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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  31-3-2008       #TOP


IN EVIDENZA

 

Prato: «Due giorni per trovare accordo» Spinetta: «Il piano è quello presentato»  Alitalia, +13%: titolo sospeso in Borsa

 

Le azioni strappano nel giorno decisivo per la compagnia. Angeletti: «Mancano le condizioni, tanto vale aspettare»

MILANO - Nella giornata decisiva per Alitalia - riapertura della trattativa con i sindacati e "scadenza" della risposta ad Air France - il titolo della compagnia aerea schizza in Borsa. In avvio di seduta il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo quando guadagnava il 13,18% (0,455 euro) dopo un avvio al 3,23%. Poco prima delle 15, al quartier generale della Magliana a Roma, è ripreso il confronto tra la compagnia, Air France e i sindacati. Presenti i numeri uno di Alitalia, Maurizio Prato, e Air France-Klm, Jean-Cyryl Spinetta, e i rappresentanti delle nove sigle dei lavoratori di Alitalia. Prato ha aperto i lavori dicendo: «Abbiamo due giorni, oggi e domani, per trovare una base d'accordo, i tempi per trattare sono contenuti». Dal canto suo il numero uno di Air France Spinetta ha ribadito che «il piano è quello presentato» e che ora attende le osservazioni dei sindacati. Al centro della riunione l'ultimo piano del gruppo franco-olandese per acquistare l'ex compagnia di bandiera. Le posizioni sembrano ancora distanti dopo la presentazione del piano e il de-hubbing dell’aeroporto di Malpensa, avviato domenica con il taglio del 70% dei voli alitalia sullo scalo lombardo. Secondo indiscrezioni Spinetta avrebbe raggiunto un accordo di massima con i confederali, in particolare la Cgil, secondo cui però la trattativa non si chiuderà prima delle elezioni.

ANGELETTI - Temporeggia il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «A queste condizioni non è possibile un pre-accordo: tanto vale aspettare». Parlando a margine di una manifestazione della Uil Angeletti ha detto di non vedere «realisticamente in questi giorni le condizioni perché questa trattativa possa concludersi positivamente» anche perché «è troppo influenzata da altre condizioni poste da Air France, come quella sul gradimento del nuovo governo o sulla causa Malpensa». Secondo Angeletti c'è il rischio di fare «una trattativa finta perché magari queste due condizioni non ci sono». Secondo il leader della Uil inoltre il piano Air France non sarebbe coerente con la necessità di dare ad Alitalia un futuro: «Se gli esuberi derivano da una riduzione degli aerei e delle tratte si determinerà solo un minor fatturato. Se l'idea è questa non può funzionare, serve risanamento insieme allo sviluppo. Il caso Fiat è esemplare: per rilanciarla c'è voluto un manager che scommettesse sul suo futuro».

BERLUSCONI - «È una follia pensare di rinunciare alla compagnia di bandiera» è tornato a dire Silvio Berlusconi durante un comizio in via Mercanti a Milano, ribadendo che se il Pdl andrà al governo il primo impegno sarà quello «di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera».

PICCHETTO - Intanto alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base Cub hanno organizzato un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale della compagnia aerea alla Magliana, a Roma, dove nel pomeriggio è ripresa la trattativa con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. «Abbiamo iniziato presto a fare un'assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi e responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della trattativa, dando per scontato che non rientreranno in Az Fly. Un altro problema è poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo, nonostante siano presenti anche nella Rsu». Alla manifestazione sarebbero presenti - secondo i sindacati - circa 300 persone.

31 marzo 2008


Report "Alitalia 2"

"Addio a due voli su tre Non è più un aeroporto" ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questo vuoto pneumatico di vetro e acciaio disegnato da Ettore Sottsass svaniscono i banchi Alitalia e i passeggeri. "Fino a sabato i nostri check-in occupavano quattro file. Oggi ne sono rimasti due", guarda al nulla Elisa, hostess di terra al banco 201, classe Magnifica, nemmeno un passeggero alle quattro del pomeriggio. Sui tabelloni degli orari i voli Alitalia sono sempre meno.

Inaugurata ieri la bretella con l'A4 ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Boffalora è stata inaugurata proprio nel giorno in cui Alitalia ha trasferito quasi tutti i suoi voli a Fiumicino. In concreto si tratta di 18,5 chilometri di superstrada all'altezza dello svincolo per Vanzaghello. Adesso chi arriva dall'autostrada A4 Torino-Milano adesso non dovrà più inventarsi un percorso per arrivare in aeroporto.

"Disastro annunciato all'imbarco dei bagagli" ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ovvero nello scarico bagagli dai velivoli Alitalia. Per evitare il peggio, la compagnia ha organizzato turni straordinari fra i dipendenti. Da oggi Alitalia sposta su Fiumicino circa 150 dei 180 voli tagliati a Malpensa: ieri ne sono atterrati poco più di 80. Vitaliano Turrà, direttore dell'ente per l'aviazione civile di Fiumicino, si sforza di essere ottimista:

Intervistato da Newsweek, Walter Veltroni ripropone la sua idea di un governo che può t ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a fronte della nuova attivizzazione di Silvio, ad esempio sull'Alitalia - che la critica a Berlusconi sia solo una "malformazione culturale". Davanti a un Berlusconi che ripropone il suo modello cresce nel centro sinistra dunque la voglia di seguirlo sul suo stesso terreno. È in questa atmosfera che vengono date le ultime carte della campagna.

A Malpensa con la bretella ma adesso mancano i voli ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella stessa giornata Alitalia ha cominciato la smobilitazione dei voli dallo scalo varesino, trasferendoli a Fiumicino. Da oggi diventa più difficile per operatori economici, imprenditori e turisti del Nordovest raggiungere località lontane. Ma Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, dice: "Malpesna non morirà".

Malpensa, la bretella c'è ma ora mancano i voli ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volte Alitalia e per questo ho continuato a investirci" e che "la questione Alitalia va separata dalla questione scalo, Malpensa dovrà essere un punto di riferimento di tutte le compagnie aeree che vorranno allocarsi". E Giuseppe Bonomi, presidente Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, si rifiuta di credere che con il taglio dei voli sia segnata la morte di Malpensa:

Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita) con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA IL GIORNO DECISIVO Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita) con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti.

[FIRMA]LUIGI GRASSIA In questo weekend il mondo del trasporto aereo è cambiato da così ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È stato presidente del Consiglio per 5 anni e non ha risolto il problema Alitalia. Adesso bisogna andare avanti con Air France". Curiosa uscita di Claudio Lotito: "Datemi 5 anni e io rimetto a posto l'Alitalia". Ma il presidente della Lazio ha aggiunto di non essere parte di alcuna cordata.

Il popolo del Pd racconta on line la sua campagna ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SISSIMARINA Alitalia, avanti miei ...Prodi L'unica vera cordata che sta emergendo con stupore, per salvare Alitalia, sembra essere l'asse Berlusconi-Bertinotti, i due candidati premier anziani. Complimenti ragazzi, se va avanti così il Pd rischia veramente di vincerle queste elezioni.

<Il vostro Pd? Il New Labour del XXI secolo> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Wall Street Journal ha attaccato Berlusconi su Alitalia e sembra apprezzare le idee di Veltroni. Come spiega questa sorta di "endorsement" da parte di un giornale conservatore? Il punto è che la stampa finanziaria internazionale, come il Wsj e l'Economist, è sempre stata molto critica verso i modi occulti con cui Mr B.

La campagna elettorale nascosta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: settimanale mondadoriano diretto da Maurizio Belpietro si avvicina alla politica con uno strillo di prima pagina su Alitalia e "chi l'ha fatta diventare un carrozzone ". Riferimento diretto solo "Mastella furioso", storia dell'ex Guardasigilli che fuori dalla campagna elettorale caccia mezzo partito di quel che gli resta dell'Udeur ma, spiega il settimanale, "si tiene i finanziamenti ".

Replica di Walter a D'Alema sullo slogan È buono, è stato apprezzato da tutti ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha accusato di "irresponsabilità sull'Alitalia", di "non aver fatto niente per la compagnia di bandiera in cinque anni di governo", e di essere "infastidito dalla sua doppiezza, mentre parlavamo di riforme elettorali mi faceva i complimenti, oggi mi aggredisce". Soprattutto, "io farò un governo nuovo, Berlusconi lo stesso del '94".

"Caro Walter, è ora di cambiare passo" ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un giorno vedono Alitalia, un giorno c'è la mozzarella, un giorno la polemica televisiva, un altro giorno c'è chi dice "di più" sulle pensioni. Ma alla fine il baricentro, il cuore, l'oggetto di questa accidenti di campagna elettorale ancora non gli è arrivato.

Qui in Germania, un ritorno di Berlusconi è considerato surreale ( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: basta vedere la sua presa di posizione sull'Alitalia, un conservatore che diventa protezionista è un controsenso. Io però mi auguro davvero di poter segnalare dall'Italia qualcosa di nuovo. Per quanto riguarda Veltroni, ho la sensazione che la "rivoluzione" che lui vuole attuare abbia fatto breccia solo negli ambienti a lui già vicini.

Malpensa si dà comunque un futuro Il giorno dell'addio, Bonomi rilancia: in un anno 500 nuove frequenze. Penati: non ci arrendiamo ( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: addio di Alitalia allo scalo varesino. Sulla stessa rotta il presidente Sea Giuseppe Bonomi. "In un anno siamo sicuri di recuperare 510 movimenti settimanali". Insomma, ai vertici delle istituzioni lombarde si respira aria di riscossa. Quei voli Alitalia trasferiti da ieri su Fiumicino (886 collegamenti settimanali in meno) non fanno paura alle istituzioni locali.

Gli ultimi giorni di Ceppaloni ( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma, il giorno dell'ufficializzazione delle liste, il mio nome non c'è. Vaporizzato pure quello". Era uno scherzo, come la cordata per Alitalia. E' bello però sapere che, all'alba del 2008, c'è ancora qualcuno che crede alle promesse di Berlusconi. Uliwood party.

Alitalia dà l'addio a Malpensa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ieri primo giorno con 278 voli in meno Alitalia dà l'addio a Malpensa Scattato il trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri primo giorno con 278 voli in meno Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati --> Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati Le due facce di Malpensa: da un lato il consistente taglio dei voli Alitalia,

Walter e Silvio, lo scontro è a distanza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "Il mio appello a tutti gli imprenditori ha già impedito la svendita d Air France, come voleva il Governo, che invece ha dovuto prendere atto che la trattativa con la compagnia francese non era l'unica possibile", dice. E sulle pensioni chiarisce: "La nostra proposta prevede un meccanismo di adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille

Formazione <tipo> per la finale: Al Gore, Attali e Seedorf punta ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della Frattina nostro inviato a Parigi Lacrime e rabbia tra i lavoratori dello scalo di Malpensa dove il (centro)sinistro governo Prodi e Alitalia da oggi tagliano due terzi dei voli. Pioggia da giorni a Parigi dove all'ora del tè si assegna l'Expo universale del 2015. Un "pasticcino" che per Milano potrebbe significare una affare da 20 miliardi di euro e 70mila posti di lavoro.

Taglio del nastro e taglio dei voli: la tangenziale c'è, l'hub non più ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prima che si sapesse del taglio dei voli di Alitalia e prima che si potesse pensare di tornare alle urne. A credere nel futuro di Malpensa è anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: "Alitalia se ne va -spiega- ma lo scalo avrà comune un futuro intercontinentale. Qui nessuno ha intenzione di arrendersi".

Le mosse per frenare il concorrente Linate ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha bisogno di Linate per fare meglio concorrenza all'hub lombardo. Così ha aumentato i voli e entro la fine dell'anno ci si aspetta un boom di passeggeri: le prime stime parlano di 12 milioni. I supporter di Malpensa, al contrario, per rilanciare l'hub tradito da Alitalia, hanno tutto l'interesse a ridimensionare Linate.

Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL REPORTAGE Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto Oggi ripartono le trattative tra Air France e Alitalia. Ma lo scalo è semideserto, penalizzato già dall'orario estivo. In queste condizioni oggi Milano contenderà a Smirne l'Expo 2015. - -->.

Che fine ha fatto l'agenda della pace? ( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia è in crisi, ma la nostra aeronautica militare gode di ottima salute: grazie agli aiuti di stato. L'industria militare è l'unico comparto economico dove lo statalismo regna sovrano.. Va riconosciuto che il ministro D'Alema ha dato voce in qualche occasione all'auspicio di una vera politica per il disarmo.

ROMA La trattativa tra Air France-Klm e i sindacati è ancora in salita. E il fronte dei piloti ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rimane quello più duro nel confronto sul piano proposto da Parigi per Alitalia, nonostante i contatti avuti con il presidente Prato nel week end. Ma l'incontro di oggi a Roma anche con il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, dovrebbe portare comunque a uno slittamento della scadenza per la trattativa.

La giornata ( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Malpensa, primo giorno senza. Oggi la trattativa con Spinetta Primo giorno di Malpensa, ieri, senza Alitalia. La ex compagnia di bandiera ieri ha lasciato il 72% dei suoi voli da Malpensa: in una domenica normale, ce ne sarebbero stati 380 nello scalo milanese, mentre ieri sono stati solo 102,

Tagli ai voli, meno passeggeri <Malpensa non è più un hub> ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: addio di Alitalia. "Ma lo scalo non morirà" Tagli ai voli, meno passeggeri "Malpensa non è più un hub" Aerei fermi, hangar chiusi, mezzi inutilizzati. Passeggeri passati dai 70 mila di una qualsiasi domenica a 35 mila. Sono gli effetti dei 100 voli cancellati da Alitalia nel primo giorno di ridimensionamento di Malpensa come hub.

Malpensa, l'addio di Alitalia. <Ma lo scalo vivrà> ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessun rimpianto per Alitalia, dunque. Che l'azienda della Magliana non sia più il cavallo su cui scommettere è ormai convinto anche il mondo In aeroporto In funzione ieri solo la metà dei 48 banchi del check-in occupati da Alitalia I passeggeri transitati ieri a Malpensa.

L'aeroporto La crisi ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: polemiche e le rotte Le cifre dello scalo Si è concretizzato ieri l'effetto del piano industriale di Alitalia su Malpensa: un taglio dei voli netto, passati ieri da 177 a cinquanta, e passeggeri dimezzati Il piano di recupero Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Entro il marzo dell'anno prossimo Malpensa recupererà 500 delle 700 frequenze perdute in seguito al piano Alitalia".

La scheda ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia su Malpensa sono passati ieri da 177 a 50. Su tutta la prossima stagione, dal primo aprile al 30 settembre, il taglio previsto è di 886 voli Le scelte di AirOne Entro l'estate AirOne collegherà Malpensa con 140 voli settimanali verso 11 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali La cassa integrazione è appena scattata la cassa integrazione per 900 dipendenti

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 Il futuro... ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia con le valigie al piede? Eppure, la strada aperta al traffico proprio ieri non è l'unico cantiere attorno all'aeroporto. Il più impegnativo è quello, anch'esso ormai vicino al traguardo che riguarda l'ampliamento del terminal 1: una volta completata, l'aerostazione potrà disporre anche del cosiddetto "terzo satellite"

Nel giorno dei tagli, parte la superstrada. Fischi e proteste ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La protesta I verdi con manifesti e striscioni contro la tangenziale Gli aerei di Alitalia se ne vanno, proprio quando arrivano le strade. Da ieri c'è una nuova bretella per raggiungere l'aeroporto di Malpensa. è la superstrada Malpensa-Boffalora, che collega l'hub all'autostrada Torino-Milano all'altezza del casello di Marcallo- Mesero e prosegue fino alla statale 11 a Magenta.

Usa-Ue, cieli liberi Ora decollano anche le low cost ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vista la situazione di Alitalia. "Open Skies", un'opportunità storica, per noi è come la prova del budino, di cui scopri la bontà o la mediocrità solo quando lo assaggi. E noi, oggi, non abbiamo neppure la forza per alzare il cucchiaino. Mentre altri - per esempio Air France, Klm, Lufthansa - avranno la parte grossa.

E Newsweek tifa per il <Veltrusconi> ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con l'Alitalia a un passo dal crack, una crescita prossima allo zero e i salari tra i più bassi d'Europa, serve - scrivono i columnist del settimanale - proprio un governo "Veltrusconi", un "esecutivo di larghe intese" in cui si mettano assieme le forze per affrontare assieme le debolezze di un sistema allo stremo.

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Trattativa "in lingua" e registrata Francese, italiano e inglese La trattativa avviene con traduzione in tre lingue e per evitare incomprensioni viene registrata in tutte le versioni.

AirOne ci prova: saremo il primo partner dello scalo ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rientrare nello scalo milanese attraverso le tante finestre lasciate libere da Alitalia. Fallita fino a oggi la scalata alla compagnia di bandiera, l'azienda di Carlo Toto si candida ad occupare molti degli spazi liberi e a diventare il "vettore di riferimento" dello scalo. Il primo passo è stato compiuto ieri quando, proprio in coincidenza con la smobilitazione di Alitalia da Malpensa,

Scali in crisi ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: crisi Lo scambio Malpensa Fiumicino Voli dimezzati Da ieri lo scalo di Malpensa non è più l'hub di Alitalia. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo la compagnia di bandiera ha lasciato 180 slot su 350 Più aerei a Roma Trasferite a Fiumicino 12 rotte intercontinentali. Lo scalo romano ora sarà connesso con 77 destinazioni, 23 domestiche, 40 internazionali e 14 intercontinentali.

Megaschermi e festeggiamenti. Smirne crede alla vittoria ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: parlare del caso Alitalia. Dice il sindaco di Smirne: "Una volta vinta l'Expo, porteremo a termine un altro aeroporto con una capacità di trasporto passeggeri doppia rispetto a Malpensa ". Ci credono anche i piccoli imprenditori. Un gruppo di esportatori di marmo turchi ha promesso, a proprie spese, la costruzione di un hammam nell'area della Fiera che dovrebbe vedere la luce con l'

La mamma di Carla Bruni: un aiuto? Tranquilli, ne parlerò a mio genero ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per smarcarsi da quei temi che non le stanno rendendo onore: l'Alitalia, i rifiuti di Napoli, la diossina nella mozzarella... "Cosa vuole, non sono molto aggiornata, ho tali montagne di giornali da leggere che non riesco a controllare tutto dalla A alla Zeta. Però da poco ho visto una mozzarella di bufala con sotto la foto di mia figlia Carla.

Malpensa: in un giorno passeggeri dimezzati ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Solo la metà dei voli Alitalia trasferita a Fiumicino Nello scalo romano il traffico è aumentato solo del 15%. Da oggi si teme il vero impatto del trasloco ROMA - L'area del cantiere dove sorgerà nei prossimi mesi l'hotel Sheraton di Malpensa è stata recintata da pochi giorni.

E apre il raccordo con Torino: proprio quando serve di meno ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quella che apre proprio il giorno in cui Alitalia leva le tende da Malpensa, alla fine arrivano tutti. Vincendo l'imbarazzo che una cerimonia del genere dovrebbe suscitare, sgomitano in prima fila il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e quelli del Pd, ognuno rivendicando il merito dell'opera;

Cordata italiana: su eBay 300 euro ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: asta su Ebay per aggiudicarsi, con 5 euro a testa, un posto in una "cordata italiana" per Alitalia. L'inserzione è stata rimossa sabato scorso dall'amministratore del sito per poi ricomparire ieri, rivista e corretta. "Questa volta spero che la lascino" è il commento dell'inserzionista. A ieri sera però c'era una sola adesione.

35.000 ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si tratta della metà dei passeggeri solitamente in transito di domenica 177 I voli che Alitalia effettuava in media giornalmente da Malpensa. Da ieri sono diventati 50 886 I voli stagionali (1 aprile-30 settembre) da Malpensa che Alitalia ha tagliato. I decolli passano da 1.236 a 352.

Spinetta punta sul pre-accordo ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: apertura delle trattative su Alitalia. Nell'intenzione del presidente di Air France-Klm, quello di oggi dovrebbe essere il giorno del preaccordo sulle linee-guida del piano. O della rottura, se i sindacati non vi aderissero. Se prevalesse la prima ipotesi, le parti potrebbero stilare un calendario del negoziato sui cinque tavoli diversi individuati.

Alitalia, trattativa verso i tempi supplementari ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - E' ancora tutta in salita e sono ancora molti i punti critici, ma la trattativa ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: risultato dei contatti del week end tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i piloti della compagnia in vista dell'incontro di oggi con tutte le sigle sindacali. Il tavolo di oggi sarà dunque cruciale, ma non decisivo. Secondo fonti vicine al dossier ci sarebbero infatti le premesse per continuare a trattare, nonostante il fronte dei piloti rimanga quello più duro del confronto.

ROMA Se dipendesse da me, aprirei subito una trattativa a oltranza . Renata Polv ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vorrebbe chiudere la vicenda Alitalia prima possibile. E la vorrebbe chiudere raggiungendo un accordo con Air France, perché "non possiamo far fallire un possibile accordo in cambio di niente". Dove il "niente" sarebbe l'ipotetica cordata alternativa di Berlusconi.. Secondo lei quanto tempo ci vuole per raggiungere un accordo?

ROMA - Nessun inciucio, nessun governo di larghe intese, ma le riforme istituzionali, in cas ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: una lunga analisi dove si afferma che i tanti problemi italiani (dall'Alitalia ai rifiuti di Napoli, alle mozzarelle inquinate) sarebbero risolti, o quasi, da una "grande coalizione". Pubblica anche un'immagine dei due leader, con la scritta: "Veltrusconi". Interpellato dal settimanale, in un primo tempo Veltroni ha risposto, "probabilmente".

Il ritorno dei voli Alitalia, duemila in fila per partire ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fiumicino Mattinata difficile dopo il trasloco da Malpensa Il ritorno dei voli Alitalia, duemila in fila per partire Fino a duemila persone in coda per passare i controlli di sicurezza. è stata una mattinata di confusione, quella di ieri, all'aeroporto di Fiumicino. A causare i disagi, il nuovo orario estivo: il Leonardo da Vinci ha assorbito 77 voli Alitalia cancellati a Malpensa.

ROMA Veltrobomber spunta tra le tende e le bandiere di piazza Fiume, cioé a ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Ma come si fa a votare uno che vuole far comprare l'Alitalia ai figli e poi dice di no, si inventa cordate...possibile che gli italiani credano ad uno così?". I tifosi sono tifosi. Berlusca non viene nemmeno nominato, quasi che il bon ton e la serenità veltroniana avesse fatto un po' di breccia in Curva Sud.

Fiumicino, partenza a singhiozzo ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mattinata difficile per il ritorno dei voli Alitalia Lunghe file nelle prime ore del mattino, ieri, a Fiumicino: era il primo giorno dello spostamento di 77 rotte da Malpensa Un'ora di preoccupante congestione in mattinata, tra le 7 e le 8, con punte di circa 2 mila passeggeri assiepati davanti ai controlli sicurezza riservati ai transiti.

Confalonieri: i no a Silvio? Poi però aveva ragione lui ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Berlusconi, a loro non la vuole proprio dare. Oppure, lo ammetta: è solo campagna elettorale? "Ammetto che, se lo fosse, sarebbe comunque geniale. Ma non credo lo sia. Silvio si è impegnato, potrebbe stupirci una volta di più. Poi, obiettivamente: si è mai vista una trattativa così?

ENERGIA ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A Malpensa l'Alitalia ha uno sportello riservato per questo, ma è sempre chiuso! Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it BOLLETTE Gli aumenti Leggiamo in questi giorni dei prossimi aumenti, 4,1% per l'elettricità e 4,2% per il metano, percentuali che ci ritroveremo prossimamente in bolletta.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Spinetta a Roma Oggi il presidente di Air France-Klm, Spinetta, sarà a Roma per incontrare i sindacati in vista dell'acquisizione di Alitalia. L'obiettivo è rispettare la scadenza del 31 marzo con un'intesa quadro e poi trattare e chiudere dopo le elezioni.

E Fiumicino fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo da ieri ... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E Fiumicino fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo da ieri dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di passeggeri. Sono infatti partiti quasi tutti a pieno regime i primi collegamenti spostati, da Milano Malpensa sullo scalo della Capitale. - -->.

MILANO - ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-K ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-Klm e i sindacati. All'appuntamento Jean-Cyril Spinetta, si troverà dall'altra parte del tavolo, uno schieramento sindacale che ha bocciato senza appello la sua proposta ma che ha accettato il confronto.

Di GUIDO BANDERA - MALPENSA (Varese) - ALITALIA ha preso il vol ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA ha preso il volo, forse per sempre, dallo scalo varesino di Malpensa, ma i cartelloni con i loghi della compagnia di bandiera, staccati sabato quasi alla chetichella dai banchi del check-in del nuovo terminal, tutto marmi e acciaio, sono già in parte stati rimpiazzati.

E' NORMALE che il paese dei baby-pensionati mandi in pensione il suo più ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma il problema sarà come farli arrivare perché l'aeropoprto intercontinentale di Alitalia è sparito e a Malpensa non si arriva più nemmeno da Firenze o Bologna, figuriamoci da più lontano. Sconsolante, vero? Sì, e avremmo una gran voglia di dire che tutto quello descritto è solo uno scherzo. Invece purtroppo, è tutto vero.

Di ANTONELLA COPPARI - ROMA - DICE: Votate compatti il Pdl ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: torna ad accusare la sinistra della questione rifiuti in Campania ("l'immagine dell'Italia nel mondo è stata deteriorata") per poi rilanciare su Alitalia: "E' inaccettabile la perdita della compagnia di bandiera ? conclude il Cavaliere ? perchè si rischia di disincentivare il turimo nazionale, che è uno degli assi portanti del nostro sistema Paese e della nostra ricchezza". - -->.

Intese no, riforme sì Veltroni precisa: Chi vince governa, ma niente inciuci ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: VELTRONI poi torna a stigmatizzare il comportamento del Cavaliere sul caso Alitalia. "C'è una grande irresponsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere. La trattativa è delicatissima. Ci sono in ballo le sorti dei lavoratori di Alitalia e il futuro di Malpensa. Il Paese deve essere unito e invece si parla di cordate, di 'figli di', si annunciano nomi e il titolo crolla.

Di BEATRICE BERTUCCIOLI - ROMA - LA SUA LISTA</ ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Dovrei occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle donne dell'aborto".

Si vergognino di contestarmi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Dovrei occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle donne dell'aborto".

"alitalia, poco spazio per trattare" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La prospettiva industriale per Alitalia è davvero troppo striminzita". Negoziato in salita, dunque, anche se non ci sono più vincoli temporali strettissimi dopo che le casse dell'Alitalia sono meno vuote, grazie ai 148 milioni arrivati dalla cessione di sue azioni Air France e dal rimborso di un credito di imposta Irpeg.

Il day after di malpensa "in una notte è finito tutto" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I check-in Alitalia sono deserti. I saloni dei transiti ? fino a ieri una bolgia ? sembrano corsie di un obitorio. Poche sigle Az sui tabelloni (ieri sono decollati 102 aerei Alitalia contro i 380 di settimana scorsa) e pochi passeggeri in aeroporto (a sera saranno 35mila passeggeri contro i 74mila di pochi giorni fa).

Fiumicino invaso: "sembra agosto" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e i nostri tecnici - sminuisce una fonte aeroportuale - sostengono che a regime la quota Alitalia salirà solo dal 40 al 45%". Ma la crescita non riguarda solo Alitalia: a maggio sarà operativo il low cost a lungo raggio di Zoom Airlines per Toronto e Montreal, e a giugno sbarcherà AeroMexico con voli diretti per Mexico City e Monterey.

"mi frena solo la scaramanzia ma ho pochi dubbi sulla vittoria" ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se poi ci sarà una nuova compagnia di bandiera al posto di Alitalia, meglio ancora". Non si sente responsabile della carenza di collegamenti che ancora caratterizza l'aeroporto varesino? "Queste sono accuse ridicole. Gli interventi infrastrutturali rientrano nelle competenze dello Stato. C'è stata una certa lentezza da parte dei vari governi che si sono succeduti,

Segue alitalia ( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue alitalia 5 agosto 2005 - La direzione Alitalia, forte anche di una sentenza favorevole del Tribunale di Roma, comunica la decisione di sospendere ogni rapporto negoziale con il Sult, in quanto sindacato non firmatario di alcun contratto collettivo applicato in azienda, nonché a causa della sua indisponibilità a rispettare le regole poste dalla Commissione di Garanzia.

Ambrogio Lunedì decisivo sotto il duomo ( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scalo che ieri ha visto dirottati su Fiumicino 180 voli Alitalia. Ma c'è anche un'altra coincidenza. Lo switch delle rotte Alitalia su Fiumicino è avvenuto il giorno prima di quella che, in molti, hanno definito la rivoluzione dei cieli: la liberalizzazione delle rotte in base all'accordo Open Skies tra Usa e Ue, che ha visto assente, almeno per ora, Alitalia: "Malpensa Open Skies?

Storia il sult affossò la compagnia, ora tocca a cgil-cisl-uil salvarla ( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uil salvarla Quando il centrodestra tarpò le ali ad Alitalia Lo stesso Silvio Berlusconi, che oggi deliberatamente intralcia la trattativa in corso tra Alitalia ed Air France con annunci fantasiosi di cordate italiane inesistenti (poi derubricati ad "appelli patriottici"), nel 1994 era a capo del governo che mise il primo grosso bastone nelle ruote del risanamento di Alitalia,

Rai e Mediaset si mettano assieme ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lo vediamo nella follia della trattativa Alitalia, con i sindacati che stanno giocando con una bomba atomica". Senta, si sono visti molti politici entrare con lo stesso entusiasmo e due mesi dopo... "Sono convinto che sarà un inferno. Gabriella Carlucci si è fatta un mazzo, l'ha presa seriamente e poi la sbeffegiano.

Da Malpensa se ne vanno i voli ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lo stesso giorno cioè in cui l'Alitalia ha spostato circa 200 voli da Milano a Fiumicino. Una prova della concretezza padana è stata definita l'opera nel corso dell'inaugurazione ha cui ha partecipato anche il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, e il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci.

Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile.

Nuovo round Air France e sindacati ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: round Air France e sindacati Missione impossibile ma da oggi la trattativa per chiudere la vendita di Alitalia entra nella strettoia finale. L'appuntamento è presso sede della Magliana e vede seduti al tavolo da una parte, Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm e dall'altra i sindacati. Nove sigle che hanno bocciato senza appello la sua proposta per un accordo quadro.

Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo ... Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm.

Passeggeri bloccati, caos a Fiumicino ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lo scalo aeroportuale romano ha avuto così il suo "battesimo del caos" dopo il trasferimento da Malpensa di circa 200 voli Alitalia. Ed è stato solo un assaggio di quel che potrebbe capitare già oggi, con le tratte business e i pendolari del traffico aereo. Sotto stress soprattutto gli operatori dei controlli passaporti: ritardi anche nella riconsegna dei bagagli.

"fiumicino, un traffico da ferragosto" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in Alitalia di Fiumicino, consultando la tabella degli incarichi del giorno, stravolti e moltiplicati dai duecento nuovi voli trasferiti da Malpensa con l'entrata in vigore dell'orario estivo. "Il cambiamento - spiega - per noi è radicale: prima avevamo solo pochi banchi, ora abbiamo mezzo aeroporto, compresi alcuni banchi che non sapevamo nemmeno esistessero.

Inaugurata la superstrada boffalora-malpensa ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Boffalora inaugurata proprio nel giorno dei tagli di Alitalia. La strada permetterà di collegare l'aeroporto alle aree del torinese e del novarese, oltre a offrire un collegamento alternativo tra Milano e Malpensa, alleggerendo così l'autostrada A8 dei Laghi, attualmente l'unica via d'accesso allo scalo varesino per chi proviene da Milano.

Alitalia, ultima chiamata ( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Anche il "fronte del no" apre alla trattativa con Air France ( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vendita di alitalia Oggi riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non ci sono alternative". A Malpensa primo giorno di tagli 31/03/2008.

Benvenuti nel deserto di Malpensa, immagini spettrali di un ex hub ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: adesso pagano di persona la scelta del governo Prodi: ovvero la crisi dell'Alitalia. Sono loroa guidare il cronista nell'ex hub del Nord: "Le quattro isole del checkin Alitalia sono diventate due, le insegne della freccia tricolore divelte e il tappeto di poliestere rosso della zona Magnifica, la prima classe Alitalia, gettato là, nella monnezza".

Il rebus del Senato e il peso degli indecisi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal dissesto dell'Alitalia ai buchi neri in tanti settori dell'economia, c'è tutto un campionario di emergenze che non hanno certamente dissipato quel senso di sconforto e di rabbia che milioni di italiani provano nei confronti dei politici che si sono avvicendati alla guida del Paese in questi ultimi quindici anni.

Il governo ha tradito la tutela dell'interesse nazionale ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sulla situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile.

A Fiumicino prove di caos ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affluenza dei circa 200 voli Alitalia trasferiti da Malpensa. Un passaggio obbligato della compagnia di bandiera italiana che segna l'avvio del trasloco della maggior parte delle rotte intercontinentali sull'hub capitolino. I picchi di maggiore caos, con 4mila passeggeri in più in transito allo scalo romano, si sono registrati tra le 7 e le 8 del mattino e tra le 19 e le 20 della sera.

L'unico vero perdente è Padoa Schioppa ( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa il V day di alitalia L'unico vero perdente è Padoa Schioppa Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm.

Alitalia, Craxi -Ps- 'La seconda Repubblica ha espresso dei manager disastrosi' ( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Alitalia, Craxi (Ps): "La seconda Repubblica ha espresso dei manager disastrosi" Roma, 31 mar. - “L'annuncio di un taglio dei voli alla Malpensa fatto dall'amministratore delegato di Alitalia è una cosa da 'scriteriati': i manager della seconda Repubblica si sono dimostrati veramente un disastro senza pari”

Ricerca, questa sconosciuta! ( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nell'ultima settimana (o forse più) ci siam dilaniati attorno all'affaire Alitalia: come se potessimo davvero opporci all'inarrestabile forza del Mercato! Ma tra i tanti temi sepolti nel dimenticatoio dai nostri politici, uno merita particolare attenzione: l'assoluto e generalizzazto silenzio su Ricerca e Sviluppo (R&D).

Alitalia nuovo confronto con Spinetta ( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro tra sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei sindacati con Spinetta).

Alitalia: nuovo confronto con Spinetta ( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro tra sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei sindacati con Spinetta).

Alitalia, Silvio ci salvi dalla colonizzazione di Air France ( da "Avanti!" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel senso che nessun dato ufficiale è venuto fuori sulla situazione dell'Alitalia, tutto è stato lasciato alla ben poca attendibilità dei dati pubblici, letti magari sul sito dell'Alitalia: dunque, non è venuta fuori nessuna offerta realmente vincolante. Non basta ancora: il governo, nel frattempo, permette che il titolo Alitalia sia oggetto di speculazioni anche significative,

Berlusconi: "Lo show di Veltroni è finito" ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche il suo auspicio per il futuro di Alitalia, sottolineando la necessità dinonfarsi "colonizzare" da Air France."Spero che la nostra compagnia di bandiera appartenga a un gruppodi imprenditori italiani. Credo che un Paese come l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del Pil,nonpossa rinunciare a una compagnia di bandieraperché se AirFrance colonizza Alitalia,

L'arma segreta del Cav ( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La cordata italiana per Alitalia esiste e sarà l'arma vincente di Berlusconi". Chi parla con così tanta sicurezza è il sondaggista Luigi Crespi, uno che per sette anni è stato al fianco del Cavaliere. "Se non è così, significa che è impazzito", anche se poi i segnali sono di tutt'altro tipo: "secondo me sta mettendo in atto la sua solita strategia e tre giorni prima del voto,

Intervista a Daniel Imperato / Gli italiani d'America stanno con Berlusconi ( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ce la facciamo a non svendere Alitalia ed a costruire il Ponte sullo Stretto? Solo Berlusconi può realizzare certi sogni. Sono disponibile ad aiutare Berlusconi per la questione Alitalia e per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. L'Italia ed il mondo funzionano differentemente da come l'ha pensata Romano Prodi.


Articoli

"Addio a due voli su tre Non è più un aeroporto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Malpensa deserta "Addio a due voli su tre Non è più un aeroporto" Lo scalo di Milano La hostess con gli occhi lucidi: "Volevano farci morire e ci sono riusciti" [FIRMA]FABIO POLETTI INVIATO A MALPENSA Un radioso avvenire dietro le spalle. I lavori per il nuovo Sheraton a cinque stelle sono iniziati due settimane fa. Ieri hanno inaugurato la bretella che porta alla Milano-Torino. Decollano le infrastrutture e Malpensa va in picchiata. In questo vuoto pneumatico di vetro e acciaio disegnato da Ettore Sottsass svaniscono i banchi Alitalia e i passeggeri. "Fino a sabato i nostri check-in occupavano quattro file. Oggi ne sono rimasti due", guarda al nulla Elisa, hostess di terra al banco 201, classe Magnifica, nemmeno un passeggero alle quattro del pomeriggio. Sui tabelloni degli orari i voli Alitalia sono sempre meno. Sulle pareti dei check-in si intravede ancora il logo della compagnia sostituito da Air One, Malev e Turkish Airlines. "Volevano che Malpensa morisse e ci sono riusciti. La cordata di Berlusconi? Dov'era tre anni fa quando iniziavano i guai di Alitalia? Era al governo. La sua è solo propaganda elettorale...", non crede ai miracoli Manuela, divisa blu della Sea e occhi lucidi. Ci vorrebbe un miracolo per far ripartire questo scalo perso nel nulla del Parco del Ticino. Don Angelo, il sacerdote della parrocchia al piano partenze, non è abbastanza. Sul muro ha appeso un cartello: "Non sono in aeroporto". In questa prima domenica con il nuovo orario Alitalia - si chiama all'inglese Network summer 2008 - rimangono 50 voli. Quelli finiti sotto la scure sono 181, delle 86 destinazioni dell'anno scorso ne rimangono 51. Niente più voli per New York, Boston, Miami, Rio de Janeiro e il Nord Africa. Sulla fiancata di un taxi svetta la pubblicità verde smeraldo di Alitalia: "Da giugno nuovi voli per Los Angeles. Cinque volte la settimana". Non si capisce se da qui o da Fiumicino. Aquila 49 guida la fila di tassisti con il motore fermo da ore come il tassametro: "Mi sa che non conviene più venire a Malpensa". I frequent flyer in completo scuro e 24 ore da mesi studiano nuove rotte. Pochi scenderanno verso Fiumicino per andare in Nord Europa. Meglio puntare su Parigi, Francoforte, Amsterdam. "Vado spesso in Giappone. Per Tokyo c'era un volo al giorno. Adesso solo tre la settimana. Dovrò rivedere l'agenda", assicura un manager in gessato, il caffè bevuto in fretta prima di imbarcarsi per l'ultimo volo. Raffaella, cassiera al bar "Mychef" giura che la crisi è nerissima: "C'è meno gente, basta guardarsi attorno". I conti sono sul piatto: i passeggeri scendono da 60 a 35 mila, i movimenti valigie crollano della metà, fino a 28 mila al giorno. A neanche dieci anni dalla sua inaugurazione - era il 25 ottobre '98 - Malpensa muore. Per 900 dipendenti della Sea inizia una cassa integrazione che andrà avanti almeno due anni. Altri 300 sono stati prepensionati. Spariscono nel nulla 400 lavoratori interinali. Se si conta l'indotto sono in crisi un paio di migliaia di posti di lavoro. "Chi può cerca di andarsene. Ma non è facile. La professionalità è identica per tutti. Vediamo se arrivano nuove compagnie. Comunque mi sto guardando in giro", pensa al futuro la hostess Elisa, laurea in tasca e contratto part time verticale. Dopo otto anni di lavoro ogni venerdì, sabato e domenica - Natale, Pasqua, Capodanno compresi - la busta paga non arriva a mille euro. Su Malpensa che muore sventola la bandiera della nuova Europa. Da oggi non c'è bisogno del passaporto per volare nella Repubblica Ceca, in Slovenia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia. Volendo si farebbe prima, sono state semplificate le procedure. Ma da Malpensa non c'è più un volo. Cancellati come i collegamenti interni con Ancona, Bologna, Bolzano, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Pisa, Perugia, Trieste e Venezia. Laura Martinelli, responsabile dei check in Alitalia, guarda ai banchi semivuoti e alla pista con gli aerei fermi: "E' il deserto. Non sembra nemmeno più un aeroporto". In giornata ha detto la sua il governatore della Lombardia Roberto Formigoni: "Noi non ci arrendiamo. Il traffico aereo è qui. Avremo due anni di penitenza, ma già dal 2010 Malpensa tornerà a essere grande".

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Inaugurata ieri la bretella con l'A4 (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Quasi una beffa Inaugurata ieri la bretella con l'A4 Una beffa. Attesa per tanti anni, la "bretella" autostradale Malpensa-Boffalora è stata inaugurata proprio nel giorno in cui Alitalia ha trasferito quasi tutti i suoi voli a Fiumicino. In concreto si tratta di 18,5 chilometri di superstrada all'altezza dello svincolo per Vanzaghello. Adesso chi arriva dall'autostrada A4 Torino-Milano adesso non dovrà più inventarsi un percorso per arrivare in aeroporto. E chi proviene da Milano trova un'alternativa più comoda alla A8 (l'autostrada dei Laghi). All'inaugurazione erano presenti il numero uno dell'Anas Pietro Ciucci, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, l'assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo e il presidente della provincia di Milano Filippo Penati. La nuova infrastruttura intende essere una prova di concretezza da parte del Nord, anche se si tratta di un'opera tardiva, visto che la difficile accessibilità è stata la maledizione di Malpensa per tutta la decina d'anni di vita del nuovo aeroporto, senza contare i decenni del precedente e più piccolo scalo che portava lo stesso nome.

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"Disastro annunciato all'imbarco dei bagagli" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Fiumicino nel caos "Disastro annunciato all'imbarco dei bagagli" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Roma, ore 16 di ieri, giorno primo della controrivoluzione Alitalia a Fiumicino. Al Terminal A, quello nuovo tutto acciaio e vetro dedicato ai voli nazionali e business, è una domenica come tante. Un gruppo di ragazzi in carrozzina della Briantea 84 di Cantù, neo campioni italiani di minibasket, entrano per imbarcarsi sul Roma-Linate. Niente file, banchi vuoti. "Tutto bene", dice l'allenatore. Pochi metri più in là, all'ingresso dei Terminal B e C, è un altro mondo. Verso le 17 ai varchi di sicurezza delle partenze al Terminal B si forma una fila lunghissima di passeggeri. Un gruppo di giapponesi guarda divertito una comunità di piccioni (con rumorosa prole) che sverna nei piloni proprio sotto una scala mobile a fianco dei banchi check-in delle partenze intercontinentali. A metà mattina, complice l'arrivo dei primi voli a lungo raggio trasferiti da Malpensa, si è ingorgato lo smistamento bagagli. Agli arrivi i ritardi nella riconsegna sfiorano il quarto d'ora. Almeno 200 valigie di viaggiatori in transito restano bloccate a causa dei ritardi all'"irraggiamento di sicurezza", ovvero i controlli per i passeggeri in arrivo da destinazioni extraeuropee. Aeroporti di Roma ha ristrutturato il nastro di smistamento per gli addetti dello scalo, ma non basta. "Per di più manca il paracolpi di sicurezza", denuncia Antonio Vasciaveo, delegato del sindacato Sdl per Alitalia Airport, la società di handling della compagnia di bandiera. Per evitare disagi ai viaggiatori in arrivo al Terminal C (dove il nastro per i viaggiatori è troppo piccolo) i bagagli di alcuni voli in arrivo vengono spostati al Terminal B. Il problema è lo stesso che l'estate scorsa ha paralizzato il sistema di gestione bagagli dello scalo: l'infrastruttura è ancora carente. "Ritardi - spiega Vasciaveo - ci sono stati anche nell'assistenza sottobordo", ovvero nello scarico bagagli dai velivoli Alitalia. Per evitare il peggio, la compagnia ha organizzato turni straordinari fra i dipendenti. Da oggi Alitalia sposta su Fiumicino circa 150 dei 180 voli tagliati a Malpensa: ieri ne sono atterrati poco più di 80. Vitaliano Turrà, direttore dell'ente per l'aviazione civile di Fiumicino, si sforza di essere ottimista: "Per la giornata che ci aspettavamo possiamo dire che le cose sono andate benino. In un giorno si sono accavallate quattro criticità: la rivoluzione di Alitalia, l'ora legale, l'orario estivo e se non bastava pure l'ingresso nell'area Schengen di nove Paesi come la Polonia e i Paesi baltici". Il giorno critico sarà oggi, quando il Terminal A sarà pieno di passeggeri in partenza per lavoro. L'Enac teme l'aumento enorme dei transiti, ovvero proprio le conseguenze del ritorno di Fiumicino al ruolo di unico hub di smistamento Alitalia da e per il resto del mondo. "Il numero di persone che arrivano o devono partire raddoppierà", stima Turrà. "Per evitare ingorghi, da stamattina i varchi di sicurezza passeranno da quattro a sette". Resta il problema dei bagagli, più lenti dei passeggeri a passare da un aereo all'altro. Per smaltire il lavoro, il ministero degli Interni permette ai bagagli in arrivo da Stati Uniti, Canada, Giappone e Israele e diretti verso altre città italiane di evitare altri controlli. "Purtroppo la gran mole dei bagagli non è quella", spiega Vasciaveo, che teme per stamattina "un mezzo caos". Perché oltre al problema bagagli, Fiumicino da oggi dovrà anche evitare incidenti diplomatici con le altre compagnie. Ieri alla direzione di Adr sono arrivate le lamentele di alcuni concorrenti di Alitalia per essere stati costretti in "piazzole remote" (quelle servite solo con i bus) per far spazio in quelle principali ai nuovi arrivi dirottati da Malpensa. Fra i più irritati American Airlines ed Air One, che per questo ha dovuto ritardare il rifornimento di cinque voli in partenza. "Le operazioni si stanno svolgendo regolarmente", dicevano ieri da Adr. Per oggi l'ordine di servizio è dita incrociate.

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Intervistato da Newsweek, Walter Veltroni ripropone la sua idea di un governo che può t (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Rovare una base comune di lavoro. Ieri mattina, a commento dell'intervista, mentre precisava che "non esiste nessun inciucio", confermava però che "esiste la necessità di fare, con larghe intese, le riforme istituzionali e la riforma elettorale". Chiarezza e precisazione insieme, per una volta, invece di contraddirsi, paiono un perfetto specchio della biforcazione cui è arrivata la campagna elettorale del leader del Pd alla soglia dello sprint finale: come tenere insieme un futuro programmatico e lo scontro in atto con Berlusconi? Decisione non da poco. Scendere in campo per superare il quindicennio dominato da Silvio è stata la seconda grande intuizione del progetto di rinnovamento di Veltroni (la prima quella di correre da solo). Rifiutare l'antiberlusconismo è un'operazione che ha molte ricadute. Un risultato, evidente, è quello di sciogliere una sinistra dallo scoglio cui è aggrappata (l'anti-Silvio) e riportarla in mare aperto. Con il vantaggio di farle ritrovare il gusto di affrontare molti temi, e anche di farla passare, tatticamente, dalla posizione di chi è contro qualcosa, dunque in difesa, a quella di chi è a favore di qualcosa, dunque in vantaggio. Ma risultato ancora migliore è che la tattica di sganciarsi dal "totem", alla fine riesce a sganciarti anche dalla persona: il dimenticare Berlusconi (anche nominalmente) come un modo per liberarsi da Berlusconi stesso. La riconciliazione nazionale non come un gesto di bontà, ma come sottile tattica per detronizzare l'avversario dalla sua centralità politica. Finora questa idea ha funzionato. Veltroni sembra infatti essere riuscito a riportare nelle sue mani il messaggio dell'apertura e lasciare in quelle di Berlusconi il messaggio del risentimento. Parte di questo successo è dovuto anche alla fiducia che gli hanno dato le forze più radicalmente antiberlusconiane del centro-sinistra, che sembrano aver capito i vantaggi di questa rottura. Almeno finora. Più ci si avvicina alla data delle elezioni, infatti, e più è difficile per Veltroni mantenere la sua rotta. Il primo nemico dei suoi propositi è Berlusconi stesso, che ha fatto salire il tono delle polemiche, tornando sui temi preferiti, dai "comunisti" ai giudici, e riproponendo in pieno il suo doppio ruolo di uomo d'affari e leader politico. Al punto che, a quindici giorni dalle urne, nel dibattito nazionale è quasi scomparsa ogni traccia d'intesa politica bipartisan per il futuro del Paese, se si eccettua la brillante opinione di Giulio Tremonti. La ripresa di vigore dello scontro sui terreni più tradizionali sta provocando però anche nel centro sinistra più di un prurito, e di sicuro una complicazione: Veltroni è stato infatti negli anni passati il politico cui si è ispirata la sinistra più antiberlusconiana, quella stessa che ha sempre vissuto D'Alema come un "inciucione". Questa sinistra ha finora dato fiducia a Walter, ma diventa sempre più difficile agli occhi dell'elettore del Pd sostenere - a fronte della nuova attivizzazione di Silvio, ad esempio sull'Alitalia - che la critica a Berlusconi sia solo una "malformazione culturale". Davanti a un Berlusconi che ripropone il suo modello cresce nel centro sinistra dunque la voglia di seguirlo sul suo stesso terreno. È in questa atmosfera che vengono date le ultime carte della campagna. Sul tavolo delle war rooms dei due schieramenti le indagini di voto arrivano comunque, per quanto ne sia proibita la pubblicazione. Numeri che sembrano misurare una sorta di apice raggiunto dalla battaglia finora, un trend di progressivo ravvicinamento fra i due schieramenti, con in mezzo un buon numero d'indecisi. Come conquistare questi voti è ora il problema dello sprint finale. Qui nasce l'ultima decisione. Silvio Berlusconi ha certamente ritrovato il suo vigore nell'imboccare la strada del "fare", quella appunto del politico e imprenditore, anche se dà segni di nervosismo nel suo continuo attacco a Casini per la dispersione di voti. Veltroni invece si trova a un punto più complicato: la sua rassicurazione che non ci sarà "un inciucio" è la prova che ha bisogno d'inviare messaggi a chi dei suoi comincia a non capire più il suo approccio. D'altra parte, il ripresentare a interlocutori rilevanti come Newsweek l'idea di un governo comune con il Pdl, sia pure solo per le riforme, non è casuale. E se questa è la direzione per rassicurare il mondo internazionale, non può certo ora bruciarla in una lotta corpo a corpo con Berlusconi, cancellando ogni possibile ricostruzione futura di un clima di salvezza nazionale. Come fronteggiare allora l'esuberante Berlusconi e, insieme, il nervosismo di un elettorato che ancora teme il leader del Pdl? Cosa serve di più nel conquistare gli indecisi? Andare allo scontro con Silvio o rimanere fermo sull'idea di un governo che aiuti l'Italia? Una decisione non da poco. Sarà un comunicatore così esperto Walter da riuscire ad aggirare tutte le trappole che gli apre Silvio? Può essere. Ma anche no. Lo studio del tipo di campagna del Cavaliere prova che la sua tattica è quella di concentrare nelle ultime ore dello scontro sorprese e colpi di scena. Allacciamo le cinture dunque: la sfida vera, in qualche modo, comincia ora.

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A Malpensa con la bretella ma adesso mancano i voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

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PARADOSSO A Malpensa con la "bretella" ma adesso mancano i voli Quasi una beffa. La bretella Boffalora-Malpensa, che accorcia i tempi del collegamento con l'aeroporto, è stata inaugurata ieri mattina dal ministro Di Pietro. Nella stessa giornata Alitalia ha cominciato la smobilitazione dei voli dallo scalo varesino, trasferendoli a Fiumicino. Da oggi diventa più difficile per operatori economici, imprenditori e turisti del Nordovest raggiungere località lontane. Ma Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, dice: "Malpesna non morirà". Quaglia a pagina 61.

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Malpensa, la bretella c'è ma ora mancano i voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

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LA BEFFA.AEROPORTO PIU' VICINO AL PIEMONTE Malpensa, la bretella c'è ma ora mancano i voli Inaugurato ieri il collegamento diretto con Boffalora [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA BOFFALORA (MILANO) Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa (istituito fra le Camere di Commercio di Milano, Varese e Novara) non sa se gioire per l'inaugurazione stradale alla quale ha partecipato ieri con il ministro Antonio Di Pietro e Formigoni, o infuriarsi per "la presa in giro" dei voli tagliati. La seconda ipotesi è la più probabile, visto che domani, Comazzi, imprenditore novarese ed esponente di Confindustria, dovrà andare in Egitto. "Il paradosso - dice - è che potrei arrivare in meno di mezz'ora da Novara ai parcheggi di Malpensa, grazie alla bretella di collegamento inaugurata ieri, ma ai check-in mi direbbero probabilmente che il volo non esiste più. Non solo: per raggiungere Roma in tempo dovrei alzarmi alle quattro del mattino, oppure andare a dormire nella capitale la sera prima". Lui e gli altri operatori economici del Nordovoeste avevano atteso quella bretella da anni, perchè, per i piemontesi soprattutto, andare a Malpensa è sempre stata un'Odissea seguendo i meandri della Gallaratese, la strada che collega Oleggio, in provincia di Novara, allo scalo. In mezzo, quel ponte maledetto sul Ticino, un budello che obbliga il transito a senso unico alternato quando s'incrocia anche solo un furgone. Un calvario sino a quando non sarà realizzato il nuovo viadotto, già finanziato. Nel frattempo ci ha pensato la Lombardia: così ieri mattina Di Pietro ha ufficialmente aperto la bretella tanto agognata, la superstrada Boffalora-Malpensa, che si stacca dall'A4 in territorio lombardo, prosegue per 18,6 chiloemtri e porta in un lampo all'aeroporto. Come dire: tutto il Piemonte entra sull'autostrada Torino-Milano, esce ala casello di Mercallo-Mesero a Boffalora, imbocca il collegamento, a due corsie per ogni senso di marcia, e in pochi minuti arriva all'aeroporto. L'opera è costata 208 milioni di euro, interamente finanziati da Anas. All'inauguraizone, con Di Pietro e Formigoni, l'assessore alle infrastrutture e mobilità, Cattaneo, della Regione Lombardia, il presidente Anas Pietro Ciucci, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Un evento storico, che coincide con la data della doccia fredda: il trasferimento di 180 voli da Malpensa (oltre il 70%) a Fiumicino. Da una parte quasi una beffa, dall'altra sembrerebbe una contromossa con cui lo scalo varesino risponde ad Alitalia che sta abbandonando Malpensa. In realtà la coincidenza è fortuita, ma nessuno avrebbe voluto che l'inaugurazione della Boffalora-Malpensa arivasse proprio nel giorno della smobilitazione della compagnia di bandiera. Ieri mattina a Vanzaghello (Milano), dove è avvenuto il taglio del nastro, Di Pietro ha detto che "Malpensa vale 10 volte Alitalia e per questo ho continuato a investirci" e che "la questione Alitalia va separata dalla questione scalo, Malpensa dovrà essere un punto di riferimento di tutte le compagnie aeree che vorranno allocarsi". E Giuseppe Bonomi, presidente Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, si rifiuta di credere che con il taglio dei voli sia segnata la morte di Malpensa: "Di morire non se ne parla, non moriremo mai, siamo un asset industriale strategico". L'obiettivo è di far tornare Malpensa un hub nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, a pochi chilometri da qui, volti corrucciati, a cominciare dai numerosi taxisti in attesa davanti al lato arrivi dell'aeroporto: corse più che dimezzate durante il giorno. Con i 900 dipendenti dell'aeroporto già in cassa integrazione, a cascata si teme che gli effetti si facciano sentire anche sull'indotto. Altra conseguenza diretta: calo di presenze negli alberghi della zona, dove alcune struttre erano state realizzate proprio in relazione all'ipotizzato sviluppo di Malpensa. L'onda lunga di questa situazione arriva sino a Novara, dove all'hotel "La Bussola", che aveva stipulato accordi diretti con Alitalia per ospitare hostess, piloti e passeggeri in trasferimento o in attesa di voli, è già avvenuto un dimezzamento di questa clientela.

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Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita) con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

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ALITALIA IL GIORNO DECISIVO Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita) con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti.

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[FIRMA]LUIGI GRASSIA In questo weekend il mondo del trasporto aereo è cambiato da così (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

A così, e nelle prossime settimane cambierà ancora un bel po'. In Italia abbiamo avviato il trasloco da Milano a Fiumicino del 70% delle rotte di Alitalia ed è scattato l'orario estivo. Allargando l'orizzonte alle relazioni inter-atlantiche, ieri è partita la rivoluzione dei "Cieli aperti" fra l'Europa e gli Stati Uniti, un accordo grazie al quale qualunque compagnia potrà collegare un continente all'altro senza vincoli di partenza; quindi (ad esempio) la Air France farà decollare voli per New York e Los Angeles non solo da Parigi ma anche da Londra, e la British Airways farà la stesso da Parigi. E un'accentuata concorrenza è in arrivo anche sulle rotte nazionali perché Ryanair, la compagnia irlandese a prezzi stracciati, che fino ad ora aveva sempre operato in Europa da Paese a Paese, ha appena annunciato l'apertura della sua prima rotta interna in Germania (fra Berlino e Francoforte) e il 2 maggio lancerà il suo primo collegamento franco-francese tra Beauvais (in Normandia) e Marsiglia. Ryanair, ovviamente, non ha neanche bisogno di appellarsi ai Cieli aperti Usa-Ue, perché essendo europea gode già del mercato libero continentale. Se e quando la compagnia irlandese deciderà di lanciare rotte interne anche in Italia, i giochi si spariglieranno pure per Ali-Air France; ma nel frattempo Alitalia subirà, da subito, una pressione concorrenziale accresciuta dallo stesso accordo "Open skies", perché le americane United e American Airlines cominceranno a operare in Europa aprendo (di fatto) rotte fra Stato e Stato del Vecchio continente, cosa che finora non potevano fare. Sarà permesso, infatti, il "cabotaggio": cioè un volo di linea, poniamo, in arrivo da Chicago a Madrid, potrà proseguire per Roma imbarcando nuovi passeggeri e quindi, di fatto, opererà su una rotta inter-europea. Restano vietati invece i collegamenti all'interno di un singolo Paese. Oggi alla Magliana riparte (in salita) il confronto fra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta. Ci saranno tutte e nove le sigle, compresa l'Anpac dei piloti che aveva minacciato di disertare l'incontro. Quindi la linea è trattare, e non mettersi di traverso. Silvio Berlusconi rivendica: "Il mio appello agli imprenditori italiani è servito, perché Air France aveva detto al governo e ai sindacati "prendere o lasciare" ma dopo il nostro intervento ha dovuto cambiare strategia e trattare senza ultimatum. Anche se ancora non basta". Gli risponde il leader del Pd, Walter Veltroni: "Parole irresponsabili. È stato presidente del Consiglio per 5 anni e non ha risolto il problema Alitalia. Adesso bisogna andare avanti con Air France". Curiosa uscita di Claudio Lotito: "Datemi 5 anni e io rimetto a posto l'Alitalia". Ma il presidente della Lazio ha aggiunto di non essere parte di alcuna cordata.

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Il popolo del Pd racconta on line la sua campagna (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)

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I'm young, I'm Pd Fare politica a 18 anni non è facile. I coetanei spesso non ti capiscono e i grandi non sempre ti ascoltano, ma io la faccio lo stesso perché mi diverto. Come in altre campagne elettorali ho passato pomeriggi interi a piegare volantini, a imbustare lettere e a discutere con gli amici indecisi per convincerli della validità del nostro progetto. È venuto a trovarci nel ricco nord-est, a Pordenone per essere precisi, il ministro Damiano; grande partecipazione e grande disponibilità del ministro a scambiare qualche parola con me sulla precarietà. Ma l'emozione più grande c'è stata qualche settimana fa: 4000 persone a sommergere con applausi infiniti il segretario Veltroni. Un palazzetto dello sport forse inadatto ad accogliere tutti. E sì che è una terra difficile! Erano le 20.30 e qualche ora dopo sono partito per la gita in Grecia, la gita dell'ultimo anno di scuola prima dell'esame di maturità... il cartellone verde con la scritta "Si può fare" ben in vista sul finestrino del pullman per tutta la durata della gita... una buona campagna elettorale per gli italiani residenti in Grecia! Io ci credo, grazie Walter per l'attenzione verso i giovani e grazie a tutti quelli che ci mettono il cuore! NICOLA89 Forza ragazzi, divertiamoci! "L'impossibile è qualcosa di molto divertente da fare": potrebbe essere un altro slogan da affiancare ai già fortunatissimi "Si può fare" e "Mi fido di te". Perché, a stare a quanto emerge dai sondaggi, nel confronto con "il maggior esponente del partito a noi avverso", il gradimento e il giudizio di credibilità riscossi da Veltroni sono in costante e strabiliante ascesa. Se, al momento della sua nascita, la fiducia nutrita dagli elettori nei confronti del Pd veniva stimata di 12-15 punti sotto quella riconosciuta al Pdl, oggi più di un istituto demoscopico afferma che quel distacco si è ridotto a qualcosa che starebbe tra il 6,5 ed il 5 per cento....E allora forza, ragazzi: da oggi, mettiamocela tutta, e "divertiamoci" come pazzi!!! SISSIMARINA Alitalia, avanti miei ...Prodi L'unica vera cordata che sta emergendo con stupore, per salvare Alitalia, sembra essere l'asse Berlusconi-Bertinotti, i due candidati premier anziani. Complimenti ragazzi, se va avanti così il Pd rischia veramente di vincerle queste elezioni. E poi Silvio sembra veramente "sull'orlo di una crisi di nervi", convinto come era che non c'era bisogno di fare campagna elettorale perché aveva già vinto due mesi fa. Si ritrova invece con i sondaggi avversi, non riesce più a stupire e a far sognare una parte di italiani e non è neppure più in grado di presentarsi in Tv, se non per fare l'Orlando furioso. ...Avanti miei Prodi FROSSI2006 (www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it).

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<Il vostro Pd? Il New Labour del XXI secolo> (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)

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IL PD VISTO DAGLI ALTRI/1 Denis MacShane, ex ministro per l'Europa di Blair: "Sarete un modello per la sinistra continentale" "Il vostro Pd? Il New Labour del XXI secolo" DANIELE CASTELLANI PERELLI Ammette che la campagna elettorale italiana non appassiona i britannici quanto l'epico scontro tra Hillary e Obama, soprattutto a causa di Berlusconi: "Fa impressione che sia ancora lì. Pensavamo tutti che si fosse ritirato, e ritrovarcelo ancora è come riportare indietro gli orologi ai tempi di Chirac e Aznar". Ma Denis MacShane ? ministro per l'Europa di Tony Blair dal 2002 al 2005, oggi deputato laburista e editorialista del Guardian ? ci tiene a sottolineare che l'avventura di Veltroni invece lo entusiasma eccome e che il Partito democratico, soprattutto se riuscisse a strappare la vittoria al centrodestra, diventerebbe un modello per il centrosinistra europeo. Due anni fa lei ha calorosamente lodato il Pd in un saggio apparso sul sito Opendemocracy. Pensa ancora che rappresenti "un punto di svolta per i progressisti europei "? Se il Pd vincerà, come spero, allora rappresenterà davvero una rottura per il centrosinistra europeo. Sia in Germania sia in Francia, la sinistra si sta guardando intorno in cerca di ispirazione, e le nuove idee che produrrebbe un Pd di governo potrebbero dare il via a una nuova era politica. Ma se vince Berlusconi, il famoso detto del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa si trasformerebbe in "nulla può cambiare e tutto peggiora invece di cambiare". Il Wall Street Journal ha attaccato Berlusconi su Alitalia e sembra apprezzare le idee di Veltroni. Come spiega questa sorta di "endorsement" da parte di un giornale conservatore? Il punto è che la stampa finanziaria internazionale, come il Wsj e l'Economist, è sempre stata molto critica verso i modi occulti con cui Mr B. tratta le questioni finanziarie. Il Wsj vuole che i politici facciano i politici, che gli imprenditori facciano gli imprenditori, e che le due categorie non si mischino. Il Pd è ormai un partito liberale, favorevole al libero mercato come il New Labour di Blair. Ma non è troppo tardi? Molti partiti di centrosinistra, come la Spd e il Labour di Brown, non stanno svoltando un po' a sinistra? In Francia e in Germania c'è un grande dibattito sull'eventualità che il Ps o la Spd si spostino decisamente più a sinistra. Ma ogni volta che la Spd flirta con la sinistra nazionalista, protezionista, isolazionista e antieuropea cala nei sondaggi. Gli elettori di sinistra si sentono sempre più insicuri, e vedono in crisi il modello capitalista. Ma la sinistra radicale offre false soluzioni, mentre la sinistra riformista non si sta ancora ponendo le domande giuste. Il Pd ha fatto bene quindi a non allearsi con la sinistra radicale? Certo. La sinistra radicale promette il paradiso, ma un governo moderno deve fare i conti con la realtà terrena. Tutti i grandi partiti riformatori di centrosinistra che siano stati al governo in Europa, dalla Spd di Willy Brandt al Psoe di Felipe González fino ai socialisti di Olaf Palme, hanno rinunciato all'alleanza con la sinistra dura e pura, che agisce come un cancro sulla politica socialdemocratica e progressista. Che tipo di relazione dovrebbe avere il centrosinistra con i sindacati? I sindacati devono reinventarsi. Il drammatico calo degli iscritti e la crisi della loro rappresentatività in Europa e nel mondo sono un grande problema, in una società in cui i lavoratori sono sempre più sfruttati e non hanno nessuno che difenda i loro interessi. Il modello del sindacato del 20esimo secolo non va più bene per il nuovo mondo del lavoro. Tutto ciò rappresenta per la sinistra una grande questione, vista la loro storica alleanza con i sindacati, che però oggi sono troppo deboli per partecipare al dibattito. Cosa può imparare il Pd dall'esperienza del New Labour? Il New Labour sta affrontando oggi una crisi perché dopo undici anni di successi al governo gli elettori vogliono facce nuove. Il New Labour degli anni novanta sosteneva un'economia forte per ricostruire un tessuto sociale distrutto dagli anni della Thatcher. Sono in troppi a sinistra a concentrarsi sulle questioni culturali e sociali e a sottrarsi al confronto con il mondo reale. La sinistra deve costruire un'alleanza con le forze economiche della nazione. Deve rappresentare chi ha ambizioni e aspirazioni oltre a sviluppare programmi che aiutino i poveri. Il progetto del New Labour girava anche intorno all'identità nazionale britannica e a un'idea di nazione di successo. Sosteneva le differenti comunità etniche e razziali, ma era anche orgoglioso dell'identità nazionale britannica. Cosa succede se vince Berlusconi? L'Europa rispetterà ovviamente il voto degli italiani, ma nella nuova Europa del trattato di Lisbona penso che Sarkozy e Merkel trovino più facile lavorare con leader progressisti come Brown o Zapatero. La sorprende che Veltroni abbia un po' preso le distanze, in campagna elettorale, dall'esperienza del governo Prodi? Sono rimasto sorpreso quando Prodi è tornato a fare politica attiva in Italia dopo la presidenza della Commissione europea. È stato un errore. Avrebbe dovuto lasciare spazio a una nuova generazione di leader. Prodi è stato uno dei più grandi politici della recente storia europea, ma la sinistra ha bisogno di rinnovarsi. Come valuta l'ipotesi di una grande coalizione? Il Pd rischierebbe di perdere consensi a sinistra, come sta succedendo in Germania alla Spd? Penso sia sempre meglio stare al governo che all'opposizione. Willy Brandt ha impiegato con successo il suo tempo negli anni sessanta, quando con la Grande coalizione ha dimostrato che la Spd era capace di governare bene e di educare i propri elettori alla realtà del potere. Dobbiamo accettare il fatto che la destra e la sinistra protezionista e populista attireranno sostenitori sedotti da slogan facili e promesse disoneste. La sinistra democratica deve rimanere profondamente e chiaramente europeista. In Francia i socialisti hanno perso a causa della campagna anti-europea condotta nel 2005 da Laurent Fabius e Arnoud Montbourgh. Il Pd non deve fare lo stesso errore, deve essere risolutamente europeista. Anche se Berlusconi facesse bene, vedremmo solo una riedizione dell'Italia dei primi anni di questo millennio. Il vostro paese merita di più, e il Pd rimane la migliore speranza per il presente e per il futuro.

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La campagna elettorale nascosta (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)

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S C R I P T A M A N E N T La campagna elettorale nascosta PANORAMIX Ris e Mastella Può sembrare strano, ma a due settimane dal voto la politica non invade le prime pagine dei settimanali in edicola. Panorama, ad esempio, sceglie come piatto forte i "Ris nel mirino dei giudici", ovvero le "consulenze sospette degli investigatori più famosi d'Italia". Il settimanale mondadoriano diretto da Maurizio Belpietro si avvicina alla politica con uno strillo di prima pagina su Alitalia e "chi l'ha fatta diventare un carrozzone ". Riferimento diretto solo "Mastella furioso", storia dell'ex Guardasigilli che fuori dalla campagna elettorale caccia mezzo partito di quel che gli resta dell'Udeur ma, spiega il settimanale, "si tiene i finanziamenti ". Insomma, poca roba e poche notizie. Povera famiglia Se Panorama tocca la politica italiana solo di striscio in copertina, c'è chi la ignora del tutto. È il caso di Famiglia Cristiana che dedica la copertina al fenomeno del bullismo giovanile con una domanda a dir poco inquietante: "Cattivi si nasce o si diventa?". Il settimanale dei paolini dedica però l'editoriale di terza pagina ad una emergenza italiana, la povertà delle famiglie. Famiglia Cristiana usa come cartina di tornasole i privilegi della politica. Rimborsi elettorali, vitalizi, assegni di fine mandato, ristoranti di Montecitorio e Palazzo Madama, l'elenco è noto. "Il tutto, aggravato da una pressione fiscale intollerabile (ormai vicina al 50 per cento). Un vero paradosso. Tasse scandinave e servizi da Terzo mondo. Chi chiede sacrifici ai cittadini non può non essere credibile e non dare per primo l'esempio, altrimenti è una presa in giro ? scrive il settimanale ?. "Dobbiamo uscire dall'individualismo", ricordava il cardinale Bagnasco, "dal pensare egoisticamente solo a se stessi e alla propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri". Cari politici ? è l'appello finale di Famiglia Cristiana ? basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più "bene comune" e meno privilegi? ". Una domanda cruciale che perde però di forza se formulata in maniera così generica (e l'articolo conferma questa impressione). Perché sui costi della politica c'è ? giocando con le parole ? politica e politica. Veltroni e il Pd hanno cercato di far diventare tema di dibattito in questa campagna elettorale il taglio dei costi e, come risposta, dalla coalizione Pdl-Lega sono partiti attacchi personali. Famiglia Cristiana non vede la differenza? No, non tutti i politici sono uguali. Se si mettono tutti nello stesso calderone perché non si fa una indagine approfondita di quanto lo stato finanzia altri e diversi soggetti? Estero su estero Inutile cercare la campagna elettorale anche sulle copertine dei supplementi dei due più letti quotidiani italiani. Magazine del Corriere della Sera ha scelto nell'ultimo numero di aprire con uno straordinario reportage sugli afghani del nord-est schiavi di Al Qaeda firmato da Lorenzo Cremonesi (le foto sono davvero molto belle), mentre il Venerdì di Repubblica intervista ? con Alessandro Baricco ? Carlo Lucarelli sul nuovo romanzo di quest'ultimo (il primo dopo sette anni) sull'avventura coloniale italiana in Africa nel 1896. Curiosità: l'intervista avviene via mail.

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Replica di Walter a D'Alema sullo slogan È buono, è stato apprezzato da tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Replica di Walter a D'Alema sullo slogan "È buono, è stato apprezzato da tutti" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO ROMA Eccolo il Veltrusconi, assemblato con la parte destra del volto di Walter e la sinistra di Silvio: campeggia sulla copertina del settimanale "Newsweek". Appena arrivato in edicola, è sembrato "mostruoso" anche a Veltroni, e ha animato un dibattito. Il settimanale americano affianca le interviste ai due leader. E quando la giornalista Barbie Nadau, che ha intervistato Veltroni pochi giorni fa nel rollio del pulmann, chiede se in caso di testa-a-testa col Pdl al Senato sarebbe possibile dividere il potere con Berlusconi, Veltroni risponde che "lo avevo già proposto alla caduta di Prodi, al fine di fare insieme la riforma della legge elettorale, Berlusconi si rifiutò, e ne porta la responsabilità". Si ripresentasse la possibilità, "probabilmente la prenderei in considerazione". Per parte sua, nell'incontro col giornalista Jacopo Barigazzi, a una domanda più netta sulla condivisione del governo, Berlusconi risponde "se avrò una larga maggioranza, e in entrambe le Camere, sarò in condizione di governare". Ma il settimanale, nel pezzo di cornice alle intervista, chiosa "ecco i due leader che, insieme al governo, potrebbero affrontare i gravi problemi dell'Italia". Apriti cielo. Veltroni è costretto a ribadire che "io parlavo di intese per la riforma della legge elettorale, governerà chi ha un solo voto in più, nessun inciucio, niente larghe intese", e lo stesso per Berlusconi fa sapere il portavoce Paolo Bonaiuti. Jo LaPalombara, politologo americano, sfoglia "Newsweek" e ne deduce che "siamo al non-sense: bisogna proprio non sapere nulla della cultura politica e del sistema italiano per fare una cover così sul Veltrusconi". Anche Pier Ferdinando Casini è saltato sulla sedia, con ironia: "Il mostro Veltrusconi è una mia invenzione, sono stato io il primo a puntare il dito". Su "Newsweek", comunque, Berlusconi dà a Veltroni del "gran chiacchierone", "un affabulatore ma lo show che sta mettendo in scena è finito"; e si dice sicuro di vincere "perché gli italiani hanno capito che ci sono due sinistre ed entrambe significano 67 nuove tasse, meno sicurezza, e rifiuti per strada". Gli italiani, e come la pensa il Cavaliere è noto, "mi conoscono per quello che ho fatto in cinque anni di governo". Veltroni coglie l'occasione per lanciare due messaggi. Entrambi per Massimo D'Alema, vero destinatario del "resterò segretario del Pd anche se perdiamo": Veltroni è al corrente delle voci dalemiane secondo le quali in caso di sconfitta, il giorno dopo gliene verrà chiesto conto, e precisa che per disarcionarlo "bisognerà rifare le primarie". D'Alema poi aveva comunicato in una cena elettorale a Napoli di non aver gradito lo slogan troppo poco assertivo "Si può fare" ("Sarebbe stato meglio sì, possiamo"). No, replica Veltroni, "lo slogan è buono ed è stato apprezzato da tutti". Soprattutto, "sta andando benissimo, possiamo farcela anche in Senato". A dargli una mano anche Eugenio Scalfari, che ospite ieri a "In mezz'ora" di Lucia Annunziata ha parlato di dati riservatissimi in base ai quali "gli indecisi voteranno per il Pd", aprendo il vaso di Pandora dell'anti-berlusconismo concreto, subito raccolto da Veltroni. Che ieri ha chiamato per nome il suo avversario, ha detto "servono persone serie, che non fanno le corna ai vertici Ue", l'ha accusato di "irresponsabilità sull'Alitalia", di "non aver fatto niente per la compagnia di bandiera in cinque anni di governo", e di essere "infastidito dalla sua doppiezza, mentre parlavamo di riforme elettorali mi faceva i complimenti, oggi mi aggredisce". Soprattutto, "io farò un governo nuovo, Berlusconi lo stesso del '94". Oggi infine Franco Bassanini presenterà la sua legge-deregulation che d'un sol colpo ne cancella 5000, "è una legge delega di dieci pagine, che ha lo scopo anzitutto di snellire le procedure burocratiche per le piccole e medie imprese".

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"Caro Walter, è ora di cambiare passo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

GLI IMPRENDITORI IL DOPO ELEZIONI Intervista Pierluigi Bersani "Caro Walter, è ora di cambiare passo" "Adesso ci stimano perché non abbiamo più i Pecoraro e Bertinotti" "Chi vince ha sempre ragione, ma non sempre chi perde ha torto" FABIO MARTINI ROMA Pierluigi Bersani lo dice con il lessico posato del vecchio Pci, ma lo dice: "Dobbiamo ammettere che fatichiamo ad arrivare a una certa fascia di elettorato e per questo dobbiamo essere capaci di dare un colpo di reni, dicendo con chiarezza: cari elettori del centro-destra incerti, cari imprenditori che stavolta riconoscete quanto siamo stati seri, bene, anche se non siete del tutto convinti, cavolo, aiutateci, scommettete su di noi, siamo l'unica novità in campo. Noi abbiamo rischiato, rischiate anche voi. Altrimenti torniamo tutti nella palude". Ministro, vuol dire che gli elettori incerti e moderati andrebbero corteggiati più esplicitamente? "Sì, se vogliamo i loro voti, bisogna dirglielo. Non bisogna che lo sappiano per sentito dire". Dice questo perché anche lei avverte, per il Pd, lo stallo segnalato dai sondaggi? "No, girando, percepisco un'aria buona. Più che dei sondaggi, mi fido del mio orecchio a terra e dico che questa storia dello stop del nostro messaggio non è vera. Per via carsica continua a passare. Penso che se riusciamo a collocarci al fotofinish, a quel punto vinciamo noi, perché al fotofinish chi rimonta vince. Abbiamo davanti una possibilità, dobbiamo saperla afferrare". Sì, ma gli ultimi sondaggi pubblicabili non evocavano un fotofinish, raccontavano di una volata solitaria di Berlusconi... "Quel che dobbiamo saper fare ora è metterci due occhiali. Quelli nostri, ma anche quelli di un'area piuttosto vasta perimetrata così: ci sono quelli che hanno deciso di non votare, gli indecisi e c'è un pezzo di elettorato di centrodestra che percepisce la caduta della spinta propulsiva di Berlusconi. Tutta quest'area sta assistendo ad una campagna elettorale che a noi pare brillante e vivace, ma a loro è un pochino estranea". Perché estranea? "Loro guardano la tv. Un giorno vedono Alitalia, un giorno c'è la mozzarella, un giorno la polemica televisiva, un altro giorno c'è chi dice "di più" sulle pensioni. Ma alla fine il baricentro, il cuore, l'oggetto di questa accidenti di campagna elettorale ancora non gli è arrivato. Fin qui Walter ha fatto bene e perciò siamo nelle condizioni di andare al fotofinish. Ma come sempre alla fine delle campagne elettorali, dobbiamo battere su uno o due chiodi". E quale è il chiodo capace di incrinare il muro? "Noi dobbiamo far capire ancora meglio che il Pd è la reazione e la risposta a istituzioni che non decidono, a una politica sputtanata, a riforme che non si fanno perché venti partiti non accettano di morire. Noi questo rischio ce lo siamo preso. Per dire: ancora oggi non sappiamo se entriamo nell'Internazionale socialista...". Finora, grazie a Veltroni, è passato il messaggio che siete soli, liberi, pacificatori. Ma non che siete nuovi: un guaio per il voto "profondo"? "Facendo il Pd noi avevamo un'unica certezza: che da due poltrone ne veniva fuori una, dopodiché abbiamo accettato scissioni, strappi, ma ora dobbiamo saper raffigurare plasticamente il giorno dopo le elezioni. Capisco che Berlusconi possa piacere, ma deve diventare più chiaro a tutti che se vince lui, la ruota gira indietro, si torna al già visto". Chi, come lei, ha incontrato in questi giorni gli imprenditori del Nord ne ha ricavato l'impressione che ci vorrà tempo per dissipare il muro di diffidenza di questi ultimi anni. E' così? "La situazione è cambiata. Agli imprenditori del Nord-Est che ora ci stimano perché non ci sono più Bertinotti e Pecoraro Scanio, dico: oh, ragazzi, ma se ci stimate dovete darci un aiutino, perché altrimenti il cambio di sistema ve lo sognate. Per quel che sento in giro, bazzicando in casa altrui, il punto è questo: chi vota di là, sente che non c'è più spinta propulsiva. E invece se vinciamo noi, governa un solo gruppo parlamentare, in sei mesi ci saranno in Italia soltanto quattro partiti e finalmente si faranno le riforme istituzionali e quella elettorale. Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga". Lei che ha il profilo per succedere a Veltroni in caso di (improbabile) débâcle del Pd, come Goffredo Bettini pensa che sotto il 35% il leader dovrebbe lasciare? "Noi abbiamo fatto un partito per il nuovo secolo, che è alla sua prima prova. Bisogna vincere, ma non affiderei ai numeri derivate politiche. Abbiamo un secolo davanti! Veltroni sta facendo bene e quel che abbiamo già fatto è molto. Non vedo ultime spiagge. Nella storia chi vince ha sempre ragione, ma chi perde non sempre ha torto".

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Qui in Germania, un ritorno di Berlusconi è considerato surreale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del GIOVANNI DI LORENZOL'italo-tedesco, direttore di Die Zeit: "Veltroni? All'estero dà una buona impressione di sé, ma non basta: c'è bisogno di un rinnovamento profondo" "Qui in Germania, un ritorno di Berlusconi è considerato surreale" di Cinzia Zambrano / Roma A voler esagerare si potrebbe anche dire che Berlusconi è una sorta di leit-motiv nella vita di Giovanni di Lorenzo. Sull'ascesa mediatica del tycoon milanese, di Lorenzo, 49 anni, mamma tedesca papà italiano, ha scritto la sua tesi di laurea. Alcuni anni dopo si è ritrovato di nuovo ad occuparsi di Berlusconi. Stavolta però, nella veste di direttore di "Die Zeit", autorevole settimanale tedesco che dirige dal 2004, e dalle cui colonne non ha risparmiato critiche al Cavaliere versione premier. Di Lorenzo, in Italia i sondaggi danno favorito Berlusconi. È la quinta volta che si candida a guidare il Paese. La prima volta era nel '94, allora in Germania c'era Kohl, in Spagna Gonzalez, in Francia Mitterrand. Oggi abbiamo Merkel, Zapatero, Sarkozy... E noi ancora con Berlusconi. Lei, da italiano, ma anche da osservatore estero, come vede questa candidatura? "Il fatto che Berlusconi si presenti per la quinta volta alle elezioni è talmente incomprensibile ai tedeschi, che c'è persino una certa resistenza a spiegarlo. In Germania una cosa simile è impensabile, un cancelliere che viene sconfitto sparisce per sempre da un'eventuale futura corsa alla Cancelleria. Come è stato incomprensibile qui il fatto che l'ultimo governo fosse costituito da 9 partiti, di cui 2 dichiaratamente comunisti. Anche per queste ragioni le elezioni passano inosservate sulla stampa tedesca". Anche sul suo giornale? "In parte sì". E per cos'altro ancora? "La mancanza di ricambio della classe politica. In Germania si fa molta fatica a trovare un politico che abbia più di 65 anni e sia ancora attivo. In Italia, no. Oltretutto mi sembra di percepire un vero abisso tra la classe politica e la realtà del Paese. Devo ammetterlo, per noi giornalisti c'è una certa difficoltà a capire alcune cose e dunque anche a spiegarle ai nostri lettori". Esempi? "La candidatura di Berlusconi per la quinta volta, un conflitto di interessi irrisolto, che non è rintracciabile in nessun'altra democrazia nel mondo. Se Berlusconi dovesse vincere, il problema si proporrà in forma ancora più drammatica, perché forse ci sarà qualche conto da saldare. A meno che, non si vada verso una Grande Coalizione...". Lei vedrebbe di buon occhio una Grande Coalizione? "Sempre meglio che il ritorno alla spaccatura del Paese. A Veltroni si riconosce una spinta nuova, la rinuncia per esempio di correre da solo sganciandosi dalla sinistra radicale, ma non si può sostenere che è un personaggio nuovo. Quello che mi preoccupa è la sfiducia e lo sconforto della gente, erano decenni che non percepivo un tale smarrimento e una disaffezione politica". Il Wall Street Journal ha bocciato Berlusconi e ha fatto invece un'importante apertura di credito a Veltroni. Die Zeit cosa farà? "Faremo un articolo di fondo questa settimana...". Mi anticipa il contenuto? "Spiegheremo la situazione politica in Italia. La tesi di base è che un ritorno al governo di Berlusconi, Fini e Bossi, per tutti gli ambienti politici tedeschi, conservatori e socialdemocratici, è surreale. Di certo non ci sarà quell'apertura e quel rinnovamento di cui l'Italia invece avrebbe tanto bisogno". Si ritroverà a fare titoli come: "Bella Berlusconia, l'Italia si trasforma in un paese autoritario", come in passato... "Un titolo precedente alla mia direzione della Zeit, che speriamo di non dover rifare. Ma rimanere critici con Berlusconi è facile: basta vedere la sua presa di posizione sull'Alitalia, un conservatore che diventa protezionista è un controsenso. Io però mi auguro davvero di poter segnalare dall'Italia qualcosa di nuovo. Per quanto riguarda Veltroni, ho la sensazione che la "rivoluzione" che lui vuole attuare abbia fatto breccia solo negli ambienti a lui già vicini. C'è da dire comunque che all'estero dà una buona impressione, poi bisogna vedere nei fatti. Veltroni ha di buono il fatto che vuole conciliare il Paese, dall'altra parte però ha una certa propensione ad accontentare tutti. Questo non funziona. Schröder ha rinnovato il Paese ma ha pagato un prezzo molto alto. L'Italia è in una situazione talmente grave che chi andrà al governo dovrà prendere decisioni drastiche per risanarlo. Le promesse inutili non servono". Ultima cosa, è vero che ha fatto una tesi di laurea sull'ascesa mediatica di Berlusconi? "Sì, ma faccio un'autocritica: a quei tempi avevo capito ben poco".

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Malpensa si dà comunque un futuro Il giorno dell'addio, Bonomi rilancia: in un anno 500 nuove frequenze. Penati: non ci arrendiamo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Malpensa si dà comunque un futuro Il giorno dell'addio, Bonomi rilancia: in un anno 500 nuove frequenze. Penati: non ci arrendiamo di Bianca di Giovanni / Roma RISCOSSA "Malpensa avrà comunque un futuro. Non ci vogliamo arrendere". Così il presidente della provincia di Milano Filippo Penati "esorcizza" il giorno dell'addio di Alitalia allo scalo varesino. Sulla stessa rotta il presidente Sea Giuseppe Bonomi. "In un anno siamo sicuri di recuperare 510 movimenti settimanali". Insomma, ai vertici delle istituzioni lombarde si respira aria di riscossa. Quei voli Alitalia trasferiti da ieri su Fiumicino (886 collegamenti settimanali in meno) non fanno paura alle istituzioni locali. Preoccupano, certo, i 900 addetti Sea finiti in cassa integrazione di 24 mesi e ancora di più l'indotto dell'aeroporto, bar, taxi, alberghi, dove si calcola un calo d'affari del 30%. Ma non tutto è perduto, spiegano alla Sea. Bonomi chiede esplicitamente al prossimo governo di liberalizzare i diritti di volo, per aprire la strada ad altri vettori. L'Alitalia, infatti, porta con sé anche l'impegno dell'Enac a mantenere inalterati i diritti sui voli intercontinetali gestiti da accordi bilaterali tra governi. Sono 11 le destinazioni extraeuropee per cui oggi la Magliana ha l'esclusiva. C'è una novità sul fronte degli Usa: grazie all'intesa "open sky" attiva da ieri, le rotte americane sono liberalizzate. Tanto che Air One ha già annunciato voli da Malpensa verso Boston (dal 14 giugno) e Chicago (21 giugno). La compagnia di Carlo Toto attiverà da oggi da Malpensa nuove rotte per altre 9 destinazioni sempre nazionali (Palermo, Bari, Lamezia Terme) e internazionali (Berlino, Bruxelles, Atene e Salonicco). Insomma, per lo scalo varesino il passaggio è difficile ma niente affatto disperato. Soprattutto se il prossimo governo saprà aprire nuove rotte intercontinentali. Intanto da Fiumicino arrivano i primi dati sulle destinazioni appena attivate, che hanno registrato ieri il tutto esaurito. Oggi i riflettori saranno puntati sull'incontro tra AirFrance-Klm e sindacati, fissato alla Magliana alle 14. All'incontro ci saranno tutte e nove le sigle di categoria, anche l'Anpac, che, appena ricevuto il documento, aveva addirittura minacciato di disertare l'incontro. Difficile prevedere, a fronte dei numeri messi sul piatto da Air France, da quelli del taglio della flotta agli esuberi, quale carta Spinetta giocherà per tentate di imbastire un negoziato. Nel documento inviato l'altro giorno da Parigi il numero uno del gruppo aveva dichiarato che quei numeri (2.100 eusberi) sono inevitabili. Di contro, i sindacati vogliono modificarli. Ad allentare, temporaneamente, la tensione di una vertenza che, come se non bastasse tutto il resto, ha avuto anche la sfortuna di incappare nella bagarre della campagna elettorale, è stata la boccata d'ossigeno dei 148 milioni che Alitalia rastrellerà grazie alla cessione delle sue azioni in Air France-Klm, per circa 79 milioni di euro, e al rimborso da parte dello Stato di un credito d'imposta Irpeg di 69 milioni. Contemporaneamente la partita dei cieli continua a tenere banco nel dibattito pre-elettorale. "Il Paese dovrebbe essere unito a sostenere la trattativa con Air France - ha detto ieri Walter Veltroni - la crisi di Alitalia non è inziata oggi, per cui (rivolto a Berlusconi, ndr) lezioni non se ne possono fare su questo tema". Dal Pdl continuano ad arrivare richiami alla cordata italiana. "Air France colonizza Alitalia", denuncia Silvio Berlusconi.

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Gli ultimi giorni di Ceppaloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del Gli ultimi giorni di Ceppaloni Marco Travaglio Siccome - diceva Carlo Marx - le tragedie della storia prima o poi si ripetono, ma in forma di farsa, gli ultimi giorni dell'Udeur non si sono consumati in un bunker nibelungico di Berlino, ma in una più casereccia palestra di Arpaise, in Ceppalonia. Lì - racconta l'ex senatore Mauro Fabris al Sole24 ore - gli Adolf ed Eva de noantri, al secolo Clemente e Sandrina, hanno riunito l'estremo Consiglio nazionale del partito, o quel che ne restava. Dopodiché, liberi tutti. Dismessa la tracotanza del capocasta da quando è in mezzo a una strada, Fabris s'abbandona a confidenze davvero illuminanti sul destino cinico e baro che s'è abbattuto sul politico più citato e corteggiato degli ultimi due anni, ora abbandonato al suo fato di solitudine e astinenza da poltrone. Dice Fabris: "Mi hanno espulso dall'Udeur per aver nuociuto all'immagine del partito": proprio lui che, oltre a essere l'unico parlamentare mastelliano sopra il Rubicone (risiede a Camisano Vicentino), è anche uno dei pochi incensurati e a piede libero. Racconta di aver provato a "spiegare ai 14 fra deputati e senatori del Campanile che tre mesi fa stavano in Parlamento, ai 20 consiglieri regionali, agli assessori, ai sindaci", perché ora non sono più nulla. Ma non ci è riuscito. Racconta che zio Clemente, nei giorni della disgrazia, quando non lo voleva più nessuno e persino Berlusconi (che non ha mai buttato via niente) lo riteneva impresentabile, pensava ancora di "correre da solo" con una lista Udeur-Udeur, ma ripeteva meccanicamente "o mia moglie o mio figlio". La famiglia innanzitutto, anche nell'ora della prova. "Esauriti tutti i margini, c'è stata la pagliacciata del Consiglio nazionale che Clemente ha voluto riunire a tutti i costi in una squallidissima palestra di Arpaise, vicino Ceppaloni. E lì ancora rilanci, proclami, ultimatum alle forze politiche che ci avevano scaricato. Una situazione surreale: Mastella giocava a pallavolo mentre gli altri disputavano una partita di calcio". Alla fine, mestamente, le truppe mastellate dopo 32 anni di disonorato servizio si sono allontanate alla chetichella dalla palestra, lasciando sola la Sacra Famiglia. "Tutto vaporizzato", geme il povero Fabris: "molti sono andati con Casini, altri con il Cavaliere". Uno per tutti: Tommaso Barbato, lo sputacchiere del Senato che ha improvvisamente scoperto di avere "un progetto politico col centrodestra". Berlusconi aveva giurato di non ricandidarlo, infatti l'ha puntualmente ricandidato nelle liste apparentate dell'Mpa di Raffaele Lombardo (liste talmente profumate che Cirino Pomicino, ripeto: Cirino Pomicino ­ ha giudicato "impresentabili"). Altri ­ almeno quelli senza manette - han trovati casa dove capitava. Mastella li ha definiti "signori nessuno" e lui modestamente li conosce bene, tant'è che se li era scelti lui. In ogni caso ­ osserva Fabris ­ "Clemente si è messo al riparo: i soldi del finanziamento pubblico e quelli per il Campanile (il prestigioso quotidiano Udeur, ndr) arriveranno a lui fino al 2001". Senza contare la buonuscita di 300 mila euro a titolo di "assegno di reinserimento nella vita sociale", una sorta di "tfr dovuto per legge", precisa l'interessato. Non morirà di fame, ecco, almeno quello. A scanso d'equivoci ­ rivela Fabris ­ "Mastella s'è inventato due liste civiche alla Provincia di Benevento che appoggiano il Pd. Ma si può?". Ma sì che si può. Fabris aveva anche pensato di appellarsi ai probiviri, perché sembra incredibile, ma anche l'Udeur aveva i suoi uomini probi. Tre, per l'esattezza: il fratello di Carlo Camilleri, cioè del consuocero dei Mastella attualmente detenuto; il notaio personale di don Clemente; e il figlio di Nuccio Cusumano, detto "Pasticciotto", quello arrestato nel 2000 per gli appalti truccati dell'ospedale di Catania e poi salvato dalla prescrizione, appena entrato nel Pd dopo il celebre svenimento-lampo al Senato e ricandidato in Parlamento. Ragion per cui Fabris ha lasciato perdere. Anche perché si son fatti vivi Berlusconi e Aldo Brancher, convocandolo d'urgenza in via dell'Umiltà: "Mi mettono sulla scrivania due fogli da firmare, uno per la candidatura al Senato, l'altro alla Camera. E mi fanno i complimenti. Ma, il giorno dell'ufficializzazione delle liste, il mio nome non c'è. Vaporizzato pure quello". Era uno scherzo, come la cordata per Alitalia. E' bello però sapere che, all'alba del 2008, c'è ancora qualcuno che crede alle promesse di Berlusconi. Uliwood party.

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Alitalia dà l'addio a Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)

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Cronaca Italiana Pagina 109 Scattato il trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri primo giorno con 278 voli in meno Alitalia dà l'addio a Malpensa Scattato il trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri primo giorno con 278 voli in meno Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati --> Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati Le due facce di Malpensa: da un lato il consistente taglio dei voli Alitalia, dall'altro l'inaugurazione della nuova autostrada che rende molto più rapido il collegamento con Torino. MALPENSA Ieri era un giorno importante per Malpensa anche se pieno di contraddizioni: si inaugurava la nuova superstrada che rende più veloce di una buona mezz'ora il collegamento da Torino con l'aeroporto e nel contempo scattava il taglio del 72 per cento dei voli deciso da Alitalia e si iniziava a vedere in concreto le conseguenze non solo per i 900 dipendenti della società che gestisce lo scalo (SEA) tutti in cassa integrazione a rotazione, ma anche per i negozianti, i tassisti e soprattutto i passeggeri. PRIMO GIORNO Il cambiamento è chiaro già a colpo d'occhio. "In una domenica normale le code arrivavano oltre le transenne: guardi adesso. Niente voli, niente passeggeri", dice Laura Ricco mentre aspetta che qualcuno si presenti al suo banco di check in. Per lei ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro: dal dicembre 2005 era impiegata come interinale ma per ora non ci sono possibilità di rinnovo del contratto. "La nostra azienda ci ha già proposto nuovi lavori, alcuni in aeroporto, ma non con SEA". In una domenica tipo, i voli della compagnia di bandiera a Malpensa erano 380: ieri 102 in partenza e 51 in arrivo. E se la media di passeggeri era di circa 70.000, adesso la stima è che saranno più o meno la metà. A livello settimanale i voli di Alitalia passeranno da 1.238 a 352, con 140 viaggi intercontinentali, 536 europei e 210 nazionali in meno. "Noi ( spiegano in uno dei banchi dove mettono il cellophane per sigillare i bagagli) solo questa mattina abbiamo avuto un calo almeno del 20 per cento di clienti". E anche i tassisti notano meno passeggeri. Ma la situazione non è del tutto nera e a Malpensa tutti sperano che la crisi sia passeggera. "L'aeroporto non morirà", assicura il presidente di SEA, Giuseppe Bonomi, "Ora Malpensa cessa di essere un Hub e diventa un aeroporto point to point, ma siamo sicuri di recuperare 510 voli settimanali in un anno". Qualche primo timido segnale positivo si è avuto già oggi nel riempimento di alcuni degli slot lasciati liberi da Alitalia. Alle 9.40 ha fatto il suo debutto a Malpensa, con un volo diretto a Napoli Capodichino, AirOne. OGGI IL VERTICE Incontro importante, decisivo, quello previsto oggi per riprendere il confronto tra Air France-Klm e le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori di Alitalia. Jean-Cyril Spinetta ha messo le mani avanti: "Non posso andare oltre". Troverà un fronte sindacale che si è schierato compatto sul no ma che é anche nella delicatissima situazione di dover prendere atto che la trattativa con i francesi è oggi l'unica strada percorribile per evitare il fallimento di Alitalia.

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Walter e Silvio, lo scontro è a distanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)

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Politica Italiana Pagina 106 Walter e Silvio, lo scontro è a distanza "Non è serio, fa le corna nelle foto". La replica: "Un parolaio" --> "Non è serio, fa le corna nelle foto". La replica: "Un parolaio" Si riscalda la campagna elettorale che entra oggi nelle ultime due settimane. E Silvio Berlusconi replica all'attacco di Walter Veltroni. ROMA A dodici giorni dalle elezioni il confronto tra i due leader dei principali partiti continua a vivere di sporadiche fiammate. Ieri Berlusconi e Veltroni si sono lanciati frecciate a distanza. Al candidato premier del Pd che reclamava un governo di persone serie e non di "gente che fa le corna ai vertici fra capi di Stato", con chiaro riferimento a Berlusconi, il Cavaliere ha replicato senza scomporsi. "Veltroni è un grande affabulatore, un pèarolaio, ma lo spettacolo che sta mettendo in scena è finito" ha detto Berlusconi al settimanale Newsweek definendo il suo avversario. "Gli italiani- continua il candidato premier del Pdl - hanno capito che in Italia ci sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia dei rifiuti di Napoli e lo stop ai cantieri dei lavori pubblici. Questi sono i fatti della sinistra. Poi ci sono le belle parole e le promesse, e quella è la sinistra di Veltroni". NIENTE INCIUCI "Niente larghe intese, niente grande coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di governare". In un contesto diverso Silvio Berlusconi, in un'intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, esclude ogni ipotesi in questa direzione. Poi parla di sondaggi: "I sondaggi in nostro possesso - aggiunge il leader del Pdl - ci danno un margine di vantaggio più che tranquillizzante anche al Senato: da 28 a 30 e più senatori". Berlusconi fa poi sapere di avere in serbo una sorpresa come quella del 2006, quando all'ultimo momento propose l'abolizione dell'Ici. Ma non vuole scoprire le carte: "Mi spiace ma wait and see, aspettate e vedrete". AMERICANI Eppure gli americani sembrano avere un'idea diversa. Se Berlusconi e Veltroni unissero le forze potrebbero salvare l'Italia dai suoi guai. A sostenerlo è il settimanale Newsweek, che questa settimana torna a fare una copertina sulla situazione politica italiana intervistando anche entrambe i maggiori contendenti alle elezioni del 13-14 aprile. Il magazine del gruppo Washington Post mette in copertina le foto dei due candidati unite in un fotomontaggio fino formare una sola faccia con il titolo "Veltrusconi". All'interno, assieme alle due interviste, un pezzo intitolato "Portare fuori la spazzatura" con il sottotitolo "se Silvio Berlusconi e Walter Veltroni si unissero potrebbero salvare la spazzatura". I TEMI CALDI Il Cavaliere, tuttavia, si concentra sui temi caldi di questi giorni. Per esempio Alitalia. "Il mio appello a tutti gli imprenditori ha già impedito la svendita d Air France, come voleva il Governo, che invece ha dovuto prendere atto che la trattativa con la compagnia francese non era l'unica possibile", dice. E sulle pensioni chiarisce: "La nostra proposta prevede un meccanismo di adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille euro al mese, non certo, come è stato scritto in malafede, di portare il minimo a mille euro al mese, il che comporterebbe un costo per lo Stato di oltre 20 miliardi di euro. Veltroni invece ha promesso la luna ai pensionati, e tuttavia nel programma del Pd la parola pensioni non è neppure citata, forse perchè Veltroni è anche lui un pensionato, un baby pensionato della politica". poi la promessa: "Faremo un piano casa per le giovani coppie. Prevediamo sgravi fiscali per le aziende che assumono e meno tasse: così faremo ripartire l'Italia".

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Formazione <tipo> per la finale: Al Gore, Attali e Seedorf punta (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

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N. 13 del 2008-03-31 pagina 3 Formazione "tipo" per la finale: Al Gore, Attali e Seedorf punta di Giannino della Frattina nostro inviato a Parigi Lacrime e rabbia tra i lavoratori dello scalo di Malpensa dove il (centro)sinistro governo Prodi e Alitalia da oggi tagliano due terzi dei voli. Pioggia da giorni a Parigi dove all'ora del tè si assegna l'Expo universale del 2015. Un "pasticcino" che per Milano potrebbe significare una affare da 20 miliardi di euro e 70mila posti di lavoro. Oltre a 181 espositori già prenotati e 30 milioni di visitatori ai quali andrebbe spiegato che senso abbia per la compagnia di bandiera chiudere un hub nell'area più industrializzata del Paese. E magari come raggiungere Milano e la Lombardia senza dover fare mille scali. Questa è l'Italia dove chi è al fronte con davanti i turchi può anche avere la spiacevole sensazione che qualcuno alle spalle (che dovrebbe essere amico) stia facendo crollare i ponti. "Con Prodi teniamo separati i due dossier, Malpensa dall'Expo", ha ripetuto paziente nei giorni scorsi il sindaco Letizia Moratti da settimane in terra di Francia per una full immersion diplomatica a caccia degli ultimi consensi. O, meglio, a difendere dagli attacchi di Smirne quelli già conquistati, visto che dal suo quartier generale assicurano che i punti di vantaggio per Milano sarebbero "più di dieci, meno di venti". Il tutto dopo aver fatto la tara, visto che il voto è segreto, su almeno "dieci franchi tiratori" pronti a tradire gli impegni presi. Ieri c'è stata la risposta di Milano alle libagioni dei turchi a base di kebab che vanno avanti da giorni e ai manifesti pubblicitari per due milioni di euro che tappezzano Parigi: una serata all'Opéra con il concerto di Elisa, la sfilata delle modelle in abiti Ferré, le Ferrari e i marchi più prestigiosi del buon gusto made in Italy. Oggi invece, prima del voto, con diretta tivù in Italia c'è il faccia a faccia decisivo e la discesa in campo delle grandi firme. A partire dal premio Nobel Al Gore oggi ambientalista duro e puro, Jacques Attali presidente dell'organizzazione non-profit per il microcredito PlaNet Finance, l'architetto Daniel Libeskind e il calciatore Clarence Seedorf, il calciatore rossonero che per una volta giocherà con la casacca della famiglia Moratti. E poi la stella Youssou N'Dour che canterà Birima, il suo inno al progetto Africa Works a favore dell'imprenditoria dei Paesi in via di sviluppo. Un sigillo all'appoggio dato a Milano da quasi tutta l'Africa sub-sahariana. Alla faccia dell'ostilità di parte dell'Europa guidata dalla Germania. A chiudere i trenta minuti della presentazione prevista dal rigidissimo protocollo ufficiale del Bureau international des expositions, la voce di Andrea Bocelli accompagnato da cinquanta bambini del coro dell'Antoniano con maglietta bianca e il logo con l'uomo rinascimentale di Leonardo da Vinci. Because we believe, perché ci crediamo è la canzone che fa tanto campagna presidenziale americana ed è stata scritta pensando al tema proposto nella candidatura, "Nutrire il pianeta, energia per la vita". La risposta dei turchi calati a Parigi con una delegazione ufficiale di 724 membri incaricati di seguire come ombre i 154 delegati fino a un attimo prima del voto? "Le furie di Antalya", ballerine che già nel nome rivelano propositi tutt'altro che amichevoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Taglio del nastro e taglio dei voli: la tangenziale c'è, l'hub non più (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 13 del 2008-03-31 pagina 4 Taglio del nastro e taglio dei voli: la tangenziale c'è, l'hub non più di Maria Sorbi Il via della Boffalora dà carica ai lombardi: "Malpensa risorgerà" Va bene i tagli dei voli, va bene i provvedimenti di cassa integrazione. Ma Malpensa non sta morendo. Anzi, a chi ha lottato per salvarla piace pensare che questo sia il giorno della rinascita. "Il periodo di quaresima - garantisce il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - sarà il più breve possibile. Che lo si voglia o no, il traffico aereo è qui. Dal 2010 Malpensa tornerà ad essere un hub dopo questi due anni di penitenza". L'inaugurazione della Boffalora, la superstrada che da oggi collega la Milano-Torino con l'aeroporto, coincide con il colpo di scure che Alitalia ha dato a Malpensa, cancellando oltre il 70 per cento dei voli dallo scalo. Ma nessuno perde le speranze. Un primo segnale di rinascita è nascosto proprio nel piano dei voli. Air One, che entro il 2011 sarà la prima compagnia aerea su Malpensa, ha inaugurato i suoi nuovi voli per Roma e Napoli: i primi di undici nuove rotte, di cui due intercontinentali e cinque nazionali. Entro giugno i voli settimanali saliranno a 140. L'assessore alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo vede nel taglio del nastro della Boffalora, arrivato puntuale come un orologio svizzero, la "risposta della politica alle esigenze del territorio. La risposta a chi pensa di poter cancellare Malpensa". Niente di più lontano dai progetti del Nord. Cordata segreta di imprenditori a parte, il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, è ottimista: "Malpensa non morirà mai. Cambia solo tipologia di traffico. Abbiamo la bellezza di 70 compagnie aeree interessate a operare sull'aeroporto nel breve e medio periodo e il nostro destino è slegato da quello di Alitalia dall'agosto dello scorso anno". Si riparte quindi. A denti stretti. A chi pensa che l'inaugurazione della nuova strada verso Malpensa sia solo un pretesto per fare campagna elettorale, il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro risponde a suo modo: "Le elezioni non c'azzeccano proprio niente. Guardiamo la bandiera nazionale e non quella dei partiti. Abbiamo seguito il modello del federalismo infrastrutturale. È il modello che farà sì che i proventi dei pedaggi rimangano nel territorio. Qualunque governo verrà, non potrà che continuare a credere in Malpensa". La conclusione dei cantieri della Boffalora era stata programmata da tempo per la fine di marzo: prima che si sapesse del taglio dei voli di Alitalia e prima che si potesse pensare di tornare alle urne. A credere nel futuro di Malpensa è anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: "Alitalia se ne va -spiega- ma lo scalo avrà comune un futuro intercontinentale. Qui nessuno ha intenzione di arrendersi". Un po' più dubbiosi sono gli ambientalisti che ieri hanno manifestato contro il nuovo collegamento a Malpensa "arrivato dieci anni in ritardo, come esempio di programmazione fallita. Se ne parla dal 1998 e viene inaugurata solo ora, proprio quando si parla di ridimensionamenti". Proteste anche da parte dei precari: 900 dipendenti Sea entrano infatti in cassa integrazione per la riduzione di lavoro al check in. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Le mosse per frenare il concorrente Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 13 del 2008-03-31 pagina 4 Le mosse per frenare il concorrente Linate di Sabrina Cottone Con i nuovi voli il Forlanini punta a 12 milioni di passeggeri (...) Politici lombardi e vertici della Sea hanno tutta l'intenzione di far rimanere Malpensa un hub. Al contrario, dopo aver lasciato Malpensa per Fiumicino, Alitalia ha bisogno di Linate per fare meglio concorrenza all'hub lombardo. Così ha aumentato i voli e entro la fine dell'anno ci si aspetta un boom di passeggeri: le prime stime parlano di 12 milioni. I supporter di Malpensa, al contrario, per rilanciare l'hub tradito da Alitalia, hanno tutto l'interesse a ridimensionare Linate. La Sea non è rimasta con le mani in mano. E ha affidato a Roland Berger, la società tedesca di consulenza strategica, l'incarico di stendere nei prossimi due mesi un nuovo piano industriale su Linate e Malpensa alla luce della dismissione di Alitalia. Nella società di gestione di Linate e Malpensa sono già al lavoro da tempo con l'obiettivo di trasformare Linate in un city airport: voli regionali e un volume di passeggeri intorno ai 5 milioni, praticamente la metà degli attuali. Tra le contromosse allo studio anche l'eliminazione del through check in, la possibilità di avere la doppia carta d'imbarco per lo scalo e la destinazione finale. Nel frattempo Alitalia tenta di prendere posizioni nell'aeroporto milanese. La compagnia, con il nuovo orario estivo, ha aumentato i voli settimanali di Linate da 420 a 499 e in più ha spostato sull'aeroporto milanese Airbus che in precedenza erano a Malpensa e si tratta degli aerei più capienti che possono atterrare al Forlanini. La conseguenza è ovvia: crescerà ulteriormente il numero di passeggeri, già elevatissimo. Secondo le prime stime, appunto, per la fine del 2008 Linate potrà contare 12 milioni di passeggeri. Un boom che fagocita potenziali clienti di Malpensa. E si tratta di numeri che fanno scattare la soglia di allarme, perché il dibattito era già acceso sulla quantità di passeggeri transitati da Linate nel 2007 (arrivati a quota 9.926.530, con un incremento del 2,4 per cento rispetto al 2006). Gli ultimi dati disponibili, quelli di febbraio 2008, segnano un'ulteriore impennata del 6,2%. Siamo lontani dai 6,5 milioni di cui si era a lungo parlato come della soglia massima. L'incremento continuo avviene nonostante Linate formalmente sia un aeroporto contingentato dal decreto Bersani bis: per ogni compagnia è fissato un tetto massimo di voli su ogni destinazione. Il limite però è stato aggirato abbondantemente da tutte le compagnie attraverso il code sharing, ovvero l'alleanza con vettori minori per vendere posti sullo stesso volo. Un "trucco" usato da tutte le compagnie che ha consentito a Linate di continuare a crescere indisturbato. Nel nuovo orario Alitalia ha potuto far aumentare le frequenze proprio grazie alla partnership con Volare, che ha lasciato liberi i suoi diritti di volo e ceduto spazio alla compagnia di bandiera. Ma il futuro è una grande incognita. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto (sezione: Alitalia 2)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL REPORTAGE Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto Oggi ripartono le trattative tra Air France e Alitalia. Ma lo scalo è semideserto, penalizzato già dall'orario estivo. In queste condizioni oggi Milano contenderà a Smirne l'Expo 2015. - -->.

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Che fine ha fatto l'agenda della pace? (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commento Che fine ha fatto l'agenda della pace? Giulio Marcon I temi della pace e del disarmo sono il grande assente di questa campagna elettorale. Le manifestazioni contro la guerra, le bandiere arcobaleno ai balconi, le marce Perugia-Assisi valgono qualche citazione, ma raramente richiamano una riflessione seria sulla miscela esplosiva della situazione internazionale con le sue guerre e conflitti generalizzati e con un pianeta armato sino ai denti. Dopo due anni di politica bipartisan all'insegna di aumenti delle spese militari (+ 13%), di portaerei inaugurate e di incremento dell'export di armi italiane, la campagna elettorale si presenta povera di idee e proposte per un profilo diverso dell'Italia sulla pace ed il disarmo. E il centro-sinistra critica (sic) il centro destra per aver diminuito nella legislatura di Berlusconi le spese militari e Parisi si pavoneggia per aver invertito la tendenza. La sinistra radicale oggi rivendica con forza gli obiettivi della riduzione della spesa militare e della contrarietà al Dal Molin, ma ieri, nei due anni in cui era al governo, le cose sono andate assai diversamente. Così, nell'ultima finanziaria mentre il grosso dei fondi (almeno si è positivamente riusciti ad ottenere questo) per la cooperazione sono stati una tantum e finalizzati a coprire i debiti pregressi, nel caso dei cacciabombardieri Eurofighter ci sono soldi programmati fino al 2012, che ammontano al doppio di quanto ha avuto la cooperazione in un anno. L'Alitalia è in crisi, ma la nostra aeronautica militare gode di ottima salute: grazie agli aiuti di stato. L'industria militare è l'unico comparto economico dove lo statalismo regna sovrano.. Va riconosciuto che il ministro D'Alema ha dato voce in qualche occasione all'auspicio di una vera politica per il disarmo. Ma alla fine, le scelte concrete sono andate nella direzione opposta del riarmo, mentre la politica in Medio Oriente si ferma agli annunci senza tradursi in un'iniziativa politica volta a risolvere i nodi irrisolti della pace in quella terra martoriata. E quando si è trattato del Kosovo - per non essere da meno del D'Alema della "guerra umanitaria" - il ministro degli Esteri si è affrettato a riconoscere l'autoproclamata indipendenza di Pristina. Altra benzina sul fuoco dei Balcani. Altre preoccupazioni non mancano. L'Iraq e l'Afghanistan sono guerre aperte che peggiorano di giorno in giorno. Nel Caucaso e in Asia centrale, in Africa e persino in America Latina, conflitti e guerre reali o possibili sono all'ordine del giorno. La spesa militare globale cresce incessantemente, mentre lo "scudo stellare" (anche qui, latitanza - o connivenza- dell'Italia) è la miccia pronta a far scoppiare una nuova confrontation con la Russia di Putin. I disastri dell'unilateralismo americano insieme all'impotenza dell'Onu e all'assenza o sudditanza dell'Europa, dovrebbero suggerire un'attenzione ben maggiore di chi è impegnato nelle elezioni, ma così non è. Anche a sinistra. Un'alternativa politica ed economica al neoliberismo e alla geopolitica della forza, economica e militare, non si costruisce se non rimettendo al centro dell'agenda politica la pace e il disarmo, cosa ben più impegnativa della necessaria opposizione alla guerra. Significa lavorare sulla pace positiva e i diritti umani globali, sulla democrazia e la riforma delle istituzioni internazionali, sulla riconversione civile dell'economia, su un nuovo modello di sviluppo. Altrimenti si rischia la trappola del pantano di una politica che sempre di più parla a se stessa e non al futuro, incerto e preoccupante, delle donne e degli uomini non solo dell'Italia, ma di tutto il pianeta. Che il movimento per la pace si faccia sentire.Sbilanciamoci!.

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ROMA La trattativa tra Air France-Klm e i sindacati è ancora in salita. E il fronte dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Rimane quello più duro nel confronto sul piano proposto da Parigi per Alitalia, nonostante i contatti avuti con il presidente Prato nel week end. Ma l'incontro di oggi a Roma anche con il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, dovrebbe portare comunque a uno slittamento della scadenza per la trattativa. Anche alla luce dell'apertura registrata dalle tre sigle confederali. Tra le richieste dei sindacati, un taglio degli esuberi, più investimenti sulla flotta e garanzie su Atitech. Ma il presidente Prato insiste: i tempi sono stretti. Intanto ieri Fiumicino ha registrato l'impatto dell'arrivo dei primi voli trasferiti da Malpensa. La prova del fuoco è rinviata ai prossimi giorni. Nel frattempo, è stata allertata una squadra di 100 operai pronti ad intervenire in caso di problemi con la distribuzione dei bagagli.

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La giornata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ultima la giornata Torino Tifoso del Parma travolto da pullman di ultrà juventini Ancora una volta la gara tra Juventus e Parma verrà ricordata come una partita "maledetta". La sfida in programma ieri pomeriggio all'Olimpico, infatti, è stata rinviata a data da destinarsi (probabilmente il 16 aprile, ndr) per la tragica scomparsa di un giovane tifoso ducale avvenuta nei pressi dell'area di servizio "Crocetta" vicino Felizzano, sull'autostrada A21 Torino-Piacenza. Il giovane Matteo Bagnaresi, 28enne sostenitore dei "Boys" gruppo ultrà gialloblu, sarebbe stato investito dal pullman di alcuni sostenitori bianconeri. L'autista del mezzo senza essersi reso conto dell'accaduto avrebbe proseguito in direzione Torino per poi essere fermato pochi chilometri dopo dalle forze dell'ordine. I tifosi bianconeri sotengono di essere stati aggrediti con spranghe e bottiglie. L'autista del pullman ha preferito ripartire in fretta e furia per evitare che le cose degenerassero. Ma ha travolto Matteo Bagnaresi, 28 anni, figlio di un dirigente della Barilla, colpito con lo spigolo anteriore della carrozzeria. Già all'andata la sfida tra Juve e Parma fu funestata dalla scomparsa di un altro giovane tifoso, il laziale Gabriele Sandri, ucciso in un autogrill con un colpo di pistola sparato da un poliziotto per cercare di sedare una rissa tra sostenitori della Lazio e della Juventus. Fino a ieri sera nn è stato possibile stabilire la dinamica dell'incidente. Sciacca Disoccupato, si uccide dandosi fuoco in macchina Si sarebbe cosparso di liquido infiammabile, seduto nell'abitacolo della sua auto e dato fuoco. E' la ricostruzione fornita dai carabinieri dalla compagnia di Sciacca sulla morte di Giovanni La Greca, un operaio di 38 anni disoccupato di Sciacca, il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Sambuca di Sicilia. I militari ritengono che non ci siano dubbi sulla dinamica della tragedia e sul suicidio. L'uomo, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, era depresso per problemi economici e prima di uscire di casa aveva espresso le proprie preoccupazioni e nervosismo, per questo motivo, ai suoi familiari. Poco dopo la tragedia. Brescia Ubriaco travolge e uccide ragazzo di 16 anni Un ragazzo di sedici anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un'automobile intorno alle 21 di sabato sera a Torbole Casaglia, in provincia di Brescia. G.F., queste le iniziali del giovane residente a Torbole Casaglia, stava attrverando sulle strisce pedonali di via Verdi, l'ex strada statale che attraversa il centro abitato del suo paese, in compagnia di un'amica, M.M., di 18 anni, quando è stato travolto da un autoveicolo guidato da A.M., 40enne residente a Maclodio, in provincia di Brescia, ubriaco. Il sedicenne è deceduto poco dopo essere stato investito all'ospedale civile di Brescia. Lievemente ferita la ragazza che si trovava con lui, ora ricoverata alla Poliambulanza di Brescia. Il conducente dell'autoveicolo, adesso agli arresti, al momento dell'incidente presentava un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore rispetto a quello previsto dalla legge. Liechtenstein Scoperti a Vaduz conti segreti dell'Eta Scoperti in Liechtenstein i conti segreti dell'Eta. Secondo "El Pais", le autorità del piccolo paradiso fiscale hanno congelato alcuni conti correnti legati al movimento separatista basco dopo una segnalazione del giudice spagnolo, Baltasar Garzon. Il denaro - diverse migliaia di euro - versato in Liechtenstein proveniva da "attività estorsive ai danni di imprenditori dei Paesi Baschi e della Navarra". I conti correnti erano intestati a individui collegati ad un bar di Irun, nel nord della Spagna, vicino al confine con la Francia. Il proprietario del bar, Joseba Elosua, fu arrestato nel giugno del 2006 durante una vasta operazione finalizzata a smantellare il sistema di finanziamento dell'organizzazione terroristica basca. Calcio Stop di Fiorentina e Milan, avanzano Udinese e Sampdoria Ecco i risultati delle partite del 31° turno della Serie A. Juventus-Parma (rinviata); Milan-Atalanta 1-2; Udinese-Fiorentina 3-1; Catania-Torino 1-2; Empoli-Sampdoria 0-2; Genoa-Reggina 2-0; Livorno-Siena 0-0; Roma-Cagliari 1-1 (giocata sabato); Lazio-Inter 1-1 (giocata sabato). Alitalia Malpensa, primo giorno senza. Oggi la trattativa con Spinetta Primo giorno di Malpensa, ieri, senza Alitalia. La ex compagnia di bandiera ieri ha lasciato il 72% dei suoi voli da Malpensa: in una domenica normale, ce ne sarebbero stati 380 nello scalo milanese, mentre ieri sono stati solo 102, 51 in partenza e 51 in arrivo. Già ieri però sono partiti i voli legati agli slot che Alitalia ha lasciato liberi. Dall'altro lato, Fiumicino ha salutato i nuovi voli Alitalia spostati dallo scalo milanese. Oggi intanto riprenderanno le trattative tra i sindacati e il presidente di Air France, Jean Ciryl Spinetta: i sindacati hanno rifiutato l'ultima versione del piano presentata, ma sono decisi a trattare perché non vedono alternative. Una boccata di ossigeno l'hanno data i 148 milioni che Alitalia rastrellerà grazie alla cessione delle sue azioni in Air France-Klm, per circa 79 milioni di euro, e al rimborso da parte dello Stato di un credito d'imposta Irpeg di 69 milioni. Questo consente di spostare, anche se di poco, la scadenza ultimativa del 31 marzo, termine fissato da Air France-Klm nell'offerta presentata il 16 marzo. Cina/Tibet/Giochi Il premier Wen Jibao: col Dalai Lama dialogo possibile se... "I canali per il dialogo fra il governo cinese e il Dalai Lama sono sempre aperti, a condizione che abbandoni la richiesta d'indipendenza del Tibet e usi la sua influenza per fermare la violenze a Lahsa", ha detto, secondo l'agenzia Xinhua, il premier cinese Wen Jibao. Un "dialogo costruttivo" con il Dalai Lama è la principale richiesta che dall'estero - Usa e Ue in primis - viene fatta a Pechino per allentare la pressione su un eventuale boicottaggio dei Giochi. Proteste che accompagnano l'avvicinamento della fiaccola olimpica verso la Cina.Ieri la fiaccola ha raggiunto il Partenone di Atene, dove è stata consegnata al presidente del comitato olimpico cinese Liu Qi e anche all'entrata dello stadio Panathinaikon un piccolo gruppo di dimostranti ha cercato di inscenare una manifestazione pro-Tibet Subito stoppata dalle ingenti forze di polizia presidposte dalle autorità greche (12 arresti). Manifestazioni che sono riprese anche a Lhasa, secondo la radio Free Asia (finanziata dagli Usa), dove sabato pomeriggio ci sarebbero stati scontri nel centro della capitale tibetana.L'agenzia Nuova Cina riferisce anche di 26 nuovi arresti e della confisca di armi e altro materiale proibito in un monastero del Sichuan (senza precisare se gli arrestati siano monaci). Zimbabwe Conteggio dei voti lento ma l'opposizione già canta vittoria Aria pesante in Zimbabwe dove domenica si è votato in elezioni generali. Il presidente Robert Mugabe, 84 anni e da 28 al potere, si è detto sicuro di una nuova "vittoria per ko", ossia senza bisogno di ballottaggio previsto nel caso nessuno dei candidati presidenziali raggiunga il 50% dei voti. Ma già nella notte di domenica e all'alba di lunedì, nonostante il conteggio fosse solo agli inizi e richiederà 3-4 giorni, il principale partito d'opposizione, il Movment for Democratic Change di Morgan Tsvangirai, si è proclamato vincitore, "col 67% dei voti". Nelle mattinata di ieri il governo ha ammonito l'Mdc ad aspettare perché una auto-proclamazione di vittoria oltre che prematura equivarrebbe a "un colpo di stato". Europa Addio alle frontiere interne per 24 paesi della Ue Lo spazio Schengen, che prevede l'abollizione dei controlli di frontiera negli aeroporti per i movimenti fra i paesi che fanno parte nell' "Europa senza frontiere", si è allargato ieri ad altri 9 paesi entrati nella Ue nel 2004. A partire dalle ore 00.00 di domenica, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Malta sono entrati a tutti gli effetti nell'area di libera circolazione dei rispettivi cittadini. Questi paesi avevano già soppresso nel dicembre scorso i controlli alle frontiere terrestri e marittime, e da ieri anche quelli aeroportuali. Attualmente dei 27 paesi della Ue tutti fanno parte di Schengen ad eccezione dell'Irlanda e Regno unito - che hanno rifiutato di partecipare - e di Cipro, Bulgaria e Romania - che non hanno ancora completato l'iter previsto per l'entrata. Nello spazio di circolazione "senza frontiere" figurano tuttavia anche due paesi che non integrano la Ue: Norvegia e Islanda. Ad essi si aggiungerà la Svizzera entro quest'anno. Usa Hillary: non mi ritiro dalla corsa alla nomination Hillary Clinton, in competizione con Obama Barack per ottenere la nomination democratica in vista delle elezioni presidenziali di novembre, ha respinto gli appelli provenienti dai sostenitori del suo rivale di ritirarsi dalla corsa. Il senatore Patirck Lehay, un democratico influente e un sostenitore di Obama, le aveva chiesto di farlo perché lo scontro fra i due candidati, sempre più aspro, rischia di favorire le chanches del candidato repubblicano, John McCain, che invece non ha più rivali interni. Hillary è stata superata da Obama quanto a numero di delegati necessari per avere la nomination, ma gli ultimi sondaggi indicano che è in vantaggio di oltre 10 punti sul suo rivale nella Pennsylvania dove sono in programma primarie il 22 aprile. "Io credo che la senatrice Clinton dovrebbe continuare a competere fino alla fine", ha commentato Barack Obama. Colombia Ingrid Betancourt: Sarkozy manda un aereo in Guyana Il presidente francese ha confermato ieri di aver inviato alla Cayenna, nella Guyana francese, un aereo "pronto a intervenire in qualunque momento" nel caso le trattative segrete forse in corso per la liberazione di Ingrid Betancourt, la franco-colombiana sequestrata dalle Farc 6 anni fa e descritta in pessime condizioni di salute, portino alla sua liberazione. Vertice arabo Chiuso il summit di Damasco: senza soluzioni per le varie crisi Si è chiuso ieri il vertice della Lega araba di Damasco, marcato dalle assenze (11 presidenti su 22) e dalle divisioni. Unica novità, ma anch'essa vaga, l'avvertenaza a Israele che se non accetterà il piano di pace arabo del 2002 (pace e normalizzazione dei rapporti in cambio del ritiro da tutti i territori occupati nel '67 e di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale), i paesi arabi rivredranno la loro offerta, senza peraltro specificare come. La "Dichiarazione di Damasco" non prende posizione fra l'Anp di Mahmoud Abbas e Hamas, limitandosi ad "appoggiare gli sforzi di mediazione" mediati dallo Yemen. E neppure sullo stallo prolungato del Libano. Anche sull'Iraq sono sorti dei contrasti.

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Tagli ai voli, meno passeggeri <Malpensa non è più un hub> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La crisi L'addio di Alitalia. "Ma lo scalo non morirà" Tagli ai voli, meno passeggeri "Malpensa non è più un hub" Aerei fermi, hangar chiusi, mezzi inutilizzati. Passeggeri passati dai 70 mila di una qualsiasi domenica a 35 mila. Sono gli effetti dei 100 voli cancellati da Alitalia nel primo giorno di ridimensionamento di Malpensa come hub. Il presidente Sea, Giuseppe Bonomi: "Entro il marzo dell'anno prossimo Malpensa recupererà 500 delle 700 frequenze perdute". Al momento in calendario ci sono solo i nuovi voli di AirOne e quelli dell'accoppiata Meridiana- Eurofly (Dakar e Cairo). A PAGINA 2 Del Frate e Fagnani.

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Malpensa, l'addio di Alitalia. <Ma lo scalo vivrà> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Malpensa, l'addio di Alitalia. "Ma lo scalo vivrà" Passeggeri dimezzati, cento voli in meno, hangar chiusi. Bonomi (Sea): in un anno il recupero Nuovi voli di AirOne su Roma e Napoli e della compagnia Malev su Budapest. I sindacati: bisogna sbloccare gli slot Cento voli Alitalia spariti dalla sera alla mattina; in compenso c'è stato il "debutto" di AirOne con i voli su Roma e Napoli e quello dell'ungherese Malev su Budapest. Difficile davvero fare ricorso anche alla teoria del bicchiere mezzo pieno, inutile spremere tutto l'ottimismo di cui si è capaci. "è una gran botta. E oggi si è percepita davvero": Ezio Colombo, segretario della Cgil trasporti quando pronuncia queste parole è reduce da un giro sul piazzale e all'interno del terminal 1 dello scalo. E la sua faccia dice già tutto. Ma poi ci sono gli aerei fermi ai margini delle piste, gli hangar chiusi, i mezzi inutilizzati che raccontano come ieri sia stato davvero un altro giorno per uno scalo nato con l'ambizione di rivaleggiare con i "fratelli maggiori " di tutta Europa. Per chi non volesse fidarsi delle sensazioni personali ma chiedesse il conforto dei numeri, eccone uno emblematico: secondo stime della Sea, la media dei passeggeri domenicali di Malpensa era fino a una settimana fa di circa 70 mila; ieri sotto la volta dello scalo ne sono passati appena 35 mila. Malpensa dunque comincia a fare i conti davvero col tradimento di Alitalia: a fronte di un taglio dei voli pari a circa il 25% del totale (ieri si è scesi dagli abituali 700 a 530), il numero dei passeggeri è crollato della metà. Magari sarà solo un fatto momentaneo, da studiare, ma le cifre questo raccontano. Le cifre dicono anche che dei 48 banchi del check in abitualmente occupati da Alitalia, ieri ne è rimasta in funzione solo la metà. Molti altri giacciono in abbandono, con le insegne della compagnia tricolore staccate in fretta e furia sabato pomeriggio, qualcuno è stato occupato da altre compagnie ma l'effetto è pur sempre quello delle fotografie nelle quali ci si stringe vicini vicini per far sembrare a chi guarda di essere in tanti. Gli inguaribili ottimisti provano a guardare oltre la siepe; a questo gruppo si iscrive il presidente della Sea Giuseppe Bonomi che a una trasmissione televisiva pomeridiana dichiara: "Entro il marzo dell'anno prossimo Malpensa recupererà 500 delle 700 frequenze perdute in seguito al piano Alitalia ". Auguri, perché al momento in calendario ci sono solo i nuovi voli di AirOne (oltre a quelli nazionali a giugno si aggiungeranno due rotte per Boston e Chicago) e quelli dell'accoppiata Meridiana-Eurofly (Dakar e Cairo). "Malpensa non morirà mai" insiste il numero uno di Sea. Che aggiunge: "Da oggi cambia la nostra tipologia di traffico e non abbiamo più un vettore unico di riferimento. Ma questa non è ormai una novità". Nessun rimpianto per Alitalia, dunque. Che l'azienda della Magliana non sia più il cavallo su cui scommettere è ormai convinto anche il mondo In aeroporto In funzione ieri solo la metà dei 48 banchi del check-in occupati da Alitalia I passeggeri transitati ieri a Malpensa. Una settimana fa erano stati 70 mila sindacale. "La fase Alitalia deve ormai considerarsi superata - ammette Ezio Colombo, reduce dal suo giro tra i lavoratori aeroportuali di ieri mattina - ed occorre accelerare le trattative con nuove compagnie che garantiscano nuove rotte. Servono anche i famosi accordi bilaterali tra stati, indispensabili per sbloccare gli slot sui collegamenti intercontinentali ". Ma per Alitalia è stato dunque un affare o no levare le tende dalla Lombardia? Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle infrastrutture, prova a fare due conti in tasca alla compagnia: "Da dicembre a febbraio la liquidità di cassa dell'azienda è scesa di 100 milioni di euro: non sarà perché proprio in quel periodo Alitalia ha cominciato la sua smobilitazione da Malpensa, togliendo i primi voli? Lo vado dicendo da tempo: il sacrificio di Malpensa consentirà alla compagnia di risparmiare 200 milioni di euro, ma sul fronte dei ricavi ne verranno a mancare almeno 400. Non sono affatto tra quelli che si augurano il fallimento dell'azienda ma temo che le prossime trimestrali di cassa di Alitalia confermeranno le mie previsioni". Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it .000 35.

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L'aeroporto La crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'aeroporto La crisi I tagli le polemiche e le rotte Le cifre dello scalo Si è concretizzato ieri l'effetto del piano industriale di Alitalia su Malpensa: un taglio dei voli netto, passati ieri da 177 a cinquanta, e passeggeri dimezzati Il piano di recupero Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: "Entro il marzo dell'anno prossimo Malpensa recupererà 500 delle 700 frequenze perdute in seguito al piano Alitalia".

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La scheda (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 categoria: BREVI La scheda La riduzione degli aerei I voli giornalieri di Alitalia su Malpensa sono passati ieri da 177 a 50. Su tutta la prossima stagione, dal primo aprile al 30 settembre, il taglio previsto è di 886 voli Le scelte di AirOne Entro l'estate AirOne collegherà Malpensa con 140 voli settimanali verso 11 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali La cassa integrazione è appena scattata la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea, 350 lavoratori nel settore holding e 550 nell'handling Gli investimenti Il 15 aprile Sea inaugura 26 nuovi banchi check-in a Malpensa e il cosiddetto "terzo satellite". La società sta investendo 450 milioni di euro per ampliare il terminal 1 e 100 milioni solo per l'area che sarà pronta nei prossimi giorni, con 375 milioni tutti dal portafoglio di Sea e il resto a carico dello Stato.

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 Il futuro... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 Il futuro L'ampliamento del Terminal 1, i nuovi check-in, più spazio alle compagnie low cost "Aeroporto svuotato". I cantieri vanno avanti Meravigliati del fatto che la nuova superstrada di Malpensa sia stata inaugurata quando l'aeroporto è in declino e l'Alitalia con le valigie al piede? Eppure, la strada aperta al traffico proprio ieri non è l'unico cantiere attorno all'aeroporto. Il più impegnativo è quello, anch'esso ormai vicino al traguardo che riguarda l'ampliamento del terminal 1: una volta completata, l'aerostazione potrà disporre anche del cosiddetto "terzo satellite", vale a dire di un lungo molo in grado di sveltire le operazioni di imbarco e sbarco. Archiviati gli inciampi con la magistratura (il cantiere fu messo mesi fa sotto sequestro perché furono ravvisate una serie di irregolarità in materia di sicurezza), secondo la Sea, una dozzina di nuovi banchi di check-in sarà a disposizione di compagnie e passeggeri nella nuova struttura a partire da metà aprile. La nuova struttura verrà riservata ad alcune compagnie di voli charter che lasceranno così il vecchio terminal 2. Quest'ultimo, nei piani della società di gestione dello scalo, dovrà essere progressivamente riservato alle compagnie low cost che, Easyjet in testa, stanno aumentando notevolmente la loro presenza a Malpensa. Se Sea deve scommettere "per dovere d'ufficio" sulla rinascita dello scalo, altri continuano a farlo per scelta precisa: pochi giorni fa è stata consegnata l'area di cantiere dove nei prossimi mesi verrà costruito il nuovo hotel Sheraton. La prestigiosa catena alberghiera non rinuncia infatti ai suoi investimenti: la zona dove verrà edificato il nuovo hotel si trova proprio all'uscita del terminal 1; l'albergo si svilupperà molto "in orizzontale", fino a prendere la forma di due ampie ali d'aereo. Anche i comuni attorno all'aeroporto si dicono convinti che la crisi sarà solo momentanea: Gallarate ha confermato di recente il progetto per il "business park" che dovrà sorgere lungo la statale che conduce a Malpensa e che ospiterà uffici, aziende e strutture di supporto. Un "villaggio" con le stesse caratteristiche è in fase di costruzione anche a Vizzola Ticino, altro paese "affacciato" sulle piste: il progetto è stato realizzato anche all'apporto di investitori internazionali, tra cui la società di gestione dell'aeroporto di Amsterdam C.Del. Il terzo satellite Una volta completato, lo scalo potrà disporre del cosiddetto "terzo satellite" in grado di sveltire le operazioni di imbarco e sbarco.

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Nel giorno dei tagli, parte la superstrada. Fischi e proteste (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La contestazione Inaugurato il nuovo collegamento con Torino. "Un esempio di programmazione fallita" Nel giorno dei tagli, parte la superstrada. Fischi e proteste La protesta I verdi con manifesti e striscioni contro la tangenziale Gli aerei di Alitalia se ne vanno, proprio quando arrivano le strade. Da ieri c'è una nuova bretella per raggiungere l'aeroporto di Malpensa. è la superstrada Malpensa-Boffalora, che collega l'hub all'autostrada Torino-Milano all'altezza del casello di Marcallo- Mesero e prosegue fino alla statale 11 a Magenta. La bretella, che si snoda per diciotto chilometri su quattro corsie ed è costata 208 milioni di euro, era ferma all'altezza di Lonate Pozzolo dal 1998, anno d'inaugurazione dell'aeroporto. Il taglio del nastro di ieri, seppur fissato da mesi, è avvenuto proprio nel primo giorno del trasloco dei voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Così alla cerimonia, che si è svolta in una galleria all'altezza di Vanzaghello, non sono mancati momenti di imbarazzo nei relatori, oltre a fischi e contestazioni. "Le infrastrutture non hanno colore", ha detto il Ministro Antonio Di Pietro, invitando alcuni manifestanti nel pubblico che agitavano bandiere del Pdl, della Lega e dell'Italia dei valori, a "guardare il Tricolore". "Malpensa vale dieci volte Alitalia. Questa nuova strada Il percorso La bretella da Malpensa a Boffalora si snoda per 18 chilometri su 4 corsie. è costata 208 milioni ed altre infrastrutture lo renderanno un aeroporto d'eccellenza " ha aggiunto il ministro, che ha lanciato la proposta del "federalismo territoriale, che farà restare sul territorio i proventi dei pedaggi da utilizzare proprio per i trasporti ". Il suo intervento è stato fischiato dai militanti della Lega e del Pdl. "Questa strada dimostra che Malpensa è sempre più connessa al territorio lombardo" ha sottolineato invece Il presidio Per Wwf e Legambiente la Malpensa-Boffalora "è un esempio di programmazione fallita" il presidente Roberto Formigoni, presente insieme all'assessore ai trasporti Raffaele Cattaneo. "Oggi 6 milioni e mezzo di persone possono raggiungere l'aeroporto in un'ora e entro 4 anni, con il completamento di altre opere, il loro numero salirà a diciannove milioni", ha detto il governatore. A conferma, sono giunte le parole di Pietro Ciucci, presidente dell'Anas: "La Malpensa- Boffalora costituisce il primo segmento dell'anello a Ovest di Milano, che entro il 2011 sarà completato con un collegamento con la Pedemontana e con un'altra bretella che partirà da Magenta e proseguirà fino alla tangenziale Ovest di Milano". Contro quest'opera hanno protestato alcune decine di aderenti al "Comitato No Tangenziale" di Magenta e Abbiategrasso. Proteste anche di Wwf, Legambiente e Unione dei comitati del comprensorio Malpensa, per i quali la Malpensa-Boffalora "è un esempio di programmazione fallita". Una nota di disappunto viene anche dalla Lega Nord. "Hanno escluso i cittadini e i militanti della Lega dalla cerimonia", accusa Marco Reguzzoni, ex presidente della Provincia di Varese. Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, chiede che tutti lavorino "perché Malpensa continui a essere una forza internazionale ". Giovanna Maria Fagnani.

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Usa-Ue, cieli liberi Ora decollano anche le low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Mercato Si volerà per qualsiasi destinazione Usa-Ue, cieli liberi Ora decollano anche le low cost DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Questa sera, per arrivare a Los Angeles, il volo inaugurale Air France 060 impiegherà 11 ore e 15 minuti, una sola tirata senza scali con un bel po' di fusi orari in mezzo. Arriverà infatti alle 20.15, dopo essere partito alle 17: non da Parigi, però, ma da Londra-Heathrow. Cioè dall'aeroporto che per 32 anni filati è stato "riservato", nei voli per gli Stati Uniti, soltanto a due compagnie inglesi - British Airways, Virgin Atlantic - e a due americane (United Airlines e American Airlines). Adesso è finita: da ieri, tutte le compagnie dei due continenti possono usare Heathrow come scalo di partenza e di arrivo dall' America. E così Madrid, Verona, Cagliari, qualunque altro scalo sulle due sponde dell'Oceano Atlantico. Perché da ieri è entrato in vigore "Open Skies" (Cieli Aperti), l'accordo fra Usa ed Unione Europea che, sostituendo 21 accordi bilaterali vecchi anche di mezzo secolo, per la prima volta permette di volare senza più restrizioni da qualsiasi città europea a qualsiasi città americana, e viceversa. Non solo: le compagnie di bandiera vengono liberate dall'obbligo di "far perno " solo sul proprio Paese, e si spalanca un nuovo mercato alle compagnie low cost, proprio com' era accaduto 15 anni fa con i cieli d'Europa. L'Air France 060 che inaugurerà oggi la rotta Londra-Los Angeles impiegherà un quarto d'ora in meno del "collega" in partenza da Parigi per la stessa destinazione. Ma non è per i risparmi di tempo che nei palazzi della Ue si parla di "Open Skies" come di una rivoluzione: secondo il Commissario europeo ai trasporti, Jacques Barrot, l'accordo "porterà più concorrenza e voli più economici" là dove si concentra la gran parte del traffico mondiale. L'Atlantico è sorvolato infatti dal 60 per cento di tutto il traffico aereo mondiale, 50 milioni di passeggeri in un anno, 400 voli al giorno. La Commissione europea prevede ora 25 milioni di passeggeri in più: e per l'effetto della concorrenza, benefici per i consumatori pari a circa 12 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Si potrà volare per esempio da Nizza a Detroit, da Napoli a Miami. Solo da Londra già nei prossimi giorni partiranno per gli Usa diciotto voli quotidiani in più, con un incremento del traffico del 20%. Mentre Air France e l'americana Delta avrebbero già un progetto per "insidiare" Heathrow con un'alleanza da molti miliardi di euro all'anno. "Insomma, i mercati si aprono come già successo per l'Europa, e chi ha la forza se li conquista", commenta il presidente della Commissione trasporti dell'Europarlamento, Paolo Costa, "ma purtroppo noi italiani ci presentiamo a questa sfida nel momento della più grande debolezza, vista la situazione di Alitalia. "Open Skies", un'opportunità storica, per noi è come la prova del budino, di cui scopri la bontà o la mediocrità solo quando lo assaggi. E noi, oggi, non abbiamo neppure la forza per alzare il cucchiaino. Mentre altri - per esempio Air France, Klm, Lufthansa - avranno la parte grossa. Forse è il caso di deciderci: visto che dobbiamo aggregarci a qualcuno, almeno scegliamo chi ha le spalle più larghe". Luigi Offeddu.

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E Newsweek tifa per il <Veltrusconi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-31 num: - pag: 12 categoria: BREVI E Newsweek tifa per il "Veltrusconi" ROMA - A vederla così, quella facciona che mette assieme i volti di Veltroni e Berlusconi, più che allettare spaventa. Ma la grande foto che occupa la copertina di Newsweek, con sullo sfondo un notturno Colosseo e alla base la scritta tra virgolette "Veltrusconi", secondo il settimanale americano altro non è che l'ultima speranza per un'Italia sempre più in crisi. Per salvare il Belpaese assediato da rifiuti e mozzarelle alla diossina, con l'Alitalia a un passo dal crack, una crescita prossima allo zero e i salari tra i più bassi d'Europa, serve - scrivono i columnist del settimanale - proprio un governo "Veltrusconi", un "esecutivo di larghe intese" in cui si mettano assieme le forze per affrontare assieme le debolezze di un sistema allo stremo. "Se Silvio Berlusconi e Walter Veltroni si mettessero insieme, potrebbero forse essere in grado di salvare l'Italia", è l'incipit dell'articolo del magazine, che intervista i due candidati premier e ne deduce che, al di là di quanto viene dichiarato ufficialmente, "la più grande paura per loro potrebbe essere proprio... quella di vincere". Perché, in tal caso, si troverebbero "a dover guidare l'ennesimo governo italiano azzoppato da partiti politici divisi e coalizioni traballanti in entrambi i rami del Parlamento" e questo con "l'economia ferma, sull'orlo della recessione". Per questo, continua Newsweek nella sua analisi, "se i candidati sono seriamente intenzionati a risolvere i problemi dell'Italia, devono lasciare la porta spalancata alla possibilità di una "grande coalizione" una volta che i voti saranno contati", e anche se "nessuno è disposto ad ammetterlo in pubblico, Veltroni lascia intendere che potrebbe anche farlo", mentre Berlusconi "rifiuta l'idea per il momento, ma, scherzando, ha ammesso che su tante questioni le loro politiche sono così vicine che Veltroni sta rubandogli il programma". In verità, nemmeno il settimanale americano nega la difficoltà di una grande coalizione tra due personaggi dalla storia, l'espe.

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Trattativa "in lingua" e registrata Francese, italiano e inglese La trattativa avviene con traduzione in tre lingue e per evitare incomprensioni viene registrata in tutte le versioni.

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AirOne ci prova: saremo il primo partner dello scalo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Strategie AirOne ci prova: saremo il primo partner dello scalo MALPENSA (Varese) - Respinta sulla porta di Malpensa, AirOne potrebbe rientrare nello scalo milanese attraverso le tante finestre lasciate libere da Alitalia. Fallita fino a oggi la scalata alla compagnia di bandiera, l'azienda di Carlo Toto si candida ad occupare molti degli spazi liberi e a diventare il "vettore di riferimento" dello scalo. Il primo passo è stato compiuto ieri quando, proprio in coincidenza con la smobilitazione di Alitalia da Malpensa, AirOne ha fatto il suo debutto nel medesimo aeroporto. Per ora sono stati inaugurati due collegamenti (con Roma e con Napoli) ma entro l'estate AirOne collegherà Malpensa con 140 voli settimanali verso 11 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali. Da domani verrà avviato il volo Malpensa-Palermo, il 2 maggio sarà attivato il Malpensa-Berlino e da giugno seguiranno Bruxelles, Atene, e Salonicco. A partire dalla metà di giugno Air One compirà il balzo Oltreoceano con i voli verso Boston e Chicago, le prime due destinazioni di lungo raggio della compagnia. Dall'8 luglio partiranno i collegamenti Malpensa-Bari e Malpensa-Lamezia Terme. "Con l'avvio di questi voli - afferma la compagnia aerea in una nota - Air One punta a diventare il principale vettore a Malpensa, grazie a un programma di crescita costante del numero delle destinazioni e delle frequenze". C.Del.

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Scali in crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Scali in crisi Lo scambio Malpensa Fiumicino Voli dimezzati Da ieri lo scalo di Malpensa non è più l'hub di Alitalia. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo la compagnia di bandiera ha lasciato 180 slot su 350 Più aerei a Roma Trasferite a Fiumicino 12 rotte intercontinentali. Lo scalo romano ora sarà connesso con 77 destinazioni, 23 domestiche, 40 internazionali e 14 intercontinentali.

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Megaschermi e festeggiamenti. Smirne crede alla vittoria (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La rivale Il discorso del sindaco trasmesso in diretta. Per ottenere i voti dell'Africa promessi aiuti per 50 milioni di dollari Megaschermi e festeggiamenti. Smirne crede alla vittoria DAL NOSTRO INVIATO SMIRNE - "Milano crede di avere l'Expo in tasca? La faremo ricredere ". La perla dell'Egeo non ha nessuna voglia di dare per persa l'esposizione del 2015. I titoli del giornale locale più diffuso, Yeni Asir, non temono l'enfasi retorica: "Alla riscossa per espugnare l'Italia ", "Tutti i cuori della Turchia battono per un solo scopo", "Le nostre chance aumentano di giorno in giorno". Mentre dalla Turchia i milanesi appaiono "senza speranza ". Ieri sera Smirne si è addormentata orgogliosa e piena di attese, mentre i muetzin si passavano la voce di minareto in minareto. Sui 40 chilometri di lungomare il vento faceva sventolare centinaia di bandiere inneggianti: "Siamo usciti a testa alta dalle universiadi (nel 2005, ndr), adesso siamo pronti all'Expo ". Mentre sulla facciata della Camera di commercio cittadina il count down che separa dal verdetto del Bie non segna più giorni ma ore. Generosi i preparativi per oggi. L'amministrazione cittadina ha attrezzato con maxischermi le due principali piazze affacciate sul mare e ha chiamato tutti a raccolta per le 15.30. Attese migliaia di persone. "Durante il mio discorso mostrerò ai delegati del Bie l'entusiasmo e il calore dei cittadini di Smirne ", ha detto il sindaco della città, Aziz Kocaoglu. Con o senza vittoria, i festeggiamenti andranno avanti fino a notte con concerti e fuochi d'artificio. I furgoni delle tv ieri sera stavano già prendendo posizione: TRT, la Rai turca, e Yeni Asir Tv, la rete locale, si sono attrezzate per otto ore di diretta sull'evento. Per quanto riguarda la conta dei voti, i turchi fanno la voce grossa. Lecito il sospetto di un bluff. Ma al souk del Bie, con il pronunciamento segreto, tutto può succedere. Sui giornali locali l'amministrazione assicura di aver strappato voti africani che prima sembravano scontati per l'Italia. Come? Semplice: "Milano promette 10 milioni di dollari al continente tramite Alliance for Africa, noi ne abbiamo messi sul piatto 50". La perla dell'Egeo insinua dubbi anche sul fatto che i voti dell'America Latina vadano compatti a Milano. Intanto i giornali riportano già le ragioni di un'eventuale sconfitta della città della Madonnina: "I ministri turchi hanno lavorato meglio mentre il responsabile degli Esteri italiano, Massimo D'Alema, è rimasto nell'ombra ". Altro punto debole: la crisi della monnezza campana. Per non parlare del caso Alitalia. Dice il sindaco di Smirne: "Una volta vinta l'Expo, porteremo a termine un altro aeroporto con una capacità di trasporto passeggeri doppia rispetto a Malpensa ". Ci credono anche i piccoli imprenditori. Un gruppo di esportatori di marmo turchi ha promesso, a proprie spese, la costruzione di un hammam nell'area della Fiera che dovrebbe vedere la luce con l'Expo. Rita Querzé Attesa Il lungomare di Smirne addobbato con le bandiere che ricordano la sfida per l'Expo 2015. All'annuncio della vincitrice per le strade ci saranno migliaia di persone.

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La mamma di Carla Bruni: un aiuto? Tranquilli, ne parlerò a mio genero (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La suocera di Sarkozy La mamma di Carla Bruni: un aiuto? Tranquilli, ne parlerò a mio genero MILANO - E per chi tifa, la mamma di Carlà? "Ma per l'Italia, naturalmente. Anzi, ne parlerò con mio genero", risponde garrula la first suocera dell'Eliseo, Marisa Bruni Tedeschi. Meno male. Ultimamente se ne sentono così tante sull'Italia... "Ah, le critiche non mancano a nessuno, guardi... Nemmeno alla Francia, devo dire...". Ma davvero l'appassiona l'assegnazione dell'Expo 2015? "Sa, mi ha presa un po' alla sprovvista, non ero al corrente. Ho guardato ora sull'Internèt e ho visto Milano e Smirne. Ma perché Parigi no?". Parigi ha già ospitato diverse esposizioni. Questa è la grande occasione per l'Italia, per smarcarsi da quei temi che non le stanno rendendo onore: l'Alitalia, i rifiuti di Napoli, la diossina nella mozzarella... "Cosa vuole, non sono molto aggiornata, ho tali montagne di giornali da leggere che non riesco a controllare tutto dalla A alla Zeta. Però da poco ho visto una mozzarella di bufala con sotto la foto di mia figlia Carla. Curioso...". Lei la mangia ancora? "No, qui non è buona. Io non la compro mai". Tornando all'Expo, oggi pomeriggio si conoscerà il verdetto dei 154 delegati del Bureau International d'Expositions. "Io personalmente non ho nessuna forza, ma tengo per l'Italia. L'unica forza che ho è mia figlia. Ora gliene parlo, et voilà, non posso dire di più". Che cosa farà? "A che ora è questa riunione domani? Mi informo con mio genero e poi le faccio sapere". Elvira Serra Con Carla e Sarko Marisa Bruni Tedeschi.

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Malpensa: in un giorno passeggeri dimezzati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Malpensa: in un giorno passeggeri dimezzati Bonomi (Sea): non siamo più un hub. Solo la metà dei voli Alitalia trasferita a Fiumicino Nello scalo romano il traffico è aumentato solo del 15%. Da oggi si teme il vero impatto del trasloco ROMA - L'area del cantiere dove sorgerà nei prossimi mesi l'hotel Sheraton di Malpensa è stata recintata da pochi giorni. Dopo anni di attesa. L'ennesima beffa per i sostenitori dello scalo varesino che ieri ha subito il trauma del dimezzamento dei passeggeri a causa della cancellazione dei voli Alitalia: da 70 mila, i frequentatori dell'ex- hub sono passati a 35 mila. "E' una desolazione girare per gli spiazzi - ammette Ezio Colombo della Cgil Trasporti -: ci sono aerei a terra, capannoni vuoti, finger (corridoi di collegamento tra il velivolo e l'aerostazione, ndr) chiusi". Per 900 dipendenti da ieri è partita la cassaintegrazione. Il colpo si è sentito: i voli giornalieri di Alitalia su Malpensa sono passati da 177 a 50, in media 127 in meno al giorno. Su tutto l'arco della stagione, che va dal primo aprile al 30 settembre, il taglio è di 886 voli, scesi dai 1.236 dell'estate 2007 ai 352 di quella appena iniziata. Al posto di alcune delle insegne di Alitalia ieri campeggiavano già quelle dell'AirOne e della ungherese Malev. La prima ha inaugurato i voli verso Roma-Fiumicino e Napoli. Dal 1Ë? aprile avvierà quello per Palermo e dal 2 maggio ci sarà il collegamento con Berlino. A metà di giugno la compagnia di Carlo Toto schiererà gli intercontinentali per Boston e Chicago. Il presidente della Sea (società di gestione degli scali milanesi), Giuseppe Bonomi, cerca di non scoraggiarsi: "Entro un anno recupereremo 510 frequenze. Di queste, 400 saranno recuperate nel periodo compreso tra aprile ed ottobre". Per Bonomi resta "indispensabile per il futuro sviluppo dello scalo di Malpensa la rinegoziazione degli accordi bilaterali, condizione senza la quale l'accesso all'aeroporto milanese è impossibile per molti vettori stranieri". Si aspetta di vedere cosa succederà nei ponti del 25 aprile e del primo maggio invece a Fiumicino, dove da ieri il traffico è cresciuto del 15% grazie al trasferimento di Alitalia. La giornata, secondo la società di gestione Adr, è trascorsa "senza particolari intoppi". Ma i voli non sono stati ancora trasferiti del tutto: ne mancano 70 su 150. A. Bac.

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E apre il raccordo con Torino: proprio quando serve di meno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Ieri l'inaugurazione-beffa Chiamparino: non ci cambia la vita E apre il raccordo con Torino: proprio quando serve di meno DAL NOSTRO INVIATO MALPENSA (Varese) - All'inaugurazione della superstrada-beffa, quella che apre proprio il giorno in cui Alitalia leva le tende da Malpensa, alla fine arrivano tutti. Vincendo l'imbarazzo che una cerimonia del genere dovrebbe suscitare, sgomitano in prima fila il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e quelli del Pd, ognuno rivendicando il merito dell'opera; urlano gli ambientalisti, che considerano il nuovo nastro d'asfalto uno sfregio all'ambiente; spingono quelli della Lega Nord che contestano il governo e inneggiano alla Padania. La baraonda è tale che alla fine il ministro Di Pietro si fa consegnare una bandiera tricolore e con quella in una mano e le forbici nell'altra, taglia il nastro. A sottolineare che quell'opera, piaccia o no, appartiene a tutta l'Italia. Attesi da dieci anni, quei 18 chilometri che uniscono Malpensa alla A4 erano una delle infrastrutture ritenute indispensabili per migliorare l'accessibilità allo scalo, da sempre ritenuta un handicap dell'aeroporto. In particolare la superstrada doveva "avvicinare" Malpensa a Torino e al Piemonte. Fortemente avversata dagli ambientalisti (l'intero percorso attraversa il parco del Ticino), la strada è stata costruita dall'Anas per buona parte "in trincea" per diminuirne l'impatto. Ma con conseguente aumento dei costi. Ma alla cerimonia di ieri è mancato proprio il rappresentante di quelli a cui la nuova strada dovrebbe essere dedicata, vale a dire i piemontesi. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, è convinto che quella nuova strada non cambierà loro la vita: "Ben vengano nuove infrastrutture, specie se vanno a sostegno di Malpensa - dice Chiamparino - ma noi a Torino non ci consideriamo Malpensa-dipendenti: oggi è inimmaginabile che una città non abbia uno scalo a 30 minuti dal centro. Malpensa, per noi, resta lontana due ore dì auto". Giancarlo Galan, governatore del Veneto, una settimana fa aveva affermato che il suo territorio può benissimo fare a meno di Malpensa. Ma Torino non si pone sulla stessa linea. "Innanzitutto non amo i toni alla "me ne frego!" - prosegue Chiamparino - e poi sono convinto che Malpensa può svilupparsi mettendosi sul mercato, accogliendo nuove compagnie e non legando i suoi destini ad Alitalia, come invece insiste a dire il centrodestra ". Claudio Del Frate Bandiere Antonio Di Pietro e Roberto Formigoni impugnano la bandiera italiana circondati dai militanti leghisti all'inaugurazione della Boffalora Malpensa Di Pietro e la Lega Il ministro contestato dai leghisti taglia il nastro con il tricolore in mano Il raccordo con la Mi-To 18 chilometri che evitano di passare da Milano per arrivare a Malpensa.

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Cordata italiana: su eBay 300 euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La sottoscrizione Cordata italiana: su eBay 300 euro E' arrivata a 300 euro l'asta su Ebay per aggiudicarsi, con 5 euro a testa, un posto in una "cordata italiana" per Alitalia. L'inserzione è stata rimossa sabato scorso dall'amministratore del sito per poi ricomparire ieri, rivista e corretta. "Questa volta spero che la lascino" è il commento dell'inserzionista. A ieri sera però c'era una sola adesione.

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35.000 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI 35.000 I passeggeri transitati ieri a Malpensa. Si tratta della metà dei passeggeri solitamente in transito di domenica 177 I voli che Alitalia effettuava in media giornalmente da Malpensa. Da ieri sono diventati 50 886 I voli stagionali (1 aprile-30 settembre) da Malpensa che Alitalia ha tagliato. I decolli passano da 1.236 a 352.

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Spinetta punta sul pre-accordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Spinetta punta sul pre-accordo Oggi a Roma faccia a faccia con i sindacati. Lo scoglio piloti L'obiettivo è rispettare la scadenza del 31 marzo con un'intesa quadro e poi trattare e chiudere il 24 aprile a elezioni avvenute ROMA - Non è una ventiquattrore, la valigia che Jean-Cyril Spinetta e il suo staff hanno portato con sé ieri sera, atterrando a Roma alla vigilia dell'incontro che dovrebbe sancire l'apertura delle trattative su Alitalia. Nell'intenzione del presidente di Air France-Klm, quello di oggi dovrebbe essere il giorno del preaccordo sulle linee-guida del piano. O della rottura, se i sindacati non vi aderissero. Se prevalesse la prima ipotesi, le parti potrebbero stilare un calendario del negoziato sui cinque tavoli diversi individuati. Su un punto ci sarebbe già un accordo di massima tra Spinetta e i confederali, in particolare la Cgil di Guglielmo Epifani: la trattativa, se dovesse decollare, non si chiuderà prima delle elezioni. L'idea è che prosegua almeno fino al 24 aprile. Il tempo insomma perché un governo si formi. Sull'esito del voto si ragiona tra Roma e Parigi: una vittoria netta di Berlusconi darebbe meno chance a Air France-Klm o, quantomeno, porrebbe la necessità per i francesi di conservarsi qualche elemento di negoziazione da offrire al prossimo governo, forse su Malpensa. Se invece ci fosse un pareggio, allora le prospettive sarebbero più rosee. Ma non c'è solo un problema di metodo nella trattativa. Restano i nodi di merito. In particolare c'è l'ostilità dei piloti, Anpac in testa, che nel week-end non sono stati contattati neppure ufficiosamente dai francesi. A tutti i piloti sono stati mandati "sms" di mobilitazione: "Tenetevi pronti a fermare gli aerei". La richiesta di Anpac è quella di avere qualche aereo intercontinentale in più da subito e una prospettiva per lo sviluppo futuro della flotta superiore rispetto a quella garantita nel documento francese dalla frase: "8 nuovi aeromobili, qualora le condizioni di mercato lo consentissero". Sul cargo i piloti potrebbero accettare la riduzione di due aerei subito ma vorrebbero fosse cancellata la frase che fissa la chiusura del servizio nel 2010, in modo da poterne discutere più in là. Infine tutti i sindacati respingono la cancellazione della figura del capocabina tra gli assistenti di volo perché equivarrebbe a ammettere, da parte dei francesi, che non si vuole sviluppare il lungo raggio, dove queste figure operano. Quanto ai confederali, intendono respingere le due "newco" previste dal documento francese (per handling e manutenzione). "Niente controllate - dice per Filt-Cgil, Mauro Rossi -. Spinetta si accontenti di fare un buon affare, non l'affare del secolo". L'esito della giornata odierna non è indifferente all'amministratore di Alitalia, Maurizio Prato: il cda deve ancora decidere se concedere la proroga del termine del 31 marzo. Se le cose non si mettessero bene oggi, lo slittamento sarebbe solo di pochi giorni. Antonella Baccaro Jean-Cyril Spinetta. Il numero uno del gruppo Air France-Klm vorrebbe siglare oggi un preaccordo per Alitalia.

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Alitalia, trattativa verso i tempi supplementari (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta: ora tavoli separati. Berlusconi: resti italiana.Veltroni: Paese unito nel dialogo coi francesi.

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ROMA - E' ancora tutta in salita e sono ancora molti i punti critici, ma la trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - E' ancora tutta in salita e sono ancora molti i punti critici, ma la trattativa tra Air France e i sindacati sembra avviarsi verso i tempi supplementari. Sarebbe questo il risultato dei contatti del week end tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i piloti della compagnia in vista dell'incontro di oggi con tutte le sigle sindacali. Il tavolo di oggi sarà dunque cruciale, ma non decisivo. Secondo fonti vicine al dossier ci sarebbero infatti le premesse per continuare a trattare, nonostante il fronte dei piloti rimanga quello più duro del confronto. Al punto che il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, avrebbe già chiesto degli incontri separati con le singole categorie. E allora su tavolo finiranno almeno tre nodi: un taglio agli esuberi, chiesto con forza soprattutto dai piloti (507 quelli previsti nell'ultima versione di piano, 2.120 quelli di tutto il gruppo); un anticipo del rilancio attraverso più investimenti nella flotta; e garanzie della riconversione delle attività che rimangono nel perimetro di Fintecna, a partire dall'Atitech di Napoli. Su questi fronti i sindacati chiederanno a Spinetta uno sforzo in più per arrivare a un accordo. E chiederanno più tempo a Prato. Nonostante il presidente continui a lanciare allarmi sulla criticità della situazione di Alitalia e non sia disposto a rinvii, se non limitatissimi (di giorni) per chiarire il quadro complessivo. Erano i piloti a rappresentare nei giorni scorsi il vero ostacolo al proseguimento del tavolo. A un ammorbidimento delle posizioni dell'Anpac, appunto, era dunque legata anche la decisione di "un eventuale contenuto slittamento del termine del 31 marzo" per l'ok dei sindacati al piano di Parigi, come definito nel contratto. Si capirà oggi, dunque, fino a che punto i piloti si sono avvicinati al "rinsavimento", sperato da Prato e da Spinetta. Ma si capirà anche se la posizione di Spinetta ("Non posso fare di più), avrà quel minimo di apertura attesa dall'Anpac. Salvo colpi di scena, oggi il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta si siederà al tavolo con i sindacati con in mano l'ultimo documento trasmesso venerdì scorso. Un documento nel quale ci sono già passi "avanti importanti", visti da Parigi, e che non lasciamo spazio ad ulteriori manovre, se non "molto limitate". Come dire: "Ho fatto tanto, ma continuiamo a trattare, anche a oltranza". E allora è proprio su quelle manovre "molto limitate" che le nove sigle sindacali cercheranno di fare leva. In che direzione? I piloti chiedono una moratoria sul cargo, in vista della chiusura del 2010, più spazio e modalità più dirette per i piloti che possono essere riassorbiti in Air France (180 nell'ultima versione del piano di Parigi) e più aerei nuovi da far volare sul lungo raggio, prima del 2010, la data fissata nel piano di Parigi. Da parte lo, Cgil, Cisl e Uil, hanno preso atto della reinternalizzazione dell'handling e della manutenzione di Fiumicino nel perimetro di Alitalia (circa 1.300 persone) e hanno accolto con favore anche gli sforzi di Prato di recuperare cassa (148 milioni tra rimborsi Irpeg e la vendita delle azioni Air France a Fintecna) per guadagnare tempo per evitare il commissariamento. Ma ora chiedono tempi più stretti per il rilancio, con più investimenti nella flotta. Ma puntano a spuntare maggiori garanzie anche sul perimetro del gruppo, in particolare maggiori assicurazioni sul futuro dell'occupazione in Atitech, anche in caso di vendita a un terzo operatore. Sullo sfondo, rimane il confronto politico sul dossier Alitalia. "Il Paese dovrebbe essere unito a sostenere la trattativa con Air France". ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni.Mentre Silvio Berlusconi, il leader del Pdl rilancia: "Spero che appartenga a un gruppo di imprenditori italiani. Credo che un Paese come l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del pil, non possa rinunciare a una compagnia di bandiera".

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ROMA Se dipendesse da me, aprirei subito una trattativa a oltranza . Renata Polv (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di PIETRO PIOVANI ROMA "Se dipendesse da me, aprirei subito una trattativa a oltranza". Renata Polverini, segretaria generale del sindacato Ugl, vorrebbe chiudere la vicenda Alitalia prima possibile. E la vorrebbe chiudere raggiungendo un accordo con Air France, perché "non possiamo far fallire un possibile accordo in cambio di niente". Dove il "niente" sarebbe l'ipotetica cordata alternativa di Berlusconi.. Secondo lei quanto tempo ci vuole per raggiungere un accordo? "La scadenza del 31 marzo ormai è scavallata. Il credito d'imposta che l'azienda ha ricevuto dal governo ci concede ancora un po' di respiro. Un po' di tempo ci vuole, perché ancora non siamo entrati nel merito dell'accordo". Quelli di Air France nel merito ci sono entrati eccome. "Spinetta ha illustrato le sue intenzioni, noi la consideriamo una base di partenza. Ovviamente ci sono molte questioni che non vanno bene. Bisogna trattare punto per punto, ma la discussione non può essere lunga. L'Alitalia è ai limiti del fallimento". Si può aspettare fino alle elezioni? "I lavoratori sono preoccupatissimi. Se prolunghiamo ancora questa situazione creiamo ulteriori fibrillazioni. Senza dimenticare che stiamo parlando di un infrastruttura fondamentale per il paese". Si può mettere il nuovo governo di fronte a una decisione già presa? "Credo che il sindacato debba tentare di fare l'accordo migliore possibile con Air France, l'unica proposta seria che abbiamo sul tavolo. Poi il nuovo governo deciderà se dare il via libera". Per convincervi a firmare un'intesa cosa deve assolutamente cambiare nella proposta di Air France? "Innanzitutto gli esuberi dei piloti vanno fatti rientrare. Fino a pochi giorni fa Spinetta non ne aveva mai parlato, adesso scopriamo che verrebbe messo in discussione il posto per un quarto dei piloti. Non si capisce perché non possano essere ricollocati, visto che il piano prevede dal 2010 un rafforzamento della flotta". E oltre ai piloti? "C'è la questione di Atitech (la società che cura la manutenzione degli aerei, ndr). I lavoratori vanno riqualificati e reimpiegati. Infine si deve discutere di quale peso avrà l'Alitalia negli organi di controllo del nuovo gruppo. Ma su questo deve entrare in gioco il governo più che il sindacato". E se poi la famosa cordata alternativa di Berlusconi ci fosse davvero? "Per ora non mi pare che gli imprenditori italiani si siano fatti avanti. E poi si sta parlando solo di una eventuale acquisizione di pacchetti azionari: e il piano industriale? Qualcuno se ne sta occupando? Non vorrei ritrovarmi fra 10 anni ad affrontare gli stessi problemi di oggi".

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ROMA - Nessun inciucio, nessun governo di larghe intese, ma le riforme istituzionali, in cas (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

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Di FABRIZIO RIZZI ROMA - Nessun inciucio, nessun governo di larghe intese, ma le riforme istituzionali, in caso di un risicato risultato elettorale, si devono fare. Questa è "l'ultima chance" per l'Italia. Se Walter Veltroni, intervistato dal settimanale "Newsweek", tocca uno dei tasti più delicati, che potrebbero profilarsi il 13 e 14 aprile, Silvio Berlusconi avverte: "Se otterremo un'ampia maggioranza, se l'abbiamo in tutte e due le Camere, saremo in grado di operare". Comunque, definisce l'avversario del Pd, "un parolaio". E poi nel corso di un'altra intervista a un quotidiano, boccia a sua volta l'ipotesi: "Niente larghe intese, niente grande coalizione, niente di niente". Altrettanto fa il portavoce, Paolo Bonaiuti. L'argomento è stato sollevato dal settimanale Usa che dedica, ai due leader, una lunga analisi dove si afferma che i tanti problemi italiani (dall'Alitalia ai rifiuti di Napoli, alle mozzarelle inquinate) sarebbero risolti, o quasi, da una "grande coalizione". Pubblica anche un'immagine dei due leader, con la scritta: "Veltrusconi". Interpellato dal settimanale, in un primo tempo Veltroni ha risposto, "probabilmente". Poi ha chiarito che non i governi ma "le riforme istituzionali vanno fatte insieme, in ogni caso, quale che sia il risultato". E spiega di volerle fare anche se ci sono "200 voti in più". Quanto, invece, a governi di "larghe intese", il leader del Pd, ne "esclude assolutamente" qualsiasi volontà o ipotesi. D'altronde, fa notare, lo aveva già proposto alla caduta del governo Prodi, ma "la destra, nello specifico Berlusconi, si è opposta, loro ne portano la responsabilità". Aggiungendo subito dopo: "Se mi sta chiedendo se prenderei ciò in considerazione di nuovo, direi: probabilmente". Ma per Romano Prodi, che ieri sera ha fatto visita a un gazebo della sua capo ufficio stampa, Sandra Zampa, l'ipotesi non esiste. Si può vincere, gli hanno chiesto. Risposta: "Vincere sì". Il segretario del Pd puntualizza altre questioni: se perde, spiega, "ho il dovere" di continuare a guidare il Pd; attacca Berlusconi, "servono leader seri, non chi fa le corna". Diversamente dal Cavaliere, sottolinea, lui "rispetta la Cei". Veltroni batte poi sul tasto della serietà nella leadership, di cui ha necessità il Paese. "Ha bisogno" di "gente che non faccia le corna nelle foto con i capi di Stato". E di Berlusconi lo infastidisce, rivela, "la doppiezza". Perchè, in passato, "durante la discussione sulle riforme, parlava di me come se fossi Giolitti. Ora che c'è la campagna elettorale dice quanto di peggio possibile". Veltroni, sugli uomini politici, distingue, esprimendo solo giudizi "politici, mai personali". Rimarrà sulla tolda di comando del Pd anche in caso di sconfitta. "Ho preso un impegno per fare un grande partito, il Pd, e continuerò ad assolvere l'impegno preso il 14 ottobre con tre milioni e mezzo di persone". Le critiche mosse dal quotidiano "Avvenire", sulla campagna per il voto, non toccano Veltroni, "per una parte le condivido", ma diversamente da Berlusconi, "io rispetto quello che pensa la Cei, ascolto quello che dice e non mi permetterei mai di dire pubblicamente che, quello che pensa questo o quell'esponente della Cei, sia riferibile alle mie posizioni". Quanto a Pier Ferdinando Casini, autodefinitosi sentinella "anti-inciucio", Veltroni ritiene che ciò "faccia parte del teatrino" della campagna, ma se il leader Udc "avesse avuto coraggio politico, nel momento del tentativo del governo Marini, avrebbe dovuto rompere. Ora fare lezioni di anti-berlusconismo è un po' singolare". La legge sulla par-condicio può essere migliorata, collegandola alla riforma Gentiloni, ma non va abrogata, perchè significherebbe solo "sì alle mani libere". Un fatto è certo: in caso di vittoria, a Palazzo Chigi porterà "molte donne" e "personalità indipendenti". Nei prossimi giorni svelerà le loro identità. "Saranno nomi nuovi, mentre ho sentito quattro nomi del governo" Berlusconi: "Tremonti, Bossi, che con la sua proverbiale simpatia, ha detto che ci saranno i "soliti Maroni e Calderoli". Ecco, il mio sarà il governo del 2008, il loro quello del 1994". Tuttavia, anche Berlusconi non lesina giudizi sull'avversario. E sempre dalle colonne di "Newsweek", definisce l'ex sindaco di Roma "un grande affabulatore, ma lo spettacolo che sta mettendo in scena è finito. Gli italiani hanno capito che in Italia ci sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia dei rifiuti di Napoli e lo stop" ai cantieri pubblici. "Questi sono i fatti della sinistra, poi ci sono le belle parole e le promesse della sinistra di Veltroni".

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Il ritorno dei voli Alitalia, duemila in fila per partire (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Mattinata difficile dopo il trasloco da Malpensa Il ritorno dei voli Alitalia, duemila in fila per partire Fino a duemila persone in coda per passare i controlli di sicurezza. è stata una mattinata di confusione, quella di ieri, all'aeroporto di Fiumicino. A causare i disagi, il nuovo orario estivo: il Leonardo da Vinci ha assorbito 77 voli Alitalia cancellati a Malpensa. Per lo scalo romano si tratta di 4 mila passeggeri in più al giorno. Un'occasione di sviluppo. Ma anche una situazione a rischio-caos. A PAGINA 5 Alessandro Fulloni.

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ROMA Veltrobomber spunta tra le tende e le bandiere di piazza Fiume, cioé a (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

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Di CLAUDIO RIZZA ROMA Veltrobomber spunta tra le tende e le bandiere di piazza Fiume, cioé a due passi dalla casa di famiglia dove ormai lo vedono solo in fotografia, e confessa: "Non sono stanco, sarà l'adrenalina. Anzi, sono quasi preoccupato di non essere stanco". Flavia, la moglie, sorride rassegnata: "Non ci vediamo mai". Ai gazebo del D-Day è come al bar sport: tutti a tifare per la stessa squadra e per il capitano, parlando malissimo del nemico. Per il popolo romano del Pd, Walter è come Totti, a parte la sfumatura bianconera. Omo-bionico, perfetto, stirato, sorridente, inossidabile. La campagna elettorale è micidiale come il campionato, botte, pestoni, sgambetti, palla lunga e pedalare. Servirebbe il fiato di Abebe Bikila per coronare la rincorsa, per vincere l'oro a piedi nudi, come negli anni '60 ai tempi di John F. Kennedy. Ma c'è il solito milanese in pole position. Walter corre e rincorre. Ha una memoria mostruosa e in piazza saluta ricordando nomi e cognomi. Un computer, segno di lucidità. Flavia lo invidia e ammette l'inferiorità: "Non so come faccia, io non ne ricordo uno". Quei pochi che la riconoscono azzardano: "Signora, mi raccomando, lo curi". Proprio come succede a Totti: come va er ginocchio?, fa male la gamba?, daje France' che sei er mejo! Qui Veltrusconi non esiste, c'è solo Veltrobomber. "Dai Walter, sei la nostra speranza". "Ma come si fa a votare uno che vuole far comprare l'Alitalia ai figli e poi dice di no, si inventa cordate...possibile che gli italiani credano ad uno così?". I tifosi sono tifosi. Berlusca non viene nemmeno nominato, quasi che il bon ton e la serenità veltroniana avesse fatto un po' di breccia in Curva Sud. I gazebo del Pd non sono tutti strapieni. Pochi a piazza Mazzini, molti a piazza del Popolo, dipende. C'è un sole primaverile, un sacco di gente al mare, finalmente un week end radioso, comunque il centrosinistra riformista batte un colpo. Si prendono depliant, adesivi, bandierine, si legge la lettera di Veltroni, si tifa e ci si mobilita. Realacci non è ermetico: racconta di 12 mila punti sparsi per l'Italia, 100 mila attivisti mobilitati, e, ad occhio e croce, un terzo del popolo delle primarie a prendere materiale nei gazebo: 100 milioni di pezzi praticamente esauriti. Da cui cifre desunte: 1 milione 300 mila visitatori, per 6 milioni di cittadini contattati. "Sicuramente è l'iniziativa elettorale più grande da vari decenni, una mobilitazione gigantesca", insiste l'entusiasta Realacci. Secondo Newsweek solo il Veltrusconi potrebbe salvare l'Italia. Walter rassicura i fan: "State tranquilli, non c'è proprio la possibilità". Solo sulle riforme si deve essere bipartisan. Nei Gazebo passa anche l'Italia famosa, gente dello spettacolo, Ignazio Marino, Lunetta Savino, la Reggiani, Rosalia Porcaro, Cotroneo, Paolantoni, il maestro Vittorio De Seta, Maria Sole Tognazzi, Gambarotta, la Archibugi, Zeudi Araya, Paolo ed Emilio Taviani, Wertmuller, Scarpati, la Omaggio, De Caro, Ozpetek, Tognazzi, Erminia Manfredi. E cento altri. Oltre ai fedelissimi Bettini e Franceschini, Gasbarra, la Melandri. E' il solito Veltroni cinematografaro che fa spettacolo? Il D-Day non sarà lo sbarco in Normandia ma è almeno il tentativo di invasione dell'elettorato sensibile di centrosinistra: ideato per rimotivare i delusi e agganciare gli indecisi. Un porta a porta affidato ai milianti e ai fan con dodici regole che vanno dall'invito di 5 amici a cena, agli sms, alle festicciole elettorali, ai video su Youtube, ai volantini e al passaparola. Totti direbbe "se po ffa", Veltrobomber "si può fare".

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Fiumicino, partenza a singhiozzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Trasporti Previsti quattromila passeggeri in più al giorno per le 77 rotte trasferite da Malpensa. La protesta degli agenti Fiumicino, partenza a singhiozzo Malgrado gli sforzi di Adr e Polaria, mattinata difficile per il ritorno dei voli Alitalia Lunghe file nelle prime ore del mattino, ieri, a Fiumicino: era il primo giorno dello spostamento di 77 rotte da Malpensa Un'ora di preoccupante congestione in mattinata, tra le 7 e le 8, con punte di circa 2 mila passeggeri assiepati davanti ai controlli sicurezza riservati ai transiti. E' il bilancio della prima giornata del nuovo orario estivo al "Leonardo da Vinci". Una specie di rivoluzione che ha visto il massiccio trasferimento di voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino: in tutto 77 rotte divise tra 23 nazionali, 40 europee e 14 intercontinentali. Tradotto in numeri, circa 4 mila passeggeri in più che, tra arrivi e partenze, si sposteranno ogni giorno nello scalo romano. Per smaltire le file sono entrate in azione le "task force" formate da personale Alitalia, Adr e Polaria che - come vigili urbani - hanno smistato la massa dei viaggiatori. L'aumento di flusso dovrebbe far schizzare il totale dei viaggiatori sbarcati a Roma dai 32 milioni dello scorso anno ai 38 milioni previsti entro dicembre. Per accoglierli, a Fiumicino, sta cambiando tutto: sette i cantieri aperti da Adr per rifare l'aerostazione. Ci saranno altri terminal, un secondo impianto per lo smistamento bagagli. I mezzi in pista sono stati rinnovati da Alitalia con un investimento di 16 milioni di euro e le prime novità sono già visibili: tra hangar e velivoli parcheggiati nelle piazzole sosta, non sfrecciano più i furgoni Fiat Doblò, ma eleganti berline nere Renault Scenic con le insegne della compagnia di bandiera. Le difficoltà registrate ieri, dopo che alle 6 di mattina è atterrato il primo volo ex Malpensa, l'Az 675 da San Paolo del Attese Schisano e Franco Giudice, si può dire che ha funzionato: il rallentamento mattutino, infatti, si è registrato proprio al "satellite" dove si intrecciano le coincidenze per Africa, America, Per limitare le attese, verranno raddoppiati i varchi per il controllo dei passaporti e aperti nuovi terminal e impianti per smistare i bagagli I problemi maggiori ci sono stati nel "Satellite", dove si incrociano le rotte intercontinentali Brasile con 270 passeggeri a bordo, dovrebbero essere superate nei prossimi giorni con il raddoppio dei varchi sicurezza, che passeranno da 4 a 8 nell'area riservata ai voli intercontinentali. Comunque, il piano studiato da Maurizio Vallone, il dirigente del settore sicurezza della Polaria, insieme ai direttori operativi Alitalia e Adr Giancarlo Asia e Australia e dove questo è l'intoppo - si devono ripetere i controlli al metal detector e sui documenti. File però "Satellite" in crisi eliminate con l'idea di "dirottare " i viaggiatori ai varchi delle rotte europee, meno affollate. La Polaria ieri ha messo in campo tutti i 270 agenti "passaportisti ", quelli specializzati nella security ai varchi. Ma il loro impiego, che già ora si sta rivelando "al limite", potrebbe diventare problematico in vista dell'estate, quando a Fiumicino il traffico aereo si moltiplica. Il rinforzo temporaneo con 15 poliziotti inviati dal Viminale non è considerato sufficiente da tutti i sindacati, che mercoledì terranno un presidio davanti ai terminal per sollecitare l'aumento del personale. Alessandro Fulloni.

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Confalonieri: i no a Silvio? Poi però aveva ragione lui (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-31 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE L'intervista I 35 anni insieme: io il suo mastro Don Gesualdo onesto Confalonieri: i no a Silvio? Poi però aveva ragione lui "Non sono così diplomatico. Se c'è da menare, meno" MILANO - Trentacinque anni. Vissuti di corsa, sì. E però, dice lui, "non allarghiamoci: io stavo sul sedile di dietro". Pressato, poi, perché va bene il low profile ma lo sanno tutti da quanti fuoripista abbia recuperato quell'auto, Fedele Confalonieri concede: "Va beh, non è che stessi proprio solo a guardare. Ogni tanto la mia la dicevo". Era più che "ogni tanto", naturalmente. E solo "ogni tanto" Silvio Berlusconi non lo stava a sentire. Anche se lui, pure qui, schiva: "Ma mica c'è stata solo quella volta della discesa in campo… Comunque, faceva bene: i fatti hanno sempre dimostrato che aveva ragione lui". Lo dimostreranno anche adesso, scommette il presidente di Mediaset. "Sposato" professionalmente al Cav. da più tempo di quanto durino molti matrimoni, ossia da quel primo aprile 1973 in cui iniziò a lavorare per l'amico, ne è sicuro: "Non credo agli inciuci, non ce ne saranno. Però vedrete, se Silvio non vi stupirà ancora". Non con una "grande coalizione" al governo, se vincerà ("Come penso", ovvio): "Con un diverso rapporto maggioranza- opposizione per fare le riforme di cui il Paese ha bisogno". E sì: grazie anche al fatto che "di là" c'è oggi Walter Veltroni, politico "che stimo, col quale si può dialogare". Primo aprile '73, dottor Confalonieri. Com'è che un giorno Berlusconi le dice: "Vieni a lavorare con me"? "Veramente era un po' che ne parlavamo. Io avevo delle attività per conto mio. E lui: "Ma perché stai lì a tribolare?". Dai e dai, la convince. "Avevo 35 anni. E nel mezzo del cammin di nostra vita, per dirla con Dante, bisognava cambiare ". Non siete mai stati soci, però: perché lui non gliel'ha chiesto, o perché lei non ha voluto? "Perché lui era già Berlusconi. Un imprenditore di successo che stava già finendo Milano 2". Lei che faceva? Subito braccio destro del capo? "Di tutto, agli inizi. L'assistente, il responsabile del personale, le relazioni istituzionali…". Quelle che poi faranno di lei non più Fedele: "Fidel". "C'era in ballo il piano regolatore di Milano 3. E mi creda: destreggiarsi a Basiglio, 500 anime, non è stato più facile che combattere alla Camera per le leggi tv". Appunto: Fidel il diplomatico. Da quel dì. "Ma no, non sono così diplomatico. Se c'è da menare, meno". Però con stile, dicono tutti: un mediatore nato. "Nemmeno. Però, evidentemente, allora e dopo ho saputo creare rapporti di fiducia. Legittimando. Facendo capire quanto di positivo c'era nel "prodotto Mediaset" e quanto sarebbe stato negativo per il Paese perderlo". Lei e Berlusconi agli inizi: i momenti più esaltanti? "Potrei dirle le cavalcate dei fatturati, all'inizio della Tv: 12 miliardi il primo anno, 70 il secondo, 210 il terzo, poi 500… Roba da new economy, e senza "bolla". Ma c'è stato anche, nel '76, l'ingresso nel Giornale, di cui più tardi sono diventato amministratore delegato. Si ricordi il quadro. Pieno compromesso storico. Tipografi molto sindacalizzati, che consideravano "fascista" il quotidiano e lo boicottavano appena potevano. Berlusconi ha fatto una nuova tipografia e molti investimenti, conservando intorno a Montanelli il meglio dell'intelligenza liberale". Quante volte ha fatto da "cuscinetto " tra i due? "In effetti… La prima, direi, è stato con la P2. Montatura tremenda, e Silvio naturalmente voleva un po' di difesa. Indro naturalmente non gliel'ha data. Ammettendo però sempre di non aver mai avuto un editore più liberale di Silvio Berlusconi". Prima le città. Poi un giornale. Infine il salto: la Tv. "Il Cavaliere è partito con Galliani, Dell'Utri, Bernasconi. Io sono entrato più tardi: comunicazione e lobbying". Dai manovali e dai geometri a star e starlette... "Silvio si era preso un modello da superare: la Rai. Ci è riuscito. Inventandosi un nuovo mercato, un nuovo settore industriale, una nuova ricchezza anche per il Paese. Dicono che l'ha fatto da pirata, da corsaro? Col cavolo: secondo i precetti del vero liberalismo, è consentito quanto non è espressamente vietato. Questo è il reale spartiacque, anche in politica: Berlusconi parla di mercato non perché l'ha letto sui libri, ma perché è stato la sua vita di ogni giorno. Nei cantieri controllava anche il filo d'erba, negli studi le luci, le scene, i costumi, i dialoghi ". Però un giorno vi "oscurano ": senza Craxi, il mercato… "La verità? C'era un oggetto del desiderio: Rete4. L'avevamo comprata da Mondadori, che rischiava di fallire in quell'avventura. E tra parentesi: Berlusconi avrebbe potuto aspettarlo, il fallimento, e portarsela via per due lire". Chi l'avrebbe voluta? "Non è un mistero: la sinistra dc. A Ciriaco De Mita sarebbe piaciuta una Rete4 in mano a Calisto Tanzi". Mentre Craxi tifava per voi. "Craxi non tifava: Craxi è stato un elemento di modernità. Era l'uomo che avrebbe trattato per Moro, che si è smarcato dal compromesso storico, che ha svegliato l'Italia narcotizzata dai consociativismi. Era il pre-Blair". E questo c'entra, con il decreto anti-oscuramento? "Certo. Uno, non ci ha regalato niente, anzi. Due, senza quel decreto sarebbe continuato il monopolio Rai. E comunque: qualcuno ricorda che, la prima volta, fu bocciato? Passò solo quando al Pci fu "data" la terza rete. E alla Dc i pieni poteri del già potentissimo Biagio Agnes". Perché in Spagna e Francia non avete avuto successo? "La Spagna veramente va benissimo. In Francia… Ci chiamò Mitterrand. Poi vinse Chirac, e smontò tutto". Se adesso i francesi subissero la legge del contrappasso? Alitalia, Berlusconi, a loro non la vuole proprio dare. Oppure, lo ammetta: è solo campagna elettorale? "Ammetto che, se lo fosse, sarebbe comunque geniale. Ma non credo lo sia. Silvio si è impegnato, potrebbe stupirci una volta di più. Poi, obiettivamente: si è mai vista una trattativa così? E Berlusconi un successo l'ha già raggiunto: Air France sta migliorando le sue condizioni". Francese prima, italiano oggi, ma sempre di interventismo pubblico stiamo parlando. Anche con Berlusconi. "Alt. L'interventismo francese presuppone uno Stato efficiente. Da noi, c'è una sinistra che la macchina dello Stato non l'ha voluta cambiare". Ma Veltroni l'ha scaricata. E di Veltroni lei ha detto… "Confermo tutto. Mi è simpatico, lo conosco bene, è capace. E con D'Alema è stato uno dei primi a capire che Mediaset è un patrimonio del Paese". Elogio da spot: nemmeno un difetto uno? "Il mercato, per lui, è un concetto studiato sui libri. E qualche retaggio del passato gli rimane. Poi, non capisco perché abbia imbarcato Di Pietro. Resta il pm di "io a quello lo sfascio": parafrasando von Clausewitz, per lui la politica è la prosecuzione di Mani Pulite con altri mezzi". Le è spiaciuto l'addio di Casini al Pdl? "Di Casini sono amico, a dispiacermi è la sua acidità. Ma forse si spiega con Freud: uccidi il padre ". Dice mai a Berlusconi, in questi giorni, "stai esagerando"? " Ti esagera, in milanese, potrebbe essere il suo motto. Ma negli Usa lo tradurrebbero in think big: pensa in grande. E lui, a differenza di tanti, pensa e fa". E lei? Dopo 35 anni con S.B., nessuna tentazione di pensione? "Ma io di Silvio sono solo un Mastro Don Gesualdo onesto. E per tornare a Dante: se il mezzo del cammin di nostra vita erano 35 anni, oggi vogliamo fare almeno 50?". Raffaella Polato \\ Di Casini sono amico, a dispiacermi è la sua acidità. Ma forse si spiega con Freud: uccidi il padre \\ Veltroni mi è simpatico, è capace. E D'Alema è stato uno dei primi a capire che Mediaset è un patrimonio del Paese.

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ENERGIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-31 num: - pag: 31 categoria: BREVI ENERGIA I sistemi geotermici Caro Romano, i sistemi geotermici vengono classificati di due tipi: a temperatura medio-bassa (sotto 100Ë?C)e ad alta temperatura (sopra 100Ë?C).I primi, molto diffusi e di facile disponibilità, possono essere usati per lo sfruttamento diretto dei fluidi caldi e soddisfare una richiesta altissima del normale fabbisogno energetico per uso civile, industriale, in agricoltura, negli allevamenti, ecc. Questa risorsa geotermica è veramente pulita, rinnovabile e a costo zero. Purtroppo scarse conoscenze tecniche ne hanno reso difficile la diffusione in Italia. I sistemi geotermici ad alta temperatura si prestano per la produzione di elettricità. I principali impianti sono installati prevalentemente in Toscana (Larderello, Travale, M.Amiata) ma i campi geotermici ad alta entalpia sono distribuiti su tutta la fascia tirrenica fino alla Campania. La quantità e la qualità dei fluidi geotermici in gioco interferiscono pesantemente con l'ambiente. In pratica questa forma di energia geotermica non è pulita né rinnovabile e neppure è a costo zero, considerando le ricadute negative di varia natura sui territori interessati. Forse tutti questi motivi ne rendono ardua la diffusione in zone ad alta densità di popolazione. Circa il taglio poetico dato al suo sorvolo in elicottero della zona di Larderello che dire? E' risaputo che dall'alto le cose terrene acquistano tutta un'altra proporzione e dimensione. Se mai le capitasse di risalire i tornanti che portano sul monte Amiata dal versante di Piancastagnaio, osservi lo spettacolo di una centrale geotermoelettrica con il suo camino rugginoso e fumante, tutte le strutture metalliche corrose dagli acidi contenuti nel pennacchio bianco, la selva di parabole dei ponti radio appiccicate ai tralicci. Si fermi e annusi l'aria. Un consiglio: porti qualche bottiglia di acqua minerale perché sembra che l'interferenza geotermica profonda interessi anche le sorgenti e le popolazioni sono costrette a aiutarsi con le autobotti anche in pieno inverno. Costantino Vigni, Siena Grazie. Andrò a verificare e porterò con me una bottiglia d'acqua minerale. Ma le segnalo che anche le rovine dell'archeologia industriale sono apprezzate dagli esteti del nostro tempo. CLASSE POLITICA Le due verità Caro Romano, sento che Berlusconi vuole abolire la legge della par condicio perché fortemente iniqua. Secondo Berlusconi, infatti, lo spazio televisivo dovrebbe essere utilizzato dai diversi partiti secondo le rispettive percentuali di forza. Com'è cambiato il pensiero berlusconiano dalla sua origine a oggi! Mi ricordo perfettamente quando ci fu la famosa discesa in campo con un partito nuovo di zecca per il quale si chiedeva più spazio televisivo rispetto agli altri partiti proprio perché nuovo e quindi svantaggiato rispetto a chi in televisione c'era da sempre. Ora viene portato avanti l'esatto contrario. Mi sembra che questa gente sia proprio senza pudore o sbaglio? Pierluigi Ziliotto Verona Lei non sbaglia. Ma il pudore e la coerenza non sono, malauguratamente, le virtù della classe politica. Gli uomini politici praticano poco la Verità e preferiscono quella con la v minusco-la, mutevole e adattabile alle circostanze. INCIDENTI Accendini pericolosi Nei Paesi dell'Unione Europea si verificano ogni anno tra 1500 e 1900 casi di infortuni, causati da bambini che giocano con gli accendini. E quaranta infortuni sono mortali. Una legge vieta la vendita di accendini senza il meccanismo di sicurezza, in modo da salvaguardare l'incolumità dei bambini sotto i 51 mesi. In pratica, il pulsante di accensione, per essere a norma, deve attivarsi con una pressione superiore a 4 chili. Ma gli accendini non a norma sono circa 200 milioni. Smaltirli o esaurire le scorte, in barba agli infortuni? Fabio Sìcari, Bergamo BAGAGLIO A MANO Corsia preferenziale Sarebbe utile che nei banchi accettazione degli aeroporti ci fosse una corsia preferenziale per i passeggeri con solo bagaglio a mano, visto che la registrazione in questo caso richiede pochissimo tempo, a differenza del check in dei passeggeri con bagaglio da stiva. A Malpensa l'Alitalia ha uno sportello riservato per questo, ma è sempre chiuso! Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it BOLLETTE Gli aumenti Leggiamo in questi giorni dei prossimi aumenti, 4,1% per l'elettricità e 4,2% per il metano, percentuali che ci ritroveremo prossimamente in bolletta. Nello stesso tempo, vengono resi noti anche i risultati dei bilanci societari compresi quello di Enel, con un più 31% di utile rispetto al 2006 e di Eni, che ha chiuso con un utile netto consolidato di dieci miliardi di euro. Tali somme, oltre a essere doverosamente ridistribuite ai soci che hanno rischiato e creduto nella società perché non "spartirle" sotto forma di minori tariffe anche alla "affezionata" clientela. Andrea Sillioni Bolsena (Vt) CONTROLLI I ristoranti cinesi Leggo del boicottaggio messo in atto dalla Cina nei confronti della mozzarella italiana. Pur non riuscendo a biasimarli (la salute è una per tutti) mi chiedo: siamo sicuri, parlando di igiene alimentare, che i numerosi ristoranti cinesi presenti in Italia siano tutti al di sopra di ogni sospetto? Gianluigi Valsecchi gianluigi_valsecchi@virgilio.it PIL ITALIANO Dati sulla crescita Quanto crescerà il Pil italiano nel 2008? L'Ocse (L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) dice che non andrà oltre l'1,1%. Sino a pochi mesi fa diceva invece che sarebbe cresciuto dell'1,3%, lo scostamento è minimo ma di questi tempi anche lo 0,2% può fare la differenza. Il Fondo monetario internazionale invece dice che il Pil italiano crescerà dello 0,6%, la metà di quello dell'Ocse. Accipicchia! Previsioni altamente variabili, ma quanto affidabili? Giuseppe Diotto, Torino.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-31 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Muore un altro tifoso Matteo Bagnaresi, 27 anni, tifoso del Parma, è morto travolto da un pullman di tifosi juventini nell'area di servizio Crocetta Nord sull'autostrada Piacenza- Torino. L'automezzo era vuoto e l'autista (indagato per omicidio colposo) stava facendo manovra. Poco prima le tifoserie si erano scontrate. Rinviato l'incontro Juventus-Parma. Alitalia, Spinetta a Roma Oggi il presidente di Air France-Klm, Spinetta, sarà a Roma per incontrare i sindacati in vista dell'acquisizione di Alitalia. L'obiettivo è rispettare la scadenza del 31 marzo con un'intesa quadro e poi trattare e chiudere dopo le elezioni.

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E Fiumicino fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo da ieri ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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E Fiumicino fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo da ieri dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di passeggeri. Sono infatti partiti quasi tutti a pieno regime i primi collegamenti spostati, da Milano Malpensa sullo scalo della Capitale. - -->.

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MILANO - ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-K (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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? MILANO ? ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-Klm e i sindacati. All'appuntamento Jean-Cyril Spinetta, si troverà dall'altra parte del tavolo, uno schieramento sindacale che ha bocciato senza appello la sua proposta ma che ha accettato il confronto. E mentre AirOne mette nero su bianco il suo impegno a fare in modo di diventare entro l'estate il primo vettore a Malpensa, lo scalo varesino vive il suo giorno più nero. "Ma non morirà mai", assicura il presidente di Sea Giuseppe Bonomi che aggiunge: "Siamo sicuri di recuperare 510 movimenti settimanali da qui a un anno rispetto ai 700 tagliati da Alitalia". Sempre bollente il fronte politico. Secondo Veltroni "il Paese dovrebbe essere unito a sostenere la trattativa con Air France". Berlusconi, in un'intervista a Newsweek, ribadisce le sue preferenze: "Spero che appartenga a un gruppo di imprenditori italiani". - -->.

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Di GUIDO BANDERA - MALPENSA (Varese) - ALITALIA ha preso il vol (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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Di GUIDO BANDERA ? MALPENSA (Varese) ? ALITALIA ha preso il volo, forse per sempre, dallo scalo varesino di Malpensa, ma i cartelloni con i loghi della compagnia di bandiera, staccati sabato quasi alla chetichella dai banchi del check-in del nuovo terminal, tutto marmi e acciaio, sono già in parte stati rimpiazzati. Al loro posto quelli di AirOne, Singapore Airlines e Malév, la società ungherese, che da ieri sostituisce Alitalia nei collegamenti con Budapest. La parziale consolazione, però, non toglie dai volti delle cortesi dipendenti dell'aeroporto l'espressione di preoccupazione, celata dai sorrisi standard per i viaggiatori in fila. Corazzata dal tailleur di circostanza, una di loro, torva dietro gli ultimi banconi dell'Alitalia chiacchiera con una collega, ma declina l'invito a parlare: "Ci hanno già chiesto tutto, non sappiamo cosa rispondere. Speriamo solo di continuare a lavorare", dice agitando le mani. Più disponibile, forse rassegnata, la bruna Maria Grazia, che sta preparando la carta d'imbarco per un viaggiatore ticinese, "Classe Magnifica": "Ci hanno messo in cassa integrazione, ma lavoriamo tutti. Stiamo fermi a turno, compresi i colleghi di Linate. Siamo preoccupati per gli esuberi, ma l'azienda ha deciso di non penalizzare un solo gruppo di lavoratori: è un disagio condiviso, ma chi si deve trasferire da Milano a Malpensa per lavoro paga lo stesso per i costi di trasporto e incassa di meno, stando fermo magari due ore su otto. Speriamo nell'arrivo delle altre compagnie". La tegola caduta su Malpensa è tutta qui: la Sea, che gestisce lo scalo, ha oltre 5mila dipendenti e 900 sono in esubero. La hostess sorride e rende il passaporto al viaggiatore svizzero, Marco Fasanelli, che poi si ferma a parlare. "L'Alitalia la uso, malgrado tutto ? spiega accorato con accento ticinese, mentre la moglie annuisce ?. Però è impensabile che una compagnia possa funzionare con tempi di prenotazione anche di un mese e mezzo. Quanto a Malpensa, forse è più comoda di Zurigo, ma i collegamenti stradali sono assurdi. E l'aeroporto è già vecchio, guardi i pavimenti. Poi, lo scriva, i bagni sono indecenti, bel biglietto da visita per l'Italia". Soddisfatto, afferra il trolley e si avvia ai varchi. SONO da poco passate le 11 e dentro il grande androne delle partenze, dominato dal verde degli arredi già vecchi di nove anni, l'unica coda è per l'imbarco del volo Tam per San Paolo del Brasile. Semideserti i banconi dell'Alitalia: in business class meno di dieci persone in un'ora, venti in classe turistica. "In una domenica normale i passeggeri sono 74mila ? spiega un funzionario della Sea, azienda che gestisce lo scalo ?, oggi (ieri per chi legge, ndr) forse arriviamo a 34mila: quelli che sono spariti sono proprio dell'Alitalia. Piange il cuore a vedere il piazzale aeromobili quasi vuoto. Manca la metà degli aerei". Davanti alle vetrate che danno sulla pista, gli unici affezionati sono i vecchi del circondario, che, secondo una vecchia tradizione, la domenica abbandonano le carte sul tavolino del bar per andare a sognare l'America e l'Australia guardando partire i jet. Ormai, però, i collegamenti internazionali sono pochissimi. Alitalia è passata da diciassette voli esteri al giorno a tre. "Malpensa sembrerà l'aeroclub di Vergiate, qui vicino", sogghigna un addetto delle pulizie. Dall'alto, la modella di un enorme manifesto pubblicitario sembra guardare l'insegna tricolore dell'Alitalia con aria pensosa. Forse è solo suggestione, ma c'è chi, nonostante tutto, crede ancora nel servizio della compagnia nazionale: "Il servizio? Ottimo, a bordo sono gentilissimi", sentenzia frettolosa la bionda Katia, che sui tacchi si trascina appresso una enorme valigia rossa. "Penso che ce la faranno", conclude sventolando il biglietto di business class. Al piano di sotto, quello degli arrivi, un brulicare di auto blu annuncia l'arrivo delle autorità per l'apertura della bretella autostradale, diciotto chilometri d'asfalto agognati da 9 anni, completati nel giorno più nero, quello della scure. Eppure alla Sea sono convinti: il futuro dello scalo sarà radioso. Al posto del parcheggio davanti al terminal inaugurato nel 1999 sorgerà un enorme albergo Sheraton. Sempre che i viaggiatori rimangano. - -->.

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E' NORMALE che il paese dei baby-pensionati mandi in pensione il suo più (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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E' NORMALE che il paese dei baby-pensionati mandi in pensione il suo più grande aeroporto, a soli dieci anni dalla sua nascita. Ovvero quando stava per cominciare a funzionare bene. Giustamente ci indignamo se paesi come la Corea annunciano che non importeranno più la nostra mozzarella, giusto per buttar fango su Milano e tacendo il particolare che hanno altri gusti: a loro piace la carne di cane. Giustamente ci innervosiamo se quello spiritosone del sindaco di Smirne ? che i turchi vengano a darci lezione di gastronomia è una cosa che fa morire dal ridere ? al pranzo ufficiale per l'Expo rassicura gli invitati che nel menù ci sarà kebab e non mozzarella. Che il cammello sia a loro più affine non l'abbiamo mai messo in dubbio. Ma se siamo a questo punto, una ragione c'è. Perché in quale altro paese al mondo si arriva a tanto paradosso, ma potremmo chiamarla demenza, per cui nello stesso giorno in cui si chiude la gran parte del traffico aereo di un aeroporto, Malpensa, e spariscono due voli su tre, viene inaugurata una nuova autostrada, la Boffalora, che consentirà collegamenti veloci tra lo stesso aeroporto con Milano e Torino. Chi dovrebbe andarci su questa autostrada veloce, i tassisti che da oggi stanno a girarsi i pollici in attesa di viaggiatori che non arrivano più? Per non parlare della nuova ferrovia che si farà tra Malpensa con Lugano e il Canton Ticino. E' vero che tutto non si può avere nella vita ma noi esageriamo, perché prima avevamo un grande aeroporto ma non le strade che sarebbero servite a farlo funzionare bene e ora abbiamo le strade ma non abbiamo più l'aeroporto. L'ultimo capolavoro del Governo Prodi. Ecco perché si permettono di fare gli spiritosi con l'Italia che non troppi anni fa era una nazione, considerata tra le prime potenze mondiali. Chiudiamo con un pensiero all'Expo. Oggi a Parigi si decide se Milano sarà la sede dell' Esposizione universale, che si terrà fra sette anni. Se dovesse vincere Milano e non Smirne si prevede arriveranno 30 milioni di visitatori da tutto il mondo, ma il problema sarà come farli arrivare perché l'aeropoprto intercontinentale di Alitalia è sparito e a Malpensa non si arriva più nemmeno da Firenze o Bologna, figuriamoci da più lontano. Sconsolante, vero? Sì, e avremmo una gran voglia di dire che tutto quello descritto è solo uno scherzo. Invece purtroppo, è tutto vero. - -->.

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Di ANTONELLA COPPARI - ROMA - DICE: Votate compatti il Pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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Di ANTONELLA COPPARI ? ROMA ? DICE: "Votate compatti il Pdl per consentire un governo forte e non condizionabile in nessun modo nè al Senato nè alla Camera". Dice proprio così, Silvio Berlusconi "votate compatti per noi, non sprecate questa chance dando il voto a Casini che non raggiungerà l'otto per cento in nessuna regione al Senato" e lì all'autodromo di Adria, parte deciso l'applauso dei fan. In collegamento telefonico alla festa del partito organizzata dal coordinatore regionale del Veneto, Niccolò Ghedini, il Cavaliere torna a ripetere che alle larghe intese non ci pensa proprio e sgombra così il campo dall'ipotesi dell'inciucio tornata a far capolino a causa del settimanale americano Newsweek e del suo speciale sulle elezioni italiane. E però, proprio come Veltroni, lascia aperta la strada del confronto su riforme condivise, che servono all'Italia: "E' uno scenario che ci ha sempre trovato d'accordo". OVVIAMENTE, non usa toni che sembrano preparare il terreno alla grande coalizione. "Veltroni è un gran chiacchierone, ma il suo spettacolo è finito". Ce la mette tutta per spegnere le luci: "In Italia ci sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia dei rifiuti di Napoli e lo stop ai cantieri. Questi sono i fatti della sinistra ? scandisce a Newsweek il Cavaliere ? poi ci sono le belle parole e le promesse e quella è la sinistra di Veltroni". Ma c'è di più, avverte: quando il candidato premier del Pd passa dalle parole ai fatti dimostra che è della stessa pasta di Prodi & co. Per dimostrare la verità dell'assioma, prende la capitale come punto di riferimento e la utilizza come 'manifesto' di questi ultimi giorni di campagna elettorale. E' vero: il corposo dossier dall'illuminante titolo 'C'era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni ? l'eredità della sinistra' con tanto di lettera autografa di accompagnamento verrà recapitato 'solo' alle famiglie romane. Ma è chiaro che è stato ideato come 'monito' ? grazie al tam tam mediatico ? per tutta l'Italia: l'attacco all'ex sindaco è secco, composto non solo di giudizi politici, ma corredato di dati, cifre "assolutamente veri". SPIEGA il Cavaliere che Veltroni "lascia un'eredità pesante". Per cui si deve parlare non di "modello" ma di "distrastro" Roma. E elenca i motivi di questo giudizio: "37 mila famiglie senza case, 50 mila bambini senza asili nido, 9mila disperati nelle baraccopoli, 3.7 milioni spesi per i campi nomadi e solo 5 per l'emergenza abitativa". Per non parlare di una "pressione fiscale altissima", e di un debito "che l'anno prossimo raggiungerà i nove milioni di euro". Risultato: "Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l'Italia. Qui è stato applicato il modello Visco". Per questo, scrive, "tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l'Italia". PER CARITA': alle otto di sera, quando si collega con Adria, non nasconde la sua preoccupazione per "la situazione che troverò una volta tornato a Palazzo Chigi". Però lancia un messaggio di ottimismo: "Ho dato sempre il meglio di me nei momenti difficili dal male ho sempre tratto il bene". Parla mezz'ora: affronta subito il caro petrolio con conseguente stangata sulle bollette di luce e gas: "I temi energetici sono una delle priorità del mio governo ? scandisce ? è inaccettabile che le tariffe italiane siano più care del 35% rispetto agli altri Paesi". Per questo torna a battere il tasto del nucleare "e di quello che serve per tornare competitivi". E siccome tutto si tiene, torna ad accusare la sinistra della questione rifiuti in Campania ("l'immagine dell'Italia nel mondo è stata deteriorata") per poi rilanciare su Alitalia: "E' inaccettabile la perdita della compagnia di bandiera ? conclude il Cavaliere ? perchè si rischia di disincentivare il turimo nazionale, che è uno degli assi portanti del nostro sistema Paese e della nostra ricchezza". - -->.

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Intese no, riforme sì Veltroni precisa: Chi vince governa, ma niente inciuci (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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"Intese no, riforme sì" Veltroni precisa: "Chi vince governa, ma niente inciuci" di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PRIMA HA EVOCATO il pareggio al Senato, ora si dice pronto a scommettere che dalle urne uscirà un risultato "sorprendente". Ma comunque vada, subito dopo il voto bisognerà fare le riforme politiche e istituzionalli. E, dice Veltroni, bisognerà farle "insieme". Attenzione, però, niente pasticci: "Escludo assolutamente larghe intese", assicura Walter Veltroni. Insomma no (come peraltro dice anche Berlusconi) a quella grosse koalition che poche ore prima era affiorata durante una intervista a Newsweek. Grandi intese in caso di pareggio alle elezioni? aveva chiesto il settimanale americano, che dedica la copertina del suo numero europeo al caso Italia. "Probabile ? la risposta di Veltroni ? Se mi chiedete se la prenderei in considerazione direi probabilmente". Più tardi, dai microfoni di Sky Tg24, precisa la sua posizione: "Chi vince le elezioni, anche con un solo voto, governa. Nienti inciuci, grandi intese o governi pasticciati. Ma anche con una larghissima maggioranza le riforme istituzionali si fanno insieme". "Sono sempre più ottimista ? aggiunge ? Se vinco, una delle due camere verrà proposta all'opposizione". E se perde? Parla di "dovere etico" di continuare a guidare il suo partito. Resterà segretario, insomma. Veltroni va poi all'attacco di Berlusconi: "Quando il governo Prodi è caduto ho proposto al leader del Pdl di formare un governo tutti assieme per fare le riforme istituzionali e approvare una riforma elettorale. La destra, e nello specifico Berlusconi, si è opposta. Loro ne portano la responsabilità". E ancora: "L'Italia non può permettersi di perdere l'ultimo treno. Siamo di fronte alla nostra ultima chance. Il Paese ha bisogno di un leadership di tipo europeo, di persone serie che non fanno le corna nelle foto con i capi dello Stato". E non è l'unico attacco diretto (ed è la prima volta) al Cavaliere. "Mi irrita la doppiezza di Berlusconi ? confessa ? Quando c'era la discussione sulle riforme istituzionali parlava di me come fossi Giolitti, con apprezzamenti anche eccessivi. Ora che c'è la campagna elettorale dice quanto di peggio si possa dire e magari, dopo le elezioni, ricomincerà a farmi i complimenti". VELTRONI poi torna a stigmatizzare il comportamento del Cavaliere sul caso Alitalia. "C'è una grande irresponsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere. La trattativa è delicatissima. Ci sono in ballo le sorti dei lavoratori di Alitalia e il futuro di Malpensa. Il Paese deve essere unito e invece si parla di cordate, di 'figli di', si annunciano nomi e il titolo crolla. E' irresponsabile che si sia provocato un'oscillazione del titolo del 30-40%". Quindi, l'ex sindaco, spiega che cosa intende fare sulla par condicio, la legge tanto odiata da Berlusconi, in caso di vittoria: "Non va abrogata, ma va cambiata in modo che sia legata alla legge Gentiloni. Inasprirei la par condicio per garantire più equilibrio, ma la alleggerirei nella minuzia del quotidiano". Tutte sottolineature che arrivano da uno dei tanti gazebo allestiti dal Pd per il Democratic-Day. SONO CIRCA 12 mila i punti di incontro, lo stesso numero dei seggi per le primarie del 14 ottobre. Ermete Realacci parla di "straordinario successo" dell'iniziativa. Sono stati distribuiti oltre cento milioni di pezzi di materiale di propaganda, tra cui cinque milioni di vademecum per i volontari. In molte zone d'Italia, spiega il responsabile organizzativo del Pd, "il materiale è andato esaurito già in tarda mattinata: il successo che sta avendo il Democratic day dimostra che gli italiani hanno fiducia nel Pd e nel futuro del Paese". - -->.

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Di BEATRICE BERTUCCIOLI - ROMA - LA SUA LISTA</ (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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Di BEATRICE BERTUCCIOLI ? ROMA ? LA SUA LISTA è 'Aborto? No, grazie'. Ma guai a dire che punta a mettere mano alla legge 194. Giuliano Ferrara assicura che non si propone alcuna modifica alla legge che ha messo fine agli aborti clandestini. Le sue liste sono presenti in tutte le regioni, ma soltanto per la Camera. Giuliano Ferrara, in giro per comizi? "Oggi (ieri n.d.r.) sono a Firenze e sabato ero in Liguria. A Livorno ci volevano legnare ma poi le forze dell'ordine gliel'hanno impedito". Una campagna elettorale monotematica. "Una campagna elettorale che punta sull'unico argomento che conta: la difesa della vita umana dalla brutale disumanizzazione in corso". Secondo lei è l'unico problema che ha oggi l'Italia? "Dovrei occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle donne dell'aborto". Imposizione? E' una libera scelta. "No, non è una libera scelta. E' una cultura maledetta che impone l'aborto, perchè lascia sole le donne, perchè non le aiuta, perchè non rimuove le cause dell'aborto. E quindi è un'imposizione. E poi, in mezzo mondo è un'imposizione legale: le bambine vengono abortite. Ci rendiamo conto che scandalo?". Si riferisce alla Cina? "Parlo della Cina. Ma io sono italiano, un grande Paese cosmopolita". Ma una volta messo al mondo un figlio, chi aiuta le donne? "Noi combattiamo questo: la società nemica dell'infanzia, della famiglia, della maternità. Noi abbiamo detto, ci sono dodici miliardi di conti dormienti. Prendiamone la metà, 0,5 per cento del Pil, e facciamo una politica familiare da primi della classe in Europa e nel mondo. E abbiamo anche detto, apriamo in ogni regione un'agenzia per le adozioni". E cosa ha a che fare questo con la legge 194? "Non abbiamo mai parlato di 194 e sue eventuali modifiche. Al massimo abbiamo detto che bisogna applicarla integralmente. E' una calunnia vergognosa che è stata agitata contro di noi da aree culturali che vengono dagli anni Settanta e dicono che noi vogliamo mettere le donne in galera perchè hanno abortito. Ho sempre detto, invece, che bisogna riconoscere che la vita è tale dal concepimento alla fine naturale, come principio di diritto umano. Per combattere, con la moratoria internazionale, l'obbligo di aborto delle bambine in Cina. E è una vergogna che le femministe vengano a rompere le scatole a me, nei miei comizi, invece d'andare sotto la sede dell'Onu, dell'Unesco e della Fao". Quindi è a favore della 194? "Essere a favore di una legge che combatte l'aborto clandestino non significa essere a favore dell'aborto, o essere moralmente indifferenti all'aborto. Che è quello che ci è successo negli ultimi trent'anni. Con il risultato di un miliardo di aborti nel mondo e cinquanta milioni d'aborti l'anno. Io non festeggio". Nessuno festeggia. "E' un fatto tragico. Dovremmo unirci contro l'aborto, non dividerci". E i morti sul lavoro? Quelli non le interessano? "Non sono responsabile dei morti sul lavoro". Nessuno l'ha detto. "Tutti parlano di stupidaggini. Berlusconi e Veltroni, hanno tutti le stesse ricette: io aumento le pensioni di 400 euro, io faccio la scala mobile. C'era una cosa vera, importante, e hanno voluto escluderla dalla campagna elettorale. Mistificatori". Il Vaticano ha preso le distanze dalla sua lista, giudicandola inutile e dannosa. "Io sono laico. Il Vaticano perchè deve compromettersi con una lista laica? Il Vaticano non si compromette con nessuno, nè con Berlusconi nè con Veltroni nè con Casini nè con me. Io non ho mai tirato la giacca a nessun prete". Spera, come altri, nel voto dei cattolici? "Penso di avere il voto laico dei cattolici e il voto cristiano dei laici: quelli che sanno come, in un pensiero laico, ci stia dentro anche Cristo". - -->.

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Si vergognino di contestarmi (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)

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LA VITA CONTRO LA CULTURA MALEDETTA CHE IMPONE L'ABORTO" si vergognino di contestarmi" di BEATRICE BERTUCCIOLI ? ROMA ? LA SUA LISTA è 'Aborto? No, grazie'. Ma guai a dire che punta a mettere mano alla legge 194. Giuliano Ferrara assicura che non si propone alcuna modifica alla legge che ha messo fine agli aborti clandestini. Le sue liste sono presenti in tutte le regioni, ma soltanto per la Camera. Giuliano Ferrara, in giro per comizi? "Oggi (ieri n.d.r.) sono a Firenze e sabato ero in Liguria. A Livorno ci volevano legnare ma poi le forze dell'ordine gliel'hanno impedito". Una campagna elettorale monotematica. "Una campagna elettorale che punta sull'unico argomento che conta: la difesa della vita umana dalla brutale disumanizzazione in corso". Secondo lei è l'unico problema che ha oggi l'Italia? "Dovrei occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle donne dell'aborto". Imposizione? E' una libera scelta. "No, non è una libera scelta. E' una cultura maledetta che impone l'aborto, perchè lascia sole le donne, perchè non le aiuta, perchè non rimuove le cause dell'aborto. E quindi è un'imposizione. E poi, in mezzo mondo è un'imposizione legale: le bambine vengono abortite. Ci rendiamo conto che scandalo?". Si riferisce alla Cina? "Parlo della Cina. Ma io sono italiano, un grande Paese cosmopolita". Ma una volta messo al mondo un figlio, chi aiuta le donne? "Noi combattiamo questo: la società nemica dell'infanzia, della famiglia, della maternità. Noi abbiamo detto, ci sono dodici miliardi di conti dormienti. Prendiamone la metà, 0,5 per cento del Pil, e facciamo una politica familiare da primi della classe in Europa e nel mondo. E abbiamo anche detto, apriamo in ogni regione un'agenzia per le adozioni". E cosa ha a che fare questo con la legge 194? "Non abbiamo mai parlato di 194 e sue eventuali modifiche. Al massimo abbiamo detto che bisogna applicarla integralmente. E' una calunnia vergognosa che è stata agitata contro di noi da aree culturali che vengono dagli anni Settanta e dicono che noi vogliamo mettere le donne in galera perchè hanno abortito. Ho sempre detto, invece, che bisogna riconoscere che la vita è tale dal concepimento alla fine naturale, come principio di diritto umano. Per combattere, con la moratoria internazionale, l'obbligo di aborto delle bambine in Cina. E è una vergogna che le femministe vengano a rompere le scatole a me, nei miei comizi, invece d'andare sotto la sede dell'Onu, dell'Unesco e della Fao". Quindi è a favore della 194? "Essere a favore di una legge che combatte l'aborto clandestino non significa essere a favore dell'aborto, o essere moralmente indifferenti all'aborto. Che è quello che ci è successo negli ultimi trent'anni. Con il risultato di un miliardo di aborti nel mondo e cinquanta milioni d'aborti l'anno. Io non festeggio". Nessuno festeggia. "E' un fatto tragico. Dovremmo unirci contro l'aborto, non dividerci". E i morti sul lavoro? Quelli non le interessano? "Non sono responsabile dei morti sul lavoro". Nessuno l'ha detto. "Tutti parlano di stupidaggini. Berlusconi e Veltroni, hanno tutti le stesse ricette: io aumento le pensioni di 400 euro, io faccio la scala mobile. C'era una cosa vera, importante, e hanno voluto escluderla dalla campagna elettorale. Mistificatori". Il Vaticano ha preso le distanze dalla sua lista, giudicandola inutile e dannosa. "Io sono laico. Il Vaticano perchè deve compromettersi con una lista laica? Il Vaticano non si compromette con nessuno, nè con Berlusconi nè con Veltroni nè con Casini nè con me. Io non ho mai tirato la giacca a nessun prete". Spera, come altri, nel voto dei cattolici? "Penso di avere il voto laico dei cattolici e il voto cristiano dei laici: quelli che sanno come, in un pensiero laico, ci stia dentro anche Cristo". - -->.

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"alitalia, poco spazio per trattare" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

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Economia "Alitalia, poco spazio per trattare" Riparte il negoziato, Spinetta avvisa i sindacati. Bonanni: il piano va cambiato ROBERTO MANIA ROMA - "I margini per la trattativa sono ristrettissimi": è con questa premessa che il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, atterrerà questa mattina a Roma per avviare con i sindacati (nove le sigle presenti) il negoziato sulla ristrutturazione dell'Alitalia. L'accordo è difficile perché il piano è pesante sotto il profilo degli esuberi (oltre 2.000 i lavoratori eccedenti, pari al 12 per cento dell'intera manodopera) e perché ridimensiona la prospettiva industriale della compagnia, appesantita dai debiti (1,7 miliardi di rosso finanziario) e senza più redditività (perde un milione al giorno). A parte l'abbandono di Malpensa, sono previsti il taglio dei collegamenti a lungo raggio, la chiusura del cargo, l'assottigliamento del cosiddetto perimetro aziendale. Un'Alitalia regionalizzata, senza più un profilo internazionale. Ecco perché il leader della Cisl, Raffaele Bonanni ha rilanciato: "Il piano va cambiato. Io - aggiunge - non conosco cosa sia stato pattuito con i venditori, ma so di certo che la ricchezza del mercato del volo italiano è ben superiore a quello che pensa Air France. La prospettiva industriale per Alitalia è davvero troppo striminzita". Negoziato in salita, dunque, anche se non ci sono più vincoli temporali strettissimi dopo che le casse dell'Alitalia sono meno vuote, grazie ai 148 milioni arrivati dalla cessione di sue azioni Air France e dal rimborso di un credito di imposta Irpeg. L'ad della Magliana, Maurizio Prato, minaccia di portare i libri in tribunale di fronte a tattiche dilatorie, ma l'obiettivo di tutti (anche dei francesi che l'hanno posta tra le condizioni per lanciare l'ops finale) è l'intesa. E se il negoziato dovesse decollare, pure il fronte politico sarà costretto a indietreggiare, insieme, in particolare, all'ipotetica cordata di imprenditori tricolori sponsorizzata dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Dando così tregua alle incredibili oscillazioni del titolo in Borsa (tra sospensioni e riammissioni alle contrattazioni) che ha portato al Consob a richiamare tutti al rispetto delle regole. Anche da qui la mossa dei sindacati: vogliamo trattare perché per ora non c'è alcuna alternativa ai francesi. Iniziativa subito colta dal leader del Pd, Walter Veltroni: "Il paese deve essere unito nella trattativa con Air France". Ma ancor prima di entrare nel merito delle proposte, i sindacati intendono ribaltare la logica del confronto: "Spinetta - dice Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil - pensa di chiudere la trattativa, noi pensiamo, innanzitutto, che si debba fare". Che vuole dire ridiscutere il piano industriale, rivedere la strategia, e solo al termine individuare gli esuberi e, infine, quali ammortizzatori sociali utilizzare. La scorsa settimana, invece, Spinetta ha inviato ai sindacati un pacchetto chiuso: prendere o lasciare. "Pensando - sostiene Rossi - di stringerci la corda al collo. Ma noi riteniamo che per conquistare il mercato italiano Parigi debba rivedere quel piano. Può fare un ottimo fare, ma non l'affare del secolo". Da verificare infine la tenuta del fronte sindacale: oggi al tavolo ci saranno anche i piloti dell'Anpac. Ma proprio da loro (all'inizio gli unici a sostenere il progetto francese) è arrivato il no totale al piano di ristrutturazione. Per la prima volta, infatti, c'è in campo l'ipotesi di ricorrere alla cigs e alla mobilità per i 507 piloti in esubero.

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Il day after di malpensa "in una notte è finito tutto" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

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Economia Vecchio e nuovo Scalo semivuoto dopo l'addio di Alitalia. Forti danni per l'indotto Il day after di Malpensa "In una notte è finito tutto" Bonomi: ma l'aeroporto non morirà Ridotta al minimo l'attività di duty-free e boutique: "Un cliente in 5 ore, è un disastro" Sopravvissute solo tre rotte a lungo raggio di Alitalia: "Eppure è qui l'80% del mercato" Folla al check-in di Air France: "Parigi ci mangerà, ma non abbiamo alternative" ETTORE LIVINI DAL NOSTRO INVIATO MALPENSA - Domenica 30 marzo. Primo giorno della nuova era di Malpensa. Mezzogiorno. Sono solo sei ore che Alitalia ha divorziato dallo scalo milanese. Eppure Davide Mattiello ? addetto al Ferrari Shop dei duty-free nel terminal B e una forte somiglianza con Felipe Massa ? soffre già di saudade per la compagnia di bandiera. "Come va? Le dico solo una cosa. Fino a ieri alle 7.25 di mattino, quando arrivavano i voli intercontinentali, avevo la gente che mi bussava sulle vetrine per farmi aprire il negozio 5 minuti prima. Oggi nelle prime tre ore è stato il deserto. Ha presente? Nessuno, zero al quoto!". Venti metri più in là, tra i vestiti griffati della boutique Valentino, la musica è la stessa: "è un disastro ? sintetizza la biondissima Luisa ?. In cinque ore sono entrate sei persone e solo una ha comprato qualcosa. Di solito a mezzogiorno siamo già almeno a 10-15 capi venduti...". Alitalia ? sospesa tra Air France e la cordata fantasma di Silvio Berlusconi ? deve ancora capire quale sarà il suo futuro. Quello tutto in salita di Malpensa, invece, è iniziato ufficialmente ieri. Sono arrivati ora legale e orario estivo e la compagnia di bandiera è volata via da Milano trasferendosi armi e bagagli a Fiumicino. "Era il nostro miglior cliente, abbiamo lavorato bene per loro e il ringraziamento è questo: ci danno il benservito ? dice amara Giovanna Formato, addetta di Sea Handling alle sue prime ore di cassa integrazione ?. Se ne vanno in una notte e qui lasciano un vuoto enorme". Vuoto nel vero senso della parola. I check-in Alitalia sono deserti. I saloni dei transiti ? fino a ieri una bolgia ? sembrano corsie di un obitorio. Poche sigle Az sui tabelloni (ieri sono decollati 102 aerei Alitalia contro i 380 di settimana scorsa) e pochi passeggeri in aeroporto (a sera saranno 35mila passeggeri contro i 74mila di pochi giorni fa). Malpensa ha reagito come un'amante tradita: la prima cosa che ha fatto è stato tentare di cancellare tutte le tracce del passato. Trapani e muletti hanno lavorato tutta la notte di sabato per smontare 24 check-in Alitalia. Poche sapienti pennellate di verde hanno cancellato il logo della compagnia e sui vecchi banchi della Magliana si sono già sistemati da padroni Air One (pronta a lanciare 11 nuove destinazioni da Milano) Tam, Turkish e Singapore. "Ma Air One non è la stessa cosa di Alitalia? ? chiede un po' confuso Giovanni Gambari, in partenza per Bari ?. Ah no? Beh, l'una o l'altra è lo stesso, l'importante è che noi milanesi troviamo da qui i voli per tutto il mondo". Per ora è impossibile. Alitalia ha tagliato 14 delle sue 17 rotte intercontinentali. E i vecchi rigidissimi trattati bilaterali impediscono alla Sea di assegnare alla concorrenza (c'è già la fila di richieste) le destinazioni fatte saltare dalla Magliana. "Cosa penso? Che mi spiace! ? assicura Ivano Basile, trent'anni in Alitalia, impegnato ad aiutare i passeggeri dell'Az 786 per Tokyo, una delle tre rotte a lungo raggio Alitalia sopravvissute ?. Mi spiace per la compagnia, visto che mi ricordo cos'era 30 anni fa. E mi spiace per il nord. Parliamoci chiaro. Io ho lavorato anche al commerciale e i numeri li so: l'80% del mercato del trasporto aereo è qua". E molte delle rotte cancellate ieri (venerdì ad esempio è capitato ai voli per Ancona, Lione Pisa e molti altri) erano addirittura in overbooking. Basile è fortunato. Succeda quel che deve succedere, il milleproroghe gli ha spalancato le porte del prepensionamento. A preoccuparsi qui a Malpensa sono i giovani e tutto l'indotto che da 10 anni ruota attorno all'aeroporto. "Sono in coda da quattro ore e ho ancora una mezz'oretta buona da aspettare per far salire un cliente ? dice un po' in ansia il taxista Carmine Mancusi ?. Diciamo che rischia di essere una giornata buttata via". Le cose non vanno benissimo nemmeno per Veronica Salerno, divisa nera della Secure-bag, ferma a braccia conserte davanti al rullo per incellofanare i bagagli: "Il piatto piange. Ieri abbiamo fatto su nella plastica 200 valigie, oggi se va bene arriviamo a 120". Eppure davanti alla sua postazione c'è una lunga coda. "è il check-in di Air France ? spiega Veronica ?. Fino a ieri, a dire la verità, non avevo mai visto una fila di questo genere". Dovrà abituarsi. Se Alitalia passerà a Parigi i banchi del gruppo transalpino saranno un passaggio obbligato per molti dei lombardi che voglio volare verso altri continenti. "Air France ci mangerà ? vaticina Basile ?. Ma che alternative abbiamo? Alitalia è stata sull'orlo del fallimento più volte negli ultimi tre anni. Parole ne ho sentite tante, ma di imprenditori italiani pronti a salvarla non ne ho visto uno". Malpensa, intanto, dovrà imparare a volare da sola. "Per almeno due anni sarà dura, speriamo di essere tutelati", prevede Giuseppe di Lauro, uno degli 800 dipendenti Sea appena entrati in cassa integrazione. Lufthansa, dicono le indiscrezioni, è alla finestra pronta a prendere il posto di Alitalia non appena verranno liberalizzate le rotte intercontinentali. L'inaugurazione ieri della bretella per l'autostrada Milano-Torino (in attesa della Pedemontana e di collegamenti ferroviari migliori) è il segno che le istituzioni ? in modo bipartisan ? non abbandonano lo scalo milanese. "Malpensa non morirà mai", ha promesso ieri il numero uno della Sea Giuseppe Bonomi. Di sicuro però, con 44mila voli Alitalia e sei milioni di passeggeri in meno l'anno, la convalescenza non sarà né facile né breve.

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Fiumicino invaso: "sembra agosto" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Folla di viaggiatori nell'hub romano dopo il trasferimento dei voli Fiumicino invaso: "Sembra agosto" PAOLO G. BRERA FIUMICINO - "Mamma mia, li hai visti i nuovi turni? è un delirio", dice Elisa al check-in internazionali Alitalia. "E tu fai come me - le risponde una collega - fatti trasferire all'handling di Korean Air, lì almeno respiri". Con 70 nuovi voli e 15mila persone in più in un solo giorno, ieri l'aeroporto di Fiumicino ha superato con riserva il primo esame del nuovo corso, generato dall'orario estivo che ha trasferito nello scalo romano due terzi del traffico di Malpensa. Si comincia all'alba: alle 6 ecco i 270 passeggeri da San Paolo del Brasile, mentre partono le operazioni di imbarco per i 201 del Miami delle 9,45. Ma la folla mette a dura prova tutto lo scalo, anche dove la domenica senza i voli di lavoro era il deserto dei Tartari: "Vedevo tutta quella gente nel nostro bar e non riuscivo a capire come mai", sorride Roberto Galan dagli arrivi nazionali. A incrociare le dita e sperare che tutto filasse via senza intoppi c'erano il direttore generale Alitalia Giancarlo Schisano, i manager di AdR, il direttore dello scalo Vitaliano Turrà e i dirigenti di tutti gli handler. E c'erano anche gli ispettori Enac, a verificare che non si ripetessero i disastri da affollamento della scorsa estate. A fine giornata, nell'aeroporto sono transitati 106mila passeggeri e 930 aerei "e i nostri tecnici - sminuisce una fonte aeroportuale - sostengono che a regime la quota Alitalia salirà solo dal 40 al 45%". Ma la crescita non riguarda solo Alitalia: a maggio sarà operativo il low cost a lungo raggio di Zoom Airlines per Toronto e Montreal, e a giugno sbarcherà AeroMexico con voli diretti per Mexico City e Monterey. "Siamo soddisfatti, per ora è andato tutto bene - dice intanto uno dei responsabili Alitalia - e le uniche difficoltà erano i controlli di frontiera, dove si sono formate code". Il problema da oggi sarà lenito dall'abolizione dei controlli di frontiera per nove paesi Ue. Se qualcuno gongola sotto i baffi, ricordando lo smarrimento di dieci anni fa quando in un solo giorno Fiumicino si vide togliere il 35% dei voli a beneficio di Malpensa, oggi nessuno commenta ufficialmente il nuovo corso che alimenta le ambizioni della Capitale sul fronte del business e del turismo. Ma non tutti riescono a gioirne: "Sono precario dal 2002 - dice Giovanni, assistente di terra - e lavoro 9 mesi l'anno guadagnando 750 euro al mese. Ai miei colleghi hanno fatto un contratto di apprendistato, ma agli over 30 come me niente: troppo vecchi. E io devo mantenere un bimbo, e ora si dice che prenderanno qualcuno da Malpensa".

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"mi frena solo la scaramanzia ma ho pochi dubbi sulla vittoria" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

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Cronaca La rete Il governatore Formigoni: il nostro progetto diverso da tutti quelli del passato "Mi frena solo la scaramanzia ma ho pochi dubbi sulla vittoria" Abbiamo costruito una rete avvolgente, risentendo i rappresentanti del Bie uno a uno. Diciamo che non li perdiamo mai di vista DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - Milano in vantaggio su Smirne? "Non posso confermare, e non solo per scaramanzia, ma il cuore mi sorride; con tutto il rispetto per gli amici turchi, tremila anni di storia del nostro Paese non si possono cancellare". Così il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, quando mancano poche ore al verdetto finale. Presidente, perché Milano merita l'Expo? "Innanzitutto perché il nostro progetto è diverso da tutti quelli presentati in passato. Se stasera andrà bene, quella del 2015 sarà l'Expo dell'apertura al mondo e della collaborazione internazionale. Non faremo un'edizione per l'Italia, ma per tutti i Paesi. Questa è una grande idea, che poteva venire solo a Milano". Smirne troppo ripiegata su se stessa? "Non voglio fare il "ganassa", ma noi siamo un miracolo di ospitalità e di accoglienza. Gli interlocutori incontrati in questo anno e mezzo l'hanno capito: ci saranno vantaggi per tutti, in particolare per quelle parte del mondo che chiede di essere aiutata sulla via dello sviluppo sostenibile". In queste ore i turchi si stanno dando parecchio da fare? "è giusto, lo stiamo facendo anche noi. Abbiamo costruito una rete avvolgente, a 360 gradi. Stiamo risentendo uno a uno e fino all'ultimo i rappresentanti dei Paesi del Bie. Potrei dire che li stiamo accompagnando ai seggi senza perderli di vista". Si è parlato molto di gioco di squadra. "è così. Un plauso particolare va al sindaco Letizia Moratti, ma tutti hanno dato il loro contributo: governo, istituzioni locali, mondo delle imprese". Prodi dice "Vinca il migliore, ma il migliore è Milano". "Sono in perfetta sintonia con lui, con parole diverse stiamo dicendo le stesse cose, anche se poi alla fine andremo a vedere chi ha fatto di più e chi di meno". E se dovesse andare male? "è un'ipotesi che rifiuto di prendere in considerazione. In ogni caso Milano e la Lombardia hanno consolidato la loro proiezione internazionale: non sarà stato un lavoro inutile". Ma su questo voto sono piovute due tegole: le mozzarelle alla diossina e il declassamento di Malpensa. Non teme che Smirne possa avvantaggiarsene? "Cavalcare la storia delle mozzarelle credo si ritorcerà contro i turchi: la Ue ha già chiarito che non c'è alcun problema. Sollevare questa falsa questione è un segno di debolezza". E Malpensa? "Nei nostri colloqui nessuno ha mai posto questo tema. Comunque per il 2015 tutto sarà risolto, anzi molto prima. Malpensa avrà due anni di passione, il tempo necessario per riempirla di nuovo e per completare il programma di infrastrutture. Se poi ci sarà una nuova compagnia di bandiera al posto di Alitalia, meglio ancora". Non si sente responsabile della carenza di collegamenti che ancora caratterizza l'aeroporto varesino? "Queste sono accuse ridicole. Gli interventi infrastrutturali rientrano nelle competenze dello Stato. C'è stata una certa lentezza da parte dei vari governi che si sono succeduti, anche se quello che ha gestito le cose nel modo peggiore è stato l'ultimo. Ma adesso niente polemiche: pensiamo all'Expo". (r.s.).

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Segue alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue alitalia 5 agosto 2005 - La direzione Alitalia, forte anche di una sentenza favorevole del Tribunale di Roma, comunica la decisione di sospendere ogni rapporto negoziale con il Sult, in quanto sindacato non firmatario di alcun contratto collettivo applicato in azienda, nonché a causa della sua indisponibilità a rispettare le regole poste dalla Commissione di Garanzia. 11 agosto 2005 - Il Sult reagisce proclamando provocatoriamente uno sciopero di due giorni di fila, il 30 e il 31 agosto, in pieno periodo di franchigia e nel momento più critico dell'estate. 20 agosto 2005 - Il ministro del lavoro del governo Berlusconi Roberto Maroni rilascia una dichiarazione pubblica nella quale bolla come "inaudita" la scelta di Alitalia di interrompere le relazioni sindacali con il Sult. E due giorni dopo, in aperta polemica con il consiglio di amministrazione di Alitalia, convoca il sindacato autonomo. 28 agosto 2005 - Dichiarazione del ministro Maroni riportata dalla stampa: "Se l'azienda [Alitalia] ha deciso di escludere dal dialogo il Sult, allora si becchi gli scioperi. È una sua responsabilità". Nel frattempo, le perdite di Alitalia hanno raggiunto e superato il livello di un milione di euro al giorno; ma quello stesso governo Berlusconi, che si attiva con tanta determinazione in difesa del peggiore sindacalismo autonomo dentro Alitalia, non muove un dito per avviare la privatizzazione dell'impresa. Nei due anni della legislatura successiva, lo stesso Silvio Berlusconi - in veste di grande imprenditore privato - non mostra alcun interesse nei confronti della gara internazionale aperta a questo scopo dal governo Prodi. E si capisce: neanche lui può improvvisarsi grande vettore aereo internazionale da un giorno all'altro. Come può pensare, dunque, con questa storia recente alle spalle come politico e come imprenditore di essere credibile oggi quando chiede agli italiani di fidarsi delle sue strategie per il salvataggio di Alitalia? Quanto ai sindacati, è tempo che le confederazioni maggiori voltino pagina rispetto a un quindicennio di cattivo sindacalismo innescato e difeso dalla cattiva politica. Esse agiscano davvero come intelligenza collettiva dei lavoratori - nei grandi momenti critici esse hanno sempre saputo farlo - valutando freddamente tutte le prospettive che hanno di fronte e guidando i propri rappresentati nella scelta della scommessa migliore, tra quelle possibili. Qui la scelta è dura, perché è disastrosa la situazione dell'impresa; ma non è oggi una scelta sulla quale possano esservi dubbi. I lavoratori devono scegliere tra il piano assai ben definito proposto da un grande imprenditore in carne e ossa, dotato di eccellente competenza tecnica nel settore, e il nulla per ora proposto da una fantomatica cordata di imprenditori ancora non individuati, dei quali si sa una sola cosa con certezza: che di quella competenza sono totalmente privi. www.pietroichino.it 31/03/2008.

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Ambrogio Lunedì decisivo sotto il duomo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)

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Ambrogio Lunedì decisivo sotto il duomo Malpensa teme il complotto turco-coreano Un lunedì decisivo sull'asse Roma-Milano-Parigi. A Roma parte il confronto tra sindacati e Air France sul destino di Alitalia. La parola d'ordine in queste ore, dopo la reazione negativa dei sindacati al nuovo piano di Spinetta, è: "trattare". Determinante è stato il cambiamento di rotta di Cisl e Cgil, che non vogliono assumersi la responsabilità del fallimento della compagnia di bandiera. A Parigi si gioca una partita importante anche per Malpensa. Dopo che Alitalia ha fatto i bagagli dallo scalo milanese, l'assegnazione dell'Expo del 2015, che si deciderà oggi pomeriggio, rappresenta, per Milano, qualcosa di più di un riscatto simbolico: "È una di quelle manifestazioni attorno a cui si ricostruisce lo sviluppo di una città. Milano ne ha davvero bisogno", dice il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Rivali da battere: i turchi di Smirne. "Il risultato è alla nostra portata" afferma il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi. Le cifre previste rappresentano per Milano, e non solo, la possibilità di una svolta: oltre 4,1 miliardi di euro di finanziamenti per la realizzazione dell'evento; altri 10 di stanziamenti per le infrastrutture; tra i 4 e i 4,5 miliardi di indotto; 70mila posti di lavoro calcolati dalle aziende che dovranno realizzare la Fiera (secondo una stima di massima emersa da uno studio Bocconi-Politecnico). A ciò si aggiungano 29 milioni di turisti in sei mesi di esposizione (da maggio a ottobre). Milano ha i favori del pronostico ma, in queste ore, si starebbe diffondendo tra i nostri rappresentanti istituzionali la paura di un complotto turco-coreano. Smirne, dicono a microfoni spenti, starebbe lavorando con paesi influenti per ottenere l'appoggio in cambio di commesse: la Corea su tutti, che gestirà l'Expo del 2012 e quindi avrebbe continuità nel business legato alla manifestazione. Dice Penati: " Non credo nei complotti ma la vicenda della bufala mi pone qualche interrogativo. Cina e Corea non sono importatori di mozzarella?". Per il "partito del Nord" l'assegnazione dell'Expo rappresenterebbe la fine di un incubo legato al caso Malpensa. E, soprattutto, la concreta possibilità di rilancio dello scalo che ieri ha visto dirottati su Fiumicino 180 voli Alitalia. Ma c'è anche un'altra coincidenza. Lo switch delle rotte Alitalia su Fiumicino è avvenuto il giorno prima di quella che, in molti, hanno definito la rivoluzione dei cieli: la liberalizzazione delle rotte in base all'accordo Open Skies tra Usa e Ue, che ha visto assente, almeno per ora, Alitalia: "Malpensa Open Skies? Certamente. Malpensa deve reggere la sfida. Se non ha Alitalia, avrà altre compagnie" dice Bruno Tabacci che indica proprio nelle liberalizzazioni la direzione da seguire. Il che, a suo giudizio, equivale a un'inversione radicale di rotta rispetto a quanto accaduto finora: "Malpensa non è stata messa in condizione di reggere la concorrenza. Il Nord ha un aeroporto ogni cinquanta chilometri. È evidente che ognuno pensa agli affari propri. Il particolarismo di questa Italia è sfrenato. Formigoni e la Moratti, invece di accettare la sfida hanno pensato che si poteva mungere la vacca Alitalia", prosegue Tabacci. Qualora Milano dovesse battere Smirne, il binomio Expo-Open Skies potrebbe tradursi in nuove opportunità, per Malpensa in primis. In caso contrario ci sarebbero ulteriori ripercussioni sull'indotto. Dice Penati: "Sull'indotto stiamo già lavorando. Abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati e con il ministero del Lavoro per i lavoratori della Sea, che prevede 15 milioni di euro per la Cassa integrazione. Mentre per i lavoratori dell'indotto arriveranno i 40 milioni di euro previsti dal decreto milleproroghe". Fin qui gli ammortizzatori sociali. Ma è soprattutto l'accordo Open Skies che può rilanciare Malpensa, nell'immediato. Manca, però, l'intervento del governo visto che i diritti di volo erano stati dati in esclusiva ad Alitalia e ora vanno liberalizzati: "Il nuovo governo ha l'obbligo di liberalizzare i diritti di traffico altrimenti si minano i presupposti per il rilancio" ha detto il presidente di Sea Giuseppe Bonomi. Il quale ha negato che con il taglio del 70 per cento dei voli di Alitalia sia segnata la fine di Malpensa. Aggiunge Penati: "Malpensa può ancora essere un grande aeroporto intercontinentale. E l'accordo Open Skies è determinante in tal senso. Qualunque sia il governo deve liberalizzare i diritti di volo". 31/03/2008.

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Storia il sult affossò la compagnia, ora tocca a cgil-cisl-uil salvarla (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Storia il sult affossò la compagnia, ora tocca a cgil-cisl-uil salvarla Quando il centrodestra tarpò le ali ad Alitalia Lo stesso Silvio Berlusconi, che oggi deliberatamente intralcia la trattativa in corso tra Alitalia ed Air France con annunci fantasiosi di cordate italiane inesistenti (poi derubricati ad "appelli patriottici"), nel 1994 era a capo del governo che mise il primo grosso bastone nelle ruote del risanamento di Alitalia, imponendole di accreditare al proprio interno il peggiore sindacalismo autonomo. E, nel 2005, era a capo del governo che al piano di risanamento diede il colpo di grazia con un intervento sostanzialmente identico; e non mosse neppure un passo sulla via della privatizzazione. Le note che seguono sono una sintesi delle pagine dedicate a quella vicenda nel mio libro A che cosa serve il sindacato? (Mondadori, 2005; Oscar Bestsellers, 2007). Nel 1994 la nostra compagnia di bandiera, già in situazione economica critica, avvia con Cgil, Cisl e Uil una difficile trattativa sulle misure necessarie per riallineare la propria organizzazione e i propri costi del lavoro rispetto alle compagnie concorrenti. Una parte - ancora piccola - dei suoi assistenti di volo abbandonano i sindacati confederali, rifiutando la loro disponibilità per quella trattativa, e danno vita al sindacato autonomo Sulta. Alitalia, esercitando una facoltà pacificamente attribuitale dallo Statuto dei lavoratori, rifiuta di riconoscere il nuovo sindacato autonomo, anche per non favorire una pericolosa frammentazione del fronte sindacale. Senonché il ministro dei trasporti del governo Berlusconi, Publio Fiori, interviene a imporre il riconoscimento del Sulta, presumibilmente con l'intento di indebolire i sindacati confederali e di guadagnare qualche consenso elettorale tra i lavoratori dissenzienti. Rafforzato dal riconoscimento e dal godimento dei conseguenti diritti sindacali privilegiati, il Sulta - che nel 2002 cambia la propria sigla in Sult - incomincia a crescere in seno ad Alitalia; e incomincia a praticare una linea via via più aggressiva. Un uso sempre più spregiudicato dello sciopero, in contrapposizione alla maggiore moderazione dei sindacati confederali, gli consente di presentarsi ai lavoratori come difensore più intransigente ed efficace dei loro interessi. 1999 - La compagnia olandese Klm, che ha firmato un preliminare di fusione paritaria con Alitalia, paga una penale molto elevata per sottrarsi a quella che ora considera una trappola. Con fair play nordico, il suo amministratore delegato commenta: "Non siamo adatti al vostro sistema di relazioni industriali". Giugno 2003 - Un episodio emblematico: il Sult respinge seccamente, per l'ennesima volta, la proposta di ridurre di una unità il numero degli assistenti di volo in cabina, al fine di allineare per questo aspetto l'Alitalia alle altre maggiori compagnie aeree europee. La direzione aziendale adotta quella misura con un atto unilaterale. Il giorno successivo, poiché le norme vigenti non consentono la proclamazione dello sciopero senza preavviso, viene lanciata la parola d'ordine sostitutiva: mettersi in malattia. Un migliaio di assistenti di volo aderiscono. Centinaia di voli vengono cancellati senza preavviso. 24 settembre 2004 - Il Sult è il solo sindacato a rifiutare il piano di riassetto industriale di Alitalia. Ma la sua capacità di interdizione è forte, perché ha l'adesione di circa il 20% dei 4000 assistenti di volo Alitalia (nonostante che questi siano soltanto il 4% rispetto ai 22000 dipendenti della compagnia). 26 febbraio 2005 - Il Sult è il solo sindacato a rifiutare di sottoscrivere un nuovo accordo aziendale volto a salvare 900 posti di lavoro mediante un contributo di solidarietà di tutti gli assistenti di volo. Mentre i conti peggiorano la conflittualità aumenta: nel solo primo semestre del 2005 all'Alitalia vengono proclamati scioperi per un totale di 496 ore, a fronte delle 248 del primo semestre 2004; ed effettuati scioperi per un totale di 96 ore, a fronte delle 52 del primo semestre 2004. Di questi, alcuni scioperi proclamati dal Sult vengono sanzionati come illegittimi dalla commissione di garanzia. 2 31/03/2008.

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Rai e Mediaset si mettano assieme (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'attore-produttore: "Mi piacerebbe fare il ministro della Cultura. Reintroduciamo l'educazione civica" "Rai e Mediaset si mettano assieme" Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Parla a raffica. Parla, parla. Idee, progetti. Faccio qui, faccio là. Luca Barbareschi ha ancora l'entusiasmo dell'attore-produttore che è appena entrato in politica. D'altro canto non ha ancora messo piede in Parlamento, ancora non gli ha preso il morbo da Transatlantico che colpisce imprenditori e uomini dello spettacolo che arrivano alla Camera: due mesi e poi cominciano a dire "non ne posso più". Barbareschi no, pensa a tutt'altro percorso: "Se divento deputato vendo tutto". Vende tutto? E perché? "Per il conflitto di interessi. Lavoro anche con la Rai, con un sacco di aziende pubbliche, Eni, Enel, Poste. Da deputato è impensabile". Non tutti si sono posti questo problema... "Guardi, io sono molto anomalo. Se ho fatto questa scelta a 51 anni è perché ci credo. Come Fiamma Nirenstein, siamo persone che hanno a cuore il Paese. Io penso che fare il deputato come ho sempre pensato andrebbe fatto". Ma lei ha fatto anche un film contro la politica. "Era un film sul trasformismo, ne conosco trucchi e controtrucchi. Ci ho lavorato anni. E Casini mi proibì di girare dentro Montecitorio. Gli ricordai che il Parlamento è dei cittadini, non dei politici". Chi ha telefonato per proporre la sua candidatura? "Gianfranco. Gianfranco Fini. Con lui c'è un'amicizia da 15 anni. Io ho una grande stima, Fini per me è il futuro del Paese". Perché "Perché essendo più giovane sarà quello a cui Berlusconi dovrà lasciare il testimone. Io sono molto riconoscente a Berlusconi per quello che ha fatto in questo Paese. Perché essendo un ex socialista ricordo come era la situazione quando c'era Tangentopoli e rischiavamo di cadere in mano alla sinistra giustizialista e ha fatto una cosa straordinaria: ha inventato un partito". E lei ora? Che cosa le piacerebbe fare in politica? "Ho una grande azienda che lavora nel campo della tecnologia, mi occupo di cinema di teatro, televisione. Mi piacerebbe fare il ministro, però conosco gli equilibri". Ministro di che cosa? "Della Cultura, dello Spettacolo. L'altro giorno ho incontrato Ignazio La Russa e mi fa: "Appena iniziato e già il ministro vuoi fare?". Sbagliato: ho iniziato 35 anni fa, parlo quattro lingue correntemente e ho lavorato in tutto il mondo, sfido chiunque ad avere il mio curriculum in Europa". E che cosa farebbe da ministro? "Noi dobbiamo pensare a prodotti che esportiamo nel mondo, lanciare un Canale Italia in cui Rai e Mediaset sono uniti nel prodotto. In Germania è così da anni. La ricreazione è finita, c'è uno tsunami vero che sta arrivando. Oggi la politica è completamente superata dai problemi economici, lo vediamo nella follia della trattativa Alitalia, con i sindacati che stanno giocando con una bomba atomica". Senta, si sono visti molti politici entrare con lo stesso entusiasmo e due mesi dopo... "Sono convinto che sarà un inferno. Gabriella Carlucci si è fatta un mazzo, l'ha presa seriamente e poi la sbeffegiano. A me però fa ridere solo Rutelli che parla inglese". Che cosa ne pensa di questo centrosinistra? "Che vuole che dica... I problemi qui sono tanti, ci vuole un'inversione di rotta a 180 gradi. Bisogna rieducare l'Italia perché questo è un popolo che è diventato maleducato e non lo è stato mai così dal Dopoguerra. Guardate la scuola: io metterei educazione civica due ore tutte le mattine, obbligherei la divisa. Pensi a Napoli". Napoli? "Napoli è vero che ha i problemi dell'immondizia, ma è vero che i napoletani sono maleducati. Sento i Renzi Arbori che militano a sinistra che dicono: "Napoli è l'unica città che mi permette di sopravvivere". Però hai un attico blindato ai Parioli, col fischio che vai a vivere a Napoli. Quest'autocelebrazione di Napoli si è ritorta contro". Tre leggi Barbareschi? "Una sulla pedofilia, il bambino può diventare parte civile al di là del padre e la madre, e indagini senza i giornali. Poi una legge per lo spettacolo in particolare per favorire quello dal vivo per ridare spazio all'iniziativa e ai privati. Terza legge sulla televisione: abbiamo un potenziale enorme in Italia e possiamo unire le forze. Mantenendo i due poli Rai, Mediaset o tre poli con La7, i prodotti italiani potrebbero essere rappresentati da un'unica concessionaria come fanno i tedeschi: questo crea dinamiche di vendita".

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Da Malpensa se ne vanno i voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Cantieri lenti Da Malpensa se ne vanno i voli E arriva l'autostrada per Milano Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it L'hanno aspettata per anni. Era uno dei punti di debolezza dello scalo di Malpensa. Per ironia della sorte però la bretella autostradale che facilita i collegamenti viari tra lo scalo e Milano è arrivata solo ieri. Lo stesso giorno cioè in cui l'Alitalia ha spostato circa 200 voli da Milano a Fiumicino. Una prova della concretezza padana è stata definita l'opera nel corso dell'inaugurazione ha cui ha partecipato anche il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, e il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci. Ma ora il collegamento mancante per raggiungere l'aeroporto con la vettura, è meno necessario del passato vista la diminuzione di traffico che ha registrato nei fatti Malpensa già da ieri. Resta la speranza che i milioni di euro spesi per l'infrastruttura siano ripagati dagli sforzi del presidente della Sea (la società di gestione dello scalo) Giuseppe Bonomi: "Siamo sicuri di recuperare 510 movimenti settimanali da qui a un anno. Sono in corso settanta trattative commerciali con i maggiori vettori nel mondo, alcune di queste già concluse".

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Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ... Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa il 13 dicembre 2006, in occasione dell'audizione di fronte alle commissioni competenti di Camera e Senato, sulla situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile. Alitalia, con una ridotta flotta aerea, monca, peraltro, di uno snodo strategico come Malpensa, che serve un bacino regionale di riferimento costituito da 22 milioni di residenti e 1,9 milioni di imprese, diventerà un vettore regionale e periferico. Prodi e il suo ministro Padoa-Schioppa hanno fallito perché, con le condizioni che hanno posto nelle procedure di vendita (in primis il consenso sindacale), hanno fatto scappare tutti, tranne Air France-Klm che ha risposto legittimamente al fine, però, di appropriarsi di asset strategici funzionali al suo piano egemonico europeo e non, ovviamente, di tutelare l'interesse dell'Italia. Nella privatizzazione di Alitalia l'unico vincolo doveva e deve essere l'interesse nazionale: quanto alla struttura degli hub aeroportuali (Malpensa e Fiumicino), quanto alle rotte, quanto alla logistica, quanto al ruolo del vettore nell'industria turistica. Il governo ha il dovere di difendere l'interesse nazionale chiunque sia il partner o l'acquirente della compagnia di bandiera (all'interno di una strategia di alleanze e partnership europee). Proprio lo stesso interesse nazionale evocato sempre in Europa dai paesi membri che meglio mostrano capacità di leadership e cioè le grandi nazioni a tradizione imperiale, come il Regno Unito, la Spagna, l'Olanda, la Francia, che a differenza dell'Italia hanno una chiara percezione dell'identità nazionale e delle ambizioni in campo economico, militare o culturale. Questa è la cultura e la prassi che vigono in Europa. Basti solo pensare a Pirelli che non riuscì ad acquisire Continental, o alla borsa di Londra che non è stata acquistata da quella di Francoforte o, ancora, alla mancata acquisizione di Danone da parte di Pepsi o, infine, alla più recente fusione Suez - Gaz de France per impedire l'acquisizione da parte di Enel. I tempi per riequilibrare la privatizzazione di Alitalia, nel senso dell'interesse nazionale, ci sono tutti, in attesa dell'Opa (l'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni) e dell'Ops (l'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni) di fine maggio, con il nuovo governo a rappresentare, finalmente, l'unico vincolo accettabile: l'interesse del Paese. Renato Brunetta.

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Nuovo round Air France e sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Oggi il vertice Nuovo round Air France e sindacati Missione impossibile ma da oggi la trattativa per chiudere la vendita di Alitalia entra nella strettoia finale. L'appuntamento è presso sede della Magliana e vede seduti al tavolo da una parte, Jean Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm e dall'altra i sindacati. Nove sigle che hanno bocciato senza appello la sua proposta per un accordo quadro. Spinetta troverà un sindacato che vuole il confronto per modificare un piano considerato irricevibile, che vuole negoziare fino in fondo perché l'eventuale accordo con i francesi non si trasformi in una resa senza condizioni. E, per questo, "trattare, trattare, trattare" è la parola d'ordine che risuona da giorni sul fronte sindacale, dalle federazioni di categoria ai massimi vertici confederali: al momento, non c'è nessuna alternativa concreta all'offerta di Air France-Klm e non si può rinunciare a una trattativa perché l'alternativa, dietro l'angolo, rimane sempre quella del fallimento. Anche ieri il dossier Alitalia è rimasto al centro della scena politica. Walter Veltroni (Pd) ha detto: Il Paese deve essere unito perché questa trattativa abbia il migliore sbocco possibile sia dal punto di vista dell'impatto sociale che da quello della salvaguardia di Malpensa". Berlusconi ha espresso l'auspicio che la compagnia appartenga a un gruppo di imprenditori italiani. "Credo che l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del pil, non possa rinunciare a una compagnia di bandiera" ha spiegato il Cavaliere.

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Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo ... Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm. Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" per ambedue le parti (in teoria dei giochi si parlerebbe di "soluzione Win-Win") se in serata mostreranno tutti soddisfazione. Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" di una sola parte, tanto più che a cena in un ristorante romano il socialista Spinetta avrebbe detto: "Noi non abbiamo nulla da perdere". Potrebbe essere un V Day alla Beppe Grillo ("Vai al Diavolo" per le lettrici de Il Tempo) se salta tutto. Dato che (occorre leggere con cura i verbali dei CdA) grazie a inaspettati ma benvenuti rimborsi d'imposta, Alitalia si trova in cassa 175 milioni in più di quanto contato il 26 marzo, c'è l'opzione di aspettare (una "call option") che, dopo le elezioni, arrivi un "cavaliere bianco" disposto a risollevarne le sorti. Comunque vada, per la triade Prodi-Padoa-Bianchi il V Day è alla Beppe Grillo. Il Tempo è stato il primo quotidiano a sottolineare, dalla pubblicazione del "bando", i gravi errori procedurali nel percorso adottato: ha portato a uno smacco nella prima fase e sta portando a un secondo adesso. La triade esce perdente: ci guadagna, quale che sia l'esito finale, l'Italia. Perderebbe anche l'Italia, però, se al termine della giornata di oggi, il management di Alitalia si arrendesse e portasse i libri contabili in tribunale. E WV (Walter Veltroni)? Tenta di dissociare il proprio destino da quello della triade, a cui è stato strettamente associato da quando era dirigente della gioventù comunista e studente di scarso profitto al Liceo Tasso. Il ripudio oggi equivale all'abiura di tutta una vita. Perciò non è credibile. Inoltre, il gruppo di economisti a cui si appoggia - quello de La voce.Info - ha sostenuto da tempi non sospetti (ossia dal 2004) che il Governo (dell'epoca) avrebbe dovuto lasciare fallire Alitalia e in tempi più vicini ha difeso l'"ultima spiaggia" di AirFrance-Klm. Pure Il Tempo ha visto con favore la proposta preliminare AirFrance-Klm, sulla base dell'offerta presentata in gennaio, poiché in mancanza di altri contendenti sembrava l'unica via d'uscita. Ora da un lato, sono mutati i contenuti dell'offerta. Da un altro, sembra che si stia lavorando a una contro-proposta. Da un altro ancora - quello fondamentale anche se paradossalmente quasi ignorato dalla stampa economica - "i soldi in cassa" (per dirla schiettamente) sono di più di quanto sostenuto da Tps, i cui conti e di finanza pubblica e dell'azienda di cui detiene il 49,9% delle azioni vengono sempre più spesso messi in dubbio. Come se ne uscirà? Oggi è il V Day. Domani - diceva Scarlett O'Hara nell'ultima pagina di "Via col Vento" (quanto pertinente alla vicenda AZ!)- è un altro giorno.

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Passeggeri bloccati, caos a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa RitardiPrimi disagi nello scalo dopo lo spostamento dei voli da Malpensa Passeggeri bloccati, caos a Fiumicino Duemila passeggeri sono rimasti bloccati per oltre un'ora nell'Area Transiti del Leonardo da Vinci. Lo scalo aeroportuale romano ha avuto così il suo "battesimo del caos" dopo il trasferimento da Malpensa di circa 200 voli Alitalia. Ed è stato solo un assaggio di quel che potrebbe capitare già oggi, con le tratte business e i pendolari del traffico aereo. Sotto stress soprattutto gli operatori dei controlli passaporti: ritardi anche nella riconsegna dei bagagli. Fiumicino chiede rinforzi. Costantini a pag. 8.

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"fiumicino, un traffico da ferragosto" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Roma "Fiumicino, un traffico da Ferragosto" Il primo giorno dei voli intercontinentali ex Malpensa. "Finalmente viaggi diretti" "è molto meglio: volo spesso per lavoro e questa rivoluzione mi favorisce" PAOLO G. BRERA "Qui è un delirio, sembra il primo agosto", dice Elisa, addetta al check-in Alitalia di Fiumicino, consultando la tabella degli incarichi del giorno, stravolti e moltiplicati dai duecento nuovi voli trasferiti da Malpensa con l'entrata in vigore dell'orario estivo. "Il cambiamento - spiega - per noi è radicale: prima avevamo solo pochi banchi, ora abbiamo mezzo aeroporto, compresi alcuni banchi che non sapevamo nemmeno esistessero. Sembra di essere in piena estate ma le infrastrutture reggeranno? I passaggi di sicurezza, i filtri alla dogana, i controlli...". Bene o male ieri hanno resistito, e Roma è tornata senza grandi patemi la vera capitale dei cieli italiani, disponendo un tassello fondamentale per la sua vocazione internazionale e turistica. Buona la prima, dunque, anche se vissuta senza commenti e in tono minore perché all'ombra del tracollo di Malpensa e della partita delicatissima sul destino della ex compagnia di bandiera. L'imponente maggior carico di traffico è stato digerito dallo scalo con due picchi nella prima mattinata e la sera. "Oltre ai nuovi voli come Zurigo - racconta un'altra hostess di terra dell'Alitalia - molti altri sono raddoppiati. Per esempio il volo per Tirana, che prima c'era solo la mattina e ora c'è anche la sera". Il primo volo ex Malpensa arrivato a Fiumicino è stato, con un quarto d'ora d'anticipo, l'AZ 675 delle 6 da San Paolo del Brasile, con 270 passeggeri; il primo partito, alle 9,45, l'AZ 630 per Miami con 201 viaggiatori. Tra i passeggeri romani la soddisfazione per l'aumento delle rotte dirette è palpabile: "Per me è molto meglio così - dice Tommaso Galiffa, impiegato in arrivo dalla Turchia - viaggio spesso per lavoro e questa rivoluzione mi favorisce. E poi, per Malpensa era una fine annunciata da sempre". "Finalmente possiamo viaggiare senza dover passare per Parigi o per Amsterdam: molte compagnie - dice Giovanna, professionista romana - i voli intercontinentali dall'Italia non li facevano proprio, pur di evitare Malpensa". "Arrivo da vicino Latina - spiega una viaggiatrice diretta a Boston con l'AZ 614 delle 12.05 - mi sono evitata un allungamento del viaggio di oltre due ore, senza andare a Milano: era ora che certi voli di lungo raggio tornassero a Roma". Se tra i passeggeri italiani, per lo più laziali e del centro, prevalgono i pareri positivi, dal nord c'è chi lamenta il disagio contrario: "Mi sono dovuto alzare molto presto - dice un uomo diretto a Chicago con l'AZ 628 delle 10,05 - perché il volo da Milano per Roma era alle 6". Ecco gli altri voli intercontinentali trasferiti da Malpensa a Fiumicino: per Damasco (AZ 832 delle 22.40), Dubai (AZ 746 delle 12.45) e Beirut (AZ 824 delle 12.15 e 826 delle 22.40). Dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756 delle 20.50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15.10) e Osaka (AZ 792 delle 12). Ci sono poi nuove frequenze nei collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo le rotte Alitalia a Fiumicino (77 in tutto, di cui 23 nazionali, 40 internazionali e 14 intercontinentali) passano da una frequenza settimanale di 1.406 a 1.601 (946 nazionali, 567 internazionali e 88 intercontinentali).

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Inaugurata la superstrada boffalora-malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIV - Milano Infrastrutture Inaugurata la superstrada Boffalora-Malpensa Diciotto chilometri e mezzo di lunghezza, undici di viabilità secondaria e 208 milioni di euro di investimento. Sono i numeri della bretella Malpensa-Boffalora inaugurata proprio nel giorno dei tagli di Alitalia. La strada permetterà di collegare l'aeroporto alle aree del torinese e del novarese, oltre a offrire un collegamento alternativo tra Milano e Malpensa, alleggerendo così l'autostrada A8 dei Laghi, attualmente l'unica via d'accesso allo scalo varesino per chi proviene da Milano. Alla cerimonia sono intervenuti anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il presidente della Regione Roberto Formigoni, quello della provincia Filippo Penati e il numero uno dell'Anas Pietro Ciucci, che ha sottolineato l'importanza dell'opera per la mobilità italiana.

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Alitalia, ultima chiamata (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa Oggi riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non ci sono alternative". A Malpensa primo giorno di tagli LOMBARDI >> 5 31/03/2008.

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Anche il "fronte del no" apre alla trattativa con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Vendita di alitalia Oggi riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non ci sono alternative". A Malpensa primo giorno di tagli 31/03/2008.

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Benvenuti nel deserto di Malpensa, immagini spettrali di un ex hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 13 del 2008-03-31 pagina 0 Benvenuti nel deserto di Malpensa, immagini spettrali di un ex hub di Gianandrea Zagato Alitalia se ne va. Il danno: banchi dei check-in, bar e negozi vuoti, accessori griffati a metà prezzo. La beffa: poco più in là veniva inaugurata la bretella che collega la A4 allo scalo varesino da Malpensa Lapila del Camogli è intatta. La Rustichella non va a ruba e alle dodici ci sono ancora tutte (o quasi) le brioches alla marmellata. è Malpensa vista da un bar del salone partenze. E non va meglio neanche negli altri shop. Anzi, lì va in scena proprio la depressione. Quella che spinge i negozianti a fare gli sconti: reggiseni e slip griffati al cinquanta per cento, mentre un portafogli di marca te lo porti via a meno della metà. Niente male, davvero. Tutto bene se non ci fosse un dettaglio: l'immagine è quella di un "ex hub". Alitalia ha tagliato settanta voli su cento e, oplà, si è scesi a quota cinquanta o giù di lì. Come dire: Malpensa è diventato un aeroporto di provincia. Sì, avete letto bene, uno scalo di secondo livello. "Il mandante morale dell'omicidio? Walter Veltroni", confida il coordinatore lombardo di Forza Italia Mariastella Gelmini, che osserva il disarmo della compagnia di bandiera: "Alitalia fa le valigie proprio nella giornata del D-day di Veltroni e del Pd. Coincidenza inquietante, ennesimo segnale del disinteresse verso il Nord". Virgolettato politico sottoscritto dai dipendenti Sea, quei 900 che, prima tranche, adesso pagano di persona la scelta del governo Prodi: ovvero la crisi dell'Alitalia. Sono loroa guidare il cronista nell'ex hub del Nord: "Le quattro isole del checkin Alitalia sono diventate due, le insegne della freccia tricolore divelte e il tappeto di poliestere rosso della zona Magnifica, la prima classe Alitalia, gettato là, nella monnezza". Fotografia impietosa dello stato dell'arte: "Quando ho visto che i check- in sono stati dimezzati mi è venuto da piangere", "Ue, solo oggi ho capito che non ce la farò con il mutuo", "così si muore e senza nemmeno la banda al funerale". Tranquilli, rassicura il presidente di Sea Giuseppe Bonomi: "Ma quale funerale, di morire non se ne parla. Noi, siamo asset strategico". Vabbè,maoggi Malpensa non è più Malpensa e lo vedi ai check-in: dalle dodici alle quindici la coda dura al massimo, cronografo alla mano, neanche mezz'oretta. "Eh, 'na passeggiatina", chiosa un pilota made in Alitalia: "Mase la ricorda la nevicata del 29 dicembre 2003? Kappao, tutti eravamo kappao come Malpensa". Memoria di voli cancellati e annullati, di scalo in tilt con il check-in che gronda rabbia e rassegnazione. "Mo', sereni, non accadrebbe più". Cinismo della ragione, mentre a qualche chilometro da Malpensa si inaugura la bretella di Boffalora, che collega lo scalo con la A4Milano-Torino.Adisposizione quando l'hub è "declassato ", beffa dopo il danno. C'è dispiacere: "L'apertura del collegamento coincide con un momento duro" (Pietro Ciucci, Anas), e c'è pure certezza, "Avremo due anni di penitenza ma già dal 2010 Malpensa tornerà ad essere una grande infrastruttura " (Roberto Formigoni, Regione Lombardia). Diciotto chilometri perché, aggiunge il governatore lombardo, "collegheranno 19 milioni di persone eunmilione e 800mila imprese a Malpensa in meno di due ore. Spinetta non lo sapeva, lui pensava che Malpensa fosse un aeroporto sperso nella brughiera". Numeri del domani a dieci anni dalla nascita di Malpensa e a prescindere dal presente: "Alcuni velivoli attendono anche più di un'ora per essere caricati e scaricati. Ripercussione dello spettro della cassa integrazione, che alla farmacia al piano arrivi si traduce "nell'aumento di vendita di psicofarmaci tra di dipendenti". Il peggior segnale nella prima giornata dell'omicidio dello scalo internazionale. Ah, particolare, anche i tassisti si adeguano ad Alitalia e offrono corse a prezzi di saldo: "Cinquanta e siamo all'ombra del Domm. Sa, di lavoro ghe ne minga". Sarebbe bello dimostrare il contrario. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il rebus del Senato e il peso degli indecisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Elezioni, verso la volata finale Il rebus del Senato e il peso degli indecisi Elezioni, verso la volata finale di Fabio Maria Crivelli --> di Fabio Maria Crivelli Il grande duello, salvo sorprese dell'ultima ora, non ci sarà. Il confronto in diretta fra Berlusconi e Veltroni, i due leader che puntano a guidare il nuovo governo, è saltato. Il Cavaliere ha detto che non si può fare per colpa della legge sulla par condicio, e che se ne duole perché in un faccia a faccia avrebbe sicuramente stracciato il suo avversario. Il leader del Pd afferma che il confronto si potrebbe fare e che è Berlusconi a non volerlo perché lo teme. Se ce ne fosse bisogno, ecco davanti a noi una clamorosa conferma di quella anomalia che distingue la politica italiana da quelle di tutti gli altri paesi europei. E non basteranno di certo a colmarla le roventi polemiche che nei restanti dodici giorni si moltiplicheranno sulle varie tribune televisive fra candidati di secondo piano dei partiti maggiori e i patetici e improvvisati rappresentanti dei piccoli partiti che come massima aspirazione hanno quella di raggiungere quell'uno per cento che consenta loro il rimborso delle spese elettorali. Ripensando a quanto abbiamo visto finora non c'è molto da stare allegri. Dallo scandalo dei rifiuti alla crisi della mozzarella di bufala, dal dissesto dell'Alitalia ai buchi neri in tanti settori dell'economia, c'è tutto un campionario di emergenze che non hanno certamente dissipato quel senso di sconforto e di rabbia che milioni di italiani provano nei confronti dei politici che si sono avvicendati alla guida del Paese in questi ultimi quindici anni. Adesso che si è alla vigilia della resa dei conti ancora una volta fra i politici e la maggior parte dei cittadini chiamati a votare il distacco è ancora sensibile. Gli ultimi sondaggi pubblicati assegnavano al Pdl, cioè al centrodestra, un vantaggio oscillante fra il sette e l'otto per cento; ma grazie alla legge elettorale che molti chiamano "il porcellum" non si esclude che al Senato possa ripetersi quella situazione di instabilità che ha provocato l'ultima crisi. Il dato più certo che scaturisce dai sondaggi riguarda il trenta per cento di italiani che si dichiarano indecisi. Se a questi si aggiungono i non pochi che hanno già deciso di disertare le urne, si arriva alla conclusione che a stabilire l'esito della consultazione saranno proprio gli indecisi e gli astensionisti. Saranno in definitiva i molti milioni di italiani che al contrario dei politici i conti li fanno sulla precarietà della loro vita quotidiana, sulla sempre più accentuata impossibilità di arrivare alla fine del mese con stipendi e pensioni falcidiati dalle tasse e dal continuo aumento dei prezzi. Buona parte di questi italiani guarda con molto scetticismo le promesse contenute nei programmi delle due coalizioni che si contendono la guida del governo in un momento che sembra sempre più vicino ad una disastrosa recessione. Basteranno i dodici giorni della campagna finale per ridare un minimo di speranza alla massa dei cittadini sfiduciati e sempre più vicini alle suggestioni dell'antipolitica? Tocca ai partiti risolvere il rebus, cominciando col mettere da parte l'ozioso dibattito sul voto inutile e sul voto disgiunto, i due amari frutti di quella legge elettorale che non sono stati capaci di cambiare.

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Il governo ha tradito la tutela dell'interesse nazionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'intervento di renato brunetta Il governo ha tradito la tutela dell'interesse nazionale L'interesse pubblico è che le persone e le merci che viaggiano da e verso l'Italia abbiano accesso a servizi di trasporto aereo efficienti, sicuri e poco costosi. Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa il 13 dicembre 2006, in occasione dell'audizione di fronte alle commissioni competenti di Camera e Senato, sulla situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile. Alitalia, con una ridotta flotta aerea, monca, peraltro, di uno snodo strategico come Malpensa, che serve un bacino regionale di riferimento costituito da 22 milioni di residenti e 1,9 milioni di imprese, diventerà un vettore regionale e periferico. Prodi e il suo ministro Padoa-Schioppa hanno fallito perché, con le condizioni che hanno posto nelle procedure di vendita (in primis il consenso sindacale), hanno fatto scappare tutti, tranne Air France-Klm che ha risposto legittimamente al fine, però, di appropriarsi di asset strategici funzionali al suo piano egemonico europeo e non, ovviamente, di tutelare l'interesse dell'Italia. Nella privatizzazione di Alitalia l'unico vincolo doveva e deve essere l'interesse nazionale: quanto alla struttura degli hub aeroportuali (Malpensa e Fiumicino), quanto alle rotte, quanto alla logistica, quanto al ruolo del vettore nell'industria turistica. Il governo ha il dovere di difendere l'interesse nazionale chiunque sia il partner o l'acquirente della compagnia di bandiera (all'interno di una strategia di alleanze e partnership europee). Proprio lo stesso interesse nazionale evocato sempre in Europa dai paesi membri che meglio mostrano capacità di leadership e cioè le grandi nazioni a tradizione imperiale, come il Regno Unito, la Spagna, l'Olanda, la Francia, che a differenza dell'Italia hanno una chiara percezione dell'identità nazionale e delle ambizioni in campo economico, militare o culturale. Questa è la cultura e la prassi che vigono in Europa. Basti solo pensare a Pirelli che non riuscì ad acquisire Continental, o alla borsa di Londra che non è stata acquistata da quella di Francoforte o, ancora, alla mancata acquisizione di Danone da parte di Pepsi o, infine, alla più recente fusione Suez - Gaz de France per impedire l'acquisizione da parte di Enel. I tempi per riequilibrare la privatizzazione di Alitalia, nel senso dell'interesse nazionale, ci sono tutti, in attesa dell'Opa (l'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni) e dell'Ops (l'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni) di fine maggio, con il nuovo governo a rappresentare, finalmente, l'unico vincolo accettabile: l'interesse del Paese. Renato Brunetta.

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A Fiumicino prove di caos (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa scalo in affanno A Fiumicino prove di caos In 2 mila bloccati ai transiti Duemila passeggeri bloccati per oltre un'ora di "passione" nell'Area Transiti del Leonardo Da Vinci. La delicata macchina dell'aeroporto di Fiumicino ieri si è ingolfata negli orari di massima affluenza dei circa 200 voli Alitalia trasferiti da Malpensa. Un passaggio obbligato della compagnia di bandiera italiana che segna l'avvio del trasloco della maggior parte delle rotte intercontinentali sull'hub capitolino. I picchi di maggiore caos, con 4mila passeggeri in più in transito allo scalo romano, si sono registrati tra le 7 e le 8 del mattino e tra le 19 e le 20 della sera. Se però il flusso ridotto ai viaggiatori della domenica ha già evidenziato le prime crepe, oggi con i voli business e i pendolari del traffico aereo, le falle potrebbero aprire una voragine disastrosa nel sistema-Fiumicino. Un banco di prova durissimo, quello di ieri, per la task-force di emergenza di Alitalia, Adr e Polizia di Frontiera. Completamente svuotati gli uffici della Polaria con tutte le forze disponibili in campo, tra cui i 15 "passaportisti" inviati dal Viminale. Un impegno che i lavoratori dello scalo, costretti per carenza di organico a turni massacranti, non garantiranno per sempre se non in cambio di risposte sui futuri rinforzi. Già giovedì le sigle sindacali delle forze di Polizia hanno indetto un sit-in di protesta per chiedere l'impiego di maggiori risorse. Il super-affollamento dell'area transiti intanto ha già messo in luce le criticità che ora dovranno essere corrette. "Quello di oggi (ieri ndr) è stato un test determinante, calcolando che i nuovi voli Alitalia erano pieni all'80%- spiega Maurizio Vallone, dirigente della Polaria - Il punto critico è stata l'area transiti completamente invasa per oltre un'ora. Per risolvere il blocco abbiamo "caricato" i passeggeri in arrivo e spostati su altri terminal per i controlli. Un'area che ora verrà potenziata. Dalle 4 Postazioni Sicurezza nel terminal Arrivi, metal detector e controlli dogana, riusciremo entro due giorni a passare a 8. Sarà riaperta la stazione "satellite", il terminal dedicato ai voli di transito internazionali e cosiddetti a rischio come quelli per Usa e Israele. Al momento contiamo su 270 passaportisti, ma siamo al massimo impiego delle forze in campo e questo è stato il primo giorno della stagione "estiva"". Ha retto l'impatto per il momento il Bhs, Baggage Handling System, con i 12 nastri trasportatori a pieno regime, con 10-20 minuti di ritardo nella consegna delle bagagli. Per Adr (la società che gestisce gli scali romani), invece, "non si sono verificate criticità particolari ad eccezione di qualche fila ai varchi in mattinata".

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L'unico vero perdente è Padoa Schioppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il V day di alitalia L'unico vero perdente è Padoa Schioppa Oggi è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm. Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" per ambedue le parti (in teoria dei giochi si parlerebbe di "soluzione Win-Win") se in serata mostreranno tutti soddisfazione. Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" di una sola parte, tanto più che a cena in un ristorante romano il socialista Spinetta avrebbe detto: "Noi non abbiamo nulla da perdere". Potrebbe essere un V Day alla Beppe Grillo ("Vai al Diavolo" per le lettrici de Il Tempo) se salta tutto. Dato che (occorre leggere con cura i verbali dei CdA) grazie a inaspettati ma benvenuti rimborsi d'imposta, Alitalia si trova in cassa 175 milioni in più di quanto contato il 26 marzo, c'è l'opzione di aspettare (una "call option") che, dopo le elezioni, arrivi un "cavaliere bianco" disposto a risollevarne le sorti. Comunque vada, per la triade Prodi-Padoa-Bianchi il V Day è alla Beppe Grillo. Il Tempo è stato il primo quotidiano a sottolineare, dalla pubblicazione del "bando", i gravi errori procedurali nel percorso adottato: ha portato a uno smacco nella prima fase e sta portando a un secondo adesso. La triade esce perdente: ci guadagna, quale che sia l'esito finale, l'Italia. Perderebbe anche l'Italia, però, se al termine della giornata di oggi, il management di Alitalia si arrendesse e portasse i libri contabili in tribunale. E WV (Walter Veltroni)? Tenta di dissociare il proprio destino da quello della triade, a cui è stato strettamente associato da quando era dirigente della gioventù comunista e studente di scarso profitto al Liceo Tasso. Il ripudio oggi equivale all'abiura di tutta una vita. Perciò non è credibile. Inoltre, il gruppo di economisti a cui si appoggia - quello de La voce.Info - ha sostenuto da tempi non sospetti (ossia dal 2004) che il Governo (dell'epoca) avrebbe dovuto lasciare fallire Alitalia e in tempi più vicini ha difeso l'"ultima spiaggia" di AirFrance-Klm. Pure Il Tempo ha visto con favore la proposta preliminare AirFrance-Klm, sulla base dell'offerta presentata in gennaio, poiché in mancanza di altri contendenti sembrava l'unica via d'uscita. Ora da un lato, sono mutati i contenuti dell'offerta. Da un altro, sembra che si stia lavorando a una contro-proposta. Da un altro ancora - quello fondamentale anche se paradossalmente quasi ignorato dalla stampa economica - "i soldi in cassa" (per dirla schiettamente) sono di più di quanto sostenuto da Tps, i cui conti e di finanza pubblica e dell'azienda di cui detiene il 49,9% delle azioni vengono sempre più spesso messi in dubbio. Come se ne uscirà? Oggi è il V Day. Domani - diceva Scarlett O'Hara nell'ultima pagina di "Via col Vento" (quanto pertinente alla vicenda AZ!)- è un altro giorno.

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Alitalia, Craxi -Ps- 'La seconda Repubblica ha espresso dei manager disastrosi' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Alitalia, Craxi (Ps): "La seconda Repubblica ha espresso dei manager disastrosi" Roma, 31 mar. - “L'annuncio di un taglio dei voli alla Malpensa fatto dall'amministratore delegato di Alitalia è una cosa da 'scriteriati': i manager della seconda Repubblica si sono dimostrati veramente un disastro senza pari”. Così Bobo Craxi, esponente del Partito socialista, in merito alle decisioni assunte dai vertici aziendali di Alitalia. Red. pol.

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Ricerca, questa sconosciuta! (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tra ipocrisie e "dimenticanze"... Ricerca, questa sconosciuta! La R&D e' una determinante della crescita, eppure in campagna elettorale non trova posto Roma, 31 mar. - La campagna elettorale in corso è universalmente tacciata d'essere di livello piuttosto scadente (da ultimi E. Felli e G. Tria su Il Foglio di venerdì scorso), nonostante le buone premesse all'avvio. Negli ultimi giorni sono ritornati temi purtroppo "atavici" quali la "demonizzazione dell'avversario", da un lato, ed il "comunismo genetico", dall'altro. Nell'ultima settimana (o forse più) ci siam dilaniati attorno all'affaire Alitalia: come se potessimo davvero opporci all'inarrestabile forza del Mercato! Ma tra i tanti temi sepolti nel dimenticatoio dai nostri politici, uno merita particolare attenzione: l'assoluto e generalizzazto silenzio su Ricerca e Sviluppo (R&D). I programmi elettorali ne parlano in maniera sostanzialmente generica, tendendo a confondere il mondo dell'Università e Ricerca con la più generale Istruzione, di fatto slegando questi temi dallo sviluppo. Tra l'altro, proprio qualche giorno fa, un gruppo di autorevoli scienziati italiani ha denunziato pubblicamente l'incredibile assenza del tema di R&D dal dibattito politico italiano. Veltroni ed il P.D. hanno proposto, tra l'altro, la creazione di cento nuovi Campus universitari e la libera chiamata del corpo docente da parte delle singole istituzioni. Ora, verrebbe da dire: buona la seconda! La "liberalizzazione" delle assunzioni nel mondo accademico - la quale va nella direzione delle proposte già avanzate dall'allora tanto vituperata ministra L. Moratti - ci sembra andare nella direzione giusta: più libertà di scelta lasciata in capo ai singoli centri culturali, che saranno "faber fortunae" loro. Così, se arruoleranno personale capace allora riusciranno pure ad attrarre, conseguentemente, un buon numero di studenti, raggiungendo l'autonomia finanziaria. In caso contrario - qualora lottizzazioni e raccomandazioni la facessero da padrona - probabilmente il Mercato (ancora lui!) gli farà chiudere i battenti nel breve volgere di qualche anno. Certo, quest'iniziativa deve esser corredata da una riqualificazione della spesa destinata a Università e Ricerca, al fine di responsabilizzare le diverse istituzioni, ma anche per perseguire - pure per tale via - l'obiettivo (filosoficamente ormai divenuto irrinunziabile per il nostro paese) di riduzione nell'intervento dell'operatore pubblico negli affari dei privati. Quanto alla prima proposta, invece, sembra del tutto fuori luogo. Oggi il problema dell'Italia non sta certo nella dimensione numerica delle Università, quanto nella valutazione del suo output. Crearne di nuove - come, peraltro, ha scritto G. Sartori sul Corsera - non ha alcun senso: nè economico nè, tantomeno, culturale. Basta rafforzare quelle che ci sono, prendendo, nettamente le distanze da quanto fatto dal Presidente del suo stesso partito (R. Prodi) e dei suoi ministri F. Mussi e T. Padoa-Schioppa, i quali hanno ridotto le borse di studio per i dottorandi di ricerca (1); ma, soprattutto, quale ultimo atto del loro "buongoverno" nel mese di dicembre 2007, al fine di porre termine alla clamorosa protesta inscenata dai camionisti - la quale stava mettendo in ginocchio questo "strano" paese - non hanno trovato di meglio da fare se non tagliare 500 mln. di euro proprio al mondo dell'Università e Ricerca, per "regalarli" ai camionisti appunto... (2)! E per foruna che nella precedente campagna elettorale del 2006 il centro-sinistra si era sgolato, accusando il centro-destra di aver ridotto i fondi per R&D. Dal canto suo, il P.D.L. non sembra aver compreso la lezione della storia: la scarsa crescita di cui accusa l'esecutivo prodiano è anche figlia dell'esiguità atavica delle spese destinate a R&D nel nostro paese. Di questo tema nè S. Berlusconi nè G. Fini sembra amino dibattere. Si preferisce parlare di Istruzione, con la proposta di libri gratuiti per le famiglie meno agiate - che è un aumento di spesa pubblica, nella sua componente sociale, e dunque ben lontano dal liberismo professato dai leaders pidiellini -, ed il rilancio delle "3 i": internet, inglese, impresa. Trattasi di dimenticanza, o che? E' necessario che la politica non si divida su di una questione cruciale come quella di R&D, facendone anzi, auspicabilmente, un tema di proposte ed approfondimenti condivisi, scommettendoci su ed investendo danari che, nel medio-lungo periodo, la teoria economica ci assicura che si riveleranno ben spesi. Non v'è teoria economica, difatti, che non includa tra le determinanti del tasso di crescita dell'attività economica le spese destinate a R&D! Cosimo Magazzino (1) "Università e ricerca: l'ennesimo fallimento di un governo miope", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 44. (2) "Venti mesi di economia in affanno", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 133.

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Alitalia nuovo confronto con Spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Incontro con i sindacati, con i minuti contati Alitalia: nuovo confronto con Spinetta L'obiettivo: l'intesa e chiudere entro il 24 Aprile Roma, 31 Mar. - Si terrà oggi, a Roma, l'incontro tra sindacati e Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm. Si riaprono dunque le trattative per la compagnia di bandiera dopo il no dei sindacati all'ultima proposta di accordo inviata da Parigi. L'obiettivo delle nove sigle scese in campo è quello di ottenere da Air France-Klm condizioni migliori, anche se Spinetta sull'argomento si è già pronunciato: “Non posso andare oltre”. E' previsto per oggi, alle 14, l'incontro tra sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei sindacati con Spinetta). Il numero degli esuberi, circa 2.100, le misure di risanamento e ristrutturazione sulle quali i francesi non hanno fatto sconti, come per i tagli alla flotta che per i sindacati pregiudicano le possibilità di porre le basi per un successivo rilancio. Non aiuteranno i tempi stretti prefissati per l'incontro: il termine per raggiungere un'intesa infatti resta al momento fissato per la mezzanotte di oggi. I sindacati hanno chiesto più tempo, Air France-Klm è d'accordo, ma il cda di Alitalia è pressato dall'imminente rischio di una crisi di liquidità e non ha ancora deciso. Valentina Pellegrino.

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Alitalia: nuovo confronto con Spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Incontro con i sindacati, con i minuti contati Alitalia: nuovo confronto con Spinetta L'obiettivo: l'intesa e chiudere entro il 24 Aprile Roma, 31 Mar. - Si terrà oggi, a Roma, l'incontro tra sindacati e Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm. Si riaprono dunque le trattative per la compagnia di bandiera dopo il no dei sindacati all'ultima proposta di accordo inviata da Parigi. L'obiettivo delle nove sigle scese in campo è quello di ottenere da Air France-Klm condizioni migliori, anche se Spinetta sull'argomento si è già pronunciato: “Non posso andare oltre”. E' previsto per oggi, alle 14, l'incontro tra sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei sindacati con Spinetta). Il numero degli esuberi, circa 2.100, le misure di risanamento e ristrutturazione sulle quali i francesi non hanno fatto sconti, come per i tagli alla flotta che per i sindacati pregiudicano le possibilità di porre le basi per un successivo rilancio. Non aiuteranno i tempi stretti prefissati per l'incontro: il termine per raggiungere un'intesa infatti resta al momento fissato per la mezzanotte di oggi. I sindacati hanno chiesto più tempo, Air France-Klm è d'accordo, ma il cda di Alitalia è pressato dall'imminente rischio di una crisi di liquidità e non ha ancora deciso. Valentina Pellegrino.

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Alitalia, Silvio ci salvi dalla colonizzazione di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

DAGLI ERRORI IN SERIE DEL GOVERNO PRODI ALLA "PROPOSTA INDECENTE" DELLA NEOCOLBERTIANA E STATOLATRICA COMPAGNIA TRANSALPINA Alitalia, Silvio ci salvi dalla colonizzazione di Air France 31/03/2008 Premessa necessaria: non sono un esperto della materia; non ho una laurea in economia e commercio; non sono neanche un giornalista del settore finanziario. Sono soltanto un giornalista curioso che guarda le cose e cerca di farsi qualche domanda e magari, chissà, di trovare qualche, seppur provvisoria, risposta. Dunque, quanto da me scritto in questo articolo sul "caso Alitalia", diciamo così, è frutto della mia osservazione e della mia curiosità di ignorante. Ho pensato fin dal primo momento che il governo Prodi non avesse trovato in casa la crisi sociale ed economica, ma l'avesse a bella posta prodotta al fine di mantenere il potere. Non si è dunque mai trattato di un governo vero e proprio, ma di un sistema di potere, il quale, secondo una coerente logica interna, si è appellato alle forze che ci sono state, da Mastella - oggi demonizzato, ieri intronizzato come anti-Berlusconi "moderato" - a Diliberto. Nello schema leninista, funziona. Ha funzionato per due anni, dopo è saltato tutto. Nel frattempo, la crisi ha fatto il suo corso: i salari sono diventati come i titoli al ribasso perché oggetto di speculazioni, cioè volatili; le pensioni idem; il welfare ridotto allo stremo; le tasse a livello di bolscevismo compiuto, eccetera. Tutte cose note. Inutile insisterci più di tanto. Bene. Questo stato di cose, ripeto: prodotto scientemente dal governo Prodi, ha anche visto in gioco un capitoletto nient'affatto marginale, ma anche questo volutamente marginalizzato: l'Alitalia. Prodi ha scoperto che la compagnia di bandiera non funziona, è indebitata a livelli indescrivibili e marcia su un vagone morto, quello del fallimento. Grande scoperta, non c'è che dire. Lasciamo stare, almeno stavolta, la stucchevole e provinciale polemica sul tasso di "purezza della razza" liberista da affibbiare alla destra, presumendo, da sinistra, di essere i mercatisti col marchio doc. Siamo alle comiche, non è il caso di aggiungere corollari a questa diatriba salottiera che rivela un Partito democratico alla canna del gas. Veniamo ai fatti, che sono i seguenti. C'era la giusta intenzione del governo Prodi di privatizzare Alitalia. Ma, anziché cercare il miglior offerente secondo le leggi bronzee del mercato, ha fatto tutt'altro. L'Esecutivo guidato dal Professore di Scandiano, infatti, ha dapprima aperto una gara giustamente definita da Berlusconi "opaca", che somigliava più a una raccolta raffazzonata di sentimenti di interesse e di orientamenti generici di compravendita che un atto pubblico e trasparente da parte di un governo. In secondo luogo non è stato istituito nessun "data room" che facilitasse la percezione della realtà della compagnia di bandiera, nel senso che nessun dato ufficiale è venuto fuori sulla situazione dell'Alitalia, tutto è stato lasciato alla ben poca attendibilità dei dati pubblici, letti magari sul sito dell'Alitalia: dunque, non è venuta fuori nessuna offerta realmente vincolante. Non basta ancora: il governo, nel frattempo, permette che il titolo Alitalia sia oggetto di speculazioni anche significative, come può sempre accadere (Soros con questi strumenti illeciti è diventato miliardario), mantenendolo sul listino, mentre, parallelamente, mette in vendita il 49% del capitale. Infine, sempre il governo avrebbe dovuto evidentemente effettuare, così spiegano i manuali di finanza, un delisting del titolo, perché, leggo su un sito specializzato, "per essere ammessa alla quotazione sul Nyse o sul Nasdaq una società deve rispettare precisi requisiti. La perdita degli stessi produce il 'delisting' del titolo, il suo passaggio alla negoziazione sui mercati minori, come l'over-the-counter Bullettin Board e il Pink Sheets". Il caso è rivolto all'America, ma il concetto è lo stesso e non ci vuole una laurea alla Bocconi per comprendere che il titolo Alitalia i requisiti non ce li avesse più da un bel po' di tempo. Il governo Prodi, contrariamente a quanto detto nella solita maniera sgangherata dall'onorevole ministro Di Pietro, è stato oggetto di una ventina di segnalazioni da parte della Consob in merito alla cosiddetta "trattativa Alitalia: Berlusconi, dunque, non c'entra. Il governo, invece, sì, e molto. Ognuno si faccia il suo insider trading, che è meglio per tutti? Chissà, magari avrebbe potuto agire anche qualche Procura della Repubblica, ma con tutte queste toghe rosse e rosé, ovviamente, niet su tutta la linea. Come volevasi dimostrare. Chicca finale. Dopo aver raccolto tutte le generiche offerte, il governo esclude tutti i possibili interessati, salvo Air France, ovviamente senza spiegare le ragioni della scelta, alquanto arbitraria. Dunque, trattativa esclusiva con Air France, fino allo scempio di oggi, che Berlusconi ha stigmatizzato come "colonizzazione". Un processo di lunga durata, per la verità, sul quale occorrerebbe riflettere molto approfonditamente, non basta certamente un articolo. Ora, Air France si è mossa secondo criteri di neocolbertismo sfacciato, chiudendo la possibilità ad Alitalia del trasporto merci, con l'intenzione, neanche troppo larvata, di favorire lo scalo di Parigi, mettendo così all'angolo non solo Alitalia, ma anche Malpensa. Tutta politica industriale statolatrica, altro che "free market". Certo, non è facile cogliere questo nodo in un tempo in cui sovrabbondano le ideologie, altro che "fine delle ideologie" (di fatto, questa, è una delle ultime ideologie). Air France, neocolbertista e guidata da Parigi, dunque perseguendo interessi precisi, anche di natura geopolitica, trovatasi a essere l'unica contendente senza alcun competitor in vista, ha avuto tutto l'agio di presentare un'offerta vincolante di valore, tra cash e investimenti reali, inferiore a un decimo della sua manifestazione di interesse, grazie alla quale le si era riconosciuto un diritto altrimenti inaccettabile, il diritto di trattare in maniera esclusiva. E questa sarebbe la logica di mercato? Infine, annoto a margine di questa vicenda che Alitalia era già stata valutata a un prezzo ridicolo: 138 milioni di euro! Praticamente niente. Ma Air France, spinta dall'audace allievo della famigerata Ena (Ecole Nationale d'Administration) va oltre e offre di comprare solo un pezzo dell'asset della compagnia di bandiera (Az Fly), lasciando così nelle mani del governo tutto il resto (Az Service e Atitech); imponendo, infine, il taglio dei voli da Malpensa al fine di provocarne la chiusura e chiedendo, di conseguenza (secondo una ratio del tutto conseguente, nello schema della loro "trattativa"), al governo italiano di impedire la causa civile che Sea intende promuovere per inadempimento contrattuale, così da mettere Malpensa nell'oggettiva impossibilità di cercare un altro vettore aereo. Non paga di ciò, la mirabile Air France-Klm pretende anche che il contribuente italiano si accolli l'onere degli ammortizzatori sociali per gli esuberi previsti. Ah, già, chiudendo il tutto in una settimana: un ben vantaggioso "mordi e fuggi", mi pare. Se la cosa non fosse drammatica per tutta una serie di ragioni (economiche e non soltanto) potremmo ben dire che siamo oltre il teatrino della politica, questo è il cabaret del management e della politica insieme. È assai arduo comprendere cosa ci sia di "free market" in tutto ciò. Mi sembra, da perfetto ignorante quale sono, che si tratti piuttosto di un caso lampante di abusi di mercato. Il mercato, invece, ha delle regole che un insigne economista liberale di casa nostra, Luigi Einaudi, aveva ben chiare e dichiarava insuperabili. Ma erano altri tempi, non furoreggiavano le liberalizzazioni a spese dei contribuenti, non si scippava il bottino pubblico, seguendo la logica del famoso marito che, per far dispetto alla moglie, si evirò. Insomma, era tutto diverso. E Spinetta sarebbe stato costretto a staccare la spina molto presto. Immediatamente. Con Berlusconi, cordata degli industriali a parte (per una serie di ragioni), si riparte dalla presa di coscienza di una colonizzazione in atto. È l'inizio. Un buon inizio. Da sviluppare, soluzioni e nuovo piano industriale alla mano, dopo il delisting del titolo e dopo le elezioni, con il nuovo governo.

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Berlusconi: "Lo show di Veltroni è finito" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 13 del 2008-03-31 pagina 0 Berlusconi: "Lo show di Veltroni è finito" di Fabrizio De Feo Il leader del Pdl: "Ci sono due sinistre che significano 67 nuove tasse e diminuzione della sicurezza". Sulle larghe intese Veltroni fa retromarcia: "chi vince governa" Roma - "Walter Veltroni è un grande chiacchierone, ma il suo spettacolo è finito". Silvio Berlusconi in un'intervista al settimanale Newsweek scatta la sua fotografia delle due sinistre italiane: quella di governo e quella di propaganda, quella dei fatti e quella delle parole. Due sinistre che sono, in realtà, un unico soggetto, capace di cambiare abito e identità a seconda delle circostanze e interpretare due parti in commedia. "Gli italiani - dice Berlusconi -hanno capito che in Italia ci sono due sinistre, che le sinistre significano 67 nuove tasse, aumentodella pressione fiscale, apertura dei confini con una caduta della sicurezza, la tragedia dei rifiuti e lo stop ai cantieri dei lavori pubblici. Questi sono i fatti della sinistra. Ci sono le belle parole e le promesse - prosegue - e questa è la sinistra di Veltroni. Per quanto mi riguarda, invece, gli italiani mi conoscono per quello che sono e per quello che ho fatto dopo cinque anni di governo". Illustrate le credenziali dei due candidati premier, Berlusconi si sofferma sulle condizioni economiche in cui si dibatte l'Italia, un Paese che più di altri rischia di soffrire della crisieconomica. "Lo scenario è negativo in generale. In particolare è negativo per l'Europa e l'Italia ha più fattori negativi. Ma gli altri non sono in una situazionepiù semplice: l'economia mondiale sta facendo i conti con una crisi finanziaria negli Stati Uniti. Poi c'è il petrolio. A tutti questi fattori, l'Europa deve aggiungere l'ipervalutazione dell'euro che crea un enorme difficoltà per l'esportazione". In questo quadro, "l'Italia ha più fattori negativi. Abbiamo infrastrutture insufficienti - spiega - un'amministrazione pubblica inefficiente. C'è un alto debito pubblico. Inoltre con la politica della sinistra, che ha aperto i nostri confini, abbiamo una presenza di immigrati clandestini più alta che in altri Paesi, e questo significa un alto grado di criminalità". "I dati - prosegue il Cavaliere - dimostrano che il 36% dei crimini commessi in Italia sono commessi da immigrati clandestini, e in alcune città del Nord, come Treviso, la percentuale cresce al 50%. Senza dimenticare che nell'immagine mondiale, la spazzatura di Napoli ha mostrato un'Italiacome un Paese coperto da immondizia, che danneggia la nostra industria turistica". Riuscirà l'Italia a risolvere i suoi problemi? "Se avremo una larga maggioranza, e se avremo entrambelecamere - conclude il leader del Pdl - saremo capaci di operare". Al settimanale che gli fa notare come questa campagna elettorale veda all'opera un Berlusconi più prudente rispetto al passato, il leader del Pdl replica secco:"Orasono molto più prudente perché la situazione è quella che è. Sono un realista". L'intervistatore sottopone al leader del centrodestra un altro interrogativo: quello sulla presunta fine dell' antiberlusconismo. "La sinistra ha semplicemente capito che utilizzare questi metodi era un boomerang. D'altra parte ormai credo gli italiani mi conoscano per quello che sono, per quello che ho fatto. Dopo cinque anni di governo Berlusconinon possono pensare a qualcuno più liberale dime.Guardandole televisioni e leggendo i giornali che sono di proprietà della mia famiglia sanno che non c'è mai stato un attacco contro la sinistra. Credo che gli attacchi radicali creino rifiuto, che questi attacchi degli estremisti abbiano creato una repulsione e che la sinistra abbia capito che non era più conveniente continuare". Berlusconi ribadisce anche il suo auspicio per il futuro di Alitalia, sottolineando la necessità dinonfarsi "colonizzare" da Air France."Spero che la nostra compagnia di bandiera appartenga a un gruppodi imprenditori italiani. Credo che un Paese come l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del Pil,nonpossa rinunciare a una compagnia di bandieraperché se AirFrance colonizza Alitalia,noncredo che questi turisti verrannoinprimoluogoaRoma, FirenzeoNapoli. Pensoche vadano prima in Francia". Infine uno sguardo sugli scenari del dopo voto, quello che Berlusconi lancia in una intervista al Quotidiano nazionale, con il quale chiude la porta a possibili inteseconilPdall'indomani del voto. "I sondaggi in nostro possesso ci danno un margine più che tranquillizzante anche al Senato: da 28a30 e più senatori. Quindi niente larghe intese, niente grande coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di governare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'arma segreta del Cav (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 31 Mar 2008 Edizione 62 del 29-03-2008 LUIGI CRESPI "La cordata c'è è il suo asso nella manica" La profezia dell'ex consigliere di Berlusconi L'arma segreta del Cav di Francesco Blasilli "La cordata italiana per Alitalia esiste e sarà l'arma vincente di Berlusconi". Chi parla con così tanta sicurezza è il sondaggista Luigi Crespi, uno che per sette anni è stato al fianco del Cavaliere. "Se non è così, significa che è impazzito", anche se poi i segnali sono di tutt'altro tipo: "secondo me sta mettendo in atto la sua solita strategia e tre giorni prima del voto, tira fuori la cordata e stravince". Questo perché più si avvicina la scadenza elettorale, più i candidati inaspriscono i toni nel disperato tentativo di conquistare il voto degli indecisi. Una quantità che al momento si potrebbe quantificare tra il 30 e il 40%, anche se in realtà "un 15% è realmente indeciso", spiega Crespi, "mentre l'altro è mobile, nel senso che è disponibile a spostarsi". E lo spostamento dovrebbe andare in direzione praticamente univoca: verso Arcore. "In questa campagna elettorale, la variabile Alitalia è diventata importante, perché è diventata una questione d'onore. Berlusconi ha annunciato imprenditori italiani e se c'è la cordata veramente, ha vinto la partita". Secondo l'inventore del patto con gli italiani "è il colpo di teatro che mobilita gli indecisi". Anche perché il dibattito non è su Alitalia, ma sul fatto "se Berlusconi dica o meno una bugia. Se dice la verità, la partita è chiusa ed io sono convinto che non bluffa". Una convinzione che nasce dal fatto "di conoscere molto bene Berlusconi", uno che ha un modo di rapportarsi alla politica "tutto suo", uno "che non dice quello che pensa e non fa quello che dice". Una convinzione che nasce dalla storia, perché "nel 2001 Rutelli e i suoi ci attaccavano perché non avevamo un programma. In realtà il nostro, di programma, era pronto da tre settimane, ma l'abbiamo messo su internet appena una settimana prima del voto". Il risultato è stato che il giorno dopo non si parlava d'altro su tutti i giornali, mentre il martedì hanno tenuto banco le reazioni di Rutelli "e il mercoledì abbiamo firmato il patto con gli italiani: insomma la settimana prima del voto, Berlusconi è stato l'unico protagonista". Per non parlare della scorsa tornata elettorale, quando Crespi collaborò con Prodi, il quale dopo il primo confronto televisivo con Berlusconi, stravinto dal Professore, "era tutto rilassato e tranquillo". Crespi racconta di aver avvertito Prodi e il suo staff "di stare attenti, perché quello lì avrebbe tirato fuori una carta a sorpresa, ma loro niente". Fatto sta che al secondo confronto tv, a pochi giorni dal voto, è uscita fuori la storia del taglio dell'Ici, "una mossa con cui il Cavaliere ha guadagnato più o meno un milione e mezzo di voti", sancendo ? in pratica ? il pareggio elettorale. Subito dopo l'uscita di Berlusconi, Prodi telefonò a Crespi. "Come facevi a saperlo? Lo conosco", questo il succo della conversazione. "Certo ? confessa il sondaggista ? non potevo sapere che avrebbe tirato fuori il taglio dell'Ici, ma ero sicuro che si sarebbe giocato un jolly". Ed allora prepariamoci "perché 3-4 giorni prima del voto uscirà la cordata e Berlusconi diventerà l'eroe nazionale". Ed è inutile pensare che sia stato tutto un discorso demagogico, visto che "se voleva sfruttare il caso Alitalia per raccogliere voti, bastava un attacco violento contro un governo dimissionario che, invece di limitarsi a svolgere l'ordinaria amministrazione, si assumeva la responsabilità di vendere la compagnia di bandiera". Un colpo a sorpresa, dunque, il classico coniglio dal cilindro, "tanto l'80% della gente non si interessa alla politica e decide chi votare solo qualche giorno prima". Roba da prestigiatori, roba da Berlusconi.

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Intervista a Daniel Imperato / Gli italiani d'America stanno con Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Lun, 31 Mar 2008 Edizione 62 del 29-03-2008 Intervista a Daniel Imperato / Gli italiani d'America stanno con Berlusconi di Ruggiero Capone Sono le prime ore del pomeriggio, il portone rotante del Grand Hotel St. Regis ci spalanca un mondo ovattato, lussuoso. "Cerca mister Daniel Imperato", domanda un portiere dopo aver notato il girovagare col naso tra le nuvole. Ad un discreto cenno due figure silenziose ci accompagnano da mister Imperato. Il candidato indipendente alle elezioni Usa ricevuto più volte in Vaticano, l'imprenditore d'origini italiane che rappresenta nella politica degli Stati Uniti l'Italia. La sua visita è stata organizzata dal Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo. Così all'intervista erano presenti i maggiorenti del movimento autonomista, da Angelo Attori (per tre legislature assessore della Democrazia Cristiana nella giunta regionale sarda), a Stefano Cantaluppi Duca di Alejandreta, da Vincenzo Cascarano (editore de Il Meridiano), a Stefano Formica. Stefano Cantaluppi di Alejandreta divide da anni con Daniel Imperato la partecipazione all'organizzazione umanitaria Orden Bonaria, molto presente negli Usa. Ma la visita di Imperato è il segnale che la comunità italiana all'estero chiede migliori collegamenti aerei col Belpaese e, soprattutto, crede ad opere come il Ponte sullo Stretto di Messina. Mister Imperato, ce la facciamo a non svendere Alitalia ed a costruire il Ponte sullo Stretto? Solo Berlusconi può realizzare certi sogni. Sono disponibile ad aiutare Berlusconi per la questione Alitalia e per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. L'Italia ed il mondo funzionano differentemente da come l'ha pensata Romano Prodi. Putroppo il caso Prodi non è isolato, sono tanti i filantropi italiani ancora pregni d'una visione socialista, parlano d'un mercato che disprezzano. Credo che preferiscano regalare aziende come Alitalia agli stranieri in cambio d'una ben pagata poltrona da filosofo. Berlusconi ha fatto un lavoro eccellente. Ma ha avuto contro tutti i corrotti, quelli che siedono su importanti poltrone perché hanno ucciso la genialità italiana nel mondo. Il made in Italy è in crisi per colpa delle sinistre. Qual è la sua missione? Supporto Berlusconi in Italia e Lombardo in Sicilia perché voglio salvare le mie radici dagli apologeti della confusione. Finché in Italia ci saranno queste sinistre la disoccupazione rimarrà un male endemico, come l'anemia e la malaria ai tempi delle grandi migrazioni verso il nuovo mondo. Credo che l'Alitalia debba essere acquistata da imprenditori italiani o d'origine italiana, non mi piace che finisca in mani francesi, è una brutta figura per il paese che amo. Ma noto che le sinistre preferiscono i francesi e disprezzano i capitali italiani. Lo stesso è capitato per il Ponte sullo Stretto di Messina, la cui importanza per l'Italia la comprende solo Silvio Berlusconi. Che prevede per il Ponte sullo Stretto di Messina? Le mie aziende sono in grado di realizzare il Ponte sullo Stretto. Mi auguro vinca Berlusconi, solo così potrò aiutare il governo italiano a realizzare un ponte che colleghi non solo la Sicilia con la Calabria ma, soprattutto, il Mediterraneo con l'Europa. Per costruire il ponte io posso mettere in campo i migliori architetti al mondo. Il ponte velocizzerà le merci e non è affatto vero che ucciderà il traffico navale. Credo che l'Italia debba uscire dal suo immobilismo, un piccolo paese può tornare grande solo quando spinge sulle vie di comunicazione. Mi sembra che per troppo tempo vi abbia governato chi queste vie le vuole svendere alla concorrenza europea. Una joint-venture tra statunitensi ed italiani creerebbe attorno al Ponte sullo Stretto una grande opportunità di lavoro per ingegneri italiani ed americani. So che in Italia ci sono tanti ingegneri disoccupati. Mi viene riferito che c'è gente che esce dalle università e poi non lavora più per tutta la propria vita. E' incomprensibile. Il Ponte è anche l'occasione per creare un collegamento tra i fratelli americani ed italiani, perché aiutino tanta gente ad inserirsi in un network mondiale di lavoro. Del resto offriremmo agli italiani la managerialità e l'esperienza per realizzare l'opera in sicurezza. Come definisce politicamente la sua missione? Io sono un cristiano, un cattolico di Roma. Ho incontrato il Papa e per me è stata una grande gioia. In politica voglio lavorare con la mia coscienza da cattolico. Credo che aiutare lo sviluppo d'un paese si possa fare solo se nessun cittadino viene escluso. Da credente combatto l'esclusione. Bisogna dare speranza al prossimo. Oggi nel mondo civile vi sono molti casi di barbarie camuffata. Alle presidenziali americane io concorro come indipendente, e questa è una corsa molto impegnativa. Io sono un candidato indipendente del "Libertarian party". Indipendente perché rappresento la tradizione cattolica. Sia Obama che Hilary Clinton ed anche McCain non rappresentano e non possano rappresentare tutti gli Usa. Ognuno di loro ha dei limiti umani, sono entrati in politica già sapendo che non devono superare certi steccati. Per agire così calpestano anche i valori in cui dicono di credere. La politica della signora Clinton sarebbe uguale a quella del marito Bill, non dimentichiamo che durante la sua presidenza i terroristi si sono radicati negli Usa. Per me i valori non sono negoziabili, per altri candidati vige la regola contraria. Chi sono i peggiori nemici di Silvio Berlusconi? Sono convinto che i nemici di Berlusconi siano nemici di tutti gli italiani. Sono quel manipolo di mistificatori che vorrebbe immigrazione indiscriminata, aziende italiane chiuse o in mano a capitali stranieri e che la Chiesa di Roma tramontasse a favore dell'Islam. Il Vaticano si sente insicuro, Al Qaida minaccia attentati su Roma. Credo che l'unico governo che possa impedire queste tragedie sia quello di centro-destra. Come risponde a chi paragona l'immigrazione verso l'Italia a quella d'un secolo fa degli italiani in Usa? L'immigrazione degli italiani negli Usa non è in alcun modo paragonabile a quella di chi oggi entra in Italia da estremo Oriente, Medioriente ed Africa. Gli italiani entravano negli Usa un secolo fa, quando ancora la società americana andava cementificandosi, contribuivano a fare gli Usa e non seminavano discordia religiosa e politica. Ognuno viveva secondo il proprio credo rispettando gli altri, e soprattutto c'era tanto lavoro per tutti. In Italia non c'è lavoro, la società è vecchia e le aziende stanno chiudendo. L'immigrazione verso l'Italia incrementa le tensioni sociali, quindi il terrorismo. Dico a Berlusconi che l'Italia ha bisogno urgente che venga tutelato il lavoro e la creatività italiana, che vengano allontanati dalle strade i venditori ambulanti abusivi e che la polizia rimandi nei paesi d'origine tutti gli immigrati sospetti, perché c'è grosso rischio che si tratti di agenti di Al Qaida. Gli Usa temono che attraverso l'Europa possano entrare negli Stati Uniti i nemici dell'Occidente, i terroristi che ancora lavorano per distruggere. In Italia c'è poi un forte senso di gestione superficiale della sicurezza.

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