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IN EVIDENZA
Le azioni strappano nel
giorno decisivo per la compagnia. Angeletti: «Mancano le condizioni, tanto vale
aspettare»
MILANO - Nella giornata decisiva per
Alitalia - riapertura della trattativa con i sindacati e
"scadenza" della risposta ad Air France - il titolo della compagnia
aerea schizza in Borsa. In avvio di seduta il titolo è stato sospeso per
eccesso di rialzo quando guadagnava il 13,18% (0,455 euro) dopo un avvio al
3,23%. Poco prima delle 15, al quartier generale della Magliana a Roma, è
ripreso il confronto tra la compagnia, Air France e i sindacati. Presenti i
numeri uno di Alitalia, Maurizio Prato, e Air France-Klm, Jean-Cyryl Spinetta,
e i rappresentanti delle nove sigle dei lavoratori di Alitalia. Prato ha aperto
i lavori dicendo: «Abbiamo due giorni, oggi e domani, per trovare una base
d'accordo, i tempi per trattare sono contenuti». Dal canto suo il numero uno di
Air France Spinetta ha ribadito che «il piano è quello presentato» e che ora
attende le osservazioni dei sindacati. Al centro della riunione l'ultimo piano
del gruppo franco-olandese per acquistare l'ex compagnia di bandiera. Le
posizioni sembrano ancora distanti dopo la presentazione del piano e il
de-hubbing dell’aeroporto di Malpensa, avviato domenica con il taglio del 70%
dei voli alitalia sullo scalo lombardo. Secondo indiscrezioni Spinetta avrebbe
raggiunto un accordo di massima con i confederali, in particolare la Cgil,
secondo cui però la trattativa non si chiuderà prima delle elezioni.
ANGELETTI - Temporeggia il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti. «A queste condizioni non è possibile un pre-accordo: tanto
vale aspettare». Parlando a margine di una manifestazione della Uil Angeletti
ha detto di non vedere «realisticamente in questi giorni le condizioni perché
questa trattativa possa concludersi positivamente» anche perché «è troppo
influenzata da altre condizioni poste da Air France, come quella sul gradimento
del nuovo governo o sulla causa Malpensa». Secondo Angeletti c'è il rischio di
fare «una trattativa finta perché magari queste due condizioni non ci sono».
Secondo il leader della Uil inoltre il piano Air France non sarebbe coerente
con la necessità di dare ad Alitalia un futuro: «Se gli esuberi derivano da una
riduzione degli aerei e delle tratte si determinerà solo un minor fatturato. Se
l'idea è questa non può funzionare, serve risanamento insieme allo sviluppo. Il
caso Fiat è esemplare: per rilanciarla c'è voluto un manager che scommettesse
sul suo futuro».
BERLUSCONI - «È una follia pensare di rinunciare alla compagnia
di bandiera» è tornato a dire Silvio Berlusconi durante un comizio in via
Mercanti a Milano, ribadendo che se il Pdl andrà al governo il primo impegno
sarà quello «di mantenere italiana la nostra compagnia di bandiera».
PICCHETTO
- Intanto alcune centinaia di lavoratori del call center, del settore
amministrazione e del Ced dell'Alitalia e alcuni iscritti al sindacato di base
Cub hanno organizzato un picchetto davanti all'ingresso del centro direzionale
della compagnia aerea alla Magliana, a Roma, dove nel pomeriggio è ripresa la
trattativa con i sindacati e i vertici di Air France-Klm. «Abbiamo iniziato
presto a fare un'assemblea - dice Antonio Amoroso della Rsu di Alitalia Servizi
e responsabile Cub trasporti - con un presidio agli ingressi per porre il
problema di questi tre settori che non sono proprio sul tavolo della
trattativa, dando per scontato che non rientreranno in Az Fly. Un altro
problema è poi la mancata convocazione dei rappresentanti del Cub al tavolo,
nonostante siano presenti anche nella Rsu». Alla manifestazione sarebbero
presenti - secondo i sindacati - circa 300 persone.
31 marzo 2008
"Addio
a due voli su tre Non è più un aeroporto"
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
questo vuoto
pneumatico di vetro e acciaio disegnato da Ettore Sottsass svaniscono i banchi
Alitalia e i passeggeri. "Fino a sabato i nostri check-in occupavano
quattro file. Oggi ne sono rimasti due", guarda al nulla Elisa, hostess di
terra al banco 201, classe Magnifica, nemmeno un passeggero alle quattro del
pomeriggio. Sui tabelloni degli orari i voli Alitalia sono sempre meno.
Inaugurata
ieri la bretella con l'A4 ( da "Stampa, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Boffalora è
stata inaugurata proprio nel giorno in cui Alitalia ha trasferito quasi tutti i
suoi voli a Fiumicino. In concreto si tratta di
"Disastro
annunciato all'imbarco dei bagagli"
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ovvero nello
scarico bagagli dai velivoli Alitalia. Per evitare il peggio, la compagnia ha
organizzato turni straordinari fra i dipendenti. Da oggi Alitalia sposta su
Fiumicino circa 150 dei 180 voli tagliati a Malpensa: ieri ne sono atterrati
poco più di 80. Vitaliano Turrà, direttore dell'ente per l'aviazione civile di
Fiumicino, si sforza di essere ottimista:
Intervistato
da Newsweek, Walter Veltroni ripropone la sua idea di un governo che può t
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
a fronte
della nuova attivizzazione di Silvio, ad esempio sull'Alitalia - che la critica
a Berlusconi sia solo una "malformazione culturale". Davanti a un
Berlusconi che ripropone il suo modello cresce nel centro sinistra dunque la
voglia di seguirlo sul suo stesso terreno. È in questa atmosfera che vengono
date le ultime carte della campagna.
A
Malpensa con la bretella ma adesso mancano i voli
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella stessa
giornata Alitalia ha cominciato la smobilitazione dei voli dallo scalo
varesino, trasferendoli a Fiumicino. Da oggi diventa più difficile per
operatori economici, imprenditori e turisti del Nordovest raggiungere località
lontane. Ma Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, dice: "Malpesna non
morirà".
Malpensa,
la bretella c'è ma ora mancano i voli
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
volte
Alitalia e per questo ho continuato a investirci" e che "la questione
Alitalia va separata dalla questione scalo, Malpensa dovrà essere un punto di
riferimento di tutte le compagnie aeree che vorranno allocarsi". E
Giuseppe Bonomi, presidente Sea, la società che gestisce gli aeroporti
milanesi, si rifiuta di credere che con il taglio dei voli sia segnata la morte
di Malpensa:
Spinetta
e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita) con tutte le 9 sigle,
inclusa l'Anpac dei piloti ( da "Stampa, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA IL
GIORNO DECISIVO Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita)
con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti.
[FIRMA]LUIGI
GRASSIA In questo weekend il mondo del trasporto aereo è cambiato da così
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È stato presidente
del Consiglio per 5 anni e non ha risolto il problema Alitalia. Adesso bisogna
andare avanti con Air France". Curiosa uscita di Claudio Lotito:
"Datemi 5 anni e io rimetto a posto l'Alitalia". Ma il presidente
della Lazio ha aggiunto di non essere parte di alcuna cordata.
Il
popolo del Pd racconta on line la sua campagna
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
SISSIMARINA
Alitalia, avanti miei ...Prodi L'unica vera cordata che sta emergendo con
stupore, per salvare Alitalia, sembra essere l'asse Berlusconi-Bertinotti, i
due candidati premier anziani. Complimenti ragazzi, se va avanti così il Pd
rischia veramente di vincerle queste elezioni.
<Il
vostro Pd? Il New Labour del XXI secolo>
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il Wall
Street Journal ha attaccato Berlusconi su Alitalia e sembra apprezzare le idee
di Veltroni. Come spiega questa sorta di "endorsement" da parte di un
giornale conservatore? Il punto è che la stampa finanziaria internazionale,
come il Wsj e l'Economist, è sempre stata molto critica verso i modi occulti
con cui Mr B.
La
campagna elettorale nascosta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
settimanale
mondadoriano diretto da Maurizio Belpietro si avvicina alla politica con uno
strillo di prima pagina su Alitalia e "chi l'ha fatta diventare un
carrozzone ". Riferimento diretto solo "Mastella furioso",
storia dell'ex Guardasigilli che fuori dalla campagna elettorale caccia mezzo
partito di quel che gli resta dell'Udeur ma, spiega il settimanale, "si
tiene i finanziamenti ".
Replica
di Walter a D'Alema sullo slogan È buono, è stato apprezzato da tutti
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha accusato
di "irresponsabilità sull'Alitalia", di "non aver fatto niente
per la compagnia di bandiera in cinque anni di governo", e di essere
"infastidito dalla sua doppiezza, mentre parlavamo di riforme elettorali
mi faceva i complimenti, oggi mi aggredisce". Soprattutto, "io farò
un governo nuovo, Berlusconi lo stesso del '94".
"Caro
Walter, è ora di cambiare passo"
( da "Stampa,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un giorno
vedono Alitalia, un giorno c'è la mozzarella, un giorno la polemica televisiva,
un altro giorno c'è chi dice "di più" sulle pensioni. Ma alla fine il
baricentro, il cuore, l'oggetto di questa accidenti di campagna elettorale
ancora non gli è arrivato.
Qui
in Germania, un ritorno di Berlusconi è considerato surreale
( da "Unita,
L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
basta vedere
la sua presa di posizione sull'Alitalia, un conservatore che diventa
protezionista è un controsenso. Io però mi auguro davvero di poter segnalare
dall'Italia qualcosa di nuovo. Per quanto riguarda Veltroni, ho la sensazione
che la "rivoluzione" che lui vuole attuare abbia fatto breccia solo
negli ambienti a lui già vicini.
Malpensa
si dà comunque un futuro Il giorno dell'addio, Bonomi rilancia: in un anno 500
nuove frequenze. Penati: non ci arrendiamo
( da "Unita,
L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
addio di
Alitalia allo scalo varesino. Sulla stessa rotta il presidente Sea Giuseppe
Bonomi. "In un anno siamo sicuri di recuperare 510 movimenti
settimanali". Insomma, ai vertici delle istituzioni lombarde si respira
aria di riscossa. Quei voli Alitalia trasferiti da ieri su Fiumicino (886
collegamenti settimanali in meno) non fanno paura alle istituzioni locali.
Gli
ultimi giorni di Ceppaloni ( da "Unita, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma, il giorno
dell'ufficializzazione delle liste, il mio nome non c'è. Vaporizzato pure
quello". Era uno scherzo, come la cordata per Alitalia. E' bello però
sapere che, all'alba del 2008, c'è ancora qualcuno che crede alle promesse di
Berlusconi. Uliwood party.
Alitalia
dà l'addio a Malpensa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ieri primo
giorno con 278 voli in meno Alitalia dà l'addio a Malpensa Scattato il
trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri primo giorno con 278 voli
in meno Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati --> Oggi Spinetta
(Air France) incontra i sindacati Le due facce di Malpensa: da un lato il
consistente taglio dei voli Alitalia,
Walter
e Silvio, lo scontro è a distanza
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
"Il mio appello a tutti gli imprenditori ha già impedito la svendita d Air
France, come voleva il Governo, che invece ha dovuto prendere atto che la
trattativa con la compagnia francese non era l'unica possibile", dice. E
sulle pensioni chiarisce: "La nostra proposta prevede un meccanismo di
adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille
Formazione
<tipo> per la finale: Al Gore, Attali e Seedorf punta
( da "Giornale.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
della
Frattina nostro inviato a Parigi Lacrime e rabbia tra i lavoratori dello scalo
di Malpensa dove il (centro)sinistro governo Prodi e Alitalia da oggi tagliano
due terzi dei voli. Pioggia da giorni a Parigi dove all'ora del tè si assegna
l'Expo universale del 2015. Un "pasticcino" che per Milano potrebbe
significare una affare da 20 miliardi di euro e 70mila posti di lavoro.
Taglio
del nastro e taglio dei voli: la tangenziale c'è, l'hub non più
( da "Giornale.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
prima che si
sapesse del taglio dei voli di Alitalia e prima che si potesse pensare di
tornare alle urne. A credere nel futuro di Malpensa è anche il presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati: "Alitalia se ne va -spiega- ma lo
scalo avrà comune un futuro intercontinentale. Qui nessuno ha intenzione di
arrendersi".
Le
mosse per frenare il concorrente Linate
( da "Giornale.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
bisogno di Linate per fare meglio concorrenza all'hub lombardo. Così ha
aumentato i voli e entro la fine dell'anno ci si aspetta un boom di passeggeri:
le prime stime parlano di 12 milioni. I supporter di Malpensa, al contrario,
per rilanciare l'hub tradito da Alitalia, hanno tutto l'interesse a
ridimensionare Linate.
Malpensa,
viaggi nell'ex hub deserto ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL REPORTAGE
Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto Oggi ripartono le trattative tra Air
France e Alitalia. Ma lo scalo è semideserto, penalizzato già dall'orario
estivo. In queste condizioni oggi Milano contenderà a Smirne l'Expo 2015. -
-->.
Che
fine ha fatto l'agenda della pace?
( da "Manifesto,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'Alitalia è
in crisi, ma la nostra aeronautica militare gode di ottima salute: grazie agli
aiuti di stato. L'industria militare è l'unico comparto economico dove lo
statalismo regna sovrano.. Va riconosciuto che il ministro D'Alema ha dato voce
in qualche occasione all'auspicio di una vera politica per il disarmo.
ROMA
La trattativa tra Air France-Klm e i sindacati è ancora in salita. E il fronte
dei piloti ( da "Messaggero, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Rimane quello
più duro nel confronto sul piano proposto da Parigi per Alitalia, nonostante i
contatti avuti con il presidente Prato nel week end. Ma l'incontro di oggi a
Roma anche con il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, dovrebbe
portare comunque a uno slittamento della scadenza per la trattativa.
La
giornata ( da "Manifesto, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Malpensa, primo giorno senza. Oggi la trattativa con Spinetta Primo giorno di
Malpensa, ieri, senza Alitalia. La ex compagnia di bandiera ieri ha lasciato il
72% dei suoi voli da Malpensa: in una domenica normale, ce ne sarebbero stati
380 nello scalo milanese, mentre ieri sono stati solo 102,
Tagli
ai voli, meno passeggeri <Malpensa non è più un hub>
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
addio di
Alitalia. "Ma lo scalo non morirà" Tagli ai voli, meno passeggeri
"Malpensa non è più un hub" Aerei fermi, hangar chiusi, mezzi
inutilizzati. Passeggeri passati dai 70 mila di una qualsiasi domenica a 35
mila. Sono gli effetti dei 100 voli cancellati da Alitalia nel primo giorno di
ridimensionamento di Malpensa come hub.
Malpensa,
l'addio di Alitalia. <Ma lo scalo vivrà>
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessun
rimpianto per Alitalia, dunque. Che l'azienda della Magliana non sia più il
cavallo su cui scommettere è ormai convinto anche il mondo In aeroporto In
funzione ieri solo la metà dei 48 banchi del check-in occupati da Alitalia I
passeggeri transitati ieri a Malpensa.
L'aeroporto
La crisi ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
polemiche e
le rotte Le cifre dello scalo Si è concretizzato ieri l'effetto del piano
industriale di Alitalia su Malpensa: un taglio dei voli netto, passati ieri da
La
scheda ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia su
Malpensa sono passati ieri da
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag:
2 Il futuro... ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia con
le valigie al piede? Eppure, la strada aperta al traffico proprio ieri non è
l'unico cantiere attorno all'aeroporto. Il più impegnativo è quello, anch'esso
ormai vicino al traguardo che riguarda l'ampliamento del terminal 1: una volta
completata, l'aerostazione potrà disporre anche del cosiddetto "terzo
satellite"
Nel
giorno dei tagli, parte la superstrada. Fischi e proteste
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La protesta I
verdi con manifesti e striscioni contro la tangenziale Gli aerei di Alitalia se
ne vanno, proprio quando arrivano le strade. Da ieri c'è una nuova bretella per
raggiungere l'aeroporto di Malpensa. è la superstrada Malpensa-Boffalora, che
collega l'hub all'autostrada Torino-Milano all'altezza del casello di Marcallo-
Mesero e prosegue fino alla statale
Usa-Ue,
cieli liberi Ora decollano anche le low cost
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vista la
situazione di Alitalia. "Open Skies", un'opportunità storica, per noi
è come la prova del budino, di cui scopri la bontà o la mediocrità solo quando
lo assaggi. E noi, oggi, non abbiamo neppure la forza per alzare il cucchiaino.
Mentre altri - per esempio Air France, Klm, Lufthansa - avranno la parte
grossa.
E
Newsweek tifa per il <Veltrusconi>
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
con
l'Alitalia a un passo dal crack, una crescita prossima allo zero e i salari tra
i più bassi d'Europa, serve - scrivono i columnist del settimanale - proprio un
governo "Veltrusconi", un "esecutivo di larghe intese" in
cui si mettano assieme le forze per affrontare assieme le debolezze di un
sistema allo stremo.
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita Trattativa "in lingua" e
registrata Francese, italiano e inglese La trattativa avviene con traduzione in
tre lingue e per evitare incomprensioni viene registrata in tutte le versioni.
AirOne
ci prova: saremo il primo partner dello scalo
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rientrare
nello scalo milanese attraverso le tante finestre lasciate libere da Alitalia.
Fallita fino a oggi la scalata alla compagnia di bandiera, l'azienda di Carlo
Toto si candida ad occupare molti degli spazi liberi e a diventare il
"vettore di riferimento" dello scalo. Il primo passo è stato compiuto
ieri quando, proprio in coincidenza con la smobilitazione di Alitalia da
Malpensa,
Scali
in crisi ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
crisi Lo
scambio Malpensa Fiumicino Voli dimezzati Da ieri lo scalo di Malpensa non è
più l'hub di Alitalia. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo la compagnia
di bandiera ha lasciato 180 slot su 350 Più aerei a Roma Trasferite a Fiumicino
12 rotte intercontinentali. Lo scalo romano ora sarà connesso con 77
destinazioni, 23 domestiche, 40 internazionali e 14 intercontinentali.
Megaschermi
e festeggiamenti. Smirne crede alla vittoria
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
parlare del
caso Alitalia. Dice il sindaco di Smirne: "Una volta vinta l'Expo,
porteremo a termine un altro aeroporto con una capacità di trasporto passeggeri
doppia rispetto a Malpensa ". Ci credono anche i piccoli imprenditori. Un
gruppo di esportatori di marmo turchi ha promesso, a proprie spese, la
costruzione di un hammam nell'area della Fiera che dovrebbe vedere la luce con
l'
La
mamma di Carla Bruni: un aiuto? Tranquilli, ne parlerò a mio genero
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per smarcarsi
da quei temi che non le stanno rendendo onore: l'Alitalia, i rifiuti di Napoli,
la diossina nella mozzarella... "Cosa vuole, non sono molto aggiornata, ho
tali montagne di giornali da leggere che non riesco a controllare tutto dalla A
alla Zeta. Però da poco ho visto una mozzarella di bufala con sotto la foto di
mia figlia Carla.
Malpensa:
in un giorno passeggeri dimezzati
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Solo la metà
dei voli Alitalia trasferita a Fiumicino Nello scalo romano il traffico è
aumentato solo del 15%. Da oggi si teme il vero impatto del trasloco ROMA -
L'area del cantiere dove sorgerà nei prossimi mesi l'hotel Sheraton di Malpensa
è stata recintata da pochi giorni.
E
apre il raccordo con Torino: proprio quando serve di meno
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quella che
apre proprio il giorno in cui Alitalia leva le tende da Malpensa, alla fine
arrivano tutti. Vincendo l'imbarazzo che una cerimonia del genere dovrebbe
suscitare, sgomitano in prima fila il presidente della Regione Lombardia
Roberto Formigoni e quelli del Pd, ognuno rivendicando il merito dell'opera;
Cordata
italiana: su eBay 300 euro ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
asta su Ebay
per aggiudicarsi, con 5 euro a testa, un posto in una "cordata
italiana" per Alitalia. L'inserzione è stata rimossa sabato scorso
dall'amministratore del sito per poi ricomparire ieri, rivista e corretta.
"Questa volta spero che la lascino" è il commento dell'inserzionista.
A ieri sera però c'era una sola adesione.
35.000
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si tratta
della metà dei passeggeri solitamente in transito di domenica 177 I voli che
Alitalia effettuava in media giornalmente da Malpensa. Da ieri sono diventati
50 886 I voli stagionali (1 aprile-30 settembre) da Malpensa che Alitalia ha
tagliato. I decolli passano da
Spinetta
punta sul pre-accordo ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
apertura
delle trattative su Alitalia. Nell'intenzione del presidente di Air France-Klm,
quello di oggi dovrebbe essere il giorno del preaccordo sulle linee-guida del
piano. O della rottura, se i sindacati non vi aderissero. Se prevalesse la
prima ipotesi, le parti potrebbero stilare un calendario del negoziato sui
cinque tavoli diversi individuati.
Alitalia,
trattativa verso i tempi supplementari
( da "Messaggero,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- E' ancora tutta in salita e sono ancora molti i punti critici, ma la
trattativa ( da "Messaggero, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
risultato dei
contatti del week end tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i piloti
della compagnia in vista dell'incontro di oggi con tutte le sigle sindacali. Il
tavolo di oggi sarà dunque cruciale, ma non decisivo. Secondo fonti vicine al
dossier ci sarebbero infatti le premesse per continuare a trattare, nonostante
il fronte dei piloti rimanga quello più duro del confronto.
ROMA
Se dipendesse da me, aprirei subito una trattativa a oltranza . Renata Polv
( da "Messaggero,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vorrebbe
chiudere la vicenda Alitalia prima possibile. E la vorrebbe chiudere
raggiungendo un accordo con Air France, perché "non possiamo far fallire
un possibile accordo in cambio di niente". Dove il "niente"
sarebbe l'ipotetica cordata alternativa di Berlusconi.. Secondo lei quanto
tempo ci vuole per raggiungere un accordo?
ROMA
- Nessun inciucio, nessun governo di larghe intese, ma le riforme istituzionali,
in cas ( da "Messaggero, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
una lunga
analisi dove si afferma che i tanti problemi italiani (dall'Alitalia ai rifiuti
di Napoli, alle mozzarelle inquinate) sarebbero risolti, o quasi, da una
"grande coalizione". Pubblica anche un'immagine dei due leader, con
la scritta: "Veltrusconi". Interpellato dal settimanale, in un primo
tempo Veltroni ha risposto, "probabilmente".
Il
ritorno dei voli Alitalia, duemila in fila per partire
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fiumicino
Mattinata difficile dopo il trasloco da Malpensa Il ritorno dei voli Alitalia,
duemila in fila per partire Fino a duemila persone in coda per passare i controlli
di sicurezza. è stata una mattinata di confusione, quella di ieri,
all'aeroporto di Fiumicino. A causare i disagi, il nuovo orario estivo: il
Leonardo da Vinci ha assorbito 77 voli Alitalia cancellati a Malpensa.
ROMA
Veltrobomber spunta tra le tende e le bandiere di piazza Fiume, cioé a
( da "Messaggero,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Ma come
si fa a votare uno che vuole far comprare l'Alitalia ai figli e poi dice di no,
si inventa cordate...possibile che gli italiani credano ad uno così?". I
tifosi sono tifosi. Berlusca non viene nemmeno nominato, quasi che il bon ton e
la serenità veltroniana avesse fatto un po' di breccia in Curva Sud.
Fiumicino,
partenza a singhiozzo ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mattinata
difficile per il ritorno dei voli Alitalia Lunghe file nelle prime ore del
mattino, ieri, a Fiumicino: era il primo giorno dello spostamento di 77 rotte
da Malpensa Un'ora di preoccupante congestione in mattinata, tra le 7 e le 8,
con punte di circa 2 mila passeggeri assiepati davanti ai controlli sicurezza
riservati ai transiti.
Confalonieri:
i no a Silvio? Poi però aveva ragione lui
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
Berlusconi, a loro non la vuole proprio dare. Oppure, lo ammetta: è solo
campagna elettorale? "Ammetto che, se lo fosse, sarebbe comunque geniale.
Ma non credo lo sia. Silvio si è impegnato, potrebbe stupirci una volta di più.
Poi, obiettivamente: si è mai vista una trattativa così?
ENERGIA
( da "Corriere
della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A Malpensa
l'Alitalia ha uno sportello riservato per questo, ma è sempre chiuso! Stefano
Vizioli ste_viz@yahoo.it BOLLETTE Gli aumenti Leggiamo in questi giorni dei
prossimi aumenti, 4,1% per l'elettricità e 4,2% per il metano, percentuali che
ci ritroveremo prossimamente in bolletta.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
Spinetta a Roma Oggi il presidente di Air France-Klm, Spinetta, sarà a Roma per
incontrare i sindacati in vista dell'acquisizione di Alitalia. L'obiettivo è
rispettare la scadenza del 31 marzo con un'intesa quadro e poi trattare e
chiudere dopo le elezioni.
E
Fiumicino fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO
saluta l'arrivo da ieri ... ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E Fiumicino
fa il pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo
da ieri dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di passeggeri. Sono infatti
partiti quasi tutti a pieno regime i primi collegamenti spostati, da Milano
Malpensa sullo scalo della Capitale. - -->.
MILANO
- ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-K
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA, si
tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air France-Klm e i sindacati.
All'appuntamento Jean-Cyril Spinetta, si troverà dall'altra parte del tavolo,
uno schieramento sindacale che ha bocciato senza appello la sua proposta ma che
ha accettato il confronto.
Di
GUIDO BANDERA - MALPENSA (Varese) - ALITALIA ha preso il vol
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA ha
preso il volo, forse per sempre, dallo scalo varesino di Malpensa, ma i
cartelloni con i loghi della compagnia di bandiera, staccati sabato quasi alla
chetichella dai banchi del check-in del nuovo terminal, tutto marmi e acciaio,
sono già in parte stati rimpiazzati.
E'
NORMALE che il paese dei baby-pensionati mandi in pensione il suo più
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma il
problema sarà come farli arrivare perché l'aeropoprto intercontinentale di
Alitalia è sparito e a Malpensa non si arriva più nemmeno da Firenze o Bologna,
figuriamoci da più lontano. Sconsolante, vero? Sì, e avremmo una gran voglia di
dire che tutto quello descritto è solo uno scherzo. Invece purtroppo, è tutto
vero.
Di
ANTONELLA COPPARI - ROMA - DICE: Votate compatti il Pdl
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
torna ad
accusare la sinistra della questione rifiuti in Campania ("l'immagine
dell'Italia nel mondo è stata deteriorata") per poi rilanciare su
Alitalia: "E' inaccettabile la perdita della compagnia di bandiera ?
conclude il Cavaliere ? perchè si rischia di disincentivare il turimo
nazionale, che è uno degli assi portanti del nostro sistema Paese e della
nostra ricchezza". - -->.
Intese
no, riforme sì Veltroni precisa: Chi vince governa, ma niente inciuci
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
VELTRONI poi
torna a stigmatizzare il comportamento del Cavaliere sul caso Alitalia.
"C'è una grande irresponsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere. La
trattativa è delicatissima. Ci sono in ballo le sorti dei lavoratori di
Alitalia e il futuro di Malpensa. Il Paese deve essere unito e invece si parla
di cordate, di 'figli di', si annunciano nomi e il titolo crolla.
Di
BEATRICE BERTUCCIOLI - ROMA - LA SUA LISTA</
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Dovrei
occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è
importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna,
il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso
l'imposizione alle donne dell'aborto".
Si
vergognino di contestarmi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Dovrei
occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è
importante come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna,
il tentativo di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso
l'imposizione alle donne dell'aborto".
"alitalia,
poco spazio per trattare" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
prospettiva industriale per Alitalia è davvero troppo striminzita".
Negoziato in salita, dunque, anche se non ci sono più vincoli temporali
strettissimi dopo che le casse dell'Alitalia sono meno vuote, grazie ai 148
milioni arrivati dalla cessione di sue azioni Air France e dal rimborso di un credito
di imposta Irpeg.
Il
day after di malpensa "in una notte è finito tutto" - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I check-in
Alitalia sono deserti. I saloni dei transiti ? fino a ieri una bolgia ?
sembrano corsie di un obitorio. Poche sigle Az sui tabelloni (ieri sono
decollati 102 aerei Alitalia contro i 380 di settimana scorsa) e pochi
passeggeri in aeroporto (a sera saranno 35mila passeggeri contro i 74mila di
pochi giorni fa).
Fiumicino
invaso: "sembra agosto" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e i nostri
tecnici - sminuisce una fonte aeroportuale - sostengono che a regime la quota
Alitalia salirà solo dal 40 al 45%". Ma la crescita non riguarda solo
Alitalia: a maggio sarà operativo il low cost a lungo raggio di Zoom Airlines
per Toronto e Montreal, e a giugno sbarcherà AeroMexico con voli diretti per
Mexico City e Monterey.
"mi
frena solo la scaramanzia ma ho pochi dubbi sulla vittoria"
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se poi ci
sarà una nuova compagnia di bandiera al posto di Alitalia, meglio ancora".
Non si sente responsabile della carenza di collegamenti che ancora caratterizza
l'aeroporto varesino? "Queste sono accuse ridicole. Gli interventi
infrastrutturali rientrano nelle competenze dello Stato. C'è stata una certa
lentezza da parte dei vari governi che si sono succeduti,
Segue
alitalia ( da "Riformista, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segue
alitalia 5 agosto 2005 - La direzione Alitalia, forte anche di una sentenza
favorevole del Tribunale di Roma, comunica la decisione di sospendere ogni
rapporto negoziale con il Sult, in quanto sindacato non firmatario di alcun
contratto collettivo applicato in azienda, nonché a causa della sua
indisponibilità a rispettare le regole poste dalla Commissione di Garanzia.
Ambrogio
Lunedì decisivo sotto il duomo ( da "Riformista, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
scalo che
ieri ha visto dirottati su Fiumicino 180 voli Alitalia. Ma c'è anche un'altra
coincidenza. Lo switch delle rotte Alitalia su Fiumicino è avvenuto il giorno
prima di quella che, in molti, hanno definito la rivoluzione dei cieli: la
liberalizzazione delle rotte in base all'accordo Open Skies tra Usa e Ue, che
ha visto assente, almeno per ora, Alitalia: "Malpensa Open Skies?
Storia
il sult affossò la compagnia, ora tocca a cgil-cisl-uil salvarla
( da "Riformista,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
uil salvarla
Quando il centrodestra tarpò le ali ad Alitalia Lo stesso Silvio Berlusconi,
che oggi deliberatamente intralcia la trattativa in corso tra Alitalia ed Air
France con annunci fantasiosi di cordate italiane inesistenti (poi derubricati
ad "appelli patriottici"), nel 1994 era a capo del governo che mise
il primo grosso bastone nelle ruote del risanamento di Alitalia,
Rai
e Mediaset si mettano assieme ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lo vediamo
nella follia della trattativa Alitalia, con i sindacati che stanno giocando con
una bomba atomica". Senta, si sono visti molti politici entrare con lo
stesso entusiasmo e due mesi dopo... "Sono convinto che sarà un inferno.
Gabriella Carlucci si è fatta un mazzo, l'ha presa seriamente e poi la
sbeffegiano.
Da
Malpensa se ne vanno i voli ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lo stesso
giorno cioè in cui l'Alitalia ha spostato circa 200 voli da Milano a Fiumicino.
Una prova della concretezza padana è stata definita l'opera nel corso
dell'inaugurazione ha cui ha partecipato anche il ministro delle
infrastrutture, Antonio Di Pietro, e il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci.
Come
non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal
( da "Tempo,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla
situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS
non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie
trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei
vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad
un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile.
Nuovo
round Air France e sindacati ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
round Air
France e sindacati Missione impossibile ma da oggi la trattativa per chiudere
la vendita di Alitalia entra nella strettoia finale. L'appuntamento è presso
sede della Magliana e vede seduti al tavolo da una parte, Jean Cyril Spinetta,
numero uno di Air France-Klm e dall'altra i sindacati. Nove sigle che hanno bocciato
senza appello la sua proposta per un accordo quadro.
Oggi
è il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo
( da "Tempo,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa Oggi è
il V Day per Alitalia. Il significato della sigla lo ... Oggi è il V Day per
Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà
probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché
un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di
AirFrance-Klm.
Passeggeri
bloccati, caos a Fiumicino ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lo scalo
aeroportuale romano ha avuto così il suo "battesimo del caos" dopo il
trasferimento da Malpensa di circa 200 voli Alitalia. Ed è stato solo un
assaggio di quel che potrebbe capitare già oggi, con le tratte business e i
pendolari del traffico aereo. Sotto stress soprattutto gli operatori dei
controlli passaporti: ritardi anche nella riconsegna dei bagagli.
"fiumicino,
un traffico da ferragosto" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in Alitalia
di Fiumicino, consultando la tabella degli incarichi del giorno, stravolti e
moltiplicati dai duecento nuovi voli trasferiti da Malpensa con l'entrata in
vigore dell'orario estivo. "Il cambiamento - spiega - per noi è radicale:
prima avevamo solo pochi banchi, ora abbiamo mezzo aeroporto, compresi alcuni
banchi che non sapevamo nemmeno esistessero.
Inaugurata
la superstrada boffalora-malpensa
( da "Repubblica,
La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Boffalora
inaugurata proprio nel giorno dei tagli di Alitalia. La strada permetterà di
collegare l'aeroporto alle aree del torinese e del novarese, oltre a offrire un
collegamento alternativo tra Milano e Malpensa, alleggerendo così l'autostrada
A8 dei Laghi, attualmente l'unica via d'accesso allo scalo varesino per chi
proviene da Milano.
Alitalia,
ultima chiamata ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anche
il "fronte del no" apre alla trattativa con Air France
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vendita di
alitalia Oggi riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non ci
sono alternative". A Malpensa primo giorno di tagli 31/03/2008.
Benvenuti
nel deserto di Malpensa, immagini spettrali di un ex hub
( da "Giornale.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
adesso pagano
di persona la scelta del governo Prodi: ovvero la crisi dell'Alitalia. Sono
loroa guidare il cronista nell'ex hub del Nord: "Le quattro isole del
checkin Alitalia sono diventate due, le insegne della freccia tricolore divelte
e il tappeto di poliestere rosso della zona Magnifica, la prima classe Alitalia,
gettato là, nella monnezza".
Il
rebus del Senato e il peso degli indecisi
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dal dissesto
dell'Alitalia ai buchi neri in tanti settori dell'economia, c'è tutto un
campionario di emergenze che non hanno certamente dissipato quel senso di
sconforto e di rabbia che milioni di italiani provano nei confronti dei
politici che si sono avvicendati alla guida del Paese in questi ultimi quindici
anni.
Il
governo ha tradito la tutela dell'interesse nazionale
( da "Tempo,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sulla
situazione e sulle prospettive di Alitalia. Peccato, però, che l'impegno di TPS
non si sia realizzato nel confuso anno e mezzo di gare, bandi, aste e dubbie
trattative esclusive. La conseguenza di una masochistica impostazione dei
vincoli di privatizzazione di Alitalia mette ora il Tesoro di fronte ad
un'offerta da parte di AirFrance-Klm irricevibile.
A
Fiumicino prove di caos ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affluenza dei
circa 200 voli Alitalia trasferiti da Malpensa. Un passaggio obbligato della
compagnia di bandiera italiana che segna l'avvio del trasloco della maggior
parte delle rotte intercontinentali sull'hub capitolino. I picchi di maggiore
caos, con 4mila passeggeri in più in transito allo scalo romano, si sono registrati
tra le 7 e le 8 del mattino e tra le 19 e le 20 della sera.
L'unico
vero perdente è Padoa Schioppa ( da "Tempo, Il"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa il V
day di alitalia L'unico vero perdente è Padoa Schioppa Oggi è il V Day per
Alitalia. Il significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà
probabilmente il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché
un'intensa trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di
AirFrance-Klm.
Alitalia,
Craxi -Ps- 'La seconda Repubblica ha espresso dei manager disastrosi'
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Alitalia, Craxi (Ps): "La seconda Repubblica ha espresso dei manager
disastrosi" Roma, 31 mar. - “L'annuncio di un taglio dei voli alla
Malpensa fatto dall'amministratore delegato di Alitalia è una cosa da
'scriteriati': i manager della seconda Repubblica si sono dimostrati veramente
un disastro senza pari”
Ricerca,
questa sconosciuta! ( da "Voce d'Italia, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nell'ultima
settimana (o forse più) ci siam dilaniati attorno all'affaire Alitalia: come se
potessimo davvero opporci all'inarrestabile forza del Mercato! Ma tra i tanti
temi sepolti nel dimenticatoio dai nostri politici, uno merita particolare
attenzione: l'assoluto e generalizzazto silenzio su Ricerca e Sviluppo (R&D).
Alitalia
nuovo confronto con Spinetta ( da "Voce d'Italia, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
incontro tra
sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale
di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli
stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per
presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei
sindacati con Spinetta).
Alitalia:
nuovo confronto con Spinetta ( da "Voce d'Italia, La"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
incontro tra
sindacati e vertici di Alitalia ed Air France-Klm, presso il centro direzionale
di Alitalia. Verranno affrontati nodi delicati come il futuro degli
stabilimenti Atitech di Napoli (oggi i lavoratori torneranno a Roma per
presidiare il centro direzionale di Alitalia dove è previsto l'incontro dei
sindacati con Spinetta).
Alitalia,
Silvio ci salvi dalla colonizzazione di Air France
( da "Avanti!"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nel senso che
nessun dato ufficiale è venuto fuori sulla situazione dell'Alitalia, tutto è
stato lasciato alla ben poca attendibilità dei dati pubblici, letti magari sul
sito dell'Alitalia: dunque, non è venuta fuori nessuna offerta realmente
vincolante. Non basta ancora: il governo, nel frattempo, permette che il titolo
Alitalia sia oggetto di speculazioni anche significative,
Berlusconi:
"Lo show di Veltroni è finito"
( da "Giornale.it,
Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
anche il suo
auspicio per il futuro di Alitalia, sottolineando la necessità dinonfarsi
"colonizzare" da Air France."Spero che la nostra compagnia di
bandiera appartenga a un gruppodi imprenditori italiani. Credo che un Paese
come l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del
Pil,nonpossa rinunciare a una compagnia di bandieraperché se AirFrance
colonizza Alitalia,
L'arma
segreta del Cav ( da "Opinione, L'"
del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La cordata
italiana per Alitalia esiste e sarà l'arma vincente di Berlusconi". Chi
parla con così tanta sicurezza è il sondaggista Luigi Crespi, uno che per sette
anni è stato al fianco del Cavaliere. "Se non è così, significa che è
impazzito", anche se poi i segnali sono di tutt'altro tipo: "secondo
me sta mettendo in atto la sua solita strategia e tre giorni prima del voto,
Intervista
a Daniel Imperato / Gli italiani d'America stanno con Berlusconi
( da "Opinione,
L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ce la
facciamo a non svendere Alitalia ed a costruire il Ponte sullo Stretto? Solo
Berlusconi può realizzare certi sogni. Sono disponibile ad aiutare Berlusconi
per la questione Alitalia e per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina.
L'Italia ed il mondo funzionano differentemente da come l'ha pensata Romano
Prodi.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Malpensa deserta
"Addio a due voli su tre Non è più un aeroporto" Lo scalo di Milano
La hostess con gli occhi lucidi: "Volevano farci morire e ci sono
riusciti" [FIRMA]FABIO POLETTI INVIATO A MALPENSA Un radioso avvenire
dietro le spalle. I lavori per il nuovo Sheraton a cinque stelle sono iniziati
due settimane fa. Ieri hanno inaugurato la bretella che porta alla
Milano-Torino. Decollano le infrastrutture e Malpensa va in picchiata. In questo vuoto pneumatico di vetro e acciaio disegnato da Ettore
Sottsass svaniscono i banchi Alitalia e i passeggeri. "Fino
a sabato i nostri check-in occupavano quattro file. Oggi ne sono rimasti
due", guarda al nulla Elisa, hostess di terra al banco 201, classe
Magnifica, nemmeno un passeggero alle quattro del pomeriggio. Sui tabelloni
degli orari i voli Alitalia sono sempre meno. Sulle pareti dei check-in si intravede
ancora il logo della compagnia sostituito da Air One, Malev e Turkish Airlines.
"Volevano che Malpensa morisse e ci sono riusciti. La cordata di
Berlusconi? Dov'era tre anni fa quando iniziavano i guai di Alitalia?
Era al governo. La sua è solo propaganda elettorale...", non crede ai
miracoli Manuela, divisa blu della Sea e occhi lucidi. Ci vorrebbe un miracolo
per far ripartire questo scalo perso nel nulla del Parco del Ticino. Don
Angelo, il sacerdote della parrocchia al piano partenze, non è abbastanza. Sul
muro ha appeso un cartello: "Non sono in aeroporto". In questa prima
domenica con il nuovo orario Alitalia - si chiama
all'inglese Network summer 2008 - rimangono 50 voli. Quelli finiti sotto la
scure sono 181, delle 86 destinazioni dell'anno scorso ne rimangono 51. Niente
più voli per New York, Boston, Miami, Rio de Janeiro e il Nord Africa. Sulla
fiancata di un taxi svetta la pubblicità verde smeraldo di Alitalia:
"Da giugno nuovi voli per Los Angeles. Cinque volte la settimana".
Non si capisce se da qui o da Fiumicino. Aquila 49 guida la fila di tassisti
con il motore fermo da ore come il tassametro: "Mi sa che non conviene più
venire a Malpensa". I frequent flyer in completo scuro e 24 ore da mesi
studiano nuove rotte. Pochi scenderanno verso Fiumicino per andare in Nord
Europa. Meglio puntare su Parigi, Francoforte, Amsterdam. "Vado spesso in
Giappone. Per Tokyo c'era un volo al giorno. Adesso solo tre la settimana.
Dovrò rivedere l'agenda", assicura un manager in gessato, il caffè bevuto
in fretta prima di imbarcarsi per l'ultimo volo. Raffaella, cassiera al bar
"Mychef" giura che la crisi è nerissima: "C'è meno gente, basta
guardarsi attorno". I conti sono sul piatto: i passeggeri scendono da
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Quasi una beffa
Inaugurata ieri la bretella con l'A4 Una beffa. Attesa per tanti anni, la
"bretella" autostradale Malpensa-Boffalora è
stata inaugurata proprio nel giorno in cui Alitalia ha
trasferito quasi tutti i suoi voli a Fiumicino. In concreto si tratta di
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Fiumicino nel caos
"Disastro annunciato all'imbarco dei bagagli" [FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Roma, ore 16 di ieri, giorno primo della controrivoluzione Alitalia a Fiumicino. Al Terminal A, quello nuovo tutto
acciaio e vetro dedicato ai voli nazionali e business, è una domenica come
tante. Un gruppo di ragazzi in carrozzina della Briantea 84 di Cantù, neo
campioni italiani di minibasket, entrano per imbarcarsi sul Roma-Linate. Niente
file, banchi vuoti. "Tutto bene", dice l'allenatore. Pochi metri più
in là, all'ingresso dei Terminal B e C, è un altro mondo. Verso le 17 ai varchi
di sicurezza delle partenze al Terminal B si forma una fila lunghissima di
passeggeri. Un gruppo di giapponesi guarda divertito una comunità di piccioni
(con rumorosa prole) che sverna nei piloni proprio sotto una scala mobile a
fianco dei banchi check-in delle partenze intercontinentali. A metà mattina,
complice l'arrivo dei primi voli a lungo raggio trasferiti da Malpensa, si è
ingorgato lo smistamento bagagli. Agli arrivi i ritardi nella riconsegna
sfiorano il quarto d'ora. Almeno 200 valigie di viaggiatori in transito restano
bloccate a causa dei ritardi all'"irraggiamento di sicurezza", ovvero
i controlli per i passeggeri in arrivo da destinazioni extraeuropee. Aeroporti
di Roma ha ristrutturato il nastro di smistamento per gli addetti dello scalo,
ma non basta. "Per di più manca il paracolpi di sicurezza", denuncia
Antonio Vasciaveo, delegato del sindacato Sdl per Alitalia
Airport, la società di handling della compagnia di bandiera. Per evitare disagi
ai viaggiatori in arrivo al Terminal C (dove il nastro per i viaggiatori è
troppo piccolo) i bagagli di alcuni voli in arrivo vengono spostati al Terminal
B. Il problema è lo stesso che l'estate scorsa ha paralizzato il sistema di
gestione bagagli dello scalo: l'infrastruttura è ancora carente. "Ritardi
- spiega Vasciaveo - ci sono stati anche nell'assistenza sottobordo", ovvero nello scarico bagagli dai velivoli Alitalia. Per evitare il peggio, la compagnia ha organizzato turni
straordinari fra i dipendenti. Da oggi Alitalia sposta su
Fiumicino circa 150 dei 180 voli tagliati a Malpensa: ieri ne sono atterrati
poco più di 80. Vitaliano Turrà, direttore dell'ente per l'aviazione civile di
Fiumicino, si sforza di essere ottimista: "Per la giornata che ci
aspettavamo possiamo dire che le cose sono andate benino. In un giorno si sono
accavallate quattro criticità: la rivoluzione di Alitalia,
l'ora legale, l'orario estivo e se non bastava pure l'ingresso nell'area
Schengen di nove Paesi come la Polonia e i Paesi baltici". Il giorno
critico sarà oggi, quando il Terminal A sarà pieno di passeggeri in partenza
per lavoro. L'Enac teme l'aumento enorme dei transiti, ovvero proprio le
conseguenze del ritorno di Fiumicino al ruolo di unico hub di smistamento Alitalia da e per il resto del mondo. "Il numero di
persone che arrivano o devono partire raddoppierà", stima Turrà. "Per
evitare ingorghi, da stamattina i varchi di sicurezza passeranno da quattro a
sette". Resta il problema dei bagagli, più lenti dei passeggeri a passare
da un aereo all'altro. Per smaltire il lavoro, il ministero degli Interni
permette ai bagagli in arrivo da Stati Uniti, Canada, Giappone e Israele e
diretti verso altre città italiane di evitare altri controlli. "Purtroppo
la gran mole dei bagagli non è quella", spiega Vasciaveo, che teme per
stamattina "un mezzo caos". Perché oltre al problema bagagli,
Fiumicino da oggi dovrà anche evitare incidenti diplomatici con le altre
compagnie. Ieri alla direzione di Adr sono arrivate le lamentele di alcuni
concorrenti di Alitalia per essere stati costretti in
"piazzole remote" (quelle servite solo con i bus) per far spazio in
quelle principali ai nuovi arrivi dirottati da Malpensa. Fra i più irritati
American Airlines ed Air One, che per questo ha dovuto ritardare il
rifornimento di cinque voli in partenza. "Le operazioni si stanno
svolgendo regolarmente", dicevano ieri da Adr. Per oggi l'ordine di
servizio è dita incrociate.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Rovare una base
comune di lavoro. Ieri mattina, a commento dell'intervista, mentre precisava
che "non esiste nessun inciucio", confermava però che "esiste la
necessità di fare, con larghe intese, le riforme istituzionali e la riforma
elettorale". Chiarezza e precisazione insieme, per una volta, invece di
contraddirsi, paiono un perfetto specchio della biforcazione cui è arrivata la
campagna elettorale del leader del Pd alla soglia dello sprint finale: come
tenere insieme un futuro programmatico e lo scontro in atto con Berlusconi?
Decisione non da poco. Scendere in campo per superare il quindicennio dominato
da Silvio è stata la seconda grande intuizione del progetto di rinnovamento di
Veltroni (la prima quella di correre da solo). Rifiutare l'antiberlusconismo è
un'operazione che ha molte ricadute. Un risultato, evidente, è quello di
sciogliere una sinistra dallo scoglio cui è aggrappata (l'anti-Silvio) e
riportarla in mare aperto. Con il vantaggio di farle ritrovare il gusto di
affrontare molti temi, e anche di farla passare, tatticamente, dalla posizione
di chi è contro qualcosa, dunque in difesa, a quella di chi è a favore di
qualcosa, dunque in vantaggio. Ma risultato ancora migliore è che la tattica di
sganciarsi dal "totem", alla fine riesce a sganciarti anche dalla
persona: il dimenticare Berlusconi (anche nominalmente) come un modo per
liberarsi da Berlusconi stesso. La riconciliazione nazionale non come un gesto
di bontà, ma come sottile tattica per detronizzare l'avversario dalla sua
centralità politica. Finora questa idea ha funzionato. Veltroni sembra infatti
essere riuscito a riportare nelle sue mani il messaggio dell'apertura e
lasciare in quelle di Berlusconi il messaggio del risentimento. Parte di questo
successo è dovuto anche alla fiducia che gli hanno dato le forze più
radicalmente antiberlusconiane del centro-sinistra, che sembrano aver capito i
vantaggi di questa rottura. Almeno finora. Più ci si avvicina alla data delle
elezioni, infatti, e più è difficile per Veltroni mantenere la sua rotta. Il
primo nemico dei suoi propositi è Berlusconi stesso, che ha fatto salire il
tono delle polemiche, tornando sui temi preferiti, dai "comunisti" ai
giudici, e riproponendo in pieno il suo doppio ruolo di uomo d'affari e leader
politico. Al punto che, a quindici giorni dalle urne, nel dibattito nazionale è
quasi scomparsa ogni traccia d'intesa politica bipartisan per il futuro del
Paese, se si eccettua la brillante opinione di Giulio Tremonti. La ripresa di
vigore dello scontro sui terreni più tradizionali sta provocando però anche nel
centro sinistra più di un prurito, e di sicuro una complicazione: Veltroni è
stato infatti negli anni passati il politico cui si è ispirata la sinistra più
antiberlusconiana, quella stessa che ha sempre vissuto D'Alema come un
"inciucione". Questa sinistra ha finora dato fiducia a Walter, ma
diventa sempre più difficile agli occhi dell'elettore del Pd sostenere - a fronte della nuova attivizzazione di Silvio, ad esempio sull'Alitalia - che la critica a Berlusconi sia solo una "malformazione
culturale". Davanti a un Berlusconi che ripropone il suo modello cresce
nel centro sinistra dunque la voglia di seguirlo sul suo stesso terreno. È in questa
atmosfera che vengono date le ultime carte della campagna. Sul tavolo
delle war rooms dei due schieramenti le indagini di voto arrivano comunque, per
quanto ne sia proibita la pubblicazione. Numeri che sembrano misurare una sorta
di apice raggiunto dalla battaglia finora, un trend di progressivo
ravvicinamento fra i due schieramenti, con in mezzo un buon numero d'indecisi.
Come conquistare questi voti è ora il problema dello sprint finale. Qui nasce
l'ultima decisione. Silvio Berlusconi ha certamente ritrovato il suo vigore
nell'imboccare la strada del "fare", quella appunto del politico e
imprenditore, anche se dà segni di nervosismo nel suo continuo attacco a Casini
per la dispersione di voti. Veltroni invece si trova a un punto più complicato:
la sua rassicurazione che non ci sarà "un inciucio" è la prova che ha
bisogno d'inviare messaggi a chi dei suoi comincia a non capire più il suo
approccio. D'altra parte, il ripresentare a interlocutori rilevanti come
Newsweek l'idea di un governo comune con il Pdl, sia pure solo per le riforme,
non è casuale. E se questa è la direzione per rassicurare il mondo
internazionale, non può certo ora bruciarla in una lotta corpo a corpo con
Berlusconi, cancellando ogni possibile ricostruzione futura di un clima di salvezza
nazionale. Come fronteggiare allora l'esuberante Berlusconi e, insieme, il
nervosismo di un elettorato che ancora teme il leader del Pdl? Cosa serve di
più nel conquistare gli indecisi? Andare allo scontro con Silvio o rimanere
fermo sull'idea di un governo che aiuti l'Italia? Una decisione non da poco.
Sarà un comunicatore così esperto Walter da riuscire ad aggirare tutte le
trappole che gli apre Silvio? Può essere. Ma anche no. Lo studio del tipo di
campagna del Cavaliere prova che la sua tattica è quella di concentrare nelle
ultime ore dello scontro sorprese e colpi di scena. Allacciamo le cinture
dunque: la sfida vera, in qualche modo, comincia ora.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
PARADOSSO A Malpensa
con la "bretella" ma adesso mancano i voli Quasi una beffa. La
bretella Boffalora-Malpensa, che accorcia i tempi del collegamento con
l'aeroporto, è stata inaugurata ieri mattina dal ministro Di Pietro. Nella stessa giornata Alitalia ha
cominciato la smobilitazione dei voli dallo scalo varesino, trasferendoli a
Fiumicino. Da oggi diventa più difficile per operatori economici, imprenditori
e turisti del Nordovest raggiungere località lontane. Ma Giuseppe Bonomi,
presidente di Sea, dice: "Malpesna non morirà". Quaglia a
pagina 61.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA BEFFA.AEROPORTO
PIU' VICINO AL PIEMONTE Malpensa, la bretella c'è ma ora mancano i voli
Inaugurato ieri il collegamento diretto con Boffalora [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA
BOFFALORA (MILANO) Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa
(istituito fra le Camere di Commercio di Milano, Varese e Novara) non sa se
gioire per l'inaugurazione stradale alla quale ha partecipato ieri con il
ministro Antonio Di Pietro e Formigoni, o infuriarsi per "la presa in
giro" dei voli tagliati. La seconda ipotesi è la più probabile, visto che
domani, Comazzi, imprenditore novarese ed esponente di Confindustria, dovrà
andare in Egitto. "Il paradosso - dice - è che potrei arrivare in meno di
mezz'ora da Novara ai parcheggi di Malpensa, grazie alla bretella di
collegamento inaugurata ieri, ma ai check-in mi direbbero probabilmente che il
volo non esiste più. Non solo: per raggiungere Roma in tempo dovrei alzarmi
alle quattro del mattino, oppure andare a dormire nella capitale la sera
prima". Lui e gli altri operatori economici del Nordovoeste avevano atteso
quella bretella da anni, perchè, per i piemontesi soprattutto, andare a
Malpensa è sempre stata un'Odissea seguendo i meandri della Gallaratese, la
strada che collega Oleggio, in provincia di Novara, allo scalo. In mezzo, quel
ponte maledetto sul Ticino, un budello che obbliga il transito a senso unico
alternato quando s'incrocia anche solo un furgone. Un calvario sino a quando
non sarà realizzato il nuovo viadotto, già finanziato. Nel frattempo ci ha
pensato la Lombardia: così ieri mattina Di Pietro ha ufficialmente aperto la
bretella tanto agognata, la superstrada Boffalora-Malpensa, che si stacca
dall'A4 in territorio lombardo, prosegue per 18,6 chiloemtri e porta in un
lampo all'aeroporto. Come dire: tutto il Piemonte entra sull'autostrada
Torino-Milano, esce ala casello di Mercallo-Mesero a Boffalora, imbocca il
collegamento, a due corsie per ogni senso di marcia, e in pochi minuti arriva
all'aeroporto. L'opera è costata 208 milioni di euro, interamente finanziati da
Anas. All'inauguraizone, con Di Pietro e Formigoni, l'assessore alle infrastrutture
e mobilità, Cattaneo, della Regione Lombardia, il presidente Anas Pietro
Ciucci, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. Un evento
storico, che coincide con la data della doccia fredda: il trasferimento di 180
voli da Malpensa (oltre il 70%) a Fiumicino. Da una parte quasi una beffa,
dall'altra sembrerebbe una contromossa con cui lo scalo varesino risponde ad Alitalia che sta abbandonando Malpensa. In realtà la
coincidenza è fortuita, ma nessuno avrebbe voluto che l'inaugurazione della
Boffalora-Malpensa arivasse proprio nel giorno della smobilitazione della
compagnia di bandiera. Ieri mattina a Vanzaghello (Milano), dove è avvenuto il
taglio del nastro, Di Pietro ha detto che "Malpensa vale 10 volte Alitalia e per questo ho continuato a investirci" e che "la
questione Alitalia va separata dalla questione scalo, Malpensa dovrà essere un
punto di riferimento di tutte le compagnie aeree che vorranno allocarsi".
E Giuseppe Bonomi, presidente Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi,
si rifiuta di credere che con il taglio dei voli sia segnata la morte di
Malpensa: "Di morire non se ne parla, non moriremo mai, siamo un
asset industriale strategico". L'obiettivo è di far tornare Malpensa un
hub nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, a pochi chilometri da qui,
volti corrucciati, a cominciare dai numerosi taxisti in attesa davanti al lato
arrivi dell'aeroporto: corse più che dimezzate durante il giorno. Con i 900
dipendenti dell'aeroporto già in cassa integrazione, a cascata si teme che gli
effetti si facciano sentire anche sull'indotto. Altra conseguenza diretta: calo
di presenze negli alberghi della zona, dove alcune struttre erano state
realizzate proprio in relazione all'ipotizzato sviluppo di Malpensa. L'onda
lunga di questa situazione arriva sino a Novara, dove all'hotel "La
Bussola", che aveva stipulato accordi diretti con Alitalia
per ospitare hostess, piloti e passeggeri in trasferimento o in attesa di voli,
è già avvenuto un dimezzamento di questa clientela.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
IL GIORNO DECISIVO Spinetta e i sindacati Oggi riparte il confronto (in salita)
con tutte le 9 sigle, inclusa l'Anpac dei piloti.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A così, e nelle
prossime settimane cambierà ancora un bel po'. In Italia abbiamo avviato il
trasloco da Milano a Fiumicino del 70% delle rotte di Alitalia
ed è scattato l'orario estivo. Allargando l'orizzonte alle relazioni
inter-atlantiche, ieri è partita la rivoluzione dei "Cieli aperti"
fra l'Europa e gli Stati Uniti, un accordo grazie al quale qualunque compagnia
potrà collegare un continente all'altro senza vincoli di partenza; quindi (ad
esempio) la Air France farà decollare voli per New York e Los Angeles non solo
da Parigi ma anche da Londra, e la British Airways farà la stesso da Parigi. E
un'accentuata concorrenza è in arrivo anche sulle rotte nazionali perché
Ryanair, la compagnia irlandese a prezzi stracciati, che fino ad ora aveva
sempre operato in Europa da Paese a Paese, ha appena annunciato l'apertura
della sua prima rotta interna in Germania (fra Berlino e Francoforte) e il 2
maggio lancerà il suo primo collegamento franco-francese tra Beauvais (in
Normandia) e Marsiglia. Ryanair, ovviamente, non ha neanche bisogno di
appellarsi ai Cieli aperti Usa-Ue, perché essendo europea gode già del mercato
libero continentale. Se e quando la compagnia irlandese deciderà di lanciare
rotte interne anche in Italia, i giochi si spariglieranno pure per Ali-Air
France; ma nel frattempo Alitalia subirà, da subito,
una pressione concorrenziale accresciuta dallo stesso accordo "Open
skies", perché le americane United e American Airlines cominceranno a
operare in Europa aprendo (di fatto) rotte fra Stato e Stato del Vecchio
continente, cosa che finora non potevano fare. Sarà permesso, infatti, il
"cabotaggio": cioè un volo di linea, poniamo, in arrivo da Chicago a
Madrid, potrà proseguire per Roma imbarcando nuovi passeggeri e quindi, di
fatto, opererà su una rotta inter-europea. Restano vietati invece i
collegamenti all'interno di un singolo Paese. Oggi alla Magliana riparte (in
salita) il confronto fra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril
Spinetta. Ci saranno tutte e nove le sigle, compresa l'Anpac dei piloti che
aveva minacciato di disertare l'incontro. Quindi la linea è trattare, e non
mettersi di traverso. Silvio Berlusconi rivendica: "Il mio appello agli
imprenditori italiani è servito, perché Air France aveva detto al governo e ai
sindacati "prendere o lasciare" ma dopo il nostro intervento ha
dovuto cambiare strategia e trattare senza ultimatum. Anche se ancora non
basta". Gli risponde il leader del Pd, Walter Veltroni: "Parole
irresponsabili. È stato presidente del Consiglio per 5 anni
e non ha risolto il problema Alitalia. Adesso bisogna andare
avanti con Air France". Curiosa uscita di Claudio Lotito: "Datemi 5
anni e io rimetto a posto l'Alitalia". Ma il presidente
della Lazio ha aggiunto di non essere parte di alcuna cordata.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
I'm young, I'm Pd
Fare politica a 18 anni non è facile. I coetanei spesso non ti capiscono e i
grandi non sempre ti ascoltano, ma io la faccio lo stesso perché mi diverto.
Come in altre campagne elettorali ho passato pomeriggi interi a piegare
volantini, a imbustare lettere e a discutere con gli amici indecisi per
convincerli della validità del nostro progetto. È venuto a trovarci nel ricco
nord-est, a Pordenone per essere precisi, il ministro Damiano; grande
partecipazione e grande disponibilità del ministro a scambiare qualche parola
con me sulla precarietà. Ma l'emozione più grande c'è stata qualche settimana
fa: 4000 persone a sommergere con applausi infiniti il segretario Veltroni. Un
palazzetto dello sport forse inadatto ad accogliere tutti. E sì che è una terra
difficile! Erano le 20.30 e qualche ora dopo sono partito per la gita in Grecia,
la gita dell'ultimo anno di scuola prima dell'esame di maturità... il
cartellone verde con la scritta "Si può fare" ben in vista sul
finestrino del pullman per tutta la durata della gita... una buona campagna
elettorale per gli italiani residenti in Grecia! Io ci credo, grazie Walter per
l'attenzione verso i giovani e grazie a tutti quelli che ci mettono il cuore!
NICOLA89 Forza ragazzi, divertiamoci! "L'impossibile è qualcosa di molto
divertente da fare": potrebbe essere un altro slogan da affiancare ai già
fortunatissimi "Si può fare" e "Mi fido di te". Perché, a
stare a quanto emerge dai sondaggi, nel confronto con "il maggior
esponente del partito a noi avverso", il gradimento e il giudizio di
credibilità riscossi da Veltroni sono in costante e strabiliante ascesa. Se, al
momento della sua nascita, la fiducia nutrita dagli elettori nei confronti del
Pd veniva stimata di 12-15 punti sotto quella riconosciuta al Pdl, oggi più di
un istituto demoscopico afferma che quel distacco si è ridotto a qualcosa che starebbe
tra il 6,5 ed il 5 per cento....E allora forza, ragazzi: da oggi, mettiamocela
tutta, e "divertiamoci" come pazzi!!! SISSIMARINA
Alitalia, avanti miei ...Prodi L'unica vera cordata che sta emergendo con
stupore, per salvare Alitalia, sembra essere l'asse Berlusconi-Bertinotti, i due candidati
premier anziani. Complimenti ragazzi, se va avanti così il Pd rischia veramente
di vincerle queste elezioni. E poi Silvio sembra veramente
"sull'orlo di una crisi di nervi", convinto come era che non c'era
bisogno di fare campagna elettorale perché aveva già vinto due mesi fa. Si
ritrova invece con i sondaggi avversi, non riesce più a stupire e a far sognare
una parte di italiani e non è neppure più in grado di presentarsi in Tv, se non
per fare l'Orlando furioso. ...Avanti miei Prodi FROSSI2006
(www.partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it).
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL PD VISTO DAGLI
ALTRI/1 Denis MacShane, ex ministro per l'Europa di Blair: "Sarete un
modello per la sinistra continentale" "Il vostro Pd? Il New Labour
del XXI secolo" DANIELE CASTELLANI PERELLI Ammette che la campagna
elettorale italiana non appassiona i britannici quanto l'epico scontro tra
Hillary e Obama, soprattutto a causa di Berlusconi: "Fa impressione che
sia ancora lì. Pensavamo tutti che si fosse ritirato, e ritrovarcelo ancora è
come riportare indietro gli orologi ai tempi di Chirac e Aznar". Ma Denis
MacShane ? ministro per l'Europa di Tony Blair dal 2002 al 2005, oggi deputato
laburista e editorialista del Guardian ? ci tiene a sottolineare che
l'avventura di Veltroni invece lo entusiasma eccome e che il Partito
democratico, soprattutto se riuscisse a strappare la vittoria al centrodestra,
diventerebbe un modello per il centrosinistra europeo. Due anni fa lei ha
calorosamente lodato il Pd in un saggio apparso sul sito Opendemocracy. Pensa
ancora che rappresenti "un punto di svolta per i progressisti europei
"? Se il Pd vincerà, come spero, allora rappresenterà davvero una rottura
per il centrosinistra europeo. Sia in Germania sia in Francia, la sinistra si
sta guardando intorno in cerca di ispirazione, e le nuove idee che produrrebbe
un Pd di governo potrebbero dare il via a una nuova era politica. Ma se vince
Berlusconi, il famoso detto del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa si
trasformerebbe in "nulla può cambiare e tutto peggiora invece di
cambiare". Il Wall Street Journal ha attaccato Berlusconi
su Alitalia e sembra apprezzare le idee di Veltroni. Come spiega questa
sorta di "endorsement" da parte di un giornale conservatore? Il punto
è che la stampa finanziaria internazionale, come il Wsj e l'Economist, è sempre
stata molto critica verso i modi occulti con cui Mr B. tratta le
questioni finanziarie. Il Wsj vuole che i politici facciano i politici, che gli
imprenditori facciano gli imprenditori, e che le due categorie non si mischino.
Il Pd è ormai un partito liberale, favorevole al libero mercato come il New
Labour di Blair. Ma non è troppo tardi? Molti partiti di centrosinistra, come
la Spd e il Labour di Brown, non stanno svoltando un po' a sinistra? In Francia
e in Germania c'è un grande dibattito sull'eventualità che il Ps o la Spd si
spostino decisamente più a sinistra. Ma ogni volta che la Spd flirta con la
sinistra nazionalista, protezionista, isolazionista e antieuropea cala nei
sondaggi. Gli elettori di sinistra si sentono sempre più insicuri, e vedono in
crisi il modello capitalista. Ma la sinistra radicale offre false soluzioni,
mentre la sinistra riformista non si sta ancora ponendo le domande giuste. Il
Pd ha fatto bene quindi a non allearsi con la sinistra radicale? Certo. La
sinistra radicale promette il paradiso, ma un governo moderno deve fare i conti
con la realtà terrena. Tutti i grandi partiti riformatori di centrosinistra che
siano stati al governo in Europa, dalla Spd di Willy Brandt al Psoe di Felipe
González fino ai socialisti di Olaf Palme, hanno rinunciato all'alleanza con la
sinistra dura e pura, che agisce come un cancro sulla politica
socialdemocratica e progressista. Che tipo di relazione dovrebbe avere il
centrosinistra con i sindacati? I sindacati devono reinventarsi. Il drammatico
calo degli iscritti e la crisi della loro rappresentatività in Europa e nel
mondo sono un grande problema, in una società in cui i lavoratori sono sempre
più sfruttati e non hanno nessuno che difenda i loro interessi. Il modello del
sindacato del 20esimo secolo non va più bene per il nuovo mondo del lavoro.
Tutto ciò rappresenta per la sinistra una grande questione, vista la loro
storica alleanza con i sindacati, che però oggi sono troppo deboli per
partecipare al dibattito. Cosa può imparare il Pd dall'esperienza del New
Labour? Il New Labour sta affrontando oggi una crisi perché dopo undici anni di
successi al governo gli elettori vogliono facce nuove. Il New Labour degli anni
novanta sosteneva un'economia forte per ricostruire un tessuto sociale
distrutto dagli anni della Thatcher. Sono in troppi a sinistra a concentrarsi
sulle questioni culturali e sociali e a sottrarsi al confronto con il mondo
reale. La sinistra deve costruire un'alleanza con le forze economiche della
nazione. Deve rappresentare chi ha ambizioni e aspirazioni oltre a sviluppare
programmi che aiutino i poveri. Il progetto del New Labour girava anche intorno
all'identità nazionale britannica e a un'idea di nazione di successo. Sosteneva
le differenti comunità etniche e razziali, ma era anche orgoglioso
dell'identità nazionale britannica. Cosa succede se vince Berlusconi? L'Europa
rispetterà ovviamente il voto degli italiani, ma nella nuova Europa del
trattato di Lisbona penso che Sarkozy e Merkel trovino più facile lavorare con
leader progressisti come Brown o Zapatero. La sorprende che Veltroni abbia un
po' preso le distanze, in campagna elettorale, dall'esperienza del governo
Prodi? Sono rimasto sorpreso quando Prodi è tornato a fare politica attiva in
Italia dopo la presidenza della Commissione europea. È stato un errore. Avrebbe
dovuto lasciare spazio a una nuova generazione di leader. Prodi è stato uno dei
più grandi politici della recente storia europea, ma la sinistra ha bisogno di
rinnovarsi. Come valuta l'ipotesi di una grande coalizione? Il Pd rischierebbe
di perdere consensi a sinistra, come sta succedendo in Germania alla Spd? Penso
sia sempre meglio stare al governo che all'opposizione. Willy Brandt ha
impiegato con successo il suo tempo negli anni sessanta, quando con la Grande
coalizione ha dimostrato che la Spd era capace di governare bene e di educare i
propri elettori alla realtà del potere. Dobbiamo accettare il fatto che la
destra e la sinistra protezionista e populista attireranno sostenitori sedotti
da slogan facili e promesse disoneste. La sinistra democratica deve rimanere
profondamente e chiaramente europeista. In Francia i socialisti hanno perso a
causa della campagna anti-europea condotta nel 2005 da Laurent Fabius e Arnoud
Montbourgh. Il Pd non deve fare lo stesso errore, deve essere risolutamente europeista.
Anche se Berlusconi facesse bene, vedremmo solo una riedizione dell'Italia dei
primi anni di questo millennio. Il vostro paese merita di più, e il Pd rimane
la migliore speranza per il presente e per il futuro.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
S C R I P T A M A N
E N T La campagna elettorale nascosta PANORAMIX Ris e Mastella Può sembrare
strano, ma a due settimane dal voto la politica non invade le prime pagine dei
settimanali in edicola. Panorama, ad esempio, sceglie come piatto forte i
"Ris nel mirino dei giudici", ovvero le "consulenze sospette
degli investigatori più famosi d'Italia". Il settimanale
mondadoriano diretto da Maurizio Belpietro si avvicina alla politica con uno
strillo di prima pagina su Alitalia e "chi l'ha fatta
diventare un carrozzone ". Riferimento diretto solo "Mastella
furioso", storia dell'ex Guardasigilli che fuori dalla campagna elettorale
caccia mezzo partito di quel che gli resta dell'Udeur ma, spiega il
settimanale, "si tiene i finanziamenti ". Insomma, poca roba e
poche notizie. Povera famiglia Se Panorama tocca la politica italiana solo di
striscio in copertina, c'è chi la ignora del tutto. È il caso di Famiglia
Cristiana che dedica la copertina al fenomeno del bullismo giovanile con una
domanda a dir poco inquietante: "Cattivi si nasce o si diventa?". Il
settimanale dei paolini dedica però l'editoriale di terza pagina ad una
emergenza italiana, la povertà delle famiglie. Famiglia Cristiana usa come
cartina di tornasole i privilegi della politica. Rimborsi elettorali, vitalizi,
assegni di fine mandato, ristoranti di Montecitorio e Palazzo Madama, l'elenco
è noto. "Il tutto, aggravato da una pressione fiscale intollerabile (ormai
vicina al 50 per cento). Un vero paradosso. Tasse scandinave e servizi da Terzo
mondo. Chi chiede sacrifici ai cittadini non può non essere credibile e non
dare per primo l'esempio, altrimenti è una presa in giro ? scrive il
settimanale ?. "Dobbiamo uscire dall'individualismo", ricordava il
cardinale Bagnasco, "dal pensare egoisticamente solo a se stessi e alla
propria categoria nella dimenticanza di tutti gli altri". Cari politici ?
è l'appello finale di Famiglia Cristiana ? basta con le chiacchiere. È così
impegnativo garantire più "bene comune" e meno privilegi? ". Una
domanda cruciale che perde però di forza se formulata in maniera così generica
(e l'articolo conferma questa impressione). Perché sui costi della politica c'è
? giocando con le parole ? politica e politica. Veltroni e il Pd hanno cercato
di far diventare tema di dibattito in questa campagna elettorale il taglio dei
costi e, come risposta, dalla coalizione Pdl-Lega sono partiti attacchi
personali. Famiglia Cristiana non vede la differenza? No, non tutti i politici
sono uguali. Se si mettono tutti nello stesso calderone perché non si fa una
indagine approfondita di quanto lo stato finanzia altri e diversi soggetti?
Estero su estero Inutile cercare la campagna elettorale anche sulle copertine
dei supplementi dei due più letti quotidiani italiani. Magazine del Corriere
della Sera ha scelto nell'ultimo numero di aprire con uno straordinario
reportage sugli afghani del nord-est schiavi di Al Qaeda firmato da Lorenzo
Cremonesi (le foto sono davvero molto belle), mentre il Venerdì di Repubblica
intervista ? con Alessandro Baricco ? Carlo Lucarelli sul nuovo romanzo di
quest'ultimo (il primo dopo sette anni) sull'avventura coloniale italiana in
Africa nel 1896. Curiosità: l'intervista avviene via mail.
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Replica di Walter a
D'Alema sullo slogan "È buono, è stato apprezzato da tutti"
[FIRMA]ANTONELLA RAMPINO ROMA Eccolo il Veltrusconi, assemblato con la parte
destra del volto di Walter e la sinistra di Silvio: campeggia sulla copertina
del settimanale "Newsweek". Appena arrivato in edicola, è sembrato
"mostruoso" anche a Veltroni, e ha animato un dibattito. Il
settimanale americano affianca le interviste ai due leader. E quando la
giornalista Barbie Nadau, che ha intervistato Veltroni pochi giorni fa nel
rollio del pulmann, chiede se in caso di testa-a-testa col Pdl al Senato
sarebbe possibile dividere il potere con Berlusconi, Veltroni risponde che
"lo avevo già proposto alla caduta di Prodi, al fine di fare insieme la
riforma della legge elettorale, Berlusconi si rifiutò, e ne porta la
responsabilità". Si ripresentasse la possibilità, "probabilmente la
prenderei in considerazione". Per parte sua, nell'incontro col giornalista
Jacopo Barigazzi, a una domanda più netta sulla condivisione del governo,
Berlusconi risponde "se avrò una larga maggioranza, e in entrambe le
Camere, sarò in condizione di governare". Ma il settimanale, nel pezzo di
cornice alle intervista, chiosa "ecco i due leader che, insieme al governo,
potrebbero affrontare i gravi problemi dell'Italia". Apriti cielo.
Veltroni è costretto a ribadire che "io parlavo di intese per la riforma
della legge elettorale, governerà chi ha un solo voto in più, nessun inciucio,
niente larghe intese", e lo stesso per Berlusconi fa sapere il portavoce
Paolo Bonaiuti. Jo LaPalombara, politologo americano, sfoglia
"Newsweek" e ne deduce che "siamo al non-sense: bisogna proprio
non sapere nulla della cultura politica e del sistema italiano per fare una
cover così sul Veltrusconi". Anche Pier Ferdinando Casini è saltato sulla
sedia, con ironia: "Il mostro Veltrusconi è una mia invenzione, sono stato
io il primo a puntare il dito". Su "Newsweek", comunque,
Berlusconi dà a Veltroni del "gran chiacchierone", "un
affabulatore ma lo show che sta mettendo in scena è finito"; e si dice
sicuro di vincere "perché gli italiani hanno capito che ci sono due
sinistre ed entrambe significano 67 nuove tasse, meno sicurezza, e rifiuti per
strada". Gli italiani, e come la pensa il Cavaliere è noto, "mi
conoscono per quello che ho fatto in cinque anni di governo". Veltroni
coglie l'occasione per lanciare due messaggi. Entrambi per Massimo D'Alema,
vero destinatario del "resterò segretario del Pd anche se perdiamo":
Veltroni è al corrente delle voci dalemiane secondo le quali in caso di
sconfitta, il giorno dopo gliene verrà chiesto conto, e precisa che per
disarcionarlo "bisognerà rifare le primarie". D'Alema poi aveva
comunicato in una cena elettorale a Napoli di non aver gradito lo slogan troppo
poco assertivo "Si può fare" ("Sarebbe stato meglio sì,
possiamo"). No, replica Veltroni, "lo slogan è buono ed è stato
apprezzato da tutti". Soprattutto, "sta andando benissimo, possiamo
farcela anche in Senato". A dargli una mano anche Eugenio Scalfari, che
ospite ieri a "In mezz'ora" di Lucia Annunziata ha parlato di dati
riservatissimi in base ai quali "gli indecisi voteranno per il Pd",
aprendo il vaso di Pandora dell'anti-berlusconismo concreto, subito raccolto da
Veltroni. Che ieri ha chiamato per nome il suo avversario, ha detto
"servono persone serie, che non fanno le corna ai vertici Ue", l'ha accusato di "irresponsabilità sull'Alitalia", di "non aver fatto niente per la compagnia di
bandiera in cinque anni di governo", e di essere "infastidito dalla
sua doppiezza, mentre parlavamo di riforme elettorali mi faceva i complimenti,
oggi mi aggredisce". Soprattutto, "io farò un governo nuovo,
Berlusconi lo stesso del '94". Oggi infine Franco Bassanini
presenterà la sua legge-deregulation che d'un sol colpo ne cancella 5000,
"è una legge delega di dieci pagine, che ha lo scopo anzitutto di snellire
le procedure burocratiche per le piccole e medie imprese".
( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
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GLI IMPRENDITORI IL
DOPO ELEZIONI Intervista Pierluigi Bersani "Caro Walter, è ora di cambiare
passo" "Adesso ci stimano perché non abbiamo più i Pecoraro e
Bertinotti" "Chi vince ha sempre ragione, ma non sempre chi perde ha
torto" FABIO MARTINI ROMA Pierluigi Bersani lo dice con il lessico posato
del vecchio Pci, ma lo dice: "Dobbiamo ammettere che fatichiamo ad
arrivare a una certa fascia di elettorato e per questo dobbiamo essere capaci
di dare un colpo di reni, dicendo con chiarezza: cari elettori del
centro-destra incerti, cari imprenditori che stavolta riconoscete quanto siamo
stati seri, bene, anche se non siete del tutto convinti, cavolo, aiutateci,
scommettete su di noi, siamo l'unica novità in campo. Noi abbiamo rischiato,
rischiate anche voi. Altrimenti torniamo tutti nella palude". Ministro,
vuol dire che gli elettori incerti e moderati andrebbero corteggiati più
esplicitamente? "Sì, se vogliamo i loro voti, bisogna dirglielo. Non
bisogna che lo sappiano per sentito dire". Dice questo perché anche lei
avverte, per il Pd, lo stallo segnalato dai sondaggi? "No, girando,
percepisco un'aria buona. Più che dei sondaggi, mi fido del mio orecchio a
terra e dico che questa storia dello stop del nostro messaggio non è vera. Per
via carsica continua a passare. Penso che se riusciamo a collocarci al
fotofinish, a quel punto vinciamo noi, perché al fotofinish chi rimonta vince.
Abbiamo davanti una possibilità, dobbiamo saperla afferrare". Sì, ma gli
ultimi sondaggi pubblicabili non evocavano un fotofinish, raccontavano di una
volata solitaria di Berlusconi... "Quel che dobbiamo saper fare ora è
metterci due occhiali. Quelli nostri, ma anche quelli di un'area piuttosto
vasta perimetrata così: ci sono quelli che hanno deciso di non votare, gli
indecisi e c'è un pezzo di elettorato di centrodestra che percepisce la caduta
della spinta propulsiva di Berlusconi. Tutta quest'area sta assistendo ad una
campagna elettorale che a noi pare brillante e vivace, ma a loro è un pochino
estranea". Perché estranea? "Loro guardano la tv. Un giorno vedono Alitalia, un giorno c'è la
mozzarella, un giorno la polemica televisiva, un altro giorno c'è chi dice
"di più" sulle pensioni. Ma alla fine il baricentro, il cuore,
l'oggetto di questa accidenti di campagna elettorale ancora non gli è arrivato.
Fin qui Walter ha fatto bene e perciò siamo nelle condizioni di andare al
fotofinish. Ma come sempre alla fine delle campagne elettorali, dobbiamo
battere su uno o due chiodi". E quale è il chiodo capace di incrinare il
muro? "Noi dobbiamo far capire ancora meglio che il Pd è la reazione e la
risposta a istituzioni che non decidono, a una politica sputtanata, a riforme che
non si fanno perché venti partiti non accettano di morire. Noi questo rischio
ce lo siamo preso. Per dire: ancora oggi non sappiamo se entriamo
nell'Internazionale socialista...". Finora, grazie a Veltroni, è passato
il messaggio che siete soli, liberi, pacificatori. Ma non che siete nuovi: un
guaio per il voto "profondo"? "Facendo il Pd noi avevamo
un'unica certezza: che da due poltrone ne veniva fuori una, dopodiché abbiamo
accettato scissioni, strappi, ma ora dobbiamo saper raffigurare plasticamente
il giorno dopo le elezioni. Capisco che Berlusconi possa piacere, ma deve
diventare più chiaro a tutti che se vince lui, la ruota gira indietro, si torna
al già visto". Chi, come lei, ha incontrato in questi giorni gli
imprenditori del Nord ne ha ricavato l'impressione che ci vorrà tempo per
dissipare il muro di diffidenza di questi ultimi anni. E' così? "La
situazione è cambiata. Agli imprenditori del Nord-Est che ora ci stimano perché
non ci sono più Bertinotti e Pecoraro Scanio, dico: oh, ragazzi, ma se ci stimate
dovete darci un aiutino, perché altrimenti il cambio di sistema ve lo sognate.
Per quel che sento in giro, bazzicando in casa altrui, il punto è questo: chi
vota di là, sente che non c'è più spinta propulsiva. E invece se vinciamo noi,
governa un solo gruppo parlamentare, in sei mesi ci saranno in Italia soltanto
quattro partiti e finalmente si faranno le riforme istituzionali e quella
elettorale. Noi possiamo essere la palla di neve che provoca la valanga".
Lei che ha il profilo per succedere a Veltroni in caso di (improbabile) débâcle
del Pd, come Goffredo Bettini pensa che sotto il 35% il leader dovrebbe
lasciare? "Noi abbiamo fatto un partito per il nuovo secolo, che è alla
sua prima prova. Bisogna vincere, ma non affiderei ai numeri derivate politiche.
Abbiamo un secolo davanti! Veltroni sta facendo bene e quel che abbiamo già
fatto è molto. Non vedo ultime spiagge. Nella storia chi vince ha sempre
ragione, ma chi perde non sempre ha torto".
( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
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l'edizione del GIOVANNI DI LORENZOL'italo-tedesco, direttore di Die Zeit:
"Veltroni? All'estero dà una buona impressione di sé, ma non basta: c'è
bisogno di un rinnovamento profondo" "Qui in Germania, un ritorno di
Berlusconi è considerato surreale" di Cinzia Zambrano / Roma A voler
esagerare si potrebbe anche dire che Berlusconi è una sorta di leit-motiv nella
vita di Giovanni di Lorenzo. Sull'ascesa mediatica del tycoon milanese, di
Lorenzo, 49 anni, mamma tedesca papà italiano, ha scritto la sua tesi di
laurea. Alcuni anni dopo si è ritrovato di nuovo ad occuparsi di Berlusconi.
Stavolta però, nella veste di direttore di "Die Zeit", autorevole
settimanale tedesco che dirige dal 2004, e dalle cui colonne non ha risparmiato
critiche al Cavaliere versione premier. Di Lorenzo, in Italia i sondaggi danno
favorito Berlusconi. È la quinta volta che si candida a guidare il Paese. La
prima volta era nel '94, allora in Germania c'era Kohl, in Spagna Gonzalez, in
Francia Mitterrand. Oggi abbiamo Merkel, Zapatero, Sarkozy... E noi ancora con
Berlusconi. Lei, da italiano, ma anche da osservatore estero, come vede questa
candidatura? "Il fatto che Berlusconi si presenti per la quinta volta alle
elezioni è talmente incomprensibile ai tedeschi, che c'è persino una certa
resistenza a spiegarlo. In Germania una cosa simile è impensabile, un
cancelliere che viene sconfitto sparisce per sempre da un'eventuale futura
corsa alla Cancelleria. Come è stato incomprensibile qui il fatto che l'ultimo
governo fosse costituito da 9 partiti, di cui 2 dichiaratamente comunisti.
Anche per queste ragioni le elezioni passano inosservate sulla stampa
tedesca". Anche sul suo giornale? "In parte sì". E per cos'altro
ancora? "La mancanza di ricambio della classe politica. In Germania si fa
molta fatica a trovare un politico che abbia più di 65 anni e sia ancora attivo.
In Italia, no. Oltretutto mi sembra di percepire un vero abisso tra la classe
politica e la realtà del Paese. Devo ammetterlo, per noi giornalisti c'è una
certa difficoltà a capire alcune cose e dunque anche a spiegarle ai nostri
lettori". Esempi? "La candidatura di Berlusconi per la quinta volta,
un conflitto di interessi irrisolto, che non è rintracciabile in nessun'altra
democrazia nel mondo. Se Berlusconi dovesse vincere, il problema si proporrà in
forma ancora più drammatica, perché forse ci sarà qualche conto da saldare. A
meno che, non si vada verso una Grande Coalizione...". Lei vedrebbe di
buon occhio una Grande Coalizione? "Sempre meglio che il ritorno alla
spaccatura del Paese. A Veltroni si riconosce una spinta nuova, la rinuncia per
esempio di correre da solo sganciandosi dalla sinistra radicale, ma non si può
sostenere che è un personaggio nuovo. Quello che mi preoccupa è la sfiducia e
lo sconforto della gente, erano decenni che non percepivo un tale smarrimento e
una disaffezione politica". Il Wall Street Journal ha bocciato Berlusconi
e ha fatto invece un'importante apertura di credito a Veltroni. Die Zeit cosa
farà? "Faremo un articolo di fondo questa settimana...". Mi anticipa
il contenuto? "Spiegheremo la situazione politica in Italia. La tesi di
base è che un ritorno al governo di Berlusconi, Fini e Bossi, per tutti gli
ambienti politici tedeschi, conservatori e socialdemocratici, è surreale. Di
certo non ci sarà quell'apertura e quel rinnovamento di cui l'Italia invece
avrebbe tanto bisogno". Si ritroverà a fare titoli come: "Bella
Berlusconia, l'Italia si trasforma in un paese autoritario", come in
passato... "Un titolo precedente alla mia direzione della Zeit, che
speriamo di non dover rifare. Ma rimanere critici con Berlusconi è facile: basta vedere la sua presa di posizione sull'Alitalia, un conservatore che diventa protezionista è un controsenso. Io
però mi auguro davvero di poter segnalare dall'Italia qualcosa di nuovo. Per
quanto riguarda Veltroni, ho la sensazione che la "rivoluzione" che
lui vuole attuare abbia fatto breccia solo negli ambienti a lui già vicini.
C'è da dire comunque che all'estero dà una buona impressione, poi bisogna
vedere nei fatti. Veltroni ha di buono il fatto che vuole conciliare il Paese,
dall'altra parte però ha una certa propensione ad accontentare tutti. Questo
non funziona. Schröder ha rinnovato il Paese ma ha pagato un prezzo molto alto.
L'Italia è in una situazione talmente grave che chi andrà al governo dovrà
prendere decisioni drastiche per risanarlo. Le promesse inutili non
servono". Ultima cosa, è vero che ha fatto una tesi di laurea sull'ascesa
mediatica di Berlusconi? "Sì, ma faccio un'autocritica: a quei tempi avevo
capito ben poco".
( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
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l'edizione del Malpensa si dà comunque un futuro Il giorno dell'addio, Bonomi
rilancia: in un anno 500 nuove frequenze. Penati: non ci arrendiamo di Bianca
di Giovanni / Roma RISCOSSA "Malpensa avrà comunque un futuro. Non ci
vogliamo arrendere". Così il presidente della provincia di Milano Filippo
Penati "esorcizza" il giorno dell'addio di Alitalia allo scalo varesino. Sulla stessa rotta il presidente Sea
Giuseppe Bonomi. "In un anno siamo sicuri di recuperare 510 movimenti
settimanali". Insomma, ai vertici delle istituzioni lombarde si respira
aria di riscossa. Quei voli Alitalia trasferiti da ieri su
Fiumicino (886 collegamenti settimanali in meno) non fanno paura alle
istituzioni locali. Preoccupano, certo, i 900 addetti Sea finiti in
cassa integrazione di 24 mesi e ancora di più l'indotto dell'aeroporto, bar,
taxi, alberghi, dove si calcola un calo d'affari del 30%. Ma non tutto è
perduto, spiegano alla Sea. Bonomi chiede esplicitamente al prossimo governo di
liberalizzare i diritti di volo, per aprire la strada ad altri vettori. L'Alitalia, infatti, porta con sé anche l'impegno dell'Enac a
mantenere inalterati i diritti sui voli intercontinetali gestiti da accordi
bilaterali tra governi. Sono 11 le destinazioni extraeuropee per cui oggi la
Magliana ha l'esclusiva. C'è una novità sul fronte degli Usa: grazie all'intesa
"open sky" attiva da ieri, le rotte americane sono liberalizzate.
Tanto che Air One ha già annunciato voli da Malpensa verso Boston (dal 14
giugno) e Chicago (21 giugno). La compagnia di Carlo Toto attiverà da oggi da
Malpensa nuove rotte per altre 9 destinazioni sempre nazionali (Palermo, Bari,
Lamezia Terme) e internazionali (Berlino, Bruxelles, Atene e Salonicco).
Insomma, per lo scalo varesino il passaggio è difficile ma niente affatto
disperato. Soprattutto se il prossimo governo saprà aprire nuove rotte
intercontinentali. Intanto da Fiumicino arrivano i primi dati sulle
destinazioni appena attivate, che hanno registrato ieri il tutto esaurito. Oggi
i riflettori saranno puntati sull'incontro tra AirFrance-Klm e sindacati,
fissato alla Magliana alle 14. All'incontro ci saranno tutte e nove le sigle di
categoria, anche l'Anpac, che, appena ricevuto il documento, aveva addirittura
minacciato di disertare l'incontro. Difficile prevedere, a fronte dei numeri messi
sul piatto da Air France, da quelli del taglio della flotta agli esuberi, quale
carta Spinetta giocherà per tentate di imbastire un negoziato. Nel documento
inviato l'altro giorno da Parigi il numero uno del gruppo aveva dichiarato che
quei numeri (2.100 eusberi) sono inevitabili. Di contro, i sindacati vogliono
modificarli. Ad allentare, temporaneamente, la tensione di una vertenza che,
come se non bastasse tutto il resto, ha avuto anche la sfortuna di incappare
nella bagarre della campagna elettorale, è stata la boccata d'ossigeno dei 148
milioni che Alitalia rastrellerà grazie alla cessione
delle sue azioni in Air France-Klm, per circa 79 milioni di euro, e al rimborso
da parte dello Stato di un credito d'imposta Irpeg di 69 milioni.
Contemporaneamente la partita dei cieli continua a tenere banco nel dibattito
pre-elettorale. "Il Paese dovrebbe essere unito a sostenere la trattativa
con Air France - ha detto ieri Walter Veltroni - la crisi di Alitalia
non è inziata oggi, per cui (rivolto a Berlusconi, ndr) lezioni non se ne
possono fare su questo tema". Dal Pdl continuano ad arrivare richiami alla
cordata italiana. "Air France colonizza Alitalia",
denuncia Silvio Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
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l'edizione del Gli ultimi giorni di Ceppaloni Marco Travaglio Siccome - diceva
Carlo Marx - le tragedie della storia prima o poi si ripetono, ma in forma di
farsa, gli ultimi giorni dell'Udeur non si sono consumati in un bunker
nibelungico di Berlino, ma in una più casereccia palestra di Arpaise, in
Ceppalonia. Lì - racconta l'ex senatore Mauro Fabris al Sole24 ore - gli Adolf
ed Eva de noantri, al secolo Clemente e Sandrina, hanno riunito l'estremo
Consiglio nazionale del partito, o quel che ne restava. Dopodiché, liberi
tutti. Dismessa la tracotanza del capocasta da quando è in mezzo a una strada,
Fabris s'abbandona a confidenze davvero illuminanti sul destino cinico e baro
che s'è abbattuto sul politico più citato e corteggiato degli ultimi due anni,
ora abbandonato al suo fato di solitudine e astinenza da poltrone. Dice Fabris:
"Mi hanno espulso dall'Udeur per aver nuociuto all'immagine del
partito": proprio lui che, oltre a essere l'unico parlamentare mastelliano
sopra il Rubicone (risiede a Camisano Vicentino), è anche uno dei pochi
incensurati e a piede libero. Racconta di aver provato a "spiegare ai 14
fra deputati e senatori del Campanile che tre mesi fa stavano in Parlamento, ai
20 consiglieri regionali, agli assessori, ai sindaci", perché ora non sono
più nulla. Ma non ci è riuscito. Racconta che zio Clemente, nei giorni della
disgrazia, quando non lo voleva più nessuno e persino Berlusconi (che non ha
mai buttato via niente) lo riteneva impresentabile, pensava ancora di
"correre da solo" con una lista Udeur-Udeur, ma ripeteva
meccanicamente "o mia moglie o mio figlio". La famiglia innanzitutto,
anche nell'ora della prova. "Esauriti tutti i margini, c'è stata la
pagliacciata del Consiglio nazionale che Clemente ha voluto riunire a tutti i
costi in una squallidissima palestra di Arpaise, vicino Ceppaloni. E lì ancora
rilanci, proclami, ultimatum alle forze politiche che ci avevano scaricato. Una
situazione surreale: Mastella giocava a pallavolo mentre gli altri disputavano
una partita di calcio". Alla fine, mestamente, le truppe mastellate dopo
32 anni di disonorato servizio si sono allontanate alla chetichella dalla
palestra, lasciando sola la Sacra Famiglia. "Tutto vaporizzato", geme
il povero Fabris: "molti sono andati con Casini, altri con il
Cavaliere". Uno per tutti: Tommaso Barbato, lo sputacchiere del Senato che
ha improvvisamente scoperto di avere "un progetto politico col centrodestra".
Berlusconi aveva giurato di non ricandidarlo, infatti l'ha puntualmente
ricandidato nelle liste apparentate dell'Mpa di Raffaele Lombardo (liste
talmente profumate che Cirino Pomicino, ripeto: Cirino Pomicino ha giudicato
"impresentabili"). Altri almeno quelli senza manette - han trovati
casa dove capitava. Mastella li ha definiti "signori nessuno" e lui
modestamente li conosce bene, tant'è che se li era scelti lui. In ogni caso
osserva Fabris "Clemente si è messo al riparo: i soldi del finanziamento
pubblico e quelli per il Campanile (il prestigioso quotidiano Udeur, ndr)
arriveranno a lui fino al 2001". Senza contare la buonuscita di 300 mila
euro a titolo di "assegno di reinserimento nella vita sociale", una
sorta di "tfr dovuto per legge", precisa l'interessato. Non morirà di
fame, ecco, almeno quello. A scanso d'equivoci rivela Fabris "Mastella
s'è inventato due liste civiche alla Provincia di Benevento che appoggiano il
Pd. Ma si può?". Ma sì che si può. Fabris aveva anche pensato di
appellarsi ai probiviri, perché sembra incredibile, ma anche l'Udeur aveva i
suoi uomini probi. Tre, per l'esattezza: il fratello di Carlo Camilleri, cioè
del consuocero dei Mastella attualmente detenuto; il notaio personale di don
Clemente; e il figlio di Nuccio Cusumano, detto "Pasticciotto",
quello arrestato nel 2000 per gli appalti truccati dell'ospedale di Catania e
poi salvato dalla prescrizione, appena entrato nel Pd dopo il celebre
svenimento-lampo al Senato e ricandidato in Parlamento. Ragion per cui Fabris
ha lasciato perdere. Anche perché si son fatti vivi Berlusconi e Aldo Brancher,
convocandolo d'urgenza in via dell'Umiltà: "Mi mettono sulla scrivania due
fogli da firmare, uno per la candidatura al Senato, l'altro alla Camera. E mi fanno
i complimenti. Ma, il giorno dell'ufficializzazione delle
liste, il mio nome non c'è. Vaporizzato pure quello". Era uno scherzo,
come la cordata per Alitalia. E' bello però sapere che, all'alba del 2008, c'è ancora
qualcuno che crede alle promesse di Berlusconi. Uliwood party.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Italiana
Pagina 109 Scattato il trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri
primo giorno con 278 voli in meno Alitalia dà l'addio
a Malpensa Scattato il trasferimento dallo scalo varesino a Fiumicino: ieri
primo giorno con 278 voli in meno Oggi Spinetta (Air France) incontra i
sindacati --> Oggi Spinetta (Air France) incontra i sindacati Le due facce
di Malpensa: da un lato il consistente taglio dei voli Alitalia,
dall'altro l'inaugurazione della nuova autostrada che rende molto più rapido il
collegamento con Torino. MALPENSA Ieri era un giorno importante per Malpensa
anche se pieno di contraddizioni: si inaugurava la nuova superstrada che rende
più veloce di una buona mezz'ora il collegamento da Torino con l'aeroporto e
nel contempo scattava il taglio del 72 per cento dei voli deciso da Alitalia e si iniziava a vedere in concreto le conseguenze
non solo per i 900 dipendenti della società che gestisce lo scalo (SEA) tutti
in cassa integrazione a rotazione, ma anche per i negozianti, i tassisti e
soprattutto i passeggeri. PRIMO GIORNO Il cambiamento è chiaro già a colpo
d'occhio. "In una domenica normale le code arrivavano oltre le transenne:
guardi adesso. Niente voli, niente passeggeri", dice Laura Ricco mentre
aspetta che qualcuno si presenti al suo banco di check in. Per lei ieri è stato
l'ultimo giorno di lavoro: dal dicembre 2005 era impiegata come interinale ma
per ora non ci sono possibilità di rinnovo del contratto. "La nostra
azienda ci ha già proposto nuovi lavori, alcuni in aeroporto, ma non con
SEA". In una domenica tipo, i voli della compagnia di bandiera a Malpensa
erano 380: ieri
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 106 Walter e Silvio, lo scontro è a distanza "Non è serio, fa le
corna nelle foto". La replica: "Un parolaio" --> "Non è
serio, fa le corna nelle foto". La replica: "Un parolaio" Si
riscalda la campagna elettorale che entra oggi nelle ultime due settimane. E
Silvio Berlusconi replica all'attacco di Walter Veltroni. ROMA A dodici giorni
dalle elezioni il confronto tra i due leader dei principali partiti continua a
vivere di sporadiche fiammate. Ieri Berlusconi e Veltroni si sono lanciati
frecciate a distanza. Al candidato premier del Pd che reclamava un governo di
persone serie e non di "gente che fa le corna ai vertici fra capi di
Stato", con chiaro riferimento a Berlusconi, il Cavaliere ha replicato senza
scomporsi. "Veltroni è un grande affabulatore, un pèarolaio, ma lo
spettacolo che sta mettendo in scena è finito" ha detto Berlusconi al
settimanale Newsweek definendo il suo avversario. "Gli italiani- continua
il candidato premier del Pdl - hanno capito che in Italia ci sono due sinistre.
Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione fiscale più alta,
frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia dei rifiuti di
Napoli e lo stop ai cantieri dei lavori pubblici. Questi sono i fatti della sinistra.
Poi ci sono le belle parole e le promesse, e quella è la sinistra di
Veltroni". NIENTE INCIUCI "Niente larghe intese, niente grande
coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di
governare". In un contesto diverso Silvio Berlusconi, in un'intervista
rilasciata al Quotidiano Nazionale, esclude ogni ipotesi in questa direzione.
Poi parla di sondaggi: "I sondaggi in nostro possesso - aggiunge il leader
del Pdl - ci danno un margine di vantaggio più che tranquillizzante anche al
Senato: da
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 3 Formazione "tipo" per la finale: Al Gore, Attali e Seedorf
punta di Giannino della Frattina nostro inviato a Parigi
Lacrime e rabbia tra i lavoratori dello scalo di Malpensa dove il
(centro)sinistro governo Prodi e Alitalia da oggi
tagliano due terzi dei voli. Pioggia da giorni a Parigi dove all'ora del tè si
assegna l'Expo universale del 2015. Un "pasticcino" che per Milano
potrebbe significare una affare da 20 miliardi di euro e 70mila posti di
lavoro. Oltre a 181 espositori già prenotati e 30 milioni di visitatori
ai quali andrebbe spiegato che senso abbia per la compagnia di bandiera
chiudere un hub nell'area più industrializzata del Paese. E magari come
raggiungere Milano e la Lombardia senza dover fare mille scali. Questa è
l'Italia dove chi è al fronte con davanti i turchi può anche avere la
spiacevole sensazione che qualcuno alle spalle (che dovrebbe essere amico) stia
facendo crollare i ponti. "Con Prodi teniamo separati i due dossier,
Malpensa dall'Expo", ha ripetuto paziente nei giorni scorsi il sindaco
Letizia Moratti da settimane in terra di Francia per una full immersion
diplomatica a caccia degli ultimi consensi. O, meglio, a difendere dagli
attacchi di Smirne quelli già conquistati, visto che dal suo quartier generale
assicurano che i punti di vantaggio per Milano sarebbero "più di dieci,
meno di venti". Il tutto dopo aver fatto la tara, visto che il voto è
segreto, su almeno "dieci franchi tiratori" pronti a tradire gli
impegni presi. Ieri c'è stata la risposta di Milano alle libagioni dei turchi a
base di kebab che vanno avanti da giorni e ai manifesti pubblicitari per due
milioni di euro che tappezzano Parigi: una serata all'Opéra con il concerto di
Elisa, la sfilata delle modelle in abiti Ferré, le Ferrari e i marchi più
prestigiosi del buon gusto made in Italy. Oggi invece, prima del voto, con
diretta tivù in Italia c'è il faccia a faccia decisivo e la discesa in campo
delle grandi firme. A partire dal premio Nobel Al Gore oggi ambientalista duro
e puro, Jacques Attali presidente dell'organizzazione non-profit per il
microcredito PlaNet Finance, l'architetto Daniel Libeskind e il calciatore
Clarence Seedorf, il calciatore rossonero che per una volta giocherà con la
casacca della famiglia Moratti. E poi la stella Youssou N'Dour che canterà
Birima, il suo inno al progetto Africa Works a favore dell'imprenditoria dei
Paesi in via di sviluppo. Un sigillo all'appoggio dato a Milano da quasi tutta
l'Africa sub-sahariana. Alla faccia dell'ostilità di parte dell'Europa guidata
dalla Germania. A chiudere i trenta minuti della presentazione prevista dal
rigidissimo protocollo ufficiale del Bureau international des expositions, la
voce di Andrea Bocelli accompagnato da cinquanta bambini del coro
dell'Antoniano con maglietta bianca e il logo con l'uomo rinascimentale di
Leonardo da Vinci. Because we believe, perché ci crediamo è la canzone che fa
tanto campagna presidenziale americana ed è stata scritta pensando al tema
proposto nella candidatura, "Nutrire il pianeta, energia per la
vita". La risposta dei turchi calati a Parigi con una delegazione
ufficiale di 724 membri incaricati di seguire come ombre i 154 delegati fino a
un attimo prima del voto? "Le furie di Antalya", ballerine che già
nel nome rivelano propositi tutt'altro che amichevoli. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 4 Taglio del nastro e taglio dei voli: la tangenziale c'è, l'hub non più
di Maria Sorbi Il via della Boffalora dà carica ai lombardi: "Malpensa
risorgerà" Va bene i tagli dei voli, va bene i provvedimenti di cassa
integrazione. Ma Malpensa non sta morendo. Anzi, a chi ha lottato per salvarla
piace pensare che questo sia il giorno della rinascita. "Il periodo di
quaresima - garantisce il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni
- sarà il più breve possibile. Che lo si voglia o no, il traffico aereo è qui.
Dal 2010 Malpensa tornerà ad essere un hub dopo questi due anni di
penitenza". L'inaugurazione della Boffalora, la superstrada che da oggi
collega la Milano-Torino con l'aeroporto, coincide con il colpo di scure che Alitalia ha dato a Malpensa, cancellando oltre il 70 per
cento dei voli dallo scalo. Ma nessuno perde le speranze. Un primo segnale di
rinascita è nascosto proprio nel piano dei voli. Air One, che entro il 2011
sarà la prima compagnia aerea su Malpensa, ha inaugurato i suoi nuovi voli per
Roma e Napoli: i primi di undici nuove rotte, di cui due intercontinentali e
cinque nazionali. Entro giugno i voli settimanali saliranno a
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 4 Le mosse per frenare il concorrente Linate di Sabrina Cottone Con i
nuovi voli il Forlanini punta a 12 milioni di passeggeri (...) Politici
lombardi e vertici della Sea hanno tutta l'intenzione di far rimanere Malpensa
un hub. Al contrario, dopo aver lasciato Malpensa per Fiumicino, Alitalia ha bisogno di Linate per fare meglio concorrenza all'hub
lombardo. Così ha aumentato i voli e entro la fine dell'anno ci si aspetta un
boom di passeggeri: le prime stime parlano di 12 milioni. I supporter di
Malpensa, al contrario, per rilanciare l'hub tradito da Alitalia, hanno tutto l'interesse a ridimensionare Linate. La Sea
non è rimasta con le mani in mano. E ha affidato a Roland Berger, la società
tedesca di consulenza strategica, l'incarico di stendere nei prossimi due mesi
un nuovo piano industriale su Linate e Malpensa alla luce della dismissione di Alitalia. Nella società di gestione di Linate e Malpensa
sono già al lavoro da tempo con l'obiettivo di trasformare Linate in un city airport:
voli regionali e un volume di passeggeri intorno ai 5 milioni, praticamente la
metà degli attuali. Tra le contromosse allo studio anche l'eliminazione del
through check in, la possibilità di avere la doppia carta d'imbarco per lo
scalo e la destinazione finale. Nel frattempo Alitalia
tenta di prendere posizioni nell'aeroporto milanese. La compagnia, con il nuovo
orario estivo, ha aumentato i voli settimanali di Linate da
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL REPORTAGE
Malpensa, viaggi nell'ex hub deserto Oggi ripartono le trattative tra Air
France e Alitalia. Ma lo scalo è semideserto,
penalizzato già dall'orario estivo. In queste condizioni oggi Milano contenderà
a Smirne l'Expo 2015. - -->.
( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commento Che fine ha
fatto l'agenda della pace? Giulio Marcon I temi della pace e del disarmo sono
il grande assente di questa campagna elettorale. Le manifestazioni contro la
guerra, le bandiere arcobaleno ai balconi, le marce Perugia-Assisi valgono qualche
citazione, ma raramente richiamano una riflessione seria sulla miscela
esplosiva della situazione internazionale con le sue guerre e conflitti
generalizzati e con un pianeta armato sino ai denti. Dopo due anni di politica
bipartisan all'insegna di aumenti delle spese militari (+ 13%), di portaerei
inaugurate e di incremento dell'export di armi italiane, la campagna elettorale
si presenta povera di idee e proposte per un profilo diverso dell'Italia sulla
pace ed il disarmo. E il centro-sinistra critica (sic) il centro destra per
aver diminuito nella legislatura di Berlusconi le spese militari e Parisi si
pavoneggia per aver invertito la tendenza. La sinistra radicale oggi rivendica
con forza gli obiettivi della riduzione della spesa militare e della contrarietà
al Dal Molin, ma ieri, nei due anni in cui era al governo, le cose sono andate
assai diversamente. Così, nell'ultima finanziaria mentre il grosso dei fondi
(almeno si è positivamente riusciti ad ottenere questo) per la cooperazione
sono stati una tantum e finalizzati a coprire i debiti pregressi, nel caso dei
cacciabombardieri Eurofighter ci sono soldi programmati fino al 2012, che
ammontano al doppio di quanto ha avuto la cooperazione in un anno. L'Alitalia è in crisi, ma la nostra aeronautica militare gode di ottima
salute: grazie agli aiuti di stato. L'industria militare è l'unico comparto
economico dove lo statalismo regna sovrano.. Va riconosciuto che il ministro
D'Alema ha dato voce in qualche occasione all'auspicio di una vera politica per
il disarmo. Ma alla fine, le scelte concrete sono andate nella direzione
opposta del riarmo, mentre la politica in Medio Oriente si ferma agli annunci
senza tradursi in un'iniziativa politica volta a risolvere i nodi irrisolti
della pace in quella terra martoriata. E quando si è trattato del Kosovo - per
non essere da meno del D'Alema della "guerra umanitaria" - il
ministro degli Esteri si è affrettato a riconoscere l'autoproclamata
indipendenza di Pristina. Altra benzina sul fuoco dei Balcani. Altre
preoccupazioni non mancano. L'Iraq e l'Afghanistan sono guerre aperte che
peggiorano di giorno in giorno. Nel Caucaso e in Asia centrale, in Africa e
persino in America Latina, conflitti e guerre reali o possibili sono all'ordine
del giorno. La spesa militare globale cresce incessantemente, mentre lo
"scudo stellare" (anche qui, latitanza - o connivenza- dell'Italia) è
la miccia pronta a far scoppiare una nuova confrontation con la Russia di
Putin. I disastri dell'unilateralismo americano insieme all'impotenza dell'Onu
e all'assenza o sudditanza dell'Europa, dovrebbero suggerire un'attenzione ben
maggiore di chi è impegnato nelle elezioni, ma così non è. Anche a sinistra.
Un'alternativa politica ed economica al neoliberismo e alla geopolitica della
forza, economica e militare, non si costruisce se non rimettendo al centro
dell'agenda politica la pace e il disarmo, cosa ben più impegnativa della
necessaria opposizione alla guerra. Significa lavorare sulla pace positiva e i
diritti umani globali, sulla democrazia e la riforma delle istituzioni
internazionali, sulla riconversione civile dell'economia, su un nuovo modello
di sviluppo. Altrimenti si rischia la trappola del pantano di una politica che
sempre di più parla a se stessa e non al futuro, incerto e preoccupante, delle
donne e degli uomini non solo dell'Italia, ma di tutto il pianeta. Che il
movimento per la pace si faccia sentire.Sbilanciamoci!.
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Rimane
quello più duro nel confronto sul piano proposto da Parigi per Alitalia, nonostante i
contatti avuti con il presidente Prato nel week end. Ma l'incontro di oggi a
Roma anche con il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, dovrebbe
portare comunque a uno slittamento della scadenza per la trattativa. Anche alla luce dell'apertura
registrata dalle tre sigle confederali. Tra le richieste dei sindacati, un
taglio degli esuberi, più investimenti sulla flotta e garanzie su Atitech. Ma
il presidente Prato insiste: i tempi sono stretti. Intanto ieri Fiumicino ha
registrato l'impatto dell'arrivo dei primi voli trasferiti da Malpensa. La
prova del fuoco è rinviata ai prossimi giorni. Nel frattempo, è stata allertata
una squadra di 100 operai pronti ad intervenire in caso di problemi con la
distribuzione dei bagagli.
( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ultima la giornata
Torino Tifoso del Parma travolto da pullman di ultrà juventini Ancora una volta
la gara tra Juventus e Parma verrà ricordata come una partita
"maledetta". La sfida in programma ieri pomeriggio all'Olimpico,
infatti, è stata rinviata a data da destinarsi (probabilmente il 16 aprile,
ndr) per la tragica scomparsa di un giovane tifoso ducale avvenuta nei pressi
dell'area di servizio "Crocetta" vicino Felizzano, sull'autostrada
A21 Torino-Piacenza. Il giovane Matteo Bagnaresi, 28enne sostenitore dei
"Boys" gruppo ultrà gialloblu, sarebbe stato investito dal pullman di
alcuni sostenitori bianconeri. L'autista del mezzo senza essersi reso conto
dell'accaduto avrebbe proseguito in direzione Torino per poi essere fermato
pochi chilometri dopo dalle forze dell'ordine. I tifosi bianconeri sotengono di
essere stati aggrediti con spranghe e bottiglie. L'autista del pullman ha preferito
ripartire in fretta e furia per evitare che le cose degenerassero. Ma ha
travolto Matteo Bagnaresi, 28 anni, figlio di un dirigente della Barilla,
colpito con lo spigolo anteriore della carrozzeria. Già all'andata la sfida tra
Juve e Parma fu funestata dalla scomparsa di un altro giovane tifoso, il
laziale Gabriele Sandri, ucciso in un autogrill con un colpo di pistola sparato
da un poliziotto per cercare di sedare una rissa tra sostenitori della Lazio e
della Juventus. Fino a ieri sera nn è stato possibile stabilire la dinamica
dell'incidente. Sciacca Disoccupato, si uccide dandosi fuoco in macchina Si
sarebbe cosparso di liquido infiammabile, seduto nell'abitacolo della sua auto
e dato fuoco. E' la ricostruzione fornita dai carabinieri dalla compagnia di
Sciacca sulla morte di Giovanni La Greca, un operaio di 38 anni disoccupato di
Sciacca, il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Sambuca di
Sicilia. I militari ritengono che non ci siano dubbi sulla dinamica della
tragedia e sul suicidio. L'uomo, secondo la ricostruzione fornita dagli
investigatori, era depresso per problemi economici e prima di uscire di casa
aveva espresso le proprie preoccupazioni e nervosismo, per questo motivo, ai
suoi familiari. Poco dopo la tragedia. Brescia Ubriaco travolge e uccide
ragazzo di 16 anni Un ragazzo di sedici anni ha perso la vita dopo essere stato
investito da un'automobile intorno alle 21 di sabato sera a Torbole Casaglia,
in provincia di Brescia. G.F., queste le iniziali del giovane residente a
Torbole Casaglia, stava attrverando sulle strisce pedonali di via Verdi, l'ex
strada statale che attraversa il centro abitato del suo paese, in compagnia di
un'amica, M.M., di 18 anni, quando è stato travolto da un autoveicolo guidato
da A.M., 40enne residente a Maclodio, in provincia di Brescia, ubriaco. Il
sedicenne è deceduto poco dopo essere stato investito all'ospedale civile di
Brescia. Lievemente ferita la ragazza che si trovava con lui, ora ricoverata
alla Poliambulanza di Brescia. Il conducente dell'autoveicolo, adesso agli
arresti, al momento dell'incidente presentava un tasso alcolico nel sangue
quattro volte superiore rispetto a quello previsto dalla legge. Liechtenstein
Scoperti a Vaduz conti segreti dell'Eta Scoperti in Liechtenstein i conti
segreti dell'Eta. Secondo "El Pais", le autorità del piccolo paradiso
fiscale hanno congelato alcuni conti correnti legati al movimento separatista
basco dopo una segnalazione del giudice spagnolo, Baltasar Garzon. Il denaro -
diverse migliaia di euro - versato in Liechtenstein proveniva da "attività
estorsive ai danni di imprenditori dei Paesi Baschi e della Navarra". I
conti correnti erano intestati a individui collegati ad un bar di Irun, nel
nord della Spagna, vicino al confine con la Francia. Il proprietario del bar,
Joseba Elosua, fu arrestato nel giugno del 2006 durante una vasta operazione
finalizzata a smantellare il sistema di finanziamento dell'organizzazione
terroristica basca. Calcio Stop di Fiorentina e Milan, avanzano Udinese e
Sampdoria Ecco i risultati delle partite del 31° turno della Serie A.
Juventus-Parma (rinviata); Milan-Atalanta 1-2; Udinese-Fiorentina 3-1;
Catania-Torino 1-2; Empoli-Sampdoria 0-2; Genoa-Reggina 2-0; Livorno-Siena 0-0;
Roma-Cagliari 1-1 (giocata sabato); Lazio-Inter 1-1 (giocata sabato). Alitalia Malpensa, primo giorno senza. Oggi la trattativa con Spinetta
Primo giorno di Malpensa, ieri, senza Alitalia. La ex
compagnia di bandiera ieri ha lasciato il 72% dei suoi voli da Malpensa: in una
domenica normale, ce ne sarebbero stati 380 nello scalo milanese, mentre ieri
sono stati solo 102,
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-31 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La crisi L'addio di Alitalia. "Ma
lo scalo non morirà" Tagli ai voli, meno passeggeri "Malpensa non è
più un hub" Aerei fermi, hangar chiusi, mezzi inutilizzati. Passeggeri
passati dai 70 mila di una qualsiasi domenica a 35 mila. Sono gli effetti dei
100 voli cancellati da Alitalia nel primo giorno di ridimensionamento di Malpensa come hub.
Il presidente Sea, Giuseppe Bonomi: "Entro il marzo dell'anno prossimo
Malpensa recupererà 500 delle 700 frequenze perdute". Al momento in
calendario ci sono solo i nuovi voli di AirOne e quelli dell'accoppiata
Meridiana- Eurofly (Dakar e Cairo). A PAGINA 2 Del Frate e Fagnani.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Malpensa, l'addio di Alitalia.
"Ma lo scalo vivrà" Passeggeri dimezzati, cento voli in meno, hangar
chiusi. Bonomi (Sea): in un anno il recupero Nuovi voli di AirOne su Roma e
Napoli e della compagnia Malev su Budapest. I sindacati: bisogna sbloccare gli
slot Cento voli Alitalia spariti dalla sera alla
mattina; in compenso c'è stato il "debutto" di AirOne con i voli su
Roma e Napoli e quello dell'ungherese Malev su Budapest. Difficile davvero fare
ricorso anche alla teoria del bicchiere mezzo pieno, inutile spremere tutto
l'ottimismo di cui si è capaci. "è una gran botta. E oggi si è percepita
davvero": Ezio Colombo, segretario della Cgil trasporti quando pronuncia
queste parole è reduce da un giro sul piazzale e all'interno del terminal 1
dello scalo. E la sua faccia dice già tutto. Ma poi ci sono gli aerei fermi ai
margini delle piste, gli hangar chiusi, i mezzi inutilizzati che raccontano come
ieri sia stato davvero un altro giorno per uno scalo nato con l'ambizione di
rivaleggiare con i "fratelli maggiori " di tutta Europa. Per chi non
volesse fidarsi delle sensazioni personali ma chiedesse il conforto dei numeri,
eccone uno emblematico: secondo stime della Sea, la media dei passeggeri
domenicali di Malpensa era fino a una settimana fa di circa 70 mila; ieri sotto
la volta dello scalo ne sono passati appena 35 mila. Malpensa dunque comincia a
fare i conti davvero col tradimento di Alitalia: a fronte
di un taglio dei voli pari a circa il 25% del totale (ieri si è scesi dagli
abituali
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'aeroporto La crisi I tagli le polemiche
e le rotte Le cifre dello scalo Si è concretizzato ieri l'effetto del piano
industriale di Alitalia su Malpensa: un taglio dei voli netto, passati ieri da
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2
categoria: BREVI La scheda La riduzione degli aerei I voli giornalieri di Alitalia su Malpensa sono passati ieri da
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2 Il
futuro L'ampliamento del Terminal 1, i nuovi check-in, più spazio alle
compagnie low cost "Aeroporto svuotato". I cantieri vanno avanti
Meravigliati del fatto che la nuova superstrada di Malpensa sia stata
inaugurata quando l'aeroporto è in declino e l'Alitalia con le
valigie al piede? Eppure, la strada aperta al traffico proprio ieri non è
l'unico cantiere attorno all'aeroporto. Il più impegnativo è quello, anch'esso
ormai vicino al traguardo che riguarda l'ampliamento del terminal 1: una volta
completata, l'aerostazione potrà disporre anche del cosiddetto "terzo
satellite", vale a dire di un lungo molo in grado di sveltire le
operazioni di imbarco e sbarco. Archiviati gli inciampi con la magistratura (il
cantiere fu messo mesi fa sotto sequestro perché furono ravvisate una serie di
irregolarità in materia di sicurezza), secondo la Sea, una dozzina di nuovi
banchi di check-in sarà a disposizione di compagnie e passeggeri nella nuova
struttura a partire da metà aprile. La nuova struttura verrà riservata ad
alcune compagnie di voli charter che lasceranno così il vecchio terminal 2.
Quest'ultimo, nei piani della società di gestione dello scalo, dovrà essere
progressivamente riservato alle compagnie low cost che, Easyjet in testa,
stanno aumentando notevolmente la loro presenza a Malpensa. Se Sea deve
scommettere "per dovere d'ufficio" sulla rinascita dello scalo, altri
continuano a farlo per scelta precisa: pochi giorni fa è stata consegnata
l'area di cantiere dove nei prossimi mesi verrà costruito il nuovo hotel
Sheraton. La prestigiosa catena alberghiera non rinuncia infatti ai suoi
investimenti: la zona dove verrà edificato il nuovo hotel si trova proprio
all'uscita del terminal 1; l'albergo si svilupperà molto "in
orizzontale", fino a prendere la forma di due ampie ali d'aereo. Anche i
comuni attorno all'aeroporto si dicono convinti che la crisi sarà solo
momentanea: Gallarate ha confermato di recente il progetto per il
"business park" che dovrà sorgere lungo la statale che conduce a
Malpensa e che ospiterà uffici, aziende e strutture di supporto. Un
"villaggio" con le stesse caratteristiche è in fase di costruzione
anche a Vizzola Ticino, altro paese "affacciato" sulle piste: il
progetto è stato realizzato anche all'apporto di investitori internazionali,
tra cui la società di gestione dell'aeroporto di Amsterdam C.Del. Il terzo
satellite Una volta completato, lo scalo potrà disporre del cosiddetto
"terzo satellite" in grado di sveltire le operazioni di imbarco e
sbarco.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-31 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La contestazione Inaugurato il nuovo collegamento con
Torino. "Un esempio di programmazione fallita" Nel giorno dei tagli,
parte la superstrada. Fischi e proteste La protesta I verdi
con manifesti e striscioni contro la tangenziale Gli aerei di Alitalia se ne vanno, proprio quando arrivano le strade. Da ieri c'è una
nuova bretella per raggiungere l'aeroporto di Malpensa. è la superstrada
Malpensa-Boffalora, che collega l'hub all'autostrada Torino-Milano all'altezza
del casello di Marcallo- Mesero e prosegue fino alla statale
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Mercato Si volerà per qualsiasi destinazione Usa-Ue, cieli liberi
Ora decollano anche le low cost DAL NOSTRO CORRISPONDENTE BRUXELLES - Questa
sera, per arrivare a Los Angeles, il volo inaugurale Air France 060 impiegherà
11 ore e 15 minuti, una sola tirata senza scali con un bel po' di fusi orari in
mezzo. Arriverà infatti alle 20.15, dopo essere partito alle 17: non da Parigi,
però, ma da Londra-Heathrow. Cioè dall'aeroporto che per 32 anni filati è stato
"riservato", nei voli per gli Stati Uniti, soltanto a due compagnie
inglesi - British Airways, Virgin Atlantic - e a due americane (United Airlines
e American Airlines). Adesso è finita: da ieri, tutte le compagnie dei due
continenti possono usare Heathrow come scalo di partenza e di arrivo dall'
America. E così Madrid, Verona, Cagliari, qualunque altro scalo sulle due
sponde dell'Oceano Atlantico. Perché da ieri è entrato in vigore "Open
Skies" (Cieli Aperti), l'accordo fra Usa ed Unione Europea che,
sostituendo 21 accordi bilaterali vecchi anche di mezzo secolo, per la prima
volta permette di volare senza più restrizioni da qualsiasi città europea a
qualsiasi città americana, e viceversa. Non solo: le compagnie di bandiera
vengono liberate dall'obbligo di "far perno " solo sul proprio Paese,
e si spalanca un nuovo mercato alle compagnie low cost, proprio com' era
accaduto 15 anni fa con i cieli d'Europa. L'Air France 060 che inaugurerà oggi
la rotta Londra-Los Angeles impiegherà un quarto d'ora in meno del
"collega" in partenza da Parigi per la stessa destinazione. Ma non è
per i risparmi di tempo che nei palazzi della Ue si parla di "Open
Skies" come di una rivoluzione: secondo il Commissario europeo ai
trasporti, Jacques Barrot, l'accordo "porterà più concorrenza e voli più
economici" là dove si concentra la gran parte del traffico mondiale.
L'Atlantico è sorvolato infatti dal 60 per cento di tutto il traffico aereo
mondiale, 50 milioni di passeggeri in un anno, 400 voli al giorno. La
Commissione europea prevede ora 25 milioni di passeggeri in più: e per
l'effetto della concorrenza, benefici per i consumatori pari a circa 12
miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Si potrà volare per esempio da Nizza a
Detroit, da Napoli a Miami. Solo da Londra già nei prossimi giorni partiranno
per gli Usa diciotto voli quotidiani in più, con un incremento del traffico del
20%. Mentre Air France e l'americana Delta avrebbero già un progetto per
"insidiare" Heathrow con un'alleanza da molti miliardi di euro
all'anno. "Insomma, i mercati si aprono come già successo per l'Europa, e
chi ha la forza se li conquista", commenta il presidente della Commissione
trasporti dell'Europarlamento, Paolo Costa, "ma purtroppo noi italiani ci
presentiamo a questa sfida nel momento della più grande debolezza, vista la situazione di Alitalia.
"Open Skies", un'opportunità storica, per noi è come la prova del
budino, di cui scopri la bontà o la mediocrità solo quando lo assaggi. E noi,
oggi, non abbiamo neppure la forza per alzare il cucchiaino. Mentre altri - per
esempio Air France, Klm, Lufthansa - avranno la parte grossa. Forse è il
caso di deciderci: visto che dobbiamo aggregarci a qualcuno, almeno scegliamo
chi ha le spalle più larghe". Luigi Offeddu.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-31 num: - pag: 12 categoria:
BREVI E Newsweek tifa per il "Veltrusconi" ROMA - A vederla così,
quella facciona che mette assieme i volti di Veltroni e Berlusconi, più che
allettare spaventa. Ma la grande foto che occupa la copertina di Newsweek, con
sullo sfondo un notturno Colosseo e alla base la scritta tra virgolette
"Veltrusconi", secondo il settimanale americano altro non è che
l'ultima speranza per un'Italia sempre più in crisi. Per salvare il Belpaese
assediato da rifiuti e mozzarelle alla diossina, con l'Alitalia a un passo dal crack, una crescita prossima allo zero e i salari
tra i più bassi d'Europa, serve - scrivono i columnist del settimanale -
proprio un governo "Veltrusconi", un "esecutivo di larghe
intese" in cui si mettano assieme le forze per affrontare assieme le
debolezze di un sistema allo stremo. "Se Silvio Berlusconi e Walter
Veltroni si mettessero insieme, potrebbero forse essere in grado di salvare
l'Italia", è l'incipit dell'articolo del magazine, che intervista i due
candidati premier e ne deduce che, al di là di quanto viene dichiarato
ufficialmente, "la più grande paura per loro potrebbe essere proprio...
quella di vincere". Perché, in tal caso, si troverebbero "a dover
guidare l'ennesimo governo italiano azzoppato da partiti politici divisi e
coalizioni traballanti in entrambi i rami del Parlamento" e questo con
"l'economia ferma, sull'orlo della recessione". Per questo, continua
Newsweek nella sua analisi, "se i candidati sono seriamente intenzionati a
risolvere i problemi dell'Italia, devono lasciare la porta spalancata alla
possibilità di una "grande coalizione" una volta che i voti saranno
contati", e anche se "nessuno è disposto ad ammetterlo in pubblico,
Veltroni lascia intendere che potrebbe anche farlo", mentre Berlusconi
"rifiuta l'idea per il momento, ma, scherzando, ha ammesso che su tante
questioni le loro politiche sono così vicine che Veltroni sta rubandogli il
programma". In verità, nemmeno il settimanale americano nega la difficoltà
di una grande coalizione tra due personaggi dalla storia, l'espe.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Alitalia La vendita
Trattativa "in lingua" e registrata Francese, italiano e inglese La
trattativa avviene con traduzione in tre lingue e per evitare incomprensioni
viene registrata in tutte le versioni.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Strategie AirOne ci prova: saremo il primo partner dello scalo
MALPENSA (Varese) - Respinta sulla porta di Malpensa, AirOne potrebbe rientrare nello scalo milanese attraverso le tante finestre
lasciate libere da Alitalia. Fallita fino a oggi la scalata alla compagnia di bandiera,
l'azienda di Carlo Toto si candida ad occupare molti degli spazi liberi e a
diventare il "vettore di riferimento" dello scalo. Il primo passo è
stato compiuto ieri quando, proprio in coincidenza con la smobilitazione di Alitalia da Malpensa, AirOne ha fatto il suo debutto nel medesimo
aeroporto. Per ora sono stati inaugurati due collegamenti (con Roma e con
Napoli) ma entro l'estate AirOne collegherà Malpensa con 140 voli settimanali
verso 11 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali. Da domani
verrà avviato il volo Malpensa-Palermo, il 2 maggio sarà attivato il
Malpensa-Berlino e da giugno seguiranno Bruxelles, Atene, e Salonicco. A
partire dalla metà di giugno Air One compirà il balzo Oltreoceano con i voli
verso Boston e Chicago, le prime due destinazioni di lungo raggio della
compagnia. Dall'8 luglio partiranno i collegamenti Malpensa-Bari e Malpensa-Lamezia
Terme. "Con l'avvio di questi voli - afferma la compagnia aerea in una
nota - Air One punta a diventare il principale vettore a Malpensa, grazie a un
programma di crescita costante del numero delle destinazioni e delle
frequenze". C.Del.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Scali in crisi Lo scambio Malpensa Fiumicino
Voli dimezzati Da ieri lo scalo di Malpensa non è più l'hub di Alitalia. Con l'entrata in vigore dell'orario estivo la compagnia di
bandiera ha lasciato 180 slot su 350 Più aerei a Roma Trasferite a Fiumicino 12
rotte intercontinentali. Lo scalo romano ora sarà connesso con 77 destinazioni,
23 domestiche, 40 internazionali e 14 intercontinentali.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La rivale Il discorso del sindaco trasmesso in diretta. Per
ottenere i voti dell'Africa promessi aiuti per 50 milioni di dollari
Megaschermi e festeggiamenti. Smirne crede alla vittoria DAL NOSTRO INVIATO
SMIRNE - "Milano crede di avere l'Expo in tasca? La faremo ricredere
". La perla dell'Egeo non ha nessuna voglia di dare per persa
l'esposizione del 2015. I titoli del giornale locale più diffuso, Yeni Asir,
non temono l'enfasi retorica: "Alla riscossa per espugnare l'Italia
", "Tutti i cuori della Turchia battono per un solo scopo",
"Le nostre chance aumentano di giorno in giorno". Mentre dalla
Turchia i milanesi appaiono "senza speranza ". Ieri sera Smirne si è
addormentata orgogliosa e piena di attese, mentre i muetzin si passavano la
voce di minareto in minareto. Sui
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE La suocera di Sarkozy La mamma di Carla Bruni: un aiuto?
Tranquilli, ne parlerò a mio genero MILANO - E per chi tifa, la mamma di Carlà?
"Ma per l'Italia, naturalmente. Anzi, ne parlerò con mio genero",
risponde garrula la first suocera dell'Eliseo, Marisa Bruni Tedeschi. Meno
male. Ultimamente se ne sentono così tante sull'Italia... "Ah, le critiche
non mancano a nessuno, guardi... Nemmeno alla Francia, devo dire...". Ma
davvero l'appassiona l'assegnazione dell'Expo 2015? "Sa, mi ha presa un
po' alla sprovvista, non ero al corrente. Ho guardato ora sull'Internèt e ho
visto Milano e Smirne. Ma perché Parigi no?". Parigi ha già ospitato
diverse esposizioni. Questa è la grande occasione per l'Italia, per smarcarsi da quei temi che non le stanno rendendo onore: l'Alitalia, i rifiuti di Napoli, la diossina nella mozzarella... "Cosa
vuole, non sono molto aggiornata, ho tali montagne di giornali da leggere che
non riesco a controllare tutto dalla A alla Zeta. Però da poco ho visto una
mozzarella di bufala con sotto la foto di mia figlia Carla.
Curioso...". Lei la mangia ancora? "No, qui non è buona. Io non la
compro mai". Tornando all'Expo, oggi pomeriggio si conoscerà il verdetto
dei 154 delegati del Bureau International d'Expositions. "Io personalmente
non ho nessuna forza, ma tengo per l'Italia. L'unica forza che ho è mia figlia.
Ora gliene parlo, et voilà, non posso dire di più". Che cosa farà? "A
che ora è questa riunione domani? Mi informo con mio genero e poi le faccio
sapere". Elvira Serra Con Carla e Sarko Marisa Bruni Tedeschi.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Malpensa: in un giorno passeggeri dimezzati Bonomi (Sea): non siamo
più un hub. Solo la metà dei voli Alitalia
trasferita a Fiumicino Nello scalo romano il traffico è aumentato solo del 15%.
Da oggi si teme il vero impatto del trasloco ROMA - L'area del cantiere dove
sorgerà nei prossimi mesi l'hotel Sheraton di Malpensa è stata recintata da
pochi giorni. Dopo anni di attesa. L'ennesima beffa per i sostenitori
dello scalo varesino che ieri ha subito il trauma del dimezzamento dei
passeggeri a causa della cancellazione dei voli Alitalia:
da 70 mila, i frequentatori dell'ex- hub sono passati a 35 mila. "E' una
desolazione girare per gli spiazzi - ammette Ezio Colombo della Cgil Trasporti
-: ci sono aerei a terra, capannoni vuoti, finger (corridoi di collegamento tra
il velivolo e l'aerostazione, ndr) chiusi". Per 900 dipendenti da ieri è
partita la cassaintegrazione. Il colpo si è sentito: i voli giornalieri di Alitalia su Malpensa sono passati da
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Ieri l'inaugurazione-beffa Chiamparino: non ci cambia la vita E
apre il raccordo con Torino: proprio quando serve di meno DAL NOSTRO INVIATO MALPENSA
(Varese) - All'inaugurazione della superstrada-beffa, quella
che apre proprio il giorno in cui Alitalia leva le
tende da Malpensa, alla fine arrivano tutti. Vincendo l'imbarazzo che una
cerimonia del genere dovrebbe suscitare, sgomitano in prima fila il presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni e quelli del Pd, ognuno rivendicando
il merito dell'opera; urlano gli ambientalisti, che considerano il nuovo
nastro d'asfalto uno sfregio all'ambiente; spingono quelli della Lega Nord che
contestano il governo e inneggiano alla Padania. La baraonda è tale che alla
fine il ministro Di Pietro si fa consegnare una bandiera tricolore e con quella
in una mano e le forbici nell'altra, taglia il nastro. A sottolineare che
quell'opera, piaccia o no, appartiene a tutta l'Italia. Attesi da dieci anni,
quei
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La sottoscrizione Cordata italiana: su eBay 300 euro E' arrivata a
300 euro l'asta su Ebay per aggiudicarsi, con 5 euro a
testa, un posto in una "cordata italiana" per Alitalia. L'inserzione è stata rimossa sabato scorso dall'amministratore
del sito per poi ricomparire ieri, rivista e corretta. "Questa volta spero
che la lascino" è il commento dell'inserzionista. A ieri sera però c'era
una sola adesione.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 6 categoria:
BREVI 35.000 I passeggeri transitati ieri a Malpensa. Si
tratta della metà dei passeggeri solitamente in transito di domenica 177 I voli
che Alitalia effettuava in media giornalmente da Malpensa. Da ieri sono
diventati 50 886 I voli stagionali (1 aprile-30 settembre) da Malpensa che Alitalia ha tagliato. I decolli passano da
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Spinetta punta sul pre-accordo Oggi a Roma faccia a faccia con i
sindacati. Lo scoglio piloti L'obiettivo è rispettare la scadenza del 31 marzo
con un'intesa quadro e poi trattare e chiudere il 24 aprile a elezioni avvenute
ROMA - Non è una ventiquattrore, la valigia che Jean-Cyril Spinetta e il suo
staff hanno portato con sé ieri sera, atterrando a Roma alla vigilia
dell'incontro che dovrebbe sancire l'apertura delle
trattative su Alitalia. Nell'intenzione del presidente di Air France-Klm, quello di
oggi dovrebbe essere il giorno del preaccordo sulle linee-guida del piano. O
della rottura, se i sindacati non vi aderissero. Se prevalesse la prima ipotesi,
le parti potrebbero stilare un calendario del negoziato sui cinque tavoli
diversi individuati. Su un punto ci sarebbe già un accordo di massima
tra Spinetta e i confederali, in particolare la Cgil di Guglielmo Epifani: la
trattativa, se dovesse decollare, non si chiuderà prima delle elezioni. L'idea
è che prosegua almeno fino al 24 aprile. Il tempo insomma perché un governo si
formi. Sull'esito del voto si ragiona tra Roma e Parigi: una vittoria netta di
Berlusconi darebbe meno chance a Air France-Klm o, quantomeno, porrebbe la
necessità per i francesi di conservarsi qualche elemento di negoziazione da
offrire al prossimo governo, forse su Malpensa. Se invece ci fosse un pareggio,
allora le prospettive sarebbero più rosee. Ma non c'è solo un problema di
metodo nella trattativa. Restano i nodi di merito. In particolare c'è
l'ostilità dei piloti, Anpac in testa, che nel week-end non sono stati
contattati neppure ufficiosamente dai francesi. A tutti i piloti sono stati
mandati "sms" di mobilitazione: "Tenetevi pronti a fermare gli
aerei". La richiesta di Anpac è quella di avere qualche aereo
intercontinentale in più da subito e una prospettiva per lo sviluppo futuro
della flotta superiore rispetto a quella garantita nel documento francese dalla
frase: "8 nuovi aeromobili, qualora le condizioni di mercato lo
consentissero". Sul cargo i piloti potrebbero accettare la riduzione di
due aerei subito ma vorrebbero fosse cancellata la frase che fissa la chiusura
del servizio nel
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta: ora tavoli
separati. Berlusconi: resti italiana.Veltroni: Paese unito nel dialogo coi
francesi.
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - E' ancora tutta in salita e sono ancora molti i punti critici, ma la
trattativa tra Air France e i sindacati sembra avviarsi verso i tempi
supplementari. Sarebbe questo il risultato dei contatti del
week end tra il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, e i piloti
della compagnia in vista dell'incontro di oggi con tutte le sigle sindacali. Il
tavolo di oggi sarà dunque cruciale, ma non decisivo. Secondo fonti vicine al
dossier ci sarebbero infatti le premesse per continuare a trattare, nonostante
il fronte dei piloti rimanga quello più duro del confronto. Al punto che
il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, avrebbe già chiesto degli
incontri separati con le singole categorie. E allora su tavolo finiranno almeno
tre nodi: un taglio agli esuberi, chiesto con forza soprattutto dai piloti (507
quelli previsti nell'ultima versione di piano, 2.120 quelli di tutto il
gruppo); un anticipo del rilancio attraverso più investimenti nella flotta; e
garanzie della riconversione delle attività che rimangono nel perimetro di
Fintecna, a partire dall'Atitech di Napoli. Su questi fronti i sindacati
chiederanno a Spinetta uno sforzo in più per arrivare a un accordo. E
chiederanno più tempo a Prato. Nonostante il presidente continui a lanciare
allarmi sulla criticità della situazione di Alitalia e
non sia disposto a rinvii, se non limitatissimi (di giorni) per chiarire il
quadro complessivo. Erano i piloti a rappresentare nei giorni scorsi il vero
ostacolo al proseguimento del tavolo. A un ammorbidimento delle posizioni
dell'Anpac, appunto, era dunque legata anche la decisione di "un eventuale
contenuto slittamento del termine del 31 marzo" per l'ok dei sindacati al
piano di Parigi, come definito nel contratto. Si capirà oggi, dunque, fino a
che punto i piloti si sono avvicinati al "rinsavimento", sperato da
Prato e da Spinetta. Ma si capirà anche se la posizione di Spinetta ("Non
posso fare di più), avrà quel minimo di apertura attesa dall'Anpac. Salvo colpi
di scena, oggi il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta si siederà
al tavolo con i sindacati con in mano l'ultimo documento trasmesso venerdì
scorso. Un documento nel quale ci sono già passi "avanti importanti",
visti da Parigi, e che non lasciamo spazio ad ulteriori manovre, se non
"molto limitate". Come dire: "Ho fatto tanto, ma continuiamo a
trattare, anche a oltranza". E allora è proprio su quelle manovre
"molto limitate" che le nove sigle sindacali cercheranno di fare
leva. In che direzione? I piloti chiedono una moratoria sul cargo, in vista
della chiusura del 2010, più spazio e modalità più dirette per i piloti che
possono essere riassorbiti in Air France (180 nell'ultima versione del piano di
Parigi) e più aerei nuovi da far volare sul lungo raggio, prima del 2010, la
data fissata nel piano di Parigi. Da parte lo, Cgil, Cisl e Uil, hanno preso
atto della reinternalizzazione dell'handling e della manutenzione di Fiumicino
nel perimetro di Alitalia (circa 1.300 persone) e
hanno accolto con favore anche gli sforzi di Prato di recuperare cassa (148
milioni tra rimborsi Irpeg e la vendita delle azioni Air France a Fintecna) per
guadagnare tempo per evitare il commissariamento. Ma ora chiedono tempi più stretti
per il rilancio, con più investimenti nella flotta. Ma puntano a spuntare
maggiori garanzie anche sul perimetro del gruppo, in particolare maggiori
assicurazioni sul futuro dell'occupazione in Atitech, anche in caso di vendita
a un terzo operatore. Sullo sfondo, rimane il confronto politico sul dossier Alitalia. "Il Paese dovrebbe essere unito a sostenere
la trattativa con Air France". ha detto il leader del Pd, Walter
Veltroni.Mentre Silvio Berlusconi, il leader del Pdl rilancia: "Spero che
appartenga a un gruppo di imprenditori italiani. Credo che un Paese come
l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del pil, non possa
rinunciare a una compagnia di bandiera".
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di PIETRO PIOVANI
ROMA "Se dipendesse da me, aprirei subito una trattativa a oltranza".
Renata Polverini, segretaria generale del sindacato Ugl, vorrebbe
chiudere la vicenda Alitalia prima possibile. E la vorrebbe chiudere raggiungendo un accordo
con Air France, perché "non possiamo far fallire un possibile accordo in
cambio di niente". Dove il "niente" sarebbe l'ipotetica cordata
alternativa di Berlusconi.. Secondo lei quanto tempo ci vuole per raggiungere
un accordo? "La scadenza del 31 marzo ormai è scavallata. Il
credito d'imposta che l'azienda ha ricevuto dal governo ci concede ancora un
po' di respiro. Un po' di tempo ci vuole, perché ancora non siamo entrati nel
merito dell'accordo". Quelli di Air France nel merito ci sono entrati
eccome. "Spinetta ha illustrato le sue intenzioni, noi la consideriamo una
base di partenza. Ovviamente ci sono molte questioni che non vanno bene.
Bisogna trattare punto per punto, ma la discussione non può essere lunga. L'Alitalia è ai limiti del fallimento". Si può aspettare
fino alle elezioni? "I lavoratori sono preoccupatissimi. Se prolunghiamo
ancora questa situazione creiamo ulteriori fibrillazioni. Senza dimenticare che
stiamo parlando di un infrastruttura fondamentale per il paese". Si può
mettere il nuovo governo di fronte a una decisione già presa? "Credo che
il sindacato debba tentare di fare l'accordo migliore possibile con Air France,
l'unica proposta seria che abbiamo sul tavolo. Poi il nuovo governo deciderà se
dare il via libera". Per convincervi a firmare un'intesa cosa deve
assolutamente cambiare nella proposta di Air France? "Innanzitutto gli
esuberi dei piloti vanno fatti rientrare. Fino a pochi giorni fa Spinetta non
ne aveva mai parlato, adesso scopriamo che verrebbe messo in discussione il
posto per un quarto dei piloti. Non si capisce perché non possano essere
ricollocati, visto che il piano prevede dal 2010 un rafforzamento della
flotta". E oltre ai piloti? "C'è la questione di Atitech (la società
che cura la manutenzione degli aerei, ndr). I lavoratori vanno riqualificati e
reimpiegati. Infine si deve discutere di quale peso avrà l'Alitalia
negli organi di controllo del nuovo gruppo. Ma su questo deve entrare in gioco
il governo più che il sindacato". E se poi la famosa cordata alternativa
di Berlusconi ci fosse davvero? "Per ora non mi pare che gli imprenditori
italiani si siano fatti avanti. E poi si sta parlando solo di una eventuale
acquisizione di pacchetti azionari: e il piano industriale? Qualcuno se ne sta
occupando? Non vorrei ritrovarmi fra 10 anni ad affrontare gli stessi problemi
di oggi".
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FABRIZIO RIZZI
ROMA - Nessun inciucio, nessun governo di larghe intese, ma le riforme
istituzionali, in caso di un risicato risultato elettorale, si devono fare.
Questa è "l'ultima chance" per l'Italia. Se Walter Veltroni,
intervistato dal settimanale "Newsweek", tocca uno dei tasti più
delicati, che potrebbero profilarsi il 13 e 14 aprile, Silvio Berlusconi
avverte: "Se otterremo un'ampia maggioranza, se l'abbiamo in tutte e due
le Camere, saremo in grado di operare". Comunque, definisce l'avversario
del Pd, "un parolaio". E poi nel corso di un'altra intervista a un
quotidiano, boccia a sua volta l'ipotesi: "Niente larghe intese, niente
grande coalizione, niente di niente". Altrettanto fa il portavoce, Paolo
Bonaiuti. L'argomento è stato sollevato dal settimanale Usa che dedica, ai due
leader, una lunga analisi dove si afferma che i tanti
problemi italiani (dall'Alitalia ai rifiuti di Napoli, alle mozzarelle inquinate) sarebbero
risolti, o quasi, da una "grande coalizione". Pubblica anche
un'immagine dei due leader, con la scritta: "Veltrusconi". Interpellato
dal settimanale, in un primo tempo Veltroni ha risposto,
"probabilmente". Poi ha chiarito che non i governi ma "le
riforme istituzionali vanno fatte insieme, in ogni caso, quale che sia il
risultato". E spiega di volerle fare anche se ci sono "200 voti in
più". Quanto, invece, a governi di "larghe intese", il leader
del Pd, ne "esclude assolutamente" qualsiasi volontà o ipotesi.
D'altronde, fa notare, lo aveva già proposto alla caduta del governo Prodi, ma
"la destra, nello specifico Berlusconi, si è opposta, loro ne portano la
responsabilità". Aggiungendo subito dopo: "Se mi sta chiedendo se
prenderei ciò in considerazione di nuovo, direi: probabilmente". Ma per
Romano Prodi, che ieri sera ha fatto visita a un gazebo della sua capo ufficio
stampa, Sandra Zampa, l'ipotesi non esiste. Si può vincere, gli hanno chiesto.
Risposta: "Vincere sì". Il segretario del Pd puntualizza altre
questioni: se perde, spiega, "ho il dovere" di continuare a guidare
il Pd; attacca Berlusconi, "servono leader seri, non chi fa le
corna". Diversamente dal Cavaliere, sottolinea, lui "rispetta la
Cei". Veltroni batte poi sul tasto della serietà nella leadership, di cui
ha necessità il Paese. "Ha bisogno" di "gente che non faccia le
corna nelle foto con i capi di Stato". E di Berlusconi lo infastidisce,
rivela, "la doppiezza". Perchè, in passato, "durante la
discussione sulle riforme, parlava di me come se fossi Giolitti. Ora che c'è la
campagna elettorale dice quanto di peggio possibile". Veltroni, sugli
uomini politici, distingue, esprimendo solo giudizi "politici, mai
personali". Rimarrà sulla tolda di comando del Pd anche in caso di
sconfitta. "Ho preso un impegno per fare un grande partito, il Pd, e
continuerò ad assolvere l'impegno preso il 14 ottobre con tre milioni e mezzo
di persone". Le critiche mosse dal quotidiano "Avvenire", sulla
campagna per il voto, non toccano Veltroni, "per una parte le
condivido", ma diversamente da Berlusconi, "io rispetto quello che
pensa la Cei, ascolto quello che dice e non mi permetterei mai di dire
pubblicamente che, quello che pensa questo o quell'esponente della Cei, sia
riferibile alle mie posizioni". Quanto a Pier Ferdinando Casini,
autodefinitosi sentinella "anti-inciucio", Veltroni ritiene che ciò
"faccia parte del teatrino" della campagna, ma se il leader Udc
"avesse avuto coraggio politico, nel momento del tentativo del governo
Marini, avrebbe dovuto rompere. Ora fare lezioni di anti-berlusconismo è un po'
singolare". La legge sulla par-condicio può essere migliorata, collegandola
alla riforma Gentiloni, ma non va abrogata, perchè significherebbe solo
"sì alle mani libere". Un fatto è certo: in caso di vittoria, a
Palazzo Chigi porterà "molte donne" e "personalità
indipendenti". Nei prossimi giorni svelerà le loro identità. "Saranno
nomi nuovi, mentre ho sentito quattro nomi del governo" Berlusconi:
"Tremonti, Bossi, che con la sua proverbiale simpatia, ha detto che ci
saranno i "soliti Maroni e Calderoli". Ecco, il mio sarà il governo
del 2008, il loro quello del 1994". Tuttavia, anche Berlusconi non lesina
giudizi sull'avversario. E sempre dalle colonne di "Newsweek",
definisce l'ex sindaco di Roma "un grande affabulatore, ma lo spettacolo
che sta mettendo in scena è finito. Gli italiani hanno capito che in Italia ci
sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione
fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia
dei rifiuti di Napoli e lo stop" ai cantieri pubblici. "Questi sono i
fatti della sinistra, poi ci sono le belle parole e le promesse della sinistra
di Veltroni".
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-31 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Fiumicino Mattinata difficile dopo il trasloco
da Malpensa Il ritorno dei voli Alitalia, duemila
in fila per partire Fino a duemila persone in coda per passare i controlli di
sicurezza. è stata una mattinata di confusione, quella di ieri, all'aeroporto
di Fiumicino. A causare i disagi, il nuovo orario estivo: il Leonardo da Vinci
ha assorbito 77 voli Alitalia cancellati a Malpensa. Per lo scalo romano si tratta di 4
mila passeggeri in più al giorno. Un'occasione di sviluppo. Ma anche una
situazione a rischio-caos. A PAGINA 5 Alessandro Fulloni.
( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CLAUDIO RIZZA
ROMA Veltrobomber spunta tra le tende e le bandiere di piazza Fiume, cioé a due
passi dalla casa di famiglia dove ormai lo vedono solo in fotografia, e
confessa: "Non sono stanco, sarà l'adrenalina. Anzi, sono quasi
preoccupato di non essere stanco". Flavia, la moglie, sorride rassegnata:
"Non ci vediamo mai". Ai gazebo del D-Day è come al bar sport: tutti
a tifare per la stessa squadra e per il capitano, parlando malissimo del
nemico. Per il popolo romano del Pd, Walter è come Totti, a parte la sfumatura
bianconera. Omo-bionico, perfetto, stirato, sorridente, inossidabile. La
campagna elettorale è micidiale come il campionato, botte, pestoni, sgambetti,
palla lunga e pedalare. Servirebbe il fiato di Abebe Bikila per coronare la
rincorsa, per vincere l'oro a piedi nudi, come negli anni '60 ai tempi di John
F. Kennedy. Ma c'è il solito milanese in pole position. Walter corre e
rincorre. Ha una memoria mostruosa e in piazza saluta ricordando nomi e
cognomi. Un computer, segno di lucidità. Flavia lo invidia e ammette
l'inferiorità: "Non so come faccia, io non ne ricordo uno". Quei
pochi che la riconoscono azzardano: "Signora, mi raccomando, lo
curi". Proprio come succede a Totti: come va er ginocchio?, fa male la
gamba?, daje France' che sei er mejo! Qui Veltrusconi non esiste, c'è solo
Veltrobomber. "Dai Walter, sei la nostra speranza". "Ma come si fa a votare uno che vuole far comprare l'Alitalia ai figli e poi dice di no, si inventa cordate...possibile che
gli italiani credano ad uno così?". I tifosi sono tifosi. Berlusca non
viene nemmeno nominato, quasi che il bon ton e la serenità veltroniana avesse
fatto un po' di breccia in Curva Sud. I gazebo del Pd non sono tutti
strapieni. Pochi a piazza Mazzini, molti a piazza del Popolo, dipende. C'è un
sole primaverile, un sacco di gente al mare, finalmente un week end radioso,
comunque il centrosinistra riformista batte un colpo. Si prendono depliant,
adesivi, bandierine, si legge la lettera di Veltroni, si tifa e ci si mobilita.
Realacci non è ermetico: racconta di 12 mila punti sparsi per l'Italia, 100
mila attivisti mobilitati, e, ad occhio e croce, un terzo del popolo delle primarie
a prendere materiale nei gazebo: 100 milioni di pezzi praticamente esauriti. Da
cui cifre desunte: 1 milione 300 mila visitatori, per 6 milioni di cittadini
contattati. "Sicuramente è l'iniziativa elettorale più grande da vari
decenni, una mobilitazione gigantesca", insiste l'entusiasta Realacci.
Secondo Newsweek solo il Veltrusconi potrebbe salvare l'Italia. Walter
rassicura i fan: "State tranquilli, non c'è proprio la possibilità".
Solo sulle riforme si deve essere bipartisan. Nei Gazebo passa anche l'Italia
famosa, gente dello spettacolo, Ignazio Marino, Lunetta Savino, la Reggiani,
Rosalia Porcaro, Cotroneo, Paolantoni, il maestro Vittorio De Seta, Maria Sole
Tognazzi, Gambarotta, la Archibugi, Zeudi Araya, Paolo ed Emilio Taviani,
Wertmuller, Scarpati, la Omaggio, De Caro, Ozpetek, Tognazzi, Erminia Manfredi.
E cento altri. Oltre ai fedelissimi Bettini e Franceschini, Gasbarra, la
Melandri. E' il solito Veltroni cinematografaro che fa spettacolo? Il D-Day non
sarà lo sbarco in Normandia ma è almeno il tentativo di invasione
dell'elettorato sensibile di centrosinistra: ideato per rimotivare i delusi e
agganciare gli indecisi. Un porta a porta affidato ai milianti e ai fan con
dodici regole che vanno dall'invito di 5 amici a cena, agli sms, alle festicciole
elettorali, ai video su Youtube, ai volantini e al passaparola. Totti direbbe
"se po ffa", Veltrobomber "si può fare".
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Trasporti Previsti quattromila passeggeri in più al giorno per le
77 rotte trasferite da Malpensa. La protesta degli agenti Fiumicino, partenza a
singhiozzo Malgrado gli sforzi di Adr e Polaria, mattinata
difficile per il ritorno dei voli Alitalia Lunghe
file nelle prime ore del mattino, ieri, a Fiumicino: era il primo giorno dello
spostamento di 77 rotte da Malpensa Un'ora di preoccupante congestione in
mattinata, tra le 7 e le 8, con punte di circa 2 mila passeggeri assiepati
davanti ai controlli sicurezza riservati ai transiti. E' il bilancio
della prima giornata del nuovo orario estivo al "Leonardo da Vinci".
Una specie di rivoluzione che ha visto il massiccio trasferimento di voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino: in tutto 77 rotte divise
tra 23 nazionali, 40 europee e 14 intercontinentali. Tradotto in numeri, circa
4 mila passeggeri in più che, tra arrivi e partenze, si sposteranno ogni giorno
nello scalo romano. Per smaltire le file sono entrate in azione le "task
force" formate da personale Alitalia, Adr e
Polaria che - come vigili urbani - hanno smistato la massa dei viaggiatori.
L'aumento di flusso dovrebbe far schizzare il totale dei viaggiatori sbarcati a
Roma dai 32 milioni dello scorso anno ai 38 milioni previsti entro dicembre.
Per accoglierli, a Fiumicino, sta cambiando tutto: sette i cantieri aperti da
Adr per rifare l'aerostazione. Ci saranno altri terminal, un secondo impianto
per lo smistamento bagagli. I mezzi in pista sono stati rinnovati da Alitalia con un investimento di 16 milioni di euro e le
prime novità sono già visibili: tra hangar e velivoli parcheggiati nelle piazzole
sosta, non sfrecciano più i furgoni Fiat Doblò, ma eleganti berline nere
Renault Scenic con le insegne della compagnia di bandiera. Le difficoltà
registrate ieri, dopo che alle 6 di mattina è atterrato il primo volo ex
Malpensa, l'Az 675 da San Paolo del Attese Schisano e Franco Giudice, si può
dire che ha funzionato: il rallentamento mattutino, infatti, si è registrato
proprio al "satellite" dove si intrecciano le coincidenze per Africa,
America, Per limitare le attese, verranno raddoppiati i varchi per il controllo
dei passaporti e aperti nuovi terminal e impianti per smistare i bagagli I
problemi maggiori ci sono stati nel "Satellite", dove si incrociano
le rotte intercontinentali Brasile con 270 passeggeri a bordo, dovrebbero
essere superate nei prossimi giorni con il raddoppio dei varchi sicurezza, che
passeranno da
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-31 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE L'intervista I 35 anni insieme: io il suo mastro Don Gesualdo
onesto Confalonieri: i no a Silvio? Poi però aveva ragione lui "Non sono
così diplomatico. Se c'è da menare, meno" MILANO - Trentacinque anni.
Vissuti di corsa, sì. E però, dice lui, "non allarghiamoci: io stavo sul
sedile di dietro". Pressato, poi, perché va bene il low profile ma lo
sanno tutti da quanti fuoripista abbia recuperato quell'auto, Fedele
Confalonieri concede: "Va beh, non è che stessi proprio solo a guardare.
Ogni tanto la mia la dicevo". Era più che "ogni tanto",
naturalmente. E solo "ogni tanto" Silvio Berlusconi non lo stava a
sentire. Anche se lui, pure qui, schiva: "Ma mica c'è stata solo quella
volta della discesa in campo… Comunque, faceva bene: i fatti hanno sempre
dimostrato che aveva ragione lui". Lo dimostreranno anche adesso,
scommette il presidente di Mediaset. "Sposato" professionalmente al
Cav. da più tempo di quanto durino molti matrimoni, ossia da quel primo aprile
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-31 num: - pag: 31
categoria: BREVI ENERGIA I sistemi geotermici Caro Romano, i sistemi geotermici
vengono classificati di due tipi: a temperatura medio-bassa (sotto 100Ë?C)e ad alta
temperatura (sopra 100Ë?C).I primi, molto diffusi e di facile disponibilità,
possono essere usati per lo sfruttamento diretto dei fluidi caldi e soddisfare
una richiesta altissima del normale fabbisogno energetico per uso civile,
industriale, in agricoltura, negli allevamenti, ecc. Questa risorsa geotermica
è veramente pulita, rinnovabile e a costo zero. Purtroppo scarse conoscenze
tecniche ne hanno reso difficile la diffusione in Italia. I sistemi geotermici
ad alta temperatura si prestano per la produzione di elettricità. I principali
impianti sono installati prevalentemente in Toscana (Larderello, Travale,
M.Amiata) ma i campi geotermici ad alta entalpia sono distribuiti su tutta la
fascia tirrenica fino alla Campania. La quantità e la qualità dei fluidi
geotermici in gioco interferiscono pesantemente con l'ambiente. In pratica
questa forma di energia geotermica non è pulita né rinnovabile e neppure è a
costo zero, considerando le ricadute negative di varia natura sui territori
interessati. Forse tutti questi motivi ne rendono ardua la diffusione in zone
ad alta densità di popolazione. Circa il taglio poetico dato al suo sorvolo in
elicottero della zona di Larderello che dire? E' risaputo che dall'alto le cose
terrene acquistano tutta un'altra proporzione e dimensione. Se mai le capitasse
di risalire i tornanti che portano sul monte Amiata dal versante di
Piancastagnaio, osservi lo spettacolo di una centrale geotermoelettrica con il
suo camino rugginoso e fumante, tutte le strutture metalliche corrose dagli
acidi contenuti nel pennacchio bianco, la selva di parabole dei ponti radio
appiccicate ai tralicci. Si fermi e annusi l'aria. Un consiglio: porti qualche
bottiglia di acqua minerale perché sembra che l'interferenza geotermica
profonda interessi anche le sorgenti e le popolazioni sono costrette a aiutarsi
con le autobotti anche in pieno inverno. Costantino Vigni, Siena Grazie. Andrò
a verificare e porterò con me una bottiglia d'acqua minerale. Ma le segnalo che
anche le rovine dell'archeologia industriale sono apprezzate dagli esteti del
nostro tempo. CLASSE POLITICA Le due verità Caro Romano, sento che Berlusconi
vuole abolire la legge della par condicio perché fortemente iniqua. Secondo
Berlusconi, infatti, lo spazio televisivo dovrebbe essere utilizzato dai
diversi partiti secondo le rispettive percentuali di forza. Com'è cambiato il
pensiero berlusconiano dalla sua origine a oggi! Mi ricordo perfettamente
quando ci fu la famosa discesa in campo con un partito nuovo di zecca per il
quale si chiedeva più spazio televisivo rispetto agli altri partiti proprio
perché nuovo e quindi svantaggiato rispetto a chi in televisione c'era da
sempre. Ora viene portato avanti l'esatto contrario. Mi sembra che questa gente
sia proprio senza pudore o sbaglio? Pierluigi Ziliotto Verona Lei non sbaglia.
Ma il pudore e la coerenza non sono, malauguratamente, le virtù della classe
politica. Gli uomini politici praticano poco la Verità e preferiscono quella
con la v minusco-la, mutevole e adattabile alle circostanze. INCIDENTI
Accendini pericolosi Nei Paesi dell'Unione Europea si verificano ogni anno tra
1500 e 1900 casi di infortuni, causati da bambini che giocano con gli
accendini. E quaranta infortuni sono mortali. Una legge vieta la vendita di
accendini senza il meccanismo di sicurezza, in modo da salvaguardare
l'incolumità dei bambini sotto i 51 mesi. In pratica, il pulsante di
accensione, per essere a norma, deve attivarsi con una pressione superiore a 4
chili. Ma gli accendini non a norma sono circa 200 milioni. Smaltirli o
esaurire le scorte, in barba agli infortuni? Fabio Sìcari, Bergamo BAGAGLIO A
MANO Corsia preferenziale Sarebbe utile che nei banchi accettazione degli
aeroporti ci fosse una corsia preferenziale per i passeggeri con solo bagaglio
a mano, visto che la registrazione in questo caso richiede pochissimo tempo, a
differenza del check in dei passeggeri con bagaglio da stiva. A Malpensa l'Alitalia ha uno sportello riservato
per questo, ma è sempre chiuso! Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it BOLLETTE Gli
aumenti Leggiamo in questi giorni dei prossimi aumenti, 4,1% per l'elettricità
e 4,2% per il metano, percentuali che ci ritroveremo prossimamente in bolletta.
Nello stesso tempo, vengono resi noti anche i risultati dei bilanci societari
compresi quello di Enel, con un più 31% di utile rispetto al 2006 e di Eni, che
ha chiuso con un utile netto consolidato di dieci miliardi di euro. Tali somme,
oltre a essere doverosamente ridistribuite ai soci che hanno rischiato e
creduto nella società perché non "spartirle" sotto forma di minori
tariffe anche alla "affezionata" clientela. Andrea Sillioni Bolsena
(Vt) CONTROLLI I ristoranti cinesi Leggo del boicottaggio messo in atto dalla
Cina nei confronti della mozzarella italiana. Pur non riuscendo a biasimarli
(la salute è una per tutti) mi chiedo: siamo sicuri, parlando di igiene
alimentare, che i numerosi ristoranti cinesi presenti in Italia siano tutti al
di sopra di ogni sospetto? Gianluigi Valsecchi gianluigi_valsecchi@virgilio.it
PIL ITALIANO Dati sulla crescita Quanto crescerà il Pil italiano nel 2008?
L'Ocse (L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) dice che
non andrà oltre l'1,1%. Sino a pochi mesi fa diceva invece che sarebbe cresciuto
dell'1,3%, lo scostamento è minimo ma di questi tempi anche lo 0,2% può fare la
differenza. Il Fondo monetario internazionale invece dice che il Pil italiano
crescerà dello 0,6%, la metà di quello dell'Ocse. Accipicchia! Previsioni
altamente variabili, ma quanto affidabili? Giuseppe Diotto, Torino.
( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-31 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Muore un altro tifoso Matteo Bagnaresi,
27 anni, tifoso del Parma, è morto travolto da un pullman di tifosi juventini
nell'area di servizio Crocetta Nord sull'autostrada Piacenza- Torino.
L'automezzo era vuoto e l'autista (indagato per omicidio colposo) stava facendo
manovra. Poco prima le tifoserie si erano scontrate. Rinviato l'incontro
Juventus-Parma. Alitalia, Spinetta a Roma Oggi il presidente di Air France-Klm, Spinetta,
sarà a Roma per incontrare i sindacati in vista dell'acquisizione di Alitalia. L'obiettivo è rispettare la scadenza del 31 marzo con un'intesa
quadro e poi trattare e chiudere dopo le elezioni.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E Fiumicino fa il
pieno di passeggeri con i nuovi voli ? ROMA ? E FIUMICINO saluta l'arrivo da
ieri dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di
passeggeri. Sono infatti partiti quasi tutti a pieno regime i primi
collegamenti spostati, da Milano Malpensa sullo scalo della Capitale. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
? MILANO ? ALITALIA, si tratta: riparte oggi alle 14 il confronto tra Air
France-Klm e i sindacati. All'appuntamento Jean-Cyril Spinetta, si troverà
dall'altra parte del tavolo, uno schieramento sindacale che ha bocciato senza
appello la sua proposta ma che ha accettato il confronto. E mentre
AirOne mette nero su bianco il suo impegno a fare in modo di diventare entro
l'estate il primo vettore a Malpensa, lo scalo varesino vive il suo giorno più
nero. "Ma non morirà mai", assicura il presidente di Sea Giuseppe
Bonomi che aggiunge: "Siamo sicuri di recuperare 510 movimenti settimanali
da qui a un anno rispetto ai 700 tagliati da Alitalia".
Sempre bollente il fronte politico. Secondo Veltroni "il Paese dovrebbe
essere unito a sostenere la trattativa con Air France". Berlusconi, in
un'intervista a Newsweek, ribadisce le sue preferenze: "Spero che
appartenga a un gruppo di imprenditori italiani". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GUIDO BANDERA ?
MALPENSA (Varese) ? ALITALIA ha preso il volo, forse per
sempre, dallo scalo varesino di Malpensa, ma i cartelloni con i loghi della
compagnia di bandiera, staccati sabato quasi alla chetichella dai banchi del
check-in del nuovo terminal, tutto marmi e acciaio, sono già in parte stati
rimpiazzati. Al loro posto quelli di AirOne, Singapore Airlines e Malév,
la società ungherese, che da ieri sostituisce Alitalia
nei collegamenti con Budapest. La parziale consolazione, però, non toglie dai
volti delle cortesi dipendenti dell'aeroporto l'espressione di preoccupazione,
celata dai sorrisi standard per i viaggiatori in fila. Corazzata dal tailleur
di circostanza, una di loro, torva dietro gli ultimi banconi dell'Alitalia chiacchiera con una collega, ma declina l'invito a
parlare: "Ci hanno già chiesto tutto, non sappiamo cosa rispondere.
Speriamo solo di continuare a lavorare", dice agitando le mani. Più
disponibile, forse rassegnata, la bruna Maria Grazia, che sta preparando la
carta d'imbarco per un viaggiatore ticinese, "Classe Magnifica":
"Ci hanno messo in cassa integrazione, ma lavoriamo tutti. Stiamo fermi a
turno, compresi i colleghi di Linate. Siamo preoccupati per gli esuberi, ma
l'azienda ha deciso di non penalizzare un solo gruppo di lavoratori: è un
disagio condiviso, ma chi si deve trasferire da Milano a Malpensa per lavoro
paga lo stesso per i costi di trasporto e incassa di meno, stando fermo magari
due ore su otto. Speriamo nell'arrivo delle altre compagnie". La tegola
caduta su Malpensa è tutta qui: la Sea, che gestisce lo scalo, ha oltre 5mila
dipendenti e 900 sono in esubero. La hostess sorride e rende il passaporto al
viaggiatore svizzero, Marco Fasanelli, che poi si ferma a parlare. "L'Alitalia la uso, malgrado tutto ? spiega accorato con
accento ticinese, mentre la moglie annuisce ?. Però è impensabile che una
compagnia possa funzionare con tempi di prenotazione anche di un mese e mezzo.
Quanto a Malpensa, forse è più comoda di Zurigo, ma i collegamenti stradali
sono assurdi. E l'aeroporto è già vecchio, guardi i pavimenti. Poi, lo scriva,
i bagni sono indecenti, bel biglietto da visita per l'Italia".
Soddisfatto, afferra il trolley e si avvia ai varchi. SONO da poco passate le
11 e dentro il grande androne delle partenze, dominato dal verde degli arredi
già vecchi di nove anni, l'unica coda è per l'imbarco del volo Tam per San
Paolo del Brasile. Semideserti i banconi dell'Alitalia:
in business class meno di dieci persone in un'ora, venti in classe turistica.
"In una domenica normale i passeggeri sono 74mila ? spiega un funzionario
della Sea, azienda che gestisce lo scalo ?, oggi (ieri per chi legge, ndr)
forse arriviamo a 34mila: quelli che sono spariti sono proprio dell'Alitalia. Piange il cuore a vedere il piazzale aeromobili
quasi vuoto. Manca la metà degli aerei". Davanti alle vetrate che danno
sulla pista, gli unici affezionati sono i vecchi del circondario, che, secondo
una vecchia tradizione, la domenica abbandonano le carte sul tavolino del bar
per andare a sognare l'America e l'Australia guardando partire i jet. Ormai,
però, i collegamenti internazionali sono pochissimi. Alitalia
è passata da diciassette voli esteri al giorno a tre. "Malpensa sembrerà
l'aeroclub di Vergiate, qui vicino", sogghigna un addetto delle pulizie.
Dall'alto, la modella di un enorme manifesto pubblicitario sembra guardare
l'insegna tricolore dell'Alitalia con aria pensosa.
Forse è solo suggestione, ma c'è chi, nonostante tutto, crede ancora nel
servizio della compagnia nazionale: "Il servizio? Ottimo, a bordo sono
gentilissimi", sentenzia frettolosa la bionda Katia, che sui tacchi si
trascina appresso una enorme valigia rossa. "Penso che ce la
faranno", conclude sventolando il biglietto di business class. Al piano di
sotto, quello degli arrivi, un brulicare di auto blu annuncia l'arrivo delle
autorità per l'apertura della bretella autostradale, diciotto chilometri
d'asfalto agognati da 9 anni, completati nel giorno più nero, quello della
scure. Eppure alla Sea sono convinti: il futuro dello scalo sarà radioso. Al
posto del parcheggio davanti al terminal inaugurato nel 1999 sorgerà un enorme
albergo Sheraton. Sempre che i viaggiatori rimangano. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E' NORMALE che il
paese dei baby-pensionati mandi in pensione il suo più grande aeroporto, a soli
dieci anni dalla sua nascita. Ovvero quando stava per cominciare a funzionare
bene. Giustamente ci indignamo se paesi come la Corea annunciano che non
importeranno più la nostra mozzarella, giusto per buttar fango su Milano e tacendo
il particolare che hanno altri gusti: a loro piace la carne di cane.
Giustamente ci innervosiamo se quello spiritosone del sindaco di Smirne ? che i
turchi vengano a darci lezione di gastronomia è una cosa che fa morire dal
ridere ? al pranzo ufficiale per l'Expo rassicura gli invitati che nel menù ci
sarà kebab e non mozzarella. Che il cammello sia a loro più affine non
l'abbiamo mai messo in dubbio. Ma se siamo a questo punto, una ragione c'è.
Perché in quale altro paese al mondo si arriva a tanto paradosso, ma potremmo
chiamarla demenza, per cui nello stesso giorno in cui si chiude la gran parte
del traffico aereo di un aeroporto, Malpensa, e spariscono due voli su tre,
viene inaugurata una nuova autostrada, la Boffalora, che consentirà
collegamenti veloci tra lo stesso aeroporto con Milano e Torino. Chi dovrebbe
andarci su questa autostrada veloce, i tassisti che da oggi stanno a girarsi i
pollici in attesa di viaggiatori che non arrivano più? Per non parlare della
nuova ferrovia che si farà tra Malpensa con Lugano e il Canton Ticino. E' vero
che tutto non si può avere nella vita ma noi esageriamo, perché prima avevamo
un grande aeroporto ma non le strade che sarebbero servite a farlo funzionare
bene e ora abbiamo le strade ma non abbiamo più l'aeroporto. L'ultimo
capolavoro del Governo Prodi. Ecco perché si permettono di fare gli spiritosi
con l'Italia che non troppi anni fa era una nazione, considerata tra le prime
potenze mondiali. Chiudiamo con un pensiero all'Expo. Oggi a Parigi si decide
se Milano sarà la sede dell' Esposizione universale, che si terrà fra sette
anni. Se dovesse vincere Milano e non Smirne si prevede arriveranno 30 milioni
di visitatori da tutto il mondo, ma il problema sarà come
farli arrivare perché l'aeropoprto intercontinentale di Alitalia è sparito e a Malpensa non si arriva più nemmeno da Firenze o
Bologna, figuriamoci da più lontano. Sconsolante, vero? Sì, e avremmo una gran
voglia di dire che tutto quello descritto è solo uno scherzo. Invece purtroppo,
è tutto vero. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANTONELLA COPPARI
? ROMA ? DICE: "Votate compatti il Pdl per consentire un governo forte e
non condizionabile in nessun modo nè al Senato nè alla Camera". Dice
proprio così, Silvio Berlusconi "votate compatti per noi, non sprecate
questa chance dando il voto a Casini che non raggiungerà l'otto per cento in
nessuna regione al Senato" e lì all'autodromo di Adria, parte deciso
l'applauso dei fan. In collegamento telefonico alla festa del partito
organizzata dal coordinatore regionale del Veneto, Niccolò Ghedini, il
Cavaliere torna a ripetere che alle larghe intese non ci pensa proprio e
sgombra così il campo dall'ipotesi dell'inciucio tornata a far capolino a causa
del settimanale americano Newsweek e del suo speciale sulle elezioni italiane.
E però, proprio come Veltroni, lascia aperta la strada del confronto su riforme
condivise, che servono all'Italia: "E' uno scenario che ci ha sempre
trovato d'accordo". OVVIAMENTE, non usa toni che sembrano preparare il
terreno alla grande coalizione. "Veltroni è un gran chiacchierone, ma il
suo spettacolo è finito". Ce la mette tutta per spegnere le luci: "In
Italia ci sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una
pressione fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la
tragedia dei rifiuti di Napoli e lo stop ai cantieri. Questi sono i fatti della
sinistra ? scandisce a Newsweek il Cavaliere ? poi ci sono le belle parole e le
promesse e quella è la sinistra di Veltroni". Ma c'è di più, avverte:
quando il candidato premier del Pd passa dalle parole ai fatti dimostra che è
della stessa pasta di Prodi & co. Per dimostrare la verità dell'assioma,
prende la capitale come punto di riferimento e la utilizza come 'manifesto' di
questi ultimi giorni di campagna elettorale. E' vero: il corposo dossier
dall'illuminante titolo 'C'era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni
? l'eredità della sinistra' con tanto di lettera autografa di accompagnamento
verrà recapitato 'solo' alle famiglie romane. Ma è chiaro che è stato ideato
come 'monito' ? grazie al tam tam mediatico ? per tutta l'Italia: l'attacco
all'ex sindaco è secco, composto non solo di giudizi politici, ma corredato di
dati, cifre "assolutamente veri". SPIEGA il Cavaliere che Veltroni
"lascia un'eredità pesante". Per cui si deve parlare non di
"modello" ma di "distrastro" Roma. E elenca i motivi di
questo giudizio: "37 mila famiglie senza case, 50 mila bambini senza asili
nido, 9mila disperati nelle baraccopoli, 3.7 milioni spesi per i campi nomadi e
solo 5 per l'emergenza abitativa". Per non parlare di una "pressione
fiscale altissima", e di un debito "che l'anno prossimo raggiungerà i
nove milioni di euro". Risultato: "Veltroni è per Roma ciò che Prodi
è per l'Italia. Qui è stato applicato il modello Visco". Per questo, scrive,
"tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia
questa eredità abbia la velleità di guidare l'Italia". PER CARITA': alle
otto di sera, quando si collega con Adria, non nasconde la sua preoccupazione
per "la situazione che troverò una volta tornato a Palazzo Chigi".
Però lancia un messaggio di ottimismo: "Ho dato sempre il meglio di me nei
momenti difficili dal male ho sempre tratto il bene". Parla mezz'ora:
affronta subito il caro petrolio con conseguente stangata sulle bollette di
luce e gas: "I temi energetici sono una delle priorità del mio governo ?
scandisce ? è inaccettabile che le tariffe italiane siano più care del 35%
rispetto agli altri Paesi". Per questo torna a battere il tasto del
nucleare "e di quello che serve per tornare competitivi". E siccome
tutto si tiene, torna ad accusare la sinistra della questione rifiuti in
Campania ("l'immagine dell'Italia nel mondo è stata deteriorata") per
poi rilanciare su Alitalia: "E' inaccettabile la
perdita della compagnia di bandiera ? conclude il Cavaliere ? perchè si rischia
di disincentivare il turimo nazionale, che è uno degli assi portanti del nostro
sistema Paese e della nostra ricchezza". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Intese no,
riforme sì" Veltroni precisa: "Chi vince governa, ma niente
inciuci" di OLIVIA POSANI ? ROMA ? PRIMA HA EVOCATO il pareggio al Senato,
ora si dice pronto a scommettere che dalle urne uscirà un risultato
"sorprendente". Ma comunque vada, subito dopo il voto bisognerà fare
le riforme politiche e istituzionalli. E, dice Veltroni, bisognerà farle
"insieme". Attenzione, però, niente pasticci: "Escludo
assolutamente larghe intese", assicura Walter Veltroni. Insomma no (come
peraltro dice anche Berlusconi) a quella grosse koalition che poche ore prima
era affiorata durante una intervista a Newsweek. Grandi intese in caso di
pareggio alle elezioni? aveva chiesto il settimanale americano, che dedica la
copertina del suo numero europeo al caso Italia. "Probabile ? la risposta
di Veltroni ? Se mi chiedete se la prenderei in considerazione direi
probabilmente". Più tardi, dai microfoni di Sky Tg24, precisa la sua
posizione: "Chi vince le elezioni, anche con un solo voto, governa. Nienti
inciuci, grandi intese o governi pasticciati. Ma anche con una larghissima
maggioranza le riforme istituzionali si fanno insieme". "Sono sempre
più ottimista ? aggiunge ? Se vinco, una delle due camere verrà proposta
all'opposizione". E se perde? Parla di "dovere etico" di
continuare a guidare il suo partito. Resterà segretario, insomma. Veltroni va
poi all'attacco di Berlusconi: "Quando il governo Prodi è caduto ho
proposto al leader del Pdl di formare un governo tutti assieme per fare le
riforme istituzionali e approvare una riforma elettorale. La destra, e nello
specifico Berlusconi, si è opposta. Loro ne portano la responsabilità". E
ancora: "L'Italia non può permettersi di perdere l'ultimo treno. Siamo di
fronte alla nostra ultima chance. Il Paese ha bisogno di un leadership di tipo
europeo, di persone serie che non fanno le corna nelle foto con i capi dello
Stato". E non è l'unico attacco diretto (ed è la prima volta) al
Cavaliere. "Mi irrita la doppiezza di Berlusconi ? confessa ? Quando c'era
la discussione sulle riforme istituzionali parlava di me come fossi Giolitti,
con apprezzamenti anche eccessivi. Ora che c'è la campagna elettorale dice
quanto di peggio si possa dire e magari, dopo le elezioni, ricomincerà a farmi
i complimenti". VELTRONI poi torna a stigmatizzare il
comportamento del Cavaliere sul caso Alitalia.
"C'è una grande irresponsabilità di cui qualcuno dovrà rispondere. La trattativa
è delicatissima. Ci sono in ballo le sorti dei lavoratori di Alitalia e il futuro di Malpensa. Il Paese deve essere unito e invece si
parla di cordate, di 'figli di', si annunciano nomi e il titolo crolla.
E' irresponsabile che si sia provocato un'oscillazione del titolo del
30-40%". Quindi, l'ex sindaco, spiega che cosa intende fare sulla par
condicio, la legge tanto odiata da Berlusconi, in caso di vittoria: "Non
va abrogata, ma va cambiata in modo che sia legata alla legge Gentiloni. Inasprirei
la par condicio per garantire più equilibrio, ma la alleggerirei nella minuzia
del quotidiano". Tutte sottolineature che arrivano da uno dei tanti gazebo
allestiti dal Pd per il Democratic-Day. SONO CIRCA 12 mila i punti di incontro,
lo stesso numero dei seggi per le primarie del 14 ottobre. Ermete Realacci
parla di "straordinario successo" dell'iniziativa. Sono stati
distribuiti oltre cento milioni di pezzi di materiale di propaganda, tra cui
cinque milioni di vademecum per i volontari. In molte zone d'Italia, spiega il
responsabile organizzativo del Pd, "il materiale è andato esaurito già in
tarda mattinata: il successo che sta avendo il Democratic day dimostra che gli
italiani hanno fiducia nel Pd e nel futuro del Paese". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di BEATRICE
BERTUCCIOLI ? ROMA ? LA SUA LISTA è 'Aborto? No, grazie'. Ma guai a dire che
punta a mettere mano alla legge 194. Giuliano Ferrara assicura che non si
propone alcuna modifica alla legge che ha messo fine agli aborti clandestini.
Le sue liste sono presenti in tutte le regioni, ma soltanto per la Camera.
Giuliano Ferrara, in giro per comizi? "Oggi (ieri n.d.r.) sono a Firenze e
sabato ero in Liguria. A Livorno ci volevano legnare ma poi le forze
dell'ordine gliel'hanno impedito". Una campagna elettorale monotematica.
"Una campagna elettorale che punta sull'unico argomento che conta: la
difesa della vita umana dalla brutale disumanizzazione in corso". Secondo
lei è l'unico problema che ha oggi l'Italia? "Dovrei
occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante
come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo
di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle
donne dell'aborto". Imposizione? E' una libera scelta. "No,
non è una libera scelta. E' una cultura maledetta che impone l'aborto, perchè
lascia sole le donne, perchè non le aiuta, perchè non rimuove le cause
dell'aborto. E quindi è un'imposizione. E poi, in mezzo mondo è un'imposizione
legale: le bambine vengono abortite. Ci rendiamo conto che scandalo?". Si
riferisce alla Cina? "Parlo della Cina. Ma io sono italiano, un grande
Paese cosmopolita". Ma una volta messo al mondo un figlio, chi aiuta le
donne? "Noi combattiamo questo: la società nemica dell'infanzia, della
famiglia, della maternità. Noi abbiamo detto, ci sono dodici miliardi di conti
dormienti. Prendiamone la metà, 0,5 per cento del Pil, e facciamo una politica
familiare da primi della classe in Europa e nel mondo. E abbiamo anche detto,
apriamo in ogni regione un'agenzia per le adozioni". E cosa ha a che fare
questo con la legge 194? "Non abbiamo mai parlato di 194 e sue eventuali
modifiche. Al massimo abbiamo detto che bisogna applicarla integralmente. E'
una calunnia vergognosa che è stata agitata contro di noi da aree culturali che
vengono dagli anni Settanta e dicono che noi vogliamo mettere le donne in
galera perchè hanno abortito. Ho sempre detto, invece, che bisogna riconoscere
che la vita è tale dal concepimento alla fine naturale, come principio di
diritto umano. Per combattere, con la moratoria internazionale, l'obbligo di
aborto delle bambine in Cina. E è una vergogna che le femministe vengano a
rompere le scatole a me, nei miei comizi, invece d'andare sotto la sede
dell'Onu, dell'Unesco e della Fao". Quindi è a favore della 194?
"Essere a favore di una legge che combatte l'aborto clandestino non
significa essere a favore dell'aborto, o essere moralmente indifferenti
all'aborto. Che è quello che ci è successo negli ultimi trent'anni. Con il
risultato di un miliardo di aborti nel mondo e cinquanta milioni d'aborti
l'anno. Io non festeggio". Nessuno festeggia. "E' un fatto tragico.
Dovremmo unirci contro l'aborto, non dividerci". E i morti sul lavoro?
Quelli non le interessano? "Non sono responsabile dei morti sul
lavoro". Nessuno l'ha detto. "Tutti parlano di stupidaggini.
Berlusconi e Veltroni, hanno tutti le stesse ricette: io aumento le pensioni di
400 euro, io faccio la scala mobile. C'era una cosa vera, importante, e hanno
voluto escluderla dalla campagna elettorale. Mistificatori". Il Vaticano
ha preso le distanze dalla sua lista, giudicandola inutile e dannosa. "Io
sono laico. Il Vaticano perchè deve compromettersi con una lista laica? Il
Vaticano non si compromette con nessuno, nè con Berlusconi nè con Veltroni nè
con Casini nè con me. Io non ho mai tirato la giacca a nessun prete".
Spera, come altri, nel voto dei cattolici? "Penso di avere il voto laico
dei cattolici e il voto cristiano dei laici: quelli che sanno come, in un
pensiero laico, ci stia dentro anche Cristo". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA VITA CONTRO LA
CULTURA MALEDETTA CHE IMPONE L'ABORTO" si vergognino di contestarmi"
di BEATRICE BERTUCCIOLI ? ROMA ? LA SUA LISTA è 'Aborto? No, grazie'. Ma guai a
dire che punta a mettere mano alla legge 194. Giuliano Ferrara assicura che non
si propone alcuna modifica alla legge che ha messo fine agli aborti
clandestini. Le sue liste sono presenti in tutte le regioni, ma soltanto per la
Camera. Giuliano Ferrara, in giro per comizi? "Oggi (ieri n.d.r.) sono a
Firenze e sabato ero in Liguria. A Livorno ci volevano legnare ma poi le forze
dell'ordine gliel'hanno impedito". Una campagna elettorale monotematica.
"Una campagna elettorale che punta sull'unico argomento che conta: la
difesa della vita umana dalla brutale disumanizzazione in corso". Secondo
lei è l'unico problema che ha oggi l'Italia? "Dovrei
occuparmi dell'Alitalia? A me piace battermi per la vita. Nessun argomento è importante
come quello che affrontiamo noi. Lo sfregio della civiltà moderna, il tentativo
di distruggere le radici cristiane dell'Occidente attraverso l'imposizione alle
donne dell'aborto". Imposizione? E' una libera scelta. "No,
non è una libera scelta. E' una cultura maledetta che impone l'aborto, perchè
lascia sole le donne, perchè non le aiuta, perchè non rimuove le cause dell'aborto.
E quindi è un'imposizione. E poi, in mezzo mondo è un'imposizione legale: le
bambine vengono abortite. Ci rendiamo conto che scandalo?". Si riferisce
alla Cina? "Parlo della Cina. Ma io sono italiano, un grande Paese
cosmopolita". Ma una volta messo al mondo un figlio, chi aiuta le donne?
"Noi combattiamo questo: la società nemica dell'infanzia, della famiglia,
della maternità. Noi abbiamo detto, ci sono dodici miliardi di conti dormienti.
Prendiamone la metà, 0,5 per cento del Pil, e facciamo una politica familiare
da primi della classe in Europa e nel mondo. E abbiamo anche detto, apriamo in
ogni regione un'agenzia per le adozioni". E cosa ha a che fare questo con
la legge 194? "Non abbiamo mai parlato di 194 e sue eventuali modifiche. Al
massimo abbiamo detto che bisogna applicarla integralmente. E' una calunnia
vergognosa che è stata agitata contro di noi da aree culturali che vengono
dagli anni Settanta e dicono che noi vogliamo mettere le donne in galera perchè
hanno abortito. Ho sempre detto, invece, che bisogna riconoscere che la vita è
tale dal concepimento alla fine naturale, come principio di diritto umano. Per
combattere, con la moratoria internazionale, l'obbligo di aborto delle bambine
in Cina. E è una vergogna che le femministe vengano a rompere le scatole a me,
nei miei comizi, invece d'andare sotto la sede dell'Onu, dell'Unesco e della
Fao". Quindi è a favore della 194? "Essere a favore di una legge che
combatte l'aborto clandestino non significa essere a favore dell'aborto, o
essere moralmente indifferenti all'aborto. Che è quello che ci è successo negli
ultimi trent'anni. Con il risultato di un miliardo di aborti nel mondo e
cinquanta milioni d'aborti l'anno. Io non festeggio". Nessuno festeggia.
"E' un fatto tragico. Dovremmo unirci contro l'aborto, non
dividerci". E i morti sul lavoro? Quelli non le interessano? "Non
sono responsabile dei morti sul lavoro". Nessuno l'ha detto. "Tutti
parlano di stupidaggini. Berlusconi e Veltroni, hanno tutti le stesse ricette:
io aumento le pensioni di 400 euro, io faccio la scala mobile. C'era una cosa
vera, importante, e hanno voluto escluderla dalla campagna elettorale.
Mistificatori". Il Vaticano ha preso le distanze dalla sua lista,
giudicandola inutile e dannosa. "Io sono laico. Il Vaticano perchè deve
compromettersi con una lista laica? Il Vaticano non si compromette con nessuno,
nè con Berlusconi nè con Veltroni nè con Casini nè con me. Io non ho mai tirato
la giacca a nessun prete". Spera, come altri, nel voto dei cattolici?
"Penso di avere il voto laico dei cattolici e il voto cristiano dei laici:
quelli che sanno come, in un pensiero laico, ci stia dentro anche Cristo".
- -->.
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Alitalia, poco spazio per trattare" Riparte il
negoziato, Spinetta avvisa i sindacati. Bonanni: il piano va cambiato ROBERTO
MANIA ROMA - "I margini per la trattativa sono ristrettissimi": è con
questa premessa che il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta,
atterrerà questa mattina a Roma per avviare con i sindacati (nove le sigle
presenti) il negoziato sulla ristrutturazione dell'Alitalia.
L'accordo è difficile perché il piano è pesante sotto il profilo degli esuberi
(oltre 2.000 i lavoratori eccedenti, pari al 12 per cento dell'intera
manodopera) e perché ridimensiona la prospettiva industriale della compagnia,
appesantita dai debiti (1,7 miliardi di rosso finanziario) e senza più
redditività (perde un milione al giorno). A parte l'abbandono di Malpensa, sono
previsti il taglio dei collegamenti a lungo raggio, la chiusura del cargo,
l'assottigliamento del cosiddetto perimetro aziendale. Un'Alitalia
regionalizzata, senza più un profilo internazionale. Ecco perché il leader
della Cisl, Raffaele Bonanni ha rilanciato: "Il piano va cambiato. Io -
aggiunge - non conosco cosa sia stato pattuito con i venditori, ma so di certo
che la ricchezza del mercato del volo italiano è ben superiore a quello che
pensa Air France. La prospettiva industriale per Alitalia è davvero troppo striminzita". Negoziato in salita, dunque,
anche se non ci sono più vincoli temporali strettissimi dopo che le casse dell'Alitalia sono meno vuote, grazie ai 148 milioni arrivati dalla cessione
di sue azioni Air France e dal rimborso di un credito di imposta Irpeg.
L'ad della Magliana, Maurizio Prato, minaccia di portare i libri in tribunale
di fronte a tattiche dilatorie, ma l'obiettivo di tutti (anche dei francesi che
l'hanno posta tra le condizioni per lanciare l'ops finale) è l'intesa. E se il
negoziato dovesse decollare, pure il fronte politico sarà costretto a
indietreggiare, insieme, in particolare, all'ipotetica cordata di imprenditori
tricolori sponsorizzata dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Dando così
tregua alle incredibili oscillazioni del titolo in Borsa (tra sospensioni e
riammissioni alle contrattazioni) che ha portato al Consob a richiamare tutti
al rispetto delle regole. Anche da qui la mossa dei sindacati: vogliamo
trattare perché per ora non c'è alcuna alternativa ai francesi. Iniziativa
subito colta dal leader del Pd, Walter Veltroni: "Il paese deve essere
unito nella trattativa con Air France". Ma ancor prima di entrare nel
merito delle proposte, i sindacati intendono ribaltare la logica del confronto:
"Spinetta - dice Mauro Rossi, segretario nazionale della Filt-Cgil - pensa
di chiudere la trattativa, noi pensiamo, innanzitutto, che si debba fare".
Che vuole dire ridiscutere il piano industriale, rivedere la strategia, e solo
al termine individuare gli esuberi e, infine, quali ammortizzatori sociali
utilizzare. La scorsa settimana, invece, Spinetta ha inviato ai sindacati un
pacchetto chiuso: prendere o lasciare. "Pensando - sostiene Rossi - di
stringerci la corda al collo. Ma noi riteniamo che per conquistare il mercato
italiano Parigi debba rivedere quel piano. Può fare un ottimo fare, ma non
l'affare del secolo". Da verificare infine la tenuta del fronte sindacale:
oggi al tavolo ci saranno anche i piloti dell'Anpac. Ma proprio da loro
(all'inizio gli unici a sostenere il progetto francese) è arrivato il no totale
al piano di ristrutturazione. Per la prima volta, infatti, c'è in campo
l'ipotesi di ricorrere alla cigs e alla mobilità per i 507 piloti in esubero.
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Vecchio e
nuovo Scalo semivuoto dopo l'addio di Alitalia. Forti
danni per l'indotto Il day after di Malpensa "In una notte è finito
tutto" Bonomi: ma l'aeroporto non morirà Ridotta al minimo l'attività di
duty-free e boutique: "Un cliente in 5 ore, è un disastro"
Sopravvissute solo tre rotte a lungo raggio di Alitalia:
"Eppure è qui l'80% del mercato" Folla al check-in di Air France:
"Parigi ci mangerà, ma non abbiamo alternative" ETTORE LIVINI DAL
NOSTRO INVIATO MALPENSA - Domenica 30 marzo. Primo giorno della nuova era di
Malpensa. Mezzogiorno. Sono solo sei ore che Alitalia
ha divorziato dallo scalo milanese. Eppure Davide Mattiello ? addetto al
Ferrari Shop dei duty-free nel terminal B e una forte somiglianza con Felipe
Massa ? soffre già di saudade per la compagnia di bandiera. "Come va? Le
dico solo una cosa. Fino a ieri alle 7.25 di mattino, quando arrivavano i voli
intercontinentali, avevo la gente che mi bussava sulle vetrine per farmi aprire
il negozio 5 minuti prima. Oggi nelle prime tre ore è stato il deserto. Ha
presente? Nessuno, zero al quoto!". Venti metri più in là, tra i vestiti
griffati della boutique Valentino, la musica è la stessa: "è un disastro ?
sintetizza la biondissima Luisa ?. In cinque ore sono entrate sei persone e
solo una ha comprato qualcosa. Di solito a mezzogiorno siamo già almeno a 10-15
capi venduti...". Alitalia ? sospesa tra Air
France e la cordata fantasma di Silvio Berlusconi ? deve ancora capire quale
sarà il suo futuro. Quello tutto in salita di Malpensa, invece, è iniziato
ufficialmente ieri. Sono arrivati ora legale e orario estivo e la compagnia di
bandiera è volata via da Milano trasferendosi armi e bagagli a Fiumicino.
"Era il nostro miglior cliente, abbiamo lavorato bene per loro e il ringraziamento
è questo: ci danno il benservito ? dice amara Giovanna Formato, addetta di Sea
Handling alle sue prime ore di cassa integrazione ?. Se ne vanno in una notte e
qui lasciano un vuoto enorme". Vuoto nel vero senso della parola. I check-in Alitalia sono deserti. I saloni dei transiti ? fino a ieri una bolgia ?
sembrano corsie di un obitorio. Poche sigle Az sui tabelloni (ieri sono
decollati 102 aerei Alitalia contro i 380 di settimana scorsa) e pochi passeggeri in
aeroporto (a sera saranno 35mila passeggeri contro i 74mila di pochi giorni
fa). Malpensa ha reagito come un'amante tradita: la prima cosa che ha
fatto è stato tentare di cancellare tutte le tracce del passato. Trapani e
muletti hanno lavorato tutta la notte di sabato per smontare 24 check-in Alitalia. Poche sapienti pennellate di verde hanno
cancellato il logo della compagnia e sui vecchi banchi della Magliana si sono
già sistemati da padroni Air One (pronta a lanciare 11 nuove destinazioni da
Milano) Tam, Turkish e Singapore. "Ma Air One non è la stessa cosa di Alitalia? ? chiede un po' confuso Giovanni Gambari, in
partenza per Bari ?. Ah no? Beh, l'una o l'altra è lo stesso, l'importante è
che noi milanesi troviamo da qui i voli per tutto il mondo". Per ora è
impossibile. Alitalia ha tagliato 14 delle sue 17
rotte intercontinentali. E i vecchi rigidissimi trattati bilaterali impediscono
alla Sea di assegnare alla concorrenza (c'è già la fila di richieste) le
destinazioni fatte saltare dalla Magliana. "Cosa penso? Che mi spiace! ?
assicura Ivano Basile, trent'anni in Alitalia,
impegnato ad aiutare i passeggeri dell'Az 786 per Tokyo, una delle tre rotte a
lungo raggio Alitalia sopravvissute ?. Mi spiace per
la compagnia, visto che mi ricordo cos'era 30 anni fa. E mi spiace per il nord.
Parliamoci chiaro. Io ho lavorato anche al commerciale e i numeri li so: l'80%
del mercato del trasporto aereo è qua". E molte delle rotte cancellate
ieri (venerdì ad esempio è capitato ai voli per Ancona, Lione Pisa e molti
altri) erano addirittura in overbooking. Basile è fortunato. Succeda quel che
deve succedere, il milleproroghe gli ha spalancato le porte del
prepensionamento. A preoccuparsi qui a Malpensa sono i giovani e tutto
l'indotto che da 10 anni ruota attorno all'aeroporto. "Sono in coda da quattro
ore e ho ancora una mezz'oretta buona da aspettare per far salire un cliente ?
dice un po' in ansia il taxista Carmine Mancusi ?. Diciamo che rischia di
essere una giornata buttata via". Le cose non vanno benissimo nemmeno per
Veronica Salerno, divisa nera della Secure-bag, ferma a braccia conserte
davanti al rullo per incellofanare i bagagli: "Il piatto piange. Ieri
abbiamo fatto su nella plastica 200 valigie, oggi se va bene arriviamo a
120". Eppure davanti alla sua postazione c'è una lunga coda. "è il
check-in di Air France ? spiega Veronica ?. Fino a ieri, a dire la verità, non
avevo mai visto una fila di questo genere". Dovrà abituarsi. Se Alitalia passerà a Parigi i banchi del gruppo transalpino
saranno un passaggio obbligato per molti dei lombardi che voglio volare verso
altri continenti. "Air France ci mangerà ? vaticina Basile ?. Ma che
alternative abbiamo? Alitalia è stata sull'orlo del
fallimento più volte negli ultimi tre anni. Parole ne ho sentite tante, ma di
imprenditori italiani pronti a salvarla non ne ho visto uno". Malpensa,
intanto, dovrà imparare a volare da sola. "Per almeno due anni sarà dura,
speriamo di essere tutelati", prevede Giuseppe di Lauro, uno degli 800
dipendenti Sea appena entrati in cassa integrazione. Lufthansa, dicono le
indiscrezioni, è alla finestra pronta a prendere il posto di Alitalia
non appena verranno liberalizzate le rotte intercontinentali. L'inaugurazione
ieri della bretella per l'autostrada Milano-Torino (in attesa della Pedemontana
e di collegamenti ferroviari migliori) è il segno che le istituzioni ? in modo
bipartisan ? non abbandonano lo scalo milanese. "Malpensa non morirà
mai", ha promesso ieri il numero uno della Sea Giuseppe Bonomi. Di sicuro
però, con 44mila voli Alitalia e sei milioni di
passeggeri in meno l'anno, la convalescenza non sarà né facile né breve.
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Folla di
viaggiatori nell'hub romano dopo il trasferimento dei voli Fiumicino invaso:
"Sembra agosto" PAOLO G. BRERA FIUMICINO - "Mamma mia, li hai
visti i nuovi turni? è un delirio", dice Elisa al check-in internazionali Alitalia. "E tu fai come me - le risponde una collega -
fatti trasferire all'handling di Korean Air, lì almeno respiri". Con 70
nuovi voli e 15mila persone in più in un solo giorno, ieri l'aeroporto di
Fiumicino ha superato con riserva il primo esame del nuovo corso, generato
dall'orario estivo che ha trasferito nello scalo romano due terzi del traffico
di Malpensa. Si comincia all'alba: alle 6 ecco i 270 passeggeri da San Paolo
del Brasile, mentre partono le operazioni di imbarco per i 201 del Miami delle
9,45. Ma la folla mette a dura prova tutto lo scalo, anche dove la domenica
senza i voli di lavoro era il deserto dei Tartari: "Vedevo tutta quella
gente nel nostro bar e non riuscivo a capire come mai", sorride Roberto
Galan dagli arrivi nazionali. A incrociare le dita e sperare che tutto filasse
via senza intoppi c'erano il direttore generale Alitalia
Giancarlo Schisano, i manager di AdR, il direttore dello scalo Vitaliano Turrà
e i dirigenti di tutti gli handler. E c'erano anche gli ispettori Enac, a
verificare che non si ripetessero i disastri da affollamento della scorsa
estate. A fine giornata, nell'aeroporto sono transitati 106mila passeggeri e
930 aerei "e i nostri tecnici - sminuisce una fonte
aeroportuale - sostengono che a regime la quota Alitalia salirà
solo dal 40 al 45%". Ma la crescita non riguarda solo Alitalia: a maggio sarà operativo il low cost a lungo raggio di Zoom
Airlines per Toronto e Montreal, e a giugno sbarcherà AeroMexico con voli
diretti per Mexico City e Monterey. "Siamo soddisfatti, per ora è
andato tutto bene - dice intanto uno dei responsabili Alitalia
- e le uniche difficoltà erano i controlli di frontiera, dove si sono formate
code". Il problema da oggi sarà lenito dall'abolizione dei controlli di
frontiera per nove paesi Ue. Se qualcuno gongola sotto i baffi, ricordando lo
smarrimento di dieci anni fa quando in un solo giorno Fiumicino si vide
togliere il 35% dei voli a beneficio di Malpensa, oggi nessuno commenta
ufficialmente il nuovo corso che alimenta le ambizioni della Capitale sul
fronte del business e del turismo. Ma non tutti riescono a gioirne: "Sono
precario dal 2002 - dice Giovanni, assistente di terra - e lavoro 9 mesi l'anno
guadagnando 750 euro al mese. Ai miei colleghi hanno fatto un contratto di
apprendistato, ma agli over 30 come me niente: troppo vecchi. E io devo
mantenere un bimbo, e ora si dice che prenderanno qualcuno da Malpensa".
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca La rete Il
governatore Formigoni: il nostro progetto diverso da tutti quelli del passato
"Mi frena solo la scaramanzia ma ho pochi dubbi sulla vittoria"
Abbiamo costruito una rete avvolgente, risentendo i rappresentanti del Bie uno
a uno. Diciamo che non li perdiamo mai di vista DAL NOSTRO INVIATO PARIGI -
Milano in vantaggio su Smirne? "Non posso confermare, e non solo per
scaramanzia, ma il cuore mi sorride; con tutto il rispetto per gli amici
turchi, tremila anni di storia del nostro Paese non si possono
cancellare". Così il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, quando
mancano poche ore al verdetto finale. Presidente, perché Milano merita l'Expo?
"Innanzitutto perché il nostro progetto è diverso da tutti quelli
presentati in passato. Se stasera andrà bene, quella del 2015 sarà l'Expo
dell'apertura al mondo e della collaborazione internazionale. Non faremo
un'edizione per l'Italia, ma per tutti i Paesi. Questa è una grande idea, che
poteva venire solo a Milano". Smirne troppo ripiegata su se stessa?
"Non voglio fare il "ganassa", ma noi siamo un miracolo di
ospitalità e di accoglienza. Gli interlocutori incontrati in questo anno e
mezzo l'hanno capito: ci saranno vantaggi per tutti, in particolare per quelle
parte del mondo che chiede di essere aiutata sulla via dello sviluppo
sostenibile". In queste ore i turchi si stanno dando parecchio da fare?
"è giusto, lo stiamo facendo anche noi. Abbiamo costruito una rete
avvolgente, a 360 gradi. Stiamo risentendo uno a uno e fino all'ultimo i
rappresentanti dei Paesi del Bie. Potrei dire che li stiamo accompagnando ai
seggi senza perderli di vista". Si è parlato molto di gioco di squadra.
"è così. Un plauso particolare va al sindaco Letizia Moratti, ma tutti
hanno dato il loro contributo: governo, istituzioni locali, mondo delle
imprese". Prodi dice "Vinca il migliore, ma il migliore è
Milano". "Sono in perfetta sintonia con lui, con parole diverse
stiamo dicendo le stesse cose, anche se poi alla fine andremo a vedere chi ha
fatto di più e chi di meno". E se dovesse andare male? "è un'ipotesi
che rifiuto di prendere in considerazione. In ogni caso Milano e la Lombardia
hanno consolidato la loro proiezione internazionale: non sarà stato un lavoro
inutile". Ma su questo voto sono piovute due tegole: le mozzarelle alla
diossina e il declassamento di Malpensa. Non teme che Smirne possa
avvantaggiarsene? "Cavalcare la storia delle mozzarelle credo si ritorcerà
contro i turchi: la Ue ha già chiarito che non c'è alcun problema. Sollevare
questa falsa questione è un segno di debolezza". E Malpensa? "Nei
nostri colloqui nessuno ha mai posto questo tema. Comunque per il 2015 tutto
sarà risolto, anzi molto prima. Malpensa avrà due anni di passione, il tempo
necessario per riempirla di nuovo e per completare il programma di
infrastrutture. Se poi ci sarà una nuova compagnia di
bandiera al posto di Alitalia, meglio ancora". Non si sente responsabile della carenza di
collegamenti che ancora caratterizza l'aeroporto varesino? "Queste sono
accuse ridicole. Gli interventi infrastrutturali rientrano nelle competenze
dello Stato. C'è stata una certa lentezza da parte dei vari governi che si sono
succeduti, anche se quello che ha gestito le cose nel modo peggiore è
stato l'ultimo. Ma adesso niente polemiche: pensiamo all'Expo". (r.s.).
( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue
alitalia 5 agosto 2005 - La direzione Alitalia, forte anche
di una sentenza favorevole del Tribunale di Roma, comunica la decisione di
sospendere ogni rapporto negoziale con il Sult, in quanto sindacato non
firmatario di alcun contratto collettivo applicato in azienda, nonché a causa
della sua indisponibilità a rispettare le regole poste dalla Commissione di
Garanzia. 11
agosto 2005 - Il Sult reagisce proclamando provocatoriamente uno sciopero di
due giorni di fila, il 30 e il 31 agosto, in pieno periodo di franchigia e nel
momento più critico dell'estate. 20 agosto 2005 - Il ministro del lavoro del
governo Berlusconi Roberto Maroni rilascia una dichiarazione pubblica nella
quale bolla come "inaudita" la scelta di Alitalia
di interrompere le relazioni sindacali con il Sult. E due giorni dopo, in
aperta polemica con il consiglio di amministrazione di Alitalia,
convoca il sindacato autonomo. 28 agosto 2005 - Dichiarazione del ministro
Maroni riportata dalla stampa: "Se l'azienda [Alitalia]
ha deciso di escludere dal dialogo il Sult, allora si becchi gli scioperi. È
una sua responsabilità". Nel frattempo, le perdite di Alitalia
hanno raggiunto e superato il livello di un milione di euro al giorno; ma
quello stesso governo Berlusconi, che si attiva con tanta determinazione in
difesa del peggiore sindacalismo autonomo dentro Alitalia,
non muove un dito per avviare la privatizzazione dell'impresa. Nei due anni
della legislatura successiva, lo stesso Silvio Berlusconi - in veste di grande
imprenditore privato - non mostra alcun interesse nei confronti della gara
internazionale aperta a questo scopo dal governo Prodi. E si capisce: neanche
lui può improvvisarsi grande vettore aereo internazionale da un giorno
all'altro. Come può pensare, dunque, con questa storia recente alle spalle come
politico e come imprenditore di essere credibile oggi quando chiede agli
italiani di fidarsi delle sue strategie per il salvataggio di Alitalia? Quanto ai sindacati, è tempo che le confederazioni
maggiori voltino pagina rispetto a un quindicennio di cattivo sindacalismo
innescato e difeso dalla cattiva politica. Esse agiscano davvero come
intelligenza collettiva dei lavoratori - nei grandi momenti critici esse hanno
sempre saputo farlo - valutando freddamente tutte le prospettive che hanno di
fronte e guidando i propri rappresentati nella scelta della scommessa migliore,
tra quelle possibili. Qui la scelta è dura, perché è disastrosa la situazione
dell'impresa; ma non è oggi una scelta sulla quale possano esservi dubbi. I
lavoratori devono scegliere tra il piano assai ben definito proposto da un
grande imprenditore in carne e ossa, dotato di eccellente competenza tecnica
nel settore, e il nulla per ora proposto da una fantomatica cordata di
imprenditori ancora non individuati, dei quali si sa una sola cosa con
certezza: che di quella competenza sono totalmente privi. www.pietroichino.it
31/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ambrogio Lunedì
decisivo sotto il duomo Malpensa teme il complotto turco-coreano Un lunedì
decisivo sull'asse Roma-Milano-Parigi. A Roma parte il confronto tra sindacati
e Air France sul destino di Alitalia. La parola
d'ordine in queste ore, dopo la reazione negativa dei sindacati al nuovo piano
di Spinetta, è: "trattare". Determinante è stato il cambiamento di
rotta di Cisl e Cgil, che non vogliono assumersi la responsabilità del fallimento
della compagnia di bandiera. A Parigi si gioca una partita importante anche per
Malpensa. Dopo che Alitalia ha fatto i bagagli dallo
scalo milanese, l'assegnazione dell'Expo del 2015, che si deciderà oggi
pomeriggio, rappresenta, per Milano, qualcosa di più di un riscatto simbolico:
"È una di quelle manifestazioni attorno a cui si ricostruisce lo sviluppo
di una città. Milano ne ha davvero bisogno", dice il presidente della
Provincia di Milano Filippo Penati. Rivali da battere: i turchi di Smirne.
"Il risultato è alla nostra portata" afferma il sottosegretario agli
Esteri Bobo Craxi. Le cifre previste rappresentano per Milano, e non solo, la
possibilità di una svolta: oltre 4,1 miliardi di euro di finanziamenti per la
realizzazione dell'evento; altri 10 di stanziamenti per le infrastrutture; tra
i 4 e i 4,5 miliardi di indotto; 70mila posti di lavoro calcolati dalle aziende
che dovranno realizzare la Fiera (secondo una stima di massima emersa da uno
studio Bocconi-Politecnico). A ciò si aggiungano 29 milioni di turisti in sei
mesi di esposizione (da maggio a ottobre). Milano ha i favori del pronostico
ma, in queste ore, si starebbe diffondendo tra i nostri rappresentanti
istituzionali la paura di un complotto turco-coreano. Smirne, dicono a
microfoni spenti, starebbe lavorando con paesi influenti per ottenere
l'appoggio in cambio di commesse: la Corea su tutti, che gestirà l'Expo del
2012 e quindi avrebbe continuità nel business legato alla manifestazione. Dice
Penati: " Non credo nei complotti ma la vicenda della bufala mi pone
qualche interrogativo. Cina e Corea non sono importatori di mozzarella?".
Per il "partito del Nord" l'assegnazione dell'Expo rappresenterebbe
la fine di un incubo legato al caso Malpensa. E, soprattutto, la concreta
possibilità di rilancio dello scalo che ieri ha visto
dirottati su Fiumicino 180 voli Alitalia. Ma c'è
anche un'altra coincidenza. Lo switch delle rotte Alitalia su
Fiumicino è avvenuto il giorno prima di quella che, in molti, hanno definito la
rivoluzione dei cieli: la liberalizzazione delle rotte in base all'accordo Open
Skies tra Usa e Ue, che ha visto assente, almeno per ora, Alitalia: "Malpensa Open Skies? Certamente. Malpensa deve
reggere la sfida. Se non ha Alitalia, avrà altre
compagnie" dice Bruno Tabacci che indica proprio nelle liberalizzazioni la
direzione da seguire. Il che, a suo giudizio, equivale a un'inversione radicale
di rotta rispetto a quanto accaduto finora: "Malpensa non è stata messa in
condizione di reggere la concorrenza. Il Nord ha un aeroporto ogni cinquanta
chilometri. È evidente che ognuno pensa agli affari propri. Il particolarismo
di questa Italia è sfrenato. Formigoni e la Moratti, invece di accettare la
sfida hanno pensato che si poteva mungere la vacca Alitalia",
prosegue Tabacci. Qualora Milano dovesse battere Smirne, il binomio Expo-Open
Skies potrebbe tradursi in nuove opportunità, per Malpensa in primis. In caso
contrario ci sarebbero ulteriori ripercussioni sull'indotto. Dice Penati:
"Sull'indotto stiamo già lavorando. Abbiamo raggiunto un accordo con i
sindacati e con il ministero del Lavoro per i lavoratori della Sea, che prevede
15 milioni di euro per la Cassa integrazione. Mentre per i lavoratori
dell'indotto arriveranno i 40 milioni di euro previsti dal decreto
milleproroghe". Fin qui gli ammortizzatori sociali. Ma è soprattutto
l'accordo Open Skies che può rilanciare Malpensa, nell'immediato. Manca, però,
l'intervento del governo visto che i diritti di volo erano stati dati in
esclusiva ad Alitalia e ora vanno liberalizzati:
"Il nuovo governo ha l'obbligo di liberalizzare i diritti di traffico
altrimenti si minano i presupposti per il rilancio" ha detto il presidente
di Sea Giuseppe Bonomi. Il quale ha negato che con il taglio del 70 per cento
dei voli di Alitalia sia segnata la fine di Malpensa.
Aggiunge Penati: "Malpensa può ancora essere un grande aeroporto
intercontinentale. E l'accordo Open Skies è determinante in tal senso.
Qualunque sia il governo deve liberalizzare i diritti di volo".
31/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Storia il sult
affossò la compagnia, ora tocca a cgil-cisl-uil salvarla
Quando il centrodestra tarpò le ali ad Alitalia Lo stesso
Silvio Berlusconi, che oggi deliberatamente intralcia la trattativa in corso
tra Alitalia ed Air France con annunci fantasiosi di cordate italiane
inesistenti (poi derubricati ad "appelli patriottici"), nel 1994 era
a capo del governo che mise il primo grosso bastone nelle ruote del risanamento
di Alitalia, imponendole di accreditare al proprio interno il
peggiore sindacalismo autonomo. E, nel 2005, era a capo del governo che al
piano di risanamento diede il colpo di grazia con un intervento sostanzialmente
identico; e non mosse neppure un passo sulla via della privatizzazione. Le note
che seguono sono una sintesi delle pagine dedicate a quella vicenda nel mio
libro A che cosa serve il sindacato? (Mondadori, 2005; Oscar Bestsellers,
2007). Nel 1994 la nostra compagnia di bandiera, già in situazione economica
critica, avvia con Cgil, Cisl e Uil una difficile trattativa sulle misure
necessarie per riallineare la propria organizzazione e i propri costi del
lavoro rispetto alle compagnie concorrenti. Una parte - ancora piccola - dei
suoi assistenti di volo abbandonano i sindacati confederali, rifiutando la loro
disponibilità per quella trattativa, e danno vita al sindacato autonomo Sulta. Alitalia, esercitando una facoltà pacificamente attribuitale
dallo Statuto dei lavoratori, rifiuta di riconoscere il nuovo sindacato
autonomo, anche per non favorire una pericolosa frammentazione del fronte
sindacale. Senonché il ministro dei trasporti del governo Berlusconi, Publio
Fiori, interviene a imporre il riconoscimento del Sulta, presumibilmente con
l'intento di indebolire i sindacati confederali e di guadagnare qualche
consenso elettorale tra i lavoratori dissenzienti. Rafforzato dal
riconoscimento e dal godimento dei conseguenti diritti sindacali privilegiati,
il Sulta - che nel 2002 cambia la propria sigla in Sult - incomincia a crescere
in seno ad Alitalia; e incomincia a praticare una
linea via via più aggressiva. Un uso sempre più spregiudicato dello sciopero,
in contrapposizione alla maggiore moderazione dei sindacati confederali, gli
consente di presentarsi ai lavoratori come difensore più intransigente ed
efficace dei loro interessi. 1999 - La compagnia olandese Klm, che ha firmato
un preliminare di fusione paritaria con Alitalia, paga
una penale molto elevata per sottrarsi a quella che ora considera una trappola.
Con fair play nordico, il suo amministratore delegato commenta: "Non siamo
adatti al vostro sistema di relazioni industriali". Giugno 2003 - Un
episodio emblematico: il Sult respinge seccamente, per l'ennesima volta, la
proposta di ridurre di una unità il numero degli assistenti di volo in cabina,
al fine di allineare per questo aspetto l'Alitalia
alle altre maggiori compagnie aeree europee. La direzione aziendale adotta
quella misura con un atto unilaterale. Il giorno successivo, poiché le norme
vigenti non consentono la proclamazione dello sciopero senza preavviso, viene
lanciata la parola d'ordine sostitutiva: mettersi in malattia. Un migliaio di
assistenti di volo aderiscono. Centinaia di voli vengono cancellati senza
preavviso. 24 settembre 2004 - Il Sult è il solo sindacato a rifiutare il piano
di riassetto industriale di Alitalia. Ma la sua
capacità di interdizione è forte, perché ha l'adesione di circa il 20% dei 4000
assistenti di volo Alitalia (nonostante che questi
siano soltanto il 4% rispetto ai 22000 dipendenti della compagnia). 26 febbraio
2005 - Il Sult è il solo sindacato a rifiutare di sottoscrivere un nuovo
accordo aziendale volto a salvare 900 posti di lavoro mediante un contributo di
solidarietà di tutti gli assistenti di volo. Mentre i conti peggiorano la
conflittualità aumenta: nel solo primo semestre del 2005 all'Alitalia
vengono proclamati scioperi per un totale di 496 ore, a fronte delle 248 del
primo semestre 2004; ed effettuati scioperi per un totale di 96 ore, a fronte
delle 52 del primo semestre 2004. Di questi, alcuni scioperi proclamati dal
Sult vengono sanzionati come illegittimi dalla commissione di garanzia. 2
31/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
L'attore-produttore: "Mi piacerebbe fare il ministro della Cultura.
Reintroduciamo l'educazione civica" "Rai e Mediaset si mettano
assieme" Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Parla a raffica.
Parla, parla. Idee, progetti. Faccio qui, faccio là. Luca Barbareschi ha ancora
l'entusiasmo dell'attore-produttore che è appena entrato in politica. D'altro
canto non ha ancora messo piede in Parlamento, ancora non gli ha preso il morbo
da Transatlantico che colpisce imprenditori e uomini dello spettacolo che
arrivano alla Camera: due mesi e poi cominciano a dire "non ne posso
più". Barbareschi no, pensa a tutt'altro percorso: "Se divento
deputato vendo tutto". Vende tutto? E perché? "Per il conflitto di
interessi. Lavoro anche con la Rai, con un sacco di aziende pubbliche, Eni,
Enel, Poste. Da deputato è impensabile". Non tutti si sono posti questo
problema... "Guardi, io sono molto anomalo. Se ho fatto questa scelta a 51
anni è perché ci credo. Come Fiamma Nirenstein, siamo persone che hanno a cuore
il Paese. Io penso che fare il deputato come ho sempre pensato andrebbe
fatto". Ma lei ha fatto anche un film contro la politica. "Era un
film sul trasformismo, ne conosco trucchi e controtrucchi. Ci ho lavorato anni.
E Casini mi proibì di girare dentro Montecitorio. Gli ricordai che il
Parlamento è dei cittadini, non dei politici". Chi ha telefonato per
proporre la sua candidatura? "Gianfranco. Gianfranco Fini. Con lui c'è
un'amicizia da 15 anni. Io ho una grande stima, Fini per me è il futuro del
Paese". Perché "Perché essendo più giovane sarà quello a cui
Berlusconi dovrà lasciare il testimone. Io sono molto riconoscente a Berlusconi
per quello che ha fatto in questo Paese. Perché essendo un ex socialista
ricordo come era la situazione quando c'era Tangentopoli e rischiavamo di
cadere in mano alla sinistra giustizialista e ha fatto una cosa straordinaria:
ha inventato un partito". E lei ora? Che cosa le piacerebbe fare in
politica? "Ho una grande azienda che lavora nel campo della tecnologia, mi
occupo di cinema di teatro, televisione. Mi piacerebbe fare il ministro, però
conosco gli equilibri". Ministro di che cosa? "Della Cultura, dello
Spettacolo. L'altro giorno ho incontrato Ignazio La Russa e mi fa: "Appena
iniziato e già il ministro vuoi fare?". Sbagliato: ho iniziato 35 anni fa,
parlo quattro lingue correntemente e ho lavorato in tutto il mondo, sfido
chiunque ad avere il mio curriculum in Europa". E che cosa farebbe da
ministro? "Noi dobbiamo pensare a prodotti che esportiamo nel mondo,
lanciare un Canale Italia in cui Rai e Mediaset sono uniti nel prodotto. In
Germania è così da anni. La ricreazione è finita, c'è uno tsunami vero che sta
arrivando. Oggi la politica è completamente superata dai problemi economici, lo vediamo nella follia della trattativa Alitalia, con i sindacati che stanno giocando con una bomba
atomica". Senta, si sono visti molti politici entrare con lo stesso
entusiasmo e due mesi dopo... "Sono convinto che sarà un inferno.
Gabriella Carlucci si è fatta un mazzo, l'ha presa seriamente e poi la
sbeffegiano. A me però fa ridere solo Rutelli che parla inglese".
Che cosa ne pensa di questo centrosinistra? "Che vuole che dica... I
problemi qui sono tanti, ci vuole un'inversione di rotta a 180 gradi. Bisogna
rieducare l'Italia perché questo è un popolo che è diventato maleducato e non
lo è stato mai così dal Dopoguerra. Guardate la scuola: io metterei educazione
civica due ore tutte le mattine, obbligherei la divisa. Pensi a Napoli".
Napoli? "Napoli è vero che ha i problemi dell'immondizia, ma è vero che i
napoletani sono maleducati. Sento i Renzi Arbori che militano a sinistra che
dicono: "Napoli è l'unica città che mi permette di sopravvivere".
Però hai un attico blindato ai Parioli, col fischio che vai a vivere a Napoli.
Quest'autocelebrazione di Napoli si è ritorta contro". Tre leggi
Barbareschi? "Una sulla pedofilia, il bambino può diventare parte civile
al di là del padre e la madre, e indagini senza i giornali. Poi una legge per
lo spettacolo in particolare per favorire quello dal vivo per ridare spazio
all'iniziativa e ai privati. Terza legge sulla televisione: abbiamo un
potenziale enorme in Italia e possiamo unire le forze. Mantenendo i due poli
Rai, Mediaset o tre poli con La7, i prodotti italiani potrebbero essere
rappresentati da un'unica concessionaria come fanno i tedeschi: questo crea
dinamiche di vendita".
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Cantieri
lenti Da Malpensa se ne vanno i voli E arriva l'autostrada per Milano Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it L'hanno aspettata per anni. Era uno dei punti di
debolezza dello scalo di Malpensa. Per ironia della sorte però la bretella
autostradale che facilita i collegamenti viari tra lo scalo e Milano è arrivata
solo ieri. Lo stesso giorno cioè in cui l'Alitalia ha spostato circa 200 voli da Milano a Fiumicino. Una prova
della concretezza padana è stata definita l'opera nel corso dell'inaugurazione
ha cui ha partecipato anche il ministro delle infrastrutture, Antonio Di
Pietro, e il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci. Ma ora il collegamento
mancante per raggiungere l'aeroporto con la vettura, è meno necessario del
passato vista la diminuzione di traffico che ha registrato nei fatti Malpensa
già da ieri. Resta la speranza che i milioni di euro spesi per l'infrastruttura
siano ripagati dagli sforzi del presidente della Sea (la società di gestione
dello scalo) Giuseppe Bonomi: "Siamo sicuri di recuperare 510 movimenti
settimanali da qui a un anno. Sono in corso settanta trattative commerciali con
i maggiori vettori nel mondo, alcune di queste già concluse".
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Come non
essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ... Come non essere
d'accordo con queste parole pronunciate dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa il
13 dicembre
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Oggi il
vertice Nuovo round Air France e sindacati Missione
impossibile ma da oggi la trattativa per chiudere la vendita di Alitalia entra nella strettoia finale. L'appuntamento è presso sede della
Magliana e vede seduti al tavolo da una parte, Jean Cyril Spinetta, numero uno
di Air France-Klm e dall'altra i sindacati. Nove sigle che hanno bocciato senza
appello la sua proposta per un accordo quadro. Spinetta troverà un
sindacato che vuole il confronto per modificare un piano considerato
irricevibile, che vuole negoziare fino in fondo perché l'eventuale accordo con
i francesi non si trasformi in una resa senza condizioni. E, per questo,
"trattare, trattare, trattare" è la parola d'ordine che risuona da
giorni sul fronte sindacale, dalle federazioni di categoria ai massimi vertici
confederali: al momento, non c'è nessuna alternativa concreta all'offerta di
Air France-Klm e non si può rinunciare a una trattativa perché l'alternativa,
dietro l'angolo, rimane sempre quella del fallimento. Anche ieri il dossier Alitalia è rimasto al centro della scena politica. Walter
Veltroni (Pd) ha detto: Il Paese deve essere unito perché questa trattativa
abbia il migliore sbocco possibile sia dal punto di vista dell'impatto sociale
che da quello della salvaguardia di Malpensa". Berlusconi ha espresso
l'auspicio che la compagnia appartenga a un gruppo di imprenditori italiani.
"Credo che l'Italia, dove il turismo rappresenta una parte importante del
pil, non possa rinunciare a una compagnia di bandiera" ha spiegato il
Cavaliere.
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Oggi è il V Day per Alitalia. Il
significato della sigla lo ... Oggi è il V Day per Alitalia. Il
significato della sigla lo sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente
il V Day nel senso di "Giorno della Verità" perché un'intensa
trattativa permetterà di appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm. Potrebbe essere il V Day della
"Vittoria" per ambedue le parti (in teoria dei giochi si parlerebbe
di "soluzione Win-Win") se in serata mostreranno tutti soddisfazione.
Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" di una sola parte, tanto
più che a cena in un ristorante romano il socialista Spinetta avrebbe detto:
"Noi non abbiamo nulla da perdere". Potrebbe essere un V Day alla
Beppe Grillo ("Vai al Diavolo" per le lettrici de Il Tempo) se salta
tutto. Dato che (occorre leggere con cura i verbali dei CdA) grazie a
inaspettati ma benvenuti rimborsi d'imposta, Alitalia
si trova in cassa 175 milioni in più di quanto contato il 26 marzo, c'è
l'opzione di aspettare (una "call option") che, dopo le elezioni,
arrivi un "cavaliere bianco" disposto a risollevarne le sorti.
Comunque vada, per la triade Prodi-Padoa-Bianchi il V Day è alla Beppe Grillo.
Il Tempo è stato il primo quotidiano a sottolineare, dalla pubblicazione del
"bando", i gravi errori procedurali nel percorso adottato: ha portato
a uno smacco nella prima fase e sta portando a un secondo adesso. La triade
esce perdente: ci guadagna, quale che sia l'esito finale, l'Italia. Perderebbe
anche l'Italia, però, se al termine della giornata di oggi, il management di Alitalia si arrendesse e portasse i libri contabili in
tribunale. E WV (Walter Veltroni)? Tenta di dissociare il proprio destino da
quello della triade, a cui è stato strettamente associato da quando era
dirigente della gioventù comunista e studente di scarso profitto al Liceo
Tasso. Il ripudio oggi equivale all'abiura di tutta una vita. Perciò non è
credibile. Inoltre, il gruppo di economisti a cui si appoggia - quello de La
voce.Info - ha sostenuto da tempi non sospetti (ossia dal 2004) che il Governo
(dell'epoca) avrebbe dovuto lasciare fallire Alitalia
e in tempi più vicini ha difeso l'"ultima spiaggia" di AirFrance-Klm.
Pure Il Tempo ha visto con favore la proposta preliminare AirFrance-Klm, sulla
base dell'offerta presentata in gennaio, poiché in mancanza di altri contendenti
sembrava l'unica via d'uscita. Ora da un lato, sono mutati i contenuti
dell'offerta. Da un altro, sembra che si stia lavorando a una contro-proposta.
Da un altro ancora - quello fondamentale anche se paradossalmente quasi
ignorato dalla stampa economica - "i soldi in cassa" (per dirla
schiettamente) sono di più di quanto sostenuto da Tps, i cui conti e di finanza
pubblica e dell'azienda di cui detiene il 49,9% delle azioni vengono sempre più
spesso messi in dubbio. Come se ne uscirà? Oggi è il V Day. Domani - diceva
Scarlett O'Hara nell'ultima pagina di "Via col Vento" (quanto
pertinente alla vicenda AZ!)- è un altro giorno.
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa RitardiPrimi
disagi nello scalo dopo lo spostamento dei voli da Malpensa Passeggeri
bloccati, caos a Fiumicino Duemila passeggeri sono rimasti bloccati per oltre
un'ora nell'Area Transiti del Leonardo da Vinci. Lo scalo
aeroportuale romano ha avuto così il suo "battesimo del caos" dopo il
trasferimento da Malpensa di circa 200 voli Alitalia. Ed è
stato solo un assaggio di quel che potrebbe capitare già oggi, con le tratte
business e i pendolari del traffico aereo. Sotto stress soprattutto gli operatori
dei controlli passaporti: ritardi anche nella riconsegna dei bagagli.
Fiumicino chiede rinforzi. Costantini a pag. 8.
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Roma
"Fiumicino, un traffico da Ferragosto" Il primo giorno dei voli
intercontinentali ex Malpensa. "Finalmente viaggi diretti" "è
molto meglio: volo spesso per lavoro e questa rivoluzione mi favorisce"
PAOLO G. BRERA "Qui è un delirio, sembra il primo agosto", dice
Elisa, addetta al check-in Alitalia di
Fiumicino, consultando la tabella degli incarichi del giorno, stravolti e
moltiplicati dai duecento nuovi voli trasferiti da Malpensa con l'entrata in
vigore dell'orario estivo. "Il cambiamento - spiega - per noi è radicale:
prima avevamo solo pochi banchi, ora abbiamo mezzo aeroporto, compresi alcuni
banchi che non sapevamo nemmeno esistessero. Sembra di essere in piena
estate ma le infrastrutture reggeranno? I passaggi di sicurezza, i filtri alla
dogana, i controlli...". Bene o male ieri hanno resistito, e Roma è
tornata senza grandi patemi la vera capitale dei cieli italiani, disponendo un
tassello fondamentale per la sua vocazione internazionale e turistica. Buona la
prima, dunque, anche se vissuta senza commenti e in tono minore perché
all'ombra del tracollo di Malpensa e della partita delicatissima sul destino
della ex compagnia di bandiera. L'imponente maggior carico di traffico è stato
digerito dallo scalo con due picchi nella prima mattinata e la sera.
"Oltre ai nuovi voli come Zurigo - racconta un'altra hostess di terra
dell'Alitalia - molti altri sono raddoppiati. Per
esempio il volo per Tirana, che prima c'era solo la mattina e ora c'è anche la
sera". Il primo volo ex Malpensa arrivato a Fiumicino è stato, con un
quarto d'ora d'anticipo, l'AZ 675 delle 6 da San Paolo del Brasile, con 270
passeggeri; il primo partito, alle 9,45, l'AZ 630 per Miami con 201 viaggiatori.
Tra i passeggeri romani la soddisfazione per l'aumento delle rotte dirette è
palpabile: "Per me è molto meglio così - dice Tommaso Galiffa, impiegato
in arrivo dalla Turchia - viaggio spesso per lavoro e questa rivoluzione mi
favorisce. E poi, per Malpensa era una fine annunciata da sempre".
"Finalmente possiamo viaggiare senza dover passare per Parigi o per
Amsterdam: molte compagnie - dice Giovanna, professionista romana - i voli
intercontinentali dall'Italia non li facevano proprio, pur di evitare Malpensa".
"Arrivo da vicino Latina - spiega una viaggiatrice diretta a Boston con
l'AZ 614 delle 12.05 - mi sono evitata un allungamento del viaggio di oltre due
ore, senza andare a Milano: era ora che certi voli di lungo raggio tornassero a
Roma". Se tra i passeggeri italiani, per lo più laziali e del centro,
prevalgono i pareri positivi, dal nord c'è chi lamenta il disagio contrario:
"Mi sono dovuto alzare molto presto - dice un uomo diretto a Chicago con
l'AZ 628 delle 10,05 - perché il volo da Milano per Roma era alle 6". Ecco
gli altri voli intercontinentali trasferiti da Malpensa a Fiumicino: per
Damasco (AZ 832 delle 22.40), Dubai (AZ 746 delle 12.45) e Beirut (AZ 824 delle
12.15 e 826 delle 22.40). Dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran
(AZ 756 delle 20.50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15.10) e Osaka (AZ 792 delle
12). Ci sono poi nuove frequenze nei collegamenti con Caracas, Buenos Aires,
Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo le rotte Alitalia
a Fiumicino (
( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIV - Milano
Infrastrutture Inaugurata la superstrada Boffalora-Malpensa Diciotto chilometri
e mezzo di lunghezza, undici di viabilità secondaria e 208 milioni di euro di
investimento. Sono i numeri della bretella Malpensa-Boffalora
inaugurata proprio nel giorno dei tagli di Alitalia. La
strada permetterà di collegare l'aeroporto alle aree del torinese e del
novarese, oltre a offrire un collegamento alternativo tra Milano e Malpensa,
alleggerendo così l'autostrada A8 dei Laghi, attualmente l'unica via d'accesso
allo scalo varesino per chi proviene da Milano. Alla cerimonia sono
intervenuti anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il
presidente della Regione Roberto Formigoni, quello della provincia Filippo
Penati e il numero uno dell'Anas Pietro Ciucci, che ha sottolineato
l'importanza dell'opera per la mobilità italiana.
( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La trattativa Oggi
riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non ci sono
alternative". A Malpensa primo giorno di tagli LOMBARDI >> 5
31/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Vendita
di alitalia Oggi riprende il confronto. Cisl e i piloti dell'Anpac: "Non
ci sono alternative". A Malpensa primo giorno di tagli 31/03/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 0 Benvenuti nel deserto di Malpensa, immagini spettrali di un ex hub di
Gianandrea Zagato Alitalia se ne va. Il danno: banchi
dei check-in, bar e negozi vuoti, accessori griffati a metà prezzo. La beffa:
poco più in là veniva inaugurata la bretella che collega la A4 allo scalo
varesino da Malpensa Lapila del Camogli è intatta. La Rustichella non va a ruba
e alle dodici ci sono ancora tutte (o quasi) le brioches alla marmellata. è
Malpensa vista da un bar del salone partenze. E non va meglio neanche negli
altri shop. Anzi, lì va in scena proprio la depressione. Quella che spinge i
negozianti a fare gli sconti: reggiseni e slip griffati al cinquanta per cento,
mentre un portafogli di marca te lo porti via a meno della metà. Niente male,
davvero. Tutto bene se non ci fosse un dettaglio: l'immagine è quella di un
"ex hub". Alitalia ha tagliato settanta voli
su cento e, oplà, si è scesi a quota cinquanta o giù di lì. Come dire: Malpensa
è diventato un aeroporto di provincia. Sì, avete letto bene, uno scalo di
secondo livello. "Il mandante morale dell'omicidio? Walter Veltroni",
confida il coordinatore lombardo di Forza Italia Mariastella Gelmini, che
osserva il disarmo della compagnia di bandiera: "Alitalia
fa le valigie proprio nella giornata del D-day di Veltroni e del Pd.
Coincidenza inquietante, ennesimo segnale del disinteresse verso il Nord".
Virgolettato politico sottoscritto dai dipendenti Sea, quei 900 che, prima
tranche, adesso pagano di persona la scelta del governo
Prodi: ovvero la crisi dell'Alitalia. Sono loroa guidare il
cronista nell'ex hub del Nord: "Le quattro isole del checkin Alitalia sono diventate due, le insegne della freccia tricolore divelte e
il tappeto di poliestere rosso della zona Magnifica, la prima classe Alitalia, gettato là, nella monnezza". Fotografia impietosa
dello stato dell'arte: "Quando ho visto che i check- in sono stati
dimezzati mi è venuto da piangere", "Ue, solo oggi ho capito che non
ce la farò con il mutuo", "così si muore e senza nemmeno la banda al
funerale". Tranquilli, rassicura il presidente di Sea Giuseppe Bonomi:
"Ma quale funerale, di morire non se ne parla. Noi, siamo asset
strategico". Vabbè,maoggi Malpensa non è più Malpensa e lo vedi ai
check-in: dalle dodici alle quindici la coda dura al massimo, cronografo alla
mano, neanche mezz'oretta. "Eh, 'na passeggiatina", chiosa un pilota
made in Alitalia: "Mase la ricorda la nevicata
del 29 dicembre 2003? Kappao, tutti eravamo kappao come Malpensa". Memoria
di voli cancellati e annullati, di scalo in tilt con il check-in che gronda
rabbia e rassegnazione. "Mo', sereni, non accadrebbe più". Cinismo
della ragione, mentre a qualche chilometro da Malpensa si inaugura la bretella
di Boffalora, che collega lo scalo con la A4Milano-Torino.Adisposizione quando
l'hub è "declassato ", beffa dopo il danno. C'è dispiacere:
"L'apertura del collegamento coincide con un momento duro" (Pietro
Ciucci, Anas), e c'è pure certezza, "Avremo due anni di penitenza ma già
dal 2010 Malpensa tornerà ad essere una grande infrastruttura " (Roberto
Formigoni, Regione Lombardia). Diciotto chilometri perché, aggiunge il
governatore lombardo, "collegheranno 19 milioni di persone eunmilione e
800mila imprese a Malpensa in meno di due ore. Spinetta non lo sapeva, lui
pensava che Malpensa fosse un aeroporto sperso nella brughiera". Numeri
del domani a dieci anni dalla nascita di Malpensa e a prescindere dal presente:
"Alcuni velivoli attendono anche più di un'ora per essere caricati e
scaricati. Ripercussione dello spettro della cassa integrazione, che alla
farmacia al piano arrivi si traduce "nell'aumento di vendita di
psicofarmaci tra di dipendenti". Il peggior segnale nella prima giornata
dell'omicidio dello scalo internazionale. Ah, particolare, anche i tassisti si adeguano
ad Alitalia e offrono corse a prezzi di saldo:
"Cinquanta e siamo all'ombra del Domm. Sa, di lavoro ghe ne minga".
Sarebbe bello dimostrare il contrario. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Elezioni, verso la volata finale Il rebus del Senato e il peso degli indecisi
Elezioni, verso la volata finale di Fabio Maria Crivelli --> di Fabio Maria
Crivelli Il grande duello, salvo sorprese dell'ultima ora, non ci sarà. Il confronto
in diretta fra Berlusconi e Veltroni, i due leader che puntano a guidare il
nuovo governo, è saltato. Il Cavaliere ha detto che non si può fare per colpa
della legge sulla par condicio, e che se ne duole perché in un faccia a faccia
avrebbe sicuramente stracciato il suo avversario. Il leader del Pd afferma che
il confronto si potrebbe fare e che è Berlusconi a non volerlo perché lo teme.
Se ce ne fosse bisogno, ecco davanti a noi una clamorosa conferma di quella
anomalia che distingue la politica italiana da quelle di tutti gli altri paesi
europei. E non basteranno di certo a colmarla le roventi polemiche che nei
restanti dodici giorni si moltiplicheranno sulle varie tribune televisive fra
candidati di secondo piano dei partiti maggiori e i patetici e improvvisati
rappresentanti dei piccoli partiti che come massima aspirazione hanno quella di
raggiungere quell'uno per cento che consenta loro il rimborso delle spese
elettorali. Ripensando a quanto abbiamo visto finora non c'è molto da stare
allegri. Dallo scandalo dei rifiuti alla crisi della mozzarella di bufala, dal dissesto dell'Alitalia ai buchi
neri in tanti settori dell'economia, c'è tutto un campionario di emergenze che
non hanno certamente dissipato quel senso di sconforto e di rabbia che milioni
di italiani provano nei confronti dei politici che si sono avvicendati alla
guida del Paese in questi ultimi quindici anni. Adesso che si è alla
vigilia della resa dei conti ancora una volta fra i politici e la maggior parte
dei cittadini chiamati a votare il distacco è ancora sensibile. Gli ultimi
sondaggi pubblicati assegnavano al Pdl, cioè al centrodestra, un vantaggio
oscillante fra il sette e l'otto per cento; ma grazie alla legge elettorale che
molti chiamano "il porcellum" non si esclude che al Senato possa
ripetersi quella situazione di instabilità che ha provocato l'ultima crisi. Il
dato più certo che scaturisce dai sondaggi riguarda il trenta per cento di
italiani che si dichiarano indecisi. Se a questi si aggiungono i non pochi che
hanno già deciso di disertare le urne, si arriva alla conclusione che a
stabilire l'esito della consultazione saranno proprio gli indecisi e gli
astensionisti. Saranno in definitiva i molti milioni di italiani che al
contrario dei politici i conti li fanno sulla precarietà della loro vita
quotidiana, sulla sempre più accentuata impossibilità di arrivare alla fine del
mese con stipendi e pensioni falcidiati dalle tasse e dal continuo aumento dei
prezzi. Buona parte di questi italiani guarda con molto scetticismo le promesse
contenute nei programmi delle due coalizioni che si contendono la guida del
governo in un momento che sembra sempre più vicino ad una disastrosa
recessione. Basteranno i dodici giorni della campagna finale per ridare un
minimo di speranza alla massa dei cittadini sfiduciati e sempre più vicini alle
suggestioni dell'antipolitica? Tocca ai partiti risolvere il rebus, cominciando
col mettere da parte l'ozioso dibattito sul voto inutile e sul voto disgiunto,
i due amari frutti di quella legge elettorale che non sono stati capaci di
cambiare.
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'intervento
di renato brunetta Il governo ha tradito la tutela dell'interesse nazionale
L'interesse pubblico è che le persone e le merci che viaggiano da e verso
l'Italia abbiano accesso a servizi di trasporto aereo efficienti, sicuri e poco
costosi. Come non essere d'accordo con queste parole pronunciate dal ministro
Tommaso Padoa-Schioppa il 13 dicembre
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa scalo in
affanno A Fiumicino prove di caos In 2 mila bloccati ai transiti Duemila
passeggeri bloccati per oltre un'ora di "passione" nell'Area Transiti
del Leonardo Da Vinci. La delicata macchina dell'aeroporto di Fiumicino ieri si
è ingolfata negli orari di massima affluenza dei circa 200
voli Alitalia trasferiti da Malpensa. Un passaggio obbligato della compagnia
di bandiera italiana che segna l'avvio del trasloco della maggior parte delle
rotte intercontinentali sull'hub capitolino. I picchi di maggiore caos, con
4mila passeggeri in più in transito allo scalo romano, si sono registrati tra
le 7 e le 8 del mattino e tra le 19 e le 20 della sera. Se però il
flusso ridotto ai viaggiatori della domenica ha già evidenziato le prime crepe,
oggi con i voli business e i pendolari del traffico aereo, le falle potrebbero
aprire una voragine disastrosa nel sistema-Fiumicino. Un banco di prova
durissimo, quello di ieri, per la task-force di emergenza di Alitalia,
Adr e Polizia di Frontiera. Completamente svuotati gli uffici della Polaria con
tutte le forze disponibili in campo, tra cui i 15 "passaportisti"
inviati dal Viminale. Un impegno che i lavoratori dello scalo, costretti per
carenza di organico a turni massacranti, non garantiranno per sempre se non in
cambio di risposte sui futuri rinforzi. Già giovedì le sigle sindacali delle
forze di Polizia hanno indetto un sit-in di protesta per chiedere l'impiego di
maggiori risorse. Il super-affollamento dell'area transiti intanto ha già messo
in luce le criticità che ora dovranno essere corrette. "Quello di oggi
(ieri ndr) è stato un test determinante, calcolando che i nuovi voli Alitalia erano pieni all'80%- spiega Maurizio Vallone,
dirigente della Polaria - Il punto critico è stata l'area transiti
completamente invasa per oltre un'ora. Per risolvere il blocco abbiamo
"caricato" i passeggeri in arrivo e spostati su altri terminal per i
controlli. Un'area che ora verrà potenziata. Dalle 4 Postazioni Sicurezza nel
terminal Arrivi, metal detector e controlli dogana, riusciremo entro due giorni
a passare a 8. Sarà riaperta la stazione "satellite", il terminal
dedicato ai voli di transito internazionali e cosiddetti a rischio come quelli
per Usa e Israele. Al momento contiamo su 270 passaportisti, ma siamo al
massimo impiego delle forze in campo e questo è stato il primo giorno della
stagione "estiva"". Ha retto l'impatto per il momento il Bhs,
Baggage Handling System, con i 12 nastri trasportatori a pieno regime, con
10-20 minuti di ritardo nella consegna delle bagagli. Per Adr (la società che
gestisce gli scali romani), invece, "non si sono verificate criticità
particolari ad eccezione di qualche fila ai varchi in mattinata".
( da "Tempo, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
il V day di alitalia L'unico vero perdente è Padoa Schioppa Oggi è il V Day per
Alitalia. Il significato della sigla lo
sapremo alla fine della giornata. Sarà probabilmente il V Day nel senso di
"Giorno della Verità" perché un'intensa trattativa permetterà di
appurare le effettive intenzioni di AirFrance-Klm. Potrebbe essere il V Day della
"Vittoria" per ambedue le parti (in teoria dei giochi si parlerebbe
di "soluzione Win-Win") se in serata mostreranno tutti soddisfazione.
Potrebbe essere il V Day della "Vittoria" di una sola parte, tanto
più che a cena in un ristorante romano il socialista Spinetta avrebbe detto:
"Noi non abbiamo nulla da perdere". Potrebbe essere un V Day alla
Beppe Grillo ("Vai al Diavolo" per le lettrici de Il Tempo) se salta
tutto. Dato che (occorre leggere con cura i verbali dei CdA) grazie a
inaspettati ma benvenuti rimborsi d'imposta, Alitalia
si trova in cassa 175 milioni in più di quanto contato il 26 marzo, c'è
l'opzione di aspettare (una "call option") che, dopo le elezioni,
arrivi un "cavaliere bianco" disposto a risollevarne le sorti.
Comunque vada, per la triade Prodi-Padoa-Bianchi il V Day è alla Beppe Grillo.
Il Tempo è stato il primo quotidiano a sottolineare, dalla pubblicazione del
"bando", i gravi errori procedurali nel percorso adottato: ha portato
a uno smacco nella prima fase e sta portando a un secondo adesso. La triade esce
perdente: ci guadagna, quale che sia l'esito finale, l'Italia. Perderebbe anche
l'Italia, però, se al termine della giornata di oggi, il management di Alitalia si arrendesse e portasse i libri contabili in
tribunale. E WV (Walter Veltroni)? Tenta di dissociare il proprio destino da
quello della triade, a cui è stato strettamente associato da quando era
dirigente della gioventù comunista e studente di scarso profitto al Liceo
Tasso. Il ripudio oggi equivale all'abiura di tutta una vita. Perciò non è credibile.
Inoltre, il gruppo di economisti a cui si appoggia - quello de La voce.Info -
ha sostenuto da tempi non sospetti (ossia dal 2004) che il Governo (dell'epoca)
avrebbe dovuto lasciare fallire Alitalia e in tempi
più vicini ha difeso l'"ultima spiaggia" di AirFrance-Klm. Pure Il
Tempo ha visto con favore la proposta preliminare AirFrance-Klm, sulla base
dell'offerta presentata in gennaio, poiché in mancanza di altri contendenti
sembrava l'unica via d'uscita. Ora da un lato, sono mutati i contenuti dell'offerta.
Da un altro, sembra che si stia lavorando a una contro-proposta. Da un altro
ancora - quello fondamentale anche se paradossalmente quasi ignorato dalla
stampa economica - "i soldi in cassa" (per dirla schiettamente) sono
di più di quanto sostenuto da Tps, i cui conti e di finanza pubblica e
dell'azienda di cui detiene il 49,9% delle azioni vengono sempre più spesso
messi in dubbio. Come se ne uscirà? Oggi è il V Day. Domani - diceva Scarlett
O'Hara nell'ultima pagina di "Via col Vento" (quanto pertinente alla
vicenda AZ!)- è un altro giorno.
( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Alitalia, Craxi (Ps): "La seconda
Repubblica ha espresso dei manager disastrosi" Roma, 31 mar. - “L'annuncio
di un taglio dei voli alla Malpensa fatto dall'amministratore delegato di Alitalia è una cosa da
'scriteriati': i manager della seconda Repubblica si sono dimostrati veramente
un disastro senza pari”. Così Bobo Craxi, esponente del Partito socialista, in merito alle
decisioni assunte dai vertici aziendali di Alitalia.
Red. pol.
( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tra
ipocrisie e "dimenticanze"... Ricerca, questa sconosciuta! La R&D
e' una determinante della crescita, eppure in campagna elettorale non trova
posto Roma, 31 mar. - La campagna elettorale in corso è universalmente tacciata
d'essere di livello piuttosto scadente (da ultimi E. Felli e G. Tria su Il
Foglio di venerdì scorso), nonostante le buone premesse all'avvio. Negli ultimi
giorni sono ritornati temi purtroppo "atavici" quali la
"demonizzazione dell'avversario", da un lato, ed il "comunismo
genetico", dall'altro. Nell'ultima settimana (o forse
più) ci siam dilaniati attorno all'affaire Alitalia: come se
potessimo davvero opporci all'inarrestabile forza del Mercato! Ma tra i tanti
temi sepolti nel dimenticatoio dai nostri politici, uno merita particolare
attenzione: l'assoluto e generalizzazto silenzio su Ricerca e Sviluppo
(R&D). I programmi elettorali ne parlano in maniera sostanzialmente
generica, tendendo a confondere il mondo dell'Università e Ricerca con la più
generale Istruzione, di fatto slegando questi temi dallo sviluppo. Tra l'altro,
proprio qualche giorno fa, un gruppo di autorevoli scienziati italiani ha
denunziato pubblicamente l'incredibile assenza del tema di R&D dal
dibattito politico italiano. Veltroni ed il P.D. hanno proposto, tra l'altro,
la creazione di cento nuovi Campus universitari e la libera chiamata del corpo
docente da parte delle singole istituzioni. Ora, verrebbe da dire: buona la
seconda! La "liberalizzazione" delle assunzioni nel mondo accademico
- la quale va nella direzione delle proposte già avanzate dall'allora tanto
vituperata ministra L. Moratti - ci sembra andare nella direzione giusta: più
libertà di scelta lasciata in capo ai singoli centri culturali, che saranno
"faber fortunae" loro. Così, se arruoleranno personale capace allora
riusciranno pure ad attrarre, conseguentemente, un buon numero di studenti,
raggiungendo l'autonomia finanziaria. In caso contrario - qualora lottizzazioni
e raccomandazioni la facessero da padrona - probabilmente il Mercato (ancora
lui!) gli farà chiudere i battenti nel breve volgere di qualche anno. Certo, quest'iniziativa
deve esser corredata da una riqualificazione della spesa destinata a Università
e Ricerca, al fine di responsabilizzare le diverse istituzioni, ma anche per
perseguire - pure per tale via - l'obiettivo (filosoficamente ormai divenuto
irrinunziabile per il nostro paese) di riduzione nell'intervento dell'operatore
pubblico negli affari dei privati. Quanto alla prima proposta, invece, sembra
del tutto fuori luogo. Oggi il problema dell'Italia non sta certo nella
dimensione numerica delle Università, quanto nella valutazione del suo output.
Crearne di nuove - come, peraltro, ha scritto G. Sartori sul Corsera - non ha
alcun senso: nè economico nè, tantomeno, culturale. Basta rafforzare quelle che
ci sono, prendendo, nettamente le distanze da quanto fatto dal Presidente del
suo stesso partito (R. Prodi) e dei suoi ministri F. Mussi e T. Padoa-Schioppa,
i quali hanno ridotto le borse di studio per i dottorandi di ricerca (1); ma,
soprattutto, quale ultimo atto del loro "buongoverno" nel mese di
dicembre 2007, al fine di porre termine alla clamorosa protesta inscenata dai
camionisti - la quale stava mettendo in ginocchio questo "strano"
paese - non hanno trovato di meglio da fare se non tagliare 500 mln. di euro
proprio al mondo dell'Università e Ricerca, per "regalarli" ai
camionisti appunto... (2)! E per foruna che nella precedente campagna
elettorale del 2006 il centro-sinistra si era sgolato, accusando il
centro-destra di aver ridotto i fondi per R&D. Dal canto suo, il P.D.L. non
sembra aver compreso la lezione della storia: la scarsa crescita di cui accusa
l'esecutivo prodiano è anche figlia dell'esiguità atavica delle spese destinate
a R&D nel nostro paese. Di questo tema nè S. Berlusconi nè G. Fini sembra
amino dibattere. Si preferisce parlare di Istruzione, con la proposta di libri
gratuiti per le famiglie meno agiate - che è un aumento di spesa pubblica,
nella sua componente sociale, e dunque ben lontano dal liberismo professato dai
leaders pidiellini -, ed il rilancio delle "3 i": internet, inglese,
impresa. Trattasi di dimenticanza, o che? E' necessario che la politica non si
divida su di una questione cruciale come quella di R&D, facendone anzi,
auspicabilmente, un tema di proposte ed approfondimenti condivisi,
scommettendoci su ed investendo danari che, nel medio-lungo periodo, la teoria
economica ci assicura che si riveleranno ben spesi. Non v'è teoria economica,
difatti, che non includa tra le determinanti del tasso di crescita
dell'attività economica le spese destinate a R&D! Cosimo Magazzino (1)
"Università e ricerca: l'ennesimo fallimento di un governo miope", di
Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 44. (2)
"Venti mesi di economia in affanno", di Cosimo Magazzino, ne "la
Voce d'Italia", a. II, n. 133.
( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Incontro
con i sindacati, con i minuti contati Alitalia: nuovo
confronto con Spinetta L'obiettivo: l'intesa e chiudere entro il 24 Aprile
Roma, 31 Mar. - Si terrà oggi, a Roma, l'incontro tra sindacati e Jean-Cyril
Spinetta, presidente di Air France-Klm. Si riaprono dunque le trattative per la
compagnia di bandiera dopo il no dei sindacati all'ultima proposta di accordo
inviata da Parigi. L'obiettivo delle nove sigle scese in campo è quello di
ottenere da Air France-Klm condizioni migliori, anche se Spinetta
sull'argomento si è già pronunciato: “Non posso andare oltre”. E' previsto per
oggi, alle
( da "Voce d'Italia, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Incontro
con i sindacati, con i minuti contati Alitalia: nuovo
confronto con Spinetta L'obiettivo: l'intesa e chiudere entro il 24 Aprile
Roma, 31 Mar. - Si terrà oggi, a Roma, l'incontro tra sindacati e Jean-Cyril
Spinetta, presidente di Air France-Klm. Si riaprono dunque le trattative per la
compagnia di bandiera dopo il no dei sindacati all'ultima proposta di accordo
inviata da Parigi. L'obiettivo delle nove sigle scese in campo è quello di
ottenere da Air France-Klm condizioni migliori, anche se Spinetta
sull'argomento si è già pronunciato: “Non posso andare oltre”. E' previsto per
oggi, alle
( da "Avanti!" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
DAGLI ERRORI IN
SERIE DEL GOVERNO PRODI ALLA "PROPOSTA INDECENTE" DELLA
NEOCOLBERTIANA E STATOLATRICA COMPAGNIA TRANSALPINA Alitalia,
Silvio ci salvi dalla colonizzazione di Air France 31/03/2008 Premessa
necessaria: non sono un esperto della materia; non ho una laurea in economia e
commercio; non sono neanche un giornalista del settore finanziario. Sono
soltanto un giornalista curioso che guarda le cose e cerca di farsi qualche
domanda e magari, chissà, di trovare qualche, seppur provvisoria, risposta.
Dunque, quanto da me scritto in questo articolo sul "caso Alitalia", diciamo così, è frutto della mia
osservazione e della mia curiosità di ignorante. Ho pensato fin dal primo
momento che il governo Prodi non avesse trovato in casa la crisi sociale ed
economica, ma l'avesse a bella posta prodotta al fine di mantenere il potere.
Non si è dunque mai trattato di un governo vero e proprio, ma di un sistema di
potere, il quale, secondo una coerente logica interna, si è appellato alle
forze che ci sono state, da Mastella - oggi demonizzato, ieri intronizzato come
anti-Berlusconi "moderato" - a Diliberto. Nello schema leninista,
funziona. Ha funzionato per due anni, dopo è saltato tutto. Nel frattempo, la
crisi ha fatto il suo corso: i salari sono diventati come i titoli al ribasso
perché oggetto di speculazioni, cioè volatili; le pensioni idem; il welfare
ridotto allo stremo; le tasse a livello di bolscevismo compiuto, eccetera.
Tutte cose note. Inutile insisterci più di tanto. Bene. Questo stato di cose,
ripeto: prodotto scientemente dal governo Prodi, ha anche visto in gioco un
capitoletto nient'affatto marginale, ma anche questo volutamente marginalizzato:
l'Alitalia. Prodi ha scoperto che la compagnia di
bandiera non funziona, è indebitata a livelli indescrivibili e marcia su un
vagone morto, quello del fallimento. Grande scoperta, non c'è che dire.
Lasciamo stare, almeno stavolta, la stucchevole e provinciale polemica sul
tasso di "purezza della razza" liberista da affibbiare alla destra,
presumendo, da sinistra, di essere i mercatisti col marchio doc. Siamo alle
comiche, non è il caso di aggiungere corollari a questa diatriba salottiera che
rivela un Partito democratico alla canna del gas. Veniamo ai fatti, che sono i
seguenti. C'era la giusta intenzione del governo Prodi di privatizzare Alitalia. Ma, anziché cercare il miglior offerente secondo
le leggi bronzee del mercato, ha fatto tutt'altro. L'Esecutivo guidato dal
Professore di Scandiano, infatti, ha dapprima aperto una gara giustamente
definita da Berlusconi "opaca", che somigliava più a una raccolta
raffazzonata di sentimenti di interesse e di orientamenti generici di compravendita
che un atto pubblico e trasparente da parte di un governo. In secondo luogo non
è stato istituito nessun "data room" che facilitasse la percezione
della realtà della compagnia di bandiera, nel senso che
nessun dato ufficiale è venuto fuori sulla situazione dell'Alitalia, tutto è stato lasciato alla ben poca attendibilità dei dati
pubblici, letti magari sul sito dell'Alitalia: dunque,
non è venuta fuori nessuna offerta realmente vincolante. Non basta ancora: il
governo, nel frattempo, permette che il titolo Alitalia sia
oggetto di speculazioni anche significative, come può sempre accadere
(Soros con questi strumenti illeciti è diventato miliardario), mantenendolo sul
listino, mentre, parallelamente, mette in vendita il 49% del capitale. Infine,
sempre il governo avrebbe dovuto evidentemente effettuare, così spiegano i
manuali di finanza, un delisting del titolo, perché, leggo su un sito
specializzato, "per essere ammessa alla quotazione sul Nyse o sul Nasdaq
una società deve rispettare precisi requisiti. La perdita degli stessi produce
il 'delisting' del titolo, il suo passaggio alla negoziazione sui mercati
minori, come l'over-the-counter Bullettin Board e il Pink Sheets". Il caso
è rivolto all'America, ma il concetto è lo stesso e non ci vuole una laurea alla
Bocconi per comprendere che il titolo Alitalia i
requisiti non ce li avesse più da un bel po' di tempo. Il governo Prodi,
contrariamente a quanto detto nella solita maniera sgangherata dall'onorevole
ministro Di Pietro, è stato oggetto di una ventina di segnalazioni da parte
della Consob in merito alla cosiddetta "trattativa Alitalia:
Berlusconi, dunque, non c'entra. Il governo, invece, sì, e molto. Ognuno si
faccia il suo insider trading, che è meglio per tutti? Chissà, magari avrebbe
potuto agire anche qualche Procura della Repubblica, ma con tutte queste toghe
rosse e rosé, ovviamente, niet su tutta la linea. Come volevasi dimostrare.
Chicca finale. Dopo aver raccolto tutte le generiche offerte, il governo
esclude tutti i possibili interessati, salvo Air France, ovviamente senza
spiegare le ragioni della scelta, alquanto arbitraria. Dunque, trattativa
esclusiva con Air France, fino allo scempio di oggi, che Berlusconi ha
stigmatizzato come "colonizzazione". Un processo di lunga durata, per
la verità, sul quale occorrerebbe riflettere molto approfonditamente, non basta
certamente un articolo. Ora, Air France si è mossa secondo criteri di
neocolbertismo sfacciato, chiudendo la possibilità ad Alitalia
del trasporto merci, con l'intenzione, neanche troppo larvata, di favorire lo
scalo di Parigi, mettendo così all'angolo non solo Alitalia,
ma anche Malpensa. Tutta politica industriale statolatrica, altro che
"free market". Certo, non è facile cogliere questo nodo in un tempo
in cui sovrabbondano le ideologie, altro che "fine delle ideologie"
(di fatto, questa, è una delle ultime ideologie). Air France, neocolbertista e
guidata da Parigi, dunque perseguendo interessi precisi, anche di natura
geopolitica, trovatasi a essere l'unica contendente senza alcun competitor in vista,
ha avuto tutto l'agio di presentare un'offerta vincolante di valore, tra cash e
investimenti reali, inferiore a un decimo della sua manifestazione di
interesse, grazie alla quale le si era riconosciuto un diritto altrimenti
inaccettabile, il diritto di trattare in maniera esclusiva. E questa sarebbe la
logica di mercato? Infine, annoto a margine di questa vicenda che Alitalia era già stata valutata a un prezzo ridicolo: 138
milioni di euro! Praticamente niente. Ma Air France, spinta dall'audace allievo
della famigerata Ena (Ecole Nationale d'Administration) va oltre e offre di
comprare solo un pezzo dell'asset della compagnia di bandiera (Az Fly),
lasciando così nelle mani del governo tutto il resto (Az Service e Atitech);
imponendo, infine, il taglio dei voli da Malpensa al fine di provocarne la
chiusura e chiedendo, di conseguenza (secondo una ratio del tutto conseguente,
nello schema della loro "trattativa"), al governo italiano di
impedire la causa civile che Sea intende promuovere per inadempimento
contrattuale, così da mettere Malpensa nell'oggettiva impossibilità di cercare
un altro vettore aereo. Non paga di ciò, la mirabile Air France-Klm pretende
anche che il contribuente italiano si accolli l'onere degli ammortizzatori
sociali per gli esuberi previsti. Ah, già, chiudendo il tutto in una settimana:
un ben vantaggioso "mordi e fuggi", mi pare. Se la cosa non fosse
drammatica per tutta una serie di ragioni (economiche e non soltanto) potremmo
ben dire che siamo oltre il teatrino della politica, questo è il cabaret del
management e della politica insieme. È assai arduo comprendere cosa ci sia di
"free market" in tutto ciò. Mi sembra, da perfetto ignorante quale
sono, che si tratti piuttosto di un caso lampante di abusi di mercato. Il mercato,
invece, ha delle regole che un insigne economista liberale di casa nostra,
Luigi Einaudi, aveva ben chiare e dichiarava insuperabili. Ma erano altri
tempi, non furoreggiavano le liberalizzazioni a spese dei contribuenti, non si
scippava il bottino pubblico, seguendo la logica del famoso marito che, per far
dispetto alla moglie, si evirò. Insomma, era tutto diverso. E Spinetta sarebbe
stato costretto a staccare la spina molto presto. Immediatamente. Con
Berlusconi, cordata degli industriali a parte (per una serie di ragioni), si
riparte dalla presa di coscienza di una colonizzazione in atto. È l'inizio. Un
buon inizio. Da sviluppare, soluzioni e nuovo piano industriale alla mano, dopo
il delisting del titolo e dopo le elezioni, con il nuovo governo.
( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 13 del 2008-03-31
pagina 0 Berlusconi: "Lo show di Veltroni è finito" di Fabrizio De
Feo Il leader del Pdl: "Ci sono due sinistre che significano 67 nuove
tasse e diminuzione della sicurezza". Sulle larghe intese Veltroni fa
retromarcia: "chi vince governa" Roma - "Walter Veltroni è un
grande chiacchierone, ma il suo spettacolo è finito". Silvio Berlusconi in
un'intervista al settimanale Newsweek scatta la sua fotografia delle due
sinistre italiane: quella di governo e quella di propaganda, quella dei fatti e
quella delle parole. Due sinistre che sono, in realtà, un unico soggetto,
capace di cambiare abito e identità a seconda delle circostanze e interpretare
due parti in commedia. "Gli italiani - dice Berlusconi -hanno capito che
in Italia ci sono due sinistre, che le sinistre significano 67 nuove tasse,
aumentodella pressione fiscale, apertura dei confini con una caduta della
sicurezza, la tragedia dei rifiuti e lo stop ai cantieri dei lavori pubblici.
Questi sono i fatti della sinistra. Ci sono le belle parole e le promesse -
prosegue - e questa è la sinistra di Veltroni. Per quanto mi riguarda, invece,
gli italiani mi conoscono per quello che sono e per quello che ho fatto dopo
cinque anni di governo". Illustrate le credenziali dei due candidati
premier, Berlusconi si sofferma sulle condizioni economiche in cui si dibatte
l'Italia, un Paese che più di altri rischia di soffrire della crisieconomica.
"Lo scenario è negativo in generale. In particolare è negativo per
l'Europa e l'Italia ha più fattori negativi. Ma gli altri non sono in una
situazionepiù semplice: l'economia mondiale sta facendo i conti con una crisi
finanziaria negli Stati Uniti. Poi c'è il petrolio. A tutti questi fattori,
l'Europa deve aggiungere l'ipervalutazione dell'euro che crea un enorme
difficoltà per l'esportazione". In questo quadro, "l'Italia ha più
fattori negativi. Abbiamo infrastrutture insufficienti - spiega -
un'amministrazione pubblica inefficiente. C'è un alto debito pubblico. Inoltre
con la politica della sinistra, che ha aperto i nostri confini, abbiamo una
presenza di immigrati clandestini più alta che in altri Paesi, e questo
significa un alto grado di criminalità". "I dati - prosegue il
Cavaliere - dimostrano che il 36% dei crimini commessi in Italia sono commessi
da immigrati clandestini, e in alcune città del Nord, come Treviso, la percentuale
cresce al 50%. Senza dimenticare che nell'immagine mondiale, la spazzatura di
Napoli ha mostrato un'Italiacome un Paese coperto da immondizia, che danneggia
la nostra industria turistica". Riuscirà l'Italia a risolvere i suoi
problemi? "Se avremo una larga maggioranza, e se avremo entrambelecamere -
conclude il leader del Pdl - saremo capaci di operare". Al settimanale che
gli fa notare come questa campagna elettorale veda all'opera un Berlusconi più
prudente rispetto al passato, il leader del Pdl replica secco:"Orasono
molto più prudente perché la situazione è quella che è. Sono un realista".
L'intervistatore sottopone al leader del centrodestra un altro interrogativo:
quello sulla presunta fine dell' antiberlusconismo. "La sinistra ha
semplicemente capito che utilizzare questi metodi era un boomerang. D'altra
parte ormai credo gli italiani mi conoscano per quello che sono, per quello che
ho fatto. Dopo cinque anni di governo Berlusconinon possono pensare a qualcuno
più liberale dime.Guardandole televisioni e leggendo i giornali che sono di
proprietà della mia famiglia sanno che non c'è mai stato un attacco contro la
sinistra. Credo che gli attacchi radicali creino rifiuto, che questi attacchi
degli estremisti abbiano creato una repulsione e che la sinistra abbia capito
che non era più conveniente continuare". Berlusconi ribadisce anche il suo auspicio per il futuro di Alitalia,
sottolineando la necessità dinonfarsi "colonizzare" da Air
France."Spero che la nostra compagnia di bandiera appartenga a un gruppodi
imprenditori italiani. Credo che un Paese come l'Italia, dove il turismo
rappresenta una parte importante del Pil,nonpossa rinunciare a una compagnia di
bandieraperché se AirFrance colonizza Alitalia,noncredo
che questi turisti verrannoinprimoluogoaRoma, FirenzeoNapoli. Pensoche vadano
prima in Francia". Infine uno sguardo sugli scenari del dopo voto, quello
che Berlusconi lancia in una intervista al Quotidiano nazionale, con il quale
chiude la porta a possibili inteseconilPdall'indomani del voto. "I
sondaggi in nostro possesso ci danno un margine più che tranquillizzante anche
al Senato: da 28a30 e più senatori. Quindi niente larghe intese, niente grande
coalizione, niente di niente. Chi prende più voti, e più seggi, ha il dovere di
governare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 31 Mar
2008 Edizione 62 del 29-03-2008 LUIGI CRESPI "La cordata c'è è il suo asso
nella manica" La profezia dell'ex consigliere di Berlusconi L'arma segreta
del Cav di Francesco Blasilli "La cordata italiana per
Alitalia esiste e sarà l'arma vincente di Berlusconi". Chi parla con
così tanta sicurezza è il sondaggista Luigi Crespi, uno che per sette anni è
stato al fianco del Cavaliere. "Se non è così, significa che è
impazzito", anche se poi i segnali sono di tutt'altro tipo: "secondo
me sta mettendo in atto la sua solita strategia e tre giorni prima del voto,
tira fuori la cordata e stravince". Questo perché più si avvicina la
scadenza elettorale, più i candidati inaspriscono i toni nel disperato
tentativo di conquistare il voto degli indecisi. Una quantità che al momento si
potrebbe quantificare tra il 30 e il 40%, anche se in realtà "un 15% è
realmente indeciso", spiega Crespi, "mentre l'altro è mobile, nel
senso che è disponibile a spostarsi". E lo spostamento dovrebbe andare in
direzione praticamente univoca: verso Arcore. "In questa campagna
elettorale, la variabile Alitalia è diventata
importante, perché è diventata una questione d'onore. Berlusconi ha annunciato
imprenditori italiani e se c'è la cordata veramente, ha vinto la partita".
Secondo l'inventore del patto con gli italiani "è il colpo di teatro che
mobilita gli indecisi". Anche perché il dibattito non è su Alitalia, ma sul fatto "se Berlusconi dica o meno una
bugia. Se dice la verità, la partita è chiusa ed io sono convinto che non
bluffa". Una convinzione che nasce dal fatto "di conoscere molto bene
Berlusconi", uno che ha un modo di rapportarsi alla politica "tutto
suo", uno "che non dice quello che pensa e non fa quello che
dice". Una convinzione che nasce dalla storia, perché "nel 2001
Rutelli e i suoi ci attaccavano perché non avevamo un programma. In realtà il
nostro, di programma, era pronto da tre settimane, ma l'abbiamo messo su
internet appena una settimana prima del voto". Il risultato è stato che il
giorno dopo non si parlava d'altro su tutti i giornali, mentre il martedì hanno
tenuto banco le reazioni di Rutelli "e il mercoledì abbiamo firmato il
patto con gli italiani: insomma la settimana prima del voto, Berlusconi è stato
l'unico protagonista". Per non parlare della scorsa tornata elettorale,
quando Crespi collaborò con Prodi, il quale dopo il primo confronto televisivo
con Berlusconi, stravinto dal Professore, "era tutto rilassato e
tranquillo". Crespi racconta di aver avvertito Prodi e il suo staff
"di stare attenti, perché quello lì avrebbe tirato fuori una carta a
sorpresa, ma loro niente". Fatto sta che al secondo confronto tv, a pochi
giorni dal voto, è uscita fuori la storia del taglio dell'Ici, "una mossa
con cui il Cavaliere ha guadagnato più o meno un milione e mezzo di voti",
sancendo ? in pratica ? il pareggio elettorale. Subito dopo l'uscita di
Berlusconi, Prodi telefonò a Crespi. "Come facevi a saperlo? Lo
conosco", questo il succo della conversazione. "Certo ? confessa il
sondaggista ? non potevo sapere che avrebbe tirato fuori il taglio dell'Ici, ma
ero sicuro che si sarebbe giocato un jolly". Ed allora prepariamoci
"perché 3-4 giorni prima del voto uscirà la cordata e Berlusconi diventerà
l'eroe nazionale". Ed è inutile pensare che sia stato tutto un discorso
demagogico, visto che "se voleva sfruttare il caso Alitalia
per raccogliere voti, bastava un attacco violento contro un governo
dimissionario che, invece di limitarsi a svolgere l'ordinaria amministrazione,
si assumeva la responsabilità di vendere la compagnia di bandiera". Un
colpo a sorpresa, dunque, il classico coniglio dal cilindro, "tanto l'80%
della gente non si interessa alla politica e decide chi votare solo qualche
giorno prima". Roba da prestigiatori, roba da Berlusconi.
( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
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Oggi è Lun, 31 Mar
2008 Edizione 62 del 29-03-2008 Intervista a Daniel Imperato / Gli italiani
d'America stanno con Berlusconi di Ruggiero Capone Sono le prime ore del
pomeriggio, il portone rotante del Grand Hotel St. Regis ci spalanca un mondo
ovattato, lussuoso. "Cerca mister Daniel Imperato", domanda un
portiere dopo aver notato il girovagare col naso tra le nuvole. Ad un discreto
cenno due figure silenziose ci accompagnano da mister Imperato. Il candidato
indipendente alle elezioni Usa ricevuto più volte in Vaticano, l'imprenditore
d'origini italiane che rappresenta nella politica degli Stati Uniti l'Italia.
La sua visita è stata organizzata dal Movimento per l'autonomia di Raffaele
Lombardo. Così all'intervista erano presenti i maggiorenti del movimento autonomista,
da Angelo Attori (per tre legislature assessore della Democrazia Cristiana
nella giunta regionale sarda), a Stefano Cantaluppi Duca di Alejandreta, da
Vincenzo Cascarano (editore de Il Meridiano), a Stefano Formica. Stefano
Cantaluppi di Alejandreta divide da anni con Daniel Imperato la partecipazione
all'organizzazione umanitaria Orden Bonaria, molto presente negli Usa. Ma la
visita di Imperato è il segnale che la comunità italiana all'estero chiede
migliori collegamenti aerei col Belpaese e, soprattutto, crede ad opere come il
Ponte sullo Stretto di Messina. Mister Imperato, ce la
facciamo a non svendere Alitalia ed a costruire il Ponte sullo Stretto? Solo Berlusconi può
realizzare certi sogni. Sono disponibile ad aiutare Berlusconi per la questione
Alitalia e per costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. L'Italia ed
il mondo funzionano differentemente da come l'ha pensata Romano Prodi.
Putroppo il caso Prodi non è isolato, sono tanti i filantropi italiani ancora
pregni d'una visione socialista, parlano d'un mercato che disprezzano. Credo
che preferiscano regalare aziende come Alitalia agli
stranieri in cambio d'una ben pagata poltrona da filosofo. Berlusconi ha fatto
un lavoro eccellente. Ma ha avuto contro tutti i corrotti, quelli che siedono
su importanti poltrone perché hanno ucciso la genialità italiana nel mondo. Il
made in Italy è in crisi per colpa delle sinistre. Qual è la sua missione?
Supporto Berlusconi in Italia e Lombardo in Sicilia perché voglio salvare le
mie radici dagli apologeti della confusione. Finché in Italia ci saranno queste
sinistre la disoccupazione rimarrà un male endemico, come l'anemia e la malaria
ai tempi delle grandi migrazioni verso il nuovo mondo. Credo che l'Alitalia debba essere acquistata da imprenditori italiani o
d'origine italiana, non mi piace che finisca in mani francesi, è una brutta
figura per il paese che amo. Ma noto che le sinistre preferiscono i francesi e
disprezzano i capitali italiani. Lo stesso è capitato per il Ponte sullo
Stretto di Messina, la cui importanza per l'Italia la comprende solo Silvio
Berlusconi. Che prevede per il Ponte sullo Stretto di Messina? Le mie aziende
sono in grado di realizzare il Ponte sullo Stretto. Mi auguro vinca Berlusconi,
solo così potrò aiutare il governo italiano a realizzare un ponte che colleghi
non solo la Sicilia con la Calabria ma, soprattutto, il Mediterraneo con
l'Europa. Per costruire il ponte io posso mettere in campo i migliori
architetti al mondo. Il ponte velocizzerà le merci e non è affatto vero che
ucciderà il traffico navale. Credo che l'Italia debba uscire dal suo
immobilismo, un piccolo paese può tornare grande solo quando spinge sulle vie
di comunicazione. Mi sembra che per troppo tempo vi abbia governato chi queste
vie le vuole svendere alla concorrenza europea. Una joint-venture tra
statunitensi ed italiani creerebbe attorno al Ponte sullo Stretto una grande
opportunità di lavoro per ingegneri italiani ed americani. So che in Italia ci
sono tanti ingegneri disoccupati. Mi viene riferito che c'è gente che esce
dalle università e poi non lavora più per tutta la propria vita. E' incomprensibile.
Il Ponte è anche l'occasione per creare un collegamento tra i fratelli
americani ed italiani, perché aiutino tanta gente ad inserirsi in un network
mondiale di lavoro. Del resto offriremmo agli italiani la managerialità e
l'esperienza per realizzare l'opera in sicurezza. Come definisce politicamente
la sua missione? Io sono un cristiano, un cattolico di Roma. Ho incontrato il
Papa e per me è stata una grande gioia. In politica voglio lavorare con la mia
coscienza da cattolico. Credo che aiutare lo sviluppo d'un paese si possa fare
solo se nessun cittadino viene escluso. Da credente combatto l'esclusione.
Bisogna dare speranza al prossimo. Oggi nel mondo civile vi sono molti casi di
barbarie camuffata. Alle presidenziali americane io concorro come indipendente,
e questa è una corsa molto impegnativa. Io sono un candidato indipendente del
"Libertarian party". Indipendente perché rappresento la tradizione
cattolica. Sia Obama che Hilary Clinton ed anche McCain non rappresentano e non
possano rappresentare tutti gli Usa. Ognuno di loro ha dei limiti umani, sono
entrati in politica già sapendo che non devono superare certi steccati. Per
agire così calpestano anche i valori in cui dicono di credere. La politica
della signora Clinton sarebbe uguale a quella del marito Bill, non
dimentichiamo che durante la sua presidenza i terroristi si sono radicati negli
Usa. Per me i valori non sono negoziabili, per altri candidati vige la regola
contraria. Chi sono i peggiori nemici di Silvio Berlusconi? Sono convinto che i
nemici di Berlusconi siano nemici di tutti gli italiani. Sono quel manipolo di
mistificatori che vorrebbe immigrazione indiscriminata, aziende italiane chiuse
o in mano a capitali stranieri e che la Chiesa di Roma tramontasse a favore
dell'Islam. Il Vaticano si sente insicuro, Al Qaida minaccia attentati su Roma.
Credo che l'unico governo che possa impedire queste tragedie sia quello di
centro-destra. Come risponde a chi paragona l'immigrazione verso l'Italia a
quella d'un secolo fa degli italiani in Usa? L'immigrazione degli italiani
negli Usa non è in alcun modo paragonabile a quella di chi oggi entra in Italia
da estremo Oriente, Medioriente ed Africa. Gli italiani entravano negli Usa un
secolo fa, quando ancora la società americana andava cementificandosi,
contribuivano a fare gli Usa e non seminavano discordia religiosa e politica.
Ognuno viveva secondo il proprio credo rispettando gli altri, e soprattutto
c'era tanto lavoro per tutti. In Italia non c'è lavoro, la società è vecchia e
le aziende stanno chiudendo. L'immigrazione verso l'Italia incrementa le
tensioni sociali, quindi il terrorismo. Dico a Berlusconi che l'Italia ha
bisogno urgente che venga tutelato il lavoro e la creatività italiana, che
vengano allontanati dalle strade i venditori ambulanti abusivi e che la polizia
rimandi nei paesi d'origine tutti gli immigrati sospetti, perché c'è grosso
rischio che si tratti di agenti di Al Qaida. Gli Usa temono che attraverso
l'Europa possano entrare negli Stati Uniti i nemici dell'Occidente, i terroristi
che ancora lavorano per distruggere. In Italia c'è poi un forte senso di
gestione superficiale della sicurezza.