HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          (www.mauronovelli.it)


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  3-4-2008      #TOP


IN EVIDENZA          1)      2)

 

Alitalia, governo: "Riprendere trattativa"  Sindacati a Spinetta: "Proposta negoziabile" (La Repubblica 3-4-2008)

Ieri il gruppo franco-olandese ha abbandonato il tavolo, e il presidente Prato si è dimesso. In corso riunione del cda. I sindacati aprono alla compagnia francese, il governo impegnato a verificare la possibilità di ripresa delle trattative. I colletti bianchi della Az Fly manifestano a favore dei francesi. La Ue ribadisce il 'no' ad eventuali aiuti di Stato. Nuovo appello di Berlusconi "all'orgoglio degli imprenditori"

17:00 Solari (Filt-Cgil): "Trattativa con Air France resta necessaria"

"Resta ed è necessaria una trattativa con Air France, ma penso ad una trattativa classica, cioè con opinioni che si confrontano". Lo ha detto in una conferenza stampa il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari sulla vertenza Alitalia. "Certo, c'è un limite - ha aggiunto - io penso anche bisogna salvare tutti. Ma noi siamo pronti, lo voglio dire a confrontarci da oggi, anzi da ieri...".

16:51 Sindacati ad Air France: "Nostra proposta è negoziabile"

I sindacati fanno sapere ai vertici di Air France che la loro proposta per Alitalia - quella per la quale la compagnia francese ieri ha abbandonato il tavolo della trattativa - è in realtà "negoziabile". Parole che potrebbero riaprire il negoziato.

16:23 Angius contro Calearo: "E' un avvoltoio"

Massimo Calearo "lo proponga alle sue aziende e il Pd lo vada a spiegare ai 12mila lavoratori che rischiano il posto di lavoro". Su Alitalia Gavino Angius, in corsa per il Ps, replica così al candidato dei democratici: "La cinica leggerezza con cui auspica il fallimento dell'alitalia, infischiandosene dei lavoratori, dimostra che il candidato del pd che un falco è un avvoltoio, pronto a gettarsi sulle spoglie della compagnia di bandiera".

16:20 Calearo: "Fallimento può essere modo per ripartire"

Per Massimo Calearo il fallimento non è un tabù e per Alitalia potrebbe essere il modo per ripartire e tornare sul mercato in modo sano. L'ex presidente di Federmeccanica lo ha detto nel corso di un filo diretto a Radio Radicale: "Eravamo vicini ad una situazione di farsa - ha dichiarato il candidato del Pd - ormai siamo alla catastrofe. In una situazione in cui probabilmente non ci si rende conto che l'Alitalia è una impresa che vive di mercato e che deve avere i tempi del mercato. Un certo tipo di sindacato, perchè il sindacato non è tutto uguale, non si rende conto che esiste un mercato".

16:16 Calderoli: "Giudizio della storia sarà pesantissimo"

"Prima il caso della riammissione del simbolo Dc, poi il tavolo tra Alitalia e Air France che salta. Con la giornata di ieri il Governo ha definitivamente portato in tribunale i libri del Paese. A questo punto si sta realizzando la profezia secondo cui Prodi avrebbe portato il Paese sull'orlo del baratro e con Veltroni si sarebbe fatto l'ultimo fatale passo in avanti. Il giudizio della storia sarà pesantissimo. Lo afferma Roberto Calderoli.

15:48 Damiano: "Non lasciare nulla di intentato"

"Non bisogna lasciare nulla di intentato e operare per riprendere la trattativa e trovare un compromesso. Altrimenti la situazione può andare fuori controllo". E' il commento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, sulla vicenda Alitalia. "Mi pare che la posizione espressa dal presidente del Consiglio sia giusta. La carta Air France va giocata fino in fondo", aggiunge Damiano.

15:41 Governo al lavoro, missione affidata a Letta

Il governo non rinuncia a tentare fino all'ultimo di verificare se ci sono margini per riprendere il filo del dialogo tra Air France e sindacati per la vendita di Alitalia. E si dà 48 ore per questa missione, affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta che, a quanto si apprende, nelle prossime ore avrà contatti informali sui due fronti, quello sindacale e quello dell'azienda francese.

15:27 Fisac-Cgil denuncia Consob e Berlusconi

Un'esposto denuncia contro la Consob e Silvio Berlusconi è stato presentato alla Procura della Repubblica di Roma dalla Fisac-Cgil, in merito alle dichiarazioni rilasciate dal leader del Pdl sulla vicenda Alitalia. Il sindacato bancario di categoria della Cgil chiede ai magistrati di sincerarsi che la Consob abbia messo in atto i suoi poteri di controllo e se "non siano ravvisabili comportamenti e atti omissivi in violazione di principi penali". In caso affermativo, la Fisac chiede al procuratore di "agire per quanto di competenza contro la Consob e l'onorevole Berlusconi su una ipotesi di turbativa del mercato".

15:25 Anpac: "No al fallimento, riaprire il tavolo"

"Noi non vogliamo il fallimento o il commissariamento, vogliamo la continuità aziendale. E la politica deve fare il suo mestiere. Il tavolo deve essere riaperto, perchè abbiamo qualcosa su cui lavorare". Così il presidente dell'Anpac Fabio Berti, al suo arrivo alla conferenza stampa annunciata dalle sigle sindacali presenti in Alitalia. A proposito del prestito-ponte, Berti ha spiegato che per l'Anpac va bene se "è uno strumento utile, ma non solo per andare avanti, bensì per trovare una soluzione al piano".

15:20 Filt-Cgil: "Disponibili a trattare con Air France"

"Noi siamo disponibili a trattare con tutti, anche con Air France che non ha avuto un atteggiamento di totale preclusione". Così il segretario generale della Filt-Cgil, Fabrizio Solari, al suo arrivo alla conferenza stampa annunciata da otto sigle sindacali.

15:05 La Russa: "Vedremo se Air France bluffa"

"Berlusconi ha fatto benissimo a fare l'appello agli imprenditori. Adesso dobbiamo capire se Air France si tira indietro perché ha rinunciato realmente o se si tratta di una pressione psicologica, un bluff; questo lo capiremo i prossimi giorni". Così il capogruppo alla Camera di An, Ignazio La Russa.

14:59 Franceschini: "Berlusconi ha complicato tutto"

"Il primo errore è stato coinvolgere la vicenda Alitalia nel tritacarne della campagna elettorale". Dario Franceschini critica duramente il leader Silvio Berlusconi. "Avere evocato - dice - la possibilità di una cordata italiana come ha fatto ripetutamente, ha complicato tutto ed ha irrigidito i comportamenti delle parti".

14:33 Enac chiede più presidi di sicurezza negli aeroporti

Dopo la manifestazione di ieri presso lo scalo di Napoli, il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha chiesto a tutti i direttori degli aeroporti nazionali "di aumentare, per quanto di competenza, i presidi di sicurezza negli scali" al fine di "prevenire eventuali ripercussioni sullo svolgimento regolare ed efficiente delle attività aeroportuali".

14:18 Riunito il cda

Da pochi minuti, nella sede del centro direzionale dell' Alitalia della Magliana, è riunito il consiglio d'amministrazione della compagnia italiana.

14:14 Dipendenti in Francia manifestano contro i sindacati

I dipendenti Alitalia in Francia hanno interrotto il lavoro per 5 minuti oggi per "dimostrare l'enorme preoccupazione e per protestare contro la posizione assunta dai sindacati italiani nell'ultima fase del negoziato". Secondo i dipendenti, si tratta di un gesto, deciso "in armonia e in coordinazione" con i colleghi italiani, per dimostrare "totale solidarietà" e con la volontà di preservare il futuro e la continuità dell'azienda.

14:12 Tremonti: "Trattativa fatta in modo opaco e indecoroso"

A proposito di Alitalia, Giulio Tremonti ha dichiarato: "La trattativa con Air France è fallita, lo sanno tutti, lo vedono tutti. E' una trattativa fatta in modo opaco e indecoroso per un Paese civile. Poi io sto all'opposizione. E' Veltroni che sta al Governo ed è ancora lui l'azionista di maggioranza di Alitalia".

14:10 Matteo Colaninno: "Responsabilità ben individuabili"

"Abbiamo perso una straordinaria occasione per salvare la compagnia e i posti di lavoro. E' sbagliato addossare la colpa solo sui sindacati: chiunque era seduto a quel tavolo ha delle responsabilità". È quanto ha dichiarato Matteo Colaninno su Alitalia. "Penso ci siano state grandissime interferenze di una certa parte politica: i nostri avversari - ha aggiunto il capolista alla Camera del Pd- ci sono delle responsabilità e sono ben individuabili".

13:58 Colletti bianchi manifestano: "Vogliamo Air France"

I "colletti bianchi", dipendenti di Az Fly hanno manifestato nel cortile del centro direzionale di Alitalia alla Magliana. Una riunione spontanea, con qualche centinaio di dipendenti, è ancora presente all'esterno dell'edificio dove è prevista oggi la riunione del cda. Così anche slogan e volantini sono di segno opposto rispetto alle proteste dei giorni scorsi: sostegno al presidente dimissionario della compagnia, Maurizio Prato, e rammarico per la rottura del confronto sul piano di acquisizione di Air France-Klm. "Vogliamo il piano Air France", si legge sui volantini.

13:46 Ue ribadisce: "No ad aiuti di Stato"

Secondo la Commissione europea, Alitalia "non può più ricevere aiuti di stato e questo è assolutamente chiaro dal nostro punto di vista", ha ribadito il portavoce del commissario ai Trasporti Jacques Barrot, Michele Cercone. Mentre sul prestito ponte "aspettiamo a vedere quello che succederà con la compagnia", anche se in ogni caso "sarebbe molto consigliabile per le autorità italiane lavorare a stretto contatto con i servizi della Commissione" per assicurarsi di varare interventi compatibili con le normative Ue.

13:37 Storace: "Casino generale per irresponsabilità collettiva"

"Con Alitalia siamo nel casino generale per colpa dell'irresponsabilità collettiva che ha portato la compagnia al centro della campagna elettorale in cui tutti hanno giocato contro tutti e soprattutto contro i lavoratori". Lo ha dichiarato Francesco Storace, a margine di una tappa della sua campagna elettorale.

13:35 Tabacci: "Berlusconi ha solo starnazzato"

"Berlusconi ha starnazzato dicendo che c'erano cordate in arrivo, prima i suoi figli, poi i suoi nipoti e poi non so chi altri. E' un gioco per rendere più torbide le acque non certo per affrontare un nodo che è di natura strategica". Lo ha detto, stamani, a Pescara, Bruno Tabacci, dell'Unione di Centro, nel corso di una manifestazione elettorale, parlando del caso Alitalia.

13:30 Galan: "Ogni imprenditore versi 2mila euro"

Singolare proposta di Giancarlo Galan, governatore del Veneto, per salvare Alitalia. ''Si mettano insieme tutti gli industriali italiani - ha detto, a margine di Vinitaly - e investano duemila euro a testa e si comprino loro l'Alitalia. E poi la gestiscano visto che sono tanto bravi a farlo con le loro aziende. Tra gli imprenditori che potrebbero comprarsi Alitalia ci sarebbe anche Massimo Calearo: "E' un candidato dell'ex partito comunista ora Pd un po' ambizioso - ha detto Galan ironico - meglio però che Calearo non amministri l'Alitalia, lo faccia fare ad altri'.

13:27 Berlusconi: "Commissariamento? Chiedetelo a governo..."

C'è il rischio del commissariamento di Alitalia? "Domandatelo a chi ha responsabilità di governo, io sono all'opposizione". Così ha risposto Silvio Berlusconi ai giornalisti, a margine di una iniziativa elettorale del Pdl.

13:26 D'Alema: "Hanno fatto di tutto per far fallire trattativa"

"Si è fatto di tutto per fare fallire l'unica prospettiva possibile agitando alternative che non appaiono, e il rischio è che alla fine noi resteremo senza compagnia aerea". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a Bari, a margine di un incontro con gli industriali pugliesi. "La situazione è molto delicata - ha aggiunto - e certamente la società dispone ancora di liquidità, ma in una misura limitata". "O si lavora rapidamente per una soluzione - ha concluso - oppure la situazione può diventare irrecuperabile".

13:08 Terminato il vertice a Palazzo Chigi

E' appena terminato il vertice su Alitalia a palazzo Chigi. I ministri Tommaso Padoa-Schippa (Economia), Pierluigi Bersani (Sviluppo economico) e Alessandro Bianchi (Trasporti) hanno lasciato la sede della Presidenza del Consiglio senza rilasciare dichiarazioni.

13:07 Nuovo appello di Berlusconi "all'orgoglio degli imprenditori"

"Rivolgo un appello agli imprenditori italiani: non si deve partecipare con milioni di milioni, basta anche una fiche". Lo dice il leader del Pdl Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento alla Coldiretti.

13:04 Il governo verificherà possibilità riapertura trattativa

Il governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle dimissioni del presidente Prato, è anzitutto impegnato a garantire la necessaria continuità di governo dell'azienda. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi. Il governo, al contempo, procederà a verificare se gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i conseguenti comunicati di Alitalia ed Air France significhino la caduta definitiva dell'ipotesi di concentrazione tra le due società o se esistano ancora possibilità di accordo con i sindacati.

12:57 Il Tesoro: "Il Cda assicuri la continuità aziendale"

Il Tesoro prende atto delle dimissioni del presidente e Ad di Alitalia, Maurizio Prato e "auspica" che il Cda, che si riunirà oggi pomeriggio, "provveda a porre in essere tempestive iniziative in grado di assicurare il ripristino di un adeguato e completo sistema di governo dell'azienda e, in ogni caso, l'imprescindibile continuità nelle azioni di alta direzione della società".

12:44 Alitalia convoca i sindacati per domani alle 11

Alitalia ha convocato per domani alle ore 11 i sindacati di categoria per un aggiornamento della situazione. Lo riferiscono fonti sindacali.

12:36 La Ue: "L'Alitalia non può più ricevere aiuti di Stato"

"L'Alitalia non può più ricevere aiuti di Stato avendone beneficiato una volta nell'ambito della regola 'one time, last time'". Lo ha ribadito Jaques Barrot. Per quanto riguarda l'eventualità di un prestito ponte il portavoce non ha voluto scendere nei dettagli limitandosi a ricordare che la Commissione Europea sta sorvegliando il caso Alitalia mantenendo molta "prudenza" e che comunque ogni eventuale misura "dovrà essere notificata".

12:34 Giordano: "Un errore criticare i sindacali"

E' un "errore", secondo il segretario del Prc Franco Giordano la critica al movimento sindacale nella vicenda Alitalia. "Il movimento sindacale - ha detto in una conferenza stampa ad Ancona - ha un unico interesse: difendere e tutelare i lavoratori".

12:09 Formigoni: "Malpensa è penalizzata, ma risorgerà entro due anni"

Anche dopo la decisione di Air France di abbandonare il tavolo delle trattative con Alitalia, "Malpensa è penalizzata", e il risultato è che "avremo due anni di sofferenza, dopodichè risorgeremo". E' la previsione del presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul futuro dello scalo aeroportuale milanese. "Torneremo a crescere già nei prossimi mesi ed entro il 2010 - ha concluso il governatore lombardo - torneremo ai volumi di traffico del 2007 per poi superarli di slancio".

12:07 Di Pietro: "Consob e giudici valutino responsabilità Berlusconi"

Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: "Sarebbe ora che le autorità di controllo, a cominciare dalla Consob, ma anche i giudici, valutassero l'irresponsabilità di questo comportamento di Berlusconi che ha illuso le parti in causa portandole ad una esasperazione così conflittuale".

11:55 Calderoli: "Il governo ha portato in tribunale i libri del Paese"

"Prima il caso della riammissione del simbolo Dc, poi il tavolo Alitalia-Air France che salta. Con la giornata di ieri il governo ha definitivamente portato in tribunale i libri del Paese". Lo afferma Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega.

11:44 Veltroni: "Governo assuma regia vicenda Alitalia"

"E' una vicenda che può avere un esito molto negativo. Per questo mi auguro e sollecito, affinchè il governo, in queste ore, possa avere la capacità di regia. Il governo deve farlo e la politica si deve tenere lontana". Così il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, da palco di un comizio ad Oristano, in merito agli ultimi sviluppi sulla vicenda Alitalia.

11:32 I sindacati chiedono incontro urgente a governo e Alitalia

I sindacati chiedono un incontro urgente al governo e ad Alitalia. La richiesta è stata avanzata da otto delle nove sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, Sdl, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia. "Alla luce degli ultimi eventi si richiede- scrivono i sindacati- un incontro urgente per le necessarie valutazioni sulla situazione di Alitalia".

11:26 Sangalli: "Mi auguro non sia tardi per cordata italiana"

"Mi auguro che non sia tardi" per la presentazione di un'offerta su Alitalia da parte di un'eventuale cordata italiana". Così, a margine della XLI Giornata del credito, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, commenta la situazione di Alitalia sottolineando che la situazione "è difficile, già drammatica, ci auguriamo possa essere risolta". In riferimento a chi ieri avvertiva la necessità di un miracolo per salvare Alitalia, Sangalli ha detto: "Siccome sono cattolico, credo nei miracoli. Spero che questo avvenga".

11:20 Fini: "Il governo si è mostrato latitante"

"Non vedo in cosa consistano le interferenze elettorali. Veltroni se la prenda, invece, con il modo in cui è stata condotta la trattativa". Lo ha detto Gianfranco Fini, a Olbia dove ha iniziato il suo tour elettorale in Sardegna, rispondendo alle affermazioni del leader del Pd sul fallimento della trattativa per l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France. Per Fini "il governo si è mostrato latitante e aveva precostituito l'esito della trattativa".

11:07 Franceschini: "Spero possano riprendere trattative con Air France"

"Le trattative con Air France spero si possano riprendere". Così il vicesegretario nazionale del Partito Democratico dario Franceschini, ospite questa mattina ad 'Omnibus', La7. "Il vero problema è che la questione Alitalia è stata utilizzata per fare campagna elettorale. Della cordata italiana di cui parla Berlusconi non c'è neppure l'ombra. Mi auguro e credo - ha concluso - che questo non sia il punto di rottura finale per le trattative".

11:02 Bersani da Enrico Letta per fare il punto su Alitalia

Il ministro delle Attività Produttive Pierluigi Bersani si è recato stamane a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta per fare il punto sulla vicenda Alitalia. Alla riunione partecipano inoltre i ministri dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e dei Trasporti Alessandro Bianchi.

10:45 Lufthansa: "Non abbiamo in programma offerta per Alitalia"

La compagnia aerea tedesca Lufthansa chiarisce di non avere in programma un'offerta per Alitalia, dopo l'uscita di scena di Air France-Klm. Lufthansa precisa poi che sta continuando a monitorare la situazione e che considera quello italiano un mercato attraente per la compagnia.

10:40 Maroni: "Cordata italiana? Tutto è meglio di Air France"

"C'è una cordata italiana? benissimo, tutto è meglio di Air France. Intanto abbiamo sgombrato il campo dalla compagnia francese che danneggiava Malpensa e non salvava Alitalia". Lo afferma Roberto Maroni, capo gruppo della Lega alla Camera, nel corso della puntata di Viva Voce su Radio24, commentando la rottura delle trattative con Parigi.

10:37 Angeletti: "Non si fanno trattative rilanciando all'ultimo minuto"

"Il rilancio che è stato fatto all'ultima ora da parte dei nostri colleghi è stato veramente incredibile. Non si fanno trattative rilanciando all'ultimo minuto". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commenta così gli ultimi eventi che hanno portato all'abbandono della trattativa, da parte di Air France-Klm.

10:30 Bonanni: "Il governo ci ha lasciati nudi di fronte a Air France"

"Siamo stati lasciati nudi dal governo di fronte ad Air France". Questa l'accusa lanciata da Raffaele Bonanni contro governo e Prodi dai microfoni di Gr Parlamento Rai. "Il governo non si è mai fatto vedere al tavolo delle trattative - continua il segretario generale della Cisl - non ha mai svolto funzioni di mediazioni, quando invece a Palazzo Chigi si discute anche di aziende con trecento persone".

09:43 Casini: "Sindacati irresponsabili"

Casini: "Credo che il comportamento del sindacato sia stato irresponsabile nel passato e rischi di essere ancora più irresponsabile oggi"

09:22 Bertinotti: "Soluzione ponte"

Fausto Bertinotti chiede una "soluzione ponte" per evitare il fallimento di Alitalia per poter arrivare a "un nuovo negoziato con Air France o con altri". E critica Prodi per aver attribuito ai sindacati la responsabilità della rottura

09:17 Air France in forte rialzo in borsa

Strappano in apertura a Parigi le azioni di Air France dopo la rottura delle trattative per acquisire Alitalia. Il vettore francese balza del 4,08% a 19,66 euro

08:57 Angeletti: "Air France non esce di scena"

"Non penso che Air France esca di Scena". Così il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che auspica che "ci siano altre compagnie che vogliono acquistare Alitalia. Comunque è il proprietario della compagnia che deve trattare". Quello che bisogna evitare, aggiunge, è il commissariamento: "Dobbiamo rinviare le cose al prossimo governo. C'è abbastanza tempo e ci sono abbastanza soldi ancora per mesi"

08:20 Titolo sospeso in Borsa

Borsa Italiana conferma che le azioni e le obbligazioni convertibili di Alitalia, nonché gli strumenti collegati, saranno sospese dalle contrattazioni di Piazza Affari per tutta la giornata

 


Alitalia verso il commissario. Il titolo è sospeso. di Gianni Dragoni (Il Sole 24 Ore 3-4-2008)

Il titolo della compagnia franco-olandese beneficia della rinuncia ad Alitalia. La Borsa parigina in apertura premia le azioni Air France-Klm con un rialzo di oltre il 5% per poi ripiegare a +2 per cento.

 

 

Articoli Correlati -


Alitalia-AirFrance: scelta dolorosa, ma senza alternativa
Alitalia, Spinetta: «Nessuno rimarrà a casa». I sindacati: da Air France solo timide aperture
Alitalia, via alla trattativa
Prato: «Ultima spiaggia per Alitalia»

 

Alle sette di sera l'incantesimo si è rotto. «Questa proposta non è accettabile. Finisce qui», ha detto seccamente Jean-Cyril Spinetta alzandosi dal tavolo del consiglio Alitalia. Al sesto piano della Magliana, dove era in corso dalle 13 la trattativa con otto sindacati (assente la Uil). Un'ora dopo si è dimesso Maurizio Prato, il presidente mandato il primo agosto 2007 a pilotare la privatizzazione.


La trattativa è fallita, salta la privatizzazione, Alitalia torna nel caos. Si avvicina al fallimento, ma forse verrà evitato fino alle elezioni. I sindacati pretendevano che tutte le attività di terra di Az Servizi, scorporate nel 2005 con il piano Cimoli (durante il Governo Berlusconi), rientrassero nella compagnia privatizzata, attraverso il conferimento della partecipazione di Fintecna pari al 51% di Az Servizi (il 49% è già di Alitalia), sommandosi all'aumento di capitale che Air France-Klm aveva garantito per un miliardo.


Oggi alle 13 si riunisce il cda Alitalia. Il titolo resterà sospeso tutta la giornata per decisione di Consob e Borsa italiana (ieri -5,66% a 0,50 euro). C'è il rischio di insolvenza della compagnia per scarsa liquidità. Ma è escluso che oggi si decida la richiesta al Tribunale di ammissione all'amministrazione straordinaria ( legge Marzano) con la nomina di un commissario, nonostante tra le ipotesi si faccia il nome di Enrico Bondi. È possibile però che tutto il cda si dimetta: sono rimasti in quattro, i dirigenti del Tesoro Giovanni Sabatini e Luciano Vannozzi, il giurista Aristide Police, l'ex Banca d'Italia Carlo Santini.


«Questa nuova proposta volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività», ha quindi spiegato Air France- Klm in un comunicato. I francesi erano disposti ad assorbire quasi 4.200 lavoratori (manutenzione, handling a Fiumicino) sui 7.400 della Servizi. «Questo significa tornare indietro. Ci vorrebbe tempo per esaminare una richiesta del genere. Invece Alitalia ha bisogno di soluzioni rapide», ha detto Spinetta ai sindacati, facendo notare di «non avere il mandato» per accettare simili proposte e di ritenere che il suo consiglio non le avrebbe approvate.


L'ipotesi, avanzata a sorpresa a metà pomeriggio da un documento unitario dei sindacati, non aveva trovato obiezioni dal presidente di Fintecna Maurizio Dettori né da Prato, a nome del cda di Alitalia. Ma il problema riguarda Air France, che vedeva così compromesso il piano per il recupero di redditività entro il 2010. In privato, Spinetta avrebbe espresso giudizi duri sull'atteggiamento dei sindacati apparso incomprensibile.


«Nella forma dice il comunicato del vettore francese Air France-Klm ha dovuto constatarecon dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative». Spinetta è ripartito per Parigi con un volo Alitalia alle 21,20, senza fare commenti. «Prendo atto con rammarico della rottura dei negoziati che non dipende da noi. È un progetto nel quale credevo profondamente è una sua dichiarazione scritta e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia».
Il comunicato di Alitalia che ha annunciato le dimissioni di Prato osserva che «si è interrotta oggi la trattativa tra la compagnia, Air France-Klm e i sindacati. Scade oggi il termine di avveramento delle condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm il 15 marzo scorso che, pertanto, viene meno». Insomma, l'offerta francese sfuma. Per oggi è convocato il cda «che potrà assumere le necessarie ed opportune determinazioni».


Il consiglio si era riunito anche ieri mattina alle dieci.L'indicazione trapelata, nessuna nota ufficiale, era che in caso di fallimento della trattativa il cda avrebbe rimesso al Governo le valutazioni sulla «continuità aziendale» e sull'ipotesi di chiedere la legge Marzano.
Sulla controproposta dei sindacati è stato decisivo il rifiuto dei piloti (Anpac) di mandare i loro esuberi (in tutto 507) in cassa integrazione. Spinetta era disposto a mitigare in minima parte i tagli con l'eventuale anticipo al 2009 dell'ingresso in flotta di uno o due B777, a patto che la compagnia raggiungesse in anticipo la redditività e ci fossero le «condizioni di mercato».

 


 

Report "Alitalia 2"

Air France lascia, caos Alitalia ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caos Alitalia Prodi: grave errore dei sindacati, venga fuori la cordata di Berlusconi Drammatica svolta nella trattativa tra Air France-Klm e Alitalia per la cessione della compagnia di bandiera, che doveva concludersi ieri. Il presidente e ad francese, Spinetta, ha respinto le proposte al rialzo avanzate dai sindacati e ha lasciato il tavolo,

Ora nemmeno l' e-sorcista evocato dal presidente e amministratore delegato dimission ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Se poi, al di là di questo plateale caso, dalle ultime settimane si risale nei mesi e negli anni, allora distinguere colori e sfumature delle responsabilità politiche nei confronti di Alitalia diventa esercizio arduo. Per una compagnia che in quindici anni - all'incirca il tempo trascorso da quando la liberalizzazione dei cieli europei è divenuta realtà -

Cv Alital 1068,928<TD class ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 68,928 69,008 cv B Ifis 09 99,819 100,190 cv Bco Popol 10 100,764 100,767 cv Beni Sta 11 93,890 93,313 cv BIM 15 90,523 89,848 cv Carige 13 116,704 116,704 cv Mi-A2a 09 116,372 116,254 cv SIAS 17 94,291 93,429 cv Snia 10 100,130 100,130 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,472 110,

I n un vicolo cieco: Romano Prodi non riunirà il consiglio dei ministri, perché un c ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia c'è solo il fallimento. Era stato Walter Veltroni poco prima, mentre si appellava al "senso di responsabilità di tutte le parti" a chiedere al governo di "riprendere i fili della trattativa". Deve muoversi o no, il governo? C'è tempo ancora nella mattinata di oggi, prima del consiglio di amministrazione dell'Alitalia che riceverà le dimissioni del presidente Maurizio Prato.

"Rimasti soli davanti al prendere o lasciare" ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROBERTO GIOVANNINI ROMA Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl: la frittata Alitalia è fatta. "Calma, c'è ancora tempo e modo per trattare il governo finalmente compaia in questa vicenda. Prato ritiri le sue dimissioni e continuiamo a trattare. Non è mai è successo che non si sapesse a che condizioni si vende un'azienda tanto grossa.

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Lascio dopo aver lottato con tutte le mie forze nonostant ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il presidente di Alitalia Maurizio Prato, l'uomo scelto da Romano Prodi per chiudere una volta per tutte la più complicata privatizzazione della storia italiana, annuncia in una lettera ai dipendenti che si è dimesso. Dopo settimane di colloqui con i sindacati, la trattativa con Air France-Klm è fallita.

Nel '98 rimase sveglio tre giorni per costringere i suoi piloti alla resa ( da "Stampa, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il fiato per affrontare la trattativa Alitalia l'ha fatto con i piccosi piloti di Air France nel 1998; era la vigilia dei mondiali di calcio in Francia, appena insediato si giocava la carriera. È rimasto tre giorni senza dormire prima di isteccolirli e ridurli all'osso: "va bene, torniamo al lavoro ma ci dovere pagare le giornate perdute".

Air France se ne vaAlitalia verso il crac ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio di fallimento.

Geox lancia la prima scarpa interamente "traspirante" ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mib al posto di Alitalia, e nega la partecipazione a una cordata italiana per il salvataggio di Alitalia, precisando che il suo interesse è quello di "fare crescere Geox e aumentare la credibilità del made in Italy nel mondo". A proposito di made in Italy, l'innovativa suola delle scarpe sportive traspiranti firmate Geox è prodotta in Romania,

Aponte (Msc): <Illegale l'asse Aker-Fincantieri> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chi ci garantisce che il prossimo governo sarà favorevole - Berlusconi non vuole che Air France compri Alitalia. E se facesse la stessa cosa con Aker?". Hardelay non esclude, comunque, un prossimo contatto con Fincantieri: "Certo, tutto è possibile. In ogni caso non sta a noi fare il primo passo. Chiedete ai signori Bono e Antonini a che punto è la loro proposta.

Air France vola via ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prospettiva di tornare in Italia solo come turista invece che come aspirante compratore di Alitalia. "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di lavoro e di riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi", dice il manager francese lasciando la trincea della Magliana.

Pino e lo SCUDO CROCIATO una risata ci seppellirà ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia faccia fallimento ma anche se proprio tutto va male, niente paura: un aereo si trova sempre. Destinazione qualunque posto, purché abbastanza lontano: con cinque o seicento euro si arriva dall'altra parte del mondo. Naturalmente, biglietto di sola andata: e prima o poi si potrà forse votare in qualità di italiani all'

Padoa-Schioppa: <Senza i francesi c'è il rischio fallimento> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: il governo difende la scelta di trattare con Air France. C'è qualche alternativa alla scelta francese? "E' un sogno", taglia corto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Anzi, è il peggiore degli incubi, che si chiama "fallimento".

Basta, sono stufodella gente sempre stufa di tutto ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la più corta e più costosa al mondo, che non è ancora giunta a Brignole e che forse non proseguirà oltre. Sono stufo dell'infinita lagna circa la sopravvivenza dell'Alitalia. E potrei proseguire ma mi fermo. Mi chiedo quando e se potremo uscire da questa situazione. Tomaso Aldo Cotta GENOVA 03/04/2008.

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mail Alitalia, c'è odore di "insider trading" L'altalena del titolo Alitalia in Borsa è stato un altro esempio della presa in giro degli italiani e di chi crede ai titoli di società di Stato. Non sarei sorpreso se un giorno si scoprisse e si provasse, sempre che i soliti poteri forti non intervengano per impedire di fare chiarezza,

Una sconfitta per il Paese ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma nella consapevolezza che una rottura della trattativa schiuda prospettive più vantaggiose, o meno svantaggiose, di quelle che una conclusione accettabile per la controparte avrebbe comportato. Ieri i sindacati si sono presentati al tavolo con Air France-Klm, di fatto, con un nuovo piano industriale per Alitalia. segue a pagina 27.

Anche Prato si arrende: ho fallito, mi dimetto L'addio del manager: Questa azienda ha una maledizione, solo un esorcista può salvarla ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che sul passaggio di Alitalia ad Air France aveva puntato e speso tutta la sua reputazione, non ci ha pensato due volte. A un'ora dalla fine della trattativa fallita con il vettore francese si è dimesso. Dopo Libonati, dopo Cimoli, dopo Mengozzi e Cempella, anche Maurizio Prato, presidente e amministratore delegato del gruppo,

Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi di Bianca Di Giovanni/ Roma FINALE DI PARTITA L'ultima mano è finita nel nulla. I vertici di Air France- Klm hanno respinto la controproposta sindacale sul piano Alitalia, hanno lasciato il tavolo e sono andati via.

Prodi: È stato un grave errore . Padoa-Schioppa: i francesi erano l'ultima chance Il premier duro contro i sindacati e Berlusconi: Ora, se c'erano, saltino fuori le cordate . Il mi ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Va giù duro Romano Prodi sul tema della rottura Alitalia-Air France. Da Bucarest, dove è in corso il vertice della Nato, il premier ha detto: "Rompere è stato un grande errore dei sindacati. E ora se ne devono assumere la responsabilità". Non solo, il Professore mette da parte l'aplomb istituzionale e attacca Silvio Berlusconi: "È chiaro che tutte le ipotesi,

Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia Proprio non ce la fa, è più forte di lui. E più Emilio Fede ripete che lui la par condicio non la condivide, ma la rispetta, ecco che la fa a pezzi. Ieri, tanto per dire, dopo aver dichiarato che si inchina "davanti al garante, e senza girargli le spalle" (che sarebbe la stessa elegante forma di protesta di Bravehart)

Ora attendiamo Mr Ermolli ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La bandiera italiana sventola su una terra desolata che si chiama ancora (per carità) Alitalia. Dovrebbero riflettere quelli che finora hanno urlato all'asta truccata e alla svendita. Non c'è stata né l'una, né l'altra. Ora si spera che Bruno Ermolli riesca a mettere assieme la truppa di imprenditori pronti ad investire nella compagnia "di bandiera" (ancora: per carità).

D'Alema: L'Expo? Siamo stati noi a candidare Milano Stop alle polemiche: La chiave del successo? Unire le forze del Paese e l'espansione della nostra politica estera ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non apparendo ancora queste fantomatiche cordate che sarebbero le benvenute se ci fossero, è molto serio per il destino dell'azienda Alitalia". Quanto a Malpensa, invece, "è una grande infrastruttura al servizio dell'Italia del nord e di una parte dell'Europa, che sarà preziosa anche per l'Expo. Dobbiamo rilanciare lo scalo - aggiunge - separandolo dai destini di Alitalia".

Una sconfitta per il Paese ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm non ci sarebbe potuto essere altro che il commissariamento, il campo delle ipotesi sul futuro di Alitalia è davvero ristretto: altri possibili acquirenti non ce ne sono; quand'anche ci fossero, non sarebbero stati certo incoraggiati dalle cronache di questi ultimi giorni; soldi pubblici ad Alitalia non possono essere dati perché sarebbero aiuti di Stato;

Voto disgiunto È un giochetto sbagliato e dannoso Cara Unità, ti scrivo per in ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e chi più ne ha più ne metta) che poi cerca di smentire ma ottenendo regolarmente l'effetto contrario. Non voglio nemmeno pensare ad altri 5 anni di costoro alla guida del paese, spero pertanto che gli indecisi valutino bene cose e persone, pensando dove sta il Ciarrapico, La nipote dell'innominabile,

Suicidio di bandiera - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SUICIDIO DI BANDIERA MASSIMO RIVA La giornata delle scelte definitive per il destino di Alitalia era cominciata con i sindacati più che mai sul piede di guerra, pronti a sbattere la porta in faccia alle proposte di Air France. La stessa giornata si è chiusa con monsieur Spinetta che si è alzato dal tavolo della trattativa e ha infilato lui sì, stavolta, la porta.

Alitalia-air france, è rottura ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: titolo sospeso in Borsa Alitalia-Air France, è rottura Spinetta abbandona il negoziato con i sindacati, Prato si dimette ROMA - Spinetta, ieri, ha abbandonato il negoziato con i sindacati, ed è rottura con Air France per la vendita di Alitalia. Intanto si è dimesso Prato, presidente e amministratore della società, e per la compagnia incombe il rischio del fallimento.

L'addio del presidente: "ci vuole l'esorcista" ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prato era arrivato alla presidenza di Alitalia a luglio per aprire la trattativa privata che da subito aveva come interlocutori più accreditati i francesi, è stato il suo cda a giudicare la proposta di Air France come la migliore e inevitabilmente, nello stesso giorno in cui si arena la trattativa, il presidente non può che passare la mano.

Air france rompe su alitalia prato lascia, fallimento più vicino - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Air France rompe su Alitalia Prato lascia, fallimento più vicino I sindacati: entri Fintecna, no di Spinetta. Prodi: "Colpa vostra" Oggi il cda, il titolo sarà sospeso. Il premier contro il rilancio sindacale LUCIO CILLIS ROMA - Ore drammatiche per Alitalia. Air France lascia il tavolo della trattativa: chiude il dossier aperto a dicembre.

Epifani contro governo e francesi "si rischia il blocco degli aeroporti" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di un ingresso di Fintecna nella nuova Alitalia Epifani contro governo e francesi "Si rischia il blocco degli aeroporti" "Se si liquida la compagnia, non si vola più, sarà il caos totale, è bene che si sappia" ROBERTO MANIA ROMA - "Se si va al commissariamento non si volerà più. Si bloccheranno tutti gli aeroporti.

Via l'esclusiva, il quadro si riapre ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbandono del tavolo delle trattative da parte di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia e delle dimissioni dell'amministratore delegato e presidente Prato. "Se Air France abbandona la trattativa - ha proseguito Gros-Pietro - il quadro si riapre perchè la compagnia francese aveva l'esclusiva. A questo punto altri attori potrebbero entrare in scena".

Non ci sono possibilità di intesa Epifani: Spinetta ha rifiutato una proposta responsabile. Dure accuse a Padoa-Schioppa ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chi rappresenta 18mila lavoratori di Alitalia non lasciare nulla di intenta- to. Ieri però hanno dovuto prendere atto che il sipario è calato. "Il no di AirFrance ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare un'intesa", "è una sconfitta per il Paese" è stato il commento di Guglielmo Epifani affidato a un comunicato diramato poco dopo l'abbandono del tavolo da parte di Jean-

Tensione e paura tra i lavoratori: e adesso che succede? L'invasione delle piste a Capodichino dei dipendenti Atitech. Lo spettro della legge Marzano ( da "Unita, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ed Air France . "Il passo avanti - aveva detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria prima che avvenisse la rottura - è che l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attività, compresa Alitalia Airport.

Suicidio di bandiera - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionariato Alitalia finisca poi per rientrarvi dalla finestra attraverso Fintecna. Questo è il punto centrale sul quale i rappresentanti dei lavoratori si sono ora arroccati, perseverando in quella logica impunita che, bilancio dopo bilancio, ha imposto a Pantalone di saldare il conto delle perdite di Alitalia, stimabili in non meno di quindici miliardi negli ultimi quindici anni.

Fischietti e tamburi "vogliamo certezze" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PATRIZIA CAPUA CON un cartello appeso al collo, Giulia di Alitalia Airport, 70 addetti al centro direzionale, fa sapere a Spinetta che "jamais plus les produits francaises", "vogliamo boicottare tutto ciò che viene dalla Francia". Un agente di commercio diretto a Bolzano litiga con un lavoratore e impreca: "Siete tutti comunisti".

Atitech, la rabbia in pista ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: voli in ritardo Esplode la rabbia dei lavoratori Atitech di Capodichino contro il piano proposto da Air France per Alitalia. Circa duecento manifestanti hanno organizzato un blocco stradale sul viale che conduce all'aeroporto e poi hanno invaso uno dei piazzali dello scalo, ai margini della pista, provocando ritardi nei voli. Tensione con le forze dell'ordine.

Fischietti e tamburi di latta: scatta la rivolta ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maria Rosaria Pelliccia, di Alitalia Airport, in due battute: "Gestiamo funzioni importanti per Alitalia, la fatturazione di tutte le carte di credito del mondo e i rapporti con gli istituti bancari". "Se restiamo fuori dal perimetro Alitalia - aggiungono i suoi colleghi - perdiamo ogni certezza da oggi a domani.

In duecento bloccano capodichino - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non si tocca, la difenderemo con la lotta" si legge sugli striscioni. Sventolano le bandiere di tutte le sigle sindacali. "Vogliono cancellare l'azienda napoletana, ma non permetteremo che si perda un solo posto di lavoro". Uno sciopero massiccio organizzato per indurre Air France a ritornare sui suoi passi e non escludere dal perimetro Alitalia i quasi 800 lavoratori di

I funghetti del lunch alitalia - carlotta magnanini ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano I funghetti del lunch Alitalia CARLOTTA MAGNANINI Quella di Alitalia è una crisi annunciata. Dovevamo capirlo subito che qualcosa non andava: a partire dal cibo servito a bordo, immortalato in tutta la sua appetibilità sul sito www.airlinemeals.com. Chiunque può partecipare con il proprio contributo: basta salire su un aereo,

I lavoratori bloccano Napoli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria, "è che l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attività, compresa Alitalia Airport". Poi, in serata la doccia fredda, con la rottura della trattativa e le dimissioni di Maurizio Prato.

Air France dice addio ad Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "è un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia". Nonostante il forte interesse del colosso d'oltralpe al ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati "volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie"

Malpensa, accordo segreto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fra Alitalia ed Enac, sui diritti di traffico aereo di alcune rotte intercontinentali che si pensava di non utilizzare ma che invece sarebbero di interesse di una futura compagine Air France-Alitalia. E ciò che - secondo quanto riportato ieri dal "Financial Times" - alcune compagnie aeree concorrenti sarebbero sul punto di contestare all'

<Grave errore delle sigle sindacali> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dove è in svolgimento in vertice della Nato, la rottura delle trattative tra Alitalia e Air France. È chiaro, ha aggiunto Prodi, che i sindacati "se ne devono assumere la responsabilità ". "È chiaro che tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora saltino fuori", ha aggiunto il premier.

<Il problema? Lo affronterà il governo Pdl> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PADOVA Alitalia e lo scalo di Malpensa sono tra i primi problemi che il Pdl e la Lega dovranno risolvere appena tornati al governo. Lo ha affermato ieri sera a Padova Umberto Bossi, che ha affrontato la questione a margine di un comizio della Lega. "Alitalia è un grosso problema", ha detto Bossi dopo che Air France ha lasciato le trattative,

"nessuna chance senza i francesi" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ingresso di Alitalia in amministrazione straordinaria è una condizione che nessuno può augurarsi. Penso che i casi Swissair e Sabena diano un'idea chiara di quanto sia cupo lo scenario di una procedura liquidatoria". E non è bastato nemmeno ribadire che Air France fosse "una delle pochissime carte rimaste", forse l'unica,

Dismissioni, tagli, licenziamenti il buio dietro il commissariamento - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quattro settimane per guardare i conti Alitalia. Quindi dovrebbe essere confezionata una proposta vincolante da discutere con sindacati e nuovo Governo. Più o meno si arriverebbe a fine giugno. E un'Alitalia che brucia 102 milioni al mese (almeno così è andata a febbraio) non avrebbe più in quel momento i soldi per pagare kerosene e leasing degli aerei.

I lavoratori di Atitech bloccano Capodichino ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Secondo quando si è appreso, la decisione è maturata dopo assicurazioni dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl locali sul fatto che nella trattativa con Air France l'azienda era considerata nel perimetro di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è una azienda di consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è alternativa ad Air France-Klm. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha posto i sindacati dinanzi a un aut aut nel corso dell'audizione svoltasi ieri alla Camera dinanzi alle commissioni riunite Bilancio, Trasporti e Attività produttive.

Bologna, urla e uova contro Ferrara: <Fascista, vattene> ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha consigliato di sospendere il comizio.

Air France lascia il tavolo delle trattative ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 alitalia Air France lascia il tavolo delle trattative Alitalia --> Prato si dimette La vertenza Alitalia precipita nel caos. Air France lascia il tavolo delle trattative bocciando la proposta del sindacato, che - nella foto - protesta negli aeroporti di mezza Italia;

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" di Giovanna Corsetti. L'inchiesta ricostruisce le tappe cruciali dello sviluppo e della crisi della compagnia di bandiera. RaiDue 22.50 maurizio COSTANZO SHOW "Libertà e partecipazione". Tra gli ospiti Padre Giulio Albanese, Dario Bandiera, Giobbe Covatta, Claudio Lippi, Antonio Polito, Micaela Ramazzotti e il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin.

I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la trat ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di UMBERTO MANCINI I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la trattativa con Air France, la compagnia di Francoforte è disponibile ad avviare i contatti. Anche la Air One di Toto si candida.

Alitalia, Air France lascia ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Spinetta abbandona: proposte inaccettabili. Intervista a Bonanni: il governo provi a ricucire Alitalia, Air France lascia Prato si dimette, rischio fallimento. Prodi: grande errore dei sindacati.

SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al </ ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di ROBERTA AMORUSO "SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al Messaggero - e adesso serve una soluzione di sistema per Alitalia in modo da evitare traumi. Forse è opportuno che si valuti la situazione in un clima post-elettorale".

ROMA Air France abbandona la trattativa per Alitalia. Spinetta ha detto no alle controproposte dei ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il presidente di Alitalia Prato si è dimesso dopo una giornata convulsa di negoziati. Adesso si fa strada l'ipotesi dell'amministrazione straordinaria. Oggi si riunisce il cda di Alitalia per valutare le conseguenze dell'addio dei francesi, mentre Borsa spa ha deciso di sospendere il titolo Alitalia dalle contrattazioni.

Rottura con Air France ( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia al Cavaliere È bastato un paragrafo a mandare a casa i francesi. Il "più uno" che ha convinto l'amministratore delegato di AirFrance-Klm ad abbandonare ieri il tavolo della trattativa su Alitalia sono state poche frasi di un comunicato unitario delle otto sigle sindacali (la Uil era ancora assente) che proponevano di riassorbire la deficitaria Az Servizi nel perimetro della

È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia-Malpensa o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso le strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-expo venga riproposto nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse

Analisi ora <più sacrifici per tutti> ( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: utilizzando la battaglia su Alitalia per consolidare l'idea di un Paese che perde pezzo a pezzo, insieme ai colossi economici, anche la sua immagine globale. Un conservatorismo laico nel campo dei costumi che, se prova a interpretare il sentimento (invero diffuso) di rigetto della vecchia cultura post-sessantottina all'insegna di una spinta meritocratica e degli alunni che s'

Alitalia 2 così i rappresentanti dei lavoratori lasciano i lavoratori senza lavoro ( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che rileverà i resti di Alitalia a due lire e con migliaia di lavoratori in meno. Non a caso i battaglieri lavoratori napoletani dell'Atitech, che in queste settimane di trattative serrate con AirFrance-Klm avevano picchettato assiduamente la sede di Alitalia alla Magliana perché rischiavano di andare a casa per primi, avevano bloccato ieri anche l'

Alitalia 1 ( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 1 La cordata di Berlusconi? Mi ricorda quella della Sme Il 72% degli italiani è favorevole all'"italianità" Vi sono molte ragioni per dubitare che una cordata italiana pronta all'acquisto di Alitalia sia mai realmente esistita. Anche senza sottoscrivere la temeraria accusa di insider trading rivolta da Di Pietro a Berlusconi,

L'ad Prato lascia ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad e presidente di Alitalia che ha cercato di portare fino in fondo la vendita di Alitalia, dopo che i francesi hanno praticamente abbandonato ogni tentativo di chiudere il dossier, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto che è l'evoluzione naturale del mandato che gli era stato assegnato dal governo Prodi.

Per il salvataggio spunta l'ipotesi Bondi ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Diverso il caso di Alitalia. La cui crisi affonda le radici in una debolezza strutturale dal punto di vista della gestione operativa. Insomma se le capacità di Bondi non sono messe in discussione. Il dossier del commissariamento di Alitalia rischia di rimanere sulla scrivania del Governo per lungo tempo.

La battaglia nei cieli ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accesso alle tariffe basse Ryanair in un tentativo fallito di proteggere Alitalia". Tentativi partiti nel 2005, secondo Ryanair, e proseguiti negli anni. "Nel 2005 il Governo ha fabbricato falsi reclami in merito al rumore all'aeroporto di Roma Ciampino, che sono caduti perché la vera causa del rumore erano i voli militari (e non Ryanair)".

La cordata italiana scalda i motori dalle Marche ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Era in programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli,

Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Era in programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli,

Prodi: Inutile un Cdm straordinario ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: una trattativa che dava in prospettiva all'Alitalia una buona riuscita di vita e di ripresa di cui avevamo bisogno". "Già domani (oggi ndr) - ha continuato il premier - ci sarà il Cda di Alitalia e mi terrò in contatto per vedere le decisioni da prendere". Intanto Borsa Italiana ha comunicato che il titolo Alitalia sarà sospeso dalle contrattazioni.

Francesi in ritirata ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non può sostenere". Si chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i francesi. Una conclusione amara per il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che si è dimesso dall'incarico. "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla", ha detto ai sindacati il manager che avrebbe dovuto traghettare la compagnia verso il nuovo

Fiumicino, continuano le proteste ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei dipendenti di Alitalia rimane alta. Ieri si è svolta una manifestazione di protesta dei lavoratori presso il centro direzionale della Magliana con una temporanea occupazione dei binari sulla vicina linea ferroviaria per Fiumicino. Iniziative di protesta anche all'Ams, Alitalia Maintenaince Systems, i cui lavoratori chiedono che la società sia inserita nel perimetro aziendale.

In picchiata ( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France abbandona il tavolo dopo aver ricevuto una controproposta sindacale, peraltro accettata da Alitalia e Fintecna. Si dimette il presidente, Maurizio Prato. I sindacati chiedono al governo di "assumersi la responsabilità", esautorando il ministro Padoa Schioppa PAGINA 5.

Il pallino a Padoa Schioppa che però non cede sul prestito ( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ad accordo saltato e dopo le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio Prato, le affermazioni del rappresentante del governo appaiono ancora più allarmanti, perché a questo punto davvero non si capisce dove si potrà indirizzare la vertenza: soprattutto se si considera che mancano 10 giorni alle elezioni, e che qualsiasi scenario è aperto.

Do Nascimento ( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: giorno fa Di Pietro sferzava Berlusconi a proposito di Alitalia così: "Ha illuso gli italiani peggio del mago Do Nascimento". Del simpatico truffatore brasiliano scappato con la cassa di Wanna Marchi e reso ultrapopolare da "Striscia la notizia" speravamo di esserci liberati. Due anni fa, Do Nascimento era la figurina preferita del radicale Capezzone: "Il Premier (Berlusconi ndr)

Rotte le trattative Alitalia sul precipizio ( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si dimette Prato, presidente Alitalia. Sotto accusa Padoa Schioppa: "inqualificabile" Francesco Piccioni Colpo di scena. Tragico. Al tavolo delle trattative Air France non porta le attese novità; i sindacati avanzano una controproposta strutturata sui cui Alitalia e Fintecna si dicono adirittura d'accordo;

Bloccata Capodichino, presidio a Roma ( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I malfunzionamenti di Alitalia spiegati dai lavoratori: privatizzazioni insensate, consulenti incompetenti, scelte sbagliate di strategia industriale fr. pi. Roma Tra chi attende di sapere se a giorni lavoreranno ancora oppure no la temperatura sale. A Napoli, i dipendenti dell'Atitech - manutenzione "pesante", ma di fatto esternalizzata da Alitalia -

Pd e Pdl contro il Viminale Silvio tratta con il <ribelle> ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel giorno nero di Alitalia, il Quirinale, palazzo Chigi, il Viminale e tutti i leader politici sono con il fiato sospeso. Attendono di sapere se Pizza, leader di un partitino che si chiama Dc, consentirà di andare al voto il 13 aprile, sperano che una vicenda da azzeccagarbugli non s'infili nel ginepraio delle carte da bollo,

Alitalia La rottura ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: BREVI Alitalia La rottura \\ Walter Veltroni Interferenze politiche e annunci sconsiderati hanno fatto interrompere la trattativa tra Air France e sindacati. Ora il governo si adoperi per riprendere le fila del negoziato.

Il Cavaliere: con tasse alte legittimati a non pagare ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oltre ad Alitalia e al caso del giorno, la riammissione della lista Dc di Pizza, davanti agli imprenditori accenna al tema delle intercettazioni, per annunciare una stretta legislativa e dire che "continuo ad usare il mio telefonino con la più ampia libertà, ma se escono fuori di nuovo delle registrazioni su di me lascio il Paese"

<Usati dai politici Adesso può salvarla solo un esorcista> ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: carico della crisi della compagnia e avviare in prima persona la ricerca di un partner che potesse assicurare un futuro ad Alitalia. Un compito cui Prato si è affezionato, con la caparbietà che gli è propria, e che lo ha guidato in altri incarichi pubblici. Ma Alitalia è un'altra cosa: "Questa azienda ha una maledizione: solo un esorcista può salvarla" avrebbe detto ai sindacati.

Il dossier AirOne e il piano dei banchieri ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eventuale assistenza di Intesa Sanpaolo, si era fatta avanti per privatizzare l'Alitalia. Il patron di AirOne, Carlo Toto, non ha mai fatto mistero di voler arrivare fino in fondo, da vincitore. Anche a costo di portare la vendita di Alitalia in Tribunale (uscendone però sconfitto), ha fatto di tutto per rientrare in gioco.

ROMA - E adesso? Dopo l'addio di Spinetta alla trattativa con sindacati le strade po ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia perde uno-due milioni al giorno perché non riesce a stare sul mercato. Non a caso la strada del commissariamento la vorrebbero evitare tutti. Perché nessun commissario potrebbe fare miracoli. Perché quando i fornitori incominciano a chiedere di essere pagati in contanti, quando chiedono la chiusura delle fatture aperte,

No di Air France. Prato: ho fallito, vado via ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tutte le attività di Az Servizi in Alitalia e l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova società, era già scritta. La conosceva Prato, che aveva previsto la contrarietà dei francesi, ma che in un estremo tentativo aveva dato l'assenso informale di Alitalia e Fintecna. La sapeva il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che l'aveva subito avversata e che ieri in un'

Maroni: Malpensa comunque sarà rilanciata ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "I destini di Malpensa e quelli di Alitalia - spiega - sono e restano separati" e la compagnia di bandiera, "potrà comunque essere salvata con la legge Marzano, come è avvenuto per Parmalat e Volare". E se Alitalia fallisse - lo incalza un lettore - Malpensa non ne soffrirebbe di più?

ROMA Colpo di scena alle sette di sera. Air France ha abbandonato il tavolo di trattativa c ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Traumatica perchè si è dimesso anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Salta così l'offerta di Parigi per acquisire l'Alitalia. "E' una proposta inaccettabile - ha puntualizzato il top manager del vettore transalpino abbandonando la sala riunioni insieme al suo staff - perchè non rientra nel mio mandato.

Film e programmi ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maurizio Costanzo Show Canale 5, ore 23.30 Un'inchiesta sulla crisi Alitalia Un'inchiesta di Giovanna Corsetti che ricostruisce le tappe della crisi Alitalia con testimonianze di manager e dipendenti della compagnia di bandiera. La storia siamo noi Raidue, ore 22.50.

ROMA - A Francoforte non hanno mai smesso di crederci. E adesso, dopo la clamoros ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno cominciato a ragionare su come avviare la procedura di avvicinamento ad Alitalia. Per arrivare, in tempi rapidi, ad un accordo condiviso, globale e strategico. Non è escluso che nelle prossime ore, nella massima riservatezza, vengano avviati i primi contatti informali con le autorità italiane e, in un secondo tempo, con i sindacati.

ROMA - Romano Prodi accusa i sindacati, grave errore quello di rompere perch ( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che Alitalia sia stata vittima della campagna elettorale. Mentre Walter Veltroni sollecita il governo di adoperarsi "per cercare di riprendere i fili della trattativa, richiamando tutte le parti al senso di responsabilità". Punta il dito contro Berlusconi per le "interferenze elettorali" e gli "annunci sconsiderati" che hanno interrotto il negoziato.

Air France ha gettato la spugna ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Colpo di scena nella trattativa Alitalia. I francesi rifiutano la proposta dei sindacati e se ne vanno Air France ha gettato la spugna Air France molla la presa su Alitalia. Il presidente della compagnia transalpina, Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della flotta italiana.

Il rischio commissario ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: BREVI Il rischio commissario Dopo la rinuncia di Air France-Klm e le dimissioni del presidente Maurizio Prato su Alitalia, incombe il rischio commissariamento 2.

Prodi <rompe> con i sindacati <Ora aspetto le cordate fantasma> ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia possa deflagrare, sia pure soltanto psicologicamente, anche il centrosinistra, ne è consapevole Alessandro Bianchi. Che in cuor suo non faceva salti di gioia davanti alla prospettiva che la compagnia di bandiera finisse ai francesi. E se oggi avverte tutti che "la cosa più importante ora è tenere i nervi saldi",

Morando: confederazioni rigide, che errore ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quello dei sindacati nella trattativa Alitalia rischia di essere un errore grave". Enrico Morando ( nella foto), senatore del Pd, ha un solo dubbio, "che quello dei rappresentanti dei lavoratori sia un irrigidimento studiato, in una trattativa difficile, ammorbidire la posizione degli interlocutori.

Protesta alla Magliana ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: BREVI Protesta alla Magliana Anche ieri i lavoratori Alitalia hanno protestato davanti al quartier generale della compagnia.

No definitivo francese ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Lo stop e le conseguenze No definitivo francese Air France-Klm ritiene che non ci siano più le condizioni per proseguire le trattative con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia 1.

Sacconi: esecutivo incapace di trattare ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che sono 50 mila persone tenendo conto anche dell'indotto che gravita su Alitalia, ma anche quei profili di interesse nazionale, come gli accordi internazionali, che- dice Sacconi - sono propri dello Stato e che lo Stato non può delegare ai sindacati ". Anche se la trattativa sembra essere scivolata sulla ristrutturazione aziendale.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: artefice del marchio Alitalia Ho letto con piacere sul Corriere del 31 marzo l'articolo "Alitalia, il marchio vale più della flotta". Questo perché di esso sono stato l'artefice a San Francisco nel lontano 1969. Ero in quell'anno il dirigente responsabile della comunicazione della società che ho lasciato alla fine del 1971 dopo 15 anni di servizio.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, si dimette Prato Si è dimesso Maurizio Prato, presidente e ad dell'Alitalia. La decisione dopo che Air France-Klm aveva deciso di lasciare il tavolo della trattativa con i sindacati. Il presidente Spinetta: la proposta dei rappresentanti dei lavoratori è inaccettabile e va oltre il mio mandato,

Alitalia, Air France via Prato pure: è il caos Commissario in vista ( da "Liberazione" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel pomeriggio i sindacati avevano presentato una loro proposta Alitalia, Air France via Prato pure: è il caos Commissario in vista Roberto Farneti Se Tommaso Padoa Schioppa è davvero convinto che la vendita ad Air France sia l'unica alternativa al fallimento di Alitalia, come ha dichiarato davanti alle Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive della Camera,

Air France se ne va Alitalia verso il crac ( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio di fallimento.

Ora riprende quota l'ipotesi Lufthansa ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha reso esplicito, con un comunicato, quello che era implicito: il tempo è scaduto, il contratto "condizionato" del 15 marzo sottoscritto con Air France è carta straccia. Per oggi alle 13 è convocato un consiglio di Alitalia, e della vicenda potrebbe occuparsi un Consiglio dei ministri straordinario.

Esuberi e aerei. Spinetta ci ripensa ( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la sostituzione dei vecchi MD80 con i nuovi A321 e la conferma di buone opportunità per i giovani piloti Alitalia che vorranno entrare in forze in Air France. Spinetta, ha affermato che se l'Alitalia raggiungerà nel 2009 un equilibrio economico potrebbero essere acquistati non uno ma anche due Boeing 777 che andrebbero a sanare una quota rilevante degli esuberi per i piloti.

Alitalia, Prato 'Per il salvataggio ci vuole un esorcista' ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: olandese era il fallimento di Alitalia stessa... (1-2)! Tanto che ieri il suo presidente, Prato, nell'atto di dimettersi ha detto: "Per salvare Alitalia dal fallimento ci vorrebbe giusto un esorcista"! Ora, signori sindacalisti, che per evitare 2.000 esuberi ne produrrete circa dieci volte di più, dall'alto della vostra innata saggezza,

Borsa Milano apre in rialzo ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia: ancora esclusa dagli scambi a Piazza Affari Borsa: Milano apre in rialzo Mibtel +0,27%; S&P/Mib +0,26% Milano, 3 apr. – Piazza Affari apre in rialzo, questa mattina, con un indice Mibtel che registra + 0,27% con 25.350 punti. S&P/Mib si colloca a + 0,26% a 33.

Alitalia: Prato si dimette ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma – Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore.

Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa alitalia Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna I francesi mollano la presa su Alitalia e si ritirano: ieri il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della compagnia italiana.

Ferrara contestato a Bologna deve sospendere il comizio ( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Siete più contenti se parlo di Alitalia?". Alal fine però è stato costretto ad abbandonare il palco allestito in Piazza Maggiore e a salire su un'auto della Polizia che si è allontanata a retromarcia, mentre i contestatori hanno cercato di aggredirlo, portandogli via il cappello e lanciandogli contro uova e pomodori.

Siamo pronti a morire per l'Albania? ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia.

Bologna, urla e uova contro Ferrara ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha consigliato di sospendere il comizio.

Alitalia, forte calo delle prenotazioni ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, forte calo delle prenotazioni Sindacati puntano il dito sulle mancanze manageriali e di governo Roma, 3 apr. – La questione Alitalia continua a infiammare i dibattiti politici, innescando un alternarsi di botta e risposta tra governo e sindacati che sembra avere ripercussioni anche sull'andamento economico della compagnia di bandiera.

Alitalia, Commissione Ue no ad aiuti di Stato ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia garantisca il governo dell'azienda Alitalia, Commissione Ue: no ad aiuti di Stato La compagnia allo sbando verso il fallimento Bruxelles, 3 apr. - La Commissione europea ha ribadito il suo deciso no alla concessione di aiuti di Stato per salvare la compagnia di bandiera italiana, e si mostra molto prudente su un prestito ponte e su eventuali misure per far fronte ai problemi

Spinetta se ne va, rottura coi sindacati ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 ALITALIA: LA TRATTIVA INTERROTTA Spinetta se ne va, rottura coi sindacati di Alessandra Mieli Il giorno più lungo di Alitalia. "Questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato" ha detto il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ai sindacati secondo quanto hanno riferito i partecipanti all'incontro.

Berlusconi in piazza conquista i tg ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla questione Alitalia. Per il socialista 5 minuti e 24 secondi ai microfoni del Tg La7 e il quarto posto nella top ten. Fra gli altri personaggi politici della giornata Fernando Rossi della Lista Civica per il Bene Comune (con 3 minuti e 11 secondi di dichiarazioni) e il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti che ribadisce il suo no alle larghe intese dopo il voto.

LE COMPLICAZIONI NELLE PROCEDURE PER LA VENDITA, I RICORSI DAVANTI ALLA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA, ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: annuncia che sono stati avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su richiesta di Alitalia. 1 dicembre. Il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di controllo della compagnia. 29 dicembre. Il Tesoro pubblica l'invito a presentare manifestazioni di interesse. 17 gennaio 2007. Il cda decade dopo le dimissioni di Spinetta.

Air France-sindacati, rotte le trattative Prato si dimette, Alitalia precipita nel caos ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiede che le delegazioni di Alitalia e di Fintecna non se ne vadano. Un'ora più tardi il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, rassegnerà le dimissioni. Il cda è convocato per le 13 di oggi, probabilmente sarà seguito da un Consiglio dei ministri straordinario. Prima di lasciare, Prato lancia il suo anatema: "Questa azienda ha una maledizione e solo un esorcista la può salvare "

Alitalia, cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca Alitalia, cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa Nota ufficiale di Palazzo Chigi: verifica delle trattative ''Il governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle dimissioni del presidente Prato, e' anzitutto impegnato a garantire la necessaria continuita' di governo dell'

Alitalia, Lufthansa si dichiara 'non interessata' ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei sindacati vincolante" Alitalia, Lufthansa si dichiara "non interessata" Tremonti: meglio non commentare la vicenda Alitalia Francoforte, 3 apr. - Lufthansa 'non e' interessata' ad Alitalia. A ribadirlo e' un portavoce della compagnia tedesca all'indomani della rottura delle trattative tra Alitalia e Air France-Klm.

Craxi -Ps- 'I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere' ( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia”, ha affermato Craxi, “si è fatta tanta, troppa confusione: innanzitutto, l'utilizzo di questa vicenda nel corso di una campagna elettorale, oscurando invece importanti tematiche riguardanti i diritti civili, è un qualcosa di veramente scellerato.

Che Pizza, comanda sempre la Dc ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dare più tempo a Prodi per vendere Alitalia ai francesi: ed infatti il premier, ai cronisti che gli chiedevano se vedeva una "regia politica" dietro l'ordinanza del Consiglio di Stato, si è affrettato a dire che "non vede proprio niente". In tutto questo va registrato l'intervento del presidente emerito Francesco Cossiga che non perde occasione per mettere in difficoltà Napolitano:

Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa ( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Strettamente confidenziale Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa di Hush Hush Immagino che non pochi fra i lettori dell'Opinione si siano chiesti come mai il primo gruppo aereo del mondo, Air France-Klm, si stia intestardendo così tanto intorno alla vicenda Alitalia (anche se ieri sera ha interrotto le trattative, ma sembra tattica e Spinetta è un mago delle trattative)

Berlusconi: appello all'orgoglio degli imprenditori italiani ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, dopo la rottura delle trattative tra Air France sindacati infiamma il dibattito politico. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi torna a ribadire il suo appello "all'orgoglio degli imprenditori italiani". "Ora che la trattativa si è interrotta - ha affermato ospite della Coldiretti - rivolgo un appello all'orgoglio degli imprenditori italiani.


Articoli

Air France lascia, caos Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rotta la trattativa, il presidente Prato si dimette: "Per salvare la compagnia ci vorrebbe un esorcista". Titolo sospeso in Borsa Air France lascia, caos Alitalia Prodi: grave errore dei sindacati, venga fuori la cordata di Berlusconi Drammatica svolta nella trattativa tra Air France-Klm e Alitalia per la cessione della compagnia di bandiera, che doveva concludersi ieri. Il presidente e ad francese, Spinetta, ha respinto le proposte al rialzo avanzate dai sindacati e ha lasciato il tavolo, tornando a Parigi: "Non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative", ha detto. Il numero uno di Alitalia, il presidente e ad Prato, subito dopo si è dimesso: "Quest'azienda ha una maledizione. Solo un esorcista può salvarla". Oggi il titolo Alitalia sarà sospeso e si riunirà il cda: commissario più vicino. Prodi ha commentato: "I sindacati si assumano la responsabilità della rottura". E ha aggiunto: la fantomatica cordata ora venga fuori". ALLE PAGINE 2,3 E 5.

Torna all'inizio


Ora nemmeno l' e-sorcista evocato dal presidente e amministratore delegato dimission (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ora nemmeno l'"e-sorcista" evocato dal presidente e amministratore delegato dimissionario Maurizio Prato rischia di essere sufficiente per salvare Alitalia. Gli spiriti maligni che si sono levati ieri dal tavolo delle trattative fino a provocare lo stop di Air France e la richiesta di un impossibile futuro in solitaria per la compagnia sono i vecchi ma potentissimi spettri che infestano la casa italiana e che nessun esorcista - si chiami Europa, globalizzazione o più semplicemente mercato - è riuscito finora a debellare. Fantasmi che hanno le sembianze dell'assistenzialismo continuato e reiterato, del protezionismo ad ogni costo - anche quando, come nel caso di Alitalia il costo è concretissimo e quantificabile, un milione di euro di perdita ogni giorno - di quel "rapporto perverso con la politica" che innerva tutta la storia della compagnia, evocato ieri dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa. E fantasmi con i quali la stessa politica - in proprio ma anche per via sindacale - continua a giocare con un accanimento che si avvicina ogni giorno di più a una sfida suicida, sovraeccitata dalla infelice concomitanza di una scadenza nelle trattative e di una scadenza elettorale. La successione di eventi degli ultimissimi giorni è in questo senso di facile lettura. Sarebbero forse stati così granitici i "niet" sindacali ribaltati ieri sul numero uno di Air France Jean Cyril Spinetta se nelle scorse settimane il candidato premier e candidato capo cordata per Alitalia Silvio Berlusconi non si fosse speso in tutta la sua potenza mediatica per assicurare che un gruppo di aziende private e pubbliche - le prime a lui legate da rapporti societari e familiari, le seconde inevitabilmente soggette alla non trascurabile circostanza che i loro vertici dovranno presto passare all'esame del nuovo governo - erano pronte, anzi vogliose, di lanciare un'offerta sull'Alitalia? Se poi, al di là di questo plateale caso, dalle ultime settimane si risale nei mesi e negli anni, allora distinguere colori e sfumature delle responsabilità politiche nei confronti di Alitalia diventa esercizio arduo. Per una compagnia che in quindici anni - all'incirca il tempo trascorso da quando la liberalizzazione dei cieli europei è divenuta realtà - ha perso quindici miliardi di euro, le responsabilità vanno per forza spalmate su una successione di governi, dando almeno atto a quello in carica di essersi mosso - anche se probabilmente era tardi per farlo - in cerca di una soluzione. Non è che la formula Air France, sposata da buona parte dell'esecutivo Prodi, debba essere per forza la migliore. Ma è l'unica e per Alitalia il tempo presente sembra essere il solo disponibile. Del resto l'unica alternativa italiana non virtuale, fondata sull'apporto industriale di Air One e il portafoglio profondo di Intesa-Sanpaolo, ha alla fine scelto di non concretizzarsi e nella stessa banca che l'avrebbe dovuta guidare non tutti ne sono scontenti. Ora, fallita la soluzione francese e se si escludono quei colpi di scena che ogni trattativa - specie se di rito italiano - può sempre riservare, resta aperta la questione del futuro di Alitalia. Un futuro che potrebbe andare verso il commissariamento prospettato e minacciato dal Tesoro, ma che probabilmente non si scorgerà davvero fino a quando le urne si saranno chiuse e il nuovo governo insediato. Sarà quello il momento per assistere alla miracolosa materializzazione della fantomatica cordata Berlusconi? Di sicuro sarà il tempo per chiedere ancora una volta - senza troppe speranze - che la politica agisca per trovare una soluzione che sfugga alle trappole stregate dell'assistenzialismo. Ma sempre coscienti che i vecchi fantasmi di un'Italia che non vuole cambiare sono in agguato, pronti a sconfiggere l'esorcista di turno e le regole del mercato.

Torna all'inizio


Cv Alital 1068,928<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 68,928 69,008 cv B Ifis 09 99,819 100,190 cv Bco Popol 10 100,764 100,767 cv Beni Sta 11 93,890 93,313 cv BIM 15 90,523 89,848 cv Carige 13 116,704 116,704 cv Mi-A2a 09 116,372 116,254 cv SIAS 17 94,291 93,429 cv Snia 10 100,130 100,130 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,472 110,351.

Torna all'inizio


I n un vicolo cieco: Romano Prodi non riunirà il consiglio dei ministri, perché un c (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I n un vicolo cieco: Romano Prodi non riunirà il consiglio dei ministri, perché "un consiglio dei ministri non potrebbe dire nulla". Ma la colpa, dice a sorpresa il capo del governo uscente, è dei sindacati: "Certamente è stato un grave errore quello di rompere, perché la prospettiva era seria e concreta" con Air France, e "i sindacati se ne devono assumere la responsabilità". Per il governo è chiaro, come ha detto Tommaso Padoa-Schioppa ieri alla Camera, che "tutte le carte ormai sono state giocate"; oltre ad Air France per l'Alitalia c'è solo il fallimento. Era stato Walter Veltroni poco prima, mentre si appellava al "senso di responsabilità di tutte le parti" a chiedere al governo di "riprendere i fili della trattativa". Deve muoversi o no, il governo? C'è tempo ancora nella mattinata di oggi, prima del consiglio di amministrazione dell'Alitalia che riceverà le dimissioni del presidente Maurizio Prato. All'insolvenza non si è ancora, c'è ancora qualche soldo in cassa, e un'azienda pubblica non può dichiararsi fallita a una settimana dalle elezioni politiche. "Mi terrò in contatto per vedere le decisioni da prendere, dice ancora Prodi, e ovviamente sfida Silvio Berlusconi a far saltare fuori subito, se esiste, la sua "idea fantomatica di cordata", o altre "proposte di novità". Ma che possa manifestarsi una nuova soluzione ci crede poco anche Umberto Bossi, che del Pdl è alleato: "Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisire l'Alitalia; io credo però che per gli imprenditori ci sia poco da guadagnare". L'idea di Prodi è che le uscite di Berlusconi abbiano indotto alcuni sindacati, non tutti, a spingere al massimo l'azzardo che di ogni negoziato è proprio, fino a quel "gioco sull'orlo del baratro" di cui Padoa-Schioppa aveva parlato giorni fa al Financial Times. Ora davanti al baratro ci siamo proprio, a un passo. Ci vogliono davvero cadere, i sindacati? Forse una notte, e una mattinata, porteranno consiglio. Alitalia è stata vittima della campagna elettorale? "E' possibile - dice Prodi - poi vedremo bene su che cosa si è rotto". Tutto sembra essersi stretto in un unico indistricabile intreccio, campagna elettorale, negoziato tra le parti sociali, e affari, dato che si tratta di una società quotata. Per prudenza, ieri sera la Borsa ha deciso di sospendere il titolo della compagnia aerea. Padoa-Schioppa ha insistito, ieri alla Camera, che nelle settimane scorse in Borsa ci sono stati su Alitalia "movimenti per ordini di grandezza assolutamente inusitati" (con il sospetto di insider trading, dunque) sui quali la Consob ha gli strumenti per indagare. Prima che Prodi parlasse, ieri sera, in una riunione di un'ora nel palazzo di via XX settembre, il ministro dell'Economia, il sottosegretario Massimo Tononi e pochi altri collaboratori avevano fatto il punto delle ipotesi possibili. Versione ufficiale: sarà il consiglio di amministrazione dell'Alitalia a decidere, oggi. Tommaso Padoa-Schioppa ripete che se si va a un commissariamento, secondo la legge Marzano, molti aerei dovranno fermarsi, subito; molto peggio che con Air France. Ma per far scattare la Marzano occorre che l'azienda dichiari l'insolvenza. Per ora non è questo il caso. Padoa-Schioppa resta convinto che la maggior parte del personale dell'Alitalia sia favorevole alla soluzione Air France; mentre alcuni dirigenti sindacali si illudono che si possa andare ancora avanti a forza di denaro pubblico. Un commissariamento a norma della legge Marzano dovrebbe comunque essere preceduto da una dichiarazione di insolvenza; dopodiché, per limitare le perdite, più di metà degli aerei dovrebbero smettere di volare. Con la legge Marzano la Parmalat si è salvata, ma "Parmalat era industrialmente sana e in gravissima crisi finanziaria, mentre Alitalia ha un indebitamento fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso" ha detto il ministro ai deputati ieri. Di rinvio in rinvio, è qui che si è giunti. Con Air France si trattava da anni. "Berlusconi preferì lasciare la patata bollente al governo Prodi" dichiara Pierferdinando Casini, che di quella maggioranza era parte; Prodi ha condotto il negoziato male, ma ora "le cordate preelettorali mi fanno ridere". Berlusconi invece sul tema Alitalia, ieri, ha scelto di non dire nulla, benché pressato dai giornalisti.

Torna all'inizio


"Rimasti soli davanti al prendere o lasciare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervista Bonanni leader Cisl "Rimasti soli davanti al prendere o lasciare" ROBERTO GIOVANNINI ROMA Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl: la frittata Alitalia è fatta. "Calma, c'è ancora tempo e modo per trattare il governo finalmente compaia in questa vicenda. Prato ritiri le sue dimissioni e continuiamo a trattare. Non è mai è successo che non si sapesse a che condizioni si vende un'azienda tanto grossa. Che il proprietario, il governo fosse del tutto assente. Che in campagna elettorale si dicesse che ci sono cordate alternative. Siamo stati scaricati in una trattativa prendere o lasciare. Per questo Air France è stata così irriducibile". E ora che fate? L'azienda, i posti di lavoro sono a rischio. "Devo accettare questo ricatto? Hanno fatto tutto senza consultarci e ora tutto dipenderebbe dal sindacato? Cercano un pretesto per coprire i propri sbagli e scaricare le colpe sul sindacato, ma si sbagliano di grosso. La trattativa è stata solo una foglia di fico per il governo Prodi per uscire da un guaio che passerà alla storia. La verità è che Air France-Klm, impaurita dal rischio di avere il prossimo governo ostile cerca scuse. E non ci possiamo fare niente". Ma adesso i lavoratori rischiano di restare bidonati. "Senz'altro: ma bidonati dal governo. Neanche in un'azienda privata si vende al buio, figuriamoci in una pubblica". E una proposta meno indigeribile per Spinetta? "Su quella proposta non erano in disaccordo né Prato né Fintecna. Perché Spinetta prima dice che modifica e poi non modifica il suo piano?" Perché non gli piacciono le vostre controproposte. "Ma allora io ritorno su Lufthansa, su altri possibili compratori italiani". Ma la cordata italiana non si manifesta, Lufthansa nemmeno, Prato si è dimesso... "Il governo convinca Spinetta e Air France-Klm a sedersi al tavolo e trattare con i sindacati in modo serio, e dire a che condizioni ha venduto. Per una trattativa. Ma perché devo firmare una cosa sbagliata? Non casca il mondo se si torna al tavolo". Ma se Spinetta non vuole comprare più a queste condizioni, il governo non può certo obbligarlo a trattare o acquistare. "Chiedetelo al governo". Va bene. Poche ore ci separano dal Cda Alitalia in cui Prato si presenterà dimissionario. "Il Signor Prato non si presti a operazioni simili. Ritiri le dimissioni".

Torna all'inizio


[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Lascio dopo aver lottato con tutte le mie forze nonostant (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA "Lascio dopo aver lottato con tutte le mie forze nonostante un costante e pressoché generalizzato clima ostile che nulla ha a che vedere con l'effettiva tutela di chi lavora nell'azienda". Roma, ieri, ore 21. Il presidente di Alitalia Maurizio Prato, l'uomo scelto da Romano Prodi per chiudere una volta per tutte la più complicata privatizzazione della storia italiana, annuncia in una lettera ai dipendenti che si è dimesso. Dopo settimane di colloqui con i sindacati, la trattativa con Air France-Klm è fallita. A pochi giorni dalle elezioni, l'ex compagnia di bandiera si avvicina al commissariamento. Secondo alcune fonti il Tesoro potrebbe deciderlo anche oggi, ma ieri sera l'ipotesi più probabile prevedeva che il Governo chieda a Prato entro le 13 (a quell'ora ci sarà il consiglio di amministrazione) di tornare sui suoi passi, garantendo ad Alitalia la continuità fino alle elezioni. Il commento a caldo con le sigle conferma solo che sarà difficile convincerlo: "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla". A scanso di equivoci, la Consob ha sospeso il titolo. L'unica cosa certa è che il numero uno transalpino Jean-Cyril Spinetta, dopo aver tentato di far digerire il duro piano di risanamento al quale lavorava dall'autunno, ha abbandonato il tavolo. Ieri sera è ripartito per Parigi con il volo Alitalia delle 21.25. In un comunicato diffuso prima di lasciare Roma dice: "Prendo atto con rammarico della rottura, ma non dipende da noi. E' un progetto nel quale credevo e continuo a credere". In quel "continuo a credere" c'è un messaggio distensivo che il leader della Guglielmo Epifani non pare intenzionato a cogliere: "Il no alla proposta seria e responsabile dei sindacati ha messo fine alle possibilità di un'intesa". La proposta "seria e responsabile" nasce proprio in casa Cgil, ed è il motivo della rottura. Insoddisfatte del piano sin lì prospettato, ieri le otto sigle ancora al tavolo (la Uil era sull'Aventino) hanno presentato a Spinetta un contropiano che prevedeva l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova Alitalia e la conferma di gran parte della compagnia per come è oggi: nessuna chiusura per Cargo, mantenimento di tutte le attività di terra, ma anche rapido ammodernamento della flotta e dismissione di un numero inferiore di aerei. Ieri Spinetta aveva aperto su tutti questi temi, ma in termini (per lui) più sostenibili: ad esempio sul rinnovo più rapido della flotta, rifiutando però l'idea di ridurre drasticamente la messa a riposo dei velivoli più vecchi. "Ne parlerò al consiglio di amministrazione, ma io a questa proposta sono del tutto contrario", dirà ai suoi collaboratori. "Non posso varare un miliardo di aumento di capitale per mantenere in vita attività deficitarie". Che accadrà ora? Massimo D'Alema dice che occorre "riaprire il dialogo con Parigi", ma i margini a questo punto sono pochissimi, soprattutto dopo le sortite anti-francesi di Berlusconi. Sia il leader del Pd Walter Veltroni, ma soprattutto Prato nella lettera ai dipendenti, puntano il dito contro il Cavaliere: "Con le mie dimissioni intendo dare un segnale che possa indurre il governo a valutare con attenzione il contesto esterno fortemente penalizzante, e in particolare la campagna elettorale". Ora "le cordate fantomatiche, se c'erano, devono saltare fuori", diceva ieri da Bucarest Prodi. Le indiscrezioni che circolano in ambienti politici ipotizzano che l'alzata di scudi dei sindacati nasca proprio dalla convinzione delle sigle - e in particolare della Cgil - che dietro l'uscio ci siano pronte tanto Lufthansa quanto Air One, entrambe più gradite alla triade Cgil-Cisl-Uil (e al Cavaliere) di Air France-Klm. Di certo, se Alitalia verrà commissariata, la fila dietro la porta del prossimo Governo sarà lunghissima. Il motivo lo ricordava ieri Padoa-Schioppa nell'ultima audizione da ministro: Swiss è rinata con settemila dipendenti su undicimila, Sabena con seimila su dodicimila. Alitalia oggi ne ha circa diciottomila.

Torna all'inizio


Nel '98 rimase sveglio tre giorni per costringere i suoi piloti alla resa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

E' un rito a cui non rinuncia mai: ogni estate, due settimane in Corsica a Bastelica villaggio sopra Ajaccio, in una casa dove è nata la madre, pietra spessa, quasi un castello austero, di quelli da cui sono usciti tipi come Napoleone e Pasquale Paoli. Il "corso", Jean Cyril Spinetta, non è mai vissuto lì, è nato a Parigi, la lingua dell'isola l'ha imparata dalla madre che era insegnante. La prima pista per indagare Spinetta patron di Air France, è in queste radici, ben nascoste sotto terra ma solidissime, come i principi che gli ha instillato la nonna paterna "qui non si dice mai male di nessuno". Di questa riservatezza ci sono prove e collaudi, i collaboratori raccontano di non averlo mai visto infuriarsi. Spinetta è gentile e implacabile, ha un sorriso a trivello: a una delegazione di sindacalisti che lo insultavano durante una trattativa infuocata spiegò: "Io sono corso e i maiali corsi hanno la pelle spessa". Lo si direbbe, sbagliando, un timido ma a tutti i timidi succede così, che poi si buttano avanti, come se saltassero in un fiume. Ancora la Corsica, isola di Lavezzi, 46 anni fa: sulla spiaggia, deserta, solo uno Spinetta diciottenne e una bionda assai nota, sì proprio lei Brigitte Bardot. Un autografo, almeno un sorriso ? Lui non si avvicinò nemmeno. Uno dei suoi amici più cari, l' ex ministro della industria, Christian Pierret lo definisce il "distacco divertito". E' la cifra che non lo abbandona mai, un modo per proteggersi, sostiene qualcuno, il lato corso; che gli è servito per scalare i gradini della République e diventare il capo della prima compagnia aerea del mondo. Soltanto lontano dalla ribalta, in privato, Spinetta cambia, ma non nei trallallà mondani, nei pranzi che adora organizzare nella sua casa parigina. Dove prepara intingoli da settimo cielo e taglia con consumata abilità un prosciutto. Ovviamente corso. La seconda chiave per affrescare Spinetta si chiama Ena, la scuola di alta amministrazione, la palestra dei presidenti e degli alti funzionari, la spina dorsale della Francia. Lui aveva altre aspirazioni: sognava di diventare giornalista sportivo, leggeva l'Equipe come il breviario, adora lo sci e il rugby. Ogni inverno scende sulle piste di Verbier in Svizzera dove ha una casa e non perde una partita del quindici di Francia. E resta asciutto e sano a 64 anni come un ulivo; ogni giorno non rinuncia alla ginnastica, soprattutto dopo che ha cancellato i tre quotidiani pacchetti di Gitanes. Ma non si può sfuggire al destino vivendo in una famiglia dove quella del funzionario è una seconda pelle, un modo dell'anima, del comportamento, una ideologia. Il nonno era un amico di Jean Jaurès, icona socialista, il padre era capogabinetto di Jean Monnet, uno dei padri dell'Europa. Spinetta racconta che da piccolo per passare il tempo attendendo il padre che faceva gli straordinari sfogliava metodicamente "Le Journal Officiel" ed era stupefatto che un signore chiamato il presidente della repubblica avesse il tempo di scrivere tutte quelle cose. Funzionario allora, obbligatoriamente, perché il giornalismo era giudicato un po' frivolo. Quindi l'Ena, altrettanto doverosamente. L'Ena gli impresse addosso quello che un tempo si chiamava il senso dello Stato, la milizia amministrativa che ha temprato, a fianco di dame di ferro come Ségolène Royal all'Istruzione e Edith Cresson alla commissione europea. "Spi", come lo chiamano i suoi 70 mila dipendenti, è un fondista. Non c'è "vitaccia" che lo stanchi, non c'è fatica che lo spiazzi. Il fiato per affrontare la trattativa Alitalia l'ha fatto con i piccosi piloti di Air France nel 1998; era la vigilia dei mondiali di calcio in Francia, appena insediato si giocava la carriera. È rimasto tre giorni senza dormire prima di isteccolirli e ridurli all'osso: "va bene, torniamo al lavoro ma ci dovere pagare le giornate perdute". Spinetta infurentì con un sorriso: no. Perfino il primo ministro Jospin lo scongiurava di mollare, lui non si stiepidì e vinse. "E pensare che quando era arrivato alla guida della compagnia gli contavano i giorni. Avevano nostalgia del predecessore, Blanc, un tipo che fumava sigari giganteschi, un allegrone sbilurcito. Sull'ascensore che lo portava al suo ufficio a Roissy, da dove può osservare decolli e atterraggi, ogni mattina trovava graffiti imbarazzanti "Spi vattene, Blanc ritorna". Adesso il suo stile piace. Perché è l'unico patron dei grandi gruppi francesi che ha rifiutato le stock options. Viste le citrullerie accadute in altre imprese come Eads, è stato prudente, ancora una volta. L'arte di comandare è di non comandare, e lui la possiede. Quando ha ottenuto l'aumento di stipendio (guadagnava due volte meno che il suo collega di Klm) ha offerto una parte a una Ong con cui collabora. Ha fatto proiettare sugli aerei uno spot contro il turismo sessuale e pazienza se qualche manager diceva che i pedofili in fondo sono clienti come gli altri. Uno dei quattro figli, Isabelle, è sorda dalla nascita, con la moglie Nicole, mancata due anni fa, ha dedicato il suo tempo libero a introdurre in Francia un metodo americano di linguaggio per i sordi totali. Oggi Isabelle lavora al marketing delle Ferrovie, rivali accanite di Air France. Ha convinto anche Sarkozy che lo ha confermato nonostante nella sua biografia ci siano due elementi che il presidente detesta, l'esser stato a fianco del socialista Mitterrand e essere enarca. Si vocifera che in autunno, vinta la sfida Alitalia, si ritirerà come ha promesso a 65 anni. L'età in cui di solito si diventa conservatori e si tirano i remi in barca. Ma non i corsi.

Torna all'inizio


Air France se ne vaAlitalia verso il crac (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta respinge la proposta dei sindacati Il numero uno Prato si dimette: "Ci vorrebbe un esorcista" Roma. Air France lascia il tavolo della trattativa su Alitalia, il presidente della compagnia di bandiera in crisi si dimette e il ministro dell'Economia invoca il commissariamento. Nel giorno decisivo per gettare le basi di un accordo con i francesi, i sindacati rilanciano sui tagli all'occupazione, ma le loro controproposte fanno saltare il banco. Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, batte in ritirata e vola a Parigi con questa profezia: "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio di fallimento. lombardi >> 2 03/04/2008.

Torna all'inizio


Geox lancia la prima scarpa interamente "traspirante" (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Made in italy Il presidente del gruppo nega la partecipazione a una cordata alternativa per Alitalia: "Penso solo a fare crescere l'azienda" 03/04/2008 Milano. Geox dà il via alla rivoluzione nel mondo delle scarpe sportive al motto di "Sudiamo con allegria" - parole dell'ad, Diego Bolzonello - e lancia la prima linea di calzature per lo sport interamente traspiranti. Ieri il debutto delle nuove calzature a Milano, alla presenza dell'ex commissario tecnico della Nazionale, Marcello Lippi. Lancio che per ora resta limitato in termini sia di numero di prodotti sia geografici: i modelli distribuiti sono 150mila, il mercato di riferimento è l'Italia (all'estero saranno riforniti soltanto i negozi monomarca). "L'obiettivo - spiega Bolzonello - è il posizionamento sul territorio, siamo più concentrati sull'aspetto della distribuzione che su quello quantitativo. Per ora non ci saranno grandi impatti sul piano industriale triennale al 2010 e nemmeno sul conto economico, perché la ricerca è già stata spesata. La nuova linea ha grandi potenzialità che si esplicheranno sul bilancio nel giro di 4-5 anni". "Tutte le scarpe sportive - aggiunge - il presidente del gruppo, Mario Moretti Polegato - devono cambiare e questa rivoluzione prende il via dall'Italia. È nostra abitudine partire dal mercato italiano per poi espanderci all'estero. Lo abbiamo già fatto con l'abbigliamento ed è stato un modo di operare vincente". Rispondendo a chi domanda se, visti i tempi un po' lunghi del lancio, non tema che la concorrenza possa approfittarne per imitare i nuovi prodotti, Moretti Polegato risponde: "Abbiamo un brevetto nostro che ci dà la garanzia dell'unicità". "La società sta procedendo con cautela - commenta Gianluca Pacini, analista di Intesa Sanpaolo, che su Geox ha un rating "hold" e un prezzo obiettivo di 11 euro per titolo - perché non è così semplice rivoluzionare il mondo delle scarpe sportive, dove si ha a che fare con colossi del rango di Nike e Adidas". "Prenderanno un po' di tempo - prosegue Pacini - e se le cose andranno bene procederanno, sennò lasceranno perdere. Solo dal 2009 si vedranno i primi riflessi sui conti finanziari". Moretti Polegato si dice "soddisfatto" del debutto dell'azione Geox, lunedì scorso, sul listino dell'S&P/Mib al posto di Alitalia, e nega la partecipazione a una cordata italiana per il salvataggio di Alitalia, precisando che il suo interesse è quello di "fare crescere Geox e aumentare la credibilità del made in Italy nel mondo". A proposito di made in Italy, l'innovativa suola delle scarpe sportive traspiranti firmate Geox è prodotta in Romania, mentre il resto della scarpa è confezionato in Cina. carlotta scozzari 03/04/2008.

Torna all'inizio


Aponte (Msc): <Illegale l'asse Aker-Fincantieri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Aponte (Msc): "Illegale l'asse Aker-Fincantieri" costruzioni navali L'armatore sorrentino annuncia battaglia contro il polo navale europeo dal nostro inviato Francesco Ferrari Saint-Nazaire. "Noi insieme a Fincantieri? Sicuramente preferiamo gli italiani ai coreani. Ma, per il momento, non c'e' nulla di concreto. Aspettiamo una proposta, che ad oggi non è ancora arrivata, poi la valuteremo. Tenendo ben presente che, alla fine, senza il consenso dei clienti nulla si può fare". A bordo della "Poesia", l'ultima nata in casa Msc, Jacques Hardelay, numero uno di Aker France, torna a parlare dell'ipotesi di un'alleanza europea sul fronte della cantieristica e scatena, involontariamente, la forte reazione dell'armatore Gianluigi Aponte, che bolla come "illegale" il tentativo di creare un polo comunitario delle costruzioni navali e annuncia una "violenta opposizione". Il tema, delicatissimo, riguarda l'ingresso dei coreani di Stx nel capitale sociale di Aker Yards, numero due al mondo nella costruzione di navi passeggeri alle spalle di Fincantieri. "Oggi Stx detiene il 39,2% delle azioni Aker - ricorda Hardelay - ma, non essendo ancora intervenuta l'Antitrust europea, non dispone ancora di propri uomini nel board e non ha diritto di voto. Dopo il 15 maggio, data entro la quale l'Antitrust dovrà pronunciarsi, tutto sarà possibile". Anche una scalata di Stx, che potrebbe diventare azionista di maggioranza di Aker. Un'ipotesi rischiosa per il futuro della cantieristica europea, e che ha già visto scendere in campo governi e sindacati. Da qui l'idea di un'alleanza anti-coreana che vedrebbe in prima fila gli azionisti europei di Aker e Fincantieri. Eventualità che ora si scontra con la netta contrarietà di Gianluigi Aponte, l'armatore sorrentino a capo della seconda compagnia cargo al mondo, Mediterranean Shipping Company (Msc). Pochi minuti dopo l'apertura di Hardelay, Aponte definisce "assurda e illegale" l'ipotesi di un'alleanza europea. "Non se ne parla - tuona - Una scelta di questo genere danneggerebbe irrimediabilmente la concorrenza. Siamo pronti a opporci con fermezza a questa eventualità, perché la reputiamo fuori da ogni regola. L'ingresso di Stx in Aker non è una forzatura: è una semplice e legittima operazione di mercato, di fronte alla quale non è lecito utilizzare metodi contrari alle leggi sulla concorrenza. Non capisco questa levata di scudi. Nessuno porterà via nulla ai cantieri europei. Certo: ci saranno delle sinergie, probabilmente una parte del know-how sarà portato in Asia. Ma questo è il mercato, anche se a qualcuno non piace". Secondo Aponte, "favorire un polo europeo significherebbe, paradossalmente, indebolire l'Europa stessa e favorire un monopolio assurdo. Anche per questo, se necessario, ci opporremo con violenza all'operazione. Io nemico di Fincantieri? Storie. Se domani mattina mi offrissero una nave al 20% in meno dei prezzi Aker, non ci penserei due volte: firmerei". Proprio sabato scorso Giuseppe Bono, amministratore delegato del gruppo italiano, aveva parlato di "tempi strettissimi per la creazione di un polo navalmeccanico comunitario" escludendo la possibilità di una pronuncia sfavorevole dell'Antitrust. "Non so che origini abbia l'ottimismo di Bono -è la risposta di Hardelay - evidentemente ha notizie che noi non abbiamo. Personalmente, sarei più cauto. Non mi sembra il caso di parlare in pubblico di certe cose. Anzi: più se ne parla, più si mette a rischio l'operazione. E poi c'è un altro problema di cui dobbiamo tenere conto: in Italia fra pochi giorni si andrà alle elezioni. Chi ci garantisce che il prossimo governo sarà favorevole - Berlusconi non vuole che Air France compri Alitalia. E se facesse la stessa cosa con Aker?". Hardelay non esclude, comunque, un prossimo contatto con Fincantieri: "Certo, tutto è possibile. In ogni caso non sta a noi fare il primo passo. Chiedete ai signori Bono e Antonini a che punto è la loro proposta. L'idea, potenzialmente, potrebbe avere senso. Ma non dimentichiamo che, alla fine, chi decide è il cliente". E il cliente, nel caso di Msc, ha già fatto sapere come la pensa. francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 03/04/2008 AZIONARIO 03/04/2008.

Torna all'inizio


Air France vola via (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Trattative rotte, Prato si dimette, titolo sospeso in borsa. Prodi: "Grave errore" Roma. Alitalia: la trattativa s'infila in un vicolo cieco ed è rottura con Air France. Nel giorno decisivo per gettare le basi di un accordo con i francesi, i sindacati rilanciano sui tagli all'occupazione ma le loro controproposte non fanno breccia: il numero uno della compagnia francese, Jean-Cyril Spinetta, si alza dal tavolo del negoziato e batte in ritirata: vola a Parigi con la prospettiva di tornare in Italia solo come turista invece che come aspirante compratore di Alitalia. "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di lavoro e di riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi", dice il manager francese lasciando la trincea della Magliana. La trincea Alitalia viene abbandonata anche da Maurizio Prato, il presidente della compagnia in crisi, con pochi soldi in cassa e un indebitamento netto di 1,3 miliardi di euro: "Questa azienda ha una maledizione. Soltanto un esorcista può salvarla", si lascia sfuggire dopo la ritirata di Spinetta e poco prima di dare le dimissioni. A questo punto, anche Prato decide quindi di gettare la spugna e rassegna le dimissioni, di fronte al fallimento di un negoziato che lo ha visto protagonista in prima fila con il collega francese, con il quale ha condiviso gli obiettivi di un piano di rilancio messo in discussione dai sindacati. In serata, da Bucarest, si fa sentire il Presidente del consiglio Romano Prodi: "Certamente è stato un grande errore quello di rompere perché la prospettiva era seria e concreta. È chiaro che i sindacati "se ne devono assumere la responsabilità. Ora mi auguro che le fantomatiche cordate di cui si è parlato saltino fuori". Infine, arriva l'annuncio che Borsa italiana ha deciso di sospendere per oggi il titolo Alitalia. È l'epilogo di una giornata cruciale che rischia di segnare il destino di Alitalia, aprendo le porte a un commissario straordinario in stile Parmalat e forse a un fallimento, come in mattinata avverte il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, mettendo in guardia da una rottura. " C'è bisogno di una scossa, di una decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale", si sfoga Prato con i sindacati, dopo che la trattativa si è arenata e rischia di non ripartire più. Pesante come un macigno arriva in serata anche il duro commento del leader della Cgil, Gugliemo Epifani, che suona come il de profundis al negoziato con i francesi anche se non c'è ancora lo stop definitivo e ufficiale di Parigi: "Otto organizzazioni sindacali hanno presentato ad Air France una proposta seria e responsabile che mirava a rendere più credibili gli obiettivi del rilancio e più sicuro il futuro dei lavoratori. Il no della compagnia franco-olandese ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare un'intesa", dice Epifani. E' un verdetto che chiude la strada a un ripensamento e rende altamente improbabile il ritorno di Spinetta al tavolo del negoziato. La Uil si era già alzata dal tavolo perché non considerava possibile un'intesa in presenza di incognite politiche che trasferiscono sul tavolo del nuovo governo la responsabilità di una decisione finale. A questo punto, la fuga di Air France sembra solo una formalità perché, come avverte Spinetta, i vertici di Air France-Klm non possono accettare le condizioni poste ieri dai sindacati. E le dimissioni di Prato anticipano questo sbocco alla vigilia del consiglio di amministrazione di Alitalia, convocato per oggi, e di un probabile Consiglio dei ministri che si annuncia drammatico, dopo l'esposizione impietosa fatta in Parlamento dal ministro Padoa-Schioppa e i toni cupi da lui usati per descrivere il futuro della compagnia, senza un'intesa con Air France. È improbabile una marcia indietro di Spinetta che già aveva ammorbidito il suo piano sfrondando i tagli previsti sia per il personale di volo sia per quello a terra. Non mancano le polemiche politiche: la Lega che invoca le dimissioni di Padoa-Schioppa, Fi vuole il prestito ponte, il ministro Prc Paolo Ferrero chiede a Silvio Berlusconi di tirare fuori la cordata italiana agitata contro Air France. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede che palazzo Chigi si attivi per far ripartire il negoziato. Il rischio è che sia troppo tardi.Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 03/04/2008 LUIGI ANGELETTI (Uil) 03/04/2008 ROBERTO MARONI (Lega) 03/04/2008 MASSIMO D'ALEMA (Pd) 03/04/2008.

Torna all'inizio


Pino e lo SCUDO CROCIATO una risata ci seppellirà (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La guerra del simbolo n dalla prima pagina Ma non c'è niente da ridere, è dannatamente seria. Succede questo, nell'Italia dei cento partiti e dei mille tribunali: c'è un signore, sconosciuto ai più, che si chiama appunto Giuseppe "Pino" Pizza ed era un democristiano di quinta fila, uno di quei giovanotti del Sud molto abili a curare le amicizie di paese (è nato a Sant'Eufemia d'Aspromonte, profonda Calabria) fino a diventare il notabilino locale. Da lì, qualche salto un po' più avanti. Già nel 1969, a soli 22 anni, diventò delegato nazionale del movimento giovanile dc, poi fece parte della direzione nazionale in epoche ormai dimenticate: segreteria di Arnaldo Forlani prima, di Amintore Fanfani poi. Avendo nel frattempo diretto "numerose riviste di partito" (come recita la sua peraltro scarna biografia), Giuseppe Pizza si fregia di un titolo che ormai non si nega più a nessuno: giornalista. In politica invece, solo lavoro oscuro: mai una candidatura, figurarsi un seggio in Parlamento, neanche un consiglio regionale o comunale, che nemmeno quello si negava a nessuno. Il fatto è che quando la Dc era una cosa seria, Pino Pizza era soltanto un onesto funzionario, poco più di un diligente impiegato, però contiguo per sistemazione logistica ai grandi uomini del potere. Un brutto giorno sparirono tutti: travolta con gli altri partiti dalla crisi epocale del 1992-1993, la Dc si sgretolò. Ma Pizza, mentre tutti avevano altro a cui pensare, ebbe una geniale intuizione: il simbolo dello Scudo Crociato manteneva quantomeno un valore storico-collezionistico e così lui decise di correre in tribunale e depositarlo come sua proprietà. La storia più recente narra di un congresso che elesse all'unanimità il buon Pizza segretario nazionale della Dc; di una infinita guerra giudiziaria con un altro oscuro democristiano di nome Angelo Sandri per il possesso del simbolo; di una sfortunata sortita alle elezioni europee del 2004 nelle quali il glorioso Scudo raccolse solo lo zero virgola due; di un accordo con la coalizione di Romano Prodi nel 2006 sotto le insegne di una misteriosa lista Consumatori; di un recentissimo salto della quaglia verso Silvio Berlusconi. Sul finire del governo Prodi, Pizza propose infatti al Cavaliere, che in un pomeriggio aveva creato il Partito della Libertà, di mettergli al fianco lo Scudo crociato. Più fortunato o più avveduto del troppo passionale Clemente Mastella, ottenne da Berlusconi un frettoloso consenso e, certo di aver finalmente dato una svolta alla carriera, Pizza andò al ministero dell'Interno a depositare il suo simbolo, poi mise insieme liste per il Senato in alcune regioni. Qui finisce la storia politica e comincia (meglio, continua) quella giudiziaria: incassata con noncuranza l'ennesima denuncia per truffa dall'ex amico Sandri, Pizza si vede respingere il simbolo dal ministero dell'Interno. Motivazione: lo Scudo Crociato appartiene all'Udc di Pier Ferdinando Casini. Allora Pizza parte con un ricorso al Tar della Campania: respinto. Sembra finita lì ma - pensa lui - ci sarà pure un giudice a Roma: l'infaticabile si rivolge allora al Consiglio di Stato, corte suprema dei tribunali amministrativi, e lì trova udienza. La sera del Primo Aprile - ma non è un pesce - la quinta sezione del Consiglio di Stato ribalta la precedente sentenza: la Dc di Pizza ha diritto di partecipare alle elezioni. Solo che ormai mancano dodici giorni, e la legge prevede che i partiti ne abbiano a disposizione trenta per la campagna elettorale. Quindi, se Pizza vuole, si ritorna alla casella di partenza. Alla notizia del possibile rinvio Giuliano Ferrara, candidato senza speranze, arriva a minacciare il suicidio. Silvio Berlusconi si straccia le vesti: dice che sarebbe un dramma per il Paese. Per Francesco Storace, candidato della Destra, questo è un "clamoroso autogol" dello stesso Berlusconi che come un apprendista stregone si è coltivato in provetta l'amicizia con Pizza. Walter Veltroni simula indifferenza: "Pizza è alleato della destra, se la vedano tra loro". I partiti fremono, i sondaggisti si fregano le mani (altri quindici giorni di numeri ben retribuiti e di fruttuose chiacchiere in tv), i giudici si preparano a nuove sentenze. Pare infatti che ci sia ancora un tribunale in grado di decidere. C'è chi suggerisce il Tar del Lazio ma Giuliano Amato, ministro dell'Interno, si rivolge alla Corte di Cassazione. Poi si viene a sapere che a pronunciarsi sarà di nuovo il Consiglio di Stato, ma con unaltro collegio. Speriamo che qualcuno trovi i giudici giusti e che qualcun altro li illumini; o almeno che il signor Pizza, come tutti ora accoratamente gli chiedono, accetti con "senso di responsabilità" di fare un passo indietro. Nel frattempo, può darsi che l'Alitalia faccia fallimento ma anche se proprio tutto va male, niente paura: un aereo si trova sempre. Destinazione qualunque posto, purché abbastanza lontano: con cinque o seicento euro si arriva dall'altra parte del mondo. Naturalmente, biglietto di sola andata: e prima o poi si potrà forse votare in qualità di italiani all'estero. marco peschiera peschiera@ilsecoloxix.it 03/04/2008.

Torna all'inizio


Padoa-Schioppa: <Senza i francesi c'è il rischio fallimento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Padoa-Schioppa: "Senza i francesi c'è il rischio fallimento" il ministro alle commissioni parlamentari Escluso un finanziamento ponte in assenza di un accordo con la compagnia d'oltralpe. La cordata italiana? Non risolutiva 03/04/2008 Roma. Alitalia: il governo difende la scelta di trattare con Air France. C'è qualche alternativa alla scelta francese? "E' un sogno", taglia corto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Anzi, è il peggiore degli incubi, che si chiama "fallimento". Una conclusione non certa ma quasi scontata, nel caso dell'Alitalia, come spiega il ministro davanti alle commissioni Bilancio, Trasporti e Attività produttive. "Basta ultimatum", è la replica secca dei sindacati seduti al tavolo del negoziato con Jean-Cyril Spinetta. Eppure la tesi di Padoa-Schioppa coincide con quella espressa il giorno prima dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, convinto che l'unica alternativa a un accordo con Air France sia il fallimento. C'è chi non si scompone, come il leghista Roberto Maroni, che invoca un commissario in stile Parmalat: "L'Alitalia si può salvare benissimo ricorrendo la decreto Marzano, così come è successo con la Parmalat che poi non è fallita". Tutto ciò accadeva ieri mattina, prima della rottura del tavolo delle trattative avvenuto nel pomeriggio. Ma è percorribile la strada di un commissario? Magari lo stesso Enrico Bondi, che salvò la Parmalat dal crac, nel caso dell'Alitalia? Padoa-Schioppa, in proposito, nutre fortissimi dubbi e avverte: "L'amministrazione straordinaria non è mai facile né di certa conclusione né soprattutto priva di ricadute sul sistema. In assenza di prospettive certe di ristrutturazione, si converte in fallimento". Insomma, la compagnia di bandiera è in condizioni tali che neanche Bondi può fare miracoli. E se cambiasse il compratore con l'arrivo della cordata di imprenditori italiani sponsorizzata da Silvio Berlusconi? Il ministro non ha dubbi: "E' una soluzione impossibile e non risolutiva". La strada sembra obbligata ma c'era anche un altro motivo che giocava a favore della soluzione Air France: il prestito ponte chiesto da cda di Alitalia, una boccata di ossigeno in attesa del rilancio industriale. Sempre ieri mattina il ministro padoa-Schioppa spiegava: "Il prestito non sarebbe praticabile al di fuori del negoziato in corso anche a prescindere dai vincoli europei". Le considerazioni del ministro sono piovute come una doccia fredda sui sindacati impegnati a strappare condizioni migliori a Spinetta ma anche sul progetto di Berlusconi, che procede a strappi: dopo la timida apertura dell'altro giorno, torna sui suoi passi e riprende la sua opera di dissuasione nei confronti dei francesi. "I francesi li conosco bene: ho subito cose sulla tv che in Italia non sarebbero state mai possibili", attacca. La cessione di Alitalia? "E' un danno. Auspico che la compagnia di bandiera non sia ceduta. Quando sarò la governo, darò concretezza all'appello che ho fatto nei confronti degli imprenditori italiani sollecitando il loro orgoglio e il loro interesse". A chi, come Antonio Di Pietro, lo accusa di influenzare l'andamento del titolo in Borsa, il Cavaliere replica con un giudizio duro sulla scelta di lasciare quotata la compagnia mentre è in corso la trattativa con Air France: "Non aver tolto Alitalia dalla Borsa è una cosa folle, un errore madornale", accusa. Lo scontro elettorale deve però fare i conti con il quadro della situazione offerto in Parlamento da Padoa-Schioppa, il quale ieri mattina invitava i negoziatori a non perdere tempo e non farsi illusioni: "Non c'è un altro compratore". E comunque una eventuale cessione di Alitalia a imprenditori privati, diversi da Air France, "non è risolutiva, se non accompagnata da una profonda ristrutturazione industriale che ricostituisca la capacità di produrre utili". Come a dire che, usciti dalla porta, i sacrifici chiesti dai francesi rientrebbero dalla finestra. La stessa cosa vale nel caso di un commissario con in più il rischio quasi certo di fallimento: "Sarebbe un amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporti perversi con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale", ha detto il ministro dell'Economia. Quanto da Air One, che avrebbe la regia della cordata made in Italy ma che si tirò indietro al momento delle offerte, Padoa-Schioppa spiega che il piano presentato a suo tempo da Carlo Toto non era rose e fiori, anzi: "Il progetto industriale avrebbe comportato esuberi assai maggiori", chiarisce. E il cerchio si chiude: non esiste una cura indolore per guarire Alitalia dai suoi mali. M. Lo. 03/04/2008 ' 03/04/2008 la previsionedel ministroLa gestione straordinaria non è facile e spesso si trasforma in fallimento T. padoa-schioppaministro dell'Economia 03/04/2008.

Torna all'inizio


Basta, sono stufodella gente sempre stufa di tutto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sono stufo! Sono stufo di essere troppo spesso chiamato alle urne, ben sapendo che il voto ormai rappresenta solo un atto di assenso su quanto i partiti hanno preventivamente stabilito. Sono stufo di sapere che i nostri parlamentari sono i più ben pagati d'Europa. Sono stufo di sentire i sindacati urlare la parola "sciopero" anche di fronte a disgrazie umane, ma sono anche stufo di sentire di contratti di lavoro ormai scaduti da anni e mai rinnovati. Sono stufo di leggere che l'importante collegamento ferroviario veloce si farà e il giorno dopo di leggere che è stato cancellato. Sono stufo della metropolitana di Genova, la più corta e più costosa al mondo, che non è ancora giunta a Brignole e che forse non proseguirà oltre. Sono stufo dell'infinita lagna circa la sopravvivenza dell'Alitalia. E potrei proseguire ma mi fermo. Mi chiedo quando e se potremo uscire da questa situazione. Tomaso Aldo Cotta GENOVA 03/04/2008.

Torna all'inizio


BREVI (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma non tutti gli allenatori istigano alla violenza Ho letto l'articolo di Vittorio Allegri (Il Secolo XIX di ieri) che riporta la denuncia di Aldo Invernizzi sul calcio giovanile per "episodi inimmaginabili dieci anni fa" e mi sono subito chiesta: dove vive il signor Invernizzi? O meglio, dove ha vissuto fino adesso? Sulla luna? Io bazzico, come mamma di un ragazzo di 18 anni e uno di 10, una società sportiva dove, più o meno, abbiamo sempre trovato allenatori-papà che non hanno mai istigato al fallo o alla vittoria a danni altrui e condivido appieno questa politica sportiva. Voglio aggiungere che non sono tifosa di nessuna squadra a livello nazionale e, come ex-nuotatrice e allenatrice di nuoto, avrei preferito che i miei figli praticassero sport di maggior "sacrificio" e di minore visibilità. La loro scelta è stata diversa dalla mia e sono contenta che pratichino lo sport che a loro piace e dà soddisfazione. Sappiamo benissimo però, che ci sono società, e quindi squadre anche a livello di pulcini, che non rispettano le fondamentali regole di un gioco che sia solo un gioco e diventi fonte di educazione. Alla fine del torneo pasquale a Santa Margherita, è stato premiato un allenatore perché, in possesso palla, ha fermato l'azione per calmare gli animi dei suoi giocatori: quanti ce ne sono? L'unica nostra preoccupazione, come gruppetto di mamme sostenitrici della squadra dei nostri figli, è di sapere il nome dei giocatori in campo e gridarlo forte per sostenerli nell'azione... spero che ci sia ancora concesso. Laura Mapelli Zanettie-mail Università poco credibile, le colpe di docenti e ministri La lettera del professor M. Tabaton pubblicata sul Secolo XIX del 31 marzo ha messo efficacemente a fuoco i motivi per cui l'Università italiana è sempre meno credibile. Il professore scrive che "la qualità della ricerca è proporzionale alla qualità dell'insegnamento". E io mi chiedo: dove è il docente (di Ingegneria) quando una ragazzetta precaria fa sistematicamente lezione al suo posto? Forse a svolgere consulenze? Concordo anche nell'affermazione: "l'efficienza di una nazione è basata sul livello di preparazione fornito dall'Università". Così dovrebbe essere. Ma dove è la competenza e la preparazione in Didattica dei "formatori di docenti" nelle Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario (S.S.I.S.)? Spesso tali "formatori" sono professori che trovano nelle S.S.I.S. la seconda o terza fonte di reddito, mentre esistono ottimi docenti della Scuola secondaria che hanno una competenza diretta ma restano ghettizzati nei loro istituti scolastici e spesso con vita non facile. Le lottizzazioni nei concorsi e la discrezionalità della "chiamata" da parte della facoltà fanno sì che il ciclo secolare non è stato spezzato neppure dal '68. Sull'operato dei vari ministri chiediamoci solo se hanno fatto o hanno lasciato fare. Salvatore GanciCasarza Ligure (GE) Camalli, smettetela io dico "Forza Merlo" Camalli, ma che cosa volete ancora dimostrare con il vostro sciopero, dopo aver rovinato Genova ed il suo porto nel dopoguerra? Mi ricordo quando molto orgogliosamente affermavate che le merci se non passavano da qui dove sarebbero passate? (questo per incrociare le braccia allo scopo di ottenere diritti impensabili). E infatti le merci sono state dirottate a Rotterdam e da lì a Milano, costando meno di quello che sarebbero costate passando da Genova. Ricordo anche quando un camallo di mia conoscenza giocava a bocce tutti i giorni alla bocciofila spiegando con altrettanto orgoglio che lui dalla Compagnia Unica prendeva ugualmente lo stipendio tutto l'anno, ma non aveva lavorato un solo giorno. Ricordo che un lunedì di qualche settimana fa dovevo subire un'operazione al Galliera, ma avete molto civilmente bloccato la città perché uno scaricatore era caduto da una nave per mancanza di misure di sicurezza. Ma chi le deve controllare le misure di sicurezza dei propri impiegati? Adesso avete voluto fare un altro sciopero per non restituire quanto vi è stato impropriamente pagato e per continuare a occupare aree su cui non avete nessun diritto. Avanti così, per far conoscere al mondo il porto di questa città derelitta, dove le leggi per voi non valgono, ma dove impera solo l'arroganza di chi crede che con lo sciopero si possa continuare ad avere prerogative che gli altri lavoratori italiani non si sognano neppure. Continuate a mettere Genova in ginocchio con un grande sciopero e poi andate a farvi una bella partita a bocce, mentre il porto nuovamente muore. A questo punto mi sento di dire: forza Merlo, le persone che hanno a cuore questa città sono tutte con te. Gian Marco Bellinie-mail Alitalia, c'è odore di "insider trading" L'altalena del titolo Alitalia in Borsa è stato un altro esempio della presa in giro degli italiani e di chi crede ai titoli di società di Stato. Non sarei sorpreso se un giorno si scoprisse e si provasse, sempre che i soliti poteri forti non intervengano per impedire di fare chiarezza, che "qualcuno" si è lautamente e illegalmente finanziato grazie a queste altalene giornaliere del valore del titolo, conoscendo in anticipo le mosse almeno di una delle due parti in causa nella negoziazione della società. Questo altrove si chiama "insider trading" e, sempre altrove, è severamente vietato e i colpevoli severamente puniti. Ritengo che in questa fase di controverse trattative il titolo Alitalia doveva essere sospeso dalle negoziazioni di Borsa. Paolo Ghirardo e-mail 03/04/2008.

Torna all'inizio


Una sconfitta per il Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una sconfitta per il Paese Alfredo Recanatesi Soluzione impossibile È naturale che in ogni trattativa i contendenti tendano ad ottenere il maggiore vantaggio possibile. L'abilità di chi tratta, quindi, sta nel calibrare le proprie richieste entro i limiti che ragionevolmente si può presumere che la controparte possa accettare. Quei limiti possono essere anche superati, ma nella consapevolezza che una rottura della trattativa schiuda prospettive più vantaggiose, o meno svantaggiose, di quelle che una conclusione accettabile per la controparte avrebbe comportato. Ieri i sindacati si sono presentati al tavolo con Air France-Klm, di fatto, con un nuovo piano industriale per Alitalia. segue a pagina 27.

Torna all'inizio


Anche Prato si arrende: ho fallito, mi dimetto L'addio del manager: Questa azienda ha una maledizione, solo un esorcista può salvarla (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Anche Prato si arrende: ho fallito, mi dimetto L'addio del manager: "Questa azienda ha una maledizione, solo un esorcista può salvarla" di Roberto Rossi/ Roma Lui, che sul passaggio di Alitalia ad Air France aveva puntato e speso tutta la sua reputazione, non ci ha pensato due volte. A un'ora dalla fine della trattativa fallita con il vettore francese si è dimesso. Dopo Libonati, dopo Cimoli, dopo Mengozzi e Cempella, anche Maurizio Prato, presidente e amministratore delegato del gruppo, è caduto vittima di quella che lo stesso manager ha definito "la maledizione dell'Alitalia". Una società perennemente in rosso, ingovernabile, invendibile. Una compagnia che non solo brucia milioni ma anche amministratori. "Ora va data una scossa, va presa una decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale" avrebbe detto Prato, secondo fonti sindacali, subito dopo l'abbandono del tavolo delle trattativa da parte del numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta. "Non si può trascinare la situazione stancamente per qualche giorno - avrebbe aggiunto Prato - né il governo né il Paese si renderebbero conto di quanto le interferenze continue del sistema hanno avvelenato la situazione di un'azienda quotata in Borsa". Interferenze che hanno minato il percorso di privatizzazione di Alitalia voluto dallo stesso Prato. Che lo scorso luglio, quando fu nominato, ottenne dal ministero dell'Economia "ampie deleghe di gestione". Anche perché Prato, classe 1941, sposato e con due figli, umbro di nascita, ha goduto fin da subito della totale fiducia del governo visto che il manager ha speso buona parte della sua carriera nell'Iri, ricoprendo cariche di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali aziende controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Dal 2003, poi, aveva anche diretto Fintecna. Una carta in più con la quale il governo aveva tentato di riportare una certa calma sindacale all'interno del gruppo. La sua designazione "è una buona notizia" aveva commentato il segretario generale della Filt Cgil Fabrizio Solari secondo cui "si tratta di persona informata sui fatti e quindi in grado di essere immediatamente operativa dato non trascurabile nella paludata situazione in cui si trova la compagnia aerea". Dote che Prato aveva messo subito in campo. "Alitalia sarà venduta entro Natale" aveva detto il manager lo scorso settembre. Allora i potenziali acquirenti si chiamavano British Airways, Lufthansa e Air France ed alcuni vettori asiatici con i quali Prato iniziò subito a sondare il terreno. Non prima però di aver programmato un piano di rilancio del gruppo. Un "piano di sopravvivenza" era stato definito. Con il quale Alitalia doveva restare tranquilla fino all'estate del 2008. Il piano, aveva detto Prato, "serve a mantenere la continuità aziendale che dia ossigeno per oltre 12 mesi". In attesa di un matrimonio. Con Air France, naturalmente. Che Prato considerava l'unica valida opzione. Non certo AirOne, troppo piccola, non Lufthansa, interessata più a Malpensa che allo sviluppo della rete italiana. Ma le nozze non si sono mai celebrate. Stretta tra politica, un eccesso di attenzione sindacale, ricatti incrociati la storia di Alitalia non ha avuto il suo lieto fine. "Ora per salvarla ci vorrebbe un esorcista" ha detto Prato. Anche lui vittima della maledizione.

Torna all'inizio


Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France dice no ai sindacati e se ne va Oggi riunione del governo e del consiglio Alitalia. Veltroni: la rottura è colpa di Berlusconi di Bianca Di Giovanni/ Roma FINALE DI PARTITA L'ultima mano è finita nel nulla. I vertici di Air France- Klm hanno respinto la controproposta sindacale sul piano Alitalia, hanno lasciato il tavolo e sono andati via. Dice tutto il commento a caldo di Maurizio Prato, numero uno Alitalia: "È un'azienda maledetta, solo un esorcista può salvarla". Al tavolo dimezzato il manager ha poi lasciato intendere che a questo punto "serve un segnale personale". Tradotto: possibili dimissioni. Che arrivano puntuali un paio d'ore dopo. Saranno vagliate dal consiglio d'amministrazione fissato per oggi alle 13. Sul fronte politico esulta la destra, che vede i francesi come colonizzatori. Forte preoccupazione tra i sindacati per il destino dei 10mila dipendenti. Le sigle presenti al tavolo chiedono un ultimo tentativo per riaprire, la Uil (che aveva lasciato la trattativa) va all'assalto del governo. Dal centrosinistra il primo big a intervenire è Massimo D'Alema. "Spero che il dialogo si recuperi". In serata ore di fibrillazione: non si sa un miracolo o un esorcismo, possa riaprire la porta. Le parole di Jean-Cyril Spinetta al tavolo avevano fatto sperare qualcuno. "Non posso accettare la proposta - avrebbe detto - perché non ho il mandato a farlo. La presenterò comunque al consiglio d'amministrazione, ma dubito che possa essere accettata". Attorno alle 21 un comunicato della Magliana soffoca qualsiasi speranza. Nel testo si precisa che oggi (ieri, ndr) si è interrotta la trattativa tra la Compagnia, Air France-Klm e i sindacati". Dunque "scade il termine di avveramento delle condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm il 15 marzo scorso che, pertanto, viene meno". In altre parole: il gruppo franco-olandese è fuori dalla porta. Walter Veltroni commenta: gli annunci sconsiderati di Berlusconi hanno fermato la trattativa. In serata in partenza da Fiumicino Spinetta affida tutto a una nota scritta. "Dopo lunghe trattative, le organizzazioni sindacali hanno formulato una proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso da quello al quale Air France-Klm si è attenuta sin dall'autunno 2007 - si legge - Air France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative. Nel merito, questa nuova proposta, volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività". I francesi ricordano che una condizione per l'accordo era l'ok del sindacato, visto che "per esperienza si sa che nessun rilancio è possibile senza il contributo dei lavoratori". Quell'ok non c'è, quindi adieu. Come dire: il cerino, che in molti si sono passati da una mano all'altra in questi giorni, torni in mani italiane. Mentre decollava il volo per Parigi, a Fiumicino il presidente Anpav chiedeva una unità di crisi per gestire l'emergenza aziendale. E al Tesoro Padoa-Schioppa ha tenuto un vertice per valutare la situazione. Si sono subito diffuse voci di un consiglio dei ministri straordinario, chiesto anche dai Verdi. Ma Silvio Sircana ha escluso l'ipotesi. "Il consiglio d'amministrazione valuterà, poi si tireranno le conseguenze", avrebbe detto in Transatlantico. Dopo una riunione intersindacale le otto sigle presenti al tavolo hanno chiesto un immediato intervento del Governo per la soluzione della crisi. "Rivendichiamo - si legge - un ruolo attivo del governo al quale chiediamo un immediato confronto al fine di giungere speditamente alla definizione della soluzione della crisi della Compagnia di Bandiera". Anche tra le sigle di categoria la Uil gioca da sola. E gioca duro. "La rottura era prevedibile - dichiara Giuseppe Caronia che lunedì aveva abbandonato il tavolo - le altre sigle sindacali hanno avuto miopia politica". La giornata era iniziata con le grida d'allarme di Tommaso Padoa-Schioppa alla Camera: o Air France o il fallimento. "Mai una privatizzazione è stata così difficile", ha detto il ministro. In effetti la privatizzazione non è mai arrivata. Alla Magliana il tavolo tra i vertici aziendali e i sindacati , che era stato sospeso nelle 24 ore precedenti, è ripreso non senza qualche nervosismo. "Padoa-Schioppa ci lasci negoziare con calma". Sul tavolo è stata formalizzata una controproposta al piano francese sottoscritta dalle otto sigle sindacali presenti (la Uil si è tenuta fuori). Nel contropiano i rappresentanti dei lavoratori chiedono che non vengano chiuse le attività cargo, che venga dismesso un numero minore di aerei, e che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipi all'aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in Az servizi alla "Nuova Alitalia". La carta Fintecna avrebbe consentito di aumentare il peso dell'Italia nel gruppo multinazionale, di allargare il perimetro dell'azienda, includendo anche Atitech e il call center di Fiumicino, e di aumentare le risorse da investire con un soggetto in più a partecipare all'aumento di capitale. La proposta era già stata avanzata alle controparti l'altroieri nei contatti informali. Ne erano stati informati anche Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa. Il governo italiano si era mostrato favorevole all'ipotesi. Ma in serata al Tesoro è arrivata la gelata dei francesi: più dubbi che certezze. Il giorno dopo, il precipizio.

Torna all'inizio


Prodi: È stato un grave errore . Padoa-Schioppa: i francesi erano l'ultima chance Il premier duro contro i sindacati e Berlusconi: Ora, se c'erano, saltino fuori le cordate . Il mi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Prodi: "È stato un grave errore". Padoa-Schioppa: i francesi erano l'ultima chance Il premier duro contro i sindacati e Berlusconi: "Ora, se c'erano, saltino fuori le cordate". Il ministro critica i governi di vario colore che si sono succeduti negli ultimi 15 anni / Roma b. di g. "SE NE ASSUMANO tutta la responsabilità". Va giù duro Romano Prodi sul tema della rottura Alitalia-Air France. Da Bucarest, dove è in corso il vertice della Nato, il premier ha detto: "Rompere è stato un grande errore dei sindacati. E ora se ne devono assumere la responsabilità". Non solo, il Professore mette da parte l'aplomb istituzionale e attacca Silvio Berlusconi: "È chiaro che tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora saltino fuori". Da Berlusconi, però, non arrivano segnali. Prodi difende la scelta fatta: "Mi dispiace perché era una trattativa seria, fondata sui fatti, una trattativa che dava in prospettiva una buona riuscita all'Alitalia di vita e di ripresa di cui avevamo bisogno". E, a chi gli chiede se ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario, Prodi replica che il governo a questo punto può fare poco. "Cessino le interferenze elettorali - attacca Walter Veltroni senza citare direttamente Berlusconi - Gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità hanno fatto interrompere la trattativa fra Air France e sindacati". In mattinata avevano tenuto banco le dichiarazioni di Tommaso Padoa-Schioppa. In Parlamento il ministro dell'Economia aveva dichiarato che l'alternativa ad Air France "è un sogno" e senza un'intesa si concretizzerà solo un incubo: il fallimento. La linea del titolare del Tesoro - la stessa ormai da mesi - ha provocato subito la reazione della Filt-Cgil ("Ci lasci il tempo di trattare in pace" aveva dichiarato Mauro Rossi) e del mondo politico. La destra insisteva sulla svendita, le istituzioni lombarde attaccavano sul declassamento di Malpensa. Ma anche la Sinistra arcobaleno andava all'attacco del ministro, chiedendo un poderoso intervento pubblico. Insomma, prima che alla Magliana, il dramma Alitalia si consumava nel Palazzo della politica. E ora che la partita si avvia verso un'infausta conclusione, provocherà l'ennesimo assalto della destra nella guerra dei cieli. Dopo l'abbandono del tavolo di Jean-Cyril Spinetta i boati del centrodestra sono aumentati. "Ottima notizia", ha dichiarato Bobo Maroni. E Paolo Ferrero di rimando: "Ora Berlusconi renda pubblica cordata". Sul tema della privatizzazione di Alitalia, Padoa-Schioppa ha rilevato come in 15 anni nella compagnia italiana si siano alternati nove amministratori delegati contro i due di Lufthansa e Air France. "E gli amministratori delegati li ha scelti il ministero azionista, in realtà i governi, tutti diversi visto che nel frattempo si sono alternate le varie forze politiche. Fondamentalmente hanno sempre sbagliato". Evidentemente, aveva notato il ministro, Alitalia è una società particolarissima per ruolo e condizioni, diversa da altre grandissime società partecipate dallo stato "come Enel, Finmeccanica, Eni, che invece hanno storie di grande successo". Massimo D'Alema riusciva a sperare in una ripresa della trattativa: "Certo, sarebbe preoccupante se alla fine le pressioni e le interferenze finissero per creare una situazione in cui fallisca quello che allo stato attuale è l'unico tentativo di individuare una prospettiva per Alitalia". Tutto questo pochi minuti prima che giungesse la notizia delle dimissioni di Prato.

Torna all'inizio


Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Quel genio di Arcore tra Pizza e Alitalia Proprio non ce la fa, è più forte di lui. E più Emilio Fede ripete che lui la par condicio non la condivide, ma la rispetta, ecco che la fa a pezzi. Ieri, tanto per dire, dopo aver dichiarato che si inchina "davanti al garante, e senza girargli le spalle" (che sarebbe la stessa elegante forma di protesta di Bravehart), ecco cosa accade: molto Berlusconi con "migliaia e migliaia di sostenitori", poco e confuso Veltroni apparentemente solo e abbandonato da tutti e, nell'ordine, il transfuga Giovanardi, Maroni e Tremonti, irriducibili avversari dell'Altissimo, soprattutto l'ultimo, che siede alla sua destra. Nel mezzo dei telegiornali Mediaset irrompe la notizia della riammissione della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza, resurrezione che rischia di allungare la campagna elettorale giusto il tempo di far ridere tutto il mondo civilizzato. Comunque, non un'anima dei Tg in questione ardisce ricordare che lo scudo crociato di Pizza è nato dalla mente del Cavaliere, solo per dare fastidio a Casini. Assieme alla turbativa della trattativa Alitalia-Air France è un'altra furbata da mettere in conto al Genio di Arcore. Paolo Ojetti.

Torna all'inizio


Ora attendiamo Mr Ermolli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Ora attendiamo Mr Ermolli b. di g. Quello che la destra e "certo" nord speravano è avvenuto: i francesi sono fuori. La bandiera italiana sventola su una terra desolata che si chiama ancora (per carità) Alitalia. Dovrebbero riflettere quelli che finora hanno urlato all'asta truccata e alla svendita. Non c'è stata né l'una, né l'altra. Ora si spera che Bruno Ermolli riesca a mettere assieme la truppa di imprenditori pronti ad investire nella compagnia "di bandiera" (ancora: per carità). Aspettiamo i Ligresti, i Benetton, gli Scaroni (con soldi pubblici), e i Geronzi. Naturalmente aspettiamo anche Carlo Toto e Corrado Passera. Aspettiamo che siano pronti ad investire su un business che per Jean-Cyril Spinetta non dà redditività. Poverino: parla di redditività. E che sarà mai? Non sa, monsieur, che il grande affare qui sta tutto nel prestito ponte? Tanti bei denari pubblici (sì, proprio quelli pagati con le tasse) pronti a entrare nelle casse, che consentiranno ancora a blocchi di potere di gestire la compagnia. Il sogno della "razza padrona" d'Italia: gestire. Non il traffico aereo (e men che meno quello ferroviario o dei bus). Gestire le aziende con i soldi di tutti. Non è una pacchia? Strano però che dopo aver esternato per giorni e giorni su Alitalia, dopo aver annunciato (e poi smentito) interesse e voglia di intraprendere dei gruppi italiani, ieri sera Silvio Berlusconi sia diventato improvvisamente afono. I nomi sono scomparsi. In mattinata aveva detto che il governo avrebbe dovuto togliere il titolo dalla Borsa. A toglierlo da qualsiasi partita ci ha pensato lui. Cordate.

Torna all'inizio


D'Alema: L'Expo? Siamo stati noi a candidare Milano Stop alle polemiche: La chiave del successo? Unire le forze del Paese e l'espansione della nostra politica estera (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del D'Alema: "L'Expo? Siamo stati noi a candidare Milano" Stop alle polemiche: "La chiave del successo? Unire le forze del Paese e l'espansione della nostra politica estera" di Giampiero Rossi / Milano Nella corsa all'aggiudicazione dell'Expo 2015 "non ha vinto Milano, capitale della Padania", come scrive qualcuno. Ma "ha vinto Milano, città candidata dall'Italia". Insomma, Massimo D'Alema taglia corto: "Ha vinto Milano e ha vinto l'Italia", ma a ben guardare, ricorda, è stato il governo di centrosinistra a scegliere di candidare il capoluogo lombardo, "perché Milano è Milano". A pochi giorni dal verdetto di Parigi, era inevitabile che la giornata milanese del ministro degli Esteri gravitasse principalmente attorno al tema dell'Expo. D'Alema aveva in agenda diversi appuntamenti elettorali, ma oltre a partecipare a un incontro con i giovani del Pd e a un altro organizzato dalla fondazione ItalianiEuropei, è comparso di nuovo al fianco del sindaco Letizia Moratti, questa volta a Palazzo Marino. " Un bell'incontro", commenta D'Alema che si trincera poi nel fair play per evitare di commentare l'incidente diplomatico che la destra milanese ha provocato in questi giorni di festa bipartizan e relativa concordia: il centrosinistra milanese, infatti, aveva chiesto che accanto al sindaco anche il ministro degli Esteri presenziasse al consiglio comunale in cui è stato presentato il risultato parigino. Ma Forza Italia si è opposta e non se ne è fatto nulla. "Non vado mai nei posti in cui non sono invitato", si limita a commentare D'Alema. Ma al di là dei piccoli sgarbi politici, il ministro tiene a ricostruire lo scenario in cui è maturato il successo della candidatura di Milano: "La chiave del successo è stata unire le forze del paese, e questo successo è frutto anche del carattere espansivo della nostra politica estera", dice alludendo ai rapporti riallacciati positivamente con paesi come il Brasile e il Sudafrica e in aree come il medio oriente e l'America latina dopo "cinque anni disastrosi". È da questi rapporti rinsaldati che sono maturati non solo con l'Expo ma anche tanti altri successi per le candidature italiane, all'Onu, all'Unesco, al Fondo monetario internazionale, alla Nato. Tutto in soli venti mesi di impegno del governo italiano e di relazioni coltivate dalla Farnesina. D'Alema ricorda di aver percorso tanti chilometri da coprire almeno una dozzina di volte il giro del mondo, ma poi ironizza: "Certo, anche l'onorevole Berlusconi ha fatto un paio di telefonate... Non voglio togliere merito...". L'altro grande tema è l'Alitalia, che vista da Milano si coniuga anche in Malpensa. "Speriamo che sia possibile recuperare il dialogo - dice a proposito della rottura tra i sindacati ed Air France - altrimenti il rischio, non apparendo ancora queste fantomatiche cordate che sarebbero le benvenute se ci fossero, è molto serio per il destino dell'azienda Alitalia". Quanto a Malpensa, invece, "è una grande infrastruttura al servizio dell'Italia del nord e di una parte dell'Europa, che sarà preziosa anche per l'Expo. Dobbiamo rilanciare lo scalo - aggiunge - separandolo dai destini di Alitalia".

Torna all'inizio


Una sconfitta per il Paese (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Una sconfitta per il Paese Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima E lo hanno fatto affermando che sarebbe stato più vantaggioso per la compagnia franco-olandese, quasi a sostenere, implicitamente, di essere più avveduti del loro interlocutore nella gestione e nella pianificazione di una grande compagnia aerea. Hanno chiesto il mantenimento dell'area cargo, una riduzione dei vecchi DC Super 80 da radiare, una anticipazione degli acquisti degli aerei a medio raggio di nuova generazione: e fin qui la corda è stata tirata, ma poteva anche reggere. Dove, invece, la corda si è rotta è sulla inclusione in Alitalia di Az Service attraverso un aumento di capitale sottoscritto con il conferimento delle attività di AZ Service da parte di chi attualmente ne possiede il controllo, cioè Fintecna, cioè il ministero italiano dell'Economia. Una tale operazione avrebbe comportato non solo un sostanziale ingrandimento dell'"oggetto" che Air France-Klm si è offerta di acquisire, ma anche e soprattutto che il gruppo transalpino si sarebbe ritrovato socio, sia pure di maggioranza, dello Stato italiano. Non può essere considerato senno di poi sostenere che una tale richiesta non poteva in alcun modo essere accettata sia per la prospettiva in sé, sia perché, semmai una possibilità fosse stata intravista, per concretarsi avrebbe richiesto la delibera di approvazione da parte del consiglio di amministrazione del gruppo franco-olandese, dopo un complesso iter di analisi, approfondimenti e probabili ulteriori trattative. Insomma, altri mesi. Non si può pensare che i sindacati volessero tentare un escamotage per mantenere in Alitalia una presenza della politica italiana, ma certo è che non potevano ignorare la elevata probabilità che quelle richieste fossero state ritenute irricevibili segnando così la rottura della trattativa con l'unico possibile e credibile acquirente di quel che rimane della compagnia di bandiera italiana. E rottura, infatti c'è stata, con uno Spinetta che si è alzato dal tavolo affermando "per me è finita qui" e probabilmente benedicendo il momento in cui condizionò la sua offerta alla preventiva accettazione da parte delle organizzazioni sindacali, con la conseguenza delle immediate dimissioni del presidente dell'Alitalia, Prato, e la convocazione per oggi di un consiglio dei ministri straordinario. Dopo quanto il ministro dell'Economia ha ripetuto per l'ennesima volta in Parlamento, ossia che dopo Air France-Klm non ci sarebbe potuto essere altro che il commissariamento, il campo delle ipotesi sul futuro di Alitalia è davvero ristretto: altri possibili acquirenti non ce ne sono; quand'anche ci fossero, non sarebbero stati certo incoraggiati dalle cronache di questi ultimi giorni; soldi pubblici ad Alitalia non possono essere dati perché sarebbero aiuti di Stato; la compagnia continuerebbe a perdere e nel giro di poche settimane si renderebbe insolvente verso i dipendenti e verso i fornitori. Eppure c'è qualcuno che per interessi particolari va dicendo che il fallimento sarebbe meglio della "svendita" al gruppo franco olandese; qualcun altro continua a scrutare l'orizzonte in attesa di un cavaliere bianco che salvi Alitalia così com'è, senza esuberi, e magari reintegrando Malpensa nel grado di hub. Sperando di sbagliarci, siamo, invece, tra i tanti che ritengono il fallimento una sconfitta del Paese non solo perché a perdere il lavoro saranno molti di più di quelli messi in conto da Air France, non solo perché l'Italia non avrà più una compagnia di bandiera che ne porti per il mondo un segno identitario, non solo perché lo stesso marchio (forse il cespite di maggior valore) potrà essere acquistato da chissà chi per farne chissà quale uso, ma soprattutto per la dimostrazione che si è data, con abbagliante evidenza, della disperante incapacità di isolare dagli interessi corporativi e di parte, anche quelli più minuti e contingenti, le soluzioni delle criticità, anche quando si tratta del futuro di aziende in qualche modo simbolo, ed anche quando di soluzioni ce n'è una sola.

Torna all'inizio


Voto disgiunto È un giochetto sbagliato e dannoso Cara Unità, ti scrivo per in (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Voto disgiunto È un giochetto sbagliato e dannoso Cara Unità, ti scrivo per invitare tutti gli aderenti e simpatizzanti(in primis) del PD a votare PD anche al Senato e a smettere di alimentare questa inutile polemica circa il voto disgiunto. La campagna elettorale è ormai al termine, la vittoria non è certa per nessuno... I passi falsi sono autogol. Vi ricordate che due anni fa l'Unione vinse di pochissimo? E vi ricordate perché? In quanto ci furono polemiche su polemiche durante la campagna elettorale che diedero l'immagine di un'Unione casinara all'elettorato. Io non voglio che il Paese torni in mano a Berlusconi e ai suoi. E ricordiamoci la SA ha sempre sparato a zero contro il PD, definendolo un mero cartello elettorale. Dunque costoro non hanno bisogno dei nostri voti per superare il quorum dell'8%: esso si supera solo se si conquista la fiducia dell'elettorato e non con questi antiquati, nonché dannosi e poco seri, giochetti. Cordialmente, Michele Brugnatti Canone tv Estendere l'esenzione alle coppie di pensionati Cara Unità, è tempo di elezioni e forse io mi occupo di un problema marginale ma la sorpresa stamani è stata grande quando ho scoperto che l'esenzione del canone RAI, prevista nella finanziaria 2008, riguarda pensionati settancinquenni o di età superiore con reddito complessivo familiare di 516,46. Ciò significa che soltanto i pensionati singoli, che vivono da soli, sono esentati; mentre coppie di pensionati al minimo di pensione, senza altri redditi, dovranno continuare a pagare il canone. Francamente se fosse così non sarebbe un gran provvedimento, a meno che non vengano emanate istruzioni ministeriali con interpretazioni più estensive e più rispondenti al fabbisogno dei pensionati al minimo. Con l'affetto di sempre. Mario Casale, Avezzano "Vieni avanti Gramazio" Quest'articolo mi ha convinto Egregio Senatore Colombo, volevo soltanto esprimerLe il mio entusiasmo per l'articolo pubblicato il 2 Aprile, su L'Unità "Vieni avanti Gramazio". Ovviamente io, come milioni di italiani, non ero informato su questo gravissimo episodio, firmato oltretutto da un senatore. Direi che se prima ero dubbioso in merito all'espressione del mio voto, adesso, grazie al Suo editoriale, ho le idee più chiare, anche se avrei preferito votare con un'altra legge elettorale. La ringrazio molto, e mi scuso per l'intrusione. Distinti saluti Ernesto Calato, Milano Speriamo che gli indecisi valutino bene le proprie scelte Cara Unità, la campagna elettorale Veltroni l'ha impostata nel modo migliore scegliendo con cura gli argomenti importanti esposti con competenza, pacatezza e con astuzia, il fatto di non nominare mai con il cognome il Cavaliere ottiene l'effetto di fargli saltare i nervi. Infatti l'ego ipertrofico del leader Pdl arriva alle stelle, e parla e straparla facendo gaffe colossali (Quirinale, Alitalia e chi più ne ha più ne metta) che poi cerca di smentire ma ottenendo regolarmente l'effetto contrario. Non voglio nemmeno pensare ad altri 5 anni di costoro alla guida del paese, spero pertanto che gli indecisi valutino bene cose e persone, pensando dove sta il Ciarrapico, La nipote dell'innominabile, e le brave personcine della Lega. Avanti sempre. Lara Bologna Sicilia, mille motivi per non votare il cavaliere Cara Unità, sono assiduo lettore del nostro giornale e, sapendo che Silvio lo è pure, non avendo la certezza di farglielo sapere personalmente perché una mia lettera non potrà mai raggiungerlo (verrebbe sicuramente cestinata) vorrei rispondere due cosette alle tante che mi indirizza in quanto siciliano: mi fa sapere che riprenderà il suo impegno per la Sicilia a partire dal ponte sullo Stretto, primo motivo per non votarlo e non farlo votare; siccome è consapevole che la criminalità non si batte con la repressione, mi fa sapere che "daremo vita a nuove intese tra istituzioni per il pieno utilzzo dei fondi comunitari..." (chi ha dimenticato il ministro dei Lavori pubblici quando ci faceva sapere che bisogna convivere con la mafia...), secondo motivo per non votarlo. Mi dice anche: "non promettiamo miracoli" e invece ne elenca una decina, terzo motivo. Potrei continuare con altri motivi ma li risparmio ai lettori. Grazie al Direttore per l'attenzione. Salvatore Astuto Campagna elettorale Parlare anche di pace scuola, salute... Cara Unità, che brutta campagna elettorale! Si sente parlare ogni giorno, sia nei dibattiti politici sia nelle semplici discussioni tra amici in vista del 13-14 aprile, solo d'economia, mercato, pil, prezzi e tasse. Non nego l'importanza di questi argomenti, ma dove sono finiti temi come la pace, la scuola, la salute... dove sono finiti gli "ideali"... dove è finito "l'Uomo"?? Roberta Borciani, Reggio Emilia Il precariato non è un male? Certo, così cambiando lavoro si visita anche l'Italia... Cara Unità, con quale criterio sono stati scelti i giornalisti? Perché i direttori del tg1, del tg2 e non il direttore del tg3? Con Veltroni hanno riscoperto di saper fare i giornalisti, a Berlusconi hanno fatto dire come al solito, solo quello che voleva lui. Ma quanto è patetico questo signore rancoroso e vendicativo. Dovrebbe governarci ancora? Poveri noi! Ha detto che il precariato per i giovani non è un gran male. Forse ha ragione: dopotutto, che sarà mai avere un figlio laureato che, sempre con la valigia in mano, va dove trova un lavoro sempre a tempo determinato? Forse mi risponderebbe che deve essere contento perché così visita l'Italia? Speriamo che gli italiani si sveglino... Imma Fiorillo Berlusconi usi fermezza per combattere la mafia Cara Unità, per Silvio Berlusconi la TAV sarebbe un "diritto di tutti i cittadini", per difendere il quale lo Stato deve usare la forza. Prendendo atto dell'originalità di questa nuova definizione, e pur mantenendo qualche dubbio sul fatto che le truffe siano un diritto, auspico che il Cavaliere usi la medesima fermezza per combattere quei mafiosi che sembra stiano recando ai diritti dei cittadini qualche danno in più rispetto ai NO TAV, e che nel Crotonese (come da molte altre parti) continuano a uccidere e a seminare terrore pressoché impuniti. Il tutto sempre senza troppi commenti da parte dei politici che, per difendere i veri diritti dei cittadini, sembrano assai più restii a usare la forza.Giorgio Perino, Bussoleno (To).

Torna all'inizio


Suicidio di bandiera - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

SUICIDIO DI BANDIERA MASSIMO RIVA La giornata delle scelte definitive per il destino di Alitalia era cominciata con i sindacati più che mai sul piede di guerra, pronti a sbattere la porta in faccia alle proposte di Air France. La stessa giornata si è chiusa con monsieur Spinetta che si è alzato dal tavolo della trattativa e ha infilato lui sì, stavolta, la porta. SEGUE A PAGINA 38.

Torna all'inizio


Alitalia-air france, è rottura (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Drammatica conclusione della trattativa. Epifani: nessun margine. Si avvicina il fallimento, titolo sospeso in Borsa Alitalia-Air France, è rottura Spinetta abbandona il negoziato con i sindacati, Prato si dimette ROMA - Spinetta, ieri, ha abbandonato il negoziato con i sindacati, ed è rottura con Air France per la vendita di Alitalia. Intanto si è dimesso Prato, presidente e amministratore della società, e per la compagnia incombe il rischio del fallimento. Una giornata drammatica per Alitalia, che rischia di trasformarsi in quella che Epifani, leader della Cgil, definisce, "una sconfitta per il Paese". Aggiungendo però che "non ci sono margini per ricucire la trattativa". Il titolo è stato sospeso in borsa, oggi è stato fissato il Cda. CAPUA, CILLIS, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

Torna all'inizio


L'addio del presidente: "ci vuole l'esorcista" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il segnale Amaro saluto di Prato ai dipendenti: un clima ostile ha fatto naufragare il negoziato, troppe pressioni politiche L'addio del presidente: "Ci vuole l'esorcista" Ho lottato con tutte le mie forze e con il pieno supporto del management della compagnia, ma ho fallito e devo dare un segnale personale ROMA - "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla" Maurizio Prato ha già deciso di lasciare quando si lascia scappare questa frase davanti ai rappresentanti sindacali. Nel giro di poche ore le dimissioni diventeranno ufficiali e la trattativa naufragherà: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" ribadisce. Prato era arrivato alla presidenza di Alitalia a luglio per aprire la trattativa privata che da subito aveva come interlocutori più accreditati i francesi, è stato il suo cda a giudicare la proposta di Air France come la migliore e inevitabilmente, nello stesso giorno in cui si arena la trattativa, il presidente non può che passare la mano. Prato ha poi voluto spiegare nei dettagli, in una lettera al personale diffusa in serata, le motivazioni delle sue dimissioni: " Non è un abbandono il mio. Ho lottato con tutte le mie forze e con il pieno supporto del management - si sfoga Prato - per risolvere la drammatica situazione nella quale versa la compagnia, pur in un costante e generalizzato clima ostile che nulla ha che vedere con l'effettiva tutela di chi lavora nell'azienda". Secondo Prato dunque a far fallire l'ennesimo, forse ultimo, tentativo di salvataggio, più che le distanze tra organizzazioni sindacali e Air France sono state le interferenze esterne, specie a causa delle elezioni: "Intendo dare un segnale che possa indurre le autorità di governo - continua - a valutare con estrema attenzione come il contesto fortemente penalizzante in cui la vicenda si è svolta, in particolare con l'apertura della compagna elettorale, rischi di compromettere ingiustamente il futuro della compagnia". L'ultimo invito il presidente uscente lo invia proprio ai lavoratori, ringraziandoli per "lo spirito di servizio e il senso di appartenenza", ma mettendoli in guardia forse da un meccanismo di rappresentanza ormai avvitato su questioni politiche ed extra-aziendali: "Alitalia è viva; la vostra forza, se sarete compatti e penserete con la vostra testa, potrà ancora salvarla". (l.i.).

Torna all'inizio


Air france rompe su alitalia prato lascia, fallimento più vicino - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France rompe su Alitalia Prato lascia, fallimento più vicino I sindacati: entri Fintecna, no di Spinetta. Prodi: "Colpa vostra" Oggi il cda, il titolo sarà sospeso. Il premier contro il rilancio sindacale LUCIO CILLIS ROMA - Ore drammatiche per Alitalia. Air France lascia il tavolo della trattativa: chiude il dossier aperto a dicembre. L'abbandono dei francesi in pochi minuti provoca un vero e proprio terremoto alla Magliana. Il negoziato sul quale il presidente di Alitalia aveva investito tutti i propri sforzi si dissolve: Maurizio Prato decide di chiudere qui la sua esperienza travagliata alla guida della compagnia di bandiera e getta la spugna, dopo aver inviato a tutti i dipendenti di Alitalia, una lettera di ringraziamento che non nasconde l'amarezza per il fallimento della missione. Anche il premier Romano Prodi parla della rottura della trattativa come di "un grande errore: c'era una prospettiva seria e concreta per il rilancio". Con lo stop ai negoziati e le dimissioni di Maurizio Prato, il presidente del Consiglio ha invitato eventuali "cordate interessate" a farsi avanti. "Mi dispiace - ha aggiunto - perché il negoziato è serio, fondato sui fatti e dava una prospettiva di vita e di ripresa per Alitalia, di cui avevamo bisogno. è stato un grande errore rompere, i sindacati se ne devono assumere la responsabilità". Oggi toccherà al cda di Alitalia (il cui titolo sarà sospeso in Borsa) decidere come procedere, anche su indicazione dell'azionista di riferimento, il ministero dell'Economia. Davanti ci sono due strade, entrambe strettissime. Una porta al commissariamento, alla legge Marzano, alla messa a terra di circa metà della flotta e all'uscita dall'azienda del 40% dei dipendenti, che sono 18mila. L'altra, sulla quale in queste ore si cerca di far convergere le forze politiche e sindacali, punta a tenere in vita il vettore fino a dopo le elezioni e a cercare soluzioni alternative. La giornata era iniziata con l'atteso incontro tra il numero uno di Air France-Klm e le otto sigle sindacali (la Uil si era tirata fuori da giorni, chiedendo una secca revisione del piano francese). In poche ore gli spiragli aperti da Prato si sono via via dissolti: da una parte le rigidità del mandato affidato dal cda franco-olandese a Jean-Cyril Spinetta, che concedevano solo piccole aperture sugli esuberi, sul perimetro aziendale (il nodo della Atitech di Napoli) e sull'ingresso o il mantenimento in flotta di nuovi aerei "a condizione che i conti nel 2009 siano a posto". Dall'altra le otto sigle decise a "vedere" le carte in mano a Spinetta e iniziare davvero "una trattativa ferma a tre settimane fa". Proprio i sindacati hanno stilato a metà pomeriggio un nuovo documento sul quale riaprire il confronto: un piano che prevede il supporto deciso di Fintecna, proprietaria di Az Servizi. La società del Tesoro avrebbe dovuto fungere da partner dei francesi nell'operazione di salvataggio dell'intera manutenzione: oltre al miliardo di Air France la ricapitalizzazione avrebbe coinvolto quindi Fintecna. La proposta prevedeva anche la messa a terra di un numero minore di aerei e l'uscita di meno piloti e assistenti di volo dalla produzione. A Spinetta e il suo team è bastato poco tempo per analizzare il documento e respingerlo al mittente: "Il piano industriale può avere successo solo se è sostenuto dalle organizzazioni sindacali che, dopo lunghe trattative, hanno formulato una proposta nuova per noi". Air France ha quindi "constatato con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative". Jean-Cyrill Spinetta ha preso così atto "con rammarico della rottura dei negoziati che non dipende da noi. è un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia".

Torna all'inizio


Epifani contro governo e francesi "si rischia il blocco degli aeroporti" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Cgil aveva ispirato la proposta, fatta propria dalle altre 7 sigle sindacali, di un ingresso di Fintecna nella nuova Alitalia Epifani contro governo e francesi "Si rischia il blocco degli aeroporti" "Se si liquida la compagnia, non si vola più, sarà il caos totale, è bene che si sappia" ROBERTO MANIA ROMA - "Se si va al commissariamento non si volerà più. Si bloccheranno tutti gli aeroporti. Sarà il caos totale. è bene che si sappia". è sera quando il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, fa il punto con i suoi a Corso d'Italia. Il suo è uno sfogo pieno di rabbia. Perché questa non è soltanto la sua sconfitta: "Ha perso il paese", dice. "Non so più come se ne possa uscire - aggiunge -. Certo questo epilogo dimostra il dilettantismo totale con cui tutti, dal governo a Air France, hanno gestito la vicenda". Epifani aveva giocato l'ultima carta, il jolly per salvare il salvabile: l'ingresso di Fintecna, una delle finanziarie del Tesoro, nel capitale della Nuova Alitalia. Un mezzo paracadute pubblico, all'insegna, quindi, anche dell'italianità per togliere argomenti alla campagna elettorale di Silvio Berlusconi. L'azzardo, insomma, di un ritorno al passato per un'azienda che però non può permetterselo non solo perché il mondo è cambiato. Non può perché è in profondo rosso permanente, e drammaticamente a corto di liquidità, oltreché zavorrata da una montagna di debiti. "Un'azienda che solo un esorcista può salvare", per dirla con Maurizio Prato, dimissionario presidente dell'Alitalia. E infatti Jean-Cyril Spinetta, lui che ha risanato Air France e rilanciato Klm, ha detto no a Epifani. L'unico - pare - a dirgli no. L'unico no, però, a contare davvero. Che quel no sarebbe arrivato, Epifani lo sapeva bene anche se sperava in un ripensamento perché l'acquisto di Alitalia poteva sempre essere un affare per il più grande gruppo aereo del mondo. Quel no glielo aveva preannunciato al telefono il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa martedì sera, dopo un suo incontro in via XX Settembre con il numero uno del gruppo franco-olandese. L'allungamento dei tempi della trattativa era servito a questo: a verificare la praticabilità dell'ipotesi nata in casa Cgil e sostenuta, non senza qualche dubbio, anche dalle altre organizzazioni sindacali, a parte la Uil di Luigi Angeletti che si era tirata fuori ancora prima proponendo di congelare tutto in attesa delle elezioni. Pare - secondo i sindacati - che, sull'ipotesi-Cgil, fossero d'accordo sia il premier Romano Prodi, sia Padoa-Schioppa. D'altra parte Fintecna dipende da via XX settembre e il prodiano Maurizio Prato, prima di arrivare all'Alitalia, era il numero uno della finanziaria. E il presidente della Magliana era favorevole. Troppi incroci, dunque, per non credere che una qualche forma di sostegno al piano fosse pervenuto anche dal governo uscente. Sembra che Prodi abbia sondato anche gli altri sindacati prima di non opporsi al tentativo di Epifani. "Se ci state - avrebbe detto Prodi - io lo sostengo". Ma è andata male. Così - spiega il leader della Cgil - il no della compagnia franco olandese "ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare un'intesa". Al governo Epifani rimprovera di non aver immaginato prima una via d'uscita come quella con Fintecna, tanto più che in questi ultimi giorni ha provato a percorrerla. La palla passa comunque al prossimo governo. Ma quello della rottura del negoziato sindacale non è proprio lo scenario sul quale scommetteva Berlusconi. Il quale, convinto di succedere a Romano Prodi, aveva finora giocato su due piani: quello della campagna elettorale, dove aveva buttato nella mischia la crisi dell'Alitalia, con il paradosso di cavalcare la difesa dell'italianità per dare una risposta al malessere leghista provocato dal declino dell'hub padano di Malpensa; e poi quello dietro le quinte, affidato come sempre alla sobrietà e affidabilità di Gianni Letta. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha tenuto in queste settimane i collegamenti con il governo uscente su tutti i capitoli più spinosi, dalle prossime nomine dei capi delle grandi azienda pubbliche (Eni, Enel, Finmeccanica, e via dicendo) fino all'Alitalia, appunto. E nei colloqui con Prodi e Padoa-Schioppa, Letta non avrebbe affatto parlato di cordate tricolori, di imprenditori pronti a salvare la compagnia di bandiera più in difesa dell'interesse nazionale che in quello dei propri portafogli. No, Letta avrebbe più o meno detto: "Non aspettatevi applausi da noi. Ma andate avanti perché ci alleggerite il problema". Così sgombrato il campo dalle defatiganti e piene di incognite trattative sindacali, il Cavaliere - in caso di ritorno a Palazzo Chigi - avrebbe potuto avviare una sua di trattativa, suppletiva, con Air France. Diceva ieri, prima della clamorosa rottura: "I francesi li conosco bene: ho subìto delle cose sulla tv che in Italia non sarebbero mai state possibili". Sarebbe stata la sua rivincita dopo il naufragio della sua La Cinq. Invece con il tavolo sindacale è saltata, per ora, anche la sua rivincita.

Torna all'inizio


Via l'esclusiva, il quadro si riapre (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GROS-PIETRO (ATLANTIA) "Via l'esclusiva, il quadro si riapre" "Ora la situazione si fa molto più dinamica. molto più aperta. Anche se non tutti gli sviluppi non sono ancora prevedibili". Lo ha dichiarato il presidente di Atlantia, Gian Maria Gros-Pietro, a margine di un convegno alla Luiss, a Roma, su "Gli amministratori indipendenti nelle società a partecipazione pubblica" interpellato dai giornalisti dopo che si era diffusa la notizia dell'abbandono del tavolo delle trattative da parte di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia e delle dimissioni dell'amministratore delegato e presidente Prato. "Se Air France abbandona la trattativa - ha proseguito Gros-Pietro - il quadro si riapre perchè la compagnia francese aveva l'esclusiva. A questo punto altri attori potrebbero entrare in scena". In ogni caso, ha sottolineato il manager, Air France "aveva subordinato la conclusione dell'accordo all'approvazione del nuovo Governo, quindi ci sarebbe stato un rilancio temporale". Atlantia è dal maggio 2007 la nuova denominazione sociale di Autostrade S.p.A.. Atlantia, holding di partecipazioni e strategie di portafoglio nel settore delle infrastrutture e delle rete per la mobilità e la comunicazione, controlla il 100% del capitale di Autostrade per l'Italia, la maggiore concessionaria di costruzioni e gestione di autostrade a pedaggio in Italia, che insieme alle sue concessionarie controllate si posiziona ai primi posti in europa. Se n'era parlato come possibile attore di una cordata italiana.

Torna all'inizio


Non ci sono possibilità di intesa Epifani: Spinetta ha rifiutato una proposta responsabile. Dure accuse a Padoa-Schioppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Non ci sono possibilità di intesa" Epifani: Spinetta ha rifiutato una proposta responsabile. Dure accuse a Padoa-Schioppa di Felicia Masocco/ Roma A TERRA Hanno provato a trattare, riluttanti per essere stati messi con le spalle al muro, con quel cerino in mano che nessuno aveva voluto tenere. Comunque convinti che fosse dovere di chi rappresenta 18mila lavoratori di Alitalia non lasciare nulla di intenta- to. Ieri però hanno dovuto prendere atto che il sipario è calato. "Il no di AirFrance ha messo fine, di fatto, alle possibilità di trovare un'intesa", "è una sconfitta per il Paese" è stato il commento di Guglielmo Epifani affidato a un comunicato diramato poco dopo l'abbandono del tavolo da parte di Jean-Cyril Spinetta e poco prima delle dimissioni del presidente della compagnia, Maurizio Prato. Il leader della Cgil spiega che otto, (su nove sigle presenti in Alitalia) hanno presentato ad AirFrance una proposta "seria e responsabile", l'ingresso di Fintecna nel capitale avrebbe reso "più credibile e stabile" l'obiettivo tante volte ripetuto del rilancio della compagnia e "più sicuro il futuro dei lavoratori di quell'area aziendale", determinando una maggiore presenza italiana nell'azionariato francese. Per contro, "troppe incertezze e su troppi fronti" caratterizzano il piano franco-olandese: non sono indicate le risorse per garantire il rilancio e lo sviluppo di Alitalia, a partire dal potenziamento della flotta, non è accettabile il livello di esuberi e soprattutto non c'è alcuna garanzia per l'area di Az Servizi e per il futuro dei suoi dipendenti. Inoltre non c'è per Epifani disponibilità né per Malpensa né per la manutenzione. La conclusione è amarissima. "Per troppo tempo la vicenda Alitalia è stata colpevolmente trascinata, portando la società alla insostenibile situazione attuale, fino a renderla oggetto di contesa elettorale per responsabilità di Berlusconi. È una sconfitta per il Paese". Come dire, nessuno si azzardi a tacciare il sindacato di irresponsabilità, la sua parte l'ha fatta. Sono state ore di sconcerto e di incredulità nel quartier generale della Magliana, si è cercato di capire che fare. Alla fine è arrivata la richiesta della creazione di un'unità di crisi e l'appello a tutte le forze politiche e in particolare a quelle di maggioranza "ad assumersi la responsabilità piena del futuro di Alitalia unitamente ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando condizioni in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso un vero negoziato". La firma è di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Ugl Trasporti, Sdl, Anpac, UP, Anpav e Avia. Rivendicano "un ruolo attivo del governo" al quale chiedono "un immediato confronto" per trovare una soluzione che, a onor del vero, sembra lontanissima. Non nascondono le critiche al ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, per come ha gestito l'intera vicenda e per aver, ancora ieri, paventato il fallimento di Alitalia: "È - affermano - un atteggiamento inqualificabile per chi ha responsabilità istituzionali e di tutela del bene pubblico". Anche Raffaele Bonanni chiama in causa il governo. "Spero si faccia sentire e riporti al tavolo Spinetta e il sindacato per continuare la trattativa", ha detto il segretario della Cisl. Davvero incrollabile il suo ottimismo, ma a ben vedere più che un pressing è un'accusa: "Air France non ha voluto cambiare nulla rispetto ai patti che ha fatto con il governo", spiega, ma "il governo si è guardato bene dal riferire al sindacato e al paese quali erano le condizioni della vendita". La speranza è che prevalga il senso di responsabilità "finora quella che è mancata è stata l'opera di mediazione del governo". E se l'atteggiamento di Spinetta fa dire alla leader dell'Ugl Renata Polverini che "è lecito pensare che la volontà del gruppo franco-olandese fosse quella di assorbire Alitalia, avvantaggiandosi di una importante fetta del mercato", si registra la posizione della Uil, assente dal negoziato convinta che non fosse quella strada. "Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra bere e rompere. Non ci hanno seguito. È avvenuto purtroppo quello che temevamo", è il commento del segretario generale Luigi Angeletti.

Torna all'inizio


Tensione e paura tra i lavoratori: e adesso che succede? L'invasione delle piste a Capodichino dei dipendenti Atitech. Lo spettro della legge Marzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tensione e paura tra i lavoratori: e adesso che succede? L'invasione delle piste a Capodichino dei dipendenti Atitech. Lo spettro della legge Marzano di Roberto Rossi Prima era solo uno spettro. Da ieri sera la legge Marzano, per Alitalia, è quasi una certezza. Che getta pesanti ombre sul futuro degli oltre diecimila dipendenti del gruppo. Due sono le strade ipotizzabili per la compagnia di bandiera. Visto che la compagnia francese aveva l'esclusiva nella trattativa si potrebbe ipotizzare un'altra proposta italiana. Qualche settimana fa il gruppo AirOne si era fatto di nuovo avanti chiedendo tempo per una verifica attenta dei conti (due diligence). Ma la proposta della società di Carlo Toto è stata sempre considerata dal governo come un'ipotesi al ribasso. Troppo indebitata, con un network troppo piccolo per poter credere che possa diventare il salvatore di Alitalia. C'è o, meglio, c'era in campo la fantomatica cordata Berlusconi. Che ancora nessuno che forma abbia. E poi c'è la seconda strada. Cioè quella del commissariamento. Senza Air France non c'è altra alternativa "alla legge Marzano" ha detto ieri il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa. E il decreto legislativo del 2003 noto come Legge Marzano, appunto, è forse l'unica via percorribile a breve. Anche perché Alitalia ha una cassa risicata che non supera i 150 milioni di euro. La legge Marzano è la stessa che venne applicata per Parmalat. Vi si ricorre nel caso di impresa o gruppo d'imprese insolventi, con almeno 500 dipendenti, debiti non inferiori a 300 milioni di euro. Per accedere all'amministrazione straordinaria l'impresa presenta un'istanza al ministro dello Sviluppo economico e parallelamente, ricorso al tribunale per lo stato di insolvenza. Dal decreto che lo nomina, il Commissario ha 180 giorni di tempo (possibile una proroga di 90 giorni) per il piano di ristrutturazione. In tal caso, un'opzione possibile è il concordato, modalità per soddisfare i creditori. Come accadde con la società di Tanzi. Se invece il commissario ritiene non possibile la ristrutturazione, chiede al ministro l'autorizzazione al programma di cessione dell'azienda. E questo probabilmente sarà il futuro della nostra compagnia di bandiera. Rispetto a Parmalat Alitalia ha una gestione deficitaria. Non produce e se lo fa lo fa in perdita. Logico quindi, se ci sarà il commissariamento, pensare a uno spezzatino. Che avvantaggerebbe per primi i piloti. I quali, pur tra mille difficoltà, hanno una capacità di ricollocarsi sul mercato molto superiore a quella dei lavoratori di terra. Come quelli di Atithec, azienda di manutenzione napoletana, che ieri hanno manifestato all'aereoporto di Capodichino. Quasi cinque ore di blocco con gravi disagi. Non ci sono stati voli cancellati, ma ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze ed unica via di uscita per autobus ed auto private; la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d' accesso, terminata pochi minuti prima delle 19. Con l'orecchio puntato verso Roma i lavoratori hanno atteso notizie dalla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia ed Air France . "Il passo avanti - aveva detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria prima che avvenisse la rottura - è che l'amministratore delegato di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attività, compresa Alitalia Airport. Adesso aspettiamo la decisione di Air France". Che è arrivata un'ora dopo circa. Tavolo saltato, futuro incerto per il gruppo. Cha oggi con il consiglio di amministrazione fissato per il 13.00 dovrà affrontare il nodo della gestione. L'amministratore delegato uscente, Maurizio Prato, potrebbe chiedere al principale azionista, il Tesoro che possiede il 49% delle azioni, di commissariare il gruppo. La legge Marzano allora non sarebbe solo una mezza certezza ma una scomoda evidenza.

Torna all'inizio


Suicidio di bandiera - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti SUICIDIO DI BANDIERA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Certo, non l'ha sbattuta sul muso dei suoi interlocutori, ma la pur diplomatica formula usata ("le vostre controproposte vanno oltre il mio mandato e perciò devo riferire al mio consiglio d'amministrazione") non è di quelle che lasciano spazio a grandi illusioni. L'ipotesi che i consiglieri di Air France si mostrino più generosi del loro presidente e magari gli impongano di tornare a negoziare su basi più morbide appartiene alla fantaeconomia. L'unico spiraglio ancora aperto riposa sulla speranza che la mossa di Spinetta sia stata ispirata dalle sue riconosciute abilità di tenace negoziatore e sia dunque un ultimo tentativo di saggiare l'estremo punto di resistenza dei suoi antagonisti sindacali. Ma più che di una speranza si tratta soltanto di una fioca luce dentro un tunnel sempre più nero. In fondo al quale l'unica cosa concreta che al momento si può intravvedere è il commissariamento dell'azienda come anticamera del suo fallimento conclamato. Gli spazi per riannodare il filo strappato appaiono davvero minimi. Anche perché, fra le proposte avanzate dai sindacati, ce n'è una in particolare che, prima ancora che per i manager di Air France, dovrebbe suonare indigesta e inaccettabile per i contribuenti italiani. Cioè, l'ipotesi che lo Stato italiano uscendo dalla porta dell'azionariato Alitalia finisca poi per rientrarvi dalla finestra attraverso Fintecna. Questo è il punto centrale sul quale i rappresentanti dei lavoratori si sono ora arroccati, perseverando in quella logica impunita che, bilancio dopo bilancio, ha imposto a Pantalone di saldare il conto delle perdite di Alitalia, stimabili in non meno di quindici miliardi negli ultimi quindici anni. Punto che, per fortuna dell'Erario italiano, i francesi non potranno mai accogliere. In questo scenario si può anche comprendere l'entusiasmo con il quale numerosi esponenti del centro-destra hanno salutato la drammatica svolta verificatasi nella trattativa con i francesi. Da Silvio Berlusconi a Roberto Formigoni, passando per il sindaco Letizia Moratti, costoro hanno fatto il possibile e l'impossibile per boicottare il buon esito della trattativa con Air France. Dapprima, a livello di poteri locali, insistendo nella pretesa che le già languenti casse di Alitalia continuassero a svenarsi per scongiurare gli inevitabili e pesanti riflessi sui bilanci di Malpensa, una delle avventure portuali più mal congegnate del mondo intero. Poi alzando ? stavolta per mano e per bocca niente meno che del leader dello schieramento di centro-destra ? il tricolore all'insegna di un appello patriottico all'imprenditoria nazionale (caduto finora nel vuoto assoluto) per il salvataggio di quella che Berlusconi continua retoricamente a chiamare "compagnia di bandiera". Spudorata definizione per una società e un vessillo che finora sono rimasti uniti soltanto in forza dei robusti finanziamenti pubblici ricavati dalle tasche dei cittadini. Già proprio di quegli italiani ai quali lo stesso Berlusconi non perde occasione di promettere, comizio dopo comizio, di non voler mettere le mani in saccoccia. Naturalmente non c'era bisogno del caso Alitalia per riconoscere in Berlusconi un maestro delle promesse tanto fantasmagoriche quanto infondate. Che le sue sortite in questa vicenda obbedissero soltanto a fini di bassa demagogia elettorale lo hanno capito per primi proprio i dirigenti di Air France, che fino a ieri sono andati avanti senza scomporsi nelle trattative, incuranti dei "niet" pronunciati dal Cavaliere nei loro confronti. Quelli che, viceversa, non mostrano di averlo capito sono piuttosto alcuni sindacalisti che, giunti alla resa dei conti finale dopo tanti anni di dissennata cogestione del disastro industriale, si sono aggrappati alle fanfaluche berlusconiane come a una scialuppa di salvataggio per prendere ancora tempo. E, dunque, per continuare a dissipare anche più di un milione di euro al giorno prelevandolo dalle già svuotate tasche dei contribuenti. Al punto che ora un'evoluzione non improbabile di questa tragica farsa potrebbe essere quella di una settimana preelettorale vivacizzata da occupazione di aeroporti, blocchi stradali, scioperi dei trasporti. Il tutto con sommo godimento di Berlusconi e soci che toccherebbero l'apice della loro manipolazione elettorale, ma nella totale mancanza di vie d'uscita per una situazione che ha solo due sbocchi possibili: o l'accordo con Air France o il fallimento. Conclusione penosa quest'ultima, ma che ? a questo punto ? avrebbe almeno un pregio: scrivere la parola fine su una tosatura del contribuente durata troppo a lungo. Dei piloti di Alitalia, infatti, si può dire l'esatto contrario delle parole che Churchill rivolse agli aviatori della battaglia d'Inghilterra ovvero che mai così tanti hanno dovuto versare lacrime e sangue per così pochi.

Torna all'inizio


Fischietti e tamburi "vogliamo certezze" - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Napoli La giornata Fischietti e tamburi "Vogliamo certezze" PATRIZIA CAPUA CON un cartello appeso al collo, Giulia di Alitalia Airport, 70 addetti al centro direzionale, fa sapere a Spinetta che "jamais plus les produits francaises", "vogliamo boicottare tutto ciò che viene dalla Francia". Un agente di commercio diretto a Bolzano litiga con un lavoratore e impreca: "Siete tutti comunisti". SEGUE A PAGINA III.

Torna all'inizio


Atitech, la rabbia in pista (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Napoli Duecento lavoratori irrompono sui piazzali di sosta dei velivoli: "No al piano di Air France" Atitech, la rabbia in pista Manifestanti bloccano Capodichino: voli in ritardo Esplode la rabbia dei lavoratori Atitech di Capodichino contro il piano proposto da Air France per Alitalia. Circa duecento manifestanti hanno organizzato un blocco stradale sul viale che conduce all'aeroporto e poi hanno invaso uno dei piazzali dello scalo, ai margini della pista, provocando ritardi nei voli. Tensione con le forze dell'ordine. Solidarietà dalla Conferenza episcopale. A PAGINA III.

Torna all'inizio


Fischietti e tamburi di latta: scatta la rivolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli La cronaca di un pomeriggio carico di tensioni all'aeroporto in attesa di notizie da una riunione romana Fischietti e tamburi di latta: scatta la rivolta Berlusconi, Lega e "comunisti" non si salva nessuno dalla contestazione (segue dalla prima di cronaca) Eccoli tutti qua, quelli dell'Atitech schierati dietro gli striscioni a bloccare viale Ruffo di Calabria. Passeggeri sudano sotto il sole trascinando trolley e bambini, valigie e pupazzi di stoffa. In divisa uomini e donne degli equipaggi si affrettano a piedi. Si annuncia un pomeriggio difficile per lo scalo aereo napoletano. Dopo le due spedizioni a Roma, 500 in autobus e pure malmenati dalla polizia, ora giocano in casa. Fischietti, bandiere e striscioni, pentole usate come tamburi che spaccano i timpani. Dagli hangar sono usciti quasi 600 tra operai e impiegati, specialisti in manutenzione pesante e leggera degli aerei. I "ragazzi stagionali e stagionati dal 2000" e in camice bordeaux e berretto bianco sono arrivate le signore dell'"Ok food" che "da 36 anni hanno sempre cucinato per gli aeroportuali". Volantini colorati, un Berlusconi truccato da clown con un cappio e la scritta: "Sto preparando la cordata per i dipendenti Alitalia". è atterrata da poco la sua delfina, Michela Vittoria Brambilla. La aggancia un sindacalista dell'Ugl, Pasquale Lione e dice: "La cordata è una trovata elettorale sulla pelle dei lavoratori" e lei, "no, no, c'è un interesse vero di Berlusconi a non far entrare Air France". Un precario manda un messaggio alla Lega Nord: "Per il rilancio di Malpensa aprite Air Padania e non rompete le scatole a noi". Una stagionale "stagionata", Clementina Capasso, spiega che significa "non avere certezze, collezionare un contratto dopo un altro per anni, con contratti a quattro ore e poi lavorarne otto, facendo straordinario coprendo i vuoti di personale". Maria Rosaria Pelliccia, di Alitalia Airport, in due battute: "Gestiamo funzioni importanti per Alitalia, la fatturazione di tutte le carte di credito del mondo e i rapporti con gli istituti bancari". "Se restiamo fuori dal perimetro Alitalia - aggiungono i suoi colleghi - perdiamo ogni certezza da oggi a domani. Dopo tanti sacrifici e migliaia di esodi, dopo tutto ciò, aprono le porte e dicono: non ci servite più. Certo, tanto noi a Napoli siamo abituati a soffrire. Hanno già chiuso l'Ati, a Napoli, e Cimoli se n'è andato con 6 milioni di liquidazione". Il bus Anm linea 14 è il primo a restare incastrato nel blocco. Scende una signora, porta in braccio un neonato, prega: "Devo andare a casa, la creatura è piccola". Dietro lo striscione si guardano e decidono, "fateli passare". è l'unica eccezione di tutto il pomeriggio. Cellulari bollenti, i sindacalisti sono in contatto telefonico con Roma, alla Magliana c'è una riunione "ristretta" tra vertici di Air France e rappresentanti nazionali dei lavoratori. Antonio D'Auria, delegato Cgil spiega: "Abbiamo saputo che stanno preparando un documento che ci serve nella trattativa. Si dice che Atitech resta nel perimetro e continua la manutenzione fino al 2010". "Per noi la protesta continua ad oltranza" avverte Margherita Acri, delegata Cgil. Dallo scalo aereo verso la tangenziale non c'è mezzo autorizzato a passare, i viaggiatori scendono e vanno a piedi, "io li capisco, so che problemi hanno", dice Giovanni D'Arca, in partenza per Milano. Claudia Pinsdorf è tedesca, deve partire per Berlino, commenta: "Anche noi abbiamo avuto tanti licenziamenti con la Lufthansa, e ora ci sono prolemi con la Nokia". C'è chi si innervosisce: "Non è questo il modo, così non ottengono nulla", grida Giuseppe Loggia, "e questa è la prima volta che non voto più a sinistra. Siete tutti comunisti". (patrizia capua).

Torna all'inizio


In duecento bloccano capodichino - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli In duecento bloccano Capodichino Vertenza Atitech: lavoratori sulla pista, i voli partono in ritardo PATRIZIA CAPUA Dalle prime file dei sindacalisti arriva il grido: "Assemblea in officina", i manifestanti abbandonano il blocco stradale sul viale Ruffo di Calabria che va all'aeroporto e marciano in massa verso l'hangar Atitech. Lo attraversano e con una mossa imprevista irrompono sul piazzale dello scalo aereo. Sono circa duecento, gridano slogan e sventolano bandiere. è il momento cruciale della protesta messa in atto ieri dai lavoratori Atitech di Capodichino. Sit in per fermare i varchi di accesso alla pista per i viaggiatori e stop a un aereo diretto a Londra Heathrow in partenza per le 16. I piloti sono già al loro posto, ma il velivolo resta bloccato. La tensione è altissima. La polizia con i caschi e gli scudi forma subito un cordone e circonda i lavoratori. Si temono scontri, che finisca con una carica degli agenti della celere. Alla fine il cordone di agenti li sospinge e li allontana verso il margine del piazzale. Accade alle 15,45 di un lungo pomeriggio di mobilitazione iniziato alle 14,40 e concluso alle 19 quando i manifestanti decidono di lasciare il campo. "Alitalia non si tocca, la difenderemo con la lotta" si legge sugli striscioni. Sventolano le bandiere di tutte le sigle sindacali. "Vogliono cancellare l'azienda napoletana, ma non permetteremo che si perda un solo posto di lavoro". Uno sciopero massiccio organizzato per indurre Air France a ritornare sui suoi passi e non escludere dal perimetro Alitalia i quasi 800 lavoratori di Napoli. Giovanni Aruta, Rsa della Cisl annuncia che ai lavoratori e alle loro famiglie ha espresso solidarietà anche la Conferenza episcopale campana, attraverso un documento firmato da don Aniello Tortora, responsabile della Pastorale del lavoro. Dopo l'occupazione del piazzale 14, i manifestanti tornano sul viale di accesso all'aeroporto e riprendono il presidio. Cinque ore di disagi per i passeggeri, ritardi e bagagli trascinati a piedi lungo il viale, ma nessun blocco totale dei voli. La Gesac che gestisce lo scalo, fa sapere che dalle 14.25, ora di inizio dell'assemblea dei lavoratori, alle 17.25, su 17 voli in decollo, oltre al ritardo per quello partito alle 16.27, si è verificato un ritardo di partenza anche per il volo Easyjet per Berlino delle 16.45, decollato invece alle 17.19. Nessuna variazione invece per i 21 voli in arrivo a Capodichino. Alle 19 il blocco che impediva l'accesso e l'uscita nell'aeroporto di auto e bus viene sospeso. Cgil, Cisl, Uil Ugl e Rdb comunicano di aver ricevuto dai sindacati nazionali assicurazione che Atitech è stata inclusa nel "perimetro Alitalia".

Torna all'inizio


I funghetti del lunch alitalia - carlotta magnanini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano I funghetti del lunch Alitalia CARLOTTA MAGNANINI Quella di Alitalia è una crisi annunciata. Dovevamo capirlo subito che qualcosa non andava: a partire dal cibo servito a bordo, immortalato in tutta la sua appetibilità sul sito www.airlinemeals.com. Chiunque può partecipare con il proprio contributo: basta salire su un aereo, attendere il carrello della colazione/pranzo/cena e scattare una foto a quanto la hostess piazzerà premurosa sui venti centimetri di ripiano davanti a noi. A qualcuno è andata molto bene (vedi i trimalcionici lunch-box sulla Singapore Airlines), a qualcun altro così così (per digerire quelli della United Airlines ci vorrebbero, occhio e croce, cinque fusi orari), ad altri ancora molto peggio. Come ai passeggeri Alitalia, appunto. Che dire dei panini sotto-cellophane sull'Airbus Malpensa-Budapest? E di quei funghetti simil-trifolati sull'Aircraft Milano-Miami? Si può definire uno snack la caramella offerta al derelitto autore della "natura morta con noccioline" (due) sul Malpensa-Cairo? Non che al personale di bordo vada meglio. Certo, sui loro menu manca una documentazione altrettanto abbondante, ma il rancio consumato dallo steward in volo per Venezia non fa presagire nulla di buono: pane, banana e yogurt. Se nostra madre ce li avesse messi nella cartella non l'avrebbe passata liscia.

Torna all'inizio


I lavoratori bloccano Napoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Protesta dei dipendenti dell'Atitech sulla pista di Capodichino I lavoratori bloccano Napoli Protesta dei dipendenti dell'Atitech sulla pista di Capodichino --> NAPOLI Quasi cinque ore di blocco dei lavoratori di Atitech, la società controllata da Alitalia, hanno creato gravi disagi all'aeroporto di Capodichino. Non ci sono stati voli cancellati, ma ritardi e numerosi passeggeri rimasti a terra per essere giunti in ritardo ai banchi del check-in. La protesta ha avuto tre fasi: la prima, con il blocco del viale Ruffo di Calabria, unico accesso per i viaggiatori alle partenze e unica via di uscita per autobus e auto private; la seconda, quando i lavoratori, passando dai capannoni di Stitiche, sono scesi sulle piazzole di sosta, a poche decine di metri dalla pista di atterraggio e si sono fronteggiati per circa un'ora con la polizia; la terza, con un nuovo blocco del viale d'accesso, terminata pochi minuti prima delle 19. "Nella fascia dei voli pomeridiano abbiamo perso una cinquantina di passeggeri", ha detto il caposcalo di Air One, Salvatore Torsello. Alitalia non ha fornito cifre ma fonti interne parlano di ripercussioni pesanti anche se i ritardi nei voli sono stati contenuti. Mezz'ora di ritardo per il volo della British Midland diretto a Londra delle 15.50, altrettanto per il volo di EasyJet diretto a Berlino delle 16.45 secondo la Gesac. Ma i ritardi inferiori ai 30 minuti non sono calcolati e neanche i passeggeri che hanno perso il volo. MILITARI Bloccata dai dimostranti anche un'auto della military police diretta alla base Nato di Capodichino, che ha dovuto fare marcia indietro. A portare solidarietà ai manifestanti sono giunti anche i consiglieri regionali Salvatore Ronghi e Pasquale Sommese. Con l'orecchio a Roma ed alla trattativa tra i sindacati nazionali, Alitalia e Air France, i lavoratori hanno accolto con qualche mugugno la decisione delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rdb di sospendere il blocco. "Il passo avanti", ha detto il segretario della Cgil trasporti, Antonio D'Auria, "è che l'ad di Alitalia Maurizio Prato ha accettato la proposta di riportare insieme la flotta e le altre attività, compresa Alitalia Airport". Poi, in serata la doccia fredda, con la rottura della trattativa e le dimissioni di Maurizio Prato.

Torna all'inizio


Air France dice addio ad Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Air France dice addio ad Alitalia Rottura con i sindacati: Prato si dimette. Arriva il commissario? --> Rottura con i sindacati: Prato si dimette. Arriva il commissario? I sindacati fanno ad Air France una controproposta sulla quale la trattativa si arena. Spinetta va via e Prato si dimette. ROMA Spinetta rinuncia. L'affare Alitalia salta. Prato si dimette. E incombe il rischio commissariamento. "È una sconfitta per il Paese", commenta a caldo il leader della Cgil Gugliemo Epifani. Il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, aveva subordinato l'offerta per comprare Alitalia al preventivo raggiungimento di un accordo con le organizzazioni rappresentative della maggioranza del personale di terra e personale di volo. E il termine scadeva ieri. Dopo gli sforzi fatti per rendere più digeribile un'offerta che i sindacati avevano respinto nella prima e seconda stesura, i rappresentanti dei lavoratori hanno presentato una controfferta. Che per Spinetta è stata "non accettabile". Non solo perché "sono contrario a livello personale", ha spiegato, "ma non rientra nel mio mandato". Una rottura dei negoziati "che non dipende da noi" ha commentato con rammarico Spinetta ribadendo che l'acquisizione di Alitalia "è un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia". Nonostante il forte interesse del colosso d'oltralpe al ghiotto mercato italiano la controproposta dei sindacati "volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie" e cioè quelle di terra, "è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività" ha spiegato il gruppo franco-olandese. Uno schema "completamente nuovo" per il quale Air France-Klm "non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione" spiega un comunicato. LA PROPOSTA DEI SINDACATI Le otto sigle sindacali chiedevano, oltre a che non venissero chiuse le attività cargo e che fossero messi a terra un numero inferiore di aerei, che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipasse all'aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisse l'intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla "Nuova Alitalia". Sarebbe stato proprio questo punto, con la prospettiva di una percentuale troppo alta della presenza dello Stato italiano tramite Fintecna nella holding, a far dire di no a Spinetta. Che, alzandosi dal tavolo, ha detto: "Finisce qui", sfilando via assieme al suo staff. COMMISSARIO Ora il rischio commissariamento si fa più reale. Maurizio Prato ha rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente e amministratore della società e per oggi (alle 13) è convocato il consiglio di amministrazione che potrà assumere "le necessarie e opportune determinazioni". Sulla base delle decisioni del cda spetterà poi all'azionista di maggioranza, cioè il ministero dell'Economia, prendere eventuali misure. In tarda serata, dal fronte sindacale, è rimbalzata l'ipotesi, poi smentita, della convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario. Sempre ieri sera, Borsa italiana ha deciso di sospendere il titolo Alitalia per tutta la giornata di oggi. PADOA-SCHIOPPA In mattinata, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, parlando alle commissioni Bilancio, Attività produttive e Trasporti della Camera aveva detto che "quella di Air France è l'unica carta, l'unica offerta concreta" e se non andasse in porto "è ipotizzabile il ricorso alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una grande azienda". L'amministrazione straordinaria come unica soluzione perché, aveva avvertito il ministro, senza un accordo con Air France, "un prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria, non sarebbe praticabile". Affermazioni, quelle di Padoa-Schioppa, che Basilio Germanà del Pdl ha definito "intimidatorie" e "al limite della legalità". "Tutto questo"", ha aggiunto il parlamentare, "senza che Veltroni e Prodi sentano il minimo pudore di fronte a simile ricatto. L'Alitalia è una compagnia che si può salvare, senza mettere a rischio i posti di migliaia di lavoratori. La pervicace insistenza di Spinetta di volersi annettere a tutti i costi la nostra compagnia di bandiera, ha un solo obiettivo che è quello di spostare tutto il traffico turistico verso la Francia con grave danno anche per Sicilia, Sardegna e Campania". Il commento da parte di Walter Veltroni sul fallimento della trattativa è arrivato invece ieri in tarda serata. "Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore", ha affermato il candidato premier del Pd Walter Veltroni, che poi ha lanciato un appello: "Il governo si adoperi per cercare di riprendere i fili di questa trattativa richiamando tutte le parti al senso di responsabilità necessario di fronte a una situazione così difficile".

Torna all'inizio


Malpensa, accordo segreto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Spunta un'intesa confidenziale con i francesi per bloccare gli slot Malpensa, accordo segreto Spunta un'intesa confidenziale con i francesi per bloccare gli slot --> ROMA Un "accordo confidenziale" mai reso noto, fra Alitalia ed Enac, sui diritti di traffico aereo di alcune rotte intercontinentali che si pensava di non utilizzare ma che invece sarebbero di interesse di una futura compagine Air France-Alitalia. E ciò che - secondo quanto riportato ieri dal "Financial Times" - alcune compagnie aeree concorrenti sarebbero sul punto di contestare all'ente che si occupa del traffico aereo civile. Un accordo - ha specificato il quotidiano economico-finanziario - sottoscritto "il 14 marzo, nello stesso giorno in cui Air France-Klm ha sottoposto la propria offerta vincolante", del quale il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sarebbe stato tenuto all'oscuro. E, proprio per questo, motivo di protesta dello stesso ministro con il titolare dell'Economia e del pacchetto azionario in vendita, Tommaso Padoa-Schioppa. AZIONE LEGALE "Numerose compagnie aeree italiane", si leggeva infatti su FT, "si stanno opponendo a un accordo confidenziale sui diritti di traffico aereo stipulato tra la compagnia in perdita Alitalia e l'Ente nazionale per l'aviazione civile, il quale, secondo fonti industriali e ufficiali, pare sia stato spinto dal Governo ad agevolare l'offerta di acquisizione da parte di Air France-Klm". Secondo le fonti del quotidiano "l'accordo tra Enac e Alitalia riassegna i diritti del traffico aereo per alcune rotte intercontinentali che si progettava di non utilizzare dall'aeroporto di Milano Malpensa, ma che sarebbero di interesse di Air France-Klm. L'accordo inoltre assegna ad Alitalia diritti di traffico che erano di proprietà di Volare, compagnia low cost che Alitalia ha salvato dal fallimento nel 2006". Fra le compagnie pronte a chiedere spiegazioni all'Enac e pronte ad avviare un'opposizione legale per avere accesso ai diritti di volo - scrive il "Financial Times" - figurerebbero Air One, Blue Panorama, Eurofly-Meridiana, Air Italy e Neos. La stessa Regione Lombardia, si legge ancora nell'articolo del "Financial Times", "potrebbe decidere se avviare un'azione legale nei confronti dell'Enac e del Governo". Da Alitalia invece, "nessun commento".

Torna all'inizio


<Grave errore delle sigle sindacali> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Prodi accusa "Grave errore delle sigle sindacali" Prodi accusa --> BUCAREST "Certamente è stato un grande errore quello di rompere perché la prospettiva era seria e concreta". Così il premier Romano Prodi ha commentato ieri sera da Bucarest, dove è in svolgimento in vertice della Nato, la rottura delle trattative tra Alitalia e Air France. È chiaro, ha aggiunto Prodi, che i sindacati "se ne devono assumere la responsabilità ". "È chiaro che tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora saltino fuori", ha aggiunto il premier. "Credo che si possa fare ben poco a questo punto. Il Consiglio dei ministri cosa può dire in questa fase? Nulla", ha aggiunto Prodi, oggi "ci sarà il Cda di Alitalia e mi terrò in contatto per vedere le decisioni da prendere".

Torna all'inizio


<Il problema? Lo affronterà il governo Pdl> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Bossi "Il problema? Lo affronterà il governo Pdl" Bossi --> PADOVA Alitalia e lo scalo di Malpensa sono tra i primi problemi che il Pdl e la Lega dovranno risolvere appena tornati al governo. Lo ha affermato ieri sera a Padova Umberto Bossi, che ha affrontato la questione a margine di un comizio della Lega. "Alitalia è un grosso problema", ha detto Bossi dopo che Air France ha lasciato le trattative, "ereditato dal passato". "Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisirla", ha aggiunto, "credo però che per gli imprenditori ci sia poco da guadagnare". Per Bossi, Alitalia sarà uno dei primi problemi da affrontare così come quello dello scalo di Malpensa. "Per Malpensa", ha detto il leader, "bisogna trovare una grande compagnia aerea che abbia interesse a far atterrare lì i suoi aerei".

Torna all'inizio


"nessuna chance senza i francesi" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La citazione "Nessuna chance senza i francesi" Padoa-Schioppa: scenario cupo. Veltroni: riprendete la trattativa Il progetto industriale presentato da Air One avrebbe comportato un numero di esuberi assai maggiore LUCA IEZZI ROMA - Il fallimento non è uno spauracchio, ma una possibilità concreta. Lo aveva chiarito il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nella sua audizione alla Camera solo poche ore prima che le sue parole diventassero profetiche: "L'ingresso di Alitalia in amministrazione straordinaria è una condizione che nessuno può augurarsi. Penso che i casi Swissair e Sabena diano un'idea chiara di quanto sia cupo lo scenario di una procedura liquidatoria". E non è bastato nemmeno ribadire che Air France fosse "una delle pochissime carte rimaste", forse l'unica, per scongiurare la rottura delle trattative. Eppure ieri sera si faticava a via XX Settembre a pensare di ricorrere all'arma finale del commissariamento, probabile anticamera della liquidazione, lasciando aperta una porta, grazie ad un ennesimo cambio al vertice, ad una flebile speranza di ripresa di trattativa con i francesi al momento morta e sepolta. In questo senso va anche l'appello del leader del Pd, Walter Veltroni: "Basta interferenze elettorali, lasciamo agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore. Il governo si adoperi per cercare di riprendere i fili di questa trattativa richiamando tutte le parti al senso di responsabilità necessario di fronte a una situazione così difficile". D'altronde quando si parla di Alitalia colpi di scena sono sempre da mettere in conto. La stessa disamina di Padoa-Schioppa ha più volte sottolineato l'assoluta anormalità del caso: "è un'impresa dal punto di vista formale, tuttavia da anni distrugge, non crea valore. In senso tecnico dovremmo definirla come un'azienda di consumo, al pari di una famiglia o di un'opera benefica". L'altra anormalità è quella dei politici che tentano di piegare le leggi economiche: "Sarebbe un amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale". Per il resto il ministro si è difeso dalle accuse dell'opposizione e ha confermato l'assenza di altre soluzioni: "I compratori alternativi non hanno né un nome né un cognome, perciò è un sogno". E con Air One, ha aggiunto, "gli esuberi sarebbero stati maggiori che con i francesi". Per Padoa-Schioppa inoltre l'abbandono di Malpensa "non è un regalo ad Air France". E ha ribadito l'impossibilità di aiuti pubblici e l'inadeguatezza della legge Marzano al caso Alitalia. L'opposizione, però, lo attacca proprio per l'assenza di autocritica, tanto che Roberto Calderoli ne chiede le dimissioni, i rappresentanti del Pdl parlano di autoelogio e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni lo accusa di essere "reticente sulla questione dei diritti di traffico di Malpensa".

Torna all'inizio


Dismissioni, tagli, licenziamenti il buio dietro il commissariamento - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La rottura con Spinetta rende molto probabile il ricorso alla legge Marzano. Ma non sarà una soluzione indolore Dismissioni, tagli, licenziamenti il buio dietro il commissariamento Il dossier L'amministratore straordinario dovrà snellire l'azienda calando la scure su flotta e organici e sulle attività in crisi Improbabile l'ipotesi di un intervento della cordata italiana immaginata da Berlusconi, finora mai decollata ETTORE LIVINI MILANO - Air France è volata via. Di cordate italiane ? salvo la storica disponibilità del piano Air One ? non c'è traccia. Il numero uno Maurizio Prato ha mollato la cloche e i soldi in cassa (180 milioni a fine febbraio più i 148 ricavati dal Fisco e con la cessione dei titoli Air France) bastano a stento per arrivare a fine giugno. Alitalia è nel caos e le prossime ore serviranno per cercare di rimettere assieme le idee e capire quale è la strada migliore per salvare la compagnia. Con l'ipotesi di un'amministrazione straordinaria sotto il cappello della Legge Marzano che si fa sempre più concreta. Le strade aperte. Per sbloccare la situazione nel brevissimo termine c'è solo una soluzione: che il Tesoro riprenda il filo dei negoziati con i sindacati e provi a mediare per riallacciare le trattative con Parigi. Ma si tratta ? dopo le dimissioni di Prato ? di un'ipotesi quasi dell'irrealtà. Difficile possa essere presa in considerazione in zona Cesarini la proposta di Air One così com'era stata presentata. Gli advisor di via XX Settembre l'hanno già bollata come irricevibile. C'è il tempo allora per mettere assieme la cordata italiana che per Silvio Berlusconi sarebbe già pronta? Improbabile. Il primo problema ? non secondario ? è trovare i componenti della cordata visto che finora tutti i candidati chiamati in causa dal Cavaliere hanno garbatamente preso le distanze. In secondo luogo perchè non sembrano esserci i tempi. Prima bisogna creare il consorzio, poi ? l'ha detto anche il leader del Pdl ? servirebbero tre, quattro settimane per guardare i conti Alitalia. Quindi dovrebbe essere confezionata una proposta vincolante da discutere con sindacati e nuovo Governo. Più o meno si arriverebbe a fine giugno. E un'Alitalia che brucia 102 milioni al mese (almeno così è andata a febbraio) non avrebbe più in quel momento i soldi per pagare kerosene e leasing degli aerei. Berlusconi e il centro-destra chiedono che il Governo garantisca un prestito-ponte da 300 milioni per dare un altro po' d'ossigeno alla compagnia. Ma la Ue direbbe di no sia a nuove iniezioni di liquidità che a soccorsi "pubblici" tramite Fintecna, aziende statali o Cdp. Ci si può imbarcare in un braccio di ferro con Bruxelles ma non sarebbe una strada facile. L'ipotesi Marzano. Logica alla mano, l'ipotesi più probabile è quella della legge Marzano, la stessa utilizzata per Parmalat. Certo ci sono grandi differenze tra Collecchio e Alitalia. L'ex impero dei Tanzi era sommerso dai debiti ma industrialmente sano. E una volta congelata la posizione dei creditori ha continuato a operare senza problemi. La Magliana no. Ha debiti (1,3 miliardi) ma perde pure un milione al giorno. In teoria il cda potrebbe già chiedere l'amministrazione straordinaria oggi. Certo ci sono soldi in cassa. Ma in una situazione senza speranza i consiglieri rischiano il reato di "ritardato fallimento" se non intervengono subito. Cosa succede dopo? La situazione è complessa anche per i legali al lavoro su questo dossier. L'unica certezza è che si nomina un Commissario ? qualcuno ha ventilato addirittura il nome di Enrico Bondi ? incaricato di decidere se liquidare l'azienda cedendo uno a uno i suoi pezzi o se è possibile, congelando i debiti, continuare a farla volare senza aiuti pubblici ed evitando che le società di leasing blocchino gli aerei. Il problema è garantire ad Alitalia i soldi per pagare la benzina e gli stipendi. Davanti a una possibile soluzione, le banche potrebbero concedere qualche prestito-ponte. L'hanno fatto anche con Parmalat dopo il crac. Poi il Commissario dovrebbe calare la scure su flotta e organici per rimettere l'azienda in condizione di autosostenersi industrialmente, magari in una newco che separi il business sano da quello in crisi. In questa fase Swiss e Sabena (le due aziende già passate per questo incubo) hanno perso quasi il 70% del personale riducendosi a compagnie di serie B. Poi la procedura potrebbe cercare sul mercato, magari con un aumento di capitale, nuovi soci industriali. A questo punto, con lo stato che si è fatto carico del lavoro sporco e un'Alitalia in versione "light" gli acquirenti non dovrebbero mancare. Air France, la cordata italiana, magari con nuovi partner industriali (si è parlato di Lufthansa e Aeroflot). E magari ? con i conti della crisi pagati a piè di lista da azionisti, dipendenti e casse pubbliche ? farebbero pure un affare.

Torna all'inizio


I lavoratori di Atitech bloccano Capodichino (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 4 I lavoratori di Atitech bloccano Capodichino di Redazione Oltre 250 lavoratori dell'Atitech hanno abbandonato ieri pomeriggio i loro uffici e si sono riversati nell'area riservata alle merci e ai pedoni dell'aeroporto di Capodichino. La protesta è avvenuta mentre a Roma era in corso l'incontro tra i sindacati ed i vertici di Air France. La Polaria e la Digos, hanno temuto che i manifestanti potessero raggiungere le vicine piste di atterraggio e decollo ma, così non è stato. Per oltre un'ora i dipendenti sono rimasti nell'area dove erano parcheggiati gli aeromobili. La tensione è salita tra i manifestanti e la polizia, in assetto antisommossa. La Gesac, la società che gestisce i servizi dello scalo napoletano, ha poi fatto sapere che soltanto due voli avevano subito una mezz'ora di ritardo rispetto all'orario previsto per il decollo. I manifestanti si sono poi spostati lungo il viale di accesso all'aeroporto, provocando il blocco delle auto in entrata e uscita dall'aerostazione. I passeggeri hanno raggiunto a piedi lo scalo, trascinandosi i trolley. A tarda sera la manifestazione è rientrata. Secondo quando si è appreso, la decisione è maturata dopo assicurazioni dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl locali sul fatto che nella trattativa con Air France l'azienda era considerata nel perimetro di Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 4 Padoa-Schioppa fallisce pure l'ultimo blitz di Gian Maria De Francesco Il ministro ha ribadito l'appoggio ai francesi "Alitalia è una azienda di consumo, distrugge non crea" da Roma Per Alitalia non c'è alternativa ad Air France-Klm. Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha posto i sindacati dinanzi a un aut aut nel corso dell'audizione svoltasi ieri alla Camera dinanzi alle commissioni riunite Bilancio, Trasporti e Attività produttive. La controparte, però, non l'ha ascoltato e ha formulato una controproposta che il presidente francese Spinetta ha declinato. "Le ore che stiamo vivendo oggi sono decisive", aveva sottolineato profetico il titolare del Tesoro e "in funzione delle pochissime speranze dobbiamo ragionare". Per questo motivo, ha aggiunto, "il governo auspica che la gravità della situazione induca ciascuna delle parti interessate ad adoperarsi perché si giunga a una positiva conclusione della vicenda". I destinatari del messaggio, ossia i rappresentanti dei lavoratori, non hanno accolto favorevolmente la sollecitazione. A partire dal segretario nazionale della Fiom-Cgil, Giorgio Cremaschi, per il quale "Padoa-Schioppa continua a fare danni". Eppure il ministro ha cercato di motivare la scelta affermando come vi sia stata la "massima trasparenza" nelle procedure, ma soprattutto ricordando come Alitalia ormai sia "un'azienda di consumo, al pari di un'opera benefica" perché "distrugge, non crea, valore aggiunto". Alternative ad Air France-Klm come la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi? "La cessione a imprenditori privati è impossibile e comunque non risolutiva" considerate le "molte peculiarità" del settore del trasporto aereo. Quindi ogni ipotesi concorrente "è un sogno" perché "non ci sono né il nome né il cognome né i progetti". Allo stesso modo, non appare percorribile la strada del commissariamento. Se la trattativa con la compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta dovesse fallire, resterebbe l'amministrazione straordinaria disciplinata dalla legge Marzano, ma in questo caso le iniziative "dovrebbero essere assai più radicali di quelle proposte da Air France" in quanto "Alitalia non è Parmalat". Mentre l'azienda di Collecchio "era industrialmente sana e in grandissima crisi finanziaria", la compagnia della Magliana "ha un indebitamento del tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso". Idem per il prestito ponte necessario a ridare un po' di ossigeno alle casse di Alitalia: il Tesoro è disponibile solo se rappresenterà "l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm". Pur riconoscendo che negli ultimi 15 anni il ministero dell'Economia ha "sempre sbagliato" nella scelta del management della ex compagnia di bandiera, Padoa-Schioppa ha voluto mettere in guardia la politica dal darle il "colpo mortale" con "uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali" o con una "mancata intesa sindacale". Purtroppo per il ministro la vicenda ha avuto ben altro esito. Come in occasione di precedenti "forzature" su Guardia di Finanza e Rai, il risultato è stato opposto a quello auspicato. E non c'è stato nemmeno bisogno della "class action per il Nord" invocata dal leghista Roberto Calderoli. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Bologna, urla e uova contro Ferrara: <Fascista, vattene> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 11 Bologna, urla e uova contro Ferrara: "Fascista, vattene" di Claudia B. Solimei Tafferugli tra la polizia e i centri sociali, 15 feriti Cofferati: questa intolleranza è inaccettabile da Bologna Urla, fischi, lanci di monetine, pomodori e perfino fette di mortadella, poi le botte: così un migliaio di manifestanti, radunati dal passaparola dei centri sociali, la maggior parte giovani e giovanissimi, ha accolto ieri in Piazza Maggiore a Bologna il comizio elettorale di Giuliano Ferrara e dei candidati in Emilia-Romagna per la sua lista "Aborto? No, grazie". La contestazione annunciata da giorni è però presto degenerata in veri e propri scontri: poco dopo che Ferrara aveva preso la parola, venendo subissato dalle grida ("scemo", "buffone", "fascista" e altre non ripetibili) e dai fischi, un gruppo di manifestanti ha tentato di assaltare il palco. "Questa non è democrazia - ha urlato il giornalista-candidato, rilanciando alla piazza uno dei pomodori piovuti accanto a lui - non mi volete far parlare? Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha consigliato di sospendere il comizio. Ferrara è stato costretto ad abbandonare il palco ed è stato portato via. L'auto lo aspettava poco più in là, sempre nella piazza. Prima di salire a bordo il direttore del Foglio ha ammesso che non si aspettava che sarebbe finita così, con una fuga e l'impossibilità di parlare, ma comunque, ha aggiunto, "è andata benissimo". La macchina si è avviata verso via Rizzoli, ha fatto manovra ed è stata centrata in pieno da due bottiglie. Allontanatosi Ferrara, in piazza sono rimasti un centinaio di manifestanti a fronteggiare polizia e carabinieri. A trattare con le forze dell'ordine c'erano anche alcuni esponenti della Sinistra Arcobaleno, il consigliere comunale indipendente di Rifondazione comunista Valerio Monteventi e il Verde Carlo Bottòs. Superato il rischio di nuovi contatti, i manifestanti, ormai padroni della situazione, si sono impossessati del palco e dei microfoni, improvvisando alcuni interventi a favore della Legge 194 sull'aborto. "D'ora in poi - il coro di alcune ragazze - decidiamo solo noi". Un'attivista esultava: "Abbiamo vinto, ci siamo riappropriate di questa piazza". A Bologna, insiste, "Ferrara e quelli come lui non ci passano". Alla fine la giornata si chiude con 15 contusi tra i manifestanti e alcuni tra le forze dell'ordine. Ferito nel parapiglia, colpito da una sedia in testa e soccorso in ospedale, anche un giornalista di Repubblica. Il candidato bolognese della lista del direttore del Foglio, Giovanni Salizzoni, ha annunciato che presenterà un esposto alla Procura. Una volta visionati i filmati degli incidenti, la Digos presenterà la sua relazione in Procura ed è probabile che partiranno delle denunce. Anche perché il precedente di Ferrara è pericoloso: domani sempre nella stessa piazza Maggiore è previsto il comizio della Destra e i centri sociali, anche in questo caso, hanno annunciato battaglia. Il fronte più caldo, però, è al momento quello delle reazioni politiche. Il sindaco Sergio Cofferati ha immediatamente condannato le violenze: "Quello che è capitato a Bologna è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e tolleranza". Poi ha aggiunto: "È inaccettabile che una piazza venga trasformata in un luogo dell'intolleranza. Tutti - ha concluso - devono essere in grado di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi, a nessuno deve essere impedito di parlare". Dello stesso avviso Salizzoni, già vicesindaco con Giorgio Guazzaloca: "La civilissima Bologna ne esce a pezzi - ha affermato a caldo, dopo gli incidenti -. È una ferita molto grave per la città: ora andiamo a Imola - ha aggiunto -, in un luogo dove sicuramente ci saranno persone più pazienti ad ascoltare la nostra idea". Anche Salizzoni aveva cercato di prendere la parola dal palco, prima che cominciassero le violenze: "Volete negare la famiglia - aveva detto alla folla sottostante - e sembra che per voi la vita non valga niente". Prima di arrivare a Bologna, con la consueta ironia Ferrara si era augurato, proprio in vista delle annunciate contestazioni al suo comizio, una speciale protezione da parte del suo "amico" Sergio Cofferati: "Spero mi mandi le ruspe a proteggermi - aveva detto parlando a un quotidiano locale - visto che le ruspe in questi anni le ha usate molte volte". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Air France lascia il tavolo delle trattative (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 alitalia Air France lascia il tavolo delle trattative Alitalia --> Prato si dimette La vertenza Alitalia precipita nel caos. Air France lascia il tavolo delle trattative bocciando la proposta del sindacato, che - nella foto - protesta negli aeroporti di mezza Italia; aerei bloccati a Napoli. Domani Cda della compagnia italiana, ieri ha annunciato le dimissioni il presidente Prato. A PAGINA 2.

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Speciale RADIO ANCH'IO Per la serie "A tu per tu con i leader" sarà ospite Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno. Conduce il direttore del Giornale Radio Rai, Caprarica. Rai Radiouno 9.06 CHI È DI SCENA La puntata si apre con La trilogia della villeggiatura di Goldoni con la regia di Toni Servillo in scena al Valle di Roma. E poi servizi sul musical e sull'opera di Dalla. RaiTre 12.25 LA STORIA SIAMO NOI Rai Educational presenta "Alitalia" di Giovanna Corsetti. L'inchiesta ricostruisce le tappe cruciali dello sviluppo e della crisi della compagnia di bandiera. RaiDue 22.50 maurizio COSTANZO SHOW "Libertà e partecipazione". Tra gli ospiti Padre Giulio Albanese, Dario Bandiera, Giobbe Covatta, Claudio Lippi, Antonio Polito, Micaela Ramazzotti e il monaco tibetano Geshe Gedun Tharchin. Canale 5 23.30 MARKETTE Ospiti Cristiana Capotondi e Caparezza. La7 23.50 SFIDE La carriera di Alberto Tomba: il ritratto, tra agonismo e mondanità, di uno spaccone di successo. RaiTre 0.00 LA MUSICA DI RAITRE Per l'Accademia Filarmonica Romana il violoncellista Mischa Maisky e la figlia Lily al pianoforte eseguono musiche di Beethoven e Schubert. RaiTre 1.40.

Torna all'inizio


I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la trat (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI I TEDESCHI di Lufthansa sono pronti a scendere in pista per Alitalia. Fallita la trattativa con Air France, la compagnia di Francoforte è disponibile ad avviare i contatti. Anche la Air One di Toto si candida.

Torna all'inizio


Alitalia, Air France lascia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta abbandona: proposte inaccettabili. Intervista a Bonanni: il governo provi a ricucire Alitalia, Air France lascia Prato si dimette, rischio fallimento. Prodi: grande errore dei sindacati.

Torna all'inizio


SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al </ (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO "SIAMO stati messi con le spalle al muro - dice Maurizio Prato al Messaggero - e adesso serve una soluzione di sistema per Alitalia in modo da evitare traumi. Forse è opportuno che si valuti la situazione in un clima post-elettorale".

Torna all'inizio


ROMA Air France abbandona la trattativa per Alitalia. Spinetta ha detto no alle controproposte dei (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Sindacati, definendole inaccettabili. Il presidente di Alitalia Prato si è dimesso dopo una giornata convulsa di negoziati. Adesso si fa strada l'ipotesi dell'amministrazione straordinaria. Oggi si riunisce il cda di Alitalia per valutare le conseguenze dell'addio dei francesi, mentre Borsa spa ha deciso di sospendere il titolo Alitalia dalle contrattazioni. Prodi: i sindacati hanno fatto un grave errore. Bonanni (Cisl) , in una intervista al Messaggero; replica: "Il governo non ci ha mai informati sulle condizioni della trattativa".

Torna all'inizio


Rottura con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rottura con Air France Il sindacato regala Alitalia al Cavaliere È bastato un paragrafo a mandare a casa i francesi. Il "più uno" che ha convinto l'amministratore delegato di AirFrance-Klm ad abbandonare ieri il tavolo della trattativa su Alitalia sono state poche frasi di un comunicato unitario delle otto sigle sindacali (la Uil era ancora assente) che proponevano di riassorbire la deficitaria Az Servizi nel perimetro della compagnia di bandiera. Un'ipotesi irricevibile per il numero uno dei francesi, che ha spiegato una dozzina di volte, in queste ultime settimane, di essere tassativamente contrario a mantenere in vita delle attività in perdita. Negli ultimi giorni Spinetta aveva elaborato nonostante tutto delle aperture, anche su Az Servizi, salvando ad esempio la napoletana Atitech, concedendo ad un'altra attività in perdita come il cargo una moratoria fino al 2010 ma anche la possibilità di rivederne i termini, se il settore delle merci si fosse mostrato più redditizio, da qui a un anno. Ma non paghi di queste e di altre aperture - sugli esuberi, sul rinnovamento della flotta - i rappresentanti dei lavoratori si sono fatti trascinare ieri da una questione montata martedì soprattutto dalla Filt-Cgil e dalla Fit-Cisl. Ora Spinetta torna a Parigi, intenzionato a chiudere l' affaire Alitalia qui, se i sindacati non faranno marcia indietro sul capitolo Az Servizi. E per la compagnia di bandiera italiana, senza la prospettiva di una conclusione positiva con il vettore franco-olandese si apre il baratro del commissariamento. Oltrettutto, sulla prospettiva - esilissima, al momento - che la crisi con i francesi rientri, si è abbattutto ieri il macigno delle dimissioni dell'amministratore delegato di Alitalia, Prato. 5 Tonia Mastrobuoni 03/04/2008.

Torna all'inizio


È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIOVANNI SABBATUCCI È VERO. L'esplosione di concordia patriottica e di entusiasmo rigorosamente bipartisan seguìta all'annuncio della vittoria di Milano nella gara per l'expo 2015 è durata, per i nostri politici, non più di un paio d'ore. Il tempo necessario per farci assistere allo spettacolo, edificante quanto inusuale, dei leader di opposti schieramenti che si scambiano sorrisi, complimenti e addirittura abbracci. Poi la immancabile coda polemica tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. E lo scontro è ripreso in un crescendo di virulenza, come del resto era inevitabile a meno di due settimane dal voto. Eppure, al di là delle note di colore e degli eccessi verbali, la vittoria sull'expo che segue di pochi mesi l'altro successo conseguito all'Assemblea generale dell'Onu con la moratoria sulla pena di morte lascerà molto probabilmente una traccia positiva negli scenari del dopo-elezioni e potrà anche rappresentare un precedente significativo, un modello di gestione comune di alcune questioni di interesse nazionale.È infatti evidente che se l'obiettivo è stato raggiunto, ciò si deve a un lavoro di gruppo che ha visto collaborare, in una fase particolarmente conflittuale della politica italiana, uomini della maggioranza e dell'opposizione, del governo e delle amministrazioni locali, della burocrazia ministeriale e della diplomazia, delle università e delle imprese. La collaborazione, insomma, ha funzionato ancora una volta. E non si può fare a meno di pensare a quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi utile per la soluzione di alcuni casi spinosi, come oggi il nodo Alitalia-Malpensa o l'emergenza-rifiuti e domani la Tav: casi in cui sinora hanno prevalso le strumentalizzazioni polemiche, gli sgambetti reciproci, i rilanci propagandistici. È allora possibile sperare che il metodo-expo venga riproposto nella prossima legislatura, una volta sbolliti gli eccessi polemici da campagna elettorale e una volta placatosi il fuoco di fila delle promesse sparate come fuochi d'artificio da ambo le parti (più salari e meno tasse, meno leggi e più sicurezza, pensioni più alte e istruzione gratuita per tutti), senza troppo riguardo alle indispensabili valutazioni di fattibilità e di compatibilità finanziaria. Non sto parlando sia ben chiaro di una grande coalizione come panacea di tutti i mali italiani. Ritengo al contrario auspicabile che dalle urne esca una maggioranza definita, capace di assumersi le proprie responsabilità, come avviene di norma nelle democrazie ben funzionanti. Ma nessuna maggioranza, per quanto ampia, può oggi permettersi, men che meno in Italia in un momento come l'attuale, di coltivare il mito della propria assoluta autosufficienza a scapito degli interessi generali. È questa, credo, la prospettiva di fondo che si dovrebbe aver presente per superare le contrapposizioni radicali del bipolarismo rissoso senza cadere nella palude del grande compromesso trasformistico. Non esiste nessuna legge della politica che obblighi i partiti rivali a combattersi sempre e su tutto. E non c'è bisogno di guerre o di catastrofi nazionali per indurli a qualche intesa concreta e limitata. Se Massimo D'Alema e Letizia Moratti, Emma Bonino e Roberto Formigoni hanno potuto lavorare proficuamente insieme per assicurare all'Italia l'expo 2015, nulla vieta che simili collaborazioni possano ripetersi in un contesto sperabilmente meno conflittuale di quello di fine-campagna elettorale: quando tutti, i politici per primi, dovranno rimboccarsi le maniche per offrire soluzioni reali ai problemi di un Paese in difficoltà.

Torna all'inizio


Analisi ora <più sacrifici per tutti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Analisi ora "più sacrifici per tutti" La metamorfosi di Berlusconi è vera E' cambiato perché è stato sconfitto Al governo non gli è riuscito ciò che gli è riuscito con la tv Accontentiamoci. Tra i pochi indizi certi di una fase della vita politica in cui identità e appartenenze si rimescolano e dal pentolone delle nuove ricette non sono spuntate ancora formule credibili, una delle poche certezze è che Silvio Berlusconi non ha cambiato solo il look, le sneakers, il palchetto o il colore della camicia da comizio. Ha fatto ben di più, e non riconoscerglielo è scorretto. Primo. S'è costruito una nuova alleanza, dopo aver terremotato la Casa della Libertà, dal perimetro più ristretto, per imitazione o meno del Pd non importa, l'ha fatto e s'è assunto qualche rischio cospicuo sulla possibile maggioranza al Senato. Secondo. S'è dato un profilo programmatico differente rispetto al vulcano che erutta miracoli a cui ci aveva abituati; oggi è il leader che non promette sogni ma ruvide realtà, tanto per parafrasare un noto slogan immobiliare. Terzo. S'è attribuito un'immagine del leader che ancora una volta, e sarà l'ultima volta, deve bere "l'amaro calice" e portarsi sulle spalle ancora una volta il peso del governo di un Paese riluttante a essere governato (lui che è arcitaliano lo sa quant'è difficile l'arte del comando politico nella terra dei mariuoli). Il confronto del Berlusconi che osserviamo all'opera in questa campagna elettorale con il satiro scoppiettante che è entrato nella nostra memoria collettiva, prodigo di promesse, battute, intemerate, spiazzamenti e capovolgimenti semantici, costringe dunque a rivedere un gran numero di luoghi comuni, di pregiudizi assodati che han fatto abitudini e pigrizie del giornalismo e della politologia. Berlusconi oggi è un altro da quello del messaggio videoregistrato che ha aperto la sua discesa in campo nel 1994. Su questo non ci piove e questo, dal punto di vista di un riformista pragmatico, dovrebbe essere, anzi è certamente un bene. Ma si tratta solo di un espediente elettorale, come sostiene chi si attende un ritorno all'antico già negli ultimi giorni di campagna elettorale, o abbiamo a che fare con un mutamento profondo del berlusconismo al tagliando dei quindici anni? C'è un elemento che fa propendere per la seconda ipotesi. Volendo procedere con una forzatura ideologica, si potrebbe pensare che il Berlusconi di oggi sia il frutto e la conseguenza di una sconfitta: Silvio Berlusconi ha perso la sua battaglia per cambiare gli italiani. Più precisamente, ha perso la sfida di trasferire in campo politico, a partire dagli anni Novanta, l'esperimento che gli è riuscito (e bene) nel campo della televisione commerciale a partire dagli anni Ottanta, quello che gli storici definiscono un "cambio di mentalità". In campo televisivo, Berlusconi ha trasformato una platea di spettatori in bianco e nero in un'audience di consumatori di immagini e pubblicità a colori, segnando il passaggio a una fase della storia italiana centrata sull'ottimismo e la scommessa, in buona parte vinta, della modernizzazione. In campo politico, la sua promessa del "nuovo miracolo italiano" presupponeva un mutamento radicale del sistema politico stesso, non solo il sistema elettorale ma anche la forma di governo, la fisionomia dei partiti politici, il rapporto tra cittadini e vita pubblica, fino all'antropologia dell'italiano sì da farlo più ottimista, più competitivo, più internazionale, in una nuova forma di patriottismo. Nulla di tutto ciò è ancora successo, Berlusconi ne ha preso atto e ha rimodulato drasticamente il suo messaggio politico-elettorale. Ciò esercita delle conseguenze in termini di filosofia politica degli schieramenti, più che di coerenti profili programmatici. Esiste infatti una profonda differenza tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Chi dice che Veltroni pare aver ereditato la tendenza berlusconiana all'overpromising non sbaglia. Per meglio dire, Veltroni eredita dal primo berlusconismo la tendenza a concepire la politica come lo strumento per operare profonde azioni di mutamento sociale, fino ad arrivare al rapporto tra individuo e spazio pubblico. Veltroni, pur post-ideologico, resta un costruttivista che concepisce la realtà della politica come un processo di costruzione del Soggetto, anche per via manipolativa. Per questo è tutto un susseguirsi di appelli al sogno e alla speranza. Berlusconi, invece, ha abbandonato assieme al miracolismo anche la follia erasmiana e le pretese dell'utopismo, e si è concentrato sulle meno entusiasmanti frontiere del possibile, trasformandosi in un empirista pragmatico, quasi all'anglosassone. Convinto che la politica, se non può cambiare la forma mentis e il cuore degli individui, può tutt'al più dare qualche fiamma alla passione e mettere un po' d'ordine nella società, quando la società stessa non riesce a riordinarsi per mezzo di spontanei processi autoregolativi. Oggi Berlusconi è un po' più figlio di Edmund Burke e meno di Tommaso Moro, consapevole che ci aspettano anni di lacrime e sangue, in cui persino gli spiriti animali del capitale poco potranno fare per accrescere il benessere della nazione. Gli indizi della svolta empirista di Berlusconi sono tantissimi. La dichiarazione per via televisiva che il tempo dei miracoli è finito ed è arrivato il tempo del "più sacrifici per tutti". L'impostazione iper-realista del programma elettorale, mediazione di tremontismo (il neo-berlusconismo securitario) e brunettismo (il vetero-berlusconismo champagne), pieno di misure e ricette certamente opinabili ma non tacciabili di irenismo. La strategia d'immagine del leader, meno battute e più sobrietà, che gira le piazze su un palchetto ad altezza pubblico, non intasa la televisione e il giorno dopo la vittoria farà un grande appello alla nazione per chiamare alla solidarietà in un momento difficile. L'accantonamento, salvo qualche tic residuale, dell'anticomunismo come costruzione oppositiva dell'identità. Le svolte simboliche di portata storica, nell'ottica del vetero-berlusconismo: quando si ammette che le tasse, sì, potranno essere abbassate, ma con gradualità; quando si prende l'impegno di combattere gli evasori fiscali andandoli a stanare con l'aiuto dei Comuni; quando si prende atto che la globalizzazione è un processo che, se la circolazione della ricchezza o lo scontro di civiltà sfuggono di mano, può produrre dei danni micidiali. L'idea che, prima di tutto, ai cittadini vadano garantite la sicurezza (individuale, sociale, lavorativa) e la protezione (dell'identità, del lavoro, del benessere), evitando di dipingere l'Italia come un eden e, al contrario, utilizzando la battaglia su Alitalia per consolidare l'idea di un Paese che perde pezzo a pezzo, insieme ai colossi economici, anche la sua immagine globale. Un conservatorismo laico nel campo dei costumi che, se prova a interpretare il sentimento (invero diffuso) di rigetto della vecchia cultura post-sessantottina all'insegna di una spinta meritocratica e degli alunni che s'alzano in piedi quando entrano i professori, al tempo stesso non lancia anatemi o chiusure verso un confronto serio sui diritti civili o di altri temi eticamente sensibili. Sono indizi che, nel loro copioso accumularsi, segnano il volto e le caratteristiche del neo-Berlusconi. Un Cavaliere che, si potrebbe dire, interpreta la morte del vetero-berlusconismo come l'occasione per costruirsi un genuino profilo da statista, avete presenti quelli a cui poi dedicano i busti nelle sale conferenze?, uno statista che affonda mani e piedi nella pasta callosa del governo quotidiano di una nazione depressa e scontenta, consapevole che le riforme necessarie implicano necessariamente il passaggio dal Seduttore al Realista. Per sapere a che punto è lo stato di avanzamento dei lavori, ormai, bastano pochi giorni. 03/04/2008.

Torna all'inizio


Alitalia 2 così i rappresentanti dei lavoratori lasciano i lavoratori senza lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 2 così i rappresentanti dei lavoratori lasciano i lavoratori senza lavoro I sindacati litigano sul cadavere della compagnia Prima fanno saltare il tavolo, decretando la fine della trattativa con Air France (e le dimissioni di Prato), poi chiedono un intervento del governo Se la compagnia di bandiera alzasse bandiera bianca (oggi è convocato il cda) e si avviasse al fallimento, sarebbe un bel regalo a Berlusconi e alla sua cordata tutta ancora da costruire, che rileverà i resti di Alitalia a due lire e con migliaia di lavoratori in meno. Non a caso i battaglieri lavoratori napoletani dell'Atitech, che in queste settimane di trattative serrate con AirFrance-Klm avevano picchettato assiduamente la sede di Alitalia alla Magliana perché rischiavano di andare a casa per primi, avevano bloccato ieri anche l'aeroporto di Capodochino. Poi, le notizie provenienti da Roma, dal tavolo tra i sindacati e l'amministratore delegato di AirFrance, la sua apertura alla possibilità di riportare l'azienda nel perimetro di Alitalia, li avevano convinti a sospendere la protesta e a riprendere il lavoro di manutenzione degli aerei nelle officine. Quando in serata è arrivata la bomba, la notizia dell'abbandono del tavolo da parte di AirFrance, a causa dell'ennesimo rilancio delle nove sigle sindacali, la protesta dei napoletani è riesplosa, più forte di prima. E alle otto di sera l'aeroporto di Napoli era nel caos più completo. In realtà, la riunione tra Spinetta, i vertici di Alitalia e i sindacati si era aperta con buoni auspici, con la conferma delle indiscrezioni di questi giorni sulla disponibilità dei francesi a rivedere alcuni punti del piano di venerdì scorso, in particolare sugli esuberi e sulla flotta. I rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato invece, quasi immediatamente, una controproposta, hanno sostanzialmente rilanciato. Annunciando condizioni che "renderebbero il piano industriale di Air France più accettabile e con un minimo impatto sul lavoro". Nello specifico, hanno chiesto di consentire a Fintecna (che controlla attualmente Az Servizi al 49%) di partecipare all'aumento di capitale con una quota di minoranza, facendo rientrare Az Servizi totalmente in Alitalia. "Consapevoli della necessità di un più ingente aumento di capitale rispetto a quanto previsto da Air France-Klm ed in considerazione della sua posizione più volte espressa di non voler eccedere l'ammontare di un miliardo di euro", recitava la nota unitaria, "la proposta sindacale trova reale consistenza attraverso la partecipazione all'aumento di capitale da parte di Fintecna con una quota di minoranza". E Fintecna "conferirà l'intera quota posseduta di Az Servizi alla "Nuova Alitalia". Ciò determina una capitalizzazione maggiore della nuova azienda, rendendo più solida la prospettiva di rilancio della nuova Alitalia fornendo quindi maggiori garanzie a tutti gli investitori a partire proprio da Air France-Klm il cui impegno finanziario non si modificherà rispetto a quanto già annunciato". Per il resto il comunicato chiedeva il "mantenimento del settore Cargo" e "il necessario ricambio della flotta cargo a partire dal 2011". Richieste un po' ridondanti, dopo la disponibilità di Spinetta, manifestata pochi minuti prima, a fare delle concessioni proprio su flotta e cargo. E a quel punto il top manager ha rovesciato il tavolo. Spiegando, a sua volta via comunicato, in serata, le ragioni del suo forfait: "Dopo lunghe trattative, le organizzazioni sindacali hanno formulato oggi una proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso da quello al quale Air France-Klm si è attenuta sin dall'autunno 2007. Nella forma, Air France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative". L'ad di AirFrance ha anche specificato di non aver ricevuto alcun mandato dal suo cda "per dar seguito a questo schema completamente nuovo". Che punta, nel merito, a "mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie" ed è "incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività". A questo punto, la situazione per Alitalia appare disperata. Il cda di oggi dovrebbe prendere atto delle dimissioni dell'amministratore delegato, Prato - un ulteriore ostacolo alla possibilità che la rottura con i francesi rientri - e "prendere le necessarie e opportune determinazioni". E non si può certo dire che il ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, non avesse avvertito i sindacati sino all'ultimo. Ieri mattina, in audizione alla Camera, aveva spiegato ancora una volta che l'unica alternativa ai francesi era "il fallimento della compagnia". Che Alitalia è da anni un'azienda "di consumo, al pari di una famiglia o di un'opera benefica", che distrugge valore aggiunto invece di crearlo e che è a un passo dal baratro perché "non solo il suo capitale, la sua stessa liquidità è in via di esaurimento". Per chiudere con una constatazione amara, che sembra, col senno di poi, una maledizione: "sarebbe un ben amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali e da una mancata intesa sindacale". E esattamente così è stato. In questo senso, appare un po' tardiva la richiesta al governo, giunta in serata al numero uno della Cisl, Bonanni, di riportare AirFrance-Klm al tavolo. Dov'era, quando Claudio Claudiani, numero uno del suo sindacato dei trasporti, mostrava chiari segnali, già martedì, di voler tentare l'ennesima accelerazione dell'ultima ora con Spinetta su Az Servizi? 03/04/2008.

Torna all'inizio


Alitalia 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 1 La cordata di Berlusconi? Mi ricorda quella della Sme Il 72% degli italiani è favorevole all'"italianità" Vi sono molte ragioni per dubitare che una cordata italiana pronta all'acquisto di Alitalia sia mai realmente esistita. Anche senza sottoscrivere la temeraria accusa di insider trading rivolta da Di Pietro a Berlusconi, basterebbe evocare il caso Sme per ricordare che il Cavaliere non è nuovo all'annuncio di cordate fantasma per bloccare operazioni economiche a lui non gradite o per farne occasione di scambio di favori. Nel caso della Sme si trattò di secondare i disegni di Craxi, della cui protezione Mediaset aveva bisogno; nel caso odierno, di portare avanti un proprio disegno elettorale al prezzo di porre a rischio la sopravvivenza di Alitalia senza peraltro salvare Malpensa i cui destini non possono dipendere solo dai volumi di traffico della compagnia di bandiera. A rendere improbabile la reale esistenza di una seria cordata italiana non sono tuttavia il precedente del caso Sme, né le evidenti motivazioni elettorali del Cavaliere, quanto i fondamenti economici di una simile operazione. Il salvataggio di Alitalia, infatti, non potrebbe essere affidato ad una cordata di sole istituzioni finanziarie, ma richiede la presenza di un forte attore industriale, capace non solo di confrontarsi con alcuni tra i sindacati più corporativi, ma di generare i flussi di cassa necessari a sostenere la gravosa opera di risanamento della nostra compagnia di bandiera. Non è questo il caso di Air One, che potrebbe assumere ruoli gestionali nell'impresa ma che dovrebbe lasciare interamente il peso del risanamento sulle spalle dei partners finanziari. Ma è questo il ruolo di una banca universale quale Intesa-SanPaolo, o di una merchant bank come Mediobanca? È lecito dubitarne, sia per la funzione che è opportuno che esse svolgano nei confronti dell'intero nostro sistema produttivo, sia per l'attuale contesto di crisi dei mercati finanziari. L'intervento in Alitalia rischierebbe infatti di impegnare eccessivamente un singolo istituto, o anche un consorzio di più istituti. La crisi finanziaria scatenata dai mutui sub-prime americani, e l'effetto domino che essa ha provocato in Inghilterra, Francia e Germania, ha assunto aspetti così gravi da aver imposto interventi pubblici senza precedenti, con massicce iniezioni di liquidità e, dopo il fallimento di alcune grandi merchant banks, veri e propri salvataggi bancari. In queste condizioni non è assurdo ipotizzare che anche in un mercato come il nostro, apparentemente non toccato in profondità dalla crisi, i grandi istituti possano essere chiamati a proseguire - volenti o nolenti - nell'opera di ristrutturazione nel nostro sistema bancario e di sostegno al corretto funzionamento dei mercati finanziari, e che non possano quindi impegnarsi nella gravosa ristrutturazione di una singola grande impresa. Più che da una seria valutazione delle condizioni in cui versa Alitalia e delle sue esigenze, l'annuncio di una cordata italiana è stato insomma motivato da una mera valutazione politica. Che la convenienza elettorale sia il vero motivo che ha spinto Berlusconi lo dimostrano due fatti: da un lato il richiamo esercitato dal 72% di cittadini (dati di sondaggio Piepoli) favorevoli ad una soluzione che mantenga la "italianità" di Alitalia (anche se il 42% dubita dell'esistenza di una cordata italiana, e anche se solo il 3% comprerebbe obbligazioni Alitalia, contro un 71% che si rifiuterebbe e un 26% incerto); e dall'altro il fatto che nei cinque anni del suo Governo Berlusconi nulla ha fatto per fronteggiare il già palese dissesto della compagnia. Dopo un attivo di 93 milioni nel 2002, Alitalia ha infatti perso tra il 2002 e il 2006 ben 2.061 milioni, e cioè circa 4.000 miliardi di Lire. Perché il Cavaliere non si è adoperato per una cordata di imprenditori italiani quando la situazione ne avrebbe permesso il varo più facilmente? Potenza delle elezioni! Quanto non turbava il Berlusconi premier, appassiona oggi il Berlusconi candidato al punto da fargli spacciare per una adesione certa la mera disponibilità ad una partecipazione poco più che nominale strappata ad alcuni imprenditori che per la loro attività dipendono da tariffe fissate dalla mano pubblica, e ad ipotizzare di poter obbligare il vertice dell'Eni, alla vigilia del suo rinnovo in carica, a cambiare le proprie priorità e a fare investimenti non solo al di fuori del proprio core business, ma anche al di là dello stesso oggetto sociale. Delle due l'una: o vagheggiamenti elettorali, o pressioni al limite dell'illecito. In conclusione, dare per già esistente una cordata italiana, spendendo il peso che può avere un potenziale futuro premier, mostra o l'ignoranza delle reali condizioni in cui potrebbe trovarsi di qui a breve non solo il nostro sistema produttivo ma anche lo stesso sistema finanziario, o una spregiudicata disponibilità a far prevalere le proprie convenienze elettorali sulla consapevolezza della gravità della situazione. 03/04/2008.

Torna all'inizio


L'ad Prato lascia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'ad Prato lascia Commissario vicino Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Era nell'aria. E così è stato. Maurizio Prato, ad e presidente di Alitalia che ha cercato di portare fino in fondo la vendita di Alitalia, dopo che i francesi hanno praticamente abbandonato ogni tentativo di chiudere il dossier, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto che è l'evoluzione naturale del mandato che gli era stato assegnato dal governo Prodi. Una decisione che ha messo, però, in fibrillazione i sindacati che, dopo aver adottato una politica del muro contro muro, ora temono di essere additati come i responsabili del fallimento del vettore italiano. Sì, perché il passaggio successivo della vicenda potrebbe essere il commissariamento. Oggi, infatti, si riunisce il cda che "potrà assumere le necessarie ed opportune determinazioni" spiega la nota di addio di Prato. Parole pesanti dietro alle quali le organizzazioni dei lavoratori hanno già letto l'arrivo di provvedimenti drastici. Questa la sensazione almeno che è arrivata dalle parole del segretario nazionale di Sdl Andrea Cavola. "è il momento di far quadrato. Abbiamo invitato il presidente Prato a non prendere decisioni di commissariamento. Non si deve perdere la testa - ha aggiunto - e occorre garantire l'operatività dell'azienda". Insomma la paura è il sentimento dominante. Ieri, infatti, il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa l'aveva usato quasi come una minaccia nel corso della sua audizione alla Commissione Trasporti della Camera. Ora però lo spettro del commissariamento della compagnia con l'applicazione della legge Marzano è più che un'ipotesi. Da oggi diventa una quasi realtà. E non è detto che l'azienda riesca a sostenere anche con i poteri praticamente illimitati attribuiti al commissario un rilancio in un settore complesso come l'aviazione civile. Lo stesso Padoa Schioppa lo ha detto con chiarezza: "Non sarebbe una soluzione indolore: Alitalia non è Parmalat". Anche per l'azienda di Collecchio, infatti, fu adottato lo stesso strumento di salvataggio che portò a un risanamento quasi completo della società alimentare. Nel caso di Alitalia, però, le cose potrebbero differenti. "Parmalat era industrialmente sana e in gravissima crisi finanziaria, Alitalia ha un indebitamento del tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso" ha tuonato Padoa Schioppa che ha aggiunto che occorrerebbero "iniziative di ristrutturazione immediate e molto radicali. Vi sono fondati motivi per ritenere che tali iniziative dovrebbero essere davvero assai più radicali di quelle proposte da un soggetto acquirente che abbia, oltre che l'esperienza di ristrutturazioni già compiute in passato, la forza finanziaria e organizzativa di un gruppo come Air France-Klm". Tradotto: chiunque sarà chiamato a tentare un salvataggio in extremis avrà tra le mani una patata bollente. Dovrà tagliare senza troppi scrupoli. Altrimenti sarà fallimento.

Torna all'inizio


Per il salvataggio spunta l'ipotesi Bondi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Il legame con Bruno Ermolli Per il salvataggio spunta l'ipotesi Bondi Spunta l'ipotesi di Enrico Bondi nella carica di commissario per applicare la legge Marzano nella crisi di Alitalia. Un nome che è già una garanzia visto che il manager è stato il salvatore del gruppo Parmalat alle prese con un buco finanziario di oltre 12 miliardi di euro. Non si tratterebbe solo di un'indiscrezione che è già cominciata a circolare negli ambienti governativi da qualche settimana. Bondi sarebbe chiamato in causa anche per il sodalizio che lo legherebbe a Bruno Ermolli, presidente di Promos e Sinergetica, ed eminenza grigia di Silvio Berlusconi. A Ermolli, infatti il Cavaliere ha affidato l'incarico di mettere su una cordata italiana per salvare Alitalia. L'amministratore delegato di Parmalat è stato sempre in costante contatto con Ermolli. Anzi secondo le voci del mercato, il sodalizio tra i due non si è mai interrotto, al punto che Bondi è stato considerato il braccio operativo dei dossier di gestione di crisi finanziarie che il presidente della Promos ha affrontato negli ultimi anni. Bondi avrebbe i pieni poteri che gli deriverebbero dalla legge Marzano. Certo le premesse sarebbero differenti. Nel caso del crac dell'azienda di Calisto Tanzi, infatti, la sua opera di recupero di fondi, con le cause legali alle grandi banche, e una corretta gestione dei rapporti con i soggetti creditori ha rimesso in sesto un'azienda che a livello industriale era sana. Diverso il caso di Alitalia. La cui crisi affonda le radici in una debolezza strutturale dal punto di vista della gestione operativa. Insomma se le capacità di Bondi non sono messe in discussione. Il dossier del commissariamento di Alitalia rischia di rimanere sulla scrivania del Governo per lungo tempo.

Torna all'inizio


La battaglia nei cieli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La battaglia nei cieli La battaglia nei cieli "Ryanair ha rinnovato il suo appello alla Commissione Europea per fermare i tentativi illegali del Governo Italiano di bloccare la scelta, la concorrenza e le tariffe basse a Roma". è quanto si legge in una nota della compagnia. "Dal 2005 - continua il comunicato - le Autorità Italiane hanno tentato di negare ai consumatori l'accesso alle tariffe basse Ryanair in un tentativo fallito di proteggere Alitalia". Tentativi partiti nel 2005, secondo Ryanair, e proseguiti negli anni. "Nel 2005 il Governo ha fabbricato falsi reclami in merito al rumore all'aeroporto di Roma Ciampino, che sono caduti perché la vera causa del rumore erano i voli militari (e non Ryanair)".

Torna all'inizio


La cordata italiana scalda i motori dalle Marche (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Retroscena La cordata italiana scalda i motori dalle Marche Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli, presidente di Elica (leader europeo nella cappe per cucine), Adolfo Guzzini (illuminazione) e i fratelli Fileni (alimentari). Una ventina di imprenditori marchigiani in tutto, che fin dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario al leader del Popolo della Libertà, hanno risposto presente e comunicato ufficialmente la loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni di euro a testa. Non poco per una cordata marchigiana destinata a fare da apripista per gli altri imprenditori volenterosi di non deludere le aspettative di Berlusconi. Senza contare che grandi manager del calibro di Benetton, Tronchetti Provera e Riello certamente non faranno mancare il loro apporto al momento opportuno. Proprio Tronchetti Provera, desideroso di salvaguardare gli interessi che gravitano intorno a Malpensa, potrebbe spingere l'amico marchigiano Diego Della Valle a seguirlo nella cordata Alitalia e mettere così alle spalle vecchie ruggini con Berlusconi, sfociate nel duro botta a risposta a Vicenza nel 2006. Per ora Della Valle resta alla finestra: nessuno lo ha ufficialmente cercato nè lui si è fatto avanti. Eppure la maggior parte degli imprenditori marchigiani che hanno sorseggiato il tè con Berlusconi operano proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni e Paciotti. In fondo un motto berlusconiano recita che "per convincere qualcuno è indispensabile arruolare i suoi concorrenti". A tessere da Milano le fila di una partita tutta da giocare c'è il presidente di Sinergetica, Bruno Ermolli, il consulente che su incarico del Cavaliere ha in mano il dossier Alitalia. Ma ora il diktat è quello di lavorare sotto traccia, sondare il terreno, trovare capitali freschi, analizzare con attenzione i conti della compagnia di bandiera e soprattutto attendere l'esito delle elezioni. Non è escluso che l'addio di Air France-Klm sia solo un arrivederci. Terminato il periodo della trattativa in esclusiva si riaprono tutti i giochi. I tedeschi di Lufthansa, i russi di Aeroflot ma soprattutto l'italiana AirOne sono pronti a verificare la possibilità di scendere nuovamente in campo per mettere le mani su Alitalia. Resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata italiana che parte dalle marche ma che potrà trovare alleati in altri imprenditori italiani desiderosi di mettersi in mostra davanti al probabile presidente del Consiglio. Berlusconi ha intenzione di tutelare e rilanciare il made in Italy e la vicenda Alitalia è stata l'occasione per raggiungere due obiettivi: impedire quella che poteva sembrare una svendita della compagnia ai francesi e fare appello all'imprenditorialità italiana. Se non altro il destino di Alitalia diventa finalmente una priorità.

Torna all'inizio


Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena ... Alessandro Usai a.usai@iltempo.it Era in programma una cena per affrontare con calma il futuro di Alitalia. In realtà ad Ancona c'è stato un tè durato quasi un'ora. L'appello di Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla "fiches da mettere sul tavolo per salvare Alitalia" non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli, presidente di Elica (leader europeo nella cappe per cucine), Adolfo Guzzini (illuminazione) e i fratelli Fileni (alimentari). Una ventina di imprenditori marchigiani in tutto, che fin dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario al leader del Popolo della Libertà, hanno risposto presente e comunicato ufficialmente la loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni di euro a testa. Non poco per una cordata marchigiana destinata a fare da apripista per gli altri imprenditori volenterosi di non deludere le aspettative di Berlusconi. Senza contare che grandi manager del calibro di Benetton, Tronchetti Provera e Riello certamente non faranno mancare il loro apporto al momento opportuno. Proprio Tronchetti Provera, desideroso di salvaguardare gli interessi che gravitano intorno a Malpensa, potrebbe spingere l'amico marchigiano Diego Della Valle a seguirlo nella cordata Alitalia e mettere così alle spalle vecchie ruggini con Berlusconi, sfociate nel duro botta a risposta a Vicenza nel 2006. Per ora Della Valle resta alla finestra: nessuno lo ha ufficialmente cercato nè lui si è fatto avanti. Eppure la maggior parte degli imprenditori marchigiani che hanno sorseggiato il tè con Berlusconi operano proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni e Paciotti. In fondo un motto berlusconiano recita che "per convincere qualcuno è indispensabile arruolare i suoi concorrenti". A tessere da Milano le fila di una partita tutta da giocare c'è il presidente di Sinergetica, Bruno Ermolli, il consulente che su incarico del Cavaliere ha in mano il dossier Alitalia. Ma ora il diktat è quello di lavorare sotto traccia, sondare il terreno, trovare capitali freschi, analizzare con attenzione i conti della compagnia di bandiera e soprattutto attendere l'esito delle elezioni. Non è escluso che l'addio di Air France-Klm sia solo un arrivederci. Terminato il periodo della trattativa in esclusiva si riaprono tutti i giochi. I tedeschi di Lufthansa, i russi di Aeroflot ma soprattutto l'italiana AirOne sono pronti a verificare la possibilità di scendere nuovamente in campo per mettere le mani su Alitalia. Resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata italiana che parte dalle marche ma che potrà trovare alleati in altri imprenditori italiani desiderosi di mettersi in mostra davanti al probabile presidente del Consiglio. Berlusconi ha intenzione di tutelare e rilanciare il made in Italy e la vicenda Alitalia è stata l'occasione per raggiungere due obiettivi: impedire quella che poteva sembrare una svendita della compagnia ai francesi e fare appello all'imprenditorialità italiana. Se non altro il destino di Alitalia diventa finalmente una priorità.

Torna all'inizio


Prodi: Inutile un Cdm straordinario (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa E il titolo è sospeso in Borsa Prodi: "Inutile un Cdm straordinario" "Certamente è stato un grande errore quello di rompere perché la prospettiva era seria e concreta". Così il premier Romano Prodi commenta da Bucarest la rottura delle trattative tra Alitalia e Air France. è chiaro, aggiunge Prodi, che i sindacati "se ne devono assumere la responsabilità". Poi il premier attacca Berlusconi: "Tutte le ipotesi, tutte le idee di fantomatiche cordate e di proposte di novità, se c'erano, ora saltino fuori". Ai cronisti che gli chiedevano se condividesse la richiesta dei sindacati di un Consiglio dei ministri straordinario Prodi è lapidario: "Credo che si possa fare ben poco a questo punto. Il Consiglio dei ministri cosa può dire in questa fase? Nulla". "Certamente - ha aggiunto Prodi - credo che siamo alla rottura, o molto vicini alla rottura. Mi dispiace perché era una trattativa seria, fondata sui fatti, una trattativa che dava in prospettiva all'Alitalia una buona riuscita di vita e di ripresa di cui avevamo bisogno". "Già domani (oggi ndr) - ha continuato il premier - ci sarà il Cda di Alitalia e mi terrò in contatto per vedere le decisioni da prendere". Intanto Borsa Italiana ha comunicato che il titolo Alitalia sarà sospeso dalle contrattazioni.

Torna all'inizio


Francesi in ritirata (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La vendita I lavoratori presentano una proposta alternativa Il manager d'oltralpe: "Per me finisce qui, condizioni inaccettabili" Francesi in ritirata Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it I francesi mollano la presa su Alitalia e si ritirano: ieri il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della compagnia italiana. "Per me finisce qui, questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato - ha detto il manager d'oltralpe - la presenterò al cda ma dubito che possa accettarla perché ci vorrebbero molti mesi di lavoro e riflessione che Alitalia non può sostenere". Si chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i francesi. Una conclusione amara per il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che si è dimesso dall'incarico. "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla", ha detto ai sindacati il manager che avrebbe dovuto traghettare la compagnia verso il nuovo acquirente. Le otto sigle (la Uil si era già chiamata fuori) che hanno partecipato ieri al tavolo con Air France sul progetto di acquisizione di Alitalia hanno posto diverse condizioni: non chiudere le attività cargo e dismettere un numero minore di aerei. Non solo: la proposta prevede che la finanziaria del Tesoro Fintecna parteci all'aumento di capitale da un miliardo con una quota di minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in Az servizi alla "Nuova Alitalia". Davvero troppo secondo Spinetta. Ieri era l'ultimo giorno utile per raggiungere un accordo di massima. "Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra accettare le loro condizioni e rompere - ha commentato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - Non ci hanno seguito. è avvenuto purtroppo quello che temevamo". A nulla, quindi, sono valse le aperture di Air France su alcuni punti caldi: una maggiore spinta al rinnovo della flotta con un impatto positivo sul numero di esuberi previsti per piloti e assistenti di volo. In particolare il presidente di Air France-Klm ha espresso la disponibilità a inserire nella flotta due nuovi Boeing 777 già nel 2009 e ad anticipare le prime sostituzioni dei vecchi Md80 di Alitalia con nuovi Airbus 321. Spinetta si è dichiarato disponibile eventualmente a rivedere nel 2009 la scelta di chiudere nel 2010 le attività full cargo di Alitalia. Una decisione che sarebbe stata rivista sulla base di un esame della redditività del settore affidata ad un advisor. Quanto invece al nodo delle attività di Az Servizi non comprese nel perimetro dell'offerta su Alitalia, Spinetta ha fatto passi avanti sul futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli: il gruppo d'oltralpe potrebbe sottoscrivere un impegno a mantenere le attività di manutenzione pesante degli aerei MD80 e A320 presso Atitech oltre il 2010 anche se questo comporti maggiori costi di manutenzione. Le aperture di Spinetta, tuttavia, non sono state sufficienti a soddisfare i sindacati. E non hanno impedito a circa 200 lavoratori Atitech di avviare un sit-in sulla pista dell'aeroporto di Napoli-Capodichino, dove sono state sospese le partenze per motivi di sicurezza. Sulla pista dello scalo sono anche scesi gli agenti del reparto celere in assetto antisommossa e ci sono stati momenti di tensione. Dopo due sedute in volata, ieri il titolo Alitalia ha chiuso in calo del 5,66% a 0,50 euro.

Torna all'inizio


Fiumicino, continuano le proteste (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Mobilitazione Fiumicino, continuano le proteste Non si placano le proteste contro il piano dei francesi. In attesa del nuovo round, la mobilitazione dei dipendenti di Alitalia rimane alta. Ieri si è svolta una manifestazione di protesta dei lavoratori presso il centro direzionale della Magliana con una temporanea occupazione dei binari sulla vicina linea ferroviaria per Fiumicino. Iniziative di protesta anche all'Ams, Alitalia Maintenaince Systems, i cui lavoratori chiedono che la società sia inserita nel perimetro aziendale.

Torna all'inizio


In picchiata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rotte le trattative. Air France abbandona il tavolo dopo aver ricevuto una controproposta sindacale, peraltro accettata da Alitalia e Fintecna. Si dimette il presidente, Maurizio Prato. I sindacati chiedono al governo di "assumersi la responsabilità", esautorando il ministro Padoa Schioppa PAGINA 5.

Torna all'inizio


Il pallino a Padoa Schioppa che però non cede sul prestito (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Governo Il pallino a Padoa Schioppa che però non cede sul prestito Cordata sì o no? Ritorna in pista l'ipotesi di nuovi acquirenti, ma per cercare ancora serve un finanziamento ponte Antonio Sciotto Roma La concitatissima giornata di ieri era cominciata con l'audizione del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa alla Camera: non si poteva certo presagire la rottura tra sindacati e Air France - che comunque sarebbe stata decisa qualche ora dopo su un altro tavolo - ma certo l'accanimento del titolare del Tesoro sul "o si fa l'accordo o rimane solo il commissariamento" non ha contribuito a rasserenare gli animi. Il ministro ha ribadito che "al di fuori di una conclusione positiva del negoziato, un prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria, non sarebbe praticabile". Ad accordo saltato e dopo le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio Prato, le affermazioni del rappresentante del governo appaiono ancora più allarmanti, perché a questo punto davvero non si capisce dove si potrà indirizzare la vertenza: soprattutto se si considera che mancano 10 giorni alle elezioni, e che qualsiasi scenario è aperto. Potrebbe tornare in campo l'ipotesi di una diversa cordata, cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi, il che aumenterà il caos intorno alla compagnia almeno fino alla conclusione della campagna elettorale, con le relative propagande incrociate. Ieri sera il portavoce del governo escludeva la convocazione di un consiglio dei ministri straordinario prima della riunione del cda Alitalia, che si terrà questa mattina: Silvio Sircana ha spiegato che il Tesoro deciderà il da farsi in base alle valutazioni del cda. D'altra parte, sono gli stessi sindacati a chiedere una vera e propria procedura di emergenza, un'unità di crisi che metta in costante collegamento Palazzo Chigi con l'Alitalia e recuperi quanto di buono c'è ancora nella compagnia, verificando la possibilità che si facciano avanti possibili compratori. In ogni caso, da più parti si pressa per la convocazione di un consiglio dei ministri straordinario, in modo da obbligare Padoa Schioppa ad ammorbidirsi, dando ossigeno alla compagnia con la concessione di un prestito ponte. Se poi - come si pensa - verrà scelto un commissario di nomina governativa, questo se la dovrà certamente vedere con il dopo elezioni, e dunque sarà fondamentale capire chi le vincerà. Prima della notizia della rottura delle trattative, Berlusconi tornava a ripetere che "la privatizzazione di Alitalia è uno dei possibili danni che si aggiunge a un elenco già lungo che affligge il Paese", attaccando ovviamente il governo Prodi. "Io - ha aggiunto il Cavaliere nel corso di un intervento all'Ance - quando sarò al governo darò concretezza all'appello che ho fatto nei confronti degli imprenditori sollecitando il loro orgoglio e il loro interesse". Il leader del Pdl giudica le condizioni poste da Air France "offensive", e il rischio di un'eventuale cessione è "un assorbimento totale". Dato che le carte si sono rimescolate, Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale per la Sinistra Arcobaleno, dice a Berlusconi che è "ora che presenti la cordata italiana". "Di fronte alla rottura delle trattative tra Air France e i sindacati dei lavoratori di Alitalia - sottolinea Ferrero- è venuto il momento di chiarire come stanno le cose. Berlusconi ha ora il dovere di rendere pubblica la consistenza della cordata italiana da lui annunciata da giorni". "Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisirla - ha affermato invece Umberto Bossi, leader della Lega - Credo però che per gli imprenditori ci sia poco da guadagnare". Per Bossi, "Alitalia sarà uno dei primi problemi da affrontare, così come quello dello scalo milanese: per Malpensa bisogna trovare una grande compagnia aerea che abbia interesse a far atterrare lì i suoi aerei". Angelo Bonelli, dei Verdi, chiede un consiglio dei ministri straordinario: "Un altro piano è possibile: la rottura di Air France rispetto al piano dei sindacati è inspiegabile".

Torna all'inizio


Do Nascimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Verba votant Do Nascimento alberto piccinini Non c'è niente di più triste di una metafora scaduta come una mozzarella. Qualche giorno fa Di Pietro sferzava Berlusconi a proposito di Alitalia così: "Ha illuso gli italiani peggio del mago Do Nascimento". Del simpatico truffatore brasiliano scappato con la cassa di Wanna Marchi e reso ultrapopolare da "Striscia la notizia" speravamo di esserci liberati. Due anni fa, Do Nascimento era la figurina preferita del radicale Capezzone: "Il Premier (Berlusconi ndr) mi ricorda sempre di più l'indimenticabile mago Do Nascimento, eroe di tante telepromozioni televisive". "Il mago - aveva insistito lo stesso Capezzone - dava numeri personalizzati alle sue televittime, Tremonti fa lo stesso con gli italiani". Per l'Udeur Borgomeo, Tremonti era "il Do Nascimento di via XX settembre". Per Maurizio Gasparri, invece, i Do Nascimento erano i sondaggisti Piepoli e Mannheimer, "stregoni strapagati" che non avevano previsto il "pareggio" del 2006. Diliberto cadde nella trappola poco dopo: "Se sarà data la grazia a Sofri, lo chiederemo al mago Do Nascimento". Però Di Pietro fa un salto di qualità nella sua dichiarazione, bisogna riconoscerlo, ribattezzando Berlusconi "Do Berlusconiento". "Oggi torniamo coi piedi per terra", conclude infine l'uomo dell'Italia dei Valori. Magari.

Torna all'inizio


Rotte le trattative Alitalia sul precipizio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Controproposta dei sindacati. Air France la considera "negativa" e lascia il tavolo. Si dimette Prato, presidente Alitalia. Sotto accusa Padoa Schioppa: "inqualificabile" Francesco Piccioni Colpo di scena. Tragico. Al tavolo delle trattative Air France non porta le attese novità; i sindacati avanzano una controproposta strutturata sui cui Alitalia e Fintecna si dicono adirittura d'accordo; Jean-Cyril Spinetta raccoglie il cappello e se ne torna a Parigi, per riferire al suo cda. Ha comunque anticipato il suo parere negativo, spiegato con l'altrettanto ovvia considerazione che "le organizzazioni sindacali hanno formulato oggi una proposta nuova che si colloca in un quadro completamente diverso. Air France-Klm ha quindi dovuto constatare con dispiacere che non esistevano più le condizioni per il proseguimento delle trattative", perché "non ha ricevuto alcun mandato dal suo consiglio di amministrazione per dar seguito a questo schema completamente nuovo". Il contropiano sindacale (Cgil, Cisl, Sdl, Anpac, Anpav, Avia, Up, Ugl) è imperniato sul ruolo di Fintecna, società di proprietà dello stato che possiede il 49% di Az Servizi. "Fintecna trasferirà l'intera quota nella Nuova Alitalia", determinando così una "maggiore capitalizzazione della nuova azienda, rendendo più solida la prospettiva di rilancio". Più soldi permetterebbero di "mantenere il settore Cargo, la dismissione di un numero minore di aerei di medio raggio, l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio". In pratica, il "perimetro aziendale" della nuova compagnia comprenderebbe tutto quello che già c'è (spezzettato in più società). Ma non viene negata la necessità di "condividere il necessari processi di riorganizzazione ed efficientamento", compresi "eventuali esuberi di personale". Materia di trattativa, certamente, ma non una porta chiusa. Una proposta che avrebbe garantito addirittura meglio Air France, perché la ricapitalizzazione (un miliardo, prevedevano i francesi) riceverebbe l'apporto di una società pubblica. E qui si torna a regista negativo di tutta la vicenda Alitalia nell'ultimo anno e mezzo: Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'economia e perciò titolare del pacchetto azionario in vendita (il 49,9%). Ancora ieri, in parlamento, ha subordinato la concessione di un prestito-ponte (300 milioni) al raggiungimento dell'accordo dei sindacati. Una condizione che ha favorito l'irrigidimento di Spinetta (ovvio che un acquirente cerchi di pagare il meno possibile e ottenere il massimo da un antagonista debolissimo) e, quindi, l'incartarsi del confronto. La rottura del tavolo ha aperto una serie di reazioni a catena. Il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso subito dopo, prendendo atto che "scade oggi (ieri, ndr) il termine di avveramento delle condizioni di efficacia del contratto concluso con Air France-Klm". Per stamane (alle 13) è stato convocato il consiglio di amministrazione della compagnia. Le dimissioni sono anche un segnale alla politica. Al ministro Padoa Schioppa in particolare. E' infatti come se avesse detto all'azionista "mi hai mandato lì e mi hai lavorato contro". A questo punto il cerino torna per intero nelle mani del governo, a soli dieci giorni dalle elezioni politiche. E' immaginabile che ci sarà un consiglio dei ministri straordinario e che il "cerbero dei conti" dovrà giustificare la sua incredibile incapacità di prevedere gli effetti delle proprie scelte. Soprattutto quella di non fornire (col prestito-ponte, per garantire la liquidità nei prossimi mesi) quel margine di trattativa che tutti chiedevano. I sindacati lo accusano apertamente: "ancora nelle ultime ore preannunciava il fallimento di Alitalia; atteggiamento questo inqualificabile per chi ha responsabilità istituzionali e di tutela del bene pubblico". Nella previsione (scontata) che da oggi ci sia un crollo delle prenotazioni, i sindacati ganno diramato una nota unitaria i cui invitano tutti i lavoratori a lavorarere regolarmente, per garantire la continuità aziendale. Dal governo pretendono invece di "assumersi la responsabilità piena del futuro di Alitalia unitamente ai lavoratori ed a proseguire nel piano stand-alone ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione".

Torna all'inizio


Bloccata Capodichino, presidio a Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

I malfunzionamenti di Alitalia spiegati dai lavoratori: privatizzazioni insensate, consulenti incompetenti, scelte sbagliate di strategia industriale fr. pi. Roma Tra chi attende di sapere se a giorni lavoreranno ancora oppure no la temperatura sale. A Napoli, i dipendenti dell'Atitech - manutenzione "pesante", ma di fatto esternalizzata da Alitalia - hanno prima bloccato strada d'accesso all'aeroporto. Molti passeggeri hanno dovuto perciò raggiungere a piedi, bagagli alla mano, i terminal di partenza. Poi, poco prima delle 16, si sono spostati sul piazzale degli hangar, a un passo dalla pista, sedendosi per terra in attesa di "buone notizie da Roma". Che però non arrivavano. Nessun volo è stato comunque costretto a rinunciare le operazioni di atterraggio e decollo. In questo passaggio c'è stato un momento di tensione con la polizia, presente in forze, ma la situazione non è mai degenerata. Poi, si spostano di nuovo e vanno a rioccupare il viale d'accesso all'aerostazione. Una forma di protesta un po' più drastica di quelle usate finora, confermava Michele D'Apuzzo, segretario Sdl della Campania, ma "i nostri colleghi transalpini hanno fatto di peggio per cose molto minori; se non si smuovono passeremo a forme di lotta più estreme, con o senza il sindacato; ma credo che faremo 'con'". Snocciolano i dati sui costi comparati: la manutenzione fatta in Atitech costa 55 euro l'ora, quella Air France quasi 100. Però l'intenzione dei francesi è di "esternalizzare" molto in Marocco, che offre tariffe simili a quelle napoletane, ma con tempi di fermo più lunghi (un aereo in produzione rende, mentre quello in hangar no). Insomma: non conviene nemmeno economicamente "portare fuori" la manutenzione strutturale. L'esigenza di "farsi sentire" emerge ormai anche in lavoratori che fin qui non avevano brillato per conflittualità. E' il risultato delle molte "ristrutturazioni" che hanno investito la compagnia negli ultimi 15 anni. Ogni volta veniva individuato un comparto da ridurre e tutti gli altri venivano tranquillizzati ("non vi coinvolgeremo"). Si è così radicata l'illusione, in molti, di essere "garantiti" a vita se ci si limitava a fare il proprio lavoro senza farsi notare troppo. Nell'assemblea spontanea che si è aperta sul piazzale del Centro direzionale della Magliana, ieri, c'è stato chi ha dovuto ricordare come "in un'azienda che va in crisi ogni anno nessuno può sentirsi garantito". E' il momento anche dello sfogo. Le ragazze del call center, che si sono decise a "mostrarsi" (maglietta bianca con sopra "no call center, no party" e uno striscione "non staccateci la Spinettà") lamentano di non essere mai nominate come comparto; e perfino di non sapere bene cosa si stia discutendo - per loro - in sede di trattativa. Ma lo stesso possono dire molti altri reparti, spesso addirittura "societarizzati" al di fuori del perimetro Alitalia. E' il caso dei 400 operai dell'Ams di Fiumicino - manutenzione leggera degli aerei in pista, motori, ecc - che arrivano in corteo con tamburi, bandiere e fumogeni. E' uno degli impicci più strani, combinato sull'onda della sbornia per le "privatizzazioni": una società che al 40% è in mano a Lufthansa, il primo concorrente continentale dei francesi. Lo stesso vale per reparti apparentemente intoccabili, come l'amministrazione o il centro dati. Dove pure sono stati pagati prezzi inverecondi al clientelismo politico-affaristico. Esemplare la vicenda del "biglietto elettronico", la modalità entrata in vigore da poco. Se ne parla dal '99, ma solo un anno e mezzo fa si è capito che non sarebbe mai stato possibile rispettare la scadenza fissata dalla Iata (maggio 2008). Nelle classifiche la compagnia risultava ben oltre il 100 posto, il nucleo di lavoratori interni da dedicare alla risoluzione del problema non era in pratica formato. In pratica si rischiava di finire fuori mercato. Poi tutto di corsa: il gruppo di interni veniva arricchito con una decina di persone provenienti dal call center, ma venivano reclutati anche 5 consulenti esterni: 3 da Eds (azienda informatica) e 2 da Galileo (altra società ex Alitalia). Si creava una situazione assurda in cui gli "interni" passavano il tempo a "formare" i consulenti Eds (rivelatisi incompetenti nella materia specifica). E intanto i costi lievitavano (voci non verificabili parlano di un "project manager" non all'altezza, ma che costerebbe circa 800 euro al giorno). Alla fine gli "interni" sono riusciti a realizzare l'obiettivo con due mesi di anticipo, collocando Alitalia al 9° posto (davanti ad Air France, che pure occupa molta più gente su questo programma). Ciliegina finale: ai lavoratori non è stato dato nemmeno un "premio di risultato"!.

Torna all'inizio


Pd e Pdl contro il Viminale Silvio tratta con il <ribelle> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il retroscena In campo anche Gianni Letta Pd e Pdl contro il Viminale Silvio tratta con il "ribelle" Centrodestra per una "soluzione politica" ROMA - Nel giorno nero di Alitalia, il Quirinale, palazzo Chigi, il Viminale e tutti i leader politici sono con il fiato sospeso. Attendono di sapere se Pizza, leader di un partitino che si chiama Dc, consentirà di andare al voto il 13 aprile, sperano che una vicenda da azzeccagarbugli non s'infili nel ginepraio delle carte da bollo, spostando la data delle urne e scaricando sulle massime cariche istituzionali il peso di un intervento che sarebbe senza precedenti. Il rinvio delle elezioni. Perché il rischio esiste dopo che il Consiglio di Stato ha riammesso il simbolo dello scudocrociato, e soprattutto dopo che ieri Amato ha reso nota l'eventualità. Proprio sul ministro dell'Interno si sono concentrati gli strali. Strali bipartisan, con Veltroni che ha cercato di mettere una distanza tra sé e Amato, e con Berlusconi che ha iniziato a imprecare, perché "in Italia non si capisce mai chi decide: la Consulta, la Cassazione, il Tar, il ministero... Siamo in una repubblica delle banane e questo governo è il suo degno rappresentante ". Il Cavaliere è furibondo perché ritiene che "la responsabilità della panzana" sia del dottor Sottile, e perché sa che ora gli toccherà sbrogliare la matassa, offrendo a Pizza - suo alleato - una "soluzione politica", così da porre fine alla tragicommedia. Di "soluzione politica" parla infatti La Russa, che ieri ha sondato Pizza, amico da una vita. E alla "soluzione politica" accenna anche l'ex mastelliano Del Mese, che è candidato con la Dc: "Premesso che di Berlusconi non mi fido - è la premessa - ci sono due possibilità: che lui faccia votare i nostri candidati dai suoi elettori oppure... No, niente soldi. Ci sono altre strade: incarichi di governo, nomine negli enti pubblici...". La nemesi si abbatte sul Cavaliere, che più voleva disfarsi dei partitini, più è costretto a subirne le richieste. "Ma insomma - sbotta Del Mese - che colpa ne abbiamo se Amato ha cercato di favorire Casini escludendo il nostro simbolo dalle elezioni? Perché di questo si tratta. Amato voleva aiutare Casini, nonostante fior di sentenze gli sconsigliassero di cancellarci. E ora - chiosa in modo assai colorito - ha fatto una figura di m...". La figuraccia in realtà la rischia il Paese, come dice Prodi e come sostiene anche Fini: "Peggio dell'immondizia di Napoli". Già da martedì sera, subito dopo la decisione del Consiglio di Stato, era iniziata una girandola di colloqui per trovare un rimedio: si va da Amato a Gianni Letta, fino al segretario generale della presidenza della Repubblica. Perché Napolitano vuole che si disinneschi l'ordigno, e c'è chi nel Pd interpreta l'attacco di Berlusconi al Colle dell'altro ieri come una sorta di "azione preventiva ". La sentenza a favore della Dc e il rischio di un rinvio del voto preoccupa anzitutto Bertinotti e Casini, che dai sondaggi notano come Pdl e Pd stiano "cannibalizzando" i consensi. Ci sono poi altri motivi: la Sinistra Arcobaleno è ormai senza più fondi per la campagna elettorale, e i centristi si vedono minacciati dalle mosse di Pizza. Il leader della Dc ieri ha chiesto il sequestro del simbolo Udc, ma già la sera prima Casini aveva avvertito Cuffaro del pericolo. Raccontano che l'ex governatore della Sicilia abbia ricevuto una telefonata dall'amico "Pier" mentre stava tenendo un comizio, durante il quale aveva chiesto di votare "per lo scudocrociato". Dopo il colloquio, Cuffaro ha corretto il messaggio: "Solo una cosa dovete tenere a mente, il nome di Casini. Non fissatevi sul simbolo, mettete la croce dove vedete il nome di Casini". Paradossalmente sarà Berlusconi a togliere le castagne dal fuoco all'ex alleato, offrendo a Pizza una congrua "soluzione politica". Paradossalmente è su Berlusconi che Veltroni ieri ha provato a scaricare il costo politico della vicenda: "Non vorrei che il rinvio del voto - ha detto il leader democratico - fosse un auspicio del Pdl, che non sente più sicuro il successo". In realtà, dagli ultimi rilevamenti riservati in suo possesso, Veltroni sa che il Cavaliere al Senato oggi ha un margine vincente che va da 161 a 171 seggi, esclusi i senatori eletti all'estero. Ci ha provato, cos'altro poteva fare? Già si approssima il ciclone Alitalia, e non vorrebbe prendersi in carico anche "l'errore" del Viminale. Peccato che la Sinistra non intenda fargli sconti: "Prima di dire certe cose - commentava ieri il verde Bonelli - Veltroni parlasse con Amato, che ha fatto dichiarazioni avventate, mentre avrebbe dovuto star zitto e consultarsi con il capo dello Stato. è un gaffeur peggiore di Enzo Bianco, un suo predecessore agli Interni. Certe cose non succedono nemmeno nei consigli comunali. Si vada al voto ". Alle urne, alle urne. Per Pizza paga Berlusconi. Francesco Verderami.

Torna all'inizio


Alitalia La rottura (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: BREVI Alitalia La rottura \\ Walter Veltroni Interferenze politiche e annunci sconsiderati hanno fatto interrompere la trattativa tra Air France e sindacati. Ora il governo si adoperi per riprendere le fila del negoziato.

Torna all'inizio


Il Cavaliere: con tasse alte legittimati a non pagare (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere: con tasse alte legittimati a non pagare Bonaiuti: ma non inneggia all'evasione. Attacco sulle intercettazioni ll leader pdl: se escono altre registrazioni su di me lascio l'Italia. Precisazione del portavoce dopo la frase sullo "stato criminogeno" DAL NOSTRO INVIATO ANCONA - Oltre una certa soglia di tassazione "lo Stato diventa in qualche modo criminogeno, autorizza i cittadini a sentirsi autorizzati ad evadere ed eludere il fisco". è un concetto che Berlusconi ha già espresso in pubblico almeno una decina di volte, che richiama un dialogo a distanza con il suo elettorato. Eppure ogni volta che il Cavaliere apre bocca sul tema non riesce a spiegarsi compiutamente. Del resto il concetto è volutamente tenuto in equilibrio e dunque è interpretabile in un modo come in un altro. Ieri è accaduto per l'ennesima volta. Berlusconi fa come al solito riferimento al diritto naturale, al fatto che "se lo Stato ti chiede il 30% del tuo reddito e non ti dà servizi corrispondenti poco male, ma se ti chiede il 50% o anche il 60%, come accade per il costo di alcuni lavoratori, allora ci si può sentire anche un po' giustificati ad evadere ed eludere le tasse". Insomma "aliquote giuste, contribuenti onesti", ma la parola incriminata è quel "legittimati", e poco importa che il portavoce Paolo Bonaiuti si affretti a smentire che Berlusconi inneggi all'evasione; così come poco importa che il leader del centrodestra, forse per la prima volta durante una campagna elettorale, inserisca il tema della lotta all'evasione (che "ci costa il 6% del Pil") in cima agli obiettivi possibili della sua futura azione di governo. Berlusconi parla di mattina a Roma, davanti all'assemblea dell'Ance, l'associazione dei costruttori, quindi di pomeriggio nelle Marche, in piazza ad Ancona, davanti ad alcune migliaia di persone (la piazza è gremita) e sotto una lieve pioggerella ("Piove, governo ladro"). Oltre ad Alitalia e al caso del giorno, la riammissione della lista Dc di Pizza, davanti agli imprenditori accenna al tema delle intercettazioni, per annunciare una stretta legislativa e dire che "continuo ad usare il mio telefonino con la più ampia libertà, ma se escono fuori di nuovo delle registrazioni su di me lascio il Paese". Nel capoluogo delle Marche il leader del Pdl conclude il comizio dicendo alla folla di "andare a convincere gli infedeli, per diffondere il verbo della libertà". Il suo profilo politico come religione è accostamento forse non inedito ma certamente non fra i più abusati. è più ascoltato invece il discorso sul Senato, anche questo altalenante come gli argomenti sul fisco: in piazza dice che "se non avremo un numero sufficiente di senatori non potremo operare, perché quelli a vita sono dalla parte della sinistra". In un intervista al Corriere Adriatico si dice invece convinto che non accadrà: "Al Senato non ci sarà alcun pareggio, avrò una buona maggioranza, con l'opposizione cercheremo come è giusto un dialogo solo sulle riforme delle regole e delle istituzioni". Come ogni giorno un attacco a Di Pietro: "Il campione delle manette che ha sbattuto in galera migliaia di gente innocente ". E ancora un invito "non gettare al vento il voto per il Senato, scegliendo i piccoli partiti del centrodestra che non hanno chances di eleggere un solo senatore". Marco Galluzzo Su il bavero Silvio Berlusconi ieri all'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili (Daloiso).

Torna all'inizio


<Usati dai politici Adesso può salvarla solo un esorcista> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La lettera del numero uno "Usati dai politici Adesso può salvarla solo un esorcista" ROMA - Un addio che è anche un "j'accuse" nei confronti del mondo politico e delle sue ingerenze, acuitesi in campagna elettorale, nella vita della maggiore compagnia nazionale. Che ora rischia il fallimento. Diciotto righe che terminano con un "Grazie a tutti voi. Maurizio Prato". Così, senza nemmeno il titolo di presidente che ricopriva dal primo agosto. Come se invece fosse uno dei tanti lavoratori di Alitalia. è il saluto che Prato, tredicesimo presidente della compagnia, ha inviato "a tutti i dipendenti" pochi minuti dopo aver preso la decisione di lasciare l'incarico assunto il primo agosto 2007. "Lascio - spiega il manager di Foligno - a seguito del mancato raggiungimento dell'accordo con le Organizzazioni sindacali sulla proposta vincolante del Gruppo Air France- Klm". Poi un chiarimento circa la natura della decisione: "Non è un abbandono il mio - precisa -. Ho lottato con tutte le mie forze e con il pieno supporto del management aziendale, che ringrazio di cuore, per risolvere la drammatica situazione nella quale versa la compagnia sotto il profilo economico-finanziario, pur in un costante e pressoché generalizzato clima ostile che nulla ha a che vedere con l'effettiva tutela di chi lavora nell'azienda e per l'azienda". Parole semplici ma dure che lasciano intravedere la fatica di aver guidato la compagnia aerea nel periodo più difficile: subito dopo il fallimento della gara messa a punto dal Tesoro e gestita dal predecessore Berardino Libonati. A Prato il governo aveva affidato un mandato più complesso: farsi carico della crisi della compagnia e avviare in prima persona la ricerca di un partner che potesse assicurare un futuro ad Alitalia. Un compito cui Prato si è affezionato, con la caparbietà che gli è propria, e che lo ha guidato in altri incarichi pubblici. Ma Alitalia è un'altra cosa: "Questa azienda ha una maledizione: solo un esorcista può salvarla" avrebbe detto ai sindacati. "Intendo dare un segnale - scrive ora Prato - che possa indurre le Autorità di governo a valutare con estrema attenzione come il contesto esterno fortemente penalizzante in cui tutta la vicenda si è svolta, in particolare con l'apertura della campagna elettorale, rischi di compromettere ingiustamente il futuro della compagnia e dei suoi appartenenti ". Un modo forse per invitare la politica a rioccuparsi di Alitalia solo dopo il voto. Ma l'ultimo appello è rivolto ai dipendenti e rivela l'attaccamento del manager ai lavoratori di Alitalia: "Unitamente al ringraziamento per il lavoro da tutti compiuto, per lo spirito di servizio dimostrato e per il forte senso di appartenenza, rivolgo un caldo invito alla fiducia: Alitalia è viva; la Vostra forza, se sarete compatti e penserete con la Vostra testa, potrà ancora salvarla!". Prato, a metà del suo lavoro, aveva espresso il desiderio di ritornare al più presto a guidare la società pubblica Fintecna. Un proposito che adesso assume un significato diverso, visto che proprio Fintecna è stata indicata, nella proposta dei sindacati, come la società che dovrebbe entrare nel capitale della Nuova Alitalia. Antonella Baccaro Oggi il board della compagnia sarà chiamato a discutere le dimissioni di Maurizio Prato Il manager Maurizio Prato, tredicesimo presidente Alitalia, era stato nominato il 1Ë? agosto dello scorso anno in sostituzione di Berardino Libonati rimasto in carica meno di sei mesi.

Torna all'inizio


Il dossier AirOne e il piano dei banchieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Alternative Dopo lo stop improvviso di Air France. Il ruolo di Intesa Il dossier AirOne e il piano dei banchieri MILANO - La parola "fallimento " ancora nessuno ha il coraggio di pronunciarla. Anche se l'uscita di scena di Air France-Klm mette Alitalia davanti a una scelta difficile, è improbabile che la compagnia porti i libri in Tribunale. Certo, il commissariamento a molti appare l'unica strada possibile adesso. In effetti pensare a un'alternativa "di mercato " che possa rimettere in pista la compagnia di bandiera sembra azzardato. A meno che non ritorni in campo quella AirOne che nei mesi scorsi anche a colpi di ricorsi e con l'eventuale assistenza di Intesa Sanpaolo, si era fatta avanti per privatizzare l'Alitalia. Il patron di AirOne, Carlo Toto, non ha mai fatto mistero di voler arrivare fino in fondo, da vincitore. Anche a costo di portare la vendita di Alitalia in Tribunale (uscendone però sconfitto), ha fatto di tutto per rientrare in gioco. Intesa, invece, dopo essersi spesa molto per promuovere l'offerta in cordata con Toto, in queste settimane era apparsa più defilata vista la concorrenza di rango di Air France. Dopo l'esclusiva concessa a Spinetta, l'amministratore delegato della banca milanese, Corrado Passera, ha riposto il dossier chiarendo che non sarebbe stato possibile fare alcuna offerta. Almeno finché sarebbe stata in piedi la trattativa con Air France. Ora che il tavolo è saltato si rimetterà al lavoro? Difficile dirlo. La situazione non è un mistero sia stata complicata dalle imminenti elezioni. Anche se va detto che AirOne-Intesa, insieme ai consulenti della Seabury, ha passato mesi a studiare nei minimi dettagli il salvataggio della compagnia. Certo, adesso c'è anche la cordata lanciata da Silvio Berlusconi che, pur in fase embrionale, sta cercando di prendere forma. Bruno Ermolli, il consulente incaricato dall'ex premier di sondare gli interessati, ci sta lavorando. Tra veri e presunti sono molti i nomi circolati: da Salvatore Ligresti a Diana Bracco ai Moratti a Miro Radici a Marcellino Gavio, quest'ultimo sollecitato a partecipare dallo stesso Cavaliere. Ma ci vuole tempo prima che una soluzione terza possa prendere corpo. AirOne, sempre che Intesa decida di tornare in campo, può disporre di un piano perlomeno già delineato e magari imbarcare nuovi partner. Per rientrare in gioco Toto ha posto una condizione preliminare al governo: la concessione di due-tre settimane per fare una due diligence sui conti aggiornati della compagnia di bandiera. In realtà non è che ci sia poi tutto questo tempo a disposizione. A meno che, chiunque sia il potenziale "salvatore", non preferisca aspettare che un commissario faccia pulizia, per poi rientrare in gioco e gestire l'eventuale rilancio. Federico De Rosa AirOne Il piano.

Torna all'inizio


ROMA - E adesso? Dopo l'addio di Spinetta alla trattativa con sindacati le strade po (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ssibili sono due: o rinvio di tutta la partita a dopo le elezioni o il commissariamento: con la consapevolezza che, in questo caso, senza un nuovo partner industriale, la compagnia non andrebbe lontano. Insomma, neanche la legge "salva Parmalat" servirebbe a molto. Perché il gruppo di Tanzi era un'azienda sana oberata dai debiti. Alitalia perde uno-due milioni al giorno perché non riesce a stare sul mercato. Non a caso la strada del commissariamento la vorrebbero evitare tutti. Perché nessun commissario potrebbe fare miracoli. Perché quando i fornitori incominciano a chiedere di essere pagati in contanti, quando chiedono la chiusura delle fatture aperte, un amministratore deve fare i suoi passi. Quali? Qualunque commissario (in questi giorni si è fatto il nome di Enrico Bondi) avrebbe una missione precisa: mantenere Alitalia in attività e ricollocarla sul mercato, dividendo fra i creditori quanto sia riuscito a ricavare. Come farlo? La strada è già tracciata. Appena arrivato alla cloche, il commissario farebbe due manovre immediate: il congelamento dei debiti (l'indebitamento è di circa 1,2 miliardi) e un piano di riduzione drastica dei costi per gestire al meglio la cassa (alimentata dal credito privilegiato delle banche o da un prestito ponte). Le prime voci da tagliare sono quindi quelle che non si possono congelare: gli affitti degli aerei (oltre 300 milioni su 2,7 miliardi di costi per servizi nel 2007), il carburante (oltre un miliardo l'anno scorso), le assicurazioni e gli stipendi (839 milioni). Dal punto di vista operativo, rimarrebbero a terra almeno 70-80 aerei sui 174 attuali, secondo le cifre che circolano al Tesoro. Praticamente il doppio delle macchine ipotizzate da Air France. Addio quindi a oltre metà delle rotte di lungo raggio, da Malpensa ma anche da Fiumicino. Poi, il taglio secco coinvolgerà le rotte in perdita. E a soffrire saranno senz'altro le rotte minori. Immediate le conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa integrazione per circa 3.000 dipendenti (circa 2.100 assistenti di volo e 900 piloti). Ma gli ammortizzatori sociali non risparmierebbero altre 2.000 unità tra il personale di terra (almeno metà della manutenzione). Poi scatterebbero le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia all'attività essenziale, il manager liquidatore dovrebbe vendere, magari all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può rientrare in campo Air France. E a quel punto, Parigi, Lufthansa o una cordata italiana avrebbe l'occasione di acquistare Alitalia senza debiti. R.Amo.

Torna all'inizio


No di Air France. Prato: ho fallito, vado via (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE No di Air France. Prato: ho fallito, vado via Spinetta: proposta sindacale inaccettabile. Compagnia nel caos. Lo spettro del commissario Azioni sospese in Borsa Il manager francese: "Volevano li accudissi come ha fatto lo Stato" L'ipotesi Lufthansa ROMA - Il volo delle 21.25, ieri sera, ha riportato il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, a Parigi. La trattativa con i sindacati di Alitalia è fallita. I francesi hanno respinto l'ultima proposta avanzata dalle 8 sigle al tavolo. Il capoazienda, Maurizio Prato, si è dimesso. Il cda deciderà se accettare o portare i libri in tribunale. Ma i sindacati s'oppongono: chiedono un "tavolo permanente di crisi" per traghettare la compagnia fino a dopo il voto. E forse già pensano a un'altra trattativa, con un altro acquirente: il più quotato è Lufthansa. E persino al ritorno dei francesi. In un'altra fase. è l'epilogo di una giornata partita male e finita peggio. Eppure tutto era già successo martedì. La proposta killer che ha liquidato i francesi, preparata da Cgil e Cisl, che prevedeva il rientro di tutte le attività di Az Servizi in Alitalia e l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova società, era già scritta. La conosceva Prato, che aveva previsto la contrarietà dei francesi, ma che in un estremo tentativo aveva dato l'assenso informale di Alitalia e Fintecna. La sapeva il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che l'aveva subito avversata e che ieri in un'audizione alla Camera ha ribadito che non c'erano alternative ai francesi. Ne era al corrente soprattutto Spinetta, che aveva anticipato il "no" ai sindacati. Il manager martedì sera era amareggiato: "Non so più cosa fare - confidava ai suoi, a cena -. So cosa vorrebbero i sindacati: sostituire allo Stato italiano, che finora li ha accuditi come un padre, l'aiuto di Air France. Ma io non posso ". Tutto previsto. L'incontro alla Magliana, mentre i lavoratori organizzati dalla Cub protestavano ai cancelli e quelli di Atitech occupavano lo scalo napoletano, la formalizzazione della proposta sindacale unitaria (esclusa la Uil, rimasta fuori dal tavolo), la risposta di Spinetta. "Air France-Klm - recita la nota finale - non ha ricevuto alcun mandato dal consiglio per dar seguito a questo schema completamente nuovo. Nel merito questa proposta, volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie, è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività". Spinetta riunirà comunque il consiglio per sottoporgli la proposta ma il manager ha già detto di dubitare che verrà accettata "perché richiede molti mesi di lavoro e di riflessione" mentre i problemi di Alitalia "vanno affrontati oggi". L'abbandono di Air France ha scosso Prato: "Serve una scossa: - avrebbe detto ai sindacati - ho fallito e devo dare un segnale personale". Un preannuncio delle dimissioni che sono arrivate mezzora dopo, alle 20.30, con una lettera affettuosa ai dipendenti che di certo il manager aveva pronta. I sindacati l'hanno atteso fuori dalla porta. Il loro auspicio è che il cda oggi ne respinga le dimissioni e che Prato traghetti la compagnia, anche nelle vesti di commissario, fino a dopo il voto, sfruttando i 178 milioni appena incassati. Non è facile che Prato accetti. Oggi Alitalia sarà sospesa in Borsa. I sindacati, che hanno invitato i lavoratori a sospendere le proteste, hanno in mente uno schema che avrebbe già un consenso politico bipartisan: "Proseguire nel piano stand alone, ricercando condizioni di rinnovato interesse, in un contesto europeo, per un processo industriale di ampio respiro attraverso una vera negoziazione ". Traduzione: lo schema rifiutato ieri da Air France può andar bene a qualcun altro. C'è chi parla di contatti già avviati con Lufthansa. Il tutto in un clima diverso, dopo il voto, facendo emergere imprenditori e banche promessi da Berlusconi. Spazio al prossimo governo dunque, perché Alitalia resti italiana. Ma intanto però c'è da evitare il fallimento che verrebbe accollato a Prodi: un punto su cui il partito di Walter Veltroni sarebbe stato nettissimo. A. Bac. Rottura Il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ieri ha preso atto "con rammarico della rottura dei negoziati" con i rappresentanti dei sindacati di Alitalia che, ha sottolineato, "non dipende da noi".

Torna all'inizio


Maroni: Malpensa comunque sarà rilanciata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Maroni: Malpensa comunque sarà rilanciata Incontri digitali su Roberto Maroni "La Lega Nord fa il tifo affinché la trattativa con Air France- Klm fallisca. E per un solo motivo: il piano strategico dei francesi prevede che Malpensa chiuda". Non solo: "Alitalia se ne può pure andare, la sostituiremo con altri vettori". E quanto allo scalo varesino, tornerà a nuova vita: "Ci vorranno almeno due anni", nel corso dei quali "ci sarà da soffrire". Ma poi decollerà perché "già oggi è l'hub più puntuale d'Europa". Roberto Maroni, capogruppo della Lega Nord alla Camera, ne è convinto e lo ribadisce più volte nel corso della videochat con i lettori di Corriere.it. "I destini di Malpensa e quelli di Alitalia - spiega - sono e restano separati" e la compagnia di bandiera, "potrà comunque essere salvata con la legge Marzano, come è avvenuto per Parmalat e Volare". E se Alitalia fallisse - lo incalza un lettore - Malpensa non ne soffrirebbe di più? "Più di quanto stia soffrendo a seguito di questa politica scellerata? No, non è possibile".

Torna all'inizio


ROMA Colpo di scena alle sette di sera. Air France ha abbandonato il tavolo di trattativa c (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Colpo di scena alle sette di sera. Air France ha abbandonato il tavolo di trattativa con i sindacati respingendo l'ultima proposta (anzi la controproposta) che le otto sigle (non era presente la Uil) avevano presentato nel pomeriggio in risposta alle "aperture" di Jean Cyril Spinetta. Insomma è rottura. Traumatica perchè si è dimesso anche il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Salta così l'offerta di Parigi per acquisire l'Alitalia. "E' una proposta inaccettabile - ha puntualizzato il top manager del vettore transalpino abbandonando la sala riunioni insieme al suo staff - perchè non rientra nel mio mandato. Sono contrario a livello personale. Comunque presenterò la proposta al mio cda, ma dubito possa essere accettata perchè servirebbero molti mesi di lavoro e di riflessione che Alitalia non può sostenere perchè i problemi non possono aspettare". Più tardi un comunicato della compagnia francese: "La proposta dei rappresentanti dei lavoratori è incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività, si vogliono mantenere nel perimetro Alitalia attività pesantemente deficitarie". Capitolo chiuso? Forse. Ma non è scontato anche se la strada, che era in salita, è diventata una improbabile arrampicata. In mattinata il ministro Padoa-Schioppa in Commissione Trasporti della Camera aveva prospettato l'ipotesi del fallimento: "Quella di Air France è l'unica carta, l'unica offerta concreta, se non andasse in porto si ricorrerebbe alla legge Marzano". L'ultima offerta presentata dai sindacati, in pratica, ha riportato la loro posizione sulla linea del vecchio fronte, con una novità, quella della richiesta di conferire l'intera quota posseduta da Fintecna in Az-Servizi con l'obiettivo di far accrescere il capitale della nuova azienda "rendendo più solida la prospettiva del rilancio di Alitalia". Risorse che sarebbero utilizzate in parte per l'ingresso di aerei di lungo raggio. Per il resto è stato chiesto il mantenimento del settore cargo, la dismissione di un minor numero di aerei di medio raggio. E soprattutto che nel "perimetro" aziendale siano mantenute le attività di Alitalia-Fly e Alitalia-Servizi. Quindi nessuno smembramento. In cambio si sarebbe garantita la disponibilità a "condividere i necessari" interventi di riorganizzazione compresi gli esuberi di personale, attraverso esodi incentivati, mobilità, contratti di solidarietà e cassa integrazione. Un pacchetto ben diverso da quello offerto da Spinetta con l'entrata in flotta di 2 Boeing 777 già dall'anno prossimo, l'anticipazione delle sostituzioni degli Md-80 con gli Airbus 321, la disponibilità a rivedere i tempi di dismissione del cargo, la possibilità di mantenere l'attività del polo napoletano di Atitech. Posizioni difficilmente conciliabili anche per la rigidità dimostrata dalla "base". I lavoratori Atitech hanno bloccato a più riprese lo scalo di Capodichino determinando pesanti disagi per i passeggeri; un'assemblea spontanea di piloti a Fiumicino ha diffidato i propri rappresentanti "a non sottoscrivere alcun accordo che prevedesse la dismissione di aeromobili". E comunque non prima di un referendum "preventivo e vincolante". I sindacati hanno immediatamente chiesto un "immediato intervento del governo", intanto con un rapido confronto e poi hanno auspicato la creazione di una unità di crisi con manager, organizzazioni sindacali e lavoratori per gestire la situazione e garantire l'operatività aziendale. Secondo Guglielmo Epifani (Cgil) "il no di Air France mette fine alle possibilità di trovare un'intesa. Noi avevamo presentato una proposta seria e responsabile mentre il piano francese presentava troppe incertezze". "Serviva un rinvio - ha sottolineato Luigi Angeletti (Uil) - per evitare il bivio tra bere e rompere. Non ci hanno seguito". Per Renata Polverini (Ugl) "il rifiuto di Spinetta smentisce ogni principio di condivisione".

Torna all'inizio


Film e programmi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-03 num: - pag: 60 categoria: BREVI Film e programmi Hoffman avvocato contro le armi Un folle fa strage in un ufficio prima di suicidarsi. La vedova di una vittima fa causa all'azienda di armi. Il suo avvocato (Dustin Hoffman) sfida un corrotto (Gene Hackman, foto con Hoffman). La giuria Raitre, ore 21.05 Gnocchi e le fantasie degli italiani Gene Gnocchi (foto) fa un viaggio nelle fantasie più nascoste degli italiani. Ospiti in studio l'arbitro Walter Cinciripini, la sessuologa Silvia Beccacini, una escort, Wilma De Angelis. Artù Raidue, ore 23.50 Capotondi e Caparezza da Chiambretti Ospiti di Piero Chiambretti in questa puntata l'attrice Cristiana Capotondi (foto) e il rapper Caparezza che presenterà li suo primo libro "Saghe mentali" (Rizzoli). Markette La7, ore 23.50 La D'Urso e i record più strani Barbara D'Urso (foto) alle prese con i record del Guinness dei Primati: l'uomo più alto del mondo (240 cm.) e quello più basso (72 cm), le unghie più lunghe, i record di apnea. Lo show dei record Canale 5, ore 21.10 Giobbe Covatta assieme a Costanzo Maurizio Costanzo (foto) ospita padre Giulio Albanese, Dario Bandiera, Giobbe Covatta, Claudio Lippi, il "bauscia" del GF, Antonio Polito e un monaco tibetano. Maurizio Costanzo Show Canale 5, ore 23.30 Un'inchiesta sulla crisi Alitalia Un'inchiesta di Giovanna Corsetti che ricostruisce le tappe della crisi Alitalia con testimonianze di manager e dipendenti della compagnia di bandiera. La storia siamo noi Raidue, ore 22.50.

Torna all'inizio


ROMA - A Francoforte non hanno mai smesso di crederci. E adesso, dopo la clamoros (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - A Francoforte non hanno mai smesso di crederci. E adesso, dopo la clamorosa uscita di scena di Air France, stanno scaldando i motori per tornare in gioco da protagonisti. I tedeschi di Lufthansa, che pochi mesi fa avevano partecipato alla gara per l'acquisizione della nostra compagnia di bandiera, hanno il dossier aperto sul tavolo. E già ieri sera, secondo quanto risulta a Il Messaggero, pochi minuti dopo l'annuncio di Spinetta, hanno cominciato a ragionare su come avviare la procedura di avvicinamento ad Alitalia. Per arrivare, in tempi rapidi, ad un accordo condiviso, globale e strategico. Non è escluso che nelle prossime ore, nella massima riservatezza, vengano avviati i primi contatti informali con le autorità italiane e, in un secondo tempo, con i sindacati. Di certo l'esperienza dei francesi potrà essere utile per evitare di compiere passi azzardati. I tedeschi sono infatti decisi a scoprire le carte solo quando il quadro politico sarà più chiaro e, ovviamente, dopo un attenta analisi dei conti del pianeta Alitalia. Per questi viaggeranno a fari spenti. Consapevoli dei rischi e di un eventuale ritorno di fiamma di Parigi, magari in extremis. Fonti vicino al dossier ricordano comunque che la compagnia guidata da Wolfgang Mayrhuber ha sempre seguito con attenzione l'evolversi della trattativa. In sostanza, i tedeschi sono stati alla finestra in attesa di sviluppi, ma hanno contestualmente evitato di pestare i piedi ai concorrenti francesi. Adesso, naturalmente, cambia tutto. Prudenti per natura gli uomini di Lufthansa non vogliono però affrettare i tempi. Tante le variabili oggetto in queste ore di attenta analisi. Prima di tutto quelle politiche, con il delicato passaggio delle elezioni politiche ormai alle porte, le mosse di Berlusconi e quelle di Veltroni. Dichiarazioni, specialmente quelle del leader del Pdl, che in questi giorni sono state vagliate e radiografate. Ma la condizione-chiave per scendere in pista era ed è sempre stata legata al fallimento della trattativa con Air France. Fallimento che si sta consumando dopo il "no" dei sindacati al piano di Spinetta e, fatto non secondario, all'ostilità dichiarata di Silvio Berlusconi. Dati incontrovertibili. Che si uniscono alla necessità, ribadita recentemente proprio dal numero uno di Lufthansa, di crescere su un mercato appetibile come quello italiano. Anche in vista delle prospettive che l'Expò di Milano può creare in termini di traffico aereo e fatturato. I tedeschi, qualora dovessero arrivare al traguardo, punteranno comunque forte sopratutto su Fiumicino, considerato lo snodo principale, l'hub da valorizzare, in questo condividendo la scelta già fatta dai francesi. Per Malpensa immaginano invece uno scenario diverso. Comunque di sviluppo. Sotto il profilo economico Lufthansa si sente tranquilla. "Abbiamo i mezzi - ha spiegato Mayrhuber - tecnici e finanziari per procedere ad acquisizioni e le giuste motivazioni per farlo". Parole pronunciate solo 20 gionni fa. Ora diventate attualissime. Ma i tedeschi scenderanno in campo da soli o con una cordata tricolore? La scelta ovviamente non è stata ancora compiuta, ma una partnership è una ipotesi molto realistica. Lo schema potrebbe essere questo: un socio industriale internazionale forte, i tedeschi appunto, insieme ad un pool di industriali e, magari, alla Air One di Carlo Toto. Proprio quest'ultimo ha accolto certamente con soddisfazione l'addio dei francesi, che ha considerato sin dall'inizio della gara, fin troppo favorito dal governo. Di fatto lo scenario che si profila riapre anche per Air One nuove possibilità. Dal quartier generale della compagnia non trapelano dichiarazioni ufficiali, ma i collaboratori più stretti dell'imprenditore fanno sapere che un piano industriale, aggiornato ed implementato, è già pronto a decollare. Anche qui a patto che il quadro politico si chiarisca. In maniera definitiva. Così come lo scenario legato alla sorte di Alitalia, appesa all'amministrazione straordinaria.

Torna all'inizio


ROMA - Romano Prodi accusa i sindacati, grave errore quello di rompere perch (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABRIZIO RIZZI ROMA - Romano Prodi accusa i sindacati, "grave "errore quello di rompere perchè la prospettiva era seria e concreta". E chiede che "le fantomatiche cordate, se c'erano, ora saltino fuori". Attacca Berlusconi. "E' possibile" che Alitalia sia stata vittima della campagna elettorale. Mentre Walter Veltroni sollecita il governo di adoperarsi "per cercare di riprendere i fili della trattativa, richiamando tutte le parti al senso di responsabilità". Punta il dito contro Berlusconi per le "interferenze elettorali" e gli "annunci sconsiderati" che hanno interrotto il negoziato. A tarda sera, quando l'addio di Jean-Cyril Spinetta per acquistare il vettore, è stato avvertito come un terremoto nei palazzi romani, il presidente del Consiglio, in trasferta a Bucarest, per partecipare a un vertice Nato, fa sentire la sua voce, rammaricandosi del fallimento con Air France (era "una trattativa che dava in prospettiva una buona riuscita di vita e di ripresa"). Se da un lato c'è un'accusa al sindacato perchè, secondo il premier, "si devono assumere la responsabilità" della rottura, dall'altro ce n'è, un'altra, per le cordate annunciate da Berlusconi, mai materializzatesi. Chiede: "Ora saltino fuori". Il premier non pensa che il governo possa fare qualcosa. Anzi, "credo che si possa fare ben poco a questo punto. Il Consiglio dei ministri cosa può dire in questa fase? Nulla". Il Professore si terrà in contatto, con il ministro Padoa-Schioppa e con i vertici Alitalia, che hanno convocato per oggi il Cda. Anche Veltroni è sulla stessa lunghezza d'onda del premier, sollecitando: "Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore". Senza mai citare Berlusconi o il Pdl, il leader Pd aggiunge: "Le interferenze politiche, gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità hanno fatto interrompere la trattativa tra Air France e sindacati". Malgrado gli impegni elettorali in Sardegna, il candidato premier Pd è continuamente rimasto in contatto con esponenti del governo e del sindacato. Quando i "rumors" su un imminente strappo, cominciavano a diffondersi a metà pomeriggio, Veltroni ha parlato con il ministro Bersani. Ed altri leader del Pd hanno iniziato a fare pressing su Epifani, segretario Cgil. Intanto, Umberto Bossi, rileva: "Alitalia è un grosso problema ereditato dal passato. Berlusconi spera di convincere gli imprenditori ad acquisirla, credo però che per gli imprenditori ci sia poco da guadagnare".

Torna all'inizio


Air France ha gettato la spugna (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Colpo di scena nella trattativa Alitalia. I francesi rifiutano la proposta dei sindacati e se ne vanno Air France ha gettato la spugna Air France molla la presa su Alitalia. Il presidente della compagnia transalpina, Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della flotta italiana. Il manager d'oltralpe si è impegnato a presentarla al cda di Parigi, ma dubita che sarà accettata. La mossa ha provocato l'uscita di scena dell'ad di Alitalia, Prato, che si è dimesso. Oggi è previsto un cda straordinario. Per il commissariamento spunta il nome di Enrico Bondi. Lombardo e Usai alle pag. 4 e 5.

Torna all'inizio


Il rischio commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: BREVI Il rischio commissario Dopo la rinuncia di Air France-Klm e le dimissioni del presidente Maurizio Prato su Alitalia, incombe il rischio commissariamento 2.

Torna all'inizio


Prodi <rompe> con i sindacati <Ora aspetto le cordate fantasma> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il retroscena La preoccupazione di Rutelli in corsa per il Campidoglio Prodi "rompe" con i sindacati "Ora aspetto le cordate fantasma" Veltroni: intervenga il governo. La replica: cosa possiamo fare? ROMA - Che dopo la deflagrazione della trattativa per l'Alitalia possa deflagrare, sia pure soltanto psicologicamente, anche il centrosinistra, ne è consapevole Alessandro Bianchi. Che in cuor suo non faceva salti di gioia davanti alla prospettiva che la compagnia di bandiera finisse ai francesi. E se oggi avverte tutti che "la cosa più importante ora è tenere i nervi saldi", vuol dire che il rischio che a qualcuno saltino in piena campagna elettorale, effettivamente c'è. A chi è rivolto il suo appello? Forse al ministro dell'Economia Tommaso Padoa- Schioppa, possibile arbitro "tecnico " di una partita che sembra avere ormai persa? Più probabilmente, invece, al premier Romano Prodi, nella speranza che riporti la trattativa a palazzo Chigi. Rimettere la questione dell'Alitalia nelle mani della politica: non era altro che questo il disegno di chi ha giocato la carta Fintecna. Una carta, tutti lo sapevano, che avrebbe fatto saltare il banco. Provocando l'esultanza di molti nello schieramento di Silvio Berlusconi, impegnati a brandire il caso Alitalia come clava elettorale. Ma Raffaele Bonanni, considerato il vero artefice di questa operazione, rigetta qualunque ipotesi di collegamento fra la sua mossa e i tentativi di spallata alla trattativa con Air France già verbalmente inferti dal leader del centrodestra. La sua fedeltà "politica" in questa campagna elettorale al conterraneo Franco Marini, presidente del Senato e margheritino del Pd, sarebbe fuori discussione. Se è davvero così, il Cavaliere sarebbe rimasto alla finestra di una partita tutta giocata nello schieramento opposto. Pronto ad approfittarne, ora o dopo le elezioni, chissà, calando sul piatto qualche candidato a sorpresa. Come un personaggio del calibro di Salvatore Ligresti. Da settimane Prodi e Veltroni, a cui Bonanni ha prospettato l'eventualità di un intervento di Fintecna, si rigiravano fra le mani la patata bollente. Nonostante gli appelli, Prodi aveva però sempre resistito alla richiesta di scendere in campo in prima persona: evidentemente convinto, come ha sempre sostenuto Padoa-Schioppa, che riportare le decisioni a palazzo Chigi avrebbe comportato il rischio di tornare ai giochetti del passato e ai veti sindacali. Senza considerare la possibilità di rogne legali. Il patatrac gli farà riconsiderare la situazione? Da Bucarest, dove si trovava ieri, il presidente del Consiglio ha detto che la rottura "è stata un grande errore perché la prospettiva era seria e concreta e i sindacati se ne devono assumere la responsabilità", augurandosi ironicamente che "ora le fantomatiche cordate saltino fuori". Quanto al governo, "il consiglio dei ministri non potrebbe decidere nulla". Ed è una doccia gelata per chi spera nel suo rientro in campo. Forse anche per lo stesso Veltroni, che in tutte queste settimane ha dovuto subire l'incalzante e spericolata iniziativa di Berlusconi, e in un intervento di palazzo Chigi magari ci sperava. Ha commentato ieri il leader del Partito democratico. "Le interferenze politiche, gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità hanno fatto interrompere la trattativa fra Air France e i sindacati. Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore". Più chiaro di così? Senza contare che questa soluzione potrebbe alleviare pure le ansie del fronte rutelliano. Per la terza volta candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli è alle prese con una campagna elettorale imprevedibilmente difficile. I sondaggi lo danno intorno al 50% e c'è chi intravede lo spettro del ballottaggio. Ci mancherebbe soltanto la rogna di Fiumicino. Sergio Rizzo \\ Un altro compratore? Non c'è il nome né il progetto - dice Padoa-Schioppa - quindi l'alternativa è un sogno.

Torna all'inizio


Morando: confederazioni rigide, che errore (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il senatore Pd Morando: confederazioni rigide, che errore ROMA - "Certo, quello dei sindacati nella trattativa Alitalia rischia di essere un errore grave". Enrico Morando ( nella foto), senatore del Pd, ha un solo dubbio, "che quello dei rappresentanti dei lavoratori sia un irrigidimento studiato, in una trattativa difficile, ammorbidire la posizione degli interlocutori. Speriamo ". "Non credo che i sindacati stiano facendo il gioco di Berlusconi, ma se davvero hanno presentato una piattaforma così rigida da indurre francesi ed olandesi, che sono poi gli unici interlocutori, ad abbandonare il tavolo - dice Morando - sarebbe veramente difficile dare una valutazione positiva a questo atteggiamento". Spinetta sostiene che la proposta sindacale avrebbe bisogno di mesi per essere approfondita "e questo mi lascia sperare bene. Sembra lasciare una porta aperta all'intervento del governo nella vicenda ". Padoa-Schioppa ha detto che senza prospettive del prestito ponte non se ne parla, "ma tutto cambierebbe se Air France accettasse di allungare i tempi del negoziato ". In caso contrario "si aprirebbe la strada del fallimento, certamente la peggiore". Quanto alla cordata Berlusconi, aggiunge Morando, "ora c'è silenzio, ma mi sarei aspettato canti di vittoria da chi fino a ieri ha lavorato per far saltare la trattativa. Poi che credibilità può avere Berlusconi? Ha avuto cinque anni per risolvere i problemi di Alitalia e non ha fatto nulla e oggi chiede 48 ore di tempo per mettere insieme una cordata?". M. Sen.

Torna all'inizio


Protesta alla Magliana (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: BREVI Protesta alla Magliana Anche ieri i lavoratori Alitalia hanno protestato davanti al quartier generale della compagnia.

Torna all'inizio


No definitivo francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Lo stop e le conseguenze No definitivo francese Air France-Klm ritiene che non ci siano più le condizioni per proseguire le trattative con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia 1.

Torna all'inizio


Sacconi: esecutivo incapace di trattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-03 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il deputato Fi Sacconi: esecutivo incapace di trattare ROMA - "Il problema non è la responsabilità dei sindacati". Il vero guaio, sostiene Maurizio Sacconi ( foto), deputato di Forza Italia, "è stato quello di averli lasciati soli a gestire questa trattativa. Il tavolo doveva essere integrato dal governo, era lui che doveva reggerlo, non i sindacati!". Quel tavolo avrebbe dovuto "veder rappresentati gli interessi dei lavoratori, che sono 50 mila persone tenendo conto anche dell'indotto che gravita su Alitalia, ma anche quei profili di interesse nazionale, come gli accordi internazionali, che- dice Sacconi - sono propri dello Stato e che lo Stato non può delegare ai sindacati ". Anche se la trattativa sembra essere scivolata sulla ristrutturazione aziendale. "Peggio ancora. Sarebbe un errore ancor più grande, da parte dell'esecutivo, che ha scaricato sui sindacati questa responsabilità". Ora il centrodestra "si augura che il tavolo con Air France vada avanti, che si faccia una ricognizione approfondita e che questa porti a una modifica del loro piano, ma la composizione degli interessi in gioco la deve fare il governo, non altri. Ma come - insiste Sacconi - il governo ha gestito le trattative per la ristrutturazione e il salvataggio di aziende piccolissime e non fa niente per l'Alitalia?". Certo, se la proposta dei francesi restasse "irricevibile e offensiva", come dice Berlusconi, "allora si dovrebbero cercare altre soluzioni. Ma resterebbe la responsabilità del governo Prodi: non si fa una trattativa con un interlocutore unico per farsi dire, alla fine, prendere o lasciare". M. Sen.

Torna all'inizio


Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-03 num: - pag: 43 categoria: BREVI Interventi e Repliche In difesa delle Province Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Credo siano da evitare generalizzazioni. Una cosa è l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi e gli sprechi della politica. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di fronte a tale situazione credo serva a poco abolire un livello di governo. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se si identificassero con puntualità le competenze di ognuno, riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un Paese che ha visto negli ultimi anni fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che moltiplicano i costi e sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni rilevanti. Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le funzioni agli enti a elezione diretta, ci consentirebbe risparmi più significativi dell'eliminazione di un livello di governo previsto dalla Costituzione. Infine, la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte, senza soluzioni demagogiche. Fabio Melilli Presidente Upi, Unione Province d'Italia L'artefice del marchio Alitalia Ho letto con piacere sul Corriere del 31 marzo l'articolo "Alitalia, il marchio vale più della flotta". Questo perché di esso sono stato l'artefice a San Francisco nel lontano 1969. Ero in quell'anno il dirigente responsabile della comunicazione della società che ho lasciato alla fine del 1971 dopo 15 anni di servizio. Alitalia era allora al sesto posto nella graduatoria mondiale, vanto del nostro Paese in tutto il mondo. Purtroppo il declino di Alitalia è cominciato dal giorno in cui la politica ha deciso di inserirsi nelle sue decisioni ed elementi "esterni" hanno ritenuto di poterla guidare mentre il mondo del trasporto aereo cambiava a seguito della "liberalizzazione" introdotta negli Stati Uniti. Si parla sempre dei fallimenti di Sabena e Swissair e si dimenticano quelli dei colossi come Pan American, Twa e Eastern Airlines. Marco Antonini, Marco@villasole.it Energia: eolica, solare e nucleare La lettera "Il fabbisogno di energia nel nostro Paese ( Corriere, 30 marzo), intendendo dimostrare che l'Italia si deve accodare ai Paesi nucleari, si presta alle solite critiche: infatti, se è vero che non ci sarà mai abbastanza vento, né sole, perché allora tutti gli altri Paesi usano così tanto l'eolico e il solare? I Governi italiani nuovi o vecchi non sanno rispondere al quesito e si dovranno adattare a un "mix" di tutte le energie "alla moda", purché si sbrighino. Ma mi permetto di insistere che l'Italia merita a pieno diritto l'industria e la ricerca nucleare perché sono gli italiani di via Panisperna che hanno scoperto la fissione e progettato i reattori a fissione e a fusione. Giusto Buroni, giburoni@libero.it.

Torna all'inizio


Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-03 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, si dimette Prato Si è dimesso Maurizio Prato, presidente e ad dell'Alitalia. La decisione dopo che Air France-Klm aveva deciso di lasciare il tavolo della trattativa con i sindacati. Il presidente Spinetta: la proposta dei rappresentanti dei lavoratori è inaccettabile e va oltre il mio mandato, comunque la porterò in Cda. Elezioni a rischio Dopo che il Consiglio di Stato ha disposto la riammissione nelle liste della Dc di Pizza, il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha chiesto la revoca dell'ordinanza ma non esclude il rinvio delle elezioni del 13-14 aprile . Berlusconi e Veltroni: "Contrari". Focus La corsa dell'oro Nel 2007 il costo di un'oncia d'oro è cresciuto del 32%, nei primi mesi di quest'anno del 20% fino a superare i 1.000 dollari. Ma la corsa non sembra destinata a finire, soprattutto per gli acquisti di India e Cina. Esteri Bush: "Più truppe Nato" La Nato "non può permettersi una sconfitta in Afghanistan". Per questo, i Paesi che fanno parte dell'Alleanza devono "inviare più truppe" nel Paese centro- asiatico. Lo ha detto il presidente Usa George W. Bush prima dell'apertura del vertice Nato di Bucarest. La nonna di Obama Critiche al nero Barack Obama per le sue dichiarazioni a proposito della nonna, una bianca che vive nelle Hawaii. Il candidato democratico alle primarie ha detto che la donna, che lo ha cresciuto e che lui stima, tuttavia aveva impulsi razzisti. Cronache Expo, Moratti e Celentano "Preferisco sentire le sue canzoni. Non penso abbia competenze urbanistiche tali da fare critiche senza conoscere i progetti". è stata questa la replica del sindaco di Milano Letizia Moratti alle critiche di Celentano sull'Expo 2015. "Wojtyla soprannaturale" Giovanni Paolo II aveva "qualità soprannaturali ": questo un passaggio dell'elogio di Wojtyla fatto dal suo successore Benedetto XVI, a tre anni della morte di Giovanni Paolo II durante una messa solenne. Economia Mutui, famiglie in crisi Sono 530 mila le famiglie italiane che si trovano in difficoltà nel pagare la rata del mutuo, secondo il presidente del-l'Antitrust, Antonio Catricalà: "Sono in difficoltà in 420 mila per l'aumento del costo della rata. A queste se ne aggiungono 110 mila per le quali esistono problemi di possibile insolvenza". Negli Usa, secondo il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, "è possibile una recessione economica". Cultura Il comunista letterario Lungo vari decenni della storia italiana i comunisti sono stati al centro dell'immaginario culturale, una stella fissa del nostro universo letterario, dalla Liberazione al Sessantotto, dagli eroi "buoni" della guerra partigiana fino ai dubbi dolorosi dello scrutatore di Italo Calvino. Se ne occupa Il comunista di Anna Baldini, un saggio Utet appena uscito. Spettacoli Cinema, record francese Bienvenue chez les Ch'tis, di Dany Boon, sta per diventare il film francese più visto di tutti i tempi: in sei settimane lo hanno guardato 16,48 milioni di francesi. Narra le disavventure di un postino di Piccardia, innamorato e vessato da una madre terribile. Sport Stasera i viola in Uefa Fiorentina impegnata stasera contro gli olandesi del Psv Eindhoven, andata dei quarti di finale di Coppa Uefa. Prandelli lancia la coppia Mutu-Pazzini.

Torna all'inizio


Alitalia, Air France via Prato pure: è il caos Commissario in vista (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel pomeriggio i sindacati avevano presentato una loro proposta Alitalia, Air France via Prato pure: è il caos Commissario in vista Roberto Farneti Se Tommaso Padoa Schioppa è davvero convinto che la vendita ad Air France sia l'unica alternativa al fallimento di Alitalia, come ha dichiarato davanti alle Commissioni Bilancio, Trasporti e Attività Produttive della Camera, non gli resta che rassegnare lui le dimissioni. La rottura, non si sa se definitiva, che si è consumata nella serata di ieri tra Air France e i sindacati, è infatti anche il frutto dell'assoluta incapacità del ministro dell'Economia - e del presidente del Consiglio Romano Prodi - di creare le condizioni per una trattativa che non si dovesse necessariamente concludere con un accordo capestro. Tanto più che è in gioco il futuro di una azienda che, malgrado i conti in rosso, rappresenta il perno su cui ruota l'intero settore del trasporto aereo italiano. Per il momento, l'unico che ha già deciso di assumersi le proprie responsabilità è il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, uomo messo lì da Padoa Schioppa: "Ora va data una scossa, va presa una decisione forte. Ho fallito e devo dare un segnale personale", si sarebbe sfogato Prato con i sindacati, subito dopo che il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, aveva abbandonato il tavolo con parole senza speranze: "La trattativa è finita". La scelta di Prato di dare le dimissioni, per quanto apprezzabile, spaventa però i sindacati, per quello che ne potrebbe conseguire. Oggi infatti si riunirà il cda di via della Magliana, che potrebbe decidere per il commissariamento. "Una eventualità da scongiurare assolutamente", chiarisce il coordinatore nazionale di Sdl, Fabrizio Tomaselli, secondo cui "ora il governo deve convincere Padoa Schioppa, che non è il padrone di Alitalia, a creare le condizioni per la continuità aziendale e per la ripresa della trattativa con Air France o con chi ha proposte serie". Malgrado la rottura, qualche spiraglio aperto è ancora rimasto. Se infatti la controproposta presentata ieri dalle otto sigle sindacali (la Uil non ha partecipato al tavolo) è stata definita "inaccettabile" da Spinetta, è pur vero che il numero uno del colosso franco-olandese ha anche detto che la porterà comunque all'attenzione del cda del gruppo. "Ma dubito che sarà accettata", ha subito precisato. L'alternativa a questo scenario potrebbe essere l'entrata in gioco di nuovi soggetti. Il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, sfida il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi: "Ora è venuto il momento di chiarire come stanno le cose. Berlusconi ha ora il dovere di rendere pubblica la consistenza della cordata italiana da lui annunciata da giorni". Per Ugo Boghetta, responsabile trasporti del Prc, "a questo punto è necessaria una riunione urgente straordinaria del consiglio dei ministri per analizzare quanto e accaduto e verificare se c'è la possibilità di riaprire la trattativa con Air France su nuove basi. Se poi ci sono cordate italiane serie che intendono farsi avanti, questo è il momento: evitare perditempo". Boghetta punta il dito contro il governo, la cui "assenza dalla trattativa ha fatto sì che una proposta assolutamente responsabile dei sindacati non sia stata accolta da Air France". D'altra parte "Padoa Schioppa con le sue dichiarazioni - osserva ancora Boghetta - ha sempre dato l'evidente sensazione a Spinetta che non avrebbe avuto controparti e controproposte". A far saltare il tavolo è stata soprattutto la proposta dei sindacati di far rientrare Az Servizi nel perimetro della compagnia, facendo partecipare Fintecna alla ricapitalizzazione di Alitalia. Proposta ritenuta valida da Prato, ma non dai francesi. Le otto sigle avevano anche chiesto il mantenimento del settore cargo per l'intero arco di piano, la dismissione di un numero minore di aerei di medio raggio e l'ingresso di nuovi aerei di lungo raggio in anticipo rispetto alle previsioni dell'offerta. Una proposta "seria e responsabile", sottolinea il leader della Cgil Guglielmo Epifani, secondo cui il no di Spinetta "mette fine di fatto alle possibilità di trovare un'intesa". Il piano "di Air France - lamenta Epifani - presenta troppe incertezze e su troppi fronti: non sono indicate le risorse necessarie per garantire il rilancio e lo sviluppo di Alitalia, a partire dal potenziamento della flotta, non è accettabile il livello di esuberi e soprattutto non c'è alcuna garanzia per l'area di Az servizi e per il futuro dei suoi dipendenti. Inoltre non c'è alcuna disponibilità per il futuro di Malpensa, né sul settore della manutenzione". La giornata di ieri è stata anche contrassegnata dalle manifestazioni di protesta dei lavoratori della Atitech di Napoli, che in duecento hanno occupato gli ingressi all'aeroporto di Capodichino e un'area adiacente alla pista. A Roma il Nuovo centro direzionale della Magliana è stato occupato dai dipendenti di Alitalia Servizi, 4.500 lavoratori impiegati nel call center, nell'elaborazione dati e nell'amministrazione. 03/04/2008.

Torna all'inizio


Air France se ne va Alitalia verso il crac (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta respinge la proposta dei sindacati Il numero uno Prato si dimette: "Ci vorrebbe un esorcista" Roma. Air France lascia il tavolo della trattativa su Alitalia, il presidente della compagnia di bandiera in crisi si dimette e il ministro dell'Economia invoca il commissariamento. Nel giorno decisivo per gettare le basi di un accordo con i francesi, i sindacati rilanciano sui tagli all'occupazione, ma le loro controproposte fanno saltare il banco. Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, batte in ritirata e vola a Parigi con questa profezia: "Porterò la proposta al consiglio di amministrazione ma dubito che Air France-Klm possa accettarla perché richiede mesi di riflessione. E questo Alitalia non può sostenerlo perché i suoi problemi vanno risolti oggi". Il presidente di Alitalia Maurizio Prato commenta: "Solo un esorcista può salvare questa azienda". Poi si dimette. In poche ore si concretizza lo scenario temuto dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa: commissario straordinario e rischio di fallimento. Lombardi >> 2 03/04/2008.

Torna all'inizio


Ora riprende quota l'ipotesi Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 0 Ora riprende quota l'ipotesi Lufthansa di Paolo Stefanato A desso che cosa succede? Il fallimento o il cavaliere bianco? Lufthansa? O Air Dolomiti, di bandiera italiana, ma di cuore tedesco? Dopo la rottura, ai tempi supplementari, della trattativa con Air France, Alitalia è più sola e più malconcia. Decapitata dalle dimissioni improvvise del presidente, confusa dal succedersi degli eventi. Con i lavoratori piombati in uno stato di ulteriore incertezza e il morale a terra. Non aiuta il dibattito politico. Non aiuta la visibilità mediatica dell'argomento. Che succede? Spinetta è rientrato a Parigi ieri sera annunciando che avrebbe rimesso la questione al proprio cda. Alitalia ha reso esplicito, con un comunicato, quello che era implicito: il tempo è scaduto, il contratto "condizionato" del 15 marzo sottoscritto con Air France è carta straccia. Per oggi alle 13 è convocato un consiglio di Alitalia, e della vicenda potrebbe occuparsi un Consiglio dei ministri straordinario. La situazione è drammatica, e tutta, ormai, nelle mani del governo. C'è la via dei libri in tribunale. Il cda Alitalia deve, per prima cosa, accettare o respingere le dimissioni di Maurizio Prato. Qui le scuole di pensiero si dividono: se la mossa è stata concordata ad arte, le dimissioni saranno respinte, e Prato tornerà, con maggiori poteri da parte dell'azionista, a un tavolo in cui i sindacati saranno messi ancora più alle strette. Se, al contrario, l'abbandono di Prato è un gesto autentico, fuori dalle strategie, le dimissioni saranno accettate, e un consigliere o il presidente del collegio sindacale assumerà la responsabilità di occuparsi delle meste incombenze dettate dalla legge. Se gli eventi di ieri sera non sono stati predisegnati, all'amministrazione controllata - tante volte evocata - ora non c'è alternativa. Ma c'è anche una via diversa. Quella di un cavaliere che arriva sul cavallo bianco e salva la bella dall'orlo del baratro. La teneva d'occhio da tempo, pronto a un intervento mozzafiato. Lei gli dice: mio salvatore! Lui brucia i tempi, la porta al castello e la sposa. E vissero felici e contenti. Fuor di metafora: sono giorni che a Francoforte gli uomini di Lufthansa hanno ripreso in mano il dossier Alitalia. Lufthansa non ha mai presentato né una manifestazione d'interesse, né un'offerta per Alitalia. Ma è stata sempre lì, in agguato. Aspettando il commissario per trattare direttamente, senza ricatti sindacali. L'Italia è un mercato sul quale oggi si possono spostare gli assetti del trasporto aereo mondiale, e Lufthansa lo ha sempre saputo. Infatti sta studiando, insieme alla Sea, come rimpiazzare Alitalia a Malpensa, facendone il suo quarto hub dopo Francoforte, Monaco e Zurigo. L'asso nella manica, come anticipato dal Giornale, si chiama Air Dolomiti, posseduta al 100% e italiana al 100%, veicolo immediato per l'esercizio dei diritti "di bandiera", frutto degli accordi bilaterali tra Paesi. Oggi Air Dolomiti può diventare, tout court, il veicolo attraverso il quale acquistare Alitalia (sempre a prezzi di saldo); e il capitale di Air Dolomiti potrebbe essere aperto ad azionisti italiani - la famosa cordata di imprenditori che non si è ancora manifestata. Mossa preliminare per fondere la stessa Air Dolomiti con Alitalia, dando vita a una nuova società controllata da Francoforte, ma presidiata da una forte minoranza tricolore, e soprattutto con baricentro al Nord. I tempi sono stretti, incombono le elezioni e le casse della nostra compagnia sono a secco: ma solo pochi giorni fa, grattando il barile, sono stati racimolati altri 148 milioni. Forse sufficienti per superare l'emergenza e finire davvero in mani robuste e capaci. Perché è di questo che Alitalia ha bisogno: non di proclami né di pasticci all'italiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Esuberi e aerei. Spinetta ci ripensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia/ Meno licenziamenti e più investimenti. Controproposta dei sindacati Anche se AirFrance si è detta pronta a ripensare la sua offerta in termini di esuberi e investimenti, i sindacati non sono contenti e per arrivare all'accordo presentano una loro controproposta. "Accettabile" fanno sapere. Perché per loro, un nuovo piano potrebbe essere approvato solo se al suo interno fossero contenuti tutti i lavoratori al momento in forza all'azienda. Una via di difficile attuazione, perché, in questo modo l'azienda sta perdendo un milione di euro al giorno. Tutto questo accadeva mentre il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa alla Camera rispondeva a un'audizione sulla compagnia di bandiera, accusando i governi che in 15 anni si sono succeduti del suo stato attuale di salute. "In 15 anni Alitalia ha alternato 9 amministratori delegati e non c'è dubbio, li ha scelti il ministero azionista: fondamentalmente hanno sempre sbagliato" e se "l'azionista che ha come sostanziale prerogativa di scegliere sbaglia, è bene che rinunci a fare l'azionista". Il ministro ha risposto anche ai rilievi che gli sono stati mossi sulla vicenda Airone. "Airone ha avuto accesso ai dati per poter fare un'offerta. C'è stata una fase di due diligente Airone ha avuto due volte questa possibilità". Ma l'offerta in un caso "è stata ritirata, nell'altro era meno convincente sul finanziario, né c'era una credibile prospettiva di poter attuare quel piano industriale". La speranza è che questa volta si arrivi alla vendita, perché un altro "compratore non c'è". Dichiarazioni "irresponsabili" quelle di Padoa Schioppa per la Filt-Cgil, che "potrebbero far saltare il confronto". Il segretario nazionale di categoria Mauro Rossi: "Tommaso Padoa Schioppa ci faccia continuare a trattare, cosa che non ha fatto fino a ora: è un mese che ci manda degli ultimatum ma la trattativa finirà quando si troverà un'intesa". Intanto, il numero uno della compagnia francese ha fatto sapere quali sono i punti sui quali è disposto a tornare sui suoi passi: modernizzazione della flotta, accelerazione degli investimenti e contenimento degli esuberi. Il presidente del gruppo franco-olandese ha mostrato la disponibilità ad accelerare l'acquisto di nuovi veicoli a lungo raggio, la sostituzione dei vecchi MD80 con i nuovi A321 e la conferma di buone opportunità per i giovani piloti Alitalia che vorranno entrare in forze in Air France. Spinetta, ha affermato che se l'Alitalia raggiungerà nel 2009 un equilibrio economico potrebbero essere acquistati non uno ma anche due Boeing 777 che andrebbero a sanare una quota rilevante degli esuberi per i piloti. E in questo contesto di risanamento, già dal prossimo anno, potrebbe essere anticipata la sostituzione dei vecchi MD80 con i nuovi Airbus A321. Spinetta, inoltre, ha confermato l'intenzione di assumere 180 giovani piloti Alitalia nell'arco di tre anni, ha tenuto a far presente che avrebbero opportunità enormi di carriera perchè impiegati su lungo raggio guadagnerebbero molto di più. Se da una parte la trattativa cerca di andare avanti, dall'altra la politica non perde l'occasione per rinfacciarsi colpe e responsabilità. Non solo tra avversari, ma tra membri degli stessi schieramenti che a loro volta si schierano pro e contro Malpensa. (03-04-2008).

Torna all'inizio


Alitalia, Prato 'Per il salvataggio ci vuole un esorcista' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Prato: "Per il salvataggio ci vuole un esorcista" Roma, 4 apr. - AirFrance-KLM se ne va. Il presidente Prato pure. Così come la fantomatica cordata messa in piedi da Berlusconi che, onestamente, in questa campagna elettorale risulta davvero sottotono, un lontanissimo ricordo dell'abile politico che, solo due anni fa, seppe recuperare a Prodi ed alla sua coalizione sgangherata circa dieci punti percentuali. Questo oggi il quadro nero, nerissimo, per la nostra compagnia di bandiera. Il presidente di AirFrance-KLM, Spinetta, non ha accettato le condizioni poste dai nostri sindacati. Pertanto, l'unica società che avrebbe potuto salvare la nostra Alitalia dal fallimento certo si è defilata, e purtroppo non ne compaiono di nuove all'orizzonte. Probabilmente i sindacati, dall'alto della loro genetica lungimiranza, si sono dimenticati che l'alternativa al fallimento della trattativa con la compagnia franco-olandese era il fallimento di Alitalia stessa... (1-2)! Tanto che ieri il suo presidente, Prato, nell'atto di dimettersi ha detto: "Per salvare Alitalia dal fallimento ci vorrebbe giusto un esorcista"! Ora, signori sindacalisti, che per evitare 2.000 esuberi ne produrrete circa dieci volte di più, dall'alto della vostra innata saggezza, cosa proponete? Di mandare tutti i dipendenti di Alitalia in pensionamento anticipato, così da far pagare - come al solito - agli italiani i costi delle vostre scempiaggini? O confidate nel nuovo governo che vincerà le imminenti elezioni, affinché vari l'ennesimo aiuto di stato, che sarebbe subito cancellato dall'U.E.? A questo punto, per una semplice equazione, proponiamo che questa gente venga assunta dai sindacati: non dareste finalmente la prova di essere "per il lavoro" anziché "contro il lavoro"? Davvero la partita giocata su Alitalia è stata un'onta nazionale: protezionismi di ritorno, sciacallaggi elettorali, biechi veti xenofobi hanno causato il fallimento della compagnia, il risultato peggiore, tra i possibili. Verrebbe da dire: ritiratevi a vita privata, signori, e studiate J. Nash... Cosimo Magazzino (1) "La scelta difficile su Alitalia", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia, a. II, n. 190. (2) "Alitalia deve fallire!", di Cosimo Magazzino, ne "la Voce d'Italia", a. II, n. 95.

Torna all'inizio


Borsa Milano apre in rialzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia: ancora esclusa dagli scambi a Piazza Affari Borsa: Milano apre in rialzo Mibtel +0,27%; S&P/Mib +0,26% Milano, 3 apr. – Piazza Affari apre in rialzo, questa mattina, con un indice Mibtel che registra + 0,27% con 25.350 punti. S&P/Mib si colloca a + 0,26% a 33.225 punti. Positivo anche per All Stars, che segna un rialzo di 0,44% a 13.178 punti. All'indomani della chiusura delle contrattazioni tra Alitalia e Air France, i titoli della compagnia di bandiera saranno sospesi ancora per tutta la giornata, in attesa di comunicazioni. Uno sguardo alle altre borse: Parigi ha aperto in calo dello 0,24%, sebbene Air France segni subito un rialzo del 4,08% a 19,66euro. Londra in apertura registra un + 0,14%. In rialzo anche la Borsa di Tokyo, che ha chiuso gli scambi a quota + 1,52%, con il Nikkei (indice dei 225 titoli guida) a 13.389,90 punti. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Alitalia: Prato si dimette (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma – Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore. Prato, dopo le dimissioni di Berardino Libonati, era stato nominato dal ministero del Tesoro, l'estate scorsa. E' stato incaricato di "cedere il controllo della società" e di individuare soggetti industriali e finanziari interessati. Prima di annunciare le sue dimissioni il presidente: "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla. Ho fallito e devo dare un segnale personale". "Non si può trascinare la situazione stancamente per qualche giorno – ha poi aggiunto Prato - nè il governo nè il Paese si renderebbero conto di quanto le interferenze continue del sistema hanno avvelenato la situazione di un'azienda quotata in Borsa". Prima di arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Ricopre incarichi direttivi in società pubbliche, dal 1978. Dal 1989 al 1998 è stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti, è stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri in qualità di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Fino al 2003, ha rivestito incarichi in Iri dove era direttore centrale e in Fintecna dove riscopriva la carica di presidente operativo, oltre ad essere stato consigliere di Amministrazione in Rai holding, Finmeccanica e Alitalia. In seguito agli eventi delle ultime ore, probabilmente, per domani mattina la Consob sospenderà il titolo sul listino di Piazza Affari, prima dell'apertura della Borsa. Valentina Pellegrino.

Torna all'inizio


Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa alitalia Francesi in ritirata. Spinetta getta la spugna I francesi mollano la presa su Alitalia e si ritirano: ieri il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, ha lasciato il tavolo della trattativa con i sindacati dopo aver ricevuto una controproposta al piano di acquisto della compagnia italiana. "Per me finisce qui, questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato - ha detto il manager d'oltralpe - la presenterò al cda ma dubito che possa accettarla perché ci vorrebbero molti mesi di lavoro e riflessione che Alitalia non può sostenere". Si chiude così la lunga trattativa in esclusiva con i francesi. Una conclusione amara per il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, che si è dimesso dall'incarico. "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla", ha detto ai sindacati il manager che avrebbe dovuto traghettare la compagnia verso il nuovo acquirente. Le otto sigle (la Uil si era già chiamata fuori) che hanno partecipato ieri al tavolo con Air France sul progetto di acquisizione di Alitalia hanno posto diverse condizioni: non chiudere le attività cargo e dismettere un numero minore di aerei. Non solo: la proposta prevede che la finanziaria del Tesoro Fintecna parteci all'aumento di capitale da un miliardo con una quota di minoranza e conferisca l'intera quota che possiede in Az servizi alla "Nuova Alitalia". Davvero troppo secondo Spinetta. Ieri era l'ultimo giorno utile per raggiungere un accordo di massima. "Avevamo proposto il rinvio per evitare il bivio tra accettare le loro condizioni e rompere - ha commentato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - Non ci hanno seguito. è avvenuto purtroppo quello che temevamo". A nulla, quindi, sono valse le aperture di Air France su alcuni punti caldi: una maggiore spinta al rinnovo della flotta con un impatto positivo sul numero di esuberi previsti per piloti e assistenti di volo. In particolare il presidente di Air France-Klm ha espresso la disponibilità a inserire nella flotta due nuovi Boeing 777 già nel 2009 e ad anticipare le prime sostituzioni dei vecchi Md80 di Alitalia con nuovi Airbus 321. Spinetta si è dichiarato disponibile eventualmente a rivedere nel 2009 la scelta di chiudere nel 2010 le attività full cargo di Alitalia. Una decisione che sarebbe stata rivista sulla base di un esame della redditività del settore affidata ad un advisor. Quanto invece al nodo delle attività di Az Servizi non comprese nel perimetro dell'offerta su Alitalia, Spinetta ha fatto passi avanti sul futuro degli stabilimenti Atitech di Napoli: il gruppo d'oltralpe potrebbe sottoscrivere un impegno a mantenere le attività di manutenzione pesante degli aerei MD80 e A320 presso Atitech oltre il 2010 anche se questo comporti maggiori costi di manutenzione. Le aperture di Spinetta, tuttavia, non sono state sufficienti a soddisfare i sindacati. E non hanno impedito a circa 200 lavoratori Atitech di avviare un sit-in sulla pista dell'aeroporto di Napoli-Capodichino, dove sono state sospese le partenze per motivi di sicurezza. Sulla pista dello scalo sono anche scesi gli agenti del reparto celere in assetto antisommossa e ci sono stati momenti di tensione. Dopo due sedute in volata, ieri il titolo Alitalia ha chiuso in calo del 5,66% a 0,50 euro.

Torna all'inizio


Ferrara contestato a Bologna deve sospendere il comizio (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa lancio di uova e pomodori Ferrara contestato a Bologna deve sospendere il comizio Pioggia di contestazioni ieri pomeriggio in piazza Maggiore a Bologna contro il leader della lista "Aborto, no grazie", Giuliano Ferrara, e il suo capolista bolognese alla Camera Giovanni Salizzoni. L'annunciata contestazione delle femministe e di giovani dei centri sociali favorevoli alla 194 c'è stata: una protesta di almeno un migliaio di persone, preparata con cura, con tanto di striscioni, slogan e fischietti, scattata puntualmente alle 18 .Sono volati uova e pomodori, poi alcuni contestatori sono riusciti a salire sul palco e la manifestazione è stata interrotta.Ferrara a un certo punto ha reagito dicendo: "Questa non è democrazia, non mi fate parlare. Vi faccio un regalo, abbrevio il mio discorso. Siete più contenti se parlo di Alitalia?". Alal fine però è stato costretto ad abbandonare il palco allestito in Piazza Maggiore e a salire su un'auto della Polizia che si è allontanata a retromarcia, mentre i contestatori hanno cercato di aggredirlo, portandogli via il cappello e lanciandogli contro uova e pomodori.

Torna all'inizio


Siamo pronti a morire per l'Albania? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma la Nato quali interessi difende? Il dubbio è lecito, considerati gli ultimi avvenimenti. Il vertice dell'Alleanza e i principali governi dei paesi membri continuano a comportarsi come se le questioni militari fossero fossero totalmente disconnesse dal mondo reale. Mi spiego: nel valutare l'impiego di truppe e gli allargamenti bisognerebbe considerare anche le implicazioni in termini di lotta alla criminalità, al traffico di droga, impatto economico sia locale che per i Paesi della Nato. E invece questo non accade. Anzi: sembra quasi che la Nato prenda decisioni per favorire i grandi gruppi criminali organizzati. Esempio: siamo in Afghanistan, ma la produzione di oppio anziché diminuire continua ad aumentare. Dunque: la presenza delle truppe alleate non ha risolto i problemi del paese, che resta instabile, ma ha fatto esplodere il commercio dei trafficanti di droga. Inoltre, nel Kosovo, di cui molti Paesi europei e gli Usa hanno riconosciuto l'indipendenza, viene raffinata gran parte della droga che poi viene immessa sul mercato europeo,;qui avvengono ingenti traffici di armi, di merci contraffatte, di uomini e donne (neoschiavismo). Il tutto, paradossalmente, sotto la protezione delle truppe Kfor, che per mandato non devono lottare contro la criminalità, ma solo prevenire nuove violenze tra serbi e albanesi. Ora l'Albania è stata di fatto ammessa nella Nato, unitamente alla Croazia. E sappiamo tutti che l'Albania è sorella del Kosovo, culturalmente certo, ma anche nel malaffare, come ben sanno in Puglia. Secondo lo statuto Nato, ogni Paese è obbligato a prestare soccorso agli altri Stati membri. Domanda provocatoria: noi italiani siamo pronti a morire per Tirana? Inoltre, dal punto di vista strategico l'ingresso dell'Albania è ininfluente, visto che quel tratto di mare è già presidiato da Grecia, Italia e, ora, Croazia. Da qui un'altra domanda: non era il caso di vincolare l'ingresso dell'Albania al rispetto di precisi criteri di legalità? Riepilogando: la Nato facilita in Afghanistan, Kosovo, Albania quelle attività criminose che incidono sulle nostre società e che poi le polizie dei Paesi membri della Nato faticosamente combattono. Non è un controsenso? Scritto in Italia, gli usa e il mondo Non commentato " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Apr 08 Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? L'Italia esulta per l'Expo 2015. Bene, però nel diluvio dei commenti di queste ore mi sembra che una questione cruciale sia passata in secondo piano, quella di Malpensa. Ospitare la fiera mondiale significa poter contare su un grande aeroporto internazionale e su collegamenti con tutto il mondo. Ma proprio poche ore fa Malpensa ha perso buona parte del traffico aereo per il trasferimento a Roma di decine di voli Alitalia. E' diventato un aeroporto marginale. Inoltre: il Sole 24 Ore nei giorni scorsi ha scritto che Air France si è riservata i diritti di volo su Malpensa per altri 7-8 anni, guarda caso proprio in coincidenza con l'Expo 2015. Questo significa che, se Air France acquisterà Alitalia, Malpensa non potrà svilupparsi autonomamente ovvero non potrà sfruttare gli slot Alitalia inutilizzati. Abbiamo Expo 2015 ma saremo ostaggi dei francesi: saranno loro a decidere se e quando riattivare le rotte. Dunque gli interessi commerciali di Air France prevarranno su quelli strategici e commerciali del nord Italia. In questa situazione Expo 2015 rischia di diventare un successo. a sovranità limitata. Complimenti vivissimi al governo Prodi. Scritto in Italia Commenti ( 31 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 08 Possiamo fidarci di Obama? Istintivamente Obama mi piace: è giovane, non è invischiato con le lobbies di Washington, che rappresentano il cancro della democrazia Usa, è un oratore straordinario, capace di parlare per un'ora a braccio senza sbagliare un colpo. Sa affascinare e l'America ha una gran voglia di sognare. Ma più passa il tempo e più mi rendo conto che sappiamo ben poco delle sue idee. Che cosa pensa davvero Obama? Quali riforme propone? Le risposte per ora sono piuttosto vaghe, perchè, come accade sempre più frequentemente nei Paesi occidentali, in campagna elettorale si parla di tutto tranne che dei programmi. (anche in Italia, peraltro). I miei dubbi sono aumentati da quando siamo venuti a conoscenza di Jeremy Wright, il suo consigliere spirituale, un estremista che ha definito nazisti gli israeliani, che denigra gli stessi Stati Uniti e che recentemente se l'è presa con gli italiani definendoli "nasi d'aglio" e sostenendo che esiste "un linciaggio all'italiana". Ne ho parlato l'altro giorno in un articolo sul Giornale in cui osservo che il senatore di colore "lo ha mollato, sebbene a malincuore, ma per vent'anni Wright è stato la sua fonte di ispirazione e di saggezza, l'uomo che è sempre stato al suo fianco e gli suggerì il titolo della sua fortunata autobiografia "L'audacia della speranza". Per vent'anni ha ascoltato le sue prediche intrise di fanatismo contro i bianchi, contro il mondo occidentale, contro gli stessi Stati Uniti". Da qui il dubbio: quante idee di Wright sono state assorbite da Obama? E soprattutto: possiamo davvero fidarci di lui? E' davvero un moderato? Ps Ecco come parla Wright: Scritto in presidenziali usa Commenti ( 12 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 44 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 32 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 24 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (77) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Putin e la Cina vogliono cacciare gli Usa dall'Asia centrale - 1 Emails Birmania, la forza dello spirito (e della tecnologia) - 1 Emails "Svizzera razzista", così i media impongono il pensiero unico - 1 Emails Ultime discussioni Cristian: Perché queste grandi offerte non avvengono contemporaneamente per avere un margine di scelta? Marcello Foa: Caro Sergio, Nicola Porro l'altro giorno sul giornale ha anticipato l'ipotesi Lufthansa-Air... Sergio: Adesso i francesi non ci sono più. Ci aspetta la corda del fallimento o la cordata italiana? voce nel deserto: Il problema è uno:battere Veltroni.Poi battere la piazza delle sinistre che cercherà di... matteo: Mi fa rabbrividire l'idea che le possibilità di ritrovare sviluppo per una realtà fondamentale come... Ultime news Rinvio elezioni, il Tar deciderà l'8 aprileBerlusconi: "Intercettato ancora? Lascio l'Italia"Bologna, urla e uova contro FerraraSarkozy: "La Francia nel comando Nato"Alitalia, fallimento in vista: oggi il cda I sindacati al governo: vertice urgente Bari, il mercato degli esami: 2 prof in manette Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (2) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 12 Votes Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni - 12 Votes Recent Posts Siamo pronti a morire per l'Albania? Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? Possiamo fidarci di Obama? Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


Bologna, urla e uova contro Ferrara (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 0 Bologna, urla e uova contro Ferrara di Claudia B. Solimei Il candidato premier della lista "Aborto-No grazie" contestato da un migliaio di manifestanti. La replica: "Non è democrazia" Bologna - Urla, fischi, lanci di monetine, pomodori e perfino fette di mortadella, poi le botte: così un migliaio di manifestanti, radunati dal passaparola dei centri sociali, la maggior parte giovani e giovanissimi, ha accolto ieri in Piazza Maggiore a Bologna il comizio elettorale di Giuliano Ferrara e dei candidati in Emilia-Romagna per la sua lista "Aborto? No, grazie". La contestazione annunciata da giorni è però presto degenerata in veri e propri scontri: poco dopo che Ferrara aveva preso la parola, venendo subissato dalle grida ("scemo", "buffone", "fascista" e altre non ripetibili) e dai fischi, un gruppo di manifestanti ha tentato di assaltare il palco. "Questa non è democrazia - ha urlato il giornalista-candidato, rilanciando alla piazza uno dei pomodori piovuti accanto a lui - non mi volete far parlare? Allora volete che vi parli di Alitalia?". Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, schierati in forze nella piazza, hanno reagito, prima bloccando il gruppo, poi affettuando alcune cariche di alleggerimento. Sono volate manganellate. Ma la pressione della folla era difficile da contenere: alla fine prudenza ha consigliato di sospendere il comizio. Ferrara è stato costretto ad abbandonare il palco ed è stato portato via. L'auto lo aspettava poco più in là, sempre nella piazza. Prima di salire a bordo il direttore del Foglio ha ammesso che non si aspettava che sarebbe finita così, con una fuga e l'impossibilità di parlare, ma comunque, ha aggiunto, "è andata benissimo". La macchina si è avviata verso via Rizzoli, ha fatto manovra ed è stata centrata in pieno da due bottiglie. Allontanatosi Ferrara, in piazza sono rimasti un centinaio di manifestanti a fronteggiare polizia e carabinieri. A trattare con le forze dell'ordine c'erano anche alcuni esponenti della Sinistra Arcobaleno, il consigliere comunale indipendente di Rifondazione comunista Valerio Monteventi e il Verde Carlo Bottòs. Superato il rischio di nuovi contatti, i manifestanti, ormai padroni della situazione, si sono impossessati del palco e dei microfoni, improvvisando alcuni interventi a favore della Legge 194 sull'aborto. "D'ora in poi - il coro di alcune ragazze - decidiamo solo noi". Un'attivista esultava: "Abbiamo vinto, ci siamo riappropriate di questa piazza". A Bologna, insiste, "Ferrara e quelli come lui non ci passano". Alla fine la giornata si chiude con 15 contusi tra i manifestanti e alcuni tra le forze dell'ordine. Ferito nel parapiglia, colpito da una sedia in testa e soccorso in ospedale, anche un giornalista di Repubblica. Il candidato bolognese della lista del direttore del Foglio, Giovanni Salizzoni, ha annunciato che presenterà un esposto alla Procura. Una volta visionati i filmati degli incidenti, la Digos presenterà la sua relazione in Procura ed è probabile che partiranno delle denunce. Anche perché il precedente di Ferrara è pericoloso: domani sempre nella stessa piazza Maggiore è previsto il comizio della Destra e i centri sociali, anche in questo caso, hanno annunciato battaglia. Il fronte più caldo, però, è al momento quello delle reazioni politiche. Il sindaco Sergio Cofferati ha immediatamente condannato le violenze: "Quello che è capitato a Bologna è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e tolleranza". Poi ha aggiunto: "è inaccettabile che una piazza venga trasformata in un luogo dell'intolleranza. Tutti - ha concluso - devono essere in grado di poter sostenere pubblicamente le proprie tesi, a nessuno deve essere impedito di parlare". Dello stesso avviso Salizzoni, già vicesindaco con Giorgio Guazzaloca: "La civilissima Bologna ne esce a pezzi - ha affermato a caldo, dopo gli incidenti -. è una ferita molto grave per la città: ora andiamo a Imola - ha aggiunto -, in un luogo dove sicuramente ci saranno persone più pazienti ad ascoltare la nostra idea". Anche Salizzoni aveva cercato di prendere la parola dal palco, prima che cominciassero le violenze: "Volete negare la famiglia - aveva detto alla folla sottostante - e sembra che per voi la vita non valga niente". Prima di arrivare a Bologna, con la consueta ironia Ferrara si era augurato, proprio in vista delle annunciate contestazioni al suo comizio, una speciale protezione da parte del suo "amico" Sergio Cofferati: "Spero mi mandi le ruspe a proteggermi - aveva detto parlando a un quotidiano locale - visto che le ruspe in questi anni le ha usate molte volte". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, forte calo delle prenotazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia -40%: il gelo! Alitalia, forte calo delle prenotazioni Sindacati puntano il dito sulle mancanze manageriali e di governo Roma, 3 apr. – La questione Alitalia continua a infiammare i dibattiti politici, innescando un alternarsi di botta e risposta tra governo e sindacati che sembra avere ripercussioni anche sull'andamento economico della compagnia di bandiera. Secondo fonti di mercato, infatti, Alitalia avrebbe subito un rilevante calo di prenotazioni ( -40%) sui voli internazionali. Intanto fioccano i commenti inclementi dei sindacati. Bonanni, segretario Cisl, accusa duramente Prodi di averci “lasciati nudi davanti ad Air France.” “L'esecutivo –prosegue- non si è fatto vedere al tavolo delle trattative”. Non tarda ad arrivare la risposta del premier Romano Prodi, che accusa a sua volta i sindacati di essere implicati nella responsabilità per il fallimento di tali trattative. Bonanni si difende ai microfoni di Gr Parlamento Rai, rimproverando Prodi per aver sempre omesso informazioni sulle condizioni di vendita di Alitalia: “Una azienda strategica che occupa 50mila persone è stata venduta e nessuno ha mai saputo quale fosse la strategia del venditore, quale la condizione di vendita”. Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, fa sentire la sua voce nella questione Alitalia, commentando le dimissioni rassegnate ieri da Maurizio Prato dalla presidenza di Alitalia. In merito alla necessità di chiamare un esorcista (questa l'ironia nelle parole del dimissionario), Angeletti punta, invece, l'attenzione sulle incapacità manageriali dei conduttori e sull'importanza delle relazioni sindacali: “Non credo alle maledizioni; penso che sia invece un problema di professionalità e di capacità dei manager”. Annalisa Tregattini.

Torna all'inizio


Alitalia, Commissione Ue no ad aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Padoa-Schioppa: il Cda di Alitalia garantisca il governo dell'azienda Alitalia, Commissione Ue: no ad aiuti di Stato La compagnia allo sbando verso il fallimento Bruxelles, 3 apr. - La Commissione europea ha ribadito il suo deciso no alla concessione di aiuti di Stato per salvare la compagnia di bandiera italiana, e si mostra molto prudente su un prestito ponte e su eventuali misure per far fronte ai problemi occupazionali in caso di fallimento. Dopo il ritiro di ieri di Air France-KLM dal tavolo della trattativa coi sindacati, e le dimissioni del presidente di Alitalia Maurizio Prato, per il vettore tricolore si avvicina il fallimento, unico sbocco alla crisi strurrurale che attanaglia da anni la società della Magliana. Intanto il Ministero dell'Economia auspica che "il consiglio di amministrazione di Alitalia provveda a porre in essere tempestive iniziative in grado di assicurare il ripristino di un adeguato e completo sistema di governo dell'azienda e, in ogni caso, l'imprescindibile continuita' nelle azioni di alta direzione della Societa'''. Lo annuncia in una nota del dicastero di via XX settembre. Ellis Mais.

Torna all'inizio


Spinetta se ne va, rottura coi sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 ALITALIA: LA TRATTIVA INTERROTTA Spinetta se ne va, rottura coi sindacati di Alessandra Mieli Il giorno più lungo di Alitalia. "Questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato" ha detto il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta ai sindacati secondo quanto hanno riferito i partecipanti all'incontro. Spinetta ha aggiunto di essere "contrario a livello personale". Quindi, "finisce qui", ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via assieme al suo staff. I sindacati avevano presentato una controproposta rivolta oltreché ad Air France anche all'azionista di riferimento della compagnia italiana, il Tesoro, e alla presidenza del Consiglio nonché ai consigli di amministrazione di Alitalia, di Fintecna, definita "molto ragionevole". Una delle richieste sarebbe stata la partecipazione di Fintecna all'aumento di capitale con una quota di minoranza, un'altra che non venissero chiuse le attività cargo e che venisse dismesso un numero minore di aerei. Secondo il presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, le richieste avanzate dai sindacati avrebebro previsto una serie di condizioni tali da "rendere il piano industriale di Air France più accettabile e con un minimo impatto sul lavoro". Ma proprio i piloti, che riuniti in assemblea all'aeroporto di Fiumicino avevano fatto sapere che non ci sarebbe la firma di un accordo con Air France-Klm senza un "preventivo referendum confermativo vincolante". A Napoli intanto i dipendenti dell'Atitech hanno inscenato varie manifestazioni di protesta prima occupando l'accesso all'aeroporto, poi la pista. Infine hanno bloccato la strada per l'aeroporto di Capodichino costringendo viaggiatori e turisti di accedere alle partenze soltanto a piedi. Jean Cyril Spinetta si era presentato al tavolo della trattativa con un ramoscello d'ulivo consistente in una cauta apertura per quanto concerneva la flotta: avrebbe detto che dal 2009, se Alitalia fosse tornata in pareggio, si sarebbe potuto anticipare l'ingresso in flotta di due B777 con tutto ciò che comporta in termini di piloti e assistenti di volo. Spinetta aveva ventilato anche l'anticipo della sostituzione degli MD80 con Airbus A32 sempre al 2009. Per quanto riguarda infine il previsto ingresso in Air France-Klm di 180 giovani piloti Alitalia su base volontaria in tre anni, Spinetta aveva confermato che questa iniziativa offriva opportunità "enormi" di carriera perché i piloti, inseriti sulle rotte a lungo raggio, avrebbero guadagnato molto di più. Durante l'incontro, poi Spinetta avrebbe affermato che, seppur a costi molto maggiori rispetto ai benchmark, il gruppo franco-olandese avrebbe mantenuto in vigore le attività di manutenzione affidate all'Atitech di Napoli fino al 2010. Sul fronte del settore cargo, il top manager del gruppo franco-olandese, si era mostrato disponibile a verificare l'economicità del settore al settembre del 2009. Intanto nel Nord, Malpensa si toglie una piccola soddisfazione: British Airways ha trasferito all'aeroporto lombardo parte delle 19.000 valigie che si erano accatastate nel Terminal 5 di Heathrow dopo l'interruzione del sistema di consegna dei bagagli in occasione dell'inaugurazione del terminal lo scorso 27 marzo. La British Airways ha spiegato che è più facile e veloce spedire nel resto d'Europa i bagagli ai rispettivi proprietari dallo scalo lombardo.

Torna all'inizio


Berlusconi in piazza conquista i tg (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Berlusconi in piazza conquista i tg di Claudia Bruno A meno di due settimane dal voto l'economia resta ancora in primo piano nelle scalette informative del 31 marzo, giornata segnata due notizie, la prima motivo di orgoglio per il nostro Paese, riguarda l'Expo 2015 vinto da Milano, la seconda riguarda l'inflazione, che vola alle stelle e non è mai stata così alta da dodici anni. Anche le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi, in cima al ranking con 11 minuti e 20 secondi di parlato Tv, riguardano le delicate questioni economiche. Da Milano il Cavaliere ha prima espresso la sua preoccupazione per l'inflazione arrivata a marzo al 3,3%, poi ha parlato di pensioni sostenendo la necessità di adeguarle al costo della vita. Ma oltre alle spinose questioni economiche Berlusconi non ha perso l'occasione per parlare delle prossime elezioni, si è quindi rivolto alle persone radunatesi in piazza del Duomo per lanciare l'appello a non disperdere il proprio voto. Anche il suo diretto avversario politico Walter Veltroni utilizza le telecamere dei Tg per parlare del suo programma e convincere gli italiani a votare per il PD. Secondo Veltroni, che si posiziona al secondo posto nella classifica del parlato Tv, per rilanciare l'Italia occorre in primo luogo un aumento di salari, di stipendi e di pensioni e un maggiore controllo dei prezzi. L'ex sindaco di Roma lancia anche la proposta di semplificare la pubblica amministrazione e limitare la burocrazia. L'obiettivo è quello di cancellare 5mila leggi entro il 2008 con enormi risparmi per imprese e spesa pubblica. La medaglia di bronzo spetta al giornalista Alberto Toscano, che in collegamento telefonico da Parigi descrive l'incredibile momento di gioia che si sta vivendo in Francia tra gli esponenti italiani per la scelta di Milano come città assegnataria dell'Expo 2015. L'esposizione resterà aperta 6 mesi e si conta che i visitatori saranno circa 30 milioni. Il giornalista ricorda anche l'importante ruolo giocato da Letizia Moratti, che si è battuta con tutte le sue forze perchè venisse raggiunto il prestigioso risultato. Ospite nell'edizione meridiana del Tg La7 Gavino Angius spiega la ricetta del Partito Socialista per combattere il carovita, poi commenta con Flavia Fratello le principali notizie della giornata, dalla morte del tifoso del Parma alla questione Alitalia. Per il socialista 5 minuti e 24 secondi ai microfoni del Tg La7 e il quarto posto nella top ten. Fra gli altri personaggi politici della giornata Fernando Rossi della Lista Civica per il Bene Comune (con 3 minuti e 11 secondi di dichiarazioni) e il leader della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti che ribadisce il suo no alle larghe intese dopo il voto. Chiude la classifica il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che da Firenze, dove si è svolta la festa dell'Aeronautica militare, ha lanciato un nuovo appello alla collaborazione anche in tema di riforme costituzionali.

Torna all'inizio


LE COMPLICAZIONI NELLE PROCEDURE PER LA VENDITA, I RICORSI DAVANTI ALLA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA, (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Le complicazioni nelle procedure per la vendita, i ricorsi davanti alla magistratura amministrativa, le trattative sul piano industriale. Ecco una cronologia con le tappe delle procedure di vendita. 23 novembre 2006. Il presidente di Air France, Jean Cyril Spinetta, annuncia che sono stati avviati "colloqui esplorativi" per una alleanza su richiesta di Alitalia. 1 dicembre. Il Consiglio dei ministri decide la cessione di una quota di controllo della compagnia. 29 dicembre. Il Tesoro pubblica l'invito a presentare manifestazioni di interesse. 17 gennaio 2007. Il cda decade dopo le dimissioni di Spinetta. 13 febbraio. Cinque le cordate in gara per la fase di presentazione delle offerte non vincolanti: Ap Holding di Carlo Toto con il supporto di Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti Management & Capitali; Matlin Patterson Global Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare 16 aprile. Le cordate si riducono a tre: Tpg, Aeroflot e Ap Holding. Poi in giugno Aeroflot si ritira e a luglio Air One lascia la gara. 31 luglio. Libonati si dimette, arriva Maurizio Prato. 21 dicembre. Il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro. 19 marzo. Spinetta annuncia che gli esuberi sono 2.100. 31 marzo. Alitalia proroga a 2 aprile confronto con sindacato. Ma la Uil lascia il tavolo.

Torna all'inizio


Air France-sindacati, rotte le trattative Prato si dimette, Alitalia precipita nel caos (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 0 Air France-sindacati, rotte le trattative Prato si dimette, Alitalia precipita nel caos di Paolo Stefanato Spinetta vola a Parigi. La trattativa è sfumata sull'ipotesi di portare Fintecna tra i soci. Il presidente italiano: "Ora ci vuole l'esorcista". Ora riprende quota l'ipotesi Lufthansa. Padoa Schioppa fallisce l'ultimo blitz Milano - L'epilogo si consuma alle 19.05. Jean Cyril Spinetta si alza, stringe le mani a tutti i presenti, seguito dagli otto manager che con lui hanno condiviso quest'ultimagiornata di tensione. Nella sala al sesto piano della Magliana c'è aria di congedo. Il sindacato chiede che le delegazioni di Alitalia e di Fintecna non se ne vadano. Un'ora più tardi il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, rassegnerà le dimissioni. Il cda è convocato per le 13 di oggi, probabilmente sarà seguito da un Consiglio dei ministri straordinario. Prima di lasciare, Prato lancia il suo anatema: "Questa azienda ha una maledizione e solo un esorcista la può salvare ". Alitalia e Air France, in due comunicati, prendono atto che la trattativa è finita. La delegazione francese rientra a Parigi, ironia della sorte, con un volo Alitalia. La rottura non è stata né sugli esuberi, né sul cargo, né sulla flotta. è stata su qualcosa di più importante: su un principio. I sindacati (meno la Uil, dissociata dalla vigilia), nel primo pomeriggio, dopo due ore di colloqui con Air France, le cui aperture erano considerate molto timide, si sono ritirati per elaborare un proprio documento di controproposte. Nel quale, in estrema sintesi, si chiedeva: il mantenimento dal cargo, il taglio di meno aerei di medio raggio e l'ingresso anticipato in flotta di nuovi aerei di lungo raggio. Nella consapevolezza del maggiore sforzo economico richiesto all'azienda, ecco la proposta sindacale: Fintecna conferisca in Alitalia l'intera quota posseduta in Az Servizi, diventandone socio di minoranza. Parteciperà così all'aumento di capitale, alleviando l'impegno di Air France. Su questo punto specifico il lavoro di sei mesi si è infranto. "Non posso condividere una proposta che va in direzione diversa da quella della privatizzazione - ha detto Spinetta, dopo aver letto e discusso la paginetta sindacale -. Non è pensabile di continuare a finanziare con aumenti di capitale altri deficit. La società non può più permettersi atteggiamenti di questo tipo. Tutto questo contrasta con la mia cultura d'impresa. Purtroppo le discussioni si fermano qui. Nonostante gli sforzi non è possibile raggiungere un accordo ". Adieu. In un comunicato successivo, il presidente di Air France ha dichiarato: "La rottura dei negoziati non dipende da noi. è un progetto nel quale credevo profondamente e nel quale continuo a credere perché avrebbe permesso all'Alitalia di ritrovare rapidamente la strada per una crescita redditizia". La giornata di oggi si annuncia drammatica. Per le 13 è stato convocato il cda di Alitalia che dovrà accettare o respingere le dimissioni di Prato e nominare, eventualmente, il successore che provveda alle necessità. Che la strada tracciata sia quella dell'amministrazione straordinaria, è molto probabile. Se altri acquirenti sono pronti ad affacciarsi, è comprensibile che vogliano scavalcare i tiraemolla sindacali e trattare direttamente, senza disturbo, con un commissario. Dopo il cda, potrebbe riunirsi un Consiglio dei ministri straordinario, anche se il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ieri sera si è detto scettico su una sua qualche utilità. La Consob ha annunciato che il titolo sarà sospeso dalle contrattazioni di Borsa: ieri dopo una seduta molto nervosa ha perso il 5,66%, riportandosi a 0,50 euro. Le otto sigle sindacali che hanno partecipato sino all'ultimo al tavolo con Air France-Klm (esclusa quindi la Uil) hanno convocato per le 15 una conferenza stampa durante la quale illustreranno la propria interpretazione degli eventi. "I sindacati hanno rotto una trattativa seria, ora se ne devono assumere la responsabilità ", ha detto ieri sera da Bucarest Romano Prodi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alitalia, cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Alitalia, cda in corso. E i sindacati convocano una conferenza stampa Nota ufficiale di Palazzo Chigi: verifica delle trattative ''Il governo, preso atto dell'interruzione delle trattative per la vendita di Alitalia e delle dimissioni del presidente Prato, e' anzitutto impegnato a garantire la necessaria continuita' di governo dell'azienda. Il governo, al contempo, procedera' a verificare se gli sviluppi del negoziato nella giornata del 2 aprile e i conseguenti comunicati di Alitalia ed Air France significhino la caduta definitiva dell'ipotesi di concentrazione tra le due societa' o se esistano ancora possibilita' di accordo con i sindacati''. Questo quanto riportato da una nota ufficiale di Palazzo Chigi al termine della riunione tra il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta e i ministri Tommaso Padoa-Schippa, Pierluigi Bersani e Alessandro Bianchi. Naufragata ieri la trattativa con Air France, con l'abbandono da parte della compagnia del tanvolo delle trattative con i sindacatio, Alitalia oggi è in piena crisi. E dopo le dimissioni del presidente, Maurizio Prato, la situazione sembra parlare solo di fallimento. E' in corso la riunione del consiglio d'amministrazione, una convocazione d'emergenza per valutare la situazione. Subito dopo, i sindacati (che hanno anche richiesto un incontro col governo) terranno tra pochi muniti una conferenza stampa. Otto sigle sindacali di settore (manca la UIL), hanno convocato i giornalisti per dare la loro posizione sul fallimento del negoziato che ha visto l'abbandono del tavolo da parte del presidente Spinetta, numero uno della compagnia francese, dopo la presentazione di una controproposta dei sindacati. Definita dai francesi "irricevibile". Il titolo Alitalia è attualmente sospeso in Borsa, e lo resterà per tutta la giornata. Borsa Italiana ha annunciato un comunicato che comunque sara' conseguente al cda dell'ex compagnia di bandiera. Air France se la cava decisamente differentemente in Borsa a Parigi: lo stop al negoziato per Alitalia ha fatto schizzare il titolo, che ha aperto stamattina le contrattazioni con un +4,08%.

Torna all'inizio


Alitalia, Lufthansa si dichiara 'non interessata' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia D'Antoni (Pd): "Si' dei sindacati vincolante" Alitalia, Lufthansa si dichiara "non interessata" Tremonti: meglio non commentare la vicenda Alitalia Francoforte, 3 apr. - Lufthansa 'non e' interessata' ad Alitalia. A ribadirlo e' un portavoce della compagnia tedesca all'indomani della rottura delle trattative tra Alitalia e Air France-Klm. 'La nostra posizione non e' cambiata', ha affermato da Francoforte il portavoce del gruppo. E, secondo l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremomnti (Pdl) "La Consob ha detto di non parlare di queste cose e secondo me hanno ragione in questo momento". E sulla vicenda l'ex segretario generale della Cisl, Sergio D'Antoni, viceministro per le Attivita' produttive e candidato del Pd, ha dichiarato all'Adnkronos di ritenere "il si' dei sindacati nella trattativa su Alitalia, sia davvero vincolante".

Torna all'inizio


Craxi -Ps- 'I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Craxi (Ps): "I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere" Per il Sottosegretario agli Esteri la fine del Governo e' stato deciso dall'avviso di garanzia a Mastella Roma, 3 apr. - “I giudici hanno deciso lo scioglimento anticipato delle Camere inviando un avviso di garanzia a Mastella. A 40 giorni di distanza, si scopre che lo stesso Mastella non doveva essere neanche indagato. Altri giudici adesso impongono lo slittamento delle elezioni, qualora il Viminale non vincesse il ricorso presentato in Cassazione: questa è la fotografia dell'Italia di oggi”. Così Bobo Craxi, esponente del Partito socialista, nel corso della trasmissione "il Caffè", condotta da Corradino Mineo, andata in onda questa mattina su Raitre e sulle frequenze satellitari di Rainews24. “Su Alitalia”, ha affermato Craxi, “si è fatta tanta, troppa confusione: innanzitutto, l'utilizzo di questa vicenda nel corso di una campagna elettorale, oscurando invece importanti tematiche riguardanti i diritti civili, è un qualcosa di veramente scellerato. In ogni caso, a mio parere quella dei francesi è una ritirata strategica, non definitiva: credo che qualcuno 'sottobanco' abbia già negoziato con loro”. “Vladimiro Berlusconi e il Maresciallo Veltroni”, ha infine chiosato ironicamente l'esponente socialista, “in questa campagna elettorale hanno occupato ogni spazio televisivo e di informazione. Nonostante ciò, il Partito socialista riguadagnerà la propria rappresentanza parlamentare, al fine di riaprire una robusta discussione intorno alla questione socialista e ad una più autentica cultura riformista all'interno della sinistra italiana”. Ellis Mais.

Torna all'inizio


Che Pizza, comanda sempre la Dc (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 MARGHERITA BONIVER "Il rinvio delle elezioni? Come pesce d'aprile non è niente male" FRANCO GRILLINI "Per noi un mese in più di campagna elettorale è tutto grasso che cola" Che Pizza, comanda sempre la Dc "Un rinvio delle elezioni oggi metterebbe l'Italia molto, molto in cattiva luce davanti al mondo: bisogna fare di tutto per evitarlo" di Francesco Blasilli Se qualcuno pensava di potersi liberare definitamente della Democrazia Cristiana, si sbagliava di grosso. In un modo o nell'altro il fantasma della vecchia balena bianca continua ad aleggiare sulla politica italiana. E dunque, per uno scherzo del destino, è la riammissione del simbolo della Dc di Giuseppe Pizza da parte del Consiglio di Stato, ad aprire la possibilità, espressa per bocca del Ministro dell'Interno Amato, di "rinviare le elezioni". Un rinvio, questo per onestà va detto, altamente improbabile ("L'articolo 61 della Costituzione prevede in modo tassativo che le elezioni si svolgano entro 70 giorni dallo scioglimento delle Camere. I 70 giorni scadono il 16 aprile. Ipotizzare un rinvio sarebbe una palese violazione della Costituzione", spiega il costituzionalista Peppino Calderisi), ma che da lo spunto per alcune interessanti riflessioni. Innanzitutto ci troviamo di fronte alla commedia dell'assurdo, perché la legge garantisce 30 giorni di campagna elettorale, ma in questo caso si andrebbe contro la Costituzione. Per questo il Viminale ha incaricato l'Avvocatura di avanzare istanza di revoca dell'ordinanza emessa dalla dal Consiglio di Stato essendo ormai iniziato il procedimento elettorale. Poi c'è il dato politico. Il rinvio verrebbe accolto come la manna dal cielo da alcune forze politiche, soprattutto dal Pd di Walter Veltroni, che avrebbe così più tempo per provare a completare la rimonta: in fondo erano stati loro a tentare di allontanare lo "spauracchio urne" mandando Marini a fare l'esploratore. Che poi a parole l'ex sindaco di Roma dica il contrario, questo è scontato, perché un rinvio della tornata elettorale non farebbe altro che aumentare l'antipatia della gente nei confronti della "casta". Certo, però, anche in questo caso Veltroni dimostra di aver superato il maestro Berlusconi in quanto a demagogia: "È un problema aperto nella destra e la destra lo deve risolvere". Si, è vero che Pizza è alleato del Pdl e sta dunque al Cavaliere convincerlo a fare marcia indietro ("Non ho sentito Giuseppe Pizza ? ha detto Berlusconi - ma ci sono persone nostre in stretto contatto con lui; io mi auguro che Pizza dia un segno di responsabilità che credo lo premierebbe anche elettoralmente"), ma dichiarare che il problema è "stato aperto dalla destra" è una menzogna, anche molto grossa. Il simbolo di Pizza è stato bocciato dall'ufficio elettorale del Viminale, dove al momento risiede Giuliano Amato, il quale ? ad occhio ? non possiede la tessera ne di Fi, ne di An e tanto meno della Lega. Veltroni dunque, che probabilmente ha fatto fare al suo bus una deviazione a Collodi per studiare da vicino Pinocchio, mente sapendo di mentire, e soprattutto dice una cosa e spera nel contrario. E' comunque curioso notare come la sinistra italiana oramai "se la suona e se la canta". Facendo un discorso puramente teorico, il rinvio gioverebbe a Veltroni, nascerebbe da un errore del Viminale, e dunque di un governo di centrosinistra, e l'eventuale decisione di posticipare le elezioni spetterebbe al Capo dello Stato. Uomo di sinistra. Insomma, viene voglia di pensare a male: non vorremmo che a breve restaurino la monarchia e proclamino Veltroni direttamente Re d'Italia. Volendo continuare a pensare male, non si può sottolineare come non votare il 13 e 14 aprile significhi dare più tempo a Prodi per vendere Alitalia ai francesi: ed infatti il premier, ai cronisti che gli chiedevano se vedeva una "regia politica" dietro l'ordinanza del Consiglio di Stato, si è affrettato a dire che "non vede proprio niente". In tutto questo va registrato l'intervento del presidente emerito Francesco Cossiga che non perde occasione per mettere in difficoltà Napolitano: rinviare le elezioni è una decisione "molto discrezionale, e sostanzialmente dipende dal Capo dello Stato. Bisogna firmare un decreto che fissi la nuova data delle elezioni, che deve essere approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Interno. Con un governo dimissionario - spiega - la situazione è tanto delicata che bisogna vedere se il presidente della Repubblica se la sente di firmare quel decreto". Insomma Cossiga accende il cerino, lo mette in mano a Napolitano e prega si bruci le dita. E non solo quelle. Infine a margine della questione rinvio, vanno assegnati due premi Oscar. Quello per la sincerità al socialista Franco Grillini che ammette (ed è il solo) di accettare di buon grado uno spostamento "visto che sinora siamo stati oscurati". Quello per la simpatia all'azzurra Margherita Boniver che definisce l'ipotesi rinvio "un pesce d'Aprile", altrimenti "il Pd avrà più tempo per copiare i nostri programmi". Peccato, però, che invece di trovarci di fronte ad un pesce d'Aprile, osserviamo impotenti l'ennesima "coglionata" made in Italy.

Torna all'inizio


Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 03 Apr 2008 Edizione 65 del 03-04-2008 Strettamente confidenziale Alitalia e la paura di Spinetta: Lufthansa di Hush Hush Immagino che non pochi fra i lettori dell'Opinione si siano chiesti come mai il primo gruppo aereo del mondo, Air France-Klm, si stia intestardendo così tanto intorno alla vicenda Alitalia (anche se ieri sera ha interrotto le trattative, ma sembra tattica e Spinetta è un mago delle trattative), quasi che il non acquisto della compagnia italiana possa pregiudicare chissà quali strategie future dei franco-olandesi. Perché è manifesto chiaramente a tutti che più che essere l'Alitalia che s'offre e si offre, sono Spinetta e soci che la vogliono. Le molteplici ragioni di strategia industriale le abbiamo svelate nelle scorse settimane: prima fra tutte, far chiudere Malpensa come hub perchè dava troppo fastidio al Charles de Gaulle parigino (il cui mantenimento in termini di personale e servizi costa ad Air France come un bancomat nei giorni festivi) e, quindi, fottersi tutta l'attività del cargo, cioè il trasporto delle merci lungo le ricche rotte transatlantiche, soprattutto dell'estremo oriente. Negli ultimi giorni, tuttavia, i piani di M. Spinettà sono stati stravolti da una notizia che riguarda il principale concorrente mondiale ed europeo di Air France, ossia la tedesca Lufthansa, ed ecco spiegato il perché di Alitalia o morte. Alla compagnia di Francoforte, i suoi manager ZITTI ZITTI, hanno preso il mappamondo e si sono detti: sul mercato asiatico siamo ben piazzati con la partnership strategica di Thai, in quello nord amerciano idem con United e Swiss, in Africa ci pensa ancora Swiss, nell'Europa dell'est c'è Austrian Airlines; quello che ci manca è un bel gancio in centro e sud America, vecchie mete di turismo molto high spending ma anche di massa. Allora, restando sempre ZITTI ZITTI, i capi azienda di Lufthansa si sono messi a parlare in maniera STRETTAMENTE CONFIDENZIALE con i loro colleghi spagnoli di Iberia, nell'ipotesi di un leverage by out stile Swiss. Iberia che è partecipata già al 30% dagli inglesi di BA, sarebbe quindi il primo vettore al mondo a fare da ponte anche per l'unificazione di due dei grandi network mondiali del volo, vale a dire Star Alliance e OneWorld. A questo punto Lufhtansa potrebbe liberarsi anche del peso dell'alleanza con Airone per i voli nel bel paese, lasciando Toto a trastullarsi con le banche per conto suo ed agendo invece da Malpensa come hub del sud per conto proprio o con le proprie linee aeree partecipate. Ecco perché M.Spinettà ha fretta di chiudere, anche dopo il 31 marzo, che è passato, ma prima del 15 aprile: perché su Malpensa, se non si porta a casa Alitalia, rischia di rompersi pesantemente le ossa, con grande goduria non solo dei lavoratori dell'ex hub milanese che stanno subendo la cassa integrazione, ma anche delle altre grandi compagnie aeree europee che dei franco olandesi si sono, da tempo, rotti i coglioni per i loro modi di fare e di agire. Ah la grandeur? nes't pas.

Torna all'inizio


Berlusconi: appello all'orgoglio degli imprenditori italiani (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 80 del 2008-04-03 pagina 0 Berlusconi: appello all'orgoglio degli imprenditori italiani di Alberto Taliani Il leader del Pdl agli imprenditori: non si deve partecipare con milioni e milioni, basta una Fiche. Veltroni: interferenze elettorali. Fini: Walter soffre di amnesia Milano - La drammatica situazione dell'Alitalia, dopo la rottura delle trattative tra Air France sindacati infiamma il dibattito politico. Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi torna a ribadire il suo appello "all'orgoglio degli imprenditori italiani". "Ora che la trattativa si è interrotta - ha affermato ospite della Coldiretti - rivolgo un appello all'orgoglio degli imprenditori italiani. Non si deve partecipare con milioni e milioni, ma basta una fiche". Berlusconi ha quindi ribadito che "è nel nostro interesse avere una compagnia di bandiera" mentre da parte di Air France erano state proposte "condizioni di assorbimento di Alitalia che io ho definito offensive". L'ex premier ha poi spiegato che "noi siamo stati zitti quando pensavamo che il governo trattasse con senno" e invece alla fine si è stati di fronte "a una svendita". "Commissariamento? Chiede a Prodi" Silvio Berlusconi non si sbilancia circa il futuro di Alitalia e ai cronisti che gli chiedono del rischio di commissariamento replica: "Chiedetelo a chi ha responsabilità di governo. Io sono all'opposizione". Fini: "Governo latitante" "Non vedo in cosa consistano le interferenze elettorali. Veltroni se la prenda, invece, con il modo in cui è stata condotta la trattativa", ha detto invece Gianfranco Fini, a Olbia dove ha iniziato il suo tour elettorale in Sardegna, rispondendo alle affermazioni del leader del Pd sul fallimento della trattativa per l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France. Per Fini "Veltroni soffre di una sorta di amnesia ed ha dimenticato che al governo c'è Prodi. Se la deve prendere con il governo, sono state precostituite delle trattative. Veltroni dice basta alle interferenze elettorali ma non può pensare che una vicenda come quella dell'Alitalia possa essere esclusa da discorsi elettorali. Air France ha trattato da una posizione di forza ed il Governo - ha concluso il leader di An - si è mostrato latitante". Poi tgocca il tema spinoso di Malpensa. "Al di là delle sorti della trattativa Alitalia Air France, con un Expo 2015 che porterà 40-45 milioni di turisti a Milano - dice - non sta ne in cielo ne in terra pensare di derubricare Malpensa ad aeroporto al pari di quello di Villafranca o di Bergamo. Malpensa - ha aggiunto - è insieme a Fiumicino un grande aeroporto italiano". Veltroni contro il Pdl "Cessino immediatamente le interferenze elettorali, lasciando agli organi istituzionali il compito di trovare la soluzione migliore", afferma il candidato premier del Pd Walter Veltroni, che denuncia "le interferenze politiche, gli annunci sconsiderati e le dichiarate manifestazioni di ostilità hanno fatto interrompere la trattativa fra Air France e sindacati". "è una vicenda che può avere un esito molto negativo. Per questo mi auguro e sollecito, affinchè il governo, in queste ore, possa avere la capacità di regia. Il governo deve farlo e la politica si deve tenere lontana". Sinistra contro Prodi e Veltroni "è molto grave che Prodi attacchi i sindacati e il Pd faccia il pesce in barile su Alitalia. I sindacati hanno difeso non solo i legittimi diritti dei lavoratori, ma anche l'interesse nazionale ad avere una compagnia di bandiera". Lo afferma il capogruppo della Sinistra Democratica Cesare Salvi che per quanto riguarda l' aeroporto di Fiumicino dice che "c'è da preservare chi riveste i ruoli più alti e di responsabilità, come i piloti o il personale di bordo, ma anche le migliaia di lavoratori dello scalo, quelli esternalizzati come nei call center, i precari". "Ora il governo, che già molto ha sbagliato in questa vicenda, lasciando il sindacato solo nella trattativa con Air France - sostiene l'esponente della Sinistra Arcobaleno - riprenda l'iniziativa a tutto campo per favorire una soluzione positiva della crisi". D'Alema: "Situazione delicata" "Si è fatto di tutto per fare fallire l'unica prospettiva possibile agitando alternative che non appaiono e il rischio è che alla fine noi resteremo senza compagnia aerea", lancia l'allarme Massimo D'Alema. "La situazione è molto delicata - ha aggiunto - e certamente la società dispone ancora di liquidità, ma in una misura limitata". "O si lavora rapidamente per una soluzione - ha concluso - oppure la situazione può diventare irrecuperabile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio