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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 6-13 giugno 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (105)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia, nodi Bruxellesal prestito ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq ( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|.

Alitalia, Di Pietro: darò battaglia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'

Berlusconi, malore per il troppo caldo Ma poi invita a pranzo la Marcegaglia ( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalle intercettazioni al nodo Alitalia</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica & Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI Berlusconi,

"Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" ( da "Stampa, La" del 07-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto"

Berlusconi in volo sull'aereo più pazzo del mondo ( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti.

Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potet... ( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti.

IN BREVE ( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BERLUSCONI RIFIUTI E ALITALIA, "FACCIO TUTTO IO" L'emergenza rifiuti a Napoli sarà risolta entro luglio e la cordata italiana su Alitalia ci sarà. Parola di Silvio Berlusconi. Al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure il premier promette una soluzione in tempi brevissimi ai due problemi.

Violenza alle donne L'azzeramento del fondo di 20 milioni di euro per il contrasto della vi ( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Proseguirà da domani a mezzogiorno l'esame del decreto che contiene il prestito ponte per affrontare la crisi di Alitalia. Il decreto era stato emanato dal governo Prodi, ma le modifiche introdotte dal nuovo esecutivo hanno in sostanza trasformato il prestito in una ricapitalizzazione e hanno indotto la commissione europea ad avviare una procedura di infrazione.

Sicurezza Domani le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia proseguiranno l'e ( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia La terza lettura del decreto legge sul prestito all'Alitalia, modificato dalla Camera, era già in calendario per domani, ma l'ostruzionismo dell'Idv ha fatto slittare il voto a Montecitorio e, di conseguenza, la calendarizzazione al Senato.

Pd, la sfida nel cuore della Lega ( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sta per arrivare anche il problema Alitalia-Malpensa e si profila il federalismo, fiscale, forse competitivo, sicuramente "faI-da-te"sul quale dovrà entrare in scena Bossi in prima persona. Non è chiaro quanto la Lega sia davvero interessata alle soluzioni concrete di questi problemi.

Prestito Alitalia,è rivolta ( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Vettori sei società europee sul piede di guerra scrivono a tajani ( da "Riformista, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Stavolta a fare sentire la loro voce sull'infinita vicenda Alitalia sono le compagnie aeree concorrenti. Nonostante l'apertura del procedimento d'infrazione dell'Unione europea contro il governo italiano per il cosiddetto "prestito ponte" sia oramai una realtà, una nutrita pattuglia di vettori europei ha preso carta e penna per protestare contro gli aiuti finanziari che

Alitalia, il no delle compagnie europee ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In campo sei società, tra cui British Airways e Iberia. Mercoledì Bruxelles apre l'inchiesta Alitalia, il no delle compagnie europee Lettera alla Ue: prestito irregolare, violata la concorrenza.

Prestito Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Lettera a Tajani Prestito Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti Arriva la prima mossa formale dei concorrenti di Alitalia sul caso del prestito-ponte da 300 milioni. Sei compagnie aeree hanno scritto alla Commissione europea per protestare contro le misure prese dal governo per la compagnia di bandiera.

Damiana Verucci Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati ( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia-Magliana) sono "a pianificazione definita", mentre per le altre dieci Massimina, Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Torre Spaccata, Anagnina-Romanina, Acilia-Madonnetta, S. Maria della Pietà, La Storta, Cesano, Fiumicino-Magliana) gli interventi urbanistici e strutturali sono ancora da programmare.

L'unica certezza èche Alitalia non fallirà. Bisogna solo ( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo ... L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo stabilire se sia o meno una buona notizia. Le ingerenze della politica sul mercato generano solo confusione e non riescono a risolvere i problemi.

Allarme in aeroporto per un fastidioso odore ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto per un fastidioso odore di Redazione Un intenso e fastidioso odore ha creato allarme ieri mattina al terminal A dell'aeroporto di Fiumicino. Il fenomeno è risultato più pronunciato all'interno della sala Freccia Alata dell'Alitalia. I controlli dei vigili del fuoco non hanno però evidenziato alcuna anomalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Sei compagnie scrivono alla Ue<Alitalia, concorrenza violata> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, concorrenza violata" lettera al commissario Tajani LONDRA. Le compagnie europee si ribellano e chiedono, in sostanza, il fallimento di Alitalia. La British Airways e altre cinque compagnie aeree europee hanno scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani per protestare contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'

Intervista a Umberto Ranieri/Il clima nuovo fa bene all'Italia ( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In altra sede, cioè in Europa, si discute invece di Alitalia: l'Ue non ha gradito il prestito ponte. Io penso che ci sia stato da parte di settori della maggioranza la tentazione di sfruttare la questione Alitalia in termini elettoralistici. Penso si poteva e si doveva lavorare di più all'ipotesi di Air France.

L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte ( da "Opinione, L'" del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: 09 Giu 2008 Edizione 114 del 07-06-2008 IL DOSSIER ALITALIA SARà DISCUSSO MERCOLEDI PROSSIMO L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte di Alessandra Mieli Si addensano le nubi a Bruxelles. E pare ormai quasi certo il via libera a una procedura contro l'Italia per sospetti aiuti di stato illegali a favore di Alitalia.

Sciopero Meridiana, rischio paralisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: che nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di unire la vertenza Meridiana alla vendita di Alitalia, caldeggiando l'ipotesi di un unico gruppo che nascerebbe dalla fusione delle due società con l'Air One di Carlo Toto. Management e Aga Khan, secondo Rossi, "sembrano aver abbandonato interesse per il futuro di Meridiana ed Eurofly".

Alitalia, sei compagnie contro gli aiuti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Lo ha riferito ieri il domenicale britannico "Sunday Telegraph". "Senza quell'aiuto, Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni",

Petrolio, libero mercato o libera speculazione? ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Oggi sciopera il personale del gruppo Meridiana ( da "Unita, L'" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazioni di lungo raggio che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per un raccordo contrattuale tra i naviganti Airone e quelli di City Liner". Secondo Rossi, "questa serie di scioperi nel trasporto aereo indicano che le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma riguardano tutta l'industria, vettori ed aeroporti, servizi collegati ed indotto".

Rapporto dalle poste al lavoro, dal trasporto aereo al fisco ( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il trasporto aereo - nonostante Alitalia - resta uno dei fronti più aperti della nostra economia (grazie alle regole Ue). Il mercato del lavoro, "libero" al 50% nel 2007, lo è ora solo al 35%: Michele Tiraboschi, che firma il capitolo del rapporto dedicato al tema, segnala come elementi di "regresso", sulla strada della deregulation,

Demo 2 il caso intercettazioni e la guerra al loft ( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alema con un deputato Pd - attacchi il governo su Alitalia e sul reato di immigrazione clandestina, ma poi spunta fuori che hai incontrato in segreto Letta, per tutti la notizia diventa la seconda, non la prima". Come dire: se facciamo opposizione così, è come non farla. I piani di Veltroni si sono complicati anche sul fronte riforme.

Alice France (Telecom) va a Iliad per 800 milioni ( da "Corriere della Sera" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA, VERSO PROCEDURA UE. Riprende oggi alla Camera, l'esame del decreto legge su Alitalia e domani a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Sarebbe già pronta la versione finale della bozza della lettera che la Commissione si appresta a inviare all'Italia per comunicare l'

Spinetta: Dossier Alitalia chiuso ( da "Tempo, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Comunque, ha aggiunto, "non ci sono contatti nè con Alitalia nè con il governo italiano". Gourgeon non ha voluto fare commenti sul prestito da 300 milioni accordato dal governo ad Alitalia e contestato da sei compagnie aeree che lo ritengono un aiuto di stato. "Siamo stati troppo vicini ad Alitalia.

Alitalia, 6 compagnie contro il prestito. Dall'Ue un'inchiesta per fare chiarezza ( da "Campanile, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A riferirlo è stata l'uscita domenicale del britannico Sunday Telegraph. "Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni"

Da domani l'indagine Ue sugli <aiuti> ( da "Giornale.it, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese a decorrere dalla data di ricezione" della lettera. "L'Italia - si legge ancora nel testo - fornirà in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura"

Alitalia-Air France, no definitivo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 212 Alitalia-Air France, no definitivo --> Riprende oggi alla Camera l'esame del decreto legge su Alitalia e mercoledì a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria della compagnia,

BERLUSCONI E LE PROMESSE BOOMERANG ( da "Stampa, La" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sull'immigrazione, sui rifiuti, sulle intercettazioni, sull'Alitalia, sugli statali fannulloni e, persino, sulla prostituzione. Un frenetico carosello d'iniziative che vorrebbero rispondere alle due sostanziali attese degli elettori. Quella di un ministero forte, compatto, capace finalmente di decidere.

Intervista a Piero Ostellino/Rivoluzione liberale senza speranza ( da "Opinione, L'" del 10-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: faccenda Alitalia. Non c'è filosofia del diritto, la cui conseguenza è una mancanza di principi liberali nell'azione di governo. Non c'è modo di rendere più liberale la cultura italiana? Per contrastare gli organi di informazione schierati a sinistra, che rappresentano la metà dell'establishment, i media vicini al centrodestra - alcuni dei quali di proprietà dello stesso Berlusconi,

Alitalia, la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare una cordata ( da "Quotidiano.net" del 10-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: COMPAGNIA DI BANDIERA Alitalia, la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare una cordata Un mese di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione. Alitalia non potrebbe più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001 Bruxelles, 10 giugno 2008 - è attesa per domani la decisione della Commissione europea di aprire un'

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Alitalia, crollo di prenotazioni dopo la rottura con Air France ( da "Secolo XIX, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Ritornano i pianisti . E Fini: voto con due mani ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che durante il voto sul decreto Alitalia hanno movimentato l'aula di Montecitorio. Di Pietro ne ha "pizzicati" alcuni e ha sollevato il problema chiamando in causa il presidente Fini: "Se lei non fa il suo dovere è più colpevole di loro" ha detto l'ex pm accusando chi vota per un altro di "truffa aggravata".

Prestito Alitalia, Di Pietro contro i pianisti : è truffa Scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di Bruxelles ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Di Pietro contro i "pianisti": è truffa Scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di Bruxelles / Roma Ancora bagarre alla Camera per la partita Alitalia. Il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte Alitalia da trecento milioni è stato oggetto di una forte scontro tra maggiorza e opposizione.

Fini dichiara guerra ai "pianisti" alla camera si voterà con due mani - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegnato da giorni nel filibustering contro il decreto Alitalia. Tornato pm per un giorno, il leader dell'Italia dei valori ha preso di petto Gianfranco Fini: "Chi vota per due - ha tuonato tra le urla dei deputati leghisti e Pdl - commette una truffa aggravata, giacché concorre, con il titolare del diritto di votare, a fargli maturare indebitamente la diaria.

Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 212 Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles --> È prevista per oggi la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato italiano nelle casse di Alitalia. Salvo clamorose sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e approfondita, sospettando che la cifra erogata originariamente come prestito ponte sia un aiuto di Stato illegale.

Il decollo dei treni - enzo costa ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che vulcanicamente (con Catania) o sobriamente (con Moretti) prima promette e poi non mantiene accusando il governo. Ma una novità c'è: la lucidissima strategia di Silvio sui trasporti prevede di far rilevare Alitalia da Trenitalia: gli intercity sono soppressi perché i macchinisti stanno facendo un corso accelerato di volo.

Anche l'Europa scarica il Pd: le vostre liti non ci riguardano ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che, a sentire fonti governative, già tratta con la maggioranza: "È stato D'Alema ad assicurarci che su Alitalia si può votare domani, e anche l'ostruzionismo di Di Pietro rientrerà", spiegava ieri il ministro Elio Vito. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Passera su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 11 pagina 22 Passera su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte di Paolo Stefanato Marcello Zacchè da Milano e New York Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo, dopo aver ricevuto l'incarico di advisor, ha avviato "la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si prospettano"

Tutti in fila per alitalia chi la salva salva se stesso ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Global market Tutti in fila per Alitalia chi la salva salva se stesso Sembra impossibile. Eppure è vero: nei cieli italiani si è formata una lunga coda di candidati alle nozze con Alitalia. La dote, in questo caso, non interessa. La Magliana in questo momento è un malato in terapia intensiva, tenuto in vita artificialmente da una flebo da 300 milioni (

ROMA - Il prestito ponte di Alitalia arriva al primo giro di boa di Bruxelles. Oggi, salvo colpi di ( da "Messaggero, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: procedura lasciano immaginare che il rilancio di Alitalia troverà una soluzione prima dell'ultima parola di Bruxelles. Intanto, l'ok della Camera al decreto sul prestito ponte dovrebbe arrivare solo oggi. Ieri l'esame fiume degli emendamenti si è concluso in tarda serata sotto il pressante ostruzionismo dell'Idv al provvedimento che dovrà essere convertito entro la prossima settimana.

E Tremonti non conferma Spitz ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione che porterà alla fusione tra l'Agenzia e il ramo immobiliare di Fintecna, azienda controllata dal Tesoro, e che già ha incorporato, negli anni scorsi, la Patrimonio spa. Al vertice del nuovo gruppo, secondo indiscrezioni, potrebbe approdare Maurizio Prato, ex presidente Alitalia e ora tornato come vicepresidente in Fintecna.

Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue I dubbi di Bruxelles sui tassi e sulla cordata italiana. Ermolli a Palazzo Chigi L'incarico di advisor a Banca Intesa. Passera: ci impegneremo al massimo, ne vale la pena DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - L'Italia ha un mese di tempo per replicare alle contestazioni della Commissione europea sul prestito-

Alemanno: <Sul Prg solo aggiustamenti> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E le varianti Bufalotta e dei grattacieli ex Alitalia? "Difficilmente saranno riproposte". Proprio Morassut ha commentato le dichiarazioni di Alemanno: "Prendo atto - ha detto l'ex assessore - che il sindaco contraddice gli iniziali orientamenti su radicali modifiche al Prg. Però non servono discussioni generiche, ma solo che il piano venga attuato.

Camera, <pianisti> sotto tiro Fini: si voterà con due mani ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il contesto è la conversione del decreto Alitalia. Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, dopo un'approvazione per pochi voti ad opera della maggioranza, ha tuonato: "Chi vota per due commette una truffa aggravata perché concorre con il titolare della scheda a far ottenere la diaria come fosse presente".

SCIOPERO IL 4 CONTRO I TAGLI ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air one Modifica lo statuto puntando SU Alitalia AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo.

Alitalia: Commissione europea indaga sul prestito ponte ( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Investigazione formale sul decreto da 300 milioni di euro Alitalia: Commissione europea indaga sul prestito ponte Intanto la Camera vota il decreto legge Bruxelles, 11 giu. - La Commissione europea ha ufficialmente aperto una procedura di investigazione per indagare sul prestito ponte di 300 milioni di euro che lo Stato Italiano ha concesso ad Alitalia.

Sciopero ok, ma disagi limitati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cioè, al momento non ha le difficoltà di Alitalia, ma il 28 ottobre, giorno in cui, con la fine della continuità territoriale, si deciderà il destino di alcune rotte fra le più remunerative (Milano e Roma) per Meridiana potrebbero sorgere diversi problemi, anche abbastanza seri.

I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Opinioni Pagina 315 I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla? --> Per lavoro vado e torno da Bologna con Meridiana, ogni volta con ritardi vari e assortiti. Il 3 giugno, solita sveglia all'alba per il volo delle 7.15 che per "motivi operativi" (rispetto del numero di ore di riposo del personale) è stato posticipato alle 10.

Alitalia, ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine formale ( da "Quotidiano.net" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine formale Via libera alla conversione del decreto, ora il testo torna al Senato. Durante la procedura della commissione europea, che può durare fino a 18 mesi, Alitalia potrà usare i 300 milioni del prestito Bruxelles, 11 giugno 2008 - Via libera della Camera alla conversione in legge del decreto per il prestito

Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione ( da "Tempo, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa alitalia Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Il provvedimento torna ora all'esame del Senato.

Intesa SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20% ( da "Opinione, L'" del 11-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi è Mer, 11 Giu 2008 Edizione 117 del 11-06-2008 ALITALIA Intesa SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20% Intesa SanPaolo ha immediatamente aperto il "dossier" relativo alla privatizzazione di Alitalia. A comunicarlo è stata la compagnia al termine della riunione del Cda che si è svolto ieri.

Una vita meritocratica ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Alitalia, Ue: no sospensione prestito ( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)
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Abstract: Buona collaborazione con autorita' italiane" Alitalia, Ue: no sospensione prestito La Commissione autorizza l'utilizzo degli aiuti da parte della compagnia di bandiera Bruxelles, 11 giu.- La commissione Europea “non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione” dell'aiuto di 300 milioni di euro all'Alitalia.

Capitale news ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: AIR ONE MODIFICA LO STATUTO PUNTANTO SU ALITALIA AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo.

L'alitalia nel mirino ue via all'indagine sul prestito - d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla Camera il sì al finanziamento L'Alitalia nel mirino Ue via all'indagine sul prestito d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 SEGUE A PAGINA 12.

Decreto alitalia, ok dalla camera ma scatta l'indagine di bruxelles - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
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Abstract: Economia Decreto Alitalia, ok dalla Camera ma scatta l'indagine di Bruxelles La Ue: durante la procedura prestito utilizzabile In autunno i primi esiti dell'inchiesta Per la decisione finale necessari anche 18 mesi ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - La Commissione europea mette nel mirino il prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia mentre a Roma la Camera approva il super-

E il caro-greggio frena la cordata italiana - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La cordata italiana per Alitalia resta (per il momento) in naftalina. La strada era già in salita con il petrolio a 100 dollari e una compagnia di bandiera con un discreto livello di prenotazioni. Ora però le cose si sono complicate: il greggio a 137 euro ha fatto decollare il costo del pieno per gli aerei del gruppo (già salito del 25% nel primo trimestre 2008)

Prestito ad Alitalia, l'Europa concede un'altra opportunità ( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e nel frattempo trasformato in capitale sociale per evitare di portare i libri in Tribunale. I dubbi di Bruxelles sull'operazione sono stati comunicati dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, al ministro degli Esteri, Franco Frattini, proprio nel giorno in cui il decreto con il prestito è stato approvato dalla Camera e adesso passa all'

Il vaccino contro il male del viaggiatore - il governo deve andare alla cerimonia d'apertura di pechino? ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R2 Ambiente Scienza Repubblica Tv Bush L'atlante Onu 40 anni dopo Africa devastata Misure e numeri della Topolino: sarà fatta in Serbia La visita a Roma in diretta Il vaccino contro il male del viaggiatore Alitalia e l'Ue gli esperti a confronto IL GOVERNO DEVE ANDARE ALLA CERIMONIA D'APERTURA DI PECHINO?.

Alitalia, ok al decreto Ma l'Europa interviene Via libera al prestito di 300 milioni, la Commissione apre l'indagine: sono aiuti di Stato ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia predisposta dal governo Prodi. Anche la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte dell'Alitalia è una misura controversa. Tanto che la Consob ha deciso di sospendere la quotazione in Borsa del titolo. Il disegno di legge, ha ribadito Bersani, mette la privatizzazione di Alitalia "fuori da ogni regola di trasparenza,

Bondi: <Io, immigrato in Svizzera ero in una banda di extracomunitari> ( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avvicinandosi a un deputato del Pdl dopo un intervento su Alitalia. Solo dopo un po l'onorevole interpellato ha precisato: "Buttiglione, ma io non sono Jannone, sono Cicu". Piccolo errore di persona commesso dal vicepresidente di Montecitorio. Peraltro perdonabile, visto che alla Camera si ricorda come già nel '94 Vittorio Sgarbi corse incontro a Salvatore Cicu salutandolo così:

ALL'INTERNO ( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unione europea indaga sul prestito ponte ALITALIA L'Unione europea indaga sul prestito ponte I 300 milioni concessi dal governo alla compagnia di bandiera diventano materia d'indagine. Ma la decisione di Bruxelles è un compromesso con Tremonti, che ha ottenuto 18 mesi tregua | PAGINA 11 In tutta Europa CARO PETROLIO In tutta Europa la rivolta dei camionisti Un'

CITTA' DEL VATICANO Molto, molto di più di un'udienza. Piuttosto un incontro ( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia c'era Bush, un altro gesto senza precedenti. Il protocollo predisposto dalla Prefettura della Casa Pontificia prevede l'arrivo dell'ospite alle 11 di domani mattina, all'ingresso della Torre di San Giovanni, nei giardini vaticani, e non come avviene di solito nelle udienze normali, nella biblioteca dell'appartamento pontificio.

La Ue apre un'indagine sul prestito ponte ( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA La Ue apre un'indagine sul prestito ponte A. D'Arg. BRUXELLES Indagine e non procedura di infrazione, anche così poco cambia: il prestito ponte del governo all'Alitalia non convince la Commissione europea. "Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini", ha detto il portavoce di Barroso.

Alitalia, l'Ue apre l'indagine sul prestito ( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sì al superdecreto Alitalia, l'Ue apre l'indagine sul prestito Ora è ufficiale. La Ue ha aperto un'indagine d'investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal Tesoro ad Alitalia e poi trasformato in patrimonio: in pratica, l'iniziativa serve ad appurare se si tratta di un aiuto di Stato, che sarebbe incompatibile con le regole del mercato comunitario.

Procedura Ue, più tempo ad Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: più tempo ad Alitalia "E un aiuto di Stato ma per ora il prestito non va rimborsato" Via libera del Parlamento al decreto sulla privatizzazione e sulla ricerca del nuovo socio di controllo DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - La Commissione europea ha concesso un po di tempo per tentare di salvare l'Alitalia con la privatizzazione.

Il mandato a Intesa e l'opzione Marzano ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: opzione Marzano Al rumore suscitato dall'inchiesta della Commissione Ue sul prestito ponte all'Alitalia fa da contrappunto il silenzio dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Intesa Sanpaolo è l'advisor della compagnia e del governo che le ha conferito l'incarico senza vincoli previa modifica della legge sulle privatizzazioni.

Alitalia, parte l'inchiesta di Bruxelles ( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Entro 45 giorni sono attese le controdeduzioni dell'Italia. Poi l'indagine si concluderà nel tempo massimo di 18 mesi Alitalia, parte l'inchiesta di Bruxelles Sul prestito del Tesoro i sospetti di aiuti di Stato. Ma la Ue non blocca le risorse.

ROMA Il super-decreto sulla concessione del prestito ponte di 300 milioni di euro all'Alitalia, ( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al quale il governo risponderà in un solo modo, con la soluzione del caso Alitalia". Il governo va dunque dritto per la sua strada, mettendo insieme un testo che accorpa tutte le ultime norme relative alla compagnia di bandiera, comprese quelle varate dal governo Prodi, che altrimenti sarebbero state disseminate in tre diversi provvedimenti.

BRUXELLES - Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è ( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è da ieri ufficialmente sotto la lente della Commissione europea. Bruxelles ha infatti aperto un'inchiesta approfondita, ossia la procedura rituale con cui vengono affrontati i presunti aiuti di Stato, sulla misura varata il 22 aprile scorso, ma non ha chiesto all'Italia di rimborsare il prestito,

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, sì al prestito La Camera ha approvato il prestito-ponte di 300 milioni per salvare l'Alitalia. La Ue ha aperto una procedura d'infrazione ma ha concesso tempo al governo Berlusconi per tentare di salvare la compagnia di bandiera con la privatizzazione.

Alitalia, volo a rischio ( da "Campanile, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ue apre la procedura e indaga Come previsto la Commissione europea ha aperto una procedura nei confronti di Alitalia. Non si tratta, però, di una "procedura di infrazione" - come specificato dalla stessa Commissione, "ma di una normale indagine" per verificare se la somma di denaro concessa dal precedente governo sia da considerarsi un aiuto di Stato illegale.

Roberto Farneti Va bene fare l'opposizione al governo della destra ( da "Liberazione" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia", affermano in una nota Roberto Musacchio (capogruppo del Prc al parlamento europeo) e Maurizio Zipponi. "L'intervento dell'Ue - proseguono i due esponenti di Rifondazione - è poi ulteriormente incomprensibile in quanto l'Alitalia è la compagnia nazionale di supporto strategico alla più importante industria del paese che è quella del turismo.

Nel ranking brilla il ministro Gelmini ( da "Opinione, L'" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: nelle ultime settimane frequentemente intervistato dai telegiornali, interviene sul decreto Alitalia che prevede per la compagnia aerea un prestito ponte di 300mila euro e sulla questione intercettazioni. Benelli, esperto di previdenza, spiega invece ai telespettatori del Tg5 i requisiti per avere dall'ex coniuge una parte del Tfr.

La Commissione concede un mese all'Italia ( da "Opinione, L'" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 ALITALIA La Commissione concede un mese all'Italia Come largamente preannunciato, Bruxelles invita l'Italia a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese", "in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'

Utile in calo per Meridiana ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in particolare quella che riguarda Alitalia". Secondo la Cisl, la Regione non può ignorare il destino di 1.330 lavoratori, oltre che degli addetti dell'indotto: "La Giunta regionale", conclude il segretario regionale Giovanni Matta, "non può ignorarli e affidarli deliberatamente ai capricci dei mercati", anche perché Meridiana "deve continuare a svolgere un ruolo importante"

Il prestito ad Alitalia sotto la lente Ue ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: ponte da 300 milioni ad Alitalia, la Ue apre l'indagine: aiuto di Stato illegale. Via all'indagine. La Commissione europea vuole fare chiarezza sui 300 milioni versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Prima erogati come prestito-ponte dal governo Prodi, poi trasformati in patrimonio netto della compagnia aerea dal governo Berlusconi.

Aeroporto, pista ok Manca il placet sulla stazione meteo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Aerei che in Italia hanno Meridiana e Alitalia, compagnie che non vivono il miglior periodo della loro esistenza. Ma quando e come è tutto da vedere. La nuova stagione del turismo per Tortolì non è iniziata nel migliore dei modi. Tempo di bilanci magri. A Tortolì come altrove è l'anno della cinghia.

Impegno del Governo sui collegamenti tra Novara e Malpensa ( da "Stampa, La" del 12-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. L'intento è quello di dare particolare riguardo alle connessioni con il Cim, il polo logistico novarese, che può svolgere un'importante funzione di retroporto per le merci e soprattutto per promuovere le attività imprenditoriali. "Sono molto soddisfatto di questa disponibilità - ha detto Nastri - e sono certo che il Governo saprà adeguare e valorizzare il ruolo di Malpensa

Ma quali intercettazioni, pensino ai salari... Veltroni all'attacco del governo: C'è una totale sottovalutazione delle vere emergenze del Paese ( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Ici, mutui, per finire alle intercettazioni, e adesso anche sul tema rifiuti dove l'uscita di Berlusconi sulla chiamata dei volontari fa sorridere: "Il problema non è raccogliere i rifiuti, è dove metterli". Qualcosa sta cambiando? Veltroni giura di no: "Noi non molliamo, facciamo opposizione seria,

L' Economist : Pd troppo buono, opposizione fantasma altro che britannica Analisi impietosa: Voler collaborare con Berlusconi sulle riforme elettorali e costituzionali avrà consegu ( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e i mancati affondi contro il governo per il caso Alitalia, per le "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e per la "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". "Veltroni ha un'idea dell'opposizione che non appare assolutamente britannica", sottolinea la rivista, memore del fatto che nel Regno Unito l'opposizione non perde mai un'

Tonini: Per avere il consenso non serve fare la faccia feroce ( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scrivono che su Alitalia, immigrazione, caso Schifani, avete perso delle occasioni... "Non mi pare proprio. Su Alitalia stiamo assistendo al fallimento dell'approccio del governo, e noi non abbiamo mancato di evidenziarlo. Sul reato di immigrazione clandestina abbiamo sempre detto no e oggi su questo la maggioranza è in confusione.

Alitalia, Tajani (Ue): <Controllo rigoroso> ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 140 del 2008-06-13 pagina 26 Alitalia, Tajani (Ue): "Controllo rigoroso" di Redazione da Milano "Daremo alla Ue le spiegazioni che chiede" ha detto ieri tranquillamente il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che già mercoledì aveva osservato: sono preoccupato per Alitalia, non per l'indagine europea.

Consulenti pubblici Ecco l'elenco con tutti i compensi ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: 450 mila euro. Oppure l'incarico "relativo alle nuove azioni progettuali dell'Agenzia" (237.600 euro) che il capo delle Dogane Mario Andrea Guaiana aveva assegnato alla Bain & company Italia. Va comunque detto che nella lunghissima lista dei consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere,

Prima è stata Cristina Mezzaroma, moglie del presidente della Lazio, Claudio Lotito, a ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: peggiore di quella in cui si trova l'Alitalia". Così, Claudio Lotito, ieri ha illustrato ai giudici il contesto che avrebbe generato quelle minacce: "La società - ha detto Lotito - aveva debiti per 150 milioni con l'erario e debiti con i fornitori. Venivano pagate parcelle a medici che non lavoravano più.

Alitalia, al cda del 27 il verdetto di Intesa. Spunta l'ipotesi spezzatino ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Intesa Sanpaolo consegnerà al consiglio di Alitalia del 27 giugno, giorno in cui dovrebb ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riunito a Milano i banchieri di Nomura e Morgan Stanley per illustrare il nuovo aggiornamento del piano industriale Air One-Alitalia predisposto da Seabury, starebbe spuntando un'ipotesi spezzatino per la Magliana. Mantenendo in continuità aziendale il core business, e separando mediante scissione le attività meno profittevoli. Da avviare sotto una procedura tipo la legge Marzano.

RICHARD PIPES ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it ALITALIA Il prestito e l'indagine La Commissione europea, dopo aver formalmente aperto un'inchiesta per il prestito di trecento milioni di euro concesso dallo Stato all'Alitalia, ha pure autorizzato la compagnia aerea italiana a utilizzare liberamente la cospicua somma, durante il corso dell'indagine.

Lotito in procura: "la società? stava peggio dell'alitalia" - stefano carina ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" Il presidente testimone nel processo sulla fallita scalata al club STEFANO CARINA UN GIORNO in Procura. E quello trascorso ieri da Claudio Lotito per il processo che vede imputate nove persone, tra cui i leader degli Irriducibili e Giorgio Chinaglia, per le accuse di aggiotaggio e associazione a delinquere finalizzata alla tentata estorsione,

Veltroni <unfit> a governare l'opposizione ( da "Manifesto, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e di non aver incalzato il governo sulla gestione del caso Alitalia. E poi ancora il non aver aperto bocca sulle "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e sulla "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". Ma la stoccata peggiore per l'inventore della versione casareccia del governo ombra all'inglese è quella di avere "un'idea dell'

Il Cav fa il napoletano e conquista i Tg ( da "Opinione, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni interviene sul caso Alitalia -"Io avrei concluso l'accordo con Air France"- e attacca il Governo, accusandolo di improvvisazione e dilettantismo in merito alla nostra compagnia di bandiera. Infine l'ex sindaco di Roma puntualizza sulla natura del Pd: "Siamo la casa comune di laici e cattolici.


Articoli

Alitalia, nodi Bruxellesal prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

L'Unione europea aprirà la procedura d'infrazione contro i 300 milioni stanziati dal governo. Crolla il numero dei passeggeri ad aprile 06/06/2008 LUSSEMBURGO. Pugno di ferro dell'Ue sull'immigrazione clandestina. I 27 ministri dell'Interno hanno approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli irregolari, che punta ad armonizzare la normativa e prevede, tra l'altro, la possibilità di detenere un clandestino in appositi centri fino a sei mesi, estendibili a 18 in tre casi: rischio di fuga, mancata collaborazione nel rimpatrio e assenza di documenti. Il provvedimento stabilisce la possibilità di detenere e espellere anche i minori a certe condizioni, il divieto di reingresso nell'Ue per un massimo di 5 anni per chi è stato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma anche il patrocinio pubblico per chi farà ricorso. Un emendamento definisce la "prostitute soggetti pericolosi". Soddisfatto il titolare del Viminale, Roberto Maroni: "Alla luce della direttiva Ue, continuo a ritenere che il reato di immigrazione clandestina sia la via giusta". Dubbi da socialisti, sinistra e verdi. Forti critiche dalle Chiese cristiane europee. I vescovi cattolici si dicono "molto preoccupati" e chiedono che "sia limitato l'uso della detenzione amministrativa". bocconetti e guglielmi >> 2 06/06/2008 Il ministro Brunetta: l'intervento sul bilancio previsto nell'arco di 3 anni. Allarme prezzi della Banca centrale europea. Frenano i consumi, boom in Liguria di gruppi d'acquisto familiari 06/06/2008 roma. Trentasei miliardi di manovre da qui al 2011 per pareggiare il bilancio un anno prima di quanto chiede ai Paesi europei Bruxelles. Lo ha detto il ministro Renato Brunetta durante la conferenza Stato Regione. La Banca centrale europea, intanto, rilancia l'allarme sui prezzi e si prepara ad alzare i tassi dello 0,25% a partire dal primo luglio. Il carovita continua a correre e di conseguenza frenano i consumi, mentre in Liguria si organizza il primo gruppo di acquisti familiare: si fanno le ordinazioni e si compra a Roma, in un centro che offre forti sconti. lombardi e pedemonte >> 5 06/06/2008.

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Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 06 Giu 2008 Edizione 113 del 06-06-2008 Intervista a FABIO VERNA/Alitalia: la strategia di Spinetta è la stessa che si usa nei suq di Aldo Torchiaro Finanziere per vocazione ed economista per passione accademica, Fabio Verna è un superconsulente di quelli che un complicato anglicismo definisce crisis manager. Gestore delle crisi. Sarà per questo che quando è esplosa la bomba Alitalia, nell'entourage di Silvio Berlusconi si è subito pensato a lui, per organizzare la cordata italiana. Ed è a lui che chiediamo notizie sul futuro della compagnia di bandiera, nel giorno in cui si apprende che la Ue avvierà una procedura contro l'Italia per il prestito ponte da 300 milioni di euro, considerato aiuto di stato, e che in aprile i passeggeri trasportati sono calati del 25,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Professor Verna, partiamo dalla fine. Come si concluderà la vicenda Alitalia? Io sono convinto che Alitalia si salva. Non sarà facile e lo sappiamo tutti, ma Alitalia non fallirà. Se permetteranno ad una nuova gestione di rimettere in carreggiata la compagnia di bandiera, vedrete che tra due anni ci sarà il |I|break even|/I|. E tra cinque anni Alitalia tornerà a fare utili. Altroché cambio di passo. Ci vorrebbe una rivoluzione. Sì, liberale. E questo governo è quello giusto per adottarla. D'altronde siamo davanti a un'emergenza che non può essere affrontata con qualche misura di normale amministrazione. Berlusconi aveva parlato, anche tramite lei, di una cordata di imprenditori. Adesso ricorre al prestito ponte. Cos'è cambiato? E' chiaro che c'è stato un passaggio, con l'assunzione di tutte le responsabilità di governo, che obbliga Berlusconi a compiere scelte da uomo di Stato, e che oltre all'indicazione e all'auspicio della cordata italiana deve provvedere in tempi rapidi a misure d'emergenza, quale quella del prestito-ponte. Parliamo di lei. Come si diventa capo cordata di Alitalia? Io mi sono occupato di verificare le disponibilità imprenditoriali dell'area del Centro-Sud, per la verità. Berlusconi ha in Bruno Ermolli un punto di riferimento che, come uomo di finanza cresciuto con Fininvest, gli ha sempre dimostrato un'affidabilità assoluta. E' Ermolli che ha cercato di riunire grandi investitori ed è con lui che ho collaborato da quando si è iniziato a ipotizzare di mettere insieme la cordata italiana. Lei si è attivato subito, quando ha sentito parlare di cordata? Avevo colto il coraggio di chi, come Berlusconi, voleva difendere non solo l'italianità della compagnia di bandiera ma i posti di lavoro degli addetti e il ruolo strategico che Alitalia esercita per il sistema-paese. Una sera ho incontrato Gianni Letta e gli ho esposto alcune mie analisi sulla materia e pochi giorni dopo ero operativo, nel ruolo di mediatore per la più difficile partita finanziaria di questi anni. Anche perché Ermolli, Sinergetica e gli altri partner sono tutti a Milano? E serviva un finanziere romano, vuole dire? Per lavorare su un'azienda che ha la sua sede a Fiumicino e tutto il suo indotto nella capitale? Anche questo può essere vero. Però a Roma ci sono anche i sindacati. Alitalia ha a che fare con dodici sigle sindacali diverse, un delirio. Che ovviamente mette in fuga gli investitori, anche e soprattutto stranieri, come abbiamo visto. La loro responsabilità è gravissima e mi sembra che persino il Governo precedente, nelle sue ultime fasi di vita, lo abbia messo in luce. Non si può pensare di garantire i lavoratori affondando la compagnia per cui lavorano, siamo di fronte ad una miopia inspiegabile. Sta di fatto che Jean Cyril Spinetta non solo è tornato a Parigi, ma da lì invoca un esorcista per salvare Alitalia. Un'immagine colorita, di quelle che nascondono altre intenzioni. Ci spieghi meglio. Non credo mai agli addii definitivi, davanti a certe operazioni finanziarie. Ha presente come funzionano i suq nel mondo arabo? Più o meno? Funzionano così: ti interessa una cosa, la guardi, ti avvicini, la prendi in mano. Ti dicono il prezzo, ti interessa ma tu la molli. La rimetti a posto, dici che non va bene e ti allontani. Poi torni e tratti, ti allontani e ritorni alla carica? Comunque diciamo che non è detto che un uomo d'affari come Jean Cyril Spinetta esca del tutto di scena. Air France - Klm dice di avere i suoi problemi, con il costo del carburante. Come tutti. Perché scusi, Air France lo paga più degli altri? No. Appunto. Tutte le compagnie del mondo hanno a che fare con l'aumento dei costi del carburante. E aggiungo, per chi non lo sa, che il mentre noi cittadini paghiamo le accise sulla benzina, le compagnie aeree non pagano alcuna accise sul carburante. Però non tutte le compagnie aeree ricevono sostegni pubblici?. Infatti, e sarebbe grave se ne ricevesse a vuoto anche Alitalia. Ma qui non si tratta di aiuti di Stato, ma di un prestito. Di una linea di credito. Non tutti la pensano così in Europa. British Airways e Ryan Air sono sul piede di guerra, ma sono ottimista su questa vicenda. Le compagnie anglosassoni credono nel mercato puro? Benissimo. Io intanto sottolineo che nel Regno Unito non si può aderire ad alcuni trattati e dire di no ad altri. Il prestito ponte è un prestito: lo Stato recupererà il denaro con il dovuto interesse, e guai se così non fosse. Non si tratta di aiuto di Stato, che è altra cosa. E' una linea di credito che avrà un saggio di interesse e che verrà rimborsata a scadenza. Adesso è l'ora della due diligence. Va fatta in tempi brevi, venti giorni. Temo che siano tempi troppo stretti. Fare una due diligence di questa portata in 20 giorni è molto difficile, anche per un advisor come Intesa San Paolo. Che però non si limita a fare l'advisor, entrerà forse nell'azionariato di Alitalia. Niente di male. Quando parliamo di cordata italiana, lo facciamo a partire dalle banche italiane. E sottolineo che Intesa San Paolo ha una credibilità e una autorevolezza internazionale senza pari, per l'Europa sarebbe la migliore delle risposte. Le banche fanno piani finanziari, non piani industriali. Le banche fanno piani di risanamento. E se investono i loro capitali, è perché credono nelle aziende che producono utili. Comunque, siamo di fronte ad un piano finanziario che sostituisce un piano industriale. Il primo passaggio sarà quello di consentire ad Alitalia di stare sul mercato da sola, prendere forza. Non senza comportare costi enormi? Secondo i miei conteggi, che andrebbero verificati, il complessivo tra prezzo d'acquisto e di rilancio e ristrutturazione industriale ammonterebbe a circa tre miliardi di euro. E' una mia stima empirica, che è carente di alcuni dati iniziali, ma credo proprio che si avvicinerà al risultato finale della due diligence. Insomma siamo passati dai volenterosi della cordata italiana alle grandi banche? Siamo passati da un'avanguardia che va in avanscoperta, Ermolli ed io, ai carri armati di Banca Intesa. Lo scenario dove cambia? Non è più un candidato premier che incarica un suo superconsulente, ma è il premier che incarica il ministro di nominare un istituto di primo piano a fare l'advisor. Come si concluderà questa fase? Con i 300 milioni di euro del prestito, con la diminuzione delle perdite, complice il periodo estivo nonché il tempestivo sblocco dei crediti fiscali, sappiamo che la compagnia ha circa un anno di vita serena davanti. Si possono riportare all'interno alcune attività; rivalutare o ridisegnare i rapporti sindacali. Tutto questo consentirebbe un collocamento e un riposizionamento del pacchetto del 49.9 % detenuto dal ministero dell'economia sul mercato, a condizioni sensibilmente migliori.

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Alitalia, Di Pietro: darò battaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno Alitalia, Di Pietro: darò battaglia Duro confronto alla Camera. Bruxelles indaga sul prestito, il governo è sereno --> ROMA Dieci ore di ostruzionismo e la promessa di proseguire a oltranza la prossima di settimana: l'Italia dei Valori non molla la battaglia parlamentare contro il super-decreto Alitalia che è all'esame dell'Aula di Montecitorio. Il via libera finale previsto per martedì è quindi probabile che slitti, almeno di ventiquattro ore. In Aula è un'altalena, si passa da momenti di calma estrema a picchi di tensione, con tanto di insulti e accuse reciproci. Ed è quasi bagarre quando scoppia il caso "pianisti" (i deputati che votano per due, al posto dei colleghi assenti). DIVISI Le opposizioni si presentano però divise alla prima prova parlamentare. Determinati a mettere i bastoni fra le ruote al governo Antonio Di Pietro e i suoi uomini, decisamente meno barricadero il Pd. I Democratici criticano nel merito il provvedimento, ma continuano a evitare l'ostruzionismo: "Non esiste - dice il capogruppo alla Camera Antonello Soro - un strategia di ristrutturazione e di rilancio di Alitalia, ma solo un vergognoso spreco di denaro pubblico, una pericolosa fuga dalle responsabilità, un clamoroso tradimento degli impegni preelettorali". DI PIETRO Diversi i toni di Di Pietro: "Continueremo l'ostruzionismo come e più di prima per far conoscere agli italiani la doppia illegalità, quella di merito, perché le norme europee impediscono gli aiuti di Stato, e quella di metodo, perché ci sono dei truffatori che usano la scheda due volte". L'ex pm se la prende con i deputati del Pdl, convinto che in molti abbiano fatto i pianisti votando al posto dei colleghi e garantendo la maggioranza. Ipotesi che viene respinta al mittente: la maggioranza ha garantito le presenze, è la replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, e non vi sono dubbi sulla regolarità delle votazioni. L'INCHIESTA UE Da Bruxelles rimbalzano intanto le notizie sulla decisione dell'Unione europea di avviare un'inchiesta formale e approfondita sui 300 milioni di euro concessi ad Alitalia, inizialmente sotto forma di prestito-ponte, e poi trasferiti al patrimonio netto della società. Il governo insiste sulla propria linea difensiva e si dice convinto, con il ministro Vito, che la scelta di dare vita a un provvedimento che raggruppi tutte le norme su Alitalia sia un modo per fugare i dubbi della Commissione europea e facilitare l'iter della procedura. Come spiega inoltre il sottosegretario all'Economia Luigi Casero, il governo non intende perdere tempo e vuole collocare effettivamente Alitalia sul mercato: un elemento, quest'ultimo, che dovrebbe fare la differenza - è la tesi dell'Esecutivo - e rendere la valutazione delle istituzioni comunitarie più favorevole nei confronti del nostro Paese. Sarà la Borsa a sancire il ritorno alla vita della nostra compagnia di bandiera?.

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Berlusconi, malore per il troppo caldo Ma poi invita a pranzo la Marcegaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 07-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier nel suo lungo intervento ha parlato un po' di tutto, dalla lotta all'evasione al caro petrolio, dal ritorno al nucleare alla spazzatura di Napoli, dalle intercettazioni al nodo Alitalia

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"Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-06-2008)

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STRESA.CASINI AL MEETING UDC SPAZIA DA ALITALIA AL VOTO "Le alleanze alle amministrative da valutare su programmi e realtà" "Malpensa va distinta dall'Alitalia. Il decreto sulla compagnia aerea è pessimo e manda nel tritacarne 300 milioni di euro. E' un esempio di assistenzialismo negativo per l'Italia: prima si parlava di prestito ponte, adesso è un contributo a fondo perduto". E' il giudizio dato ieri del leader dell'Udc Pierferdinando Casini durante una riunione organizzativa del partito al Grand hotel Bristol di Stresa, cui hanno preso parte molti rappresentanti locali e dello stato maggiore: dal segretario Lorenzo Cesa al deputato Teresio Delfino. Per quanto riguarda l'operato del governo Berlusconi, poi, ha aggiunto: "Dare un giudizio definitivo dopo tre mesi sarebbe poco serio. Mi limito a constatare che sono state fatte alcune cose positive, e penso al decreto sui rifiuti di Napoli, ed altre negative. Il giudizio è come sempre chiaro scuro". Duro, invece, il parere sul reato di immigrazione clandestina: "E' uno slogan. Finirebbe per ingolfare tribunali e carceri - ha detto Casini - mentre noi abbiamo bisogno di espulsioni immediate ed efficaci". In generale, comunque, il leader dell'Udc ha garantito: "Come ci hanno chiesto gli elettori faremo un'opposizione seria, serena e non ideologica". L'ultima battuta di Casini è stata sulle alleanze in occasione delle prossime elezioni amministrative: "Valuteremo il da farsi a seconda dei programmi e delle realtà locali".

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Berlusconi in volo sull'aereo più pazzo del mondo (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

VOI SIETE QUI Berlusconi in volo sull'aereo più pazzo del mondo Alessandro Robecchi Lo avevo detto, ed ero pure convinto: non è una dipendenza, posso smettere, posso smettere, smetto quando voglio. E poi ci sono ricascato. Così, non mi sono perso una sillaba del discorso di Silvio Berlusconi alla platea dei figli dei vecchi industriali, che i giornali chiamano pietosamente "giovani industriali". Ci ho fatto pure dei soldi: che il malore fosse solo "lieve malore" i bookmaker lo davano due a uno, e io ho scommesso. Poi ho scommesso anche che, una volta ripresosi, avrebbe fatto il buffone davanti alla platea, e ci ho azzeccato anche lì. Bene. Quanto al discorso del vecchio affarista di fronte ai figli dei vecchi affaristi, confesso di avere qualche perplessità. Mi sono munito di virgolette perché non venga su domani qualche bellimbusto a dire che l'ho frainteso. CONTINUA PAGINA 4 Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti. Uno si alza a Madrid, o a Boston e decide di vedere il Colosseo, ma i francesi lo dirottano sulla Tour Eiffel. Vado a Pisa, e magicamente atterro in Bretagna. Come è noto da quando Air France ha comprato Klm la gente va ad Amsterdam a piedi, o non ci va. Una cretinata, ma poniamo il caso. E se fosse? Se fosse ci sarebbe da dichiarare guerra alla Francia, il dirottamento aereo è un reato abbastanza grave. Ma poi? Poi, testacoda. Come faremo a fare le centrali nucleari? Semplice, mica aspetteremo quelle di quarta generazione, bisogna farle subito: "Ci stiamo mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la Francia, perché ci aiutino con la loro tecnologia". Cioè: gli stessi che accusiamo di dirottare i turisti ci aiuteranno a costruire centrali nucleari. Mi compro subito una tuta anti-radiazioni. La indosserò sopra la mia prodigiosa tuta anti-cazzate, senza la quale non potrei vivere in questo paese.

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Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potet... (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Dunque, su Alitalia: "Se fosse stata assorbita da Air France con l'intero management francese, potete immaginare bene dove i francesi avrebbero portato i turisti che volevano visitare le bellezze d'Europa". Strabiliante affermazione. In pratica si teme che la Francia faccia migliaia, forse milioni, di dirottamenti aerei ai danni di turisti. Uno si alza a Madrid, o a Boston e decide di vedere il Colosseo, ma i francesi lo dirottano sulla Tour Eiffel. Vado a Pisa, e magicamente atterro in Bretagna. Come è noto da quando Air France ha comprato Klm la gente va ad Amsterdam a piedi, o non ci va. Una cretinata, ma poniamo il caso. E se fosse? Se fosse ci sarebbe da dichiarare guerra alla Francia, il dirottamento aereo è un reato abbastanza grave. Ma poi? Poi, testacoda. Come faremo a fare le centrali nucleari? Semplice, mica aspetteremo quelle di quarta generazione, bisogna farle subito: "Ci stiamo mettendo d'accordo anche con degli stati amici come la Francia, perché ci aiutino con la loro tecnologia". Cioè: gli stessi che accusiamo di dirottare i turisti ci aiuteranno a costruire centrali nucleari. Mi compro subito una tuta anti-radiazioni. La indosserò sopra la mia prodigiosa tuta anti-cazzate, senza la quale non potrei vivere in questo paese.

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IN BREVE (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

A cura di Redazione politica Allarme consumi "IL CARO PETROLIO CI COSTERA' 1.255 euro in più all'anno" La stangata energetica peserà sui bilanci delle famiglie italiane con un maggiore esborso di 1.255 euro annui, pari da sola a provocare un aumento inflattivo del 4,3 %. Lo dicono Adusbef e Federconsumatori che chiedono al governo "manovre strutturali e fiscali". "Con il prezzo del petrolio a 140 dollari al barile, dobbiamo purtroppo rivedere la previsione che il peso della stangata avrà quest'anno sulle famiglie italiane", dicono le associazioni di difesa dei consumatori che non includono nel conteggio le ricadute su prodotti e generi di prima necessità, come quelli alimentari e che subiranno aumenti di 530 euro annui (il 10% in più della spesa alimentare complessiva). Solo per i costi energetici si attesteranno a più 709 euro di spesa annua, di cui 255 euro per luce e gas, 180 euro per il riscaldamento, 304 per carburanti. Inoltre - si calcola - per maggiori costi di produzione dell'industria si devono aggiungere 183 euro, per la trasformazione chimica per l'ottenimento di plastiche, vernici e detersivi altri 233 euro, per i costi di trasporto merce altri 130: per un totale di 546 euro. Il conto è fatto. GIUSTIZIA CONFINDUSTRIA: IL GOVERNO RIVEDA LA CLASS ACTION "Chiediamo al governo di rivedere, ripensare e prendersi più tempo sulla legge sulla class action". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia al convegno dei giovani industriali di Santa Margherita Ligure, confermando l'attuale forte comunanzna di interessi con la compagine berlusconiana. La legge rischia di essere "penalizzante per tutti", ha detto ancora Marcegaglia, "è un problema serio in un Paese che ha una giustizia di questo tipo". BERLUSCONI RIFIUTI E ALITALIA, "FACCIO TUTTO IO" L'emergenza rifiuti a Napoli sarà risolta entro luglio e la cordata italiana su Alitalia ci sarà. Parola di Silvio Berlusconi. Al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure il premier promette una soluzione in tempi brevissimi ai due problemi. "Entro luglio sbarazzeremo le strade di Napoli dai rifiuti - dice testualmente il Cavaliere - e l'inceneritore di Acerra si farà". Ottimismo a piene mani anche sul caso Alitalia, dove è sicuro che gli imprenditori italiani faranno la loro parte. In una moderna versione del mussoliniano "oro alla patria" il premier ha detto che tutti gli industriali "devono partecipare, quando vi chiameremo nessuno potrà sottrarsi". Retoricamente lo chiede perfino alla platea: "Alzi la mano chi non è interessato". E per lui scrosciano solo applausi. FINANZIARIA STOP STABILIZZAZIONE PRECARI NELLA P.A.? Stop alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione prevista dalle finanziarie del 2007 e del 2008. È una delle ipotesi allo studio in vista della prossima manovra. Si consentirebbe comunque il riconoscimento del lavoro prestato nella pubblica amministrazione per i concorsi relativi all'assunzione a tempo indeterminato. Altra ipotesi allo studio riguarda lo stop alla proliferazione delle Province. La norma riguarda l'istituzione delle province di Monza - Brianza, Fermo, Barletta - Andria - Trani prevista nel 2004. Il risparmio stimato sarebbe di poco meno di 30 milioni. PARTITO DEMOCRATICO Prodiani all'attacco "Bisogna cambiare rotta" Prima Arturo Parisi su "Repubbllica", poi Rosi Bondi, che riunisce la sua componente a Roma. Gli ulivisti si preparano all'Assemblea costituente del Pd del 20 e 21 giugno, dove dovranno essere votate le dimissioni da presidente di Prodi e sarà eletta la nuova direzione, chiedendo una gestione collegiale del partito e il riconoscimento della sconfitta, oltre a quello dei risultati ottenuti dal governo Prodi. Per Bindi, bisognerebbe ripartire respingendo le dimissioni del professore: "Avremmo potuto far molto di più per far sì che al suo governo fosse assicurato un altro anno di vita", dice. Presente all'incontro, Gennaro Migliore, Prc. Anche Parisi chiede a Veltroni "un nuovo gruppo dirigente per creare il vero Pd". "L'intervista di Parisi - commenta Marco Follini - è cruda ma anche molto onesta. Ha avuto il merito di pronunciare una parola tabù che è sconfitta. Gli riconosco il merito di spingere tutti a una riflessione appunto cruda e onesta". Interviene anche il veltroniano Giorgio Tonini: "Parisi e Bindi parlano di sconfitta strategica. Nessuno ha mai nascosto la sconfitta, ma l'aggettivo vuol dire che si poteva vincere in un altro modo che io non vedo".

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Violenza alle donne L'azzeramento del fondo di 20 milioni di euro per il contrasto della vi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Violenza alle donne L'azzeramento del fondo di 20 milioni di euro per il contrasto della violenza contro le donne è l'oggetto di un'interpellanza urgente del gruppo Pd, che ha come prime firmatarie Donata Lenzi, Marina Sereni ed Emilia De Biasi, in discussione in aula domani mattina all'inizio dei lavori. Le deputate chiedono al ministro dell'Economia un impegno che non sia soltanto legato alla punizione a violenza avvenuta, ma "ad un'azione diretta a intervenire sulla mentalità diffusa che giustifica la violenza". Chiusura Sogefi di Mantova Andrea Lulli e Marco Carra, deputati del gruppo Pd, hanno invece rivolto un'interpellanza al ministro Scajola, sempre in discussione in aula domani mattina, sulla chiusura dell'impianto di Mantova della Sogefi Filter Division (partner dei maggiori produttori di automobili al mondo), che rischia di lasciare senza lavoro 230 dipendenti dall'inizio del prossimo agosto. Alitalia Proseguirà da domani a mezzogiorno l'esame del decreto che contiene il prestito ponte per affrontare la crisi di Alitalia. Il decreto era stato emanato dal governo Prodi, ma le modifiche introdotte dal nuovo esecutivo hanno in sostanza trasformato il prestito in una ricapitalizzazione e hanno indotto la commissione europea ad avviare una procedura di infrazione. Si dimette Alemanno ma non Frattini È prevista per questa settimana la votazione per le dimissione di Gianni Alemanno, neo sindaco di Roma. Il ministro degli Esteri Franco Frattini invece ci ha ripensato. Si era dimesso da deputato proprio all'insediamento del nuovo Parlamento in quanto ancora ricopriva la carica di commissario europeo. Ma con una lettera del 4 giugno scorso, letta in aula l'indomani, indirizzata al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ritirato le sue dimissioni. . (a cura di Piero Vizzani) AGENDACAMERA.

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Sicurezza Domani le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia proseguiranno l'e (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sicurezza Domani le commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia proseguiranno l'esame del dl sicurezza. Conclusa la discussione generale, si voteranno gli emendamenti. Sono circa 140 (43 Pd; 24 Svp; 19 Idv; 11 Udc; 11 Lega, una trentina Pdl). Andrà in aula, se terminato in commissione, mercoledì. Le commissioni, subito dopo, inizieranno l'esame del ddl sulla stessa materia. Alitalia La terza lettura del decreto legge sul prestito all'Alitalia, modificato dalla Camera, era già in calendario per domani, ma l'ostruzionismo dell'Idv ha fatto slittare il voto a Montecitorio e, di conseguenza, la calendarizzazione al Senato. Se ne parlerà in fine settimana. Sade il 23 giugno. Inchieste e indagini La commissione Affari Costituzionali vota, in sede deliberante, la ricostituzione della commissione Antimafia (presentati 4 ddl di maggioranza e opposizione). La commissione Sanità esamina le proposte dei senatori Marino, Pd, e Tommasini, Pdl, per l'istituzione di una commissione "sui problemi di efficacia ed efficienza del servizio sanitario nazionale". Morti bianche Entro la settimana, l'assemblea esaminerà la proposta di una commissione d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro. Audizoni ministri Per illustrare il proprio programma saranno in Senato i ministri Bondi (Cultura), martedì; Alfano (Giustizia) e Gelmini (Pubblica istruzione), mercoledì; Sacconi (Sanità), giovedì. Malattie rare All'odg della commissione Sanità due proposte che prevedono incentivi alla ricerca e accesso alle terapie per le malattie "rare" e per i cosiddetti "farmaci orfani", quelli che, non avendo ampia diffusione, non hanno ritorni economici per le case farmaceutiche, perché destinati a una ristretta platea di utenti. (a cura di Nedo Canetti, nedo.canetti@senato.it) AGENDASENATO.

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Pd, la sfida nel cuore della Lega (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Pd, la sfida nel cuore della Lega Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima I nfine, girando con sprezzo del pericolo in alcune zone del Sud ma, in particolare, in Campania, persino i rappresentanti della Lega si renderebbero conto di quello che è davvero un segreto di Pulcinella: alcune imprese del Nord, con rapporti amichevoli con la camorra, hanno fatto buonissimi affari scaricando in special modo in Campania rifiuti tossici e nocivi. Attaccare il Presidente Napolitano che si è limitato a evidenziare quanto già ampiamente noto, ma soltanto in parte perseguito in via giudiziaria, non elimina la sgradevole verità. Invece, mette in evidenza quanto la Lega continui, da un lato, ad essere una mina vagante per il governo Berlusconi e, più specificamente, un grosso rospo da ingoiare per un partito che si chiama ancora Alleanza Nazionale; dall'altro, che ha una sua doppia politica. In buona misura l'agenda del governo segue le priorità che furono i cavalli di battaglia elettorale della Lega, ma che comunque Berlusconi condivide alla grande: immigrazione e sicurezza. Sta per arrivare anche il problema Alitalia-Malpensa e si profila il federalismo, fiscale, forse competitivo, sicuramente "faI-da-te"sul quale dovrà entrare in scena Bossi in prima persona. Non è chiaro quanto la Lega sia davvero interessata alle soluzioni concrete di questi problemi. Talvolta sembra sufficientemente soddisfatta dall'effetto annuncio che rassicura i suoi elettori relativamente al lavoro svolto dei rappresentanti leghisti nel Parlamento di Roma. Più precisamente, la Lega è un partito di lotta che è tornato al governo, ma la duplicità della sua politica è irrinunciabile, costitutiva della sua collocazione e della sua vitalità, persino, temo, delle sue potenzialità di espansione. Troppo spesso le affermazioni più truculente, quelle su passamontagna,fucili, secessione et al., vengono sottovalutate quasi che la Lega abbia ottenuto la licenza di spararle grosse. Regolarmente Berlusconi le giustifica trattando l'amico (compagno?) Bossi con condiscendenza mista a comprensione, sentimenti che non nascondono per niente la sintonia di fondo che deriva da una visione condivisa su quasi tutti i problemi. Potremo riscontrarlo per l'ennesima volta appena si apriranno dei contenziosi con l'Unione Europea. Anche per questa ragione, che contempla quasi una implicita divisione del lavoro politico fra la Lega che alza il tiro e, per quanto possa sembrare incredibile, Berlusconi che addolcisce i toni e, qualche volta, è costretto a mediare con la fin troppo acquiescente Alleanza Nazionale, farebbe male l'opposizione a ragionare in termini di possibilità di crisi più o meno imminente. Semmai, il governo ombra dovrebbe lavorare su quelli che, da parte della Lega non sono affatto incidenti di percorso, ma deliberate provocazioni politiche. Ecco, per quanto paradossalmente, le esternazioni simboliche, verbali, "legislative" della Lega si prestano ottimamente a chi voglia e sappia, con pazienza, delineare alternative di merito e di stile e a spiegarle e propagandarle proprio nel cuore dell'elettorato leghista. Ragionando senza illusioni nei tempi normali di durata della legislatura, appare comunque opportuno che il governo ombra del Partito Democratico si impegni in una grande operazione di pedagogia politica: contrastare, spiegare, controproporre, offrire una valutazione di costi-benefici. È anche un modo per stabilire rapporti con un elettorato che non può essere granitico e con un territorio nel quale è essenziale radicarsi.

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Prestito Alitalia,è rivolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettera all'ue "Viola la concorrenza", dicono British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap. Inchiesta della commissione europea 09/06/2008.

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Vettori sei società europee sul piede di guerra scrivono a tajani (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Vettori sei società europee sul piede di guerra scrivono a tajani Compagnie aeree in rivolta contro Alitalia Stavolta a fare sentire la loro voce sull'infinita vicenda Alitalia sono le compagnie aeree concorrenti. Nonostante l'apertura del procedimento d'infrazione dell'Unione europea contro il governo italiano per il cosiddetto "prestito ponte" sia oramai una realtà, una nutrita pattuglia di vettori europei ha preso carta e penna per protestare contro gli aiuti finanziari che lo Stato, in un modo o nell'altro, ha fatto avere alla compagnia di bandiere. Una vera e propria rivolta, che ha per destinatario il neocommissario ai Trasporti Antonio Tajani (che ha preso il posto di Franco Frattini in seno all'esecutivo Ue, barattando con la Francia proprio la delega su trasporti e infrastrutture), i cui prodromi si erano già intuiti giorni scorsi, con gli attacchi di British Airways e Rayanair. E ora sei compagnie hanno scritto in via ufficiale alla Commissione europea per rimarcare come la vicenda Alitalia stia palesemente violando le regole sulla concorrenza e sugli aiuti di stato nella Ue. Secondo il Sunday Telegraph , British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap Portugal giovedì scorso avrebbero preso carta e penna e scritto a Tajani: "Crediamo che senza questo aiuto Alitalia andrebbe al di sotto del limite minimo dei necessari requisiti di capitale e sarebbe costretta dalla legge italiana a dichiarare bancarotta, e quindi a cessare le sue attività". Ma non si fermano qui i sei ribelli: "Noi ci opponiamo con forza a questa misura anche perché non è la prima volta che l'Alitalia riceve sostegno vitale dal governo italiano a completo dispetto delle norme europee sulla concorrenza e sugli aiuti di stato". Insomma, quei trecento milioni di euro concessi ad Alitalia da Palazzo Chigi, se in Italia hanno dato la stura a polemiche (oltre a evitare quella che per alcuni era la vera soluzione del problema Alitalia, ovvero la vendita ad Air France) di ogni tipo, fuori dai confini nostrani sono stati causa di digestioni difficili, se non impossibili. Perché, che piaccia o meno, quei soldi agli occhi dei più (e a maggior ragione di chi non ne gode) sono apparsi un illegale sussidio statale. Di qui la richiesta, rivolta sempre a Tajani di avviare "un'inchiesta approfondita" sulla vicenda, visto che (sempre secondo i sei vettori che hanno firmato la missiva di protesta) Alitalia sembrerebbe perdere 1,4 milioni di euro ogni giorno e che dunque gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". Tutto questo nonostante appaia chiaro che la Commissione europea si sia già orientata contro il prestito con cui il governo ha fatto la respirazione bocca a bocca alla compagnia di bandiera, ritenendo il finanziamento "incompatibile col mercato comune". Oramai è solamente questione di giorni, visto che fonti dell'esecutivo di Bruxelles hanno già reso noto che la Commissione si appresta a bollare come illegittimo il "prestito ponte" concesso lo scorso aprile ad Alitalia dall'allora governo Prodi, poi trasformato in patrimonio netto con un emendamento fatto dal governo Berlusconi, per evitare il fallimento di Alitalia. Ma se il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto più volte sicuro che l'Unione europea non avrebbe creato troppi problemi al provvedimento, visto che era stato stabilito in funzione della privatizzazione della compagnia aerea, ora probabilmente dovrà ricredersi. Anche perché, l'esecutivo oltre a dover far rispettare le norme europee, ora deve anche tener conto delle legittime aspettative dei vettori concorrenti. 09/06/2008.

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Alitalia, il no delle compagnie europee (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

In campo sei società, tra cui British Airways e Iberia. Mercoledì Bruxelles apre l'inchiesta Alitalia, il no delle compagnie europee Lettera alla Ue: prestito irregolare, violata la concorrenza.

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Prestito Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Lettera a Tajani Prestito Alitalia, alla Ue le proteste dei concorrenti Arriva la prima mossa formale dei concorrenti di Alitalia sul caso del prestito-ponte da 300 milioni. Sei compagnie aeree hanno scritto alla Commissione europea per protestare contro le misure prese dal governo per la compagnia di bandiera. Lo riferisce il "Sunday Telegraph", secondo il quale British Airways, Virgin Atlantic, la finlandese Finnair, la scandinava Sas, Iberia e Tap Portugal (ma non Air France-Klm) avrebbero scritto giovedì al commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Secondo le compagnie, il sostegno del governo italiano viola le norme Ue sugli aiuti di Stato. "Senza l'aiuto - scrivono le compagnie secondo il "Sunday Telegraph" - Alitalia dovrebbe smettere di operare. Noi ci opponiamo con forza a questa misura poiché non è la prima volta che Alitalia riceve "sostegno vitale" dal governo a completo dispetto delle norme Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Le sei compagnie chiedono quindi a Tajani di condurre "un'indagine approfondita".

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Damiana Verucci Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Damiana Verucci Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati ... Damiana Verucci Progetti ancora sulla carta, alcuni avviati e poi bloccati, altri da definire. Progetti che riguardano infrastrutture, grandi opere, alloggi popolari, e che sono indispensabili per abbandonare definitivamente l'idea di una grande città ministeriale e proiettare la Capitale nel futuro. Un futuro fatto di opere come il Nuovo Centro Congressi di Massimiliano Fuksas, la Città dei Giovani, la Città dello Sport, ma anche di alloggi di edilizia popolare da costruire, di parcheggi, di metropolitane, di nuovi quartieri. Tutte questioni che che aspettano rapide risoluzioni da parte della nuova giunta capitolina. L'Eur, ad esempio, è pronto a diventare il nuovo distretto del business ma attende da anni la realizzazione del Centro Congressi, meglio conosciuto come la Nuvola di Fuksas. Una struttura che farà recuperare a Roma terreno in termini di eventi e congressi anche in campo internazionale. Eppure in dieci anni circa di sua cronistoria, ritardi e intoppi burocratici ne hanno tardato la realizzazione e impedito di mettere nero su bianco una data di fine lavori. Oggi questa data c'è: fine 2010, salvo nuovi problemi. Altro nodo da sciogliere per la Giunta Alemanno, ancora nel quartiere Eur, la vicenda delle Due Torri, vecchia sede del Ministero delle Finanze. Con delibera del commissario straordinario Morcone, approvata nel corso della campagna elettorale, è stato autorizzato il loro smantellamento e il cambio di destinazione d'uso in alloggi di lusso e alberghi. Decisione che ha trovato contrario il comitato dei cittadini (che vorrebbe lasciare le Torri così come sono) e provocato l'ira dei Movimenti di Lotta per la Casa, che proprio qualche giorno fa le hanno occupate. E proprio in tema di "emergenza casa", è la realizzazione di 6.000 alloggi popolari approvati dalla giunta Veltroni e di 4.000 alloggi in affitto a canone sociale concordato previsti dalle intese con i costruttori. In totale saranno 25 mila i nuovi alloggi che Alemanno si è impegnato a realizzare nei prossimi cinque anni. In "eredità" la precedente amministrazione lascia alla nuova 18 aree periferiche, definite Centralità, su cui puntare. Otto (Bufalotta, Pietralata, Polo tecnologico, Ponte di Nona, Tor Vergata, Ostiense, Eur Sud-Castellaccio, Alitalia-Magliana) sono "a pianificazione definita", mentre per le altre dieci Massimina, Saxa Rubra, Ponte Mammolo, Torre Spaccata, Anagnina-Romanina, Acilia-Madonnetta, S. Maria della Pietà, La Storta, Cesano, Fiumicino-Magliana) gli interventi urbanistici e strutturali sono ancora da programmare. "Centralità" porta con sé nuovi servizi da realizzare: scuole, spazi per bambini, trasporti, servizi pubblici. E c'è da risolvere anche la questione Varianti, che ha acceso gli animi dell'opposizione nella fase finale di approvazione del Prg. Si tratta del cambio di destinazione d'uso di alcune concessioni a Bufalotta e del progetto Millennio alla Magliana, che prevederebbe anche un grattacielo firmato dall'architetto Richard Rogers. L'attuale Giunta dovrà poi vedersela con il piano parcheggi avviato da Veltroni. Con una serie di ordinanze firmate dall'allora sindaco prima di dimettersi, si è di fatto già dato il via a 7 parcheggi per 1.955 posti auto totali. A cui vanno aggiunti 181 posti moto. Restano dubbi sul futuro parcheggio sotterraneo del Pincio. Alemanno dovrà sciogliere la riserva sulla fattibilità dopo aver consultato la commissione di saggi da lui nominata per valutarne l'impatto ambientale. Si attende la parola "fine" anche alla querelle sulla Teca di Meier, una struttura che come noto non incontra il gradimento del sindaco. Prima l'annuncio della sua rimozione non appena eletto, poi l'ipotesi di un'eventuale ricostruzione in periferia, alla fine quel "non è ovviamente una priorità" che ha congelato la questione. Cosa ne sarà dell'Ara Pacis?.

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L'unica certezza èche Alitalia non fallirà. Bisogna solo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo ... L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo stabilire se sia o meno una buona notizia. Le ingerenze della politica sul mercato generano solo confusione e non riescono a risolvere i problemi. Ci avevano provato Prodi e Padoa Schioppa a traghettare la compagnia di bandiera verso AirFrance-Klm. Una meta condivisibile dal punto di vista strategico e industriale, ma il percorso scelto era sbagliato. Il meccanismo del Beauty contest per trovare un acquirente di Alitalia gradito a Palazzo Chigi si è rivelato un flop. Troppo il tempo perso dietro una fittizia asta che aveva dall'inizio sancito il suo vincitore. Il rischio, concreto, era quello di svendere ai francesi un asset del nostro Paese fondamentale anche in chiave turistica. Le perdite di Alitalia, sia in termini finanziari che di immagine, sono lievitate fino a diventare un cavallo di battaglia di Berlusconi nella campagna elettorale. Terminato il balletto sulla cordata italiana, i problemi restano ancora sul tappeto. Il governo ha aperto i cordoni della borsa erogando un discutibile prestito ponte da 300 milioni di euro per salvare l'aerolinea. è giusto? Non proprio per coloro che affidano alle leggi del mercato il compito di arbitro supremo nelle partite economiche. Ma si va avanti. La banca IntesaSanpaolo farà la sua parte, gli imprenditori italiani non si tireranno indietro, mentre Carlo Toto sogna un ruolo principale della sua AirOne nella sempre più intrigata matassa Alitalia. Fino ad ora tante parole e pochi fatti. Chi si muove davvero è la Commissione europea che vuol vederci chiaro e aprirà un procedimento legale contro l'Italia sul prestito ponte per capire se si tratti di un aiuto di Stato. Intanto il traffico passeggeri di Alitalia è in caduta libera: lo scorso mese di aprile l'aviolinea ha trasportato un milione e mezzo di passeggeri con una riduzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%. I titoli restano sospesi in Borsa e la Consob attende una "decisione politica chiara sulla vicenda" a tutela "degli azionisti e del mercato". Nel governo il compito è affidato al ministro Tremonti, che insieme al consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli, è al lavoro per disegnare un nuovo assetto societario di Alitalia. Torniamo alla certezza iniziale: Alitalia non fallirà. Siamo sicuri che sia una buona notizia? O forse, come gli esempi di Sabena in Belgio o Swiss Air in Svizzera insegnano, sarebbe meglio fallire per poi ricostruire una realtà industriale capace di garantire un servizio all'avanguardia? In questo caso, se non altro, il mercato avrebbe più voce in capitolo. Ma all'orizzonte è sempre in bella vista la mano invisibile della politica che non spegnerà mai l'interruttore su Alitalia.

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Allarme in aeroporto per un fastidioso odore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 23 del 2008-06-09 pagina 2 Allarme in aeroporto per un fastidioso odore di Redazione Un intenso e fastidioso odore ha creato allarme ieri mattina al terminal A dell'aeroporto di Fiumicino. Il fenomeno è risultato più pronunciato all'interno della sala Freccia Alata dell'Alitalia. I controlli dei vigili del fuoco non hanno però evidenziato alcuna anomalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sei compagnie scrivono alla Ue<Alitalia, concorrenza violata> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Sei compagnie scrivono alla Ue"Alitalia, concorrenza violata" lettera al commissario Tajani LONDRA. Le compagnie europee si ribellano e chiedono, in sostanza, il fallimento di Alitalia. La British Airways e altre cinque compagnie aeree europee hanno scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani per protestare contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di stato". La notizia ha come fonte il domenicale britannico "Sunday Telegraph". Sale dunque di tono il fronte del no al prestito ponte di 300 milioni, che ha consentito alla compagnia di bandiera di salvarsi. "Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni", sottolinea la lettera firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap. "Noi - afferma la missiva, inviata a Tajani giovedì scorso - ci opponiamo con forza anche perché non è la prima volta che Alitalia riceve "sostegno vitale" dal governo italiano a dispetto delle regole europee .A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono al commissario Tajani di procedere ad una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". La Commissione europea - salvo clamorose sorprese - dovrebbe aprire mercoledì prossimoun'inchiesta formale sui 300 milioni di euro versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Denaro originariamente erogato come prestito-ponte e poi confluito nel patrimonio netto della compagnia di bandiera. Il primo via libera alla procedura è stato dato la scorsa settimana dai capi di gabinetto dei commissari Ue: n el testo approvato si legge come Bruxelles ritenga quei 300 milioni un aiuto di Stato. Tre le principali obiezioni: si tratta di una "misura selettiva" di cui beneficia solo Alitalia e che "falsa o minaccia" la libera concorrenza; non sono state rispettate dal governo italiano le condizioni di mercato come chiedeva Bruxelles; trattandosi di aiuto di Stato doveva essere notificato formalmente alla Commissione Ue prima della sua erogazione. All'Italia verrà quindi dato un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni. Ma l'iter della procedura durerà molto più a lungo. 09/06/2008.

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Intervista a Umberto Ranieri/Il clima nuovo fa bene all'Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 09 Giu 2008 Edizione 114 del 07-06-2008 Intervista a Umberto Ranieri/Il clima nuovo fa bene all'Italia di Aldo Torchiaro Per qualcuno questa destra di governo fa talvolta un po' troppo la sinistra. Abbiamo chiesto un giro d'orizzonte sull'agenda setting della maggioranza a chi, a sinistra, è sempre stato accusato di "fare la destra": Umberto Ranieri, esponente dell'ala migliorista del Pci, è stato parlamentare dei Ds fino a presiedere la commissione affari esteri della Camera dei deputati. Per qualcuno questa destra di governo fa talvolta un po' troppo la sinistra. Abbiamo chiesto un giro d'orizzonte sull'agenda setting della maggioranza a chi, a sinistra, è sempre stato accusato di "fare la destra": Umberto Ranieri, esponente dell'ala migliorista del Pci ancora molto giovane, è stato parlamentare dei Ds fino a presiedere la commissione Affari esteri della Camera dei deputati. Un clima nuovo, quello che riguarda i rapporti tra maggioranza e opposizione. Io sono certo di una cosa: non serve all'Italia una contrapposizione lacerante, frontale. Una demonizzazione reciproca non è mai utile. Adesso serve una dialettica positiva in cui ciascuno fa la propria parte, né demonizzazione né rinuncia a fare opposizione. Il vertice dei ministri dell'Interno in Lussemburgo ha dato il via libera per la direttiva sul rimpatrio dei clandestini. Un successo per Maroni. Il rimpatrio dei clandestini mi pare sia una linea di condotta che caratterizza la maggior parte dei governi dell'Unione Europea. L'Italia ha lavorato per stringere accordi con i paesi di provenienza dei clandestini e per giungere al rimpatrio in quei paesi di origine, soprattutto con l'Africa mediterranea. E' una questione su cui non si può non convenire, anche se poi bisognerà distinguere se ci sono soggetti che chiedono ? non so ? una tutela perché provengono da paesi in cui ci sono guerre, torture e atrocità; altra cosa è il reato così come lo vuole configurare la Lega. Su questo, Berlusconi ha rinunciato al reato di clandestinità in compromesso con opposizione e chiesa cattolica. Io penso che bisogna andare a una buona e utile discussione in Parlamento. Il governo, e Berlusconi in prima persona, ha fatto bene a non adottare un decreto per una materia così delicata, e sento che molto spesso in questi giorni i rappresentanti del governo dicono: andiamo in Parlamento e vediamo. Io mi auguro che si farà così. Ieri l'incontro a San Pietro tra Berlusconi e Papa Ratzinger. Le pressioni vaticane hanno pesato? Insomma, io voglio dire una cosa: il Presidente del Consiglio, chiunque sia, non può non tenere conto, su questioni così delicate, delle pressioni dei soggetti culturali, sociali e religiosi del Paese. Una dimostrazione di sensibilità, di realismo e di senso della misura da parte di Berlusconi. Anche ieri un incontro tra Maroni e Veltroni ha benedetto, filtra tra le righe dell'ufficialità, l'appoggio del Pd ad un pacchetto sicurezza rivisto. Penso che la maggioranza debba essere libera da posizioni pregiudiziali. La posizione di Berlusconi non la considero affatto un passo indietro, per intenderci, ma un contributo per trovare una buona via d'uscita che come tale deve essere apprezzato anche dall'opposizione. Penso si debba dire che ha fatto bene il presidente del Consiglio a pensare in questi termini. Discutiamo in Parlamento. In altra sede, cioè in Europa, si discute invece di Alitalia: l'Ue non ha gradito il prestito ponte. Io penso che ci sia stato da parte di settori della maggioranza la tentazione di sfruttare la questione Alitalia in termini elettoralistici. Penso si poteva e si doveva lavorare di più all'ipotesi di Air France. Però adesso soprattutto bisogna fare i conti con l'Unione Europea che ha dei dubbi sulla natura del contributo pubblico ad Alitalia. L'Europa tace accuratamente, invece, quando si tratta di risolvere situazioni di gravità planetaria, come la fame nel mondo. Al vertice Fao di Roma l'Ue poteva contribuire con una maggiore apertura sugli Ogm, ad esempio? In Italia c'è consapevolezza di non essere ancora riusciti a costruire un'Europa con responsabilità precise in tanti settori, e nella politica economica si fatica ad avere una concertazione efficace nel suo complesso. Penso che tocchi alla Commissione, al Consiglio Europeo valutare decisioni di importanza strategica. Che bilancio del vertice Fao? A Roma c'è stato un vertice che ha dovuto fare i conti con una questione enorme del nostro tempo: la crisi alimentare, il divario che si accresce tra il Nord e il Sud del mondo; l'aggravarsi delle condizioni di vita di centinaia di milioni di esseri umani. Mi auguro che i paesi più ricchi non vogliano mantenere la pretesa di criteri protezionistici e che si giugna a misure significative. Sarà importante la condotta dei grandi paesi occidentali e il G8 del prossimo anno, che sarà il G8 guidato dall'Italia. Intanto a Roma ha saputo farsi sentire benissimo Ahmadinejad. E in Israele ha suscitato sdegno quanto ha dichiarato? Ha fatto un discorso allarmante, gravissimo. Sul quale voglio dire una cosa sola: è stato invitato per parlare di fame nel mondo, ha detto che vuole far scomparire lo Stato di Israele. Sfruttare ogni occasione di visibilità per minacciare Israele è allora duplicemente immorale, perché oltre ad essere di per se stessi inaccettabili, quei proclami ignorano e calpestano la sofferenza dei popoli che subiscono il problema della fame. Però bisogna far parlare tutti, rispettare tutte le opinioni? E infatti ha parlato, il leader iraniano. Non gli è stato impedito. Però mi chiedo cosa succederebbe se un leader israeliano o americano chiedesse di parlare all'università di Teheran. Non glielo consentirebbero.

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L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 09 Giu 2008 Edizione 114 del 07-06-2008 IL DOSSIER ALITALIA SARà DISCUSSO MERCOLEDI PROSSIMO L'esecutivo Ue si appresta ad aprire la procedura sul prestito-ponte di Alessandra Mieli Si addensano le nubi a Bruxelles. E pare ormai quasi certo il via libera a una procedura contro l'Italia per sospetti aiuti di stato illegali a favore di Alitalia. La decisione verte sui 300 milioni versati nelle casse della compagnia di bandiera e sarebbe stata classificata come "punto A" (che non necessita di discussione approfondita) da inserire nell'ordine del giorno della riunione dell'esecutivo europeo di mercoledì 11 giugno. Nella proposta che sarà presentata da Tajani, la Commissione Ue dà all'Italia un mese di tempo per dimostrare che i 300 milioni erogati al vettore nazionale non sono "incompatibili con le norme Ue sulla libera concorrenza". Quanto alle azioni, ai warrant, alle obbligazioni convertibili e ai derivati relativi di Alitalia rimarranno sospesi in Borsa. Il titolo della compagnia potrebbe essere riammesso alle contrattazioni una volta che l'advisor abbia compiuto una scelta e in questo caso probabilmente si ricorrerebbe al già utilizzato metodo dell'asta unica di chiusura per sottrarlo alla speculazione e anche perché i giochi potrebbero non essere ancora del tutto conclusi. Se invece il Consiglio dei ministri decidesse direttamente l'acquirente e quindi il futuro della compagnia di bandiera, i titoli potrebbero essere riammessi in contrattazione continua già dal giorno seguente. Nei giorni scorsi indiscrezioni di stampa avevano riferito di diversità di vedute ai vertici di Intesa (advisor dell'operazione) sulla questione Alitalia, ma ieri il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo Giovanni Bazoli ha smentito categoricamente divergenze con il consigliere delegato Corrado Passera in merito al dossier.

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Sciopero Meridiana, rischio paralisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Sciopero Meridiana, rischio paralisi Domani i dipendenti incrociano le braccia. Stop anche di Air One --> Domani i dipendenti incrociano le braccia. Stop anche di Air One Cancellazioni e rischio paralisi per i collegamenti aerei da e per la Sardegna, a causa degli scioperi Meridiana e Air One. Una cinquantina di voli cancellati da Meridiana su tutto il network nazionale, di cui una ventina sui collegamenti per la Sardegna. Lo sciopero di 24 ore previsto per domani da tutti i dipendenti, piloti, assistenti di volo e personale di terra del gruppo Meridiana, compresa la controllata Eurofly, potrebbe paralizzare i collegamenti da e per la Sardegna. Sempre martedì, infatti, incroceranno le braccia anche i dipendenti di Air One, dalle 12 alle 16. MERIDIANA Lo sciopero del gruppo Meridiana-Eurofly è stato proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Apm "in aperta protesta nei confronti del vertice aziendale e la proprietà", spiega il segretario generale della Filt Cgil, Mauro Rossi, che nei giorni scorsi ha lanciato la proposta di unire la vertenza Meridiana alla vendita di Alitalia, caldeggiando l'ipotesi di un unico gruppo che nascerebbe dalla fusione delle due società con l'Air One di Carlo Toto. Management e Aga Khan, secondo Rossi, "sembrano aver abbandonato interesse per il futuro di Meridiana ed Eurofly". Il gruppo, prosegue il sindacalista, "rivendica un progetto industriale di integrazione tra i due vettori e una strategia di sviluppo e miglioramento della qualità del servizio offerto che deve necessariamente passare da un rinnovo della flotta". AIR ONE Sempre domani si asterranno dal lavoro per quattro ore, dalle 12 alle 16, gli assistenti di volo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt della compagnia Air One e i piloti e gli assistenti di volo Filt Cgil di Airone City Liner. "Alla base della protesta ci sono", spiega sempre Mauro Rossi, "numerose violazioni contrattuali, il mancato accordo sulle operazioni di lungo raggio che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per un raccordo contrattuale tra i naviganti Air One e quelli di City Liner". Secondo Rossi infine "questa serie di scioperi nel trasporto aereo indicano che le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma riguardano tutta l'industria, vettori ed aeroporti, servizi collegati e indotto. C'è bisogno di un "sistema trasporto aereo" che il nostro Paese non ha". I DISAGI Meridiana ha già effettuato una cinquantina di cancellazione sull'intera rete. Minori problemi, invece, per quanto riguarda i collegamenti Eurofly, visto che la maggior parte ricade nelle fasce protette e incappa in numerose norme di salvaguardia previste per i voli a lungo raggio. Per quanto riguarda i voli da e per la Sardegna (Cagliari e Olbia), saranno garantiti i collegamenti Meridiana nelle fasce di garanzia, ossia dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, a meno di ulteriori clamorosi atti di protesta che coinvolgono in particolare il personale di terra della compagnia sarda. ( red. ec. ).

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Alitalia, sei compagnie contro gli aiuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 British Airways, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap contestano il prestito: "Viola le regole Ue" Alitalia, sei compagnie contro gli aiuti British Airways, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap contestano il prestito: "Viola le regole Ue" --> La British Airways e altre cinque compagnie aeree europee hanno scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani per protestare contro il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". Lo ha riferito ieri il domenicale britannico "Sunday Telegraph". "Senza quell'aiuto, Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni", sottolinea la lettera firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap. LA LETTERA "Noi", afferma la missiva, inviata a Tajani giovedì scorso, "ci opponiamo con forza anche perché non è la prima volta che Alitalia riceve sostegno vitale dal governo italiano a dispetto delle regole europee sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono a Tajani di procedere a una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". BRUXELLES La Commissione europea - salvo clamorose sorprese - dovrebbe aprire mercoledì prossimo, 11 giugno, un'inchiesta formale e approfondita sui 300 milioni di euro versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Denaro originariamente erogato come prestito-ponte e poi confluito nel patrimonio netto della compagnia di bandiera. Il primo via libera alla procedura è stato dato la scorsa settimana dai capi di gabinetto dei commissari Ue, che hanno approvato il testo della proposta che sarà presentata all'esecutivo europeo da Tajani. Nel testo si legge come Bruxelles ritenga quei 300 milioni un aiuto di Stato, sospettando inoltre che sia illegale, violando le norme comunitarie. LE OSSERVAZIONI Tre le principali osservazioni della Commissione Ue: si tratta di una "misura selettiva" di cui beneficia solo Alitalia e che "falsa o minaccia" la libera concorrenza; non sono state rispettate dal governo italiano le condizioni di mercato come chiedeva Bruxelles; trattandosi di aiuto di Stato doveva essere notificato formalmente alla Commissione Ue prima della sua erogazione. All'Italia verrà quindi dato un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni.

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Petrolio, libero mercato o libera speculazione? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)

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Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 70 ) " (9 voti, il voto medio è: 2.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (94) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni Cosimo Quarta: Qui, come altrove, pensare di avere la verità in tasca è solo un metodo per restare in superfice e... Giulia: Ecco qui manifestato l'errore di una parte della destra nell' aver sottovalutato cosa possa... bo,mario: Il petrolio è vitale ancora per la ns economia. Farci speculazioni sopra vuol dire rischiare col fuoco.... Damy: La televisione o i suoi ascolti è di pubblico femminile! mi spiace dirlo ma è così. Quindi se a loro piace... Damy: Salve tutti! Marista non posso contraddirti, visto nell'ultima opinione sei in sintonia con la mia,almeno... Ultime news Roma blindata per l'arrivo di BushCaro-petrolio, si va verso il blocco dei tirTorino, 12 minorenni devastano un edificio e si filmano: arrestatiBergamo, morta 21enne Accoltellata da tunisinoIntercettazioni: "Sotto controllo il Paese"Cannavaro in panchina. 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Oggi sciopera il personale del gruppo Meridiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 10-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del Oggi sciopera il personale del gruppo Meridiana Previsti disagi oggi per chi vola. Si asterranno infatti dal lavoro per 24 ore i piloti, gli assistenti di volo e il personale di terra del gruppo Meridiana, compresa la controllata Eurofly. Lo sciopero è stato proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Apm "in aperta protesta - spiega il segretario generale della Filt Cgil, Mauro Rossi - contro il vertice aziendale e la proprietà che sembrano aver abbandonato interesse per il futuro del Gruppo". I dipendenti del Gruppo Meridiana ed Eurofly - prosegue il sindacalista - rivendicano un progetto industriale di integrazione tra i due vettori e una strategia di sviluppo e miglioramento della qualità del servizio offerto che deve necessariamente passare da un rinnovo della flotta. Nella stessa giornata di oggi si asterranno dal lavoro per 4 ore dalle 12 alle 16 gli assistenti di volo Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt della compagnia Airone e i piloti e gli assistenti di volo Filt Cgil di Airone City Liner. "Alla base della protesta ci sono - spiega sempre Mauro Rossi - numerose violazioni contrattuali, il mancato accordo sulle operazioni di lungo raggio che stanno per essere avviate e la necessità di apertura del tavolo per un raccordo contrattuale tra i naviganti Airone e quelli di City Liner". Secondo Rossi, "questa serie di scioperi nel trasporto aereo indicano che le criticità del settore non sono circoscritte ad Alitalia ma riguardano tutta l'industria, vettori ed aeroporti, servizi collegati ed indotto".

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Rapporto dalle poste al lavoro, dal trasporto aereo al fisco (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)

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Rapporto dalle poste al lavoro, dal trasporto aereo al fisco Liberalizzazioni, l'Italia è a metà strada nella transizione verso il mercato L'Italia come un ciuco che arranca, frenato da una valanga di scartoffie. Non è forse delle più eleganti, ma rende l'idea l'immagine che l'Istituto Bruno Leoni ha voluto piazzare in copertina del suo nuovo Indice delle liberalizzazioni . Un rapporto alla seconda edizione, pensato per dare una misura del grado (insufficiente) di libertà nell'economia italiana. Il termometro segna il 47%: ci siamo fermati a metà, in un'ideale percorso di transizione al mercato. I settori esaminati hanno diverso peso nell'economia del Paese: dalle Poste alla pubblica amministrazione, dall'elettricità al trasporto aereo. I risultati sono assieme in linea con le aspettative del lettore (che conosce l'Italia dei troppi vincoli e delle troppe rigidità, ma sa pure che non poco è stato fatto negli ultimi dieci anni), e sorprendenti. Per esempio, il trasporto aereo - nonostante Alitalia - resta uno dei fronti più aperti della nostra economia (grazie alle regole Ue). Il mercato del lavoro, "libero" al 50% nel 2007, lo è ora solo al 35%: Michele Tiraboschi, che firma il capitolo del rapporto dedicato al tema, segnala come elementi di "regresso", sulla strada della deregulation, gli interventi previsti nella Finanziaria 2007 e la legge sulle dimissioni volontarie. Da dove arrivano queste cifre tonde tonde? L'Indice delle liberalizzazioni assegna un punteggio percentuale al grado di liberalizzazione in dodici diversi ambiti, "definendo come "liberalizzazione al 100 per cento", o livello massimo di liberalizzazione, lo status quo nel paese più liberalizzato d'Europa". Il benchmark, nove volte su dodici, è stato individuato nel Regno Unito. Per il trasporto ferroviario, il benchmark è stato "sdoppiato" (per alcuni indicatori si è fatto riferimento all'Inghilterra, per altri alla Svezia). La Svezia è il mercato di riferimento per i servizi postali, mentre l'Irlanda di Ryan Air lo è per il trasporto aereo. L'Indice dedica scarsa attenzione alle quote di mercato, non considerando il modo in cui i singoli operatori presidiano il campo di gara concorrenziale. Nella visione dell'Istituto, competizione è assenza di barriere all'entrata: il che spiega l'attenzione dedicata alle professioni liberali, in Italia "chiuse" quasi per definizione (siamo liberi "al 46%" rispetto alla perfida Albione). Silvio Boccalatte, che ha seguito il settore, nota come sia del tutto assente la volontà politica di integrare gli outsiders: "La stragrande maggioranza delle forze politiche è del tutto contraria ad abbandonare il regime ordinistico". Per Boccalatte, non è solo l'istituto degli ordini a frenare lo sviluppo positivo di una concorrenza nel settore delle professioni (l'Indice esamina avvocati, contabili, architetti e ingegneri) ma pure una disciplina che "soffre di una frammentarietà che ne mina la conoscibilità e la certezza". Come dire che si ripropongono per i lavoratori autonomi, in scala, gli stessi problemi che viziano il mondo dei lavoratori dipendenti: l'esistenza di tutele che favoriscono chi è già "nel sistema" a scapito di chi vuole entrarvi, e un'alluvione normativa che funziona da barriera all'ingresso addizionale. Dire che le professioni sono molto più libere in Inghilterra è una banalità, ma non è così banale riflettere sul fatto che il benchmark, in questo caso, riflette le istituzioni di un Paese che proprio sui servizi e sul capitale umano d'eccellenza gioca oggi la propria competitività. Se la griglia analitica è questa, se cioè il grado di liberalizzazione si misura sulle barriere al mercato, quali sono i benefici attesi da un processo di riforma? I ricercatori dell'Istituto torinese sono critici, fra le righe, di iniziative come quelle associate al nome di Pierluigi Bersani. Per l'Ibl, "effetto primario della liberalizzazione è accrescere l'efficienza del mercato, attraverso la concorrenza attuale o potenziale (che è l'elemento cruciale per contrastare la possibilità, da parte di un incumbent, di estrarre una rendita monopolistica)". La "riduzione dei prezzi" è considerata un "effetto secondario" che va tarato sul "prezzo che, a parità di altri elementi, un certo bene o servizio avrebbe in condizioni non pienamente concorrenziali". In altre parole, spiegano gli autori dell'Indice distanziandosi in questo dagli "scientologisti" del mercato perfetto, "dalla liberalizzazione non bisogna attendersi una costante diminuzione dei prezzi, bensì prezzi inferiori a quelli che si potrebbero osservare in uno scenario controfattuale". Questo elemento di cautela non rivela prudenza sulle virtù del mercato: sottolinea invece quanto nella valutazione delle liberalizzazioni debbano essere considerati "criteri di giustizia". Prendiamo il caso del mercato dei servizi postali, considerato da Ugo Arrigo. Secondo l'economista della Bicocca, "nell'ipotesi di istituzione del regolatore indipendente, secondo il progetto di legge non approvato, l'Italia si sarebbe attestata sulla sufficienza (60 per cento)", mentre ora ci è attribuito un misero 39%. Senza authority indipendente, le Poste sono il tipico caso di sopravvivenza dello Stato allenatore di un "campione nazionale", a scapito dell'equità delle regole di gioco. Il rapporto dell'Istituto Bruno Leoni viene presentato oggi alle 18 presso Palazzo Affari ai Giureconsulti, a Milano. Parteciperanno Federica Guidi, Alessandro Ortis, Stefano Parisi e Giuseppe Rotelli. 10/06/2008.

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Demo 2 il caso intercettazioni e la guerra al loft (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 10-06-2008)

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Demo 2 il caso intercettazioni e la guerra al loft Il dialogo con il governo sbanda e s'incarta Nel Pd in autogestione tutti contro Veltroni Federalismo, Rai, riforme: un mese di passaggi a vuoto A due mesi dal responso elettorale, a quasi uno dall'incontro a tu per tu a palazzo Chigi con Silvio Berlusconi, Walter Veltroni fa sempre più fatica a tenere la posizione. Vacilla il dialogo col governo. Non regge il fronte interno. Il Pd non crede più alla linea della vittoria-ombra, ammesso che ci abbia mai creduto, e si organizza in autogestione. Massimo D'Alema va avanti per la sua strada, Romano Prodi se ne va sbattendo la porta, Parisi parla di "cataclisma", Bindi di partito "balcanizzato", i rutelliani si fanno fronda sulla vicenda Pse, i teo-dem annunciano voto in libertà sui provvedimenti economici del governo e non escludono alla lunga la scissione, mentre i popolari di Franceschini e Fioroni- i veri reggenti dopo il rimpasto seguito alla sconfitta - sono a loro volta sotto botta per la questione cattolica. E il guaio di Veltroni è che dalla scommessa principale della "nuova stagione", il dialogo, non arriva un solo risultato utile a placare il malumore interno. Il problema, più che l'intermittenza del dialogo, è la sua infruttuosità fino a questo punto. E proprio la traballante interlocuzione con Berlusconi è una delle prime cause di malessere nel partito, che imputa al segretario di disperdere consensi - secondo i sondaggi in libera uscita verso l'Italia dei valori e la sinistra radicale - per inseguire un'illusione. L'ultima svolta sul tema intercettazioni dimostra quanto sia in difficoltà Veltroni. Ieri, da Berlino, il leader ha corretto il tiro spiegando che il problema è la pubblicazione, e non l'uso a fini investigativi delle intercettazioni. Il giorno prima aveva invece denunciato l'intenzione da parte del governo di imbavagliare le indagini. Un'uscita che tradiva l'irritazione per essere stato scavalcato dall'iniziativa del premier, come del resto era già accaduto per la norma salva Rete4, ma che apriva anche un problema enorme: come tornare al dialogo con un esecutivo appena accusato di intralciare scientemente la giustizia e spiegarlo al proprio elettorato? Di Pietro, che all'elettorato democrat disorientato punta esplicitamente, ha subito affondato: "Il Pd è tentennante". Non meglio è andata finora sulla Rai, "il banco di prova del dialogo", come ebbe a dire in aula il premier ombra. La proposta di riforma della governance aziendale avanzata da Veltroni - fondazione e amministratore unico - è finita nel cassetto. Sulla presidenza della Vigilanza, più che il dialogo può il veto espresso dal Pdl sul candidato dipietrista Leoluca Orlando. E la trattativa sui nuovi vertici di viale Mazzini è appesa a incontri semiclandestini con Gianni Letta come quello della settimana scorsa alla Camera, poi scoperto, che ha costretto Veltroni a schermirsi e lo ha esposto a critiche. "Se nella stessa giornata - ragionava D'Alema con un deputato Pd - attacchi il governo su Alitalia e sul reato di immigrazione clandestina, ma poi spunta fuori che hai incontrato in segreto Letta, per tutti la notizia diventa la seconda, non la prima". Come dire: se facciamo opposizione così, è come non farla. I piani di Veltroni si sono complicati anche sul fronte riforme. Doveva essere il federalismo fiscale la prima mossa del cavallo del Pd, con l'area dei liberal veltroniani capeggiata da Enrico Morando che puntava ad anticipare Lega e governo con una proposta dell'opposizione. L'idea è stata stoppata e Veltroni si è riposizionato: "No al federalismo se è una secessione mascherata". Quanto alla grande riforma istituzionale, nessuno sa se più avanti Berlusconi abbia realmente voglia di sedersi al tavolo. Alla fine, in un mese di pochi alti e molti bassi, l'unico dossier bipartisan che ha superato la fase istruttoria è l'intesa Pd-Pdl per l'introduzione di una soglia di sbarramento alle europee e l'abrograzione delle preferenze, che ha peraltro esposto Veltroni all'accusa di voler esportare il Porcellum a Strasburgo. "È un momento di grande difficoltà per il Pd", sostiene il dalemiano Nicola Latorre. E Anna Finocchiaro, riconfermata da Veltroni capogruppo al Senato sfidando il parere di molti, ammette: "Dobbiamo ancora riflettere molto sulla sconfitta elettorale". L'ex ministro Barbara Pollastrini denuncia "la selezione di classi dirigenti, nazionali e nei territori, secondo una logica di componenti e sottocomponenti legata quasi esclusivamente a vicende del passato". A difendere Veltroni resta Franco Marini, che ha di fatto replicato al titolo dell'editoriale del Riformista di ieri ("Il Pd è così liquido che Berlusconi se lo beve"): "Io - dice Marini - questa enorme difficoltà con l'onorevole Berlusconi che si sarebbe bevuto come un bicchierino di rosolio il Pd, non la vedo". Naturalmente, anche i più critici continuano a sostenere che la leadership non è in discussione. Le voci di congresso si scontrano con l'idea ormai affermatasi che la resa dei conti - e la tomba del dialogo - saranno le elezioni europee del 2009. E se i sondaggi di questi giorni sono giusti, ovvero nettamente sotto il 30 per cento, è difficile prevedere se ne uscirà peggio la leadership di Veltroni o l'intero progetto del Pd. 10/06/2008.

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Alice France (Telecom) va a Iliad per 800 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-10 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Panorama Alice France (Telecom) va a Iliad per 800 milioni Sarà Iliad, casa madre di Free, numero 3 in Francia nell'Adsl ad aggiudicarsi le attività in Francia di Telecom. I due gruppi hanno infatti avviato trattative in esclusiva e la firma dovrebbe arrivare entro la fine del terzo trimestre con un incasso per Telecom di circa 800 milioni. ITALCEMENTI, ACCORDO IN SIRIA PER NUOVA CEMENTERIA. Ciments franÇais parteciperà alla costruzione di una nuova cementeria in Siria. Il gruppo transalpino, controllato da Italcementi, avrà una quota del 12,5%. ALITALIA, VERSO PROCEDURA UE. Riprende oggi alla Camera, l'esame del decreto legge su Alitalia e domani a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Sarebbe già pronta la versione finale della bozza della lettera che la Commissione si appresta a inviare all'Italia per comunicare l'apertura della procedura. Intanto, mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria della compagnia, Air France-Klm (nella foto il presidente Jean Cyril Spinetta) ribadisce che il capitolo è chiuso. SCUOLA DI NOBEL A ISEO. Dal 21 al 28 giugno si terrà la quinta edizione della I.S.E.O summerschool, il corso estivo di economia al quale Premi Nobel e illustri relatori partecipano come insegnanti per un folto gruppo di studenti provenienti da tutto il mondo. Quest'anno il titolo sarà "Crescita, sviluppo e sostenibilità". Fra i docenti i Nobel Robert Solow, Mike Spence, Thomas Schelling e Richard Ernst.

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Spinetta: Dossier Alitalia chiuso (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Decreto Oggi alla Camera riprendono i lavori per approvare l'atto con le norme per chiudere la vendita Domani l'Ue fa partire l'indagine sul prestito di 300 milioni di euro. Per sei vettori è aiuto di Stato Spinetta: "Dossier Alitalia chiuso" Riprende oggi, alla Camera, l'esame del decreto legge su Alitalia e domani a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria della compagnia, in vista della preparazione di una relazione entro fine mese quando è prevista l'assemblea di Alitalia (il 27 giugno in prima convocazione), Air France-Klm ribadisce che il capitolo è chiuso. Dopo il primo via libera, la scorsa settimana, ai primi emendamenti sulla trasformazione in capitale del prestito alla ex compagnia di bandiera, da oggi l'aula di Montecitorio esaminerà quasi venti emendamenti e ordini del giorno all'articolo che contiene le deroghe alle norme sulle privatizzazioni e agli obblighi informativi e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione del titolo in borsa. Il decreto, che scade il 22 giugno, dovrà dopo tornare al Senato per il via libera definitivo. Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ripetuto che il dossier sull'acquisizione di Alitalia è chiuso e il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon gli ha fatto eco riaffermando che il gruppo franco-olandese è concentrato a mantenere la redditività messa a rischio dal caro-petrolio. Che, quotato a 140 dollari, mette Alitalia in un contesto molto più difficile. Comunque, ha aggiunto, "non ci sono contatti nè con Alitalia nè con il governo italiano". Gourgeon non ha voluto fare commenti sul prestito da 300 milioni accordato dal governo ad Alitalia e contestato da sei compagnie aeree che lo ritengono un aiuto di stato. "Siamo stati troppo vicini ad Alitalia. Preferiamo non parlare di questo argomento", ha detto il numero due del gruppo franco-olandese. Dalla Lombardia, l'assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo, ha affermato che "non si può pensare ad un futuro per Malpensa che prescinda dalla presenza di Alitalia. Per salvare l'hub e la compagnia, quest'ultima deve trovare nuovi soci che la riportino laddove stanno il mercato e gli affari, ossia a Malpensa" come in tutti i grandi hub europei dove "c'è un vettore che fa almeno il 50% del traffico, e a Malpensa questo compito deve svolgerlo Alitalia".

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Alitalia, 6 compagnie contro il prestito. Dall'Ue un'inchiesta per fare chiarezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Noi ? scrivono a Tajani British, Virgin, Finnair, Sas, Iberia e Tap - ci opponiamo con forza anche perchè non è la prima volta che Alitalia riceve "sostegno vitale" dal governo a dispetto delle regole sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato" Il prestito ponte è ancora nella bufera. L'ultimo decreto varato in fretta e furia dal governo Prodi che ha stanziato 300 milioni di euro che servono alla compagnia per sopravvivere giusto, giusto un altro anno in attesa che si concretizzi la cordata italiana o si faccia avanti un altro compratore, non è stato gradito da sei compagnie europee. Prime fra tutte a sollevare il polverone, British e Rayanair, che scrivendo all'Unione europea avevano chiesto che il prestito venisse catalogato come un vero e proprio aiuto di Stato. Domenica, agli inglesi e agli irlandesi (questa volta fuori, però) si sono unite altre cinque compagnie aeree europee che, carta e penna alla mano, hanno scritto una lettera al commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani. L'oggetto della missiva, manco a dirlo è il supporto finanziario fornito dal governo italiano all'Alitalia "in violazione delle regole Ue sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A riferirlo è stata l'uscita domenicale del britannico Sunday Telegraph. "Senza quell'aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale, dovrebbe dichiarare bancarotta in base alle leggi italiane e cessare quindi le operazioni", sottolinea la lettera firmata da British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap. "Noi - afferma la missiva, inviata a Tajani giovedì scorso - ci opponiamo con forza anche perchè non è la prima volta che Alitalia riceve "sostegno vitale" dal governo italiano a dispetto delle regole europee sulla concorrenza e sugli aiuti di Stato". A giudizio delle sei compagnie aeree, che chiedono a Tajani di procedere ad una "accurata indagine" sulla questione, Alitalia perde in apparenza 1,4 milioni di euro al giorno e gli aiuti di cui beneficia "distorcono il mercato". Prima di domenica erano state British e Ryanair a sollevare il polverone sul prestito ponte, da una parte perché altera la concorrenza e poi perché la compagnia italiana "difficilmente può sopravvivere". In un'intervista rilasciata all'Ansa a margine dell'assemblea annuale dell'associazione delle compagnie aeree Iata a Istanbul, l'amministratore delegato di British Airways Willie Walsh, ricorda che Alitalia "è in una situazione di difficoltà incredibile perché la compagnia non ha più forza finanziaria. Io mi chiedo semplicemente come possa sopravvivere". Mentre il direttore finanziario di Ryanair James Dempsey definisce il prestito ponte "una cosa oltraggiosa". Il governo, però, però in risposta alle due compagnie affidava il giudizio al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti che si trovava all'Ecofin. Non si tratta di "aiuti di Stato", ma di un contributo "per favorire le privatizzazioni, strumentale a operazioni di mercato". Intanto, già domani la Commissione europea potrebbe aprire un'inchiesta informale per vederci chiaro. Venerdì è stato fatto il primo passo con l'arrivo del via libera dai capi di gabinetto dei commissari europei alla proposta di procedura di infrazione da aprire contro l'Italia per 300 milioni di euro versati dallo Stato alla compagnia di bandiera, come prestito-ponte, poi trasformati in patrimonio netto dal vettore. (10-06-2008).

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Da domani l'indagine Ue sugli <aiuti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 137 del 2008-06-10 pagina 21 Da domani l'indagine Ue sugli "aiuti" di Redazione da Milano È pronta la versione finale della bozza della lettera che la Commissione europea si appresta a inviare all'Italia per comunicare l'apertura della procedura d'investigazione sul prestito ponte da 300 milioni nel quale sarebbero riscontrabili i tratti dell'aiuto di Stato. La decisone formale sarà adottata, salvo colpi di scena, domani. Secondo quanto previsto delle disposizioni comunitarie, "la Commissione invita l'Italia - si legge nella bozza - a presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese a decorrere dalla data di ricezione" della lettera. "L'Italia - si legge ancora nel testo - fornirà in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura". Nella lettera, indirizzata al ministro degli Esteri, Franco Frattini, si ripercorrono le tappe che hanno portato all'apertura della procedura e si conclude rilevando i "dubbi" sulla "compatibilità con il mercato comune" della misura varata dall'Italia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia-Air France, no definitivo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Alitalia-Air France, no definitivo --> Riprende oggi alla Camera l'esame del decreto legge su Alitalia e mercoledì a Bruxelles la Commissione Ue aprirà l'inchiesta per aiuti di Stato sui 300 milioni versati dal governo. Mentre Intesa SanPaolo esamina la situazione economico-finanziaria della compagnia, in vista della preparazione di una relazione entro fine mese quando è prevista l'assemblea di Alitalia (il 27 giugno in prima convocazione), Air France-Klm ribadisce che il capitolo è chiuso. Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ha ripetuto che il dossier sull'acquisizione di Alitalia è chiuso e il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon gli ha fatto eco riaffermando che il gruppo franco-olandese è concentrato a mantenere la redditività messa a rischio dal caro-petrolio.

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BERLUSCONI E LE PROMESSE BOOMERANG (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi La Spina BERLUSCONI E LE PROMESSE BOOMERANG La "luna di miele" di Berlusconi con gli italiani rischia di essere troppo dolce. E, come le torte eccessivamente zuccherate, il risultato potrebbe anche disgustare. Il presidente del Consiglio, infatti, dopo una campagna elettorale insolitamente priva di spettacolari promesse, sembra aver puntato tutto sui fatidici 100 giorni, quelli che segnano spesso non solo un primo bilancio del governo, ma danno l'impronta di una intera legislatura. Così, con un ritmo forsennato, si susseguono annunci di provvedimenti a raffica: sulla sicurezza, sull'immigrazione, sui rifiuti, sulle intercettazioni, sull'Alitalia, sugli statali fannulloni e, persino, sulla prostituzione. Un frenetico carosello d'iniziative che vorrebbero rispondere alle due sostanziali attese degli elettori. Quella di un ministero forte, compatto, capace finalmente di decidere. E quella di un ministero che non ha paura di scelte coraggiose, che non si fa intimidire dai conformismi del "politicamente corretto", capace di sfidare i vecchi tabù della sinistra culturale e politica. Insomma, per cominciare a parlar schietto, di un vero governo di destra. In Italia, nessun presidente del Consiglio, dopo Ricasoli, Sonnino e Salandra, ha mai amato che si definisse così il colore di un suo ministero. Eppure, una normale democrazia funziona con l'alternanza al potere dei due classici schieramenti politici. Ecco perché, per motivi diversi, anche meno nobili, pure una parte degli elettori contrari a Berlusconi, visto sconfitto lo schieramento amico, si è augurata di vedere all'opera "finalmente un governo di destra vera, come quello della Thatcher o di Reagan". In realtà, Berlusconi si è ispirato a modelli meno obsoleti. Il suo punto di riferimento, lo si è capito subito, è Sarkozy. Quello, per la sicurezza, dell'ex ministro dell'Interno. Quello, per l'economia, del candidato all'Eliseo che invoca "la libertà di poter lavorare quanto si vuole". Quello del trionfatore alle presidenziali che promette l'immediato "aumento del potere d'acquisto" dei francesi. Il subitaneo favore popolare e mediatico ottenuto con il primo Consiglio dei ministri, a Napoli sull'emergenza rifiuti, ha avuto il risultato di invogliare il "Berlusconi quater" a una moltiplicazione di annunci che rischia di contraddire proprio quei caratteri di solidità, concordia e, soprattutto, di efficacia vantati all'atto della sua nascita. Alle partenze fulminanti, infatti, si susseguono sempre bruschi stop. L'elenco è lungo, per cui si possono citare soltanto i casi più clamorosi. Si decidono specie di "tribunali speciali" per l'emergenza dei rifiuti in Campania e, poi, si capisce che è difficile sottrarre la questione al "giudice naturale", perché, come ricorda Andreotti a Scalfari nel film Il divo, "il problema è più complesso". Si minaccia il carcere ai clandestini e, poi, ci si accorge che non ci sarebbero penitenziari sufficienti, si ingolferebbero ancor di più i tribunali e tutto finirebbe come le "gride" di manzoniana memoria. Per l'Alitalia non solo il rischio di fallimento è più vicino, ma forse la soluzione "Air France" era proprio l'unica che poteva evitarlo. Licenziare gli statali fannulloni è un'ottima idea, ma neanche l'attivismo del benemerito Brunetta riesce ad assicurarlo senza infilarsi nel solito tunnel delle trattative sindacali che si sa già come finiscono. Levare le prostitute dalle strade è un proposito che non solo non trova nella maggioranza l'approvazione unanime, ma sembra colpire le vittime invece che gli sfruttatori. Infine, sulle intercettazioni appare subito chiaro come l'intenzione governativa finirebbe per assicurare l'impunità alla maggior parte dei criminali in circolazione, rafforzando peraltro l'idea che si vogliano garantire gli affari illeciti della solita "casta" di politici, amministratori e portaborse dei potenti. Il risultato della politica degli annunci è sotto gli occhi di tutti: spesso è mancata proprio quella coesione nella maggioranza di cui si voleva dar prova, perché, in molti casi, la Lega si è dissociata dalla coppia Fi-An; c'è uno scarto evidente tra le intenzioni di decisionismo e di concretezza e l'inefficacia pratica dei provvedimenti proclamati; la raffica di iniziative, su argomenti sempre disparati, provoca disorientamento sulle linee essenziali del governo, alle prese ogni giorno con avanzamenti e retromarce incomprensibili. Certamente il clima di idillio tra Berlusconi e la generale opinione pubblica non è ancora compromesso. Ma spingere il pedale delle attese, moltiplicare le speranze, semplificare problemi complicati facendo credere in soluzioni imminenti può portare a cambi di umore repentini tra gli italiani. Come è avvenuto, peraltro, proprio tra Sarkozy e i francesi. Il presidente d'Oltralpe sta raccogliendo i frutti amari di promesse troppo facili, soprattutto sull'attuale unico banco di prova dei governi europei: i bilanci delle famiglie. Forse sarebbe meglio che Berlusconi si concentrasse su questo grave e fondamentale problema e smorzasse l'eco dei più disparati annunci.

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Intervista a Piero Ostellino/Rivoluzione liberale senza speranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 10-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 10 Giu 2008 Edizione 116 del 10-06-2008 Intervista a Piero Ostellino/Rivoluzione liberale senza speranza di Cristiano Bosco Quali prospettive hanno i liberali nel nascituro Pdl e nell'attuale governo? "Duole dirlo, ma non abbiamo alcuna possibilità. La famosa "rivoluzione liberale" non è più praticabile. La cultura italiana non è liberale. L'Italia non è un Paese liberale, a differenza dell'Inghilterra o degli Usa, per citare due esempi. Nello stesso centrodestra italiano non c'è una cultura liberale diffusa". Parole di Piero Ostellino, che di liberalismo è un esperto. Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera, uno dei massimi esperti di liberalismo in Italia, si pronuncia sul destino delle istanze liberali nel centrodestra e nella politica italiana. Nel '94, Forza Italia nacque con l'aspirazione di formare un grande partito liberale. Oggi, nessun liberale occupa posizioni di rilievo. Cosa è successo ai liberali del centrodestra? I liberali non ci sono più, sono scomparsi. Questo è dovuto al fatto che il movimento creato da Berlusconi, poi trasformatosi in partito, non ha natura liberale. Oggi sono ancora presenti diversi esponenti, alcuni fuori dalla politica, come Alfredo Biondi o Giuliano Urbani, altri in Parlamento, come Antonio Martino, il quale però non ricopre posizioni di governo. Oggi i liberali, purtroppo, non contano più nulla. Tuttavia, alcune istanze care ai liberali sono ora date per scontate da parte della maggioranza del mondo politico. Il garantismo, per esempio, è assai più diffuso ora che non dieci, quindici anni fa. Questa non è una grande conquista liberale? Il maggiore garantismo è nell'ordine delle cose. Rispetto al periodo di tangentopoli sono cambiati i tempi. Il giustizialismo, al giorno d'oggi, non ha più rappresentanza. E anche la magistratura si è resa conto che esso non porta da nessuna parte, poiché è impossibile cambiare il Paese attraverso il solo potere giudiziario. Quali prospettive hanno i liberali nel nascituro PdL e nell'attuale governo? Duole dirlo, ma non abbiamo alcuna possibilità. La famosa "rivoluzione liberale" non è oggi più praticabile. La cultura italiana non è liberale. L'Italia non è un Paese liberale, a differenza dell'Inghilterra o degli Stati Uniti, per citare due esempi. Nello stesso centrodestra italiano non c'è una cultura liberale diffusa. Paradossalmente, l'unico movimento di stampo riformatore all'interno del centrodestra è la Lega Nord, partito localistico, le cui istanze sono più riformatrici di quelle di FI o AN. Silvio Berlusconi, leader del Popolo delle Libertà, può essere un abile statista e un grande uomo politico, ma è del tutto estraneo alla cultura liberale. Per rendersene conto, basta osservare l'operato del nuovo governo, che pensa sia necessario riempire la pancia degli italiani per risollevare le sorti del Paese. Da una parte è positivo che, su alcune questioni - come l'emergenza rifiuti nel napoletano - sia stata ristabilita la presenza e l'autorità dello Stato. Dall'altra parte si è invece compiuto un passo indietro, tornando alla vecchia logica del compromesso. Lo Stato non deve occuparsi degli stipendi dei supermanager di aziende private, lo Stato non deve intervenire nella faccenda Alitalia. Non c'è filosofia del diritto, la cui conseguenza è una mancanza di principi liberali nell'azione di governo. Non c'è modo di rendere più liberale la cultura italiana? Per contrastare gli organi di informazione schierati a sinistra, che rappresentano la metà dell'establishment, i media vicini al centrodestra - alcuni dei quali di proprietà dello stesso Berlusconi, come Mediaset, Il Giornale, Panorama - dovrebbero fungere come uno strumento importante per cambiare la cultura del Paese. Si dovrebbe raccogliere attorno ad essi tutta l'intellettualità liberale, più preparata e competente di quella di sinistra. Invece, essi sono abbandonati a sé stessi, di fatto legittimando l'egemonia culturale della sinistra in Italia. Gli intellettuali liberali non dispongono di un insediamento per diffondere le proprie convinzioni. Se i liberali hanno poche prospettive nel centrodestra, è invece realistica l'ipotesi ? già citata da Marco Pannella ? di formare una sinistra liberale?| È evidente che la sinistra del Partito Democratico è più moderata di quanto non fosse in passato, quando faceva parte di coalizioni in cui figuravano partiti di matrice comunista. Nonostante il passo in avanti, è difficile per la sinistra allontanarsi dalle proprie tendenze dirigistiche e collettivistiche. Se la sinistra vuole dimostrare di essere davvero liberale, il banco di prova su cui testarsi è la riforma della prima parte della Costituzione. In alcuni tratti, essa sembra appartenere ad un Paese sovietico. Siamo l'unico Paese che è fondato sul lavoro, ovvero su una merce di scambio, o dove la proprietà privata è vincolata dalla funzione sociale. Si tratta di astrazioni di carattere ideologico, che però vanno ad influenzare le decisioni della Corte Costituzionale, la quale deve ovviamente seguire il testo della costituzione. Una revisione della prima parte della Costituzione in chiave liberale è quantomai necessaria, e una sinistra davvero liberale non può tirarsi indietro di fronte a questa sfida.

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Alitalia, la Ue verso il no al prestito ponte Quattro mesi per trovare una cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 10-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Un mese di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione. Alitalia non potrebbe più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001

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Il prestito, che fin da subito ha suscitato la perplessità degli uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato "incompatibile con le norme sugli aiuti di Stato" e, secondo quanto anticipato, verrà bocciato. Il governo è invitato a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese". All'Italia, tuttavia, verranno concessi circa quattro mesi per trovare una cordata in grado di rilevare una compagnia di bandiera, e anche la restituzione del prestito - già erogato e trasformato in patrimonio per evitare di dover portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento - non è immediata. Entro 15 giorni l'Italia dovrà infatti indicare a Bruxelles come adempiere alla richiesta ed entro un mese dovrà inviare la sua risposta alle contestazioni mosse dalla Commissione. "In particolare - spiega la Commissione - dovrà fornire qualsiasi informazione utile sull'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo di consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura". "L'aspetto importante è che viene dato all'Italia il tempo per organizzarsi", sottolinea una fonte comunitaria, aggiungendo: "La procedura era inevitabile, la misura è impresentabile". Tanto più che le compagnie aeree europee hanno iniziato a dare battaglia da subito e a invocare una posizione di fermezza davanti alla compagnia. Alla fine della settimana scorsa British Airways, Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap hanno inviato una lettera al Commissario Europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, per protestare contro il prestito-ponte. "Crediamo che senza questo aiuto Alitalia cadrebbe al di sotto del limite minimo delle necessità di capitale e sarebbe costretta dalla legge italiana a dichiarare bancarotta e quindi a cessare le operazioni", hanno dichiarato le compagnie, chiedendo a Bruxelles di avviare "un'inchiesta approfondita" sulla vicenda. Alitalia non potrebbe infatti più ricevere aiuti di Stato fino al 2011, poiché gli ultimi sono stati concessi nel 2001 secondo il principio del "one time, last time", ossia 'una volta per l'ultima volta'. Gli uffici dell'ex commissario per i Trasporti Jacques Barrot, ora sostituito da Antonio Tajani, avevano inviato il 24 aprile scorso una lettera dai toni "piuttosto duri", chiedendo al governo di notificare la misura, di sospendere il prestito fino alla fine dell'analisi e minacciando, nel caso i soldi fossero versati, come poi è avvenuto, di aprire una procedura d'infrazione per chiederne il rimborso. INTESA SANPAOLO: NESSUN RUOLO NEL PRESTITO DEL TESORO L'ipotesi circolata sulla stampa e relativa a un qualsiasi ruolo di Intesa Sanpaolo relativo al prestito ponte emesso dal Tesoro nei confronti di Alitalia è priva di ogni fondamento. E' quanto ha riferito un portavoce di Intesa Sanpaolo, a margine della conferenza stampa che si è svolta oggi all'Istituto Italiano di Cultura di New York, con cui l'amministratore delegato della banca italiana, Corrado Passera, ha illustrato i progressi raggiunti dal progetto "Project Malawi". Alitalia, a chi si dovrebbe vendere? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Calderoli choc: "Ci sono etnie più predisposte a delinquere" (123 commenti) Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe (46 commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." 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Forse i luoghi deputati si chiederanno perché vengono bypassati e forse accresceranno l[...] "Ritireremo le pensioni in tabaccheria O la riforma o tra un anno me ne vado"19:46:32 - cosa ne pensa il neo ministro alfano e tutta la company che l'appoggia, ne vale ancora la pena di in[...] Cari responsabili della salute19:44:43 - Fortuna che un anno passa presto!!!!!!!!![...] "Ritireremo le pensioni in tabaccheria O la riforma o tra un anno me ne vado"19:38:39 - egregio direttore, mi riferisco alla sua risposta al mio precedente commento. lei sa che non ho pret[...] Un'Italia disastrosa Il ct ha sbagliato squadra e non ha saputo cambiarla in corsa Dopo la sconfitta con l'Olanda, Donadoni si deve dimettere?Conti gonfiati e arresti dei medici a Milano. E' colpa del modello lombardo della sanità?Servono spazi per i giovani?Euro 2008 - giocatore decisivoCalcioGiusto eliminare le intercettazioni?Porto San Giorgio: i parroci insistono per far chiudere i locali notturni alle 2 di notte, perché diseducativi. Cosa ne pensi?Ascoli verso la pedonalizzazione del centro, sei d'accordo?Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo?Ti piace il cartellone del Summer Festival 2008?Chi vorresti come nuovo allenatore della Lucchese? LA FOTO DEL GIORNO A tempo di record la squadra di Silvio IV 'Parità' tra Lega e An con 4 ministri. E l'età media si abbassa a 50 anni. I titolari di dicastero sono 21: 12 con portafoglio e 9 senza, solo quattro le donne, 13 le new entry. Oggi il giuramento, martedì e mercoledì la fiducia LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /body>.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

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Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Alitalia, crollo di prenotazioni dopo la rottura con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

20% in meno di passeggeri Per oggi è attesa la decisione di Bruxelles sul prestito da 300 milioni. Pesano le proteste delle altre compagnie europee 11/06/2008.

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Ritornano i pianisti . E Fini: voto con due mani (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del CAMERADi Pietro li pizzica e al presidente dice: se non fa il suo dovere più colpevole di loro Ritornano i "pianisti". E Fini: voto con due mani / Roma Grande ritorno dei pianisti, i deputati con la simpatica abitudine di votare per i colleghi assenti, che durante il voto sul decreto Alitalia hanno movimentato l'aula di Montecitorio. Di Pietro ne ha "pizzicati" alcuni e ha sollevato il problema chiamando in causa il presidente Fini: "Se lei non fa il suo dovere è più colpevole di loro" ha detto l'ex pm accusando chi vota per un altro di "truffa aggravata". "Lei commette il reato di omissione" ha detto a Fini il leader Idv, che gli ha chiesto anche nella funzione di "pubblico ufficiale" di "acquisire le generalità" di chi si rende colpevole della "truffa" e di trasmetterne notizia "alle autorità competenti". Fini ha proposto la soluzione: il voto "con due mani" per annichilire il malcostume. E ha replicato che l'ufficio di presidenza oggi avrà come oggetto proprio la necessità "regolamentare e politica" che ogni deputato voti dal proprio banco e con la tessera di cui è titolare, secondo il regolamento che non consente il voto per interposta persona né delega. Di Pietro però ha manifestato un certo fastidio per un sorriso di Fini mentre finiva il suo intervento. E il presidente lo ha invitato a "non dare valenza di alcun genere a quella che è una espressione del volto". Ma quando l'ex pm ha posto altri rilievi sul regolamento, il presidente della Camera, piuttosto indispettito, ha risposto che l'avrebbe fatto parlare alla fine della discussione sul decreto. Giachetti (Pd) ha ricordato a Fini che le questioni sul regolamento vanno discusse subito. Procedura nota anche ai commessi: uno di loro, ascoltando sul maxischermo in Transatlantico, ha dato ragione a Giachetti. Il battibecco non ha risparmiato neppure Rosy Bindi, presidente di turno nel pomeriggio. Di Pietro denuncia un altro "truffatore". Lei fa notare che alla Camera vige l'"autodichia", vale a dire che si regolano da soli le controversie interne senza l'intervento dell'autorità giudiziaria. L'ex ministro ribatte tra i fischi del PdL: "Scusi l'ignoranza, ma quindi in aula si possono commettere reati?".

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Prestito Alitalia, Di Pietro contro i pianisti : è truffa Scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di Bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Prestito Alitalia, Di Pietro contro i "pianisti": è truffa Scontro alla Camera tra maggioranza e opposizione. Oggi il voto. Mentre si attende il pronunciamento di Bruxelles / Roma Ancora bagarre alla Camera per la partita Alitalia. Il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte Alitalia da trecento milioni è stato oggetto di una forte scontro tra maggiorza e opposizione. Antonio Di pietro, dell'Italia dei Valori, è arrivato a chiedere al presidente di turno, l'onorevole Rosy Bindi, anche la sospensione della seduta per il reato di truffa. Al centro del contendere i famosi "pianisti", parlamentari che al momento della votazione fanno le veci anche dei colleghi assenti. La presidenza, ha intimato Di Pietro, "ha il dovere di procedere d'ufficio. Quel signore laggiù è un truffatore, chiedo si sospenda la seduta e si proceda per truffa aggravata commessa in aula". I lavori sono poi proseguiti in seduta notturna. Oggi alle 10 cominceranno le dichiarazioni di voto per poi votare il provvedimento che dovrà tornare al Senato per l'approvazione definitiva entro il 23 giugno. Oggi è anche prevista la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato italiano nelle casse di Alitalia originariamente come prestito ponte, poi confluita nel patrimonio netto della compagnia aerea. Salvo clamorose sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e approfondita, sospettando che la cifra erogata sia un aiuto di Stato illegale. Intanto, gli esperti di Intesa Sanpaolo, advisor con l'incarico di cercare un'offerta per Alitalia, sono già al lavoro per valutare le "varie alternative che si prospettano", dalla possibilità di alleanze internazionali a quella di una cordata italiana. Mentre la compagnia di bandiera fa i conti con le conseguenze della rottura con Air France, costata un calo di circa il 20% delle prenotazioni. E tra i motivi della diminuzione dei passeggeri - spiega il cda di Alitalia - la "ragione principale è da ricondurre alla riduzione di posti offerti totali che scaturiscono dalla razionalizzazione del network e dal passaggio da doppio hub ad un solo hub avviato con la stagione Iata summer 2008". Tornando a Bruxelles, una volta aperta l'inchiesta Roma avrà un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni. In realtà l'iter della procedura europea sarà abbastanza lungo.

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Fini dichiara guerra ai "pianisti" alla camera si voterà con due mani - francesco bei (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Fini dichiara guerra ai "pianisti" alla Camera si voterà con due mani Svolta dopo l'ennesima bagarre. Di Pietro: vanno denunciati La Lega propone una cintura di sicurezza. La Consulta: il doppio voto non è reato FRANCESCO BEI ROMA - Stavolta potrebbe essere quella buona. Gianfranco Fini ha preso atto che la misura è colma e il malcostume dei "pianisti", i deputati che votano anche per gli assenti, dovrebbe avere i giorni contati. "è una vergogna che deve cessare - ha ammesso Fini davanti all'ufficio di presidenza della Camera, riunito ad hoc dopo un'ennesima seduta di proteste di radicali, Pd e dipietristi - , perché i pianisti gettano discredito su tutto il nostro lavoro". Fini ha dunque suggerito un'ipotesi tecnica per stroncare il vizietto, quella di far votare "a due mani" i deputati - un pulsante per esprimere il proprio voto e un altro, più distante, per confermarlo - , impedendo così al pianista di allungare il braccio nella postazione vicina per votare al posto del collega assente. Ma sulle soluzioni tecniche più idonee lavorerà il collegio dei questori, che avrà dieci giorni di tempo per riferire al presidente. Poi, durante l'estate, partiranno i lavori sui banchi dei deputati e a settembre, alla prima votazione utile, "il nuovo sistema - ha promesso Fini - dovrà essere pienamente funzionante". E i deputati assenti, che adesso percepiscono a scrocco anche la diaria (costituisce una parte rilevante dello stipendio), risultando in Aula al momento delle votazioni, saranno costretti garantire la loro presenza. Ieri il problema è stato sollevato in maniera eclatante da Antonio Di Pietro, impegnato da giorni nel filibustering contro il decreto Alitalia. Tornato pm per un giorno, il leader dell'Italia dei valori ha preso di petto Gianfranco Fini: "Chi vota per due - ha tuonato tra le urla dei deputati leghisti e Pdl - commette una truffa aggravata, giacché concorre, con il titolare del diritto di votare, a fargli maturare indebitamente la diaria. Per questo lei, presidente Fini, che è un pubblico ufficiale, se non ferma chi vota per un altro commette un reato di omissione. Per questo le chiedo di fare il suo dovere provvedendo ai seguenti adempimenti. Primo: acquisisca le generalità di chi vota per un altro deputato. Secondo: denunci per tentata truffa aggravata alle autorità competenti chi è colpevole. Se non lo fa, presidente, lei è più colpevole di chi vota per un altro". Stessa accusa quando, più tardi, a presiedere è la vicepresidente Rosy Bindi: "Sono testimone perché ho visto quel signore laggiù - attacca Di Pietro indicando un deputato del Pdl - votare con due mani. Le formulo una accusa precisa, e lei, nella sua qualità di pubblico ufficiale ha il dovere di procedere d'ufficio. Quel signore laggiù è un truffatore". La Bindi non ci sta e si richiama al principio di "autodichia" del Parlamento, citando anche una sentenza (la numero 379 del 1996) della Corte costituzionale, per la quale "non può essere ammesso in simili casi un sindacato esterno da parte dell'autorità giudiziaria". Ma Di Pietro non si arrende: "Io suono la musica della legalità, mentre i pianisti suonano la musica della truffa". I deputati del Pdl e della Lega, messi sul banco degli accusati, si rivoltano contro l'ex pm. Osvaldo Napoli definisce l'atteggiamento di Di Pietro "presuntuoso, arrogante e maleducato nei confronti della presidenza"; volano molti insulti e il leghista Marco Reguzzoni invita il leader Idv a fare accuse precise, "senza coinvolgere tutto il Parlamento". Poi, nel dibattito, vengono fuori varie ipotesi per stroncare i pianisti. I radicali suggeriscono di votare con un sistema di lettura delle impronte digitali, i leghisti propongono una sorta di "cintura di sicurezza", "un sistema di sensori sotto la poltrona del deputato per cui il peso del corpo, minimo 40 chili, abilita al voto". Le soluzioni sarebbero tante, ma in più di trent'anni finora nessuno dei presidenti della Camera - da Violante a Casini fino a Bertinotti - è mai riuscito davvero a "sparare" sul pianista. Ci riuscirà Fini?.

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Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008)

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Economia Pagina 212 Alitalia, oggi la decisione di Bruxelles --> È prevista per oggi la decisione di Bruxelles sui 300 milioni di euro versati dallo Stato italiano nelle casse di Alitalia. Salvo clamorose sorprese, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale e approfondita, sospettando che la cifra erogata originariamente come prestito ponte sia un aiuto di Stato illegale.

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Il decollo dei treni - enzo costa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Genova IL DECOLLO DEI TRENI ENZO COSTA Parrebbe l'eterno ritorno (su rotaia) dell'identico, con minime varianti: la Regione che spettacolarmente (con Biasotti) o sommessamente (con Burlando) si lagna di Trenitalia, che vulcanicamente (con Catania) o sobriamente (con Moretti) prima promette e poi non mantiene accusando il governo. Ma una novità c'è: la lucidissima strategia di Silvio sui trasporti prevede di far rilevare Alitalia da Trenitalia: gli intercity sono soppressi perché i macchinisti stanno facendo un corso accelerato di volo.

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Anche l'Europa scarica il Pd: le vostre liti non ci riguardano (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 138 del 2008-06-11 pagina 14 Anche l'Europa scarica il Pd: le vostre liti non ci riguardano di Laura Cesaretti Il Pse respinge la proposta di accordo con i Liberaldemocratici: "L'Ue non è un'Italia ampliata". Tutti contro tutti fra popolari, dalemiani e rutelliani da Roma Un pranzo con Franceschini, un lungo faccia a faccia con Rutelli, un colloquio con Marini e pure uno scambio di idee con D'Alema dietro una colonna del Transatlantico. Giornata faticosa ieri, per Walter Veltroni, alle prese con scosse telluriche che agitano il Pd, mettendo l'una contro l'altra le diverse fazioni che al suo interno dovrebbero convivere. Per surreale che possa apparire, la questione Pse sì-Pse no ("Un tema che credo interessi sì e no all'1% dei nostri elettori", nota realisticamente un dirigente ex Ds) è improvvisamente diventata un rovente terreno di scontro, che lacera il maggior partito dell'opposizione. Fino a mettere in circolo la parola tabù, "scissione", che ieri è stata più volte evocata. Ad un anno dalle elezioni europee, il Pd non ha la minima idea di dove andranno a sedersi i suoi eletti a Strasburgo. Per i ds, l'approdo tra i socialisti è irrinunciabile, per gli ex Popolari è impensabile, per i rutelliani occorre scompaginare tutte le famiglie politiche europee e creare quello che Rutelli chiama "un nuovo centrosinistra", mettendo insieme il Pse (dove oggi sono di casa i Ds) e i Liberaldemocratici (dove siedono gli eletti della Margherita). Rutelli, lesto di riflessi, si è subito impadronito del tema che per ora veniva discusso solo nei corridoi, e ne ha fatto la propria bandiera, chiedendo al Pd una "rivoluzione culturale alla Blair" e mettendo in discussione le vecchie logiche "consociative" con cui Ppe e Pse si spartiscono le cariche europee. Ha fatto imbufalire gli ex Ppi scavalcati, che ora lo accusano di "protagonismo", e i diessini dalemiani. Che ieri diffondevano il sospetto che con la sua sparata anti-socialista Rutelli voglia mandare all'aria il lavorio diplomatico (avallato da Veltroni, che così si libererebbe di un ingombrante ombra di Banquo) per portare D'Alema verso l'incarico di ministro degli Esteri Ue, al posto di Solana. Di certo, c'è che gli esponenti del Pse non sono per nulla interessati a cavare le castagne dal fuoco ai rissosi italiani, magari cambiando nome al proprio partito: se volete entrare, "porte aperte", è il succo del messaggio del capogruppo Schulz, a Napoli per un appuntamento europeo cui oggi parteciperanno anche Veltroni e D'Alema. Ma il Pd si renda conto che "la Ue non è un'Italia ampliata", e risolva altrove le sue beghe. Quanto a Rutelli, la sua proposta di alleanza Pse-Liberali contro il Ppe non esiste ed è "contraddittoria": "Non avremmo la maggioranza necessaria del 50%, quindi non basterebbe e avremmo bisogno di Verdi e comunisti: proprio quello che il Pd in Italia vuol far finire". Su Rutelli picchia duro anche Arturo Parisi, accusandolo di muoversi come capo della Margherita e di dire a Veltroni "che quindi è con lui e non con i dirigenti Ppi che deve trattare", dimenticando di essere stato "una delle cause più prossime della disfatta del centrosinistra". L'ex sindaco di Roma, che ieri ha riunito i suoi prima di incontrare Veltroni, ha negato ogni intento scissionistico e contrattaccato: sono i Ds (dalemiani in testa) "che fanno girare ad arte questa voce per evitare qualsiasi cambiamento", e per mettere i bastoni tra le ruote allo stesso Veltroni. E i rutelliani fanno notare come si stia organizzando in modo autonomo il gruppone trasversale di deputati dalemiani (con l'apporto di Enrico Letta e dei suoi). Che, a sentire fonti governative, già tratta con la maggioranza: "È stato D'Alema ad assicurarci che su Alitalia si può votare domani, e anche l'ostruzionismo di Di Pietro rientrerà", spiegava ieri il ministro Elio Vito. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Passera su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 138 del 2008-06-11 pagina 22 Passera su Alitalia: previsioni premature ma l'impegno è forte di Paolo Stefanato Marcello Zacchè da Milano e New York Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo, dopo aver ricevuto l'incarico di advisor, ha avviato "la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si prospettano". Lo ha confermato ieri il cda della compagnia, lasciando intendere indirettamente che sono ancora aperte tutte le possibilità, commissariamento compreso: gli analisti sono al lavoro, sotto la guida di Gaetano Miccichè, e il loro compito immediato è proprio quello di riconoscere la strada da imboccare. La squadra di Alitalia è guidata da Luigi Conforti, avvocato e responsabile degli affari legali. Già alla fine di questa o all'inizio della prossima settimana potrebbe esserci una prima presa d'atto interna a Intesa; la soluzione da tracciare ha comunque un termine, l'assemblea di fine giugno entro la quale - come ha indicato il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli - il futuro di Alitalia avrà assunto una propria fisionomia. Se le cose, come il fortissimo mandato politico lascia intendere, andranno avanti, la stessa Intesa Sanpaolo provvederà a elaborare un dettagliato piano industriale che impegnerà l'estate; per Intesa e per il suo ad, Corrado Passera, si tratta di una partita molto importante, o meglio, della più importante sul tappeto. Ieri, in una New York torrida, fuori dall'istituto italiano di cultura in Park avenue, lo stesso Passera ha ribadito alcuni concetti chiave: "Stiamo guardando tutto ma è prematura - ha detto - qualunque previsione. Siamo advisor di un'azienda in grande difficoltà. C'impegneremo a fondo, ne vale la pena". Non dà una mano alle prospettive di risanamento il caro carburante, che sta mettendo in ginocchio tutto il trasporto aereo. Ieri il cda di Alitalia, in una nota, ha spiegato che il calo dei passeggeri emerso in aprile (1,555 milioni, meno 25,9% sull'aprile dello scorso anno) è legato alla riduzione del network, passato da due hub a uno solo. Il crollo dei passeggeri è stato provocato anche dalla caduta di prenotazioni (meno 20%) seguita alla rottura delle trattative con Air France. Lo spostamento del traffico da Malpensa a Fiumicino ha fatto crescere quest'ultimo del 24,9% in aprile e del 32,4% in maggio. La compagnia osserva comunque che nelle ultime settimane si è assistito a un trend di ripresa delle prenotazioni e che l'obiettivo strategico non è più il riempimento degli aerei (il load factor è sceso di 9,7 punti), ma la concentrazione sulle rotte più remunerative. Per oggi sono attesi, in parallelo, il voto sul decreto del prestito ponte e l'avvio, sullo stesso, dell'indagine da parte dell'Ue. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tutti in fila per alitalia chi la salva salva se stesso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Global market Tutti in fila per Alitalia chi la salva salva se stesso Sembra impossibile. Eppure è vero: nei cieli italiani si è formata una lunga coda di candidati alle nozze con Alitalia. La dote, in questo caso, non interessa. La Magliana in questo momento è un malato in terapia intensiva, tenuto in vita artificialmente da una flebo da 300 milioni (sborsati dai contribuenti tricolori) che si sta esaurendo a vista d'occhio. Il problema è un altro: da Eurofly a Meridiana, all'ormai defunta Alpi Eagles fino a My Air, le aerolinee di casa nostra navigano tutte in cattivissime acque. E anche Air One ? pur in condizioni un po' migliori ? deve affrontare pesanti investimenti con una struttura patrimoniale non proprio granitica. E allora? Allora la soluzione migliore è affidare le sorti dei cieli nazionali all'unico "esorcista" davvero in grado di fare miracoli: Giulio Tremonti. Il ragionamento è lineare. Missione impossibile per missione impossibile, il Tesoro invece che salvare solo Alitalia (un obbligo visto che il premier Silvio Berlusconi ha fatto fuggire Air France) può salvare a questo punto l'intero settore. Mettendo tutti ? Toto, Aga Khan e Alitalia ? nello stesso calderone e consolidando nelle mani di un'unica realtà quasi il 90% del mercato del trasporto aereo nazionale. A pagare saranno forse i passeggeri (senza competizione i prezzi schizzeranno all'insù) e la concorrenza. Ma per salvarli, forse, si potrà sempre tentare di mettere in piedi una cordata italiana. Ettore Livini [deutsche bank perde il fuoriclasse] Un duro colpo per Deutsche Bank proprio in un momento difficile per la crisi finanziaria internazionale. Rajeev Misra, che finora era uno dei massimi esperti della filiale londinese dell'istituto, quella cioè responsabile dell'investment banking, lascia la prima banca tedesca. Misra è stato fino ad oggi il responsabile mondiale della sezione crediti. Secondo Manager Magazin, "è stato lui il vero cervello della banca", e dunque l'uomo che ha consentito di limitare le perdite nel mezzo della tempesta subprime. Non a caso, per sostituirlo Deutsche ha scelto una doppia direzione del comparto, affidandolo a Boad Weinstein e a Colin Fan. Misra aveva avuto l'idea geniale di lanciare nuovi, innovativi prodotti sul mercato dei derivati. Ora ci ha preso gusto e vuole mettersi in proprio, forte della sua amicizia con Anshu Jain, uno dei massimi investment bankers. L'ex cervello di Deutsche Bank quindi con ogni probabilità finirà per fare concorrenza al suo stesso ex datore di lavoro: vuole creare un suo fondo per i derivati. Ma sta trattando con Deutsche: forse il colosso tedesco, che gli aveva pagato in anticipo dei bonus e dei premi generosissimi sperando che lui restasse, riuscirà in cambio a ottenere una partecipazione al nuovo fondo di Misra. Andrea Tarquini.

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ROMA - Il prestito ponte di Alitalia arriva al primo giro di boa di Bruxelles. Oggi, salvo colpi di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Scena, la Commissione Ue aprirà un'inchiesta formale sul provvedimento del governo con il sospetto che il finanziamento concesso - originariamente come prestito ponte, poi confluibile nel patrimonio netto - sia da bollare come un aiuto di Stato illegale. Roma avrà un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni ai dubbi dell'Ue. Ma i tempi lunghi della procedura lasciano immaginare che il rilancio di Alitalia troverà una soluzione prima dell'ultima parola di Bruxelles. Intanto, l'ok della Camera al decreto sul prestito ponte dovrebbe arrivare solo oggi. Ieri l'esame fiume degli emendamenti si è concluso in tarda serata sotto il pressante ostruzionismo dell'Idv al provvedimento che dovrà essere convertito entro la prossima settimana. Per allora sarà entrato nel vivo anche il lavoro di Intesa Sanpaolo, l'advisor incarcato per valutare le "varie alternative" per il futuro di Alitalia. "Ci impegneremo tutti a fondo per trovare soluzioni: vale la pena impegnarsi a fondo" - ha detto il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Un primo passaggio cruciale oggetto di verifica da parte di Intesa Sanpaolo è la disponibilità di un partner internazionale, come Air France-Klm o Lufthansa, a far parte del progetto di rilancio. Una condizione, quest'ultima, messa sul tavolo con chiarezza dalla cordata di imprenditori che vedrebbe scendere in campo anche Roberto Colaninno e la Air One di Carlo Toto. Eppure, i primi contatti con Air France e con Lufthansa non hanno sortito i risultati sperati. Anzi. Ecco perchè, secondo alcune fonti, dopo la prima ricognizione di Intesa Sanpaolo ci sarebbe la strada del commissariamento. Una via che incontrerebbe maggiore disponibilità da parte degli imprenditori italiani. Intanto, la compagnia fa i conti con le conseguenze della rottura con Air France, costata un calo di circa il 20% delle prenotazioni. Ma tra i motivi della diminuzione dei passeggeri - spiega il cda di Alitalia - c'è anche "la riduzione di posti offerti totali che scaturiscono dalla razionalizzazione del network". R.Amo.

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E Tremonti non conferma Spitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-11 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Agenzia del Demanio E Tremonti non conferma Spitz Il piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico sta per partire. Il ministro Giulio Tremonti avrebbe scritto nei giorni scorsi al direttore dell'Agenzia del Demanio, Alessandra Spitz, annunciandole l'intenzione di non confermarla nell'incarico. Sarebbe il primo passo dell'operazione che porterà alla fusione tra l'Agenzia e il ramo immobiliare di Fintecna, azienda controllata dal Tesoro, e che già ha incorporato, negli anni scorsi, la Patrimonio spa. Al vertice del nuovo gruppo, secondo indiscrezioni, potrebbe approdare Maurizio Prato, ex presidente Alitalia e ora tornato come vicepresidente in Fintecna.

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Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-11 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE # Il documento Oggi l'apertura della procedura: aiuto di Stato: "Entro 30 giorni i chiarimenti" Prestito Alitalia, ecco la lettera Ue I dubbi di Bruxelles sui tassi e sulla cordata italiana. Ermolli a Palazzo Chigi L'incarico di advisor a Banca Intesa. Passera: ci impegneremo al massimo, ne vale la pena DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - L'Italia ha un mese di tempo per replicare alle contestazioni della Commissione europea sul prestito-ponte da 300 milioni euro all'Alitalia. Nel frattempo non rischia il fallimento perché non viene richiesta la restituzione o il congelamento della somma in questione. Emerge dalla lettera della Commissione europea indirizzata al ministro degli Esteri Franco Frattini, che apre la procedura per presunti "aiuti di stato" illegali provocata dall'ultima elargizione alla compagnia aerea controllata dallo Stato italiano. Il testo in 51 punti, preparato dal vicepresidente e responsabile Ue per i Trasporti Antonio Tajani, è all'ordine del giorno della riunione odierna dei commissari come "punto A". Quindi ne è prevista l'approvazione senza ulteriore discussione perché è già arrivato il consenso di tutti i membri dell'istituzione di Bruxelles, tramite i rispettivi capi di gabinetto. Al governo di Roma viene garantita la riservatezza delle informazioni elencate, qualora Frattini ne facesse esplicita richiesta entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento. La Commissione "invita l'Italia a presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese ". In particolare chiede approfondimenti "sulla facoltà di imputare il prestito in conto capitale". Ed elenca tutte le situazioni che hanno portato a considerare il prestito-ponte aiuti di Stato illegali. Innanzitutto si ritiene "la situazione finanziaria di Alitalia gravemente compromessa". Nel punto 26 si dubita che una maggiorazione solo dell'1% e i tassi d'interesse di riferimento del prestito erogato dallo Stato italiano possano "essere considerati appropriati nel caso di un'impresa la cui situazione finanziaria è gravemente compromessa ". Questo anche in considerazione del ritiro dell'offerta di acquisto di Alitalia da parte di Air France. E perché la Commissione non ritiene la lettera di Bruno Ermolli una reale dimostrazione "dell'interesse di imprenditori e investitori italiani per l'elaborazione di un progetto di rilancio della compagnia ". Ieri proprio Ermolli è andato a Palazzo Chigi per il caso Alitalia. Sul fronte Intesa, l'amministratore delegato Corrado Passera ha dichiarato: "Siamo ufficialmente advisor, stiamo lavorando. è prematuro fare qualsiasi previsione". La procedura A destra la lettera di Bruxelles all'Italia sul prestito ponte per Alitalia Ivo Caizzi.

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Alemanno: <Sul Prg solo aggiustamenti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Urbanistica Oggi sopralluogo del sindaco al Pincio Alemanno: "Sul Prg solo aggiustamenti" Morassut: "Ora pensi ad attuarlo" Il piano regolatore venne approvato a febbraio, dopo la minaccia di 10 mila emendamenti del centrodestra Il Piano Regolatore è stato appena approvato, ma - secondo Gianni Alemanno - "è da aggiustare, senza stravolgimenti". è l'ultima, quella pronunciata dal sindaco ieri a Milano, di una lunga serie di revisioni che va dalla teca di Meier alla Festa del Cinema. Sul Prg l'atteggiamento è più morbido: "Cercheremo di aggiustarlo, per renderlo più compatibile per la città". E, dunque, "la revisione è nei fatti, anche se partiamo da questo piano". Un Prg approvato a febbraio, dopo interminabili polemiche, la "minaccia" di 10 mila emendamenti dell'opposizione, e consiglieri (Dino Gasperini che era nell'Udc, Fabio Sabbatani Schiuma allora in An e Pasquale De Luca di Forza Italia) che si incatenarono per protesta in aula Giulio Cesare. E intanto oggi Alemanno effettuerà un sopralluogo al Pincio (dove dovrebbe essere realizzato il contestatissimo parcheggio) insieme agli assessori alla Cultura Umberto Croppi e al Traffico Sergio Marchi. Sul Prg la procura ha aperto un'inchiesta. Ma dove intervenire? "I problemi principali ha detto Alemanno - sono legati alle centralità che devono avere funzioni più precise: per ora sono solo segni sulle carte urbanistiche ". E poi? "Bisogna intervenire sulla commistione tra mobilità e nuove centralità con cui si connette". è il discorso portato avanti anche in campagna elettorale: i quartieri sorti intorno alla cinta del Raccordo Anulare spesso poco o mal collegati con la città. Ma oltre ai nuovi quartieri, occorre pensare anche ai vecchi: "Punto fondamentale - ha detto ancora Alemanno - è quello della demolizione e della ricostruzione delle periferie, e per questo occorre non soltanto il Prg, ma un regolamento edilizio che faciliti il rinnovamento urbano". Nella maggioranza, si pensa anche ad altro, come dicono Marco Marsilio e il neo-Pdl Dino Gasperini: "Il Prg va riaperto per fare i 30 mila alloggi di edilizia popolare". E le varianti Bufalotta e dei grattacieli ex Alitalia? "Difficilmente saranno riproposte". Proprio Morassut ha commentato le dichiarazioni di Alemanno: "Prendo atto - ha detto l'ex assessore - che il sindaco contraddice gli iniziali orientamenti su radicali modifiche al Prg. Però non servono discussioni generiche, ma solo che il piano venga attuato. E serve realizzare i 6 mila alloggi popolari e gli altri 3 mila a canone concordato ". E il parking del Pincio? "è un'opera fondamentale per liberare il Tridente: non credo che esistano i margini, anche giuridici, per bloccarlo senza incorrere in ricorsi". Ernesto Menicucci Sindaco Gianni Alemanno Ex assessore Roberto Morassut.

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Camera, <pianisti> sotto tiro Fini: si voterà con due mani (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-11 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Bagarre in Aula. L'ex pm contesta anche la gestione della Bindi Camera, "pianisti" sotto tiro Fini: si voterà con due mani Di Pietro attacca: presidente, li denunci o lei sarà colpevole La soluzione a settembre. E la Lega propone un sensore sotto la sedia per rilevare la presenza ROMA - Riuscirà Gianfranco Fini, neo presidente della Camera, a fare meglio dei predecessori, a eliminare cioè una piaga antica di 35 anni, quella dei "pianisti", i deputati che votano in vece altrui? Ha convocato l'ufficio di presidenza e ha proposto: "Ogni due mani, un solo voto ". I deputati dovranno premere contemporaneamente due pulsanti, in modo che ciascuno abbia le mani occupate e non possa toccare il pulsante (oggi unico) di un collega. Ma è agli atti anche l'idea della Lega, chiamata "cinture di sicurezza" e l'idea radicale delle impronte digitali. Il programma è questo: entro dieci giorni una decisione, adattamenti tecnici all'aula durante l'estate, a settembre morte presunta dei "pianisti". Ieri Fini è stato preso di petto sul tema. Il contesto è la conversione del decreto Alitalia. Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, dopo un'approvazione per pochi voti ad opera della maggioranza, ha tuonato: "Chi vota per due commette una truffa aggravata perché concorre con il titolare della scheda a far ottenere la diaria come fosse presente". E, rivolto a Fini: "Lei è un pubblico ufficiale, se non provvede commette reato di omissione". Quindi (fra rumori e proteste dell'aula), richieste formali: "Acquisisca le generalità e trasmetta alle autorità la denuncia per tentata truffa aggravata". Rosy Bindi ricorda al collega dell'opposizione: "Ai lavori della Camera non si applica il codice penale! ". Fini sorride, Di Pietro lo accusa di correità, Fini ricorda che già era convocato l'ufficio di presidenza. Qui il presidente fa la proposta di tenere sul tavolo entrambe le mani, come accade all'assemblea Onu. Il leghista Stucchi ipotizza di installare sotto la sedia dei deputati un sensore come quello che nelle auto segnala il mancato uso delle cinture di sicurezza. Il sensore attiverebbe i pulsanti per il voto solo quando il parlamentare sia seduto al suo posto. E si riparla di un sistema basato sulle impronte digitali, proposto dai radicali nella scorsa legislatura. Viene dunque affidato ai questori lo studio tecnico delle tre soluzioni e di altre eventuali in uso presso parlamenti esteri. Di Pietro non è domo: "Fini non può menare il can per l'aia. Deve agire. Oggi grazie ai "pianisti" è stato palesemente falsificato il risultato del voto". Questa vicenda dura dal 1973, quando fu eliminato il tradizionale voto per alzata di mano o con palline. Nel 1998 Violante introdusse la tesserina magnetica personale. Alcuni le lasciarono inserite sempre. Nel 2002, al Senato, multe per "pianisti". Nel 1996 la Corte Costituzionale stabilì che non spetta alla magistratura ma al Parlamento sindacare l'operato dei propri componenti in questi casi. A. Gar.

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SCIOPERO IL 4 CONTRO I TAGLI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Mauro Ravarino Il coordinamento sindacale unitario del gruppo Telecom ha deciso ieri la sospensione delle relazioni industriali con l'azienda e annunciato uno sciopero nazionale di otto ore per tutto il gruppo, il 4 luglio. Contro i 5000 mila esuberi annunciati dall'azienda nei giorni scorsi, incroceranno le braccia i dipendenti "a difesa non soltanto dell'occupazione già drasticamente ridotta ma anche a difesa di una delle aziende più strategiche del nostro paese". Sindacati e Rsu si dichiarano "indisponibili ad avviare una discussione sulla riorganizzazione senza prima un confronto sulle strategie industriali, e sulle scelte di rilancio del Gruppo. MONETE BERNANKE SPINGE IL DOLLARO Forte recupero del dollaro sull'euro. In serata il biglietto verde ha rotto con decisione quota 1,55, scendendo poco sopra 1,54. Alla base delLA ripresa una dichiarazione di Bernanke, il presidente della Fed, che ha lasciato la porta aperta a una stretta monetaria entro fine anno: Secondo Bernanke, occorre fronteggiare l'inflazione. Il recupero del dollaro ha spinto al ribasso la quotazione del petrolio che in serata a New York è sceso sotto i 134 dollari al barile. Un contributo alla discesa dei prezzi del greggio è arrivato dall'Arabia Saudita che ha fatto sapere di aver aumentato di 500 mila barili la produzione giornaliera. FERROVIE EUROSTAR: PARZIALE PRIVATIZZAZIONE "C'è un progetto di parziale privatizzazione" sulla divisione Eurostar, ha dichiarato ieri Mauro Moretti, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato a margine di un convegno.Quanto alla quotazione in borsa, Moretti ha aggiunto: "vedremo, anche perché prima di andare in Borsa bisogna avere tre anni di utile come società". Air one Modifica lo statuto puntando SU Alitalia AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo. "La modifica è legata allo sviluppo delle rotte a lungo raggio e al salto dimensionale che sta compiendo il gruppo", dice AirOne. A fine giugno, la Air One - che ha annunciato l'acquisto di 24 nuovi aerei da Airbus - partirà con un attività di lungo raggio, che collegherà Malpensa con Boston e Chicago.

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Alitalia: Commissione europea indaga sul prestito ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)

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Economia Investigazione formale sul decreto da 300 milioni di euro Alitalia: Commissione europea indaga sul prestito ponte Intanto la Camera vota il decreto legge Bruxelles, 11 giu. - La Commissione europea ha ufficialmente aperto una procedura di investigazione per indagare sul prestito ponte di 300 milioni di euro che lo Stato Italiano ha concesso ad Alitalia. Fonti vicine alla Commissione precisano inoltre che l'indagine è volta ad accertare se l'intervento dello Stato nei confronti della compagnia di bandiera italiana sia compatibile o meno con le norme europee sul mercato unico. Nel frattempo, oggi alla Camera si stanno svolgendo le fasi finali della votazione sul decreto legge volto ad autorizzare il prestito ponte. In caso di votazione favorevole ad Alitalia, il decreto dovrà essere approvato in via definitiva dal Senato entro il prossimo 22 giugno. Massimo Miato.

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Sciopero ok, ma disagi limitati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 211 Trasporto aereo. Sindacati preoccupati per il futuro: contestati i manager e la proprietà di Meridiana Sciopero ok, ma disagi limitati Trasporto aereo.. Sindacati preoccupati per il futuro: contestati i manager e la proprietà di Meridiana Cancellati 20 voli sull'Isola, 50 in tutta l'Italia --> Cancellati 20 voli sull'Isola, 50 in tutta l'Italia Uno sciopero riuscito, a cui hanno partecipato tutte le sigle sindacali. Meridiana avrebbe un futuro incerto e un management da cambiare. Una ventina di voli cancellati nell'Isola, cinquanta complessivi su tutti gli scali nazionali. Lo sciopero dei dipendenti Meridiana - piloti, assistenti di volo e personale di terra - si può definire perfettamente riuscito. La protesta, annunciata da tempo, riguarda la mancanza di certezze sul futuro della compagnia aerea. Nella sala d'aspetto del "Costa Smeralda", ieri mattina, poco più di un centinaio di persone hanno ascoltato con attenzione gli interventi dei sindacalisti e della folta rappresentanza politica, una sorta di passerella elettorale per i vari consiglieri regionali di centrodestra e centrosinistra: Renato Lai, Giovanni Pileri e Matteo Sanna da una parte, Elio Corda e Giommaria Uggias dall'altra. LO SCIOPERO Sono una cinquantina i voli annullati nelle 24 ore di ieri. All'iniziativa hanno aderito tutte le sigle sindacali e di categoria. La contestazione, ormai storia nota, punta al management e alla proprietà, in particolare al principe ismailita Karim Aga Khan, reo di disinteressarsi dell'azienda e di delegare le responsabilità anziché assumersele personalmente. PIANO INDUSTRIALE Sarà, probabilmente, presentato fra una decina di giorni e tutti temono tagli e grossi sacrifici. Secondo i sindacalisti il costo del lavoro (in Meridiana rappresenta il 30 per cento) dovrebbe essere l'ultimo dei problemi mentre per l'amministratore delegato sembra il primo - naturalmente, insieme al costo del carburante, quasi raddoppiato in un anno. Piuttosto, può sorprendere che lo sciopero sia arrivato prima e non dopo la presentazione del piano industriale visto che mancavano così pochi giorni. BILANCIO Meridiana, almeno per ora, è una compagnia solida, su questo non ci sono dubbi. Il consiglio d'amministrazione, già oggi, discuterà e approverà il progetto di bilancio che sarà sottoposto all'assemblea dei soci il prossimo 27 giugno. Ma è chiaro che gli utili, comunque non esagerati, che si registreranno anche quest'anno, non saranno sufficienti a eliminare la tensione interna. Gianni Rossi, ad della compagnia, ha sempre ritenuto necessario operare dei tagli su costi non proprio necessari ma, da quell'orecchio, i sindacati non ci hanno mai voluto sentire. Tant'è che quello di ieri, così è stato detto, è solo il primo atto di una lunga serie di manifestazioni. SOLIDARIETÀ I lavoratori hanno incassato la solidarietà del sindaco di Olbia Gianni Giovannelli ("Non lasceremo nulla di intentato, la nostra amministrazione non può non sostenere i programmi di crescita di Geasar") e di tutti i politici presenti che, a turno, hanno detto la loro sull'attuale situazione di Meridiana. CRISI Contrariamente a quanto molti pensano, la compagnia del principe non è in crisi. Cioè, al momento non ha le difficoltà di Alitalia, ma il 28 ottobre, giorno in cui, con la fine della continuità territoriale, si deciderà il destino di alcune rotte fra le più remunerative (Milano e Roma) per Meridiana potrebbero sorgere diversi problemi, anche abbastanza seri.

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I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettere & Opinioni Pagina 315 I DISSERVIZI DI MERIDIANA L'Alitalia non insegna nulla? --> Per lavoro vado e torno da Bologna con Meridiana, ogni volta con ritardi vari e assortiti. Il 3 giugno, solita sveglia all'alba per il volo delle 7.15 che per "motivi operativi" (rispetto del numero di ore di riposo del personale) è stato posticipato alle 10.30. L'equipaggio si presenta per l'imbarco alle 10.45 accolto dagli applausi ironici dei passeggeri. Il comandante prima minaccia di non far partire il volo, poi finalmente ci fa imbarcare. Si parte alle 11.15 non prima di averci diffidato dal proseguire nelle proteste e avvisati che qualunque rimostranza dovrà essere indirizzata all'amministratore delegato. Per questi casi non dovrebbe essere previsto l'equipaggio di riserva? Non sarebbero gradite, quanto opportune, le scuse della compagnia per l'enorme disagio provocato ai propri clienti, quella mattina in gran parte lavoratori? Infine: la vicenda Alitalia non ha proprio insegnato niente? Sono intenzionato, ogni volta che ci saranno le condizioni, a chiedere il risarcimento dei danni. Paolo Frabetti - Quartu sant'Elena.

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Alitalia, ok della Camera al prestito-ponte Ma la Ue apre una indagine formale (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Via libera alla conversione del decreto, ora il testo torna al Senato.  Durante la procedura della commissione europea, che può durare fino a 18 mesi, Alitalia potrà usare i 300 milioni del prestito

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Dopo molte sedute dedicate a esaminare le proposte di modifica esaminate avanzate dall'opposizione, ed in particolare dall'Italia dei Valori (IdV), l'aula di Montecitorio ha approvato la conversione in legge del decreto in favore dell'Alitalia varato lo scorso 23 aprile dal Governo Prodi con il consenso della nuova maggioranza. Il provvedimento approvato oggi è molto diverso dal decreto originario e dal testo licenziato dal Senato e, pertanto, dovrà tornare a Palazzo Madama che lo dovrà ratificare senza modifiche entro il 22 giugno. Il nuovo testo incorpora una serie di norme introdotte con altri decreti in materia di: scelta e ruolo dell'advisor per la privatizzazione della compagnia di bandiera, esenzione dagli obblighi di trasparenza in termini di comunicazioni al mercato,utilizzazione del prestito a copertura delle perdite. In particolare, nel testo licenziato dalla Camera è stato inserito l'articolo 4 del decreto legge fiscale sull'Ici che consente di trasformare il prestito in patrimonio netto della Compagnia in caso di riduzione del capitale sotto il minimo previsto dal codice civile. Il testo che sarà trasmesso al Senato ha poi fatto proprio l'articolo 1 del decreto legge sul monitoraggio della spesa che prevede alcune deroghe alla legge 474 del 1994 sulle privatizzazioni, con la nomina di un advisor.Advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio. E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall'opposizione visto che l'istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo a fianco dell'Air One nella gara di privatizzazione dell'Alitalia predisposta dal Governo Prodi. Un'ulteriore novità riguarda la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte dell'Alitalia. E tale decisione ha indotto la Consob a sospendere la quotazione in Borsa del titolo. LA PROCEDURA UE La Commissione Europea ha aperto un'indagine formale sul prestito ponte concesso dal Governo ad Alitalia. La decisione verrà comunicata al ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, tramite una lettera firmata dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Ma Alitalia potrà usare i trecento milioni del prestito-ponte durante il periodo in cui la Commissione europea condurrà la sua indagine approfondita. E' quanto ha spiegato il portavoce Mark English, osservando: "Sì, Alitalia può usare i soldi durante il periodo dell'indagine". "Non chiediamo ad Alitalia di rimborsare immediatamente i soldi", ha proseguito English, aggiungendo che l'ingiunzione di sospensione immediata è una decisione molto rara che è stata presa l'ultima volta per la Grecia nel 2005, in condizioni molto diverse con un aiuto continuo e molto protratto nel tempo". Il portavoce ha sottolineato che la procedura di investigazione può durare "fino a un massimo di diciotto mesi, ma naturalmente può essere molto più breve di così". Il portavoce della commissione Johannes Laitenberger, ha puntualizzato che la procedura di investigazione, pur non essendo una normale procedura di infrazione, è il procedimento classico che viene applicato ai casi di aiuti di Stato. "Si tratta di una procedura per aiuti di Stato assolutamente classica, basata sugli articoli del trattato specifici per la materia", ha puntualizzato, osservando "l'apertura di una indagine non pregiudica il risultato". Nel caso la procedura si concludesse con una decisione della Commissione secondo la quale si tratta di un aiuto di Stato illegale, "l'Italia dovrà rimborsare il prestito". Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe (50 commenti) Brunetta: "Licenziamento per i falsi malati e per chi rifiuta la mobilità" (47 commenti) Castelli: "Napolitano contro il Nord..." 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Tutta la "brava gente" che rilasc[...] "Non ti curo, voi rom mi fate schifo" Interrogazione su un medico Asl12:56:34 - noi imitiamo sempre gli americani li crediamo più avanti, ma là se non hai un'assicurazione sanitari[...] "Non ti curo, voi rom mi fate schifo" Interrogazione su un medico Asl12:53:32 - E' una normale conseguenza alla maleducazione delle persone che tutti i sabati, come me, vanno in qu[...] C'è troppo caos tra i due porti: da sabato strada chiusa di notte12:50:17 - Lavori socialmente utili per la durata della pena!![...] Arrestate Vanna Marchi e la figlia Timore di fuga e di nuove truffe12:49:31 - Una volta aderito e pagato, siamo sicuri che la carne di maiale che mi verrà inviata, è veramente ge[...] "Adotta un maiale Doc online avrai salumi e carne tutto l'anno"12:48:09 - scommettiamo che questa idea la vedremo sviluppata in qualche altro paese? l'italia e' il paese dell[...] La centrale eolica va ad aquiloni: la nuova frontiera dell'energia Sicurezza, serve avere postazioni fisse contro l'abusivismo in spiaggia?SICUREZZA A RIMINIDopo la sconfitta con l'Olanda, Donadoni si deve dimettere?Conti gonfiati e arresti dei medici a Milano. E' colpa del modello lombardo della sanità?Servono spazi per i giovani?Euro 2008 - giocatore decisivoCalcioGiusto eliminare le intercettazioni?Porto San Giorgio: i parroci insistono per far chiudere i locali notturni alle 2 di notte, perché diseducativi. Cosa ne pensi?Ascoli verso la pedonalizzazione del centro, sei d'accordo?Le prostitute sono pericolose?Elezioni Usa: chi vincerà tra Obama e McCain?Basket - RB MONTECATINISei favorevole alla giostra per bambini in piazza Napoleone?Prostitute soggetti pericolosi e da allontanare, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? 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Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa alitalia Sì della Camera al prestito ponte, l'Ue apre una procedura d'infrazione L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto sul prestito ponte da 300 milioni di euro per Alitalia. Il provvedimento torna ora all'esame del Senato. I voti a favore sono stati 278, mentre ivoti contrari sono stati 255. La Commissione europea ha deciso di avviare la procedura d'infrazione contro l'Italia per il prestito da 300 milioni concesso dallo Stato per tenere in vita la compagnia. E' quanto confermano fonti comunitarie. Il prestito, che fin da subito ha suscitato la perplessità degli uffici della direzione generale Trasporti, è giudicato "incompatibile con le norme sugli aiuti di Stato". Il governo è invitato a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro un mese".

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Intesa SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20% (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 11-06-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

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Oggi è Mer, 11 Giu 2008 Edizione 117 del 11-06-2008 ALITALIA Intesa SanPaolo è al lavoro Passeggeri calati del 20% Intesa SanPaolo ha immediatamente aperto il "dossier" relativo alla privatizzazione di Alitalia. A comunicarlo è stata la compagnia al termine della riunione del Cda che si è svolto ieri. "Il gruppo di lavoro di Intesa Sanpaolo ha immediatamente avviato la disamina delle principali aree di business di Alitalia e la considerazione delle varie alternative che si prospettano". E' stato di circa il 20% il calo delle prenotazioni per Alitalia subito dopo la rottura della trattativa con Air France. Lo ha confermato la compagnia stessa spiegando che tra i motivi del calo dei passeggeri, la "ragione principale è da ricondurre alla riduzione di posti offerti totali che scaturiscono dalla razionalizzazione del network e il passaggio da doppio hub ad un solo hub".

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Una vita meritocratica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 41 ) " (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 213 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.93 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (5 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (94) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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MARCO: CARO FOA, NON POTEVI CHE SCRIVERE SU UN GIORNALE BERLUSCONIANO. POVERINO, MI FAI PENA. RISPONDI AL PADRONE LO... 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Alitalia, Ue: no sospensione prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)

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Economia "Buona collaborazione con autorita' italiane" Alitalia, Ue: no sospensione prestito La Commissione autorizza l'utilizzo degli aiuti da parte della compagnia di bandiera Bruxelles, 11 giu.- La commissione Europea “non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione” dell'aiuto di 300 milioni di euro all'Alitalia. Lo si apprende da una nota emanata dallo stesso esecutivo Ue in occasione della decisione di aprire un'inchiesta sul prestito ponte imputato poi in conto capitale. La decisione, come sottolineato nella nota, è stata presa anche in relazione alla “buona collaborazione con le autorità italiane”, ma la commissione “è libera di valersi della facoltà” di ordinare la sospensione dell'aiuto “secondo l'evoluzione del caso”. Alitalia potrà quindi utilizzare il prestito-ponte varato dal governo anche durante il corso dell'indagine avviata dalla Commissione europea per fare luce su eventuali aiuti di Stato incompatibili con le norme Ue. Intanto la Camera ha approvato il decreto che rifinanzia la compagnia di bandiera, grazie al voto favorevole del Pdl e della Lega. Dopo il via libera di Montecitorio, il decreto su Alitalia passa ora al Senato. Giulia Cerasi.

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Capitale news (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

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Capitale news Mauro Ravarino TELECOM SCIOPERO IL 4 CONTRO I TAGLI Il coordinamento sindacale unitario del gruppo Telecom ha deciso ieri la sospensione delle relazioni industriali con l'azienda e annunciato uno sciopero nazionale di otto ore per tutto il gruppo, il 4 luglio. Contro i 5000 mila esuberi annunciati dall'azienda nei giorni scorsi, incroceranno le braccia i dipendenti "a difesa non soltanto dell'occupazione già drasticamente ridotta ma anche a difesa di una delle aziende più strategiche del nostro paese". Sindacati e Rsu si dichiarano "indisponibili ad avviare una discussione sulla riorganizzazione senza prima un confronto sulle strategie industriali, e sulle scelte di rilancio del Gruppo. MONETE BERNANKE SPINGE IL DOLLARO Forte recupero del dollaro sull'euro. In serata il biglietto verde ha rotto con decisione quota 1,55, scendendo poco sopra 1,54. Alla base delLA ripresa una dichiarazione di Bernanke, il presidente della Fed, che ha lasciato la porta aperta a una stretta monetaria entro fine anno: Secondo Bernanke, occorre fronteggiare l'inflazione. Il recupero del dollaro ha spinto al ribasso la quotazione del petrolio che in serata a New York è sceso sotto i 134 dollari al barile. Un contributo alla discesa dei prezzi del greggio è arrivato dall'Arabia Saudita che ha fatto sapere di aver aumentato di 500 mila barili la produzione giornaliera. FERROVIE EUROSTAR: PARZIALE PRIVATIZZAZIONE "C'è un progetto di parziale privatizzazione" sulla divisione Eurostar, ha dichiarato ieri Mauro Moretti, l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato a margine di un convegno.Quanto alla quotazione in borsa, Moretti ha aggiunto: "vedremo, anche perché prima di andare in Borsa bisogna avere tre anni di utile come società". AIR ONE MODIFICA LO STATUTO PUNTANTO SU ALITALIA AirOne ha "potenziato" lo statuto per poter crescere. Il gruppo guidato da Carlo Toto - in corsa per il salvataggio di Alitalia - ha cambiato lo statuto allargando l'oggetto sociale a tutte le operazioni "commerciali, finanziarie, bancarie, mobiliari e immobiliari, strumentali o coordinate" al trasporto aereo. "La modifica è legata allo sviluppo delle rotte a lungo raggio e al salto dimensionale che sta compiendo il gruppo", dice AirOne. A fine giugno, la Air One - che ha annunciato l'acquisto di 24 nuovi aerei da Airbus - partirà con un attività di lungo raggio, che collegherà Malpensa con Boston e Chicago.

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L'alitalia nel mirino ue via all'indagine sul prestito - d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Dalla Camera il sì al finanziamento L'Alitalia nel mirino Ue via all'indagine sul prestito d'argenio e livini alle pagine 12 e 13 SEGUE A PAGINA 12.

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Decreto alitalia, ok dalla camera ma scatta l'indagine di bruxelles - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Economia Decreto Alitalia, ok dalla Camera ma scatta l'indagine di Bruxelles La Ue: durante la procedura prestito utilizzabile In autunno i primi esiti dell'inchiesta Per la decisione finale necessari anche 18 mesi ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - La Commissione europea mette nel mirino il prestito da 300 milioni concesso ad Alitalia mentre a Roma la Camera approva il super-decreto chiamato a salvare la compagnia. La decisione - proposta dal responsabile Ue ai Trasporti, Antonio Tajani - si fonda sui forti dubbi che l'operazione sia un aiuto di Stato illegale ma, pur seguendo alla lettera le norme comunitarie, concede al governo Berlusconi ampio margine di manovra per trovare una cordata in grado di rilevare la compagnia. L'indagine per aiuti di Stato, ha assicurato la Commissione europea, era necessaria visto che "a questo stadio si ritiene che il prestito potrebbe costituire un aiuto incompatibile con il mercato comune" e potrebbe avere "conferito ad Alitalia un vantaggio ingiustificato nei confronti dei concorrenti". L'Italia avrà un mese di tempo per convincere Bruxelles che il governo ha agito allo stesso modo di un investitore privato. Fattore cruciale per capire se l'aiuto sia compatibile o meno con le norme Ue. Rispetto alle attese della viglia, comunque, i commissari europei hanno cancellato l'iniziale richiesta prevista da Tajani di chiedere il congelamento dei 300 milioni di euro: "Il denaro può essere usato durante il periodo dell'indagine", ha affermato un portavoce di Bruxelles, visto che "la collaborazione delle autorità italiane è buona". Naturalmente se l'indagine si chiuderà con una condanna per aiuto di Stato illegale verrà chiesta la restituzione dei soldi. Conclusione evitabile, soprattutto se il governo riuscirà a trovare la famosa cordata in grado di rilevare la compagnia: "Una prospettiva realistica di privatizzazione sarebbe tenuta in considerazione", ha confermato la Commissione. E il tempo per farlo c'è, visto che i primi esiti della procedura Ue arriveranno in autunno e per la decisione finale potrebbero essere necessari anche 18 mesi. Intanto il governo e Alitalia ostentano tranquillità. Per il presidente della Camera, Gianfranco Fini, la procedura Ue "non è un attacco all'esecutivo Berlusconi", mentre il numero uno della compagnia, Aristide Police, ha precisato: "L'intervento non è affatto un aiuto". Police ha quindi smentito le voci che vorrebbero Intesa SanPaolo pronta ad assumersi l'onere del prestito. "E' solo un advisor, se poi ci sia la disponibilità sua o di altre banche a concedere prestiti a condizioni migliori ce lo auguriamo, ma non fa parte del mandato". Ma ieri un passaggio cruciale della vicenda si è consumato alla Camera, che in un clima di tensione ha approvato il super-decreto, contestatissimo dall'opposizione, che contiene proprio i provvedimenti messi nel mirino dalla Ue (ora torna al Senato chiamato a conventirlo in legge entro il 23 giugno): prestito da 300 milioni, sua conversione in patrimonio netto della società e nomina di Intesa San Paolo come advisor insieme alla deroga alle norme sulle privatizzazioni. Ed è proprio quest'ultimo passaggio, per ora l'unico non preso in considerazione dalla procedura Ue, che ha scatenato le critiche dell'opposizione, alla quale non piacciono le "mani libere" con il mercato. Il leader del Pd, Walter Veltroni, ha accusato il governo di "dilettantismo" auspicando l'ingresso di "un grande gruppo internazionale seguendo una procedura pubblica e non affidando incarichi a chi capita".

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E il caro-greggio frena la cordata italiana - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'impennata dei prezzi del carburante rischia di bruciare parte dei 300 milioni portati in dote dal governo E il caro-greggio frena la cordata italiana Conti sotto osservazione, dieci giorni per la "due diligence" di Intesa ETTORE LIVINI MILANO - La cordata italiana per Alitalia resta (per il momento) in naftalina. La strada era già in salita con il petrolio a 100 dollari e una compagnia di bandiera con un discreto livello di prenotazioni. Ora però le cose si sono complicate: il greggio a 137 euro ha fatto decollare il costo del pieno per gli aerei del gruppo (già salito del 25% nel primo trimestre 2008) e la clientela ? preoccupata per la situazione finanziaria ? ha rallentato il ritmo degli acquisti. Ad aprile i passeggeri sono calati del 25,9% a fronte di un ridimensionamento del 16,7% dell'offerta. Le situazione ? ha detto la compagnia nei giorni scorsi ? sta lentamente assestandosi. Ma il rischio è che quest'estate, l'unica stagione in cui Alitalia riusciva a volare senza bruciare liquidità, la società bruci un po' della dote di 300 milioni di prestito girati dai contribuenti italiani, rendendo ancor più complicato il salvataggio. IntesaSanpaolo, però, l'advisor cui il Tesoro ha affidato il compito di cercare entro due mesi un compratore, continua a lavorare a pieno ritmo sul dossier. Il primo obiettivo è quello di riuscire a scattare una fotografia aggiornata dello stato di salute finanziaria del gruppo. La base su cui lavorare per capire la terapia necessaria. Chiusa questa prima analisi dei conti ? un documento di sintesi della due diligence dovrebbe essere pronto forse già verso la fine della prossima settimana ? partirà la fase due, quella più complicata: la ricerca di imprenditori disposti a mettere i quattrini sul tavolo. Qualche disponibilità di massima c'è, frutto del lavoro certosino di Bruno Ermolli nei mesi scorsi. AirOne è pronta a confluire in Alitalia portando in dote le sue opzioni per nuovi aerei e la sua ricca quota 37% del mercato italiano. Roberto Colaninno potrebbe staccare un assegno consistente mettendo a disposizione la sua competenza manageriale. Ma ha posto alcune condizioni precise: l'avvio preventivo di un drastico piano di riassetto e l'individuazione di un solido partner internazionale. Dietro di loro c'è una lunga lista di imprenditori pronti a versare cifre più modeste (qualcosina in più potrebbero metterla solo i Ligresti, Riva e Fossati) solo quando avranno però la certezza di non vedere sparire in pochi mesi il loro investimento nella fornace di Alitalia. Il compito del team di Gaetano Miccichè e di Fabio Canè, i due uomini di Intesa che hanno in mano il dossier, non è facilissimo. Ci sono diversi veti, molti paletti e un'infinità di condizioni. E soprattutto c'è pochissimo tempo per far quadrare il cerchio. Qualcuno, anche all'interno del governo di centro-destra, spinge per il commissariamento ma i legali al lavoro su Alitalia temono che un'ipotesi di questo genere rischi di mettere a repentaglio la continuità aziendale visto che i creditori potrebbero pignorare gli aerei all'estero nel momento in cui la Magliana non onorasse i suoi debiti. L'idea sarebbe quindi quella di evitare il campo minato della Legge Marzano per arrivare entro fine luglio a una soluzione della partita. Magari con la nomina di un manager gradito al Tesoro e ai nuovi potenziali soci in tempi brevi in grado di sondare i sindacati sul piano di riassetto che ben difficilmente, con il greggio a questi livelli, sarà più "dolce" di quelle proposta ai tempi da Air France. Intesa, proprio in virtù dei tempi stretti, avrebbe anche iniziato a cercare partner esteri. Parigi sembra fredda ("il capitolo è chiuso", ha detto martedì il numero uno Jean Cyril Spinetta), Lufthansa, che ha l'atout di credere anche nella Malpensa, potrebbe scendere in campo solo in caso di veri segnali di discontinuità. Nel frattempo però è finita sul mercato anche Austrian Airlines. Un fattore in più destinato a turbare la vendita di Alitalia.

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Prestito ad Alitalia, l'Europa concede un'altra opportunità (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Camera, sì al decreto grazie agli assenti del pd Bruxelles apre l'indagine, "ma non è una procedura d'infrazione". E la compagnia può usare i 300 milioni Roma. Tanto tuonò che infine piovve. La Commissione Ue ha dato il via libera un'indagine sul prestito ponte di 300 milioni concesso all'Alitalia e nel frattempo trasformato in capitale sociale per evitare di portare i libri in Tribunale. I dubbi di Bruxelles sull'operazione sono stati comunicati dal commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, al ministro degli Esteri, Franco Frattini, proprio nel giorno in cui il decreto con il prestito è stato approvato dalla Camera e adesso passa all'esame del Senato per l'ok definitivo, nonostante la procedura avviata in sede europea. Sollecitata dalle altre compagnie, la Commissione Ue ha deciso di verificare se i soldi dati all'Italia siano da classificare come un "aiuto di Stato" perché, a prima vista, ne avrebbero tutta l'aria: favoriscono solo una compagnia, non rispettano le regole della concorrenza e sono stati concessi a un tasso d'interesse troppo basso per risultare un prestito credibile, in linea con il mercato. Ce n'è abbastanza per indagare ma la decisione di Bruxelles non metterà in ginocchio Alitalia alla quale viene concesso di utilizzare il prestito fino a quando non arriverà il verdetto, più o meno fra diciotto mesi. A prima vista è uno smacco annunciato: il cartellino giallo dell'Ue su un decreto contestato dalle opposizioni ma che il governo difende in attesa di una soluzione, che ancora non si profila all'orizzonte dopo la fuga di Air France-Klm a fine aprile. In realtà, la situazione è più complessa. Tajani, un fedelissimo di Silvio Berlusconi, è riuscito a conciliare il suo ruolo di commissario con delega ai Trasporti con la sua appartenenza politica ed ha strappato condizioni più che favorevoli, soprattutto perché i 300 milioni, vitali per Alitalia, non verranno congelati in attesa della decisione finale. Una scelta, questa, che avrebbe significato la fine dei giochi per la compagnia ormai in caduta libera. L'azienda brucia infatti 1,3 milioni di euro al giorno o forse più, ha perso un quarto dei passeggeri e viene tenuta in vita artificialmente dall'azionista di controllo, il Tesoro, grazie al prestito ora contestato dall'Ue. A considerare in bicchiere mezzo pieno, Bruxelles non ha infierito ed ha dato al governo italiano diciotto mesi di tempo per trovare un compratore privato, che mettere fine al contenzioso con Bruxelles. Nonostante non sia stato chiesto il rimborso del prestito, i rilievi di Bruxelles sono pesanti e fanno prevedere da ora un giudizio negativo. La Commissione dubita che il Tesoro si sia comportato come "azionista avveduto" tenendo in vita un'azienda decotta. In più, il governo ha concesso ad Alitalia "un vantaggio economico di cui è l'unica beneficiaria" e che "minaccia di falsare la concorrenza". E a pesare sulle valutazioni di Bruxelles c'è anche il tasso d'interesse, che la compagnia deve pagare sul prestito: decisamente troppo basso considerando le condizioni dell'azienda: "Ammesso che qualcuno avesse concesso un prestito da Alitalia, è poco probabile che avrebbe accettato di praticare un interesse solo di un punto percentuale sopra le condizioni applicate a un'impresa normale". Le opposizioni ne approfittano: alzano il tiro e votano contro il decreto. "Una cosa mai vista. Soldi buttati dalla finestra", ha detto il ministro ombra Pierluigi Bersani. Il decreto passa con 23 voti di scarto (278 sì contro 255 no) ma c'erano 50 assenti del Pdl: se i deputati di Pd, Idv e Udc fossero stati tutti presenti (in 26 non erano in aula), il decreto sarebbe stato affondato. Anche questo fa parte dell'ultima occasione concessa ad Alitalia. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 12/06/2008.

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Il vaccino contro il male del viaggiatore - il governo deve andare alla cerimonia d'apertura di pechino? (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 Ambiente Scienza Repubblica Tv Bush L'atlante Onu 40 anni dopo Africa devastata Misure e numeri della Topolino: sarà fatta in Serbia La visita a Roma in diretta Il vaccino contro il male del viaggiatore Alitalia e l'Ue gli esperti a confronto IL GOVERNO DEVE ANDARE ALLA CERIMONIA D'APERTURA DI PECHINO?.

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Alitalia, ok al decreto Ma l'Europa interviene Via libera al prestito di 300 milioni, la Commissione apre l'indagine: sono aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, ok al decreto Ma l'Europa interviene Via libera al prestito di 300 milioni, la Commissione apre l'indagine: sono aiuti di Stato di Roberto Rossi / Roma OSTACOLO Il prestito ponte supera il primo scoglio parlamentare. Con soli 23 voti di scarto la Camera ha approvato ieri il decreto legge che riguarda Alitalia. Adesso il provvedimento, con il quale lo Stato destina, ma sarebbe meglio dire regala, al patrimonio della compagnia aerea 300 milioni di euro, denaro pubblico, passa al Senato dove dovrà essere approvato entro il 23 giugno. "Il debito che diventa patrimonio - ha detto ieri il ministro dell'Economia ombra Pier Luigi Bersani durante il suo intervento in Aula - è cosa che non si è mai vista, è evidente che buttiamo soldi dalla finestra". Oltre al prestito ponte nel disegno di legge approvato sono state inserite anche la scelta e il ruolo dell'advisor per la privatizzazione della compagnia di bandiera (già individuato in Intesa Sanpaolo) e l'esenzione dagli obblighi di trasparenza in termini di comunicazioni al mercato. Particolare il ruolo dell'advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio. E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall'opposizione visto che l'istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo a fianco dell'Air One nella gara di privatizzazione dell'Alitalia predisposta dal governo Prodi. Anche la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte dell'Alitalia è una misura controversa. Tanto che la Consob ha deciso di sospendere la quotazione in Borsa del titolo. Il disegno di legge, ha ribadito Bersani, mette la privatizzazione di Alitalia "fuori da ogni regola di trasparenza, di concorrenza, di vigilanza. Diventano legali modalità oscure e discriminatorie. Un obbrobrio". "Attendiamo l'epilogo, sperando che sia positivo per i lavoratori, ma se così non fosse il governo si prende una responsabilità drammatica", è stato l'avvertimento lanciato da Bersani. Il tutto nel giorno in cui, proprio sul prestito ponte, l'Europa ha aperto un'indagine d'investigazione formale. L'iniziativa serve a verificare se il provvedimento si possa configurare come un aiuto di Stato, incompatibile con le regole del mercato comunitario. L'inchiesta della Ue nel breve periodo non avrà conseguenze. Non si tratta infatti di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. È un passaggio che consente alla parti interessate di esprimere il proprio punto di vista e non comporta per Alitalia la restituzione del prestito ponte, nel periodo di tempo in cui durerà l'indagine (al massimo 18 mesi). La Commissione, dunque, dopo aver riconosciuto una "buona collaborazione con le autorità italiane, non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione", anche se, la stessa Commissione ha ricordato che si riserverà di avvalersi della facoltà di farlo "secondo l'evoluzione del caso". "È un'eventualità che non prendo nemmeno in considerazione" ha detto ieri l'amministratore delegato di Alitalia Aristide Police. "L'intervento del governo è "compatibile con il diritto comunitario". Tutto dipenderà, in realtà, da come procederà la privatizzazione della compagnia nelle mani di Intesa Sanpaolo dopo che per due mesi Bruno Ermolli, il super consulente di Silvio Berlusconi, ha tentato invano di mettere in piedi una cordata italiana. "Ma dov'è questa cordata?" ha detto il leader dell'opposizione Walter Veltroni. "C'è stata una grande improvvisazione e tanto dilettantismo. In campagna elettorale Berlusconi ha fatto fuggire Air France perché c'era una cordata italiana pronta. Non si è mai appalesata tanto che 10 giorni fa Berlusconi ha detto che quella di Air France è una soluzione possibile, ma ormai è troppo tardi".

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Bondi: <Io, immigrato in Svizzera ero in una banda di extracomunitari> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 139 del 2008-06-12 pagina 14 Bondi: "Io, immigrato in Svizzera ero in una banda di extracomunitari" di Redazione "Senti Jannone, io ti volevo dire che ho apprezzato il tuo intervento ma su alcuni punti non sono d'accordo". Ha attaccato più o meno così il vicepresidente della Camera Rocco Buttiglione avvicinandosi a un deputato del Pdl dopo un intervento su Alitalia. Solo dopo un po' l'onorevole interpellato ha precisato: "Buttiglione, ma io non sono Jannone, sono Cicu". Piccolo errore di persona commesso dal vicepresidente di Montecitorio. Peraltro perdonabile, visto che alla Camera si ricorda come già nel '94 Vittorio Sgarbi corse incontro a Salvatore Cicu salutandolo così: "Il mio amico Jannone!". Per Cicu e Jannone è destino l'essere scambiati l'uno per l'altro. Ma sono poi così uguali? Quel che è certo è che entrambi, mori, riscuotono grande successo tra le deputate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ALL'INTERNO (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: volontari per pulire Napoli RIFIUTI Berlusconi: volontari per pulire Napoli Il premier torna nel capoluogo campano e annuncia che chiederà aiuto al volontariato per risolvere l'emergenza. Poi ribadisce: la discarica di Chiaiano si farà | PAGINA 7 L'Unione europea indaga sul prestito ponte ALITALIA L'Unione europea indaga sul prestito ponte I 300 milioni concessi dal governo alla compagnia di bandiera diventano materia d'indagine. Ma la decisione di Bruxelles è un compromesso con Tremonti, che ha ottenuto 18 mesi tregua | PAGINA 11 In tutta Europa CARO PETROLIO In tutta Europa la rivolta dei camionisti Un'altra giornata di paralisi in Spagna. Scontri con la polizia. Fabbriche e supermarket chiusi anche in Portogallo. Alta tensione in Francia. I trasportatori: bloccheremo tutti i valichi| PAGINA 12 Storditi da Mario Schifano. Un videodiario IN MOSTRA Storditi da Mario Schifano. Un videodiario Alla Gnam di Roma una retrospettiva dedicata all'artista a dieci anni dalla morte. Centotrenta opere per un'esposizione, fino al 28 settembre, che prevede anche molti disegni inediti e cinema. In più, una piccola personale con soggetto la "Grande Madre" | PAGINA 14.

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CITTA' DEL VATICANO Molto, molto di più di un'udienza. Piuttosto un incontro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO Molto, molto di più di un'udienza. Piuttosto un incontro famigliare tra due amici. In onore del presidente americano - per la seconda volta nell'arco di un anno in visita al di là del Tevere - il protocollo standard previsto in casi simili, ha subito incredibili ritocchi. Un "inedito". Non a caso l'Osservatore Romano, alcuni giorni fa, aveva definito "inusuale", il commiato tra il Papa e il presidente Bush previsto per domani mattina. Non era mai accaduto che a un capo di Stato uscente venisse riservata una accoglienza tanto calorosa e informale. Quasi una parentesi di festa, tratteggiata da amicizia e naturalezza. Benedetto XVI ha voluto ricambiare il benvenuto ricevuto durante la sua recente visita negli Usa. Difficile dimenticare quel 16 aprile, giorno del suo compleanno. Il presidente americano aveva trasformato i blindatissimi giardini della Casa Bianca in una specie di festa nazionale, con tanto di banda militare in costume, festoni, coccarde. I cancelli si erano straordinariamente aperti per ospitare qualche migliaio di persone. Papa Ratzinger si era commosso davanti a quell'abbraccio gioioso, all'happy birthday intonato in coro dai presenti. Il clima era talmente spontaneo che un giornalista della Cnn l'aveva paragonato alla festa del 4 luglio. Papa Ratzinger ed il presidente Bush, dopo il colloquio a tu per tu nello Studio Ovale, si erano poi raccolti insieme per pregare per il futuro della famiglia, istituzione minacciata tanto in Europa che in America. Inusuale era stata anche l'accoglienza ricevuta all'aeroporto militare di Andrews, a Washington. Ad attenderlo ai piedi della scaletta dell'aereo dell'Alitalia c'era Bush, un altro gesto senza precedenti. Il protocollo predisposto dalla Prefettura della Casa Pontificia prevede l'arrivo dell'ospite alle 11 di domani mattina, all'ingresso della Torre di San Giovanni, nei giardini vaticani, e non come avviene di solito nelle udienze normali, nella biblioteca dell'appartamento pontificio. Accompagnato dalla moglie Laura e dall'ambasciatore americano presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, Bush avrà un colloquio privato col pontefice in una delle sale della Torre. Nel frattempo Laura Bush e la Glendon si intratterranno col cardinale Bertone, in attesa di raggiungere l'ospite per una passeggiata nei meravigliosi giardini all'italiana. Il percorso scelto è mozzafiato. Alle spalle il Cupolone, davanti i viali fioriti. Finirà davanti all'edicola della Madonna della Guardia dove saranno attesi dal coro della Cappella Sistina che eseguirà due mottetti. La visita dovrebbe concludersi con un momento di preghiera.

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La Ue apre un'indagine sul prestito ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA La Ue apre un'indagine sul prestito ponte A. D'Arg. BRUXELLES Indagine e non procedura di infrazione, anche così poco cambia: il prestito ponte del governo all'Alitalia non convince la Commissione europea. "Riteniamo che siano necessarie ulteriori indagini", ha detto il portavoce di Barroso. La notizia era attesa ma arriva, ironia dei tempi, poche ore dopo l'approvazione da parte della Camera di questi 300 milioni versati all'Alitalia dal governo Prodi come prestito ponte e poi trasformati da Berlusconi in patrimonio netto della moribonda compagnia di bandiera. "Abbiamo 18 mesi - spiega il portavoce comunitario - per valutare se gli aiuti sono o meno aiuti di stato e quindi, se affermativo, se si tratta di aiuti di stato compatibili o meno con la legislazione comunitaria. Finché l'analisi non verrà completata non lo sapremo". Intanto l'Alitalia potrà comunque utilizzare quei fondi e dovrà restituirli solo nel caso che alla fine delle indagini si scopri che si trattava di aiuti illegali. Il problema è che tra 18 mesi l'Alitalia potrebbe non essere più di questo pianeta, una probabilità più che un'evenienza. I dubbi di Bruxelles sono contenuti in una lettera inviata a Roma che, altra ironia, porta la firma del berlusconiano doc Antonio Tajani, neo commissario europeo ai trasporti. Nella missiva vengono evidenziati "forti dubbi" e mosse tre obiezioni. Il prestito di 300 milioni viene visto dalla Commissione come "una misura selettiva" che avvantaggia solo Alitalia e come tale "falsa o minaccia di falsare la libera concorrenza". Non è un caso che altre compagnie, in primis British Airways e Ryanair stiano seguendo con estrema attenzione la pratica Alitalia. Quindi, seconda questione, il prestito non sarebbe stato erogato seguendo le reali condizioni di mercato, uno dei vincoli imposti dalla normativa Ue. Entrambi gli elementi indicherebbero che il prestito elargito da Roma abbia tutta la fisionomia dell'aiuto di stato e quindi interviene - ultimo punto - la regola riassunta nella laconica frase one time, last time: gli aiuti finalizzati alla salvezza ed alla ristrutturazione di una aerolinee si possono cioè dare una volta e poi mai più per 10 anni. "La Commissione ha già autorizzato un aiuto di salvataggio nel 2004 e quindi Alitalia non potrebbe più riceverne fino al 2014", ha precisato il portavoce. La compagnia di bandiera italiana per al verità ha ricevuto un primo aiuto, pari a 2.750 miliardi delle vecchie lire nel luglio 1997, considerato compatibile con le norme comunitarie. Quindi nel luglio 2001 veniva concesso da Roma un aiuto in tre tranche per la ristrutturazione e quindi nel 2004 i 400 milioni di salvataggio. A cui si sommano i 300 approvati ieri dalla Camera. Di fronte a tali numeri, il giudizio europeo sembrerebbe scontato.

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Alitalia, l'Ue apre l'indagine sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Sì al superdecreto Alitalia, l'Ue apre l'indagine sul prestito Ora è ufficiale. La Ue ha aperto un'indagine d'investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dal Tesoro ad Alitalia e poi trasformato in patrimonio: in pratica, l'iniziativa serve ad appurare se si tratta di un aiuto di Stato, che sarebbe incompatibile con le regole del mercato comunitario. Ma, ha chiarito successivamente un portavoce di Bruxelles, non si tratta di una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese. Intanto la Camera ha dato il via libera definitivo al super-decreto Alitalia. Ora il testo passa all'esame del Senato, che dovrà dare l'ok entro la prossima settimana, pena la scadenza del provvedimento.

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Procedura Ue, più tempo ad Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-12 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio L'Europa apre il dossier d'investigazione. Il ministro Ronchi: risolveremo il caso Procedura Ue, più tempo ad Alitalia "E' un aiuto di Stato ma per ora il prestito non va rimborsato" Via libera del Parlamento al decreto sulla privatizzazione e sulla ricerca del nuovo socio di controllo DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - La Commissione europea ha concesso un po' di tempo per tentare di salvare l'Alitalia con la privatizzazione. Il governo Berlusconi ha anche ottenuto il via libera della Camera alla conversione in legge del decreto sul prestito- ponte da 300 milioni di euro alla compagnia di bandiera, orientato proprio a tenerla in vita durante la ricerca di investitori interessati. In pratica Bruxelles ha aperto in modo "morbido" la procedura d'investigazione sull'ultimo finanziamento pubblico all'Alitalia, sospettato di essere "aiuto di Stato illegale". Nella lettera inviata dal vicepresidente della Commissione e responsabile dei Trasporti Antonio Tajani al ministro degli Esteri Franco Frattini, il cui contenuto è stato anticipato ieri dal Corriere, non è entrata soprattutto la richiesta del blocco dei 300 milioni, gradita ad alcune compagnie aeree concorrenti, che poteva affossare subito l'Alitalia. La decisione di Bruxelles ha il senso di una temporanea apertura di credito al governo italiano, nonostante i 51 punti della lettera di Tajani rivelino un impianto accusatorio a favore della tesi "prestito- ponte = aiuto di Stato illegale ". Oltre a evitare il congelamento dei 300 milioni, concede i tempi lunghi della procedura d'investigazione, che possono estendersi fino a 18 mesi. Le integrazioni introdotte nel decreto passato alla Camera, quindi destinato a tornare alla verifica del Senato, dimostrano però che il governo Berlusconi sa quanto la ricerca della soluzione debba essere ben più rapida rispetto alla dilazione arrivata dall'Europa. Oltre alla trasformazione del prestito in patrimonio della compagnia e alla possibilità di utilizzarlo per coprire le perdite, a Montecitorio hanno approvato altre misure finalizzate proprio a favorire la ricerca di investitori. L'esenzione degli obblighi di trasparenza sulle comunicazioni al mercato consente di sviluppare contatti in modo riservato. La scelta dell'advisor, il gruppo bancario Intesa Sanpaolo (che aveva sostenuto il tentativo di Air One di superare Air France nell'acquisizione di Alitalia), è stata estesa concedendo la possibilità di operare non solo per conto terzi, ma anche in proprio. Il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi ha ammesso che l'unica risposta di Roma a Bruxelles dovrà essere "la soluzione del caso Alitalia". Ma il leader del Pd Veltroni ha accusato il governo Berlusconi di aver fatto saltare la cessione ad Air France "perché c'era una cordata italiana, che non si è mai appalesata". Ivo Caizzi Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Il 27 giugno è convocata l'assemblea Alitalia.

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Il mandato a Intesa e l'opzione Marzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-12 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE La cessione Il mandato a Intesa e l'opzione Marzano Al rumore suscitato dall'inchiesta della Commissione Ue sul prestito ponte all'Alitalia fa da contrappunto il silenzio dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera. Intesa Sanpaolo è l'advisor della compagnia e del governo che le ha conferito l'incarico senza vincoli previa modifica della legge sulle privatizzazioni. Un incarico senza vincoli che potrebbe anche concludersi con il consiglio di liquidare la società. E' questo un esito che nessuno si augura né a palazzo Chigi né a Ca' de Sass. Ma per evitarlo bisogna trovare un compratore, e trovarlo adesso. Sono infatti sempre più radicali i dubbi sulla possibilità di ricorrere alla legge Marzano non solo perché, diversamente da Parmalat, Alitalia ha un problema di conto economico più che di stato patrimoniale, ma anche per questioni giuridiche. Molti collegamenti internazionali sono legati ad accordi tra governi che presuppongono la continuità aziendale. E certi creditori possono sempre, se in disaccordo con la procedura, far sequestrare i velivoli all'estero. Modificare la Marzano in corsa per un caso specifico creerebbe un precedente delicato nel diritto fallimentare. A che cosa mirerà, dunque, l'advisor? Secondo Passera, Alitalia e Air One assieme ce la potrebbero fare. La ristrutturazione sarebbe dura, ma al grande partner internazionale si potrebbe forse rinunciare. Lufthansa, del resto, non mostra segni di interesse. Carlo Toto dovrebbe dunque conferire la sua sottocapitalizzata compagnia senza pretendere ruoli direttivi alla nuova Alitalia che tornerebbe così al 70% del mercato nazionale, quota analoga a quella di altre concorrenti di taglia media che reggono con rapporti commerciali, non azionari, con i big carrier (Iberia con British Airways, Sas e Austrian con Lufthansa). Ma poi ci vorrebbe un socio di riferimento che, si spera, potrebbe essere Roberto Colaninno. La presenza di Colaninno e Toto ridimensionerebbe il peso della cordata tricolore che Bruno Ermolli cerca di radunare e sulla quale l'opposizione fa gravare il sospetto di scambi impropri con il governo: concessioni e piani regolatori in cambio di un chip. Il signor Piaggio, tuttavia, alla compagnia aerea italo- italiana, senza un socio internazionale, ancora non crede. A queste difficoltà si aggiungono gli ostacoli regolatori. All'inchiesta Ue sul prestito ponte come presunto aiuto di Stato illegittimo se ne potrebbe aggiungere un'altra sulla posizione dominante che si verrebbe a creare sulla rotta Milano-Roma in seguito a una fusione Alitalia- Air One. Ma il governo potrebbe sempre trovare la strada se un acquirente infine si presentasse. Altrimenti, l'ultima ratio, che Gianni Letta tiene in serbo da qualche settimana, sarà quella di tornare a Parigi con il cappello in mano. L'Italia, a quel punto, potrebbe farsi carico di parte dei costi del salvataggio investendo in azioni Air France-Klm e spacciando in patria un 8-10% della compagnia franco-olandese come il pegno di un'alleanza alla pari. Comunque sia, il contratto del 15 marzo, decaduto per l'opposizione dei sindacati e di Berlusconi ad Air France, resterà come termine di paragone per prezzo, investimenti, uso degli scali e della flotta, voli, occupazione e livelli di concorrenza. Massimo Mucchetti Corrado Passera.

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Alitalia, parte l'inchiesta di Bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Entro 45 giorni sono attese le controdeduzioni dell'Italia. Poi l'indagine si concluderà nel tempo massimo di 18 mesi Alitalia, parte l'inchiesta di Bruxelles Sul prestito del Tesoro i sospetti di aiuti di Stato. Ma la Ue non blocca le risorse.

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ROMA Il super-decreto sulla concessione del prestito ponte di 300 milioni di euro all'Alitalia, (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Varato a fine aprile dal governo Prodi, in accordo con l'attuale maggioranza di centrodestra, sul quale l'Unione europea ha deciso di aprire un'indagine formale, è passato in aula alla Camera per 23 voti. Ha ottenuto infatti il via libera da 278 deputati, contro hanno votato in 255. Al momento della conversione in legge il provvedimento ha però subito alcune modifiche, per cui dovrà tornare al Senato per l'approvazione, che dovrà avvenire entro il 23 giugno. Il ministro per le Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, si dichiara comunque "molto soddisfatto" e spiega che "l'osservazione avanzata dalla Ue non è altro che un atto formale, al quale il governo risponderà in un solo modo, con la soluzione del caso Alitalia". Il governo va dunque dritto per la sua strada, mettendo insieme un testo che accorpa tutte le ultime norme relative alla compagnia di bandiera, comprese quelle varate dal governo Prodi, che altrimenti sarebbero state disseminate in tre diversi provvedimenti. A Montecitorio però tra le fila della maggioranza c'erano vistosi "buchi". Dei 271 deputati del Pdl, hanno partecipato al voto in 221, dei quali 25 risultano in missione. Altri 25 risultano invece assenti e per la gran parte sono deputati di Forza Italia. Nei banchi della Lega Nord, su 60 in 51 hanno votato sì, solo uno è segnato assente, gli altri risultano in missione. Passando all'opposizione, il Pd, che può contare su 217 deputati, ha registrato 14 assenze e due deputati in missione. Per l'Idv hanno partecipato 25 su 29, 3 gli assenti e uno in missione, per l'Udc hanno votato contro il provvedimento 28 deputati su 35, 7 gli assenti, nessuno in missione. C.Ter.

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BRUXELLES - Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CRISTINA MARCONI BRUXELLES - Il prestito da 300 milioni che il governo italiano ha concesso ad Alitalia è da ieri ufficialmente sotto la lente della Commissione europea. Bruxelles ha infatti aperto un'inchiesta approfondita, ossia la procedura rituale con cui vengono affrontati i presunti aiuti di Stato, sulla misura varata il 22 aprile scorso, ma non ha chiesto all'Italia di rimborsare il prestito, che sarà quindi a disposizione della compagnia aerea almeno fino alla decisione finale. Decisione che potrebbe giungere al massimo tra 18 mesi, ma che presumibilmente sarà molto più rapida. "L'esame sarà il più veloce e il più approfondito possibile", assicurano da Bruxelles. Il commissario per i Trasporti Antonio Tajani, incalzato dalle compagnie aeree di mezza Europa, vuole capire se "il prestito, che la compagnia ha addebitato in conto capitale, potrebbe costituire un aiuto incompatibile con il mercato comune". Il presidente di Alitalia, Aristide Police, ha dichiarato di non prendere "nemmeno in considerazione"" l'ipotesi di una bocciatura, sottolineando i provvedimenti non sono né aiuti di Stato "né tantomeno illegittimi, ma strumenti per consentire la privatizzazione e per stare sul mercato, non fuori dal mercato e sussidiati dallo Stato". Bruxelles ha assicurato che terrà conto anche di una "prospettiva realistica di privatizzazione" e che raccoglierà "ulteriori informazioni a proposito". Ora all'Italia verranno dati 15 giorni per muovere eventuali obiezioni alla pubblicazione della decisione sulla Gazzetta ufficiale europea, dopodiché avrà un mese di tempo per presentare le sue osservazioni e giustificazioni sulla misura. Nel frattempo anche i concorrenti e le parti interessate potranno aggiungere elementi all'indagine, dopodiché la Commissione dovrà decidere se si tratta o meno di un aiuto di Stato e, in quel caso, se gli aiuti siano legali o meno. Uno degli elementi su cui Bruxelles vuole fare chiarezza è se sia stato rispettato il principio dell'investitore privato, ossia se un privato avrebbe concesso i 300 milioni, come ha fatto dal governo. "Se gli aiuti non saranno ritenuti compatibili, sarà necessario un rimborso", ha spiegato un portavoce, argomentando così la decisione di non sospendere il prestito fin da ora: "L'ingiunzione di sospensione immediata è una decisione molto rara che è stata presa l'ultima volta per la Grecia nel 2005, in condizioni molto diverse con un aiuto continuo e molto protratto nel tempo". Se, nella peggiore delle ipotesi, l'Italia decidesse di non rimborsare un prestito ritenuto illecito entro 2 o 3 mesi, si aprirebbe una procedura d'infrazione per inadempienza, con il relativo deferimento alla Corte europea di Giustizia e una possibile condanna per non esecuzione di una decisione della Commissione. Con la conseguenza di multe salate. "L'apertura di una indagine non pregiudica il risultato", ha tuttavia rassicurato il portavoce della Commissione Johannes Laitenberger. Alitalia non potrebbe, in teoria, beneficiare di nuovi aiuti di Stato fino al 2014, secondo il principio del "one time, last time". Nel 2001 infatti sono stati approvati gli ultimi aiuti per la ristrutturazione, e nel 2004 quelli per il salvataggio, e le regole prevedono che per 10 anni non possano più esserci misure di questo tipo. "Tanto più che una ristrutturazione prevede un piano, dei tagli, una strategia, e qui non ce ne sono", osserva una fonte.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-12 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Sei operai morti in Sicilia Tragedia sul lavoro a Mineo, 35 chilometri da Catania. Morti sei operai che stavano pulendo una vasca del depuratore consortile. Gli operai sarebbero stati uccisi da una scarica elettrica. Quattro delle vittime erano dipendenti comunali, due di un'azienda privata. Altri tre morti sul lavoro ieri in tre diversi incidenti. Intercettazioni, pronto ddl Berlusconi ha dichiarato che domani in Consiglio dei ministri presenterà un disegno di legge e non un decreto legge sul tema delle intercettazioni. Il governo propone il via libera alle intercettazioni telefoniche, ma per un periodo massimo di tre mesi e solo per i reati "con pene da 10 anni in su". Sanità, orrori alla Santa Rita Si allarga l'inchiesta sui rimborsi gonfiati e interventi sbagliati alla clinica Santa Rita di Milano. Sospesi i medici. Nel 2005 la struttura sanitaria ha detenuto il poco invidiabile record dei decessi: sui 569 decessi registrati nei reparti di riabilitazione degli ospedali lombardi, ben 74 sono avvenuti alla Santa Rita. Esteri Bush a Roma Il presidente Usa è arrivato ieri in una Roma blindata, terza tappa del suo viaggio in Europa. Oggi incontra Napolitano e Berlusconi, domani il Papa. L'Italia si dice pronta a un maggior impegno delle sue truppe in Afghanistan e a rafforzare le sanzioni contro l'Iran che continua ad arricchire l'uranio. Corteo di protesta pacifica contro l'arrivo di Bush. Irlanda al voto Ue Oggi in Irlanda si vota per decidere se ratificare il Trattato di Lisbona, ossia la "costituzione morbida" dell'Unione Europea, già accettata da 18 parlamenti su 27. Se dovessero vincere i "no" si azzera tutto. Cronache Rifiuti, Berlusconi a Napoli Terza visita di Berlusconi a Napoli per l'emergenza rifiuti da quando è tornato a guidare il governo. Ieri ha annunciato che oggi verrà aperta una nuova discarica a Savignano Irpino e che il 20 giugno toccherà a quella di Sant'Arcangelo Trimonte nel Sannio. Economia Alitalia, sì al prestito La Camera ha approvato il prestito-ponte di 300 milioni per salvare l'Alitalia. La Ue ha aperto una procedura d'infrazione ma ha concesso tempo al governo Berlusconi per tentare di salvare la compagnia di bandiera con la privatizzazione. Cultura Gomorra, meglio il film Per Alessandro Baricco la tecnica della narrazione ha invaso tutti i campi, dalla televisione, al teatro, al giornalismo, fino alla critica musicale. Oggi tutto è narrativo, e per Baricco la migliore interpretazione di storytelling è Gomorra: "Ma il film, non il libro". Spettacoli Palma d'oro a italo-brasiliana Sandra Regina Corveloni, attrice italo- brasiliana di 43 anni interprete del ruolo di Madre Coraggio nel film Linha de passe, ha saputo di aver vinto la Palma d'oro di migliore attrice al festival di Cannes al telefono. Sandra, che si trovava in Brasile, era a casa perché aveva appena perso il bambino che aspettava. "Pensavo di aver capito male" ha confessato l'attrice. Sport I giocatori difendono il ct Alla vigilia dell'incontro decisivo con la Romania, gli azzurri difendono Donadoni. "Sconfitta contro l'Olanda è stata pesante - ha detto Luca Toni -. Ma abbiamo perso una battaglia, possiamo vincere la guerra. Il c.t.? è stato criticato più del giusto". Ieri il Portogallo ha battuto la Repubblica Ceca (3-1) passando il turno mentre la Svizzera ha perso con la Turchia (1-2) ed è uscita dagli Europei.

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Alitalia, volo a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

La Camera approva il prestito ponte, ma l'Ue apre la procedura e indaga Come previsto la Commissione europea ha aperto una procedura nei confronti di Alitalia. Non si tratta, però, di una "procedura di infrazione" - come specificato dalla stessa Commissione, "ma di una normale indagine" per verificare se la somma di denaro concessa dal precedente governo sia da considerarsi un aiuto di Stato illegale. Nello stesso giorno la Camera ha votato la conversione in legge del decreto che prevede lo stanziamento dei 300 milioni di euro per permettere alla compagnia di bandiera di sopravvivere un altro anno, in attesa che si concretizzi la cordata italiana, oppure, che si faccia avanti un nuovo compratore. Ma, secondo la Commissione Ue, il prestito ponte all'Alitalia, in questo stadio "può considerarsi un aiuto di Stato illegale". E' proprio questa la motivazione che ha spinto i tecnici dell'Unione a muovere i primi passi contro il decreto varato il 23 aprile scorso dal governo Prodi e trasformato in molte delle sue parti dall'attuale compagnie governativa. L'inchiesta dell'Ue, comunque, verificherà la compatibilità del prestito con le norme comunitarie e nel frattempo non bloccherà le risorse, vitali per la compagnia, che di fatto perde quasi due milioni di euro al giorno. In questo contesto la Commissione valuterà se un investitore privato avrebbe agito nello stesso modo del governo italiano e comunque, Mark English, portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tafani, ha fatto sapere che la prospettiva della privatizzazione, sarà tenuta nel debito conto. Nel frattempo, però, al governo non sono mancate critiche da parte dell'opposizione, la stessa che, poco prima di lasciare gli scranni di Palazzo Chigi, ha votato il decreto in questione. Secondo l'Idv, il prestito non dà nessuna prospettiva alla compagnia. Donadi, capogruppo alla Camera del partito, è convinto che il governo stia facendo male alla compagnia, che in due mesi "ha perso un quarto del suo valore di Borsa, un quarto del traffico aereo e oggi si chiede agli italiani 300 milioni di euro, che sono buttati via perché non c'è un reale piano di rilancio". Critiche anche dal ministro ombra dello Sviluppo Pierluigi Bersani: "Attendiamo l'epilogo ? fa sapere ? sperando che sia positivo per i lavoratori, ma se così no fosse il governo si prende una responsabilità drammatica". Bruno Tabacci, esponente dell'Udc vede di buon occhio l'Europa che controlla e presidia i mercati, "altrimenti saremmo finiti già come l'Argentina". Secondo Tabacci, bisogna essere seri e gestire l'Alitalia come tutte le altre compagnie con le quali concorre. Difende il prestito Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia: "L'iniziativa dell'Unione europea, largamente attesa e prevista, non deve destare allarme. Non è un'azione o il preannuncio di un'azione dinanzi alla Corte di Giustizia: è solo un'iniziativa che chiede conto al governo italiano del prestito ponte". Sulla questione è intervenuto anche il leader del Pd, Walter Veltroni: "Non si doveva arrivare qui e chi governa ha la responsabilità. L'unica soluzione è andare da un grande gruppo internazionale e cercare di riaprire i negoziati per fare di Alitalia un grande soggetto dentro un gruppo europeo". (12-06-2008).

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Roberto Farneti Va bene fare l'opposizione al governo della destra (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 12-06-2008)
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Roberto Farneti Va bene fare l'opposizione al governo della destra. Va bene che quelli del Pd erano e sono convinti che la proposta di annessione di Alitalia avanzata da Air France fosse l'unica in grado di garantirne la sopravvivenza. Va bene che la cordata italiana promessa in campagna elettorale da Silvio Berlusconi "non si è mai appalesata", come ha giustamente sottolineato ieri Walter Veltroni. Va bene tutto. Ma da qui a votare contro il decreto legge che autorizza il prestito ponte di 300 milioni di euro, ossigeno indispensabile per tenere in vita un'azienda che dà lavoro a 20mila persone e consentire la ricerca di un acquirente, ce ne corre. Eppure questo è quanto è accaduto ieri alla Camera, dove il via libera al "super decreto" è arrivato di misura: 278 voti favorevoli contro 255 no. Il provvedimento, che scade il 22 giugno, dovrà adesso tornare al Senato per l'approvazione definitiva. Invece di guardare alla sostanza della questione (il futuro di Alitalia), il Pd preferisce puntare il dito sugli aspetti controversi del decreto, come il venir meno della trasparenza nella procedura di privatizzazione: "Il debito che diventa patrimonio - attacca l'ex ministro Pierluigi Bersani - è cosa che non si è mai vista, è evidente che buttiamo soldi dalla finestra". Tirano un sospiro di sollievo invece i sindacati, che ora guardano avanti. "L'approvazione del decreto rilancia la necessità di mettere le carte sul tavolo e di individuare, una volta per tutte, soluzioni concrete per il rilancio della compagnia", dichiara Claudio Claudiani della Fit Cisl. Anche Sdl Intercategoriale è soddisfatta per il concretizzarsi di un "passaggio dovuto e comunque indispensabile - sottolinea Fabrizio Tomaselli - per tenere aperta l'ipotesi di rilancio aziendale". Adesso Sdl si aspetta "fatti concreti che portino alla presentazione di un piano industriale credibile". Rispetto a quanto accaduto in Parlamento, Tomaselli ritiene "paradossale che su certi argomenti, ad esempio sull'invio di truppe all'estero, si creino innaturali alleanze bipartisan, mentre quando si tratta di difendere realmente gli interessi nazionali e dei lavoratori si faccia a gara per chi è più liberista". C'è addirittura chi, come l'Udc, applaude l'iniziativa dell'Ue, che ieri ha annunciato l'apertura di una procedura di investigazione formale sul prestito ponte. L'ipotesi è che tale prestito sia un aiuto di Stato incompatibile con le norme europee a tutela del mercato e della concorrenza. Una procedura annunciata, ma sostanzialmente ininfluente rispetto ai destini di Alitalia. Tanto per cominciare, durante il periodo dell'indagine la compagnia italiana potrà lo stesso utilizzare i 300 milioni ricevuti, come ha chiarito ieri Mark English, portavoce dell'esecutivo Ue. In ogni caso, l'esito dell'investigazione richiederà diversi mesi, fino a 18, e quindi il governo ha tutto il tempo necessario (per lo meno fino al prossimo autunno) per trovare una soluzione credibile e dunque un acquirente per Alitalia. L'unica forza politica di sinistra che si schiera apertamente contro l'Ue a tutela dell'interesse nazionale è il Prc: "L'intervento degli stati europei relativo a grandi strutture o aziende del loro paese c'è già stato e continuerà ad esserci e non si capisce bene perchè venga negato nel caso dell'Alitalia", affermano in una nota Roberto Musacchio (capogruppo del Prc al parlamento europeo) e Maurizio Zipponi. "L'intervento dell'Ue - proseguono i due esponenti di Rifondazione - è poi ulteriormente incomprensibile in quanto l'Alitalia è la compagnia nazionale di supporto strategico alla più importante industria del paese che è quella del turismo. Le decisioni del governo permettono di avere il tempo e le risorse necessarie per approntare un piano industriale, un rilancio nel mercato e, come auspichiamo, un accordo con le organizzazioni sindacali". A Berlusconi, il Prc chiede che "sulla vicenda Alitalia si esca dalla propaganda e si passi ai fatti concreti". 12/06/2008.

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Nel ranking brilla il ministro Gelmini (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)
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Oggi è Gio, 12 Giu 2008 Edizione 118 del 12-06-2008 Nel ranking brilla il ministro Gelmini di Claudia Bruno Merito, valutazione e autonomia, ecco le tre parole chiave del progetto di riforma della scuola che il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini ha presentato alla Camera. Una ricetta per sollevare le sorti dell'istruzione italiana, che secondo recenti indagini versa in grosse difficoltà, con studenti fra i più impreparati d'Europa e professori sottopagati. Il piano prevede anche norme più severe contro il bullismo tra i banchi. Alla Gelmini i telegiornali mettono a disposizione 5 minuti e 50 secondi fra interviste e dichiarazioni, un buon tempo di parola che la incorona regina del ranking. Ma ad animare il mondo politico è soprattutto il tema intercettazioni. Sulla questione è tornato anche il capo dello Stato Napolitano, a Venezia per la festa della Marina militare. "Spero che si trovi presto una larga intesa. E' una questione reale e urgente" ha detto il presidente, che con quasi 5 minuti di parlato Tv ottiene la seconda posizione. Al terzo posto della classifica prende la parola il ct della Nazionale Donadoni, che dopo l'amara sconfitta di lunedì scorso risponde alle critiche dei giornalisti e assicura che trarrà dalla disfatta la forza per reagire. A commentare gli Europei interviene ai microfoni del Tg4 anche Arrigo Sacchi secondo il quale l'Olanda in campo non solo ha giocato meglio, ma ha dimostrato di essere anche molto più motivata dell'Italia, che da sempre sembra considerare gli Europei una competizione meno importante dei Mondiali. Ma il 10 giugno ha segnato anche un nuovo record dei carburanti, la verde e il gasolio hanno infatti superato 1 euro e 54 centesimi a litro. Ai microfoni del Tg3, l'Amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni dichiara: "Bisogna colpire i Paesi produttori di petrolio oppure le compagnie che lo posseggono, come gli Stati Uniti, l'unico Paese che ne dispone realmente". Alla domanda su come risparmiare sugli idrocarburi, Scaroni risponde: "Per i prossimi 10 anni nessuna alternativa, si può solo diminuire la domanda, cercando di risparmiare, a partire proprio dagli Stati Uniti che hanno un consumo dissennato di petrolio". Scaroni, che con 2 minuti e 27 secondi si piazza al sesto posto della classifica, è seguito nel ranking dall'ex presidente del Senato Franco Marini, che chiarisce le posizioni del Pd smentendo le ipotesi di "Famiglia Cristiana" sul rischio scissione all'interno del partito fra cattolici e radicali. Chiudono la classifica del parlato Tv Italo Bocchino del Pdl e l'economista Bruno Benelli. Bocchino, nelle ultime settimane frequentemente intervistato dai telegiornali, interviene sul decreto Alitalia che prevede per la compagnia aerea un prestito ponte di 300mila euro e sulla questione intercettazioni. Benelli, esperto di previdenza, spiega invece ai telespettatori del Tg5 i requisiti per avere dall'ex coniuge una parte del Tfr.

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La Commissione concede un mese all'Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 12-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 12 Giu 2008 Edizione 118 del 12-06-2008 ALITALIA La Commissione concede un mese all'Italia Come largamente preannunciato, Bruxelles invita l'Italia a "presentare le proprie osservazioni e a fornire qualunque informazione utile per la valutazione della misura concessa ad Alitalia entro il termine di un mese", "in particolare qualsiasi informazione utile quanto all'uso da parte di Alitalia della facoltà offertale di imputare il prestito in conto capitale, in modo da consentire alla Commissione di analizzare la natura esatta della misura". Vista la mancata notifica preventiva del provvedimento, la Commissione ritiene anche che "l'Italia abbia agito in modo illegittimo". La Commissione analizza a fondo i termini e le condizioni del prestito. In particolare, ritiene che la misura "qualunque sia l'uso dei fondi corrispondenti, conferisca ad Alitalia un vantaggio economico di cui essa non avrebbe beneficiato in condizioni normali di mercato". Questo, anche considerando che la situazione finanziaria della compagnia "era gravemente compromessa al momento della concessione del prestito".Una circostanza che, si rileva, "emerge chiaramente" dal decreto legge, nel quale è indicato che la concessione del prestito in oggetto "deve rendere possibile il risanamento della compagnia e consentirle di far fronte al suo fabbisogno di liquidità immediato". Non solo. La Commissione riferisce anche che le autorità italiane argomentano nella loro risposta alla Commissione del 30 maggio 2008 che le misure adottate "mirano ad evitare che le perdite determinino una riduzione del capitale sociale e delle riserve al di sotto del limite legale, scongiurando così l'attivazione della procedura concorsuale e la messa in liquidazione della compagnia". Bruxelles entra anche nel merito del tasso di interesse del prestito. È quello indicato nella comunicazione della Commissione europea relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione, maggiorato dell'1% dal decreto-legge del governo del 3 giugno: la Commissione "dubita che tali tassi, per quanto maggiorati dell'1%, possano essere considerati appropriati nel caso di un'impresa la cui situazione finanziaria è gravemente compromessa". A questo stadio, si osserva ancora, appare "poco probabile che un investitore privato che si fosse trovato in una situazione comparabile a quella dello Stato italiano nel caso in oggetto, ammesso che avesse acconsentito a concedere il prestito ad Alitalia, avrebbe accettato di praticare il tasso di interesse applicabile ad un'impresa in condizioni finanziarie normali, per quanto maggiorato". Inoltre, si dubita anche che "un investitore privato avrebbe accettato di concederle qualsiasi prestito e, a maggior ragione, un prestito il cui importo venga imputato in conto capitale e che pertanto, nell'ipotesi di una liquidazione della compagnia, sarebbe rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori". A questo stadio la lettera di Bruno Ermolli ad Alitalia, citata dalle autorità italiane nella loro lettera del 30 maggio 2008 a dimostrazione dell'interesse di imprenditori ed investitori italiani per l'elaborazione di un progetto di rilancio della compagnia, "non può essere considerata come" una prospettiva certa di acquisto.

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Utile in calo per Meridiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 214 Bilancio 2007 Utile in calo per Meridiana Bilancio 2007 --> Il bilancio 2007 di Meridiana si chiude con una contrazione dell'utile, ma con un incremento del fatturato. E più degli effetti del caro-carburante, sul bilancio pesano le perdite di Eurofly, tanto che la società ha dovuto prevedere una svalutazione di 4,5 milioni di euro per quanto riguarda la partecipazione della compagnia controllata. Superati quindi i contrasti emersi il 30 maggio, durante la riunione del cda, che riguardavano soprattutto la previsione del budget per l'anno in corso, con rilevanti tagli e un'ipotesi di chiusura con un pesante rosso a fine anno, il cda ha dato il via libera al documento contabile che dovrà ora essere sottoposto all'esame dell'assemblea, convocata per il 27 giugno (prima) e il 21 luglio (seconda). I NUMERI Il 2007, per la compagnia dell'Aga Khan, si è chiuso con un utile netto di 1,1 milioni di euro (in calo rispetto ai 4,75 del 2006). Il fatturato della compagnia è cresciuto, passando da 418,7 milioni di euro a 430,9, così come il fatturato complessivo di gruppo (arrivato a toccare 793 milioni contro i 442 del 2006). In calo invece il risultato operativo, sceso da 16,9 a 13,9 milioni. Sul bilancio, come spiega una nota della società, ha pesato l'incremento del costo del greggio (+10% nel corso del 2007), mentre la flotta è stata svalutata per 9,5 milioni di euro. A dicembre 2007 la posizione finanziaria della società è risultata invece positiva per 35,3 milioni. La compagnia, dunque, nonostante quello che accade nel mercato del trasporto aereo, è sana e nel corso del 2007 è stata razionalizzata l'attività, e firmati alcuni accordi commerciali con Eurofly, Iberia e Air Moldova. Una parte del management della compagnia, tuttavia, continua a lanciare un allarme sul futuro della società di Olbia. I SINDACATI Prima dell'assemblea, il 19 giugno, è prevista la presentazione ai sindacati del piano industriale predisposto da Roland Berger. Un piano che i lavoratori, dopo lo sciopero di 24 ore di martedì, attendono con ansia. Intanto, la Cisl regionale chiede a Regione e Governo che la questione Meridiana "venga inquadrata nella complessiva vertenza del trasporto aereo italiano, in particolare quella che riguarda Alitalia". Secondo la Cisl, la Regione non può ignorare il destino di 1.330 lavoratori, oltre che degli addetti dell'indotto: "La Giunta regionale", conclude il segretario regionale Giovanni Matta, "non può ignorarli e affidarli deliberatamente ai capricci dei mercati", anche perché Meridiana "deve continuare a svolgere un ruolo importante", anche sul regime di continuità territoriale. ( g. d. ).

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Il prestito ad Alitalia sotto la lente Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 214 La Commissione europea indaga per aiuto illegale, ma i fondi non sono congelati Il prestito ad Alitalia sotto la lente Ue La Commissione europea indaga per aiuto illegale, ma i fondi non sono congelati E la Camera dice sì al decreto legge che stanzia i 300 milioni --> E la Camera dice sì al decreto legge che stanzia i 300 milioni Nel giorno in cui la Camera approva il decreto legge per il prestito-ponte da 300 milioni ad Alitalia, la Ue apre l'indagine: aiuto di Stato illegale. Via all'indagine. La Commissione europea vuole fare chiarezza sui 300 milioni versati dallo Stato nelle casse di Alitalia. Prima erogati come prestito-ponte dal governo Prodi, poi trasformati in patrimonio netto della compagnia aerea dal governo Berlusconi. Il sospetto di Bruxelles è che si tratti di un aiuto di Stato illegale, incompatibile con le regole del mercato comune. Ma la cifra erogata non verrà per ora bloccata. SÌ ALLA CAMERA Intanto la Camera, quasi in concomitanza con la decisione dell'esecutivo europeo, ha approvato con 278 sì e 255 no il decreto legge sul prestito ponte ad Alitalia. Il provvedimento tornerà adesso al Senato. E al quartier generale della compagnia di bandiera si mostra tranquillità per l'indagine aperta da Bruxelles. "Ritengo che l'intervento su Alitalia non sia affatto un aiuto, ma un prestito con scadenza e tassi di interesse, peraltro salati", dice il presidente della compagnia Aristide Police. "Non a caso si chiama prestito ponte: serve per il raggiungimento di una sponda che stiamo perseguendo con convinzione, grazie anche all'importante advisor che il governo ha scelto per completare il processo di privatizzazione", cioè Intesa SanPaolo. Nella lettera inviata da Bruxelles a Roma - che in calce porta la firma del neo commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani - restano però "forti dubbi", almeno alla luce della documentazione finora inviata dalle autorità italiane. LE OBIEZIONI Per Bruxelles il prestito si configura come una misura di "carattere selettivo" che avvantaggia solo Alitalia, e dunque "falsa o minaccia di falsare la libera concorrenza". Poi, non è stato erogato in base alle reali condizioni di mercato, anche alla luce della situazione finanziaria "gravemente compromessa" della compagnia. La terza obiezione: per il principio "one time last time", un'impresa che ha ricevuto un aiuto per il salvataggio o la ristrutturazione non ne può più ricevere per almeno 10 anni. E Alitalia ha già ricevuto un aiuto per la ristrutturazione nel 2001 e uno per il salvataggio nel 2004. Senza contare che Roma non ha notificato formalmente a Bruxelles il prestito ponte, come invece è obbligatorio fare nel caso di sostegno pubblico, erogandolo senza alcun via libera dell'Ue. LE CONTROMOSSE Il governo italiano ha a disposizione 15 giorni lavorativi per inviare a Bruxelles le sue controdeduzioni. Ma l'indagine potrà durare fino a 18 mesi, nel corso dei quali - è stato sottolineato - i 300 milioni non solo non saranno congelati, ma potranno essere spesi.

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Aeroporto, pista ok Manca il placet sulla stazione meteo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-06-2008)
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Argomenti: Alitalia

Prov Ogliastra Pagina 6034 Tortolì Vertice con l'Enac a Roma Aeroporto, pista ok Manca il placet sulla stazione meteo Tortolì. Vertice con l'Enac a Roma --> Ultimati i lavori, conclusi nei tempi previsti, non resta che ottenere tutte le autorizzazioni del caso. Check in romano per il nuovo aeroporto di Tortolì. Il presidente della Gearto Giorgio Ladu ha incontrato ieri a Roma i vertici dell'Enac. Che dopo aver dato via libera alla pista dovranno dare il via libera all'agibilità della stazione meteo, ovvero dire che l'aeroporto di Tortolì ha davvero le carte in regola. Ottenuto l'ok le carte passerano alla Regione. Solo a quel punto l'aeroporto sarà davvero libero di prendere il volo e ricevere i primi aerei. La pista è decisamente più lunga e le prospettive rosee. I lavori l'hanno allungata di 200 metri. La distanza tra uno scalo turistico ed uno con ambizioni diverse. Il benestare Enac è preludio al disco verde da parte della Regione. I lavori sono costati tre milioni e 171 mila euro di fondi Cipe. La nuova pista consente l'atterraggio e il decollo di aerei a medio raggio come gli A319. Aerei che in Italia hanno Meridiana e Alitalia, compagnie che non vivono il miglior periodo della loro esistenza. Ma quando e come è tutto da vedere. La nuova stagione del turismo per Tortolì non è iniziata nel migliore dei modi. Tempo di bilanci magri. A Tortolì come altrove è l'anno della cinghia. Di certo mancheranno gli eventi, primo fra tutti il festival Rocce rosse & blues, migrato a Cagliari senza polemiche, nel più riservato silenzio. Come si trattasse di una festa studentesca. Pure il tempo non sembra volgere al sereno, anche se da queste parti gli incassi si fanno da luglio in poi, e per allora potrebbe anche darsi.

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Impegno del Governo sui collegamenti tra Novara e Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-06-2008)
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ROMA.INTERVENTI DI NASTRI E RAMPI Impegno del Governo sui collegamenti tra Novara e Malpensa [FIRMA]CHIARA MERLI NOVARA Il Governo si impegna a completare i collegamenti stradali e ferroviari con Malpensa grazie all'approvazione di un documento presentato dal parlamentare novarese del Pdl Gaetano Nastri, e sottoscritto da quattro deputati. L'ordine del giorno è stato varato martedì alla Camera in concomitanza con il decreto legge su Alitalia. L'intento è quello di dare particolare riguardo alle connessioni con il Cim, il polo logistico novarese, che può svolgere un'importante funzione di retroporto per le merci e soprattutto per promuovere le attività imprenditoriali. "Sono molto soddisfatto di questa disponibilità - ha detto Nastri - e sono certo che il Governo saprà adeguare e valorizzare il ruolo di Malpensa mediante il completamento delle infrastrutture di collegamento ancora mancanti, che sono il vero problema di questo hub internazionale. In tale ambito si inserisce il ruolo del nostro territorio; voglio sottolineare le potenzialità del Cim che può diventare davvero un nodo logistico di livelli europeo, dal momento che si trova all'incrocio fra la direttrice nord sud Genova Rotterdam e il corridoio 5 Est Ovest". Prime reazioni sull'approvazione dell'ordine del giorno dalla parlamentare Elisabetta Rampi del Pd, la quale ricorda che le iniziative prese dal Governo su Alitalia sono state assunte "senza che la cordata italiana per il salvataggio della compagnia si sia materializzata" e "le nuove modalità proposte per la privatizzazione rischiano di essere bocciate e sanzionate dall'Unione Europea". Rampi sostiene che il "prestito ponte di 300 milioni di euro ad Alitalia è stato trasformato in corso d'opera dall'attuale Governo in un vero e proprio aiuto di Stato a fondo perduto, al di fuori delle regole di mercato e dalle leggi comunitarie". Infine afferma: "Pur non condividendo la premessa dell'ordine del giorno dell'on. Nastri, concordo con il dispositivo attuativo che impegna il Governo a dare completezza alla rete infrastrutturale di cui Novara ha bisogno per la promozione e il rilancio dell'economia del territorio".

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Ma quali intercettazioni, pensino ai salari... Veltroni all'attacco del governo: C'è una totale sottovalutazione delle vere emergenze del Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Ma quali intercettazioni, pensino ai salari..." Veltroni all'attacco del governo: "C'è una totale sottovalutazione delle vere emergenze del Paese" di Bruno Miserendino/ Roma "SI PREOCCUPANO delle intercettazioni ma non della vera emergenza, che sono i salari e le pensioni, il reddito delle famiglie, c'è una totale sottovalutazione dell'impoverimento di grandi fette di società...". Il Pd alza il tiro sul governo e soprattutto sulla politi- ca economica di Tremonti. "Adesso misuriamo la temperatura a Robin Hood e vediamo se la maggioranza è disposta a discutere una copertura più sensata sul taglio dell'Ici", ironizza Bersani. "C'è già una sequenza di problemi su cui la confusione è tanta", dice Veltroni, a cominciare da immigrazione, Alitalia, Ici, mutui, per finire alle intercettazioni, e adesso anche sul tema rifiuti dove l'uscita di Berlusconi sulla chiamata dei volontari fa sorridere: "Il problema non è raccogliere i rifiuti, è dove metterli". Qualcosa sta cambiando? Veltroni giura di no: "Noi non molliamo, facciamo opposizione seria, non per la televisione". Chissà se c'è un riferimento diretto al giudizio dell'Economist secondo cui quella del Pd è un'opposizione troppo dolce, oppure ai sondaggi che danno sempre l'esecutivo in luna di miele con gli italiani, però nella riunione del governo-ombra di ieri, in cui il Pd ha messo a punto una dettagliata controproposta per finanziare il taglio dell'Ici che sia meno distruttivo e più equo di quello inventato da Tremonti, Veltroni ha mostrato un sondaggio Ipsos che descrive un Pd in salute nelle intenzioni di voto (32% senza radicali, 34% se calcolati insieme) e un indice di gradimento per il suo leader che sale di 7 punti rispetto al rilevamento precedente. Secondo il sondaggio Veltroni sarebbe secondo solo al presidente Napolitano. È chiaro che nel giudizio sul leader conta anche il parere degli elettori di centrodestra che approvano lo spirito di dialogo sulle riforme favorito dal leader del Pd, ma per Veltroni è il segnale che l'opposizione inizia a essere percepita per quello che vuole essere: "Pronta a scrivere insieme le regole del gioco, ma dura e netta sui programmi". Ieri Veltroni, al termine della riunione del governo ombra si è presentato in conferenza stampa insieme a Bersani, Linda Lanzillotta, Ventura e Fassina, spiegando gli emendamenti che il Pd sta presentando per cambiare il decreto fiscale di Tremonti: "D'accordo sul taglio della tassa sulla prima casa - esordisce Veltroni - ma non ci piace per nulla il modo in cui sono stati trovati i soldi per realizzarlo": ossia non da tagli di spese, come promesso, ma abolendo i fondi per le infrastrutture al Sud, trasporti, sanità. Un tipico caso di demagogia che fa danni nell'inspiegabile silenzio, rimarca sarcastico Bersani, "dei commentatori economici". La sfida "al ministro Robin Hood" è nella proposta di un cambio radicale della copertura del taglio dell'Ici: "I soldi per tagliare questa tassa, devono arrivare da un allargamento della base imponibile dell'Irap applicata a banche e assicurazioni e dell'Ires per le imprese attive nella produzione e raffinazione di prodotti petroliferi". Questa misura, se applicata alla terza lenzuolata delle liberalizzazioni già programmata dal governo Prodi e approvabile con un decreto, farebbe pagare davvero a banche, assicurazioni e petrolieri i superprofitti, come ha detto di voler fare Tremonti, ma senza che poi questi soggetti si riprendano i soldi taglieggiando i consumatori. Insomma, dice il Pd, vediamo chi è davvero Robin Hood. Quanto al tema mutui si sa cosa pensa il Pd: "È una presa in giro - dice Veltroni - è solo una dilazione dei termini e non ha nessun effetto attivo sulla manovra". Il Pd, che vuole aumentare la detrazione degli affitti, considera incostituzionale oltre che iniqua l'esclusione dalla detassazione degli straordinari del pubblico impiego. "A parità di reddito ci vuole eguale trattamento fiscale", ricorda Linda Lanzillotta. Che spiega anche come invece il Pd farà battaglia per i premi di produttività che sono molto più utili a lavoratori e aziende. Battute sul tema intercettazioni: "Se credo al refuso? In una materia di questa delicatezza - dice Veltroni - non si può dire che è saltata una "d", è chiaro che si tratta di una marcia indietro, un decreto legge sarebbe stato impensabile visto che non c'è carattere d'urgenza ed inoltre perchè su una materia di questo tipo deve essere consentito il dibattito parlamentare". Il Pd sta aggiuntando il tiro della sua opposizione e il primo bilancio si farà la settimana prossima all'assemblea costituente dove Veltroni vuole arrivare forte di una convergenza ampia su linea e leadership. Il presidente, alla fine, dovrebbe essere Marini, dicono i boatos.

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L' Economist : Pd troppo buono, opposizione fantasma altro che britannica Analisi impietosa: Voler collaborare con Berlusconi sulle riforme elettorali e costituzionali avrà consegu (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del L'"Economist": Pd troppo buono, opposizione fantasma altro che britannica Analisi impietosa: "Voler collaborare con Berlusconi sulle riforme elettorali e costituzionali avrà conseguenze disastrose" ROMAPer l'Economist Walter Veltroni "rischia di essere troppo buono con Silvio Berlusconi" e il suo governo-ombra potrebbe diventare "un'opposizione fantasma". Nel numero da oggi in edicola, il settimanale britannico critica fortemente il leader del partito democratico e gli rinfaccia di essersi lasciato sfuggire "una serie di occasioni per mettere in imbarazzo il governo" e di aver così contribuito al rafforzamento della popolarità di Berlusconi. Tra le occasioni perse, l'Economist cita la mancata richiesta di maggiori dettagli sulle accuse mosse al presidente del Senato Renato Schifani dal giornalista Marco Travaglio per "rapporti di affari con persone poi condannate per mafia" e i mancati affondi contro il governo per il caso Alitalia, per le "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e per la "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". "Veltroni ha un'idea dell'opposizione che non appare assolutamente britannica", sottolinea la rivista, memore del fatto che nel Regno Unito l'opposizione non perde mai un'opportunità per attaccare il governo in carica. A giudizio dell'Economist Berlusconi ha senz'altro da guadagnare dalla politica del dialogo tenacemente portata avanti da Veltroni mentre "i benefici per la sinistra sono meno evidenti". "Ancor prima delle elezioni, Veltroni - spiega il periodico londinese ai suoi lettori - ha detto di volere la cooperazione con Berlusconi sulle riforme elettorali e costituzionali allo scopo di rendere l'Italia più facile da governare. È un obiettivo nobile ma è una strada che è stata tentata prima, con conseguenze disastrose". Secondo l'Economist la strategia elettorale di Veltroni è fallita, così come si è dimostrata "dolorosamente sbagliata" la candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma e la politica del dialogo impedisce quella "sofferta autopsia" di cui avrebbe bisogno il Pd.

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Tonini: Per avere il consenso non serve fare la faccia feroce (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LA REAZIONE Tonini: "Per avere il consenso non serve fare la faccia feroce..." Senatore Tonini, l'Economist dice che il Pd è "troppo buono" con Berlusconi, che la vostra "non è una opposizione britannica"... "Il problema non è essere buoni o cattivi con Berlusconi, ma essere in sintonia con il Paese e liberarci dal "complesso" del Cavaliere. Il punto è come fare una opposizione che ci prepari a vincere, ragionare non a partire da lui, ma dal rapporto tra noi e il Paese. È così che si è davvero cattivi, non facendo la faccia apparentemente feroce...". L'Economist vi boccia: il dialogo fa bene solo a Berlusconi... "Siamo alle prese con una operazione difficile: fare una opposizione che sappia mordere, ma che non tradisca la novità del Pd, e cioè una forza a vocazione maggioritaria e non più coalizioni contro qualcuno". Secondo il settimanale il vostro governo ombra non funziona... "Ma è normale che in piena luna di miele del governo le controproposte dell'opposizione suscitino meno interesse. Che i media e l'opinione pubblica, in gran parte, abbiano dato un'apertura di credito ai vincitori. In questo contesto sarebbe sbagliato fare una opposizione pregiudiziale e distruttiva. Credo che le nostre proposte verranno valutate con crescente attenzione man mano che la luna di miele si consumerà". Scrivono che su Alitalia, immigrazione, caso Schifani, avete perso delle occasioni... "Non mi pare proprio. Su Alitalia stiamo assistendo al fallimento dell'approccio del governo, e noi non abbiamo mancato di evidenziarlo. Sul reato di immigrazione clandestina abbiamo sempre detto no e oggi su questo la maggioranza è in confusione. Capisco che un'opposizione selettiva è più difficile da comunicare, ma il Paese apprezza. Lo confermano le analisi recenti di Ilvo Diamanti, secondo cui Veltroni è il leader più apprezzato". E il caso Schifani? Dovevate approfondire le accuse di Travaglio? "Schifani è il presidente del Senato, noi non l'abbiamo votato. Non c'è uno strumento parlamentare per discutere di questi aspetti. Non si può fare un'interrogazione a Schifani per chiedergli delle sue amicizie. Né possiamo alzarci e uscire quando lui entra in aula..."a.c.

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Alitalia, Tajani (Ue): <Controllo rigoroso> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 140 del 2008-06-13 pagina 26 Alitalia, Tajani (Ue): "Controllo rigoroso" di Redazione da Milano "Daremo alla Ue le spiegazioni che chiede" ha detto ieri tranquillamente il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che già mercoledì aveva osservato: sono preoccupato per Alitalia, non per l'indagine europea. Quest'ultima, avviata formalmente, tenderà ad accertare se il prestito-ponte possa configurarsi come aiuto di Stato: in questo caso andrebbe restituito, perché illegittimo. Ma i tempi saranno più lunghi (un massimo di 18 mesi) di quelli previsti per una definizione della vicenda italiana, così che i 300 milioni, al momento di un'eventuale pronuncia Ue, potrebbero essere stati già restituiti (il prestito scade il 31 dicembre), oppure - nel caso peggiore - potrebbero essere andati già perduti. Dopo la lettera inviata ieri da Bruxelles al ministro degli Esteri Frattini, l'Italia ha 15 giorni per le sue controdeduzioni. Anche i ricorrenti - molte compagnie europee in competizione con Alitalia - potranno rafforzare la loro opposizione contro il finanziamento. Una novità rispetto al passato è che il commissario europeo ai Trasporti è italiano, Antonio Tajani, il quale con molto fair play ha assicurato che "un controllo scrupoloso del rispetto delle regole nel settore dei trasporti sarà assicurato durante il mio mandato, così come lo è stato durante il mandato del mio predecessore". Va ricordato tuttavia che all'epoca dell'apertura di Malpensa, dieci anni fa, l'allora commissario Neil Kinnock, inglese e molto legato a British Airways, fu una pedina essenziale nella guerra scatenata dalle compagnie europee contro l'hub lombardo, e di conseguenza contro Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Consulenti pubblici Ecco l'elenco con tutti i compensi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Consulenti pubblici Ecco l'elenco con tutti i compensi Il ministero mette in Rete la lista: 251 mila contratti Spesi 1,3 miliardi. Ci sono professionisti e politici Compare anche il nome dello stesso ministro Brunetta che ha deciso l'operazione trasparenza: ha incassato poco più di 22 mila euro dalla Presidenza del Consiglio SEGUE DALLA PRIMA Spesso le consulenze sono inevitabili, come quella che il ministero dell'Economia aveva affidato allo studio legale Chiomenti per la privatizzazione dell'Alitalia: 450 mila euro. Oppure l'incarico "relativo alle nuove azioni progettuali dell'Agenzia" (237.600 euro) che il capo delle Dogane Mario Andrea Guaiana aveva assegnato alla Bain & company Italia. Va comunque detto che nella lunghissima lista dei consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere, e perfino agli "sportellisti", retribuiti con pochi euro. Ma non è naturalmente a loro che la pubblicazione degli elenchi ha mandato ieri sera la cena di traverso. Precisazione doverosa, la pubblicazione delle consulenze su internet non è una novità, anche se il ministero ha parlato di una nuova "operazione trasparenza ". Perché già il precedente governo di centrosinistra aveva imposto la pubblicità degli incarichi esterni. La novità è che ora sono tutti quanti consultabili insieme nello stesso luogo fisico. Intendiamoci: a quanto pare non sono tutte. L'universo dei consulenti pubblici è probabilmente molto più vasto. C'è chi dice addirittura grande il doppio, due miliardi, due miliardi e mezzo di euro, visto che non tutti gli enti e le amministrazioni mandano i loro dati al ministero. E c'è pure chi li spedisce largamente incompleti, contando sulla distrazione di chi sta a Roma. Ma basta entrarci dentro, a quel sito della Funzione pubblica, per capire come l'idea di rendere tutti gli incarichi accessibili da uno stesso punto non sia affatto un dettaglio. Diamo un'occhiata all'elenco dei consulenti che nel 2006 sono stati pagati dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Alla lettera B è inevitabile imbattersi in Brunetta Renato. Proprio lui, il ministro dell'operazione trasparenza, che prima dell'arrivo di Romano Prodi era consigliere economico di Berlusconi: 22.464 euro. E accanto al suo nome (messo lì per non dare l'idea che si tratti di una caccia alle streghe?) non mancano altri nomi noti. Per esempio, quello della consulente per l'immagine del Cavaliere, Matilde "Miti" Simonetto (17.056 euro) che aveva voce in capitolo su tutto. Dalle luci alle pettinature. Per esempio, quello dell'ex presidente dell'Enac Alfredo Roma (9.600 euro), o del segretario generale della presidenza con Prodi, Carlo Malinconico, che era però in una commissione d'appalto del Cnipa anche con il governo Berlusconi (15 mila euro). E per esempio, anche quello dello scrittore e giornalista Alain Elkann (7.580 euro). Cifre modeste. Niente a che vedere con quelle spese da certi comuni. Alla Funzione pubblica ancora ci si domanda come sia stato possibile che il Campidoglio abbia messo nell'elenco due presunti "incarichi", che magari erano invece opere pubbliche, per la sbalorditiva cifra di 100 milioni di euro. Ma niente a che vedere nemmeno con le consulenze dei ministeri, come quella che la Farnesina ha assegnato nel 2006 alla società Apri Italia (2 milioni 930 mila euro). Oppure con l'incarico che il ministero delle Infrastrutture ha conferito, per un totale di 703.350 euro, al gruppo Clas srl, presieduto da quel Roberto Zucchetti che l'anno seguente sarebbe stato eletto sindaco di Rho per il centrodestra, scalzando il centrosinistra dalla cittadina della cintura milanese. O con la consulenza che la società Ecosfera, presieduta da Duilio Gruttadauria, ha svolto sempre per il ministero delle Infrastrutture (585 mila euro). Senza dire delle performance dei singoli professionisti. Nella lista dei consulenti della Farnesina non poteva mancare Franco Verzaschi, già titolare nel 2004 di un incarico per lavori di manutenzione nonché "adeguamento sismico e funzionale dell'ambasciata di Algeri " (347 mila euro) e due anni più tardi destinatario di una consulenza di 98.463 ero per il supporto progettuale alla realizzazione delle nuova sede diplomatica di Kiev. Il professionista in questione è incidentalmente fratello dell'ex assessore ed ex sottosegretario Marco Verzaschi. Ma c'è chi lo batte. "Analisi delle problematiche a seguito dell'approvazione del piano triennale del Ministero delle attività produttive": ha questo titolo la consulenza del valore complessivo di 103.250 euro ottenuta da Ignazio Abrignani, già capo della segreteria politica dell'ex ministro (ovviamente delle Attività produttive, dove è ora rientrato), Claudio Scajola. Piccolo particolare: la consulenza è stata assegnata ad Abrignani, c'è scritto nell'elenco della Funzione pubblica, dal "Gabinetto del ministro". Ma lì dentro, almeno fino al maggio del 2006, non c'era anche lui? Poi Abrignani ha deciso di dare un'accelerata alla sua carriera politica, ed ora eccolo deputato del Popolo della libertà. Non che sia l'unico politico a fare consulenze per la pubblica amministrazioni. In certe situazioni è addirittura inevitabile che accada. Prendete Arezzo. Il sindaco si chiama Giuseppe Fanfani e il suo non è un caso di omonimia. Perché Giuseppe altri non è che il nipote di Amintore Fanfani, il Cavallo di razza per antonomasia dello Scudo crociato. Già parlamentare della Margherita e ora esponente del Partito democratico, avvocato fra i più affermati della Regione, ha avuto nel 2006 dall'Ente irriguo Umbro-Toscano 71.521 euro di consulenze. Il doppio di quelle ottenute nello Anche infermiere e violinisti Nella lunghissima lista dei consulenti c'è di tutto: dai violinisti delle filarmoniche alle infermiere e perfino agli "sportellisti", retribuiti con pochi euro.

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Prima è stata Cristina Mezzaroma, moglie del presidente della Lazio, Claudio Lotito, a (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Di VALENTINA ERRANTE Prima è stata Cristina Mezzaroma, moglie del presidente della Lazio, Claudio Lotito, a spiegare ai giudici della VI sezione del Tribunale di Roma quali minnacce, lei e la sua famiglia, avessero subito dagli irriducibili. Ha raccontato delle telefonate e dei messaggi anonimi ricevuti, ma anche dei consigli dispensati al marito: "Gli dicevo guarda che sono solo rogne, all'inizio ti osannano, ma dopo sono soltanto rogne. Gli ho sempre detto togliti questo cancro da casa... ma lui non ha mai voluto cedere la società: è un uomo libero e non voleva subire. Mi diceva che non poteva sottostare ad un ricatto". Solo dopo molte ore, nel processo per la fallita scalata al club, è toccato al patron della Lazio. Perché è dalle sue denunce che è nata l'inchiesta. Nove gli imputati, i leader degli "Irriducibili", e Giorgio Chinaglia, accusati di aggiotaggio e associazione a delinquere finalizzata alla tentata estorsione. "Quando comprai la Lazio - ha detto il presidente biancoceleste - trovai una situazione disastrosa, peggiore di quella in cui si trova l'Alitalia". Così, Claudio Lotito, ieri ha illustrato ai giudici il contesto che avrebbe generato quelle minacce: "La società - ha detto Lotito - aveva debiti per 150 milioni con l'erario e debiti con i fornitori. Venivano pagate parcelle a medici che non lavoravano più. Una situazione di collasso a cui rimediai tagliando tutto: a cominciare dagli ingaggi". Lotito, interrogato dai pm che lo hanno citato come principale teste, ha spiegato di aver incontrato per la prima volta i vertici degli "Irriducibili" nel 2005, davanti alla sede della Regione Lazio. "Mi chiesero di mantenere l'elargizione dei biglietti omaggio ma io spiegai loro che non era possibile. Dissi - ha proseguito - che mancavano le risorse. Con la vecchia gestione complessivamente erano destinati ai tifosi complessivamente mille biglietti, 800 venivano caricati sul bilancio. Non avevo intenzione di mantenere questo sistema. Spiegai poi ai tifosi che non volevo più finanziare le coreografie allo stadio". Lotito ha sostenuto di essere stato accolto come il salvatore della società, ma che successivamente cominciarono le minacce. Sempre più frequenti. Il presidente ha spiegato che la contestazione nei suoi confronti sarebbe cresciuta quando il progetto di realizzare uno stadio e la cittadelle dello sport della Lazio venne ufficializzato. "Mi accusarono dalle radio private di voler fare una speculazione". Il patron della Lazio ha poi ricordato le telefonate di minacce alla moglie ("Le dissero al cellulare di non dimenticare il Circeo: le avrebbero fatto di tutto"). Poi ha ricordato due episodi: il letame e una lavatrice scaricati davanti al suo ufficio e l'affissione sui muri di Roma di una pagina di un giornale datato 1992: ricordava il suo arresto. Il controesame del testimone riprenderà il 3 luglio.

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Alitalia, al cda del 27 il verdetto di Intesa. Spunta l'ipotesi spezzatino (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi summit da Passera. E Toto serra le fila presentando alle banche il piano industriale aggiornato.

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ROMA - Intesa Sanpaolo consegnerà al consiglio di Alitalia del 27 giugno, giorno in cui dovrebb (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

E tenersi anche l'assemblea, il suo verdetto sul futuro. E mentre Goldman Sachs, advisor di Carlo Toto, ieri avrebbe riunito a Milano i banchieri di Nomura e Morgan Stanley per illustrare il nuovo aggiornamento del piano industriale Air One-Alitalia predisposto da Seabury, starebbe spuntando un'ipotesi spezzatino per la Magliana. Mantenendo in continuità aziendale il core business, e separando mediante scissione le attività meno profittevoli. Da avviare sotto una procedura tipo la legge Marzano. Dopo una decina di giorni di lavoro full time da parte del team di Intesa Sanpaolo per verificare i numeri, l'impatto sui conti del rincaro del greggio, i contratti, il capo della divisione corporate & investment bank Gaetano Miccichè, consultandosi ieri sera coi suoi uomini del team in particolare col capo capo progetto "Re-Fly" Fabio Canè, considererebbe realistico questo percorso. Tutto da verificare tecnicamente coi legali e che potrebbe riferire stasera a Corrado Passera nel corso di un summit ristrettissimo degli uomini della banca nel quale dovrebbe mettere sul tavolo i primi risultati della ricognizione in corso. Ieri a Roma c'erano alcuni uomini del team di Canè che avrebbero analizzato la sostenibilità prospettica dell'aumento del costo del carburante sul business plan della Magliana mentre l'avvocato Gregorio Gitti avrebbe esaminato con attenzione i contratti di lavoro dei dipendenti. Per la metà della prossima settimana Miccichè potrebbe avere il quadro più definito delle modalità di recupero di Alitalia in bonis, secondo il mandato di advisor ricevuto. Ma il top banker si sarebbe convinto che anche nella peggiore delle ipotesi - l'abbandono del cammino in "continuità" per ripararsi sotto l'ombrello della Marzano - i rischi per i voli internazionali sarebbero ridotti al minimo. Perchè in Europa grazie a un regolamento esistente, vengono riconosciuti gli effetti di una procedura concorsuale italiana e gli aeromobili non sarebbero soggetti a pignoramento o sequestro da parte dei creditori. Nel mondo dove non scatta questa protezione, basterebbe inviare aeromobili in leasing per essere al riparo da qualunque pericolo. Ma per il momento Intesa esclude l'eventualità di salvare Alitalia tramite la Marzano. Se non alcuni pezzi, lasciando il core business in vita in modo tale da poter essere acquisito dalla cordata italiana con l'aggiunta di un partner internazionale ancora da individuare. Della cordata vorrebbe far parte Toto che starebbe serrando le fila. Ieri Goldman avrebbe riunito le banche estere che hanno assistito Air One fino a dicembre scorso. A queste potrebbero aggiungersi anche alcune grandi popolari italiane. Alle banche sarebbe stato illustrato il piano aggiornato di Seabury sulla base delle assunzioni del taglio dei voli da Malpensa e del rincaro del greggio. r. dim.

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RICHARD PIPES (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-13 num: - pag: 49 categoria: BREVI RICHARD PIPES La cultura russa Caro Romano, il politologo americano Richard Pipes ha affermato che i russi sono europei per razza, ma non per cultura. Lei come giudica questa affermazione? La condivide? Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it Richard Pipes è un grande storico della rivoluzione russa e della Russia precomunista. Ma è d'origine polacca e, a quanto si dice, autore dello slogan "impero del Male" di cui Ronald Reagan si servì per definire l'Unione Sovietica durante la sua prima campagna elettorale per la Casa Bianca. No, non condivido. SUL NAZISMO Il dibattito storico Caro Romano, sul Corriere del 10 giugno sono riportate le dichiarazioni di alcuni esponenti della Comunità ebraica sull'opportunità di ripubblicare "Mein Kampf", il farraginoso testo che Adolf Hitler pubblicò nel 1925. In un'intervista lei dichiarò di essere favorevole alla sua pubblicazione, invitando a non farsi intrappolare da tentazioni censorie e considerando "fragile e superficiale una condanna del nazismo che prescindesse dalla conoscenza diretta dei testi nazisti". Ora, a distanza di tanti anni, lei è rimasto della stessa opinione oppure ritiene che l'operazione editoriale possa favorire la diffusione dell'antisemitismo? Nunzio Dell'Erba, Torino Parecchi anni fa proposi alla Bompiani (la casa editrice presso la quale "Mein Kampf " apparve prima della guerra in una versione abbreviata) di farne una nuova edizione con introduzione e note. Continuo a pensare che non può esservi dibattito storico sul nazismo senza la conoscenza delle sue "sacre scritture ". REATI E PENE Questione di tempi A proposito di intercettazioni telefoniche, ho sentito un ministro dichiarare che saranno permesse solo quelle per i reati che prevedono una pena superiore ai 10 anni. Sono confuso: si sa prima di cominciare a indagare a quale pena saranno condannati gli indagati? Ennio Zucchellini Zhennio@tin.it COSTI DELLA BUROCRAZIA Le nuove province Il nuovo governo a parole vuole tagliare i costi della burocrazia, però le nuove province dimostrano il contrario. Se i cittadini desiderano avere la loro provincia, nulla in contrario, ma se la paghino con un'addizionale Irpef e tutti gli altri saranno contenti. V. Bossi v.bossi@virgilio.it NELLA NOSTRA SANITà Una storia di degrado La clinica Santa Rita è l'espressione massima, al momento, del degrado e dello spreco in cui versa la sanità italiana. La cosa preoccupante è che sia successo nella ricca e dinamica Lombardia. Non oso immaginare che cosa possa accadere nelle regioni del sud, con l'ulteriore carico della criminalità organizzata. Luigi D'Alessandro Campagna (Sa) PREZZO UGUALE Peso ridotto Molti prodotti hanno ridotto il peso del pezzo singolo (ad esempio, le saponette da 125 grammi a 100) ma il prezzo è rimasto uguale. L'inflazione come tiene conto di questo, di fatto, aumento di prezzo? Carlo Corsi, Milano FAMIGLIA Significato della tutela Lavoro domenicale inglobato nell'orario di servizio, straordinari pagati solo dopo la 60 ora, pause "contrattuali" di settimane, tempi e luoghi "flessibili" per non dire casuali e allora che significa dare valore e tutelare la famiglia? Forse poter detrarre dalle tasse le spese del proprio canarino? Intanto il rapporto annuale Censis "Società italiana al 2007" indica che il 42% degli italiani sotto i 35 anni si trova all'estero: da quel che ne so io (certo, non sono il Censis) a parte una vaga nostalgia ci sta benone! Anna Donazzan anna.dnz@libero.it ALITALIA Il prestito e l'indagine La Commissione europea, dopo aver formalmente aperto un'inchiesta per il prestito di trecento milioni di euro concesso dallo Stato all'Alitalia, ha pure autorizzato la compagnia aerea italiana a utilizzare liberamente la cospicua somma, durante il corso dell'indagine. Ma se poi, alla fine dell'investigazione, Bruxelles considererà il "prestito " un aiuto di Stato non compatibile con le norme europee e obbligherà l'Alitalia alla restituzione del finanziamento, la compagnia aerea italiana come farà a rimborsare i soldi se nel frattempo li avrà già spesi tutti? Ho il presentimento che toccherà sempre ai contribuenti italiani pagare anche la multa (e forse pure i danni alle altre compagnie aeree) che verrà comminata al nostro Paese, dall'Unione europea! Giovanni Papandrea Ardore Marina (Rc) NAPOLI / 1 Volontari per i rifiuti Che cosa dovrebbero fare i volontari a Napoli per i rifiuti? Mancano i siti per la raccolta o le braccia per spostarla? Finora è stato detto che di braccia ce ne sono fin troppe! Mario Algranati marioalgranati@tele.it NAPOLI / 2 L'assistenzialismo Dopo le montagne di denaro che lo Stato ha destinato alla Campania, dopo i blocchi alle discariche, ora si ravvisa la necessità di mandare dei volontari a raccattare la spazzatura. Non si tratta di una calamità tipo terremoto o alluvione. Credevo che l'assistenzialismo avesse dei limiti, ma qui si sfocia nel ridicolo! Leonardo Cecca Rivalta di Gazzola (Pc).

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Lotito in procura: "la società? stava peggio dell'alitalia" - stefano carina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XXV - Roma Lotito in procura: "La società? Stava peggio dell'Alitalia" Il presidente testimone nel processo sulla fallita scalata al club STEFANO CARINA UN GIORNO in Procura. E' quello trascorso ieri da Claudio Lotito per il processo che vede imputate nove persone, tra cui i leader degli Irriducibili e Giorgio Chinaglia, per le accuse di aggiotaggio e associazione a delinquere finalizzata alla tentata estorsione, scaturite dall'inchiesta sulla fallita scalata al club biancoceleste. Un'attesa che dalla mattina si è protratta sino al tardo pomeriggio ma che non ha scalfito i ricordi del presidente laziale: "Quando presi la Lazio trovai una situazione peggiore di quella di Alitalia. C'erano debiti per 150 milioni con l'erario. Atti intimidatori? Oltre alle telefonate e ai biglietti anonimi, mi hanno scaricato un camion di letame davanti al mio ufficio. In seguito anche una lavatrice perché avevo parlato di processo di pulizia". Sul rapporto con il gruppo degli Irriducibili: "Mi chiesero di mantenere l'elargizione dei biglietti omaggio ma io spiegai loro che non era possibile". Prima di Lotito (che verrà contro esaminato il 3 luglio) aveva deposto la moglie, Cristina Mezzaroma, che ha raccontato come più volte abbia chiesto al marito di cedere il club: "Gli ho sempre detto di togliersi questo cancro da casa ma lui non mi ha mai voluto ascoltare". Poi il racconto delle minacce ricevute: "Quella più grave avvenne quando ero al mare con mio figlio e ricevetti una telefonata: 'Sappiamo che sei vicino al Circeo. E tu ricordi cosa è successo al Circeo...'". In mattinata ascoltato anche Sergio Scibetta, nel 2005 vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza della società, che ha riferito di aver ricevuto due telefonate anonime, di cui una nella segreteria telefonica: "In questa si offendeva Lotito e si spiegava che se non fosse andato via dalla società, si sarebbe trovato con la gola tagliata".

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Veltroni <unfit> a governare l'opposizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

THE ECONOMIST Veltroni "unfit" a governare l'opposizione Angelo Mastrandrea Stretto tra Famiglia Cristiana che gli rimprovera di far fuggire i cattolici e l'Economist di essere troppo buono con Silvio Berlusconi, Walter Veltroni non se la passa tanto bene, mediaticamente parlando. Se la prima stangata arrivava da Oltretevere, la seconda arriva direttamente dall'estero. Nel numero in edicola domani, l'implacabile settimanale britannico di orientamento liberal-conservatore che qualche anno fa aveva dichiarato Berlusconi "unfit", "inadatto" a governare, lancia un pesante affondo contro il leader-ombra dell'opposizione. Per l'Economist Veltroni "rischia di essere troppo buono con Silvio Berlusconi" e il suo governo-ombra potrebbe diventare "un'opposizione fantasma". Non solo. Gli rinfaccia di essersi lasciato sfuggire "una serie di occasioni per mettere in imbarazzo il governo" e di aver così contribuito al rafforzamento della popolarità di Berlusconi. Tra le occasioni perse, l'Economist cita la mancata richiesta di maggiori dettagli sulle accuse mosse dal giornalista Marco Travaglio al presidente del Senato Renato Schifani di aver avuto "rapporti d'affari con persone poi condannate per mafia" e di non aver incalzato il governo sulla gestione del caso Alitalia. E poi ancora il non aver aperto bocca sulle "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e sulla "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia". Ma la stoccata peggiore per l'inventore della versione casareccia del governo ombra all'inglese è quella di avere "un'idea dell'opposizione che non appare assolutamente britannica". Con il risultato che a guadagnarci è solo Berlusconi, piuttosto che una sinistra che appare inesistente. "Ancor prima delle elezioni, Veltroni ha detto di voler collaborare con Berlusconi sulle riforme elettorali e costituzionali, allo scopo di rendere l'Italia più facile da governare. È un obiettivo nobile ma è una strada che è stata tentata prima, con conseguenze disastrose", pugnala ancora l'Economist, secondo il quale la strategia elettorale di Veltroni è fallita, così come si è dimostrata "dolorosamente sbagliata" la candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma. Infine, la politica del dialogo impedisce quella "sofferta autopsia" di cui avrebbe bisogno un partito che ha le sue radici "nello screditato credo dell'eurocomunismo e in un movimento screditato come la Democrazia Cristiana". E anche il povero Pd è servito. La risposta di Veltroni? Come direbbe il nostro Luttazzi: "Ok".

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Il Cav fa il napoletano e conquista i Tg (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 13-06-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 13 Giu 2008 Edizione 119 del 13-06-2008 Il Cav fa il napoletano e conquista i Tg di Christian Saragoni L'arrivo a Roma del presidente americano Bush e la tragica morte di 6 operai inseguito ad un incidente sul lavoro avvenuto nella cittadina siciliana di Mineo. Questi sono i due principali eventi che hanno ottenuto maggiormente spazio nei telegiornali di mercoledì 11 giugno. Per la politica interna, invece, visibilità e microfoni al premier Silvio Berlusconi, sbarcato di nuovo a Napoli per fare il punto sull'emergenza rifiuti in Campania. Titolare del primo posto nel ranking con 7 minuti e 33 secondi di parlato Tv, il presidente del Consiglio lancia subito una promessa: "Il problema rifiuti sarà risolto entro luglio. Presto arriveranno dei volontari per dare un contributo alla raccolta differenziata"; poi affronta il delicato tema delle intercettazioni ?"Saranno consentite solo per i reati con pene sopra i 10 anni di reclusione. In materia il Governo emanerà un disegno e non un decreto legge"-. Alle spalle del Cavaliere, si piazzano, rispettivamente al secondo e terzo posto, Nicola Latorre e Walter Veltroni, entrambi esponenti del partito democratico. Intervistato in diretta dal Tg4 di Emilio Fede, l'onorevole Latorre definisce un errore limitare le intercettazioni solo per alcuni reati, ma si dice d'accordo sulla rigorosità delle pene per chi pubblica materiale teso a discreditare chi è al di fuori dell'indagine. Da Napoli, dove si trova per partecipare all'assemblea del Pse, Veltroni interviene sul caso Alitalia -"Io avrei concluso l'accordo con Air France"- e attacca il Governo, accusandolo di improvvisazione e dilettantismo in merito alla nostra compagnia di bandiera. Infine l'ex sindaco di Roma puntualizza sulla natura del Pd: "Siamo la casa comune di laici e cattolici. Il Pd non è un partito socialista, ma un partito di centro-sinistra". Con l'avvocato Giulia Bongiorno del Pdl, ospite telefonico del Tg4 delle 13:30, si torna di nuovo a parlare del tema delle intercettazioni telefoniche: "Nella prassi giudiziaria vengono usate con troppa facilità e nei processi spesso si sono rilevate inutili". La sciagura di Mineo irrompe nei notiziari nazionali con la voce di Salvatore Spanò, vigile del fuoco di Catania, che descrive i particolari della tragica fine dei 6 operai: "L'incidente è avvenuto in un vascone rettangolare, dove sul fondo melmoso sono adesso adagiati i cadaveri dei 6 lavoratori, probabilmente uccisi dalle esalazioni tossiche". Spazio, infine, nei telegiornali alla disfatta della Nazionale azzurra negli europei di calcio 2008. Sconfitti all'esordio 3 a 0 dall'Olanda, i nostri calciatori sono già finiti nel mirino della critica della stampa specializzata. Davanti ai giornalisti si presenta il bomber Luca Toni, titolare della maglia numero 4 del ranking, che promette il pronto riscatto degli azzurri nella prossima partita contro la Romania.

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