.
( da "Corriere della Sera" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lettera a Tajani Prestito Alitalia, alla Ue
le proteste dei concorrenti Arriva la prima mossa formale dei concorrenti di Alitalia sul caso del prestito-ponte da 300 milioni. Sei compagnie aeree
hanno scritto alla Commissione europea per protestare contro le misure prese
dal governo per la compagnia di bandiera. Lo riferisce il "Sunday
Telegraph", secondo il quale British Airways, Virgin Atlantic, la
finlandese Finnair, la scandinava Sas, Iberia e Tap Portugal (ma non Air
France-Klm) avrebbero scritto giovedì al commissario europeo ai Trasporti,
Antonio Tajani. Secondo le compagnie, il sostegno del governo italiano viola le
norme Ue sugli aiuti di Stato. "Senza l'aiuto - scrivono le compagnie
secondo il "Sunday Telegraph" - Alitalia
dovrebbe smettere di operare. Noi ci opponiamo con forza a questa misura poiché
non è la prima volta che Alitalia riceve
"sostegno vitale" dal governo a completo dispetto delle norme Ue
sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Le sei compagnie chiedono
quindi a Tajani di condurre "un'indagine approfondita".
( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Damiana Verucci
Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati ... Damiana Verucci Progetti ancora
sulla carta, alcuni avviati e poi bloccati, altri da definire. Progetti che
riguardano infrastrutture, grandi opere, alloggi popolari, e che sono
indispensabili per abbandonare definitivamente l'idea di una grande città
ministeriale e proiettare la Capitale nel futuro. Un futuro fatto di opere come
il Nuovo Centro Congressi di Massimiliano Fuksas, la Città dei Giovani, la
Città dello Sport, ma anche di alloggi di edilizia popolare da costruire, di
parcheggi, di metropolitane, di nuovi quartieri. Tutte questioni che che
aspettano rapide risoluzioni da parte della nuova giunta capitolina. L'Eur, ad
esempio, è pronto a diventare il nuovo distretto del business ma attende da anni
la realizzazione del Centro Congressi, meglio conosciuto come la Nuvola di
Fuksas. Una struttura che farà recuperare a Roma terreno in termini di eventi e
congressi anche in campo internazionale. Eppure in dieci anni circa di sua
cronistoria, ritardi e intoppi burocratici ne hanno tardato la realizzazione e
impedito di mettere nero su bianco una data di fine lavori. Oggi questa data
c'è: fine 2010, salvo nuovi problemi. Altro nodo da sciogliere per la Giunta
Alemanno, ancora nel quartiere Eur, la vicenda delle Due Torri, vecchia sede
del Ministero delle Finanze. Con delibera del commissario straordinario
Morcone, approvata nel corso della campagna elettorale, è stato autorizzato il
loro smantellamento e il cambio di destinazione d'uso in alloggi di lusso e
alberghi. Decisione che ha trovato contrario il comitato dei cittadini (che
vorrebbe lasciare le Torri così come sono) e provocato l'ira dei Movimenti di
Lotta per la Casa, che proprio qualche giorno fa le hanno occupate. E proprio
in tema di "emergenza casa", è la realizzazione di 6.000 alloggi
popolari approvati dalla giunta Veltroni e di 4.000 alloggi in affitto a canone
sociale concordato previsti dalle intese con i costruttori. In totale saranno
25 mila i nuovi alloggi che Alemanno si è impegnato a realizzare nei prossimi
cinque anni. In "eredità" la precedente amministrazione lascia alla
nuova 18 aree periferiche, definite Centralità, su cui puntare. Otto
(Bufalotta, Pietralata, Polo tecnologico, Ponte di Nona, Tor Vergata, Ostiense,
Eur Sud-Castellaccio, Alitalia-Magliana) sono "a pianificazione definita", mentre per
le altre dieci Massimina, Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Torre Spaccata,
Anagnina-Romanina, Acilia-Madonnetta, S. Maria della Pietà, La Storta, Cesano,
Fiumicino-Magliana) gli interventi urbanistici e strutturali sono ancora da
programmare. "Centralità" porta con sé nuovi servizi da
realizzare: scuole, spazi per bambini, trasporti, servizi pubblici. E c'è da
risolvere anche la questione Varianti, che ha acceso gli animi dell'opposizione
nella fase finale di approvazione del Prg. Si tratta del cambio di destinazione
d'uso di alcune concessioni a Bufalotta e del progetto Millennio alla Magliana,
che prevederebbe anche un grattacielo firmato dall'architetto Richard Rogers.
L'attuale Giunta dovrà poi vedersela con il piano parcheggi avviato da
Veltroni. Con una serie di ordinanze firmate dall'allora sindaco prima di
dimettersi, si è di fatto già dato il via a 7 parcheggi per 1.955 posti auto
totali. A cui vanno aggiunti 181 posti moto. Restano dubbi sul futuro
parcheggio sotterraneo del Pincio. Alemanno dovrà sciogliere la riserva sulla
fattibilità dopo aver consultato la commissione di saggi da lui nominata per
valutarne l'impatto ambientale. Si attende la parola "fine" anche
alla querelle sulla Teca di Meier, una struttura che come noto non incontra il
gradimento del sindaco. Prima l'annuncio della sua rimozione non appena eletto,
poi l'ipotesi di un'eventuale ricostruzione in periferia, alla fine quel
"non è ovviamente una priorità" che ha congelato la questione. Cosa
ne sarà dell'Ara Pacis?.
( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
L'unica certezza è che Alitalia non fallirà.
Bisogna solo ... L'unica certezza è che Alitalia non fallirà.
Bisogna solo stabilire se sia o meno una buona notizia. Le ingerenze della
politica sul mercato generano solo confusione e non riescono a risolvere i
problemi. Ci
avevano provato Prodi e Padoa Schioppa a traghettare la compagnia di bandiera
verso AirFrance-Klm. Una meta condivisibile dal punto di vista strategico e
industriale, ma il percorso scelto era sbagliato. Il meccanismo del Beauty contest
per trovare un acquirente di Alitalia gradito a
Palazzo Chigi si è rivelato un flop. Troppo il tempo perso dietro una fittizia
asta che aveva dall'inizio sancito il suo vincitore. Il rischio, concreto, era
quello di svendere ai francesi un asset del nostro Paese fondamentale anche in
chiave turistica. Le perdite di Alitalia, sia in
termini finanziari che di immagine, sono lievitate fino a diventare un cavallo
di battaglia di Berlusconi nella campagna elettorale. Terminato il balletto
sulla cordata italiana, i problemi restano ancora sul tappeto. Il governo ha
aperto i cordoni della borsa erogando un discutibile prestito ponte da 300
milioni di euro per salvare l'aerolinea. è giusto? Non proprio per coloro che
affidano alle leggi del mercato il compito di arbitro supremo nelle partite
economiche. Ma si va avanti. La banca IntesaSanpaolo farà la sua parte, gli
imprenditori italiani non si tireranno indietro, mentre Carlo Toto sogna un
ruolo principale della sua AirOne nella sempre più intrigata matassa Alitalia. Fino ad ora tante parole e pochi fatti. Chi si
muove davvero è la Commissione europea che vuol vederci chiaro e aprirà un
procedimento legale contro l'Italia sul prestito ponte per capire se si tratti
di un aiuto di Stato. Intanto il traffico passeggeri di Alitalia
è in caduta libera: lo scorso mese di aprile l'aviolinea ha trasportato un
milione e mezzo di passeggeri con una riduzione rispetto allo stesso periodo
dell'anno precedente del 25,9%. I titoli restano sospesi in Borsa e la Consob
attende una "decisione politica chiara sulla vicenda" a tutela
"degli azionisti e del mercato". Nel governo il compito è affidato al
ministro Tremonti, che insieme al consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, è al
lavoro per disegnare un nuovo assetto societario di Alitalia.
Torniamo alla certezza iniziale: Alitalia non fallirà.
Siamo sicuri che sia una buona notizia? O forse, come gli esempi di Sabena in
Belgio o Swiss Air in Svizzera insegnano, sarebbe meglio fallire per poi
ricostruire una realtà industriale capace di garantire un servizio
all'avanguardia? In questo caso, se non altro, il mercato avrebbe più voce in
capitolo. Ma all'orizzonte è sempre in bella vista la mano invisibile della
politica che non spegnerà mai l'interruttore su Alitalia.
( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 23 del 2008-06-09
pagina 2 Allarme in aeroporto per un fastidioso odore di
Redazione Un intenso e fastidioso odore ha creato allarme ieri mattina al
terminal A dell'aeroporto di Fiumicino. Il fenomeno è risultato più pronunciato
all'interno della sala Freccia Alata dell'Alitalia. I
controlli dei vigili del fuoco non hanno però evidenziato alcuna anomalia. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Sei compagnie
scrivono alla Ue"Alitalia, concorrenza violata" lettera al commissario Tajani LONDRA.
Le compagnie europee si ribellano e chiedono, in sostanza, il fallimento di Alitalia. La British Airways e altre cinque compagnie aeree europee hanno
scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani per
protestare contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza
e sugli aiuti di stato". La notizia ha come fonte il domenicale britannico
"Sunday Telegraph". Sale dunque di tono il fronte del no al prestito
ponte di 300 milioni, che ha consentito alla compagnia di bandiera di salvarsi.
"Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i
necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle
leggi italiane e cessare quindi le operazioni", sottolinea la lettera
firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap.
"Noi - afferma la missiva, inviata a Tajani giovedì scorso - ci opponiamo
con forza anche perché non è la prima volta che Alitalia
riceve "sostegno vitale" dal governo italiano a dispetto delle regole
europee .A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono al commissario
Tajani di procedere ad una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e
gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". La Commissione
europea - salvo clamorose sorprese - dovrebbe aprire mercoledì
prossimoun'inchiesta formale sui 300 milioni di euro versati dallo Stato nelle
casse di Alitalia. Denaro originariamente erogato come
prestito-ponte e poi confluito nel patrimonio netto della compagnia di
bandiera. Il primo via libera alla procedura è stato dato la scorsa settimana
dai capi di gabinetto dei commissari Ue: n el testo approvato si legge come
Bruxelles ritenga quei 300 milioni un aiuto di Stato. Tre le principali
obiezioni: si tratta di una "misura selettiva" di cui beneficia solo Alitalia e che "falsa o minaccia" la libera
concorrenza; non sono state rispettate dal governo italiano le condizioni di
mercato come chiedeva Bruxelles; trattandosi di aiuto di Stato doveva essere
notificato formalmente alla Commissione Ue prima della sua erogazione.
All'Italia verrà quindi dato un mese di tempo per avanzare le sue prime
osservazioni. Ma l'iter della procedura durerà molto più a lungo. 09/06/2008.
( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 09 Giu
2008 Edizione 114 del 07-06-2008 Intervista a Umberto Ranieri/Il clima nuovo fa
bene all'Italia di Aldo Torchiaro Per qualcuno questa destra di governo fa
talvolta un po' troppo la sinistra. Abbiamo chiesto un giro d'orizzonte
sull'agenda setting della maggioranza a chi, a sinistra, è sempre stato
accusato di "fare la destra": Umberto Ranieri, esponente dell'ala
migliorista del Pci, è stato parlamentare dei Ds fino a presiedere la
commissione affari esteri della Camera dei deputati. Per qualcuno questa destra
di governo fa talvolta un po' troppo la sinistra. Abbiamo chiesto un giro d'orizzonte
sull'agenda setting della maggioranza a chi, a sinistra, è sempre stato
accusato di "fare la destra": Umberto Ranieri, esponente dell'ala
migliorista del Pci ancora molto giovane, è stato parlamentare dei Ds fino a
presiedere la commissione Affari esteri della Camera dei deputati. Un clima
nuovo, quello che riguarda i rapporti tra maggioranza e opposizione. Io sono
certo di una cosa: non serve all'Italia una contrapposizione lacerante,
frontale. Una demonizzazione reciproca non è mai utile. Adesso serve una
dialettica positiva in cui ciascuno fa la propria parte, né demonizzazione né
rinuncia a fare opposizione. Il vertice dei ministri dell'Interno in
Lussemburgo ha dato il via libera per la direttiva sul rimpatrio dei
clandestini. Un successo per Maroni. Il rimpatrio dei clandestini mi pare sia
una linea di condotta che caratterizza la maggior parte dei governi dell'Unione
Europea. L'Italia ha lavorato per stringere accordi con i paesi di provenienza
dei clandestini e per giungere al rimpatrio in quei paesi di origine,
soprattutto con l'Africa mediterranea. E' una questione su cui non si può non
convenire, anche se poi bisognerà distinguere se ci sono soggetti che chiedono
? non so ? una tutela perché provengono da paesi in cui ci sono guerre, torture
e atrocità; altra cosa è il reato così come lo vuole configurare la Lega. Su
questo, Berlusconi ha rinunciato al reato di clandestinità in compromesso con
opposizione e chiesa cattolica. Io penso che bisogna andare a una buona e utile
discussione in Parlamento. Il governo, e Berlusconi in prima persona, ha fatto
bene a non adottare un decreto per una materia così delicata, e sento che molto
spesso in questi giorni i rappresentanti del governo dicono: andiamo in
Parlamento e vediamo. Io mi auguro che si farà così. Ieri l'incontro a San
Pietro tra Berlusconi e Papa Ratzinger. Le pressioni vaticane hanno pesato?
Insomma, io voglio dire una cosa: il Presidente del Consiglio, chiunque sia,
non può non tenere conto, su questioni così delicate, delle pressioni dei
soggetti culturali, sociali e religiosi del Paese. Una dimostrazione di
sensibilità, di realismo e di senso della misura da parte di Berlusconi. Anche
ieri un incontro tra Maroni e Veltroni ha benedetto, filtra tra le righe
dell'ufficialità, l'appoggio del Pd ad un pacchetto sicurezza rivisto. Penso
che la maggioranza debba essere libera da posizioni pregiudiziali. La posizione
di Berlusconi non la considero affatto un passo indietro, per intenderci, ma un
contributo per trovare una buona via d'uscita che come tale deve essere
apprezzato anche dall'opposizione. Penso si debba dire che ha fatto bene il
presidente del Consiglio a pensare in questi termini. Discutiamo in Parlamento.
In altra sede, cioè in Europa, si discute invece di Alitalia: l'Ue non ha gradito il prestito ponte. Io penso che ci sia
stato da parte di settori della maggioranza la tentazione di sfruttare la
questione Alitalia in termini elettoralistici. Penso si poteva e si doveva lavorare
di più all'ipotesi di Air France. Però adesso soprattutto bisogna fare i
conti con l'Unione Europea che ha dei dubbi sulla natura del contributo
pubblico ad Alitalia. L'Europa tace accuratamente,
invece, quando si tratta di risolvere situazioni di gravità planetaria, come la
fame nel mondo. Al vertice Fao di Roma l'Ue poteva contribuire con una maggiore
apertura sugli Ogm, ad esempio? In Italia c'è consapevolezza di non essere
ancora riusciti a costruire un'Europa con responsabilità precise in tanti
settori, e nella politica economica si fatica ad avere una concertazione
efficace nel suo complesso. Penso che tocchi alla Commissione, al Consiglio
Europeo valutare decisioni di importanza strategica. Che bilancio del vertice
Fao? A Roma c'è stato un vertice che ha dovuto fare i conti con una questione
enorme del nostro tempo: la crisi alimentare, il divario che si accresce tra il
Nord e il Sud del mondo; l'aggravarsi delle condizioni di vita di centinaia di
milioni di esseri umani. Mi auguro che i paesi più ricchi non vogliano
mantenere la pretesa di criteri protezionistici e che si giugna a misure
significative. Sarà importante la condotta dei grandi paesi occidentali e il G8
del prossimo anno, che sarà il G8 guidato dall'Italia. Intanto a Roma ha saputo
farsi sentire benissimo Ahmadinejad. E in Israele ha suscitato sdegno quanto ha
dichiarato? Ha fatto un discorso allarmante, gravissimo. Sul quale voglio dire
una cosa sola: è stato invitato per parlare di fame nel mondo, ha detto che
vuole far scomparire lo Stato di Israele. Sfruttare ogni occasione di
visibilità per minacciare Israele è allora duplicemente immorale, perché oltre
ad essere di per se stessi inaccettabili, quei proclami ignorano e calpestano
la sofferenza dei popoli che subiscono il problema della fame. Però bisogna far
parlare tutti, rispettare tutte le opinioni? E infatti ha parlato, il leader
iraniano. Non gli è stato impedito. Però mi chiedo cosa succederebbe se un
leader israeliano o americano chiedesse di parlare all'università di Teheran.
Non glielo consentirebbero.
( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 09 Giu 2008 Edizione 114 del 07-06-2008 IL DOSSIER ALITALIA SARà
DISCUSSO MERCOLEDI PROSSIMO L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura
sul prestito-ponte di Alessandra Mieli Si addensano le nubi a Bruxelles. E pare
ormai quasi certo il via libera a una procedura contro l'Italia per sospetti
aiuti di stato illegali a favore di Alitalia.
La decisione verte sui 300 milioni versati nelle casse della compagnia di
bandiera e sarebbe stata classificata come "punto A" (che non
necessita di discussione approfondita) da inserire nell'ordine del giorno della
riunione dell'esecutivo europeo di mercoledì 11 giugno. Nella proposta che sarà
presentata da Tajani, la Commissione Ue dà all'Italia un mese di tempo per
dimostrare che i 300 milioni erogati al vettore nazionale non sono
"incompatibili con le norme Ue sulla libera concorrenza". Quanto alle
azioni, ai warrant, alle obbligazioni convertibili e ai derivati relativi di Alitalia rimarranno sospesi in Borsa. Il titolo della
compagnia potrebbe essere riammesso alle contrattazioni una volta che l'advisor
abbia compiuto una scelta e in questo caso probabilmente si ricorrerebbe al già
utilizzato metodo dell'asta unica di chiusura per sottrarlo alla speculazione e
anche perché i giochi potrebbero non essere ancora del tutto conclusi. Se
invece il Consiglio dei ministri decidesse direttamente l'acquirente e quindi
il futuro della compagnia di bandiera, i titoli potrebbero essere riammessi in
contrattazione continua già dal giorno seguente. Nei giorni scorsi indiscrezioni
di stampa avevano riferito di diversità di vedute ai vertici di Intesa (advisor
dell'operazione) sulla questione Alitalia, ma ieri il
presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo Giovanni Bazoli ha
smentito categoricamente divergenze con il consigliere delegato Corrado Passera
in merito al dossier.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Sciopero Meridiana, rischio paralisi Domani i dipendenti incrociano le
braccia. Stop anche di Air One --> Domani i dipendenti incrociano le
braccia. Stop anche di Air One Cancellazioni e rischio paralisi per i
collegamenti aerei da e per la Sardegna, a causa degli scioperi Meridiana e Air
One. Una cinquantina di voli cancellati da Meridiana su tutto il network
nazionale, di cui una ventina sui collegamenti per la Sardegna. Lo sciopero di
24 ore previsto per domani da tutti i dipendenti, piloti, assistenti di volo e
personale di terra del gruppo Meridiana, compresa la controllata Eurofly,
potrebbe paralizzare i collegamenti da e per la Sardegna. Sempre martedì,
infatti, incroceranno le braccia anche i dipendenti di Air One, dalle 12 alle
16. MERIDIANA Lo sciopero del gruppo Meridiana-Eurofly è stato proclamato da
Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Apm "in aperta
protesta nei confronti del vertice aziendale e la proprietà", spiega il
segretario generale della Filt Cgil, Mauro Rossi, che nei
giorni scorsi ha lanciato la proposta di unire la vertenza Meridiana alla
vendita di Alitalia, caldeggiando l'ipotesi di un unico gruppo che nascerebbe dalla
fusione delle due società con l'Air One di Carlo Toto. Management e Aga Khan,
secondo Rossi, "sembrano aver abbandonato interesse per il futuro di
Meridiana ed Eurofly". Il gruppo, prosegue il sindacalista,
"rivendica un progetto industriale di integrazione tra i due vettori e una
strategia di sviluppo e miglioramento della qualità del servizio offerto che
deve necessariamente passare da un rinnovo della flotta". AIR ONE Sempre
domani si asterranno dal lavoro per quattro ore, dalle 12 alle 16, gli
assistenti di volo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt della compagnia Air One e i
piloti e gli assistenti di volo Filt Cgil di Airone City Liner. "Alla base
della protesta ci sono", spiega sempre Mauro Rossi, "numerose
violazioni contrattuali, il mancato accordo sulle operazioni di lungo raggio
che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per un
raccordo contrattuale tra i naviganti Air One e quelli di City Liner".
Secondo Rossi infine "questa serie di scioperi nel trasporto aereo
indicano che le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma riguardano tutta l'industria, vettori ed
aeroporti, servizi collegati e indotto. C'è bisogno di un "sistema
trasporto aereo" che il nostro Paese non ha". I DISAGI Meridiana ha
già effettuato una cinquantina di cancellazione sull'intera rete. Minori
problemi, invece, per quanto riguarda i collegamenti Eurofly, visto che la
maggior parte ricade nelle fasce protette e incappa in numerose norme di
salvaguardia previste per i voli a lungo raggio. Per quanto riguarda i voli da
e per la Sardegna (Cagliari e Olbia), saranno garantiti i collegamenti
Meridiana nelle fasce di garanzia, ossia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 British Airways, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap contestano il prestito:
"Viola le regole Ue" Alitalia, sei compagnie
contro gli aiuti British Airways, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap contestano
il prestito: "Viola le regole Ue" --> La British Airways e altre
cinque compagnie aeree europee hanno scritto una lettera al commissario europeo
ai Trasporti Antonio Tajani per protestare contro il
supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in
violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Lo
ha riferito ieri il domenicale britannico "Sunday Telegraph".
"Senza quell'aiuto, Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare
bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni",
sottolinea la lettera firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair,
Sas, Iberia e Tap. LA LETTERA "Noi", afferma la missiva, inviata a
Tajani giovedì scorso, "ci opponiamo con forza anche perché non è la prima
volta che Alitalia riceve sostegno vitale dal governo
italiano a dispetto delle regole europee sulla concorrenza e sugli aiuti di
Stato". A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono a Tajani di
procedere a una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e
gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". BRUXELLES La
Commissione europea - salvo clamorose sorprese - dovrebbe aprire mercoledì
prossimo, 11 giugno, un'inchiesta formale e approfondita sui 300 milioni di
euro versati dallo Stato nelle casse di Alitalia.
Denaro originariamente erogato come prestito-ponte e poi confluito nel
patrimonio netto della compagnia di bandiera. Il primo via libera alla procedura
è stato dato la scorsa settimana dai capi di gabinetto dei commissari Ue, che
hanno approvato il testo della proposta che sarà presentata all'esecutivo
europeo da Tajani. Nel testo si legge come Bruxelles ritenga quei 300 milioni
un aiuto di Stato, sospettando inoltre che sia illegale, violando le norme
comunitarie. LE OSSERVAZIONI Tre le principali osservazioni della Commissione
Ue: si tratta di una "misura selettiva" di cui beneficia solo Alitalia e che "falsa o minaccia" la libera
concorrenza; non sono state rispettate dal governo italiano le condizioni di
mercato come chiedeva Bruxelles; trattandosi di aiuto di Stato doveva essere
notificato formalmente alla Commissione Ue prima della sua erogazione.
All'Italia verrà quindi dato un mese di tempo per avanzare le sue prime
osservazioni.
( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Parlo con amici economisti
alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un
anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a
giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in
via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei
Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando
il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne
intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq
di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un
miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei
primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano
sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando
il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che,
amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo
di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti
imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e
altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla
speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa.
Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in
globalizzazione Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Sono
rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola:
ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai
compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in
clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della
polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo
di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta
vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i
concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a
provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha
ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il
Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto.
Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della
trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio
debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no:
apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio.
L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale
premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non
si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e
la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche
ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza
di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale,
familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 70 ) "
(9 voti, il voto medio è: 2.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio
dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è
sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che,
inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da
megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti
e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne
cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte.
Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono
rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel
messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra
vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa
occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è
parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra
arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda:
non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino
meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se
davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro
parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3
voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti
esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente
aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna
chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da
un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione
ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per
chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere
soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista
profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di
trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza
di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin,
ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa
minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò
il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione
e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali
perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu
complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto
grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento?
Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti,
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precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato,
ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello
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Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails
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giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri -
1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime
discussioni Cosimo Quarta: Qui, come altrove, pensare di avere la verità in
tasca è solo un metodo per restare in superfice e... Giulia: Ecco qui
manifestato l'errore di una parte della destra nell' aver sottovalutato cosa
possa... bo,mario: Il petrolio è vitale ancora per la ns economia. Farci
speculazioni sopra vuol dire rischiare col fuoco.... Damy: La televisione o i
suoi ascolti è di pubblico femminile! mi spiace dirlo ma è così. Quindi se a
loro piace... Damy: Salve tutti! Marista non posso contraddirti, visto
nell'ultima opinione sei in sintonia con la mia,almeno... Ultime news Roma
blindata per l'arrivo di BushCaro-petrolio, si va verso il blocco dei
tirTorino, 12 minorenni devastano un edificio e si filmano: arrestatiBergamo,
morta 21enne Accoltellata da tunisinoIntercettazioni: "Sotto controllo il
Paese"Cannavaro in panchina. Francia-Romania 0-0 Blog amici Ethica, blog
filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie
il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su
Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli,
socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog
Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di
Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e
improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante
Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa
più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con
l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani
per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera
Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei
cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di
Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista
inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima
Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it June
( da "Unita, L'" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Oggi sciopera il personale del gruppo Meridiana Previsti disagi
oggi per chi vola. Si asterranno infatti dal lavoro per 24 ore i piloti, gli
assistenti di volo e il personale di terra del gruppo Meridiana, compresa la
controllata Eurofly. Lo sciopero è stato proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl,
Uilt, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Apm "in aperta protesta - spiega il
segretario generale della Filt Cgil, Mauro Rossi - contro il vertice aziendale
e la proprietà che sembrano aver abbandonato interesse per il futuro del Gruppo".
I dipendenti del Gruppo Meridiana ed Eurofly - prosegue il sindacalista -
rivendicano un progetto industriale di integrazione tra i due vettori e una
strategia di sviluppo e miglioramento della qualità del servizio offerto che
deve necessariamente passare da un rinnovo della flotta. Nella stessa giornata
di oggi si asterranno dal lavoro per 4 ore dalle 12 alle 16 gli assistenti di
volo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt della compagnia Airone e i piloti e gli
assistenti di volo Filt Cgil di Airone City Liner. "Alla base della
protesta ci sono - spiega sempre Mauro Rossi - numerose violazioni
contrattuali, il mancato accordo sulle operazioni di lungo
raggio che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per
un raccordo contrattuale tra i naviganti Airone e quelli di City Liner".
Secondo Rossi, "questa serie di scioperi nel trasporto aereo indicano che
le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma
riguardano tutta l'industria, vettori ed aeroporti, servizi collegati ed
indotto".
( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Rapporto dalle poste
al lavoro, dal trasporto aereo al fisco Liberalizzazioni, l'Italia è a metà
strada nella transizione verso il mercato L'Italia come un ciuco che arranca,
frenato da una valanga di scartoffie. Non è forse delle più eleganti, ma rende
l'idea l'immagine che l'Istituto Bruno Leoni ha voluto piazzare in copertina
del suo nuovo Indice delle liberalizzazioni . Un rapporto alla seconda
edizione, pensato per dare una misura del grado (insufficiente) di libertà
nell'economia italiana. Il termometro segna il 47%: ci siamo fermati a metà, in
un'ideale percorso di transizione al mercato. I settori esaminati hanno diverso
peso nell'economia del Paese: dalle Poste alla pubblica amministrazione,
dall'elettricità al trasporto aereo. I risultati sono assieme in linea con le aspettative
del lettore (che conosce l'Italia dei troppi vincoli e delle troppe rigidità,
ma sa pure che non poco è stato fatto negli ultimi dieci anni), e sorprendenti.
Per esempio, il trasporto aereo - nonostante Alitalia - resta uno dei fronti più aperti della nostra economia (grazie
alle regole Ue). Il mercato del lavoro, "libero" al 50% nel 2007, lo
è ora solo al 35%: Michele Tiraboschi, che firma il capitolo del rapporto
dedicato al tema, segnala come elementi di "regresso", sulla strada
della deregulation, gli interventi previsti nella Finanziaria 2007 e la
legge sulle dimissioni volontarie. Da dove arrivano queste cifre tonde tonde?
L'Indice delle liberalizzazioni assegna un punteggio percentuale al grado di
liberalizzazione in dodici diversi ambiti, "definendo come
"liberalizzazione al 100 per cento", o livello massimo di
liberalizzazione, lo status quo nel paese più liberalizzato d'Europa". Il
benchmark, nove volte su dodici, è stato individuato nel Regno Unito. Per il
trasporto ferroviario, il benchmark è stato "sdoppiato" (per alcuni
indicatori si è fatto riferimento all'Inghilterra, per altri alla Svezia). La
Svezia è il mercato di riferimento per i servizi postali, mentre l'Irlanda di
Ryan Air lo è per il trasporto aereo. L'Indice dedica scarsa attenzione alle
quote di mercato, non considerando il modo in cui i singoli operatori
presidiano il campo di gara concorrenziale. Nella visione dell'Istituto,
competizione è assenza di barriere all'entrata: il che spiega l'attenzione
dedicata alle professioni liberali, in Italia "chiuse" quasi per
definizione (siamo liberi "al 46%" rispetto alla perfida Albione).
Silvio Boccalatte, che ha seguito il settore, nota come sia del tutto assente
la volontà politica di integrare gli outsiders: "La stragrande maggioranza
delle forze politiche è del tutto contraria ad abbandonare il regime
ordinistico". Per Boccalatte, non è solo l'istituto degli ordini a frenare
lo sviluppo positivo di una concorrenza nel settore delle professioni (l'Indice
esamina avvocati, contabili, architetti e ingegneri) ma pure una disciplina che
"soffre di una frammentarietà che ne mina la conoscibilità e la
certezza". Come dire che si ripropongono per i lavoratori autonomi, in
scala, gli stessi problemi che viziano il mondo dei lavoratori dipendenti:
l'esistenza di tutele che favoriscono chi è già "nel sistema" a
scapito di chi vuole entrarvi, e un'alluvione normativa che funziona da
barriera all'ingresso addizionale. Dire che le professioni sono molto più
libere in Inghilterra è una banalità, ma non è così banale riflettere sul fatto
che il benchmark, in questo caso, riflette le istituzioni di un Paese che
proprio sui servizi e sul capitale umano d'eccellenza gioca oggi la propria
competitività. Se la griglia analitica è questa, se cioè il grado di
liberalizzazione si misura sulle barriere al mercato, quali sono i benefici
attesi da un processo di riforma? I ricercatori dell'Istituto torinese sono
critici, fra le righe, di iniziative come quelle associate al nome di Pierluigi
Bersani. Per l'Ibl, "effetto primario della liberalizzazione è accrescere
l'efficienza del mercato, attraverso la concorrenza attuale o potenziale (che è
l'elemento cruciale per contrastare la possibilità, da parte di un incumbent,
di estrarre una rendita monopolistica)". La "riduzione dei
prezzi" è considerata un "effetto secondario" che va tarato sul
"prezzo che, a parità di altri elementi, un certo bene o servizio avrebbe
in condizioni non pienamente concorrenziali". In altre parole, spiegano
gli autori dell'Indice distanziandosi in questo dagli
"scientologisti" del mercato perfetto, "dalla liberalizzazione
non bisogna attendersi una costante diminuzione dei prezzi, bensì prezzi
inferiori a quelli che si potrebbero osservare in uno scenario controfattuale".
Questo elemento di cautela non rivela prudenza sulle virtù del mercato:
sottolinea invece quanto nella valutazione delle liberalizzazioni debbano
essere considerati "criteri di giustizia". Prendiamo il caso del
mercato dei servizi postali, considerato da Ugo Arrigo. Secondo l'economista
della Bicocca, "nell'ipotesi di istituzione del regolatore indipendente,
secondo il progetto di legge non approvato, l'Italia si sarebbe attestata sulla
sufficienza (60 per cento)", mentre ora ci è attribuito un misero 39%.
Senza authority indipendente, le Poste sono il tipico caso di sopravvivenza
dello Stato allenatore di un "campione nazionale", a scapito
dell'equità delle regole di gioco. Il rapporto dell'Istituto Bruno Leoni viene
presentato oggi alle 18 presso Palazzo Affari ai Giureconsulti, a Milano.
Parteciperanno Federica Guidi, Alessandro Ortis, Stefano Parisi e Giuseppe
Rotelli. 10/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Demo 2 il caso
intercettazioni e la guerra al loft Il dialogo con il governo sbanda e
s'incarta Nel Pd in autogestione tutti contro Veltroni Federalismo, Rai,
riforme: un mese di passaggi a vuoto A due mesi dal responso elettorale, a
quasi uno dall'incontro a tu per tu a palazzo Chigi con Silvio Berlusconi,
Walter Veltroni fa sempre più fatica a tenere la posizione. Vacilla il dialogo
col governo. Non regge il fronte interno. Il Pd non crede più alla linea della
vittoria-ombra, ammesso che ci abbia mai creduto, e si organizza in
autogestione. Massimo D'Alema va avanti per la sua strada, Romano Prodi se ne
va sbattendo la porta, Parisi parla di "cataclisma", Bindi di partito
"balcanizzato", i rutelliani si fanno fronda sulla vicenda Pse, i
teo-dem annunciano voto in libertà sui provvedimenti economici del governo e
non escludono alla lunga la scissione, mentre i popolari di Franceschini e
Fioroni- i veri reggenti dopo il rimpasto seguito alla sconfitta - sono a loro
volta sotto botta per la questione cattolica. E il guaio di Veltroni è che
dalla scommessa principale della "nuova stagione", il dialogo, non
arriva un solo risultato utile a placare il malumore interno. Il problema, più
che l'intermittenza del dialogo, è la sua infruttuosità fino a questo punto. E
proprio la traballante interlocuzione con Berlusconi è una delle prime cause di
malessere nel partito, che imputa al segretario di disperdere consensi -
secondo i sondaggi in libera uscita verso l'Italia dei valori e la sinistra
radicale - per inseguire un'illusione. L'ultima svolta sul tema intercettazioni
dimostra quanto sia in difficoltà Veltroni. Ieri, da Berlino, il leader ha
corretto il tiro spiegando che il problema è la pubblicazione, e non l'uso a
fini investigativi delle intercettazioni. Il giorno prima aveva invece
denunciato l'intenzione da parte del governo di imbavagliare le indagini.
Un'uscita che tradiva l'irritazione per essere stato scavalcato dall'iniziativa
del premier, come del resto era già accaduto per la norma salva Rete4, ma che
apriva anche un problema enorme: come tornare al dialogo con un esecutivo
appena accusato di intralciare scientemente la giustizia e spiegarlo al proprio
elettorato? Di Pietro, che all'elettorato democrat disorientato punta
esplicitamente, ha subito affondato: "Il Pd è tentennante". Non
meglio è andata finora sulla Rai, "il banco di prova del dialogo",
come ebbe a dire in aula il premier ombra. La proposta di riforma della governance
aziendale avanzata da Veltroni - fondazione e amministratore unico - è finita
nel cassetto. Sulla presidenza della Vigilanza, più che il dialogo può il veto
espresso dal Pdl sul candidato dipietrista Leoluca Orlando. E la trattativa sui
nuovi vertici di viale Mazzini è appesa a incontri semiclandestini con Gianni
Letta come quello della settimana scorsa alla Camera, poi scoperto, che ha
costretto Veltroni a schermirsi e lo ha esposto a critiche. "Se nella
stessa giornata - ragionava D'Alema con un deputato Pd -
attacchi il governo su Alitalia e sul reato di immigrazione clandestina, ma poi spunta fuori che
hai incontrato in segreto Letta, per tutti la notizia diventa la seconda, non
la prima". Come dire: se facciamo opposizione così, è come non farla. I
piani di Veltroni si sono complicati anche sul fronte riforme. Doveva
essere il federalismo fiscale la prima mossa del cavallo del Pd, con l'area dei
liberal veltroniani capeggiata da Enrico Morando che puntava ad anticipare Lega
e governo con una proposta dell'opposizione. L'idea è stata stoppata e Veltroni
si è riposizionato: "No al federalismo se è una secessione
mascherata". Quanto alla grande riforma istituzionale, nessuno sa se più
avanti Berlusconi abbia realmente voglia di sedersi al tavolo. Alla fine, in un
mese di pochi alti e molti bassi, l'unico dossier bipartisan che ha superato la
fase istruttoria è l'intesa Pd-Pdl per l'introduzione di una soglia di
sbarramento alle europee e l'abrograzione delle preferenze, che ha peraltro
esposto Veltroni all'accusa di voler esportare il Porcellum a Strasburgo.
"È un momento di grande difficoltà per il Pd", sostiene il dalemiano
Nicola Latorre. E Anna Finocchiaro, riconfermata da Veltroni capogruppo al
Senato sfidando il parere di molti, ammette: "Dobbiamo ancora riflettere
molto sulla sconfitta elettorale". L'ex ministro Barbara Pollastrini
denuncia "la selezione di classi dirigenti, nazionali e nei territori,
secondo una logica di componenti e sottocomponenti legata quasi esclusivamente
a vicende del passato". A difendere Veltroni resta Franco Marini, che ha
di fatto replicato al titolo dell'editoriale del Riformista di ieri ("Il
Pd è così liquido che Berlusconi se lo beve"): "Io - dice Marini -
questa enorme difficoltà con l'onorevole Berlusconi che si sarebbe bevuto come
un bicchierino di rosolio il Pd, non la vedo". Naturalmente, anche i più
critici continuano a sostenere che la leadership non è in discussione. Le voci
di congresso si scontrano con l'idea ormai affermatasi che la resa dei conti -
e la tomba del dialogo - saranno le elezioni europee del 2009. E se i sondaggi
di questi giorni sono giusti, ovvero nettamente sotto il 30 per cento, è
difficile prevedere se ne uscirà peggio la leadership di Veltroni o l'intero
progetto del Pd. 10/06/2008.
( da "Corriere della Sera" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-10 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Panorama Alice France (Telecom) va a Iliad per 800 milioni Sarà
Iliad, casa madre di Free, numero
( da "Tempo, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Decreto Oggi
alla Camera riprendono i lavori per approvare l'atto con le norme per chiudere
la vendita Domani l'Ue fa partire l'indagine sul prestito di 300 milioni di
euro. Per sei vettori è aiuto di Stato Spinetta: "Dossier Alitalia chiuso" Riprende oggi, alla Camera, l'esame
del decreto legge su Alitalia e domani a Bruxelles la
Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati
dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria
della compagnia, in vista della preparazione di una relazione entro fine mese
quando è prevista l'assemblea di Alitalia (il 27
giugno in prima convocazione), Air France-Klm ribadisce che il capitolo è
chiuso. Dopo il primo via libera, la scorsa settimana, ai primi emendamenti
sulla trasformazione in capitale del prestito alla ex compagnia di bandiera, da
oggi l'aula di Montecitorio esaminerà quasi venti emendamenti e ordini del
giorno all'articolo che contiene le deroghe alle norme sulle privatizzazioni e
agli obblighi informativi e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione
del titolo in borsa. Il decreto, che scade il 22 giugno, dovrà dopo tornare al
Senato per il via libera definitivo. Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril
Spinetta ha ripetuto che il dossier sull'acquisizione di Alitalia
è chiuso e il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon gli ha fatto eco
riaffermando che il gruppo franco-olandese è concentrato a mantenere la
redditività messa a rischio dal caro-petrolio. Che, quotato a 140 dollari,
mette Alitalia in un contesto molto più difficile. Comunque, ha aggiunto, "non ci sono contatti nè con Alitalia nè con il governo italiano". Gourgeon non ha voluto fare
commenti sul prestito da 300 milioni accordato dal governo ad Alitalia e contestato da sei compagnie aeree che lo ritengono un aiuto di
stato. "Siamo stati troppo vicini ad Alitalia.
Preferiamo non parlare di questo argomento", ha detto il numero due del
gruppo franco-olandese. Dalla Lombardia, l'assessore ai Trasporti Raffaele
Cattaneo, ha affermato che "non si può pensare ad un futuro per Malpensa
che prescinda dalla presenza di Alitalia. Per salvare
l'hub e la compagnia, quest'ultima deve trovare nuovi soci che la riportino
laddove stanno il mercato e gli affari, ossia a Malpensa" come in tutti i
grandi hub europei dove "c'è un vettore che fa almeno il 50% del traffico,
e a Malpensa questo compito deve svolgerlo Alitalia".
( da "Campanile, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Noi ? scrivono a
Tajani British, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap - ci opponiamo con forza
anche perchè non è la prima volta che Alitalia riceve
"sostegno vitale" dal governo a dispetto delle regole sulla
concorrenza e sugli aiuti di Stato" Il prestito ponte è ancora nella
bufera. L'ultimo decreto varato in fretta e furia dal governo Prodi che ha
stanziato 300 milioni di euro che servono alla compagnia per sopravvivere
giusto, giusto un altro anno in attesa che si concretizzi la cordata italiana o
si faccia avanti un altro compratore, non è stato gradito da sei compagnie
europee. Prime fra tutte a sollevare il polverone, British e Rayanair, che
scrivendo all'Unione europea avevano chiesto che il prestito venisse catalogato
come un vero e proprio aiuto di Stato. Domenica, agli inglesi e agli irlandesi
(questa volta fuori, però) si sono unite altre cinque compagnie aeree europee
che, carta e penna alla mano, hanno scritto una lettera al commissario europeo
ai Trasporti Antonio Tajani. L'oggetto della missiva, manco a dirlo è il
supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in
violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A
riferirlo è stata l'uscita domenicale del britannico Sunday Telegraph.
"Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe
dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni",
sottolinea la lettera firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair,
Sas, Iberia e Tap. "Noi - afferma la missiva, inviata a Tajani giovedì
scorso - ci opponiamo con forza anche perchè non è la prima volta che Alitalia riceve "sostegno vitale" dal governo
italiano a dispetto delle regole europee sulla concorrenza e sugli aiuti di
Stato". A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono a Tajani di
procedere ad una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e
gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". Prima di domenica
erano state British e Ryanair a sollevare il polverone sul prestito ponte, da
una parte perché altera la concorrenza e poi perché la compagnia italiana "difficilmente
può sopravvivere". In un'intervista rilasciata all'Ansa a margine
dell'assemblea annuale dell'associazione delle compagnie aeree Iata a Istanbul,
l'amministratore delegato di British Airways Willie Walsh, ricorda che Alitalia "è in una situazione di difficoltà incredibile
perché la compagnia non ha più forza finanziaria. Io mi chiedo semplicemente
come possa sopravvivere". Mentre il direttore finanziario di Ryanair James
Dempsey definisce il prestito ponte "una cosa oltraggiosa". Il
governo, però, però in risposta alle due compagnie affidava il giudizio al
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti che si trovava all'Ecofin. Non si
tratta di "aiuti di Stato", ma di un contributo "per favorire le
privatizzazioni, strumentale a operazioni di mercato". Intanto, già domani
la Commissione europea potrebbe aprire un'inchiesta informale per vederci
chiaro. Venerdì è stato fatto il primo passo con l'arrivo del via libera dai
capi di gabinetto dei commissari europei alla proposta di procedura di
infrazione da aprire contro l'Italia per 300 milioni di euro versati dallo
Stato alla compagnia di bandiera, come prestito-ponte, poi trasformati in
patrimonio netto dal vettore. (10-06-2008).
( da "Giornale.it, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 137 del
2008-06-10 pagina 21 Da domani l'indagine Ue sugli "aiuti" di
Redazione da Milano È pronta la versione finale della bozza della lettera che
la Commissione europea si appresta a inviare all'Italia per comunicare
l'apertura della procedura d'investigazione sul prestito ponte da 300 milioni
nel quale sarebbero riscontrabili i tratti dell'aiuto di Stato. La decisone
formale sarà adottata, salvo colpi di scena, domani. Secondo quanto previsto
delle disposizioni comunitarie, "la Commissione invita l'Italia - si legge
nella bozza - a presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque
informazione utile per la valutazione della misura concessa
ad Alitalia entro un mese a decorrere dalla data di ricezione" della
lettera. "L'Italia - si legge ancora nel testo - fornirà in particolare
qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto
capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta
della misura". Nella lettera, indirizzata al ministro degli Esteri,
Franco Frattini, si ripercorrono le tappe che hanno portato all'apertura della
procedura e si conclude rilevando i "dubbi" sulla "compatibilità
con il mercato comune" della misura varata dall'Italia. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212 Alitalia-Air France, no definitivo --> Riprende oggi alla
Camera l'esame del decreto legge su Alitalia e
mercoledì a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato
sui 300 milioni versati dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la
situazione economico-finanziaria della compagnia, in vista della preparazione
di una relazione entro fine mese quando è prevista l'assemblea di Alitalia (il 27 giugno in prima convocazione), Air
France-Klm ribadisce che il capitolo è chiuso. Il presidente di Air France-Klm
Jean Cyril Spinetta ha ripetuto che il dossier sull'acquisizione di Alitalia è chiuso e il direttore generale Pierre-Henri
Gourgeon gli ha fatto eco riaffermando che il gruppo franco-olandese è
concentrato a mantenere la redditività messa a rischio dal caro-petrolio.
( da "Stampa, La" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi La Spina
BERLUSCONI E LE PROMESSE BOOMERANG La "luna di miele" di Berlusconi
con gli italiani rischia di essere troppo dolce. E, come le torte
eccessivamente zuccherate, il risultato potrebbe anche disgustare. Il
presidente del Consiglio, infatti, dopo una campagna elettorale insolitamente
priva di spettacolari promesse, sembra aver puntato tutto sui fatidici 100
giorni, quelli che segnano spesso non solo un primo bilancio del governo, ma
danno l'impronta di una intera legislatura. Così, con un ritmo forsennato, si
susseguono annunci di provvedimenti a raffica: sulla sicurezza, sull'immigrazione, sui rifiuti, sulle intercettazioni, sull'Alitalia, sugli statali fannulloni e, persino, sulla prostituzione. Un
frenetico carosello d'iniziative che vorrebbero rispondere alle due sostanziali
attese degli elettori. Quella di un ministero forte, compatto, capace
finalmente di decidere. E quella di un ministero che non ha paura di
scelte coraggiose, che non si fa intimidire dai conformismi del
"politicamente corretto", capace di sfidare i vecchi tabù della
sinistra culturale e politica. Insomma, per cominciare a parlar schietto, di un
vero governo di destra. In Italia, nessun presidente del Consiglio, dopo
Ricasoli, Sonnino e Salandra, ha mai amato che si definisse così il colore di
un suo ministero. Eppure, una normale democrazia funziona con l'alternanza al
potere dei due classici schieramenti politici. Ecco perché, per motivi diversi,
anche meno nobili, pure una parte degli elettori contrari a Berlusconi, visto
sconfitto lo schieramento amico, si è augurata di vedere all'opera
"finalmente un governo di destra vera, come quello della Thatcher o di
Reagan". In realtà, Berlusconi si è ispirato a modelli meno obsoleti. Il
suo punto di riferimento, lo si è capito subito, è Sarkozy. Quello, per la sicurezza,
dell'ex ministro dell'Interno. Quello, per l'economia, del candidato all'Eliseo
che invoca "la libertà di poter lavorare quanto si vuole". Quello del
trionfatore alle presidenziali che promette l'immediato "aumento del
potere d'acquisto" dei francesi. Il subitaneo favore popolare e mediatico
ottenuto con il primo Consiglio dei ministri, a Napoli sull'emergenza rifiuti,
ha avuto il risultato di invogliare il "Berlusconi quater" a una
moltiplicazione di annunci che rischia di contraddire proprio quei caratteri di
solidità, concordia e, soprattutto, di efficacia vantati all'atto della sua
nascita. Alle partenze fulminanti, infatti, si susseguono sempre bruschi stop.
L'elenco è lungo, per cui si possono citare soltanto i casi più clamorosi. Si
decidono specie di "tribunali speciali" per l'emergenza dei rifiuti
in Campania e, poi, si capisce che è difficile sottrarre la questione al
"giudice naturale", perché, come ricorda Andreotti a Scalfari nel
film Il divo, "il problema è più complesso". Si minaccia il carcere
ai clandestini e, poi, ci si accorge che non ci sarebbero penitenziari
sufficienti, si ingolferebbero ancor di più i tribunali e tutto finirebbe come
le "gride" di manzoniana memoria. Per l'Alitalia
non solo il rischio di fallimento è più vicino, ma forse la soluzione "Air
France" era proprio l'unica che poteva evitarlo. Licenziare gli statali
fannulloni è un'ottima idea, ma neanche l'attivismo del benemerito Brunetta
riesce ad assicurarlo senza infilarsi nel solito tunnel delle trattative
sindacali che si sa già come finiscono. Levare le prostitute dalle strade è un
proposito che non solo non trova nella maggioranza l'approvazione unanime, ma
sembra colpire le vittime invece che gli sfruttatori. Infine, sulle
intercettazioni appare subito chiaro come l'intenzione governativa finirebbe
per assicurare l'impunità alla maggior parte dei criminali in circolazione,
rafforzando peraltro l'idea che si vogliano garantire gli affari illeciti della
solita "casta" di politici, amministratori e portaborse dei potenti.
Il risultato della politica degli annunci è sotto gli occhi di tutti: spesso è
mancata proprio quella coesione nella maggioranza di cui si voleva dar prova,
perché, in molti casi, la Lega si è dissociata dalla coppia Fi-An; c'è uno
scarto evidente tra le intenzioni di decisionismo e di concretezza e
l'inefficacia pratica dei provvedimenti proclamati; la raffica di iniziative,
su argomenti sempre disparati, provoca disorientamento sulle linee essenziali
del governo, alle prese ogni giorno con avanzamenti e retromarce
incomprensibili. Certamente il clima di idillio tra Berlusconi e la generale
opinione pubblica non è ancora compromesso. Ma spingere il pedale delle attese,
moltiplicare le speranze, semplificare problemi complicati facendo credere in
soluzioni imminenti può portare a cambi di umore repentini tra gli italiani.
Come è avvenuto, peraltro, proprio tra Sarkozy e i francesi. Il presidente
d'Oltralpe sta raccogliendo i frutti amari di promesse troppo facili,
soprattutto sull'attuale unico banco di prova dei governi europei: i bilanci
delle famiglie. Forse sarebbe meglio che Berlusconi si concentrasse su questo
grave e fondamentale problema e smorzasse l'eco dei più disparati annunci.
( da "Opinione, L'" del 10-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 10 Giu
2008 Edizione 116 del 10-06-2008 Intervista a Piero Ostellino/Rivoluzione
liberale senza speranza di Cristiano Bosco Quali prospettive hanno i liberali
nel nascituro Pdl e nell'attuale governo? "Duole dirlo, ma non abbiamo
alcuna possibilità. La famosa "rivoluzione liberale" non è più praticabile.
La cultura italiana non è liberale. L'Italia non è un Paese liberale, a
differenza dell'Inghilterra o degli Usa, per citare due esempi. Nello stesso
centrodestra italiano non c'è una cultura liberale diffusa". Parole di
Piero Ostellino, che di liberalismo è un esperto. Piero Ostellino,
editorialista del Corriere della Sera, uno dei massimi esperti di liberalismo
in Italia, si pronuncia sul destino delle istanze liberali nel centrodestra e
nella politica italiana. Nel '94, Forza Italia nacque con l'aspirazione di formare
un grande partito liberale. Oggi, nessun liberale occupa posizioni di rilievo.
Cosa è successo ai liberali del centrodestra? I liberali non ci sono più, sono
scomparsi. Questo è dovuto al fatto che il movimento creato da Berlusconi, poi
trasformatosi in partito, non ha natura liberale. Oggi sono ancora presenti
diversi esponenti, alcuni fuori dalla politica, come Alfredo Biondi o Giuliano
Urbani, altri in Parlamento, come Antonio Martino, il quale però non ricopre
posizioni di governo. Oggi i liberali, purtroppo, non contano più nulla.
Tuttavia, alcune istanze care ai liberali sono ora date per scontate da parte
della maggioranza del mondo politico. Il garantismo, per esempio, è assai più
diffuso ora che non dieci, quindici anni fa. Questa non è una grande conquista
liberale? Il maggiore garantismo è nell'ordine delle cose. Rispetto al periodo
di tangentopoli sono cambiati i tempi. Il giustizialismo, al giorno d'oggi, non
ha più rappresentanza. E anche la magistratura si è resa conto che esso non porta
da nessuna parte, poiché è impossibile cambiare il Paese attraverso il solo
potere giudiziario. Quali prospettive hanno i liberali nel nascituro PdL e
nell'attuale governo? Duole dirlo, ma non abbiamo alcuna possibilità. La famosa
"rivoluzione liberale" non è oggi più praticabile. La cultura
italiana non è liberale. L'Italia non è un Paese liberale, a differenza
dell'Inghilterra o degli Stati Uniti, per citare due esempi. Nello stesso
centrodestra italiano non c'è una cultura liberale diffusa. Paradossalmente,
l'unico movimento di stampo riformatore all'interno del centrodestra è la Lega
Nord, partito localistico, le cui istanze sono più riformatrici di quelle di FI
o AN. Silvio Berlusconi, leader del Popolo delle Libertà, può essere un abile
statista e un grande uomo politico, ma è del tutto estraneo alla cultura
liberale. Per rendersene conto, basta osservare l'operato del nuovo governo,
che pensa sia necessario riempire la pancia degli italiani per risollevare le
sorti del Paese. Da una parte è positivo che, su alcune questioni - come
l'emergenza rifiuti nel napoletano - sia stata ristabilita la presenza e
l'autorità dello Stato. Dall'altra parte si è invece compiuto un passo
indietro, tornando alla vecchia logica del compromesso. Lo Stato non deve occuparsi
degli stipendi dei supermanager di aziende private, lo Stato non deve
intervenire nella faccenda Alitalia. Non c'è
filosofia del diritto, la cui conseguenza è una mancanza di principi liberali
nell'azione di governo. Non c'è modo di rendere più liberale la cultura
italiana? Per contrastare gli organi di informazione schierati a sinistra, che
rappresentano la metà dell'establishment, i media vicini al centrodestra -
alcuni dei quali di proprietà dello stesso Berlusconi, come Mediaset, Il
Giornale, Panorama - dovrebbero fungere come uno strumento importante per
cambiare la cultura del Paese. Si dovrebbe raccogliere attorno ad essi tutta
l'intellettualità liberale, più preparata e competente di quella di sinistra.
Invece, essi sono abbandonati a sé stessi, di fatto legittimando l'egemonia
culturale della sinistra in Italia. Gli intellettuali liberali non dispongono
di un insediamento per diffondere le proprie convinzioni. Se i liberali hanno
poche prospettive nel centrodestra, è invece realistica l'ipotesi ? già citata
da Marco Pannella ? di formare una sinistra liberale?| È evidente che la
sinistra del Partito Democratico è più moderata di quanto non fosse in passato,
quando faceva parte di coalizioni in cui figuravano partiti di matrice
comunista. Nonostante il passo in avanti, è difficile per la sinistra
allontanarsi dalle proprie tendenze dirigistiche e collettivistiche. Se la
sinistra vuole dimostrare di essere davvero liberale, il banco di prova su cui
testarsi è la riforma della prima parte della Costituzione. In alcuni tratti,
essa sembra appartenere ad un Paese sovietico. Siamo l'unico Paese che è
fondato sul lavoro, ovvero su una merce di scambio, o dove la proprietà privata
è vincolata dalla funzione sociale. Si tratta di astrazioni di carattere ideologico,
che però vanno ad influenzare le decisioni della Corte Costituzionale, la quale
deve ovviamente seguire il testo della costituzione. Una revisione della prima
parte della Costituzione in chiave liberale è quantomai necessaria, e una
sinistra davvero liberale non può tirarsi indietro di fronte a questa sfida.
( da "Quotidiano.net" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Un mese di tempo per
rispondere alle contestazioni della Commissione. Alitalia
non potrebbe più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono
stati concessi nel 2001
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BANDIERA Alitalia, la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare
una cordata Un mese di tempo per rispondere alle contestazioni della
Commissione. Alitalia non potrebbe più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché
gli ultimi sono stati concessi nel 2001 Bruxelles, 10 giugno 2008 - è attesa
per domani la decisione della Commissione europea di aprire un'indagine
per aiuti di stato sul prestito ponte da 300 milioni di euro varato dal governo
in favore di Alitalia, per stabilire se la misura sia compatibile
o meno con le norme comunitarie in materia. Salvo sorprese dell'ultima ora,
l'avvio della procedura compare all'ordine del giorno della consueta riunione
settimanale del collegio Ue. Il prestito, che fin da subito ha suscitato la
perplessità degli uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato
"incompatibile con le norme sugli aiuti di Stato" e, secondo quanto
anticipato, verrà bocciato. Il governo è invitato a "presentare le proprie
osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della
misura concessa ad Alitalia entro un mese".
All'Italia, tuttavia, verranno concessi circa quattro mesi per trovare una
cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera, e anche la restituzione
del prestito - già erogato e trasformato in patrimonio per evitare di dover
portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento - non è immediata. Entro
15 giorni l'Italia dovrà infatti indicare a Bruxelles come adempiere alla
richiesta ed entro un mese dovrà inviare la sua risposta alle contestazioni
mosse dalla Commissione. "In particolare - spiega la Commissione - dovrà
fornire qualsiasi informazione utile sull'uso da parte di Alitalia
della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo di
consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura".
"L'aspetto importante è che viene dato all'Italia il tempo per
organizzarsi", sottolinea una fonte comunitaria, aggiungendo: "La
procedura era inevitabile, la misura è impresentabile". Tanto più che le
compagnie aeree europee hanno iniziato a dare battaglia da subito e a invocare
una posizione di fermezza davanti alla compagnia. Alla fine della settimana
scorsa British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap hanno
inviato una lettera al Commissario Europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, per
protestare contro il prestito-ponte. "Crediamo che senza questo aiuto Alitalia cadrebbe al di sotto del limite minimo delle
necessità di capitale e sarebbe costretta dalla legge italiana a dichiarare
bancarotta e quindi a cessare le operazioni", hanno dichiarato le
compagnie, chiedendo a Bruxelles di avviare "un'inchiesta
approfondita" sulla vicenda. Alitalia non
potrebbe infatti più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi
sono stati concessi nel 2001 secondo il principio del "one time, last
time", ossia 'una volta per l'ultima volta'. Gli uffici dell'ex
commissario per i Trasporti Jacques Barrot, ora sostituito da Antonio Tajani,
avevano inviato il 24 aprile scorso una lettera dai toni "piuttosto
duri", chiedendo al governo di notificare la misura, di sospendere il
prestito fino alla fine dell'analisi e minacciando, nel caso i soldi fossero
versati, come poi è avvenuto, di aprire una procedura d'infrazione per
chiederne il rimborso. INTESA SANPAOLO: NESSUN RUOLO NEL PRESTITO DEL TESORO
L'ipotesi circolata sulla stampa e relativa a un qualsiasi ruolo di Intesa
Sanpaolo relativo al prestito ponte emesso dal Tesoro nei confronti di Alitalia è priva di ogni fondamento. E' quanto ha riferito
un portavoce di Intesa Sanpaolo, a margine della conferenza stampa che si è
svolta oggi all'Istituto Italiano di Cultura di New York, con cui
l'amministratore delegato della banca italiana, Corrado Passera, ha illustrato
i progressi raggiunti dal progetto "Project Malawi". Alitalia, a chi si dovrebbe vendere? Segnala ad un amico Tuo
nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia
anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem
i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi
di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli
anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli
archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi
di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno,
una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza
delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible.
ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha
proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio
intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il
Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti
nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale.
Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17
maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes,
average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera
(leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti
(D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto"
(Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito
democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per
ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che
sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata
presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato
a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in
due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo.
Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante
che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il
centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare
avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater
va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare".
Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto
dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale
proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd
non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci
sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo
le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
" (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco
del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in
campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi
sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non
avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo
serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia
importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria
antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi
basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche
con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani:
Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non
sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime
News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina
e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100
morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le
Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho
sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate".
Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la
maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi
giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi
giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto
più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare
ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo
lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo
sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo
atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui
politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita,
l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei
malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici
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Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E.
E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti
strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole
gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza
degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio
per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che
potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti (
12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
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diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma,
Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership.
Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni".
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"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica
e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché
anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto
no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e
visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già
sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle
Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti
(sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio
Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola
(spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca:
"Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad
operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non
solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni
deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd?
Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del
Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl,
Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche
i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo
sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo
atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui
politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita,
l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei
malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici
Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa
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il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società
Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe
sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i
rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto
periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo
caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella
di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte.
forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare
fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista
dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del
nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto
democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni
realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate
e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible
ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò
vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese
in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata
e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure
che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro
ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del
"governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri,
divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti
divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino,
Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet"
di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare
ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
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avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni,
persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli
italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica
per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni
con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti...
- 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo
sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo
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politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita,
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso
la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare
la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero
il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29
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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
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vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non
avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo
serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia
importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria
antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie
orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con
sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo
sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo
atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui
politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita,
l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei
malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici
Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione
è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici.
E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro
Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto
mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a
preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi,
ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta
intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma
Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che
questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della
nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da
tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si
comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna
evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori
dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto
in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria
digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del
17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera
(leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta
Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della
Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a
Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua
dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche
Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità
da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo
in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in
mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione
rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a
Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare".
Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché
anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto
no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e
visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già
sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle
Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti
(sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio
Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola
(spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca:
"Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad
operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non
solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni?
Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130
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Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
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Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate".
Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la
maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi
giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi
giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto
più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non
è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi.
Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
" (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime
discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia
avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni,
persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli
italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica
per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni
con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti...
- 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo
sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo
atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui
politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita,
l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei
malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici
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Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Secolo XIX, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
20% in meno di
passeggeri Per oggi è attesa la decisione di Bruxelles sul prestito da 300
milioni. Pesano le proteste delle altre compagnie europee 11/06/2008.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del CAMERADi Pietro li pizzica e al presidente dice: se non fa il
suo dovere più colpevole di loro Ritornano i "pianisti". E Fini: voto
con due mani / Roma Grande ritorno dei pianisti, i deputati con la simpatica
abitudine di votare per i colleghi assenti, che durante il
voto sul decreto Alitalia hanno movimentato l'aula di Montecitorio. Di Pietro ne ha
"pizzicati" alcuni e ha sollevato il problema chiamando in causa il
presidente Fini: "Se lei non fa il suo dovere è più colpevole di
loro" ha detto l'ex pm accusando chi vota per un altro di "truffa
aggravata". "Lei commette il reato di omissione" ha detto
a Fini il leader Idv, che gli ha chiesto anche nella funzione di "pubblico
ufficiale" di "acquisire le generalità" di chi si rende
colpevole della "truffa" e di trasmetterne notizia "alle
autorità competenti". Fini ha proposto la soluzione: il voto "con due
mani" per annichilire il malcostume. E ha replicato che l'ufficio di
presidenza oggi avrà come oggetto proprio la necessità "regolamentare e
politica" che ogni deputato voti dal proprio banco e con la tessera di cui
è titolare, secondo il regolamento che non consente il voto per interposta
persona né delega. Di Pietro però ha manifestato un certo fastidio per un
sorriso di Fini mentre finiva il suo intervento. E il presidente lo ha invitato
a "non dare valenza di alcun genere a quella che è una espressione del
volto". Ma quando l'ex pm ha posto altri rilievi sul regolamento, il
presidente della Camera, piuttosto indispettito, ha risposto che l'avrebbe
fatto parlare alla fine della discussione sul decreto. Giachetti (Pd) ha
ricordato a Fini che le questioni sul regolamento vanno discusse subito.
Procedura nota anche ai commessi: uno di loro, ascoltando sul maxischermo in
Transatlantico, ha dato ragione a Giachetti. Il battibecco non ha risparmiato
neppure Rosy Bindi, presidente di turno nel pomeriggio. Di Pietro denuncia un
altro "truffatore". Lei fa notare che alla Camera vige
l'"autodichia", vale a dire che si regolano da soli le controversie
interne senza l'intervento dell'autorità giudiziaria. L'ex ministro ribatte tra
i fischi del PdL: "Scusi l'ignoranza, ma quindi in aula si possono commettere
reati?".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Prestito Alitalia, Di Pietro contro i "pianisti": è truffa Scontro alla
Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il
pronunciamento di Bruxelles / Roma Ancora bagarre alla Camera per la partita Alitalia. Il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito
ponte Alitalia da trecento milioni è stato oggetto di una forte scontro tra
maggiorza e opposizione. Antonio Di pietro, dell'Italia dei Valori, è
arrivato a chiedere al presidente di turno, l'onorevole Rosy Bindi, anche la
sospensione della seduta per il reato di truffa. Al centro del contendere i
famosi "pianisti", parlamentari che al momento della votazione fanno
le veci anche dei colleghi assenti. La presidenza, ha intimato Di Pietro,
"ha il dovere di procedere d'ufficio. Quel signore laggiù è un truffatore,
chiedo si sospenda la seduta e si proceda per truffa aggravata commessa in aula".
I lavori sono poi proseguiti in seduta notturna. Oggi alle 10 cominceranno le
dichiarazioni di voto per poi votare il provvedimento che dovrà tornare al
Senato per l'approvazione definitiva entro il 23 giugno. Oggi è anche prevista
la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato italiano
nelle casse di Alitalia originariamente come prestito
ponte, poi confluita nel patrimonio netto della compagnia aerea. Salvo
clamorose sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e
approfondita, sospettando che la cifra erogata sia un aiuto di Stato illegale.
Intanto, gli esperti di Intesa Sanpaolo, advisor con l'incarico di cercare
un'offerta per Alitalia, sono già al lavoro per
valutare le "varie alternative che si prospettano", dalla possibilità
di alleanze internazionali a quella di una cordata italiana. Mentre la
compagnia di bandiera fa i conti con le conseguenze della rottura con Air
France, costata un calo di circa il 20% delle prenotazioni. E tra i motivi
della diminuzione dei passeggeri - spiega il cda di Alitalia
- la "ragione principale è da ricondurre alla riduzione di posti offerti
totali che scaturiscono dalla razionalizzazione del network e dal passaggio da
doppio hub ad un solo hub avviato con la stagione Iata summer 2008".
Tornando a Bruxelles, una volta aperta l'inchiesta Roma avrà un mese di tempo
per avanzare le sue prime osservazioni. In realtà l'iter della procedura
europea sarà abbastanza lungo.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Fini dichiara guerra
ai "pianisti" alla Camera si voterà con due mani Svolta dopo
l'ennesima bagarre. Di Pietro: vanno denunciati La Lega propone una cintura di
sicurezza. La Consulta: il doppio voto non è reato FRANCESCO BEI ROMA -
Stavolta potrebbe essere quella buona. Gianfranco Fini ha preso atto che la
misura è colma e il malcostume dei "pianisti", i deputati che votano
anche per gli assenti, dovrebbe avere i giorni contati. "è una vergogna
che deve cessare - ha ammesso Fini davanti all'ufficio di presidenza della
Camera, riunito ad hoc dopo un'ennesima seduta di proteste di radicali, Pd e
dipietristi - , perché i pianisti gettano discredito su tutto il nostro
lavoro". Fini ha dunque suggerito un'ipotesi tecnica per stroncare il
vizietto, quella di far votare "a due mani" i deputati - un pulsante
per esprimere il proprio voto e un altro, più distante, per confermarlo - ,
impedendo così al pianista di allungare il braccio nella postazione vicina per
votare al posto del collega assente. Ma sulle soluzioni tecniche più idonee
lavorerà il collegio dei questori, che avrà dieci giorni di tempo per riferire
al presidente. Poi, durante l'estate, partiranno i lavori sui banchi dei
deputati e a settembre, alla prima votazione utile, "il nuovo sistema - ha
promesso Fini - dovrà essere pienamente funzionante". E i deputati
assenti, che adesso percepiscono a scrocco anche la diaria (costituisce una
parte rilevante dello stipendio), risultando in Aula al momento delle
votazioni, saranno costretti garantire la loro presenza. Ieri il problema è
stato sollevato in maniera eclatante da Antonio Di Pietro, impegnato
da giorni nel filibustering contro il decreto Alitalia. Tornato
pm per un giorno, il leader dell'Italia dei valori ha preso di petto Gianfranco
Fini: "Chi vota per due - ha tuonato tra le urla dei deputati leghisti e
Pdl - commette una truffa aggravata, giacché concorre, con il titolare del
diritto di votare, a fargli maturare indebitamente la diaria. Per questo
lei, presidente Fini, che è un pubblico ufficiale, se non ferma chi vota per un
altro commette un reato di omissione. Per questo le chiedo di fare il suo dovere
provvedendo ai seguenti adempimenti. Primo: acquisisca le generalità di chi
vota per un altro deputato. Secondo: denunci per tentata truffa aggravata alle
autorità competenti chi è colpevole. Se non lo fa, presidente, lei è più
colpevole di chi vota per un altro". Stessa accusa quando, più tardi, a
presiedere è la vicepresidente Rosy Bindi: "Sono testimone perché ho visto
quel signore laggiù - attacca Di Pietro indicando un deputato del Pdl - votare
con due mani. Le formulo una accusa precisa, e lei, nella sua qualità di
pubblico ufficiale ha il dovere di procedere d'ufficio. Quel signore laggiù è
un truffatore". La Bindi non ci sta e si richiama al principio di
"autodichia" del Parlamento, citando anche una sentenza (la numero
379 del 1996) della Corte costituzionale, per la quale "non può essere
ammesso in simili casi un sindacato esterno da parte dell'autorità
giudiziaria". Ma Di Pietro non si arrende: "Io suono la musica della
legalità, mentre i pianisti suonano la musica della truffa". I deputati del
Pdl e della Lega, messi sul banco degli accusati, si rivoltano contro l'ex pm.
Osvaldo Napoli definisce l'atteggiamento di Di Pietro "presuntuoso,
arrogante e maleducato nei confronti della presidenza"; volano molti
insulti e il leghista Marco Reguzzoni invita il leader Idv a fare accuse
precise, "senza coinvolgere tutto il Parlamento". Poi, nel dibattito,
vengono fuori varie ipotesi per stroncare i pianisti. I radicali suggeriscono
di votare con un sistema di lettura delle impronte digitali, i leghisti
propongono una sorta di "cintura di sicurezza", "un sistema di
sensori sotto la poltrona del deputato per cui il peso del corpo, minimo 40
chili, abilita al voto". Le soluzioni sarebbero tante, ma in più di
trent'anni finora nessuno dei presidenti della Camera - da Violante a Casini
fino a Bertinotti - è mai riuscito davvero a "sparare" sul pianista.
Ci riuscirà Fini?.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212 Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles --> È prevista
per oggi la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato
italiano nelle casse di Alitalia. Salvo clamorose
sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e approfondita,
sospettando che la cifra erogata originariamente come prestito ponte sia un
aiuto di Stato illegale.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Genova IL
DECOLLO DEI TRENI ENZO COSTA Parrebbe l'eterno ritorno (su rotaia)
dell'identico, con minime varianti: la Regione che spettacolarmente (con
Biasotti) o sommessamente (con Burlando) si lagna di Trenitalia, che vulcanicamente (con Catania) o sobriamente (con Moretti)
prima promette e poi non mantiene accusando il governo. Ma una novità c'è: la
lucidissima strategia di Silvio sui trasporti prevede di far rilevare Alitalia da Trenitalia: gli intercity sono soppressi perché i macchinisti
stanno facendo un corso accelerato di volo.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 138 del
2008-06-11 pagina 14 Anche l'Europa scarica il Pd: le vostre liti non ci
riguardano di Laura Cesaretti Il Pse respinge la proposta di accordo con i
Liberaldemocratici: "L'Ue non è un'Italia ampliata". Tutti contro
tutti fra popolari, dalemiani e rutelliani da Roma Un pranzo con Franceschini,
un lungo faccia a faccia con Rutelli, un colloquio con Marini e pure uno
scambio di idee con D'Alema dietro una colonna del Transatlantico. Giornata
faticosa ieri, per Walter Veltroni, alle prese con scosse telluriche che
agitano il Pd, mettendo l'una contro l'altra le diverse fazioni che al suo
interno dovrebbero convivere. Per surreale che possa apparire, la questione Pse
sì-Pse no ("Un tema che credo interessi sì e no all'1% dei nostri
elettori", nota realisticamente un dirigente ex Ds) è improvvisamente
diventata un rovente terreno di scontro, che lacera il maggior partito
dell'opposizione. Fino a mettere in circolo la parola tabù,
"scissione", che ieri è stata più volte evocata. Ad un anno dalle
elezioni europee, il Pd non ha la minima idea di dove andranno a sedersi i suoi
eletti a Strasburgo. Per i ds, l'approdo tra i socialisti è irrinunciabile, per
gli ex Popolari è impensabile, per i rutelliani occorre scompaginare tutte le
famiglie politiche europee e creare quello che Rutelli chiama "un nuovo
centrosinistra", mettendo insieme il Pse (dove oggi sono di casa i Ds) e i
Liberaldemocratici (dove siedono gli eletti della Margherita). Rutelli, lesto
di riflessi, si è subito impadronito del tema che per ora veniva discusso solo
nei corridoi, e ne ha fatto la propria bandiera, chiedendo al Pd una
"rivoluzione culturale alla Blair" e mettendo in discussione le
vecchie logiche "consociative" con cui Ppe e Pse si spartiscono le
cariche europee. Ha fatto imbufalire gli ex Ppi scavalcati, che ora lo accusano
di "protagonismo", e i diessini dalemiani. Che ieri diffondevano il
sospetto che con la sua sparata anti-socialista Rutelli voglia mandare all'aria
il lavorio diplomatico (avallato da Veltroni, che così si libererebbe di un
ingombrante ombra di Banquo) per portare D'Alema verso l'incarico di ministro
degli Esteri Ue, al posto di Solana. Di certo, c'è che gli esponenti del Pse
non sono per nulla interessati a cavare le castagne dal fuoco ai rissosi
italiani, magari cambiando nome al proprio partito: se volete entrare,
"porte aperte", è il succo del messaggio del capogruppo Schulz, a
Napoli per un appuntamento europeo cui oggi parteciperanno anche Veltroni e
D'Alema. Ma il Pd si renda conto che "la Ue non è un'Italia
ampliata", e risolva altrove le sue beghe. Quanto a Rutelli, la sua proposta
di alleanza Pse-Liberali contro il Ppe non esiste ed è
"contraddittoria": "Non avremmo la maggioranza necessaria del
50%, quindi non basterebbe e avremmo bisogno di Verdi e comunisti: proprio
quello che il Pd in Italia vuol far finire". Su Rutelli picchia duro anche
Arturo Parisi, accusandolo di muoversi come capo della Margherita e di dire a
Veltroni "che quindi è con lui e non con i dirigenti Ppi che deve
trattare", dimenticando di essere stato "una delle cause più prossime
della disfatta del centrosinistra". L'ex sindaco di Roma, che ieri ha
riunito i suoi prima di incontrare Veltroni, ha negato ogni intento
scissionistico e contrattaccato: sono i Ds (dalemiani in testa) "che fanno
girare ad arte questa voce per evitare qualsiasi cambiamento", e per
mettere i bastoni tra le ruote allo stesso Veltroni. E i rutelliani fanno
notare come si stia organizzando in modo autonomo il gruppone trasversale di
deputati dalemiani (con l'apporto di Enrico Letta e dei suoi). Che, a sentire fonti governative, già tratta con la maggioranza:
"È stato D'Alema ad assicurarci che su Alitalia si può
votare domani, e anche l'ostruzionismo di Di Pietro rientrerà", spiegava
ieri il ministro Elio Vito. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 138 del 2008-06-11 pagina 22 Passera su Alitalia: previsioni
premature ma l'impegno è forte di Paolo Stefanato Marcello Zacchè da Milano e
New York Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo, dopo aver ricevuto l'incarico
di advisor, ha avviato "la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si
prospettano". Lo ha confermato ieri il cda della compagnia,
lasciando intendere indirettamente che sono ancora aperte tutte le possibilità,
commissariamento compreso: gli analisti sono al lavoro, sotto la guida di Gaetano
Miccichè, e il loro compito immediato è proprio quello di riconoscere la strada
da imboccare. La squadra di Alitalia è guidata da
Luigi Conforti, avvocato e responsabile degli affari legali. Già alla fine di
questa o all'inizio della prossima settimana potrebbe esserci una prima presa
d'atto interna a Intesa; la soluzione da tracciare ha comunque un termine,
l'assemblea di fine giugno entro la quale - come ha indicato il presidente di
Intesa, Giovanni Bazoli - il futuro di Alitalia avrà
assunto una propria fisionomia. Se le cose, come il fortissimo mandato politico
lascia intendere, andranno avanti, la stessa Intesa Sanpaolo provvederà a
elaborare un dettagliato piano industriale che impegnerà l'estate; per Intesa e
per il suo ad, Corrado Passera, si tratta di una partita molto importante, o
meglio, della più importante sul tappeto. Ieri, in una New York torrida, fuori
dall'istituto italiano di cultura in Park avenue, lo stesso Passera ha ribadito
alcuni concetti chiave: "Stiamo guardando tutto ma è prematura - ha detto
- qualunque previsione. Siamo advisor di un'azienda in grande difficoltà.
C'impegneremo a fondo, ne vale la pena". Non dà una mano alle prospettive
di risanamento il caro carburante, che sta mettendo in ginocchio tutto il
trasporto aereo. Ieri il cda di Alitalia, in una nota,
ha spiegato che il calo dei passeggeri emerso in aprile (1,555 milioni, meno
25,9% sull'aprile dello scorso anno) è legato alla riduzione del network,
passato da due hub a uno solo. Il crollo dei passeggeri è stato provocato anche
dalla caduta di prenotazioni (meno 20%) seguita alla rottura delle trattative
con Air France. Lo spostamento del traffico da Malpensa a Fiumicino ha fatto
crescere quest'ultimo del 24,9% in aprile e del 32,4% in maggio. La compagnia
osserva comunque che nelle ultime settimane si è assistito a un trend di
ripresa delle prenotazioni e che l'obiettivo strategico non è più il
riempimento degli aerei (il load factor è sceso di 9,7 punti), ma la
concentrazione sulle rotte più remunerative. Per oggi sono attesi, in
parallelo, il voto sul decreto del prestito ponte e l'avvio, sullo stesso,
dell'indagine da parte dell'Ue. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Global market Tutti in fila per Alitalia chi la salva
salva se stesso Sembra impossibile. Eppure è vero: nei cieli italiani si è
formata una lunga coda di candidati alle nozze con Alitalia. La dote, in
questo caso, non interessa. La Magliana in questo momento è un malato in
terapia intensiva, tenuto in vita artificialmente da una flebo da 300 milioni (sborsati dai contribuenti
tricolori) che si sta esaurendo a vista d'occhio. Il problema è un altro: da
Eurofly a Meridiana, all'ormai defunta Alpi Eagles fino a My Air, le aerolinee
di casa nostra navigano tutte in cattivissime acque. E anche Air One ? pur in
condizioni un po' migliori ? deve affrontare pesanti investimenti con una
struttura patrimoniale non proprio granitica. E allora? Allora la soluzione
migliore è affidare le sorti dei cieli nazionali all'unico
"esorcista" davvero in grado di fare miracoli: Giulio Tremonti. Il
ragionamento è lineare. Missione impossibile per missione impossibile, il
Tesoro invece che salvare solo Alitalia (un obbligo
visto che il premier Silvio Berlusconi ha fatto fuggire Air France) può salvare
a questo punto l'intero settore. Mettendo tutti ? Toto, Aga Khan e Alitalia ? nello stesso calderone e consolidando nelle mani
di un'unica realtà quasi il 90% del mercato del trasporto aereo nazionale. A
pagare saranno forse i passeggeri (senza competizione i prezzi schizzeranno
all'insù) e la concorrenza. Ma per salvarli, forse, si potrà sempre tentare di
mettere in piedi una cordata italiana. Ettore Livini [deutsche bank perde il
fuoriclasse] Un duro colpo per Deutsche Bank proprio in un momento difficile
per la crisi finanziaria internazionale. Rajeev Misra, che finora era uno dei
massimi esperti della filiale londinese dell'istituto, quella cioè responsabile
dell'investment banking, lascia la prima banca tedesca. Misra è stato fino ad
oggi il responsabile mondiale della sezione crediti. Secondo Manager Magazin,
"è stato lui il vero cervello della banca", e dunque l'uomo che ha
consentito di limitare le perdite nel mezzo della tempesta subprime. Non a
caso, per sostituirlo Deutsche ha scelto una doppia direzione del comparto,
affidandolo a Boad Weinstein e a Colin Fan. Misra aveva avuto l'idea geniale di
lanciare nuovi, innovativi prodotti sul mercato dei derivati. Ora ci ha preso
gusto e vuole mettersi in proprio, forte della sua amicizia con Anshu Jain, uno
dei massimi investment bankers. L'ex cervello di Deutsche Bank quindi con ogni
probabilità finirà per fare concorrenza al suo stesso ex datore di lavoro:
vuole creare un suo fondo per i derivati. Ma sta trattando con Deutsche: forse
il colosso tedesco, che gli aveva pagato in anticipo dei bonus e dei premi
generosissimi sperando che lui restasse, riuscirà in cambio a ottenere una
partecipazione al nuovo fondo di Misra. Andrea Tarquini.
( da "Messaggero, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Scena, la Commissione
Ue aprirà un'inchiesta formale sul provvedimento del governo con il sospetto
che il finanziamento concesso - originariamente come prestito ponte, poi
confluibile nel patrimonio netto - sia da bollare come un aiuto di Stato
illegale. Roma avrà un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni ai
dubbi dell'Ue. Ma i tempi lunghi della procedura lasciano
immaginare che il rilancio di Alitalia troverà una soluzione prima
dell'ultima parola di Bruxelles. Intanto, l'ok della Camera al decreto sul
prestito ponte dovrebbe arrivare solo oggi. Ieri l'esame fiume degli
emendamenti si è concluso in tarda serata sotto il pressante ostruzionismo
dell'Idv al provvedimento che dovrà essere convertito entro la prossima
settimana. Per allora sarà entrato nel vivo anche il lavoro di Intesa
Sanpaolo, l'advisor incarcato per valutare le "varie alternative" per
il futuro di Alitalia. "Ci impegneremo tutti a
fondo per trovare soluzioni: vale la pena impegnarsi a fondo" - ha detto
il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Un primo passaggio cruciale
oggetto di verifica da parte di Intesa Sanpaolo è la disponibilità di un
partner internazionale, come Air France-Klm o Lufthansa, a far parte del
progetto di rilancio. Una condizione, quest'ultima, messa sul tavolo con
chiarezza dalla cordata di imprenditori che vedrebbe scendere in campo anche
Roberto Colaninno e la Air One di Carlo Toto. Eppure, i primi contatti con Air
France e con Lufthansa non hanno sortito i risultati sperati. Anzi. Ecco
perchè, secondo alcune fonti, dopo la prima ricognizione di Intesa Sanpaolo ci
sarebbe la strada del commissariamento. Una via che incontrerebbe maggiore
disponibilità da parte degli imprenditori italiani. Intanto, la compagnia fa i
conti con le conseguenze della rottura con Air France, costata un calo di circa
il 20% delle prenotazioni. Ma tra i motivi della diminuzione dei passeggeri -
spiega il cda di Alitalia - c'è anche "la
riduzione di posti offerti totali che scaturiscono dalla razionalizzazione del
network". R.Amo.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-11 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Agenzia del Demanio E Tremonti non conferma Spitz Il piano di
valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico sta per partire. Il ministro
Giulio Tremonti avrebbe scritto nei giorni scorsi al direttore dell'Agenzia del
Demanio, Alessandra Spitz, annunciandole l'intenzione di non confermarla
nell'incarico. Sarebbe il primo passo dell'operazione che
porterà alla fusione tra l'Agenzia e il ramo immobiliare di Fintecna, azienda
controllata dal Tesoro, e che già ha incorporato, negli anni scorsi, la
Patrimonio spa. Al vertice del nuovo gruppo, secondo indiscrezioni, potrebbe
approdare Maurizio Prato, ex presidente Alitalia e ora
tornato come vicepresidente in Fintecna.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-11 num: - pag: 24 categoria:
REDAZIONALE # Il documento Oggi l'apertura della procedura: aiuto di Stato:
"Entro 30 giorni i chiarimenti" Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue I dubbi di Bruxelles sui tassi e sulla
cordata italiana. Ermolli a Palazzo Chigi L'incarico di advisor a Banca Intesa.
Passera: ci impegneremo al massimo, ne vale la pena DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES - L'Italia ha un mese di tempo per replicare alle contestazioni della
Commissione europea sul prestito-ponte da 300 milioni euro all'Alitalia. Nel frattempo non rischia il fallimento perché non
viene richiesta la restituzione o il congelamento della somma in questione.
Emerge dalla lettera della Commissione europea indirizzata al ministro degli
Esteri Franco Frattini, che apre la procedura per presunti "aiuti di
stato" illegali provocata dall'ultima elargizione alla compagnia aerea
controllata dallo Stato italiano. Il testo in 51 punti, preparato dal
vicepresidente e responsabile Ue per i Trasporti Antonio Tajani, è all'ordine
del giorno della riunione odierna dei commissari come "punto A".
Quindi ne è prevista l'approvazione senza ulteriore discussione perché è già
arrivato il consenso di tutti i membri dell'istituzione di Bruxelles, tramite i
rispettivi capi di gabinetto. Al governo di Roma viene garantita la
riservatezza delle informazioni elencate, qualora Frattini ne facesse esplicita
richiesta entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento. La Commissione
"invita l'Italia a presentare le proprie osservazioni e a fornire
qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese ". In particolare chiede
approfondimenti "sulla facoltà di imputare il prestito in conto
capitale". Ed elenca tutte le situazioni che hanno portato a considerare
il prestito-ponte aiuti di Stato illegali. Innanzitutto si ritiene "la
situazione finanziaria di Alitalia gravemente
compromessa". Nel punto 26 si dubita che una maggiorazione solo dell'1% e
i tassi d'interesse di riferimento del prestito erogato dallo Stato italiano
possano "essere considerati appropriati nel caso di un'impresa la cui
situazione finanziaria è gravemente compromessa ". Questo anche in
considerazione del ritiro dell'offerta di acquisto di Alitalia
da parte di Air France. E perché la Commissione non ritiene la lettera di Bruno
Ermolli una reale dimostrazione "dell'interesse di imprenditori e
investitori italiani per l'elaborazione di un progetto di rilancio della
compagnia ". Ieri proprio Ermolli è andato a Palazzo Chigi per il caso Alitalia. Sul fronte Intesa, l'amministratore delegato
Corrado Passera ha dichiarato: "Siamo ufficialmente advisor, stiamo
lavorando. è prematuro fare qualsiasi previsione". La procedura A destra
la lettera di Bruxelles all'Italia sul prestito ponte per Alitalia
Ivo Caizzi.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-11 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Urbanistica Oggi sopralluogo del sindaco al Pincio Alemanno:
"Sul Prg solo aggiustamenti" Morassut: "Ora pensi ad
attuarlo" Il piano regolatore venne approvato a febbraio, dopo la minaccia
di 10 mila emendamenti del centrodestra Il Piano Regolatore è stato appena
approvato, ma - secondo Gianni Alemanno - "è da aggiustare, senza
stravolgimenti". è l'ultima, quella pronunciata dal sindaco ieri a Milano,
di una lunga serie di revisioni che va dalla teca di Meier alla Festa del
Cinema. Sul Prg l'atteggiamento è più morbido: "Cercheremo di aggiustarlo,
per renderlo più compatibile per la città". E, dunque, "la revisione
è nei fatti, anche se partiamo da questo piano". Un Prg approvato a
febbraio, dopo interminabili polemiche, la "minaccia" di 10 mila
emendamenti dell'opposizione, e consiglieri (Dino Gasperini che era nell'Udc,
Fabio Sabbatani Schiuma allora in An e Pasquale De Luca di Forza Italia) che si
incatenarono per protesta in aula Giulio Cesare. E intanto oggi Alemanno
effettuerà un sopralluogo al Pincio (dove dovrebbe essere realizzato il
contestatissimo parcheggio) insieme agli assessori alla Cultura Umberto Croppi
e al Traffico Sergio Marchi. Sul Prg la procura ha aperto un'inchiesta. Ma dove
intervenire? "I problemi principali ha detto Alemanno - sono legati alle
centralità che devono avere funzioni più precise: per ora sono solo segni sulle
carte urbanistiche ". E poi? "Bisogna intervenire sulla commistione
tra mobilità e nuove centralità con cui si connette". è il discorso
portato avanti anche in campagna elettorale: i quartieri sorti intorno alla
cinta del Raccordo Anulare spesso poco o mal collegati con la città. Ma oltre
ai nuovi quartieri, occorre pensare anche ai vecchi: "Punto fondamentale -
ha detto ancora Alemanno - è quello della demolizione e della ricostruzione
delle periferie, e per questo occorre non soltanto il Prg, ma un regolamento
edilizio che faciliti il rinnovamento urbano". Nella maggioranza, si pensa
anche ad altro, come dicono Marco Marsilio e il neo-Pdl Dino Gasperini:
"Il Prg va riaperto per fare i 30 mila alloggi di edilizia popolare".
E le varianti Bufalotta e dei grattacieli ex Alitalia? "Difficilmente saranno riproposte". Proprio Morassut ha
commentato le dichiarazioni di Alemanno: "Prendo atto - ha detto l'ex
assessore - che il sindaco contraddice gli iniziali orientamenti su radicali
modifiche al Prg. Però non servono discussioni generiche, ma solo che il piano
venga attuato. E serve realizzare i 6 mila alloggi popolari e gli altri
3 mila a canone concordato ". E il parking del Pincio? "è un'opera
fondamentale per liberare il Tridente: non credo che esistano i margini, anche
giuridici, per bloccarlo senza incorrere in ricorsi". Ernesto Menicucci
Sindaco Gianni Alemanno Ex assessore Roberto Morassut.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-11 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il caso Bagarre in Aula. L'ex pm contesta anche la gestione della
Bindi Camera, "pianisti" sotto tiro Fini: si voterà con due mani Di
Pietro attacca: presidente, li denunci o lei sarà colpevole La soluzione a
settembre. E la Lega propone un sensore sotto la sedia per rilevare la presenza
ROMA - Riuscirà Gianfranco Fini, neo presidente della Camera, a fare meglio dei
predecessori, a eliminare cioè una piaga antica di 35 anni, quella dei
"pianisti", i deputati che votano in vece altrui? Ha convocato
l'ufficio di presidenza e ha proposto: "Ogni due mani, un solo voto
". I deputati dovranno premere contemporaneamente due pulsanti, in modo
che ciascuno abbia le mani occupate e non possa toccare il pulsante (oggi
unico) di un collega. Ma è agli atti anche l'idea della Lega, chiamata
"cinture di sicurezza" e l'idea radicale delle impronte digitali. Il
programma è questo: entro dieci giorni una decisione, adattamenti tecnici
all'aula durante l'estate, a settembre morte presunta dei "pianisti".
Ieri Fini è stato preso di petto sul tema. Il contesto è la
conversione del decreto Alitalia. Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, dopo un'approvazione
per pochi voti ad opera della maggioranza, ha tuonato: "Chi vota per due
commette una truffa aggravata perché concorre con il titolare della scheda a
far ottenere la diaria come fosse presente". E, rivolto a Fini:
"Lei è un pubblico ufficiale, se non provvede commette reato di
omissione". Quindi (fra rumori e proteste dell'aula), richieste formali:
"Acquisisca le generalità e trasmetta alle autorità la denuncia per
tentata truffa aggravata". Rosy Bindi ricorda al collega dell'opposizione:
"Ai lavori della Camera non si applica il codice penale! ". Fini
sorride, Di Pietro lo accusa di correità, Fini ricorda che già era convocato
l'ufficio di presidenza. Qui il presidente fa la proposta di tenere sul tavolo
entrambe le mani, come accade all'assemblea Onu. Il leghista Stucchi ipotizza
di installare sotto la sedia dei deputati un sensore come quello che nelle auto
segnala il mancato uso delle cinture di sicurezza. Il sensore attiverebbe i
pulsanti per il voto solo quando il parlamentare sia seduto al suo posto. E si
riparla di un sistema basato sulle impronte digitali, proposto dai radicali
nella scorsa legislatura. Viene dunque affidato ai questori lo studio tecnico
delle tre soluzioni e di altre eventuali in uso presso parlamenti esteri. Di
Pietro non è domo: "Fini non può menare il can per l'aia. Deve agire. Oggi
grazie ai "pianisti" è stato palesemente falsificato il risultato del
voto". Questa vicenda dura dal 1973, quando fu eliminato il tradizionale
voto per alzata di mano o con palline. Nel 1998 Violante introdusse la
tesserina magnetica personale. Alcuni le lasciarono inserite sempre. Nel 2002,
al Senato, multe per "pianisti". Nel 1996 la Corte Costituzionale
stabilì che non spetta alla magistratura ma al Parlamento sindacare l'operato
dei propri componenti in questi casi. A. Gar.
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Mauro Ravarino Il coordinamento
sindacale unitario del gruppo Telecom ha deciso ieri la sospensione delle
relazioni industriali con l'azienda e annunciato uno sciopero nazionale di otto
ore per tutto il gruppo, il 4 luglio. Contro i 5000 mila esuberi annunciati
dall'azienda nei giorni scorsi, incroceranno le braccia i dipendenti "a
difesa non soltanto dell'occupazione già drasticamente ridotta ma anche a
difesa di una delle aziende più strategiche del nostro paese". Sindacati e
Rsu si dichiarano "indisponibili ad avviare una discussione sulla
riorganizzazione senza prima un confronto sulle strategie industriali, e sulle
scelte di rilancio del Gruppo. MONETE BERNANKE SPINGE IL DOLLARO Forte recupero
del dollaro sull'euro. In serata il biglietto verde ha rotto con decisione quota
1,55, scendendo poco sopra 1,54. Alla base delLA ripresa una dichiarazione di
Bernanke, il presidente della Fed, che ha lasciato la porta aperta a una
stretta monetaria entro fine anno: Secondo Bernanke, occorre fronteggiare
l'inflazione. Il recupero del dollaro ha spinto al ribasso la quotazione del
petrolio che in serata a New York è sceso sotto i 134 dollari al barile. Un
contributo alla discesa dei prezzi del greggio è arrivato dall'Arabia Saudita
che ha fatto sapere di aver aumentato di 500 mila barili la produzione
giornaliera. FERROVIE EUROSTAR: PARZIALE PRIVATIZZAZIONE "C'è un progetto
di parziale privatizzazione" sulla divisione Eurostar, ha dichiarato ieri
Mauro Moretti, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato a margine di
un convegno.Quanto alla quotazione in borsa, Moretti ha aggiunto:
"vedremo, anche perché prima di andare in Borsa bisogna avere tre anni di
utile come società". Air one Modifica lo statuto
puntando SU Alitalia AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere.
Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le
operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari,
strumentali o coordinate" al trasporto aereo. "La modifica è
legata allo sviluppo delle rotte a lungo raggio e al salto dimensionale che sta
compiendo il gruppo", dice AirOne. A fine giugno, la Air One - che ha
annunciato l'acquisto di 24 nuovi aerei da Airbus - partirà con un attività di
lungo raggio, che collegherà Malpensa con Boston e Chicago.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Investigazione formale sul decreto da 300 milioni di euro Alitalia: Commissione
europea indaga sul prestito ponte Intanto la Camera vota il decreto legge
Bruxelles, 11 giu. - La Commissione europea ha ufficialmente aperto una
procedura di investigazione per indagare sul prestito ponte di 300 milioni di
euro che lo Stato Italiano ha concesso ad Alitalia. Fonti vicine alla Commissione
precisano inoltre che l'indagine è volta ad accertare se l'intervento dello
Stato nei confronti della compagnia di bandiera italiana sia compatibile o meno
con le norme europee sul mercato unico. Nel frattempo, oggi alla Camera si
stanno svolgendo le fasi finali della votazione sul decreto legge volto ad
autorizzare il prestito ponte. In caso di votazione favorevole ad Alitalia, il decreto dovrà essere approvato in via
definitiva dal Senato entro il prossimo 22 giugno. Massimo Miato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 211
Trasporto aereo. Sindacati preoccupati per il futuro: contestati i manager e la
proprietà di Meridiana Sciopero ok, ma disagi limitati Trasporto aereo..
Sindacati preoccupati per il futuro: contestati i manager e la proprietà di
Meridiana Cancellati 20 voli sull'Isola,
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettere & Opinioni
Pagina 315 I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non
insegna nulla? --> Per lavoro vado e torno da Bologna con Meridiana, ogni
volta con ritardi vari e assortiti. Il 3 giugno, solita sveglia all'alba per il
volo delle 7.15 che per "motivi operativi" (rispetto del numero di
ore di riposo del personale) è stato posticipato alle 10.30. L'equipaggio si
presenta per l'imbarco alle 10.45 accolto dagli applausi ironici dei
passeggeri. Il comandante prima minaccia di non far partire il volo, poi finalmente
ci fa imbarcare. Si parte alle 11.15 non prima di averci diffidato dal
proseguire nelle proteste e avvisati che qualunque rimostranza dovrà essere
indirizzata all'amministratore delegato. Per questi casi non dovrebbe essere
previsto l'equipaggio di riserva? Non sarebbero gradite, quanto opportune, le
scuse della compagnia per l'enorme disagio provocato ai propri clienti, quella
mattina in gran parte lavoratori? Infine: la vicenda Alitalia
non ha proprio insegnato niente? Sono intenzionato, ogni volta che ci saranno
le condizioni, a chiedere il risarcimento dei danni. Paolo Frabetti - Quartu
sant'Elena.
( da "Quotidiano.net" del 11-06-2008)
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Via libera alla
conversione del decreto, ora il testo torna al Senato. Durante la
procedura della commissione europea, che può durare fino a 18 mesi, Alitalia potrà usare i 300 milioni del prestito
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Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo LA COMPAGNIA DI BANDIERA Alitalia, ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine
formale Via libera alla conversione del decreto, ora il testo torna al Senato.
Durante la procedura della commissione europea, che può durare fino a 18 mesi, Alitalia potrà usare i 300 milioni del prestito Bruxelles, 11 giugno 2008
- Via libera della Camera alla conversione in legge del decreto per il prestito
ponte di 300 milioni all' Alitalia. Dopo molte sedute
dedicate a esaminare le proposte di modifica esaminate avanzate
dall'opposizione, ed in particolare dall'Italia dei Valori (IdV), l'aula di
Montecitorio ha approvato la conversione in legge del decreto in favore dell'Alitalia varato lo scorso 23 aprile dal Governo Prodi con il
consenso della nuova maggioranza. Il provvedimento approvato oggi è molto
diverso dal decreto originario e dal testo licenziato dal Senato e, pertanto,
dovrà tornare a Palazzo Madama che lo dovrà ratificare senza modifiche entro il
22 giugno. Il nuovo testo incorpora una serie di norme introdotte con altri
decreti in materia di: scelta e ruolo dell'advisor per la privatizzazione della
compagnia di bandiera, esenzione dagli obblighi di trasparenza in termini di
comunicazioni al mercato,utilizzazione del prestito a copertura delle perdite.
In particolare, nel testo licenziato dalla Camera è stato inserito l'articolo 4
del decreto legge fiscale sull'Ici che consente di trasformare il prestito in
patrimonio netto della Compagnia in caso di riduzione del capitale sotto il
minimo previsto dal codice civile. Il testo che sarà trasmesso al Senato ha poi
fatto proprio l'articolo 1 del decreto legge sul monitoraggio della spesa che
prevede alcune deroghe alla legge 474 del 1994 sulle privatizzazioni, con la
nomina di un advisor.Advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio.
E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall'opposizione visto che
l'istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo a fianco
dell'Air One nella gara di privatizzazione dell'Alitalia
predisposta dal Governo Prodi. Un'ulteriore novità riguarda la sospensione
degli obblighi informativi al mercato da parte dell'Alitalia.
E tale decisione ha indotto la Consob a sospendere la quotazione in Borsa del titolo.
LA PROCEDURA UE La Commissione Europea ha aperto un'indagine formale sul
prestito ponte concesso dal Governo ad Alitalia. La
decisione verrà comunicata al ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini,
tramite una lettera firmata dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Ma
Alitalia potrà usare i trecento milioni del
prestito-ponte durante il periodo in cui la Commissione europea condurrà la sua
indagine approfondita. E' quanto ha spiegato il portavoce Mark English,
osservando: "Sì, Alitalia può usare i soldi
durante il periodo dell'indagine". "Non chiediamo ad Alitalia di rimborsare immediatamente i soldi", ha
proseguito English, aggiungendo che l'ingiunzione di sospensione immediata è
una decisione molto rara che è stata presa l'ultima volta per la Grecia nel
( da "Tempo, Il" del 11-06-2008)
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alitalia Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura
d'infrazione L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di conversione
del decreto sul prestito ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Il
provvedimento torna ora all'esame del Senato. I voti a favore sono stati 278,
mentre ivoti contrari sono stati 255. La Commissione europea ha deciso di
avviare la procedura d'infrazione contro l'Italia per il prestito da 300
milioni concesso dallo Stato per tenere in vita la compagnia. E' quanto
confermano fonti comunitarie. Il prestito, che fin da subito ha suscitato la
perplessità degli uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato
"incompatibile con le norme sugli aiuti di Stato". Il governo è
invitato a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque
informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese".
( da "Opinione, L'" del 11-06-2008)
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Oggi
è Mer, 11 Giu 2008 Edizione 117 del 11-06-2008 ALITALIA Intesa SanPaolo è al
lavoro Passeggeri calati del 20% Intesa SanPaolo ha immediatamente aperto il
"dossier" relativo alla privatizzazione di Alitalia. A comunicarlo
è stata la compagnia al termine della riunione del Cda che si è svolto ieri. "Il gruppo di lavoro di
Intesa Sanpaolo ha immediatamente avviato la disamina delle principali aree di
business di Alitalia e la considerazione delle varie
alternative che si prospettano". E' stato di circa il 20% il calo delle
prenotazioni per Alitalia subito dopo la rottura della
trattativa con Air France. Lo ha confermato la compagnia stessa spiegando che
tra i motivi del calo dei passeggeri, la "ragione principale è da
ricondurre alla riduzione di posti offerti totali che scaturiscono dalla
razionalizzazione del network e il passaggio da doppio hub ad un solo
hub".
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
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Parlo con amici
economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio,
che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non
basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai
Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di
estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta,
stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia
se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del
Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un
miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei
primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano
sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando
il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che,
amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo
di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti
imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e
altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla
speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa.
Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in
globalizzazione Commenti ( 41 ) " (6 voti, il voto medio è: 3 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica.
La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di
dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie
talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di
voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio
positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo
come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato
per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba,
ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di
togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post
incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a
tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della
scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga
gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni
trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai
controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente,
episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente
male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il
Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto.
Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della
trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio
debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no:
apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante
è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale
premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non
si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e
la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche
ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza
di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale,
familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 213 ) "
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un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio
dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è
sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che,
inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da
megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti
e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne
cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte.
Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono
rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel
messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra
vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa
occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è
parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra
arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda:
non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino
meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se
davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro
parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (6
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30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti
esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
(6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei
fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro
studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza
di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo
nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa.
Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano
finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in
Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli
che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico
e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure
d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al
suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i
gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una
volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi
c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (5 voti,
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May
08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha
dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e
gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera
tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più
facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece
Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola.
Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace?
Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il
nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno
ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di
estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si
conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non
sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi
di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta,
sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale.
E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi
limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di
più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte
della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a
descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose
pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma
anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato
"Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non
riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo
titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro
ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di
vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava
su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad
alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente
passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per
Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna
diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni
Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
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articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi
di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese
avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista
che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica
del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero,
anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito
delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che
Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la
Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema",
dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo
spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia
no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza
radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue
tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso
(da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema
liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente
egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in
Italia, francia Commenti ( 41 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un
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inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a
Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it
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della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con
Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In
una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una
lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette
milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di
"Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails
Una vita meritocratica... - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i
giornalisti stranieri - 1 Emails Ultime discussioni Simona: Sig.Foa.. mi viene
da dire. CHE GRAN FIGURA DI M.... Ah, ho 35 anni, mai fumato nemmeno una...
Franco Parpaiola: Salve. Tempo fa un geologo americano a Corpus Christi nel
Texas chiamò eventuali prove di... BLASKETTINO: CARO FOA TUTTI SONO LIBERI DI
PENSARE QUELLO CHE VOGLIONO MA INCOLLPARE VASCO DI QUESTE COSE MI SEMBRA...
Dieguz: Signor Foa.. Lei scrive: "E Vasco Rossi per anni è stato il
cantore della vita spericolata, della droga e... MARCO: CARO FOA, NON POTEVI
CHE SCRIVERE SU UN GIORNALE BERLUSCONIANO. POVERINO, MI FAI PENA. RISPONDI AL
PADRONE LO... Ultime news Clinica degli orrori L'Ordine sospende i medici
coinvoltiRifiuti, Berlusconi agli industriali: "Serve l'apporto di tutti"Zambrotta-Toni
col ct: "Vincere per Donadoni"Operata all'intestino: bimba può
mangiare dopo sei anni di vitaPrestito Alitalia: via
libera della Camera Ma la Ue apre la procedura di infrazioneAntitrust:
liberalizzare per far ripartire il Paese Blog amici Ethica, blog filosofico di
qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di
Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet
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Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco
Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e
improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante
Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa
più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con
l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani
per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera
Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei
cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di
Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista
inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo
Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it June
( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Buona collaborazione con autorita' italiane" Alitalia, Ue: no sospensione prestito La Commissione autorizza l'utilizzo
degli aiuti da parte della compagnia di bandiera Bruxelles, 11 giu.- La
commissione Europea “non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione”
dell'aiuto di 300 milioni di euro all'Alitalia.
Lo si apprende da una nota emanata dallo stesso esecutivo Ue in occasione della
decisione di aprire un'inchiesta sul prestito ponte imputato poi in conto
capitale. La decisione, come sottolineato nella nota, è stata presa anche in
relazione alla “buona collaborazione con le autorità italiane”, ma la
commissione “è libera di valersi della facoltà” di ordinare la sospensione
dell'aiuto “secondo l'evoluzione del caso”. Alitalia
potrà quindi utilizzare il prestito-ponte varato dal governo anche durante il
corso dell'indagine avviata dalla Commissione europea per fare luce su
eventuali aiuti di Stato incompatibili con le norme Ue. Intanto la Camera ha
approvato il decreto che rifinanzia la compagnia di bandiera, grazie al voto
favorevole del Pdl e della Lega. Dopo il via libera di Montecitorio, il decreto
su Alitalia passa ora al Senato. Giulia Cerasi.
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Capitale news Mauro Ravarino
TELECOM SCIOPERO IL 4 CONTRO I TAGLI Il coordinamento sindacale unitario del
gruppo Telecom ha deciso ieri la sospensione delle relazioni industriali con
l'azienda e annunciato uno sciopero nazionale di otto ore per tutto il gruppo,
il 4 luglio. Contro i 5000 mila esuberi annunciati dall'azienda nei giorni
scorsi, incroceranno le braccia i dipendenti "a difesa non soltanto
dell'occupazione già drasticamente ridotta ma anche a difesa di una delle
aziende più strategiche del nostro paese". Sindacati e Rsu si dichiarano
"indisponibili ad avviare una discussione sulla riorganizzazione senza
prima un confronto sulle strategie industriali, e sulle scelte di rilancio del
Gruppo. MONETE BERNANKE SPINGE IL DOLLARO Forte recupero del dollaro sull'euro.
In serata il biglietto verde ha rotto con decisione quota 1,55, scendendo poco
sopra 1,54. Alla base delLA ripresa una dichiarazione di Bernanke, il
presidente della Fed, che ha lasciato la porta aperta a una stretta monetaria
entro fine anno: Secondo Bernanke, occorre fronteggiare l'inflazione. Il
recupero del dollaro ha spinto al ribasso la quotazione del petrolio che in
serata a New York è sceso sotto i 134 dollari al barile. Un contributo alla
discesa dei prezzi del greggio è arrivato dall'Arabia Saudita che ha fatto
sapere di aver aumentato di 500 mila barili la produzione giornaliera. FERROVIE
EUROSTAR: PARZIALE PRIVATIZZAZIONE "C'è un progetto di parziale
privatizzazione" sulla divisione Eurostar, ha dichiarato ieri Mauro
Moretti, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato a margine di un
convegno.Quanto alla quotazione in borsa, Moretti ha aggiunto: "vedremo,
anche perché prima di andare in Borsa bisogna avere tre anni di utile come
società". AIR ONE MODIFICA LO STATUTO PUNTANTO SU
ALITALIA AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il
gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le
operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari,
strumentali o coordinate" al trasporto aereo. "La modifica è
legata allo sviluppo delle rotte a lungo raggio e al salto dimensionale che sta
compiendo il gruppo", dice AirOne. A fine giugno, la Air One - che ha
annunciato l'acquisto di 24 nuovi aerei da Airbus - partirà con un attività di
lungo raggio, che collegherà Malpensa con Boston e Chicago.
( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla
Camera il sì al finanziamento L'Alitalia nel mirino Ue
via all'indagine sul prestito d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 SEGUE A
PAGINA 12.
( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Decreto Alitalia, ok dalla
Camera ma scatta l'indagine di Bruxelles La Ue: durante la procedura prestito
utilizzabile In autunno i primi esiti dell'inchiesta Per la decisione finale
necessari anche 18 mesi ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - La Commissione europea
mette nel mirino il prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia mentre a Roma
la Camera approva il super-decreto chiamato a salvare la compagnia. La decisione -
proposta dal responsabile Ue ai Trasporti, Antonio Tajani - si fonda sui forti
dubbi che l'operazione sia un aiuto di Stato illegale ma, pur seguendo alla
lettera le norme comunitarie, concede al governo Berlusconi ampio margine di
manovra per trovare una cordata in grado di rilevare la compagnia. L'indagine
per aiuti di Stato, ha assicurato la Commissione europea, era necessaria visto
che "a questo stadio si ritiene che il prestito potrebbe costituire un
aiuto incompatibile con il mercato comune" e potrebbe avere
"conferito ad Alitalia un vantaggio
ingiustificato nei confronti dei concorrenti". L'Italia avrà un mese di
tempo per convincere Bruxelles che il governo ha agito allo stesso modo di un
investitore privato. Fattore cruciale per capire se l'aiuto sia compatibile o
meno con le norme Ue. Rispetto alle attese della viglia, comunque, i commissari
europei hanno cancellato l'iniziale richiesta prevista da Tajani di chiedere il
congelamento dei 300 milioni di euro: "Il denaro può essere usato durante
il periodo dell'indagine", ha affermato un portavoce di Bruxelles, visto
che "la collaborazione delle autorità italiane è buona". Naturalmente
se l'indagine si chiuderà con una condanna per aiuto di Stato illegale verrà
chiesta la restituzione dei soldi. Conclusione evitabile, soprattutto se il
governo riuscirà a trovare la famosa cordata in grado di rilevare la compagnia:
"Una prospettiva realistica di privatizzazione sarebbe tenuta in
considerazione", ha confermato la Commissione. E il tempo per farlo c'è,
visto che i primi esiti della procedura Ue arriveranno in autunno e per la
decisione finale potrebbero essere necessari anche 18 mesi. Intanto il governo
e Alitalia ostentano tranquillità. Per il presidente
della Camera, Gianfranco Fini, la procedura Ue "non è un attacco
all'esecutivo Berlusconi", mentre il numero uno della compagnia, Aristide
Police, ha precisato: "L'intervento non è affatto un aiuto". Police
ha quindi smentito le voci che vorrebbero Intesa SanPaolo pronta ad assumersi
l'onere del prestito. "E' solo un advisor, se poi ci sia la disponibilità
sua o di altre banche a concedere prestiti a condizioni migliori ce lo
auguriamo, ma non fa parte del mandato". Ma ieri un passaggio cruciale
della vicenda si è consumato alla Camera, che in un clima di tensione ha
approvato il super-decreto, contestatissimo dall'opposizione, che contiene
proprio i provvedimenti messi nel mirino dalla Ue (ora torna al Senato chiamato
a conventirlo in legge entro il 23 giugno): prestito da 300 milioni, sua
conversione in patrimonio netto della società e nomina di Intesa San Paolo come
advisor insieme alla deroga alle norme sulle privatizzazioni. Ed è proprio
quest'ultimo passaggio, per ora l'unico non preso in considerazione dalla
procedura Ue, che ha scatenato le critiche dell'opposizione, alla quale non
piacciono le "mani libere" con il mercato. Il leader del Pd, Walter
Veltroni, ha accusato il governo di "dilettantismo" auspicando
l'ingresso di "un grande gruppo internazionale seguendo una procedura
pubblica e non affidando incarichi a chi capita".
( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'impennata
dei prezzi del carburante rischia di bruciare parte dei 300 milioni portati in dote
dal governo E il caro-greggio frena la cordata italiana Conti sotto
osservazione, dieci giorni per la "due diligence" di Intesa ETTORE
LIVINI MILANO - La cordata italiana per Alitalia resta (per il momento) in naftalina. La strada era già in salita
con il petrolio a 100 dollari e una compagnia di bandiera con un discreto
livello di prenotazioni. Ora però le cose si sono complicate: il greggio a 137
euro ha fatto decollare il costo del pieno per gli aerei del gruppo (già salito
del 25% nel primo trimestre 2008) e la clientela ? preoccupata per la
situazione finanziaria ? ha rallentato il ritmo degli acquisti. Ad aprile i
passeggeri sono calati del 25,9% a fronte di un ridimensionamento del 16,7%
dell'offerta. Le situazione ? ha detto la compagnia nei giorni scorsi ? sta
lentamente assestandosi. Ma il rischio è che quest'estate, l'unica stagione in
cui Alitalia riusciva a volare senza bruciare
liquidità, la società bruci un po' della dote di 300 milioni di prestito girati
dai contribuenti italiani, rendendo ancor più complicato il salvataggio.
IntesaSanpaolo, però, l'advisor cui il Tesoro ha affidato il compito di cercare
entro due mesi un compratore, continua a lavorare a pieno ritmo sul dossier. Il
primo obiettivo è quello di riuscire a scattare una fotografia aggiornata dello
stato di salute finanziaria del gruppo. La base su cui lavorare per capire la
terapia necessaria. Chiusa questa prima analisi dei conti ? un documento di
sintesi della due diligence dovrebbe essere pronto forse già verso la fine della
prossima settimana ? partirà la fase due, quella più complicata: la ricerca di
imprenditori disposti a mettere i quattrini sul tavolo. Qualche disponibilità
di massima c'è, frutto del lavoro certosino di Bruno Ermolli nei mesi scorsi.
AirOne è pronta a confluire in Alitalia portando in
dote le sue opzioni per nuovi aerei e la sua ricca quota 37% del mercato
italiano. Roberto Colaninno potrebbe staccare un assegno consistente mettendo a
disposizione la sua competenza manageriale. Ma ha posto alcune condizioni
precise: l'avvio preventivo di un drastico piano di riassetto e
l'individuazione di un solido partner internazionale. Dietro di loro c'è una
lunga lista di imprenditori pronti a versare cifre più modeste (qualcosina in
più potrebbero metterla solo i Ligresti, Riva e Fossati) solo quando avranno
però la certezza di non vedere sparire in pochi mesi il loro investimento nella
fornace di Alitalia. Il compito del team di Gaetano
Miccichè e di Fabio Canè, i due uomini di Intesa che hanno in mano il dossier,
non è facilissimo. Ci sono diversi veti, molti paletti e un'infinità di
condizioni. E soprattutto c'è pochissimo tempo per far quadrare il cerchio.
Qualcuno, anche all'interno del governo di centro-destra, spinge per il
commissariamento ma i legali al lavoro su Alitalia
temono che un'ipotesi di questo genere rischi di mettere a repentaglio la
continuità aziendale visto che i creditori potrebbero pignorare gli aerei
all'estero nel momento in cui la Magliana non onorasse i suoi debiti. L'idea
sarebbe quindi quella di evitare il campo minato della Legge Marzano per
arrivare entro fine luglio a una soluzione della partita. Magari con la nomina
di un manager gradito al Tesoro e ai nuovi potenziali soci in tempi brevi in
grado di sondare i sindacati sul piano di riassetto che ben difficilmente, con
il greggio a questi livelli, sarà più "dolce" di quelle proposta ai
tempi da Air France. Intesa, proprio in virtù dei tempi stretti, avrebbe anche
iniziato a cercare partner esteri. Parigi sembra fredda ("il capitolo è chiuso",
ha detto martedì il numero uno Jean Cyril Spinetta), Lufthansa, che ha l'atout
di credere anche nella Malpensa, potrebbe scendere in campo solo in caso di
veri segnali di discontinuità. Nel frattempo però è finita sul mercato anche
Austrian Airlines. Un fattore in più destinato a turbare la vendita di Alitalia.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Camera, sì al
decreto grazie agli assenti del pd Bruxelles apre l'indagine, "ma non è
una procedura d'infrazione". E la compagnia può usare i 300 milioni Roma.
Tanto tuonò che infine piovve. La Commissione Ue ha dato il via libera un'indagine
sul prestito ponte di 300 milioni concesso all'Alitalia e nel
frattempo trasformato in capitale sociale per evitare di portare i libri in
Tribunale. I dubbi di Bruxelles sull'operazione sono stati comunicati dal commissario
Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, al ministro degli Esteri, Franco Frattini,
proprio nel giorno in cui il decreto con il prestito è stato approvato dalla
Camera e adesso passa all'esame del Senato per l'ok definitivo,
nonostante la procedura avviata in sede europea. Sollecitata dalle altre
compagnie, la Commissione Ue ha deciso di verificare se i soldi dati all'Italia
siano da classificare come un "aiuto di Stato" perché, a prima vista,
ne avrebbero tutta l'aria: favoriscono solo una compagnia, non rispettano le
regole della concorrenza e sono stati concessi a un tasso d'interesse troppo
basso per risultare un prestito credibile, in linea con il mercato. Ce n'è
abbastanza per indagare ma la decisione di Bruxelles non metterà in ginocchio Alitalia alla quale viene concesso di utilizzare il prestito
fino a quando non arriverà il verdetto, più o meno fra diciotto mesi. A prima
vista è uno smacco annunciato: il cartellino giallo dell'Ue su un decreto
contestato dalle opposizioni ma che il governo difende in attesa di una
soluzione, che ancora non si profila all'orizzonte dopo la fuga di Air
France-Klm a fine aprile. In realtà, la situazione è più complessa. Tajani, un
fedelissimo di Silvio Berlusconi, è riuscito a conciliare il suo ruolo di
commissario con delega ai Trasporti con la sua appartenenza politica ed ha
strappato condizioni più che favorevoli, soprattutto perché i 300 milioni,
vitali per Alitalia, non verranno congelati in attesa
della decisione finale. Una scelta, questa, che avrebbe significato la fine dei
giochi per la compagnia ormai in caduta libera. L'azienda brucia infatti 1,3
milioni di euro al giorno o forse più, ha perso un quarto dei passeggeri e
viene tenuta in vita artificialmente dall'azionista di controllo, il Tesoro,
grazie al prestito ora contestato dall'Ue. A considerare in bicchiere mezzo
pieno, Bruxelles non ha infierito ed ha dato al governo italiano diciotto mesi
di tempo per trovare un compratore privato, che mettere fine al contenzioso con
Bruxelles. Nonostante non sia stato chiesto il rimborso del prestito, i rilievi
di Bruxelles sono pesanti e fanno prevedere da ora un giudizio negativo. La
Commissione dubita che il Tesoro si sia comportato come "azionista
avveduto" tenendo in vita un'azienda decotta. In più, il governo ha
concesso ad Alitalia "un vantaggio economico di
cui è l'unica beneficiaria" e che "minaccia di falsare la
concorrenza". E a pesare sulle valutazioni di Bruxelles c'è anche il tasso
d'interesse, che la compagnia deve pagare sul prestito: decisamente troppo
basso considerando le condizioni dell'azienda: "Ammesso che qualcuno
avesse concesso un prestito da Alitalia, è poco
probabile che avrebbe accettato di praticare un interesse solo di un punto
percentuale sopra le condizioni applicate a un'impresa normale". Le
opposizioni ne approfittano: alzano il tiro e votano contro il decreto.
"Una cosa mai vista. Soldi buttati dalla finestra", ha detto il
ministro ombra Pierluigi Bersani. Il decreto passa con 23 voti di scarto (278
sì contro 255 no) ma c'erano 50 assenti del Pdl: se i deputati di Pd, Idv e Udc
fossero stati tutti presenti (in 26 non erano in aula), il decreto sarebbe
stato affondato. Anche questo fa parte dell'ultima occasione concessa ad Alitalia. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
12/06/2008.
( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
R2
Ambiente Scienza Repubblica Tv Bush L'atlante Onu 40 anni dopo Africa devastata
Misure e numeri della Topolino: sarà fatta in Serbia La visita a Roma in
diretta Il vaccino contro il male del viaggiatore Alitalia e l'Ue gli
esperti a confronto IL GOVERNO DEVE ANDARE ALLA CERIMONIA D'APERTURA DI
PECHINO?.
( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
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l'edizione del Alitalia, ok al decreto Ma l'Europa
interviene Via libera al prestito di 300 milioni, la Commissione apre
l'indagine: sono aiuti di Stato di Roberto Rossi / Roma OSTACOLO Il prestito
ponte supera il primo scoglio parlamentare. Con soli 23 voti di scarto la
Camera ha approvato ieri il decreto legge che riguarda Alitalia.
Adesso il provvedimento, con il quale lo Stato destina, ma sarebbe meglio dire
regala, al patrimonio della compagnia aerea 300 milioni di euro, denaro
pubblico, passa al Senato dove dovrà essere approvato entro il 23 giugno.
"Il debito che diventa patrimonio - ha detto ieri il ministro
dell'Economia ombra Pier Luigi Bersani durante il suo intervento in Aula - è
cosa che non si è mai vista, è evidente che buttiamo soldi dalla
finestra". Oltre al prestito ponte nel disegno di legge approvato sono
state inserite anche la scelta e il ruolo dell'advisor per la privatizzazione
della compagnia di bandiera (già individuato in Intesa Sanpaolo) e l'esenzione
dagli obblighi di trasparenza in termini di comunicazioni al mercato.
Particolare il ruolo dell'advisor che potrà agire in conto terzi o anche in
proprio. E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall'opposizione
visto che l'istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo
a fianco dell'Air One nella gara di privatizzazione dell'Alitalia
predisposta dal governo Prodi. Anche la sospensione degli obblighi informativi
al mercato da parte dell'Alitalia è una misura controversa. Tanto che la Consob ha deciso di
sospendere la quotazione in Borsa del titolo. Il disegno di legge, ha ribadito
Bersani, mette la privatizzazione di Alitalia
"fuori da ogni regola di trasparenza, di concorrenza, di vigilanza.
Diventano legali modalità oscure e discriminatorie. Un obbrobrio".
"Attendiamo l'epilogo, sperando che sia positivo per i lavoratori, ma se
così non fosse il governo si prende una responsabilità drammatica", è
stato l'avvertimento lanciato da Bersani. Il tutto nel giorno in cui, proprio
sul prestito ponte, l'Europa ha aperto un'indagine d'investigazione formale.
L'iniziativa serve a verificare se il provvedimento si possa configurare come
un aiuto di Stato, incompatibile con le regole del mercato comunitario.
L'inchiesta della Ue nel breve periodo non avrà conseguenze. Non si tratta
infatti di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. È un passaggio
che consente alla parti interessate di esprimere il proprio punto di vista e
non comporta per Alitalia la restituzione del prestito
ponte, nel periodo di tempo in cui durerà l'indagine (al massimo 18 mesi). La
Commissione, dunque, dopo aver riconosciuto una "buona collaborazione con
le autorità italiane, non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione",
anche se, la stessa Commissione ha ricordato che si riserverà di avvalersi
della facoltà di farlo "secondo l'evoluzione del caso". "È
un'eventualità che non prendo nemmeno in considerazione" ha detto ieri
l'amministratore delegato di Alitalia Aristide Police.
"L'intervento del governo è "compatibile con il diritto
comunitario". Tutto dipenderà, in realtà, da come procederà la
privatizzazione della compagnia nelle mani di Intesa Sanpaolo dopo che per due
mesi Bruno Ermolli, il super consulente di Silvio Berlusconi, ha tentato invano
di mettere in piedi una cordata italiana. "Ma dov'è questa cordata?"
ha detto il leader dell'opposizione Walter Veltroni. "C'è stata una grande
improvvisazione e tanto dilettantismo. In campagna elettorale Berlusconi ha
fatto fuggire Air France perché c'era una cordata italiana pronta. Non si è mai
appalesata tanto che 10 giorni fa Berlusconi ha detto che quella di Air France
è una soluzione possibile, ma ormai è troppo tardi".
( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 139 del 2008-06-12
pagina 14 Bondi: "Io, immigrato in Svizzera ero in una banda di
extracomunitari" di Redazione "Senti Jannone, io ti volevo dire che
ho apprezzato il tuo intervento ma su alcuni punti non sono d'accordo". Ha
attaccato più o meno così il vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione
avvicinandosi a un deputato del Pdl dopo un intervento su Alitalia.
Solo dopo un po' l'onorevole interpellato ha precisato: "Buttiglione, ma
io non sono Jannone, sono Cicu". Piccolo errore di persona commesso dal
vicepresidente di Montecitorio. Peraltro perdonabile, visto che alla Camera si
ricorda come già nel '94 Vittorio Sgarbi corse incontro a Salvatore Cicu
salutandolo così: "Il mio amico Jannone!". Per Cicu e Jannone è
destino l'essere scambiati l'uno per l'altro. Ma sono poi così uguali? Quel che
è certo è che entrambi, mori, riscuotono grande successo tra le deputate. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
volontari per pulire Napoli RIFIUTI Berlusconi: volontari per pulire Napoli Il
premier torna nel capoluogo campano e annuncia che chiederà aiuto al
volontariato per risolvere l'emergenza. Poi ribadisce: la discarica di Chiaiano
si farà | PAGINA
( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FRANCA GIANSOLDATI
CITTA' DEL VATICANO Molto, molto di più di un'udienza. Piuttosto un incontro
famigliare tra due amici. In onore del presidente americano - per la seconda
volta nell'arco di un anno in visita al di là del Tevere - il protocollo
standard previsto in casi simili, ha subito incredibili ritocchi. Un
"inedito". Non a caso l'Osservatore Romano, alcuni giorni fa, aveva
definito "inusuale", il commiato tra il Papa e il presidente Bush
previsto per domani mattina. Non era mai accaduto che a un capo di Stato
uscente venisse riservata una accoglienza tanto calorosa e informale. Quasi una
parentesi di festa, tratteggiata da amicizia e naturalezza. Benedetto XVI ha
voluto ricambiare il benvenuto ricevuto durante la sua recente visita negli
Usa. Difficile dimenticare quel 16 aprile, giorno del suo compleanno. Il
presidente americano aveva trasformato i blindatissimi giardini della Casa
Bianca in una specie di festa nazionale, con tanto di banda militare in
costume, festoni, coccarde. I cancelli si erano straordinariamente aperti per
ospitare qualche migliaio di persone. Papa Ratzinger si era commosso davanti a
quell'abbraccio gioioso, all'happy birthday intonato in coro dai presenti. Il
clima era talmente spontaneo che un giornalista della Cnn l'aveva paragonato alla
festa del 4 luglio. Papa Ratzinger ed il presidente Bush, dopo il colloquio a
tu per tu nello Studio Ovale, si erano poi raccolti insieme per pregare per il
futuro della famiglia, istituzione minacciata tanto in Europa che in America.
Inusuale era stata anche l'accoglienza ricevuta all'aeroporto militare di
Andrews, a Washington. Ad attenderlo ai piedi della scaletta dell'aereo dell'Alitalia c'era Bush, un altro gesto senza precedenti. Il protocollo
predisposto dalla Prefettura della Casa Pontificia prevede l'arrivo dell'ospite
alle 11 di domani mattina, all'ingresso della Torre di San Giovanni, nei
giardini vaticani, e non come avviene di solito nelle udienze normali, nella
biblioteca dell'appartamento pontificio. Accompagnato dalla moglie Laura
e dall'ambasciatore americano presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, Bush avrà
un colloquio privato col pontefice in una delle sale della Torre. Nel frattempo
Laura Bush e la Glendon si intratterranno col cardinale Bertone, in attesa di
raggiungere l'ospite per una passeggiata nei meravigliosi giardini
all'italiana. Il percorso scelto è mozzafiato. Alle spalle il Cupolone, davanti
i viali fioriti. Finirà davanti all'edicola della Madonna della Guardia dove
saranno attesi dal coro della Cappella Sistina che eseguirà due mottetti. La
visita dovrebbe concludersi con un momento di preghiera.
( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
La Ue apre un'indagine sul prestito ponte A. D'Arg. BRUXELLES Indagine e non
procedura di infrazione, anche così poco cambia: il prestito ponte del governo
all'Alitalia non convince la Commissione
europea. "Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini", ha
detto il portavoce di Barroso. La notizia era attesa ma arriva, ironia dei tempi, poche
ore dopo l'approvazione da parte della Camera di questi 300 milioni versati
all'Alitalia dal governo Prodi come prestito ponte e
poi trasformati da Berlusconi in patrimonio netto della moribonda compagnia di
bandiera. "Abbiamo 18 mesi - spiega il portavoce comunitario - per
valutare se gli aiuti sono o meno aiuti di stato e quindi, se affermativo, se
si tratta di aiuti di stato compatibili o meno con la legislazione comunitaria.
Finché l'analisi non verrà completata non lo sapremo". Intanto l'Alitalia potrà comunque utilizzare quei fondi e dovrà
restituirli solo nel caso che alla fine delle indagini si scopri che si
trattava di aiuti illegali. Il problema è che tra 18 mesi l'Alitalia
potrebbe non essere più di questo pianeta, una probabilità più che
un'evenienza. I dubbi di Bruxelles sono contenuti in una lettera inviata a Roma
che, altra ironia, porta la firma del berlusconiano doc Antonio Tajani, neo
commissario europeo ai trasporti. Nella missiva vengono evidenziati "forti
dubbi" e mosse tre obiezioni. Il prestito di 300 milioni viene visto dalla
Commissione come "una misura selettiva" che avvantaggia solo Alitalia e come tale "falsa o minaccia di falsare la
libera concorrenza". Non è un caso che altre compagnie, in primis British
Airways e Ryanair stiano seguendo con estrema attenzione la pratica Alitalia. Quindi, seconda questione, il prestito non sarebbe
stato erogato seguendo le reali condizioni di mercato, uno dei vincoli imposti
dalla normativa Ue. Entrambi gli elementi indicherebbero che il prestito
elargito da Roma abbia tutta la fisionomia dell'aiuto di stato e quindi
interviene - ultimo punto - la regola riassunta nella laconica frase one time,
last time: gli aiuti finalizzati alla salvezza ed alla ristrutturazione di una
aerolinee si possono cioè dare una volta e poi mai più per 10 anni. "La
Commissione ha già autorizzato un aiuto di salvataggio nel 2004 e quindi Alitalia non potrebbe più riceverne fino al 2014", ha
precisato il portavoce. La compagnia di bandiera italiana per al verità ha
ricevuto un primo aiuto, pari a 2.750 miliardi delle vecchie lire nel luglio
1997, considerato compatibile con le norme comunitarie. Quindi nel luglio 2001
veniva concesso da Roma un aiuto in tre tranche per la ristrutturazione e
quindi nel 2004 i 400 milioni di salvataggio. A cui si sommano i 300 approvati
ieri dalla Camera. Di fronte a tali numeri, il giudizio europeo sembrerebbe
scontato.
( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Sì al superdecreto Alitalia, l'Ue apre
l'indagine sul prestito Ora è ufficiale. La Ue ha aperto un'indagine
d'investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal
Tesoro ad Alitalia e poi trasformato in patrimonio: in pratica, l'iniziativa serve
ad appurare se si tratta di un aiuto di Stato, che sarebbe incompatibile con le
regole del mercato comunitario. Ma, ha chiarito successivamente un
portavoce di Bruxelles, non si tratta di una procedura di infrazione nei
confronti del nostro paese. Intanto la Camera ha dato il via libera definitivo
al super-decreto Alitalia. Ora il testo passa
all'esame del Senato, che dovrà dare l'ok entro la prossima settimana, pena la
scadenza del provvedimento.
( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-12 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE
Il salvataggio L'Europa apre il dossier d'investigazione. Il ministro Ronchi:
risolveremo il caso Procedura Ue, più tempo ad Alitalia
"E' un aiuto di Stato ma per ora il prestito non va rimborsato" Via
libera del Parlamento al decreto sulla privatizzazione e sulla ricerca del
nuovo socio di controllo DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - La Commissione europea
ha concesso un po' di tempo per tentare di salvare l'Alitalia
con la privatizzazione. Il governo Berlusconi ha anche ottenuto il via libera
della Camera alla conversione in legge del decreto sul prestito- ponte da 300
milioni di euro alla compagnia di bandiera, orientato proprio a tenerla in vita
durante la ricerca di investitori interessati. In pratica Bruxelles ha aperto
in modo "morbido" la procedura d'investigazione sull'ultimo
finanziamento pubblico all'Alitalia, sospettato di
essere "aiuto di Stato illegale". Nella lettera inviata dal
vicepresidente della Commissione e responsabile dei Trasporti Antonio Tajani al
ministro degli Esteri Franco Frattini, il cui contenuto è stato anticipato ieri
dal Corriere, non è entrata soprattutto la richiesta del blocco dei 300
milioni, gradita ad alcune compagnie aeree concorrenti, che poteva affossare
subito l'Alitalia. La decisione di Bruxelles ha il
senso di una temporanea apertura di credito al governo italiano, nonostante i
51 punti della lettera di Tajani rivelino un impianto accusatorio a favore
della tesi "prestito- ponte = aiuto di Stato illegale ". Oltre a
evitare il congelamento dei 300 milioni, concede i tempi lunghi della procedura
d'investigazione, che possono estendersi fino a 18 mesi. Le integrazioni
introdotte nel decreto passato alla Camera, quindi destinato a tornare alla
verifica del Senato, dimostrano però che il governo Berlusconi sa quanto la
ricerca della soluzione debba essere ben più rapida rispetto alla dilazione
arrivata dall'Europa. Oltre alla trasformazione del prestito in patrimonio
della compagnia e alla possibilità di utilizzarlo per coprire le perdite, a
Montecitorio hanno approvato altre misure finalizzate proprio a favorire la
ricerca di investitori. L'esenzione degli obblighi di trasparenza sulle
comunicazioni al mercato consente di sviluppare contatti in modo riservato. La
scelta dell'advisor, il gruppo bancario Intesa Sanpaolo (che aveva sostenuto il
tentativo di Air One di superare Air France nell'acquisizione di Alitalia), è stata estesa concedendo la possibilità di
operare non solo per conto terzi, ma anche in proprio. Il ministro delle
Politiche comunitarie Andrea Ronchi ha ammesso che l'unica risposta di Roma a
Bruxelles dovrà essere "la soluzione del caso Alitalia".
Ma il leader del Pd Veltroni ha accusato il governo Berlusconi di aver fatto
saltare la cessione ad Air France "perché c'era una cordata italiana, che
non si è mai appalesata". Ivo Caizzi Il presidente della Commissione
europea, José Manuel Barroso. Il 27 giugno è convocata l'assemblea Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-12 num: - pag: 33 categoria:
REDAZIONALE La cessione Il mandato a Intesa e l'opzione
Marzano Al rumore suscitato dall'inchiesta della Commissione Ue sul prestito
ponte all'Alitalia fa da contrappunto il silenzio dell'amministratore delegato di
Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Intesa Sanpaolo è l'advisor della compagnia e
del governo che le ha conferito l'incarico senza vincoli previa modifica della
legge sulle privatizzazioni. Un incarico senza vincoli che potrebbe
anche concludersi con il consiglio di liquidare la società. E' questo un esito
che nessuno si augura né a palazzo Chigi né a Ca' de Sass. Ma per evitarlo
bisogna trovare un compratore, e trovarlo adesso. Sono infatti sempre più
radicali i dubbi sulla possibilità di ricorrere alla legge Marzano non solo
perché, diversamente da Parmalat, Alitalia ha un
problema di conto economico più che di stato patrimoniale, ma anche per
questioni giuridiche. Molti collegamenti internazionali sono legati ad accordi
tra governi che presuppongono la continuità aziendale. E certi creditori
possono sempre, se in disaccordo con la procedura, far sequestrare i velivoli
all'estero. Modificare la Marzano in corsa per un caso specifico creerebbe un
precedente delicato nel diritto fallimentare. A che cosa mirerà, dunque,
l'advisor? Secondo Passera, Alitalia e Air One assieme
ce la potrebbero fare. La ristrutturazione sarebbe dura, ma al grande partner
internazionale si potrebbe forse rinunciare. Lufthansa, del resto, non mostra
segni di interesse. Carlo Toto dovrebbe dunque conferire la sua
sottocapitalizzata compagnia senza pretendere ruoli direttivi alla nuova Alitalia che tornerebbe così al 70% del mercato nazionale,
quota analoga a quella di altre concorrenti di taglia media che reggono con
rapporti commerciali, non azionari, con i big carrier (Iberia con British
Airways, Sas e Austrian con Lufthansa). Ma poi ci vorrebbe un socio di
riferimento che, si spera, potrebbe essere Roberto Colaninno. La presenza di
Colaninno e Toto ridimensionerebbe il peso della cordata tricolore che Bruno
Ermolli cerca di radunare e sulla quale l'opposizione fa gravare il sospetto di
scambi impropri con il governo: concessioni e piani regolatori in cambio di un
chip. Il signor Piaggio, tuttavia, alla compagnia aerea italo- italiana, senza
un socio internazionale, ancora non crede. A queste difficoltà si aggiungono
gli ostacoli regolatori. All'inchiesta Ue sul prestito ponte come presunto
aiuto di Stato illegittimo se ne potrebbe aggiungere un'altra sulla posizione
dominante che si verrebbe a creare sulla rotta Milano-Roma in seguito a una
fusione Alitalia- Air One. Ma il governo potrebbe
sempre trovare la strada se un acquirente infine si presentasse. Altrimenti,
l'ultima ratio, che Gianni Letta tiene in serbo da qualche settimana, sarà
quella di tornare a Parigi con il cappello in mano. L'Italia, a quel punto, potrebbe
farsi carico di parte dei costi del salvataggio investendo in azioni Air
France-Klm e spacciando in patria un 8-10% della compagnia franco-olandese come
il pegno di un'alleanza alla pari. Comunque sia, il contratto del 15 marzo,
decaduto per l'opposizione dei sindacati e di Berlusconi ad Air France, resterà
come termine di paragone per prezzo, investimenti, uso degli scali e della
flotta, voli, occupazione e livelli di concorrenza. Massimo Mucchetti Corrado
Passera.
( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Entro
45 giorni sono attese le controdeduzioni dell'Italia. Poi l'indagine si
concluderà nel tempo massimo di 18 mesi Alitalia, parte
l'inchiesta di Bruxelles Sul prestito del Tesoro i sospetti di aiuti di Stato.
Ma la Ue non blocca le risorse.
( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Varato a fine aprile
dal governo Prodi, in accordo con l'attuale maggioranza di centrodestra, sul quale
l'Unione europea ha deciso di aprire un'indagine formale, è passato in aula
alla Camera per 23 voti. Ha ottenuto infatti il via libera da 278 deputati,
contro hanno votato in 255. Al momento della conversione in legge il
provvedimento ha però subito alcune modifiche, per cui dovrà tornare al Senato
per l'approvazione, che dovrà avvenire entro il 23 giugno. Il ministro per le
Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, si dichiara comunque "molto
soddisfatto" e spiega che "l'osservazione avanzata dalla Ue non è
altro che un atto formale, al quale il governo risponderà
in un solo modo, con la soluzione del caso Alitalia". Il
governo va dunque dritto per la sua strada, mettendo insieme un testo che
accorpa tutte le ultime norme relative alla compagnia di bandiera, comprese
quelle varate dal governo Prodi, che altrimenti sarebbero state disseminate in
tre diversi provvedimenti. A Montecitorio però tra le fila della
maggioranza c'erano vistosi "buchi". Dei 271 deputati del Pdl, hanno
partecipato al voto in 221, dei quali 25 risultano in missione. Altri 25
risultano invece assenti e per la gran parte sono deputati di Forza Italia. Nei
banchi della Lega Nord, su
( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CRISTINA MARCONI
BRUXELLES - Il prestito da 300 milioni che il governo
italiano ha concesso ad Alitalia è da ieri ufficialmente sotto la lente della Commissione
europea. Bruxelles ha infatti aperto un'inchiesta approfondita, ossia la
procedura rituale con cui vengono affrontati i presunti aiuti di Stato, sulla
misura varata il 22 aprile scorso, ma non ha chiesto all'Italia di rimborsare
il prestito, che sarà quindi a disposizione della compagnia aerea almeno
fino alla decisione finale. Decisione che potrebbe giungere al massimo tra 18
mesi, ma che presumibilmente sarà molto più rapida. "L'esame sarà il più
veloce e il più approfondito possibile", assicurano da Bruxelles. Il
commissario per i Trasporti Antonio Tajani, incalzato dalle compagnie aeree di
mezza Europa, vuole capire se "il prestito, che la compagnia ha addebitato
in conto capitale, potrebbe costituire un aiuto incompatibile con il mercato
comune". Il presidente di Alitalia, Aristide
Police, ha dichiarato di non prendere "nemmeno in considerazione""
l'ipotesi di una bocciatura, sottolineando i provvedimenti non sono né aiuti di
Stato "né tantomeno illegittimi, ma strumenti per consentire la
privatizzazione e per stare sul mercato, non fuori dal mercato e sussidiati dallo
Stato". Bruxelles ha assicurato che terrà conto anche di una
"prospettiva realistica di privatizzazione" e che raccoglierà
"ulteriori informazioni a proposito". Ora all'Italia verranno dati 15
giorni per muovere eventuali obiezioni alla pubblicazione della decisione sulla
Gazzetta ufficiale europea, dopodiché avrà un mese di tempo per presentare le
sue osservazioni e giustificazioni sulla misura. Nel frattempo anche i
concorrenti e le parti interessate potranno aggiungere elementi all'indagine,
dopodiché la Commissione dovrà decidere se si tratta o meno di un aiuto di
Stato e, in quel caso, se gli aiuti siano legali o meno. Uno degli elementi su
cui Bruxelles vuole fare chiarezza è se sia stato rispettato il principio
dell'investitore privato, ossia se un privato avrebbe concesso i 300 milioni,
come ha fatto dal governo. "Se gli aiuti non saranno ritenuti compatibili,
sarà necessario un rimborso", ha spiegato un portavoce, argomentando così
la decisione di non sospendere il prestito fin da ora: "L'ingiunzione di
sospensione immediata è una decisione molto rara che è stata presa l'ultima
volta per la Grecia nel
( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-12 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Sei operai morti in Sicilia Tragedia sul
lavoro a Mineo,
( da "Campanile, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
La Camera approva il
prestito ponte, ma l'Ue apre la procedura e indaga Come previsto
la Commissione europea ha aperto una procedura nei confronti di Alitalia. Non si tratta, però, di una "procedura di infrazione"
- come specificato dalla stessa Commissione, "ma di una normale
indagine" per verificare se la somma di denaro concessa dal precedente
governo sia da considerarsi un aiuto di Stato illegale. Nello stesso
giorno la Camera ha votato la conversione in legge del decreto che prevede lo
stanziamento dei 300 milioni di euro per permettere alla compagnia di bandiera
di sopravvivere un altro anno, in attesa che si concretizzi la cordata
italiana, oppure, che si faccia avanti un nuovo compratore. Ma, secondo la
Commissione Ue, il prestito ponte all'Alitalia, in
questo stadio "può considerarsi un aiuto di Stato illegale". E'
proprio questa la motivazione che ha spinto i tecnici dell'Unione a muovere i
primi passi contro il decreto varato il 23 aprile scorso dal governo Prodi e
trasformato in molte delle sue parti dall'attuale compagnie governativa.
L'inchiesta dell'Ue, comunque, verificherà la compatibilità del prestito con le
norme comunitarie e nel frattempo non bloccherà le risorse, vitali per la
compagnia, che di fatto perde quasi due milioni di euro al giorno. In questo
contesto la Commissione valuterà se un investitore privato avrebbe agito nello
stesso modo del governo italiano e comunque, Mark English, portavoce del
commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tafani, ha fatto sapere che la prospettiva
della privatizzazione, sarà tenuta nel debito conto. Nel frattempo, però, al
governo non sono mancate critiche da parte dell'opposizione, la stessa che,
poco prima di lasciare gli scranni di Palazzo Chigi, ha votato il decreto in
questione. Secondo l'Idv, il prestito non dà nessuna prospettiva alla
compagnia. Donadi, capogruppo alla Camera del partito, è convinto che il
governo stia facendo male alla compagnia, che in due mesi "ha perso un
quarto del suo valore di Borsa, un quarto del traffico aereo e oggi si chiede
agli italiani 300 milioni di euro, che sono buttati via perché non c'è un reale
piano di rilancio". Critiche anche dal ministro ombra dello Sviluppo
Pierluigi Bersani: "Attendiamo l'epilogo ? fa sapere ? sperando che sia
positivo per i lavoratori, ma se così no fosse il governo si prende una
responsabilità drammatica". Bruno Tabacci, esponente dell'Udc vede di buon
occhio l'Europa che controlla e presidia i mercati, "altrimenti saremmo
finiti già come l'Argentina". Secondo Tabacci, bisogna essere seri e
gestire l'Alitalia come tutte le altre compagnie con
le quali concorre. Difende il prestito Daniele Capezzone, portavoce di Forza
Italia: "L'iniziativa dell'Unione europea, largamente attesa e prevista,
non deve destare allarme. Non è un'azione o il preannuncio di un'azione dinanzi
alla Corte di Giustizia: è solo un'iniziativa che chiede conto al governo
italiano del prestito ponte". Sulla questione è intervenuto anche il
leader del Pd, Walter Veltroni: "Non si doveva arrivare qui e chi governa
ha la responsabilità. L'unica soluzione è andare da un grande gruppo internazionale
e cercare di riaprire i negoziati per fare di Alitalia
un grande soggetto dentro un gruppo europeo". (12-06-2008).
( da "Liberazione" del 12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Liberazione)
Argomenti: Alitalia
Roberto Farneti Va
bene fare l'opposizione al governo della destra. Va bene che quelli del Pd
erano e sono convinti che la proposta di annessione di Alitalia
avanzata da Air France fosse l'unica in grado di garantirne la sopravvivenza.
Va bene che la cordata italiana promessa in campagna elettorale da Silvio
Berlusconi "non si è mai appalesata", come ha giustamente
sottolineato ieri Walter Veltroni. Va bene tutto. Ma da qui a votare contro il
decreto legge che autorizza il prestito ponte di 300 milioni di euro, ossigeno
indispensabile per tenere in vita un'azienda che dà lavoro a 20mila persone e
consentire la ricerca di un acquirente, ce ne corre. Eppure questo è quanto è
accaduto ieri alla Camera, dove il via libera al "super decreto" è
arrivato di misura: 278 voti favorevoli contro 255 no. Il provvedimento, che
scade il 22 giugno, dovrà adesso tornare al Senato per l'approvazione
definitiva. Invece di guardare alla sostanza della questione (il futuro di Alitalia), il Pd preferisce puntare il dito sugli aspetti
controversi del decreto, come il venir meno della trasparenza nella procedura
di privatizzazione: "Il debito che diventa patrimonio - attacca l'ex
ministro Pierluigi Bersani - è cosa che non si è mai vista, è evidente che
buttiamo soldi dalla finestra". Tirano un sospiro di sollievo invece i
sindacati, che ora guardano avanti. "L'approvazione del decreto rilancia
la necessità di mettere le carte sul tavolo e di individuare, una volta per
tutte, soluzioni concrete per il rilancio della compagnia", dichiara
Claudio Claudiani della Fit Cisl. Anche Sdl Intercategoriale è soddisfatta per
il concretizzarsi di un "passaggio dovuto e comunque indispensabile -
sottolinea Fabrizio Tomaselli - per tenere aperta l'ipotesi di rilancio
aziendale". Adesso Sdl si aspetta "fatti concreti che portino alla
presentazione di un piano industriale credibile". Rispetto a quanto
accaduto in Parlamento, Tomaselli ritiene "paradossale che su certi
argomenti, ad esempio sull'invio di truppe all'estero, si creino innaturali
alleanze bipartisan, mentre quando si tratta di difendere realmente gli
interessi nazionali e dei lavoratori si faccia a gara per chi è più
liberista". C'è addirittura chi, come l'Udc, applaude l'iniziativa
dell'Ue, che ieri ha annunciato l'apertura di una procedura di investigazione
formale sul prestito ponte. L'ipotesi è che tale prestito sia un aiuto di Stato
incompatibile con le norme europee a tutela del mercato e della concorrenza.
Una procedura annunciata, ma sostanzialmente ininfluente rispetto ai destini di
Alitalia. Tanto per cominciare, durante il periodo
dell'indagine la compagnia italiana potrà lo stesso utilizzare i 300 milioni
ricevuti, come ha chiarito ieri Mark English, portavoce dell'esecutivo Ue. In
ogni caso, l'esito dell'investigazione richiederà diversi mesi, fino a 18, e
quindi il governo ha tutto il tempo necessario (per lo meno fino al prossimo
autunno) per trovare una soluzione credibile e dunque un acquirente per Alitalia. L'unica forza politica di sinistra che si schiera
apertamente contro l'Ue a tutela dell'interesse nazionale è il Prc:
"L'intervento degli stati europei relativo a grandi strutture o aziende
del loro paese c'è già stato e continuerà ad esserci e non si capisce bene
perchè venga negato nel caso dell'Alitalia", affermano in una
nota Roberto Musacchio (capogruppo del Prc al parlamento europeo) e Maurizio
Zipponi. "L'intervento dell'Ue - proseguono i due esponenti di Rifondazione
- è poi ulteriormente incomprensibile in quanto l'Alitalia è la
compagnia nazionale di supporto strategico alla più importante industria del
paese che è quella del turismo. Le decisioni del governo permettono di
avere il tempo e le risorse necessarie per approntare un piano industriale, un
rilancio nel mercato e, come auspichiamo, un accordo con le organizzazioni
sindacali". A Berlusconi, il Prc chiede che "sulla vicenda Alitalia si esca dalla propaganda e si passi ai fatti
concreti". 12/06/2008.
( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 12 Giu 2008
Edizione 118 del 12-06-2008 Nel ranking brilla il ministro Gelmini di Claudia
Bruno Merito, valutazione e autonomia, ecco le tre parole chiave del progetto
di riforma della scuola che il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella
Gelmini ha presentato alla Camera. Una ricetta per sollevare le sorti
dell'istruzione italiana, che secondo recenti indagini versa in grosse
difficoltà, con studenti fra i più impreparati d'Europa e professori
sottopagati. Il piano prevede anche norme più severe contro il bullismo tra i
banchi. Alla Gelmini i telegiornali mettono a disposizione 5 minuti e 50
secondi fra interviste e dichiarazioni, un buon tempo di parola che la incorona
regina del ranking. Ma ad animare il mondo politico è soprattutto il tema
intercettazioni. Sulla questione è tornato anche il capo dello Stato
Napolitano, a Venezia per la festa della Marina militare. "Spero che si
trovi presto una larga intesa. E' una questione reale e urgente" ha detto
il presidente, che con quasi 5 minuti di parlato Tv ottiene la seconda
posizione. Al terzo posto della classifica prende la parola il ct della
Nazionale Donadoni, che dopo l'amara sconfitta di lunedì scorso risponde alle
critiche dei giornalisti e assicura che trarrà dalla disfatta la forza per
reagire. A commentare gli Europei interviene ai microfoni del Tg4 anche Arrigo
Sacchi secondo il quale l'Olanda in campo non solo ha giocato meglio, ma ha
dimostrato di essere anche molto più motivata dell'Italia, che da sempre sembra
considerare gli Europei una competizione meno importante dei Mondiali. Ma il 10
giugno ha segnato anche un nuovo record dei carburanti, la verde e il gasolio
hanno infatti superato 1 euro e 54 centesimi a litro. Ai microfoni del Tg3,
l'Amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni dichiara: "Bisogna
colpire i Paesi produttori di petrolio oppure le compagnie che lo posseggono,
come gli Stati Uniti, l'unico Paese che ne dispone realmente". Alla
domanda su come risparmiare sugli idrocarburi, Scaroni risponde: "Per i
prossimi 10 anni nessuna alternativa, si può solo diminuire la domanda,
cercando di risparmiare, a partire proprio dagli Stati Uniti che hanno un
consumo dissennato di petrolio". Scaroni, che con 2 minuti e 27 secondi si
piazza al sesto posto della classifica, è seguito nel ranking dall'ex
presidente del Senato Franco Marini, che chiarisce le posizioni del Pd
smentendo le ipotesi di "Famiglia Cristiana" sul rischio scissione
all'interno del partito fra cattolici e radicali. Chiudono la classifica del
parlato Tv Italo Bocchino del Pdl e l'economista Bruno Benelli. Bocchino, nelle ultime settimane frequentemente intervistato dai
telegiornali, interviene sul decreto Alitalia che
prevede per la compagnia aerea un prestito ponte di 300mila euro e sulla
questione intercettazioni. Benelli, esperto di previdenza, spiega invece ai
telespettatori del Tg5 i requisiti per avere dall'ex coniuge una parte del Tfr.
( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 12 Giu
2008 Edizione 118 del 12-06-2008 ALITALIA La Commissione
concede un mese all'Italia Come largamente preannunciato, Bruxelles invita
l'Italia a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque
informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese", "in particolare
qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in
conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura
esatta della misura". Vista la mancata notifica preventiva del
provvedimento, la Commissione ritiene anche che "l'Italia abbia agito in
modo illegittimo". La Commissione analizza a fondo i termini e le
condizioni del prestito. In particolare, ritiene che la misura "qualunque
sia l'uso dei fondi corrispondenti, conferisca ad Alitalia
un vantaggio economico di cui essa non avrebbe beneficiato in condizioni
normali di mercato". Questo, anche considerando che la situazione
finanziaria della compagnia "era gravemente compromessa al momento della
concessione del prestito".Una circostanza che, si rileva, "emerge
chiaramente" dal decreto legge, nel quale è indicato che la concessione
del prestito in oggetto "deve rendere possibile il risanamento della
compagnia e consentirle di far fronte al suo fabbisogno di liquidità
immediato". Non solo. La Commissione riferisce anche che le autorità italiane
argomentano nella loro risposta alla Commissione del 30 maggio 2008 che le
misure adottate "mirano ad evitare che le perdite determinino una
riduzione del capitale sociale e delle riserve al di sotto del limite legale,
scongiurando così l'attivazione della procedura concorsuale e la messa in
liquidazione della compagnia". Bruxelles entra anche nel merito del tasso
di interesse del prestito. È quello indicato nella comunicazione della
Commissione europea relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi
di riferimento e di attualizzazione, maggiorato dell'1% dal decreto-legge del
governo del 3 giugno: la Commissione "dubita che tali tassi, per quanto
maggiorati dell'1%, possano essere considerati appropriati nel caso di
un'impresa la cui situazione finanziaria è gravemente compromessa". A
questo stadio, si osserva ancora, appare "poco probabile che un
investitore privato che si fosse trovato in una situazione comparabile a quella
dello Stato italiano nel caso in oggetto, ammesso che avesse acconsentito a
concedere il prestito ad Alitalia, avrebbe accettato
di praticare il tasso di interesse applicabile ad un'impresa in condizioni
finanziarie normali, per quanto maggiorato". Inoltre, si dubita anche che
"un investitore privato avrebbe accettato di concederle qualsiasi prestito
e, a maggior ragione, un prestito il cui importo venga imputato in conto
capitale e che pertanto, nell'ipotesi di una liquidazione della compagnia,
sarebbe rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri
creditori". A questo stadio la lettera di Bruno Ermolli ad Alitalia, citata dalle autorità italiane nella loro lettera
del 30 maggio
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 214
Bilancio 2007 Utile in calo per Meridiana Bilancio 2007 --> Il bilancio 2007
di Meridiana si chiude con una contrazione dell'utile, ma con un incremento del
fatturato. E più degli effetti del caro-carburante, sul bilancio pesano le
perdite di Eurofly, tanto che la società ha dovuto prevedere una svalutazione
di 4,5 milioni di euro per quanto riguarda la partecipazione della compagnia
controllata. Superati quindi i contrasti emersi il 30 maggio, durante la
riunione del cda, che riguardavano soprattutto la previsione del budget per
l'anno in corso, con rilevanti tagli e un'ipotesi di chiusura con un pesante
rosso a fine anno, il cda ha dato il via libera al documento contabile che
dovrà ora essere sottoposto all'esame dell'assemblea, convocata per il 27
giugno (prima) e il 21 luglio (seconda). I NUMERI Il 2007, per la compagnia
dell'Aga Khan, si è chiuso con un utile netto di 1,1 milioni di euro (in calo
rispetto ai 4,75 del 2006). Il fatturato della compagnia è cresciuto, passando da
418,7 milioni di euro a 430,9, così come il fatturato complessivo di gruppo
(arrivato a toccare 793 milioni contro i 442 del 2006). In calo invece il
risultato operativo, sceso da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 214
La Commissione europea indaga per aiuto illegale, ma i fondi non sono congelati
Il prestito ad Alitalia sotto la lente Ue La
Commissione europea indaga per aiuto illegale, ma i fondi non sono congelati E
la Camera dice sì al decreto legge che stanzia i 300 milioni --> E la Camera
dice sì al decreto legge che stanzia i 300 milioni Nel giorno in cui la Camera
approva il decreto legge per il prestito-ponte da 300
milioni ad Alitalia, la Ue apre l'indagine: aiuto di Stato illegale. Via
all'indagine. La Commissione europea vuole fare chiarezza sui 300 milioni
versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Prima erogati
come prestito-ponte dal governo Prodi, poi trasformati in patrimonio netto
della compagnia aerea dal governo Berlusconi. Il sospetto di Bruxelles è
che si tratti di un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole del
mercato comune. Ma la cifra erogata non verrà per ora bloccata. SÌ ALLA CAMERA
Intanto la Camera, quasi in concomitanza con la decisione dell'esecutivo
europeo, ha approvato con 278 sì e 255 no il decreto legge sul prestito ponte
ad Alitalia. Il provvedimento tornerà adesso al Senato.
E al quartier generale della compagnia di bandiera si mostra tranquillità per
l'indagine aperta da Bruxelles. "Ritengo che l'intervento su Alitalia non sia affatto un aiuto, ma un prestito con
scadenza e tassi di interesse, peraltro salati", dice il presidente della
compagnia Aristide Police. "Non a caso si chiama prestito ponte: serve per
il raggiungimento di una sponda che stiamo perseguendo con convinzione, grazie
anche all'importante advisor che il governo ha scelto per completare il processo
di privatizzazione", cioè Intesa SanPaolo. Nella lettera inviata da
Bruxelles a Roma - che in calce porta la firma del neo commissario europeo ai
Trasporti, Antonio Tajani - restano però "forti dubbi", almeno alla
luce della documentazione finora inviata dalle autorità italiane. LE OBIEZIONI
Per Bruxelles il prestito si configura come una misura di "carattere
selettivo" che avvantaggia solo Alitalia, e
dunque "falsa o minaccia di falsare la libera concorrenza". Poi, non
è stato erogato in base alle reali condizioni di mercato, anche alla luce della
situazione finanziaria "gravemente compromessa" della compagnia. La
terza obiezione: per il principio "one time last time", un'impresa
che ha ricevuto un aiuto per il salvataggio o la ristrutturazione non ne può
più ricevere per almeno 10 anni. E Alitalia ha già
ricevuto un aiuto per la ristrutturazione nel 2001 e uno per il salvataggio nel
2004. Senza contare che Roma non ha notificato formalmente a Bruxelles il
prestito ponte, come invece è obbligatorio fare nel caso di sostegno pubblico,
erogandolo senza alcun via libera dell'Ue. LE CONTROMOSSE Il governo italiano
ha a disposizione 15 giorni lavorativi per inviare a Bruxelles le sue
controdeduzioni. Ma l'indagine potrà durare fino a 18 mesi, nel corso dei quali
- è stato sottolineato - i 300 milioni non solo non saranno congelati, ma
potranno essere spesi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Prov Ogliastra
Pagina 6034 Tortolì Vertice con l'Enac a Roma Aeroporto, pista ok Manca il placet
sulla stazione meteo Tortolì. Vertice con l'Enac a Roma --> Ultimati i
lavori, conclusi nei tempi previsti, non resta che ottenere tutte le
autorizzazioni del caso. Check in romano per il nuovo aeroporto di Tortolì. Il
presidente della Gearto Giorgio Ladu ha incontrato ieri a Roma i vertici
dell'Enac. Che dopo aver dato via libera alla pista dovranno dare il via libera
all'agibilità della stazione meteo, ovvero dire che l'aeroporto di Tortolì ha
davvero le carte in regola. Ottenuto l'ok le carte passerano alla Regione. Solo
a quel punto l'aeroporto sarà davvero libero di prendere il volo e ricevere i
primi aerei. La pista è decisamente più lunga e le prospettive rosee. I lavori
l'hanno allungata di
( da "Stampa, La" del 12-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Alitalia
ROMA.INTERVENTI DI
NASTRI E RAMPI Impegno del Governo sui collegamenti tra Novara e Malpensa
[FIRMA]CHIARA MERLI NOVARA Il Governo si impegna a completare i collegamenti
stradali e ferroviari con Malpensa grazie all'approvazione di un documento
presentato dal parlamentare novarese del Pdl Gaetano Nastri, e sottoscritto da
quattro deputati. L'ordine del giorno è stato varato martedì alla Camera in
concomitanza con il decreto legge su Alitalia. L'intento è quello di dare
particolare riguardo alle connessioni con il Cim, il polo logistico novarese,
che può svolgere un'importante funzione di retroporto per le merci e
soprattutto per promuovere le attività imprenditoriali. "Sono molto
soddisfatto di questa disponibilità - ha detto Nastri - e sono certo che il
Governo saprà adeguare e valorizzare il ruolo di Malpensa mediante il
completamento delle infrastrutture di collegamento ancora mancanti, che sono il
vero problema di questo hub internazionale. In tale ambito si inserisce il
ruolo del nostro territorio; voglio sottolineare le potenzialità del Cim che
può diventare davvero un nodo logistico di livelli europeo, dal momento che si
trova all'incrocio fra la direttrice nord sud Genova Rotterdam e il corridoio 5
Est Ovest". Prime reazioni sull'approvazione dell'ordine del giorno dalla
parlamentare Elisabetta Rampi del Pd, la quale ricorda che le iniziative prese
dal Governo su Alitalia sono state assunte "senza
che la cordata italiana per il salvataggio della compagnia si sia
materializzata" e "le nuove modalità proposte per la privatizzazione
rischiano di essere bocciate e sanzionate dall'Unione Europea". Rampi
sostiene che il "prestito ponte di 300 milioni di euro ad Alitalia è stato trasformato in corso d'opera dall'attuale
Governo in un vero e proprio aiuto di Stato a fondo perduto, al di fuori delle
regole di mercato e dalle leggi comunitarie". Infine afferma: "Pur
non condividendo la premessa dell'ordine del giorno dell'on. Nastri, concordo
con il dispositivo attuativo che impegna il Governo a dare completezza alla
rete infrastrutturale di cui Novara ha bisogno per la promozione e il rilancio
dell'economia del territorio".
( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "Ma quali intercettazioni, pensino ai salari..."
Veltroni all'attacco del governo: "C'è una totale sottovalutazione delle
vere emergenze del Paese" di Bruno Miserendino/ Roma "SI PREOCCUPANO
delle intercettazioni ma non della vera emergenza, che sono i salari e le
pensioni, il reddito delle famiglie, c'è una totale sottovalutazione
dell'impoverimento di grandi fette di società...". Il Pd alza il tiro sul
governo e soprattutto sulla politi- ca economica di Tremonti. "Adesso misuriamo
la temperatura a Robin Hood e vediamo se la maggioranza è disposta a discutere
una copertura più sensata sul taglio dell'Ici", ironizza Bersani.
"C'è già una sequenza di problemi su cui la confusione è tanta", dice
Veltroni, a cominciare da immigrazione, Alitalia, Ici,
mutui, per finire alle intercettazioni, e adesso anche sul tema rifiuti dove
l'uscita di Berlusconi sulla chiamata dei volontari fa sorridere: "Il
problema non è raccogliere i rifiuti, è dove metterli". Qualcosa sta
cambiando? Veltroni giura di no: "Noi non molliamo, facciamo opposizione
seria, non per la televisione". Chissà se c'è un riferimento
diretto al giudizio dell'Economist secondo cui quella del Pd è un'opposizione
troppo dolce, oppure ai sondaggi che danno sempre l'esecutivo in luna di miele
con gli italiani, però nella riunione del governo-ombra di ieri, in cui il Pd
ha messo a punto una dettagliata controproposta per finanziare il taglio
dell'Ici che sia meno distruttivo e più equo di quello inventato da Tremonti,
Veltroni ha mostrato un sondaggio Ipsos che descrive un Pd in salute nelle
intenzioni di voto (32% senza radicali, 34% se calcolati insieme) e un indice
di gradimento per il suo leader che sale di 7 punti rispetto al rilevamento
precedente. Secondo il sondaggio Veltroni sarebbe secondo solo al presidente
Napolitano. È chiaro che nel giudizio sul leader conta anche il parere degli
elettori di centrodestra che approvano lo spirito di dialogo sulle riforme
favorito dal leader del Pd, ma per Veltroni è il segnale che l'opposizione
inizia a essere percepita per quello che vuole essere: "Pronta a scrivere
insieme le regole del gioco, ma dura e netta sui programmi". Ieri
Veltroni, al termine della riunione del governo ombra si è presentato in
conferenza stampa insieme a Bersani, Linda Lanzillotta, Ventura e Fassina,
spiegando gli emendamenti che il Pd sta presentando per cambiare il decreto
fiscale di Tremonti: "D'accordo sul taglio della tassa sulla prima casa -
esordisce Veltroni - ma non ci piace per nulla il modo in cui sono stati
trovati i soldi per realizzarlo": ossia non da tagli di spese, come
promesso, ma abolendo i fondi per le infrastrutture al Sud, trasporti, sanità.
Un tipico caso di demagogia che fa danni nell'inspiegabile silenzio, rimarca
sarcastico Bersani, "dei commentatori economici". La sfida "al
ministro Robin Hood" è nella proposta di un cambio radicale della
copertura del taglio dell'Ici: "I soldi per tagliare questa tassa, devono
arrivare da un allargamento della base imponibile dell'Irap applicata a banche
e assicurazioni e dell'Ires per le imprese attive nella produzione e
raffinazione di prodotti petroliferi". Questa misura, se applicata alla
terza lenzuolata delle liberalizzazioni già programmata dal governo Prodi e
approvabile con un decreto, farebbe pagare davvero a banche, assicurazioni e
petrolieri i superprofitti, come ha detto di voler fare Tremonti, ma senza che
poi questi soggetti si riprendano i soldi taglieggiando i consumatori. Insomma,
dice il Pd, vediamo chi è davvero Robin Hood. Quanto al tema mutui si sa cosa
pensa il Pd: "È una presa in giro - dice Veltroni - è solo una dilazione
dei termini e non ha nessun effetto attivo sulla manovra". Il Pd, che
vuole aumentare la detrazione degli affitti, considera incostituzionale oltre che
iniqua l'esclusione dalla detassazione degli straordinari del pubblico impiego.
"A parità di reddito ci vuole eguale trattamento fiscale", ricorda
Linda Lanzillotta. Che spiega anche come invece il Pd farà battaglia per i
premi di produttività che sono molto più utili a lavoratori e aziende. Battute
sul tema intercettazioni: "Se credo al refuso? In una materia di questa
delicatezza - dice Veltroni - non si può dire che è saltata una "d",
è chiaro che si tratta di una marcia indietro, un decreto legge sarebbe stato impensabile
visto che non c'è carattere d'urgenza ed inoltre perchè su una materia di
questo tipo deve essere consentito il dibattito parlamentare". Il Pd sta
aggiuntando il tiro della sua opposizione e il primo bilancio si farà la
settimana prossima all'assemblea costituente dove Veltroni vuole arrivare forte
di una convergenza ampia su linea e leadership. Il presidente, alla fine,
dovrebbe essere Marini, dicono i boatos.
( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del L'"Economist": Pd troppo buono, opposizione fantasma
altro che britannica Analisi impietosa: "Voler collaborare con Berlusconi
sulle riforme elettorali e costituzionali avrà conseguenze disastrose"
ROMAPer l'Economist Walter Veltroni "rischia di essere troppo buono con
Silvio Berlusconi" e il suo governo-ombra potrebbe diventare
"un'opposizione fantasma". Nel numero da oggi in edicola, il
settimanale britannico critica fortemente il leader del partito democratico e
gli rinfaccia di essersi lasciato sfuggire "una serie di occasioni per
mettere in imbarazzo il governo" e di aver così contribuito al
rafforzamento della popolarità di Berlusconi. Tra le occasioni perse,
l'Economist cita la mancata richiesta di maggiori dettagli sulle accuse mosse
al presidente del Senato Renato Schifani dal giornalista Marco Travaglio per
"rapporti di affari con persone poi condannate per mafia" e i mancati affondi contro il governo per il caso Alitalia, per le "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e
per la "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche
compiute dalla polizia". "Veltroni ha un'idea dell'opposizione che
non appare assolutamente britannica", sottolinea la rivista, memore del
fatto che nel Regno Unito l'opposizione non perde mai un'opportunità per
attaccare il governo in carica. A giudizio dell'Economist Berlusconi ha
senz'altro da guadagnare dalla politica del dialogo tenacemente portata avanti
da Veltroni mentre "i benefici per la sinistra sono meno evidenti".
"Ancor prima delle elezioni, Veltroni - spiega il periodico londinese ai
suoi lettori - ha detto di volere la cooperazione con Berlusconi sulle riforme
elettorali e costituzionali allo scopo di rendere l'Italia più facile da
governare. È un obiettivo nobile ma è una strada che è stata tentata prima, con
conseguenze disastrose". Secondo l'Economist la strategia elettorale di
Veltroni è fallita, così come si è dimostrata "dolorosamente
sbagliata" la candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma e la politica
del dialogo impedisce quella "sofferta autopsia" di cui avrebbe
bisogno il Pd.
( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del LA REAZIONE Tonini: "Per avere il consenso non serve fare
la faccia feroce..." Senatore Tonini, l'Economist dice che il Pd è
"troppo buono" con Berlusconi, che la vostra "non è una opposizione
britannica"... "Il problema non è essere buoni o cattivi con
Berlusconi, ma essere in sintonia con il Paese e liberarci dal
"complesso" del Cavaliere. Il punto è come fare una opposizione che
ci prepari a vincere, ragionare non a partire da lui, ma dal rapporto tra noi e
il Paese. È così che si è davvero cattivi, non facendo la faccia apparentemente
feroce...". L'Economist vi boccia: il dialogo fa bene solo a Berlusconi...
"Siamo alle prese con una operazione difficile: fare una opposizione che sappia
mordere, ma che non tradisca la novità del Pd, e cioè una forza a vocazione
maggioritaria e non più coalizioni contro qualcuno". Secondo il
settimanale il vostro governo ombra non funziona... "Ma è normale che in
piena luna di miele del governo le controproposte dell'opposizione suscitino
meno interesse. Che i media e l'opinione pubblica, in gran parte, abbiano dato
un'apertura di credito ai vincitori. In questo contesto sarebbe sbagliato fare
una opposizione pregiudiziale e distruttiva. Credo che le nostre proposte
verranno valutate con crescente attenzione man mano che la luna di miele si
consumerà". Scrivono che su Alitalia,
immigrazione, caso Schifani, avete perso delle occasioni... "Non mi pare
proprio. Su Alitalia stiamo assistendo al fallimento dell'approccio del governo, e
noi non abbiamo mancato di evidenziarlo. Sul reato di immigrazione clandestina
abbiamo sempre detto no e oggi su questo la maggioranza è in confusione.
Capisco che un'opposizione selettiva è più difficile da comunicare, ma il Paese
apprezza. Lo confermano le analisi recenti di Ilvo Diamanti, secondo cui
Veltroni è il leader più apprezzato". E il caso Schifani? Dovevate
approfondire le accuse di Travaglio? "Schifani è il presidente del Senato,
noi non l'abbiamo votato. Non c'è uno strumento parlamentare per discutere di
questi aspetti. Non si può fare un'interrogazione a Schifani per chiedergli
delle sue amicizie. Né possiamo alzarci e uscire quando lui entra in
aula..."a.c.
( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
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N. 140 del 2008-06-13 pagina 26 Alitalia, Tajani
(Ue): "Controllo rigoroso" di Redazione da Milano "Daremo alla
Ue le spiegazioni che chiede" ha detto ieri tranquillamente il ministro
dei Trasporti, Altero Matteoli, che già mercoledì aveva osservato: sono
preoccupato per Alitalia, non per l'indagine europea. Quest'ultima, avviata
formalmente, tenderà ad accertare se il prestito-ponte possa configurarsi come
aiuto di Stato: in questo caso andrebbe restituito, perché illegittimo. Ma i
tempi saranno più lunghi (un massimo di 18 mesi) di quelli previsti per una
definizione della vicenda italiana, così che i 300 milioni, al momento di
un'eventuale pronuncia Ue, potrebbero essere stati già restituiti (il prestito
scade il 31 dicembre), oppure - nel caso peggiore - potrebbero essere andati
già perduti. Dopo la lettera inviata ieri da Bruxelles al ministro degli Esteri
Frattini, l'Italia ha 15 giorni per le sue controdeduzioni. Anche i ricorrenti
- molte compagnie europee in competizione con Alitalia
- potranno rafforzare la loro opposizione contro il finanziamento. Una novità
rispetto al passato è che il commissario europeo ai Trasporti è italiano,
Antonio Tajani, il quale con molto fair play ha assicurato che "un
controllo scrupoloso del rispetto delle regole nel settore dei trasporti sarà
assicurato durante il mio mandato, così come lo è stato durante il mandato del
mio predecessore". Va ricordato tuttavia che all'epoca dell'apertura di
Malpensa, dieci anni fa, l'allora commissario Neil Kinnock, inglese e molto
legato a British Airways, fu una pedina essenziale nella guerra scatenata dalle
compagnie europee contro l'hub lombardo, e di conseguenza contro Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-13 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Consulenti pubblici Ecco l'elenco con tutti i compensi Il ministero
mette in Rete la lista: 251 mila contratti Spesi 1,3 miliardi. Ci sono
professionisti e politici Compare anche il nome dello stesso ministro Brunetta
che ha deciso l'operazione trasparenza: ha incassato poco più di 22 mila euro
dalla Presidenza del Consiglio SEGUE DALLA PRIMA Spesso le consulenze sono
inevitabili, come quella che il ministero dell'Economia aveva affidato allo
studio legale Chiomenti per la privatizzazione dell'Alitalia: 450 mila
euro. Oppure l'incarico "relativo alle nuove azioni progettuali
dell'Agenzia" (237.600 euro) che il capo delle Dogane Mario Andrea Guaiana
aveva assegnato alla Bain & company Italia. Va comunque detto che nella
lunghissima lista dei consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle
filarmoniche alle infermiere, e perfino agli "sportellisti",
retribuiti con pochi euro. Ma non è naturalmente a loro che la pubblicazione
degli elenchi ha mandato ieri sera la cena di traverso. Precisazione doverosa,
la pubblicazione delle consulenze su internet non è una novità, anche se il ministero
ha parlato di una nuova "operazione trasparenza ". Perché già il
precedente governo di centrosinistra aveva imposto la pubblicità degli
incarichi esterni. La novità è che ora sono tutti quanti consultabili insieme
nello stesso luogo fisico. Intendiamoci: a quanto pare non sono tutte.
L'universo dei consulenti pubblici è probabilmente molto più vasto. C'è chi
dice addirittura grande il doppio, due miliardi, due miliardi e mezzo di euro,
visto che non tutti gli enti e le amministrazioni mandano i loro dati al
ministero. E c'è pure chi li spedisce largamente incompleti, contando sulla
distrazione di chi sta a Roma. Ma basta entrarci dentro, a quel sito della
Funzione pubblica, per capire come l'idea di rendere tutti gli incarichi
accessibili da uno stesso punto non sia affatto un dettaglio. Diamo un'occhiata
all'elenco dei consulenti che nel 2006 sono stati pagati dalla presidenza del
Consiglio dei ministri. Alla lettera B è inevitabile imbattersi in Brunetta
Renato. Proprio lui, il ministro dell'operazione trasparenza, che prima
dell'arrivo di Romano Prodi era consigliere economico di Berlusconi: 22.464
euro. E accanto al suo nome (messo lì per non dare l'idea che si tratti di una
caccia alle streghe?) non mancano altri nomi noti. Per esempio, quello della
consulente per l'immagine del Cavaliere, Matilde "Miti" Simonetto
(17.056 euro) che aveva voce in capitolo su tutto. Dalle luci alle pettinature.
Per esempio, quello dell'ex presidente dell'Enac Alfredo Roma (9.600 euro), o
del segretario generale della presidenza con Prodi, Carlo Malinconico, che era
però in una commissione d'appalto del Cnipa anche con il governo Berlusconi (15
mila euro). E per esempio, anche quello dello scrittore e giornalista Alain
Elkann (7.580 euro). Cifre modeste. Niente a che vedere con quelle spese da
certi comuni. Alla Funzione pubblica ancora ci si domanda come sia stato
possibile che il Campidoglio abbia messo nell'elenco due presunti
"incarichi", che magari erano invece opere pubbliche, per la
sbalorditiva cifra di 100 milioni di euro. Ma niente a che vedere nemmeno con
le consulenze dei ministeri, come quella che la Farnesina ha assegnato nel 2006
alla società Apri Italia (2 milioni 930 mila euro). Oppure con l'incarico che
il ministero delle Infrastrutture ha conferito, per un totale di 703.350 euro,
al gruppo Clas srl, presieduto da quel Roberto Zucchetti che l'anno seguente
sarebbe stato eletto sindaco di Rho per il centrodestra, scalzando il
centrosinistra dalla cittadina della cintura milanese. O con la consulenza che
la società Ecosfera, presieduta da Duilio Gruttadauria, ha svolto sempre per il
ministero delle Infrastrutture (585 mila euro). Senza dire delle performance
dei singoli professionisti. Nella lista dei consulenti della Farnesina non
poteva mancare Franco Verzaschi, già titolare nel 2004 di un incarico per
lavori di manutenzione nonché "adeguamento sismico e funzionale
dell'ambasciata di Algeri " (347 mila euro) e due anni più tardi
destinatario di una consulenza di 98.463 ero per il supporto progettuale alla realizzazione
delle nuova sede diplomatica di Kiev. Il professionista in questione è
incidentalmente fratello dell'ex assessore ed ex sottosegretario Marco
Verzaschi. Ma c'è chi lo batte. "Analisi delle problematiche a seguito
dell'approvazione del piano triennale del Ministero delle attività
produttive": ha questo titolo la consulenza del valore complessivo di
103.250 euro ottenuta da Ignazio Abrignani, già capo della segreteria politica
dell'ex ministro (ovviamente delle Attività produttive, dove è ora rientrato),
Claudio Scajola. Piccolo particolare: la consulenza è stata assegnata ad
Abrignani, c'è scritto nell'elenco della Funzione pubblica, dal "Gabinetto
del ministro". Ma lì dentro, almeno fino al maggio del 2006, non c'era
anche lui? Poi Abrignani ha deciso di dare un'accelerata alla sua carriera
politica, ed ora eccolo deputato del Popolo della libertà. Non che sia l'unico
politico a fare consulenze per la pubblica amministrazioni. In certe situazioni
è addirittura inevitabile che accada. Prendete Arezzo. Il sindaco si chiama
Giuseppe Fanfani e il suo non è un caso di omonimia. Perché Giuseppe altri non
è che il nipote di Amintore Fanfani, il Cavallo di razza per antonomasia dello
Scudo crociato. Già parlamentare della Margherita e ora esponente del Partito
democratico, avvocato fra i più affermati della Regione, ha avuto nel 2006
dall'Ente irriguo Umbro-Toscano 71.521 euro di consulenze. Il doppio di quelle
ottenute nello Anche infermiere e violinisti Nella lunghissima lista dei
consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere e
perfino agli "sportellisti", retribuiti con pochi euro.
( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Di VALENTINA ERRANTE
Prima è stata Cristina Mezzaroma, moglie del presidente della Lazio, Claudio
Lotito, a spiegare ai giudici della VI sezione del Tribunale di Roma quali
minnacce, lei e la sua famiglia, avessero subito dagli irriducibili. Ha
raccontato delle telefonate e dei messaggi anonimi ricevuti, ma anche dei
consigli dispensati al marito: "Gli dicevo guarda che sono solo rogne,
all'inizio ti osannano, ma dopo sono soltanto rogne. Gli ho sempre detto
togliti questo cancro da casa... ma lui non ha mai voluto cedere la società: è
un uomo libero e non voleva subire. Mi diceva che non poteva sottostare ad un
ricatto". Solo dopo molte ore, nel processo per la fallita scalata al
club, è toccato al patron della Lazio. Perché è dalle sue denunce che è nata
l'inchiesta. Nove gli imputati, i leader degli "Irriducibili", e
Giorgio Chinaglia, accusati di aggiotaggio e associazione a delinquere
finalizzata alla tentata estorsione. "Quando comprai la Lazio - ha detto
il presidente biancoceleste - trovai una situazione disastrosa, peggiore di quella in cui si trova l'Alitalia".
Così, Claudio Lotito, ieri ha illustrato ai giudici il contesto che avrebbe
generato quelle minacce: "La società - ha detto Lotito - aveva debiti per
150 milioni con l'erario e debiti con i fornitori. Venivano pagate parcelle a
medici che non lavoravano più. Una situazione di collasso a cui rimediai
tagliando tutto: a cominciare dagli ingaggi". Lotito, interrogato dai pm
che lo hanno citato come principale teste, ha spiegato di aver incontrato per
la prima volta i vertici degli "Irriducibili" nel 2005, davanti alla
sede della Regione Lazio. "Mi chiesero di mantenere l'elargizione dei biglietti
omaggio ma io spiegai loro che non era possibile. Dissi - ha proseguito - che
mancavano le risorse. Con la vecchia gestione complessivamente erano destinati
ai tifosi complessivamente mille biglietti, 800 venivano caricati sul bilancio.
Non avevo intenzione di mantenere questo sistema. Spiegai poi ai tifosi che non
volevo più finanziare le coreografie allo stadio". Lotito ha sostenuto di
essere stato accolto come il salvatore della società, ma che successivamente
cominciarono le minacce. Sempre più frequenti. Il presidente ha spiegato che la
contestazione nei suoi confronti sarebbe cresciuta quando il progetto di
realizzare uno stadio e la cittadelle dello sport della Lazio venne
ufficializzato. "Mi accusarono dalle radio private di voler fare una
speculazione". Il patron della Lazio ha poi ricordato le telefonate di
minacce alla moglie ("Le dissero al cellulare di non dimenticare il
Circeo: le avrebbero fatto di tutto"). Poi ha ricordato due episodi: il
letame e una lavatrice scaricati davanti al suo ufficio e l'affissione sui muri
di Roma di una pagina di un giornale datato 1992: ricordava il suo arresto. Il
controesame del testimone riprenderà il 3 luglio.
( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi summit da
Passera. E Toto serra le fila presentando alle banche il piano industriale
aggiornato.
( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
E tenersi anche l'assemblea,
il suo verdetto sul futuro. E mentre Goldman Sachs, advisor di Carlo Toto, ieri
avrebbe riunito a Milano i banchieri di Nomura e Morgan
Stanley per illustrare il nuovo aggiornamento del piano industriale Air One-Alitalia predisposto da Seabury, starebbe spuntando un'ipotesi spezzatino
per la Magliana. Mantenendo in continuità aziendale il core business, e
separando mediante scissione le attività meno profittevoli. Da avviare sotto
una procedura tipo la legge Marzano. Dopo una decina di giorni di lavoro
full time da parte del team di Intesa Sanpaolo per verificare i numeri,
l'impatto sui conti del rincaro del greggio, i contratti, il capo della
divisione corporate & investment bank Gaetano Miccichè, consultandosi ieri
sera coi suoi uomini del team in particolare col capo capo progetto
"Re-Fly" Fabio Canè, considererebbe realistico questo percorso. Tutto
da verificare tecnicamente coi legali e che potrebbe riferire stasera a Corrado
Passera nel corso di un summit ristrettissimo degli uomini della banca nel
quale dovrebbe mettere sul tavolo i primi risultati della ricognizione in
corso. Ieri a Roma c'erano alcuni uomini del team di Canè che avrebbero
analizzato la sostenibilità prospettica dell'aumento del costo del carburante
sul business plan della Magliana mentre l'avvocato Gregorio Gitti avrebbe
esaminato con attenzione i contratti di lavoro dei dipendenti. Per la metà
della prossima settimana Miccichè potrebbe avere il quadro più definito delle
modalità di recupero di Alitalia in bonis, secondo il
mandato di advisor ricevuto. Ma il top banker si sarebbe convinto che anche
nella peggiore delle ipotesi - l'abbandono del cammino in
"continuità" per ripararsi sotto l'ombrello della Marzano - i rischi
per i voli internazionali sarebbero ridotti al minimo. Perchè in Europa grazie
a un regolamento esistente, vengono riconosciuti gli effetti di una procedura
concorsuale italiana e gli aeromobili non sarebbero soggetti a pignoramento o
sequestro da parte dei creditori. Nel mondo dove non scatta questa protezione,
basterebbe inviare aeromobili in leasing per essere al riparo da qualunque
pericolo. Ma per il momento Intesa esclude l'eventualità di salvare Alitalia tramite la Marzano. Se non alcuni pezzi, lasciando
il core business in vita in modo tale da poter essere acquisito dalla cordata
italiana con l'aggiunta di un partner internazionale ancora da individuare.
Della cordata vorrebbe far parte Toto che starebbe serrando le fila. Ieri
Goldman avrebbe riunito le banche estere che hanno assistito Air One fino a
dicembre scorso. A queste potrebbero aggiungersi anche alcune grandi popolari
italiane. Alle banche sarebbe stato illustrato il piano aggiornato di Seabury
sulla base delle assunzioni del taglio dei voli da Malpensa e del rincaro del greggio.
r. dim.
( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-13 num: - pag: 49
categoria: BREVI RICHARD PIPES La cultura russa Caro Romano, il politologo
americano Richard Pipes ha affermato che i russi sono europei per razza, ma non
per cultura. Lei come giudica questa affermazione? La condivide? Stefano
Vizioli ste_viz@yahoo.it Richard Pipes è un grande storico della rivoluzione
russa e della Russia precomunista. Ma è d'origine polacca e, a quanto si dice,
autore dello slogan "impero del Male" di cui Ronald Reagan si servì
per definire l'Unione Sovietica durante la sua prima campagna elettorale per la
Casa Bianca. No, non condivido. SUL NAZISMO Il dibattito storico Caro Romano,
sul Corriere del 10 giugno sono riportate le dichiarazioni di alcuni esponenti
della Comunità ebraica sull'opportunità di ripubblicare "Mein Kampf",
il farraginoso testo che Adolf Hitler pubblicò nel
( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
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Pagina XXV - Roma
Lotito in procura: "La società? Stava peggio dell'Alitalia"
Il presidente testimone nel processo sulla fallita scalata al club STEFANO CARINA
UN GIORNO in Procura. E' quello trascorso ieri da Claudio Lotito per il
processo che vede imputate nove persone, tra cui i leader degli Irriducibili e
Giorgio Chinaglia, per le accuse di aggiotaggio e associazione a delinquere
finalizzata alla tentata estorsione, scaturite dall'inchiesta sulla fallita
scalata al club biancoceleste. Un'attesa che dalla mattina si è protratta sino
al tardo pomeriggio ma che non ha scalfito i ricordi del presidente laziale:
"Quando presi la Lazio trovai una situazione peggiore di quella di Alitalia. C'erano debiti per 150 milioni con l'erario. Atti
intimidatori? Oltre alle telefonate e ai biglietti anonimi, mi hanno scaricato
un camion di letame davanti al mio ufficio. In seguito anche una lavatrice
perché avevo parlato di processo di pulizia". Sul rapporto con il gruppo
degli Irriducibili: "Mi chiesero di mantenere l'elargizione dei biglietti
omaggio ma io spiegai loro che non era possibile". Prima di Lotito (che
verrà contro esaminato il 3 luglio) aveva deposto la moglie, Cristina
Mezzaroma, che ha raccontato come più volte abbia chiesto al marito di cedere
il club: "Gli ho sempre detto di togliersi questo cancro da casa ma lui
non mi ha mai voluto ascoltare". Poi il racconto delle minacce ricevute:
"Quella più grave avvenne quando ero al mare con mio figlio e ricevetti
una telefonata: 'Sappiamo che sei vicino al Circeo. E tu ricordi cosa è
successo al Circeo...'". In mattinata ascoltato anche Sergio Scibetta, nel
2005 vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza della società, che ha
riferito di aver ricevuto due telefonate anonime, di cui una nella segreteria
telefonica: "In questa si offendeva Lotito e si spiegava che se non fosse
andato via dalla società, si sarebbe trovato con la gola tagliata".
( da "Manifesto, Il" del 13-06-2008)
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THE ECONOMIST
Veltroni "unfit" a governare l'opposizione Angelo Mastrandrea Stretto
tra Famiglia Cristiana che gli rimprovera di far fuggire i cattolici e
l'Economist di essere troppo buono con Silvio Berlusconi, Walter Veltroni non
se la passa tanto bene, mediaticamente parlando. Se la prima stangata arrivava
da Oltretevere, la seconda arriva direttamente dall'estero. Nel numero in
edicola domani, l'implacabile settimanale britannico di orientamento
liberal-conservatore che qualche anno fa aveva dichiarato Berlusconi
"unfit", "inadatto" a governare, lancia un pesante affondo
contro il leader-ombra dell'opposizione. Per l'Economist Veltroni "rischia
di essere troppo buono con Silvio Berlusconi" e il suo governo-ombra
potrebbe diventare "un'opposizione fantasma". Non solo. Gli rinfaccia
di essersi lasciato sfuggire "una serie di occasioni per mettere in
imbarazzo il governo" e di aver così contribuito al rafforzamento della
popolarità di Berlusconi. Tra le occasioni perse, l'Economist cita la mancata
richiesta di maggiori dettagli sulle accuse mosse dal giornalista Marco
Travaglio al presidente del Senato Renato Schifani di aver avuto "rapporti
d'affari con persone poi condannate per mafia" e di
non aver incalzato il governo sulla gestione del caso Alitalia. E poi
ancora il non aver aperto bocca sulle "aspre misure su immigrazione e
sicurezza" e sulla "messa al bando di gran parte delle
intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". Ma la stoccata
peggiore per l'inventore della versione casareccia del governo ombra
all'inglese è quella di avere "un'idea dell'opposizione che non
appare assolutamente britannica". Con il risultato che a guadagnarci è
solo Berlusconi, piuttosto che una sinistra che appare inesistente. "Ancor
prima delle elezioni, Veltroni ha detto di voler collaborare con Berlusconi
sulle riforme elettorali e costituzionali, allo scopo di rendere l'Italia più
facile da governare. È un obiettivo nobile ma è una strada che è stata tentata
prima, con conseguenze disastrose", pugnala ancora l'Economist, secondo il
quale la strategia elettorale di Veltroni è fallita, così come si è dimostrata
"dolorosamente sbagliata" la candidatura di Francesco Rutelli a
sindaco di Roma. Infine, la politica del dialogo impedisce quella
"sofferta autopsia" di cui avrebbe bisogno un partito che ha le sue
radici "nello screditato credo dell'eurocomunismo e in un movimento
screditato come la Democrazia Cristiana". E anche il povero Pd è servito.
La risposta di Veltroni? Come direbbe il nostro Luttazzi: "Ok".
( da "Opinione, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 13 Giu
2008 Edizione 119 del 13-06-2008 Il Cav fa il napoletano e conquista i Tg di
Christian Saragoni L'arrivo a Roma del presidente americano Bush e la tragica
morte di 6 operai inseguito ad un incidente sul lavoro avvenuto nella cittadina
siciliana di Mineo. Questi sono i due principali eventi che hanno ottenuto
maggiormente spazio nei telegiornali di mercoledì 11 giugno. Per la politica
interna, invece, visibilità e microfoni al premier Silvio Berlusconi, sbarcato
di nuovo a Napoli per fare il punto sull'emergenza rifiuti in Campania.
Titolare del primo posto nel ranking con 7 minuti e 33 secondi di parlato Tv,
il presidente del Consiglio lancia subito una promessa: "Il problema
rifiuti sarà risolto entro luglio. Presto arriveranno dei volontari per dare un
contributo alla raccolta differenziata"; poi affronta il delicato tema
delle intercettazioni ?"Saranno consentite solo per i reati con pene sopra
i 10 anni di reclusione. In materia il Governo emanerà un disegno e non un
decreto legge"-. Alle spalle del Cavaliere, si piazzano, rispettivamente
al secondo e terzo posto, Nicola Latorre e Walter Veltroni, entrambi esponenti
del partito democratico. Intervistato in diretta dal Tg4 di Emilio Fede,
l'onorevole Latorre definisce un errore limitare le intercettazioni solo per
alcuni reati, ma si dice d'accordo sulla rigorosità delle pene per chi pubblica
materiale teso a discreditare chi è al di fuori dell'indagine. Da Napoli, dove
si trova per partecipare all'assemblea del Pse, Veltroni
interviene sul caso Alitalia -"Io avrei concluso l'accordo con Air France"- e
attacca il Governo, accusandolo di improvvisazione e dilettantismo in merito
alla nostra compagnia di bandiera. Infine l'ex sindaco di Roma puntualizza
sulla natura del Pd: "Siamo la casa comune di laici e cattolici. Il
Pd non è un partito socialista, ma un partito di centro-sinistra". Con
l'avvocato Giulia Bongiorno del Pdl, ospite telefonico del Tg4 delle 13:30, si
torna di nuovo a parlare del tema delle intercettazioni telefoniche:
"Nella prassi giudiziaria vengono usate con troppa facilità e nei processi
spesso si sono rilevate inutili". La sciagura di Mineo irrompe nei
notiziari nazionali con la voce di Salvatore Spanò, vigile del fuoco di
Catania, che descrive i particolari della tragica fine dei 6 operai:
"L'incidente è avvenuto in un vascone rettangolare, dove sul fondo melmoso
sono adesso adagiati i cadaveri dei 6 lavoratori, probabilmente uccisi dalle
esalazioni tossiche". Spazio, infine, nei telegiornali alla disfatta della
Nazionale azzurra negli europei di calcio 2008. Sconfitti all'esordio