HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DAL 4 al 9 maggio
2008 #TOP
·
Articoli
Alitalia 2 (150)
Tre condizioni essenzialiper ricominciare dal Pd
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il nuovo governo sta già pensando di scassarli buttando altri soldi - ovviamente nostri - nel pozzo senza fondo di Alitalia. I più, invece, se la prendono con Walter Veltroni: imputandogli quella scelta di correre da solo che pure ha determinato una radicale semplificazione del quadro politico. Chi cerca in Veltroni il responsabile della sconfitta ha almeno una ragione plausibile;
Prodi,
grazie per tutto quello che ha fatto Cara Unità, profondamente ingiusta l'
( da "Unita,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vedi Alitalia,prestato alla politica e da essa divorato, perché sul terreno scivoloso della politica italiana le doti di manager non valgono molto e meno ancora sono apprezzate. Ma quest'uomo ha salvato per due volte il paese, sacrificando la sua immagine votandola all'impopolarità presentandosi in entrambe le occasioni come il dottore che ti propina la medicina amara ma necessaria.
Concertone
vattene in pensione ( da "Unita, L'"
del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è entrata tra le cause della crisi dell'Alitalia. Etc etc. Tra l'altro, spiega, in tv il Concertone lo guarda quasi nessuno. In un primo momento, da vili avevamo pensato a una scappatoia: tipo far entrare in San Giovanni solo occupati e una calcolata minoranza di precari scelti, ma ci è sembrata, anche questa, una foglia di fico.
Alitalia,
slitta vertice con enac ( da "Repubblica, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia La crisi L'operazione L'alleanza Mps e Santander in America Latina Alitalia, slitta vertice con Enac Deutsche Telekom punta a Sprint.
Viaggio
nella frazioncina che sforna i capi del partito azzurro
( da "Giornale.it,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: manager di Ferrovie dello Stato prima e Alitalia poi. E Costantino Berlenghi, generale di Corpo d'Armata e 30° comandante generale della Guardia di Finanza. "Ma anche Sacchin - ridacchia Spadoni - uno dei pochi che riuscì a fuggire dalla Caienna. Società poliedrica la nostra". Altra strizzata d'occhio, che il Caso (apparente) delle combinazioni cresce politici azzurri,
E
al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impatto per Malpensa e Fiumicino E al mercato degli slot spunta un tesoretto per Alitalia ROMA - Spunta un "tesoretto " nelle casse disastrate di Alitalia grazie a una comunicazione dell'Unione europea, datata 30 aprile 2008, che ha in pratica legalizzato la compravendita degli slot (fasce orarie per il decollo e l'atterraggio).
La
ricerca e la cecità della politica
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia vengono dal fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi giorni Susanna Agnelli. Se fosse davvero così e se continuerà ad essere così, fra dieci anni saremo fuori dal giro della ricerca che conta. E questo mentre c'è chi pensa - Sheila Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia a Harvard - che oggi la principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza
Aeroporti
lombardi, ognuno per sé ( da "Corriere della Sera"
del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che prova a elaborare il lutto dell'abbandono di Alitalia sottoscrivendo un accordo con Lufthansa (lontano comunque dal colmare il vuoto lasciato dalla compagnia della Magliana). Insomma, ognuno dei principali aeroporti lombardi continua la sua corsa solitaria, una crescita spontanea che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno al vicino di casa.
Come
tremonti ha ingoiato i no-global - mario pirani
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: venderemo Alitalia alle Ferrovie se Bruxelles c'intralcia" di Berlusconi, il ritorno del saluto romano sulle scale del Campidoglio. Così gli slogan dell'estrema sinistra, considerati fino a ieri espressione folcloristica e minoritaria, divengono dirompenti e maggioritari quando sono assunti e tradotti in indicazione politica dal "
Emergenza
sas al forlanini aereo rientra a terra dopo la partenza
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: un aereo Alitalia diretto a Bruxelles, poi - alle 17.30 - un aereo della Sas (la compagnia coinvolta nella strage dell'8 ottobre 2001): partono e rientrano poco dopo il decollo a Linate. Nel primo caso, il malfunzionamento di uno dei generatori, nel secondo una non meglio precisata "emergenza di tipo tecnico" hanno fatto decidere al personale di bordo il rientro in aeroporto.
"prenotazioni
alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio"
( da "Repubblica,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Il caso "Prenotazioni Alitalia in ripresa ora serve un piano per il rilancio" ROMA - é una "fase di necessaria attesa" per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una soluzione dopo l'uscita di scena di Air France.
L'INCONTRO,
rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germania. Allo stesso
( da "Messaggero,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana guidata da Alessandro Profumo ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. È stato un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare.
Alitalia,
le condizioni di Lufthansa ( da "Messaggero, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I tedeschi chiedono conti a posto, pax sindacale e rilancio. Incontro con Unicredit Alitalia, le condizioni di Lufthansa di UMBERTO MANCINI.
FOCUS
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 8 e 9 Cultura Anna Banti e gli altri Il '900 dimenticato di Paolo Di Stefano apagina31 CorrierEconomia Alitalia, arriva il "sì" di Marco Fossati di Maria Silvia Sacchi alle pagine 4 e 5 dell'inserto Da mercoledì I Simpson - Classici Bart Wars. I Simpson colpiscono ancora In edicola a 9,99 euro Dal 7 maggio.
Alla
fine del 2006 il governo Prodi decide di mettere in vendita il pacchetto di
azioni con cui cont ( da "Messaggero, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Rolla l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i potenziali acquirenti a presentare le manifestazioni di interesse.
Il
consiglio di amministrazione dell'Alitalia si riunisce in una seduta fiume,
durata circa qui ( da "Messaggero, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- In un contesto che resta delicatissimo Alitalia è in ripresa sul fronte dell
( da "Messaggero,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ROMA - In un contesto che resta delicatissimo Alitalia "è in ripresa" sul fronte delle prenotazioni dopo "un momento drammatico" per il clima di sfiducia innescato "dagli annunci negativi sul futuro della compagnia che avevano portato ad un crollo delle prenotazioni soprattutto da parte dei tour operator stranieri".
ROMA
- L'incontro, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in Germani
( da "Messaggero,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana ha sondato gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. Un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare e quali potrebbero essere le condizioni per un intervento organico.
Alla
fine di marzo (sono gli ultimi dati ufficiali disponibili) Alitalia aveva in
cassa 180 milioni ( da "Messaggero, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
TRA
moglie e marito, non mettere il bollito. Da uno studio del Mauri Lab, un
osservatorio labora ( da "Messaggero, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E per i casi disperati, esistono le rosticcerie. Certo, si tratta di rimedi temporanei, come il prestito ponte di 300 milioni all'Alitalia, ma la filosofia che li ispira è profondamente italiana: in attesa che accada qualcosa, mettiamoci una pezza. Poi si vedrà.
I
diritti del lavoro e le regole di mercato Il <metodo Ichino>
( da "Corriere
della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sono già manifesti: Alitalia docet (per inciso, l'idea che l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti esteri venga utilizzata per scongiurare l'arrivo di un investitore estero è esilarante, ma l'idea che gli organi sociali non pensino, di conseguenza, di rassegnare il loro mandato è stupefacente).
Avaria
in volo: aereo della Sas rientra a Linate
( da "Giornale.it,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sempre a Linate anche un volo Alitalia delle 16.15 diretto a Bruxelles è tornato in aeroporto 15 minuti dopo essere decollato. In questo caso, secondo quanto spiegato dalla compagnia di bandiera, non è stata dichiarata l'emergenza. Una spia ha segnalato il malfunzionamento di uno dei generatori e per motivi di sicurezza si è deciso di atterrare.
Dichiarazioni
dei redditi 2005, èCimoli il "paperone"
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ex numero uno
di Alitalia (residente a Rapallo) ha un imponibile di quasi 3 milioni. I primi
Cgil:
<Il governosostenga Fincantieri>
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma anche un sostegno da parte del governo che sta aiutando Alitalia, azienda che, a differenza di Fincantieri, accumula giornalmente nuove perdite. Inoltre sollecitiamo l'impegno del governo per risolvere i problemi legati alla concorrenza dei coreani di Stx che hanno acquisito il 39 per cento del pacchetto azionario della norvegese Aker Yards".
Expo
2015, cercasi piano per il Nord Ovest
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La prima vera contesa è sul destino di Alitalia e del più grande aeroporto del Nord, Malpensa. Si intrecciano soluzioni che si richiamano a presunti interessi nazionali (dobbiamo avere una compagnia di bandiera sostenuta da capitali italiani) o della sola Pianura padana (lasciamo fallire la compagnia aerea e rilanciamo Malpensa).
<Lo
sciopero? Se lo conosci lo eviti>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? "Era una compagnia sana, ora non sta in piedi. Vorrei che fosse salvata, ma non con i soldi dei contribuenti, magari privatizzandola e dotandola di manager adeguati". Cattolico? "Sì". Per il Vangelo la ricchezza è un peccato. "Sono ricco di altre cose, non di soldi, quindi non sento di commettere un peccato mortale.
Alitalia,
le prenotazioni tornano a crescere
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia, in vista del prossimo insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una nuova soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo ha sottolineato ieri il leader dei piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento estremamente delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di fiducia.
Dove
si giocherà la "luna di miele"
( da "Opinione,
L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: chiuderà la partita Alitalia senza ulteriori aggravi per i contribuenti e le casse dello stato, rimetterà al suo posto il fisco spione e occhiuto voluto dal viceministro del centrosinistra Visco ed infine darà il via ad una serie di grandi opere, in primis l'alta velocità ferroviaria, piano case per i giovani e famiglie a reddito medio basso,
<Nessuno
riuscirà a farci prigionieri> ( da "Manifesto, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia prima delle elezioni, è stata una Vuci za nos d'alta scuola. "L'accordo di Stabilizzazione e Associazione con l'Unione europea promesso alla Serbia e firmato dal Presidente Tadic e il mega contratto Fiat per l'acquisizione della Zastava, sono semplicemente Vuci za nost", conclude Miodrag, smaliziato dalla scuola del tirate per il naso del vecchio Milosevic.
I
NUMERI PARLANO CHIARO ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si racconta infatti di Pubblica Amministrazione e di Alitalia, di ferrovie e di mercato del lavoro; è impressionante l'elenco "breve", delle proposte per cercare di risolvere questi casi, che nel solo 2007 sono state cassate dai "Signori NO del sindacato", con un riflesso reazionario condizionato che scatta perfino quando, nello stallo del contratto delle tute blu,
Sindacati,
si' al dialogo e stop alle morti bianche!
( da "Voce
d'Italia, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: angolo per aver causato la rottura della trattativa con AirFrance-KLM in merito all'acquisizione di Alitalia, cercano di cambiare registro: niente richieste di maggiori tutele, no alle pregiudiziali ideologiche verso il nuovo esecutivo di centro-destra. Dopo l'affondo della settimana scorsa da parte del Presidente in pectore di Confindustria, E.
Alitalia,
un ponte verso il fallimento ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, un ponte verso il fallimento di Carlo Lottieri Alitalia avrà vita breve in attesa di un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di imprenditori italici. L'Ue è sempre più netta al riguardo, asserendo che non sarà possibile concedere quel prestito-ponte che con il consenso di Berlusconi il governo Prodi aveva predisposto nella speranza di tenere in vita
Trasporti
fra Stato e mercato ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e Trenitalia non sono due esempi di gestione aziendale di successo. Il trasporto ferroviario non conosce una vera concorrenza, nonostante la liberalizzazione del trasporto merci imposta dall'Unione Europea. In Italia la liberalizzazione tarda a mostrare i suoi benefici effetti, in quanto l'operatore dominante ha una posizione alquanto strana.
D'Alema
batte un colpo. Contro Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Caselle
punta su un tris per viaggiare "low cost" - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Già Alitalia si era proposta per attivare il nuovo volo, ma viste le difficoltà della compagnia di bandiera, i vertici dell'aeroporto hanno sondato la disponibilità di altri vettori, facendo sinergia con le aziende interessate alla rotta, in testa Gm.
Alitalia,
incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa.
L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede possibilità di successo per la
cordata italiana ( da "Unita, L'"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede "possibilità di successo" per la cordata italiana / Roma SOLDI Alitalia ha incassato il prestito ponte da 300 milioni. La compagnia di bandiera "ha ricevuto l'accredito disposto dal decreto legge 23 aprile 2008"
Alitalia,
Lufthansa appoggia la cordata italiana
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Infantile
e inutilegettare ogni colpasui venti mesidel governo Prodi
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piccole imprese attraverso le organizzazioni sindacali come invece è riuscita con Alitalia, stanno funzionando alla perfezione. Non poteva essere altrimenti, il curriculum con il quale il passato presidente del Consiglio si è presentato agli elettori due anni fa era di tutto rispetto e il numero di imprese mandate in malora testimoniano una capacità senza precedenti di fare danni.
Capuozzo
intervista direttore di <Le Figaro>
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il caso Alitalia; il problema immigrazione; la nuova destra. Al dibattito-intervista saranno presenti anche Francis Morel, ad del gruppo Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint, vice direttore generale del gruppo Figaro. NECROLOGIO - è deceduto all'età di 88 anni, Lorenzo Ricolfi che per 27 anni ha lavorato come impiegato al Corriere della Sera.
ROMA
- Boccata d'ossigeno per Alitalia. La compagnia di bandiera ha infatti ricevuto
ie ( da "Messaggero, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è subordinato a tre condizioni: mettere ordine nei conti di Alitalia, ottenere l'assenso dei sindacati, tracciare una linea di demarcazione netta tra la vecchia e la nuova Alitalia, magari creando una "bad company" dove far confluire le inefficienze strutturali. Compiti che dovrebbero spettare ai soci italiani.
Stanchezza
e illusioni, un campionato infinito
( da "Manifesto,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, e che sul fatto che servisse davvero lo spogliatoio milanista intero, compreso il pacioso Ancelotti che l'organizza e coordina, esprimevano quelle che chiamare perplessità è un eufemismo. Adesso basta Inzaghi, incolpevole emblema di un'irriducibilità alla stanchezza di stupire di un presidente che riproduce il prototipo di italiano visto da un tedesco nei libri di Fantozzi:
OBBLIGAZIONI
TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'ast
( da "Messaggero,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 54 Alitalia 05/10/06-232,4599,104,8899,10 Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,584,6599,74 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,10100,003,64100,08 Cct 01/09/01-08 S2,10100,023,56100,02 Cct 01/01/02-09 S2,10100,113,68100,11 Cct 01/04/02-09 S2,20100,153,65100,16 Cct 01/08/02-09 S2,
Torniamo
al nucleare ( da "Tempo, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come finirà la querelle su Alitalia? "Negli anni è stata dilapidata una ricchezza. Sono un liberale ma se dovesse intervenire lo Stato non sarei negativo. In viaggio, quando vedo negli aeroporti aerei Alitalia, mi sento a casa. La compagnia di bandiera è una vetrina del Paese e volano per il turismo".
IN
ATTESA DI SOLUZIONI ( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quando arriverà il momento di arrestare l'emorragia finanziaria di Alitalia, di trovare posto per la monnezza partenopea, di frenare il carovita, insomma, di curare l'ansia dei cittadini che continuano a contare invano il trascorrere dei giorni, delle settimane e dei mesi di mancate decisioni? Salvatore Panarese, Roma.
Alitalia,
vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fossati pronto per la cordata Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano sul conto i 300 milioni del prestito Nessun commento da Bruxelles. Il nodo degli aiuti di Stato e i dubbi del consiglio d'amministrazione ROMA - Alitalia incassa i 300 milioni del prestito ponte e attende un nuovo presidente.
Ponte
- stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua "mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una vacanza mentale, un'idea astratta;
I
<fifoni dell'aria> si ritrovano in internet
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: molto curata la sezione forum, in cui tecnici di terra e comandanti di varie compagnie aeree (tra cui Alitalia e Meridiana) rispondono ai dubbi e ai quesiti tecnici degli utenti, aiutando così molte persone a superare l'"aerofobia", il terrore del volo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Studiare
da passeggero E il prof è un pilota
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: questo è lo slogan dei corsi che Alitalia ha istituito per tutti coloro che vivono con ansia l'esperienza del volo. La prima parte del seminario "Voglia di Volare" prevede colloqui di gruppo e individuali con psicologi. La seconda parte è volta a prendere confidenza con l'aereo stesso, con incontri con piloti e assistenti di volo.
Alitalia,
Unicredit smentisce i contatti con Lufthansa
( da "Campanile,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il gruppo Unicredit smentisce che ci siano contatti con Lufthansa per Alitalia. Lo annuncia un portavoce del gruppo bancario, riferendosi all'indiscrezione pubblicata ieri dal quotidiano Il Messaggero, sulla riunione che si sarebbe tenuta nei giorni scorsi a Monaco fra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa per esaminare il dossier Alitalia.
Alitalia,
Ermolli fiducioso per una soluzione italiana
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 06 pagina 20 Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana di Paolo Stefanato da Milano "Qualche possibilità di successo la vedo" ha detto testualmente al Tg3 Bruno Ermolli, incaricato da Silvio Berlusconi di verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all'acquisto di Alitalia, dopo aver incontrato lo stesso Berlusconi ad Arcore.
Dai
primi aerei alle sarde in saor ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia l'aveva capito: tra Nord-Ovest e Nord-Est della Penisola c'era - come c'è ancora - una misteriosa sintonia. Così tra Torino-Pavia-Venezia-Trieste volò la prima linea aerea italiana. Sul Po, tra il Castello del Valentino e Ponte Isabella, il 1° aprile 1926 cominciarono a decollare e affiumare "idroplani" in servizio giornaliero.
LA
SEVERITà A SCUOLA ASSENTE DA TROPPO TEMPO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha trovato ossigeno per Alitalia con un prestito-ponte fatto sottraendo fondi alla ricerca. Brutto inizio. La crisi non è solo economica. Malcostume e consumismo infuriano, travolgendo i giovani. E in questo scenario la scuola assume ancora maggiore importanza. Il vostro cronista ritiene che le leggi e gli usi non siano immutabili,
ALITALIA,
ARRIVATI I 300 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, arrivati i 300 milioni Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Silvio Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia.
Se
il giornalismo è spiare dal buco ( da "Opinione, L'"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: articolo di domenica sul GIALLINO a proposito dell'Alitalia e della sua FECCIA CALATA: la cosiddetta tessera VIP che non serve a chi vola, visto che da tempo Alitalia non vola più, ma fa scena nel portafoglio, insieme a quella per la raccolta punti del supermercato. Per avere la FECCIA CALATA in Italia fanno i capricci pure i giudici delle più alte magistrature,
Per
i partner industriali è meglio volare basso
( da "Opinione,
L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: affare Alitalia" è una "sola" come dicono a Roma, o se, invece, ci si può cavare un qualche vantaggio. Così, a poche ore di distanza dalla pubblicazione della notizia di un incontro riservato tra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa, le smentite sono arrivate sia da un portavoce della banca, sia dalla compagnia aerea tedesca.
Paura
di volare: l'aereo è tabù Ansia per un italiano su due
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 5 per cento degli italiani, secondo dati Alitalia, soffre di "aerofobia"; e i numeri sono in aumento. "Così come i disturbi d'ansia in generale sono sempre più frequenti - commenta Luca Evangelisti, autore di Mai più paura di volare, Kowalski-Feltrinelli -. Anche l'ansia da volo segue lo stesso trend.
D'Alema
batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Alitalia
incassa il prestito ponte ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 213 Alitalia incassa il prestito ponte --> Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Ieri Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia.
Accontentare
tutti (forse) è impossibile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quanto tempo ancora prima che la Rai diventi come Alitalia? Come mai il consumatore, protagonista della società odierna, viene abbandonato dal Pd alla tutela comunitaria? Non capiamo che esso necessita di protezione specifica rispetto al cittadino e che con le privatizzazioni il suo habitat si estende a dismisura?
Dal
demondezzare al banderuolismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti cielo. Zignacosa? E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I dizionari tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione arcoriana dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle cavallette, già usato dal Pascoli)?
Bonanni
(Cisl)benedicel'alleanza tra Alitalia e la tedesca Lufthansa
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: benedice l'ipotesi di un matrimonio tra Alitalia e Lufthansa. E considera la vicenda della compagnia di bandieraâ??"il primo banco di prova del governo Berlusconi". Bonanni traguarda ad una soluzione che metta insieme "un'impresa capace di governare, con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale".
Le
fondazioni bancarieinteressate ad alitalia
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: "Ci sto lavorando ancora,
Se
il povero va a destra - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ai contratti flessibili, per il fatto di essere utili al paese siano anche popolari è un errore ancora più serio. Sentito il giubilo dei gruppi di tassisti alla vittoria di Alemanno? Si tratta di un genere di errori al quale vien voglia di applicare la etichetta suggerita da un classico pensatore liberale inglese (
Penati:
colpa del governo prodi se abbiamo perso le elezioni - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia: "Siamo quelli che difendono sempre e comunque l'Unione europea, anche quando rappresenta un danno per la nostra gente". Sul partito del Nord: "Tema sbagliato, abbiamo perso anche al Sud; e nel Coordinamento del Nord vedo contraddizioni: cosa li abbiamo eletti a fare, con le primarie, i segretari regionali?
Bonanni:
"basta morti sul lavoro fuori le imprese che sgarrano"
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e Ici. "Io questa 'icite' acuta non la capisco - ha sottolineato - non vorrei che fornisse un'occasione per fare strada ad un aumento dell'addizionale Irpef". E si è detto scettico sulla pubblica dei redditi su Internet. "Così si creano solo polemiche inutili e sterili - ha commentato - anzichè un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito una classificazione per reddito,
Anche
fossati e le poste nella partita per alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il futuro di Alitalia sarà disegnato nei prossimi giorni e Silvio Berlusconi, prossimo presidente del Consiglio, nel corso di uno degli ultimi vertici con i suoi collaboratori avrebbe detto che "di soldi per salvare Alitalia ce ne sono anche più del necessario", che l'analisi dei conti "potrebbe partire a breve e durerà un mese".
Dossier
Alitalia alle fondazioni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 215 Dossier Alitalia alle fondazioni --> Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori.
Le
Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano
credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia
( da "Unita,
L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti: prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia / Roma FONDAZIONI La Borsa non scommette più su Alitalia. Per la seconda seduta consecutiva ieri il titolo Alitalia è rimasto del tutto fermo al prezzo di 0,6 euro.
Padoa-Schioppa
lascia, la Ue promuove i conti Addio del ministro con citazione di Machiavelli.
Bruxelles raccomanda attenzione a Tremonti
( da "Unita,
L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azione di governo: dall'Alitalia al risanamento, dall'evasione al federalismo fiscale. Padoa-Schioppa rivendica i tre pilastri della sua politica: risanamento, sviluppo e equità. Fornisce le cifre dei suoi risultati, dagli sgravi Ici al bonus incapienti, dal deficit ridotto sotto il 2% ai 40 miliardi per le infrastrutture.
Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Racconta
anche tu la partita della tua vita
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Pensioni,
a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Milano,
l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Penati
accusa Prodi <Troppi errori>
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Peggio ancora su Alitalia: "Berlusconi non ne ha parlato, lui chiedeva l'italianità. Bossi neppure: difendeva Malpensa. E poi chi è che ha fatto il prestito ponte? Il governo Prodi. Facendo arrabbiare l'Europa e lanciando un assist al centrodestra". Quanto all'Ue, Penati non è più tenero: "Non posiamo esserne le vestali acritiche,
L'Italia
(e Alitalia) vista da <Le Figaro>
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e Alitalia) vista da "Le Figaro" Il caso Alitalia, il problema dell'immigrazione, la nuova destra, l'Italia vista dalla Francia: sono questi i temi di cui discuterà oggi pomeriggio il direttore di Le Figaro Etienne Mougeotte (foto) intervistato dal vicedirettore del Tg5 Toni Capuozzo al Teatro Dal Verme (via San Giovanni sul Muro 2,
ROMA
- Le fondazioni sono disponibili a prendere in considerazione un progetto di
intervento su Alit ( da "Messaggero, Il"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è ancora in una fase prematura", ha esordito Guzzetti interpellato a margine del convegno circa un intervento delle fondazioni nella vicenda Alitalia. "C'è comunque un punto: qui si tratta di investire patrimonio, non è un'erogazione" ha poi precisato il presidente dell'Acri sottolineando che "se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare,
<Servono
10 anni di azione coerente Su Alitalia il sindacato ha fallito>
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si riferisce all'Alitalia, vero? Le brucia la sconfitta? "Si. è stata una sconfitta: ma soprattutto per la nostra economia. Il raggiungimento dello scopo non dipendeva solo da noi governo. E abbiamo fatto tutto il possibile. Alitalia ha 175 aerei e Air France proponeva di metterne a terra 30, con 2.
Così
Paoletti mazzola il sindacato ( da "Manifesto, Il"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per aziende come Eni, Alitalia, Fs e il Comune di Fiumicino. E' sua la Eurohandling, che con 100 dipendenti movimenta merci all'aeroporto di Fiumicino, così come la Getras (trasporti sostanze pericolose) e la Paoletti Ecologia (gestione eco-compatibile di rifiuti), ciascuna delle quali con una cinquantina di addetti.
<Alitalia,
Fondazioni pronte se c'è un progetto>
( da "Corriere
della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia - data: 2008-05-07 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Guzzetti (Acri) "Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto" MILANO - Le fondazioni bancarie potrebbero entrare in gioco nel salvataggio di Alitalia. Ma a precise condizioni: "Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio, non di un'erogazione".
Alitalia,
Fondazioni bancarie interessate. a patto che ci sia un piano industriale
( da "Campanile,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ipotesi che la compagnia aerea tedesca possa essere la soluzione per i problemi di Alitalia inizia a raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima" ha detto il presidente della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth. "Un'ipotesi Lufthansa, nella misura in cui consentisse ad Alitalia di ripartire, sarebbe ottima perché dà alla compagnia un taglio internazionale".
Noi
non credibili sulla sicurezza ( da "Stampa, La"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione acritica sulle indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione interna che il governo ha dato di se. Sono questi alcuni degli elementi al centro dell'analisi "senza sconti" che il presidente Pd della Provincia di Milano Filippo Penati e il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta fanno della
Cordata
Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 108 del 2008-05-07 pagina 28 Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti di Paolo Stefanato Guzzetti (Cariplo): "Occorrono progetti industriali". I piloti di Up: presto un nuovo management da Milano Il lavoro è sottotraccia e darà le sue evidenze, non c'è dubbio, la prossima settimana.
Fisco
online: sia Visco a pagare non i contribuenti
( da "Opinione,
L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: incapace di mostrare un minimo di serietà perfino sulla vicenda Alitalia, questa è davvero una buona notizia perché attesta come vi siano principi, come il diritto alla privacy, che ancora sono riconosciuti come tali. Basti questa piccola nota personale: la notizia m'è giunta all'orecchio mentre mi trovavo in un ufficio pubblico dove due impiegati, dipendenti pubblici e a redditi fisso,
Fisco
online, Montezemolo: "È gogna mediatica"
( da "Giornale.it,
Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia "Serve una compagnia che funzioni, meglio se con i colori del nostro Paese, ma che guardi al mercato. Per cui sono importantissimi i partner industriali e la politica deve rimanere fuori dall' azienda". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo su Alitalia.
"Tagliare
le tasse su pensioni e salari"
( da "Stampa,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un cenno, infine, sul caso Alitalia. "Un'impresa capace di governare con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale": è questa la soluzione per l' Alitalia indicata dal segretario generale della Cisl. E se l'alleanza fosse con la Lufthansa? "Magari" è stata la risposta.
I
Mondiali decollano da Malpensa ( da "Padania, La"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal 22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto da visita, al di là dell evento sportivo.
Tutti
in rotta verso Malpensa ( da "Padania, La"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia smobilita la propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il 29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk con cadenza giornaliera per il periodo estivo
Boni:
<Necessario evitare di mortificare e impoverire il nostro territorio>
( da "Padania,
La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroportuale del Nord a seguito dell abbandono di Alitalia e del trasferimento dei voli della compagnia di bandiera dall hub varesino a quello romano di Fiumicino". "Rispetto a quattro anni fa, continua Boni - lo scalo lombardo ha conquistato ben il 22% in più di destinazioni continentali: un abbandono repentino di Alitalia determinerebbe così un cambiamento nella funzionalità di Malpensa,
<Malpensa,
seimila posti a rischio> ( da "Padania, La"
del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Malpensa dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa 6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano,
Edoardo
garrone:<conta il progetto industriale>
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alitalia GENOVA. "Sarebbe certo preferibile che l'Alitalia fosse privatizzata con capitali italiani anzichè essere assorbita in una compagnia straniera. Ma l'importante è che ci si sia un progetto industriale importante". Edoardo Garrone, presidente di Erg e vicepresidente di Confindustria, interviene a margine della Conferenza strategica.
Ryanair,
nessun pianodi espansione su genova
( da "Secolo
XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da Malpensa ad Alitalia il passo è breve. In proposito, Viviani ha confermato quanto già reso noto da Ryanair a fine aprile e cioè che la società ha presentato un ricorso alla Commissione europea per bloccare "l'ulteriore aiuto pubblico di Stato" pari a 300 milioni di euro finito proprio l'altro ieri nelle casse della società di via della Magliana.
La
crisi Alitalia dà il turbo alle low cost
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 08 pagina 26 La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost di Redazione da Milano Frasi di rito e atmosfera di attesa. Ieri sera Silvio Berlusconi ha detto: "Ora affronteremo la questione Alitalia, ci sono molti imprenditori interessati". Vanno poi segnalate le dichiarazioni di Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), al quale "non risultano" contatti del suo gruppo per Alitalia;
Il
direttore di Le Figaro: Berlusconi e Sarkozy sono simili
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi e Sarkozy sono simili Dall'immigrazione ad Alitalia. Dall'editoria alle elezioni. Curiosità e differenze tra Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi. Uno spaccato della Francia raccontato in un'ora e mezzo da Etienne Mougeotte, direttore del quotidiano Le Figaro, intervistato da Toni Capuozzo, vicedirettore del Tg5.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-08 num: - pag: 35
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pensierino ad Alitalia, magari una proposta arrivata in Fiat? "Nessuna proposta e nessun pensierino. Penso che una compagnia di bandiera che funzioni, meglio se con i colori italiani, al Paese serva. Però occorrono soluzioni di mercato, non politiche. Perché sì, il problema viene da lontano e nessuno può chiamarsi fuori: ma i danni li ha già pagati fin troppo il cittadino italiano"
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia I dubbi che un lettore ravvisa sull'impossibilità dell' Alitalia di rimborsare il prestito di 300.000 euro entro dicembre ( Corriere, 3 maggio) non devono preoccupare più di tanto. Non è certo con gli introiti d'esercizio che questo prestito verrebbe azzerato, dal momento che molto più di sei mesi sarebbero necessari alla nostra compagnia per tornare ai profitti,
<Ne
ho 150, aerei e alberghi la mia specialità>
( da "Corriere
della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, British, Lufthansa, Continental, ho tutte le miglia del mondo". Titolare di carte di credito di ogni banca e colore: "Da ragazzo una volta sono stato fermato, gli agenti erano convinti che le avessi rubate". Vuoi mettere la soddisfazione: "Con i punti dell'American Express mi sono già comprato tre biglietti classe business per me e le mie due figlie.
Per
Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie
( da "Tempo,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ermolli ancora al lavoro per creare la cordata italiana Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie Anche le fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori.
Malpensa,
per i posti a rischio in arrivo 80 milioni di euro
( da "Stampa,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e lo scalo, perciò esprimeremo nelle sedi istituzionali il parere favorevole di Cofnartigiqanato Novara Vco firmando il protocollo". "Dalla bozza - aggiunge Cesare Maurizio Valvo, responsabile delle relazioni sindacali - emerge che almeno 6263 lavoratori potranno essere coinvolti nelle situazioni di crisi delle aree colpite dai processi di riorganizzazione derivanti dal
"stavolta
non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" - claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, straordinari: già pronta l'agenda per non disperdere la "luna di miele" "Stavolta non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" Il Cavaliere avverte:"Non mi faro più condizionare da nessuno" "Che sofferenza la trattativa con An" Tremonti non esclude "sacrifici" in economia "Questo non sarà il governo del sole in tasca,
Prime
misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del Cavaliere --> ROMA Una settimana ancora e il primo pacchetto di provvedimenti del governo Berlusconi IV potrebbe essere varato dal nuovo Consiglio dei ministri.
"finalmente
è caduto un tabù" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E poi l'Alitalia. Montezemolo racconta pure che lui e Marchionne si domandarono un giorno "perché non la compriamo noi l'Alitalia?". Ma era uno scherzo. Ci vuole - secondo Montezemolo - una soluzione di mercato. Bene se si realizza una cordata italiana.
BERLUSCONI
GOVERNO LAMPO E PIù SNELLO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: emergenza rifiuti sarà sul tavolo anche il dossier Alitalia. "Procede molto bene, ci sono tanti imprenditori interessati...", assicura lui. Casi spinosi all'orizzonte, ieri era il momento della soddisfazione per aver completato la squadra. "Sono molto soddisfatto", dice Berlusconi, sottolineando di aver mantenuto tutte le promesse, dalle new entry alla presenza delle donne (
Berlusconi
e il governo del "fare"
( da "Giornale.it,
Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mentre
la Polverini se la gode alla grande
( da "Opinione,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la trattativa tra il governo uscente e Air France per salvare Alitalia, ha un altro problema, e cioè il ? consistente ? calo di iscritti e peso politico e sociale. Cui non basterà di certo l'elezione di Adriano Musi, ex segretario generale aggiunto, di provata fede repubblicana, né tantomeno la trombatura dell'ex segretario generale Pietro Larizza (che, non ricandidato dal Pd,
Loro
non fanno l'amore ( da "Opinione, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ed infatti su Alitalia gli ha permesso di fare i loro comodi. In fondo la detassazione degli straordinari non sarà la panacea di tutti i mali dell'economia italiana, ma è pur sempre un atto di buona volontà nei confronti dei lavoratori. Così come l'esenzione dell'Ici o del bollo dell'auto: non cifre enormi, ma soldi in più e non in meno.
E
Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti
( da "Opinione,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e delle possibili soluzioni. Tornando in casa La7, sono molto frequenti le visite di Myriam Mafai negli studi del Tg. La giornalista e scrittrice conquista la sesta postazione del ranking, e grazie alla sua grande esperienza spazia con il direttore Piroso attraverso i temi più disparati, come le priorità del prossimo Governo e la corsa alla Casa Bianca negli Stati Uniti.
Montezemolo
volta pagina "Ora treni veloci e più Fiat"
( da "Stampa,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quindi parla di Alitalia: "Ben vengano - dice - possibili imprenditori italiani con un forte partner industriale, ma guardando al mercato perché gli italiani hanno già pagato troppo". Quanto al suo di futuro, Montezemolo assicura che non assumerà alcun incarico politico: "Continuerò solo a fare il mio mestiere" taglia corto.
La
politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la
politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta
Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ed è subito summit con Putin La politica può attendere, perchè prima le nomine? No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto c'è pure la polpetta Alitalia.
ROMA
La gogna mediatica non va bene. Pubblicare su Internet le dichiarazioni dei
redd ( da "Messaggero, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: efficienza è per le imprese un elemento di competitività Incursione nell'attualità anche per Alitalia. Il presidente uscente di Confidustria, dopo aver confermato di vedere con favore il mantenimento nel nostro Paese di una compagnia di bandiera, e dunque l'impegno di imprenditori italiani al fianco di un partner industriale, si pronuncia comunque a favore di una soluzione di mercato.
Bonomi:
<Gravi inesattezze nella ricostruzione>
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sea chiede i danni ad Alitalia ed Alitalia fa lo stesso con Sea quatificando, peraltro, lo stesso ammontare dei danni richiesto dalla società di gestione degli scali milanesi per il trasferimento dei voli della compagnia di bandiera da Malpensa a Fiumicino. La notizia delle contro-causa era nell aria da giorni e certo non coglie alla sprovvista Giuseppe Bonomi che,
Il
mosaico del Cav. è quasi completo
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido"
Incredibile:
Alitalia chiede i danni a Sea ( da "Padania, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di essa gravano in quanto concessionaria,
<Padoa
Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica>
( da "Padania,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Padoa Schioppa fa sapere che gli dispiace per la vicenda Alitalia. Secondo lui la proposta di Air France era la migliore possibile. Concorda? "Dice il vero a metà. Sarebbe stata un occasione unica se non avesse penalizzato Malpensa. Così è la peggiore possibile". Torniamo indietro: va bene aspettare quindici anni ma qualcosa si può fare subito per rilanciare l economia del Paese?
Malpensa
lancia la volata Mondiale ( da "Padania, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -
Privatizzare
il "Colombo" ma il cda si deve dimettere
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Luigi leone Fra le priorità del governo appena insediatosi ci sono la vendita di Alitalia e, di conseguenza, il futuro di Malpensa. Anche se il "dossier", in realtà, finisce per interessare una "magna pars" del sistema aereo nazionale. È una partita articolata e complessa, ma entrarci, seppur di sponda, potrebbe rappresentare una formidabile occasione.
A
Scajola e Tremonti le poltrone più scomode
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ed ecco confezionato il "cadeau" un qualsiasi essere umano rifiuterebbe se non fosse animato dalla debolezza altrettanto umana di amare il potere più di ogni altra cosa o persona, probabilmente. Anche la partita della crescita - quest'anno pare proprio, a leggere le previsioni delle più autorevoli istituzioni internazionali,
Il
governo berlusconi ha giurato "ora al lavoro, dialogo con tutti" -
gianluca luzi ( da "Repubblica, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: emergenza rifiuti e per la situazione dell'Alitalia. Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione". Sullo stesso tono di sobrio richiamo al lavoro da fare sono anche le prime dichiarazioni dei ministri. "E' ora di cominciare a lavorare, non di festeggiare", commenta Scajola, ministro per la Sviluppo economico.
Fiumicino,
mai tanti passeggeri - maria elena vincenzi
( da "Repubblica,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sia di Alitalia che di altre compagnie Fiumicino, mai tanti passeggeri Domenica il record: 133mila in transito. Movimenti extra-Ue, più 43% Riggio, presidente Enac: "Ora si vedono i risultati E con il nuovo sistema di smistamento l'estate non darà problemi di bagagli" MARIA ELENA VINCENZI Voli internazionali e intercontinentali,
"caro
silvio, ti abbiamo votato ora dimostra che cosa sai fare" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il Milan, tante chiacchiere, così sarà per la spazzatura. Non c'è nulla di nuovo, è il suo modo di far politica, anzi avanspettacolo, purtroppo ci caschiamo sempre". Mina, collaboratrice domestica, abita a Giugliano e se la fa a piedi dalla metro a casa da una settimana: "Credo che per non fare una brutta figura,
Berlusconi
fa rotta su napoli e affronta la prova spazzatura - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: unico esempio citato assieme alla vicenda Alitalia. Ma più ancora che dalla crisi legata allo smaltimento dello spazzatura, la riunione napoletana del nuovo esecutivo partirà dal varo di un pacchetto sicurezza. "Lunedì e martedì prossimi - spiega infatti il ministro dell'Interno Roberto Maroni - è prevista una riunione operativa tra i settori Giustizia,
Via
Frattini, arriva Tajani. Il Pd: metodo poco elegante
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo la designazione del Consiglio dei ministri, la nomina spetta al presidente dell'Europarlamento, poi il passaggio davanti al Parlamento europeo. Tajani sarà ascoltato dalla commissione Trasporti, probabilmente, il 5 giugno. Primo banco di prova del nuovo commissario, la vicenda Alitalia, la Tav e le reti transeuropee.
Berlusconi
trova un tesoro, l'eredità Prodi Il governo giura. E annuncia che comincerà a
spendere. Ma c'è la montagna di rifiuti di Napoli
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: col quale lavorerà "a stretto contatto" sulle emegenze: rifiuti e Alitalia. Da ieri è operativo il governo formato all'insegna della fedeltà assoluta a Berlusconi. A potergli dire dei "no" sono in pochi: Bossi, Tremonti e Letta, probabilmente. Lunedì si riunirà il consiglio dei ministri per gli incarichi a sottosegretari e viceministri.
Le
famiglie reali del mattone romano
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
488mila
La
crisi dei mutui subprime dimezza i profitti di Unicredit
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e la partita Alitalia, verso cui la banca "non ha interessi diretti". I risultati presentati ieri, ma già in parte anticipati quando erano emerse voci di svalutazioni da parte della controllata tedesca Hvb (che infatti ha fatto segnare una perdita di 282 milioni nel primo trimestre), non hanno comprensibilmente convinto i mercati e il titolo,
Profumo:
nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti
( da "Unita,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma calcio non siamo coinvolti.
Primo:
via l'Ici e attacco alle banche Il ministro dell'Economia annuncerà a Napoli il
varo della Banca del Sud ( da "Unita, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dalla partita Alitalia (su cui, per la verità, il titolare del Tesoro è stato finora molto cauto lasciando la porta aperta anche a soluzioni internazionali) a quella sulle nomine ai vertici delle controllate pubbliche. Tutto da fare in fretta, proprio come Berlusconi ha fatto con il governo.
Governo:
ha vinto il partito del Nord ( da "Unita, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma i primi passi contano molto, soprattutto perché è probabile che Berlusconi cerchi alcuni successi di prestigio nei primi cento giorni: dall'Alitalia alla monnezza di Napoli e dintorni. Disporre di efficaci controproposte argomentate da credibili ministri ombra potrebbe risultare confortante e incoraggiante.
Banche
e Finanza nell'era Berlusconi ( da "Unita, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a proposito della cordata Alitalia, è nel sostegno di Intesa-San Paolo - a partire dal ruolo dell'Amministratore delegato Corrado Passera - che il costituendo governo confida in nome della italianità; e l'intervento della stessa Intesa nell'operazione Telecom, pure essa condotta in nome degli interessi generali, non può certo essere una dimostrazione di sostegno al governo Prodi,
Benetton:
"noi in alitalia? conflitto d'interessi"
( da "Repubblica,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Noi in Alitalia? Conflitto d'interessi" ROMA - Luciano Benetton, numero uno dell'omonimo gruppo, guarda ad Alitalia, ma non per un interesse diretto nella vicenda: "Nel nostro eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse - ha spiegato - perché già controlliamo Aeroporti di Roma" oltre allo scalo di Firenze e di Torino.
Ponte
sullo Stretto, Tav e un occhio ad Alitalia
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tav e un occhio ad Alitalia di Redazione Le prime parole di Altero Matteoli da ministro delle Infrastrutture valgono più di cento pagine di programma: "Il Ponte sullo Stretto va rimesso in moto". Per il nuovo inquilino di via Nomentana la discontinuità rispetto al governo Prodi sarà totale: conferma ne è l'attenzione al megaprogetto subito archiviato dall'
Su
Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando
e credo che troveremo una soluzione . Come: credo?
( da "Messaggero,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Matteoli sta già lavorando "Su Alitalia il premier si è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo una soluzione". Come: credo?.
Alitalia,
governo subito al lavoro ( da "Corriere della Sera"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La vendita Alitalia, governo subito al lavoro ROMA - C'è Alitalia nelle prime pagine dell'agenda del nuovo governo. Lo ha confermato ieri il premier Silvio Berlusconi: "Tutti siamo preoccupati per il caso dei rifiuti e della situazione riguardante Alitalia - avrebbe detto durante il brindisi inaugurale con i ministri - .
Unicredit,
la crisi dimezza i profitti Profumo: ma il peggio è alle spalle
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per le vicende di Alitalia e della Roma. Ma le repliche di Profumo - che la prossima settimana incontrerà per la prima volta, in occasione di un convegno, il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno - non sembrano offrire grandi margini. Su Alitalia, ricorda "non abbiamo interessi in proprio", anche se "laddove si dovessero presentare opportunità per conto dei clienti le valuteremo "
ROMA
Altero Matteoli ha appena salutato Tonino Di Pietro e scambiato le consegne. Il
neo mi ( da "Messaggero, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E di Alitalia che pensa? "In campagna elettorale Berlusconi ha avuto molto coraggio a farsene carico. Poteva starne fuori, invece...Credo si troverà la soluzione, la cordata verrà fuori. I lavoratori di Alitalia sono più tranquilli, qualcosa si muove".
ROMA
- Nessun interesse diretto di Unicredit in Alitalia. L'Amministratore delegato
della banca di ( da "Messaggero, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma
le società italiane restano le più generose
( da "Corriere
della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: disastro Alitalia. "Con una grande differenza, però - commenta Giordano Tamagni, partner fondatore di Key2People - che nei paesi del centro e nord Europa, Regno Unito in testa, si è creato un forte orientamento teso a contenere il valore dei paracadute d'oro, a rendere obbligatoria la trasparenza dei trattamenti retributivi dei top manager e a farli approvare dalle assemblee dei soci.
Criminalizzare
il nord-est, scherzando su un morto
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti.
Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
L'aeroporto
aprirà tra una settimana: due voli per Roma
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Attualmente in Italia le compagnie che possiedono questo tipo di aeromobili sono Meridiana ed Alitalia. Tra le novità di quest'anno anche un nuovo collegamento bisettimanale con Roma (il lunedì ed il giovedì) che partirà dalla prima decade di giugno, grazie all'accordo con il tour operator Explora Italia. Attualmente l'aeroporto di Arbatax è collegato con la Svizzera (Berna) e l'Austria.
Governo
Berlusconi: le priorita' ( da "Voce d'Italia, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non va infine dimenticata la spinosissima questione Alitalia, il Cavaliere non potrà davvero più rimandare la presentazione di quella cordata italiana tanto clamorosamente annunciata prima delle elezioni. L'esecutivo si dovrà infine misurare con un altro tema assai delicato, complesso e per sua natura legato alla “
Nasce
il Berlusconi IV ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia, la difficile situazione economica. Le priorità restano quelle di sempre: taglio delle tasse e aumenti salariali. Sottolinea che con il capo dello Stato c'è "piena sintonia", aggiungendo che oltre che con Giorgio Napolitano intende lavorare, se possibile, anche con l'opposizione per riformare il Paese.
La
rinegoziazione che salva Malpensa
( da "Opinione,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con tanti saluti agli slots che l'Alitalia si è portata via con il trasloco delle rotte a Fiumicino. Molti si sono chiesti perchè Bossi non abbia insistito sulle presidenze della Lombardia e del Veneto: intanto perhè ha voluto assecondare Berlusconi sullo stop a Formigoni e ai ciellini che hanno finito per fare la fine dei galli di Brenno,
Berlusconi:
"Ora passiamo ai fatti"
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia. E ribadisce quanto detto più volte in campagna elettorale, cioè le difficoltà che si avranno di fronte e il rischio di dover fare anche scelte impopolari. Poi, il rientro a Palazzo Grazioli per cercare di chiudere il cerchio sulla squadra di governo, con la tentazione di azzerare i viceministri (che suscitano gli appetiti maggiori)
Che
giornata micidiale! . Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la
prima riunione ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha gravissimi
problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia
è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo
Alitalia
Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera
( da "Stampa,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le liberalizzazioni "Stimo Bersani ma le lenzuolate erano più simboliche Io partirò dai servizi pubblici locali" Il caro vita "Lo affronteremo soprattutto dal punto di vista fiscale che dà benefici immediati a tutti" Alitalia "Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera".
"Subito
la Tav E apriamo al nucleare"
( da "Stampa,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto
aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo
LE
PROMESSE DA ONORARE ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia, ripetutamente evocata in campagna elettorale dal leader del Popolo della Libertà e causa principale (o alibi principale) del ritiro di Air France. Su queste tre questioni pare giusto che opposizione e libera stampa chiedano al nuovo governo il rispetto di quanto annunciato - a partire dai tempi - alla vigilia del voto.
( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Mauro Barberis Nel
2006, quando cominciarono a circolare i primi exit poll sui risultati delle politiche,
ero come al solito in treno, in viaggio verso l'amata Trieste. Due
industrialotti del Nordest, seduti davanti a me e visibilmente nervosi,
cominciarono a telefonare a mezzo mondo per sapere come stavano andando le
cose. Qualcuno dovette dirgli che il centrosinistra stava vincendo perché?
ignorando il vero significato dell'inglese exit polls: "uscite per
polli"? i due si misero subito a smadonnare e, soprattutto, a prendersela
con Silvio Berlusconi. "Ecco - fu una delle poche frasi riferibili - l'avevo
detto io che stavamo sbagliando tutto". Si sa come andò a finire;
ricorrendo a tutto il suo repertorio da illusionista, il Berlusca non solo
sfiorò il pareggio ma - impedendo per due anni al centrosinistra di governare -
pose le basi per il suo trionfale ritorno a Palazzo Chigi. La morale della
favola è ovvia: chi perde ha sempre torto, e chi vince ha sempre ragione. È
come nelle partite di calcio: puoi giocare bene quanto vuoi ma se perdi sono
guai: non solo ti daranno cinque in pagella, ma tutti - specie quelli che
avrebbero fatto mille volte peggio di te - ti spiegheranno per filo e per segno
dove hai sbagliato, e perché. Questa vecchia verità mi è tornata in mente in
questi giorni, nei quali il "popolo di sinistra" può finalmente
dedicarsi al suo sport preferito: trovare i colpevoli delle sconfitte.
Qualcuno, naturalmente, se la prende con il trio Prodi-Visco-Padoa Schioppa,
ossia con coloro ai quali si può attribuire l'unico merito indiscutibile del
precedente governo: aver rimesso i conti in ordine, tanto che il nuovo governo sta già pensando di scassarli buttando altri
soldi - ovviamente nostri - nel pozzo senza fondo di Alitalia. I più, invece, se la prendono con Walter Veltroni: imputandogli
quella scelta di correre da solo che pure ha determinato una radicale
semplificazione del quadro politico. Chi cerca in Veltroni il responsabile
della sconfitta ha almeno una ragione plausibile; il primo obiettivo di
un leader politico dovrebbe essere tenersi i propri elettori, e solo dopo
perseguire il secondo: ossia guadagnarne di nuovi. Veltroni, invece, sembra
essersi giocato per sempre la sinistra-sinistra - un 10% di elettorato che non
lo voterà mai più? senza sfondare al centro, e anzi ritrovandosi
all'opposizione con l'Udc di Casini-Cuffaro: compagni di strada ben più
imbarazzanti dei precedenti. Eppure, prendersela con Veltroni è ingeneroso: e
non solo perché la discesa dal carro del perdente non è poi troppo diversa dal
salto sul carro del vincitore. Il fatto è che se Veltroni non avesse deciso di
correre da solo, riproponendo il cartello degli antiberlusconiani, da Caruso a
Mastella, non solo avrebbe perso ugualmente, ma oggi si ritroverebbe
all'opposizione con quella sorta di Circo Barnum che era la precedente
maggioranza. Ora, qualcuno può seriamente auspicare una cosa del genere? Il
Partito democratico, invece, può essere una buona base per ricominciare: ma ad
almeno tre condizioni, sulle quali occorre essere chiari. La prima è tenere i
nervi saldi: senza abbandonarsi alle rese dei conti che stanno dilaniando
Rifondazione. La seconda è ripartire dai territori, come a Vicenza, e non dalla
riproposta di esperienze del passato, come a Roma; la gente non ricorda neppure
dove ha posteggiato la macchina la sera prima, figurarsi i meriti di Rutelli.
La terza condizione è la più delicata di tutte: occorre approfittare delle
tanto sbandierate aperture del centrodestra, che mira solo a ottenere
un'opposizione morbida, per arrivare a poche riforme condivise. Ad esempio: sì
alla riduzione del numero dei parlamentari, all'abolizione delle province e al
Senato federale, ma giù le mani dalla prima parte della Costituzione, e anche
dalla Presidenza della Repubblica e dalla Corte costituzionale. Sarebbe davvero
la fine se, mentre i post-fascisti fanno mostra di accettare i valori fondanti
della Repubblica, proprio i Democratici non fossero disposti a difenderli sino
in fondo. 04/05/2008.
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Prodi, grazie per tutto quello che ha fatto Cara Unità,
profondamente ingiusta l'uscita di scena che la politica italiana ha riservato
a Romano Prodi. Grande e capace manager di aziende pubbliche, figura che in
Italia latita molto, e Dio sa se ce ne sarebbe bisogno, vedi Ferrovie, vedi Alitalia,prestato
alla politica e da essa divorato, perché sul terreno scivoloso della politica italiana
le doti di manager non valgono molto e meno ancora sono apprezzate. Ma
quest'uomo ha salvato per due volte il paese, sacrificando la sua immagine
votandola all'impopolarità presentandosi in entrambe le occasioni come il
dottore che ti propina la medicina amara ma necessaria. Nel 1996 perché
il paese rischiava di non entrare in Europa, nel 2006 perché c'erano da
riordinare i conti scassati da Berlusconi. Sì, perché l'Italia è un paese
all'incontrario rispetto agli altri paesi occidentali dove tradizionalmente, la
destra conservatrice risana i conti e promuove lo sviluppo. In Italia questa
destra conservatrice sì, ma anche irresponsabile e populista riesce a scassare
i conti dello Stato senza promuovere lo sviluppo, e, quando al governo arriva
la sinistra non è in grado, per senso di responsabilità, di attuare quella
politica redistributiva che sarebbe la sua vocazione. Romano Prodi grazie lo
stesso! Giovan Sergio Benedetti, Lucca Pd, e ora passiamo all'attacco Cara
Unità leggendo l'analisi di Matteo Colaninno Sull'Unità abbiamo un primo
spaccato di quello che è e sarà il Partito Democratico. Voglio intendere gli
impegni e le risposte che il giovane e nuovo Partito saprà dare. Anche io
convinto sostenitore del nuovo Partito sono certo che è stato necessario dar
vita ad una nuova forza rispondente alle mutate esigenze sociali ed economiche,
anche io sono convinto che fosse necessaria una forza capace di parlare ad
ampie fette di società superando le strette "gabbie" classiste.
Proprio in base a queste convinzioni credo ciecamente che il Partito
Democratico potrà diventare il nuovo polo aggregativo della società italiana. È
giunta l'ora di passare all'attacco, dare battaglia sui temi che stanno a cuore
alla mutata società, convincere con i fatti, dare il segnale che esiste una
classe politica giovane e motivata in grado di governare il Paese del futuro.
In un futuro prossimo. Rino Bianchi Berlusconi non votato addirittura dal 52,7
%... Cara Unità, non sono riuscito a capire bene il senso dell'affermazione di Veltroni
secondo cui il 47% degli italiani non avrebbe votato la coalizione capeggiata
da Silvio Berlusconi. Se fosse vero, Berlusconi potrebbe tranquillamente
vantarsene e spadroneggiare, visto che avrebbe con sé oltre la metà del paese,
cioé il 53% degli elettori. In realtà le cose non stanno così: prendendo i dati
definitivi pubblicati nel sito del Ministero dell'Interno, al Senato non ha
votato la coalizione PDL-Lega-MpA il 52,7 per cento degli elettori, e alla
Camera il 53,2 (in quelle elezioni la coalizione di destra ha preso
rispettivamente il 47,3 e il 46,8 per cento). La situazione è già
sufficientemente difficile così, senza bisogno di peggiorare i dati. Dario
Conato Smettiamo di litigare Uniti contro il berlusconismo Cara Unità, che
Santoro non si vuole più far licenziare dalla Rai, si può capire, ma che
permetta a Vittorio Sgarbi di dire a Marco Travaglio pezzo di m... è
inconcepibile. Altra considerazione su Santoro: ma chi lo autorizza a dare tre
volte la parola a Grillo? Ma chi ha, dietro alle sue piccole spalle, a
sostenerlo in Rai nella trasmissione Anno Zero, il piccolo, piccolissimo
Grillo? Il caro Marco Travaglio che farà adesso, dopo l'ingiuria di Sgarbi?
Diamoci da fare ragazzi, prima che venga instaurato il burlesconismo in Italia.
Come? Unendo tuti i democratici - che pascolano senza fare niente , anzi
inveendo l'uno contro l'altro - nel mondo del centro e della sinistra.
finiamola di litigare in casa. Franco Rosi Inflazione, come calcolare
l'aumento? Cara Unità, credete davvero che non siano uno scandalo i milioni di
euro l'anno dichiarati da Grillo e C. al confronto dei miei 30.000 di impiegato
dopo 33 anni di lavoro? (E questo senza nominare tutta la gente che sta molto,
molto peggio di me come precari, sottocupati, disoccupati,anziani ecc,ecc)
L'esistenza di questi redditi è uno scandalo che fa passare in secondo piano
perfino l'evasione fiscale. Invidia di classe?Senz'altro.Giustificata. Cordiali
Saluti Alberto Acorsi Speriamo che non ci tolgano giornalisti e trasmissioni...
Cara Unità, io ho 26 anni... per fortuna ho un lavoro fisso...con un stipendio
da fame...un mutuo e per fortuna vivo con i miei che mi aiutano altrimenti io
da sola morirei di fame...considerando uno stipendio da 850 euro che in 6 anni
non è mai cambiato e una rata del mutuo da 700 euro...a parte ciò sono
fiduciosa nel futuro...spaventata ma fiduciosa....ho solo i miei genitori e
nessun'altro...e quindi la paura vive sempre con me!!! Speravo che questa volta
gli italiani scegliessero di cambiare... non credevo volessero di nuovo la
"Dittatura"...un presidente del Consiglio titolare di quasi tutte le
Tv...ministri e parlamentari indagati....gente che parla di fucili...cose da
pazzi...cose indescrivibili...il Mondo ci riderà dietro...un po' mi vergogno!
Ma forse aveva ragione Indro Montanelli...gli italiani hanno bisogno di 2
legislature consecutive per capire veramente cosa è in grado di fare in Governo
Berlusconi (nel senso negativo del termine ).. Ho un po' paura... è una
minestra che ho già assaggiato...e aveva un gusto nero...un gusto
totalitario...un gusto amaro...un gusto che ha invaso le case di chi meno eveva
e ancora meno continuerà ad avere....che amarezza... A loro non importa di
noi...a loro importa di loro stessi e di chi è come loro.... Speriamo che questa
volta non ci tolga di nuovo giornalisti e trasmissioni...perché noi abbiamo
bisogno di gente come Santoro e Travaglio in Tv che ci raccontino quello che
succede...quello che a noi non viene raccontato....noi abbiamo bisogno di
sapere.... Magari ora i telegiornali potrebbero continuare a farci vedere come
va a Napoli con la spazzatura...(scusate l'ironia, ma eravamo bombardati ogni
giorno per pura campagna elettorale)... Ringraziandovi per l'attenzione, vi
saluto!! Ilaria Zampieri.
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "Concertone vattene in pensione" Toni Jop IL CORRIERE DEI
PUDORI Aldo Grasso, sul Corriere di ieri, a proposito del concertone del Primo
Maggio si fa una mezza dozzina di domande e ci suggerisce una risposta. Secondo
lui, così la manifestazione non sta in piedi, non più. E non per questioni che
attengono allo spettacolo ma perché non sta in piedi il suo sponsor, il
sindacato che fin qui ha curato e rappresentato la stragrande maggioranza dei
lavoratori, e non, di questo paese. In altre parole, Grasso parlando di una
festa riesce a mettere in discussione la attuale fondatezza di questa storica
sigla piena di elle: Cgil-Cisl-Uil. Si chiede, ad esempio, che senso ci sia in
una festa alla quale partecipano soprattutto precari che sono i meno protetti
dal sindacato. Si domanda, ancora, se questo concerto non sia che una foglia di
fico troppo modesta per tappare i buchi di consenso, leadership e identità
dello stesso sindacato. Se - proseguiamo - non serva, male, da detersivo per
lavare le macchie finite sulla sigla sindacale per lo "sconcerto" con
cui, suo malgrado, è entrata tra le cause della crisi dell'Alitalia. Etc etc. Tra l'altro, spiega,
in tv il Concertone lo guarda quasi nessuno. In un primo momento, da vili
avevamo pensato a una scappatoia: tipo far entrare in San Giovanni solo
occupati e una calcolata minoranza di precari scelti, ma ci è sembrata, anche
questa, una foglia di fico. Ok, ci ha convinti: sbaracchiamo, non se ne
può più di questi riti vuoti e filistei che servono solo a coprirci le
vergogne. Caso mai, ci torneremo, in piazza, solo una volta che ne saremo
diventati degni, ma si è mai abbastanza degni da arrogarsi il diritto di
convocare in piazza un milione di persone, così tanto per ascoltare un po' di
musica in compagnia? Dubbio. È ben vero che poi la piazza vive di una sua vita
e gli slogan sindacali si intrecciano con le voci del disagio e del bisogno di
visibilità di generazioni che si avvicendano e si confrontano col potere e i
suoi mutevoli segni mentre infuria il rock. Ma cosa ce ne frega? Il fatto è che
il sindacato, come la sinistra, non coglie il senso profondo della società del
terzo millennio e quindi è opportuno che si inabissi; che, per pudore e
correttezza mediatica, si tolga di mezzo, chieda di partecipare, per qualche
anno, agli esercizi spirituali dei monaci del monte Athos e si rinchiuda in un
salutare silenzio. E chissà che allora al Corriere ritrovino la serenità in una
realtà senza macchie racchiusa tra una Lega operosa e produttiva e un
Berlusconi efficace e mattacchione.
( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
La crisi L'operazione L'alleanza Mps e Santander in America Latina Alitalia, slitta
vertice con Enac Deutsche Telekom punta a Sprint.
( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 106 del 2008-05-04
pagina 4 Viaggio nella frazioncina che sforna i capi del partito azzurro di
Maria Vittoria Cascino Fivizzano, in Lunigiana, ha dato i natali all'ex
coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi e al successore Denis
Verdini (...) ma un po' di mondo che ha girato in questo strano passaggio di
confini. Giusto per fare la conta: l'ex coordinatore Sandro Bondi e l'attuale
Denis Verdini sono nati qui, hanno respirato quest'aria di paese medaglia
d'argento al valore della Resistenza, hanno macinato chilometri lungo le sue
valli e adesso stanno in Parlamento. E il trucco dov'è? C'è da farci un giro,
che la Toscana rossa si cova la sua serpe in seno. Davanti la fontana Medicea
di Fivizzano firmata Cosimo III. Tu col tuo notes e loro che forse un po' ci
marciano. Oriano Spadoni, occhio ceruleo e baffo arzillo, consigliere comunale
da mo' e neo eletto consigliere provinciale a Massa Carrara ("nel
capoluogo ho doppiato i voti del candidato Pd Angeli"), la prende da
lontano. Residenza dei Medici, piazza da incanto, antichi palazzi a corona. Di
lì transita il professor Eugenio Bononi. Spadoni lo agguanta: "Professore,
un po' di storia...". Figurati "Jacopo da Fivizzano aprì qui nel 1471
una delle prime stamperie d'Europa". Ora ti spieghi l'arcano. Altro che
montanari e contadini, qui circolavano gli scritti di Giovenale e Virgilio e
quella cultura in ordine sparso che semina e si raccomanda agli dei.
"Scriva anche di Luigi Fantoni, cercatore di incunaboli". Fivizzano
che dà i natali a Nicolo V, Papa Parentucelli, e nel 1849 si guadagna il titolo
di "città nobile". Paese di umanisti e dotti, tra il 500 e 600
contava 86 tra medici e giureconsulti e a cavallo tra 800 e 900 quasi 100
laureati. "Quella è la casa della moglie di Edmondo Bernacca - fa segno
Spadoni - Vive a Roma con la sua figliola, ma a Pasqua erano qui. Sa, lei è di
Fivizzano, è una Bernabò, figlia della Isa che vendeva tessuti nella piazza
principale". Flash, Carosello, il colonnello impeccabile che raccontava le
previsioni del tempo. Ti senti nel paese dell'orologio rallentato, icone
fregiate sui muri, segni venuti su nella terra a marchiare chi transita. E
tutto 'sto fermento culturale in questa "perla sperduta tra i monti"
cantata dal Carducci? Intanto lo scultore e pittore Pietro Cascella ha scelto
di vivere nel Castello di Verrucola, un incanto medievale cinto dal borgo
ristrutturato e abitato da locali e foresti. E Caso vuole che Cascella realizzi
il Mausoleo di Silvio Berlusconi a Villa San Martino ad Arcore. E Caso vuole
ancora che sia lo stesso Cascella a condurre Sandro Bondi ad Arcore per
presentarlo al Cavaliere. Corsi e ricorsi, che Fivizzano fu galeotta. Per colpa
di chi? Retroterra, retrogusto, antichi vizi e storie strane di elisir. Ci sta,
siamo nell'utopica Lunezia. E Verdini? "Per la precisione è della frazione
di Gassano - appunta Spadoni - Uomo di grande eleganza suo padre. Ha qui i
parenti, ma s'è trasferito quasi subito a Firenze". Nel 2005 è eletto a
Firenze nella lista di Forza Italia e alle politiche del 2006 viene riconfermato
deputato. Fresca la nomina a coordinatore nazionale di Fi. Ma a Gassano non ci
sono i genitori di Bondi? Lanfranco Clementi, capogruppo di Fi in comune,
nonché amico di Bondi, alza il telefono: "Maria, passiamo per un
saluto?". Clic. "Ci aspetta". Due curve in giù, un crocchio di
case e la bandiera italiana al cancello. Lanfranco gira la chiave nella toppa,
che qui si usa ancora così. Entri, sono in cucina a preparare i ravioli. Maria,
la mamma di Sandro, si toglie il grembiule e ci accompagna in salotto, insieme
al marito Renzo. Foto del figlio e l'intimità di una casa discreta. Lui che
gioca a calcio, "parla poco, non è molto espansivo. È un po' come me -
sussurra - Lo vedo poco, Sandro. Speravo prendesse la Provincia così lo avrei
avuto qui più spesso". Un viaggio a zig zag a restituire foto incrociate e
personaggi che ci sono rimasti avvitati a questa terra in valore assoluto.
"Era un nodo mercantile di grande interesse - rintuzza Spadoni - Nel '30
qui c'erano almeno 7 alberghi e oltre 150 cantine. Fivizzano era sulla
Modenese, la via di collegamento con l'Emilia. Detto tutto. Oggi è in caduta
libera". Traffici, scambi e la magnifica ossessione della conoscenza.
Vengono su così questi uomini di Fivizzano, marchiati in corsa. Che qui c'è
nato Giancarlo Cimoli, ad esempio, manager di Ferrovie
dello Stato prima e Alitalia poi. E Costantino Berlenghi, generale di Corpo d'Armata e 30°
comandante generale della Guardia di Finanza. "Ma anche Sacchin -
ridacchia Spadoni - uno dei pochi che riuscì a fuggire dalla Caienna. Società
poliedrica la nostra". Altra strizzata d'occhio, che il Caso (apparente)
delle combinazioni cresce politici azzurri, artisti e militari. Ci sta
tutto: siamo o no nella strana terra di Lunigiana? © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-04 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE La Ue Al via la direttiva che permette di negoziare le rotte aeree.
L'impatto per Malpensa e Fiumicino E al mercato degli slot
spunta un tesoretto per Alitalia ROMA - Spunta un "tesoretto " nelle casse disastrate
di Alitalia grazie a una
comunicazione dell'Unione europea, datata 30 aprile 2008, che ha in pratica
legalizzato la compravendita degli slot (fasce orarie per il decollo e
l'atterraggio). Secondo quanto stabilito dalla Commissione, che ha
fornito l'interpretazione autentica di un regolamento comunitario del 2004, gli
slot potranno essere comprati e venduti dalle compagnie a cui sono stati
assegnati, ma anche scambiati o offerti come contropartita nell' ambito di
accordi di co-sharing o per l'acquisto di servizi. L'intento del legislatore
europeo è quello di evitare che le compagnie continuino a "trattenere gli
slot anche quando il loro valore di mercato è di molto superiore a quello che
può essere generato dal loro mantenimento o uso". La Commissione ha preso
atto che il commercio secondario degli slot è già di fatto praticato in alcuni
aeroporti congestionati (ad esempio quelli londinesi) e ha procurato vantaggi
"segnatamente nel consentire la creazione di servizi addizionali su
specifiche rotte". Per questo la Commissione esplicitamente ha dichiarato
che "non c'è nessun chiaro e esplicito divieto di tali scambi " e che
"non intende perseguire con procedure d'infrazione gli Stati membri dove
questi si effettuino in modo trasparente ". In pratica da ora in poi una
compagnia che sa di non dover utilizzare gli slot per più di un anno dovrà
valutare se è meglio tenerli bloccati al solo fine di non cederli alla
concorrenza, o se non è meglio monetizzarli. Come questo possa avvantaggiare Alitalia, e non solo, è presto detto. Finora la valutazione
degli slot non poteva essere effettuata sulla base dei valori di mercato perché
un mercato vero e proprio non c'era: chi non utilizzava gli slot almeno all'80%
per un anno, li perdeva ma non poteva disfarsene contro denaro. Ora invece una
valutazione di mercato sarà possibile e Alitalia, che
si appresta a sottoporsi a una nuova due diligence (esame dei conti), secondo
quanto anticipato dal premier in pectore Silvio Berlusconi, potrebbe vedere
migliorare la valutazione del proprio valore. Così come potrà essere possibile
alla compagnia vendere alcuni slot per rimpolpare la propria situazione di
cassa. Se infatti Alitalia ha ricevuto di recente un
prestito-ponte da 300 milioni da parte dello Stato, sulla cui legittimità l'Ue
ha espresso dubbi, la compagnia potrebbe ritenere più opportuno non toccare la
cifra contestata, per non incorrere in sanzioni, e utilizzare liquidità di
altra provenienza. Per dare un'idea del valore degli slot, basta ricordare che
pochi mesi fa Alitalia ha ceduto per 92 milioni di
euro tre coppie di slot sull'aeroporto londinese di Heathrow, laddove questi
scambi finora sono stati consentiti. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-05-04 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE
Pensa la salute di Giuseppe Remuzzi La ricerca e la cecità della politica F
orse i 330 milioni di euro che servono per l'Alitalia vengono dal fondo per la ricerca. Lo ha detto a Roma in questi
giorni Susanna Agnelli. Se fosse davvero così e se continuerà ad essere così,
fra dieci anni saremo fuori dal giro della ricerca che conta. E questo mentre
c'è chi pensa - Sheila Jasanoff, per esempio, che insegna scienza e tecnologia
a Harvard - che oggi la principale ricchezza della nazioni sia la conoscenza
e che il capitale sia fatto dalle persone competenti. Ma noi abbiamo meno
ricercatori di tutti in Europa e quei pochi sono su di età, anche perchè
spendiamo in ricerca meno di tutti. I numeri sono noti, ripeterli è persino
banale. Da noi non c'è nessuna attenzione per i giovani ricercatori e così i
migliori vanno all'estero. Si sono fatte varie leggi per farli tornare, una
peggio dell'altra. è sbagliato, lasciamoli là gli scienziati che hanno avuto
successo all'estero, per fortuna ci sono loro a vicariare le carenze delle
nostre scuole di medicina. Sono loro che ospitano nei loro laboratori tanti che
dopo aver fatto l'Università in Italia, per emergere o anche solo per trovare
un lavoro devono andare via. Invece dovremmo fare di tutto per rendere competitivi
i nostri laboratori, allora tanti bravi scienziati verranno da noi dall'Europa
dell'Est, dall'India, dalla Cina. Ma per questo servono più soldi, la capacità
di spenderli bene e ci si deve rendere conto che la ricerca ha tempi lunghi
(l'esempio della terapia genica per la cecità di cui ha parlato a Roma Susanna
Agnelli dovrebbe far riflettere, i dati suggeriscono che potrebbe essere
efficace, ma per esserne certi serviranno altri studi). E come si fa a essere
sicuri che i soldi siano spesi bene? Basta darli direttamente ai ricercatori, a
quelli bravi, a quelli che pubblicano bene. Che poi vanno lasciati liberi di
impiegarli come vogliono, senza la burocrazia estenuante dei rapporti e
rendiconti. "L'Europa della ricerca è in ritardo sugli Stati Uniti e anche
su Cina e India. Così si è fatto il Consiglio Europeo per la Ricerca, con
l'idea di promuovere i giovani migliori e consentire ai ricercatori esperti di
continuare i loro studi in Europa. Il Consiglio può contare su un miliardo di
euro all'anno, ma nessuno dei paesi che contribuisce al programma avrà alcuna
garanzia di riprendersi i soldi. è facile prevedere che l'Italia con pochi
ricercatori e poche strutture davvero moderne dove farli lavorare perderà anche
questa opportunità. Ormai la buona volontà dei singoli non basta più. è venuto
il momento della politica. Quella che dovrebbe occuparsi della gente e decidere
delle cose importanti al di là degli interessi di parte o di qualcuno. Lo
faranno? E mentre gli altri paesi passano dalle società industriali alla
società "delle conoscenze", noi salveremo l'Alitalia.
Esperti e tecnologia per affrontare i grandi problemi di questo secolo, presto
non ne avremo più. Ma avremo la compagnia di "bandiera".
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-04 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Brescia ottiene l'ok ad allungare la pista, Bergamo sogna 8 milioni
di passeggeri e Malpensa si allea con Lufthansa Aeroporti lombardi, ognuno per
sé L'esperto: "Attenzione, c'è il rischio di una concorrenza dannosa"
La Regione ha detto sì al piano d'area di Montichiari. Lo scalo bresciano potrà
accogliere aerei più grandi MILANO - L'ultimo annuncio arriva da Brescia:
l'aeroporto di Montichiari ha ottenuto l'ok dalla regione Lombardia ad
allungare la sua pista fino a
( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti LINEA DI CONFINE
Come Tremonti ha ingoiato i no-global MARIO PIRANI Torno a parlare, ma da
un'ottica diversa, del libro di Giulio Tremonti "La paura e la
speranza" (Mondatori 2008) già ampiamente commentato da Giorgio Ruffolo
("La Repubblica" 1/4). Un'ottica suggerita dalla clamorosa
affermazione leghista e dall'altrettanto clamorosa scomparsa dal Parlamento
della Sinistra Arcobaleno (ma che sarebbe più esatto definire no-global).
Infine dal passaggio da sinistra a destra di quote consistenti di elettorato
operaio. Premetto che non miro a quel tipo di analisi basata sullo studio dei
flussi di cui sono maestri Diamanti, Pagnoncelli, Piepoli e pochi altri maghi
della sondaggistica, ma ad una speculazione intellettuale dettata dalla lettura
di un libro che incorona Giulio Tremonti come l'unico pensatore-ideologo di
livello della destra italiana, un ruolo che era venuto a mancare dalla
scomparsa del prof. Miglio. Non che le premesse e le conclusioni cui perviene
Tremonti siano condivisibili, almeno per il sottoscritto che seguita a
concepire il libero mercato come condizione necessaria per l'affermarsi della
democrazia e della pace, pur tuttavia il quadro che il prossimo ministro
dell'Economia traccia, le paure che evoca, le soluzioni che propone sono tali
da incantare strati popolari angosciati da un futuro precario, da sublimare
rabbie piccolo borghesi e disperazioni proletarie, da saldare i "piccoli
padroni" in bilico, tra il crollo all'indietro e il salto in avanti e gli
eredi delusi dell'antiamericanismo. Tutto questo in un quadro di rivincita
cristiana vogliosa d'imporre i valori dell'anti illuminismo come nuovi
precetti.. I lettori potrebbero obiettarmi che un libro non può avere effetti
tanto vasti. Sul piano quantitativo hanno ragione ma un libro può rappresentare
il breviario di riferimento di un sistema di idee diffuse, ancora informi o
espresse in modo parziale e rozzo. Alla luce dell'ordinamento sistemico di
Tremonti tout se tient e si nobilita collocandosi in un disegno politico
alternativo al liberismo: le beceraggini bossiane sulle 300mila camice verdi,
il "venderemo Alitalia alle Ferrovie se Bruxelles c'intralcia" di Berlusconi, il
ritorno del saluto romano sulle scale del Campidoglio. Così gli slogan
dell'estrema sinistra, considerati fino a ieri espressione folcloristica e
minoritaria, divengono dirompenti e maggioritari quando sono assunti e tradotti
in indicazione politica dal "pensatore unico e unificante"
della Destra italiana. Il quale scrive con parole che possono sembrare di
Ingrao o Bertinotti, ma neanche aliene da tante incerte formulazioni
riformiste: "Il mercatismo, l'ideologia totalitaria inventata per
governare il XXI secolo, demonizzava lo Stato e quasi tutto ciò che era
pubblico o comunitario, ponendo la sovranità del mercato in posizione di dominio
su tutto il resto... E' necessario fermare il mercatismo, l'ideologia
forsennata dello sviluppo forzato spinto dalla sola e assoluta forza del
mercato. (altrimenti) spinto dalla globalizzazione il dragone cinese farà
propria con il suo consenso e possiederà la mite e gentile Europa". Una
catastrofe che ha, secondo il Tremonti-pensiero, anche una duplice data
d'inizio: il 9 novembre del 1989, caduta del muro di Berlino e il 15 aprile del
1994, giorno dell'accordo del Wto sul libero commercio mondiale. Questa
catastrofe "giustifica" anche il terrorismo internazionale, che altro
non sarebbe se non "una modalità barbarica di difesa dell'identità, della
memoria, della tradizione". Un linguaggio che sfiora persino i messaggi
delle Br allorché bolla il WTO come "comitato d'affari delle
multinazionali, pensato come la centrale di sviluppo della modernizzazione del
mondo, prodotta dal mercato". Per Tremonti, dunque, la mondializzazione
non è l'esito non predeterminato dell'incrocio tra fenomeni epocali diversi (la
fine della divisione del mondo tra mercato libero e mercato socialista, la
dinamica dirompente della rivoluzione telematica, la libera circolazione dei
capitali, l'ingresso di centinaia di milioni di uomini nell'era industriale) ma
il prodotto di un "complotto", per cui si chiede: "A che tipo di
persone va attribuita la colpa di questa folle accelerazione della Storia,
perché non è affatto vero che nessuno l'ha avviata?" Ed eccoci al clou: se
è un complotto avviato da qualcuno, è altrettanto possibile che forze avverse
possano ora rovesciarne il corso. L'assunto è falso e la conclusione anche ma,
pur tuttavia, l'appello a costruire un'Europa fortezza, cristiana e
protezionista, può avere una grande forza attrattiva, aggregante e
sciaguratamente vincente. Anche se apre un futuro internazionale oscuro e
conflittuale.
( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina X - Milano Il
caso Emergenza Sas al Forlanini aereo rientra a terra dopo la partenza PRIMA -
alle 16.15 - un aereo Alitalia diretto a Bruxelles, poi - alle 17.30 - un aereo della Sas (la
compagnia coinvolta nella strage dell'8 ottobre 2001): partono e rientrano poco
dopo il decollo a Linate. Nel primo caso, il malfunzionamento di uno dei
generatori, nel secondo una non meglio precisata "emergenza di tipo
tecnico" hanno fatto decidere al personale di bordo il rientro in aeroporto.
La pista del Forlanini è stata chiusa per circa dieci minuti e sono state
attivate tutte le procedure previste in questi casi.
( da "Repubblica, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Il caso "Prenotazioni Alitalia in ripresa ora
serve un piano per il rilancio" ROMA - é una "fase di necessaria
attesa" per Alitalia, in vista del prossimo
insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una
soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo sottolinea il leader dei
piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento estremamente
delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di fiducia.
"Siamo in ripresa - dice - dopo un momento drammatico per il crollo delle
prenotazioni". Un nuovo fronte di crisi, con le prenotazioni in calo di
oltre il 40%, che si era aggiunto nelle ultime settimane ad una situazione
economica sull'orlo del commissariamento. Colpa del clima di sfiducia
"innescato dal ripetersi di annunci allarmanti" che ha portato ad un
calo di prenotazioni "significativo da parte dei tour operator stranieri,
che non si fidano per l'instabilità della situazione. Le prenotazioni dei
clienti italiani sono invece rimaste quasi le stesse". Segnali positivi,
dice Berti arrivano anche da nuove iniziative: "Di solito fanno fatica a
partire. Il nuovo volo per Los Angeles, invece, registra ottimi risultati.
Certo - avverte Berti - bastano un annuncio negativo o dichiarazioni
istituzionali mal gestite a fare grosse danni". Ma Alitalia
attende il governo ed un nuovo piano con tempi di sopravvivenza che restano
strettissimi nonostante il prestito da 300 milioni di euro.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Tavolo - secondo la
ricostruzione del Messaggero - i massimi vertici di Lufthansa e quelli di
Unicredit. Oggetto della conversazione, lunga e approfondita, il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio
attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana guidata da
Alessandro Profumo ha sondato gli umori degli uomini del "colosso"
tedesco. È stato un giro di orizzonte a 360 gradi per capire dove la compagnia
di Colonia è disposta ad arrivare. I tedeschi hanno le idee chiare.
Chiedono in sostanza tre cose: chiarezza sui conti di Alitalia,
strategie mirate al rilancio e che la "cordata italiana" guidata da
Ermolli sciolga i nodi strutturali insieme ai sindacati.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
I
tedeschi chiedono conti a posto, pax sindacale e rilancio. Incontro con
Unicredit Alitalia, le condizioni di Lufthansa di
UMBERTO MANCINI.
( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-05 num: - pag: 1 categoria:
BREVI FOCUS Centomila in Italia i figli di coppie gay di Monica Ricci
Sargentini e Cesare Rimini alle pagg. 8 e 9 Cultura Anna
Banti e gli altri Il '900 dimenticato di Paolo Di Stefano apagina31
CorrierEconomia Alitalia,
arriva il "sì" di Marco Fossati di Maria Silvia Sacchi alle pagine 4
e 5 dell'inserto Da mercoledì I Simpson - Classici Bart Wars. I Simpson
colpiscono ancora In edicola a 9,99 euro Dal 7 maggio.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Rolla
l'Alitalia. Il Tesoro invita tutti i potenziali acquirenti a
presentare le manifestazioni di interesse.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ndici ore. Infine,
alle prime ore del mattino del 16 marzo, si decide di accettare l'offerta di
Air France-Klm.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA
- In un contesto che resta delicatissimo Alitalia "è in ripresa"
sul fronte delle prenotazioni dopo "un momento drammatico" per il
clima di sfiducia innescato "dagli annunci negativi sul futuro della
compagnia che avevano portato ad un crollo delle prenotazioni soprattutto da
parte dei tour operator stranieri". Lo dice il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che
parla di una situazione di "necessaria attesa", oggi, in vista
dell'insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una
nuova soluzione dopo il fallimento delle trattative con Air France. "Si
stanno muovendo molti imprenditori", spiega il leader dei piloti,
riferendo anche di "contatti informali" con i sindacati. In questa
fase, per il presidente dell'Anpac (che rappresenta oltre la metà dei piloti di
Alitalia) "è essenziale che la politica ed il
nuovo governo lavorino non solo sulla ricerca di finanziamenti utili alla
formazione di una cordata ma soprattutto nella definizione di un piano
industriale credibile". Quanto alla azienda "preoccupa"
l'intenzione dei vertici di Alitalia di voler portare
comunque avanti, in questa fase, le misure di ristrutturazione previste dal
piano di sopravvivenza messo a punto la scorsa estate: "Andare avanti
senza un piano è un controsenso. Discuterne nell'ambito del piano di Air France
aveva una logica, farlo invece in questo momento, senza un obiettivo, sarebbe
una cosa estremamente pericolosa, porterebbe solo ad indebolirsi favorendo la
concorrenza".
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - L'incontro, rigorosamente top secret, è avvenuto pochi giorni fa in
Germania. Allo stesso tavolo i massimi vertici di Lufthansa e quelli di
Unicredit. Oggetto della conversazione, lunga e approfondita, il dossier Alitalia. Dossier riaperto dopo l'addio ufficiale di Air France. Proprio
attraverso la controllata Hypovereinsbank, la prima banca italiana ha sondato
gli umori degli uomini del "colosso" tedesco. Un giro di orizzonte a
360 gradi per capire dove la compagnia di Colonia è disposta ad arrivare e
quali potrebbero essere le condizioni per un intervento organico.
Alessandro Profumo, presente al meeting di Monaco, ha ascoltato, consapevole
del ruolo che il gruppo Unicredit-Hvb ha in Germania. I manager di Wolfgang
Mayrhuber - secondo quanto risulta a Il Messaggero - hanno delimitato il campo
e messo i paletti. Facendo capire a chiare lettere che non sono disposti ad
intervenire in maniera massiccia, sopratutto non vogliono che un eventuale
coinvolgimento possa avere ripercussioni sul rating della compagnia, ossia
sull'accesso al credito. In un contesto di mercato non certo esaltante per il
settore aereo. Insomma, Lufthansa non ha nessuna intenzione di svenarsi per Alitalia. Che, ricordiamolo, ha in cassa poco più di 180
milioni di euro e ne perde oltre 1 al giorno. Semmai i tedeschi sono pronti ad
avere una quota di minoranza, partecipando alla cordata italiana che il
"superconsulente" di Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli, sta mettendo
in piedi. A Profumo i tedeschi hanno illustrato uno scenario molto
"conservativo" e prudente. Perchè a Lufthansa il mercato italiano fa
gola, così come dimostrato dall'intervento per Malpensa. Ma prima di scendere
in campo serve un quadro chiaro, con responsabilità e ruoli definiti.
Altrimenti dietro-front. Mayrhuber ha fatto intendere che i tedeschi non
metteranno un euro se l'assetto di Alitalia resterà
quello attuale. Discorso diverso se si tirerà una riga sul passato, magari
costituendo una "bad company". Nella quale far confluire le
inefficienze strutturali, cioè i segmenti della compagnia che non vanno o che
vanno ripensati. Per rilanciare invece la parte sana e produttiva. In una
"Nuova Alitalia", razionale e
"ripulita" dai debiti, Lufthansa è ben disposta ad entrare, come
partner industriale forte. Questo non significa che sia necessario l'intervento
di un commissario - auspicato da molti per sciogliere molti nodi strutturali -
ma certamente qualcuno deve prendersi l'onere di mettere ordine nei conti e
nelle strategie della compagnia tricolore. Compiti - sempre a giudizio dei
tedeschi - che dovrebbe svolgere il socio italiano, coinvolgendo le parti
sociali e il Governo. Una volta definito questo quadro e ottenuto il via libera
dai sindacati, Colonia potrebbe fare il gran passo, dando tutto il supporto
industriale necessario. Solo allora Unicredit, che ha solo registrato la
posizione, potrebbe decidere come muoversi. Colonia sa bene che la
"cordata tricolore" - di cui faranno parte Salvatore Ligresti,
Marcellino Gavio e Marco Tronchetti Provera - ha un assoluto bisogno di un
supporto con esperienza nel settore. Lo hanno ripetuto un po' tutti gli
imprenditori chiamati in causa. E lo hanno fatto capire anche quelli che sono
alla finestra, primo tra tutti il gruppo guidato da Gilberto Benetton. Anche la
cordata romana, capitanata da Fabio Verna, ritiene necessario, anzi
indispensabile, trovare una sponda importante in Germania. Adesso bisognerà
vedere se le intenzioni dei tedeschi, magari ulteriormente affinate nelle
ultime ore, verranno ribadite anche negli incontri con gli uomini di Palazzo
Chigi. E, soprattutto, se saranno formalizzate. A Colonia non hanno fretta, a
Roma certamente sì. Non è escluso infatti che emissari delle due parti
stabiliscano un primo contatto. Per aprire, nei giorni a venire, una vera e
propria trattativa.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di euro. Una somma
che di per sé permetterebbe di operare al massimo per due-tre mesi. Una boccata
di ossigeno è in arrivo con il prestito già deciso dal governo Prodi, anche su
pressione della maggioranza di centro-destra: 300 milioni che dovrebbero
permettere di affrontare l'estate. Nella prima parte di quest'anno la compagnia
ha già recuperato tutte le risorse disponibili, incassando con procedura rapida
i crediti fiscali vantati verso lo Stato e cedendo le azioni Air France che
aveva in portafoglio.
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANTONELLO DOSE E
MARCO PRESTA TRA moglie e marito, non mettere il bollito. Da uno studio del
Mauri Lab, un osservatorio laboratorio internazionale, condotto su oltre 50
esperti tra psicologi, sociologi, avvocati matrimonialisti, mediatori
familiari, architetti e chef, risulta che la maggior parte dei conflitti
coniugali si verifica in cucina, a causa di ciò che viene servito a tavola. Che
in una lite di coppia si possa arrivare a tirarsi i piatti è cosa risaputa, che
i piatti stessi però contengano delle pietanze, ci sorprende. Lui e lei,
quindi, non vanno in crisi solo per il calo del desiderio o per un tradimento o
ancora per la routine quotidiana, ma anche per un sugo attaccato o per una
besciamella che ha fatto i grumi. Insomma, l'italiano in una storia d'amore può
perdonare molto, ma se gli metti il parmigiano sul risotto ai funghi, ti
lascia. Dobbiamo tener presente il fatto che la cucina è l'ambiente casalingo
più frequentato, un luogo dove si discute, si mangia, si fa l'amore (le stesse
attività che si svolgono in una qualsiasi segreteria di partito, non a caso
anch'esse sempre affollate). A differenza della tragedia di Amleto, dove il
dramma comincia con l'apparizione del fantasma paterno, nella famiglia italiana
spesso l'origine delle ostilità è riconducibile all'evocazione del fantasma
materno, culminante nella frase "Però mia madre le lasagne le fa
meglio". Nell'alimentazione le intolleranze possono essere tante, dal
lattosio al glutine, ma quella al modo di cucinare di lei (o di lui) è
sicuramente la più grave. Di questo passo, con ogni probabilità, tra qualche
anno Antonella Clerici verrà indicata come colei che ha inventato una nuova
terapia di coppia. Anche i consigli che i genitori dispensano in genere ai
giovani sposi cambieranno radicalmente: non riguarderanno più la tolleranza, il
dialogo, la sincerità, ma la ricetta esatta del pollo coi carciofi. Sembra
peraltro che la Conferenza episcopale (ma si tratta solo di indiscrezioni)
abbia intenzione di affidare il coordinamento dei corsi prematrimoniali nelle
parrocchie italiane a Gianfranco Vissani, il cuoco umbro reso celebre dal
piccolo schermo. In tal senso, la recente campagna elettorale dei due
schieramenti, pur basata sugli aiuti alla famiglia, non ci sembra aver centrato
l'obiettivo di dare un aiuto concreto alle coppie di recente formazione né a
quelle già consolidate. Alla luce dei fatti, più che quello per i bebè o per i
mutui a tasso variabile, occorre un bonus catering, mirato a risolvere,
attraverso la ristorazione a domicilio, i problemi di quei nuclei familiari in
cui gli attriti nascano dall'incapacità ai fornelli. Peccato che nessuno ci
abbia ancora pensato. Nel frattempo, di fronte ad un'emergenza sociale così
seria e preoccupante, sentiamo il dovere di suggerire alle coppie in crisi
culinaria una soluzione per fronteggiare momentaneamente la situazione: la
pasta burro e parmigiano. È gustosa e impossibile da sbagliare, un palliativo
semplice ma efficace in attesa di apprendere come impanare una cotoletta o
preparare la zuppa di pesce. E per i casi disperati,
esistono le rosticcerie. Certo, si tratta di rimedi temporanei, come il prestito
ponte di 300 milioni all'Alitalia, ma la filosofia che li ispira è profondamente italiana: in
attesa che accada qualcosa, mettiamoci una pezza. Poi si vedrà.
( da "Corriere della Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-05 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE
Società Un saggio curato dal giuslavorista apre al dialogo I diritti del lavoro
e le regole di mercato Il "metodo Ichino" di NICOLA ROSSI C om'è
giusto, la proposta rivolta da Silvio Berlusconi a Pietro Ichino di entrare a
far parte del prossimo governo ha lasciato sperare molti (me per primo) che la
legislatura che va a cominciare possa essere diversa da quelle che l'hanno
preceduta almeno sotto il profilo dei rapporti parlamentari fra maggioranza ed
opposizione e la risposta ineccepibile data da Pietro Ichino non solo non
cancella questa speranza ma la alimenta. Il che, però, non ci deve impedire di
riflettere sul contenuto di quella proposta mirata, per usare le parole dello
stesso Ichino, ad un "accordo tra maggioranza e opposizione sulla politica
del lavoro...: accordo, certo, auspicabile, considerati i difetti gravissimi di
funzionamento del nostro mercato del lavoro". Il punto di partenza ce lo
offre lo stesso Ichino con il suo, interessante e recente, Il diritto del
lavoro nell'Italia repubblicana (Giuffrè). Capisco che la formazione di un
nuovo governo è attività impegnativa, ma forse Silvio Berlusconi avrebbe tratto
non pochi spunti di riflessione, in particolare, dalla lettura del capitolo
(dovuto a Riccardo del Punta) relativo alle evoluzioni del diritto del lavoro
nell'ultimo quindicennio. Con la certezza di far torto alla ricchezza di
argomentazioni contenute in quelle pagine (e sperando nella benevolenza dei
giuristi verso un economista che si occupa di loro), a me sembra che da esse emerga
un insegnamento di fondo: in quest'ultimo quindicennio lo sforzo di molti - da
Tiziano Treu a Massimo D'Antona, da Marco Biagi a Pietro Ichino - è stato
quello di aprire le porte della cittadella del diritto del lavoro, di
contribuire all'abbandono dell'idea di "autosufficienza" e spesso di
vera e propria "autoreferenzialità " proprio della impostazione più
ortodossa del diritto del lavoro, di suggerire che la coerenza interna del
sistema andava ricercata in luoghi e spazi culturali diversi e più ampi di
quelli tradizionali. Rileggendo, per esempio, con Tiziano Treu i valori
costituzionali per ritrovarvi le parole "equità" e "solidarietà
", certo, ma anche "competizione ", "merito" e
"opportunità". Facendo, con Massimo D'Antona, del diritto del lavoro
esteso al lavoro pubblico il canale per una maggiore efficienza dell'azione
amministrativa. Guardando, con Marco Biagi, all'Europa come leva
modernizzatrice per il diritto del lavoro italiano. Collocandosi, con Pietro
Ichino, al confine fra economia e diritto del lavoro per sottolineare che ai
valori di quest'ultimo spesso e volentieri non corrispondono gli scopi che quei
valori dovrebbero, in linea di principio, perseguire o, in altre parole, per
domandarsi se il diritto del lavoro serve, per esempio, a tutti i lavoratori
(disoccupati compresi) o solo a parte di essi. Ora, a mio modo di vedere,
questa progressiva apertura in direzioni solo apparentemente diverse ma nella
sostanza coincidenti non è altro che la traduzione, in un campo e in una
disciplina specifica, della progressiva e inarrestabile integrazione,
geografica ma non solo, dei mercati prevalente negli ultimi decenni, da un
lato, e del corrispondente progressivo affermarsi di una cultura liberale (la
caricatura della cultura "mercatista" è, fuor di polemica, solo una
caricatura) e di uno dei suoi assunti di fondo: la liberalizzazione dei mercati
e la loro regolazione in nome dell'efficienza (il mercato del lavoro è un buon
esempio, sotto questo aspetto) non ammettono eccezioni di sorta o zone franche.
E non per motivi ideologici ma semplicemente perché singoli mercati
liberalizzati in contesti pesantemente regolati sono, solitamente, la fonte di
iniquità e conflitti distributivi. Del resto, è la storia italiana di
quest'ultimo quindicennio ad insegnarcelo: aver fatto passi avanti nella
direzione della liberalizzazione del mercato del lavoro senza farne altrettanti
La proposta Ora sarebbe necessaria una riforma condivisa allo statuto dei
lavoratori in altre direzioni certamente non meno importanti (dai servizi
pubblici locali all'energia, dall'università al credito, dalle assicurazioni
alla casa, per far solo alcuni esempi) non è estraneo alla trasformazione
progressiva di alcune forme di flessibilità in precarietà. La flessibilità in
un solo mercato - di più, in un solo aspetto di un solo mercato, quello
contrattuale - implica solo una cosa: che l'intero costo di quella flessibilità
(piuttosto che essere spalmato sull'intero sistema) viene concentrato su una
platea molto ristretta. Solitamente i più deboli in quel mercato. Ed è qui che,
se è lecito, casca l'asino. Riscrivere lo Statuto dei lavoratori è necessario
ed urgente e sarebbe cosa buona e giusta se lo si facesse in termini condivisi.
Ma poi? Che senso avrebbe un nuovo Statuto dei lavoratori in un contesto
governativo in cui si pensa di assegnare il ministero del Welfare ad un
esponente del partito che si è distinto, negli ultimi anni, per una difesa
strenua dei privilegi dei lavoratori pubblici, da un lato, e dei taxisti,
dall'altro, ed in cui è pensabile che il ministero della Funzione pubblica
venga usato come termine di scambio politico e non già come strumento di
cambiamento? Che senso avrebbe riscrivere le regole di fondo del mercato del
lavoro in un contesto governativo in cui il disagio rispetto alle regole
europee, da un lato, ed alle regole del mercato, dall'altro, sono già manifesti: Alitalia docet (per inciso, l'idea che l'Agenzia per l'attrazione degli
investimenti esteri venga utilizzata per scongiurare l'arrivo di un investitore
estero è esilarante, ma l'idea che gli organi sociali non pensino, di
conseguenza, di rassegnare il loro mandato è stupefacente). Sarò lieto
di essere smentito, ma il rischio di riproporre, ancora una volta, la
"flessibilità in un solo mercato" è concreto. Una economia aperta e
liberale è fatta di poche regole chiare e valide per tutti e di un quadro di
certezze. In questo contesto, l'incontro fra maggioranza ed opposizione sui
grandi temi è possibile e, credo, opportuno. Ma temo che poche regole siano
vaghe ed incerte come quella che sembra costituire la stella polare della
maggioranza uscita dalle urne: "il mercato quando possibile, lo Stato
quando necessario". Manifestazione contro la modifica dello statuto dei
lavoratori (foto Fracchia) PIETRO ICHINO (A cura di) Il diritto del lavoro
nell'Italia repubblicana GIUFFRè PP. 612, e 65.
( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 18 del 2008-05-05
pagina 1 Avaria in volo: aereo della Sas rientra a Linate di Redazione Per
un'emergenza di tipo tecnico nel pomeriggio di ieri un aereo della compagnia
scandinava Sas è stato costretto a far ritorno e ad atterrare a Linate poco
dopo essere decollato alle 17,30. Il rientro è avvenuto senza problemi cinque
minuti dopo e il velivolo è poi autonomamente rientrato nella piazzola di
sosta. A bordo vi erano 152 passeggeri oltre a 4 membri dell'equipaggio: paura
tra i viaggiatori, ma nessuna conseguenza per le persone. La pista di Linate è
stata chiusa per 10 minuti, sono state approntate tutte le procedure previste
in questi casi con mezzi e personale pronti a intervenire. Sempre
a Linate anche un volo Alitalia delle 16.15 diretto a Bruxelles è tornato in aeroporto 15 minuti
dopo essere decollato. In questo caso, secondo quanto spiegato dalla compagnia
di bandiera, non è stata dichiarata l'emergenza. Una spia ha segnalato il
malfunzionamento di uno dei generatori e per motivi di sicurezza si è deciso di
atterrare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
I numeri dei comuni
costieri da recco a sestri sul sito dell'agenzia delle entrate L'ex numero uno di Alitalia (residente a Rapallo) ha un imponibile di quasi 3 milioni. I
primi
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Cgil: "Il
governosostenga Fincantieri" dopo l'approvazione del bilancio Azienda a
corto di liquidi, invocato l'intervento pubblico. Ma la Cisl non esclude la
quotazione: "La politica ora decida" 01/05/2008 Genova. Sindacati
divisi sul bilancio Fincantieri: comune è la preoccupazione per la scarsa
liquidità ma la strada per uscirne indicata dalla Cgil diverge da quella
indicata dalla Cisl. I conti dell'azienda sono positivi - aumenta il valore
della produzione e il margine operativo lordo, mentre l'utile netto rimane
stabile a 45 milioni di euro - ma preoccupa la mancanza di soldi per portare
avanti gli investimenti previsti dal piano industriale. Nuova liquidità
dovrebbe arrivare dalla quotazione in Borsa - almeno secondo i programmi mai
portati a termine dal precedente governo - ma la Cgil continua a non vedere di
buon occhio quest'ipotesi. "Siamo preoccupati per la liquidità - conferma
Sergio Ghio, segretario territoriale della Fiom Cgil del Tigullio -. Occorre
trovare risorse per investire nei cantieri: le strade percorribili sono il
finanziamento dalle banche, ma anche un sostegno da parte
del governo che sta aiutando Alitalia, azienda che, a differenza di Fincantieri, accumula giornalmente
nuove perdite. Inoltre sollecitiamo l'impegno del governo per risolvere i
problemi legati alla concorrenza dei coreani di Stx che hanno acquisito il 39
per cento del pacchetto azionario della norvegese Aker Yards".
L'avanzamento degli asiatici rischia di insidiare la produzione nazionale ed
europea e Cgil attende che si pronunci la Ue. "La prossima settimana
contiamo di varare la piattaforma dell'integrativo - aggiunge ancora Ghio -
strumento che potrebbe dare risposte al problema salariale". Non dice no
alla quotazione, invece, la Cisl che però, in una nota, invita la politica a
muoversi una volta per tutte in tempi rapidi: "Come Fim Cisl - annuncia
Tiziano Roncone, segretario regionale - lanciamo un allarme alla politica,
all'azienda e ai lavoratori, perché l'azienda venga messa in condizioni di
effettuare i grossi investimenti necessari per continuare ad affermarsi, anche
nei mercati internazionali". 01/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ermanno marocco Il
nuovo governo, scaturito dalle elezioni del 13 e 14 aprile non si è ancora
insediato ma sta già affrontando tra polemiche e divisioni interne alcuni dei nodi
più gravi per lo sviluppo del nostro Paese. La prima vera
contesa è sul destino di Alitalia e del più grande aeroporto del Nord, Malpensa. Si intrecciano
soluzioni che si richiamano a presunti interessi nazionali (dobbiamo avere una
compagnia di bandiera sostenuta da capitali italiani) o della sola Pianura
padana (lasciamo fallire la compagnia aerea e rilanciamo Malpensa). In
realtà abbiamo bisogno sia di una compagnia aerea in salute sia di un buon
aeroporto intercontinentale, obiettivo raggiungibile se coglieremo alcune
possibilità che il calendario ci offre. Nel 2011 e nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 106 "Lo sciopero? Se lo conosci lo eviti" Ugo Multineddu
racconta la sua azienda senza sindacato --> Ugo Multineddu racconta la sua
azienda senza sindacato Il diritto di sciopero secondo lo storico imprenditore
sassarese. Che, a 81 anni compiuti, dice: "È un danno per tutti". DAL
NOSTRO INVIATO PAOLO PAOLINI SASSARI Da Sedilo a Oristano viaggiavano in
quattro: "Io con babbo, carretto e cavallo. Compravamo anfore e beni di
prima necessità da rivendere nella nostra zona, la trasferta durava otto
giorni, ritorno compreso". Ugo Multineddu ha 81 anni, "in euro
quaranta e mezzo", e ha smesso da un pezzo di fare il venditore ambulante
per diventare il re dei supermercati di Sassari. Alla sua corte
quattrocentosessanta dipendenti fissi, altri quaranta nelle cooperative che si
occupano delle pulizie e neppure un sindacalista: "Sono amico di tutti, ma
certa gente non la voglio nelle mie aziende, altrimenti preferisco
chiudere". Fama di duro e qualcosina di più, ha sollevato le serrande del
primo market nel 1961: "In quegli anni ero inesperto, anche nei rapporti
col personale. Però una cosa l'ho sempre avuta chiarissima: non è giusto
scioperare. Provoca danni a tutti, anche ai lavoratori. Ci vorrebbero altri
sistemi per raggiungere un accordo". Non che il problema l'abbia mai
sfiorato: "Sono amico dei miei dipendenti e infatti nessuno si è mai
sognato di scioperare, forse perché sono legati all'azienda, li pago puntualmente".
I rapporti con le rappresentanze sindacali aziendali? "Francamente nessuno
ha mai tentato di costituirne una. Anzi sì, è accaduto così tanti anni fa che
quasi l'avevo dimenticato. Arrivarono nel mio supermercato due sindacalisti che
tentarono di convocare un'assemblea durante l'orario di lavoro. Dissi:
"Per cortesia, adesso non si può". Furono talmente insistenti che fui
costretto a mandarli via. A quei ritmi avrei chiuso l'azienda, è un sistema che
non mi appartiene". I suoi dipendenti sono iscritti al sindacato? "In
tutto una decina, e solo perché si fanno fare la denuncia dei redditi".
Però avrà avuto qualche vertenza con i sindacati. "Il compito del
sindacato è difendere i lavoratori facendo da tramite tra imprenditore e dipendenti,
senza usare la forza, la minaccia". L'hanno denunciata? "Io ho
licenziato due dipendenti che rubavano e uno che ha superato il periodo di
malattia massimo previsto dalla legge. E mi risulta che loro siano andati a
raccontare versioni fantasiose dei fatti. Comunque il giudice mi ha sempre dato
ragione". I fannulloni? "Sono pochi, una media fisiologica è il 5 per
cento. Però ho anche dipendenti che sono attaccati all'azienda come fosse loro.
Io mi sono sempre divertito lavorando, prima anche diciotto ore al giorno, adesso
mi fermo a dodici, e per fortuna c'è tanta gente che la pensa come me".
Quant'è lo stipendio di un commesso? Solleva la cornetta e gira la domanda a un
contabile. "Millecento euro". E secondo lei come campa con quella
somma? "Dipende dal suo tenore di vita. Se è normale, non ha problemi. Se
deve comprare la macchina, questo e quest'altro, allora il discorso
cambia". Gli imprenditori incapaci? "Parecchi. Al giorno d'oggi sono
una minoranza quelli che sanno fare il loro mestiere". Quelli che campano
di contributi? "Nel commercio non è possibile, negli altri settori sono
tantissimi, inseguono leggi e leggine che assicurano finanziamenti regionali,
nazionali ed europei". Iscritto a un'associazione di categoria?
"Confcommercio". Soddisfatto? "C'è qualcosa di buono, ma
dovrebbe fare molto di più". Quanto pesa la politica nei suoi affari?
"Nulla, anche meno. Sono amico di tutti i politici, ma ammiro Gavino Sale.
Sono per l'indipendenza della Sardegna, saremmo dovuti essere i più ricchi
d'Italia, invece abbiamo rinunciato all'agricoltura. Io sono anche per
costruire, ma con criterio. Avete presente Porto Cervo?" Negozi aperti
anche durante le feste? "Sempre, domeniche e festivi compresi, magari
lascerei chiuso a Natale e Pasqua". L'Alitalia? "Era una compagnia sana, ora non sta in piedi. Vorrei che
fosse salvata, ma non con i soldi dei contribuenti, magari privatizzandola e
dotandola di manager adeguati". Cattolico? "Sì". Per il Vangelo
la ricchezza è un peccato. "Sono ricco di altre cose, non di soldi, quindi
non sento di commettere un peccato mortale. E poi se uno lavora, anche
se è cattolico, ha diritto a ricevere un compenso adeguato". Se rinascesse
dipendente dei Multimarkets, troverebbe la prima scusa utile per licenziarsi?
"Continuerei a fare questo lavoro per sempre". (9 - fine).
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia di bandiera
Il sindacato dei piloti: "Segnali positivi dal mercato straniero". Ma
è grande l'attesa per i prossimi passi del governo 05/05/2008 roma. È una
"fase di necessaria attesa" per Alitalia, in vista del prossimo
insediamento del nuovo governo e della possibilità che si concretizzi una nuova
soluzione dopo l'uscita di scena di Air France. Lo ha sottolineato ieri il
leader dei piloti, Fabio Berti, presidente dell'Anpac, che in un momento
estremamente delicato per il futuro della compagnia coglie anche segnali di
fiducia. "Siamo in ripresa", dice, dopo "un momento
drammatico per il crollo delle prenotazioni". Un nuovo fronte di crisi,
con le prenotazioni in calo di oltre il 40%, che si era aggiunto nelle ultime
settimane ad una situazione economica sull'orlo del commissariamento. Colpa del
clima di sfiducia "innescato dal ripetersi di annunci allarmanti" che
ha portato ad un calo di prenotazioni "significativo da parte dei tour
operator stranieri, che non si fidano per l'instabilità della situazione. Le
prenotazioni dei clienti italiani sono invece rimaste quasi le stesse".
Segnali positivi, dice Berti, arrivano anche da nuove iniziative: "Di
solito fanno fatica a partire. Il nuovo volo per Los Angeles, invece, registra
ottimi risultati. Certo - avverte Berti - bastano un annuncio negativo o
dichiarazioni istituzionali mal gestite a fare grosse danni". Alitalia attende il nuovo governo ed un nuovo piano con
tempi di sopravvivenza che restano strettissimi. La boccata d'ossigeno del
prestito ponte del governo per 300 milioni, su cui pende ancora il rischio di
una bocciatura di Bruxelles, "non può servire a rilanciare l'azienda così
comèè oggi", dopo la ritirata di Air France "deve servire a costruire
una nuova soluzione". Nell'attesa di nuovi potenziali acquirenti l'azienda
preme per portare avanti le misure di ristrutturazione previste dal piano di
sopravvivenza messo a punto la scorsa estate. I sindacati hanno risposto che in
questa fase di transizione sarebbe inutile e dannoso: "Ci preoccupa molto
il fatto che si stia procedendo ad una eccessiva razionalizzazione, fermando 37
aerei nel 2008. È lo stesso numero previsto da Air France, ma in quel caso era
nell'ambito di un progetto, c'era una logica, mentre in una situazione di
incertezza sarebbe un controsenso: oggi non c'è un piano, non c'è un obiettivo,
si rischia solo di favorire la concorrenza". E perdere oggi quote di
mercato sarebbe "una cosa drammaticamente pericolosa". Tornare al
tavolo a discutere di esuberi? "Assolutamente non se ne parla - dice Berti
-. Se qualcuno crede che il progetto Air France non c'è più ma si può andare
avanti nelle razionalizzazioni si sbaglia: è un errore delle relazioni
sindacali, ma soprattutto un errore di strategia industriale". 05/05/2008.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Sondaggi&Dintorni Dove si giocherà la
"luna di miele" di Galùp Oltre il 70% degli italiani in età di voto
esprime la fiducia che, questa volta, il governo che Silvio Berlusconi
presenterà al Capo dello Stato la prossima settimana saprà operare tutti i
cambiamenti necessari per sradicare dall'Italia quei comportamenti permissivi
sulla sicurezza e lassisti in campo economico/lavorativo che contrassegnano da
circa un secolo la storia patria. Ed addirittura oltre il 90 per cento del 70
per cento di cui sopra è sicuro che entro i primi tre mesi il governo Berlusconi
riporterà in vigore la legge Bossi-Fini sull'immigrazione, chiuderà
la partita Alitalia senza
ulteriori aggravi per i contribuenti e le casse dello stato, rimetterà al suo
posto il fisco spione e occhiuto voluto dal viceministro del centrosinistra
Visco ed infine darà il via ad una serie di grandi opere, in primis l'alta
velocità ferroviaria, piano case per i giovani e famiglie a reddito medio
basso, infrastrutture per l'Expò di Milano del 2015 grandi opere che
faranno schizzare verso l'alto i valori della crescita economica e della
creazione di nuova occupazione. Giova ricordare che queste opinioni, in caso i
vittorie elettorali molto pesanti da parte di un leader politico, sono sempre
state riscontrate in ogni parte del mondo sia accaduto e sempre si riscontreranno.
Gli elettori pensano ai poteri taumaturgici del leader. Se però questi poteri
non si manifestano ecco il crollo di popolarità, come è accaduto al presidente
francese Sarkozy, salvo poi la curva riprendere a risalire. In Istituto abbiamo
l'impressione, fortificata dai focus group condotti lungo l'asse pedemontano
dall'ottimo nostro preziosissimo dottor Otto Sacher, che i capitoli
sicurezza/immigrazione illegale e Alitalia/Malpensa
saranno quelli si cui si giocheranno la luna di miele e i cento giorni del
nuovo governo.
( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Elezioni politiche dell'11
maggio: Bruxelles promette l'"Associazione alla Ue" se vincerà la
parte 'europeista'. La Serbia reagisce "Nessuno riuscirà a farci
prigionieri" Alla vigilia delle elezioni di domenica, spunta improvviso
anche un megacontratto della Fiat per acquisire la Zastava Ennio Remondino
Belgrado L'amico serbo mi spiega che si tratta di Vuci za nos: traduzione
letterale, "tirare per il naso", significato comune più volgare, nel
senso di prendere in giro, o anche, di promessa elettorale. Passando dalle
lingue agli esempi, la "cordata italiana" per Alitalia prima delle elezioni, è stata
una Vuci za nos d'alta scuola. "L'accordo di Stabilizzazione e
Associazione con l'Unione europea promesso alla Serbia e firmato dal Presidente
Tadic e il mega contratto Fiat per l'acquisizione della Zastava, sono
semplicemente Vuci za nost", conclude Miodrag, smaliziato dalla scuola del
tirate per il naso del vecchio Milosevic. Non perché la Fiat "tiri
per il naso" qualcuno, quanto per i modi e i tempi di un accordo tutto
ancora da definire nei dettagli d'investimento e nei risultati di occupazione,
si preoccupa di spiegare l'amico che di lavoro e benessere n'avrebbe tanto
bisogno. A tirare per il naso, insomma, i politici locali, quelli più vicini
all'Unione europea, nella sfida elettorale decisiva dell'11 maggio. "Ci
tirano per il naso" La memoria corre a un episodio analogo, meno
clamoroso, che ha segnato la vigilia di un'altra tornata elettorale serba
importante. La partita per la Presidenza della Repubblica del 3 febbraio di quest'anno.
In corsa gli stessi protagonisti di oggi: il "filo europeista" doc
Boris Tadic, l'ultranazionalista Toma Nikolic, e l'enigmatico premier uscente
Vojslav Kostunica, moderatamente conservatore e moderatamente nazionalista - è
stato nel 2000 il protagonista della cacciata di Milosevic -, ma pur sempre
europeista anche lui, che sarà ancora una volta l'ago della bilancia. Allora
come oggi, la questione Kosovo al centro di ogni considerazione politica.
Tutti, a parole, contro la secessione del Kosovo albanese, alcuni disposti a
tutto, anche all'isolamento europeo occidentale, per contrastarlo (Nikolic e
Kostunica), altri disponibili a un compromesso con l'Unione che ha deciso con
gli Stati uniti la creazione del Kosovo albanese (Tadic). Era il giovedì dell'ultima
giornata di campagna elettorale. Tadic che si precipita di prima mattina in
Kosovo a rincorrere voti destinati a Nikolic. Nel pomeriggio, comizio
conclusivo sulla piazza di Belgrado. In mezzo, a sorpresa, "pranzo di
lavoro" con una delegazione industriale italiana. Soltanto il tempo di una
serie di strette di mano per fotoreporter e telecamere, e via a correre. Allora
si trattava di scarpe. Le prestigiose Geox della traspirazione sportiva. A
Belgrado era arrivato persino il proprietario Mario Moretti Polegato. Una
semplice intenzione di decentramento produttivo che sui telegiornali serbi
della sera diventa un accordo industriale definito, con 50 milioni di
investimento e 3 mila 500 posti di lavoro. Resta da dire che al momento le
Geox, in Serbia, esistono soltanto nei negozi delle griffe europee di Knez
Mihailova. Nessuna fabbrica, nessun investimento. Speriamo che con la Fiat sia
una cosa diversa. La Vuci za nos dell'Unione europea è più trasparente. Basta
spulciare tra comunicati, agenzie, dichiarazioni. Il più diretto è stato il
collega Alvise Armellini, di Apcom. "Alla fine l'assist della Ue a favore
degli europeisti in Serbia in vista del voto dell'11 maggio è arrivato. Ma si
tratta di un regalo congelato", scrive Armellini, ricordando che tutto resta
vincolato alla consegna del latitante Ratko Mladic. "In termini pratici,
quindi, non cambia molto", è la conclusione. Un regalo congelato
"Assist" e "regalo congelato": dal calcio alla gastronomia
per dirci di un'interferenza internazionale a favore di una parte politica
all'interno di uno stato sovrano che, se proclamata ai quattro venti, diventa
atto di alta diplomazia. La stessa Marisa Ortolani, dell'Ansa, nella sua
cronaca puntuale parte dalla "notizia". "A meno di due settimane
dalle elezioni politiche serbe dell'11 maggio, che decideranno anche la futura
collocazione internazionale della Serbia ..." Le elezioni, il movente
delle decisioni Ue. Altrettanto trasparenti le reazioni politiche. Xavier
Solana, capo della diplomazia Ue ed ex segretario Nato dei bombardamenti del
'99 sulla Jugoslavia, definisce la trattativa "una storia di
successo", e il cronista presente a Lussemburgo ci racconta che il
politico spagnolo è apparso "commosso ed estasiato per il risultato".
"L'accordo è una pietra miliare che segna l'apertura a un'eventuale
candidatura per l'adesione", dichiara il commissario Ue all'Allargamento
Olli Rehn. Pietra miliare ma eventuale. Siamo tornati alla "pre-prima
pietra" dei cinegiornali italiani degli anni '60. Si radicalizza la
divisione politica Decisamente più esplicite le reazioni serbe. "La Serbia
non intende restare prigioniera del passato - dichiara il presidente Tadic - ma
neppure dei conflitti sulla sovranità territoriale originati con la separazione
del Kosovo". Controlettura da parte del premier uscente Kostunica:
"Diciamo alla Nato e a tutti i Paesi dela Ue che hanno riconosciuto il
Kosovo, che questa firma illegale di Tadic non può essere interpretata come
quella della Serbia". Il partito radicale di Nikolic parla addirittura di
"Sigillo di Giuda". Radicalizzazione dello scontro politico insomma,
con le posizioni dell'ex alleato Kostunica ormai in rotta di collisione con la
politica di Tadic. Difficile immaginare di rivederli assieme. Cosa rischia di
accadere, in queste condizioni, in Serbia? Ci affidiamo ai sondaggi elettorali
del CeSID, il "Centro studi per le libere elezioni e la democrazia",
finanziato con 2,4 milioni di euro dalla Commissione europea: fonte
insospettabile di parzialità anti occidentale. Primo partito, i radicali di
Nikolic col 37%, insegue a quasi il 36% la coalizione di quattro diverse
formazioni attorno al presidente Tadic. Terzo e decisivo, il partito
democratico serbo di Kostunica, mentre sono accreditati a un 6-7% i socialisti
e a un 5-6% i liberal-democratici di Jovanovic che il Kosovo lo volevano
regalare agli albanesi da tempo. Conti di coalizione possibile presto fatti.
Nessuno potrà correre da solo e neppure in coppia. Alleanze allargate e quindi
complicate, con Kostunica decisivo. Col rischio che "l'assist
europeo" si trasformi in un clamoroso autogol. (pagina a cura di carla
casalini ccasalin@ilmanifesto.it).
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-2008 STEFANO LIVADIOTTI Gli altarini della casta
sindacale Cgil, Cisl e Uil: l'ottava azienda privata italiana I NUMERI PARLANO
CHIARO di Valter Vecellio "Le allegre finanze del sindacato: la sola CGIL
ha un giro d'affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre
centrali sindacali sono settecentomila, sei volte più dei carabinieri. I loro
permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese
un miliardo e 854 milioni di euro l'anno". Di cosa si tratta? Dello
"strillo" di un libro da leggere, e proprio per questo forse non
viene segnalato: "L'altra casa. L'inchiesta sul sindacato. Privilegi,
carriere, misfatti e fatturati da multinazionale", di Stefano Livadiotti
(Bompiani, pagg.236, 15 euro). Livadiotti scrive per "l'Espresso", e
da oltre vent'anni si occupa di politica e di economia. Picchia forte fin dalle
prime pagine: "I numeri parlano chiaro. E spiegano che Gugliemo Epifani, Raffaele
Bonanni e Luigi Angeletti, insieme ovviamente ai loro predecessori, sono
riusciti nella straordinaria impresa di dilapidare il patrimonio di credibilità
conquistato negli anni dalle loro insegne?L'immagine del sindacato come di un
soggetto responsabile, capace di farsi carico degli interessi generali del
paese, agli occhi degli italiani si è dissolta ormai da tempo. Lasciando il
posto a quella di un'arrogante casta iperburocratizzata e autoreferenziale che
sotto la guida di funzionari in carriera sollecitati dalla voglia del grande
salto nel mondo della politica, ha via via perso il contatto con il paese
reale. Un apparato che, presentandosi come legittimo rappresentante di tutti i
lavoratori, in nome di una concertazione degenerata in diritto si veto pretende
di mettere becco in qualunque decisione di valenza generale. E che in realtà fa
gli interessi dei soli suoi iscritti, sempre più marginali rispetto al sistema
produttivo nazionale, ai quali sacrifica il bene collettivo, mettendosi
ostinatamente di traverso a qualunque riforma rischi di intaccare uno status
quo fatto di privilegi?" (pagg.5-66). Andiamo a rileggere pagine ormai
ingiallite di quotidiani e di riviste, per recuperare la memoria degli insulti
e delle "scomuniche" che venivano scagliate contro chi
"osava" dire quello che Livadiotti dice oggi? Nel migliore dei casi
ci si guadagnava una patente di provocatore, di nemico del popolo lavoratore,
di farabutto di cui diffidare. Vorrà però dire qualcosa che un sondaggio
commissionato da www.lavoce.info, il sito coordinato dall'economista Tito
Boeri, rivelava che solo il 5,1 per cento degli interpellati si sentiva
adeguatamente rappresentato dal sindacato. Il 61,6 per cento si dice invece
convinto che il sindacato non faccia i suoi interessi. L'autore de
"L'altra casta" fa sua la riflessione del professor Bernardo Giorgio
Mattarella, docente di diritto amministrativo: "La base sindacale
rispecchia sempre meno l'articolazione della società e coincide sempre meno con
le categorie più deboli: la frammentazione e competizione tra sindacati rende
poco conveniente per il singolo sindacato, farsi carico degli interessi
generali, rischiando di perdere iscritti". Merita un ideale rogo, il libro
di Livadiotti. Si racconta infatti di Pubblica
Amministrazione e di Alitalia, di ferrovie e di mercato del lavoro; è impressionante l'elenco
"breve", delle proposte per cercare di risolvere questi casi, che nel
solo 2007 sono state cassate dai "Signori NO del sindacato", con un
riflesso reazionario condizionato che scatta perfino quando, nello stallo del
contratto delle tute blu, la FIAT concede anticipi di trenta euro agli
operai: decisione definita "ridicola" e "sciocca" da Gianni
Rinaldini, leader della FIOM; "ostile" e "grave" da Giorgio
Caprioli leader della FIM-CISL; "violenta" da Paolo Nerozzi
segretario generale della CGIL; "risibile" dal segretario della UIL
Angeletti. Stessa reazione quando è stato Diego Della Valle a concedere un
premio di 1.400 euro ai suoi 1.600 dipendenti. La conferenza stampa
immediatamente convocata dal sindacato era all'insegna di: "Per un Tod's
di pane. L'altra faccia di Diego Della Valle". La CGIL ha parlato di
"provocazione", sostenendo che Della Valle ha "una concezione
padronale, tipicamente ottocentesca". Naturalmente poi non ci si deve
stupire se operai e dipendenti in genere si ritrovano più nelle proposte degli
imprenditori che in quelle del sindacato, e se quando si deve andare a votare
si riconoscono più in Berlusconi e Bossi che in Veltroni. Tutto da leggere, poi
il capitolo relativo alle "allegre finanze dei sindacati italiani".
Si racconta come le tre confederazioni siano "l'ottava azienda privata
italiana. Hanno un apparato tentacolare, dove solo i dipendenti diretti sono
ventimila. E' un fatturato da multinazionale, alimentato da un sistema occulto
di finanziamenti statali. Ecco perché si sono sempre rifiutate di rendere
pubblici i loro bilanci...Un miliardo. E' la cifra che aziende ed enti
previdenziali versano ogni anno a CGIL, CISL e UIL trattenendola da stipendi e
pensioni degli iscritti. Che spesso, magari senza saperlo, continuano a pagare
per molti mesi anche dopo aver ritirato la loro delega al sindacato". Si
racconta, nel libro di Livadiotti, della "miniera d'oro" costituita
dai Centri di assistenza fiscale ("una montagna di soldi, tutti
esentasse"); della "riserva di caccia costituita dai patronati
("Hanno il monopolio delle pratiche con gli enti previdenziali, che vale
un giro d'affari da 350 milioni l'anno al riparo da tasse e controlli. E, in
particolare, si raccomanda la lettura del capitolo "Casa mia, casa
mia". Perché è sacrosanto inveire e mobilitarsi contro l'invereconda
disposizione che esenta dal pagamento dell'ICI le proprietà degli enti
ecclesiastici; però se fa torcere le budella che non paghi l'ICI qualsiasi
immobile su cui sia stato apposto un crocefisso, analoga reazione si dovrebbe
avere quando a non pagare sono proprietà del sindacato: "Le confederazioni
sindacali sono tra le maggiori proprietà immobiliari italiane. Possiedono
centinaia di migliaia di metri quadrati. Li hanno ricevuti in regalo alla fine
degli anni Settanta dallo Stato. Che le ha pure esentate dal pagamento
dell'ICI". Il sindacato non paga l'ICI perché l'articolo 7 (c'è sempre un
articolo 7 di mezzo!) lettera I del decreto legislativo n.504 del 30 dicembre
1992, esenta dal pagamento dell'ICI gli immobili di enti non commerciali
"destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali,
previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e
sportive". Essendo, notoriamente, CGIL, CISL e UIL dedite ad attività
assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali,
ricreative e sportive, ecco perché non pagano. Ve lo ricordate Ichino, quando
scrisse il suo "A che cosa serve il sindacato?". Già era costretto a
vivere sotto scorta, per le minacce dei terroristi, che già avevano accoppato
Massimo D'Antona e Marco Biagi. Quel libro venne letteralmente messo
all'indice, dal sindacato: "Chi lo conosce lo evita", sentenziò su
"Il Manifesto" il leader della CGIL funzione pubblica Carlo Podda.
Questo di Livadiotti, che denuncia gli altarini della casta sindacale, si vedrà
riservato, perlomeno, analoga scomunica. Ragione in più per leggerlo. Una dopo
l'altra, le varie "componenti" della casta italiana vengono ben
descritte e "raccontate": s'è cominciato con i politici, poi con
quelle vaticane, i giornalisti, i magistrati; ora il sindacato. Fa ben sperare.
E il silenzio ostile che accoglie questi libri-inchiesta è motivo di cauto
ottimismo.
( da "Voce d'Italia, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sindacati, si'
al dialogo e stop alle morti bianche! Roma, 5 mag. - Un 1 maggio dedicato alla
lotta contro le morti sul lavoro, quello del
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 86 del 05-05-2008 Il "prestito ponte" voluto dal futuro
premier non avrà l'ok dall'Europa Alitalia, un ponte verso il fallimento di Carlo Lottieri Alitalia avrà vita breve in attesa di
un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di imprenditori
italici. L'Ue è sempre più netta al riguardo, asserendo che non sarà possibile
concedere quel prestito-ponte che con il consenso di Berlusconi il governo
Prodi aveva predisposto nella speranza di tenere in vita un'azienda più
che decotta. Una politica responsabile dovrebbe decretare la fine di Alitalia. Il che non sarebbe una tragedia. Anzi: aprirebbe
nuovi orizzonti al nostro mercato. Come volevasi dimostrare: il progetto assai
balzano di un prestito pubblico di 300 milioni di euro da concedersi ad Alitalia potrebbe non andare in porto, e la conseguenza di
tutto ciò è che l'azienda non tirerà a campare qualche altra settimana in
attesa di un'improbabile Aeroflot e di un'ancor più inverosimile cordata di
imprenditori italici. L'Europa è sempre più netta al riguardo, asserendo che
non sarà possibile concedere quel prestito-ponte (ma verso dove?) che con il
consenso di Berlusconi il governo Prodi aveva predisposto nella speranza di
tenere in vita un'azienda più che decotta. A Bruxelles rilevano che si tratta
di un aiuto di Stato che falsa la concorrenza e che quindi è in contrasto con
le norme europee. A questo punto un ceto politico responsabile non ha che una
scelta: decretare la fine di Alitalia (che in fondo
conosce lo stesso destino della belga Sabena e della svizzera Swiss Air) e
aprire una pagina del tutto nuova nel trasporto aereo nazionale. Che
sicuramente sarà migliore una volta che la pratica dell'azienda di Stato sarà
del tutto archiviata. L'ostinazione con cui destra e sinistra hanno cercato di
difendere Alitalia non ha infatti alcuna
giustificazione. In tutti questi anni l'azienda pubblica ha distrutto risorse:
ha tolto denaro alle imprese sane e ben gestite, ostacolando la loro presenza
sul mercato, per finanziare quello che era solo un coagulo di privilegi. Oltre
a questo, Alitalia ha frenato l'economia italiana con
le tariffe esageratamente alte che essa ha potuto imporre su molte tratte: a partire
dalla più importante, che è la Roma ? Milano. In tal modo, l'esistenza di Alitalia ha comportato un costo aggiuntivo su imprese e
famiglie, dato il controllo dei cosiddetti slot (i permessi a volare) le ha
permesso di tenere fuori dal mercato i concorrenti. Per questo motivo, quando
si è deciso di privatizzare tale società si è sostenuto che ogni soluzione
"non italiana" (francese, tedesca, americana o altro) fosse da
preferire a una nazionale, dato che per soggetti più lontani dal nostro mondo
politico sarebbe difficile continuare a detenere i privilegi goduti in questi
decenni. Non c'è dubbio che la soluzione francese sarebbe stata una buona
soluzione. D'altra parte, Air France era l'unica compagnia rimasta in gara.
Ogni altro candidato era stato scoraggiato dalle assurde condizioni che il
governo Prodi aveva voluto introdurre nel bando di vendita: soprattutto a
tutela dei livelli occupazionali. Oggi come oggi, a meno di incredibili
ripensamenti, i francesi non si faranno più vivi e non resta che archiviare
l'azienda e lasciare a casa i dipendenti, ben sapendo che chi chiuderà Alitalia porrà le basi per un'Italia migliore: da più punti
di vista. In primo luogo, senza Alitalia si sarà
chiusa una delle falle che sono all'origine dell'alta tassazione e del debito
pubblico. Per giunta, con la definitiva scomparsa della compagnia di bandiera
sarà più facile immaginare un processo di vera liberalizzazione del mercato
aereo. Ci sarà insomma maggior spazio per soggetti stranieri e anche per nuovi
attori italiani, privati e in grado di stare in piedi da soli. Liquidare
l'azienda di Stato non basta, certo, perché rimane aperto il nodo degli
aeroporti, che continuano ad essere nelle mani dei partiti e vanno invece
venduti quanto prima a privati, mettendoli in competizione tra loro: a partire
da Malpensa e Linate, controllati dalla Sea, che dispone pure di oltre ad una
quota rilevante (vicina al 50% delle azioni) di Orio al Serio. Quest'ultimo
nodo è importante, ma è pur vero che senza Alitalia
l'apertura del mercato sarebbe più agevole. Qualcuno enfatizza i "costi
sociali" della liquidazione di Alitalia, ma anche
qui bisogna intendersi. I lavoratori del trasporto aereo non sono minatori del Sulcis
o braccianti calabresi: si tratta per lo più di professionalità che in questi
anni sono state ben retribuite e che quindi possono far fronte a qualche
momentanea difficoltà. Tanto più che, in Europa come ovunque, questo è un
mercato in crescita e quindi i piloti, le hostess e gli altri lavoratori
troveranno presto chi offrirà loro un nuovo posto. Il mercato italiano è molto
interessante e ci sarà quindi chi si farà avanti per sostituire le rotte
lasciate libere. Lo si è già visto a Malpensa, dove dopo tanti inutili strepiti
sul ritiro di Alitalia dall'hub lombardo è apparsa in
scena Lufthansa, che nel 2009 sposterà circa 2 milioni di passeggeri solo nello
scalo milanese. Qualcosa di analogo accadrà pure a Fiumicino e in tutti gli
altri aeroporti una volta che Alitalia non ci sarà
più. In questo senso potrebbe essere interessante la posizione della Lega, che
una volta che si è disgiunto il destino di Malpensa da quello della compagnia
romana ha perso ogni interesse al salvataggio dell'azienda pubblica e ora
dovrebbe far pesare i suoi voti per una soluzione che non comporti altri oneri
per i contribuenti (che, com'è noto, sono concentrati soprattutto nel Nord
dell'Italia). Bisogna infatti tenere presente che il prestito-ponte ad Alitalia era orientato verso il nulla: del tutto simile a
quei ponti lasciati a metà che rendono così bizzarro il paesaggio di tante aree
del Mezzogiorno. Le famiglie italiane ringrazino quindi l'Europa per essersi
schierata, una volta tanto, a loro difesa e contro l'esosità di un fisco che
sta togliendo ogni possibilità di futuro al Paese. C'è però pure l'eventualità
che la nostra classe politica s'intestardisca nella protezione dell'esistente.
Già si vedono all'opera gli architetti di soluzioni che vedrebbero intervenire
aziende analoghe ad Alitalia (le Ferrovie dello Stato,
ad esempio, come in un'ipotesi avanzata da Berlusconi medesimo). Se così fosse,
non ci resterebbe che consigliare ai giovani di imparare bene l'inglese e
andarsene presto, perché se nemmeno a questo punto si è in grado di fare la
cosa giusta, questo vuol dire che il Paese è incamminato verso un destino senza
speranze.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 86 del 05-05-
( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Scritto in Varie Non commentato "
(17 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 57 ) " (116 votes,
average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 86 ) " (85 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare
del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita?
Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (125 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza
e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio
Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd,
Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano":
"Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi,
diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che
noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci
dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi
nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di
franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio,
costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie
a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del
Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra
Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da
tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la
sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto:
partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della
sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano,
proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il
tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse
che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera
politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti
su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può
scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio
i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori
l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha
scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a
Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno,
Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale -
andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà
parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI
CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (51 votes, average:
1.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse
ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima
vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del
Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E'
troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel
blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici.
Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno
detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte
necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non
sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche.
Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco
la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (55
votes, average: 1.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (95
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Torino
Caselle punta su un tris per viaggiare "low cost" Si avvicina il volo
per New York: due collegamenti, uno diretto l'altro con scali intermedi DIEGO
LONGHIN "Stiamo discutendo con tutte le principali compagnie". I
vertici dell'aeroporto di Caselle non si vogliono sbilanciare e soprattutto, in
una fase delicata, non vogliono bruciare le trattative aperte con i diversi
vettori a basso costo. Ma tra la miriade di compagnie sembrano emergere tre
nomi. Tre low cost nazionali che potrebbero puntare ad aprire una base al
Sandro Pertini. In pole position ci sarebbero la Blu-Express, che ha appena
inaugurato i collegamenti da Torino a Roma, la Wind-Jet, interessata ai
collegamenti Nord-Sud, e Volare. Per il presidente di Sagat, Maurizio
Montagnese, e l'amministratore delegato, Biagio Marinò, l'apertura di una
seconda base, a Caselle si è già stabilita AirOne, è una priorità. L'obiettivo
è partire con due aeromobili del vettore che deciderà di scommettere sulla
Mole. Macchine che consentirebbero di aprire una decina di rotte, nazionali ed
internazionali, tra cui Atene, Istanbul, Berlino, Barcellona, Praga e Madrid.
"Noi siamo pronti - spiega Montagnese - abbiamo sia le strutture sia le
risorse a disposizione per sostenere lo start-up di questa seconda base. I
contatti con le compagnie sono a buon punto e presto decideremo con chi
andare". Dalla rosa non sono escluse nemmeno i vettori internazionali,
come la RyanAir e la EasyJet, ma Sagat vuole puntare ad una presenza stabile,
preferendo allacciare rapporti con low-cost affidabili, che decidano di investire
su Torino, senza annunciare la chiusura di una rotta da un giorno all'altro per
spostare le macchine su un collegamento che appare più conveniente su un altro
scalo. E poi le strategie di RyanAir e EasyJet sembrano orientate verso altri
aeroporti. Con l'apertura della base i vertici dello scalo torinese contano di
mettere una seria ipoteca sull'obiettivo nuovi passeggeri che si sono dati nel
piano pluriennale: 1 milione entro quattro anni con una crescita media del 4,7
per cento, anche se si tratta di cifre al ribasso, stimate prima dell'arrivo
del low cost su Roma che, da solo, potrebbe macinare tra i 150 mila e i 200
mila nuovi transiti all'anno. Oltre al vettore a basso costo Sagat punta ai
collegamenti intercontinentali. In testa alla lista c'è New York e il sogno
potrebbe diventare realtà nel giro di poco. Già Alitalia si era proposta per attivare il
nuovo volo, ma viste le difficoltà della compagnia di bandiera, i vertici
dell'aeroporto hanno sondato la disponibilità di altri vettori, facendo
sinergia con le aziende interessate alla rotta, in testa Gm. "Siamo
a buon punto", dice Montagnese. L'idea è quella di due collegamenti a
settimana con la Grande Mela, uno diretto, l'altro con due passaggi intermedi.
Nei piani di Sagat c'è anche l'acquisizione di una quota di controllo di un
secondo aeroporto, o nel Sud Italia o nei Paesi dell'Est Europa, forse Praga, e
11 milioni di investimenti nel 2008. Soldi che serviranno a rifare il look
degli arrivi, oggi il percorso è troppo lungo, alla sostituzione di alcune
scale mobili e alla creazione di due nuove aree sosta. In uno dei due parking
sarà previsto un periodo gratuito di alcuni minuti. E poi la nuova rotonda per
evitare ingorghi quando sarà aperto il nuovo stabilimento Alenia, società con
cui Sagat cerca partnership sul fronte energetico.
( da "Unita, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, incassati i 300 milioni ora si cerca il partner Si parla di
Lufthansa. L'incaricato di Berlusconi, Ermolli, vede "possibilità di
successo" per la cordata italiana / Roma SOLDI Alitalia ha incassato il prestito ponte da 300 milioni. La compagnia di
bandiera "ha ricevuto l'accredito disposto dal decreto legge 23 aprile
2008", firmato dal governo Prodi, che garantisce alla società
l'operatività industriale. Ora la palla passa a Bruxelles, che dovrà valutare
la legittimità dell'intervento. La Commissione europea ha fatto sapere a più
riprese di non gradire la misura italiana, che salva Alitalia
da fallimento. Il prestito ponte potrebbe inquadrarsi come un indebito aiuto di
Stato contrario alle regole di comunitarie sulla concorrenza. Ieri il portavoce
del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot ha evitato di commentare
ricordando però che la Commissione continua ad attendere i chiarimenti
richiesti a Roma. Il via libera di Bruxelles non è scontato e potrà decretare
le sorti della compagnia di Alitalia. Che rimane
sempre in attesa di un compratore dopo l'abbandono di Air France, Ieri il
futuro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli,
il professionista incaricato di studiare la possibilità di una cordata
italiana. "Sto giocando la partita Alitalia su
invito di Silvio Berlusconi con grande entusiasmo - ha detto Ermolli al Tg3
Lombardia - e se sto continuando a lavorare a questa partita è perché qualche
possibilità di successo la vedo". Il mosaico al quale Ermolli starebbe
lavorando ogni giorno si compone di un tassello senza mai delinearsi
completamente. Dopo Ligresti e Tronchetti Provera con il suo "chip"
ieri è stato il turno della Findim della famiglia Fossati (Star) che ha dato la
propria disponibilità. Il presidente della holding, Marco Fossati, ha spiegato
al Corriereconomia che "ci è stato proposto e abbiamo dato la nostra disponibilità".
Aggiungendo però che "il progetto è ancora allo studio e non sappiamo
quale sarà l'entità della nostra partecipazione. Certamente non sarà rilevante:
saremo uno tra i partner. Finora abbiamo solo detto: se c'è da partecipare,
siamo pronti". La compagine di Ermolli si comporrebbe di venti o trenta
industriali che dovrebbero mettere una parte del capitale necessario per
l'acquisto di Alitalia. Secondo alcune ricostruzioni
giornalistiche il futuro governo sarebbe alla ricerca di circa un miliardo di
euro. Di questi un terzo verrebbero dalla cordata, appunto, mentre il resto,
circa 800-900 milioni, potrebbero venire da Sviluppo Italia, l'agenzia per gli
investimenti creatura del primo governo Prodi. Ma un miliardo non è una cifra
sufficiente al rilancio completo della compagnia. Per sopravvivere serve
l'alleanza con un partner industriale di peso. Dopo l'uscita di Air France
sembra che l'attenzione si sia rivolta verso la tedesca Lufthansa. Che ieri,
però, ha smentito contatti con la banca Unicredit (molto presente in Germania
attraverso la controllata Hvb) proprio per esaminare il dossier Alitalia. ro.ro.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Tornano in pista i
tedeschi In Germania avrebbero riaperto il dossier per la compagnia di
bandiera, con il coinvolgimento di Profumo (Unicredit) 06/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo chiamavano
miracolo il famoso Nordest fatto di un tessuto di piccole imprese che teneva testa
alla globalizzazione, che prosperava felice seppure con l'aiuto della vicina
Romania che consentiva di produrre a costi ridotti a un'oretta di volo dagli
aeroporti veneti. Ora anche questo si è inceppato, il saldo tra imprese che
nascono e imprese che chiudono nel Lombardo Veneto è negativo. Le aziende
chiudono perché non ce la fanno più. La cura Prodi ha dato i suoi effetti, gli
studi di settore, e le imposte che non sono aumentate ma solo per i politici,
hanno raggiunto il proprio scopo e i diktat imposti dalla sinistra sindacale,
che fino ad ora non era mai riuscita a mettere le mani sulle piccole imprese attraverso le organizzazioni sindacali come
invece è riuscita con Alitalia, stanno funzionando alla perfezione. Non poteva essere
altrimenti, il curriculum con il quale il passato presidente del Consiglio si è
presentato agli elettori due anni fa era di tutto rispetto e il numero di
imprese mandate in malora testimoniano una capacità senza precedenti di fare
danni. Il Fmi afferma che anche il turismo in Italia è in profonda crisi
ed è arrivato all'ultimo posto tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
La politica è riuscita a rovinare anche questo, per favore fermate questi
incapaci prima che sia troppo tardi e prima che l'Italia venga superata da
qualche nazione dove si vive con meno di un dollaro al giorno. Guido Mancinelli
E-MAIL 06/05/2008 tax corner i quesiti su imposte e tasse avvocato SARA ARMELLA
Scrivere a: Il Secolo XIX piazza Piccapietra 21 rubrica: Tax Corner - 16121
Genova fax. 010 5956060; e-mail: taxcorner@ilsecoloxix.it 06/05/2008 Beh, mi
sembra che sia stato accontentato, no? Gli incapaci sono stati fermati, ora
tocca ai capaci. Vedremo. Ma rimane un mistero che non riesco a dissolvere: ma
cosa è mai stata davvero la "cura Prodi"? In 20 mesi di governo come
è riuscito Prodi a ridurre il Paese alle pezze? Con quali atti, con quali leggi
e decreti - le sarei grato se mi fornisse numero e data di approvazione. È un
mistero che il governo accusato da una parte di aver favorito solo le aziende -
e in effetti abbiamo una certa quantità di decreti e leggi con i loro numeri e
date - sia contemporaneamente accusato dell'opposto. Quello che penso del
passato governo l'ho scritto su queste pagine non una, ma diverse volte e con
una certa crudezza, ma non mi piace - lo trovo infantile e inutile -
trasformarlo nell'ultima epidemia di peste bubbonica, e scaricargli addosso
tutto il repertorio degli improperi, neanche fosse stato quello che certo non è
stato: un governo di decisionisti che ha cambiato con le sue decisioni il volto
del Paese. Forse ci sono cause un po' più complesse e profonde di 20 mesi di
governo che possiamo prendere in considerazione per decifrare la crisi del
Paese. Magari se ci lavorassimo con zelo e chiarezza potremmo addirittura
cambiare le cose. Gian Antonio Stella dopo "La Casta", così
apprezzato, ha appena pubblicato "La Deriva", dove si analizza la
complessità dei molti fallimenti del Paese e dei suoi molti elementi recessivi.
Ci dia un'occhiata, scoprirà qualcosa in più sul nord est e sul sud ovest, sul
mezzogiorno e sulla mezzanotte. 06/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE In breve DOMANI AL DAL VERME Capuozzo intervista direttore di
"Le Figaro" La stampa francese sbarca a Milano. Toni Capuozzo, domani
alle 17 al teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, intervista Etienne
Mougette, direttore di "Le Figaro". Molti i temi in programma:
l'Italia vista dalla Francia; il caso Alitalia; il problema immigrazione; la
nuova destra. Al dibattito-intervista saranno presenti anche Francis Morel, ad
del gruppo Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint, vice direttore
generale del gruppo Figaro. NECROLOGIO - è deceduto all'età di 88 anni, Lorenzo
Ricolfi che per 27 anni ha lavorato come impiegato al Corriere della Sera.
I funerali si svolgeranno oggi alle ore 9 presso la Chiesa di San Cipriano a
Milano. Ai familiari le condoglianze della Rcs Quotidiani.
( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - Boccata d'ossigeno per Alitalia. La compagnia di
bandiera ha infatti ricevuto ieri l'atteso accredito di 300 milioni di euro del
prestito ponte. Assegno "staccato" dal ministero dello Sviluppo
economico che consentirà un'autonomia di circa 4-5 mesi. In attesa che si formi
la "cordata italiana" a cui sta lavorando da settimane Bruno Ermolli.
Il superconsulente ha incontrato ieri Silvio Berlusconi ad Arcore proprio per
fare il punto. E illustrare la lista degli imprenditori che hanno manifestato
la propria disponibilità di massima ad intervenire: Salvatore Ligresti,
Marcellino Gavio, Marco Tronchetti Provera, Mario Polegato, Giorgio Squinzi.
Ancora da convincere il gruppo guidato da Gilberto Benetton e altri
imprenditori del Nord. Ma "se continuo a lavorare a questa partita è
perchè vedo qualche possibilità di successo", ha detto Ermolli al Tg3
Lombardia. Proprio sul fronte del prestito ponte, la Commissione europea ha
preferito non commentare. Barrot si è limitato a rilevare che Bruxelles si
aspetta "entro il 19 maggio" i chiarimenti chiesti all'Italia sui
dubbi relativi alla natura del prestito e sull'eventuale presenza o meno di
aiuti di stato incompatibili con le norme Ue. Insomma, una situazione fluida. E
in questo quadro l'ufficio stampa di Unicredit ha precisato: "Non abbiamo
avuto contatti con Lufthansa" per Alitalia. Una
precisazione quasi d'obbligo in una fase delicata. O forse perchè è meglio
confermare un incontro solo quando questo risulta decisivo. Lufhansa, del
resto, che all'incontro ha partecipato, ha preferito non commentare. Un
"no comment" non proprio in linea con la posizione della banca
italiana. Secondo quanto risulta al Messaggero, al vertice di Monaco di Baviera
tra Unicredit e Lufthansa, che si è tenuto nella sede centrale di
HypoVereinsbank, non c'erano solo i "numeri uno" Alessandro Profumo e
Wolfgang Mayrhuber. A loro fianco c'era - per Unicredit - Sergio Ermotti, che
ha la responsabilità sulle divisioni markets & investment banking,
corporate banking e private banking. E che riporta direttamente proprio
all'amministratore delegato. E per i tedeschi di Hvb, Theodor Weimar, a capo
dell'investment banking. Oltre, naturalmente, ai massimi dirigenti di
Lufhtansa. Si è parlato, come era ovvio, di Alitalia e
di come la compagnia di Colonia si sta orientando, in vista di un possibile
sbarco in Italia. I tedeschi hanno illustrato la posizione, ribadendo che un
intervento, benchè limitato, è subordinato a tre
condizioni: mettere ordine nei conti di Alitalia, ottenere l'assenso dei sindacati, tracciare una linea di
demarcazione netta tra la vecchia e la nuova Alitalia, magari creando una "bad company" dove far confluire
le inefficienze strutturali. Compiti che dovrebbero spettare ai soci italiani.
Vista la complessità della situazione è dunque comprensibile il riserbo della
prima banca italiana. Del resto Unicredit, al momento, non ha avuto nessun
mandato, nè formale, nè informale. Ma i contatti proseguono. Favorevole
all'arrivo dei tedeschi come partner industriale, si è detto Fabio Verna,
economista di area Pdl, che sta tessendo le fila della cordata romana che
confluirà in quella di Ermolli. In queste ore Verna sta sondando i sindacati,
partendo dall'Anpac di Berti e dalla Uil, per avviare un confronto costruttivo.
Parallelamente ha ottenuto la disponibilità di una serie di imprenditori a scendere
in campo: Massimo Ferrero (settore audiovisivi), Danilo Mariani (Industrie
Riunite), Giorgio Fanara (biotecnologie). Giovanni Malagò, consigliere di Air
One, ha confermato che "ci sono stati e ci sono contatti, come è giusto e
doveroso che sia" tra Carlo Toto ed Ermolli.
( da "Manifesto, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Milan doma l'Inter
nel derby, acciuffa il quarto posto e allunga la corsa scudetto fino all'ultima
curva. Ai nerazzurri però basta un successo domenica prossima col Siena già
salvo. Inzaghi non smette più di segnare, la Roma di inseguire e Berlusconi di
stupire i suoi tifosi Roberto Duiz Il Milan ha evitato la mortificazione di
assistere dal campo alla festa dell'Inter per la matematica conquista dello
scudetto. Anzi, gliel'ha fatta rinviare la festa ai cugini-rivali, vincendo il
derby e incassando tre punti che valgono il doppio per almeno due motivi. Il
primo, più scontato, è che il derby di per sé ha sempre un valore aggiunto. Il
secondo perché la contemporanea sconfitta della Fiorentina a Cagliari regala ai
rossoneri l'agognato quarto posto, sebbene con un solo punto di vantaggio sui
viola e con due partite ancora da giocare. Tutto riaperto, dunque, in questo
campionato che sembrava già chiuso mesi fa e invece non finisce mai. Così in
testa come in coda, dove il solo Livorno sembra spacciato, ma aritmeticamente
ancora non lo è. In testa per la Roma si riapre uno spiraglio. Con la vittoria
a Genova contro la Sampdoria dell'ex Cassano e la sconfitta della sazia
Juventus a Siena ha messo in cassaforte il secondo posto che vale l'accesso
diretto ai milioni della Champions Legaue. Ma la distanza dal primo si è
dimezzata, dunque non è ancora il caso di tirare i remi in barca e rifiatare.
L'Inter, adesso, è a soli + 3, che in realtà sono 4 perché a parità l'avrebbero
vinta i ragazzi di Mancini che negli scontri diretti hanno fatto meglio. Basta
un successo domenica prossima a San Siro col Siena, già salvo e sparring
partner della festa scudetto nerazzurra anche lo scorso anno ma fresco
mattatore della Juve. I punti ancora in palio sono 6, pochi per credere in una
clamorosa rimonta con sorpasso al fotofinish. E il primo a non crederci è
Spalletti, pure abilissimo nel tenere alta la tensione tra i suoi fino a qui,
tant'è che l'Inter arriva al traguardo con la lingua di fuori e la Roma, pure
senza Totti, no. Ma pensare che i nerazzurri perdano entrambe le prossime
partite, o ne perdano una e pareggino l'altra, dando per scontato che i
giallorossi le vincano tutte e due, è un po' troppo illusorio per il realista
allenatore toscano che nella capitale ha messo in scena le coreografie più
spettacolari della stagione. Così realista da spiazzare gli stimolatori di
rimpianti. Gli chiedono quanto si rammarichi per tutti i punti persi on the
road, in partite che sembravano già vinte e invece sono state perse o
pareggiate per eccesso di cincischiamento narcisista e lui replica che è giusto
pensare anche ai punti trovati. Che è come dichiarare che il bicchiere si può
serenamente vedere anche mezzo pieno, talvolta, anziché incarognirsi a vederlo
sempre mezzo vuoto. E regalando all'ambiente romanista, tradizionalmente ad
alto tasso emotivo, una certezza: comunque vadano le cose nella ridefinizione
degli assetti societari in corso, il modo più sensato per inseguire nuove e
ancor più appaganti avventure è ricominciare da lui. Da dove ricomincerà l'Inter,
invece, non si sa. Mancini resta o se ne va? L'inquietante interrogativo
serpeggia. E il fantasma di Mourinho aleggia. Sembra stanco, l'allenatore
dandy. Forse è stufo. Certo lo è di sentirsi chiedere da Sky perché sembra così
stanco. Però la squadra schiacciasassi della prima parte di stagione,
nell'ultima fatica a schiacciare noccioline. E' stanca? In questo caso ci
sarebbe da rivedere qualcosa in termini di preparazione e programmazione. Però
Tronchetti Provera assicura che va bene così e che Mancini non se ne andrà. Che
dovrebbe fare "l'allenatore stanco" se non confermare (non fosse
altro che per stanchezza) le parole dell'azionista-velista? Anche Moratti ha
ribadito ieri che il tecnico di Jesi resterà in nerazzurro, pur non risparmiandogli
però qualche critica sul "primo tempo eccessivamente prudente contro il
Milan: purtroppo in certe occasioni la fortuna premia chi ha più
coraggio". Ma c'è anche chi non si stanca mai. Vedi Inzaghi. 34 anni sul
groppone e mille acciacchi, eppure eccolo pronto al rush finale. Papero, fatti
più in là, Superpippo è tornato. Così il 18enne Pato tiene calda la panchina
mentre zio Inzaghi svolazza nel derby, timbra il suo nono centro nelle ultime
cinque partite e crea ulteriore imbarazzo al ct Donadoni, già alle prese col
dilemma Del Piero e le pressioni della piazza per la convocazione dei vecchi
campioni agli Europei di Austria e Svizzera. Grazie a Inzaghi poi
l'instancabile Berlusconi trova la soluzione del busillis: non c'è coppia
migliore in attacco di Kakà-Inzaghi. Già, e Ronaldinho dove lo mettiamo? Non
serve, assicura il padrone del Milan. Non specifica che serviva in campagna
elettorale come effetto speciale, pur meno eclatante della cordata italiana per
l'Alitalia, e che sul fatto che
servisse davvero lo spogliatoio milanista intero, compreso il pacioso Ancelotti
che l'organizza e coordina, esprimevano quelle che chiamare perplessità è un
eufemismo. Adesso basta Inzaghi, incolpevole emblema di un'irriducibilità alla
stanchezza di stupire di un presidente che riproduce il prototipo di italiano
visto da un tedesco nei libri di Fantozzi: "Dice cosa e fa
altra".
( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Aeffett.sottosc.
Abaxbank 25/11/03-151,2299,554,8599,54 Alitalia 05/10/06-232,4599,104,8899,10
Intesa SanPaolo 05/04/04-111,2399,584,6599,74 CCT TITOLOCedolaPrezzorend.Prezzo
in cor.d'astaeffett.sottosc. Cct 01/01/01-08 S2,10100,003,64100,08 Cct
01/09/01-08 S2,10100,023,56100,02 Cct 01/01/02-09 S2,10100,113,68100,11 Cct
01/04/02-09 S2,20100,153,65100,16 Cct 01/08/02-09 S2,05100,093,67100,09
Cct 01/10/02-09 S2,20100,213,66100,21 Cct 01/01/03-09 S2,10100,093,70100,09 Cct
02/01/08-09 A0,0093,573,5993,55 Cct 01/02/03-10 S2,05100,153,67100,14 Cct
01/06/03-10 S2,15100,173,71100,18 Cct 01/12/03-10 S2,15100,113,75100,13 Cct
30/04/08-10 A0,0092,253,6692,23 Cct 01/05/04-11 S2,15100,093,76100,09 Cct
01/11/04-11 S2,15100,063,77100,07 Cct 01/03/05-12 S2,10100,123,75100,12 Cct
01/11/05-12 S2,17100,003,83100,01 Cct 31/08/06-13 S2,12100,003,8399,99 Cct
02/05/07-14 S2,0899,953,8399,95 Cct 01/12/07-14 A2,1499,933,8499,94 BTP
TITOLOTassoPrezzorend.Prezzo in cor.d'astaeffett.sottosc. Btp 01/11/99-31
S3,00114,244,31114,28 Btp 18/03/02-33 S2,87111,424,32111,50 Btp 01/08/03-34
S2,50100,664,37100,81 Btp 15/09/04-35 S1,1797,195,6797,43 Btp 01/08/05-37
S2,0085,354,4585,38 Btp 01/08/07-39 S2,50100,454,39100,45 Btp 15/09/03-08
S0,82100,451,28100,45 Btp 15/09/03-08 S1,7599,823,5399,82 Btp 15/06/05-08
S1,2599,813,8899,81 Btp 01/11/98-09 S2,25100,393,53100,37 Btp 01/05/99-09
S2,12100,303,52100,27 Btp 15/04/04-09 S1,5099,053,6699,04 Btp 01/02/06-09
S1,5099,243,6699,23 Btp 03/07/06-09 S1,8799,693,6099,68 Btp 01/11/99-10
S2,75103,303,44103,25 Btp 15/09/04-10 S0,4798,534,5098,49 Btp 17/01/05-10
S1,5098,353,6798,31 Btp 07/06/05-10 S1,3797,453,7197,43 Btp 01/03/07-10
S2,0099,953,5699,92 Btp 01/08/07-10 S2,25100,893,54100,87 Btp 01/02/01-11 S2,62103,423,50103,38
Btp 01/11/01-11 S0,9595,023,2195,02 Btp 15/03/06-11 S1,7598,473,6798,42 Btp
18/09/06-11 S1,8798,853,6898,79 Btp 03/03/08-11 S1,8799,023,6998,97 Btp
01/08/01-12 S2,50102,903,57102,84 Btp 30/03/07-12 S0,92100,274,83100,26 Btp
17/04/07-12 S2,0099,493,6599,47 Btp 15/10/07-12 S2,12100,243,69100,21 Btp
01/08/02-13 S2,37102,463,61102,41 Btp 01/02/03-13 S2,12100,403,66100,39 Btp
02/02/04-14 S2,12100,273,69100,21 Btp 18/02/04-14 S1,07101,444,84101,46 Btp
01/09/04-15 S2,12100,003,7599,91 Btp 02/05/05-15 S1,8796,673,8496,61 Btp
01/03/06-16 S1,8795,743,9395,78 Btp 01/02/02-17 S2,62105,883,86105,91 Btp
15/03/06-17 S1,0599,525,2199,51 Btp 02/01/07-17 S2,0096,833,9696,81 Btp
03/09/07-18 S2,0099,764,0099,81 Btp 02/05/08-18 S2,2599,344,0599,35 Btp
01/02/03-19 S2,1297,524,0497,52 Btp 01/02/04-20 S2,2599,114,0799,09 Btp
01/02/06-21 S1,8791,024,2090,94 Btp 01/11/93-23 S4,50145,903,92146,10 Btp
22/12/93-23 S4,25154,003,07154,00 Btp 15/03/07-23 S2,60101,915,53101,88 Btp
11/04/08-23 S2,3799,494,2499,50 Btp 01/11/96-26 S3,62128,784,14129,03 Btp
01/11/97-27 S3,25119,924,22120,17 Btp 01/11/98-29 S2,62104,384,32104,36.
( da "Tempo, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
"Torniamo al nucleare" Alessandro Usai a.usai@iltempo.it "No,
no. Non c'entro nulla con l'elezione di mia figlia Federica alla presidenza dei
giovani di Confindustria. Ha fatto tutto da sola e credo se lo sia
meritata". Guidalberto Guidi, presidente di Ducati Energia e dell'Anie, la
Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche che rappresenta
900 aziende in Italia, è fiero delle capacità della figlia. E poco importa se
ora rischia di diventare, nell'ambiente economico, "il papà di
Federica". Presidente, largo alle donne. (Ride). "Certo. Basta però
con la dicitura quote rosa. Quando una donna ha testa, preparazione educazione
e temperamento è giusto che si faccia strada. In Italia è più complicato ma non
mancano professioniste in grado di fornire il loro contributo per lo sviluppo
imprenditoriale". La prima della classe è il neo presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia. "è brava. Confindustria continuerà come ha
sempre fatto. Ha davanti sfide importanti per tutelare gli interessi delle
attività produttive e sono certo che riuscirà a vincerle". Quali sono le
priorità per il nuovo governo? "Meno tasse e snellire la macchina
burocratica. Servirebbe una politica zero budget per togliere i pesi alle
imprese e rilanciare i consumi delle famiglie". Quali i ministri ideali
per i dicasteri economici? "I nomi che sento mi piacciono. Ma non è solo
un discorso di persone. Nel governo Prodi c'erano ministri preparati ma in un
minestrone anche buoni ingredienti, se mal amalgamati, danno un cattivo
sapore". Ritiene indispensabile una riforma fiscale? "Sì. Le faccio
un esempio che riguarda la mia Ducati Energia. Abbiamo stabilimenti in Croazia
e paghiamo il 19% di imposte. In Romania addirittura il 16%. Sono convinto che
meno oppressione fiscale stimolerebbe l'economia. E limiterebbe
l'evasione". Qual è l'aliquota ideale? "I tecnici del ministero
dovrebbero fare i conti e il governo trovare il coraggio per abbassare
drasticamente la pressione fiscale. Attenzione, non di qualche decimale".
Quali investimenti il Paese dovrebbe fare? "Ritengo che la questione
energetica sia la base da cui ripartire. Attualmente è come se il Paese desse
da mangiare caviale ai suini. Importiamo l'85% dall'estero e i costi fanno
lievitare il prezzo dei prodotti". In compenso siamo pieni di spazzatura.
"Anche quello è un problema da risolvere. L'Italia dovrebbe investire
nelle energie alternative, nelle reti telematiche e riaprire la partita del
nucleare". Come finirà la querelle su Alitalia? "Negli anni è stata dilapidata
una ricchezza. Sono un liberale ma se dovesse intervenire lo Stato non sarei
negativo. In viaggio, quando vedo negli aeroporti aerei Alitalia, mi sento a casa. La compagnia
di bandiera è una vetrina del Paese e volano per il turismo". Nel
2007 la crescita del fatturato per l'industria elettrotecnica ed elettronica è
stata del 5,7% grazie all'export. "è in atto una trasformazione selettiva
del manifatturiero high-tech, all'insegna di innovazione, qualità e nuovi
mercati. Abbiamo piccole multinazionali tascabili che mostrano la forza del
Paese".
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-06 num: - pag: 37
categoria: BREVI IN ATTESA DI SOLUZIONI Cittadini in ansia Abbiamo votato da
più di un mese dopo due mesi di campagna elettorale. Ora, con calma, dopo avere
goduto dell'ennesimo ponte, saranno avviate le consultazioni per la formazione
del nuovo governo, la cui composizione potrebbe finalmente essere nota entro la
settimana. Poi si vedrà. Quando arriverà il momento di
arrestare l'emorragia finanziaria di Alitalia, di trovare posto per la monnezza partenopea, di frenare il
carovita, insomma, di curare l'ansia dei cittadini che continuano a contare
invano il trascorrere dei giorni, delle settimane e dei mesi di mancate
decisioni? Salvatore Panarese, Roma.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-06 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE La crisi Ermolli incontra il Cavaliere: vedo possibilità di
successo. Fossati pronto per la cordata Alitalia, vertice ad Arcore E arrivano
sul conto i 300 milioni del prestito Nessun commento da Bruxelles. Il nodo
degli aiuti di Stato e i dubbi del consiglio d'amministrazione ROMA - Alitalia incassa i 300 milioni del
prestito ponte e attende un nuovo presidente. Sarà questa la prima
decisione sulla compagnia che dovrebbe assumere il nuovo ministro
dell'Economia, con ogni probabilità Giulio Tremonti. L'attuale presidente
Aristide Police sembra avere tutte le intenzioni di rimettere l'incarico, una
volta insediato il nuovo governo. Ma la necessità di avere un capoazienda con
tutte le deleghe ha almeno due altre motivazioni. La prima è legata alla
necessità, espressa da Silvio Berlusconi, di consentire alla cordata italiana e
a altri pretendenti di fare una due diligence dei conti per varare un piano di
ristrutturazione. Poiché però la cordata non è ancora in grado di consolidarsi
in una società veicolo, e non lo sarà prima delle verifica dei conti, sorge
l'esigenza che qualcun altro la effettui. Potrebbe trattarsi dello stesso nuovo
presidente che poi riferirebbe l'esito dell'esame contabile all'azionista. La
seconda motivazione utile per la nomina di un nuovo vertice è la situazione
dell'azienda che è guidata da un team di dirigenti ma che abbisogna di un
riferimento più certo. Tra i nomi più accreditati, quello di Mario Resca che
vanta una lunga esperienza di manager e che gode della stima del Cavaliere.
Ogni decisione è dunque rinviata a dopo l'insediamento del nuovo governo. Con
il dubbio, che circola sempre più insistentemente, che il probabile ministro
Tremonti possa sospendere il tentativo di Ermolli e riportare le macchine
indietro, cercando un recupero dell'offerta di Air France-Klm. I francesi
sarebbero in attesa delle mosse del nuovo governo, pronti a considerarle,
purché l'eventuale proposta non li veda confinati in un ruolo minoritario.
Intanto Bruno Ermolli, consulente di Berlusconi, procede nell'elaborazione
della cordata italiana. Ieri ne ha riferito al Cavaliere durante un pranzo a
Arcore. "Sto giocando la partita Alitalia su
invito di Silvio Berlusconi con grande entusiasmo - ha poi detto detto al Tg3
Lombardia - e se sto continuando a lavorare a questa partita è perché qualche
possibilità di successo la vedo". Al momento la compagine comprenderebbe
Air One ma in un ruolo di minoranza che il patron Carlo Toto vorrebbe
rafforzare; un vettore internazionale (un arabo?), sempre con una quota
minoritaria; alcuni soggetti finanziari e un gruppo di imprenditori con una
partecipazione in media tra i 25 e i 50 milioni di euro, tra cui la Findim
della famiglia Fossati, comeanticipato dal Corriere Economia. Il coinvolgimento
di Lufthansa, auspicato soprattutto dai sindacati, non sembra per ora alla
portata di Ermolli: i contatti tenuti da varie banche tra cui Unicredit, che li
ha smentiti, ma anche Mediobanca, non avrebbero dato esito positivo. I tedeschi
chiedono un ruolo di primo piano e mano libera nel risanamento e preferiscono
aspettare l'eventuale commissariamento. Intanto Alitalia
ha incassato i 300 milioni del prestito ponte che farà di tutto per non usare
in modo da non incorrere nelle ire dell'Ue. Ieri il commissario ai Trasporti
uscente, Jacques Barrot, ha detto di attendere una replica del governo italiano
alle osservazioni di Bruxelles, entro il 19 maggio. Ma in quella data è
possibile che a riceverla ci sia già il suo successore: un commissario
italiano. Il presidente Alitalia, Aristide Police,
Bruno Ermolli e Marco Fossati Antonella Baccaro.
( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura PONTE lapsus
STEFANO BARTEZZAGHI "Mentre la gente era via per il ponte": così Elio
e le Storie Tese nel loro recente Parco Sempione raccontano in una riga la
vicenda del parco milanese abbattuto malgrado una petizione popolare, per far
crescere al suo posto il nuovo grattacielo della Regione Lombardia. Tutte le
volte che c'è un ponte, e quasi tutti gli anni a fine aprile ce ne sono due, è
la stessa storia: la gente va via, si distrae. Questo accade anche con i ponti
architettonici, da Venezia a Scilla e Cariddi, e con quelli metaforici di certi
governi e di certi prestiti. Sotto il ponte passa tanta acqua, passa Orazio
Coclite, passano le chiavi di lucchetti amorosi serrati più sopra. I ponti
vengono rotti o bruciati, e si fanno d'oro al nemico che fugge; solo un prestito ponte potrà salvare i ponti aerei dell'Alitalia. I ponti di per sé servirebbero
per andare da qui a là. Ma il "là" italiano si perde nell'indefinito
e così più che per unire due sponde, come vorrebbe almeno teoricamente la sua
"mission", il Ponte italiano appare una manovra diversiva, una
vacanza mentale, un'idea astratta; una soluzione - come dicono pontieri
e pontefici - "campata": per aria.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 107 del
2008-05-06 pagina 18 I "fifoni dell'aria" si ritrovano in internet di
Redazione Nato quasi dieci anni fa, il portale www.md80.it è il più importante
sito sull'aviazione civile in italia. Ricco di informazioni, dati tecnici e
curiosità sul mondo del volo, il sito si vanta di poter rispondere a qualsiasi
domanda sul volo: molto curata la sezione forum, in cui
tecnici di terra e comandanti di varie compagnie aeree (tra cui Alitalia e Meridiana) rispondono ai
dubbi e ai quesiti tecnici degli utenti, aiutando così molte persone a superare
l'"aerofobia", il terrore del volo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 107 del
2008-05-06 pagina 18 Studiare da passeggero E il prof è un pilota di Redazione
La paura dell'aereo si può superare. Almeno, questo è lo
slogan dei corsi che Alitalia ha istituito per tutti coloro che vivono con ansia l'esperienza
del volo. La prima parte del seminario "Voglia di Volare" prevede
colloqui di gruppo e individuali con psicologi. La seconda parte è volta a
prendere confidenza con l'aereo stesso, con incontri con piloti e assistenti di
volo. Secondo Alitalia oltre il 90% dei
partecipanti al corso oggi vola con regolarità e con il sorriso sulle labbra. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Campanile, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
gruppo Unicredit smentisce che ci siano contatti con Lufthansa per Alitalia. Lo annuncia
un portavoce del gruppo bancario, riferendosi all'indiscrezione pubblicata ieri
dal quotidiano Il Messaggero, sulla riunione che si sarebbe tenuta nei giorni
scorsi a Monaco fra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa per esaminare
il dossier Alitalia. Ma non fa lo stesso un portavoce
della compagnia tedesca Lufthansa, che, invece, preferisce non commentare le
stesse indiscrezioni. Un dossier che riguarda la compagnia di bandiera,
campeggia da giorni anche sui tavoli della Commissione europea, nell'ufficio
Trasporti, che sta analizzando il prestito ponte, varato dal governo Prodi un
paio di settimane fa. La Commissione non nasconde i suoi dubbi sul prestito e
sul fatto che non contenga elementi di aiuti di stato. Il vicepresidente della
Commissione Europea Jacques Barrot, responsabile dei trasporti: "Se non
avessimo avuto dubbi non avremmo chiesto informazioni supplementari, ha detto
prima di partire per la riunione informale dei ministri dei trasporti dell'Ue
in Slovenia. In una lettera inviata al governo italiano nei giorni scorsi,
Barrot ha dato tempo fino al 19 maggio per fornire le precisazioni richieste.
Dunque, con ogni probabilità, le risposte arriveranno sul tavolo del
commissario italiano che prenderà il posto del vicepresidente Franco Frattini e
il portafoglio dei trasporti, in base a uno scambio deciso dallo stesso
presidente della Commissione, Jose Manuel Durao Barroso. Intanto, in Italia
proseguono le trattative per cercare di portare a compimento la cordata
italiana, tanto voluta, fin dalla campagna elettorale, dal presidente del
Consiglio in pecore Silvio Berlusconi. Giovanni Malagò, membro del Cda di
AirOne interpellato a margine di un convegno alla Luiss, fa sapere che "ci
sono stati e ci sono contatti, come è giusto e doveroso che sia" s tra la
compagnia aerea di Carlo Toto e il finanziere Bruno Ermolli, incaricato da
Berlusconi di cercare industriali disposti a rilevare Alitalia.
(06-05-2008).
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 107 del 2008-05-06 pagina 20 Alitalia, Ermolli fiducioso per una soluzione italiana di Paolo Stefanato
da Milano "Qualche possibilità di successo la vedo" ha detto
testualmente al Tg3 Bruno Ermolli, incaricato da Silvio Berlusconi di
verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all'acquisto di Alitalia, dopo aver incontrato lo stesso
Berlusconi ad Arcore. Ermolli sta definendo, in particolare, lo schema
dell'operazione, non facile da far quadrare. Il problema non è solo, o non
tanto, il reperimento di capitali italiani da mettere a disposizione della
compagnia: gli imprenditori che risponderanno al richiamo del collega
imprenditore, prossimo presidente del Consiglio, non mancheranno. I nodi da
sciogliere sono altri; per esempio come compiere la "due diligence",
ovvero la verifica dei conti, base per un piano industriale. "Prima un
piano, poi i soldi" ha raccomandato ieri in un'intervista al Giornale l'ex
ad di Alitalia (l'unico che l'abbia riportata
all'utile), Domenico Cempella. Il rischio è quello di buttar via i soldi.
Improbabile che la due diligence possa essere compiuta dalla stessa cordata:
perché alcuni partecipanti potrebbero voler uscire allo scoperto solo
"dopo" la verifica dei conti. Si sta ragionando allora su altre due
possibilità: che a consultare i libri contabili sia lo stesso Ermolli, oppure
un nuovo presidente di Alitalia, la cui nomina è
attesa tra i primissimi atti del nuovo governo. Non si tratterà di verificare
soltanto l'andamento economico e lo stato patrimoniale; si dovrà anche indagare
sulle reali potenzialità industriali ancora a disposizione della compagnia. Per
un'analisi di questo tipo sono necessarie elevate competenze tecniche: il
trasporto aereo è un'industria particolarmente complessa. Questo richiama il
problema del management. Personaggi con la competenza adatta a prendere in mano
la compagnia in crisi non ce ne sono molti sul mercato; alcuni tecnici di
ottimo livello non hanno nomi di sufficiente risonanza, e potrebbero quindi
entrare in tandem con un presidente di maggior immagine pubblica. Quanto alla
cordata, sembra assodato che vi farà parte Air One, secondo vettore italiano e
da sempre esplicitamente interessata ad Alitalia. Ma
continua a serpeggiare il disegno di affiancare ai soggetti italiani una grande
compagnia straniera. Lufthansa, Air France, Aeroflot o un vettore asiatico
potrebbero acquisire una quota di minoranza. Ma un'operazione così concepita,
che avrebbe il forte sapore del portage, sarebbe difficilmente spendibile come
realmente "italiana". Più probabile un'alleanza in un secondo tempo.
Ieri sia Lufthansa (con un no comment) sia Unicredit hanno smentito colloqui su
Alitalia. Quest'ultima (invariata in Borsa) ha
comunicato l'accredito dei 300 milioni messi a disposizione dal ministero dello
Sviluppo economico, prestito sul quale la Ue si è astenuta da commenti, in
attesa dei chiarimenti che dovranno pervenire "entro il 19 maggio". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
ALBERTO SINIGAGLIA
La nonna dell'Alitalia l'aveva capito:
tra Nord-Ovest e Nord-Est della Penisola c'era - come c'è ancora - una
misteriosa sintonia. Così tra Torino-Pavia-Venezia-Trieste volò la prima linea
aerea italiana. Sul Po, tra il Castello del Valentino e Ponte Isabella, il 1°
aprile 1926 cominciarono a decollare e affiumare "idroplani" in
servizio giornaliero. Ogni velivolo portava, oltre al pilota, al
motorista e alla posta, cinque passeggeri in cinque ore di volo e al costo di
300 mila lire. L'"idroscalo" era un grande hangar situato su una palafitta
con uno scivolo fino all'acqua. Di quel primato non restano che un cippo e
"L'idrovolante", un ristorantino, sulla sponda sinistra del fiume.
Peccato, il servizio cessò ben prima di poter essere utile ai molti
"veneziani di Torino" e soprattutto al germanista e scrittore
triestino Claudio Magris, che sotto la Mole ha insegnato per anni, trovandovi
storici caffè così curati e ospitali da farlo guarire della nostalgia per i
suoi cari, e altrettanto storici, caffè di Trieste. Altri scrittori dell'Italia
orientale hanno fatto fortuna in quella occidentale. Veneto di Asiago, Mario
Rigoni Stern ha trovato qui l'editore e il giornale che gli hanno cambiato la
vita: Giulio Einaudi che lanciò "Il sergente nella neve", suo primo
libro, e se ne sarebbe accaparrati tutti gli altri; "La Stampa" che
gli ha dato spazio e popolarità. Per le esperienze comuni, le affinità
intellettuali e umane, e gli incontri sulle montagne piemontesi, i più stretti
amici di Mario divennero Primo Levi e Nuto Revelli. Veniva dall'Est il romanziere
e giornalista Guido Piovene, di Vicenza, tra le scritture più belle e famose di
una "Stampa" che fu maestra di stile. E intenso è l'intreccio
Est-Ovest sul fronte musicale. Speciale fu l'intesa culturale e ideale fra
l'indimenticabile storico e critico torinese Massimo Mila e il compositore
veneziano Luigi Nono. Veneziani sono il musicologo Mario Messinis, che è stato
direttore artistico dell'Orchestra sinfonica della Rai, e il maestro Lorenzo
Fasolo, che lo è attualmente. Ma forse è cinematografico il legame più lungo e
proficuo Torino-Venezia. Se cercate chi fu il fondatore della Mostra del
Cinema, trovate il conte Giuseppe Volpi di Misurata, un gerarca fascista un po'
meno volgare e certo più elegante dei suoi colleghi del tempo. Tuttavia la famosa
manifestazione non sarebbe mai nata né al Lido né altrove senza le idee, la
cultura e le intuizioni profetiche di Mario Gromo, biellese, critico
cinematografico della "Stampa", più volte presidente della giuria che
assegnava l'ambìto Leone d'oro. Pochi anni fa toccò al professor Alberto
Barbera riportare lo spirito di Torino sulla Laguna quale direttore del
festival. Il più concreto rapporto Est-Ovest è però quello del gusto. Maestri
veneziani della cucina e della ristorazione sono venuti a prendere per la gola
i torinesi. Clienti fedeli dei fratelli Mavaracchio alla "Birreria
Mazzini" (leggendarie le loro seppie e la pasta e fagioli) erano Palmiro
Togliatti, segretario del Pci, il giornalista Alberto Ronchey e il giovane
Giuliano Ferrara in eskimo, allora nel ruolo e nella divisa di capo della
giuventù comunista. Stagione di godurie culinarie finita, purtroppo, come le
vite parallele della "Vecchia Lanterna" di Armando Zanetti e dei
"Due Lampioni" di Carlo Bagatin, locali entrambi scomparsi. Resiste,
impavido, Sante Prevarin, di Concordia Sagittaria, con il
"Montecarlo". Le incalzanti passioni di collezionista d'arte
contemporanea e di fotografo non gli hanno fatto mai sbagliare la ricetta
perfetta delle venezianissime "Sarde in saor".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
RISPONDE PIETRO
GARGANO La severità a scuola assente da troppo tempo Insegno a Napoli, tempo fa
ho insegnato al carcere di Nisida. Non sono d'accordo con le insegnanti della
Sanità che hanno rifiutato di andare in tv ad Annozero. Un docente deve sempre
affermare la legalità, se no collabora suo malgrado con l'illegalità. Spesso
professori e presidi tirano a campare, senza pensare che la scuola dovrebbe di
continuo sollecitare il mondo politico per ottenere mezzi (e soprattutto norme)
che consentano di potere funzionare. La scuola è capace di generare una spinta
fortissima, ma non lo fa. È dimenticato il fatto che la causa principale della
violenza che si genera nelle scuole, e poi esce all'esterno, è la curiosa ma
diffusa opinione che a scuola non ci dovrebbero essere provvedimenti
disciplinari, ma solo inviti educativi. In tal modo i piccoli bulli sono liberi
di opprimere le piccole vittime, che restano indifese. La scuola, senza
provvedimenti per penalizzare i bulli e le loro famiglie, diventa territorio
per affermare la mentalità camorristica. Se invece si cominciasse a punire i
bulli in modo sensibile (sequestro del motorino, pulizia della scuola o della
strada, multe alla famiglia, perdita della patria potestà), la caduta di
fiducia nella mentalità delinquenziale avverrebbe in giovanissima età. Fermando
la piccola violenza prima che cresca impunita. Non si può fare guerra alla
violenza senza combatterla. Cosa fare, in pratica? Per le scuole dovrebbero
girare ispettori alla disciplina, con ampi poteri di penalizzazione delle
famiglie e degli studenti incivili. L'errore della sinistra è stato quello di
definire "fascista" ogni proposta sanzionatoria, col risultato di
avvantaggiare la destra e di dimostrare una miopia che ha fatto perdere la
fiducia di tanti. La sicurezza non è né di destra né di sinistra. Giancarlo
Caputi - NAPOLI * * * La Finanziaria prevede per il prossimo anno scolastico un
notevole taglio alle classi. In effetti saranno accorpate in altri istituti
classi con numero limitato di alunni o i cui corsi stanno per estinguersi. È
evidente lo scopo di ridurre gli organici per limitare la spesa. Nulla da
eccepire, considerati i tempi. Ma è giusto fare tagli che penalizzano in modo
molto grave l'utenza? Far sparire classi nelle città o in zone ad esse vicine
non produce danni eccessivi, ma come tutelare chi deve poi fare decine di
chilometri per continuare gli studi? Si corre il rischio di alimentare la
dispersione scolastica che il ministero, con notevole dispendio di fondi, cerca
di combattere. E allora? Sarebbe opportuno valutare con attenzione le norme di
attuazione della legge cercando di limitare al massimo i problemi degli
studenti e delle loro famiglie. Pasquale Mirante SESSA AURUNCA (CE) * * * Mi
faceva notare un mio allievo: "I docenti effettuano le assemblee quando
devono fare i fatti loro". Aveva ragione. Le classi, solo quelle impegnate
in stage, chiedevano e ottenevano dal dirigente (e per il giorno di stage)
l'assemblea d'Istituto per le 10,10 mentre lo stage iniziava alle 8,30.
Messaggio di furbizia e arroganza. Lo studente non aveva fiducia neppure nel
professore. Ora si scopre e fa scalpore che, per gli allievi di una scuola
media di Miano, la camorra protegge o aiuta. Ma se non li protegge e li aiuta
neppure la scuola penso che in qualcuno dovranno pur aver fiducia. Anche se
quello sbagliato. ugo.finelli@tin.it La scuola, il lavoro, la sicurezza, la
casa, la ricerca sono tra i problemi più pressanti di un'Italia in grave
difficoltà. Nei programmi elettorali se n'è parlato molto, però alla prima
verifica c'è stato il pastrocchio bipartisan: il Governo uscente di Prodi,
accontentando il prossimo governo Berlusconi, ha trovato
ossigeno per Alitalia con
un prestito-ponte fatto sottraendo fondi alla ricerca. Brutto inizio. La crisi
non è solo economica. Malcostume e consumismo infuriano, travolgendo i giovani.
E in questo scenario la scuola assume ancora maggiore importanza. Il vostro
cronista ritiene che le leggi e gli usi non siano immutabili, astratti,
ma debbano seguire il corso della storia. Se in un certo tempo di fermenti e
speranze, perfino eccessive, era lecita una certa tolleranza, di fronte allo
scadimento morale una stretta s'impone. I professori bravi - molte lettere lo
ripetono: sono tanti - debbono essere i primi ad applicare la giustà severita,
tenere il massimo conto del merito nell'uguaglianza, battersi per maggiori
finanziamenti e per un quadro di norme che agevoli questa riforma.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, arrivati i
300 milioni Settimana di transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia. Silvio
Berlusconi ha incontrato a pranzo Bruno Ermolli, il professionista da lui incaricato
di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In attesa dell'insediamento del
nuovo governo, che indicherà l'amministratore delegato di Alitalia
con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un partner forte, che molti
indicano in Lufthansa. Alitalia, per andare avanti può
intanto contare sull'accredito di 300 milioni del prestito ponte. Bruxelles
però aspetta le spiegazioni dell'Italia sul prestito entro il 19 maggio.
( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 06 Mag
2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Se il giornalismo è spiare dal buco di Il
Grillo Sparlante Due o tre parole e basta, oggi, ai miei 49 lettori certificati
perché se ci prendessimo sul serio veramente, e lo dico ai miei ex colleghi
ancora in attività, dovremmo veramente chiedere scusa alla famosa GGENTE per
come, in Italia, abbiamo ridotto la professione giornalistica. Comincio, per il
colto e all'inclita, dicendo che su tutti i giornali del mondo non si parla di
altro che dell'emergenza alimentare che stiamo vivendo e delle rivolte (si
rivolte, quelle cose dove la gente spara e muore) di conseguenza. Da noi un beato
cazzo, tutti intenti, ed in fila rigorosamente per uno, a spiare dall'ennesimo
buco della serratura, ossia le dichiarazioni dei redditi on line. Ovviamente
per una procura che fa il suo dovere, c'è una agenzia delle entrate, e
minuscoliamolo di proposito, che invece di essere composta da civils servant
senza aggettivi, chiama la redazione di competenza di Italia Oggi e gli
spiffera la messa on line delle dichiarazioni dei redditi degli italiani,
moderna gogna mediatica con in più la presa per il culo dei lettori che pensano
di leggere gli elenchi degli evasori. Poi gli elenchi si pubblicano a seconda
delle convenienze: sugli stipendi del Cavallo morente, ad esempio, ci sono
pressocchè tutti meno qualcuno, tipo GIANCARLINO LEONE, Mr Cipria numero 2, per
il quale la dichiarazione dei redditi è ND, NON DISPONIBILE. E' come la storia
dell'articolo di domenica sul GIALLINO a proposito dell'Alitalia e della sua FECCIA CALATA: la
cosiddetta tessera VIP che non serve a chi vola, visto che da tempo Alitalia non vola più, ma fa scena nel
portafoglio, insieme a quella per la raccolta punti del supermercato. Per avere
la FECCIA CALATA in Italia fanno i capricci pure i giudici delle più alte
magistrature, gente che è nota per non volare, oppure alti, medi, e
piccoli gradi delle forza dell'ordine e di quelle armate, altra gente che non
vola ma a cui piace evidentemente mostrare una tessera in più soprattutto poi
se è gratis. Bene, io mi chiedo solo: ma quando il MITE FERRUCCIO dirigeva il
Corriere della Sera, ovvero durante la sua permanenza in VIA SOLFERINO per
oltre un quinquennio, come mai non ci ha mai fatto sapere queste cose? Eh, caro
FERRUCCIO, lo chiediamo al nostro comune amico MARCO ZANICHELLI, il perché
allora, quando la FRECCIA NON ERA ANCORA CALATA, si continuava con il bel tacer
e il mai scritto? Buona giornata. E buona fortuna.
( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 06 Mag
2008 Edizione 87 del 06-05-2008 SMENTITE LE VOCI SUL COINVOLGIMENTO DI
UNICREDIT E LUFTHANSA Per i partner industriali è meglio volare basso di
Alessandra Mieli I tedeschi non ci stanno e se cambiassero idea non lo racconterebbero.
Almeno fin quando non avranno capito se "l'affare Alitalia" è una "sola"
come dicono a Roma, o se, invece, ci si può cavare un qualche vantaggio. Così,
a poche ore di distanza dalla pubblicazione della notizia di un incontro
riservato tra i vertici di Unicredit e quelli di Lufthansa, le smentite sono
arrivate sia da un portavoce della banca, sia dalla compagnia aerea tedesca.
Lufthansa ha ricordato le recenti dichiarazioni di Stephan Gemkow, direttore
finanziario della compagnia aerea, secondo cui il vettore tedesco "non ha
in corso alcun contatto né con il Governo italiano né con il management" e
come "i recenti sviluppi in Italia rafforzano le valutazioni" di
Lufthansa secondo cui in un tale operazione gli svantaggi avrebbero la meglio.
Intanto non passa giorno senza che un nuovo nome si aggiunga alla cordata di
imprenditori disposti a partecipare alla privatizzazione di Alitalia.
Ieri è stato il turno di Marco Fossati, nome "nobile"
dell'imprenditoria lombarda: assieme ai suoi tre fratelli controlla Findim
Group, la holding lussemburghese cassaforte delle partecipazioni della
famiglia, secondo socio di Telecom dopo Telco. "Ci è stato proposto e
abbiamo dato la nostra disponibilità ma il progetto è ancora allo studio e non
sappiamo quale sarà l'entità della nostra partecipazione", ha spiegato il
manger. Finora i "big" che finora hanno risposto "sì" alla
chiamata del superconsulente del Cavaliere, Bruno Ermolli, sono stati il
presidente onorario di FonSai, Salvatore Ligresti, il numero uno di Pirelli,
Marco Tronchetti Provera, la famiglia Benetton e il patron della Geox, Mario
Moretti Polegato. Il finanziere romano, Fabio Verna, "advisor" per il
Centro-Sud, da parte sua avrebbe raccolto circa venti imprenditori mentre il
patron di Msc Crociere, Gianluigi Aponte, si è detto pronto a rilevare il ramo
cargo della compagnia di bandiera perché intende diversificare il suo business,
come ha già fatto Evergreen, operatore nei container via mare che ha una
propria compagnia aerea, Eva Air. Infine c'è tutto il settore turismo che
chiede di essere coinvolto nell'operazione come ha sottolineato Gianni Onorato,
direttore generale di Costa Crociere e il vicepresidente dell'Associazione dei
tour operator. Quanto al pressing di Bruxelles, secondo cui il prestito ponte
potrebbe configurare un aiuto di Stato, il commissario Ue Barrot, ha reso noto
che l'Italia ha tempo fino al 19 maggio prossimo per rispondere alla lettera di
osservazioni che la Commissione ha inviato a Palazzo Chigi. Se le manovre
attorno alla cordata procedono a ritmi spediti e l'impegno di Intesa SanPaolo è
dato ormai per acquisito, resta da sciogliere il nodo attorno al partner
industriale che dovrà partecipare al rilancio di Alitalia.
Air One vorrebbe rimanere in gioco, e Giovanni Malagò, membro del cda di Air
One, ha confermato che "ci sono stati e ci sono contatti con Ermolli come
è giusto e doveroso che sia". Ma, come abbiamo scritto già più volte, non
è da escludere un ritorno in scena di Air France-Klm che il 2 aprile ha
abbandonato il tavolo dopo il "no" dei sindacati al piano proposto da
Jean Cyril Spinetta. L'ipotesi che appare la più logica è stata delineata da
Domenico Campella in un'intervista: "Air France ? ha detto l'ex ad di Alitalia - si è ritirata ma non escludo che sia tuttora alla
finestra".
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 107 del
2008-05-06 pagina 18 Paura di volare: l'aereo è tabù Ansia per un italiano su
due di Matthias Pfaender In aumento ansie e disturbi legati al volo. Per
milioni di persone il decollo è ancora il terrore più grande. Le compagnie
corrono ai ripari: corsi, seminari e libri per spiegare che le ali "non si
possono staccare" Una volta a bordo li si individua facilmente: sguardo
fisso nel vuoto, mani artigliate ai braccioli della poltrona e fronte imperlata
di sudore; e questi sono i più coraggiosi, quelli che alla fine il coraggio di
imbarcarsi l'hanno trovato. La maggior parte di loro non riesce neanche ad
avvicinarsi alla scaletta e preferisce affrontare viaggi estenuanti in treno,
auto o nave. Ecco i fifoni del volo, quelli terrorizzati anche solo all'idea di
prenotare un viaggio in aereo. In Italia sono milioni: il 53,5 per cento degli italiani, secondo dati Alitalia, soffre di
"aerofobia"; e i numeri sono in aumento. "Così come i disturbi
d'ansia in generale sono sempre più frequenti - commenta Luca Evangelisti,
autore di Mai più paura di volare, Kowalski-Feltrinelli -. Anche l'ansia da
volo segue lo stesso trend. Non serve a granché ricordare il fatto che
l'aereo, negli anni, sia diventato un mezzo di trasporto molto diffuso".
Infatti, parallelamente all'espansione delle compagnie low-cost, negli ultimi
anni si è diffusa la paura di volare, colpendo indiscriminatamente sempre più
persone. Del resto non esiste il ritratto del "pauroso" tipico: ne
soffrono sia i viaggiatori per turismo, che non riescono a visitare i Paesi che
hanno sempre sognato, sia chi viaggia per lavoro, come uomini d'affari o
tecnici specializzati, che vedono così limitate le possibilità di carriera. La
paura non risparmia neanche i vip, generalmente persone obbligate a numerose
trasferte: ne sa qualcosa Dennis Bergkamp, ex stella olandese dell'Arsenal, che
non ha mai preso l'aereo (obbligando il mister a fare a meno di lui quando la
sfida si teneva in stadi troppo lontani), o la superstar statunitense Cher, da
sempre "atterrita" dal volo. Anche in Italia la schiera di fifoni
dell'aria è nutrita, e vede in prima fila personaggi del calibro di Margherita
Buy e Fiorello. Secondo Ugo Rigotto, psicologo e specialista di disturbi legati
al volo "chi soffre di aerofobia, ma si trova a dover viaggiare lo stesso,
adotta una serie di tecniche per superare la difficoltà. La più diffusa è
l'assunzione di bevande alcoliche. Altri assumono tranquillanti, altri
semplicemente cercano di controllarsi, riuscendoci però solo finché il viaggio
va bene, ma soffrendo molto al primo accenno di turbolenza". Come
liberarsi dell'ansia? Un buon punto di partenza è chiedere l'aiuto di un
esperto. Molte compagnie aeree hanno da tempo istituito corsi per superare le
paure, e diverse pubblicazioni e siti internet sono dedicati all'argomento. Ma
nello scegliere il percorso di "guarigione" occorre tenere conto di
due fattori fondamentali: che ogni paura ha radici dentro la persona, è sintomo
di ansie interne; e che un discreto bagaglio di conoscenza sulle tecniche del
volo e sui principi base dell'aeronautica aiuta molto nell'esorcizzare una
volta per tutte l'ansia da volo. Niente di meglio di un po' di fredda fisica
dei flussi per capire, una volta per tutte, che l'aereo non può, semplicemente,
"cadere giù". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una
serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult"
della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti (
2 ) " (52 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (117 votes,
average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 87 ) " (86 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (126 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (52
votes, average: 1.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (56 votes, average: 1.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (95
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213 Alitalia incassa il prestito ponte --> Settimana di
transizione ma cruciale per decidere sul futuro di Alitalia.
Ieri Silvio Berlusconi ha incontrato Bruno Ermolli, il professionista da lui
incaricato di mettere a punto una cordata italiana per salvare la compagnia. In
attesa del nuovo governo, che molto probabilmente indicherà il nuovo ad di Alitalia con pieni poteri, si lavora al coinvolgimento di un
partner industriale forte, che molti indicano in Lufthansa. Alitalia,
per andare avanti può contare anche sull'accredito di 300 milioni del prestito
ponte. Notizia che Bruxelles non ha voluto commentare, restando in attesa,
entro il 19 maggio, delle osservazioni che la Commissione ha inviato al governo
italiano dopo aver esaminato la prima documentazione sul decreto salva-Alitalia. Intanto Lufthansa, secondo indiscrezioni, avrebbe
avuto contatti con Unicredit - che ha però smentito la circostanza - ed
espresso la disponibilità a partecipare alla cordata italiana per Alitalia come partner industriale e con una quota intorno al
20% (forse con uno scambio azionario), ma a precise condizioni. Anche Aeroflot
potrebbe entrare nel capitale, sempre con una quota di minoranza a due cifre.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 315
Tempo di bilanci nel centrosinistra Accontentare tutti (forse) è impossibile
Tempo di bilanci nel centrosinistra di Aldo Berlinguer --> di Aldo
Berlinguer Perse le elezioni nazionali, perso il Comune di Roma: nella sinistra
è tempo di un bilancio, lucido, severo e costruttivo. Già agli albori del Pd
avevo segnalato, su L'Unità, che il dibattito sulla "fusione calda o
fredda" tra Ds e Margherita costituiva un falso problema e che occorreva
elaborare un nuovo progetto di società piuttosto che evocare simboli e
appartenenze. Si rispose che era più urgente la stabilità del sistema politico.
Purtroppo, le ultime elezioni hanno dimostrato il contrario. Faccio alcuni
esempi, spero utili alla riflessione. ECONOMIA E LAVORO Peter Lindert dice che
welfare e sviluppo economico non sono antitetici ma occorre eliminare quei
privilegi che nuocciono allo Stato sociale. Bene, ma perché le liberalizzazioni
sono apparse come invenzioni del solo Bersani, non come obiettivo centrale del
Pd? Siamo convinti che la competizione deve affermarsi nel mercato quanto nelle
istituzioni, nelle liste elettorali, nella società? Possibile declinare il
valore dell'eguaglianza con meritocrazia e cominciare a costruire una società
equa, delle pari opportunità? E poi: vogliamo interloquire solo col lavoro
salariato mentre le cosiddette partite iva si collocano, ormai
"antropologicamente" a destra? Non capiamo che nella società della
conoscenza il baricentro si sposta verso il lavoro autonomo e lì si annidano
oggi gravissime sacche di sfruttamento e alienazione? CLASSE DIRIGENTE Il
secondo rapporto Luiss conferma un quadro desolante; classe dirigente anziana
(in media oltre 60 anni), cooptata, provinciale, quasi il 90 per cento sono
uomini... In Italia manca completamente la cultura della competizione in favore
della cooptazione. I percorsi scolastici e universitari sono incapaci di
selezionare e sfornano giovani con identico curriculum vitae. La laurea oggi è
una questione di tempo, non di merito, e il tempo stesso, perno della società
tecnologica, è una variabile del tutto negletta in questo Paese. Associamo
formazione a competizione e consideriamo il tempo un fattore di selezione,
faremmo un passo avanti. Secondo l'Istitituto Cattaneo, 1 cittadino su
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 315
Neologismi da sedicesima legislatura Dal demondezzare al banderuolismo
Neologismi da sedicesima legislatura --> Silvio Berlusconi ha sentenziato:
"L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti cielo. Zignacosa?
E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I dizionari
tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione arcoriana
dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle cavallette,
già usato dal Pascoli)? Ma è stato proprio il Cav. a svelare l'arcano,
precisando che lo "zigno" è il fastidioso tormento inflitto dalle
zanzare al lato b degli elefanti. Precisazioni etimologiche a parte, il
neoacclamato premier potrebbe aver lanciato una nuova moda fra i politici.
Quella del coniare neologismi. E già sembra partita la competizione. Antonio
Bassolino pare stia per bandire una crociata per "demondezzare" la Campania.
Walter Veltroni starebbe pensando di organizzare una più sistematica
"pidizzazione" del Nord Italia, per strapparlo al più presto al
Carroccio. Lo stesso Carroccio che, Umberto Bossi dixit, è pronto a
"fucilizzarsi" se lo stesso Silvio continuerà a mettere paletti,
pardon, a "zignare" contro i lumbard. Gianni Alemanno, intanto,
festeggia la "rifiglidellalupazione" del Campidoglio, consegnatogli
su un piatto d'argento da Francesco Rutelli, che, secondo gli analisti, non ha
saputo "rassicurezzare" adeguatamente i cittadini della Capitale,
"ro
( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
In visita a Genova n
Genova. Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, in trasferta a Genova
per Il consiglio regionale del suo sindacato, benedice
l'ipotesi di un matrimonio tra Alitalia e Lufthansa. E considera la vicenda della compagnia di
bandieraâ??"il primo banco di prova del governo Berlusconi". Bonanni
traguarda ad una soluzione che metta insieme "un'impresa capace di
governare, con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale".
Lufthansa? "Magari! Vedo che alcune fumisterie sono diradate da qualche
giorno a questa parte. E' stato stucchevole veder criticare coloro che volevano
conservare in mani italiane un bene così prezioso per il nostro turismo. Non
possediamo né catene alberghiere né agenzie internazionali di turismo. Perdiamo
pure il volo italiano e il nostro turismo sarà a rischio". Accorpare Alitalia in Trenitalia? "Non è poi un'idea balzana. Fra
4/5 anni per andare da Roma a Genova con l'alta velocità si impiegherà la metà
del tempo. Sarà quindi inutile prendere l'aereo e l'integrazione tra il ferro e
il volo sarà opportuna. Una gestione comune è del tutto auspicabile".
Bonanni ha fornito un'anticipazione sul nuovo sistema, di rappresentanza e
contrattuale, che le Confederazioni si accingono a mettere in campo.
"Perseguiamo questo obiettivo con molta forza e unitariamente. In tema di
rappresentanza abbiamo trovato una soluzione che definirei storica. Ci sono
state infatti sempre divisioni tra di noi sul criterio da utilizzare e cioè se
affidarsi al legislatore o costruire accordi con gli imprenditori per regolare
la vita nelle aziende. E' prevalsa la seconda ipotesi: la via pattizia. E' un
fatto molto positivo, che segna una evoluzione nella condizione sindacale e
nelle relazioni industriali". Atteso l'ok di Confindustria. A Emma
Marcegaglia Bonanni ha reso omaggio: "Incarna bene la proverbiale
attitudine al pragmatismo delle donne. Ci rassicura anche la sua esperienza.
Sebbene giovane, ha indubbiamente alle spalle una lunga esperienza nelle sue
aziende e in Confindustria. Mi pare che abbia buone intenzioni e cioè di non
rincorrere polveroni, ma di costruire un tessuto solido di relazioni
industriali e sindacali". L'emergenza vera riguarda salari e pensioni,
prosciugati dal carovita. Per Bonanni serve "una sferzata all'economia
attraverso una soluzione forte sul taglio delle tasse su salari e
pensioni". E' la prima mossa che la Cisl attende dal nascente governo
Berlusconi. "Speriamo che il governo faccia presto una prima convocazione
per costruire con noi un'ipotesi che premi salari e pensioni. I consumi diminuiscono
(a marzo -1,7%, ndr) perché la gente comune, la maggioranza degli italiani, ha
stipendi bassi e i pensionati hanno pensioni basse. Bisogna alzarli attraverso
il taglio delle tasse". Cancellata l'Ici - Berlusconi dixit - lo Stato
dove recupererà le entrate perdute? "Io questa "icite" acuta non
la capisco. Non vorrei che fornisse l'occasione per fare strada ad un aumento
delle addizionali locali dell'Irpef. Ci garantisca il governo che non farà il
gioco delle tre carte". Che ne pensa della pubblicazione dei redditi su
Internet? "Così si creano solo polemiche inutili e sterili. Sarebbe invece
utile sapere che il 40% di chi non ha ritenute alla fonte denuncia non più di
10 mila euro l'anno: ci sono un sacco di professionisti sotto la soglia della
povertà". parodi@ilsecoloxix.it 07/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Grandi manovre per
la vendita della compagnia milano. Anche le fondazioni bancarie potrebbero
valutare la partecipazione ad una cordata di investitori
italiani per Alitalia:
un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati
dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il
superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con discrezione,
il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore: "Ci sto
lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada
avanti a lavorarci". Poche parole, confermando la linea della
riservatezza: "Questa è la mia unica risposta - ha detto ierti Ermolli -
perché sono tenuto al segreto professionale". La girandola di
manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è il segnale che
potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota di azionisti
italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia.
Serve anche un partner forte che sia il perno di un piano industriale. E serve
una soluzione per arrivare ad una due diligence: se non una nuova gara per la
privatizzazione almeno un nuovo mandato dell'azionista al cda, per esempio,
perché i vertici della compagnia possano tornare a sondare l'interesse di
potenziali partner disponibili ad acquisire la quota di controllo oggi in mano
al Tesoro, e aprire una data room ai candidati. La stessa procedura che aveva
portato alla trattativa in esclusiva con Air France. Indiscrezioni insistono su
contatti tra Lufthansa e Unicredit (che però ha smentito). Ma l'attenzione è
tutta sul prossimo insediamento del nuovo governo perché il prossimo ministro
dell'Economia, come azionista, possa formalmente riaprire il dossier
privatizzazione e fare le prime mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti
della compagnia, dove oggi torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver
incassato il prestito da 300 milioni del governo, prestito sul quale pende
ancora il rischio di una bocciatura da Bruxelles. Intanto il progetto di
cordata italiana incassa l'attenzione delle fondazioni bancarie. "Se ci
sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare
saranno basate su rischio e redditività dell'investimento", dice Giuseppe
Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e Acri, l'associazione di casse di
risparmio e fondazioni bancarie. 07/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti SE IL
POVERO VA A DESTRA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il teorema asinorum per la
geometria è quello del triangolo isoscele: dimostrare perché gli angoli opposti
ai lati uguali sono uguali. Il teorema asinorum dei politici è questo: spiegare
perché tanti elettori delle fasce più povere, e spaventati da globalizzazione,
immigrazione, turbolenze economiche, trovano rifugio più a destra che a
sinistra. C'è una versione americana: spiegare perché Hillary Clinton attacca
Obama proprio sui poveri e sul suo presunto elitismo? O perché McCain attacca e
attaccherà tutti i Democratici sullo stesso argomento (che aveva già
grandiosamente aiutato il ruspante Bush a vincere contro l'aristocratico
Kerry)? Versione italiana, ancora più facile: perché oggi nelle librerie
italiane La paura e la speranza di Giulio Tremonti va più forte che i Dannati
della terra di Franz Fanon nel '68? C'è solo da sorprendersi che il tema si sia
proposto con esplosiva chiarezza soltanto ora in un paese dove il seguito
popolare del fascismo è stato materia di studio tra gli allievi di De Felice e
sui banchi delle scuole di partito del Pci togliattiano. Il primo passo per
superare il "ponte degli asini" è dunque quello di familiarizzare con
il problema cronico e strutturale dell'ala sinistra nelle vicende politiche: i
poveri non sono spontaneamente progressisti, né spontaneamente inclinano per il
progressismo. Più facile il contrario. Della questione si occupò già a fondo un
intellettuale tedesco dell'Ottocento, Karl Marx, traendone spunto per una
complessa ideologia rivoluzionaria, denominata socialismo scientifico o
comunismo, che ebbe a lungo un certo successo perché offriva ai proletari una
attraente prospettiva di riscatto collettivo. Lui certamente il pons asinorum
lo superò, altri furono i suoi errori. In America dove la sinistra ha perso le
ultime due presidenziali, rimediando finalmente una vittoria nelle ultime
elezioni di mezzo termine, ma ricominciando a temere per il futuro, non si
parla d'altro: la grande abilità dei guru della destra nel presentare i
liberal, i progressisti, i Democratici come una élite di intellettuali
mangiatori di tartine al caviale, frequentatori di cocktail nei quartieri
esclusivi di Manhattan, amanti dei gay e lettori del New York Times. A Obama è
scappata in Pennsylvania una battuta sui bianchi poveri di quello stato che,
stressati dalla crisi economica "si attaccano alla religione, alle armi e
ai sentimenti anti-immigrati". Una constatazione sociologica che potrebbe
costargli cara, serio inciampo davanti al fatidico pons. Anche una rivista
radicale come The Nation gli ricorda che se uno offende gli elettori
trattandoli come degli allocchi che si fanno abbagliare dalla "falsa
coscienza" la partita è persa. Sempre in America se si dà uno sguardo alle
analisi del voto delle passate presidenziali, si scopre che le più alte
percentuali dei democratici si trovano tra la popolazione più istruita: più si
sale di grado, più si va a sinistra. Picchi imbarazzanti si raggiungono oltre
la laurea, e il vertice tra le donne con il PhD, il dottorato post-laurea.
Michael Walzer, filosofo della politica sempre molto attento al problema delle
basi popolari della democrazia e sostenitore della "connectedness",
della vicinanza al linguaggio della gente comune, racconta sull'ultimo numero
della sua rivista, Dissent, di quando, studente, nel '68 organizzò un sondaggio
militante per un Comitato contro la guerra in Vietnam a Cambridge,
Massachusetts, dove c'è l'università di Harvard: favorevoli o contrari? I dati
rivelarono che la opposizione alla guerra era più forte quanto maggiore era il
titolo di studio degli intervistati. Il Faculty Club era contro, i bidelli a
favore. Mondo crudele per la sinistra: è duro aspettare che la popolazione
intera si dottori. In Francia uguale: il gaullismo (e qualche volta anche Le
Pen) ha dato dure lezioni ai socialisti, che dopo Mitterrand sono finiti più
volte sotto, per il loro elitismo tecnocratico, maggioritario tra i figli
dell'Ena e delle Grandes Ecoles. Ségolène Royal non è stata risparmiata dalle
stesse accuse di "distanza", anche per i suoi tailleur e modi
raffinati. Le analisi francesi del voto sono dolorose per la sinistra quanto
quelle americane: la lunga durata di Chirac si è basata molto sul voto operaio.
Se ora vogliamo cercare le ragioni del recente vantaggio di popolarità della
destra italiana sulla sinistra qualcosa si trova senza molto faticare.
Berlusconi è un paradigma internazionale di comunicazione pop, la raffinatezza
la sa tener lontano con trasporto istintivo, anche meglio di Sarkozy. Ma non
c'è solo il rapporto mimetico tra fasce popolari e leader, il fattore B, il
fattore Lega, il fattore destra sociale ex An e altro ancora. C'è anche
qualcosa di molto più pesante che fa la differenza: il collasso ideologico
della sinistra, al quale è seguito il deserto simbolico, la aridità retorica,
semplicemente la mancanza di motivazioni. Una prospettiva riformista vincente
non può presentare il proprio progetto come un protocollo di appalto; la
competizione con la destra riguarda la chiarezza delle politiche proposte, ma
anche la qualità, coerenza, bellezza del rifugio ideologico, del guscio
simbolico che offre in tempi di difficoltà. è una storia antica come la
democrazia: le politiche bread and butter funzionano finché c'è butter, cioè
crescita florida e ricchezza da distribuire, ma quando ci sono sacrifici quello
che si chiede al politico sono: personale acclarato disinteresse, grande
credibilità e, importantissimi, buoni motivi per affrontarli, i sacrifici.
Pensare che un faticoso programma di rientro dal deficit, con inflazione e
salari in sofferenza, possa produrre da solo consensi è un errore serio.
Pensare che le riforme liberali, necessarissime in Italia, dalle farmacie ai
tassisti, dall'Alitalia ai
contratti flessibili, per il fatto di essere utili al paese siano anche
popolari è un errore ancora più serio. Sentito il giubilo dei gruppi di
tassisti alla vittoria di Alemanno? Si tratta di un genere di errori al quale
vien voglia di applicare la etichetta suggerita da un classico pensatore
liberale inglese (Michael Oakeshott): "Razionalismo in
politica". Non si può immaginare, se non in una prospettiva da avanguardia
giacobina e rivoluzionaria, che il razionalismo in politica vinca per virtù
propria, a forza di calcoli economici, specialmente in tempi di paura. Piacere
a Barroso e Almunia non vuol dire sfondare tra gli elettori. Un tassista si
potrà anche convincere che l'aumento del numero delle licenze migliori il
servizio anche se la sua licenza, faticosamente pagata, perderà un po' di
valore. Così il pensionato in un quartiere di Milano invaso dai cinesi, che
fanno scendere il valore della sua casa, potrà anche convincersi che
l'immigrazione è utile. Ma anche questi rari ? e introvabili ? esempi di
mentalità cartesiana avranno bisogno di poderosi argomenti per accettare una
prospettiva che contraddice la loro urgenza esistenziale. Non basta il
competente richiamo al principio di realtà, che certo da ultimo nessuno potrà
eludere, neanche Berlusconi. La impopolarità accumulata dal governo dell'Unione
è rimasta largamente al di qua del pons asinorum e il Partito democratico è
appena all'inizio della costruzione del suo edificio ideologico per
oltrepassarlo. Se la parola "ideologia" disturba, si parli di idee,
di discorso, di fini e di simboli. All'elemento economico la politica deve
associare l'elemento persuasivo e narrativo. Non si tratta solo di retorica, ma
di sostanza ideale, che è contenuto della politica, almeno tanto quanto i
programmi di governo. Non basta essere concreti bisogna anche saper essere
astratti. E convincenti. Il "razionalista in politica" pensa che non
serva altro che la conoscenza tecnica necessaria per risolvere un problema, non
vede tutto il contorno fatto di tradizione, contesto sociale, cultura, paura.
Il riformismo in Italia, forse perché reduce da una storia sovraccarica di
ideologia, tende ad avere i difetti del razionalista di Oakeshott, è privo di
un racconto compiuto sul progetto che ha in mente per l'Italia. Crede di sapere
perché vuole vincere, ma non lo sa spiegare e questo vuol dire che forse in
realtà non lo sa neppure lui.
( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIII - Milano
Penati: colpa del governo Prodi se abbiamo perso le elezioni RODOLFO SALA
"Sul governo uscente e su Prodi pesano delle responsabilità grandi come
macigni". Se n'è stato zitto finora, ma Filippo Penati adesso rompe un
silenzio che durava dal 14 aprile: "Nel Pd, un partito nuovo, non è
possibile fare sconti a nessuno". E giù mazzate, a destra e a manca. Sulla
sicurezza: "Non siamo stati credibili". Su Alitalia: "Siamo quelli che difendono
sempre e comunque l'Unione europea, anche quando rappresenta un danno per la
nostra gente". Sul partito del Nord: "Tema sbagliato, abbiamo perso
anche al Sud; e nel Coordinamento del Nord vedo contraddizioni: cosa li abbiamo
eletti a fare, con le primarie, i segretari regionali?". Poi
l'affondo contro una sinistra troppo elitaria: "Guarda quasi con disprezzo
a quella parte di popolo che non legge i giornali eppure va a votare".
Analisi impietosa, d'altronde "nel partito serve discutere di programmi,
evitando scontri sulle leadership, per rimettersi in sintonia con la
società". E servono ancora "le primarie". Per togliersi parecchi
sassolini dalle scarpe, il presidente della Provincia sceglie la sala Affreschi
di Palazzo Isimbardi, dove un folto gruppo di attivisti ed eletti del Pd si
abbandona a due ore di autocoscienza collettiva sulle cause della pesante
sconfitta elettorale. Alla presidenza ci sono anche il ministro uscente Linda
Lanzillotta e Alberto Mattioli, numero due della giunta provinciale (vorrebbe
che il numero uno diventasse presidente del Pd). Dibattito senza rete, qualcuno
chiede un "congresso vero", altri si preoccupano della piega che sta
prendendo la riflessione post-voto nel Pd, con gli affondi di D'Alema contro
Veltroni. Quando tocca a Penati, si capisce subito che la diplomazia è bandita.
Comincia con la sicurezza, ricostruendo quel che ha combinato il governo Prodi
con il "pacchetto": prima un decreto, poi un disegno di legge,
"ma non è stato possibile convertirlo perché su queste proposte non c'era
la maggioranza". Insomma: "Qui non si tratta di rincorrere la Lega,
bisogna smetterla di commettere sciocchezze come purtroppo è avvenuto".
Peggio ancora con Alitalia: "Berlusconi a
difendere l'italianità, la Lega che pensava solo a Malpensa, noi in mezzo e il
governo Prodi che fa un prestito ponte che scontenta l'Europa: un assist alla
destra; ma nella Ue bisogna starci con la schiena dritta, qualcuno deve
difendere gli interessi nazionali". Linda Lanzillotta, deputata eletta in
Lombardia, su Alitalia glissa: "Sono ministro
ancora per tre giorni...". Ma qualcosa di dissacrante lo dice pure lei:
"Ci siamo alleati con la sinistra radicale e non con chi rappresenta i
ceti nuovi; nel '95 dovevamo costruire un rapporto diverso con la Lega".
( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Genova
La denuncia Bonanni: "Basta morti sul lavoro Fuori le imprese che
sgarrano" PIU' soldi per la diffusione della cultura della sicurezza e una
norma che regoli meglio la selezione delle imprese sul mercato del lavoro: è la
ricetta contro gli infortuni sul lavoro, che hanno dominato la cronaca
nazionale e genovese negli ultimi mesi, del segretario generale della Cisl
Raffaele Bonanni. "Ci sono imprenditori che fanno concorrenza sleale nei
confronti di chi si comporta bene e che mettono in difficoltà i lavoratori,
nella loro salute e a volte anche nella loro vita - ha detto a questo proposito
Bonanni - le imprese senza arte nè parte vanno cacciate via dall'agone perchè
sono pericolose sia per i lavoratori sia per le imprese buone". A Genova
il segretario Cisl ha parlato anche di contratti, governo, Alitalia e Ici. "Io questa 'icite' acuta non la capisco - ha
sottolineato - non vorrei che fornisse un'occasione per fare strada ad un
aumento dell'addizionale Irpef". E si è detto scettico sulla pubblica dei
redditi su Internet. "Così si creano solo polemiche inutili e sterili - ha
commentato - anzichè un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito una
classificazione per reddito, in modo da rendere più note quali sono le
realtà che più evadono e eludono le tasse".
( da "Repubblica, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Anche
Fossati e le Poste nella partita per Alitalia Berlusconi
lavora alla cordata. Air One in pista LUCIO CILLIS ROMA - Cordata ancora non
ben delineata, ma con Air One in pole position nel ruolo di partner industriale
prima di un nuovo round di trattative, a ristrutturazione avvenuta, con Air
France o Lufthansa. Il futuro di Alitalia sarà disegnato nei prossimi giorni e Silvio Berlusconi, prossimo
presidente del Consiglio, nel corso di uno degli ultimi vertici con i suoi
collaboratori avrebbe detto che "di soldi per salvare Alitalia ce ne sono anche più del
necessario", che l'analisi dei conti "potrebbe partire a breve e
durerà un mese". Allo stesso tempo il Cavaliere avrebbe confermato
la necessità di affiancare un partner industriale al gruppo di imprenditori
pronti a governare la crisi del vettore. Tra i nomi, Air One sarebbe il più
gettonato. La compagnia guidata da Carlo Toto, tra l'altro, ha dato il via ai
nuovi voli per Berlino da Malpensa, mentre entro luglio le tratte
internazionali e intercontinentali saranno undici. Bruno Ermolli ieri ha
confermato l'impegno a tutto campo nella creazione della cordata: "Vado
avanti come vuole Berlusconi". E, in questo senso, anche la Findim della
famiglia Fossati sarebbe disponibile ad intervenire. Il fronte tutto italiano
non sembra però trovare, al momento, la sponda delle fondazioni: "Nessuno
ci ha chiesto niente" ha detto ieri Giuseppe Guzzetti, presidente della
Fondazione Cariplo e dell'Acri. "Qui - ha proseguito - si tratta di
investire patrimonio, non è un'erogazione. Se ci sono progetti industriali le
valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e sulla
redditività dell'investimento". Insomma, chiedere oggi "se diremo di
sì o di no - ha concluso Guzzetti - è prematuro". Resta invece vivo
l'interesse di Poste Italiane e la controllata Mistral Air, per il settore
cargo di Alitalia. Come anticipato da Francesco Pizzo,
presidente della compagnia, in un intervista a Repubblica, il gruppo sarebbe
pronto a intervenire. Oggi è prevista una riunione di routine del cda Alitalia, in attesa di imminenti novità per il vertice.
Martedì prossimo, con la trimestrale della compagnia, il presidente Aristide
Police potrebbe decidere di rimettere le proprie deleghe al governo. In arrivo,
quindi, un nuovo presidente (quasi certo Mario Resca), chiesto a gran voce
anche dai sindacati: "Bisogna far uscire subito Alitalia
dallo stallo - dice Marco Veneziani della Uil Trasporti - serve un
amministratore competente e manager capaci che conoscano il trasporto
aereo". "Occorre competenza specifica - gli fa eco Roberto Panella
della Ugl Trasporti - il caso Alitalia deve essere
affrontato in chiave Fiat, con un Marchionne dell'industria aeronautica".
Anche per l'Unione Piloti, "serve un ricambio rapido del management".
Infine, arrivano buone notizie dal fronte dei ritardi e dei consumi di
carburante, le spine nel fianco delle compagnie. Ieri è stato presentato il
Sesar, un programma di gestione europeo del traffico aereo Ue, di cui Enav è
tra i principali protagonisti. Entro il 2020 si prevedono investimenti per 30
miliardi di euro e risparmi per 40.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Dossier Alitalia alle fondazioni --> Anche le
fondazioni bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di
investitori italiani per Alitalia: un'attenzione al
dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati dalle banche,
dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori. Il superconsulente
Bruno Ermolli sta portando avanti il progetto promosso da Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Le Fondazioni disponibili a entrare in Alitalia Guzzetti:
prima, però, un piano credibile La Borsa non scommette più sulla compagnia /
Roma FONDAZIONI La Borsa non scommette più su Alitalia. Per la
seconda seduta consecutiva ieri il titolo Alitalia è rimasto del
tutto fermo al prezzo di 0,6 euro. Praticamente nessun operatore compra o vende. Irrisorie
le proposte di negoziazione, scambiate poco più di un milione di azioni, pari
allo 0,07% del capitale, che risentono del clima di incertezza che grava sulla
società. Il cui futuro è ancora tutto da delineare. Mentre Bruno Ermolli, il
consulente finanziario, procede nel lavoro affidatogli da Silvio Berlusconi di
trovare una soluzione per la crisi della compagnia di bandiera "in tempo
per l'Expo", arriva una prima dichiarazioni di disponibilità da parte
delle Fondazioni. "Nessuno ci ha chiesto niente - ha detto il presidente
dell'Acri e della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti - siamo ancora ad una
fase prematura. Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio e non
di un'erogazione: se ci sono progetti industriali le valutazioni che le
fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e la redditività
dell'investimento. Chiedere oggi se diremmo sì o no - ha quindi osservato
Guzzetti - è prematuro: bisogna attendere che ci sia un progetto per Alitalia". Il presidente dell'Acri ha poi ricordato che
"ci sono Fondazioni che hanno investito nelle autostrade e in altri
settori simili: ogni Fondazione - ha osservato - fa le sue valutazioni sulla
base dei vincoli disposti dalla legge Ciampi". Una volta rispettati questi
vincoli - ha concluso Guzzetti - "le fondazioni possono fare qualunque
investimento". Con quale prospettiva per ora nessuno lo sa. Rimane il
mistero sugli incontri di Monaco tra Unicredit e Lufthansa, dopo la smentita di
Unicredit, anche se l'ipotesi che la compagnia aerea tedesca possa essere la
soluzione per i problemi di Alitalia inizia a
raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima" ha detto il presidente
della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth, "darebbe alla compagnia un taglio
internazionale". Intanto rimangono le incertezze occupazionali
sull'aeroporto di Malpensa. Secondo la Camera di commercio di Milano , dopo la
cancellazione dei voli da parte di Alitalia, ci sono a
rschio ancora 6 mila posti di lavoro. Le stime parlano di 3.271 posti di lavoro
a rischio nel sedime aeroportuale e di altri 1.729 nei settori legati
all'aeroporto, come alberghi, ristorazione, trasporti e logistica. A questi si
aggiungono i 991 posti pericolanti in altri settori al di fuori dello scalo.
( da "Unita, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Padoa-Schioppa lascia, la Ue promuove i conti Addio del ministro
con citazione di Machiavelli. Bruxelles raccomanda attenzione a Tremonti di
Bianca Di Giovanni/ Roma SALUTI Il giorno della promozione (con
raccomandazione) dei conti italiani da parte di Bruxelles, Tommaso
Padoa-Schioppa dà l'addio al suo ministero. E lo fa da par suo: con una
citazione dal Principe di Machiavelli, un lungo excursus sull'esperienza al mi-
nistero dal titolo "Politica economica e finanziaria, glossario di due
anni" (consultabile sul sito del Tesoro), una difesa a oltranza del
governo Prodi e in particolare del premier. "Il tempo riconoscerà ancora
un volta al presidente Prodi - scrive Padoa-Schioppa nella prefazione al glossario
- di aver regalato all'Italia, anche se solo per due anni, il bene raro del
buongoverno". Il lascito del ministro ha un "peso" che non
mancherà di provocare la reazione del successore Giulio Tremonti: 248 pagine
divise in 25 capitoli in cui si ripercorrono i passi salienti dell'azione di governo: dall'Alitalia al risanamento, dall'evasione al federalismo fiscale.
Padoa-Schioppa rivendica i tre pilastri della sua politica: risanamento,
sviluppo e equità. Fornisce le cifre dei suoi risultati, dagli sgravi Ici al
bonus incapienti, dal deficit ridotto sotto il 2% ai 40 miliardi per le
infrastrutture. Ma "l'aratura, la semina, la maturazione, la
mietitura... formano un ciclo che non può essere compresso in poche
settimane", come è successo al governo Prodi, osserva il ministro. Perciò
l'opera di cui si dà conto è un'incompiuta, aggiunge con qualche riferimento un
po' debordante. Ma lui, si sa, ha orizzonti molto alti: lo confessa proprio
nella citazione di Machiavelli. Che scrive: "L'uomo pridente" deve
stare sempre "nelle vie battute da uomini grandi" e deve imitare
"quelli che sono stati eccellentissimi". Nell'ultima giornata in Via
Venti Settembre, però, non si registrano solo formalità di rito. C'è chi fa
profondi strappi alla regola. Come il sottosegretario Alfiero Grandi.
"Scrivete a chiare lettere che io non vado alla cerimonia dei
saluti", dichiara lasciando intendere qualche sopito (non più di tanto)
rancore. Qualche mugugno trapela anche dalla atmosfera ovattata dell'incontro
con l'alta dirigenza: un breve saluto che si è svolto ieri pomeriggio.
"Sostanzialmente ha detto che la burocrazia ha bloccato la possibilità
delle riforme e che è pessimista sulla possibilità di riscatto del Paese",
rivela una fonte che vuole restare anonima. C'è chi parla di una cerimonia
molto stringata, chi aggiunge l'aggettivo fredda. Altre fonti riferiscono di un
saluto sereno e cordiale. Anche se in quella platea c'erano quei pezzi da
novanta del ministero indicati dai rumors come antagonisti del ministro. A
cominciare da Mario Canzio, il Ragioniere generale che nell'ultima Finanziaria
lo costrinse a una frettolosa retromarcia su una copertura, per finire con
Vittorio Grilli, il direttore generale dato dalle voci come molto irritato dal
governo uscente per essere stato messo da parte. Ambedue, Canzio e Grilli, sono
in odore di riconferma da parte del futuro inquilino Tremonti. Non sarà lo
stesso per i collaboratori del gabinetto del ministro uscente. I loro nomi
compaiono all'inizio del glossario. "Abbiamo scritto la lista di
proscrizione per Tremonti", commenta uno di loro.
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una
serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult"
della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti (
6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53
votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più
scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta".
Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere
della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio
della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in
"casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva",
quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare
Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera
risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo,
poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì
com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri
al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele
Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità
della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio.
Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare
al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da
escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In
fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato
in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità"
fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi
(leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70
votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno
e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita.
Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per
l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per
Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale".
Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa.
Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche
con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento
che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che
vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E
hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente
sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è
il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico
di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e
quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci
lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in
Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e
necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso
costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida
difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello
Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie
Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi
non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a
Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma
c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco
Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il
presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la
folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e
festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un
risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono
riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità
dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla
capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato
anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora.
Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema
"grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà
l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha
aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per
il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi
l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia
di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average:
1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87
votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53
votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno
del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.).
E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto
nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera
rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche.
Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco
la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57
votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse.
Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del
Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato
nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi
l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia
di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average:
1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87
votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che
giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di
protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche
da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che
appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul
web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli
(Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) :
niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto
della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini.
Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita,
al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione
delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del
no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano
Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità?
Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie
Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una
serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult"
della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti (
6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53
votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una
serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult"
della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti (
6 ) " (70 votes, average: 1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con
Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la
sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali
sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto
in Varie Commenti ( 87 ) " (87 votes, average: 1.51 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita
Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro
quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della
vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il
"padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza
a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter
Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici,
democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi
- nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera.
Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza
il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53 votes, average: 1.55 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione
gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra
(anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia
cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento,
per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli
italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge
elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola:
l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con
Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che
colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che
vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E
hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente
sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è
il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57 votes, average: 1.75 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi
l'articolo): è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia
di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (70 votes, average:
1.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (118 votes, average: 1.31 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 87 ) " (87
votes, average: 1.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (127 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (53
votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno
del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.).
E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto
nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera
rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche.
Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco
la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (57
votes, average: 1.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-07 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Il presidente della Provincia Penati accusa Prodi
"Troppi errori" "Basta con i minuetti. Su alcuni ministri e
sullo stesso Romano Prodi pesano responsabilità grandi come macigni".
Filippo Penati rompe il silenzio che si era imposto all'indomani della
sconfitta elettorale del Partito democratico. Ed è durissimo. Con il governo
uscente, ma non solo: il presidente della Provincia dice no al partito del Nord
e no a nuove discussioni sulla leadership del Pd. L'occasione è un pubblico
confronto a Palazzo Isimbardi organizzato dal vicepresidente Alberto Mattioli.
C'è anche Linda Lanzillotta, ma a Penati non replica "per ragioni
istituzionali, per tre giorni sono ancora ministro di questo governo".
Penati attacca sin dalle prime parole del suo intervento: "Non possiamo
farci sconti. Prendete la sicurezza: era un pacchetto, poi è diventato un
disegno di legge, poi di nuovo un decreto. Qualcuno ha voluto infilarci le
norme contro l'omofobia, e il capo dello Stato, mancando l'urgenza, non l'ha
firmato. In aula, poi, non si è trovata la maggioranza". Peggio ancora su Alitalia: "Berlusconi non ne ha parlato, lui chiedeva l'italianità.
Bossi neppure: difendeva Malpensa. E poi chi è che ha fatto il prestito ponte?
Il governo Prodi. Facendo arrabbiare l'Europa e lanciando un assist al
centrodestra". Quanto all'Ue, Penati non è più tenero: "Non posiamo
esserne le vestali acritiche, quando per molti cittadini l'Unione è
quella che si occupa delle dimensioni delle zucchine e con l'apertura delle
frontiere fa entrare 10mila rom nella sola area milanese". Di certo, il
presidente della Provincia non crede al coordinamento del Nord del Pd: "I
segretari regionali sono legittimati, il coordinamento dovrebbe risolvere
organizzativamente problemi che sono politici?". (m. cre.).
( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-07 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE
TEATRO DAL VERME L'Italia (e Alitalia) vista da "Le Figaro" Il caso Alitalia, il problema dell'immigrazione,
la nuova destra, l'Italia vista dalla Francia: sono questi i temi di cui
discuterà oggi pomeriggio il direttore di Le Figaro Etienne Mougeotte (foto)
intervistato dal vicedirettore del Tg5 Toni Capuozzo al Teatro Dal Verme (via
San Giovanni sul Muro 2, ore 18). Un'occasione per riflettere su vicende
di attualità, media, cultura e società attraverso due voci autorevoli
dell'informazione, con l'intervento di Francis Morel, amministratore delegato
di Le Figaro e Pierre Conte, presidente di Publiprint. L'ingresso è libero fino
a esaurimento posti, previo accredito on line sul sito www.cesanamedia.com o
prenotazione al numero 02.844.044.56.
( da "Messaggero, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alia. Ma la
condizione, ha specificato il leader della Cariplo e dell'Acri Giuseppe
Guzzetti, è che ci sia un piano industriale. L'ingresso delle fondazioni
potrebbe avvenire a supporto della cordata italiana su cui lavora Bruno
Ermolli. "Finora nessuno ci ha chiesto niente. La vicenda Alitalia è ancora in una fase
prematura", ha esordito Guzzetti interpellato a margine del convegno circa
un intervento delle fondazioni nella vicenda Alitalia. "C'è comunque un punto: qui si tratta di investire
patrimonio, non è un'erogazione" ha poi precisato il presidente dell'Acri
sottolineando che "se ci sono progetti industriali le valutazioni che le
fondazioni potranno fare, saranno basate sul rischio e sulla
reddittività dell'investimento. Tuttavia chiedermi oggi se le fondazioni
diranno si o no è prematuro. Bisogna attendere che ci sia un progetto".
D'altro canto ha rilevato Guzzetti, ci sono dei precedenti: "Ci sono
fondazioni che hanno investito nelle autostrade o hanno effettuato investimenti
simili". Ogni fondazione "fa le sue valutazioni, però ci sono i
vincoli posti dalla legge Ciampi ed è sulla base di questi che possono decidere
gli investimenti" ha concluso Guzzetti. "Ci sto lavorando
ancora" ha risposto Ermolli, "il presidente Berlusconi vuole che io
vada avanti a lavorarci". Che non ha voluto aggiungere altro trincerandosi
dietro un "sono costretto a rispettare il segreto professionale".
Ermolli dovrebbe aver incassato la disponibilità di una ventina di nomi
dell'imprenditoria italiana.
( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-07 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Tommaso Padoa-Schioppa "Servono 10 anni di azione
coerente Su Alitalia il sindacato ha fallito"
"I redditi online? Misura estrema e dirompente. Capisco le reazioni" ROMA
- Nel governo di Romano Prodi era considerato il ministro "tecnico "
per eccellenza. Questa definizione, tuttavia, a Tommaso Padoa- Schioppa non è
mai piaciuta. Lui considera la distinzione fra ministri politici e tecnici
"priva di senso, una manifestazione dell'immaturità con cui si guarda alla
politica italiana". E invece sottolinea il peso di un'altra distinzione,
quella fra "politico eletto e chiamato". Avrebbe potuto mai diventare
un politico "eletto"? "Se vuole sapere se mi hanno proposto una
candidatura la risposta è: sì. Però non ho mai concepito questi due anni di
lavoro come l'inizio di una carriera politica". E come due anni di
politica? "Sono venuto qui senza essermi candidato a nulla. Ho molto
esitato prima di accettare. E ho deciso di tornare alle condizioni di prima,
quelle di pensionato ex funzionario pubblico. Ma questo non significa che non
abbia svolto una funzione fortissimamente politica". La soddisfazione più
grande? "Essere ancora ministro nel giorno in cui la Commissione europea decide
di abrogare la procedura d'infrazione a carico dell'Italia per deficit
eccessivo. Per la prima volta a memoria d'uomo il giudizio di Bruxelles sulla
finanza italiana è addirittura migliore del nostro". Roba da stropicciarsi
gli occhi. "Ma non significa che i problemi siano finiti. Anzi. Anche se
un conto è essere considerato un Paese che non rispetta le regole e un conto
diverso è essere tornati nella normalità. Rientrare nei vincoli del patto di
stabilità è stato difficile, non meno difficile sarà il cammino verso il
pareggio di bilancio". Un benvenuto per il suo successore Giulio Tremonti.
"Nel nostro primo Dpef si è impostata la politica economica su tre binari:
risanamento, crescita, equità. è falso che il governo Prodi abbia perseguito
solo il primo. Ma credo che i tre elementi siano più legati ora che due anni
fa. Bisogna far ripartire l'economia, aumentare la produttività, ridurre
l'obesità delle strutture pubbliche..." Lo sa che siamo gli ultimi in
Europa nell'uso di Internet per i rapporti con gli uffici pubblici?
"Purtroppo è vero. Le pratiche si possono anche avviare via Internet. Poi
però dietro c'è ancora la penna d'oca". Buono a sapersi. "Ma sbaglia
chi dà la colpa di questo alla prepotenza della politica. La responsabilità, al
contrario, va imputata alla debolezza della politica, spesso pigra e carente.
C'è una carenza di cultura, capacità, determinazione. In due anni non si riesce
a fare quasi nulla". Troppi bastoni fra le ruote, come ha detto anche
Berlusconi? "C'è stato sempre chi ha sperato che la nostra azione venisse
stroncata dalla fine della legislatura". Per esempio il sindacato?
"In certi casi ha assecondato il cambiamento. In altri ha frenato.
Aggiungo che negli ultimi mesi ha clamorosamente fallito". Si riferisce all'Alitalia, vero? Le brucia la sconfitta? "Si. è stata una sconfitta:
ma soprattutto per la nostra economia. Il raggiungimento dello scopo non
dipendeva solo da noi governo. E abbiamo fatto tutto il possibile. Alitalia ha 175 aerei e Air France
proponeva di metterne a terra 30, con 2.500 esuberi. Di gran lunga il
ridimensionamento più modesto che si potesse sperare". Ma di fronte al
niet sindacale gli avete dato altri soldi. "Non farlo sarebbe stato da
irresponsabili: il futuro premier ha detto di avere pronta una soluzione e il
governo doveva credergli, dando il tempo per metterla in pratica". E se
Prodi non fosse caduto? "Il sindacato non avrebbe fatto saltare il tavolo.
Se no la legge Marzano sarebbe stata inevitabile". Forse non è un caso che
la vicenda Alitalia, una rogna che nessuno è stato mai
in grado di risolvere, scandisca il passaggio di maggioranza. Ci ha mai
pensato? "Chiunque oggi incontrerebbe difficoltà a governare. Avremo
davanti anni in cui l'economia mondiale crescerà molto meno che negli ultimi 10
anni e le pressioni sui prezzi saranno molto più forti, per la crescita
dell'economia asiatica e il conseguente rincaro dei prodotti primari. E non è
che chiudendosi in un guscio protezionistico ci si metta al riparo dalle
difficoltà". Tremonti è avvertito. "Poi c'è la questione dell'Italia:
Paese indebitato e sottocapitalizzato, con diseguaglianze fra Nord e Sud.
Affrontare queste difficoltà senza continuare la lotta all'evasione fiscale
sarà impossibile". Crede che la lotta agli evasori giustifichi la pubblicazione
on line di tutte le denunce dei redditi? "La pubblicità delle
dichiarazioni prescritta dalla legge può essere assicurata in molti modi.
Questo è un modo estremo e dirompente. Posso solo dire che comprendo le
reazioni che ha generato". Lasciate il bilancio in ordine? "Mi pare
giusto che chi viene qui voglia vederci chiaro. Osservo che due anni fa il
Tesoro prevedeva un deficit al 3,8% mentre Bruxelles lo stimava nel 4,1%. Ora
lo prevediamo al 2,4% e la Ue al 2,3%". Quindi i conti sono a posto?
"Questo significa uscire dalla sala rianimazione e andare in corsia,
restando però in ospedale. Verremo dimessi quando avremo i conti pubblici in
pareggio e la convalescenza sarà finita quando il debito pubblico scenderà
sotto il 60% del Pil. Lasciamo un aggiustamento strutturale superiore a quello
richiesto da Bruxelles, un avanzo primario ricostituito, un debito in
diminuzione. Abbiamo virato: bisogna proseguire su questa rotta". Per
quanto tempo? "Resto convinto che per curare i mali dell'Italia ci vogliano
almeno dieci anni di azione coerente. E pur avendo fatto per assurdo più di
quanto ci viene riconosciuto, purtroppo abbiamo fatto molto meno di quello che
era necessario". Tremonti ha detto che non si cura una malattia grave con
l'aspirina. "Credo che Tremonti parlasse di aspirina a proposito del
rapporto di Mario Draghi. Per quanto mi riguarda, questa imagine l'avevo usata,
riferendomi ai problemi dell'Italia, già nel giugno
( da "Manifesto, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il gruppo romano di
trasporti trasferisce sette iscritti Filt Cgil, aggredito un delegato Così
Paoletti "mazzola" il sindacato Antonio Sciotto Roma Sette iscritti
alla Cgil trasferiti d'improvviso fuori regione, un delegato aggredito: è il
bilancio delle relazioni sindacali nel gruppo romano Paoletti. La holding che
fa capo a Vittorio Paoletti è un big del trasporto romano, specializzata sui
rifiuti e le sostanze pericolose: detiene partecipazioni in diverse società e
opera su commesse soprattutto pubbliche, per aziende come
Eni, Alitalia, Fs e il
Comune di Fiumicino. E' sua la Eurohandling, che con 100 dipendenti movimenta
merci all'aeroporto di Fiumicino, così come la Getras (trasporti sostanze
pericolose) e la Paoletti Ecologia (gestione eco-compatibile di rifiuti),
ciascuna delle quali con una cinquantina di addetti. Tra l'altro,
aggiungono Rocco Lamparelli e Alessandro Antonelli, della Filt Cgil, "il
gruppo ha una partecipazione nella Nuova Solmine srl di Scarlino (Grosseto),
che operava a sua volta con la Truck center di Molfetta", tristemente
famosa per la morte di 5 operai, qualche mese fa. Paoletti è da almeno un anno
in tensione con i suoi dipendenti, che protestano per gli orari pesanti cui
sono sottoposti e per il fatto che gli autisti che trasportano merci pericolose
non vengono affiancati da personale specializzato - come prevedono i contratti
e la legge - nelle fasi di riempimento e svuotamento dei camion. Per tutta
risposta, dopo numerosi scioperi e un accordo (risalente ormai a 4 anni fa) mai
pienamente applicato, tutti e 7 gli iscritti Cgil della Getras sono stati
trasferiti da Roma a Scarlino, e ieri un delegato della Filt Cgil è stato
aggredito nella sede dell'azienda. A raccontarci i fatti è Alessandro
Antonelli, Filt Cgil Roma Ovest. "La vertenza va avanti da un pezzo -
spiega - da quando sia alla Getras che alla Paoletti Ecologia sono state
annunciate una serie di mobilità a causa della perdita di commesse dell'Alitalia e della gestione rifiuti in Campania. Ci avevano
addirittura proposto di ritirare almeno quelle della Getras in cambio di un
taglio dei costi del lavoro, riducendo alcune voci forfettarie della
retribuzione. Dopo varie proteste siamo riusciti a far ritirare gli esuberi, ma
in particolare i nostri iscritti hanno sempre continuato a protestare per gli
orari e le procedure non corrette sul carico e scarico delle sostanze. E così,
un mese fa, sono arrivati i trasferimenti improvvisi per 12 persone: ma solo i
nostri 7 iscritti da Roma a Grosseto". Gli altri 5 trasferiti, sono
rimasti nell'area di Roma, e sono tutti non iscritti Cgil. "Abbiamo
chiesto i criteri di scelta dei trasferimenti, l'azienda non ci ha dato
risposte adeguate e li abbiamo impugnati per attività antisindacale - continua
il sindacalista - Tra l'altro la sede di Scarlino ancora non esiste, i
lavoratori lunedì scorso si sono recati alla Nuova Solmine, che è un'azienda
diversa". Così la tensione è cresciuta e ieri Attilio Loretelli, delegato
Filt Cgil, è stato convocato alla sede centrale: "Lo hanno accolto in
cinque, compreso l'amministratore delegato del gruppo, hanno chiuso la porta,
lo hanno insultato e spinto più volte contro il muro - conclude Antonelli - E'
stato tre ore al pronto soccorso per lo shock e ha presentato una denuncia ai
carabinieri".
( da "Corriere della Sera" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-07 num: -
pag: 27 categoria: REDAZIONALE Guzzetti (Acri) "Alitalia, Fondazioni pronte se c'è un progetto" MILANO - Le
fondazioni bancarie potrebbero entrare in gioco nel salvataggio di Alitalia. Ma a precise condizioni:
"Si tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio, non di
un'erogazione". Lo ha detto Giuseppe Guzzetti, presidente delle
Acri (l'associazione delle casse di risparmio e delle fondazioni di origine
bancaria), che ha pure sottolineato che "se ci sono progetti industriali,
le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate sul rischio e sulla
redditività degli investimenti". Guzzetti ha anche sottolineato che
nell'allocazione del patrimonio dell'ente "ogni fondazione fa le sue
valutazioni, però ci sono una serie di vincoli posti dalla legge".
Giuseppe Guzzetti (Acri).
( da "Campanile, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Mentre Bruno Ermolli
procede nel lavoro affidatogli dal premier in pectore, Silvio Berlusconi di
trovare una soluzione per la crisi di Alitalia
"in tempo per l'Expo", arriva una prima dichiarazione di
disponibilità da parte delle Fondazioni bancarie, ma solo a patto che il
salvataggio della compagnia aerea avvenga in presenza di un piano industriale.
Ad affermarlo è stato ieri il presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo,
Giuseppe Guzzetti. "Nessuno ci ha chiesto niente - ha premesso Guzzetti a
margine di un convegno a Milano - siamo ancora ad una fase prematura. Si
tratterebbe comunque di un investimento di patrimonio e non di un'erogazione:
se ci sono progetti industriali le valutazioni che le fondazioni potranno fare
saranno basate sul rischio e la redditività dell'investimento". "Chiedere
oggi se diremmo sì o no - ha quindi osservato Guzzetti - è prematuro: bisogna
attendere che ci sia un progetto per Alitalia".
Il presidente dell'Acri ha poi ricordato che "ci sono Fondazioni che hanno
investito nelle autostrade e in altri settori simili: ogni Fondazione - ha
osservato - fa le sue valutazioni sulla base dei vincoli disposti dalla legge
Ciampi". Una volta rispettati questi vincoli - ha concluso Guzzetti -
"le fondazioni possono fare qualunque investimento". Intanto mentre
rimane il mistero sugli incontri di Monaco tra Unicredit e Lufthansa, dopo la
smentita di Unicredit, l'ipotesi che la compagnia aerea
tedesca possa essere la soluzione per i problemi di Alitalia inizia a raccogliere consensi. "L'idea sarebbe ottima"
ha detto il presidente della Fondazione Fiera Milano, Luigi Roth.
"Un'ipotesi Lufthansa, nella misura in cui consentisse ad Alitalia di ripartire, sarebbe ottima
perché dà alla compagnia un taglio internazionale". Intanto, a
Malpensa sono partiti i nuovi collegamenti di Air One tra lo scalo milanese e
Berlino-Tegel. Entro luglio infatti saranno 11 le destinazioni nazionali,
internazionali e intercontinentali che la compagnia collegherà dallo scalo
varesino. (07-05-2008).
( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Penati "Noi non
credibili sulla sicurezza" Gli errori di strategia su Alitalia, l'incapacità di intervento sul tema sicurezza, l'accettazione
acritica sulle indicazioni che giungono dalla Ue, l'immagine di divisione
interna che il governo ha dato di se. Sono questi alcuni degli elementi al
centro dell'analisi "senza sconti" che il presidente Pd della
Provincia di Milano Filippo Penati e il ministro degli Affari regionali Linda
Lanzillotta fanno della sconfitta alle elezioni politiche. Decisivo,
nell'analisi di Penati, il tema sicurezza, sul quale, "nel complesso non
siamo credibili: qual è stato il nostro contributo? ".
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 108 del 2008-05-07 pagina 28 Cordata Alitalia Fondazioni disponibili Ermolli va avanti di Paolo Stefanato
Guzzetti (Cariplo): "Occorrono progetti industriali". I piloti di Up:
presto un nuovo management da Milano Il lavoro è sottotraccia e darà le sue
evidenze, non c'è dubbio, la prossima settimana. Alitalia,
insieme ai rifiuti di Napoli, è la prima emergenza sul tavolo di Silvio
Berlusconi il quale, appena formalizzato il governo, si troverà a dover dar
conto - ad alleati, opposizione, sindacati, azienda - sul futuro della
compagnia. Continua il lavoro di Bruno Ermolli, il consulente incaricato di
esplorare il mondo imprenditoriale per ottenerne il coinvolgimento, che ieri ha
confermato: "Il presidente Silvio Berlusconi vuole che io vada avanti a
lavorarci". Molti s'interrogano tuttavia sulla continuità del suo impegno
con quello di Giulio Tremonti, nel momento in cui questi assumerà la
responabilità del ministero dell'Economia (il che significa essere l'azionista
di Alitalia). Negli ambienti vicini al futuro presidente
del Consiglio si osserva che "i capitali ci sono, sono anzi più di quanti
ne occorrano". Parole di apertura ieri sono venute da Giuseppe Guzzetti,
presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri (casse di risparmio), che ha
detto: "Se ci sono progetti industriali, le valutazioni che le fondazioni
potranno fare saranno basate su rischio e redditività dell'investimento".
Prima il piano, poi i soldi. Sembra un leit-motiv (peraltro di assoluto buon
senso) che continua a essere ripetuto, da mesi, da tutti i candidati chiamati
in causa. Prima del piano viene la scelta di un management capace, in parallelo
a questo la verifica dei conti (la due diligence), che potrà impegnare tra le
due e le quattro settimane. Quanto al nuovo management (invocato ieri anche dai
piloti Up), molti fanno notare che l'azienda da oltre un anno è sostanzialmente
priva di una gestione tecnica (gli ultimi presidenti Berardino Libonati,
Maurizio Prato e, da ultimo, Aristide Police, sono stati nominati in un'ottica
di cessione e non di gestione); ragione di più per rendere necessaria la nomina
di un vertice capace, che conosca la difficile materia del trasporto aereo, che
sia un interlocutore autorevole sia per i nuovi investitori, sia per i
sindacati, sia per eventuali alleati stranieri. Quest'ultimo - un'alleanza - è
un tema che diventa giorno dopo giorno più insistente. Alitalia
è troppo piccola per restare da sola, e l'italianità può essere rispettata
anche con un socio straniero che, senza compiti di gestione, rappresenti una
sponda sicura in termini di network e di strategie internazionali e
intercontinentali. Nella roulette incontrollabile dei nomi, si continuano a
fare quelli di Lufthansa, di Air France (di nuovo), di Aeroflot (in virtù
dell'amicizia Putin-Berlusconi), di Emirates. Nessuna conferma, anzi, smentite
e no comment. Una cordata potrebbe essere così formata: un nocciolo di
imprenditori italiani, di società e istituzioni pubbliche e private, che
rappresenti "la bandiera"; un socio industriale; una compagnia
straniera, in minoranza. Il socio industriale, sembra assodato, sarà Air One:
le discussioni sono volte a ritagliare a Carlo Toto un ruolo funzionale e non
preponderante. Ma l'imprenditore abruzzese resiste nel suo intento di svolgere
un ruolo primario, anche nel capitale. Quanto alla compagnia straniera
(Raffaele Bonanni, Cisl, ieri ha detto: "Lufthansa? Magari!"), il
vero impegno politico sarà quello di edulcorarne il ruolo come di semplice
rafforzamento, senza lasciar trasparire quello che molti sospetteranno: e cioè
una cessione a termine, ovvero un portage. È chiaro che chi, in questa fase,
metterà piede in Alitalia, in un futuro breve o medio
avrà le maggiori possibilità di integrare la nostra compagnia. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Opinione, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 07 Mag 2008
Edizione 88 del 07-05-2008 Tutela della privacy Fisco online: sia Visco a
pagare non i contribuenti di Carlo Lottieri Solo una piccola minoranza di
giacobini (da Stefano Rodotà agli esponenti dell'estrema sinistra) ha espresso
sinceri apprezzamenti per l'iniziativa di mettere on line le dichiarazioni dei
redditi degli italiani, ma si è trattato ? appunto ? di un piccolo drappello
presto sommerso dall'indignazione generale. In un'Italia incapace
di mostrare un minimo di serietà perfino sulla vicenda Alitalia, questa è davvero una buona
notizia perché attesta come vi siano principi, come il diritto alla privacy,
che ancora sono riconosciuti come tali. Basti questa piccola nota personale: la
notizia m'è giunta all'orecchio mentre mi trovavo in un ufficio pubblico dove
due impiegati, dipendenti pubblici e a redditi fisso, commentavano
veramente sdegnati la decisione ministeriale, resa nota dalle agenzie quel
pomeriggio. È pure significativo che realtà in genere tutt'altro che ispirate
da istinti liberali quali sono le associazioni dei consumatori abbiano
formulato proteste molto nette di fronte all'iniziativa del governo Prodi,
assunta per così dire in articulo mortis. Il Codacons è arrivato addirittura ad
avviare un'iniziativa legale che, a detta dei promotori, dovrebbe comportare un
indennizzo di ben 20 miliardi a favore dei contribuenti, lesi nel loro diritto
alla riservatezza. Sorge però un problema. Immaginiamo che le cose vadano
secondo le attese dell'organizzazione diretta da Carlo Rienzi. Lo Stato attribuirà
una cifra equivalente a circa 520 euro ad ogni contribuente, ma per farlo dovrà
aumentare le tasse o ridurre la spesa pubblica. In ogni caso, quei soldi
arriveranno nelle tasche degli italiani, ma in fin dei conti li pagheranno gli
italiani stessi. Ha senso tutto ciò? Tale violazione di uno dei diritti
fondamentali, quello alla privacy, deve allora essere l'occasione buona per
iniziare a introdurre davvero anche nel nostro ordinamento ? al di là di norme
disattese e regole troppo generiche ? il principio della responsabilità del
funzionario pubblico e dell'uomo politico. La decisione di pubblicare i dati
degli italiani è stata del vice-ministro Vincenzo Visco? Se si dimostrerà che è
andata così, sarà lui che in un modo o nell'altro dovrà pagare. E se emergerà
invece che la colpa è da attribuire a un funzionario, è giusto che siano prese
misure punitive nei riguardi di questo grand commis. In un caso o nell'altro,
dovremo avere nomi e cognomi, e una precisa ricostruzione di tale azione lesiva
dei nostri diritti. Quando a causa di gravi negligenze alcuni operai rimangono
feriti in un incidente sul lavoro, giustamente si cercano i colpevoli e si
chiede che siano chiamati a pagare. Tutto questo non esprime necessariamente un
fanatismo vendicativo, ma viene dalla consapevolezza che una società corretta
premia chi lo merita, ma anche sa infliggere un'adeguata punizione a chi non
rispetta le giuste regole. Non si capisce allora perché le eventuali colpe di
Visco o di qualche suo collaboratore dovrebbero essere addossate agli italiani.
E più in generale non si comprende perché debbano esserci sempre due pesi e due
misure: così che se un privato sbaglia viene posto alla gogna anche senza
un'analisi attenta di ciò che è avvenuto, mentre nel caso del pubblico funzionario
ogni imputabilità viene negata fin dall'inizio. Chiedere 20 miliardi a Vincenzo
Visco o al direttore dell'ufficio del Fisco, Massimo Romano, certo può essere
eccessivo e irragionevole. Ma ancor più assurdo sarebbe fingere che nessuno
abbia sbagliato e che a pagare, un volta di più, debbano essere i soliti
contribuenti.
( da "Giornale.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 108 del
2008-05-07 pagina 0 Fisco online, Montezemolo: "è gogna mediatica" di
Redazione Il presidente di Confindustria critica la pubblicazione su internet
dei redditi degli italiani: "è una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande
rischio, che fa male al Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni
contro gli altri". E dei sindacati dice: "Unità? Meglio tardi che
mai" Roma - "è una cosa sbagliata, pericolosa. Un grande rischio, che
fa male al Paese: si rischia di disunire e di mettere gli uni contro gli altri.
La gogna mediatica non va bene". Così il presidente di Confindustria Luca
Cordero di Montezemolo sulla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei
redditi. "Lo dice uno - ha aggiunto Montezemolo - che da anni dice che chi
evade le tasse ruba. Ben venga dunque la lotta all'evasione, l'attenzione al
lavoro dipendente, la trasparenza, ma bisogna trovare chi evade e non chi già
le tasse le paga". Secondo il numero uno di Viale dell' Astronomia
"si deve tener conto che il 48% del Pil viene dalle tasse che noi
paghiamo. Per questo vorrei trasparenza non solo verso chi paga le tasse ma
anche verso chi le incassa: per sapere dove vanno a finire le nostre tasse.
Sarebbe - ha concluso - un'operazione importante, utile e auspicabile".
Sindacati Finalmente dai sindacati arriva una proposta unitaria per la riforma
dei contratti, soprattutto dopo quattro anni che non trovavano un accordo tra
di loro. "Meglio tardi che mai" Montezemolo, commenta così l'unità
ritrovata di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma contrattuale, sottolineando che
nella proposta "sono stati recepiti tre elementi importanti: la durata del
contratto di tre anni, l'apertura al secondo livello contrattuale e la
creazione della premessa per poter pagare di più chi lavora di più".
"Alla fine di quattro anni - spiega mentre fa un breve bilancio dei suoi
quattro anni ai vertici di viale dell'Astronomia - finalmente il sindacato è
riuscito ad arrivare ad una posizione unitaria e a mettere in condizione i
vertici di Confindustria di potersi confrontare sulla riforma dei contratti con
una proposta unitaria". Il quadriennio della presidenza Montezemolo,
aggiunge, "si chiude con un fatto importante perché abbiamo bisogno di un
sindacato forte, moderno che rappresenti gli interessi dei lavoratori". Il
tema del lavoro per Montezemolo è sempre stato importante, sottolinea, e
"il divario tra il salario percepito e quello pagato è inaccettabile. Ma
ora abbiamo di fronte la detassazione degli straordinari e dei premi di
risultato. è importante per aumentare il potere d'acquisto dei nostri
collaboratori e per coinvolgere i dipendenti nei risultati". Quindi,
conclude, "molto bene la detassazione che va in linea con la produttività
e bene la posizione dei sindacati sui contratti, meglio tardi che mai". Alitalia "Serve una compagnia che
funzioni, meglio se con i colori del nostro Paese, ma che guardi al mercato.
Per cui sono importantissimi i partner industriali e la politica deve rimanere
fuori dall' azienda". Così il presidente di Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo su Alitalia.
"è un grande brand, un grande marchio - ha aggiunto Montezemolo
riferendosi alla compagnia aerea - ma c'è il mercato. I problemi vengono da
lontano e coinvolgono la politica, il governo, i sindacati, il management. A
dimostrazione che lo Stato imprenditore è meglio che lasci spazio ad altri. Ben
venga dunque la possibilità per gli imprenditori italiani, con un forte partner
industriale, perchè per gestire oggi un'azienda competitiva è necessario
guardare al mercato". Con Alitalia, ha aggiunto,
"gli italiani e gli imprenditori hanno già pagato troppo, non solo in
termini di costi, ma anche di inefficienza e disagi". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
GENOVAL'APPELLO DEL
SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL BONANNI "Tagliare le tasse su pensioni e
salari" GENOVA La richiesta di tagliare le tasse su pensioni e salari ma
anche perplessità sull'abolizione dell'Ici. Sono due dei punti affrontati dal
segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ieri a Genova per partecipare
al Consiglio regionale del sindacato. "Una sferzata all'economia passa
attraverso una soluzione forte sul taglio delle tasse su salari e
pensioni" ha esordito Bonanni, spiegando che questa è la prima azione che
il sindacato si attende dal prossimo esecutivo. "Speriamo che il governo
faccia una prima convocazione presto per costruire con noi un'ipotesi che premi
salari e pensioni", ha aggiunto. Secondo Bonanni il taglio delle tasse
contribuirà al rilancio dei consumi che hanno registrato in marzo una
contrazione dell'1,7% rispetto allo stesso mese del 2007. "I consumi
diminuiscono - ha affermato il segretario della Cisl - perché la gente comune,
che è poi la maggioranza degli italiani, ha stipendi bassi e i pensionati
pensioni basse". In questo contesto s'inseriscono anche le perplessità espresse
dal numero uno dell'ala cattolica della Triplice sull'abolizione dell'Ici
annunciata dal premier in pectore Silvio Berlusconi. "Io questa
"icite" acuta non la capisco - ha detto -. Non vorrei che fornisse
un'occasione per fare strada ad un aumento dell'addizionale Irpef. "Ci
garantiscano che non ci sarà il gioco delle tre carte". Raffaele Bonanni
ha poi spostato l'attenzione sulle imprese chiedendo una norma che ne regoli
meglio "la selezione sul mercato del lavoro". "Ci sono
imprenditori che fanno concorrenza sleale nei confronti di chi si comporta bene
e che mettono in difficoltà i lavoratori, nella loro salute e a volte anche
nella loro vita", ha affermato, sottolineando che "le imprese senza
arte né parte vanno cacciate via dall'agone perché sono pericolose sia per i
lavoratori sia per le imprese buone". Bonanni è poi intervenuto sulle
polemiche legato al fisco on line. "Così si creano solo polemiche inutili
e sterili - ha detto -. Anziché un elenco di dati alla rinfusa avrei preferito
una classificazione per reddito in modo da rendere più note quali sono le
realtà che più evadono e eludono le tasse. La vicenda on line crea sbandamento.
Il cittadino non ci capisce più niente, non capisce più quali sono i confini
della privacy". Un cenno, infine, sul caso Alitalia. "Un'impresa capace di
governare con alle spalle le banche e un'alleanza internazionale": è
questa la soluzione per l' Alitalia indicata dal segretario generale della Cisl. E se l'alleanza
fosse con la Lufthansa? "Magari" è stata la risposta.
"Vedo che alcune fumisterie sono diradate da qualche giorno a questa parte
- ha commentato ancora -. E' stato stucchevole veder criticare coloro che
volevano conservare in mani italiane un bene così prezioso per il nostro
turismo. Non possediamo catene alberghiere, agenzie di turismo internazionali:
perdiamo pure il volo italiano e il nostro turismo va a rischio". La
vicenda Alitalia, secondo Bonanni, sarà il primo banco
di prova per Silvio Berlusconi. Quanto alla proposta di fare acquisire Alitalia da Trenitalia, secondo Bonanni "non è poi così
balzana". \.
( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Domani la
presentazione di Varese 2008 I Mondiali decollano da Malpensa Domani dalla
Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato scelto l
hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo scalo resta
il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna
intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal
22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l
inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto
da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è
tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son
concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... Domani
dalla Malpensa decollano i Mondiali di ciclismo a Varese. Non a caso è stato
scelto l hub lombardo come sede della presentazione, a testimonianza che lo
scalo resta il cuore pulsante del nostro territorio. Via l Alitalia, Malpensa non ha nessuna
intenzione di smettere di pedalare verso un traguardo vincente. I Mondiali, dal
22 al 28 settembre, rappresentano una splendida occasione di promozione e l
inno Varese va , composto e cantato da Memo Remigi, vuole essere un biglietto
da visita, al di là dell evento sportivo. Il mondo - dice il testo - è
tanto grande e pieno di bellezze che sono sparpagliate qua e là, ma qui son
concentrate tutte in un fazzoletto e solo un giro in bici basterà... [Data
pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia smobilita la
propria flotta su Malpensa come ha fatto? Nessun problema. All hub lombardo c è
la coda per prendere il suo posto. Lo dimostrano non solo l intesa siglata il
29 aprile fra la Sea e Lufthansa ma anche il patto di America Airlines che ieri
ha inaugurato il suo nuovo collegamento fra lo scalo varesino e il New York Jfk
con cadenza giornaliera per il periodo estivo (d inverno saranno garantiti
cinque voli settimanali). La compagnia a stelle e strisce torna a offrire
collegamenti da Milano dopo sette anni in cui il servizio era assicurato sono
da e per Roma Fiumicino. Continua, dunque, con successo, il progetto da parte
della Società di gestione degli scali milanesi di recuperare passeggeri e
volume di traffico dopo la decisione di Alitalia di
abbandonare l aeroporto lombardo per riposizionarsi su quello della Capitale. L
obiettivo è di portare a Malpensa entro la fine dell anno circa 450 degli oltre
800 voli cancellati dalla compagnia di bandiera. Nell inaugurare il nuovo
collegamento il vicepresidente di America Airlines, Craig Kreeger, ha
sottolineato il ruolo strategico che Milano ha per il mercato statunitense, soprattutto
per quanto riguarda i viaggi d affari. Un punto, questo, su cui ha insistito
anche il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "La presenza delle
principali compagnie aeree americane - ha sottolineato in un messaggio - è il
risultato della posizione strategica di Malpensa per il territorio italiano. La
sua posizione geografica favorevole e la catchment area di riferimento sono
caratteristiche che le hanno permesso di raggiungere per i voli verso il Nord
America un load factor medio che arriva al 90 per cento". Bonomi ha
ricordato che nello scalo varesino sono attualmente presenti oltre 80 fra le
principali compagnie aeree del mondo e il nostro impegno è sicuramente
indirizzato verso un ulteriore incremento delle destinazioni servite". L inaugurazione
del nuovo volo Milano-New York è stata anche l occasione per l'assessore
regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, di tornare a polemizzare con
i vertici di Alitalia che hanno stabilito il de
hubbing dall aeroporto varesino con notevoli ricadute per l economia della
Lombardia. zA chi si era affrettato a fare il funerale di Malpensa dichiara
Cattaneo - stanno rispondendo i fatti. Non solo Malpensa non è morta ma dà
segni straordinari di vitalità: c è solo un operatore che non capisce che
stando lontano da Malpensa ci rimette solo, perché il mercato è qui e
allontanandosi si può sì risparmiare sui costi ma si perde nei ricavi". L
assessore regionale interviene anche sulla battaglia legale fra Sea e la
Magliana. Giovedì scorso Alitalia ha annunciato una
controcausa alla Società controllata dal Comune di Milano che a sua volta aveva
chiesto un risarcimento danni per 1,2 miliardi per l addio della compagna a
Malpensa. I legali della compagnia di bandiera esigono dalla Sea "importi
non lontani" da quelli chiesti da quest ultima, contestando inadempimenti
rispetto "agli obblighi di sviluppo dell'aeroporto di Malpensa"
nonché "gravi danni reputazionali relativi al perturbamento del recente
processo di privatizzazione". Secondo Cattaneo, l azione legale della Magliana
"è il segnale più evidente che la compagnia di bandiera non sta dormendo
sonni tranquilli sulla richiesta danni da parte della Sea, la quale ha carte
consistenti a suo vantaggio". Il forzista Cattaneo, membro del Cda della
Sea, invita comunque il prossimo governo a impegnarsi per il riposizionamento
di Alitalia su Malpensa dal momento che, a suo dire,
saranno necessari quattro-cinque anni affinché una nuova compagnia possa
diventare il vettore di riferimento per l aeroporto. [Data pubblicazione: 03/05/2008].
( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Boni: "Necessario
evitare di mortificare e impoverire il nostro territorio" "I sei mila
posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa commenta il capo
delegazione leghista nella giunta regionale lombarda, Davide Boni sono il
segnale tangibile di una crisi che sta investendo il settore aeroportuale del Nord a seguito dell abbandono di Alitalia e del trasferimento dei voli
della compagnia di bandiera dall hub varesino a quello romano di
Fiumicino". "Rispetto a quattro anni fa, continua Boni - lo scalo lombardo
ha conquistato ben il 22% in più di destinazioni continentali: un abbandono
repentino di Alitalia
determinerebbe così un cambiamento nella funzionalità di Malpensa, che
da hub intercontinentale diventerebbe un polo rilevante per le connessioni point-to-point
e non per quelle a lungo raggio. Tutto mentre l aeroporto parigino
continuerebbe ad avere campo libero per mantenere la propria leadership a
livello internazionale. La riattivazione della tratta Malpensa-New York, -
conclude Boni - ha comunque riconfermato la capacità del nostro aeroporto di
attrarre capitali stranieri. Prioritaria resta quindi per il futuro governo la
tutela di Malpensa e di tutti coloro che in tutti questi anni hanno contribuito
a raggiungere questi risultati, evitando di mortificare e impoverire un
territorio". [Data pubblicazione: 07/05/2008].
( da "Padania, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Alitalia
La denuncia delle
Camere di Commercio "Malpensa, seimila posti a rischio" Sono circa 6
mila i posti di lavoro a rischio nell area dello scalo di Malpensa
dopo l abbandono di Alitalia dell aeroporto varesino. É quanto emerge da una stima del
Comitato Malpensa, l associazione che riunisce le camere di commercio di
Milano, Varese e Novara. "Si stima - afferma Gianfredo Comazzi, presidente
del Comitato Malpensa - che i posti a rischio siano in linea diretta circa
6mila, molti di più considerando l intera area vasta di Milano, Novara e
Varese con l occupazione attualmente indotta dalla presenza di quello che è il
più importante aeroporto dell Europa centro-meridionale. Chiediamo allora al
nuovo Governo di valutare attentamente ogni mossa alla luce anche dei dati
occupazionali indicati. I nostri territori, che sono una ricchezza del Paese,
dovranno ricevere la giusta attenzione dall esecutivo che si formerà nei
prossimi giorni". Secondo la banca dati Smail, nei 13 Comuni dell area
Malpensa appartenenti alla provincia di Varese lavorano 77 mila persone, oltre
a quelle dello scalo. Di queste, 11mila sono occupate in settori legati all
attività aeroportuale come gli alberghi, il mondo dei trasporti e la logistica.
Intanto l Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Varese segnala
2.499 esuberi accertati nelle aziende collegate all attività dello scalo nelle
ultime settimane. Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di
Milano occorre "raggiungere in tempi brevi una soluzione per Malpensa che
tuteli le esigenze del sistema imprenditoriale e nel contempo salvaguardi i
lavoratori i cui destini sono legati alle scelte che si stanno compiendo in
questi giorni". [Data pubblicazione: 07/05/2008].
( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Edoardo
garrone:"conta il progetto industriale" alitalia
GENOVA. "Sarebbe certo preferibile che l'Alitalia fosse privatizzata con capitali italiani anzichè essere
assorbita in una compagnia straniera. Ma l'importante è che ci si sia un
progetto industriale importante". Edoardo Garrone, presidente di Erg e
vicepresidente di Confindustria, interviene a margine della Conferenza
strategica. "Non vorrei - aggiunge - trovarmi con un'Alitalia di privati che alla fine non riuscirà a competere
sui mercati internazionali. Serve una compagnia di bandiera competitiva. Come
raggiungere questo obiettivo non sta a me dirlo". Garrone sostiene che
oggi più che mai servono "collegamenti dall'Italia verso il resto del
mondo". 08/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
L'annuncio della
compagnia milano. Ryanair, almeno nell'immediato futuro, non intende rafforzare
la propria presenza a Genova, aumentando il numero di voli sull'aeroporto
internazionale Cristoforo Colombo di Sestri Ponente. A dichiararlo al Secolo
XIX è stata Alessia Viviani, direttore marketing e vendite della compagnia
aerea per il Sud Europa, a margine della conferenza stampa che si è tenuta a
Milano per il festeggiamento dei dieci anni in Italia del vettore low cost.
"Per ora a Genova - ha detto Viviani - abbiamo un solo volo, su Londra,
che sarà operativo fino al 28 ottobre. Che cosa succederà dopo quella data
ancora non lo sappiamo, dobbiamo predisporre il calendario invernale.
Valuteremo anche sulla base del numero di passeggeri". Se la conferma
della tratta che collega il Cristoforo Colombo all'aeroporto di Londra Stansted
è in forse, una cosa appare pressoché certa: il vettore irlandese almeno per
ora sembra deciso a non incrementare i voli sullo scalo ligure. "Al
momento non abbiamo progetti in questo senso", ha detto Viviani. Del resto
il volo Genova-Londra targato Ryanair negli ultimi tempi ha goduto di fortune
alterne: dopo che a novembre dell'anno scorso, non senza polemiche, era stato
provvisoriamente sospeso per una pausa invernale, il servizio è ripreso a metà
marzo, ma non è mai stata troppo limpida la strategia della compagnia low cost.
Sembra invece che Ryanair abbia le idee più chiare su Malpensa, considerata
come un "capitolo chiuso". "Volevamo posizionare sullo scalo
milanese 12 velivoli - ha affermato il direttore marketing e vendite per il Sud
Europa - ma non ci siamo trovati sull'offerta". Il riferimento è alla Sea,
la società di gestione degli aeroporti milanesi, con cui Ryanair non è riuscita
a pervenire a un accordo. E se si dovesse ripresentare l'opportunità? "Ci
potremmo ripensare ma per ora non è così". Da Malpensa
ad Alitalia il passo è
breve. In proposito, Viviani ha confermato quanto già reso noto da Ryanair a
fine aprile e cioè che la società ha presentato un ricorso alla Commissione
europea per bloccare "l'ulteriore aiuto pubblico di Stato" pari a 300
milioni di euro finito proprio l'altro ieri nelle casse della società di via
della Magliana. In particolare, Viviani, dopo avere precisato che a
ricorrere all'Ue sono state anche altre compagnie, come British Airways, ha
voluto sottolineare come per Alitalia sia fondamentale
"adeguarsi al mercato e tagliare i costi". "Se le viene concesso
un finanziamento oggi - ha proseguito - domani ne vorrà un altro". Un
esempio di una voce che pesa sul bilancio e si potrebbe ridurre? "I
rimborsi spese al personale". Ora la parola passa all'Ue: "Stiamo
aspettando una risposta, che presumibilmente arriverà dopo che il governo avrà
chiarito la situazione all'Unione europea". carlotta scozzari 08/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 109 del 2008-05-08 pagina 26 La crisi Alitalia dà il turbo alle low cost di Redazione da Milano Frasi di rito e
atmosfera di attesa. Ieri sera Silvio Berlusconi ha detto: "Ora
affronteremo la questione Alitalia, ci sono molti imprenditori interessati". Vanno poi
segnalate le dichiarazioni di Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), al quale
"non risultano" contatti del suo gruppo per Alitalia; e di Luca Cordero di Montezemolo, che ha ribadito la
necessità di una "soluzione di mercato". Quanto annaspi Alitalia si evince, a contrario, anche da quanto
"volano" le altre compagnie nel nostro Paese, a cominciare dalle low
cost. Ieri Ryanair, il più aggressivo dei vettori a basso costo, ha annunciato
di aver raggiunto i 60 milioni di passeggeri trasportati da e per l'Italia in
10 anni. Non solo il nostro Paese è il secondo mercato per la compagnia
irlandese, ma Ryanair - con 12,7 milioni di passeggeri in partenza e in arrivo
negli aeroporti italiani nel 2007 e 14 attesi per il 2008 - è ampiamente la
seconda compagnia operante in Italia, con un peso circa doppio rispetto alla
seconda compagnia di bandiera italiana, Air One. Dei vuoti di mercato di Alitalia approfitta anche EasyJet, la low cost inglese che
conferma il suo sviluppo a Malpensa, dove entro gennaio 2009 baserà 15 aerei,
con nuova occupazione per complessive 500 persone. Ieri ha presentato i dati
del primo semestre (31 marzo): più 24% i ricavi e più 15% i passeggeri, anche
se pesa il caro petrolio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-05-08 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Intervistato da Toni Capuozzo al Dal Verme Il direttore di Le
Figaro: Berlusconi e Sarkozy sono simili Dall'immigrazione
ad Alitalia. Dall'editoria
alle elezioni. Curiosità e differenze tra Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi.
Uno spaccato della Francia raccontato in un'ora e mezzo da Etienne Mougeotte,
direttore del quotidiano Le Figaro, intervistato da Toni Capuozzo,
vicedirettore del Tg5. L'incontro, al teatro Dal Verme, è cominciato con
la questione delle 35 ore. "Il governo ha trovato un escamotage per non
votare una legge per cui si è obbligati a lavorare di più - ha spiegato il
giornalista -. Le aziende potranno decidere come indurre i dipendenti agli
straordinari". Poi si è parlato del festival del libro di Parigi, sempre
dedicato ai 60 anni di Israele: "Non ci sono state contestazioni come a
Torino". Quanto al crollo della popolarità del presidente francese alle
ultime elezioni amministrative, "bisogna dargli tempo - ha spiegato il
giornalista -. Anche perché il giudizio dei cittadini sulle singole riforme è
positivo". Sarkozy e Berlusconi "sono molto simili". Anche se
"hanno avuto due percorsi molto diversi". Capitolo Alitalia.
Secondo il direttore, la campagna elettorale del nuovo premier "ha
spaventato Air France". Direttore Etienne Mougeotte.
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-08 num: - pag: 35 categoria:
ALTRI OGGETTI dichiarazioni dei redditi su Internet? "La gogna mediatica
non va bene"). Sul piano, infine, politico e delle relazioni industriali.
Dove arriva l'unico vero, grande rammarico. Montezemolo applaude, oggi, alla
ritrovata unità sindacale. Così come, ovvio, è soddisfatto dell'impegno del
nuovo governo a defiscalizzare gli straordinari. L'amarezza è semmai quella di
aver trovato su questi temi, per quattro anni, porte sbarrate. Anche se ora lo
racconta sorridendo: "Appena arrivato in Confindustria invitai i tre
segretari di Cgil, Cisl e Uil. Ma si beccavano, per cui dissi "vi lascio
un po' da soli". Già dal corridoio sentii le urla. Un quarto d'ora dopo
uscì Epifani, rosso in volto: "Non mi va di essere preso in giro". Da
allora le parole "riforma dei contratti" divennero tabù". Oggi
che sembra caduto, Montezemolo ne è naturalmente contento: "Non ho mai
voluto delegittimare il sindacato. Anzi: lo volevo più moderno, dunque più
forte. Era spirito costruttivo". Il dialogo non sarà lui a riprenderlo?
"L'importante è che riprenda". E in fondo a lui, da qui in avanti,
Confindustria mancherà, "certo", ma "ho moltissimo da
fare". E tutto da "privato": "La Ferrari, intanto, e poi
Fiat, e Poltrona Frau, e le nuove attività nei treni da presentare al
governo...". A proposito: un pensierino ad Alitalia, magari una proposta arrivata
in Fiat? "Nessuna proposta e nessun pensierino. Penso che una compagnia di
bandiera che funzioni, meglio se con i colori italiani, al Paese serva. Però
occorrono soluzioni di mercato, non politiche. Perché sì, il problema viene da
lontano e nessuno può chiamarsi fuori: ma i danni li ha già pagati fin troppo
il cittadino italiano".
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-08 num: - pag: 49
categoria: BREVI Interventi e Repliche Turismo: l'attività dell'Enit La lettera
pubblicata sul Corriere del 29 aprile dal titolo "L'abolizione degli enti
inutili" mi obbliga a fare alcune precisazioni. Il 2007 è stato l'anno del
rilancio dell'Enit-Agenzia. Sostenuto da un processo di riforma che attraverso
una governance tripartita - Stato/Regioni/Imprese- ne ha enfatizzato il ruolo
di motore degli interessi dell'intero comparto turistico, l'Ente ha impresso
una svolta alla propria presenza sui mercati esteri. Questa formula ha
garantito e garantisce la sua evoluzione e la sua efficienza. Grazie al
maggiore contributo dello Stato di 48.879.122,00 di euro, al quale deve
aggiungersi la somma di 177.538,00 euro per interventi speciali, l'Ente ha
realizzato un significativo aumento degli investimenti promozionali
(manifestazioni, editoria, campagne pubblicitarie, comunicazione, ecc.) pari a
27.348.133 euro, con un incremento del 190,80% rispetto alle spese dell'anno
precedente. Questo nuovo corso dell'Enit-Agenzia è stato apprezzato e la stessa
relazione al Parlamento della Corte dei Conti ha evidenziato le risultanze
positive dell'attività dell'ente. La visibilità sui principali media nazionali
e sulla stampa trade nel
( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-08 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il presentatore televisivo tra spesa, rifornimento e viaggi
"Ne ho 150, aerei e alberghi la mia specialità" Giancarlo Magalli,
recordman delle card che accumulano punti. "Una l'ho inventata" ROMA
- Sulla soglia di casa scatta il controllo come alla dogana: "Posa pure le
buste. Dove sono i punti? Hai messo benzina? E i bollini?". Mai farsi
beccare senza una risposta pronta e Giancarlo Magalli lo sa. Perciò il
primordiale istinto di conservazione della specie marito gli ha suggerito di
mentire più di una volta: "Come quando mia moglie Valeria si era impuntata
sulla raccolta a premi della Esso: ci prendiamo il televisore per la casa al
mare di mio fratello. Niente, me ne dimenticavo sempre e mi fermavo al primo
benzinaio che capitava. Poi per evitare i rimproveri sostenevo di non aver
messo carburante. A oltranza: praticamente facevo
( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il
superconsulente Bruno Ermolli ancora al lavoro per creare
la cordata italiana Per Alitalia si preparano anche le fondazioni bancarie Anche le fondazioni
bancarie potrebbero valutare la partecipazione ad una cordata di investitori
italiani per Alitalia:
un'attenzione al dossier che va ad aggiungersi ai segnali di interesse arrivati
dalle banche, dal fronte delle assicurazioni, da singoli imprenditori.
Il superconsulente Bruno Ermolli sta portando avanti, lavorando con
discrezione, il progetto promosso dal presidente del Consiglio in pectore:
"Ci sto lavorando ancora, il presidente Silvio Berlusconi vuole che io
vada avanti a lavorarci". Poche parole, confermando la linea della
riservatezza: "Questa è la mia unica risposta - risponde Ermolli ai
cronisti che lo incalzano - perché sono tenuto al segreto professionale".
La girandola di manifestazioni di disponibilità, candidature, indiscrezioni, è
il segnale che potrebbe non essere difficile, a questo punto, creare una quota
di azionisti italiani come nocciolo di un progetto per il futuro di Alitalia. Serve anche un partner forte che sia il perno di
un piano industriale. E serve una soluzione per arrivare ad una due diligence:
se non una nuova gara per la privatizzazione almeno un nuovo mandato
dell'azionista al cda, per esempio, perchè i vertici della compagnia possano
tornare a sondare l'interesse di potenziali partner disponibili ad acquisire la
quota di controllo oggi in mano al Tesoro, e aprire una data room ai candidati.
La stessa procedura che aveva portato alla trattativa in esclusiva con Air
France. Indiscrezioni di stampa insistono su contatti tra Lufthansa e Unicredit
(che ieri ha smentito). Ma l'attenzione è in queste ore tutta sul prossimo
insediamento del nuovo governo perchè il prossimo ministro dell'Economia, come
azionista, possa formalmente riaprire il dossier privatizzazione e fare le prime
mosse. Atmosfera di attesa anche ai piani alti della compagnia, dove domani
torna a riunirsi il cda per fare il punto dopo aver incassato il prestito da
300 milioni del governo, prestito sul quale pende ancora il rischio di una
bocciatura da Bruxelles. Intanto il progetto di cordata italiana incassa
l'attenzione delle fondazioni bancarie. "Se ci sono progetti industriali
le valutazioni che le fondazioni potranno fare saranno basate su rischio e
redditività dell'investimento", dice Giuseppe Guzzetti, presidente di
Fondazione Cariplo e Acri, l'associazione di casse di risparmio e fondazioni
bancarie. Ma "chiedere oggi se diremo si o no è prematuro, bisogna
aspettare un progetto", chiarisce Guzzetti. Il segretario generale della
Cisl, Raffaele Bonanni, guarda con interesse anche alla "minaccia" di
Silvio Berlusconi: vendere a Ferrovie. Idea che "non è poi così
balzana": pensando a quando, tra pochi anni, i treni ad alta velocità
faranno concorrenza ai voli nazionali, per Bonanni "una gestione comune è
del tutto auspicabile in un sistema moderno di efficienza dei trasporti".
( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
NOVARA.ENTRO IL 20
MAGGIO FIRMA DEL PROTOCOLLO D'INTESA Malpensa, per i posti a rischio in arrivo
80 milioni di euro [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Entro il 20 maggio sarà
sottoscritto un protocollo d'intesa tra Regioni Lombardia e Piemonte, Province
di Milanmo, Varese, Novara, Verbano Cusio Ossola e le parti sociali e lombarde
e piemontesi per venire incontro ai lavoratori di Malpensa. Sarà il primo atto
concreto per attivare le risorse stanziate dal Governo, pari a 40 milioni di euro,
rispettivamente per il 2008 e il 2009, destinate alla gestione della
"crisi d'area Malpensa". Il caso Malpensa è stato affrontato ieri a
Torino durante la riunione della Commissione regionale per l'impiego a cui ha
partecipato il presidente di Confartigianato Novara Verbano Cusio ossola,
Tarcisio Ruschetti: "Riteniamo che l'intervento previsto dal Governo sia
un atto dovuto per tutelare i lavoratori che potrebbero rischiare di perdere il
posto di lavoro a seguito della situazione di crisi in cui versano Alitalia e lo scalo, perciò esprimeremo
nelle sedi istituzionali il parere favorevole di Cofnartigiqanato Novara Vco
firmando il protocollo". "Dalla bozza - aggiunge Cesare Maurizio
Valvo, responsabile delle relazioni sindacali - emerge che almeno 6263 lavoratori
potranno essere coinvolti nelle situazioni di crisi delle aree colpite dai
processi di riorganizzazione derivanti dal nuovo assetto aeroportuale.
Il protocollo parte dalla previsione che la maggior parte delle imprese che
subiranno l'impatto occupazionale non possono usufruire degli ammortizzatori
sociali previsti, perchè di piccole dimensioni". Sulla situazione
occupazionale e il futuro dello scalo interviene l'on. Gaetano Nastri (Pdl) che
s'impegna a ottenre dal nuovo Governo la garanzia degli ammortizzatori sociali:
"Dobbiamo dare sicurezza alle centinaia di famiglie novaresi in
parrensione. Ma superata questa fase d'emergenza si deve realizzare quanto
prima un piano di rilancio dell'hub".
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ici, emergenza
rifiuti, Alitalia, straordinari: già
pronta l'agenda per non disperdere la "luna di miele" "Stavolta
non abbiamo scuse subito risultati o saremo travolti" Il Cavaliere
avverte:"Non mi faro più condizionare da nessuno" "Che
sofferenza la trattativa con An" Tremonti non esclude
"sacrifici" in economia "Questo non sarà il governo del sole in
tasca, ma quello dei piedi per terra" CLAUDIO TITO ROMA -
"Stavolta non abbiamo più scuse. Ci sono tutte le condizioni per fare. E
se non faremo sarà solo colpa nostra. Se non faremo, saremo travolti". Per
Silvio Berlusconi è iniziata ieri la "luna di miele" con gli
italiani. Ma sa anche che questa sintonia corre su un crinale scivolosissimo. E
che in ogni momento l'indice di popolarità può precipitare improvvisamente.
Tant'è che con i suoi sintetizza: "Questo non può essere il governo del
"sole in tasca", ma quello dei "piedi per terra". La
situazione del Paese è difficile, non c'è spazio per i facili ottimismi".
Nei colloqui avuti con i neoministri, allora, il messaggio lanciato dal
Cavaliere è stato proprio questo. Per far durare la "luna di miele"
stavolta "bisogna lavorare davvero". Non ci sarà nulla, a suo
giudizio, che possa giustificare un eventuale insuccesso. "Tutti - ripete
da giorni - sono e saranno messi in condizione di lavorare. Se non riusciamo a
fare le cose con la maggioranza che abbiamo, beh, allora...". In effetti i
numeri del Senato e quelli della Camera sono nettissimi, la coalizione poi si
presenta con meno partiti rispetto al 2001. "Soprattutto - fa notare ai
fedelissimi - nessuno remerà contro, altrimenti farà i conti con me". La
sostanza, però, è che non ci possono essere più "scusanti". Le attese
dell'elettorato sono "altissime" e "deluderle equivarrebbe a far
ricadere su di noi tutte le conseguenze". Ragionamenti che negli ultimi due
giorni ha voluto esporre pure al capo dello Stato. A Napolitano ha illustrato
non solo la lista dei ministri ma anche le prime linee di azione del
"Berlusconi IV". "Voglio chiudere presto, voglio presentare a
lista senza ulteriori balletti per mettere tutti subito al lavoro". Le sue
preoccupazioni riguardano in primo luogo gli alleati. Quel "saremo
travolti" è un ammonimento rivolto a loro. L'esperienza del 2001-2006
rappresenta un vero e proprio memento per l'inquilino di Palazzo Chigi. In quel
quinquennio il Cavaliere puntava l'indice contro i "condizionamenti"
interni e esterni all'alleanza. Ce l'aveva con l'Udc di Casini e con Alleanza
nazionale. Ma anche con il Quirinale e con i cosiddetti "poteri
forti": con il salotto buono della finanza e i tradizionali capitani
d'industria. Stavolta, invece, è sicuro di aver siglato un patto di azione
anche con tutti questi centri di pressione. E per Berlusconi il
"lasciapassare" è stato idealmente consegnato da Luca Cordero di
Montezemolo offrendo la disponibilità a svolgere il ruolo ufficiale di
"Mr. Made in Italy". Qualche ostacolo in più, al contrario, se lo
aspetta dai partner. E cerca di prevenirli fin da ora. "Non voglio più
subire i condizionamenti di questo o quell'altro. Se sarà necessario deciderò
io, da solo. Non mi farò ingabbiare. La gente ha votato me e da me si aspetta
soluzioni". Del resto, le ultime trattative per definire la
"squadra" di governo gli hanno lasciato l'amaro in bocca. Soprattutto
la caparbietà dei "finiani" nel reclamare i dicasteri. "è stata
una sofferenza - si è lamentato ieri entrando a Palazzo Madama. "Adesso si
volta pagina", ha avvertito: "le condizioni le pongo io, prenderò di
petto tutte le questioni e non accetterò mediazioni". Certo, ha dovuto
fare i conti pure con i "consigli" di Napolitano, con le perplessità
del Colle su Angelo Alfano Guardasigilli, sull'esecutivo troppo ampio e sul
ruolo che potrà avare Umberto Bossi. Ma con il presidente della Repubblica,
chiarisce con tutti, "abbiamo instaurato un rapporto perfetto". E proprio
all'uomo del Colle, ha ribadito che l'unico soggetto con cui scenderà a patti è
l'opposizione. E solo su un tema specifico: le riforme. Al resto, "ci
penso io". Quindi dalla prossima settimana, il premier vuole studiare
un'agenda di provvedimenti. L'Ici, l'emergenza rifiuti, l'Alitalia
e poi la detassazione degli straordinari e l'aumento del potere di acquisto
degli stipendi. "Voglio interventi - ripete - immediatamente percepiti
dall'opinione pubblica". Anche se, con ogni probabilità, le misure che avranno
un'incidenza sulle casse dello Stato dovranno aspettare almeno un mese.
L'intenzione di Giulio Tremonti, tornato all'Economia, è quella di realizzare
una veloce "due diligence" e poi legare i decreti più
"costosi" al Dpef da presentare a giugno. E già, perché lo stesso
ministro vuole procedere con i piedi di piombo senza escludere
"sacrifici". "I suoi rapporti - avverte il presidente del
consiglio - non inducono all'ottimismo". Così, i primi 100 giorni di
governo saranno dedicati alle emergenze. Il federalismo fiscale e la giustizia
saranno capitoli del prossimo anno. "Anche perché - avvisa il Cavaliere -
se non facciamo le cose più vere, stavolta la luna di miele finisce presto e ci
vengono a prendere con il forcone".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina 103
Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del
Cavaliere Prime misure: rifiuti, Alitalia, via l'Ici
Battesimo a Napoli per il nuovo esecutivo. Ecco le priorità nell'agenda del
Cavaliere --> ROMA Una settimana ancora e il primo pacchetto di
provvedimenti del governo Berlusconi IV potrebbe essere varato dal nuovo
Consiglio dei ministri. Stop all'Ici sulla prima casa, via libera al bonus bebè
da 1000 euro, ma anche misure per adeguare pensioni e salari al costo della
vita sono i provvedimenti che il governo Berlusconi ha in cantiere. La prima
riunione operativa del Cdm si terrà, come ha annunciato in campagna elettorale
Silvio Berlusconi, a Napoli: un modo per rappresentare la centralità della
lotta all'emergenza rifiuti, dossier chiave insieme a Alitalia.
VIA L'ICI Cancellare subito una delle tasse più odiate dagli italiani: quella
sulla prima casa. È questa una delle promesse chiave del Cavaliere. Il ddl è
già pronto e sarà varato dal primo Consiglio dei ministri del nuovo governo. La
Lega sottolinea come sia necessario che la misura preveda forme di
compensazione per i comuni. BONUS BEBÈ Subito via libera a un bonus di 1000
euro per i nuovi nati e all'introduzione del quoziente familiare. Quest'ultima
modifica al sistema fiscale potrebbe, però, arrivare in un secondo momento.
LAVORO Sempre nel primo Cdm via libera alla detassazione degli straordinari e
del premio di produttività. Il leader del Pdl spiega di aver puntato sulla
detassazione degli straordinari e non sulla decontribuzione a causa della
mancanza di risorse. PENSIONI Sù subito quelle minime, come già fatto nel
precedente governo di centrodestra, "adeguandole - afferma sempre
Berlusconi - al costo della vita". RIFIUTI Il leader del Pdl ha un piano
per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania "nel giro di due mesi".
E a Napoli si terrà anche il primo Consiglio dei ministri; poi, nel capoluogo
campano "stabilirò una sede operativa - afferma il Cavaliere - per tre
giorni alla settimana e ne verrò via quando avrò la certezza di avere avviato
concretamente la soluzione di questo problema". PREZZI "Abbiamo già
in mente un progetto preciso - ha detto Berlusconi - che metteremo in atto
subito per contenere i prezzi, a partire dalle catene alimentari, con la
collaborazione della rete dei consorzi di commercio". ALITALIA Tra le
prime mosse del nuovo governo ci sarà la risposta ai dubbi dell'Ue circa la
natura del prestito ponte da 300 milioni di euro. Il Cavaliere lavora poi da
tempo alla definizione di una soluzione per salvare la compagnia di bandiera.
SICUREZZA È considerata una delle priorità. Il modello, spiega l'esponente
della Lega Roberto Maroni, è quello del sindaco di Cittadella (Pd) Massimo
Bitonci che nel novembre scorso fece scalpore per un'ordinanza definita
anti-sbandati. FEDERALISMO FISCALE È il chiodo fisso della Lega: "La prima
cosa che faremo - ribadisce Umberto Bossi - è il federalismo fiscale per non
dover andare più a Roma con il con il cappello in mano a elemosinare gli
spiccioli". Il concetto è quello di istituire un circuito virtuoso della
spesa pubblica.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Finalmente
è caduto un tabù" Montezemolo sui sindacati. "Politica stia fuori da Alitalia" Il commiato del presidente di Confindustria
dopo quattro anni di mandato ROBERTO MANIA ROMA - Luglio 2004, sede della
Confindustria all'Eur. Ricorda Luca di Montezemolo, presidente uscente degli
industriali: "A un certo punto capii che c'erano dei problemi tra i
sindacati. Li lasciai nella stanza, dalla quale ben presto arrivarono delle
urla enormi. Dopo un po' venne da me Epifani, rosso in volto, disse: "Non
mi va di essere preso in giro". E se ne andò. Da allora il tema dei
contratti è diventato un tabù". Quattro anni dopo, alla vigilia del cambio
al vertice della Confindustria, Cgil, Cisl e Uil approvano la loro proposta per
la riforma dei contratti. Quasi in contemporanea Luca di Montezemolo incontra i
giornalisti per fare un bilancio della sua presidenza e dice: "Meglio
tardi che mai. Prendo atto con soddisfazione che finalmente i sindacati sono
arrivati ad una posizione unitaria. Ora è possibile il confronto con il nuovo
presidente della Confindustria. Perché - spiega - c'è bisogno di un sindacato
forte e autorevole ma anche che si renda conto che il mondo è cambiato". E
in questi quattro anni, nei quali Montezemolo ha scelto la strada dalla pace
sociale dopo "gli scontri devastanti sull'articolo 18", tante cose
sono cambiate. Ci sono stati tre presidenti del Consiglio, le imprese italiane
si sono ristrutturare quasi cambiando il volto del capitalismo tricolore, la
Fiat - per dire del caso più clamoroso - era in preda a una crisi
"drammatica" finanziaria, industriale e anche umana con le morti
ravvicinate dell'Avvocato e poi di Umberto Agnelli, le economie emergenti hanno
accelerato il passo, raccogliendo nuovi protagonisti e minacciando sempre più
le vecchie leadership. "Quattro anni meravigliosi - dice - ma anche molto,
molto duri". Non c'è la politica nel futuro del quasi ex presidente degli
industriali. C'è ancora la Ferrari, la presidenza della Fiat, il Fondo Charme,
la "sfida" della prima società privata per l'alta velocità, la
presidenza della Luiss. Poi, dopo l'estate, il già annunciato "think
tank" "per contribuire a progettare il futuro del Paese". Al
quale - spiega - "voglio bene". Ed è in questa chiave che promuoverà
il made in Italy, ma senza incarichi, senza commistione con la politica in
senso stretto. Con la quale, però, non rinuncia a polemizzare. Sulla decisione
di mettere online le dichiarazioni dei redditi, per esempio: "Sbagliato e
anche pericoloso perché si rischia di mettere l'uno contro l'altro. Ben venga
la lotta all'evasione e la trasparenza, ma la gogna mediatica non va
bene". E poi l'Alitalia. Montezemolo racconta pure che lui e Marchionne si domandarono
un giorno "perché non la compriamo noi l'Alitalia?". Ma era uno scherzo. Ci vuole - secondo Montezemolo - una
soluzione di mercato. Bene se si realizza una cordata italiana. "Ma
la politica deve restarne fuori". In quattro anni, la Confindustria ha
aumentato quasi del 10 per cento le imprese iscritte. Poi ha incassato la
riduzione del cuneo fiscale e ora si prepara alla detassazione degli
straordinari e dei premi di risultato. E Montezemolo, in fondo, si autopromuove
quando ricorda che, subito dopo la sua elezione, Suni Agnelli gli regalò una
foto dei suoi predecessori Gianni Agnelli e Guido Carli, con la dedica:
"Mi raccomando, non deludermi".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi governo
lampo e più snello MARIA PAOLA MILANESIO Roma. La portiera dell'auto richiusa
alle spalle, Silvio Berlusconi guarda la piccola folla che lo ha aspettato
davanti al Senato. Ha lasciato il Quirinale da pochi minuti e, come da prassi,
fa tappa a Palazzo Madama dal presidente Renato Schifani e poi a Montecitorio
dal presidente Gianfranco Fini per comunicare di aver accettato l'incarico di
formare il nuovo governo. In tasca la lista dei 21 ministri (12 quelli con
portafoglio). È lo stesso foglio che il premier incaricato aveva già con sé
quando alle 18.45 è arrivato al Colle, atteso dal presidente Giorgio
Napolitano. Un colloquio durato un'ora e un quarto e concluso dall'accettazione
dell'incarico, "senza riserve", da parte del Cavaliere, che
contestualmente ha reso nota la sua squadra di governo. "Ho ricevuto dal
presidente della Repubblica le congratulazioni per la celerità",
racconterà prima di rientrare a Palazzo Grazioli. Oggi alle 17 sarà di nuovo al
Colle con i ministri per il giuramento. Poi si andrà avanti a tappe forzate:
alle 18 prima riunione a Palazzo Chigi per definire le deleghe ai ministri
senza portafoglio. "Lunedì convocherò il consiglio dei ministri per
eleggere i sottosegretari; martedì ci sarà il dibattito sulla fiducia alla
Camera e mercoledì al Senato", spiega il premier incaricato. Nei giorni
successivi (forse il 16) partenza per Napoli per il primo vero consiglio dei
ministri. E in quella occasione, oltre all'emergenza
rifiuti sarà sul tavolo anche il dossier Alitalia. "Procede molto bene, ci sono tanti imprenditori
interessati...", assicura lui. Casi spinosi all'orizzonte, ieri era il
momento della soddisfazione per aver completato la squadra. "Sono molto
soddisfatto", dice Berlusconi, sottolineando di aver mantenuto tutte le
promesse, dalle new entry alla presenza delle donne (c'è anche Michela
Brambilla, viceministro alla Salute). "Ora possiamo riprendere il lavoro
dopo due anni di interruzione. Non sono emozionato, oramai ci sono
abituato", dice ridendo nel rimarcare il peso delle sue plurime esperienze
da premier. Anche in questa occasione avrà al suo fianco Gianni Letta e Paolo
Bonaiuti, entrambi sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, entrambi
confermati nel ruolo già ricoperto dal 2001 al 2006. È di buonumore Silvio
Berlusconi, reduce da una giornata densa anche di tensione. Lui smentisce
"lamentele" da parte degli alleati, ma certo è che la trattativa con
An è stata, fino all'ultimo, fonte di qualche preoccupazione. Ieri sera tutti
mostravano ampi sorrisi: Umberto Bossi si augurava che il governo
"camminasse rapidamente", Roberto Maroni lodava "la squadra
coesa", Maurizio Gasparri "la celerità". L'umore era così ottimo
da annunciare tempi di dialogo continuo con l'opposizione. "Sarà una
legislatura costituente. Obiettivo è portare a termine alcune riforme come i
maggiori poteri al premier, il superamento del bicameralismo perfetto, la
riduzione dei parlamentari. E poi una revisione della legge elettorale, anche
per le europee", diceva già in mattinata Fabrizio Cicchitto, all'esito
delle consultazioni con Napolitano. Da Walter Veltroni nessun ostacolo:
"Disponibili a convergere sulla riforma delle istituzioni e dei
regolamenti parlamentari". Per il resto sarà "una opposizione molto
netta", la stessa che annunciano Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando
Casini. "È finita l'era delle contrapposizioni. Faremo di tutto per
salvaguardare gli interessi generali", dichiara il leader Udc, il primo ad
aprire ieri mattina il turno delle consultazioni, chiuse dagli ex capi di
Stato. A sera, qualche traccia di stanchezza, il Cavaliere scherza sul governo
ombra che Veltroni sta mettendo a punto. "Bene, benissimo... Cercheremo di
fare luce". Il premier designato Berlusconi con il capo dello Stato
Napolitano In basso: Fini e Ronchi.
( da "Giornale.it, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il governo
Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere
sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già,
perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza
portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e
perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new
entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il
premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due
anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier,
innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota
attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a
Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai
tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha
riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini?
Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di
Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica
degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e
opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una
nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è
deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al
caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché
Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte, per "fare" -
come chiedono gli italiani - serviva un governo del premier (il Cavaliere) più
che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di
miele" con il Paese e la responsabilità di governo e maggioranza sono
davvero grandi. Scritto in Varie Non commentato " (1 votes, average: 1 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro
Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta
feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale
che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di
Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed
rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i
panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft
veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande
partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi (leggi l'articolo): è tutta feste e terrazze,
con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita
cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie
Commenti ( 9 ) " (101 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo
lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista
del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del
Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo
anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128
votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08
Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera
su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia
del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici,
em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche
con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul
territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò
fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con
il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già
scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna
ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro
frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà
applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei
campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco
di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non
sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci
le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una
bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che
siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd,
non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono
meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli
elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza.
Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio
a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno,
Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale -
andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà
parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI
CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 51 ) " (54 votes, average:
1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse
ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima
vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del
Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E'
troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel
blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no"
alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida
nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in
parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta".
Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere
della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio
della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in
"casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva",
quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare
Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera
risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi:
bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato.
Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da
Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il
Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di
responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza
repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (58 votes, average: 1.74
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i
grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum:
dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante
una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato
Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
Varie Commenti ( 59 ) " (96 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 01Apr
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 E' in ascesa l'Ugl, il movimento dei lavoratori
di destra, che ha scelto una donna come leader Mentre la Polverini se la gode
alla grande di L'insolente Marsicano L'immagine che forse illustra nel modo più
plastico possibile le difficoltà del sindacalismo confederale italiano di
fronte al nuovo governo, è quella dell'altro ieri sera quando, sul ring di
"Ballarò" è sceso un Guglielmo Epifani: più nervoso che mai, il
sindacalista ha retto a malapena agli affondi di Sacconi e Gasparri. Scontri tv
a parte, resta la verità. Incontrovertibile. Si dà il caso, infatti, che
"anche" la Cgil ? sia nella sua consistente anima di sinistra
radicale e/o Arcobaleno (vedi alla voce Fiom) sia nella sua meno forte anima
che ha tifato Pd (vedi alla voce Epifani e segreteria confederale) ? le ha
perse eccome, le elezioni. Epifani ha persino avuto il cattivo gusto di dire,
in un'intervista a Repubblica subito dopo il voto, che "hanno votato la
Pdl e in special modo per la Lega gli operai di bassa qualifica e livello"
(il che la dice lunga sullo scollamento tra Cgil e operai?): la sconfitta l'ha
presa male, se non malissimo. Il fatto è che lo tsunami elettorale non ha
risparmiato anche gli altri due sindacati confederali, e cioè la Cisl e la Uil,
anche se per motivi in parte molto diversi da quelli che arrovellano oggi il
dibattito dentro la Cgil, sindacato che era "di governo" fino a ieri
(con Prodi) e che tornerà "di opposizione", ora che al governo c'è
Berlusconi. Anche la Cisl, infatti, pagherà uno scotto, anzi lo sta già pagando
visto che il suo segretario generale, Raffaele Bonanni, aveva scommesso tutto
sul cosiddetto "pareggio" e, soprattutto, sulla possibilità che fosse
l'Udc del suo amico Pierferdinando Casini il vero ago della bilancia dei nuovi
scenari politici post-voto. Il che gli avrebbe di certo permesso di
"giocare di sponda" tra centrodestra e centrosinistra, nelle cui fila
si è candidato (ed è stato eletto, in Veneto, alla Camera) l'ex segretario
generale aggiunto e cattolico sociale Pier Paolo Baretta, vero ispiratore della
recente riforma pensionistica targata Damiano (l'ex ministro del Lavoro), oltre
a una lunga fila di sindacalisti cigiellini (ma di area diessina) candidati nel
Pd, da Paolo Nerozzi ad Achille Passoni, entrambi ex segretari confederali ma
il primo ex mussiano e il secondo veltroniano. Bonanni, invece, che pure sarà
alle prese con un governo (in parte) "amico" ? i rapporti tra lui e
Berlusconi sono sempre stati buoni, quelli con An molto meno, quelli con la
Lega pari allo zero ? non potrà contare sulla sponda neocentrista né tantomeno su
un Pd ormai decomunistizzato. La Uil, invece, e cioè il sindacato che più si è
"messo in mezzo" per far fallire, in calcio d'angolo, la trattativa tra il governo uscente e Air France per salvare Alitalia, ha un altro problema, e cioè
il ? consistente ? calo di iscritti e peso politico e sociale. Cui non basterà
di certo l'elezione di Adriano Musi, ex segretario generale aggiunto, di
provata fede repubblicana, né tantomeno la trombatura dell'ex segretario
generale Pietro Larizza (che, non ricandidato dal Pd, aveva scelto il Ps
di Boselli) per ovviare a questi problemi. A prendere piede e fiato, nella
legislatura che si è aperta, sarà invece e senz'altro l'Ugl, il sindacato
vicino alla destra sociale, guidato da due anni e mezzo dalla combattiva e
intelligente Renata Polverini, la prima donna a raggiungere un tale incarico,
in Italia. Sarà proprio la Polverini, infatti, a poter contare non solo sul
sostegno fattivo di tutta An e mezza Fi ma anche su altri fattori.
Dall'elezione di un'altra donna, Emma Marcegaglia, alla guida di Confindustria
? elezione che è già stata effettuata ma che diventerà effettiva dal 22 maggio
? che con la Polverini (oltre che con Bonanni e la Cisl) aveva già instaurato e
avrà di certo ottimi rapporti, fino alle molte donne che entreranno nella squadra
di governo. Tra di loro, forse Stefania Prestigiacomo e di certo Giorgia
Meloni. Senza dire del fatto, di certo non secondario, che è l'Ugl il solo
sindacato che, di questi tempi, può gonfiare il petto, in fatto di iscritti e
vittorie. Come alla Pirelli Telecom di Milano, dove alle ultime elezioni della
Rsu interna, ha ottenuto ben 9 delegati su 20. Strappandoli alla Cgil e,
dunque, alla sinistra. Che, come testimonia il manifesto, c'è rimasta
malissimo. Ma anche questo ? iscritti della Cgil che, oltre a votare Lega,
passano all'Ugl ? è, decisamente, quello che si può definire uno straordinario
segno dei tempi. Belli o brutti che siano.
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 GUGLIELMO EPIFANI Non vogliono detassare lo
straordinario Ma, come dice Celentano, "chi non lavora..." Loro non
fanno l'amore di Francesco Blasilli Non ce ne vogliano i rappresentanti dei
lavoratori, perché questa è una generalizzazione bella e buona, ma è ormai
evidente che i sindacalisti non fanno l'amore. A questa conclusione si arriva
parafrasando la canzone di Adriano Celentano ? ironia del caso, l'ultima icona
del prodismo - "Chi non lavora, non fa l'amore", perché a sentire
Epifani (ospite martedì sera a Ballarò), loro di lavorare non ne hanno proprio
voglia. E dunque non dovrebbero fare l'amore. L'ultima del sindacato, stando
alle parole (ma anche alle espressioni facciali) di Epifani è che non gli sta
bene nemmeno la "detassazione" degli straordinari, che sarà uno dei
primi provvedimenti approvato dal nascituro governo Berlusconi. Non gli sta
bene "perché così si penalizza la donna, che avendo una famiglia non può
stare sul posto di lavoro quanto un uomo". Fin troppo facile replicare che
se una donna non può stare al lavoro perché ha famiglia, allora sarà il marito
a fare - qualora ne avesse necessità e/o voglia - gli straordinari. Ma le orecchie
dei sindacalisti certe cose proprio non le vogliono ascoltare e l'unica frase
che esce dalla loro bocca è il classico "abbiamo i salari più bassi
d'Europa". Giusto e sacrosanto, ma nessuno ha la bacchetta magica per
raddoppiare d'incanto gli stipendi, che sarebbe l'unica soluzione condivisa dai
rappresentanti dei lavoratori. I quali, però, subito dopo chiederebbero di
dimezzare l'orario del lavoro. Altra obiezione dei sindacati è che se i
dipendenti fanno tante ore di straordinario, l'azienda non assume altri
lavoratori. Anche questa affermazione sembra facilmente confutabile, perché in
un momento di recessione come quello attuale (tant'è che Padoa Scoppia al
Corriere dichiara che "avremo davanti anni molto difficili") le
aziende non assumerebbero comunque. Anzi, al contrario, l'unica strada
percorribile è quella di un forte aumento del fatturato ? grazie al lavoro
straordinario ? che porti a nuove assunzioni. Ma il sindacato italiano proprio
non riesce a staccare il cordone ombelicale con la sinistra comunista, quella
in cui siamo tutti uguali ed è inconcepibile che una persona guadagni di più
"solamente" perché lavora di più. Un assioma che, però, sembra
destinato a diventare la pietra tombale di Cgil, Cisl e Uil visto il distacco
sempre più lampante tra la triplice e i lavoratori (anche se ieri la triplice
ha messo a punto il testo unitario di proposta sindacale per la riforma del
sistema contrattuale, "un passo avanti", così secondo il
berlusconiano Maurizio Sacconi). Un distacco che è stato certificato
nell'ultima tornata elettorale con l'esplosione della Lega, al momento il vero
punto di riferimento politico dei lavoratori italiani. Gli operai non possono
non essere stati influenzati dai due anni di governo Prodi, in cui Epifani,
Angeletti e Bonanni sono diventanti gli emuli di "Mister No" Pecoraro
Scanio ed ora, per questo motivo, rischiano di fare la sua stessa fine. Intanto
si beccano le bordate dell'insospettabile Padoa Schioppa, per il quale il
sindacato "negli ultimi mesi ha clamorosamente fallito". Adesso
l'unica ancora si salvezza per i sindacati diventa, paradossalmente, Silvio
Berlusconi che ha bisogno che non gli mettano troppo il bastone tra le ruote; ed infatti su Alitalia gli ha permesso di fare i loro comodi. In fondo la detassazione degli
straordinari non sarà la panacea di tutti i mali dell'economia italiana, ma è
pur sempre un atto di buona volontà nei confronti dei lavoratori. Così come
l'esenzione dell'Ici o del bollo dell'auto: non cifre enormi, ma soldi in più e
non in meno. Nemmeno poco, in un periodo in cui lo Stato ha tassato il
tassabile. Certo la detassazione degli straordinari è solo il primo passo. Poi
ci vorrà un inevitabile aumento dei salari che passa, però, per un incremento
del volume di affari delle aziende. E, ad occhio, il "Tremonti
protezionista" non è più visto come un pazzo da compagni di governo ed
avversari. Anzi, proprio i sindacati potrebbero appoggiarlo in una politica di
difesa dall'aggressione cinese. Anche se, in fin dei conti, ai sindacalisti
interessa solo lavorare poco e guadagnare tanto. Almeno per come s'intende la
loro "missione" in Italia. Non è un caso che, da sempre, chi non
vuole lavorare si butta a fare il sindacalista. Sarà pure un luogo comune, ma
fatevi un giro nelle aziende italiane e vedrete i paladini dei lavoratori
spesso assenti per permesso sindacale... Fatto sta che, volenti o nolenti, si
beccheranno la detassazione degli straordinari: se si oppongono, chi glielo
spiega ai lavoratori? Niente di risolutivo, ma come recita un detto popolare,
ma molto popolare, "sempre meglio di un calcio sui.....".
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Info Tv E Stefano Folli firma la top ten dei
giornalisti di Lucilla Bicocchi E' consuetudine, ormai da diverso tempo nei Tg,
ascoltare e osservare voci e volti delle firme della carta stampata. Nel mese
di aprile, complice anche il voto politico, i telegiornali concedono largo
spazio all'opinione di direttori di quotidiani e giornalisti/scrittori già
familiari al pubblico televisivo. Medaglia d'oro in questa speciale classifica
se l'aggiudica Stefano Folli. E' l'editorialista de "Il Sole 24 Ore"
a conquistare la vetta del parlato Tv con oltre 8 minuti grazie agli interventi
nel corso del Tg1 e del TgLa7, dove commenta il futuro scenario politico e temi
cruciali, come l'emergenza inflazione e la questione sicurezza. A circa un
minuto di distanza, ecco Sergio Romano, volto noto alla platea del TgLa7 dove
commenta spesso temi come economia internazionale e politica estera.
"Rischiamo di rimanere schiacciati da stagnazione e inflazione" dice
l'ex ambasciatore che dice la sua anche sulle missioni italiane all'estero,
questione che Berlusconi dovrà presto affrontare. "Per Berlusconi",
dice Romano, "sarà più facile inviare soldati italiani, rispetto a Prodi
che riceveva molti freni da più parti, ma dovrà comunque chiedere la
collaborazione al Partito democratico". Terzo posto e tempo di parola al
Tg4 per Mario Giordano, habituèe dell'informazione di Rete4, pronto a
commentare in diretta il risultato netto di vittoria da parte del PdL.
Interpellato a proposito della manifestazione di Torino di Beppe Grillo ricorda
al direttore di essere stato insultato lui stesso, mentre a proposito della
prossima squadra di Governo l'ex direttore di Studio Aperto dice: "Credo
che gli elettori abbiamo dato una fiducia senza precedenti e quindi si
aspettino i risultati in tempi rapidi". Sono ancora i microfoni di casa
Mediaset a cercare il parere di un altro direttore, Vittorio Feltri. Al Tg5 e
al Tg4 Feltri parla della clamorosa sconfitta della sinistra, della carica
innovatrice del partito di Bossi, ma anche del caso Alitalia e delle possibili soluzioni. Tornando in casa La7, sono molto
frequenti le visite di Myriam Mafai negli studi del Tg. La giornalista e
scrittrice conquista la sesta postazione del ranking, e grazie alla sua grande
esperienza spazia con il direttore Piroso attraverso i temi più disparati, come
le priorità del prossimo Governo e la corsa alla Casa Bianca negli Stati Uniti.
Due gradini più in basso, uno sguardo al libro "Verde e zafferano, a voce
alta per la Birmania". Carmen Lasorella parla del regime birmano e della
difficile situazione in Myanmar. "Un regime che governa con una dittatura
da 40 anni. Si è clonato, cambiavano i generali ma il regime rimaneva sempre lo
stesso". Ancora un libro, ancora nel TgLa7, sempre attento alle novità in
libreria. "Sangue e potere" racconta pregi e difetti di Giulio
Cesare, uno dei tre imperatori raccontati attraverso la penna di Corrado
Augias. Ultimo scalino della top ten per Paolo Mieli. Il direttore del Corriere
della Sera ipotizza il volto della nuova Italia. "E' nata un'Italia
bipolare", dice al Tg1, "forse inizierà adesso la seconda vera
Repubblica".
( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Personaggio Gli
ultimi giorni in Confindustria tra bilanci e futuro Montezemolo volta pagina
"Ora treni veloci e più Fiat" PAOLO BARONI ROMA Quattro anni
"difficili" e "meravigliosi", un bilancio decisamente
positivo del lavoro svolto, ed un futuro con tanti progetti, la Ferrari
innanzitutto e poi la Fiat, i treni ad alta velocità ed un "think
tank", un pensatoio sul modello anglosassone, al servizio del Paese. Per
Luca Montezemolo questi sono gli ultimi giorni alla guida di Confindustria ed è
tempo di bilanci. Gli anni trascorsi in viale dell'Astronomia, mentre nel mondo
cambiavano gli scenari ed in Italia si alternavano tre diversi governi,
"sono stati anni di grandissimo e straordinario impegno in cui abbiamo
fatto un grande lavoro tutti insieme - racconta incontrando i giornalisti - con
un gruppo di presidenza unito che non ha mai avuto momenti di divisioni e
polemica". Per lui "i motivi d'orgoglio" sono tanti: dall'avere
imposto all'attenzione del Paese temi come la crescita, la competitività, ed il
taglio delle tasse al grido di "facciamo squadra, rimbocchiamoci le
maniche", al grande segnale di unità mandato al Paese in ogni passaggio
decisivo della vita associativa (da ultimo la designazione plebiscitaria del
nuovo presidente Emma Marcegaglia). E poi il record storico di iscrizioni (+
9,1% a quota 126.590), i brillanti risultati ottenuti sul fronte
dell'internazionalizzazione (con 23 missioni all'estero), la quotazione in Borsa
del "Sole 24 Ore", la razionalizzazione del sistema associativo, i
nuovi e più forti rapporti con le banche e le altre associazioni d'impresa.
Quindi Montezemolo ricorda le sfide lanciate da Confindustria, da quella per la
modernizzazione del Paese alla battaglia per l'innovazione ed il merito a
quella per le riforme dello Stato, ancora oggi "la priorità delle
priorità". "Finalmente - afferma - oggi si sono create le condizioni
per aprire una nuova stagione di cambiamento: contratti e salari, legge elettorale,
poteri del premier, seconda parte della Costituzione" e tanto altro
ancora. "L'inizio, però, è stato drammatico - ricorda Montezemolo -.
Perché la mattina divento presidente di Confindustria e la sera muore Umberto
Agnelli. Quindi subito dopo divento anche presidente della Fiat, con una
situazione economica, aziendale e di mercato davvero difficile. Francamente le
prime due notti che ho passato non le augurerei al peggior nemico". Nel
suo racconto c'è spazio per ricordi privati, come la foto di Gianni Agnelli e
Guido Carli ("i modelli a cui mi sono sempre ispirato in questi anni in
Confindustria") che Susanna Agnelli gli fece trovare in viale
dell'Astronomia al momento dell'insediamento accompagnata da un biglietto con
la frase "Luca, mi raccomando: non deluderli", alla ricostruzione
dello strappo del 2004 con la Cgil sulla riforma dei contratti. Con Epifani che
dopo 10 minuti di urla con Pezzotta ed Angeletti gli si presenta davanti
"tutto rosso in viso, cianotico" per proclamare il suo "No, io
non ci sto". Oggi, a distanza di quattro anni, a Montezemolo fa ovviamente
"piacere che ora il mio mandato si chiude con un'unità tra i sindacati.
Meglio tardi che mai". Quindi il discorso si allarga ad altri temi di più
stretta attualità. Montezemolo innanzitutto boccia la pubblicazione su Internet
dei redditi degli italiani perché, spiega, "la gogna mediatica non va
bene: fa male al Paese e si rischia di mettere gli uni contro gli altri".
E per di più non c'è la stessa trasparenza nel dar conto di come lo Stato
spende i soldi raccolti con le tasse. Quindi parla di Alitalia: "Ben vengano - dice -
possibili imprenditori italiani con un forte partner industriale, ma guardando
al mercato perché gli italiani hanno già pagato troppo". Quanto al suo di
futuro, Montezemolo assicura che non assumerà alcun incarico politico:
"Continuerò solo a fare il mio mestiere" taglia corto. Oltre
alla presidenza della Ferrari e a quella della Fiat ("alla quale voglio
dedicare maggiore impegno"), si dedicherà "alla nuova importante avventura
nel settore privato dei treni ad alta velocità, che presenteremo al governo a
settembre e che aumenterà la concorrenza nel settore". Poi continuerà a
fare il presidente della Luiss e dopo l'estate si lavorerà alla creazione di un
think tank, "che vuole essere un centro di progettualità di pensiero a
supporto di governo e Parlamento". Tanti progetti, tanti sogni, un modo
(anche) per restare giovani. Per questo cita Einstein: "Sei giovane se i
sogni prevalgono sui rimpianti... e io ho ancora sogni".
( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Ed
è subito summit con Putin La politica può attendere, perchè prima le nomine?
No, si parte subito con la politica estera. Arriva Putin da Silvio e nel piatto
c'è pure la polpetta Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCA CIFONI ROMA
"La gogna mediatica non va bene. Pubblicare su Internet le dichiarazioni
dei redditi dei contribuenti è una cosa che trovo sbagliata, pericolosa, che fa
male al Paese e che rischia di mettere l'uno contro l'altro i cittadini".
Nel suo bilancio informale di quattro anni alla guida di Confindustria Luca
Cordero di Montezemolo parla di tutto, ma fa un riferimento forte al tema di
attualità dei redditi on line. Non si limita a contestare l'opportunità di
questa scelta ma, dopo aver ribadito l'assoluta volontà di combattere
l'evasione fiscale ("Chi evade ruba"), chiede trasparenza non solo
sul fronte delle entrate, ma anche per le spese: su quel 48 per cento del Pil
che esce dalle casse dello Stato a fronte dei tributi versati dai cittadini.
Dunque: "Ben venga dunque la lotta all'evasione, l'attenzione al lavoro
dipendente, la trasparenza, ma bisogna trovare chi evade e non chi già le tasse
le paga". Il periodo del suo mandato Montezemolo lo sintetizza così:
"Quattro anni di crescita, molto duri ma meravigliosi". Ancora un
paio di impegni, tra cui quello della settimana prossima in Sicilia, cui tiene
in modo particolare, poi passerà le consegne a Emma Marcegaglia. Il quasi ex
presidente rivendica i risultati ottenuti, prende atto con soddisfazione di
alcune svolte in atto nel Paese, quindi indica i nodi che a suo parere restano
da affrontare. Richiama i modelli a cui si è ispirato al momento di prendere le
redini di Viale dell'Astronomia: Gianni Agnelli e Guido Carli. Parla di un
"capitalismo diverso, più legato al mercato, che in gran parte prescinde
dalla finanza". E cita come prova principale del cambiamento delle imprese
i numeri dell'internazionalizzazione: l'Italia che nel 2004 era al quarto posto
in Europa per le esportazioni extra-Ue è passata lo scorso anno al secondo,
dietro la Germania. La crescita complessiva dell'export è stata del 35 per
cento in quattro anni, oltre il doppio di quella della Francia. Sul fronte
interno Montezemolo sottolinea, accanto all'incremento delle iscrizioni a
Confindustria (+9,1 per cento), il "supporto totalitario" con cui è
Emma Marcegaglia è stata scelta per la successione. L'unità dell'organizzazione
esprime "il grande senso dello Stato che abbiamo dimostrato, agendo prima
da cittadini e poi da imprenditori". Al governo Prodi viene dato atto
delle scelte fatte in materia fiscale: prima la riduzione del cuneo fiscale,
poi il taglio dell'aliquota Ires per le imprese. Misure che faranno sentire in
pieno il proprio effetto a partire da quest'anno. Ma il compiacimento maggiore è
forse per due risultati che stanno vedendo la luce in questi giorni: da una
parte l'intesa tra le confederazioni sindacali sulla riforma della
contrattazione, dall'altra gli annunciati interventi del nascente governo su
straordinari e premi aziendali, a lungo sollecitati da Confindustria come
strumento per risollevare le retribuzioni dei lavoratori dipendenti.
Soffermandosi sul primo punto, per sottolineare quanto sia stato faticoso il
percorso, Montezemolo ricostruisce un episodio avvenuto all'inizio del suo
mandato, nel luglio di quattro anni fa. "Un ricordo scioccante" lo
definisce. I tre leader sindacali, invitati in Confindustria "si beccavano
tra loro". Il padrone di casa allora pensa di lasciarli soli per un po'
ritirandosi nel suo ufficio. "Faceva caldo, c'erano le porte aperte -
ricorda ora - e io sentivo degli enormi urli, poi Epifani è venuto da me
dicendo che non gli andava di essere preso in giro". La frattura interna
ai sindacati è stata poi superata solo con l'intesa annunciata ieri, che spiana
la strada alla trattativa con gli imprenditori: "Meglio tadi che
mai". Un altro risultato positivo, sul fronte delle relazioni industriali,
è la riduzione della conflittualità. La durata media delle trattative per i
rinnovi contrattuali, con l'eccezione del comparto metalmeccanico, è stata tra
i tre e i cinque mesi e dunque "del tutto fisiologica". Sul terreno
politico, Montezemolo saluta con favore l'inizio del percorso di
semplificazione della politica. Anche se in questo campo a suo avviso resta da
fare molto, a partire dalla riforma elettorale. Così come c'è molto da fare per
settori vitali per il Paese, quali l'educazione (dalla scuola all'università) e
la giustizia, la cui efficienza è per le imprese un
elemento di competitività Incursione nell'attualità anche per Alitalia. Il presidente uscente di
Confidustria, dopo aver confermato di vedere con favore il mantenimento nel
nostro Paese di una compagnia di bandiera, e dunque l'impegno di imprenditori
italiani al fianco di un partner industriale, si pronuncia comunque a favore di
una soluzione di mercato. Infine qualche accenno a quel che succederà
dopo l'avvicendamento con la Marcegaglia. Nel proprio futuro personale
Montezemolo vede "un grande lavoro" alla Ferrari e alla Fiat, alla
presidenza della Luiss dove resterà per altri due o tre anni, ma anche nella
"prima azienda privata di trasporti" nata dalla liberalizzazione
dell'Alta velocità. Riserbo sul ruolo ipotizzato con Berlusconi, del resto del
tutto informale, di ambasciatore del sistema Italia nel mondo, mentre tra i
progetti c'è anche quello di un think-tank in stile americano, per elaborare
proposte e scenari utili al Paese.
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il gestore dello
scalo contesta le rivendicazioni della compagnia Bonomi: "Gravi
inesattezze nella ricostruzione" Sea chiede i danni ad
Alitalia ed Alitalia fa lo stesso con Sea quatificando,
peraltro, lo stesso ammontare dei danni richiesto dalla società di gestione
degli scali milanesi per il trasferimento dei voli della compagnia di bandiera
da Malpensa a Fiumicino. La notizia delle contro-causa era nell aria da giorni
e certo non coglie alla sprovvista Giuseppe Bonomi che, da buon
avvocato, è già proiettato al dibattimento. "Stiamo esaminando la comparsa
di costituzione e risposta di Alitalia - spiega il
presidente Sea - Per quanto riguarda le questioni di diritto esse saranno oggetto
di puntuale ed approfondita disamina da parte dei nostri avvocati ed ovviamente
costituiranno oggetto di replica in sede giudiziaria. Ma ad una prima lettura
già si rilevano gravi inesattezze nella ricostruzione dei fatti". Al
Tribunale di Busto Arsizio, dunque, si annuncia una battaglia legale feroce,
combattuta ripercorrendo rigo per rigo i piani industriali. Sea quelli di Alitalia, Alitalia quelli di Sea.
[Data pubblicazione: 01/05/2008].
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
IntesaSanpaolo
ammette: noi non ci tiriamo indietro Il mosaico del Cav. è quasi completo Dopo
gli imprenditori, le banche. Intesa SanPaolo esce definitivamente allo scoperto
e il mosaico ideato da Silvio Berlusconi per salvare Alitalia
facendola restare una compagnia di bandiera si arricchisce di un altra tessera.
A questo punto se il progetto del Cavaliere a cui lavora il consulente Bruno
Ermolli poggia su tre pilastri cordata di imprenditori, pool di banche e
partner industriale manca solo la partnership con una grande compagnia aerea
per completare il quadro. Su questo punto, dopo l intesa per Malpensa siglata
tre giorni fa con la Sea, Lufthansa sembra avvantaggiata (anche alcune sigle
sindacali hanno espresso ieri, informalmente, il loro gradimento per la
compagnia tedesca) ma Air France resta alla finestra e Aeroflot potrebbe
entrare nella partita su richiesta del Cremlino. Da segnalare anche, notizia
dell'ultima ora, la "manifestazione di interesse" del fondo
d'investimento brasiliano Multi-Long Corporation, specializzato nelle
ristrutturazioni di aziende in difficoltà: stando a quanto riportato da Ap, ci
sarebbe la disponibilità a investire un miliardo di euro nella partita. Per il
resto sulla cordata, ha assicurato lo stesso leader del Pdl, "c'è stato un
esubero di partecipazione" quantificabile in "un 20 per cento in
più" di richieste di adesione. Sul fronte bancario, invece, Intesa
SanPaolo ha rotto gli indugi prima con il presidente Giovanni Bazoli, poi con l
amministratore delegato Corrado Passera. Il primo ha dichiarato agli azionisti
che l istituto di credito interverrà nell acquisizione di Alitalia "in presenza di un piano
rigoroso" e se sussistono "forti possibilità di successo e di ripresa
industriale dell'azienda". Il secondo ha chiarito: "Se si trovasse un
modo per ristrutturare e rilanciare Alitalia, e si può, non ci tireremo indietro, o per lo meno porteremo
agli organi deliberanti un progetto se fosse reputato valido".
[Data pubblicazione: 01/05/2008].
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Capita a che questo.
Che Alitalia chieda un risarcimento a Sea per i danni
"reputazionali" derivati dal contenzioso in corso sull'aeroporto di
Malpensa. La compagnia di bandiera ha fatto sapere di essersi "costituita
nel giudizio avanti al Tribunale di Busto Arsizio promosso dalla Sea,
unitamente alla sua controllata Sea Handling". La comparsa di risposta,
depositata ieri da Alitalia, si legge nella nota, "contiene domande riconvenzionali nei
confronti di Sea, per vari titoli e per importi non lontani, per quanto allo
stato quantificato, dalle pretese della Sea relativamente alle perdite di Alitalia derivanti dall inadempimento da
parte di Sea agli obblighi di sviluppo dell aeroporto di Malpensa che su di
essa gravano in quanto concessionaria, nonchè ai gravi danni
reputazionali relativi al perturbamento del recente processo di privatizzazione
che il modo in cui Sea ha impostato e gestito mediaticamente il processo avanti
il Tribunale di Busto Arsizio ha in parte arrecato e in parte minaccia di
produrre a carico di Alitalia stessa". Tradotto:
se Sea ci fa causa, allora la facciamo anche noi. E a loro. Un dispetto? Un
tentativo di mescolare le carte ed evitare così di dover sborsare molti soldi
alla Sea guidata da Giuseppe Bonomi? Non si capisce. Di certo chi si sente
preso in giro sono i lavoratori della Sea e di Malpensa. Oltre mille, proprio a
causa dell abbandono di Alitalia dallo scalo lombardo,
sono rimasti senza lavoro. Alitalia fa già sapere che
comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del
procedimento nel momento in cui saranno noti. La prima udienza si terrà il
prossimo 28 maggio. "A seguito del notevole clamore di stampa e di media,
alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea, l opinione pubblica -rileva
ancora Alitalia - sa da mesi della pretesa di 100
milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro
cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia".
La comparsa di risposta conterrebbe la replica alla posizione assunta dalla Sea
("Il rapporto con Alitalia doveva proseguire fino
al 2041") e mostrerebbe come il danno emergente non sia riscontrabile in
quanto tutti gli acquisti e gli investimenti di Sea sarebbero
"perfettamente compatibili con l'utilizzo dell aeroporto da parte di
ciascun altro vettore passato e futuro". [Data pubblicazione: 01/05/2008].
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
"Padoa
Schioppa? Con lui è aumentata solo la spesa pubblica" SIMONE GIRARDIN
"Dopo quello che hanno combinato in meno di 24 mesi, altro che dieci
anni...". Il senatore leghista Massimo Garavaglia sorride davanti all
intervista di addio del ministro dell Economia uscente Padoa Schioppa
rilasciata al Corriere della Sera. Garavaglia sta dicendo che la situazione è
peggiore di quello che è? "Dico solo che prima dell arrivo di Padoa
Schioppa e del Governo Prodi ce la potevamo cavare in dieci anni; adesso ne
serviranno almeno quindici". Come è pessimista... "Purtroppo è la
realtà. In meno di due anni con Padoa Schioppa alla guida del Ministero dell
Economia la spesa pubblica è aumentata di 75 miliardi di euro, passando da da
( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Alitalia
NOSTRO INVIATO PAOLA
PELLAI Malpensa - Varese va a ritmo di samba. I Mondiali di ciclismo, in programma
nella Città Giardino dal 22 al 28 settembre, volano alto. Decollano dalla pista
di Malpensa che, da quando si è liberata del peso di Alitalia, pedala in scioltezza verso
traguardi importanti. La presentazione ufficiale dei campionati è avvenuta proprio
qui, in un area del piano arrivi, tra gli occhi curiosi dei passeggeri in
transito e una platea importante. "Siamo in overbooking - mi sorride
divertito Amedeo Colombo, presidente del comitato organizzatore -. C è
tanta gente che è voluta venire a portarci la sua testimonianza di affetto e di
passione. Più del previsto. E un buon segnale". E, in effetti, l ottimismo
nei confronti di questi Mondiali è contagioso. E stata trovata la chiave
vincente: esaltare lo spettacolo agonistico con percorsi duri e selettivi,
abbinandolo a una serie di eventi che mettano in luce le bellezze del
territorio. Per riuscirci è stato fondamentale il gioco di squadra, tra
pubblico e privato, tra comitato organizzatore e istituzioni. Sì, perchè la
nuova frontiera del ciclismo è stata ben individuata dal il presidente Renato
Di Rocco: "Uno straniero su 5 viene in Italia se può visitare le città d
arte e vedere le nostre bellezze naturali in sella alla bicicletta".
Varese, su questo, ha saputo lavorare tanto e bene negli anni. Quando a Madrid
nel 2005, si è aggiudicata l organizzazione iridata per Varese è stato un
valore aggiunto. "Questi Mondiali - ha spiegato ieri Gabriele Sola,
direttore generale di Varese 2008 - sono una passione da vivere e da
trasmettere. Un evento unico con una location unica. Un Cycling Stadium come l
abbiamo pensato noi, sfruttando l ippodromo delle Bettole non l ha mai avuto
nessuno". Un Mondiale dai grandi numeri: 1000 atleti in rappresentanza di
55 nazioni, oltre 5000 accreditati, circa un milione gli spettatori previsti.
"Un grande lavoro di coordinamento anche per noi - ha sottolineato il
prefetto Roberto Aragno - . Ci siamo prefissi di diventare un modello di piano
integrato sul territorio". Giuseppe Bonomi, presidente Sea, fa ancora di più:
lancia una sfida internazionale. "Questi Mondiali - spiega - saranno il
primo banco di prova in vista dell Expo. Malpensa sarà un punto centrale in
tutta l operazione. Siamo pronti a dimostrare che non siamo solo un aeroporto
radicato nel territorio, ma siamo l aeroporta d ingresso per il decollo di un
economia vitale". In questa tesi lo sostiene in pieno Raffaele Cattaneo,
assessore regionale alle infrastrutture e mobilità: "Questo è l hub di
tutti, è un simbolo che va ben al di là degli spazi di una provincia. Malpensa
ha voglia di essere protagonista nel mondo. E noi siamo pronti a vincere questa
sfida". Un tifo appassionato, dunque, per questi campionati che, tra l
altro, verranno trasmessi in alta definizione sul nuovo canale digitale
terrestre RaiSportPiù , al via sabato con il Giro d Italia. "Un impegno -
conferma Giovanna Bianchi Clerici, consigliera della Rai - per esaltare
ulteriormente questo evento. La Rai c è e ci vuole essere al meglio. Qualsiasi
cosa si possa fare, venite pure a tirare la giacchetta a me o all altro
varesino Antonio Marano... Alla nostra terra ci teniamo, è il nostro
cuore". E alla fine tutti a cantare Varese va , l inno iridato di Memo
Remigi che da tre anni si è innamorato della città. E del ciclismo. [Data
pubblicazione: 06/05/2008].
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi
leone Fra le priorità del governo appena insediatosi ci sono la vendita di Alitalia e, di
conseguenza, il futuro di Malpensa. Anche se il "dossier", in realtà,
finisce per interessare una "magna pars" del sistema aereo nazionale.
È una partita articolata e complessa, ma entrarci, seppur di sponda, potrebbe
rappresentare una formidabile occasione. Certo lo sarebbe per l'aeroporto "Cristoforo
Colombo" di Genova, che oggi raduna l'assemblea dei soci e che deve
muoversi nel solco della privatizzazione: per l'esplicita richiesta formulata a
suo tempo dal ministero dei Trasporti e perché esattamente così la pensa Luigi
Merlo, il presidente dell'Autorità portuale, che con il 60 per cento è il
maggiore azionista del "Colombo". Sulla stessa posizione gli altri
due soci: la Camera di Commercio, che detiene il 25 per cento, e Aeroporti di
Roma, con il 15 per cento del capitale. Adr (che poi significa gruppo Benetton)
ritiene "l'investimento non strategico", quindi è pronta a cedere e
di conseguenza neppure rientra nel novero dei possibili partner di mestiere ai
quali affidare il rilancio dello scalo. Questo significa che Merlo deve
guardare altrove e lo sta facendo con la ritrovata collaborazione di Paolo
Odone, presidente della Camera di Commercio, che invece aveva rotto con il
precedente timoniere dell'Autorità portuale, Giovanni Novi, al punto da
ritirare la propria rappresentanza nel consiglio d'amministrazione. Ora fra
Palazzo San Giorgio ed ente camerale sembra esplosa la pace, ma il consiglio
dell'aeroporto non è espressione di questo mutato clima. Nel direttorio,
infatti, siedono rappresentanti dell'Autorità portuale e della disinteressata
Adr, ma soprattutto si tratta di un "board" con il quale è
impensabile - ovviamente al di là del valore delle persone - che i soci possano
avere il rapporto fiduciario indispensabile per dispiegare strategie di
rilancio che sono diverse da quelle precedenti. Com'è normale, del resto, visto
che le scelte, o le non scelte, derivavano da uno scenario completamente
diverso, a cominciare dal principale protagonista, che era Novi. Se la
situazione data è questa, in un Paese vagamente normale il presidente del
"Colombo", Marco Arato, formalizzerebbe le dimissioni, dopo averle
messe a disposizione nell'immediatezza dell'insediamento di Merlo a Palazzo San
Giorgio. E con lui, altrettanto dovrebbero fare i consiglieri d'amministrazione
(l'ex sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, che le ha rassegnate, è rimasto su
richiesta del numero uno dell'Autorità portuale, ma con l'approvazione del
bilancio lascerà l'incarico). Il rinnovo del vertice societario e del consiglio
è un passaggio di chiarezza necessario sulla strada della strategia che Merlo
sembra voler mettere in campo: una compagine pubblica al 51 per cento -con
Autorità portuale, Camera di Commercio, Comune di Genova (il sindaco Marta
Vincenzi ha fatto sapere che rileverebbe una quota intorno al 3-3,5 per cento)
e, se vorranno starci, anche Regione Liguria e Provincia di Genova - e un socio
di mestiere al 49 per cento. L'alleato avrebbe la responsabilità della gestione
e verrebbe accompagnato nella fase iniziale del suo percorso dagli azionisti
pubblici (una sorta di "protocollo Iri", utilizzato quando si
vendevano aziende a diretto o indiretto controllo statale), i quali lascerebbero
il campo libero una volta verificata l'affidabilità finanziaria e industriale
del partner. Il quale, comunque, andrà individuato attraverso una gara, che
promette di essere combattuta. Secondo indiscrezioni attendibili, infatti, sono
giacenti diverse manifestazioni di interesse. Quello di Abertis è noto, lo sono
meno quelli di alcuni fondi di investimento internazionali e di alcune
compagnie aeree. Ma per aprire il gioco, cercando di sfruttare anche la scia
del "dossier" Alitalia-Malpensa, serve un
consiglio d'amministrazione non compromesso con la precedente gestione. Il che
costituisce la ragione ultima e principale di dimissioni che sarebbero
opportune. leone@ilsecoloxix.it 09/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Le sfide dei
ministri Economia e Sviluppo crocevia del rilancio economico . Ma anche Maroni,
Alfano e Sacconi hanno compiti difficili 09/05/2008 luigi leone Roma. "E
che il Signore ci aiuti!". Vinte le elezioni e guardandosi intorno, Silvio
Berlusconi ha fotografato così l'impegno che attende il suo quarto governo. Ma
chi siede sulla poltrona più scomoda? Giulio Tremonti e Claudio Scajola, che
dall'Economia e dallo Sviluppo economico dovranno provare a rimettere in sesto
l'Azienda Italia, o Roberto Maroni, che dagli Interni dovrà cimentarsi con il
problema della sicurezza, il nervo oggi forse più scoperto degli italiani? O,
ancora, Angelino Alfano, che dalla Giustizia è chiamato a ricostruire il
lacerato rapporto fra toghe e politica? Oppure, infine ma non ultimo per
importanza, Maurizio Sacconi, che dovrà governare il welfare e tutto ciò che il
suo dicastero si porta dietro? Diciamo la verità, al netto dei privilegi (e non
sono pochi) di guidare un ministero, nessuno di loro se la passerà benissimo.
Ma Tremonti e Scajola sembrano quelli "messi peggio". Il titolare
dell'Economia dovrà fare due cose inconciliabili: tenere i conti pubblici in linea
di galleggiamento, quindi con il rapporto deficit-pil entro la soglia del 3%
imposta dall'Ue, continuare l'opera di riduzione del debito (il terzo del
pianeta) e, contestualmente, trovare gli euro per eliminare l'Ici, sgravare
fiscalmente gli straordinari, sostenere i rediti più bassi, non aumentare le
tasse e anzi trovare il modo di ridurle, almeno nell'arco della legislatura,
combattendo adeguatamente l'evasione fiscale e abbassando la voracità dei
centri di spesa. Aggiungiamoci "polpette avvelenate" quali la vendita
dell'Alitalia ed ecco confezionato
il "cadeau" un qualsiasi essere umano rifiuterebbe se non fosse
animato dalla debolezza altrettanto umana di amare il potere più di ogni altra
cosa o persona, probabilmente. Anche la partita della crescita - quest'anno
pare proprio, a leggere le previsioni delle più autorevoli istituzioni
internazionali, che ci fermeremo allo 0,3% tendente allo zero - vedrà
Tremonti fatalmente in prima linea. Ma qui cominceranno anche gli stress di
Scajola, l'unico ministro Ligure, che ricomincia l'avventura da dove l'aveva
lasciata (allora si chiamava ministero delle Attività produttive).
"Ricominciamo a lavorare" ha detto Berlusconi. Per Scajola sarà un
re-inizio un po' più in salita. La produttività del sistema Italia non è
sufficiente alla competizione globale e già questo rappresenta un handicap. Ma
le mani, in qualche modo, dovrà pur mettercele, con provvedimenti che creino le
condizioni anche ad aiutare Sacconi nel rapporto con i sindacati, snodo
cruciale per consentire accordi che vadano nella direzione invocata dalle
imprese. E le imprese saranno uno degli interlocutori forti di Scajola. Durante
la sua precedente esperienza dovette gestire il "dossier" della crisi
Fiat e lo fece in modo da ottenere un pubblico riconoscimento da Sergio
Marchionne, numero uno del Lingotto, mentre ora dovrà affrontare la partita
delle liberalizzazioni, che difficilmente potrà essere tralasciata dopo i molti
rimproveri mossi dal centrodestra a Pierluigi Bersani e alle sue "lenzuolate".
Perché un conto è dire "così non va" e altro sarebbe non fare. Non
meno complessa l'azione che Scajola sarà chiamato a compiere sul versante di
settori strategici presidiati da aziende pubbliche. A cominciare dall'energia,
il fronte che maggiormente pesa sull'Azienda Italia, con il petrolio alle
stelle e la fortissima dipendenza del Paese dal greggio. Già in campagna
elettorale ha rilanciato la sua posizione favorevole a un ritorno al nucleare,
ma i tempi di concretizzazione di questa scelta sono incompatibili con le
necessità più stringenti, quindi qualcosa dovrà"inventare". Ad
aiutarlo potrebbe essere il posizionamento dei nostri campioni nazionali - Enel
ed Eni su tutti - sullo scacchiere mondiale, battendo la strada di una
diplomazia che consenta accordi grazie ai quali l'Italia possa atinngere
energia da nucleare all'estero partecipando a programmi di Paesi stranieri. In
tal senso, la Francia rimane uno degli interlocutori principali (oltre all'area
russa, principalmente presidiata dallo stesso Berlusconi per via del legame con
Vladimir Putin, e alla Romania, dove Ansaldo Energia partecipa alla
realizzazione della centrale di Cernavoda) e di grande aiuto potrebbe essere il
sodalizio che Scajola stabilì, quand'erano entrambi ministri dell'Interno nei
rispettivi Paesi, con l'attuale presidente francese, Nicolas Sarkozy. Sarkò fu
anche ospite a Imperia e questo faciliterà certamente relazioni bilaterali che,
al di là dell'affaire Alitalia-Air France e del
dossier energia, riguardano pure Finmeccanica, il nostro campione nazionale
nell'aerospazio & difesa che sta lavorando per rimodulare i rapporti con
Thales. Il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini rimanda anche alle
relazioni che Scajola dovrà presidiare con gli Stati Uniti, dove Finmeccanica
ha forti interessi che, in alcuni casi, hanno diretta incidenza su controllate
genovesi. Leggasi alle voci Ansaldo Sts, Elsag e Selex. leone@ilsecoloxix.it
09/05/2008 eliseo mon amiIl rapporto con Sarkozy, stretto quando i due erano
agli Interni, potrebbe aiutare Scajola sui dossier Italia-Francia 09/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il governo
Berlusconi ha giurato "Ora al lavoro, dialogo con tutti" Bossi: il
federalismo stavolta si fa. Fiducia mercoledì L'esecutivo Primo Consiglio dei
ministri: il premier si dimette dalla presidenza del Milan GIANLUCA LUZI ROMA -
Il governo giura, il Berlusconi IV è in carica. Terminato il primo consiglio
dei ministri per la nomina di Gianni Letta sottosegretario alla presidenza,
Berlusconi - che si è dimesso da presidente del Milan - si affaccia da un
balcone di Palazzo Chigi per salutare la folla che lo vuole festeggiare. Lo
reclamano per un bagno di folla, Berlusconi non li delude: stringe mani,
sorride, riceve da una ragazza i confetti della festa di laurea, ringrazia, ma
ripete una sola frase, come un mantra: "C'è tanto da lavorare". Fino
a lunedì dovrà arginare l'assalto degli aspiranti sottosegretari, poi dovrà
affrontare il voto di fiducia, scontato, alla Camera e al Senato e subito dopo,
forse già venerdì prossimo, andrà a Napoli per il primo consiglio dei ministri
sull'emergenza rifiuti. La luna di miele del governo è appena cominciata ma
Berlusconi sa perfettamente che le aspettative sono enormi e di conseguenza
anche il rischio di delusione da parte dell'elettorato che lo ha votato. Non a
caso Bossi non si nasconde che "non sarà facile, ma ce la faremo".
Per questo tutto il tono della giornata di Berlusconi è stato improntato alla
sobrietà senza alcun trionfalismo. Con la conferma del dialogo con
l'opposizione. E per lo stesso motivo il premier ha sottolineato la sintonia
stabilita con il capo dello Stato. "In questi giorni - ha spiegato ai
ministri all'inizio della prima riunione di governo - ho incontrato diverse
volte il capo dello Stato. C'è stata una grande sintonia: io e lui abbiamo
convenuto che dovremo in futuro lavorare a stretto contatto per affrontare le
emergenze. Tutti siamo preoccupati per l'emergenza rifiuti
e per la situazione dell'Alitalia. Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione".
Sullo stesso tono di sobrio richiamo al lavoro da fare sono anche le prime
dichiarazioni dei ministri. "E' ora di cominciare a lavorare, non di
festeggiare", commenta Scajola, ministro per la Sviluppo economico.
"C'è voglia di partire e fare bene, di dare all'Italia quello che ci ha
chiesto e si merita. Abbiamo preso l'impegno di fare meno dichiarazioni e più
fatti", garantisce il ministro della Difesa La Russa. Sotto i riflettori i
leghisti, che hanno contribuito in modo decisivo alla vittoria elettorale del
centrodestra. "Stavolta ce la facciamo. - assicura Bossi - Questa volta il
federalismo lo facciamo. Se non lo facciamo noi, lo fa la gente ed è meglio che
lo facciamo noi". E il Senatur anticipa la sua strategia: "Il
federalismo fiscale richiede cambiamenti della Costituzione. Io voglio dividere
la riforma in tanti pezzettini. Così se crolla un pezzo non crolla tutto.
Studieremo il sistema". E per arrivare al risultato "cercherò
senz'altro il dialogo con l'opposizione". Calderoli avrà il compito di
semplificare la giungla delle leggi. "Ora tagliare, tagliare, tagliare. -
promette - Dobbiamo tagliare tutte le leggi inutili. Se non lo faremo in pochi
giorni, dovremo essere noi a essere tagliati...". Quindi, spiega Calderoli
rispolverando la sua laurea in chirurgia maxillofacciale, "ora al lavoro
con bisturi, forbici e martello, se necessario". Dopo "due anni di
interruzione" come aveva detto Berlusconi presentando la lista dei
ministri, il governo vuole "riprendere a lavorare". E siccome si
comincia anche dalle piccole cose, Berlusconi ha fatto un sopralluogo in sala
stampa a Palazzo Chigi e ha subito bocciato le modifiche apportate dal governo
Prodi, cioè lo sfondo azzurro. "Non va bene - ha sentenziato il premier -
ripristiniamo quello che c'era prima": la copia di un affresco della
chiesa di Sant'Ignazio di Loyola raffigurante Europa.
( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma Il
primato di presenze nell'aeroporto Leonardo da Vinci legato soprattutto ai voli
intercontinentali, sia di Alitalia che di altre compagnie Fiumicino, mai tanti passeggeri Domenica
il record: 133mila in transito. Movimenti extra-Ue, più 43% Riggio, presidente
Enac: "Ora si vedono i risultati E con il nuovo sistema di smistamento
l'estate non darà problemi di bagagli" MARIA ELENA VINCENZI Voli
internazionali e intercontinentali, locomotiva della crescita record di
Fiumicino. Nella prima settimana di maggio i movimenti "extra UE"
sono stati il 43,3 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. E il primato è storico. Nel giorno in cui Enac fa visita ufficiale al
Terminal 5, i nuovi dati evidenziano un boom di presenze. Cifre da trasformare
Ferragosto dello scorso anno in un giorno feriale qualsiasi. Nelle settimane
del caos bagagli che aveva movimentato l'estate passata, infatti, i viaggiatori
in arrivo e in partenza dallo scalo romano erano stati circa 121 mila al
giorno. Numeri che allora valsero il guinness. Ma che oggi sono superati.
Domenica scorsa a Fiumicino sono passate oltre 133 mila persone e lunedì, quasi
126 mila. Una crescita globale senza precedenti sulle cifre dello scorso anno:
nella prima settimana di maggio il Leonardo Da Vinci ha avuto il 17,2 per cento
di passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2007. E, primato nel
primato, quello dei movimenti "extra UE" che sono aumentati di oltre
la metà. I nuovi voli di Alitalia, ma non solo: anche
gli "other carriers", le altre compagnie, crescono del 10 per cento.
Dati che arrivano alle porte dell'estate e che fanno ben sperare per i picchi
di vacanzieri in arrivo. Soddisfatti, infatti, i vertici di Enac a cui tocca
vigilare sulla struttura. "Finalmente, anche se con un ritardo di circa
quattro anni - ha commentato il presidente dell'Ente per l'aviazione civile
Vito Riggio - i risultati si iniziano a vedere. Sono convinto che il grande
esodo estivo non ci darà problemi. Anche per i bagagli: il nuovo sistema di
smistamento del T5 rende autonoma la struttura e alleggerisce il carico sui
vecchi terminal del 13 per cento".
( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
Il reportage Chiaiano tra scetticismo e fiducia: "Il Cavaliere ci può
aiutare". "No, neppure lui" "Caro Silvio, ti abbiamo votato
ora dimostra che cosa sai fare" Noi lo attendiamo come il messia, per
tirarci fuori dai guai Quelli che sono stati finora al potere non l'hanno
voluto fare PATRIZIA CAPUA (segue dalla prima di cronaca) Al crocevia della
protesta. Con i passanti preoccupati: "Berlusconi o chi per lui, chiunque
purché ci tiri fuori da questo caos", dice un giovane padre che scorta la
figlia con lo zaino della scuola. Annamaria e due bambini piccoli per mano, non
crede all'effetto- nuovo premier: "Possiamo contare solo sulle nostre forze,
al massimo sulla Municipalità, perché Berlusconi forse aprirà una discarica da
qualche altra parte, purtroppo cercano solo di smistare i rifiuti. Ho due
figli, uno allergico, quel po' di verde che abbiamo lo distruggeranno".
Ugo D'Anna, dipendente regionale, è a favore della discarica nella cava:
"Ci proverà Silvio, penso, anche facendo un'azione di forza, secondo me
gli strumenti ci sono. Un provvedimento impopolare, ma necessario. La gente
perbene non protesta così. Qui ci sono interessi della camorra che comanda a
Marano e ai Camaldoli". Fabiana Marino e Enrico Sarnelli, liceali:
"Noi che l'abbiamo votato, lo aspettiamo alla prova. Il premier deve
calmare le acque perché ora la situazione sta degenerando, così non si può
vivere, si rischiano le malattie". Ma lo sversatoio a Chiaiano no:
"Non è con la discarica che si risolve il problema della spazzatura, è
solo un ripiego". Giuliana La Rosa, studentessa di Marano: "La mia
famiglia ha votato per il Pd, ma a maggior ragione, se la sinistra non ha saputo
dare delle risposte, mi aspetto che il nuovo premier faccia qualcosa. Mi pesa
il fatto che veniamo additati come la discarica d'Italia". Elio Guerriero,
giornalista non è contrario alla spazzatura a Cupa del Cane: "A me la
discarica qui sta bene, non dà fastidio a nessuno, ma credo che Berlusconi non
riuscirà a fare proprio niente". Lucio Conte, lavora in un call center:
"Finirà come per tutte le prese di posizione di Berlusconi: Alitalia, il Milan, tante chiacchiere,
così sarà per la spazzatura. Non c'è nulla di nuovo, è il suo modo di far
politica, anzi avanspettacolo, purtroppo ci caschiamo sempre". Mina,
collaboratrice domestica, abita a Giugliano e se la fa a piedi dalla metro a
casa da una settimana: "Credo che per non fare una brutta figura,
qualcosa farà". Vincenzo Esposito, ex guardia giurata, è molto arrabbiato:
"Io Berlusconi non lo posso vedere, ma questa è una guerra tra poveri e
quelli che hanno sbagliato non vengono puniti". Maria Giordano, infermiera
in ospedale: "Hanno fatto una scelta criminale, hanno deciso che un'intera
popolazione debba essere distrutta. La discarica è circondata da abitazioni.
Sì, mi aspetto qualcosa da Berlusconi, è una persona che capisce il problema e
si muoverà in aiuto della popolazione. Con quali modalità? Loro lo sanno".
Convinta del contrario Imma Ronga, 22 anni, studia al Policlinico e al Cnr di
Pozzuoli: "Assolutamente no, se farà qualcosa è solo perché costretto
dalla Ue che minaccia procedure di infrazione. Se aprono la discarica qui, non
faranno mai il termovalorizzatore, tanto Napoli sta a posto per due anni".
Teresa Marfella, 46 anni, afferma che "nelle cave ci sono già i rifiuti
tossici, altrimenti come te lo spieghi che in questa strada, Vecchia Napoli, ci
sono dieci persone col tumore? E anche io ce l'ho, al seno, ecco perché porto i
capelli corti. E ora vogliono colpire anche i miei figli? Ci siamo costruiti
una casa qui e all'epoca si stava bene. Ben venga Berlusconi, mi aspetto molto
da lui". Bruno Schiattarella, socio del caseificio Levante, in via santa
Maria a Cubito, conferma: "Noi Berlusconi lo attendiamo come il messia per
tirarci fuori dai guai. Quelli che sono stati finora al potere non l'hanno
voluto fare". Ivan, che lavora nell'officina meccanica, è dubbioso:
"Il problema è vecchio, non so se il premier riuscirà a conciliare
posizioni tanto diverse, però se non cambia qualcosa sono dolori".
Ferdinando Casolaro, fioraio, allarga le braccia: "Se Berlusconi dicesse:
discarica a Chiaiano, la risposta sarebbe no, qui nessuno la vuole. Ma siamo
pazzi? A
( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Napoli
Berlusconi fa rotta su Napoli e affronta la prova spazzatura Intesa con il
Quirinale per affrontare l'emergenza L'assessore al Turismo Velardi sul suo
blog chiede al premier un grande evento DARIO DEL PORTO Con la spazzatura
ancora accumulata nelle strade e la protesta contro la discarica di Chiaiano
che monta, l'efficace promessa elettorale di celebrare a Napoli la prima
riunione "operativa" del nuovo governo appare oggi, per il neonato
Berlusconi IV, come un primo banco di prova da affrontare dopo il successo
ottenuto il 14 aprile. Il premier è comunque deciso a mantenere l'impegno con
il capoluogo campano. L'appuntamento, salvo cambiamenti di programma
dell'ultima ora, è per "il prossimo fine settimana", probabilmente
già venerdì 16, come conferma il ministro degli Affari regionali Raffaele
Fitto, che sottolinea: "Napoli è una priorità, c'è stato un impegno
assoluto assicurato da Berlusconi in campagna elettorale, lavoreremo in questo
senso". E il premier in persona, poco dopo il giuramento del governo, ha
parlato di "sintonia" con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano con
il quale, ha sottolineato, "abbiamo convenuto che dovremo in futuro lavorare
a stretto contatto per affrontare le emergenze. Siamo tutti preoccupati per il
caso dei rifiuti", unico esempio citato assieme alla
vicenda Alitalia. Ma più
ancora che dalla crisi legata allo smaltimento dello spazzatura, la riunione
napoletana del nuovo esecutivo partirà dal varo di un pacchetto sicurezza.
"Lunedì e martedì prossimi - spiega infatti il ministro dell'Interno
Roberto Maroni - è prevista una riunione operativa tra i settori Giustizia,
Difesa, Esteri e Interno per portare al primo Consiglio dei ministri di Napoli
le nostre proposte, per affrontare da subito e dare le risposte efficaci ai
cittadini sui temi dell'immigrazione e della sicurezza". L'assessore
regionale al Turismo Claudio Velardi però chiede al governo anche un impegno di
altro tipo: un grande evento per la città. "Ecco cosa può fare Silvio
Berlusconi quando verrà a Napoli per il Consiglio dei ministri - scrive Velardi
sul suo blog - aiutare città e regione a superare l'emergenza rifiuti;
garantire la sicurezza dei cittadini impegnando uomini e risorse. E annunciare
per la primavera-estate del 2009 un grande evento internazionale, che abbia
Napoli come spettacolare palcoscenico. So che la ripresa della città deve
essere strutturale e deve manifestarsi nel quotidiano - chiarisce l'assessore -
in una normalità banale e duratura. Ma so che ci vuole uno scatto, un momento
simbolico in cui Napoli raccolga le sue forze e si rimetta in movimento".
Troppo lontana, secondo Velardi, la scadenza del 2013, quando Napoli ospiterà
il Forum delle Culture. "Ci vuole un evento prima", dice l'assessore
a cui risponde, con una stilettata, il coordinatore regionale di Fi, Nicola
Cosentino: "Velardi non divaghi, chiamando in causa Berlusconi. E non ci
meraviglierebbe affatto se invocasse anche San Gennaro. Per rilanciare
l'immagine di Napoli e della Campania, le dimissioni del governatore Antonio
Bassolino sarebbero un primo passo verso la normalità". Intanto la
macchina organizzativa che dovrà ospitare il governo è pronta a mettersi in
moto. La comunicazione ufficiale, da Roma, non è ancora arrivata. è questione
di ore, comunque, poi saranno predisposte le misure logistiche e di sicurezza
collegate a questo genere di appuntamenti. La riunione del Consiglio dei
ministri dovrebbe svolgersi a Palazzo Reale: nei giorni scorsi si è svolto un
sopralluogo in vista del vertice tra Italia, Spagna e Portogallo in programma a
giugno e la reggia affacciata su piazza del Plebiscito è apparsa con tutte le
carte in regola. Se Berlusconi dovesse decidere di pernottare in città, potrà
scegliere tra la foresteria della prefettura o la suite all'ottavo piano
dell'hotel Vesuvio che gli viene riservata sin da quando, ormai 14 anni or
sono, alla guida del suo primo governo, partecipò al G7 e alla conferenza
internazionale sul crimine organizzato. "Siamo attrezzati - spiega
l'amministratore delegato del Vesuvio, Sergio Maione - e se il presidente
Berlusconi dovesse chiederlo, potremmo anche riaprire per l'occasione il
ristorante Caruso, chiuso a causa dei contraccolpi della crisi dei
rifiuti". Di certo, aggiunge Maione, "Berlusconi non è mai un cliente
come tutti gli altri: ogni sua visita finisce per trasformarsi in un
evento".
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del COMMISSIONE UE Via Frattini, arriva Tajani. Il Pd: metodo poco
elegante Frattini si dimette da commissario europeo, gli subentra Tajani. Ed è
subito polemica. Da Berlusconi "una scelta poco elegante" ha detto la
presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro. Non aver informato il governo
uscente delle procedure attivate con la Commissione europea è una "caduta
di stile". Mentre il collega alla Camera, Antonello Soro, critica il
cambio di competenze: Tajani infatti sarà commissario ai trasporti, non alla
giustizia come Frattini. Dopo la designazione del Consiglio
dei ministri, la nomina spetta al presidente dell'Europarlamento, poi il
passaggio davanti al Parlamento europeo. Tajani sarà ascoltato dalla
commissione Trasporti, probabilmente, il 5 giugno. Primo banco di prova del
nuovo commissario, la vicenda Alitalia, la Tav e le reti transeuropee.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi trova un tesoro, l'eredità Prodi Il governo giura. E
annuncia che comincerà a spendere. Ma c'è la montagna di rifiuti di Napoli di
Natalia Lombardo/ Roma IL BERLUSCONI IV ha giurato al Quirinale. E l'immagine
del tappeto rosso che viene arrotolato nel cortile di Palazzo Chigi alla fine
della cerimonia è il segno tangibile del passaggio di consegne tra Romano Prodi
e il cavaliere per la quarta volta presidente del Consiglio. Sorridente il
premier uscente, serio quello entrante, durante il rituale scambio della
campanella d'argento che dà il via al Consiglio dei ministri. "Auguri per
tutto", ha detto Berlusconi al professore. Ma in un colloquio di
venticinque minuti Romano Prodi gli ha dato alcuni consigli, perché "il
paese deve proseguire sulla strada del risanamento dei conti pubblici e della
lotta all'evasione". Va bene, avrebbe detto Silvio, ma con "un fisco
equo". Ieri i ventuno ministri hanno giurato nel Salone delle Feste del
Quirinale. Mezz'ora di cerimonia. Berlusconi, giurando fedeltà alla Repubblica
ha calcato la voce sull'impegno ad "osservarne lealmente la
Costituzione". Poi è rimasto alla sinistra del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitiano stringendo la mano ai neo ministri. In generale
il tono è compassato, "sento una enorme responsabilità", ha detto il
neo premier ai suoi. "c'è tanto da alvorare", ha detto a un fan in
piazza colonna. Difficile governare il paese al di là delle promesse
elettorali, Preoccupazione visibile nella faccia stanca e tirata di Giulio
Tremonti. E i ministri già esagerano: al Welfare Sacconi, che ha dedicato la
sua nomina "a Marco Biagi", vuole subito alzare i salari ai
dipendenti produttivi; Brunetta dichiara guerra ai "fannulloni";
Scajola vuole il nucleare; il leghista Maroni annuncia per martedì un summit
per varare "misure urgenti" sulla sicurezza e contro i clandestini.
Dal Quirinale Berlusconi è entrato a Palazzo Chigi. Accolto con entusiasmo dai
soliti fan in piazza Colonna ma senza applausi dai funzionari affacciati alle
finestre del cortile con la Bande delle armi schierata. L'accoglienza più calda
l'ha avuta Gianni Letta. E dalle finestre gli applausi li ha ricevuti Romano
Prodi, quando ha sfilato davanti al picchetto d'onore, ha dato una carezza alla
moglie Flavia e un abbraccio a Enrico Letta, poi sale in macchina e andare via.
Rituali le foto del passaggio fra i due premier, con Berlusconi che faceva la
regia sui ciack. Meno scontato l'abbraccio fra i due Letta, zio e nipote. Nel
primo Cdm Gianni Letta è stato solo nominato Gianni Letta sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio e sono state affidate le deleghe ai ministri senza
portafoglio. Berlusconi, durante il brindisi, ha spiegato di avere avuto
"grande sintonia" col presidente Napolitano, col
quale lavorerà "a stretto contatto" sulle emegenze: rifiuti e Alitalia. Da ieri è operativo il governo
formato all'insegna della fedeltà assoluta a Berlusconi. A potergli dire dei
"no" sono in pochi: Bossi, Tremonti e Letta, probabilmente. Lunedì si
riunirà il consiglio dei ministri per gli incarichi a sottosegretari e
viceministri. La battaglia degli strapuntini continuerà anche oggi a
Palazzo Grazioli, Oscilla la nomina di Michela Brambilla come viceministro alla
Sanità; il siciliano (sconfitto) ) Micciché ieri è entrato a Palazzo Chigi
durante il Cdm. An vuole fare il pieno ma già si vede sfilare le Comunicazioni
da Paolo Romani, uomo macchina del partito Mediaset. Ma il premier potrebbe
diminuire le poltrone da viceministro, per ridurre gli appetiti.. Mercoledì la
Camera vota la fiducia al governo, giovedì il Senato. E venerdì prossimo la
prima (e unica) riunione a Napoli. Chissà se il Silvio IV riuscirà a varare
subito le soluzioni per i rifiuti, la sicurezza, il taglio dell'Ici e la
detassazione degli straordinari? I ministri sono avvertiti: fatti e poche
parole. "Buon lavoro a tutti" ma, "sobrietà nelle
interviste". Persino Calderoli si zittisce: "parla solo il portavoce
unico", Paolo Bonaiuti, che ieri si è visto a Palazzo Chigi ma non al
Quirinale. Per ora Silvio si appaga con i bagni di folla affacciato alla
finestra (non un balcone, ma ci manca poco) di Palazzo Chigi e poi sulla
piazza. Ma una delle prime preoccupazioni qual è? Ripristinare i putti barocchi
dell'Europa nella sala stampa governativa. L'azzurro prodiano non va,
"riportiamo quello che c'era prima".
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Le "famiglie reali" del mattone romano Viaggio
attraverso i regni del mattone romano. Inevitabilmente si parte da quello di
Francesco Gaetano Caltagirone, che a Ponte di Nona, estrema periferia Est, ha
costruito, insieme a Bonifati, un quartiere da più di 1 milione di
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del La crisi dei mutui subprime dimezza i profitti di Unicredit /
Milano RIBASSO La crisi dei mercati internazionali pesa sui conti di Unicredit,
e questo nonostante l'esposizione nei confronti dei subprime sia considerata
"risibile", pari a 94 milioni di euro alla fine di marzo. La banca di
Piazza Cordusio ha infatti dimezzato l'utile del primo trimestre, ad un
miliardo con un calo del 51% rispetto allo stesso periodo del 2007, registrando
una perdita secca di un miliardo nella divisione mercati e investimenti. Dati
poco entusiasmanti comunicati nel giorno in cui, a Roma, è andata in scena la
prima assemblea dopo la fusione per incorporazione con Capitalia. Il presidente
Dietr Rampl e l'amministratore delegato Alessandro Profumo hanno inaugurato
questa nuova stagione impegnandosi in un confronto fiume con vecchi e nuovi
azionisti, soffermandosi peraltro anche sui temi più caldi: l'eventuale
cessione della Roma, in cui Unicredit "non è coinvolta", e la partita Alitalia, verso cui la banca "non ha interessi diretti". I
risultati presentati ieri, ma già in parte anticipati quando erano emerse voci
di svalutazioni da parte della controllata tedesca Hvb (che infatti ha fatto
segnare una perdita di 282 milioni nel primo trimestre), non hanno
comprensibilmente convinto i mercati e il titolo, in una giornata
comunque difficile per i bancari, ha chiuso in calo del 2,89% a 4,8 euro, con
scambi pari a circa il 2% del capitale. Un giudizio negativo che sembra aver
scontato soprattutto la stima dell'utile per azione che si attesta fra 0,52 e
0,56 euro, sotto le attese di molti analisti. Stime che, viste le incertezze
sui mercati internazionali, la banca aveva preferito non diffondere durante la
presentazione del bilancio 2007, chiuso con un utile record che sfiora i 6
miliardi e approvato ieri dall'assemblea, insieme alla distribuzione di un
dividendo di 0,26 euro. Una freddezza del mercato, che non è ovviamente
condivisa dal management. UniCredit "non ha bisogno di un aumento di
capitale", ha assicurato Profumo, facendo riferimento "all'attuale
scenario".
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Profumo: nessun interesse diretto per Alitalia e sulla Roma
calcio non siamo coinvolti.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Primo: via l'Ici e attacco alle banche Il ministro dell'Economia
annuncerà a Napoli il varo della Banca del Sud di Bianca Di Giovanni / Roma
SHOW DOWN Il ministro del Tesoro prepara la sua riscossa. Appena insediato ha
intenzione di volare a Bruxelles e incontrare i suoi colleghi europei. Già
martedì prossimo, anche senza il voto di fiducia in tasca. Come primo atto di
governo, poi, ha in mente un uno-due da brivido: via l'Ici per tutti e attacco
alle banche sul caro-mutui. Tanto per non farsi dimenticare, poi, sempre nel
primo consiglio dei ministri fissato per il 16 maggio a Palazzo Reale a Napoli,
ha intenzione di ri-avviare la banca del sud, che fu stoppata appena nata
dall'ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa. Insomma, Giulio Tremonti si farà
sentire: nessun understatement. Ieri, primo giorno di "scuola", la
giornata è filata via tra casa e giuramento: ma poi i tempi si sono fatti
frenetici. Nessuno si aspettava l'accelerazione di Silvio Berlusconi sugli
incarichi. Nel pomeriggio ha incontrato Padoa-Schioppa per il passaggio di
consegne. Un'ora di colloquio "sereno e cordiale, senza affrontare nodi
politici", fanno filtrare le fonti. I due si erano già incontrati una
settimana fa a pranzo per un primo contatto informale prima dell'ora X
istituzionale. Passaggi di rito tra due persone che in verità si conoscono da
molto tempo. Naturalmente sulla scrivania di Quintino Sella, che Padoa-Schioppa
ha lasciato "senza uno spillo", già sono in fila diversi dossier da
aprire. Dalla partita Alitalia (su cui, per la verità, il titolare del Tesoro è stato finora
molto cauto lasciando la porta aperta anche a soluzioni internazionali) a
quella sulle nomine ai vertici delle controllate pubbliche. Tutto da fare in
fretta, proprio come Berlusconi ha fatto con il governo. I vertici di
Poste, Eni, Enel sono "congelati" da settimane per via della crisi
politica. Entro un mese andranno confermati o sostituiti. Alle Poste si prevede
un rinnovamento totale: via Vittorio Mincato (presidente) e Massimo Sarmi
(amministratore delegato). Verso la riconferma invece i vertici Eni, mentre
all'Enel resta al suo posto Fulvio Conti, mentre è in odore di
"licenziamento" Piero Gnudi, per far posto a qualche candidato
gradito alla Lega. Quanto alle nomine interne, né la dirigenza del tesoro, né
quella della ragioneria dovrebbe essere toccata: discorso diverso all'Agenzia
delle Entrate, dove potrebbe tornare Raffaele Ferrara. Ma ci sarà tempo per il
toto-nomine. Ora bisogna pensare ai primi decreti e alle risorse da reperire
per finanziarli. Berlusconi ha promesso l'Ici anche ai ricchi (Prodi l'aveva
tolta ai poveri), per cui servono circa 2,5 miliardi. Poi ci saranno i salari
da rimpinguare, anche se se ne parlerà in estate. Quanto alla sicurezza e alla
questione rifiuti (altre due voci da affrontare nel primo consiglio
napoletano), non circolano risorse da stanziare: potrebbe trattarsi solo di
interventi amministrativi. In ogni caso Tremonti ha sempre negato l'esistenza
del cosiddetto "tesoretto". E naturalmente nega anche che il suo
predecessore abbia fatto un'effettiva opera di risanamento. Nonostante i complimenti
di Joaquin Almunia, nonostante i numeri di Eurostat, per lui il deficit è
pericolosamente vicino al 3%, e ha già annunciato una "due diligence"
fatta da una commisisone neutrale. Anche se l'Europa dice 2,3% e la Ragioneria
2,4%. Insomma, i conti sono a posto, ma lui non lo riconoscerà mai. Ma questo
non gli impedirà di eliminare l'Ici anche a se stesso e al premier.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Governo: ha vinto il partito del Nord Gianfranco Pasquino Segue
dalla Prima Anche l'instaurarsi di buoni rapporti istituzionali fra il
Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio costituisce un
elemento positivo. Probabilmente, rappresenta l'effetto congiunto della
saggezza istituzionale di Napolitano e dell'esperienza acquisita da Berlusconi
che potrebbe avere imparato a non eccedere nel suo protagonismo e nel suo
andare sopra le righe e fuori dalle regole. Naturalmente, per capirne di più
sono possibili diversi paragoni. Quello fra il governo Prodi e l'attuale
governo Berlusconi segnala impietosamente che il contenimento del numero dei
ministri può avvenire e avviene se la coalizione di governo è fatta da pochi
partiti e se c'è chi ha il potere di imporre le sue preferenze. Berlusconi è
riuscito a tenere fermo il previsto numero di dodici per i suoi ministri con
portafoglio, dovendo, però, accogliere alcune richieste con la nomina di nove
ministri senza portafogli. In questo modo, sono stati premiati sia alcuni
gruppetti, come la Dc di Rotondi, che hanno portato voti, sia alcuni
fedelissimi del Presidente del Consiglio. L'altro paragone possibile, quello
con i due governi guidati da Berlusconi fra il 2001 e il 2006, evidenzia il
ritorno nelle posizioni più importanti di ministri già sperimentati, come
Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Maroni agli Interni, e di Gianni
Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, esplicitamente menzionato
da Berlusconi anche se, tecnicamente, non ancora nominato. Questi ritorni
suggeriscono una continuità delle politiche che potrebbe avere conseguenze
positive per il governo. Nella valutazione di chi vince e chi perde, appare con
una certa chiarezza che è stata Forza Italia a fare la parte del leone, come è
giusto, alla luce dei rapporti di forza elettorale, ma, per ragioni varie,
secondo me soprattutto per una propensione favorevole che Berlusconi esibisce
costantemente, l'altro partito che ottiene quasi tutto, se non proprio tutto
quello che ha desiderato, è la Lega. Suoi esponenti sono a capo di ministeri
importanti e il suo leader Umberto Bossi ritorna alle Riforme Istituzionali.
Insomma, la Lega si è ritagliata con successo alcuni degli spazi politici che
serviranno a caratterizzare la sua presenza politica: sicurezza e immigrazione,
federalismo, risorse alimentarie persino la Semplificazione Legislativa (per
Roberto Calderoli). Una grande incognita, invece, è rappresentata da Angelino
Alfano al ministero della Giustizia e Sandro Bondi ai Beni Culturali, ma non è
il momento di fare insinuazioni o supposizioni. In un certo senso,
"relegato" Gianfranco Fini alla Presidenza della Camera, il quarto
governo presieduto da Berlusconi vede la riproposizione di un asse privilegiato
fra il Presidente del Consiglio e la Lega. Forse, ha davvero vinto il partito
del Nord. Le critiche preventive ad un governo dotato di una maggioranza
parlamentare ampia e solida non sono particolarmente utili. Le prime
dichiarazioni di Veltroni sulla necessità di un'opposizione costruttiva
segnalano una opportuna disponibilità a valutare il governo sulla base delle
sue proposte e dei suoi comportamenti. A condizione che venga costruito con
riferimento tanto alle competenze quanto alla capacità di lavoro dei suoi
componenti, poiché di lavoro il Partito Democratico ne dovrà fare davvero
molto, anche il governo ombra potrebbe essere un utile e efficace strumento di
controllo, di critica, di controproposta sia agendo in Parlamento sia
collegandosi con la società (al momento, non ancora raggiunta
soddisfacentemente dal Pd e dalle sue politiche). Comincia, ovvero, continua,
un percorso impervio e tutto in salita per il Partito Democratico. Nel bene e
nel male, ci sarà molto tempo per organizzare il partito e per affinare la sua
opposizione, ma i primi passi contano molto, soprattutto
perché è probabile che Berlusconi cerchi alcuni successi di prestigio nei primi
cento giorni: dall'Alitalia
alla monnezza di Napoli e dintorni. Disporre di efficaci controproposte
argomentate da credibili ministri ombra potrebbe risultare confortante e
incoraggiante.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Banche e Finanza nell'era Berlusconi Angelo De Mattia Il nuovo
Esecutivo è chiamato alla prova non solo sull'assetto proprietario della Banca
d'Italia - come si è già scritto su queste colonne - che una norma tenacemente
voluta dal governo Berlusconi nel 2005 intende nazionalizzare, creando così di
fatto la Banca di Stato, ma anche sul rapporto che stabilirà con il sistema
bancario: che deve ulteriormente migliorare sul piano della trasparenza,
dell'efficienza e del rapporto con la clientela, ma che non avrebbe certamente
bisogno di interventi dirigistici o ispirati al "do ut des". Un primo
interrogativo riguarda l'ormai famoso progetto della Banca del sud per la cui
costituzione il futuro Ministro dell'economia Tremonti è apparso determinato
sin dalla precedente esperienza di governo e fino all'ultima campagna
elettorale. Avrà, dunque, un seguito concreto? Di Banca del sud si parlò anche
molti anni orsono. Allora si cercò di imbellettarne il previsto ruolo. Si
ipotizzò addirittura la fondazione di una Mediobanca del sud, evocando così
l'Istituto di Cuccia, proprio quando peraltro venivano ad estinguersi i
Mediocrediti regionali, per la loro vita grama e per le condizioni di
instabilità. Si diede poi vita una merchant bank, che però rapidamente defunse.
Il fatto è che il Mezzogiorno non ha bisogno di nuovi intermediari - come
dimostrano studi svolti qualche anno fa anche all'interno della Banca d'Italia
- e neppure di maggiori quantità in materia di erogazione dei finanziamenti, ma
necessita di un miglioramento delle politiche creditizie, di un diverso
rapporto tra banche e imprese. Insomma, il progetto di Tremonti coglie alcune
carenze vere, si collega a insoddisfazioni diffuse nel sud, ma (come nel caso,
di ben diversa portata, dell'analisi sulla globalizzazione nel suo noto saggio)
le proposte che ne conseguono sono sicuramente discutibili. Naturalmente,
l'avanzamento di un progetto della specie potrà creare un contesto non
favorevole di rapporti con il sistema delle banche meridionali. E nei rami alti
del mondo bancario? Non sono mancate nei mesi scorsi le critiche da parte del
Pdl alle banche, indifferenziatamente considerate di sinistra - quasi terreno ad
altri precluso - esprimendo così qualifiche e aggettivazioni che non hanno
fondamento, al di là del pensiero e delle propensioni di questo o quel
banchiere, che restano esclusivamente nel proprio "foro interno",
senza riflettersi in alcun modo sulle condotte aziendali. E tuttavia in questo
comparto sono stati menzionati, soprattutto, Intesa-San Paolo e UniCredit (per
non parlare del Montepaschi). Si tratta dei due gruppi bancari di rilevanza
globale, oggi impegnati anche nel completamento delle grandi operazioni di
aggregazione che hanno portato alla loro attuale configurazione. Sono i gruppi
chiamati in causa ogniqualvolta si debba compiere un'operazione di salvataggio
o di rilancio. E l'infondatezza delle critiche è dimostrata dal fatto che, per
esempio, a proposito della cordata Alitalia, è nel sostegno di Intesa-San
Paolo - a partire dal ruolo dell'Amministratore delegato Corrado Passera - che
il costituendo governo confida in nome della italianità; e l'intervento della
stessa Intesa nell'operazione Telecom, pure essa condotta in nome degli
interessi generali, non può certo essere una dimostrazione di sostegno al
governo Prodi, per "la contradizion che nol consente".
Insomma, è arduo trovare un solo caso in cui i Profumo - che ha messo al primo
posto della sua azione la crescita di valore per gli azionisti - i Passera, i
Bazoli - sostenitore di una banca che guardi anche allo sviluppo economico del
Paese - i Salza abbiano fatto prevalere nelle loro scelte un'idea di aiuto al
Centro-sinistra. Per non dire della condotta - in relazione alle banche
partecipanti - delle Generali, nelle quali si proiettano anche attività del
gruppo facente capo al leader del PDL: la difesa dell'italianità della
compagnia, sostenuta da Bernheim, l'intervento in operazioni come appunto
quella Telecom non possono certo considerarsi un sostegno al precedente
governo. Si tratta, insomma, di banchieri e di uomini della finanza senza
aggettivi, dotati di autonomia e capacità professionale. Sanno bene che sono il
mercato, gli azionisti, i risparmiatori, i prenditori di credito i loro
giudici. E che a nulla varrebbero, contro le repliche dei conti e dei bilanci,
le sponsorizzazioni partitiche. Il tempo della lottizzazione e degli
infeudamenti nelle banche è finito per tutti. Sarebbe una iattura riproporne
una nuova versione, in nome della maggiore o minore vicinanza a questo o a quel
governo, ora che sono venute meno le nomine bancarie pubbliche. Un discorso a
parte meritano le banche popolari a proposito delle quali si ritorna a parlare
di riforma dell'ordinamento. Si tratta allora di vedere se il nuovo governo
vorrà ripescare ipotesi presuntamente riformatrici, che in effetti vulneravano
i cardini della cooperazione di credito consegnandola a forze economiche
estranee - magari nel quadro di una generale revisione della cooperazione -
oppure se penserà a un ammodernamento, a una manutenzione evolutiva, che
appaiono opportune. In ballo vi è anche un'ipotesi di riforma della Cassa
depositi e prestiti con la trasformazione, per una parte delle proprie
funzioni, in una vera e propria banca, che però presenta una serie di
problematiche di non poco conto. Insomma, la mappa delle strutture finanziarie
comprende un nocciolo duro che va dalle fondazioni ex bancarie ai principali
intermediari finanziari (Intesa-San Paolo, UniCredit, Mediobanca, Generali) e
una fascia ulteriore che comprende molte banche popolari e altri istituti
minori, nella quale si potranno sviluppare processi di aggregazione e
integrazione: nei confronti di questi due livelli il governo potrà assumere,
come si vorrebbe sperare, il fisiologico atteggiamento della non ingerenza
ovvero potrà essere solleticato dall'idea di indirizzare, dirigere, intervenire
ab intus e ab extra per sollecitare partecipazioni e sostegno a iniziative di vario
tipo, spingendosi a ingerirsi, per esempio, fin nelle nomine degli organi delle
fondazioni. Si potrebbe così invadere anche il campo della Banca d'Italia e
delle Authority. Altra cosa è attivare gli strumenti della regolazione per via
legislativa o amministrativa (attraverso il Comitato del credito) e sollecitare
una ulteriore modernizzazione del sistema, a partire dalle risposte strutturali
alla crisi finanziaria e dalla relazione impresa-banca. Insomma, il rapporto
con le banche è un aspetto di quello più generale tra politica ed economia sul
quale il governo dovrebbe dar conto sin dalle dichiarazioni programmatiche.
( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso
Benetton: "Noi in Alitalia? Conflitto d'interessi" ROMA - Luciano Benetton, numero uno
dell'omonimo gruppo, guarda ad Alitalia, ma non per un interesse diretto nella vicenda: "Nel nostro
eventuale coinvolgimento ci vedrei un conflitto di interesse - ha spiegato -
perché già controlliamo Aeroporti di Roma" oltre allo scalo di Firenze e
di Torino. "Bisogna partire da un progetto industriale - ha
proseguito - e con questo non penso di dire qualcosa di originale. Sarebbe
molto bello che ci fosse una cordata italiana e noi vediamo questo con
simpatia". Lontano da Alitalia anche Unicredit
che per bocca del suo amministratore delegato Alessandro Profumo, ha chiarito
di non avere "un interesse proprio, diretto. Ma se ci fossero opportunità
di operare per conto di clienti le valuteremo". Da oggi però la parola
sulle possibili soluzioni per il salvataggio della compagnia di bandiera sono
nelle mani del nuovo governo. "L'esecutivo troverà una soluzione",
assicura il nuovo ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli.
"Il presidente Berlusconi durante la campagna elettorale - ha detto - con
molto coraggio ha preso un impegno. Ci stiamo lavorando". Ma il premier e
la sua squadra sono di fronte ad un incrocio pericoloso, sottolinea il leader
della Cisl Raffaele Bonanni: "Se Berlusconi fallisce su Alitalia
si rompe la testa. Questo sarà il primo banco di prova del governo". E sul
futuro del vettore, ribadisce Bonanni, deve anche partire il confronto con il
sindacato: "Appena saranno pronti dovranno convocarci. Spero che
Berlusconi faccia in fretta a dimostrare che è possibile rilanciare l'Alitalia".
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 110 del
2008-05-09 pagina 8 Ponte sullo Stretto, Tav e un occhio ad
Alitalia di Redazione Le
prime parole di Altero Matteoli da ministro delle Infrastrutture valgono più di
cento pagine di programma: "Il Ponte sullo Stretto va rimesso in
moto". Per il nuovo inquilino di via Nomentana la discontinuità rispetto
al governo Prodi sarà totale: conferma ne è l'attenzione al megaprogetto subito
archiviato dall'esecutivo del Professore. Secondo il neoministro,
realizzare il ponte servirà da volano per le altre opere di contorno che
serviranno a non farne una cattedrale nel deserto. D'altronde come aveva
sottolineato il presidente di Impregilo (capofila del raggruppamento d'imprese
che si è aggiudicata i lavori; ndr), Massimo Ponzellini, il contratto è ancora
"vero e valido". Tra le altre priorità da affrontare vi sono i due
corridoi transeuropei dell'alta velocità, il passante di Mestre, il Mose di
Venezia, la Civitavecchia-Livorno e il raddoppio di tratti della Roma-Firenze.
In particolare due punti meritano particolare attenzione. In primo luogo, la
Tav Torino-Lione: l'opera è ancora in attesa di definizione del tracciato dopo
le barricate in val di Susa. "Bisogna senz'altro andare avanti, non si può
tornare indietro", ha garantito il ministro. Il secondo punto è un vecchio
pallino del livornese Matteoli: la Civitavecchia-Livorno, un'opera per la quale
si batte da 38 anni e che lo ha portato a scontrarsi più volte con le autorità
locali toscane ostili al progetto e in primis con il presidente della Regione
Claudio Martini. Analoga accuratezza sarà dedicata alla realizzazione di
infrastrutture fondamentali come le metropolitane nelle grandi città, i
rigassificatori e i termovalorizzatori senza le quali "il Paese sarebbe
condannato a un declino irreversibile". Ultimo ma non meno importante il
capitolo Alitalia. "Troveremo una
soluzione", ha promesso Matteoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Matteoli
sta già lavorando "Su Alitalia il premier si
è impegnato in campagna elettorale, ci stiamo lavorando e credo che troveremo
una soluzione". Come: credo?.
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-09 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE La vendita Alitalia, governo subito al lavoro ROMA - C'è Alitalia nelle prime pagine dell'agenda del nuovo governo. Lo ha
confermato ieri il premier Silvio Berlusconi: "Tutti siamo preoccupati per
il caso dei rifiuti e della situazione riguardante Alitalia - avrebbe detto durante il brindisi inaugurale con i ministri -
. Cercheremo anche di lavorare insieme con l'opposizione". Intanto
Air France e Lufthansa, che restano i due maggiori pretendenti stranieri,
aspettano con ansia le prime mosse del nuovo azionista: il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti. Le loro decisioni dipenderanno dalla
consistenza del progetto che il governo saprà delineare. Per ora dal fronte
degli imprenditori e delle banche, che vengono tirati in ballo per la cordata
italiana, arrivano solo prese di distanza. "Bisogna partire da un progetto
industriale " ha detto Luciano Benetton, numero uno del gruppo omonimo,
dicendosi favorevole a una compagine tricolore. "Nel nostro eventuale
coinvolgimento - ha aggiunto - ci vedrei un conflitto di interesse perché già
controlliamo Aeroporti di Roma". Quanto a Unicredit, l'amministratore
delegato Alessandro Profumo, ha chiarito che la banca "non ha manifestato
e non ha un interesse in proprio". E ha aggiunto: "Laddove si
dovessero presentare opportunità per conto dei clienti, le valuteremo".
DOSSIER Il neo ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-09 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE L'assemblea "Alitalia? Non abbiamo
interessi in proprio, valuteranno i nostri clienti" Unicredit, la crisi
dimezza i profitti Profumo: ma il peggio è alle spalle "La banca è solida,
non ci sarà alcun aumento di capitale" A fine marzo risultato di un
miliardo. Prima assemblea a Roma "L'integrazione è stata una scelta
adeguata" ROMA - "Il peggio è alle spalle": Alessandro Profumo
prova a rassicurare di buon mattino gli analisti e il mercato ai quali presenta
in collegamento telefonico da Roma i conti di un trimestre sul quale la crisi
ha pesato parecchio. A fine marzo l'utile è dimezzato a 1 miliardo di euro, la
divisione investment banking perde altrettanto, ma le prospettive, dice
l'amministratore delegato di Unicredit, lasciano vedere la fine del tunnel:
dividendo e redditività non subiranno tagli, mentre rispuntano i cosiddetti
target, con un utile netto atteso tra i 6,8 e 7,3 miliardi nel 2008, contro 6,6
dell'anno prima. Una stima, quest'ultima, che qualche settimana fa, da Londra,
lo stesso Profumo non aveva confermato causa "scarsa visibilità " sui
mercati. Sono da poco passate le 8 del mattino e l'ennesima bufera sui titoli
del credito deve ancora scatenarsi in Borsa. Un nuovo scossone che a fine
seduta Unicredit sconta con un ribasso del 2,8%, in compagnia dei big del
comparto capitanati da Ubs (-5%). "Teniamo in serissima considerazione le
indicazioni di Moody's - assicura più tardi Profumo, riferendosi al peggioramento
dell'outlook deciso dall' agenzia di rating - . Il nostro capitale è percepito
come "tirato". Ma abbiamo un piano per la ricostituzione di un
livello di capitalizzazione ottimale" aggiunge indicando al 6% nel 2008 il
relativo indice (core Tier1) e tornando a smentire le ipotesi di aumento di
capitale. L'esposizione nei subprime resta minima (94 milioni a marzo e si
riducono a 1,116 miliardi le perdite teoriche sui derivati per la clientela).
Dati che saranno ribaditi questa mattina a Londra dove Profumo torna
accompagnato dal direttore finanziario Ranieri de Marchis. Sono i panni
dell'ottimista che Profumo indossa alla sua prima romana. Qui, dove Unicredit
ha trasferito la sede legale, si è svolta ieri la prima assemblea degli
azionisti post fusione Capitalia. Una maratona di quasi dodici ore e decine di
interventi dei piccoli soci. E anche ritorni illustri, come quello del
presidente della Fondazione Cassa di Roma Emmanuele Emanuele - fino a qualche
mese fa in contrasto con l'ex numero uno Cesare Geronzi - che prima dell'avvio
dei lavori ha stretto la mano a Profumo. Per Unicredit è proprio questa Roma,
"capitale del mondo" come ha esordito il presidente tedesco Dieter
Rampl citando Goethe, a rappresentare un po' a sorpresa una delle maggiori
soddisfazioni. I ricavi di Capitalia sono in crescita e il retail italiano,
dopo l'annessione della banca romana, risulta in aumento del 9,4%. Tanto che
Profumo ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa. L'opa su
Capitalia, afferma, "è stata una scelta strategicamente adeguata. Oggi ne
siamo ancora più convinti". L'esposizione del gruppo verso le operazioni
di cartolarizzazione di Trevi, ereditata da Capitalia è scesa a marzo a 1,351
miliardi contro 1,37 miliardi di fine 2007 e i quasi 2 miliardi di fine 2006. E
agli azionisti che lo punzecchiano sulle ricadute in Mediobanca replica:
"Non ci interessa il controllo di Mediobanca e di Generali. E' evidente
che gestiamo del potere, è il nostro mestiere, ma non vogliamo essere percepiti
come quelli che gestiscono il potere in Mediobanca o Generali".
L'interesse dei soci è alto anche per le vicende di Alitalia e della Roma. Ma le repliche di
Profumo - che la prossima settimana incontrerà per la prima volta, in occasione
di un convegno, il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno - non sembrano offrire
grandi margini. Su Alitalia,
ricorda "non abbiamo interessi in proprio", anche se "laddove si
dovessero presentare opportunità per conto dei clienti le valuteremo ".
Mentre Unicredit, primo creditore della Italpetroli dei Sensi, "non è
coinvolta" nella vendita del team giallorosso. Paola Pica Prima assemblea
romana L'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo e, a destra,
Dieter Rampl.
( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO RIZZA
ROMA Altero Matteoli ha appena salutato Tonino Di Pietro e scambiato le
consegne. Il neo ministro delle Infrastrutture confessa, rassicurante: "Io
non sono uno che arriva e cancella. Le persone valide e le cose giuste non
saranno toccate, credo nella continuità istituzionale nei ministeri. Non c'è né
spirito di vendetta né devo vendicare alcunché". Parla persino bene di Di
Pietro: "In questi due anni il governo Prodi ha lavorato male, ma
riconosco che qui alcune cose hanno camminato. Erano state impostate dal
governo Berlusconi e sono andate avanti". Un problema grave sono le
risorse. "Le risorse e le priorità, partirei da queste ultime". Dica.
"Sui sistemi autostradali una priorità è la Pedemontana lombarda, che
bisogna far marciare. Ci sono 83 miliardi del novembre 2007 di quella che viene
chiamata la gronda ferroviaria". Se no Bossi chi lo sente? "Esatto.
Passiamo al meridione: la Salerno-Reggio Calabria, dove va sostenuto il
progetto di ammodernamento. Poi la Tirrenica: impossibile non farla, se ne
parla da troppi anni". E la famosa Tav in Val di Susa? "Non è
pensabile che non si faccia. Con chi protesta bisogna dialogare, dare loro le
informazioni, però poi la politica deve decidere e andare avanti". Dicono
tutti così, poi l'Italia dei no l'ha sempre spuntata. "In democrazia
abbiamo il dovere di ascoltare i Comitati del No. Spesso rappresentano persone
in buona fede, ma non sempre e totalmente: c'è anche chi strumentalizza. Chi è
al governo ha l'obbligo di dare tutte le informazioni, ma poi anche di
decidere". Qual sarebbe la differenza con il governo Prodi? "Una
grande differenza. Loro hanno detto sì ai Comitati del No, gli hanno dato
ragione e hanno sospeso i lavori. Così è successo per i termovalorizzatori in
Campania o per i
( da "Messaggero, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Piazza Cordusio,
Alessandro Profumo, lo puntualizza rispondendo alla domanda di un socio in assemblea.
"Non abbiamo manifestato e non abbiamo interesse in proprio. Valuteremmo
eventuali opportunità di operare per conto di clienti", afferma, prima di
ribadire: "non abbiamo interessi diretti".
( da "Corriere della Sera" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lavoro - data: 2008-05-09 num: - pag: 42 categoria:
REDAZIONALE Lo studio Il rapporto di Key2People sui "paracadute" dei
Ceo Ma le società italiane restano le più generose Il 45,5% delle imprese del
nostro Paese elargisce 3 annualità retributive ai top executive in uscita Per i
comuni lavoratori si chiama Tfr o, per dirla all'antica, liquidazione. E' una
manna per i molti che hanno stipendi medio-bassi, ma non è certo un tesoro che
cambi la vita. Per alcuni, invece, il triste momento del fine rapporto diventa
un'occasione per arricchirsi, per lo meno se, all'assunzione, si è avuta
l'accortezza di contrattare dei buoni "golden parachute", quei
paracadute d'oro che fanno da buonuscita per i top manager. Negli Usa in molti
hanno protestato per le liquidazioni da nababbi di Ceo come Dick Grasso che,
lasciando l'incarico al New York Stock Exchange, ha intascato 190 milioni di
dollari, o come Bob Nardelli ex di Home Depot che ha battuto il collega con 210
milioni di dollari, mentre Michael Ovitz si è dovuto accontentato di 140
milioni per mollare la presidenza di Disney dopo soli 14 mesi. In Europa un
caso per tutti che ha suscitato l'attacco di alcuni fondi interessati è quello
del Ceo di Novartis: 180 milioni di franchi svizzeri di liquidazione. E in
Italia? I più modesti 37 milioni di euro di Matteo Arpe dalla Banca di Roma e la
buonuscita d'oro di Giancarlo Cimoli nonostante il disastro
Alitalia. "Con una
grande differenza, però - commenta Giordano Tamagni, partner fondatore di
Key2People - che nei paesi del centro e nord Europa, Regno Unito in testa, si è
creato un forte orientamento teso a contenere il valore dei paracadute d'oro, a
rendere obbligatoria la trasparenza dei trattamenti retributivi dei top manager
e a farli approvare dalle assemblee dei soci. Mentre da noi non si è
andati oltre la pur apprezzabile raccomandazione della Banca d'Italia che
chiede più trasparenza ma solo per il settore finanziario e senza porre tetti
retributivi". Tanto più che, proprio le aziende italiane, sono tra le più
generose in fatto di liquidazioni dei numeri uno. Lo dimostra un'indagine condotta
proprio da Key2People, società italiana di executive search, che con la sua
divisione Governance ha studiato le politiche retributive di fine rapporto per
gli amministratori delegati delle 75 più grandi e importanti public company
d'Europa. Da cui emerge che il 45,5% delle aziende italiane del campione
elargisce ai Ceo 3 annualità retributive, comprensive del compenso fisso e dei
bonus annuali, come "severance" (liquidazione) in caso di risoluzione
del rapporto. In Europa solo la Germania ha una percentuale sensibile, ma
lontana dalla nostra, di società che liquidano gli amministratori delegati con
3 annualità: 27,3%. I valori percentuali più alti di Belgio e Spagna non sono
infatti significativi, perché il primo ha troppo poche grandi aziende nel campione
e la trasparenza retributiva dei Ceo in Spagna è, se possibile, molto più bassa
della nostra. Tutti gli altri paesi si concentrano invece soprattutto su 2
annualità (l'86,7% delle company francesi, l'80% delle olandesi, il 60% delle
scandinave, il 36,4% delle tedesche), mentre il Regno Unito è ancora più
morigerato, con l'80% delle società che non va oltre una singola annualità o,
al massimo, una e mezza. La Svizzera, infine, non dà proprio nulla nel 40% dei
casi, contro una percentuale di "tirchieria" media in Europa dell'8%
(il 18,2% in Italia e Germania). "A giustificazione della generosità
italiana - sostiene Tamagni - va però detto che da noi i trattamenti globali
previdenziali dei dirigenti sono più bassi che negli altri paesi, in
particolare nel Regno Unito, e che quindi da noi i 3 anni di liquidazione
diventano una sorta di lauta compensazione. Per converso il fatto che molti Ceo
nostrani siano anche lavoratori dipendenti ai quali si applica il contratto dei
dirigenti, rappresenta un sicuro paracadute istituzionalizzato". Tanto più
che in Europa le cose stanno cambiando, prima di tutto con la richiesta
generalizzata di approvazione di ogni compensation da parte dell'assemblea
degli azionisti. In Gran Bretagna il "Combinate code" raccomanda un
massimo di una annualità di mancato preavviso per i Ceo e una aggiuntiva di
severance. In Olanda il "Tabaskblatt code" chiede una durata massima
dei contratti di 4 anni e una liquidazione di un anno (senza bonus) oltre al
preavviso. In Germania il "German corporate code" raccomanda un
massimo di due anni di "total compensation" per la risoluzione
anticipata del contratto, mentre nulla dev'esser corrisposto per il fine
mandato. In Francia la "Legge Tépo" stabilisce che ogni sistema di golden
parachute debba prevedere condizioni di performance positive sia a livello di
società che del dirigente. "Insomma - conclude Tamagni - la tendenza è di
dare in modo trasparente il giusto durante i periodi in cui il Ceo è operativo,
soprattutto con premi consistenti legati alle performance, ma di non aggiungere
ulteriore denaro alla scadenza del mandato ". Enzo Riboni.
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Riepiloghiamo: i
cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro
era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né
croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di
trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza
di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin,
ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa
minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle degli anni Settanta. Che sgradevole
sensazione. Scritto in Italia, giornalismo 1 Commento " (1 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il
Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale
francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la
fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il
movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu
di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e
questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque
di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi,
come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi
gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e
difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso
mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere
"senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al
mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo?
Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del
sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione
tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni?
Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (1 voti, il voto medio è: 5
su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Il governo
Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere
sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già,
perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza
portafogli ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e
perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new
entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il
premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due
anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier,
innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota
attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a
Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai
tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha
riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini?
Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di
Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica
degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione
rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione
del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche
perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in
Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano
stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del
sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.
Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato
le carte, per "fare" - come chiedono gli italiani - serviva un
governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i
primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e la
responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989
dalla sinistra all'opposizione. Allora non funzionò. Oggi Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (3 votes, average: 3.33
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 10 )
" (102 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr
08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (119 votes,
average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia
sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (88 votes, average: 1.5 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione
e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (128 votes,
average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (54
votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (58 votes, average: 1.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (96
votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Prov Ogliastra
Pagina 6024 Tortolì Con la pista più lunga L'aeroporto aprirà tra una
settimana: due voli per Roma Tortolì. Con la pista più lunga --> L'aeroporto
di Tortolì-Arbatax riaprirà il prossimo 17 maggio, con una pista più lunga di
( da "Voce d'Italia, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Luna di
miele con gli elettori e con l'opposizione Governo Berlusconi: le priorita'
Necessari interventi percepibili dall'elettorato Milano, 9 mag. – La squadra di
governo è stata presentata; ieri pomeriggio il giuramento e mercoledì prossimo
la fiducia al Senato ed alla Camera. Risoltasi la questione delle poltrone si
può ora tentare di individuare quali saranno per il nuovo esecutivo le priorità
da affrontare; Berlusconi ha ribadito che “dopo la fiducia il primo Consiglio
dei ministri operativo si terrà, come era stato previsto simbolicamente, a
Napoli”. E' quindi evidente che l'emergenza rifiuti in Campania sarà affrontata
quanto prima. Il neo premier vuole "interventi immediatamente percepiti
dall'opinione pubblica" anche perché in campagna elettorale si è
personalmente impegnato su alcuni temi: l'aumento del potere di acquisto degli
stipendi; l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli
straordinari. Non va infine dimenticata la spinosissima
questione Alitalia, il
Cavaliere non potrà davvero più rimandare la presentazione di quella cordata
italiana tanto clamorosamente annunciata prima delle elezioni. L'esecutivo si
dovrà infine misurare con un altro tema assai delicato, complesso e per sua
natura legato alla “percezione”, quello della sicurezza. Non sarà facile
rasserenare un nord ormai schizofrenico in proposito Molti davvero i fronti
aperti e le questioni da valutare nei primi cento giorni di legislatura, tanto
che verosimilmente ogni decisione in merito a giustizia e federalismo fiscale
sarà posticipata al prossimo anno. Necessario per il nuovo Governo approfittare
della consueta quanto limitata luna di miele con gli elettori. Singolarmente
anche i rapporti con l'opposizione non sono eccessivamente conflittuali, merito
delle oggettivamente critiche condizioni del Paese? Consapevolezza delle forze
politiche che è giunto il tempo della concordia per il bene generale? Può
darsi, anche se dopo la rivoluzione parlamentare generata dall'ultimo voto è
probabile che gli schieramenti si stiano semplicemente studiando e che abbiano
bisogno di un po' di tempo per “prendere e prendersi le misure”. Il neo Governo
da in ogni caso (e come potrebbe essere altrimenti?) un'impressione di grande
compattezza; qualche nervosismo si registra invece in ambito Pd. Tesi i
rapporti fra Walter Veltroni e Massimo D'Alema dopo le dichiarazione dell'ex
Presidente Ds circa le future alleanze necessarie per non rimanere sempre
ancorati ad un 33% che condannerebbe il partito ad un'opposizione praticamente
eterna. Stefano Vandelli politica@voceditalia.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Nasce il Berlusconi IV "E ora al lavoro, non possiamo deludere gli
italiani" --> "E ora al lavoro, non possiamo deludere gli
italiani" ROMA Niente barzellette, nessuna gag, nemmeno una battuta.
Silvio Berlusconi, nel giorno del suo quarto giuramento da presidente del
Consiglio, è sobrio, compassato. Una serietà ben visibile a chi lo conosce bene
e che si spiega con una frase confidata ai suoi più stretti collaboratori:
"Sento una enorme responsabilità". "C'è tanto da lavorare",
dirà poi, rispondendo a un simpatizzante che gli augura buona fortuna in Piazza
Colonna. La giornata del Cavaliere inizia presto, come al solito. Sul tavolo,
dopo quello dei ministri, un nuovo puzzle: quello degli altri componenti della
squadra di governo. Una partita complicata che gli regala più di un grattacapo:
"Dire tanti no è una cosa dolorosissima", va ripetendo in questi
giorni. Tanto complicata che sta persino valutando l'ipotesi di non fare
viceministri e nominare solo sottosegretari. Almeno così, avrebbe confidato,
metà dei problemi sarebbero risolti visto che molti vedono nei sottosegretari
un posto di serie B e potrebbero rinunciare. Altrimenti, sarebbe il
ragionamento, dovrei oltrepassare la soglia dei 60 membri del governo, cosa che
non voglio assolutamente fare. Alle 16:45 in punto, però, il premier lascia
tutto sul tavolo e va al Quirinale per il giuramento. È la quarta volta che lo
fa. Stavolta però sorride meno del passato. È caloroso nello stringere la mano
dei ministri, ma non scherza come tante volte in passato. Solo con Ignazio La
Russa si concede una battuta sul pizzetto che il neo ministro della Difesa
dovrà tagliarsi per pagare una scommessa. Anche il ritorno a palazzo Chigi è
all'insegna della moderazione. Si concede soltanto un piccolo bagno di folla
scendendo dalla macchina per salutare i molti sostenitori che lo attendono.
Anche durante la cerimonia del passaggio di consegne, con il tradizionale
campanellino, Berlusconi non abbandona il profilo compassato. Anzi, il
confronto con il premier uscente Romano Prodi evidenzia ancora di più la scelta
di un nuovo stile. Il Professore sorride e appare sereno. Il Cavaliere resta
serio. Come se i due si fossero scambiati i caratteri. Anche nel corso del
Consiglio dei ministri, il primo del Berlusconi IV, il leader del Pdl segue la
linea del rigore. "C'è un bel clima", esordisce, secondo quanto
riferito da alcuni presenti, riferendosi alla piccola folla che lo ha
applaudito al suo ingresso. "Ora - aggiunge però - mettiamoci al lavoro
perchè le cose da fare sono davvero tante". Ai ministri, molti dei quali
debuttanti, il Cavaliere chiede prudenza nei rapporti con la stampa:
"Serve spirito di squadra, dobbiamo lavorare tutti insieme e mi raccomando
con le interviste, meno ne fate meglio è. Alla comunicazione del governo ci
penserà Bonaiuti...". Il Cavaliere trasmette la "grande
responsabilità" che si sente sulle spalle a tutti i membri del governo:
"Non possiamo deludere la gente che ha grandi aspettative nei nostri
confronti". Berlusconi ricorda quali sfide ci sono davanti: cita fra gli
altri il problema dei rifiuti, la vicenda Alitalia, la difficile situazione
economica. Le priorità restano quelle di sempre: taglio delle tasse e aumenti salariali.
Sottolinea che con il capo dello Stato c'è "piena sintonia",
aggiungendo che oltre che con Giorgio Napolitano intende lavorare, se
possibile, anche con l'opposizione per riformare il Paese. Ribadisce
quanto detto più volte in campagna elettorale, le difficoltà che si avranno di
fronte e il rischio di dover fare anche scelte impopolari.
( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 09 Mag
2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Strettamente confidenziale La rinegoziazione
che salva Malpensa di Hush Hush Visto da Nord, Est e Ovest, il nuovo governo di
Silvio Berlusconi regala più soddisfazioni. La Lega conquista una delle
poltrone più pesanti, pur se alcuno fa finta di accorgersene, non tanto con
Maroni al Viminale ma con Zaia all'Agricoltura, che sarà un bel cinema vedere
all'opera in sede europea, e con Bossi che dovrà portare a casa il federalismo,
ossia il trasferimento del fisco alle regioni e la definitiva salvezza di
Malpnesa come grande aereoporto point to point verso tutto il mondo, alla
faccia di Parigi e Amsterdam. Bossi ha già dettato il tempo del fare per quanto
lo riguarda: due anni, e poi arrivederci Roma. Sulla Malpensa le cose viaggiano
al ritmo giusto: la Regione Lombardia si prepara ad avviare i lavori della
costruzione della terza pista in attesa che il governo, entro fine anno ma è
STRETTAMENTE CONFIDENZIALE, concluda la rinegoziazione dei diritti di decollo e
atterraggio fra l'Italia e gli altri paesi del mondo, con
tanti saluti agli slots che l'Alitalia si è portata via con il trasloco delle rotte a Fiumicino. Molti
si sono chiesti perchè Bossi non abbia insistito sulle presidenze della
Lombardia e del Veneto: intanto perhè ha voluto assecondare Berlusconi sullo
stop a Formigoni e ai ciellini che hanno finito per fare la fine dei galli di
Brenno, mentre su Galan nulla quaestio. Il leader della Lega non voleva,
alla fin fine la Lombardia, per non trovarsi a dover discutere e mediare fra i
vari Galletti, in primis Maroni e Castelli, su chi doveva succedere a
Formigoni; in questo modo ha messo tutti tranquilli, e ha dimostrato di non
aver sbagliato un colpo da quando sta nel centro destra senza casini e l'Udc.
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 110 del 2008-05-09
pagina 0 Berlusconi: "Ora passiamo ai fatti" di Adalberto Signore Il
premier, applaudito durante il passaggio delle consegne, elogia Napolitano:
"C'è la volontà di lavorare insieme per le riforme". Giuramento tra
gaffe e segni della croce. La Meloni, il ministro più giovane: "Aiuterò i
veri eroi, i precari che fanno figli" Roma - Giuramento al Quirinale,
cerimonia della campanella per il passaggio di consegne con Romano Prodi, primo
Consiglio dei ministri e due decisi cambi di marcia: nessuna conferenza stampa
o incontro con i cronisti e un lungo bagno di folla con i sostenitori che lo
aspettano per oltre due ore davanti all'ingresso di Palazzo Chigi. D'altra
parte, nella prima seduta del quarto governo Berlusconi, il premier è piuttosto
chiaro: "Il tempo delle parole è finito, ora passiamo ai fatti".
Eppoi, dirà a sera incontrando i vertici di Forza Italia a Palazzo Grazioli,
gli italiani "non ne possono più di sentir recitare il catalogo dei
problemi che soffocano il Paese". Un silenzio che non deve però dare
l'impressione che il Cavaliere voglia rinchiudersi nel Palazzo, perdendo il
contatto con la gente. Per questo, quando lascia Palazzo Chigi prima si
affaccia a salutare da una delle finestre che danno su Piazza Colonna e poi
esce dall'ingresso principale per stringere le mani di sostenitori e curiosi.
Ai quali ripete più d'una volta che "c'è tanto da lavorare". La
linea, dunque, è chiara. Al punto che anche i ministri vengono invitati a
"parlare il meno possibile". "Limitate le dichiarazioni e le
interviste al minimo - dice durante il Consiglio dei ministri - e per il
governo lasciate parlare Paolo Bonaiuti". Parole di elogio, poi, per il
presidente della Repubblica. "C'è la volontà di lavorare insieme e -
spiega ai neoministri - di fare squadra per far fronte alle esigenze del Paese
e, se possibile, aprire il grande cantiere delle riforme". Anche per
Romano Prodi ha parole di apprezzamento e gli concede l'onore delle armi perché
con la maggioranza che lo sosteneva "era difficile far meglio". E proprio
con il premier uscente, come vuole il protocollo e come era già accaduto due
anni fa a parte invertite, Berlusconi ha un lungo colloquio. Venticinque minuti
nei quali la presenza di Gianni Letta e di suo nipote Enrico - rispettivamente
sottosegretario alla presidenza del premier entrante e di quello uscente -
rafforza ancor di più il parallelo tra i due incontri. Una chiacchierata nella
quale il Cavaliere e il Professore parlano soprattutto di conti pubblici. Con
Prodi che lo invita "a proseguire sulla strada del risanamento" e
della "lotta all'evasione" e con Berlusconi convinto del fatto che la
lotta agli evasori è e resta "una priorità" ma non senza portare
"un regime di fisco equo". Alla fine, dunque, si chiude quella che il
neopremier derubrica come "pausa di riflessione del Paese". Ora,
spiega ai suoi, "possiamo riprendere da dove avevamo lasciato" due
anni fa. Con una coalizione - ripete il Cavaliere nelle conversazioni private -
che ha il "valore aggiunto" di non essere più prigioniera dell'Udc
che "troppe volte ha tirato il freno". Anche per questo ha voluto un
Consiglio dei ministri del quale sa di potersi fidare e dove potrà sciogliere
lui in prima battuta tutti o quasi tutti i nodi che si verranno a presentare. è
"arrivato il momento", spiega durante il Consiglio dei ministri, di
"prendere delle decisioni" e di "prenderle in fretta"
perché gli italiani "non sono disposti a perdonarci alcun passo
falso". Una riunione, quella a Palazzo Chigi, più che altro organizzativa
e nella quale vengono formalizzate le nomine di Letta a sottosegretario alla
presidenza e di Mauro Masi a segretario generale della presidenza del
Consiglio. Berlusconi, poi, ricorda "le sfide" che attendono il
governo: cita fra gli altri il problema dei rifiuti, la difficile situazione
economica, la vicenda Alitalia. E ribadisce quanto detto più volte in campagna elettorale, cioè
le difficoltà che si avranno di fronte e il rischio di dover fare anche scelte
impopolari. Poi, il rientro a Palazzo Grazioli per cercare di chiudere il
cerchio sulla squadra di governo, con la tentazione di azzerare i viceministri
(che suscitano gli appetiti maggiori) e nominare solo sottosegretari, da
molti considerato un incarico di serie B. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Che giornata
micidiale!". Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima
riunione del Consiglio dei ministri ieri sera era già al lavoro al ministero
dello Sviluppo economico. Pronto a partire in quarta. "Sono io il ministro
unico di Liguria e Piemonte" ribatte a chi accusa il nuovo governo di aver
trascurato quest'area del Paese. "La scelta dei ministri non viene fatta
in base all'appartenenza ad una regione ma sulla capacità di governo del
Paese". Per questo, da buon ligure, d'ora in poi si farà carico di tutti
problemi del Nord-Ovest, Tav compresa. "Dare una spinta alla decollo della
Torino-Lione? Certo, mi farò carico anche di questo progetto. Non solo, in
Piemonte sono sempre stato presente ed ora lo sarò ancora di più".
Nell'agenda di Scajola, però, non c'è solo l'alta velocità. "Ho un sogno -
racconta il ministro - garantire al mio Paese, alle aziende ed alle famiglie
italiane energia certa, a un costo ragionevole e in condizioni di assoluta
sicurezza e di rispetto dell'ambiente. Non è un'utopia, è un risultato
realistico. Una prima misura che penso di attuare riguarda l'avvio del tanto
atteso mercato a termine dell'energia, che contribuirà a garantire una maggiore
stabilità dei prezzi a beneficio dell'intero sistema economico". E poi
aggiunge: guerra al carovita, "vere" liberalizzazioni, un nuovo
pacchetto di interventi sul fronte dell'energia, compreso il ritorno al
nucleare. Ministro, cominciamo dal caro-vita. E' noto che il governo non ha
grandi strumenti di intervento diretto, ma per lei cosa si può fare? "E'
la questione più grave e urgente che abbiamo di fronte. Per un numero crescente
di italiani gli stipendi o le pensioni non bastano più. Il governo ne è
pienamente consapevole ed è risoluto a intervenire. Purtroppo, come lei osserva
giustamente, gli strumenti di intervento di cui disponiamo sono solo indiretti.
E quindi affronteremo l'emergenza costo della vita soprattutto dal punto di
vista fiscale, che dà benefici immediati ai cittadini. Come ha già anticipato
il presidente Berlusconi, questo sarà uno dei primi atti del governo". Il
suo ministero invece cosa farà? "Possiamo fare cose importanti, interventi
strutturali decisivi, i cui effetti si sentiranno sul medio periodo. Penso in
particolare a vere liberalizzazioni, che moltiplichino la concorrenza, anche
nei servizi pubblici, con un effetto positivo sui prezzi per i
consumatori". Quelle di Bersani non l'hanno convinta? "Io ho un'idea
diversa da quella del ministro Bersani, per il quale peraltro ho stima e
rispetto. Le sue "lenzuolate" avevano più un valore emblematico che
un'efficacia pratica. Io credo che le liberalizzazioni servano soprattutto a
introdurre concorrenza vera fra chi fornisce beni e servizi ai cittadini, a
partire dai servizi pubblici locali". Altri interventi? "Certamente
sul fronte dell'energia, che oggi è all'origine non solo dei rincari della
benzina ma anche dei costi di produzione e di distribuzione di moltissimi
generi, compresi quelli di prima necessità. L'Italia non può continuare a
dipendere quasi esclusivamente dal petrolio altrimenti prima o poi dovremo -
metaforicamente - spegnere la luce. Per fronteggiare questa situazione e
riallinearla con la media europea ho in mente tre strategie di intervento: la
diversificazione delle fonti di energia, l'accelerazione dei tempi di
realizzazione degli impianti energetici ed il rientro nel nucleare. In questa
prospettiva i rigassificatori sono fondamentali, perché consentono di scegliere
da dove rifornirci di gas, ai prezzi più convenienti, e al riparo da turbolenze
politiche o economiche. Per quanto riguarda il nucleare, dobbiamo recuperare il
gap tecnologico accumulato in questi decenni ed a questo scopo ritengo che si
debba seguire l'esempio di Francia, Regno Unito e Stati Uniti, avviando in
tempi solleciti un programma di realizzazione di impianti di terza generazione,
che coniugano standard di sicurezza elevati con tempi di realizzazione rapidi.
Naturalmente assicureremo tutte le misure di tutela della salute e della
sicurezza dei cittadini e agiremo con l'accordo della cittadinanza interessata,
senza tuttavia arrenderci alla politica del "no" che ha paralizzato
in questi anni ogni iniziativa". Secondo lei serve prorogare lo sconto
fiscale sui carburanti? "Si può riproporre, naturalmente, ma il problema
non si risolve certo con uno sconto di 2 centesimi al litro. E' un
provvedimento costoso e che non risolve nulla sul piano strutturale". Su Alitalia invece cosa si aspetta? "Un grande Paese come
l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul mercato
e che sia espressione delle capacità e degli interessi dei nostri imprenditori.
Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l'accento su questa
esigenza. Alitalia ha gravissimi
problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto aereo in Italia
è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Le
liberalizzazioni "Stimo Bersani ma le lenzuolate erano più simboliche Io
partirò dai servizi pubblici locali" Il caro vita "Lo affronteremo
soprattutto dal punto di vista fiscale che dà benefici immediati a tutti" Alitalia
"Imprenditori non mancano, l'Italia non può non avere una compagnia di
bandiera".
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Che giornata
micidiale!". Claudio Scajola, dopo il giuramento al Quirinale e la prima
riunione del Consiglio dei ministri ieri sera era già al lavoro al ministero
dello Sviluppo economico. Pronto a partire in quarta. "Sono io il ministro
unico di Liguria e Piemonte" ribatte a chi accusa il nuovo governo di aver
trascurato quest'area del Paese. "La scelta dei ministri non viene fatta
in base all'appartenenza ad una regione ma sulla capacità di governo del
Paese". Per questo, da buon ligure, d'ora in poi si farà carico di tutti
problemi del Nord-Ovest, Tav compresa. "Dare una spinta alla decollo della
Torino-Lione? Certo, mi farò carico anche di questo progetto. Non solo, in
Piemonte sono sempre stato presente ed ora lo sarò ancora di più".
Nell'agenda di Scajola, però, non c'è solo l'alta velocità. "Ho un sogno -
racconta il ministro - garantire al mio Paese, alle aziende ed alle famiglie
italiane energia certa, a un costo ragionevole e in condizioni di assoluta
sicurezza e di rispetto dell'ambiente. Non è un'utopia, è un risultato
realistico. Una prima misura che penso di attuare riguarda l'avvio del tanto
atteso mercato a termine dell'energia, che contribuirà a garantire una maggiore
stabilità dei prezzi a beneficio dell'intero sistema economico". E poi
aggiunge: guerra al carovita, "vere" liberalizzazioni, un nuovo
pacchetto di interventi sul fronte dell'energia, compreso il ritorno al
nucleare. Ministro, cominciamo dal caro-vita. E' noto che il governo non ha
grandi strumenti di intervento diretto, ma per lei cosa si può fare? "E'
la questione più grave e urgente che abbiamo di fronte. Per un numero crescente
di italiani gli stipendi o le pensioni non bastano più. Il governo ne è
pienamente consapevole ed è risoluto a intervenire. Purtroppo, come lei osserva
giustamente, gli strumenti di intervento di cui disponiamo sono solo indiretti.
E quindi affronteremo l'emergenza costo della vita soprattutto dal punto di
vista fiscale, che dà benefici immediati ai cittadini. Come ha già anticipato
il presidente Berlusconi, questo sarà uno dei primi atti del governo". Il
suo ministero invece cosa farà? "Possiamo fare cose importanti, interventi
strutturali decisivi, i cui effetti si sentiranno sul medio periodo. Penso in
particolare a vere liberalizzazioni, che moltiplichino la concorrenza, anche
nei servizi pubblici, con un effetto positivo sui prezzi per i
consumatori". Quelle di Bersani non l'hanno convinta? "Io ho un'idea
diversa da quella del ministro Bersani, per il quale peraltro ho stima e
rispetto. Le sue "lenzuolate" avevano più un valore emblematico che
un'efficacia pratica. Io credo che le liberalizzazioni servano soprattutto a
introdurre concorrenza vera fra chi fornisce beni e servizi ai cittadini, a
partire dai servizi pubblici locali". Altri interventi? "Certamente
sul fronte dell'energia, che oggi è all'origine non solo dei rincari della
benzina ma anche dei costi di produzione e di distribuzione di moltissimi
generi, compresi quelli di prima necessità. L'Italia non può continuare a
dipendere quasi esclusivamente dal petrolio altrimenti prima o poi dovremo -
metaforicamente - spegnere la luce. Per fronteggiare questa situazione e
riallinearla con la media europea ho in mente tre strategie di intervento: la
diversificazione delle fonti di energia, l'accelerazione dei tempi di
realizzazione degli impianti energetici ed il rientro nel nucleare. In questa
prospettiva i rigassificatori sono fondamentali, perché consentono di scegliere
da dove rifornirci di gas, ai prezzi più convenienti, e al riparo da turbolenze
politiche o economiche. Per quanto riguarda il nucleare, dobbiamo recuperare il
gap tecnologico accumulato in questi decenni ed a questo scopo ritengo che si
debba seguire l'esempio di Francia, Regno Unito e Stati Uniti, avviando in
tempi solleciti un programma di realizzazione di impianti di terza generazione,
che coniugano standard di sicurezza elevati con tempi di realizzazione rapidi.
Naturalmente assicureremo tutte le misure di tutela della salute e della
sicurezza dei cittadini e agiremo con l'accordo della cittadinanza interessata,
senza tuttavia arrenderci alla politica del "no" che ha paralizzato
in questi anni ogni iniziativa". Secondo lei serve prorogare lo sconto
fiscale sui carburanti? "Si può riproporre, naturalmente, ma il problema
non si risolve certo con uno sconto di 2 centesimi al litro. E' un
provvedimento costoso e che non risolve nulla sul piano strutturale". Su Alitalia invece cosa si aspetta? "Un grande Paese come
l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera in grado di stare sul
mercato e che sia espressione delle capacità e degli interessi dei nostri
imprenditori. Ha fatto benissimo il presidente Berlusconi a porre l'accento su
questa esigenza. Alitalia ha
gravissimi problemi di gestione e di bilancio, ma il mercato del trasporto
aereo in Italia è potenzialmente molto redditizio. Fra l'altro l'Expo
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Alitalia
Federico Geremicca LE
PROMESSE DA ONORARE La staffetta tra i sottosegretari Letta - Gianni ed Enrico,
zio e nipote - che si abbracciano e baciano sulle guance nella Sala gialla del
palazzo del governo; poi, Romano Prodi che riceve gli onori dal picchetto
militare, abbandona Palazzo Chigi e prima di salire in auto carezza la moglie
Flavia. Insomma, c'è perfino spazio per qualche sentimento, nel giorno del
passaggio delle consegne e del ritorno, per la terza volta, di Silvio
Berlusconi alla guida del governo. Naturalmente, è difficile immaginare il
perdurare di un clima così gentile, una volta che l'attività dell'esecutivo
sarà avviata: eppure è proprio questo il primo augurio che verrebbe da inviare
al governo che comincia la sua azione in un momento così delicato per il Paese.
Gentilezza politica, s'intende: cioè, reciproca disponibilità al dialogo e al
confronto, piuttosto che alla rissa, all'insulto e perfino agli sputi nelle
aule parlamentari. Ce ne sarebbe un gran bisogno, soprattutto se il
chiacchiericcio bipartisan intorno a questa legislatura come "legislatura
costituente", non è il solito - e già visto - misero inganno. Di un clima
meno nervoso e violento avrebbe bisogno prima di tutto il governo, che ha di
fronte - nel medio e lungo periodo - compiti da far tremare le vene nei polsi.
Il quadro economico si presenta fosco, eppure è in questa cornice che vanno
affrontati problemi che non è più sufficiente limitarsi a elencare. Problemi
che vanno dal rilancio de
lla competitività del sistema-Paese - che vuol dire riassetto
della pubblica amministrazione e iniziative che mettano in grado le aziende
italiane di gareggiare con le altre - ad interventi sul fronte dei salari;
dalle annunciate riforme federaliste e fiscali alle tante volte promesse
"rivoluzioni" in materia di giustizia e sicurezza. Occorrerà tempo,
naturalmente: e nessuno può onestamente pretendere il famoso "tutto e
subito". Ieri, il segretario del più grande sindacato italiano, Guglielmo
Epifani, ha annunciato a Il Riformista un'opposizione "non
pregiudiziale" definendo il governo "forte, a cominciare dal mandato
democratico che ha avuto". E' un buon segnale, che va appunto in direzione
di quel clima di serena disponibilità al confronto del quale il Paese, dopo
anni di stress e di scontri, ha urgente bisogno. Ma se ci sono questioni
rispetto alle quali è giusto concedere tempo al nuovo esecutivo, prima di
esprimere un qualsivoglia giudizio, ve ne sono altre sulle quali è lecito
attendersi risposte in tempi assai più brevi, in coerenza con quanto affermato
in campagna elettorale. Qui se ne segnalano solo tre: che sono poi quelle sulle
quali Silvio Berlusconi ha puntato nell'immediata vigilia del voto. La prima:
abolizione dell'Ici sulla prima casa per il 60 per cento dei cittadini che non
avevano goduto della cancellazione della tassa col governo di Romano Prodi (il
taglio è stato promesso per il primo Consiglio dei ministri: costo 2,2 miliardi
di euro). La seconda: interventi immediati per affrontare il dramma-rifiuti in
Campania, con sedute del Consiglio dei ministri a Napoli finché l'emergenza non
sarà risolta. La terza: il venire allo scoperto della "cordata
italiana" per Alitalia, ripetutamente evocata in campagna elettorale dal leader del
Popolo della Libertà e causa principale (o alibi principale) del ritiro di Air
France. Su queste tre questioni pare giusto che opposizione e libera stampa
chiedano al nuovo governo il rispetto di quanto annunciato - a partire dai
tempi - alla vigilia del voto. Di quel clima di sereno confronto di cui
parlavamo all'inizio fa anche parte, infatti, una visibile corrispondenza tra
le promesse fatte prima delle elezioni e le azioni da compiere una volta che si
è vinto. Eludere questi impegni, per altro, avrebbe l'inevitabile effetto di
inasprire da subito i rapporti tra maggioranza e opposizione, con il rischio di
mettere sul peggiore dei binari l'avvio della legislatura. La prima conseguenza
sarebbe il caos parlamentare. La seconda, lo stop di qualunque pur sbandierata
ipotesi costituente: salvo ovviamente riscoprire, magari alla vigilia delle
future elezioni, che il Paese ha bisogno di una nuova legge elettorale, che i
poteri del premier sono scarsi e che è suicida andare avanti con un
bicameralismo pasticcione e imperfetto.