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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DAL  4 al 9 maggio 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (150)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Tre condizioni essenzialiper ricominciare dal Pd ( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il nuovo governo sta già pensando di scassarli buttando altri soldi - ovviamente nostri - nel pozzo senza fondo di Alitalia. I più, invece, se la prendono con Walter Veltroni: imputandogli quella scelta di correre da solo che pure ha determinato una radicale semplificazione del quadro politico. Chi cerca in Veltroni il responsabile della sconfitta ha almeno una ragione plausibile;

Prodi, grazie per tutto quello che ha fatto Cara Unità, profondamente ingiusta l' ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vedi Alitalia,prestato alla politica e da essa divorato, perché sul terreno scivoloso della politica italiana le doti di manager non valgono molto e meno ancora sono apprezzate. Ma quest'uomo ha salvato per due volte il paese, sacrificando la sua immagine votandola all'impopolarità presentandosi in entrambe le occasioni come il dottore che ti propina la medicina amara ma necessaria.

Concertone vattene in pensione ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è entrata tra le cause della crisi dell'Alitalia. Etc etc. Tra l'altro, spiega, in tv il Concertone lo guarda quasi nessuno. In un primo momento, da vili avevamo pensato a una scappatoia: tipo far entrare in San Giovanni solo occupati e una calcolata minoranza di precari scelti, ma ci è sembrata, anche questa, una foglia di fico.

Alitalia, slitta vertice con enac ( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia La crisi L'operazione L'alleanza Mps e Santander in America Latina Alitalia, slitta vertice con Enac Deutsche Telekom punta a Sprint.

Viaggio nella frazioncina che sforna i capi del partito azzurro ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: manager di Ferrovie dello Stato prima e Alitalia poi. E Costantino Berlenghi, generale di Corpo d'Armata e 30° comandante generale della Guardia di Finanza. "Ma anche Sacchin - ridacchia Spadoni - uno dei pochi che riuscì a fuggire dalla Caienna. Società poliedrica la nostra". Altra strizzata d'occhio, che il Caso (apparente) delle combinazioni cresce politici azzurri,

E al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impatto per Malpensa e Fiumicino E al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia ROMA - Spunta un "tesoretto " nelle casse disastrate di Alitalia grazie a una comunicazione dell'Unione europea, datata 30 aprile 2008, che ha in pratica legalizzato la compravendita degli slot (fasce orarie per il decollo e l'atterraggio).

La ricerca e la cecità della politica ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia vengono dal fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi giorni Susanna Agnelli. Se fosse davvero così e se continuerà ad essere così, fra dieci anni saremo fuori dal giro della ricerca che conta. E questo mentre c'è chi pensa - Sheila Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia a Harvard - che oggi la principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza

Aeroporti lombardi, ognuno per sé ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che prova a elaborare il lutto dell'abbandono di Alitalia sottoscrivendo un accordo con Lufthansa (lontano comunque dal colmare il vuoto lasciato dalla compagnia della Magliana). Insomma, ognuno dei principali aeroporti lombardi continua la sua corsa solitaria, una crescita spontanea che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno al vicino di casa.

Come tremonti ha ingoiato i no-global - mario pirani ( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: venderemo Alitalia alle Ferrovie se Bruxelles c'intralcia" di Berlusconi, il ritorno del saluto romano sulle scale del Campidoglio. Così gli slogan dell'estrema sinistra, considerati fino a ieri espressione folcloristica e minoritaria, divengono dirompenti e maggioritari quando sono assunti e tradotti in indicazione politica dal "

Emergenza sas al forlanini aereo rientra a terra dopo la partenza ( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: un aereo Alitalia diretto a Bruxelles, poi - alle 17.30 - un aereo della Sas (la compagnia coinvolta nella strage dell'8 ottobre 2001): partono e rientrano poco dopo il decollo a Linate. Nel primo caso, il malfunzionamento di uno dei generatori, nel secondo una non meglio precisata "emergenza di tipo tecnico" hanno fatto decidere al personale di bordo il rientro in aeroporto.

"prenotazioni alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio" ( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Il caso "Prenotazioni Alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio" ROMA - é una "fase di necessaria attesa" per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una soluzione dopo l'uscita di scena di Air France.

L'INCONTRO, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germania. Allo stesso ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana guidata da Alessandro Profumo ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. È stato un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare.

Alitalia, le condizioni di Lufthansa ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I tedeschi chiedono conti a posto, pax sindacale e rilancio. Incontro con Unicredit Alitalia, le condizioni di Lufthansa di UMBERTO MANCINI.

FOCUS ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 8 e 9 Cultura Anna Banti e gli altri Il '900 dimenticato di Paolo Di Stefano apagina31 CorrierEconomia Alitalia, arriva il "sì" di Marco Fossati di Maria Silvia Sacchi alle pagine 4 e 5 dell'inserto Da mercoledì I Simpson - Classici Bart Wars. I Simpson colpiscono ancora In edicola a 9,99 euro Dal 7 maggio.

Alla fine del 2006 il governo Prodi decide di mettere in vendita il pacchetto di azioni con cui cont ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rolla l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i potenziali acquirenti a presentare le manifestazioni di interesse.

Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - In un contesto che resta delicatissimo Alitalia è in ripresa sul fronte dell ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROMA - In un contesto che resta delicatissimo Alitalia "è in ripresa" sul fronte delle prenotazioni dopo "un momento drammatico" per il clima di sfiducia innescato "dagli annunci negativi sul futuro della compagnia che avevano portato ad un crollo delle prenotazioni soprattutto da parte dei tour operator stranieri".

ROMA - L'incontro, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germani ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. Un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare e quali potrebbero essere le condizioni per un intervento organico.

Alla fine di marzo (sono gli ultimi dati ufficiali disponibili) Alitalia aveva in cassa 180 milioni ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

TRA moglie e marito, non mettere il bollito. Da uno studio del Mauri Lab, un osservatorio labora ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E per i casi disperati, esistono le rosticcerie. Certo, si tratta di rimedi temporanei, come il prestito ponte di 300 milioni all'Alitalia, ma la filosofia che li ispira è profondamente italiana: in attesa che accada qualcosa, mettiamoci una pezza. Poi si vedrà.

I diritti del lavoro e le regole di mercato Il <metodo Ichino> ( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sono già manifesti: Alitalia docet (per inciso, l'idea che l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti esteri venga utilizzata per scongiurare l'arrivo di un investitore estero è esilarante, ma l'idea che gli organi sociali non pensino, di conseguenza, di rassegnare il loro mandato è stupefacente).

Avaria in volo: aereo della Sas rientra a Linate ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sempre a Linate anche un volo Alitalia delle 16.15 diretto a Bruxelles è tornato in aeroporto 15 minuti dopo essere decollato. In questo caso, secondo quanto spiegato dalla compagnia di bandiera, non è stata dichiarata l'emergenza. Una spia ha segnalato il malfunzionamento di uno dei generatori e per motivi di sicurezza si è deciso di atterrare.

Dichiarazioni dei redditi 2005, èCimoli il "paperone" ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex numero uno di Alitalia (residente a Rapallo) ha un imponibile di quasi 3 milioni. I primi 25 in classifica CON UN REDDITO imponibile di quasi tre milioni di euro (2.954.169 euro) è Giancarlo Cimoli, ex presidente e amministratore delegato di Alitalia e, dal 1996 al 2004, al vertice di Ferrovie dello Stato, il contribuente che ha presentato,

Cgil: <Il governosostenga Fincantieri> ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma anche un sostegno da parte del governo che sta aiutando Alitalia, azienda che, a differenza di Fincantieri, accumula giornalmente nuove perdite. Inoltre sollecitiamo l'impegno del governo per risolvere i problemi legati alla concorrenza dei coreani di Stx che hanno acquisito il 39 per cento del pacchetto azionario della norvegese Aker Yards".

Expo 2015, cercasi piano per il Nord Ovest ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La prima vera contesa è sul destino di Alitalia e del più grande aeroporto del Nord, Malpensa. Si intrecciano soluzioni che si richiamano a presunti interessi nazionali (dobbiamo avere una compagnia di bandiera sostenuta da capitali italiani) o della sola Pianura padana (lasciamo fallire la compagnia aerea e rilanciamo Malpensa).

<Lo sciopero? Se lo conosci lo eviti> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? "Era una compagnia sana, ora non sta in piedi. Vorrei che fosse salvata, ma non con i soldi dei contribuenti, magari privatizzandola e dotandola di manager adeguati". Cattolico? "Sì". Per il Vangelo la ricchezza è un peccato. "Sono ricco di altre cose, non di soldi, quindi non sento di commettere un peccato mortale.

Alitalia, le prenotazioni tornano a crescere ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una nuova soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo ha sottolineato ieri il leader dei piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento estremamente delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di fiducia.

Dove si giocherà la "luna di miele" ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiuderà la partita Alitalia senza ulteriori aggravi per i contribuenti e le casse dello stato, rimetterà al suo posto il fisco spione e occhiuto voluto dal viceministro del centrosinistra Visco ed infine darà il via ad una serie di grandi opere, in primis l'alta velocità ferroviaria, piano case per i giovani e famiglie a reddito medio basso,

<Nessuno riuscirà a farci prigionieri> ( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia prima delle elezioni, è stata una Vuci za nos d'alta scuola. "L'accordo di Stabilizzazione e Associazione con l'Unione europea promesso alla Serbia e firmato dal Presidente Tadic e il mega contratto Fiat per l'acquisizione della Zastava, sono semplicemente Vuci za nost", conclude Miodrag, smaliziato dalla scuola del tirate per il naso del vecchio Milosevic.

I NUMERI PARLANO CHIARO ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si racconta infatti di Pubblica Amministrazione e di Alitalia, di ferrovie e di mercato del lavoro; è impressionante l'elenco "breve", delle proposte per cercare di risolvere questi casi, che nel solo 2007 sono state cassate dai "Signori NO del sindacato", con un riflesso reazionario condizionato che scatta perfino quando, nello stallo del contratto delle tute blu,

Sindacati, si' al dialogo e stop alle morti bianche! ( da "Voce d'Italia, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: angolo per aver causato la rottura della trattativa con AirFrance-KLM in merito all'acquisizione di Alitalia, cercano di cambiare registro: niente richieste di maggiori tutele, no alle pregiudiziali ideologiche verso il nuovo esecutivo di centro-destra. Dopo l'affondo della settimana scorsa da parte del Presidente in pectore di Confindustria, E.

Alitalia, un ponte verso il fallimento ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, un ponte verso il fallimento di Carlo Lottieri Alitalia avrà vita breve in attesa di un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di imprenditori italici. L'Ue è sempre più netta al riguardo, asserendo che non sarà possibile concedere quel prestito-ponte che con il consenso di Berlusconi il governo Prodi aveva predisposto nella speranza di tenere in vita

Trasporti fra Stato e mercato ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Trenitalia non sono due esempi di gestione aziendale di successo. Il trasporto ferroviario non conosce una vera concorrenza, nonostante la liberalizzazione del trasporto merci imposta dall'Unione Europea. In Italia la liberalizzazione tarda a mostrare i suoi benefici effetti, in quanto l'operatore dominante ha una posizione alquanto strana.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Caselle punta su un tris per viaggiare "low cost" - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Già Alitalia si era proposta per attivare il nuovo volo, ma viste le difficoltà della compagnia di bandiera, i vertici dell'aeroporto hanno sondato la disponibilità di altri vettori, facendo sinergia con le aziende interessate alla rotta, in testa Gm.

Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede possibilità di successo per la cordata italiana ( da "Unita, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede "possibilità di successo" per la cordata italiana / Roma SOLDI Alitalia ha incassato il prestito ponte da 300 milioni. La compagnia di bandiera "ha ricevuto l'accredito disposto dal decreto legge 23 aprile 2008"

Alitalia, Lufthansa appoggia la cordata italiana ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Infantile e inutilegettare ogni colpasui venti mesidel governo Prodi ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piccole imprese attraverso le organizzazioni sindacali come invece è riuscita con Alitalia, stanno funzionando alla perfezione. Non poteva essere altrimenti, il curriculum con il quale il passato presidente del Consiglio si è presentato agli elettori due anni fa era di tutto rispetto e il numero di imprese mandate in malora testimoniano una capacità senza precedenti di fare danni.

Capuozzo intervista direttore di <Le Figaro> ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il caso Alitalia; il problema immigrazione; la nuova destra. Al dibattito-intervista saranno presenti anche Francis Morel, ad del gruppo Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint, vice direttore generale del gruppo Figaro. NECROLOGIO - è deceduto all'età di 88 anni, Lorenzo Ricolfi che per 27 anni ha lavorato come impiegato al Corriere della Sera.

ROMA - Boccata d'ossigeno per Alitalia. La compagnia di bandiera ha infatti ricevuto ie ( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è subordinato a tre condizioni: mettere ordine nei conti di Alitalia, ottenere l'assenso dei sindacati, tracciare una linea di demarcazione netta tra la vecchia e la nuova Alitalia, magari creando una "bad company" dove far confluire le inefficienze strutturali. Compiti che dovrebbero spettare ai soci italiani.

Stanchezza e illusioni, un campionato infinito ( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, e che sul fatto che servisse davvero lo spogliatoio milanista intero, compreso il pacioso Ancelotti che l'organizza e coordina, esprimevano quelle che chiamare perplessità è un eufemismo. Adesso basta Inzaghi, incolpevole emblema di un'irriducibilità alla stanchezza di stupire di un presidente che riproduce il prototipo di italiano visto da un tedesco nei libri di Fantozzi:

OBBLIGAZIONI TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast ( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 54 Alitalia 05/10/06-232,4599,104,8899,10 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,584,6599,74 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,10100,003,64100,08 Cct 01/09/01-08 S2,10100,023,56100,02 Cct 01/01/02-09 S2,10100,113,68100,11 Cct 01/04/02-09 S2,20100,153,65100,16 Cct 01/08/02-09 S2,

Torniamo al nucleare ( da "Tempo, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come finirà la querelle su Alitalia? "Negli anni è stata dilapidata una ricchezza. Sono un liberale ma se dovesse intervenire lo Stato non sarei negativo. In viaggio, quando vedo negli aeroporti aerei Alitalia, mi sento a casa. La compagnia di bandiera è una vetrina del Paese e volano per il turismo".

IN ATTESA DI SOLUZIONI ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando arriverà il momento di arrestare l'emorragia finanziaria di Alitalia, di trovare posto per la monnezza partenopea, di frenare il carovita, insomma, di curare l'ansia dei cittadini che continuano a contare invano il trascorrere dei giorni, delle settimane e dei mesi di mancate decisioni? Salvatore Panarese, Roma.

Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fossati pronto per la cordata Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito Nessun commento da Bruxelles. Il nodo degli aiuti di Stato e i dubbi del consiglio d'amministrazione ROMA - Alitalia incassa i 300 milioni del prestito ponte e attende un nuovo presidente.

Ponte - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta;

I <fifoni dell'aria> si ritrovano in internet ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: molto curata la sezione forum, in cui tecnici di terra e comandanti di varie compagnie aeree (tra cui Alitalia e Meridiana) rispondono ai dubbi e ai quesiti tecnici degli utenti, aiutando così molte persone a superare l'"aerofobia", il terrore del volo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Studiare da passeggero E il prof è un pilota ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questo è lo slogan dei corsi che Alitalia ha istituito per tutti coloro che vivono con ansia l'esperienza del volo. La prima parte del seminario "Voglia di Volare" prevede colloqui di gruppo e individuali con psicologi. La seconda parte è volta a prendere confidenza con l'aereo stesso, con incontri con piloti e assistenti di volo.

Alitalia, Unicredit smentisce i contatti con Lufthansa ( da "Campanile, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il gruppo Unicredit smentisce che ci siano contatti con Lufthansa per Alitalia. Lo annuncia un portavoce del gruppo bancario, riferendosi all'indiscrezione pubblicata ieri dal quotidiano Il Messaggero, sulla riunione che si sarebbe tenuta nei giorni scorsi a Monaco fra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa per esaminare il dossier Alitalia.

Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 06 pagina 20 Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana di Paolo Stefanato da Milano "Qualche possibilità di successo la vedo" ha detto testualmente al Tg3 Bruno Ermolli, incaricato da Silvio Berlusconi di verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all'acquisto di Alitalia, dopo aver incontrato lo stesso Berlusconi ad Arcore.

Dai primi aerei alle sarde in saor ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia l'aveva capito: tra Nord-Ovest e Nord-Est della Penisola c'era - come c'è ancora - una misteriosa sintonia. Così tra Torino-Pavia-Venezia-Trieste volò la prima linea aerea italiana. Sul Po, tra il Castello del Valentino e Ponte Isabella, il 1° aprile 1926 cominciarono a decollare e affiumare "idroplani" in servizio giornaliero.

LA SEVERITà A SCUOLA ASSENTE DA TROPPO TEMPO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha trovato ossigeno per Alitalia con un prestito-ponte fatto sottraendo fondi alla ricerca. Brutto inizio. La crisi non è solo economica. Malcostume e consumismo infuriano, travolgendo i giovani. E in questo scenario la scuola assume ancora maggiore importanza. Il vostro cronista ritiene che le leggi e gli usi non siano immutabili,

ALITALIA, ARRIVATI I 300 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, arrivati i 300 milioni Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Silvio Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia.

Se il giornalismo è spiare dal buco ( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: articolo di domenica sul GIALLINO a proposito dell'Alitalia e della sua FECCIA CALATA: la cosiddetta tessera VIP che non serve a chi vola, visto che da tempo Alitalia non vola più, ma fa scena nel portafoglio, insieme a quella per la raccolta punti del supermercato. Per avere la FECCIA CALATA in Italia fanno i capricci pure i giudici delle più alte magistrature,

Per i partner industriali è meglio volare basso ( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affare Alitalia" è una "sola" come dicono a Roma, o se, invece, ci si può cavare un qualche vantaggio. Così, a poche ore di distanza dalla pubblicazione della notizia di un incontro riservato tra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa, le smentite sono arrivate sia da un portavoce della banca, sia dalla compagnia aerea tedesca.

Paura di volare: l'aereo è tabù Ansia per un italiano su due ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 per cento degli italiani, secondo dati Alitalia, soffre di "aerofobia"; e i numeri sono in aumento. "Così come i disturbi d'ansia in generale sono sempre più frequenti - commenta Luca Evangelisti, autore di Mai più paura di volare, Kowalski-Feltrinelli -. Anche l'ansia da volo segue lo stesso trend.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Alitalia incassa il prestito ponte ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 213 Alitalia incassa il prestito ponte --> Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Ieri Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia.

Accontentare tutti (forse) è impossibile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quanto tempo ancora prima che la Rai diventi come Alitalia? Come mai il consumatore, protagonista della società odierna, viene abbandonato dal Pd alla tutela comunitaria? Non capiamo che esso necessita di protezione specifica rispetto al cittadino e che con le privatizzazioni il suo habitat si estende a dismisura?

Dal demondezzare al banderuolismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti cielo. Zignacosa? E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I dizionari tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione arcoriana dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle cavallette, già usato dal Pascoli)?

Bonanni (Cisl)benedicel'alleanza tra Alitalia e la tedesca Lufthansa ( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: benedice l'ipotesi di un matrimonio tra Alitalia e Lufthansa. E considera la vicenda della compagnia di bandieraâ??"il primo banco di prova del governo Berlusconi". Bonanni traguarda ad una soluzione che metta insieme "un'impresa capace di governare, con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale".

Le fondazioni bancarieinteressate ad alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: "Ci sto lavorando ancora,

Se il povero va a destra - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ai contratti flessibili, per il fatto di essere utili al paese siano anche popolari è un errore ancora più serio. Sentito il giubilo dei gruppi di tassisti alla vittoria di Alemanno? Si tratta di un genere di errori al quale vien voglia di applicare la etichetta suggerita da un classico pensatore liberale inglese (

Penati: colpa del governo prodi se abbiamo perso le elezioni - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia: "Siamo quelli che difendono sempre e comunque l'Unione europea, anche quando rappresenta un danno per la nostra gente". Sul partito del Nord: "Tema sbagliato, abbiamo perso anche al Sud; e nel Coordinamento del Nord vedo contraddizioni: cosa li abbiamo eletti a fare, con le primarie, i segretari regionali?

Bonanni: "basta morti sul lavoro fuori le imprese che sgarrano" ( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Ici. "Io questa 'icite' acuta non la capisco - ha sottolineato - non vorrei che fornisse un'occasione per fare strada ad un aumento dell'addizionale Irpef". E si è detto scettico sulla pubblica dei redditi su Internet. "Così si creano solo polemiche inutili e sterili - ha commentato - anzichè un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito una classificazione per reddito,

Anche fossati e le poste nella partita per alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il futuro di Alitalia sarà disegnato nei prossimi giorni e Silvio Berlusconi, prossimo presidente del Consiglio, nel corso di uno degli ultimi vertici con i suoi collaboratori avrebbe detto che "di soldi per salvare Alitalia ce ne sono anche più del necessario", che l'analisi dei conti "potrebbe partire a breve e durerà un mese".

Dossier Alitalia alle fondazioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 215 Dossier Alitalia alle fondazioni --> Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori.

Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia ( da "Unita, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia / Roma FONDAZIONI La Borsa non scommette più su Alitalia. Per la seconda seduta consecutiva ieri il titolo Alitalia è rimasto del tutto fermo al prezzo di 0,6 euro.

Padoa-Schioppa lascia, la Ue promuove i conti Addio del ministro con citazione di Machiavelli. Bruxelles raccomanda attenzione a Tremonti ( da "Unita, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azione di governo: dall'Alitalia al risanamento, dall'evasione al federalismo fiscale. Padoa-Schioppa rivendica i tre pilastri della sua politica: risanamento, sviluppo e equità. Fornisce le cifre dei suoi risultati, dagli sgravi Ici al bonus incapienti, dal deficit ridotto sotto il 2% ai 40 miliardi per le infrastrutture.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".

Penati accusa Prodi <Troppi errori> ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Peggio ancora su Alitalia: "Berlusconi non ne ha parlato, lui chiedeva l'italianità. Bossi neppure: difendeva Malpensa. E poi chi è che ha fatto il prestito ponte? Il governo Prodi. Facendo arrabbiare l'Europa e lanciando un assist al centrodestra". Quanto all'Ue, Penati non è più tenero: "Non posiamo esserne le vestali acritiche,

L'Italia (e Alitalia) vista da <Le Figaro> ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e Alitalia) vista da "Le Figaro" Il caso Alitalia, il problema dell'immigrazione, la nuova destra, l'Italia vista dalla Francia: sono questi i temi di cui discuterà oggi pomeriggio il direttore di Le Figaro Etienne Mougeotte (foto) intervistato dal vicedirettore del Tg5 Toni Capuozzo al Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro 2,

ROMA - Le fondazioni sono disponibili a prendere in considerazione un progetto di intervento su Alit ( da "Messaggero, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è ancora in una fase prematura", ha esordito Guzzetti interpellato a margine del convegno circa un intervento delle fondazioni nella vicenda Alitalia. "C'è comunque un punto: qui si tratta di investire patrimonio, non è un'erogazione" ha poi precisato il presidente dell'Acri sottolineando che "se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare,

<Servono 10 anni di azione coerente Su Alitalia il sindacato ha fallito> ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si riferisce all'Alitalia, vero? Le brucia la sconfitta? "Si. è stata una sconfitta: ma soprattutto per la nostra economia. Il raggiungimento dello scopo non dipendeva solo da noi governo. E abbiamo fatto tutto il possibile. Alitalia ha 175 aerei e Air France proponeva di metterne a terra 30, con 2.

Così Paoletti mazzola il sindacato ( da "Manifesto, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per aziende come Eni, Alitalia, Fs e il Comune di Fiumicino. E' sua la Eurohandling, che con 100 dipendenti movimenta merci all'aeroporto di Fiumicino, così come la Getras (trasporti sostanze pericolose) e la Paoletti Ecologia (gestione eco-compatibile di rifiuti), ciascuna delle quali con una cinquantina di addetti.

<Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto> ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia - data: 2008-05-07 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Guzzetti (Acri) "Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto" MILANO - Le fondazioni bancarie potrebbero entrare in gioco nel salvataggio di Alitalia. Ma a precise condizioni: "Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio, non di un'erogazione".

Alitalia, Fondazioni bancarie interessate. a patto che ci sia un piano industriale ( da "Campanile, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ipotesi che la compagnia aerea tedesca possa essere la soluzione per i problemi di Alitalia inizia a raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima" ha detto il presidente della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth. "Un'ipotesi Lufthansa, nella misura in cui consentisse ad Alitalia di ripartire, sarebbe ottima perché dà alla compagnia un taglio internazionale".

Noi non credibili sulla sicurezza ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione acritica sulle indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione interna che il governo ha dato di se. Sono questi alcuni degli elementi al centro dell'analisi "senza sconti" che il presidente Pd della Provincia di Milano Filippo Penati e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta fanno della

Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 108 del 2008-05-07 pagina 28 Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti di Paolo Stefanato Guzzetti (Cariplo): "Occorrono progetti industriali". I piloti di Up: presto un nuovo management da Milano Il lavoro è sottotraccia e darà le sue evidenze, non c'è dubbio, la prossima settimana.

Fisco online: sia Visco a pagare non i contribuenti ( da "Opinione, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incapace di mostrare un minimo di serietà perfino sulla vicenda Alitalia, questa è davvero una buona notizia perché attesta come vi siano principi, come il diritto alla privacy, che ancora sono riconosciuti come tali. Basti questa piccola nota personale: la notizia m'è giunta all'orecchio mentre mi trovavo in un ufficio pubblico dove due impiegati, dipendenti pubblici e a redditi fisso,

Fisco online, Montezemolo: "È gogna mediatica" ( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "Serve una compagnia che funzioni, meglio se con i colori del nostro Paese, ma che guardi al mercato. Per cui sono importantissimi i partner industriali e la politica deve rimanere fuori dall' azienda". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo su Alitalia.

"Tagliare le tasse su pensioni e salari" ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un cenno, infine, sul caso Alitalia. "Un'impresa capace di governare con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale": è questa la soluzione per l' Alitalia indicata dal segretario generale della Cisl. E se l'alleanza fosse con la Lufthansa? "Magari" è stata la risposta.

I Mondiali decollano da Malpensa ( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo.

Tutti in rotta verso Malpensa ( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo

Boni: <Necessario evitare di mortificare e impoverire il nostro territorio> ( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroportuale del Nord a seguito dell abbandono di Alitalia e del trasferimento dei voli della compagnia di bandiera dall hub varesino a quello romano di Fiumicino". "Rispetto a quattro anni fa, continua Boni - lo scalo lombardo ha conquistato ben il 22% in più di destinazioni continentali: un abbandono repentino di Alitalia determinerebbe così un cambiamento nella funzionalità di Malpensa,

<Malpensa, seimila posti a rischio> ( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano,

Edoardo garrone:<conta il progetto industriale> ( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alitalia GENOVA. "Sarebbe certo preferibile che l'Alitalia fosse privatizzata con capitali italiani anzichè essere assorbita in una compagnia straniera. Ma l'importante è che ci si sia un progetto industriale importante". Edoardo Garrone, presidente di Erg e vicepresidente di Confindustria, interviene a margine della Conferenza strategica.

Ryanair, nessun pianodi espansione su genova ( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da Malpensa ad Alitalia il passo è breve. In proposito, Viviani ha confermato quanto già reso noto da Ryanair a fine aprile e cioè che la società ha presentato un ricorso alla Commissione europea per bloccare "l'ulteriore aiuto pubblico di Stato" pari a 300 milioni di euro finito proprio l'altro ieri nelle casse della società di via della Magliana.

La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 08 pagina 26 La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost di Redazione da Milano Frasi di rito e atmosfera di attesa. Ieri sera Silvio Berlusconi ha detto: "Ora affronteremo la questione Alitalia, ci sono molti imprenditori interessati". Vanno poi segnalate le dichiarazioni di Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), al quale "non risultano" contatti del suo gruppo per Alitalia;

Il direttore di Le Figaro: Berlusconi e Sarkozy sono simili ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi e Sarkozy sono simili Dall'immigrazione ad Alitalia. Dall'editoria alle elezioni. Curiosità e differenze tra Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi. Uno spaccato della Francia raccontato in un'ora e mezzo da Etienne Mougeotte, direttore del quotidiano Le Figaro, intervistato da Toni Capuozzo, vicedirettore del Tg5.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-08 num: - pag: 35 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pensierino ad Alitalia, magari una proposta arrivata in Fiat? "Nessuna proposta e nessun pensierino. Penso che una compagnia di bandiera che funzioni, meglio se con i colori italiani, al Paese serva. Però occorrono soluzioni di mercato, non politiche. Perché sì, il problema viene da lontano e nessuno può chiamarsi fuori: ma i danni li ha già pagati fin troppo il cittadino italiano"

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia I dubbi che un lettore ravvisa sull'impossibilità dell' Alitalia di rimborsare il prestito di 300.000 euro entro dicembre ( Corriere, 3 maggio) non devono preoccupare più di tanto. Non è certo con gli introiti d'esercizio che questo prestito verrebbe azzerato, dal momento che molto più di sei mesi sarebbero necessari alla nostra compagnia per tornare ai profitti,

<Ne ho 150, aerei e alberghi la mia specialità> ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, British, Lufthansa, Continental, ho tutte le miglia del mondo". Titolare di carte di credito di ogni banca e colore: "Da ragazzo una volta sono stato fermato, gli agenti erano convinti che le avessi rubate". Vuoi mettere la soddisfazione: "Con i punti dell'American Express mi sono già comprato tre biglietti classe business per me e le mie due figlie.

Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie ( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ermolli ancora al lavoro per creare la cordata italiana Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori.

Malpensa, per i posti a rischio in arrivo 80 milioni di euro ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e lo scalo, perciò esprimeremo nelle sedi istituzionali il parere favorevole di Cofnartigiqanato Novara Vco firmando il protocollo". "Dalla bozza - aggiunge Cesare Maurizio Valvo, responsabile delle relazioni sindacali - emerge che almeno 6263 lavoratori potranno essere coinvolti nelle situazioni di crisi delle aree colpite dai processi di riorganizzazione derivanti dal

"stavolta non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, straordinari: già pronta l'agenda per non disperdere la "luna di miele" "Stavolta non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" Il Cavaliere avverte:"Non mi faro più condizionare da nessuno" "Che sofferenza la trattativa con An" Tremonti non esclude "sacrifici" in economia "Questo non sarà il governo del sole in tasca,

Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere --> ROMA Una settimana ancora e il primo pacchetto di provvedimenti del governo Berlusconi IV potrebbe essere varato dal nuovo Consiglio dei ministri.

"finalmente è caduto un tabù" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi l'Alitalia. Montezemolo racconta pure che lui e Marchionne si domandarono un giorno "perché non la compriamo noi l'Alitalia?". Ma era uno scherzo. Ci vuole - secondo Montezemolo - una soluzione di mercato. Bene se si realizza una cordata italiana.

BERLUSCONI GOVERNO LAMPO E PIù SNELLO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: emergenza rifiuti sarà sul tavolo anche il dossier Alitalia. "Procede molto bene, ci sono tanti imprenditori interessati...", assicura lui. Casi spinosi all'orizzonte, ieri era il momento della soddisfazione per aver completato la squadra. "Sono molto soddisfatto", dice Berlusconi, sottolineando di aver mantenuto tutte le promesse, dalle new entry alla presenza delle donne (

Berlusconi e il governo del "fare" ( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

Mentre la Polverini se la gode alla grande ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la trattativa tra il governo uscente e Air France per salvare Alitalia, ha un altro problema, e cioè il ? consistente ? calo di iscritti e peso politico e sociale. Cui non basterà di certo l'elezione di Adriano Musi, ex segretario generale aggiunto, di provata fede repubblicana, né tantomeno la trombatura dell'ex segretario generale Pietro Larizza (che, non ricandidato dal Pd,

Loro non fanno l'amore ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ed infatti su Alitalia gli ha permesso di fare i loro comodi. In fondo la detassazione degli straordinari non sarà la panacea di tutti i mali dell'economia italiana, ma è pur sempre un atto di buona volontà nei confronti dei lavoratori. Così come l'esenzione dell'Ici o del bollo dell'auto: non cifre enormi, ma soldi in più e non in meno.

E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e delle possibili soluzioni. Tornando in casa La7, sono molto frequenti le visite di Myriam Mafai negli studi del Tg. La giornalista e scrittrice conquista la sesta postazione del ranking, e grazie alla sua grande esperienza spazia con il direttore Piroso attraverso i temi più disparati, come le priorità del prossimo Governo e la corsa alla Casa Bianca negli Stati Uniti.

Montezemolo volta pagina "Ora treni veloci e più Fiat" ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quindi parla di Alitalia: "Ben vengano - dice - possibili imprenditori italiani con un forte partner industriale, ma guardando al mercato perché gli italiani hanno già pagato troppo". Quanto al suo di futuro, Montezemolo assicura che non assumerà alcun incarico politico: "Continuerò solo a fare il mio mestiere" taglia corto.

La politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ed è subito summit con Putin La politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta Alitalia.

ROMA La gogna mediatica non va bene. Pubblicare su Internet le dichiarazioni dei redd ( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: efficienza è per le imprese un elemento di competitività Incursione nell'attualità anche per Alitalia. Il presidente uscente di Confidustria, dopo aver confermato di vedere con favore il mantenimento nel nostro Paese di una compagnia di bandiera, e dunque l'impegno di imprenditori italiani al fianco di un partner industriale, si pronuncia comunque a favore di una soluzione di mercato.

Bonomi: <Gravi inesattezze nella ricostruzione> ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sea chiede i danni ad Alitalia ed Alitalia fa lo stesso con Sea quatificando, peraltro, lo stesso ammontare dei danni richiesto dalla società di gestione degli scali milanesi per il trasferimento dei voli della compagnia di bandiera da Malpensa a Fiumicino. La notizia delle contro-causa era nell aria da giorni e certo non coglie alla sprovvista Giuseppe Bonomi che,

Il mosaico del Cav. è quasi completo ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido"

Incredibile: Alitalia chiede i danni a Sea ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria,

<Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica> ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese?

Malpensa lancia la volata Mondiale ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -

Privatizzare il "Colombo" ma il cda si deve dimettere ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Luigi leone Fra le priorità del governo appena insediatosi ci sono la vendita di Alitalia e, di conseguenza, il futuro di Malpensa. Anche se il "dossier", in realtà, finisce per interessare una "magna pars" del sistema aereo nazionale. È una partita articolata e complessa, ma entrarci, seppur di sponda, potrebbe rappresentare una formidabile occasione.

A Scajola e Tremonti le poltrone più scomode ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ed ecco confezionato il "cadeau" un qualsiasi essere umano rifiuterebbe se non fosse animato dalla debolezza altrettanto umana di amare il potere più di ogni altra cosa o persona, probabilmente. Anche la partita della crescita - quest'anno pare proprio, a leggere le previsioni delle più autorevoli istituzioni internazionali,

Il governo berlusconi ha giurato "ora al lavoro, dialogo con tutti" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: emergenza rifiuti e per la situazione dell'Alitalia. Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione". Sullo stesso tono di sobrio richiamo al lavoro da fare sono anche le prime dichiarazioni dei ministri. "E' ora di cominciare a lavorare, non di festeggiare", commenta Scajola, ministro per la Sviluppo economico.

Fiumicino, mai tanti passeggeri - maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sia di Alitalia che di altre compagnie Fiumicino, mai tanti passeggeri Domenica il record: 133mila in transito. Movimenti extra-Ue, più 43% Riggio, presidente Enac: "Ora si vedono i risultati E con il nuovo sistema di smistamento l'estate non darà problemi di bagagli" MARIA ELENA VINCENZI Voli internazionali e intercontinentali,

"caro silvio, ti abbiamo votato ora dimostra che cosa sai fare" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il Milan, tante chiacchiere, così sarà per la spazzatura. Non c'è nulla di nuovo, è il suo modo di far politica, anzi avanspettacolo, purtroppo ci caschiamo sempre". Mina, collaboratrice domestica, abita a Giugliano e se la fa a piedi dalla metro a casa da una settimana: "Credo che per non fare una brutta figura,

Berlusconi fa rotta su napoli e affronta la prova spazzatura - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: unico esempio citato assieme alla vicenda Alitalia. Ma più ancora che dalla crisi legata allo smaltimento dello spazzatura, la riunione napoletana del nuovo esecutivo partirà dal varo di un pacchetto sicurezza. "Lunedì e martedì prossimi - spiega infatti il ministro dell'Interno Roberto Maroni - è prevista una riunione operativa tra i settori Giustizia,

Via Frattini, arriva Tajani. Il Pd: metodo poco elegante ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la nomina spetta al presidente dell'Europarlamento, poi il passaggio davanti al Parlamento europeo. Tajani sarà ascoltato dalla commissione Trasporti, probabilmente, il 5 giugno. Primo banco di prova del nuovo commissario, la vicenda Alitalia, la Tav e le reti transeuropee.

Berlusconi trova un tesoro, l'eredità Prodi Il governo giura. E annuncia che comincerà a spendere. Ma c'è la montagna di rifiuti di Napoli ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: col quale lavorerà "a stretto contatto" sulle emegenze: rifiuti e Alitalia. Da ieri è operativo il governo formato all'insegna della fedeltà assoluta a Berlusconi. A potergli dire dei "no" sono in pochi: Bossi, Tremonti e Letta, probabilmente. Lunedì si riunirà il consiglio dei ministri per gli incarichi a sottosegretari e viceministri.

Le famiglie reali del mattone romano ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 488mila mc nella centralità Alitalia-Magliana, 600mila a Torre Spaccata, più 1,5milioni a Bufalotta. Altro nome noto dell'edilizia romana Parnasi, costruttore e proprietario di aree che ha alzato i suoi vessill: un megacentro commerciale con tanto di cupole all'inizio della via Pontina e la centralità di Eur Castellaccio, 800mila mc.

La crisi dei mutui subprime dimezza i profitti di Unicredit ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e la partita Alitalia, verso cui la banca "non ha interessi diretti". I risultati presentati ieri, ma già in parte anticipati quando erano emerse voci di svalutazioni da parte della controllata tedesca Hvb (che infatti ha fatto segnare una perdita di 282 milioni nel primo trimestre), non hanno comprensibilmente convinto i mercati e il titolo,

Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti.

Primo: via l'Ici e attacco alle banche Il ministro dell'Economia annuncerà a Napoli il varo della Banca del Sud ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla partita Alitalia (su cui, per la verità, il titolare del Tesoro è stato finora molto cauto lasciando la porta aperta anche a soluzioni internazionali) a quella sulle nomine ai vertici delle controllate pubbliche. Tutto da fare in fretta, proprio come Berlusconi ha fatto con il governo.

Governo: ha vinto il partito del Nord ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma i primi passi contano molto, soprattutto perché è probabile che Berlusconi cerchi alcuni successi di prestigio nei primi cento giorni: dall'Alitalia alla monnezza di Napoli e dintorni. Disporre di efficaci controproposte argomentate da credibili ministri ombra potrebbe risultare confortante e incoraggiante.

Banche e Finanza nell'era Berlusconi ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a proposito della cordata Alitalia, è nel sostegno di Intesa-San Paolo - a partire dal ruolo dell'Amministratore delegato Corrado Passera - che il costituendo governo confida in nome della italianità; e l'intervento della stessa Intesa nell'operazione Telecom, pure essa condotta in nome degli interessi generali, non può certo essere una dimostrazione di sostegno al governo Prodi,

Benetton: "noi in alitalia? conflitto d'interessi" ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Noi in Alitalia? Conflitto d'interessi" ROMA - Luciano Benetton, numero uno dell'omonimo gruppo, guarda ad Alitalia, ma non per un interesse diretto nella vicenda: "Nel nostro eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse - ha spiegato - perché già controlliamo Aeroporti di Roma" oltre allo scalo di Firenze e di Torino.

Ponte sullo Stretto, Tav e un occhio ad Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tav e un occhio ad Alitalia di Redazione Le prime parole di Altero Matteoli da ministro delle Infrastrutture valgono più di cento pagine di programma: "Il Ponte sullo Stretto va rimesso in moto". Per il nuovo inquilino di via Nomentana la discontinuità rispetto al governo Prodi sarà totale: conferma ne è l'attenzione al megaprogetto subito archiviato dall'

Su Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo una soluzione . Come: credo? ( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Matteoli sta già lavorando "Su Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo una soluzione". Come: credo?.

Alitalia, governo subito al lavoro ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La vendita Alitalia, governo subito al lavoro ROMA - C'è Alitalia nelle prime pagine dell'agenda del nuovo governo. Lo ha confermato ieri il premier Silvio Berlusconi: "Tutti siamo preoccupati per il caso dei rifiuti e della situazione riguardante Alitalia - avrebbe detto durante il brindisi inaugurale con i ministri - .

Unicredit, la crisi dimezza i profitti Profumo: ma il peggio è alle spalle ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per le vicende di Alitalia e della Roma. Ma le repliche di Profumo - che la prossima settimana incontrerà per la prima volta, in occasione di un convegno, il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno - non sembrano offrire grandi margini. Su Alitalia, ricorda "non abbiamo interessi in proprio", anche se "laddove si dovessero presentare opportunità per conto dei clienti le valuteremo "

ROMA Altero Matteoli ha appena salutato Tonino Di Pietro e scambiato le consegne. Il neo mi ( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E di Alitalia che pensa? "In campagna elettorale Berlusconi ha avuto molto coraggio a farsene carico. Poteva starne fuori, invece...Credo si troverà la soluzione, la cordata verrà fuori. I lavoratori di Alitalia sono più tranquilli, qualcosa si muove".

ROMA - Nessun interesse diretto di Unicredit in Alitalia. L'Amministratore delegato della banca di ( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Ma le società italiane restano le più generose ( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: disastro Alitalia. "Con una grande differenza, però - commenta Giordano Tamagni, partner fondatore di Key2People - che nei paesi del centro e nord Europa, Regno Unito in testa, si è creato un forte orientamento teso a contenere il valore dei paracadute d'oro, a rendere obbligatoria la trasparenza dei trattamenti retributivi dei top manager e a farli approvare dalle assemblee dei soci.

Criminalizzare il nord-est, scherzando su un morto ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

L'aeroporto aprirà tra una settimana: due voli per Roma ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Attualmente in Italia le compagnie che possiedono questo tipo di aeromobili sono Meridiana ed Alitalia. Tra le novità di quest'anno anche un nuovo collegamento bisettimanale con Roma (il lunedì ed il giovedì) che partirà dalla prima decade di giugno, grazie all'accordo con il tour operator Explora Italia. Attualmente l'aeroporto di Arbatax è collegato con la Svizzera (Berna) e l'Austria.

Governo Berlusconi: le priorita' ( da "Voce d'Italia, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non va infine dimenticata la spinosissima questione Alitalia, il Cavaliere non potrà davvero più rimandare la presentazione di quella cordata italiana tanto clamorosamente annunciata prima delle elezioni. L'esecutivo si dovrà infine misurare con un altro tema assai delicato, complesso e per sua natura legato alla “

Nasce il Berlusconi IV ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia, la difficile situazione economica. Le priorità restano quelle di sempre: taglio delle tasse e aumenti salariali. Sottolinea che con il capo dello Stato c'è "piena sintonia", aggiungendo che oltre che con Giorgio Napolitano intende lavorare, se possibile, anche con l'opposizione per riformare il Paese.

La rinegoziazione che salva Malpensa ( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con tanti saluti agli slots che l'Alitalia si è portata via con il trasloco delle rotte a Fiumicino. Molti si sono chiesti perchè Bossi non abbia insistito sulle presidenze della Lombardia e del Veneto: intanto perhè ha voluto assecondare Berlusconi sullo stop a Formigoni e ai ciellini che hanno finito per fare la fine dei galli di Brenno,

Berlusconi: "Ora passiamo ai fatti" ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia. E ribadisce quanto detto più volte in campagna elettorale, cioè le difficoltà che si avranno di fronte e il rischio di dover fare anche scelte impopolari. Poi, il rientro a Palazzo Grazioli per cercare di chiudere il cerchio sulla squadra di governo, con la tentazione di azzerare i viceministri (che suscitano gli appetiti maggiori)

Che giornata micidiale! . Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima riunione ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo 2015 a Milano apre nuove grandi opportunità sia per Alitalia che per Malpensa. In condizioni di trasparenza, non mancano certo gli imprenditori interessati ad occuparsene.

Alitalia Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le liberalizzazioni "Stimo Bersani ma le lenzuolate erano più simboliche Io partirò dai servizi pubblici locali" Il caro vita "Lo affronteremo soprattutto dal punto di vista fiscale che dà benefici immediati a tutti" Alitalia "Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera".

"Subito la Tav E apriamo al nucleare" ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo 2015 a Milano apre nuove grandi opportunità sia per Alitalia che per Malpensa. In condizioni di trasparenza, non mancano certo gli imprenditori interessati ad occuparsene.

LE PROMESSE DA ONORARE ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia, ripetutamente evocata in campagna elettorale dal leader del Popolo della Libertà e causa principale (o alibi principale) del ritiro di Air France. Su queste tre questioni pare giusto che opposizione e libera stampa chiedano al nuovo governo il rispetto di quanto annunciato - a partire dai tempi - alla vigilia del voto.


Articoli

Tre condizioni essenzialiper ricominciare dal Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Mauro Barberis Nel 2006, quando cominciarono a circolare i primi exit poll sui risultati delle politiche, ero come al solito in treno, in viaggio verso l'amata Trieste. Due industrialotti del Nordest, seduti davanti a me e visibilmente nervosi, cominciarono a telefonare a mezzo mondo per sapere come stavano andando le cose. Qualcuno dovette dirgli che il centrosinistra stava vincendo perché? ignorando il vero significato dell'inglese exit polls: "uscite per polli"? i due si misero subito a smadonnare e, soprattutto, a prendersela con Silvio Berlusconi. "Ecco - fu una delle poche frasi riferibili - l'avevo detto io che stavamo sbagliando tutto". Si sa come andò a finire; ricorrendo a tutto il suo repertorio da illusionista, il Berlusca non solo sfiorò il pareggio ma - impedendo per due anni al centrosinistra di governare - pose le basi per il suo trionfale ritorno a Palazzo Chigi. La morale della favola è ovvia: chi perde ha sempre torto, e chi vince ha sempre ragione. È come nelle partite di calcio: puoi giocare bene quanto vuoi ma se perdi sono guai: non solo ti daranno cinque in pagella, ma tutti - specie quelli che avrebbero fatto mille volte peggio di te - ti spiegheranno per filo e per segno dove hai sbagliato, e perché. Questa vecchia verità mi è tornata in mente in questi giorni, nei quali il "popolo di sinistra" può finalmente dedicarsi al suo sport preferito: trovare i colpevoli delle sconfitte. Qualcuno, naturalmente, se la prende con il trio Prodi-Visco-Padoa Schioppa, ossia con coloro ai quali si può attribuire l'unico merito indiscutibile del precedente governo: aver rimesso i conti in ordine, tanto che il nuovo governo sta già pensando di scassarli buttando altri soldi - ovviamente nostri - nel pozzo senza fondo di Alitalia. I più, invece, se la prendono con Walter Veltroni: imputandogli quella scelta di correre da solo che pure ha determinato una radicale semplificazione del quadro politico. Chi cerca in Veltroni il responsabile della sconfitta ha almeno una ragione plausibile; il primo obiettivo di un leader politico dovrebbe essere tenersi i propri elettori, e solo dopo perseguire il secondo: ossia guadagnarne di nuovi. Veltroni, invece, sembra essersi giocato per sempre la sinistra-sinistra - un 10% di elettorato che non lo voterà mai più? senza sfondare al centro, e anzi ritrovandosi all'opposizione con l'Udc di Casini-Cuffaro: compagni di strada ben più imbarazzanti dei precedenti. Eppure, prendersela con Veltroni è ingeneroso: e non solo perché la discesa dal carro del perdente non è poi troppo diversa dal salto sul carro del vincitore. Il fatto è che se Veltroni non avesse deciso di correre da solo, riproponendo il cartello degli antiberlusconiani, da Caruso a Mastella, non solo avrebbe perso ugualmente, ma oggi si ritroverebbe all'opposizione con quella sorta di Circo Barnum che era la precedente maggioranza. Ora, qualcuno può seriamente auspicare una cosa del genere? Il Partito democratico, invece, può essere una buona base per ricominciare: ma ad almeno tre condizioni, sulle quali occorre essere chiari. La prima è tenere i nervi saldi: senza abbandonarsi alle rese dei conti che stanno dilaniando Rifondazione. La seconda è ripartire dai territori, come a Vicenza, e non dalla riproposta di esperienze del passato, come a Roma; la gente non ricorda neppure dove ha posteggiato la macchina la sera prima, figurarsi i meriti di Rutelli. La terza condizione è la più delicata di tutte: occorre approfittare delle tanto sbandierate aperture del centrodestra, che mira solo a ottenere un'opposizione morbida, per arrivare a poche riforme condivise. Ad esempio: sì alla riduzione del numero dei parlamentari, all'abolizione delle province e al Senato federale, ma giù le mani dalla prima parte della Costituzione, e anche dalla Presidenza della Repubblica e dalla Corte costituzionale. Sarebbe davvero la fine se, mentre i post-fascisti fanno mostra di accettare i valori fondanti della Repubblica, proprio i Democratici non fossero disposti a difenderli sino in fondo. 04/05/2008.

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Prodi, grazie per tutto quello che ha fatto Cara Unità, profondamente ingiusta l' (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Prodi, grazie per tutto quello che ha fatto Cara Unità, profondamente ingiusta l'uscita di scena che la politica italiana ha riservato a Romano Prodi. Grande e capace manager di aziende pubbliche, figura che in Italia latita molto, e Dio sa se ce ne sarebbe bisogno, vedi Ferrovie, vedi Alitalia,prestato alla politica e da essa divorato, perché sul terreno scivoloso della politica italiana le doti di manager non valgono molto e meno ancora sono apprezzate. Ma quest'uomo ha salvato per due volte il paese, sacrificando la sua immagine votandola all'impopolarità presentandosi in entrambe le occasioni come il dottore che ti propina la medicina amara ma necessaria. Nel 1996 perché il paese rischiava di non entrare in Europa, nel 2006 perché c'erano da riordinare i conti scassati da Berlusconi. Sì, perché l'Italia è un paese all'incontrario rispetto agli altri paesi occidentali dove tradizionalmente, la destra conservatrice risana i conti e promuove lo sviluppo. In Italia questa destra conservatrice sì, ma anche irresponsabile e populista riesce a scassare i conti dello Stato senza promuovere lo sviluppo, e, quando al governo arriva la sinistra non è in grado, per senso di responsabilità, di attuare quella politica redistributiva che sarebbe la sua vocazione. Romano Prodi grazie lo stesso! Giovan Sergio Benedetti, Lucca Pd, e ora passiamo all'attacco Cara Unità leggendo l'analisi di Matteo Colaninno Sull'Unità abbiamo un primo spaccato di quello che è e sarà il Partito Democratico. Voglio intendere gli impegni e le risposte che il giovane e nuovo Partito saprà dare. Anche io convinto sostenitore del nuovo Partito sono certo che è stato necessario dar vita ad una nuova forza rispondente alle mutate esigenze sociali ed economiche, anche io sono convinto che fosse necessaria una forza capace di parlare ad ampie fette di società superando le strette "gabbie" classiste. Proprio in base a queste convinzioni credo ciecamente che il Partito Democratico potrà diventare il nuovo polo aggregativo della società italiana. È giunta l'ora di passare all'attacco, dare battaglia sui temi che stanno a cuore alla mutata società, convincere con i fatti, dare il segnale che esiste una classe politica giovane e motivata in grado di governare il Paese del futuro. In un futuro prossimo. Rino Bianchi Berlusconi non votato addirittura dal 52,7 %... Cara Unità, non sono riuscito a capire bene il senso dell'affermazione di Veltroni secondo cui il 47% degli italiani non avrebbe votato la coalizione capeggiata da Silvio Berlusconi. Se fosse vero, Berlusconi potrebbe tranquillamente vantarsene e spadroneggiare, visto che avrebbe con sé oltre la metà del paese, cioé il 53% degli elettori. In realtà le cose non stanno così: prendendo i dati definitivi pubblicati nel sito del Ministero dell'Interno, al Senato non ha votato la coalizione PDL-Lega-MpA il 52,7 per cento degli elettori, e alla Camera il 53,2 (in quelle elezioni la coalizione di destra ha preso rispettivamente il 47,3 e il 46,8 per cento). La situazione è già sufficientemente difficile così, senza bisogno di peggiorare i dati. Dario Conato Smettiamo di litigare Uniti contro il berlusconismo Cara Unità, che Santoro non si vuole più far licenziare dalla Rai, si può capire, ma che permetta a Vittorio Sgarbi di dire a Marco Travaglio pezzo di m... è inconcepibile. Altra considerazione su Santoro: ma chi lo autorizza a dare tre volte la parola a Grillo? Ma chi ha, dietro alle sue piccole spalle, a sostenerlo in Rai nella trasmissione Anno Zero, il piccolo, piccolissimo Grillo? Il caro Marco Travaglio che farà adesso, dopo l'ingiuria di Sgarbi? Diamoci da fare ragazzi, prima che venga instaurato il burlesconismo in Italia. Come? Unendo tuti i democratici - che pascolano senza fare niente , anzi inveendo l'uno contro l'altro - nel mondo del centro e della sinistra. finiamola di litigare in casa. Franco Rosi Inflazione, come calcolare l'aumento? Cara Unità, credete davvero che non siano uno scandalo i milioni di euro l'anno dichiarati da Grillo e C. al confronto dei miei 30.000 di impiegato dopo 33 anni di lavoro? (E questo senza nominare tutta la gente che sta molto, molto peggio di me come precari, sottocupati, disoccupati,anziani ecc,ecc) L'esistenza di questi redditi è uno scandalo che fa passare in secondo piano perfino l'evasione fiscale. Invidia di classe?Senz'altro.Giustificata. Cordiali Saluti Alberto Acorsi Speriamo che non ci tolgano giornalisti e trasmissioni... Cara Unità, io ho 26 anni... per fortuna ho un lavoro fisso...con un stipendio da fame...un mutuo e per fortuna vivo con i miei che mi aiutano altrimenti io da sola morirei di fame...considerando uno stipendio da 850 euro che in 6 anni non è mai cambiato e una rata del mutuo da 700 euro...a parte ciò sono fiduciosa nel futuro...spaventata ma fiduciosa....ho solo i miei genitori e nessun'altro...e quindi la paura vive sempre con me!!! Speravo che questa volta gli italiani scegliessero di cambiare... non credevo volessero di nuovo la "Dittatura"...un presidente del Consiglio titolare di quasi tutte le Tv...ministri e parlamentari indagati....gente che parla di fucili...cose da pazzi...cose indescrivibili...il Mondo ci riderà dietro...un po' mi vergogno! Ma forse aveva ragione Indro Montanelli...gli italiani hanno bisogno di 2 legislature consecutive per capire veramente cosa è in grado di fare in Governo Berlusconi (nel senso negativo del termine ).. Ho un po' paura... è una minestra che ho già assaggiato...e aveva un gusto nero...un gusto totalitario...un gusto amaro...un gusto che ha invaso le case di chi meno eveva e ancora meno continuerà ad avere....che amarezza... A loro non importa di noi...a loro importa di loro stessi e di chi è come loro.... Speriamo che questa volta non ci tolga di nuovo giornalisti e trasmissioni...perché noi abbiamo bisogno di gente come Santoro e Travaglio in Tv che ci raccontino quello che succede...quello che a noi non viene raccontato....noi abbiamo bisogno di sapere.... Magari ora i telegiornali potrebbero continuare a farci vedere come va a Napoli con la spazzatura...(scusate l'ironia, ma eravamo bombardati ogni giorno per pura campagna elettorale)... Ringraziandovi per l'attenzione, vi saluto!! Ilaria Zampieri.

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Concertone vattene in pensione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Concertone vattene in pensione" Toni Jop IL CORRIERE DEI PUDORI Aldo Grasso, sul Corriere di ieri, a proposito del concertone del Primo Maggio si fa una mezza dozzina di domande e ci suggerisce una risposta. Secondo lui, così la manifestazione non sta in piedi, non più. E non per questioni che attengono allo spettacolo ma perché non sta in piedi il suo sponsor, il sindacato che fin qui ha curato e rappresentato la stragrande maggioranza dei lavoratori, e non, di questo paese. In altre parole, Grasso parlando di una festa riesce a mettere in discussione la attuale fondatezza di questa storica sigla piena di elle: Cgil-Cisl-Uil. Si chiede, ad esempio, che senso ci sia in una festa alla quale partecipano soprattutto precari che sono i meno protetti dal sindacato. Si domanda, ancora, se questo concerto non sia che una foglia di fico troppo modesta per tappare i buchi di consenso, leadership e identità dello stesso sindacato. Se - proseguiamo - non serva, male, da detersivo per lavare le macchie finite sulla sigla sindacale per lo "sconcerto" con cui, suo malgrado, è entrata tra le cause della crisi dell'Alitalia. Etc etc. Tra l'altro, spiega, in tv il Concertone lo guarda quasi nessuno. In un primo momento, da vili avevamo pensato a una scappatoia: tipo far entrare in San Giovanni solo occupati e una calcolata minoranza di precari scelti, ma ci è sembrata, anche questa, una foglia di fico. Ok, ci ha convinti: sbaracchiamo, non se ne può più di questi riti vuoti e filistei che servono solo a coprirci le vergogne. Caso mai, ci torneremo, in piazza, solo una volta che ne saremo diventati degni, ma si è mai abbastanza degni da arrogarsi il diritto di convocare in piazza un milione di persone, così tanto per ascoltare un po' di musica in compagnia? Dubbio. È ben vero che poi la piazza vive di una sua vita e gli slogan sindacali si intrecciano con le voci del disagio e del bisogno di visibilità di generazioni che si avvicendano e si confrontano col potere e i suoi mutevoli segni mentre infuria il rock. Ma cosa ce ne frega? Il fatto è che il sindacato, come la sinistra, non coglie il senso profondo della società del terzo millennio e quindi è opportuno che si inabissi; che, per pudore e correttezza mediatica, si tolga di mezzo, chieda di partecipare, per qualche anno, agli esercizi spirituali dei monaci del monte Athos e si rinchiuda in un salutare silenzio. E chissà che allora al Corriere ritrovino la serenità in una realtà senza macchie racchiusa tra una Lega operosa e produttiva e un Berlusconi efficace e mattacchione.

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Alitalia, slitta vertice con enac (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La crisi L'operazione L'alleanza Mps e Santander in America Latina Alitalia, slitta vertice con Enac Deutsche Telekom punta a Sprint.

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Viaggio nella frazioncina che sforna i capi del partito azzurro (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 106 del 2008-05-04 pagina 4 Viaggio nella frazioncina che sforna i capi del partito azzurro di Maria Vittoria Cascino Fivizzano, in Lunigiana, ha dato i natali all'ex coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi e al successore Denis Verdini (...) ma un po' di mondo che ha girato in questo strano passaggio di confini. Giusto per fare la conta: l'ex coordinatore Sandro Bondi e l'attuale Denis Verdini sono nati qui, hanno respirato quest'aria di paese medaglia d'argento al valore della Resistenza, hanno macinato chilometri lungo le sue valli e adesso stanno in Parlamento. E il trucco dov'è? C'è da farci un giro, che la Toscana rossa si cova la sua serpe in seno. Davanti la fontana Medicea di Fivizzano firmata Cosimo III. Tu col tuo notes e loro che forse un po' ci marciano. Oriano Spadoni, occhio ceruleo e baffo arzillo, consigliere comunale da mo' e neo eletto consigliere provinciale a Massa Carrara ("nel capoluogo ho doppiato i voti del candidato Pd Angeli"), la prende da lontano. Residenza dei Medici, piazza da incanto, antichi palazzi a corona. Di lì transita il professor Eugenio Bononi. Spadoni lo agguanta: "Professore, un po' di storia...". Figurati "Jacopo da Fivizzano aprì qui nel 1471 una delle prime stamperie d'Europa". Ora ti spieghi l'arcano. Altro che montanari e contadini, qui circolavano gli scritti di Giovenale e Virgilio e quella cultura in ordine sparso che semina e si raccomanda agli dei. "Scriva anche di Luigi Fantoni, cercatore di incunaboli". Fivizzano che dà i natali a Nicolo V, Papa Parentucelli, e nel 1849 si guadagna il titolo di "città nobile". Paese di umanisti e dotti, tra il 500 e 600 contava 86 tra medici e giureconsulti e a cavallo tra 800 e 900 quasi 100 laureati. "Quella è la casa della moglie di Edmondo Bernacca - fa segno Spadoni - Vive a Roma con la sua figliola, ma a Pasqua erano qui. Sa, lei è di Fivizzano, è una Bernabò, figlia della Isa che vendeva tessuti nella piazza principale". Flash, Carosello, il colonnello impeccabile che raccontava le previsioni del tempo. Ti senti nel paese dell'orologio rallentato, icone fregiate sui muri, segni venuti su nella terra a marchiare chi transita. E tutto 'sto fermento culturale in questa "perla sperduta tra i monti" cantata dal Carducci? Intanto lo scultore e pittore Pietro Cascella ha scelto di vivere nel Castello di Verrucola, un incanto medievale cinto dal borgo ristrutturato e abitato da locali e foresti. E Caso vuole che Cascella realizzi il Mausoleo di Silvio Berlusconi a Villa San Martino ad Arcore. E Caso vuole ancora che sia lo stesso Cascella a condurre Sandro Bondi ad Arcore per presentarlo al Cavaliere. Corsi e ricorsi, che Fivizzano fu galeotta. Per colpa di chi? Retroterra, retrogusto, antichi vizi e storie strane di elisir. Ci sta, siamo nell'utopica Lunezia. E Verdini? "Per la precisione è della frazione di Gassano - appunta Spadoni - Uomo di grande eleganza suo padre. Ha qui i parenti, ma s'è trasferito quasi subito a Firenze". Nel 2005 è eletto a Firenze nella lista di Forza Italia e alle politiche del 2006 viene riconfermato deputato. Fresca la nomina a coordinatore nazionale di Fi. Ma a Gassano non ci sono i genitori di Bondi? Lanfranco Clementi, capogruppo di Fi in comune, nonché amico di Bondi, alza il telefono: "Maria, passiamo per un saluto?". Clic. "Ci aspetta". Due curve in giù, un crocchio di case e la bandiera italiana al cancello. Lanfranco gira la chiave nella toppa, che qui si usa ancora così. Entri, sono in cucina a preparare i ravioli. Maria, la mamma di Sandro, si toglie il grembiule e ci accompagna in salotto, insieme al marito Renzo. Foto del figlio e l'intimità di una casa discreta. Lui che gioca a calcio, "parla poco, non è molto espansivo. È un po' come me - sussurra - Lo vedo poco, Sandro. Speravo prendesse la Provincia così lo avrei avuto qui più spesso". Un viaggio a zig zag a restituire foto incrociate e personaggi che ci sono rimasti avvitati a questa terra in valore assoluto. "Era un nodo mercantile di grande interesse - rintuzza Spadoni - Nel '30 qui c'erano almeno 7 alberghi e oltre 150 cantine. Fivizzano era sulla Modenese, la via di collegamento con l'Emilia. Detto tutto. Oggi è in caduta libera". Traffici, scambi e la magnifica ossessione della conoscenza. Vengono su così questi uomini di Fivizzano, marchiati in corsa. Che qui c'è nato Giancarlo Cimoli, ad esempio, manager di Ferrovie dello Stato prima e Alitalia poi. E Costantino Berlenghi, generale di Corpo d'Armata e 30° comandante generale della Guardia di Finanza. "Ma anche Sacchin - ridacchia Spadoni - uno dei pochi che riuscì a fuggire dalla Caienna. Società poliedrica la nostra". Altra strizzata d'occhio, che il Caso (apparente) delle combinazioni cresce politici azzurri, artisti e militari. Ci sta tutto: siamo o no nella strana terra di Lunigiana? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-04 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE La Ue Al via la direttiva che permette di negoziare le rotte aeree. L'impatto per Malpensa e Fiumicino E al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia ROMA - Spunta un "tesoretto " nelle casse disastrate di Alitalia grazie a una comunicazione dell'Unione europea, datata 30 aprile 2008, che ha in pratica legalizzato la compravendita degli slot (fasce orarie per il decollo e l'atterraggio). Secondo quanto stabilito dalla Commissione, che ha fornito l'interpretazione autentica di un regolamento comunitario del 2004, gli slot potranno essere comprati e venduti dalle compagnie a cui sono stati assegnati, ma anche scambiati o offerti come contropartita nell' ambito di accordi di co-sharing o per l'acquisto di servizi. L'intento del legislatore europeo è quello di evitare che le compagnie continuino a "trattenere gli slot anche quando il loro valore di mercato è di molto superiore a quello che può essere generato dal loro mantenimento o uso". La Commissione ha preso atto che il commercio secondario degli slot è già di fatto praticato in alcuni aeroporti congestionati (ad esempio quelli londinesi) e ha procurato vantaggi "segnatamente nel consentire la creazione di servizi addizionali su specifiche rotte". Per questo la Commissione esplicitamente ha dichiarato che "non c'è nessun chiaro e esplicito divieto di tali scambi " e che "non intende perseguire con procedure d'infrazione gli Stati membri dove questi si effettuino in modo trasparente ". In pratica da ora in poi una compagnia che sa di non dover utilizzare gli slot per più di un anno dovrà valutare se è meglio tenerli bloccati al solo fine di non cederli alla concorrenza, o se non è meglio monetizzarli. Come questo possa avvantaggiare Alitalia, e non solo, è presto detto. Finora la valutazione degli slot non poteva essere effettuata sulla base dei valori di mercato perché un mercato vero e proprio non c'era: chi non utilizzava gli slot almeno all'80% per un anno, li perdeva ma non poteva disfarsene contro denaro. Ora invece una valutazione di mercato sarà possibile e Alitalia, che si appresta a sottoporsi a una nuova due diligence (esame dei conti), secondo quanto anticipato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, potrebbe vedere migliorare la valutazione del proprio valore. Così come potrà essere possibile alla compagnia vendere alcuni slot per rimpolpare la propria situazione di cassa. Se infatti Alitalia ha ricevuto di recente un prestito-ponte da 300 milioni da parte dello Stato, sulla cui legittimità l'Ue ha espresso dubbi, la compagnia potrebbe ritenere più opportuno non toccare la cifra contestata, per non incorrere in sanzioni, e utilizzare liquidità di altra provenienza. Per dare un'idea del valore degli slot, basta ricordare che pochi mesi fa Alitalia ha ceduto per 92 milioni di euro tre coppie di slot sull'aeroporto londinese di Heathrow, laddove questi scambi finora sono stati consentiti. Antonella Baccaro.

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La ricerca e la cecità della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-05-04 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Pensa la salute di Giuseppe Remuzzi La ricerca e la cecità della politica F orse i 330 milioni di euro che servono per l'Alitalia vengono dal fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi giorni Susanna Agnelli. Se fosse davvero così e se continuerà ad essere così, fra dieci anni saremo fuori dal giro della ricerca che conta. E questo mentre c'è chi pensa - Sheila Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia a Harvard - che oggi la principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza e che il capitale sia fatto dalle persone competenti. Ma noi abbiamo meno ricercatori di tutti in Europa e quei pochi sono su di età, anche perchè spendiamo in ricerca meno di tutti. I numeri sono noti, ripeterli è persino banale. Da noi non c'è nessuna attenzione per i giovani ricercatori e così i migliori vanno all'estero. Si sono fatte varie leggi per farli tornare, una peggio dell'altra. è sbagliato, lasciamoli là gli scienziati che hanno avuto successo all'estero, per fortuna ci sono loro a vicariare le carenze delle nostre scuole di medicina. Sono loro che ospitano nei loro laboratori tanti che dopo aver fatto l'Università in Italia, per emergere o anche solo per trovare un lavoro devono andare via. Invece dovremmo fare di tutto per rendere competitivi i nostri laboratori, allora tanti bravi scienziati verranno da noi dall'Europa dell'Est, dall'India, dalla Cina. Ma per questo servono più soldi, la capacità di spenderli bene e ci si deve rendere conto che la ricerca ha tempi lunghi (l'esempio della terapia genica per la cecità di cui ha parlato a Roma Susanna Agnelli dovrebbe far riflettere, i dati suggeriscono che potrebbe essere efficace, ma per esserne certi serviranno altri studi). E come si fa a essere sicuri che i soldi siano spesi bene? Basta darli direttamente ai ricercatori, a quelli bravi, a quelli che pubblicano bene. Che poi vanno lasciati liberi di impiegarli come vogliono, senza la burocrazia estenuante dei rapporti e rendiconti. "L'Europa della ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche su Cina e India. Così si è fatto il Consiglio Europeo per la Ricerca, con l'idea di promuovere i giovani migliori e consentire ai ricercatori esperti di continuare i loro studi in Europa. Il Consiglio può contare su un miliardo di euro all'anno, ma nessuno dei paesi che contribuisce al programma avrà alcuna garanzia di riprendersi i soldi. è facile prevedere che l'Italia con pochi ricercatori e poche strutture davvero moderne dove farli lavorare perderà anche questa opportunità. Ormai la buona volontà dei singoli non basta più. è venuto il momento della politica. Quella che dovrebbe occuparsi della gente e decidere delle cose importanti al di là degli interessi di parte o di qualcuno. Lo faranno? E mentre gli altri paesi passano dalle società industriali alla società "delle conoscenze", noi salveremo l'Alitalia. Esperti e tecnologia per affrontare i grandi problemi di questo secolo, presto non ne avremo più. Ma avremo la compagnia di "bandiera".

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Aeroporti lombardi, ognuno per sé (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Brescia ottiene l'ok ad allungare la pista, Bergamo sogna 8 milioni di passeggeri e Malpensa si allea con Lufthansa Aeroporti lombardi, ognuno per sé L'esperto: "Attenzione, c'è il rischio di una concorrenza dannosa" La Regione ha detto sì al piano d'area di Montichiari. Lo scalo bresciano potrà accogliere aerei più grandi MILANO - L'ultimo annuncio arriva da Brescia: l'aeroporto di Montichiari ha ottenuto l'ok dalla regione Lombardia ad allungare la sua pista fino a 3.200 metri. Ma anche Bergamo non vuole essere da meno: a Orio al Serio è partita la corsa per costruire il nuovo terminal e la società di gestione dello scalo punta al traguardo degli 8 milioni di passeggeri l'anno. Poi c'è Malpensa, che prova a elaborare il lutto dell'abbandono di Alitalia sottoscrivendo un accordo con Lufthansa (lontano comunque dal colmare il vuoto lasciato dalla compagnia della Magliana). Insomma, ognuno dei principali aeroporti lombardi continua la sua corsa solitaria, una crescita spontanea che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno al vicino di casa. Tutto bello e tutto possibile? Partenza obbligata da Brescia dove il "Gabriele D'Annunzio " di Montichiari si è visto approvare il piano d'area dal Pirellone; il piano contiene un lunga serie di vincoli e permessi, il principale dei quali è l'allungamento della pista. "Sarà un importante fattore di crescita per lo scalo - dice il presidente Francesco Bettoni - perché grazie a questa novità potranno partire e atterrare anche aerei di grandi dimensioni. Questo porta la capacità teorica di Montichiari a 3 milioni di passeggeri l'anno e 500 mila tonnellate di merci. La nostra strategia è rivolta principalmente al settore merci, ma reclamiamo da tempo maggiore autonomia rispetto ai nostri vicini di Verona, la cui società è azionista di maggioranza a Montichiari". Bergamo si conferma aeroporto dei record: anche a marzo ha ampliamente migliorato la sua performance rispetto ai dodici mesi precedenti, incrementando i passeggeri del 17%: Orio è ormai stabilmente ben oltre i 5 milioni di transiti l'anno. Ma nei cieli di Lombardia, scossi dalla crisi di Alitalia, c'è posto per tutti? E come viene vista da Malpensa e dalla Regione l'attivismo degli altri scali lombardi? La miccia della polemica è stata accesa qualche giorno fa da Mario Agostinelli, consigliere regionale della Sinistra Arcobaleno: "Il sì a Montichiari dimostra che Lega e Forza Italia hanno cavalcato in campagna elettorale la crisi di Malpensa solo per guadagnare voti. E' chiaro che la crescita di Brescia entra in concorrenza \\ con l'hub varesino". "Le statistiche confermano che il traffico aereo in tutto il pianeta cresce del 5-6% l'anno - ribatte Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture nonché consigliere di amministrazione di Sea, la società che gestisce Malpensa - dunque c'è posto per tutti, anche perché ogni singolo scalo continua ad avere la sua specificità. Detto questo è auspicabile un maggior \\ Agostinelli: La difesa di Malpensa è stata solo campagna elettorale dialogo tra le varie società di gestione". Il dato riguardante la crescita generale del traffico viene confermato da Renato Piccardi docente ed esperto di trasporto aereo del Politecnico di Milano: "Entro il 2020 i passeggeri che prendono l'aereo in Lombardia potrebbero passare dai 40 milioni attuali a 100 milioni. Le piste dunque potrebbero non bastare, ma siamo in una zona altamente congestionata dal punto di vista urbanistico. Occorre ponderare bene ogni nuovo passo: per una questione di impatto ambientale ma anche per evitare doppioni o il fatto che aeroporti vicini finiscano per rubarsi la clientela e dunque per danneggiarsi a vicenda". Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it Cattaneo: Traffico in crescita costante, c'è spazio per tutti 38 I milioni di passeggeri partiti o arrivati negli aeroporti lombardi nel corso del 2007.

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Come tremonti ha ingoiato i no-global - mario pirani (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)

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Commenti LINEA DI CONFINE Come Tremonti ha ingoiato i no-global MARIO PIRANI Torno a parlare, ma da un'ottica diversa, del libro di Giulio Tremonti "La paura e la speranza" (Mondatori 2008) già ampiamente commentato da Giorgio Ruffolo ("La Repubblica" 1/4). Un'ottica suggerita dalla clamorosa affermazione leghista e dall'altrettanto clamorosa scomparsa dal Parlamento della Sinistra Arcobaleno (ma che sarebbe più esatto definire no-global). Infine dal passaggio da sinistra a destra di quote consistenti di elettorato operaio. Premetto che non miro a quel tipo di analisi basata sullo studio dei flussi di cui sono maestri Diamanti, Pagnoncelli, Piepoli e pochi altri maghi della sondaggistica, ma ad una speculazione intellettuale dettata dalla lettura di un libro che incorona Giulio Tremonti come l'unico pensatore-ideologo di livello della destra italiana, un ruolo che era venuto a mancare dalla scomparsa del prof. Miglio. Non che le premesse e le conclusioni cui perviene Tremonti siano condivisibili, almeno per il sottoscritto che seguita a concepire il libero mercato come condizione necessaria per l'affermarsi della democrazia e della pace, pur tuttavia il quadro che il prossimo ministro dell'Economia traccia, le paure che evoca, le soluzioni che propone sono tali da incantare strati popolari angosciati da un futuro precario, da sublimare rabbie piccolo borghesi e disperazioni proletarie, da saldare i "piccoli padroni" in bilico, tra il crollo all'indietro e il salto in avanti e gli eredi delusi dell'antiamericanismo. Tutto questo in un quadro di rivincita cristiana vogliosa d'imporre i valori dell'anti illuminismo come nuovi precetti.. I lettori potrebbero obiettarmi che un libro non può avere effetti tanto vasti. Sul piano quantitativo hanno ragione ma un libro può rappresentare il breviario di riferimento di un sistema di idee diffuse, ancora informi o espresse in modo parziale e rozzo. Alla luce dell'ordinamento sistemico di Tremonti tout se tient e si nobilita collocandosi in un disegno politico alternativo al liberismo: le beceraggini bossiane sulle 300mila camice verdi, il "venderemo Alitalia alle Ferrovie se Bruxelles c'intralcia" di Berlusconi, il ritorno del saluto romano sulle scale del Campidoglio. Così gli slogan dell'estrema sinistra, considerati fino a ieri espressione folcloristica e minoritaria, divengono dirompenti e maggioritari quando sono assunti e tradotti in indicazione politica dal "pensatore unico e unificante" della Destra italiana. Il quale scrive con parole che possono sembrare di Ingrao o Bertinotti, ma neanche aliene da tante incerte formulazioni riformiste: "Il mercatismo, l'ideologia totalitaria inventata per governare il XXI secolo, demonizzava lo Stato e quasi tutto ciò che era pubblico o comunitario, ponendo la sovranità del mercato in posizione di dominio su tutto il resto... E' necessario fermare il mercatismo, l'ideologia forsennata dello sviluppo forzato spinto dalla sola e assoluta forza del mercato. (altrimenti) spinto dalla globalizzazione il dragone cinese farà propria con il suo consenso e possiederà la mite e gentile Europa". Una catastrofe che ha, secondo il Tremonti-pensiero, anche una duplice data d'inizio: il 9 novembre del 1989, caduta del muro di Berlino e il 15 aprile del 1994, giorno dell'accordo del Wto sul libero commercio mondiale. Questa catastrofe "giustifica" anche il terrorismo internazionale, che altro non sarebbe se non "una modalità barbarica di difesa dell'identità, della memoria, della tradizione". Un linguaggio che sfiora persino i messaggi delle Br allorché bolla il WTO come "comitato d'affari delle multinazionali, pensato come la centrale di sviluppo della modernizzazione del mondo, prodotta dal mercato". Per Tremonti, dunque, la mondializzazione non è l'esito non predeterminato dell'incrocio tra fenomeni epocali diversi (la fine della divisione del mondo tra mercato libero e mercato socialista, la dinamica dirompente della rivoluzione telematica, la libera circolazione dei capitali, l'ingresso di centinaia di milioni di uomini nell'era industriale) ma il prodotto di un "complotto", per cui si chiede: "A che tipo di persone va attribuita la colpa di questa folle accelerazione della Storia, perché non è affatto vero che nessuno l'ha avviata?" Ed eccoci al clou: se è un complotto avviato da qualcuno, è altrettanto possibile che forze avverse possano ora rovesciarne il corso. L'assunto è falso e la conclusione anche ma, pur tuttavia, l'appello a costruire un'Europa fortezza, cristiana e protezionista, può avere una grande forza attrattiva, aggregante e sciaguratamente vincente. Anche se apre un futuro internazionale oscuro e conflittuale.

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Emergenza sas al forlanini aereo rientra a terra dopo la partenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina X - Milano Il caso Emergenza Sas al Forlanini aereo rientra a terra dopo la partenza PRIMA - alle 16.15 - un aereo Alitalia diretto a Bruxelles, poi - alle 17.30 - un aereo della Sas (la compagnia coinvolta nella strage dell'8 ottobre 2001): partono e rientrano poco dopo il decollo a Linate. Nel primo caso, il malfunzionamento di uno dei generatori, nel secondo una non meglio precisata "emergenza di tipo tecnico" hanno fatto decidere al personale di bordo il rientro in aeroporto. La pista del Forlanini è stata chiusa per circa dieci minuti e sono state attivate tutte le procedure previste in questi casi.

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"prenotazioni alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso "Prenotazioni Alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio" ROMA - é una "fase di necessaria attesa" per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo sottolinea il leader dei piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento estremamente delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di fiducia. "Siamo in ripresa - dice - dopo un momento drammatico per il crollo delle prenotazioni". Un nuovo fronte di crisi, con le prenotazioni in calo di oltre il 40%, che si era aggiunto nelle ultime settimane ad una situazione economica sull'orlo del commissariamento. Colpa del clima di sfiducia "innescato dal ripetersi di annunci allarmanti" che ha portato ad un calo di prenotazioni "significativo da parte dei tour operator stranieri, che non si fidano per l'instabilità della situazione. Le prenotazioni dei clienti italiani sono invece rimaste quasi le stesse". Segnali positivi, dice Berti arrivano anche da nuove iniziative: "Di solito fanno fatica a partire. Il nuovo volo per Los Angeles, invece, registra ottimi risultati. Certo - avverte Berti - bastano un annuncio negativo o dichiarazioni istituzionali mal gestite a fare grosse danni". Ma Alitalia attende il governo ed un nuovo piano con tempi di sopravvivenza che restano strettissimi nonostante il prestito da 300 milioni di euro.

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L'INCONTRO, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germania. Allo stesso (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Tavolo - secondo la ricostruzione del Messaggero - i massimi vertici di Lufthansa e quelli di Unicredit. Oggetto della conversazione, lunga e approfondita, il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana guidata da Alessandro Profumo ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. È stato un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare. I tedeschi hanno le idee chiare. Chiedono in sostanza tre cose: chiarezza sui conti di Alitalia, strategie mirate al rilancio e che la "cordata italiana" guidata da Ermolli sciolga i nodi strutturali insieme ai sindacati.

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Alitalia, le condizioni di Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

I tedeschi chiedono conti a posto, pax sindacale e rilancio. Incontro con Unicredit Alitalia, le condizioni di Lufthansa di UMBERTO MANCINI.

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FOCUS (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-05 num: - pag: 1 categoria: BREVI FOCUS Centomila in Italia i figli di coppie gay di Monica Ricci Sargentini e Cesare Rimini alle pagg. 8 e 9 Cultura Anna Banti e gli altri Il '900 dimenticato di Paolo Di Stefano apagina31 CorrierEconomia Alitalia, arriva il "sì" di Marco Fossati di Maria Silvia Sacchi alle pagine 4 e 5 dell'inserto Da mercoledì I Simpson - Classici Bart Wars. I Simpson colpiscono ancora In edicola a 9,99 euro Dal 7 maggio.

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Alla fine del 2006 il governo Prodi decide di mettere in vendita il pacchetto di azioni con cui cont (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Rolla l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i potenziali acquirenti a presentare le manifestazioni di interesse.

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Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume, durata circa qui (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Ndici ore. Infine, alle prime ore del mattino del 16 marzo, si decide di accettare l'offerta di Air France-Klm.

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ROMA - In un contesto che resta delicatissimo Alitalia è in ripresa sul fronte dell (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - In un contesto che resta delicatissimo Alitalia "è in ripresa" sul fronte delle prenotazioni dopo "un momento drammatico" per il clima di sfiducia innescato "dagli annunci negativi sul futuro della compagnia che avevano portato ad un crollo delle prenotazioni soprattutto da parte dei tour operator stranieri". Lo dice il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che parla di una situazione di "necessaria attesa", oggi, in vista dell'insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una nuova soluzione dopo il fallimento delle trattative con Air France. "Si stanno muovendo molti imprenditori", spiega il leader dei piloti, riferendo anche di "contatti informali" con i sindacati. In questa fase, per il presidente dell'Anpac (che rappresenta oltre la metà dei piloti di Alitalia) "è essenziale che la politica ed il nuovo governo lavorino non solo sulla ricerca di finanziamenti utili alla formazione di una cordata ma soprattutto nella definizione di un piano industriale credibile". Quanto alla azienda "preoccupa" l'intenzione dei vertici di Alitalia di voler portare comunque avanti, in questa fase, le misure di ristrutturazione previste dal piano di sopravvivenza messo a punto la scorsa estate: "Andare avanti senza un piano è un controsenso. Discuterne nell'ambito del piano di Air France aveva una logica, farlo invece in questo momento, senza un obiettivo, sarebbe una cosa estremamente pericolosa, porterebbe solo ad indebolirsi favorendo la concorrenza".

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ROMA - L'incontro, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germani (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - L'incontro, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germania. Allo stesso tavolo i massimi vertici di Lufthansa e quelli di Unicredit. Oggetto della conversazione, lunga e approfondita, il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. Un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare e quali potrebbero essere le condizioni per un intervento organico. Alessandro Profumo, presente al meeting di Monaco, ha ascoltato, consapevole del ruolo che il gruppo Unicredit-Hvb ha in Germania. I manager di Wolfgang Mayrhuber - secondo quanto risulta a Il Messaggero - hanno delimitato il campo e messo i paletti. Facendo capire a chiare lettere che non sono disposti ad intervenire in maniera massiccia, sopratutto non vogliono che un eventuale coinvolgimento possa avere ripercussioni sul rating della compagnia, ossia sull'accesso al credito. In un contesto di mercato non certo esaltante per il settore aereo. Insomma, Lufthansa non ha nessuna intenzione di svenarsi per Alitalia. Che, ricordiamolo, ha in cassa poco più di 180 milioni di euro e ne perde oltre 1 al giorno. Semmai i tedeschi sono pronti ad avere una quota di minoranza, partecipando alla cordata italiana che il "superconsulente" di Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli, sta mettendo in piedi. A Profumo i tedeschi hanno illustrato uno scenario molto "conservativo" e prudente. Perchè a Lufthansa il mercato italiano fa gola, così come dimostrato dall'intervento per Malpensa. Ma prima di scendere in campo serve un quadro chiaro, con responsabilità e ruoli definiti. Altrimenti dietro-front. Mayrhuber ha fatto intendere che i tedeschi non metteranno un euro se l'assetto di Alitalia resterà quello attuale. Discorso diverso se si tirerà una riga sul passato, magari costituendo una "bad company". Nella quale far confluire le inefficienze strutturali, cioè i segmenti della compagnia che non vanno o che vanno ripensati. Per rilanciare invece la parte sana e produttiva. In una "Nuova Alitalia", razionale e "ripulita" dai debiti, Lufthansa è ben disposta ad entrare, come partner industriale forte. Questo non significa che sia necessario l'intervento di un commissario - auspicato da molti per sciogliere molti nodi strutturali - ma certamente qualcuno deve prendersi l'onere di mettere ordine nei conti e nelle strategie della compagnia tricolore. Compiti - sempre a giudizio dei tedeschi - che dovrebbe svolgere il socio italiano, coinvolgendo le parti sociali e il Governo. Una volta definito questo quadro e ottenuto il via libera dai sindacati, Colonia potrebbe fare il gran passo, dando tutto il supporto industriale necessario. Solo allora Unicredit, che ha solo registrato la posizione, potrebbe decidere come muoversi. Colonia sa bene che la "cordata tricolore" - di cui faranno parte Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio e Marco Tronchetti Provera - ha un assoluto bisogno di un supporto con esperienza nel settore. Lo hanno ripetuto un po' tutti gli imprenditori chiamati in causa. E lo hanno fatto capire anche quelli che sono alla finestra, primo tra tutti il gruppo guidato da Gilberto Benetton. Anche la cordata romana, capitanata da Fabio Verna, ritiene necessario, anzi indispensabile, trovare una sponda importante in Germania. Adesso bisognerà vedere se le intenzioni dei tedeschi, magari ulteriormente affinate nelle ultime ore, verranno ribadite anche negli incontri con gli uomini di Palazzo Chigi. E, soprattutto, se saranno formalizzate. A Colonia non hanno fretta, a Roma certamente sì. Non è escluso infatti che emissari delle due parti stabiliscano un primo contatto. Per aprire, nei giorni a venire, una vera e propria trattativa.

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Alla fine di marzo (sono gli ultimi dati ufficiali disponibili) Alitalia aveva in cassa 180 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di euro. Una somma che di per sé permetterebbe di operare al massimo per due-tre mesi. Una boccata di ossigeno è in arrivo con il prestito già deciso dal governo Prodi, anche su pressione della maggioranza di centro-destra: 300 milioni che dovrebbero permettere di affrontare l'estate. Nella prima parte di quest'anno la compagnia ha già recuperato tutte le risorse disponibili, incassando con procedura rapida i crediti fiscali vantati verso lo Stato e cedendo le azioni Air France che aveva in portafoglio.

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TRA moglie e marito, non mettere il bollito. Da uno studio del Mauri Lab, un osservatorio labora (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANTONELLO DOSE E MARCO PRESTA TRA moglie e marito, non mettere il bollito. Da uno studio del Mauri Lab, un osservatorio laboratorio internazionale, condotto su oltre 50 esperti tra psicologi, sociologi, avvocati matrimonialisti, mediatori familiari, architetti e chef, risulta che la maggior parte dei conflitti coniugali si verifica in cucina, a causa di ciò che viene servito a tavola. Che in una lite di coppia si possa arrivare a tirarsi i piatti è cosa risaputa, che i piatti stessi però contengano delle pietanze, ci sorprende. Lui e lei, quindi, non vanno in crisi solo per il calo del desiderio o per un tradimento o ancora per la routine quotidiana, ma anche per un sugo attaccato o per una besciamella che ha fatto i grumi. Insomma, l'italiano in una storia d'amore può perdonare molto, ma se gli metti il parmigiano sul risotto ai funghi, ti lascia. Dobbiamo tener presente il fatto che la cucina è l'ambiente casalingo più frequentato, un luogo dove si discute, si mangia, si fa l'amore (le stesse attività che si svolgono in una qualsiasi segreteria di partito, non a caso anch'esse sempre affollate). A differenza della tragedia di Amleto, dove il dramma comincia con l'apparizione del fantasma paterno, nella famiglia italiana spesso l'origine delle ostilità è riconducibile all'evocazione del fantasma materno, culminante nella frase "Però mia madre le lasagne le fa meglio". Nell'alimentazione le intolleranze possono essere tante, dal lattosio al glutine, ma quella al modo di cucinare di lei (o di lui) è sicuramente la più grave. Di questo passo, con ogni probabilità, tra qualche anno Antonella Clerici verrà indicata come colei che ha inventato una nuova terapia di coppia. Anche i consigli che i genitori dispensano in genere ai giovani sposi cambieranno radicalmente: non riguarderanno più la tolleranza, il dialogo, la sincerità, ma la ricetta esatta del pollo coi carciofi. Sembra peraltro che la Conferenza episcopale (ma si tratta solo di indiscrezioni) abbia intenzione di affidare il coordinamento dei corsi prematrimoniali nelle parrocchie italiane a Gianfranco Vissani, il cuoco umbro reso celebre dal piccolo schermo. In tal senso, la recente campagna elettorale dei due schieramenti, pur basata sugli aiuti alla famiglia, non ci sembra aver centrato l'obiettivo di dare un aiuto concreto alle coppie di recente formazione né a quelle già consolidate. Alla luce dei fatti, più che quello per i bebè o per i mutui a tasso variabile, occorre un bonus catering, mirato a risolvere, attraverso la ristorazione a domicilio, i problemi di quei nuclei familiari in cui gli attriti nascano dall'incapacità ai fornelli. Peccato che nessuno ci abbia ancora pensato. Nel frattempo, di fronte ad un'emergenza sociale così seria e preoccupante, sentiamo il dovere di suggerire alle coppie in crisi culinaria una soluzione per fronteggiare momentaneamente la situazione: la pasta burro e parmigiano. È gustosa e impossibile da sbagliare, un palliativo semplice ma efficace in attesa di apprendere come impanare una cotoletta o preparare la zuppa di pesce. E per i casi disperati, esistono le rosticcerie. Certo, si tratta di rimedi temporanei, come il prestito ponte di 300 milioni all'Alitalia, ma la filosofia che li ispira è profondamente italiana: in attesa che accada qualcosa, mettiamoci una pezza. Poi si vedrà.

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I diritti del lavoro e le regole di mercato Il <metodo Ichino> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-05 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Società Un saggio curato dal giuslavorista apre al dialogo I diritti del lavoro e le regole di mercato Il "metodo Ichino" di NICOLA ROSSI C om'è giusto, la proposta rivolta da Silvio Berlusconi a Pietro Ichino di entrare a far parte del prossimo governo ha lasciato sperare molti (me per primo) che la legislatura che va a cominciare possa essere diversa da quelle che l'hanno preceduta almeno sotto il profilo dei rapporti parlamentari fra maggioranza ed opposizione e la risposta ineccepibile data da Pietro Ichino non solo non cancella questa speranza ma la alimenta. Il che, però, non ci deve impedire di riflettere sul contenuto di quella proposta mirata, per usare le parole dello stesso Ichino, ad un "accordo tra maggioranza e opposizione sulla politica del lavoro...: accordo, certo, auspicabile, considerati i difetti gravissimi di funzionamento del nostro mercato del lavoro". Il punto di partenza ce lo offre lo stesso Ichino con il suo, interessante e recente, Il diritto del lavoro nell'Italia repubblicana (Giuffrè). Capisco che la formazione di un nuovo governo è attività impegnativa, ma forse Silvio Berlusconi avrebbe tratto non pochi spunti di riflessione, in particolare, dalla lettura del capitolo (dovuto a Riccardo del Punta) relativo alle evoluzioni del diritto del lavoro nell'ultimo quindicennio. Con la certezza di far torto alla ricchezza di argomentazioni contenute in quelle pagine (e sperando nella benevolenza dei giuristi verso un economista che si occupa di loro), a me sembra che da esse emerga un insegnamento di fondo: in quest'ultimo quindicennio lo sforzo di molti - da Tiziano Treu a Massimo D'Antona, da Marco Biagi a Pietro Ichino - è stato quello di aprire le porte della cittadella del diritto del lavoro, di contribuire all'abbandono dell'idea di "autosufficienza" e spesso di vera e propria "autoreferenzialità " proprio della impostazione più ortodossa del diritto del lavoro, di suggerire che la coerenza interna del sistema andava ricercata in luoghi e spazi culturali diversi e più ampi di quelli tradizionali. Rileggendo, per esempio, con Tiziano Treu i valori costituzionali per ritrovarvi le parole "equità" e "solidarietà ", certo, ma anche "competizione ", "merito" e "opportunità". Facendo, con Massimo D'Antona, del diritto del lavoro esteso al lavoro pubblico il canale per una maggiore efficienza dell'azione amministrativa. Guardando, con Marco Biagi, all'Europa come leva modernizzatrice per il diritto del lavoro italiano. Collocandosi, con Pietro Ichino, al confine fra economia e diritto del lavoro per sottolineare che ai valori di quest'ultimo spesso e volentieri non corrispondono gli scopi che quei valori dovrebbero, in linea di principio, perseguire o, in altre parole, per domandarsi se il diritto del lavoro serve, per esempio, a tutti i lavoratori (disoccupati compresi) o solo a parte di essi. Ora, a mio modo di vedere, questa progressiva apertura in direzioni solo apparentemente diverse ma nella sostanza coincidenti non è altro che la traduzione, in un campo e in una disciplina specifica, della progressiva e inarrestabile integrazione, geografica ma non solo, dei mercati prevalente negli ultimi decenni, da un lato, e del corrispondente progressivo affermarsi di una cultura liberale (la caricatura della cultura "mercatista" è, fuor di polemica, solo una caricatura) e di uno dei suoi assunti di fondo: la liberalizzazione dei mercati e la loro regolazione in nome dell'efficienza (il mercato del lavoro è un buon esempio, sotto questo aspetto) non ammettono eccezioni di sorta o zone franche. E non per motivi ideologici ma semplicemente perché singoli mercati liberalizzati in contesti pesantemente regolati sono, solitamente, la fonte di iniquità e conflitti distributivi. Del resto, è la storia italiana di quest'ultimo quindicennio ad insegnarcelo: aver fatto passi avanti nella direzione della liberalizzazione del mercato del lavoro senza farne altrettanti La proposta Ora sarebbe necessaria una riforma condivisa allo statuto dei lavoratori in altre direzioni certamente non meno importanti (dai servizi pubblici locali all'energia, dall'università al credito, dalle assicurazioni alla casa, per far solo alcuni esempi) non è estraneo alla trasformazione progressiva di alcune forme di flessibilità in precarietà. La flessibilità in un solo mercato - di più, in un solo aspetto di un solo mercato, quello contrattuale - implica solo una cosa: che l'intero costo di quella flessibilità (piuttosto che essere spalmato sull'intero sistema) viene concentrato su una platea molto ristretta. Solitamente i più deboli in quel mercato. Ed è qui che, se è lecito, casca l'asino. Riscrivere lo Statuto dei lavoratori è necessario ed urgente e sarebbe cosa buona e giusta se lo si facesse in termini condivisi. Ma poi? Che senso avrebbe un nuovo Statuto dei lavoratori in un contesto governativo in cui si pensa di assegnare il ministero del Welfare ad un esponente del partito che si è distinto, negli ultimi anni, per una difesa strenua dei privilegi dei lavoratori pubblici, da un lato, e dei taxisti, dall'altro, ed in cui è pensabile che il ministero della Funzione pubblica venga usato come termine di scambio politico e non già come strumento di cambiamento? Che senso avrebbe riscrivere le regole di fondo del mercato del lavoro in un contesto governativo in cui il disagio rispetto alle regole europee, da un lato, ed alle regole del mercato, dall'altro, sono già manifesti: Alitalia docet (per inciso, l'idea che l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti esteri venga utilizzata per scongiurare l'arrivo di un investitore estero è esilarante, ma l'idea che gli organi sociali non pensino, di conseguenza, di rassegnare il loro mandato è stupefacente). Sarò lieto di essere smentito, ma il rischio di riproporre, ancora una volta, la "flessibilità in un solo mercato" è concreto. Una economia aperta e liberale è fatta di poche regole chiare e valide per tutti e di un quadro di certezze. In questo contesto, l'incontro fra maggioranza ed opposizione sui grandi temi è possibile e, credo, opportuno. Ma temo che poche regole siano vaghe ed incerte come quella che sembra costituire la stella polare della maggioranza uscita dalle urne: "il mercato quando possibile, lo Stato quando necessario". Manifestazione contro la modifica dello statuto dei lavoratori (foto Fracchia) PIETRO ICHINO (A cura di) Il diritto del lavoro nell'Italia repubblicana GIUFFRè PP. 612, e 65.

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Avaria in volo: aereo della Sas rientra a Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

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N. 18 del 2008-05-05 pagina 1 Avaria in volo: aereo della Sas rientra a Linate di Redazione Per un'emergenza di tipo tecnico nel pomeriggio di ieri un aereo della compagnia scandinava Sas è stato costretto a far ritorno e ad atterrare a Linate poco dopo essere decollato alle 17,30. Il rientro è avvenuto senza problemi cinque minuti dopo e il velivolo è poi autonomamente rientrato nella piazzola di sosta. A bordo vi erano 152 passeggeri oltre a 4 membri dell'equipaggio: paura tra i viaggiatori, ma nessuna conseguenza per le persone. La pista di Linate è stata chiusa per 10 minuti, sono state approntate tutte le procedure previste in questi casi con mezzi e personale pronti a intervenire. Sempre a Linate anche un volo Alitalia delle 16.15 diretto a Bruxelles è tornato in aeroporto 15 minuti dopo essere decollato. In questo caso, secondo quanto spiegato dalla compagnia di bandiera, non è stata dichiarata l'emergenza. Una spia ha segnalato il malfunzionamento di uno dei generatori e per motivi di sicurezza si è deciso di atterrare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dichiarazioni dei redditi 2005, èCimoli il "paperone" (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

I numeri dei comuni costieri da recco a sestri sul sito dell'agenzia delle entrate L'ex numero uno di Alitalia (residente a Rapallo) ha un imponibile di quasi 3 milioni. I primi 25 in classifica CON UN REDDITO imponibile di quasi tre milioni di euro (2.954.169 euro) è Giancarlo Cimoli, ex presidente e amministratore delegato di Alitalia e, dal 1996 al 2004, al vertice di Ferrovie dello Stato, il contribuente che ha presentato, a Rapallo, la più alta dichiarazione dei redditi nei Comuni costieri del Levante nel 2005. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi del 2005 messi ieri on-line dall'Agenzia delle entrate, dati che Il Secolo XIX è riuscito a scaricare prima che il sito diventasse impossibile da consultare e che si scatenasse la bufera tra favorevoli e contrari alla pubblicazione. Cimoli, classe 1939, è il "paperone" del Levante, vista la sua residenza a Villa Robilant,a Rapallo. Residenza che, come accade per molti altri personaggi nell'elenco dei contribuenti maggiori, non corrisponde di fatto a quella di tutti i giorni. Restando a Rapallo, nella "top five" dei contribuenti ci sono Giuseppe Saggese (1.116.069 euro) e, sotto il milione di euro dichiarato nel 2005, Carlo Piana (646 mila 932 euro), Luigi Amato Molinari (620 mila 333 euro) e Vittoriano Bitossi (456 mila 845 euro). Scorrendo i dati del 2005, si scoprono alcune curiosità: come quella dell'attore Walter Nudo - vincitore dell'Isola dei famosi, attore di fiction come Incantesimo e Carabinieri - che, da residente Rapallo nel 2005, ha dichiarato poco più di 122 mila euro. A Santa Margherita, Vincenzo Mariconda (legale e docente universitario) nel 2005 ha sfiorato quota due milioni di euro di imponibile (1.869.672 euro) e ha staccato di quasi un milione di euro Alberto Zangani (970 mila 915 euro). Seguono Ada D'Amore (619.740 euro), Alfio Ferraris a poco più di mezzo milione di euro (523.475 euro) ed Enrico Verri (459 mila 752 euro). A Portofino, lo scomparso Leopoldo Pirelli, nel 2005 presidente dell'omonimo gruppo industriale, si aggiudicava il terzo posto con 400 mila 568 euro: in vetta Sandro Capotosti, fondatore di Banca Profilo (656 mila 795 euro), seguito da Paolo Casiraghi (474.797 euro), da Leopoldo Pirelli e da Emanuele Pilo Pais (393 mila 047 euro) e da Carmelo Carluzzo (243.920 euro), titolare di alcuni dei ristoranti più apprezzati della Riviera, primo tra tutti il Delfino, proprio nel borgo. Maurizio Raggio è più sotto in classifica, con poco meno di 40 mila euro di imponibile (38 mila 439 euro). A Chiavari spiccano Giulio Baseggio, condirettore generale di Fondiaria-Sai, amministratore delegato di Banca Sai (793.764 euro); Guido Santoro (705.609 euro), Luca Pellegri, amministratore delegato Lames (686.674 euro). A Lavagna emergono l'architetto Stefano Righini (500.377 euro); Marco Cosola (413.132 euro) e Stefano Cosola (378.434 euro), imprenditori edili. I primi tre "Paperoni" di Sestri sono Alberto Martina di Cornegliano (473.514 euro); Antonino Buscemi (423.603 euro) e il notaio Francesco Giampetruzzi (384.514 euro). .x/01/0805.

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Cgil: <Il governosostenga Fincantieri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

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Cgil: "Il governosostenga Fincantieri" dopo l'approvazione del bilancio Azienda a corto di liquidi, invocato l'intervento pubblico. Ma la Cisl non esclude la quotazione: "La politica ora decida" 01/05/2008 Genova. Sindacati divisi sul bilancio Fincantieri: comune è la preoccupazione per la scarsa liquidità ma la strada per uscirne indicata dalla Cgil diverge da quella indicata dalla Cisl. I conti dell'azienda sono positivi - aumenta il valore della produzione e il margine operativo lordo, mentre l'utile netto rimane stabile a 45 milioni di euro - ma preoccupa la mancanza di soldi per portare avanti gli investimenti previsti dal piano industriale. Nuova liquidità dovrebbe arrivare dalla quotazione in Borsa - almeno secondo i programmi mai portati a termine dal precedente governo - ma la Cgil continua a non vedere di buon occhio quest'ipotesi. "Siamo preoccupati per la liquidità - conferma Sergio Ghio, segretario territoriale della Fiom Cgil del Tigullio -. Occorre trovare risorse per investire nei cantieri: le strade percorribili sono il finanziamento dalle banche, ma anche un sostegno da parte del governo che sta aiutando Alitalia, azienda che, a differenza di Fincantieri, accumula giornalmente nuove perdite. Inoltre sollecitiamo l'impegno del governo per risolvere i problemi legati alla concorrenza dei coreani di Stx che hanno acquisito il 39 per cento del pacchetto azionario della norvegese Aker Yards". L'avanzamento degli asiatici rischia di insidiare la produzione nazionale ed europea e Cgil attende che si pronunci la Ue. "La prossima settimana contiamo di varare la piattaforma dell'integrativo - aggiunge ancora Ghio - strumento che potrebbe dare risposte al problema salariale". Non dice no alla quotazione, invece, la Cisl che però, in una nota, invita la politica a muoversi una volta per tutte in tempi rapidi: "Come Fim Cisl - annuncia Tiziano Roncone, segretario regionale - lanciamo un allarme alla politica, all'azienda e ai lavoratori, perché l'azienda venga messa in condizioni di effettuare i grossi investimenti necessari per continuare ad affermarsi, anche nei mercati internazionali". 01/05/2008.

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Expo 2015, cercasi piano per il Nord Ovest (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

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Ermanno marocco Il nuovo governo, scaturito dalle elezioni del 13 e 14 aprile non si è ancora insediato ma sta già affrontando tra polemiche e divisioni interne alcuni dei nodi più gravi per lo sviluppo del nostro Paese. La prima vera contesa è sul destino di Alitalia e del più grande aeroporto del Nord, Malpensa. Si intrecciano soluzioni che si richiamano a presunti interessi nazionali (dobbiamo avere una compagnia di bandiera sostenuta da capitali italiani) o della sola Pianura padana (lasciamo fallire la compagnia aerea e rilanciamo Malpensa). In realtà abbiamo bisogno sia di una compagnia aerea in salute sia di un buon aeroporto intercontinentale, obiettivo raggiungibile se coglieremo alcune possibilità che il calendario ci offre. Nel 2011 e nel 2015 l'Italia avrà l'opportunità di presentare se stessa al mondo in occasione di due avvenimenti in grado di attirare milioni di visitatori diretti e alcune centinaia di milioni (o miliardi) indiretti attraverso la ramificatissima rete di vecchi e nuovi media. Nel 2011 la ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia e nel 2015 l'Esposizione universale, attori protagonisti: Torino, Roma, Milano e l'Italia. Due avvenimenti che devono trasformarsi in un'opportunità per lo sviluppo del territorio e della nazione che li ospita, come avviene per un'olimpiade o un campionato mondiale di calcio. Con una differenza: la località che organizza la manifestazione sportiva è al servizio dell'iniziativa, deve mettere a disposizione gli impianti dove si svolgeranno le gare, l'accoglienza per gli atleti, i media, gli spettatori. In una manciata di settimane consuma il lavoro preparatorio di anni. In cambio l'avvenimento è in grado di concentrare l'attenzione mondiale sulla località ospitante di miliardi di telespettatori trasformando un punto del globo nel centro del mondo. In genere questi eventi lasciano alle città organizzatrici eredità positive e critiche: un buon capitale di immagine, infrastrutture utili e altre faraoniche e spesso anche un mare di debiti. Le esposizioni, nazionali e universali, invece sono uno spettacolo culturale e tecnologico, in grado di eccitare la fantasia dei visitatori e di regalare un'esperienza unica, non ripetibile, fortemente legata al luogo che le organizza e al tema che viene presentato. Durano molti mesi, generano ricavi diretti consistenti grazie all'arrivo di milioni di visitatori (ne sono previsti 30 per Milano, 60 per Shanghai 2010, 8 per Torino), e possono essere utilizzati, se opportunamente progettati e programmati, come leva per un processo di riorganizzazione urbana e di un'area più vasta. La posta in gioco per il 2011 e 2015 potrebbe appunto essere questa: Torino e Milano organizzano questi due appuntamenti insieme, cogliendo l'occasione per presentare un'idea dell'Italia, delle sue capacità, delle sue intenzioni, della sua volontà di offrire al mondo alcune soluzioni per lo sviluppo. E offrendo un qualcosa di ancor più duraturo: la riorganizzazione di un'area vasta che si candida a divenire luogo di scambio, di incontro, di servizio al centro dell'Europa, in grado di far interagire il vecchio continente oggi unificato con il Mediterraneo e i Paesi che si affacciano su un mare che ha visto nascere e svilupparsi le più grandi civiltà. Naturalmente coinvolgendo Genova e la Liguria come fattore indispensabile di questa nuova vocazione, come naturale e strategico punto di connessione con il bacino mediterraneo. Giuseppe De Rita, sul Corriere della Sera, ha sostenuto che "Milano deve capire che una Expo vale solo se innesca processi socio-economici a tempo medio lungo e nel futuro delle comunità locali circostanti, senza fermarsi alle settimane di eventi: non è il richiamo dei visitatori che conta, è l'avvio di una lenta evoluzione complessiva del territorio". De Rita quindi auspica la creazione di una piattaforma di infrastrutture e servizi funzionali alla vitalità economica di un'area vasta cui si farà riferimento per "garantirsi l'inserzione nei grandi processi geopolitici attuali". È per questa ragione che ai temi ufficiali che verranno sviluppati nel 2015 (Nutrire il pianeta, energia per la vita) e nel 2011 (Esperienza Italia: un anno per rivivere il passato, discutere del presente, sperimentare un futuro per l'Italia), occorre aggiungere questa nuova proposizione: il Nord ovest dell'Italia si propone come luogo di incontro e scambio dei saperi, delle conoscenze, delle tecnologie al servizio di uno sviluppo sostenibile, compatibile con le nuove esigenze, con le aspettative di quella parte del mondo che oggi si affaccia prepotentemente allo sviluppo e di quella parte che addirittura non riesce a garantirsi le risorse vitali. Il Nord Ovest diventa piattaforma logistica e sapienziale per lo sviluppo sostenibile. Una piattaforma in grado di unire tre mondi diversi che oggi ritrovano nel Mediterraneo il loro punto di incontro: l'Europa tecnologica, l'Africa affamata di tutto, l'India e la Cina che possono utilizzare le rotte navali del Mediterraneo sostituendole a quelle dei mari del Nord, a condizione di trovarvi un'assistenza logistica adeguata e più conveniente. Questa nuova e strategica funzione di piazza e piattaforma di scambio, deve essere sostanziata in un Piano di sviluppo integrato delle tre regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia) che dalla Tav al Terzo Valico, da Malpensa alla rete degli aeroporti cittadini, dalle Università ai centri di ricerca, dalle azioni commerciali alla valorizzazione dei Beni culturali fino alle politiche turistiche e di accoglienza sappia disegnare e presentare un insieme territoriale coerente e funzionale al suo nuovo ruolo. Piano che per la sua realizzazione deve fare leva su questi appuntamenti per superare resistenze di ogni genere, deficit procedurali, particolarismi inutili. Consci del fatto che questa opportunità non si ripeterà più, almeno per i prossimi cinquant'anni. Un piano così ambizioso per essere realizzato ha bisogno di una classe dirigente politica ed economica capace di avere visioni generali e di saper agire pragmaticamente, e non solo per suggestioni pubblicitarie. Candidare un luogo del mondo a diventare uno dei suoi centri nevralgici è un'impresa titanica che per essere realizzata deve riunire subito gli attori protagonisti del processo. Una prima risposta politica positiva e, questa volta, molto tempestiva, è data dall'Assemblea delle Province del Nord Ovest (venticinque) che si è riunita a Torino il 23 aprile per affrontare insieme il percorso verso Expo 2015. Relatori i presidenti delle Province di Milano, Torino, Genova, Como. L'iniziativa è tempestiva, l'obiettivo specifico comune lanciato per il 2015 direi minimalista. L'ipotesi è di presentare il Nord Ovest come la "nuova food valley italiana" sviluppando azioni di rete per il rafforzamento delle politiche agroalimentari all'interno dell'area. Troppo poco per un'area che ospita 15 milioni di cittadini, 1milione e quattrocentomila imprese, 7 milioni di lavoratori altamente qualificati. Ermanno Marocco, architetto, ha diretto l'Agenzia di accoglienza e promozione turistica dell'area metropolitana Turismo Torino. È stato dirigente e consulente per operatori turistici e imprese editoriali. 01/05/2008.

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<Lo sciopero? Se lo conosci lo eviti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-05-2008)

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Cronaca Regionale Pagina 106 "Lo sciopero? Se lo conosci lo eviti" Ugo Multineddu racconta la sua azienda senza sindacato --> Ugo Multineddu racconta la sua azienda senza sindacato Il diritto di sciopero secondo lo storico imprenditore sassarese. Che, a 81 anni compiuti, dice: "È un danno per tutti". DAL NOSTRO INVIATO PAOLO PAOLINI SASSARI Da Sedilo a Oristano viaggiavano in quattro: "Io con babbo, carretto e cavallo. Compravamo anfore e beni di prima necessità da rivendere nella nostra zona, la trasferta durava otto giorni, ritorno compreso". Ugo Multineddu ha 81 anni, "in euro quaranta e mezzo", e ha smesso da un pezzo di fare il venditore ambulante per diventare il re dei supermercati di Sassari. Alla sua corte quattrocentosessanta dipendenti fissi, altri quaranta nelle cooperative che si occupano delle pulizie e neppure un sindacalista: "Sono amico di tutti, ma certa gente non la voglio nelle mie aziende, altrimenti preferisco chiudere". Fama di duro e qualcosina di più, ha sollevato le serrande del primo market nel 1961: "In quegli anni ero inesperto, anche nei rapporti col personale. Però una cosa l'ho sempre avuta chiarissima: non è giusto scioperare. Provoca danni a tutti, anche ai lavoratori. Ci vorrebbero altri sistemi per raggiungere un accordo". Non che il problema l'abbia mai sfiorato: "Sono amico dei miei dipendenti e infatti nessuno si è mai sognato di scioperare, forse perché sono legati all'azienda, li pago puntualmente". I rapporti con le rappresentanze sindacali aziendali? "Francamente nessuno ha mai tentato di costituirne una. Anzi sì, è accaduto così tanti anni fa che quasi l'avevo dimenticato. Arrivarono nel mio supermercato due sindacalisti che tentarono di convocare un'assemblea durante l'orario di lavoro. Dissi: "Per cortesia, adesso non si può". Furono talmente insistenti che fui costretto a mandarli via. A quei ritmi avrei chiuso l'azienda, è un sistema che non mi appartiene". I suoi dipendenti sono iscritti al sindacato? "In tutto una decina, e solo perché si fanno fare la denuncia dei redditi". Però avrà avuto qualche vertenza con i sindacati. "Il compito del sindacato è difendere i lavoratori facendo da tramite tra imprenditore e dipendenti, senza usare la forza, la minaccia". L'hanno denunciata? "Io ho licenziato due dipendenti che rubavano e uno che ha superato il periodo di malattia massimo previsto dalla legge. E mi risulta che loro siano andati a raccontare versioni fantasiose dei fatti. Comunque il giudice mi ha sempre dato ragione". I fannulloni? "Sono pochi, una media fisiologica è il 5 per cento. Però ho anche dipendenti che sono attaccati all'azienda come fosse loro. Io mi sono sempre divertito lavorando, prima anche diciotto ore al giorno, adesso mi fermo a dodici, e per fortuna c'è tanta gente che la pensa come me". Quant'è lo stipendio di un commesso? Solleva la cornetta e gira la domanda a un contabile. "Millecento euro". E secondo lei come campa con quella somma? "Dipende dal suo tenore di vita. Se è normale, non ha problemi. Se deve comprare la macchina, questo e quest'altro, allora il discorso cambia". Gli imprenditori incapaci? "Parecchi. Al giorno d'oggi sono una minoranza quelli che sanno fare il loro mestiere". Quelli che campano di contributi? "Nel commercio non è possibile, negli altri settori sono tantissimi, inseguono leggi e leggine che assicurano finanziamenti regionali, nazionali ed europei". Iscritto a un'associazione di categoria? "Confcommercio". Soddisfatto? "C'è qualcosa di buono, ma dovrebbe fare molto di più". Quanto pesa la politica nei suoi affari? "Nulla, anche meno. Sono amico di tutti i politici, ma ammiro Gavino Sale. Sono per l'indipendenza della Sardegna, saremmo dovuti essere i più ricchi d'Italia, invece abbiamo rinunciato all'agricoltura. Io sono anche per costruire, ma con criterio. Avete presente Porto Cervo?" Negozi aperti anche durante le feste? "Sempre, domeniche e festivi compresi, magari lascerei chiuso a Natale e Pasqua". L'Alitalia? "Era una compagnia sana, ora non sta in piedi. Vorrei che fosse salvata, ma non con i soldi dei contribuenti, magari privatizzandola e dotandola di manager adeguati". Cattolico? "Sì". Per il Vangelo la ricchezza è un peccato. "Sono ricco di altre cose, non di soldi, quindi non sento di commettere un peccato mortale. E poi se uno lavora, anche se è cattolico, ha diritto a ricevere un compenso adeguato". Se rinascesse dipendente dei Multimarkets, troverebbe la prima scusa utile per licenziarsi? "Continuerei a fare questo lavoro per sempre". (9 - fine).

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Alitalia, le prenotazioni tornano a crescere (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

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La compagnia di bandiera Il sindacato dei piloti: "Segnali positivi dal mercato straniero". Ma è grande l'attesa per i prossimi passi del governo 05/05/2008 roma. È una "fase di necessaria attesa" per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una nuova soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo ha sottolineato ieri il leader dei piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento estremamente delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di fiducia. "Siamo in ripresa", dice, dopo "un momento drammatico per il crollo delle prenotazioni". Un nuovo fronte di crisi, con le prenotazioni in calo di oltre il 40%, che si era aggiunto nelle ultime settimane ad una situazione economica sull'orlo del commissariamento. Colpa del clima di sfiducia "innescato dal ripetersi di annunci allarmanti" che ha portato ad un calo di prenotazioni "significativo da parte dei tour operator stranieri, che non si fidano per l'instabilità della situazione. Le prenotazioni dei clienti italiani sono invece rimaste quasi le stesse". Segnali positivi, dice Berti, arrivano anche da nuove iniziative: "Di solito fanno fatica a partire. Il nuovo volo per Los Angeles, invece, registra ottimi risultati. Certo - avverte Berti - bastano un annuncio negativo o dichiarazioni istituzionali mal gestite a fare grosse danni". Alitalia attende il nuovo governo ed un nuovo piano con tempi di sopravvivenza che restano strettissimi. La boccata d'ossigeno del prestito ponte del governo per 300 milioni, su cui pende ancora il rischio di una bocciatura di Bruxelles, "non può servire a rilanciare l'azienda così comèè oggi", dopo la ritirata di Air France "deve servire a costruire una nuova soluzione". Nell'attesa di nuovi potenziali acquirenti l'azienda preme per portare avanti le misure di ristrutturazione previste dal piano di sopravvivenza messo a punto la scorsa estate. I sindacati hanno risposto che in questa fase di transizione sarebbe inutile e dannoso: "Ci preoccupa molto il fatto che si stia procedendo ad una eccessiva razionalizzazione, fermando 37 aerei nel 2008. È lo stesso numero previsto da Air France, ma in quel caso era nell'ambito di un progetto, c'era una logica, mentre in una situazione di incertezza sarebbe un controsenso: oggi non c'è un piano, non c'è un obiettivo, si rischia solo di favorire la concorrenza". E perdere oggi quote di mercato sarebbe "una cosa drammaticamente pericolosa". Tornare al tavolo a discutere di esuberi? "Assolutamente non se ne parla - dice Berti -. Se qualcuno crede che il progetto Air France non c'è più ma si può andare avanti nelle razionalizzazioni si sbaglia: è un errore delle relazioni sindacali, ma soprattutto un errore di strategia industriale". 05/05/2008.

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Dove si giocherà la "luna di miele" (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Sondaggi&Dintorni Dove si giocherà la "luna di miele" di Galùp Oltre il 70% degli italiani in età di voto esprime la fiducia che, questa volta, il governo che Silvio Berlusconi presenterà al Capo dello Stato la prossima settimana saprà operare tutti i cambiamenti necessari per sradicare dall'Italia quei comportamenti permissivi sulla sicurezza e lassisti in campo economico/lavorativo che contrassegnano da circa un secolo la storia patria. Ed addirittura oltre il 90 per cento del 70 per cento di cui sopra è sicuro che entro i primi tre mesi il governo Berlusconi riporterà in vigore la legge Bossi-Fini sull'immigrazione, chiuderà la partita Alitalia senza ulteriori aggravi per i contribuenti e le casse dello stato, rimetterà al suo posto il fisco spione e occhiuto voluto dal viceministro del centrosinistra Visco ed infine darà il via ad una serie di grandi opere, in primis l'alta velocità ferroviaria, piano case per i giovani e famiglie a reddito medio basso, infrastrutture per l'Expò di Milano del 2015 grandi opere che faranno schizzare verso l'alto i valori della crescita economica e della creazione di nuova occupazione. Giova ricordare che queste opinioni, in caso i vittorie elettorali molto pesanti da parte di un leader politico, sono sempre state riscontrate in ogni parte del mondo sia accaduto e sempre si riscontreranno. Gli elettori pensano ai poteri taumaturgici del leader. Se però questi poteri non si manifestano ecco il crollo di popolarità, come è accaduto al presidente francese Sarkozy, salvo poi la curva riprendere a risalire. In Istituto abbiamo l'impressione, fortificata dai focus group condotti lungo l'asse pedemontano dall'ottimo nostro preziosissimo dottor Otto Sacher, che i capitoli sicurezza/immigrazione illegale e Alitalia/Malpensa saranno quelli si cui si giocheranno la luna di miele e i cento giorni del nuovo governo.

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<Nessuno riuscirà a farci prigionieri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)

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Elezioni politiche dell'11 maggio: Bruxelles promette l'"Associazione alla Ue" se vincerà la parte 'europeista'. La Serbia reagisce "Nessuno riuscirà a farci prigionieri" Alla vigilia delle elezioni di domenica, spunta improvviso anche un megacontratto della Fiat per acquisire la Zastava Ennio Remondino Belgrado L'amico serbo mi spiega che si tratta di Vuci za nos: traduzione letterale, "tirare per il naso", significato comune più volgare, nel senso di prendere in giro, o anche, di promessa elettorale. Passando dalle lingue agli esempi, la "cordata italiana" per Alitalia prima delle elezioni, è stata una Vuci za nos d'alta scuola. "L'accordo di Stabilizzazione e Associazione con l'Unione europea promesso alla Serbia e firmato dal Presidente Tadic e il mega contratto Fiat per l'acquisizione della Zastava, sono semplicemente Vuci za nost", conclude Miodrag, smaliziato dalla scuola del tirate per il naso del vecchio Milosevic. Non perché la Fiat "tiri per il naso" qualcuno, quanto per i modi e i tempi di un accordo tutto ancora da definire nei dettagli d'investimento e nei risultati di occupazione, si preoccupa di spiegare l'amico che di lavoro e benessere n'avrebbe tanto bisogno. A tirare per il naso, insomma, i politici locali, quelli più vicini all'Unione europea, nella sfida elettorale decisiva dell'11 maggio. "Ci tirano per il naso" La memoria corre a un episodio analogo, meno clamoroso, che ha segnato la vigilia di un'altra tornata elettorale serba importante. La partita per la Presidenza della Repubblica del 3 febbraio di quest'anno. In corsa gli stessi protagonisti di oggi: il "filo europeista" doc Boris Tadic, l'ultranazionalista Toma Nikolic, e l'enigmatico premier uscente Vojslav Kostunica, moderatamente conservatore e moderatamente nazionalista - è stato nel 2000 il protagonista della cacciata di Milosevic -, ma pur sempre europeista anche lui, che sarà ancora una volta l'ago della bilancia. Allora come oggi, la questione Kosovo al centro di ogni considerazione politica. Tutti, a parole, contro la secessione del Kosovo albanese, alcuni disposti a tutto, anche all'isolamento europeo occidentale, per contrastarlo (Nikolic e Kostunica), altri disponibili a un compromesso con l'Unione che ha deciso con gli Stati uniti la creazione del Kosovo albanese (Tadic). Era il giovedì dell'ultima giornata di campagna elettorale. Tadic che si precipita di prima mattina in Kosovo a rincorrere voti destinati a Nikolic. Nel pomeriggio, comizio conclusivo sulla piazza di Belgrado. In mezzo, a sorpresa, "pranzo di lavoro" con una delegazione industriale italiana. Soltanto il tempo di una serie di strette di mano per fotoreporter e telecamere, e via a correre. Allora si trattava di scarpe. Le prestigiose Geox della traspirazione sportiva. A Belgrado era arrivato persino il proprietario Mario Moretti Polegato. Una semplice intenzione di decentramento produttivo che sui telegiornali serbi della sera diventa un accordo industriale definito, con 50 milioni di investimento e 3 mila 500 posti di lavoro. Resta da dire che al momento le Geox, in Serbia, esistono soltanto nei negozi delle griffe europee di Knez Mihailova. Nessuna fabbrica, nessun investimento. Speriamo che con la Fiat sia una cosa diversa. La Vuci za nos dell'Unione europea è più trasparente. Basta spulciare tra comunicati, agenzie, dichiarazioni. Il più diretto è stato il collega Alvise Armellini, di Apcom. "Alla fine l'assist della Ue a favore degli europeisti in Serbia in vista del voto dell'11 maggio è arrivato. Ma si tratta di un regalo congelato", scrive Armellini, ricordando che tutto resta vincolato alla consegna del latitante Ratko Mladic. "In termini pratici, quindi, non cambia molto", è la conclusione. Un regalo congelato "Assist" e "regalo congelato": dal calcio alla gastronomia per dirci di un'interferenza internazionale a favore di una parte politica all'interno di uno stato sovrano che, se proclamata ai quattro venti, diventa atto di alta diplomazia. La stessa Marisa Ortolani, dell'Ansa, nella sua cronaca puntuale parte dalla "notizia". "A meno di due settimane dalle elezioni politiche serbe dell'11 maggio, che decideranno anche la futura collocazione internazionale della Serbia ..." Le elezioni, il movente delle decisioni Ue. Altrettanto trasparenti le reazioni politiche. Xavier Solana, capo della diplomazia Ue ed ex segretario Nato dei bombardamenti del '99 sulla Jugoslavia, definisce la trattativa "una storia di successo", e il cronista presente a Lussemburgo ci racconta che il politico spagnolo è apparso "commosso ed estasiato per il risultato". "L'accordo è una pietra miliare che segna l'apertura a un'eventuale candidatura per l'adesione", dichiara il commissario Ue all'Allargamento Olli Rehn. Pietra miliare ma eventuale. Siamo tornati alla "pre-prima pietra" dei cinegiornali italiani degli anni '60. Si radicalizza la divisione politica Decisamente più esplicite le reazioni serbe. "La Serbia non intende restare prigioniera del passato - dichiara il presidente Tadic - ma neppure dei conflitti sulla sovranità territoriale originati con la separazione del Kosovo". Controlettura da parte del premier uscente Kostunica: "Diciamo alla Nato e a tutti i Paesi dela Ue che hanno riconosciuto il Kosovo, che questa firma illegale di Tadic non può essere interpretata come quella della Serbia". Il partito radicale di Nikolic parla addirittura di "Sigillo di Giuda". Radicalizzazione dello scontro politico insomma, con le posizioni dell'ex alleato Kostunica ormai in rotta di collisione con la politica di Tadic. Difficile immaginare di rivederli assieme. Cosa rischia di accadere, in queste condizioni, in Serbia? Ci affidiamo ai sondaggi elettorali del CeSID, il "Centro studi per le libere elezioni e la democrazia", finanziato con 2,4 milioni di euro dalla Commissione europea: fonte insospettabile di parzialità anti occidentale. Primo partito, i radicali di Nikolic col 37%, insegue a quasi il 36% la coalizione di quattro diverse formazioni attorno al presidente Tadic. Terzo e decisivo, il partito democratico serbo di Kostunica, mentre sono accreditati a un 6-7% i socialisti e a un 5-6% i liberal-democratici di Jovanovic che il Kosovo lo volevano regalare agli albanesi da tempo. Conti di coalizione possibile presto fatti. Nessuno potrà correre da solo e neppure in coppia. Alleanze allargate e quindi complicate, con Kostunica decisivo. Col rischio che "l'assist europeo" si trasformi in un clamoroso autogol. (pagina a cura di carla casalini ccasalin@ilmanifesto.it).

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I NUMERI PARLANO CHIARO (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 85 del 03-05-2008 STEFANO LIVADIOTTI Gli altarini della casta sindacale Cgil, Cisl e Uil: l'ottava azienda privata italiana I NUMERI PARLANO CHIARO di Valter Vecellio "Le allegre finanze del sindacato: la sola CGIL ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono settecentomila, sei volte più dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l'anno". Di cosa si tratta? Dello "strillo" di un libro da leggere, e proprio per questo forse non viene segnalato: "L'altra casa. L'inchiesta sul sindacato. Privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale", di Stefano Livadiotti (Bompiani, pagg.236, 15 euro). Livadiotti scrive per "l'Espresso", e da oltre vent'anni si occupa di politica e di economia. Picchia forte fin dalle prime pagine: "I numeri parlano chiaro. E spiegano che Gugliemo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, insieme ovviamente ai loro predecessori, sono riusciti nella straordinaria impresa di dilapidare il patrimonio di credibilità conquistato negli anni dalle loro insegne?L'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di farsi carico degli interessi generali del paese, agli occhi degli italiani si è dissolta ormai da tempo. Lasciando il posto a quella di un'arrogante casta iperburocratizzata e autoreferenziale che sotto la guida di funzionari in carriera sollecitati dalla voglia del grande salto nel mondo della politica, ha via via perso il contatto con il paese reale. Un apparato che, presentandosi come legittimo rappresentante di tutti i lavoratori, in nome di una concertazione degenerata in diritto si veto pretende di mettere becco in qualunque decisione di valenza generale. E che in realtà fa gli interessi dei soli suoi iscritti, sempre più marginali rispetto al sistema produttivo nazionale, ai quali sacrifica il bene collettivo, mettendosi ostinatamente di traverso a qualunque riforma rischi di intaccare uno status quo fatto di privilegi?" (pagg.5-66). Andiamo a rileggere pagine ormai ingiallite di quotidiani e di riviste, per recuperare la memoria degli insulti e delle "scomuniche" che venivano scagliate contro chi "osava" dire quello che Livadiotti dice oggi? Nel migliore dei casi ci si guadagnava una patente di provocatore, di nemico del popolo lavoratore, di farabutto di cui diffidare. Vorrà però dire qualcosa che un sondaggio commissionato da www.lavoce.info, il sito coordinato dall'economista Tito Boeri, rivelava che solo il 5,1 per cento degli interpellati si sentiva adeguatamente rappresentato dal sindacato. Il 61,6 per cento si dice invece convinto che il sindacato non faccia i suoi interessi. L'autore de "L'altra casta" fa sua la riflessione del professor Bernardo Giorgio Mattarella, docente di diritto amministrativo: "La base sindacale rispecchia sempre meno l'articolazione della società e coincide sempre meno con le categorie più deboli: la frammentazione e competizione tra sindacati rende poco conveniente per il singolo sindacato, farsi carico degli interessi generali, rischiando di perdere iscritti". Merita un ideale rogo, il libro di Livadiotti. Si racconta infatti di Pubblica Amministrazione e di Alitalia, di ferrovie e di mercato del lavoro; è impressionante l'elenco "breve", delle proposte per cercare di risolvere questi casi, che nel solo 2007 sono state cassate dai "Signori NO del sindacato", con un riflesso reazionario condizionato che scatta perfino quando, nello stallo del contratto delle tute blu, la FIAT concede anticipi di trenta euro agli operai: decisione definita "ridicola" e "sciocca" da Gianni Rinaldini, leader della FIOM; "ostile" e "grave" da Giorgio Caprioli leader della FIM-CISL; "violenta" da Paolo Nerozzi segretario generale della CGIL; "risibile" dal segretario della UIL Angeletti. Stessa reazione quando è stato Diego Della Valle a concedere un premio di 1.400 euro ai suoi 1.600 dipendenti. La conferenza stampa immediatamente convocata dal sindacato era all'insegna di: "Per un Tod's di pane. L'altra faccia di Diego Della Valle". La CGIL ha parlato di "provocazione", sostenendo che Della Valle ha "una concezione padronale, tipicamente ottocentesca". Naturalmente poi non ci si deve stupire se operai e dipendenti in genere si ritrovano più nelle proposte degli imprenditori che in quelle del sindacato, e se quando si deve andare a votare si riconoscono più in Berlusconi e Bossi che in Veltroni. Tutto da leggere, poi il capitolo relativo alle "allegre finanze dei sindacati italiani". Si racconta come le tre confederazioni siano "l'ottava azienda privata italiana. Hanno un apparato tentacolare, dove solo i dipendenti diretti sono ventimila. E' un fatturato da multinazionale, alimentato da un sistema occulto di finanziamenti statali. Ecco perché si sono sempre rifiutate di rendere pubblici i loro bilanci...Un miliardo. E' la cifra che aziende ed enti previdenziali versano ogni anno a CGIL, CISL e UIL trattenendola da stipendi e pensioni degli iscritti. Che spesso, magari senza saperlo, continuano a pagare per molti mesi anche dopo aver ritirato la loro delega al sindacato". Si racconta, nel libro di Livadiotti, della "miniera d'oro" costituita dai Centri di assistenza fiscale ("una montagna di soldi, tutti esentasse"); della "riserva di caccia costituita dai patronati ("Hanno il monopolio delle pratiche con gli enti previdenziali, che vale un giro d'affari da 350 milioni l'anno al riparo da tasse e controlli. E, in particolare, si raccomanda la lettura del capitolo "Casa mia, casa mia". Perché è sacrosanto inveire e mobilitarsi contro l'invereconda disposizione che esenta dal pagamento dell'ICI le proprietà degli enti ecclesiastici; però se fa torcere le budella che non paghi l'ICI qualsiasi immobile su cui sia stato apposto un crocefisso, analoga reazione si dovrebbe avere quando a non pagare sono proprietà del sindacato: "Le confederazioni sindacali sono tra le maggiori proprietà immobiliari italiane. Possiedono centinaia di migliaia di metri quadrati. Li hanno ricevuti in regalo alla fine degli anni Settanta dallo Stato. Che le ha pure esentate dal pagamento dell'ICI". Il sindacato non paga l'ICI perché l'articolo 7 (c'è sempre un articolo 7 di mezzo!) lettera I del decreto legislativo n.504 del 30 dicembre 1992, esenta dal pagamento dell'ICI gli immobili di enti non commerciali "destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive". Essendo, notoriamente, CGIL, CISL e UIL dedite ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, ecco perché non pagano. Ve lo ricordate Ichino, quando scrisse il suo "A che cosa serve il sindacato?". Già era costretto a vivere sotto scorta, per le minacce dei terroristi, che già avevano accoppato Massimo D'Antona e Marco Biagi. Quel libro venne letteralmente messo all'indice, dal sindacato: "Chi lo conosce lo evita", sentenziò su "Il Manifesto" il leader della CGIL funzione pubblica Carlo Podda. Questo di Livadiotti, che denuncia gli altarini della casta sindacale, si vedrà riservato, perlomeno, analoga scomunica. Ragione in più per leggerlo. Una dopo l'altra, le varie "componenti" della casta italiana vengono ben descritte e "raccontate": s'è cominciato con i politici, poi con quelle vaticane, i giornalisti, i magistrati; ora il sindacato. Fa ben sperare. E il silenzio ostile che accoglie questi libri-inchiesta è motivo di cauto ottimismo.

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Sindacati, si' al dialogo e stop alle morti bianche! (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 05-05-2008)

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Economia Sindacati, si' al dialogo e stop alle morti bianche! Roma, 5 mag. - Un 1 maggio dedicato alla lotta contro le morti sul lavoro, quello del 2008. A pochi giorni dal trionfo elettorale della coalizione di centro-destra guidata da S. Berlusconi, i sindacati dei lavoratori sono chiamati anche a prendere posizione nei confronti del nuovo governo. Tuttavia, alla manifestazione di Ravenna, sono stati tenuti dei discorsi apprezzabili, sotto più di un aspetto. Fa ben sperare la dichiarazione del leader della C.G.I.L., G. Epifani, secondo il quale "i governi vanno giudicati per le cose che fanno", dichiarando apertis verbis che non vi sarà nessuna preclusione né chiusura ideologica nei confronti dei provvedimenti emanati dalla nuovissima compagine ministeriale. Epifani ha poi individuato una lunga lista di problemi da affrontare e risolvere: sicurezza sul posto di lavoro, precarietà dell'occupazione, rinnovi dei contratti, riduzione delle aliquote su lavoro dipendente e pensioni. E, più in particolare, assicura "un'intesa di alto profilo sulla riforma contrattuale". Infine la richiesta a Confindustria di "espellere le imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza". Sul nuovo clima di dialogo (per quanto il termine "concertazione" non sia stato declamato) è andato più oltre il leader C.I.S.L. R. Bonanni: "Annunciamo che siamo tutti e tre d'accordo ad avviare una discussione per aprire una stagione nuova". E sulla riforma contrattuale ha auspicato un impegno di tutte le parti sociali: "Questo accordo aiuterà il Paese a condizione che anche gli altri facciano la loro parte". E L. Angeletti, leader U.I.L. ha rincarato: "Sulla riforma dei contratti daremo la risposta a chi ha accusato il sindacato di essere conservatore. Per noi cambiare il modello contrattuale non è una concessione ma una rivendicazione". E sul nuovo governo, all'unisono con gli altri sindacati: "Se farà cose positive per il Paese il dialogo sarà semplice". Infine ha chiesto al nuovo governo il "taglio delle tasse sui salari". Insomma, i sindacati italiani, dopo esser stati messi nell'angolo per aver causato la rottura della trattativa con AirFrance-KLM in merito all'acquisizione di Alitalia, cercano di cambiare registro: niente richieste di maggiori tutele, no alle pregiudiziali ideologiche verso il nuovo esecutivo di centro-destra. Dopo l'affondo della settimana scorsa da parte del Presidente in pectore di Confindustria, E. Marcegaglia (1), si potrebbe davvero aprire una fase di dialogo tra i maggiori partiti politici (P.D.L. e P.D.), le parti sociali e le istituzioni, che sarebbe benefico per il Paese. La maggioranza deve trovare il coraggio di varare quelle riforme strutturali in grado di incidere nel tessuto della nostra economia e della società, ma gli altri attori in gioco non debbono cavalcare - per un mero calcolo di ritorno in termini di consensi - le proteste di coloro i quali saranno colpiti dalle trasformazioni profonde. E' necessario, oggi più che mai, uno forzo condiviso, ed ognuno deve recitare al massimo e nella piena consapevolezza il proprio ruolo. Dopo le sfide vinte sui parametri di Maastricht e sull'ingresso nell'area dell'euro, ci attende un'altra sfida importante: far ripartire l'economia italiana, da un quindicennio almeno in rallentamento prima, ed in ristagno negli anni più recenti. Cosimo Magazzino (1) "La ricetta (giusta) di Marcindustria", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 220.

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Alitalia, un ponte verso il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

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Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 86 del 05-05-2008 Il "prestito ponte" voluto dal futuro premier non avrà l'ok dall'Europa Alitalia, un ponte verso il fallimento di Carlo Lottieri Alitalia avrà vita breve in attesa di un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di imprenditori italici. L'Ue è sempre più netta al riguardo, asserendo che non sarà possibile concedere quel prestito-ponte che con il consenso di Berlusconi il governo Prodi aveva predisposto nella speranza di tenere in vita un'azienda più che decotta. Una politica responsabile dovrebbe decretare la fine di Alitalia. Il che non sarebbe una tragedia. Anzi: aprirebbe nuovi orizzonti al nostro mercato. Come volevasi dimostrare: il progetto assai balzano di un prestito pubblico di 300 milioni di euro da concedersi ad Alitalia potrebbe non andare in porto, e la conseguenza di tutto ciò è che l'azienda non tirerà a campare qualche altra settimana in attesa di un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di imprenditori italici. L'Europa è sempre più netta al riguardo, asserendo che non sarà possibile concedere quel prestito-ponte (ma verso dove?) che con il consenso di Berlusconi il governo Prodi aveva predisposto nella speranza di tenere in vita un'azienda più che decotta. A Bruxelles rilevano che si tratta di un aiuto di Stato che falsa la concorrenza e che quindi è in contrasto con le norme europee. A questo punto un ceto politico responsabile non ha che una scelta: decretare la fine di Alitalia (che in fondo conosce lo stesso destino della belga Sabena e della svizzera Swiss Air) e aprire una pagina del tutto nuova nel trasporto aereo nazionale. Che sicuramente sarà migliore una volta che la pratica dell'azienda di Stato sarà del tutto archiviata. L'ostinazione con cui destra e sinistra hanno cercato di difendere Alitalia non ha infatti alcuna giustificazione. In tutti questi anni l'azienda pubblica ha distrutto risorse: ha tolto denaro alle imprese sane e ben gestite, ostacolando la loro presenza sul mercato, per finanziare quello che era solo un coagulo di privilegi. Oltre a questo, Alitalia ha frenato l'economia italiana con le tariffe esageratamente alte che essa ha potuto imporre su molte tratte: a partire dalla più importante, che è la Roma ? Milano. In tal modo, l'esistenza di Alitalia ha comportato un costo aggiuntivo su imprese e famiglie, dato il controllo dei cosiddetti slot (i permessi a volare) le ha permesso di tenere fuori dal mercato i concorrenti. Per questo motivo, quando si è deciso di privatizzare tale società si è sostenuto che ogni soluzione "non italiana" (francese, tedesca, americana o altro) fosse da preferire a una nazionale, dato che per soggetti più lontani dal nostro mondo politico sarebbe difficile continuare a detenere i privilegi goduti in questi decenni. Non c'è dubbio che la soluzione francese sarebbe stata una buona soluzione. D'altra parte, Air France era l'unica compagnia rimasta in gara. Ogni altro candidato era stato scoraggiato dalle assurde condizioni che il governo Prodi aveva voluto introdurre nel bando di vendita: soprattutto a tutela dei livelli occupazionali. Oggi come oggi, a meno di incredibili ripensamenti, i francesi non si faranno più vivi e non resta che archiviare l'azienda e lasciare a casa i dipendenti, ben sapendo che chi chiuderà Alitalia porrà le basi per un'Italia migliore: da più punti di vista. In primo luogo, senza Alitalia si sarà chiusa una delle falle che sono all'origine dell'alta tassazione e del debito pubblico. Per giunta, con la definitiva scomparsa della compagnia di bandiera sarà più facile immaginare un processo di vera liberalizzazione del mercato aereo. Ci sarà insomma maggior spazio per soggetti stranieri e anche per nuovi attori italiani, privati e in grado di stare in piedi da soli. Liquidare l'azienda di Stato non basta, certo, perché rimane aperto il nodo degli aeroporti, che continuano ad essere nelle mani dei partiti e vanno invece venduti quanto prima a privati, mettendoli in competizione tra loro: a partire da Malpensa e Linate, controllati dalla Sea, che dispone pure di oltre ad una quota rilevante (vicina al 50% delle azioni) di Orio al Serio. Quest'ultimo nodo è importante, ma è pur vero che senza Alitalia l'apertura del mercato sarebbe più agevole. Qualcuno enfatizza i "costi sociali" della liquidazione di Alitalia, ma anche qui bisogna intendersi. I lavoratori del trasporto aereo non sono minatori del Sulcis o braccianti calabresi: si tratta per lo più di professionalità che in questi anni sono state ben retribuite e che quindi possono far fronte a qualche momentanea difficoltà. Tanto più che, in Europa come ovunque, questo è un mercato in crescita e quindi i piloti, le hostess e gli altri lavoratori troveranno presto chi offrirà loro un nuovo posto. Il mercato italiano è molto interessante e ci sarà quindi chi si farà avanti per sostituire le rotte lasciate libere. Lo si è già visto a Malpensa, dove dopo tanti inutili strepiti sul ritiro di Alitalia dall'hub lombardo è apparsa in scena Lufthansa, che nel 2009 sposterà circa 2 milioni di passeggeri solo nello scalo milanese. Qualcosa di analogo accadrà pure a Fiumicino e in tutti gli altri aeroporti una volta che Alitalia non ci sarà più. In questo senso potrebbe essere interessante la posizione della Lega, che una volta che si è disgiunto il destino di Malpensa da quello della compagnia romana ha perso ogni interesse al salvataggio dell'azienda pubblica e ora dovrebbe far pesare i suoi voti per una soluzione che non comporti altri oneri per i contribuenti (che, com'è noto, sono concentrati soprattutto nel Nord dell'Italia). Bisogna infatti tenere presente che il prestito-ponte ad Alitalia era orientato verso il nulla: del tutto simile a quei ponti lasciati a metà che rendono così bizzarro il paesaggio di tante aree del Mezzogiorno. Le famiglie italiane ringrazino quindi l'Europa per essersi schierata, una volta tanto, a loro difesa e contro l'esosità di un fisco che sta togliendo ogni possibilità di futuro al Paese. C'è però pure l'eventualità che la nostra classe politica s'intestardisca nella protezione dell'esistente. Già si vedono all'opera gli architetti di soluzioni che vedrebbero intervenire aziende analoghe ad Alitalia (le Ferrovie dello Stato, ad esempio, come in un'ipotesi avanzata da Berlusconi medesimo). Se così fosse, non ci resterebbe che consigliare ai giovani di imparare bene l'inglese e andarsene presto, perché se nemmeno a questo punto si è in grado di fare la cosa giusta, questo vuol dire che il Paese è incamminato verso un destino senza speranze.

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Trasporti fra Stato e mercato (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

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Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 86 del 05-05-2008 L'indice delle liberalizzazioni dell'Istituto Bruno Leoni Trasporti fra Stato e mercato L'Istituto Bruno Leoni (Ibl) ha pubblicato nel 2007 un indice delle liberalizzazioni in Italia. Di fatto siamo "liberi a metà" secondo questo nuovo metodo di classificazione. Nello specifico, i settori del trasporto aereo e ferroviario sono rispettivamente liberalizzati al 66% e al 49%. Dunque ci ritroviamo con un trasporto aereo prevalentemente concorrenziale e affidato alle dinamiche del libero mercato, ma con un trasporto su rotaia ancora in gran parte nelle mani del monopolio statale. Secondo l'analisi dell'IblI due settori hanno il grave difetto dell'interesse politico in aziende operanti su di un mercato: Alitalia e Trenitalia non sono due esempi di gestione aziendale di successo. Il trasporto ferroviario non conosce una vera concorrenza, nonostante la liberalizzazione del trasporto merci imposta dall'Unione Europea. In Italia la liberalizzazione tarda a mostrare i suoi benefici effetti, in quanto l'operatore dominante ha una posizione alquanto strana. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un'istruttoria che potrebbe cominciare a dare il primo debole segnale di concorrenza alle aziende che operano nel settore. Un'altra notizia importante per il settore è l'approvazione del terzo pacchetto ferroviario da parte del Parlamento Europeo che dovrebbe aprire alla concorrenza dal 1° Gennaio 2010 il mercato del trasporto passeggeri. Il settore del trasporto aereo, ha conosciuto una buona liberalizzazione grazie alle direttive comunitarie ad inizio anni '90. La crescita del trasporto aereo è stato un successo dovuto all'apertura dei mercati europei. Sono potute svilupparsi nuove compagnie con un business completamente diverso dai vettori tradizionali: le low cost. Il trasporto ferroviario passeggeri e merci, al contrario, è stagnante da molti anni.

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

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E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Scritto in Varie Non commentato " (17 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (116 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (85 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (125 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (51 votes, average: 1.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (55 votes, average: 1.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (95 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (221 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni xpas: Ah, mi scusi ancora Sig. Pietro.b, sempre a proposito di ignoranti, peraltro nella consapevolezza che la... Paolo: Le priorità per Roma sarebbero tante e tali che farne un elenco risulterebbe difficile. Si possono comunque... xpas: x Pietro b. Mi pare che ad arrabbiarsi sia stato Lei, io, mi sono limitato a rispondere in modo puntuale ad una... Ivan: Perchè non togliere almeno il divieto di cumulo pensione-lavoro? Humphrey Blogart: Senti pierino, non voglio perdere tempo con i casi clinici terminali da travaso biliare post... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Consumi, ribasso peggiore degli ultimi tre anni: -1,7%Fisco, Garante: Agenzia entrate non poteva diffondere on line i datiMeredith, Guede rivela: "Lite per 250 euro"Londra, Gascoigne tenta di uccidersi in albergoBirmania, si temono 15mila morti Verona, confessano altri due aggressori Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. 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Caselle punta su un tris per viaggiare "low cost" - diego longhin (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Torino Caselle punta su un tris per viaggiare "low cost" Si avvicina il volo per New York: due collegamenti, uno diretto l'altro con scali intermedi DIEGO LONGHIN "Stiamo discutendo con tutte le principali compagnie". I vertici dell'aeroporto di Caselle non si vogliono sbilanciare e soprattutto, in una fase delicata, non vogliono bruciare le trattative aperte con i diversi vettori a basso costo. Ma tra la miriade di compagnie sembrano emergere tre nomi. Tre low cost nazionali che potrebbero puntare ad aprire una base al Sandro Pertini. In pole position ci sarebbero la Blu-Express, che ha appena inaugurato i collegamenti da Torino a Roma, la Wind-Jet, interessata ai collegamenti Nord-Sud, e Volare. Per il presidente di Sagat, Maurizio Montagnese, e l'amministratore delegato, Biagio Marinò, l'apertura di una seconda base, a Caselle si è già stabilita AirOne, è una priorità. L'obiettivo è partire con due aeromobili del vettore che deciderà di scommettere sulla Mole. Macchine che consentirebbero di aprire una decina di rotte, nazionali ed internazionali, tra cui Atene, Istanbul, Berlino, Barcellona, Praga e Madrid. "Noi siamo pronti - spiega Montagnese - abbiamo sia le strutture sia le risorse a disposizione per sostenere lo start-up di questa seconda base. I contatti con le compagnie sono a buon punto e presto decideremo con chi andare". Dalla rosa non sono escluse nemmeno i vettori internazionali, come la RyanAir e la EasyJet, ma Sagat vuole puntare ad una presenza stabile, preferendo allacciare rapporti con low-cost affidabili, che decidano di investire su Torino, senza annunciare la chiusura di una rotta da un giorno all'altro per spostare le macchine su un collegamento che appare più conveniente su un altro scalo. E poi le strategie di RyanAir e EasyJet sembrano orientate verso altri aeroporti. Con l'apertura della base i vertici dello scalo torinese contano di mettere una seria ipoteca sull'obiettivo nuovi passeggeri che si sono dati nel piano pluriennale: 1 milione entro quattro anni con una crescita media del 4,7 per cento, anche se si tratta di cifre al ribasso, stimate prima dell'arrivo del low cost su Roma che, da solo, potrebbe macinare tra i 150 mila e i 200 mila nuovi transiti all'anno. Oltre al vettore a basso costo Sagat punta ai collegamenti intercontinentali. In testa alla lista c'è New York e il sogno potrebbe diventare realtà nel giro di poco. Già Alitalia si era proposta per attivare il nuovo volo, ma viste le difficoltà della compagnia di bandiera, i vertici dell'aeroporto hanno sondato la disponibilità di altri vettori, facendo sinergia con le aziende interessate alla rotta, in testa Gm. "Siamo a buon punto", dice Montagnese. L'idea è quella di due collegamenti a settimana con la Grande Mela, uno diretto, l'altro con due passaggi intermedi. Nei piani di Sagat c'è anche l'acquisizione di una quota di controllo di un secondo aeroporto, o nel Sud Italia o nei Paesi dell'Est Europa, forse Praga, e 11 milioni di investimenti nel 2008. Soldi che serviranno a rifare il look degli arrivi, oggi il percorso è troppo lungo, alla sostituzione di alcune scale mobili e alla creazione di due nuove aree sosta. In uno dei due parking sarà previsto un periodo gratuito di alcuni minuti. E poi la nuova rotonda per evitare ingorghi quando sarà aperto il nuovo stabilimento Alenia, società con cui Sagat cerca partnership sul fronte energetico.

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Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede possibilità di successo per la cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede "possibilità di successo" per la cordata italiana / Roma SOLDI Alitalia ha incassato il prestito ponte da 300 milioni. La compagnia di bandiera "ha ricevuto l'accredito disposto dal decreto legge 23 aprile 2008", firmato dal governo Prodi, che garantisce alla società l'operatività industriale. Ora la palla passa a Bruxelles, che dovrà valutare la legittimità dell'intervento. La Commissione europea ha fatto sapere a più riprese di non gradire la misura italiana, che salva Alitalia da fallimento. Il prestito ponte potrebbe inquadrarsi come un indebito aiuto di Stato contrario alle regole di comunitarie sulla concorrenza. Ieri il portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot ha evitato di commentare ricordando però che la Commissione continua ad attendere i chiarimenti richiesti a Roma. Il via libera di Bruxelles non è scontato e potrà decretare le sorti della compagnia di Alitalia. Che rimane sempre in attesa di un compratore dopo l'abbandono di Air France, Ieri il futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista incaricato di studiare la possibilità di una cordata italiana. "Sto giocando la partita Alitalia su invito di Silvio Berlusconi con grande entusiasmo - ha detto Ermolli al Tg3 Lombardia - e se sto continuando a lavorare a questa partita è perché qualche possibilità di successo la vedo". Il mosaico al quale Ermolli starebbe lavorando ogni giorno si compone di un tassello senza mai delinearsi completamente. Dopo Ligresti e Tronchetti Provera con il suo "chip" ieri è stato il turno della Findim della famiglia Fossati (Star) che ha dato la propria disponibilità. Il presidente della holding, Marco Fossati, ha spiegato al Corriereconomia che "ci è stato proposto e abbiamo dato la nostra disponibilità". Aggiungendo però che "il progetto è ancora allo studio e non sappiamo quale sarà l'entità della nostra partecipazione. Certamente non sarà rilevante: saremo uno tra i partner. Finora abbiamo solo detto: se c'è da partecipare, siamo pronti". La compagine di Ermolli si comporrebbe di venti o trenta industriali che dovrebbero mettere una parte del capitale necessario per l'acquisto di Alitalia. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche il futuro governo sarebbe alla ricerca di circa un miliardo di euro. Di questi un terzo verrebbero dalla cordata, appunto, mentre il resto, circa 800-900 milioni, potrebbero venire da Sviluppo Italia, l'agenzia per gli investimenti creatura del primo governo Prodi. Ma un miliardo non è una cifra sufficiente al rilancio completo della compagnia. Per sopravvivere serve l'alleanza con un partner industriale di peso. Dopo l'uscita di Air France sembra che l'attenzione si sia rivolta verso la tedesca Lufthansa. Che ieri, però, ha smentito contatti con la banca Unicredit (molto presente in Germania attraverso la controllata Hvb) proprio per esaminare il dossier Alitalia. ro.ro.

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Alitalia, Lufthansa appoggia la cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Tornano in pista i tedeschi In Germania avrebbero riaperto il dossier per la compagnia di bandiera, con il coinvolgimento di Profumo (Unicredit) 06/05/2008.

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Infantile e inutilegettare ogni colpasui venti mesidel governo Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo chiamavano miracolo il famoso Nordest fatto di un tessuto di piccole imprese che teneva testa alla globalizzazione, che prosperava felice seppure con l'aiuto della vicina Romania che consentiva di produrre a costi ridotti a un'oretta di volo dagli aeroporti veneti. Ora anche questo si è inceppato, il saldo tra imprese che nascono e imprese che chiudono nel Lombardo Veneto è negativo. Le aziende chiudono perché non ce la fanno più. La cura Prodi ha dato i suoi effetti, gli studi di settore, e le imposte che non sono aumentate ma solo per i politici, hanno raggiunto il proprio scopo e i diktat imposti dalla sinistra sindacale, che fino ad ora non era mai riuscita a mettere le mani sulle piccole imprese attraverso le organizzazioni sindacali come invece è riuscita con Alitalia, stanno funzionando alla perfezione. Non poteva essere altrimenti, il curriculum con il quale il passato presidente del Consiglio si è presentato agli elettori due anni fa era di tutto rispetto e il numero di imprese mandate in malora testimoniano una capacità senza precedenti di fare danni. Il Fmi afferma che anche il turismo in Italia è in profonda crisi ed è arrivato all'ultimo posto tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. La politica è riuscita a rovinare anche questo, per favore fermate questi incapaci prima che sia troppo tardi e prima che l'Italia venga superata da qualche nazione dove si vive con meno di un dollaro al giorno. Guido Mancinelli E-MAIL 06/05/2008 tax corner i quesiti su imposte e tasse avvocato SARA ARMELLA Scrivere a: Il Secolo XIX piazza Piccapietra 21 rubrica: Tax Corner - 16121 Genova fax. 010 5956060; e-mail: taxcorner@ilsecoloxix.it 06/05/2008 Beh, mi sembra che sia stato accontentato, no? Gli incapaci sono stati fermati, ora tocca ai capaci. Vedremo. Ma rimane un mistero che non riesco a dissolvere: ma cosa è mai stata davvero la "cura Prodi"? In 20 mesi di governo come è riuscito Prodi a ridurre il Paese alle pezze? Con quali atti, con quali leggi e decreti - le sarei grato se mi fornisse numero e data di approvazione. È un mistero che il governo accusato da una parte di aver favorito solo le aziende - e in effetti abbiamo una certa quantità di decreti e leggi con i loro numeri e date - sia contemporaneamente accusato dell'opposto. Quello che penso del passato governo l'ho scritto su queste pagine non una, ma diverse volte e con una certa crudezza, ma non mi piace - lo trovo infantile e inutile - trasformarlo nell'ultima epidemia di peste bubbonica, e scaricargli addosso tutto il repertorio degli improperi, neanche fosse stato quello che certo non è stato: un governo di decisionisti che ha cambiato con le sue decisioni il volto del Paese. Forse ci sono cause un po' più complesse e profonde di 20 mesi di governo che possiamo prendere in considerazione per decifrare la crisi del Paese. Magari se ci lavorassimo con zelo e chiarezza potremmo addirittura cambiare le cose. Gian Antonio Stella dopo "La Casta", così apprezzato, ha appena pubblicato "La Deriva", dove si analizza la complessità dei molti fallimenti del Paese e dei suoi molti elementi recessivi. Ci dia un'occhiata, scoprirà qualcosa in più sul nord est e sul sud ovest, sul mezzogiorno e sulla mezzanotte. 06/05/2008.

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Capuozzo intervista direttore di <Le Figaro> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE In breve DOMANI AL DAL VERME Capuozzo intervista direttore di "Le Figaro" La stampa francese sbarca a Milano. Toni Capuozzo, domani alle 17 al teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, intervista Etienne Mougette, direttore di "Le Figaro". Molti i temi in programma: l'Italia vista dalla Francia; il caso Alitalia; il problema immigrazione; la nuova destra. Al dibattito-intervista saranno presenti anche Francis Morel, ad del gruppo Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint, vice direttore generale del gruppo Figaro. NECROLOGIO - è deceduto all'età di 88 anni, Lorenzo Ricolfi che per 27 anni ha lavorato come impiegato al Corriere della Sera. I funerali si svolgeranno oggi alle ore 9 presso la Chiesa di San Cipriano a Milano. Ai familiari le condoglianze della Rcs Quotidiani.

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ROMA - Boccata d'ossigeno per Alitalia. La compagnia di bandiera ha infatti ricevuto ie (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - Boccata d'ossigeno per Alitalia. La compagnia di bandiera ha infatti ricevuto ieri l'atteso accredito di 300 milioni di euro del prestito ponte. Assegno "staccato" dal ministero dello Sviluppo economico che consentirà un'autonomia di circa 4-5 mesi. In attesa che si formi la "cordata italiana" a cui sta lavorando da settimane Bruno Ermolli. Il superconsulente ha incontrato ieri Silvio Berlusconi ad Arcore proprio per fare il punto. E illustrare la lista degli imprenditori che hanno manifestato la propria disponibilità di massima ad intervenire: Salvatore Ligresti, Marcellino Gavio, Marco Tronchetti Provera, Mario Polegato, Giorgio Squinzi. Ancora da convincere il gruppo guidato da Gilberto Benetton e altri imprenditori del Nord. Ma "se continuo a lavorare a questa partita è perchè vedo qualche possibilità di successo", ha detto Ermolli al Tg3 Lombardia. Proprio sul fronte del prestito ponte, la Commissione europea ha preferito non commentare. Barrot si è limitato a rilevare che Bruxelles si aspetta "entro il 19 maggio" i chiarimenti chiesti all'Italia sui dubbi relativi alla natura del prestito e sull'eventuale presenza o meno di aiuti di stato incompatibili con le norme Ue. Insomma, una situazione fluida. E in questo quadro l'ufficio stampa di Unicredit ha precisato: "Non abbiamo avuto contatti con Lufthansa" per Alitalia. Una precisazione quasi d'obbligo in una fase delicata. O forse perchè è meglio confermare un incontro solo quando questo risulta decisivo. Lufhansa, del resto, che all'incontro ha partecipato, ha preferito non commentare. Un "no comment" non proprio in linea con la posizione della banca italiana. Secondo quanto risulta al Messaggero, al vertice di Monaco di Baviera tra Unicredit e Lufthansa, che si è tenuto nella sede centrale di HypoVereinsbank, non c'erano solo i "numeri uno" Alessandro Profumo e Wolfgang Mayrhuber. A loro fianco c'era - per Unicredit - Sergio Ermotti, che ha la responsabilità sulle divisioni markets & investment banking, corporate banking e private banking. E che riporta direttamente proprio all'amministratore delegato. E per i tedeschi di Hvb, Theodor Weimar, a capo dell'investment banking. Oltre, naturalmente, ai massimi dirigenti di Lufhtansa. Si è parlato, come era ovvio, di Alitalia e di come la compagnia di Colonia si sta orientando, in vista di un possibile sbarco in Italia. I tedeschi hanno illustrato la posizione, ribadendo che un intervento, benchè limitato, è subordinato a tre condizioni: mettere ordine nei conti di Alitalia, ottenere l'assenso dei sindacati, tracciare una linea di demarcazione netta tra la vecchia e la nuova Alitalia, magari creando una "bad company" dove far confluire le inefficienze strutturali. Compiti che dovrebbero spettare ai soci italiani. Vista la complessità della situazione è dunque comprensibile il riserbo della prima banca italiana. Del resto Unicredit, al momento, non ha avuto nessun mandato, nè formale, nè informale. Ma i contatti proseguono. Favorevole all'arrivo dei tedeschi come partner industriale, si è detto Fabio Verna, economista di area Pdl, che sta tessendo le fila della cordata romana che confluirà in quella di Ermolli. In queste ore Verna sta sondando i sindacati, partendo dall'Anpac di Berti e dalla Uil, per avviare un confronto costruttivo. Parallelamente ha ottenuto la disponibilità di una serie di imprenditori a scendere in campo: Massimo Ferrero (settore audiovisivi), Danilo Mariani (Industrie Riunite), Giorgio Fanara (biotecnologie). Giovanni Malagò, consigliere di Air One, ha confermato che "ci sono stati e ci sono contatti, come è giusto e doveroso che sia" tra Carlo Toto ed Ermolli.

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Stanchezza e illusioni, un campionato infinito (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Milan doma l'Inter nel derby, acciuffa il quarto posto e allunga la corsa scudetto fino all'ultima curva. Ai nerazzurri però basta un successo domenica prossima col Siena già salvo. Inzaghi non smette più di segnare, la Roma di inseguire e Berlusconi di stupire i suoi tifosi Roberto Duiz Il Milan ha evitato la mortificazione di assistere dal campo alla festa dell'Inter per la matematica conquista dello scudetto. Anzi, gliel'ha fatta rinviare la festa ai cugini-rivali, vincendo il derby e incassando tre punti che valgono il doppio per almeno due motivi. Il primo, più scontato, è che il derby di per sé ha sempre un valore aggiunto. Il secondo perché la contemporanea sconfitta della Fiorentina a Cagliari regala ai rossoneri l'agognato quarto posto, sebbene con un solo punto di vantaggio sui viola e con due partite ancora da giocare. Tutto riaperto, dunque, in questo campionato che sembrava già chiuso mesi fa e invece non finisce mai. Così in testa come in coda, dove il solo Livorno sembra spacciato, ma aritmeticamente ancora non lo è. In testa per la Roma si riapre uno spiraglio. Con la vittoria a Genova contro la Sampdoria dell'ex Cassano e la sconfitta della sazia Juventus a Siena ha messo in cassaforte il secondo posto che vale l'accesso diretto ai milioni della Champions Legaue. Ma la distanza dal primo si è dimezzata, dunque non è ancora il caso di tirare i remi in barca e rifiatare. L'Inter, adesso, è a soli + 3, che in realtà sono 4 perché a parità l'avrebbero vinta i ragazzi di Mancini che negli scontri diretti hanno fatto meglio. Basta un successo domenica prossima a San Siro col Siena, già salvo e sparring partner della festa scudetto nerazzurra anche lo scorso anno ma fresco mattatore della Juve. I punti ancora in palio sono 6, pochi per credere in una clamorosa rimonta con sorpasso al fotofinish. E il primo a non crederci è Spalletti, pure abilissimo nel tenere alta la tensione tra i suoi fino a qui, tant'è che l'Inter arriva al traguardo con la lingua di fuori e la Roma, pure senza Totti, no. Ma pensare che i nerazzurri perdano entrambe le prossime partite, o ne perdano una e pareggino l'altra, dando per scontato che i giallorossi le vincano tutte e due, è un po' troppo illusorio per il realista allenatore toscano che nella capitale ha messo in scena le coreografie più spettacolari della stagione. Così realista da spiazzare gli stimolatori di rimpianti. Gli chiedono quanto si rammarichi per tutti i punti persi on the road, in partite che sembravano già vinte e invece sono state perse o pareggiate per eccesso di cincischiamento narcisista e lui replica che è giusto pensare anche ai punti trovati. Che è come dichiarare che il bicchiere si può serenamente vedere anche mezzo pieno, talvolta, anziché incarognirsi a vederlo sempre mezzo vuoto. E regalando all'ambiente romanista, tradizionalmente ad alto tasso emotivo, una certezza: comunque vadano le cose nella ridefinizione degli assetti societari in corso, il modo più sensato per inseguire nuove e ancor più appaganti avventure è ricominciare da lui. Da dove ricomincerà l'Inter, invece, non si sa. Mancini resta o se ne va? L'inquietante interrogativo serpeggia. E il fantasma di Mourinho aleggia. Sembra stanco, l'allenatore dandy. Forse è stufo. Certo lo è di sentirsi chiedere da Sky perché sembra così stanco. Però la squadra schiacciasassi della prima parte di stagione, nell'ultima fatica a schiacciare noccioline. E' stanca? In questo caso ci sarebbe da rivedere qualcosa in termini di preparazione e programmazione. Però Tronchetti Provera assicura che va bene così e che Mancini non se ne andrà. Che dovrebbe fare "l'allenatore stanco" se non confermare (non fosse altro che per stanchezza) le parole dell'azionista-velista? Anche Moratti ha ribadito ieri che il tecnico di Jesi resterà in nerazzurro, pur non risparmiandogli però qualche critica sul "primo tempo eccessivamente prudente contro il Milan: purtroppo in certe occasioni la fortuna premia chi ha più coraggio". Ma c'è anche chi non si stanca mai. Vedi Inzaghi. 34 anni sul groppone e mille acciacchi, eppure eccolo pronto al rush finale. Papero, fatti più in là, Superpippo è tornato. Così il 18enne Pato tiene calda la panchina mentre zio Inzaghi svolazza nel derby, timbra il suo nono centro nelle ultime cinque partite e crea ulteriore imbarazzo al ct Donadoni, già alle prese col dilemma Del Piero e le pressioni della piazza per la convocazione dei vecchi campioni agli Europei di Austria e Svizzera. Grazie a Inzaghi poi l'instancabile Berlusconi trova la soluzione del busillis: non c'è coppia migliore in attacco di Kakà-Inzaghi. Già, e Ronaldinho dove lo mettiamo? Non serve, assicura il padrone del Milan. Non specifica che serviva in campagna elettorale come effetto speciale, pur meno eclatante della cordata italiana per l'Alitalia, e che sul fatto che servisse davvero lo spogliatoio milanista intero, compreso il pacioso Ancelotti che l'organizza e coordina, esprimevano quelle che chiamare perplessità è un eufemismo. Adesso basta Inzaghi, incolpevole emblema di un'irriducibilità alla stanchezza di stupire di un presidente che riproduce il prototipo di italiano visto da un tedesco nei libri di Fantozzi: "Dice cosa e fa altra".

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OBBLIGAZIONI TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Aeffett.sottosc. Abaxbank 25/11/03-151,2299,554,8599,54 Alitalia 05/10/06-232,4599,104,8899,10 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,584,6599,74 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,10100,003,64100,08 Cct 01/09/01-08 S2,10100,023,56100,02 Cct 01/01/02-09 S2,10100,113,68100,11 Cct 01/04/02-09 S2,20100,153,65100,16 Cct 01/08/02-09 S2,05100,093,67100,09 Cct 01/10/02-09 S2,20100,213,66100,21 Cct 01/01/03-09 S2,10100,093,70100,09 Cct 02/01/08-09 A0,0093,573,5993,55 Cct 01/02/03-10 S2,05100,153,67100,14 Cct 01/06/03-10 S2,15100,173,71100,18 Cct 01/12/03-10 S2,15100,113,75100,13 Cct 30/04/08-10 A0,0092,253,6692,23 Cct 01/05/04-11 S2,15100,093,76100,09 Cct 01/11/04-11 S2,15100,063,77100,07 Cct 01/03/05-12 S2,10100,123,75100,12 Cct 01/11/05-12 S2,17100,003,83100,01 Cct 31/08/06-13 S2,12100,003,8399,99 Cct 02/05/07-14 S2,0899,953,8399,95 Cct 01/12/07-14 A2,1499,933,8499,94 BTP TITOLOTassoPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Btp 01/11/99-31 S3,00114,244,31114,28 Btp 18/03/02-33 S2,87111,424,32111,50 Btp 01/08/03-34 S2,50100,664,37100,81 Btp 15/09/04-35 S1,1797,195,6797,43 Btp 01/08/05-37 S2,0085,354,4585,38 Btp 01/08/07-39 S2,50100,454,39100,45 Btp 15/09/03-08 S0,82100,451,28100,45 Btp 15/09/03-08 S1,7599,823,5399,82 Btp 15/06/05-08 S1,2599,813,8899,81 Btp 01/11/98-09 S2,25100,393,53100,37 Btp 01/05/99-09 S2,12100,303,52100,27 Btp 15/04/04-09 S1,5099,053,6699,04 Btp 01/02/06-09 S1,5099,243,6699,23 Btp 03/07/06-09 S1,8799,693,6099,68 Btp 01/11/99-10 S2,75103,303,44103,25 Btp 15/09/04-10 S0,4798,534,5098,49 Btp 17/01/05-10 S1,5098,353,6798,31 Btp 07/06/05-10 S1,3797,453,7197,43 Btp 01/03/07-10 S2,0099,953,5699,92 Btp 01/08/07-10 S2,25100,893,54100,87 Btp 01/02/01-11 S2,62103,423,50103,38 Btp 01/11/01-11 S0,9595,023,2195,02 Btp 15/03/06-11 S1,7598,473,6798,42 Btp 18/09/06-11 S1,8798,853,6898,79 Btp 03/03/08-11 S1,8799,023,6998,97 Btp 01/08/01-12 S2,50102,903,57102,84 Btp 30/03/07-12 S0,92100,274,83100,26 Btp 17/04/07-12 S2,0099,493,6599,47 Btp 15/10/07-12 S2,12100,243,69100,21 Btp 01/08/02-13 S2,37102,463,61102,41 Btp 01/02/03-13 S2,12100,403,66100,39 Btp 02/02/04-14 S2,12100,273,69100,21 Btp 18/02/04-14 S1,07101,444,84101,46 Btp 01/09/04-15 S2,12100,003,7599,91 Btp 02/05/05-15 S1,8796,673,8496,61 Btp 01/03/06-16 S1,8795,743,9395,78 Btp 01/02/02-17 S2,62105,883,86105,91 Btp 15/03/06-17 S1,0599,525,2199,51 Btp 02/01/07-17 S2,0096,833,9696,81 Btp 03/09/07-18 S2,0099,764,0099,81 Btp 02/05/08-18 S2,2599,344,0599,35 Btp 01/02/03-19 S2,1297,524,0497,52 Btp 01/02/04-20 S2,2599,114,0799,09 Btp 01/02/06-21 S1,8791,024,2090,94 Btp 01/11/93-23 S4,50145,903,92146,10 Btp 22/12/93-23 S4,25154,003,07154,00 Btp 15/03/07-23 S2,60101,915,53101,88 Btp 11/04/08-23 S2,3799,494,2499,50 Btp 01/11/96-26 S3,62128,784,14129,03 Btp 01/11/97-27 S3,25119,924,22120,17 Btp 01/11/98-29 S2,62104,384,32104,36.

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Torniamo al nucleare (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "Torniamo al nucleare" Alessandro Usai a.usai@iltempo.it "No, no. Non c'entro nulla con l'elezione di mia figlia Federica alla presidenza dei giovani di Confindustria. Ha fatto tutto da sola e credo se lo sia meritata". Guidalberto Guidi, presidente di Ducati Energia e dell'Anie, la Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche che rappresenta 900 aziende in Italia, è fiero delle capacità della figlia. E poco importa se ora rischia di diventare, nell'ambiente economico, "il papà di Federica". Presidente, largo alle donne. (Ride). "Certo. Basta però con la dicitura quote rosa. Quando una donna ha testa, preparazione educazione e temperamento è giusto che si faccia strada. In Italia è più complicato ma non mancano professioniste in grado di fornire il loro contributo per lo sviluppo imprenditoriale". La prima della classe è il neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "è brava. Confindustria continuerà come ha sempre fatto. Ha davanti sfide importanti per tutelare gli interessi delle attività produttive e sono certo che riuscirà a vincerle". Quali sono le priorità per il nuovo governo? "Meno tasse e snellire la macchina burocratica. Servirebbe una politica zero budget per togliere i pesi alle imprese e rilanciare i consumi delle famiglie". Quali i ministri ideali per i dicasteri economici? "I nomi che sento mi piacciono. Ma non è solo un discorso di persone. Nel governo Prodi c'erano ministri preparati ma in un minestrone anche buoni ingredienti, se mal amalgamati, danno un cattivo sapore". Ritiene indispensabile una riforma fiscale? "Sì. Le faccio un esempio che riguarda la mia Ducati Energia. Abbiamo stabilimenti in Croazia e paghiamo il 19% di imposte. In Romania addirittura il 16%. Sono convinto che meno oppressione fiscale stimolerebbe l'economia. E limiterebbe l'evasione". Qual è l'aliquota ideale? "I tecnici del ministero dovrebbero fare i conti e il governo trovare il coraggio per abbassare drasticamente la pressione fiscale. Attenzione, non di qualche decimale". Quali investimenti il Paese dovrebbe fare? "Ritengo che la questione energetica sia la base da cui ripartire. Attualmente è come se il Paese desse da mangiare caviale ai suini. Importiamo l'85% dall'estero e i costi fanno lievitare il prezzo dei prodotti". In compenso siamo pieni di spazzatura. "Anche quello è un problema da risolvere. L'Italia dovrebbe investire nelle energie alternative, nelle reti telematiche e riaprire la partita del nucleare". Come finirà la querelle su Alitalia? "Negli anni è stata dilapidata una ricchezza. Sono un liberale ma se dovesse intervenire lo Stato non sarei negativo. In viaggio, quando vedo negli aeroporti aerei Alitalia, mi sento a casa. La compagnia di bandiera è una vetrina del Paese e volano per il turismo". Nel 2007 la crescita del fatturato per l'industria elettrotecnica ed elettronica è stata del 5,7% grazie all'export. "è in atto una trasformazione selettiva del manifatturiero high-tech, all'insegna di innovazione, qualità e nuovi mercati. Abbiamo piccole multinazionali tascabili che mostrano la forza del Paese".

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IN ATTESA DI SOLUZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-06 num: - pag: 37 categoria: BREVI IN ATTESA DI SOLUZIONI Cittadini in ansia Abbiamo votato da più di un mese dopo due mesi di campagna elettorale. Ora, con calma, dopo avere goduto dell'ennesimo ponte, saranno avviate le consultazioni per la formazione del nuovo governo, la cui composizione potrebbe finalmente essere nota entro la settimana. Poi si vedrà. Quando arriverà il momento di arrestare l'emorragia finanziaria di Alitalia, di trovare posto per la monnezza partenopea, di frenare il carovita, insomma, di curare l'ansia dei cittadini che continuano a contare invano il trascorrere dei giorni, delle settimane e dei mesi di mancate decisioni? Salvatore Panarese, Roma.

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Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-06 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE La crisi Ermolli incontra il Cavaliere: vedo possibilità di successo. Fossati pronto per la cordata Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito Nessun commento da Bruxelles. Il nodo degli aiuti di Stato e i dubbi del consiglio d'amministrazione ROMA - Alitalia incassa i 300 milioni del prestito ponte e attende un nuovo presidente. Sarà questa la prima decisione sulla compagnia che dovrebbe assumere il nuovo ministro dell'Economia, con ogni probabilità Giulio Tremonti. L'attuale presidente Aristide Police sembra avere tutte le intenzioni di rimettere l'incarico, una volta insediato il nuovo governo. Ma la necessità di avere un capoazienda con tutte le deleghe ha almeno due altre motivazioni. La prima è legata alla necessità, espressa da Silvio Berlusconi, di consentire alla cordata italiana e a altri pretendenti di fare una due diligence dei conti per varare un piano di ristrutturazione. Poiché però la cordata non è ancora in grado di consolidarsi in una società veicolo, e non lo sarà prima delle verifica dei conti, sorge l'esigenza che qualcun altro la effettui. Potrebbe trattarsi dello stesso nuovo presidente che poi riferirebbe l'esito dell'esame contabile all'azionista. La seconda motivazione utile per la nomina di un nuovo vertice è la situazione dell'azienda che è guidata da un team di dirigenti ma che abbisogna di un riferimento più certo. Tra i nomi più accreditati, quello di Mario Resca che vanta una lunga esperienza di manager e che gode della stima del Cavaliere. Ogni decisione è dunque rinviata a dopo l'insediamento del nuovo governo. Con il dubbio, che circola sempre più insistentemente, che il probabile ministro Tremonti possa sospendere il tentativo di Ermolli e riportare le macchine indietro, cercando un recupero dell'offerta di Air France-Klm. I francesi sarebbero in attesa delle mosse del nuovo governo, pronti a considerarle, purché l'eventuale proposta non li veda confinati in un ruolo minoritario. Intanto Bruno Ermolli, consulente di Berlusconi, procede nell'elaborazione della cordata italiana. Ieri ne ha riferito al Cavaliere durante un pranzo a Arcore. "Sto giocando la partita Alitalia su invito di Silvio Berlusconi con grande entusiasmo - ha poi detto detto al Tg3 Lombardia - e se sto continuando a lavorare a questa partita è perché qualche possibilità di successo la vedo". Al momento la compagine comprenderebbe Air One ma in un ruolo di minoranza che il patron Carlo Toto vorrebbe rafforzare; un vettore internazionale (un arabo?), sempre con una quota minoritaria; alcuni soggetti finanziari e un gruppo di imprenditori con una partecipazione in media tra i 25 e i 50 milioni di euro, tra cui la Findim della famiglia Fossati, comeanticipato dal Corriere Economia. Il coinvolgimento di Lufthansa, auspicato soprattutto dai sindacati, non sembra per ora alla portata di Ermolli: i contatti tenuti da varie banche tra cui Unicredit, che li ha smentiti, ma anche Mediobanca, non avrebbero dato esito positivo. I tedeschi chiedono un ruolo di primo piano e mano libera nel risanamento e preferiscono aspettare l'eventuale commissariamento. Intanto Alitalia ha incassato i 300 milioni del prestito ponte che farà di tutto per non usare in modo da non incorrere nelle ire dell'Ue. Ieri il commissario ai Trasporti uscente, Jacques Barrot, ha detto di attendere una replica del governo italiano alle osservazioni di Bruxelles, entro il 19 maggio. Ma in quella data è possibile che a riceverla ci sia già il suo successore: un commissario italiano. Il presidente Alitalia, Aristide Police, Bruno Ermolli e Marco Fossati Antonella Baccaro.

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Ponte - stefano bartezzaghi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura PONTE lapsus STEFANO BARTEZZAGHI "Mentre la gente era via per il ponte": così Elio e le Storie Tese nel loro recente Parco Sempione raccontano in una riga la vicenda del parco milanese abbattuto malgrado una petizione popolare, per far crescere al suo posto il nuovo grattacielo della Regione Lombardia. Tutte le volte che c'è un ponte, e quasi tutti gli anni a fine aprile ce ne sono due, è la stessa storia: la gente va via, si distrae. Questo accade anche con i ponti architettonici, da Venezia a Scilla e Cariddi, e con quelli metaforici di certi governi e di certi prestiti. Sotto il ponte passa tanta acqua, passa Orazio Coclite, passano le chiavi di lucchetti amorosi serrati più sopra. I ponti vengono rotti o bruciati, e si fanno d'oro al nemico che fugge; solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta; una soluzione - come dicono pontieri e pontefici - "campata": per aria.

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I <fifoni dell'aria> si ritrovano in internet (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 107 del 2008-05-06 pagina 18 I "fifoni dell'aria" si ritrovano in internet di Redazione Nato quasi dieci anni fa, il portale www.md80.it è il più importante sito sull'aviazione civile in italia. Ricco di informazioni, dati tecnici e curiosità sul mondo del volo, il sito si vanta di poter rispondere a qualsiasi domanda sul volo: molto curata la sezione forum, in cui tecnici di terra e comandanti di varie compagnie aeree (tra cui Alitalia e Meridiana) rispondono ai dubbi e ai quesiti tecnici degli utenti, aiutando così molte persone a superare l'"aerofobia", il terrore del volo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Studiare da passeggero E il prof è un pilota (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 107 del 2008-05-06 pagina 18 Studiare da passeggero E il prof è un pilota di Redazione La paura dell'aereo si può superare. Almeno, questo è lo slogan dei corsi che Alitalia ha istituito per tutti coloro che vivono con ansia l'esperienza del volo. La prima parte del seminario "Voglia di Volare" prevede colloqui di gruppo e individuali con psicologi. La seconda parte è volta a prendere confidenza con l'aereo stesso, con incontri con piloti e assistenti di volo. Secondo Alitalia oltre il 90% dei partecipanti al corso oggi vola con regolarità e con il sorriso sulle labbra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Unicredit smentisce i contatti con Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il gruppo Unicredit smentisce che ci siano contatti con Lufthansa per Alitalia. Lo annuncia un portavoce del gruppo bancario, riferendosi all'indiscrezione pubblicata ieri dal quotidiano Il Messaggero, sulla riunione che si sarebbe tenuta nei giorni scorsi a Monaco fra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa per esaminare il dossier Alitalia. Ma non fa lo stesso un portavoce della compagnia tedesca Lufthansa, che, invece, preferisce non commentare le stesse indiscrezioni. Un dossier che riguarda la compagnia di bandiera, campeggia da giorni anche sui tavoli della Commissione europea, nell'ufficio Trasporti, che sta analizzando il prestito ponte, varato dal governo Prodi un paio di settimane fa. La Commissione non nasconde i suoi dubbi sul prestito e sul fatto che non contenga elementi di aiuti di stato. Il vicepresidente della Commissione Europea Jacques Barrot, responsabile dei trasporti: "Se non avessimo avuto dubbi non avremmo chiesto informazioni supplementari, ha detto prima di partire per la riunione informale dei ministri dei trasporti dell'Ue in Slovenia. In una lettera inviata al governo italiano nei giorni scorsi, Barrot ha dato tempo fino al 19 maggio per fornire le precisazioni richieste. Dunque, con ogni probabilità, le risposte arriveranno sul tavolo del commissario italiano che prenderà il posto del vicepresidente Franco Frattini e il portafoglio dei trasporti, in base a uno scambio deciso dallo stesso presidente della Commissione, Jose Manuel Durao Barroso. Intanto, in Italia proseguono le trattative per cercare di portare a compimento la cordata italiana, tanto voluta, fin dalla campagna elettorale, dal presidente del Consiglio in pecore Silvio Berlusconi. Giovanni Malagò, membro del Cda di AirOne interpellato a margine di un convegno alla Luiss, fa sapere che "ci sono stati e ci sono contatti, come è giusto e doveroso che sia" s tra la compagnia aerea di Carlo Toto e il finanziere Bruno Ermolli, incaricato da Berlusconi di cercare industriali disposti a rilevare Alitalia. (06-05-2008).

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Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 107 del 2008-05-06 pagina 20 Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana di Paolo Stefanato da Milano "Qualche possibilità di successo la vedo" ha detto testualmente al Tg3 Bruno Ermolli, incaricato da Silvio Berlusconi di verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all'acquisto di Alitalia, dopo aver incontrato lo stesso Berlusconi ad Arcore. Ermolli sta definendo, in particolare, lo schema dell'operazione, non facile da far quadrare. Il problema non è solo, o non tanto, il reperimento di capitali italiani da mettere a disposizione della compagnia: gli imprenditori che risponderanno al richiamo del collega imprenditore, prossimo presidente del Consiglio, non mancheranno. I nodi da sciogliere sono altri; per esempio come compiere la "due diligence", ovvero la verifica dei conti, base per un piano industriale. "Prima un piano, poi i soldi" ha raccomandato ieri in un'intervista al Giornale l'ex ad di Alitalia (l'unico che l'abbia riportata all'utile), Domenico Cempella. Il rischio è quello di buttar via i soldi. Improbabile che la due diligence possa essere compiuta dalla stessa cordata: perché alcuni partecipanti potrebbero voler uscire allo scoperto solo "dopo" la verifica dei conti. Si sta ragionando allora su altre due possibilità: che a consultare i libri contabili sia lo stesso Ermolli, oppure un nuovo presidente di Alitalia, la cui nomina è attesa tra i primissimi atti del nuovo governo. Non si tratterà di verificare soltanto l'andamento economico e lo stato patrimoniale; si dovrà anche indagare sulle reali potenzialità industriali ancora a disposizione della compagnia. Per un'analisi di questo tipo sono necessarie elevate competenze tecniche: il trasporto aereo è un'industria particolarmente complessa. Questo richiama il problema del management. Personaggi con la competenza adatta a prendere in mano la compagnia in crisi non ce ne sono molti sul mercato; alcuni tecnici di ottimo livello non hanno nomi di sufficiente risonanza, e potrebbero quindi entrare in tandem con un presidente di maggior immagine pubblica. Quanto alla cordata, sembra assodato che vi farà parte Air One, secondo vettore italiano e da sempre esplicitamente interessata ad Alitalia. Ma continua a serpeggiare il disegno di affiancare ai soggetti italiani una grande compagnia straniera. Lufthansa, Air France, Aeroflot o un vettore asiatico potrebbero acquisire una quota di minoranza. Ma un'operazione così concepita, che avrebbe il forte sapore del portage, sarebbe difficilmente spendibile come realmente "italiana". Più probabile un'alleanza in un secondo tempo. Ieri sia Lufthansa (con un no comment) sia Unicredit hanno smentito colloqui su Alitalia. Quest'ultima (invariata in Borsa) ha comunicato l'accredito dei 300 milioni messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico, prestito sul quale la Ue si è astenuta da commenti, in attesa dei chiarimenti che dovranno pervenire "entro il 19 maggio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dai primi aerei alle sarde in saor (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

ALBERTO SINIGAGLIA La nonna dell'Alitalia l'aveva capito: tra Nord-Ovest e Nord-Est della Penisola c'era - come c'è ancora - una misteriosa sintonia. Così tra Torino-Pavia-Venezia-Trieste volò la prima linea aerea italiana. Sul Po, tra il Castello del Valentino e Ponte Isabella, il 1° aprile 1926 cominciarono a decollare e affiumare "idroplani" in servizio giornaliero. Ogni velivolo portava, oltre al pilota, al motorista e alla posta, cinque passeggeri in cinque ore di volo e al costo di 300 mila lire. L'"idroscalo" era un grande hangar situato su una palafitta con uno scivolo fino all'acqua. Di quel primato non restano che un cippo e "L'idrovolante", un ristorantino, sulla sponda sinistra del fiume. Peccato, il servizio cessò ben prima di poter essere utile ai molti "veneziani di Torino" e soprattutto al germanista e scrittore triestino Claudio Magris, che sotto la Mole ha insegnato per anni, trovandovi storici caffè così curati e ospitali da farlo guarire della nostalgia per i suoi cari, e altrettanto storici, caffè di Trieste. Altri scrittori dell'Italia orientale hanno fatto fortuna in quella occidentale. Veneto di Asiago, Mario Rigoni Stern ha trovato qui l'editore e il giornale che gli hanno cambiato la vita: Giulio Einaudi che lanciò "Il sergente nella neve", suo primo libro, e se ne sarebbe accaparrati tutti gli altri; "La Stampa" che gli ha dato spazio e popolarità. Per le esperienze comuni, le affinità intellettuali e umane, e gli incontri sulle montagne piemontesi, i più stretti amici di Mario divennero Primo Levi e Nuto Revelli. Veniva dall'Est il romanziere e giornalista Guido Piovene, di Vicenza, tra le scritture più belle e famose di una "Stampa" che fu maestra di stile. E intenso è l'intreccio Est-Ovest sul fronte musicale. Speciale fu l'intesa culturale e ideale fra l'indimenticabile storico e critico torinese Massimo Mila e il compositore veneziano Luigi Nono. Veneziani sono il musicologo Mario Messinis, che è stato direttore artistico dell'Orchestra sinfonica della Rai, e il maestro Lorenzo Fasolo, che lo è attualmente. Ma forse è cinematografico il legame più lungo e proficuo Torino-Venezia. Se cercate chi fu il fondatore della Mostra del Cinema, trovate il conte Giuseppe Volpi di Misurata, un gerarca fascista un po' meno volgare e certo più elegante dei suoi colleghi del tempo. Tuttavia la famosa manifestazione non sarebbe mai nata né al Lido né altrove senza le idee, la cultura e le intuizioni profetiche di Mario Gromo, biellese, critico cinematografico della "Stampa", più volte presidente della giuria che assegnava l'ambìto Leone d'oro. Pochi anni fa toccò al professor Alberto Barbera riportare lo spirito di Torino sulla Laguna quale direttore del festival. Il più concreto rapporto Est-Ovest è però quello del gusto. Maestri veneziani della cucina e della ristorazione sono venuti a prendere per la gola i torinesi. Clienti fedeli dei fratelli Mavaracchio alla "Birreria Mazzini" (leggendarie le loro seppie e la pasta e fagioli) erano Palmiro Togliatti, segretario del Pci, il giornalista Alberto Ronchey e il giovane Giuliano Ferrara in eskimo, allora nel ruolo e nella divisa di capo della giuventù comunista. Stagione di godurie culinarie finita, purtroppo, come le vite parallele della "Vecchia Lanterna" di Armando Zanetti e dei "Due Lampioni" di Carlo Bagatin, locali entrambi scomparsi. Resiste, impavido, Sante Prevarin, di Concordia Sagittaria, con il "Montecarlo". Le incalzanti passioni di collezionista d'arte contemporanea e di fotografo non gli hanno fatto mai sbagliare la ricetta perfetta delle venezianissime "Sarde in saor".

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LA SEVERITà A SCUOLA ASSENTE DA TROPPO TEMPO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

RISPONDE PIETRO GARGANO La severità a scuola assente da troppo tempo Insegno a Napoli, tempo fa ho insegnato al carcere di Nisida. Non sono d'accordo con le insegnanti della Sanità che hanno rifiutato di andare in tv ad Annozero. Un docente deve sempre affermare la legalità, se no collabora suo malgrado con l'illegalità. Spesso professori e presidi tirano a campare, senza pensare che la scuola dovrebbe di continuo sollecitare il mondo politico per ottenere mezzi (e soprattutto norme) che consentano di potere funzionare. La scuola è capace di generare una spinta fortissima, ma non lo fa. È dimenticato il fatto che la causa principale della violenza che si genera nelle scuole, e poi esce all'esterno, è la curiosa ma diffusa opinione che a scuola non ci dovrebbero essere provvedimenti disciplinari, ma solo inviti educativi. In tal modo i piccoli bulli sono liberi di opprimere le piccole vittime, che restano indifese. La scuola, senza provvedimenti per penalizzare i bulli e le loro famiglie, diventa territorio per affermare la mentalità camorristica. Se invece si cominciasse a punire i bulli in modo sensibile (sequestro del motorino, pulizia della scuola o della strada, multe alla famiglia, perdita della patria potestà), la caduta di fiducia nella mentalità delinquenziale avverrebbe in giovanissima età. Fermando la piccola violenza prima che cresca impunita. Non si può fare guerra alla violenza senza combatterla. Cosa fare, in pratica? Per le scuole dovrebbero girare ispettori alla disciplina, con ampi poteri di penalizzazione delle famiglie e degli studenti incivili. L'errore della sinistra è stato quello di definire "fascista" ogni proposta sanzionatoria, col risultato di avvantaggiare la destra e di dimostrare una miopia che ha fatto perdere la fiducia di tanti. La sicurezza non è né di destra né di sinistra. Giancarlo Caputi - NAPOLI * * * La Finanziaria prevede per il prossimo anno scolastico un notevole taglio alle classi. In effetti saranno accorpate in altri istituti classi con numero limitato di alunni o i cui corsi stanno per estinguersi. È evidente lo scopo di ridurre gli organici per limitare la spesa. Nulla da eccepire, considerati i tempi. Ma è giusto fare tagli che penalizzano in modo molto grave l'utenza? Far sparire classi nelle città o in zone ad esse vicine non produce danni eccessivi, ma come tutelare chi deve poi fare decine di chilometri per continuare gli studi? Si corre il rischio di alimentare la dispersione scolastica che il ministero, con notevole dispendio di fondi, cerca di combattere. E allora? Sarebbe opportuno valutare con attenzione le norme di attuazione della legge cercando di limitare al massimo i problemi degli studenti e delle loro famiglie. Pasquale Mirante SESSA AURUNCA (CE) * * * Mi faceva notare un mio allievo: "I docenti effettuano le assemblee quando devono fare i fatti loro". Aveva ragione. Le classi, solo quelle impegnate in stage, chiedevano e ottenevano dal dirigente (e per il giorno di stage) l'assemblea d'Istituto per le 10,10 mentre lo stage iniziava alle 8,30. Messaggio di furbizia e arroganza. Lo studente non aveva fiducia neppure nel professore. Ora si scopre e fa scalpore che, per gli allievi di una scuola media di Miano, la camorra protegge o aiuta. Ma se non li protegge e li aiuta neppure la scuola penso che in qualcuno dovranno pur aver fiducia. Anche se quello sbagliato. ugo.finelli@tin.it La scuola, il lavoro, la sicurezza, la casa, la ricerca sono tra i problemi più pressanti di un'Italia in grave difficoltà. Nei programmi elettorali se n'è parlato molto, però alla prima verifica c'è stato il pastrocchio bipartisan: il Governo uscente di Prodi, accontentando il prossimo governo Berlusconi, ha trovato ossigeno per Alitalia con un prestito-ponte fatto sottraendo fondi alla ricerca. Brutto inizio. La crisi non è solo economica. Malcostume e consumismo infuriano, travolgendo i giovani. E in questo scenario la scuola assume ancora maggiore importanza. Il vostro cronista ritiene che le leggi e gli usi non siano immutabili, astratti, ma debbano seguire il corso della storia. Se in un certo tempo di fermenti e speranze, perfino eccessive, era lecita una certa tolleranza, di fronte allo scadimento morale una stretta s'impone. I professori bravi - molte lettere lo ripetono: sono tanti - debbono essere i primi ad applicare la giustà severita, tenere il massimo conto del merito nell'uguaglianza, battersi per maggiori finanziamenti e per un quadro di norme che agevoli questa riforma.

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ALITALIA, ARRIVATI I 300 MILIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, arrivati i 300 milioni Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Silvio Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In attesa dell'insediamento del nuovo governo, che indicherà l'amministratore delegato di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner forte, che molti indicano in Lufthansa. Alitalia, per andare avanti può intanto contare sull'accredito di 300 milioni del prestito ponte. Bruxelles però aspetta le spiegazioni dell'Italia sul prestito entro il 19 maggio.

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Se il giornalismo è spiare dal buco (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 06 Mag 2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Se il giornalismo è spiare dal buco di Il Grillo Sparlante Due o tre parole e basta, oggi, ai miei 49 lettori certificati perché se ci prendessimo sul serio veramente, e lo dico ai miei ex colleghi ancora in attività, dovremmo veramente chiedere scusa alla famosa GGENTE per come, in Italia, abbiamo ridotto la professione giornalistica. Comincio, per il colto e all'inclita, dicendo che su tutti i giornali del mondo non si parla di altro che dell'emergenza alimentare che stiamo vivendo e delle rivolte (si rivolte, quelle cose dove la gente spara e muore) di conseguenza. Da noi un beato cazzo, tutti intenti, ed in fila rigorosamente per uno, a spiare dall'ennesimo buco della serratura, ossia le dichiarazioni dei redditi on line. Ovviamente per una procura che fa il suo dovere, c'è una agenzia delle entrate, e minuscoliamolo di proposito, che invece di essere composta da civils servant senza aggettivi, chiama la redazione di competenza di Italia Oggi e gli spiffera la messa on line delle dichiarazioni dei redditi degli italiani, moderna gogna mediatica con in più la presa per il culo dei lettori che pensano di leggere gli elenchi degli evasori. Poi gli elenchi si pubblicano a seconda delle convenienze: sugli stipendi del Cavallo morente, ad esempio, ci sono pressocchè tutti meno qualcuno, tipo GIANCARLINO LEONE, Mr Cipria numero 2, per il quale la dichiarazione dei redditi è ND, NON DISPONIBILE. E' come la storia dell'articolo di domenica sul GIALLINO a proposito dell'Alitalia e della sua FECCIA CALATA: la cosiddetta tessera VIP che non serve a chi vola, visto che da tempo Alitalia non vola più, ma fa scena nel portafoglio, insieme a quella per la raccolta punti del supermercato. Per avere la FECCIA CALATA in Italia fanno i capricci pure i giudici delle più alte magistrature, gente che è nota per non volare, oppure alti, medi, e piccoli gradi delle forza dell'ordine e di quelle armate, altra gente che non vola ma a cui piace evidentemente mostrare una tessera in più soprattutto poi se è gratis. Bene, io mi chiedo solo: ma quando il MITE FERRUCCIO dirigeva il Corriere della Sera, ovvero durante la sua permanenza in VIA SOLFERINO per oltre un quinquennio, come mai non ci ha mai fatto sapere queste cose? Eh, caro FERRUCCIO, lo chiediamo al nostro comune amico MARCO ZANICHELLI, il perché allora, quando la FRECCIA NON ERA ANCORA CALATA, si continuava con il bel tacer e il mai scritto? Buona giornata. E buona fortuna.

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Per i partner industriali è meglio volare basso (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mar, 06 Mag 2008 Edizione 87 del 06-05-2008 SMENTITE LE VOCI SUL COINVOLGIMENTO DI UNICREDIT E LUFTHANSA Per i partner industriali è meglio volare basso di Alessandra Mieli I tedeschi non ci stanno e se cambiassero idea non lo racconterebbero. Almeno fin quando non avranno capito se "l'affare Alitalia" è una "sola" come dicono a Roma, o se, invece, ci si può cavare un qualche vantaggio. Così, a poche ore di distanza dalla pubblicazione della notizia di un incontro riservato tra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa, le smentite sono arrivate sia da un portavoce della banca, sia dalla compagnia aerea tedesca. Lufthansa ha ricordato le recenti dichiarazioni di Stephan Gemkow, direttore finanziario della compagnia aerea, secondo cui il vettore tedesco "non ha in corso alcun contatto né con il Governo italiano né con il management" e come "i recenti sviluppi in Italia rafforzano le valutazioni" di Lufthansa secondo cui in un tale operazione gli svantaggi avrebbero la meglio. Intanto non passa giorno senza che un nuovo nome si aggiunga alla cordata di imprenditori disposti a partecipare alla privatizzazione di Alitalia. Ieri è stato il turno di Marco Fossati, nome "nobile" dell'imprenditoria lombarda: assieme ai suoi tre fratelli controlla Findim Group, la holding lussemburghese cassaforte delle partecipazioni della famiglia, secondo socio di Telecom dopo Telco. "Ci è stato proposto e abbiamo dato la nostra disponibilità ma il progetto è ancora allo studio e non sappiamo quale sarà l'entità della nostra partecipazione", ha spiegato il manger. Finora i "big" che finora hanno risposto "sì" alla chiamata del superconsulente del Cavaliere, Bruno Ermolli, sono stati il presidente onorario di FonSai, Salvatore Ligresti, il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, la famiglia Benetton e il patron della Geox, Mario Moretti Polegato. Il finanziere romano, Fabio Verna, "advisor" per il Centro-Sud, da parte sua avrebbe raccolto circa venti imprenditori mentre il patron di Msc Crociere, Gianluigi Aponte, si è detto pronto a rilevare il ramo cargo della compagnia di bandiera perché intende diversificare il suo business, come ha già fatto Evergreen, operatore nei container via mare che ha una propria compagnia aerea, Eva Air. Infine c'è tutto il settore turismo che chiede di essere coinvolto nell'operazione come ha sottolineato Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere e il vicepresidente dell'Associazione dei tour operator. Quanto al pressing di Bruxelles, secondo cui il prestito ponte potrebbe configurare un aiuto di Stato, il commissario Ue Barrot, ha reso noto che l'Italia ha tempo fino al 19 maggio prossimo per rispondere alla lettera di osservazioni che la Commissione ha inviato a Palazzo Chigi. Se le manovre attorno alla cordata procedono a ritmi spediti e l'impegno di Intesa SanPaolo è dato ormai per acquisito, resta da sciogliere il nodo attorno al partner industriale che dovrà partecipare al rilancio di Alitalia. Air One vorrebbe rimanere in gioco, e Giovanni Malagò, membro del cda di Air One, ha confermato che "ci sono stati e ci sono contatti con Ermolli come è giusto e doveroso che sia". Ma, come abbiamo scritto già più volte, non è da escludere un ritorno in scena di Air France-Klm che il 2 aprile ha abbandonato il tavolo dopo il "no" dei sindacati al piano proposto da Jean Cyril Spinetta. L'ipotesi che appare la più logica è stata delineata da Domenico Campella in un'intervista: "Air France ? ha detto l'ex ad di Alitalia - si è ritirata ma non escludo che sia tuttora alla finestra".

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Paura di volare: l'aereo è tabù Ansia per un italiano su due (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 107 del 2008-05-06 pagina 18 Paura di volare: l'aereo è tabù Ansia per un italiano su due di Matthias Pfaender In aumento ansie e disturbi legati al volo. Per milioni di persone il decollo è ancora il terrore più grande. Le compagnie corrono ai ripari: corsi, seminari e libri per spiegare che le ali "non si possono staccare" Una volta a bordo li si individua facilmente: sguardo fisso nel vuoto, mani artigliate ai braccioli della poltrona e fronte imperlata di sudore; e questi sono i più coraggiosi, quelli che alla fine il coraggio di imbarcarsi l'hanno trovato. La maggior parte di loro non riesce neanche ad avvicinarsi alla scaletta e preferisce affrontare viaggi estenuanti in treno, auto o nave. Ecco i fifoni del volo, quelli terrorizzati anche solo all'idea di prenotare un viaggio in aereo. In Italia sono milioni: il 53,5 per cento degli italiani, secondo dati Alitalia, soffre di "aerofobia"; e i numeri sono in aumento. "Così come i disturbi d'ansia in generale sono sempre più frequenti - commenta Luca Evangelisti, autore di Mai più paura di volare, Kowalski-Feltrinelli -. Anche l'ansia da volo segue lo stesso trend. Non serve a granché ricordare il fatto che l'aereo, negli anni, sia diventato un mezzo di trasporto molto diffuso". Infatti, parallelamente all'espansione delle compagnie low-cost, negli ultimi anni si è diffusa la paura di volare, colpendo indiscriminatamente sempre più persone. Del resto non esiste il ritratto del "pauroso" tipico: ne soffrono sia i viaggiatori per turismo, che non riescono a visitare i Paesi che hanno sempre sognato, sia chi viaggia per lavoro, come uomini d'affari o tecnici specializzati, che vedono così limitate le possibilità di carriera. La paura non risparmia neanche i vip, generalmente persone obbligate a numerose trasferte: ne sa qualcosa Dennis Bergkamp, ex stella olandese dell'Arsenal, che non ha mai preso l'aereo (obbligando il mister a fare a meno di lui quando la sfida si teneva in stadi troppo lontani), o la superstar statunitense Cher, da sempre "atterrita" dal volo. Anche in Italia la schiera di fifoni dell'aria è nutrita, e vede in prima fila personaggi del calibro di Margherita Buy e Fiorello. Secondo Ugo Rigotto, psicologo e specialista di disturbi legati al volo "chi soffre di aerofobia, ma si trova a dover viaggiare lo stesso, adotta una serie di tecniche per superare la difficoltà. La più diffusa è l'assunzione di bevande alcoliche. Altri assumono tranquillanti, altri semplicemente cercano di controllarsi, riuscendoci però solo finché il viaggio va bene, ma soffrendo molto al primo accenno di turbolenza". Come liberarsi dell'ansia? Un buon punto di partenza è chiedere l'aiuto di un esperto. Molte compagnie aeree hanno da tempo istituito corsi per superare le paure, e diverse pubblicazioni e siti internet sono dedicati all'argomento. Ma nello scegliere il percorso di "guarigione" occorre tenere conto di due fattori fondamentali: che ogni paura ha radici dentro la persona, è sintomo di ansie interne; e che un discreto bagaglio di conoscenza sulle tecniche del volo e sui principi base dell'aeronautica aiuta molto nell'esorcizzare una volta per tutte l'ansia da volo. Niente di meglio di un po' di fredda fisica dei flussi per capire, una volta per tutte, che l'aereo non può, semplicemente, "cadere giù". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

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E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (52 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (117 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (86 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (126 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (52 votes, average: 1.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (56 votes, average: 1.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (95 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (221 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Vincenzo: Ecco, questo articolo descrive perfettamente il perché, da sempre, disprezzo con tutte le mie forze la... EMILIO. V: Io ,penso che' per prima cosa il rispetto di tutti i cittadini stranieri,con una piccola... Humphrey Blogart: Pierino B., non sapevo che fossi un personaggio di questo blog, pensavo che Mara bastasse ed... Pietro.b: X XPAS.E metta il Suo nome, almeno sappiamo con chi stiamo parlando!Se il MAR LIGURE è il MARE DEL NORD,Le... matteo: Lo stravolgimento del panorama politico italiano sembra sempre più degno della massima attenzione, specie... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Brescia, scarcerati quattro autori di rapine nelle villeTruffa e concussione, arrestato MarcellettiFiera del libro, Israele: "Chi ci boicotta vuole delegittimarci"Sassari, 12enne stuprata In manette due 15enniBirmania: 22mila i morti, 41mila i dispersiSpazzatura, l'Italia deferita dall'Ue Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Alitalia incassa il prestito ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)

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Economia Pagina 213 Alitalia incassa il prestito ponte --> Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Ieri Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In attesa del nuovo governo, che molto probabilmente indicherà il nuovo ad di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner industriale forte, che molti indicano in Lufthansa. Alitalia, per andare avanti può contare anche sull'accredito di 300 milioni del prestito ponte. Notizia che Bruxelles non ha voluto commentare, restando in attesa, entro il 19 maggio, delle osservazioni che la Commissione ha inviato al governo italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Intanto Lufthansa, secondo indiscrezioni, avrebbe avuto contatti con Unicredit - che ha però smentito la circostanza - ed espresso la disponibilità a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota intorno al 20% (forse con uno scambio azionario), ma a precise condizioni. Anche Aeroflot potrebbe entrare nel capitale, sempre con una quota di minoranza a due cifre.

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Accontentare tutti (forse) è impossibile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)

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Commenti Pagina 315 Tempo di bilanci nel centrosinistra Accontentare tutti (forse) è impossibile Tempo di bilanci nel centrosinistra di Aldo Berlinguer --> di Aldo Berlinguer Perse le elezioni nazionali, perso il Comune di Roma: nella sinistra è tempo di un bilancio, lucido, severo e costruttivo. Già agli albori del Pd avevo segnalato, su L'Unità, che il dibattito sulla "fusione calda o fredda" tra Ds e Margherita costituiva un falso problema e che occorreva elaborare un nuovo progetto di società piuttosto che evocare simboli e appartenenze. Si rispose che era più urgente la stabilità del sistema politico. Purtroppo, le ultime elezioni hanno dimostrato il contrario. Faccio alcuni esempi, spero utili alla riflessione. ECONOMIA E LAVORO Peter Lindert dice che welfare e sviluppo economico non sono antitetici ma occorre eliminare quei privilegi che nuocciono allo Stato sociale. Bene, ma perché le liberalizzazioni sono apparse come invenzioni del solo Bersani, non come obiettivo centrale del Pd? Siamo convinti che la competizione deve affermarsi nel mercato quanto nelle istituzioni, nelle liste elettorali, nella società? Possibile declinare il valore dell'eguaglianza con meritocrazia e cominciare a costruire una società equa, delle pari opportunità? E poi: vogliamo interloquire solo col lavoro salariato mentre le cosiddette partite iva si collocano, ormai "antropologicamente" a destra? Non capiamo che nella società della conoscenza il baricentro si sposta verso il lavoro autonomo e lì si annidano oggi gravissime sacche di sfruttamento e alienazione? CLASSE DIRIGENTE Il secondo rapporto Luiss conferma un quadro desolante; classe dirigente anziana (in media oltre 60 anni), cooptata, provinciale, quasi il 90 per cento sono uomini... In Italia manca completamente la cultura della competizione in favore della cooptazione. I percorsi scolastici e universitari sono incapaci di selezionare e sfornano giovani con identico curriculum vitae. La laurea oggi è una questione di tempo, non di merito, e il tempo stesso, perno della società tecnologica, è una variabile del tutto negletta in questo Paese. Associamo formazione a competizione e consideriamo il tempo un fattore di selezione, faremmo un passo avanti. Secondo l'Istitituto Cattaneo, 1 cittadino su 20 ha fiducia nella Pubblica amministrazione: antipolitica? No, la PA è costosissima e versa in condizioni disastrose. Possibile invocare lo Stato come garante di equità, solidarietà, sicurezza e poi utilizzarlo come ammortizzatore sociale per assumere chicchessia? Chi è di sinistra non dovrebbe essere severo ed esigente con i servizi pubblici e non indulgente con chi non li fa funzionare? COSTUME E SOCIETÀ Argomento primario dei nostri tg. Dieta mediterranea, cambio di stagione, sport, cronaca; l'economia nello speciale: non sia mai che lo spettatore si annoi. Questo provincialismo dolciastro ci sta flagellando. La media dei quotidiani letti è di 105 ogni mille abitanti, in Europa 270. I modelli culturali alimentati dalla tv fanno a fette ogni forma di civismo, impegno sociale, culturale, e chi si aspettava un cambiamento con il centrosinistra è rimasto deluso. Vogliamo occuparci dei contenuti del servizio pubblico televisivo (e quello privato?), delle beghe della Rai, nella quale prevalgono sempre i soliti potenti, buoni per tutte le stagioni? Quanto tempo ancora prima che la Rai diventi come Alitalia? Come mai il consumatore, protagonista della società odierna, viene abbandonato dal Pd alla tutela comunitaria? Non capiamo che esso necessita di protezione specifica rispetto al cittadino e che con le privatizzazioni il suo habitat si estende a dismisura? Perché un lavoratore quando esce di fabbrica e viene aggredito dalle multinazionali dei consumi cessa di essere destinatario di scelte politiche e viene affidato al tecnico di turno? Perché, per i fumatori, attendere Sirchia? L'AMBIENTE Possibile affidarlo a Verdi ed ecologisti per poi lamentarsi che quei soggetti, nati come movimenti, assumano toni massimalisti? La globalizzazione, l'Europa spostano laute risorse finanziarie fuori dal controllo degli Stati. Le politiche basate sui diritti divengono quindi demagogiche se non dicono dove attingere le risorse. E poi, basta brandire diritti; parliamo anche di doveri. La società globale avvicina i livelli di governo alle comunità, alle persone; ognuno potrà chiedere se e solo se, in base alle proprie possibilità, sarà disposto a dare. Insomma, abbiamo perso e male. Il Pd è tuttavia un'occasione preziosa non solo per la stabilità del sistema politico, ma soprattutto per concepire un nuovo progetto per la società di oggi. Un solo, indefettibile caveat: scelte chiare e definite, contentare tutti non è possibile.

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Dal demondezzare al banderuolismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)

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Commenti Pagina 315 Neologismi da sedicesima legislatura Dal demondezzare al banderuolismo Neologismi da sedicesima legislatura --> Silvio Berlusconi ha sentenziato: "L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti cielo. Zignacosa? E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I dizionari tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione arcoriana dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle cavallette, già usato dal Pascoli)? Ma è stato proprio il Cav. a svelare l'arcano, precisando che lo "zigno" è il fastidioso tormento inflitto dalle zanzare al lato b degli elefanti. Precisazioni etimologiche a parte, il neoacclamato premier potrebbe aver lanciato una nuova moda fra i politici. Quella del coniare neologismi. E già sembra partita la competizione. Antonio Bassolino pare stia per bandire una crociata per "demondezzare" la Campania. Walter Veltroni starebbe pensando di organizzare una più sistematica "pidizzazione" del Nord Italia, per strapparlo al più presto al Carroccio. Lo stesso Carroccio che, Umberto Bossi dixit, è pronto a "fucilizzarsi" se lo stesso Silvio continuerà a mettere paletti, pardon, a "zignare" contro i lumbard. Gianni Alemanno, intanto, festeggia la "rifiglidellalupazione" del Campidoglio, consegnatogli su un piatto d'argento da Francesco Rutelli, che, secondo gli analisti, non ha saputo "rassicurezzare" adeguatamente i cittadini della Capitale, "romcondannando" la situazione di degrado delle periferie. Qualcuno, poi, si lecca le ferite, cercando di "rioperaizzare" il proprio appeal dopo la débâcle elettorale, come Franco Giordano e Fausto Bertinotti, che sta anche provando a "decachemirezzare" in toto la Sinistra. Qualcun altro, invece, medita sull'opportunità di abbandonare il "banderuolismo", primi fra tutti Lamberto Dini e Clemente Mastella. Altri ancora si godono il momento di grazia. Come il nuovo presidente del Senato, Renato Schifani, protagonista indiscusso del nuovo corso "chilavrebbemaidettista". E Gianfranco Fini, suo omologo alla Camera, che ha visto ancora una volta trionfare il tanto discusso "fiuggismo". Saltando il presunto eroismo "siculo-manganico" di Marcello Dell'Utri e il successo della "cannolocrazia" di Totò Cuffaro, bypassando il "volismostatale" di Roberto Speciale e la "referendumizzazione" del popolo auspicata da Beppe Grillo, infine, si arriva direttamente all'unico vero antagonista del Cavaliere in questa spietata competizione all'ultimo conio di vocabolo. Ovvero Antonio Di Pietro: contro la potenza del "chec'azzecchismo", infatti, non ci sono mosche, elefanti, cavallette e zigni che tengano. LUIGI BARNABA FRIGOLI.

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Bonanni (Cisl)benedicel'alleanza tra Alitalia e la tedesca Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

In visita a Genova n Genova. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, in trasferta a Genova per Il consiglio regionale del suo sindacato, benedice l'ipotesi di un matrimonio tra Alitalia e Lufthansa. E considera la vicenda della compagnia di bandieraâ??"il primo banco di prova del governo Berlusconi". Bonanni traguarda ad una soluzione che metta insieme "un'impresa capace di governare, con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale". Lufthansa? "Magari! Vedo che alcune fumisterie sono diradate da qualche giorno a questa parte. E' stato stucchevole veder criticare coloro che volevano conservare in mani italiane un bene così prezioso per il nostro turismo. Non possediamo né catene alberghiere né agenzie internazionali di turismo. Perdiamo pure il volo italiano e il nostro turismo sarà a rischio". Accorpare Alitalia in Trenitalia? "Non è poi un'idea balzana. Fra 4/5 anni per andare da Roma a Genova con l'alta velocità si impiegherà la metà del tempo. Sarà quindi inutile prendere l'aereo e l'integrazione tra il ferro e il volo sarà opportuna. Una gestione comune è del tutto auspicabile". Bonanni ha fornito un'anticipazione sul nuovo sistema, di rappresentanza e contrattuale, che le Confederazioni si accingono a mettere in campo. "Perseguiamo questo obiettivo con molta forza e unitariamente. In tema di rappresentanza abbiamo trovato una soluzione che definirei storica. Ci sono state infatti sempre divisioni tra di noi sul criterio da utilizzare e cioè se affidarsi al legislatore o costruire accordi con gli imprenditori per regolare la vita nelle aziende. E' prevalsa la seconda ipotesi: la via pattizia. E' un fatto molto positivo, che segna una evoluzione nella condizione sindacale e nelle relazioni industriali". Atteso l'ok di Confindustria. A Emma Marcegaglia Bonanni ha reso omaggio: "Incarna bene la proverbiale attitudine al pragmatismo delle donne. Ci rassicura anche la sua esperienza. Sebbene giovane, ha indubbiamente alle spalle una lunga esperienza nelle sue aziende e in Confindustria. Mi pare che abbia buone intenzioni e cioè di non rincorrere polveroni, ma di costruire un tessuto solido di relazioni industriali e sindacali". L'emergenza vera riguarda salari e pensioni, prosciugati dal carovita. Per Bonanni serve "una sferzata all'economia attraverso una soluzione forte sul taglio delle tasse su salari e pensioni". E' la prima mossa che la Cisl attende dal nascente governo Berlusconi. "Speriamo che il governo faccia presto una prima convocazione per costruire con noi un'ipotesi che premi salari e pensioni. I consumi diminuiscono (a marzo -1,7%, ndr) perché la gente comune, la maggioranza degli italiani, ha stipendi bassi e i pensionati hanno pensioni basse. Bisogna alzarli attraverso il taglio delle tasse". Cancellata l'Ici - Berlusconi dixit - lo Stato dove recupererà le entrate perdute? "Io questa "icite" acuta non la capisco. Non vorrei che fornisse l'occasione per fare strada ad un aumento delle addizionali locali dell'Irpef. Ci garantisca il governo che non farà il gioco delle tre carte". Che ne pensa della pubblicazione dei redditi su Internet? "Così si creano solo polemiche inutili e sterili. Sarebbe invece utile sapere che il 40% di chi non ha ritenute alla fonte denuncia non più di 10 mila euro l'anno: ci sono un sacco di professionisti sotto la soglia della povertà". parodi@ilsecoloxix.it 07/05/2008.

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Le fondazioni bancarieinteressate ad alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Grandi manovre per la vendita della compagnia milano. Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: "Ci sto lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci". Poche parole, confermando la linea della riservatezza: "Questa è la mia unica risposta - ha detto ierti Ermolli - perché sono tenuto al segreto professionale". La girandola di manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è il segnale che potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota di azionisti italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia. Serve anche un partner forte che sia il perno di un piano industriale. E serve una soluzione per arrivare ad una due diligence: se non una nuova gara per la privatizzazione almeno un nuovo mandato dell'azionista al cda, per esempio, perché i vertici della compagnia possano tornare a sondare l'interesse di potenziali partner disponibili ad acquisire la quota di controllo oggi in mano al Tesoro, e aprire una data room ai candidati. La stessa procedura che aveva portato alla trattativa in esclusiva con Air France. Indiscrezioni insistono su contatti tra Lufthansa e Unicredit (che però ha smentito). Ma l'attenzione è tutta sul prossimo insediamento del nuovo governo perché il prossimo ministro dell'Economia, come azionista, possa formalmente riaprire il dossier privatizzazione e fare le prime mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti della compagnia, dove oggi torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver incassato il prestito da 300 milioni del governo, prestito sul quale pende ancora il rischio di una bocciatura da Bruxelles. Intanto il progetto di cordata italiana incassa l'attenzione delle fondazioni bancarie. "Se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell'investimento", dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, l'associazione di casse di risparmio e fondazioni bancarie. 07/05/2008.

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Se il povero va a destra - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti SE IL POVERO VA A DESTRA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il teorema asinorum per la geometria è quello del triangolo isoscele: dimostrare perché gli angoli opposti ai lati uguali sono uguali. Il teorema asinorum dei politici è questo: spiegare perché tanti elettori delle fasce più povere, e spaventati da globalizzazione, immigrazione, turbolenze economiche, trovano rifugio più a destra che a sinistra. C'è una versione americana: spiegare perché Hillary Clinton attacca Obama proprio sui poveri e sul suo presunto elitismo? O perché McCain attacca e attaccherà tutti i Democratici sullo stesso argomento (che aveva già grandiosamente aiutato il ruspante Bush a vincere contro l'aristocratico Kerry)? Versione italiana, ancora più facile: perché oggi nelle librerie italiane La paura e la speranza di Giulio Tremonti va più forte che i Dannati della terra di Franz Fanon nel '68? C'è solo da sorprendersi che il tema si sia proposto con esplosiva chiarezza soltanto ora in un paese dove il seguito popolare del fascismo è stato materia di studio tra gli allievi di De Felice e sui banchi delle scuole di partito del Pci togliattiano. Il primo passo per superare il "ponte degli asini" è dunque quello di familiarizzare con il problema cronico e strutturale dell'ala sinistra nelle vicende politiche: i poveri non sono spontaneamente progressisti, né spontaneamente inclinano per il progressismo. Più facile il contrario. Della questione si occupò già a fondo un intellettuale tedesco dell'Ottocento, Karl Marx, traendone spunto per una complessa ideologia rivoluzionaria, denominata socialismo scientifico o comunismo, che ebbe a lungo un certo successo perché offriva ai proletari una attraente prospettiva di riscatto collettivo. Lui certamente il pons asinorum lo superò, altri furono i suoi errori. In America dove la sinistra ha perso le ultime due presidenziali, rimediando finalmente una vittoria nelle ultime elezioni di mezzo termine, ma ricominciando a temere per il futuro, non si parla d'altro: la grande abilità dei guru della destra nel presentare i liberal, i progressisti, i Democratici come una élite di intellettuali mangiatori di tartine al caviale, frequentatori di cocktail nei quartieri esclusivi di Manhattan, amanti dei gay e lettori del New York Times. A Obama è scappata in Pennsylvania una battuta sui bianchi poveri di quello stato che, stressati dalla crisi economica "si attaccano alla religione, alle armi e ai sentimenti anti-immigrati". Una constatazione sociologica che potrebbe costargli cara, serio inciampo davanti al fatidico pons. Anche una rivista radicale come The Nation gli ricorda che se uno offende gli elettori trattandoli come degli allocchi che si fanno abbagliare dalla "falsa coscienza" la partita è persa. Sempre in America se si dà uno sguardo alle analisi del voto delle passate presidenziali, si scopre che le più alte percentuali dei democratici si trovano tra la popolazione più istruita: più si sale di grado, più si va a sinistra. Picchi imbarazzanti si raggiungono oltre la laurea, e il vertice tra le donne con il PhD, il dottorato post-laurea. Michael Walzer, filosofo della politica sempre molto attento al problema delle basi popolari della democrazia e sostenitore della "connectedness", della vicinanza al linguaggio della gente comune, racconta sull'ultimo numero della sua rivista, Dissent, di quando, studente, nel '68 organizzò un sondaggio militante per un Comitato contro la guerra in Vietnam a Cambridge, Massachusetts, dove c'è l'università di Harvard: favorevoli o contrari? I dati rivelarono che la opposizione alla guerra era più forte quanto maggiore era il titolo di studio degli intervistati. Il Faculty Club era contro, i bidelli a favore. Mondo crudele per la sinistra: è duro aspettare che la popolazione intera si dottori. In Francia uguale: il gaullismo (e qualche volta anche Le Pen) ha dato dure lezioni ai socialisti, che dopo Mitterrand sono finiti più volte sotto, per il loro elitismo tecnocratico, maggioritario tra i figli dell'Ena e delle Grandes Ecoles. Ségolène Royal non è stata risparmiata dalle stesse accuse di "distanza", anche per i suoi tailleur e modi raffinati. Le analisi francesi del voto sono dolorose per la sinistra quanto quelle americane: la lunga durata di Chirac si è basata molto sul voto operaio. Se ora vogliamo cercare le ragioni del recente vantaggio di popolarità della destra italiana sulla sinistra qualcosa si trova senza molto faticare. Berlusconi è un paradigma internazionale di comunicazione pop, la raffinatezza la sa tener lontano con trasporto istintivo, anche meglio di Sarkozy. Ma non c'è solo il rapporto mimetico tra fasce popolari e leader, il fattore B, il fattore Lega, il fattore destra sociale ex An e altro ancora. C'è anche qualcosa di molto più pesante che fa la differenza: il collasso ideologico della sinistra, al quale è seguito il deserto simbolico, la aridità retorica, semplicemente la mancanza di motivazioni. Una prospettiva riformista vincente non può presentare il proprio progetto come un protocollo di appalto; la competizione con la destra riguarda la chiarezza delle politiche proposte, ma anche la qualità, coerenza, bellezza del rifugio ideologico, del guscio simbolico che offre in tempi di difficoltà. è una storia antica come la democrazia: le politiche bread and butter funzionano finché c'è butter, cioè crescita florida e ricchezza da distribuire, ma quando ci sono sacrifici quello che si chiede al politico sono: personale acclarato disinteresse, grande credibilità e, importantissimi, buoni motivi per affrontarli, i sacrifici. Pensare che un faticoso programma di rientro dal deficit, con inflazione e salari in sofferenza, possa produrre da solo consensi è un errore serio. Pensare che le riforme liberali, necessarissime in Italia, dalle farmacie ai tassisti, dall'Alitalia ai contratti flessibili, per il fatto di essere utili al paese siano anche popolari è un errore ancora più serio. Sentito il giubilo dei gruppi di tassisti alla vittoria di Alemanno? Si tratta di un genere di errori al quale vien voglia di applicare la etichetta suggerita da un classico pensatore liberale inglese (Michael Oakeshott): "Razionalismo in politica". Non si può immaginare, se non in una prospettiva da avanguardia giacobina e rivoluzionaria, che il razionalismo in politica vinca per virtù propria, a forza di calcoli economici, specialmente in tempi di paura. Piacere a Barroso e Almunia non vuol dire sfondare tra gli elettori. Un tassista si potrà anche convincere che l'aumento del numero delle licenze migliori il servizio anche se la sua licenza, faticosamente pagata, perderà un po' di valore. Così il pensionato in un quartiere di Milano invaso dai cinesi, che fanno scendere il valore della sua casa, potrà anche convincersi che l'immigrazione è utile. Ma anche questi rari ? e introvabili ? esempi di mentalità cartesiana avranno bisogno di poderosi argomenti per accettare una prospettiva che contraddice la loro urgenza esistenziale. Non basta il competente richiamo al principio di realtà, che certo da ultimo nessuno potrà eludere, neanche Berlusconi. La impopolarità accumulata dal governo dell'Unione è rimasta largamente al di qua del pons asinorum e il Partito democratico è appena all'inizio della costruzione del suo edificio ideologico per oltrepassarlo. Se la parola "ideologia" disturba, si parli di idee, di discorso, di fini e di simboli. All'elemento economico la politica deve associare l'elemento persuasivo e narrativo. Non si tratta solo di retorica, ma di sostanza ideale, che è contenuto della politica, almeno tanto quanto i programmi di governo. Non basta essere concreti bisogna anche saper essere astratti. E convincenti. Il "razionalista in politica" pensa che non serva altro che la conoscenza tecnica necessaria per risolvere un problema, non vede tutto il contorno fatto di tradizione, contesto sociale, cultura, paura. Il riformismo in Italia, forse perché reduce da una storia sovraccarica di ideologia, tende ad avere i difetti del razionalista di Oakeshott, è privo di un racconto compiuto sul progetto che ha in mente per l'Italia. Crede di sapere perché vuole vincere, ma non lo sa spiegare e questo vuol dire che forse in realtà non lo sa neppure lui.

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Penati: colpa del governo prodi se abbiamo perso le elezioni - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Milano Penati: colpa del governo Prodi se abbiamo perso le elezioni RODOLFO SALA "Sul governo uscente e su Prodi pesano delle responsabilità grandi come macigni". Se n'è stato zitto finora, ma Filippo Penati adesso rompe un silenzio che durava dal 14 aprile: "Nel Pd, un partito nuovo, non è possibile fare sconti a nessuno". E giù mazzate, a destra e a manca. Sulla sicurezza: "Non siamo stati credibili". Su Alitalia: "Siamo quelli che difendono sempre e comunque l'Unione europea, anche quando rappresenta un danno per la nostra gente". Sul partito del Nord: "Tema sbagliato, abbiamo perso anche al Sud; e nel Coordinamento del Nord vedo contraddizioni: cosa li abbiamo eletti a fare, con le primarie, i segretari regionali?". Poi l'affondo contro una sinistra troppo elitaria: "Guarda quasi con disprezzo a quella parte di popolo che non legge i giornali eppure va a votare". Analisi impietosa, d'altronde "nel partito serve discutere di programmi, evitando scontri sulle leadership, per rimettersi in sintonia con la società". E servono ancora "le primarie". Per togliersi parecchi sassolini dalle scarpe, il presidente della Provincia sceglie la sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, dove un folto gruppo di attivisti ed eletti del Pd si abbandona a due ore di autocoscienza collettiva sulle cause della pesante sconfitta elettorale. Alla presidenza ci sono anche il ministro uscente Linda Lanzillotta e Alberto Mattioli, numero due della giunta provinciale (vorrebbe che il numero uno diventasse presidente del Pd). Dibattito senza rete, qualcuno chiede un "congresso vero", altri si preoccupano della piega che sta prendendo la riflessione post-voto nel Pd, con gli affondi di D'Alema contro Veltroni. Quando tocca a Penati, si capisce subito che la diplomazia è bandita. Comincia con la sicurezza, ricostruendo quel che ha combinato il governo Prodi con il "pacchetto": prima un decreto, poi un disegno di legge, "ma non è stato possibile convertirlo perché su queste proposte non c'era la maggioranza". Insomma: "Qui non si tratta di rincorrere la Lega, bisogna smetterla di commettere sciocchezze come purtroppo è avvenuto". Peggio ancora con Alitalia: "Berlusconi a difendere l'italianità, la Lega che pensava solo a Malpensa, noi in mezzo e il governo Prodi che fa un prestito ponte che scontenta l'Europa: un assist alla destra; ma nella Ue bisogna starci con la schiena dritta, qualcuno deve difendere gli interessi nazionali". Linda Lanzillotta, deputata eletta in Lombardia, su Alitalia glissa: "Sono ministro ancora per tre giorni...". Ma qualcosa di dissacrante lo dice pure lei: "Ci siamo alleati con la sinistra radicale e non con chi rappresenta i ceti nuovi; nel '95 dovevamo costruire un rapporto diverso con la Lega".

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Bonanni: "basta morti sul lavoro fuori le imprese che sgarrano" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Genova La denuncia Bonanni: "Basta morti sul lavoro Fuori le imprese che sgarrano" PIU' soldi per la diffusione della cultura della sicurezza e una norma che regoli meglio la selezione delle imprese sul mercato del lavoro: è la ricetta contro gli infortuni sul lavoro, che hanno dominato la cronaca nazionale e genovese negli ultimi mesi, del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. "Ci sono imprenditori che fanno concorrenza sleale nei confronti di chi si comporta bene e che mettono in difficoltà i lavoratori, nella loro salute e a volte anche nella loro vita - ha detto a questo proposito Bonanni - le imprese senza arte nè parte vanno cacciate via dall'agone perchè sono pericolose sia per i lavoratori sia per le imprese buone". A Genova il segretario Cisl ha parlato anche di contratti, governo, Alitalia e Ici. "Io questa 'icite' acuta non la capisco - ha sottolineato - non vorrei che fornisse un'occasione per fare strada ad un aumento dell'addizionale Irpef". E si è detto scettico sulla pubblica dei redditi su Internet. "Così si creano solo polemiche inutili e sterili - ha commentato - anzichè un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito una classificazione per reddito, in modo da rendere più note quali sono le realtà che più evadono e eludono le tasse".

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Anche fossati e le poste nella partita per alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Anche Fossati e le Poste nella partita per Alitalia Berlusconi lavora alla cordata. Air One in pista LUCIO CILLIS ROMA - Cordata ancora non ben delineata, ma con Air One in pole position nel ruolo di partner industriale prima di un nuovo round di trattative, a ristrutturazione avvenuta, con Air France o Lufthansa. Il futuro di Alitalia sarà disegnato nei prossimi giorni e Silvio Berlusconi, prossimo presidente del Consiglio, nel corso di uno degli ultimi vertici con i suoi collaboratori avrebbe detto che "di soldi per salvare Alitalia ce ne sono anche più del necessario", che l'analisi dei conti "potrebbe partire a breve e durerà un mese". Allo stesso tempo il Cavaliere avrebbe confermato la necessità di affiancare un partner industriale al gruppo di imprenditori pronti a governare la crisi del vettore. Tra i nomi, Air One sarebbe il più gettonato. La compagnia guidata da Carlo Toto, tra l'altro, ha dato il via ai nuovi voli per Berlino da Malpensa, mentre entro luglio le tratte internazionali e intercontinentali saranno undici. Bruno Ermolli ieri ha confermato l'impegno a tutto campo nella creazione della cordata: "Vado avanti come vuole Berlusconi". E, in questo senso, anche la Findim della famiglia Fossati sarebbe disponibile ad intervenire. Il fronte tutto italiano non sembra però trovare, al momento, la sponda delle fondazioni: "Nessuno ci ha chiesto niente" ha detto ieri Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri. "Qui - ha proseguito - si tratta di investire patrimonio, non è un'erogazione. Se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e sulla redditività dell'investimento". Insomma, chiedere oggi "se diremo di sì o di no - ha concluso Guzzetti - è prematuro". Resta invece vivo l'interesse di Poste Italiane e la controllata Mistral Air, per il settore cargo di Alitalia. Come anticipato da Francesco Pizzo, presidente della compagnia, in un intervista a Repubblica, il gruppo sarebbe pronto a intervenire. Oggi è prevista una riunione di routine del cda Alitalia, in attesa di imminenti novità per il vertice. Martedì prossimo, con la trimestrale della compagnia, il presidente Aristide Police potrebbe decidere di rimettere le proprie deleghe al governo. In arrivo, quindi, un nuovo presidente (quasi certo Mario Resca), chiesto a gran voce anche dai sindacati: "Bisogna far uscire subito Alitalia dallo stallo - dice Marco Veneziani della Uil Trasporti - serve un amministratore competente e manager capaci che conoscano il trasporto aereo". "Occorre competenza specifica - gli fa eco Roberto Panella della Ugl Trasporti - il caso Alitalia deve essere affrontato in chiave Fiat, con un Marchionne dell'industria aeronautica". Anche per l'Unione Piloti, "serve un ricambio rapido del management". Infine, arrivano buone notizie dal fronte dei ritardi e dei consumi di carburante, le spine nel fianco delle compagnie. Ieri è stato presentato il Sesar, un programma di gestione europeo del traffico aereo Ue, di cui Enav è tra i principali protagonisti. Entro il 2020 si prevedono investimenti per 30 miliardi di euro e risparmi per 40.

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Dossier Alitalia alle fondazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Dossier Alitalia alle fondazioni --> Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti il progetto promosso da Berlusconi.

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Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia / Roma FONDAZIONI La Borsa non scommette più su Alitalia. Per la seconda seduta consecutiva ieri il titolo Alitalia è rimasto del tutto fermo al prezzo di 0,6 euro. Praticamente nessun operatore compra o vende. Irrisorie le proposte di negoziazione, scambiate poco più di un milione di azioni, pari allo 0,07% del capitale, che risentono del clima di incertezza che grava sulla società. Il cui futuro è ancora tutto da delineare. Mentre Bruno Ermolli, il consulente finanziario, procede nel lavoro affidatogli da Silvio Berlusconi di trovare una soluzione per la crisi della compagnia di bandiera "in tempo per l'Expo", arriva una prima dichiarazioni di disponibilità da parte delle Fondazioni. "Nessuno ci ha chiesto niente - ha detto il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti - siamo ancora ad una fase prematura. Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio e non di un'erogazione: se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e la redditività dell'investimento. Chiedere oggi se diremmo sì o no - ha quindi osservato Guzzetti - è prematuro: bisogna attendere che ci sia un progetto per Alitalia". Il presidente dell'Acri ha poi ricordato che "ci sono Fondazioni che hanno investito nelle autostrade e in altri settori simili: ogni Fondazione - ha osservato - fa le sue valutazioni sulla base dei vincoli disposti dalla legge Ciampi". Una volta rispettati questi vincoli - ha concluso Guzzetti - "le fondazioni possono fare qualunque investimento". Con quale prospettiva per ora nessuno lo sa. Rimane il mistero sugli incontri di Monaco tra Unicredit e Lufthansa, dopo la smentita di Unicredit, anche se l'ipotesi che la compagnia aerea tedesca possa essere la soluzione per i problemi di Alitalia inizia a raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima" ha detto il presidente della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth, "darebbe alla compagnia un taglio internazionale". Intanto rimangono le incertezze occupazionali sull'aeroporto di Malpensa. Secondo la Camera di commercio di Milano , dopo la cancellazione dei voli da parte di Alitalia, ci sono a rschio ancora 6 mila posti di lavoro. Le stime parlano di 3.271 posti di lavoro a rischio nel sedime aeroportuale e di altri 1.729 nei settori legati all'aeroporto, come alberghi, ristorazione, trasporti e logistica. A questi si aggiungono i 991 posti pericolanti in altri settori al di fuori dello scalo.

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Padoa-Schioppa lascia, la Ue promuove i conti Addio del ministro con citazione di Machiavelli. Bruxelles raccomanda attenzione a Tremonti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Padoa-Schioppa lascia, la Ue promuove i conti Addio del ministro con citazione di Machiavelli. Bruxelles raccomanda attenzione a Tremonti di Bianca Di Giovanni/ Roma SALUTI Il giorno della promozione (con raccomandazione) dei conti italiani da parte di Bruxelles, Tommaso Padoa-Schioppa dà l'addio al suo ministero. E lo fa da par suo: con una citazione dal Principe di Machiavelli, un lungo excursus sull'esperienza al mi- nistero dal titolo "Politica economica e finanziaria, glossario di due anni" (consultabile sul sito del Tesoro), una difesa a oltranza del governo Prodi e in particolare del premier. "Il tempo riconoscerà ancora un volta al presidente Prodi - scrive Padoa-Schioppa nella prefazione al glossario - di aver regalato all'Italia, anche se solo per due anni, il bene raro del buongoverno". Il lascito del ministro ha un "peso" che non mancherà di provocare la reazione del successore Giulio Tremonti: 248 pagine divise in 25 capitoli in cui si ripercorrono i passi salienti dell'azione di governo: dall'Alitalia al risanamento, dall'evasione al federalismo fiscale. Padoa-Schioppa rivendica i tre pilastri della sua politica: risanamento, sviluppo e equità. Fornisce le cifre dei suoi risultati, dagli sgravi Ici al bonus incapienti, dal deficit ridotto sotto il 2% ai 40 miliardi per le infrastrutture. Ma "l'aratura, la semina, la maturazione, la mietitura... formano un ciclo che non può essere compresso in poche settimane", come è successo al governo Prodi, osserva il ministro. Perciò l'opera di cui si dà conto è un'incompiuta, aggiunge con qualche riferimento un po' debordante. Ma lui, si sa, ha orizzonti molto alti: lo confessa proprio nella citazione di Machiavelli. Che scrive: "L'uomo pridente" deve stare sempre "nelle vie battute da uomini grandi" e deve imitare "quelli che sono stati eccellentissimi". Nell'ultima giornata in Via Venti Settembre, però, non si registrano solo formalità di rito. C'è chi fa profondi strappi alla regola. Come il sottosegretario Alfiero Grandi. "Scrivete a chiare lettere che io non vado alla cerimonia dei saluti", dichiara lasciando intendere qualche sopito (non più di tanto) rancore. Qualche mugugno trapela anche dalla atmosfera ovattata dell'incontro con l'alta dirigenza: un breve saluto che si è svolto ieri pomeriggio. "Sostanzialmente ha detto che la burocrazia ha bloccato la possibilità delle riforme e che è pessimista sulla possibilità di riscatto del Paese", rivela una fonte che vuole restare anonima. C'è chi parla di una cerimonia molto stringata, chi aggiunge l'aggettivo fredda. Altre fonti riferiscono di un saluto sereno e cordiale. Anche se in quella platea c'erano quei pezzi da novanta del ministero indicati dai rumors come antagonisti del ministro. A cominciare da Mario Canzio, il Ragioniere generale che nell'ultima Finanziaria lo costrinse a una frettolosa retromarcia su una copertura, per finire con Vittorio Grilli, il direttore generale dato dalle voci come molto irritato dal governo uscente per essere stato messo da parte. Ambedue, Canzio e Grilli, sono in odore di riconferma da parte del futuro inquilino Tremonti. Non sarà lo stesso per i collaboratori del gabinetto del ministro uscente. I loro nomi compaiono all'inizio del glossario. "Abbiamo scritto la lista di proscrizione per Tremonti", commenta uno di loro.

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (32) Ultime discussioni Mario: La Comunicazione da incompetenti Se veramente ricerchiamo i motivi per una sconfitta così drammatica forse... walter_venezia: Sono contrario alla realizzazione di questo progetto, non dei grattacieli che sono la versione... Drugo: In due anni di governo sono solo stati in grado di mettere mano a ciò che non hanno fatto. Mi spiego! Hanno... Parsifal: La resa dei conti è iniziata prima del previsto, e da essa dipende il destino futuro del Paese. Riusciremo... Paolo Mazzarri: Caro Taliani, non è sorprendente che a sinistra sia partita la resa dei conti dopo la sconfitta... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News IL CASTIGO DI CENERENTOLARedditi online, stop del Garante: "E 'illegittimo"Brescia, rapinatori liberi per decorrenza terminiVerona, pg: "Omicidio preterintezionale"Obama vince in North Carolina ma Hillary conquista l'IndianaTruffe e pedopornografia per Marcelletti L'ordine dei medici: "Verrà sospeso" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (1) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Penati accusa Prodi <Troppi errori> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il presidente della Provincia Penati accusa Prodi "Troppi errori" "Basta con i minuetti. Su alcuni ministri e sullo stesso Romano Prodi pesano responsabilità grandi come macigni". Filippo Penati rompe il silenzio che si era imposto all'indomani della sconfitta elettorale del Partito democratico. Ed è durissimo. Con il governo uscente, ma non solo: il presidente della Provincia dice no al partito del Nord e no a nuove discussioni sulla leadership del Pd. L'occasione è un pubblico confronto a Palazzo Isimbardi organizzato dal vicepresidente Alberto Mattioli. C'è anche Linda Lanzillotta, ma a Penati non replica "per ragioni istituzionali, per tre giorni sono ancora ministro di questo governo". Penati attacca sin dalle prime parole del suo intervento: "Non possiamo farci sconti. Prendete la sicurezza: era un pacchetto, poi è diventato un disegno di legge, poi di nuovo un decreto. Qualcuno ha voluto infilarci le norme contro l'omofobia, e il capo dello Stato, mancando l'urgenza, non l'ha firmato. In aula, poi, non si è trovata la maggioranza". Peggio ancora su Alitalia: "Berlusconi non ne ha parlato, lui chiedeva l'italianità. Bossi neppure: difendeva Malpensa. E poi chi è che ha fatto il prestito ponte? Il governo Prodi. Facendo arrabbiare l'Europa e lanciando un assist al centrodestra". Quanto all'Ue, Penati non è più tenero: "Non posiamo esserne le vestali acritiche, quando per molti cittadini l'Unione è quella che si occupa delle dimensioni delle zucchine e con l'apertura delle frontiere fa entrare 10mila rom nella sola area milanese". Di certo, il presidente della Provincia non crede al coordinamento del Nord del Pd: "I segretari regionali sono legittimati, il coordinamento dovrebbe risolvere organizzativamente problemi che sono politici?". (m. cre.).

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L'Italia (e Alitalia) vista da <Le Figaro> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-07 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE TEATRO DAL VERME L'Italia (e Alitalia) vista da "Le Figaro" Il caso Alitalia, il problema dell'immigrazione, la nuova destra, l'Italia vista dalla Francia: sono questi i temi di cui discuterà oggi pomeriggio il direttore di Le Figaro Etienne Mougeotte (foto) intervistato dal vicedirettore del Tg5 Toni Capuozzo al Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro 2, ore 18). Un'occasione per riflettere su vicende di attualità, media, cultura e società attraverso due voci autorevoli dell'informazione, con l'intervento di Francis Morel, amministratore delegato di Le Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint. L'ingresso è libero fino a esaurimento posti, previo accredito on line sul sito www.cesanamedia.com o prenotazione al numero 02.844.044.56.

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ROMA - Le fondazioni sono disponibili a prendere in considerazione un progetto di intervento su Alit (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alia. Ma la condizione, ha specificato il leader della Cariplo e dell'Acri Giuseppe Guzzetti, è che ci sia un piano industriale. L'ingresso delle fondazioni potrebbe avvenire a supporto della cordata italiana su cui lavora Bruno Ermolli. "Finora nessuno ci ha chiesto niente. La vicenda Alitalia è ancora in una fase prematura", ha esordito Guzzetti interpellato a margine del convegno circa un intervento delle fondazioni nella vicenda Alitalia. "C'è comunque un punto: qui si tratta di investire patrimonio, non è un'erogazione" ha poi precisato il presidente dell'Acri sottolineando che "se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare, saranno basate sul rischio e sulla reddittività dell'investimento. Tuttavia chiedermi oggi se le fondazioni diranno si o no è prematuro. Bisogna attendere che ci sia un progetto". D'altro canto ha rilevato Guzzetti, ci sono dei precedenti: "Ci sono fondazioni che hanno investito nelle autostrade o hanno effettuato investimenti simili". Ogni fondazione "fa le sue valutazioni, però ci sono i vincoli posti dalla legge Ciampi ed è sulla base di questi che possono decidere gli investimenti" ha concluso Guzzetti. "Ci sto lavorando ancora" ha risposto Ermolli, "il presidente Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci". Che non ha voluto aggiungere altro trincerandosi dietro un "sono costretto a rispettare il segreto professionale". Ermolli dovrebbe aver incassato la disponibilità di una ventina di nomi dell'imprenditoria italiana.

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<Servono 10 anni di azione coerente Su Alitalia il sindacato ha fallito> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-07 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'intervista Tommaso Padoa-Schioppa "Servono 10 anni di azione coerente Su Alitalia il sindacato ha fallito" "I redditi online? Misura estrema e dirompente. Capisco le reazioni" ROMA - Nel governo di Romano Prodi era considerato il ministro "tecnico " per eccellenza. Questa definizione, tuttavia, a Tommaso Padoa- Schioppa non è mai piaciuta. Lui considera la distinzione fra ministri politici e tecnici "priva di senso, una manifestazione dell'immaturità con cui si guarda alla politica italiana". E invece sottolinea il peso di un'altra distinzione, quella fra "politico eletto e chiamato". Avrebbe potuto mai diventare un politico "eletto"? "Se vuole sapere se mi hanno proposto una candidatura la risposta è: sì. Però non ho mai concepito questi due anni di lavoro come l'inizio di una carriera politica". E come due anni di politica? "Sono venuto qui senza essermi candidato a nulla. Ho molto esitato prima di accettare. E ho deciso di tornare alle condizioni di prima, quelle di pensionato ex funzionario pubblico. Ma questo non significa che non abbia svolto una funzione fortissimamente politica". La soddisfazione più grande? "Essere ancora ministro nel giorno in cui la Commissione europea decide di abrogare la procedura d'infrazione a carico dell'Italia per deficit eccessivo. Per la prima volta a memoria d'uomo il giudizio di Bruxelles sulla finanza italiana è addirittura migliore del nostro". Roba da stropicciarsi gli occhi. "Ma non significa che i problemi siano finiti. Anzi. Anche se un conto è essere considerato un Paese che non rispetta le regole e un conto diverso è essere tornati nella normalità. Rientrare nei vincoli del patto di stabilità è stato difficile, non meno difficile sarà il cammino verso il pareggio di bilancio". Un benvenuto per il suo successore Giulio Tremonti. "Nel nostro primo Dpef si è impostata la politica economica su tre binari: risanamento, crescita, equità. è falso che il governo Prodi abbia perseguito solo il primo. Ma credo che i tre elementi siano più legati ora che due anni fa. Bisogna far ripartire l'economia, aumentare la produttività, ridurre l'obesità delle strutture pubbliche..." Lo sa che siamo gli ultimi in Europa nell'uso di Internet per i rapporti con gli uffici pubblici? "Purtroppo è vero. Le pratiche si possono anche avviare via Internet. Poi però dietro c'è ancora la penna d'oca". Buono a sapersi. "Ma sbaglia chi dà la colpa di questo alla prepotenza della politica. La responsabilità, al contrario, va imputata alla debolezza della politica, spesso pigra e carente. C'è una carenza di cultura, capacità, determinazione. In due anni non si riesce a fare quasi nulla". Troppi bastoni fra le ruote, come ha detto anche Berlusconi? "C'è stato sempre chi ha sperato che la nostra azione venisse stroncata dalla fine della legislatura". Per esempio il sindacato? "In certi casi ha assecondato il cambiamento. In altri ha frenato. Aggiungo che negli ultimi mesi ha clamorosamente fallito". Si riferisce all'Alitalia, vero? Le brucia la sconfitta? "Si. è stata una sconfitta: ma soprattutto per la nostra economia. Il raggiungimento dello scopo non dipendeva solo da noi governo. E abbiamo fatto tutto il possibile. Alitalia ha 175 aerei e Air France proponeva di metterne a terra 30, con 2.500 esuberi. Di gran lunga il ridimensionamento più modesto che si potesse sperare". Ma di fronte al niet sindacale gli avete dato altri soldi. "Non farlo sarebbe stato da irresponsabili: il futuro premier ha detto di avere pronta una soluzione e il governo doveva credergli, dando il tempo per metterla in pratica". E se Prodi non fosse caduto? "Il sindacato non avrebbe fatto saltare il tavolo. Se no la legge Marzano sarebbe stata inevitabile". Forse non è un caso che la vicenda Alitalia, una rogna che nessuno è stato mai in grado di risolvere, scandisca il passaggio di maggioranza. Ci ha mai pensato? "Chiunque oggi incontrerebbe difficoltà a governare. Avremo davanti anni in cui l'economia mondiale crescerà molto meno che negli ultimi 10 anni e le pressioni sui prezzi saranno molto più forti, per la crescita dell'economia asiatica e il conseguente rincaro dei prodotti primari. E non è che chiudendosi in un guscio protezionistico ci si metta al riparo dalle difficoltà". Tremonti è avvertito. "Poi c'è la questione dell'Italia: Paese indebitato e sottocapitalizzato, con diseguaglianze fra Nord e Sud. Affrontare queste difficoltà senza continuare la lotta all'evasione fiscale sarà impossibile". Crede che la lotta agli evasori giustifichi la pubblicazione on line di tutte le denunce dei redditi? "La pubblicità delle dichiarazioni prescritta dalla legge può essere assicurata in molti modi. Questo è un modo estremo e dirompente. Posso solo dire che comprendo le reazioni che ha generato". Lasciate il bilancio in ordine? "Mi pare giusto che chi viene qui voglia vederci chiaro. Osservo che due anni fa il Tesoro prevedeva un deficit al 3,8% mentre Bruxelles lo stimava nel 4,1%. Ora lo prevediamo al 2,4% e la Ue al 2,3%". Quindi i conti sono a posto? "Questo significa uscire dalla sala rianimazione e andare in corsia, restando però in ospedale. Verremo dimessi quando avremo i conti pubblici in pareggio e la convalescenza sarà finita quando il debito pubblico scenderà sotto il 60% del Pil. Lasciamo un aggiustamento strutturale superiore a quello richiesto da Bruxelles, un avanzo primario ricostituito, un debito in diminuzione. Abbiamo virato: bisogna proseguire su questa rotta". Per quanto tempo? "Resto convinto che per curare i mali dell'Italia ci vogliano almeno dieci anni di azione coerente. E pur avendo fatto per assurdo più di quanto ci viene riconosciuto, purtroppo abbiamo fatto molto meno di quello che era necessario". Tremonti ha detto che non si cura una malattia grave con l'aspirina. "Credo che Tremonti parlasse di aspirina a proposito del rapporto di Mario Draghi. Per quanto mi riguarda, questa imagine l'avevo usata, riferendomi ai problemi dell'Italia, già nel giugno 2006. In queste condizioni l'Europa è un riferimento vitale. Tutte le cose di cui c'è bisogno vanno portate avanti in quella sede e in quel quadro, come contributo all'azione europea. Anche il modo in cui l'Italia affronterà la globalizzazione". Lei ha appena scritto: "Il tempo riconoscerà ancora una volta a Prodi di avere regalato all'Italia il bene raro del buongoverno". Quanto dovrà passare? "Contrariamente a ciò che si pensa e si rappresenta, sono moltissimi gli italiani che hanno capito. Il giudizio su questi due anni è molto meno umorale di quanto si crede. Esco da questa esperienza con lo stesso entusiasmo che avevo all'inizio. Sono stato convinto che per la storia d'Italia avesse un senso la partecipazione al governo di forze politiche che l'avevano sempre rifiutata, e lo considero un lascito importante per il futuro". Anche se la sinistra vi ha complicato un po' la vita, lo ammetta. "Non ho mai fatto qualcosa dovendola ritenere inaccettabile". \\ Farò il pensionato. La più grande soddisfazione è il giudizio di Bruxelles sui conti: è migliore del nostro Sergio Rizzo.

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Così Paoletti mazzola il sindacato (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il gruppo romano di trasporti trasferisce sette iscritti Filt Cgil, aggredito un delegato Così Paoletti "mazzola" il sindacato Antonio Sciotto Roma Sette iscritti alla Cgil trasferiti d'improvviso fuori regione, un delegato aggredito: è il bilancio delle relazioni sindacali nel gruppo romano Paoletti. La holding che fa capo a Vittorio Paoletti è un big del trasporto romano, specializzata sui rifiuti e le sostanze pericolose: detiene partecipazioni in diverse società e opera su commesse soprattutto pubbliche, per aziende come Eni, Alitalia, Fs e il Comune di Fiumicino. E' sua la Eurohandling, che con 100 dipendenti movimenta merci all'aeroporto di Fiumicino, così come la Getras (trasporti sostanze pericolose) e la Paoletti Ecologia (gestione eco-compatibile di rifiuti), ciascuna delle quali con una cinquantina di addetti. Tra l'altro, aggiungono Rocco Lamparelli e Alessandro Antonelli, della Filt Cgil, "il gruppo ha una partecipazione nella Nuova Solmine srl di Scarlino (Grosseto), che operava a sua volta con la Truck center di Molfetta", tristemente famosa per la morte di 5 operai, qualche mese fa. Paoletti è da almeno un anno in tensione con i suoi dipendenti, che protestano per gli orari pesanti cui sono sottoposti e per il fatto che gli autisti che trasportano merci pericolose non vengono affiancati da personale specializzato - come prevedono i contratti e la legge - nelle fasi di riempimento e svuotamento dei camion. Per tutta risposta, dopo numerosi scioperi e un accordo (risalente ormai a 4 anni fa) mai pienamente applicato, tutti e 7 gli iscritti Cgil della Getras sono stati trasferiti da Roma a Scarlino, e ieri un delegato della Filt Cgil è stato aggredito nella sede dell'azienda. A raccontarci i fatti è Alessandro Antonelli, Filt Cgil Roma Ovest. "La vertenza va avanti da un pezzo - spiega - da quando sia alla Getras che alla Paoletti Ecologia sono state annunciate una serie di mobilità a causa della perdita di commesse dell'Alitalia e della gestione rifiuti in Campania. Ci avevano addirittura proposto di ritirare almeno quelle della Getras in cambio di un taglio dei costi del lavoro, riducendo alcune voci forfettarie della retribuzione. Dopo varie proteste siamo riusciti a far ritirare gli esuberi, ma in particolare i nostri iscritti hanno sempre continuato a protestare per gli orari e le procedure non corrette sul carico e scarico delle sostanze. E così, un mese fa, sono arrivati i trasferimenti improvvisi per 12 persone: ma solo i nostri 7 iscritti da Roma a Grosseto". Gli altri 5 trasferiti, sono rimasti nell'area di Roma, e sono tutti non iscritti Cgil. "Abbiamo chiesto i criteri di scelta dei trasferimenti, l'azienda non ci ha dato risposte adeguate e li abbiamo impugnati per attività antisindacale - continua il sindacalista - Tra l'altro la sede di Scarlino ancora non esiste, i lavoratori lunedì scorso si sono recati alla Nuova Solmine, che è un'azienda diversa". Così la tensione è cresciuta e ieri Attilio Loretelli, delegato Filt Cgil, è stato convocato alla sede centrale: "Lo hanno accolto in cinque, compreso l'amministratore delegato del gruppo, hanno chiuso la porta, lo hanno insultato e spinto più volte contro il muro - conclude Antonelli - E' stato tre ore al pronto soccorso per lo shock e ha presentato una denuncia ai carabinieri".

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<Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-07 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Guzzetti (Acri) "Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto" MILANO - Le fondazioni bancarie potrebbero entrare in gioco nel salvataggio di Alitalia. Ma a precise condizioni: "Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio, non di un'erogazione". Lo ha detto Giuseppe Guzzetti, presidente delle Acri (l'associazione delle casse di risparmio e delle fondazioni di origine bancaria), che ha pure sottolineato che "se ci sono progetti industriali, le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e sulla redditività degli investimenti". Guzzetti ha anche sottolineato che nell'allocazione del patrimonio dell'ente "ogni fondazione fa le sue valutazioni, però ci sono una serie di vincoli posti dalla legge". Giuseppe Guzzetti (Acri).

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Alitalia, Fondazioni bancarie interessate. a patto che ci sia un piano industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Mentre Bruno Ermolli procede nel lavoro affidatogli dal premier in pectore, Silvio Berlusconi di trovare una soluzione per la crisi di Alitalia "in tempo per l'Expo", arriva una prima dichiarazione di disponibilità da parte delle Fondazioni bancarie, ma solo a patto che il salvataggio della compagnia aerea avvenga in presenza di un piano industriale. Ad affermarlo è stato ieri il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. "Nessuno ci ha chiesto niente - ha premesso Guzzetti a margine di un convegno a Milano - siamo ancora ad una fase prematura. Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio e non di un'erogazione: se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e la redditività dell'investimento". "Chiedere oggi se diremmo sì o no - ha quindi osservato Guzzetti - è prematuro: bisogna attendere che ci sia un progetto per Alitalia". Il presidente dell'Acri ha poi ricordato che "ci sono Fondazioni che hanno investito nelle autostrade e in altri settori simili: ogni Fondazione - ha osservato - fa le sue valutazioni sulla base dei vincoli disposti dalla legge Ciampi". Una volta rispettati questi vincoli - ha concluso Guzzetti - "le fondazioni possono fare qualunque investimento". Intanto mentre rimane il mistero sugli incontri di Monaco tra Unicredit e Lufthansa, dopo la smentita di Unicredit, l'ipotesi che la compagnia aerea tedesca possa essere la soluzione per i problemi di Alitalia inizia a raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima" ha detto il presidente della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth. "Un'ipotesi Lufthansa, nella misura in cui consentisse ad Alitalia di ripartire, sarebbe ottima perché dà alla compagnia un taglio internazionale". Intanto, a Malpensa sono partiti i nuovi collegamenti di Air One tra lo scalo milanese e Berlino-Tegel. Entro luglio infatti saranno 11 le destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali che la compagnia collegherà dallo scalo varesino. (07-05-2008).

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Noi non credibili sulla sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Penati "Noi non credibili sulla sicurezza" Gli errori di strategia su Alitalia, l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione acritica sulle indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione interna che il governo ha dato di se. Sono questi alcuni degli elementi al centro dell'analisi "senza sconti" che il presidente Pd della Provincia di Milano Filippo Penati e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta fanno della sconfitta alle elezioni politiche. Decisivo, nell'analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, "nel complesso non siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? ".

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Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

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N. 108 del 2008-05-07 pagina 28 Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti di Paolo Stefanato Guzzetti (Cariplo): "Occorrono progetti industriali". I piloti di Up: presto un nuovo management da Milano Il lavoro è sottotraccia e darà le sue evidenze, non c'è dubbio, la prossima settimana. Alitalia, insieme ai rifiuti di Napoli, è la prima emergenza sul tavolo di Silvio Berlusconi il quale, appena formalizzato il governo, si troverà a dover dar conto - ad alleati, opposizione, sindacati, azienda - sul futuro della compagnia. Continua il lavoro di Bruno Ermolli, il consulente incaricato di esplorare il mondo imprenditoriale per ottenerne il coinvolgimento, che ieri ha confermato: "Il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci". Molti s'interrogano tuttavia sulla continuità del suo impegno con quello di Giulio Tremonti, nel momento in cui questi assumerà la responabilità del ministero dell'Economia (il che significa essere l'azionista di Alitalia). Negli ambienti vicini al futuro presidente del Consiglio si osserva che "i capitali ci sono, sono anzi più di quanti ne occorrano". Parole di apertura ieri sono venute da Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri (casse di risparmio), che ha detto: "Se ci sono progetti industriali, le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell'investimento". Prima il piano, poi i soldi. Sembra un leit-motiv (peraltro di assoluto buon senso) che continua a essere ripetuto, da mesi, da tutti i candidati chiamati in causa. Prima del piano viene la scelta di un management capace, in parallelo a questo la verifica dei conti (la due diligence), che potrà impegnare tra le due e le quattro settimane. Quanto al nuovo management (invocato ieri anche dai piloti Up), molti fanno notare che l'azienda da oltre un anno è sostanzialmente priva di una gestione tecnica (gli ultimi presidenti Berardino Libonati, Maurizio Prato e, da ultimo, Aristide Police, sono stati nominati in un'ottica di cessione e non di gestione); ragione di più per rendere necessaria la nomina di un vertice capace, che conosca la difficile materia del trasporto aereo, che sia un interlocutore autorevole sia per i nuovi investitori, sia per i sindacati, sia per eventuali alleati stranieri. Quest'ultimo - un'alleanza - è un tema che diventa giorno dopo giorno più insistente. Alitalia è troppo piccola per restare da sola, e l'italianità può essere rispettata anche con un socio straniero che, senza compiti di gestione, rappresenti una sponda sicura in termini di network e di strategie internazionali e intercontinentali. Nella roulette incontrollabile dei nomi, si continuano a fare quelli di Lufthansa, di Air France (di nuovo), di Aeroflot (in virtù dell'amicizia Putin-Berlusconi), di Emirates. Nessuna conferma, anzi, smentite e no comment. Una cordata potrebbe essere così formata: un nocciolo di imprenditori italiani, di società e istituzioni pubbliche e private, che rappresenti "la bandiera"; un socio industriale; una compagnia straniera, in minoranza. Il socio industriale, sembra assodato, sarà Air One: le discussioni sono volte a ritagliare a Carlo Toto un ruolo funzionale e non preponderante. Ma l'imprenditore abruzzese resiste nel suo intento di svolgere un ruolo primario, anche nel capitale. Quanto alla compagnia straniera (Raffaele Bonanni, Cisl, ieri ha detto: "Lufthansa? Magari!"), il vero impegno politico sarà quello di edulcorarne il ruolo come di semplice rafforzamento, senza lasciar trasparire quello che molti sospetteranno: e cioè una cessione a termine, ovvero un portage. È chiaro che chi, in questa fase, metterà piede in Alitalia, in un futuro breve o medio avrà le maggiori possibilità di integrare la nostra compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Fisco online: sia Visco a pagare non i contribuenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 07 Mag 2008 Edizione 88 del 07-05-2008 Tutela della privacy Fisco online: sia Visco a pagare non i contribuenti di Carlo Lottieri Solo una piccola minoranza di giacobini (da Stefano Rodotà agli esponenti dell'estrema sinistra) ha espresso sinceri apprezzamenti per l'iniziativa di mettere on line le dichiarazioni dei redditi degli italiani, ma si è trattato ? appunto ? di un piccolo drappello presto sommerso dall'indignazione generale. In un'Italia incapace di mostrare un minimo di serietà perfino sulla vicenda Alitalia, questa è davvero una buona notizia perché attesta come vi siano principi, come il diritto alla privacy, che ancora sono riconosciuti come tali. Basti questa piccola nota personale: la notizia m'è giunta all'orecchio mentre mi trovavo in un ufficio pubblico dove due impiegati, dipendenti pubblici e a redditi fisso, commentavano veramente sdegnati la decisione ministeriale, resa nota dalle agenzie quel pomeriggio. È pure significativo che realtà in genere tutt'altro che ispirate da istinti liberali quali sono le associazioni dei consumatori abbiano formulato proteste molto nette di fronte all'iniziativa del governo Prodi, assunta per così dire in articulo mortis. Il Codacons è arrivato addirittura ad avviare un'iniziativa legale che, a detta dei promotori, dovrebbe comportare un indennizzo di ben 20 miliardi a favore dei contribuenti, lesi nel loro diritto alla riservatezza. Sorge però un problema. Immaginiamo che le cose vadano secondo le attese dell'organizzazione diretta da Carlo Rienzi. Lo Stato attribuirà una cifra equivalente a circa 520 euro ad ogni contribuente, ma per farlo dovrà aumentare le tasse o ridurre la spesa pubblica. In ogni caso, quei soldi arriveranno nelle tasche degli italiani, ma in fin dei conti li pagheranno gli italiani stessi. Ha senso tutto ciò? Tale violazione di uno dei diritti fondamentali, quello alla privacy, deve allora essere l'occasione buona per iniziare a introdurre davvero anche nel nostro ordinamento ? al di là di norme disattese e regole troppo generiche ? il principio della responsabilità del funzionario pubblico e dell'uomo politico. La decisione di pubblicare i dati degli italiani è stata del vice-ministro Vincenzo Visco? Se si dimostrerà che è andata così, sarà lui che in un modo o nell'altro dovrà pagare. E se emergerà invece che la colpa è da attribuire a un funzionario, è giusto che siano prese misure punitive nei riguardi di questo grand commis. In un caso o nell'altro, dovremo avere nomi e cognomi, e una precisa ricostruzione di tale azione lesiva dei nostri diritti. Quando a causa di gravi negligenze alcuni operai rimangono feriti in un incidente sul lavoro, giustamente si cercano i colpevoli e si chiede che siano chiamati a pagare. Tutto questo non esprime necessariamente un fanatismo vendicativo, ma viene dalla consapevolezza che una società corretta premia chi lo merita, ma anche sa infliggere un'adeguata punizione a chi non rispetta le giuste regole. Non si capisce allora perché le eventuali colpe di Visco o di qualche suo collaboratore dovrebbero essere addossate agli italiani. E più in generale non si comprende perché debbano esserci sempre due pesi e due misure: così che se un privato sbaglia viene posto alla gogna anche senza un'analisi attenta di ciò che è avvenuto, mentre nel caso del pubblico funzionario ogni imputabilità viene negata fin dall'inizio. Chiedere 20 miliardi a Vincenzo Visco o al direttore dell'ufficio del Fisco, Massimo Romano, certo può essere eccessivo e irragionevole. Ma ancor più assurdo sarebbe fingere che nessuno abbia sbagliato e che a pagare, un volta di più, debbano essere i soliti contribuenti.

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Fisco online, Montezemolo: "È gogna mediatica" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 108 del 2008-05-07 pagina 0 Fisco online, Montezemolo: "è gogna mediatica" di Redazione Il presidente di Confindustria critica la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani: "è una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande rischio, che fa male al Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni contro gli altri". E dei sindacati dice: "Unità? Meglio tardi che mai" Roma - "è una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande rischio, che fa male al Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni contro gli altri. La gogna mediatica non va bene". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo sulla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi. "Lo dice uno - ha aggiunto Montezemolo - che da anni dice che chi evade le tasse ruba. Ben venga dunque la lotta all'evasione, l'attenzione al lavoro dipendente, la trasparenza, ma bisogna trovare chi evade e non chi già le tasse le paga". Secondo il numero uno di Viale dell' Astronomia "si deve tener conto che il 48% del Pil viene dalle tasse che noi paghiamo. Per questo vorrei trasparenza non solo verso chi paga le tasse ma anche verso chi le incassa: per sapere dove vanno a finire le nostre tasse. Sarebbe - ha concluso - un'operazione importante, utile e auspicabile". Sindacati Finalmente dai sindacati arriva una proposta unitaria per la riforma dei contratti, soprattutto dopo quattro anni che non trovavano un accordo tra di loro. "Meglio tardi che mai" Montezemolo, commenta così l'unità ritrovata di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma contrattuale, sottolineando che nella proposta "sono stati recepiti tre elementi importanti: la durata del contratto di tre anni, l'apertura al secondo livello contrattuale e la creazione della premessa per poter pagare di più chi lavora di più". "Alla fine di quattro anni - spiega mentre fa un breve bilancio dei suoi quattro anni ai vertici di viale dell'Astronomia - finalmente il sindacato è riuscito ad arrivare ad una posizione unitaria e a mettere in condizione i vertici di Confindustria di potersi confrontare sulla riforma dei contratti con una proposta unitaria". Il quadriennio della presidenza Montezemolo, aggiunge, "si chiude con un fatto importante perché abbiamo bisogno di un sindacato forte, moderno che rappresenti gli interessi dei lavoratori". Il tema del lavoro per Montezemolo è sempre stato importante, sottolinea, e "il divario tra il salario percepito e quello pagato è inaccettabile. Ma ora abbiamo di fronte la detassazione degli straordinari e dei premi di risultato. è importante per aumentare il potere d'acquisto dei nostri collaboratori e per coinvolgere i dipendenti nei risultati". Quindi, conclude, "molto bene la detassazione che va in linea con la produttività e bene la posizione dei sindacati sui contratti, meglio tardi che mai". Alitalia "Serve una compagnia che funzioni, meglio se con i colori del nostro Paese, ma che guardi al mercato. Per cui sono importantissimi i partner industriali e la politica deve rimanere fuori dall' azienda". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo su Alitalia. "è un grande brand, un grande marchio - ha aggiunto Montezemolo riferendosi alla compagnia aerea - ma c'è il mercato. I problemi vengono da lontano e coinvolgono la politica, il governo, i sindacati, il management. A dimostrazione che lo Stato imprenditore è meglio che lasci spazio ad altri. Ben venga dunque la possibilità per gli imprenditori italiani, con un forte partner industriale, perchè per gestire oggi un'azienda competitiva è necessario guardare al mercato". Con Alitalia, ha aggiunto, "gli italiani e gli imprenditori hanno già pagato troppo, non solo in termini di costi, ma anche di inefficienza e disagi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Tagliare le tasse su pensioni e salari" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

GENOVAL'APPELLO DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL BONANNI "Tagliare le tasse su pensioni e salari" GENOVA La richiesta di tagliare le tasse su pensioni e salari ma anche perplessità sull'abolizione dell'Ici. Sono due dei punti affrontati dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ieri a Genova per partecipare al Consiglio regionale del sindacato. "Una sferzata all'economia passa attraverso una soluzione forte sul taglio delle tasse su salari e pensioni" ha esordito Bonanni, spiegando che questa è la prima azione che il sindacato si attende dal prossimo esecutivo. "Speriamo che il governo faccia una prima convocazione presto per costruire con noi un'ipotesi che premi salari e pensioni", ha aggiunto. Secondo Bonanni il taglio delle tasse contribuirà al rilancio dei consumi che hanno registrato in marzo una contrazione dell'1,7% rispetto allo stesso mese del 2007. "I consumi diminuiscono - ha affermato il segretario della Cisl - perché la gente comune, che è poi la maggioranza degli italiani, ha stipendi bassi e i pensionati pensioni basse". In questo contesto s'inseriscono anche le perplessità espresse dal numero uno dell'ala cattolica della Triplice sull'abolizione dell'Ici annunciata dal premier in pectore Silvio Berlusconi. "Io questa "icite" acuta non la capisco - ha detto -. Non vorrei che fornisse un'occasione per fare strada ad un aumento dell'addizionale Irpef. "Ci garantiscano che non ci sarà il gioco delle tre carte". Raffaele Bonanni ha poi spostato l'attenzione sulle imprese chiedendo una norma che ne regoli meglio "la selezione sul mercato del lavoro". "Ci sono imprenditori che fanno concorrenza sleale nei confronti di chi si comporta bene e che mettono in difficoltà i lavoratori, nella loro salute e a volte anche nella loro vita", ha affermato, sottolineando che "le imprese senza arte né parte vanno cacciate via dall'agone perché sono pericolose sia per i lavoratori sia per le imprese buone". Bonanni è poi intervenuto sulle polemiche legato al fisco on line. "Così si creano solo polemiche inutili e sterili - ha detto -. Anziché un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito una classificazione per reddito in modo da rendere più note quali sono le realtà che più evadono e eludono le tasse. La vicenda on line crea sbandamento. Il cittadino non ci capisce più niente, non capisce più quali sono i confini della privacy". Un cenno, infine, sul caso Alitalia. "Un'impresa capace di governare con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale": è questa la soluzione per l' Alitalia indicata dal segretario generale della Cisl. E se l'alleanza fosse con la Lufthansa? "Magari" è stata la risposta. "Vedo che alcune fumisterie sono diradate da qualche giorno a questa parte - ha commentato ancora -. E' stato stucchevole veder criticare coloro che volevano conservare in mani italiane un bene così prezioso per il nostro turismo. Non possediamo catene alberghiere, agenzie di turismo internazionali: perdiamo pure il volo italiano e il nostro turismo va a rischio". La vicenda Alitalia, secondo Bonanni, sarà il primo banco di prova per Silvio Berlusconi. Quanto alla proposta di fare acquisire Alitalia da Trenitalia, secondo Bonanni "non è poi così balzana". \.

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I Mondiali decollano da Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Domani la presentazione di Varese 2008 I Mondiali decollano da Malpensa Domani dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... Domani dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Tutti in rotta verso Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo (d inverno saranno garantiti cinque voli settimanali). La compagnia a stelle e strisce torna a offrire collegamenti da Milano dopo sette anni in cui il servizio era assicurato sono da e per Roma Fiumicino. Continua, dunque, con successo, il progetto da parte della Società di gestione degli scali milanesi di recuperare passeggeri e volume di traffico dopo la decisione di Alitalia di abbandonare l aeroporto lombardo per riposizionarsi su quello della Capitale. L obiettivo è di portare a Malpensa entro la fine dell anno circa 450 degli oltre 800 voli cancellati dalla compagnia di bandiera. Nell inaugurare il nuovo collegamento il vicepresidente di America Airlines, Craig Kreeger, ha sottolineato il ruolo strategico che Milano ha per il mercato statunitense, soprattutto per quanto riguarda i viaggi d affari. Un punto, questo, su cui ha insistito anche il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "La presenza delle principali compagnie aeree americane - ha sottolineato in un messaggio - è il risultato della posizione strategica di Malpensa per il territorio italiano. La sua posizione geografica favorevole e la catchment area di riferimento sono caratteristiche che le hanno permesso di raggiungere per i voli verso il Nord America un load factor medio che arriva al 90 per cento". Bonomi ha ricordato che nello scalo varesino sono attualmente presenti oltre 80 fra le principali compagnie aeree del mondo e il nostro impegno è sicuramente indirizzato verso un ulteriore incremento delle destinazioni servite". L inaugurazione del nuovo volo Milano-New York è stata anche l occasione per l'assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, di tornare a polemizzare con i vertici di Alitalia che hanno stabilito il de hubbing dall aeroporto varesino con notevoli ricadute per l economia della Lombardia. zA chi si era affrettato a fare il funerale di Malpensa dichiara Cattaneo - stanno rispondendo i fatti. Non solo Malpensa non è morta ma dà segni straordinari di vitalità: c è solo un operatore che non capisce che stando lontano da Malpensa ci rimette solo, perché il mercato è qui e allontanandosi si può sì risparmiare sui costi ma si perde nei ricavi". L assessore regionale interviene anche sulla battaglia legale fra Sea e la Magliana. Giovedì scorso Alitalia ha annunciato una controcausa alla Società controllata dal Comune di Milano che a sua volta aveva chiesto un risarcimento danni per 1,2 miliardi per l addio della compagna a Malpensa. I legali della compagnia di bandiera esigono dalla Sea "importi non lontani" da quelli chiesti da quest ultima, contestando inadempimenti rispetto "agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa" nonché "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione". Secondo Cattaneo, l azione legale della Magliana "è il segnale più evidente che la compagnia di bandiera non sta dormendo sonni tranquilli sulla richiesta danni da parte della Sea, la quale ha carte consistenti a suo vantaggio". Il forzista Cattaneo, membro del Cda della Sea, invita comunque il prossimo governo a impegnarsi per il riposizionamento di Alitalia su Malpensa dal momento che, a suo dire, saranno necessari quattro-cinque anni affinché una nuova compagnia possa diventare il vettore di riferimento per l aeroporto. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Boni: <Necessario evitare di mortificare e impoverire il nostro territorio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Boni: "Necessario evitare di mortificare e impoverire il nostro territorio" "I sei mila posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa commenta il capo delegazione leghista nella giunta regionale lombarda, Davide Boni sono il segnale tangibile di una crisi che sta investendo il settore aeroportuale del Nord a seguito dell abbandono di Alitalia e del trasferimento dei voli della compagnia di bandiera dall hub varesino a quello romano di Fiumicino". "Rispetto a quattro anni fa, continua Boni - lo scalo lombardo ha conquistato ben il 22% in più di destinazioni continentali: un abbandono repentino di Alitalia determinerebbe così un cambiamento nella funzionalità di Malpensa, che da hub intercontinentale diventerebbe un polo rilevante per le connessioni point-to-point e non per quelle a lungo raggio. Tutto mentre l aeroporto parigino continuerebbe ad avere campo libero per mantenere la propria leadership a livello internazionale. La riattivazione della tratta Malpensa-New York, - conclude Boni - ha comunque riconfermato la capacità del nostro aeroporto di attrarre capitali stranieri. Prioritaria resta quindi per il futuro governo la tutela di Malpensa e di tutti coloro che in tutti questi anni hanno contribuito a raggiungere questi risultati, evitando di mortificare e impoverire un territorio". [Data pubblicazione: 07/05/2008].

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<Malpensa, seimila posti a rischio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Alitalia

La denuncia delle Camere di Commercio "Malpensa, seimila posti a rischio" Sono circa 6 mila i posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano, Novara e Varese con l occupazione attualmente indotta dalla presenza di quello che è il più importante aeroporto dell Europa centro-meridionale. Chiediamo allora al nuovo Governo di valutare attentamente ogni mossa alla luce anche dei dati occupazionali indicati. I nostri territori, che sono una ricchezza del Paese, dovranno ricevere la giusta attenzione dall esecutivo che si formerà nei prossimi giorni". Secondo la banca dati Smail, nei 13 Comuni dell area Malpensa appartenenti alla provincia di Varese lavorano 77 mila persone, oltre a quelle dello scalo. Di queste, 11mila sono occupate in settori legati all attività aeroportuale come gli alberghi, il mondo dei trasporti e la logistica. Intanto l Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Varese segnala 2.499 esuberi accertati nelle aziende collegate all attività dello scalo nelle ultime settimane. Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano occorre "raggiungere in tempi brevi una soluzione per Malpensa che tuteli le esigenze del sistema imprenditoriale e nel contempo salvaguardi i lavoratori i cui destini sono legati alle scelte che si stanno compiendo in questi giorni". [Data pubblicazione: 07/05/2008].

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Edoardo garrone:<conta il progetto industriale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Edoardo garrone:"conta il progetto industriale" alitalia GENOVA. "Sarebbe certo preferibile che l'Alitalia fosse privatizzata con capitali italiani anzichè essere assorbita in una compagnia straniera. Ma l'importante è che ci si sia un progetto industriale importante". Edoardo Garrone, presidente di Erg e vicepresidente di Confindustria, interviene a margine della Conferenza strategica. "Non vorrei - aggiunge - trovarmi con un'Alitalia di privati che alla fine non riuscirà a competere sui mercati internazionali. Serve una compagnia di bandiera competitiva. Come raggiungere questo obiettivo non sta a me dirlo". Garrone sostiene che oggi più che mai servono "collegamenti dall'Italia verso il resto del mondo". 08/05/2008.

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Ryanair, nessun pianodi espansione su genova (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

L'annuncio della compagnia milano. Ryanair, almeno nell'immediato futuro, non intende rafforzare la propria presenza a Genova, aumentando il numero di voli sull'aeroporto internazionale Cristoforo Colombo di Sestri Ponente. A dichiararlo al Secolo XIX è stata Alessia Viviani, direttore marketing e vendite della compagnia aerea per il Sud Europa, a margine della conferenza stampa che si è tenuta a Milano per il festeggiamento dei dieci anni in Italia del vettore low cost. "Per ora a Genova - ha detto Viviani - abbiamo un solo volo, su Londra, che sarà operativo fino al 28 ottobre. Che cosa succederà dopo quella data ancora non lo sappiamo, dobbiamo predisporre il calendario invernale. Valuteremo anche sulla base del numero di passeggeri". Se la conferma della tratta che collega il Cristoforo Colombo all'aeroporto di Londra Stansted è in forse, una cosa appare pressoché certa: il vettore irlandese almeno per ora sembra deciso a non incrementare i voli sullo scalo ligure. "Al momento non abbiamo progetti in questo senso", ha detto Viviani. Del resto il volo Genova-Londra targato Ryanair negli ultimi tempi ha goduto di fortune alterne: dopo che a novembre dell'anno scorso, non senza polemiche, era stato provvisoriamente sospeso per una pausa invernale, il servizio è ripreso a metà marzo, ma non è mai stata troppo limpida la strategia della compagnia low cost. Sembra invece che Ryanair abbia le idee più chiare su Malpensa, considerata come un "capitolo chiuso". "Volevamo posizionare sullo scalo milanese 12 velivoli - ha affermato il direttore marketing e vendite per il Sud Europa - ma non ci siamo trovati sull'offerta". Il riferimento è alla Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, con cui Ryanair non è riuscita a pervenire a un accordo. E se si dovesse ripresentare l'opportunità? "Ci potremmo ripensare ma per ora non è così". Da Malpensa ad Alitalia il passo è breve. In proposito, Viviani ha confermato quanto già reso noto da Ryanair a fine aprile e cioè che la società ha presentato un ricorso alla Commissione europea per bloccare "l'ulteriore aiuto pubblico di Stato" pari a 300 milioni di euro finito proprio l'altro ieri nelle casse della società di via della Magliana. In particolare, Viviani, dopo avere precisato che a ricorrere all'Ue sono state anche altre compagnie, come British Airways, ha voluto sottolineare come per Alitalia sia fondamentale "adeguarsi al mercato e tagliare i costi". "Se le viene concesso un finanziamento oggi - ha proseguito - domani ne vorrà un altro". Un esempio di una voce che pesa sul bilancio e si potrebbe ridurre? "I rimborsi spese al personale". Ora la parola passa all'Ue: "Stiamo aspettando una risposta, che presumibilmente arriverà dopo che il governo avrà chiarito la situazione all'Unione europea". carlotta scozzari 08/05/2008.

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La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 109 del 2008-05-08 pagina 26 La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost di Redazione da Milano Frasi di rito e atmosfera di attesa. Ieri sera Silvio Berlusconi ha detto: "Ora affronteremo la questione Alitalia, ci sono molti imprenditori interessati". Vanno poi segnalate le dichiarazioni di Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), al quale "non risultano" contatti del suo gruppo per Alitalia; e di Luca Cordero di Montezemolo, che ha ribadito la necessità di una "soluzione di mercato". Quanto annaspi Alitalia si evince, a contrario, anche da quanto "volano" le altre compagnie nel nostro Paese, a cominciare dalle low cost. Ieri Ryanair, il più aggressivo dei vettori a basso costo, ha annunciato di aver raggiunto i 60 milioni di passeggeri trasportati da e per l'Italia in 10 anni. Non solo il nostro Paese è il secondo mercato per la compagnia irlandese, ma Ryanair - con 12,7 milioni di passeggeri in partenza e in arrivo negli aeroporti italiani nel 2007 e 14 attesi per il 2008 - è ampiamente la seconda compagnia operante in Italia, con un peso circa doppio rispetto alla seconda compagnia di bandiera italiana, Air One. Dei vuoti di mercato di Alitalia approfitta anche EasyJet, la low cost inglese che conferma il suo sviluppo a Malpensa, dove entro gennaio 2009 baserà 15 aerei, con nuova occupazione per complessive 500 persone. Ieri ha presentato i dati del primo semestre (31 marzo): più 24% i ricavi e più 15% i passeggeri, anche se pesa il caro petrolio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il direttore di Le Figaro: Berlusconi e Sarkozy sono simili (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Intervistato da Toni Capuozzo al Dal Verme Il direttore di Le Figaro: Berlusconi e Sarkozy sono simili Dall'immigrazione ad Alitalia. Dall'editoria alle elezioni. Curiosità e differenze tra Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi. Uno spaccato della Francia raccontato in un'ora e mezzo da Etienne Mougeotte, direttore del quotidiano Le Figaro, intervistato da Toni Capuozzo, vicedirettore del Tg5. L'incontro, al teatro Dal Verme, è cominciato con la questione delle 35 ore. "Il governo ha trovato un escamotage per non votare una legge per cui si è obbligati a lavorare di più - ha spiegato il giornalista -. Le aziende potranno decidere come indurre i dipendenti agli straordinari". Poi si è parlato del festival del libro di Parigi, sempre dedicato ai 60 anni di Israele: "Non ci sono state contestazioni come a Torino". Quanto al crollo della popolarità del presidente francese alle ultime elezioni amministrative, "bisogna dargli tempo - ha spiegato il giornalista -. Anche perché il giudizio dei cittadini sulle singole riforme è positivo". Sarkozy e Berlusconi "sono molto simili". Anche se "hanno avuto due percorsi molto diversi". Capitolo Alitalia. Secondo il direttore, la campagna elettorale del nuovo premier "ha spaventato Air France". Direttore Etienne Mougeotte.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-08 num: - pag: 35 categoria: ALT... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-08 num: - pag: 35 categoria: ALTRI OGGETTI dichiarazioni dei redditi su Internet? "La gogna mediatica non va bene"). Sul piano, infine, politico e delle relazioni industriali. Dove arriva l'unico vero, grande rammarico. Montezemolo applaude, oggi, alla ritrovata unità sindacale. Così come, ovvio, è soddisfatto dell'impegno del nuovo governo a defiscalizzare gli straordinari. L'amarezza è semmai quella di aver trovato su questi temi, per quattro anni, porte sbarrate. Anche se ora lo racconta sorridendo: "Appena arrivato in Confindustria invitai i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil. Ma si beccavano, per cui dissi "vi lascio un po' da soli". Già dal corridoio sentii le urla. Un quarto d'ora dopo uscì Epifani, rosso in volto: "Non mi va di essere preso in giro". Da allora le parole "riforma dei contratti" divennero tabù". Oggi che sembra caduto, Montezemolo ne è naturalmente contento: "Non ho mai voluto delegittimare il sindacato. Anzi: lo volevo più moderno, dunque più forte. Era spirito costruttivo". Il dialogo non sarà lui a riprenderlo? "L'importante è che riprenda". E in fondo a lui, da qui in avanti, Confindustria mancherà, "certo", ma "ho moltissimo da fare". E tutto da "privato": "La Ferrari, intanto, e poi Fiat, e Poltrona Frau, e le nuove attività nei treni da presentare al governo...". A proposito: un pensierino ad Alitalia, magari una proposta arrivata in Fiat? "Nessuna proposta e nessun pensierino. Penso che una compagnia di bandiera che funzioni, meglio se con i colori italiani, al Paese serva. Però occorrono soluzioni di mercato, non politiche. Perché sì, il problema viene da lontano e nessuno può chiamarsi fuori: ma i danni li ha già pagati fin troppo il cittadino italiano".

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-08 num: - pag: 49 categoria: BREVI Interventi e Repliche Turismo: l'attività dell'Enit La lettera pubblicata sul Corriere del 29 aprile dal titolo "L'abolizione degli enti inutili" mi obbliga a fare alcune precisazioni. Il 2007 è stato l'anno del rilancio dell'Enit-Agenzia. Sostenuto da un processo di riforma che attraverso una governance tripartita - Stato/Regioni/Imprese- ne ha enfatizzato il ruolo di motore degli interessi dell'intero comparto turistico, l'Ente ha impresso una svolta alla propria presenza sui mercati esteri. Questa formula ha garantito e garantisce la sua evoluzione e la sua efficienza. Grazie al maggiore contributo dello Stato di 48.879.122,00 di euro, al quale deve aggiungersi la somma di 177.538,00 euro per interventi speciali, l'Ente ha realizzato un significativo aumento degli investimenti promozionali (manifestazioni, editoria, campagne pubblicitarie, comunicazione, ecc.) pari a 27.348.133 euro, con un incremento del 190,80% rispetto alle spese dell'anno precedente. Questo nuovo corso dell'Enit-Agenzia è stato apprezzato e la stessa relazione al Parlamento della Corte dei Conti ha evidenziato le risultanze positive dell'attività dell'ente. La visibilità sui principali media nazionali e sulla stampa trade nel 2007, ha avuto come risultato la pubblicazione di 3.800 articoli, ai quali si aggiungono i 10.600 i pezzi usciti sulla stampa internazionale. Credo anche che l'Enit-Agenzia abbia dato il suo contributo al risultato internazionale che l'Italia ha conseguito nel 2007, realizzando oltre 31 miliardi di euro di introiti (+2,3% rispetto al 2006), secondo Bankitalia. Per quanto riguarda, invece, il Portale Italia.it l'Enit-Agenzia non ha avuto sinora alcun ruolo nella sua gestione. Questi sono fatti, non parole. Con l'avvio della nuova legislatura mi auguro che questa grande industria che è il turismo, con il suo giro d'affari di 150 miliardi di euro nel 2007, una cifra pari al 10,5 del Pil nazionale, sia oggetto di attenzione particolare, sia da parte del Parlamento e Governo, che di uno spazio sempre maggiore da parte degli organi di stampa. Valorizzando la corretta informazione sul turismo, attraverso il contributo della stampa che più incide sugli opinion leaders come il Corriere, sono certo che il Paese ne trarrà particolare giovamento per la soluzione dei suoi maggiori problemi, economici ed occupazionali. Eugenio Magnani direttore generale Enit-agenzia nazionale del turismo La sopravvivenza dell'Alitalia I dubbi che un lettore ravvisa sull'impossibilità dell' Alitalia di rimborsare il prestito di 300.000 euro entro dicembre ( Corriere, 3 maggio) non devono preoccupare più di tanto. Non è certo con gli introiti d'esercizio che questo prestito verrebbe azzerato, dal momento che molto più di sei mesi sarebbero necessari alla nostra compagnia per tornare ai profitti, sempre che un adeguato piano di rilancio venga approntato. L'operazione finanziaria sarebbe ovviamente parte del pacchetto di ricapitalizzazione di cui l'Alitalia ha bisogno ora per sopravvivere. Tuttavia la domanda d'obbligo è: "Per quanto tempo potrà ancora sopravvivere?". Non sono infatti i capitali che sono mancati all'Alitalia. Lo Stato ne ha elargiti in passato sempre in quantità impressionanti, ma sempre con lo stesso risultato, cioè di vederli puntualmente "bruciati" in poco tempo. Se infatti non verranno rimossi gli ostacoli che sono la causa del disastro Alitalia ( management incompetente, scelte pesantemente condizionate dalla politica e poco orientate al mercato, mancanza di meritocrazia, relazioni sindacali impossibili da gestire, bassa produttività pro-capite, corporativismo di alcune categorie ecc...) anche questa volta il risultato non potrà essere molto diverso. è solo questione di tempo. Sergio Ferriani, serfer@fastwebnet.it.

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<Ne ho 150, aerei e alberghi la mia specialità> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-08 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il caso Il presentatore televisivo tra spesa, rifornimento e viaggi "Ne ho 150, aerei e alberghi la mia specialità" Giancarlo Magalli, recordman delle card che accumulano punti. "Una l'ho inventata" ROMA - Sulla soglia di casa scatta il controllo come alla dogana: "Posa pure le buste. Dove sono i punti? Hai messo benzina? E i bollini?". Mai farsi beccare senza una risposta pronta e Giancarlo Magalli lo sa. Perciò il primordiale istinto di conservazione della specie marito gli ha suggerito di mentire più di una volta: "Come quando mia moglie Valeria si era impuntata sulla raccolta a premi della Esso: ci prendiamo il televisore per la casa al mare di mio fratello. Niente, me ne dimenticavo sempre e mi fermavo al primo benzinaio che capitava. Poi per evitare i rimproveri sostenevo di non aver messo carburante. A oltranza: praticamente facevo 90 km al litro". In caso di spesa al supermercato in solitaria ("Carrello pieno di sofficini gran supplì, pizze surgelate, sughetti altrimenti proibiti") Magalli si è attrezzato: "Mi faccio firmare lo scontrino dal direttore". Raccogli-molliche, set di bicchieri ("Per la domestica"), pelapatate, aspirapolvere ("E funziona pure bene"), i Magalli hanno collezionato, incollato e ritirato di tutto, spesso "per conto terzi". Fin qui il protagonista sembra un raccogli-punti riottoso, in realtà è lui il recordman delle carte fedeltà con 150 esemplari detenuti o giù di lì. "Con quelle domestiche sono distratto, ma se parliamo di aerei e alberghi allora sono un campione assoluto", spiega orgoglioso. "Alitalia, British, Lufthansa, Continental, ho tutte le miglia del mondo". Titolare di carte di credito di ogni banca e colore: "Da ragazzo una volta sono stato fermato, gli agenti erano convinti che le avessi rubate". Vuoi mettere la soddisfazione: "Con i punti dell'American Express mi sono già comprato tre biglietti classe business per me e le mie due figlie. Ad agosto ce ne andiamo negli Usa. E almeno tre o quattro notti saranno gratis: le pago con la tessera Hyatt, ho accumulato i punti con un viaggio in Cina". Marriott, Starwood, Hilton, non c'è catena alberghiera di cui il nostro non sia socio devoto: "Ah, è proprio una bella sensazione lasciare l'hotel saldando soltanto il conto del minibar ". Una paleo-fidelity card il conduttore- autore Rai l'ha proprio inventata: "Era il 1970. Lavoravo all'Eni, in direzione marketing. Brevettai una tesserina con cui, dormendo nei motel Agip, si vincevano bottiglie di vino e altre prelibatezze. Andava alla grande". Della imponente raccolta di rettangoli plastificati "che se le metto per terra ci faccio 30 metri quadrati" e che quando si parte viene selezionata e imbustata in un portafoglione a fisarmonica, fanno parte anche pezzi introvabili (e ormai inutilizzabili): "La tessera della Pan-Am, quella della Twa, ci sono affezionato". La sua prima, pare, fu la "Canguro Card", distribuita da un centro commerciale, che dava diritto al 5% di sconto: "Ma io mi vergognavo perché alla cassa mi riconoscevano e non l'ho mai usata. Però gli equivalenti all'estero sì". Gli resta una qualche nostalgia invece per la gloriosa "Metrecard": "Non era male. Era convenzionata con i ristoranti, ogni dieci pasti uno era gratis". Giovanna Cavalli In tv Giancarlo Magalli, presentatore televisivo con la mania delle carte fedeltà. Quando lavorava all'Eni ne ha anche inventata una.

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Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il superconsulente Bruno Ermolli ancora al lavoro per creare la cordata italiana Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: "Ci sto lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a lavorarci". Poche parole, confermando la linea della riservatezza: "Questa è la mia unica risposta - risponde Ermolli ai cronisti che lo incalzano - perché sono tenuto al segreto professionale". La girandola di manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è il segnale che potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota di azionisti italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia. Serve anche un partner forte che sia il perno di un piano industriale. E serve una soluzione per arrivare ad una due diligence: se non una nuova gara per la privatizzazione almeno un nuovo mandato dell'azionista al cda, per esempio, perchè i vertici della compagnia possano tornare a sondare l'interesse di potenziali partner disponibili ad acquisire la quota di controllo oggi in mano al Tesoro, e aprire una data room ai candidati. La stessa procedura che aveva portato alla trattativa in esclusiva con Air France. Indiscrezioni di stampa insistono su contatti tra Lufthansa e Unicredit (che ieri ha smentito). Ma l'attenzione è in queste ore tutta sul prossimo insediamento del nuovo governo perchè il prossimo ministro dell'Economia, come azionista, possa formalmente riaprire il dossier privatizzazione e fare le prime mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti della compagnia, dove domani torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver incassato il prestito da 300 milioni del governo, prestito sul quale pende ancora il rischio di una bocciatura da Bruxelles. Intanto il progetto di cordata italiana incassa l'attenzione delle fondazioni bancarie. "Se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell'investimento", dice Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, l'associazione di casse di risparmio e fondazioni bancarie. Ma "chiedere oggi se diremo si o no è prematuro, bisogna aspettare un progetto", chiarisce Guzzetti. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, guarda con interesse anche alla "minaccia" di Silvio Berlusconi: vendere a Ferrovie. Idea che "non è poi così balzana": pensando a quando, tra pochi anni, i treni ad alta velocità faranno concorrenza ai voli nazionali, per Bonanni "una gestione comune è del tutto auspicabile in un sistema moderno di efficienza dei trasporti".

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Malpensa, per i posti a rischio in arrivo 80 milioni di euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

NOVARA.ENTRO IL 20 MAGGIO FIRMA DEL PROTOCOLLO D'INTESA Malpensa, per i posti a rischio in arrivo 80 milioni di euro [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Entro il 20 maggio sarà sottoscritto un protocollo d'intesa tra Regioni Lombardia e Piemonte, Province di Milanmo, Varese, Novara, Verbano Cusio Ossola e le parti sociali e lombarde e piemontesi per venire incontro ai lavoratori di Malpensa. Sarà il primo atto concreto per attivare le risorse stanziate dal Governo, pari a 40 milioni di euro, rispettivamente per il 2008 e il 2009, destinate alla gestione della "crisi d'area Malpensa". Il caso Malpensa è stato affrontato ieri a Torino durante la riunione della Commissione regionale per l'impiego a cui ha partecipato il presidente di Confartigianato Novara Verbano Cusio ossola, Tarcisio Ruschetti: "Riteniamo che l'intervento previsto dal Governo sia un atto dovuto per tutelare i lavoratori che potrebbero rischiare di perdere il posto di lavoro a seguito della situazione di crisi in cui versano Alitalia e lo scalo, perciò esprimeremo nelle sedi istituzionali il parere favorevole di Cofnartigiqanato Novara Vco firmando il protocollo". "Dalla bozza - aggiunge Cesare Maurizio Valvo, responsabile delle relazioni sindacali - emerge che almeno 6263 lavoratori potranno essere coinvolti nelle situazioni di crisi delle aree colpite dai processi di riorganizzazione derivanti dal nuovo assetto aeroportuale. Il protocollo parte dalla previsione che la maggior parte delle imprese che subiranno l'impatto occupazionale non possono usufruire degli ammortizzatori sociali previsti, perchè di piccole dimensioni". Sulla situazione occupazionale e il futuro dello scalo interviene l'on. Gaetano Nastri (Pdl) che s'impegna a ottenre dal nuovo Governo la garanzia degli ammortizzatori sociali: "Dobbiamo dare sicurezza alle centinaia di famiglie novaresi in parrensione. Ma superata questa fase d'emergenza si deve realizzare quanto prima un piano di rilancio dell'hub".

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"stavolta non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Ici, emergenza rifiuti, Alitalia, straordinari: già pronta l'agenda per non disperdere la "luna di miele" "Stavolta non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" Il Cavaliere avverte:"Non mi faro più condizionare da nessuno" "Che sofferenza la trattativa con An" Tremonti non esclude "sacrifici" in economia "Questo non sarà il governo del sole in tasca, ma quello dei piedi per terra" CLAUDIO TITO ROMA - "Stavolta non abbiamo più scuse. Ci sono tutte le condizioni per fare. E se non faremo sarà solo colpa nostra. Se non faremo, saremo travolti". Per Silvio Berlusconi è iniziata ieri la "luna di miele" con gli italiani. Ma sa anche che questa sintonia corre su un crinale scivolosissimo. E che in ogni momento l'indice di popolarità può precipitare improvvisamente. Tant'è che con i suoi sintetizza: "Questo non può essere il governo del "sole in tasca", ma quello dei "piedi per terra". La situazione del Paese è difficile, non c'è spazio per i facili ottimismi". Nei colloqui avuti con i neoministri, allora, il messaggio lanciato dal Cavaliere è stato proprio questo. Per far durare la "luna di miele" stavolta "bisogna lavorare davvero". Non ci sarà nulla, a suo giudizio, che possa giustificare un eventuale insuccesso. "Tutti - ripete da giorni - sono e saranno messi in condizione di lavorare. Se non riusciamo a fare le cose con la maggioranza che abbiamo, beh, allora...". In effetti i numeri del Senato e quelli della Camera sono nettissimi, la coalizione poi si presenta con meno partiti rispetto al 2001. "Soprattutto - fa notare ai fedelissimi - nessuno remerà contro, altrimenti farà i conti con me". La sostanza, però, è che non ci possono essere più "scusanti". Le attese dell'elettorato sono "altissime" e "deluderle equivarrebbe a far ricadere su di noi tutte le conseguenze". Ragionamenti che negli ultimi due giorni ha voluto esporre pure al capo dello Stato. A Napolitano ha illustrato non solo la lista dei ministri ma anche le prime linee di azione del "Berlusconi IV". "Voglio chiudere presto, voglio presentare a lista senza ulteriori balletti per mettere tutti subito al lavoro". Le sue preoccupazioni riguardano in primo luogo gli alleati. Quel "saremo travolti" è un ammonimento rivolto a loro. L'esperienza del 2001-2006 rappresenta un vero e proprio memento per l'inquilino di Palazzo Chigi. In quel quinquennio il Cavaliere puntava l'indice contro i "condizionamenti" interni e esterni all'alleanza. Ce l'aveva con l'Udc di Casini e con Alleanza nazionale. Ma anche con il Quirinale e con i cosiddetti "poteri forti": con il salotto buono della finanza e i tradizionali capitani d'industria. Stavolta, invece, è sicuro di aver siglato un patto di azione anche con tutti questi centri di pressione. E per Berlusconi il "lasciapassare" è stato idealmente consegnato da Luca Cordero di Montezemolo offrendo la disponibilità a svolgere il ruolo ufficiale di "Mr. Made in Italy". Qualche ostacolo in più, al contrario, se lo aspetta dai partner. E cerca di prevenirli fin da ora. "Non voglio più subire i condizionamenti di questo o quell'altro. Se sarà necessario deciderò io, da solo. Non mi farò ingabbiare. La gente ha votato me e da me si aspetta soluzioni". Del resto, le ultime trattative per definire la "squadra" di governo gli hanno lasciato l'amaro in bocca. Soprattutto la caparbietà dei "finiani" nel reclamare i dicasteri. "è stata una sofferenza - si è lamentato ieri entrando a Palazzo Madama. "Adesso si volta pagina", ha avvertito: "le condizioni le pongo io, prenderò di petto tutte le questioni e non accetterò mediazioni". Certo, ha dovuto fare i conti pure con i "consigli" di Napolitano, con le perplessità del Colle su Angelo Alfano Guardasigilli, sull'esecutivo troppo ampio e sul ruolo che potrà avare Umberto Bossi. Ma con il presidente della Repubblica, chiarisce con tutti, "abbiamo instaurato un rapporto perfetto". E proprio all'uomo del Colle, ha ribadito che l'unico soggetto con cui scenderà a patti è l'opposizione. E solo su un tema specifico: le riforme. Al resto, "ci penso io". Quindi dalla prossima settimana, il premier vuole studiare un'agenda di provvedimenti. L'Ici, l'emergenza rifiuti, l'Alitalia e poi la detassazione degli straordinari e l'aumento del potere di acquisto degli stipendi. "Voglio interventi - ripete - immediatamente percepiti dall'opinione pubblica". Anche se, con ogni probabilità, le misure che avranno un'incidenza sulle casse dello Stato dovranno aspettare almeno un mese. L'intenzione di Giulio Tremonti, tornato all'Economia, è quella di realizzare una veloce "due diligence" e poi legare i decreti più "costosi" al Dpef da presentare a giugno. E già, perché lo stesso ministro vuole procedere con i piedi di piombo senza escludere "sacrifici". "I suoi rapporti - avverte il presidente del consiglio - non inducono all'ottimismo". Così, i primi 100 giorni di governo saranno dedicati alle emergenze. Il federalismo fiscale e la giustizia saranno capitoli del prossimo anno. "Anche perché - avvisa il Cavaliere - se non facciamo le cose più vere, stavolta la luna di miele finisce presto e ci vengono a prendere con il forcone".

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Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere --> ROMA Una settimana ancora e il primo pacchetto di provvedimenti del governo Berlusconi IV potrebbe essere varato dal nuovo Consiglio dei ministri. Stop all'Ici sulla prima casa, via libera al bonus bebè da 1000 euro, ma anche misure per adeguare pensioni e salari al costo della vita sono i provvedimenti che il governo Berlusconi ha in cantiere. La prima riunione operativa del Cdm si terrà, come ha annunciato in campagna elettorale Silvio Berlusconi, a Napoli: un modo per rappresentare la centralità della lotta all'emergenza rifiuti, dossier chiave insieme a Alitalia. VIA L'ICI Cancellare subito una delle tasse più odiate dagli italiani: quella sulla prima casa. È questa una delle promesse chiave del Cavaliere. Il ddl è già pronto e sarà varato dal primo Consiglio dei ministri del nuovo governo. La Lega sottolinea come sia necessario che la misura preveda forme di compensazione per i comuni. BONUS BEBÈ Subito via libera a un bonus di 1000 euro per i nuovi nati e all'introduzione del quoziente familiare. Quest'ultima modifica al sistema fiscale potrebbe, però, arrivare in un secondo momento. LAVORO Sempre nel primo Cdm via libera alla detassazione degli straordinari e del premio di produttività. Il leader del Pdl spiega di aver puntato sulla detassazione degli straordinari e non sulla decontribuzione a causa della mancanza di risorse. PENSIONI Sù subito quelle minime, come già fatto nel precedente governo di centrodestra, "adeguandole - afferma sempre Berlusconi - al costo della vita". RIFIUTI Il leader del Pdl ha un piano per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania "nel giro di due mesi". E a Napoli si terrà anche il primo Consiglio dei ministri; poi, nel capoluogo campano "stabilirò una sede operativa - afferma il Cavaliere - per tre giorni alla settimana e ne verrò via quando avrò la certezza di avere avviato concretamente la soluzione di questo problema". PREZZI "Abbiamo già in mente un progetto preciso - ha detto Berlusconi - che metteremo in atto subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari, con la collaborazione della rete dei consorzi di commercio". ALITALIA Tra le prime mosse del nuovo governo ci sarà la risposta ai dubbi dell'Ue circa la natura del prestito ponte da 300 milioni di euro. Il Cavaliere lavora poi da tempo alla definizione di una soluzione per salvare la compagnia di bandiera. SICUREZZA È considerata una delle priorità. Il modello, spiega l'esponente della Lega Roberto Maroni, è quello del sindaco di Cittadella (Pd) Massimo Bitonci che nel novembre scorso fece scalpore per un'ordinanza definita anti-sbandati. FEDERALISMO FISCALE È il chiodo fisso della Lega: "La prima cosa che faremo - ribadisce Umberto Bossi - è il federalismo fiscale per non dover andare più a Roma con il con il cappello in mano a elemosinare gli spiccioli". Il concetto è quello di istituire un circuito virtuoso della spesa pubblica.

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"finalmente è caduto un tabù" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

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Economia "Finalmente è caduto un tabù" Montezemolo sui sindacati. "Politica stia fuori da Alitalia" Il commiato del presidente di Confindustria dopo quattro anni di mandato ROBERTO MANIA ROMA - Luglio 2004, sede della Confindustria all'Eur. Ricorda Luca di Montezemolo, presidente uscente degli industriali: "A un certo punto capii che c'erano dei problemi tra i sindacati. Li lasciai nella stanza, dalla quale ben presto arrivarono delle urla enormi. Dopo un po' venne da me Epifani, rosso in volto, disse: "Non mi va di essere preso in giro". E se ne andò. Da allora il tema dei contratti è diventato un tabù". Quattro anni dopo, alla vigilia del cambio al vertice della Confindustria, Cgil, Cisl e Uil approvano la loro proposta per la riforma dei contratti. Quasi in contemporanea Luca di Montezemolo incontra i giornalisti per fare un bilancio della sua presidenza e dice: "Meglio tardi che mai. Prendo atto con soddisfazione che finalmente i sindacati sono arrivati ad una posizione unitaria. Ora è possibile il confronto con il nuovo presidente della Confindustria. Perché - spiega - c'è bisogno di un sindacato forte e autorevole ma anche che si renda conto che il mondo è cambiato". E in questi quattro anni, nei quali Montezemolo ha scelto la strada dalla pace sociale dopo "gli scontri devastanti sull'articolo 18", tante cose sono cambiate. Ci sono stati tre presidenti del Consiglio, le imprese italiane si sono ristrutturare quasi cambiando il volto del capitalismo tricolore, la Fiat - per dire del caso più clamoroso - era in preda a una crisi "drammatica" finanziaria, industriale e anche umana con le morti ravvicinate dell'Avvocato e poi di Umberto Agnelli, le economie emergenti hanno accelerato il passo, raccogliendo nuovi protagonisti e minacciando sempre più le vecchie leadership. "Quattro anni meravigliosi - dice - ma anche molto, molto duri". Non c'è la politica nel futuro del quasi ex presidente degli industriali. C'è ancora la Ferrari, la presidenza della Fiat, il Fondo Charme, la "sfida" della prima società privata per l'alta velocità, la presidenza della Luiss. Poi, dopo l'estate, il già annunciato "think tank" "per contribuire a progettare il futuro del Paese". Al quale - spiega - "voglio bene". Ed è in questa chiave che promuoverà il made in Italy, ma senza incarichi, senza commistione con la politica in senso stretto. Con la quale, però, non rinuncia a polemizzare. Sulla decisione di mettere online le dichiarazioni dei redditi, per esempio: "Sbagliato e anche pericoloso perché si rischia di mettere l'uno contro l'altro. Ben venga la lotta all'evasione e la trasparenza, ma la gogna mediatica non va bene". E poi l'Alitalia. Montezemolo racconta pure che lui e Marchionne si domandarono un giorno "perché non la compriamo noi l'Alitalia?". Ma era uno scherzo. Ci vuole - secondo Montezemolo - una soluzione di mercato. Bene se si realizza una cordata italiana. "Ma la politica deve restarne fuori". In quattro anni, la Confindustria ha aumentato quasi del 10 per cento le imprese iscritte. Poi ha incassato la riduzione del cuneo fiscale e ora si prepara alla detassazione degli straordinari e dei premi di risultato. E Montezemolo, in fondo, si autopromuove quando ricorda che, subito dopo la sua elezione, Suni Agnelli gli regalò una foto dei suoi predecessori Gianni Agnelli e Guido Carli, con la dedica: "Mi raccomando, non deludermi".

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BERLUSCONI GOVERNO LAMPO E PIù SNELLO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)

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Berlusconi governo lampo e più snello MARIA PAOLA MILANESIO Roma. La portiera dell'auto richiusa alle spalle, Silvio Berlusconi guarda la piccola folla che lo ha aspettato davanti al Senato. Ha lasciato il Quirinale da pochi minuti e, come da prassi, fa tappa a Palazzo Madama dal presidente Renato Schifani e poi a Montecitorio dal presidente Gianfranco Fini per comunicare di aver accettato l'incarico di formare il nuovo governo. In tasca la lista dei 21 ministri (12 quelli con portafoglio). È lo stesso foglio che il premier incaricato aveva già con sé quando alle 18.45 è arrivato al Colle, atteso dal presidente Giorgio Napolitano. Un colloquio durato un'ora e un quarto e concluso dall'accettazione dell'incarico, "senza riserve", da parte del Cavaliere, che contestualmente ha reso nota la sua squadra di governo. "Ho ricevuto dal presidente della Repubblica le congratulazioni per la celerità", racconterà prima di rientrare a Palazzo Grazioli. Oggi alle 17 sarà di nuovo al Colle con i ministri per il giuramento. Poi si andrà avanti a tappe forzate: alle 18 prima riunione a Palazzo Chigi per definire le deleghe ai ministri senza portafoglio. "Lunedì convocherò il consiglio dei ministri per eleggere i sottosegretari; martedì ci sarà il dibattito sulla fiducia alla Camera e mercoledì al Senato", spiega il premier incaricato. Nei giorni successivi (forse il 16) partenza per Napoli per il primo vero consiglio dei ministri. E in quella occasione, oltre all'emergenza rifiuti sarà sul tavolo anche il dossier Alitalia. "Procede molto bene, ci sono tanti imprenditori interessati...", assicura lui. Casi spinosi all'orizzonte, ieri era il momento della soddisfazione per aver completato la squadra. "Sono molto soddisfatto", dice Berlusconi, sottolineando di aver mantenuto tutte le promesse, dalle new entry alla presenza delle donne (c'è anche Michela Brambilla, viceministro alla Salute). "Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione. Non sono emozionato, oramai ci sono abituato", dice ridendo nel rimarcare il peso delle sue plurime esperienze da premier. Anche in questa occasione avrà al suo fianco Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, entrambi sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, entrambi confermati nel ruolo già ricoperto dal 2001 al 2006. È di buonumore Silvio Berlusconi, reduce da una giornata densa anche di tensione. Lui smentisce "lamentele" da parte degli alleati, ma certo è che la trattativa con An è stata, fino all'ultimo, fonte di qualche preoccupazione. Ieri sera tutti mostravano ampi sorrisi: Umberto Bossi si augurava che il governo "camminasse rapidamente", Roberto Maroni lodava "la squadra coesa", Maurizio Gasparri "la celerità". L'umore era così ottimo da annunciare tempi di dialogo continuo con l'opposizione. "Sarà una legislatura costituente. Obiettivo è portare a termine alcune riforme come i maggiori poteri al premier, il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari. E poi una revisione della legge elettorale, anche per le europee", diceva già in mattinata Fabrizio Cicchitto, all'esito delle consultazioni con Napolitano. Da Walter Veltroni nessun ostacolo: "Disponibili a convergere sulla riforma delle istituzioni e dei regolamenti parlamentari". Per il resto sarà "una opposizione molto netta", la stessa che annunciano Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. "È finita l'era delle contrapposizioni. Faremo di tutto per salvaguardare gli interessi generali", dichiara il leader Udc, il primo ad aprire ieri mattina il turno delle consultazioni, chiuse dagli ex capi di Stato. A sera, qualche traccia di stanchezza, il Cavaliere scherza sul governo ombra che Veltroni sta mettendo a punto. "Bene, benissimo... Cercheremo di fare luce". Il premier designato Berlusconi con il capo dello Stato Napolitano In basso: Fini e Ronchi.

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Berlusconi e il governo del "fare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)

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Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (101 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (54 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (33) Ultime discussioni fava: Per me D'Alema sbaglia, invece di far quadrato intorno a Veltroni, lo massacrano. Uno solo doveva... albanese domenico: Il sig, d'alema farebbe la miglior figura se sparisse per sempre in qualche isola deserta, e... JackTheLeopard: Sono d'accordo con le analisi degli altri blogger che descrivono l'incompetenza e la... vito: la priorità è FARE non deludendo chi ha bocciato il sindaco cineasta . Tale atto concludente politico fatto... MAURIZIO: RIPRISTINARE VIA DEI FORI IMPERIALI COM'ERA PRIMA DELLO SCEMPIO ATTUALE, FATTO SOLO IN ODIO A TUTTO... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Torino, Napolitano alla Fiera del Libro: "Luogo di dialogo"Benzina e diesel continuano a volareGuai per Marcelletti: sms hard a una 13enneFrate laico in manette: abusava di una 14enneEcco il nuovo governo Berlusconi Oggi il giuramento, mercoledì la fiduciaBirmania, 80mila morti solo a Labutta Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (2) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Berlusconi e il governo del "fare" D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Mentre la Polverini se la gode alla grande (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 E' in ascesa l'Ugl, il movimento dei lavoratori di destra, che ha scelto una donna come leader Mentre la Polverini se la gode alla grande di L'insolente Marsicano L'immagine che forse illustra nel modo più plastico possibile le difficoltà del sindacalismo confederale italiano di fronte al nuovo governo, è quella dell'altro ieri sera quando, sul ring di "Ballarò" è sceso un Guglielmo Epifani: più nervoso che mai, il sindacalista ha retto a malapena agli affondi di Sacconi e Gasparri. Scontri tv a parte, resta la verità. Incontrovertibile. Si dà il caso, infatti, che "anche" la Cgil ? sia nella sua consistente anima di sinistra radicale e/o Arcobaleno (vedi alla voce Fiom) sia nella sua meno forte anima che ha tifato Pd (vedi alla voce Epifani e segreteria confederale) ? le ha perse eccome, le elezioni. Epifani ha persino avuto il cattivo gusto di dire, in un'intervista a Repubblica subito dopo il voto, che "hanno votato la Pdl e in special modo per la Lega gli operai di bassa qualifica e livello" (il che la dice lunga sullo scollamento tra Cgil e operai?): la sconfitta l'ha presa male, se non malissimo. Il fatto è che lo tsunami elettorale non ha risparmiato anche gli altri due sindacati confederali, e cioè la Cisl e la Uil, anche se per motivi in parte molto diversi da quelli che arrovellano oggi il dibattito dentro la Cgil, sindacato che era "di governo" fino a ieri (con Prodi) e che tornerà "di opposizione", ora che al governo c'è Berlusconi. Anche la Cisl, infatti, pagherà uno scotto, anzi lo sta già pagando visto che il suo segretario generale, Raffaele Bonanni, aveva scommesso tutto sul cosiddetto "pareggio" e, soprattutto, sulla possibilità che fosse l'Udc del suo amico Pierferdinando Casini il vero ago della bilancia dei nuovi scenari politici post-voto. Il che gli avrebbe di certo permesso di "giocare di sponda" tra centrodestra e centrosinistra, nelle cui fila si è candidato (ed è stato eletto, in Veneto, alla Camera) l'ex segretario generale aggiunto e cattolico sociale Pier Paolo Baretta, vero ispiratore della recente riforma pensionistica targata Damiano (l'ex ministro del Lavoro), oltre a una lunga fila di sindacalisti cigiellini (ma di area diessina) candidati nel Pd, da Paolo Nerozzi ad Achille Passoni, entrambi ex segretari confederali ma il primo ex mussiano e il secondo veltroniano. Bonanni, invece, che pure sarà alle prese con un governo (in parte) "amico" ? i rapporti tra lui e Berlusconi sono sempre stati buoni, quelli con An molto meno, quelli con la Lega pari allo zero ? non potrà contare sulla sponda neocentrista né tantomeno su un Pd ormai decomunistizzato. La Uil, invece, e cioè il sindacato che più si è "messo in mezzo" per far fallire, in calcio d'angolo, la trattativa tra il governo uscente e Air France per salvare Alitalia, ha un altro problema, e cioè il ? consistente ? calo di iscritti e peso politico e sociale. Cui non basterà di certo l'elezione di Adriano Musi, ex segretario generale aggiunto, di provata fede repubblicana, né tantomeno la trombatura dell'ex segretario generale Pietro Larizza (che, non ricandidato dal Pd, aveva scelto il Ps di Boselli) per ovviare a questi problemi. A prendere piede e fiato, nella legislatura che si è aperta, sarà invece e senz'altro l'Ugl, il sindacato vicino alla destra sociale, guidato da due anni e mezzo dalla combattiva e intelligente Renata Polverini, la prima donna a raggiungere un tale incarico, in Italia. Sarà proprio la Polverini, infatti, a poter contare non solo sul sostegno fattivo di tutta An e mezza Fi ma anche su altri fattori. Dall'elezione di un'altra donna, Emma Marcegaglia, alla guida di Confindustria ? elezione che è già stata effettuata ma che diventerà effettiva dal 22 maggio ? che con la Polverini (oltre che con Bonanni e la Cisl) aveva già instaurato e avrà di certo ottimi rapporti, fino alle molte donne che entreranno nella squadra di governo. Tra di loro, forse Stefania Prestigiacomo e di certo Giorgia Meloni. Senza dire del fatto, di certo non secondario, che è l'Ugl il solo sindacato che, di questi tempi, può gonfiare il petto, in fatto di iscritti e vittorie. Come alla Pirelli Telecom di Milano, dove alle ultime elezioni della Rsu interna, ha ottenuto ben 9 delegati su 20. Strappandoli alla Cgil e, dunque, alla sinistra. Che, come testimonia il manifesto, c'è rimasta malissimo. Ma anche questo ? iscritti della Cgil che, oltre a votare Lega, passano all'Ugl ? è, decisamente, quello che si può definire uno straordinario segno dei tempi. Belli o brutti che siano.

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Loro non fanno l'amore (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 GUGLIELMO EPIFANI Non vogliono detassare lo straordinario Ma, come dice Celentano, "chi non lavora..." Loro non fanno l'amore di Francesco Blasilli Non ce ne vogliano i rappresentanti dei lavoratori, perché questa è una generalizzazione bella e buona, ma è ormai evidente che i sindacalisti non fanno l'amore. A questa conclusione si arriva parafrasando la canzone di Adriano Celentano ? ironia del caso, l'ultima icona del prodismo - "Chi non lavora, non fa l'amore", perché a sentire Epifani (ospite martedì sera a Ballarò), loro di lavorare non ne hanno proprio voglia. E dunque non dovrebbero fare l'amore. L'ultima del sindacato, stando alle parole (ma anche alle espressioni facciali) di Epifani è che non gli sta bene nemmeno la "detassazione" degli straordinari, che sarà uno dei primi provvedimenti approvato dal nascituro governo Berlusconi. Non gli sta bene "perché così si penalizza la donna, che avendo una famiglia non può stare sul posto di lavoro quanto un uomo". Fin troppo facile replicare che se una donna non può stare al lavoro perché ha famiglia, allora sarà il marito a fare - qualora ne avesse necessità e/o voglia - gli straordinari. Ma le orecchie dei sindacalisti certe cose proprio non le vogliono ascoltare e l'unica frase che esce dalla loro bocca è il classico "abbiamo i salari più bassi d'Europa". Giusto e sacrosanto, ma nessuno ha la bacchetta magica per raddoppiare d'incanto gli stipendi, che sarebbe l'unica soluzione condivisa dai rappresentanti dei lavoratori. I quali, però, subito dopo chiederebbero di dimezzare l'orario del lavoro. Altra obiezione dei sindacati è che se i dipendenti fanno tante ore di straordinario, l'azienda non assume altri lavoratori. Anche questa affermazione sembra facilmente confutabile, perché in un momento di recessione come quello attuale (tant'è che Padoa Scoppia al Corriere dichiara che "avremo davanti anni molto difficili") le aziende non assumerebbero comunque. Anzi, al contrario, l'unica strada percorribile è quella di un forte aumento del fatturato ? grazie al lavoro straordinario ? che porti a nuove assunzioni. Ma il sindacato italiano proprio non riesce a staccare il cordone ombelicale con la sinistra comunista, quella in cui siamo tutti uguali ed è inconcepibile che una persona guadagni di più "solamente" perché lavora di più. Un assioma che, però, sembra destinato a diventare la pietra tombale di Cgil, Cisl e Uil visto il distacco sempre più lampante tra la triplice e i lavoratori (anche se ieri la triplice ha messo a punto il testo unitario di proposta sindacale per la riforma del sistema contrattuale, "un passo avanti", così secondo il berlusconiano Maurizio Sacconi). Un distacco che è stato certificato nell'ultima tornata elettorale con l'esplosione della Lega, al momento il vero punto di riferimento politico dei lavoratori italiani. Gli operai non possono non essere stati influenzati dai due anni di governo Prodi, in cui Epifani, Angeletti e Bonanni sono diventanti gli emuli di "Mister No" Pecoraro Scanio ed ora, per questo motivo, rischiano di fare la sua stessa fine. Intanto si beccano le bordate dell'insospettabile Padoa Schioppa, per il quale il sindacato "negli ultimi mesi ha clamorosamente fallito". Adesso l'unica ancora si salvezza per i sindacati diventa, paradossalmente, Silvio Berlusconi che ha bisogno che non gli mettano troppo il bastone tra le ruote; ed infatti su Alitalia gli ha permesso di fare i loro comodi. In fondo la detassazione degli straordinari non sarà la panacea di tutti i mali dell'economia italiana, ma è pur sempre un atto di buona volontà nei confronti dei lavoratori. Così come l'esenzione dell'Ici o del bollo dell'auto: non cifre enormi, ma soldi in più e non in meno. Nemmeno poco, in un periodo in cui lo Stato ha tassato il tassabile. Certo la detassazione degli straordinari è solo il primo passo. Poi ci vorrà un inevitabile aumento dei salari che passa, però, per un incremento del volume di affari delle aziende. E, ad occhio, il "Tremonti protezionista" non è più visto come un pazzo da compagni di governo ed avversari. Anzi, proprio i sindacati potrebbero appoggiarlo in una politica di difesa dall'aggressione cinese. Anche se, in fin dei conti, ai sindacalisti interessa solo lavorare poco e guadagnare tanto. Almeno per come s'intende la loro "missione" in Italia. Non è un caso che, da sempre, chi non vuole lavorare si butta a fare il sindacalista. Sarà pure un luogo comune, ma fatevi un giro nelle aziende italiane e vedrete i paladini dei lavoratori spesso assenti per permesso sindacale... Fatto sta che, volenti o nolenti, si beccheranno la detassazione degli straordinari: se si oppongono, chi glielo spiega ai lavoratori? Niente di risolutivo, ma come recita un detto popolare, ma molto popolare, "sempre meglio di un calcio sui.....".

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E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Info Tv E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti di Lucilla Bicocchi E' consuetudine, ormai da diverso tempo nei Tg, ascoltare e osservare voci e volti delle firme della carta stampata. Nel mese di aprile, complice anche il voto politico, i telegiornali concedono largo spazio all'opinione di direttori di quotidiani e giornalisti/scrittori già familiari al pubblico televisivo. Medaglia d'oro in questa speciale classifica se l'aggiudica Stefano Folli. E' l'editorialista de "Il Sole 24 Ore" a conquistare la vetta del parlato Tv con oltre 8 minuti grazie agli interventi nel corso del Tg1 e del TgLa7, dove commenta il futuro scenario politico e temi cruciali, come l'emergenza inflazione e la questione sicurezza. A circa un minuto di distanza, ecco Sergio Romano, volto noto alla platea del TgLa7 dove commenta spesso temi come economia internazionale e politica estera. "Rischiamo di rimanere schiacciati da stagnazione e inflazione" dice l'ex ambasciatore che dice la sua anche sulle missioni italiane all'estero, questione che Berlusconi dovrà presto affrontare. "Per Berlusconi", dice Romano, "sarà più facile inviare soldati italiani, rispetto a Prodi che riceveva molti freni da più parti, ma dovrà comunque chiedere la collaborazione al Partito democratico". Terzo posto e tempo di parola al Tg4 per Mario Giordano, habituèe dell'informazione di Rete4, pronto a commentare in diretta il risultato netto di vittoria da parte del PdL. Interpellato a proposito della manifestazione di Torino di Beppe Grillo ricorda al direttore di essere stato insultato lui stesso, mentre a proposito della prossima squadra di Governo l'ex direttore di Studio Aperto dice: "Credo che gli elettori abbiamo dato una fiducia senza precedenti e quindi si aspettino i risultati in tempi rapidi". Sono ancora i microfoni di casa Mediaset a cercare il parere di un altro direttore, Vittorio Feltri. Al Tg5 e al Tg4 Feltri parla della clamorosa sconfitta della sinistra, della carica innovatrice del partito di Bossi, ma anche del caso Alitalia e delle possibili soluzioni. Tornando in casa La7, sono molto frequenti le visite di Myriam Mafai negli studi del Tg. La giornalista e scrittrice conquista la sesta postazione del ranking, e grazie alla sua grande esperienza spazia con il direttore Piroso attraverso i temi più disparati, come le priorità del prossimo Governo e la corsa alla Casa Bianca negli Stati Uniti. Due gradini più in basso, uno sguardo al libro "Verde e zafferano, a voce alta per la Birmania". Carmen Lasorella parla del regime birmano e della difficile situazione in Myanmar. "Un regime che governa con una dittatura da 40 anni. Si è clonato, cambiavano i generali ma il regime rimaneva sempre lo stesso". Ancora un libro, ancora nel TgLa7, sempre attento alle novità in libreria. "Sangue e potere" racconta pregi e difetti di Giulio Cesare, uno dei tre imperatori raccontati attraverso la penna di Corrado Augias. Ultimo scalino della top ten per Paolo Mieli. Il direttore del Corriere della Sera ipotizza il volto della nuova Italia. "E' nata un'Italia bipolare", dice al Tg1, "forse inizierà adesso la seconda vera Repubblica".

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Montezemolo volta pagina "Ora treni veloci e più Fiat" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

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Personaggio Gli ultimi giorni in Confindustria tra bilanci e futuro Montezemolo volta pagina "Ora treni veloci e più Fiat" PAOLO BARONI ROMA Quattro anni "difficili" e "meravigliosi", un bilancio decisamente positivo del lavoro svolto, ed un futuro con tanti progetti, la Ferrari innanzitutto e poi la Fiat, i treni ad alta velocità ed un "think tank", un pensatoio sul modello anglosassone, al servizio del Paese. Per Luca Montezemolo questi sono gli ultimi giorni alla guida di Confindustria ed è tempo di bilanci. Gli anni trascorsi in viale dell'Astronomia, mentre nel mondo cambiavano gli scenari ed in Italia si alternavano tre diversi governi, "sono stati anni di grandissimo e straordinario impegno in cui abbiamo fatto un grande lavoro tutti insieme - racconta incontrando i giornalisti - con un gruppo di presidenza unito che non ha mai avuto momenti di divisioni e polemica". Per lui "i motivi d'orgoglio" sono tanti: dall'avere imposto all'attenzione del Paese temi come la crescita, la competitività, ed il taglio delle tasse al grido di "facciamo squadra, rimbocchiamoci le maniche", al grande segnale di unità mandato al Paese in ogni passaggio decisivo della vita associativa (da ultimo la designazione plebiscitaria del nuovo presidente Emma Marcegaglia). E poi il record storico di iscrizioni (+ 9,1% a quota 126.590), i brillanti risultati ottenuti sul fronte dell'internazionalizzazione (con 23 missioni all'estero), la quotazione in Borsa del "Sole 24 Ore", la razionalizzazione del sistema associativo, i nuovi e più forti rapporti con le banche e le altre associazioni d'impresa. Quindi Montezemolo ricorda le sfide lanciate da Confindustria, da quella per la modernizzazione del Paese alla battaglia per l'innovazione ed il merito a quella per le riforme dello Stato, ancora oggi "la priorità delle priorità". "Finalmente - afferma - oggi si sono create le condizioni per aprire una nuova stagione di cambiamento: contratti e salari, legge elettorale, poteri del premier, seconda parte della Costituzione" e tanto altro ancora. "L'inizio, però, è stato drammatico - ricorda Montezemolo -. Perché la mattina divento presidente di Confindustria e la sera muore Umberto Agnelli. Quindi subito dopo divento anche presidente della Fiat, con una situazione economica, aziendale e di mercato davvero difficile. Francamente le prime due notti che ho passato non le augurerei al peggior nemico". Nel suo racconto c'è spazio per ricordi privati, come la foto di Gianni Agnelli e Guido Carli ("i modelli a cui mi sono sempre ispirato in questi anni in Confindustria") che Susanna Agnelli gli fece trovare in viale dell'Astronomia al momento dell'insediamento accompagnata da un biglietto con la frase "Luca, mi raccomando: non deluderli", alla ricostruzione dello strappo del 2004 con la Cgil sulla riforma dei contratti. Con Epifani che dopo 10 minuti di urla con Pezzotta ed Angeletti gli si presenta davanti "tutto rosso in viso, cianotico" per proclamare il suo "No, io non ci sto". Oggi, a distanza di quattro anni, a Montezemolo fa ovviamente "piacere che ora il mio mandato si chiude con un'unità tra i sindacati. Meglio tardi che mai". Quindi il discorso si allarga ad altri temi di più stretta attualità. Montezemolo innanzitutto boccia la pubblicazione su Internet dei redditi degli italiani perché, spiega, "la gogna mediatica non va bene: fa male al Paese e si rischia di mettere gli uni contro gli altri". E per di più non c'è la stessa trasparenza nel dar conto di come lo Stato spende i soldi raccolti con le tasse. Quindi parla di Alitalia: "Ben vengano - dice - possibili imprenditori italiani con un forte partner industriale, ma guardando al mercato perché gli italiani hanno già pagato troppo". Quanto al suo di futuro, Montezemolo assicura che non assumerà alcun incarico politico: "Continuerò solo a fare il mio mestiere" taglia corto. Oltre alla presidenza della Ferrari e a quella della Fiat ("alla quale voglio dedicare maggiore impegno"), si dedicherà "alla nuova importante avventura nel settore privato dei treni ad alta velocità, che presenteremo al governo a settembre e che aumenterà la concorrenza nel settore". Poi continuerà a fare il presidente della Luiss e dopo l'estate si lavorerà alla creazione di un think tank, "che vuole essere un centro di progettualità di pensiero a supporto di governo e Parlamento". Tanti progetti, tanti sogni, un modo (anche) per restare giovani. Per questo cita Einstein: "Sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti... e io ho ancora sogni".

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La politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)

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Ed è subito summit con Putin La politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta Alitalia.

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ROMA La gogna mediatica non va bene. Pubblicare su Internet le dichiarazioni dei redd (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCA CIFONI ROMA "La gogna mediatica non va bene. Pubblicare su Internet le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti è una cosa che trovo sbagliata, pericolosa, che fa male al Paese e che rischia di mettere l'uno contro l'altro i cittadini". Nel suo bilancio informale di quattro anni alla guida di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo parla di tutto, ma fa un riferimento forte al tema di attualità dei redditi on line. Non si limita a contestare l'opportunità di questa scelta ma, dopo aver ribadito l'assoluta volontà di combattere l'evasione fiscale ("Chi evade ruba"), chiede trasparenza non solo sul fronte delle entrate, ma anche per le spese: su quel 48 per cento del Pil che esce dalle casse dello Stato a fronte dei tributi versati dai cittadini. Dunque: "Ben venga dunque la lotta all'evasione, l'attenzione al lavoro dipendente, la trasparenza, ma bisogna trovare chi evade e non chi già le tasse le paga". Il periodo del suo mandato Montezemolo lo sintetizza così: "Quattro anni di crescita, molto duri ma meravigliosi". Ancora un paio di impegni, tra cui quello della settimana prossima in Sicilia, cui tiene in modo particolare, poi passerà le consegne a Emma Marcegaglia. Il quasi ex presidente rivendica i risultati ottenuti, prende atto con soddisfazione di alcune svolte in atto nel Paese, quindi indica i nodi che a suo parere restano da affrontare. Richiama i modelli a cui si è ispirato al momento di prendere le redini di Viale dell'Astronomia: Gianni Agnelli e Guido Carli. Parla di un "capitalismo diverso, più legato al mercato, che in gran parte prescinde dalla finanza". E cita come prova principale del cambiamento delle imprese i numeri dell'internazionalizzazione: l'Italia che nel 2004 era al quarto posto in Europa per le esportazioni extra-Ue è passata lo scorso anno al secondo, dietro la Germania. La crescita complessiva dell'export è stata del 35 per cento in quattro anni, oltre il doppio di quella della Francia. Sul fronte interno Montezemolo sottolinea, accanto all'incremento delle iscrizioni a Confindustria (+9,1 per cento), il "supporto totalitario" con cui è Emma Marcegaglia è stata scelta per la successione. L'unità dell'organizzazione esprime "il grande senso dello Stato che abbiamo dimostrato, agendo prima da cittadini e poi da imprenditori". Al governo Prodi viene dato atto delle scelte fatte in materia fiscale: prima la riduzione del cuneo fiscale, poi il taglio dell'aliquota Ires per le imprese. Misure che faranno sentire in pieno il proprio effetto a partire da quest'anno. Ma il compiacimento maggiore è forse per due risultati che stanno vedendo la luce in questi giorni: da una parte l'intesa tra le confederazioni sindacali sulla riforma della contrattazione, dall'altra gli annunciati interventi del nascente governo su straordinari e premi aziendali, a lungo sollecitati da Confindustria come strumento per risollevare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti. Soffermandosi sul primo punto, per sottolineare quanto sia stato faticoso il percorso, Montezemolo ricostruisce un episodio avvenuto all'inizio del suo mandato, nel luglio di quattro anni fa. "Un ricordo scioccante" lo definisce. I tre leader sindacali, invitati in Confindustria "si beccavano tra loro". Il padrone di casa allora pensa di lasciarli soli per un po' ritirandosi nel suo ufficio. "Faceva caldo, c'erano le porte aperte - ricorda ora - e io sentivo degli enormi urli, poi Epifani è venuto da me dicendo che non gli andava di essere preso in giro". La frattura interna ai sindacati è stata poi superata solo con l'intesa annunciata ieri, che spiana la strada alla trattativa con gli imprenditori: "Meglio tadi che mai". Un altro risultato positivo, sul fronte delle relazioni industriali, è la riduzione della conflittualità. La durata media delle trattative per i rinnovi contrattuali, con l'eccezione del comparto metalmeccanico, è stata tra i tre e i cinque mesi e dunque "del tutto fisiologica". Sul terreno politico, Montezemolo saluta con favore l'inizio del percorso di semplificazione della politica. Anche se in questo campo a suo avviso resta da fare molto, a partire dalla riforma elettorale. Così come c'è molto da fare per settori vitali per il Paese, quali l'educazione (dalla scuola all'università) e la giustizia, la cui efficienza è per le imprese un elemento di competitività Incursione nell'attualità anche per Alitalia. Il presidente uscente di Confidustria, dopo aver confermato di vedere con favore il mantenimento nel nostro Paese di una compagnia di bandiera, e dunque l'impegno di imprenditori italiani al fianco di un partner industriale, si pronuncia comunque a favore di una soluzione di mercato. Infine qualche accenno a quel che succederà dopo l'avvicendamento con la Marcegaglia. Nel proprio futuro personale Montezemolo vede "un grande lavoro" alla Ferrari e alla Fiat, alla presidenza della Luiss dove resterà per altri due o tre anni, ma anche nella "prima azienda privata di trasporti" nata dalla liberalizzazione dell'Alta velocità. Riserbo sul ruolo ipotizzato con Berlusconi, del resto del tutto informale, di ambasciatore del sistema Italia nel mondo, mentre tra i progetti c'è anche quello di un think-tank in stile americano, per elaborare proposte e scenari utili al Paese.

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Bonomi: <Gravi inesattezze nella ricostruzione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il gestore dello scalo contesta le rivendicazioni della compagnia Bonomi: "Gravi inesattezze nella ricostruzione" Sea chiede i danni ad Alitalia ed Alitalia fa lo stesso con Sea quatificando, peraltro, lo stesso ammontare dei danni richiesto dalla società di gestione degli scali milanesi per il trasferimento dei voli della compagnia di bandiera da Malpensa a Fiumicino. La notizia delle contro-causa era nell aria da giorni e certo non coglie alla sprovvista Giuseppe Bonomi che, da buon avvocato, è già proiettato al dibattimento. "Stiamo esaminando la comparsa di costituzione e risposta di Alitalia - spiega il presidente Sea - Per quanto riguarda le questioni di diritto esse saranno oggetto di puntuale ed approfondita disamina da parte dei nostri avvocati ed ovviamente costituiranno oggetto di replica in sede giudiziaria. Ma ad una prima lettura già si rilevano gravi inesattezze nella ricostruzione dei fatti". Al Tribunale di Busto Arsizio, dunque, si annuncia una battaglia legale feroce, combattuta ripercorrendo rigo per rigo i piani industriali. Sea quelli di Alitalia, Alitalia quelli di Sea. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Il mosaico del Cav. è quasi completo (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

IntesaSanpaolo ammette: noi non ci tiriamo indietro Il mosaico del Cav. è quasi completo Dopo gli imprenditori, le banche. Intesa SanPaolo esce definitivamente allo scoperto e il mosaico ideato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia facendola restare una compagnia di bandiera si arricchisce di un altra tessera. A questo punto se il progetto del Cavaliere a cui lavora il consulente Bruno Ermolli poggia su tre pilastri cordata di imprenditori, pool di banche e partner industriale manca solo la partnership con una grande compagnia aerea per completare il quadro. Su questo punto, dopo l intesa per Malpensa siglata tre giorni fa con la Sea, Lufthansa sembra avvantaggiata (anche alcune sigle sindacali hanno espresso ieri, informalmente, il loro gradimento per la compagnia tedesca) ma Air France resta alla finestra e Aeroflot potrebbe entrare nella partita su richiesta del Cremlino. Da segnalare anche, notizia dell'ultima ora, la "manifestazione di interesse" del fondo d'investimento brasiliano Multi-Long Corporation, specializzato nelle ristrutturazioni di aziende in difficoltà: stando a quanto riportato da Ap, ci sarebbe la disponibilità a investire un miliardo di euro nella partita. Per il resto sulla cordata, ha assicurato lo stesso leader del Pdl, "c'è stato un esubero di partecipazione" quantificabile in "un 20 per cento in più" di richieste di adesione. Sul fronte bancario, invece, Intesa SanPaolo ha rotto gli indugi prima con il presidente Giovanni Bazoli, poi con l amministratore delegato Corrado Passera. Il primo ha dichiarato agli azionisti che l istituto di credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Incredibile: Alitalia chiede i danni a Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Capita a che questo. Che Alitalia chieda un risarcimento a Sea per i danni "reputazionali" derivati dal contenzioso in corso sull'aeroporto di Malpensa. La compagnia di bandiera ha fatto sapere di essersi "costituita nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio promosso dalla Sea, unitamente alla sua controllata Sea Handling". La comparsa di risposta, depositata ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria, nonchè ai gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione che il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo avanti il Tribunale di Busto Arsizio ha in parte arrecato e in parte minaccia di produrre a carico di Alitalia stessa". Tradotto: se Sea ci fa causa, allora la facciamo anche noi. E a loro. Un dispetto? Un tentativo di mescolare le carte ed evitare così di dover sborsare molti soldi alla Sea guidata da Giuseppe Bonomi? Non si capisce. Di certo chi si sente preso in giro sono i lavoratori della Sea e di Malpensa. Oltre mille, proprio a causa dell abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo, sono rimasti senza lavoro. Alitalia fa già sapere che comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del procedimento nel momento in cui saranno noti. La prima udienza si terrà il prossimo 28 maggio. "A seguito del notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea, l opinione pubblica -rileva ancora Alitalia - sa da mesi della pretesa di 100 milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia". La comparsa di risposta conterrebbe la replica alla posizione assunta dalla Sea ("Il rapporto con Alitalia doveva proseguire fino al 2041") e mostrerebbe come il danno emergente non sia riscontrabile in quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sarebbero "perfettamente compatibili con l'utilizzo dell aeroporto da parte di ciascun altro vettore passato e futuro". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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<Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

"Padoa Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica" SIMONE GIRARDIN "Dopo quello che hanno combinato in meno di 24 mesi, altro che dieci anni...". Il senatore leghista Massimo Garavaglia sorride davanti all intervista di addio del ministro dell Economia uscente Padoa Schioppa rilasciata al Corriere della Sera. Garavaglia sta dicendo che la situazione è peggiore di quello che è? "Dico solo che prima dell arrivo di Padoa Schioppa e del Governo Prodi ce la potevamo cavare in dieci anni; adesso ne serviranno almeno quindici". Come è pessimista... "Purtroppo è la realtà. In meno di due anni con Padoa Schioppa alla guida del Ministero dell Economia la spesa pubblica è aumentata di 75 miliardi di euro, passando da da 705 a 780. Vuol dire più del 50 per cento del prodotto interno lordo. E adesso viene a predicare rigore. Non scherziamo...". Eppure Padoa Schioppa si dice soddisfatto del lavoro svolto? "Il Paese no. E aumentata la spesa pubblica e la tassazione. I consumi sono fermi. E difficile capire dove si possa essere soddisfatti". Il ministro lo spiega riguardo la lotta all evasione e alla politica di rigore e risanamento avviata da Prodi in questi due anni. "Evasione fiscale? Sono capaci tutti di parlare genericamente di lotta a chi non paga le tasse. Prima bisognerebbe vedere come è distribuita l evasione". Lo spieghi lei? "In Lombardia è al 13% mentre in Campania e in Puglia arriva al 60 cento. In Calabria sfiora il 90%". Allora che fare? "Serve una volontà politica forte. Noi come la Lega la proposta l abbiamo messa sul tavolo da tempo: si chiama federalismo fiscale. Un provvedimento che punta a responsabilizzare gli enti locali nella spesa pubblica e di conseguenza combattere l evasione". Si era parlato anche di devolvere poteri di controllo ai sindaci. E una strada percorribile per contrastare l evasione fiscale? "Va bene ma solo a patto he ai sindaci sia dato anche maggiore potere di spesa e di competenze. S auna cosa". Prego? "Il debito pubblico si è creato all inizio degli anni 70 quando si è centralizzata la fiscalità. Prima i comuni erano più liberi, avevano maggiori entrate e più autonomia. Ora no. E i risultai sono stati pessimi". Intanto ci si può consolare con la lista dei contribuenti che pagano le tasse, non crede? "Vede, anche questa è stata l ennesima boiata. Per il metodo. Si sa che possiamo conoscere i dati di chi ha una carica pubblica. Il politico sa che i suoi redditi sono a disposizione di tutti. Ma chi non fa vita pubblica ha il diritto di poterli custodire privatamente. Altrimenti a che cosa servono tutte le firme che ci chiedono per la legge sulla privacy ?" Un ultima cosa: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese? "A breve termine una bella mano la può dare la detassazione dei premi aziendali e degli straordinari. A medio termine bisogna abbattere la pressione fiscale. Ma per farlo serve reperire risorse. E alzando la spesa pubblica come fatto da Prodi e soci è dura trovarle. Dunque sarà importante tagliare tutto il tagliabile". [Data pubblicazione: 08/05/2008].

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Malpensa lancia la volata Mondiale (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Alitalia

NOSTRO INVIATO PAOLA PELLAI Malpensa - Varese va a ritmo di samba. I Mondiali di ciclismo, in programma nella Città Giardino dal 22 al 28 settembre, volano alto. Decollano dalla pista di Malpensa che, da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -. C è tanta gente che è voluta venire a portarci la sua testimonianza di affetto e di passione. Più del previsto. E un buon segnale". E, in effetti, l ottimismo nei confronti di questi Mondiali è contagioso. E stata trovata la chiave vincente: esaltare lo spettacolo agonistico con percorsi duri e selettivi, abbinandolo a una serie di eventi che mettano in luce le bellezze del territorio. Per riuscirci è stato fondamentale il gioco di squadra, tra pubblico e privato, tra comitato organizzatore e istituzioni. Sì, perchè la nuova frontiera del ciclismo è stata ben individuata dal il presidente Renato Di Rocco: "Uno straniero su 5 viene in Italia se può visitare le città d arte e vedere le nostre bellezze naturali in sella alla bicicletta". Varese, su questo, ha saputo lavorare tanto e bene negli anni. Quando a Madrid nel 2005, si è aggiudicata l organizzazione iridata per Varese è stato un valore aggiunto. "Questi Mondiali - ha spiegato ieri Gabriele Sola, direttore generale di Varese 2008 - sono una passione da vivere e da trasmettere. Un evento unico con una location unica. Un Cycling Stadium come l abbiamo pensato noi, sfruttando l ippodromo delle Bettole non l ha mai avuto nessuno". Un Mondiale dai grandi numeri: 1000 atleti in rappresentanza di 55 nazioni, oltre 5000 accreditati, circa un milione gli spettatori previsti. "Un grande lavoro di coordinamento anche per noi - ha sottolineato il prefetto Roberto Aragno - . Ci siamo prefissi di diventare un modello di piano integrato sul territorio". Giuseppe Bonomi, presidente Sea, fa ancora di più: lancia una sfida internazionale. "Questi Mondiali - spiega - saranno il primo banco di prova in vista dell Expo. Malpensa sarà un punto centrale in tutta l operazione. Siamo pronti a dimostrare che non siamo solo un aeroporto radicato nel territorio, ma siamo l aeroporta d ingresso per il decollo di un economia vitale". In questa tesi lo sostiene in pieno Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture e mobilità: "Questo è l hub di tutti, è un simbolo che va ben al di là degli spazi di una provincia. Malpensa ha voglia di essere protagonista nel mondo. E noi siamo pronti a vincere questa sfida". Un tifo appassionato, dunque, per questi campionati che, tra l altro, verranno trasmessi in alta definizione sul nuovo canale digitale terrestre RaiSportPiù , al via sabato con il Giro d Italia. "Un impegno - conferma Giovanna Bianchi Clerici, consigliera della Rai - per esaltare ulteriormente questo evento. La Rai c è e ci vuole essere al meglio. Qualsiasi cosa si possa fare, venite pure a tirare la giacchetta a me o all altro varesino Antonio Marano... Alla nostra terra ci teniamo, è il nostro cuore". E alla fine tutti a cantare Varese va , l inno iridato di Memo Remigi che da tre anni si è innamorato della città. E del ciclismo. [Data pubblicazione: 06/05/2008].

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Privatizzare il "Colombo" ma il cda si deve dimettere (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi leone Fra le priorità del governo appena insediatosi ci sono la vendita di Alitalia e, di conseguenza, il futuro di Malpensa. Anche se il "dossier", in realtà, finisce per interessare una "magna pars" del sistema aereo nazionale. È una partita articolata e complessa, ma entrarci, seppur di sponda, potrebbe rappresentare una formidabile occasione. Certo lo sarebbe per l'aeroporto "Cristoforo Colombo" di Genova, che oggi raduna l'assemblea dei soci e che deve muoversi nel solco della privatizzazione: per l'esplicita richiesta formulata a suo tempo dal ministero dei Trasporti e perché esattamente così la pensa Luigi Merlo, il presidente dell'Autorità portuale, che con il 60 per cento è il maggiore azionista del "Colombo". Sulla stessa posizione gli altri due soci: la Camera di Commercio, che detiene il 25 per cento, e Aeroporti di Roma, con il 15 per cento del capitale. Adr (che poi significa gruppo Benetton) ritiene "l'investimento non strategico", quindi è pronta a cedere e di conseguenza neppure rientra nel novero dei possibili partner di mestiere ai quali affidare il rilancio dello scalo. Questo significa che Merlo deve guardare altrove e lo sta facendo con la ritrovata collaborazione di Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio, che invece aveva rotto con il precedente timoniere dell'Autorità portuale, Giovanni Novi, al punto da ritirare la propria rappresentanza nel consiglio d'amministrazione. Ora fra Palazzo San Giorgio ed ente camerale sembra esplosa la pace, ma il consiglio dell'aeroporto non è espressione di questo mutato clima. Nel direttorio, infatti, siedono rappresentanti dell'Autorità portuale e della disinteressata Adr, ma soprattutto si tratta di un "board" con il quale è impensabile - ovviamente al di là del valore delle persone - che i soci possano avere il rapporto fiduciario indispensabile per dispiegare strategie di rilancio che sono diverse da quelle precedenti. Com'è normale, del resto, visto che le scelte, o le non scelte, derivavano da uno scenario completamente diverso, a cominciare dal principale protagonista, che era Novi. Se la situazione data è questa, in un Paese vagamente normale il presidente del "Colombo", Marco Arato, formalizzerebbe le dimissioni, dopo averle messe a disposizione nell'immediatezza dell'insediamento di Merlo a Palazzo San Giorgio. E con lui, altrettanto dovrebbero fare i consiglieri d'amministrazione (l'ex sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, che le ha rassegnate, è rimasto su richiesta del numero uno dell'Autorità portuale, ma con l'approvazione del bilancio lascerà l'incarico). Il rinnovo del vertice societario e del consiglio è un passaggio di chiarezza necessario sulla strada della strategia che Merlo sembra voler mettere in campo: una compagine pubblica al 51 per cento -con Autorità portuale, Camera di Commercio, Comune di Genova (il sindaco Marta Vincenzi ha fatto sapere che rileverebbe una quota intorno al 3-3,5 per cento) e, se vorranno starci, anche Regione Liguria e Provincia di Genova - e un socio di mestiere al 49 per cento. L'alleato avrebbe la responsabilità della gestione e verrebbe accompagnato nella fase iniziale del suo percorso dagli azionisti pubblici (una sorta di "protocollo Iri", utilizzato quando si vendevano aziende a diretto o indiretto controllo statale), i quali lascerebbero il campo libero una volta verificata l'affidabilità finanziaria e industriale del partner. Il quale, comunque, andrà individuato attraverso una gara, che promette di essere combattuta. Secondo indiscrezioni attendibili, infatti, sono giacenti diverse manifestazioni di interesse. Quello di Abertis è noto, lo sono meno quelli di alcuni fondi di investimento internazionali e di alcune compagnie aeree. Ma per aprire il gioco, cercando di sfruttare anche la scia del "dossier" Alitalia-Malpensa, serve un consiglio d'amministrazione non compromesso con la precedente gestione. Il che costituisce la ragione ultima e principale di dimissioni che sarebbero opportune. leone@ilsecoloxix.it 09/05/2008.

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A Scajola e Tremonti le poltrone più scomode (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Le sfide dei ministri Economia e Sviluppo crocevia del rilancio economico . Ma anche Maroni, Alfano e Sacconi hanno compiti difficili 09/05/2008 luigi leone Roma. "E che il Signore ci aiuti!". Vinte le elezioni e guardandosi intorno, Silvio Berlusconi ha fotografato così l'impegno che attende il suo quarto governo. Ma chi siede sulla poltrona più scomoda? Giulio Tremonti e Claudio Scajola, che dall'Economia e dallo Sviluppo economico dovranno provare a rimettere in sesto l'Azienda Italia, o Roberto Maroni, che dagli Interni dovrà cimentarsi con il problema della sicurezza, il nervo oggi forse più scoperto degli italiani? O, ancora, Angelino Alfano, che dalla Giustizia è chiamato a ricostruire il lacerato rapporto fra toghe e politica? Oppure, infine ma non ultimo per importanza, Maurizio Sacconi, che dovrà governare il welfare e tutto ciò che il suo dicastero si porta dietro? Diciamo la verità, al netto dei privilegi (e non sono pochi) di guidare un ministero, nessuno di loro se la passerà benissimo. Ma Tremonti e Scajola sembrano quelli "messi peggio". Il titolare dell'Economia dovrà fare due cose inconciliabili: tenere i conti pubblici in linea di galleggiamento, quindi con il rapporto deficit-pil entro la soglia del 3% imposta dall'Ue, continuare l'opera di riduzione del debito (il terzo del pianeta) e, contestualmente, trovare gli euro per eliminare l'Ici, sgravare fiscalmente gli straordinari, sostenere i rediti più bassi, non aumentare le tasse e anzi trovare il modo di ridurle, almeno nell'arco della legislatura, combattendo adeguatamente l'evasione fiscale e abbassando la voracità dei centri di spesa. Aggiungiamoci "polpette avvelenate" quali la vendita dell'Alitalia ed ecco confezionato il "cadeau" un qualsiasi essere umano rifiuterebbe se non fosse animato dalla debolezza altrettanto umana di amare il potere più di ogni altra cosa o persona, probabilmente. Anche la partita della crescita - quest'anno pare proprio, a leggere le previsioni delle più autorevoli istituzioni internazionali, che ci fermeremo allo 0,3% tendente allo zero - vedrà Tremonti fatalmente in prima linea. Ma qui cominceranno anche gli stress di Scajola, l'unico ministro Ligure, che ricomincia l'avventura da dove l'aveva lasciata (allora si chiamava ministero delle Attività produttive). "Ricominciamo a lavorare" ha detto Berlusconi. Per Scajola sarà un re-inizio un po' più in salita. La produttività del sistema Italia non è sufficiente alla competizione globale e già questo rappresenta un handicap. Ma le mani, in qualche modo, dovrà pur mettercele, con provvedimenti che creino le condizioni anche ad aiutare Sacconi nel rapporto con i sindacati, snodo cruciale per consentire accordi che vadano nella direzione invocata dalle imprese. E le imprese saranno uno degli interlocutori forti di Scajola. Durante la sua precedente esperienza dovette gestire il "dossier" della crisi Fiat e lo fece in modo da ottenere un pubblico riconoscimento da Sergio Marchionne, numero uno del Lingotto, mentre ora dovrà affrontare la partita delle liberalizzazioni, che difficilmente potrà essere tralasciata dopo i molti rimproveri mossi dal centrodestra a Pierluigi Bersani e alle sue "lenzuolate". Perché un conto è dire "così non va" e altro sarebbe non fare. Non meno complessa l'azione che Scajola sarà chiamato a compiere sul versante di settori strategici presidiati da aziende pubbliche. A cominciare dall'energia, il fronte che maggiormente pesa sull'Azienda Italia, con il petrolio alle stelle e la fortissima dipendenza del Paese dal greggio. Già in campagna elettorale ha rilanciato la sua posizione favorevole a un ritorno al nucleare, ma i tempi di concretizzazione di questa scelta sono incompatibili con le necessità più stringenti, quindi qualcosa dovrà"inventare". Ad aiutarlo potrebbe essere il posizionamento dei nostri campioni nazionali - Enel ed Eni su tutti - sullo scacchiere mondiale, battendo la strada di una diplomazia che consenta accordi grazie ai quali l'Italia possa atinngere energia da nucleare all'estero partecipando a programmi di Paesi stranieri. In tal senso, la Francia rimane uno degli interlocutori principali (oltre all'area russa, principalmente presidiata dallo stesso Berlusconi per via del legame con Vladimir Putin, e alla Romania, dove Ansaldo Energia partecipa alla realizzazione della centrale di Cernavoda) e di grande aiuto potrebbe essere il sodalizio che Scajola stabilì, quand'erano entrambi ministri dell'Interno nei rispettivi Paesi, con l'attuale presidente francese, Nicolas Sarkozy. Sarkò fu anche ospite a Imperia e questo faciliterà certamente relazioni bilaterali che, al di là dell'affaire Alitalia-Air France e del dossier energia, riguardano pure Finmeccanica, il nostro campione nazionale nell'aerospazio & difesa che sta lavorando per rimodulare i rapporti con Thales. Il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini rimanda anche alle relazioni che Scajola dovrà presidiare con gli Stati Uniti, dove Finmeccanica ha forti interessi che, in alcuni casi, hanno diretta incidenza su controllate genovesi. Leggasi alle voci Ansaldo Sts, Elsag e Selex. leone@ilsecoloxix.it 09/05/2008 eliseo mon amiIl rapporto con Sarkozy, stretto quando i due erano agli Interni, potrebbe aiutare Scajola sui dossier Italia-Francia 09/05/2008.

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Il governo berlusconi ha giurato "ora al lavoro, dialogo con tutti" - gianluca luzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo Berlusconi ha giurato "Ora al lavoro, dialogo con tutti" Bossi: il federalismo stavolta si fa. Fiducia mercoledì L'esecutivo Primo Consiglio dei ministri: il premier si dimette dalla presidenza del Milan GIANLUCA LUZI ROMA - Il governo giura, il Berlusconi IV è in carica. Terminato il primo consiglio dei ministri per la nomina di Gianni Letta sottosegretario alla presidenza, Berlusconi - che si è dimesso da presidente del Milan - si affaccia da un balcone di Palazzo Chigi per salutare la folla che lo vuole festeggiare. Lo reclamano per un bagno di folla, Berlusconi non li delude: stringe mani, sorride, riceve da una ragazza i confetti della festa di laurea, ringrazia, ma ripete una sola frase, come un mantra: "C'è tanto da lavorare". Fino a lunedì dovrà arginare l'assalto degli aspiranti sottosegretari, poi dovrà affrontare il voto di fiducia, scontato, alla Camera e al Senato e subito dopo, forse già venerdì prossimo, andrà a Napoli per il primo consiglio dei ministri sull'emergenza rifiuti. La luna di miele del governo è appena cominciata ma Berlusconi sa perfettamente che le aspettative sono enormi e di conseguenza anche il rischio di delusione da parte dell'elettorato che lo ha votato. Non a caso Bossi non si nasconde che "non sarà facile, ma ce la faremo". Per questo tutto il tono della giornata di Berlusconi è stato improntato alla sobrietà senza alcun trionfalismo. Con la conferma del dialogo con l'opposizione. E per lo stesso motivo il premier ha sottolineato la sintonia stabilita con il capo dello Stato. "In questi giorni - ha spiegato ai ministri all'inizio della prima riunione di governo - ho incontrato diverse volte il capo dello Stato. C'è stata una grande sintonia: io e lui abbiamo convenuto che dovremo in futuro lavorare a stretto contatto per affrontare le emergenze. Tutti siamo preoccupati per l'emergenza rifiuti e per la situazione dell'Alitalia. Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione". Sullo stesso tono di sobrio richiamo al lavoro da fare sono anche le prime dichiarazioni dei ministri. "E' ora di cominciare a lavorare, non di festeggiare", commenta Scajola, ministro per la Sviluppo economico. "C'è voglia di partire e fare bene, di dare all'Italia quello che ci ha chiesto e si merita. Abbiamo preso l'impegno di fare meno dichiarazioni e più fatti", garantisce il ministro della Difesa La Russa. Sotto i riflettori i leghisti, che hanno contribuito in modo decisivo alla vittoria elettorale del centrodestra. "Stavolta ce la facciamo. - assicura Bossi - Questa volta il federalismo lo facciamo. Se non lo facciamo noi, lo fa la gente ed è meglio che lo facciamo noi". E il Senatur anticipa la sua strategia: "Il federalismo fiscale richiede cambiamenti della Costituzione. Io voglio dividere la riforma in tanti pezzettini. Così se crolla un pezzo non crolla tutto. Studieremo il sistema". E per arrivare al risultato "cercherò senz'altro il dialogo con l'opposizione". Calderoli avrà il compito di semplificare la giungla delle leggi. "Ora tagliare, tagliare, tagliare. - promette - Dobbiamo tagliare tutte le leggi inutili. Se non lo faremo in pochi giorni, dovremo essere noi a essere tagliati...". Quindi, spiega Calderoli rispolverando la sua laurea in chirurgia maxillofacciale, "ora al lavoro con bisturi, forbici e martello, se necessario". Dopo "due anni di interruzione" come aveva detto Berlusconi presentando la lista dei ministri, il governo vuole "riprendere a lavorare". E siccome si comincia anche dalle piccole cose, Berlusconi ha fatto un sopralluogo in sala stampa a Palazzo Chigi e ha subito bocciato le modifiche apportate dal governo Prodi, cioè lo sfondo azzurro. "Non va bene - ha sentenziato il premier - ripristiniamo quello che c'era prima": la copia di un affresco della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola raffigurante Europa.

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Fiumicino, mai tanti passeggeri - maria elena vincenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Il primato di presenze nell'aeroporto Leonardo da Vinci legato soprattutto ai voli intercontinentali, sia di Alitalia che di altre compagnie Fiumicino, mai tanti passeggeri Domenica il record: 133mila in transito. Movimenti extra-Ue, più 43% Riggio, presidente Enac: "Ora si vedono i risultati E con il nuovo sistema di smistamento l'estate non darà problemi di bagagli" MARIA ELENA VINCENZI Voli internazionali e intercontinentali, locomotiva della crescita record di Fiumicino. Nella prima settimana di maggio i movimenti "extra UE" sono stati il 43,3 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E il primato è storico. Nel giorno in cui Enac fa visita ufficiale al Terminal 5, i nuovi dati evidenziano un boom di presenze. Cifre da trasformare Ferragosto dello scorso anno in un giorno feriale qualsiasi. Nelle settimane del caos bagagli che aveva movimentato l'estate passata, infatti, i viaggiatori in arrivo e in partenza dallo scalo romano erano stati circa 121 mila al giorno. Numeri che allora valsero il guinness. Ma che oggi sono superati. Domenica scorsa a Fiumicino sono passate oltre 133 mila persone e lunedì, quasi 126 mila. Una crescita globale senza precedenti sulle cifre dello scorso anno: nella prima settimana di maggio il Leonardo Da Vinci ha avuto il 17,2 per cento di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2007. E, primato nel primato, quello dei movimenti "extra UE" che sono aumentati di oltre la metà. I nuovi voli di Alitalia, ma non solo: anche gli "other carriers", le altre compagnie, crescono del 10 per cento. Dati che arrivano alle porte dell'estate e che fanno ben sperare per i picchi di vacanzieri in arrivo. Soddisfatti, infatti, i vertici di Enac a cui tocca vigilare sulla struttura. "Finalmente, anche se con un ritardo di circa quattro anni - ha commentato il presidente dell'Ente per l'aviazione civile Vito Riggio - i risultati si iniziano a vedere. Sono convinto che il grande esodo estivo non ci darà problemi. Anche per i bagagli: il nuovo sistema di smistamento del T5 rende autonoma la struttura e alleggerisce il carico sui vecchi terminal del 13 per cento".

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"caro silvio, ti abbiamo votato ora dimostra che cosa sai fare" - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli Il reportage Chiaiano tra scetticismo e fiducia: "Il Cavaliere ci può aiutare". "No, neppure lui" "Caro Silvio, ti abbiamo votato ora dimostra che cosa sai fare" Noi lo attendiamo come il messia, per tirarci fuori dai guai Quelli che sono stati finora al potere non l'hanno voluto fare PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) Al crocevia della protesta. Con i passanti preoccupati: "Berlusconi o chi per lui, chiunque purché ci tiri fuori da questo caos", dice un giovane padre che scorta la figlia con lo zaino della scuola. Annamaria e due bambini piccoli per mano, non crede all'effetto- nuovo premier: "Possiamo contare solo sulle nostre forze, al massimo sulla Municipalità, perché Berlusconi forse aprirà una discarica da qualche altra parte, purtroppo cercano solo di smistare i rifiuti. Ho due figli, uno allergico, quel po' di verde che abbiamo lo distruggeranno". Ugo D'Anna, dipendente regionale, è a favore della discarica nella cava: "Ci proverà Silvio, penso, anche facendo un'azione di forza, secondo me gli strumenti ci sono. Un provvedimento impopolare, ma necessario. La gente perbene non protesta così. Qui ci sono interessi della camorra che comanda a Marano e ai Camaldoli". Fabiana Marino e Enrico Sarnelli, liceali: "Noi che l'abbiamo votato, lo aspettiamo alla prova. Il premier deve calmare le acque perché ora la situazione sta degenerando, così non si può vivere, si rischiano le malattie". Ma lo sversatoio a Chiaiano no: "Non è con la discarica che si risolve il problema della spazzatura, è solo un ripiego". Giuliana La Rosa, studentessa di Marano: "La mia famiglia ha votato per il Pd, ma a maggior ragione, se la sinistra non ha saputo dare delle risposte, mi aspetto che il nuovo premier faccia qualcosa. Mi pesa il fatto che veniamo additati come la discarica d'Italia". Elio Guerriero, giornalista non è contrario alla spazzatura a Cupa del Cane: "A me la discarica qui sta bene, non dà fastidio a nessuno, ma credo che Berlusconi non riuscirà a fare proprio niente". Lucio Conte, lavora in un call center: "Finirà come per tutte le prese di posizione di Berlusconi: Alitalia, il Milan, tante chiacchiere, così sarà per la spazzatura. Non c'è nulla di nuovo, è il suo modo di far politica, anzi avanspettacolo, purtroppo ci caschiamo sempre". Mina, collaboratrice domestica, abita a Giugliano e se la fa a piedi dalla metro a casa da una settimana: "Credo che per non fare una brutta figura, qualcosa farà". Vincenzo Esposito, ex guardia giurata, è molto arrabbiato: "Io Berlusconi non lo posso vedere, ma questa è una guerra tra poveri e quelli che hanno sbagliato non vengono puniti". Maria Giordano, infermiera in ospedale: "Hanno fatto una scelta criminale, hanno deciso che un'intera popolazione debba essere distrutta. La discarica è circondata da abitazioni. Sì, mi aspetto qualcosa da Berlusconi, è una persona che capisce il problema e si muoverà in aiuto della popolazione. Con quali modalità? Loro lo sanno". Convinta del contrario Imma Ronga, 22 anni, studia al Policlinico e al Cnr di Pozzuoli: "Assolutamente no, se farà qualcosa è solo perché costretto dalla Ue che minaccia procedure di infrazione. Se aprono la discarica qui, non faranno mai il termovalorizzatore, tanto Napoli sta a posto per due anni". Teresa Marfella, 46 anni, afferma che "nelle cave ci sono già i rifiuti tossici, altrimenti come te lo spieghi che in questa strada, Vecchia Napoli, ci sono dieci persone col tumore? E anche io ce l'ho, al seno, ecco perché porto i capelli corti. E ora vogliono colpire anche i miei figli? Ci siamo costruiti una casa qui e all'epoca si stava bene. Ben venga Berlusconi, mi aspetto molto da lui". Bruno Schiattarella, socio del caseificio Levante, in via santa Maria a Cubito, conferma: "Noi Berlusconi lo attendiamo come il messia per tirarci fuori dai guai. Quelli che sono stati finora al potere non l'hanno voluto fare". Ivan, che lavora nell'officina meccanica, è dubbioso: "Il problema è vecchio, non so se il premier riuscirà a conciliare posizioni tanto diverse, però se non cambia qualcosa sono dolori". Ferdinando Casolaro, fioraio, allarga le braccia: "Se Berlusconi dicesse: discarica a Chiaiano, la risposta sarebbe no, qui nessuno la vuole. Ma siamo pazzi? A 700 metri dalle case?". Interviene Nicola Marzocco, pensionato; confida nel buon senso del premier: "Ci auguriamo che Berlusconi ragioni: questo è un centro abitato, a pochi metri dagli ospedali, da Marano". Dal barbiere "Effetto uomo", mentre Agostino Zazzaro gli taglia i capelli, Carlo Amoruso, elettricista, invoca gli inceneritori: "Se volessero, potrebbero farli subito. Qui bisogna cambiare la cultura, c'è la camorra. Io non l'ho votato al premier, ma i politici non hanno saputo governare Napoli e ora per me Bassolino deve andare a casa. Se Berlusconi riesce a risolvere sono contentissimo e la prossima volta lo voto".

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Berlusconi fa rotta su napoli e affronta la prova spazzatura - dario del porto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

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Pagina II - Napoli Berlusconi fa rotta su Napoli e affronta la prova spazzatura Intesa con il Quirinale per affrontare l'emergenza L'assessore al Turismo Velardi sul suo blog chiede al premier un grande evento DARIO DEL PORTO Con la spazzatura ancora accumulata nelle strade e la protesta contro la discarica di Chiaiano che monta, l'efficace promessa elettorale di celebrare a Napoli la prima riunione "operativa" del nuovo governo appare oggi, per il neonato Berlusconi IV, come un primo banco di prova da affrontare dopo il successo ottenuto il 14 aprile. Il premier è comunque deciso a mantenere l'impegno con il capoluogo campano. L'appuntamento, salvo cambiamenti di programma dell'ultima ora, è per "il prossimo fine settimana", probabilmente già venerdì 16, come conferma il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, che sottolinea: "Napoli è una priorità, c'è stato un impegno assoluto assicurato da Berlusconi in campagna elettorale, lavoreremo in questo senso". E il premier in persona, poco dopo il giuramento del governo, ha parlato di "sintonia" con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano con il quale, ha sottolineato, "abbiamo convenuto che dovremo in futuro lavorare a stretto contatto per affrontare le emergenze. Siamo tutti preoccupati per il caso dei rifiuti", unico esempio citato assieme alla vicenda Alitalia. Ma più ancora che dalla crisi legata allo smaltimento dello spazzatura, la riunione napoletana del nuovo esecutivo partirà dal varo di un pacchetto sicurezza. "Lunedì e martedì prossimi - spiega infatti il ministro dell'Interno Roberto Maroni - è prevista una riunione operativa tra i settori Giustizia, Difesa, Esteri e Interno per portare al primo Consiglio dei ministri di Napoli le nostre proposte, per affrontare da subito e dare le risposte efficaci ai cittadini sui temi dell'immigrazione e della sicurezza". L'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi però chiede al governo anche un impegno di altro tipo: un grande evento per la città. "Ecco cosa può fare Silvio Berlusconi quando verrà a Napoli per il Consiglio dei ministri - scrive Velardi sul suo blog - aiutare città e regione a superare l'emergenza rifiuti; garantire la sicurezza dei cittadini impegnando uomini e risorse. E annunciare per la primavera-estate del 2009 un grande evento internazionale, che abbia Napoli come spettacolare palcoscenico. So che la ripresa della città deve essere strutturale e deve manifestarsi nel quotidiano - chiarisce l'assessore - in una normalità banale e duratura. Ma so che ci vuole uno scatto, un momento simbolico in cui Napoli raccolga le sue forze e si rimetta in movimento". Troppo lontana, secondo Velardi, la scadenza del 2013, quando Napoli ospiterà il Forum delle Culture. "Ci vuole un evento prima", dice l'assessore a cui risponde, con una stilettata, il coordinatore regionale di Fi, Nicola Cosentino: "Velardi non divaghi, chiamando in causa Berlusconi. E non ci meraviglierebbe affatto se invocasse anche San Gennaro. Per rilanciare l'immagine di Napoli e della Campania, le dimissioni del governatore Antonio Bassolino sarebbero un primo passo verso la normalità". Intanto la macchina organizzativa che dovrà ospitare il governo è pronta a mettersi in moto. La comunicazione ufficiale, da Roma, non è ancora arrivata. è questione di ore, comunque, poi saranno predisposte le misure logistiche e di sicurezza collegate a questo genere di appuntamenti. La riunione del Consiglio dei ministri dovrebbe svolgersi a Palazzo Reale: nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo in vista del vertice tra Italia, Spagna e Portogallo in programma a giugno e la reggia affacciata su piazza del Plebiscito è apparsa con tutte le carte in regola. Se Berlusconi dovesse decidere di pernottare in città, potrà scegliere tra la foresteria della prefettura o la suite all'ottavo piano dell'hotel Vesuvio che gli viene riservata sin da quando, ormai 14 anni or sono, alla guida del suo primo governo, partecipò al G7 e alla conferenza internazionale sul crimine organizzato. "Siamo attrezzati - spiega l'amministratore delegato del Vesuvio, Sergio Maione - e se il presidente Berlusconi dovesse chiederlo, potremmo anche riaprire per l'occasione il ristorante Caruso, chiuso a causa dei contraccolpi della crisi dei rifiuti". Di certo, aggiunge Maione, "Berlusconi non è mai un cliente come tutti gli altri: ogni sua visita finisce per trasformarsi in un evento".

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Via Frattini, arriva Tajani. Il Pd: metodo poco elegante (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del COMMISSIONE UE Via Frattini, arriva Tajani. Il Pd: metodo poco elegante Frattini si dimette da commissario europeo, gli subentra Tajani. Ed è subito polemica. Da Berlusconi "una scelta poco elegante" ha detto la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro. Non aver informato il governo uscente delle procedure attivate con la Commissione europea è una "caduta di stile". Mentre il collega alla Camera, Antonello Soro, critica il cambio di competenze: Tajani infatti sarà commissario ai trasporti, non alla giustizia come Frattini. Dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la nomina spetta al presidente dell'Europarlamento, poi il passaggio davanti al Parlamento europeo. Tajani sarà ascoltato dalla commissione Trasporti, probabilmente, il 5 giugno. Primo banco di prova del nuovo commissario, la vicenda Alitalia, la Tav e le reti transeuropee.

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Berlusconi trova un tesoro, l'eredità Prodi Il governo giura. E annuncia che comincerà a spendere. Ma c'è la montagna di rifiuti di Napoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Berlusconi trova un tesoro, l'eredità Prodi Il governo giura. E annuncia che comincerà a spendere. Ma c'è la montagna di rifiuti di Napoli di Natalia Lombardo/ Roma IL BERLUSCONI IV ha giurato al Quirinale. E l'immagine del tappeto rosso che viene arrotolato nel cortile di Palazzo Chigi alla fine della cerimonia è il segno tangibile del passaggio di consegne tra Romano Prodi e il cavaliere per la quarta volta presidente del Consiglio. Sorridente il premier uscente, serio quello entrante, durante il rituale scambio della campanella d'argento che dà il via al Consiglio dei ministri. "Auguri per tutto", ha detto Berlusconi al professore. Ma in un colloquio di venticinque minuti Romano Prodi gli ha dato alcuni consigli, perché "il paese deve proseguire sulla strada del risanamento dei conti pubblici e della lotta all'evasione". Va bene, avrebbe detto Silvio, ma con "un fisco equo". Ieri i ventuno ministri hanno giurato nel Salone delle Feste del Quirinale. Mezz'ora di cerimonia. Berlusconi, giurando fedeltà alla Repubblica ha calcato la voce sull'impegno ad "osservarne lealmente la Costituzione". Poi è rimasto alla sinistra del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitiano stringendo la mano ai neo ministri. In generale il tono è compassato, "sento una enorme responsabilità", ha detto il neo premier ai suoi. "c'è tanto da alvorare", ha detto a un fan in piazza colonna. Difficile governare il paese al di là delle promesse elettorali, Preoccupazione visibile nella faccia stanca e tirata di Giulio Tremonti. E i ministri già esagerano: al Welfare Sacconi, che ha dedicato la sua nomina "a Marco Biagi", vuole subito alzare i salari ai dipendenti produttivi; Brunetta dichiara guerra ai "fannulloni"; Scajola vuole il nucleare; il leghista Maroni annuncia per martedì un summit per varare "misure urgenti" sulla sicurezza e contro i clandestini. Dal Quirinale Berlusconi è entrato a Palazzo Chigi. Accolto con entusiasmo dai soliti fan in piazza Colonna ma senza applausi dai funzionari affacciati alle finestre del cortile con la Bande delle armi schierata. L'accoglienza più calda l'ha avuta Gianni Letta. E dalle finestre gli applausi li ha ricevuti Romano Prodi, quando ha sfilato davanti al picchetto d'onore, ha dato una carezza alla moglie Flavia e un abbraccio a Enrico Letta, poi sale in macchina e andare via. Rituali le foto del passaggio fra i due premier, con Berlusconi che faceva la regia sui ciack. Meno scontato l'abbraccio fra i due Letta, zio e nipote. Nel primo Cdm Gianni Letta è stato solo nominato Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e sono state affidate le deleghe ai ministri senza portafoglio. Berlusconi, durante il brindisi, ha spiegato di avere avuto "grande sintonia" col presidente Napolitano, col quale lavorerà "a stretto contatto" sulle emegenze: rifiuti e Alitalia. Da ieri è operativo il governo formato all'insegna della fedeltà assoluta a Berlusconi. A potergli dire dei "no" sono in pochi: Bossi, Tremonti e Letta, probabilmente. Lunedì si riunirà il consiglio dei ministri per gli incarichi a sottosegretari e viceministri. La battaglia degli strapuntini continuerà anche oggi a Palazzo Grazioli, Oscilla la nomina di Michela Brambilla come viceministro alla Sanità; il siciliano (sconfitto) ) Micciché ieri è entrato a Palazzo Chigi durante il Cdm. An vuole fare il pieno ma già si vede sfilare le Comunicazioni da Paolo Romani, uomo macchina del partito Mediaset. Ma il premier potrebbe diminuire le poltrone da viceministro, per ridurre gli appetiti.. Mercoledì la Camera vota la fiducia al governo, giovedì il Senato. E venerdì prossimo la prima (e unica) riunione a Napoli. Chissà se il Silvio IV riuscirà a varare subito le soluzioni per i rifiuti, la sicurezza, il taglio dell'Ici e la detassazione degli straordinari? I ministri sono avvertiti: fatti e poche parole. "Buon lavoro a tutti" ma, "sobrietà nelle interviste". Persino Calderoli si zittisce: "parla solo il portavoce unico", Paolo Bonaiuti, che ieri si è visto a Palazzo Chigi ma non al Quirinale. Per ora Silvio si appaga con i bagni di folla affacciato alla finestra (non un balcone, ma ci manca poco) di Palazzo Chigi e poi sulla piazza. Ma una delle prime preoccupazioni qual è? Ripristinare i putti barocchi dell'Europa nella sala stampa governativa. L'azzurro prodiano non va, "riportiamo quello che c'era prima".

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Le famiglie reali del mattone romano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Le "famiglie reali" del mattone romano Viaggio attraverso i regni del mattone romano. Inevitabilmente si parte da quello di Francesco Gaetano Caltagirone, che a Ponte di Nona, estrema periferia Est, ha costruito, insieme a Bonifati, un quartiere da più di 1 milione di mc, e a Tor Pagnotta, va ora edificando un altro milione e 100mila metri cubi, sempre extra Gra, da collegare con un "tram su gomma": residuo - come Ponte di Nona - del piano del '65 che qui prevedeva 4milioni di mc. Sorge invece suula Roma-Fiumicino il Parco Leonardo, sempre Caltagirone (fratello): residenze, centro commerciale, multisala. Mentre ad Edoardo è andato un altro "residuo" del '65: 900mila mc a Paglian Casale. Infine, a piazza dei Navigatori ci si imbatte nei 288mila mc di uffici di Francesco Bellavista Caltagirone. Ma è a Bufalotta, un quartiere da 10mila abitanti che il regno di Caltagirone sfuma in quello dei fratelli Toti, astro edilizio in ascesa negli anni '90: 488mila mc nella centralità Alitalia-Magliana, 600mila a Torre Spaccata, più 1,5milioni a Bufalotta. Altro nome noto dell'edilizia romana Parnasi, costruttore e proprietario di aree che ha alzato i suoi vessill: un megacentro commerciale con tanto di cupole all'inizio della via Pontina e la centralità di Eur Castellaccio, 800mila mc.Last but not least, Sergio Scarpellini, che dovrebbe realizzare a Romanina un'altra delle nuove centralità previste dal piano: 1milione 200mila mc. Ma Scarpellini chiede un aumento di cubature in cambio di risorse per prolungare la metropolitana. I nomi.

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La crisi dei mutui subprime dimezza i profitti di Unicredit (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del La crisi dei mutui subprime dimezza i profitti di Unicredit / Milano RIBASSO La crisi dei mercati internazionali pesa sui conti di Unicredit, e questo nonostante l'esposizione nei confronti dei subprime sia considerata "risibile", pari a 94 milioni di euro alla fine di marzo. La banca di Piazza Cordusio ha infatti dimezzato l'utile del primo trimestre, ad un miliardo con un calo del 51% rispetto allo stesso periodo del 2007, registrando una perdita secca di un miliardo nella divisione mercati e investimenti. Dati poco entusiasmanti comunicati nel giorno in cui, a Roma, è andata in scena la prima assemblea dopo la fusione per incorporazione con Capitalia. Il presidente Dietr Rampl e l'amministratore delegato Alessandro Profumo hanno inaugurato questa nuova stagione impegnandosi in un confronto fiume con vecchi e nuovi azionisti, soffermandosi peraltro anche sui temi più caldi: l'eventuale cessione della Roma, in cui Unicredit "non è coinvolta", e la partita Alitalia, verso cui la banca "non ha interessi diretti". I risultati presentati ieri, ma già in parte anticipati quando erano emerse voci di svalutazioni da parte della controllata tedesca Hvb (che infatti ha fatto segnare una perdita di 282 milioni nel primo trimestre), non hanno comprensibilmente convinto i mercati e il titolo, in una giornata comunque difficile per i bancari, ha chiuso in calo del 2,89% a 4,8 euro, con scambi pari a circa il 2% del capitale. Un giudizio negativo che sembra aver scontato soprattutto la stima dell'utile per azione che si attesta fra 0,52 e 0,56 euro, sotto le attese di molti analisti. Stime che, viste le incertezze sui mercati internazionali, la banca aveva preferito non diffondere durante la presentazione del bilancio 2007, chiuso con un utile record che sfiora i 6 miliardi e approvato ieri dall'assemblea, insieme alla distribuzione di un dividendo di 0,26 euro. Una freddezza del mercato, che non è ovviamente condivisa dal management. UniCredit "non ha bisogno di un aumento di capitale", ha assicurato Profumo, facendo riferimento "all'attuale scenario".

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Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti.

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Primo: via l'Ici e attacco alle banche Il ministro dell'Economia annuncerà a Napoli il varo della Banca del Sud (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Primo: via l'Ici e attacco alle banche Il ministro dell'Economia annuncerà a Napoli il varo della Banca del Sud di Bianca Di Giovanni / Roma SHOW DOWN Il ministro del Tesoro prepara la sua riscossa. Appena insediato ha intenzione di volare a Bruxelles e incontrare i suoi colleghi europei. Già martedì prossimo, anche senza il voto di fiducia in tasca. Come primo atto di governo, poi, ha in mente un uno-due da brivido: via l'Ici per tutti e attacco alle banche sul caro-mutui. Tanto per non farsi dimenticare, poi, sempre nel primo consiglio dei ministri fissato per il 16 maggio a Palazzo Reale a Napoli, ha intenzione di ri-avviare la banca del sud, che fu stoppata appena nata dall'ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa. Insomma, Giulio Tremonti si farà sentire: nessun understatement. Ieri, primo giorno di "scuola", la giornata è filata via tra casa e giuramento: ma poi i tempi si sono fatti frenetici. Nessuno si aspettava l'accelerazione di Silvio Berlusconi sugli incarichi. Nel pomeriggio ha incontrato Padoa-Schioppa per il passaggio di consegne. Un'ora di colloquio "sereno e cordiale, senza affrontare nodi politici", fanno filtrare le fonti. I due si erano già incontrati una settimana fa a pranzo per un primo contatto informale prima dell'ora X istituzionale. Passaggi di rito tra due persone che in verità si conoscono da molto tempo. Naturalmente sulla scrivania di Quintino Sella, che Padoa-Schioppa ha lasciato "senza uno spillo", già sono in fila diversi dossier da aprire. Dalla partita Alitalia (su cui, per la verità, il titolare del Tesoro è stato finora molto cauto lasciando la porta aperta anche a soluzioni internazionali) a quella sulle nomine ai vertici delle controllate pubbliche. Tutto da fare in fretta, proprio come Berlusconi ha fatto con il governo. I vertici di Poste, Eni, Enel sono "congelati" da settimane per via della crisi politica. Entro un mese andranno confermati o sostituiti. Alle Poste si prevede un rinnovamento totale: via Vittorio Mincato (presidente) e Massimo Sarmi (amministratore delegato). Verso la riconferma invece i vertici Eni, mentre all'Enel resta al suo posto Fulvio Conti, mentre è in odore di "licenziamento" Piero Gnudi, per far posto a qualche candidato gradito alla Lega. Quanto alle nomine interne, né la dirigenza del tesoro, né quella della ragioneria dovrebbe essere toccata: discorso diverso all'Agenzia delle Entrate, dove potrebbe tornare Raffaele Ferrara. Ma ci sarà tempo per il toto-nomine. Ora bisogna pensare ai primi decreti e alle risorse da reperire per finanziarli. Berlusconi ha promesso l'Ici anche ai ricchi (Prodi l'aveva tolta ai poveri), per cui servono circa 2,5 miliardi. Poi ci saranno i salari da rimpinguare, anche se se ne parlerà in estate. Quanto alla sicurezza e alla questione rifiuti (altre due voci da affrontare nel primo consiglio napoletano), non circolano risorse da stanziare: potrebbe trattarsi solo di interventi amministrativi. In ogni caso Tremonti ha sempre negato l'esistenza del cosiddetto "tesoretto". E naturalmente nega anche che il suo predecessore abbia fatto un'effettiva opera di risanamento. Nonostante i complimenti di Joaquin Almunia, nonostante i numeri di Eurostat, per lui il deficit è pericolosamente vicino al 3%, e ha già annunciato una "due diligence" fatta da una commisisone neutrale. Anche se l'Europa dice 2,3% e la Ragioneria 2,4%. Insomma, i conti sono a posto, ma lui non lo riconoscerà mai. Ma questo non gli impedirà di eliminare l'Ici anche a se stesso e al premier.

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Governo: ha vinto il partito del Nord (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Governo: ha vinto il partito del Nord Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima Anche l'instaurarsi di buoni rapporti istituzionali fra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio costituisce un elemento positivo. Probabilmente, rappresenta l'effetto congiunto della saggezza istituzionale di Napolitano e dell'esperienza acquisita da Berlusconi che potrebbe avere imparato a non eccedere nel suo protagonismo e nel suo andare sopra le righe e fuori dalle regole. Naturalmente, per capirne di più sono possibili diversi paragoni. Quello fra il governo Prodi e l'attuale governo Berlusconi segnala impietosamente che il contenimento del numero dei ministri può avvenire e avviene se la coalizione di governo è fatta da pochi partiti e se c'è chi ha il potere di imporre le sue preferenze. Berlusconi è riuscito a tenere fermo il previsto numero di dodici per i suoi ministri con portafoglio, dovendo, però, accogliere alcune richieste con la nomina di nove ministri senza portafogli. In questo modo, sono stati premiati sia alcuni gruppetti, come la Dc di Rotondi, che hanno portato voti, sia alcuni fedelissimi del Presidente del Consiglio. L'altro paragone possibile, quello con i due governi guidati da Berlusconi fra il 2001 e il 2006, evidenzia il ritorno nelle posizioni più importanti di ministri già sperimentati, come Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Maroni agli Interni, e di Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, esplicitamente menzionato da Berlusconi anche se, tecnicamente, non ancora nominato. Questi ritorni suggeriscono una continuità delle politiche che potrebbe avere conseguenze positive per il governo. Nella valutazione di chi vince e chi perde, appare con una certa chiarezza che è stata Forza Italia a fare la parte del leone, come è giusto, alla luce dei rapporti di forza elettorale, ma, per ragioni varie, secondo me soprattutto per una propensione favorevole che Berlusconi esibisce costantemente, l'altro partito che ottiene quasi tutto, se non proprio tutto quello che ha desiderato, è la Lega. Suoi esponenti sono a capo di ministeri importanti e il suo leader Umberto Bossi ritorna alle Riforme Istituzionali. Insomma, la Lega si è ritagliata con successo alcuni degli spazi politici che serviranno a caratterizzare la sua presenza politica: sicurezza e immigrazione, federalismo, risorse alimentarie persino la Semplificazione Legislativa (per Roberto Calderoli). Una grande incognita, invece, è rappresentata da Angelino Alfano al ministero della Giustizia e Sandro Bondi ai Beni Culturali, ma non è il momento di fare insinuazioni o supposizioni. In un certo senso, "relegato" Gianfranco Fini alla Presidenza della Camera, il quarto governo presieduto da Berlusconi vede la riproposizione di un asse privilegiato fra il Presidente del Consiglio e la Lega. Forse, ha davvero vinto il partito del Nord. Le critiche preventive ad un governo dotato di una maggioranza parlamentare ampia e solida non sono particolarmente utili. Le prime dichiarazioni di Veltroni sulla necessità di un'opposizione costruttiva segnalano una opportuna disponibilità a valutare il governo sulla base delle sue proposte e dei suoi comportamenti. A condizione che venga costruito con riferimento tanto alle competenze quanto alla capacità di lavoro dei suoi componenti, poiché di lavoro il Partito Democratico ne dovrà fare davvero molto, anche il governo ombra potrebbe essere un utile e efficace strumento di controllo, di critica, di controproposta sia agendo in Parlamento sia collegandosi con la società (al momento, non ancora raggiunta soddisfacentemente dal Pd e dalle sue politiche). Comincia, ovvero, continua, un percorso impervio e tutto in salita per il Partito Democratico. Nel bene e nel male, ci sarà molto tempo per organizzare il partito e per affinare la sua opposizione, ma i primi passi contano molto, soprattutto perché è probabile che Berlusconi cerchi alcuni successi di prestigio nei primi cento giorni: dall'Alitalia alla monnezza di Napoli e dintorni. Disporre di efficaci controproposte argomentate da credibili ministri ombra potrebbe risultare confortante e incoraggiante.

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Banche e Finanza nell'era Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

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Stai consultando l'edizione del Banche e Finanza nell'era Berlusconi Angelo De Mattia Il nuovo Esecutivo è chiamato alla prova non solo sull'assetto proprietario della Banca d'Italia - come si è già scritto su queste colonne - che una norma tenacemente voluta dal governo Berlusconi nel 2005 intende nazionalizzare, creando così di fatto la Banca di Stato, ma anche sul rapporto che stabilirà con il sistema bancario: che deve ulteriormente migliorare sul piano della trasparenza, dell'efficienza e del rapporto con la clientela, ma che non avrebbe certamente bisogno di interventi dirigistici o ispirati al "do ut des". Un primo interrogativo riguarda l'ormai famoso progetto della Banca del sud per la cui costituzione il futuro Ministro dell'economia Tremonti è apparso determinato sin dalla precedente esperienza di governo e fino all'ultima campagna elettorale. Avrà, dunque, un seguito concreto? Di Banca del sud si parlò anche molti anni orsono. Allora si cercò di imbellettarne il previsto ruolo. Si ipotizzò addirittura la fondazione di una Mediobanca del sud, evocando così l'Istituto di Cuccia, proprio quando peraltro venivano ad estinguersi i Mediocrediti regionali, per la loro vita grama e per le condizioni di instabilità. Si diede poi vita una merchant bank, che però rapidamente defunse. Il fatto è che il Mezzogiorno non ha bisogno di nuovi intermediari - come dimostrano studi svolti qualche anno fa anche all'interno della Banca d'Italia - e neppure di maggiori quantità in materia di erogazione dei finanziamenti, ma necessita di un miglioramento delle politiche creditizie, di un diverso rapporto tra banche e imprese. Insomma, il progetto di Tremonti coglie alcune carenze vere, si collega a insoddisfazioni diffuse nel sud, ma (come nel caso, di ben diversa portata, dell'analisi sulla globalizzazione nel suo noto saggio) le proposte che ne conseguono sono sicuramente discutibili. Naturalmente, l'avanzamento di un progetto della specie potrà creare un contesto non favorevole di rapporti con il sistema delle banche meridionali. E nei rami alti del mondo bancario? Non sono mancate nei mesi scorsi le critiche da parte del Pdl alle banche, indifferenziatamente considerate di sinistra - quasi terreno ad altri precluso - esprimendo così qualifiche e aggettivazioni che non hanno fondamento, al di là del pensiero e delle propensioni di questo o quel banchiere, che restano esclusivamente nel proprio "foro interno", senza riflettersi in alcun modo sulle condotte aziendali. E tuttavia in questo comparto sono stati menzionati, soprattutto, Intesa-San Paolo e UniCredit (per non parlare del Montepaschi). Si tratta dei due gruppi bancari di rilevanza globale, oggi impegnati anche nel completamento delle grandi operazioni di aggregazione che hanno portato alla loro attuale configurazione. Sono i gruppi chiamati in causa ogniqualvolta si debba compiere un'operazione di salvataggio o di rilancio. E l'infondatezza delle critiche è dimostrata dal fatto che, per esempio, a proposito della cordata Alitalia, è nel sostegno di Intesa-San Paolo - a partire dal ruolo dell'Amministratore delegato Corrado Passera - che il costituendo governo confida in nome della italianità; e l'intervento della stessa Intesa nell'operazione Telecom, pure essa condotta in nome degli interessi generali, non può certo essere una dimostrazione di sostegno al governo Prodi, per "la contradizion che nol consente". Insomma, è arduo trovare un solo caso in cui i Profumo - che ha messo al primo posto della sua azione la crescita di valore per gli azionisti - i Passera, i Bazoli - sostenitore di una banca che guardi anche allo sviluppo economico del Paese - i Salza abbiano fatto prevalere nelle loro scelte un'idea di aiuto al Centro-sinistra. Per non dire della condotta - in relazione alle banche partecipanti - delle Generali, nelle quali si proiettano anche attività del gruppo facente capo al leader del PDL: la difesa dell'italianità della compagnia, sostenuta da Bernheim, l'intervento in operazioni come appunto quella Telecom non possono certo considerarsi un sostegno al precedente governo. Si tratta, insomma, di banchieri e di uomini della finanza senza aggettivi, dotati di autonomia e capacità professionale. Sanno bene che sono il mercato, gli azionisti, i risparmiatori, i prenditori di credito i loro giudici. E che a nulla varrebbero, contro le repliche dei conti e dei bilanci, le sponsorizzazioni partitiche. Il tempo della lottizzazione e degli infeudamenti nelle banche è finito per tutti. Sarebbe una iattura riproporne una nuova versione, in nome della maggiore o minore vicinanza a questo o a quel governo, ora che sono venute meno le nomine bancarie pubbliche. Un discorso a parte meritano le banche popolari a proposito delle quali si ritorna a parlare di riforma dell'ordinamento. Si tratta allora di vedere se il nuovo governo vorrà ripescare ipotesi presuntamente riformatrici, che in effetti vulneravano i cardini della cooperazione di credito consegnandola a forze economiche estranee - magari nel quadro di una generale revisione della cooperazione - oppure se penserà a un ammodernamento, a una manutenzione evolutiva, che appaiono opportune. In ballo vi è anche un'ipotesi di riforma della Cassa depositi e prestiti con la trasformazione, per una parte delle proprie funzioni, in una vera e propria banca, che però presenta una serie di problematiche di non poco conto. Insomma, la mappa delle strutture finanziarie comprende un nocciolo duro che va dalle fondazioni ex bancarie ai principali intermediari finanziari (Intesa-San Paolo, UniCredit, Mediobanca, Generali) e una fascia ulteriore che comprende molte banche popolari e altri istituti minori, nella quale si potranno sviluppare processi di aggregazione e integrazione: nei confronti di questi due livelli il governo potrà assumere, come si vorrebbe sperare, il fisiologico atteggiamento della non ingerenza ovvero potrà essere solleticato dall'idea di indirizzare, dirigere, intervenire ab intus e ab extra per sollecitare partecipazioni e sostegno a iniziative di vario tipo, spingendosi a ingerirsi, per esempio, fin nelle nomine degli organi delle fondazioni. Si potrebbe così invadere anche il campo della Banca d'Italia e delle Authority. Altra cosa è attivare gli strumenti della regolazione per via legislativa o amministrativa (attraverso il Comitato del credito) e sollecitare una ulteriore modernizzazione del sistema, a partire dalle risposte strutturali alla crisi finanziaria e dalla relazione impresa-banca. Insomma, il rapporto con le banche è un aspetto di quello più generale tra politica ed economia sul quale il governo dovrebbe dar conto sin dalle dichiarazioni programmatiche.

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Benetton: "noi in alitalia? conflitto d'interessi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

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Economia Il caso Benetton: "Noi in Alitalia? Conflitto d'interessi" ROMA - Luciano Benetton, numero uno dell'omonimo gruppo, guarda ad Alitalia, ma non per un interesse diretto nella vicenda: "Nel nostro eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse - ha spiegato - perché già controlliamo Aeroporti di Roma" oltre allo scalo di Firenze e di Torino. "Bisogna partire da un progetto industriale - ha proseguito - e con questo non penso di dire qualcosa di originale. Sarebbe molto bello che ci fosse una cordata italiana e noi vediamo questo con simpatia". Lontano da Alitalia anche Unicredit che per bocca del suo amministratore delegato Alessandro Profumo, ha chiarito di non avere "un interesse proprio, diretto. Ma se ci fossero opportunità di operare per conto di clienti le valuteremo". Da oggi però la parola sulle possibili soluzioni per il salvataggio della compagnia di bandiera sono nelle mani del nuovo governo. "L'esecutivo troverà una soluzione", assicura il nuovo ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. "Il presidente Berlusconi durante la campagna elettorale - ha detto - con molto coraggio ha preso un impegno. Ci stiamo lavorando". Ma il premier e la sua squadra sono di fronte ad un incrocio pericoloso, sottolinea il leader della Cisl Raffaele Bonanni: "Se Berlusconi fallisce su Alitalia si rompe la testa. Questo sarà il primo banco di prova del governo". E sul futuro del vettore, ribadisce Bonanni, deve anche partire il confronto con il sindacato: "Appena saranno pronti dovranno convocarci. Spero che Berlusconi faccia in fretta a dimostrare che è possibile rilanciare l'Alitalia".

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Ponte sullo Stretto, Tav e un occhio ad Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

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N. 110 del 2008-05-09 pagina 8 Ponte sullo Stretto, Tav e un occhio ad Alitalia di Redazione Le prime parole di Altero Matteoli da ministro delle Infrastrutture valgono più di cento pagine di programma: "Il Ponte sullo Stretto va rimesso in moto". Per il nuovo inquilino di via Nomentana la discontinuità rispetto al governo Prodi sarà totale: conferma ne è l'attenzione al megaprogetto subito archiviato dall'esecutivo del Professore. Secondo il neoministro, realizzare il ponte servirà da volano per le altre opere di contorno che serviranno a non farne una cattedrale nel deserto. D'altronde come aveva sottolineato il presidente di Impregilo (capofila del raggruppamento d'imprese che si è aggiudicata i lavori; ndr), Massimo Ponzellini, il contratto è ancora "vero e valido". Tra le altre priorità da affrontare vi sono i due corridoi transeuropei dell'alta velocità, il passante di Mestre, il Mose di Venezia, la Civitavecchia-Livorno e il raddoppio di tratti della Roma-Firenze. In particolare due punti meritano particolare attenzione. In primo luogo, la Tav Torino-Lione: l'opera è ancora in attesa di definizione del tracciato dopo le barricate in val di Susa. "Bisogna senz'altro andare avanti, non si può tornare indietro", ha garantito il ministro. Il secondo punto è un vecchio pallino del livornese Matteoli: la Civitavecchia-Livorno, un'opera per la quale si batte da 38 anni e che lo ha portato a scontrarsi più volte con le autorità locali toscane ostili al progetto e in primis con il presidente della Regione Claudio Martini. Analoga accuratezza sarà dedicata alla realizzazione di infrastrutture fondamentali come le metropolitane nelle grandi città, i rigassificatori e i termovalorizzatori senza le quali "il Paese sarebbe condannato a un declino irreversibile". Ultimo ma non meno importante il capitolo Alitalia. "Troveremo una soluzione", ha promesso Matteoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Su Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo una soluzione . Come: credo? (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Matteoli sta già lavorando "Su Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo una soluzione". Come: credo?.

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Alitalia, governo subito al lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-09 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La vendita Alitalia, governo subito al lavoro ROMA - C'è Alitalia nelle prime pagine dell'agenda del nuovo governo. Lo ha confermato ieri il premier Silvio Berlusconi: "Tutti siamo preoccupati per il caso dei rifiuti e della situazione riguardante Alitalia - avrebbe detto durante il brindisi inaugurale con i ministri - . Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione". Intanto Air France e Lufthansa, che restano i due maggiori pretendenti stranieri, aspettano con ansia le prime mosse del nuovo azionista: il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Le loro decisioni dipenderanno dalla consistenza del progetto che il governo saprà delineare. Per ora dal fronte degli imprenditori e delle banche, che vengono tirati in ballo per la cordata italiana, arrivano solo prese di distanza. "Bisogna partire da un progetto industriale " ha detto Luciano Benetton, numero uno del gruppo omonimo, dicendosi favorevole a una compagine tricolore. "Nel nostro eventuale coinvolgimento - ha aggiunto - ci vedrei un conflitto di interesse perché già controlliamo Aeroporti di Roma". Quanto a Unicredit, l'amministratore delegato Alessandro Profumo, ha chiarito che la banca "non ha manifestato e non ha un interesse in proprio". E ha aggiunto: "Laddove si dovessero presentare opportunità per conto dei clienti, le valuteremo". DOSSIER Il neo ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

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Unicredit, la crisi dimezza i profitti Profumo: ma il peggio è alle spalle (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-09 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE L'assemblea "Alitalia? Non abbiamo interessi in proprio, valuteranno i nostri clienti" Unicredit, la crisi dimezza i profitti Profumo: ma il peggio è alle spalle "La banca è solida, non ci sarà alcun aumento di capitale" A fine marzo risultato di un miliardo. Prima assemblea a Roma "L'integrazione è stata una scelta adeguata" ROMA - "Il peggio è alle spalle": Alessandro Profumo prova a rassicurare di buon mattino gli analisti e il mercato ai quali presenta in collegamento telefonico da Roma i conti di un trimestre sul quale la crisi ha pesato parecchio. A fine marzo l'utile è dimezzato a 1 miliardo di euro, la divisione investment banking perde altrettanto, ma le prospettive, dice l'amministratore delegato di Unicredit, lasciano vedere la fine del tunnel: dividendo e redditività non subiranno tagli, mentre rispuntano i cosiddetti target, con un utile netto atteso tra i 6,8 e 7,3 miliardi nel 2008, contro 6,6 dell'anno prima. Una stima, quest'ultima, che qualche settimana fa, da Londra, lo stesso Profumo non aveva confermato causa "scarsa visibilità " sui mercati. Sono da poco passate le 8 del mattino e l'ennesima bufera sui titoli del credito deve ancora scatenarsi in Borsa. Un nuovo scossone che a fine seduta Unicredit sconta con un ribasso del 2,8%, in compagnia dei big del comparto capitanati da Ubs (-5%). "Teniamo in serissima considerazione le indicazioni di Moody's - assicura più tardi Profumo, riferendosi al peggioramento dell'outlook deciso dall' agenzia di rating - . Il nostro capitale è percepito come "tirato". Ma abbiamo un piano per la ricostituzione di un livello di capitalizzazione ottimale" aggiunge indicando al 6% nel 2008 il relativo indice (core Tier1) e tornando a smentire le ipotesi di aumento di capitale. L'esposizione nei subprime resta minima (94 milioni a marzo e si riducono a 1,116 miliardi le perdite teoriche sui derivati per la clientela). Dati che saranno ribaditi questa mattina a Londra dove Profumo torna accompagnato dal direttore finanziario Ranieri de Marchis. Sono i panni dell'ottimista che Profumo indossa alla sua prima romana. Qui, dove Unicredit ha trasferito la sede legale, si è svolta ieri la prima assemblea degli azionisti post fusione Capitalia. Una maratona di quasi dodici ore e decine di interventi dei piccoli soci. E anche ritorni illustri, come quello del presidente della Fondazione Cassa di Roma Emmanuele Emanuele - fino a qualche mese fa in contrasto con l'ex numero uno Cesare Geronzi - che prima dell'avvio dei lavori ha stretto la mano a Profumo. Per Unicredit è proprio questa Roma, "capitale del mondo" come ha esordito il presidente tedesco Dieter Rampl citando Goethe, a rappresentare un po' a sorpresa una delle maggiori soddisfazioni. I ricavi di Capitalia sono in crescita e il retail italiano, dopo l'annessione della banca romana, risulta in aumento del 9,4%. Tanto che Profumo ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa. L'opa su Capitalia, afferma, "è stata una scelta strategicamente adeguata. Oggi ne siamo ancora più convinti". L'esposizione del gruppo verso le operazioni di cartolarizzazione di Trevi, ereditata da Capitalia è scesa a marzo a 1,351 miliardi contro 1,37 miliardi di fine 2007 e i quasi 2 miliardi di fine 2006. E agli azionisti che lo punzecchiano sulle ricadute in Mediobanca replica: "Non ci interessa il controllo di Mediobanca e di Generali. E' evidente che gestiamo del potere, è il nostro mestiere, ma non vogliamo essere percepiti come quelli che gestiscono il potere in Mediobanca o Generali". L'interesse dei soci è alto anche per le vicende di Alitalia e della Roma. Ma le repliche di Profumo - che la prossima settimana incontrerà per la prima volta, in occasione di un convegno, il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno - non sembrano offrire grandi margini. Su Alitalia, ricorda "non abbiamo interessi in proprio", anche se "laddove si dovessero presentare opportunità per conto dei clienti le valuteremo ". Mentre Unicredit, primo creditore della Italpetroli dei Sensi, "non è coinvolta" nella vendita del team giallorosso. Paola Pica Prima assemblea romana L'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo e, a destra, Dieter Rampl.

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ROMA Altero Matteoli ha appena salutato Tonino Di Pietro e scambiato le consegne. Il neo mi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Di CLAUDIO RIZZA ROMA Altero Matteoli ha appena salutato Tonino Di Pietro e scambiato le consegne. Il neo ministro delle Infrastrutture confessa, rassicurante: "Io non sono uno che arriva e cancella. Le persone valide e le cose giuste non saranno toccate, credo nella continuità istituzionale nei ministeri. Non c'è né spirito di vendetta né devo vendicare alcunché". Parla persino bene di Di Pietro: "In questi due anni il governo Prodi ha lavorato male, ma riconosco che qui alcune cose hanno camminato. Erano state impostate dal governo Berlusconi e sono andate avanti". Un problema grave sono le risorse. "Le risorse e le priorità, partirei da queste ultime". Dica. "Sui sistemi autostradali una priorità è la Pedemontana lombarda, che bisogna far marciare. Ci sono 83 miliardi del novembre 2007 di quella che viene chiamata la gronda ferroviaria". Se no Bossi chi lo sente? "Esatto. Passiamo al meridione: la Salerno-Reggio Calabria, dove va sostenuto il progetto di ammodernamento. Poi la Tirrenica: impossibile non farla, se ne parla da troppi anni". E la famosa Tav in Val di Susa? "Non è pensabile che non si faccia. Con chi protesta bisogna dialogare, dare loro le informazioni, però poi la politica deve decidere e andare avanti". Dicono tutti così, poi l'Italia dei no l'ha sempre spuntata. "In democrazia abbiamo il dovere di ascoltare i Comitati del No. Spesso rappresentano persone in buona fede, ma non sempre e totalmente: c'è anche chi strumentalizza. Chi è al governo ha l'obbligo di dare tutte le informazioni, ma poi anche di decidere". Qual sarebbe la differenza con il governo Prodi? "Una grande differenza. Loro hanno detto sì ai Comitati del No, gli hanno dato ragione e hanno sospeso i lavori. Così è successo per i termovalorizzatori in Campania o per i 4 in Sicilia: sospesi, bloccati. Hanno vinto i Comitati". Ma la gente scende in piazza a fare le barricate. A quel punto che fate? "In un paese civile non è consentito che un cittadino blocchi una decisione dello Stato. Gli organi dello Stato sono chiamati a garantire che si proceda. Ad Acerra vi fu un incontro tra il ministro dell'Interno e il capo della polizia, il caso vuole fosse proprio De Gennaro, e gli operai venivano accompagnati a lavorare dagli agenti di pubblica sicurezza. Se lì il termovalorizzatore è finito lo si deve a quelle scelte e a quel metodo". Come spiega che Di Pietro sia riuscito a fare, come lei stesso dà atto, e il governo Prodi no? "Il governo Prodi era bloccato, le leggi non passavano e finivano nel cul de sac del Senato. Di Pietro, invece, ha sfruttato le decisioni prese al Cipe. Ha subìto molti stop, Pecoraro Scanio gli ha bloccato tante cose, e infatti i due hanno litigato tanto. Per fortuna questo problema noi non lo avremo". Le grandi opere sono un pallino di Berlusconi. Dopo i salari e le tasse sono una priorità, no? "Certo. Prima bisogna mettere soldi nelle buste paga dei lavoratori dipendenti, così da far ripartire i consumi. La seconda urgenza sono le infrastrutture da cui dipendono lo sviluppo, il futuro delle imprese, l'occupazione e la competizione in Europa. La terza è la sicurezza, la necessità di rispondere alle paure della gente". Ma il Ponte sullo Stretto serve veramente? "E' una delle promesse della campagna elettorale, va onorata. E non avrebbe senso farlo se in Sicilia non vi fossero infrastrutture adeguate: bisogna lavorare anche lì. L'alta velocità non può riguardare solo il Nord e non deve fermarsi a Napoli". Che altro volete fare? "Finire il Mose a Venezia, do atto a Di Pietro che i lavori sono andati avanti". E di Alitalia che pensa? "In campagna elettorale Berlusconi ha avuto molto coraggio a farsene carico. Poteva starne fuori, invece...Credo si troverà la soluzione, la cordata verrà fuori. I lavoratori di Alitalia sono più tranquilli, qualcosa si muove".

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ROMA - Nessun interesse diretto di Unicredit in Alitalia. L'Amministratore delegato della banca di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)

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Piazza Cordusio, Alessandro Profumo, lo puntualizza rispondendo alla domanda di un socio in assemblea. "Non abbiamo manifestato e non abbiamo interesse in proprio. Valuteremmo eventuali opportunità di operare per conto di clienti", afferma, prima di ribadire: "non abbiamo interessi diretti".

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Ma le società italiane restano le più generose (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-05-09 num: - pag: 42 categoria: REDAZIONALE Lo studio Il rapporto di Key2People sui "paracadute" dei Ceo Ma le società italiane restano le più generose Il 45,5% delle imprese del nostro Paese elargisce 3 annualità retributive ai top executive in uscita Per i comuni lavoratori si chiama Tfr o, per dirla all'antica, liquidazione. E' una manna per i molti che hanno stipendi medio-bassi, ma non è certo un tesoro che cambi la vita. Per alcuni, invece, il triste momento del fine rapporto diventa un'occasione per arricchirsi, per lo meno se, all'assunzione, si è avuta l'accortezza di contrattare dei buoni "golden parachute", quei paracadute d'oro che fanno da buonuscita per i top manager. Negli Usa in molti hanno protestato per le liquidazioni da nababbi di Ceo come Dick Grasso che, lasciando l'incarico al New York Stock Exchange, ha intascato 190 milioni di dollari, o come Bob Nardelli ex di Home Depot che ha battuto il collega con 210 milioni di dollari, mentre Michael Ovitz si è dovuto accontentato di 140 milioni per mollare la presidenza di Disney dopo soli 14 mesi. In Europa un caso per tutti che ha suscitato l'attacco di alcuni fondi interessati è quello del Ceo di Novartis: 180 milioni di franchi svizzeri di liquidazione. E in Italia? I più modesti 37 milioni di euro di Matteo Arpe dalla Banca di Roma e la buonuscita d'oro di Giancarlo Cimoli nonostante il disastro Alitalia. "Con una grande differenza, però - commenta Giordano Tamagni, partner fondatore di Key2People - che nei paesi del centro e nord Europa, Regno Unito in testa, si è creato un forte orientamento teso a contenere il valore dei paracadute d'oro, a rendere obbligatoria la trasparenza dei trattamenti retributivi dei top manager e a farli approvare dalle assemblee dei soci. Mentre da noi non si è andati oltre la pur apprezzabile raccomandazione della Banca d'Italia che chiede più trasparenza ma solo per il settore finanziario e senza porre tetti retributivi". Tanto più che, proprio le aziende italiane, sono tra le più generose in fatto di liquidazioni dei numeri uno. Lo dimostra un'indagine condotta proprio da Key2People, società italiana di executive search, che con la sua divisione Governance ha studiato le politiche retributive di fine rapporto per gli amministratori delegati delle 75 più grandi e importanti public company d'Europa. Da cui emerge che il 45,5% delle aziende italiane del campione elargisce ai Ceo 3 annualità retributive, comprensive del compenso fisso e dei bonus annuali, come "severance" (liquidazione) in caso di risoluzione del rapporto. In Europa solo la Germania ha una percentuale sensibile, ma lontana dalla nostra, di società che liquidano gli amministratori delegati con 3 annualità: 27,3%. I valori percentuali più alti di Belgio e Spagna non sono infatti significativi, perché il primo ha troppo poche grandi aziende nel campione e la trasparenza retributiva dei Ceo in Spagna è, se possibile, molto più bassa della nostra. Tutti gli altri paesi si concentrano invece soprattutto su 2 annualità (l'86,7% delle company francesi, l'80% delle olandesi, il 60% delle scandinave, il 36,4% delle tedesche), mentre il Regno Unito è ancora più morigerato, con l'80% delle società che non va oltre una singola annualità o, al massimo, una e mezza. La Svizzera, infine, non dà proprio nulla nel 40% dei casi, contro una percentuale di "tirchieria" media in Europa dell'8% (il 18,2% in Italia e Germania). "A giustificazione della generosità italiana - sostiene Tamagni - va però detto che da noi i trattamenti globali previdenziali dei dirigenti sono più bassi che negli altri paesi, in particolare nel Regno Unito, e che quindi da noi i 3 anni di liquidazione diventano una sorta di lauta compensazione. Per converso il fatto che molti Ceo nostrani siano anche lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto dei dirigenti, rappresenta un sicuro paracadute istituzionalizzato". Tanto più che in Europa le cose stanno cambiando, prima di tutto con la richiesta generalizzata di approvazione di ogni compensation da parte dell'assemblea degli azionisti. In Gran Bretagna il "Combinate code" raccomanda un massimo di una annualità di mancato preavviso per i Ceo e una aggiuntiva di severance. In Olanda il "Tabaskblatt code" chiede una durata massima dei contratti di 4 anni e una liquidazione di un anno (senza bonus) oltre al preavviso. In Germania il "German corporate code" raccomanda un massimo di due anni di "total compensation" per la risoluzione anticipata del contratto, mentre nulla dev'esser corrisposto per il fine mandato. In Francia la "Legge Tépo" stabilisce che ogni sistema di golden parachute debba prevedere condizioni di performance positive sia a livello di società che del dirigente. "Insomma - conclude Tamagni - la tendenza è di dare in modo trasparente il giusto durante i periodi in cui il Ceo è operativo, soprattutto con premi consistenti legati alle performance, ma di non aggiungere ulteriore denaro alla scadenza del mandato ". Enzo Riboni.

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Criminalizzare il nord-est, scherzando su un morto (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (87) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Il Socialismo... bo,mario: Canaletto non sò dove hai letto tutte queste cose, non certamente in questo blog o nei miei scritti. Quì... Ultime news An error has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dalla sinistra all'opposizione. Allora non funzionò. Oggi Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (3 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (102 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (54 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (222 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (33) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Jack, va bene tutto ma dire che Padoa Schioppa e Visco non hanno messo le mani in tasca degli... Miro: ahahaha il governo OMBRA ,simpatica questa.Perchè invece Vletroni e la sua band,non fanno le persone serie,e... JackTheLeopard: Grandi promesse, grandi aspettative. Riusciranno a risolvere l'emergenza rifiuti di Napoli?... giordano: i falliti non possono che fare chiacchiere inutili, perchè non sanno fare altro che millantare supponenze... Rino Gioffrè: In campagna elettorale ne ho sentite di sciocchezze, ma questa del governo ombra è la prova provata... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'aeroporto aprirà tra una settimana: due voli per Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Prov Ogliastra Pagina 6024 Tortolì Con la pista più lunga L'aeroporto aprirà tra una settimana: due voli per Roma Tortolì. Con la pista più lunga --> L'aeroporto di Tortolì-Arbatax riaprirà il prossimo 17 maggio, con una pista più lunga di 200 metri, con un nuovo volo per Roma e diversi progetti in cantiere. I lavori, cominciati a metà gennaio e costati 3 milioni e 171 mila euro (fondi Cipe), permetteranno l'atterraggio ed il decollo di aerei a medio raggio (4000 chilometri) da 120 posti come gli Airbus A319 grazie all'allungamento degli spazi di sicurezza (Resa) nelle due direttrici (12/30), che portano la pista da 1.250 a 1.450 metri. Attualmente in Italia le compagnie che possiedono questo tipo di aeromobili sono Meridiana ed Alitalia. Tra le novità di quest'anno anche un nuovo collegamento bisettimanale con Roma (il lunedì ed il giovedì) che partirà dalla prima decade di giugno, grazie all'accordo con il tour operator Explora Italia. Attualmente l'aeroporto di Arbatax è collegato con la Svizzera (Berna) e l'Austria. "Il mio sogno, che poi è quello della comunità ogliastrina - dice Giorgio Ladu, presidente della Gearto, la società che gestisce lo scalo - è quello di collegare Tortolì con le capitali del Nord Europa, magari con Oslo. Il mercato low cost potrebbe diventare abbordabile - osserva - ma i veri protagonisti devono essere gli imprenditori turistici che devono offrire pacchetti interessanti". Intanto la Gearto si sta già muovendo per il prossimo traguardo: realizzare una nuova aerostazione in grado di servire contemporaneamente duecento passeggeri in partenza e arrivo e un nuovo parcheggio per gli aeromobili. "Ora il traffico aereo si svolge un velivolo per volta perchè il parcheggio può ospitare un solo aereo - spiega Ladu - ma vorremmo ingrandire l'area in modo da poter accogliere contemporaneamente tre Airbus e tre Atr. Queste opere ci permetterebbero di aprire lo scalo tutto l'anno". Per giungere a questo obiettivo, la Gearto ha chiesto alla Regione un finanziamento di quattro milioni e mezzo di euro. In questi giorni, inoltre, Ladu si trova a Bastia per aderire ad un programma Interreg con Corsica e Liguria che potrebbe garantire un finanziamento di circa due milioni di euro per installare un radiofaro. Attraverso tutte queste strategie la Gearto punta in sostanza a fare di Tortolì un aeroporto internazionale.

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Governo Berlusconi: le priorita' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Luna di miele con gli elettori e con l'opposizione Governo Berlusconi: le priorita' Necessari interventi percepibili dall'elettorato Milano, 9 mag. – La squadra di governo è stata presentata; ieri pomeriggio il giuramento e mercoledì prossimo la fiducia al Senato ed alla Camera. Risoltasi la questione delle poltrone si può ora tentare di individuare quali saranno per il nuovo esecutivo le priorità da affrontare; Berlusconi ha ribadito che “dopo la fiducia il primo Consiglio dei ministri operativo si terrà, come era stato previsto simbolicamente, a Napoli”. E' quindi evidente che l'emergenza rifiuti in Campania sarà affrontata quanto prima. Il neo premier vuole "interventi immediatamente percepiti dall'opinione pubblica" anche perché in campagna elettorale si è personalmente impegnato su alcuni temi: l'aumento del potere di acquisto degli stipendi; l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Non va infine dimenticata la spinosissima questione Alitalia, il Cavaliere non potrà davvero più rimandare la presentazione di quella cordata italiana tanto clamorosamente annunciata prima delle elezioni. L'esecutivo si dovrà infine misurare con un altro tema assai delicato, complesso e per sua natura legato alla “percezione”, quello della sicurezza. Non sarà facile rasserenare un nord ormai schizofrenico in proposito Molti davvero i fronti aperti e le questioni da valutare nei primi cento giorni di legislatura, tanto che verosimilmente ogni decisione in merito a giustizia e federalismo fiscale sarà posticipata al prossimo anno. Necessario per il nuovo Governo approfittare della consueta quanto limitata luna di miele con gli elettori. Singolarmente anche i rapporti con l'opposizione non sono eccessivamente conflittuali, merito delle oggettivamente critiche condizioni del Paese? Consapevolezza delle forze politiche che è giunto il tempo della concordia per il bene generale? Può darsi, anche se dopo la rivoluzione parlamentare generata dall'ultimo voto è probabile che gli schieramenti si stiano semplicemente studiando e che abbiano bisogno di un po' di tempo per “prendere e prendersi le misure”. Il neo Governo da in ogni caso (e come potrebbe essere altrimenti?) un'impressione di grande compattezza; qualche nervosismo si registra invece in ambito Pd. Tesi i rapporti fra Walter Veltroni e Massimo D'Alema dopo le dichiarazione dell'ex Presidente Ds circa le future alleanze necessarie per non rimanere sempre ancorati ad un 33% che condannerebbe il partito ad un'opposizione praticamente eterna. Stefano Vandelli politica@voceditalia.it.

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Nasce il Berlusconi IV (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Nasce il Berlusconi IV "E ora al lavoro, non possiamo deludere gli italiani" --> "E ora al lavoro, non possiamo deludere gli italiani" ROMA Niente barzellette, nessuna gag, nemmeno una battuta. Silvio Berlusconi, nel giorno del suo quarto giuramento da presidente del Consiglio, è sobrio, compassato. Una serietà ben visibile a chi lo conosce bene e che si spiega con una frase confidata ai suoi più stretti collaboratori: "Sento una enorme responsabilità". "C'è tanto da lavorare", dirà poi, rispondendo a un simpatizzante che gli augura buona fortuna in Piazza Colonna. La giornata del Cavaliere inizia presto, come al solito. Sul tavolo, dopo quello dei ministri, un nuovo puzzle: quello degli altri componenti della squadra di governo. Una partita complicata che gli regala più di un grattacapo: "Dire tanti no è una cosa dolorosissima", va ripetendo in questi giorni. Tanto complicata che sta persino valutando l'ipotesi di non fare viceministri e nominare solo sottosegretari. Almeno così, avrebbe confidato, metà dei problemi sarebbero risolti visto che molti vedono nei sottosegretari un posto di serie B e potrebbero rinunciare. Altrimenti, sarebbe il ragionamento, dovrei oltrepassare la soglia dei 60 membri del governo, cosa che non voglio assolutamente fare. Alle 16:45 in punto, però, il premier lascia tutto sul tavolo e va al Quirinale per il giuramento. È la quarta volta che lo fa. Stavolta però sorride meno del passato. È caloroso nello stringere la mano dei ministri, ma non scherza come tante volte in passato. Solo con Ignazio La Russa si concede una battuta sul pizzetto che il neo ministro della Difesa dovrà tagliarsi per pagare una scommessa. Anche il ritorno a palazzo Chigi è all'insegna della moderazione. Si concede soltanto un piccolo bagno di folla scendendo dalla macchina per salutare i molti sostenitori che lo attendono. Anche durante la cerimonia del passaggio di consegne, con il tradizionale campanellino, Berlusconi non abbandona il profilo compassato. Anzi, il confronto con il premier uscente Romano Prodi evidenzia ancora di più la scelta di un nuovo stile. Il Professore sorride e appare sereno. Il Cavaliere resta serio. Come se i due si fossero scambiati i caratteri. Anche nel corso del Consiglio dei ministri, il primo del Berlusconi IV, il leader del Pdl segue la linea del rigore. "C'è un bel clima", esordisce, secondo quanto riferito da alcuni presenti, riferendosi alla piccola folla che lo ha applaudito al suo ingresso. "Ora - aggiunge però - mettiamoci al lavoro perchè le cose da fare sono davvero tante". Ai ministri, molti dei quali debuttanti, il Cavaliere chiede prudenza nei rapporti con la stampa: "Serve spirito di squadra, dobbiamo lavorare tutti insieme e mi raccomando con le interviste, meno ne fate meglio è. Alla comunicazione del governo ci penserà Bonaiuti...". Il Cavaliere trasmette la "grande responsabilità" che si sente sulle spalle a tutti i membri del governo: "Non possiamo deludere la gente che ha grandi aspettative nei nostri confronti". Berlusconi ricorda quali sfide ci sono davanti: cita fra gli altri il problema dei rifiuti, la vicenda Alitalia, la difficile situazione economica. Le priorità restano quelle di sempre: taglio delle tasse e aumenti salariali. Sottolinea che con il capo dello Stato c'è "piena sintonia", aggiungendo che oltre che con Giorgio Napolitano intende lavorare, se possibile, anche con l'opposizione per riformare il Paese. Ribadisce quanto detto più volte in campagna elettorale, le difficoltà che si avranno di fronte e il rischio di dover fare anche scelte impopolari.

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La rinegoziazione che salva Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 09 Mag 2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Strettamente confidenziale La rinegoziazione che salva Malpensa di Hush Hush Visto da Nord, Est e Ovest, il nuovo governo di Silvio Berlusconi regala più soddisfazioni. La Lega conquista una delle poltrone più pesanti, pur se alcuno fa finta di accorgersene, non tanto con Maroni al Viminale ma con Zaia all'Agricoltura, che sarà un bel cinema vedere all'opera in sede europea, e con Bossi che dovrà portare a casa il federalismo, ossia il trasferimento del fisco alle regioni e la definitiva salvezza di Malpnesa come grande aereoporto point to point verso tutto il mondo, alla faccia di Parigi e Amsterdam. Bossi ha già dettato il tempo del fare per quanto lo riguarda: due anni, e poi arrivederci Roma. Sulla Malpensa le cose viaggiano al ritmo giusto: la Regione Lombardia si prepara ad avviare i lavori della costruzione della terza pista in attesa che il governo, entro fine anno ma è STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, concluda la rinegoziazione dei diritti di decollo e atterraggio fra l'Italia e gli altri paesi del mondo, con tanti saluti agli slots che l'Alitalia si è portata via con il trasloco delle rotte a Fiumicino. Molti si sono chiesti perchè Bossi non abbia insistito sulle presidenze della Lombardia e del Veneto: intanto perhè ha voluto assecondare Berlusconi sullo stop a Formigoni e ai ciellini che hanno finito per fare la fine dei galli di Brenno, mentre su Galan nulla quaestio. Il leader della Lega non voleva, alla fin fine la Lombardia, per non trovarsi a dover discutere e mediare fra i vari Galletti, in primis Maroni e Castelli, su chi doveva succedere a Formigoni; in questo modo ha messo tutti tranquilli, e ha dimostrato di non aver sbagliato un colpo da quando sta nel centro destra senza casini e l'Udc.

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Berlusconi: "Ora passiamo ai fatti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 110 del 2008-05-09 pagina 0 Berlusconi: "Ora passiamo ai fatti" di Adalberto Signore Il premier, applaudito durante il passaggio delle consegne, elogia Napolitano: "C'è la volontà di lavorare insieme per le riforme". Giuramento tra gaffe e segni della croce. La Meloni, il ministro più giovane: "Aiuterò i veri eroi, i precari che fanno figli" Roma - Giuramento al Quirinale, cerimonia della campanella per il passaggio di consegne con Romano Prodi, primo Consiglio dei ministri e due decisi cambi di marcia: nessuna conferenza stampa o incontro con i cronisti e un lungo bagno di folla con i sostenitori che lo aspettano per oltre due ore davanti all'ingresso di Palazzo Chigi. D'altra parte, nella prima seduta del quarto governo Berlusconi, il premier è piuttosto chiaro: "Il tempo delle parole è finito, ora passiamo ai fatti". Eppoi, dirà a sera incontrando i vertici di Forza Italia a Palazzo Grazioli, gli italiani "non ne possono più di sentir recitare il catalogo dei problemi che soffocano il Paese". Un silenzio che non deve però dare l'impressione che il Cavaliere voglia rinchiudersi nel Palazzo, perdendo il contatto con la gente. Per questo, quando lascia Palazzo Chigi prima si affaccia a salutare da una delle finestre che danno su Piazza Colonna e poi esce dall'ingresso principale per stringere le mani di sostenitori e curiosi. Ai quali ripete più d'una volta che "c'è tanto da lavorare". La linea, dunque, è chiara. Al punto che anche i ministri vengono invitati a "parlare il meno possibile". "Limitate le dichiarazioni e le interviste al minimo - dice durante il Consiglio dei ministri - e per il governo lasciate parlare Paolo Bonaiuti". Parole di elogio, poi, per il presidente della Repubblica. "C'è la volontà di lavorare insieme e - spiega ai neoministri - di fare squadra per far fronte alle esigenze del Paese e, se possibile, aprire il grande cantiere delle riforme". Anche per Romano Prodi ha parole di apprezzamento e gli concede l'onore delle armi perché con la maggioranza che lo sosteneva "era difficile far meglio". E proprio con il premier uscente, come vuole il protocollo e come era già accaduto due anni fa a parte invertite, Berlusconi ha un lungo colloquio. Venticinque minuti nei quali la presenza di Gianni Letta e di suo nipote Enrico - rispettivamente sottosegretario alla presidenza del premier entrante e di quello uscente - rafforza ancor di più il parallelo tra i due incontri. Una chiacchierata nella quale il Cavaliere e il Professore parlano soprattutto di conti pubblici. Con Prodi che lo invita "a proseguire sulla strada del risanamento" e della "lotta all'evasione" e con Berlusconi convinto del fatto che la lotta agli evasori è e resta "una priorità" ma non senza portare "un regime di fisco equo". Alla fine, dunque, si chiude quella che il neopremier derubrica come "pausa di riflessione del Paese". Ora, spiega ai suoi, "possiamo riprendere da dove avevamo lasciato" due anni fa. Con una coalizione - ripete il Cavaliere nelle conversazioni private - che ha il "valore aggiunto" di non essere più prigioniera dell'Udc che "troppe volte ha tirato il freno". Anche per questo ha voluto un Consiglio dei ministri del quale sa di potersi fidare e dove potrà sciogliere lui in prima battuta tutti o quasi tutti i nodi che si verranno a presentare. è "arrivato il momento", spiega durante il Consiglio dei ministri, di "prendere delle decisioni" e di "prenderle in fretta" perché gli italiani "non sono disposti a perdonarci alcun passo falso". Una riunione, quella a Palazzo Chigi, più che altro organizzativa e nella quale vengono formalizzate le nomine di Letta a sottosegretario alla presidenza e di Mauro Masi a segretario generale della presidenza del Consiglio. Berlusconi, poi, ricorda "le sfide" che attendono il governo: cita fra gli altri il problema dei rifiuti, la difficile situazione economica, la vicenda Alitalia. E ribadisce quanto detto più volte in campagna elettorale, cioè le difficoltà che si avranno di fronte e il rischio di dover fare anche scelte impopolari. Poi, il rientro a Palazzo Grazioli per cercare di chiudere il cerchio sulla squadra di governo, con la tentazione di azzerare i viceministri (che suscitano gli appetiti maggiori) e nominare solo sottosegretari, da molti considerato un incarico di serie B. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Che giornata micidiale! . Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima riunione (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Che giornata micidiale!". Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima riunione del Consiglio dei ministri ieri sera era già al lavoro al ministero dello Sviluppo economico. Pronto a partire in quarta. "Sono io il ministro unico di Liguria e Piemonte" ribatte a chi accusa il nuovo governo di aver trascurato quest'area del Paese. "La scelta dei ministri non viene fatta in base all'appartenenza ad una regione ma sulla capacità di governo del Paese". Per questo, da buon ligure, d'ora in poi si farà carico di tutti problemi del Nord-Ovest, Tav compresa. "Dare una spinta alla decollo della Torino-Lione? Certo, mi farò carico anche di questo progetto. Non solo, in Piemonte sono sempre stato presente ed ora lo sarò ancora di più". Nell'agenda di Scajola, però, non c'è solo l'alta velocità. "Ho un sogno - racconta il ministro - garantire al mio Paese, alle aziende ed alle famiglie italiane energia certa, a un costo ragionevole e in condizioni di assoluta sicurezza e di rispetto dell'ambiente. Non è un'utopia, è un risultato realistico. Una prima misura che penso di attuare riguarda l'avvio del tanto atteso mercato a termine dell'energia, che contribuirà a garantire una maggiore stabilità dei prezzi a beneficio dell'intero sistema economico". E poi aggiunge: guerra al carovita, "vere" liberalizzazioni, un nuovo pacchetto di interventi sul fronte dell'energia, compreso il ritorno al nucleare. Ministro, cominciamo dal caro-vita. E' noto che il governo non ha grandi strumenti di intervento diretto, ma per lei cosa si può fare? "E' la questione più grave e urgente che abbiamo di fronte. Per un numero crescente di italiani gli stipendi o le pensioni non bastano più. Il governo ne è pienamente consapevole ed è risoluto a intervenire. Purtroppo, come lei osserva giustamente, gli strumenti di intervento di cui disponiamo sono solo indiretti. E quindi affronteremo l'emergenza costo della vita soprattutto dal punto di vista fiscale, che dà benefici immediati ai cittadini. Come ha già anticipato il presidente Berlusconi, questo sarà uno dei primi atti del governo". Il suo ministero invece cosa farà? "Possiamo fare cose importanti, interventi strutturali decisivi, i cui effetti si sentiranno sul medio periodo. Penso in particolare a vere liberalizzazioni, che moltiplichino la concorrenza, anche nei servizi pubblici, con un effetto positivo sui prezzi per i consumatori". Quelle di Bersani non l'hanno convinta? "Io ho un'idea diversa da quella del ministro Bersani, per il quale peraltro ho stima e rispetto. Le sue "lenzuolate" avevano più un valore emblematico che un'efficacia pratica. Io credo che le liberalizzazioni servano soprattutto a introdurre concorrenza vera fra chi fornisce beni e servizi ai cittadini, a partire dai servizi pubblici locali". Altri interventi? "Certamente sul fronte dell'energia, che oggi è all'origine non solo dei rincari della benzina ma anche dei costi di produzione e di distribuzione di moltissimi generi, compresi quelli di prima necessità. L'Italia non può continuare a dipendere quasi esclusivamente dal petrolio altrimenti prima o poi dovremo - metaforicamente - spegnere la luce. Per fronteggiare questa situazione e riallinearla con la media europea ho in mente tre strategie di intervento: la diversificazione delle fonti di energia, l'accelerazione dei tempi di realizzazione degli impianti energetici ed il rientro nel nucleare. In questa prospettiva i rigassificatori sono fondamentali, perché consentono di scegliere da dove rifornirci di gas, ai prezzi più convenienti, e al riparo da turbolenze politiche o economiche. Per quanto riguarda il nucleare, dobbiamo recuperare il gap tecnologico accumulato in questi decenni ed a questo scopo ritengo che si debba seguire l'esempio di Francia, Regno Unito e Stati Uniti, avviando in tempi solleciti un programma di realizzazione di impianti di terza generazione, che coniugano standard di sicurezza elevati con tempi di realizzazione rapidi. Naturalmente assicureremo tutte le misure di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini e agiremo con l'accordo della cittadinanza interessata, senza tuttavia arrenderci alla politica del "no" che ha paralizzato in questi anni ogni iniziativa". Secondo lei serve prorogare lo sconto fiscale sui carburanti? "Si può riproporre, naturalmente, ma il problema non si risolve certo con uno sconto di 2 centesimi al litro. E' un provvedimento costoso e che non risolve nulla sul piano strutturale". Su Alitalia invece cosa si aspetta? "Un grande Paese come l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato e che sia espressione delle capacità e degli interessi dei nostri imprenditori. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l'accento su questa esigenza. Alitalia ha gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo 2015 a Milano apre nuove grandi opportunità sia per Alitalia che per Malpensa. In condizioni di trasparenza, non mancano certo gli imprenditori interessati ad occuparsene. Una partecipazione straniera è opportuna, ma deve essere configurata in termini tali da non pregiudicare gli interessi strategici fondamentali del sistema-Italia".

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Alitalia Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Le liberalizzazioni "Stimo Bersani ma le lenzuolate erano più simboliche Io partirò dai servizi pubblici locali" Il caro vita "Lo affronteremo soprattutto dal punto di vista fiscale che dà benefici immediati a tutti" Alitalia "Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera".

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"Subito la Tav E apriamo al nucleare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

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Che giornata micidiale!". Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima riunione del Consiglio dei ministri ieri sera era già al lavoro al ministero dello Sviluppo economico. Pronto a partire in quarta. "Sono io il ministro unico di Liguria e Piemonte" ribatte a chi accusa il nuovo governo di aver trascurato quest'area del Paese. "La scelta dei ministri non viene fatta in base all'appartenenza ad una regione ma sulla capacità di governo del Paese". Per questo, da buon ligure, d'ora in poi si farà carico di tutti problemi del Nord-Ovest, Tav compresa. "Dare una spinta alla decollo della Torino-Lione? Certo, mi farò carico anche di questo progetto. Non solo, in Piemonte sono sempre stato presente ed ora lo sarò ancora di più". Nell'agenda di Scajola, però, non c'è solo l'alta velocità. "Ho un sogno - racconta il ministro - garantire al mio Paese, alle aziende ed alle famiglie italiane energia certa, a un costo ragionevole e in condizioni di assoluta sicurezza e di rispetto dell'ambiente. Non è un'utopia, è un risultato realistico. Una prima misura che penso di attuare riguarda l'avvio del tanto atteso mercato a termine dell'energia, che contribuirà a garantire una maggiore stabilità dei prezzi a beneficio dell'intero sistema economico". E poi aggiunge: guerra al carovita, "vere" liberalizzazioni, un nuovo pacchetto di interventi sul fronte dell'energia, compreso il ritorno al nucleare. Ministro, cominciamo dal caro-vita. E' noto che il governo non ha grandi strumenti di intervento diretto, ma per lei cosa si può fare? "E' la questione più grave e urgente che abbiamo di fronte. Per un numero crescente di italiani gli stipendi o le pensioni non bastano più. Il governo ne è pienamente consapevole ed è risoluto a intervenire. Purtroppo, come lei osserva giustamente, gli strumenti di intervento di cui disponiamo sono solo indiretti. E quindi affronteremo l'emergenza costo della vita soprattutto dal punto di vista fiscale, che dà benefici immediati ai cittadini. Come ha già anticipato il presidente Berlusconi, questo sarà uno dei primi atti del governo". Il suo ministero invece cosa farà? "Possiamo fare cose importanti, interventi strutturali decisivi, i cui effetti si sentiranno sul medio periodo. Penso in particolare a vere liberalizzazioni, che moltiplichino la concorrenza, anche nei servizi pubblici, con un effetto positivo sui prezzi per i consumatori". Quelle di Bersani non l'hanno convinta? "Io ho un'idea diversa da quella del ministro Bersani, per il quale peraltro ho stima e rispetto. Le sue "lenzuolate" avevano più un valore emblematico che un'efficacia pratica. Io credo che le liberalizzazioni servano soprattutto a introdurre concorrenza vera fra chi fornisce beni e servizi ai cittadini, a partire dai servizi pubblici locali". Altri interventi? "Certamente sul fronte dell'energia, che oggi è all'origine non solo dei rincari della benzina ma anche dei costi di produzione e di distribuzione di moltissimi generi, compresi quelli di prima necessità. L'Italia non può continuare a dipendere quasi esclusivamente dal petrolio altrimenti prima o poi dovremo - metaforicamente - spegnere la luce. Per fronteggiare questa situazione e riallinearla con la media europea ho in mente tre strategie di intervento: la diversificazione delle fonti di energia, l'accelerazione dei tempi di realizzazione degli impianti energetici ed il rientro nel nucleare. In questa prospettiva i rigassificatori sono fondamentali, perché consentono di scegliere da dove rifornirci di gas, ai prezzi più convenienti, e al riparo da turbolenze politiche o economiche. Per quanto riguarda il nucleare, dobbiamo recuperare il gap tecnologico accumulato in questi decenni ed a questo scopo ritengo che si debba seguire l'esempio di Francia, Regno Unito e Stati Uniti, avviando in tempi solleciti un programma di realizzazione di impianti di terza generazione, che coniugano standard di sicurezza elevati con tempi di realizzazione rapidi. Naturalmente assicureremo tutte le misure di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini e agiremo con l'accordo della cittadinanza interessata, senza tuttavia arrenderci alla politica del "no" che ha paralizzato in questi anni ogni iniziativa". Secondo lei serve prorogare lo sconto fiscale sui carburanti? "Si può riproporre, naturalmente, ma il problema non si risolve certo con uno sconto di 2 centesimi al litro. E' un provvedimento costoso e che non risolve nulla sul piano strutturale". Su Alitalia invece cosa si aspetta? "Un grande Paese come l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato e che sia espressione delle capacità e degli interessi dei nostri imprenditori. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l'accento su questa esigenza. Alitalia ha gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo 2015 a Milano apre nuove grandi opportunità sia per Alitalia che per Malpensa. In condizioni di trasparenza, non mancano certo gli imprenditori interessati ad occuparsene. Una partecipazione straniera è opportuna, ma deve essere configurata in termini tali da non pregiudicare gli interessi strategici fondamentali del sistema-Italia".

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LE PROMESSE DA ONORARE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Alitalia

Federico Geremicca LE PROMESSE DA ONORARE La staffetta tra i sottosegretari Letta - Gianni ed Enrico, zio e nipote - che si abbracciano e baciano sulle guance nella Sala gialla del palazzo del governo; poi, Romano Prodi che riceve gli onori dal picchetto militare, abbandona Palazzo Chigi e prima di salire in auto carezza la moglie Flavia. Insomma, c'è perfino spazio per qualche sentimento, nel giorno del passaggio delle consegne e del ritorno, per la terza volta, di Silvio Berlusconi alla guida del governo. Naturalmente, è difficile immaginare il perdurare di un clima così gentile, una volta che l'attività dell'esecutivo sarà avviata: eppure è proprio questo il primo augurio che verrebbe da inviare al governo che comincia la sua azione in un momento così delicato per il Paese. Gentilezza politica, s'intende: cioè, reciproca disponibilità al dialogo e al confronto, piuttosto che alla rissa, all'insulto e perfino agli sputi nelle aule parlamentari. Ce ne sarebbe un gran bisogno, soprattutto se il chiacchiericcio bipartisan intorno a questa legislatura come "legislatura costituente", non è il solito - e già visto - misero inganno. Di un clima meno nervoso e violento avrebbe bisogno prima di tutto il governo, che ha di fronte - nel medio e lungo periodo - compiti da far tremare le vene nei polsi. Il quadro economico si presenta fosco, eppure è in questa cornice che vanno affrontati problemi che non è più sufficiente limitarsi a elencare. Problemi che vanno dal rilancio della competitività del sistema-Paese - che vuol dire riassetto della pubblica amministrazione e iniziative che mettano in grado le aziende italiane di gareggiare con le altre - ad interventi sul fronte dei salari; dalle annunciate riforme federaliste e fiscali alle tante volte promesse "rivoluzioni" in materia di giustizia e sicurezza. Occorrerà tempo, naturalmente: e nessuno può onestamente pretendere il famoso "tutto e subito". Ieri, il segretario del più grande sindacato italiano, Guglielmo Epifani, ha annunciato a Il Riformista un'opposizione "non pregiudiziale" definendo il governo "forte, a cominciare dal mandato democratico che ha avuto". E' un buon segnale, che va appunto in direzione di quel clima di serena disponibilità al confronto del quale il Paese, dopo anni di stress e di scontri, ha urgente bisogno. Ma se ci sono questioni rispetto alle quali è giusto concedere tempo al nuovo esecutivo, prima di esprimere un qualsivoglia giudizio, ve ne sono altre sulle quali è lecito attendersi risposte in tempi assai più brevi, in coerenza con quanto affermato in campagna elettorale. Qui se ne segnalano solo tre: che sono poi quelle sulle quali Silvio Berlusconi ha puntato nell'immediata vigilia del voto. La prima: abolizione dell'Ici sulla prima casa per il 60 per cento dei cittadini che non avevano goduto della cancellazione della tassa col governo di Romano Prodi (il taglio è stato promesso per il primo Consiglio dei ministri: costo 2,2 miliardi di euro). La seconda: interventi immediati per affrontare il dramma-rifiuti in Campania, con sedute del Consiglio dei ministri a Napoli finché l'emergenza non sarà risolta. La terza: il venire allo scoperto della "cordata italiana" per Alitalia, ripetutamente evocata in campagna elettorale dal leader del Popolo della Libertà e causa principale (o alibi principale) del ritiro di Air France. Su queste tre questioni pare giusto che opposizione e libera stampa chiedano al nuovo governo il rispetto di quanto annunciato - a partire dai tempi - alla vigilia del voto. Di quel clima di sereno confronto di cui parlavamo all'inizio fa anche parte, infatti, una visibile corrispondenza tra le promesse fatte prima delle elezioni e le azioni da compiere una volta che si è vinto. Eludere questi impegni, per altro, avrebbe l'inevitabile effetto di inasprire da subito i rapporti tra maggioranza e opposizione, con il rischio di mettere sul peggiore dei binari l'avvio della legislatura. La prima conseguenza sarebbe il caos parlamentare. La seconda, lo stop di qualunque pur sbandierata ipotesi costituente: salvo ovviamente riscoprire, magari alla vigilia delle future elezioni, che il Paese ha bisogno di una nuova legge elettorale, che i poteri del premier sono scarsi e che è suicida andare avanti con un bicameralismo pasticcione e imperfetto.

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