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T ARTICOLI DEL 3-4-2008 #TOP
Ieri il gruppo franco-olandese ha abbandonato
il tavolo, e il presidente Prato si è dimesso. In corso riunione del cda. I
sindacati aprono alla compagnia francese, il governo impegnato a verificare la
possibilità di ripresa delle trattative. I colletti bianchi della Az Fly
manifestano a favore dei francesi. La Ue ribadisce il 'no' ad eventuali aiuti
di Stato. Nuovo appello di Berlusconi "all'orgoglio degli
imprenditori"
17:00
Solari
(Filt-Cgil): "Trattativa con Air France resta necessaria"
"Resta
ed è necessaria una trattativa con Air France, ma penso ad una trattativa
classica, cioè con opinioni che si confrontano". Lo ha detto in una
conferenza stampa il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari sulla
vertenza Alitalia. "Certo, c'è un limite - ha aggiunto - io penso anche
bisogna salvare tutti. Ma noi siamo pronti, lo voglio dire a confrontarci da
oggi, anzi da ieri...".
16:51
Sindacati
ad Air France: "Nostra proposta è negoziabile"
I
sindacati fanno sapere ai vertici di Air France che la loro proposta per
Alitalia - quella per la quale la compagnia francese ieri ha abbandonato il
tavolo della trattativa - è in realtà "negoziabile". Parole che
potrebbero riaprire il negoziato.
16:23
Angius
contro Calearo: "E' un avvoltoio"
Massimo
Calearo "lo proponga alle sue aziende e il Pd lo vada a spiegare ai 12mila
lavoratori che rischiano il posto di lavoro". Su Alitalia Gavino Angius, in
corsa per il Ps, replica così al candidato dei democratici: "La cinica
leggerezza con cui auspica il fallimento dell'alitalia, infischiandosene dei
lavoratori, dimostra che il candidato del pd che un falco è un avvoltoio,
pronto a gettarsi sulle spoglie della compagnia di bandiera".
16:20
Calearo:
"Fallimento può essere modo per ripartire"
Per
Massimo Calearo il fallimento non è un tabù e per Alitalia potrebbe essere il
modo per ripartire e tornare sul mercato in modo sano. L'ex presidente di
Federmeccanica lo ha detto nel corso di un filo diretto a Radio Radicale:
"Eravamo vicini ad una situazione di farsa - ha dichiarato il candidato
del Pd - ormai siamo alla catastrofe. In una situazione in cui probabilmente
non ci si rende conto che l'Alitalia è una impresa che vive di mercato e che
deve avere i tempi del mercato. Un certo tipo di sindacato, perchè il sindacato
non è tutto uguale, non si rende conto che esiste un mercato".
16:16
Calderoli:
"Giudizio della storia sarà pesantissimo"
"Prima
il caso della riammissione del simbolo Dc, poi il tavolo tra Alitalia e Air
France che salta. Con la giornata di ieri il Governo ha definitivamente portato
in tribunale i libri del Paese. A questo punto si sta realizzando la profezia
secondo cui Prodi avrebbe portato il Paese sull'orlo del baratro e con Veltroni
si sarebbe fatto l'ultimo fatale passo in avanti. Il giudizio della storia sarà
pesantissimo. Lo afferma Roberto Calderoli.
15:48
Damiano:
"Non lasciare nulla di intentato"
"Non
bisogna lasciare nulla di intentato e operare per riprendere la trattativa e
trovare un compromesso. Altrimenti la situazione può andare fuori controllo".
E' il commento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, sulla vicenda Alitalia.
"Mi pare che la posizione espressa dal presidente del Consiglio sia
giusta. La carta Air France va giocata fino in fondo", aggiunge Damiano.
15:41
Governo
al lavoro, missione affidata a Letta
Il
governo non rinuncia a tentare fino all'ultimo di verificare se ci sono margini
per riprendere il filo del dialogo tra Air France e sindacati per la vendita di
Alitalia. E si dà 48 ore per questa missione, affidata al sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Enrico Letta che, a quanto si apprende, nelle prossime
ore avrà contatti informali sui due fronti, quello sindacale e quello
dell'azienda francese.
15:27
Fisac-Cgil
denuncia Consob e Berlusconi
Un'esposto
denuncia contro la Consob e Silvio Berlusconi è stato presentato alla Procura
della Repubblica di Roma dalla Fisac-Cgil, in merito alle dichiarazioni
rilasciate dal leader del Pdl sulla vicenda Alitalia. Il sindacato bancario di
categoria della Cgil chiede ai magistrati di sincerarsi che la Consob abbia
messo in atto i suoi poteri di controllo e se "non siano ravvisabili
comportamenti e atti omissivi in violazione di principi penali". In caso
affermativo, la Fisac chiede al procuratore di "agire per quanto di competenza
contro la Consob e l'onorevole Berlusconi su una ipotesi di turbativa del
mercato".
15:25
Anpac:
"No al fallimento, riaprire il tavolo"
"Noi
non vogliamo il fallimento o il commissariamento, vogliamo la continuità
aziendale. E la politica deve fare il suo mestiere. Il tavolo deve essere
riaperto, perchè abbiamo qualcosa su cui lavorare". Così il presidente
dell'Anpac Fabio Berti, al suo arrivo alla conferenza stampa annunciata dalle
sigle sindacali presenti in Alitalia. A proposito del prestito-ponte, Berti ha
spiegato che per l'Anpac va bene se "è uno strumento utile, ma non solo
per andare avanti, bensì per trovare una soluzione al piano".
15:20
Filt-Cgil:
"Disponibili a trattare con Air France"
"Noi
siamo disponibili a trattare con tutti, anche con Air France che non ha avuto
un atteggiamento di totale preclusione". Così il segretario generale della
Filt-Cgil, Fabrizio Solari, al suo arrivo alla conferenza stampa annunciata da
otto sigle sindacali.
15:05
La
Russa: "Vedremo se Air France bluffa"
"Berlusconi
ha fatto benissimo a fare l'appello agli imprenditori. Adesso dobbiamo capire
se Air France si tira indietro perché ha rinunciato realmente o se si tratta di
una pressione psicologica, un bluff; questo lo capiremo i prossimi
giorni". Così il capogruppo alla Camera di An, Ignazio La Russa.
14:59
Franceschini:
"Berlusconi ha complicato tutto"
"Il
primo errore è stato coinvolgere la vicenda Alitalia nel tritacarne della
campagna elettorale". Dario Franceschini critica duramente il leader
Silvio Berlusconi. "Avere evocato - dice - la possibilità di una cordata
italiana come ha fatto ripetutamente, ha complicato tutto ed ha irrigidito i
comportamenti delle parti".
14:33
Enac
chiede più presidi di sicurezza negli aeroporti
Dopo
la manifestazione di ieri presso lo scalo di Napoli, il presidente dell'Enac,
Vito Riggio, ha chiesto a tutti i direttori degli aeroporti nazionali "di
aumentare, per quanto di competenza, i presidi di sicurezza negli scali"
al fine di "prevenire eventuali ripercussioni sullo svolgimento regolare
ed efficiente delle attività aeroportuali".
14:18
Riunito
il cda
Da
pochi minuti, nella sede del centro direzionale dell' Alitalia della Magliana,
è riunito il consiglio d'amministrazione della compagnia italiana.
14:14
Dipendenti
in Francia manifestano contro i sindacati
I
dipendenti Alitalia in Francia hanno interrotto il lavoro per 5 minuti oggi per
"dimostrare l'enorme preoccupazione e per protestare contro la posizione
assunta dai sindacati italiani nell'ultima fase del negoziato". Secondo i
dipendenti, si tratta di un gesto, deciso "in armonia e in
coordinazione" con i colleghi italiani, per dimostrare "totale
solidarietà" e con la volontà di preservare il futuro e la continuità
dell'azienda.
14:12
Tremonti:
"Trattativa fatta in modo opaco e indecoroso"
A
proposito di Alitalia, Giulio Tremonti ha dichiarato: "La trattativa con
Air France è fallita, lo sanno tutti, lo vedono tutti. E' una trattativa fatta
in modo opaco e indecoroso per un Paese civile. Poi io sto all'opposizione. E'
Veltroni che sta al Governo ed è ancora lui l'azionista di maggioranza di
Alitalia".
14:10
Matteo
Colaninno: "Responsabilità ben individuabili"
"Abbiamo
perso una straordinaria occasione per salvare la compagnia e i posti di lavoro.
E' sbagliato addossare la colpa solo sui sindacati: chiunque era seduto a quel tavolo
ha delle responsabilità". È quanto ha dichiarato Matteo Colaninno su
Alitalia. "Penso ci siano state grandissime interferenze di una certa
parte politica: i nostri avversari - ha aggiunto il capolista alla Camera del
Pd- ci sono delle responsabilità e sono ben individuabili".
13:58
Colletti
bianchi manifestano: "Vogliamo Air France"
I
"colletti bianchi", dipendenti di Az Fly hanno manifestato nel
cortile del centro direzionale di Alitalia alla Magliana. Una riunione
spontanea, con qualche centinaio di dipendenti, è ancora presente all'esterno
dell'edificio dove è prevista oggi la riunione del cda. Così anche slogan e volantini
sono di segno opposto rispetto alle proteste dei giorni scorsi: sostegno al
presidente dimissionario della compagnia, Maurizio Prato, e rammarico per la
rottura del confronto sul piano di acquisizione di Air France-Klm.
"Vogliamo il piano Air France", si legge sui volantini.
13:46
Ue
ribadisce: "No ad aiuti di Stato"
Secondo
la Commissione europea, Alitalia "non può più ricevere aiuti di stato e
questo è assolutamente chiaro dal nostro punto di vista", ha ribadito il
portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot, Michele Cercone. Mentre
sul prestito ponte "aspettiamo a vedere quello che succederà con la
compagnia", anche se in ogni caso "sarebbe molto consigliabile per le
autorità italiane lavorare a stretto contatto con i servizi della
Commissione" per assicurarsi di varare interventi compatibili con le
normative Ue.
13:37
Storace:
"Casino generale per irresponsabilità collettiva"
"Con
Alitalia siamo nel casino generale per colpa dell'irresponsabilità collettiva
che ha portato la compagnia al centro della campagna elettorale in cui tutti
hanno giocato contro tutti e soprattutto contro i lavoratori". Lo ha
dichiarato Francesco Storace, a margine di una tappa della sua campagna
elettorale.
13:35
Tabacci:
"Berlusconi ha solo starnazzato"
"Berlusconi
ha starnazzato dicendo che c'erano cordate in arrivo, prima i suoi figli, poi i
suoi nipoti e poi non so chi altri. E' un gioco per rendere più torbide le
acque non certo per affrontare un nodo che è di natura strategica". Lo ha
detto, stamani, a Pescara, Bruno Tabacci, dell'Unione di Centro, nel corso di
una manifestazione elettorale, parlando del caso Alitalia.
13:30
Galan:
"Ogni imprenditore versi 2mila euro"
Singolare
proposta di Giancarlo Galan, governatore del Veneto, per salvare Alitalia. ''Si
mettano insieme tutti gli industriali italiani - ha detto, a margine di
Vinitaly - e investano duemila euro a testa e si comprino loro l'Alitalia. E
poi la gestiscano visto che sono tanto bravi a farlo con le loro aziende. Tra
gli imprenditori che potrebbero comprarsi Alitalia ci sarebbe anche Massimo
Calearo: "E' un candidato dell'ex partito comunista ora Pd un po'
ambizioso - ha detto Galan ironico - meglio però che Calearo non amministri
l'Alitalia, lo faccia fare ad altri'.
13:27
Berlusconi:
"Commissariamento? Chiedetelo a governo..."
C'è
il rischio del commissariamento di Alitalia? "Domandatelo a chi ha
responsabilità di governo, io sono all'opposizione". Così ha risposto
Silvio Berlusconi ai giornalisti, a margine di una iniziativa elettorale del
Pdl.
13:26
D'Alema:
"Hanno fatto di tutto per far fallire trattativa"
"Si
è fatto di tutto per fare fallire l'unica prospettiva possibile agitando
alternative che non appaiono, e il rischio è che alla fine noi resteremo senza
compagnia aerea". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a
Bari, a margine di un incontro con gli industriali pugliesi. "La
situazione è molto delicata - ha aggiunto - e certamente la società dispone
ancora di liquidità, ma in una misura limitata". "O si lavora
rapidamente per una soluzione - ha concluso - oppure la situazione può
diventare irrecuperabile".
13:08
Terminato
il vertice a Palazzo Chigi
E'
appena terminato il vertice su Alitalia a palazzo Chigi. I ministri Tommaso
Padoa-Schippa (Economia), Pierluigi Bersani (Sviluppo economico) e Alessandro
Bianchi (Trasporti) hanno lasciato la sede della Presidenza del Consiglio senza
rilasciare dichiarazioni.
13:07
Nuovo
appello di Berlusconi "all'orgoglio degli imprenditori"
"Rivolgo
un appello agli imprenditori italiani: non si deve partecipare con milioni di
milioni, basta anche una fiche". Lo dice il leader del Pdl Silvio
Berlusconi nel corso del suo intervento alla Coldiretti.
13:04
Il
governo verificherà possibilità riapertura trattativa
Il
governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di
Alitalia e delle dimissioni del presidente Prato, è anzitutto impegnato a
garantire la necessaria continuità di governo dell'azienda. Lo rende noto un
comunicato di Palazzo Chigi. Il governo, al contempo, procederà a verificare se
gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i conseguenti
comunicati di Alitalia ed Air France significhino la caduta definitiva
dell'ipotesi di concentrazione tra le due società o se esistano ancora
possibilità di accordo con i sindacati.
12:57
Il
Tesoro: "Il Cda assicuri la continuità aziendale"
Il
Tesoro prende atto delle dimissioni del presidente e Ad di Alitalia, Maurizio
Prato e "auspica" che il Cda, che si riunirà oggi pomeriggio,
"provveda a porre in essere tempestive iniziative in grado di assicurare
il ripristino di un adeguato e completo sistema di governo dell'azienda e, in
ogni caso, l'imprescindibile continuità nelle azioni di alta direzione della
società".
12:44
Alitalia
convoca i sindacati per domani alle 11
Alitalia
ha convocato per domani alle ore 11 i sindacati di categoria per un
aggiornamento della situazione. Lo riferiscono fonti sindacali.
12:36
La Ue:
"L'Alitalia non può più ricevere aiuti di Stato"
"L'Alitalia
non può più ricevere aiuti di Stato avendone beneficiato una volta nell'ambito
della regola 'one time, last time'". Lo ha ribadito Jaques Barrot. Per
quanto riguarda l'eventualità di un prestito ponte il portavoce non ha voluto
scendere nei dettagli limitandosi a ricordare che la Commissione Europea sta
sorvegliando il caso Alitalia mantenendo molta "prudenza" e che
comunque ogni eventuale misura "dovrà essere notificata".
12:34
Giordano:
"Un errore criticare i sindacali"
E'
un "errore", secondo il segretario del Prc Franco Giordano la critica
al movimento sindacale nella vicenda Alitalia. "Il movimento sindacale -
ha detto in una conferenza stampa ad Ancona - ha un unico interesse: difendere
e tutelare i lavoratori".
12:09
Formigoni:
"Malpensa è penalizzata, ma risorgerà entro due anni"
Anche
dopo la decisione di Air France di abbandonare il tavolo delle trattative con
Alitalia, "Malpensa è penalizzata", e il risultato è che "avremo
due anni di sofferenza, dopodichè risorgeremo". E' la previsione del
presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul futuro dello scalo
aeroportuale milanese. "Torneremo a crescere già nei prossimi mesi ed
entro il 2010 - ha concluso il governatore lombardo - torneremo ai volumi di
traffico del 2007 per poi superarli di slancio".
12:07
Di
Pietro: "Consob e giudici valutino responsabilità Berlusconi"
Il
ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: "Sarebbe ora che le
autorità di controllo, a cominciare dalla Consob, ma anche i giudici,
valutassero l'irresponsabilità di questo comportamento di Berlusconi che ha illuso
le parti in causa portandole ad una esasperazione così conflittuale".
11:55
Calderoli:
"Il governo ha portato in tribunale i libri del Paese"
"Prima
il caso della riammissione del simbolo Dc, poi il tavolo Alitalia-Air France
che salta. Con la giornata di ieri il governo ha definitivamente portato in
tribunale i libri del Paese". Lo afferma Roberto Calderoli, coordinatore
delle segreterie nazionali della Lega.
11:44
Veltroni:
"Governo assuma regia vicenda Alitalia"
"E'
una vicenda che può avere un esito molto negativo. Per questo mi auguro e
sollecito, affinchè il governo, in queste ore, possa avere la capacità di
regia. Il governo deve farlo e la politica si deve tenere lontana". Così
il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, da palco di un comizio ad
Oristano, in merito agli ultimi sviluppi sulla vicenda Alitalia.
11:32
I
sindacati chiedono incontro urgente a governo e Alitalia
I
sindacati chiedono un incontro urgente al governo e ad Alitalia. La richiesta è
stata avanzata da otto delle nove sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl
Trasporti, Sdl, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia. "Alla luce degli ultimi
eventi si richiede- scrivono i sindacati- un incontro urgente per le necessarie
valutazioni sulla situazione di Alitalia".
11:26
Sangalli:
"Mi auguro non sia tardi per cordata italiana"
"Mi
auguro che non sia tardi" per la presentazione di un'offerta su Alitalia
da parte di un'eventuale cordata italiana". Così, a margine della XLI
Giornata del credito, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, commenta
la situazione di Alitalia sottolineando che la situazione "è difficile,
già drammatica, ci auguriamo possa essere risolta". In riferimento a chi
ieri avvertiva la necessità di un miracolo per salvare Alitalia, Sangalli ha
detto: "Siccome sono cattolico, credo nei miracoli. Spero che questo
avvenga".
11:20
Fini:
"Il governo si è mostrato latitante"
"Non
vedo in cosa consistano le interferenze elettorali. Veltroni se la prenda,
invece, con il modo in cui è stata condotta la trattativa". Lo ha detto
Gianfranco Fini, a Olbia dove ha iniziato il suo tour elettorale in Sardegna,
rispondendo alle affermazioni del leader del Pd sul fallimento della trattativa
per l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France. Per Fini "il
governo si è mostrato latitante e aveva precostituito l'esito della
trattativa".
11:07
Franceschini:
"Spero possano riprendere trattative con Air France"
"Le
trattative con Air France spero si possano riprendere". Così il vicesegretario
nazionale del Partito Democratico dario Franceschini, ospite questa mattina ad
'Omnibus', La7. "Il vero problema è che la questione Alitalia è stata
utilizzata per fare campagna elettorale. Della cordata italiana di cui parla
Berlusconi non c'è neppure l'ombra. Mi auguro e credo - ha concluso - che
questo non sia il punto di rottura finale per le trattative".
11:02
Bersani
da Enrico Letta per fare il punto su Alitalia
Il
ministro delle Attività Produttive Pierluigi Bersani si è recato stamane a
Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta
per fare il punto sulla vicenda Alitalia. Alla riunione partecipano inoltre i
ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e dei Trasporti Alessandro
Bianchi.
10:45
Lufthansa:
"Non abbiamo in programma offerta per Alitalia"
La
compagnia aerea tedesca Lufthansa chiarisce di non avere in programma
un'offerta per Alitalia, dopo l'uscita di scena di Air France-Klm. Lufthansa
precisa poi che sta continuando a monitorare la situazione e che considera
quello italiano un mercato attraente per la compagnia.
10:40
Maroni:
"Cordata italiana? Tutto è meglio di Air France"
"C'è
una cordata italiana? benissimo, tutto è meglio di Air France. Intanto abbiamo
sgombrato il campo dalla compagnia francese che danneggiava Malpensa e non
salvava Alitalia". Lo afferma Roberto Maroni, capo gruppo della Lega alla
Camera, nel corso della puntata di Viva Voce su Radio24, commentando la rottura
delle trattative con Parigi.
10:37
Angeletti:
"Non si fanno trattative rilanciando all'ultimo minuto"
"Il
rilancio che è stato fatto all'ultima ora da parte dei nostri colleghi è stato
veramente incredibile. Non si fanno trattative rilanciando all'ultimo
minuto". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commenta così
gli ultimi eventi che hanno portato all'abbandono della trattativa, da parte di
Air France-Klm.
10:30
Bonanni:
"Il governo ci ha lasciati nudi di fronte a Air France"
"Siamo
stati lasciati nudi dal governo di fronte ad Air France". Questa l'accusa
lanciata da Raffaele Bonanni contro governo e Prodi dai microfoni di Gr
Parlamento Rai. "Il governo non si è mai fatto vedere al tavolo delle
trattative - continua il segretario generale della Cisl - non ha mai svolto
funzioni di mediazioni, quando invece a Palazzo Chigi si discute anche di
aziende con trecento persone".
09:43
Casini:
"Sindacati irresponsabili"
Casini:
"Credo che il comportamento del sindacato sia stato irresponsabile nel
passato e rischi di essere ancora più irresponsabile oggi"
09:22
Bertinotti:
"Soluzione ponte"
Fausto
Bertinotti chiede una "soluzione ponte" per evitare il fallimento di
Alitalia per poter arrivare a "un nuovo negoziato con Air France o con
altri". E critica Prodi per aver attribuito ai sindacati la responsabilità
della rottura
09:17
Air
France in forte rialzo in borsa
Strappano
in apertura a Parigi le azioni di Air France dopo la rottura delle trattative
per acquisire Alitalia. Il vettore francese balza del 4,08% a 19,66 euro
08:57
Angeletti:
"Air France non esce di scena"
"Non
penso che Air France esca di Scena". Così il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, che auspica che "ci siano altre compagnie che vogliono
acquistare Alitalia. Comunque è il proprietario della compagnia che deve
trattare". Quello che bisogna evitare, aggiunge, è il commissariamento:
"Dobbiamo rinviare le cose al prossimo governo. C'è abbastanza tempo e ci
sono abbastanza soldi ancora per mesi"
08:20
Titolo
sospeso in Borsa
Borsa
Italiana conferma che le azioni e le obbligazioni convertibili di Alitalia,
nonché gli strumenti collegati, saranno sospese dalle contrattazioni di Piazza
Affari per tutta la giornata
Il titolo della
compagnia franco-olandese beneficia della rinuncia ad Alitalia. La Borsa
parigina in apertura premia le azioni Air France-Klm con un rialzo di oltre il
5% per poi ripiegare a +2 per cento.
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trattativa
Prato: «Ultima
spiaggia per Alitalia»
Alle sette di sera l'incantesimo si è rotto.
«Questa proposta non è accettabile. Finisce qui», ha detto seccamente
Jean-Cyril Spinetta alzandosi dal tavolo del consiglio Alitalia. Al sesto piano
della Magliana, dove era in corso dalle 13 la trattativa con otto sindacati
(assente la Uil). Un'ora dopo si è dimesso Maurizio
Prato, il presidente mandato il primo agosto
La trattativa è fallita, salta la privatizzazione, Alitalia torna nel caos. Si
avvicina al fallimento, ma forse verrà evitato fino alle elezioni. I sindacati
pretendevano che tutte le attività di terra di Az Servizi, scorporate nel 2005
con il piano Cimoli (durante il Governo Berlusconi), rientrassero nella
compagnia privatizzata, attraverso il conferimento della partecipazione di
Fintecna pari al 51% di Az Servizi (il 49% è già di Alitalia), sommandosi
all'aumento di capitale che Air France-Klm aveva garantito per un miliardo.
Oggi alle 13 si riunisce il cda Alitalia. Il titolo resterà sospeso tutta la
giornata per decisione di Consob e Borsa italiana (ieri -5,66% a 0,50 euro).
C'è il rischio di insolvenza della compagnia per scarsa liquidità. Ma è escluso
che oggi si decida la richiesta al Tribunale di ammissione all'amministrazione
straordinaria ( legge Marzano) con la nomina di un commissario, nonostante tra
le ipotesi si faccia il nome di Enrico Bondi. È possibile però che tutto il cda
si dimetta: sono rimasti in quattro, i dirigenti del Tesoro Giovanni Sabatini e
Luciano Vannozzi, il giurista Aristide Police, l'ex Banca d'Italia Carlo
Santini.
«Questa nuova proposta volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività
pesantemente deficitarie è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno
alla redditività», ha quindi spiegato Air France- Klm in un comunicato. I
francesi erano disposti ad assorbire quasi 4.200 lavoratori (manutenzione,
handling a Fiumicino) sui 7.400 della Servizi. «Questo significa tornare
indietro. Ci vorrebbe tempo per esaminare una richiesta del genere. Invece
Alitalia ha bisogno di soluzioni rapide», ha detto Spinetta ai sindacati,
facendo notare di «non avere il mandato» per accettare simili proposte e di
ritenere che il suo consiglio non le avrebbe approvate.
L'ipotesi, avanzata a sorpresa a metà pomeriggio da un documento unitario dei
sindacati, non aveva trovato obiezioni dal presidente di Fintecna Maurizio
Dettori né da Prato, a nome del cda di Alitalia. Ma il problema riguarda Air
France, che vedeva così compromesso il piano per il recupero di redditività
entro il
«Nella forma dice il comunicato del vettore francese Air France-Klm ha dovuto
constatarecon dispiacere che non esistevano più le condizioni per il
proseguimento delle trattative». Spinetta è ripartito per Parigi con un volo
Alitalia alle 21,20, senza fare commenti. «Prendo atto con rammarico della rottura
dei negoziati che non dipende da noi. È un progetto nel quale credevo
profondamente è una sua dichiarazione scritta e nel quale continuo a credere
perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una
crescita redditizia».
Il comunicato di Alitalia che ha annunciato le dimissioni di Prato osserva che
«si è interrotta oggi la trattativa tra la compagnia, Air France-Klm e i
sindacati. Scade oggi il termine di avveramento delle condizioni di efficacia
del contratto concluso con Air France-Klm il 15 marzo scorso che, pertanto,
viene meno». Insomma, l'offerta francese sfuma. Per oggi è convocato il cda
«che potrà assumere le necessarie ed opportune determinazioni».
Il consiglio si era riunito anche ieri mattina alle dieci.L'indicazione
trapelata, nessuna nota ufficiale, era che in caso di fallimento della
trattativa il cda avrebbe rimesso al Governo le valutazioni sulla «continuità
aziendale» e sull'ipotesi di chiedere la legge Marzano.
Sulla controproposta dei sindacati è stato decisivo il rifiuto dei piloti
(Anpac) di mandare i loro esuberi (in tutto 507) in cassa integrazione.
Spinetta era disposto a mitigare in minima parte i tagli con l'eventuale
anticipo al 2009 dell'ingresso in flotta di uno o due B777, a patto che la
compagnia raggiungesse in anticipo la redditività e ci fossero le «condizioni
di mercato».
Air
France lascia, caos Alitalia ( da "Stampa, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
caos Alitalia
Prodi: grave errore dei sindacati, venga fuori la cordata di Berlusconi Drammatica
svolta nella trattativa tra Air France-Klm e Alitalia per la cessione della
compagnia di bandiera, che doveva concludersi ieri. Il presidente e ad
francese, Spinetta, ha respinto le proposte al rialzo avanzate dai sindacati e
ha lasciato il tavolo,
Ora
nemmeno l' e-sorcista evocato dal presidente e amministratore delegato
dimission ( da "Stampa, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia? Se
poi, al di là di questo plateale caso, dalle ultime settimane si risale nei
mesi e negli anni, allora distinguere colori e sfumature delle responsabilità
politiche nei confronti di Alitalia diventa esercizio arduo. Per una compagnia
che in quindici anni - all'incirca il tempo trascorso da quando la
liberalizzazione dei cieli europei è divenuta realtà -
Cv
Alital 1068,928<TD class ( da "Stampa, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
68,928 69,008 cv B Ifis 09 99,819 100,190 cv Bco Popol 10 100,764 100,767 cv
Beni Sta 11 93,890 93,313 cv BIM 15 90,523 89,848 cv Carige 13 116,704 116,704
cv Mi-A2a 09 116,372 116,254 cv SIAS 17 94,291 93,429 cv Snia 10 100,130
100,130 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,472 110,
I
n un vicolo cieco: Romano Prodi non riunirà il consiglio dei ministri, perché
un c ( da "Stampa, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia c'è
solo il fallimento. Era stato Walter Veltroni poco prima, mentre si appellava
al "senso di responsabilità di tutte le parti" a chiedere al governo
di "riprendere i fili della trattativa". Deve muoversi o no, il
governo? C'è tempo ancora nella mattinata di oggi, prima del consiglio di
amministrazione dell'Alitalia che riceverà le dimissioni del presidente
Maurizio Prato.
"Rimasti
soli davanti al prendere o lasciare"
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROBERTO
GIOVANNINI ROMA Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl: la frittata
Alitalia è fatta. "Calma, c'è ancora tempo e modo per trattare il governo
finalmente compaia in questa vicenda. Prato ritiri le sue dimissioni e
continuiamo a trattare. Non è mai è successo che non si sapesse a che
condizioni si vende un'azienda tanto grossa.
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Lascio dopo aver lottato con tutte le mie forze nonostant
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il presidente
di Alitalia Maurizio Prato, l'uomo scelto da Romano Prodi per chiudere una
volta per tutte la più complicata privatizzazione della storia italiana,
annuncia in una lettera ai dipendenti che si è dimesso. Dopo settimane di colloqui
con i sindacati, la trattativa con Air France-Klm è fallita.
Nel
'98 rimase sveglio tre giorni per costringere i suoi piloti alla resa
( da "Stampa,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il fiato per
affrontare la trattativa Alitalia l'ha fatto con i piccosi piloti di Air France
nel 1998; era la vigilia dei mondiali di calcio in Francia, appena insediato si
giocava la carriera. È rimasto tre giorni senza dormire prima di isteccolirli e
ridurli all'osso: "va bene, torniamo al lavoro ma ci dovere pagare le
giornate perdute".
Air
France se ne vaAlitalia verso il crac
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E questo
Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il
presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può
salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo
scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario
e rischio di fallimento.
Geox
lancia la prima scarpa interamente "traspirante"
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Mib al posto
di Alitalia, e nega la partecipazione a una cordata italiana per il salvataggio
di Alitalia, precisando che il suo interesse è quello di "fare crescere
Geox e aumentare la credibilità del made in Italy nel mondo". A proposito
di made in Italy, l'innovativa suola delle scarpe sportive traspiranti firmate
Geox è prodotta in Romania,
Aponte
(Msc): <Illegale l'asse Aker-Fincantieri>
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Chi ci
garantisce che il prossimo governo sarà favorevole - Berlusconi non vuole che
Air France compri Alitalia. E se facesse la stessa cosa con Aker?".
Hardelay non esclude, comunque, un prossimo contatto con Fincantieri:
"Certo, tutto è possibile. In ogni caso non sta a noi fare il primo passo.
Chiedete ai signori Bono e Antonini a che punto è la loro proposta.
Air
France vola via ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
prospettiva
di tornare in Italia solo come turista invece che come aspirante compratore di
Alitalia. "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma dubito
che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di lavoro e di
riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno
risolti oggi", dice il manager francese lasciando la trincea della
Magliana.
Pino
e lo SCUDO CROCIATO una risata ci seppellirà
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
faccia fallimento ma anche se proprio tutto va male, niente paura: un aereo si
trova sempre. Destinazione qualunque posto, purché abbastanza lontano: con
cinque o seicento euro si arriva dall'altra parte del mondo. Naturalmente,
biglietto di sola andata: e prima o poi si potrà forse votare in qualità di
italiani all'
Padoa-Schioppa:
<Senza i francesi c'è il rischio fallimento>
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: il
governo difende la scelta di trattare con Air France. C'è qualche alternativa
alla scelta francese? "E' un sogno", taglia corto il ministro
dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Anzi, è il peggiore degli incubi, che si
chiama "fallimento".
Basta,
sono stufodella gente sempre stufa di tutto
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la più corta
e più costosa al mondo, che non è ancora giunta a Brignole e che forse non
proseguirà oltre. Sono stufo dell'infinita lagna circa la sopravvivenza
dell'Alitalia. E potrei proseguire ma mi fermo. Mi chiedo quando e se potremo
uscire da questa situazione. Tomaso Aldo Cotta GENOVA 03/04/2008.
BREVI
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mail
Alitalia, c'è odore di "insider trading" L'altalena del titolo
Alitalia in Borsa è stato un altro esempio della presa in giro degli italiani e
di chi crede ai titoli di società di Stato. Non sarei sorpreso se un giorno si
scoprisse e si provasse, sempre che i soliti poteri forti non intervengano per
impedire di fare chiarezza,
Una
sconfitta per il Paese ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma nella
consapevolezza che una rottura della trattativa schiuda prospettive più
vantaggiose, o meno svantaggiose, di quelle che una conclusione accettabile per
la controparte avrebbe comportato. Ieri i sindacati si sono presentati al
tavolo con Air France-Klm, di fatto, con un nuovo piano industriale per
Alitalia. segue a pagina 27.
Anche
Prato si arrende: ho fallito, mi dimetto L'addio del manager: Questa azienda ha
una maledizione, solo un esorcista può salvarla
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che sul
passaggio di Alitalia ad Air France aveva puntato e speso tutta la sua
reputazione, non ci ha pensato due volte. A un'ora dalla fine della trattativa
fallita con il vettore francese si è dimesso. Dopo Libonati, dopo Cimoli, dopo
Mengozzi e Cempella, anche Maurizio Prato, presidente e amministratore delegato
del gruppo,
Air
France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del
consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del
consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi di Bianca Di
Giovanni/ Roma FINALE DI PARTITA L'ultima mano è finita nel nulla. I vertici di
Air France- Klm hanno respinto la controproposta sindacale sul piano Alitalia,
hanno lasciato il tavolo e sono andati via.
Prodi:
È stato un grave errore . Padoa-Schioppa: i francesi erano l'ultima chance Il
premier duro contro i sindacati e Berlusconi: Ora, se c'erano, saltino fuori le
cordate . Il mi ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Va giù duro
Romano Prodi sul tema della rottura Alitalia-Air France. Da Bucarest, dove è in
corso il vertice della Nato, il premier ha detto: "Rompere è stato un
grande errore dei sindacati. E ora se ne devono assumere la
responsabilità". Non solo, il Professore mette da parte l'aplomb
istituzionale e attacca Silvio Berlusconi: "È chiaro che tutte le ipotesi,
Quel
genio di Arcore tra Pizza e Alitalia
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia Proprio non ce la fa, è più forte di
lui. E più Emilio Fede ripete che lui la par condicio non la condivide, ma la
rispetta, ecco che la fa a pezzi. Ieri, tanto per dire, dopo aver dichiarato
che si inchina "davanti al garante, e senza girargli le spalle" (che
sarebbe la stessa elegante forma di protesta di Bravehart)
Ora
attendiamo Mr Ermolli ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La bandiera
italiana sventola su una terra desolata che si chiama ancora (per carità)
Alitalia. Dovrebbero riflettere quelli che finora hanno urlato all'asta
truccata e alla svendita. Non c'è stata né l'una, né l'altra. Ora si spera che
Bruno Ermolli riesca a mettere assieme la truppa di imprenditori pronti ad
investire nella compagnia "di bandiera" (ancora: per carità).
D'Alema:
L'Expo? Siamo stati noi a candidare Milano Stop alle polemiche: La chiave del
successo? Unire le forze del Paese e l'espansione della nostra politica estera
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non apparendo
ancora queste fantomatiche cordate che sarebbero le benvenute se ci fossero, è
molto serio per il destino dell'azienda Alitalia". Quanto a Malpensa,
invece, "è una grande infrastruttura al servizio dell'Italia del nord e di
una parte dell'Europa, che sarà preziosa anche per l'Expo. Dobbiamo rilanciare
lo scalo - aggiunge - separandolo dai destini di Alitalia".
Una
sconfitta per il Paese ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm non ci
sarebbe potuto essere altro che il commissariamento, il campo delle ipotesi sul
futuro di Alitalia è davvero ristretto: altri possibili acquirenti non ce ne
sono; quand'anche ci fossero, non sarebbero stati certo incoraggiati dalle
cronache di questi ultimi giorni; soldi pubblici ad Alitalia non possono essere
dati perché sarebbero aiuti di Stato;
Voto
disgiunto È un giochetto sbagliato e dannoso Cara Unità, ti scrivo per in
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
chi più ne ha più ne metta) che poi cerca di smentire ma ottenendo regolarmente
l'effetto contrario. Non voglio nemmeno pensare ad altri 5 anni di costoro alla
guida del paese, spero pertanto che gli indecisi valutino bene cose e persone,
pensando dove sta il Ciarrapico, La nipote dell'innominabile,
Suicidio
di bandiera - massimo riva ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
SUICIDIO DI
BANDIERA MASSIMO RIVA La giornata delle scelte definitive per il destino di
Alitalia era cominciata con i sindacati più che mai sul piede di guerra, pronti
a sbattere la porta in faccia alle proposte di Air France. La stessa giornata
si è chiusa con monsieur Spinetta che si è alzato dal tavolo della trattativa e
ha infilato lui sì, stavolta, la porta.
Alitalia-air
france, è rottura ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
titolo
sospeso in Borsa Alitalia-Air France, è rottura Spinetta abbandona il negoziato
con i sindacati, Prato si dimette ROMA - Spinetta, ieri, ha abbandonato il
negoziato con i sindacati, ed è rottura con Air France per la vendita di
Alitalia. Intanto si è dimesso Prato, presidente e amministratore della
società, e per la compagnia incombe il rischio del fallimento.
L'addio
del presidente: "ci vuole l'esorcista"
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prato era
arrivato alla presidenza di Alitalia a luglio per aprire la trattativa privata
che da subito aveva come interlocutori più accreditati i francesi, è stato il
suo cda a giudicare la proposta di Air France come la migliore e
inevitabilmente, nello stesso giorno in cui si arena la trattativa, il
presidente non può che passare la mano.
Air
france rompe su alitalia prato lascia, fallimento più vicino - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia Air
France rompe su Alitalia Prato lascia, fallimento più vicino I sindacati: entri
Fintecna, no di Spinetta. Prodi: "Colpa vostra" Oggi il cda, il
titolo sarà sospeso. Il premier contro il rilancio sindacale LUCIO CILLIS ROMA
- Ore drammatiche per Alitalia. Air France lascia il tavolo della trattativa:
chiude il dossier aperto a dicembre.
Epifani
contro governo e francesi "si rischia il blocco degli aeroporti" -
roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di un
ingresso di Fintecna nella nuova Alitalia Epifani contro governo e francesi
"Si rischia il blocco degli aeroporti" "Se si liquida la
compagnia, non si vola più, sarà il caos totale, è bene che si sappia"
ROBERTO MANIA ROMA - "Se si va al commissariamento non si volerà più. Si
bloccheranno tutti gli aeroporti.
Via
l'esclusiva, il quadro si riapre ( da "Unita, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
abbandono del
tavolo delle trattative da parte di Air France-Klm per l'acquisizione di
Alitalia e delle dimissioni dell'amministratore delegato e presidente Prato.
"Se Air France abbandona la trattativa - ha proseguito Gros-Pietro - il
quadro si riapre perchè la compagnia francese aveva l'esclusiva. A questo punto
altri attori potrebbero entrare in scena".
Non
ci sono possibilità di intesa Epifani: Spinetta ha rifiutato una proposta
responsabile. Dure accuse a Padoa-Schioppa
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
chi
rappresenta 18mila lavoratori di Alitalia non lasciare nulla di intenta- to.
Ieri però hanno dovuto prendere atto che il sipario è calato. "Il no di
AirFrance ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare un'intesa",
"è una sconfitta per il Paese" è stato il commento di Guglielmo
Epifani affidato a un comunicato diramato poco dopo l'abbandono del tavolo da
parte di Jean-
Tensione
e paura tra i lavoratori: e adesso che succede? L'invasione delle piste a
Capodichino dei dipendenti Atitech. Lo spettro della legge Marzano
( da "Unita,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ed
Air
Suicidio
di bandiera - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azionariato
Alitalia finisca poi per rientrarvi dalla finestra attraverso Fintecna. Questo
è il punto centrale sul quale i rappresentanti dei lavoratori si sono ora
arroccati, perseverando in quella logica impunita che, bilancio dopo bilancio,
ha imposto a Pantalone di saldare il conto delle perdite di Alitalia, stimabili
in non meno di quindici miliardi negli ultimi quindici anni.
Fischietti
e tamburi "vogliamo certezze" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
PATRIZIA
CAPUA CON un cartello appeso al collo, Giulia di Alitalia Airport, 70 addetti
al centro direzionale, fa sapere a Spinetta che "jamais plus les produits
francaises", "vogliamo boicottare tutto ciò che viene dalla
Francia". Un agente di commercio diretto a Bolzano litiga con un lavoratore
e impreca: "Siete tutti comunisti".
Atitech,
la rabbia in pista ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
voli in
ritardo Esplode la rabbia dei lavoratori Atitech di Capodichino contro il piano
proposto da Air France per Alitalia. Circa duecento manifestanti hanno
organizzato un blocco stradale sul viale che conduce all'aeroporto e poi hanno
invaso uno dei piazzali dello scalo, ai margini della pista, provocando ritardi
nei voli. Tensione con le forze dell'ordine.
Fischietti
e tamburi di latta: scatta la rivolta
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Maria Rosaria
Pelliccia, di Alitalia Airport, in due battute: "Gestiamo funzioni
importanti per Alitalia, la fatturazione di tutte le carte di credito del mondo
e i rapporti con gli istituti bancari". "Se restiamo fuori dal
perimetro Alitalia - aggiungono i suoi colleghi - perdiamo ogni certezza da
oggi a domani.
In
duecento bloccano capodichino - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
si tocca, la difenderemo con la lotta" si legge sugli striscioni.
Sventolano le bandiere di tutte le sigle sindacali. "Vogliono cancellare
l'azienda napoletana, ma non permetteremo che si perda un solo posto di
lavoro". Uno sciopero massiccio organizzato per indurre Air France a ritornare
sui suoi passi e non escludere dal perimetro Alitalia i quasi 800 lavoratori di
I
funghetti del lunch alitalia - carlotta magnanini
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Milano I
funghetti del lunch Alitalia CARLOTTA MAGNANINI Quella di Alitalia è una crisi
annunciata. Dovevamo capirlo subito che qualcosa non andava: a partire dal cibo
servito a bordo, immortalato in tutta la sua appetibilità sul sito
www.airlinemeals.com. Chiunque può partecipare con il proprio contributo: basta
salire su un aereo,
I
lavoratori bloccano Napoli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha detto il
segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria, "è che l'ad di Alitalia
Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le
altre attività, compresa Alitalia Airport". Poi, in serata la doccia
fredda, con la rottura della trattativa e le dimissioni di Maurizio Prato.
Air
France dice addio ad Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
"è un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a
credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada
per una crescita redditizia". Nonostante il forte interesse del colosso
d'oltralpe al ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati "volta
a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie"
Malpensa,
accordo segreto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fra Alitalia
ed Enac, sui diritti di traffico aereo di alcune rotte intercontinentali che si
pensava di non utilizzare ma che invece sarebbero di interesse di una futura
compagine Air France-Alitalia. E ciò che - secondo quanto riportato ieri dal
"Financial Times" - alcune compagnie aeree concorrenti sarebbero sul
punto di contestare all'
<Grave
errore delle sigle sindacali> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dove è in
svolgimento in vertice della Nato, la rottura delle trattative tra Alitalia e
Air France. È chiaro, ha aggiunto Prodi, che i sindacati "se ne devono
assumere la responsabilità ". "È chiaro che tutte le ipotesi, tutte
le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora
saltino fuori", ha aggiunto il premier.
<Il
problema? Lo affronterà il governo Pdl>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
PADOVA
Alitalia e lo scalo di Malpensa sono tra i primi problemi che il Pdl e la Lega
dovranno risolvere appena tornati al governo. Lo ha affermato ieri sera a
Padova Umberto Bossi, che ha affrontato la questione a margine di un comizio
della Lega. "Alitalia è un grosso problema", ha detto Bossi dopo che
Air France ha lasciato le trattative,
"nessuna
chance senza i francesi" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ingresso di
Alitalia in amministrazione straordinaria è una condizione che nessuno può
augurarsi. Penso che i casi Swissair e Sabena diano un'idea chiara di quanto
sia cupo lo scenario di una procedura liquidatoria". E non è bastato
nemmeno ribadire che Air France fosse "una delle pochissime carte
rimaste", forse l'unica,
Dismissioni,
tagli, licenziamenti il buio dietro il commissariamento - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quattro
settimane per guardare i conti Alitalia. Quindi dovrebbe essere confezionata
una proposta vincolante da discutere con sindacati e nuovo Governo. Più o meno
si arriverebbe a fine giugno. E un'Alitalia che brucia 102 milioni al mese
(almeno così è andata a febbraio) non avrebbe più in quel momento i soldi per
pagare kerosene e leasing degli aerei.
I
lavoratori di Atitech bloccano Capodichino
( da "Giornale.it,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Secondo
quando si è appreso, la decisione è maturata dopo assicurazioni dei sindacati
Cgil, Cisl, Uil e Ugl locali sul fatto che nella trattativa con Air France
l'azienda era considerata nel perimetro di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Padoa-Schioppa
fallisce pure l'ultimo blitz ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è
una azienda di consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è
alternativa ad Air France-Klm. Il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, ha posto i sindacati dinanzi a un aut aut nel corso
dell'audizione svoltasi ieri alla Camera dinanzi alle commissioni riunite
Bilancio, Trasporti e Attività produttive.
Bologna,
urla e uova contro Ferrara: <Fascista, vattene>
( da "Giornale.it,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Allora volete
che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa,
schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi
affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la
pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha
consigliato di sospendere il comizio.
Air
France lascia il tavolo delle trattative
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Prima Pagina
Pagina 2 alitalia Air France lascia il tavolo delle trattative Alitalia -->
Prato si dimette La vertenza Alitalia precipita nel caos. Air France lascia il
tavolo delle trattative bocciando la proposta del sindacato, che - nella foto -
protesta negli aeroporti di mezza Italia;
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia"
di Giovanna Corsetti. L'inchiesta ricostruisce le tappe cruciali dello sviluppo
e della crisi della compagnia di bandiera. RaiDue 22.50 maurizio COSTANZO SHOW
"Libertà e partecipazione". Tra gli ospiti Padre Giulio Albanese,
Dario Bandiera, Giobbe Covatta, Claudio Lippi, Antonio Polito, Micaela
Ramazzotti e il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin.
I
TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la
trat ( da "Messaggero, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di UMBERTO
MANCINI I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia.
Fallita la trattativa con Air France, la compagnia di Francoforte è disponibile
ad avviare i contatti. Anche la Air One di Toto si candida.
Alitalia,
Air France lascia ( da "Messaggero, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Spinetta
abbandona: proposte inaccettabili. Intervista a Bonanni: il governo provi a
ricucire Alitalia, Air France lascia Prato si dimette, rischio fallimento.
Prodi: grande errore dei sindacati.
SIAMO
stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al </
( da "Messaggero,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di ROBERTA
AMORUSO "SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al
Messaggero - e adesso serve una soluzione di sistema per Alitalia in modo da
evitare traumi. Forse è opportuno che si valuti la situazione in un clima
post-elettorale".
ROMA
Air France abbandona la trattativa per Alitalia. Spinetta ha detto no alle
controproposte dei ( da "Messaggero, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il presidente
di Alitalia Prato si è dimesso dopo una giornata convulsa di negoziati. Adesso
si fa strada l'ipotesi dell'amministrazione straordinaria. Oggi si riunisce il
cda di Alitalia per valutare le conseguenze dell'addio dei francesi, mentre
Borsa spa ha deciso di sospendere il titolo Alitalia dalle contrattazioni.
Rottura
con Air France ( da "Riformista, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia al
Cavaliere È bastato un paragrafo a mandare a casa i francesi. Il "più
uno" che ha convinto l'amministratore delegato di AirFrance-Klm ad
abbandonare ieri il tavolo della trattativa su Alitalia sono state poche frasi
di un comunicato unitario delle otto sigle sindacali (la Uil era ancora
assente) che proponevano di riassorbire la deficitaria Az Servizi nel perimetro
della
È
VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente
bipartisan ( da "Messaggero, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia-Malpensa
o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso le
strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci
propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-expo venga riproposto
nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna
elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse
Analisi
ora <più sacrifici per tutti>
( da "Riformista,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
utilizzando
la battaglia su Alitalia per consolidare l'idea di un Paese che perde pezzo a
pezzo, insieme ai colossi economici, anche la sua immagine globale. Un
conservatorismo laico nel campo dei costumi che, se prova a interpretare il
sentimento (invero diffuso) di rigetto della vecchia cultura post-sessantottina
all'insegna di una spinta meritocratica e degli alunni che s'
Alitalia
2 così i rappresentanti dei lavoratori lasciano i lavoratori senza lavoro
( da "Riformista,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che rileverà
i resti di Alitalia a due lire e con migliaia di lavoratori in meno. Non a caso
i battaglieri lavoratori napoletani dell'Atitech, che in queste settimane di
trattative serrate con AirFrance-Klm avevano picchettato assiduamente la sede
di Alitalia alla Magliana perché rischiavano di andare a casa per primi,
avevano bloccato ieri anche l'
Alitalia
1 ( da "Riformista, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia 1 La
cordata di Berlusconi? Mi ricorda quella della Sme Il 72% degli italiani è
favorevole all'"italianità" Vi sono molte ragioni per dubitare che
una cordata italiana pronta all'acquisto di Alitalia sia mai realmente
esistita. Anche senza sottoscrivere la temeraria accusa di insider trading
rivolta da Di Pietro a Berlusconi,
L'ad
Prato lascia ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ad e
presidente di Alitalia che ha cercato di portare fino in fondo la vendita di
Alitalia, dopo che i francesi hanno praticamente abbandonato ogni tentativo di
chiudere il dossier, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto che è
l'evoluzione naturale del mandato che gli era stato assegnato dal governo
Prodi.
Per
il salvataggio spunta l'ipotesi Bondi
( da "Tempo,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Diverso il
caso di Alitalia. La cui crisi affonda le radici in una debolezza strutturale
dal punto di vista della gestione operativa. Insomma se le capacità di Bondi
non sono messe in discussione. Il dossier del commissariamento di Alitalia
rischia di rimanere sulla scrivania del Governo per lungo tempo.
La
battaglia nei cieli ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accesso alle
tariffe basse Ryanair in un tentativo fallito di proteggere Alitalia".
Tentativi partiti nel 2005, secondo Ryanair, e proseguiti negli anni. "Nel
2005 il Governo ha fabbricato falsi reclami in merito al rumore all'aeroporto
di Roma Ciampino, che sono caduti perché la vera causa del rumore erano i voli
militari (e non Ryanair)".
La
cordata italiana scalda i motori dalle Marche
( da "Tempo,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Era in
programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad
Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto
agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare
Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè
e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli,
Alessandro
Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena
( da "Tempo,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Era in
programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad
Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto
agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare
Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè
e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli,
Prodi:
Inutile un Cdm straordinario ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
una
trattativa che dava in prospettiva all'Alitalia una buona riuscita di vita e di
ripresa di cui avevamo bisogno". "Già domani (oggi ndr) - ha
continuato il premier - ci sarà il Cda di Alitalia e mi terrò in contatto per
vedere le decisioni da prendere". Intanto Borsa Italiana ha comunicato che
il titolo Alitalia sarà sospeso dalle contrattazioni.
Francesi
in ritirata ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
può sostenere". Si chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i
francesi. Una conclusione amara per il presidente e amministratore delegato di
Alitalia, Maurizio Prato, che si è dimesso dall'incarico. "Questa azienda
ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla", ha detto ai
sindacati il manager che avrebbe dovuto traghettare la compagnia verso il nuovo
Fiumicino,
continuano le proteste ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dei
dipendenti di Alitalia rimane alta. Ieri si è svolta una manifestazione di
protesta dei lavoratori presso il centro direzionale della Magliana con una
temporanea occupazione dei binari sulla vicina linea ferroviaria per Fiumicino.
Iniziative di protesta anche all'Ams, Alitalia Maintenaince Systems, i cui
lavoratori chiedono che la società sia inserita nel perimetro aziendale.
In
picchiata ( da "Manifesto, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France abbandona
il tavolo dopo aver ricevuto una controproposta sindacale, peraltro accettata
da Alitalia e Fintecna. Si dimette il presidente, Maurizio Prato. I sindacati
chiedono al governo di "assumersi la responsabilità", esautorando il
ministro Padoa Schioppa PAGINA 5.
Il
pallino a Padoa Schioppa che però non cede sul prestito
( da "Manifesto,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ad accordo
saltato e dopo le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio Prato, le
affermazioni del rappresentante del governo appaiono ancora più allarmanti,
perché a questo punto davvero non si capisce dove si potrà indirizzare la
vertenza: soprattutto se si considera che mancano 10 giorni alle elezioni, e
che qualsiasi scenario è aperto.
Do
Nascimento ( da "Manifesto, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
giorno fa Di
Pietro sferzava Berlusconi a proposito di Alitalia così: "Ha illuso gli
italiani peggio del mago Do Nascimento". Del simpatico truffatore
brasiliano scappato con la cassa di Wanna Marchi e reso ultrapopolare da
"Striscia la notizia" speravamo di esserci liberati. Due anni fa, Do
Nascimento era la figurina preferita del radicale Capezzone: "Il Premier
(Berlusconi ndr)
Rotte
le trattative Alitalia sul precipizio
( da "Manifesto,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si dimette
Prato, presidente Alitalia. Sotto accusa Padoa Schioppa:
"inqualificabile" Francesco Piccioni Colpo di scena. Tragico. Al
tavolo delle trattative Air France non porta le attese novità; i sindacati
avanzano una controproposta strutturata sui cui Alitalia e Fintecna si dicono
adirittura d'accordo;
Bloccata
Capodichino, presidio a Roma ( da "Manifesto, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I
malfunzionamenti di Alitalia spiegati dai lavoratori: privatizzazioni
insensate, consulenti incompetenti, scelte sbagliate di strategia industriale
fr. pi. Roma Tra chi attende di sapere se a giorni lavoreranno ancora oppure no
la temperatura sale. A Napoli, i dipendenti dell'Atitech - manutenzione
"pesante", ma di fatto esternalizzata da Alitalia -
Pd
e Pdl contro il Viminale Silvio tratta con il <ribelle>
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nel giorno
nero di Alitalia, il Quirinale, palazzo Chigi, il Viminale e tutti i leader
politici sono con il fiato sospeso. Attendono di sapere se Pizza, leader di un
partitino che si chiama Dc, consentirà di andare al voto il 13 aprile, sperano
che una vicenda da azzeccagarbugli non s'infili nel ginepraio delle carte da
bollo,
Alitalia
La rottura ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10
categoria: BREVI Alitalia La rottura \\ Walter Veltroni Interferenze politiche
e annunci sconsiderati hanno fatto interrompere la trattativa tra Air France e
sindacati. Ora il governo si adoperi per riprendere le fila del negoziato.
Il
Cavaliere: con tasse alte legittimati a non pagare
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oltre ad
Alitalia e al caso del giorno, la riammissione della lista Dc di Pizza, davanti
agli imprenditori accenna al tema delle intercettazioni, per annunciare una
stretta legislativa e dire che "continuo ad usare il mio telefonino con la
più ampia libertà, ma se escono fuori di nuovo delle registrazioni su di me
lascio il Paese"
<Usati
dai politici Adesso può salvarla solo un esorcista>
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
carico della
crisi della compagnia e avviare in prima persona la ricerca di un partner che
potesse assicurare un futuro ad Alitalia. Un compito cui Prato si è
affezionato, con la caparbietà che gli è propria, e che lo ha guidato in altri
incarichi pubblici. Ma Alitalia è un'altra cosa: "Questa azienda ha una
maledizione: solo un esorcista può salvarla" avrebbe detto ai sindacati.
Il
dossier AirOne e il piano dei banchieri
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
eventuale
assistenza di Intesa Sanpaolo, si era fatta avanti per privatizzare l'Alitalia.
Il patron di AirOne, Carlo Toto, non ha mai fatto mistero di voler arrivare
fino in fondo, da vincitore. Anche a costo di portare la vendita di Alitalia in
Tribunale (uscendone però sconfitto), ha fatto di tutto per rientrare in gioco.
ROMA
- E adesso? Dopo l'addio di Spinetta alla trattativa con sindacati le strade po
( da "Messaggero,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
perde uno-due milioni al giorno perché non riesce a stare sul mercato. Non a
caso la strada del commissariamento la vorrebbero evitare tutti. Perché nessun
commissario potrebbe fare miracoli. Perché quando i fornitori incominciano a
chiedere di essere pagati in contanti, quando chiedono la chiusura delle
fatture aperte,
No
di Air France. Prato: ho fallito, vado via
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tutte le
attività di Az Servizi in Alitalia e l'ingresso di Fintecna nel capitale della
nuova società, era già scritta. La conosceva Prato, che aveva previsto la
contrarietà dei francesi, ma che in un estremo tentativo aveva dato l'assenso
informale di Alitalia e Fintecna. La sapeva il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, che l'aveva subito avversata e che ieri in un'
Maroni:
Malpensa comunque sarà rilanciata
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"I
destini di Malpensa e quelli di Alitalia - spiega - sono e restano
separati" e la compagnia di bandiera, "potrà comunque essere salvata
con la legge Marzano, come è avvenuto per Parmalat e Volare". E se
Alitalia fallisse - lo incalza un lettore - Malpensa non ne soffrirebbe di più?
ROMA
Colpo di scena alle sette di sera. Air France ha abbandonato il tavolo di
trattativa c ( da "Messaggero, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Traumatica
perchè si è dimesso anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Salta così
l'offerta di Parigi per acquisire l'Alitalia. "E' una proposta
inaccettabile - ha puntualizzato il top manager del vettore transalpino
abbandonando la sala riunioni insieme al suo staff - perchè non rientra nel mio
mandato.
Film
e programmi ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Maurizio
Costanzo Show Canale 5, ore 23.30 Un'inchiesta sulla crisi Alitalia
Un'inchiesta di Giovanna Corsetti che ricostruisce le tappe della crisi
Alitalia con testimonianze di manager e dipendenti della compagnia di bandiera.
La storia siamo noi Raidue, ore 22.50.
ROMA
- A Francoforte non hanno mai smesso di crederci. E adesso, dopo la clamoros
( da "Messaggero,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
hanno
cominciato a ragionare su come avviare la procedura di avvicinamento ad
Alitalia. Per arrivare, in tempi rapidi, ad un accordo condiviso, globale e
strategico. Non è escluso che nelle prossime ore, nella massima riservatezza,
vengano avviati i primi contatti informali con le autorità italiane e, in un secondo
tempo, con i sindacati.
ROMA
- Romano Prodi accusa i sindacati, grave errore quello di rompere perch
( da "Messaggero,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che Alitalia
sia stata vittima della campagna elettorale. Mentre Walter Veltroni sollecita
il governo di adoperarsi "per cercare di riprendere i fili della
trattativa, richiamando tutte le parti al senso di responsabilità". Punta
il dito contro Berlusconi per le "interferenze elettorali" e gli
"annunci sconsiderati" che hanno interrotto il negoziato.
Air
France ha gettato la spugna ( da "Tempo, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa Colpo
di scena nella trattativa Alitalia. I francesi rifiutano la proposta dei
sindacati e se ne vanno Air France ha gettato la spugna Air France molla la
presa su Alitalia. Il presidente della compagnia transalpina, Spinetta, ha
lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una
controproposta al piano di acquisto della flotta italiana.
Il
rischio commissario ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: BREVI Il rischio commissario Dopo la rinuncia di Air France-Klm e le
dimissioni del presidente Maurizio Prato su Alitalia, incombe il rischio
commissariamento 2.
Prodi
<rompe> con i sindacati <Ora aspetto le cordate fantasma>
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
possa deflagrare, sia pure soltanto psicologicamente, anche il centrosinistra,
ne è consapevole Alessandro Bianchi. Che in cuor suo non faceva salti di gioia
davanti alla prospettiva che la compagnia di bandiera finisse ai francesi. E se
oggi avverte tutti che "la cosa più importante ora è tenere i nervi
saldi",
Morando:
confederazioni rigide, che errore
( da "Corriere
della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quello dei
sindacati nella trattativa Alitalia rischia di essere un errore grave".
Enrico Morando ( nella foto), senatore del Pd, ha un solo dubbio, "che
quello dei rappresentanti dei lavoratori sia un irrigidimento studiato, in una
trattativa difficile, ammorbidire la posizione degli interlocutori.
Protesta
alla Magliana ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: BREVI Protesta alla Magliana Anche ieri i lavoratori Alitalia hanno
protestato davanti al quartier generale della compagnia.
No
definitivo francese ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Lo stop e le conseguenze No definitivo francese Air
France-Klm ritiene che non ci siano più le condizioni per proseguire le
trattative con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia 1.
Sacconi:
esecutivo incapace di trattare ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che sono 50
mila persone tenendo conto anche dell'indotto che gravita su Alitalia, ma anche
quei profili di interesse nazionale, come gli accordi internazionali, che- dice
Sacconi - sono propri dello Stato e che lo Stato non può delegare ai sindacati ".
Anche se la trattativa sembra essere scivolata sulla ristrutturazione
aziendale.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
artefice del
marchio Alitalia Ho letto con piacere sul Corriere del 31 marzo l'articolo
"Alitalia, il marchio vale più della flotta". Questo perché di esso
sono stato l'artefice a San Francisco nel lontano 1969. Ero in quell'anno il
dirigente responsabile della comunicazione della società che ho lasciato alla
fine del 1971 dopo 15 anni di servizio.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
BREVI Notizie
in 2 minuti Primo piano Alitalia, si dimette Prato Si è dimesso Maurizio Prato,
presidente e ad dell'Alitalia. La decisione dopo che Air France-Klm aveva
deciso di lasciare il tavolo della trattativa con i sindacati. Il presidente
Spinetta: la proposta dei rappresentanti dei lavoratori è inaccettabile e va
oltre il mio mandato,
Alitalia,
Air France via Prato pure: è il caos Commissario in vista
( da "Liberazione"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nel
pomeriggio i sindacati avevano presentato una loro proposta Alitalia, Air
France via Prato pure: è il caos Commissario in vista Roberto Farneti Se
Tommaso Padoa Schioppa è davvero convinto che la vendita ad Air France sia
l'unica alternativa al fallimento di Alitalia, come ha dichiarato davanti alle
Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive della Camera,
Air
France se ne va Alitalia verso il crac
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E questo
Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il
presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può
salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo
scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario
e rischio di fallimento.
Ora
riprende quota l'ipotesi Lufthansa
( da "Giornale.it,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia ha
reso esplicito, con un comunicato, quello che era implicito: il tempo è
scaduto, il contratto "condizionato" del 15 marzo sottoscritto con
Air France è carta straccia. Per oggi alle 13 è convocato un consiglio di
Alitalia, e della vicenda potrebbe occuparsi un Consiglio dei ministri
straordinario.
Esuberi
e aerei. Spinetta ci ripensa ( da "Campanile, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la
sostituzione dei vecchi MD80 con i nuovi A321 e la conferma di buone
opportunità per i giovani piloti Alitalia che vorranno entrare in forze in Air
France. Spinetta, ha affermato che se l'Alitalia raggiungerà nel 2009 un
equilibrio economico potrebbero essere acquistati non uno ma anche due Boeing
777 che andrebbero a sanare una quota rilevante degli esuberi per i piloti.
Alitalia,
Prato 'Per il salvataggio ci vuole un esorcista'
( da "Voce
d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
olandese era
il fallimento di Alitalia stessa... (1-2)! Tanto che ieri il suo presidente,
Prato, nell'atto di dimettersi ha detto: "Per salvare Alitalia dal
fallimento ci vorrebbe giusto un esorcista"! Ora, signori sindacalisti,
che per evitare 2.000 esuberi ne produrrete circa dieci volte di più, dall'alto
della vostra innata saggezza,
Borsa
Milano apre in rialzo ( da "Voce d'Italia, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia: ancora esclusa dagli scambi a Piazza Affari Borsa: Milano apre in
rialzo Mibtel +0,27%; S&P/Mib +0,26% Milano, 3 apr. – Piazza Affari apre in
rialzo, questa mattina, con un indice Mibtel che registra + 0,27% con 25.350
punti. S&P/Mib si colloca a + 0,26% a 33.
Alitalia:
Prato si dimette ( da "Voce d'Italia, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il
presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma – Il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera per la
compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova davanti alle
dimissioni del suo direttore.
Francesi
in ritirata. Spinetta getta la spugna
( da "Tempo,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
alitalia Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna I francesi mollano la
presa su Alitalia e si ritirano: ieri il presidente di Air France-Klm, Jean
Cyril Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo
aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della compagnia italiana.
Ferrara
contestato a Bologna deve sospendere il comizio
( da "Tempo,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Siete più
contenti se parlo di Alitalia?". Alal fine però è stato costretto ad
abbandonare il palco allestito in Piazza Maggiore e a salire su un'auto della
Polizia che si è allontanata a retromarcia, mentre i contestatori hanno cercato
di aggredirlo, portandogli via il cappello e lanciandogli contro uova e
pomodori.
Siamo
pronti a morire per l'Albania? ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se Air France
acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non
potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo
ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte.
Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici
e commerciali del nord Italia.
Bologna,
urla e uova contro Ferrara ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Allora volete
che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa,
schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi
affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la
pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha
consigliato di sospendere il comizio.
Alitalia,
forte calo delle prenotazioni ( da "Voce d'Italia, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
forte calo delle prenotazioni Sindacati puntano il dito sulle mancanze
manageriali e di governo Roma, 3 apr. – La questione Alitalia continua a
infiammare i dibattiti politici, innescando un alternarsi di botta e risposta
tra governo e sindacati che sembra avere ripercussioni anche sull'andamento
economico della compagnia di bandiera.
Alitalia,
Commissione Ue no ad aiuti di Stato
( da "Voce
d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
garantisca il governo dell'azienda Alitalia, Commissione Ue: no ad aiuti di
Stato La compagnia allo sbando verso il fallimento Bruxelles, 3 apr. - La
Commissione europea ha ribadito il suo deciso no alla concessione di aiuti di
Stato per salvare la compagnia di bandiera italiana, e si mostra molto prudente
su un prestito ponte e su eventuali misure per far fronte ai problemi
Spinetta
se ne va, rottura coi sindacati ( da "Opinione, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008
ALITALIA: LA TRATTIVA INTERROTTA Spinetta se ne va, rottura coi sindacati di
Alessandra Mieli Il giorno più lungo di Alitalia. "Questa proposta non è
accettabile perché non rientra nel mio mandato" ha detto il numero uno di
Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ai sindacati secondo quanto hanno riferito i
partecipanti all'incontro.
Berlusconi
in piazza conquista i tg ( da "Opinione, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alla
questione Alitalia. Per il socialista 5 minuti e 24 secondi ai microfoni del Tg
La7 e il quarto posto nella top ten. Fra gli altri personaggi politici della
giornata Fernando Rossi della Lista Civica per il Bene Comune (con 3 minuti e
11 secondi di dichiarazioni) e il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto
Bertinotti che ribadisce il suo no alle larghe intese dopo il voto.
LE
COMPLICAZIONI NELLE PROCEDURE PER LA VENDITA, I RICORSI DAVANTI ALLA
MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA, ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
annuncia che
sono stati avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su
richiesta di Alitalia. 1 dicembre. Il Consiglio dei ministri decide la cessione
di una quota di controllo della compagnia. 29 dicembre. Il Tesoro pubblica
l'invito a presentare manifestazioni di interesse. 17 gennaio 2007. Il cda
decade dopo le dimissioni di Spinetta.
Air
France-sindacati, rotte le trattative Prato si dimette, Alitalia precipita nel
caos ( da "Giornale.it, Il"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
chiede che le
delegazioni di Alitalia e di Fintecna non se ne vadano. Un'ora più tardi il
presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, rassegnerà le dimissioni. Il cda è
convocato per le 13 di oggi, probabilmente sarà seguito da un Consiglio dei
ministri straordinario. Prima di lasciare, Prato lancia il suo anatema:
"Questa azienda ha una maledizione e solo un esorcista la può salvare
"
Alitalia,
cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa
( da "Voce
d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca
Alitalia, cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa Nota
ufficiale di Palazzo Chigi: verifica delle trattative ''Il governo, preso atto
dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle
dimissioni del presidente Prato, e' anzitutto impegnato a garantire la
necessaria continuita' di governo dell'
Alitalia,
Lufthansa si dichiara 'non interessata'
( da "Voce
d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dei sindacati
vincolante" Alitalia, Lufthansa si dichiara "non interessata"
Tremonti: meglio non commentare la vicenda Alitalia Francoforte, 3 apr. -
Lufthansa 'non e' interessata' ad Alitalia. A ribadirlo e' un portavoce della
compagnia tedesca all'indomani della rottura delle trattative tra Alitalia e
Air France-Klm.
Craxi
-Ps- 'I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere'
( da "Voce
d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia”,
ha affermato Craxi, “si è fatta tanta, troppa confusione: innanzitutto,
l'utilizzo di questa vicenda nel corso di una campagna elettorale, oscurando
invece importanti tematiche riguardanti i diritti civili, è un qualcosa di
veramente scellerato.
Che
Pizza, comanda sempre la Dc ( da "Opinione, L'"
del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dare più
tempo a Prodi per vendere Alitalia ai francesi: ed infatti il premier, ai
cronisti che gli chiedevano se vedeva una "regia politica" dietro
l'ordinanza del Consiglio di Stato, si è affrettato a dire che "non vede
proprio niente". In tutto questo va registrato l'intervento del presidente
emerito Francesco Cossiga che non perde occasione per mettere in difficoltà
Napolitano:
Alitalia
e la paura di Spinetta: Lufthansa
( da "Opinione,
L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008
Strettamente confidenziale Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa di Hush
Hush Immagino che non pochi fra i lettori dell'Opinione si siano chiesti come
mai il primo gruppo aereo del mondo, Air France-Klm, si stia intestardendo così
tanto intorno alla vicenda Alitalia (anche se ieri sera ha interrotto le
trattative, ma sembra tattica e Spinetta è un mago delle trattative)
Berlusconi:
appello all'orgoglio degli imprenditori italiani
( da "Giornale.it,
Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
dopo la rottura delle trattative tra Air France sindacati infiamma il dibattito
politico. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi torna a ribadire il suo appello
"all'orgoglio degli imprenditori italiani". "Ora che la
trattativa si è interrotta - ha affermato ospite della Coldiretti - rivolgo un
appello all'orgoglio degli imprenditori italiani.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rotta la trattativa,
il presidente Prato si dimette: "Per salvare la compagnia ci vorrebbe un
esorcista". Titolo sospeso in Borsa Air France lascia, caos Alitalia Prodi: grave errore dei sindacati, venga fuori la cordata di
Berlusconi Drammatica svolta nella trattativa tra Air France-Klm e Alitalia per la cessione della compagnia di bandiera, che doveva
concludersi ieri. Il presidente e ad francese, Spinetta, ha respinto le
proposte al rialzo avanzate dai sindacati e ha lasciato il tavolo,
tornando a Parigi: "Non esistevano più le condizioni per il proseguimento
delle trattative", ha detto. Il numero uno di Alitalia,
il presidente e ad Prato, subito dopo si è dimesso: "Quest'azienda ha una
maledizione. Solo un esorcista può salvarla". Oggi il titolo Alitalia sarà sospeso e si riunirà il cda: commissario più
vicino. Prodi ha commentato: "I sindacati si assumano la responsabilità
della rottura". E ha aggiunto: la fantomatica cordata ora venga
fuori". ALLE PAGINE 2,3 E 5.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ora nemmeno
l'"e-sorcista" evocato dal presidente e amministratore delegato
dimissionario Maurizio Prato rischia di essere sufficiente per salvare Alitalia. Gli spiriti maligni che si sono levati ieri dal
tavolo delle trattative fino a provocare lo stop di Air France e la richiesta
di un impossibile futuro in solitaria per la compagnia sono i vecchi ma
potentissimi spettri che infestano la casa italiana e che nessun esorcista - si
chiami Europa, globalizzazione o più semplicemente mercato - è riuscito finora
a debellare. Fantasmi che hanno le sembianze dell'assistenzialismo continuato e
reiterato, del protezionismo ad ogni costo - anche quando, come nel caso di Alitalia il costo è concretissimo e quantificabile, un
milione di euro di perdita ogni giorno - di quel "rapporto perverso con la
politica" che innerva tutta la storia della compagnia, evocato ieri dal
ministro Tommaso Padoa-Schioppa. E fantasmi con i quali la stessa politica - in
proprio ma anche per via sindacale - continua a giocare con un accanimento che
si avvicina ogni giorno di più a una sfida suicida, sovraeccitata dalla
infelice concomitanza di una scadenza nelle trattative e di una scadenza
elettorale. La successione di eventi degli ultimissimi giorni è in questo senso
di facile lettura. Sarebbero forse stati così granitici i "niet"
sindacali ribaltati ieri sul numero uno di Air France Jean Cyril Spinetta se
nelle scorse settimane il candidato premier e candidato capo cordata per Alitalia Silvio Berlusconi non si fosse speso in tutta la
sua potenza mediatica per assicurare che un gruppo di aziende private e
pubbliche - le prime a lui legate da rapporti societari e familiari, le seconde
inevitabilmente soggette alla non trascurabile circostanza che i loro vertici
dovranno presto passare all'esame del nuovo governo - erano pronte, anzi
vogliose, di lanciare un'offerta sull'Alitalia? Se poi, al di là di questo
plateale caso, dalle ultime settimane si risale nei mesi e negli anni, allora
distinguere colori e sfumature delle responsabilità politiche nei confronti di Alitalia diventa esercizio arduo. Per una compagnia che in quindici anni
- all'incirca il tempo trascorso da quando la liberalizzazione dei cieli
europei è divenuta realtà - ha perso quindici miliardi di euro, le
responsabilità vanno per forza spalmate su una successione di governi, dando
almeno atto a quello in carica di essersi mosso - anche se probabilmente era
tardi per farlo - in cerca di una soluzione. Non è che la formula Air France,
sposata da buona parte dell'esecutivo Prodi, debba essere per forza la
migliore. Ma è l'unica e per Alitalia il tempo
presente sembra essere il solo disponibile. Del resto l'unica alternativa
italiana non virtuale, fondata sull'apporto industriale di Air One e il
portafoglio profondo di Intesa-Sanpaolo, ha alla fine scelto di non
concretizzarsi e nella stessa banca che l'avrebbe dovuta guidare non tutti ne
sono scontenti. Ora, fallita la soluzione francese e se si escludono quei colpi
di scena che ogni trattativa - specie se di rito italiano - può sempre
riservare, resta aperta la questione del futuro di Alitalia.
Un futuro che potrebbe andare verso il commissariamento prospettato e
minacciato dal Tesoro, ma che probabilmente non si scorgerà davvero fino a
quando le urne si saranno chiuse e il nuovo governo insediato. Sarà quello il
momento per assistere alla miracolosa materializzazione della fantomatica
cordata Berlusconi? Di sicuro sarà il tempo per chiedere ancora una volta - senza
troppe speranze - che la politica agisca per trovare una soluzione che sfugga
alle trappole stregate dell'assistenzialismo. Ma sempre coscienti che i vecchi
fantasmi di un'Italia che non vuole cambiare sono in agguato, pronti a
sconfiggere l'esorcista di turno e le regole del mercato.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 68,928 69,008 cv B Ifis 09 99,819 100,190 cv Bco Popol 10 100,764
100,767 cv Beni Sta 11 93,890 93,313 cv BIM 15 90,523 89,848 cv Carige 13
116,704 116,704 cv Mi-A2a 09 116,372 116,254 cv SIAS 17 94,291 93,429 cv Snia
10 100,130 100,130 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,472 110,351.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I n un vicolo cieco:
Romano Prodi non riunirà il consiglio dei ministri, perché "un consiglio
dei ministri non potrebbe dire nulla". Ma la colpa, dice a sorpresa il
capo del governo uscente, è dei sindacati: "Certamente è stato un grave
errore quello di rompere, perché la prospettiva era seria e concreta" con
Air France, e "i sindacati se ne devono assumere la responsabilità".
Per il governo è chiaro, come ha detto Tommaso Padoa-Schioppa ieri alla Camera,
che "tutte le carte ormai sono state giocate"; oltre ad Air France
per l'Alitalia c'è solo il fallimento. Era stato Walter Veltroni poco prima,
mentre si appellava al "senso di responsabilità di tutte le parti" a
chiedere al governo di "riprendere i fili della trattativa". Deve
muoversi o no, il governo? C'è tempo ancora nella mattinata di oggi, prima del
consiglio di amministrazione dell'Alitalia che
riceverà le dimissioni del presidente Maurizio Prato. All'insolvenza non
si è ancora, c'è ancora qualche soldo in cassa, e un'azienda pubblica non può
dichiararsi fallita a una settimana dalle elezioni politiche. "Mi terrò in
contatto per vedere le decisioni da prendere, dice ancora Prodi, e ovviamente
sfida Silvio Berlusconi a far saltare fuori subito, se esiste, la sua "idea
fantomatica di cordata", o altre "proposte di novità". Ma che
possa manifestarsi una nuova soluzione ci crede poco anche Umberto Bossi, che
del Pdl è alleato: "Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad
acquisire l'Alitalia; io credo però che per gli
imprenditori ci sia poco da guadagnare". L'idea di Prodi è che le uscite
di Berlusconi abbiano indotto alcuni sindacati, non tutti, a spingere al
massimo l'azzardo che di ogni negoziato è proprio, fino a quel "gioco
sull'orlo del baratro" di cui Padoa-Schioppa aveva parlato giorni fa al
Financial Times. Ora davanti al baratro ci siamo proprio, a un passo. Ci
vogliono davvero cadere, i sindacati? Forse una notte, e una mattinata,
porteranno consiglio. Alitalia è stata vittima della
campagna elettorale? "E' possibile - dice Prodi - poi vedremo bene su che
cosa si è rotto". Tutto sembra essersi stretto in un unico indistricabile
intreccio, campagna elettorale, negoziato tra le parti sociali, e affari, dato
che si tratta di una società quotata. Per prudenza, ieri sera la Borsa ha
deciso di sospendere il titolo della compagnia aerea. Padoa-Schioppa ha
insistito, ieri alla Camera, che nelle settimane scorse in Borsa ci sono stati
su Alitalia "movimenti per ordini di grandezza
assolutamente inusitati" (con il sospetto di insider trading, dunque) sui
quali la Consob ha gli strumenti per indagare. Prima che Prodi parlasse, ieri
sera, in una riunione di un'ora nel palazzo di via XX settembre, il ministro
dell'Economia, il sottosegretario Massimo Tononi e pochi altri collaboratori
avevano fatto il punto delle ipotesi possibili. Versione ufficiale: sarà il
consiglio di amministrazione dell'Alitalia a decidere,
oggi. Tommaso Padoa-Schioppa ripete che se si va a un commissariamento, secondo
la legge Marzano, molti aerei dovranno fermarsi, subito; molto peggio che con
Air France. Ma per far scattare la Marzano occorre che l'azienda dichiari
l'insolvenza. Per ora non è questo il caso. Padoa-Schioppa resta convinto che
la maggior parte del personale dell'Alitalia sia
favorevole alla soluzione Air France; mentre alcuni dirigenti sindacali si
illudono che si possa andare ancora avanti a forza di denaro pubblico. Un
commissariamento a norma della legge Marzano dovrebbe comunque essere preceduto
da una dichiarazione di insolvenza; dopodiché, per limitare le perdite, più di
metà degli aerei dovrebbero smettere di volare. Con la legge Marzano la
Parmalat si è salvata, ma "Parmalat era industrialmente sana e in
gravissima crisi finanziaria, mentre Alitalia ha un
indebitamento fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso" ha
detto il ministro ai deputati ieri. Di rinvio in rinvio, è qui che si è giunti.
Con Air France si trattava da anni. "Berlusconi preferì lasciare la patata
bollente al governo Prodi" dichiara Pierferdinando Casini, che di quella
maggioranza era parte; Prodi ha condotto il negoziato male, ma ora "le
cordate preelettorali mi fanno ridere". Berlusconi invece sul tema Alitalia, ieri, ha scelto di non dire nulla, benché pressato
dai giornalisti.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervista Bonanni
leader Cisl "Rimasti soli davanti al prendere o lasciare" ROBERTO GIOVANNINI ROMA Raffaele Bonanni, segretario generale
Cisl: la frittata Alitalia è fatta. "Calma, c'è ancora tempo e modo per trattare il
governo finalmente compaia in questa vicenda. Prato ritiri le sue dimissioni e
continuiamo a trattare. Non è mai è successo che non si sapesse a che
condizioni si vende un'azienda tanto grossa. Che il proprietario, il
governo fosse del tutto assente. Che in campagna elettorale si dicesse che ci
sono cordate alternative. Siamo stati scaricati in una trattativa prendere o
lasciare. Per questo Air France è stata così irriducibile". E ora che
fate? L'azienda, i posti di lavoro sono a rischio. "Devo accettare questo
ricatto? Hanno fatto tutto senza consultarci e ora tutto dipenderebbe dal
sindacato? Cercano un pretesto per coprire i propri sbagli e scaricare le colpe
sul sindacato, ma si sbagliano di grosso. La trattativa è stata solo una foglia
di fico per il governo Prodi per uscire da un guaio che passerà alla storia. La
verità è che Air France-Klm, impaurita dal rischio di avere il prossimo governo
ostile cerca scuse. E non ci possiamo fare niente". Ma adesso i lavoratori
rischiano di restare bidonati. "Senz'altro: ma bidonati dal governo.
Neanche in un'azienda privata si vende al buio, figuriamoci in una
pubblica". E una proposta meno indigeribile per Spinetta? "Su quella
proposta non erano in disaccordo né Prato né Fintecna. Perché Spinetta prima
dice che modifica e poi non modifica il suo piano?" Perché non gli
piacciono le vostre controproposte. "Ma allora io ritorno su Lufthansa, su
altri possibili compratori italiani". Ma la cordata italiana non si
manifesta, Lufthansa nemmeno, Prato si è dimesso... "Il governo convinca
Spinetta e Air France-Klm a sedersi al tavolo e trattare con i sindacati in
modo serio, e dire a che condizioni ha venduto. Per una trattativa. Ma perché
devo firmare una cosa sbagliata? Non casca il mondo se si torna al tavolo".
Ma se Spinetta non vuole comprare più a queste condizioni, il governo non può
certo obbligarlo a trattare o acquistare. "Chiedetelo al governo". Va
bene. Poche ore ci separano dal Cda Alitalia in cui
Prato si presenterà dimissionario. "Il Signor Prato non si presti a
operazioni simili. Ritiri le dimissioni".
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA "Lascio dopo aver lottato con tutte le mie forze nonostante
un costante e pressoché generalizzato clima ostile che nulla ha a che vedere
con l'effettiva tutela di chi lavora nell'azienda". Roma, ieri, ore 21. Il presidente di Alitalia Maurizio Prato, l'uomo
scelto da Romano Prodi per chiudere una volta per tutte la più complicata
privatizzazione della storia italiana, annuncia in una lettera ai dipendenti
che si è dimesso. Dopo settimane di colloqui con i sindacati, la trattativa con
Air France-Klm è fallita. A pochi giorni dalle elezioni, l'ex compagnia
di bandiera si avvicina al commissariamento. Secondo alcune fonti il Tesoro
potrebbe deciderlo anche oggi, ma ieri sera l'ipotesi più probabile prevedeva
che il Governo chieda a Prato entro le 13 (a quell'ora ci sarà il consiglio di
amministrazione) di tornare sui suoi passi, garantendo ad Alitalia
la continuità fino alle elezioni. Il commento a caldo con le sigle conferma
solo che sarà difficile convincerlo: "Questa azienda ha una maledizione,
soltanto un esorcista può salvarla". A scanso di equivoci, la Consob ha
sospeso il titolo. L'unica cosa certa è che il numero uno transalpino
Jean-Cyril Spinetta, dopo aver tentato di far digerire il duro piano di
risanamento al quale lavorava dall'autunno, ha abbandonato il tavolo. Ieri sera
è ripartito per Parigi con il volo Alitalia delle
21.25. In un comunicato diffuso prima di lasciare Roma dice: "Prendo atto
con rammarico della rottura, ma non dipende da noi. E' un progetto nel quale
credevo e continuo a credere". In quel "continuo a credere" c'è
un messaggio distensivo che il leader della Guglielmo Epifani non pare
intenzionato a cogliere: "Il no alla proposta seria e responsabile dei
sindacati ha messo fine alle possibilità di un'intesa". La proposta
"seria e responsabile" nasce proprio in casa Cgil, ed è il motivo
della rottura. Insoddisfatte del piano sin lì prospettato, ieri le otto sigle
ancora al tavolo (la Uil era sull'Aventino) hanno presentato a Spinetta un
contropiano che prevedeva l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova Alitalia e la conferma di gran parte della compagnia per
come è oggi: nessuna chiusura per Cargo, mantenimento di tutte le attività di
terra, ma anche rapido ammodernamento della flotta e dismissione di un numero
inferiore di aerei. Ieri Spinetta aveva aperto su tutti questi temi, ma in
termini (per lui) più sostenibili: ad esempio sul rinnovo più rapido della
flotta, rifiutando però l'idea di ridurre drasticamente la messa a riposo dei
velivoli più vecchi. "Ne parlerò al consiglio di amministrazione, ma io a
questa proposta sono del tutto contrario", dirà ai suoi collaboratori.
"Non posso varare un miliardo di aumento di capitale per mantenere in vita
attività deficitarie". Che accadrà ora? Massimo D'Alema dice che occorre
"riaprire il dialogo con Parigi", ma i margini a questo punto sono
pochissimi, soprattutto dopo le sortite anti-francesi di Berlusconi. Sia il leader
del Pd Walter Veltroni, ma soprattutto Prato nella lettera ai dipendenti,
puntano il dito contro il Cavaliere: "Con le mie dimissioni intendo dare
un segnale che possa indurre il governo a valutare con attenzione il contesto
esterno fortemente penalizzante, e in particolare la campagna elettorale".
Ora "le cordate fantomatiche, se c'erano, devono saltare fuori",
diceva ieri da Bucarest Prodi. Le indiscrezioni che circolano in ambienti
politici ipotizzano che l'alzata di scudi dei sindacati nasca proprio dalla
convinzione delle sigle - e in particolare della Cgil - che dietro l'uscio ci
siano pronte tanto Lufthansa quanto Air One, entrambe più gradite alla triade
Cgil-Cisl-Uil (e al Cavaliere) di Air France-Klm. Di certo, se Alitalia verrà commissariata, la fila dietro la porta del
prossimo Governo sarà lunghissima. Il motivo lo ricordava ieri Padoa-Schioppa
nell'ultima audizione da ministro: Swiss è rinata con settemila dipendenti su
undicimila, Sabena con seimila su dodicimila. Alitalia
oggi ne ha circa diciottomila.
( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
E' un rito a cui non
rinuncia mai: ogni estate, due settimane in Corsica a Bastelica villaggio sopra
Ajaccio, in una casa dove è nata la madre, pietra spessa, quasi un castello
austero, di quelli da cui sono usciti tipi come Napoleone e Pasquale Paoli. Il "corso",
Jean Cyril Spinetta, non è mai vissuto lì, è nato a Parigi, la lingua
dell'isola l'ha imparata dalla madre che era insegnante. La prima pista per
indagare Spinetta patron di Air France, è in queste radici, ben nascoste sotto
terra ma solidissime, come i principi che gli ha instillato la nonna paterna
"qui non si dice mai male di nessuno". Di questa riservatezza ci sono
prove e collaudi, i collaboratori raccontano di non averlo mai visto
infuriarsi. Spinetta è gentile e implacabile, ha un sorriso a trivello: a una
delegazione di sindacalisti che lo insultavano durante una trattativa infuocata
spiegò: "Io sono corso e i maiali corsi hanno la pelle spessa". Lo si
direbbe, sbagliando, un timido ma a tutti i timidi succede così, che poi si buttano
avanti, come se saltassero in un fiume. Ancora la Corsica, isola di Lavezzi, 46
anni fa: sulla spiaggia, deserta, solo uno Spinetta diciottenne e una bionda
assai nota, sì proprio lei Brigitte Bardot. Un autografo, almeno un sorriso ?
Lui non si avvicinò nemmeno. Uno dei suoi amici più cari, l' ex ministro della
industria, Christian Pierret lo definisce il "distacco divertito". E'
la cifra che non lo abbandona mai, un modo per proteggersi, sostiene qualcuno,
il lato corso; che gli è servito per scalare i gradini della République e
diventare il capo della prima compagnia aerea del mondo. Soltanto lontano dalla
ribalta, in privato, Spinetta cambia, ma non nei trallallà mondani, nei pranzi
che adora organizzare nella sua casa parigina. Dove prepara intingoli da settimo
cielo e taglia con consumata abilità un prosciutto. Ovviamente corso. La
seconda chiave per affrescare Spinetta si chiama Ena, la scuola di alta
amministrazione, la palestra dei presidenti e degli alti funzionari, la spina
dorsale della Francia. Lui aveva altre aspirazioni: sognava di diventare
giornalista sportivo, leggeva l'Equipe come il breviario, adora lo sci e il
rugby. Ogni inverno scende sulle piste di Verbier in Svizzera dove ha una casa
e non perde una partita del quindici di Francia. E resta asciutto e sano a 64
anni come un ulivo; ogni giorno non rinuncia alla ginnastica, soprattutto dopo
che ha cancellato i tre quotidiani pacchetti di Gitanes. Ma non si può sfuggire
al destino vivendo in una famiglia dove quella del funzionario è una seconda pelle,
un modo dell'anima, del comportamento, una ideologia. Il nonno era un amico di
Jean Jaurès, icona socialista, il padre era capogabinetto di Jean Monnet, uno
dei padri dell'Europa. Spinetta racconta che da piccolo per passare il tempo
attendendo il padre che faceva gli straordinari sfogliava metodicamente
"Le Journal Officiel" ed era stupefatto che un signore chiamato il
presidente della repubblica avesse il tempo di scrivere tutte quelle cose.
Funzionario allora, obbligatoriamente, perché il giornalismo era giudicato un
po' frivolo. Quindi l'Ena, altrettanto doverosamente. L'Ena gli impresse
addosso quello che un tempo si chiamava il senso dello Stato, la milizia
amministrativa che ha temprato, a fianco di dame di ferro come Ségolène Royal
all'Istruzione e Edith Cresson alla commissione europea. "Spi", come
lo chiamano i suoi 70 mila dipendenti, è un fondista. Non c'è
"vitaccia" che lo stanchi, non c'è fatica che lo spiazzi. Il fiato per affrontare la trattativa Alitalia l'ha
fatto con i piccosi piloti di Air France nel 1998; era la vigilia dei mondiali
di calcio in Francia, appena insediato si giocava la carriera. È rimasto tre
giorni senza dormire prima di isteccolirli e ridurli all'osso: "va bene,
torniamo al lavoro ma ci dovere pagare le giornate perdute".
Spinetta infurentì con un sorriso: no. Perfino il primo ministro Jospin lo
scongiurava di mollare, lui non si stiepidì e vinse. "E pensare che quando
era arrivato alla guida della compagnia gli contavano i giorni. Avevano
nostalgia del predecessore, Blanc, un tipo che fumava sigari giganteschi, un
allegrone sbilurcito. Sull'ascensore che lo portava al suo ufficio a Roissy, da
dove può osservare decolli e atterraggi, ogni mattina trovava graffiti
imbarazzanti "Spi vattene, Blanc ritorna". Adesso il suo stile piace.
Perché è l'unico patron dei grandi gruppi francesi che ha rifiutato le stock
options. Viste le citrullerie accadute in altre imprese come Eads, è stato
prudente, ancora una volta. L'arte di comandare è di non comandare, e lui la
possiede. Quando ha ottenuto l'aumento di stipendio (guadagnava due volte meno
che il suo collega di Klm) ha offerto una parte a una Ong con cui collabora. Ha
fatto proiettare sugli aerei uno spot contro il turismo sessuale e pazienza se
qualche manager diceva che i pedofili in fondo sono clienti come gli altri. Uno
dei quattro figli, Isabelle, è sorda dalla nascita, con la moglie Nicole,
mancata due anni fa, ha dedicato il suo tempo libero a introdurre in Francia un
metodo americano di linguaggio per i sordi totali. Oggi Isabelle lavora al
marketing delle Ferrovie, rivali accanite di Air France. Ha convinto anche
Sarkozy che lo ha confermato nonostante nella sua biografia ci siano due
elementi che il presidente detesta, l'esser stato a fianco del socialista
Mitterrand e essere enarca. Si vocifera che in autunno, vinta la sfida Alitalia, si ritirerà come ha promesso a 65 anni. L'età in
cui di solito si diventa conservatori e si tirano i remi in barca. Ma non i
corsi.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta respinge la
proposta dei sindacati Il numero uno Prato si dimette: "Ci vorrebbe un
esorcista" Roma. Air France lascia il tavolo della trattativa su Alitalia, il presidente della compagnia di bandiera in crisi
si dimette e il ministro dell'Economia invoca il commissariamento. Nel giorno
decisivo per gettare le basi di un accordo con i francesi, i sindacati
rilanciano sui tagli all'occupazione, ma le loro controproposte fanno saltare
il banco. Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, batte in ritirata e
vola a Parigi con questa profezia: "Porterò la proposta al consiglio di
amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede
mesi di riflessione. E questo Alitalia non può
sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare
questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario
temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio
di fallimento. lombardi >> 2 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Made in italy Il
presidente del gruppo nega la partecipazione a una cordata alternativa per Alitalia: "Penso solo a fare crescere l'azienda"
03/04/2008 Milano. Geox dà il via alla rivoluzione nel mondo delle scarpe
sportive al motto di "Sudiamo con allegria" - parole dell'ad, Diego
Bolzonello - e lancia la prima linea di calzature per lo sport interamente
traspiranti. Ieri il debutto delle nuove calzature a Milano, alla presenza
dell'ex commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi. Lancio che per ora
resta limitato in termini sia di numero di prodotti sia geografici: i modelli
distribuiti sono 150mila, il mercato di riferimento è l'Italia (all'estero
saranno riforniti soltanto i negozi monomarca). "L'obiettivo - spiega
Bolzonello - è il posizionamento sul territorio, siamo più concentrati
sull'aspetto della distribuzione che su quello quantitativo. Per ora non ci
saranno grandi impatti sul piano industriale triennale al 2010 e nemmeno sul
conto economico, perché la ricerca è già stata spesata. La nuova linea ha
grandi potenzialità che si esplicheranno sul bilancio nel giro di 4-5
anni". "Tutte le scarpe sportive - aggiunge - il presidente del
gruppo, Mario Moretti Polegato - devono cambiare e questa rivoluzione prende il
via dall'Italia. È nostra abitudine partire dal mercato italiano per poi
espanderci all'estero. Lo abbiamo già fatto con l'abbigliamento ed è stato un
modo di operare vincente". Rispondendo a chi domanda se, visti i tempi un
po' lunghi del lancio, non tema che la concorrenza possa approfittarne per
imitare i nuovi prodotti, Moretti Polegato risponde: "Abbiamo un brevetto
nostro che ci dà la garanzia dell'unicità". "La società sta
procedendo con cautela - commenta Gianluca Pacini, analista di Intesa Sanpaolo,
che su Geox ha un rating "hold" e un prezzo obiettivo di 11 euro per
titolo - perché non è così semplice rivoluzionare il mondo delle scarpe
sportive, dove si ha a che fare con colossi del rango di Nike e Adidas".
"Prenderanno un po' di tempo - prosegue Pacini - e se le cose andranno
bene procederanno, sennò lasceranno perdere. Solo dal 2009 si vedranno i primi
riflessi sui conti finanziari". Moretti Polegato si dice
"soddisfatto" del debutto dell'azione Geox, lunedì scorso, sul
listino dell'S&P/Mib al posto di Alitalia, e nega la partecipazione a una cordata italiana per il
salvataggio di Alitalia, precisando che il suo interesse è quello di "fare crescere
Geox e aumentare la credibilità del made in Italy nel mondo". A proposito
di made in Italy, l'innovativa suola delle scarpe sportive traspiranti firmate
Geox è prodotta in Romania, mentre il resto della scarpa è confezionato
in Cina. carlotta scozzari 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Aponte (Msc):
"Illegale l'asse Aker-Fincantieri" costruzioni navali L'armatore
sorrentino annuncia battaglia contro il polo navale europeo dal nostro inviato
Francesco Ferrari Saint-Nazaire. "Noi insieme a Fincantieri? Sicuramente
preferiamo gli italiani ai coreani. Ma, per il momento, non c'e' nulla di
concreto. Aspettiamo una proposta, che ad oggi non è ancora arrivata, poi la
valuteremo. Tenendo ben presente che, alla fine, senza il consenso dei clienti
nulla si può fare". A bordo della "Poesia", l'ultima nata in
casa Msc, Jacques Hardelay, numero uno di Aker France, torna a parlare
dell'ipotesi di un'alleanza europea sul fronte della cantieristica e scatena,
involontariamente, la forte reazione dell'armatore Gianluigi Aponte, che bolla
come "illegale" il tentativo di creare un polo comunitario delle
costruzioni navali e annuncia una "violenta opposizione". Il tema,
delicatissimo, riguarda l'ingresso dei coreani di Stx nel capitale sociale di
Aker Yards, numero due al mondo nella costruzione di navi passeggeri alle
spalle di Fincantieri. "Oggi Stx detiene il 39,2% delle azioni Aker -
ricorda Hardelay - ma, non essendo ancora intervenuta l'Antitrust europea, non
dispone ancora di propri uomini nel board e non ha diritto di voto. Dopo il 15
maggio, data entro la quale l'Antitrust dovrà pronunciarsi, tutto sarà
possibile". Anche una scalata di Stx, che potrebbe diventare azionista di
maggioranza di Aker. Un'ipotesi rischiosa per il futuro della cantieristica
europea, e che ha già visto scendere in campo governi e sindacati. Da qui
l'idea di un'alleanza anti-coreana che vedrebbe in prima fila gli azionisti
europei di Aker e Fincantieri. Eventualità che ora si scontra con la netta
contrarietà di Gianluigi Aponte, l'armatore sorrentino a capo della seconda
compagnia cargo al mondo, Mediterranean Shipping Company (Msc). Pochi minuti
dopo l'apertura di Hardelay, Aponte definisce "assurda e illegale"
l'ipotesi di un'alleanza europea. "Non se ne parla - tuona - Una scelta di
questo genere danneggerebbe irrimediabilmente la concorrenza. Siamo pronti a
opporci con fermezza a questa eventualità, perché la reputiamo fuori da ogni
regola. L'ingresso di Stx in Aker non è una forzatura: è una semplice e
legittima operazione di mercato, di fronte alla quale non è lecito utilizzare
metodi contrari alle leggi sulla concorrenza. Non capisco questa levata di
scudi. Nessuno porterà via nulla ai cantieri europei. Certo: ci saranno delle
sinergie, probabilmente una parte del know-how sarà portato in Asia. Ma questo
è il mercato, anche se a qualcuno non piace". Secondo Aponte,
"favorire un polo europeo significherebbe, paradossalmente, indebolire
l'Europa stessa e favorire un monopolio assurdo. Anche per questo, se
necessario, ci opporremo con violenza all'operazione. Io nemico di Fincantieri?
Storie. Se domani mattina mi offrissero una nave al 20% in meno dei prezzi
Aker, non ci penserei due volte: firmerei". Proprio sabato scorso Giuseppe
Bono, amministratore delegato del gruppo italiano, aveva parlato di "tempi
strettissimi per la creazione di un polo navalmeccanico comunitario"
escludendo la possibilità di una pronuncia sfavorevole dell'Antitrust.
"Non so che origini abbia l'ottimismo di Bono -è la risposta di Hardelay -
evidentemente ha notizie che noi non abbiamo. Personalmente, sarei più cauto.
Non mi sembra il caso di parlare in pubblico di certe cose. Anzi: più se ne
parla, più si mette a rischio l'operazione. E poi c'è un altro problema di cui
dobbiamo tenere conto: in Italia fra pochi giorni si andrà alle elezioni. Chi ci garantisce che il prossimo governo sarà favorevole -
Berlusconi non vuole che Air France compri Alitalia. E se
facesse la stessa cosa con Aker?". Hardelay non esclude, comunque, un
prossimo contatto con Fincantieri: "Certo, tutto è possibile. In ogni caso
non sta a noi fare il primo passo. Chiedete ai signori Bono e Antonini a che
punto è la loro proposta. L'idea, potenzialmente, potrebbe avere senso.
Ma non dimentichiamo che, alla fine, chi decide è il cliente". E il
cliente, nel caso di Msc, ha già fatto sapere come la pensa.
francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 03/04/2008 AZIONARIO 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Trattative rotte,
Prato si dimette, titolo sospeso in borsa. Prodi: "Grave errore"
Roma. Alitalia: la trattativa s'infila in un vicolo
cieco ed è rottura con Air France. Nel giorno decisivo per gettare le basi di
un accordo con i francesi, i sindacati rilanciano sui tagli all'occupazione ma
le loro controproposte non fanno breccia: il numero uno della compagnia
francese, Jean-Cyril Spinetta, si alza dal tavolo del negoziato e batte in
ritirata: vola a Parigi con la prospettiva di tornare in
Italia solo come turista invece che come aspirante compratore di Alitalia. "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma
dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di lavoro e di
riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti
oggi", dice il manager francese lasciando la trincea della Magliana.
La trincea Alitalia viene abbandonata anche da Maurizio
Prato, il presidente della compagnia in crisi, con pochi soldi in cassa e un
indebitamento netto di 1,3 miliardi di euro: "Questa azienda ha una
maledizione. Soltanto un esorcista può salvarla", si lascia sfuggire dopo
la ritirata di Spinetta e poco prima di dare le dimissioni. A questo punto,
anche Prato decide quindi di gettare la spugna e rassegna le dimissioni, di
fronte al fallimento di un negoziato che lo ha visto protagonista in prima fila
con il collega francese, con il quale ha condiviso gli obiettivi di un piano di
rilancio messo in discussione dai sindacati. In serata, da Bucarest, si fa
sentire il Presidente del consiglio Romano Prodi: "Certamente è stato un
grande errore quello di rompere perché la prospettiva era seria e concreta. È chiaro
che i sindacati "se ne devono assumere la responsabilità. Ora mi auguro
che le fantomatiche cordate di cui si è parlato saltino fuori". Infine,
arriva l'annuncio che Borsa italiana ha deciso di sospendere per oggi il titolo
Alitalia. È l'epilogo di una giornata cruciale che
rischia di segnare il destino di Alitalia, aprendo le
porte a un commissario straordinario in stile Parmalat e forse a un fallimento,
come in mattinata avverte il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa,
mettendo in guardia da una rottura. " C'è bisogno di una scossa, di una
decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale", si sfoga
Prato con i sindacati, dopo che la trattativa si è arenata e rischia di non
ripartire più. Pesante come un macigno arriva in serata anche il duro commento
del leader della Cgil, Gugliemo Epifani, che suona come il de profundis al
negoziato con i francesi anche se non c'è ancora lo stop definitivo e ufficiale
di Parigi: "Otto organizzazioni sindacali hanno presentato ad Air France
una proposta seria e responsabile che mirava a rendere più credibili gli
obiettivi del rilancio e più sicuro il futuro dei lavoratori. Il no della
compagnia franco-olandese ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare
un'intesa", dice Epifani. E' un verdetto che chiude la strada a un
ripensamento e rende altamente improbabile il ritorno di Spinetta al tavolo del
negoziato. La Uil si era già alzata dal tavolo perché non considerava possibile
un'intesa in presenza di incognite politiche che trasferiscono sul tavolo del
nuovo governo la responsabilità di una decisione finale. A questo punto, la
fuga di Air France sembra solo una formalità perché, come avverte Spinetta, i
vertici di Air France-Klm non possono accettare le condizioni poste ieri dai
sindacati. E le dimissioni di Prato anticipano questo sbocco alla vigilia del
consiglio di amministrazione di Alitalia, convocato
per oggi, e di un probabile Consiglio dei ministri che si annuncia drammatico,
dopo l'esposizione impietosa fatta in Parlamento dal ministro Padoa-Schioppa e
i toni cupi da lui usati per descrivere il futuro della compagnia, senza
un'intesa con Air France. È improbabile una marcia indietro di Spinetta che già
aveva ammorbidito il suo piano sfrondando i tagli previsti sia per il personale
di volo sia per quello a terra. Non mancano le polemiche politiche: la Lega che
invoca le dimissioni di Padoa-Schioppa, Fi vuole il prestito ponte, il ministro
Prc Paolo Ferrero chiede a Silvio Berlusconi di tirare fuori la cordata
italiana agitata contro Air France. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni,
chiede che palazzo Chigi si attivi per far ripartire il negoziato. Il rischio è
che sia troppo tardi.Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 03/04/2008 LUIGI
ANGELETTI (Uil) 03/04/2008 ROBERTO MARONI (Lega) 03/04/2008 MASSIMO D'ALEMA
(Pd) 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La guerra del
simbolo n dalla prima pagina Ma non c'è niente da ridere, è dannatamente seria.
Succede questo, nell'Italia dei cento partiti e dei mille tribunali: c'è un
signore, sconosciuto ai più, che si chiama appunto Giuseppe "Pino"
Pizza ed era un democristiano di quinta fila, uno di quei giovanotti del Sud
molto abili a curare le amicizie di paese (è nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte,
profonda Calabria) fino a diventare il notabilino locale. Da lì, qualche salto
un po' più avanti. Già nel
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Padoa-Schioppa:
"Senza i francesi c'è il rischio fallimento" il ministro alle
commissioni parlamentari Escluso un finanziamento ponte in assenza di un
accordo con la compagnia d'oltralpe. La cordata italiana? Non risolutiva
03/04/2008 Roma. Alitalia: il governo difende la scelta di trattare con Air France. C'è
qualche alternativa alla scelta francese? "E' un sogno", taglia corto
il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Anzi, è il peggiore degli
incubi, che si chiama "fallimento". Una conclusione non certa
ma quasi scontata, nel caso dell'Alitalia, come spiega
il ministro davanti alle commissioni Bilancio, Trasporti e Attività produttive.
"Basta ultimatum", è la replica secca dei sindacati seduti al tavolo
del negoziato con Jean-Cyril Spinetta. Eppure la tesi di Padoa-Schioppa coincide
con quella espressa il giorno prima dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani,
convinto che l'unica alternativa a un accordo con Air France sia il fallimento.
C'è chi non si scompone, come il leghista Roberto Maroni, che invoca un
commissario in stile Parmalat: "L'Alitalia si può
salvare benissimo ricorrendo la decreto Marzano, così come è successo con la
Parmalat che poi non è fallita". Tutto ciò accadeva ieri mattina, prima
della rottura del tavolo delle trattative avvenuto nel pomeriggio. Ma è percorribile
la strada di un commissario? Magari lo stesso Enrico Bondi, che salvò la
Parmalat dal crac, nel caso dell'Alitalia?
Padoa-Schioppa, in proposito, nutre fortissimi dubbi e avverte:
"L'amministrazione straordinaria non è mai facile né di certa conclusione
né soprattutto priva di ricadute sul sistema. In assenza di prospettive certe
di ristrutturazione, si converte in fallimento". Insomma, la compagnia di
bandiera è in condizioni tali che neanche Bondi può fare miracoli. E se cambiasse
il compratore con l'arrivo della cordata di imprenditori italiani sponsorizzata
da Silvio Berlusconi? Il ministro non ha dubbi: "E' una soluzione
impossibile e non risolutiva". La strada sembra obbligata ma c'era anche
un altro motivo che giocava a favore della soluzione Air France: il prestito
ponte chiesto da cda di Alitalia, una boccata di
ossigeno in attesa del rilancio industriale. Sempre ieri mattina il ministro
padoa-Schioppa spiegava: "Il prestito non sarebbe praticabile al di fuori
del negoziato in corso anche a prescindere dai vincoli europei". Le
considerazioni del ministro sono piovute come una doccia fredda sui sindacati
impegnati a strappare condizioni migliori a Spinetta ma anche sul progetto di
Berlusconi, che procede a strappi: dopo la timida apertura dell'altro giorno,
torna sui suoi passi e riprende la sua opera di dissuasione nei confronti dei
francesi. "I francesi li conosco bene: ho subito cose sulla tv che in
Italia non sarebbero state mai possibili", attacca. La cessione di Alitalia? "E' un danno. Auspico che la compagnia di
bandiera non sia ceduta. Quando sarò la governo, darò concretezza all'appello
che ho fatto nei confronti degli imprenditori italiani sollecitando il loro
orgoglio e il loro interesse". A chi, come Antonio Di Pietro, lo accusa di
influenzare l'andamento del titolo in Borsa, il Cavaliere replica con un
giudizio duro sulla scelta di lasciare quotata la compagnia mentre è in corso
la trattativa con Air France: "Non aver tolto Alitalia
dalla Borsa è una cosa folle, un errore madornale", accusa. Lo scontro
elettorale deve però fare i conti con il quadro della situazione offerto in
Parlamento da Padoa-Schioppa, il quale ieri mattina invitava i negoziatori a
non perdere tempo e non farsi illusioni: "Non c'è un altro compratore".
E comunque una eventuale cessione di Alitalia a
imprenditori privati, diversi da Air France, "non è risolutiva, se non
accompagnata da una profonda ristrutturazione industriale che ricostituisca la
capacità di produrre utili". Come a dire che, usciti dalla porta, i
sacrifici chiesti dai francesi rientrebbero dalla finestra. La stessa cosa vale
nel caso di un commissario con in più il rischio quasi certo di fallimento:
"Sarebbe un amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di
rapporti perversi con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno
sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa
sindacale", ha detto il ministro dell'Economia. Quanto da Air One, che
avrebbe la regia della cordata made in Italy ma che si tirò indietro al momento
delle offerte, Padoa-Schioppa spiega che il piano presentato a suo tempo da
Carlo Toto non era rose e fiori, anzi: "Il progetto industriale avrebbe
comportato esuberi assai maggiori", chiarisce. E il cerchio si chiude: non
esiste una cura indolore per guarire Alitalia dai suoi
mali. M. Lo. 03/04/2008 ' 03/04/2008 la previsionedel ministroLa gestione
straordinaria non è facile e spesso si trasforma in fallimento T.
padoa-schioppaministro dell'Economia 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sono stufo! Sono
stufo di essere troppo spesso chiamato alle urne, ben sapendo che il voto ormai
rappresenta solo un atto di assenso su quanto i partiti hanno preventivamente
stabilito. Sono stufo di sapere che i nostri parlamentari sono i più ben pagati
d'Europa. Sono stufo di sentire i sindacati urlare la parola "sciopero"
anche di fronte a disgrazie umane, ma sono anche stufo di sentire di contratti
di lavoro ormai scaduti da anni e mai rinnovati. Sono stufo di leggere che
l'importante collegamento ferroviario veloce si farà e il giorno dopo di
leggere che è stato cancellato. Sono stufo della metropolitana di Genova, la più corta e più costosa al mondo, che non è ancora giunta a
Brignole e che forse non proseguirà oltre. Sono stufo dell'infinita lagna circa
la sopravvivenza dell'Alitalia. E potrei proseguire ma mi fermo. Mi chiedo quando e se potremo
uscire da questa situazione. Tomaso Aldo Cotta GENOVA 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma non tutti gli
allenatori istigano alla violenza Ho letto l'articolo di Vittorio Allegri (Il
Secolo XIX di ieri) che riporta la denuncia di Aldo Invernizzi sul calcio
giovanile per "episodi inimmaginabili dieci anni fa" e mi sono subito
chiesta: dove vive il signor Invernizzi? O meglio, dove ha vissuto fino adesso?
Sulla luna? Io bazzico, come mamma di un ragazzo di 18 anni e uno di 10, una
società sportiva dove, più o meno, abbiamo sempre trovato allenatori-papà che non
hanno mai istigato al fallo o alla vittoria a danni altrui e condivido appieno
questa politica sportiva. Voglio aggiungere che non sono tifosa di nessuna
squadra a livello nazionale e, come ex-nuotatrice e allenatrice di nuoto, avrei
preferito che i miei figli praticassero sport di maggior "sacrificio"
e di minore visibilità. La loro scelta è stata diversa dalla mia e sono
contenta che pratichino lo sport che a loro piace e dà soddisfazione. Sappiamo
benissimo però, che ci sono società, e quindi squadre anche a livello di
pulcini, che non rispettano le fondamentali regole di un gioco che sia solo un
gioco e diventi fonte di educazione. Alla fine del torneo pasquale a Santa
Margherita, è stato premiato un allenatore perché, in possesso palla, ha
fermato l'azione per calmare gli animi dei suoi giocatori: quanti ce ne sono?
L'unica nostra preoccupazione, come gruppetto di mamme sostenitrici della
squadra dei nostri figli, è di sapere il nome dei giocatori in campo e gridarlo
forte per sostenerli nell'azione... spero che ci sia ancora concesso. Laura
Mapelli Zanettie-mail Università poco credibile, le colpe di docenti e ministri
La lettera del professor M. Tabaton pubblicata sul Secolo XIX del 31 marzo ha
messo efficacemente a fuoco i motivi per cui l'Università italiana è sempre
meno credibile. Il professore scrive che "la qualità della ricerca è
proporzionale alla qualità dell'insegnamento". E io mi chiedo: dove è il
docente (di Ingegneria) quando una ragazzetta precaria fa sistematicamente
lezione al suo posto? Forse a svolgere consulenze? Concordo anche
nell'affermazione: "l'efficienza di una nazione è basata sul livello di
preparazione fornito dall'Università". Così dovrebbe essere. Ma dove è la
competenza e la preparazione in Didattica dei "formatori di docenti"
nelle Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (S.S.I.S.)? Spesso
tali "formatori" sono professori che trovano nelle S.S.I.S. la
seconda o terza fonte di reddito, mentre esistono ottimi docenti della Scuola
secondaria che hanno una competenza diretta ma restano ghettizzati nei loro
istituti scolastici e spesso con vita non facile. Le lottizzazioni nei concorsi
e la discrezionalità della "chiamata" da parte della facoltà fanno sì
che il ciclo secolare non è stato spezzato neppure dal '68. Sull'operato dei
vari ministri chiediamoci solo se hanno fatto o hanno lasciato fare. Salvatore
GanciCasarza Ligure (GE) Camalli, smettetela io dico "Forza Merlo"
Camalli, ma che cosa volete ancora dimostrare con il vostro sciopero, dopo aver
rovinato Genova ed il suo porto nel dopoguerra? Mi ricordo quando molto
orgogliosamente affermavate che le merci se non passavano da qui dove sarebbero
passate? (questo per incrociare le braccia allo scopo di ottenere diritti
impensabili). E infatti le merci sono state dirottate a Rotterdam e da lì a
Milano, costando meno di quello che sarebbero costate passando da Genova.
Ricordo anche quando un camallo di mia conoscenza giocava a bocce tutti i
giorni alla bocciofila spiegando con altrettanto orgoglio che lui dalla Compagnia
Unica prendeva ugualmente lo stipendio tutto l'anno, ma non aveva lavorato un
solo giorno. Ricordo che un lunedì di qualche settimana fa dovevo subire
un'operazione al Galliera, ma avete molto civilmente bloccato la città perché
uno scaricatore era caduto da una nave per mancanza di misure di sicurezza. Ma
chi le deve controllare le misure di sicurezza dei propri impiegati? Adesso
avete voluto fare un altro sciopero per non restituire quanto vi è stato
impropriamente pagato e per continuare a occupare aree su cui non avete nessun
diritto. Avanti così, per far conoscere al mondo il porto di questa città
derelitta, dove le leggi per voi non valgono, ma dove impera solo l'arroganza
di chi crede che con lo sciopero si possa continuare ad avere prerogative che
gli altri lavoratori italiani non si sognano neppure. Continuate a mettere
Genova in ginocchio con un grande sciopero e poi andate a farvi una bella
partita a bocce, mentre il porto nuovamente muore. A questo punto mi sento di
dire: forza Merlo, le persone che hanno a cuore questa città sono tutte con te.
Gian Marco Bellinie-mail Alitalia, c'è
odore di "insider trading" L'altalena del titolo Alitalia in Borsa è stato un altro esempio della presa in giro degli
italiani e di chi crede ai titoli di società di Stato. Non sarei sorpreso se un
giorno si scoprisse e si provasse, sempre che i soliti poteri forti non
intervengano per impedire di fare chiarezza, che "qualcuno" si
è lautamente e illegalmente finanziato grazie a queste altalene giornaliere del
valore del titolo, conoscendo in anticipo le mosse almeno di una delle due
parti in causa nella negoziazione della società. Questo altrove si chiama
"insider trading" e, sempre altrove, è severamente vietato e i
colpevoli severamente puniti. Ritengo che in questa fase di controverse
trattative il titolo Alitalia doveva essere sospeso
dalle negoziazioni di Borsa. Paolo Ghirardo e-mail 03/04/2008.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Una sconfitta per il Paese Alfredo Recanatesi Soluzione
impossibile È naturale che in ogni trattativa i contendenti tendano ad ottenere
il maggiore vantaggio possibile. L'abilità di chi tratta, quindi, sta nel
calibrare le proprie richieste entro i limiti che ragionevolmente si può
presumere che la controparte possa accettare. Quei limiti possono essere anche
superati, ma nella consapevolezza che una rottura della
trattativa schiuda prospettive più vantaggiose, o meno svantaggiose, di quelle
che una conclusione accettabile per la controparte avrebbe comportato. Ieri i
sindacati si sono presentati al tavolo con Air France-Klm, di fatto, con un
nuovo piano industriale per Alitalia. segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Anche Prato si arrende: ho fallito, mi dimetto L'addio del
manager: "Questa azienda ha una maledizione, solo un esorcista può
salvarla" di Roberto Rossi/ Roma Lui, che sul
passaggio di Alitalia ad Air France aveva puntato e speso tutta la sua reputazione,
non ci ha pensato due volte. A un'ora dalla fine della trattativa fallita con
il vettore francese si è dimesso. Dopo Libonati, dopo Cimoli, dopo Mengozzi e
Cempella, anche Maurizio Prato, presidente e amministratore delegato del
gruppo, è caduto vittima di quella che lo stesso manager ha definito
"la maledizione dell'Alitalia". Una società
perennemente in rosso, ingovernabile, invendibile. Una compagnia che non solo brucia
milioni ma anche amministratori. "Ora va data una scossa, va presa una
decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale" avrebbe
detto Prato, secondo fonti sindacali, subito dopo l'abbandono del tavolo delle
trattativa da parte del numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. "Non
si può trascinare la situazione stancamente per qualche giorno - avrebbe
aggiunto Prato - né il governo né il Paese si renderebbero conto di quanto le
interferenze continue del sistema hanno avvelenato la situazione di un'azienda
quotata in Borsa". Interferenze che hanno minato il percorso di
privatizzazione di Alitalia voluto dallo stesso Prato.
Che lo scorso luglio, quando fu nominato, ottenne dal ministero dell'Economia
"ampie deleghe di gestione". Anche perché Prato, classe 1941, sposato
e con due figli, umbro di nascita, ha goduto fin da subito della totale fiducia
del governo visto che il manager ha speso buona parte della sua carriera
nell'Iri, ricoprendo cariche di consigliere di amministrazione e di componente
di comitato esecutivo delle principali aziende controllate: Alitalia,
Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Dal 2003,
poi, aveva anche diretto Fintecna. Una carta in più con la quale il governo
aveva tentato di riportare una certa calma sindacale all'interno del gruppo. La
sua designazione "è una buona notizia" aveva commentato il segretario
generale della Filt Cgil Fabrizio Solari secondo cui "si tratta di persona
informata sui fatti e quindi in grado di essere immediatamente operativa dato
non trascurabile nella paludata situazione in cui si trova la compagnia
aerea". Dote che Prato aveva messo subito in campo. "Alitalia sarà venduta entro Natale" aveva detto il
manager lo scorso settembre. Allora i potenziali acquirenti si chiamavano
British Airways, Lufthansa e Air France ed alcuni vettori asiatici con i quali
Prato iniziò subito a sondare il terreno. Non prima però di aver programmato un
piano di rilancio del gruppo. Un "piano di sopravvivenza" era stato
definito. Con il quale Alitalia doveva restare
tranquilla fino all'estate del 2008. Il piano, aveva detto Prato, "serve a
mantenere la continuità aziendale che dia ossigeno per oltre 12 mesi". In
attesa di un matrimonio. Con Air France, naturalmente. Che Prato considerava
l'unica valida opzione. Non certo AirOne, troppo piccola, non Lufthansa,
interessata più a Malpensa che allo sviluppo della rete italiana. Ma le nozze
non si sono mai celebrate. Stretta tra politica, un eccesso di attenzione
sindacale, ricatti incrociati la storia di Alitalia
non ha avuto il suo lieto fine. "Ora per salvarla ci vorrebbe un
esorcista" ha detto Prato. Anche lui vittima della maledizione.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi
riunione del governo e del consiglio Alitalia.
Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi di Bianca Di Giovanni/ Roma FINALE
DI PARTITA L'ultima mano è finita nel nulla. I vertici di Air France- Klm hanno
respinto la controproposta sindacale sul piano Alitalia, hanno
lasciato il tavolo e sono andati via. Dice tutto il commento a caldo di
Maurizio Prato, numero uno Alitalia: "È
un'azienda maledetta, solo un esorcista può salvarla". Al tavolo dimezzato
il manager ha poi lasciato intendere che a questo punto "serve un segnale
personale". Tradotto: possibili dimissioni. Che arrivano puntuali un paio
d'ore dopo. Saranno vagliate dal consiglio d'amministrazione fissato per oggi
alle 13. Sul fronte politico esulta la destra, che vede i francesi come
colonizzatori. Forte preoccupazione tra i sindacati per il destino dei 10mila
dipendenti. Le sigle presenti al tavolo chiedono un ultimo tentativo per
riaprire, la Uil (che aveva lasciato la trattativa) va all'assalto del governo.
Dal centrosinistra il primo big a intervenire è Massimo D'Alema. "Spero
che il dialogo si recuperi". In serata ore di fibrillazione: non si sa un
miracolo o un esorcismo, possa riaprire la porta. Le parole di Jean-Cyril Spinetta
al tavolo avevano fatto sperare qualcuno. "Non posso accettare la proposta
- avrebbe detto - perché non ho il mandato a farlo. La presenterò comunque al
consiglio d'amministrazione, ma dubito che possa essere accettata".
Attorno alle 21 un comunicato della Magliana soffoca qualsiasi speranza. Nel
testo si precisa che oggi (ieri, ndr) si è interrotta la trattativa tra la
Compagnia, Air France-Klm e i sindacati". Dunque "scade il termine di
avveramento delle condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm
il 15 marzo scorso che, pertanto, viene meno". In altre parole: il gruppo
franco-olandese è fuori dalla porta. Walter Veltroni commenta: gli annunci
sconsiderati di Berlusconi hanno fermato la trattativa. In serata in partenza
da Fiumicino Spinetta affida tutto a una nota scritta. "Dopo lunghe
trattative, le organizzazioni sindacali hanno formulato una proposta nuova che
si colloca in un quadro completamente diverso da quello al quale Air France-Klm
si è attenuta sin dall'autunno 2007 - si legge - Air France-Klm ha quindi
dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il
proseguimento delle trattative. Nel merito, questa nuova proposta, volta a
mantenere nel perimetro di Alitalia attività
pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno
alla redditività". I francesi ricordano che una condizione per l'accordo
era l'ok del sindacato, visto che "per esperienza si sa che nessun
rilancio è possibile senza il contributo dei lavoratori". Quell'ok non c'è,
quindi adieu. Come dire: il cerino, che in molti si sono passati da una mano
all'altra in questi giorni, torni in mani italiane. Mentre decollava il volo
per Parigi, a Fiumicino il presidente Anpav chiedeva una unità di crisi per
gestire l'emergenza aziendale. E al Tesoro Padoa-Schioppa ha tenuto un vertice
per valutare la situazione. Si sono subito diffuse voci di un consiglio dei
ministri straordinario, chiesto anche dai Verdi. Ma Silvio Sircana ha escluso
l'ipotesi. "Il consiglio d'amministrazione valuterà, poi si tireranno le
conseguenze", avrebbe detto in Transatlantico. Dopo una riunione
intersindacale le otto sigle presenti al tavolo hanno chiesto un immediato
intervento del Governo per la soluzione della crisi. "Rivendichiamo - si
legge - un ruolo attivo del governo al quale chiediamo un immediato confronto
al fine di giungere speditamente alla definizione della soluzione della crisi
della Compagnia di Bandiera". Anche tra le sigle di categoria la Uil gioca
da sola. E gioca duro. "La rottura era prevedibile - dichiara Giuseppe
Caronia che lunedì aveva abbandonato il tavolo - le altre sigle sindacali hanno
avuto miopia politica". La giornata era iniziata con le grida d'allarme di
Tommaso Padoa-Schioppa alla Camera: o Air France o il fallimento. "Mai una
privatizzazione è stata così difficile", ha detto il ministro. In effetti
la privatizzazione non è mai arrivata. Alla Magliana il tavolo tra i vertici
aziendali e i sindacati , che era stato sospeso nelle 24 ore precedenti, è
ripreso non senza qualche nervosismo. "Padoa-Schioppa ci lasci negoziare
con calma". Sul tavolo è stata formalizzata una controproposta al piano
francese sottoscritta dalle otto sigle sindacali presenti (la Uil si è tenuta
fuori). Nel contropiano i rappresentanti dei lavoratori chiedono che non
vengano chiuse le attività cargo, che venga dismesso un numero minore di aerei,
e che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipi all'aumento di capitale
previsto con una quota di minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in
Az servizi alla "Nuova Alitalia". La carta
Fintecna avrebbe consentito di aumentare il peso dell'Italia nel gruppo
multinazionale, di allargare il perimetro dell'azienda, includendo anche
Atitech e il call center di Fiumicino, e di aumentare le risorse da investire
con un soggetto in più a partecipare all'aumento di capitale. La proposta era
già stata avanzata alle controparti l'altroieri nei contatti informali. Ne
erano stati informati anche Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa. Il governo
italiano si era mostrato favorevole all'ipotesi. Ma in serata al Tesoro è
arrivata la gelata dei francesi: più dubbi che certezze. Il giorno dopo, il
precipizio.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Prodi: "È stato un grave errore". Padoa-Schioppa: i
francesi erano l'ultima chance Il premier duro contro i sindacati e Berlusconi:
"Ora, se c'erano, saltino fuori le cordate". Il ministro critica i
governi di vario colore che si sono succeduti negli ultimi 15 anni / Roma b. di
g. "SE NE ASSUMANO tutta la responsabilità". Va
giù duro Romano Prodi sul tema della rottura Alitalia-Air
France. Da Bucarest, dove è in corso il vertice della Nato, il premier ha
detto: "Rompere è stato un grande errore dei sindacati. E ora se ne devono
assumere la responsabilità". Non solo, il Professore mette da parte
l'aplomb istituzionale e attacca Silvio Berlusconi: "È chiaro che tutte le
ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità,
se c'erano, ora saltino fuori". Da Berlusconi, però, non arrivano segnali.
Prodi difende la scelta fatta: "Mi dispiace perché era una trattativa
seria, fondata sui fatti, una trattativa che dava in prospettiva una buona
riuscita all'Alitalia di vita e di ripresa di cui
avevamo bisogno". E, a chi gli chiede se ci sarà un Consiglio dei ministri
straordinario, Prodi replica che il governo a questo punto può fare poco.
"Cessino le interferenze elettorali - attacca Walter Veltroni senza citare
direttamente Berlusconi - Gli annunci sconsiderati e le dichiarate
manifestazioni di ostilità hanno fatto interrompere la trattativa fra Air
France e sindacati". In mattinata avevano tenuto banco le dichiarazioni di
Tommaso Padoa-Schioppa. In Parlamento il ministro dell'Economia aveva
dichiarato che l'alternativa ad Air France "è un sogno" e senza
un'intesa si concretizzerà solo un incubo: il fallimento. La linea del titolare
del Tesoro - la stessa ormai da mesi - ha provocato subito la reazione della
Filt-Cgil ("Ci lasci il tempo di trattare in pace" aveva dichiarato
Mauro Rossi) e del mondo politico. La destra insisteva sulla svendita, le
istituzioni lombarde attaccavano sul declassamento di Malpensa. Ma anche la
Sinistra arcobaleno andava all'attacco del ministro, chiedendo un poderoso
intervento pubblico. Insomma, prima che alla Magliana, il dramma Alitalia si consumava nel Palazzo della politica. E ora che
la partita si avvia verso un'infausta conclusione, provocherà l'ennesimo
assalto della destra nella guerra dei cieli. Dopo l'abbandono del tavolo di
Jean-Cyril Spinetta i boati del centrodestra sono aumentati. "Ottima
notizia", ha dichiarato Bobo Maroni. E Paolo Ferrero di rimando: "Ora
Berlusconi renda pubblica cordata". Sul tema della privatizzazione di Alitalia, Padoa-Schioppa ha rilevato come in 15 anni nella
compagnia italiana si siano alternati nove amministratori delegati contro i due
di Lufthansa e Air France. "E gli amministratori delegati li ha scelti il
ministero azionista, in realtà i governi, tutti diversi visto che nel frattempo
si sono alternate le varie forze politiche. Fondamentalmente hanno sempre
sbagliato". Evidentemente, aveva notato il ministro, Alitalia
è una società particolarissima per ruolo e condizioni, diversa da altre
grandissime società partecipate dallo stato "come Enel, Finmeccanica, Eni,
che invece hanno storie di grande successo". Massimo D'Alema riusciva a
sperare in una ripresa della trattativa: "Certo, sarebbe preoccupante se
alla fine le pressioni e le interferenze finissero per creare una situazione in
cui fallisca quello che allo stato attuale è l'unico tentativo di individuare
una prospettiva per Alitalia". Tutto questo pochi
minuti prima che giungesse la notizia delle dimissioni di Prato.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia Proprio non ce la fa, è più forte di lui. E più Emilio Fede
ripete che lui la par condicio non la condivide, ma la rispetta, ecco che la fa
a pezzi. Ieri, tanto per dire, dopo aver dichiarato che si inchina
"davanti al garante, e senza girargli le spalle" (che sarebbe la
stessa elegante forma di protesta di Bravehart), ecco cosa accade: molto
Berlusconi con "migliaia e migliaia di sostenitori", poco e confuso
Veltroni apparentemente solo e abbandonato da tutti e, nell'ordine, il
transfuga Giovanardi, Maroni e Tremonti, irriducibili avversari dell'Altissimo,
soprattutto l'ultimo, che siede alla sua destra. Nel mezzo dei telegiornali
Mediaset irrompe la notizia della riammissione della Democrazia Cristiana di
Giuseppe Pizza, resurrezione che rischia di allungare la campagna elettorale
giusto il tempo di far ridere tutto il mondo civilizzato. Comunque, non
un'anima dei Tg in questione ardisce ricordare che lo scudo crociato di Pizza è
nato dalla mente del Cavaliere, solo per dare fastidio a Casini. Assieme alla
turbativa della trattativa Alitalia-Air France è
un'altra furbata da mettere in conto al Genio di Arcore. Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Ora attendiamo Mr Ermolli b. di g. Quello che la destra e
"certo" nord speravano è avvenuto: i francesi sono fuori. La bandiera italiana sventola su una terra desolata che si chiama
ancora (per carità) Alitalia. Dovrebbero riflettere quelli che finora hanno urlato all'asta
truccata e alla svendita. Non c'è stata né l'una, né l'altra. Ora si spera che
Bruno Ermolli riesca a mettere assieme la truppa di imprenditori pronti ad
investire nella compagnia "di bandiera" (ancora: per carità). Aspettiamo
i Ligresti, i Benetton, gli Scaroni (con soldi pubblici), e i Geronzi.
Naturalmente aspettiamo anche Carlo Toto e Corrado Passera. Aspettiamo che
siano pronti ad investire su un business che per Jean-Cyril Spinetta non dà
redditività. Poverino: parla di redditività. E che sarà mai? Non sa, monsieur,
che il grande affare qui sta tutto nel prestito ponte? Tanti bei denari
pubblici (sì, proprio quelli pagati con le tasse) pronti a entrare nelle casse,
che consentiranno ancora a blocchi di potere di gestire la compagnia. Il sogno
della "razza padrona" d'Italia: gestire. Non il traffico aereo (e men
che meno quello ferroviario o dei bus). Gestire le aziende con i soldi di
tutti. Non è una pacchia? Strano però che dopo aver esternato per giorni e
giorni su Alitalia, dopo aver annunciato (e poi
smentito) interesse e voglia di intraprendere dei gruppi italiani, ieri sera
Silvio Berlusconi sia diventato improvvisamente afono. I nomi sono scomparsi.
In mattinata aveva detto che il governo avrebbe dovuto togliere il titolo dalla
Borsa. A toglierlo da qualsiasi partita ci ha pensato lui. Cordate.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del D'Alema: "L'Expo? Siamo stati noi a candidare Milano"
Stop alle polemiche: "La chiave del successo? Unire le forze del Paese e
l'espansione della nostra politica estera" di Giampiero Rossi / Milano
Nella corsa all'aggiudicazione dell'Expo 2015 "non ha vinto Milano,
capitale della Padania", come scrive qualcuno. Ma "ha vinto Milano,
città candidata dall'Italia". Insomma, Massimo D'Alema taglia corto:
"Ha vinto Milano e ha vinto l'Italia", ma a ben guardare, ricorda, è
stato il governo di centrosinistra a scegliere di candidare il capoluogo
lombardo, "perché Milano è Milano". A pochi giorni dal verdetto di
Parigi, era inevitabile che la giornata milanese del ministro degli Esteri
gravitasse principalmente attorno al tema dell'Expo. D'Alema aveva in agenda
diversi appuntamenti elettorali, ma oltre a partecipare a un incontro con i giovani
del Pd e a un altro organizzato dalla fondazione ItalianiEuropei, è comparso di
nuovo al fianco del sindaco Letizia Moratti, questa volta a Palazzo Marino.
" Un bell'incontro", commenta D'Alema che si trincera poi nel fair
play per evitare di commentare l'incidente diplomatico che la destra milanese
ha provocato in questi giorni di festa bipartizan e relativa concordia: il
centrosinistra milanese, infatti, aveva chiesto che accanto al sindaco anche il
ministro degli Esteri presenziasse al consiglio comunale in cui è stato
presentato il risultato parigino. Ma Forza Italia si è opposta e non se ne è
fatto nulla. "Non vado mai nei posti in cui non sono invitato", si
limita a commentare D'Alema. Ma al di là dei piccoli sgarbi politici, il
ministro tiene a ricostruire lo scenario in cui è maturato il successo della
candidatura di Milano: "La chiave del successo è stata unire le forze del
paese, e questo successo è frutto anche del carattere espansivo della nostra
politica estera", dice alludendo ai rapporti riallacciati positivamente
con paesi come il Brasile e il Sudafrica e in aree come il medio oriente e
l'America latina dopo "cinque anni disastrosi". È da questi rapporti
rinsaldati che sono maturati non solo con l'Expo ma anche tanti altri successi
per le candidature italiane, all'Onu, all'Unesco, al Fondo monetario
internazionale, alla Nato. Tutto in soli venti mesi di impegno del governo
italiano e di relazioni coltivate dalla Farnesina. D'Alema ricorda di aver
percorso tanti chilometri da coprire almeno una dozzina di volte il giro del
mondo, ma poi ironizza: "Certo, anche l'onorevole Berlusconi ha fatto un
paio di telefonate... Non voglio togliere merito...". L'altro grande tema
è l'Alitalia, che vista da Milano si coniuga anche in
Malpensa. "Speriamo che sia possibile recuperare il dialogo - dice a
proposito della rottura tra i sindacati ed Air France - altrimenti il rischio, non apparendo ancora queste fantomatiche cordate che sarebbero le
benvenute se ci fossero, è molto serio per il destino dell'azienda Alitalia". Quanto a Malpensa, invece, "è una grande
infrastruttura al servizio dell'Italia del nord e di una parte dell'Europa, che
sarà preziosa anche per l'Expo. Dobbiamo rilanciare lo scalo - aggiunge -
separandolo dai destini di Alitalia".
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Una sconfitta per il Paese Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima
E lo hanno fatto affermando che sarebbe stato più vantaggioso per la compagnia
franco-olandese, quasi a sostenere, implicitamente, di essere più avveduti del loro
interlocutore nella gestione e nella pianificazione di una grande compagnia
aerea. Hanno chiesto il mantenimento dell'area cargo, una riduzione dei vecchi
DC Super 80 da radiare, una anticipazione degli acquisti degli aerei a medio
raggio di nuova generazione: e fin qui la corda è stata tirata, ma poteva anche
reggere. Dove, invece, la corda si è rotta è sulla inclusione in Alitalia di Az Service attraverso un aumento di capitale
sottoscritto con il conferimento delle attività di AZ Service da parte di chi
attualmente ne possiede il controllo, cioè Fintecna, cioè il ministero italiano
dell'Economia. Una tale operazione avrebbe comportato non solo un sostanziale
ingrandimento dell'"oggetto" che Air France-Klm si è offerta di
acquisire, ma anche e soprattutto che il gruppo transalpino si sarebbe
ritrovato socio, sia pure di maggioranza, dello Stato italiano. Non può essere
considerato senno di poi sostenere che una tale richiesta non poteva in alcun
modo essere accettata sia per la prospettiva in sé, sia perché, semmai una
possibilità fosse stata intravista, per concretarsi avrebbe richiesto la
delibera di approvazione da parte del consiglio di amministrazione del gruppo
franco-olandese, dopo un complesso iter di analisi, approfondimenti e probabili
ulteriori trattative. Insomma, altri mesi. Non si può pensare che i sindacati
volessero tentare un escamotage per mantenere in Alitalia
una presenza della politica italiana, ma certo è che non potevano ignorare la
elevata probabilità che quelle richieste fossero state ritenute irricevibili
segnando così la rottura della trattativa con l'unico possibile e credibile
acquirente di quel che rimane della compagnia di bandiera italiana. E rottura,
infatti c'è stata, con uno Spinetta che si è alzato dal tavolo affermando
"per me è finita qui" e probabilmente benedicendo il momento in cui
condizionò la sua offerta alla preventiva accettazione da parte delle
organizzazioni sindacali, con la conseguenza delle immediate dimissioni del
presidente dell'Alitalia, Prato, e la convocazione per
oggi di un consiglio dei ministri straordinario. Dopo quanto il ministro
dell'Economia ha ripetuto per l'ennesima volta in Parlamento, ossia che dopo
Air France-Klm non ci sarebbe potuto essere altro che il
commissariamento, il campo delle ipotesi sul futuro di Alitalia è davvero ristretto: altri possibili acquirenti non ce ne sono;
quand'anche ci fossero, non sarebbero stati certo incoraggiati dalle cronache
di questi ultimi giorni; soldi pubblici ad Alitalia non
possono essere dati perché sarebbero aiuti di Stato; la compagnia
continuerebbe a perdere e nel giro di poche settimane si renderebbe insolvente
verso i dipendenti e verso i fornitori. Eppure c'è qualcuno che per interessi
particolari va dicendo che il fallimento sarebbe meglio della "svendita"
al gruppo franco olandese; qualcun altro continua a scrutare l'orizzonte in
attesa di un cavaliere bianco che salvi Alitalia così
com'è, senza esuberi, e magari reintegrando Malpensa nel grado di hub. Sperando
di sbagliarci, siamo, invece, tra i tanti che ritengono il fallimento una
sconfitta del Paese non solo perché a perdere il lavoro saranno molti di più di
quelli messi in conto da Air France, non solo perché l'Italia non avrà più una
compagnia di bandiera che ne porti per il mondo un segno identitario, non solo
perché lo stesso marchio (forse il cespite di maggior valore) potrà essere
acquistato da chissà chi per farne chissà quale uso, ma soprattutto per la
dimostrazione che si è data, con abbagliante evidenza, della disperante
incapacità di isolare dagli interessi corporativi e di parte, anche quelli più
minuti e contingenti, le soluzioni delle criticità, anche quando si tratta del
futuro di aziende in qualche modo simbolo, ed anche quando di soluzioni ce n'è
una sola.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Voto disgiunto È un giochetto sbagliato e dannoso Cara Unità, ti
scrivo per invitare tutti gli aderenti e simpatizzanti(in primis) del PD a
votare PD anche al Senato e a smettere di alimentare questa inutile polemica
circa il voto disgiunto. La campagna elettorale è ormai al termine, la vittoria
non è certa per nessuno... I passi falsi sono autogol. Vi ricordate che due
anni fa l'Unione vinse di pochissimo? E vi ricordate perché? In quanto ci
furono polemiche su polemiche durante la campagna elettorale che diedero
l'immagine di un'Unione casinara all'elettorato. Io non voglio che il Paese
torni in mano a Berlusconi e ai suoi. E ricordiamoci la SA ha sempre sparato a
zero contro il PD, definendolo un mero cartello elettorale. Dunque costoro non
hanno bisogno dei nostri voti per superare il quorum dell'8%: esso si supera
solo se si conquista la fiducia dell'elettorato e non con questi antiquati,
nonché dannosi e poco seri, giochetti. Cordialmente, Michele Brugnatti Canone
tv Estendere l'esenzione alle coppie di pensionati Cara Unità, è tempo di
elezioni e forse io mi occupo di un problema marginale ma la sorpresa stamani è
stata grande quando ho scoperto che l'esenzione del canone RAI, prevista nella
finanziaria 2008, riguarda pensionati settancinquenni o di età superiore con
reddito complessivo familiare di 516,46. Ciò significa che soltanto i
pensionati singoli, che vivono da soli, sono esentati; mentre coppie di
pensionati al minimo di pensione, senza altri redditi, dovranno continuare a
pagare il canone. Francamente se fosse così non sarebbe un gran provvedimento,
a meno che non vengano emanate istruzioni ministeriali con interpretazioni più
estensive e più rispondenti al fabbisogno dei pensionati al minimo. Con
l'affetto di sempre. Mario Casale, Avezzano "Vieni avanti Gramazio"
Quest'articolo mi ha convinto Egregio Senatore Colombo, volevo soltanto
esprimerLe il mio entusiasmo per l'articolo pubblicato il 2 Aprile, su L'Unità
"Vieni avanti Gramazio". Ovviamente io, come milioni di italiani, non
ero informato su questo gravissimo episodio, firmato oltretutto da un senatore.
Direi che se prima ero dubbioso in merito all'espressione del mio voto, adesso,
grazie al Suo editoriale, ho le idee più chiare, anche se avrei preferito votare
con un'altra legge elettorale. La ringrazio molto, e mi scuso per l'intrusione.
Distinti saluti Ernesto Calato, Milano Speriamo che gli indecisi valutino bene
le proprie scelte Cara Unità, la campagna elettorale Veltroni l'ha impostata
nel modo migliore scegliendo con cura gli argomenti importanti esposti con
competenza, pacatezza e con astuzia, il fatto di non nominare mai con il
cognome il Cavaliere ottiene l'effetto di fargli saltare i nervi. Infatti l'ego
ipertrofico del leader Pdl arriva alle stelle, e parla e straparla facendo
gaffe colossali (Quirinale, Alitalia e chi più ne ha più ne metta) che poi cerca di smentire ma
ottenendo regolarmente l'effetto contrario. Non voglio nemmeno pensare ad altri
5 anni di costoro alla guida del paese, spero pertanto che gli indecisi
valutino bene cose e persone, pensando dove sta il Ciarrapico, La nipote
dell'innominabile, e le brave personcine della Lega. Avanti sempre. Lara
Bologna Sicilia, mille motivi per non votare il cavaliere Cara Unità, sono
assiduo lettore del nostro giornale e, sapendo che Silvio lo è pure, non avendo
la certezza di farglielo sapere personalmente perché una mia lettera non potrà
mai raggiungerlo (verrebbe sicuramente cestinata) vorrei rispondere due cosette
alle tante che mi indirizza in quanto siciliano: mi fa sapere che riprenderà il
suo impegno per la Sicilia a partire dal ponte sullo Stretto, primo motivo per
non votarlo e non farlo votare; siccome è consapevole che la criminalità non si
batte con la repressione, mi fa sapere che "daremo vita a nuove intese tra
istituzioni per il pieno utilzzo dei fondi comunitari..." (chi ha
dimenticato il ministro dei Lavori pubblici quando ci faceva sapere che bisogna
convivere con la mafia...), secondo motivo per non votarlo. Mi dice anche: "non
promettiamo miracoli" e invece ne elenca una decina, terzo motivo. Potrei
continuare con altri motivi ma li risparmio ai lettori. Grazie al Direttore per
l'attenzione. Salvatore Astuto Campagna elettorale Parlare anche di pace
scuola, salute... Cara Unità, che brutta campagna elettorale! Si sente parlare
ogni giorno, sia nei dibattiti politici sia nelle semplici discussioni tra
amici in vista del 13-14 aprile, solo d'economia, mercato, pil, prezzi e tasse.
Non nego l'importanza di questi argomenti, ma dove sono finiti temi come la
pace, la scuola, la salute... dove sono finiti gli "ideali"... dove è
finito "l'Uomo"?? Roberta Borciani, Reggio Emilia Il precariato non è
un male? Certo, così cambiando lavoro si visita anche l'Italia... Cara Unità,
con quale criterio sono stati scelti i giornalisti? Perché i direttori del tg1,
del tg2 e non il direttore del tg3? Con Veltroni hanno riscoperto di saper fare
i giornalisti, a Berlusconi hanno fatto dire come al solito, solo quello che
voleva lui. Ma quanto è patetico questo signore rancoroso e vendicativo.
Dovrebbe governarci ancora? Poveri noi! Ha detto che il precariato per i
giovani non è un gran male. Forse ha ragione: dopotutto, che sarà mai avere un
figlio laureato che, sempre con la valigia in mano, va dove trova un lavoro
sempre a tempo determinato? Forse mi risponderebbe che deve essere contento
perché così visita l'Italia? Speriamo che gli italiani si sveglino... Imma
Fiorillo Berlusconi usi fermezza per combattere la mafia Cara Unità, per Silvio
Berlusconi la TAV sarebbe un "diritto di tutti i cittadini", per
difendere il quale lo Stato deve usare la forza. Prendendo atto
dell'originalità di questa nuova definizione, e pur mantenendo qualche dubbio
sul fatto che le truffe siano un diritto, auspico che il Cavaliere usi la
medesima fermezza per combattere quei mafiosi che sembra stiano recando ai
diritti dei cittadini qualche danno in più rispetto ai NO TAV, e che nel
Crotonese (come da molte altre parti) continuano a uccidere e a seminare
terrore pressoché impuniti. Il tutto sempre senza troppi commenti da parte dei
politici che, per difendere i veri diritti dei cittadini, sembrano assai più
restii a usare la forza.Giorgio Perino, Bussoleno (To).
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
SUICIDIO
DI BANDIERA MASSIMO RIVA La giornata delle scelte definitive per il destino di Alitalia era cominciata
con i sindacati più che mai sul piede di guerra, pronti a sbattere la porta in
faccia alle proposte di Air France. La stessa giornata si è chiusa con monsieur
Spinetta che si è alzato dal tavolo della trattativa e ha infilato lui sì,
stavolta, la porta.
SEGUE A PAGINA 38.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Drammatica
conclusione della trattativa. Epifani: nessun margine. Si avvicina il
fallimento, titolo sospeso in Borsa Alitalia-Air France, è rottura Spinetta abbandona il negoziato con i
sindacati, Prato si dimette ROMA - Spinetta, ieri, ha abbandonato il negoziato
con i sindacati, ed è rottura con Air France per la vendita di Alitalia. Intanto si è dimesso Prato, presidente e amministratore della
società, e per la compagnia incombe il rischio del fallimento. Una
giornata drammatica per Alitalia, che rischia di
trasformarsi in quella che Epifani, leader della Cgil, definisce, "una
sconfitta per il Paese". Aggiungendo però che "non ci sono margini
per ricucire la trattativa". Il titolo è stato sospeso in borsa, oggi è
stato fissato il Cda. CAPUA, CILLIS, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 2, 3 E
4.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il segnale
Amaro saluto di Prato ai dipendenti: un clima ostile ha fatto naufragare il
negoziato, troppe pressioni politiche L'addio del presidente: "Ci vuole
l'esorcista" Ho lottato con tutte le mie forze e con il pieno supporto del
management della compagnia, ma ho fallito e devo dare un segnale personale ROMA
- "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può
salvarla" Maurizio Prato ha già deciso di lasciare quando si lascia
scappare questa frase davanti ai rappresentanti sindacali. Nel giro di poche
ore le dimissioni diventeranno ufficiali e la trattativa naufragherà: "Ho
fallito e devo dare un segnale personale" ribadisce. Prato
era arrivato alla presidenza di Alitalia a luglio
per aprire la trattativa privata che da subito aveva come interlocutori più
accreditati i francesi, è stato il suo cda a giudicare la proposta di Air
France come la migliore e inevitabilmente, nello stesso giorno in cui si arena
la trattativa, il presidente non può che passare la mano. Prato ha poi
voluto spiegare nei dettagli, in una lettera al personale diffusa in serata, le
motivazioni delle sue dimissioni: " Non è un abbandono il mio. Ho lottato
con tutte le mie forze e con il pieno supporto del management - si sfoga Prato
- per risolvere la drammatica situazione nella quale versa la compagnia, pur in
un costante e generalizzato clima ostile che nulla ha che vedere con
l'effettiva tutela di chi lavora nell'azienda". Secondo Prato dunque a far
fallire l'ennesimo, forse ultimo, tentativo di salvataggio, più che le distanze
tra organizzazioni sindacali e Air France sono state le interferenze esterne,
specie a causa delle elezioni: "Intendo dare un segnale che possa indurre
le autorità di governo - continua - a valutare con estrema attenzione come il
contesto fortemente penalizzante in cui la vicenda si è svolta, in particolare
con l'apertura della compagna elettorale, rischi di compromettere ingiustamente
il futuro della compagnia". L'ultimo invito il presidente uscente lo invia
proprio ai lavoratori, ringraziandoli per "lo spirito di servizio e il
senso di appartenenza", ma mettendoli in guardia forse da un meccanismo di
rappresentanza ormai avvitato su questioni politiche ed extra-aziendali: "Alitalia è viva; la vostra forza, se sarete compatti e
penserete con la vostra testa, potrà ancora salvarla". (l.i.).
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Air France rompe su Alitalia Prato lascia,
fallimento più vicino I sindacati: entri Fintecna, no di Spinetta. Prodi:
"Colpa vostra" Oggi il cda, il titolo sarà sospeso. Il premier contro
il rilancio sindacale LUCIO CILLIS ROMA - Ore drammatiche per Alitalia. Air France
lascia il tavolo della trattativa: chiude il dossier aperto a dicembre. L'abbandono dei francesi in pochi
minuti provoca un vero e proprio terremoto alla Magliana. Il negoziato sul
quale il presidente di Alitalia aveva investito tutti
i propri sforzi si dissolve: Maurizio Prato decide di chiudere qui la sua
esperienza travagliata alla guida della compagnia di bandiera e getta la
spugna, dopo aver inviato a tutti i dipendenti di Alitalia,
una lettera di ringraziamento che non nasconde l'amarezza per il fallimento
della missione. Anche il premier Romano Prodi parla della rottura della
trattativa come di "un grande errore: c'era una prospettiva seria e
concreta per il rilancio". Con lo stop ai negoziati e le dimissioni di
Maurizio Prato, il presidente del Consiglio ha invitato eventuali "cordate
interessate" a farsi avanti. "Mi dispiace - ha aggiunto - perché il
negoziato è serio, fondato sui fatti e dava una prospettiva di vita e di ripresa
per Alitalia, di cui avevamo bisogno. è stato un
grande errore rompere, i sindacati se ne devono assumere la
responsabilità". Oggi toccherà al cda di Alitalia
(il cui titolo sarà sospeso in Borsa) decidere come procedere, anche su
indicazione dell'azionista di riferimento, il ministero dell'Economia. Davanti
ci sono due strade, entrambe strettissime. Una porta al commissariamento, alla
legge Marzano, alla messa a terra di circa metà della flotta e all'uscita
dall'azienda del 40% dei dipendenti, che sono 18mila. L'altra, sulla quale in
queste ore si cerca di far convergere le forze politiche e sindacali, punta a
tenere in vita il vettore fino a dopo le elezioni e a cercare soluzioni
alternative. La giornata era iniziata con l'atteso incontro tra il numero uno
di Air France-Klm e le otto sigle sindacali (la Uil si era tirata fuori da
giorni, chiedendo una secca revisione del piano francese). In poche ore gli
spiragli aperti da Prato si sono via via dissolti: da una parte le rigidità del
mandato affidato dal cda franco-olandese a Jean-Cyril Spinetta, che concedevano
solo piccole aperture sugli esuberi, sul perimetro aziendale (il nodo della
Atitech di Napoli) e sull'ingresso o il mantenimento in flotta di nuovi aerei
"a condizione che i conti nel 2009 siano a posto". Dall'altra le otto
sigle decise a "vedere" le carte in mano a Spinetta e iniziare
davvero "una trattativa ferma a tre settimane fa". Proprio i
sindacati hanno stilato a metà pomeriggio un nuovo documento sul quale riaprire
il confronto: un piano che prevede il supporto deciso di Fintecna, proprietaria
di Az Servizi. La società del Tesoro avrebbe dovuto fungere da partner dei
francesi nell'operazione di salvataggio dell'intera manutenzione: oltre al
miliardo di Air France la ricapitalizzazione avrebbe coinvolto quindi Fintecna.
La proposta prevedeva anche la messa a terra di un numero minore di aerei e
l'uscita di meno piloti e assistenti di volo dalla produzione. A Spinetta e il
suo team è bastato poco tempo per analizzare il documento e respingerlo al
mittente: "Il piano industriale può avere successo solo se è sostenuto
dalle organizzazioni sindacali che, dopo lunghe trattative, hanno formulato una
proposta nuova per noi". Air France ha quindi "constatato con
dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle
trattative". Jean-Cyrill Spinetta ha preso così atto "con rammarico
della rottura dei negoziati che non dipende da noi. è un progetto nel quale
credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita
redditizia".
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La Cgil
aveva ispirato la proposta, fatta propria dalle altre 7 sigle sindacali, di un ingresso di Fintecna nella nuova Alitalia Epifani
contro governo e francesi "Si rischia il blocco degli aeroporti"
"Se si liquida la compagnia, non si vola più, sarà il caos totale, è bene
che si sappia" ROBERTO MANIA ROMA - "Se si va al commissariamento non
si volerà più. Si bloccheranno tutti gli aeroporti. Sarà il caos totale.
è bene che si sappia". è sera quando il segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani, fa il punto con i suoi a Corso d'Italia. Il suo è uno sfogo
pieno di rabbia. Perché questa non è soltanto la sua sconfitta: "Ha perso
il paese", dice. "Non so più come se ne possa uscire - aggiunge -.
Certo questo epilogo dimostra il dilettantismo totale con cui tutti, dal
governo a Air France, hanno gestito la vicenda". Epifani aveva giocato
l'ultima carta, il jolly per salvare il salvabile: l'ingresso di Fintecna, una
delle finanziarie del Tesoro, nel capitale della Nuova Alitalia.
Un mezzo paracadute pubblico, all'insegna, quindi, anche dell'italianità per
togliere argomenti alla campagna elettorale di Silvio Berlusconi. L'azzardo,
insomma, di un ritorno al passato per un'azienda che però non può permetterselo
non solo perché il mondo è cambiato. Non può perché è in profondo rosso
permanente, e drammaticamente a corto di liquidità, oltreché zavorrata da una
montagna di debiti. "Un'azienda che solo un esorcista può salvare",
per dirla con Maurizio Prato, dimissionario presidente dell'Alitalia.
E infatti Jean-Cyril Spinetta, lui che ha risanato Air France e rilanciato Klm,
ha detto no a Epifani. L'unico - pare - a dirgli no. L'unico no, però, a
contare davvero. Che quel no sarebbe arrivato, Epifani lo sapeva bene anche se
sperava in un ripensamento perché l'acquisto di Alitalia
poteva sempre essere un affare per il più grande gruppo aereo del mondo. Quel
no glielo aveva preannunciato al telefono il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa martedì sera, dopo un suo incontro in via XX Settembre con il
numero uno del gruppo franco-olandese. L'allungamento dei tempi della
trattativa era servito a questo: a verificare la praticabilità dell'ipotesi
nata in casa Cgil e sostenuta, non senza qualche dubbio, anche dalle altre
organizzazioni sindacali, a parte la Uil di Luigi Angeletti che si era tirata
fuori ancora prima proponendo di congelare tutto in attesa delle elezioni. Pare
- secondo i sindacati - che, sull'ipotesi-Cgil, fossero d'accordo sia il premier
Romano Prodi, sia Padoa-Schioppa. D'altra parte Fintecna dipende da via XX
settembre e il prodiano Maurizio Prato, prima di arrivare all'Alitalia, era il numero uno della finanziaria. E il
presidente della Magliana era favorevole. Troppi incroci, dunque, per non
credere che una qualche forma di sostegno al piano fosse pervenuto anche dal
governo uscente. Sembra che Prodi abbia sondato anche gli altri sindacati prima
di non opporsi al tentativo di Epifani. "Se ci state - avrebbe detto Prodi
- io lo sostengo". Ma è andata male. Così - spiega il leader della Cgil -
il no della compagnia franco olandese "ha messo fine, di fatto, alle
possibilità di trovare un'intesa". Al governo Epifani rimprovera di non
aver immaginato prima una via d'uscita come quella con Fintecna, tanto più che
in questi ultimi giorni ha provato a percorrerla. La palla passa comunque al
prossimo governo. Ma quello della rottura del negoziato sindacale non è proprio
lo scenario sul quale scommetteva Berlusconi. Il quale, convinto di succedere a
Romano Prodi, aveva finora giocato su due piani: quello della campagna
elettorale, dove aveva buttato nella mischia la crisi dell'Alitalia,
con il paradosso di cavalcare la difesa dell'italianità per dare una risposta
al malessere leghista provocato dal declino dell'hub padano di Malpensa; e poi
quello dietro le quinte, affidato come sempre alla sobrietà e affidabilità di
Gianni Letta. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha tenuto in
queste settimane i collegamenti con il governo uscente su tutti i capitoli più
spinosi, dalle prossime nomine dei capi delle grandi azienda pubbliche (Eni,
Enel, Finmeccanica, e via dicendo) fino all'Alitalia,
appunto. E nei colloqui con Prodi e Padoa-Schioppa, Letta non avrebbe affatto
parlato di cordate tricolori, di imprenditori pronti a salvare la compagnia di
bandiera più in difesa dell'interesse nazionale che in quello dei propri
portafogli. No, Letta avrebbe più o meno detto: "Non aspettatevi applausi
da noi. Ma andate avanti perché ci alleggerite il problema". Così
sgombrato il campo dalle defatiganti e piene di incognite trattative sindacali,
il Cavaliere - in caso di ritorno a Palazzo Chigi - avrebbe potuto avviare una
sua di trattativa, suppletiva, con Air France. Diceva ieri, prima della clamorosa
rottura: "I francesi li conosco bene: ho subìto delle cose sulla tv che in
Italia non sarebbero mai state possibili". Sarebbe stata la sua rivincita
dopo il naufragio della sua La Cinq. Invece con il tavolo sindacale è saltata,
per ora, anche la sua rivincita.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del GROS-PIETRO (ATLANTIA) "Via l'esclusiva, il quadro si
riapre" "Ora la situazione si fa molto più dinamica. molto più
aperta. Anche se non tutti gli sviluppi non sono ancora prevedibili". Lo
ha dichiarato il presidente di Atlantia, Gian Maria Gros-Pietro, a margine di
un convegno alla Luiss, a Roma, su "Gli amministratori indipendenti nelle
società a partecipazione pubblica" interpellato dai giornalisti dopo che
si era diffusa la notizia dell'abbandono del tavolo delle
trattative da parte di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia e delle dimissioni dell'amministratore delegato e presidente
Prato. "Se Air France abbandona la trattativa - ha proseguito Gros-Pietro
- il quadro si riapre perchè la compagnia francese aveva l'esclusiva. A questo
punto altri attori potrebbero entrare in scena". In ogni caso, ha
sottolineato il manager, Air France "aveva subordinato la conclusione
dell'accordo all'approvazione del nuovo Governo, quindi ci sarebbe stato un
rilancio temporale". Atlantia è dal maggio 2007 la nuova denominazione
sociale di Autostrade S.p.A.. Atlantia, holding di partecipazioni e strategie
di portafoglio nel settore delle infrastrutture e delle rete per la mobilità e
la comunicazione, controlla il 100% del capitale di Autostrade per l'Italia, la
maggiore concessionaria di costruzioni e gestione di autostrade a pedaggio in
Italia, che insieme alle sue concessionarie controllate si posiziona ai primi
posti in europa. Se n'era parlato come possibile attore di una cordata italiana.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del "Non ci sono possibilità di intesa" Epifani: Spinetta
ha rifiutato una proposta responsabile. Dure accuse a Padoa-Schioppa di Felicia
Masocco/ Roma A TERRA Hanno provato a trattare, riluttanti per essere stati
messi con le spalle al muro, con quel cerino in mano che nessuno aveva voluto
tenere. Comunque convinti che fosse dovere di chi
rappresenta 18mila lavoratori di Alitalia non
lasciare nulla di intenta- to. Ieri però hanno dovuto prendere atto che il
sipario è calato. "Il no di AirFrance ha messo fine, di fatto, alle
possibilità di trovare un'intesa", "è una sconfitta per il
Paese" è stato il commento di Guglielmo Epifani affidato a un comunicato
diramato poco dopo l'abbandono del tavolo da parte di Jean-Cyril
Spinetta e poco prima delle dimissioni del presidente della compagnia, Maurizio
Prato. Il leader della Cgil spiega che otto, (su nove sigle presenti in Alitalia) hanno presentato ad AirFrance una proposta
"seria e responsabile", l'ingresso di Fintecna nel capitale avrebbe
reso "più credibile e stabile" l'obiettivo tante volte ripetuto del
rilancio della compagnia e "più sicuro il futuro dei lavoratori di
quell'area aziendale", determinando una maggiore presenza italiana nell'azionariato
francese. Per contro, "troppe incertezze e su troppi fronti"
caratterizzano il piano franco-olandese: non sono indicate le risorse per
garantire il rilancio e lo sviluppo di Alitalia, a
partire dal potenziamento della flotta, non è accettabile il livello di esuberi
e soprattutto non c'è alcuna garanzia per l'area di Az Servizi e per il futuro
dei suoi dipendenti. Inoltre non c'è per Epifani disponibilità né per Malpensa
né per la manutenzione. La conclusione è amarissima. "Per troppo tempo la
vicenda Alitalia è stata colpevolmente trascinata,
portando la società alla insostenibile situazione attuale, fino a renderla
oggetto di contesa elettorale per responsabilità di Berlusconi. È una sconfitta
per il Paese". Come dire, nessuno si azzardi a tacciare il sindacato di irresponsabilità,
la sua parte l'ha fatta. Sono state ore di sconcerto e di incredulità nel
quartier generale della Magliana, si è cercato di capire che fare. Alla fine è
arrivata la richiesta della creazione di un'unità di crisi e l'appello a tutte
le forze politiche e in particolare a quelle di maggioranza "ad assumersi
la responsabilità piena del futuro di Alitalia
unitamente ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando
condizioni in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro
attraverso un vero negoziato". La firma è di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl
Trasporti, Sdl, Anpac, UP, Anpav e Avia. Rivendicano "un ruolo attivo del
governo" al quale chiedono "un immediato confronto" per trovare
una soluzione che, a onor del vero, sembra lontanissima. Non nascondono le
critiche al ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, per come ha gestito
l'intera vicenda e per aver, ancora ieri, paventato il fallimento di Alitalia: "È - affermano - un atteggiamento
inqualificabile per chi ha responsabilità istituzionali e di tutela del bene
pubblico". Anche Raffaele Bonanni chiama in causa il governo. "Spero
si faccia sentire e riporti al tavolo Spinetta e il sindacato per continuare la
trattativa", ha detto il segretario della Cisl. Davvero incrollabile il
suo ottimismo, ma a ben vedere più che un pressing è un'accusa: "Air
France non ha voluto cambiare nulla rispetto ai patti che ha fatto con il
governo", spiega, ma "il governo si è guardato bene dal riferire al
sindacato e al paese quali erano le condizioni della vendita". La speranza
è che prevalga il senso di responsabilità "finora quella che è mancata è
stata l'opera di mediazione del governo". E se l'atteggiamento di Spinetta
fa dire alla leader dell'Ugl Renata Polverini che "è lecito pensare che la
volontà del gruppo franco-olandese fosse quella di assorbire Alitalia,
avvantaggiandosi di una importante fetta del mercato", si registra la
posizione della Uil, assente dal negoziato convinta che non fosse quella
strada. "Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra bere e
rompere. Non ci hanno seguito. È avvenuto purtroppo quello che temevamo",
è il commento del segretario generale Luigi Angeletti.
( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
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l'edizione del Tensione e paura tra i lavoratori: e adesso che succede?
L'invasione delle piste a Capodichino dei dipendenti Atitech. Lo spettro della
legge Marzano di Roberto Rossi Prima era solo uno spettro. Da ieri sera la
legge Marzano, per Alitalia, è quasi una certezza. Che
getta pesanti ombre sul futuro degli oltre diecimila dipendenti del gruppo. Due
sono le strade ipotizzabili per la compagnia di bandiera. Visto che la
compagnia francese aveva l'esclusiva nella trattativa si potrebbe ipotizzare
un'altra proposta italiana. Qualche settimana fa il gruppo AirOne si era fatto
di nuovo avanti chiedendo tempo per una verifica attenta dei conti (due
diligence). Ma la proposta della società di Carlo Toto è stata sempre
considerata dal governo come un'ipotesi al ribasso. Troppo indebitata, con un
network troppo piccolo per poter credere che possa diventare il salvatore di Alitalia. C'è o, meglio, c'era in campo la fantomatica
cordata Berlusconi. Che ancora nessuno che forma abbia. E poi c'è la seconda
strada. Cioè quella del commissariamento. Senza Air France non c'è altra
alternativa "alla legge Marzano" ha detto ieri il ministro
dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. E il decreto legislativo del 2003 noto
come Legge Marzano, appunto, è forse l'unica via percorribile a breve. Anche
perché Alitalia ha una cassa risicata che non supera i
150 milioni di euro. La legge Marzano è la stessa che venne applicata per
Parmalat. Vi si ricorre nel caso di impresa o gruppo d'imprese insolventi, con
almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro. Per accedere
all'amministrazione straordinaria l'impresa presenta un'istanza al ministro
dello Sviluppo economico e parallelamente, ricorso al tribunale per lo stato di
insolvenza. Dal decreto che lo nomina, il Commissario ha 180 giorni di tempo
(possibile una proroga di 90 giorni) per il piano di ristrutturazione. In tal
caso, un'opzione possibile è il concordato, modalità per soddisfare i
creditori. Come accadde con la società di Tanzi. Se invece il commissario
ritiene non possibile la ristrutturazione, chiede al ministro l'autorizzazione
al programma di cessione dell'azienda. E questo probabilmente sarà il futuro
della nostra compagnia di bandiera. Rispetto a Parmalat Alitalia
ha una gestione deficitaria. Non produce e se lo fa lo fa in perdita. Logico
quindi, se ci sarà il commissariamento, pensare a uno spezzatino. Che
avvantaggerebbe per primi i piloti. I quali, pur tra mille difficoltà, hanno
una capacità di ricollocarsi sul mercato molto superiore a quella dei
lavoratori di terra. Come quelli di Atithec, azienda di manutenzione
napoletana, che ieri hanno manifestato all'aereoporto di Capodichino. Quasi
cinque ore di blocco con gravi disagi. Non ci sono stati voli cancellati, ma
ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai
banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del
viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze ed unica
via di uscita per autobus ed auto private; la seconda, quando i lavoratori,
passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche
decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa
un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d' accesso,
terminata pochi minuti prima delle 19. Con l'orecchio puntato verso Roma i
lavoratori hanno atteso notizie dalla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia ed Air France . "Il passo avanti - aveva detto il
segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria prima che avvenisse la rottura
- è che l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio
Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre
attività, compresa Alitalia Airport. Adesso aspettiamo la decisione di Air France".
Che è arrivata un'ora dopo circa. Tavolo saltato, futuro incerto per il gruppo.
Cha oggi con il consiglio di amministrazione fissato per il 13.00 dovrà
affrontare il nodo della gestione. L'amministratore delegato uscente, Maurizio
Prato, potrebbe chiedere al principale azionista, il Tesoro che possiede il 49%
delle azioni, di commissariare il gruppo. La legge Marzano allora non sarebbe
solo una mezza certezza ma una scomoda evidenza.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
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Commenti SUICIDIO DI
BANDIERA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Certo, non l'ha sbattuta sul muso dei suoi
interlocutori, ma la pur diplomatica formula usata ("le vostre
controproposte vanno oltre il mio mandato e perciò devo riferire al mio
consiglio d'amministrazione") non è di quelle che lasciano spazio a grandi
illusioni. L'ipotesi che i consiglieri di Air France si mostrino più generosi
del loro presidente e magari gli impongano di tornare a negoziare su basi più
morbide appartiene alla fantaeconomia. L'unico spiraglio ancora aperto riposa
sulla speranza che la mossa di Spinetta sia stata ispirata dalle sue
riconosciute abilità di tenace negoziatore e sia dunque un ultimo tentativo di
saggiare l'estremo punto di resistenza dei suoi antagonisti sindacali. Ma più
che di una speranza si tratta soltanto di una fioca luce dentro un tunnel
sempre più nero. In fondo al quale l'unica cosa concreta che al momento si può
intravvedere è il commissariamento dell'azienda come anticamera del suo
fallimento conclamato. Gli spazi per riannodare il filo strappato appaiono
davvero minimi. Anche perché, fra le proposte avanzate dai sindacati, ce n'è
una in particolare che, prima ancora che per i manager di Air France, dovrebbe
suonare indigesta e inaccettabile per i contribuenti italiani. Cioè, l'ipotesi
che lo Stato italiano uscendo dalla porta dell'azionariato Alitalia finisca poi per rientrarvi dalla finestra attraverso Fintecna.
Questo è il punto centrale sul quale i rappresentanti dei lavoratori si sono
ora arroccati, perseverando in quella logica impunita che, bilancio dopo
bilancio, ha imposto a Pantalone di saldare il conto delle perdite di Alitalia, stimabili in non meno di quindici miliardi negli ultimi
quindici anni. Punto che, per fortuna dell'Erario italiano, i francesi
non potranno mai accogliere. In questo scenario si può anche comprendere
l'entusiasmo con il quale numerosi esponenti del centro-destra hanno salutato
la drammatica svolta verificatasi nella trattativa con i francesi. Da Silvio
Berlusconi a Roberto Formigoni, passando per il sindaco Letizia Moratti,
costoro hanno fatto il possibile e l'impossibile per boicottare il buon esito
della trattativa con Air France. Dapprima, a livello di poteri locali,
insistendo nella pretesa che le già languenti casse di Alitalia
continuassero a svenarsi per scongiurare gli inevitabili e pesanti riflessi sui
bilanci di Malpensa, una delle avventure portuali più mal congegnate del mondo
intero. Poi alzando ? stavolta per mano e per bocca niente meno che del leader
dello schieramento di centro-destra ? il tricolore all'insegna di un appello
patriottico all'imprenditoria nazionale (caduto finora nel vuoto assoluto) per
il salvataggio di quella che Berlusconi continua retoricamente a chiamare
"compagnia di bandiera". Spudorata definizione per una società e un
vessillo che finora sono rimasti uniti soltanto in forza dei robusti
finanziamenti pubblici ricavati dalle tasche dei cittadini. Già proprio di
quegli italiani ai quali lo stesso Berlusconi non perde occasione di
promettere, comizio dopo comizio, di non voler mettere le mani in saccoccia.
Naturalmente non c'era bisogno del caso Alitalia per
riconoscere in Berlusconi un maestro delle promesse tanto fantasmagoriche
quanto infondate. Che le sue sortite in questa vicenda obbedissero soltanto a
fini di bassa demagogia elettorale lo hanno capito per primi proprio i
dirigenti di Air France, che fino a ieri sono andati avanti senza scomporsi
nelle trattative, incuranti dei "niet" pronunciati dal Cavaliere nei
loro confronti. Quelli che, viceversa, non mostrano di averlo capito sono
piuttosto alcuni sindacalisti che, giunti alla resa dei conti finale dopo tanti
anni di dissennata cogestione del disastro industriale, si sono aggrappati alle
fanfaluche berlusconiane come a una scialuppa di salvataggio per prendere
ancora tempo. E, dunque, per continuare a dissipare anche più di un milione di
euro al giorno prelevandolo dalle già svuotate tasche dei contribuenti. Al
punto che ora un'evoluzione non improbabile di questa tragica farsa potrebbe essere
quella di una settimana preelettorale vivacizzata da occupazione di aeroporti,
blocchi stradali, scioperi dei trasporti. Il tutto con sommo godimento di
Berlusconi e soci che toccherebbero l'apice della loro manipolazione
elettorale, ma nella totale mancanza di vie d'uscita per una situazione che ha
solo due sbocchi possibili: o l'accordo con Air France o il fallimento.
Conclusione penosa quest'ultima, ma che ? a questo punto ? avrebbe almeno un
pregio: scrivere la parola fine su una tosatura del contribuente durata troppo
a lungo. Dei piloti di Alitalia, infatti, si può dire
l'esatto contrario delle parole che Churchill rivolse agli aviatori della
battaglia d'Inghilterra ovvero che mai così tanti hanno dovuto versare lacrime
e sangue per così pochi.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli La
giornata Fischietti e tamburi "Vogliamo certezze" PATRIZIA CAPUA CON un cartello appeso al collo, Giulia di Alitalia Airport, 70 addetti al centro direzionale, fa sapere a Spinetta
che "jamais plus les produits francaises", "vogliamo boicottare
tutto ciò che viene dalla Francia". Un agente di commercio diretto a
Bolzano litiga con un lavoratore e impreca: "Siete tutti comunisti".
SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli
Duecento lavoratori irrompono sui piazzali di sosta dei velivoli: "No al
piano di Air France" Atitech, la rabbia in pista Manifestanti bloccano Capodichino:
voli in ritardo Esplode la rabbia dei lavoratori Atitech di
Capodichino contro il piano proposto da Air France per Alitalia. Circa duecento manifestanti hanno organizzato un blocco
stradale sul viale che conduce all'aeroporto e poi hanno invaso uno dei
piazzali dello scalo, ai margini della pista, provocando ritardi nei voli.
Tensione con le forze dell'ordine. Solidarietà dalla Conferenza
episcopale. A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
La cronaca di un pomeriggio carico di tensioni all'aeroporto in attesa di
notizie da una riunione romana Fischietti e tamburi di latta: scatta la rivolta
Berlusconi, Lega e "comunisti" non si salva nessuno dalla
contestazione (segue dalla prima di cronaca) Eccoli tutti qua, quelli
dell'Atitech schierati dietro gli striscioni a bloccare viale Ruffo di
Calabria. Passeggeri sudano sotto il sole trascinando trolley e bambini,
valigie e pupazzi di stoffa. In divisa uomini e donne degli equipaggi si
affrettano a piedi. Si annuncia un pomeriggio difficile per lo scalo aereo
napoletano. Dopo le due spedizioni a Roma,
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
In duecento bloccano Capodichino Vertenza Atitech: lavoratori sulla pista, i
voli partono in ritardo PATRIZIA CAPUA Dalle prime file dei sindacalisti arriva
il grido: "Assemblea in officina", i manifestanti abbandonano il
blocco stradale sul viale Ruffo di Calabria che va all'aeroporto e marciano in
massa verso l'hangar Atitech. Lo attraversano e con una mossa imprevista
irrompono sul piazzale dello scalo aereo. Sono circa duecento, gridano slogan e
sventolano bandiere. è il momento cruciale della protesta messa in atto ieri
dai lavoratori Atitech di Capodichino. Sit in per fermare i varchi di accesso
alla pista per i viaggiatori e stop a un aereo diretto a Londra Heathrow in
partenza per le 16. I piloti sono già al loro posto, ma il velivolo resta
bloccato. La tensione è altissima. La polizia con i caschi e gli scudi forma
subito un cordone e circonda i lavoratori. Si temono scontri, che finisca con
una carica degli agenti della celere. Alla fine il cordone di agenti li
sospinge e li allontana verso il margine del piazzale. Accade alle 15,45 di un
lungo pomeriggio di mobilitazione iniziato alle 14,40 e concluso alle 19 quando
i manifestanti decidono di lasciare il campo. "Alitalia non si
tocca, la difenderemo con la lotta" si legge sugli striscioni. Sventolano
le bandiere di tutte le sigle sindacali. "Vogliono cancellare l'azienda
napoletana, ma non permetteremo che si perda un solo posto di lavoro". Uno
sciopero massiccio organizzato per indurre Air France a ritornare sui suoi
passi e non escludere dal perimetro Alitalia i quasi
800 lavoratori di Napoli. Giovanni Aruta, Rsa della Cisl annuncia che ai
lavoratori e alle loro famiglie ha espresso solidarietà anche la Conferenza
episcopale campana, attraverso un documento firmato da don Aniello Tortora,
responsabile della Pastorale del lavoro. Dopo l'occupazione del piazzale 14, i
manifestanti tornano sul viale di accesso all'aeroporto e riprendono il
presidio. Cinque ore di disagi per i passeggeri, ritardi e bagagli trascinati a
piedi lungo il viale, ma nessun blocco totale dei voli. La Gesac che gestisce
lo scalo, fa sapere che dalle 14.25, ora di inizio dell'assemblea dei
lavoratori, alle 17.25, su 17 voli in decollo, oltre al ritardo per quello
partito alle 16.27, si è verificato un ritardo di partenza anche per il volo
Easyjet per Berlino delle 16.45, decollato invece alle 17.19. Nessuna
variazione invece per i 21 voli in arrivo a Capodichino. Alle 19 il blocco che
impediva l'accesso e l'uscita nell'aeroporto di auto e bus viene sospeso. Cgil,
Cisl, Uil Ugl e Rdb comunicano di aver ricevuto dai sindacati nazionali
assicurazione che Atitech è stata inclusa nel "perimetro Alitalia".
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano I funghetti del lunch Alitalia CARLOTTA
MAGNANINI Quella di Alitalia è una crisi annunciata. Dovevamo capirlo subito che qualcosa non
andava: a partire dal cibo servito a bordo, immortalato in tutta la sua
appetibilità sul sito www.airlinemeals.com. Chiunque può partecipare con il
proprio contributo: basta salire su un aereo, attendere il carrello
della colazione/pranzo/cena e scattare una foto a quanto la hostess piazzerà
premurosa sui venti centimetri di ripiano davanti a noi. A qualcuno è andata
molto bene (vedi i trimalcionici lunch-box sulla Singapore Airlines), a qualcun
altro così così (per digerire quelli della United Airlines ci vorrebbero,
occhio e croce, cinque fusi orari), ad altri ancora molto peggio. Come ai
passeggeri Alitalia, appunto. Che dire dei panini
sotto-cellophane sull'Airbus Malpensa-Budapest? E di quei funghetti
simil-trifolati sull'Aircraft Milano-Miami? Si può definire uno snack la
caramella offerta al derelitto autore della "natura morta con
noccioline" (due) sul Malpensa-Cairo? Non che al personale di bordo vada
meglio. Certo, sui loro menu manca una documentazione altrettanto abbondante,
ma il rancio consumato dallo steward in volo per Venezia non fa presagire nulla
di buono: pane, banana e yogurt. Se nostra madre ce li avesse messi nella
cartella non l'avrebbe passata liscia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Protesta dei dipendenti dell'Atitech sulla pista di Capodichino I
lavoratori bloccano Napoli Protesta dei dipendenti dell'Atitech sulla pista di
Capodichino --> NAPOLI Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori di Atitech,
la società controllata da Alitalia, hanno creato gravi
disagi all'aeroporto di Capodichino. Non ci sono stati voli cancellati, ma
ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai
banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del
viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze e unica
via di uscita per autobus e auto private; la seconda, quando i lavoratori,
passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche
decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa
un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d'accesso,
terminata pochi minuti prima delle 19. "Nella fascia dei voli pomeridiano
abbiamo perso una cinquantina di passeggeri", ha detto il caposcalo di Air
One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre
ma fonti interne parlano di ripercussioni pesanti anche se i ritardi nei voli
sono stati contenuti. Mezz'ora di ritardo per il volo della British Midland
diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di EasyJet diretto a
Berlino delle 16.45 secondo la Gesac. Ma i ritardi inferiori ai 30 minuti non
sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo. MILITARI
Bloccata dai dimostranti anche un'auto della military police diretta alla base
Nato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarietà
ai manifestanti sono giunti anche i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e
Pasquale Sommese. Con l'orecchio a Roma ed alla trattativa tra i sindacati
nazionali, Alitalia e Air France, i lavoratori hanno
accolto con qualche mugugno la decisione delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil,
Ugl e Rdb di sospendere il blocco. "Il passo avanti", ha detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria,
"è che l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la
flotta e le altre attività, compresa Alitalia
Airport". Poi, in serata la doccia fredda, con la rottura della trattativa
e le dimissioni di Maurizio Prato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Air France dice addio ad Alitalia Rottura con i
sindacati: Prato si dimette. Arriva il commissario? --> Rottura con i
sindacati: Prato si dimette. Arriva il commissario? I sindacati fanno ad Air
France una controproposta sulla quale la trattativa si arena. Spinetta va via e
Prato si dimette. ROMA Spinetta rinuncia. L'affare Alitalia
salta. Prato si dimette. E incombe il rischio commissariamento. "È una
sconfitta per il Paese", commenta a caldo il leader della Cgil Gugliemo
Epifani. Il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, aveva
subordinato l'offerta per comprare Alitalia al
preventivo raggiungimento di un accordo con le organizzazioni rappresentative
della maggioranza del personale di terra e personale di volo. E il termine
scadeva ieri. Dopo gli sforzi fatti per rendere più digeribile un'offerta che i
sindacati avevano respinto nella prima e seconda stesura, i rappresentanti dei
lavoratori hanno presentato una controfferta. Che per Spinetta è stata
"non accettabile". Non solo perché "sono contrario a livello
personale", ha spiegato, "ma non rientra nel mio mandato". Una
rottura dei negoziati "che non dipende da noi" ha commentato con
rammarico Spinetta ribadendo che l'acquisizione di Alitalia "è
un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché
avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita
redditizia". Nonostante il forte interesse del colosso d'oltralpe al
ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati "volta a
mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente
deficitarie" e cioè quelle di terra, "è incompatibile con
l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività" ha spiegato il gruppo
franco-olandese. Uno schema "completamente nuovo" per il quale Air
France-Klm "non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di
amministrazione" spiega un comunicato. LA PROPOSTA DEI SINDACATI Le otto
sigle sindacali chiedevano, oltre a che non venissero chiuse le attività cargo
e che fossero messi a terra un numero inferiore di aerei, che la finanziaria
del Tesoro Fintecna partecipasse all'aumento di capitale previsto con una quota
di minoranza e conferisse l'intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla "Nuova Alitalia".
Sarebbe stato proprio questo punto, con la prospettiva di una percentuale
troppo alta della presenza dello Stato italiano tramite Fintecna nella holding,
a far dire di no a Spinetta. Che, alzandosi dal tavolo, ha detto: "Finisce
qui", sfilando via assieme al suo staff. COMMISSARIO Ora il rischio
commissariamento si fa più reale. Maurizio Prato ha rassegnato le dimissioni
dalla carica di presidente e amministratore della società e per oggi (alle 13)
è convocato il consiglio di amministrazione che potrà assumere "le
necessarie e opportune determinazioni". Sulla base delle decisioni del cda
spetterà poi all'azionista di maggioranza, cioè il ministero dell'Economia,
prendere eventuali misure. In tarda serata, dal fronte sindacale, è rimbalzata
l'ipotesi, poi smentita, della convocazione di un Consiglio dei ministri
straordinario. Sempre ieri sera, Borsa italiana ha deciso di sospendere il
titolo Alitalia per tutta la giornata di oggi.
PADOA-SCHIOPPA In mattinata, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa,
parlando alle commissioni Bilancio, Attività produttive e Trasporti della
Camera aveva detto che "quella di Air France è l'unica carta, l'unica
offerta concreta" e se non andasse in porto "è ipotizzabile il
ricorso alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una
grande azienda". L'amministrazione straordinaria come unica soluzione
perché, aveva avvertito il ministro, senza un accordo con Air France, "un
prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità
comunitaria, non sarebbe praticabile". Affermazioni, quelle di Padoa-Schioppa,
che Basilio Germanà del Pdl ha definito "intimidatorie" e "al
limite della legalità". "Tutto questo"", ha aggiunto il
parlamentare, "senza che Veltroni e Prodi sentano il minimo pudore di
fronte a simile ricatto. L'Alitalia è una compagnia
che si può salvare, senza mettere a rischio i posti di migliaia di lavoratori.
La pervicace insistenza di Spinetta di volersi annettere a tutti i costi la
nostra compagnia di bandiera, ha un solo obiettivo che è quello di spostare
tutto il traffico turistico verso la Francia con grave danno anche per Sicilia,
Sardegna e Campania". Il commento da parte di Walter Veltroni sul
fallimento della trattativa è arrivato invece ieri in tarda serata.
"Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali
il compito di trovare la soluzione migliore", ha affermato il candidato
premier del Pd Walter Veltroni, che poi ha lanciato un appello: "Il
governo si adoperi per cercare di riprendere i fili di questa trattativa
richiamando tutte le parti al senso di responsabilità necessario di fronte a
una situazione così difficile".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Spunta un'intesa confidenziale con i francesi per bloccare gli slot
Malpensa, accordo segreto Spunta un'intesa confidenziale con i francesi per
bloccare gli slot --> ROMA Un "accordo confidenziale" mai reso
noto, fra Alitalia ed Enac, sui diritti di
traffico aereo di alcune rotte intercontinentali che si pensava di non
utilizzare ma che invece sarebbero di interesse di una futura compagine Air
France-Alitalia. E ciò che - secondo quanto riportato ieri dal "Financial
Times" - alcune compagnie aeree concorrenti sarebbero sul punto di
contestare all'ente che si occupa del traffico aereo civile. Un accordo
- ha specificato il quotidiano economico-finanziario - sottoscritto "il 14
marzo, nello stesso giorno in cui Air France-Klm ha sottoposto la propria
offerta vincolante", del quale il ministro dei Trasporti Alessandro
Bianchi sarebbe stato tenuto all'oscuro. E, proprio per questo, motivo di
protesta dello stesso ministro con il titolare dell'Economia e del pacchetto
azionario in vendita, Tommaso Padoa-Schioppa. AZIONE LEGALE "Numerose
compagnie aeree italiane", si leggeva infatti su FT, "si stanno
opponendo a un accordo confidenziale sui diritti di traffico aereo stipulato
tra la compagnia in perdita Alitalia e l'Ente
nazionale per l'aviazione civile, il quale, secondo fonti industriali e
ufficiali, pare sia stato spinto dal Governo ad agevolare l'offerta di
acquisizione da parte di Air France-Klm". Secondo le fonti del quotidiano
"l'accordo tra Enac e Alitalia riassegna i
diritti del traffico aereo per alcune rotte intercontinentali che si progettava
di non utilizzare dall'aeroporto di Milano Malpensa, ma che sarebbero di
interesse di Air France-Klm. L'accordo inoltre assegna ad Alitalia
diritti di traffico che erano di proprietà di Volare, compagnia low cost che Alitalia ha salvato dal fallimento nel 2006". Fra le
compagnie pronte a chiedere spiegazioni all'Enac e pronte ad avviare
un'opposizione legale per avere accesso ai diritti di volo - scrive il
"Financial Times" - figurerebbero Air One, Blue Panorama,
Eurofly-Meridiana, Air Italy e Neos. La stessa Regione Lombardia, si legge
ancora nell'articolo del "Financial Times", "potrebbe decidere
se avviare un'azione legale nei confronti dell'Enac e del Governo". Da Alitalia invece, "nessun commento".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Prodi accusa "Grave errore delle sigle sindacali" Prodi accusa
--> BUCAREST "Certamente è stato un grande errore quello di rompere
perché la prospettiva era seria e concreta". Così il premier Romano Prodi
ha commentato ieri sera da Bucarest, dove è in svolgimento
in vertice della Nato, la rottura delle trattative tra Alitalia e Air France. È chiaro, ha aggiunto Prodi, che i sindacati
"se ne devono assumere la responsabilità ". "È chiaro che tutte
le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se
c'erano, ora saltino fuori", ha aggiunto il premier. "Credo
che si possa fare ben poco a questo punto. Il Consiglio dei ministri cosa può
dire in questa fase? Nulla", ha aggiunto Prodi, oggi "ci sarà il Cda
di Alitalia e mi terrò in contatto per vedere le
decisioni da prendere".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
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Primo Piano Pagina
102 Bossi "Il problema? Lo affronterà il governo Pdl" Bossi --> PADOVA Alitalia e lo scalo di Malpensa sono tra i primi problemi che il Pdl e la
Lega dovranno risolvere appena tornati al governo. Lo ha affermato ieri sera a
Padova Umberto Bossi, che ha affrontato la questione a margine di un comizio
della Lega. "Alitalia è un grosso problema", ha detto Bossi dopo che Air France
ha lasciato le trattative, "ereditato dal passato".
"Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisirla", ha
aggiunto, "credo però che per gli imprenditori ci sia poco da
guadagnare". Per Bossi, Alitalia sarà uno dei
primi problemi da affrontare così come quello dello scalo di Malpensa.
"Per Malpensa", ha detto il leader, "bisogna trovare una grande
compagnia aerea che abbia interesse a far atterrare lì i suoi aerei".
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
citazione "Nessuna chance senza i francesi" Padoa-Schioppa: scenario
cupo. Veltroni: riprendete la trattativa Il progetto industriale presentato da
Air One avrebbe comportato un numero di esuberi assai maggiore LUCA IEZZI ROMA
- Il fallimento non è uno spauracchio, ma una possibilità concreta. Lo aveva
chiarito il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nella sua audizione
alla Camera solo poche ore prima che le sue parole diventassero profetiche:
"L'ingresso di Alitalia in
amministrazione straordinaria è una condizione che nessuno può augurarsi. Penso
che i casi Swissair e Sabena diano un'idea chiara di quanto sia cupo lo
scenario di una procedura liquidatoria". E non è bastato nemmeno ribadire
che Air France fosse "una delle pochissime carte rimaste", forse
l'unica, per scongiurare la rottura delle trattative. Eppure ieri sera
si faticava a via XX Settembre a pensare di ricorrere all'arma finale del
commissariamento, probabile anticamera della liquidazione, lasciando aperta una
porta, grazie ad un ennesimo cambio al vertice, ad una flebile speranza di
ripresa di trattativa con i francesi al momento morta e sepolta. In questo
senso va anche l'appello del leader del Pd, Walter Veltroni: "Basta
interferenze elettorali, lasciamo agli organi istituzionali il compito di
trovare la soluzione migliore. Il governo si adoperi per cercare di riprendere
i fili di questa trattativa richiamando tutte le parti al senso di
responsabilità necessario di fronte a una situazione così difficile".
D'altronde quando si parla di Alitalia colpi di scena
sono sempre da mettere in conto. La stessa disamina di Padoa-Schioppa ha più
volte sottolineato l'assoluta anormalità del caso: "è un'impresa dal punto
di vista formale, tuttavia da anni distrugge, non crea valore. In senso tecnico
dovremmo definirla come un'azienda di consumo, al pari di una famiglia o di
un'opera benefica". L'altra anormalità è quella dei politici che tentano
di piegare le leggi economiche: "Sarebbe un amaro destino se una
compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica,
ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o
da una mancata intesa sindacale". Per il resto il ministro si è difeso
dalle accuse dell'opposizione e ha confermato l'assenza di altre soluzioni:
"I compratori alternativi non hanno né un nome né un cognome, perciò è un
sogno". E con Air One, ha aggiunto, "gli esuberi sarebbero stati
maggiori che con i francesi". Per Padoa-Schioppa inoltre l'abbandono di Malpensa
"non è un regalo ad Air France". E ha ribadito l'impossibilità di
aiuti pubblici e l'inadeguatezza della legge Marzano al caso Alitalia.
L'opposizione, però, lo attacca proprio per l'assenza di autocritica, tanto che
Roberto Calderoli ne chiede le dimissioni, i rappresentanti del Pdl parlano di
autoelogio e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni lo accusa di
essere "reticente sulla questione dei diritti di traffico di
Malpensa".
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La rottura
con Spinetta rende molto probabile il ricorso alla legge Marzano. Ma non sarà
una soluzione indolore Dismissioni, tagli, licenziamenti il buio dietro il
commissariamento Il dossier L'amministratore straordinario dovrà snellire
l'azienda calando la scure su flotta e organici e sulle attività in crisi
Improbabile l'ipotesi di un intervento della cordata italiana immaginata da
Berlusconi, finora mai decollata ETTORE LIVINI MILANO - Air France è volata
via. Di cordate italiane ? salvo la storica disponibilità del piano Air One ?
non c'è traccia. Il numero uno Maurizio Prato ha mollato la cloche e i soldi in
cassa (180 milioni a fine febbraio più i 148 ricavati dal Fisco e con la
cessione dei titoli Air France) bastano a stento per arrivare a fine giugno. Alitalia è nel caos e le prossime ore serviranno per cercare
di rimettere assieme le idee e capire quale è la strada migliore per salvare la
compagnia. Con l'ipotesi di un'amministrazione straordinaria sotto il cappello
della Legge Marzano che si fa sempre più concreta. Le strade aperte. Per
sbloccare la situazione nel brevissimo termine c'è solo una soluzione: che il
Tesoro riprenda il filo dei negoziati con i sindacati e provi a mediare per
riallacciare le trattative con Parigi. Ma si tratta ? dopo le dimissioni di
Prato ? di un'ipotesi quasi dell'irrealtà. Difficile possa essere presa in
considerazione in zona Cesarini la proposta di Air One così com'era stata
presentata. Gli advisor di via XX Settembre l'hanno già bollata come
irricevibile. C'è il tempo allora per mettere assieme la cordata italiana che
per Silvio Berlusconi sarebbe già pronta? Improbabile. Il primo problema ? non
secondario ? è trovare i componenti della cordata visto che finora tutti i
candidati chiamati in causa dal Cavaliere hanno garbatamente preso le distanze.
In secondo luogo perchè non sembrano esserci i tempi. Prima bisogna creare il
consorzio, poi ? l'ha detto anche il leader del Pdl ? servirebbero tre, quattro settimane per guardare i conti Alitalia. Quindi
dovrebbe essere confezionata una proposta vincolante da discutere con sindacati
e nuovo Governo. Più o meno si arriverebbe a fine giugno. E un'Alitalia che brucia 102 milioni al mese (almeno così è andata a febbraio)
non avrebbe più in quel momento i soldi per pagare kerosene e leasing degli
aerei. Berlusconi e il centro-destra chiedono che il Governo garantisca
un prestito-ponte da 300 milioni per dare un altro po' d'ossigeno alla
compagnia. Ma la Ue direbbe di no sia a nuove iniezioni di liquidità che a soccorsi
"pubblici" tramite Fintecna, aziende statali o Cdp. Ci si può
imbarcare in un braccio di ferro con Bruxelles ma non sarebbe una strada
facile. L'ipotesi Marzano. Logica alla mano, l'ipotesi più probabile è quella
della legge Marzano, la stessa utilizzata per Parmalat. Certo ci sono grandi
differenze tra Collecchio e Alitalia. L'ex impero dei
Tanzi era sommerso dai debiti ma industrialmente sano. E una volta congelata la
posizione dei creditori ha continuato a operare senza problemi. La Magliana no.
Ha debiti (1,3 miliardi) ma perde pure un milione al giorno. In teoria il cda
potrebbe già chiedere l'amministrazione straordinaria oggi. Certo ci sono soldi
in cassa. Ma in una situazione senza speranza i consiglieri rischiano il reato
di "ritardato fallimento" se non intervengono subito. Cosa succede
dopo? La situazione è complessa anche per i legali al lavoro su questo dossier.
L'unica certezza è che si nomina un Commissario ? qualcuno ha ventilato
addirittura il nome di Enrico Bondi ? incaricato di decidere se liquidare
l'azienda cedendo uno a uno i suoi pezzi o se è possibile, congelando i debiti,
continuare a farla volare senza aiuti pubblici ed evitando che le società di
leasing blocchino gli aerei. Il problema è garantire ad Alitalia
i soldi per pagare la benzina e gli stipendi. Davanti a una possibile
soluzione, le banche potrebbero concedere qualche prestito-ponte. L'hanno fatto
anche con Parmalat dopo il crac. Poi il Commissario dovrebbe calare la scure su
flotta e organici per rimettere l'azienda in condizione di autosostenersi
industrialmente, magari in una newco che separi il business sano da quello in
crisi. In questa fase Swiss e Sabena (le due aziende già passate per questo
incubo) hanno perso quasi il 70% del personale riducendosi a compagnie di serie
B. Poi la procedura potrebbe cercare sul mercato, magari con un aumento di
capitale, nuovi soci industriali. A questo punto, con lo stato che si è fatto
carico del lavoro sporco e un'Alitalia in versione
"light" gli acquirenti non dovrebbero mancare. Air France, la cordata
italiana, magari con nuovi partner industriali (si è parlato di Lufthansa e
Aeroflot). E magari ? con i conti della crisi pagati a piè di lista da
azionisti, dipendenti e casse pubbliche ? farebbero pure un affare.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 80 del 2008-04-03
pagina 4 I lavoratori di Atitech bloccano Capodichino di Redazione Oltre 250
lavoratori dell'Atitech hanno abbandonato ieri pomeriggio i loro uffici e si
sono riversati nell'area riservata alle merci e ai pedoni dell'aeroporto di
Capodichino. La protesta è avvenuta mentre a Roma era in corso l'incontro tra i
sindacati ed i vertici di Air France. La Polaria e la Digos, hanno temuto che i
manifestanti potessero raggiungere le vicine piste di atterraggio e decollo ma,
così non è stato. Per oltre un'ora i dipendenti sono rimasti nell'area dove
erano parcheggiati gli aeromobili. La tensione è salita tra i manifestanti e la
polizia, in assetto antisommossa. La Gesac, la società che gestisce i servizi
dello scalo napoletano, ha poi fatto sapere che soltanto due voli avevano
subito una mezz'ora di ritardo rispetto all'orario previsto per il decollo. I
manifestanti si sono poi spostati lungo il viale di accesso all'aeroporto,
provocando il blocco delle auto in entrata e uscita dall'aerostazione. I
passeggeri hanno raggiunto a piedi lo scalo, trascinandosi i trolley. A tarda
sera la manifestazione è rientrata. Secondo quando si è
appreso, la decisione è maturata dopo assicurazioni dei sindacati Cgil, Cisl,
Uil e Ugl locali sul fatto che nella trattativa con Air France l'azienda era
considerata nel perimetro di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
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N. 80 del 2008-04-03
pagina 4 Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz di Gian Maria De Francesco
Il ministro ha ribadito l'appoggio ai francesi "Alitalia è una
azienda di consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è alternativa ad Air France-Klm. Il ministro
dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha posto i sindacati dinanzi a un aut
aut nel corso dell'audizione svoltasi ieri alla Camera dinanzi alle commissioni
riunite Bilancio, Trasporti e Attività produttive. La controparte, però,
non l'ha ascoltato e ha formulato una controproposta che il presidente francese
Spinetta ha declinato. "Le ore che stiamo vivendo oggi sono
decisive", aveva sottolineato profetico il titolare del Tesoro e "in
funzione delle pochissime speranze dobbiamo ragionare". Per questo motivo,
ha aggiunto, "il governo auspica che la gravità della situazione induca
ciascuna delle parti interessate ad adoperarsi perché si giunga a una positiva
conclusione della vicenda". I destinatari del messaggio, ossia i
rappresentanti dei lavoratori, non hanno accolto favorevolmente la
sollecitazione. A partire dal segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio
Cremaschi, per il quale "Padoa-Schioppa continua a fare danni".
Eppure il ministro ha cercato di motivare la scelta affermando come vi sia
stata la "massima trasparenza" nelle procedure, ma soprattutto
ricordando come Alitalia ormai sia "un'azienda di
consumo, al pari di un'opera benefica" perché "distrugge, non crea,
valore aggiunto". Alternative ad Air France-Klm come la cordata italiana
auspicata da Silvio Berlusconi? "La cessione a imprenditori privati è
impossibile e comunque non risolutiva" considerate le "molte
peculiarità" del settore del trasporto aereo. Quindi ogni ipotesi
concorrente "è un sogno" perché "non ci sono né il nome né il
cognome né i progetti". Allo stesso modo, non appare percorribile la
strada del commissariamento. Se la trattativa con la compagnia guidata da
Jean-Cyril Spinetta dovesse fallire, resterebbe l'amministrazione straordinaria
disciplinata dalla legge Marzano, ma in questo caso le iniziative
"dovrebbero essere assai più radicali di quelle proposte da Air
France" in quanto "Alitalia non è
Parmalat". Mentre l'azienda di Collecchio "era industrialmente sana e
in grandissima crisi finanziaria", la compagnia della Magliana "ha un
indebitamento del tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in
rosso". Idem per il prestito ponte necessario a ridare un po' di ossigeno
alle casse di Alitalia: il Tesoro è disponibile solo
se rappresenterà "l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm". Pur riconoscendo che negli
ultimi 15 anni il ministero dell'Economia ha "sempre sbagliato" nella
scelta del management della ex compagnia di bandiera, Padoa-Schioppa ha voluto
mettere in guardia la politica dal darle il "colpo mortale" con
"uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali" o con una
"mancata intesa sindacale". Purtroppo per il ministro la vicenda ha
avuto ben altro esito. Come in occasione di precedenti "forzature" su
Guardia di Finanza e Rai, il risultato è stato opposto a quello auspicato. E
non c'è stato nemmeno bisogno della "class action per il Nord"
invocata dal leghista Roberto Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
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N. 80 del 2008-04-03
pagina 11 Bologna, urla e uova contro Ferrara: "Fascista, vattene" di
Claudia B. Solimei Tafferugli tra la polizia e i centri sociali, 15 feriti
Cofferati: questa intolleranza è inaccettabile da Bologna Urla, fischi, lanci
di monetine, pomodori e perfino fette di mortadella, poi le botte: così un
migliaio di manifestanti, radunati dal passaparola dei centri sociali, la
maggior parte giovani e giovanissimi, ha accolto ieri in Piazza Maggiore a
Bologna il comizio elettorale di Giuliano Ferrara e dei candidati in
Emilia-Romagna per la sua lista "Aborto? No, grazie". La
contestazione annunciata da giorni è però presto degenerata in veri e propri
scontri: poco dopo che Ferrara aveva preso la parola, venendo subissato dalle
grida ("scemo", "buffone", "fascista" e altre non
ripetibili) e dai fischi, un gruppo di manifestanti ha tentato di assaltare il
palco. "Questa non è democrazia - ha urlato il giornalista-candidato,
rilanciando alla piazza uno dei pomodori piovuti accanto a lui - non mi volete
far parlare? Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati
in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi
affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la
pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha
consigliato di sospendere il comizio. Ferrara è stato costretto ad
abbandonare il palco ed è stato portato via. L'auto lo aspettava poco più in
là, sempre nella piazza. Prima di salire a bordo il direttore del Foglio ha
ammesso che non si aspettava che sarebbe finita così, con una fuga e
l'impossibilità di parlare, ma comunque, ha aggiunto, "è andata
benissimo". La macchina si è avviata verso via Rizzoli, ha fatto manovra
ed è stata centrata in pieno da due bottiglie. Allontanatosi Ferrara, in piazza
sono rimasti un centinaio di manifestanti a fronteggiare polizia e carabinieri.
A trattare con le forze dell'ordine c'erano anche alcuni esponenti della
Sinistra Arcobaleno, il consigliere comunale indipendente di Rifondazione
comunista Valerio Monteventi e il Verde Carlo Bottòs. Superato il rischio di
nuovi contatti, i manifestanti, ormai padroni della situazione, si sono
impossessati del palco e dei microfoni, improvvisando alcuni interventi a
favore della Legge 194 sull'aborto. "D'ora in poi - il coro di alcune
ragazze - decidiamo solo noi". Un'attivista esultava: "Abbiamo vinto,
ci siamo riappropriate di questa piazza". A Bologna, insiste,
"Ferrara e quelli come lui non ci passano". Alla fine la giornata si
chiude con 15 contusi tra i manifestanti e alcuni tra le forze dell'ordine.
Ferito nel parapiglia, colpito da una sedia in testa e soccorso in ospedale,
anche un giornalista di Repubblica. Il candidato bolognese della lista del
direttore del Foglio, Giovanni Salizzoni, ha annunciato che presenterà un
esposto alla Procura. Una volta visionati i filmati degli incidenti, la Digos
presenterà la sua relazione in Procura ed è probabile che partiranno delle
denunce. Anche perché il precedente di Ferrara è pericoloso: domani sempre
nella stessa piazza Maggiore è previsto il comizio della Destra e i centri
sociali, anche in questo caso, hanno annunciato battaglia. Il fronte più caldo,
però, è al momento quello delle reazioni politiche. Il sindaco Sergio Cofferati
ha immediatamente condannato le violenze: "Quello che è capitato a Bologna
è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e
tolleranza". Poi ha aggiunto: "È inaccettabile che una piazza venga
trasformata in un luogo dell'intolleranza. Tutti - ha concluso - devono essere
in grado di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi, a nessuno deve
essere impedito di parlare". Dello stesso avviso Salizzoni, già
vicesindaco con Giorgio Guazzaloca: "La civilissima Bologna ne esce a
pezzi - ha affermato a caldo, dopo gli incidenti -. È una ferita molto grave
per la città: ora andiamo a Imola - ha aggiunto -, in un luogo dove sicuramente
ci saranno persone più pazienti ad ascoltare la nostra idea". Anche
Salizzoni aveva cercato di prendere la parola dal palco, prima che
cominciassero le violenze: "Volete negare la famiglia - aveva detto alla
folla sottostante - e sembra che per voi la vita non valga niente". Prima
di arrivare a Bologna, con la consueta ironia Ferrara si era augurato, proprio
in vista delle annunciate contestazioni al suo comizio, una speciale protezione
da parte del suo "amico" Sergio Cofferati: "Spero mi mandi le
ruspe a proteggermi - aveva detto parlando a un quotidiano locale - visto che
le ruspe in questi anni le ha usate molte volte". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 alitalia Air France lascia il tavolo delle trattative Alitalia
--> Prato si dimette La vertenza Alitalia precipita
nel caos. Air France lascia il tavolo delle trattative bocciando la proposta
del sindacato, che - nella foto - protesta negli aeroporti di mezza Italia;
aerei bloccati a Napoli. Domani Cda della compagnia italiana, ieri ha
annunciato le dimissioni il presidente Prato. A PAGINA 2.
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
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Speciale RADIO
ANCH'IO Per la serie "A tu per tu con i leader" sarà ospite Fausto
Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno. Conduce il direttore
del Giornale Radio Rai, Caprarica. Rai Radiouno 9.06 CHI È DI SCENA La puntata
si apre con La trilogia della villeggiatura di Goldoni con la regia di Toni
Servillo in scena al Valle di Roma. E poi servizi sul musical e sull'opera di
Dalla. RaiTre 12.25 LA STORIA SIAMO NOI Rai Educational presenta "Alitalia" di Giovanna Corsetti. L'inchiesta ricostruisce le tappe
cruciali dello sviluppo e della crisi della compagnia di bandiera. RaiDue 22.50
maurizio COSTANZO SHOW "Libertà e partecipazione". Tra gli ospiti
Padre Giulio Albanese, Dario Bandiera, Giobbe Covatta, Claudio Lippi, Antonio
Polito, Micaela Ramazzotti e il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin.
Canale 5 23.30 MARKETTE Ospiti Cristiana Capotondi e Caparezza. La7 23.50 SFIDE
La carriera di Alberto Tomba: il ritratto, tra agonismo e mondanità, di uno
spaccone di successo. RaiTre 0.00 LA MUSICA DI RAITRE Per l'Accademia
Filarmonica Romana il violoncellista Mischa Maisky e la figlia Lily al
pianoforte eseguono musiche di Beethoven e Schubert. RaiTre 1.40.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
UMBERTO MANCINI I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la
trattativa con Air France, la compagnia di Francoforte è disponibile ad avviare
i contatti. Anche la Air One di Toto si candida.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta
abbandona: proposte inaccettabili. Intervista a Bonanni: il governo provi a
ricucire Alitalia, Air France
lascia Prato si dimette, rischio fallimento. Prodi: grande errore dei
sindacati.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
ROBERTA AMORUSO "SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio
Prato al Messaggero - e adesso serve una soluzione di sistema per Alitalia in modo da
evitare traumi. Forse è opportuno che si valuti la situazione in un clima
post-elettorale".
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sindacati,
definendole inaccettabili. Il presidente di Alitalia Prato si è dimesso dopo una giornata convulsa di negoziati.
Adesso si fa strada l'ipotesi dell'amministrazione straordinaria. Oggi si
riunisce il cda di Alitalia per valutare le conseguenze dell'addio dei francesi, mentre
Borsa spa ha deciso di sospendere il titolo Alitalia dalle
contrattazioni. Prodi: i sindacati hanno fatto un grave errore. Bonanni
(Cisl) , in una intervista al Messaggero; replica: "Il governo non ci ha
mai informati sulle condizioni della trattativa".
( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rottura con Air
France Il sindacato regala Alitalia al Cavaliere È bastato un paragrafo a mandare a casa i francesi.
Il "più uno" che ha convinto l'amministratore delegato di
AirFrance-Klm ad abbandonare ieri il tavolo della trattativa su Alitalia sono state poche frasi di un comunicato unitario delle otto
sigle sindacali (la Uil era ancora assente) che proponevano di riassorbire la
deficitaria Az Servizi nel perimetro della compagnia di bandiera.
Un'ipotesi irricevibile per il numero uno dei francesi, che ha spiegato una
dozzina di volte, in queste ultime settimane, di essere tassativamente
contrario a mantenere in vita delle attività in perdita. Negli ultimi giorni
Spinetta aveva elaborato nonostante tutto delle aperture, anche su Az Servizi,
salvando ad esempio la napoletana Atitech, concedendo ad un'altra attività in
perdita come il cargo una moratoria fino al 2010 ma anche la possibilità di
rivederne i termini, se il settore delle merci si fosse mostrato più
redditizio, da qui a un anno. Ma non paghi di queste e di altre aperture -
sugli esuberi, sul rinnovamento della flotta - i rappresentanti dei lavoratori
si sono fatti trascinare ieri da una questione montata martedì soprattutto
dalla Filt-Cgil e dalla Fit-Cisl. Ora Spinetta torna a Parigi, intenzionato a
chiudere l' affaire Alitalia qui, se i sindacati non
faranno marcia indietro sul capitolo Az Servizi. E per la compagnia di bandiera
italiana, senza la prospettiva di una conclusione positiva con il vettore
franco-olandese si apre il baratro del commissariamento. Oltrettutto, sulla
prospettiva - esilissima, al momento - che la crisi con i francesi rientri, si
è abbattutto ieri il macigno delle dimissioni dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato. 5 Tonia Mastrobuoni 03/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GIOVANNI
SABBATUCCI È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo
rigorosamente bipartisan seguìta all'annuncio della vittoria di Milano nella
gara per l'expo 2015 è durata, per i nostri politici, non più di un paio d'ore.
Il tempo necessario per farci assistere allo spettacolo, edificante quanto
inusuale, dei leader di opposti schieramenti che si scambiano sorrisi,
complimenti e addirittura abbracci. Poi la immancabile coda polemica tra Silvio
Berlusconi e Romano Prodi. E lo scontro è ripreso in un crescendo di virulenza,
come del resto era inevitabile a meno di due settimane dal voto. Eppure, al di
là delle note di colore e degli eccessi verbali, la vittoria sull'expo che
segue di pochi mesi l'altro successo conseguito all'Assemblea generale dell'Onu
con la moratoria sulla pena di morte lascerà molto probabilmente una traccia
positiva negli scenari del dopo-elezioni e potrà anche rappresentare un
precedente significativo, un modello di gestione comune di alcune questioni di
interesse nazionale.È infatti evidente che se l'obiettivo è stato raggiunto,
ciò si deve a un lavoro di gruppo che ha visto collaborare, in una fase
particolarmente conflittuale della politica italiana, uomini della maggioranza
e dell'opposizione, del governo e delle amministrazioni locali, della
burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle imprese.
La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si può fare a
meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la soluzione di
alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa
o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso le
strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci
propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-expo venga riproposto
nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna
elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse sparate
come fuochi d'artificio da ambo le parti (più salari e meno tasse, meno leggi e
più sicurezza, pensioni più alte e istruzione gratuita per tutti), senza troppo
riguardo alle indispensabili valutazioni di fattibilità e di compatibilità
finanziaria. Non sto parlando sia ben chiaro di una grande coalizione come
panacea di tutti i mali italiani. Ritengo al contrario auspicabile che dalle
urne esca una maggioranza definita, capace di assumersi le proprie
responsabilità, come avviene di norma nelle democrazie ben funzionanti. Ma
nessuna maggioranza, per quanto ampia, può oggi permettersi, men che meno in
Italia in un momento come l'attuale, di coltivare il mito della propria
assoluta autosufficienza a scapito degli interessi generali. È questa, credo,
la prospettiva di fondo che si dovrebbe aver presente per superare le
contrapposizioni radicali del bipolarismo rissoso senza cadere nella palude del
grande compromesso trasformistico. Non esiste nessuna legge della politica che
obblighi i partiti rivali a combattersi sempre e su tutto. E non c'è bisogno di
guerre o di catastrofi nazionali per indurli a qualche intesa concreta e
limitata. Se Massimo D'Alema e Letizia Moratti, Emma Bonino e Roberto Formigoni
hanno potuto lavorare proficuamente insieme per assicurare all'Italia l'expo
2015, nulla vieta che simili collaborazioni possano ripetersi in un contesto
sperabilmente meno conflittuale di quello di fine-campagna elettorale: quando
tutti, i politici per primi, dovranno rimboccarsi le maniche per offrire
soluzioni reali ai problemi di un Paese in difficoltà.
( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Analisi ora
"più sacrifici per tutti" La metamorfosi di Berlusconi è vera E'
cambiato perché è stato sconfitto Al governo non gli è riuscito ciò che gli è
riuscito con la tv Accontentiamoci. Tra i pochi indizi certi di una fase della
vita politica in cui identità e appartenenze si rimescolano e dal pentolone
delle nuove ricette non sono spuntate ancora formule credibili, una delle poche
certezze è che Silvio Berlusconi non ha cambiato solo il look, le sneakers, il
palchetto o il colore della camicia da comizio. Ha fatto ben di più, e non
riconoscerglielo è scorretto. Primo. S'è costruito una nuova alleanza, dopo
aver terremotato la Casa della Libertà, dal perimetro più ristretto, per
imitazione o meno del Pd non importa, l'ha fatto e s'è assunto qualche rischio
cospicuo sulla possibile maggioranza al Senato. Secondo. S'è dato un profilo
programmatico differente rispetto al vulcano che erutta miracoli a cui ci aveva
abituati; oggi è il leader che non promette sogni ma ruvide realtà, tanto per
parafrasare un noto slogan immobiliare. Terzo. S'è attribuito un'immagine del
leader che ancora una volta, e sarà l'ultima volta, deve bere "l'amaro
calice" e portarsi sulle spalle ancora una volta il peso del governo di un
Paese riluttante a essere governato (lui che è arcitaliano lo sa quant'è
difficile l'arte del comando politico nella terra dei mariuoli). Il confronto
del Berlusconi che osserviamo all'opera in questa campagna elettorale con il
satiro scoppiettante che è entrato nella nostra memoria collettiva, prodigo di
promesse, battute, intemerate, spiazzamenti e capovolgimenti semantici,
costringe dunque a rivedere un gran numero di luoghi comuni, di pregiudizi
assodati che han fatto abitudini e pigrizie del giornalismo e della
politologia. Berlusconi oggi è un altro da quello del messaggio videoregistrato
che ha aperto la sua discesa in campo nel 1994. Su questo non ci piove e
questo, dal punto di vista di un riformista pragmatico, dovrebbe essere, anzi è
certamente un bene. Ma si tratta solo di un espediente elettorale, come
sostiene chi si attende un ritorno all'antico già negli ultimi giorni di
campagna elettorale, o abbiamo a che fare con un mutamento profondo del
berlusconismo al tagliando dei quindici anni? C'è un elemento che fa propendere
per la seconda ipotesi. Volendo procedere con una forzatura ideologica, si
potrebbe pensare che il Berlusconi di oggi sia il frutto e la conseguenza di
una sconfitta: Silvio Berlusconi ha perso la sua battaglia per cambiare gli
italiani. Più precisamente, ha perso la sfida di trasferire in campo politico,
a partire dagli anni Novanta, l'esperimento che gli è riuscito (e bene) nel
campo della televisione commerciale a partire dagli anni Ottanta, quello che
gli storici definiscono un "cambio di mentalità". In campo
televisivo, Berlusconi ha trasformato una platea di spettatori in bianco e nero
in un'audience di consumatori di immagini e pubblicità a colori, segnando il
passaggio a una fase della storia italiana centrata sull'ottimismo e la
scommessa, in buona parte vinta, della modernizzazione. In campo politico, la
sua promessa del "nuovo miracolo italiano" presupponeva un mutamento
radicale del sistema politico stesso, non solo il sistema elettorale ma anche
la forma di governo, la fisionomia dei partiti politici, il rapporto tra
cittadini e vita pubblica, fino all'antropologia dell'italiano sì da farlo più
ottimista, più competitivo, più internazionale, in una nuova forma di
patriottismo. Nulla di tutto ciò è ancora successo, Berlusconi ne ha preso atto
e ha rimodulato drasticamente il suo messaggio politico-elettorale. Ciò
esercita delle conseguenze in termini di filosofia politica degli schieramenti,
più che di coerenti profili programmatici. Esiste infatti una profonda
differenza tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Chi dice che Veltroni pare
aver ereditato la tendenza berlusconiana all'overpromising non sbaglia. Per
meglio dire, Veltroni eredita dal primo berlusconismo la tendenza a concepire
la politica come lo strumento per operare profonde azioni di mutamento sociale,
fino ad arrivare al rapporto tra individuo e spazio pubblico. Veltroni, pur
post-ideologico, resta un costruttivista che concepisce la realtà della
politica come un processo di costruzione del Soggetto, anche per via
manipolativa. Per questo è tutto un susseguirsi di appelli al sogno e alla
speranza. Berlusconi, invece, ha abbandonato assieme al miracolismo anche la
follia erasmiana e le pretese dell'utopismo, e si è concentrato sulle meno
entusiasmanti frontiere del possibile, trasformandosi in un empirista
pragmatico, quasi all'anglosassone. Convinto che la politica, se non può
cambiare la forma mentis e il cuore degli individui, può tutt'al più dare
qualche fiamma alla passione e mettere un po' d'ordine nella società, quando la
società stessa non riesce a riordinarsi per mezzo di spontanei processi
autoregolativi. Oggi Berlusconi è un po' più figlio di Edmund Burke e meno di
Tommaso Moro, consapevole che ci aspettano anni di lacrime e sangue, in cui
persino gli spiriti animali del capitale poco potranno fare per accrescere il
benessere della nazione. Gli indizi della svolta empirista di Berlusconi sono
tantissimi. La dichiarazione per via televisiva che il tempo dei miracoli è
finito ed è arrivato il tempo del "più sacrifici per tutti".
L'impostazione iper-realista del programma elettorale, mediazione di
tremontismo (il neo-berlusconismo securitario) e brunettismo (il vetero-berlusconismo
champagne), pieno di misure e ricette certamente opinabili ma non tacciabili di
irenismo. La strategia d'immagine del leader, meno battute e più sobrietà, che
gira le piazze su un palchetto ad altezza pubblico, non intasa la televisione e
il giorno dopo la vittoria farà un grande appello alla nazione per chiamare
alla solidarietà in un momento difficile. L'accantonamento, salvo qualche tic
residuale, dell'anticomunismo come costruzione oppositiva dell'identità. Le
svolte simboliche di portata storica, nell'ottica del vetero-berlusconismo:
quando si ammette che le tasse, sì, potranno essere abbassate, ma con
gradualità; quando si prende l'impegno di combattere gli evasori fiscali
andandoli a stanare con l'aiuto dei Comuni; quando si prende atto che la globalizzazione
è un processo che, se la circolazione della ricchezza o lo scontro di civiltà
sfuggono di mano, può produrre dei danni micidiali. L'idea che, prima di tutto,
ai cittadini vadano garantite la sicurezza (individuale, sociale, lavorativa) e
la protezione (dell'identità, del lavoro, del benessere), evitando di dipingere
l'Italia come un eden e, al contrario, utilizzando la
battaglia su Alitalia per consolidare l'idea di un Paese che perde pezzo a pezzo,
insieme ai colossi economici, anche la sua immagine globale. Un conservatorismo
laico nel campo dei costumi che, se prova a interpretare il sentimento (invero
diffuso) di rigetto della vecchia cultura post-sessantottina all'insegna di una
spinta meritocratica e degli alunni che s'alzano in piedi quando entrano
i professori, al tempo stesso non lancia anatemi o chiusure verso un confronto
serio sui diritti civili o di altri temi eticamente sensibili. Sono indizi che,
nel loro copioso accumularsi, segnano il volto e le caratteristiche del
neo-Berlusconi. Un Cavaliere che, si potrebbe dire, interpreta la morte del
vetero-berlusconismo come l'occasione per costruirsi un genuino profilo da
statista, avete presenti quelli a cui poi dedicano i busti nelle sale
conferenze?, uno statista che affonda mani e piedi nella pasta callosa del
governo quotidiano di una nazione depressa e scontenta, consapevole che le
riforme necessarie implicano necessariamente il passaggio dal Seduttore al
Realista. Per sapere a che punto è lo stato di avanzamento dei lavori, ormai, bastano
pochi giorni. 03/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 2 così i rappresentanti dei
lavoratori lasciano i lavoratori senza lavoro I sindacati litigano sul cadavere
della compagnia Prima fanno saltare il tavolo, decretando la fine della
trattativa con Air France (e le dimissioni di Prato), poi chiedono un
intervento del governo Se la compagnia di bandiera alzasse bandiera bianca
(oggi è convocato il cda) e si avviasse al fallimento, sarebbe un bel regalo a
Berlusconi e alla sua cordata tutta ancora da costruire, che
rileverà i resti di Alitalia a due lire e con migliaia di lavoratori in meno. Non a caso i
battaglieri lavoratori napoletani dell'Atitech, che in queste settimane di
trattative serrate con AirFrance-Klm avevano picchettato assiduamente la sede
di Alitalia alla Magliana perché rischiavano di andare a casa per primi,
avevano bloccato ieri anche l'aeroporto di Capodochino. Poi, le notizie
provenienti da Roma, dal tavolo tra i sindacati e l'amministratore delegato di
AirFrance, la sua apertura alla possibilità di riportare l'azienda nel
perimetro di Alitalia, li avevano convinti a
sospendere la protesta e a riprendere il lavoro di manutenzione degli aerei
nelle officine. Quando in serata è arrivata la bomba, la notizia dell'abbandono
del tavolo da parte di AirFrance, a causa dell'ennesimo rilancio delle nove
sigle sindacali, la protesta dei napoletani è riesplosa, più forte di prima. E
alle otto di sera l'aeroporto di Napoli era nel caos più completo. In realtà,
la riunione tra Spinetta, i vertici di Alitalia e i
sindacati si era aperta con buoni auspici, con la conferma delle indiscrezioni
di questi giorni sulla disponibilità dei francesi a rivedere alcuni punti del
piano di venerdì scorso, in particolare sugli esuberi e sulla flotta. I
rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato invece, quasi immediatamente,
una controproposta, hanno sostanzialmente rilanciato. Annunciando condizioni
che "renderebbero il piano industriale di Air France più accettabile e con
un minimo impatto sul lavoro". Nello specifico, hanno chiesto di consentire
a Fintecna (che controlla attualmente Az Servizi al 49%) di partecipare
all'aumento di capitale con una quota di minoranza, facendo rientrare Az
Servizi totalmente in Alitalia. "Consapevoli
della necessità di un più ingente aumento di capitale rispetto a quanto
previsto da Air France-Klm ed in considerazione della sua posizione più volte
espressa di non voler eccedere l'ammontare di un miliardo di euro",
recitava la nota unitaria, "la proposta sindacale trova reale consistenza
attraverso la partecipazione all'aumento di capitale da parte di Fintecna con
una quota di minoranza". E Fintecna "conferirà l'intera quota
posseduta di Az Servizi alla "Nuova Alitalia".
Ciò determina una capitalizzazione maggiore della nuova azienda, rendendo più
solida la prospettiva di rilancio della nuova Alitalia
fornendo quindi maggiori garanzie a tutti gli investitori a partire proprio da
Air France-Klm il cui impegno finanziario non si modificherà rispetto a quanto
già annunciato". Per il resto il comunicato chiedeva il "mantenimento
del settore Cargo" e "il necessario ricambio della flotta cargo a
partire dal 2011". Richieste un po' ridondanti, dopo la disponibilità di
Spinetta, manifestata pochi minuti prima, a fare delle concessioni proprio su
flotta e cargo. E a quel punto il top manager ha rovesciato il tavolo.
Spiegando, a sua volta via comunicato, in serata, le ragioni del suo forfait:
"Dopo lunghe trattative, le organizzazioni sindacali hanno formulato oggi
una proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso da quello
al quale Air France-Klm si è attenuta sin dall'autunno 2007. Nella forma, Air
France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le
condizioni per il proseguimento delle trattative". L'ad di AirFrance ha anche
specificato di non aver ricevuto alcun mandato dal suo cda "per dar
seguito a questo schema completamente nuovo". Che punta, nel merito, a
"mantenere nel perimetro di Alitalia attività
pesantemente deficitarie" ed è "incompatibile con l'obiettivo di un
rapido ritorno alla redditività". A questo punto, la situazione per Alitalia appare disperata. Il cda di oggi dovrebbe prendere
atto delle dimissioni dell'amministratore delegato, Prato - un ulteriore
ostacolo alla possibilità che la rottura con i francesi rientri - e
"prendere le necessarie e opportune determinazioni". E non si può
certo dire che il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, non avesse avvertito
i sindacati sino all'ultimo. Ieri mattina, in audizione alla Camera, aveva
spiegato ancora una volta che l'unica alternativa ai francesi era "il
fallimento della compagnia". Che Alitalia è da
anni un'azienda "di consumo, al pari di una famiglia o di un'opera
benefica", che distrugge valore aggiunto invece di crearlo e che è a un
passo dal baratro perché "non solo il suo capitale, la sua stessa
liquidità è in via di esaurimento". Per chiudere con una constatazione
amara, che sembra, col senno di poi, una maledizione: "sarebbe un ben
amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso
con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico
dei suoi mali e da una mancata intesa sindacale". E esattamente così è
stato. In questo senso, appare un po' tardiva la richiesta al governo, giunta
in serata al numero uno della Cisl, Bonanni, di riportare AirFrance-Klm al
tavolo. Dov'era, quando Claudio Claudiani, numero uno del suo sindacato dei
trasporti, mostrava chiari segnali, già martedì, di voler tentare l'ennesima
accelerazione dell'ultima ora con Spinetta su Az Servizi? 03/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 1 La cordata di Berlusconi? Mi
ricorda quella della Sme Il 72% degli italiani è favorevole
all'"italianità" Vi sono molte ragioni per dubitare che una cordata
italiana pronta all'acquisto di Alitalia sia mai
realmente esistita. Anche senza sottoscrivere la temeraria accusa di insider
trading rivolta da Di Pietro a Berlusconi, basterebbe evocare il caso Sme per ricordare che il
Cavaliere non è nuovo all'annuncio di cordate fantasma per bloccare operazioni
economiche a lui non gradite o per farne occasione di scambio di favori. Nel
caso della Sme si trattò di secondare i disegni di Craxi, della cui protezione
Mediaset aveva bisogno; nel caso odierno, di portare avanti un proprio disegno
elettorale al prezzo di porre a rischio la sopravvivenza di Alitalia
senza peraltro salvare Malpensa i cui destini non possono dipendere solo dai
volumi di traffico della compagnia di bandiera. A rendere improbabile la reale
esistenza di una seria cordata italiana non sono tuttavia il precedente del
caso Sme, né le evidenti motivazioni elettorali del Cavaliere, quanto i
fondamenti economici di una simile operazione. Il salvataggio di Alitalia, infatti, non potrebbe essere affidato ad una
cordata di sole istituzioni finanziarie, ma richiede la presenza di un forte
attore industriale, capace non solo di confrontarsi con alcuni tra i sindacati
più corporativi, ma di generare i flussi di cassa necessari a sostenere la
gravosa opera di risanamento della nostra compagnia di bandiera. Non è questo
il caso di Air One, che potrebbe assumere ruoli gestionali nell'impresa ma che
dovrebbe lasciare interamente il peso del risanamento sulle spalle dei partners
finanziari. Ma è questo il ruolo di una banca universale quale Intesa-SanPaolo,
o di una merchant bank come Mediobanca? È lecito dubitarne, sia per la funzione
che è opportuno che esse svolgano nei confronti dell'intero nostro sistema
produttivo, sia per l'attuale contesto di crisi dei mercati finanziari.
L'intervento in Alitalia rischierebbe infatti di
impegnare eccessivamente un singolo istituto, o anche un consorzio di più
istituti. La crisi finanziaria scatenata dai mutui sub-prime americani, e
l'effetto domino che essa ha provocato in Inghilterra, Francia e Germania, ha
assunto aspetti così gravi da aver imposto interventi pubblici senza
precedenti, con massicce iniezioni di liquidità e, dopo il fallimento di alcune
grandi merchant banks, veri e propri salvataggi bancari. In queste condizioni
non è assurdo ipotizzare che anche in un mercato come il nostro, apparentemente
non toccato in profondità dalla crisi, i grandi istituti possano essere
chiamati a proseguire - volenti o nolenti - nell'opera di ristrutturazione nel
nostro sistema bancario e di sostegno al corretto funzionamento dei mercati
finanziari, e che non possano quindi impegnarsi nella gravosa ristrutturazione
di una singola grande impresa. Più che da una seria valutazione delle
condizioni in cui versa Alitalia e delle sue esigenze,
l'annuncio di una cordata italiana è stato insomma motivato da una mera
valutazione politica. Che la convenienza elettorale sia il vero motivo che ha
spinto Berlusconi lo dimostrano due fatti: da un lato il richiamo esercitato
dal 72% di cittadini (dati di sondaggio Piepoli) favorevoli ad una soluzione
che mantenga la "italianità" di Alitalia
(anche se il 42% dubita dell'esistenza di una cordata italiana, e anche se solo
il 3% comprerebbe obbligazioni Alitalia, contro un 71%
che si rifiuterebbe e un 26% incerto); e dall'altro il fatto che nei cinque
anni del suo Governo Berlusconi nulla ha fatto per fronteggiare il già palese
dissesto della compagnia. Dopo un attivo di 93 milioni nel 2002, Alitalia ha infatti perso tra il 2002 e il 2006 ben 2.061
milioni, e cioè circa 4.000 miliardi di Lire. Perché il Cavaliere non si è
adoperato per una cordata di imprenditori italiani quando la situazione ne
avrebbe permesso il varo più facilmente? Potenza delle elezioni! Quanto non
turbava il Berlusconi premier, appassiona oggi il Berlusconi candidato al punto
da fargli spacciare per una adesione certa la mera disponibilità ad una
partecipazione poco più che nominale strappata ad alcuni imprenditori che per
la loro attività dipendono da tariffe fissate dalla mano pubblica, e ad
ipotizzare di poter obbligare il vertice dell'Eni, alla vigilia del suo rinnovo
in carica, a cambiare le proprie priorità e a fare investimenti non solo al di
fuori del proprio core business, ma anche al di là dello stesso oggetto
sociale. Delle due l'una: o vagheggiamenti elettorali, o pressioni al limite
dell'illecito. In conclusione, dare per già esistente una cordata italiana,
spendendo il peso che può avere un potenziale futuro premier, mostra o
l'ignoranza delle reali condizioni in cui potrebbe trovarsi di qui a breve non
solo il nostro sistema produttivo ma anche lo stesso sistema finanziario, o una
spregiudicata disponibilità a far prevalere le proprie convenienze elettorali
sulla consapevolezza della gravità della situazione. 03/04/2008.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa L'ad Prato
lascia Commissario vicino Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Era nell'aria. E
così è stato. Maurizio Prato, ad e presidente di Alitalia che ha cercato di portare fino in fondo la vendita di Alitalia, dopo che i francesi hanno praticamente abbandonato ogni
tentativo di chiudere il dossier, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto che
è l'evoluzione naturale del mandato che gli era stato assegnato dal governo
Prodi. Una decisione che ha messo, però, in fibrillazione i sindacati
che, dopo aver adottato una politica del muro contro muro, ora temono di essere
additati come i responsabili del fallimento del vettore italiano. Sì, perché il
passaggio successivo della vicenda potrebbe essere il commissariamento. Oggi,
infatti, si riunisce il cda che "potrà assumere le necessarie ed opportune
determinazioni" spiega la nota di addio di Prato. Parole pesanti dietro
alle quali le organizzazioni dei lavoratori hanno già letto l'arrivo di
provvedimenti drastici. Questa la sensazione almeno che è arrivata dalle parole
del segretario nazionale di Sdl Andrea Cavola. "è il momento di far
quadrato. Abbiamo invitato il presidente Prato a non prendere decisioni di
commissariamento. Non si deve perdere la testa - ha aggiunto - e occorre
garantire l'operatività dell'azienda". Insomma la paura è il sentimento
dominante. Ieri, infatti, il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa
l'aveva usato quasi come una minaccia nel corso della sua audizione alla
Commissione Trasporti della Camera. Ora però lo spettro del commissariamento
della compagnia con l'applicazione della legge Marzano è più che un'ipotesi. Da
oggi diventa una quasi realtà. E non è detto che l'azienda riesca a sostenere
anche con i poteri praticamente illimitati attribuiti al commissario un
rilancio in un settore complesso come l'aviazione civile. Lo stesso Padoa
Schioppa lo ha detto con chiarezza: "Non sarebbe una soluzione indolore: Alitalia non è Parmalat". Anche per l'azienda di Collecchio,
infatti, fu adottato lo stesso strumento di salvataggio che portò a un
risanamento quasi completo della società alimentare. Nel caso di Alitalia, però, le cose potrebbero differenti.
"Parmalat era industrialmente sana e in gravissima crisi finanziaria, Alitalia ha un indebitamento del tutto fisiologico ma un
conto economico cronicamente in rosso" ha tuonato Padoa Schioppa che ha
aggiunto che occorrerebbero "iniziative di ristrutturazione immediate e
molto radicali. Vi sono fondati motivi per ritenere che tali iniziative
dovrebbero essere davvero assai più radicali di quelle proposte da un soggetto
acquirente che abbia, oltre che l'esperienza di ristrutturazioni già compiute
in passato, la forza finanziaria e organizzativa di un gruppo come Air France-Klm".
Tradotto: chiunque sarà chiamato a tentare un salvataggio in extremis avrà tra
le mani una patata bollente. Dovrà tagliare senza troppi scrupoli. Altrimenti
sarà fallimento.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il legame con
Bruno Ermolli Per il salvataggio spunta l'ipotesi Bondi Spunta l'ipotesi di
Enrico Bondi nella carica di commissario per applicare la legge Marzano nella
crisi di Alitalia. Un nome che è già una garanzia
visto che il manager è stato il salvatore del gruppo Parmalat alle prese con un
buco finanziario di oltre 12 miliardi di euro. Non si tratterebbe solo di
un'indiscrezione che è già cominciata a circolare negli ambienti governativi da
qualche settimana. Bondi sarebbe chiamato in causa anche per il sodalizio che
lo legherebbe a Bruno Ermolli, presidente di Promos e Sinergetica, ed eminenza
grigia di Silvio Berlusconi. A Ermolli, infatti il Cavaliere ha affidato
l'incarico di mettere su una cordata italiana per salvare Alitalia.
L'amministratore delegato di Parmalat è stato sempre in costante contatto con
Ermolli. Anzi secondo le voci del mercato, il sodalizio tra i due non si è mai
interrotto, al punto che Bondi è stato considerato il braccio operativo dei
dossier di gestione di crisi finanziarie che il presidente della Promos ha
affrontato negli ultimi anni. Bondi avrebbe i pieni poteri che gli
deriverebbero dalla legge Marzano. Certo le premesse sarebbero differenti. Nel
caso del crac dell'azienda di Calisto Tanzi, infatti, la sua opera di recupero
di fondi, con le cause legali alle grandi banche, e una corretta gestione dei
rapporti con i soggetti creditori ha rimesso in sesto un'azienda che a livello
industriale era sana. Diverso il caso di Alitalia. La cui crisi affonda le radici in una debolezza strutturale dal
punto di vista della gestione operativa. Insomma se le capacità di Bondi non
sono messe in discussione. Il dossier del commissariamento di Alitalia rischia di rimanere sulla scrivania del Governo per lungo tempo.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La battaglia
nei cieli La battaglia nei cieli "Ryanair ha rinnovato il suo appello alla
Commissione Europea per fermare i tentativi illegali del Governo Italiano di
bloccare la scelta, la concorrenza e le tariffe basse a Roma". è quanto si
legge in una nota della compagnia. "Dal 2005 - continua il comunicato - le
Autorità Italiane hanno tentato di negare ai consumatori l'accesso
alle tariffe basse Ryanair in un tentativo fallito di proteggere Alitalia". Tentativi partiti nel 2005, secondo Ryanair, e proseguiti
negli anni. "Nel 2005 il Governo ha fabbricato falsi reclami in merito al
rumore all'aeroporto di Roma Ciampino, che sono caduti perché la vera causa del
rumore erano i voli militari (e non Ryanair)".
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Retroscena La
cordata italiana scalda i motori dalle Marche Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena per affrontare con calma il futuro
di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora.
L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches
da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non
è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano
presenti il senatore Francesco Casoli, presidente di Elica (leader
europeo nella cappe per cucine), Adolfo Guzzini (illuminazione) e i fratelli
Fileni (alimentari). Una ventina di imprenditori marchigiani in tutto, che fin
dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario al leader del
Popolo della Libertà, hanno risposto presente e comunicato ufficialmente la
loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni di euro a testa.
Non poco per una cordata marchigiana destinata a fare da apripista per gli
altri imprenditori volenterosi di non deludere le aspettative di Berlusconi.
Senza contare che grandi manager del calibro di Benetton, Tronchetti Provera e
Riello certamente non faranno mancare il loro apporto al momento opportuno.
Proprio Tronchetti Provera, desideroso di salvaguardare gli interessi che
gravitano intorno a Malpensa, potrebbe spingere l'amico marchigiano Diego Della
Valle a seguirlo nella cordata Alitalia e mettere così
alle spalle vecchie ruggini con Berlusconi, sfociate nel duro botta a risposta
a Vicenza nel 2006. Per ora Della Valle resta alla finestra: nessuno lo ha
ufficialmente cercato nè lui si è fatto avanti. Eppure la maggior parte degli
imprenditori marchigiani che hanno sorseggiato il tè con Berlusconi operano
proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni e Paciotti. In
fondo un motto berlusconiano recita che "per convincere qualcuno è
indispensabile arruolare i suoi concorrenti". A tessere da Milano le fila
di una partita tutta da giocare c'è il presidente di Sinergetica, Bruno
Ermolli, il consulente che su incarico del Cavaliere ha in mano il dossier Alitalia. Ma ora il diktat è quello di lavorare sotto
traccia, sondare il terreno, trovare capitali freschi, analizzare con
attenzione i conti della compagnia di bandiera e soprattutto attendere l'esito
delle elezioni. Non è escluso che l'addio di Air France-Klm sia solo un
arrivederci. Terminato il periodo della trattativa in esclusiva si riaprono
tutti i giochi. I tedeschi di Lufthansa, i russi di Aeroflot ma soprattutto
l'italiana AirOne sono pronti a verificare la possibilità di scendere
nuovamente in campo per mettere le mani su Alitalia.
Resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata italiana che parte dalle
marche ma che potrà trovare alleati in altri imprenditori italiani desiderosi
di mettersi in mostra davanti al probabile presidente del Consiglio. Berlusconi
ha intenzione di tutelare e rilanciare il made in Italy e la vicenda Alitalia è stata l'occasione per raggiungere due obiettivi:
impedire quella che poteva sembrare una svendita della compagnia ai francesi e
fare appello all'imprenditorialità italiana. Se non altro il destino di Alitalia diventa finalmente una priorità.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alessandro
Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena ... Alessandro Usai
a.usai@iltempo.it Era in programma una cena per affrontare
con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora.
L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches
da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non
è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano
presenti il senatore Francesco Casoli, presidente di Elica (leader
europeo nella cappe per cucine), Adolfo Guzzini (illuminazione) e i fratelli
Fileni (alimentari). Una ventina di imprenditori marchigiani in tutto, che fin
dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario al leader del
Popolo della Libertà, hanno risposto presente e comunicato ufficialmente la
loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni di euro a testa.
Non poco per una cordata marchigiana destinata a fare da apripista per gli
altri imprenditori volenterosi di non deludere le aspettative di Berlusconi.
Senza contare che grandi manager del calibro di Benetton, Tronchetti Provera e
Riello certamente non faranno mancare il loro apporto al momento opportuno.
Proprio Tronchetti Provera, desideroso di salvaguardare gli interessi che
gravitano intorno a Malpensa, potrebbe spingere l'amico marchigiano Diego Della
Valle a seguirlo nella cordata Alitalia e mettere così
alle spalle vecchie ruggini con Berlusconi, sfociate nel duro botta a risposta
a Vicenza nel 2006. Per ora Della Valle resta alla finestra: nessuno lo ha
ufficialmente cercato nè lui si è fatto avanti. Eppure la maggior parte degli
imprenditori marchigiani che hanno sorseggiato il tè con Berlusconi operano
proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni e Paciotti. In
fondo un motto berlusconiano recita che "per convincere qualcuno è
indispensabile arruolare i suoi concorrenti". A tessere da Milano le fila
di una partita tutta da giocare c'è il presidente di Sinergetica, Bruno
Ermolli, il consulente che su incarico del Cavaliere ha in mano il dossier Alitalia. Ma ora il diktat è quello di lavorare sotto
traccia, sondare il terreno, trovare capitali freschi, analizzare con attenzione
i conti della compagnia di bandiera e soprattutto attendere l'esito delle
elezioni. Non è escluso che l'addio di Air France-Klm sia solo un arrivederci.
Terminato il periodo della trattativa in esclusiva si riaprono tutti i giochi.
I tedeschi di Lufthansa, i russi di Aeroflot ma soprattutto l'italiana AirOne
sono pronti a verificare la possibilità di scendere nuovamente in campo per
mettere le mani su Alitalia. Resta da capire quale
ruolo potrà avere la cordata italiana che parte dalle marche ma che potrà
trovare alleati in altri imprenditori italiani desiderosi di mettersi in mostra
davanti al probabile presidente del Consiglio. Berlusconi ha intenzione di
tutelare e rilanciare il made in Italy e la vicenda Alitalia
è stata l'occasione per raggiungere due obiettivi: impedire quella che poteva
sembrare una svendita della compagnia ai francesi e fare appello
all'imprenditorialità italiana. Se non altro il destino di Alitalia
diventa finalmente una priorità.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa E il titolo è
sospeso in Borsa Prodi: "Inutile un Cdm straordinario"
"Certamente è stato un grande errore quello di rompere perché la
prospettiva era seria e concreta". Così il premier Romano Prodi commenta
da Bucarest la rottura delle trattative tra Alitalia e
Air France. è chiaro, aggiunge Prodi, che i sindacati "se ne devono
assumere la responsabilità". Poi il premier attacca Berlusconi:
"Tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di
novità, se c'erano, ora saltino fuori". Ai cronisti che gli chiedevano se
condividesse la richiesta dei sindacati di un Consiglio dei ministri
straordinario Prodi è lapidario: "Credo che si possa fare ben poco a
questo punto. Il Consiglio dei ministri cosa può dire in questa fase?
Nulla". "Certamente - ha aggiunto Prodi - credo che siamo alla
rottura, o molto vicini alla rottura. Mi dispiace perché era una trattativa
seria, fondata sui fatti, una trattativa che dava in
prospettiva all'Alitalia una buona riuscita di vita e di ripresa di cui avevamo
bisogno". "Già domani (oggi ndr) - ha continuato il premier - ci sarà
il Cda di Alitalia e mi terrò in contatto per vedere le decisioni da
prendere". Intanto Borsa Italiana ha comunicato che il titolo Alitalia sarà sospeso dalle contrattazioni.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La vendita I
lavoratori presentano una proposta alternativa Il manager d'oltralpe: "Per
me finisce qui, condizioni inaccettabili" Francesi in ritirata Giovanni
Lombardo g.lombardo@iltempo.it I francesi mollano la presa su Alitalia e si ritirano: ieri il presidente di Air
France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i
sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della
compagnia italiana. "Per me finisce qui, questa proposta non è accettabile
perché non rientra nel mio mandato - ha detto il manager d'oltralpe - la
presenterò al cda ma dubito che possa accettarla perché ci vorrebbero molti
mesi di lavoro e riflessione che Alitalia non può sostenere". Si
chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i francesi. Una conclusione
amara per il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio
Prato, che si è dimesso dall'incarico. "Questa azienda ha una maledizione,
soltanto un esorcista può salvarla", ha detto ai sindacati il manager che
avrebbe dovuto traghettare la compagnia verso il nuovo acquirente. Le
otto sigle (la Uil si era già chiamata fuori) che hanno partecipato ieri al
tavolo con Air France sul progetto di acquisizione di Alitalia
hanno posto diverse condizioni: non chiudere le attività cargo e dismettere un
numero minore di aerei. Non solo: la proposta prevede che la finanziaria del
Tesoro Fintecna parteci all'aumento di capitale da un miliardo con una quota di
minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in Az servizi alla
"Nuova Alitalia". Davvero troppo secondo
Spinetta. Ieri era l'ultimo giorno utile per raggiungere un accordo di massima.
"Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra accettare le loro
condizioni e rompere - ha commentato il segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti - Non ci hanno seguito. è avvenuto purtroppo quello che
temevamo". A nulla, quindi, sono valse le aperture di Air France su alcuni
punti caldi: una maggiore spinta al rinnovo della flotta con un impatto
positivo sul numero di esuberi previsti per piloti e assistenti di volo. In
particolare il presidente di Air France-Klm ha espresso la disponibilità a
inserire nella flotta due nuovi Boeing 777 già nel 2009 e ad anticipare le
prime sostituzioni dei vecchi Md80 di Alitalia con
nuovi Airbus 321. Spinetta si è dichiarato disponibile eventualmente a rivedere
nel 2009 la scelta di chiudere nel 2010 le attività full cargo di Alitalia. Una decisione che sarebbe stata rivista sulla base
di un esame della redditività del settore affidata ad un advisor. Quanto invece
al nodo delle attività di Az Servizi non comprese nel perimetro dell'offerta su
Alitalia, Spinetta ha fatto passi avanti sul futuro
degli stabilimenti Atitech di Napoli: il gruppo d'oltralpe potrebbe
sottoscrivere un impegno a mantenere le attività di manutenzione pesante degli
aerei MD80 e A320 presso Atitech oltre il 2010 anche se questo comporti maggiori
costi di manutenzione. Le aperture di Spinetta, tuttavia, non sono state
sufficienti a soddisfare i sindacati. E non hanno impedito a circa 200
lavoratori Atitech di avviare un sit-in sulla pista dell'aeroporto di
Napoli-Capodichino, dove sono state sospese le partenze per motivi di
sicurezza. Sulla pista dello scalo sono anche scesi gli agenti del reparto
celere in assetto antisommossa e ci sono stati momenti di tensione. Dopo due
sedute in volata, ieri il titolo Alitalia ha chiuso in
calo del 5,66% a 0,50 euro.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Mobilitazione
Fiumicino, continuano le proteste Non si placano le proteste contro il piano
dei francesi. In attesa del nuovo round, la mobilitazione dei
dipendenti di Alitalia rimane alta. Ieri si è svolta una manifestazione di protesta dei
lavoratori presso il centro direzionale della Magliana con una temporanea
occupazione dei binari sulla vicina linea ferroviaria per Fiumicino. Iniziative
di protesta anche all'Ams, Alitalia Maintenaince Systems, i cui
lavoratori chiedono che la società sia inserita nel perimetro aziendale.
( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rotte le trattative.
Air France abbandona il tavolo dopo aver ricevuto una
controproposta sindacale, peraltro accettata da Alitalia e
Fintecna. Si dimette il presidente, Maurizio Prato. I sindacati chiedono al
governo di "assumersi la responsabilità", esautorando il ministro
Padoa Schioppa PAGINA 5.
( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Governo Il pallino a
Padoa Schioppa che però non cede sul prestito Cordata sì o no? Ritorna in pista
l'ipotesi di nuovi acquirenti, ma per cercare ancora serve un finanziamento
ponte Antonio Sciotto Roma La concitatissima giornata di ieri era cominciata
con l'audizione del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa alla Camera:
non si poteva certo presagire la rottura tra sindacati e Air France - che
comunque sarebbe stata decisa qualche ora dopo su un altro tavolo - ma certo
l'accanimento del titolare del Tesoro sul "o si fa l'accordo o rimane solo
il commissariamento" non ha contribuito a rasserenare gli animi. Il
ministro ha ribadito che "al di fuori di una conclusione positiva del
negoziato, un prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di
illegittimità comunitaria, non sarebbe praticabile". Ad
accordo saltato e dopo le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio Prato, le affermazioni del rappresentante del governo
appaiono ancora più allarmanti, perché a questo punto davvero non si capisce
dove si potrà indirizzare la vertenza: soprattutto se si considera che mancano
10 giorni alle elezioni, e che qualsiasi scenario è aperto. Potrebbe
tornare in campo l'ipotesi di una diversa cordata, cavallo di battaglia di
Silvio Berlusconi, il che aumenterà il caos intorno alla compagnia almeno fino
alla conclusione della campagna elettorale, con le relative propagande
incrociate. Ieri sera il portavoce del governo escludeva la convocazione di un
consiglio dei ministri straordinario prima della riunione del cda Alitalia, che si terrà questa mattina: Silvio Sircana ha
spiegato che il Tesoro deciderà il da farsi in base alle valutazioni del cda.
D'altra parte, sono gli stessi sindacati a chiedere una vera e propria
procedura di emergenza, un'unità di crisi che metta in costante collegamento
Palazzo Chigi con l'Alitalia e recuperi quanto di
buono c'è ancora nella compagnia, verificando la possibilità che si facciano
avanti possibili compratori. In ogni caso, da più parti si pressa per la
convocazione di un consiglio dei ministri straordinario, in modo da obbligare
Padoa Schioppa ad ammorbidirsi, dando ossigeno alla compagnia con la
concessione di un prestito ponte. Se poi - come si pensa - verrà scelto un
commissario di nomina governativa, questo se la dovrà certamente vedere con il
dopo elezioni, e dunque sarà fondamentale capire chi le vincerà. Prima della
notizia della rottura delle trattative, Berlusconi tornava a ripetere che
"la privatizzazione di Alitalia è uno dei
possibili danni che si aggiunge a un elenco già lungo che affligge il
Paese", attaccando ovviamente il governo Prodi. "Io - ha aggiunto il
Cavaliere nel corso di un intervento all'Ance - quando sarò al governo darò
concretezza all'appello che ho fatto nei confronti degli imprenditori
sollecitando il loro orgoglio e il loro interesse". Il leader del Pdl
giudica le condizioni poste da Air France "offensive", e il rischio
di un'eventuale cessione è "un assorbimento totale". Dato che le
carte si sono rimescolate, Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale
per la Sinistra Arcobaleno, dice a Berlusconi che è "ora che presenti la
cordata italiana". "Di fronte alla rottura delle trattative tra Air
France e i sindacati dei lavoratori di Alitalia -
sottolinea Ferrero- è venuto il momento di chiarire come stanno le cose.
Berlusconi ha ora il dovere di rendere pubblica la consistenza della cordata
italiana da lui annunciata da giorni". "Berlusconi spera di
convincere gli imprenditori ad acquisirla - ha affermato invece Umberto Bossi,
leader della Lega - Credo però che per gli imprenditori ci sia poco da
guadagnare". Per Bossi, "Alitalia sarà uno
dei primi problemi da affrontare, così come quello dello scalo milanese: per
Malpensa bisogna trovare una grande compagnia aerea che abbia interesse a far
atterrare lì i suoi aerei". Angelo Bonelli, dei Verdi, chiede un consiglio
dei ministri straordinario: "Un altro piano è possibile: la rottura di Air
France rispetto al piano dei sindacati è inspiegabile".
( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Verba votant Do
Nascimento alberto piccinini Non c'è niente di più triste di una metafora
scaduta come una mozzarella. Qualche giorno fa Di Pietro
sferzava Berlusconi a proposito di Alitalia così:
"Ha illuso gli italiani peggio del mago Do Nascimento". Del simpatico
truffatore brasiliano scappato con la cassa di Wanna Marchi e reso
ultrapopolare da "Striscia la notizia" speravamo di esserci liberati.
Due anni fa, Do Nascimento era la figurina preferita del radicale Capezzone:
"Il Premier (Berlusconi ndr) mi ricorda sempre di più
l'indimenticabile mago Do Nascimento, eroe di tante telepromozioni
televisive". "Il mago - aveva insistito lo stesso Capezzone - dava
numeri personalizzati alle sue televittime, Tremonti fa lo stesso con gli
italiani". Per l'Udeur Borgomeo, Tremonti era "il Do Nascimento di
via XX settembre". Per Maurizio Gasparri, invece, i Do Nascimento erano i
sondaggisti Piepoli e Mannheimer, "stregoni strapagati" che non avevano
previsto il "pareggio" del 2006. Diliberto cadde nella trappola poco
dopo: "Se sarà data la grazia a Sofri, lo chiederemo al mago Do
Nascimento". Però Di Pietro fa un salto di qualità nella sua
dichiarazione, bisogna riconoscerlo, ribattezzando Berlusconi "Do
Berlusconiento". "Oggi torniamo coi piedi per terra", conclude
infine l'uomo dell'Italia dei Valori. Magari.
( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Controproposta dei
sindacati. Air France la considera "negativa" e lascia il tavolo. Si dimette Prato, presidente Alitalia. Sotto
accusa Padoa Schioppa: "inqualificabile" Francesco Piccioni Colpo di
scena. Tragico. Al tavolo delle trattative Air France non porta le attese
novità; i sindacati avanzano una controproposta strutturata sui cui Alitalia e Fintecna si dicono adirittura d'accordo; Jean-Cyril
Spinetta raccoglie il cappello e se ne torna a Parigi, per riferire al suo cda.
Ha comunque anticipato il suo parere negativo, spiegato con l'altrettanto ovvia
considerazione che "le organizzazioni sindacali hanno formulato oggi una
proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso. Air
France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le
condizioni per il proseguimento delle trattative", perché "non ha
ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione per dar seguito a
questo schema completamente nuovo". Il contropiano sindacale (Cgil, Cisl,
Sdl, Anpac, Anpav, Avia, Up, Ugl) è imperniato sul ruolo di Fintecna, società
di proprietà dello stato che possiede il 49% di Az Servizi. "Fintecna
trasferirà l'intera quota nella Nuova Alitalia",
determinando così una "maggiore capitalizzazione della nuova azienda,
rendendo più solida la prospettiva di rilancio". Più soldi permetterebbero
di "mantenere il settore Cargo, la dismissione di un numero minore di
aerei di medio raggio, l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio". In
pratica, il "perimetro aziendale" della nuova compagnia
comprenderebbe tutto quello che già c'è (spezzettato in più società). Ma non
viene negata la necessità di "condividere il necessari processi di
riorganizzazione ed efficientamento", compresi "eventuali esuberi di
personale". Materia di trattativa, certamente, ma non una porta chiusa.
Una proposta che avrebbe garantito addirittura meglio Air France, perché la
ricapitalizzazione (un miliardo, prevedevano i francesi) riceverebbe l'apporto
di una società pubblica. E qui si torna a regista negativo di tutta la vicenda Alitalia nell'ultimo anno e mezzo: Tommaso Padoa Schioppa,
ministro dell'economia e perciò titolare del pacchetto azionario in vendita (il
49,9%). Ancora ieri, in parlamento, ha subordinato la concessione di un
prestito-ponte (300 milioni) al raggiungimento dell'accordo dei sindacati. Una
condizione che ha favorito l'irrigidimento di Spinetta (ovvio che un acquirente
cerchi di pagare il meno possibile e ottenere il massimo da un antagonista
debolissimo) e, quindi, l'incartarsi del confronto. La rottura del tavolo ha
aperto una serie di reazioni a catena. Il presidente dell'Alitalia,
Maurizio Prato, si è dimesso subito dopo, prendendo atto che "scade oggi
(ieri, ndr) il termine di avveramento delle condizioni di efficacia del
contratto concluso con Air France-Klm". Per stamane (alle 13) è stato
convocato il consiglio di amministrazione della compagnia. Le dimissioni sono
anche un segnale alla politica. Al ministro Padoa Schioppa in particolare. E'
infatti come se avesse detto all'azionista "mi hai mandato lì e mi hai
lavorato contro". A questo punto il cerino torna per intero nelle mani del
governo, a soli dieci giorni dalle elezioni politiche. E' immaginabile che ci
sarà un consiglio dei ministri straordinario e che il "cerbero dei
conti" dovrà giustificare la sua incredibile incapacità di prevedere gli
effetti delle proprie scelte. Soprattutto quella di non fornire (col
prestito-ponte, per garantire la liquidità nei prossimi mesi) quel margine di
trattativa che tutti chiedevano. I sindacati lo accusano apertamente:
"ancora nelle ultime ore preannunciava il fallimento di Alitalia;
atteggiamento questo inqualificabile per chi ha responsabilità istituzionali e
di tutela del bene pubblico". Nella previsione (scontata) che da oggi ci
sia un crollo delle prenotazioni, i sindacati ganno diramato una nota unitaria
i cui invitano tutti i lavoratori a lavorarere regolarmente, per garantire la
continuità aziendale. Dal governo pretendono invece di "assumersi la
responsabilità piena del futuro di Alitalia unitamente
ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando condizioni di
rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di
ampio respiro attraverso una vera negoziazione".
( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
I
malfunzionamenti di Alitalia spiegati dai
lavoratori: privatizzazioni insensate, consulenti incompetenti, scelte
sbagliate di strategia industriale fr. pi. Roma Tra chi attende di sapere se a
giorni lavoreranno ancora oppure no la temperatura sale. A Napoli, i dipendenti
dell'Atitech - manutenzione "pesante", ma di fatto esternalizzata da Alitalia - hanno prima bloccato strada
d'accesso all'aeroporto. Molti passeggeri hanno dovuto perciò raggiungere a
piedi, bagagli alla mano, i terminal di partenza. Poi, poco prima delle 16, si
sono spostati sul piazzale degli hangar, a un passo dalla pista, sedendosi per
terra in attesa di "buone notizie da Roma". Che però non arrivavano.
Nessun volo è stato comunque costretto a rinunciare le operazioni di
atterraggio e decollo. In questo passaggio c'è stato un momento di tensione con
la polizia, presente in forze, ma la situazione non è mai degenerata. Poi, si
spostano di nuovo e vanno a rioccupare il viale d'accesso all'aerostazione. Una
forma di protesta un po' più drastica di quelle usate finora, confermava
Michele D'Apuzzo, segretario Sdl della Campania, ma "i nostri colleghi
transalpini hanno fatto di peggio per cose molto minori; se non si smuovono
passeremo a forme di lotta più estreme, con o senza il sindacato; ma credo che
faremo 'con'". Snocciolano i dati sui costi comparati: la manutenzione
fatta in Atitech costa 55 euro l'ora, quella Air France quasi 100. Però
l'intenzione dei francesi è di "esternalizzare" molto in Marocco, che
offre tariffe simili a quelle napoletane, ma con tempi di fermo più lunghi (un
aereo in produzione rende, mentre quello in hangar no). Insomma: non conviene
nemmeno economicamente "portare fuori" la manutenzione strutturale.
L'esigenza di "farsi sentire" emerge ormai anche in lavoratori che
fin qui non avevano brillato per conflittualità. E' il risultato delle molte
"ristrutturazioni" che hanno investito la compagnia negli ultimi 15
anni. Ogni volta veniva individuato un comparto da ridurre e tutti gli altri
venivano tranquillizzati ("non vi coinvolgeremo"). Si è così radicata
l'illusione, in molti, di essere "garantiti" a vita se ci si limitava
a fare il proprio lavoro senza farsi notare troppo. Nell'assemblea spontanea
che si è aperta sul piazzale del Centro direzionale della Magliana, ieri, c'è
stato chi ha dovuto ricordare come "in un'azienda che va in crisi ogni
anno nessuno può sentirsi garantito". E' il momento anche dello sfogo. Le
ragazze del call center, che si sono decise a "mostrarsi" (maglietta
bianca con sopra "no call center, no party" e uno striscione "non
staccateci la Spinettà") lamentano di non essere mai nominate come
comparto; e perfino di non sapere bene cosa si stia discutendo - per loro - in
sede di trattativa. Ma lo stesso possono dire molti altri reparti, spesso
addirittura "societarizzati" al di fuori del perimetro Alitalia. E' il caso dei 400 operai dell'Ams di Fiumicino -
manutenzione leggera degli aerei in pista, motori, ecc - che arrivano in corteo
con tamburi, bandiere e fumogeni. E' uno degli impicci più strani, combinato
sull'onda della sbornia per le "privatizzazioni": una società che al
40% è in mano a Lufthansa, il primo concorrente continentale dei francesi. Lo
stesso vale per reparti apparentemente intoccabili, come l'amministrazione o il
centro dati. Dove pure sono stati pagati prezzi inverecondi al clientelismo
politico-affaristico. Esemplare la vicenda del "biglietto
elettronico", la modalità entrata in vigore da poco. Se ne parla dal '99,
ma solo un anno e mezzo fa si è capito che non sarebbe mai stato possibile
rispettare la scadenza fissata dalla Iata (maggio 2008). Nelle classifiche la
compagnia risultava ben oltre il 100 posto, il nucleo di lavoratori interni da
dedicare alla risoluzione del problema non era in pratica formato. In pratica
si rischiava di finire fuori mercato. Poi tutto di corsa: il gruppo di interni
veniva arricchito con una decina di persone provenienti dal call center, ma
venivano reclutati anche 5 consulenti esterni: 3 da Eds (azienda informatica) e
2 da Galileo (altra società ex Alitalia). Si creava
una situazione assurda in cui gli "interni" passavano il tempo a
"formare" i consulenti Eds (rivelatisi incompetenti nella materia
specifica). E intanto i costi lievitavano (voci non verificabili parlano di un
"project manager" non all'altezza, ma che costerebbe circa 800 euro
al giorno). Alla fine gli "interni" sono riusciti a realizzare
l'obiettivo con due mesi di anticipo, collocando Alitalia
al 9° posto (davanti ad Air France, che pure occupa molta più gente su questo
programma). Ciliegina finale: ai lavoratori non è stato dato nemmeno un
"premio di risultato"!.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena In campo anche Gianni Letta Pd e Pdl contro il
Viminale Silvio tratta con il "ribelle" Centrodestra per una
"soluzione politica" ROMA - Nel giorno nero di Alitalia, il Quirinale, palazzo Chigi, il Viminale e tutti i leader
politici sono con il fiato sospeso. Attendono di sapere se Pizza, leader di un
partitino che si chiama Dc, consentirà di andare al voto il 13 aprile, sperano
che una vicenda da azzeccagarbugli non s'infili nel ginepraio delle carte da
bollo, spostando la data delle urne e scaricando sulle massime cariche
istituzionali il peso di un intervento che sarebbe senza precedenti. Il rinvio
delle elezioni. Perché il rischio esiste dopo che il Consiglio di Stato ha
riammesso il simbolo dello scudocrociato, e soprattutto dopo che ieri Amato ha
reso nota l'eventualità. Proprio sul ministro dell'Interno si sono concentrati
gli strali. Strali bipartisan, con Veltroni che ha cercato di mettere una
distanza tra sé e Amato, e con Berlusconi che ha iniziato a imprecare, perché
"in Italia non si capisce mai chi decide: la Consulta, la Cassazione, il
Tar, il ministero... Siamo in una repubblica delle banane e questo governo è il
suo degno rappresentante ". Il Cavaliere è furibondo perché ritiene che
"la responsabilità della panzana" sia del dottor Sottile, e perché sa
che ora gli toccherà sbrogliare la matassa, offrendo a Pizza - suo alleato - una
"soluzione politica", così da porre fine alla tragicommedia. Di
"soluzione politica" parla infatti La Russa, che ieri ha sondato
Pizza, amico da una vita. E alla "soluzione politica" accenna anche
l'ex mastelliano Del Mese, che è candidato con la Dc: "Premesso che di
Berlusconi non mi fido - è la premessa - ci sono due possibilità: che lui
faccia votare i nostri candidati dai suoi elettori oppure... No, niente soldi.
Ci sono altre strade: incarichi di governo, nomine negli enti
pubblici...". La nemesi si abbatte sul Cavaliere, che più voleva disfarsi
dei partitini, più è costretto a subirne le richieste. "Ma insomma -
sbotta Del Mese - che colpa ne abbiamo se Amato ha cercato di favorire Casini
escludendo il nostro simbolo dalle elezioni? Perché di questo si tratta. Amato
voleva aiutare Casini, nonostante fior di sentenze gli sconsigliassero di
cancellarci. E ora - chiosa in modo assai colorito - ha fatto una figura di
m...". La figuraccia in realtà la rischia il Paese, come dice Prodi e come
sostiene anche Fini: "Peggio dell'immondizia di Napoli". Già da
martedì sera, subito dopo la decisione del Consiglio di Stato, era iniziata una
girandola di colloqui per trovare un rimedio: si va da Amato a Gianni Letta,
fino al segretario generale della presidenza della Repubblica. Perché
Napolitano vuole che si disinneschi l'ordigno, e c'è chi nel Pd interpreta
l'attacco di Berlusconi al Colle dell'altro ieri come una sorta di "azione
preventiva ". La sentenza a favore della Dc e il rischio di un rinvio del
voto preoccupa anzitutto Bertinotti e Casini, che dai sondaggi notano come Pdl
e Pd stiano "cannibalizzando" i consensi. Ci sono poi altri motivi:
la Sinistra Arcobaleno è ormai senza più fondi per la campagna elettorale, e i
centristi si vedono minacciati dalle mosse di Pizza. Il leader della Dc ieri ha
chiesto il sequestro del simbolo Udc, ma già la sera prima Casini aveva
avvertito Cuffaro del pericolo. Raccontano che l'ex governatore della Sicilia
abbia ricevuto una telefonata dall'amico "Pier" mentre stava tenendo
un comizio, durante il quale aveva chiesto di votare "per lo
scudocrociato". Dopo il colloquio, Cuffaro ha corretto il messaggio:
"Solo una cosa dovete tenere a mente, il nome di Casini. Non fissatevi sul
simbolo, mettete la croce dove vedete il nome di Casini". Paradossalmente
sarà Berlusconi a togliere le castagne dal fuoco all'ex alleato, offrendo a
Pizza una congrua "soluzione politica". Paradossalmente è su
Berlusconi che Veltroni ieri ha provato a scaricare il costo politico della
vicenda: "Non vorrei che il rinvio del voto - ha detto il leader
democratico - fosse un auspicio del Pdl, che non sente più sicuro il
successo". In realtà, dagli ultimi rilevamenti riservati in suo possesso,
Veltroni sa che il Cavaliere al Senato oggi ha un margine vincente che va da
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10
categoria: BREVI Alitalia La rottura \\
Walter Veltroni Interferenze politiche e annunci sconsiderati hanno fatto
interrompere la trattativa tra Air France e sindacati. Ora il governo si
adoperi per riprendere le fila del negoziato.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Il Cavaliere: con tasse alte legittimati a non pagare Bonaiuti: ma
non inneggia all'evasione. Attacco sulle intercettazioni ll leader pdl: se
escono altre registrazioni su di me lascio l'Italia. Precisazione del portavoce
dopo la frase sullo "stato criminogeno" DAL NOSTRO INVIATO ANCONA -
Oltre una certa soglia di tassazione "lo Stato diventa in qualche modo
criminogeno, autorizza i cittadini a sentirsi autorizzati ad evadere ed eludere
il fisco". è un concetto che Berlusconi ha già espresso in pubblico almeno
una decina di volte, che richiama un dialogo a distanza con il suo elettorato.
Eppure ogni volta che il Cavaliere apre bocca sul tema non riesce a spiegarsi
compiutamente. Del resto il concetto è volutamente tenuto in equilibrio e
dunque è interpretabile in un modo come in un altro. Ieri è accaduto per
l'ennesima volta. Berlusconi fa come al solito riferimento al diritto naturale,
al fatto che "se lo Stato ti chiede il 30% del tuo reddito e non ti dà
servizi corrispondenti poco male, ma se ti chiede il 50% o anche il 60%, come
accade per il costo di alcuni lavoratori, allora ci si può sentire anche un po'
giustificati ad evadere ed eludere le tasse". Insomma "aliquote
giuste, contribuenti onesti", ma la parola incriminata è quel "legittimati",
e poco importa che il portavoce Paolo Bonaiuti si affretti a smentire che
Berlusconi inneggi all'evasione; così come poco importa che il leader del
centrodestra, forse per la prima volta durante una campagna elettorale,
inserisca il tema della lotta all'evasione (che "ci costa il 6% del
Pil") in cima agli obiettivi possibili della sua futura azione di governo.
Berlusconi parla di mattina a Roma, davanti all'assemblea dell'Ance,
l'associazione dei costruttori, quindi di pomeriggio nelle Marche, in piazza ad
Ancona, davanti ad alcune migliaia di persone (la piazza è gremita) e sotto una
lieve pioggerella ("Piove, governo ladro"). Oltre
ad Alitalia e al caso del giorno, la riammissione della lista Dc di Pizza,
davanti agli imprenditori accenna al tema delle intercettazioni, per annunciare
una stretta legislativa e dire che "continuo ad usare il mio telefonino
con la più ampia libertà, ma se escono fuori di nuovo delle registrazioni su di
me lascio il Paese". Nel capoluogo delle Marche il leader del Pdl
conclude il comizio dicendo alla folla di "andare a convincere gli
infedeli, per diffondere il verbo della libertà". Il suo profilo politico
come religione è accostamento forse non inedito ma certamente non fra i più
abusati. è più ascoltato invece il discorso sul Senato, anche questo
altalenante come gli argomenti sul fisco: in piazza dice che "se non
avremo un numero sufficiente di senatori non potremo operare, perché quelli a
vita sono dalla parte della sinistra". In un intervista al Corriere Adriatico
si dice invece convinto che non accadrà: "Al Senato non ci sarà alcun
pareggio, avrò una buona maggioranza, con l'opposizione cercheremo come è
giusto un dialogo solo sulle riforme delle regole e delle istituzioni".
Come ogni giorno un attacco a Di Pietro: "Il campione delle manette che ha
sbattuto in galera migliaia di gente innocente ". E ancora un invito
"non gettare al vento il voto per il Senato, scegliendo i piccoli partiti
del centrodestra che non hanno chances di eleggere un solo senatore". Marco
Galluzzo Su il bavero Silvio Berlusconi ieri all'Ance, l'Associazione nazionale
dei costruttori edili (Daloiso).
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La lettera del numero uno "Usati dai politici Adesso può salvarla
solo un esorcista" ROMA - Un addio che è anche un "j'accuse" nei
confronti del mondo politico e delle sue ingerenze, acuitesi in campagna
elettorale, nella vita della maggiore compagnia nazionale. Che ora rischia il
fallimento. Diciotto righe che terminano con un "Grazie a tutti voi.
Maurizio Prato". Così, senza nemmeno il titolo di presidente che ricopriva
dal primo agosto. Come se invece fosse uno dei tanti lavoratori di Alitalia. è il saluto che Prato, tredicesimo presidente
della compagnia, ha inviato "a tutti i dipendenti" pochi minuti dopo
aver preso la decisione di lasciare l'incarico assunto il primo agosto 2007.
"Lascio - spiega il manager di Foligno - a seguito del mancato
raggiungimento dell'accordo con le Organizzazioni sindacali sulla proposta
vincolante del Gruppo Air France- Klm". Poi un chiarimento circa la natura
della decisione: "Non è un abbandono il mio - precisa -. Ho lottato con
tutte le mie forze e con il pieno supporto del management aziendale, che
ringrazio di cuore, per risolvere la drammatica situazione nella quale versa la
compagnia sotto il profilo economico-finanziario, pur in un costante e
pressoché generalizzato clima ostile che nulla ha a che vedere con l'effettiva
tutela di chi lavora nell'azienda e per l'azienda". Parole semplici ma
dure che lasciano intravedere la fatica di aver guidato la compagnia aerea nel
periodo più difficile: subito dopo il fallimento della gara messa a punto dal
Tesoro e gestita dal predecessore Berardino Libonati. A Prato il governo aveva
affidato un mandato più complesso: farsi carico della crisi
della compagnia e avviare in prima persona la ricerca di un partner che potesse
assicurare un futuro ad Alitalia. Un compito cui Prato si è affezionato, con la caparbietà che
gli è propria, e che lo ha guidato in altri incarichi pubblici. Ma Alitalia è un'altra cosa: "Questa azienda ha una maledizione: solo
un esorcista può salvarla" avrebbe detto ai sindacati.
"Intendo dare un segnale - scrive ora Prato - che possa indurre le
Autorità di governo a valutare con estrema attenzione come il contesto esterno
fortemente penalizzante in cui tutta la vicenda si è svolta, in particolare con
l'apertura della campagna elettorale, rischi di compromettere ingiustamente il
futuro della compagnia e dei suoi appartenenti ". Un modo forse per
invitare la politica a rioccuparsi di Alitalia solo
dopo il voto. Ma l'ultimo appello è rivolto ai dipendenti e rivela
l'attaccamento del manager ai lavoratori di Alitalia:
"Unitamente al ringraziamento per il lavoro da tutti compiuto, per lo
spirito di servizio dimostrato e per il forte senso di appartenenza, rivolgo un
caldo invito alla fiducia: Alitalia è viva; la Vostra
forza, se sarete compatti e penserete con la Vostra testa, potrà ancora
salvarla!". Prato, a metà del suo lavoro, aveva espresso il desiderio di
ritornare al più presto a guidare la società pubblica Fintecna. Un proposito
che adesso assume un significato diverso, visto che proprio Fintecna è stata
indicata, nella proposta dei sindacati, come la società che dovrebbe entrare
nel capitale della Nuova Alitalia. Antonella Baccaro
Oggi il board della compagnia sarà chiamato a discutere le dimissioni di
Maurizio Prato Il manager Maurizio Prato, tredicesimo presidente Alitalia, era stato nominato il 1Ë? agosto dello scorso anno
in sostituzione di Berardino Libonati rimasto in carica meno di sei mesi.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Alternative Dopo lo stop improvviso di Air France. Il ruolo di
Intesa Il dossier AirOne e il piano dei banchieri MILANO - La parola
"fallimento " ancora nessuno ha il coraggio di pronunciarla. Anche se
l'uscita di scena di Air France-Klm mette Alitalia
davanti a una scelta difficile, è improbabile che la compagnia porti i libri in
Tribunale. Certo, il commissariamento a molti appare l'unica strada possibile
adesso. In effetti pensare a un'alternativa "di mercato " che possa
rimettere in pista la compagnia di bandiera sembra azzardato. A meno che non
ritorni in campo quella AirOne che nei mesi scorsi anche a colpi di ricorsi e
con l'eventuale assistenza di Intesa Sanpaolo, si era fatta
avanti per privatizzare l'Alitalia. Il patron di AirOne, Carlo
Toto, non ha mai fatto mistero di voler arrivare fino in fondo, da vincitore.
Anche a costo di portare la vendita di Alitalia in
Tribunale (uscendone però sconfitto), ha fatto di tutto per rientrare in gioco.
Intesa, invece, dopo essersi spesa molto per promuovere l'offerta in cordata
con Toto, in queste settimane era apparsa più defilata vista la concorrenza di
rango di Air France. Dopo l'esclusiva concessa a Spinetta, l'amministratore
delegato della banca milanese, Corrado Passera, ha riposto il dossier chiarendo
che non sarebbe stato possibile fare alcuna offerta. Almeno finché sarebbe
stata in piedi la trattativa con Air France. Ora che il tavolo è saltato si
rimetterà al lavoro? Difficile dirlo. La situazione non è un mistero sia stata
complicata dalle imminenti elezioni. Anche se va detto che AirOne-Intesa,
insieme ai consulenti della Seabury, ha passato mesi a studiare nei minimi
dettagli il salvataggio della compagnia. Certo, adesso c'è anche la cordata
lanciata da Silvio Berlusconi che, pur in fase embrionale, sta cercando di
prendere forma. Bruno Ermolli, il consulente incaricato dall'ex premier di
sondare gli interessati, ci sta lavorando. Tra veri e presunti sono molti i
nomi circolati: da Salvatore Ligresti a Diana Bracco ai Moratti a Miro Radici a
Marcellino Gavio, quest'ultimo sollecitato a partecipare dallo stesso
Cavaliere. Ma ci vuole tempo prima che una soluzione terza possa prendere
corpo. AirOne, sempre che Intesa decida di tornare in campo, può disporre di un
piano perlomeno già delineato e magari imbarcare nuovi partner. Per rientrare
in gioco Toto ha posto una condizione preliminare al governo: la concessione di
due-tre settimane per fare una due diligence sui conti aggiornati della
compagnia di bandiera. In realtà non è che ci sia poi tutto questo tempo a
disposizione. A meno che, chiunque sia il potenziale "salvatore", non
preferisca aspettare che un commissario faccia pulizia, per poi rientrare in
gioco e gestire l'eventuale rilancio. Federico De Rosa AirOne Il piano.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ssibili sono due: o
rinvio di tutta la partita a dopo le elezioni o il commissariamento: con la
consapevolezza che, in questo caso, senza un nuovo partner industriale, la
compagnia non andrebbe lontano. Insomma, neanche la legge "salva Parmalat"
servirebbe a molto. Perché il gruppo di Tanzi era un'azienda sana oberata dai
debiti. Alitalia perde uno-due milioni al giorno perché non riesce a stare sul
mercato. Non a caso la strada del commissariamento la vorrebbero evitare tutti.
Perché nessun commissario potrebbe fare miracoli. Perché quando i fornitori
incominciano a chiedere di essere pagati in contanti, quando chiedono la
chiusura delle fatture aperte, un amministratore deve fare i suoi passi.
Quali? Qualunque commissario (in questi giorni si è fatto il nome di Enrico
Bondi) avrebbe una missione precisa: mantenere Alitalia
in attività e ricollocarla sul mercato, dividendo fra i creditori quanto sia
riuscito a ricavare. Come farlo? La strada è già tracciata. Appena arrivato
alla cloche, il commissario farebbe due manovre immediate: il congelamento dei
debiti (l'indebitamento è di circa 1,2 miliardi) e un piano di riduzione
drastica dei costi per gestire al meglio la cassa (alimentata dal credito
privilegiato delle banche o da un prestito ponte). Le prime voci da tagliare
sono quindi quelle che non si possono congelare: gli affitti degli aerei (oltre
300 milioni su 2,7 miliardi di costi per servizi nel 2007), il carburante
(oltre un miliardo l'anno scorso), le assicurazioni e gli stipendi (839
milioni). Dal punto di vista operativo, rimarrebbero a terra almeno 70-80 aerei
sui 174 attuali, secondo le cifre che circolano al Tesoro. Praticamente il
doppio delle macchine ipotizzate da Air France. Addio quindi a oltre metà delle
rotte di lungo raggio, da Malpensa ma anche da Fiumicino. Poi, il taglio secco
coinvolgerà le rotte in perdita. E a soffrire saranno senz'altro le rotte
minori. Immediate le conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa
integrazione per circa 3.000 dipendenti (circa 2.100 assistenti di volo e 900
piloti). Ma gli ammortizzatori sociali non risparmierebbero altre 2.000 unità
tra il personale di terra (almeno metà della manutenzione). Poi scatterebbero
le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia
all'attività essenziale, il manager liquidatore dovrebbe vendere, magari
all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può rientrare in campo Air
France. E a quel punto, Parigi, Lufthansa o una cordata italiana avrebbe
l'occasione di acquistare Alitalia senza debiti.
R.Amo.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE No di Air France. Prato: ho fallito, vado via Spinetta: proposta
sindacale inaccettabile. Compagnia nel caos. Lo spettro del commissario Azioni
sospese in Borsa Il manager francese: "Volevano li accudissi come ha fatto
lo Stato" L'ipotesi Lufthansa ROMA - Il volo delle 21.25, ieri sera, ha
riportato il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a Parigi. La
trattativa con i sindacati di Alitalia è fallita. I
francesi hanno respinto l'ultima proposta avanzata dalle 8 sigle al tavolo. Il
capoazienda, Maurizio Prato, si è dimesso. Il cda deciderà se accettare o
portare i libri in tribunale. Ma i sindacati s'oppongono: chiedono un
"tavolo permanente di crisi" per traghettare la compagnia fino a dopo
il voto. E forse già pensano a un'altra trattativa, con un altro acquirente: il
più quotato è Lufthansa. E persino al ritorno dei francesi. In un'altra fase. è
l'epilogo di una giornata partita male e finita peggio. Eppure tutto era già
successo martedì. La proposta killer che ha liquidato i francesi, preparata da
Cgil e Cisl, che prevedeva il rientro di tutte le attività
di Az Servizi in Alitalia e l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova società, era
già scritta. La conosceva Prato, che aveva previsto la contrarietà dei
francesi, ma che in un estremo tentativo aveva dato l'assenso informale di Alitalia e Fintecna. La sapeva il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, che l'aveva subito avversata e che ieri in un'audizione
alla Camera ha ribadito che non c'erano alternative ai francesi. Ne era al
corrente soprattutto Spinetta, che aveva anticipato il "no" ai
sindacati. Il manager martedì sera era amareggiato: "Non so più cosa fare
- confidava ai suoi, a cena -. So cosa vorrebbero i sindacati: sostituire allo
Stato italiano, che finora li ha accuditi come un padre, l'aiuto di Air France.
Ma io non posso ". Tutto previsto. L'incontro alla Magliana, mentre i
lavoratori organizzati dalla Cub protestavano ai cancelli e quelli di Atitech
occupavano lo scalo napoletano, la formalizzazione della proposta sindacale
unitaria (esclusa la Uil, rimasta fuori dal tavolo), la risposta di Spinetta.
"Air France-Klm - recita la nota finale - non ha ricevuto alcun mandato
dal consiglio per dar seguito a questo schema completamente nuovo. Nel merito
questa proposta, volta a mantenere nel perimetro di Alitalia
attività pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido
ritorno alla redditività". Spinetta riunirà comunque il consiglio per
sottoporgli la proposta ma il manager ha già detto di dubitare che verrà
accettata "perché richiede molti mesi di lavoro e di riflessione"
mentre i problemi di Alitalia "vanno affrontati
oggi". L'abbandono di Air France ha scosso Prato: "Serve una scossa:
- avrebbe detto ai sindacati - ho fallito e devo dare un segnale
personale". Un preannuncio delle dimissioni che sono arrivate mezzora
dopo, alle 20.30, con una lettera affettuosa ai dipendenti che di certo il
manager aveva pronta. I sindacati l'hanno atteso fuori dalla porta. Il loro
auspicio è che il cda oggi ne respinga le dimissioni e che Prato traghetti la
compagnia, anche nelle vesti di commissario, fino a dopo il voto, sfruttando i
178 milioni appena incassati. Non è facile che Prato accetti. Oggi Alitalia sarà sospesa in Borsa. I sindacati, che hanno
invitato i lavoratori a sospendere le proteste, hanno in mente uno schema che
avrebbe già un consenso politico bipartisan: "Proseguire nel piano stand
alone, ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo,
per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione
". Traduzione: lo schema rifiutato ieri da Air France può andar bene a
qualcun altro. C'è chi parla di contatti già avviati con Lufthansa. Il tutto in
un clima diverso, dopo il voto, facendo emergere imprenditori e banche promessi
da Berlusconi. Spazio al prossimo governo dunque, perché Alitalia
resti italiana. Ma intanto però c'è da evitare il fallimento che verrebbe
accollato a Prodi: un punto su cui il partito di Walter Veltroni sarebbe stato
nettissimo. A. Bac. Rottura Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta
ieri ha preso atto "con rammarico della rottura dei negoziati" con i
rappresentanti dei sindacati di Alitalia che, ha
sottolineato, "non dipende da noi".
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Maroni: Malpensa comunque sarà rilanciata Incontri digitali su
Roberto Maroni "La Lega Nord fa il tifo affinché la trattativa con Air France-
Klm fallisca. E per un solo motivo: il piano strategico dei francesi prevede
che Malpensa chiuda". Non solo: "Alitalia se
ne può pure andare, la sostituiremo con altri vettori". E quanto allo
scalo varesino, tornerà a nuova vita: "Ci vorranno almeno due anni",
nel corso dei quali "ci sarà da soffrire". Ma poi decollerà perché
"già oggi è l'hub più puntuale d'Europa". Roberto Maroni, capogruppo
della Lega Nord alla Camera, ne è convinto e lo ribadisce più volte nel corso
della videochat con i lettori di Corriere.it. "I
destini di Malpensa e quelli di Alitalia - spiega
- sono e restano separati" e la compagnia di bandiera, "potrà
comunque essere salvata con la legge Marzano, come è avvenuto per Parmalat e
Volare". E se Alitalia fallisse - lo incalza un lettore - Malpensa non ne soffrirebbe
di più? "Più di quanto stia soffrendo a seguito di questa politica
scellerata? No, non è possibile".
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Colpo di scena alle sette di sera. Air France ha abbandonato il
tavolo di trattativa con i sindacati respingendo l'ultima proposta (anzi la
controproposta) che le otto sigle (non era presente la Uil) avevano presentato
nel pomeriggio in risposta alle "aperture" di Jean Cyril Spinetta.
Insomma è rottura. Traumatica perchè si è dimesso anche il
presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Salta così l'offerta di Parigi per acquisire l'Alitalia. "E' una proposta inaccettabile - ha puntualizzato il top
manager del vettore transalpino abbandonando la sala riunioni insieme al suo
staff - perchè non rientra nel mio mandato. Sono contrario a livello
personale. Comunque presenterò la proposta al mio cda, ma dubito possa essere
accettata perchè servirebbero molti mesi di lavoro e di riflessione che Alitalia non può sostenere perchè i problemi non possono
aspettare". Più tardi un comunicato della compagnia francese: "La
proposta dei rappresentanti dei lavoratori è incompatibile con l'obiettivo di
un rapido ritorno alla redditività, si vogliono mantenere nel perimetro Alitalia attività pesantemente deficitarie". Capitolo
chiuso? Forse. Ma non è scontato anche se la strada, che era in salita, è
diventata una improbabile arrampicata. In mattinata il ministro Padoa-Schioppa
in Commissione Trasporti della Camera aveva prospettato l'ipotesi del
fallimento: "Quella di Air France è l'unica carta, l'unica offerta
concreta, se non andasse in porto si ricorrerebbe alla legge Marzano".
L'ultima offerta presentata dai sindacati, in pratica, ha riportato la loro
posizione sulla linea del vecchio fronte, con una novità, quella della richiesta
di conferire l'intera quota posseduta da Fintecna in Az-Servizi con l'obiettivo
di far accrescere il capitale della nuova azienda "rendendo più solida la
prospettiva del rilancio di Alitalia". Risorse
che sarebbero utilizzate in parte per l'ingresso di aerei di lungo raggio. Per
il resto è stato chiesto il mantenimento del settore cargo, la dismissione di
un minor numero di aerei di medio raggio. E soprattutto che nel
"perimetro" aziendale siano mantenute le attività di Alitalia-Fly e Alitalia-Servizi.
Quindi nessuno smembramento. In cambio si sarebbe garantita la disponibilità a
"condividere i necessari" interventi di riorganizzazione compresi gli
esuberi di personale, attraverso esodi incentivati, mobilità, contratti di
solidarietà e cassa integrazione. Un pacchetto ben diverso da quello offerto da
Spinetta con l'entrata in flotta di 2 Boeing 777 già dall'anno prossimo,
l'anticipazione delle sostituzioni degli Md-80 con gli Airbus 321, la
disponibilità a rivedere i tempi di dismissione del cargo, la possibilità di
mantenere l'attività del polo napoletano di Atitech. Posizioni difficilmente
conciliabili anche per la rigidità dimostrata dalla "base". I
lavoratori Atitech hanno bloccato a più riprese lo scalo di Capodichino
determinando pesanti disagi per i passeggeri; un'assemblea spontanea di piloti
a Fiumicino ha diffidato i propri rappresentanti "a non sottoscrivere
alcun accordo che prevedesse la dismissione di aeromobili". E comunque non
prima di un referendum "preventivo e vincolante". I sindacati hanno
immediatamente chiesto un "immediato intervento del governo", intanto
con un rapido confronto e poi hanno auspicato la creazione di una unità di
crisi con manager, organizzazioni sindacali e lavoratori per gestire la
situazione e garantire l'operatività aziendale. Secondo Guglielmo Epifani
(Cgil) "il no di Air France mette fine alle possibilità di trovare
un'intesa. Noi avevamo presentato una proposta seria e responsabile mentre il
piano francese presentava troppe incertezze". "Serviva un rinvio - ha
sottolineato Luigi Angeletti (Uil) - per evitare il bivio tra bere e rompere.
Non ci hanno seguito". Per Renata Polverini (Ugl) "il rifiuto di
Spinetta smentisce ogni principio di condivisione".
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-03 num: - pag: 60
categoria: BREVI Film e programmi Hoffman avvocato contro le armi Un folle fa
strage in un ufficio prima di suicidarsi. La vedova di una vittima fa causa
all'azienda di armi. Il suo avvocato (Dustin Hoffman) sfida un corrotto (Gene
Hackman, foto con Hoffman). La giuria Raitre, ore 21.05 Gnocchi e le fantasie
degli italiani Gene Gnocchi (foto) fa un viaggio nelle fantasie più nascoste
degli italiani. Ospiti in studio l'arbitro Walter Cinciripini, la sessuologa
Silvia Beccacini, una escort, Wilma De Angelis. Artù Raidue, ore 23.50
Capotondi e Caparezza da Chiambretti Ospiti di Piero Chiambretti in questa
puntata l'attrice Cristiana Capotondi (foto) e il rapper Caparezza che
presenterà li suo primo libro "Saghe mentali" (Rizzoli). Markette
La7, ore 23.50 La D'Urso e i record più strani Barbara D'Urso (foto) alle prese
con i record del Guinness dei Primati: l'uomo più alto del mondo (
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - A Francoforte non hanno mai smesso di crederci. E adesso, dopo la
clamorosa uscita di scena di Air France, stanno scaldando i motori per tornare
in gioco da protagonisti. I tedeschi di Lufthansa, che pochi mesi fa avevano
partecipato alla gara per l'acquisizione della nostra compagnia di bandiera,
hanno il dossier aperto sul tavolo. E già ieri sera, secondo quanto risulta a
Il Messaggero, pochi minuti dopo l'annuncio di Spinetta, hanno
cominciato a ragionare su come avviare la procedura di avvicinamento ad Alitalia. Per arrivare, in tempi rapidi, ad un accordo condiviso, globale
e strategico. Non è escluso che nelle prossime ore, nella massima riservatezza,
vengano avviati i primi contatti informali con le autorità italiane e, in un
secondo tempo, con i sindacati. Di certo l'esperienza dei francesi potrà
essere utile per evitare di compiere passi azzardati. I tedeschi sono infatti
decisi a scoprire le carte solo quando il quadro politico sarà più chiaro e,
ovviamente, dopo un attenta analisi dei conti del pianeta Alitalia.
Per questi viaggeranno a fari spenti. Consapevoli dei rischi e di un eventuale
ritorno di fiamma di Parigi, magari in extremis. Fonti vicino al dossier
ricordano comunque che la compagnia guidata da Wolfgang Mayrhuber ha sempre
seguito con attenzione l'evolversi della trattativa. In sostanza, i tedeschi
sono stati alla finestra in attesa di sviluppi, ma hanno contestualmente evitato
di pestare i piedi ai concorrenti francesi. Adesso, naturalmente, cambia tutto.
Prudenti per natura gli uomini di Lufthansa non vogliono però affrettare i
tempi. Tante le variabili oggetto in queste ore di attenta analisi. Prima di
tutto quelle politiche, con il delicato passaggio delle elezioni politiche
ormai alle porte, le mosse di Berlusconi e quelle di Veltroni. Dichiarazioni,
specialmente quelle del leader del Pdl, che in questi giorni sono state
vagliate e radiografate. Ma la condizione-chiave per scendere in pista era ed è
sempre stata legata al fallimento della trattativa con Air France. Fallimento
che si sta consumando dopo il "no" dei sindacati al piano di Spinetta
e, fatto non secondario, all'ostilità dichiarata di Silvio Berlusconi. Dati incontrovertibili.
Che si uniscono alla necessità, ribadita recentemente proprio dal numero uno di
Lufthansa, di crescere su un mercato appetibile come quello italiano. Anche in
vista delle prospettive che l'Expò di Milano può creare in termini di traffico
aereo e fatturato. I tedeschi, qualora dovessero arrivare al traguardo,
punteranno comunque forte sopratutto su Fiumicino, considerato lo snodo
principale, l'hub da valorizzare, in questo condividendo la scelta già fatta
dai francesi. Per Malpensa immaginano invece uno scenario diverso. Comunque di
sviluppo. Sotto il profilo economico Lufthansa si sente tranquilla.
"Abbiamo i mezzi - ha spiegato Mayrhuber - tecnici e finanziari per
procedere ad acquisizioni e le giuste motivazioni per farlo". Parole
pronunciate solo 20 gionni fa. Ora diventate attualissime. Ma i tedeschi
scenderanno in campo da soli o con una cordata tricolore? La scelta ovviamente
non è stata ancora compiuta, ma una partnership è una ipotesi molto realistica.
Lo schema potrebbe essere questo: un socio industriale internazionale forte, i
tedeschi appunto, insieme ad un pool di industriali e, magari, alla Air One di
Carlo Toto. Proprio quest'ultimo ha accolto certamente con soddisfazione
l'addio dei francesi, che ha considerato sin dall'inizio della gara, fin troppo
favorito dal governo. Di fatto lo scenario che si profila riapre anche per Air
One nuove possibilità. Dal quartier generale della compagnia non trapelano
dichiarazioni ufficiali, ma i collaboratori più stretti dell'imprenditore fanno
sapere che un piano industriale, aggiornato ed implementato, è già pronto a
decollare. Anche qui a patto che il quadro politico si chiarisca. In maniera
definitiva. Così come lo scenario legato alla sorte di Alitalia,
appesa all'amministrazione straordinaria.
( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FABRIZIO RIZZI
ROMA - Romano Prodi accusa i sindacati, "grave "errore quello di
rompere perchè la prospettiva era seria e concreta". E chiede che "le
fantomatiche cordate, se c'erano, ora saltino fuori". Attacca Berlusconi. "E'
possibile" che Alitalia sia stata
vittima della campagna elettorale. Mentre Walter Veltroni sollecita il governo
di adoperarsi "per cercare di riprendere i fili della trattativa,
richiamando tutte le parti al senso di responsabilità". Punta il dito
contro Berlusconi per le "interferenze elettorali" e gli
"annunci sconsiderati" che hanno interrotto il negoziato. A
tarda sera, quando l'addio di Jean-Cyril Spinetta per acquistare il vettore, è
stato avvertito come un terremoto nei palazzi romani, il presidente del Consiglio,
in trasferta a Bucarest, per partecipare a un vertice Nato, fa sentire la sua
voce, rammaricandosi del fallimento con Air France (era "una trattativa
che dava in prospettiva una buona riuscita di vita e di ripresa"). Se da
un lato c'è un'accusa al sindacato perchè, secondo il premier, "si devono
assumere la responsabilità" della rottura, dall'altro ce n'è, un'altra,
per le cordate annunciate da Berlusconi, mai materializzatesi. Chiede:
"Ora saltino fuori". Il premier non pensa che il governo possa fare
qualcosa. Anzi, "credo che si possa fare ben poco a questo punto. Il
Consiglio dei ministri cosa può dire in questa fase? Nulla". Il Professore
si terrà in contatto, con il ministro Padoa-Schioppa e con i vertici Alitalia, che hanno convocato per oggi il Cda. Anche
Veltroni è sulla stessa lunghezza d'onda del premier, sollecitando:
"Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi
istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore". Senza mai
citare Berlusconi o il Pdl, il leader Pd aggiunge: "Le interferenze
politiche, gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità
hanno fatto interrompere la trattativa tra Air France e sindacati".
Malgrado gli impegni elettorali in Sardegna, il candidato premier Pd è
continuamente rimasto in contatto con esponenti del governo e del sindacato.
Quando i "rumors" su un imminente strappo, cominciavano a diffondersi
a metà pomeriggio, Veltroni ha parlato con il ministro Bersani. Ed altri leader
del Pd hanno iniziato a fare pressing su Epifani, segretario Cgil. Intanto,
Umberto Bossi, rileva: "Alitalia è un grosso
problema ereditato dal passato. Berlusconi spera di convincere gli imprenditori
ad acquisirla, credo però che per gli imprenditori ci sia poco da
guadagnare".
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Colpo di scena nella trattativa Alitalia. I francesi
rifiutano la proposta dei sindacati e se ne vanno Air France ha gettato la
spugna Air France molla la presa su Alitalia. Il presidente
della compagnia transalpina, Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa
con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto
della flotta italiana. Il manager d'oltralpe si è impegnato a presentarla al cda di Parigi,
ma dubita che sarà accettata. La mossa ha provocato l'uscita di scena dell'ad
di Alitalia, Prato, che si è dimesso. Oggi è previsto
un cda straordinario. Per il commissariamento spunta il nome di Enrico Bondi.
Lombardo e Usai alle pag. 4 e 5.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: BREVI Il rischio commissario Dopo la rinuncia di Air France-Klm e le
dimissioni del presidente Maurizio Prato su Alitalia, incombe il
rischio commissariamento 2.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena La preoccupazione di Rutelli in corsa per il
Campidoglio Prodi "rompe" con i sindacati "Ora aspetto le
cordate fantasma" Veltroni: intervenga il governo. La replica: cosa
possiamo fare? ROMA - Che dopo la deflagrazione della trattativa per l'Alitalia possa deflagrare, sia pure soltanto psicologicamente, anche il
centrosinistra, ne è consapevole Alessandro Bianchi. Che in cuor suo non faceva
salti di gioia davanti alla prospettiva che la compagnia di bandiera finisse ai
francesi. E se oggi avverte tutti che "la cosa più importante ora è tenere
i nervi saldi", vuol dire che il rischio che a qualcuno saltino in
piena campagna elettorale, effettivamente c'è. A chi è rivolto il suo appello?
Forse al ministro dell'Economia Tommaso Padoa- Schioppa, possibile arbitro
"tecnico " di una partita che sembra avere ormai persa? Più
probabilmente, invece, al premier Romano Prodi, nella speranza che riporti la
trattativa a palazzo Chigi. Rimettere la questione dell'Alitalia
nelle mani della politica: non era altro che questo il disegno di chi ha
giocato la carta Fintecna. Una carta, tutti lo sapevano, che avrebbe fatto
saltare il banco. Provocando l'esultanza di molti nello schieramento di Silvio
Berlusconi, impegnati a brandire il caso Alitalia come
clava elettorale. Ma Raffaele Bonanni, considerato il vero artefice di questa
operazione, rigetta qualunque ipotesi di collegamento fra la sua mossa e i
tentativi di spallata alla trattativa con Air France già verbalmente inferti dal
leader del centrodestra. La sua fedeltà "politica" in questa campagna
elettorale al conterraneo Franco Marini, presidente del Senato e margheritino
del Pd, sarebbe fuori discussione. Se è davvero così, il Cavaliere sarebbe
rimasto alla finestra di una partita tutta giocata nello schieramento opposto.
Pronto ad approfittarne, ora o dopo le elezioni, chissà, calando sul piatto
qualche candidato a sorpresa. Come un personaggio del calibro di Salvatore
Ligresti. Da settimane Prodi e Veltroni, a cui Bonanni ha prospettato
l'eventualità di un intervento di Fintecna, si rigiravano fra le mani la patata
bollente. Nonostante gli appelli, Prodi aveva però sempre resistito alla
richiesta di scendere in campo in prima persona: evidentemente convinto, come
ha sempre sostenuto Padoa-Schioppa, che riportare le decisioni a palazzo Chigi
avrebbe comportato il rischio di tornare ai giochetti del passato e ai veti
sindacali. Senza considerare la possibilità di rogne legali. Il patatrac gli
farà riconsiderare la situazione? Da Bucarest, dove si trovava ieri, il
presidente del Consiglio ha detto che la rottura "è stata un grande errore
perché la prospettiva era seria e concreta e i sindacati se ne devono assumere
la responsabilità", augurandosi ironicamente che "ora le fantomatiche
cordate saltino fuori". Quanto al governo, "il consiglio dei ministri
non potrebbe decidere nulla". Ed è una doccia gelata per chi spera nel suo
rientro in campo. Forse anche per lo stesso Veltroni, che in tutte queste
settimane ha dovuto subire l'incalzante e spericolata iniziativa di Berlusconi,
e in un intervento di palazzo Chigi magari ci sperava. Ha commentato ieri il
leader del Partito democratico. "Le interferenze politiche, gli annunci
sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità hanno fatto
interrompere la trattativa fra Air France e i sindacati. Cessino immediatamente
le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di
trovare la soluzione migliore". Più chiaro di così? Senza contare che
questa soluzione potrebbe alleviare pure le ansie del fronte rutelliano. Per la
terza volta candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli è alle prese con una
campagna elettorale imprevedibilmente difficile. I sondaggi lo danno intorno al
50% e c'è chi intravede lo spettro del ballottaggio. Ci mancherebbe soltanto la
rogna di Fiumicino. Sergio Rizzo \\ Un altro compratore? Non c'è il nome né il
progetto - dice Padoa-Schioppa - quindi l'alternativa è un sogno.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il senatore Pd Morando: confederazioni rigide, che errore ROMA -
"Certo, quello dei sindacati nella trattativa Alitalia rischia di essere un errore grave". Enrico Morando ( nella
foto), senatore del Pd, ha un solo dubbio, "che quello dei rappresentanti
dei lavoratori sia un irrigidimento studiato, in una trattativa difficile,
ammorbidire la posizione degli interlocutori. Speriamo ". "Non
credo che i sindacati stiano facendo il gioco di Berlusconi, ma se davvero
hanno presentato una piattaforma così rigida da indurre francesi ed olandesi,
che sono poi gli unici interlocutori, ad abbandonare il tavolo - dice Morando -
sarebbe veramente difficile dare una valutazione positiva a questo
atteggiamento". Spinetta sostiene che la proposta sindacale avrebbe
bisogno di mesi per essere approfondita "e questo mi lascia sperare bene.
Sembra lasciare una porta aperta all'intervento del governo nella vicenda
". Padoa-Schioppa ha detto che senza prospettive del prestito ponte non se
ne parla, "ma tutto cambierebbe se Air France accettasse di allungare i
tempi del negoziato ". In caso contrario "si aprirebbe la strada del
fallimento, certamente la peggiore". Quanto alla cordata Berlusconi,
aggiunge Morando, "ora c'è silenzio, ma mi sarei aspettato canti di
vittoria da chi fino a ieri ha lavorato per far saltare la trattativa. Poi che
credibilità può avere Berlusconi? Ha avuto cinque anni per risolvere i problemi
di Alitalia e non ha fatto nulla e oggi chiede 48 ore
di tempo per mettere insieme una cordata?". M. Sen.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: BREVI Protesta alla Magliana Anche ieri i lavoratori Alitalia hanno
protestato davanti al quartier generale della compagnia.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Lo stop e le conseguenze No definitivo francese Air
France-Klm ritiene che non ci siano più le condizioni per proseguire le
trattative con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia 1.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il deputato Fi Sacconi: esecutivo incapace di trattare ROMA -
"Il problema non è la responsabilità dei sindacati". Il vero guaio,
sostiene Maurizio Sacconi ( foto), deputato di Forza Italia, "è stato
quello di averli lasciati soli a gestire questa trattativa. Il tavolo doveva
essere integrato dal governo, era lui che doveva reggerlo, non i
sindacati!". Quel tavolo avrebbe dovuto "veder rappresentati gli
interessi dei lavoratori, che sono 50 mila persone tenendo
conto anche dell'indotto che gravita su Alitalia, ma anche
quei profili di interesse nazionale, come gli accordi internazionali, che- dice
Sacconi - sono propri dello Stato e che lo Stato non può delegare ai sindacati
". Anche se la trattativa sembra essere scivolata sulla ristrutturazione
aziendale. "Peggio ancora. Sarebbe un errore ancor più grande, da
parte dell'esecutivo, che ha scaricato sui sindacati questa
responsabilità". Ora il centrodestra "si augura che il tavolo con Air
France vada avanti, che si faccia una ricognizione approfondita e che questa
porti a una modifica del loro piano, ma la composizione degli interessi in
gioco la deve fare il governo, non altri. Ma come - insiste Sacconi - il
governo ha gestito le trattative per la ristrutturazione e il salvataggio di
aziende piccolissime e non fa niente per l'Alitalia?".
Certo, se la proposta dei francesi restasse "irricevibile e
offensiva", come dice Berlusconi, "allora si dovrebbero cercare altre
soluzioni. Ma resterebbe la responsabilità del governo Prodi: non si fa una
trattativa con un interlocutore unico per farsi dire, alla fine, prendere o
lasciare". M. Sen.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-03 num: - pag: 43
categoria: BREVI Interventi e Repliche In difesa delle Province Mentre avanza
la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle
Province. Credo siano da evitare generalizzazioni. Una cosa è l'eccessiva e
insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono
i costi e gli sprechi della politica. Troppo spesso i livelli di governo si
sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e ognuno dilata i tempi e aumenta i
costi. Di fronte a tale situazione credo serva a poco abolire un livello di
governo. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere,
se si identificassero con puntualità le competenze di ognuno, riusciremmo a
ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il
federalismo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle Province,
soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di
nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per
costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata,
realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i
veri costi della politica. Siamo un Paese che ha visto negli ultimi anni
fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che
moltiplicano i costi e sottraggono al giudizio degli elettori scelte e
decisioni rilevanti. Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le
funzioni agli enti a elezione diretta, ci consentirebbe risparmi più
significativi dell'eliminazione di un livello di governo previsto dalla
Costituzione. Infine, la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa
rispetto alla riduzione dei costi della politica. Anche su questo tema si può
fare molto, recuperando la sobrietà che si è perduta. Ma ogni livello di
governo deve fare la sua parte, senza soluzioni demagogiche. Fabio Melilli
Presidente Upi, Unione Province d'Italia L'artefice del
marchio Alitalia Ho letto con piacere sul Corriere del 31 marzo l'articolo "Alitalia, il marchio vale più della flotta". Questo perché di esso
sono stato l'artefice a San Francisco nel lontano 1969. Ero in quell'anno il
dirigente responsabile della comunicazione della società che ho lasciato alla
fine del 1971 dopo 15 anni di servizio. Alitalia
era allora al sesto posto nella graduatoria mondiale, vanto del nostro Paese in
tutto il mondo. Purtroppo il declino di Alitalia è
cominciato dal giorno in cui la politica ha deciso di inserirsi nelle sue
decisioni ed elementi "esterni" hanno ritenuto di poterla guidare
mentre il mondo del trasporto aereo cambiava a seguito della
"liberalizzazione" introdotta negli Stati Uniti. Si parla sempre dei
fallimenti di Sabena e Swissair e si dimenticano quelli dei colossi come Pan
American, Twa e Eastern Airlines. Marco Antonini, Marco@villasole.it Energia:
eolica, solare e nucleare La lettera "Il fabbisogno di energia nel nostro
Paese ( Corriere, 30 marzo), intendendo dimostrare che l'Italia si deve
accodare ai Paesi nucleari, si presta alle solite critiche: infatti, se è vero
che non ci sarà mai abbastanza vento, né sole, perché allora tutti gli altri
Paesi usano così tanto l'eolico e il solare? I Governi italiani nuovi o vecchi
non sanno rispondere al quesito e si dovranno adattare a un "mix" di
tutte le energie "alla moda", purché si sbrighino. Ma mi permetto di
insistere che l'Italia merita a pieno diritto l'industria e la ricerca nucleare
perché sono gli italiani di via Panisperna che hanno scoperto la fissione e
progettato i reattori a fissione e a fusione. Giusto Buroni,
giburoni@libero.it.
( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-03 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, si
dimette Prato Si è dimesso Maurizio Prato, presidente e ad dell'Alitalia. La decisione dopo che Air France-Klm aveva deciso di lasciare
il tavolo della trattativa con i sindacati. Il presidente Spinetta: la proposta
dei rappresentanti dei lavoratori è inaccettabile e va oltre il mio mandato,
comunque la porterò in Cda. Elezioni a rischio Dopo che il Consiglio di Stato
ha disposto la riammissione nelle liste della Dc di Pizza, il ministro
dell'Interno Giuliano Amato ha chiesto la revoca dell'ordinanza ma non esclude
il rinvio delle elezioni del 13-14 aprile . Berlusconi e Veltroni:
"Contrari". Focus La corsa dell'oro Nel 2007 il costo di un'oncia
d'oro è cresciuto del 32%, nei primi mesi di quest'anno del 20% fino a superare
i 1.000 dollari. Ma la corsa non sembra destinata a finire, soprattutto per gli
acquisti di India e Cina. Esteri Bush: "Più truppe Nato" La Nato
"non può permettersi una sconfitta in Afghanistan". Per questo, i
Paesi che fanno parte dell'Alleanza devono "inviare più truppe" nel
Paese centro- asiatico. Lo ha detto il presidente Usa George W. Bush prima
dell'apertura del vertice Nato di Bucarest. La nonna di Obama Critiche al nero
Barack Obama per le sue dichiarazioni a proposito della nonna, una bianca che
vive nelle Hawaii. Il candidato democratico alle primarie ha detto che la
donna, che lo ha cresciuto e che lui stima, tuttavia aveva impulsi razzisti.
Cronache Expo, Moratti e Celentano "Preferisco sentire le sue canzoni. Non
penso abbia competenze urbanistiche tali da fare critiche senza conoscere i
progetti". è stata questa la replica del sindaco di Milano Letizia Moratti
alle critiche di Celentano sull'Expo 2015. "Wojtyla soprannaturale"
Giovanni Paolo II aveva "qualità soprannaturali ": questo un
passaggio dell'elogio di Wojtyla fatto dal suo successore Benedetto XVI, a tre
anni della morte di Giovanni Paolo II durante una messa solenne. Economia
Mutui, famiglie in crisi Sono 530 mila le famiglie italiane che si trovano in
difficoltà nel pagare la rata del mutuo, secondo il presidente del-l'Antitrust,
Antonio Catricalà: "Sono in difficoltà in 420 mila per l'aumento del costo
della rata. A queste se ne aggiungono 110 mila per le quali esistono problemi
di possibile insolvenza". Negli Usa, secondo il presidente della Federal
Reserve Ben Bernanke, "è possibile una recessione economica". Cultura
Il comunista letterario Lungo vari decenni della storia italiana i comunisti
sono stati al centro dell'immaginario culturale, una stella fissa del nostro
universo letterario, dalla Liberazione al Sessantotto, dagli eroi
"buoni" della guerra partigiana fino ai dubbi dolorosi dello
scrutatore di Italo Calvino. Se ne occupa Il comunista di Anna Baldini, un
saggio Utet appena uscito. Spettacoli Cinema, record francese Bienvenue chez
les Ch'tis, di Dany Boon, sta per diventare il film francese più visto di tutti
i tempi: in sei settimane lo hanno guardato 16,48 milioni di francesi. Narra le
disavventure di un postino di Piccardia, innamorato e vessato da una madre
terribile. Sport Stasera i viola in Uefa Fiorentina impegnata stasera contro
gli olandesi del Psv Eindhoven, andata dei quarti di finale di Coppa Uefa. Prandelli
lancia la coppia Mutu-Pazzini.
( da "Liberazione" del 03-04-2008)
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Nel
pomeriggio i sindacati avevano presentato una loro proposta Alitalia, Air France
via Prato pure: è il caos Commissario in vista Roberto Farneti Se Tommaso Padoa
Schioppa è davvero convinto che la vendita ad Air France sia l'unica
alternativa al fallimento di Alitalia, come ha
dichiarato davanti alle Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive
della Camera,
non gli resta che rassegnare lui le dimissioni. La rottura, non si sa se
definitiva, che si è consumata nella serata di ieri tra Air France e i
sindacati, è infatti anche il frutto dell'assoluta incapacità del ministro
dell'Economia - e del presidente del Consiglio Romano Prodi - di creare le
condizioni per una trattativa che non si dovesse necessariamente concludere con
un accordo capestro. Tanto più che è in gioco il futuro di una azienda che,
malgrado i conti in rosso, rappresenta il perno su cui ruota l'intero settore
del trasporto aereo italiano. Per il momento, l'unico che ha già deciso di
assumersi le proprie responsabilità è il presidente di Alitalia,
Maurizio Prato, uomo messo lì da Padoa Schioppa: "Ora va data una scossa,
va presa una decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale
personale", si sarebbe sfogato Prato con i sindacati, subito dopo che il
numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, aveva abbandonato il tavolo
con parole senza speranze: "La trattativa è finita". La scelta di
Prato di dare le dimissioni, per quanto apprezzabile, spaventa però i
sindacati, per quello che ne potrebbe conseguire. Oggi infatti si riunirà il
cda di via della Magliana, che potrebbe decidere per il commissariamento.
"Una eventualità da scongiurare assolutamente", chiarisce il
coordinatore nazionale di Sdl, Fabrizio Tomaselli, secondo cui "ora il
governo deve convincere Padoa Schioppa, che non è il padrone di Alitalia, a creare le condizioni per la continuità aziendale
e per la ripresa della trattativa con Air France o con chi ha proposte
serie". Malgrado la rottura, qualche spiraglio aperto è ancora rimasto. Se
infatti la controproposta presentata ieri dalle otto sigle sindacali (la Uil
non ha partecipato al tavolo) è stata definita "inaccettabile" da
Spinetta, è pur vero che il numero uno del colosso franco-olandese ha anche
detto che la porterà comunque all'attenzione del cda del gruppo. "Ma
dubito che sarà accettata", ha subito precisato. L'alternativa a questo
scenario potrebbe essere l'entrata in gioco di nuovi soggetti. Il ministro
della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, sfida il candidato premier del Pdl,
Silvio Berlusconi: "Ora è venuto il momento di chiarire come stanno le
cose. Berlusconi ha ora il dovere di rendere pubblica la consistenza della
cordata italiana da lui annunciata da giorni". Per Ugo Boghetta,
responsabile trasporti del Prc, "a questo punto è necessaria una riunione
urgente straordinaria del consiglio dei ministri per analizzare quanto e
accaduto e verificare se c'è la possibilità di riaprire la trattativa con Air
France su nuove basi. Se poi ci sono cordate italiane serie che intendono farsi
avanti, questo è il momento: evitare perditempo". Boghetta punta il dito
contro il governo, la cui "assenza dalla trattativa ha fatto sì che una
proposta assolutamente responsabile dei sindacati non sia stata accolta da Air
France". D'altra parte "Padoa Schioppa con le sue dichiarazioni -
osserva ancora Boghetta - ha sempre dato l'evidente sensazione a Spinetta che
non avrebbe avuto controparti e controproposte". A far saltare il tavolo è
stata soprattutto la proposta dei sindacati di far rientrare Az Servizi nel
perimetro della compagnia, facendo partecipare Fintecna alla ricapitalizzazione
di Alitalia. Proposta ritenuta valida da Prato, ma non
dai francesi. Le otto sigle avevano anche chiesto il mantenimento del settore
cargo per l'intero arco di piano, la dismissione di un numero minore di aerei
di medio raggio e l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio in anticipo
rispetto alle previsioni dell'offerta. Una proposta "seria e responsabile",
sottolinea il leader della Cgil Guglielmo Epifani, secondo cui il no di
Spinetta "mette fine di fatto alle possibilità di trovare un'intesa".
Il piano "di Air France - lamenta Epifani - presenta troppe incertezze e
su troppi fronti: non sono indicate le risorse necessarie per garantire il
rilancio e lo sviluppo di Alitalia, a partire dal
potenziamento della flotta, non è accettabile il livello di esuberi e
soprattutto non c'è alcuna garanzia per l'area di Az servizi e per il futuro
dei suoi dipendenti. Inoltre non c'è alcuna disponibilità per il futuro di
Malpensa, né sul settore della manutenzione". La giornata di ieri è stata
anche contrassegnata dalle manifestazioni di protesta dei lavoratori della
Atitech di Napoli, che in duecento hanno occupato gli ingressi all'aeroporto di
Capodichino e un'area adiacente alla pista. A Roma il Nuovo centro direzionale
della Magliana è stato occupato dai dipendenti di Alitalia
Servizi, 4.500 lavoratori impiegati nel call center, nell'elaborazione dati e
nell'amministrazione. 03/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta respinge la
proposta dei sindacati Il numero uno Prato si dimette: "Ci vorrebbe un
esorcista" Roma. Air France lascia il tavolo della trattativa su Alitalia, il presidente della compagnia di bandiera in crisi
si dimette e il ministro dell'Economia invoca il commissariamento. Nel giorno
decisivo per gettare le basi di un accordo con i francesi, i sindacati
rilanciano sui tagli all'occupazione, ma le loro controproposte fanno saltare
il banco. Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, batte in ritirata e
vola a Parigi con questa profezia: "Porterò la proposta al consiglio di
amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede
mesi di riflessione. E questo Alitalia non può
sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare
questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario
temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio
di fallimento. Lombardi >> 2 03/04/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 80 del 2008-04-03
pagina 0 Ora riprende quota l'ipotesi Lufthansa di Paolo Stefanato A desso che
cosa succede? Il fallimento o il cavaliere bianco? Lufthansa? O Air Dolomiti,
di bandiera italiana, ma di cuore tedesco? Dopo la rottura, ai tempi
supplementari, della trattativa con Air France, Alitalia
è più sola e più malconcia. Decapitata dalle dimissioni improvvise del
presidente, confusa dal succedersi degli eventi. Con i lavoratori piombati in
uno stato di ulteriore incertezza e il morale a terra. Non aiuta il dibattito
politico. Non aiuta la visibilità mediatica dell'argomento. Che succede?
Spinetta è rientrato a Parigi ieri sera annunciando che avrebbe rimesso la
questione al proprio cda. Alitalia ha reso esplicito, con un comunicato, quello che era implicito:
il tempo è scaduto, il contratto "condizionato" del 15 marzo
sottoscritto con Air France è carta straccia. Per oggi alle 13 è convocato un
consiglio di Alitalia, e della vicenda potrebbe occuparsi un Consiglio dei ministri
straordinario. La situazione è drammatica, e tutta, ormai, nelle mani
del governo. C'è la via dei libri in tribunale. Il cda Alitalia
deve, per prima cosa, accettare o respingere le dimissioni di Maurizio Prato.
Qui le scuole di pensiero si dividono: se la mossa è stata concordata ad arte,
le dimissioni saranno respinte, e Prato tornerà, con maggiori poteri da parte
dell'azionista, a un tavolo in cui i sindacati saranno messi ancora più alle
strette. Se, al contrario, l'abbandono di Prato è un gesto autentico, fuori
dalle strategie, le dimissioni saranno accettate, e un consigliere o il
presidente del collegio sindacale assumerà la responsabilità di occuparsi delle
meste incombenze dettate dalla legge. Se gli eventi di ieri sera non sono stati
predisegnati, all'amministrazione controllata - tante volte evocata - ora non
c'è alternativa. Ma c'è anche una via diversa. Quella di un cavaliere che
arriva sul cavallo bianco e salva la bella dall'orlo del baratro. La teneva
d'occhio da tempo, pronto a un intervento mozzafiato. Lei gli dice: mio
salvatore! Lui brucia i tempi, la porta al castello e la sposa. E vissero
felici e contenti. Fuor di metafora: sono giorni che a Francoforte gli uomini
di Lufthansa hanno ripreso in mano il dossier Alitalia.
Lufthansa non ha mai presentato né una manifestazione d'interesse, né
un'offerta per Alitalia. Ma è stata sempre lì, in
agguato. Aspettando il commissario per trattare direttamente, senza ricatti
sindacali. L'Italia è un mercato sul quale oggi si possono spostare gli assetti
del trasporto aereo mondiale, e Lufthansa lo ha sempre saputo. Infatti sta
studiando, insieme alla Sea, come rimpiazzare Alitalia
a Malpensa, facendone il suo quarto hub dopo Francoforte, Monaco e Zurigo.
L'asso nella manica, come anticipato dal Giornale, si chiama Air Dolomiti,
posseduta al 100% e italiana al 100%, veicolo immediato per l'esercizio dei
diritti "di bandiera", frutto degli accordi bilaterali tra Paesi.
Oggi Air Dolomiti può diventare, tout court, il veicolo attraverso il quale
acquistare Alitalia (sempre a prezzi di saldo); e il
capitale di Air Dolomiti potrebbe essere aperto ad azionisti italiani - la
famosa cordata di imprenditori che non si è ancora manifestata. Mossa
preliminare per fondere la stessa Air Dolomiti con Alitalia,
dando vita a una nuova società controllata da Francoforte, ma presidiata da una
forte minoranza tricolore, e soprattutto con baricentro al Nord. I tempi sono
stretti, incombono le elezioni e le casse della nostra compagnia sono a secco:
ma solo pochi giorni fa, grattando il barile, sono stati racimolati altri 148
milioni. Forse sufficienti per superare l'emergenza e finire davvero in mani
robuste e capaci. Perché è di questo che Alitalia ha
bisogno: non di proclami né di pasticci all'italiana. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia/ Meno licenziamenti e più investimenti.
Controproposta dei sindacati Anche se AirFrance si è detta pronta a ripensare
la sua offerta in termini di esuberi e investimenti, i sindacati non sono
contenti e per arrivare all'accordo presentano una loro controproposta.
"Accettabile" fanno sapere. Perché per loro, un nuovo piano potrebbe
essere approvato solo se al suo interno fossero contenuti tutti i lavoratori al
momento in forza all'azienda. Una via di difficile attuazione, perché, in
questo modo l'azienda sta perdendo un milione di euro al giorno. Tutto questo
accadeva mentre il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa alla Camera
rispondeva a un'audizione sulla compagnia di bandiera, accusando i governi che
in 15 anni si sono succeduti del suo stato attuale di salute. "In 15 anni Alitalia ha alternato 9 amministratori delegati e non c'è
dubbio, li ha scelti il ministero azionista: fondamentalmente hanno sempre
sbagliato" e se "l'azionista che ha come sostanziale prerogativa di
scegliere sbaglia, è bene che rinunci a fare l'azionista". Il ministro ha
risposto anche ai rilievi che gli sono stati mossi sulla vicenda Airone.
"Airone ha avuto accesso ai dati per poter fare un'offerta. C'è stata una
fase di due diligente Airone ha avuto due volte questa possibilità". Ma l'offerta
in un caso "è stata ritirata, nell'altro era meno convincente sul
finanziario, né c'era una credibile prospettiva di poter attuare quel piano
industriale". La speranza è che questa volta si arrivi alla vendita,
perché un altro "compratore non c'è". Dichiarazioni "irresponsabili"
quelle di Padoa Schioppa per la Filt-Cgil, che "potrebbero far saltare il
confronto". Il segretario nazionale di categoria Mauro Rossi:
"Tommaso Padoa Schioppa ci faccia continuare a trattare, cosa che non ha
fatto fino a ora: è un mese che ci manda degli ultimatum ma la trattativa
finirà quando si troverà un'intesa". Intanto, il numero uno della
compagnia francese ha fatto sapere quali sono i punti sui quali è disposto a
tornare sui suoi passi: modernizzazione della flotta, accelerazione degli
investimenti e contenimento degli esuberi. Il presidente del gruppo
franco-olandese ha mostrato la disponibilità ad accelerare l'acquisto di nuovi
veicoli a lungo raggio, la sostituzione dei vecchi MD80 con
i nuovi A321 e la conferma di buone opportunità per i giovani piloti Alitalia che vorranno entrare in forze in Air France. Spinetta, ha
affermato che se l'Alitalia raggiungerà nel 2009 un equilibrio economico potrebbero essere
acquistati non uno ma anche due Boeing 777 che andrebbero a sanare una quota
rilevante degli esuberi per i piloti. E in questo contesto di
risanamento, già dal prossimo anno, potrebbe essere anticipata la sostituzione
dei vecchi MD80 con i nuovi Airbus A321. Spinetta, inoltre, ha confermato
l'intenzione di assumere 180 giovani piloti Alitalia
nell'arco di tre anni, ha tenuto a far presente che avrebbero opportunità
enormi di carriera perchè impiegati su lungo raggio guadagnerebbero molto di
più. Se da una parte la trattativa cerca di andare avanti, dall'altra la
politica non perde l'occasione per rinfacciarsi colpe e responsabilità. Non
solo tra avversari, ma tra membri degli stessi schieramenti che a loro volta si
schierano pro e contro Malpensa. (03-04-2008).
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, Prato: "Per il salvataggio ci vuole un
esorcista" Roma, 4 apr. - AirFrance-KLM se ne va. Il presidente Prato
pure. Così come la fantomatica cordata messa in piedi da Berlusconi che,
onestamente, in questa campagna elettorale risulta davvero sottotono, un
lontanissimo ricordo dell'abile politico che, solo due anni fa, seppe
recuperare a Prodi ed alla sua coalizione sgangherata circa dieci punti
percentuali. Questo oggi il quadro nero, nerissimo, per la nostra compagnia di
bandiera. Il presidente di AirFrance-KLM, Spinetta, non ha accettato le
condizioni poste dai nostri sindacati. Pertanto, l'unica società che avrebbe
potuto salvare la nostra Alitalia dal fallimento certo
si è defilata, e purtroppo non ne compaiono di nuove all'orizzonte.
Probabilmente i sindacati, dall'alto della loro genetica lungimiranza, si sono
dimenticati che l'alternativa al fallimento della trattativa con la compagnia
franco-olandese era il fallimento di Alitalia stessa... (1-2)! Tanto che ieri il suo presidente, Prato,
nell'atto di dimettersi ha detto: "Per salvare Alitalia dal
fallimento ci vorrebbe giusto un esorcista"! Ora, signori sindacalisti,
che per evitare 2.000 esuberi ne produrrete circa dieci volte di più, dall'alto
della vostra innata saggezza, cosa proponete? Di mandare tutti i
dipendenti di Alitalia in pensionamento anticipato,
così da far pagare - come al solito - agli italiani i costi delle vostre
scempiaggini? O confidate nel nuovo governo che vincerà le imminenti elezioni,
affinché vari l'ennesimo aiuto di stato, che sarebbe subito cancellato
dall'U.E.? A questo punto, per una semplice equazione, proponiamo che questa
gente venga assunta dai sindacati: non dareste finalmente la prova di essere
"per il lavoro" anziché "contro il lavoro"? Davvero la
partita giocata su Alitalia è stata un'onta nazionale:
protezionismi di ritorno, sciacallaggi elettorali, biechi veti xenofobi hanno
causato il fallimento della compagnia, il risultato peggiore, tra i possibili.
Verrebbe da dire: ritiratevi a vita privata, signori, e studiate J. Nash...
Cosimo Magazzino (1) "La scelta difficile su Alitalia",
di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia, a. II, n. 190. (2) "Alitalia deve fallire!", di Cosimo Magazzino, ne
"la Voce d'Italia", a. II, n. 95.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia: ancora esclusa dagli scambi a
Piazza Affari Borsa: Milano apre in rialzo Mibtel +0,27%; S&P/Mib +0,26%
Milano, 3 apr. – Piazza Affari apre in rialzo, questa mattina, con un indice
Mibtel che registra + 0,27% con 25.350 punti. S&P/Mib si colloca a + 0,26%
a 33.225 punti.
Positivo anche per All Stars, che segna un rialzo di 0,44% a 13.178 punti. All'indomani
della chiusura delle contrattazioni tra Alitalia e Air
France, i titoli della compagnia di bandiera saranno sospesi ancora per tutta
la giornata, in attesa di comunicazioni. Uno sguardo alle altre borse: Parigi
ha aperto in calo dello 0,24%, sebbene Air France segni subito un rialzo del
4,08% a 19,66euro. Londra in apertura registra un + 0,14%. In rialzo anche la
Borsa di Tokyo, che ha chiuso gli scambi a quota + 1,52%, con il Nikkei (indice
dei 225 titoli guida) a 13.389,90 punti. Annalisa Tregattini.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si
dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale"
Roma – Il presidente di Alitalia, Maurizio
Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo
l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore. Prato, dopo le dimissioni di
Berardino Libonati, era stato nominato dal ministero del Tesoro, l'estate
scorsa. E' stato incaricato di "cedere il controllo della società" e
di individuare soggetti industriali e finanziari interessati. Prima di
annunciare le sue dimissioni il presidente: "Questa azienda ha una
maledizione, soltanto un esorcista può salvarla. Ho fallito e devo dare un
segnale personale". "Non si può trascinare la situazione stancamente
per qualche giorno – ha poi aggiunto Prato - nè il governo nè il Paese si
renderebbero conto di quanto le interferenze continue del sistema hanno
avvelenato la situazione di un'azienda quotata in Borsa". Prima di
arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e
amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Ricopre
incarichi direttivi in società pubbliche, dal 1978. Dal 1989 al 1998 è stato
condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore
delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore
generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti, è
stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri in qualità di
consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle
principali controllate: Alitalia, Finmeccanica,
Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Fino al
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
alitalia Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna I francesi mollano la
presa su Alitalia e si ritirano:
ieri il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha lasciato il
tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta
al piano di acquisto della compagnia italiana. "Per me finisce qui, questa
proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato - ha detto il
manager d'oltralpe - la presenterò al cda ma dubito che possa accettarla perché
ci vorrebbero molti mesi di lavoro e riflessione che Alitalia
non può sostenere". Si chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i
francesi. Una conclusione amara per il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che si è dimesso dall'incarico.
"Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può
salvarla", ha detto ai sindacati il manager che avrebbe dovuto traghettare
la compagnia verso il nuovo acquirente. Le otto sigle (la Uil si era già
chiamata fuori) che hanno partecipato ieri al tavolo con Air France sul
progetto di acquisizione di Alitalia hanno posto
diverse condizioni: non chiudere le attività cargo e dismettere un numero
minore di aerei. Non solo: la proposta prevede che la finanziaria del Tesoro
Fintecna parteci all'aumento di capitale da un miliardo con una quota di
minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in Az servizi alla "Nuova
Alitalia". Davvero troppo secondo Spinetta. Ieri
era l'ultimo giorno utile per raggiungere un accordo di massima. "Avevamo
proposto il rinvio per evitare il bivio tra accettare le loro condizioni e
rompere - ha commentato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - Non
ci hanno seguito. è avvenuto purtroppo quello che temevamo". A nulla,
quindi, sono valse le aperture di Air France su alcuni punti caldi: una
maggiore spinta al rinnovo della flotta con un impatto positivo sul numero di
esuberi previsti per piloti e assistenti di volo. In particolare il presidente
di Air France-Klm ha espresso la disponibilità a inserire nella flotta due
nuovi Boeing 777 già nel 2009 e ad anticipare le prime sostituzioni dei vecchi
Md80 di Alitalia con nuovi Airbus 321. Spinetta si è
dichiarato disponibile eventualmente a rivedere nel 2009 la scelta di chiudere
nel 2010 le attività full cargo di Alitalia. Una
decisione che sarebbe stata rivista sulla base di un esame della redditività
del settore affidata ad un advisor. Quanto invece al nodo delle attività di Az
Servizi non comprese nel perimetro dell'offerta su Alitalia,
Spinetta ha fatto passi avanti sul futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli:
il gruppo d'oltralpe potrebbe sottoscrivere un impegno a mantenere le attività
di manutenzione pesante degli aerei MD80 e A320 presso Atitech oltre il 2010
anche se questo comporti maggiori costi di manutenzione. Le aperture di
Spinetta, tuttavia, non sono state sufficienti a soddisfare i sindacati. E non
hanno impedito a circa 200 lavoratori Atitech di avviare un sit-in sulla pista
dell'aeroporto di Napoli-Capodichino, dove sono state sospese le partenze per
motivi di sicurezza. Sulla pista dello scalo sono anche scesi gli agenti del
reparto celere in assetto antisommossa e ci sono stati momenti di tensione.
Dopo due sedute in volata, ieri il titolo Alitalia ha
chiuso in calo del 5,66% a 0,50 euro.
( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa lancio di
uova e pomodori Ferrara contestato a Bologna deve sospendere il comizio Pioggia
di contestazioni ieri pomeriggio in piazza Maggiore a Bologna contro il leader
della lista "Aborto, no grazie", Giuliano Ferrara, e il suo capolista
bolognese alla Camera Giovanni Salizzoni. L'annunciata contestazione delle
femministe e di giovani dei centri sociali favorevoli alla 194 c'è stata: una
protesta di almeno un migliaio di persone, preparata con cura, con tanto di
striscioni, slogan e fischietti, scattata puntualmente alle 18 .Sono volati
uova e pomodori, poi alcuni contestatori sono riusciti a salire sul palco e la
manifestazione è stata interrotta.Ferrara a un certo punto ha reagito dicendo:
"Questa non è democrazia, non mi fate parlare. Vi faccio un regalo,
abbrevio il mio discorso. Siete più contenti se parlo di Alitalia?". Alal fine però è stato costretto ad abbandonare il palco
allestito in Piazza Maggiore e a salire su un'auto della Polizia che si è
allontanata a retromarcia, mentre i contestatori hanno cercato di aggredirlo,
portandogli via il cappello e lanciandogli contro uova e pomodori.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma la Nato quali
interessi difende? Il dubbio è lecito, considerati gli ultimi avvenimenti. Il
vertice dell'Alleanza e i principali governi dei paesi membri continuano a
comportarsi come se le questioni militari fossero fossero totalmente
disconnesse dal mondo reale. Mi spiego: nel valutare l'impiego di truppe e gli
allargamenti bisognerebbe considerare anche le implicazioni in termini di lotta
alla criminalità, al traffico di droga, impatto economico sia locale che per i
Paesi della Nato. E invece questo non accade. Anzi: sembra quasi che la Nato
prenda decisioni per favorire i grandi gruppi criminali organizzati. Esempio:
siamo in Afghanistan, ma la produzione di oppio anziché diminuire continua ad
aumentare. Dunque: la presenza delle truppe alleate non ha risolto i problemi
del paese, che resta instabile, ma ha fatto esplodere il commercio dei
trafficanti di droga. Inoltre, nel Kosovo, di cui molti Paesi europei e gli Usa
hanno riconosciuto l'indipendenza, viene raffinata gran parte della droga che
poi viene immessa sul mercato europeo,;qui avvengono ingenti traffici di armi,
di merci contraffatte, di uomini e donne (neoschiavismo). Il tutto,
paradossalmente, sotto la protezione delle truppe Kfor, che per mandato non
devono lottare contro la criminalità, ma solo prevenire nuove violenze tra
serbi e albanesi. Ora l'Albania è stata di fatto ammessa nella Nato, unitamente
alla Croazia. E sappiamo tutti che l'Albania è sorella del Kosovo,
culturalmente certo, ma anche nel malaffare, come ben sanno in Puglia. Secondo
lo statuto Nato, ogni Paese è obbligato a prestare soccorso agli altri Stati
membri. Domanda provocatoria: noi italiani siamo pronti a morire per Tirana?
Inoltre, dal punto di vista strategico l'ingresso dell'Albania è ininfluente,
visto che quel tratto di mare è già presidiato da Grecia, Italia e, ora,
Croazia. Da qui un'altra domanda: non era il caso di vincolare l'ingresso
dell'Albania al rispetto di precisi criteri di legalità? Riepilogando: la Nato
facilita in Afghanistan, Kosovo, Albania quelle attività criminose che incidono
sulle nostre società e che poi le polizie dei Paesi membri della Nato
faticosamente combattono. Non è un controsenso? Scritto in Italia, gli usa e il
mondo Non commentato " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la
mettiamo con Malpensa? L'Italia esulta per l'Expo 2015. Bene, però nel diluvio
dei commenti di queste ore mi sembra che una questione cruciale sia passata in
secondo piano, quella di Malpensa. Ospitare la fiera mondiale significa poter
contare su un grande aeroporto internazionale e su collegamenti con tutto il
mondo. Ma proprio poche ore fa Malpensa ha perso buona parte del traffico aereo
per il trasferimento a Roma di decine di voli Alitalia.
E' diventato un aeroporto marginale. Inoltre: il Sole 24 Ore nei giorni scorsi
ha scritto che Air France si è riservata i diritti di volo su Malpensa per
altri 7-8 anni, guarda caso proprio in coincidenza con l'Expo 2015. Questo
significa che, se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà
sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi:
saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi
commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del
nord Italia. In questa situazione Expo 2015 rischia di diventare un
successo. a sovranità limitata. Complimenti vivissimi al governo Prodi. Scritto
in Italia Commenti ( 31 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 08 Possiamo fidarci di Obama?
Istintivamente Obama mi piace: è giovane, non è invischiato con le lobbies di
Washington, che rappresentano il cancro della democrazia Usa, è un oratore
straordinario, capace di parlare per un'ora a braccio senza sbagliare un colpo.
Sa affascinare e l'America ha una gran voglia di sognare. Ma più passa il tempo
e più mi rendo conto che sappiamo ben poco delle sue idee. Che cosa pensa
davvero Obama? Quali riforme propone? Le risposte per ora sono piuttosto vaghe,
perchè, come accade sempre più frequentemente nei Paesi occidentali, in
campagna elettorale si parla di tutto tranne che dei programmi. (anche in
Italia, peraltro). I miei dubbi sono aumentati da quando siamo venuti a
conoscenza di Jeremy Wright, il suo consigliere spirituale, un estremista che
ha definito nazisti gli israeliani, che denigra gli stessi Stati Uniti e che
recentemente se l'è presa con gli italiani definendoli "nasi d'aglio"
e sostenendo che esiste "un linciaggio all'italiana". Ne ho parlato
l'altro giorno in un articolo sul Giornale in cui osservo che il senatore di
colore "lo ha mollato, sebbene a malincuore, ma per vent'anni Wright è
stato la sua fonte di ispirazione e di saggezza, l'uomo che è sempre stato al
suo fianco e gli suggerì il titolo della sua fortunata autobiografia
"L'audacia della speranza". Per vent'anni ha ascoltato le sue
prediche intrise di fanatismo contro i bianchi, contro il mondo occidentale,
contro gli stessi Stati Uniti". Da qui il dubbio: quante idee di Wright
sono state assorbite da Obama? E soprattutto: possiamo davvero fidarci di lui?
E' davvero un moderato? Ps Ecco come parla Wright: Scritto in presidenziali usa
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questo articolo a un amico 28Mar 08 Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia
Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro.
Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv
senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e
invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il
numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza
numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti
non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli
italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione
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questo articolo a un amico 27Mar
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 80 del 2008-04-03
pagina 0 Bologna, urla e uova contro Ferrara di Claudia B. Solimei Il candidato
premier della lista "Aborto-No grazie" contestato da un migliaio di
manifestanti. La replica: "Non è democrazia" Bologna - Urla, fischi,
lanci di monetine, pomodori e perfino fette di mortadella, poi le botte: così
un migliaio di manifestanti, radunati dal passaparola dei centri sociali, la
maggior parte giovani e giovanissimi, ha accolto ieri in Piazza Maggiore a
Bologna il comizio elettorale di Giuliano Ferrara e dei candidati in
Emilia-Romagna per la sua lista "Aborto? No, grazie". La
contestazione annunciata da giorni è però presto degenerata in veri e propri
scontri: poco dopo che Ferrara aveva preso la parola, venendo subissato dalle
grida ("scemo", "buffone", "fascista" e altre non
ripetibili) e dai fischi, un gruppo di manifestanti ha tentato di assaltare il
palco. "Questa non è democrazia - ha urlato il giornalista-candidato,
rilanciando alla piazza uno dei pomodori piovuti accanto a lui - non mi volete
far parlare? Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati
in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi
affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la
pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha
consigliato di sospendere il comizio. Ferrara è stato costretto ad
abbandonare il palco ed è stato portato via. L'auto lo aspettava poco più in
là, sempre nella piazza. Prima di salire a bordo il direttore del Foglio ha
ammesso che non si aspettava che sarebbe finita così, con una fuga e
l'impossibilità di parlare, ma comunque, ha aggiunto, "è andata
benissimo". La macchina si è avviata verso via Rizzoli, ha fatto manovra
ed è stata centrata in pieno da due bottiglie. Allontanatosi Ferrara, in piazza
sono rimasti un centinaio di manifestanti a fronteggiare polizia e carabinieri.
A trattare con le forze dell'ordine c'erano anche alcuni esponenti della
Sinistra Arcobaleno, il consigliere comunale indipendente di Rifondazione
comunista Valerio Monteventi e il Verde Carlo Bottòs. Superato il rischio di
nuovi contatti, i manifestanti, ormai padroni della situazione, si sono
impossessati del palco e dei microfoni, improvvisando alcuni interventi a
favore della Legge 194 sull'aborto. "D'ora in poi - il coro di alcune
ragazze - decidiamo solo noi". Un'attivista esultava: "Abbiamo vinto,
ci siamo riappropriate di questa piazza". A Bologna, insiste,
"Ferrara e quelli come lui non ci passano". Alla fine la giornata si
chiude con 15 contusi tra i manifestanti e alcuni tra le forze dell'ordine.
Ferito nel parapiglia, colpito da una sedia in testa e soccorso in ospedale,
anche un giornalista di Repubblica. Il candidato bolognese della lista del
direttore del Foglio, Giovanni Salizzoni, ha annunciato che presenterà un
esposto alla Procura. Una volta visionati i filmati degli incidenti, la Digos
presenterà la sua relazione in Procura ed è probabile che partiranno delle
denunce. Anche perché il precedente di Ferrara è pericoloso: domani sempre
nella stessa piazza Maggiore è previsto il comizio della Destra e i centri
sociali, anche in questo caso, hanno annunciato battaglia. Il fronte più caldo,
però, è al momento quello delle reazioni politiche. Il sindaco Sergio Cofferati
ha immediatamente condannato le violenze: "Quello che è capitato a Bologna
è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e
tolleranza". Poi ha aggiunto: "è inaccettabile che una piazza venga
trasformata in un luogo dell'intolleranza. Tutti - ha concluso - devono essere
in grado di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi, a nessuno deve
essere impedito di parlare". Dello stesso avviso Salizzoni, già
vicesindaco con Giorgio Guazzaloca: "La civilissima Bologna ne esce a
pezzi - ha affermato a caldo, dopo gli incidenti -. è una ferita molto grave
per la città: ora andiamo a Imola - ha aggiunto -, in un luogo dove sicuramente
ci saranno persone più pazienti ad ascoltare la nostra idea". Anche
Salizzoni aveva cercato di prendere la parola dal palco, prima che cominciassero
le violenze: "Volete negare la famiglia - aveva detto alla folla
sottostante - e sembra che per voi la vita non valga niente". Prima di
arrivare a Bologna, con la consueta ironia Ferrara si era augurato, proprio in
vista delle annunciate contestazioni al suo comizio, una speciale protezione da
parte del suo "amico" Sergio Cofferati: "Spero mi mandi le ruspe
a proteggermi - aveva detto parlando a un quotidiano locale - visto che le
ruspe in questi anni le ha usate molte volte". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia -40%: il
gelo! Alitalia, forte calo delle prenotazioni Sindacati puntano il dito sulle
mancanze manageriali e di governo Roma, 3 apr. – La questione Alitalia continua a infiammare i dibattiti politici, innescando un
alternarsi di botta e risposta tra governo e sindacati che sembra avere
ripercussioni anche sull'andamento economico della compagnia di bandiera.
Secondo fonti di mercato, infatti, Alitalia avrebbe
subito un rilevante calo di prenotazioni ( -40%) sui voli internazionali.
Intanto fioccano i commenti inclementi dei sindacati. Bonanni, segretario Cisl,
accusa duramente Prodi di averci “lasciati nudi davanti ad Air France.”
“L'esecutivo –prosegue- non si è fatto vedere al tavolo delle trattative”. Non
tarda ad arrivare la risposta del premier Romano Prodi, che accusa a sua volta
i sindacati di essere implicati nella responsabilità per il fallimento di tali
trattative. Bonanni si difende ai microfoni di Gr Parlamento Rai, rimproverando
Prodi per aver sempre omesso informazioni sulle condizioni di vendita di Alitalia: “Una azienda strategica che occupa 50mila persone
è stata venduta e nessuno ha mai saputo quale fosse la strategia del venditore,
quale la condizione di vendita”. Anche il segretario generale della Uil, Luigi
Angeletti, fa sentire la sua voce nella questione Alitalia,
commentando le dimissioni rassegnate ieri da Maurizio Prato dalla presidenza di
Alitalia. In merito alla necessità di chiamare un
esorcista (questa l'ironia nelle parole del dimissionario), Angeletti punta,
invece, l'attenzione sulle incapacità manageriali dei conduttori e
sull'importanza delle relazioni sindacali: “Non credo alle maledizioni; penso
che sia invece un problema di professionalità e di capacità dei manager”.
Annalisa Tregattini.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Padoa-Schioppa: il Cda di Alitalia garantisca il governo dell'azienda Alitalia,
Commissione Ue: no ad aiuti di Stato La compagnia allo sbando verso il
fallimento Bruxelles, 3 apr. - La Commissione europea ha ribadito il suo deciso
no alla concessione di aiuti di Stato per salvare la compagnia di bandiera
italiana, e si mostra molto prudente su un prestito ponte e su eventuali misure
per far fronte ai problemi occupazionali in caso di fallimento. Dopo il
ritiro di ieri di Air France-KLM dal tavolo della trattativa coi sindacati, e
le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio
Prato, per il vettore tricolore si avvicina il fallimento, unico sbocco alla
crisi strurrurale che attanaglia da anni la società della Magliana. Intanto il
Ministero dell'Economia auspica che "il consiglio di amministrazione di Alitalia provveda a porre in essere tempestive iniziative in
grado di assicurare il ripristino di un adeguato e completo sistema di governo
dell'azienda e, in ogni caso, l'imprescindibile continuita' nelle azioni di
alta direzione della Societa'''. Lo annuncia in una nota del dicastero di via
XX settembre. Ellis Mais.
( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 03 Apr
2008 Edizione 65 del 03-04-2008 ALITALIA: LA TRATTIVA
INTERROTTA Spinetta se ne va, rottura coi sindacati di Alessandra Mieli Il
giorno più lungo di Alitalia. "Questa proposta non è accettabile perché non rientra nel
mio mandato" ha detto il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta
ai sindacati secondo quanto hanno riferito i partecipanti all'incontro.
Spinetta ha aggiunto di essere "contrario a livello personale".
Quindi, "finisce qui", ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via
assieme al suo staff. I sindacati avevano presentato una controproposta rivolta
oltreché ad Air France anche all'azionista di riferimento della compagnia italiana,
il Tesoro, e alla presidenza del Consiglio nonché ai consigli di
amministrazione di Alitalia, di Fintecna, definita
"molto ragionevole". Una delle richieste sarebbe stata la
partecipazione di Fintecna all'aumento di capitale con una quota di minoranza,
un'altra che non venissero chiuse le attività cargo e che venisse dismesso un
numero minore di aerei. Secondo il presidente dell'Unione Piloti, Massimo
Notaro, le richieste avanzate dai sindacati avrebebro previsto una serie di
condizioni tali da "rendere il piano industriale di Air France più
accettabile e con un minimo impatto sul lavoro". Ma proprio i piloti, che
riuniti in assemblea all'aeroporto di Fiumicino avevano fatto sapere che non ci
sarebbe la firma di un accordo con Air France-Klm senza un "preventivo
referendum confermativo vincolante". A Napoli intanto i dipendenti
dell'Atitech hanno inscenato varie manifestazioni di protesta prima occupando
l'accesso all'aeroporto, poi la pista. Infine hanno bloccato la strada per
l'aeroporto di Capodichino costringendo viaggiatori e turisti di accedere alle
partenze soltanto a piedi. Jean Cyril Spinetta si era presentato al tavolo
della trattativa con un ramoscello d'ulivo consistente in una cauta apertura
per quanto concerneva la flotta: avrebbe detto che dal 2009, se Alitalia fosse tornata in pareggio, si sarebbe potuto
anticipare l'ingresso in flotta di due B777 con tutto ciò che comporta in
termini di piloti e assistenti di volo. Spinetta aveva ventilato anche
l'anticipo della sostituzione degli MD80 con Airbus A32 sempre al 2009. Per
quanto riguarda infine il previsto ingresso in Air France-Klm di 180 giovani
piloti Alitalia su base volontaria in tre anni,
Spinetta aveva confermato che questa iniziativa offriva opportunità
"enormi" di carriera perché i piloti, inseriti sulle rotte a lungo
raggio, avrebbero guadagnato molto di più. Durante l'incontro, poi Spinetta
avrebbe affermato che, seppur a costi molto maggiori rispetto ai benchmark, il
gruppo franco-olandese avrebbe mantenuto in vigore le attività di manutenzione
affidate all'Atitech di Napoli fino al 2010. Sul fronte del settore cargo, il
top manager del gruppo franco-olandese, si era mostrato disponibile a
verificare l'economicità del settore al settembre del 2009. Intanto nel Nord,
Malpensa si toglie una piccola soddisfazione: British Airways ha trasferito
all'aeroporto lombardo parte delle 19.000 valigie che si erano accatastate nel
Terminal 5 di Heathrow dopo l'interruzione del sistema di consegna dei bagagli
in occasione dell'inaugurazione del terminal lo scorso 27 marzo. La British
Airways ha spiegato che è più facile e veloce spedire nel resto d'Europa i
bagagli ai rispettivi proprietari dallo scalo lombardo.
( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 03 Apr
2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Berlusconi in piazza conquista i tg di Claudia
Bruno A meno di due settimane dal voto l'economia resta ancora in primo piano
nelle scalette informative del 31 marzo, giornata segnata due notizie, la prima
motivo di orgoglio per il nostro Paese, riguarda l'Expo 2015 vinto da Milano,
la seconda riguarda l'inflazione, che vola alle stelle e non è mai stata così
alta da dodici anni. Anche le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi, in
cima al ranking con 11 minuti e 20 secondi di parlato Tv, riguardano le
delicate questioni economiche. Da Milano il Cavaliere ha prima espresso la sua
preoccupazione per l'inflazione arrivata a marzo al 3,3%, poi ha parlato di
pensioni sostenendo la necessità di adeguarle al costo della vita. Ma oltre
alle spinose questioni economiche Berlusconi non ha perso l'occasione per
parlare delle prossime elezioni, si è quindi rivolto alle persone radunatesi in
piazza del Duomo per lanciare l'appello a non disperdere il proprio voto. Anche
il suo diretto avversario politico Walter Veltroni utilizza le telecamere dei
Tg per parlare del suo programma e convincere gli italiani a votare per il PD.
Secondo Veltroni, che si posiziona al secondo posto nella classifica del
parlato Tv, per rilanciare l'Italia occorre in primo luogo un aumento di
salari, di stipendi e di pensioni e un maggiore controllo dei prezzi. L'ex
sindaco di Roma lancia anche la proposta di semplificare la pubblica
amministrazione e limitare la burocrazia. L'obiettivo è quello di cancellare
5mila leggi entro il 2008 con enormi risparmi per imprese e spesa pubblica. La
medaglia di bronzo spetta al giornalista Alberto Toscano, che in collegamento
telefonico da Parigi descrive l'incredibile momento di gioia che si sta vivendo
in Francia tra gli esponenti italiani per la scelta di Milano come città
assegnataria dell'Expo
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Le complicazioni
nelle procedure per la vendita, i ricorsi davanti alla magistratura
amministrativa, le trattative sul piano industriale. Ecco una cronologia con le
tappe delle procedure di vendita. 23 novembre 2006. Il presidente di Air
France, Jean Cyril Spinetta, annuncia che sono stati
avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su richiesta di Alitalia. 1 dicembre. Il Consiglio dei ministri decide la cessione di una
quota di controllo della compagnia. 29 dicembre. Il Tesoro pubblica l'invito a
presentare manifestazioni di interesse. 17 gennaio 2007. Il cda decade dopo le
dimissioni di Spinetta. 13 febbraio. Cinque le cordate in gara per la
fase di presentazione delle offerte non vincolanti: Ap Holding di Carlo Toto
con il supporto di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De
Benedetti Management & Capitali; Matlin Patterson Global Advisers; Texas
Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare 16 aprile. Le cordate si riducono a
tre: Tpg, Aeroflot e Ap Holding. Poi in giugno Aeroflot si ritira e a luglio
Air One lascia la gara. 31 luglio. Libonati si dimette, arriva Maurizio Prato.
21 dicembre. Il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per
la cessione del 49,9% del Tesoro. 19 marzo. Spinetta annuncia che gli esuberi
sono 2.100. 31 marzo. Alitalia proroga a 2 aprile
confronto con sindacato. Ma la Uil lascia il tavolo.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 80 del 2008-04-03
pagina 0 Air France-sindacati, rotte le trattative Prato si dimette, Alitalia precipita nel caos di Paolo Stefanato Spinetta vola
a Parigi. La trattativa è sfumata sull'ipotesi di portare Fintecna tra i soci.
Il presidente italiano: "Ora ci vuole l'esorcista". Ora riprende
quota l'ipotesi Lufthansa. Padoa Schioppa fallisce l'ultimo blitz Milano -
L'epilogo si consuma alle 19.05. Jean Cyril Spinetta si alza, stringe le mani a
tutti i presenti, seguito dagli otto manager che con lui hanno condiviso
quest'ultimagiornata di tensione. Nella sala al sesto piano della Magliana c'è
aria di congedo. Il sindacato chiede che le delegazioni di Alitalia e di Fintecna non se ne vadano. Un'ora più tardi il presidente
dell'Alitalia, Maurizio Prato, rassegnerà le dimissioni. Il cda è convocato
per le 13 di oggi, probabilmente sarà seguito da un Consiglio dei ministri
straordinario. Prima di lasciare, Prato lancia il suo anatema: "Questa
azienda ha una maledizione e solo un esorcista la può salvare ". Alitalia e Air France, in due comunicati, prendono atto che
la trattativa è finita. La delegazione francese rientra a Parigi, ironia della
sorte, con un volo Alitalia. La rottura non è stata né
sugli esuberi, né sul cargo, né sulla flotta. è stata su qualcosa di più
importante: su un principio. I sindacati (meno la Uil, dissociata dalla vigilia),
nel primo pomeriggio, dopo due ore di colloqui con Air France, le cui aperture
erano considerate molto timide, si sono ritirati per elaborare un proprio
documento di controproposte. Nel quale, in estrema sintesi, si chiedeva: il
mantenimento dal cargo, il taglio di meno aerei di medio raggio e l'ingresso
anticipato in flotta di nuovi aerei di lungo raggio. Nella consapevolezza del
maggiore sforzo economico richiesto all'azienda, ecco la proposta sindacale:
Fintecna conferisca in Alitalia l'intera quota
posseduta in Az Servizi, diventandone socio di minoranza. Parteciperà così
all'aumento di capitale, alleviando l'impegno di Air France. Su questo punto
specifico il lavoro di sei mesi si è infranto. "Non posso condividere una
proposta che va in direzione diversa da quella della privatizzazione - ha detto
Spinetta, dopo aver letto e discusso la paginetta sindacale -. Non è pensabile
di continuare a finanziare con aumenti di capitale altri deficit. La società
non può più permettersi atteggiamenti di questo tipo. Tutto questo contrasta
con la mia cultura d'impresa. Purtroppo le discussioni si fermano qui.
Nonostante gli sforzi non è possibile raggiungere un accordo ". Adieu. In
un comunicato successivo, il presidente di Air France ha dichiarato: "La
rottura dei negoziati non dipende da noi. è un progetto nel quale credevo
profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita
redditizia". La giornata di oggi si annuncia drammatica. Per le 13 è stato
convocato il cda di Alitalia che dovrà accettare o
respingere le dimissioni di Prato e nominare, eventualmente, il successore che
provveda alle necessità. Che la strada tracciata sia quella
dell'amministrazione straordinaria, è molto probabile. Se altri acquirenti sono
pronti ad affacciarsi, è comprensibile che vogliano scavalcare i tiraemolla
sindacali e trattare direttamente, senza disturbo, con un commissario. Dopo il
cda, potrebbe riunirsi un Consiglio dei ministri straordinario, anche se il
presidente del Consiglio, Romano Prodi, ieri sera si è detto scettico su una
sua qualche utilità. La Consob ha annunciato che il titolo sarà sospeso dalle
contrattazioni di Borsa: ieri dopo una seduta molto nervosa ha perso il 5,66%,
riportandosi a 0,50 euro. Le otto sigle sindacali che hanno partecipato sino
all'ultimo al tavolo con Air France-Klm (esclusa quindi la Uil) hanno convocato
per le 15 una conferenza stampa durante la quale illustreranno la propria
interpretazione degli eventi. "I sindacati hanno rotto una trattativa
seria, ora se ne devono assumere la responsabilità ", ha detto ieri sera
da Bucarest Romano Prodi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
Alitalia, cda in corso. E i sindacati
convocano una conferenza stampa Nota ufficiale di Palazzo Chigi: verifica delle
trattative ''Il governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la
vendita di Alitalia e delle
dimissioni del presidente Prato, e' anzitutto impegnato a garantire la
necessaria continuita' di governo dell'azienda. Il governo, al contempo, procedera' a
verificare se gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i
conseguenti comunicati di Alitalia ed Air France
significhino la caduta definitiva dell'ipotesi di concentrazione tra le due
societa' o se esistano ancora possibilita' di accordo con i sindacati''. Questo
quanto riportato da una nota ufficiale di Palazzo Chigi al termine della
riunione tra il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta e i
ministri Tommaso Padoa-Schippa, Pierluigi Bersani e Alessandro Bianchi.
Naufragata ieri la trattativa con Air France, con l'abbandono da parte della
compagnia del tanvolo delle trattative con i sindacatio, Alitalia
oggi è in piena crisi. E dopo le dimissioni del presidente, Maurizio Prato, la
situazione sembra parlare solo di fallimento. E' in corso la riunione del
consiglio d'amministrazione, una convocazione d'emergenza per valutare la
situazione. Subito dopo, i sindacati (che hanno anche richiesto un incontro col
governo) terranno tra pochi muniti una conferenza stampa. Otto sigle sindacali
di settore (manca la UIL), hanno convocato i giornalisti per dare la loro
posizione sul fallimento del negoziato che ha visto l'abbandono del tavolo da
parte del presidente Spinetta, numero uno della compagnia francese, dopo la
presentazione di una controproposta dei sindacati. Definita dai francesi
"irricevibile". Il titolo Alitalia è
attualmente sospeso in Borsa, e lo resterà per tutta la giornata. Borsa
Italiana ha annunciato un comunicato che comunque sara' conseguente al cda
dell'ex compagnia di bandiera. Air France se la cava decisamente
differentemente in Borsa a Parigi: lo stop al negoziato per Alitalia
ha fatto schizzare il titolo, che ha aperto stamattina le contrattazioni con un
+4,08%.
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
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Economia D'Antoni
(Pd): "Si' dei sindacati vincolante" Alitalia, Lufthansa si dichiara "non interessata" Tremonti:
meglio non commentare la vicenda Alitalia
Francoforte, 3 apr. - Lufthansa 'non e' interessata' ad Alitalia. A ribadirlo e' un portavoce della compagnia tedesca
all'indomani della rottura delle trattative tra Alitalia e Air
France-Klm. 'La nostra posizione non e' cambiata', ha affermato da
Francoforte il portavoce del gruppo. E, secondo l'ex ministro dell'Economia
Giulio Tremomnti (Pdl) "La Consob ha detto di non parlare di queste cose e
secondo me hanno ragione in questo momento". E sulla vicenda l'ex
segretario generale della Cisl, Sergio D'Antoni, viceministro per le Attivita'
produttive e candidato del Pd, ha dichiarato all'Adnkronos di ritenere "il
si' dei sindacati nella trattativa su Alitalia, sia
davvero vincolante".
( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Craxi (Ps):
"I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere" Per
il Sottosegretario agli Esteri la fine del Governo e' stato deciso dall'avviso
di garanzia a Mastella Roma, 3 apr. - “I giudici hanno deciso lo scioglimento
anticipato delle Camere inviando un avviso di garanzia a Mastella. A 40 giorni
di distanza, si scopre che lo stesso Mastella non doveva essere neanche
indagato. Altri giudici adesso impongono lo slittamento delle elezioni, qualora
il Viminale non vincesse il ricorso presentato in Cassazione: questa è la
fotografia dell'Italia di oggi”. Così Bobo Craxi, esponente del Partito
socialista, nel corso della trasmissione "il Caffè", condotta da
Corradino Mineo, andata in onda questa mattina su Raitre e sulle frequenze
satellitari di Rainews24. “Su Alitalia”, ha
affermato Craxi, “si è fatta tanta, troppa confusione: innanzitutto, l'utilizzo
di questa vicenda nel corso di una campagna elettorale, oscurando invece
importanti tematiche riguardanti i diritti civili, è un qualcosa di veramente
scellerato. In ogni caso, a mio parere quella dei francesi è una
ritirata strategica, non definitiva: credo che qualcuno 'sottobanco' abbia già
negoziato con loro”. “Vladimiro Berlusconi e il Maresciallo Veltroni”, ha
infine chiosato ironicamente l'esponente socialista, “in questa campagna
elettorale hanno occupato ogni spazio televisivo e di informazione. Nonostante
ciò, il Partito socialista riguadagnerà la propria rappresentanza parlamentare,
al fine di riaprire una robusta discussione intorno alla questione socialista e
ad una più autentica cultura riformista all'interno della sinistra italiana”.
Ellis Mais.
( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 03 Apr
2008 Edizione 65 del 03-04-2008 MARGHERITA BONIVER "Il rinvio delle
elezioni? Come pesce d'aprile non è niente male" FRANCO GRILLINI "Per
noi un mese in più di campagna elettorale è tutto grasso che cola" Che
Pizza, comanda sempre la Dc "Un rinvio delle elezioni oggi metterebbe
l'Italia molto, molto in cattiva luce davanti al mondo: bisogna fare di tutto
per evitarlo" di Francesco Blasilli Se qualcuno pensava di potersi
liberare definitamente della Democrazia Cristiana, si sbagliava di grosso. In
un modo o nell'altro il fantasma della vecchia balena bianca continua ad
aleggiare sulla politica italiana. E dunque, per uno scherzo del destino, è la
riammissione del simbolo della Dc di Giuseppe Pizza da parte del Consiglio di
Stato, ad aprire la possibilità, espressa per bocca del Ministro dell'Interno
Amato, di "rinviare le elezioni". Un rinvio, questo per onestà va
detto, altamente improbabile ("L'articolo 61 della Costituzione prevede in
modo tassativo che le elezioni si svolgano entro 70 giorni dallo scioglimento
delle Camere. I 70 giorni scadono il 16 aprile. Ipotizzare un rinvio sarebbe
una palese violazione della Costituzione", spiega il costituzionalista
Peppino Calderisi), ma che da lo spunto per alcune interessanti riflessioni.
Innanzitutto ci troviamo di fronte alla commedia dell'assurdo, perché la legge
garantisce 30 giorni di campagna elettorale, ma in questo caso si andrebbe
contro la Costituzione. Per questo il Viminale ha incaricato l'Avvocatura di
avanzare istanza di revoca dell'ordinanza emessa dalla dal Consiglio di Stato
essendo ormai iniziato il procedimento elettorale. Poi c'è il dato politico. Il
rinvio verrebbe accolto come la manna dal cielo da alcune forze politiche,
soprattutto dal Pd di Walter Veltroni, che avrebbe così più tempo per provare a
completare la rimonta: in fondo erano stati loro a tentare di allontanare lo
"spauracchio urne" mandando Marini a fare l'esploratore. Che poi a
parole l'ex sindaco di Roma dica il contrario, questo è scontato, perché un
rinvio della tornata elettorale non farebbe altro che aumentare l'antipatia
della gente nei confronti della "casta". Certo, però, anche in questo
caso Veltroni dimostra di aver superato il maestro Berlusconi in quanto a
demagogia: "È un problema aperto nella destra e la destra lo deve
risolvere". Si, è vero che Pizza è alleato del Pdl e sta dunque al
Cavaliere convincerlo a fare marcia indietro ("Non ho sentito Giuseppe
Pizza ? ha detto Berlusconi - ma ci sono persone nostre in stretto contatto con
lui; io mi auguro che Pizza dia un segno di responsabilità che credo lo
premierebbe anche elettoralmente"), ma dichiarare che il problema è
"stato aperto dalla destra" è una menzogna, anche molto grossa. Il
simbolo di Pizza è stato bocciato dall'ufficio elettorale del Viminale, dove al
momento risiede Giuliano Amato, il quale ? ad occhio ? non possiede la tessera
ne di Fi, ne di An e tanto meno della Lega. Veltroni dunque, che probabilmente
ha fatto fare al suo bus una deviazione a Collodi per studiare da vicino
Pinocchio, mente sapendo di mentire, e soprattutto dice una cosa e spera nel
contrario. E' comunque curioso notare come la sinistra italiana oramai "se
la suona e se la canta". Facendo un discorso puramente teorico, il rinvio
gioverebbe a Veltroni, nascerebbe da un errore del Viminale, e dunque di un
governo di centrosinistra, e l'eventuale decisione di posticipare le elezioni
spetterebbe al Capo dello Stato. Uomo di sinistra. Insomma, viene voglia di
pensare a male: non vorremmo che a breve restaurino la monarchia e proclamino Veltroni
direttamente Re d'Italia. Volendo continuare a pensare male, non si può
sottolineare come non votare il 13 e 14 aprile significhi dare
più tempo a Prodi per vendere Alitalia ai francesi: ed infatti il
premier, ai cronisti che gli chiedevano se vedeva una "regia
politica" dietro l'ordinanza del Consiglio di Stato, si è affrettato a
dire che "non vede proprio niente". In tutto questo va registrato
l'intervento del presidente emerito Francesco Cossiga che non perde occasione
per mettere in difficoltà Napolitano: rinviare le elezioni è una
decisione "molto discrezionale, e sostanzialmente dipende dal Capo dello
Stato. Bisogna firmare un decreto che fissi la nuova data delle elezioni, che
deve essere approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro
dell'Interno. Con un governo dimissionario - spiega - la situazione è tanto
delicata che bisogna vedere se il presidente della Repubblica se la sente di
firmare quel decreto". Insomma Cossiga accende il cerino, lo mette in mano
a Napolitano e prega si bruci le dita. E non solo quelle. Infine a margine
della questione rinvio, vanno assegnati due premi Oscar. Quello per la
sincerità al socialista Franco Grillini che ammette (ed è il solo) di accettare
di buon grado uno spostamento "visto che sinora siamo stati
oscurati". Quello per la simpatia all'azzurra Margherita Boniver che
definisce l'ipotesi rinvio "un pesce d'Aprile", altrimenti "il
Pd avrà più tempo per copiare i nostri programmi". Peccato, però, che
invece di trovarci di fronte ad un pesce d'Aprile, osserviamo impotenti
l'ennesima "coglionata" made in Italy.
( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 03 Apr
2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Strettamente confidenziale Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa di Hush Hush Immagino che non
pochi fra i lettori dell'Opinione si siano chiesti come mai il primo gruppo
aereo del mondo, Air France-Klm, si stia intestardendo così tanto intorno alla
vicenda Alitalia (anche se ieri sera ha interrotto le trattative, ma sembra
tattica e Spinetta è un mago delle trattative), quasi che il non
acquisto della compagnia italiana possa pregiudicare chissà quali strategie
future dei franco-olandesi. Perché è manifesto chiaramente a tutti che più che
essere l'Alitalia che s'offre e si offre, sono
Spinetta e soci che la vogliono. Le molteplici ragioni di strategia industriale
le abbiamo svelate nelle scorse settimane: prima fra tutte, far chiudere
Malpensa come hub perchè dava troppo fastidio al Charles de Gaulle parigino (il
cui mantenimento in termini di personale e servizi costa ad Air France come un
bancomat nei giorni festivi) e, quindi, fottersi tutta l'attività del cargo,
cioè il trasporto delle merci lungo le ricche rotte transatlantiche,
soprattutto dell'estremo oriente. Negli ultimi giorni, tuttavia, i piani di M.
Spinettà sono stati stravolti da una notizia che riguarda il principale
concorrente mondiale ed europeo di Air France, ossia la tedesca Lufthansa, ed
ecco spiegato il perché di Alitalia o morte. Alla
compagnia di Francoforte, i suoi manager ZITTI ZITTI, hanno preso il mappamondo
e si sono detti: sul mercato asiatico siamo ben piazzati con la partnership
strategica di Thai, in quello nord amerciano idem con United e Swiss, in Africa
ci pensa ancora Swiss, nell'Europa dell'est c'è Austrian Airlines; quello che
ci manca è un bel gancio in centro e sud America, vecchie mete di turismo molto
high spending ma anche di massa. Allora, restando sempre ZITTI ZITTI, i capi
azienda di Lufthansa si sono messi a parlare in maniera STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE con i loro colleghi spagnoli di Iberia, nell'ipotesi di un
leverage by out stile Swiss. Iberia che è partecipata già al 30% dagli inglesi
di BA, sarebbe quindi il primo vettore al mondo a fare da ponte anche per
l'unificazione di due dei grandi network mondiali del volo, vale a dire Star
Alliance e OneWorld. A questo punto Lufhtansa potrebbe liberarsi anche del peso
dell'alleanza con Airone per i voli nel bel paese, lasciando Toto a
trastullarsi con le banche per conto suo ed agendo invece da Malpensa come hub
del sud per conto proprio o con le proprie linee aeree partecipate. Ecco perché
M.Spinettà ha fretta di chiudere, anche dopo il 31 marzo, che è passato, ma
prima del 15 aprile: perché su Malpensa, se non si porta a casa Alitalia, rischia di rompersi pesantemente le ossa, con
grande goduria non solo dei lavoratori dell'ex hub milanese che stanno subendo
la cassa integrazione, ma anche delle altre grandi compagnie aeree europee che
dei franco olandesi si sono, da tempo, rotti i coglioni per i loro modi di fare
e di agire. Ah la grandeur? nes't pas.
( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 80 del 2008-04-03
pagina 0 Berlusconi: appello all'orgoglio degli imprenditori italiani di
Alberto Taliani Il leader del Pdl agli imprenditori: non si deve partecipare
con milioni e milioni, basta una Fiche. Veltroni: interferenze elettorali.
Fini: Walter soffre di amnesia Milano - La drammatica situazione dell'Alitalia, dopo la rottura delle trattative tra Air France sindacati
infiamma il dibattito politico. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi torna a
ribadire il suo appello "all'orgoglio degli imprenditori italiani".
"Ora che la trattativa si è interrotta - ha affermato ospite della
Coldiretti - rivolgo un appello all'orgoglio degli imprenditori italiani.
Non si deve partecipare con milioni e milioni, ma basta una fiche".
Berlusconi ha quindi ribadito che "è nel nostro interesse avere una
compagnia di bandiera" mentre da parte di Air France erano state proposte
"condizioni di assorbimento di Alitalia che io ho
definito offensive". L'ex premier ha poi spiegato che "noi siamo
stati zitti quando pensavamo che il governo trattasse con senno" e invece
alla fine si è stati di fronte "a una svendita".
"Commissariamento? Chiede a Prodi" Silvio Berlusconi non si sbilancia
circa il futuro di Alitalia e ai cronisti che gli
chiedono del rischio di commissariamento replica: "Chiedetelo a chi ha
responsabilità di governo. Io sono all'opposizione". Fini: "Governo
latitante" "Non vedo in cosa consistano le interferenze elettorali.
Veltroni se la prenda, invece, con il modo in cui è stata condotta la
trattativa", ha detto invece Gianfranco Fini, a Olbia dove ha iniziato il
suo tour elettorale in Sardegna, rispondendo alle affermazioni del leader del
Pd sul fallimento della trattativa per l'acquisizione di Alitalia
da parte di Air France. Per Fini "Veltroni soffre di una sorta di amnesia
ed ha dimenticato che al governo c'è Prodi. Se la deve prendere con il governo,
sono state precostituite delle trattative. Veltroni dice basta alle
interferenze elettorali ma non può pensare che una vicenda come quella dell'Alitalia possa essere esclusa da discorsi elettorali. Air
France ha trattato da una posizione di forza ed il Governo - ha concluso il
leader di An - si è mostrato latitante". Poi tgocca il tema spinoso di
Malpensa. "Al di là delle sorti della trattativa Alitalia
Air France, con un Expo 2015 che porterà 40-45 milioni di turisti a Milano -
dice - non sta ne in cielo ne in terra pensare di derubricare Malpensa ad
aeroporto al pari di quello di Villafranca o di Bergamo. Malpensa - ha aggiunto
- è insieme a Fiumicino un grande aeroporto italiano". Veltroni contro il
Pdl "Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli
organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore", afferma
il candidato premier del Pd Walter Veltroni, che denuncia "le interferenze
politiche, gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità
hanno fatto interrompere la trattativa fra Air France e sindacati".
"è una vicenda che può avere un esito molto negativo. Per questo mi auguro
e sollecito, affinchè il governo, in queste ore, possa avere la capacità di
regia. Il governo deve farlo e la politica si deve tenere lontana".
Sinistra contro Prodi e Veltroni "è molto grave che Prodi attacchi i
sindacati e il Pd faccia il pesce in barile su Alitalia.
I sindacati hanno difeso non solo i legittimi diritti dei lavoratori, ma anche
l'interesse nazionale ad avere una compagnia di bandiera". Lo afferma il
capogruppo della Sinistra Democratica Cesare Salvi che per quanto riguarda l'
aeroporto di Fiumicino dice che "c'è da preservare chi riveste i ruoli più
alti e di responsabilità, come i piloti o il personale di bordo, ma anche le
migliaia di lavoratori dello scalo, quelli esternalizzati come nei call center,
i precari". "Ora il governo, che già molto ha sbagliato in questa vicenda,
lasciando il sindacato solo nella trattativa con Air France - sostiene
l'esponente della Sinistra Arcobaleno - riprenda l'iniziativa a tutto campo per
favorire una soluzione positiva della crisi". D'Alema: "Situazione
delicata" "Si è fatto di tutto per fare fallire l'unica prospettiva
possibile agitando alternative che non appaiono e il rischio è che alla fine
noi resteremo senza compagnia aerea", lancia l'allarme Massimo D'Alema.
"La situazione è molto delicata - ha aggiunto - e certamente la società
dispone ancora di liquidità, ma in una misura limitata". "O si lavora
rapidamente per una soluzione - ha concluso - oppure la situazione può
diventare irrecuperabile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.