HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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TEMPO fa, in uno dei miei articoli domenicali, citai una battuta di Petrolini raccontata
da un suo scrupoloso biografo. La cito di nuovo perché si attaglia bene al caso
presente. Il grande comico romano stava cantando la sua canzone intitolata
"Gastone". Arrivato alla fine, uno spettatore del loggione fischiò
sonoramente. Petrolini avanzò fino al bordo del palcoscenico, puntò il dito
verso il fischiatore e nel silenzio generale disse: "Io nun ce l'ho cò te
ma cò quelli che stanno intorno e che ancora nun t'hanno buttato de
sotto". Seguì un piccolo parapiglia sopraffatto dagli applausi di tutto il
teatro. Così si dovrebbe dire oggi a Berlusconi per il suo comportamento
sull'Alitalia, oltre che per tante altre cose.
Pare che finalmente la Consob abbia acceso un faro su quel comportamento e così
pure la Procura di Roma. Starebbero esaminando se nelle quotidiane esternazioni
berlusconiane vi siano gli estremi del reato di "insider trading" e
di turbativa del mercato.
Non voglio credere e non credo che il leader del centrodestra stia speculando
in Borsa (altri certamente lo fanno e si saranno già arricchiti di parecchi
milioni di euro) ma sulla turbativa di mercato non c'è da accender fari, basta
affiancare ad ogni dichiarazione berlusconiana le oscillazioni del titolo
Alitalia che sono dell'ordine di 30/40 punti all'insù o all'ingiù.
In qualunque mercato del mondo Berlusconi sarebbe già stato chiamato a render
conto di quanto dice; l'Agenzia che tutela le contrattazioni di Borsa lo
avrebbe ammonito e multato, la magistratura inquirente l'avrebbe già messo
sotto processo. Ma soprattutto gli elettori ne avrebbero ricavato un giudizio
di inaffidabilità e di non credibilità definitivo.
Voglio
sperare che gli elettori ancora incerti su chi votare l'abbiano a questo punto
escluso dal loro ventaglio di possibilità.
Affidare il governo del paese per i prossimi cinque anni a un personaggio che
non si fa scrupolo di turbare il mercato con false notizie riportate e diffuse
da tutto il sistema mediatico è uno di quegli spettacoli che purtroppo
squalificano un paese intero almeno quanto l'immondizia napoletana.
Eccellono in questa gara soprattutto le emittenti televisive, quelle private e
quelle pubbliche; in particolare - dispiace dirlo - il Tg1 il quale riferisce
in presa diretta le sortite del Cavaliere senza che vi sia una voce che ne
sottolinei gli effetti sul listino borsistico. Il risultato è che Berlusconi
resta in video per il doppio del tempo del suo principale avversario turbando
non solo i mercati borsistici ma anche l'andamento del negoziato tra Air France
e sindacati tra lo stupore di tutti gli operatori internazionali.
Venerdì sera l'annunciatrice del Tg1 delle ore 20 si è addirittura lasciata
andare ad una critica contro la legge della "par condicio", da lei
ritenuta incivile, senza spiegare perché in Italia esista una legge del genere,
dovuta ad un vergognoso conflitto di interessi che fa capo al proprietario
delle reti Mediaset. Legge che peraltro nessuna delle emittenti televisive
rispetta a cominciare dal Tg1, già ufficialmente ammonito dall'Agenzia delle
comunicazioni.
Evidentemente direttori e conduttori danno per scontata la vittoria elettorale
del centrodestra e sanno anche che se l'esito fosse diverso il vincitore di
centrosinistra si guarderebbe bene dal praticare vendette. Perciò tanto vale
scommettere in anticipo senza rischiare nulla se non la reputazione. Ma chi si
preoccupa della reputazione nell'Italia dei cannoli alla siciliana.
* * *
Domenica scorsa, occupandomi dell'Alitalia e della fantomatica cordata
patriottica berlusconiana, scrissi che a mio avviso quella cordata ci sarà
davvero se Berlusconi vincerà. Per lui è un punto d'onore e i mezzi per
realizzare l'obiettivo ci sono. Li ho anche enumerati ed è stato proprio il
leader del centrodestra a confermarlo quando ha detto appena ieri che dopo la
sua sicura vittoria chiamerà uno ad uno gli imprenditori italiani per chiedere
l'obolo di san Silvio e "voglio vedere chi non ci starà".
Ci staranno tutti, non c'è dubbio alcuno, "chinati erba che passa il
vento". Ci staranno i capi delle società pubbliche a cominciare dall'Eni e
da Finmeccanica, in attesa di riconferma o di nuova nomina; ci staranno i capi
di imprese private concessionarie dello Stato, ci staranno le banche desiderose
di benefici; ci staranno le imprese medie che hanno già o ambiscono di avere
rapporti fluidi con l'uomo che dovrebbe governare l'Italia per altri cinque
anni in attesa di volare per altri sette sul più alto Colle di Roma.
Il mercato? Chissenefrega del mercato, contano i rapporti tra affari e politica
e il Berlusca è imbattibile su quel terreno: tu dai una cosa a me e io do una
cosa a te. Il mercato di Berlusconi si configura così e non saranno certo un
Tremonti o un Letta ad impedirglielo, anzi. Quanto a Fini non è neppure il caso
di scomodarsi a chiedere: lui aspetta l'eredità ed è d'accordo su tutto,
sebbene non sia ancora certo dell'esito d'una così lunga attesa.
Dunque la cordata patriottica ci sarà. Ma che tipo di cordata? L'obolo di san
Silvio versato dagli imprenditori non è sufficiente, se supererà il miliardo
sarà già molto, ma diciamo pure che arrivi a due o a tre. Per rilanciare
Alitalia e insieme Malpensa e la Sea ce ne vogliono almeno altri otto. E in più
ci vuole un "know-how" che non si improvvisa. Forse i tedeschi di
Lufthansa? Forse gli americani del Tpg? Forse l'Aeroflot di Putin? Air One non
è decentemente presentabile come vettore di due hub con pretese internazionali.
Dunque la cordata patriottica non sarebbe patriottica se non nei fiocchi che
impacchettano il torrone. Il torrone sarebbe straniero. L'organizzazione
sarebbe straniera. Gli esuberi sarebbero trattati dal gestore straniero,
esattamente come sta accadendo in queste ore con Air France, ma con una
variante in più: la pratica richiede tempo e il tempo non c'è. Per allungarlo
ci vuole un aiuto di Stato, vietato dall'Ue in mancanza di garanzie bancabili.
Se questa norma fosse violata saremmo denunciati alla Corte di giustizia
europea e multati pesantemente.
Oppure si va, volutamente, al fallimento come anche ora si rischia di fare.
Allora tutto diventa più facile perché il fallimento significa congelamento dei
debiti e interruzione dei contratti di lavoro. I nuovi padroni decideranno a
tempo debito quali di quei contratti rinnovare e quali no, ripartendo comunque
da zero.
Dov'è la vittoria? Si sciolga la chioma e se la lasci tagliare. La prospettiva,
diciamolo, non è esaltante.
* * *
Nella stessa giornata di ieri il Cavaliere si è manifestato anche a proposito
del cosiddetto voto disgiunto e ha tirato in ballo sua eminenza il cardinal
Ruini. Eminence, come dice la Littizzetto. È stata una pagina da manuale. Per
chi se la fosse persa raccontiamola perché ne vale la pena. E cominciamo dal
voto disgiunto. Che cosa significa? Perché è venuta fuori questa ipotesi?
Normalmente un elettore vota per lo stesso partito nella scheda della Camera e
in quella del Senato, specie ora con una legge come l'attuale che non prevede
preferenze ai candidati. Nella sua assoluta certezza di vincere le elezioni
alla Camera, nell'animo di Berlusconi si è però insinuato il dubbio di
pareggiare o addirittura di perdere al Senato (aggiungo tra parentesi che
questa ipotesi corrisponde esattamente alla realtà). Perciò suggerisce agli
elettori centristi il cosiddetto voto disgiunto: votino pure per Casini Udc
alla Camera, ma al Senato no, al Senato votino per il Pdl in modo da evitare il
pareggio.
Che c'entra Eminence in questo pasticcio? Il Cavaliere ce lo fa entrare, gli
chiede pubblicamente di entrarci e gli fa pubblicamente presenti i vantaggi che
avrà se eseguirà il mandato o invece i danni che può subire se rifiuterà di
adoperarsi in favore.
Convinca Casini a incoraggiare o almeno a subire senza strilli il voto
disgiunto. In cambio (è il Cavaliere che parla) avrà l'impegno del nuovo
governo ad adottare tutti i provvedimenti chiesti dalla Chiesa in tema di
coppie di fatto (mai), di procreazione assistita (abolirla), di eutanasia (quod
deus avertat), di testamento biologico (come sopra), di aborto (moratoria e
radicale riforma), di Corano nelle scuole (divieto), di insegnamento religioso
(anche all'Università). Se c'è altro chiedetelo e "aperietur".
Ma se rifiuterà, tutto diventerà problematico. In fondo (molto in fondo) lo
Stato è laico e bisogna pur tenerne conto. Se lo ricordi, sua Eminenza, e non
creda che la partita si giochi sul velluto. Del resto il Papa ha pur battezzato
Magdi Allam. E dunque il Cavaliere ne adotterà il programma e magari farà in
modo di fargli affidare la direzione del "Corriere della Sera",
purché gli elettori dell'Udc votino per Berlusconi al Senato.
Ha sentito, Eminenza?
* * *
Una cosa risulta chiara: hanno ridotto la religione ad una partita di giro.
Forse per la gerarchia ecclesiastica lo è sempre stata, per i cardinali e per
molti vescovi. Ma non fino a questo punto. I credenti per primi dovrebbero
esserne schifati e ribellarsi di fronte a questa vera e propria simonia. Gli
opinionisti (esistono ancora?) dovrebbero spiegarla e indignarsene.
Ho un presentimento: il centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato.
Fino a pochi giorni fa pensavo il contrario, che non ce l'avrebbe fatta. Ebbene
ho cambiato idea. Ce la fa. Con avversari di questo livello non si può perdere.
Gli elettori cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci.
(30 marzo
2008)
ROMA — Il piano Air France- Klm fa oggi la sua
prima vittima:
è l'aeroporto di Malpensa, dove i voli giornalieri di Alitalia vengono ridotti
da
Anche ieri i piloti dell'Anpac sono stati i più
duri e intransigenti.
Hanno rivendicato il ritorno al piano che il presidente Jean-Cyril Spinetta
avrebbe disatteso, che non prevedeva, secondo loro, la totale chiusura del
cargo e che contava un numero inferiore di esuberi. Tuttavia Fab io Berti, presidente
del'Anpac, ha tenuto a precisare che il suo sindacato «non ha mai detto che
preferisce il fallimento alla soluzione Air France». Anche se poi ha aggiunto
che l'eventuale commissario «prenderebbe come punto di riferimento il piano
Prato cosiddetto stand alone che, dal punto di vista del numero di aerei, è
sicuramente più di sviluppo rispetto a quello di Air France- Klm». Da Parigi
non arrivano repliche, nè dichiarazioni. Si ostenta serenità ma c'è anche la
consapevolezza che la trattativa che parte domani è decisiva. Perciò «in queste
ore si sta lavorando e limando i dettagli per fare in modo che l'incontro sia
utile e profittevole ». Spinetta non mancherà di essere al tavolo con
l'obiettivo, dicono i suoi, di «superare lo scoglio e aprire da martedì i
negoziati con i singoli settori».
È possibile che qualche apertura sul cargo maturi, anche se già nel piano
presentato venerdì figurava uno scaglionamento della messa a terra degli aerei:
due subito, altri tre entro il 2010. Resta fondamentale il nodo dei 180 piloti
non pensionabili che Air Frace-Klm intende cassintegrare per poi,
eventualmente, assorbire nelle linee regionali del gruppo tramite regolari
selezioni. I piloti della Uilt fanno notare che il numero degli esuberi resta
alto ma che soprattutto lo strumento da adoperare sarebbe la cassa integrazione
a rotazione, in modo da evitare la perdita dei brevetti per i quali occorre un
certo numero di ore di volo l'anno. «Lotteremo per migliorare il piano Air
France» ha dichiarato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Mentre il
segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, ha richiamato il governo a
vegliare sulle condizioni imposte dai francesi al sistema di governance della
nuova società. Anche ieri in campagna elettorale si è parlato di Alitalia. Silvio
Berlusconi ha ribadito che la cordata si formerà appena chiusa la trattativa
con Air France e ha aggiunto: «Io non c'entro più niente: la palla è nelle mani
degli industriali italiani», tra cui «decine di colleghi di Confindustria e
Confcommercio».
Il chiamarsi fuori di Berlusconi suggerisce che il
Cavaliere
sta cominciando a considerare il conflitto d'interessi in cui metterebbe la
cordata da lui ispirata nell'eventualità di un suo approdo a palazzo Chigi.
Piero Fassino (Pd) intanto accusa Berlusconi di «turbativa » sul negoziato nel
momento in cui il Cavaliere anticipa di voler respingere, una volta eletto
premier, il piano di Air France. Da Brescia, dove si trovava per la campagna
elettorale, il leader del Pd, Walter Veltroni, non ha mancato di ribadire che
la trattativa con Air France-Klm «deve andare avanti perché è unica e autentica
», ma deve salvare Malpensa «perché in un grande Paese ci possono essere due
grandi aeroporti». Ma intanto per lo scalo di Varese oggi è la giornata degli
addii.
30 marzo 2008
Fallimento:
è il regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e a
tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air France si fa dura,
l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non piace ai sindacati
che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il bluff svelato sulla
cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i francesi e il fallimento.
Il
vero piano di Silvio: il fallimento
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL FUTURO DI
ALITALIA Air France non arretra, ma i sindacati ora trattano. Non c'è
alternativa Il vero piano di Silvio: il fallimento GIOVANNI COCCONI Su chi
ricadranno le macerie di Alitalia? Le reazioni dei sindacati alla presentazione
dell'ultimo piano Air France confermano che a sfidarsi sulle spoglie della
compagnia di bandiera sono rimasti due partiti:
<Cambieremo
l'Italia>: Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a spartirsi il
potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa. L'agenda di
Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani sarà una
giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo del 14
ottobre.
Alza
la voce Walter, alza la voce ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Come
dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con
certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di
destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di
spaccio clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che
Veltroni ha una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi.
<Qualcosa
sta cambiando> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
contraddizioni del Pdl. Obiettivo: portare al voto quegli indecisi che ieri il
Sole 24 ore dava in maggioranza orientati a scegliere il Pd e ampliare il più
possibile il loro numero, fino a renderli determinanti. "Erano state
raccontate previsioni molto diverse", rimprovera a un Berlusconi che
inizia a dare segni di difficoltà.
[FIRMA]CHIARA
BERIA DI ARGENTINE INVIATA A PARIGI Questione di fair play. Sarà Milano la
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
crisi
Alitalia-Malpensa e, last but not least visto il tema scelto da Milano,
l'affaire mozzarella di bufala. Avversari insidiosi, quelli di Smirne. Hanno
soprannominato Moratti "Demir Lady", lady di ferro ("Se vinciamo
l'invitiamo a Smirne", sorride l'ambasciatore Necil Nedimoglu, delegato al
Bie) e, forti dell'appoggio dell'
"Nessuno
ci fermerà Anche Al Gore è con noi"
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
crisi
Alitalia-Malpensa e, last but not least visto il tema scelto da Milano,
l'affaire mozzarella di bufala. Avversari insidiosi, quelli di Smirne. Hanno
soprannominato Moratti "Demir Lady", lady di ferro ("Se vinciamo
l'invitiamo a Smirne", sorride l'ambasciatore Necil Nedimoglu, delegato al
Bie) e, forti dell'appoggio dell'
BENDATI
VERSO IL PRECIPIZIO ( da "Stampa, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Accade con
l'Alitalia, in modo spettacolare e emblematico. Accade con il posto dell'Italia
nel mondo: non solo quando si parla d'economia ma anche di tenuta delle
istituzioni, di giustizia, di diritti dell'uomo. Accade con il nostro passato
lontano e recente.
AirOne
inaugura il volo per Napoli ( da "Stampa, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alla Malpensa
AirOne inaugura il volo per Napoli A Malpensa ci sono novità non solo in
negativo (Alitalia che trasloca in direzione di Fiumicino) ma anche in
positivo, perché Air One aumenta i voli dallo scalo milanese. Questa mattina
alle 9,40 decolla il primo volo Air One diretto a Napoli e alle 10,45 un altro
Airbus A320 della compagnia si alzerà in volo verso Roma Fiumicino.
Sindacati
dietrofront "Si tratta con Parigi"
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e addirittura
offensiva" la proposta di Air France-Klm per Alitalia: "Speravo in un
accordo tra Air France e Alitalia che mantenesse il nome, la bandiera, il
management e l'identità italiana - ribadisce Berlusconi - ma così non è
stato", di qui l'appello "ai colleghi imprenditori" per una
cordata nazionale.
"Con
il via alle nuove rotte Fiumicino finirà nel caos"
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vedremo se
tutti hanno fatto quel che avrebbero dovuto per prepararsi, cioè se Alitalia e
la società Adr che gestisce l'aeroporto si sono mosse per tempo". Un
handicap di Alitalia e dei suoi due hub (aeroporti di connessione) era la
necessità di spostare ogni giorno piloti e tecnici da Roma a Milano per far
partire i voli da Malpensa.
Stai
a vedere che la crisi di Alitalia qualcosa di buono lo ha portato. Per
rimborsare in fretta e f ( da "Stampa, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dalle
sigle di categoria qualche distinguo rispetto alla linea delle confederazioni
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vedere che la
crisi di Alitalia qualcosa di buono lo ha portato. Per rimborsare in fretta e
furia i crediti Irpeg vantati dalla compagnia si è infatti fatto ricorso a una
misura prevista dalla finanziaria 2008 che, promette il viceministro
dell'Economia Vincenzo Visco, consentirà nei prossimi mesi il rimborso di oltre
3 miliardi di crediti vantati dai contribuenti nei confronti dell'
In
paese prevista la prima stazione internazionale, i binari interrati
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vedo che
Napoli usa lo stesso metodo di Berlusconi nella vicenda Alitalia, si fanno
dichiarazioni roboanti solo per catturare l'attenzione". Aggiunge:
"Per quanto ci riguarda si tratta solo di boutade. Noi aspettiamo di
capire come si concluderanno i lavori dell'Osservatorio ma ribadiamo che ogni
ragionamento ogni soluzione deve essere il frutto di un ragionamento
condiviso".
Le
poste: "date a noi il cargo" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Le
possibilità di sviluppo per noi e di sostegno per loro sono evidenti"
Francesco Pizzo è consigliere di amministrazione di Poste Italiane, nonché
presidente della compagnia del gruppo Mistral Air dice di essersi meravigliato
che nessuno abbia notato l'opportunità, così ha sfruttato il cda che ha
approvato il bilancio 2007 della società guidata da Massimo Sarmi per lanciare
Economia,
sfida di veltroni "un patto sociale per il paese" - alessandra longo
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
picchia sulla
cordata fantasma per l'Alitalia, avverte che si candida "per una
legislatura, forse per due". E annuncia il "grande piano di edilizia
popolare del Pd: progetti di "housing sociale", con gli imprenditori
che costruiscono su aree pubbliche, accettando di calmierare gli affitti, con
gli inquilini del milione di case popolari che possono,
Air
france e sindacati, prove d'intesa epifani: "non ci sono alternative"
- roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Le ipotetiche
e fumose soluzioni alternative ventilate in queste settimane non superano i
confini della campagna elettorale". Insomma - secondo il segretario del
Pd, Walter Veltroni - "sull'Alitalia qualcuno si è comportato come
Fregoli". Mentre dalla SinistraArcobaleno è arrivata la proposta di
rilanciare l'intervento pubblico per salvare l'Alitalia.
Alitalia,
addio a malpensa ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Domani a
Parigi si decide sull'Expo 2015 Alitalia, addio a Malpensa Casini: Berlusconi
strumentalizza la Chiesa. Lite Lega-Pdl sugli immigrati ROMA - Alitalia lascia
Malpensa e riduce del 72% i voli dello scalo lombardo. A favore della
trattativa con Air France il segretario della Cgil Gugliemo Epifani: "Non
ci sono alternative".
L'alitalia
smobilita da malpensa via due voli su tre, 8 mila posti a rischio - andrea
montanari ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
smobilita da Malpensa via due voli su tre, 8 mila posti a rischio Lacrime e
rabbia tra il personale: lo scalo non è più un hub Ironia della sorte: ieri è
stato inaugurato il collegamento con l'autostrada Insegne rimosse e moquette
strappate per far spazio ad altri collegamenti ANDREA MONTANARI MILANO - Il
lungo addio di Alitalia a Malpensa è iniziato ieri.
Dal
ministro l'appoggio di zapatero ovazione in sala, il gelo della binetti
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
per lui è un mistero: "Non capisco come la Chiesa possa appoggiare uno con
i suoi valori" E non capisce nemmeno la difesa dell'italianità nel caso
Alitalia: "Noi abbiamo partecipazioni nella British Airways, gli italiani
dell'Enel e di Telecom sono in Spagna. Qual è il problema? Siamo todos
europei!".
Il
cavaliere liberale ha abolito il mercato - eugenio scalfari
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Così si
dovrebbe dire oggi a Berlusconi per il suo comportamento sull'Alitalia, oltre
che per tante altre cose. Pare che finalmente la Consob abbia acceso un faro su
quel comportamento e così pure la Procura di Roma. Starebbero esaminando se
nelle quotidiane esternazioni berlusconiane vi siano gli estremi del reato di
"insider trading" e di turbativa del mercato.
I
giorni più lunghi di milano - gad lerner
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E se
malauguratamente la realpolitik globale dovesse favorire i turchi, nonostante
il generoso sforzo comune messo in atto dalle istituzioni locali e dal governo
nazionale, davvero potremmo dare la colpa all'Alitalia che da oggi taglia del
72 per cento i suoi voli da Malpensa? SEGUE A PAGINA 29.
I
giorni di milano - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mantenga
ottime prospettive di rilancio una volta liberato dall'assurda ipoteca dei voli
Alitalia (carissimi e in perdita). Purché non si affidi al sogno ricorrente ma
fallimentare di una casereccia Air Padania, o peggio di un'Alitalia di nuovo
caricata sulle spalle del contribuente. Il più esplicito nel sottrarsi alla
cordata elettorale di Berlusconi ?
L'amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esorta gli
imprenditori italiani a fare una specie di colletta perché Alitalia non cada
"in mani francesi", è il leader politico più reazionario che questo
Paese abbia mai avuto dai tempi del Duce. è antimoderno e antieuropeo (i due
termini, in politica, sono quasi sinonimi) e raccoglie l'applauso entusiasta di
una claque ahimé vasta, ma non per questo meno provinciale e retriva.
Il
cavaliere liberale ha abolito il mercato - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
della fantomatica cordata patriottica berlusconiana, scrissi che a mio avviso
quella cordata ci sarà davvero se Berlusconi vincerà. Per lui è un punto
d'onore e i mezzi per realizzare l'obiettivo ci sono. Li ho anche enumerati ed
è stato proprio il leader del centrodestra a confermarlo quando ha detto appena
ieri che dopo la sua sicura vittoria chiamerà uno ad uno gli
Sindacati:c'è
soloAir France ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Caso alitalia
Epifani, Bonanni e Angeletti d'accordo: "Per il momento non c'è
alternativa alla proposta avanzata da Spinetta" 30/03/2008 Roma.
Berlusconi chiamando in causa il cardinale Ruini ha invitato a non votare Udc ,
e Casini gli ha replicato: "Questo la dice lunga sul rispetto che
Berlusconi ha per la Chiesa".
Si
vede che acconsente - enzo costa ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
economia
troppo creativa e sbugiardata dall'Europa, e oggi ministro colbertiano in
pectore, alfiere di protezionismo e dazi? E di Silvio "liberista",
che per Alitalia evoca cordate nazionali fantasma e prestiti-ponte statalisti a
carico dei contribuenti, turbando Borsa e figli, in un'illiberale apoteosi del
conflitto di interessi, che dice? Tace?.
Gazebo
e dibattitidecolla la propaganda ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Invece voi
perdete tempo su Alitalia". Per lui, quattro tappe in un giorno solo da
Imperia alla Spezia. I sostenitori del Pdl hanno fatto quadrato con i candidati
liguri e con l'europarlamentare Mario Mauro. Famiglia, infrastrutture e
sicurezza al centro dell'attenzione, con un dibattito articolato sulla
"Carta dei valori" distribuita in tutta la città:
<Air
France unica scelta> ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
a una vendita
di Alitalia e si attiverà per sostituire i francesi con una cordata di
imprenditori italiani, che ora però non si vede da nessuna parte. Incurante
delle critiche, Berlusconi rilancia: "La cordata italiana è nei fatti, ho
ricevuto decine di telefonate da collegi di Confindustria e Confcommercio, che
si sono dichiarati disponibili.
Scattano
da oggii tagli a malpensa ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La scelta di
puntare su un solo hub è confermata dal piano di Air France-Klm. Alitalia
lascia liberi 180 "slot" (i corridoi orari per decolli e atterraggi)
su 350. Parallelamente, Air One va ad occupare parte dello spazio che Alitalia
lascia. 30/03/2008.
Alitalia,
dal decollo al declino - alberto statera
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca
Alitalia, dal decollo al declino C'era una volta la copertina Nell'Italia delle
prime Fiat 600 e delle Vespe fu creata la nostra compagnia di bandiera. I comandanti
degli aerei erano considerati tra i migliori del mondo, le assistenti di volo
erano popolari come veline.
Piloti
e hostess, gli italiani nuovi così il paese prese il volo - edmondo berselli
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il mito
Alitalia, un altro degli effetti indotti dalla prima modernizzazione, quando il
Paese sembrava davvero decollare, allorché il boom aveva modificato in
profondità anche l'autopercezione degli italiani "nuovi", che si
affacciavano sul proscenio del benessere: da un lato con la cialtroneria
disinibita di Vittorio Gassman nel Sorpasso,
"su
ruini atto di barbarie di silvio comunque non gli voterò la fiducia" -
claudio tito ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
frattempo la
campagna elettorale si sta concentrando sul caso Alitalia. Lei appoggia la
soluzione Air France? "No, è una trattativa nata male. Solo un po' di
tempo fa avremmo potuto realizzare un'intesa paritaria e ricevere il 30%
dell'azienda francese". Quindi è per la cordata italiana? "Io dico
solo che bisogna porre le condizioni perché la compagnia di bandiera stia sul
mercato.
Alberto
statera ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nobildonna
sua amica che gli aveva spedito un biglietto segnalando alquanto seccata che
nella prima classe del volo AZ600 dell'Alitalia tra Roma e New York le posate
d'argento con le quali le hostess in divisa disegnata dalle sorelle Fontana le
avevano servito caviale Beluga e Salmone selvaggio bianco del Baltico erano
annerite per insufficiente uso di Argentil e olio di gomito.
Edmondo
berselli ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quando
Alitalia era il simbolo del rinato orgoglio italiano, e le funzionarie del
cielo, vestite dalle sorelle Fontana, con gli abiti confezionati dalla
Lanerossi, rappresentavano un altro, e innovativo, ideale di donna: lontano
dalla tradizione, fatto di sobrietà nelle maniere e tuttavia anche di
improvvisa e consapevole modernità.
PRESIDENTE,
l'Italia che va al voto è pessimista. E pessimista appare anche lei che, a dif
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
già ottenuto alcuni risultati. Prodi e Padoa Schioppa avevano detto che la
trattativa con Air France era l'unica possibile e che nelle casse dell'Alitalia
non c'era più un soldo. Non era vero: il governo ha dovuto prendere atto che
sono ancora possibili altre offerte, mentre sui soldi in cassa il ministro dei
Trasporti dice che quello dell'
LA
PROPOSTA La nuova Alitalia pensata da Air France avrà 12.066 dipendenti, 137
aerei e 83 destinazioni ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL PIANO LA
PROPOSTA ESUBERI I TITOLI La nuova Alitalia pensata da Air France avrà 12.066
dipendenti, 137 aerei e 83 destinazioni Sono 2.120 gli esuberi previsti, 40
aerei saranno eliminati: 18 le destinazioni azzerate L'offerta pubblica di
scambio indica 160 azioni Alitalia per una di Air France - -->.
L'INTERVISTA
AMATO LODA I LAVORATORI DI ALITALIA: RESTI IL BRAND, NON IMPORTA CHI COMPRA 0
Compagnia ottima, merita il salvataggio
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'INTERVISTA
AMATO LODA I LAVORATORI DI ALITALIA: "RESTI IL BRAND, NON IMPORTA CHI
COMPRA" "Compagnia ottima, merita il salvataggio" di GIANCARLO
CAPECCHI ? FIRENZE ? MINISTRO Amato, Alitalia continuerà ad essere compagnia di
bandiera? "La Compagnia rimarrà, non so come finirà la trattativa.
Alitalia,
c'è soltanto Air France Realpolitik dei sindacati. E da oggi Malpensa è un ex
hub: tagliati 900 voli ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
orario estivo
che oggi entrerà in vigore prevede un taglio del 70% dei voli Alitalia. E, di
conseguenza, la cassa integrazione di 24 mesi per 900 lavoratori della Sea, la
società che gestisce Malpensa e Linate. I voli settimanali effettuati da
Alitalia su Malpensa scenderanno da
IL
TUO DISCORSO è ineccepibile in un sistema di libero mercato. Ma da noi il
libero mercato ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quando il
sistema rischia di collassare, si dimenticano dei sacri principi del libero
mercato se è vero che hanno salvato alcune banche private con i soldi pubblici.
In un quadro del genere non si vede perché proprio i lavoratori di Alitalia,
che è azienda di Stato, dovrebbe essere gli unici a lasciarsi le penne.
www.massimofini.it - -->.
?
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma mi sembra
che il caso Alitalia sia paradossale mentre in campagna elettorale Berlusconi e
Veltroni ripetono un giorno sì e l'altro pure che il mercato è il solo
strumento di crescita economica. E allora perchè non affidarsi al mercato?
Voglio dire: perchè non fare come gli svizzeri, i belgi, gli americani?
Pisanu:
ora riprendiamoci la Sardegna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mancato
discorso alla Sapienza del Papa al caos Alitalia, fino ai rifiuti campani
spediti in Sardegna: "I risultati di questo malgoverno sono sulla pelle
degli italiani e dei sardi in particolare". Pisanu ha richiamato il
programma del Pdl per la Sardegna: "Se governeremo, faremo il gasdotto
Algeria-Sardegna-Europa, completeremo le opere per migliorare le vie di
comunicazione interne,
Da
oggi tagliati 170 collegamenti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
voli di
questa mattina parte il nuovo orario estivo di Alitalia e prende il via anche
il trasferimento dei voli intercontinentali a Roma-Fiumicino, lasciando
Malpensa. La tappa più discussa del piano industriale "di
sopravvivenza" di Alitalia, al centro di forti polemiche. Per tamponare
forti perdite, su Malpensa Alitalia lascia 180 "slot" (i corridoi
orari per decolli e atterraggi)
Il
gruppo Eurofly Meridiana vola in Egitto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dopo
Alitalia, su Malpensa, per voli effettuati (5.300 nel 2007) e per passeggeri
(690.000 nel 2007). Grazie alla presenza di una flotta di 13 aeromobili, 8
Airbus 320 e 5 Airbus 330, è stato siglato un accordo tra Eurofly e la Sea, che
prevede il trasferimento, dal 15 maggio, di tutte le attività di volo dal
Terminal 2 al Terminal 1,
Tregua
di Alitalia, caos rinviato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
originale di
Alitalia, che non presentò a suo tempo domanda per concorrere sulle rotte della
continuità. "La Fit-Cisl", aggiunge Corona, "oggi non dice
Alitalia-sì, Alitalia-no. Dice però che, nonostante gli sforzi della Regione,
questo modello di continuità territoriale non ha garantito ai sardi condizioni
di mobilità pari a quelle degli italiani che possono contare sulla ferrovia.
<Sulla
mafia non accettiamo lezioni> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LE STOCCATE
Dopo aver ribadito che la cordata italiana su Alitalia "è ormai nei
fatti" e che "non è più affar suo ma la palla è nelle mani degli
imprenditori", Berlusconi parla anche di duello tv: "Quello con
Walter Veltroni è un confronto impossibile perchè vietato dall'attuale par
condicio, una legge insulsa.
I
sindacati ad Air France: <Trattiamo>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
salvare
Malpensa L'Alitalia è sull'orlo del fallimento e i sindacati non chiudono
definitivamente la porta della trattativa con Air France. ROMA Mentre i
sindacati sembrano puntare sulla trattativa con Air France, il mondo politico
resta diviso sul destino di Alitalia: Walter Veltroni si schiera in favore del
negoziato con Parigi,
L'importante
è apparire, non essere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ogni tanto i
giornali sono costretti a occuparsi anche di Veltroni o di Alitalia. Altrimenti
saremmo sommersi, come l'estate scorsa, solo da parlamentari beccati tra orge e
piste di coca. Ma l'esposizione mediatica non ha prezzo, e allora anche chi non
ne avrebbe bisogno non riesce a dire di no a un giro gratis di scandalismo
sexy.
Alisilvio:
Anche i piloti come i tassisti nell'orbita del Pdl? Verrebbe da pensarlo dopo
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dopo una
calorosa stretta di mano, alla richiesta del comandante di Alitalia di
attivarsi per la cordata italiana, il Cavaliere gli ha sussurrato qualcosa
all'orecchio. Poco dopo Notaro ha dichiarato: "Da quanto mi ha detto sono
sicuro che ci riuscirà"". Il Sole 24ore, 29 marzo 2008.
Il
diavolo al Senato ( da "Unita, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Casini ha
dichiarato ai tg che il cavaliere è irresponsabile quando inventa cordate
Alitalia e patetico quando cerca di accreditarsi come candidato della Chiesa.
Figurarsi. Berlusconi ieri gli ha replicato di essere condannato a vincere
queste elezioni, anche se sarebbe tentato di dire: 'Padre, allontana da me
questo calice'.
La
campagna del testimonial Bersani Al fotofinish vince chi è in rimonta
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È il
"baricentro" di una campagna elettorale ancora confusa tra Alitalia e
bufale (bovine e non): "Il Paese per la prima volta sarebbe guidato da una
grande forza riformista. Bisogna lottare contro quel distacco micidiale tra
politica e cittadini che è la questione settentrionale ma anche il tema
dell'Italia".
La
partita è apertissima Destra prigioniera del passato
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sull'Alitalia
la gente pensa che c'è una gran confusione. Pensa che c'è una trattativa seria
in corso, e che improvvisamente è arrivata una proposta strumentale e
vaga". A proposito, sulla vicenda Alitalia, dove sono finiti i liberal di
questo paese?
La
vicenda Alitalia spiega la filosofia economica della Destra I liberali non
hanno niente da dire? ( da "Unita, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del "La vicenda Alitalia spiega la filosofia
economica della Destra I liberali non hanno niente da dire?".
Alitalia,
i tg Mediaset vedono solo il Salvatore nostrano
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Alitalia, i tg Mediaset vedono solo il Salvatore nostrano Tutti i telegiornali
di Silvio Berlusconi rispettano la consegna: l'Alitalia non deve
"diventare francese", tutti i grandi paesi hanno una loro compagnia
aerea, l'uomo della Provvidenza metterà assieme una "cordata"
salvifica che difenderà l'onore nazionale offeso e -
Padovani:
Veltroni ha avuto coraggio e va premiato
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai per
prendere un volo Alitalia o Air France? "Oggi ho scelto una compagnia low
cost. Tifo comunque per la soluzione francese, l'unico piano industriale in
campo è quello di Air France. Gli utenti come me sono da tempo abituati a
prenotare Air France e volare Alitalia.
Pronti
a un accordo, ma no a operazioni neocoloniali
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
grado di
salvare Alitalia e di aprire una prospettiva. Ha il diritto, visto che non fa
solidarietà, di aspettarsi un ritorno dal suo investimento. Se questa è l'ottica,
siamo pronti a misurarci. Se se invece ci fosse un'idea neocoloniale per cui
l'Alitalia del dopo accordo è solo una propaggine del gruppo AirFrance-Klm e lo
sviluppo del trasporto aereo italiano viene condizionato,
Alitalia,
nessuna alternativa ad Air France I sindacati vogliono evitare il fallimento e
si attendono una limatura del piano di Parigi
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Alitalia, nessuna alternativa ad Air France I sindacati vogliono evitare il
fallimento e si attendono una limatura del piano di Parigi di Bianca Di
Giovanni/ Roma TRATTARE "Allo stato non c'è alternativa a trattare con Air
France". Con una frase secca Guglielmo Epifani descrive lo stato dell'arte
della partita Alitalia.
I
cappellani stanno con i lavoratori
( da "Unita,
L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sulla spinosa
questione Alitalia intervengo anche i cappellani di Fiumicino e Malpensa, don Giorgio
Rizzieri e don Ruggero Camagni che, più che prendere parte per una soluzione
italiana o per un accordo francese, da uomini di Chiesa invitano ad una
"soluzione illuminata che faccia l'interesse dei lavoratori".
IL
DOSSIER ( da "Unita, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
sento gli ex alleati del governo Prodi esprimersi nel modo più dissonante (con
Diliberto e Giordano che, ignorando la UE, parlano da vetero-statalisti), penso
che Veltroni abbia fatto più che bene a "sparigliare", a proporre il
PD come scelta autonoma da vecchie, insostenibili, paralizzanti alleanze con
una certa sinistra.
Nuova
Malpensa al decollo: sulle piste 127 voli in meno
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
) La
decisione di Alitalia di tagliare in modo secco 886 frequenze settimanali si
presenta come una rivoluzione improvvisa che porterà danni gravi. E se oggi,
domenica, il trauma è attenuato dalla festività, domani e martedì gli effetti
saranno ancora più visibili.
<Cordata
pronta ma prima serve lo stop a Parigi>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
colleghi di
Confindustria e Confcommercio disponibili a entrare nel capitale di Alitalia.
Ma la cordata si formerà solo quando sarà finita la trattativa con Air
France". Ribadendo che le condizioni poste da Air France per
l'acquisizione di Alitalia sono "assolutamente irricevibili perché non
prevedono un accordo per formare un gruppo in cui le tre compagnie abbiano pari
dignità",
Di
Pietro: Una lista di persone che lavorano per il loro Paese
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Accolto
nell'isola pedonale dal coordinatore Umberto Gramaglia e da numerosi
simpatizzanti (oltre ai due candidati locali), il ministro ha proposto alcune
"pillole" del programma elettorale, chiarendo il suo pensiero
sull'Alitalia ("Una boiata" la cordata italiana) e la diminuizione
della pressione fiscale.
Infrastrutture
prima priorità ( da "Tempo, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Luigiaurelio
Pomante TERAMO Questione Alitalia, legge elettorale e necessità di migliorare
le infrastrutture del Sud-Italia. Messaggi chiari ed eloquenti quelli che
Franco Marini, presidente del Senato, intervenuto ieri all'Università degli
studi Teramo come ospite di un convegno su "Diritti dell'uomo e dialogo
interculturale nel Mediterraneo",
I
sindacati fanno dietro-front ( da "Tempo, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lo spettro di
un fallimento di Alitalia fa troppa paura. E così anche i sindacati ora hanno
fretta di chiudere il passaggio della compagnia di bandiera. L'attesa cordata
italiana ancora non è definita, la parola d'ordine dei sindacati è
"trattare con Air France". Ad aprire in maniera netta ai francesi è
stato ieri il leader della Cgil,
Malpensa
e logistica, occasioni che Novara deve saper cogliere
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ha toccato la
questione Alitalia Guido Crosetto, candidato del Pdl : "Lasciare alla
Francia la decisione di far passare merci e passeggeri da un parte o dall'altra
è un suicidio per il Paese. Alitalia deve rimanere italiana, ma nessuno investe
perché con i sindacati è impossibile dialogare.
Alitalia
svuota Malpensa ( da "Tempo, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
Alitalia svuota Malpensa Fiumicino rischia il collasso Valeria Costantini La
crisi Alitalia rischia di fare un'altra vittima: lo scalo romano di Fiumicino.
Che da oggi comincia ad accogliere le migliaia di passeggeri che, invece di
atterrare a Milano Malpensa, non avranno altra scelta che arrivare a Roma.
IL
TEMPO DELLE SCELTE ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
l'Expo, il precariato e le tasse che si vorrebbero meno vampiresche di quelle
attuali. Certo, ci sono anche gli abitanti del quartiere. La politica non deve
dimenticarseli il 14 aprile, a metà pomeriggio. Dire che non ne possono più è
un eufemismo, giacché sono costretti a vivere tra furti, vessazioni e degrado;
Via
al nuovo collegamento con l'A4 ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
inaugurazione
delle beffe è in programma questa mattina alle 10: oggi, giorno in cui Alitalia
si ritira da Malpensa verrà aperta al traffico la bretella di collegamento tra
lo scalo e la A4 Milano-Torino. Vale a dire una delle infrastrutture invocate
da anni a sostegno di Malpensa. Prevista, ma non certa, la presenza del
ministro Antonio Di Pietro.
<Senza
lavoro, non so come fare con il mutuo>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E sarà tra i
primi a pagare di persona la crisi di Alitalia. Lui, che di Alitalia non è.
"Lavoro alla Sea dal '96, credevo nella crescita di Malpensa ma le cose
sono andate in maniera diversa. Adesso mi trovo con 700 euro di mutuo al mese
da pagare e altri 500 per l'asilo di mia figlia". E Aristide, nella
sventura, può pure consolarsi: "Assieme a me lavorano un sacco di precari,
Malpensa,
ultimo giorno da hub ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sorpresa: 40
minuti di coda al check-in di Alitalia La storia di Malpensa come hub si
conclude prima del decimo anno di vita dell'aeroporto. Alitalia cancella i due
terzi dei suoi voli nella speranza di salvare i conti e chiudere la trattativa
con Air France. Ieri il programma prevedeva 140 voli della compagnia di
bandiera;
L'addio
di Alitalia a Malpensa: cancellati sette voli su dieci
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
addio di
Alitalia a Malpensa: cancellati sette voli su dieci ROMA - Alitalia lascia
Malpensa: con l'orario estivo la compagnia di bandiera riduce i voli del 70%
dallo scalo lombardo. Sindacati. "Allo stato non c'è alcuna alternativa ad
Air France", ha detto il leader della Cgil Guglielmo Epifani sul futuro
della società.
D'Alema
e lo slogan di Walter: <Si può fare> è moscio
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e pur di
salvare Malpensa sono pronti a far fallire l'Alitalia". Gli amministratori
locali vengono spronati e anche un po' rieducati. "In questi anni sono
stato in giro per il mondo, ho visto poco i quotidiani, ma guardando la gente
ho ancora la percezione. Se votassero solo quelli che leggono i giornali, non
ci sarebbe partita.
Il
farmacista siriano: il Nord è poco tutelato
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
anno ma sono
pronto a rinunciare a un mese di stipendio - prosegue - pur di continuare a
lavorare qui ma temo che molti non ce la faranno. Spesso ho l'impressione che
al governo pensino "Tanto il Nord ce la farà comunque, anche se togliamo i
voli di Alitalia". In quell'istante a me viene in mente che il Nord
dovrebbe essere tutelato meglio". C. Del. Medico Hamdan Hazem.
Sorpresa
a Malpensa: coda al check-in Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in Alitalia
Oltre 40 minuti di attesa. E oggi la compagnia di bandiera taglia oltre cento
voli. "Ultimo giorno da hub" Bye bye all'Alitalia con quaranta minuti
di code al check in e problemi di overbooking su molti voli. Lasciamoci così,
senza rancori: nell'ultimo giorno in cui la moribonda compagnia di bandiera
volta le spalle allo scalo milanese,
E
nello scalo lombardo le ultime code prima dell'addio
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ultima ora di
punta dell'ultimo giorno prima della "ritirata" di Alitalia, l'attesa
per il check ai banchi della compagnia tricolore è stata di 40 minuti, con la
coda dei passeggeri che quasi usciva dal grande atrio del terminal 1. Come
dire: pensavate che questo fosse uno scalo da rottamare? Eccovi dimostrato il
contrario.
<Per
la compagnia non c'è più posto tra le grandi>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia come
Parmalat? Per Nicola Rossi, economista in lista Pd al Senato, non è utopia. Il
paragone è possibile? "La Parmalat era finanziariamente compromessa ma
industrialmente sana. Alitalia sta messa male su entrambi i fronti".
Quindi? "Guardiamo la realtà: quelle compagnie aeree che sono passate
attraverso la liquidazione,
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-30 num: - pag: 15
autore: di CLA... ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La prima è
quella che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi: l'immondizia di Napoli,
l'Alitalia destinata al fallimento o alla colonizzazione straniera, Malpensa
ridotta a un aeroporto di serie "B", i ricercatori che fuggono all'estero,
stipendi e crescita economica fra i più bassi d'Europa, opposizione e
maggioranza che si accusano a vicenda dello sfascio.
Malpensa
<svuotata>, Alitalia se ne va
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia se
ne va I voli della compagnia passano da
Il
rebus Alitalia e il precedente dell'86
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
28 categoria:
REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Il rebus Alitalia e il
precedente dell'
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
lascia Malpensa Con l'orario estivo, Alitalia lascia Malpensa: cancellati il
70% dei voli della compagnia di bandiera in partenza dallo scalo lombardo.
Focus Le banche del tempo In Italia sono almeno 200, con oltre 20 mila soci, il
60% donne.
Epifani:
<Nessuna alternativa a Air France>
( da "Liberazione"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ipotetiche
cordate italiane in grado di comprare Alitalia. Il gruppo di imprenditori
interessati all'acquisto della compagnia di bandiera, di cui parla fuori tempo
massimo e in funzione elettorale il capo del Pdl, secondo il segretario
generale della Cgil "allo stato attuale non esiste. Il settore aereo è
molto difficile e favorire una cordata di per sé non risolve nessun problema.
ROMA
Il caro-petrolio scarica nuovi aumenti su luce e gas. L'Authority per l'Energia
ha s ( da "Messaggero, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"E'
frustrante dover registrare aumenti", ha affermato il presidente Ortis,
con il greggio salito del 93% da gennaio 2007. Tabarelli (Nomisma):
"Servono più investimenti". Sul fronte Alitalia, Epifani ribadisce
che non c'è alternativa ad Air France. I sindacati vorrebbero una moratoria
fino a dopo il voto.
Luce
e gas, scattano i rincari ( da "Messaggero, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dal 1° aprile
bollette più pesanti del 4,1% e del 4,2%: in media 58 euro all'anno per
famiglia Luce e gas, scattano i rincari Alitalia, i sindacati: moratoria fino
al voto. Cgil: non c'è alternativa ad Air France.
Viene
ampliato il perimetro dei lavoratori di Az Servizi che resteranno sotto
l'ombrello Alital ( da "Messaggero, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Non ci sono alternative alla vendita e per ora di offerta seria c
( da "Messaggero,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia di
Cempella. Ora nel Pd la linea è quella della "responsabilità" e
dell'aperto appoggio alla trattativa con Air France, anche perchè il sindacato
ha rotto gli indugi e si siede al tavolo, Ugl compresa. Un passo indietro lo
hanno fatto i piloti di Anpac e Up e nel Pd c'è chi sospetta che dietro i
ripensamenti ci sia lo zampino "
ROMA
- La parola magica si chiama moratoria. Ovvero congelamento della trattativa
fino a dopo il vot ( da "Messaggero, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se ci saranno
i cavalieri bianchi per Alitalia che almeno mettano soldi loro, perchè di
cavalieri con i soldi pubblici non ne abbiamo proprio bisogno". "Oggi
tutti si improvvisano medici al capezzale di Alitalia - ha aggiunto Casini - ma
se Alitalia è un tumore la colpa è di quelli che hanno praticato la politica
del rinvio.
<In
Usa non succede: viene premiato chi porta risultati altrimenti vai a casa>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cimoli e
altri manager sono usciti da aziende come Alitalia o le Ferrovie lasciando
pesanti perdite ma intascando somme enormi: questo non avverrebbe in America.
Lì prendi i soldi, e anche tanti, se porti risultati; altrimenti vai a casa.
Qui invece non si manda a casa nessuno, e le rare volte che succede ti
riempiono di denaro.
Epifani:
contrordine compagni, regaliamo Alitalia ai francesi
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
regaliamo Alitalia
ai francesi di Andrea Cuomo Stretti tra l'incudine del fallimento Alitalia e il
martello di un piano definito "irricevibile", i sindacati fanno
retromarcia: ora Air France e il piano Spinetta vanno bene Roma - Al nuovo
piano Spinetta, inviato da Parigi ai sindacati, Cgil-Cisl-Uil hanno detto
"no".
"La
ricetta Veltroni? Bot e Cct al 20% È nella storia del Pd"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prodi è stato
sbianchettato, salvo ritornare in pista per Alitalia; Veltroni si è fabbricata
una fedina politica pulita con un indulto ad personam. Non si presenta come
capo della maggioranza, come è stato nel 2007, ma come capo dell'opposizione.
Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato.
ALITALIA,
DOMANI ROUND DECISIVO. I SINDACATI PUNTANO SULLA TRATTATIVA. DUELLO TRA
BERLUSCONI E VELTRONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL RISIKO DEI
CIELI Alitalia, domani round decisivo. I sindacati puntano sulla trattativa.
Duello tra Berlusconi e Veltroni I leader di Cgil, Cisl e Uil insistono: faremo
di tutto per cambiare il piano Anpac: distanze eccessive.
ADDIO
MALPENSA, DA OGGI LA NUOVA ROTTA è FIUMICINO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Alitalia:
per i vertici della compagnia la scelta era necessaria e indifferibile per
ridurre il "trend di perdite insostenibile" dovuto al vecchio assetto
del network. Alitalia, con i conti in forte perdita e un indebitamento oltre
quota 1,36 miliardi, da un anno e mezzo attende che si concluda il percorso
avviato per la privatizzazione:
EPIFANI:
NON C'è ALTERNATIVA AD AIR FRANCE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se Berlusconi
non investe su Alitalia è solo perchè c'è la contrarierà assoluta da parte
della sinistra". Scettico, invece, il segretario dell'Udc, Pier Ferdinando
Casini: "Non abbiamo bisogno di cavalieri bianchi che salvano l'Alitalia
con i soldi pubblici". Anche Piero Fassino non lesina critiche al
Cavaliere, arrivando ad accusarlo di "turbativa"
MA
FERRERO: IRRICEVIBILE LA PROPOSTA DI PARIGI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma secondo
lei il dossier Alitalia è stato gestito nel migliore dei modi? O, come dicono i
sindacati, forse il governo avrebbe potuto fare qualcosa in più per rendere
meno complessa la trattativa? "Penso che ci sia stato un eccesso di
affidamento sul versante Air France sia da parte del ministro dell'Economia che
del presidente del Consiglio.
PAGHE
PIù ALTE DEL 30% PER I PILOTI D'OLTRALPE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Le
retribuzioni medie dei piloti Alitalia sono inferiori del 30% rispetto a quelle
dei piloti dei principali vettori europei (AirFrance, Klm, Lufthansa, British
Airways e Iberia)". Lo sostengono i piloti dell'Anpac: "Il massimo
annuo lordo per un comandante Alitalia anziano che opera su tratte di lungo
raggio è 170mila euro, lontani dai 240mila di cui si favoleggia"
Alitalia
abbandona Malpensa ( da "Voce d'Italia, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia Gli
slot liberi occupati da altre compagnie gia' operative Alitalia abbandona
Malpensa Cancellati il 72% dei voli che transitavano dallo scalo milanese
Milano, 30 mar- Il 72% dei voli Alitalia da oggi lascia lo scalo milanese.
Invece dei 380 che regolarmente transitano a Malpensa la domenica, oggi i voli
saranno solo 102,
Tremonti:
"La ricetta Veltroni? Bot e Cct al 20%"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prodi è stato
sbianchettato, salvo ritornare in pista per Alitalia; Veltroni si è fabbricata
una fedina politica pulita con un indulto ad personam. Non si presenta come
capo della maggioranza, come è stato nel 2007, ma come capo dell'opposizione.
Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia a un passo
dal collasso. Così il Cavaliere vuole governare il paese? Fallimento: è il
regalo di B. all'Alitalia e a tutta l'Italia Crolla il titolo, la trattativa con Air
France si fa dura, l'esito pare scontato La nuova proposta di Air France non
piace ai sindacati che, però, dicono sì alla trattativa. Anche perché, dopo il
bluff svelato sulla cordata italiana, l'alternativa è tra l'accordo con i
francesi e il fallimento. "Le condizioni poste da Spinetta sono
offensive" dice Berlusconi che annuncia un appello agli imprenditori
italiani dopo il voto del 14 aprile. In realtà il piano del leader del Pdl
sembra essere quello di far fallire la compagnia per poi svenderla a pezzi,
come piacerebbe al partito di Malpensa a e AirOne. Anche la borsa non sembra
credere più alla soluzione italiana: ieri il titolo ha perso il 37 per cento.
Ma il tempo stringe: in cassa ci sono risorse per non più di due mesi. A PAGINA
3.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
FUTURO DI ALITALIA Air France non arretra, ma i sindacati ora trattano. Non c'è
alternativa Il vero piano di Silvio: il fallimento GIOVANNI COCCONI Su chi
ricadranno le macerie di Alitalia? Le reazioni
dei sindacati alla presentazione dell'ultimo piano Air France confermano che a
sfidarsi sulle spoglie della compagnia di bandiera sono rimasti due partiti: quello del fallimento e quello
della trattativa. Il segnale che ieri nove sindacati su dieci del settore hanno
lanciato è chiaro: meglio trattare che portare i libri in tribunale. Le voci
sulla cordata italiana lanciate da Silvio Berlusconi hanno allungato i tempi e
prospettato ai sindacati un'alternativa che non c'è mai stata. Anche la Borsa
ieri ha smesso di credere alla cordata italiana, ma è sembrata scettica anche
su una soluzione positiva del negoziato con i francesi. L'ombra del fallimento
è da ieri più palpabile. Chi ne pagherà le conseguenze? Nonostante il piano
presentato da Jean-Cyril Spinetta ricalchi nella sostanza quello illustrato il
25 marzo, i sindacati hanno deciso di non irrigidirsi pur mantenendo un
giudizio negativo. Lunedì pomeriggio si terrà un incontro probabilmente
decisivo per capire le reali intenzioni dei francesi che, in ogni caso,
dovrebbero ancora capire come superare l'ostacolo della Sea, la società degli
aeroporti di Milano rigida nella richiesta di risarcimento danni per il taglio
dei voli da Malpensa. La strada è ancora tutta in salita. Il 31 marzo non è più
la data limite per il commissariamento della compagnia. Il credito d'imposta di
circa 55 milioni di euro dovrebbe garantire cassa ancora per dieci giorni anche
se c'è chi parla di due mesi, appena in tempo per consentire al prossimo
governo di prendere la decisione finale. Urgente e finale. L'alternativa è tra
il meno peggio e il tanto peggio tanto meglio. Meglio un'Alitalia
più piccola ma legata a un grande gruppo internazionale o un'ex azienda da
svendere pezzo per pezzo? Il partito del fallimento avrebbe molto da guadagnare
dalle macerie di Alitalia. In testa AirOne che
potrebbe mettere le mani sugli slot liberati, il vero e proprio asset della
compagnia di bandiera. Anche il partito di Malpensa (dalla Lega a Letizia
Moratti) sarebbe tra i principali sponsor della liquidazione così come alcuni
degli imprenditori italiani contattati in questi giorni da Bruno Ermolli, da
Diana Bracco a Salvatore Ligresti, vicini al Cavaliere. Lo stato si farebbe
carico del lavoro sporco (licenziamenti e ammortizzatori sociali), la cordata
dei compratori-amici del "sacrificio" di acquistare pezzi della
compagnia a prezzi da saldo. Una mini-Alitalia senza
debiti e con pochi costi, che lascerebbe a Malpensa la possibilità di decidere
in autonomia del proprio futuro. Un affare nel quale coinvolgere anche
compagnie straniere come la russa Aeroflot dell'amico Putin. Le ultime mosse
del Cavaliere lasciano pensare che sia questa la soluzione finale che ha in
mente. Il disinvolto helzapoppin di annunci sulla cordata italiana sembrava
proporsi come unico obiettivo quello di far fallire il negoziato con Air France
per raccogliere un dividendo elettorale. Ora che il bluff è svelato e che la
bandiera dell'italianità si è ammainata dietro la pioggia di smentite, il piano
B prevede che la situazione precipiti, i sindacati restino in trincea e
Spinetta si ritiri. Allora e solo allora, scongiurata la minaccia della
svendita agli odiati francesi, si potrà certificare il decesso della compagnia
di bandiera per morte naturale. Che naturale non è.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Cambieremo
l'Italia": Veltroni allunga, domani torna il popolo delle primarie
"Vincere le elezioni non è il fine ma il mezzo per cambiare radicalmente
l'Italia": il pullman di Veltroni si è fermato ieri in Calabria. A Reggio,
Vibo Valentia e Catanzaro il candidato premier del Pd ha proseguito il viaggio
col suo stile: fermando i fischi al Cavaliere ma non risparmiando affondi su
tv, politica estera, Alitalia e contraddizioni del Pdl, una coalizione che "punta solo a
spartirsi il potere" tra gli stessi protagonisti di quattordici anni fa.
L'agenda di Veltroni prevede oggi la Conferenza operaia a Brescia. E domani
sarà una giornata di svolta per la campagna del Pd: tornano infatti i gazebo
del 14 ottobre. Il popolo delle primarie è "riconvocato" per
il Democratic day. Circa dodicimila punti di incontro ? gli stessi del giorno
in cui "nacque" il Pd ? per mobilitare almeno un milione di
volontari, che riceveranno volantini, adesivi e un vademecum per convincere
parenti e amici a votare per il Pd e dar vita all'ultima tappa della
"grande rimonta". Nelle principali città anche Europa sarà presente
nei gazebo.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Che poi è un titolo
improprio, perché riprende uno slogan da curva indirizzato verso oppositori
trattati da conigli. Cosa che con Walter Veltroni proprio non si può fare:
tutto si potrà dire del candidato del Pd, tranne che non abbia forza e coraggio
da vendere. Infatti non di derisione si tratta, ma dell'invocazione di un
cambio di passo, dell'apertura di una fase finale della campagna elettorale
nella quale alle sottigliezze contro "il n o s t r o principale
competitore " si sostituisca la denuncia alta e forte dei rischi
drammatici ai quali va incontro un'Italia di nuovo (non) governata da
Berlusconi. Intendiamoci. L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno
dopo giorno le intelligenze del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il
rinnovamento. La cosa migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la
fuoriuscita definitiva da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del
nemico. Dopo di che, Berlusconi è ancora lì (anche grazie agli
antiberlusconiani di lotta e di governo) e non consola affatto la circostanza
già denunciata da più parti che egli non voglia in realtà tornare a governare
l'Italia. Dati i problemi del paese, sarebbe meglio avere davanti il Cavaliere
animoso ancorché truffaldino del 2001, che questo spento del 2008, alla ricerca
solo del ferrariano happy end. Come dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con certezza
che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di destra,
bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di spaccio
clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni ha
una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi. Questo
grazie al suo stile, che è dunque un dato acquisito. Ciò che va acquisito
adesso, per trasformare l'apprezzamento in decisione di voto, non è più lo
stile, ma una buona e solida ragione per impedire a Berlusconi di vincere.
Difficile far passare questo messaggio se non parlando (parecchio) male
dell'avversario.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
VELTRONI IN CALABRIA
Si alzano i toni: "I nostri consensi aumentano. La destra pensa solo a
dividersi il potere" "Qualcosa sta cambiando" RUDY FRANCESCO
CALVO inviato a Vibo Valentia Walter Veltroni guarda i titoli dei quotidiani,
legge di un distacco che si affievolisce, di un pareggio al senato che anche
Berlusconi considera ormai esplicitamente una possibilità concreta. Anche i
commentatori cominciano a prendere contezza che in Italia qualcosa sta
cambiando, afferma soddisfatto il candidato democrat. Nelle tappe calabresi,
Veltroni riprende i toni che si erano sentiti spesso in Sicilia. Se dalla
platea arrivano fischi rivolti "al principale esponente dello schieramento
a noi avverso", lui li blocca subito, "perché noi non vogliamo una
politica della contrapposizione", ma dal palco non si riserva di lanciare
stoccate a tutto campo al Cavaliere: tv, politica estera, Alitalia,
contraddizioni del Pdl. Obiettivo: portare al voto quegli indecisi che ieri il
Sole 24 ore dava in maggioranza orientati a scegliere il Pd e ampliare il più
possibile il loro numero, fino a renderli determinanti. "Erano state
raccontate previsioni molto diverse", rimprovera a un Berlusconi che
inizia a dare segni di difficoltà. Invece "ogni sondaggio che
arriva ? spiega ai suoi sostenitori di Vibo Valentia ? man mano che si riduce
il numero degli indecisi, aumenta il nostro consenso". A dare man forte al
Pd è arrivato ieri anche il ministro Alessandro Bianchi, ex indipendente
indicato dal Pdci che, dopo aver discusso una "separazione consensuale
" con Diliberto, ha annunciato a Reggio Calabria la sua decisione:
"Scelgo persone come Luigi De Sena (che qui è capolista alla camera per il
Pd, ndr), Anna Finocchiaro, Giuseppe Lumia. Scelgo Walter Veltroni e il suo
Pd". Il segretario lo ringrazia per un sostegno che Bianchi garantisce
"sulla base della propria coscienza e non per ricevere in cambio una
candidatura ". Anche questo è un segnale che "sta crescendo un'onda
di cambiamento, una ripulsa per la politica degli ultimi 15 anni", quella
del tutti contro tutti. Dall'altra parte, dice invece Veltroni, rimane una
destra "divisa su tutto", una "stanchezza politica" che li
porta a ripetere "le stesse parole del '94: i brogli, gli stalinisti"
("salvo poi scoprire oggi che a Palermo sono stati scoperti gli autori di
alcuni brogli e stanno dalla parte di chi li denuncia", aggiunge
riferendosi all'arresto di due presidenti di seggio accusati di aver
moltiplicato i voti per il sindaco Cammarata). Per il candidato del Pd,
"l'Italia ha bisogno di energie nuove. Quando un paese deve scuotersi,
come il nostro, deve aprire un ciclo com'è successo in Inghilterra con la
Thatcher e poi con Blair o in Germania con Schröder. In Italia possiamo farlo
solo noi, per motivi anagrafici e politici, perché siamo gli unici a poter dire
che avremo in parlamento un gruppo unico". Dall'altra parte, invece, c'è
una destra che "pensa solo a spartirsi il potere. Hanno già deciso che
Bossi sarà il ministro per le riforme istituzionali e Tremonti dell'economia.
Sono esattamente gli stessi del '94". Al centro dello scontro rimane anche
il faccia a faccia televisivo, che Berlusconi continua a negare. "Non è
affatto vero che bisogna farlo con tutti ? spiega Veltroni ? Casini e
Bertinotti hanno discusso tante volte in tv, perché noi non possiamo farlo? È
come pic indolor, in un'ora si fa e poi passa tutto". Il Cavaliere
preferisce invece i suoi annunci in solitaria, anche quelli che poi si rivelano
presto dei bluff, come denuncia Veltroni riguardo ad Alitalia:
"Era stata annunciata una cordata italiana al termine di una serata di
bisbocce e invece non c'è; aveva detto "ci sono i miei figli" e poi
ha detto che non era vero; ha annunciato quattro nomi e tre di questi hanno
smentito. Si può giocare così?". Mancano due settimane e tutto è ancora
possibile. Berlusconi accetterà la sfida?.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima a scendere in
campo, lunedì pomeriggio, al Palais des Congrès di Parigi per la presentazione
finale davanti alla platea superglobal dei delegati del Bie (Bureau
International des Expositions) della sua candidatura all'Expo 2015. I turchi di
Smirne, avversari del capoluogo lombardo in questa partitissima dagli incerti
pronostici, tenevano molto ad avere l'ultima parola prima del voto a scrutinio
segreto dei delegati e la squadra azzurra guidata da Letizia Moratti li ha
accontentati. Momenti di gloria. A tifare per Milano-Italia ci sarà con i
vertici del governo (il premier Romano Prodi, arriverà a Parigi domani mattina,
il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema già da oggi) il più prestigioso dei
testimonial del team Moratti, il premio Nobel, Al Gore. "Nutrire il
pianeta, energia per la vita": al tema scelto da Milano, alla sua volontà
di organizzare una Expo della cooperazione aperta ai Paesi meno sviluppati
saranno dedicati gli ultimi discorsi, appelli e filmati; sul palco ci sarà
anche il coro dei bambini dell'Antoniano e, per un finale da pathos, Andrea
Bocelli canterà "Ama credi e vai". Questione di prudenza. Al di là
delle belle voci, della mobilitazione bipartisan (anche ieri palazzo Chigi è
stato sempre in contatto con Moratti) e della grande serietà con la quale è
stata affrontata una prestigiosa e difficile sfida, vista da Parigi questa
vigilia del grande match è da cardiolpalma. Elezioni anticipate, crisi Alitalia-Malpensa e, last but not least visto il tema scelto da Milano,
l'affaire mozzarella di bufala. Avversari insidiosi, quelli di Smirne. Hanno
soprannominato Moratti "Demir Lady", lady di ferro ("Se vinciamo
l'invitiamo a Smirne", sorride l'ambasciatore Necil Nedimoglu, delegato al
Bie) e, forti dell'appoggio dell'ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder
e del voto certo d'influenti potenze come Cina e Corea del Sud, sono sbarcati a
Parigi in gran numero (720 persone tra deputati e staff) e hanno speso, secondo
gli italiani non meno di 2 milioni di euro, in pubblicità su taxi e giornali e
spot su Cnn. Altra insidia che rende la partita Expo aperta a ogni risultato è
il continuo ingresso nel Bie di nuovi Paesi con diritto di voto: a ieri il
numero era salito a 154 ma ancora non è certo se Macedonia e Sao Tomè, ultimi
arrivati, saranno accettati. Sao Tomè è data per Milano, la Macedonia chi lo
sa. Paolo Glisenti, segretario generale del Comitato per l'Expo a Milano spiega
quanto è inutile attardarsi nel gioco più in voga - quello del pallottoliere -
in questo fine settimana tra ambasciatori e cronisti a Parigi. "Non ha
senso", sbotta Glisenti assai soddisfatto per la riuscita della cena di
gala offerta venerdì sera dal Comitato alla Grande Arche (erano presenti 116
delegati, 30 ambasciatori e gran nomi dell'imprenditoria da Diana Bracco a
Antoine Bernheim, da Gabriele Galateri di Genola a Francesco Micheli). Ma qual
è allora il punto critico per Milano? "Riuscire a difendere e mantenere il
lavoro che abbiamo fatto in questo anno e mezzo", risponde Glisenti. Borsa
agro-alimentare telematica, città del Gusto, progetti di microcredito e di
aiuto agli immigrati. Quando da ragazza giocava a tennis Letizia Moratti non
mollava mai una palla. A Parigi, anche questo ultimo week-end, il sindaco
macina incontri su incontri con delegati Bie. "Per lunedì non sono
ottimista", dice Gianmarco Moratti, presidente della Saras. Arrivato
venerdì con il suo jet per stare accanto alla moglie-sindaco ("è una donna
dolce ma anche molto determinata...non si è concessa un attimo di tregua, le
regalerò 3 giorni di vacanza") in queste ore decisive Moratti ha lodato lo
spirito bipartisan della candidatura Milano e ricordato suo padre Angelo
"Diceva sempre che gli ottimisti sono destinati a fallire. Nelle cose
bisogna lottare fino all'ultimo ma non bisogna essere ottimisti. Mio padre
diceva che bisogna sempre avere paura". Questione di scendere in campo da
Moratti.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]CHIARA BERIA
DI ARGENTINE INVIATA A PARIGI Questione di fair play. Sarà Milano la prima a
scendere in campo, lunedì pomeriggio, al Palais des Congrès di Parigi per la
presentazione finale davanti alla platea superglobal dei delegati del Bie
(Bureau International des Expositions) della sua candidatura all'Expo 2015. I
turchi di Smirne, avversari del capoluogo lombardo in questa partitissima dagli
incerti pronostici, tenevano molto ad avere l'ultima parola prima del voto a
scrutinio segreto dei delegati e la squadra azzurra guidata da Letizia Moratti
li ha accontentati. Momenti di gloria. A tifare per Milano-Italia ci sarà con i
vertici del governo (il premier Romano Prodi, arriverà a Parigi domani mattina,
il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema già da oggi) il più prestigioso dei
testimonial del team Moratti, il premio Nobel, Al Gore. "Nutrire il
pianeta, energia per la vita": al tema scelto da Milano, alla sua volontà
di organizzare una Expo della cooperazione aperta ai Paesi meno sviluppati
saranno dedicati gli ultimi discorsi, appelli e filmati; sul palco ci sarà
anche il coro dei bambini dell'Antoniano e, per un finale da pathos, Andrea
Bocelli canterà "Ama credi e vai". Questione di prudenza. Al di là
delle belle voci, della mobilitazione bipartisan (anche ieri palazzo Chigi è
stato sempre in contatto con Moratti) e della grande serietà con la quale è
stata affrontata una prestigiosa e difficile sfida, vista da Parigi questa
vigilia del grande match è da cardiolpalma. Elezioni anticipate, crisi Alitalia-Malpensa e, last but not least visto il tema scelto da Milano,
l'affaire mozzarella di bufala. Avversari insidiosi, quelli di Smirne. Hanno
soprannominato Moratti "Demir Lady", lady di ferro ("Se vinciamo
l'invitiamo a Smirne", sorride l'ambasciatore Necil Nedimoglu, delegato al
Bie) e, forti dell'appoggio dell'ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder
e del voto certo d'influenti potenze come Cina e Corea del Sud, sono sbarcati a
Parigi in gran numero (720 persone tra deputati e staff) e hanno speso, secondo
gli italiani non meno di 2 milioni di euro, in pubblicità su taxi e giornali e
spot su Cnn. Altra insidia che rende la partita Expo aperta a ogni risultato è
il continuo ingresso nel Bie di nuovi Paesi con diritto di voto: a ieri il
numero era salito a 154 ma ancora non è certo se Macedonia e Sao Tomè, ultimi
arrivati, saranno accettati. Sao Tomè è data per Milano, la Macedonia chi lo
sa. Paolo Glisenti, segretario generale del Comitato per l'Expo a Milano spiega
quanto è inutile attardarsi nel gioco più in voga - quello del pallottoliere -
in questo fine settimana tra ambasciatori e cronisti a Parigi. "Non ha
senso", sbotta Glisenti assai soddisfatto per la riuscita della cena di
gala offerta venerdì sera dal Comitato alla Grande Arche (erano presenti 116
delegati, 30 ambasciatori e gran nomi dell'imprenditoria da Diana Bracco a
Antoine Bernheim, da Gabriele Galateri di Genola a Francesco Micheli). Ma qual
è allora il punto critico per Milano? "Riuscire a difendere e mantenere il
lavoro che abbiamo fatto in questo anno e mezzo", risponde Glisenti. Borsa
agro-alimentare telematica, città del Gusto, progetti di microcredito e di
aiuto agli immigrati. Quando da ragazza giocava a tennis Letizia Moratti non
mollava mai una palla. A Parigi, anche questo ultimo week-end, il sindaco
macina incontri su incontri con delegati Bie. "Per lunedì non sono
ottimista", dice Gianmarco Moratti, presidente della Saras. Arrivato
venerdì con il suo jet per stare accanto alla moglie-sindaco ("è una donna
dolce ma anche molto determinata...non si è concessa un attimo di tregua, le
regalerò 3 giorni di vacanza") in queste ore decisive Moratti ha lodato lo
spirito bipartisan della candidatura Milano e ricordato suo padre Angelo
"Diceva sempre che gli ottimisti sono destinati a fallire. Nelle cose
bisogna lottare fino all'ultimo ma non bisogna essere ottimisti. Mio padre
diceva che bisogna sempre avere paura". Questione di scendere in campo da
Moratti.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Barbara Spinelli
BENDATI VERSO IL PRECIPIZIO Le campagne elettorali sono un'occasione non
ordinaria, per le democrazie che sempre le traversano trepidanti. Sono l'occasione
di guardare dentro se stesse, di fare i conti con le proprie debolezze
inesplorate, con le proprie virtù trascurate. Sono una breve opportunità, data
a politici ed elettori, di aggiustare quel che eventualmente s'è spezzato, di
meditare su altre vie. L'occasione si può cogliere o perdere, a seconda di come
si comportano gli attori del dramma. Per guardare dentro di sé è indispensabile
avere un senso acuto della realtà, e questo senso può crudelmente mancare. Per
organizzare la convivenza civile non basta denunciare l'avversario politico, ma
occorre esaminare il risentimento effettivo che l'avversario amplifica o
distorce, e tale esame è spesso negletto. L'Occasione si perde facilmente, sin
dalle tragedie greche coglierlo è tra le sfide umane più ardue. Il
nascondimento della realtà è tentazione frequente, nelle democrazie di oggi
(nelle dittature è la regola): ne sono affetti Stati apparentemente forti come
l'America, regimi apparentemente decisionisti come Francia o Inghilterra.
L'illusione di poter fare da sé li affligge tutti. L'Italia possiede questa
tentazione in sommo grado, e la campagna elettorale lungi dal diminuirla sembra
dilatarla. Non di fatti si discute ma di opinioni, che sono il vestito fatto
indossare al reale e all'irreale per meglio confonderli. Non alla realtà e alla
ragione ci si apre, ma al sonno dell'ideologia. Una delle cose eccelse che ha
detto Pascal riguarda il nostro correre dissennato verso i precipizi. Non è un
correre inerte, fatalistico: individualmente, l'inerzia ha una sua nobile
tristezza. È un affrettarsi colmo d'attivismo, di chiasso: "Noi corriamo
senza preoccupazione nel precipizio, dopo aver messo qualcosa davanti a noi per
impedirci di vederlo" (Pensieri, 166-183). Precisamente questo accade,
nell'odierno correre di tante democrazie: a cominciare dalla nostra. Accade con l'Alitalia, in modo spettacolare e
emblematico. Accade con il posto dell'Italia nel mondo: non solo quando si
parla d'economia ma anche di tenuta delle istituzioni, di giustizia, di diritti
dell'uomo. Accade con il nostro passato lontano e recente. L'esperienza
dei governi Berlusconi l'abbiamo avuta ma contrariamente a quello che sperava
Montanelli non ne siamo usciti vaccinati, come forse non siamo usciti vaccinati
neppure dal fascismo. Non è solo l'anomalia del politico-imprenditore che
nascondiamo alla nostra vista. Sono interi segmenti di realtà che tanti
s'ostinano a ignorare. Quel che costoro vedono sono le innumerevoli cose
consolatorie che Berlusconi mette davanti agli occhi degli italiani perché non
s'accorgano di come corrono, e verso dove. Che cosa non si vuol vedere, della
realtà e dei suoi precipizi? In primo luogo: la piccolezza cui sono ormai
ridotti gli Stati-nazione, specie in un paese, come il nostro, gravato da un
debito che l'impiglia nell'impotenza. L'Alitalia è
emblematica perché l'idea che tanti se ne fanno è completamente distorta: non è
una grande compagnia, anche se ieri lo fu. Spende cronicamente più di quello
che guadagna, e nell'economia-mondo il suo peso è nullo. A Friburgo, giovedì,
Prodi ha parlato il linguaggio dei fatti e dell'Occasione da cogliere quando si
è augurato che l'Alitalia possa "essere riammessa
nel grande circuito internazionale delle linee aeree", e "partecipare
al grande schema europeo del trasporto aereo". Da soli magari potremmo
farcela, ma con sacrifici probabilmente ancora più grandi di quelli oggi
previsti. La realtà che urge contemplare non è solo questa, come abbiamo visto:
è la debolezza delle istituzioni italiane, dell'imperio della legge, della
giustizia. È il pallore mortale d'una classe dirigente che non produce
anticorpi pronti a sbarrare il cammino a chi fa politica privatizzandola per
proprio tornaconto, e sistematicamente non edifica ma distrugge. È stato
necessario che intervenisse il Financial Times, per dire che Berlusconi, con il
suo no a Air France, puntava semplicemente alla bancarotta d'Alitalia.
In una democrazia solida è difficile che un imprenditore senza senso dello
Stato e del bene comune vada al potere più volte, senza esser scartato prima di
tentare o ritentare. Quanto alla fragilità delle istituzioni democratiche, i
fatti creati dai governi Berlusconi parlano da sé. Le leggi ad personam sono un
esempio. Ma c'è anche quel che è accaduto nella caserma di Bolzaneto, tra il 20
e il 22 luglio 2001 dopo il G-8 di Genova. È una macchia che non sarà
dimenticata, e il governo d'allora ne è responsabile. La recente requisitoria
del pubblico ministero al processo su Genova è chiara: "Alla tortura si è
andati molto vicini". Le violenze elencate non sono diverse da quelle
praticate a Guantanamo o Abu Ghraib. Lo storico Marco Revelli ha ragione a
concludere, scoraggiato, che il silenzio su Bolzaneto aprirà un baratro
impaurente fra molti giovani e le istituzioni. Il modo in cui la requisitoria è
stata banalizzata creerà la "fuoriuscita di un'altra Italia dall'Italia
ufficiale" (il manifesto, 13 marzo 2008). Ancora una volta, la realtà vien
fatta evaporare. Il male non visto a Bolzaneto secernerà risentimento, odio:
due passioni devastanti che non si sanano senza contemplarne le radici. Anche
in questo l'Italia non è un caso a parte. In America, nel più importante
discorso tenuto finora, Barack Obama ha invitato gli americani a guardare la
realtà e i fatti prima di denunciare il rancore razziale di tanti
afro-americani. Il rancore va condannato, ma al tempo stesso studiato alle
radici: scoprendo ad esempio che la Costituzione non è gloriosa ma
"incompiuta", che in America "esiste il peccato originale della
schiavitù". Sempre andare alle radici è un imperativo: in economia, in
politica, nella lotta al terrore. Sono tante le cose che alacremente ci
mettiamo davanti per non vedere. È ancora Pascal che parla di chi "crede
di vedere quel che non vede affatto", e dell'immaginazione come "maestra
dell'errore". L'immaginazione senza rapporto col reale non è meno
deleteria dello spavento, e così come c'è una politica della paura c'è anche
una politica dell'immaginazione falsa, che inganna e svia. Una politica che
perversamente vede unite destre e sinistre estreme, nella storia di ieri e di
oggi. L'immaginazione, diceva Malebranche, sovente si tramuta in folle du
logis: in donna folle che si chiude in casa, nel suo logis. Il fascismo era di
questa pasta, presuntuosamente credendo di poter fare in sé. L'italianità è una
fantasia, e tante altre cose lo sono, compresa la naturale bontà degli
italiani. La forza irradiante della Chiesa è una fantasia, e non basta il gran
rumore della conversione di Magdi Allam a occultarla. È fantasiosa anche la
pretesa dei berlusconiani di rappresentare il Nord, o di quei politici locali
che pretendono di rappresentare il personale Alitalia.
I sindacalisti, nelle ultime ore, sono ben più vicini ai fatti di quanto lo sia
Berlusconi. Il principio di realtà e dunque di responsabilità è nella loro
storia. È questo principio che ieri ha spinto Epifani a dichiarare, in sintonia
con gli altri sindacati, che "al momento esiste solo l'offerta Air
France". E che, in ogni caso, "non ci vuole una soluzione nazionale
ma una soluzione attenta agli interessi nazionali". Dell'immaginazione
impazzita gran parte dell'Italia è malata, gravemente. Se solo si svegliasse un
attimo, vedrebbe le cose come sono: non il Paradiso che desidereremmo, ma i
disastri che conviene evitare e gli inferni che prepariamo a figli e nipoti se
non ci togliamo in tempo le bende dagli occhi. È più facile certo mentire e far
pagare il conto alle generazioni future. Magari vinci anche un'elezione. Ma il
precipizio non cambia posto: è nella sua natura restare lì dov'è.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alla
Malpensa AirOne inaugura il volo per Napoli A Malpensa ci sono novità non solo
in negativo (Alitalia che trasloca
in direzione di Fiumicino) ma anche in positivo, perché Air One aumenta i voli
dallo scalo milanese. Questa mattina alle 9,40 decolla il primo volo Air One
diretto a Napoli e alle 10,45 un altro Airbus A320 della compagnia si alzerà in
volo verso Roma Fiumicino. "Napoli e Roma - si legge in una nota della società
- sono solo le prime due di 11 destinazioni nazionali, internazionali e
intercontinentali che Air One attiverà entro l'estate da Malpensa". Oltre
ai voli per Roma (quattro al giorno) e Napoli (2 al giorno), dal primo aprile
apre la rotta per Palermo (con un volo al giorno). Il 2 maggio tocca a Berlino,
un mese dopo a Bruxelles, il 7 giugno sarà la volta del volo per Atene e l'8
giugno verrà avviato il collegamento fra Malpensa e Salonicco (con frequenza
quotidiana). Da metà giugno via agli intercontinentali: Boston (il 14) e
Chicago (il 21) le prime due destinazioni di lungo raggio della compagnia,
raggiungibili dall'aeroporto di Milano.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA La parola
d'ordine è "trattare con Air France". All'indomani della bocciatura
del nuovo piano di Spinetta per l'acquisizione di Alitalia,
i sindacati ammettono che (al momento) non c'è altra possibilità se non quella
di tornare al tavolo con il presidente del colosso franco-olandese. Però è
possibile cogliere qualche distinguo fra la posizione delle confederazioni, che
sembrano già quasi pronte ad accettare l'inevitabile, e le sigle di categoria
che alla fine (probabilmente) berranno anche loro l'amaro calice, con tanto di
esuberi e scorporo di attività, ma giurano che non firmeranno accordi che
equivalgano a vendere l'anima. "Allo stato non c'è alternativa a trattare
con Air France" dice il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
"Non ci vuole una soluzione nazionale - aggiunge Epifani, negando
consistenza al tentativo di Berlusconi - ma una soluzione attenta agli
interessi nazionali". Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario generale
della Uil, Luigi Angeletti: "Noi non abbiamo problemi di passaporto, va
bene qualsiasi impresa che voglia rilanciare Alitalia".
Apre ai francesi anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Trattiamo
con l'unico interlocutore che c'è per migliorare il piano, negoziando punto su
punto". Quanto a una eventuale cordata italiana, "quando si vedrà si
valuterà". Secondo Renata Polverini dell'Ugl, il sindacato ha "il
dovere di trattare" perché "il fallimento porterebbe a scenari
peggiori". A livello di sindacati di settore si vivono, comprensibilmente,
dei tormenti ulteriori. Pur negando che ci sia una reale differenza di
posizioni rispetto a Epifani, al telefono Fabrizio Solari, segretario generale
della Filt Cgil, fa chiaramente intendere che l'epoca del sindacato come
cinghia di trasmissione della volontà del partito è finita per sempre e che la
sua sigla non dirà di sì a un accordo solo per rendere la vita facile a Prodi e
Veltroni e per andare contro Berlusconi: "Non firmeremo un'intesa per
considerazioni politiche ma solo di merito, nell'interesse dei lavoratori. E a
questo riguardo non sono ottimista. Padoa-Schioppa ha gestito la trattativa con
Air France in una maniera che neanche un amministratore di condominio si
sarebbe sognato. Non ha messo alcun paletto, e alla fine ha negoziato una
vendita senza quelle salvaguardie che avevano preteso e ottenuto gli olandesi
di Klm quando hanno fatto il loro accordo con Air France. A questo punto -
conclude Solari - noi tratteremo fino all'ultimo munito per migliorare le
condizioni. Ma anche se non siamo il partito del fallimento di Alitalia, non firmeremo mai accordi che equivalgano a
vendere l'anima, neanche di fronte allo spettro del fallimento". Il mondo
della politica continua a dividersi. Il candidato premier del Pd, Walter
Veltroni, lancia una appello perché "la trattativa vada avanti, con i sindacati
impegnati affinché ci sia il minore impatto possibile sui lavoratori e
sull'aeroporto di Malpensa". Berlusconi torna a bollare come
"inaccettabile, irricevibile, e addirittura
offensiva" la proposta di Air France-Klm per Alitalia:
"Speravo in un accordo tra Air France e Alitalia che
mantenesse il nome, la bandiera, il management e l'identità italiana -
ribadisce Berlusconi - ma così non è stato", di qui l'appello "ai
colleghi imprenditori" per una cordata nazionale. \.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Fiumicino come
Heathrow? Lunedì è il D-Day del trasferimento di quasi tutti i voli
intercontinentali di Alitalia da Milano a Roma, e
tutto avverrà in 48 ore. Abbiamo appena visto il caos del nuovo terminal
all'aeroporto londinese: succederà la stessa cosa da noi? "Più che i
problemi del primo giorno, che si risolveranno, vorrei sottolineare quelli
dovuti alla concentrazione degli orari e quelli che derivano dal vento che
soffia del mare" risponde (andando subito professionalmente al sodo) il
comandante Roberto Spinazzola, segretario generale dell'Unione piloti. Problemi
di orari e di vento? "Molti dei voli trasferiti da Milano e Roma sono per
il Nord America e si concentrano in una finestra di un paio d'ore al mattino,
fra le 10 e le
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Uria i crediti Irpeg
vantati dalla compagnia si è infatti fatto ricorso a una misura prevista dalla
finanziaria 2008 che, promette il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco,
consentirà nei prossimi mesi il rimborso di oltre 3 miliardi di crediti vantati
dai contribuenti nei confronti dell'Erario. Si tratta in sostanza dei crediti
ultradecennali, per i quali la finanziaria del
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai a vedere che la crisi di Alitalia qualcosa
di buono lo ha portato. Per rimborsare in fretta e furia i crediti Irpeg
vantati dalla compagnia si è infatti fatto ricorso a una misura prevista dalla
finanziaria 2008 che, promette il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco,
consentirà nei prossimi mesi il rimborso di oltre 3 miliardi di crediti vantati
dai contribuenti nei confronti dell'Erario. Si tratta in sostanza dei
crediti ultradecennali, per i quali la finanziaria del
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Polemica Percorso
bipartisan della Provincia In paese prevista la prima stazione internazionale,
i binari interrati MAURIZIO TROPEANO Se l'ipotesi di realizzare la stazione
internazionale della Tav a Susa si trasformasse in realtà l'atto di acquisto
collettivo dei terreni di Chiomonte che 1500 oppositori della Torino-Lione
firmeranno oggi servirebbe solo per essere elencato nel libro dei Guinness dei
primati. Già, perché malgrado il sindaco di Susa, Sandro Plano, liquidi la
questione come "una fuga in avanti dettata dal clima elettorale" la
realtà è diversa: "Napoli ha scoperto l'acqua calda. La Provincia,
infatti, ha già valutato l'ipotesi di Susa, che permette di risolvere molti
problemi, ma ha scelto di non anticipare la notizia per evitare di compromettere
il lavoro dell'Osservatorio". Proviamo a ricostruire questo nuova
alternativa di tracciato. Il tunnel di base non sbucherebbe più a Chiomonte ma
ritornerebbe sul vecchio percorso bypassando Venaus per sbucare più a valle
vicino a Susa. La galleria, dunque, sarebbe prolungata di alcuni chilometri, da
tre a cinque. Resta da definire il percorso di avvicinamento alla città. I
tecnici della Provincia hanno esaminato due possibilità per realizzare la
stazione. La prima prevede l'utilizzo dell'attuale fermata in corso Stati
Uniti. Nell'area di circa 8 mila metri quadrati verrebbero interrati i binari e
la nuova stazione sarebbe edificata sul modello della nuova Porta Susa di
Torino. Ipotesi affascinante che però deve fare i conti con spazi limitati e
con la realizzazione dei cantieri all'interno della città. La seconda soluzione
punta ad utilizzare i 350 mila metri quadrati dell'ex autoporto, ora in parte
utilizzati dal Motor Oasi di Consepi, società controllata dalla Regione. L'area
sicuramente potrebbe essere utilizzata per la costruzione della stazione di
interscambio, emergenza e servizio per i convogli dei treni. I grandi spazi
potrebbero permettere anche di costruire la nuova struttura della fermata
internazionale. Restano da definire le modalità per raggiungere Torino. Due le
possibilità indicate dalla Provincia. La prima: quadruplicamento della linea
storica e interramento dei binari. Secondo Campia "questa soluzione
permetterebbe di ricucire pezzi di città e di territorio sul modello di quanto
fatto a Torino sulla Spina 3". La seconda: sfruttare il tracciato sulla
sponda destra della Dora. Campia esclude nel modo assoluto la possibilità di
"utilizzare il vecchio progetto di Ltf che viaggia in sponda sinistra Dora
perché si porterebbe dietro tutte le polemiche e le proteste per
l'attraversamento del Musiné dove, come tutti sanno, c'è l'amianto. Certo il
materiale può essere lavorato in tutta sicurezza ma il solo nominarlo si porta
dietro paura e panico". Adesso la partita si giocherà sul tavolo dell'Osservatorio
di Virano. Il sindaco Plano nasconde a fatica l'irritazione: "Siamo stufi
di essere usati. Vedo che Napoli usa lo stesso metodo di
Berlusconi nella vicenda Alitalia, si fanno dichiarazioni roboanti solo per catturare
l'attenzione". Aggiunge: "Per quanto ci riguarda si tratta solo di
boutade. Noi aspettiamo di capire come si concluderanno i lavori
dell'Osservatorio ma ribadiamo che ogni ragionamento ogni soluzione deve essere
il frutto di un ragionamento condiviso". Anche Antonio Ferrentino,
presidente della Comunità Montana della Bassa Val di Susa liquida la questione
come "pubblicità da campagna elettorale". Poi aggiunge: "Sono
convinto che in caso di vittoria del centrodestra si torna al vecchio progetto
di Ltf sulla sponda sinistra e quel ritorno significa fare un passo indietro di
due anni".
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Francesco
Pizzo, presidente di Air Mistral e consigliere di amministrazione della spa Le
Poste: "Date a noi il cargo" In Italia non esiste un corriere
espresso di livello europeo come invece hanno altri servizi postali LUCA IEZZI
ROMA - "Poste Italiane, visti i suoi interessi nella logistica e nel
cargo, sarebbe un partner molto utile per Alitalia. Le
possibilità di sviluppo per noi e di sostegno per loro sono evidenti"
Francesco Pizzo è consigliere di amministrazione di Poste Italiane, nonché presidente
della compagnia del gruppo Mistral Air dice di essersi meravigliato che nessuno
abbia notato l'opportunità, così ha sfruttato il cda che ha approvato il
bilancio 2007 della società guidata da Massimo Sarmi per lanciare la sua
proposta, forse industrialmente sensata, ma sicuramente scivolosa dal punto di
vista politico. D'altronde Poste rimane al 100% una società pubblica e la
ricerca di salvatori italiani di Alitalia (veri o
presunti) è materia quotidiana della campagna elettorale. Il presidente e il
resto del cda cosa le hanno detto: ne riparliamo dopo le elezioni?
"L'accoglienza non è stata negativa, alcuni consiglieri si sono detti
d'accordo ed è stata avviata una riflessione, è chiaro non ci si può inserire
in un trattativa in corso, e mi voglio sottrarre alle speculazioni politiche.
Non mi schiero per una cordata italiana o per Air France, faccio un discorso
dal punto di vista di Poste". Vuole dire che investire in Alitalia sarebbe un buon affare? "Gli esempi in Europa
ci sono: le poste tedesche possiedono una flotta tramite il corriere Dhl e
hanno accordi con Lufthansa. Noi siamo cresciuti nella finanza, ora possiamo
crescere nella logistica". Ma i francesi dicono che il traffico merci è in
perdita e va smantellato entro il 2010. "Buon motivo per proporci come
partner, tanto più che il nostro hub per la posta aerea è Malpensa e gran
parte, oltre che attraverso Mistral, vola già grazie a contratti con Air One e Alitalia. Bisognerà fare un piano industriale che coinvolga
tutta la logistica". Mantenere la presenza pubblica nel settore è un
vantaggio? "Il vantaggio è industriale, in Italia non esiste un corriere
espresso di livello europeo come invece hanno altri servizi postali. Gli utenti
poi potrebbero godere di un miglioramento nel servizio di consegna delle
lettere perché il maggior numero di collegamenti Alitalia
permetterebbe smistamenti più veloci. Discorso particolarmente vero per le
rotte del Sud e verso il Mediterraneo. Il ministero dell'Economia, nostro
azionista, avrà l'ultima parola, ma penso che si possano coinvolgere anche
altre istituzioni, come le regioni".
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia, sfida di
Veltroni "Un patto sociale per il Paese" "Si può fare. Anzi, lo
stiamo già facendo" Il 9 aprile il premier potrebbe lasciare la presidenza
del partito ALESSANDRA LONGO DAL NOSTRO INVIATO BRESCIA - A Treviso, a Vicenza,
c'erano i piccoli medi-imprenditori delle partite Iva, c'era, sul palco, uno
come Massimo Calearo, faccia davvero nuova in un parterre di centrosinistra.
Qui, al PalaBrescia, ci sono centinaia di lavoratori manuali, così si chiamano,
tessili a rischio chiusura, metalmeccanici, con le mani callose, le loro
bandiere di fabbrica, e il disorientamento di chi, dopo anni di protagonismo,
si sente quasi invisibile. Conferenza operaia: l'altra faccia di quel Pd che
Walter Veltroni, definisce "un grande partito del lavoro". Un partito
che insegue l'ambiziosa sfida di "un patto sociale", di una stretta
di mano tra "produttori", tra padroni e operai, insieme per il Paese.
Parola d'ordine: "Che mille imprese crescano! Che ci sia sviluppo
economico combinato a qualità sociale". E' possibile? "Si può fare -
dice il leader Pd - anzi lo stiamo già facendo". Non è facile trovare un
linguaggio che vada bene agli uni e agli altri, non è facile, ammette Veltroni,
"ricostruire un rapporto organico con le fabbriche". Dicono i
sondaggi che gli operai votano a destra. Tiziano Treu, moderatore della
kermesse bresciana, si preoccupa: "Bisogna imparare dalla Lega. Già dagli
Anni Novanta, ha cominciato a candidarli alle amministrative, in
Parlamento". La scommessa è proprio questa: liste di lavoratori e
imprenditori. Oggi tocca ai primi, è la loro giornata. Eccoli, dunque, i
candidati sul palco: Antonio Bocuzzi, sopravvissuto della Thyssen, che racconta
"come si può morire in una fabbrica morta"; Loredana Ilardi,
"operaia part-time in un call center", che, a gennaio, ha preso una
paga di 640 euro, lavorando a Capodanno e per la Befana; Alberto Tosa, la star
locale, operaio dell'Iveco e sindaco di un paesino che si chiama Saviore
dell'Adamello, pendolare in pullman per tre ore al giorno; Franca Biondelli,
dipendente pubblica, vent'anni di corsia ospedaliera ("Sarebbe ingeneroso
chiamare persone come lei "fannullone", ammonisce Gugliemo Epifani).
Quattro operai e, accanto, i sindacalisti nazionali, Epifani, Angeletti,
Bonanni. Tutti e tre molto interessati, pare, alla linea riformista del Pd, a
quel suo nuovo asserito interesse per il mondo del lavoro, (il decreto legge
sulla sicurezza verrà licenziato martedì prossimo dal governo ed è pronto,
annuncia Veltroni, il disegno di legge sul compenso minimo legale). Bonanni,
Cisl, si sente di fare addirittura pubblici complimenti: "Mai vista una
sinistra così progressista!". In prima fila, il ministro del Lavoro Cesare
Damiano, Enrico Letta, molto gradito da queste parti, e un'impassibile Paola
Binetti, candidata in Lombardia come Pietro Ichino, che è assente per motivi di
salute, ma incassa, su invito di Veltroni, la solidarietà della platea per le
minacce ricevute dai terroristi. Il professor Aris Accornero traccia, "da
esterno", il quadro del postfordismo: la qualità del lavoro migliora, la
tutela dei lavoratori peggiora. Ogni giorno ci sono tre morti nei cantieri,
nelle fabbriche, la parcellizzazione delle imprese, i subappalti, ostacolano la
vigilanza. E i salari, dice Accornero, sono da fame, "lo ammette anche il
governatore Draghi". Walter Veltroni ascolta, ad un certo punto, quando i
tre segretari generali hanno finito di parlare, si apparta e discute con loro.
Voglia di collaborare, ognuno per la sua parte. Veltroni, mettendo al primo
posto la precarietà, e una politica fiscale che sgravi da subito le fasce più
deboli e incentivi i comportamenti corretti delle aziende. Loro, Cgil, Cisl e
Uil aprendosi al nuovo, come chiede Enrico Letta, il quale si spinge a evocare
futuri modelli contrattuali che tengano conto "dei diversi costi della
vita e delle diverse aree". Si può fare? Sì, perché, ricorda ancora una
volta Veltroni, il Pd è libero dai veti incrociati. E' finita, sospira
sollevato Damiano: "al nostro governo non mancava niente, nemmeno
l'opposizione al suo interno. Ma adesso basta mediare sulle virgole! ". Un
solo rimpianto: "Mastella - si lamenta il ministro del Lavoro - mi ha
impedito di realizzare il mio sogno. Io volevo riuscire a far costare di un
euro in più il lavoro flessibile rispetto a quello stabile.". Si ride, si
applaude, aspettando la grande giornata Pd di oggi, con i gazebo in tutta Italia,
come ai tempi delle primarie. Veltroni ironizza sul mancato confronto
televisivo con l'avversario, picchia sulla cordata fantasma
per l'Alitalia, avverte che si candida "per una legislatura, forse per
due". E annuncia il "grande piano di edilizia popolare del Pd:
progetti di "housing sociale", con gli imprenditori che costruiscono
su aree pubbliche, accettando di calmierare gli affitti, con gli inquilini del
milione di case popolari che possono, se vogliono, comprare ad un prezzo
giusto gli appartamenti in cui vivono, liberando così risorse per nuova
edilizia agevolata. Il ministro del Lavoro spagnolo, Jesus Caldera, ospite
della conferenza, è entusiasta: "Walter, gli spagnoli e Zapatero sono con
te!". Standing ovation per il governo di Madrid. Applaudono tutti, tranne
una: la Binetti.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Air France
e sindacati, prove d'intesa Epifani: "Non ci sono alternative" Duello
Veltroni-Berlusconi, dall'Ugl no alla cordata italiana Banche, Salza ribadisce:
"Intesa SanPaolo non partecipa a nessuna alleanza" ROBERTO MANIA ROMA
- L'appuntamento è per domani mattina. Air France e sindacati riprenderanno il
negoziato per far passare l'Alitalia nell'orbita di
Parigi ed evitare il fallimento con le sue ricadute sociali. Trattativa
difficile, con margini risicatissimi, ma l'unica possibile. Almeno per ora.
Come ha detto ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Allo stato
non c'è alternativa alla trattativa con Air France. Non esiste una soluzione
nazionale ma bisogna cercare una soluzione attenta agli interessi nazionali,
questo è il punto". L'ultima versione del piano di ristrutturazione
presentato dal presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta (oltre 2.000
esuberi da gestire con gli ammortizzatori sociali, tagli alle rotte e agli
aerei) è stato bocciato da tutte le nove organizzazioni sindacali. Eppure, se
si escludono i piloti dell'Anpac che ancora ieri parlavano di "distanze
incolmabili", l'obiettivo condiviso è quello di trovare un'intesa con i
francesi, sapendo che comunque il piano non potrà essere indolore. Per questo
il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha preannunciato "un
negoziato punto su punto". Perché le possibilità di migliorare il
progetto-Spinetta andranno ricercate nelle pieghe delle sedici cartelle
considerate dai francesi già il massimo possibile. I 148 milioni arrivati nelle
casse dell'Alitalia grazie a un rimborso di un credito
di imposta Irpeg e alla vendita di un pacchetto di azioni Air France,
permettono anche di dilatare un po' i tempi del confronto. Qualche giorno in
più rispetto al precedente ultimatum che sarebbe scaduto proprio domani. Ma le
eventuali tattiche dilatorie non saranno ammesse. Perché in quel caso il capo
azienda, Maurizio Prato, è pronto a portare i libri in tribunale e chiedere
l'amministrazione straordinaria. La stessa strada della Parmalat con la
differenza che a Collecchio c'era una profonda crisi finanziaria ma una
solidità industriale che l'Alitalia, invece, non ha.
La ripresa della trattativa sindacale dovrebbe suggerire una pausa nella
polemica politica. Fino a ieri debordante. Il leader del Popolo delle libertà,
Silvio Berlusconi, ha rilanciato l'idea della cordata italiana. "La
cordata è nei fatti", ha detto. "Sono sicuro che si realizzerà. Io
però non c'entro nulla, ormai è nelle mani degli industriali italiani". I
nomi non si conoscono. Mentre si allunga la lista di chi si tira fuori:
"Io - ha dichiarato Gianmarco Moratti, marito del sindaco di Milano
Letizia Moratti - faccio il petroliere, non so fare altro". Per il
leghista Roberto Calderoli, la cordata sarà "padana" con know how
Lufthansa. Ma senza le risorse di Intesa Sanpaolo. Perché, come ha ribadito il
presidente del Consiglio di gestione, Enrico Salza, il gruppo bancario
"non sta in nessuna cordata". E allora "c'è d'augurarsi che se
ci saranno i cavalieri bianchi che almeno mettano i soldi loro, perché di
cavalier con i soldi pubblici non ne abbiamo proprio bisogno" (Pier
Ferdinando Casini). Così che la bocciatura più sonora alle voci sulla cordata
tricolore (a parte il "Berlusconi peggio del mago Do Nascimento", di
Antonio Di Pietro) è arrivata dal sindacato più vicino alla destra. Ha detto
Renata Polverni, segretario dell'Ugl: "Le ipotetiche e
fumose soluzioni alternative ventilate in queste settimane non superano i
confini della campagna elettorale". Insomma - secondo il segretario del
Pd, Walter Veltroni - "sull'Alitalia qualcuno
si è comportato come Fregoli". Mentre dalla SinistraArcobaleno è arrivata
la proposta di rilanciare l'intervento pubblico per salvare l'Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia di
bandiera taglia da oggi il 72% dei voli dello scalo lombardo. Epifani: c'è solo
Air France. Domani a Parigi si decide sull'Expo 2015 Alitalia, addio a Malpensa Casini: Berlusconi strumentalizza la Chiesa.
Lite Lega-Pdl sugli immigrati ROMA - Alitalia lascia
Malpensa e riduce del 72% i voli dello scalo lombardo. A favore della trattativa
con Air France il segretario della Cgil Gugliemo Epifani: "Non ci sono
alternative". Domani si decide l'assegnazione dell'Expo 2015 che
potrebbe andare a Milano. E Berlusconi parla di voto agli immigrati, ma la Lega
lo attacca. SERVIZI DA PAGINA
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'Alitalia smobilita da Malpensa via due voli su tre, 8 mila posti a
rischio Lacrime e rabbia tra il personale: lo scalo non è più un hub Ironia
della sorte: ieri è stato inaugurato il collegamento con l'autostrada Insegne
rimosse e moquette strappate per far spazio ad altri collegamenti ANDREA
MONTANARI MILANO - Il lungo addio di Alitalia a
Malpensa è iniziato ieri. Quando gli operai hanno smontato i banchi
utilizzati finora dall'ex compagnia di bandiera in un clima già surreale.
Qualcuno aveva gli occhi lucidi mentre vedeva strappare la moquette e staccare
le insegne. C'era commozione, molta preoccupazione e perfino rabbia.
L'aeroporto era già semi deserto. Anche se effetti più evidenti si vedranno
solo domani con il ritorno al traffico dei giorni feriali. Con l'entrata in
vigore dell'orario estivo, infatti, come previsto dal piano dell'amministratore
delegato Maurizio Prato, che sta trattando la vendita ad Air France, a Malpensa
finisce un'epoca. Quella iniziata nel 1998 con l'inaugurazione
dell'avveniristico nuovo Terminal 1. Dai 750 movimenti tra arrivi e partenze di
venerdì scorso per un totale di 60mila passeggeri, lo scalo lombardo scenderà a
soli 550 movimenti giornalieri e a 35mila passeggeri. Solo quelli in partenza
crolleranno di oltre il 76 per cento, da 34mila a 8100. Centottantuno i voli
tagliati. Ne restano altri 170, ma solo 50 di Alitalia.
In media fanno
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La polemica Dal
ministro l'appoggio di Zapatero ovazione in sala, il gelo della Binetti brescia
- "Qualche settimana fa l'Italia guardava con speranza alle elezioni
spagnole. Oggi e' la Spagna che guarda con speranza all'Italia e al Pd. Porto
tutto il sostegno al Pd. Cosi' mi ha chiesto Zapatero e così faccio".
Jesus Caldera, ministro del Lavoro spagnolo, si prende applausi caldissimi.
Solo la Binetti resta immobile, silenziosa. Il Pd, riunito a Brescia, spera di
ripetere il miracolo di Madrid. "Un miracolo laico", precisa Caldera:
"Anzi, dobbiamo ringraziare i vescovi spagnoli che, con il loro tentativo
di ingerenza nell'ultima fase elettorale, ci hanno dato una mano." Caldera
ci mette tutto il suo "corazon": "C'è una grande necessità -
dice - di governi progressisti in Europa. Sono convinto che "se
puede", si può fare, si può vincere, come dicono Veltroni e Barack
Obama". E ancora: "Per la Spagna è essenziale che in Italia ci sia un
governo progressista che faccia avanzare l'idea di un'Europa sociale". Berlusconi per lui è un mistero: "Non capisco come la Chiesa
possa appoggiare uno con i suoi valori" E non capisce nemmeno la difesa
dell'italianità nel caso Alitalia: "Noi abbiamo partecipazioni nella British Airways, gli
italiani dell'Enel e di Telecom sono in Spagna. Qual è il problema? Siamo todos
europei!".
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL CAVALIERE
LIBERALE HA ABOLITO IL MERCATO EUGENIO SCALFARI TEMPO fa, in uno dei miei
articoli domenicali, citai una battuta di Petrolini raccontata da un suo
scrupoloso biografo. La cito di nuovo perché si attaglia bene al caso presente.
Il grande comico romano stava cantando la sua canzone intitolata
"Gastone". Arrivato alla fine, uno spettatore del loggione fischiò
sonoramente. Petrolini avanzò fino al bordo del palcoscenico, puntò il dito
verso il fischiatore e nel silenzio generale disse: "Io nun ce l'ho co' te
ma co' quelli che stanno intorno e che ancora nun t'hanno buttato de
sotto". Seguì un piccolo parapiglia sopraffatto dagli applausi di tutto il
teatro. Così si dovrebbe dire oggi a Berlusconi per il suo
comportamento sull'Alitalia, oltre che per tante altre cose. Pare che finalmente la Consob
abbia acceso un faro su quel comportamento e così pure la Procura di Roma.
Starebbero esaminando se nelle quotidiane esternazioni berlusconiane vi siano
gli estremi del reato di "insider trading" e di turbativa del
mercato. Non voglio credere e non credo che il leader del centrodestra
stia speculando in Borsa (altri certamente lo fanno e si saranno già arricchiti
di parecchi milioni di euro) ma sulla turbativa di mercato non c'è da accender
fari, basta affiancare ad ogni dichiarazione berlusconiana le oscillazioni del
titolo Alitalia che sono dell'ordine di 30/40 punti
all'insù o all'ingiù. In qualunque mercato del mondo Berlusconi sarebbe già stato
chiamato a render conto di quanto dice; l'Agenzia che tutela le contrattazioni
di Borsa lo avrebbe ammonito e multato, la magistratura inquirente l'avrebbe
già messo sotto processo. Ma soprattutto gli elettori ne avrebbero ricavato un
giudizio di inaffidabilità e di non credibilità definitivo. Voglio sperare che
gli elettori ancora incerti su chi votare l'abbiano a questo punto escluso dal
loro ventaglio di possibilità. SEGUE A PAGINA 29.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'analisi I giorni
più lunghi di Milano GAD LERNER è mai possibile che una metropoli come Milano
si giochi il suo futuro nelle prossime ventiquattro ore, quando il Bureau
International des Expositions la metterà in ballottaggio con Smirne a scrutinio
segreto? E se malauguratamente la realpolitik globale
dovesse favorire i turchi, nonostante il generoso sforzo comune messo in atto
dalle istituzioni locali e dal governo nazionale, davvero potremmo dare la
colpa all'Alitalia che da oggi taglia del 72 per cento i suoi voli da Malpensa?
SEGUE A PAGINA 29.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti I GIORNI DI
MILANO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) O magari al discredito gettato
dall'incolpevole mozzarella campana su un Expo 2015 dedicato, guarda caso, al
tema dell'alimentazione? Facciamo i debiti scongiuri, confidiamo in una
vittoria che è senz'altro alla portata di Milano, ma per favore ? nel caso
l'esito non fosse quello sperato ? evitiamo fin d'ora di abboccare al surreale
pesce d'aprile della "congiura contro il Nord". La coincidenza del 31
marzo 2008, tra il declassamento di Malpensa e la scelta dell'Expo che il
sindaco Moratti ha enfatizzato come passaggio decisivo del suo progetto di
sviluppo per Milano, semmai ci costringe a una riflessione severa: evidenzia i
rischi che corre la metropoli più dinamica del paese, fallito il progetto di farne
la capitale di un'inesistente nazione padana. Il centrodestra che da un
ventennio si presenta come politica nordista, governando a lungo pure a Roma,
ha lasciato che le spinte centrifughe del territorio prescindessero da un
disegno di sistema efficiente. Oscillando fra il laissez faire per le imprese
in cerca di diversificazione e l'illusoria protezione di quelle obsolete. La
parola definitiva su Malpensa "hub" del Nord non l'ha pronunciata il
ministro Padoa-Schioppa ma il governatore forzista del Veneto, Giancarlo Galan:
quel progetto non ci interessa e non ci riguarda. Evviva la sincerità: Milano
rischia di andare in panne continuando a pensarsi epicentro di un sistema
padano che si è sviluppato felicemente lungo circuiti diversi. Non è vero che
da domani i manager lombardi, piemontesi, veneti, si strapperanno i capelli
nell'impossibilità di partire da Malpensa per l'Oriente. Il trasferimento di
886 voli Alitalia a Fiumicino provoca certo disagi e
dolorose ricadute occupazionali. Ma molti imprenditori già da tempo
preferiscono un'ora d'attesa in più negli scali di Francoforte, Monaco, Londra
? volando "point to point" dall'aeroporto di casa propria ? agli
ingorghi stressanti della Serenissima e della Milano-Laghi. Gli stessi milanesi
restano affezionati alla comodità di Linate. Ciò non toglie che un aeroporto
come Malpensa, collocato al centro di un'area tra le più industrializzate
d'Europa e in prossimità del nuovo Polo fieristico di Rho, mantenga
ottime prospettive di rilancio una volta liberato dall'assurda ipoteca dei voli
Alitalia (carissimi e in perdita). Purché non si affidi al sogno
ricorrente ma fallimentare di una casereccia Air Padania, o peggio di un'Alitalia di nuovo caricata sulle spalle del contribuente. Il più
esplicito nel sottrarsi alla cordata elettorale di Berlusconi ? una
specie di colletta tra grandi imprese che acquisterebbero così titoli di merito
nei confronti del suo prossimo governo ? è stato un personaggio non certo
sospetto di simpatie a sinistra come Bernardo Caprotti, patron di Esselunga.
Che ha definito Alitalia azienda gloriosa ma decotta,
ricordandoci come una destra liberista già da tempo avrebbe semmai dovuto
invocarne il fallimento. Ma soprattutto ha spiegato che solo una grande
compagnia internazionale, con la sua esperienza industriale e con la
possibilità di investirvi miliardi, può farne un business profittevole. Lo
stesso manager leghista Giuseppe Bonomi, presidente di Sea Aeroporti Milano, va
ripetendo a mezza voce (per non smentire i demagoghi della sua parte politica)
che senza alle spalle un solido operatore internazionale la cordata italiana
non andrà da nessuna parte. L'Esposizione Internazionale del 2015 che verrà
assegnata domani a Parigi costituisce senz'altro un volano di risorse
significative. Si parla di 3,7 miliardi di investimenti diretti e di
un'attrazione di risorse che sfiora i 20 miliardi. Incrociamo le dita. Ma
l'attesa di questi flussi finanziari non impedisce di tracciare un bilancio
della transizione post-industriale vissuta dalla più europea fra le metropoli
italiane. Nella città che ha generato la leadership politica e imprenditoriale
di Silvio Berlusconi, chi si è arricchito e chi gestisce il potere reale? Vi
sono certamente le banche, il cui peso si è accresciuto grazie alla proiezione
internazionale ma anche in seguito alla retrocessione delle grandi aziende
indebitate. Fatto sta che le famiglie più influenti, anche dopo l'accumulazione
straordinaria di cui si sono resi protagonisti alcuni stilisti, restano quelle
che gestiscono rendite immobiliari e petrolifere. Le reti attrattive di saperi
e di risorse, tipiche delle altre metropoli europee contemporanee, per fortuna
esistono anche qui. Ma sopraffatte da potentati speculativi, bisognosi di
protezione e poco propensi alla revisione dei privilegi che li avvantaggiano.
Pur di tutelarsi nei salotti buoni, sono disposti a investirvi in perdita. Una
Malpensa liberata dal monopolio Alitalia e un Expo
2015 sottratto alla consorteria dei soliti noti, costituirebbero un'occasione
formidabile di crescita per una Milano finalmente sottratta all'ideologia
fasulla della questione settentrionale. Chissà che non possiamo ricordare
questo fatidico lunedì 31 marzo 2008 come un passaggio difficile ma felice,
oltre il vittimismo e l'assistenzialismo.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L'amaca
MICHELE SERRA Il Berlusconi che elogia la donna "regina della casa",
e nelle stesse ore esorta gli imprenditori italiani a fare
una specie di colletta perché Alitalia non cada "in mani
francesi", è il leader politico più reazionario che questo Paese abbia mai
avuto dai tempi del Duce. è antimoderno e antieuropeo (i due termini, in
politica, sono quasi sinonimi) e raccoglie l'applauso entusiasta di una claque
ahimé vasta, ma non per questo meno provinciale e retriva. Da questo
punto di vista il prossimo test elettorale, checché ne dica chi si trastulla
con i giochetti polemici su "Veltrusconi" e sulla presunta
somiglianza tra i programmi di Pd e Pdl, servirà a capire quanto europeo e
quanto moderno ha voglia di essere questo Paese. E quanto sia invece
irresistibilmente attratto, nel suo spirito profondo, dalle sue vecchie radici
paternaliste, maschiliste e vetero-cattoliche. Non sorprenda, comunque,
l'accoglienza estasiata che una platea femminile ha rivolto alle mortificanti
battute del Maschio Alfa. La sconfitta secca del femminismo è, tra le ragioni
della restaurazione italiana, forse la più importante. Vent'anni fa neanche
Califano si sarebbe permesso di esortare le femmine ai fornelli. Oggi lo fa,
tra gli applausi, il probabile futuro capo del Governo.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti IL CAVALIERE
LIBERALE HA ABOLITO IL MERCATO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Affidare il governo
del paese per i prossimi cinque anni a un personaggio che non si fa scrupolo di
turbare il mercato con false notizie riportate e diffuse da tutto il sistema
mediatico è uno di quegli spettacoli che purtroppo squalificano un paese intero
almeno quanto l'immondizia napoletana. Eccellono in questa gara soprattutto le
emittenti televisive, quelle private e quelle pubbliche; in particolare ?
dispiace dirlo ? il Tg1 il quale riferisce in presa diretta le sortite del
Cavaliere senza che vi sia una voce che ne sottolinei gli effetti sul listino
borsistico. Il risultato è che Berlusconi resta in video per il doppio del
tempo del suo principale avversario turbando non solo i mercati borsistici ma
anche l'andamento del negoziato tra Air France e sindacati tra lo stupore di
tutti gli operatori internazionali. Venerdì sera l'annunciatrice del Tg1 delle
ore 20 si è addirittura lasciata andare ad una critica contro la legge della
"par condicio", da lei ritenuta incivile, senza spiegare perché in
Italia esista una legge del genere, dovuta ad un vergognoso conflitto di
interessi che fa capo al proprietario delle reti Mediaset. Legge che peraltro
nessuna delle emittenti televisive rispetta a cominciare dal Tg1, già
ufficialmente ammonito dall'Agenzia delle comunicazioni. Evidentemente
direttori e conduttori danno per scontata la vittoria elettorale del
centrodestra e sanno anche che se l'esito fosse diverso il vincitore di
centrosinistra si guarderebbe bene dal praticare vendette. Perciò tanto vale
scommettere in anticipo senza rischiare nulla se non la reputazione. Ma chi si
preoccupa della reputazione nell'Italia dei cannoli alla siciliana. * * *
Domenica scorsa, occupandomi dell'Alitalia e della fantomatica cordata
patriottica berlusconiana, scrissi che a mio avviso quella cordata ci sarà
davvero se Berlusconi vincerà. Per lui è un punto d'onore e i mezzi per
realizzare l'obiettivo ci sono. Li ho anche enumerati ed è stato proprio il
leader del centrodestra a confermarlo quando ha detto appena ieri che dopo la
sua sicura vittoria chiamerà uno ad uno gli imprenditori italiani per
chiedere l'obolo di san Silvio e "voglio vedere chi non ci starà". Ci
staranno tutti, non c'è dubbio alcuno, "chinati erba che passa il
vento". Ci staranno i capi delle società pubbliche a cominciare dall'Eni e
da Finmeccanica, in attesa di riconferma o di nuova nomina; ci staranno i capi
di imprese private concessionarie dello Stato, ci staranno le banche desiderose
di benefici; ci staranno le imprese medie che hanno già o ambiscono di avere
rapporti fluidi con l'uomo che dovrebbe governare l'Italia per altri cinque
anni in attesa di volare per altri sette sul più alto Colle di Roma. Il
mercato? Chissenefrega del mercato, contano i rapporti tra affari e politica e
il Berlusca è imbattibile su quel terreno: tu dai una cosa a me e io do una
cosa a te. Il mercato di Berlusconi si configura così e non saranno certo un
Tremonti o un Letta ad impedirglielo, anzi. Quanto a Fini non è neppure il caso
di scomodarsi a chiedere: lui aspetta l'eredità ed è d'accordo su tutto,
sebbene non sia ancora certo dell'esito d'una così lunga attesa. Dunque la
cordata patriottica ci sarà. Ma che tipo di cordata? L'obolo di san Silvio
versato dagli imprenditori non è sufficiente, se supererà il miliardo sarà già
molto, ma diciamo pure che arrivi a due o a tre. Per rilanciare Alitalia e insieme Malpensa e la Sea ce ne vogliono almeno
altri otto. E in più ci vuole un "know-how" che non si improvvisa.
Forse i tedeschi di Lufthansa? Forse gli americani del Tpg? Forse l'Aeroflot di
Putin? Air One non è decentemente presentabile come vettore di due hub con
pretese internazionali. Dunque la cordata patriottica non sarebbe patriottica
se non nei fiocchi che impacchettano il torrone. Il torrone sarebbe straniero.
L'organizzazione sarebbe straniera. Gli esuberi sarebbero trattati dal gestore
straniero, esattamente come sta accadendo in queste ore con Air France, ma con
una variante in più: la pratica richiede tempo e il tempo non c'è. Per
allungarlo ci vuole un aiuto di Stato, vietato dall'Ue in mancanza di garanzie
bancabili. Se questa norma fosse violata saremmo denunciati alla Corte di
giustizia europea e multati pesantemente. Oppure si va, volutamente, al
fallimento come anche ora si rischia di fare. Allora tutto diventa più facile
perché il fallimento significa congelamento dei debiti e interruzione dei
contratti di lavoro. I nuovi padroni decideranno a tempo debito quali di quei
contratti rinnovare e quali no, ripartendo comunque da zero. Dov'è la vittoria?
Si sciolga la chioma e se la lasci tagliare. La prospettiva, diciamolo, non è
esaltante. * * * Nella stessa giornata di ieri il Cavaliere si è manifestato anche
a proposito del cosiddetto voto disgiunto e ha tirato in ballo sua eminenza il
cardinal Ruini. Eminence, come dice la Littizzetto. è stata una pagina da
manuale. Per chi se la fosse persa raccontiamola perché ne vale la pena. E
cominciamo dal voto disgiunto. Che cosa significa? Perché è venuta fuori questa
ipotesi? Normalmente un elettore vota per lo stesso partito nella scheda della
Camera e in quella del Senato, specie ora con una legge come l'attuale che non
prevede preferenze ai candidati. Nella sua assoluta certezza di vincere le
elezioni alla Camera, nell'animo di Berlusconi si è però insinuato il dubbio di
pareggiare o addirittura di perdere al Senato (aggiungo tra parentesi che
questa ipotesi corrisponde esattamente alla realtà). Perciò suggerisce agli
elettori centristi il cosiddetto voto disgiunto: votino pure per Casini Udc
alla Camera, ma al Senato no, al Senato votino per il Pdl in modo da evitare il
pareggio. Che c'entra Eminence in questo pasticcio? Il Cavaliere ce lo fa
entrare, gli chiede pubblicamente di entrarci e gli fa pubblicamente presenti i
vantaggi che avrà se eseguirà il mandato o invece i danni che può subire se
rifiuterà di adoperarsi in favore. Convinca Casini a incoraggiare o almeno a
subire senza strilli il voto disgiunto. In cambio (è il Cavaliere che parla)
avrà l'impegno del nuovo governo ad adottare tutti i provvedimenti chiesti
dalla Chiesa in tema di coppie di fatto (mai), di procreazione assistita
(abolirla), di eutanasia (quod deus avertat), di testamento biologico (come
sopra), di aborto (moratoria e radicale riforma), di Corano nelle scuole
(divieto), di insegnamento religioso (anche all'Università). Se c'è altro
chiedetelo e "aperietur". Ma se rifiuterà, tutto diventerà
problematico. In fondo (molto in fondo) lo Stato è laico e bisogna pur tenerne
conto. Se lo ricordi, sua Eminenza, e non creda che la partita si giochi sul
velluto. Del resto il Papa ha pur battezzato Magdi Allam. E dunque il Cavaliere
ne adotterà il programma e magari farà in modo di fargli affidare la direzione
del "Corriere della Sera", purché gli elettori dell'Udc votino per
Berlusconi al Senato. Ha sentito, Eminenza? * * * Una cosa risulta chiara:
hanno ridotto la religione ad una partita di giro. Forse per la gerarchia
ecclesiastica lo è sempre stata, per i cardinali e per molti vescovi. Ma non
fino a questo punto. I credenti per primi dovrebbero esserne schifati e
ribellarsi di fronte a questa vera e propria simonia. Gli opinionisti (esistono
ancora?) dovrebbero spiegarla e indignarsene. Ho un presentimento: il
centrosinistra vincerà sia alla Camera sia al Senato. Fino a pochi giorni fa
pensavo il contrario, che non ce l'avrebbe fatta. Ebbene ho cambiato idea. Ce
la fa. Con avversari di questo livello non si può perdere. Gli elettori
cominciano a capirlo. Io sono pronto a scommetterci.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Caso
alitalia Epifani, Bonanni e Angeletti d'accordo: "Per il momento non c'è
alternativa alla proposta avanzata da Spinetta" 30/03/2008 Roma.
Berlusconi chiamando in causa il cardinale Ruini ha invitato a non votare Udc ,
e Casini gli ha replicato: "Questo la dice lunga sul rispetto che Berlusconi
ha per la Chiesa". Scontro nel Pdl sul voto agli immigrati. Veltroni: "Nuovo patto
sociale". bocconetti, mari e parodi >> 4 e 5 30/03/2008 GENOVA.
"Sono assolutamente tranquillo perché consapevole di non essere mai venuto
meno ai miei doveri". Così Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e
attuale commissario straordinario del governo per l'emergenza rifiuti in
Campania, ha commentato la richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pm
genovesi dell'inchiesta sul G8. Contro di lui c'è l'accusa di avere indotto
Francesco Colucci, ex questore di Genova, a testimoniare il falso per
alleggerire la posizione dei vertici della polizia. I pm hanno chiesto il
processo anche per due alti funzionari, ancora in servizio e addirittura
promossi: lo stesso Colucci e Spartaco Mortola (anche lui per istigazione alla
falsa testimonianza) che da capo della Digos genovese è diventato vicequestore
di Torino. "Gianni De Gennaro, mediante istigazione o comunque induzione,
ha determinato Colucci a deporre circostanze non corrispondenti al vero e
comunque non appartenenti alla propria percezione, anche ritrattando sue
precedenti dichiarazioni". È il passaggio chiave della richiesta di rinvio
a giudizio, depositata giovedì presso la cancelleria del gip. Il documento contiene
le intercettazioni telefoniche (pubblicate in questi giorni dal Secolo XIX) che
proverebbero il tentativo della polizia di fare "fronte comune" per
frenare le inchieste, in particolare sulla conduzione della famigerata
operazione Diaz. indice, sansa e villa >> 3 30/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Genova SI
VEDE CHE ACCONSENTE ENZO COSTA Ma l'economista liberale futuro senatore Enrico
Musso, che dice? Che dice di Tremonti, da lui già irriso per iscritto (prima di
divenire azzurro) come ineffabile ministro di un'economia
troppo creativa e sbugiardata dall'Europa, e oggi ministro colbertiano in
pectore, alfiere di protezionismo e dazi? E di Silvio "liberista",
che per Alitalia evoca cordate nazionali fantasma e prestiti-ponte statalisti a
carico dei contribuenti, turbando Borsa e figli, in un'illiberale apoteosi del
conflitto di interessi, che dice? Tace?.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Verso le elezioni Il
Pdl distribuisce la Carta, Ferrara accusa il mondo sull'aborto, la Sinistra
Arcobaleno spiega come battere la corsa dei prezzi 30/03/2008 NELLA SONNOLENTE
campagna elettorale di questa tornata, ieri i genovesi hanno registrato invece
una giornata effervescente. Con la "Marcia democratica" che ha
portato i candidati del Pd a piedi da Nervi al porto antico; con i tavolini per
la distribuzione del programma del Popolo della Libertà (che poi si è radunato
al Teatro della Gioventù), la visita di Giuliano Ferrara per la sua lista
"Aborto? No Grazie" e la giornata di mobilitazione e sopravvivenza al
carovita lanciato dalla Sinistra Arcobaleno. Nel mezzo, il presidio spontaneo
di solidarietà con il popolo tibetano a De Ferrari. Quest'ultima iniziativa,
che ha visto in prima fila i candidati Cristina Morelli (Senato) e Stefano
Quaranta (Camera), ha coinvolto 15 piazze cittadine, nei pressi di mercati e
punti commerciali, dove sono stati distribuiti i materiali specifici sulle
proposte della Sinistra Arcobaleno. Le proposte: sorveglianza sui prezzi;
incentivare la vendita diretta con mercati gestiti direttamente dai produttori,
soprattutto per l'ortofrutta; agevolazioni per i "Gas", Gruppi di
acquisto solidali; un fondo di sostegno; nuovo paniere Istat, calibrato sulle
fasce di reddito. Ferrara, presentando il suo capolista ligure Eraldo
Ciangherotti, ha insistito sul concetto di "aborto, il peggior scandalo
della storia del mondo" e ha avvertito Berlusconi e Veltroni: "Altro
che argomento non politico: è il principio della politica. Invece
voi perdete tempo su Alitalia". Per lui, quattro tappe in un giorno solo da Imperia alla
Spezia. I sostenitori del Pdl hanno fatto quadrato con i candidati liguri e con
l'europarlamentare Mario Mauro. Famiglia, infrastrutture e sicurezza al centro
dell'attenzione, con un dibattito articolato sulla "Carta dei valori"
distribuita in tutta la città: ogni gazebo un paio di candidati e poi
comizio finale. Tra le bandiere. gio. M. 30/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Air France
unica scelta" I sindacati: trattiamo punto su punto. Calderoli smentisce
Bossi: cordata padana con Lufthansa Roma. Da una parte, Walter Veltroni dice:
"La trattativa con Air France vada avanti". Dall'altra, Silvio
Berlusconi è perentorio: "La proposta di Air France è inaccettabile,
irricevibile e persino offensiva. La cordata italiana è nei fatti e si farà
avanti a trattativa chiusa". In mezzo ci sono i sindacati: non si fanno
illusioni e si attaccano all'unica scialuppa disponibile: "Non ci sono
alternative alla trattativa con Air France", spiega il leader della Cgil,
Guglielmo Epifani, in vista del braccio di ferro con Jean-Cyril Spinetta che
domani entrerà nel vivo. E anche il più critico sulla proposta dei francesi, il
capo della Cisl Raffaele Bonanni, si arrende all'evidenza: "Trattiamo con
l'unico interlocutore che c'è per migliorare il piano. Trattiamo punto su
punto". Nelle pieghe del bilancio la compagnia ha recuperato 148 milioni
tra rimborsi Irpeg e vendita di azioni (l'1,5 per cento di Air France-Klm) ma è
solo una boccata d'ossigeno d'emergenza con una liquidità ridotta a 180 milioni
e un indebitamento netto salito a 1,3 miliardi di euro. La nuova liquidità
consentirà di trattare anche dopo il 31 marzo ma non per molto, se si considera
che solo a febbraio l'azienda ha bruciato 102 milioni di euro. I margini di
manovra sono questi: senza un accordo, la compagnia dovrà portare i libri in
tribunale. I sindacati lo sanno e si rimboccano le maniche in vista di un
confronto difficile con i francesi, che sono interessati ad incassare l'ok dei
sindacati prima del cambio della guardia a palazzo Chigi. Allo stato attuale,
il Cavaliere ha messo Spinetta sull'avviso: a queste condizioni, non darà mai
il suo il "via libera" a una vendita di Alitalia e si attiverà per sostituire i francesi con una cordata di
imprenditori italiani, che ora però non si vede da nessuna parte. Incurante
delle critiche, Berlusconi rilancia: "La cordata italiana è nei fatti, ho
ricevuto decine di telefonate da collegi di Confindustria e Confcommercio, che
si sono dichiarati disponibili. La cordata si formerà dopo la trattativa
con Air France e chiederà al nuovo governo di avere tre o quattro settimane di
tempo per conoscere i conti e presentare un'offerta". Il messaggio rivolto
a Romano Prodi è chiaro: "Il governo non abbia la sfrontatezza di definire
la trattativa in corso". Sul tavolo c'è anche il futuro di Malpensa, su
cui da oggi si abbatterà il taglio dei voli deciso da Alitalia,
in sintonia con il piano di Air France. Certo, dopo il voto di vedrà: le
opinioni cambiano. Berlusconi si potrebbe rassegnare a una soluzione Air France
(magari riveduta e corretta) e vagliare altre soluzioni per Malpensa, che sta a
cuore soprattutto al Carroccio. Ma il leader della Lega, Umberto Bossi, si
mostra realista sul destino dello scalo milanese e scettico sulla cordata di
imprenditori italiani: "Solo Berlusconi può fare il miracolo e può
convincere gli imprenditori, che sono in prima fila quando si tratta di
guadagnare ma tagliano la corda se c'è il rischio di perdere". Roberto
Calderoli avvalora però l'ipotesi di uno scocco alternativo ad Air France:
"C'è una cordata padana, abbinata a Lufthansa". Più dei suoi
colonnelli, Bossi sembra convinto che a questo punto i destini di Alitalia e Malpensa si possano separare, mettendo in conto
anche il fallimento della compagnia. I leader di An, Gianfranco Fini, si
allinea sulla strategia del boicottaggio politico messo in atto dal Cavaliere:
"Qui non siamo attrattiva, c'è il rischio reale di una svendita ad Air
France. Non è l'opposizione a dirlo ma la Confindustria e i sindacati. Il
governo Prodi aveva deciso che i compratori fossero i francesi".
Sull'altra sponda, il Pd è tutto schierato a favore del tavolo con Air France e
anche la sinistra fa buon viso a cattivo gioco: "Proposta inaccettabile ma
bisogna trattare". Con il Cavaliere lo scontro è durissimo: "Lo stop
ad Air France di Berlusconi turba una trattativa in corso", attacca Piero
Fassino. Replica: "Fassino lavora per Air France". Controreplica:
"Per un pugno di voti, Berlusconi rischia di mandare all'aria tutto".
Anche i sindacati sanno che c'è questo rischio: "Abbiamo il dovere di
trattare. E di evitare il fallimento. Il resto è propaganda elettorale",
dice Renata Polverini, dell'Ugl, un sindacato più vicino a Fini che a Veltroni.
Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 30/03/2008 Post-it 30/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Nuovo orario CON I
PRIMI voli di questa mattina parte il nuovo orario estivo di Alitalia.
Per quest'anno non è una scadenza di routine. Il passaggio segna l'avvio del
trasferimento dei voli intercontinentali su un solo hub, Roma Fiumicino,
lasciando Malpensa. La tappa più discussa del piano industriale "di
sopravvivenza" di Alitalia. Con i conti in forte
perdita ed un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi, la compagnia da un anno
e mezzo attende che si concluda il percorso avviato per la privatizzazione: ha
spiegato il progetto sottolineando "l'impossibilità per la compagnia,
nell'attuale stato, di alimentare in modo efficiente e produttivo due
hub". La scelta di puntare su un solo hub è confermata
dal piano di Air France-Klm. Alitalia lascia liberi 180
"slot" (i corridoi orari per decolli e atterraggi) su 350.
Parallelamente, Air One va ad occupare parte dello spazio che Alitalia lascia. 30/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
Alitalia, dal decollo al declino C'era una
volta la copertina Nell'Italia delle prime Fiat 600 e delle Vespe fu creata la
nostra compagnia di bandiera. I comandanti degli aerei erano considerati tra i
migliori del mondo, le assistenti di volo erano popolari come veline. Sfogliamo quest'album di famiglia,
fino ad arrivare all'oggi che tutti conosciamo "Meritate", disse
Paolo VI ai manager, "la consuetudine con gli spazi sconfinati del
cielo" Favori, privilegi, oneri impropri, furono lasciati in eredità dalla
gestione Nordio ALBERTO STATERA (segue dalla copertina) Il fascinoso campione
golfista che si fregiava della "coda tricolore", che consegnava una
targa col nome inciso nell'argento ai primi soci della "Freccia
alata", valeva allora in patria e nel mondo più di qualunque ambasciatore
della Repubblica italiana, incarnava le credenziali dell'Italia del miracolo.
Credenziali che purtroppo oggi, ai tempi del declino e della vergogna casearia
ai confini nazionali, vanno sotto un'altra ingiuriosa sigla, MMA: "monnezza,
mozzarella e Alitalia". All'inizio,
nell'Italietta del dopoguerra che usciva fervida, ingenua, campagnola, ma
ottimista dalle sue aie, dalle sue risaie, dai suoi riseminati campi di grano e
che vedeva prendere coscienza la "classe operaia", l'Istituto Luce celebrava
il Paese che risorgeva solcando finalmente i cieli a bordo del Fiat Alcione
G12. Lo illustravano le immagini di una bambina dalle treccine bionde e un
mazzo di fiori in grembo. Dieci anni dopo, tra le prime Fiat 600 e le prime
Vespe che sfrecciano intorno a Fontana di Trevi, troviamo una tonicissima Gina
Lollobrigida che getta la monetina, raccoglie in un'anfora l'acqua capitolina,
la consegna al sindaco, che a sua volta la passa a un comandante dell'Alitalia, alto, aitante, stretto nella sua divisa blu e
incaricato di consegnarla al sindaco di Johannesburg. "Half beer", li
chiamavano allora i nostri piloti, presentati come tra i migliori del mondo e
anche quasi astemi. "Half sola", "mezza sòla" alla romana
li chiamano oggi, dopo che hanno assai contribuito a perpetrare
l'omicidio-eutanasia della loro compagnia. Fino a ieri giuravano che non c'era
altra salvezza che l'Air France di Jean-Cyril Spinetta, ora sponsorizzano la
cordata-fantasma di Silvio Berlusconi, quell'ectoplasma composto di volontari
alquanto riottosi che non possono scontentare il presunto futuro capo del
governo. Un torello che arriva dall'America destinato al Santo Padre, la
signora Bruna Justoni milionesima passeggera, le hostess in divisa, il mestiere
cui quasi tutte le ragazze aspiravano, come oggi aspirano a fare le veline, la
banda dei carabinieri che s'imbarca sull'aeromobile Gioacchino Rossini alla
volta dell'America. Un album di famiglia semplice e sfocato che vira ormai
all'hard-thriller. La prossima pattuglia dei carabinieri, se una qualche
giustizia esiste ancora, forse andrà prima o poi a cercare chi in questi giorni
ha fatto aggiottaggio oltre ogni limite di decenza sui titoli dell'ex compagnia
di bandiera. A quando risale l'inizio della fine? Se vogliamo trovare un elemento
simbolico dell'iniziale splendore, del successivo declino e dell'odierno
disastro finale, questo più che nell'aria è nell'acqua. Dall'anfora di Gina
Lollobrigida all'acqua santa delle basiliche romane e della Democrazia
cristiana, fino all'ampolla di acqua del Po di Umberto Bossi, visto che il
saldo finale di quella che è stata l'icona della rinascita e della modernità
italiana diventando via via una succursale del Vaticano, delle corporazioni,
dei sindacati e delle segreterie dei partiti, va oggi anche sul conto della
Lega Nord. Quando Romano Prodi, regnante a Palazzo Chigi Ciriaco De Mita,
diventa per la prima volta presidente dell'Iri, azionista di controllo dell'Alitalia, prende subito in ubbia quel presidente così
diverso da lui, mondano, sicuro, alquanto arrogante. è vero che Papa Paolo VI
aveva gratificato Nordio di una "particolare benedizione apostolica":
"Vi meritate la consuetudine con gli spazi sconfinati del cielo", gli
aveva detto, ricevendolo con i suoi dirigenti, "e la possibilità di prendere
le distanze dall'aiuola che tanto ci fa feroci". Ma a Prodi non bastò e lo
fece fuori, nonostante bilanci apparentemente in attivo, pur con il consistente
aiutino mai mancato del pubblico denaro, che allora fluiva senza tanti
complessi. Non che il golfista fosse il massimo della sana amministrazione,
nonostante incarnasse il ruolo di ambasciatore dell'italica piccola grandeur,
dell'orgoglio nazionale e del papato. Quando se ne andò si scoprirono tanti
altarini, i favori, i privilegi, gli oneri impropri. Uno dei suoi principali
dirigenti, per dire, aveva affittato la villa della moglie a canone d'affezione
per collocarvi la Scuola allievi piloti dell'Alitalia.
Un collaboratore tra i più intimi si scoprì essere uno dei principali
reclutatori della Loggia P2 di Gelli e Ortolani. L'altro reclutatore, un
giovanotto particolarmente introdotto nella banca vaticana dove riciclava
denaro non proprio santo, è peraltro ancora in servizio permanente effettivo
presso alti dignitari bancari, dell'industria ex pubblica e della politica. Ma
quel che venne dopo superò ogni perversa immaginazione. Morto in un incidente
stradale dopo una breve presidenza l'uomo di Prodi Carlo Verri, s'inanellò una
teoria infinita di amministratori, di cui ormai pochi ricordano persino i nomi,
tutti scelti nei sottoscala dei partiti, ciascuno dei quali cercò di fare
peggio del predecessore: Principe, Bisignani, Riverso, Schisano, Cempella,
Mengozzi, Cereti, Bonomi, Zanichelli, Cimoli? E chissà chi altri. Ma il ruolo
chiave di Antifolo scespiriano con tante parti in commedia tocca a Giuseppe
Bonomi. Ex deputato leghista amico di Maroni, catapultato alla presidenza della
Sea, fu lui ad inaugurare tra non pochi "contrattempi" l'aeroporto di
Malpensa, l'hub del Nord, l'icona del padanismo che voleva bruciare il
Colosseo, restaurare l'orgoglio lombardo nel luogo trasformato in cult del
meneghino serio e laborioso contro il romano insopportabile cicalone, ladrone e
arruffone come il marchese del Grillo. Peccato che con Malpensa Antifolo riuscì
a completare l'opera che in cinquant'anni non era riuscita del tutto al potere
democristiano: farla precipitare su Malpensa senza paracadute, secondo
l'iperbole un po' scontata dell'Economist. Malpensa è un aeroporto nato
vecchio, disfunzionale, senza collegamenti, senza treni veloci, senza
autostrade, irraggiungibile da Torino e, per di più, con la nebbia. Quando
Bonomi lo inaugurò nel
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Piloti e
hostess, gli italiani nuovi Così il Paese prese il volo EDMONDO BERSELLI (segue
dalla copertina) Ossia quando Roma, grazie anche alle "vacanze" di
due semidei come Audrey Hepburn e Gregory Peck, con annessa la meravigliosa
Vespa della Piaggio, era tornata a essere caput mundi, il luogo di Cinecittà,
delle star americane, dei kolossal, dei deliranti peplum, dei cacciatori di
dive, dei paparazzi, dei playboy miliardari (e pure squattrinati, spesso).
Quando le donne di famiglia leggevano degli amori di Liz Taylor sui rotocalchi,
e si chiedevano con complicità femminile: "è di Dior il suo
vestito?". Un intreccio di tutto ciò che è popolare, e nello stesso tempo
esclusivo e aristocratico, tanto è vero che l'euforia planetaria del jet set si
univa nei luoghi canonici di Roma allo stile della classe dirigente di allora,
con i vertici aziendali che comprendevano nomi come Carandini e Libonati: con
un che di europeo, di pannunziano, di "Amici del Mondo", di
"liberal", di modernizzante. Un alone di successo, di velocità, di
eleganza nello stesso tempo lontana, astratta, effettivamente aerea, e nello
stesso tempo ferma e cortese, sperimentabile nei gesti del comandante e dei
piloti: italiani di tipo speciale, dal momento che l'abitudine alle trasferte,
prima interne e poi sulle rotte internazionali, da Oslo a Buenos Aires e Rio de
Janeiro, modellava anche una lingua particolare, esente dalle inflessioni
regionali: una novità assoluta pure questa, il tipo italiano che si differenzia
dai personaggi dei film di genere, dai ruoli dialettali, dalla macchietta, e
diventa un carattere standardizzato su moduli non provinciali. Esempio
irresistibile di connazionale nuovo, bello, di successo; anche capace di fare
da tramite, nei filmati Luce, fra una Lollobrigida ai tempi dello splendore e
la destinazione lontana del Sudafrica, per congiungere la Fontana di Trevi con
i suoi riti propiziatori, monetine comprese, alla realtà di una Johannesburg
prima di allora inafferrabile e ora invece improvvisamente disponibile, pronta
ad accogliere il magnifico equipaggio italiano, in un tripudio di locale e
globale, anticipando festosamente i tempi dell'integrazione mondiale. E di lì a
poco sarebbero arrivate le immagini dell'Italia trionfante in America, con
Sophia Loren sulla scaletta a New York. Era naturalmente, il
mito Alitalia, un altro degli effetti indotti dalla prima modernizzazione,
quando il Paese sembrava davvero decollare, allorché il boom aveva modificato
in profondità anche l'autopercezione degli italiani "nuovi", che si
affacciavano sul proscenio del benessere: da un lato con la cialtroneria
disinibita di Vittorio Gassman nel Sorpasso, l'italiano provvisorio alla
rincorsa di espedienti per poter superare il weekend, dall'altro la
stilizzazione suprema degli equipaggi, la professionalità sicura, l'orgoglio
che vibra nelle voci degli speaker del telegiornale quando pronunciano
l'espressione "compagnia di bandiera", come se tra lo sfrecciare
degli aerei si potesse avvertire qualche nota dell'inno nazionale, e intravedere
nel gas di scarico qualche traccia tricolore. Si può immaginare un pilota nelle
fattezze di Marcello Mastroianni, come nel film di Marco Ferreri La grande
abbuffata, oppure, in una versione più nazionalpopolare nei panni di Domenico
Modugno, quando l'interprete di Volare virò verso le lacrime di Piange il
telefono. E comunque, sempre con la sicurezza di chi controlla sistemi
complessi, con la ferma eleganza della competenza, e il Bulova che occhieggia
dal polsino, regalo e indizio insieme di classe, di precisione, di meccanismi
perfetti. Sempre con l'idea, in fondo, che l'eccellenza di un'Italia così
"successful" portava prestigio, un'immagine completamente diversa da
quella di sempre: ed era il ritratto forse irripetibile di un paese in volo.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Casini: "Può
fargli perdere il voto dei cattolici, la dice lunga sulla sua concezione della
religione" "Su Ruini atto di barbarie di Silvio comunque non gli
voterò la fiducia" Veltroni ha fatto una campagna fotocopia, puntando
sugli effetti speciali "Silvio non si rende conto di quel che dice: fa
parte della sua leggerezza" CLAUDIO TITO ROMA - "Quando ho letto le
prime parole sul Cardinal Ruini sono davvero trasecolato. Ma quando ho
controllato tutta la dichiarazione ho capito che mi trovavo di fronte
all'insostenibile leggerezza dell'essere di Berlusconi. Non si rende conto di
quello che dice". Pier Ferdinando Casini spara alzo zero contro il
Cavaliere. Gli appunti mossi all'ex presidente della Cei non gli sono affatto
piaciuti. "Un atto di barbarie" che "la dice lunga sulla
concezione che Berlusconi ha della religione". Il leader centrista difende
a spada tratta la sua squadra, è sicuro che i moderati "resisteranno
all'attacco: pure al Senato ci saremo con almeno 10 senatori". E poi
conferma: "anche se vincerà il leader forzista, comunque non gli voterò la
fiducia". Le critiche al Vicario di Roma avranno effetti sul voto
cattolico? "Beh, certo può fargli perdere dei voti. Sono cose
dannose". Magari può farne guadagnare a voi? "Io ne avrei fatto
volentieri a meno perché tirare nel mezzo dello scontro elettorale una figura
come Sua Eminenza è un atto di vera barbarie. Io ho ottimi rapporti con il
Cardinal Ruini, ma non mi sono mai nemmeno sognato di tirarlo in ballo per
queste cose". Il Cavaliere in questo modo si è giocato anche quell'ultima
possibilità di riallacciare il dialogo con il suo partito? "In che
senso?" Di recente si è augurato di poter tornare ad essere alleati dopo
le elezioni. "Le sue liste sono piene di "ribaltonisti". Io
invece sono sempre stato leale agli impegni presi. Anche per questo non ho
fatto nascere il governo Marini pur avendone la possibilità. Nessun italiano mi
può rimproverare di essere passato da una parte all'altra. E sarà così anche
stavolta". Quindi non voterà la fiducia ad un eventuale esecutivo Berlusconi?
"Non esiste. Il nostro mandato è quello di costruire il centro moderato.
Punto e basta". E in caso di pareggio? "Chi non vince, intanto, dovrà
mettersi da parte. Poi si vedrà. Non dico adesso cosa faremo. Ora, io ho il
dovere di cercare di onorare il mio mandato di candidato premier". Perché
Veltroni e Berlusconi non lo stanno facendo? "Veramente il segretario del
Pd ha voluto fare una campagna fotocopia del leader Pdl. Ha scelto gli effetti
speciali anziché la sostanza, la finzione anziché la verità. Ma tra l'originale
e la copia, vince sempre l'originale". Cioè vince il Cavaliere?
"Penso di sì, i sondaggi in questo non sbagliano". Anche al Senato?
"Magari lì avrà qualche difficoltà in più". E allora perché il
Cavaliere sembra preoccupato? "Perché rispetto alle ipotesi iniziali vede
ridimensionarsi il suo successo. E poi per la Lega". Cioè? "L'unico
vero vincitore del Pdl è Bossi. Comunque sarà determinante alla Camera e a
Palazzo Madama. Silvio sarà suo ostaggio per la legislatura. E lo sa bene".
Per questo è uscita fuori anche l'ipotesi del voto disgiunto? "Ma quella è
solo un altro espediente che non toccherà affatto gli italiani. Al massimo
riguarderà qualche centinaio di politologi". Il vostro obiettivo allora
qual è? "Non abbiamo l'aspirazione di fare gli aghi della bilancia. Il
nostro obiettivo è mettere in crisi un bipartitismo costruito su due finti
partiti e su due finti programmi. Resistere a chi vuol farci fuori. Ci stanno
provando ma vedrete che noi al Senato ci saremo e prenderemo almeno 10 senatori".
A Roma invece come vi comporterete? Cosa farete se ci sarà il ballottaggio tra
Rutelli e Alemanno? "Saranno gli iscritti dell'Udc di Roma a decidere.
Dimostreremo che l'Unione di centro da voce ai militanti. Altro che partito del
predellino". Nel frattempo la campagna elettorale si
sta concentrando sul caso Alitalia. Lei appoggia la soluzione
Air France? "No, è una trattativa nata male. Solo un po' di tempo fa
avremmo potuto realizzare un'intesa paritaria e ricevere il 30% dell'azienda
francese". Quindi è per la cordata italiana? "Io dico solo che
bisogna porre le condizioni perché la compagnia di bandiera stia sul mercato.
Ora i francesi ci stanno prendendo per la gola. Ma la politica può fare di
peggio: può provocare il fallimento dell'azienda. Berlusconi sta
strumentalizzando questa vicenda per la campagna elettorale. Se il governo
uscente ha sbagliato, chi si candida a succedergli non può solo speculare sui
lavoratori e avere un supplemento di sensibilità e di discrezione".
Un'ultima domanda. Ciarrapico ha detto che lei fa pena. "Io mi occupo solo
di cose serie. Controllate le nostre reciproche fedine penali".
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Copertina La
compagnia di bandiera, che fu il simbolo di un Paese in crescita, oggi è
diventata il simbolo della crisi ALBERTO STATERA "Cara, hai fatto pipì
fuori dal vaso!", scrisse Umberto Nordio alla nobildonna
sua amica che gli aveva spedito un biglietto segnalando alquanto seccata che
nella prima classe del volo AZ600 dell'Alitalia tra Roma
e New York le posate d'argento con le quali le hostess in divisa disegnata
dalle sorelle Fontana le avevano servito caviale Beluga e Salmone selvaggio
bianco del Baltico erano annerite per insufficiente uso di Argentil e olio di
gomito. Correvano gli anni Settanta e Nordio, distinto gentiluomo
genovese di bell'aspetto, modi squisiti e passione per il golf, specialità
nella quale spesso si esercitava a Roma sul campo dell'Acqua Santa con una
baronessina von Thyssen, era assiso alla presidenza della Compagnia di bandiera
sulla poltrona che dalla fondazione, il 5 maggio del 1947, aveva ospitato a
lungo il conte Niccolò Carandini. E, per periodi più brevi, Bruno Velani e
Giorgio Tupini, quest'ultimo un politico democristiano alto, disinvolto e
aitante, al contrario di quasi tutti gli "amici" di partito segnati
inequivocabilmente dall'odore della parrocchietta. (segue nelle pagine successive)
SEGUE A PAGINA 34.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Copertina EDMONDO
BERSELLI Questa è la storia del tempo irripetibile delle professioni nuove,
stilizzate prima da un sorriso sicuro, poi dalle divise e dal trucco leggero e
perfetto, nonché dall'acconciatura impeccabile, quando le ragazze più
volonterose e brillanti annunciavano che avrebbero fatto le hostess, fra gli
sguardi di intimorita ammirazione della famiglia: eh sì, volare, oh oh, in quel
cielo dipinto di blu, quando Alitalia era il
simbolo del rinato orgoglio italiano, e le funzionarie del cielo, vestite dalle
sorelle Fontana, con gli abiti confezionati dalla Lanerossi, rappresentavano un
altro, e innovativo, ideale di donna: lontano dalla tradizione, fatto di
sobrietà nelle maniere e tuttavia anche di improvvisa e consapevole modernità.
Tutto così stilizzato, l'universo umano del volo all'italiana, un sigillo di
innovazione come a suo tempo era stato il Settebello, ma ancora di più, più in
alto, con maggiore coscienza dell'italianità positiva balzata fuori dai
Trattati di Roma, dal miracolo economico, dalle suggestive Olimpiadi del 1960,
quelle di Livio Berruti, e anche dal vivacissimo ambiente di via Veneto e della
Dolce vita. (segue nelle pagine successive) SEGUE A PAGINA 35.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ferenza di altre
campagne elettorali, non fa promesse, non annuncia rivoluzioni, anzi parla di
sacrifici, di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo. Cosa è successo? Quando
è successo? "Non sono pessimista, non è nel mio carattere. E' vero invece
che sono preoccupato per ciò che troveremo dopo le elezioni, in quanto il
prossimo esecutivo si troverà a gestire l'eredità disastrosa del governo Prodi.
Un governo che con il suo 'tassa e spendi' ha messo in ginocchio l'Italia con
una serie di record negativi: la pressione fiscale al 44 per cento; la crescita
vicino allo zero, la più bassa d'Europa; i prezzi alle stelle e i conti
pubblici tutt'altro che a posto, come dimostra l'inesistenza del tanto vantato
'tesoretto'. Di fatto, gli italiani hanno gli stipendi in lire, ma le tasse e
la spesa per la casa devono pagarle in euro. Il tutto ha creato un cortocircuito
nei bilanci delle famiglie. A questo disastro si è aggiunta la tragedia dei
rifiuti a Napoli e in Campania, che ha distrutto l'immagine dell'Italia nel
mondo, con danni incalcolabili per il turismo e per le esportazioni del 'made
in Italy' a partire dai nostri prodotti di qualità: il buon cibo, il buon vino,
l'abbigliamento e i prodotti di alta tecnologia". Si riferisce alla
mozzarella con la diossina, la cui importazione è stata bloccata ieri dalla
Cina dopo i problemi con Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Francia? "Anche
in questo caso siamo di fronte a un danno incalcolabile per l'economia della
Campania, soprattutto per il settore agro-alimentare e turistico. Un danno che
è l'ultimo regalo avvelenato del malgoverno di Bassolino e Iervolino, e del
fanatismo della sinistra ambientalista: come spiegano gli esperti, la diossina
liberata nell'aria dai roghi dei rifiuti lasciati in strada è ricaduta sui
pascoli delle bufale e da lì è finita nel latte e poi nella mozzarella. Appena
saremo tornati al governo, dovremo occuparci di queste tragedie fin dal primo
giorno, finchè il problema non verrà definitivamente risolto". Dopo la
legislatura breve e rissosa del centrosinistra, lei insiste per un quadro
politico di stabilità, con una maggioranza coesa e un governo che possa e
sappia governare. Nonostante le polemiche a destra e a sinistra, è sempre
convinto della necessità del 'voto utile'? Sulla scheda elettorale gli elettori
troveranno sedici candidati premier, molti dei quali con proposte politiche
settoriali o improbabili. Capiranno che si sta semplificando il sistema
politico? "La governabilità non dipende dalla legge elettorale, ma dalla
semplificazione del quadro politico. E' per questo che è nato il Popolo della
Libertà, che è il partito unitario del centrodestra, espressione in Italia del
Ppe e dei valori liberaldemocratici. Come si è visto, anche con la legge
elettorale in vigore si è prodotta una prima semplificazione, riducendo la
competizione elettorale a una sfida non più tra due schieramenti eterogenei, ma
tra due grandi partiti, sia pure con un contorno ancora eccessivo di partitini.
E' stato un primo passo avanti, anche se i sedici candidati premier che gli
elettori troveranno sulle scheda sono certamente troppi. Per questo, dopo il
voto, proporremo di fare in modo bipartisan sia i correttivi della legge
elettorale, per introdurre anche al Senato il premio di maggioranza su scala
nazionale, sia le riforme istituzionali". Lei si candida per la quinta
volta a guidare il governo del Paese: sulla base della sua esperienza, della
sensibilità, del rapporto con i cittadini, cos'è che spinge un elettore medio a
scegliere lei e non un altro candidato premier? "Il 13-14 aprile, in buona
sostanza, gli italiani dovranno scegliere tra un uomo del fare, che ha già dato
prova di saper trasformare i progetti in realtà e di saper tenere fede alla
parola data in tutti i campi, anche in politica, e un pensionato baby della
politica che pretende di accreditarsi come il nuovo e che in realtà fa il
mestiere della politica da quasi quaranta anni ed ha in squadra tutti i vecchi
protagonisti della nomenclatura comunista che sono ancora oggi i ministri, i
vice-ministri, e i sottosegretari del malgoverno di Prodi". La sorprende
che, stando agli ultimi sondaggi, il centrodestra è preferito dai giovani e
anche dagli operai? "No. Se diciamo che vareremo un 'piano casa' per le
giovani coppie, se ci impegniamo a fare degli sgravi agli imprenditori che
assumeranno i giovani o che li stabilizzeranno, se prospettiamo la detassazione
degli straordinari e dei premi aziendali di produttività per rimpolpare i
bilanci familiari, i giovani e gli operai, come tutte le categorie che amano la
concretezza e non la propaganda ideologica, sanno che noi manterremo gli
impegni. Perché per noi le promesse elettorali sono impegni contrattuali da
mantenere come abbiamo dimostrato nei cinque anni del nostro governo, mentre
per la sinistra sono specchietti per le allodole, da usare in campagna
elettorale e poi da gettare nel cestino della carta straccia". In una
campagna elettorale dai toni finora sostanzialmente soft e con programmi
necessariamente obbligati, lei ha mosso le acque con la proposta Alitalia, puntando sul concetto di proteggere l'italianità
della nostra compagnia di bandiera. Ma ci sono davvero imprenditori disponibili
a scendere in campo oppure non è meglio lasciar fare al mercato? "Il mio
appello agli imprenditori italiani perché anche da parte loro ci fosse uno
scatto d'orgoglio e si impedisse così la svendita dell'Alitalia ha già
ottenuto alcuni risultati. Prodi e Padoa Schioppa avevano detto che la
trattativa con Air France era l'unica possibile e che nelle casse dell'Alitalia non c'era più un soldo. Non era vero: il governo ha dovuto
prendere atto che sono ancora possibili altre offerte, mentre sui soldi in
cassa il ministro dei Trasporti dice che quello dell'Economia sta
raccontando frottole. Air France aveva detto al governo e ai sindacati
'prendere o lasciare': dopo il nostro appello ha dovuto cambiare strategia e
trattare senza ultimatum, anche se ancora non basta. All'inizio, come molti,
pensavo che quella di Alitalia con Air France e KLM
fosse destinata a diventare un'alleanza per dare vita ad un grande gruppo
internazionale. Invece era solo una svendita ad ad un prezzo risibile, della
nostra compagnia di bandiera che veniva fagocitata da Air France. A rimetterci
non era solo Malpensa, ma tutta l'economia italiana. Basta pensare al turismo:
dove credete che possa portare i futuri turisti cinesi, indiani, russi la Air
France, dopo che avrà azzerato la concorrenza dell'Alitalia?
A Parigi o in Italia? E i nostri imprenditori del Nord non sarebbero forse
costretti a recarsi prima a Parigi se avessero intenzione di andare in America
o in Asia? Per questo ho definito irricevibile ed anche offensiva l'offerta Air
France". Parliamo di fisco. Il suo competitor Veltroni promette riduzioni
di aliquote e abbassamento della pressione fiscale. Quanto è credibile dopo il
biennio Prodi-Visco? "Giudichino i lettori. In due anni, il governo
guidato dai leader del partito di Veltroni ha introdotto in Italia più di 110
nuovi balzelli tra nuove tasse, aumento di quelle esistenti, aggravi
contributivi, maggiorazioni dei bolli e inasprimenti vari. Ricordo che soltanto
nella legge finanziaria 2007 le nuove tasse erano state 67. Sono questi 110
nuovi balzelli il vero biglietto da visita di Veltroni, che è la continuazione
di Prodi. Vorrei citare un solo esempio di questi balzelli, che Veltroni sta
cercando di nascondere: dice che se andrà al governo, la prima legge che farà
sarà quella per abolire il precariato. Peccato che il governo Prodi, che lui
difende ed elogia, abbia introdotto una penale contributiva per quegli
imprenditori che intendono trasformare un contratto precario in un posto fisso.
E' quanto è stato introdotto con le norme sul condono contributivo varate dal
governo Prodi". Pensioni. Lei nel 2001 aumentò le minime e ora fissa
l'obiettivo dei mille euro. Non le sembra una indicazione ambiziosa per i conti
pubblici? "La nostra proposta prevede l'introduzione di un meccanismo di
adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito massimo di mille
euro al mese, non certo, come è stato scritto in malafede, di portare il minimo
delle pensioni a mille euro al mese il che comporterebbe un costo per lo Stato
di oltre venti miliardi di euro. Veltroni invece ha promesso la luna ai pensionati,
senza alcun senso del limite e senza considerare i vincoli del bilancio dello
Stato, che ci viene lasciato in condizioni pessime. Forse è sfuggito a molti,
ma noi sulle pensioni diciamo ciò che è scritto nel nostro programma. Nel
programma del Pd la parola pensioni non è neppure citata, forse perché Veltroni
è anche lui un pensionato, un baby pensionato della politica. Oppure perché si
vergognano della controriforma delle pensioni che ha fatto il governo
Prodi". Puntuale è riesplosa la polemica sulla par condicio televisiva e
sul duello tra lei e il suo principale avversario, dopo l'annullamento della
puntata di 'Porta a Porta'. Pensa che alla fine ci sarà il duello?
"Contrariamente a quanto vanno dicendo quelli di Veltroni, non ho il
minimo dubbio sulla sconfitta di Veltroni, alle parole vane sarebbe sin troppo
facile opporre la forza dei fatti. Di mezzo c'è però la legge sulla par
condicio, che la sinistra si inventò ai tempi del presidente Scalfaro per
impedirmi di apparire in tv. Quella legge è ancora in vigore perché l'Udc non
ci consentì di abolirla, ma si tratta di un insieme di norme antidemocratiche e
liberticide, dove si assegna a un partito di oltre il 40 per cento come il
Popolo della Libertà lo stesso spazio televisivo che viene dato a un partito
nuovo e sconosciuto, che nei sondaggi ha lo zero virgola qualcosa. Non solo. Se
si vogliono i faccia a faccia, la par condicio impone di farli con tutti gli
altri candidati premier, non con uno solo. Visto che i candidati premier sono
16, i faccia a faccia sarebbero più di cento: una cosa chiaramente
impossibile". Nel 2006 molti si sorpresero del suo recupero elettorale, ma
lei ha sempre sostenuto di essere tranquillo perché aveva sondaggi che poi si
rivelarono precisi. Vale anche questa volta? I sondaggi visibili danno al Pdl
una maggioranza non tranquillizzante al Senato: e si ipotizza sempre un governo
di larghe intese, non solo per le riforme, magari con Gianni Letta premier?
"I sondaggi in nostro possesso ci danno un margine di vantaggio più che tranquillizzante
anche al Senato: da
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL PIANO LA PROPOSTA
ESUBERI I TITOLI La nuova Alitalia pensata da Air
France avrà 12.066 dipendenti, 137 aerei e 83 destinazioni Sono 2.120 gli
esuberi previsti, 40 aerei saranno eliminati: 18 le destinazioni azzerate
L'offerta pubblica di scambio indica 160 azioni Alitalia
per una di Air France - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'INTERVISTA
AMATO LODA I LAVORATORI DI ALITALIA: "RESTI IL BRAND, NON IMPORTA CHI
COMPRA" "Compagnia ottima, merita il salvataggio" di GIANCARLO
CAPECCHI ? FIRENZE ? MINISTRO Amato, Alitalia continuerà ad
essere compagnia di bandiera? "La Compagnia rimarrà, non so come finirà la
trattativa. I
sindacati, ai quali Air France dice 'o mi dite di sì oppure mi tiro indietro',
non sono ancora soddisfatti. Quello di cui sono sicuro è che il brand, ottimo
nel mondo, è destinato a rimanere. Non credo sia così importante chi ne sarà
proprietario, quello che conta è che si possa continuare a volare Alitalia, che si possa godere della professionalità del suo
personale, che è di qualità. Per chi vola con più compagnie, cerca Alitalia non solo perché italiana ma perché ci si vola bene,
ci si affida a piloti bravi, ad una manutenzione seria, a un personale gentile.
Nessun proprietario potenziale deve rinunciare a un brand del genere". E'
più che mai rilassato il Giuliano Amato che ha deciso di prendere parte solo da
spettatore alla campagna elettorale. Il ministro dell'Interno ha appena fatto
ritorno dagli Stati Uniti "dove è in corso una sfida politica ? commenta ?
molto vivace". E, aggiunge, "non è ancora cominciata quella vera.
Certo è che si parla del futuro, che la gara è appassionante perché tutt'ora
incerta ma quello che mi colpisce è che i candidati sono costretti a
confrontarsi su cose molto concrete e molto specifiche, a dire come la
pensano". Vuole aggiungere a differenza dei nostri candidati? "In
America non si mena certo il can per l'aia. La mia sensazione è che da noi il
cane stia girando da tempo per l'aia e che quel tipo di concretezza che ha la
campagna elettorale negli Usa, in questa come in altre occasioni, noi non la
conosciamo". Per quale motivo? "Tra le responsabilità c'è anche
quella dei media, che accettano troppo che i politici dicano quello che
vogliono andandogli poi dietro su cose magari irrilevanti". Si sta
parlando di par condicio, esiste o non esiste? E' giusta ? "Secondo me
questa è tutta una catena di piccole disgrazie conseguenza di una legge
elettorale sbagliata, che avremmo dovuto cambiare. Siamo insomma gente che si è
ficcata in un cespuglio e poi si lamenta perché si punge". Ma lei perché
si è tirato fuori, qual è la verità vera? "Il motivo francamente è questo:
ci sono stato abbastanza, sono entrato in Parlamento nell'83 e 25 anni sono
tanti. Poiché raggiungerò i 70 anni tra un mese (13 maggio), è giusto far
entrare gente più giovane. Certo, non è che se hai 26 anni e sei al tuo primo
contratto di lavoro sei il perfetto candidato: devi avere delle competenze,
sarebbe bene anche avere un mestiere perché se entri in Parlamento prima ancora
di averlo, quando poi esci sarai uno spostato e, solo se sarai 'casta' fino
all'ultimo millimetro potrai sopravvivere. Penso che ora tocchi ai trentenni
che hanno già delle competenze". E i partiti hanno fatto queste scelte?
"In parte è stata fatta, in parte è diventata scelta simbolica. Devo dire
la verità, da entrambe le parti noto presenze in lista che si giustificano più
come simboli della gioventù che non perché si tratta di giovani affermati e
competenti che possono portare la loro competenza in Parlamento". Come
ministro dell'Interno, cosa pensa dell'allarme brogli alle prossime elezioni
che Berlusconi ha lanciato? "E' l'antica deformazione professionale di
chi, davanti al rischio di perdere, dice 'ho perso perché qualcuno mi ha
imbrogliato'. Berlusconi invece ha ragione se segnala delle cose specifiche.
Per dirne una: che nei seggi il presidente non possa fare i mucchietti delle
schede, darle all'uno o a un altro e poi aspettare di avere i dati complessivi,
ma che debba dare scheda per scheda e, solo dopo che ciascuna scheda è stata
accertata, si passi a quella successiva. Questo lo dico io, lo dice lui e lo
dice la legge, tanto che si è puniti se si fa diversamente". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia, c'è soltanto Air France" Realpolitik dei
sindacati. E da oggi Malpensa è un ex hub: tagliati 900 voli ? MILANO ?
MALPENSA, fine di un'epoca. Oggi, a 10 anni dalla sua inaugurazione,
l'aeroporto lombardo farà un disastroso passo indietro, trasformandosi in un
modesto ex-hub. L'orario estivo che oggi entrerà in vigore
prevede un taglio del 70% dei voli Alitalia. E, di
conseguenza, la cassa integrazione di 24 mesi per 900 lavoratori della Sea, la
società che gestisce Malpensa e Linate. I voli settimanali effettuati da Alitalia su Malpensa scenderanno da
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL TUO DISCORSO è
ineccepibile in un sistema di libero mercato. Ma da noi il libero mercato è,
diciamo così, ad assetto variabile. Esiste solo quando fa comodo a certuni.
Sennò non esisterebbe un oligopolio, che in alcuni periodi è stato addirittura
un monopolio, televisivo quando Smith e Ricardo, i padri del liberismo,
affermano che l'oligopolio è la tomba del libero mercato perché uccide la
concorrenza. E questa mostruosità si è realizzata, per sopramercato, in uno dei
gangli decisivi di una democrazia, l'informazione, dove un uomo politico, per
giunta premier, non dovrebbe possedere non dico tre network ma nemmeno un
giornalino di quartiere. Inoltre anche gli iperliberisti Usa, quando il sistema
rischia di collassare, si dimenticano dei sacri principi del libero mercato se
è vero che hanno salvato alcune banche private con i soldi pubblici. In un
quadro del genere non si vede perché proprio i lavoratori di Alitalia,
che è azienda di Stato, dovrebbe essere gli unici a lasciarsi le penne.
www.massimofini.it - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
FORSE è colpa mia.
Forse abito negli States da troppo tempo e dunque non riesco a seguire la
logica (?) imprenditoriale italiana. Ma mi sembra che il
caso Alitalia sia paradossale mentre in campagna elettorale Berlusconi e
Veltroni ripetono un giorno sì e l'altro pure che il mercato è il solo
strumento di crescita economica. E allora perchè non affidarsi al mercato?
Voglio dire: perchè non fare come gli svizzeri, i belgi, gli americani?
Gli svizzeri hanno fatto fallire la Swissair. I belgi la Sabena. Gli americani
due compagnie prestigiose come Pan American e Twa. L'Alitalia
non può essere salvata, perchè è già defunta. E un defunto non può essere
venduto e nemmeno svenduto aggravando in prospettiva i debiti che ai
contribuenti italiani, neonati compresi, sono costati sinora 400 euro a testa.
Una volta fallita, potrà essere rifondata, come è accaduto in Svizzera con
Swiss e in Belgio con Bruxelles Air. O lasciata nella tomba dove l'hanno
ficcata dirigenti e i sindacalisti. cesaredecarlo@cs.com - -->.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 111 Pisanu: ora riprendiamoci la Sardegna Appello alle forze
autonomistiche: "A casa Soru e Veltroni" --> Appello alle forze
autonomistiche: "A casa Soru e Veltroni" All'assemblea del Pdl
attacchi alla giunta e al governo nazionale. Pisanu respinge le critiche di
Fassino. L'entusiasmo della gente è quello dei tempi migliori, una carica che
contagia il pensatore del Pdl, Beppe Pisanu: "Mandiamo a casa Prodi e
Soru, in Sardegna il Popolo della libertà potrebbe diventare il Popolo per l'autonomia".
Il copyright è suo, non è più un segreto che proprio Pisanu voglia fare da
collante per quelle forze autonomistiche vicine al Pdl che vogliono costruire
l'alternativa locale al centrosinistra. All'assemblea del partito di Berlusconi
e Fini, ieri al "Califfo" di Quartu, presenti anche i candidati
romani Luca Barbareschi e Filippo Saltamartini, Pisanu ha parlato dopo aver
ascoltato per oltre due ore gli interventi di simpatizzanti, amministratori
locali e candidati. Sindaco compreso: Emilio Floris ha dato appuntamento al
popolo sardo della libertà per sabato 5 aprile alla fiera di Cagliari, dove
"dirò perché si deve votare per noi". Intanto, si corre - come da
tradizione - per catturare consensi in bilico e convincere soprattutto gli indecisi.
La ricetta di Pisanu, sul tema degli incerti: "Non facciamo promesse
impossibili, per esempio ci batteremo per dare un valore al concetto di
insularità, per far riconoscere alla Sardegna svantaggi e specificità di
un'isola e garantire le stesse opportunità delle altre regioni d'Italia".
Toccherà anche a Fini (giovedì
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 217
Da oggi tagliati 170 collegamenti --> Con i primi voli
di questa mattina parte il nuovo orario estivo di Alitalia e prende
il via anche il trasferimento dei voli intercontinentali a Roma-Fiumicino,
lasciando Malpensa. La tappa più discussa del piano industriale "di
sopravvivenza" di Alitalia, al centro di forti polemiche. Per tamponare forti perdite, su
Malpensa Alitalia lascia 180 "slot" (i corridoi orari per decolli e
atterraggi) su 350. Restano nove destinazioni domestiche, 26
internazionali e tre intercontinentali.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 217
Da Milano Il gruppo Eurofly Meridiana vola in Egitto Da Milano --> Il gruppo
Meridiana-Eurofly è stato designato dall'Enac ad operare collegamenti di linea
tra l'Italia (Milano Malpensa) e l'Ucraina (Kiev), il Senegal (Dakar) e
l'Egitto (Il Cairo). Meridiana ed Eurofly sono il secondo vettore, dopo Alitalia, su Malpensa, per voli effettuati (5.300 nel 2007) e per
passeggeri (690.000 nel 2007). Grazie alla presenza di una flotta di 13
aeromobili, 8 Airbus 320 e 5 Airbus 330, è stato siglato un accordo tra Eurofly
e la Sea, che prevede il trasferimento, dal 15 maggio, di tutte le attività di
volo dal Terminal 2 al Terminal 1, dove saranno posizionati anche tutti
gli uffici della base operativa, in parte trasferiti dal Terminal 2 e in parte
dalla sede di Milano.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 217
Tregua di Alitalia, caos rinviato Continuità: oggi
voli cancellati, il primo aprile si parte --> Continuità: oggi voli
cancellati, il primo aprile si parte Alitalia rispetta
la diffida dell'Enac e riprotegge i passeggeri (su Milano e Roma da Cagliari)
su Meridiana e Air One. Ma dal 1° aprile è pronta a volare in regime di
continuità. Domani vertice al ministero. La domenica bestiale, sui cieli sardi,
sarà evitata. Alitalia si adegua, ma non si arrende.
Davanti alla diffida dell'Enac, oggi e domani rinuncerà a rimettere in pista i
suoi aerei sulle rotte - in continuità - da Cagliari per Roma e Milano. I
passeggeri che avevano già acquistato i biglietti (i voli sono indicati
nell'infografica sopra il titolo) saranno riprotetti su Meridiana e Air One
che, per legge, coprono le rotte per Fiumicino e Linate. CAOS EVITATO Il passo
indietro di Alitalia leva dall'imbarazzo anche la
direzione aeroportuale di Cagliari, dove ieri, prima che Alitalia
cancellasse i voli del 30 e 31 marzo, si auspicava che "la compagnia si
adegui alla diffida dall'Enac". Non si tratta tuttavia di un segnale di
resa, ma soltanto di una tregua armata. Alitalia,
infatti, ha riprogrammato a far data da martedì primo aprile gli stessi voli
cancellati nelle giornate di oggi e di domani. IL VERTICE Tutto è rinviato al
confronto in programma domani a Roma, su iniziativa del ministro dei Trasporti
Alessandro Bianchi. Con l'Ente nazionale per l'aviazione civile, interverranno
anche le compagnie coinvolte, Alitalia, Meridiana e
Air One. Ci saranno anche i rappresentanti dell'assessorato regionale ai
Trasporti. Alitalia, evidentemente, confida molto nel
confronto di domani, al punto da aver previsto per martedì quei voli che, per
Regione, Meridiana e Air One, violano la continuità territoriale. Una posizione
che condizionerà il confronto di domani: da una parte Alitalia
si è adeguata alla diffida dell'Enac, evitando il caos proprio nel giorno (con
l'ora legale) dell'avvio degli orari estivi. Un giorno speciale , preceduto
dall'invito, rivolto dal presidente dell'Enac Vito Riggio a tutti i direttori
di aeroporto, "di mantenere sempre ai massimi livelli la vigilanza".
Ma Alitalia, facendo leva sulle perplessità della
Commissione europea sul decreto per la continuità territoriale sarda, ha
annunciato di voler accettare gli oneri di servizio (ovvero gli obblighi per
chi opera), annunciando comunque di prendere il volo - da Cagliari per Roma e
per Milano - da martedì. Una forzatura che, ribadisce Meridiana, porterà la
compagnia dell'Aga Khan ad applicare tariffe di mercato per i sardi e non le
agevolazioni tariffarie della continuità. CISL: BOCCIATURA "Tutta la
vicenda è stata nebulosa sin dall'origine", evidenzia il segretario
regionale della Cisl settore trasporti Giampaolo Corona, che ricorda il peccato
originale di Alitalia, che non
presentò a suo tempo domanda per concorrere sulle rotte della continuità.
"La Fit-Cisl", aggiunge Corona, "oggi non dice Alitalia-sì, Alitalia-no. Dice però che, nonostante gli sforzi della Regione, questo
modello di continuità territoriale non ha garantito ai sardi condizioni di
mobilità pari a quelle degli italiani che possono contare sulla ferrovia.
Questa è la vera sostanza delle cose: il modello ha fallito". EMANUELE
DESSÌ.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 109 il cavaliere al pd "Sulla mafia non accettiamo lezioni" Il
cavaliere al pd --> CATANZARO "Peccato che 3 anni fa il suo partito non
sia stato così schizzinoso...". Così Silvio Berlusconi da Catanzaro risponde
a brutto muso al leader del Pd, Walter Veltroni, che venerdì, a Reggio
Calabria, aveva detto che la 'ndrangheta non deve votare per il Pd. Nel teatro
comunale, nel corso di una conferenza stampa più simile però a una
manifestazione elettorale, Silvio Berlusconi attacca il centrosinistra, a
partire dalla giunta calabrese e quella campana, sul fronte della lotta alla
criminalità. "Io non posso che confermare cosa dissi nel '
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 109 I sindacati ad Air France: "Trattiamo" Berlusconi: no a
proposte offensive. Veltroni: salvare Malpensa --> Berlusconi: no a proposte
offensive. Veltroni: salvare Malpensa L'Alitalia è sull'orlo del fallimento e i sindacati non chiudono
definitivamente la porta della trattativa con Air France. ROMA Mentre i
sindacati sembrano puntare sulla trattativa con Air France, il mondo politico
resta diviso sul destino di Alitalia: Walter Veltroni si schiera
in favore del negoziato con Parigi, ma chiede che Malpensa sia
salvaguardata; mentre Silvio Berlusconi, pur confermando di credere nella
cordata italiana, osserva: "Io non c'entro più nulla, ormai la palla è
nelle mani degli imprenditori". I FRANCESI La trattativa coi francesi, sottolinea
da Brescia il leader del Pd, deve proseguire perchè è unica e autentica, ma
deve essere "salvata al contempo Malpensa perchè in un grande Paese ci
possono essere due grandi aeroporti". Sull'aeroporto lombardo, aggiunge
Veltroni, "non si può scherzare perchè ci sono esuberi ed esuberi
significa disoccupazione". Tuttavia, sottolinea, con Air France "è
stata aperta una procedura pubblica, ed è bene che questa procedura vada
avanti". Il candidato premier del Pd attacca quindi il Cavaliere: "Qualcuno
si è comportato come Fregoli", dice Veltroni senza citare il diretto
avversario. "Ha annunciato che esisteva una cordata, poi questa cordata
era difficile da fare, poi ci ha messo dentro i parenti, poi, naturalmente,
erano i giornalisti che avevano capito male. Infine ai giornali si è detto che
c'erano quattro imprenditori pronti a parteciparvi, in un'ora e mezza è
arrivata la smentita di tre". IL CAVALIERE Ma Berlusconi, pure se con un
pizzico di prudenza in più rispetto ai giorni scorsi, mantiene la stessa linea:
"La cordata è nei fatti e sono sicuro che si realizzerà", dice da
Catanzaro. "Io però - aggiunge cauto - non c'entro nulla, ormai la palla è
nelle mani degli industriali italiani". La proposta italiana, aggiunge, si
concretizzerà solo dopo la chiusura della trattativa con i transalpini (anche
se Franco Frattini, vice presidente della Commissione Ue, ritiene che la
cordata possa "materializzarsi" già la prossima settimana). Un
negoziato che però, sottolinea Berlusconi, non deve concludersi perchè la
proposta è "inaccettabile e persino offensiva", visto che
"porterà i turisti cinesi a Parigi". Della stessa opinione Gianfranco
Fini. "Qui non siamo a una trattativa, il rischio reale è di una svendita
ad Air France", osserva il presidente di An. I SINDACATI Intanto il
rischio fallimento mette d'accordo i sindacati sulla necessità di non chiudere
la porta del confronto con Air France. È più rigida la posizione dei piloti ma
domani, al tavolo con Spinetta, ci sarà anche l'Anpac che venerdì aveva
disertato il confronto tra sigle. "Nessuna spaccatura. Tutti diciamo no,
con posizioni più o meno decise", dice il presidente dell'Anpac, Fabio
Berti, che rappresenta 1070 piloti sui 2070 di Alitalia.
Trattare per evitare il fallimento è la posizione dei leader di Cgil, Cisl,
Uil, Ugl. Dicono no ad un accordo ad "ogni costo", ma riconoscono che
"allo stato non c'è alcuna alternativa alla trattativa con Air
France", come dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani.
"Trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte, i
francesi", dice il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Una alternativa?
"Quando si vedrà si valuterà", e comunque "se c'è" dovrà
fare "una proposta migliorativa rispetto a quella di Air France".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 314
vita privata in piazza L'importante è apparire, non essere Vita privata in
piazza di Maurizio Crippa --> di Maurizio Crippa Non si può dire che Madame
Carla Bruni in Sarkozy abbia sempre rifuggito l'apparire e il gossip anche più
spericolato sulla sua vita privata. Ma siccome viene il momento di darsi un
contegno, ora che è First Lady di Francia ha preso carta e penna, ha scritto a
Le Monde e ha tirato le orecchie ai giornalisti che spettegolano sulle faccende
intime sue e del consorte: "Se i grandi giornali cessano di fare la
selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà?". I giornali francesi
hanno preso con beneficio d'inventario il nuovo bon ton dell'ex top model,
nonché spregiudicata sex symbol. E siccome non è tutta colpa dei giornalisti,
bisogna dire che la nostra società, prigioniera dell'apparire, è ormai anche
sempre più dominata da ciò che Roberto D'Agostino aveva sintetizzato, qualche
anno fa, nella fortunata formula delle "mutande pazze". Ovvero
l'abolizione di ogni forma di pudore mediatico. L'eccesso di esibizionismo su
temi legati al sesso e a quella che, una volta, si chiamava "vita
privata" sta travolgendo tutto e tutti. Non si era ancora spenta l'eco
planetaria per lo scandalo del governatore dello Stato di New York, Eliot
Spitzer, costretto alle dimissioni dopo essere stato smascherato come
aficionado di un giro di prostitute d'alto bordo, che il suo successore David
Paterson, e la moglie, hanno pensato bene di iniziare il mandato mettendo in
piazza storie di camera da letto. Meglio così che farsi beccare da qualche
talpa specialista in scandali sessuali, avranno pensato. E allora anche Hillary
Clinton, che se ne intende almeno per via indiretta, ha pensato che tanto
valeva lasciar finire sulla stampa e sul web il contenuto delle sue agende di
quando stava alla Casa Bianca. Ben undicimila pagine ad alto tasso di sbadiglio,
assicura chi le ha compulsate; tranne per la notizia che per ben sette volte la
moglie disperata Hillary era presente alla Casa Bianca, ma chiusa in camera
sua, mentre il marito nonché focoso presidente Bill Clinton si trastullava nei
modi che sappiamo con la stagista Monica Lewinski. Tutta colpa della lotta
politica all'americana, si dirà. Ma la verità è che lo scandalo sexy - vero,
presunto o montato ad arte - ormai è diventato la scorciatoia più sicura al
mitico quarto d'ora di celebrità. E se si è già celebri, è un elemento in più
da esibire nel curriculum. Non passa giorno che sul web faccia la comparsa un
nuovo sex tape rubato chissà dove che ritrae in situazioni non proprio
castigate personaggi dello spettacolo. Solo pochi giorni fa, è toccato a Kristin
Davis, star di Sex and the city e finora pochissimo "chiacchierata",
presunta protagonista di un porno amatoriale. Neanche 48 ore, e il sex tape più
cliccato del web è diventato quello dell'attrice Lindsay Lohan, che però è una
mezza celebrità nella speciale classifica delle immagini hard rubate. Bisogna
ammettere che questo tipo di "notizie" sono le più gettonate in
assoluto di internet, persino nei siti dei giornali "seri". Ma la
domanda sorge lo stesso: quando si è personaggi pubblici, politici o gente
dello spettacolo non importa, non sarebbe il caso di stare più attenti? E
invece no, è il contrario: l'importante è apparire. E se capita di farlo senza
i vestiti addosso, tanto peggio per gli eventuali moralisti di turno. Nel suo
piccolo, anche l'Italia si è da tempo adeguata al trend. E per fortuna che,
complice la campagna elettorale, ogni tanto i giornali sono
costretti a occuparsi anche di Veltroni o di Alitalia.
Altrimenti saremmo sommersi, come l'estate scorsa, solo da parlamentari beccati
tra orge e piste di coca. Ma l'esposizione mediatica non ha prezzo, e allora
anche chi non ne avrebbe bisogno non riesce a dire di no a un giro gratis di
scandalismo sexy. Ad esempio Riccardo Scamarcio, che in un'intervista si
è lasciato andare a un bel "non mi dispiacerebbe fare un bel film con del
sesso molto realistico", come fosse un esordiente in cerca del primo
contratto purchessia. Del resto, l'Italia della cultura è anche quella che ha
fatto piovere ben 18 nominations per i David di Donatello su Caos calmo , film
di cui si è straparlato esclusivamente per l'esordio in una scena molto hot di
due magnifici e raffinati cinquantenni come Isabella Ferrari e Nanni Moretti. Sarebbe
facile dire che siamo un Paese in mutande, e pure senza. Ci si limiterà invece
a porre una semplice, disperata domanda: perché non darsi tutti una bella
calmata?.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Alisilvio: "Anche i piloti come i tassisti nell'orbita del
Pdl? Verrebbe da pensarlo dopo aver visto il comandante Notaro in divisa
accanto a Berlusconi. Dopo una calorosa stretta di mano,
alla richiesta del comandante di Alitalia di
attivarsi per la cordata italiana, il Cavaliere gli ha sussurrato qualcosa
all'orecchio. Poco dopo Notaro ha dichiarato: "Da quanto mi ha detto sono
sicuro che ci riuscirà"". Il Sole 24ore, 29 marzo 2008.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il diavolo al Senato Maria Novella Oppo GIULIANO FERRARA, per
non essere riuscito a suo tempo a diventare segretario del Pci, odia tutti gli
ex comunisti, che gli hanno stroncato la carriera. Ora però ha lasciato la tv
per dedicarsi ai temi più spirituali (la vita, la morte, le donne boia), con
l'idea di indicare la via al Vaticano che tentenna. E non vorremmo essere nei
panni di Benedetto XVI quando Ferrara capirà che non diventerà mai papa. Le
invidie sono terribili, soprattutto nell'ex centrodestra. Prendete Casini e
Berlusconi, che si litigano il popolo cattolico fino all'ultima anima. Casini ha dichiarato ai tg che il cavaliere è irresponsabile
quando inventa cordate Alitalia e patetico quando cerca di accreditarsi come candidato della
Chiesa. Figurarsi. Berlusconi ieri gli ha replicato di essere condannato a
vincere queste elezioni, anche se sarebbe tentato di dire: 'Padre, allontana da
me questo calice'. Come Gesù nel Getsemani. Perché lui non è in
competizione con Casini. E neppure col papa. Lui se la gioca direttamente con
Dio, almeno alla Camera. Al Senato pure col diavolo. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IN VIAGGIO NEL NORD EST La campagna del "testimonial"
Bersani "Al fotofinish vince chi è in rimonta" A uno studente di
Peschiera che si lamenta delle troppe barche a motore sul lago, sbotta: "È
fuori dal mondo che il Garda non abbia una governance, via, chi se lo
aspetterebbe?". Nella Bassa Veronese, a certi mugugni sulle tasse taglia
corto: "Non siamo Robespierre, vogliamo solo riportare la fedeltà fiscale
nella media europea". Macché partito della spesa pubblica: "Un
cavallo magro corre meglio". Dribbla i temi etici proponendo che il Pd
"organizzi luoghi di discussioni e il Parlamento decida dopo istruttorie
pubbliche, non a colpi di referendum". Ma basta una domanda sul caso Welby
per fargli dire come la pensa: "Scusate, se inventano un frullatore che
girandoci dentro nudo si vive, sono obbligato a entrarci?". Parla così
Pierluigi Bersani, nonostante la morbida cadenza piacentina: chiaro e senza
"lisciare il pelo". E poi cala l'asso: "Io il Nord Est l'ho
succhiato nel latte". Fa campagna da testimonial, il ministro dello
Sviluppo Economico: candidato nella sua Emilia, gira il Veneto e il Friuli, Milano
e la Brescia della conferenza operaia, la Trieste di Illy fino alla Liguria in
bilico. Una campagna da "tessitore" per l'uomo chiave del Pd nel
Lombardo-Veneto, a botte di sei comizi al giorno intervallati da mezzo sigaro e
una canzone di Vasco. Chiamato a rinverdire il mitico viaggio nei distretti
industriali quando mobilifici e calzaturieri soffrivano la concorrenza estera.
A farsi capire da piccoli imprenditori e commercialisti, da padroncini e
operai, dai mobilieri di Lissone impauriti dall'Ikea, da piastrellisti e
muratori che hanno spostato il loro voto da sinistra alla Lega perché
insofferenti della manodopera low cost albanese e rumena. Bersani fende la
provincia profonda, dove il Carroccio sfiora il 70%, con una consapevolezza:
"I centometristi sanno che al fotofinish vince chi era in rimonta".
La missione degli ultimi 15 giorni è convincere gli indecisi "a dare un
aiutino", a crederci, e il ministro non si tira indietro. Il giovane
coordinatore del Pd veronese Giandomenico Allegri (esemplare tipico della sua
terra: imprenditore informatico partito dalla taverna dei genitori e approdato
a una ditta con nove dipendenti) lo guida attraverso il Veneto, terra di
delicati equilibri tra Giulietta e Gardaland. Dai gerani di Lazise, grazioso
comune lacustre che con i suoi mille anni si fregia di essere il più antico
d'Italia, al bar centrale di Nogara, dove ha sede il maggiore stabilimento
europeo della Coca Cola. A tutti Bersani presenta il "bambino nuovo",
il Pd concepito di corsa da genitori che "non sapevano dove sarebbero
andati a finire, ma questo è un vanto" (altro che il film Juno: un elogio
della nascita che convincerebbe anche Giuliano Ferrara). Quello che, nell'idea,
"è il partito del secolo". La svolta in grado di autoriformare
l'intero sistema: "Noi ci siamo stracciati la giacca, abbiamo pagato il
prezzo. Ora se vinciamo in sei mesi ci saranno 4 partiti e in altri sei le
riforme. Se vincono loro, invece, la ruota torna indietro". Il Pd come
unica speranza di uscire dall'estenuante transizione incompiuta:
"Berlusconi può piacere, ma lì non c'è traccia di futuro". Invece, la
pozione magica di Veltroni mischia "un elemento di strappo, di rischio, di
sofferenza e di avvenire". È il "baricentro"
di una campagna elettorale ancora confusa tra Alitalia e bufale
(bovine e non): "Il Paese per la prima volta sarebbe guidato da una grande
forza riformista. Bisogna lottare contro quel distacco micidiale tra politica e
cittadini che è la questione settentrionale ma anche il tema dell'Italia".
Lo abbraccia Paolo Giaretta, coordinatore della battaglia nordista:
"Abbiamo lavorato insieme al ministero, ci siamo divertiti a mettere in
atto un "progetto Italia" con la pazienza dei riformisti". I
connotati del progetto sono noti: lenzuolate di liberalizzazioni, consumatore
"trattato come Dio comanda", P.A. al suo servizio, meno tasse pagate
da tutti, civismo senza cinismo. Non si dica che è un discorso nordista:
"Io parlo la stessa lingua anche al Sud. Modernizzare significa ridurre
tutte le intermediazioni amministrative, e i benefici vanno dove ce n'erano
troppe". Bersani parla solo dell'oggi, del rush finale e della vittoria
senza subordinate. Sullo sfondo però aleggia il domani. Se da sconfitti,
Veltroni avrebbe qualche difficoltà e sui giornali avanzano future leadership...
"A due settimane dal voto accetto solo la domanda se mi piacerà ancora
fare il ministro". Le piacerà? "Sono affezionato ai giochi di
squadra, decideremo insieme. Mi va bene tutto". Al Pd però pensa sempre:
"Potrà essere il partito del lavoro e della cittadinanza. Dovrà essere
popolare, stare in mezzo alla gente. Dopo il 14 aprile dovremo dedicarci
all'organizzazione, a capire che tipo di partito vogliamo, a creare momenti di
discussione". A Cerea, retta fino all'anno scorso da una peculiare giunta
Ds-An, nell'ex area industriale Perfosfati riqualificata grazie ai fondi
europei dall'allora sindaco e oggi consigliere regionale Franco Bonfante, si
svolge la prima Festa dei Democratici. Quella che era la Festa dell'Unità:
"Io non abbandonerei il logo - sbuffa Bersani - si può arricchirlo. I
marchi possono evolvere, ma attenti alla troppa facilità negli strappi".
Lo stesso timore traspare a chiedergli se rinnega l'esperienza nel governo:
"Non sono pentito, abbiamo seminato una traccia profonda. Prodi ha
impedito un ventennio berlusconiano e ci ha portati in Europa. Non accetterò
mai la sua damnatio memoriae". Anche se "non avrei voglia di rifarlo,
in quelle condizioni era troppo faticoso". Solo sull'indulto,
un'esitazione: "Qualche riflessione più attenta ci avrebbe portato a
diversa conclusione". La criminalità è un tema sentito. I giornali di
questi giorni trattano dei pensionati che rubano nei supermarket e dibattono se
sia per fame o per noia. A Verona il sindaco leghista Tosi si è fatto riprendere
dalle telecamere mentre scavalcava una finestra durante uno sgombero. Ma nella
stessa città il comizio di Umberto Bossi a Piazza Dante ha richiamato solo 300
persone. Lo scrive L'Arena, non proprio vicina al centrosinistra, e nella sala
della Perfosfati, tra una costata e una lasagna al musso, ricomincia con
pazienza riformista la conta degli "incerti da convincere".
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del "La partita è apertissima Destra prigioniera del
passato" Veltroni di Bruno Miserendinoinviato a Brescia "Una
settimana fa avrei detto che la partita è aperta, adesso dico che la partita è
più che mai aperta. Sono assolutamente ottimista. Sono loro che parlano di
pareggio..." Prima di andare alla conferenza operaia di Brescia, davanti a
migliaia di lavoratori e di sindacalisti, Veltroni fa colazione in uno storico
albergo dal nome bene augurante (Vittoria), e si vede che ha un'aria
soddisfatta. Sondaggi? Ormai non si possono più rendere noti, però è chiaro che
sente il Pd di nuovo in crescita e la famosa forbice che si accorcia. Veltroni,
oggi il d-day vede il ritorno in piazza del popolo delle primarie. Cosa vi
aspettate da questa mobilitazione e che umori percepite? "Mi pare che si
stia progressivamente apprezzando il fatto che a partire da quel 14 ottobre
delle primarie molte cose in questo paese sono cambiate e se si esamina la vita
politica italiana prima e dopo quella data, si vede che questa mutazione
dipende in gran parte dalla novità costituita dalle idee, dai contenuti e dai
programmi del partito democratico. Il 14 ottobre fu un risultato inaspettato, come
quasi tutto in questo nostro paese, non se l'aspettavano la politica, i media,
i sondaggisti. In quella partecipazione c'era la volontà di imprimere
un'accelerazione a un processo che si avvertiva come essenziale per lo sblocco
della democrazia italiana. C'era una presa in carico dei destini del paese, una
risposta all'antipolitica, una sfida razionale di innovazione. Il 14 aprile
saranno passati sei mesi, e la mia grande gioia è vedere che in meno di mezzo
anno si è fatta l'identità di un partito: valori, idee, programmi, energie
nuove. Pensiamo ai giovani che parlano nelle nostre manifestazioni. Da questa
giornata di mobilitazione mi aspetto che parta un'altra grande spinta di
protagonismo e di innovazione. Protagonismo diffuso, non la politica come mestiere,
per addetti ai lavori, ma esperienza civile, passione. Se questo messaggio
riparte dai 3 milioni e mezzo delle primarie può davvero diventare l'onda che
travolge". Chi sono gli indecisi? I delusi del centrosinistra, i tentati
dall'antipolitica? "No, secondo me sono più elettori di centrodestra. Lo
dicono i dati. Man mano che noi cresciamo scendono gli indecisi, o
viceversa". Però il dato del Pdl non si erode. "Si erode ogni
settimana. E comunque io mi sono fatto portare i sondaggi del
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del "La vicenda Alitalia spiega la
filosofia economica della Destra I liberali non hanno niente da dire?".
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, i tg Mediaset vedono solo
il Salvatore nostrano Tutti i telegiornali di Silvio Berlusconi rispettano la
consegna: l'Alitalia non deve "diventare francese", tutti i grandi paesi
hanno una loro compagnia aerea, l'uomo della Provvidenza metterà assieme una
"cordata" salvifica che difenderà l'onore nazionale offeso e -
sia ben chiaro - quando andrà al governo, Spinetta dovrà sloggiare e in fretta.
Ora, siamo certi che i francesi non vedano questi tg, altrimenti non si spiega
come mai siano ancora lì a trattare con il rischio che, una volta firmato un
qualsiasi foglio di carta, arrivi questo anziano minaccioso a strapparlo, come
ha già fatto con il programma di Veltroni. Ma c'è poco da scherzare, la recita
è tragica: nessuna "cordata" si farà mai viva per accollarsi
un'azienda carica di debiti avvenire. Quindi, delle due l'una: o
ristruttureranno come Spinetta o Berlusconi (che, per ora, è solo un
"ex") ha già promesso che li coprirà di soldi pescati, guarda caso,
nelle tasche degli italiani. Ma tutto questo i tg Mediaset non lo diranno mai:
suonano il tamburo del nazionalismo, plaudono con largo anticipo al Salvatore e
mostrano - orrore - Fede commosso al ricordo dei voli di gioventù. Paolo
Ojetti.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Padovani: Veltroni ha avuto coraggio e va premiato di Toni
Fontana "La Francia guarda con grandissimo interesse al laboratorio
politico italiano, perché Veltroni ha saputo rischiare e sta costruendo il Pd
passo dopo passo". È l'opinione di Marcelle Padovani, corrispondente
dall'Italia di Nouvel Observateur che abbiamo raggiunto all'aeroporto di Orly
mentre stava per imbarcarsi per l'Italia. A Parigi ti chiedono cosa succede in
Italia? "Certo, ciò che più attira l'attenzione è il "laboratorio
politico" italiano. L'Italia ha sperimentato per prima il "populismo
europeo", 14 anni fa. In Francia è accaduto successivamente". Sarkozy
è andato a scuola da Berlusconi... "I due personaggi si assomigliano,
mancano di stile, di credibilità, non indicano soluzioni, parlano solo per
conquistare voti. In Francia tuttavia il "populismo berlusconiano"
importato è in crisi. Sarkzoy è ai minimi storici, non è passato neppure un
anno dalla sua elezione e i sondaggi lo danno al 38%". La vittoria dei
socialisti alle amministrative rappresenta dunque un segnale importante?
"Certamente e ciò ha accresciuto l'interesse per l'Italia, attira
l'attenzione la capacità di inventare soluzioni nuove. In Francia tutto è
bloccato, sclerotizzato. C'è un grande partito socialista, che però non riesce
ad indicare un progetto, non esprime un leader. Veltroni ha invece fatto un
salto nel vuoto, il Pd è un salto nel vuoto. Veltroni si è sottoposto giudizio
dei cittadini, non dei militanti, sta costruendo un partito e neppure lui sa
quale sarà l'approdo finale. Per la prima volta in un Paese democratico e
occidentale si sta costruendo un partito passo dopo passo, seguendo
l'itinerario di un pullman verde che sta attraversando 110 province. Ho seguito
alcuni viaggi di Veltroni, in Liguria e in Emilia Romagna e ho parlato con lui,
gli ho chiesto quale sarà il punto di approdo finale. Mi ha detto che anche lui
non sa che cosa troverà alla fine di questa corsa, ma ha aggiunto: "questo
è il partito che sognavo". Mi pare una bella frase. Non è stato facile
superare due filoni storici del pensiero politico italiano, quello del
cattolicesimo sociale e quello comunista, del Pci, entrambi forti nella pratica
politica e nell'ideologia". Veltroni è stato il sindaco di Roma, Delanoe è
il primo cittadino di Parigi... "I francesi che conoscono Veltroni sono
sempre di più e, sempre più spesso si sente fare un paragone tra l'operato dei
due sindaci. Delanoe è stato rieletto con un grandissimo consenso, come
Veltroni. Nel 2012 potrebbe essere, e lo spero, il candidato della sinistra
alle presidenziali". Stai per prendere un volo Alitalia o Air France? "Oggi ho scelto una compagnia low cost. Tifo
comunque per la soluzione francese, l'unico piano industriale in campo è quello
di Air France. Gli utenti come me sono da tempo abituati a prenotare Air France
e volare Alitalia. La fusione è già operativa, chi viaggia tra Roma e
Parigi lo sa da tempo".
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del FABRIZIO SOLARIIl segretario della Filt Cgil elenca le
condizioni da negoziare domani al tavolo con Spinetta Pronti a un accordo, ma
no a operazioni neocoloniali di Felicia Masocco/ Roma Tempi più ravvicinati per
gli investimenti sulla flotta, aumento degli aerei a lungo raggio, allargamento
del perimetro aziendale e il mantenimento di una prospettiva per Malpensa anche
se non sarà quella di un hub. Sono questi, per Fabrizio Solari, leader della
Filt-Cgil, i paletti del sindacato, gli elementi su cui un accordo su Alitalia si fa o fallisce. Domani sarà una giornata cruciale,
pare che un'alternativa ad AirFrance-Klm non ci sia e bisogna trattare. A quali
condizioni? "Dire che non c'è alternativa è un vantaggio competitivo che
non darei. AirFrance è certamente in grado di salvare Alitalia e di aprire una prospettiva. Ha il diritto, visto che non fa
solidarietà, di aspettarsi un ritorno dal suo investimento. Se questa è
l'ottica, siamo pronti a misurarci. Se se invece ci fosse un'idea neocoloniale
per cui l'Alitalia del dopo accordo è solo una propaggine del gruppo AirFrance-Klm
e lo sviluppo del trasporto aereo italiano viene condizionato, il prezzo
è troppo alto". Concretamente, in cosa si traduce questa analisi? Che cosa
chiedete? "Per il perimetro aziendale chiediamo che resti in Italia
l'industria del trasporto aereo non qualche aereo e qualche equipaggio. Alitalia Servizi deve essere collocata dentro la nuova
azienda, poi tutti quelli che sono a bordo devono essere disponibili a fare di
più e meglio, disponibili a fare accordi sulla produttività, sulle
ristrutturazioni necessarie, ma nessuno deve essere tagliato fuori". E la
flotta? "La flotta è troppo sbilanciata sul lungo raggio, il piano prevede
per Alitalia 20 macchine, (un centinaio quelle di
AirFrance): sono troppo poche e crescono troppo lentamente, si rimanda al 2015
la possibilità di sviluppo, troppo in là. Questo stesso elemento ne trascina un
altro. Oggi non siamo in condizione di chiedere il ripristino dell'hub di
Malpensa ma non si può neppure pensare di abbandonarlo totalmente: il Cargo è
importante, se chiudesse Malpensa subirebbe un ulteriore colpo. Da queste
scelte dipende la questione degli esuberi, nessuno si fa illusioni che non ce
ne siano, e siamo anche pronti a gestirli, ma devono essere la conseguenza del
piano, non venire prima". Solari, lei si rende conto che questo è un altro
piano? "Per noi trattare non significa prendere tempo per poi firmare
quello che ci è stato chiesto, questo deve essere chiaro. Trattare significa
cambiare le impostazioni che sono sul tavolo". I piloti si smarcano, se
decidessero di non trattare quali scenari si aprirebbero? "I piloti sono
un punto essenziale, ma è bene che le loro rappresentanze si limitino a fare il
sindacato. Le trattative vanno fatte ai tavoli giusti e nei tempi giusti, non
in modo informale come è stato fatto. Li invito a stare con noi al tavolo,
perché una parte dei problemi che denunciano, sono problemi nostri". E se
il negoziato fallisse? Non è un'ipotesi remota... "L'esisto dipende dal
reale interesse di entrambe le parti a concludere. Noi non siamo iscritti al
partito del fallimento ma neppure al partito di un accordo qualsiasi. Se
AirFrance ha interesse a chiudere la partita lo spazio per un'intesa si può
trovare. Comunque è obbligatorio provarci".
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Alitalia, nessuna alternativa ad Air
France I sindacati vogliono evitare il fallimento e si attendono una limatura
del piano di Parigi di Bianca Di Giovanni/ Roma TRATTARE "Allo stato non
c'è alternativa a trattare con Air France". Con una frase secca Guglielmo
Epifani descrive lo stato dell'arte della partita Alitalia.
Nel fine- settimana i sindacati affilano le armi per il confronto con i vertici
del gruppo franco-olandese fis- sato per domani alle 14. Troppi gli esuberi
soprattutto tra i piloti, troppi gli aerei lasciati a terra e soprattutto
troppi i lavoratori lasciati fuori dal perimetro aziendale. È il caso dei
dipendenti Atitech di Napoli. Nel piano non esistono, né tra gli esuberi né tra
gli organici. I sindacati sono determinati a farli rientrare: per Napoli
sarebbe un colpo mortale. Tutte partite delicatissime, da trattare con estrema
cura e che i confederali hannno saputo ricondurre su un piano di costruttive
relazioni sindacali. I leader Cgil, cisl e Uil ieri hanno lanciato lo stesos
segnale: migliorare il piano che abbiamo. "La Cisl lotterà punto su
punto", dice Raffaele Bonanni. "Non ci interessa il passaporto, ma
che gli aerei volino", aggiunge Luigi Angeletti. Certo, in un microcosmo
segmentato in nove sigle, non mancano i distinguo e i tatticismi. I toni
dell'Anpac restano di fuoco. I piloti "pagherebbero un prezzo altissimo,
storicamente il prezzo più alto mai pagato. Noi non lo permetteremo", fa
sapere il presidente Fabio Berti. Il quale però si premura di specificare che
l'Anpac non va da sola: sarà assieme a tutti gli altri. Chiaro che la strategia
del "mollo tutto" non convince neanche loro, che pure sono la
categoria più colpita dal piano Spinetta. In effetti i piloti sono in
subbuglio: molti, attorno alla cinquantina, stanno già facendo i calcoli su
scivoli e prepensionamenti. Il piano prevede che circa 300 scelgano questa
strada: un colpo mortale per una platea dall'età media già molto bassa. E un
colpo altrettanto pericoloso per il fondo pensione, chiamato a finanziare trattamenti
sempre più numerosi. Numerosi, ma bassi, se davvero il destino è andare in
pensione a poco più di 50 anni. Questo si domandano in queste ore i
"comandanti" chiamati a pagare per la sopravvivenza aziendale. Che ne
sarà poi dei 135 oggi impiegati nel settore cargo, che Parigi intende azzerare?
Certo, quel settore sembra davvero sovradimensionato, visto che fatti i debiti
conti in Alitalia ci sono 27 piloti per ogni aereo
merci. Quasi tre volte di più di un passeggeri medio raggio. I più malevoli definiscono
il cargo il rifugio dei "privilegiati Anpac". Oggi magari Parigi
vuole fare pulizia: ma tra l'efficientamento e l'azzeramento c'è una bella
differenza. Insomma, la partita è lastricata di trappole. E non aiuta il
frastuono politico. Silvio Berlusconi ha ripetuto ieri che l'offerta francese è
"irricevibile e offensiva". I francesi "porteranno i turisti
cinesi a Parigi" denuncia il leader del Pdl, infiammando gli animi sugli
antichi campanilismi tra sub e transalpini. La Francia ci ruba clienti nella
moda, nel vino, nel turismo. Per questo - secondo il Cavaliere - occorre dire
no ad Air France e issare il vessillo tricolore. Sul fronte opposto piovono le
accuse di irresponsabilità. "La procedura è aperta da oltre un anno -
replica Massimo D'Alema - Dov'era Berlusconi? E dov'era il suo governo che ci
ha lasciato Alitalia sull'orlo del fallimento?".
C'è da scommettere che gli slogan non finiranno prima del voto. Intanto la
Magliana ha già fatto sapere che in cassa sono piovuti 148 milioni, tra crediti
d'imposta (69 milioni) e il ricavato della cessione della quota del 2% in Air
France. Domani, a valle del primo confronto con le rappresentanze sindacali, il
cda deciderà di quanto far slittare il termine entro il quale giungere a un
primo accordo.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del ROMA E MILANO I cappellani stanno con i lavoratori Tra la
cordata italiana e Air France i cappellani tifano per i lavoratori. Sulla spinosa questione Alitalia
intervengo anche i cappellani di Fiumicino e Malpensa, don Giorgio Rizzieri e
don Ruggero Camagni che, più che prendere parte per una soluzione italiana o
per un accordo francese, da uomini di Chiesa invitano ad una "soluzione
illuminata che faccia l'interesse dei lavoratori". Il cappellano
dell'aeroporto della capitale non nasconde che "se riescono a fare una
cordata tra italiani è meglio, ma dovrà esserci il consenso dei
sindacati". Da Malpensa ribatte don Ruggero: "il problema è che i
voli sono stati tagliati e se non si vola più la gente va a casa. Il numero di
personale si è ridotto sensibilmente".
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IL DOSSIER NICOLA PIOVANI COMPOSITORE C'è un treno da non
perdere Voterò per il PD perché vorrei evitare che l'Italia si ritrovasse
governata dai Brambilla, Bossi, Ciarrapico eccetera eccetera. Perché
quest'occasione che il PD offre mi sembra un treno da non perdere (perso questo
non voglio immaginare quando ne passerà un altro). Perché Walter Veltroni e la
maggior parte dei candidati mi sembrano più che degni di fiducia. Perché, anche
se questa destra dovesse vincere le elezioni, trovo importante che non le
stravinca. Perché la sinistra dell'Arcobaleno - detta antagonista, o radicale,
o conservatrice, o novecentesca - nella quale confluiscono i consensi di tanta
gente di valore, non ha nessuna chance di rendere pratiche, realizzabili, certe
posizioni di principio. E poi quelle stesse posizioni di principio mostrano
sempre più la corda. Il tempo passa, il mondo che cambia, drammi nuovi, del
nuovo millennio, chiedono risposte nuove: e non serve certo l'elogio di Fidel
Castro per essere più di sinistra. Perché l'"antipolitica" ha una
grande forza teatrale, e va bene per la figura letteraria
dell'"anticittadino". Ma il governo del paese domanda ben altre
capacità e concretezze. E poi perché provare a crederci è meglio dello
squallido cinismo sistematico PIERO GUCCIONE ARTISTA Il coraggio di andare da
soli È una sorta di prosecuzione identitaria: sono sempre stato di sinistra, di
quella sinistra che ha sempre messo in testa ai suoi programmi la questione
etica della politica. E, credo, che questo apetto c'è anche nel Partito
Democratico. Poi, il gesto di Veltroni di andare da solo credo, anzi, ne sono
convinto, è il fatto più nuovo e coraggioso di questi ultimi anni. RENATO
BARILLI STORICO DELL'ARTE Un altro Berlusconi sarebbe la sciagura Per prima
cosa bisogna evitare il ritorno di Berlusconi, che considero il male assoluto.
Ma credo che votare Pd sia anche la scelta migliore: sono convinto che da un
governo a guida democratica possa venire l'amministrazione più illuminata per
il paese. Sinceramente guardo con preoccupazione lo scioglimento del fronte di
sinistra, temo un Pd debole e spero si riesca fare argine al Senato. il ritorno
di Berlusconi è una sciagura, mi auguro che il voto al nuovo soggetto possa
ostacolarlo. GIULIO GIORELLO FILOSOFO Voterò per Umberto Veronesi Non voto
certo Berlusconi e neppure per Casini. La sinistra è troppo arcobaleno per me.
Cosa farò il 13 aprile? non ho buone ragioni per votare Pd. Il Partito di
Veltroni non ha una definizione chiara delle libertà civili, non dà agli uomini
e alle donne la possibilità e il diritto di servirsi per il loro benessere dei
risultati d'interesse scientifico. Nella compagine del Pd ci sono persone, che
non nomino, le cui linee di ricerca e di politica al riguardo vanno nella
direzione indicata dai vescovi. Non so che farmene di questi soggetti: i teodem
mi fanno lo stesso effetto dei teocom. Voto nella Circoscrizione Città studi di
Milano. Se nella scheda c'è il nome del candidato professor Umberto Veronesi il
mio voto andrà a lui: ma per stima politica e scientifica verso l'uomo Veronesi,
non di certo per una suggestione a votare Pd. ANTONIETTA DE LILLO REGISTA Spero
non sia il "meno peggio" Sono napoletana, una città che in questo
momento è la rappresentazione del peggio. Nei giorni dell'emergenza, trovandomi
lì, ho giurato a me stessa che non avrei votato. Poi, come dire, ora è prevalso
il senso di responsabilità. Quindi andrò a votare, voterò per il Pd e per
l'ennesima voltà darò il mio voto al "meno peggio" con la speranza di
sbagliarmi sul "meno peggio" e dicendo a me stessa che questa è
l'ultima volta che voterò. GIANFRANCO PASQUINO POLITOLOGO Un voto utile e
strategico La vigente legge elettorale prevede che il premio di maggioranza per
il Senato venga attribuito regione per regione. Più precisamente, in ciascuna
specifica regione, il partito che ottiene almeno il 20 per cento dei voti e
anche un solo voto in più degli altri concorrenti conquista il premio. I
rimanenti seggi vengono attribuiti agli altri partiti, ma alla ripartizione
proporzionale hanno accesso esclusivamente i partiti che abbiano superato la
soglia dell'8 per cento dei voti espressi. In Emilia-Romagna (e in Toscana), è
scontato che sarà il Partito Democratico ad ottenere il premio di maggioranza,
conquistando 12 seggi su 21. Se nessun altro partito, tranne quello del Popolo
delle Libertà, superasse la soglia dell'8 per cento, tutti i 9 seggi rimanenti
andrebbero al partito di Berlusconi. Se, invece, la Sinistra Arcobaleno
riuscisse ad ottenere più dell'8 per cento dei voti, otterrebbe seggi: uno,
forse due, privandone il Popolo della Libertà. Appare, dunque, importante che
tutti coloro che intendono votare a sinistra oppure per il PD vengano
adeguatamente informati della possibilità di usare il loro voto in maniera
strategica scegliendo al Senato la Sinistra Arcobaleno al fine di farle
superare la fatidica soglia dell'8 per cento dei voti per sottrarre seggi al
Pdl. Sulla base di questo ragionamento tecnico e delle mie convinzioni e
preferenze politiche, sceglierò la lista del PD alla Camera e quella della
Sinistra Arcobaleno al Senato. GIULIA ADAMI DOCENTE Per avere una scuola più
seria Spero di avere un partito più dinamico e moderno che risponda alle
necessità della società. Poi, vista la mia esperienza di docente, penso a una
scuola seria, sia sul piano dell'insegnamento che dell'apprendimento, dove
torni centrale un aspetto fondamentale: la meritocrazia. Perché penso agli anni
in cui la Moratti era alla guida del ministero dell'Istruzione, con gli
istituti professionali e tecnici declassati alla "serie B"; poi,
grazie a Fioroni, la questione è stata riequilibrata reinserendoli nel circuito
nazionale. Perché la mia esperienza in un istituto statale professionale,
l'unico specializzato per ragazzi sordi, mi ha convinto che, da noi, cresce la
base della società; da noi escono i ragazzi che, in seguito, vanno a costituire
l'ossatura del pubblico e del privato. E una società è più o meno giusta se, a
sua volta, la scuola è più o meno giusta. VITTORIO EMILIANI GIORNALISTA
Veltroni ha il merito di aver sparigliato Quando, sull'Alitalia, sento
gli ex alleati del governo Prodi esprimersi nel modo più dissonante (con
Diliberto e Giordano che, ignorando la UE, parlano da vetero-statalisti), penso
che Veltroni abbia fatto più che bene a "sparigliare", a proporre il
PD come scelta autonoma da vecchie, insostenibili, paralizzanti alleanze con
una certa sinistra. Con la quale sono possibili soltanto alleanze
locali. Ecco il senso di fondo del voto per il PD e per Veltroni: un voto per
la normalità, per la modernità, per la rinnovata progettualità della politica
italiana avvilita dalle vecchie, e drammatiche purtroppo, buffonerie populiste
di Berlusconi. Ma mi auguro che venga decisamente rafforzata la parte
ambientale e paesaggistica del programma, la meno incisiva. La Campania - dai
rifiuti alle mozzarelle - dovrebbe insegnare a tutti quali formidabili
disvalori (anche economici) produca l'aver trascurato la cura attenta, amorosa
dei beni primari e come il "fare" abbia molte facce: siamo di fronte
alla ribellione della natura, sfregiata, stuprata da tante dissennate
speculazioni private, ma pure, diciamolo chiaro e forte, da tante
irresponsabilità collettive. MARIA MAGLIETTA ATTRICE Ho fiducia in Veltroni
Voto Pd perché sembra essere l'unica alternativa ed è un po' di anni che si
vota non proprio come una scelta piena e convinta: si sente che si potrebbe
fare di più da un punto di vista politico. C'è fiducia in Veltroni perché lo si
conosce non solo per l'operato ma anche nel quadro politico: è uno che dà
fiducia. PAOLO FLORES D'ARCAIS GIORNALISTA Non vorrei vedere Berlusconi al
Quirinale Se la coalizione Veltroni-Di Pietro-Bonino prende un voto in meno
della coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, Berlusconi governerà con
questa compagnia per cinque anni e sarà poi eletto al Quirinale per altri
sette. Al termine dei quali, se sarò ancora vivo (sarò comunque vicinissimo
agli ottanta) mi toccherà di vivere in una "democrazia" nel senso di
Putin. A me questo sembra un motivo inoppugnabile per dare il voto alla coalizione
Partito democratico-Italia dei valori. A quale dei due? Guarderò le liste del
collegio in cui voto (Roma). Questo problema non lo avrei se votassi in
Toscana: il capolista al Senato per l'Italia dei valori in quella regione è
Pancho Pardi, uno dei rarissimi candidati a queste elezioni per cui mi sentirei
di votare "senza se e senza ma". Nanni Moretti a piazza Navona, in
quei due indimenticabili minuti, ne parlò come del futuro leader della
sinistra. Che invece, per anni, ha fatto di tutto per emarginarlo. Con lui
avremmo in Senato i girotondi e i movimenti, e la coerenza e la passione civile
del motto azionista "non mollare!". Anzi, mi piace immaginare i
democratici coerenti di Toscana che già dedicano ogni giorno un po' del loro
tempo nel passaparola per farlo eleggere. MONI OVADIA ATTORE Serve un
cambiamento strutturale Il mio voto alle prossime elezioni del 13 aprile lo
darò al Partito Democratico. Questa volta la motivazione principale della mia
scelta è di carattere strutturale e non semplicemente di schieramento. Io sono
un uomo di sinistra e questa mia appartenenza ideale non è mutata. Invece è
profondamente cambiato il mondo, è cambiato il mio paese, è cambiata
profondamente la cultura dei suoi cittadini, non necessariamente in meglio. La
svolta non è solo socio politica, ma a mio parere anche antropologica. Con
questa situazione inedita ci si deve misurare con strumenti nuovi e con
lungimiranza. Il territorio della politica italiana è sempre stato una palude.
La principale responsabilità del disastro è di un centro destra sottoposto ad
un leader che ha badato solo ai suoi interessi e che è refrattario alle regole,
soprattutto a quelle democratiche, circondato da yes men proni fino al
ridicolo. Un grande partito autenticamente riformista, coeso e con un programma
condiviso che aggreghi le migliori culture politiche del nostro paese mi sembra
in questo momento l'unica risposta possibile per arginare l'avventurismo
aggressivo del Pdl. Il PD ha lanciato questa sfida inaugurando l'unica vera
novità nella politica italiana. Il suo leader Walter Veltroni, scelto a
larghissima maggioranza in primarie democratiche, gode di vastissima popolarità
e credibilità, ha governato con straordinario successo una città difficile, il
cui territorio è vasto come una regione, conquistandosi anche la stima di molti
cittadini che non lo avevano votato. L'Italia ha bisogno di un radicale
cambiamento strutturale, in questo senso il Pd è l'unica forza che può
sconfiggere le destre e garantire l'avvio di questo processo e senza un simile
profondo cambiamento le sacrosante rivendicazioni dei ceti sociali più deboli
resteranno al palo del velleitarismo ideologico. PATRIZIO ROVERSI CONDUTTORE
TELEVISIVO Pd, perché non è un partito identitario Voto Pd perché non è un
partito identitario ma è già, di per se', una piattaforma di mediazione tra
punti di vista diversi. Non è più possibile, come una volta, governare con gli
slogan rivolti alla "propria gente". Spero anche che il mio voto al
Partito democratico serva a ricompattare l'Unione, che è il punto di partenza e
l'approdo di un progetto per il quale mi sono speso in tutti questi anni e che
sta governando con successo tante amministrazioni locali. PAOLO ANIBALDI
CHIRURGO Opportunità per tutti anche per i più deboli Ci sono 2 buoni motivi
per votare Pd: 1)È il vero progetto nuovo della politica, non nel dire, ma nel
fare. 2)Nel progetto di crescita generale c'è opportunità per tutti, anche per
le fasce deboli MAURIZIO CHIERICI GIORNALISTA Per non parlare poi male di
Berlusconi Si raccomanda: non parliamo male degli avversari politici.
Abbassiamo la voce facendo finta di non raccogliere insulti e caricature che
giornali e Tv del leader padrone distribuiscono agli elettori. Moderazione di
un'altra Italia, adesso ho paura. Paura di Berlusconi: è un bugiardo
pericoloso, da un Tg all'altro lo imparano tutti... Voto Pd perché mi vergogno
quando i giornalisti stranieri ridono di un capo del governo un po' Bertoldo e
un po' Cacasenno. Era il governo del mio paese e non trovavo la risposta per difenderlo....
Mi vergogno di un politico che compra i senatori con il portafoglio aperto. Mi
vergogno degli onorevoli condannati ai quali non può rinunciare, altrimenti
raccontano tutto. Se non entrano in parlamento entrano a San Vittore. Voteranno
come burattini leggi tornaconto per arricchire il ricchissimo boss. Si ripete:
non parliamone male, eppure bisogna considerare la morale che propone. Le
generazioni che si affacciano devono capire. Capire che il governo Prodi ha
ridato dignità all'Italia anche se il muro di insulti mai motivati vuol far
credere il contrario. L'intervento pacificatore in Libano e i rapporti
ritrovati con l'America Latina dopo il lungo sonno della triste gestione Fini.
Prodi, D'Alema, sottosegretari e ministri hanno ricucito un rapporto prezioso
non solo per milioni di emigranti che sospirano lontani: riapre una
collaborazione economica indispensabile al paese sfinito dal populismo dei
dilettanti rapaci. Se dovesse vincere la destra, torniamo ai silenzi del
passato. Italiani all'estero sempre più soli. Voto Pd perché, come tanti, non
scopro adesso la lealtà di Veltroni e di chi ne accompagna il programma: dalla
Bindi a Bersani, Finocchiaro, Rutelli fino ai ragazzi padroni del 2000,
termometri sensibili che hanno capito. È la consolazione di un vecchio signore
impaurito dalla bambagia politica del signore degli spot e dalle anime semplici
che si lasciano incantare per pigrizia o rimbambimento Tv. ETTORE IANÌ LEGA
PESCA In avanti con la propria storia Provengo da una storia di sinistra e voterò
il Pd perché sa guardare avanti senza rinnegare la nostra storia. E si presenta
come una formazione nuova: agile, non burocratica, democratica. Senza dubbio la
creazione di questo nuovo soggetto ha contribuito a rinnovare la politica e il
suo messaggio. Il Pd è un partito adatto ai tempi. Condivido a pieno la scelta
di presentarsi da solo alle elezioni, anzi mi sarebbe piaciuto che questa
strada fosse percorsa anche con più radicalità. Ma si tratta ad ogni modo di un
basta chiaro e deciso alla stagione dei veti incrociati e dei piccoli ricatti.
ROBERTO GRANDI MASSMEDIOLOGO Per dare più mezzi a ricerca e formazione Voterò
Pd perché c'è la convinzione che possa nascere un soggetto politico nuovo, che
può e deve essere il soggetto innovatore della politica italiana. Poi se vince
la speranza è che alla ricerca, alla formazione e all'innovazione di qualità
siano forniti i mezzi per diventare la risorsa strategica del paese. Obiettivi
concreti e fondamentali, perché definiscono quello che è il motore strategico
del paese. Questo è un aspetto che fino a oggi è stato sottovalutato rispetto a
tutti gli altri paesi con cui siamo "in concorrenza", il nostro
investimento in ricerca, formazione superiore e innovazione è assolutamente
troppo basso. E questo è strategico per una paese avanzato, non possiamo
lavorare sul costo del lavoro. Ma attenzione: servono sì fondi ma in cambio di
qualità e di garanzie. Quindi non finanziamenti a pioggia ma in cambio di
verifiche di qualità. Questo sarebbe il vero salto di qualità rispetto
all'assistenzialismo di tutti questi anni: si dà a tutti la possibilità di
gareggiare e poi si premia il merito. JOVANOTTI CANTANTE Uno spiraglio di nuova
luce L'Italia ha bisogno di cambiare. Forse dal dopoguerra a oggi non c'è mai
stata un'urgenza di cambiamento e rinnovamento così grande come adesso. Tra le
forze in campo mi sembra che quella guidata da Walter Veltroni sia la più
adatta a garantire al paese gli strumenti politici per questo possibile
cambiamento. Pur avendo ancora nelle sue file pezzi di una politica che non ha
più molto da dire, mi sembra che rispetto al resto della scena il Pd sia
l'unica possibilità per far entrare uno spiraglio di nuova luce e di entusiasmo
verso il futuro dell'Italia. Veltroni non ha mai guidato un governo e credo che
abbia i numeri per farlo bene e io ci sto a scommettere su di lui. Penso che
lui sia in grado di essere il Presidente del Consiglio di tutti gli Italiani.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 4 Nuova Malpensa al decollo: sulle piste 127 voli in meno di Sabrina
Cottone (...) La decisione di Alitalia di
tagliare in modo secco 886 frequenze settimanali si presenta come una
rivoluzione improvvisa che porterà danni gravi. E se oggi, domenica, il trauma
è attenuato dalla festività, domani e martedì gli effetti saranno ancora più
visibili. I voli di Alitalia si riducono di tre
quarti e quindi sarà di più un più di un terzo in meno il totale dei voli da
Malpensa: da 177 ad appena 50 al giorno. Tassisti e commercianti vedranno
significativamente ridotti i propri incassi. Sarà una debacle per gli alberghi.
Alla fine i voli intercontinentali Alitalia saranno in
numero inferiore rispetto a quelli dell'estate 1998, prima dell'inaugurazione
di Malpensa 2000. Rimarranno solo Tokyo, San Paolo e New York-Jfk e di queste
solo la destinazione statunitense sarà giornaliera: le altre due saranno
ridotte nella frequenza. La scure cade anche sull'Europa. Spariranno
completamente i 21 voli Alitalia da e per Londra, i
collegamenti con Francoforte, Atene, Barcellona, Berlino, Madrid, Lione,
Lisbona e Zurigo. Tutte queste città saranno comunque collegate all'aeroporto
lombardo attraverso altre compagnie aeree, mentre solo 9 destinazioni europee,
fra cui Stoccolma, non saranno raggiungibili da Malpensa. A parziale
consolazione nei prossimi mesi arrivano i nuovi voli, soprattutto sul mercato
americano dove Air One-United Airlines e American Airlines si contendono i
passeggeri, i primi puntando su Chicago e Boston, American Airlines su New York
JFK (e ha già in mente una seconda destinazione, probabilmente Dallas). AirOne
inaugurerà nella stagione undici destinazioni, due delle quali Già da domenica
saranno operativi quattro voli Air One al giorno (Fiumicino e Napoli) già da
oggi. Da domani toccherà a Palermo, quindi a Berlino, Bruxelles, Atene,
Salonicco, Boston e Chicago. Infine Bari e Lamezia Terme. Altre compagnie hanno
annunciato il potenziamento verso Oriente: crescono i voli di Singapore
Airlines su Singapore, di Qatar Airways ed Emirates su Dubai e di Air China su
Shanghai. Movimenti anche sulle rotte europee: Malev volerà 14 volte la
settimana su Budapest, Fly Niki su Vienna (11 frequenze), EasyJet e VolareWeb
piazzano ciascuno 8 aeromobili in più, Eurofly inaugura voli di linea su Dakar,
Kiev e Casablanca La Regione tenta di sottolineare il positivo, ovvero il fatto
che nel giro di un paio d'anni la situazione tornerà a essere positiva. E
l'assessore ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, insiste sull'apertura della
Boffalora, la bretella A9-Malpensa: "L'inaugurazione ha una valenza
simbolica: è la riscossa di Malpensa. Nel giorno in cui si vedranno i primi
danni inauguriamo l'opera infrastrutturale più importante dal giorno
dell'inaugurazione di Malpensa 2000". Ma come se non bastasse, oggi si
annunciano le proteste degli ambientalisti, chiamati a raccolta via web per
protestare contro l'allacciamento tra Boffalora e la Tangenziale Ovest di
Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 8 "Cordata pronta ma prima serve lo stop a Parigi" di
Redazione da Catanzaro La cordata italiana per Alitalia
è nei fatti e si formerà una volta chiusa la trattativa con Air France. Il
leader del Pdl, Silvio Berlusconi, torna a ribadire l'esistenza di una cordata
per l'acquisizione della compagnia di bandiera passando la palla agli
industriali: "Io non c'entro più niente, la palla è nelle mani degli
industriali italiani. La cordata è nei fatti, ho ricevuto decine di telefonate
di colleghi di Confindustria e Confcommercio disponibili a
entrare nel capitale di Alitalia. Ma la cordata si formerà solo quando sarà finita la trattativa
con Air France". Ribadendo che le condizioni poste da Air France per
l'acquisizione di Alitalia sono "assolutamente irricevibili perché non prevedono un
accordo per formare un gruppo in cui le tre compagnie abbiano pari
dignità", Berlusconi ha confermato l'esistenza di una cordata,
"che presenterà la sua domanda al governo per conoscere la due diligence e
avanzare un'offerta concreta, che sono sicuro si realizzerà". Per il
Cavaliere, infatti, "il governo non avrà la sfrontatezza di accettare una
offerta inaccettabile e offensiva, che prevede la svendita a un prezzo vile di Alitalia ad Air France facendo perdere la dignità alla
nostra compagnia di bandiera". Intanto sul fronte Malpensa, toccata
dall'operazione perché Alitalia lascia lo scalo
milanese, l'hub sarà da oggi partenza e arrivo di voli nazionali gestiti da Air
One che collegheranno il capoluogo lombardo con Napoli e Roma. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Bra Di Pietro:
"Una lista di persone che lavorano per il loro Paese" "Noi
dell'Italia dei valori siamo una lista civica nazionale, fatta di donne e
uomini che intendono lavorare concretamente per il loro Paese. Il nostro
programma è improntato alla legalità e alla politica del fare". Così il
ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, ieri pomeriggio a Bra. Accolto nell'isola pedonale dal coordinatore Umberto Gramaglia e
da numerosi simpatizzanti (oltre ai due candidati locali), il ministro ha
proposto alcune "pillole" del programma elettorale, chiarendo il suo
pensiero sull'Alitalia ("Una boiata" la cordata italiana) e la diminuizione
della pressione fiscale.
( da "Tempo, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
"Infrastrutture prima priorità" Luigiaurelio
Pomante TERAMO Questione Alitalia, legge elettorale e necessità di migliorare le infrastrutture
del Sud-Italia. Messaggi chiari ed eloquenti quelli che Franco Marini,
presidente del Senato, intervenuto ieri all'Università degli studi Teramo come
ospite di un convegno su "Diritti dell'uomo e dialogo interculturale nel
Mediterraneo", ha lanciato ai cittadini abruzzesi, in virtù
soprattutto dell'importante carica istituzionale ricoperta. "è davvero
molto urgente che l'Italia abbia un governo stabile perchè ci sono scelte
altrettanto urgenti da fare. Purtroppo si andrà al voto senza aver cambiato la
legge elettorale ma mi accorgo che comincia ad esserci un certo pentimento
generale. Quando il Capo dello Stato mi affidò l'incarico di fare un governo
finalizzato al cambiamento della legge elettorale, a molti sembrò strano ma in
realtà era già diffusa la consapevolezza che quella legge si porta dietro
difetti insanabili. Nonostante tutto, comunque, spero di cuore che si possa
avere un governo in grado di governare malgrado questa legge elettorale".
Lo stesso Marini si mostra poi categorico in merito alla questione della
cessione dell'Alitalia: "Il primo interesse di
tutti deve essere quello di evitarne il fallimento ma soprattutto di
scongiurare i guai per tante famiglie italiane. Se esiste davvero una cordata,
è giusto che si faccia avanti, anche in "zona Cesarini". E' vero che
esistono posizioni di rigidità ma il tavolo di confronto non è saltato. Senza
dubbio occorre evitare di andare al disastro e pertanto è opportuno vedere fino
in fondo cosa ci sia sul tavolo di Air France". Le ultime considerazioni
di Marini sono invece rivolte alla difficile situazione dell'Italia
meridionale: "Purtroppo il sud è un'area "scassata" e la
priorità deve essere quella di migliorare le infrastrutture. Ecco che allora,
nell'ottica delle politiche di sviluppo dell'intero bacino mediterraneo, le
regioni del Sud possono avere un ruolo di eccezionale rilievo e diventare un
elemento decisivo di competitività per l'intero Paese". Marini ha
proseguito la sua giornata teramana in diversi comuni della Provincia (Alba
Adriatica, Notaresco, Atri e Roseto degli Abruzzi).
( da "Tempo, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Domani
incontro con Spinetta I sindacati fanno dietro-front "Non c'è nessuna
alternativa alla vendita ad Air France" Lo spettro di
un fallimento di Alitalia fa troppa paura. E così anche i sindacati ora hanno fretta di
chiudere il passaggio della compagnia di bandiera. L'attesa cordata italiana
ancora non è definita, la parola d'ordine dei sindacati è "trattare con
Air France". Ad aprire in maniera netta ai francesi è stato ieri il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani: "Allo stato non c'è alternativa a
trattare con Air France. Non ci vuole una soluzione nazionale ma una soluzione
attenta agli interessi nazionali". E sulla stessa linea si è schierato il
segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. "Noi non abbiamo problemi
di passaporto" ha spiegato Angeletti, "va bene qualsiasi impresa che
voglia rilanciare Alitalia". Apertura netta a
Parigi anche dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Trattiamo con
l'unico interlocutore per migliorare il piano, trattando punto su punto".
Quanto ad una eventuale cordata italiana "quando si vedrà si valuterà -
sottolinea Bonanni - Ma oltre che valutarla occorre anche che questa faccia una
proposta superiore a quella di Air France e che contempli il salvataggio di
Malpensa che è la madre di tutti gli esuberi".
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
BELLINZAGO. IERI IL
DIBATTITO CON I CANDIDATI Questa mattina alle 10 s'inaugura la
"bretella" autostradale fra Boffalora e Malpensa Malpensa e
logistica, occasioni che Novara deve saper cogliere Fino ad oggi ha sopportato
solamente gli effetti negativi [FIRMA]CHIARA MERLI BELLINZAGO Malpensa e lo
sviluppo infrastrutturale del Nord Ovest come punto di partenza per il rilancio
economico del Paese: il confronto su questo tema si è aperto ieri nel convegno
organizzato dal Comune di Bellinzago e moderato da Adelmo Brustia. Il dibattito
ha evidenziato la posizione centrale di Novara per il collegamento con il resto
d'Europa. Ne hanno parlato tre parlamentari e candidati piemontesi alle
elezioni. Assente invece Roberto Formigoni. "La prospettiva per portare
sviluppo sono le infrastrutture - ha introdotto Mino Giachino, segretario
generale di 'TrasportoAmico' -. Novara si trova al centro del futuro dello
sviluppo del nostro paese. Come mai qui non nascono iniziative per rivendicare
questo? Novara, dove si incroceranno il 'corridoio 5' e la Genova Rotterdam, se
si fa il terzo valico, potrebbe diventare la capitale della più grande area
logistica del Sud Europa, creando occupazione vera. Questa è la risposta che la
politica può dare". E poi: "Malpensa, i porti liguri, il terzo valico
e la Tav: sono i quattro punti forti della logistica, che si rafforzano l'un
con l'altro". Proprio oggi alle 10 s'inaugura la Boffalora - Malpensa, che
si stacca dall'autostrada Torino- Milano. Interverranno il ministro dei
Trasporti e delle Infrastrutture Antonio di Pietro e il presidente della
Lombardia Formigoni. Giuseppe Cerutti, della Sitaf (Società italiana trasporto
autostradale del Frejus) ha sottolineato: "Le carenze infrastrutturali
ricadono sui punti strategici del territorio e di collegamento con il centro
Europa . Non possiamo permetterci di perdere il ruolo di Malpensa". Della
posizione di Novara nei confronti di Malpensa ha parlato Mario Barbi, candidato
Pd: "Il Novarese è oggi un 'figliastro' di Malpensa. Ne subisce i
contraccolpi e non partecipa alle decisioni, c'è un problema di fondo: è
necessaria l'integrazione dei livelli istituzionali nelle scelte di base. Altro
problema i tempi biblici per la realizzazione delle opere e l'attenzione
necessaria alle questioni ambientali". Ha toccato la
questione Alitalia Guido Crosetto, candidato del Pdl : "Lasciare alla Francia
la decisione di far passare merci e passeggeri da un parte o dall'altra è un
suicidio per il Paese. Alitalia deve rimanere italiana, ma nessuno investe perché con i
sindacati è impossibile dialogare. Linate doveva svuotarsi e Malpensa
doveva essere facilmente raggiungibile. Avere due hub in Italia non sarebbe un
problema". Roberto Cota, candidato della Lega Nord: "Air France vuole
prendere Alitalia e trasferire tutte le potenzialità
del nostro aeroporto a Parigi. Malpensa ha grandi potenzialità di collegamento
con il Piemonte, si tratta solo di completare e non di rallentare i programmi
che erano stati fatti". Poi le reazioni e gli interventi. Daniele Galli,
deputato novarese: "Qui si parla di migliaia di posti di lavoro della
Provincia di Novara: è importante che noi Novaresi cogliamo in pieno queste
opportunità di sviluppo". Valeria Galli, assessore alle Attività
Produttive e al Lavoro della Provincia: "Alla qualità delle strutture deve
corrispondere anche la qualità del lavoro. Attualmente ci sono molte
problematiche nel settore della logistica, con contratti di lavoro
flessibile".
( da "Tempo, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Alitalia svuota Malpensa Fiumicino rischia
il collasso Valeria Costantini La crisi Alitalia rischia di
fare un'altra vittima: lo scalo romano di Fiumicino. Che da oggi comincia ad
accogliere le migliaia di passeggeri che, invece di atterrare a Milano
Malpensa, non avranno altra scelta che arrivare a Roma. Nel disperato tentativo di
risparmiare soldi in cassa, infatti, la compagnia di bandiera ha spostato oltre
200 voli dalla Lombardia alla Capitale. Così il delicato equilibrio su cui si
regge l'aeroporto di Fiumicino, vedi l'endemica debolezza del sistema di
smistamento bagagli, rischia di crollare. Non solo. Da oggi saranno 4 mila i
passeggeri in più al giorno in transito con i relativi controlli di sicurezza e
di frontiera, ma con numeri delle forze dell'ordine che rimarranno gli stessi.
Così i 3500 addetti della pubblica sicurezza di Fiumicino, circa 1700 agenti
delle forze dell'ordine e i restanti dipendenti della vigilanza privata, si
troveranno ad affrontare da un giorno all'altro una valanga di passeggeri senza
vedere ritoccato il proprio organico, decisamente carente. In soccorso il
Ministero degli Interni invierà, infatti, 15 agenti in più. Quindici contro i
4mila viaggiatori in più previsti. Insomma si profila un nuovo caos a
Fiumicino. In particolare sono 77 le nuove rotte previste per Alitalia, di cui 23 nazionali, 40 internazionali e 14
intercontinentali: tradotto in numeri di parla di 2000 passeggeri in più, tra
partenze e arrivi, nelle ore mattutine, e 2000 nel pomeriggio. Un aumento di
flusso che entro l'anno farà arrivare la capacità dello scalo dai 32 milioni di
passeggeri del
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-30 num: - pag: 1 autore: di
ARMANDO TORNO categoria: REDAZIONALE I POLITICI E I CAMPI ROM IL TEMPO DELLE
SCELTE B isogna ammettere che le elezioni qualche miracolo lo fanno. Se così
non fosse, non sapremmo come spiegare il pellegrinaggio di politici che si è
avuto in questa vigilia elettorale al campo rom della Bovisasca, dove illustri
personaggi si sono recati a spendere promesse e sorrisi, o meglio a
concretizzare davanti a un esempio i loro progetti, a ribadire i moniti. Non
seguiamo in genere questi spostamenti, ma ci assicurano che la signora
Santanché è stata presente per due giorni consecutivi, durante i quali - non è
difficile supporlo - avrà detto cose opposte a quelle proferite dal drappello
dell'Arcobaleno, che ha constatato con i propri occhi la situazione. Anche il
vicesindaco De Corato, che ha posto in evidenza l'assenza dello Stato, vale a
dire il non-intervento del prefetto, era qui, alla Bovisasca. Già, la
Bovisasca: è al centro del dibattito politico milanese, come la Malpensa, l'Alitalia, l'Expo, il precariato e le tasse che si vorrebbero meno
vampiresche di quelle attuali. Certo, ci sono anche gli abitanti del quartiere.
La politica non deve dimenticarseli il 14 aprile, a metà pomeriggio. Dire che
non ne possono più è un eufemismo, giacché sono costretti a vivere tra furti,
vessazioni e degrado; alle lamentele le competenti autorità hanno
risposto come è costume in Italia: con promesse che sono in attesa di essere
realizzate. Poi c'è Milano. La città è circondata da migliaia di abusivi, siano
essi nomadi o altro. è uno spettacolo da Terzo mondo. Gli accampamenti,
riferiscono le cronache quasi ogni giorno, spuntano come funghi con la giusta
umidità. La polizia interviene per far demolire le baracche e queste sono
rimesse in piedi il giorno dopo. I bambini vivono tra cataste di immondizia. Le
norme igieniche che tutti dovrebbero rispettare nell'ambito di una convivenza
civile, e per le quali intere categorie di contribuenti sono sottoposte a
controlli serrati, qui non si sa nemmeno cosa siano. E poi questa gente deve
vivere, attività che tradotta in verbi significa mangiare, dormire, vestirsi,
disporre di uno spazio per i bisogni e cose simili. L'immigrazione è un
problema politico e con la politica va risolto. Forse si è capito che non è
possibile consentire a tutti indistintamente di venire nel nostro Paese e la
campagna elettorale in corso riflette questo dubbio. Ma è anche tempo di scelte
in materia, da farsi forse prima di riformare il parlamento o cose simili: dire
sì all'accoglienza, ma non in questo modo. Quelle regole invocate da tutti
siano tolte dai congelatori della politica e applicate alla realtà. Perché gli
immigrati non devono vivere come bestie. Perché i quartieri periferici di
Milano non sono abitati da cittadini di serie B o C.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE La beffa Via al nuovo collegamento con l'A4 L'inaugurazione delle beffe è in programma questa mattina alle 10:
oggi, giorno in cui Alitalia si ritira da Malpensa verrà aperta al traffico la bretella di
collegamento tra lo scalo e la A4 Milano-Torino. Vale a dire una delle
infrastrutture invocate da anni a sostegno di Malpensa. Prevista, ma non certa,
la presenza del ministro Antonio Di Pietro.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il dipendente Sea in cassintegrazione "Senza
lavoro, non so come fare con il mutuo" Il primo approssimativo calcolo
dice che il taglio in busta paga sarà di 250 euro al mese. "Ma poi ci sono
gli straordinari e le indennità di lavoro notturno che verranno a mancare. Uno
schifo comunque". Aristide Scotto, addetto allo smistamento bagagli, sarà
tra i primi, la prossima settimana, a finire in cassa integrazione. E sarà tra i primi a pagare di persona la crisi di Alitalia. Lui, che di Alitalia non è. "Lavoro alla
Sea dal '96, credevo nella crescita di Malpensa ma le cose sono andate in
maniera diversa. Adesso mi trovo con 700 euro di mutuo al mese da pagare e
altri 500 per l'asilo di mia figlia". E Aristide, nella sventura, può pure
consolarsi: "Assieme a me lavorano un sacco di precari, gente che
magari prende 800 euro al mese. Quando ho cominciato, nel mio reparto le
persone assunte con un contratto definitivo erano 570. Oggi siamo in 120, tutti
gli altri sono precari. Uno di loro mi ha chiesto un prestito, perché deve
cambiare l'auto ma la banca non gli dà soldi". Di cercare un nuovo lavoro,
per il momento non se ne parla, ma non perché manchi lo spirito d'iniziativa.
"Ho 42 anni- dice Scotto - e a questa età qualunque azienda ormai non
prende in considerazione il tuo curriculum". C. Del. Lavoratore Aristide
Scotto.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Più di mille dipendenti senza lavoro. Questa mattina
l'inaugurazione del collegamento stradale per l'aeroporto Malpensa, ultimo
giorno da hub Oggi il taglio di oltre 100 voli. Sorpresa:
40 minuti di coda al check-in di Alitalia La storia
di Malpensa come hub si conclude prima del decimo anno di vita dell'aeroporto. Alitalia cancella i due terzi dei suoi voli nella speranza di salvare i
conti e chiudere la trattativa con Air France. Ieri il programma prevedeva 140
voli della compagnia di bandiera; oggi il loro numero scenderà a 40. Per
Malpensa si tratta di una contrazione del traffico del 25% circa. Nell'ultimo
giorno dell'hub, davanti ai check- in dell'Alitalia i
passeggeri hanno però atteso anche 40 minuti in coda. Il nuovo corso di
Malpensa ha anche altri aspetti traumatici: per 900 dipendenti Sea scatta in
questi giorni la cassa integrazione; a loro si devono aggiungere i 400
lavoratori stagionali a cui non sarà rinnovato il contratto e i circa
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il caso I sindacati non credono alla cordata italiana: c'è solo Air
France L'addio di Alitalia a
Malpensa: cancellati sette voli su dieci ROMA - Alitalia lascia
Malpensa: con l'orario estivo la compagnia di bandiera riduce i voli del 70%
dallo scalo lombardo. Sindacati. "Allo stato non c'è alcuna alternativa ad
Air France", ha detto il leader della Cgil Guglielmo Epifani sul futuro
della società. Mozzarelle. La Cina (imitata da Singapore) ha bloccato
l'importazione di mozzarelle dall'Italia, nonostante le rassicurazioni dell'Ue.
ALLE PAGINE 6e7 Baccaro, Del Frate De Rosa, Mottola, Nese.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il tour del ministro "Il caso mozzarelle una montatura
strumentale e razzista. Pensino a Malpensa". Applausi e contestazioni
D'Alema e lo slogan di Walter: "Si può fare" è moscio In Campania
senza mai nominare Bassolino: "Ma dopo gli sbagli bisogna cambiare"
Tra i commensali armatori e intellettuali tutti critici con Bassolino, fino a
quando D'Alema sbotta: "Sapete che ho un'alta concezione di me. Ho mediato
tra israeliani e palestinesi. Non sono venuto qui in Campania per mediare tra
bassoliniani e antibassoliniani...". Riunione con gli amministratori
locali a Ercolano. Ferlaino, già patron del Napoli di Maradona, saltella
trafelato qua e là. In attesa che i verbosissimi oratori finiscano le citazioni
di Pasquale Saraceno e Francesco Saverio Nitti, D'Alema leggiucchia il
volantino con foto di Veltroni e scritta "Si può fare". Quando
finalmente tocca a lui, esordisce così: ""Si può fare" non è lo
slogan giusto. Suona moscio, vago. Sarebbe stato meglio tradurre letteralmente
l'originale: "Yes, we can"; "Sì, possiamo". Non vorrei
aprire una disputa linguistica, ma il "sì" con l'accento suona
meglio". Per un altro sarebbe un bagno d'umiltà, passare dal dipartimento
di Stato alla mozzarella di bufala, scendere dalla questione mediorientale a
quella dell'immondizia, discettare non di Hezbollah e Hamas ma di industria
casearia e istituti zooprofilattici. Per Massimo D'Alema invece la Campania
diventa una prova di orgoglio. Agevolata dalle tre auto della polizia che nella
notte di Giugliano, il paese della rivolta, gli aprono il varco sulle strade
ridotte dalla spazzatura a un'unica corsia e costringono i militanti a schizzar
via e stringersi al muro (il traffico di Napoli viene invece affrontato ad
andatura moderata, per andare a un pranzo "non di militanti Pd ma di
ammiratori di D'Alema" e poi dal sarto, Luigi Cimmino di piazza Carolina).
La prova d'umiltà sarebbe doppia: non solo capeggiare la lista Pd nella landa
desolata di Bassolino, ma pure fare la campagna elettorale per Veltroni
premier. D'Alema la risolve non nominando mai né l'uno, né l'altro. Bassolino
viene sostituito con l'allocuzione "i nostri errori". In alternativa:
"i nostri limiti ", "le nostre responsabilità", "le
nostre sconfitte", "le nostre insufficienze ", "le cose che
non sono andate e non possono essere negate "; ma anche "quel che è
stato costruito e conquistato in questi anni ". Finora, Bassolino non si è
fatto vedere. Una comparsata al comizio di Pomigliano, nel giorno del suo
compleanno. A Ercolano e Portici D'Alema era accompagnato da Luigi Nicolais,
che punta alla successione di don Antonio e ne è quindi il critico più aspro.
Eppure tra gli organizzatori della campagna di D'Alema ci sono gli uomini di
Bassolino: Antonio Marciano capo dello staff, Samuele Ciambriello già alla
testa del Corecom, l'ente di controllo sulle tv private, ora prodighe di inviti
a Massimo. In Campania è tornato da assessore anche Claudio Velardi, giovedì
pomeriggio erano entrambi a Pozzuoli ma non ha incontrato il suo ex capo:
"Lui fa la campagna elettorale, io ho da lavorare". A chiedergli,
D'Alema spiega che Bassolino è la sua "complicazione psicologica":
"Bisogna criticare e nello stesso tempo rincuorare", anche facendogli
fare la pace con lo storico avversario Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno; si
deve esaltare la stagione in cui Napoli "è tornata alla guida del
Sud" e nello stesso tempo chiarire (di fronte agli studenti della facoltà
di agraria) che "il Pd è una forza di cambiamento. Nata non per conservare
lo statu quo, ma per cambiare qualcosa che abbiamo fatto noi e si è rivelata
sbagliata ". Traduzione: D'Alema è qui per sostenere Bassolino; ma anche
per suggerirgli, magari negli ultimi giorni della campagna, una mossa a
sorpresa, l'annuncio che tra qualche mese il suo ciclo potrebbe ritenersi esaurito.
Dando così uno scossone all'elettorato locale e nazionale, senza perdere il
voto delle clientele pasciute dal governatore in questi quindici anni. Con i
rifiuti, la tattica è la stessa. Assecondare "l'amarezza e la protesta
", e nel contempo risvegliare l'orgoglio napoletano. La difficoltà esiste,
ma secondo D'Alema esiste anche "una gigantesca montatura strumentale e
razzista ", alimentata "da foto e immagini di repertorio", per
fare della Campania "il simbolo del fallimento del centrosinistra, e anche
del Mezzogiorno". Pensassero piuttosto a Malpensa: "Se fosse stata al
Sud sarebbe indicata come un esempio di malgoverno, visto che non hanno fatto
le infrastrutture ma altri otto aeroporti lì attorno. Invece è al Nord, e pur di salvare Malpensa sono pronti a far fallire l'Alitalia". Gli amministratori locali vengono spronati e anche un po'
rieducati. "In questi anni sono stato in giro per il mondo, ho visto poco
i quotidiani, ma guardando la gente ho ancora la percezione. Se votassero solo
quelli che leggono i giornali, non ci sarebbe partita. Non parliamone se
votassero solo quelli che leggono i libri. Ma siccome vige il suffragio
universale, state attenti: è nella fascia meno acculturata che sfonda la
destra. Tocca a voi recuperarla". Segue passeggiata a Ercolano
sottobraccio all'ex sindaco Luisa Bossa. La popolazione si dispone lungo i due
marciapiedi. Sul lato dove cammina D'Alema, volti sorridenti che lo salutano,
gli porgono la mano, si emozionano, pure il leader locale di Rifondazione che
lui abbraccia e bacia esclamando: "Noi siamo due vecchi comunisti ".
Sul lato opposto, una "fascia meno acculturata" da cui si levano
grida tipo "ladri!", "viva Perluscone! ", "a fatica
nun ce sta!". D'Alema non si volta, se non quando un passante gli imputa
anche l'assassino di Moro: "Eh no, io ero troppo piccolo", soltanto
capo della Fgci. Ora invece riceve una telefonata dal suo ministero, la
Farnesina. L'ex sindaco Bossa è molto impressionata. "Tranquilla,
compagna! Mi sto battendo per la mozzarella di bufala. La Francia vuol bloccare
le importazioni, ma così viola il diritto comunitario. Se non cambia idea, tra
poco chiamerò il mio vulcanico collega Kouchner, e gli dirò: "Mon cheri
Bernard..."". Aldo Cazzullo Complicazione psicologica "Il governatore
è la mia complicazione psicologica" E intanto gli fa fare la pace col
sindaco di Salerno De Luca Liste Massimo D'Alema è capolista in Campania e
Puglia alla Camera per il Pd SEGUE DALLA PRIMA.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il professionista all'interno dello scalo Il farmacista
siriano: il Nord è poco tutelato Cognome e nome: Hamdan Hazem. Nazionalità:
siriana. "Però nel vedere lo smantellamento di Malpensa, anche a un
extracomunitario come me viene voglia di votare per qualcuno che tuteli meglio
il Nord". Il dottor Hazem, a Malpensa, non è un personaggio qualsiasi: è
il titolare della farmacia al piano degli arrivi e sta lì da quando Malpensa è
stata inaugurata. Una piccola istituzione, insomma, nella "piccola
città" di Malpensa. "Siamo tutti preoccupati per quello che potrà
succedere - racconta - ma siamo anche fiduciosi che la crisi passerà. L'unica
incognita sarà la durata, perché a Malpensa i passeggeri ci sono eccome, il
problema è la compagnia che la deve sostenere: se venissero liberalizzati gli
slot intercontinentali, la crisi sarebbe bell'e risolta". "Devo
sostenere costi per almeno 200 mila euro l'anno ma sono
pronto a rinunciare a un mese di stipendio - prosegue - pur di continuare a
lavorare qui ma temo che molti non ce la faranno. Spesso ho l'impressione che
al governo pensino "Tanto il Nord ce la farà comunque, anche se togliamo i
voli di Alitalia". In quell'istante a me viene in mente che il Nord dovrebbe
essere tutelato meglio". C. Del. Medico Hamdan Hazem.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Sorpresa a Malpensa: coda al check-in
Alitalia Oltre 40 minuti di attesa. E oggi la compagnia di bandiera
taglia oltre cento voli. "Ultimo giorno da hub" Bye bye all'Alitalia con quaranta minuti di code al check in e problemi di
overbooking su molti voli. Lasciamoci così, senza rancori: nell'ultimo giorno
in cui la moribonda compagnia di bandiera volta le spalle allo scalo milanese,
succede quello che è sempre successo in questi anni, in cui il rapporto tra Alitalia e Malpensa, nato sotto una cattiva stella, è
proseguito tra scontenti e malumori reciproci. Dicono che l'hub abbia mandato a
picco i conti di Alitalia ed è per questo che da oggi
spariranno oltre cento voli giornalieri targati "Az"; ma vista dal
Terminal 1, ieri all'ora di massimo traffico, la situazione appariva un tantino
diversa. Pochi minuti prima delle 13 la coda per gli imbarchi quasi raggiungeva
le scale. Nessuna tensione, però, nessuna lamentela: disciplinatamente in fila
c'erano in massima parte viaggiatori stranieri, pronti a partire per Madrid,
Copenaghen, Algeri, Atene, per tutta una serie di destinazioni dalle quali da
oggi Malpensa sarà tagliata fuori. Non male per un aeroporto considerato un
peso morto. La coda si è esaurita attorno alle 15, non senza patemi per molti
viaggiatori che, temendo di non fare in tempo a salire a bordo, hanno tentato
l'avventura del check in elettronico. "Proveremo ad abituarci alla nuova
situazione, il mercato offre ormai tante alternative " commenta Giuseppe
Martino, dirigente d'azienda con in mano un biglietto per Tokyo (una delle tre
destinazioni intercontinentali che Alitalia non
taglierà a Malpensa, le altre sono New York e San Paolo). L'avventura dell'hub
è durata dunque meno di dieci anni (il colosso fu inaugurato il 25 ottobre del
'98): oggi Alitalia alza ufficialmente bandiera
bianca, cancellando i due terzi dei suoi voli nella speranza di salvare i conti
e mandare in porto le nozze con Air France. Ieri il programma prevedeva 140
voli della compagnia di bandiera; oggi il loro numero scenderà a 40. Per
Malpensa si tratta di una contrazione complessiva del traffico del 25% circa:
nonostante le scelte di Alitalia, resterà pur sempre
uno scalo da 18 milioni di passeggeri l'anno. Dall'oceano di parole e promesse
che in questi anni hanno accompagnato la vita di questa struttura restano sul
campo le prime vittime: sono i 900 dipendenti di Sea per i quali scatta in
questi giorni la cassa integrazione; a loro si devono aggiungere i 400
lavoratori stagionali ai quali non sarà rinnovato il contratto e i circa 300 ai
quali verrà proposto un pensionamento anticipato. L'atmosfera che ieri si
respirava a Malpensa è riassunta efficacemente da un'immagine: un gruppetto di
addetti allo scarico bagagli che nel corso di una pausa al bar acquistano un
consistente numero di biglietti "gratta&vinci": "Visto il
clima di incertezza in cui vivremo da oggi, non ci resta che tentare la fortuna"
è il commento con cui tentano di esorcizzare la situazione. Giurano, i
dipendenti, che non cercheranno un nuovo lavoro, vogliono continuare a
scommettere che Malpensa risorgerà. "Il problema - mormorano - è vedere
quanti di noi torneranno davvero al lavoro e quanti invece nel frattempo
saranno lasciati in mezzo a una strada". Claudio Del Frate
cdelfrate@corriere.it 900 dipendenti Sea messi in cassintegrazione dall'inizio
di aprile 400 180 interinali i voli che perderanno il lavoro a causa dell'addio
di Alitalia cancellati da Alitalia
su Malpensa a partire da oggi.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-30 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Al check in E nello scalo lombardo le ultime code prima dell'addio
MALPENSA (Varese) - Una piccola soddisfazione, se così si può chiamare, Malpensa
se la toglie quando già scorrono i titoli di coda: ieri, all'ultima ora di punta dell'ultimo giorno prima della
"ritirata" di Alitalia, l'attesa per il check ai banchi della compagnia tricolore è
stata di 40 minuti, con la coda dei passeggeri che quasi usciva dal grande
atrio del terminal 1. Come dire: pensavate che questo fosse uno scalo da
rottamare? Eccovi dimostrato il contrario. L'ultimo giorno "da
hub" di Malpensa non è trascorso all'insegna della smobilitazione: anzi, i
banchi delle partenze hanno registrato il pienone e c'è stato anche qualche
problema di overbooking su alcuni voli proprio di Alitalia.
Da oggi la musica cambia. "Dovremo adattarci alla nuova situazione, del
resto le alternative non mancano. Servirsi di Fiumicino o di altri scali del
Nord Europa? Non ho ancora deciso, guarderò di volta in volta le opportunità
" è il giudizio di Giuseppe Martino, dirigente della Canon e ieri in coda
con in mano un biglietto per Tokio. Martino è un cosiddetto "frequent
flyer" ed è tra i tanti che da oggi rimarranno "orfani" di Alitalia a Malpensa. Se i passeggeri abituati a partire o
arrivare dallo scalo varesino un'alternativa ce l'avranno comunque, ben più
drammatico è il clima che si respira tra i lavoratori dello scalo. La Sea, la
società che gestisce Malpensa, ha già chiuso un accordo con i sindacati per
mandare in cassa integrazione 900 dipendenti; per altri 300 è stata avviata la
procedura di prepensionamento o di dimissioni incentivate mentre venerdì è
stato annunciato che a 400 "stagionali " non verrà rinnovato il
contratto. E siamo solo all'inizio. "Nonostante il calo del traffico -
racconta Massimiliano Bocarito, addetto al piazzale e come tanti suoi colleghi
già alle prese con lo "spettro" della cassa integrazione - le ripercussioni
sul servizio si sentiranno immediatamente. Già oggi (ieri, ndr) alcuni velivoli
hanno atteso più di un'ora prima di essere scaricati e caricati. Siamo
indignati, perché la crisi viene drammatizzata per tagliare il personale
". Oggi, intanto, primo giorno di traffico ridotto, a Malpensa si
consumerà un'altra beffa: questa mattina è in programma infatti l'inaugurazione
della nuova superstrada che collega lo scalo all'autostrada A4 Milano - Torino.
E' una delle infrastrutture che l'aeroporto ha atteso per anni, è uno di quegli
strumenti la cui mancanza in tutto questo tempo ha penalizzato l'hub. Viene
messa a disposizione proprio nel giorno in cui Malpensa viene "declassata
". Più che di destino cinico è il caso di parlare di destino sarcastico.
Claudio Del Frate DAL NOSTRO INVIATO.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-30 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Nicola Rossi (Pd) "Commissariamento? La società sarebbe
ridimensionata comunque" "Per la compagnia non c'è più posto tra le
grandi" ROMA - Alitalia come Parmalat? Per Nicola Rossi, economista in lista Pd al
Senato, non è utopia. Il paragone è possibile? "La Parmalat era
finanziariamente compromessa ma industrialmente sana. Alitalia sta messa
male su entrambi i fronti". Quindi? "Guardiamo la realtà: quelle
compagnie aeree che sono passate attraverso la liquidazione, come Sabena
e SwissAir, ne sono uscite come vettori regionali". Ma comunque
risanate... "Certo, ma chi crede che il commissariamento mantenga a Alitalia un posto tra le grandi, si sbaglia ". Tuttavia
il commissariamento non sarebbe negativo? "Se la trattativa con i francesi
fallisse, la soluzione del commissariamento sarebbe più razionale della cordata
Berlusconi". E perché? "Il commissariamento lascia tempo alla compagnia,
dopo il congelamento dei debiti, di scrivere un nuovo piano industriale e
trovare una partnership". La cordata Berlusconi potrebbe avere AirOne come
partner. "Non capisco. Di solito un venditore fa di tutto per tenersi più
potenziali compratori. Berlusconi invece, mettendosi nei panni del futuro
premier, quindi del venditore, cerca di far fallire la trattativa con i
francesi...". Anche l'attuale governo sta trattando solo con un soggetto.
"Sì, ma dopo una gara". Dove vuole arrivare? "Se l'obiettivo di
Berlusconi è regalare Alitalia agli imprenditori
amici, allora lo dica. Cordate come la sua, se si formano, non si formano
gratis". Torniamo al fallimento. Possibile che qualcuno lo preferisca a
Air France-Klm? "Sì, se con il fallimento si spera di mantenere in vita le
proprie rendite di posizione". Quindi il commissariamento non è garanzia
di risanamento? "La Marzano non è buona o cattiva. Dipende dalla sua
gestione. Una buona ristrutturazione deve portare a un'alleanza e all'apertura
ai privati. Sennò a pagare saranno ancora gli italiani". Antonella Baccaro
\\ Se fallisce con Air France il commissariamento non sarà meno doloroso, con
effetti non quantificabili Nicola Rossi, economista in lista per il Partito
Democratico.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-30 num: - pag: 15 autore: di
CLAUDIO SCHIRINZI categoria: ALTRI OGGETTI Il doppio volto di un Paese che si
gioca il futuro La partita per l'Expo 2015 non è soltanto un confronto fra
l'internazionale Milano (che ha già ospitato l'Esposizione del 1906) e
l'emergente Smirne; fra la cattolicissima Italia dove un parlamentare di Cl fa
da padrino di battesimo al musulmano convertito Magdi Allam e l'islamica
Turchia dove lunedì la Corte costituzionale deciderà sulla richiesta di scioglimento
del partito di governo accusato di attentato alla laicità dello Stato; fra i
Paesi della Ue che temporeggiano sull'ingresso della Turchia in Europa, ma
molti dei quali voteranno per Smirne, e i Paesi islamici che nel recente
vertice di Dakar hanno respinto la mozione per un impegno comune a sostegno
della città turca. è anche un confronto fra due Italie, o meglio fra due
immagini dell'Italia. La prima è quella che abbiamo ogni
giorno sotto gli occhi: l'immondizia di Napoli, l'Alitalia destinata
al fallimento o alla colonizzazione straniera, Malpensa ridotta a un aeroporto
di serie "B", i ricercatori che fuggono all'estero, stipendi e
crescita economica fra i più bassi d'Europa, opposizione e maggioranza che si
accusano a vicenda dello sfascio. C'è poi un'altra immagine dell'Italia,
quella raccolta dal sindaco Moratti e dal presidente Formigoni nelle centinaia
di incontri con organizzazioni internazionali, autorità e diplomatici di tutto
il mondo. è l'immagine di un grande Paese dal quale si può imparare, al quale
si possono chiedere aiuti economici, formazione professionale, trasferimenti di
know-how, collaborazioni in campo scientifico, ospitalità sanitaria, progetti
di cooperazione allo sviluppo. Insomma una sorta di via di mezzo fra il
fratello maggiore e lo zio d'America. Capita anche che diplomatici stranieri
dicano ai nostri negoziatori che gradirebbero tanto le maglie dei giocatori
delle squadre milanesi, incuranti del fatto che la più forte squadra italiana,
cioè l'Inter della famiglia Moratti, prima in classifica, sia stata eliminata
dal più importante torneo europeo. è certamente una banalità, ma significativa.
Allo stesso modo, candidarsi a ospitare un'Esposizione universale sui temi
dell'alimentazione e avere come testimonial il Premio Nobel per la Pace Al
Gore, quando un prodotto tipicamente italiano come la mozzarella di bufala è
contaminato dalla diossina che ha avvelenato l'intera catena alimentare di
alcune aree… beh, a volersi fare del male non si poteva inventare di peggio.
Eppure, giurano il Sindaco e il Governatore, nessuno ha sollevato il problema.
Ecco allora che la partita dell'Expo è anche una sfida sulla percezione che il
mondo ha dell'Italia. E il successo di Milano può essere una vittoria
sull'italico catastrofismo.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-30 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Malpensa "svuotata", Alitalia se ne va
I voli della compagnia passano da
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Il
rebus Alitalia e il precedente dell'
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-30 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Lite Berlusconi-Lega Berlusconi apre sul
voto agli immigrati, ma la Lega reagisce: no, questione chiusa. Pier Ferdinando
Casini contro il Popolo della libertà: strumentalizzata la Chiesa. Cinesi senza
mozzarelle La psicosi-mozzarella continua in Oriente nonostante le
rassicurazioni venute ieri dalle autorità italiane e soprattutto dalla Ue. La
Cina ha bloccato le importazioni di mozzarella di bufala campana. Provvedimento
analogo a Singapore. Alitalia lascia Malpensa Con l'orario estivo, Alitalia lascia
Malpensa: cancellati il 70% dei voli della compagnia di bandiera in partenza
dallo scalo lombardo. Focus Le banche del tempo In Italia sono almeno 200, con
oltre 20 mila soci, il 60% donne. Sono le Banche del tempo, dove
ciascuno "baratta" ore della propria vita con ore della vita di
altri, ciascuno mettendo a disposizione ciò che sa fare: baby sitting in cambio
di lezioni di arabo, abilità culinarie contro interventi sull'impianto
elettrico di casa. Esteri Elezioni in Zimbabwe Si sono chiuse le urne in
Zimbabwe, domani i risultati. Ma già l'opposizione a Mugabe denuncia brogli,
mentre l'anziano dittatore ha vietato ogni protesta. Intanto il Paese africano
è al collasso, con l'inflazione al 100.000%. Obama e la politica estera I
modelli di Barack Obama in politica estera? Bush senior (che si oppose
all'invasione irachena del Kuwait) e Reagan, che schiantò economicamente
l'Urss. Lo ha detto lo stesso candidato democratico alla Casa Bianca. Cronache
Expo, domani si decide Lobby in azione e battaglia all'ultimo voto tra Milano e
Smirne per sapere quale città ospiterà l'Esposizione mondiale del 2015. Domani,
a Parigi, decideranno i 154 delegati del Bureau International d'Expositions.
Islam prima religione Il Vaticano, nell'Annuario pontificio, lo ha ammesso
ufficialmente per la prima volta: i cattolici hanno ceduto la prima posizione
ai musulmani nel mondo. Nel globo ci sono un miliardo e 322 milioni di
musulmani (il 19,2% della popolazione mondiale) e un miliardo e 130 milioni di
cattolici (17,4%). Economia Luce e gas, nuovi rincari La corsa dei prezzi delle
bollette della luce e del gas, spinti dal caro-greggio subisce un'altra
accelerazione. L'Autorità per l'energia ha reso noto che da martedì primo
aprile le tariffe registreranno un rialzo del 4,1% per l'elettricità e del 4,2%
per il metano. Per una famiglia media l'aggravio annuale sarà di 58 euro.
Cultura Le memorie di Ana Incontro con il poeta Marcos Ana, 88 anni, comunista,
che fu rinchiuso per 19 anni nelle carceri franchiste. La sua vita diventerà un
film diretto da Pedro Almodovar. "Uscire di prigione fu come rinascere,
ero un neonato di 41 anni che dovette riadattarsi, con dolore, alla vita
". Spettacoli Psicoserial Arriva dagli Usa in Italia In Treatment, il
serial tv dove ogni episodio è una seduta di psicanalisi in cui lo spettatore
"spia" l'inconscio del personaggio disteso sul lettino dell'analista.
Niente azione, solo parole. Sport Roma e Inter, tutto uguale Pareggio
dell'Inter a Roma contro la Lazio (1-1), identico risultato dei giallorossi a
Cagliari. Dopo gli anticipi, in testa alla classifica di serie A nulla cambia:
nerazzurri sempre a più 4.
( da "Liberazione" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Epifani:
"Nessuna alternativa a Air France" "La verità è che allo stato
non c'è alcuna alternativa alla trattativa con Air France". E' questa la
posizione esplicitata ieri Guglielmo Epifani e condivisa da Angeletti della Uil
e da Bonanni della Cisl a margine della Conferenza operaia a Brescia, su ipotetiche cordate italiane in grado di comprare Alitalia. Il gruppo di imprenditori interessati all'acquisto della
compagnia di bandiera, di cui parla fuori tempo massimo e in funzione
elettorale il capo del Pdl, secondo il segretario generale della Cgil
"allo stato attuale non esiste. Il settore aereo è molto difficile e
favorire una cordata di per sé non risolve nessun problema. La mia
opinione è che non ci vuole una soluzione nazionale ma una soluzione attenta
agli interessi nazionali". 30/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Tabilito rincari del
4,1 e 4,2 per cento, rispettivamente. Scatteranno dal 1° aprile, con un
aggravio di 58 euro l'anno a famiglia. "E' frustrante
dover registrare aumenti", ha affermato il presidente Ortis, con il
greggio salito del 93% da gennaio 2007. Tabarelli (Nomisma): "Servono più
investimenti". Sul fronte Alitalia, Epifani ribadisce che non
c'è alternativa ad Air France. I sindacati vorrebbero una moratoria fino a dopo
il voto.
( da "Messaggero, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal
1° aprile bollette più pesanti del 4,1% e del 4,2%: in media 58 euro all'anno
per famiglia Luce e gas, scattano i rincari Alitalia, i sindacati:
moratoria fino al voto. Cgil: non c'è alternativa ad Air France.
( da "Messaggero, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ia: circa 5.000.
Resterebbero fuori oltre 2 mila lavoratori impiegati in Atitech, motori,
informatica, call center, manutenzione.
( da "Messaggero, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- "Non ci sono alternative alla vendita e per ora di offerta seria c'è
solo quella di Air France. E' vero che paga poco le azioni, ma si carica di tre
miliardi di debiti e assicura investimenti per otto miliardi. Un'alternativa è
sempre possibile, ma la base è la proposta di Air France". Dopo giorni di
tentennamenti e silenzi i ragionamenti di Pierluigi Bersani hanno fatto breccia
sia nel sindacato che ai piani alti del loft. In questi giorni di trattative e
di ipotetiche cordate, il rapporto tra il ministro delle Attività Produttive e
Walter Veltroni è stato strettissimo. Così come quello tra lo stesso Bersani e
il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, il quale ha atteso qualche giorno
che si sgonfiasse l'ipotesi della cordata alternativa ipotizzata da Berlusconi
per lanciare un ultimatum alla Cisl di Raffaele Bonanni. "Noi ci sediamo
al tavolo e trattiamo, tu che fai?". Troppo rischioso sfilarsi anche per
la Cisl. Troppo pericoloso farlo in assenza di alternative e con gli olandesi
di Klm che premono sui soci francesi ricordando loro che "noi l'esperienza
con gli italiani l'abbiamo già fatta". Un'esperienza costosa (250 milioni
di euro) fu per Klm il mancato accordo del '96 con l'Alitalia di
Cempella. Ora nel Pd la linea è quella della "responsabilità" e
dell'aperto appoggio alla trattativa con Air France, anche perchè il sindacato
ha rotto gli indugi e si siede al tavolo, Ugl compresa. Un passo indietro lo
hanno fatto i piloti di Anpac e Up e nel Pd c'è chi sospetta che dietro i
ripensamenti ci sia lo zampino "di qualche leader del Pdl che prova
ad usarli come fece con i tassisti". Il presidente di Air France Spinettà
ha fretta di vedere se c'è voglia di chiudere la trattativa e non sembra molto
interessato allo slittamento di date deciso dal cda della Compagnia. Al punto
che il cda di Alitalia non ha fissato nuove date e il
presidente Prato tiene ben stretta la spada di Damocle del fallimento sulla
testa di sindacati e partiti. Sempre Prato ieri l'altro ha spiegato nuovamente
a Bersani che se salta l'accordo sarà costretto a portare i libri in tribunale
e che toccherà al ministro delle Attività Produttive nominare un commissario.
Lo "showdown" è quindi molto vicino e ai francesi la scadenza
elettorale italiana sembra interessare poco. Se domani non vedranno i piloti al
tavolo della trattativa, sono pronti a prenderne atto. A quel punto la faccenda
si sposta sul tavolo del nuovo governo, ma a quel punto la strada della
liquidazione potrebbe essere l'unica.
( da "Messaggero, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
O. E' l'idea che ai
sindacati, Cisl, Cgil e Uil, piace di più. Consente di trattare senza la pistola
puntata alla tempia e di aver più tempo per "ammorbidire" Air France.
Sempre che i francesi accettino di proseguire il negoziato dopo
l'incontro-chiave di lunedì. Ieri Walter Veltroni si è mosso proprio in questa
direzione. Stessa cosa hanno fatto altri esponenti del Pd. Il timore, paventato
anche dal presidente di Alitalia Prato, è che Parigi,
dopo le bordate di Berlusconi e il "no" secco dei piloti, decida di
mollare, lasciando la compagnia di bandiera con pochissimi soldi in cassa e lo
spettro del fallimento alle porte. Del resto il Cavaliere e i suoi insistono,
ribadendo che la cordata tricolore c'è e che decollerà dopo il 14 aprile. Un
avviso che nel quartier generale della compagnia transalpina stanno valutando
con molta attenzione. Tant'è che l'idea della moratoria potrebbe anche essere
presa in considerazione. Spinetta potrebbe giocarsela sul tavolo già domani.
Magari solo come opzione tattica. Visto che i numeri del piano con i 2.100
esuberi non dovrebbero subire grosse variazioni. In attesa di un segnale
Bonanni attacca: "Lotteremo punto su punto per migliorare il piano".
Angeletti va più in profondità: "L'obiettivo è ridurre il numero degli
esuberi perchè questi esuberi significano anche riduzione di attività e quindi
riduzione di fatturato. Noi vogliamo che volino più aerei". Se Cisl e Uil
cercano l'accerchiamneto, la Cgil prova a mediare. Epifani fa esercizio di
realismo: per ora non c'è alternativa ad Air France. Come dire che la scelta è
obbligata. Insomma, meglio non rompere. L'ipotesi di utilizzare per Alitalia la stessa legge usata per Parmalat, per Angeletti,
"non è una cosa semplice perchè in quel caso c'era una crisi finanziaria
ma la parte industriale funzionava, qui invece la parte industriale produce
perdite". Prato lo detto mille volte ai sindacati. Augurandosi un
"rinsavimento" dalle posizioni di netta rottuta di questi giorni. Un
messaggio che è arrivato. La porta stretta dell'accordo ruota comunque su
quattro punti: 1)la riduzione degli esuberi; 2) il ruolo della società al 100% Alitalia che doverebbe gestire i servizi; 3) le garanzie che
Air France deve mettere sul tavolo sul fronte strategico. Bonanni non vuole
infatti che i francesi una volta ottenuta la polpa, cioè rotte, piloti, hub,
abbandonino al loro destino le altre attività; 4) il futuro di Malpensa. Nodi
cruciali. Che Fini ritiene irrisolvibili: "Qui non siamo a una trattativa
con Air France, il rischio reale è di una svendita". Un piano alternativo
che secondo Frattini potrebbe materializzarsi solo dopo lunedì. E che tiene i
sindacati in allarme. Anche Casini interviene: "Se ci
saranno i cavalieri bianchi per Alitalia che
almeno mettano soldi loro, perchè di cavalieri con i soldi pubblici non ne
abbiamo proprio bisogno". "Oggi tutti si improvvisano medici al
capezzale di Alitalia - ha aggiunto Casini - ma se Alitalia è un
tumore la colpa è di quelli che hanno praticato la politica del rinvio.
È stato un pianto sulla scrivania di Berlusconi per cinque anni, poi è passato
su quella di Prodi". Piero Fassino attacca: l'annuncio di Berlusconi di
voler escludere, in caso di vittoria alle elezioni, qualsiasi possibilità per
Air France "rappresenta una vera e propria turbativa di un negoziato in
corso". U. Man.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 2 "In Usa non succede: viene premiato chi porta risultati
altrimenti vai a casa" di Stefano Filippi Pino Bisazza, presidente del
gruppo Trend (leader nella produzione di mosaici in vetro, 750 dipendenti, una
presenza in 50 mercati nei cinque continenti) è un imprenditore vecchio stampo.
È stato il numero uno degli industriali di Vicenza, lo scorso novembre
Ernst&Young l'ha premiato tra gli imprenditori dell'anno. Presidente
Bisazza, non è troppo facile ed elevato il guadagno dei manager? "Sicuro.
Un conto è il ricavo dell'imprenditore che rischia sul proprio, un altro quello
del manager. Negli Stati Uniti, dove il sistema capitalistico è più sviluppato
e la concorrenza è maggiore, le cose sono diverse". Che cosa succede?
"Laggiù gli emolumenti sono legati ai risultati, da noi invece molti di
questi signori prendono stipendi e liquidazioni elevati a prescindere dai
frutti. Cimoli e altri manager sono usciti da aziende come Alitalia o le Ferrovie lasciando pesanti perdite ma intascando somme
enormi: questo non avverrebbe in America. Lì prendi i soldi, e anche tanti, se
porti risultati; altrimenti vai a casa. Qui invece non si manda a casa nessuno,
e le rare volte che succede ti riempiono di denaro. L'unico rischio è
per la carriera, ma siccome i manager in uscita dalle aziende pubbliche vengono
subito riciclati, non corrono neppure quel pericolo". C'è possibilità di
cambiare il sistema? "Bisogna privatizzare. Dove ci sono imprenditori o
azionisti che rischiano e badano al risultato non si giustificano stipendi di
questo tipo". Ma nella classifica del Sole 24 Ore sono compresi i vertici
di banche e aziende che non sono più pubbliche da tempo. "Molte banche a
capitale privato sembrano ancora legate a criteri che non sono quelli
dell'imprenditoria normale. È ancora un settore privilegiato, e di questi tempi
credo lo sia ancora di più, perché possono approfittare delle variazioni dei
tassi per fare ottimi bilanci. I soldi ci sono, nelle banche. E chi li ha sta
giocando pesantemente". E i manager Telecom? "Ci sono incrostazioni
dure a morire. Situazioni di privilegio precedenti vengono mantenute perché in
Italia non è facile il ricambio nel management. In altre economie non è così,
negli Stati Uniti la meritocrazia è premiata e lo è fortemente, ma è
altrettanto penalizzata quando le cose non funzionano". Lei con i suoi
manager come si regola? "Sono legati ai risultati. Ne ho avuti alcuni
legati a stock-option che sono recentemente usciti. Comunque hanno tutti una
base sufficiente e una parte legata ai risultati. In qualche modo, rischiano
anche loro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 0 Epifani: contrordine compagni, regaliamo Alitalia ai francesi di Andrea Cuomo Stretti tra l'incudine del
fallimento Alitalia e il martello di un piano definito "irricevibile", i
sindacati fanno retromarcia: ora Air France e il piano Spinetta vanno bene Roma
- Al nuovo piano Spinetta, inviato da Parigi ai sindacati, Cgil-Cisl-Uil hanno
detto "no". Ma la porta non è stata chiusa, tutt'altro.
"Allo stato non c'è alternativa a trattare con Air France - dice Guglielmo
Epifani a Brescia, dove partecipa alla conferenza operaia del Pd -: non ci
vuole una soluzione nazionale, ma una soluzione attenta agli interessi
nazionali". Giochi di parole, che non nascondono un mutamento di rotta a
180 gradi da parte del segretario della Cgil. Una conversione che emerge,
chissà comemai, dopo un colloquio con Walter Veltroni. E che non riguarda il
solo Epifani: anche Luigi Angeletti, segretario della Uil, ora dice che
"noi non abbiamo problemi di passaport ". Raffaele Bonanni è il più
prudente, limitandosi ad osservare che la cordata italiana, una volta che si
sarà materializzata, dovrà presentare un'offerta migliore di quella francese.
Chi ha partecipato all'incontro di Brescia (una quindicina di minuti in tutto)
fra Veltroni ed i leader dei sindacati confederali, tutto centrato sulla crisi
dell'Alitalia, assicura che il leader del Pd non ha
ripetuto lo slogan di Barack Obama: "Yes, we can". Ma di fronte alle
richieste di Epifani, Angeletti e Bonanni di esercitare pressione sul governo
affinché convinca Air France a modificare il piano, il candidato premier per il
centrosinistra si sarebbe limitato a dire che "l'unica cosa che bisogna
evitare è la liquidazione " della compagnia. E ha assicurato: "Faremo
di tutto ". Se Veltroni interverrà su Padoa-Schioppa per chiedere ai
francesi di modificare il piano, lo si scoprirà lunedì quando le nove sigle
sindacali incontreranno i vertici di Alitalia e di Air
France. è noto, però che Jean-Cyrill Spinetta ha già fatto sapere che non può
modificare ulteriormente il piano: "Non posso andare oltre". I
sindacati adesso fanno sfoggio di realismo. Al momento - dicono - non c'è che
l'offerta di Air France; e sebbene il piano sia stato giudicato "inaccettabile"
dalle categorie interessate, ci siederemo ugualmente al tavolo a discutere. Ma
fino a quando? "Non abbiamo alternative a trattare con Air France",
dice il segretario della Cgil. "Per il momento - aggiunge Raffaele
Bonanni, leader della Cisl - trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo
di fronte, cioè i francesi. E tratteremo punto su punto".EAngeletti
aggiunge: "Non è tanto il problema degli esuberi che Air France pone,
quello che avversiamo è la riduzione delle attività: meno aerei significa meno
operatività". Nonostante la minore operatività si traduca in una riduzione
del personale di volo, gli assistenti di volo dell'Anpav sostengono che quella
dell'Air France rappresenta "l'unica soluzione valida, dopo mesi di aste e
offerte rivelatesi inconcludenti, inadeguate o con conseguenze sociali ancora
più pesanti". Di parere opposto i piloti dell'Anpac. "Le distanze
sono incolmabili - dice il presidente Fabio Berti - ma ugualmente andremo al
tavolo del negoziato" di domani. Di cordate alternative i sindacati non vogliono
nemmeno sentir parlare; la sterzata rispetto ai giorni scorsi è evidente.
"Quando si manifesterà la valuteremo ", osserva Bonanni, che per
primo aveva addirittura sponsorizzato l'intervento della Lufthansa.
"Eppoi, oltre a vederla, bisognerà anche che questa cordata faccia
proposte migliorative rispetto a quelle dell'Air France. Nel frattempo
trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte". E la stessa
Renata Polverini dell'Ugl ricorda che "c'è una trattativa in corso e abbiamo
il dovere di tentare di portarla avanti, altrimenti dovremo fare i conti con il
fallimento". L'Alitalia ha liquidità per un
mesetto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 0 "La ricetta Veltroni? Bot e Cct al 20% è nella storia del
Pd" di Gian Battista Bozzo Tremonti: dietro i proclami della campagna
elettorale si nasconde un'altra stangata sulle rendite. è come dire: offro io
ma pagate voi. Chi tene per i suoi soldi deve votare Pdl da Roma Professor
Tremonti, come va la campagna del 13 aprile? Davvero è così influenzata dalla
legge elettorale? "Cerchiamo d'essere realisti. In questo momento, il
problema non è tanto quello di una buona legge elettorale, quanto di una buona
campagna elettorale. Ogettivamente questa legge elettorale non è il massimo,
sulla dimensione dei collegi e sul meccanismo del Senato. In ogni caso, è stata
fin troppo demonizzata. Faccio un esempio: la sinistra ha attribuito alla legge
elettorale il fallimento del governo Prodi, basato su una coalizione troppo
ampia, dunque troppo disomogenea, una coalizione forzata proprio dal meccanismo
elettorale. Adesso il Partito democratico si presenta in alternativa a quella
formula, con una coalizione più piccola ma più omogenea. C'è un dettaglio. La
legge elettorale è sempre la stessa e non ha impedito, all'opposto ha
consentito, il passaggio dalla coalizione “sbagliata” alla coalizione “giusta”.
Segno che la legge elettorale non c'entra niente, e che il governo Prodi non è
caduto per causa sua, ma per causa di un errore politico". Al voto mancano
solo due settimane. Due anni fa, alla vigilia delle politiche 2006,
c'incontrammo all'Ecofin di Vienna e lei confidò di conoscere un sondaggio
americano che dava le due coalizioni alla pari. Ha per caso qualche sondaggio
americano nascosto in tasca anche stavolta? "Flashback: i sondaggi
“americani” non erano americani, ma italiani. Di “americana” c'era solo
l'analisi. Un'analisi molto semplice, che arrivava a questa conclusione: il
fattore cruciale sarebbe stato costituito dall'affluenza al voto. Se fosse
andato a votare più dell'80% degli elettori, la partita si sarebbe giocata
intorno ai 20mila voti. Così è stato. In questi termini, la strategia da
applicare da parte della Cdl non era quella di conquistare nuovi voti ma di
riprendere i voti vecchi, riportando a votare il nostro elettorato. Ci siamo
riusciti grazie all'impegno straordinario del presidente Berlusconi, ma anche
grazie al fattore Vicenza. Lì, al convegno della Confindustria, ci fu l'errore
di Prodi. Alla domanda “come coprirai la tua promessa sul cuneo fiscale?”, la
risposta fu nel dare un numero che si poteva coprire solo con le tasse. Prodi a
Vicenza ha fatto come quello che entra al bar e dice “pago da bere per tutti”.
Poi uno gli chiede “ma chi paga?”, e lui risponde “voi”. In questi termini, per
noi fu sufficiente rendere noto il numero fiscale di Prodi: più tasse e più
contributi, cosa che è puntualmente accaduta. A Porta a Porta dissi che avrebbe
tassato le rendite finanziarie, cioè Bot e Cct. Credo che anche questa paura
abbia riportato l'elettorato al voto". E oggi? "Dietro le “promesse”
di Veltroni, la copertura non cambia, è sempre la stessa: la tassazione delle
rendite, cioè la tassazione del risparmio popolare, dal 12,50 al 20%. Si scrivono
“promesse”, si leggono “tasse”. L'incompiuta di Prodi sulle rendite è
nell'ideologia del Partito democratico". E questo vuol dire che...
"Chi, il 13 e 14 di aprile vuole stare tranquillo sulla sorte del suo
risparmio, non deve farsi scappare la mano, ed evitare accuratamente di votare
per il Partito democratico. Vede, Veltroni gira l'Italia come, una volta,
facevano i venditori: per ogni piazza una promessa, unguenti miracolosi buoni
per tutto e per tutti, per uomini e animali. Sembrerà provinciale, ma glielo dico
in tre lingue, in inglese, italiano e greco. I democratici fanno come i
venditori ambulanti americani, per cui si dice "Lie the day, fly the
night". Menti di giorno, scappa di notte. "Esatto. In italiano: non
vengo da Lodi per lodarvi, non vengo da Piacenza per piacervi... Quanto al
greco, Veltroni si rifà a una commedia di Aristofane, “il Venditore di
decreti”. A ogni domanda corrisponde come risposta un decreto salvifico: 1000
dollari per tutti, per i giovani, per i pensionati... E le coperture arrivano
con due voci, i fondi globali, che nella Finanziaria di Prodi non ci sono, e le
tasse. Voti oggi, paghi domani". A proposito, quella voce di un ritorno di
Vincenzo Visco come eventuale ministro tecnico delle Finanze nel governo
Veltroni? "Veltroni dice che al primo Consiglio dei ministri varerà dieci
decreti, ma non dice chi sarà il ministro dell'Economia che li firmerà.
Intanto, quella voce non è stata smentita". Governare l'economia, di
questi tempi, non sarà semplice. Si aspetta brutte sorprese quando i conti
dello Stato saranno verificati? "Sono un po' stanco di andare ai dibattiti
e sentire serie di numeri imparati a memoria. I numeri veri sono quelli
ufficiali, appena comunicarti dal governo Prodi: crescita economica 0;
inflazione 3-5%; pressione fiscale al massimo storico, verso il 44%; deficit
pubblico che tende verso il limite europeo del 3%. Sono numeri che escludono il
risanamento dell'economia e dei conti pubblici". Ma dicono che anche voi
non avete fatto molto meglio. "Una sola risposta: negli anni del governo
Berlusconi, a causa della congiuntura economica negativa che ha impattato
sull'intera Europa, i conti pubblici per cui la commissione Prodi ha proposto
le sanzioni non sono stati quelli italiani, ma quelli francesi e tedeschi. Ho
l'impressione che Prodi avrebbe preferito sanzionare l'Italia, non la Francia o
la Germania. Credo che questo sia un argomento decisivo, e ricordo che quando
abbiamo lasciato il governo nel
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
RISIKO DEI CIELI Alitalia, domani round
decisivo. I sindacati puntano sulla trattativa. Duello tra Berlusconi e Veltroni
I leader di Cgil, Cisl e Uil insistono: faremo di tutto per cambiare il piano
Anpac: distanze eccessive.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Addio Malpensa, da
oggi la nuova rotta è Fiumicino E Air One lancia l'offensiva per occupare gli
slot lasciati liberi Con i primi voli di stamattina parte il nuovo orario
estivo di Alitalia. Per quest'anno non è una scadenza
di routine. Il passaggio segna l'avvio del trasferimento dei voli
intercontinentali su un solo hub, Roma Fiumicino, lasciando Malpensa. La tappa
più discussa del piano industriale "di sopravvivenza" di Alitalia: per i vertici della compagnia la scelta era necessaria e
indifferibile per ridurre il "trend di perdite insostenibile" dovuto
al vecchio assetto del network. Alitalia, con i
conti in forte perdita e un indebitamento oltre quota 1,36 miliardi, da un anno
e mezzo attende che si concluda il percorso avviato per la privatizzazione:
ha spiegato il progetto sottolineando "l'impossibilità, allo stato, di
alimentare in modo efficiente e produttivo due hub", quindi
l'improrogabile esigenza di radicali interventi. La scelta di puntare su un
solo hub è confermata dal piano di Air France-Klm per l'acquisizione. Per
tamponare perdite per circa 200 milioni l'anno su Malpensa, Alitalia
lascia 180 slot (i corridoi orari per decolli e atterraggi) su 350. Una
sforbiciata soprattutto dei voli di federaggio (che portano passeggeri da
tutt'Italia in connessione con i voli intercontinentali). Malpensa resta
collegato con nove destinazioni nazionali, 26 internazionali e tre
intercontinentali (in tutto 38 per 366 frequenze settimanali) a cui si
aggiungono 23 della controllata low cost Volareweb. Ma non sarà più un hub,
visto che Alitalia manterrà solo i tre voli
intercontinentali remunerativi (New York, San Paolo, Tokio) trasferendo i
restanti
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Epifani: non c'è
alternativa ad Air France Roma. Il round decisivo per l'Alitalia
è previsto per domani, quando i sindacati si troveranno di nuovo faccia a
faccia con l'amministratore delegato di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta.
Certo, la strada per un accordo è tutta in salita. Il piano messo a punto da
Parigi, con gli oltre duemila esuberi, il ridimensionamento delle attività
"Cargo" e l'addio a Malpensa, non va proprio giù ai lavoratori della
compagnia. Ma il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, da Brescia spiega che,
per ora, "non c'è alcuna alternativa alla trattativa con Air France".
Insomma, il confronto prosegue e la Cisl, annuncia il segretario generale,
Raffaele Bonanni, "lotterà punto per punto per migliorare il piano".
Il nodo che bisogna sciogliere, aggiunge il numero uno della Uil, Luigi
Angeletti, "non è tanto la questione degli esuberi ma la riduzione delle
attività che comporta un ridimensionamento dell'operatività". Più duri i
piloti. La principale associazione, l'Anpac, sarà presente al tavolo della
trattativa dopo aver disertato il vertice sindacale di venerdì. Ma nei giorni
scorsi non ha nascosto il suo scetticismo preferendo, per la compagnia, la
strada del fallimento rispetto al piano Air France. Cgil, Cisl e Uil, invece,
preferiscono trattare proprio per evitare che nella cabina di guida della
società si sistemi un commissario nominato dal tribunale. Il dossier Alitalia continua a tenere banco nella campagna elettorale.
Ieri l'ennesimo duello a distanza fra il leader del Pd, Walter Veltroni e
quello del Pdl, Silvio Berlusconi. L'ex sindaco di Roma si schiera per il
negoziato con Parigi anche se chiede salvaguardie per Malpensa. Il Cavaliere,
pur insistendo sulla cordata italiana, gioca in difesa e osserva: "Io non
c'entro più nulla, ormai la palla è nelle mani degli imprenditori". Una
posizione che non basta ad evitare nuove bordate da parte del segretario del
Partito democratico: "Qualcuno si è comportato come Fregoli - spiega
Veltroni riferendosi ovviamente a Berlusconi - Ha annunciato che esisteva una
cordata, poi che era difficile da fare, poi ci ha messo dentro i parenti e,
infine, sui giornali si è detto che c'erano quattro imprenditori pronti a
parteciparvi e in un'ora e mezzo è arrivata la smentita da parte di tre".
Critiche rilanciate anche da Massimo D'Alema: "La cosa stupefacente è che
dopo un anno dall'avvio della procedura di vendita, dopo non aver proposto
nulla, Berlusconi si è accorto in campagna elettorale che c'è il problema Alitalia". Sull'altro fronte, il Cavaliere, anche se
con un pizzico di prudenza in più, non fa dietrofront: "La cordata è nei
fatti e sono sicuro che si realizzerà una volta chiusa la trattativa con Air
France". Tempi che, però, potrebbero essere addirittura più stretti. Per
il numero due della commissione Ue, Franco Frattini, gli imprenditori
potrebbero farsi avanti già entro questa settimana. Roberto Calderoli, della
Lega, annuncia che la cordata padana già esiste: "Non faccio nomi di chi
ha detto sì per non bruciare la possibilità che altri se ne aggiungano".
Mentre il leader del carroccio, Umberto Bossi ha una tesi tutta sua: "Se Berlusconi non investe su Alitalia è solo
perchè c'è la contrarierà assoluta da parte della sinistra". Scettico,
invece, il segretario dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: "Non abbiamo
bisogno di cavalieri bianchi che salvano l'Alitalia con i
soldi pubblici". Anche Piero Fassino non lesina critiche al Cavaliere,
arrivando ad accusarlo di "turbativa" del negoziato. Secca la
replica di Fabrizio Cicchitto (Fi) che ricordando i "saliscendi" del
titolo Telecom durante la scalata del "capitano coraggioso" ammonisce
l'ex segretario diessino dal fare "lo spiritoso su problemi che riguardano
l'insider trading". an.tr.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma Ferrero:
irricevibile la proposta di Parigi ANTONIO TROISE Roma. "La proposta di
Air France è irricevibile. Così com'è non può essere accettata". Il
ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, esponente di punta di
Rifondazione comunista e della Sinistra arcobaleno, è preoccupato. E non
nasconde la sua irritazione per le mosse di Berlusconi: "Se davvero esiste
una cordata italiana alternativa ad Air France è positiva. Ma deve venire fuori
subito, per poter avviare la stretta finale della trattativa con più ipotesi
sul tappeto". E se la proposta tricolore non arriva? "I sindacati
devono continuare a trattare. Non è sufficiente bocciare la proposta per
chiudere definitivamente il confronto. Ma quello che davvero non capisco è
l'iniziativa di Berlusconi. Se la cordata non esistesse il leader del Pdl
sarebbe un vero criminale politico. Non si può scherzare sulla pelle della
gente. Qui non siamo in presenza di una partita a Monopoli. La posta in gioco
riguarda il destino di migliaia di lavoratori. Si insiste molto su Malpensa, ma
i punti che rischiano di essere più colpiti dal piano di Air France sono quelli
di Roma e di Napoli". Per questo spera che la cordata italiana possa
rimettere le cose a posto? "Vedremo. Con due ipotesi sul tappeto si può
scegliere quale sia la migliore". Resta il fatto, però, che anche se si
raggiungesse un accordo, l'ultima parola spetterà al prossimo governo.
"Questo è vero. Ma è necessario creare subito condizioni di chiarezza.
Dobbiamo sapere con precisione quale sarà il destino della compagnia e dei
lavoratori". Scusi, ma secondo lei il dossier Alitalia è stato gestito nel migliore dei modi? O, come dicono i
sindacati, forse il governo avrebbe potuto fare qualcosa in più per rendere
meno complessa la trattativa? "Penso che ci sia stato un eccesso di
affidamento sul versante Air France sia da parte del ministro dell'Economia che
del presidente del Consiglio. Una critica che, tra l'altro, è già stata
esplicitata dal ministro dei Trasporti Bianchi. Forse, il Pd, avrebbe fatto
meglio a puntare su una trattativa aperta a più cordate". Però, Veltroni,
è sempre stato piuttosto cauto su Air France... "Si chiariscano fra di
loro. Uno è il presidente e l'altro il segretario del partito che è stato
l'azionista di maggioranza del governo. Questo, naturalmente, non vuole affatto
dire che la crisi di Alitalia sia attribuibile al Pd.
La compagnia è stata letteralmente devastata nei cinque anni del governo
Berlusconi. La destra ha responsabilità galattiche. E non vorrei che oggi, le
cordate di imprenditori legati ad An e alla Lega, continuino a scommettere sul
fallimento di Alitalia solo per accaparrarsi pezzi di
mercato e nuove rendite di posizione". Torniamo alla trattativa di lunedì.
Quali sono i punti da cambiare? "Non c'è solo un problema di esuberi e di
tagli all'occupazione. Ma anche di politiche industriali. Bisognerà capire se
l'Alitalia diventerà semplicemente un marchio o
continuerà ad avere un cuore pulsante nel nostro Paese. Sono questi gli assi su
cui misurare le proposte di Air France".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Paghe più alte del
30% per i piloti d'Oltralpe "Le retribuzioni medie dei
piloti Alitalia sono inferiori del 30% rispetto a quelle dei piloti dei
principali vettori europei (AirFrance, Klm, Lufthansa, British Airways e
Iberia)". Lo sostengono i piloti dell'Anpac: "Il massimo annuo lordo
per un comandante Alitalia anziano che opera su tratte di lungo raggio è 170mila euro,
lontani dai 240mila di cui si favoleggia".
( da "Voce d'Italia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Gli slot liberi occupati da altre compagnie gia' operative Alitalia abbandona
Malpensa Cancellati il 72% dei voli che transitavano dallo scalo milanese
Milano, 30 mar- Il 72% dei voli Alitalia da oggi lascia
lo scalo milanese. Invece dei 380 che regolarmente transitano a Malpensa la
domenica, oggi i voli saranno solo 102,
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 0 Tremonti: "La ricetta Veltroni? Bot e Cct al 20%" di Gian
Battista Bozzo L'ex ministro dell'Econimia: dietro i proclami della campagna
elettorale si nasconde un'altra stangata sulle rendite. è come dire: offro io ma
pagate voi. Chi tene per i suoi soldi deve votare Pdl da Roma Professor
Tremonti, come va la campagna del 13 aprile? Davvero è così influenzata dalla
legge elettorale? "Cerchiamo d'essere realisti. In questo momento, il
problema non è tanto quello di una buona legge elettorale, quanto di una buona
campagna elettorale. Ogettivamente questa legge elettorale non è il massimo,
sulla dimensione dei collegi e sul meccanismo del Senato. In ogni caso, è stata
fin troppo demonizzata. Faccio un esempio: la sinistra ha attribuito alla legge
elettorale il fallimento del governo Prodi, basato su una coalizione troppo
ampia, dunque troppo disomogenea, una coalizione forzata proprio dal meccanismo
elettorale. Adesso il Partito democratico si presenta in alternativa a quella
formula, con una coalizione più piccola ma più omogenea. C'è un dettaglio. La
legge elettorale è sempre la stessa e non ha impedito, all'opposto ha
consentito, il passaggio dalla coalizione “sbagliata” alla coalizione “giusta”.
Segno che la legge elettorale non c'entra niente, e che il governo Prodi non è
caduto per causa sua, ma per causa di un errore politico". Al voto mancano
solo due settimane. Due anni fa, alla vigilia delle politiche 2006,
c'incontrammo all'Ecofin di Vienna e lei confidò di conoscere un sondaggio
americano che dava le due coalizioni alla pari. Ha per caso qualche sondaggio
americano nascosto in tasca anche stavolta? "Flashback: i sondaggi
“americani” non erano americani, ma italiani. Di “americana” c'era solo
l'analisi. Un'analisi molto semplice, che arrivava a questa conclusione: il
fattore cruciale sarebbe stato costituito dall'affluenza al voto. Se fosse
andato a votare più dell'80% degli elettori, la partita si sarebbe giocata
intorno ai 20mila voti. Così è stato. In questi termini, la strategia da
applicare da parte della Cdl non era quella di conquistare nuovi voti ma di
riprendere i voti vecchi, riportando a votare il nostro elettorato. Ci siamo
riusciti grazie all'impegno straordinario del presidente Berlusconi, ma anche
grazie al fattore Vicenza. Lì, al convegno della Confindustria, ci fu l'errore
di Prodi. Alla domanda “come coprirai la tua promessa sul cuneo fiscale?”, la
risposta fu nel dare un numero che si poteva coprire solo con le tasse. Prodi a
Vicenza ha fatto come quello che entra al bar e dice “pago da bere per tutti”.
Poi uno gli chiede “ma chi paga?”, e lui risponde “voi”. In questi termini, per
noi fu sufficiente rendere noto il numero fiscale di Prodi: più tasse e più
contributi, cosa che è puntualmente accaduta. A Porta a Porta dissi che avrebbe
tassato le rendite finanziarie, cioè Bot e Cct. Credo che anche questa paura
abbia riportato l'elettorato al voto". E oggi? "Dietro le “promesse”
di Veltroni, la copertura non cambia, è sempre la stessa: la tassazione delle
rendite, cioè la tassazione del risparmio popolare, dal 12,50 al 20%. Si
scrivono “promesse”, si leggono “tasse”. L'incompiuta di Prodi sulle rendite è
nell'ideologia del Partito democratico". E questo vuol dire che...
"Chi, il 13 e 14 di aprile vuole stare tranquillo sulla sorte del suo
risparmio, non deve farsi scappare la mano, ed evitare accuratamente di votare
per il Partito democratico. Vede, Veltroni gira l'Italia come, una volta,
facevano i venditori: per ogni piazza una promessa, unguenti miracolosi buoni per
tutto e per tutti, per uomini e animali. Sembrerà provinciale, ma glielo dico
in tre lingue, in inglese, italiano e greco. I democratici fanno come i
venditori ambulanti americani, per cui si dice "Lie the day, fly the
night". Menti di giorno, scappa di notte. "Esatto. In italiano: non
vengo da Lodi per lodarvi, non vengo da Piacenza per piacervi... Quanto al
greco, Veltroni si rifà a una commedia di Aristofane, “il Venditore di
decreti”. A ogni domanda corrisponde come risposta un decreto salvifico: 1000
dollari per tutti, per i giovani, per i pensionati... E le coperture arrivano
con due voci, i fondi globali, che nella Finanziaria di Prodi non ci sono, e le
tasse. Voti oggi, paghi domani". A proposito, quella voce di un ritorno di
Vincenzo Visco come eventuale ministro tecnico delle Finanze nel governo
Veltroni? "Veltroni dice che al primo Consiglio dei ministri varerà dieci
decreti, ma non dice chi sarà il ministro dell'Economia che li firmerà.
Intanto, quella voce non è stata smentita". Governare l'economia, di
questi tempi, non sarà semplice. Si aspetta brutte sorprese quando i conti
dello Stato saranno verificati? "Sono un po' stanco di andare ai dibattiti
e sentire serie di numeri imparati a memoria. I numeri veri sono quelli
ufficiali, appena comunicarti dal governo Prodi: crescita economica 0;
inflazione 3-5%; pressione fiscale al massimo storico, verso il 44%; deficit
pubblico che tende verso il limite europeo del 3%. Sono numeri che escludono il
risanamento dell'economia e dei conti pubblici". Ma dicono che anche voi
non avete fatto molto meglio. "Una sola risposta: negli anni del governo
Berlusconi, a causa della congiuntura economica negativa che ha impattato
sull'intera Europa, i conti pubblici per cui la commissione Prodi ha proposto le
sanzioni non sono stati quelli italiani, ma quelli francesi e tedeschi. Ho
l'impressione che Prodi avrebbe preferito sanzionare l'Italia, non la Francia o
la Germania. Credo che questo sia un argomento decisivo, e ricordo che quando
abbiamo lasciato il governo nel