HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL 3-5 luglio 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (59)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Il piano di Alitalia? Ci sono soltanto i sacrifici di Scajola Tutto quello che promette il ministro dello Sviluppo... e gli esuberi salgono ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Il piano di Alitalia? Ci sono soltanto i sacrifici di Scajola Tutto quello che promette il ministro dello Sviluppo... e gli esuberi salgono di Roberto Rossi/ Roma TAGLI Quattromila, ottomila, diecimila. Quanti sono gli esuberi di Alitalia? Quante persone manderà a casa il piano che sta preparando Intesa Sanpaolo?

Alitalia, gli esuberi diventano 4.000 ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Il demone del Cavalieree la picchiata di Alitalia ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma una cordata nazionale salverà Alitalia, che deve rimanere la nostra compagnia di bandiera". Non c'era alcuna necessità, ma proprio nessuna, neppure di tattica bassamente interessata a catturare voti, che il Cavaliere pronunciasse quelle parole. Il cerino acceso stava fra le dita di Romano Prodi e quelle dita avrebbe scottato.

Berlusconi rilancia <Alitalia italiana> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia italiana" --> L'Italia non può perdere la compagnia di bandiera. Silvio Berlusconi ribadisce l'impegno del governo perché "Alitalia resti italiana". Ma, dopo le indiscrezioni sugli esuberi (da 4.000 a 10.000, stando alla girandola di voci circolata in questi giorni), l'esecutivo continua a dare segnali sulla necessità di tagli al personale,

Il caro petrolio mette a rischio il piano B di AirOne ( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: patron di AirOne ci aveva scommesso molto per rilanciare la sua compagnia quando Alitalia era a un passo dai francesi. Puntare sui collegamenti a lungo raggio, tra i quali quelli con gli Stati Uniti, era un modo per cercare un'alternativa alla sconfitta con Parigi. Ma la scelta si sta rilevando, secondo quanto risulta a Il Tempo, ancora lontana dagli obiettivi.

A giorni il verdetto sul prestito ( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto sempre sul tema Alitalia il presidente della Commissione Trasporti del Senato, Luigi Grillo, ha richiamato le organizzazioni dei lavoratori ad "avere un atteggiamento più responsabile e comprendere che non esiste un risanamento che non passi attraverso tagli".

I piloti pronti ( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Poi avverte "che nei prossimi giorni, nel pieno dell'estate, i 20 mila lavoratori di Alitalia si considereranno tutti esuberi e bloccheranno non soltanto Alitalia, ma l'intero trasporto aereo italiano sino a quando qualcuno non si sarà chiarito le idee sul che fare e come".

Berlusconi insiste: Alitalia resti italiana Ma servono sacrifici ( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Girandola di numeri sugli esuberi: tra 4 e 10 mila Berlusconi insiste: "Alitalia resti italiana" Ma servono sacrifici L'Italia non può perdere la compagnia di bandiera. è secco il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel ribadire l'impegno del governo perché l'Alitalia resti italiana. Ma, dopo le indiscrezioni sugli esuberi (si va da 4.

Alitalia, passera a bruxelles scajola: "servono sacrifici" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Passera a Bruxelles Scajola: "Servono sacrifici" Berlusconi: non possiamo perdere la compagnia di bandiera Alitalia deve rimanere italiana. Esiste una cordata nazionale e si appaleserà a breve Quando saremo al governo diremo no alle proposte irricevibili di Air France L'Europa non si metta a zignare sul prestito ponte da 300 milioni per la compagnia ETTORE LIVINI MILANO

Spunta lo spettro della "cura sabena" tagli drastici e rotte ridimensionate ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impressione tra gli advisor è che anche per Alitalia sia necessaria una cura da cavallo di questo genere. Il disegno è sempre lo stesso. Una fusione tra Air One (ma a che prezzo?) e un'Alitalia "light" senza debiti e con un network "bonsai" in una nuova società assieme alle attività di manutenzione leggera da ricapitalizzare con i nuovi soci.

E a tavola piersilvio contestò papà "non voglio agostino in azienda" - mauro favale ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri,

Capitalismo da cani ( da "Manifesto, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: o in grado di salvare tre o quattro volte la decotta Alitalia. C'è persino da felicitarsi della scelta della signora Helmsley: immaginate se invece si fosse affezionata alle tarantole, o alle iguane. Ironie a parte, il lascito dell'ineffabile Leona dovrà essere citato ogni volta che qualcuno pone a noi e al nostro giornale, la domanda: "Ma perché diavolo siete anticapitalisti?

<L'ho contattato io Le telefonate? È solo gusto da guardoni> ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?". Le basta un'ora e mezza? In onda "Se sforiamo nessuno protesta". Nel dubbio di sembrare troppo morbido, sarà più severo del solito?

Banchieri in visita a Palazzo Chigi ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di certo sulla scrivania del governo, a cominciare da Alitalia, non mancano dossier che potrebbero interessare Goldman. E magari altri. Blankfein è infatti solo l'ultimo "banker" sbarcato dagli Usa ad aver fatto visita al premier. Tre settimane fa era toccato al gran capo di Jp Morgan, James Dimon ( foto a destra).

Alitalia, Passera in missione a Bruxelles ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il ministro ha esplicitamente parlato della necessità di "sacrifici", indispensabili per rimettere Alitalia nelle condizioni di ripartire. Quanto ad altre indiscrezioni, che volevano il Consiglio dei ministri di domani impegnato ad adeguare la legge Marzano alle esigenze di Alitalia, il ministro delle Attività produttive ha negato che sia "argomento in discussione".

Nessuna smentita ufficiale sui possibili esuberi di Alitalia e i sindacati minacciano di bloccare le attività già dalla prossima settimana ( da "Liberazione" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sarà a Bruxelles per incontrare il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, e quello al mercato interno, Charlie McCreevy, per parlare di Alitalia. Ai commissari europei Passera potrebbe illustrare la struttura del finanziamento che Intesa SanPaolo, come advisor, sta elaborando per la privatizzazione di Alitalia. 03/07/2008.

Alitalia, attesa per il piano: esuberi e spezzatino ( da "Campanile, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Serviranno sacrifici" Tempi sempre più duri per Alitalia. Dopo il fallimento della trattativa con Air-France, che prevedeva 2mila esuberi e il successivo varo del prestito ponte, ieri un noto quotidiano romano ha pubblicato le anticipazioni dell'analisi di Banca Intesa, advisor nominato dal governo, che di tagli, invece, ne prevede 10mila.

Scajola: Servono sacrifici per Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 03 Luglio 2008 Chiudi Il ministro ammette la necessità dei tagli per il risanamento. Ma per le sigle sindacali è "inaccettabile" dimezzare l'azienda Scajola: "Servono sacrifici per Alitalia" Berlusconi: "Non possiamo perdere la compagnia". Sindacati contro gli esuberi.

ROMA - I sacrifici ci saranno. E' lo stesso ministro dello sviluppo economico, Claudio ( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lo stesso ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ad ammettere che per salvare Alitalia non c'è altra via. Ma quando il prezzo da pagare può arrivare a toccare 10 mila esuberi, come anticipato dal Messaggero di ieri, allora i sindacati sono pronti ad alzare le barricate minacciando di bloccare Alitalia e tutto il trasporto aereo.

Alitalia cucinata con tagli e spezzatino ( da "Opinione, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia cucinata con tagli e spezzatino di Alessandra Mieli Sembra quello che si definisce uno "scherzo da prete". Ma, disgraziatamente per i dipendenti di Alitalia, è l'amara realtà. Le indiscrezioni che sono trapelate sul piano di "salvataggio" messo a punto dell'advisor Intesa SanPaolo prevedrebbe lo spezzatino della compagnia di bandiera e fino a un massimo di 10 mila esuberi.

Alitalia, raddoppia il taglio ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Comitato pro Papa Pio ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Tajani: soluzione in linea con norme Ue Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym

Ex ceramica Pozzi "Ligresti tolga l'eternit dal tetto" ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fa tutti i giornali parlavano di lui come membro della cordata che avrebbe potuto salvare l'Alitalia. A Gattinara, invece, si parla di lui da mesi, anzi da anni. A Ligresti, infatti, risale la proprietà dell'ex ceramica Pozzi, uno dei punti più degradanti della città del vino, a causa di quella distesa di eternit di 40 mila metri quadrati che si trova a ridosso delle abitazioni.

Saccà è tornato nel suo ufficio in Rai Ora farà causa a Viale Mazzini ( da "Quotidiano.net" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri,

Saccà torna nel suo ufficio e farà causa a Viale Mazzini Ma Rai ricorre al tribunale del lavoro e riparte all'attacco ( da "Quotidiano.net" del 03-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri,

Alitalia, piano ad agosto ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soluzione a favore del risanamento e del rilancio di Alitalia sia pienamente in sintonia con la normativa comunitaria", ha commentato al termine dell'incontro Tajani, sul cui tavolo c'è il dossier del prestito-ponte da 300 milioni di euro versato nelle casse di Alitalia e che Bruxelles sospetta essere un aiuto di Stato incompatibile con le regole europee della libera concorrenza.

Roma-Fiumicino si scusa<Colpa degli handler> ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: disservizio patito dai passeggeri dei due voli Alitalia atterrati a Genova due giorni fa e rimasti senza bagagli. I passeggeri, quasi tutti americani, avrebbero dovuto imbarcarsi ieri a Genova a bordo della nave Carnival Splendor per una crociera. Adr precisa, nella stessa nota, che dal 2001 il servizio di carico, scarico e consegna dei bagagli viene effettuato dalle società di "

Pubblicità dell'alitalia interrompe le telefonate ( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina III - Roma Pubblicità dell'Alitalia interrompe le telefonate Mi è capitato quattro volte negli ultimi cinque giorni, mentre ero al telefono con utenti Telecom e Infostrada. La telefonata è stata interrotta da una pubblicità dell'Alitalia, che solo l'interlocutore poteva ascoltare, mentre a me risultava caduta la linea.

"su alitalia non gettiamo la spugna" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia "Su Alitalia non gettiamo la spugna" Passera:"Caso difficile, ma numeri prematuri sugli esuberi".Verso lo scorporo dei servizi di terra Veltroni: "Con Air France la compagnia ora sarebbe in sicurezza" ETTORE LIVINI MILANO - "La situazione di Alitalia è molto difficile, faremo di tutto per trovare una soluzione.

Alitalia, per Passera la situazione è molto difficile Prematuri i numeri degli esuberi Una soluzione va comunque trovata ( da "Unita, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, per Passera la situazione è molto difficile Prematuri i numeri degli esuberi "Una soluzione va comunque trovata" di Roberto Rossi/ Roma TAGLI? Per ora nessun numero. Sugli esuberi Alitalia, Intesa Sanpaolo non azzarda cifre. Prudentemente la banca chiamata dal governo a scrivere il piano di salvataggio della compagnia di bandiera non ha confermato le indiscrezioni circolate

Passera (Intesa): La situazione è molto difficile ( da "Manifesto, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Passera (Intesa): "La situazione è molto difficile" L'Alitalia resta in piena turbolenza e rischia di precipitare sulla ulteriore spinta dell'aumento del prezzo del petrolio. Ma solo ai primi di agosto, IntesaSanpaolo consegnerà al governo il suo piano di salvataggio per la compagnia di bandiera e solo allora si saprà esattamente quanti lavoratori saranno licenziati.

ROMA - Corrado Passera riconosce che la situazione è molto difficile ma Intesa Sanp ( da "Messaggero, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: legge Marzano per consentire la ristrutturazione mediante spezzatino della società aerea, con la nascita di una nuova mini-Alitalia, da far acquistare ad una newco con Air One e alcuni imprenditori. Ma il provvedimento legislativo in fieri dovrà consentire di dividere in due la compagnia separando la vecchia Alitalia con dentro lo stato, alcune società e un carico di dipendenti;

Con il commissario Ue il banchiere ha discusso alcuni punti della nuova "Marzano" per evitare il rischio di aiuto di Stato Alitalia, Passera: Situazione difficile Prematuro parlare ( da "Messaggero, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 04 Luglio 2008 Chiudi Con il commissario Ue il banchiere ha discusso alcuni punti della nuova "Marzano" per evitare il rischio di aiuto di Stato Alitalia, Passera: "Situazione difficile" "Prematuro parlare di tagli". Il capo di Intesa ieri a Bruxelles da Tajani.

È urgente privatizzare ma soprattutto liberalizzare ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Alitalia è urgente privatizzare ma soprattutto liberalizzare C'è da augurarsi che i sessanta giorni assegnati ad Intesa San Paolo per "ripensare" Alitalia producano non soltanto un piano industriale coraggioso, ma ancor più una visione generale davvero al servizio degli interessi del Paese, che rimetta Alitalia in carreggiata (

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-04 num: - pag: 6 La Nota di M... ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Walter Veltroni cerca di spostare l'attenzione su salari, crisi dell'Alitalia, pensioni. Punta così a non essere condizionato da un'agenda dettata da Palazzo Chigi. Forse, però, la sua voglia di parlare di questioni concrete serve anche a disarmare la sinistra più estrema e l'alleato Antonio Di Pietro, che sulla giustizia incalzano e criticano il Pd;

Alitalia frenata sui tagli ( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia il piano passera e le smentite di scajola ( da "Riformista, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia il piano passera e le smentite di scajola Gli esuberi potrebbero essere diecimila Gli esuberi in Alitalia, alla fine, saranno almeno il triplo dei 2100 prospettati da Air France. I numeri circolano non "perché fa caldo", come sostiene il ministro Scajola, ma perché il salvataggio della compagnia passa necessariamente per una operazione che,

<Piano secondo le regole dell'Ue> ( da "Campanile, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano per salvare Alitalia non è pronto. Manca ancora qualcosa. Del resto, secondo gli accordi con il governo, la scadenza è fissata alla fine del mese, per la precisione il primo agosto. Nel frattempo però, Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, l'advisor nominato dal governo per cercare una soluzione che salvi la compagnia di bandiera,

Intervista a Massimo Ceccanti/ Fare il congresso è l'unica cosa sensata ( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Faccio un esempio concreto, l'altro giorno il gruppo di Italia Dei Valori al Senato ha proposto una pregiudiziale di costituzionalità su Alitalia: gli abbiamo detto subito che non lo avremmo votato. A volte ci troviamo più d'accordo con loro, altre volte con l'Udc. Dipende dall'argomento di cui parliamo.

<Alitalia, soluzioni in sintonia con le regole Ue> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è stato conferito il mandato di advisor per la privatizzazione di Alitalia. PRESTITO NEL MIRINO Sul tavolo del commissario Ue c'è il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni versato dal governo nelle casse di Alitalia e che Bruxelles sospetta essere un aiuto incompatibile con le regole Ue sulla libera concorrenza: "Ho chiesto espressamente", ha sottolineato Tajani,

Intercettazioni, il gip: decisione entro 7 giorni ( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: parlato neppure di Alitalia, ha inoltre aggiunto Ronchi. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha confermato un disegno di legge sulle intercettazioni che però, ha sottolineato, dovrebbe essere chiamato "salva privacy". Nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, Alfano ha auspicato che il parlamento lo approvi "come primo provvedimento dopo la pausa estiva"

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

"Sul Cuneo-Roma biglietto di andata pagato 311,33 euro" ( da "Stampa, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia in autonomia Non ci competono" "Sul Cuneo-Roma biglietto di andata pagato 311,33 euro" "Ritenete che 311,33 euro per andare da Cuneo a Roma con 70 minuti di volo in aeromobile turboelica non sia una somma esagerata, tenuto conto che non si è trattato di biglietto "business" né "open" e che il viaggio in Eurostar costa meno di un terzo e quello in vagone letto di 1ª classe

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo.

La cordata? Era una bufala ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Era una bufala Alfredo Recanatesi Alitalia Quando Corrado Passera, cioè la maggiore banca italiana, si assume un compito, per farlo desistere ce ne vuole. E se alla fine non riesce ad assolverlo c'è buona probabilità di coglierci se si conclude che quel compito era impossibile.

De Bustis divorzia da Deutsche Bank ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ingresso delle Fondazioni nella Cassa depositi e Prestiti, aveva partecipato al riassetto di Alitalia e alla partita Wind. Bei colpi. Ai quali però De Bustis non aveva saputo dare sostanza. Deutsche Bank Italia con il mercato nostrano non ha più avuto molto feeling. A 57 anni quindi per De Bustis si aprono nuove possibilità di carriera.

Oltre gli aerei, Air France investe nei treni Accordo con Veolia per entrare nell'alta velocità che fa concorrenza ai voli ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Inoltre il progetto getta una pesante ombra sul salvataggio di Alitalia. Nel piano di Intesa Sanpaolo il gruppo dovrebbe fondersi con AirOne e rafforzarsi nel mercato a breve raggio (quello nazionale). Lo stesso dal quale Air France sta disinvestendo. ro.ro.

TEMPO A sentire i sindacati una delle poche cose certe attorno all'incerta partita Alitalia ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nuova Alitalia. Ma la partita Alitalia, oltre che sul piano sindacale, si gioca anche sul versante politico. Per chiudere il cerchio, infatti, è necessario un contesto normativo che renda praticabile lo scenario che il piano prospetta. Secondo molti osservatori servirebbe la revisione della legge Marzano, nata sull'onda della crisi Parmalat per fronteggiare problematiche finanziarie.

Con l'inflazione al 3,8% difficile il negoziato sul modello contrattuale Epifani avverte le imprese che la questione salariale è prioritaria nella definizione di un accordo. Bersa ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con gli esuberi annunciati per Telecom e per Alitalia come se fossero noccioline, e problemi per la chimica e l'indotto Fiat".Insomma, ha concluso il leader Cgil, "non possiamo trasferire tutti i problemi sul lavoro". La risposta della Guidi è stata immediata. Da un lato conciliante, quando ha spiegato che l'idea dei contratti individuali "era una provocazione",

La bufala della cordata italiana ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ulteriore ciclo di ristrutturazioni e di aggregazioni che sta prendendo l'avvio aggiunge nuove complicazioni nella ricerca di un futuro per Alitalia almeno per due motivi. Intanto perché crescerà la dimensione media dei competitori sul mercato del trasporto aereo accentuando la rilevanza delle economie di scala sugli acquisti di carburante, sulle manutenzioni e sulle reti di vendita.

L'antitrust boccia il governo sulla concessione a autostrade - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo di introdurre una norma che lascia di fatto all'Anas la possibilità di decidere da sola a chi dare in concessione un bene dello Stato. E Bruno Tabacci (Rosa bianca) arrivò addirittura a "denunciare" un qualche interesse a tenersi buoni i Benetton (proprietari di Autostrade), nella speranza che partecipassero a una cordata per Alitalia.

Incroci banche-imprese entro l'estate via i tetti - andrea greco ( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vedi Alitalia ? e l'aumento di possibilità che qualche gruppo industriale finisca in cattive acque visti i tassi in rialzo ? si pensi al comparto degli operatori immobiliari ? devono avere avuto un ruolo nell'accelerazione dell'agenda del governo in merita.

Primo bilancio per il governo Berlusconi. Fra i 67 provvedimenti varati finora spiccano l ( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abolizione dell'Ici e la detassazione degli straordinari, ma anche la rivoluzione della Finanziaria. Già in vigore anche il decreto anti-rifiuti. Molte le polemiche intorno ai provvedimenti per la sicurezza e il rinvio dei processi. E in autunno si profilano sfide delicate come il salvataggio Alitalia e la riforma federale.

Per la nuova Alitalia aerei in affitto ( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 05 Luglio 2008 Chiudi Nello spezzatino la vendita degli aeromobili: la vecchia società in liquidazione farebbe cassa e alla newco l'operazione costerebbe meno Per la nuova Alitalia aerei in affitto Nel piano di Intesa il "lease back" della flotta per rendere più snella la Compagnia.

ROMA - Vendita dei gioielli di famiglia di Alitalia. A cominciare dalla flotta aerea con la ( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. A cominciare dalla flotta aerea con la procedura del lease back. Le macchine verrebbero riprese in affitto dalla Nuova Alitalia assieme agli aeromobili "prestati" da Air One. Nel piano di salvataggio in fase di costruzione da parte di Intesa Sanpaolo, secondo quanto risulta a Il Messaggero, un passaggio saliente sarebbe costituito dalla cessione degli aeromobili della Magliana

Intesa SanPaolo ha una bella gatta da pelare con il dossier ( da "Tempo, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Ho chiesto espressamente - ha sottolineato Tajani - che ogni soluzione a favore del risanamento e del rilancio di Alitalia sia pienamente in sintonia con la normativa comunitaria". Passera non si è però sbilanciato sui tempi per la presentazione del piano industriale della compagnia di bandiera: "La durata del nostro mandato è di 60 giorni e non mi pare che i termini siano

Prime ipotesi sul piano-Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 213 Prime ipotesi sul piano-Alitalia --> Ci vorrà ancora del tempo per sciogliere il rebus Alitalia. L'intenso lavoro di tessitura del piano industriale coordinato da IntesaSanpaolo, non sembra ancora arrivato a compimento e al momento appare assai improbabile attendersi novità su questo fronte anche per la prossima settimana.

Il pasticciaccio alitalia ( da "Riformista, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una separazione chirurgica fra un'Alitalia "best company" e una "bad company", quest'ultima verosimilmente lasciata sul groppone del contribuente. La fusione dell'Alitalia "best company" con il suo principale concorrente italiano, Air One (qualche osservatore malizioso potrebbe chiedersi quale di queste due imprese venga così "salvata").


Articoli

Il piano di Alitalia? Ci sono soltanto i sacrifici di Scajola Tutto quello che promette il ministro dello Sviluppo... e gli esuberi salgono (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il piano di Alitalia? Ci sono soltanto i sacrifici di Scajola Tutto quello che promette il ministro dello Sviluppo... e gli esuberi salgono di Roberto Rossi/ Roma TAGLI Quattromila, ottomila, diecimila. Quanti sono gli esuberi di Alitalia? Quante persone manderà a casa il piano che sta preparando Intesa Sanpaolo? Tra indiscrezioni e richieste di smentite ufficiali per ora non c'è nulla di certo. Ci sono i "sacrifici" ri- chiesti dal ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, giusto ieri. C'è Corrado Passera, numero uno di Intesa, che oggi sarà a colloquio con il commissario dei Trasporti Ue Antonio Tajani e quello al mercato interno, Charlie McCreevy, proprio per parlare di Alitalia. Ai commissari Passera potrebbe illustrare la struttura del finanziamento che Intesa, come advisor incaricato dal governo, sta elaborando per la privatizzazione di Alitalia e le condizioni per la restituzione dei 300 milioni erogati dallo Stato alla compagnia in origine sotto forma di prestito ponte, poi trasformatosi in capitale, entro il 31 dicembre. Più difficile che faccia numeri sugli esuberi. Già bastano le indiscrezioni per alzare la tensione. I sindacati, che chiedo un incontro con il governo, hanno già minacciato di bloccare il trasporto aereo per agosto se non sarà fatta chiarezza. Che nessuno ha intenzione di fare, per ora. L'impressione è che la trattativa sia già iniziata fuori da qualsiasi tavolo. I numeri fatti circolare servono a preparare la base per la discussione. Che si preannuncia aspra. Perché, comunque, dopo il piano Intesa, Alitalia non sarà più la stessa. In primo luogo perché si prospetta la fusione con Air One ma soprattutto perché il gruppo sarà diviso, "atomizzato" come spiega un sindacalista. Il fatto è che sulla ristrutturazione della nostra compagnia di bandiera si sono coagulati due interessi coincidenti. Quello di Intesa e quello del governo. L'esecutivo e in particolar modo Silvio Berlusconi ha sfruttato l'affaire Alitalia in campagna elettorale. Chi si ricorda più della cordata italiana pronta a rilevare la compagnia di bandiera e strapparla dalle odiate mani francesi? E la storia dei figli del premier sull'uscio della porta della Magliana pronti a entrare nell'azionariato del gruppo chi la menziona più? Berlusconi ha mascherato un suo interesse privato per una necessità pubblica. Lo ha fatto anche ieri quando ha ricordato che Alitalia serve anche a "vendere il nostro Paese ai turisti nel mondo". Eppure fa notare un sindacalista, dopo la cura che Intesa vuole proporre, Alitalia rimarrà una compagnia piccola, chiusa nel mercato italiano ed europeo, con poche pretese di sviluppo, e margini di guadagno al limite del pareggio. Una compagnia come questa che prospettive di vita avrebbe? Poche. Sarebbe allora indispensabile appoggiarsi a un'altra azienda. Sarebbe necessario, spiega il sindacalista, ripetere quello che stava già avvenendo qualche mese fa, e cioè tentare un'aggregazione con un altra compagnia di peso. Ma questo lo si poteva fare ad aprile con Air France che proponeva costi occupazionali tutto sommato contenuti (2.100). Oggi le cose andrebbero diversamente. Anche perché il dossier è stato messo in mano a Intesa Sanpaolo "una grande banca - ha detto il sindacalista della Filt Cgil Mauro Rossi - che pare vanti crediti nei confronti sia di Alitalia sia di Airone" e che "sarebbe l'unica a trarre giovamento dallo smantellamento della compagnia di bandiera".

Torna all'inizio


Alitalia, gli esuberi diventano 4.000 (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

L'advisor passera atteso a bruxelles Piano industriale, bagarre sui numeri. I sindacati: fermiamo tutto ' 03/07/2008 il futurodella compagniaIl piano industriale che sarà presentato chiederà sacrifici con alcuni tagli claudio scajolaministro dello Sviluppo economico 03/07/2008.

Torna all'inizio


Il demone del Cavalieree la picchiata di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi leone Non si capisce quale demone induca Silvio Berlusconi a compiere mosse che alla prova dei fatti risultano politicamente scellerate. Eppure quel demone da qualche parte deve nascondersi in lui se il premier si dimostra, a volte, così incapace di tenere uniti lingua e cervello. Campagna elettorale: "La proposta di Air France è irricevibile, ma una cordata nazionale salverà Alitalia, che deve rimanere la nostra compagnia di bandiera". Non c'era alcuna necessità, ma proprio nessuna, neppure di tattica bassamente interessata a catturare voti, che il Cavaliere pronunciasse quelle parole. Il cerino acceso stava fra le dita di Romano Prodi e quelle dita avrebbe scottato. Invece, il diavolo dell'onnipotenza, l'inclinazione alla spavalderia, la smania di rivelarsi un taumaturgo, ebbero il sopravvento, spingendo Berlusconi a scandire parole che alla sua intelligenza per prima devono essere apparse nella loro evidente inutilità e pericolosità. Ma tardivamente rispetto alla sveltezza della favella. Difatti. Oggi, 3 luglio 2008, la cordata nazionale si è dissolta e l'irricevibile proposta di Air France, che contemplava 2.100 esuberi, appare - a chiunque abbia conservato un collegamento aperto con il buon senso - un'occasione assurdamente sciupata. Che aveva due pregi: evitare il crac finanziario e incastonare la compagnia in un quadro di alleanze internazionali che avrebbero anche risolto il non marginale problema della gestione industriale. Marchiata con il sigillo dell'infamia questa opzione, il governo ora viene a dirci che gli esuberi dovranno essere ben più di 2.100 e che esiste la fondata possibilità di dover procedere alla costituzione di una "bad company" nella quale confinare tutte le nefandezze finanziarie e gestionali della società. Ne rimarrà una mini-azienda, magari destinata a fondersi con altre (Air One per cominciare), che offrirà rotte e servizi compatibili con le sue dimensioni ridotte, ma certo lontanissimi dagli standard che avrebbe garantito Air France. E tutto ciò solo per dire che l'Italia ha una sua compagnia aerea di bandiera e per sostenere Malpensa, la corda alla quale Berlusconi e il suo terzo esecutivo si sono impiccati per saldare l'alleanza con la Lega Nord. Non meno stolta, peraltro, risulta la posizione dei sindacati, che dopo aver partecipato allo scempio di Alitalia, ingrossando gli organici e ingrassando i loro tesseramenti, hanno pure avuto l'improntitudine di alzare il prezzo delle richieste, sbattere la porta in faccia ai francesi e sposare la linea assurdamente nazionalista del premier. Salvo stracciarsi le vesti, adesso, perché gli esuberi necessari sono il doppio se non il triplo. C'è un difetto di credibilità, nel nostro sistema politico, sindacale ed economico, che il numero uno di Air France, Jean-Cyrille Spinetta, ci ha comunicato a muso duro: "Alla larga dagli italiani, sono campioni di inaffidabilità". Dal Financial Times all'Economist, c'è di che crogiolarsi a proposito della nostra congenita riluttanza ad affrontare i problemi per quel che sono. E a cercare soluzioni che siano figlie della serietà e non di mediazioni in stile basso impero, assolutamente incompatibili con la virtù latina di fissare nel mezzo le migliori ragioni da assecondare. Un insensato gioco al massacro che, peraltro, fa a pugni con la "realpolitik" di cui il capo del governo s'è dimostrato capace in più circostanze. Anche recentemente, quando sposando la linea del dialogo con l'opposizione e annunciandosi in versione nuova, sembrava davvero incamminato verso un quinquennio proficuo per il Paese. Sul più bello, quando molto, se non tutto, pareva congiurare a favore di quella normalità invocata in particolare da chi nell'urna ha scommesso sul Pdl e sul suo leader, ecco rimaterializzarsi il demone. Il quale, stavolta e di nuovo, spinge il Cavaliere a promuovere dei "ritocchini" al sistema giudiziario, sbraitando contro il complotto delle toghe rosse e dei loro complici politici. Giusto quel che serve per farsi del male: declinando la versione peggiore del Signore di Arcore, riaprendo la ferita delle "leggi ad personam", girando a detrimento persino posizioni di vantaggio come quella che Giorgio Napolitano ha assunto, con onestà intellettuale e istituzionale, quando ha intimato al Csm di astenersi da qualunque valutazione sulla costituzionalità della norma "blocca-processi". Incassato l'intervento del Quirinale, c'era bisogno di commentarlo ("ha seguito le indicazioni dei presidenti delle Camere", Berlusconi dixit) con un'enfasi così sopra le righe da dover essere sterilizzata con una inevitabile quanto bruciante smentita? Qualcuno consigli al premier un esorcista. leone@ilsecoloxix.it 03/07/2008.

Torna all'inizio


Berlusconi rilancia <Alitalia italiana> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 211 Berlusconi rilancia "Alitalia italiana" --> L'Italia non può perdere la compagnia di bandiera. Silvio Berlusconi ribadisce l'impegno del governo perché "Alitalia resti italiana". Ma, dopo le indiscrezioni sugli esuberi (da 4.000 a 10.000, stando alla girandola di voci circolata in questi giorni), l'esecutivo continua a dare segnali sulla necessità di tagli al personale, con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che parla esplicitamente di "sacrifici". I sindacati tengono la guardia altissima. Oggi intanto l'ad di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, incontrerà a Bruxelles i commissari Ue ai Trasporti e al Mercato interno, Antonio Tajani e Charlie McCreevy. Tra pochi giorni, intanto, la Commissione Ue risponderà alle autorità italiane sull'indagine avviata sul prestito di 300 milioni di euro.

Torna all'inizio


Il caro petrolio mette a rischio il piano B di AirOne (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il caro petrolio mette a rischio il piano B di AirOne Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Carlo Toto, patron di AirOne ci aveva scommesso molto per rilanciare la sua compagnia quando Alitalia era a un passo dai francesi. Puntare sui collegamenti a lungo raggio, tra i quali quelli con gli Stati Uniti, era un modo per cercare un'alternativa alla sconfitta con Parigi. Ma la scelta si sta rilevando, secondo quanto risulta a Il Tempo, ancora lontana dagli obiettivi. Il primo volo partito per Chicago ha raccolto solo una settantina di passeggeri sui 230 posti a sedere. E così è stato anche per quello successivi. La crisi economica ha sicuramente influito sul fattore di carico degli aerei ma a questo si sono aggiunti anche una serie di paletti. La trasvolata oceanica, in attesa dei nuovi A330, è infatti effettuata con bimotori. E le regole internazionali di volo chiedono ai vettori in questi casi un piano di volo che li tenga sempre a 60 minuti da uno scalo. Risultato. Per ottemperare a questa regola, chiamata protocollo Etops, AirOne deve seguire rotte più lunghe e dunque più costose. Un elemento negativo che non porta certo buoni riflessi sui conti di Toto già particolarmente esposto nei confronti del sistema bancario, e in particolar modo proprio della Intesa-SanPaolo incaricata di trovare una via d'uscita alla crisi della ex compagnia di bandiera. Che probabilmente si concretizzerà in un ridimensionamento delle tratte non remunerative. E in un contestuale rincaro dei collegamenti economicamente validi. Una strategia plausibile se si considera che Alitalia-AirOne, in caso di fusione, sarebbe praticamente quasi monopolista sulle tratte nazionali. Antitrust italiano ed europeo permettendo.

Torna all'inizio


A giorni il verdetto sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Bruxelles A giorni il verdetto sul prestito Tra pochi giorni la Commissione Ue risponderà alle autorità italiane sull'indagine avviata riguardo i 300 milioni di euro per sospetto aiuto di Stato illegale incompatibile con le regole comunitarie sulla concorrenza. Intanto sempre sul tema Alitalia il presidente della Commissione Trasporti del Senato, Luigi Grillo, ha richiamato le organizzazioni dei lavoratori ad "avere un atteggiamento più responsabile e comprendere che non esiste un risanamento che non passi attraverso tagli".

Torna all'inizio


I piloti pronti (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Anpac I piloti pronti a lottare contro i licenziamenti La prospettiva di migliaia di esuberi, molto superiori ai circa 2.100 a cui pensava Air France-Klm, è "destabilizzante e lontana da una realistica possibilità di concretizzazione", ha affermato l'associazione dei piloti Anpac, assicurando che un piano di questa portata è "assolutamente inaccettabile da parte delle diverse sigle sindacali di piloti, assistenti di volo e personale di terra", perché "decisamente incoerente con le indicazioni della presidenza del Consiglio e dell'intero Governo". Il sindacato ha "il sospetto che qualcuno, in un senso o nell'altro, stia giocando sporco con i numeri e soprattutto con le preoccupazioni e la vita dei lavoratori" e chiede, quindi, "smentite ufficiali da parte del governo e di Banca Intesa" sui numeri riportati dalla stampa. Poi avverte "che nei prossimi giorni, nel pieno dell'estate, i 20 mila lavoratori di Alitalia si considereranno tutti esuberi e bloccheranno non soltanto Alitalia, ma l'intero trasporto aereo italiano sino a quando qualcuno non si sarà chiarito le idee sul che fare e come".

Torna all'inizio


Berlusconi insiste: Alitalia resti italiana Ma servono sacrifici (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Girandola di numeri sugli esuberi: tra 4 e 10 mila Berlusconi insiste: "Alitalia resti italiana" Ma servono sacrifici L'Italia non può perdere la compagnia di bandiera. è secco il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel ribadire l'impegno del governo perché l'Alitalia resti italiana. Ma, dopo le indiscrezioni sugli esuberi (si va da 4.000 a 10.000 stando alla girandola di voci circolata in questi giorni), dall'esecutivo continuano ad arrivare anche segnali sulla necessità di tagli al personale, con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che parla esplicitamente di "sacrifici". Oggi intanto l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, farà tappa a Bruxelles per incontrare il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, e quello al mercato interno, Charlie McCreevy. Ai commissari europei Passera potrebbe illustrare la struttura del finanziamento che Intesa SanPaolo, come advisor, sta elaborando per la privatizzazione di Alitalia, e le condizioni per la restituzione dei 300 milioni erogati dallo Stato alla compagnia originariamente sotto forma di prestito-ponte, poi tramutati in capitale, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre. In assenza di informazioni ufficiali, certo è che il piano di salvataggio della compagnia "richiederà sacrifici a chi desidera investire e fa uno sforzo di investimento, e al Paese nel suo complesso", ha ribadito Scajola. Che ha smentito indiscrezioni di stampa su una revisione della legge Marzano nel prossimo consiglio dei ministri, e ha spiegato che "se la compagnia avrà successo perché parte sana, potrà riassumere personale". Confermando che "ci saranno alcuni tagli", Scajola si è augurato che "la compagnia possa imboccare un percorso positivo. Ogni Paese importante ha una compagnia a capitale nazionale, noi siamo un Paese turistico e abbiamo bisogno di una compagnia che, con i flussi turistici crescenti, possa dirottarne parte significativa nel nostro Paese". L'obiettivo da raggiungere, secondo Scajola, è avere "una compagnia aerea forte che tuteli gli interessi dell'Italia".

Torna all'inizio


Alitalia, passera a bruxelles scajola: "servono sacrifici" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La cordata italiana Il no a Air France Il prestito ponte Alitalia, Passera a Bruxelles Scajola: "Servono sacrifici" Berlusconi: non possiamo perdere la compagnia di bandiera Alitalia deve rimanere italiana. Esiste una cordata nazionale e si appaleserà a breve Quando saremo al governo diremo no alle proposte irricevibili di Air France L'Europa non si metta a zignare sul prestito ponte da 300 milioni per la compagnia ETTORE LIVINI MILANO - "L'Italia non può permettersi di perdere la compagnia di bandiera. Anzi, deve andare nella direzione opposta". Il premier Silvio Berlusconi, dopo i fuochi d'artificio elettorali, torna in campo sul salvataggio di Alitalia mentre gli advisor di Banca Intesa provano a far quadrare tra mille difficoltà il piano di salvataggio della compagnia di bandiera. Le cordate di "decine di imprenditori" annunciate prima delle urne non si sono per ora materializzate. Anzi. Il caro-petrolio ha reso ancora più complessa la partita tanto che il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha iniziato a mettere le mani avanti preannunciando sacrifici per tutti. "Alitalia non è un'azienda sana ed è sull'orlo del fallimento ? ha detto ieri senza mezze misure ?. Richiederà uno sforzo a chi desidera investire e al paese nel suo complesso". Morale: "Ci saranno tagli e se la compagnia che parte sana avrà successo, potrà riassumere personale". "I sindacati devono avere un atteggiamento più responsabile", gli ha fatto eco il presidente della Commissione lavori pubblici e trasporti Luigi Grillo. Il piano cui starebbe lavorando Banca Intesa, in effetti, sarebbe piuttosto severo. La ratio è che solo una compagnia ben concentrata sul mercato domestico grazie alla fusione con Air One (che porterebbe all'80% la quota di mercato in Italia) e con un network più snello avrebbe le basi per ripartire. Sgravata però di debiti, con un forte taglio agli organici e lasciandosi alle spalle le attività in perdita e i debiti per cui il futuro sarebbe molto incerto e ancora tutto da definire. Il tema dei tagli, non a caso, ha mandato in fibrillazione il fronte sindacale. "Un'Alitalia ridimensionata risulterebbe incoerente con le indicazioni del premier e del Governo e quindi irrealizzabile", ha detto l'Anpac (piloti). Siat la Filt Cgil che la Uilt hanno respinto l'ipotesi di ristrutturazioni selvagge chiedendo invece di essere ricevuti dal Governo per discutere concretamente del futuro. Il piano Air France prevedeva 2.100 tagli in Az Fly, mentre fonti vicine al dossier ribadiscono che il peggioramento del contesto macro-economico e il caro greggio hanno aggravato la situazione tanto che "la stima di 4mila esuberi rischia di essere ottimista". I vertici di Banca Intesa continuano comunque a lavorare alla presentazione del piano. Oggi l'ad Corrado Passera sarà a Bruxelles per incontrare il Commissario Ue ai trasporti Antonio Tajani e quello al mercato interno Charlie McCreevy. L'obiettivo è illustrare le linee guida del progetto di salvataggio e i termini entro cui si prevede di restituire allo stato entro dicembre i 300 milioni di prestito ponte (convertito in capitale per evitare il crac) nel mirino della Comunità europea. La strada per il salvataggio è però sempre strettissima. C'è da mettere a punto il piano industriale, convincere i potenziali soci della sua solidità, chiamare a raccolta altri investitori finanziari (che in un'Alitalia "bonsai" e padrone del mercato interno potrebbero anche mettere dei soldi) e soprattutto arrivare a un accordo con i sindacati sulla ristrutturazione e sulle spezzatino della attività che separerà i lavoratori di serie A, quelli della newco, da quelli di serie B destinati a finire nella cosiddetta bad company. Anche se già il Governo Prodi aveva messo a punto gli ammortizzatori sociali necessari ad assorbire gli impatti occupazionali. Si cammina comunque sul filo. Sono in allarme gli obbligazionisti e gli azionisti, prima illusi dalle fiammate in Borsa garantite dagli annunci di cordate italiane e ora preoccupati per il futuro dei loro investimenti. Qualche sindacato è pronto a scendere sul piede di guerra, magari con un blocco del trasporto nel periodo estivo che rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per la compagnia. E i legali sono al lavoro per mettere a punto un quadro giuridico normativo (che richiederà forse un intervento legislativo) per consentire di traghettare senza danni la nuova Alitalia in versione ridotta nella newco con Air One senza intoppi con i creditori. Scajola però ha smentito che il prossimo consiglio dei ministri si possa occupare da subito di una revisione in funzione pro-Magliana della Legge Marzano.

Torna all'inizio


Spunta lo spettro della "cura sabena" tagli drastici e rotte ridimensionate (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il calo dei passeggeri e l'aumento del costo del carburante hanno aggravato la situazione della compagnia Spunta lo spettro della "cura Sabena" tagli drastici e rotte ridimensionate Una trentina di aerei da Milano ormai viaggiano vuoti quasi a metà Lo scopo è separare la nuova dalla vecchia società per evitare i pignoramenti MILANO - Su Alitalia si allunga lo spettro del salvataggio stile-Sabena. Il primo esame dei conti da parte degli advisor infatti, avrebbe evidenziato quello che molti temevano e gli ultimi dati finanziari spiegavano in cifre: lo stato di salute della compagnia, già precario a inizio anno, è ora gravissimo. Ad aprile sono stati bruciati tre milioni di euro al giorno e i passeggeri sono calati del 25,9%, ben più del taglio (16,7%) dell'offerta. Sulle rotte da Milano, per dare un'idea, una trentina viaggiano oggi con un tasso d'occupazione medio sotto il 60%. L'anno scorso solo due tratte erano sotto questa soglia. La bolletta petrolifera, intanto, continua a salire molto più di quella dei concorrenti. Il prezzo di una tonnellata di jet-fuel è passato in sei mesi da 850 a quasi 1.400 dollari. E mentre molti rivali europei hanno costruito con i derivati una polizza contro il caro-greggio (Air France ad esempio lo paga oggi circa 70 dollari al barile), la Magliana è costretta ad assorbire quasi per intero il rialzo. Nei primi tre mesi dell'anno così il prezzo del "pieno" degli aerei Alitalia è salito a 285 milioni dai 223 dello scorso anno. Un salasso che spinge le previsioni di perdita per i conti 2008 verso gli 800 milioni. La crisi, del resto, non risparmia quasi nessuno. Austrian Airlines, fino a due anni fa la regina dei cieli europei, è in crisi e cerca nuovi soci. I big Usa tagliano le rotte e impongono sovrapprezzi sui biglietti, quelli europei (più attrezzati e con flotte più efficienti) stanno tirando la cinghia. Alitalia ? malgrado il prestito ponte da 300 milioni? è la Cenerentola di settore. E non a caso le ultime ipotesi sul salvataggio sono sempre più conservative, molto simili a quel drastico riassetto che nel 2001 ha consentito a Sabena di tornare a volare tre giorni dopo il crac. L'ex ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, in fondo, l'aveva già previsto a inizio aprile: se saltasse la trattativa con Air France ? aveva detto in audizione ? "per Alitalia sarebbero necessarie iniziative di ristrutturazione molto più radicali di quelle proposte dai francesi, come quelle con sui sono ripartite Sabena e Swiss". è stato facile profeta. Il no ai francesi ? nel nome della fantomatica cordata tricolore ? rischia di concretizzare quei fantasmi. I tecnici di Banca Intesa sarebbero convinti che solo una compagnia ridimensionata negli organici e nelle rotte, concentrata sul mercato domestico (grazie alla fusione con Air One raddoppierebbe la sua quota all'80%) e con un network estero molto ridimensionato sarebbe in grado di ripartire con nuovi soci e l'aiuto a stretto giro di posta di un partner internazionale. La Sabena, tanto per dire, è rinata come Sn Brussels grazie a un prestito ponte e all'intervento di banche e investitori belgi. Per ridecollare, però, ha tagliato del 43% le rotte e dimezzato (da 12mila a 6mila) gli organici, salvo poi essere assorbita poco dopo dalla Virgin. L'impressione tra gli advisor è che anche per Alitalia sia necessaria una cura da cavallo di questo genere. Il disegno è sempre lo stesso. Una fusione tra Air One (ma a che prezzo?) e un'Alitalia "light" senza debiti e con un network "bonsai" in una nuova società assieme alle attività di manutenzione leggera da ricapitalizzare con i nuovi soci. Tutto il resto (manutenzione pesante, servizi a terra, debiti) resterebbe in un'altra realtà in forte odore di commissariamento il cui futuro è ancora tutto da scrivere. Gli esuberi sarebbero molti più dei 2.100 previsti da Air France. Banca Intesa non commenta, ma fonti vicine al dossier confermano che il numero di 4mila "rischia di essere una stima decisamente troppo ottimista". Oltretutto per varare il rilancio è necessario anche un ritocco alla legge sulle crisi aziendali cui stanno lavorando governo e advisor. L'obiettivo è separare i destini della nuova Alitalia da quella vecchia in modo netto. Per evitare che i creditori inseguano gli aerei della newco per pignorarli negli aeroporti internazionali. (e.l.).

Torna all'inizio


E a tavola piersilvio contestò papà "non voglio agostino in azienda" - mauro favale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi Saccà torna in ufficio dopo la sentenza di reintegro: il Garante della privacy mi tuteli E a tavola Piersilvio contestò papà "Non voglio Agostino in azienda" Nuove rivelazioni dell'Espresso: quel summit di famiglia ad Arcore è stato Ermolli, "eminenza grigia" del premier, a raccontare quel pranzo ai pm MAURO FAVALE ROMA - Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction. La vicenda è spiegata nei dettagli dal L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà. Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore"). Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento"). Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici.

Torna all'inizio


Capitalismo da cani (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

COMMENTO Capitalismo da cani Marco d'Eramo L'uomo è il miglior amico del cane, ma il peggior nemico di se stesso, almeno a stare alla notizia che ci giunge dagli Stati uniti d'America sulle ultime volontà della signora Leona Helmsley, morta l'anno scorso alla bella età di ottantasette anni. Secondo indiscrezioni di ieri, la miliardaria ha lasciato ben undici milioni di dollari al suo cane Trouble ("Guaio"): ma è solo una briciola rispetto a quel che la magnate degli alberghi ha devoluto alla caninità in quanto specie, o essenza. CONTINUA PAGINA 12 In una direttiva precisa Leona Helmsley ha infatti affidato una sola e esclusiva missione alla sua fondazione - valutata da cinque a otto miliardi di dollari: la cura e il benessere dei cani. Secondo i dati del 2005, ultimo anno in cui le statistiche internazionali sono comparabili, cinque miliardi di dollari equivalgono a circa il quadruplo del Prodotto interno lordo (Pil) di un paese come la Somalia (quasi dieci milioni di abitanti), mentre otto miliardi di dollari sono pari al Prodotto interno lordo dell'Albania (3,6 milioni di abitanti) e ammontano solo a poco meno del Prodotto interno lordo della Bolivia (nove miliardi di dollari nel 2005 per nove milioni di abitanti). Non stiamo parlando di una curiosità (il classsico "uomo morde cane"), ma di un evento che attiene alla macroeconomia: infatti ha la dimensione, e la tragicità, del destino di milioni e milioni di umani. È una stravaganza, certo, ma nel nostro sistema, il capitalismo di mercato, questa stravaganza non solo è possibile (che una persona accumuli in una vita una tale fortuna), ma è lecita (ognuno dispone come vuole delle sue proprietà), e è anche moralmente legittima. Questa destinazione d'uso di cinque-otto miliardi di dollari è un esempio perfetto della "razionalità del mercato", anzi "dei mercati" (al plurale), secondo la civettuola espressione alla moda. Viene da mettersi a fantasticare con quel che si potrebbe fare con cinque-otto miliardi di dollari, cifra all'ingrosso pari al "tesoretto" su cui la sinistra italiana si è giocata a maggio la sconfitta, o in grado di salvare tre o quattro volte la decotta Alitalia. C'è persino da felicitarsi della scelta della signora Helmsley: immaginate se invece si fosse affezionata alle tarantole, o alle iguane. Ironie a parte, il lascito dell'ineffabile Leona dovrà essere citato ogni volta che qualcuno pone a noi e al nostro giornale, la domanda: "Ma perché diavolo siete anticapitalisti?" Perché siamo contro un mondo, un sistema, che rende possibile e legittimo un tale sfregio verso l'umanità. Dietro questi otto miliardi di dollari (13 mila miliardi delle vecchie lire) c'è un mandare al diavolo tutti noi bipedi spellicciati per interposti quadrupedi caudati. C'è un "diseredare" la specie umana. Non a caso la prima versione di questa dichiarazione d'intenti della fondazione Hemsley definiva due obiettivi: il primo era l'aiuto per i poveri indigenti, il secondo la cura dei cani. Un anno dopo, il primo obiettivo veniva cancellato e restava solo il secondo. In questa revisione testamentaria è racchiusa tutta la traiettoria del capitalismo di mercato per cui i poveri finiscono per meritare assai meno delle bestie.

Torna all'inizio


<L'ho contattato io Le telefonate? È solo gusto da guardoni> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Enrico Mentana Parla il conduttore di "Matrix" "L'ho contattato io Le telefonate? è solo gusto da guardoni" ROMA - L'ha invitato lei, si è proposto lui? "Io. Confalonieri gli aveva appena consigliato di parlare al Paese. Feltri pure. Mi sono detto: ci provo, siamo gli unici ancora in onda, possiamo fare il colpo". Fatto. Stasera a Matrix (alle 21.15 salvo imprevisti) Enrico Mentana, intervisterà in esclusiva Silvio Berlusconi. "E sarà particolarmente divertente, visto com'è finita l'ultima volta". Con lei che gli toglieva la parola. Lo rifarebbe, se necessario? "Non siamo sotto elezioni. Lui ha interesse a parlare, io conosco diritti e doveri di giornalista. Non sarò né un Torquemada nè un reggimicrofono... Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio " (Manzoni, 5 maggio). Vi ha tenuto sulla corda? "L'ok è arrivato dopo due giorni". Condizioni? "Nessuna. Bastava che fossimo io e lui, a viso aperto, uno contro uno. Il Cavaliere deve spiegare molte cose, noi ne abbiamo molte da chiedergli". Domande concordate in anticipo? "No. Ma non serve nemmeno, è talmente ovvio che cosa gli chiederò: di questo clima avvelenato, del dialogo interrotto con Veltroni, delle intercettazioni e di Saccà, del processo Mills, di Napoli, del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?". Le basta un'ora e mezza? In onda "Se sforiamo nessuno protesta". Nel dubbio di sembrare troppo morbido, sarà più severo del solito? "Giustamente serrato. Spero sia un colloquio sereno e amichevole, non è un interrogatorio, non devo torchiare nessuno. Cercherò di dare il meglio, però l'intervista si fa in due". Silvio Berlusconi con Enrico Mentana negli studi di registrazione di Matrix: il premier è stato intervistato dal giornalista sia prima delle ultime elezioni politiche sia prima di quelle del 2006 Come lo vede il premier? "Resta l'uomo che ha vinto le elezioni, il più popolare. Al contrario di quanto si crede, secondo me la sua luna di miele con gli italiani non è finita. La sua immagine non è graffiata". Intercettazioni: giuste o troppe? "Con alcuni soggetti meno tutelati abbiamo, lo lasci dire, indegnamente calcato la mano. Con i potenti avrei meno preoccupazioni. Ma se nessuno deve porsi al di sopra della legge, la legge deve garantire anche chi è famoso". Che pensa delle telefonate Berlusconi- Saccà con raccomandazioni accluse? "Cambiano i nomi, la sostanza è sempre la stessa da quando esiste la Rai. Quelle conversazioni sono irrilevanti, i riferimenti sessuali sono l'unica cosa che solletica il gusto del guardone che è in noi. Che differenza c'è tra un politico che segnala un'attrice e uno che piazza il suo notista di fiducia in un tg?". Girerebbero bobine scottanti. "Lo so. Preferisco pubblicare che censurare, ma se esageriamo si rischia che sia la gente a dire basta. Devo poter dire se Berlusconi rispetta le leggi o no. A chi telefona o quel che fa quando smette di lavorare sono affari suoi. Vogliamo guardare dal buco della serratura? Facciamolo, ma ammettiamo che di questo si tratta". Berlusconi vuole un decreto legge urgente anti-intercettazioni. "Credo che una materia così delicata meriterebbe un adeguato dibattito in Parlamento. Ma glielo chiederò stasera ". è il suo quarto a tu per tu col Cavaliere. Teso? "Tranquillo, non sono emotivo". Abito della grande occasione? "Ma va, completo e camicia". Lei dà un dolore a Vespa che d'estate parlerà solo d'amore. "Se ne parlerà anche da me... Quella parte magari la dedico a Bruno". Giovanna Cavalli I temi e la politica \\ Il Parlamento Un tema delicato come le intercettazioni merita un dibattito parlamentare \\ No a Torquemada Sarà divertente, io serrato ma non Torquemada. Mercoledì prossimo ospiterò Veltroni.

Torna all'inizio


Banchieri in visita a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-07-03 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Goldman e Jp Morgan Banchieri in visita a Palazzo Chigi ( F.D.R.) Visita a Palazzo Chigi di Lloyd Blankfein. Il numero uno mondiale di Goldman Sachs ( foto a sinistra) ha visto ieri Silvio Berlusconi. Di cosa abbiano parlato non si sa. Di certo sulla scrivania del governo, a cominciare da Alitalia, non mancano dossier che potrebbero interessare Goldman. E magari altri. Blankfein è infatti solo l'ultimo "banker" sbarcato dagli Usa ad aver fatto visita al premier. Tre settimane fa era toccato al gran capo di Jp Morgan, James Dimon ( foto a destra). Giovedì scorso era stata la volta del presidente mondiale di General Electric, Jeffrey Immelt. E, pochi giorni dopo la vittoria alle elezioni, a Roma era sbarcato il numero uno di Lehman Brothers, Dick Fuld.

Torna all'inizio


Alitalia, Passera in missione a Bruxelles (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-07-03 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Sindacati in allarme sugli esuberi. Scajola conferma i tagli: serviranno sacrifici. Il nodo dell'alleanza industriale Alitalia, Passera in missione a Bruxelles Conto alla rovescia sul piano Intesa. Il premier: non possiamo perdere la compagnia di bandiera Il ministro delle Attività produttive: "Il governo non discuterà domani un adattamento della legge Marzano" MILANO - I giorni decisivi per la presentazione della "nuova" Alitalia, firmata da Intesa Sanpaolo, dovrebbero essere ormai prossimi. La banca ha tempo fino alla fine di luglio per ultimare il lavoro, ma è diffusa la percezione che un piano di massima sarà presentato prima. A rafforzare la convinzione, è arrivata ieri la notizia dell'odierna visita dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, al commissario ai trasporti Antonio Tajani a Bruxelles. La presenza del banchiere nella sede europea, per la verità, era già fissata in coincidenza con la sua partecipazione a un convegno sulla riforma del budget dell'Unione. In occasione della trasferta, era già concordato un incontro col commissario al mercato interno Charlie McCreevy. Tuttavia, l'attenzione di tutti si concentrerà, inevitabilmente, sull'incontro col commissario italiano Antonio Tajani, competente per materia nella delicata vicenda della procedura contro il governo italiano per il prestito ponte da 300 milioni. Sul fronte europeo, il prestito varato dal precedente governo e recentemente divenuto legge attende ancora spiegazioni da parte governativa, ma l'intervento di terze parti nella procedura potrebbe consentire un allungamento dei tempi. Intanto, la vicenda del salvataggio della compagnia di bandiera sale di tono, di giorno in giorno, anche sulla scena politica italiana. Sulla questione, è tornato il premier Silvio Berlusconi, che al culmine della campagna elettorale aveva duramente avversato la cessione del controllo della Magliana ad Air France. Nel corso di una conferenza stampa sul turismo, svoltasi nel pomeriggio a Palazzo Chigi, Berlusconi ha sottolineato che va scongiurato il rischio "della perdita della compagnia di bandiera ". Tutto questo, ha detto il presidente del Consiglio "deve essere modificato e dobbiamo andare in una direzione opposta ". Dopo le indiscrezioni che portano a 10 mila la cifra massima di esuberi possibili all'interno di una ristrutturazione che incorpori Airone nella nuova compagnia, è andato crescendo l'allarme da parte delle sigle sindacali che minacciano scioperi di fronte a un ipotesi che porterebbe a uscire dall'azienda circa la metà dei suoi dipendenti e quasi cinque volte tanto gli esuberi pianificati da Air France. Mentre fonti tecniche sottolineano che il numero degli esuberi sarà inversamente proporzionale alla solidità del partner industriale della nuova Alitalia, dal governo ha preso la parola anche il ministro per le Attività produttive Claudio Scajola. Oltre a rinnovare gli auspici per una rapida soluzione, il ministro ha esplicitamente parlato della necessità di "sacrifici", indispensabili per rimettere Alitalia nelle condizioni di ripartire. Quanto ad altre indiscrezioni, che volevano il Consiglio dei ministri di domani impegnato ad adeguare la legge Marzano alle esigenze di Alitalia, il ministro delle Attività produttive ha negato che sia "argomento in discussione". Jacopo Tondelli jtondelli@corriere.it Corrado Passera e, sotto, Antonio Tajani. A destra, l'aeroporto romano di Fiumicino.

Torna all'inizio


Nessuna smentita ufficiale sui possibili esuberi di Alitalia e i sindacati minacciano di bloccare le attività già dalla prossima settimana (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Nessuna smentita ufficiale sui possibili esuberi di Alitalia e i sindacati minacciano di bloccare le attività già dalla prossima settimana. Intanto continua il balletto di cifre (ieri si parlava di 10mila esuberi) e di ipotesi (sempre ieri è spuntata l'idea di una mini compagnia solo nazionale da integrare con Air One). Oggi intanto l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, sarà a Bruxelles per incontrare il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, e quello al mercato interno, Charlie McCreevy, per parlare di Alitalia. Ai commissari europei Passera potrebbe illustrare la struttura del finanziamento che Intesa SanPaolo, come advisor, sta elaborando per la privatizzazione di Alitalia. 03/07/2008.

Torna all'inizio


Alitalia, attesa per il piano: esuberi e spezzatino (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

L'advisor, Banca Intesa, punta a creare una piccola compagnia da accorpare ad AirOne. Scajola: "Serviranno sacrifici" Tempi sempre più duri per Alitalia. Dopo il fallimento della trattativa con Air-France, che prevedeva 2mila esuberi e il successivo varo del prestito ponte, ieri un noto quotidiano romano ha pubblicato le anticipazioni dell'analisi di Banca Intesa, advisor nominato dal governo, che di tagli, invece, ne prevede 10mila. A supportare la veridicità dei numeri, interviene, Claudio Sccajola, ministro dello Sviluppo, per il quale, il piano industriale che verrà presentato per il salvataggio di Alitalia "chiederà sacrifici". L'auspicio del ministro è che "l'advisor Intesa Sanpaolo riesca nella missione di mettere insieme una cordata e un piano industriale che permetta il rilancio" della compagnia. Commentando, a margine dell'assemblea generale di Assimpredil Ance a Milano, le indiscrezioni che parlano degli esuberi, che però, per Scajola sono 4mila e non 10mila come riporta "Il messaggero" osserva: "Non stiamo parlando di un'azienda che va bene, parliamo di una azienda che è sull'orlo del fallimento il piano industriale che sarà presentato - ha proseguito - chiederà sacrifici a chi desidera investire e al Paese nel suo complesso con alcuni tagli. Ma se la compagnia avrà successo perchè riparte sana - ha rassicurato il ministro - potrà riassorbire il personale". Scajola poi nega che una revisione della legge Marzano che regola i fallimenti sia argomento in discussione al prossimo consiglio dei Ministri, come invece ipotizzato nei giorni scorsi sulla base di una richiesta di Intesa Sanpaolo per procedere nel suo lavoro di advisor. "Abbiamo bisogno di una compagnia forte - ha proseguito il ministro dello Sviluppo economico - siamo un Paese turistico e serve una compagnia che possa dirottare flussi turistici crescenti verso l'Italia". Le voci sugli esuberi che scatterebbero con il nuovo piano industriale di Alitalia sono, per l'Anpac, associazione dei piloti, "destabilizzanti e lontane da una realistica possibilità di concretizzazione". L'Anpac annota un numero ancora diverso per quanto riguarda gli esuberi che ammonterebbero ad oltre 6mila unità, cioè circa il triplo di quanto originariamente previsto nella proposta di Air France-Klm. A questo punto l'Anpac ricorda anche come durante la recente campagna elettorale, ed anche una volta nominato Capo del governo, il Presidente Berlusconi espresse un giudizio molto critico sulla proposta franco-olandese, considerandola eccessivamente penalizzante per la Compagnia di Bandiera e per il Paese. Il dimensionamento industriale risultante dall'eventuale applicazione di quella proposta alla "nuova Alitalia" non avrebbe infatti garantito adeguati livelli di mobilità dei cittadini ed una rete di collegamenti sufficiente alle necessità del Paese. Di conseguenza, spiegano i piloti, "un eventuale piano industriale che disegnasse il futuro di Alitalia con un dimensionamento addirittura inferiore rispetto a quello ipotizzato dal team di J.C. Spinetta risulterebbe decisamente incoerente con le indicazioni della Presidenza del Consiglio e dell'intero governo e dunque irrealizzabile". Tutto questo - aggiunge l'Anpac - senza neanche voler considerare le gravissime implicazioni sociali, sia all'interno di Alitalia sia in tutto l'indotto, che l'applicazione di tale ipotetico Piano comporterebbe e la conseguente assoluta inaccettabilità da parte delle diverse sigle sindacali di piloti, assistenti di volo e personale di terra". L'Anpac, quindi, "auspica una maggiore prudenza da parte di tutti i soggetti tecnicamente coinvolti nell'impresa di risanamento e rilancio di Alitalia per garantire a tutto il sistema la necessaria serenità, soprattutto in questo periodo estivo che è prezioso per la grande mole di ricavi che affluiscono nelle casse aziendali e che non può essere minato dalla fuoriuscita incontrollata di voci o da premature presentazioni di ipotesi di piano". (03-07-2008).

Torna all'inizio


Scajola: Servono sacrifici per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

03 Luglio 2008 Chiudi Il ministro ammette la necessità dei tagli per il risanamento. Ma per le sigle sindacali è "inaccettabile" dimezzare l'azienda Scajola: "Servono sacrifici per Alitalia" Berlusconi: "Non possiamo perdere la compagnia". Sindacati contro gli esuberi.

Torna all'inizio


ROMA - I sacrifici ci saranno. E' lo stesso ministro dello sviluppo economico, Claudio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

03 Luglio 2008 Chiudi di ROBERTA AMORUSO ROMA - I sacrifici ci saranno. E' lo stesso ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ad ammettere che per salvare Alitalia non c'è altra via. Ma quando il prezzo da pagare può arrivare a toccare 10 mila esuberi, come anticipato dal Messaggero di ieri, allora i sindacati sono pronti ad alzare le barricate minacciando di bloccare Alitalia e tutto il trasporto aereo. Per il momento le principali sigle sindacali prendono le distanze dalle ipotesi circolate di un piano definito "suicida" e del tutto "incoerente" con le indicazioni arrivate dal governo. Ma una cosa sembra ormai chiara: i tagli del nuovo piano di rilancio saranno ben più pesanti dei poco più di 2.000 esuberi previsti da Air France (più i 5 mila dipendenti che rimanevano in carico ad Az Servizi). E non a caso Intesa Sanpaolo, che sta tracciando gli ultimi dettagli del progetto che vedrebbe volare una mini-Alitalia da integrare con Air One, ha chiesto garanzie precise a Palazzo Chigi. Garanzie che passano anche dal varo di una nuova versione di legge Marzano, che consentirebbe di spezzare in due la compagnia di bandiera. Di qui le ipotesi di esuberi pesanti che arriverebbero a dimezzare il perimetro di Alitalia (senza più Az Servizi e gran parte della manutenzione). Del resto, il ministro Scajola lo ha detto chiaramente ieri a margine dell'assemblea generale di Assimpredil-Ance: il piano industriale di Alitalia "richiederà sacrifici a chi desidera investire e fa uno sforzo di investimento, e al Paese nel suo complesso". Ricordando subito dopo che "Alitalia non è un'azienda sana, non va bene ed è sull'orlo del fallimento". Ma una possibilità di rilancio c'è, anche se è ancora allo studio del ministero dell'Economia e dei legali. "Una revisione della legge Marzano non è tra gli argomenti che saranno discussi" nel prossimo consiglio dei ministri, ha confermato Scajola. Come dire che slitterà necessariamente oltre lunedì anche la presentazione della bozza di piano preparata da Intesa Sanpaolo, che aspetta il via libera sullo schema di paracadute per mettere nero su bianco gli ultimi dettagli. "Ogni Paese importante ha una compagnia a capitale nazionale - ha poi aggiunto Scajola - Noi siamo un Paese turistico e abbiamo bisogno di una compagnia che con i flussi turistici crescenti, possa dirottarne parte significativa nel nostro Paese". Un messaggio ribadito dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi convinto che "non si possa perde la compagnia di bandiera". Ma i sindacati non ci stanno. I numeri circolati sugli esuberi "sono assolutamente incomprensibili", per la Filt Cgil, Mauro Rossi, che chiede un incontro al governo. La Uilt è pronta a discutere su Alitalia "solo se c'è un piano di reale risanamento". Mentre un progetto con questi numeri sarebbe "suicida e assolutamente impercorribile", ha detto il segretario nazionale Marco Veneziani. Rincarano la dose i piloti: un piano di questa portata è "assolutamente inaccettabile", dice l'Anpac, anche perchè "incoerente con le indicazioni del governo". Intanto oggi l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, farà tappa a Bruxelles per incontrare il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, e quello al mercato interno, Charlie McCreevy che hanno sul tavolo il dossier Alitalia.

Torna all'inizio


Alitalia cucinata con tagli e spezzatino (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 03 Lug 2008 Edizione 136 del 03-07-2008 OGGI A BRUXELLES L'AD DI INTESA, PASSERA, INCONTRA TAJANI Alitalia cucinata con tagli e spezzatino di Alessandra Mieli Sembra quello che si definisce uno "scherzo da prete". Ma, disgraziatamente per i dipendenti di Alitalia, è l'amara realtà. Le indiscrezioni che sono trapelate sul piano di "salvataggio" messo a punto dell'advisor Intesa SanPaolo prevedrebbe lo spezzatino della compagnia di bandiera e fino a un massimo di 10 mila esuberi. Ne uscirebbe un'Alitalia da integrare con AirOne che gestirebbe una parte del traffico nazionale (non è difficile immaginare che possa essere la tratta Roma-Milano, l'unica a essere redditizia) e qualche rotta a medio raggio europea. Forse pure un collegamento intercontinentale. Punto. E le parole pronunciate ieri dal Ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola non gettano acqua sul fuoco, anzi, non fosse così cara, diremmo benzina. Il piano industriale di Alitalia "richiederà sacrifici a chi desidera investire e fa uno sforzo di investimento, e al Paese nel suo complesso" ha detto Scajola e ha aggiunto "Alitalia non è un'azienda sana, non va bene ed è sull'orlo del fallimento". Il Ministro, ha confermato che "ci saranno alcuni tagli" aggiungendo che il suo augurio è che "la compagnia possa imboccare un percorso positivo" e "se la compagnia avrà successo perché parte sana, potrà riassumere personale". Inoltre si è appreso che l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, sarà oggi a Bruxelles dove in mattinata dovrebbe incontrare il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Questo mentre Bruxelles ha avviato un'indagine sui 300 milioni di euro versati dal governo nelle casse di Alitalia - originariamente sotto forma di prestito-ponte, poi tramutati in capitale - sospettando che si tratti di aiuto di Stato illegale incompatibile con le regole comunitarie sulla concorrenza. E proprio tra pochi giorni scade il termine fissato dalla Commissione Ue per la risposta delle autorità italiane. Nella sua missione lampo a Bruxelles Passera dovrebbe anche incontrare il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy. Tuttavia le indiscrezioni trapelate hanno generato una reazione aspra da parte delle nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della compagnia di bandiera. E il motivo è evidente: dopo aver fatto saltare in extremis il tavolo con Air France-Klm che prevedeva poco più di 2.100 esuberi, adesso i sindacati si dovrebbero assumere, qualora bocciassero il ben più doloroso piano dell'advisor, la responsabilità di condannare la compagnia al fallimento. Da aprile ad oggi, fra l'altro, il prezzo del barile di greggio è aumentato di quasi 30 dollari inasprendo la crisi del trasporto aereo e aumentando le difficoltà di compagnie ben più robuste. E c'è di peggio: se Alitalia esisterà ancora nel futuro, avrà più difficoltà di altri vettori ad adattarsi al nuovo sistema europeo per il contenimento delle emissioni di Co2 dell'aviazione civile che parte nel 2012 perché è quella che vanta una delle flotte più vecchie.

Torna all'inizio


Alitalia, raddoppia il taglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

La crisi I 2.000 posti in meno del piano Air France (bocciato) diventano 4.000. Scajola: "Sull'orlo del fallimento". Cordata italiana lontana CRESCI e un commento di LUIGI LEONE >> 11 e 19 03/07/2008.

Torna all'inizio


Comitato pro Papa Pio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

E' stata annunciata ufficialmente ieri la nascita di un comitato composto da politici (bipartisan), uomini di cultura, docenti, giornalisti, aperto all'adesione e alla sottoscrizione di tutti, per promuovere una maggiore conoscenza della figura e del magistero di Pio XII. Papa Pacelli fu infatti un Pontefice moderno, il suo magistero ha preparato il Concilio Vaticano II (basti pensare all'enciclica Divino afflante Spiritu che apriva all'applicazione del metodo storico-critico per lo studio della Sacra Scrittura, o all'encilica Mediator Dei sulla liturgia): è infatti il Papa più citato nei testi conciliari. Il comitato, in vista del cinquantesimo anniversario della morte, che ricorrerà il prossimo ottobre, intende favorire un approfondimento sulla figura di Pio XII secondo l'ermeneutica della riforma e non della rottura, che Benedetto XVI ha detto essere la chiave interpretativa giusta per leggere il Vaticano II. Sono tra i sottoscrittori e invito i visitatori del blog ad aderire. Troverete il testo costitutivo del comitato come primo commento a questo thread. Per aderire basta inviare un'email con il proprio nome e cognome (non il nickname!) all'indirizzo comitatopapapacelli@gmail.com. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Jul 08 Roma e Fraternità San Pio X, il dialogo va avanti Ho appreso da fonte certa che, al contrario di quanto emerso in certi articoli, la risposta della Fraternità alla lettera del cardinale Castrillòn non è stata affatto negativa. Il cardinale ne è stato contento, ha risposto a Fellay e ha subito fatto pervenire la lettera della Fraternità a Benedetto XVI. Al di là della scandenza di fine giugno, i lefebvriani chiedono tempo ma - sembra - cercheranno di attenersi ai cinque punti. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Jul 08 Lefebvre, il Sillabo e la libertà religiosa Come sapete - grazie a chi ha postato nel precedente thread il comunicato della Fraternità - monsignor Fellay ha risposto in modo interlocutorio al cardinale Castrillòn: il dialogo continua, ma secondo i tempi dettati dai lefebvriani, i quali, dopo il Motu proprio che liberalizza la messa antica (una delle richieste "previe" fatte al Papa come "dono" per tutta la Chiesa) ora chiedono la revoca (unilaterale, cioè senza che la Fraternità stessa faccia dei passi) della scomunica comminata nel 1988. Vorrei qui introdurre il tema relativo ai cosiddetti problemi "dottrinali" che Menzingen vuole discutere con Roma. Non posso non commentare che l'idea di un tavolo paritetico di discussione dottrinale tra la Santa Sede e il gruppo nato dal mini-scisma di Lefebvre mi appare già di per sé una forzatura, ma lasciamo perdere. Per quanto riguarda il "problema" della libertà religiosa, introdotto nei vostri commenti, vorrei precisare che il Concilio Vaticano II, nel decreto "Dignitatis humanae", non definisce in senso positivo come diritto quello di abbracciare l'errore o la religione non vera, bensì sancisce (ed è sacrosanto) l'esistenza di uno spazio franco, neutro, all'interno del quale nessuno può essere costretto ad abbracciare una religione né può essere impedito a farlo. "Nemo cogatur, nemo impediatur" fu la formula sinteticamente espressa dal servo di Dio Papa Paolo VI per definire quello della libertà religiosa tra i diritti umani. Vedete dunque che non si tratta di indifferentismo né di mettere ogni religione sullo stesso piano, bensì di affermare che ogni uomo ha diritto a non essere costretto o ad essere impedito di abbracciare una religione, ha diritto a una zona franca. A coloro che si rifanno al Sillabo, oltre alla lapalissiana risposta relativa al fatto che oggi il Papa non è più Pio IX e che le situazioni storiche sono mutate, va detto che proprio l'appellarsi alla libertà religiosa è stata una delle "armi" che ha permesso e permette la sopravvivenza dei cristiani in tante situazioni nelle quali essi sono un'esigua minoranza. Attaccare il Papa, come ha fatto De Gallareta (a mio modesto giudizio dimostrando altrettando modesta intelligenza) perché negli Usa ha parlato di libertà religiosa, significa essere ancorati a una visione del mondo (non della fede!) da ancien régime: il che è proprio uno dei vizi fondamentali della Fraternità, che non sa più distinguere tra ciò che è essenziale nella fede - e la battaglia per una liturgia che non svaluti il senso del sacro lo era - e ciò che non lo è. Dal punto di vista politico-sociale i lefebvriani propugnano lo Stato cattolico (e sotto sotto monarchico): del tutto legittimo che lo facciano, ci mancherebbe, nella Chiesa c'è e ci deve essere posto per tutti. Ma non pretendano di imporlo come qualcosa che appartiene al depositum fidei dicendo che Roma si è allontanata dalla fede di sempre perché il Concilio (composto dal Papa più tutti i vescovi del mondo) ha dichiarato che ogni uomo ha diritto a non subire costrizioni o impedimenti in materia di religione. Scritto in Varie Commenti ( 104 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Jun 08 . cattive notizie da Econe Qui sotto potete leggera la parte "dottrinale" del protocollo firmato da monsignor Lefebvre e dal cardinale Ratzinger il 5 maggio 1988. All'ultimo momento, il vescovo francese si tirò indietro, ma non perché intendeva mettere in discussione questi punti sottoscritti: lo fece perché (mal consigliato) decise di non "fidarsi di Roma", in merito alla consacrazione del vescovo suo successore che gli era stata garantita. Questi punti dottrinali, dunque restano. E mostrano in tutta evidenza come la Fraternità San Pio X sia andata ben al di là e ben oltre il suo fondatore, diventando un gruppo che ha assunto una mentalità scismatica, come dimostrano certe dichiarazioni pubbliche di Fellay e di Williamson. Il Papa ha fatto tanto, tantissimo, ma dai lefebvriani ha ricevuto soltanto altezzosi schiaffi. I cinque punti, le condizioni che ho rese note nei giorni scorsi, non intendo chiudere la bocca ai lefebvriani, ma riportarli a un livello di discussione improntato dalla carità cristiana e dal rispetto per il Pontefice, requisiti minimi per poter affrontare il tema della revoca della scomunica. La discussione, che esiste e anche accesa in seno alla Chiesa (le critiche al Papa non arrivano certo soltanto da certi tradizionalisti, ma anche da tanti progressisti), continuerà. È evidente però dall'atteggiamento dei responsabili della San Pio X che in gioco non è più la difesa della tradizione cristallizzata (che i lefebvriani credono di poter conservare senza la piena comunione con Roma, unica vera garanzia), ma ci sono in realtà altri elementi. La "condizione" dell'abolizione del messale di Paolo VI dettata da Williamson al Papa è semplicemente ridicola: sono le boutade di chi non vuole davvero l'unità e non ha più nostalgia della comunione con il Papa. Sarebbe bene che si tornasse a ciò che Lefebvre ha sottoscritto. "Io, Marcel Lefèbvre, arcivescovo e vescovo emerito di Tulle, insieme con i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X da me fondata: 1) promettiamo di essere sempre fedeli alla Chiesa cattolica e al romano Pontefice, suo Pastore Supremo, Vicario di Cristo, Successore del Beato Pietro nel suo primato e Capo del corpo dei vescovi. 2) Dichiariamo di accettare la dottrina contenuta nel n 25 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II sul Magistero ecclesiastico e sull'adesione che gli è dovuta. 3) A proposito di certi punti insegnati dal Concilio Vaticano II o relativi alle riforme posteriori della liturgia e del diritto, che ci sembrano difficilmente conciliabili con la Tradizione, ci impegniamo ad assumere un atteggiamento positivo e di comunicazione con la Sede Apostolica, evitando ogni polemica. 4) Dichiariamo inoltre di riconoscere la validità del Sacrificio della messa e dei sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e secondo i riti indicati nelle edizioni tipiche del messale romano e dei rituali dei sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II. 5) Infine promettiamo di rispettare la disciplina comune della Chiesa e le leggi ecclesiastiche, specialmente quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico promulgato dal Papa Giovanni Paolo II, fatta salva la disciplina speciale concessa alla Fraternità con legge particolare". Scritto in Varie Commenti ( 509 ) " (15 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Jun 08 Buone notizie da Mosca. Sul Giornale di oggi pubblico l'intervista al nuovo arcivescovo della cattedrale della Madre di Dio a Mosca, monsignor Paolo Pezzi, che domenica riceverà il pallio dalle mani di Benedetto XVI. E' confortante apprendere che c'è un clima nuovo e positivo nei rapporti tra la piccola comunità cattolica e la Chiesa ortodossa russa. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (10 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Il bivio di monsignor Fellay Mi trovo a Roma e ho raccolto ulteriori informazioni che aiutano a inquadrare meglio le cinque condizioni presenti nella lettera del cardinale Castrillòn Hoyos a mons. Fellay. Innanzitutto quelle condizioni non sono poste ai lefebvriani in generale, ma proprio al loro superiore, cioè lo stesso Fellay. Il quale nei colloqui manifesta volontà di dialogo, poi però scrive e sottoscrive attacchi durissimi contro il Papa. Le cinque condizioni sono dunque un passo previo per iniziare il cammino che porterà alla cancellazione della scomunica. Centrale è il punto dedicato al fatto che la Fraternità, e i suoi superiori, danno l'impressione di sentirsi. superiori allo stesso Pontefice, di giudicarlo dall'alto, come se la San Pio X fosse la "vera" Chiesa e la "vera" Roma, e la Chiesa cattolica guidata da Benedetto XVI fosse un gruppo separato che deve rientrare nella piena comunione con Econe e Menzingen. La verità, purtroppo, è che si sono ormai stratificati atteggiamenti e prese di posizione (lo dimostrano anche alcuni commenti presenti nel precedente post) che rendono difficile riconoscere questo elementare dato: non sono i lefebvriani la vera Chiesa, la vera Chiesa cattolica è quella in comunione con Benedetto XVI. Mai come in questo momento il cuore pastorale e generoso del Pontefice, attraverso il cardinale Castrillòn è aperto alla riconciliazione. Ma è la San Pio X che deve tornare all'ovile dopo l'atto scismatico della consacrazione illecita dei vescovi fatta da Lefebvre, non è la Santa Sede a dover chiedere scusa ai lefebvriani. Risponendo alle domande dei giornalisti francesi su questo argomento, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Lombardi, ha fatto la seguente dichiarazione: "Il riconoscimento del Concilio Vaticano II come vero Concilio ecumenico della Chiesa e il riconoscimento della validità della Messa celebrata secondo la liturgia rinnovata dopo il Concilio non sono assolutamente messi in questione. I cinque punti citati da Tornielli - come del resto appare dal loro stesso tenore - riguardano le condizioni minime perché si possa avere un rapporto caratterizzato da rispetto e disponibilità nei confronti del Santo Padre e da uno spirito ecclesiale costruttivo. Sono quindi di altra natura ed è per questo che non fanno riferimento al Concilio e alla liturgia, non perché questi argomenti non rimangano fondamentali. E' evidente che il Papa desidera tendere la mano perché sia possibile un rientro nella comunione, ma perché si possano fare i passi necessari occorre che questa offerta - questa "mano tesa" - sia ricevuta con atteggiamento e spirito di carità e comunione. A questo invitano evidentemente i cinque punti citati". Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (12 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Jun 08 Ecco le cinque condizioni della lettera a Fellay Sono venuto in possesso delle cinque condizioni poste a monsignor Fellay, come passo iniziale in vista del rientro nella piena comunione con Roma. Al contrario delle prime indiscrezioni, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: quelle espresse nella lettera sono condizioni generali previe. Di fatto la Santa Sede, mostrando una grande generosità, chiede di non attaccare la persona del Papa per iniziare un vero dialogo. Monsignor Fellay ha invocato da Benedetto XVI la revoca della scomunica, la richiesta di rispettarne l'autorità senza più pretendere essere destinatari di un magistero "superiore" a quello del Pontefice regnante mi sembra una condizione di buon senso! Questo il testo della lettera che porta la firma del cardinale presidente di Ecclesia Dei: Condizioni risultanti dall'incontro del 4 giugno 2008 tra il cardinale Dario Castrillon Hoyos e il vescovo Bernard Fellay: 1) L'impegno a una risposta proporzionata alla generosità del Papa. 2) L'impegno ad evitare ogni intervento pubblico che non rispetti la persona del Santo Padre e che possa essere negativo per la carità ecclesiale. 3) L'impegno a evitare la pretesa di un magistero superiore al Santo Padre e di non proporre la Fraternità in contrapposizione alla Chiesa. 4) L'impegno a dimostrare la volontà di agire onestamente nella piena carità ecclesiale e nel rispetto dell'autorità del Vicario di Cristo. 5) L'impegno a rispettare la data - fissata alla fine del mese di gigno - per rispondere positivamente. Questa sarà una condizione richiesta e necessaria come preparazione immediata all'adesione per avere la piena comunione. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (15 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia E' iniziato il conto alla rovescia per l'accordo tra la Fraternità San Pio X fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre e la Santa Sede, come scrivo sul Giornale di oggi. I lefebvriani, che hanno chiesto la revoca della scomunica, dovranno rispondere entro il 28 giugno alle proposte presentate per conto di Benedetto XVI dal cardinale Dario Castrillòn Hoyos, presidente della pontificia commissione "Ecclesia Dei". Si tratta di cinque punti da sottoscrivere, chiariti i quali la Fraternità potrà rientrare nella piena comunione con Roma. E' un'occasione irripetibile: i lefebvriani da tempo chiedevano la liberalizzazione del messale antico - e Papa Ratzinger con il Motu proprio "Summorum pontificum cura" ha ridato piena cittadinanza al rito preconciliare - ed è innegabile la "catechesi" che negli ultimi tempi proviene dalle messe papali, con il recupero di alcuni elementi tradizionali. La Fraternità dovrà accettare il Concilio Vaticano II e la piena validità del rito liturgico post-conciliare (entrambi i punti furono già sottoscritti dallo stesso monsignor Lefebvre nel 1988) e per quanto riguarda la sua sistemazione canonica, potrebbe essere configurata come una "prelatura". E' noto però che vi sono resistenze interne: queste dovrà cercare di superare il vescovo Bernard Fellay, superiore dei lefebvriani, nei prossimi giorni, in occasione del capitolo generale. Ora che l'antica messa è stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze - molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più. Scritto in Varie Commenti ( 201 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jun 08 Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella Ieri sera in San Giovanni in Laterano il cardinale Vicario di Roma Camillo Ruini ha celebrato il 25 anniversario del suo episcopato (la data esatta della consacrazione in realtà è 29 giugno) accomiatandosi dalla diocesi. Ha ringraziato i collaboratori e ha tenuto un'omelia per certi versi inedita, chiedendo scusa per la "mediocrità" della sua preghiera. Questo è l'ampio articolo che pubblico oggi sul Giornale. L'avvicendamento di Ruini con Vallini sarà annunciato venerdì prossimo, 27 giugno. Sempre sulle pagine odierne, pubblico anche un'intervista al rettore della Lateranense e nuovo presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Rino Fisichella, che interviene sul tema della comunione ai divorziati risposati, sollevato ieri mattina da Silvio Berlusconi davanti al vescovo di Tempio Pausania. Scritto in Varie Commenti ( 132 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jun 08 "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo alla croce" Sul Giornale di oggi pubblico un articolo che riprende una lunga e articolata riflessione messa online ieri dall'agenzia Fides della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, diretta da Luca De Mata. Vi si sottolinea come sia del tutto improprio l'uso della bandiera della pace arcobaleno, dimostrando che l'origine di quel simbolo è la Teosofia (corrente filosofico-religiosa di tipo gnostico, legata alle religioni orientali) e oggi il New Age: dunque quanto di meno cattolico possa esistere, dato che il sincretismo gnostico e più pericoloso per il cristianesimo - che è invece un avvenimento storico basato sull'incarnazione - dello stesso materialismo ateo. Vi invito a leggerlo e a farlo leggere a quei parroci che hanno disteso la "rainbow flag" nelle chiese e persino sugli altari. Scritto in Varie Commenti ( 135 ) " (17 votes, average: 4.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (213) Ultime discussioni Reginaldus: Dottor Tornelli, vorrei sapere dove mai e quando mai la Chiesa ha affermato che gli uomini devono essere... F.P.: Caro Andrea Carradori, l'ho segnalato anche io ieri, ma qui, per usare un'espressione moderata, se... Francesco73: L'appello mi piace così e così, sono sincero. Lo trovo poco centrato. L'iniziativa è... Bruno Demasi: Grazie.Riprovo. Andrea Tornielli: Gentile Bruno, ho fatto personalmente una prova ora, l'indirizzo... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Ultime news Intercettazioni: frenata di Fini, Idv all'attacco E oggi si decide sul dlDa Napolitano il primo sì allo scudo giudiziarioLondra, massacrati due studenti francesiCaldo, allarme rosso in nove città: a Taranto morti tre anzianiColombia, Ingrid Betancourt libera "In Francia dirò grazie a Sarkozy"Alitalia, Tajani: soluzione in linea con norme Ue Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (3) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Comitato pro Papa Pio Roma e Fraternità San Pio X, il dialogo va avanti Lefebvre, il Sillabo e la libertà religiosa . cattive notizie da Econe Buone notizie da Mosca. Il bivio di monsignor Fellay Ecco le cinque condizioni della lettera a Fellay Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo alla croce" Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Ex ceramica Pozzi "Ligresti tolga l'eternit dal tetto" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

GATTINARA.CONSIGLIO COMUNALE Rischi per l'uomo Ex ceramica Pozzi "Ligresti tolga l'eternit dal tetto" Se l'amianto cade insieme alla pioggia [FIRMA]GIUSEPPE ORRU' GATTINARA Il nome è di quelli tornati di stretta attualità: ingegner Salvatore Ligresti. Fino a poche settimane fa tutti i giornali parlavano di lui come membro della cordata che avrebbe potuto salvare l'Alitalia. A Gattinara, invece, si parla di lui da mesi, anzi da anni. A Ligresti, infatti, risale la proprietà dell'ex ceramica Pozzi, uno dei punti più degradanti della città del vino, a causa di quella distesa di eternit di 40 mila metri quadrati che si trova a ridosso delle abitazioni. Nell'ultimo consiglio comunale si è parlato del nuovo cronoprogramma, l'ennesimo, per la rimozione del cemento amianto che ricopre i capannoni dell'ex stabilimento, chiuso ormai da oltre un decennio e mai riutilizzato. "Se l'ingegner Ligresti ha la capacità economica di salvare Alitalia - è stato il parere del consigliere Giorgio Lazzarato (Unione), a cui si è associato anche il sindaco Carlo Riva Vercellotti - ha sicuramente la capacità economica di rimediare ai pasticci che ha lasciato in giro". La proprietaria dell'ex stabilimento Pozzi è l'agenzia Immobiliare Lombarda che pochi giorni fa ha presentato un nuovo piano per la rimozione dell'eternit. A breve partiranno i lavori per lo smantellamento dei primi 18 mila metri quadrati di coperture, quelli più vicini alle abitazioni, mentre entro la fine dell'anno saranno definite le modalità per la dismissione completa. La minoranza ha più volte sollecitato l'intervento della giunta; "ma io non posso fare niente - ha detto il sindaco Carlo Riva Vercellotti -; dalle continue analisi che vengono fatte nella zona, risulta che i valori sono venti volte sotto i limiti di legge. Io potrei emettere un'ordinanza di bonifica solo nel caso in cui i valori superassero quelli consentiti dalla legge. Ora i lavori dovrebbero iniziare a luglio e durante tutte le operazioni di smantellamento serve grande attenzione". La situazione, infatti, adesso è relativamente tranquilla (l'eternit di per sé non è pericoloso, ma diventa pericoloso se polverizzato, in quanto le particelle di amianto potrebbero essere inalate); negli ultimi anni non ci sono mai stati momenti di allarmi a causa di valori particolarmente elevati. Il problema, sostengono invece gli esperti, sarà quando gli operai metteranno mano alle lastre di cemento amianto per la loro rimozione: è questo il momento in cui delle particelle potrebbero liberarsi nell'aria. Il gruppo consigliare dell'Unione ha annunciato un'opposizione serrata: "Ogni mese - hanno detto i consiglieri - chiederemo a che punto sono i lavori e gli sviluppi della situazione". La presenza di materiali costituiti da amianto non è di per sè pericolosa. Se il materiale è in buone condizioni è molto improbabile che rappresenti un rischio per la salute e pertanto è inopportuna la bonifica. Al contrario, quando le superfici di eternit dei capannoni divengono friabili al tatto e iniziano a sfaldarsi, a causa dell'azione di agenti esterni come la pioggia o gli urti, è necessario e obbligatorio per legge rimuoverle. Infatti, in questo caso, si sprigionano particelle di amianto, fibre di amianto, altamente dannose per la salute dei cittadini.\.

Torna all'inizio


Saccà è tornato nel suo ufficio in Rai Ora farà causa a Viale Mazzini (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Il direttore di RaiFiction è rientrato in azienda dopo il reintegro deciso dal giudice del lavoro che aveva dichiarato illegittima la sospensione cautelare

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse AGOSTINO, BERLUSCONI E L'INCHIESTA DI NAPOLI Saccà è tornato nel suo ufficio in Rai Ora farà causa a Viale Mazzini Il direttore di RaiFiction è rientrato in azienda dopo il reintegro deciso dal giudice del lavoro che aveva dichiarato illegittima la sospensione cautelare Roma, 3 luglio 2008 - Agostino Saccà, direttore di Rai Fiction, è tornato questa mattina a lavoro nel suo ufficio di viale Mazzini. Sospeso dall'azienda nel dicembre scorso, Saccà è stato reintegrato al suo posto dal giudice del lavoro di Roma che nei giorni scorsi ha dichiarato illegittima la 'sospensione cautelare'. La Rai ha però già annunciato ricorso contro la decisione del giudice, e il Consiglio di amministrazione della Rai nei prossimi giorni dovrà pronunciarsi sulle richieste del Direttore generale, Claudio Cappon, in merito alla posizione del direttore di Rai Fiction, sulla base delle risultanze dell'istruttoria del Comitato etico. ESPOSTO AL GARANTE Agostino Saccà ha presentato un esposto al Garante della privacy, chiedendo che si pronunci con urgenza sull'uso fatto della Rai delle intercettazioni di sue conversazioni telefoniche trasmesse all'azienda dalla Procura di Napoli. In sostanza Saccà chiede se sia corretto, o viceversa violi i suoi diritti, l'uso da parte di viale Mazzini di quelle registrazioni per l'auditing interno nei suoi confronti, posto che esse sono penalmente irrilevanti e che coinvolgono, in quanto soggetti che conversavano con lui, numerose persone non accusate di alcun reato. DAGOSPIA Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction. La vicenda è spiegata nei dettagli da L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà. Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore"). Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento"). Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici. Il giudice reintegra Saccà, la Rai impugna la sentenzaGiusto il reintegro di Saccà? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto (144 commenti) Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini" (99 commenti) Donadoni, un gigante in un mondo di lillipuziani (56 commenti) Famiglia Cristiana: "E' indecente" Maroni ribatte: "Vado avanti" (46 commenti) Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom (42 commenti) Giustizia per Clementina Forleo E' stata assolta, non sarà trasferita (39 commenti) La Ue:"Schedatura non consentita" Maroni: "E' un censimento" (39 commenti) Scarcerati due dei rom in arresto Il gip: "Fermo piegato ad altri fini" (34 commenti) 13:14:15 - @yes, marat can:si, e dopo ti svegli tutto sudato!!!ormai la finale è scritta ed è stata scritta da [...] Federer - Safin Che semifinale!13:10:04 - Non so se quello che dice claapo sia vero...qualche dubbio però rimane anche a me! Cmq penso che meg[...] Incredible Rafa Safin mata Lopez13:05:52 - @trandafil:ma tu non capisci proprio nulla di tennis...eh?!?sampras noioso?!?agassi sbruffone?!?maga[...] Incredible Rafa Safin mata Lopez12:54:14 - tra i due litiganti il terzo gode. Nessuno dava una cicca a Safin all'inizio del torneo eppure eccol[...] Federer - Safin Che semifinale!12:53:51 - bè...definire mediocre la prestazione di ancic è a dir poco riduttivo...il RE ieri ha giocato un ten[...] Sarà difficile battere Federer...12:11:12 - Grandissimo Roger..........ma ho l'incubo che questo wimbledon 2008 lo vinca Nadal! Più vedo giocare[...] Federer - Safin Che semifinale!12:04:33 - ogni volta che una campione o campionessa si e' ritirata si e' fatto il de profundis al tennis. Che [...] I rimpianti di Justine Inchiesta sul degrado urbanoMiss Carlino 2008, risultati prima settimanaBerlusconi deve vendere il Milan?Simona Pagani è la miss che preferisci?Giusto il reintegro di Agostino Saccà in Rai?Il sesso prima di fare sport fa bene?Divieto di fumo alla guida, sei d'accordo?"Anagrafe anche per i rom", sei d'accordo con la proposta?Grembiule per gli alunni delle scuole primarie, sei d'accordo?Elisa Lazzini è la miss che preferisci?Gli italiani sono gli europei più a disagio con i rom, sei d'accordo?Qual è, secondo te, la contrada che ha più chance di vincere il Palio?Tra i giocatori spallini sotto contratto chi vorreste tenere?Quale soluzione vorreste per il caso Palasport?Quali le emergenze delle Mura? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

Torna all'inizio


Saccà torna nel suo ufficio e farà causa a Viale Mazzini Ma Rai ricorre al tribunale del lavoro e riparte all'attacco (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 03-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Il direttore di RaiFiction è rientrato in azienda dopo il reintegro deciso dal giudice del lavoro che aveva dichiarato illegittima la sospensione cautelare. Contro il reintegro la Rai ha preannunciato ricorso al tribunale del lavoro, e inoltre ha notificato una nuova contestazione disciplinare che conferma i quattro capi di imputazione

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse AGOSTINO, BERLUSCONI E L'INCHIESTA DI NAPOLI Saccà torna nel suo ufficio e farà causa a Viale Mazzini Ma Rai ricorre al tribunale del lavoro e riparte all'attacco Il direttore di RaiFiction è rientrato in azienda dopo il reintegro deciso dal giudice del lavoro che aveva dichiarato illegittima la sospensione cautelare. Contro il reintegro la Rai ha preannunciato ricorso al tribunale del lavoro, e inoltre ha notificato una nuova contestazione disciplinare che conferma i quattro capi di imputazione Roma, 3 luglio 2008 - Agostino Sacca' e' tornato questa mattina sulla sua poltrona di direttore di Rai Fiction, una delle 'posizioni' piu' ambite di viale Mazzini. Lo ha fatto dopo che la settimana scorsa il giudice del lavoro di Roma aveva dichiarato "illegittima" la sua 'sospensione cautelare' decisa a dicembre dalla Rai, in relazione alla vicenda delle intercettazioni telefoniche. Contro il reintegro di Sacca la Rai ha gia' preannunciato ricorso al tribunale del lavoro, e inoltre l'azienda ha notificato questa sera una nuova contestazione disciplinare al direttore di Rai Fiction che conferma i quattro capi di imputazione (intrommissione nella nomina di vertici aziendali tramite interventi politici, il progetto 'personale' Pegasus con la creazione di una societa' di produzione Fiction, l'altro progetto di una citta' della Fiction in Calabria e le segnalazioni di soubrette) con le aggravanti emerse nel corso dell'acquisizione delle ultime intercettazioni telefoniche dalla Procura di Napoli il 16 maggio scorso. A completare il quadro c'e' da segnalare che l'8 luglio il Gup di Napoli dovra' pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio di Sacca' all'interno di un procedimento sui risvolti penali delle intercettazioni. Insomma la vicenda e' ancora molto 'fluida'. Oggi e' scoppiato l'ennesimo 'caso'. Tre consiglieri di amministrazione, Giuliano Urbani, Marco Staderini e Angelo Maria Petroni hanno restituito i testi delle intercettazioni relative ad Agostino Sacca' che avevano ricevuto nel corso dell'ultimo cda di martedi'. La motivazione addotta dai tre consiglieri in una lettera di accompagnamento al plico contenente 148 intercettazioni del dg di Rai Fiction, ritenute rilevanti per l'indagine interna dall'Interna auditing, sulle 8.452 ricevute dalla Procura di Napoli, e' che la documentazione e' frutto di "un comportamento che riteniamo improprio, a partire dalla selezione delle stesse trascrizioni''. Sulla consegna del plico contenente le trascrizioni delle intercettazioni ai consiglieri nel corso del cda ci sono versioni contrastanti. Per Urbani, Staderini e Petroni la documentazione e' stata consegnata dalla direzione generale di propria iniziativa. Per il dg, invece, le trascrizioni sono state richiesta da alcuni consiglieri, come risulterebbe dal verbale del consiglio, e comunque da tutti ritirate senza sollevare obiezioni. Poi ieri la restituzione da parte dei tre consiglieri del centrodestra. Peraltro Urbani, Staderini e Petroni hanno inviato i plichi a Cappon che li ha rimandati al mittente precisando che non puo' essere lui il destinatario della documentazione, ma la segreteria del cda. In gioco c'e' l'utilizzo delle intercettazioni della Procura di Napoli ad uso 'interno' Rai. Un passaggio contestato dai legali di Sacca' che ieri hanno fatto un ricorso al Garante della Privacy, contestando "l'utilizzo da parte dell'azienda di intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura (ma penalmente irrilevanti) per giudicare un suo dipendente" oltre a sollevare dubbi sulla liceita' del fatto che la Rai possa conoscere "le conversazioni strettamente personali, gli affetti o lo stato di salute che non hanno nulla a che fare ne' con il procedimento penale ne' con quello disciplinare". A questo passo oggi si e' aggiunta oggi la richiesta, sempre da parte di legali del direttore Fiction, alla Rai di ''accesso alla documentazione e ai regolamenti interni in base ai quali e' stata preparato un fascicolo con le trascrizioni di intercettazioni che erano state trasmesse dai magistrati solo in forma multimediale''. I difensori di Sacca' contestano il deposito e la consegna "a terzi delle intercettazioni che non sono funzionali al perseguimento di alcun reato''. Inoltre ''la trascrizione di dette intercettazioni non risulta effettuata nei modi e con le garanzie di legge''. Insomma una strategia volta a rendere inutilizzabili le intercettazioni telefoniche per il giudizio interno alla Rai sul comportamento di Sacca', per il quale il dg dovra' proporre eventuali sanzioni e il consiglio deliberare. La Rai contesta la posizione dei legali del direttore della Fiction: le intercettazioni sono "state legittimamente acquisite dal fascicolo del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli" che ha "rilasciato la documentazione alla Rai in quanto parte offesa come tale costituita e, pertanto, legittimata a riceverla". Inoltre "il trattamento a fini disciplinari dei dati contenuti nelle intercettazioni, trova sicuro fondamento legittimante nel Codice della privacy". La nuova contestazione disciplinare allunghera' i tempi per una conclusione dell' istruttoria: Sacca' ha ora cinque giorni di tempo per rispondere e potra' chiedere di essere nuovamente audito dall' Internal Auditing. A questo punto e' assai improbabile che il cda di mercoledi' prossimo 9 luglio possa risultare decisivo, anche perche' potrebbe alcune assenze importanti tra i consiglieri. Intanto, pero', Sacca' guarda gia' al futuro e a 'Panorama' annuncia che scrivera' un libro sulle sue peripezie giudiziarie. ESPOSTO AL GARANTE Agostino Saccà ha presentato un esposto al Garante della privacy, chiedendo che si pronunci con urgenza sull'uso fatto della Rai delle intercettazioni di sue conversazioni telefoniche trasmesse all'azienda dalla Procura di Napoli. In sostanza Saccà chiede se sia corretto, o viceversa violi i suoi diritti, l'uso da parte di viale Mazzini di quelle registrazioni per l'auditing interno nei suoi confronti, posto che esse sono penalmente irrilevanti e che coinvolgono, in quanto soggetti che conversavano con lui, numerose persone non accusate di alcun reato. DAGOSPIA Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction. La vicenda è spiegata nei dettagli da L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà. Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore"). Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento"). Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici. Il giudice reintegra Saccà, la Rai impugna la sentenzaGiusto il reintegro di Saccà? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 03/07/2008 13:36 Kat Questo paese fa sempre più pena, stiamo tornando al fascismo e c'è gente che non solo davanti a questo squallore fa finta di niente ma le giustifica pure. Magari è proprio quello che voleva quando ha votato Berlusconi. 03/07/2008 16:08 giovanni Ha ragione poverino, adesso va a finire che in italia non si può raccomandare qualcuno! 03/07/2008 17:10 Lorenzo x Kat: che scemenza vai dicendo, ritorno al fascismo? non sai cosa stai dicendo, forese era meglio con "mortadella", "baffino" e il "becchino"? l'italia tra i due mali a scelto il minore, e poi le raccomandazioni a destra come a sinistra, purtroppo, ci sono sempre state.....basta a vedere la gente assunta nelle province e nei comuni......prova chiedere alla maggioranza dei dipendenti che partito a votato...... 03/07/2008 17:23 garibaldi Se andiamo avanti così Kat ha ragione,quello che ha detto non fa una grinza. Sono presenti 4 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto (198 commenti) Scatta l'immunità per le alte cariche Di Pietro: "La parola ai cittadini" (106 commenti) Famiglia Cristiana: "E' indecente" Maroni ribatte: "Vado avanti" (50 commenti) Minacciavano figli di violenza sessuale se non rubavano, arrestati otto rom (44 commenti) La Ue:"Schedatura non consentita" Maroni: "E' un censimento" (40 commenti) Scarcerati due dei rom in arresto Il gip: "Fermo piegato ad altri fini" (39 commenti) Giustizia per Clementina Forleo E' stata assolta, non sarà trasferita (39 commenti) Silvio: "Intercettazioni, sì al decreto Torno in tv, gli italiani devono sapere" (34 commenti) 23:00:37 - Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in un Monsone oscuro che la diritta via era smarrita[...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto22:55:45 - E pensare che detestavo nella maniera + assoluta monsoon. E che sono cresciuta con i nirvana. Ad un [...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto22:18:45 - Hallo TH!! Mi chiamo Silvia, ma vi scrivo anche a nome della mia migliore amika Francesca. Noi non a[...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto22:13:40 - Siete la piu' grande vergogna del rock 'n' roll. Anzi no...voi non siete rock 'n' roll. Siete falsi [...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto21:42:16 - hallo a tutti!!!miei cari e dolcissssssssssimi dark angel,sono 1 vostra fan sfegattata!!!ogni giorno[...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto20:45:47 - hallo wie geht's??mir geht gut!!!!devo essere molto sincera cn voi!!!!!!vi ho conosciuti solo grazie[...] Scrivete un messaggio ai Tokio Hotel E potrete andare gratis al loro concerto19:57:38 - ...e ringrazio federer in questi anni che ha evitato che nadal vincesse perche sinceramente è un gra[...] Incredible Rafa Safin mata Lopez Tesseramento di due extracomunitari nelle squadre di serie A, sei d'accordo?Inchiesta sul degrado urbanoMiss Carlino 2008, risultati prima settimanaBerlusconi deve vendere il Milan?Simona Pagani è la miss che preferisci?Giusto il reintegro di Agostino Saccà in Rai?Il sesso prima di fare sport fa bene?Divieto di fumo alla guida, sei d'accordo?"Anagrafe anche per i rom", sei d'accordo con la proposta?Grembiule per gli alunni delle scuole primarie, sei d'accordo?Elisa Lazzini è la miss che preferisci?Gli italiani sono gli europei più a disagio con i rom, sei d'accordo?Qual è, secondo te, la contrada che ha più chance di vincere il Palio?Tra i giocatori spallini sotto contratto chi vorreste tenere?Quale soluzione vorreste per il caso Palasport? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

Torna all'inizio


Alitalia, piano ad agosto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corrado passera a bruxelles Tajani: "Deve essere conforme alle norme Ue". Police su esuberi: numeri al lotto BRUXELLES. Il piano di risanamento di Alitalia dovrà essere "pienamente in sintonia con la normativa comunitaria": così Antonio Tajani, vice presidente della Commissione europea e responsabile Ue dei Trasporti. "La situazione è molto difficile, ma non è nostra abitudine gettare la spugna, la durata del mandato è di sessanta giorni e i tempi non mi pare siano cambiati": così Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa San Paolo, advisor della compagnia di bandiera. L'incontro di ieri a Bruxelles tra Tajani e Passera è durato un'ora. "Ho chiesto espressamente che ogni soluzione a favore del risanamento e del rilancio di Alitalia sia pienamente in sintonia con la normativa comunitaria", ha commentato al termine dell'incontro Tajani, sul cui tavolo c'è il dossier del prestito-ponte da 300 milioni di euro versato nelle casse di Alitalia e che Bruxelles sospetta essere un aiuto di Stato incompatibile con le regole europee della libera concorrenza. "Passera - ha aggiunto Tajani - ha detto che quando il piano per Alitalia sarà pronto ce lo farà vedere". Il manager di Intesa San Paolo non è voluto entrare nei dettagli, e tuttavia non ha nascosto le difficoltà esistenti. "Siamo di fronte a una situazione molto difficile, bisogna fare di tutto per trovare una soluzione", ha detto lasciando intendere che il tempo del mandato sarà utilizzato interamente, dunque fino ai primi di agosto. Nessun numero è trapelato, tanto meno quello sugli esuberi, che indiscrezioni vogliono tra le 4.000 e le 10mila unità. "Tutte le cifre finora uscite sono premature", taglia corto Passera. Ironico il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola: "Adesso i numeri li danno davvero tutti, perché fa caldo", commentava ieri. Il presidente di Alitalia Aristide Police fa quadrato: "I numeri che circolano sui giornali sono di fantasia". Poi però ammette: "I sacrifici sono quelli che si lasciano immaginare, del resto ce n'erano anche nell'offerta Air France. L'advisor - chiarisce Police - non ci ha ancora dato un'indicazione di piano, quindi dare numeri adesso è un po' come dare i numeri al lotto". "Per Alitalia - interviene ancora Scajola - c'è un advisor che sta andando avanti e lavorando bene. Lasciamolo lavorare e ci auguriamo che possa presentare un buon piano industriale che possa rilanciare la compagnia e, nel tempo, riuscire a farla tornare una grande compagnia italiana". Sugli esuberi il Pd attacca. "Sento cifre a sproposito, certo è che per migliaia di persone è a rischio il posto di lavoro, quando bastava chiudere con Air France, qualche mese fa, e Alitalia sarebbe stata in sicurezza", affonda Walter Veltroni. "Berlusconi dovrebbe accettare di aver fallito la sua missione e di aver preso in giro gli italiani - dice Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera - Fonti tecniche sottolineano che il numero degli esuberi sarà inversamente proporzionale alla solidità del partner industriale: se hanno ragione, il governo sta per creare i presupposti di un'alleanza che parte debole sotto il profilo industriale". gilda ferrari gilda.ferrari@ilsecoloxix.it 04/07/2008.

Torna all'inizio


Roma-Fiumicino si scusa<Colpa degli handler> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Roma-Fiumicino si scusa"Colpa degli handler" bagagli smarriti Genova. Aeroporto di Roma spa, società che gestisce l'aeroporto di Roma Fiumicino, dichiara in una nota "rammarico" per il disservizio patito dai passeggeri dei due voli Alitalia atterrati a Genova due giorni fa e rimasti senza bagagli. I passeggeri, quasi tutti americani, avrebbero dovuto imbarcarsi ieri a Genova a bordo della nave Carnival Splendor per una crociera. Adr precisa, nella stessa nota, che dal 2001 il servizio di carico, scarico e consegna dei bagagli viene effettuato dalle società di "handling", e pertanto il disservizio non rientra direttamente nelle responsabilità dello scalo. "Ci siamo comunque attivati nei confronti degli handler affinché i passeggeri possano riavere al più presto le loro valigie". 04/07/2008.

Torna all'inizio


Pubblicità dell'alitalia interrompe le telefonate (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Pubblicità dell'Alitalia interrompe le telefonate Mi è capitato quattro volte negli ultimi cinque giorni, mentre ero al telefono con utenti Telecom e Infostrada. La telefonata è stata interrotta da una pubblicità dell'Alitalia, che solo l'interlocutore poteva ascoltare, mentre a me risultava caduta la linea. Sono stata così costretta a richiamare, con un aggravio di costo per l'ulteriore telefonata. Perché sono consentite tali intrusioni, che violano i diritti dei cittadini e degli utenti? Maria Antonietta Missori.

Torna all'inizio


"su alitalia non gettiamo la spugna" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Su Alitalia non gettiamo la spugna" Passera:"Caso difficile, ma numeri prematuri sugli esuberi".Verso lo scorporo dei servizi di terra Veltroni: "Con Air France la compagnia ora sarebbe in sicurezza" ETTORE LIVINI MILANO - "La situazione di Alitalia è molto difficile, faremo di tutto per trovare una soluzione. L'intero settore è in difficoltà per il prezzo del petrolio ma noi non siamo abituati a gettare la spugna". L'ad di Banca Intesa Corrado Passera tira dritto per la sua strada nella delicatissima partita per il salvataggio della compagnia di bandiera. "Il nostro mandato dura 60 giorni - ha confermato ieri a Bruxelles dove ha incontrato il Commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani e quello al mercato interno Charlie McCreevy - i termini non sono cambiati". La presentazione del piano non sarebbe però alle porte. "Verrà presentato nei tempi e nelle sedi opportune - ha detto ieri Passera - e dovrà essere in sintonia con la norma comunitaria". In ogni caso "tutte le cifre circolate sugli esuberi sono al momento premature". "Diecimila tagli? Tutti danno i numeri anche perché fa caldo", ha minimizzato il ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Il lavoro degli advisor sarebbe in queste ore concentrato su due punti. Da una parte sulla definizione del perimetro aziendale della nuova Alitalia (quella destinata a nascere dalla fusione con Air One) e sul destino delle attività destinate a essere scorporate. Dall'altra sul percorso normativo necessario per separare per sempre senza rischi legali il destino della compagnia (legata in ogni caso a un deciso ridimensionamento) da quello delle attività di terra. Su quest'ultimo tema sono al lavoro anche i tecnici del governo per costruire una sorta di decreto salva-Alitalia gemmato dalla Legge Marzano. I tempi però non sono strettissimi e forse sarà necessario attendere la fine della prossima settimana. Il vero problema, il nodo su cui rischia di sbandare qualsiasi proposta di piano, è quello degli esuberi. "Oggi è a rischio il lavoro di migliaia di lavoratori e il futuro delle loro famiglie quando bastava chiudere qualche mese fa con Air France e la società sarebbe adesso in sicurezza - ha ricordato ieri il leader del Pd Walter Veltroni - . Alitalia è una magnifica ossessione che vogliamo ricordare al governo". "Il percorso è complicato e la questione va affrontata nel suo insieme - ha aggiunto Pierluigi Bersani - . Se il governo vuole fare una compagnia dove mette tutto quella che funziona e una bad company dove lascia tutto quello che non va, allora Alitalia la compravo anch'io... ". I sindacati invece sembrano aver scelto finora la strada del buonsenso e della prudenza, evitando di rincorrere le cifre sugli esuberi e rimanendo in attesa del piano industriale. Di cui però vorrebbero conoscere i contenuti al più presto. "Se ci saranno scioperi con grave pericolo per la mobilità dei cittadini la legge prevede la precettazione ? ha detto ieri Antonio Martone, presidente della Commissione di garanzia per l'attuazione degli scioperi ?. Ma mi auguro che le organizzazioni dei lavoratori abbiano senso di responsabilità e non arrivino a questo. Si sta giocando con il destino dell'impresa".

Torna all'inizio


Alitalia, per Passera la situazione è molto difficile Prematuri i numeri degli esuberi Una soluzione va comunque trovata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, per Passera la situazione è molto difficile Prematuri i numeri degli esuberi "Una soluzione va comunque trovata" di Roberto Rossi/ Roma TAGLI? Per ora nessun numero. Sugli esuberi Alitalia, Intesa Sanpaolo non azzarda cifre. Prudentemente la banca chiamata dal governo a scrivere il piano di salvataggio della compagnia di bandiera non ha confermato le indiscrezioni circolate questi giorni. "La situazione è difficile" ha detto ieri l'amministratore delegato Corrado Passera al termine dell'incontro a Bruxelles con il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani. Ma le cifre circolate sugli esuberi "sono premature". L'uscita di Passera, in un certo senso, è servita a rasserenare il clima con i sindacati, messi in allarme dalla indiscrezioni di stampa che fissavano il numero dei licenziamenti tra i 4mila e i 10mila. Caustico il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: "Adesso i numeri li danno davvero tutti, anche perché fa caldo". Numeri che, tuttavia, non sono frutto di una invenzione. Per i sindacati queste cifre sono state fatte circolare ad arte per testare il grado di reattività. Per capire quanti spazi di manovra ci sono e preparare l'opinione pubblica al peggio. "I sacrifici c'erano anche nell'offerta Air France e i numeri che circolano sui possibili tagli in Alitalia sono, prima di conoscere il piano, numeri al lotto" ha affermato ieri il presidente di Alitalia, Aristide Police. Sacrifici che Air France, alla fine di marzo, aveva calcolato in 2.100 uscite. La due situazioni non sono però comparabili. Lì si trattava di una incorporazione tra un'azienda sana, che produceva milioni di utili, e una da risanare. Il piano che prevede Intesa è in realtà un'altra cosa. Perché si basa, o dovrebbe basarsi, sull'unione tra due aziende, Air One e Alitalia, in entrambe, seppure diversamente, in forte difficoltà. Chiaro che il numero di tagli sarà superiore rispetto a quello proposto dai francesi. Resta da vedere quanto superiore. "Alitalia - ha detto il leader dell'opposizione Walter Veltroni - è una magnifica ossessione che vogliamo ricordare al governo. Sento cifre a sproposito, di quattromila esuberi o di 10mila. Di certo c'è che per migliaia di persone è a rischio il posto di lavoro, quando bastava chiudere con Air France qualche mese fa, e Alitalia sarebbe stata in sicurezza". Ora, invece, si aspetta il piano di Intesa. Che non arriverà troppo presto. "La durata del nostro mandato è di 60 giorni", ha ricordato Passera ed "termini non sono cambiati". Il mandato è stato affidato a Intesa Sanpaolo ad inizio giugno e dovrebbe scadere nei primi giorni di agosto. E potrebbe essere sfruttato fino in fondo. Dice un sindacalista: "Se fossi in loro lo farei. Non vorrei che in Italia ad agosto il trasporto aereo si bloccasse". La soluzione della partita Alitalia non sarà dunque facile. "Bisogna fare di tutto per trovarla" ha detto ancora Passera, "non è nostra abitudine gettare la spugna". Il numero uno di Intesa ha sottolineato quindi come "ci si trovi in una fase difficile per l'intero settore del trasporto aereo", e ha spiegato che "il prezzo del petrolio è certamente un elemento determinante nell'elaborazione del piano di Alitalia". Comunque qualunque passo sarà fatto tenendo conto delle considerazioni di Bruxelles. "Qualunque ipotesi verrà messa a punto per Alitalia dovrà essere bene inserita nelle prospettive e nell'ambito delle normative dell'Unione europea", ha spiegato Passera al termine della riunione con Tajani. Sul tavolo del commissario Ue c'e, infatti, il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni versato nelle casse di Alitalia e che Bruxelles sospetta essere un aiuto di Stato illegale. Un altro problema da risolvere per Passera. Ora non il più importante.

Torna all'inizio


Passera (Intesa): La situazione è molto difficile (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Passera (Intesa): "La situazione è molto difficile" L'Alitalia resta in piena turbolenza e rischia di precipitare sulla ulteriore spinta dell'aumento del prezzo del petrolio. Ma solo ai primi di agosto, IntesaSanpaolo consegnerà al governo il suo piano di salvataggio per la compagnia di bandiera e solo allora si saprà esattamente quanti lavoratori saranno licenziati. Per adesso, l'amministratore delegato del gruppo bancario Corrado Passera sostiene il sostenibile: "Dobbiamo affrontare una situazione che è molto difficile e dobbiamo fare di tutto per trovare una soluzione". Passera si è recato ieri a Bruxelles per incontrare sia il commissario europeo responsabile dei servizi finanziari Charlie McCreevy, sia il commissario ai trasporti Antonio Tajani. Con Tajani è stata concordata un'altra dichiarazione che lascia il tempo che trova, "qualsiasi soluzione dovrà essere bene inserita nelle normative europee". Un modo per evitare ulteriori polemiche con la Ue dopo il prestito-ponte di 300 milioni di euro deciso dal governo e finito sott'accusa da parte di Bruxelles (e delle compagnie concorrenti) quale "aiuto di stato". Sul piano di Passera, nominato advisor del governo per l'operazione di salvataggio dell'azienda, sono uscite nei giorni scorsi diverse indiscrezioni, le più pesanti riguardano il possibile licenziamento di oltre 4.000 persone. E ieri una voce parlava addirittura di 10.000 esuberi, tanto è vero che Passera e il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sono dovuti intervenire per fermare tutto: sono voci infondate, hanno ripetuto in coro, non c'è ancora nessuna decisione su questo argomento. "Tutte le cifre uscite finora sono premature", ha detto Passera. Ma è evidente che l'opposizione al governo, guidata da Walter Veltroni, ha facilmente buon gioco nel ricordare a tutti che la soluzione Air France proposta dal governo Prodi e stoppata da Silvio Berlusconi, avrebbe chiuso la partita, e che gli esuberi previsti in quel piano sarebbero stati poco più di 2.000. Dei possibili tagli di personale nella compagnia aerea ha parlato invece in maniera più diffusa il presidente di Alitalia Aristide Police, seppur anche lui per mettere un freno alle voci dei giorni scorsi. "I numeri che circolano sui giornali - ha detto - sono numeri di fantasia. I sacrifici - ha però ammesso - sono quelli che si lasciano immaginare, del resto ce ne erano anche nell'offerta Air France". La preoccupazione non esplicitata di Passera è non solo di natuta finanziaria. A un sempre più complicato salvataggio di Alitalia continua a mancare l'elemento base: un partner industriale straniero.

Torna all'inizio


ROMA - Corrado Passera riconosce che la situazione è molto difficile ma Intesa Sanp (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

04 Luglio 2008 Chiudi ROMA - Corrado Passera riconosce che "la situazione è molto difficile" ma Intesa Sanpaolo "non getta la spugna perchè non è nostra abitudine" su Alitalia. Frena sugli esuberi ("sono cifre premature") e volando a Bruxelles, col commissario Ue ai trasporti Antonio Tajani, affronta alcuni passaggi del piano di salvataggio della Magliana, specie per gli impatti sulla normativa comunitaria. In serata presso la sede della Superbanca si sarebbe tenuto un nuovo vertice sullo stato di avanzamento del piano di ristrutturazione che presuppone l'intervento di una nuova legge Marzano per consentire la ristrutturazione mediante spezzatino della società aerea, con la nascita di una nuova mini-Alitalia, da far acquistare ad una newco con Air One e alcuni imprenditori. Ma il provvedimento legislativo in fieri dovrà consentire di dividere in due la compagnia separando la vecchia Alitalia con dentro lo stato, alcune società e un carico di dipendenti; e dovrà permettere la cessione a trattativa privata: escludendo quindi un'asta, il prezzo dovrà essere congruo. Possibilmente accertato dalla fairness opinion di una banca indipendente in modo che la Ue non ravvisi gli estremi di "aiuto di stato", chiedendo eventualmente un'integrazione del prezzo ai futuri proprietari. Passera e Tajani hanno concordato al termine dell'incontro "che ogni soluzione sia conforme con la normativa comunitaria". Il banchiere ha ricordato che il mandato a Intesa è di 60 giorni (scade quindi ai primi di agosto): sembra chiaro quindi che l'advisor non abbia fretta nella definizione del piano. Anche perchè, ha aggiunto Passera, "l'elevato livello raggiunto dal prezzo del petrolio è un elemento determinante nell'elaborazione del piano". Il disegno di fondo resta quello di ritagliare una Alitalia dal petrimetro molto più ristretto, da integrare con Air One - Carlo Toto vorrebbe tenere fuori gli aerei -, concentrata sulle rotte italiane - anche se sulla tratta Milano-Roma si potrebbe creare una posizione dominante ai fini Antitrust -, con alcuni sbocchi in capitali europee e in altri paesi internazionali. Il fabbisogno della nuova compagnia potrebbe escludere fino a 10 mila dipendenti circa - i calcoli però sarebbero ancora provvisori - : il personale in eccedenza resterebbe in carico alla vecchia Alitalia. Una parte però sarebbe considerato da tagliare utilizzando ammortizzatori sociali più morbidi e di durata più lunga da far rientrare nella nuova Marzano, l'altra parte sarebbero esternalizzazioni, cioè uscirebbero assieme ad alcune attività come la manutenzione pesante, dal perimetro della Magliana. Il destino di queste migliaia di dipendenti chiaramente non può essere deciso da Intesa ma l'advisor lo metterebbe nelle mani del governo affinchè individui le soluzioni. Per questo il piano Intesa avrebbe molti punti da chiarire in relazione alle modalità applicative della "Marzano 4". E si spiegherebbe così l'allungamento dei tempi per la definizione del business plan. r. dim.

Torna all'inizio


Con il commissario Ue il banchiere ha discusso alcuni punti della nuova "Marzano" per evitare il rischio di aiuto di Stato Alitalia, Passera: Situazione difficile Prematuro parlare (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

04 Luglio 2008 Chiudi Con il commissario Ue il banchiere ha discusso alcuni punti della nuova "Marzano" per evitare il rischio di aiuto di Stato Alitalia, Passera: "Situazione difficile" "Prematuro parlare di tagli". Il capo di Intesa ieri a Bruxelles da Tajani.

Torna all'inizio


È urgente privatizzare ma soprattutto liberalizzare (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Alitalia è urgente privatizzare ma soprattutto liberalizzare C'è da augurarsi che i sessanta giorni assegnati ad Intesa San Paolo per "ripensare" Alitalia producano non soltanto un piano industriale coraggioso, ma ancor più una visione generale davvero al servizio degli interessi del Paese, che rimetta Alitalia in carreggiata (prevedendo quindi consistenti tagli del personale), ma al tempo stesso apra alla più ampia liberalizzazione del trasporto aereo. Il nodo Alitalia, infatti, può essere letto in vari modi. Da un lato, c'è un'azienda di Stato che lavora come le proprie consorelle, si tratti della Rai come delle Poste: molto male. Organici gonfiati, spese fuori controllo, scarsa qualità dei servizi e, quindi, ripetute e consistenti iniezioni di denaro pubblico: sono questi i tratti caratteristici della compagnia di bandiera e sono questi, fatalmente, i fattori che ne hanno decretato il fallimento di fatto. Ma ancor più gravi sono le conseguenze che l'ingombrantissima presenza di Alitalia ha avuto sull'insieme del settore, dato che il vettore di proprietà del Tesoro è stato messo in una posizione privilegiata sotto vari punti di vista. In tal senso, non è positivo che il governo abbia scelto come consulente una banca che già aveva un ruolo nell'affaire Alitalia quale partner di AirOne nel tentativo di acquisire Alitalia. Perché se una cosa più di tutte va evitata è che la compagnia di bandiera, magari anche grazie all'incorporazione di AirOne, continui a rappresentare un tappo allo sviluppo del trasporto aereo. Come bene ha mostrato Andrea Giuricin in un suo recente studio, il Paese può benissimo fare a meno di Alitalia e oggi le cose andrebbero molto meglio se già 10 ani fa si avesse avuto il coraggio di farla fallire. Il contribuente avrebbe risparmiato la bellezza di 2 miliardi di euro e probabilmente ancora di più ne avrebbero risparmiati i consumatori, dato che oggi avremmo un settore assai più competitivo. D'altra parte, nel 2007 il mercato italiano ha conosciuto uno sviluppo sorprendente, facendo peggio solo dei paesi iberici quanto a crescita percentuale (il 10,1% in più di passeggeri). Questo significa che la crisi di Alitalia è stata più che compensata dallo sviluppo dei propri competitori e che non è affatto vero che il Paese ha necessariamente bisogno di una compagnia di bandiera. La Svizzera o il Belgio praticamente non hanno industrie automobilistiche, ma questo non costringe chi vive in quei Paesi ad usare la bicicletta. Alitalia va quindi privatizzata: a tutela dei diritti dei contribuenti. Ma ancor più importante è che si preveda una liberalizzazione degli slots, cominciando - ovviamente - dalla tratta più redditizia: la Milano-Roma. Oggi su questo percorso abbiamo un duopolio (Alitalia ed AirOne) e se dovesse andare in porto l'incorporazione di cui tanto si parla vi sarebbe addirittura un unico soggetto. Questo è il vero nodo, che va sciolto in direzione della concorrenza, e non già seguendo le logiche protezioniste che già tanti problemi hanno causato in passato.

Torna all'inizio


Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-04 num: - pag: 6 La Nota di M... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-04 num: - pag: 6 La Nota di Massimo Franco Il premier non va in tv ma il rischio di scontro è soltanto congelato I l ripensamento in extremis c'è stato. E con la rinuncia ad esternare la sua irritazione in tv, Silvio Berlusconi ha evitato un'occasione vistosa per acuire i contrasti sulla giustizia. L'opposizione più tetragona ironizza sul suo comportamento. Ma altrove si avverte un senso di sollievo per una decisione sofferta e responsabile. Il presidente del Consiglio rischiava di evocare i fantasmi delle intercettazioni che sta cercando di esorcizzare; e dunque di ottenere in un colpo solo due risultati negativi: tendere ulteriormente i rapporti con magistratura e centrosinistra, e forse col Quirinale; e fare lievitare il fango che gli galleggia intorno. Walter Veltroni cerca di spostare l'attenzione su salari, crisi dell'Alitalia, pensioni. Punta così a non essere condizionato da un'agenda dettata da Palazzo Chigi. Forse, però, la sua voglia di parlare di questioni concrete serve anche a disarmare la sinistra più estrema e l'alleato Antonio Di Pietro, che sulla giustizia incalzano e criticano il Pd; e che l'8 faranno una manifestazione in bilico fra antiberlusconismo e antipolitica tout court. Ma le incognite sulla pubblicazione di qualche telefonata compromettente, seppure senza rilievo penale, rimangono intatte. E tengono il premier ed i suoi collaboratori sulle spine anche alla vigilia della partenza per la riunione del G8 in Giappone. Nel programma del Consiglio dei ministri odierno non si parla di decreto. E questo farebbe pensare che abbia prevalso la scelta di non scontentare Giorgio Napolitano, convinto che sia meglio seguire la strada di un disegno di legge parlamentare. Significherebbe anche non inasprire i rapporti con il centrosinistra. Il martellamento del Pd sul fatto che il decreto peggiorerebbe le cose, suona come un avvertimento e insieme un invito a non tirare la corda; e dunque ad offrire agli oppositori un margine per non essere risucchiati dall'estremismo. La sensazione è che però Berlusconi rimanga e si senta comunque nell'angolo: minacciato, se non ricattato dalla prospettiva che vengano rese pubbliche conversazioni nel tentativo di screditarlo e dunque di logorarlo agli occhi dell'opinione pubblica. Pensare che una simile manovra abbia gli effetti sperati non è affatto scontato; ma è indubbio che inserisce dosi massicce di veleno e di tensione. Appare una specie di bomba ad orologeria della quale non si sa né se né quando verrà innescata; e che tuttavia tende a condizionare pesantemente le mosse di Berlusconi. Per questo, nonostante la sua assenza ufficiale dall'ordine del giorno, nessuno esclude che nella riunione di oggi a Palazzo Chigi alla fine rispunti il decreto. L'ipotesi che chi ha in mano le intercettazioni possa diffonderle mentre il premier è in Giappone, non viene considerata per nulla remota; e riflette un clima sovrastato dai sospetti. Di Pietro non concede nulla, altrimenti si smentirebbe. "Almeno adesso le cose sono chiare: loro facevano il decreto per impedire che venissero pubblicate queste intercettazioni. Hanno capito che non le pubblicano più e quindi non si fa più il decreto", infierisce. Parla di un Berlusconi trovato "con le dita nella marmellata". E sostiene che questo servirà a mostrare all'opinione pubblica di quale pasta sia fatto il governo. Il suo schema non prevede la possibilità che il Cavaliere si avvantaggi della polemica sulle intercettazioni; o che alla fine gli schizzi di fango colpiscano tutti. è comprensibile: deve chiamare alla mobilitazione dell'8 luglio, e impedire che si riduca ai "quattro gatti" preconizzati dal centrodestra, ma anche dal Pd. \\ Il Cdm di oggi non prevede il decreto però le sorprese restano possibili.

Torna all'inizio


Alitalia frenata sui tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

IL VERTICE Passera, numero uno di Intesa, ha incontrato il commissario Ue Tajani: "Situazione difficile, ma è presto per gli esuberi" G. FERRARI >> 13 04/07/2008.

Torna all'inizio


Alitalia il piano passera e le smentite di scajola (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia il piano passera e le smentite di scajola Gli esuberi potrebbero essere diecimila Gli esuberi in Alitalia, alla fine, saranno almeno il triplo dei 2100 prospettati da Air France. I numeri circolano non "perché fa caldo", come sostiene il ministro Scajola, ma perché il salvataggio della compagnia passa necessariamente per una operazione che, in un altro contesto, sarebbe definita di "macelleria sociale". E l'oscillazione fra quattromila e diecimila tagli che emerge dalle ultime indiscrezioni non è casuale. Secondo quanto risulta al Riformista , al vaglio di Intesa Sanpaolo ci sono diverse simulazioni che prevedono ognuna uno scenario legislativo diverso. Passera attende le necessarie garanzie dal governo per definire gli ultimi dettagli e mettere la sua firma in calce al piano. In sostanza, dalle dimensioni del paracadute che confezionerà su misura Palazzo Chigi dipende l'entità di quei sacrifici che ormai sono ritenuti inevitabili. Alla fine, spiegano fonti vicine al dossier, dovrebbe essere un provvedimento ad hoc a offrire gli strumenti per scorporare da Alitalia la sola parte in grado di sopravvivere, sgravata dei debiti, da conferire in una newco con AirOne. Una strada che impone necessariamente di ridurre drasticamente l'organico attuale. Sarebbe una soluzione "dolorosa", si spiega, ma allo stato attuale "senza alternativa". Il problema, che unisce la preoccupazione di Passera a quella del premier Berlusconi, è di uscire da un tunnel che si fa sempre più stretto. Ormai gli slogan trionfali della campagna elettorale sono un ricordo lontano e, come ammette lo stesso amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, "la situazione è molto difficile e bisogna fare di tutto per trovare una soluzione". Il rischio, però, è di perdere di vista una prospettiva industriale concreta. Lo sa bene Passera e lo sa bene un imprenditore di lungo corso come Roberto Colaninno, più volte invocato come capofila di una sempre potenziale cordata italiana, che ha subordinato un suo eventuale ruolo di primo piano alla presenza di un solido partner industriale. Anche per questo, ricordano le fonti, il progetto non sta in piedi senza l'intervento di una compagnia internazionale. Che potrà esserci solo se la nuova Alitalia sarà snella e quindi appetibile. La giornata di ieri, intanto, si è consumata a Bruxelles in un confronto chiarificatore tra lo stesso Passera e il commissario ai Trasporti Tajani. Perché, come entrambi hanno assicurato, ogni soluzione per il risanamento e il rilancio di Alitalia sarà "pienamente in sintonia con la normativa comunitaria". Quello di ieri è stato definito dall'Ad di Intesa Sanpaolo "un passaggio importante". Tanto da continuare a mostrare grande determinazione nel raggiungere un obiettivo che ormai mette in gioco anche la sua credibilità personale. "Non è nostra abitudine gettare la spugna", ha scandito per sgombrare il campo dall'ipotesi di un ritiro dall'impresa, prima di prendere comunque tutto il tempo disponibile, ricordando che il mandato "dura sessanta giorni e i tempi non sono cambiati". L'unico accenno sul piano industriale è arrivato dall'amara considerazione sulle quotazioni del petrolio che "è un fattore determinante per la sua elaborazione". Per ora, con Tremonti che fa attenzione a pesare le parole su un terreno che sa essere particolarmente scivoloso, il più loquace all'interno del governo è il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Anche nel suo caso, però, le parole non possono che essere legate a un auspicio. "C'è un advisor che sta lavorando bene, lasciamolo lavorare, speriamo possa rilanciare l'Alitalia nel tempo e riuscire a farla tornare una grande compagnia italiana", è la sua sintesi di una situazione ancora in stallo. In cui, ovviamente, è sempre il capitolo esuberi a fare più rumore. E le puntualizzazioni di Passera, che parla di cifre "premature", e del presidente della compagnia Police, che definisce "fantasiose" le indiscrezioni di queste ore, non bastano a rassicurare i dipendenti. Come sottolinea il leader del Pd Veltroni, che vede "a rischio" il posto di lavoro di migliaia di persone e inchioda il governo alle sue responsabilità, perché "bastava chiudere con Air France qualche mese fa, e Alitalia sarebbe stata in sicurezza". Infine, ci sono i sindacati. Chiedono tutti chiarezza e qualcuno azzarda l'ipotesi di uno sciopero. La prospettiva, però, è al massimo quella di limitare i danni. Anche alla luce delle responsabilità accumulate. 04/07/2008.

Torna all'inizio


<Piano secondo le regole dell'Ue> (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

"Piano secondo le regole dell'Ue" Incontro a Bruxelles Passera-Tajani: "Sintonia con le norme comunitarie" Il piano per salvare Alitalia non è pronto. Manca ancora qualcosa. Del resto, secondo gli accordi con il governo, la scadenza è fissata alla fine del mese, per la precisione il primo agosto. Nel frattempo però, Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, l'advisor nominato dal governo per cercare una soluzione che salvi la compagnia di bandiera, ieri è volato a Bruxelles per incontrare Antonio Tajani, Commissario ai Trasporti e vicepresidente della Commissione europea. Motivo dell'incontro, per adesso, solo la rassicurazione da parte del banchiere che qualsiasi soluzione presa, sarà in sintonia con le normative comunitarie, già messe a dura prova con il prestito ponte del valore di 300 milioni di euro. L'incontro è durato all'incirca un'ora, e Passera ha chiarito proprio questo concetto: "Ogni soluzione a favore del risanamento e del rilancio della compagnia sarà pienamente in sintonia con la normativa comunitaria". Inoltre, l'ad ha mostrato un cauto ottimismo sul futuro dell'azienda: "Non è nostra abitudine gettare la spugna". Nel faccia a faccia il banchiere non ha parlato di piani, tenendosi ben alla larga dal commentare le indiscrezioni comparse due giorni fa su un quotidiano romano che paventavano l'ipotesi di una mini-compagnia solo su territorio nazionale. A Bruxelles, davanti al suo interlocutore, infatti, ha tenuto la bocca ben cucita: "Le ipotesi saranno presentate nelle sedi opportune al momento opportuno". Momento, che per il presidente di Alitalia, Aristiede Police, potrebbe essere entro la fine di luglio. Anche Police come Passera ha preferito non sbilanciarsi, soprattutto sul nodo-esuberi che già al tempo del piano di AirFrance fu argomento spinoso. "I sacrifici sono quelli che si lasciano immaginare, del resto c'erano anche nell'offerta di AirFrance". Quanto all'entità dei tagli, seconda la sua opinione "c'è molta fantasia nelle indiscrezioni dei giornali". L'advisor "non ci ha ancora dato un'indicazione di piano e senza di essa tutti i numeri sono numeri al lotto". Vago sulla data del piano anche Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture: "Passera ? afferma ? ha detto che quando il piano per Alitalia sarà pronto ce lo farà vedere". Intanto, è già comunicato il balletto dei numeri. Qualche giorno fa su un noto quotidiano romano si parlava di 10mila tagli, mentre il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha corretto il tiro, scendendo a 4mila, che comunque, sono il doppio di quelli messi nero su bianco dal precedente piano, quello franco-olandese, osteggiato dal futuro premier Silvio Berlusconi, perché troppo pieno di sacrifici. "C'è un advisor ? afferma il ministro ? che sta lavorando bene, lasciamolo lavorare e speriamo possa rilanciare la compagnia e nel tempo riuscire a farla tornare una grande compagnia italiana". Anche l'Anpac, organizzazione che racchiude i piloti si è soffermata sull'argomento, tirando fuori dal cilindro un altro numero ancora. Per i piloti, infatti, i tagli si aggirerebbero intorno a quota 6mila, con conseguenze gravi per tutto il funzionamento della macchina. L'Anpac, quindi, ha auspica una maggiore prudenza da parte di tutti i soggetti tecnicamente coinvolti per garantire la necessaria serenità, soprattutto in questo periodo estivo, "prezioso per la grande mole di ricavi". (04-07-2008).

Torna all'inizio


Intervista a Massimo Ceccanti/ Fare il congresso è l'unica cosa sensata (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 04 Lug 2008 Edizione 137 del 04-07-2008 Intervista a Massimo Ceccanti/ Fare il congresso è l'unica cosa sensata di Aldo Torchiaro Giurista, costituzionalista, appassionato cultore di sistemi elettorali e modelli di governance, il neo senatore Stefano Ceccanti, Partito Democratico ala veltroniana, spariglia le carte della polemica interna e chiede a viva voce il confronto che molti temono, tra le anime democratiche. Un congresso a breve del Pd. Anche per chiarire il fronte della giustizia, bacchettare le sbavature di qualche giudice e ricondurre Di Pietro a più miti consigli? I toni di Veltroni sono cambiati, si parla di una nuova campagna di opposizione. L'opposizione reagisce come è ovvio che sia alle iniziative del governo. Le prime iniziative del nuovo governo sono un copia/incolla di alcuni provvedimenti del precedente esecutivo, quello di Prodi. Parlo ad esempio del decreto sicurezza, che riceve quanto Amato aveva portato avanti. Sembrava poter essere un'opposizione morbida, improntata al buon senso. Adesso fa cose non previste dal suo programma, a forzature come quelle di Maroni sull'ordine pubblico? non si tratta di una scelta ideologica dell'opposizione. C'è stato un cambio di passo di Veltroni. Dovuto al cambio di passo che ci siamo trovati dall'altra parte. Ma il Pd versa in stato di crisi. I toni muscolari servono a uscirne? Direi di no. Ci sono problemi inerziali del passato che sono tuttoggi molto forti e che gli insuccessi elettorali hanno contribuito ad aumentare. Come se ne esce? Faccio la mia proposta: se nei mesi prossimi proseguirà il malessere nel partito, sarà inevitabile andare a un congresso, anche perché bisogna davvero chiarirci le idee e rimescolare le carte. Non tutti sono d'accordo, mi sembra. Chi lo vuole? Adesso si terrà, nel mese di luglio, la prima riunione della nuova direzione del Pd. Immagino che Veltroni ripreciserà i punti salienti della continuità con il programma elettorale e i punti sui quali lo stesso va aggiornato. Traducendo? Se risulta che ci sono troppi punti divaricanti all'interno del Partito, sarà inevitabile convocare un congresso. Non parlo delle singole scelte politiche, ma dell'approccio di fondo, dell'impianto del partito a vocazione maggioritaria. Se invece ci sono solo opzioni sulle scelte da prendere, ad esempio sul nucleare, credo che vada convocata a breve una Conferenza programmatica. Ma Veltroni è d'accordo per il congresso? Non lo so, io ragiono con la mia testa, a lui non ne ho parlato. A me sembra l'unica cosa sensata da fare. Qualche giorno fa, Massimo D'Alema ha lanciato Red. Cosa ne pensa? Che ci vuole chiarezza. Bisogna dire se si vuole fare una iniziativa culturale o una corrente. Per capirci, nel nostro programma elettorale c'è scritto che siamo per il sistema a doppio turno francese; se qualcuno fa una iniziativa pubblica per dire che è per il sistema tedesco, marcando una differenza che non è solo tecnica ma anche strategica, siamo di fronte a una corrente. La spaventano le correnti? No, sono una ricchezza se intese nel senso vero. Ma qui c'è chi fa una corrente e la chiama Fondazione. Questo non è corretto. A proposito di correttezza, sulle intercettazioni avete cambiato idea? Per niente. Con la collega Della Monica ho ripresentato il disegno di legge Mastella per assicurare che le intercettazioni non vengano pubblicate a tutto danno della privacy. E vorrei che il responsabile della conservazione delle registrazioni fosse anche penalmente responsabile, fino a che non prova che le registrazioni stesse gli sono state trafugate. Insomma: non è che ci siamo gettati a corpo morto sul giustizialismo, intendiamoci. La nostra linea è equilibrata, ma è difficile farlo capire. Sul Lodo Schifani bis il Pd sembra tentato di non opporsi? Questo problema di voler porre il Lodo con una legge ordinaria, cioè con una forzatura legislativa mette in ombra le ragioni che ci sono nel provvedimento: abbiamo un grado di indipendenza della magistratura e del singolo magistrato che è fortissimo, e se vogliamo conservare quest'ampia autonomia dei magistrati dobbiamo anche poter garantire la politica. Facciamo un caso di scuola, a parti capovolte: il Pd vince le elezioni e un singolo magistrato prevenuto che si impunta e persegue Veltroni per impedirgli di governare, che cosa facciamo? Il problema esiste. Ma affrontandolo così si rende pressocché impossibile affrontarlo seriamente. Avete detto di no alla manifestazione dell'8 luglio. Il Pd sta prendendo le distanze da Di Pietro? Guardi, se Berlusconi smette di fare quello che fa, Di Pietro smette a sua volta. E' un epifenomeno reciproco: perché anche Di Pietro è la polizza sulla vita di Berlusconi. L'Udc vi sprona a rompere con questa logica. A proposito di Di Pietro, chiariamoci. Faccio un esempio concreto, l'altro giorno il gruppo di Italia Dei Valori al Senato ha proposto una pregiudiziale di costituzionalità su Alitalia: gli abbiamo detto subito che non lo avremmo votato. A volte ci troviamo più d'accordo con loro, altre volte con l'Udc. Dipende dall'argomento di cui parliamo.

Torna all'inizio


<Alitalia, soluzioni in sintonia con le regole Ue> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 214 Il salvataggio Il commissario Tajani "Alitalia, soluzioni in sintonia con le regole Ue" Il salvataggio. Il commissario Tajani --> "Non è nostra abitudine gettare la spugna": mostra ottimismo l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, subito dopo aver incontrato a Bruxelles il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, per illustragli i lavori in corso per la messa a punto del piano di rilancio di Alitalia. Ma subito dopo non nasconde che la "situazione è molto difficile" e fa capire che molto probabilmente per completare il piano ci vorrà tutto il tempo del mandato affidato (60 giorni) al suo istituto. Dunque, fino ai primi di agosto. E per quel che riguarda le cifre sugli esuberi, taglia corto: "Sono premature". Ad Intesa San Paolo, va ricordato, è stato conferito il mandato di advisor per la privatizzazione di Alitalia. PRESTITO NEL MIRINO Sul tavolo del commissario Ue c'è il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni versato dal governo nelle casse di Alitalia e che Bruxelles sospetta essere un aiuto incompatibile con le regole Ue sulla libera concorrenza: "Ho chiesto espressamente", ha sottolineato Tajani, "che ogni soluzione per Alitalia sia in sintonia con la normativa comunitaria". Passera evidenzia che la situazione è comunque molto difficile per l'intero settore dei trasporti. "L'elevato livello raggiunto dal pezzo del petrolio è certamente un elemento determinante nell'elaborazione del piano di Alitalia". IL CARO-CARBURANTE Proprio a causa del caro-greggio la situazione peggiora di giorno in giorno e probabilmente rende necessario un ulteriore inasprimento dei termini del piano di salvataggio della compagnia di bandiera. A partire dal capitolo esuberi. Le indiscrezioni sui tagli del personale circolate negli ultimi giorni sulla stampa vanno dalle 4.000 alle 10.000 unità. "Tutte le cifre finora uscite sugli esuberi sono premature", taglia corto Passera. SCAJOLA Da Roma, il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola - che mercoledì aveva comunque manifestato la necessità di fare "sacrifici" - parla di "numeri dati per il caldo", mentre l'ad di Alitalia, Aristide Police, di "numeri al lotto". "Per Alitalia", ha spiegato Scajola, "c'è un advisor che sta andando avanti e lavorando bene. Lasciamolo lavorare e auguriamoci che possa presentare un buon piano industriale il quale possa rilanciare la compagnia e, nel tempo, riuscire a farla tornare una grande compagnia italiana".

Torna all'inizio


Intercettazioni, il gip: decisione entro 7 giorni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 158 del 2008-07-04 pagina 0 Intercettazioni, il gip: decisione entro 7 giorni di Redazione Il gip di Napoli si riserva di decidere sulla richiesta di utilizzazione delle intercettazioni telefoniche fra Saccà e Berlusconi. Alfano: "Entro breve un ddl salva privacy". Gasparri: "Pausa di riflessione, ma l'emergenza resta" Napoli - Il gip di Napoli Luigi Giordano si è riservato di decidere sulla richiesta da inoltrare al Parlamento per utilizzare intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il top manager Rai Agostino Saccà e il premier Silvio Berlusconi. Il giudice dovrà anche pronunciarsi sulla questione di competenza territoriale avanzata dai legali del presidente del Consiglio dei ministri, Nicolò Ghedini e Michele Cerabona. Le intercettazioni rientrano nell'ambito dell'inchiesta del pm Vincenzo Piscitelli su alcune produzioni di Rai Fiction, di cui Saccà è responsabile, e sono relative a segnalazioni di attrici da inserire in cast di fiction. Il prossimo 18 luglio il gip Pasqualina Laviano dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi. La decisione di Giordano potrebbe arrivare la prossima settimana. Consiglio dei ministri "Non si è parlato del decreto legge sulle intercettazioni" nel Consiglio dei ministri di oggi. Lo ha riferito il ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, al termine della riunione. Nel Cdm non si è parlato neppure di Alitalia, ha inoltre aggiunto Ronchi. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha confermato un disegno di legge sulle intercettazioni che però, ha sottolineato, dovrebbe essere chiamato "salva privacy". Nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri, Alfano ha auspicato che il parlamento lo approvi "come primo provvedimento dopo la pausa estiva". L'attacco di Di pietro Sulle intercettazioni spiega Antonio Di Pietro: "Secondo me non ci deve essere la riforma. Il problema di fondo è che le intercettazioni, se autorizzate dal giudice, sono uno strumento molto importante per la lotta alla criminalità", mentre sulla divulgazione delle stesse Di Pietro spiega: "Dipende. Quelle che hanno rilevanza penale è giusto che siano messe a conoscenza anche dell'opinione pubblica, quelle che sono solo questioni private di ognuno, è giusto che vadano al macero. Ci sono due filoni di intercettazioni, quelle serie come quelle a d'Alema e quelle così dette gossippare. All'italiano medio interessano altri temi come quelli economici, dispiace constatare che il governo, invece, ci costringe a occuparcene". Emergenza intercettazioni "Una pausa di riflessione su un tema che comunque dovrà essere affrontato e risolto". Così il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato l'esito del Consiglio dei ministri di oggi, nel corso del quale non si è discusso di decreto intercettazioni. "Resta l'emergenza - ha aggiunto Gasparri - di uno stillicidio di pubblicazioni che non hanno alcuna rilevanza penale e la necessità di trovare soluzioni che ci auguriamo siano concordate anche con l'opposizione soprattutto sulle sanzioni nei confronti di chi le pubblica. La mancata decisione di oggi del Cdm su questo argomento speriamo possa comportare da parte di tutti una valutazione più serena. Indagare è doveroso, la denigrazione e lo spreco di soldi dei cittadini con intercettazioni inutili deve cessare. Su questo - ha concluso il presidente dei senatori del Pdl - siamo aperti al confronto con una opposizione più seria e matura e ci auguriamo che il Pd la smetta di farsi dettare l'agenda politica da Di Pietro, a metà tra un politico di terza fila e Pappagone". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (21 votes, average: 3.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (52 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Proprio no, caro Athos, ora è lei che "ciurla nel manico", io ho grande rispetto per i... luciano: ma non vi accorgete che rispetto a paesi nostri concorrenti stiamo perdendo la faccia, affari e lavoro. e... Rino Gioffrè: C'è una sola parola per definirli: PATETICI. Athos: Ennesimo Post inutile: qual'è il problema se dei cittadini esprimono il proprio dissenso?????? jose': Non ci sarebbe bisogno di commenti. L'On.le DI PIETRO dimostra d'essere un oppositore... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Beni culturali, Pompei stato di emergenza per 12 mesi: incuriaGela, condanna a 8 mesi per il giudice lumacaLa Betancourt: "Tre anni in catene". Radio Svizzera "Pagato un riscatto"Arrestato in Brasile l'ex Nar Bragaglia"Non temiamo gli attacchi dei giudici"Consumi flop, è crisi profonda: -2,7% Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (1) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


"Sul Cuneo-Roma biglietto di andata pagato 311,33 euro" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Alitalia

LEVALDIGI. AEROPORTO Il presidente dello scalo "Le tariffe sono gestite da Alitalia in autonomia Non ci competono" "Sul Cuneo-Roma biglietto di andata pagato 311,33 euro" "Ritenete che 311,33 euro per andare da Cuneo a Roma con 70 minuti di volo in aeromobile turboelica non sia una somma esagerata, tenuto conto che non si è trattato di biglietto "business" né "open" e che il viaggio in Eurostar costa meno di un terzo e quello in vagone letto di 1ª classe la metà?". Lo domanda il senatore Guido Brignone, consigliere provinciale della Lega nord, al presidente della Provincia Raffaele Costa, in un'interpellanza depositata da pochi giorni. Brignone spiega di aver usufruito più volte del volo da Levaldigi alla capitale. "Le ultime 4 volte il numero dei passeggeri è risultato esattamente di 5, 12, 6 e 8 - sottolinea -. Il biglietto è sempre stato prenotato elettronicamente uno, due o tre giorni prima della partenza, con un costo medio, per singola tratta, intorno a 140 euro. Per il volo delle 19,20 del 25 giugno, prenotato due giorni prima elettronicamente e con otto passeggeri a bordo, è stato emesso per me un biglietto del costo complessivo di 311,33 euro per sola andata. Durante le mie operazioni d'imbarco, sono stati chiesti a potenziali acquirenti circa 500 euro per un'andata-ritorno. Ed essi hanno rinunciato". Brignone ha allegato la copia del biglietto all'interpellanza, dove pone alcuni quesiti: "qual è stata finora la percentale media complessiva di riempimento dei voli Cuneo-Roma e viceversa"; "i criteri di tariffazione della tratta", da rendere noti "per evitare spiacevoli sorprese che non possono che diradare i passeggeri"; "se sia il caso di continuare a sostenere con soldi pubblici un collegamento aereo il cui futuro appare tuttora molto incerto e il passato è costato somme considerevoli". Il presidente della Geac (società gestione dello scalo), Giampietro Pepino: "Le tariffe sono gestite da Alitalia in autonomia. Non sono di competenza dell'aeroporto. Poi alcune particolari tariffe, per esempio i biglietti aperti, sono molto costose ovunque".

Torna all'inizio


Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (10 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) " (22 votes, average: 3.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (29 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (29 votes, average: 3.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (31 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (52 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (54 votes, average: 2.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Giovanni, il tema del mio post non è la manifestazione contro Berlusconi, la giustizia, le... Gian Luca Mariottini: % LA POLITICA DI WALTER % FA bene Veltroni ad isolare queste frange, obbligandole ad una presa... Roberto: Mi chiedo com'e' possibile che certa gente metta il cervello all'ammasso e non sappia... moritz: Uolter (er pupone che a scuola non ha mai studiato!)perchè parlarne, è meno consistente di una nuvola in... Lino: Attenti a buttare a mare Veltroni, dopo di lui c'è solo Di Pietro. E vogliamo dare l'opposizione a... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News La Betancourt a Parigi abbraccia Sarkozy: "Mi avete salvato"Muore immigrato legato sotto la stiva di un tirBeni culturali, Pompei stato di emergenza per 12 mesi: incuriaYuotube, privacy a rischio Tutti i dati degli utenti nelle mani della ViacomBerlusconi: "Non temo i giudici La deriva giustizialista va fermata" Salari, Veltroni: raccoglieremo 5 milioni di firme Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (1) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (10 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) " (22 votes, average: 3.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (29 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (29 votes, average: 3.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (31 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (52 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (54 votes, average: 2.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Giovanni, il tema del mio post non è la manifestazione contro Berlusconi, la giustizia, le... Gian Luca Mariottini: % LA POLITICA DI WALTER % FA bene Veltroni ad isolare queste frange, obbligandole ad una presa... Roberto: Mi chiedo com'e' possibile che certa gente metta il cervello all'ammasso e non sappia... moritz: Uolter (er pupone che a scuola non ha mai studiato!)perchè parlarne, è meno consistente di una nuvola in... Lino: Attenti a buttare a mare Veltroni, dopo di lui c'è solo Di Pietro. E vogliamo dare l'opposizione a... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News La Betancourt a Parigi abbraccia Sarkozy: "Mi avete salvato"Muore immigrato legato sotto la stiva di un tirBeni culturali, Pompei stato di emergenza per 12 mesi: incuriaYuotube, privacy a rischio Tutti i dati degli utenti nelle mani della ViacomBerlusconi: "Non temo i giudici La deriva giustizialista va fermata" Salari, Veltroni: raccoglieremo 5 milioni di firme Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (1) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


La cordata? Era una bufala (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La cordata? Era una bufala Alfredo Recanatesi Alitalia Quando Corrado Passera, cioè la maggiore banca italiana, si assume un compito, per farlo desistere ce ne vuole. E se alla fine non riesce ad assolverlo c'è buona probabilità di coglierci se si conclude che quel compito era impossibile. E allora, se Passera dice che la situazione di Alitalia non è difficile, ma "molto difficile", è come disporre di una certificazione dell'azzardo corso allorché in campagna elettorale Berlusconi mandò a monte l'accordo con Air France. segue a pagina 29.

Torna all'inizio


De Bustis divorzia da Deutsche Bank (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL PERSONAGGIOBanchiere in Puglia e poi al Monte dei Paschi, dove fallisce l'aggregazione "rossa" De Bustis divorzia da Deutsche Bank Roberto Rossi Ai più il nome di Vincenzo De Bustis dirà poco o nulla. Per alcuni, specie quelli che mischiano politica e finanza, invece lui era considerato il "banchiere maximo", per la sua amicizia con Massimo D'Alema. Per altri, e tra questi molti risparmiatori salentini, invece, De Bustis era il protagonista dei casi "My Way" e "4You", dai quali poi è uscito completamente scagionato. Per chi si occupa di economia, infine, De Bustis è quello che ha tentato di far fare il grande salto alla Deutsche Bank in Italia. Tentativo riuscito parzialmente. Ed è per questo, forse, che dopo cinque anni di servigi, l'ex ingegnere elettronico entrato nel mondo delle banche per caso (da giovane sviluppava sistemi di pianificazione e controllo per gli istituti di credito), ha mollato la poltrona di amministratore delegato della filiale italiana (anche se le sue dimissioni saranno effettive dal 30 settembre). Al suo posto, Flavio Valeri, attualmente alla Merrill Lynch. Valeri riporterà a Jurgen Fitschen, componente del comitato esecutivo di Deutsche Bank, il quale ha ringraziato De Bustis per il "grande contributo fornito alla filiale italiana negli scorsi 5 anni". E in effetti la carriera di De Bustis alla Deustche era partita nel migliore dei modi. Nei primi due anni la banca tedesca era entrata nell'operazione Piaggio con Roberto Colaninno, aveva assistito il Tesoro per l'ingresso delle Fondazioni nella Cassa depositi e Prestiti, aveva partecipato al riassetto di Alitalia e alla partita Wind. Bei colpi. Ai quali però De Bustis non aveva saputo dare sostanza. Deutsche Bank Italia con il mercato nostrano non ha più avuto molto feeling. A 57 anni quindi per De Bustis si aprono nuove possibilità di carriera. Lui che nel 2002 aveva tentato di "scalare", professionalmente parlando, la banca Monte dei Paschi di Siena diventando, dopo aver condotto il processo di aggregazione tra la sua Banca 121 e Mps, direttore generale di Rocca Salimbeni. La scalata in realtà aveva anche altri scopi. La presenza di De Bustis era finalizzata a un processo di aggregazione della cosiddetta finanza rossa. Un polo che avrebbe compreso Mps, Unipol e Bnl. Un progetto caro ad alcuni esponenti dei ds ma non alla politica locale toscana. Comune e Provincia, che controllano il Monte attraverso la Fondazione, non condividevano il progetto. Che affondò e con lui il "forestiero" arrivato a Siena passando per Roma. All'inizio del 2003, quindi De Bustis lascia la città del Palio, dove si dice non ha rimesso più piede, e approda come detto a Deutsche Bank. La banca è sonnacchiosa e lui la risveglia con diverse grandi operazioni e con una crescita di ricavi e redditività che la filiale non aveva mai visto. Un merito, quello di aver riportato Deutsche Bank al centro dell'attenzione, che qualche volta si trasforma anche in una mezza colpa. Come quando nell'estate del 2005 nel clima di caccia alla streghe De Bustis incappa nelle indagini sulle operazioni compiute dai "furbetti del quartierino". Con i quali, sostiene lui, c'erano solo rapporti professionali. Una macchia, per molti, nella carriera. E poi vai a sapere il perché.

Torna all'inizio


Oltre gli aerei, Air France investe nei treni Accordo con Veolia per entrare nell'alta velocità che fa concorrenza ai voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Oltre gli aerei, Air France investe nei treni Accordo con Veolia per entrare nell'alta velocità che fa concorrenza ai voli / Roma ALLEANZA Una compagnia aerea che investe nell'alta velocità ferroviaria è sempre una notizia. Se poi l'azienda in questione è Air France, e cioè la prima società aerea al mondo per fatturato, non si stratta solo di una notizia ma di un segnale preciso: nel giro di qualche anno il trasporto regionale potrebbe subire una rivoluzione. In breve. Air France-KLM sta pensando a un'alleanza con l'utility Veolia, che gestisce diverse linee ferroviarie francesi, per offrire viaggi sui treni ad alta velocità. In Francia il mercato è dominato dalla società ferroviaria pubblica francese Sncf, nonché presidiato da Deutsche Bahn e da Thalys, che controllano le società che producono Eurostar. Perché allora Air France dovrebbe investire in un mercato potenzialmente saturo? Forse perché le tratte a breve raggio non sono più remunerative. Air France da tempo sta combattendo con la concorrenza delle ferrovie francesi e dei suoi collegamenti rapidi. Ma se fino a qualche la competizione era sostenibile il caro petrolio ha rimesso tutto in discussione. Il treno allora potrebbe essere un'arma con la quale fare utili. "Nell'ambito della liberalizzazione del trasporto ferroviario prevista nel 2010 - ha sottolineato un portavoce del vettore transalpino - Air France e Veolia stanno considerando la possibilità di una partnership per creare un nuovo operatore dell'alta velocità sul mercato europeo". Secondo il Financial Times, il progetto sarebbe già ben avviato. Veolia Transport, divisione di Veolia, potrebbe costruire treni sotto il marchio Air France che collegheranno l'hub della compagnia francese nell'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle a destinazioni in tutta l'Europa. La scelta di Air France lascia spazio, poi, a due tipi di considerazioni. La prima è che anche per la compagnia francese il prezzo del petrolio nel medio periodo sarà sui livelli attuali. Inoltre il progetto getta una pesante ombra sul salvataggio di Alitalia. Nel piano di Intesa Sanpaolo il gruppo dovrebbe fondersi con AirOne e rafforzarsi nel mercato a breve raggio (quello nazionale). Lo stesso dal quale Air France sta disinvestendo. ro.ro.

Torna all'inizio


TEMPO A sentire i sindacati una delle poche cose certe attorno all'incerta partita Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del di Roberto Rossi/ Roma TEMPO A sentire i sindacati una delle poche cose certe attorno all'incerta partita Alitalia è che questa verrà giocata fino in fondo. Questo vuol dire che Intesa Sanpaolo difficilmente presenterà il piano di salvataggio della compagnia prima della scadenza del mandato ricevuto dal governo. E visto che questo dura 60 giorni è probabile che Alitalia possa avere il suo piano di risanamento ai primi di agosto. È anche possibile che, come spiega ancora un sindacalista, questo termine possa essere dilazionato. Con altri venti giorni. Questo perché si vorrebbe evitare alla compagnia un'estate turbolenta e rissosa con scioperi e agitazioni. Dovuti essenzialmente alla mole di esuberi in programma. "Non voglio credere che gli esuberi, che sappiamo ci sono, possano essere superiori a quelli annunciati" a suo tempo da Air France ha detto ieri il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Eppure l'architettura del progetto che Corrado Passera ha in testa passa anche attraverso una dura ristrutturazione del personale (seimila-ottomila licenziamenti). Per salvare la compagnia di bandiera italiana Intesa Sanpaolo, con tutta probabilità, dividerà il gruppo in due. Da una parte una nuova società leggera, concentrata su rotte sostenibili, dall'altra una bad company nella quale rimarrebbero debiti, esuberi, e tratte non profittevoli. La nuova Alitalia poi potrebbe anche essere fusa con AirOne. Anche se su quest'ultima ipotesi si stanno registrando nelle ultime ore le resistenze di Carlo Toto. Il patron di AirOne, per una questione di controllo aziendale, alla fusione tra i due vettori contrapporrebbe l'affitto delle attività in capo alla nuova Alitalia. Ma la partita Alitalia, oltre che sul piano sindacale, si gioca anche sul versante politico. Per chiudere il cerchio, infatti, è necessario un contesto normativo che renda praticabile lo scenario che il piano prospetta. Secondo molti osservatori servirebbe la revisione della legge Marzano, nata sull'onda della crisi Parmalat per fronteggiare problematiche finanziarie. "Il caso Alitalia - ha commentato lo stesso Marzano è diverso da quelli a cui si rivolgeva la legge. Nelle altre occasioni il progetto industriale c'era e il problema era piuttosto finanziario. Qui non credo che il problema sia trovare i capitali. Alitalia è troppo grande per reggere la concorrenza delle low cost e troppo piccola per reggere la concorrenza delle grandi compagnie internazionali. E questo è un problema industriale". Serve quindi un provvedimento su misura che produca effetti nel breve periodo. Solo così, e con grandi costi sociali, Alitalia potrebbe essere salvata.

Torna all'inizio


Con l'inflazione al 3,8% difficile il negoziato sul modello contrattuale Epifani avverte le imprese che la questione salariale è prioritaria nella definizione di un accordo. Bersa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Con l'inflazione al 3,8% difficile il negoziato sul modello contrattuale" Epifani avverte le imprese che la questione salariale è prioritaria nella definizione di un accordo. Bersani: il tesoretto c'è, il governo abbassi le tasse sulle retribuzioni / Milano La continua corsa al rialzo dei prezzi mette una seria ipoteca sul tavolo per la riforma del modello contrattuale. "L'aumento dell'inflazione rende la trattativa più difficile" ha avvertito Guglielmo Epifani. L'allarme del leader sindacale nasce da una semplice presa d'atto: il carovita rilevato dall'Istat è al 3,8%, mentre l'inflazione programmata dal governo si ferma all'1,7%. Ma le sue parole suonano come un avvertimento, soprattutto alle orecchie di Federica Guidi, neopresidente dei giovani di Confindustria, ieri chiamata a convegno a Milano dalla segretaria della Filtea Cgil, Valeria Fedeli, per discutere di relazioni industriali con il numero uno di Corso d'Italia, Pierluigi Bersani, lo storico Giuseppe Berta e Michele Tronconi di Smi. "L'aumento dei salari sarà inferiore di un terzo all'aumento dell'inflazione". Passino pure le invocazioni ad evitare spirali tra aumento dei prezzi e aumento dei salari, "ma in questo modo i prezzi si mangiano i salari e le pensioni" ha sottolineato Epifani. Non si facciano dunque illusioni gli imprenditori, e non se ne faccia l'esecutivo: "Il governo deve comprendere che questo è il cuore del problema, e che occorre intervenire per risolverlo, altrimenti i lavoratori non ce la fanno". Tanto più che, alla tenuta di salari e pensioni, si aggiungono i rischi per l'occupazione, "con gli esuberi annunciati per Telecom e per Alitalia come se fossero noccioline, e problemi per la chimica e l'indotto Fiat".Insomma, ha concluso il leader Cgil, "non possiamo trasferire tutti i problemi sul lavoro". La risposta della Guidi è stata immediata. Da un lato conciliante, quando ha spiegato che l'idea dei contratti individuali "era una provocazione", per ricordare quanto serva "cambiare un sistema obsoleto rispetto al mondo che è cambiato e valorizzare il merito che significa anche valorizzare meno chi merita meno". Dall'altro ferma sulle rivendicazioni più volte avanzate da Confindustria, nel ripetere che "il contratto nazionale deve dare garanzie sui minimi ma non può bruciare tutte le risorse". A distanza le hanno fatto seguito le dichiarazioni della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "L'Italia deve evitare forme di indicizzazione dei salari o di ritorno alla scala mobile, che sarebbero un disastro assoluto per un Paese che ha già vissuto la spirale prezzi-salari".Eppure un'altra strada ci sarebbe. Come ha ricordato il ministro ombra dell'Economia Bersani, il governo avrebbe la possibilità di intervenire efficacemente a sostegno dei redditi da lavoro:: "Voglio chiudere la polemica sul tesoretto, le coperture per portare 3-4 miliardi di euro nelle tasche dei lavoratori, dei pensionati e degli incapienti, ci sono. I dati sulle entrate fiscali consentono senza dubbio questo tipo di manovra, sono gli effetti del risanamento che abbiamo consegnato a questo governo". l.v.

Torna all'inizio


La bufala della cordata italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La bufala della cordata italiana Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima Cosa che avvenne quando fece credere - e ci credettero in molti - che il destino della compagnia di bandiera sarebbe potuto essere molto migliore per la compagnia stessa, per i suoi dipendenti, per l'Italia. Chi ritenne che sarebbe stato difficile trovare una soluzione al difuori di un accordo con un grande gruppo come quello franco-olandese rischia di essere stato facile profeta, se non altro perché ora si tratta di costruire una prospettiva senza poter contare sulla integrazione commerciale in una delle reti più vaste del mondo, e senza poter contare sul contenimento degli esuberi che un grande gruppo, se non altro per la sua dimensione, poteva consentire. Per non dire della ricapitalizzazione che Air France aveva assicurato potendo prefigurare un recupero di redditività attraverso la integrazione nel suo gruppo, mentre ora, senza un forte partner estero, la prospettiva di redditività si è allontanata al punto che sarà difficile trovare chi possa metterci del suo. Come se tutto questo non bastasse, c'è di mezzo anche l'impennata del costo dei carburanti che sta mettendo in difficoltà anche le più solide compagnie straniere innescando una ulteriore ristrutturazione dell'intero trasporto aereo della quale la trattativa per l'integrazione tra American Airlines, British Airways ed Iberia potrebbe essere solo un primo segnale. L'ulteriore ciclo di ristrutturazioni e di aggregazioni che sta prendendo l'avvio aggiunge nuove complicazioni nella ricerca di un futuro per Alitalia almeno per due motivi. Intanto perché crescerà la dimensione media dei competitori sul mercato del trasporto aereo accentuando la rilevanza delle economie di scala sugli acquisti di carburante, sulle manutenzioni e sulle reti di vendita. Inoltre perché la profittabilità di tutte le compagnie tenderà comunque a diminuire, per cui la disponibilità di potenziali partner ad avventurarsi in una alleanza con una compagnia in condizioni critiche come Alitalia non potrà che essere ancor più guardinga di quanto non sia stata finora. Per il momento, comunque, un piano di salvataggio ancora non c'è; ma c'è di peggio: ossia la esclusione di ogni ipotesi che si possa fare per motivi finanziari, giuridici e di normativa europea. Evidentemente Passera è andato a Bruxelles per sondare gli umori comunitari su alcune specifiche soluzioni. La cautela manifestata al ritorno lascia intendere che il Commissario ai trasporti Tajani (che pure è un fedelissimo di Berlusconi) ed il Commissario al mercato interno McCreevy (quello che ce l'ha con l'Italia per aver ostacolato l'ingresso delle banche estere) devono aver manifestato una certa rigidità verso ogni ipotesi che implichi un intervento dello Stato italiano dopo la concessione del prestito che a Bruxelles devono ancora mandare giù. Più specificamente, l'ipotesi di dividere Alitalia in due società - una formata con i rami di azienda in attivo da fondere con Air One e da ricapitalizzare con il denaro di Banca Intesa e di chi ce lo vorrà mettere, e un'altra società formata da tutto ciò che non va e che perde soldi da affibbiare, per qualche strada che la fantasia di Tremonti saprebbe certamente trovare, allo Stato - è stata preventivamente bocciata, probabilmente riconducendo tutto il difficile gioco del salvataggio di Alitalia alla casella iniziale. È facile a questo punto ricondurre la definizione di Passera - quel "molto difficile" - alla consapevolezza che occorre non solo un credibile piano industriale ( senza un partner forte e con il petrolio che continua a salire) ma anche miliardi di euro per finanziare il rilancio e per risolvere debiti e passività operative. Passera, comunque, ha ricordato che per l'espletamento del suo mandato ha ancora un mese di tempo, e si può essere certi che fino all'ultimo ce la metterà tutta. Ma gli elementi che vanno emergendo già sono ampiamente sufficienti per dimostrare che, comunque vadano le cose, ci sarà da recriminare sul fallimento della trattativa con Air France.

Torna all'inizio


L'antitrust boccia il governo sulla concessione a autostrade - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'Antitrust boccia il governo sulla concessione a Autostrade "Niente gara e rendite monopolistiche, le tariffe non caleranno" Catricalà scrive a Berlusconi criticando il decreto appena convertito BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Non c'è stata gara pubblica. Non c'è spazio per la concorrenza, ma un sistema che continua a somigliare a un monopolio. Dunque non ci potrà essere un calo delle tariffe. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato boccia il rinnovo delle concessioni autostradali inserito in un decreto votato in fretta e furia dal governo e che nulla aveva a che fare con le autostrade. La bocciatura è contenuta in una lettera firmata da Antonio Catricalà, che da un paio di giorni è sul tavolo del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. è un parere, un'ammonizione, che chiede a governo e parlamento di riesaminare quanto approvato in tema di concessioni. E il motivo è semplice. Le recenti modifiche, scrive l'Autorità, "appaiono restringere i già ridotti spazi per la concorrenza o quanto meno per una regolazione concorrenziale nella gestione delle infrastrutture autostradali". Non solo. L'adeguamento delle tariffe, così come previsto dal decreto approvato in Parlamento non è tale da garantire "la massima efficienza produttiva e allocativa, così che i minori costi possano tradursi in tariffe più basse per i consumatori". Insomma quello che di fatto è un monopolio naturale, continua ad essere tale. Ma c'è di più. La concessione viene affidata per periodo lunghissimo, trent'anni (dal 2008 al 2038) e l'adeguamento tariffario segue un meccanismo che aggancia le tariffe al 70 per cento dell'inflazione effettiva calcolata dall'Istat, sganciandola dalla produttività. Dunque le imprese autostradali hanno la certezza di incassare soldi rivalutati, ma nessun obbligo a investire. Non è la prima volta che il problema viene sollevato dall'Autorità. Accade già nel 2004. Anche allora con un emendamento a un decreto legge, il governo Berlusconi aveva forzato un formale e motivato dissenso del Cipe e il rifiuto di registrazione della Corte dei Conti, facendo approvare per legge la convenzione Autostrade e Anas. Anche quella volta venivano allungati i tempi della convenzione e si autorizzava la revisione del sistema tariffario. Tanto che lo stesso Prodi, nell'ultimo governo, avrebbe dovuto affrontare il nodo tariffe. Catricalà oggi ha voluto ribadire il concetto: la necessità di gare pubbliche, le uniche che riescono effettivamente a sradicare la rendita monopolista e ad abbassare le tariffe. Come è stato possibile tutto ciò? Semplice. Nel decreto, che si occupava di questione comunitarie, è stato introdotto l'emendamento all'ultimo momento. A nulla sono valse le proteste dell'opposizione. Pier Luigi Bersani, ministro dell'economia del governo ombra del Pd, quando l'emendamento arrivò in Aula s'era detto scandalizzato per la scelta dell'esecutivo di introdurre una norma che lascia di fatto all'Anas la possibilità di decidere da sola a chi dare in concessione un bene dello Stato. E Bruno Tabacci (Rosa bianca) arrivò addirittura a "denunciare" un qualche interesse a tenersi buoni i Benetton (proprietari di Autostrade), nella speranza che partecipassero a una cordata per Alitalia.

Torna all'inizio


Incroci banche-imprese entro l'estate via i tetti - andrea greco (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Bankitalia e Tesoro preparano una riunione del Cicr Incroci banche-imprese entro l'estate via i tetti La crisi fa rivedere i rapporti, saltano i limiti alle reciproche partecipazioni ANDREA GRECO MILANO - La convocazione è imminente: entro breve si riunirà il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, cui spetta l'alta vigilanza su credito e tutela del risparmio. I contorni non sono ancora netti, certo saranno affrontati i rapporti tra banche e imprese, nell'ottica di rendere più agevole, nelle attuali difficili condizioni operative, l'intervento delle prime nelle seconde, oggi limitato al 15% del patrimonio di vigilanza. Sarebbe un "terzo atto" per il comitato che raggruppa il Tesoro, i ministri di ambiti economici e il governatore di Bankitalia. Nei mesi della crisi nata dai mutui subprime il Cicr fu convocato due volte: la prima a metà settembre scorso, la seconda all'inizio di marzo, sempre per valutare al massimo livello gli effetti della turbolenza sul credito sulla stabilità del sistema nazionale e internazionale. Stavolta, come emerge implicitamente, tocca fare un passo in più, ed è un passo poco rassicurante. Le banche hanno i loro problemi con le svalutazioni ? quelle italiane, meno delle rivali straniere ? ma le imprese soffrono per i rialzi delle materie prime e per il rallentamento congiunturale correlato alla crisi e all'inflazione. Poiché le imprese, specie in Italia, sono molto più fragili delle banche, il governo ritiene sia giunto il momento di allentare alcuni vincoli che limitano la concentrazione del rischio. Le cosiddette "partecipazioni a valle", quelle che gli istituti detengono nelle imprese, sono limitate al 15% del patrimonio di vigilanza per ogni singolo caso, e al 60% del patrimonio di vigilanza complessivo. Sono lasciti della legge bancaria del 1936, che separò per mezzo secolo il credito ordinario da quello per le imprese, in risposta a quella "fratellanza siamese" tra istituti e industria ? definizione di Raffaele Mattioli ? che negli anni Venti aveva fatto sbandare l'intero sistema sotto le perdite e i debiti dei bilanci industriali. Sono, soprattutto, vincoli non contemplati dalla normativa di vigilanza prudenziale comunitaria, che è più elastica degli usi italiani. La cronaca recente ? vedi Alitalia ? e l'aumento di possibilità che qualche gruppo industriale finisca in cattive acque visti i tassi in rialzo ? si pensi al comparto degli operatori immobiliari ? devono avere avuto un ruolo nell'accelerazione dell'agenda del governo in merita. Ma anche il governatore, già due anni fa, diceva: "Sostituire rigidi vincoli normativi con principi flessibili di supervisione restituisce autonomia alle banche e agli imprenditori, stimola l'efficienza del processo decisionale e impone alla vigilanza piena trasparenza nel rendere conto del proprio operato". C'è anche un altro vincolo nei rapporti banca-impresa, che riguarda le partecipazioni "a monte", ossia gli industriali azionisti degli istituti. Qui c'è un tetto del 15% nel capitale, che costituisce un caso isolato nel panorama normativo europeo. E che, secondo l'agenzia Radiocor, sarà esaminato e abrogato nel prossimo Cicr. Anche per agevolare il recepimento, entro marzo 2009, di un'altra direttiva comunitaria da poco emanata, che disciplina le partecipazioni al capitale bancario e non prevede separatezza tra istituti e industrie.

Torna all'inizio


Primo bilancio per il governo Berlusconi. Fra i 67 provvedimenti varati finora spiccano l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

05 Luglio 2008 Chiudi Primo bilancio per il governo Berlusconi. Fra i 67 provvedimenti varati finora spiccano l'abolizione dell'Ici e la detassazione degli straordinari, ma anche la rivoluzione della Finanziaria. Già in vigore anche il decreto anti-rifiuti. Molte le polemiche intorno ai provvedimenti per la sicurezza e il rinvio dei processi. E in autunno si profilano sfide delicate come il salvataggio Alitalia e la riforma federale.

Torna all'inizio


Per la nuova Alitalia aerei in affitto (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

05 Luglio 2008 Chiudi Nello spezzatino la vendita degli aeromobili: la vecchia società in liquidazione farebbe cassa e alla newco l'operazione costerebbe meno Per la nuova Alitalia aerei in affitto Nel piano di Intesa il "lease back" della flotta per rendere più snella la Compagnia.

Torna all'inizio


ROMA - Vendita dei gioielli di famiglia di Alitalia. A cominciare dalla flotta aerea con la (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

05 Luglio 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO ROMA - Vendita dei gioielli di famiglia di Alitalia. A cominciare dalla flotta aerea con la procedura del lease back. Le macchine verrebbero riprese in affitto dalla Nuova Alitalia assieme agli aeromobili "prestati" da Air One. Nel piano di salvataggio in fase di costruzione da parte di Intesa Sanpaolo, secondo quanto risulta a Il Messaggero, un passaggio saliente sarebbe costituito dalla cessione degli aeromobili della Magliana a una società specializzata in lease back. Sono quasi tutte Usa. La vendita avverrebbe contestualmente allo spezzatino della compagnia attraverso il quale il marchio, le rotte, alcune attività di terra, volo, manutenzione, oltre a una parte dei dipendenti, verrebbero rilevati dalla newco comprendente Ap Holding di Carlo Toto. La società di locazione si impegnerà a dare in affitto gli aeromobili alla nuova Alitalia. Oggi il vettore italiano ha 109 aerei di proprietà (9 per il lungo raggio, 100 per il breve-medio raggio) e 75 in leasing. Il ricorso al lease back, molto praticato in campo immobiliare, consentirebbe alla vecchia Alitalia avviata verso la liquidazione, di raccogliere liquidità necessaria per rimborsare i creditori. Inoltre ridurrebbe l'esborso cash della newco dei nuovi proprietari che avrà l'obbligo solo di pagare un canone annuo. E una mini-Alitalia, senza aerei di proprietà diventerebbe più appetibile per un partner internazionale. Non solo: una mossa di questo tipo metterebbe al riparo le macchine da una possibile azione esecutiva da parte di qualche creditore. "La situazione è difficile" ha detto due giorni fa Corrado Passera al termine dell'incontro a Bruxelles col commissario ai trasporti Ue Antonio Tajani, "ma non è nostra abitudine gettare la spugna". Passera assieme a Gaetano Miccichè sta cercando di elaborare un piano complesso imperniato sullo spezzatino, cioè sulla divisione in due di Alitalia: da una parte la nuova compagnia, in formato molto ristretto rispetto alle dimensioni attuali, dall'altra l'attuale società, controllata dallo stato, da avviare in procedura. Per realizzare lo spezzatino Intesa coadiuvata dai legali di Bonelli Erede Pappalardo e Pavesi Gitti sostiene la necessità di avvalersi di una normativa specifica: l'idea sulla quale si sta lavorando sarebbe quella di riadattare la legge Marzano che nell'attuale formulazione permette solo il salvataggio (o liquidazione) di un complesso aziendale in default, nell'arco di sei mesi. La "Marzano 4" dovrebbe invece permettere lo spezzatino e soprattutto ridurre i tempi a tre mesi del commissario per procedere alla vendita di parte delle attività a trattativa privata (e non con un'asta) e di definire gli accordi sindacali. E, se possibile, prevedere ammortizzatori sociali più favorevoli per i dipendenti considerati in uscita dal perimetro della Nuova Alitalia. La protezione dovrebbe manifestarsi anche con l'allungamento della durata del "paracadute" a favore di questi lavoratori. La bozza del piano di Intesa sarebbe ancora ancora fluida perchè deve tener presente troppe condizioni, compresi gli orientamenti dei sindacati che sono una componente essenziale del piano. Il direttore generale della Superbanca Francesco Micheli, uno specialista delle trattative coi rappresentanti dei lavoratori, avrebbe sondato riservatamente nei giorni scorsi alcuni esponenti delle organizzazioni sindacali, riscontrando contrarietà sull'ipotesi spezzatino, specie per quanto concerne il numero delle possibili uscite. Numero ancora ballerino perchè strettamente legato al piano industriale della nuova mini-compagnia: "Le cifre sono premature" ha puntualizzato Passera. Infatti, le ultime ipotesi - esaminate nel corso del vertice di due giorni fa a Milano - sarebbero più basse rispetto ai circa 10 mila in uscita, cifra che comunque comprenderebbe gli esuberi e le esternalizzazione di attività. La nuova compagnia quindi utilizzerebbe aerei in affitto. Anche Ap holding infatti punta a trasferire il contratto di locazione da Air One alla nuova Alitalia. Alla quale Toto conferirebbe le rotte, gli slot e una parte dei dipendenti. Il team di Intesa sta facendo ancora i calcoli, ma alla luce dell'affitto degli aeromobili, la liquidità della newco potrebbe essere contenuta sotto 1,5 miliardi. Ma l'intera operazione dovrà "essere conforme con la normativa Ue" (parole di Passera), nel senso che Bruxelles terrà gli occhi aperti per scongiurare il rischio di aiuto di stato sul prezzo pagato dai nuovi proprietari.

Torna all'inizio


Intesa SanPaolo ha una bella gatta da pelare con il dossier (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Intesa SanPaolo ha una bella gatta da pelare con il dossier ... Intesa SanPaolo ha una bella gatta da pelare con il dossier Alitalia ancora sulla scrivania. E con la sua soluzione ancora non definita. Ma l'ad della banca milanese Corrado Passera continua a essere ottimista. "Non è nostra abitudine gettare la spugna" ha detto Passera, subito dopo aver incontrato a Bruxelles il commissario Ue ai trasporti, Antonio Tajani, per illustrargli i lavori in corso per la messa a punto del piano di rilancio di Alitalia. Ottimismo sì, ma anche realismo. Subito dopo l'ad non ha nascosto che la "situazione è molto difficile" facendo capire che molto probabilmente per completare il piano ci vorrà tutto il tempo del mandato affidato al suo istituto. Dunque, fino ai primi di agosto. E per quel che riguarda le cifre sugli esuberi, taglia corto: "Sono premature". La missione a Bruxelles di Passera - programmata da tempo per partecipare a un convegno del Ceps (Centre european policy studies) e per incontrare il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy - è iniziata ieri mattina presto con l'incontro informale con Tajani, programmato all'ultimo momento. "Questo tipo di passaggio era importante, perché qualunque ipotesi verrà messa a punto per Alitalia dovrà essere bene inserita nelle prospettive e nell'ambito delle normative dell'Unione europea", ha spiegato Passera al termine della riunione durata circa un'ora. Dello stesso tenore le parole del commissario Ue, sul cui tavolo cìe il delicato dossier sul prestito-ponte da 300 milioni versato nelle casse di Alitalia: "Ho chiesto espressamente - ha sottolineato Tajani - che ogni soluzione a favore del risanamento e del rilancio di Alitalia sia pienamente in sintonia con la normativa comunitaria". Passera non si è però sbilanciato sui tempi per la presentazione del piano industriale della compagnia di bandiera: "La durata del nostro mandato è di 60 giorni e non mi pare che i termini siano cambiati", si è limitato a dire, sottolineando però come la strada sia tutt'altro che in discesa. "Siamo di fronte a una situazione molto difficile - ha detto - e bisogna fare di tutto per trovare una soluzione". Dunque, è molto probabile che il piano veda la luce non prima della fine di luglio o dei primi di agosto, a un mese esatto dall'inizio del mandato di advisor affidato a Intesa San Paolo. E da Roma il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola ha detto: "Per Alitalia c'è un advisor che sta andando avanti e lavorando bene. Lasciamolo lavorare e ci auguriamo che possa presentare un buon piano industriale in quale possa rilanciare la compagnia e, nel tempo, riuscire a farla tornare una grande compagnia italiana".

Torna all'inizio


Prime ipotesi sul piano-Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-07-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 Prime ipotesi sul piano-Alitalia --> Ci vorrà ancora del tempo per sciogliere il rebus Alitalia. L'intenso lavoro di tessitura del piano industriale coordinato da IntesaSanpaolo, non sembra ancora arrivato a compimento e al momento appare assai improbabile attendersi novità su questo fronte anche per la prossima settimana. Lo stesso ad dell'advisor bancario, Corrado Passera, incontrando giovedì a Bruxelles il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, ha ricordato che la durata del mandato ricevuto era di 60 giorni, proiettando così la probabile definizione del piano verso la fine del mese. L'architettura del progetto che va delineandosi per salvare la compagnia di bandiera italiana gira intorno alla scissione di una nuova società leggera, concentrata su rotte sostenibili ed una bad company nella quale rimarrebbero debiti, esuberi, passività finanziarie e tratte non profittevoli. Un meccanismo che va tarato sulle compatibilità europee, come ha ribadito ieri lo stesso Tajani, che ha detto di aver ricevuto da Passera "risposte positive", sottolineando come la direzione intrapresa sia "europeista".

Torna all'inizio


Il pasticciaccio alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Il pasticciaccio alitalia Questo piano Passera lo sapevamo fare anche noi "Questo piano Passera lo sapevo fare anch'io". Il governo si prepari, perché la reazione degli italiani - almeno quelli che seguono più da vicino le cose della politica e dell'economia - sarà questa. Ricapitoliamo per sommi capi le puntate precedenti. Il governo Prodi tenta una gara mal congegnata, poi passa alla trattativa privata per cedere la compagnia di bandiera ad Air France. Resterebbero logo e tricolore, si perderebbero circa duemila posti di lavoro. Berlusconi promette fuoco e fiamme, in campagna elettorale, purché Alitalia resti italiana. I sindacati s'accodano, protestando per le ripercussioni occupazionali della cessione e dell'applicazione della strategia di Maurizio Prato, che alla cessione è volta. Il governo s'insedia, e passano mesi di produzione di annunci per mezzo di annunci. Ora, pian piano, la nebbia va ad alzarsi. E che cosa ci lascia vedere? Una separazione chirurgica fra un'Alitalia "best company" e una "bad company", quest'ultima verosimilmente lasciata sul groppone del contribuente. La fusione dell'Alitalia "best company" con il suo principale concorrente italiano, Air One (qualche osservatore malizioso potrebbe chiedersi quale di queste due imprese venga così "salvata"). Un numero di esuberi compreso fra i 4 e 10 mila, ovvero talmente alto che probabilmente l'esecutivo non potrà fare altro che "digerirli" nella pubblica amministrazione. Il tutto propiziato proprio da chi appena tre mesi fa si appellava al Tar per fare luce sulla vendita ad Air France. Altro che veline. È di questo pasticciaccio brutto che, se fossimo un Paese serio, bisognerebbe chieder conto a Berlusconi. Le differenze fra lui e Prodi non si vedono, ahinoi, soltanto nella consuetudine con avvenenti rappresentanti del gentil sesso. Le decisioni del governo precedente erano spesso discutibili, e talora disastrose. Ma il disegno a cui si ispiravano era se non altro intelleggibile agli osservatori. E Prodi interagiva coi poteri reali non sempre con trasparenza, ma sempre con scaltrezza. Berlusconi e Tremonti sembrano fidarsi troppo di quella che fino a pochi mesi fa bollavano come la prima banca della sinistra, e per giunta ne portano a casa una soluzione abborracciata, priva di senso, economico e industriale, per lo Stato come azionista e venditore e per il trasporto aereo come infrastruttura del Paese. La vendita a Air France sarà stato opaca, ma era logica. È rimasta solo l'opacità. 05/07/2008.

Torna all'inizio