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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 29-30 luglio
2008 #TOP
I
NUMERI ( da "Unita, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia alle misure in materia di privacy durante le consultazioni elettorali 9 DECRETI LEGGE varati dal nuovo governo Berlusconi. In sede di conversione, tre provvedimenti sono poi confluiti nel decreto legge n.97 sulle proroghe 10 LEGGI DI CONVERSIONE di decreti legge approvate definitivamente dal nuovo Parlamento (inclusi i cinque decreti varati dal precedente Esecutivo)
Alitalia,
dov'è finito il fondo integrativo per i lavoratori? Il Fondo Volo che sostiene
la cassa integrazione è vuoto. La denuncia Inps
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, dov'è finito il fondo integrativo per i lavoratori? Il "Fondo Volo" che sostiene la cassa integrazione è vuoto. La denuncia Inps di Roberto Rossi / Roma INTEGRAZIONE I cassintegrati della compagnia Volare li stanno aspettando da circa due anni.
Eni
e Enel: il primato dell'impresa pubblica R&S: crescono i profitti dei primi
50 gruppi italiani. 2008 difficile per le banche
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I gruppi pubblici (accanto ad Alitalia, voracissima) sono soprattutto Eni e Enel, gli unici che siano riusciti a concludere acquisizioni all'estero (vedi Enel con Endesa), grazie a un atteggiamento aggressivo e grazie all'autorevolezza garantita dagli azionisti (pubblici) alle spalle.
La
nota nera viene da Alitalia: nel quinquennio due miliardi e mezzo di perdite
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del La nota nera viene da Alitalia: nel quinquennio due miliardi e mezzo di perdite.
Ma
per berlusconi è inutile parlare al pd "ora mi serve un patto con i
sindacati" - claudio tito ( da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vertenza Alitalia, il caro-prezzi e gli effetti di una possibile recessione possano far presto naufragare la "luna di miele" del governo, sta diventando per Palazzo Chigi la prima preoccupazione. "Certo - ha ammesso sconsolato Berlusconi pure nella cena con il Senatur, consapevole che la Lega non intende rinunciare al dialogo con il Pd -
Citi:
<Cassa vuota entro fine anno>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Redazione Alitalia Allarme liquidità per Alitalia: gli analisti di Citigroup sostengono che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno, prevedendo che il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008. "I 300 milioni di piano d'emergenza del governo italiano (soggetto ad un'indagine da parte della Commissione Europea)
Banca
e industria, cade il primo steccato
( da "Stampa,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La spinta ad accelerare i tempi l'ha probabilmente data il caso Alitalia. Da oltre un anno, infatti, la Banca d'Italia aveva pronta una modifica della vecchia normativa. Draghi (che partecipa al Cicr, presieduto dal ministro dell'Economia) aveva sollevato il problema già nell'ottobre 2006. La sua idea è che i limiti amministrativi non servono più;
A
brindisi doppio volo per milano e nuovo park
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Inoltre con la partecipazione al programma MilleMiglia di Alitalia, i passeggeri Volareweb possono accumulare miglia e avere diritto a sconti, acquistando sul sito www. volareweb. com. Oggi intanto alle 11 nel piazzale antistante l'Aeroporto del Salento di Brindisi verrà inaugurato il nuovo parcheggio auto.
Oggi
il cicr "rivoluziona" gli incroci banche-imprese
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: una riforma che in vista di una futura soluzione della vicenda Alitalia, si fa sempre più urgente. Secondo Bankitalia inoltre, alcuni dei paletti che relegano in spazi di manovra ristretti i rapporti tra le banche e le aziende, potrebbero essere superati anche alla luce dei nuovi principi di governance. Così come l'introduzione della risoluzione extragiudiziale delle controversie,
Utili
record per i gruppi italiani ma dal credito segnali di crisi - giuseppe turani
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: differenza fra imprese pubbliche e imprese private non deve far pensare a un settore privato rampante e a un settore pubblico agonizzante (Alitalia a parte). La verità è che le aziende pubbliche già stavano bene nel 2003 mentre quelle private si sono un po' riorganizzate (caso Fiat: da 1,9 miliardi di perdite a utili circa della stessa grandezza). Ma c'è un'altra annotazione da fare.
Economia
Sarà che sono passate le elezioni. Sarà che l'economia del Nord, malgrado tante
Cassandre, ... ( da "Repubblica, La"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sopravvive
anche senza Alitalia. Fatto sta che il dramma-Malpensa è sparito dal radar
della politica. Una bolla di sapone? Non troppo. L'addio della compagnia di
bandiera, parlano le cifre, è stato una mazzata: i passeggeri Alitalia sui due
scali milanesi dovrebbero crollare quest'anno da
R
eso ( da "Corriere della Sera"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-29 num: - pag: 5 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi R eso noto il testo completo del nuovo motto di Berlusconi: "Amo l'Italia. Volo Alitalia. Mancano i soldi. Farò da balia". www.corriere.it/italians.
Precari,
nessuna modifica Il governo tira dritto
( da "Manifesto,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E che dire di Alitalia, o del settore del turismo (in particolare, l'alberghiero), o ancora di quello del commercio. Del resto, come certifica l'Istat, il contratto a tempo determinato è la forma più frequente di precarietà. La norma del governo si presenta come un mostro anche dal punto di vista della giurisprudenza.
Bagagli
leggeri e poche pretese Regole per risparmiare ancora
( da "Corriere
della Sera" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Milano dal 15 al 17 settembre con una compagnia low cost come Ryanair e un vettore di linea come Alitalia? Lo "sboom" delle low cost sta tutto qui, in questa "forbice " che con gli anni si è sempre più stretta fino ad arrivare a una differenza di costo che fino a ieri (sera) era di 72,47 euro. Prezzo Alitalia 180,98 euro e prezzo Ryanair 108,51.
Eni
ed Enel regine delle cedole ( da "Tempo, Il"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è in fondo all'elenco, terz'ultima con 27,7 milioni versati al fisco. I cinque principali istituti di credito "retail", ovvero Intesa SanPaolo, UniCredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare, potrebbero chiudere l'esercizio 2008 con un risultato netto dimezzato (-49,3%).
Allarme
liquidità per Alitalia. Gli analisti di Citigroup
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Allarme liquidità per Alitalia. Gli analisti di Citigroup ... Allarme liquidità per Alitalia. Gli analisti di Citigroup sostengono che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno, prevedendo che il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008.
Intervista
a ROBERTO ANTONUCCI ( da "Opinione, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cosa prevede per il futuro di Alitalia? Ogni gruppo ha la sua strategia e i suoi problemi: oggi Alitalia è molto concentrata sui costi, ma questa è una priorità di tutte le compagnie aeree. E' molto difficile fare delle previsioni, la speranza è che si possa trovare velocemente la soluzione ideale per sanare la nostra compagnia di bandiera.
Berlusconi
in vetta al ranking ( da "Opinione, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si dice fiducioso e ottimista quando gli si chiede del caso Alitalia. "Ci sono i capitali e lo slogan" ? dice. La seconda postazione nel ranking appartiene all'ospite del TgLa7, Marzio Mian. Il vice direttore del settimanale del Corriere della Sera "Io donna" è autore della biografia su Radovan Karadzic "Carnefice, psichiatra, poeta".
Gli
utili di Ryanair perdono quota ( da "Opinione, L'"
del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una misura arrivata a pochi giorni dall'annuncio di controlli sulla compagnia fatto da Roberto Castelli, dopo che la foto del gestaccio del ministro delle Riforme Umberto Bossi era stata utilizzata sul sito della compagnia per condannare l'appoggio del governo ad Alitalia.
Alitalia:
<Cassa vuota entro fine anno>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 179 del 2008-07-29 pagina 20 Alitalia: "Cassa vuota entro fine anno" di Redazione Alitalia Allarme liquidità per Alitalia: gli analisti di Citigroup sostengono che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno, prevedendo che il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008.
Nel
2008 gruppi pubblici meglio dei privati
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: gruppi italiani quotati in Borsa godono in generale di buona salute (a parte gravi casi isolati come Alitalia) e fanno un bel po' di utili: ben 48,2 miliardi di euro nel 2007. I maggiori profitti in assoluto sono quelli dell'Eni (10 miliardi), cui seguono Intesa Sanpaolo (7,3 miliardi) e Unicredit (6,6 miliardi). Ma i dati dei primi mesi del 2008 mostrano che la crisi si fa sentire.
IL
CICR: LIMITI ADDIO, PIù SPAZIO AL CREDITO NELLE AZIENDE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: obiettivo è una semplificazione delle regole e dei controlli, per una maggiore flessibilità del mercato ed un miglioramento della struttura produttiva. Non è da trascurare la questione Alitalia: è possibile che, all'interno della cordata uno o più istituti bancari possano ritrovarsi con una quota maggiore del 15%, attualmente impossibile da superare.
CRISI
DI LIQUIDITà, DIMEZZATI GLI UTILI BANCARI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è in fondo all'elenco, terz'ultima con 27,7 milioni versati al fisco. Il credito. I cinque principali istituti di credito "retail", ovvero multiservizi (Intesa SanPaolo, UniCredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare), potrebbero chiudere l'esercizio 2008 con un risultato netto dimezzato (-49,3%).
Avviso
urgente ai naviganti (dalla Spagna)
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
I
tagli non bastanoservono vere riforme
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali è stata di fatto bloccata dalla Lega Nord. La riforma della scuola e della ricerca scientifica non ha ancora preso una direzione precisa, l'unica cosa che si è capita chiaramente è la riduzione delle risorse, ma mancano ancora del tutto riforme che incidano sulla qualità e sulle modalità di offerta di un servizio fondamentale
L'alitalia
sta a guardare le nozze british-iberia - massimo riva
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia sta a guardare le nozze British-Iberia MASSIMO RIVA Mentre a Roma ci si continua a baloccare attorno a una piccola Alitalia in tricolore, nel resto del mondo si corre, anzi si vola. La partecipazione di nozze fra British Airways e Iberia che Londra e Madrid hanno spedito ieri ai mercati non giunge inattesa e sarà forse presto accompagnata dall'
L'alitalia
e le nozze british-iberia - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: versato nelle esauste casse di Alitalia. E ora, mentre nel resto del pianeta si uniscono o si fondono compagnie di Paesi diversi senza perdite di tempo e denaro in miserevoli "querelles" da campanile, sembra che la luminosa idea dei patriottici salvatori di Alitalia sia quella di unire le magagne della boccheggiante compagnia di bandiera con le debolezze del suo concorrente interno (
Una
svolta che prepara il salvataggio di Alitalia
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Una svolta che prepara il salvataggio di Alitalia Angelo De Mattia Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) dalle sette vite - spesso prossimo alla defunzione e sempre risorgente - ha fatto sentire la sua voce, ieri, con delibere che in buona sostanza "ratificano" proposte elaborate e definite dalla Banca d'Italia.
Banche,
via il tetto del 15% nel capitale delle imprese
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è poi anche la questione Alitalia: è possibile che, nella cordata di salvataggio, uno o più istituti bancari si ritrovino con una quota maggiore al 15%, fino a ieri impossibile da superare. Nella nota si legge che il Cicr ha assunto tre delibere in tema di sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari,
Pensioni
minime: è un governo di destra Cara Unità, i colpi di mano che il govern
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fa anche leggi ad aziendam, vedi rifinanziamento Alitalia, adesso soccorso a Poste con la legge anti-precari,e poi ci sarà la legge preannunciata con diversi miliardi a favore di Telecom Italia, ma fa anche leggi ad cittadinum, solo che queste hanno il segno negativo, vedi abolizione delle pensioni sociali.
Matrimonio
nei cieli tra British Airways e Iberia Nasce la terza compagnia al mondo. La
crisi spinge verso le grandi alleanze
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che Air France aveva proposto per la moribonda Alitalia. Quel progetto, eravamo alla fine di marzo del 2008, cadde principalmente per l'opposizione del futuro governo Berlusconi. Che tra le altre cose giustificò il suo "no" al piano francese tirando in ballo l'identità nazionale del vettore, che nessuno avrebbe toccato, nonché il mancato supporto al turismo che ne sarebbe derivato.
Il
greggio accelera il risiko dei cieli - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mentre Alitalia (controcorrente) prova a reinventarsi concentrandosi sul mercato domestico, il processo di consolidamento del settore aereo marcia a tappe forzate. Incurante di campanili e bandiere. Il fidanzamento tra Iberia e British è solo l'ennesimo tassello di un percorso sempre più chiaro, accelerato oggi dal boom del prezzo del greggio.
Pubblicità
ryanair, o'leary insiste "niente scuse, le faccia bossi"
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. "Forse il ministro Matteoli dovrebbe chiedere a Bossi di scusarsi - prosegue O'Leary - e tenere a mente che Ryanair non è ospite dei cieli d'Italia, ma ha gli stessi diritti di Alitalia in tutti gli aeroporti europei". Ryanair argina dunque le critiche e ricorda di essere "la compagnia preferita dalla maggioranza dei passeggeri italiani"
Alitalia,
la rabbia di piloti e hostess "così si fa, altro che cordate" - lucio
cillis ( da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Comandanti e assistenti di volo in attesa della soluzione promessa dal governo rimpiangono Air France Alitalia, la rabbia di piloti e hostess "Così si fa, altro che cordate" LUCIO CILLIS ROMA - Soltanto piloti ed hostess di Alitalia possono spiegare quanto "bruci", visto dalla Magliana, il matrimonio tra British e Iberia, 120 giorni dopo l'addio di Air France alla Magliana.
Cadono
le barriere tra banca e industria il cicr elimina il tetto del 15% - sara
bennewitz ( da "Repubblica, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in prospettiva di una soluzione del caso Alitalia, sarà possibile mettere d'accordo una compagine azionaria bancaria di primo piano, senza essere costretti a chiamare in causa una moltitudine di istituti per piccole partecipazioni. La riforma mira inoltre a ridurre sensibilmente il novero delle fattispecie da autorizzare, snellendo così la burocrazia di Bankitalia.
British
e Iberia volano alto ( da "Manifesto, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CRISI ECONOMICA Spinte alla fusione le compagnie aeree inglese e spagnola British e Iberia volano alto Pronto il piano per l'Alitalia, sola e senza un partner internazionale Marina Della Croce Crisi economica mondiale e prezzo del petrolio alle stelle hanno spinto British Airways e Iberia ad accelerare un processo di fusione, che avverrà al più tardi entro un anno.
CONTRADDIZIONI
DEL <DUALE> ( da "Corriere della Sera"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tranne se da domani la nuova Mediobanca cominciasse a partecipare a operazioni giustificate da un supposto "interesse nazionale", come il salvataggio di Alitalia, anziché dall'interesse dei suoi azionisti, in primis dei risparmiatori che hanno investito nella banca.
C
ominciamo ( da "Corriere della Sera"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008-07-30 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE Alitalia Il lavoro di Intesa Completata la "Fase Uno" La Parola al Governo C ominciamo da un numero (e da un dubbio): il piano Alitalia predisposto da Jean Cyril Spinetta per conto di Air France prevedeva un prezzo del petrolio a 86 dollari il barile.
Berlusconi:
sondaggi, sono al 62,8% ( da "Corriere della Sera"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ottimismo anche per Alitalia: "Ci sono buone notizie, lavoriamo fiduciosi. I soldi? Ho sempre detto che ci sono". L'incontro conviviale è stato preceduto da una riunione con il coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, il reggente di An, Ignazio La Russa, e il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
EasyJet
sbarca a Fiumicino ( da "Corriere della Sera"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da Milano (dove gli aerei di Easyjet saliranno a 15 nel 2009) la compagnia no frills ha già cominciato a coprire i vuoti lasciati liberi da Alitalia sia verso l'Europa del Nord (Copenhagen, Stoccolma e Sofia) sia verso il Meridione (Brindisi e Lamezia Terme). Andy Harrison A. Jac.
Pronto
il piano di Intesa, ora tocca al governo
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. "FASE UNO" FINITA, NIENTE SPEZZATINO I consulenti di Intesa Sanpaolo non amano la parola "spezzatino", anzi nelle loro simulazioni Az Servizi torna all' interno di Alitalia ponendo fine a quello che oggi è uno malcelato spezzatino. Dovrebbe nascere, così, una compagnia con perimetro di business più largo dell'attuale Alitalia grazie all'
Alemanno:
in autunno cambieremo il Piano regolatore
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mentre sono in bilico le varianti sulla Bufalotta e sui grattacieli ex Alitalia. Ieri, intanto, sono state ratificate le osservazioni al Piano paesistico territoriale regionale, dopo le proteste di Italia Nostra (che aveva chiesto ai consiglieri di non votarlo, per "non favorire le modifiche proposte da privati proprietari di alcune areee"): "è un atto dovuto", ha commentato Alemanno.
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Mentre il salvataggio di
( da "Tempo,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it Mentre il salvataggio di Alitalia resta ancora in stallo in attesa del piano di rilancio elaborato da Intesa SanPaolo i competitor internazionali non restano a guardare. Così l'aviazione civile internazionale potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi un nuovo colosso: le compagnie aeree British Airways e Iberia, due tra le maggiori al mondo,
ROMA
- Il piano di Intesa Sanpaolo plana, con qualche giorno di ritardo, sul tavolo
del cons ( da "Messaggero, Il"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con qualche giorno di ritardo, sul tavolo del consiglio di Alitalia. Oggi pomeriggio attorno alle 16 dovrebbe riunirsi il cda presieduto da Aristide Police e Gaetano Miccichè, secondo quanto risulta a Il Messaggero, dovrebbe illustrare le linee-guida del progetto messo a punto dalla banca, advisor della compagnia.
NELLA
sua intervista al Messaggero (27/7) anche Chicco Testa si appiglia all'argome
( da "Messaggero,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: imprenditori che mettano insieme 700 milioni per l'Alitalia. Il "treno nucleare", per quanto ci riguarda, è passato più di vent'anni fa, quali che fossero le ragioni alla base di questa scelta. Cercare di riagganciarlo oggi rischia di essere, oltre che velleitario, antieconomico e sostanzialmente inutile per risolvere i nostri problemi di indipendenza energetica.
Alitalia,
Police convoca il Cda per il piano Intesa
( da "Messaggero,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 30 Luglio 2008 Chiudi Oggi il Consiglio della compagnia dovrebbe avviare una prima valutazione. Berlusconi: "Ci sono gli investitori. Necessari tagli al personale" Alitalia, Police convoca il Cda per il piano Intesa Miccichè illustrerà le linee del progetto che prevede il rilancio mediante lo "spezzatino".
Berlusconi:
"Ci saranno 5mila esuberi I sindacati non si oppongano al piano"
( da "Quotidiano.net"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa CRISI ALITALIA Berlusconi: "Ci saranno 5mila esuberi I sindacati non si oppongano al piano" Il premier ha illustrato il piano per la compagnia di bandiera durante la cena con i senatori del Pdl. "I soldi ci sono, ma non si potranno tenere tutti i dipendenti.
British
Airways e Iberia unite in pista al decollo
( da "Opinione,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione di salvataggio di Alitalia (e AirOne), un colosso dell'aviazione civile internazionale (la terza compagnia aerea al mondo per giro d'affari, oltre 16,5 miliardi di euro) potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi: le compagnie aeree British Airways e Iberia, due tra le maggiori al mondo, hanno annunciato di aver avviato discussioni per una fusione.
Alitalia,
Berlusconi ammette esuberi ( da "Voce d'Italia, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Presentato ai senatori Pdl il nuovo piano Alitalia Alitalia, Berlusconi ammette esuberi In programma "varie sinergie con Parigi" Roma, 30 lug - Berlusconi ieri sera ha illustrato ai senatori del Pdl riuniti a cena , presso Casina Aurora Pallavicini, il nuovo piano dell'Alitalia. Il presidente ha confermato la disponibilità dei soldi, ma ammette l'inclusione nel progetto di 5000 esuberi.
Sono
tornato. Nuove regole per il blog
( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
Quel
"vivo desiderio" di felicità
( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
L'accoglienza
di Sydney e il tassista musulmano
( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, infatti, dopo aver funzionato per le prime due ore, sono andati completamente in tilt! Così, la conferenza stampa del Papa, che ci ha parlato alle 11, è stata trasmessa a spizzichi e bocconi da qualche agenzia, mentre noi giornalisti dei quotidiani e delle Tv, che abbiamo tentato di trasmettere i nostri articoli poco dopo,
Alitalia,
Veltroni: "Il governo mettera' mano alle tasche degli italiani"
( da "Voce
d'Italia, La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il governo punta a risolvere la situazione di Alitalia mettendo le mani nelle tasche degli italiani. "Ieri Berlusconi in una cena ha comunicato che vi sono 5.000 esuberi e che una parte dell'assetto della nuova Alitalia sarà prodotto dalla partecipazione di soggetti privati e una parte dalla formazione di una bad company dove si mettono le voci negative del bilancio.
I
buoni propositi non mancano. Il Presidente Napolitano l'altro ieri è tornato a
chiedere ( da "Stampa, La"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: governo del fare": dopo i rifiuti a Napoli verrà il turno dell'Alitalia, della riforma della giustizia e del federalismo fiscale. Mentre Veltroni, barcamenandosi tra l'esigenza di non perdere voti a sinistra e quella di non essere sfrattato dal vertice del Pd dopo le europee, sarà bloccato ancora sulla domanda: "Cosa debbo fare?
Mentre i grandi vettori europei si
strutturano per acquisire ponderosità adeguate alle sfide della
globalizzazione, la ben pianificata saga paesana di Alitalia si trascina in
attesa di una migliore decozione dell’azienda, a vantaggio di chi subentrerà
nella proprietà.
Il piano imprenditoriale, pur se paesano, è da
manuale:
Attendere che l’azienda da
“traballante” passi a “semidiroccata” per pagarla (considerati gli esuberi) a
prezzi di realizzo, impensabili solo sei mesi fa.
Eliminare di fatto coloro (ultima
l’Air France) che possano aspirare ad una competizione nell’acquisto del saldo.
Lavorare per una serie di
interventini normativi. Ci sono ipotesi di assorbimento nella pubblica
amministrazione degli esuberi o di parte di essi? Si mette in piedi una bad
company da far digerire all’ Erario?
All’inizio dell’anno, l’ipotesi di
piano industriale di Air France
prevedeva circa 2000 esuberi. Oggi, l’ipotesi di ristrutturazione di
Banca Intesa ne prevede oltre 5.000, ma c’è chi parla di 8.000. Basta attendere
ancora un po’…
Silvio Berlusconi ha detto che per
tutti gli esuberi - secondo quanto hanno rivelato all'Agi alcuni partecipanti
alla cena - saranno previste misure di uscita "morbida" "con
scivoli e prepensionamenti". Ma non mancheranno "altre
soluzioni", accanto ai tagli soft. Ovvero probabili esternalizzazioni di
rami dell'azienda (servizi di terra, amministrazione e manutenzioni) che allargherebbero
però la platea dei lavoratori interessati dal piano.
La cordata potrebbe insomma godere
di tranquillità sindacale se il governo si rendesse disponibile ad assorbimenti
di parte del personale nella pubblica amministrazione o carico dell’INPS con prepensionamenti.
L’ipotesi non è peregrina: già nel 1992, l’ Olivetti, d’accordo sindacati e
governo, regalò 1.500 lavoratori di
troppo alla pubblica amministrazione del Nord.
Né è peregrina l’ipotesi di una bad
company. Anche in questo caso ci sono autorevoli precedenti: il Banco di Napoli
riuscì ad addossare all’erario la sua bad bank: 13 mila miliardi di vecchie
lire, d’accordo Banca d’Italia.
Oggi il CdA di Alitalia verrà
informato dell’ipotesi di piano suggerita da Intesa SanPaolo. Si comincia a parlare
di spezzatino attuabile con adeguate e specifiche iniziative normative. Si
sente rifare il nome della Gepi. Insomma,
per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, o si costituisce una
società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che aveva come compito
quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la
ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per
la ricollocazione degli esuberi.
Se anche stavolta l’Alitalia si
salverà per provvidenziali aiutini e non per una seria ristrutturazione,
Adusbef e Federconsumatori temono che quei provvidenziali aiuti dovranno
obbligatoriamente continuare: come si può pensare che una Alitalia, miracolata
per meriti speciali ma non risanata, possa competere con Air France e Luftansa
o con il vettore nato dal matrimonio tra linee aeree inglesi e spagnole?
Oltretutto, anche il gioiello costituito dalla tratta Roma-Milano comincia a
temere la concorrenza del treno veloce che, nel giro di un paio d’anni, dovrebbe
collegare in tre ore le due città.
Ci sarà un liberista nei paraggi, o
la concorrenza va bene solo se si applica al cortile degli altri?
Benetton, uno degli anelli della
ipotetica catena, comincia a sostenere che forse sarebbe stato meglio accogliere
la soluzione Air France. Dobbiamo aspettarci ulteriori attese? E’ la
dichiarazione di un temporeggiatore per tirare sul prezzo? Si vuole arrivare a
Natale quando tutti diventiamo più buoni? Sempre Benetton ha informato che
nessuno degli imprenditori che si sono detti interessati ha mai potuto valutare
un piano industriale. Ma allora quali sono i vantaggi fatti balenare ai membri
della cordata? Si è fatto leva sul loro notorio spirito di servizio per il
paese?
Intanto Alitalia perde oltre due
milioni di euro al giorno. Soldi nostri.
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del I
NUMERI 5 DECRETI LEGGE varati dal precedente governo: si va dalle disposizioni
urgenti per Alitalia alle misure in materia di privacy durante le consultazioni
elettorali 9 DECRETI LEGGE varati dal nuovo governo Berlusconi. In sede di
conversione, tre provvedimenti sono poi confluiti nel decreto legge n.97 sulle
proroghe 10 LEGGI DI CONVERSIONE di decreti legge approvate definitivamente dal
nuovo Parlamento (inclusi i cinque decreti varati dal precedente Esecutivo)
1 LEGGE ORDINARIA approvata definitivamente dal nuovo Parlamento (il Lodo Alfano
che introduce l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato).
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, dov'è finito
il fondo integrativo per i lavoratori? Il "Fondo Volo" che sostiene la
cassa integrazione è vuoto. La denuncia Inps di Roberto Rossi / Roma
INTEGRAZIONE I cassintegrati della compagnia Volare li stanno aspettando da
circa due anni.
Quelli dell'ungherese Malev, della Sea Handling e della Sea spa, da qualche
settimana. Per i dipendenti di Alitalia, almeno quelli
che verranno tagliati dal piano Intesa Sanpaolo, sarà solo questione di giorni.
Poi anche loro si accorgeranno che i soldi destinati al sostegno del reddito in
caso di cassa integrazione per i lavoratori del settore aereo non ci sono. Il
fondo speciale, creato con la legge 291 del 2004 e denominato Fondo Volo, è a
secco. Il tanto atteso piano di salvataggio di Alitalia,
pronto fra qualche giorno, rischia di rivelarsi non solo socialmente traumatico
ma economicamente devastante per una larga fetta dei lavoratori messi in cassa
integrazione dalla compagnia di bandiera (si parla di 5-6mila in totale). Fatti
i dovuti calcoli piloti, tecnici di volo e assistenti, in uscita dalla
compagnia, potrebbero trovarsi non solo senza lavoro ma con una cassa
integrazione decurtata, in media, di mille euro circa. La denuncia delle
"gravi difficoltà finanziarie" in cui versa il fondo è stata fatta
l'11 luglio scorso, deliberazione n.11, dal comitato amministratore del fondo
medesimo che fa capo all'Inps. In un documento, inviato sia al ministero
dell'Economia sia a quello del Lavoro e per conoscenza all'Enac (Ente nazionale
per l'aviazione civile), il comitato ha denunciato il ritardo dei flussi
finanziari previsti dalla legge e il mancato versamento, per il periodo 2005,
di circa 11 milioni. La segnalazione è venuta in seguito alla presentazione
delle domande di accesso al fondo da parte dei dipendenti della Malev, della
Sea Handling e della Sea. Dell'argomento si sono interessati anche i sindacati
che in queste ora stanno ultimando un documento con il quale chiedono al
governo un incontro "urgente, propedeutico e risolutivo" prima che si
entri nel merito della questione Alitalia. Se il
fondo, si domandano i sindacati, non riesce a reggere 300 o 400 cassintegrati
come farà a sopportare il peso di migliaia di dipendenti in uscita della
compagnia di bandiera? Il rischio, sottolineano le organizzazioni sindacali, è
che oltre ai soldi garantiti dallo Stato, per un massimo di 850 euro, i lavoratori
di Alitalia non vedranno un euro in più. Con tutte le
conseguenze che comporterebbe il caso. Per un pilota, ad esempio, che guadagna
intorno ai 4mila euro si avrebbe una decurtazione di circa 2500 euro visto che
il fondo serve a reintegrare l'80% del salario medio. Ma i sindacati non solo
denunciano un ritardo nei flussi, ma anche la loro quantità numerica, per ora
appunto solo teorica, rispetto ai volumi dei passeggeri risultanti dal traffico
sviluppato in Italia. Questo perché il fondo è finanziato non solo dalle
aziende de settore e, quindi, dal lavoratore medesimo, ma anche dai passeggeri.
Ogni volta che si acquista un biglietto un euro è girato al fondo. Il fatto è
che fino a questo momento Enac non ha certificato, come vorrebbe la legge, i
volumi di traffico aeroportuali, lasciando quindi un dubbio enorme sulla
rispondenza dei dati. Un dubbio con il quale ci si dovrà confrontare al più
presto. Prima che scoppi il caso Alitalia.
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Eni
e Enel: il primato dell'impresa pubblica R&S: crescono i profitti dei primi
50 gruppi italiani. 2008 difficile per le banche di Oreste Pivetta / Milano
SORPRESE La prima notizia è che viene smentita la propagandatissima versione di
un privato efficiente, coraggioso, dinamico, a caccia d'affari in tutto il
mondo, e di un pubblico foraggiato dalle tasse dei cittadini, attento a
difendere le posizioni del proprio privilegio. No, a sonnecchiare sono i
privati, magari controvoglia. La seconda notizia è che comunque, malgrado ci si
senta scossi dai venti delle più diverse tempeste, gli utili crescono e
soprattutto per i privati, tra salti da un anno all'altro che fanno meraviglia.
Il disegno, nei particolari, viene da uno studio di R&S, Ricerche e Studi,
di Mediobanca, conti in tasca, tra il 2003 e il 2007 con alcune verifiche nel
2008, ad una parte dell'economia italiana, quella rappresentata dai
"maggiori cinquanta raggruppamenti societari quotati in Borsa". E
cioè trentanove raggruppamenti industriali, tra i quali gli ultimi entrati
BeniStabili- Foncière de Régions, Prysmian, Davide Campari, Immsi-Piaggio e
Intek, sei gruppi bancari e cinque assicurativi. I gruppi
pubblici (accanto ad Alitalia, voracissima) sono soprattutto Eni e Enel, gli unici che siano
riusciti a concludere acquisizioni all'estero (vedi Enel con Endesa), grazie a
un atteggiamento aggressivo e grazie all'autorevolezza garantita dagli
azionisti (pubblici) alle spalle. Il "resto" dell'Italia sono
soprattutto banche e assicurazioni, cresciute certo, arricchite, ma in un
panorama industriale segnato dal nanismo dell'impresa italiana, al di là delle
eccezioni, da Fiat tornata agli utili a Luxottica che vende soprattutto fuori
d'Italia. Il 2008 è incerto e lo sarà soprattutto per le banche, alla prova
della crisi dei subprime: se la tendenza confermasse per intero i primi tre
mesi, il bilancio finale sarebbe ben diverso da quello che si è chiuso nel
2007. I cinque principali istituti di credito "retail", ovvero Intesa
SanPaolo, UniCredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare, potrebbero chiudere
l'esercizio 2008 con un risultato netto dimezzato, cioè con un calo del 49,3%
rispetto al 2007, senza includere effetti straordinari registrati nel primo
trimestre del 2007 (2,8 mld di plusvalenze di Intesa SanPaolo per la cessione al
Credit Agricole delle partecipazioni in CariParma e FriulAdria). Il bilancio
generale per cinque anni ha visto utili netti aggregati pari a 48 miliardi (più
161% rispetto al 2003). Le imprese a controllo pubblico hanno accresciuto del
72,2% i profitti (passando da 8,8 miliardi a 15,5), quelle private sono
addirittura cresciute del 242,8%, passando da 9,3 miliardi a 32,7. I profitti
maggiori del 2007 sono segnati da Eni (10 miliardi), seguono Intesa SanPaolo
(7,3 miliardi) ed UniCredit (6,6 miliardi). Con i quattro miliardi di Enel e i
tre miliardi di Generali si arriva al 64% del totale. Tra le società in perdita
nell'esercizio scorso ci sono Alitalia (2,6 miliardi
il cumulo nei cinque anni), Fastweb (oltre 800 milioni nello stesso periodo) e
Stm (meno 324 milioni solo nel 2007). I maggiori incrementi di utile, in
termini assoluti, sono riconducibili a Intesa SanPaolo (+5,1 miliardi),
UniCredit (+4,6 miliardi), Eni (+4,4 miliardi) e Fiat (+1,9 miliardi). D'altro
canto, sempre dal 2003, ci sono anche casi di riduzione dell'utile: oltre a Stm
che ha chiuso il
( da "Unita,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del La nota nera viene da Alitalia: nel
quinquennio due miliardi e mezzo di perdite.
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier ritiene prioritario
stabilire un canale con le forze sociali per scongiurare un autunno caldo Ma
per Berlusconi è inutile parlare al Pd "Ora mi serve un patto con i
sindacati" Il Cavaliere punta a isolare la Cgil e ha discusso la strategia
ieri ad Arcore con Bossi CLAUDIO TITO ROMA - Un nuovo "Patto per
l'Italia". Una "pace sociale" da siglare con i sindacati e la
Confindustria. Una "nuova stagione" nella quale il confronto con
l'opposizione, ossia con il Pd, "in questa fase non serve proprio a
niente". Non è il tempo della Bicamerale. E nemmeno quello del dialogo tra
centrodestra e centrosinistra che si era imposto alla fine della scorsa
legislatura. Per Silvio Berlusconi, il Partito Democratico adesso "è
troppo confuso e debole" per rendere praticabile la strada delle riforme
bipartisan. Questo è il momento di costruire un "nuovo corso" nel
rapporto tra governo e parti sociali. In particolare con Cisl e Uil. Evitando
che il prossimo si trasformi davvero in un "autunno caldo". Una scommessa
che il premier vuole giocarsi oggi nel vertice con tutte le sigle del mondo
imprenditoriale e sindacale. Formalmente l'invito al dialogo lanciato ieri dal
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato salutato dal Pdl come
"sacrosanto". Eppure il Cavaliere ha ormai tracciato un altro
percorso. Di cui ha discusso anche ieri sera a Arcore con il leader della Lega,
Umberto Bossi. Il passo è stato preparato con cura nelle ultime settimane. I
contatti con Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono stati continui. Il
sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, li ha incontrati
ripetutamente. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, la scorsa settimana ha
visto riservatamente il capo della Cisl. "L'opposizione - sono state le
indicazioni del premier - in questa fase non è credibile. Veltroni non riesce a
staccarsi da Di Pietro. Non riesce a tenere i suoi". Quindi, la priorità è
un'altra: "il dialogo con i sindacati". "Il nostro problema -
ragionava ieri il ministro di An Andrea Ronchi - non è l'opposizione che non
c'è. Sono alla ricerca di un futuro, quando l'avranno trovato saremo ben lieti
di avere un confronto". Il fronte berlusconiano, dunque, si sente sicuro
nelle aule parlamentari: il forcing di fine luglio a Montecitorio e a Palazzo
Madama ha rafforzato questa sensazione. Che non si conferma, però, nel mondo
del lavoro. "Con i sindacati - ripete da giorni il capo del governo -
possiamo affrontare e condividere le difficoltà economiche. Non dobbiamo
caricarci da soli le conseguenze della crisi. Soprattutto bisogna scongiurare
un periodo di conflittualità con scioperi a ripetizione, scontri in piazza e un
paese paralizzato". Il pericolo, insomma, che la protesta degli statali,
il "caso" dei precari, la vertenza Alitalia, il caro-prezzi e gli effetti di
una possibile recessione possano far presto naufragare la "luna di
miele" del governo, sta diventando per Palazzo Chigi la prima
preoccupazione. "Certo - ha ammesso sconsolato Berlusconi pure nella cena
con il Senatur, consapevole che la Lega non intende rinunciare al dialogo con
il Pd - se fosse possibile, vi pare che non accetterei di fare delle
riforme con la sinistra? Napolitano ha ragione e fa bene a rinnovare i suoi
appelli. Anche perché mi sembra che abbia rimproverato più gli altri che noi.
Ma bisogna convenire che ora non si può". E già, "non si può".
Mentre è possibile la "pace sociale". Il ministro del Welfare la
definisce "una nuova stagione di dialogo" per "condividere il
percorso di crescita dell'economia". Un'operazione, però, che non è priva
di risvolti tutti politici. L'esempio più citato nei summit ministeriali,
infatti, resta il "Patto per l'Italia". L'accordo firmato 6 anni fa -
il 5 luglio 2002 - e che frantumò l'unità sindacale sancendo l'isolamento della
Cgil. Una manovra che il Cavaliere, insieme a Tremonti Sacconi e Brunetta,
vorrebbe replicare. Non per niente la Confederazione di Guglielmo Epifani è
stata l'unica a non essere stata consultata in anticipo sul merito del
"Patto per la crescita". "Se ci riusciamo - ha spiegato il presidente
del consiglio - l'opposizione sarà ancora più isolata". Una tattica
intuita anche da Cgil Cisl e Uil. Tant'è che Bonanni non vuole ripetere
l'errore di Savino Pezzotta. Ha già chiesto che il "Patto" non venga
concepito come un contratto da sottoscrivere e con degli impegni vicendevoli.
Ma dovrà essere una sorta di "Dichiarazione di intenti" da parte
dell'esecutivo. Sulla quale ognuno darà il proprio giudizio. E a Palazzo Chigi
sono già pronti a scommettere che il voto di Cisl e Uil sarà di segno opposto
rispetto a quello della Cgil.
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 179 del 2008-07-29 pagina 20 Citi:
"Cassa vuota entro fine anno" di Redazione Alitalia Allarme liquidità per Alitalia: gli analisti di Citigroup
sostengono che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno,
prevedendo che il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008.
"I 300 milioni di piano d'emergenza del governo italiano (soggetto ad
un'indagine da parte della Commissione Europea) dovrebbero aiutare Alitalia a sopravvivere fino alla fine del 2008, ma
sarebbero insufficienti per il 2009", ha dichiarato Citigroup. Il colosso
bancario ha quindi abbassato il rating della compagnia da neutral a sell.
Riguardo ai tentativi di salvataggio perseguiti dal governo italiano, Citigroup
afferma che l'unica fusione "possibile e sensata" è con Air One, affiancata
da un taglio netto di metà dell'attuale capacità dell'Alitalia.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
OGGI IL COMITATO INTERMINISTERIALE
RECEPISCE LA DIRETTIVA EUROPEA SUL CREDITO Banca e industria, cade il primo
steccato [FIRMA]STEFANO LEPRI ROMA Sarà il primo passo per far crollare vecchi
muri tra banca e industria. Oggi il Comitato interministeriale per il credito e
il risparmio cancellerà la norma che vieta alle banche di acquistare più del
15% di una impresa industriale. Per il secondo e decisivo passo, modificare la
norma che vieta a una industria di acquistare più del 15% di una banca, sarà
invece necessaria una legge; ma si farà, perché occorre ottemperare a una
direttiva europea. Cadrà un vincolo che discendeva da quelli ancora più rigidi
introdotti, in Italia come altrove, quando la crisi degli anni '30 aveva
minacciato le banche, coinvolte nel fallimento di alcune grandi imprese che
controllavano. Anche ora occorre evitare salvataggi pericolosi di imprese in
difficoltà; ma questa, dice il governatore Mario Draghi, sarà responsabilità
degli azionisti delle banche. La spinta ad accelerare i
tempi l'ha probabilmente data il caso Alitalia. Da oltre un anno, infatti, la Banca d'Italia aveva pronta una
modifica della vecchia normativa. Draghi (che partecipa al Cicr, presieduto dal
ministro dell'Economia) aveva sollevato il problema già nell'ottobre 2006. La
sua idea è che i limiti amministrativi non servono più; i rischi - il
conflitto di interessi soprattutto - possono essere misurati con i criteri
patrimoniali adottati dalla Vigilanza della Banca d'Italia. Il massimo
ammissibile di partecipazione in una singola azienda sarà fissato al 15% del
patrimonio di vigilanza. Una seconda delibera del Cicr, pure prenannunciata da
Draghi, renderà più stringenti le norme sui fidi delle banche a società
collegate, materia sulla quale era già intervenuta la legge sul risparmio del
2005. Qui la Banca d'Italia sta operando di intesa con la Consob, a cui spetta
prevenire i conflitti di interesse per tutte le società quotate; sarà
valorizzato in questi casi il ruolo degli amministratori indipendenti presenti
nei consigli di amministrazione. Toccherà al Parlamento invece rimuovere il
vincolo del 15% all'acquisto di quote di una banca da parte di una impresa non
bancaria; anche questo ormai "un caso isolato", fa presente da tempo
Draghi, nel panorama europeo. Entro il marzo 2009 al più tardi occorre adeguare
la legge italiana - il Testo unico bancario del 1993 - a una direttiva europea,
la 44 del 2007. Da tempo gli industriali desideravano una modifica. Giulio Tremonti
intende procedere in fretta. Può darsi che venga riesaminata anche la questione
del capitale della Banca d'Italia, sulla quale Draghi ha suggerito una
"ulteriore riflessione". Occorre modificare la legge sul risparmio
del 2005, secondo la quale a fine 2008 le azioni della Banca d'Italia, oggi di
proprietà delle banche (con Intesa San Paolo in posizione dominante) dovrebbero
essere trasferite a enti pubblici. E' una grossa grana perché le banche sono
disposte a cederle ma a caro prezzo. Tremonti sta riflettendo anche se
raccogliere un altro importante invito della Banca d'Italia, a riesaminare le
regole che reggono le Banche popolari (proprio una assemblea di soci che votano
"per testa" e non per numero di azioni aveva permesso lo strapotere
di Giampiero Fiorani alla Popolare di Lodi). Prima del Cicr si riunirà il nuovo
"Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria", del quale
fanno parte oltre a Tesoro e Banca d'Italia la Consob, l'Isvap, e parteciperà
su invito anche l'Antitrust.
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Bari L'annuncio A Brindisi
doppio volo per Milano e nuovo park BRINDISI - La compagnia aerea Volareweb
raddoppia in Puglia. Dal prossimo 20 settembre, infatti, verrà inaugurato il
secondo volo giornaliero da Milano per Brindisi (e per la calabrese Lamezia),
che offrirà ai passeggeri un volo di andata e ritorno in giornata. Un
collegamento nella mattina che si affiancherà al volo già esistente di sera,
operato con moderni Airbus A320 da 180 posti. "Siamo l'unica compagnia a
offrire un volo di andata e ritorno in giornata da Milano a tarfiffe low
cost" - afferma Lorenzo Caporaletti, amministratore delegato di Volare spa
- "a partire da 25 euro a tratta tutto incluso". Nei primi sei mesi
di quest'anno sono stati oltre 65 mila i passeggeri da e per Brindisi. "Gli
orari di entrambi i voli, tra l'altro, sono molto convenienti" prosegue
Caporaletti, "consentendoci di garantire ai nostri passeggeri un prodotto
adatto a tutte le esigenze". Inoltre con la
partecipazione al programma MilleMiglia di Alitalia, i passeggeri Volareweb possono accumulare miglia e avere
diritto a sconti, acquistando sul sito www. volareweb. com. Oggi intanto alle
11 nel piazzale antistante l'Aeroporto del Salento di Brindisi verrà inaugurato
il nuovo parcheggio auto. Alla cerimonia interverranno il direttore generale
di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini, e il direttore generale di SABA
Italia, Giovanni Centurelli.
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia In arrivo meno vincoli
alle partecipazioni degli istituti nelle aziende Oggi il Cicr
"rivoluziona" gli incroci banche-imprese MILANO - Il rapporti che
regolano l'attività tra banche e imprese saranno il tema su cui oggi
dibatteranno gli esponenti del Comitato interministeriale per il credito e il
risparmio (Cicr), che è l'organo preposto a vigilare appunto in materia di
credito e risparmio. All'ordine del giorno, c'è l'annosa questione dei vincoli
che limitano l'ingerenza degli istituti finanziari nelle aziende nell'ottica di
favorire le imprese italiane che, date le attuali difficili condizioni del
mercato, hanno sempre più bisogno di accedere ai finanziamenti bancari.
Attualmente esistono tre livelli di limitazioni che impediscono alle banche di
investire in un'azienda. Per prima cosa c'è un tetto alla concertazione degli
investimenti bancari in singole aziende che varia a seconda della grandezza di
questi istituti dal 3 al 15% del patrimonio di vigilanza per ogni investimento.
In secondo luogo, le banche non possono investire comunque più del 60% del loro
patrimonio complessivo nel capitale delle imprese. Infine, per poter meglio
tutelare la reciproca indipendenza tra chi fa industria e chi la finanzia, le
banche non possono avere più del 15% del capitale di un'impresa. Questa
normativa era nata per tutelare le aziende dall'eccessiva ingerenza del sistema
bancario, ma oggi appare quanto mai obsoleta tanto più che è in contraddizione
con la normativa comunitaria, che in materia di rapporti tra banche e aziende è
molto meno rigida rispetto all'Italia. E una riforma che in
vista di una futura soluzione della vicenda Alitalia, si fa sempre più urgente. Secondo Bankitalia inoltre, alcuni
dei paletti che relegano in spazi di manovra ristretti i rapporti tra le banche
e le aziende, potrebbero essere superati anche alla luce dei nuovi principi di
governance. Così come l'introduzione della risoluzione extragiudiziale delle
controversie, con l'introduzione della figura dell'ombudsman, un
conciliatore bancario introdotto con la legge sulla tutela del risparmio. E
proprio il governatore Mario Draghi, insieme ai ministri Giulio Tremonti per il
Tesoro, Claudio Scajola per lo Sviluppo Economico, Andrea Ronchi per le
Politiche Comunitarie, Altero Matteoli per le Infrastrutture e Luca Zaia per
l'Agricoltura, sono gli esperti che oggi dovranno decidere come facilitare i
rapporti tra le banche e le aziende. Tuttavia il Cicr non potrà intervenire
sulla norma che regola il percorso inverso, ovvero la partecipazione delle
aziende nel capitale delle banche. La materia è infatti disciplinata dal Testo
unico bancario che vieta alle imprese di salire sopra il 15% di una banca, e
che potrebbe essere riformato solo per legge. A questo proposito, il Parlamento
potrebbe adoperarsi all'atto di recepire la direttiva Ue sui rapporti tra
banche e aziende, che deve essere approvata entro il marzo 2009. (s.b.).
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Utili record per i gruppi italiani
ma dal credito segnali di crisi Eni ed Enel in testa tra le imprese pubbliche,
i privati vincono con le esportazioni GIUSEPPE TURANI MILANO - Il capitalismo
italiano sarà anche un capitalismo di servizi (banche, assicurazioni e
utilities), però rende e parecchio. E' appena uscita la nuova edizione del
volumone di R&S Mediobanca sui maggiori gruppi italiani. E i dati sono
veramente impressionanti. Probabilmente è vero che in questo paese l'industria
e l'impresa hanno le loro difficoltà (declino strisciante), ma da questi conti
non sembra proprio. Nel 2007, ad esempio, l'insieme dei 50 maggiori gruppi
italiani ha chiuso i propri conti con 48,2 miliardi di profitti. Nel 2003,
cinque anni prima i profitti erano stati pari a 18,2 miliardi. L'aumento degli
utili è stato quindi del 161,5% (in cinque anni) e non si può parlare di crisi.
Ma non è finita. Questo dato, infatti, può essere disaggregato fra imprese
pubbliche e imprese private. E qui arrivano le sorprese maggiori. Le imprese
pubbliche nei cinque anni considerati (2003-2007) hanno aumentato i propri
profitti del 75,2% mentre le private hanno fatto un volo da astronauti: i loro
profitti sono aumentati del 242,8%. L'enorme differenza fra
imprese pubbliche e imprese private non deve far pensare a un settore privato
rampante e a un settore pubblico agonizzante (Alitalia a parte). La verità è che le aziende pubbliche già stavano bene
nel 2003 mentre quelle private si sono un po' riorganizzate (caso Fiat: da 1,9
miliardi di perdite a utili circa della stessa grandezza). Ma c'è un'altra
annotazione da fare. Le imprese pubbliche sono concentrate soprattutto
nel settore energetico e nelle utilities (dove gli utili ci sono, e sono alti,
ma sono anche abbastanza standard), mentre quelle private, a parte qualche eccezione,
sono soprattutto banche e assicurazioni. E qui i profitti sono volati. Nel
periodo considerato, infatti, i profitti delle banche sono cresciuti mediamente
di oltre il 200% mentre Generali (la più importante delle nostre assicurazioni)
ha aumentato i propri utili del 187%. Il nostro sarà anche un capitalismo pieno
di povere cenerentole, ma certo la cosa non riguarda i gruppi maggiori. Basterà
citarne cinque. L'Eni nel
( da "Repubblica,
La" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sarà che sono passate le elezioni.
Sarà che l'economia del Nord, malgrado tante Cassandre, sopravvive
anche senza Alitalia. Fatto
sta che il dramma-Malpensa è sparito dal radar della politica. Una bolla di
sapone? Non troppo. L'addio della compagnia di bandiera, parlano le cifre, è
stato una mazzata: i passeggeri Alitalia sui due scali milanesi dovrebbero crollare quest'anno da
( da "Corriere
della Sera" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della
Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-29 num: - pag: 5
autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi R eso noto il testo
completo del nuovo motto di Berlusconi: "Amo l'Italia. Volo Alitalia. Mancano i
soldi. Farò da balia". www.corriere.it/italians.
( da "Manifesto,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
MANOVRA La Cgil: norma
incostituzionale. Ma Confindustria insiste Precari, nessuna modifica Il governo
tira dritto Sara Farolfi ROMA Il governo tira dritto sulla norma che preclude
ai lavoratori precari (con contratto a tempo determinato) la possibilità di
ottenere da un magistrato la stabilizzazione del rapporto di lavoro. E' una
nota di Maurizio Sacconi, nel tardo pomeriggio di ieri, a fare luce:
"Nell'interesse del paese", il decreto è bene che viaggi spedito, e
la sede idonea per "eventuali" correttivi sarà il disegno di legge da
approvare entro la fine dell'anno. Eventuali, appunto, perchè ora a difesa di
quello che il giuslavorista Piergiovanni Alleva definisce, "un monumento
equestre all'incostituzionalità", si levano alti gli scudi di chi lo ha,
se non suggerito, sicuramente molto caldeggiato. "La norma è coerente con
la direttiva europea, alla base della nuova disciplina del contratto a termine,
che vuole innazitutto contrastare le eccessive reiterazioni", dice
Confindustria. "Una stupidaggine", ribatte Claudio Treves (Cgil). Ma
senza pudore alcuno, gli industriali entrano nel dettaglio. Sarebbe cioè una
questione di forma e non di sostanza: "Nei casi di violazioni più di
natura formale che sostanziale - come ad esempio è l'impropria indicazione
della causale che giustifica il contratto a tempo determinato - è corretto
limitare la sanzione ad un indennizzo di natura economica". Già in
mattinata Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil, non aveva usato mezze
parole nel definire la norma, "un'evidente azione di lobby, un segno della
riduzione dei diritti delle persone, per giunta incostituzionale". Nel
pomeriggio, rincara il segretario confederale Cgil, Fulvio Fammoni: "Confindustria
condivide scelte non previste dal protocollo e dimentica di dire che, sempre
nel decreto, sono state modificate molte altre parti dell'accordo sul tema del
tempo determinato". Industriali e sindacati saranno oggi seduti fianco a
fianco di fronte al governo per l'apertura di quello che è stato definito
"il tavolo sui redditi". Che già, a valle del decreto, non partiva
sotto i migliori auspici, figuriamoci ora. Dal parlamento invece è il partito
democratico a promettere battaglia su una norma "immorale",
"incostituzionale", "rocambolesca". Ma il presidente della
commissione bilancio del senato, Antonio Azzolini, è sorpreso, anzi "siamo
sorpresi dal clamore suscitato da una norma presentata oltre 20 giorni fa,
votata in commissione bilancio alla camera, e dunque già nota
all'opposizione". Il polverone in effetti si è sollevato sabato scorso.
Quando la norma capestro - che fa carta straccia di ciò che per i precari può
considerarsi una sorta di 'articolo 18', ossia della stabilizzazione del
rapporto di lavoro, qualora il contratto a tempo determinato si dimostri
irregolare - era stata già bella che recepita dal maxiemendamento che
accompagna la manovra finanziaria. E su cui ora il governo - che invece, sempre
ieri, ha presentato un emendamento di modifica, espressamente richiesto dal
presidente della repubblica, alla norma sulla gestione dei bilanci dei
ministeri - non sembra avere intenzione alcuna di fare marcia indietro. Due
pesi e due misure? "Ci sono cose che vanno valutate approfonditamente e
che andranno migliorate - risponde il sottosegretario all'Economia, Vegas - ma
attendere il miglioramento potrebbe pregiudicare l'approvazione tempestiva del
decreto". In attesa di tempi migliori, insomma, la norma sarà approvata,
"e se il disegno di legge dovesse apportare modifiche, è chiaro che si
farà carico anche del periodo transitorio", conclude Vegas. Il ministro
Sacconi ribadisce che il provvedimento riguarda "una platea limitata di
destinatari, interessati quasi esclusivamente a controversie con la società
Poste Italiane". Certo il caso Poste è quello più clamoroso, con almeno 14
mila vertenze (sollevate a causa dall'utilizzo 'improprio' di contratti a tempo
determinato) già passate in primo grado di giudizio e molte ai nastri di
partenza. E dove tra l'altro, ricorda Emilio Miceli (Slc Cgil), l'ultimo
accordo tra azienda e sindacati (sostanzialmente la rinuncia alla causa legale,
a fronte dell'impegno a una stabilizzazione del rapporto di lavoro) risale a 10
giorni fa. La norma del governo, corretta in extremis (e nel silenzio
generale), riguarda chi ha un contenzioso aperto - che si dice, potrà avere un
indennizzo economico, da
( da "Corriere
della Sera" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Cronache - data: 2008-07-29 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Bagagli
leggeri e poche pretese Regole per risparmiare ancora Ora anche i viaggi di
linea puntano agli sconti MILANO - Basta un test, semplice e veloce: quanto
pago un'andata e ritorno Roma- Milano dal 15 al 17
settembre con una compagnia low cost come Ryanair e un vettore di linea come Alitalia? Lo "sboom" delle low
cost sta tutto qui, in questa "forbice " che con gli anni si è sempre
più stretta fino ad arrivare a una differenza di costo che fino a ieri (sera)
era di 72,47 euro. Prezzo Alitalia 180,98 euro e prezzo Ryanair 108,51. Ancora tanto, certo,
ma in discesa se si pensa che con la ormai ex compagnia di bandiera il decollo
e l'atterraggio avvengono sugli scali principali delle due città, mentre con il
vettore irlandese si arriverà a Roma Ciampino e a Orio al Serio, in provincia
di Bergamo. Ma davvero i colossi dei cieli dalla British Airways alla Lufthansa
hanno imparato la lezione? Di fatto, dopo il boom (in Europa) dei primi anni
'90 delle low cost, le compagnie "tradizionali" hanno cercato di
imitare le loro politiche di gestione diventando sempre più simili a loro anche
nei prezzi. Perché con piccoli accorgimenti, anche un volo con una compagnia di
linea può costare meno. Innanzitutto la riduzione degli sprechi, come quello
della carta: con il passare del tempo anche il cliente "tradizionale"
si è abituato a fare il biglietto elettronico, sul web, evitando le commissioni
delle agenzie di viaggio. Fondamentale la programmazione del viaggio: se la
prenotazione viene fatta con ampio anticipo si avrà maggiore possibilità di
trovare tariffe agevolate. Anche il check in online, contemplato da alcune
compagnie, dà la possibilità di risparmiare riducendo il personale a
disposizione negli aeroporti e diminuendo di molto, le attese. Ed è così che
quella forbice si riduce via via facendo perdere alle low cost sempre più
appeal. "Col passare del tempo - spiega Antonio Bordoni, che
sull'argomento ha da poco pubblicato un libro dal titolo "Le Robin Hood
del-l'aria" - è inevitabile che il differenziale tariffario vigente tra le
tariffe ultrascontate e quelle applicate dagli altri vettori sia destinato a
ridursi fino a perdere il richiamo del-l'attrattiva del volo regalato".
Perché se il passeggero che viaggia con le aerolinee a basso costo, non fa
attenzione alle cosiddette "ancillary revenue ", il prezzo di un
biglietto di una low cost può diventare anche "high cost". Per far sì
che non accada, occorre esser disposti a viaggiare con un piccolo bagaglio a
mano, disabituarsi al ticket cartaceo, fare anche in questo caso il check in
direttamente sul web, accontentarsi di un posto qualunque sull'aeromobile, non
avere un'assicurazione di viaggio, non comprare nè cibo nè bevande a bordo e
salire sull'aereo per ultimi (o quasi). Insomma, viaggiando con le low cost si
paga poco solo se ci si adatta e si è abili a "bypassare" le opzioni
a disposizione sul web in fase di prenotazione. In caso contrario si arriva a
quei 108 euro e più. E non sono pochi quelli che per necessità, o timore,
acquistano i biglietti con i prezzi aggiuntivi. Basti pensare che per Ryanair,
proprio le "voci corollarie" corrispondevano al 17% delle entrate nel
2007 e al 30 giugno di quest'anno sono già salite di due punti percentuali.
C.D.C.
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Mediobanca Eni ed Enel regine
delle cedole Eni ed Enel regine dei dividendi, Benetton i più tassati nel 2007
e un orizzonte a tinte opache per i principali gruppi bancari italiani. è
questa la fotografia scattata dal centro studi di Mediobanca nel tradizionale
annuario "R&S", che passa in rassegna i 50 maggiori gruppi
quotati in Borsa a Milano, rappresentativi del 90% delle società presenti sul
listino. In base ai dati del 2007, R&S, evidenzia comunque una crescita dei
profitti del comparto industriale dell'8,8%, grazie soprattutto alla spinta
proveniente dal settore privato (+18,6%), mentre il settore pubblico ha
evidenziato un miglioramento del 2,9%. è il tandem Eni-Enel ad aver pagato i
dividendi più importanti tra il 2003 e il 2007, complessivamente hanno
distribuito all'azionista pubblico cedole per oltre 12,2 miliardi di euro, a
fronte di un incasso-dividendi percepito dallo Stato di 14,6 miliardi. Tirando
le somme il totale dei dividendi pagati complessivamente dalle 39 società in
esame ammonta a 70,87 miliardi, di cui 14,63 miliardi sono andati nelle tasche
dello Stato, 7 miliardi ai soci di controllo privati e i restanti 49,2 miliardi
al mercato. Sono le società della famiglia Benetton quelle più tassate d'Italia
nel
( da "Tempo,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Allarme
liquidità per Alitalia. Gli analisti di Citigroup ...
Allarme liquidità per Alitalia. Gli analisti di Citigroup sostengono
che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno, prevedendo che
il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008. "I 300 milioni di piano
d'emergenza del governo italiano dovrebbero aiutare Alitalia
a sopravvivere fino alla fine del 2008, ma sarebbero insufficienti per il
2009", ha dichiarato Citigroup. Per il colosso bancario l'unica fusione
"possibile e sensata" è con Air One, affiancata da un taglio netto di
metà dell'attuale capacità dell'Alitalia. L'iniezione
necessaria per portare avanti l'operazione sarebbe pari ad almeno un miliardo
di dollari. Intanto sul dossier il governo ha scelto la strategia del silenzio.
Su Alitalia "quello che succederà, lo
vedremo" ha tagliato corto ieri il ministro dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola, sulla possibilità di una modifica alla legge Marzano prima
della pausa estiva. Tempi duri anche per le low cost. Ryanair ha registrato
dall'inizio dell'anno un calo dei profitti dell'85%, 21 milioni di euro
rispetto ai 139 dell'anno precedente.
( da "Opinione,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Lug 2008 Edizione
158 del 29-07-2008 FUORI ONDA Intervista a ROBERTO ANTONUCCI di Paola Cambiaghi
Roberto Antonucci, Direttore Commerciale & Marketing e Legale
Rappresentante per American Airlines Italia, ci illustra le destinazioni più
trendy per queste vacanze e ci racconta qual è lo stato di salute del trasporto
aereo nazionale e internazionale. Quali sono le mete più gettonate per questa
estate? Ogni anno c'è un trend, indubbiamente quest'anno è molto di moda andare
negli Stati Uniti, da sempre interessanti, oggi ancor di più grazie al cambio
favorevole euro/ dollaro. New York rimane la meta principe durante tutto l'anno
e costituisce il volume maggiore di traffico passeggeri, ma anche la West Coast
con Los Angeles e San Francisco ha il suo forte appeal e poi c'è grande
richiesta per Miami e i Caraibi. Europei ed italiani riescono in questo momento
ad accedere con più convenienza alle strutture d'oltre oceano, mentre per gli
americani la zona euro è diventata meno appetibile, con un conseguente calo dei
passeggeri in arrivo. Quanti sono i voli American Airlines per gli Stati Uniti?
Abbiamo tre voli giornalieri per gli States: due da Roma, uno diretto a New
York e l'altro a Chicago, e uno da Milano Malpensa per New York. Il vostro
traffico è costituito dal settore privato o business? Noi siamo una compagnia
tradizionale e offriamo un ottimo trattamento in business class, oltre che in
economy. La nostra clientela è mista, c'è chi viaggia per affari e chi per
piacere. Logicamente la nostra massima attenzione è cercare di raccogliere un
numero crescente di passeggeri in viaggio di affari e offrire loro un servizio
migliore, più conveniente e comodo. Quali sono le difficoltà del settore aereo?
Questo è un momento molto particolare per il trasporto aereo: c'è sempre
qualche novità, ma il fattore determinante è il prezzo dei carburanti. Tutte le
compagnie cercano sinergie maggiori di abbassamento di quei costi che si
possono controllare in modo da far fronte all'apprezzamento del carburante che
rispetto all'anno scorso è aumentato del 30% circa. Fino a tre anni fa il
carburante rappresentava la terza voce delle uscite di una compagnia aerea,
oggi è al primo posto! Qual è la situazione di Malpensa? Rimane un aeroporto
molto importante nel panorama italiano: noi abbiamo aperto una nuova rotta per
gli Stati Uniti il 2 maggio di quest'anno perché riteniamo che Malpensa
raccolga il giusto mix di passeggeri, quelli che volano per business e chi per
leisure. Logicamente Malpensa può risentire in questo momento di un leggero
calo del numero dei voli, ma alla fine ci possono essere dei vantaggi come
quello di lavorare meglio, nelle aerostazioni meno congestionate E Fiumicino?
Con il trasferimento dei numerosi voli che si è verificato di recente, questo
hub è attualmente molto trafficato e frequentato anche se l'apertura del nuovo
terminal ha leggermente snellito la congestione che c'era negli ultimi anni. E'
un aeroporto che genera un ampio volume di traffico ed esercita un forte
richiamo per i passeggeri in arrivo in Italia: purtroppo rimangono problemi di
infrastrutture, ma speriamo vengano colmati al più presto con i giusti
investimenti. Cosa prevede per il futuro di Alitalia? Ogni gruppo ha la sua
strategia e i suoi problemi: oggi Alitalia è molto concentrata sui costi, ma questa è una priorità di tutte
le compagnie aeree. E' molto difficile fare delle previsioni, la speranza è che
si possa trovare velocemente la soluzione ideale per sanare la nostra compagnia
di bandiera.
( da "Opinione,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Lug 2008 Edizione
158 del 29-07-2008 Berlusconi in vetta al ranking di Lucilla Bicocchi
"Mantenuti tutti gli impegni senza l'aiuto dell'opposizione". La
conferenza stampa in cui annuncia i risultati del bilancio dei primi tre mesi
di Governo vale al premier il primo posto nella top ten del 25 luglio.
Giustizia, federalismo fiscale e legge elettorale per le elezioni europee:
Berlusconi annuncia le riforme per settembre e mentre non risparmia critiche
all'opposizione, si dice fiducioso e ottimista quando gli
si chiede del caso Alitalia.
"Ci sono i capitali e lo slogan" ? dice. La seconda postazione nel
ranking appartiene all'ospite del TgLa7, Marzio Mian. Il vice direttore del
settimanale del Corriere della Sera "Io donna" è autore della
biografia su Radovan Karadzic "Carnefice, psichiatra, poeta".
Mian dice che quei tredici anni di latitanza impressionano, si tratta di un
lunghissimo periodo di tempo in cui qualcuno lo ha protetto ad alto livello,
come i servizi segreti serbi ma anche la comunità internazionale. Direzione
vacanze. Tra code e traffico ai caselli è già scattata la corsa alle località
di villeggiatura. E' Rita Alonzi, voce di Autostrade per l'Italia, a
conquistare la medaglia di bronzo nel ranking. Il traffico è sostenuto su tutta
la rete, mentre si preannuncia bollino rosso nel weekend in cui viaggeranno
oltre 8 milioni di veicoli. A metà classifica tempo di parola al ministro
dell'Interno Maroni. Il Governo ha deciso di estendere lo stato di emergenza
sull'immigrazione a tutto il territorio nazionale per contrastare l'eccezionale
afflusso di clandestini. Per il Viminale si tratta di un provvedimento tecnico
per gestire meglio i centri di accoglienza distribuiti in molte regioni.
"E' un clamore infondato e senza motivo" ha replicato il ministro
Maroni. L'intervista esclusiva al Tg3 del premier iracheno al Maliki in visita
in Italia guadagna invece l'ottavo posto. "Attenzione al terrorismo che
sta tornando" ? dice il primo ministro - gli uomini di al Qaeda stanno
lasciando l'Iraq per riportare la strategia del terrore nei loro Paesi di
origine ed anche in Europa. Al Maliki, che ha incontrato il Papa a
Castelgandolfo, non esclude nuovi attentati ma assicura di aver potenziato
tutte le misure di intervento. Scoppia intanto l'Obamamania. E' ormai
indiscusso il fascino che il candidato americano sembra esercitare su buona
parte dell'opinione pubblica europea. Anche se non è ancora il numero uno della
Casa Bianca, per lui attenzione e interesse si moltiplicano giorno dopo giorno.
Se un bagno di folla lo aveva accolto a Berlino, Mario Platero dagli Stati
Uniti conferma che anche Sarkozy ha ricevuto Obama come un capo di Stato. Il
presidente francese ha detto infatti che i francesi apprezzano il nuovo, e
l'immagine di Obama piace davvero moltissimo. Al di là dell'immagine positiva
in Europa, spiega Platero, bisognerà però vedere come questo viaggio sarà
giudicato in America.
( da "Opinione,
L'" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Lug 2008 Edizione 158
del 29-07-2008 GLI EFFETTI DEL CARO PETROLIO AFFONDANO I CONTI DELLA COMPAGNIA
LOW COST Gli utili di Ryanair perdono quota di Emilia Rettura Di questo passo,
quelli di Ryanair chiuderanno l'anno in rosso. Un crollo dell'85% nell'utile
del primo trimestre dell'anno sarà difficile da recuperare. E questo non perché
la compagnia irlandese non riesca più ad attrarre clienti a bordo, ma perché la
causa che ne ha provocato il tonfo, il costo esorbitante del petrolio, è
destinata a protrarsi anche nei mesi a venire. Poco importa che in questo
periodo il volume di traffico gestito da Ryanair sia aumentato del 19%, per un
totale di 15 milioni di passeggeri, e che lo stesso abbiano fatto i ricavi
totali, cresciuti del 12% fino a 777 milioni. Dovendo sostenere un prezzo medio
del greggio di 130 dollari al barile, il gruppo, tra aprile e maggio, è
riuscito a portare a casa un risultato netto di soli 21 milioni di euro,
lontano anni luce dai 138,9 milioni di un anno fa. Mentre, infatti, nel primo
trimestre del 2007 i costi di rifornimento non andavano oltre il 36%
dell'intero budget della compagnia, ora la spesa per il carburante rappresenta
la metà di quelle totali, essendo aumentata, in 12 mesi, del 93%, fino a 367
milioni di euro. Con quotazioni del greggio simili, alla fine dell'anno Ryanair
potrebbe aver perso 60 milioni di euro. Ma se anche i livelli dell'oro nero
dovessero modificarsi in meglio, secondo l'amministratore delegato Michel
O'Leary non ci sarebbe comunque scampo. Bastano le previsioni poco rosee sull'economia
di Irlanda e Gran Bretagna per i prossimi tempi a non far pensare in positivo e
a ipotizzare, al massimo, un bilancio in pareggio. La contromossa di Dublino
non sarà, però, un innalzamento delle tariffe di viaggio. E' lo stesso O'Leary
a prometterlo, annunciando un taglio dei prezzi del 5%, contro un rialzo del 5%
programmato in precedenza. Secondo i vertici di Ryanair, infatti, il continuo
rincaro dell'energia non sancirà la fine dei voli low-cost che, anzi,
continueranno a rappresentare una salvezza per i consumatori. Specie se, come
promette la compagnia, i prezzi dei biglietti continueranno a rimanere
stracciati. Una politica di tariffe che Ryanair intende mantenere nonostante da
molte parti arrivino attacchi all'effettivo risparmio sui voli promossi dal
gruppo. Ne è la riprova la multa di 54.100 euro per pubblicità ingannevole
inflitta dalla nostra autorità Antitrust riguardo a una campagna apparsa lo
scorso aprile, nella quale Ryanair offriva cinque milioni di biglietti al
prezzo di 10 euro, tasse incluse. Ma a questa cifra, secondo l'Autorithy,
bisogna aggiungere spese aggiuntive non correttamente specificate, a partire
dagli inevitabili costi di acquisto tramite carta di credito. Una misura arrivata a pochi giorni dall'annuncio di controlli sulla
compagnia fatto da Roberto Castelli, dopo che la foto del gestaccio del
ministro delle Riforme Umberto Bossi era stata utilizzata sul sito della
compagnia per condannare l'appoggio del governo ad Alitalia.
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 179 del
2008-07-29 pagina 20 Alitalia: "Cassa vuota entro fine anno" di Redazione Alitalia Allarme liquidità per Alitalia: gli analisti di Citigroup
sostengono che il vettore italiano potrebbe esaurire i fondi entro l'anno,
prevedendo che il vettore italiano brucerà 550 milioni di euro durante il 2008.
"I 300 milioni di piano d'emergenza del governo italiano (soggetto ad
un'indagine da parte della Commissione Europea) dovrebbero aiutare Alitalia a sopravvivere fino alla fine del 2008, ma
sarebbero insufficienti per il 2009", ha dichiarato Citigroup. Il colosso
bancario ha quindi abbassato il rating della compagnia da neutral a sell.
Riguardo ai tentativi di salvataggio perseguiti dal governo italiano, Citigroup
afferma che l'unica fusione "possibile e sensata" è con Air One,
affiancata da un taglio netto di metà dell'attuale capacità dell'Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 179 del 2008-07-29 pagina 17 Nel
2008 gruppi pubblici meglio dei privati di Redazione Chi ha alle spalle lo
Stato si finanzia più facilmente e fa operazioni redditizie da Milano In tempi
difficili le grandi aziende pubbliche se la cavano meglio di quelle private. E
dopo gli straordinari risultati degli ultimi cinque anni, le banche cominciano
a patire la crisi, non solo per le perdite su crediti, ma anche per minori
utili da intermediazione. È questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla
ricerca di R&S, ufficio studi di Mediobanca che dal 1970 con rigoroso
puntiglio setaccia l'industria e la finanza italiana. I 50 maggiori gruppi italiani quotati in Borsa godono in generale di buona
salute (a parte gravi casi isolati come Alitalia) e fanno un bel po' di utili: ben 48,2 miliardi di euro nel
2007. I maggiori profitti in assoluto sono quelli dell'Eni (10 miliardi), cui
seguono Intesa Sanpaolo (7,3 miliardi) e Unicredit (6,6 miliardi). Ma i dati
dei primi mesi del 2008 mostrano che la crisi si fa sentire.
L'Industria. Nel 2007 gli utili netti sono cresciuti di quasi il 9% rispetto
all'anno prima, con un aumento del 2,6% nel settore pubblico e del
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cicr: limiti addio, più spazio
al credito nelle aziende Cadono le barriere che separano il mondo bancario da
quello industriale. È questo il principale tema all'ordine del giorno che verrà
esaminato dal Comitato per il credito e il risparmio (Cicr), convocato per oggi
pomeriggio per eliminare il tetto del 15% alle partecipazioni delle banche
nelle imprese, finanziarie e industriali. Una soglia che trova fondamento nelle
istruzioni di vigilanza di Bankitalia, ma che già da tempo incontra le critiche
dei vertici di via Nazionale. Lo stesso governatore di Bankitalia, Mario
Draghi, anch'egli presente alla riunione, insieme al padrone di casa Giulio
Tremonti, già alla giornata del Risparmio del 2006 aveva criticato una norma
che, imponendo limiti quantitativi, "costituisce un caso isolato nel
panorama europeo". L'abolizione del tetto del 15% nasce dall'esigenza di
rivedere la normativa interna per renderla conforme a quella comunitaria, che
non indica percentuali fisse per garantire la separatezza fra banca e impresa,
ma impone limiti di natura esclusivamente prudenziale. In altre parole, le
partecipazioni delle banche nelle imprese non sono vincolate ad una percentuale
del capitale della società partecipata ma al patrimonio di vigilanza della
banca partecipante. L'obiettivo è una semplificazione delle
regole e dei controlli, per una maggiore flessibilità del mercato ed un
miglioramento della struttura produttiva. Non è da trascurare la questione Alitalia: è possibile che, all'interno
della cordata uno o più istituti bancari possano ritrovarsi con una quota
maggiore del 15%, attualmente impossibile da superare.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Crisi di liquidità, dimezzati gli utili
bancari NANDO SANTONASTASO L'effetto subprime non risparmia l'economia
italiana. Alle analisi preoccupate di Bankitalia e delle principali istituzioni
eocnomico-finanziarie del Paese fa riscontro la fotografia scattata dal centro
studi di Mediobanca nel tradizionale annuario "R&S", giunto alla
33esima edizione. Nel passare in rassegna i maggiori 50 gruppi quotati alla
Borsa di Milano (che rappresentano il 90% delle società presenti sul listino),
lo studio conferma l'esistenza di una crisi di liquidità che dal 2007 si è già
protratta al primo trimestre 2008 e che minaccia soprattutto il comparto del
credito per il quale si profila un orizzonte a tinte opache. Ma R&S
evidenzia comunque una crescita dei profitti dell'industria pari all'8,8%,
grazie soprattutto alla spinta proveniente dal settore privato (+18,6%), mentre
il settore pubblico ha evidenziato un miglioramento del 2,9 per cento e nei
primi tre mesi dell'anno in corso ha invertito la tendenza: complice la frenata
dell'economia, è ora questo comparto a trainare. Il tandem. È quello formato da
Eni ed Enel ad aver pagato i dividendi più importanti tra il 2003 e il 2007:
complessivamente hanno distribuito all'azionista pubblico cedole per oltre 12,2
miliardi di euro, a fronte di un incasso-dividendi percepito dallo Stato di
14,6 miliardi. Il doppio esatto (7 miliardi) di quanto hanno incassato gli
azionisti di controllo delle società private. Nel dettaglio Eni ha pagato
dividendi allo Stato per quasi 6 miliardi su un monte dividendi di oltre 20
miliardi. Da Enel sono arrivati altri 6,23 miliardi (monte dividendi di 16,36
mld). Al terzo posto Pirelli&C che (con Telecom Italia inclusa fino al
2006) ha staccato dividendi per 10,58 miliardi, di cui 320 milioni al socio di
controllo. Tirando le somme il totale dei dividendi pagati complessivamente
dalle 39 società in esame ammonta a 70,87 miliardi, di cui 14,63 miliardi sono
andati allo Stato, 7 miliardi ai soci di controllo privati e i restanti 49,2
miliardi al mercato. I supertassati. Le società della famiglia veneta sono
risultate le più tassate nel
( da "Giornale.it,
Il" del 29-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici, mi trovo in vacanza in una
zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a
collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida
cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è
possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a
tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari amici, da
domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con queste
parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta
camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia
mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non
erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e
attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo, provavo
un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della terra. E a me
stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe nel
regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 232 ) " (3
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul 08
Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il Jumbo
della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano
all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche
durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco
dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il
lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano
a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto
tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno
preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri
Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o risolvere
beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo dunque di
intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più possibile di
non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni rispettose nei
confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più radicale senza
offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze. Fino ad oggi sono
stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (14 votes,
average: 3.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 La veglia
di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in Italia era sabato
pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia, all'ippodromo di
Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che attendevano Benedetto XVI.
Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai sacerdoti per le confessioni, e
la presenza di famiglie con bambini. Hanno dormito nei sacchi a pelo, sotto le
tende o ripari di fortuna. Ora - da voi sono le tre di notte - il Papa sta
celebrando la messa conclusiva della Gmg. Nell'omelia ha detto:
"Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca visione di fede, una
nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire all'edificazione di un mondo
in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o
temuta come una minaccia e perciò distrutta". Scritto in Varie Commenti (
248 ) " (13 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 18Jul
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Masssimo Baldini La manovra
economica d'estate, un vero e proprio anticipo della solita Finanziaria
autunnale, ormai è in dirittura di arrivo. La sua filosofia di base è semplice,
e segna un completo ribaltamento rispetto alle Finanziarie del precedente
quinquennio berlusconiano. Allora, il governo insistette per anni nel formulare
previsioni di crescita al 3% per l'economia italiana, contro ogni evidenza e
contro tutte le previsioni dei più seri centri di ricerca e di tutte le
istituzioni internazionali. Era il tempo dell'attesa per un miracolo economico
che però non arrivò mai. Ora, anche se il Presidente del Consiglio continua ad
essere raffigurato come un mago con tanto di bacchetta magica da alcuni
disegnatori satirici molto bravi, nessuno in questo governo, a cominciare dal
premier stesso, ha promesso miracoli durante la recente campagna elettorale.
Questo è il tempo della paura: per gli immigrati, per la globalizzazione, la
concorrenza cinese, gli speculatori. Secondo il ministro dell'Economia la
situazione attuale è peggiore della crisi del '29. Però, di fronte a questi
frangenti, la risposta del governo è estremamente timida: altro che miracoli,
l'unico obiettivo dichiarato è il pareggio del bilancio nel 2012, per
raggiungere il quale è necessario recuperare 36 miliardi in tre anni. Da qui la
serie di tagli in lungo e in largo a tutte le voci del bilancio pubblico, dalla
scuola alla polizia, dalle università agli ospedali. I maliziosi insinuano che
Giulio Tremonti stia dipingendo un quadro dei conti pubblici più tetro del
reale per precostituirsi un "tesoretto" da utilizzare allo scopo di
far partire il tanto agognato federalismo fiscale, che richiederà senza dubbio
nuove risorse, almeno nelle fasi iniziali. Ma i conti pubblici non possono
essere in buona salute se l'economia non cresce, quindi le preoccupazioni
governative hanno un fondamento molto concreto. La diagnosi del ministro
dell'Economia nasconde però diversi punti deboli. Il principale è il mancato
riconoscimento della vera causa delle nostre difficoltà. Se il prodotto interno
lordo italiano non cresce, non è certo a causa della crisi dei mutui americani;
lo dimostra anche il fatto che le nostre banche stanno registrando proprio
quest'anno utili da record. Neppure la globalizzazione ha prodotto effetti
recessivi, al contrario. La vera causa è strutturale e riguarda il nostro Paese,
non le altre economie europee. La spaccatura tra Nord e Sud della penisola è
centrale per spiegare i nostri ritardi, ma non è sufficiente, perché neppure
nell'Italia settentrionale, le cui esportazioni fanno segnare ottime
performance, i redditi dei lavoratori crescono in modo significativo da ormai
molti anni. Il problema della scarsa crescita dei redditi è quindi comune a
tutta Italia. Possiamo tornare su un terreno di sviluppo solo con le riforme di
sistema, che però questo governo non sembra davvero avere messo al centro della
propria azione. Di liberalizzazioni dei mercati non si parla più. Ora vanno di
moda gli accordi ai vertici tra governo e grandi imprenditori per regolamentare
il mercato in modo consensuale, uno stile che sa molto di paternalismo e che
rischia di ridurre il grado di concorrenza, con danni per tutti nel lungo
periodo. Sono chiari esempi di questo stile l'accordo sulla rinegoziazione dei
mutui tra governo e banche e la vicenda Alitalia. Anche la liberalizzazione dei servizi pubblici locali è stata
di fatto bloccata dalla Lega Nord. La riforma della scuola e della ricerca
scientifica non ha ancora preso una direzione precisa, l'unica cosa che si è
capita chiaramente è la riduzione delle risorse, ma mancano ancora del tutto
riforme che incidano sulla qualità e sulle modalità di offerta di un servizio
fondamentale come istruzione. Il welfare state sarebbe, come tutti
sappiamo, da cambiare in modo radicale, riducendo il peso delle pensioni per
fare spazio a uno stato sociale moderno in grado di difendere le persone dai
rischi tipici della vita, le cui conseguenze sono sempre più gravi (perdita del
lavoro, malattia, rottura dei legami familiari). Se vogliamo un mercato del
lavoro molto flessibile, e sembra che questo governo lo voglia davvero anche se
in modo confuso, come dimostrano le polemiche di questi giorni, dobbiamo anche
costruire un serio sistema di ammortizzatori sociali, coniugando flessibilità e
sicurezze. Ma non ci sono finora segni di chiari intenti riformatori in questo
settore. L'unica novitàè la carta per i poveri, uno strumento tipicamente di
destra che sa molto di propaganda, e che tra l'altro verrà dotata di poche
centinaia di milioni, quindi appare del tutto inadeguata ad affrontare la
povertà degli anziani. Bene quindi perseguire l'aggiustamento del bilancio e
puntare al pareggio dei conti, come a più riprese richiesto dall'Unione
europea. In questo modo avremo finalmente risorse a disposizione per fare
politiche anticicliche. Ma assieme al risanamento si sarebbe dovuto pensare
anche alle riforme, senza limitarsi a bastonare gli statali. Senza riforme,
anzi con un approccio corporativo ai problemi economici, l'Italia rischia di
restare per tanti anni la lumaca d'Europa. 30/07/2008 riforme dimenticateSi
torna allo sviluppo solo con le riforme di sistema, ma il governo non sembra
pensarci 30/07/2008 tempi di pauraÈ finita l'epoca dei miracoli che non
arrivavano mai. Questa è la prima finanziaria di crisi 30/07/2008.
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso L'Alitalia sta a guardare le nozze British-Iberia MASSIMO RIVA Mentre a Roma
ci si continua a baloccare attorno a una piccola Alitalia in tricolore, nel resto del mondo si corre, anzi si vola. La
partecipazione di nozze fra British Airways e Iberia che Londra e Madrid hanno
spedito ieri ai mercati non giunge inattesa e sarà forse presto accompagnata
dall'annuncio di un "ménage a trois" con American Airlines.
SEGUE A PAGINA 33 CILLIS, LIVINI E SASSO ALLE PAGINE 22 E 23.
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L'ALITALIA E LE NOZZE
BRITISH-IBERIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) I costi del trasporto aereo sono talmente
schizzati verso l'alto ? a causa dei prezzi dei carburanti, ma non solo ? che
la corsa a realizzare grandi dimensioni aziendali è diventata un passaggio
obbligato per chi voglia sopravvivere in un mercato diventato sempre più duro.
Tanto in Europa quanto oltre l'Atlantico. è di poche settimane fa la notizia
della nascita di un nuovo colosso dei cieli Usa con la fusione fra Delta e
Northwest. Subito seguita dalla firma di una stretta alleanza commerciale fra
altri due giganti americani, Continental e United Airlines, preludio a
ulteriori passi che porteranno United a un'integrazione con la rete Lufthansa.
Un via libera in tal senso è già stato chiesto all'Antitrust di Washington. In
questo scenario internazionale in grande movimento quanto sta accadendo in
Italia appare come l'ennesimo segnale di un Paese bloccato da una classe
dirigente incapace di guardare aldilà del proprio naso. Altrove in poche
settimane si formulano ipotesi strategiche, si fanno conti e piani industriali,
si riuniscono i consigli di amministrazione e si prendono le delibere
necessarie per organizzare fusioni e alleanze che permettano alle imprese di
andare oltre le difficoltà incombenti. Da noi sono passati quattro mesi da
quando, irretiti dalle altisonanti promesse di Silvio Berlusconi, i sindacati
hanno creduto di fare i furbi facendo scappare il presidente di Air France dal
tavolo dell'unica trattativa seria che avrebbe potuto garantire ad Alitalia un futuro di compagnia aperta sul mondo. Quattro
mesi assai costosi perché così se ne sono andati in fumo anche i trecento
milioni del prestito che il Tesoro ? in nome e per conto dei contribuenti ? ha versato nelle esauste casse di Alitalia. E ora, mentre nel resto del pianeta si uniscono o si fondono
compagnie di Paesi diversi senza perdite di tempo e denaro in miserevoli
"querelles" da campanile, sembra che la luminosa idea dei patriottici
salvatori di Alitalia sia
quella di unire le magagne della boccheggiante compagnia di bandiera con le
debolezze del suo concorrente interno (AirOne) nella brillantissima
prospettiva che questo matrimonio di nanerottoli possa reggere economicamente
su una rendita di quasi-monopolio nel mercato nazionale. Ma non è nemmeno detto
che questa ipotesi di un'Alitalia mignon riesca ad andare
in porto. Innanzi tutto ci vogliono tanti bei quattrini. Qualcuno è disponibile
a scucirne un po' anche perché può contare di rifarsi altrimenti. Come il
gruppo Benetton, che un debito di riconoscenza con il governo Berlusconi ce
l'ha dopo che gli è stata data mano libera sulle tariffe autostradali. O anche
il costruttore Ligresti, che un bel po' di appalti per l'Expo milanese dovrebbe
ottenerli. Quanto ad altri, in mancanza di tornaconti tangibili, non si va
oltre a un obolo di facciata. Certo ci sono sempre le banche, a cominciare da
Intesa Sanpaolo che il governo ha messo in mezzo con una procedura fin troppo
disinvolta. Ma anche qui c'è un problema: non tutti i consiglieri
d'amministrazione pensano che il loro ruolo sia quello di cavare le castagne
dal fuoco a Berlusconi a spese degli azionisti. Tuttavia, anche chi è disposto
a metterci del suo pone una pregiudiziale. I privati intendono rilevare solo il
poco di attivo che c'è nel bilancio Alitalia. Tutte le
passività, debiti ed esuberi di personale devono essere isolati in una
cosiddetta "bad company" da lasciare alla mano pubblica: ovvero, in
forma diretta o indiretta, a carico dei contribuenti. Si capisce bene che a
Palazzo Chigi stiano prendendo tempo. Dopo tutto Silvio Berlusconi si è fatto
votare proclamando che non avrebbe mai messo le mani nelle tasche dei
cittadini: aggiungere ulteriori esborsi pubblici ai 300 milioni del prestito di
primavera sarebbe davvero una diabolica beffa, in primo luogo per i suoi
elettori. Un'altra ragione di grave imbarazzo del presidente del Consiglio
riguarda il fronte sindacale. Con le sparate contro Air France Berlusconi ha
illuso i lavoratori di Alitalia che la sua cura
sarebbe stata meno cruenta di quella dei francesi. Così non è: secondo i
progetti dei sedicenti patrioti, gli esuberi potrebbero essere anche quasi il
doppio. E ciò spiega perché questo piano di salvataggio potrebbe essere
annunciato soltanto a fine agosto: i capitani coraggiosi di Palazzo Chigi non
hanno l'ardire di mettere le carte in tavola perché vivono nel ben fondato
terrore degli scioperi che paralizzerebbero i cieli italiani nel bel mezzo di
Ferragosto. Così, in un misto di grande pavidità e piccole furbizie, l'ultimo
atto della tragedia Alitalia, cominciato con
l'annuncio che perfino i figli del premier avrebbero messo i soldi di casa a
disposizione, si avvia verso l'epilogo più spudorato: il conto delle guasconate
del Cavaliere a carico di Pantalone.
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Una svolta che prepara il salvataggio di Alitalia Angelo De Mattia Il Comitato
interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) dalle sette vite -
spesso prossimo alla defunzione e sempre risorgente - ha fatto sentire la sua
voce, ieri, con delibere che in buona sostanza "ratificano" proposte
elaborate e definite dalla Banca d'Italia. Qual è il loro significato? La
soppressione del vincolo di separatezza tra banca e impresa (15%),
l'innalzamento del limite di concentrazione e di quello complessivo ai quali
sono sottoposte le partecipazioni di un'azienda di credito in un'impresa non
finanziaria e il più elastico regime autorizzativo delle interessenze nelle
imprese finanziarie superano lo squilibrio competitivo in cui si trovano, in
questo campo, le banche italiane rispetto a quelle estere - che godono di una
disciplina meno restrittiva - e migliorano le possibilità del sostegno
finanziario alle imprese. È una svolta "cum juicio". Vi ha
contribuito in maniera decisiva la spinta di una direttiva comunitaria. È
l'Europa che innova. Non è da escludere che l'allentamento della disciplina sia
visto anche in funzione delle difficoltà in cui potrebbero venire a trovarsi,
nel prossimo autunno, imprese meno solide, qualora non sia superata la crisi
finanziaria internazionale. Sullo sfondo vi è pure la vicenda Alitalia, con la necessità di interventi bancari
(probabilmente, non soltanto di Intesa-SanPaolo). Il Governatore Draghi ha
rilevato, a suo tempo, che le tecniche di gestione del rischio e le migliori
pratiche di vigilanza rendono superflue delimitazioni rigide come quelle ora
rimosse. Ne discende una ancor più forte responsabilizzazione delle Autorità
monetarie nell'operare perché l'allentamento dei vincoli non si traduca in
deteriori commistioni o in perversi intrecci tra banca e impresa. È chiamato in
ballo l'intero strumentario di vigilanza. Non basterà la pur importante
disciplina, approvata sempre ieri dal Cicr, sui rapporti con i soggetti
collegati con lo scopo di prevenire i conflitti di interesse (limiti, regole
procedurali, definizione dei rischi etc): materia che - non ultimo per la
tutela della stabilità bancaria - richiede un'azione rigorosa di riscontro a
vasto raggio, soprattutto in una fase in cui persistono gli effetti della crisi
finanziaria. I sia pur lontanissimi anni '30 con la banca mista
"docent".È singolare che tra coloro che plaudono all'innovazione vi
siano gli "antibancocentristi", sempre pronti a condannare
un'economia bancocentrica che, però, è costretta ad accentuare questa
centralità per la carenza di altri soggetti finanziari, innanzitutto i fondi
pensione, e per le caratteristiche del capitalismo italiano. Quanto alla
soluzione stragiudiziale delle controversie fino a 100 mila euro che insorgono
tra banche e clientela, i sistemi approvati dal Cicr, in attuazione del Testo
unico bancario (art. 128 bis), potranno rappresentare un passo avanti se la
emananda specifica normativa di secondo livello assicurerà adeguatamente - come
viene promesso - l'imparzialità degli organi decidenti, la trasparenza del
procedimento, l'economicità della soluzione delle controversie in questione,
l'effettività della tutela. È venuto, tuttavia, il momento di fare ordine -
anche con un'iniziativa legislativa - nella miriade di sedi di risoluzione non
giudiziale delle controversie in materia bancaria e finanziaria (sedi di
conciliazione e di arbitrato, Ombudsman bancario, etc). La frammentarietà,
ancorché basata sul "petitum" (l'oggetto del ricorso), può
disorientare. Una razionalizzazione è opportuna e necessaria. Asciuttissimo è
stato invece il comunicato ufficiale su ciò che ha discusso il Comitato per la
stabilità finanziaria, riunitosi prima della seduta del Cicr: forse perché,
come ha ricordato argutamente in una conversazione, il Ministro Tremonti
attribuisce rilevanza di gran lunga superiore alla instability rispetto alla
stability. L'opinione.
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del LA RIUNIONE
DEL CICR Banche, via il tetto del 15% nel capitale delle imprese / Milano VIA
LIBERA ad un allentamento dei vincoli sulle partecipazioni di banche e gruppi
bancari in imprese non finanziarie: cade il tetto del 15% alla partecipazione
nel le imprese. Con la delibera assunta ieri dal Cicr (il Comitato
interministeriale per il credito e il risparmio), che "mira ad allineare
la normativa di vigilanza nazionale alla disciplina comunitaria", come si
legge in una nota diffusa a fine riunione, si ampliano i limiti delle
partecipazioni in imprese non finanziarie, eliminando le regole di
"separatezza banca-industria a valle". Lo stesso governatore di
Bankitalia, Mario Draghi, presente alla riunione insieme ai ministri Tremonti
(Economia) e Scajola (Attività produttive), aveva già criticato una norma che,
imponendo limiti quantitativi, "costituisce un caso isolato nel panorama
europeo". "Il punto di riferimento - dice la nota - saranno le soglie
comunitarie: il 15% del patrimonio di vigilanza della banca-gruppo
partecipante, che rappresenta il limite di concentrazione; il 60% del
patrimonio, che rappresenta il limite complessivo per la somma delle
partecipazioni della specie". In altre parole, le partecipazioni delle
banche nelle imprese non sono più vincolate ad una percentuale del capitale
della società partecipata, ma al patrimonio di vigilanza della banca
partecipante. L'obiettivo è quello di una "semplificazione" delle
regole e dei controlli. Per Elio Lannutti, senatore dell'Idv, la norma "crea
pericoli alla stabilità dei mercati, e aggrava gli intrecci e i conflitti di
interessi che hanno generato il fenomeno del risparmio tradito: si pensi allo
scandalo Parmalat, dove nei consigli delle banche sedevano gli stessi
amministratori di aziende che dovevano misurare la meritorietà del credito a
loro stessi concessa". C'è poi anche la questione Alitalia: è possibile che, nella cordata
di salvataggio, uno o più istituti bancari si ritrovino con una quota maggiore
al 15%, fino a ieri impossibile da superare. Nella nota si legge che il Cicr ha
assunto tre delibere in tema di sistemi di risoluzione stragiudiziale delle
controversie, partecipazioni detenibili dalle banche e dai gruppi bancari,
attività di rischio delle banche nei confronti di soggetti collegati. Con la prima
delibera viene data attuazione ad un articolo del Testo unico bancario del 2000
(Tub) che prevede l'introduzione di sistemi di risoluzione stragiudiziale delle
controversie nei rapporti con la clientela. La disciplina individua criteri di
svolgimento delle procedure che favoriscono la rapidità e l'economicità della
tutela senza pregiudicare per il cliente il ricorso a ogni altro mezzo di
difesa previsto dall'ordinamento. Viene definita la composizione dell'organo di
decisione improntata a garantirne l'imparzialità e la rappresentatività. Banca
d'Italia contribuirà al funzionamento del nuovo sistema. L'ampliamento delle
possibilità operative delle banche "sarà fronteggiato da strumenti e
normative di vigilanza". Nel quadro è compresa anche l'emanazione di una
disciplina delle attività di rischio verso i "soggetti collegati".
la.ma.
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Pensioni minime: è un governo di destra Cara Unità, i colpi di mano che il
governo sta tentando contro percettori di pensioni minime e lavoratori precari
dimostrano una volta per tutte la natura del governo. È un fatto di natura. Se
sei di destra non puoi, alla fine, che proporre ed attuare politiche di destra.
La vicenda fa venire in mente l'apologo dello scorpione e della rana. Uno
scorpione chiede ad una rana di prenderlo in groppa e traghettarlo sull'altra
riva di uno stagno. La rana risponde: "Fossi matta, ti offrirei
l'occasione di mordermi!". Lo scorpione risponde: "Sarei un pazzo,
affonderei insieme !con te ". La rana si lascia convincere, si carica in
spalla lo scorpione e si tuffa. A metà della traversata lo scorpione morde la
rana. La Rana grida : "Perché l'hai fatto?". Lo scorpione, un attimo
prima di sparire con lei sott'acqua, risponde: " Perchè è la mia
natura!". Ecco cosa sta succedendo. Un governo di destra può, se vuole,
tentare di farci credere, come ha fatto Berlusconi, che tutelerà i più deboli,
e quindi farà una politica di sinistra. Ma quando si arriva al dunque prevarrà
la sua natura, cioè la sua volontà di assecondare i poteri forti e fregarsene
dei ceti deboli. Filippo Cusumano, Venezia Non soltanto leggi ad personam Cara
Unità, non è vero che il governo Berlusconi fa solo leggi ad personam, fa anche leggi ad aziendam, vedi rifinanziamento Alitalia, adesso soccorso a Poste con la
legge anti-precari,e poi ci sarà la legge preannunciata con diversi miliardi a
favore di Telecom Italia, ma fa anche leggi ad cittadinum, solo che queste
hanno il segno negativo, vedi abolizione delle pensioni sociali. Quindi
il panorama della sua azione si fa ogni giorno più chiaro. Giovan Sergio
Benedetti, Lucca Reintegro Sgarbi Decide il Tar? Cara Unità, pare che Sgarbi
sia stato "reintegrato" alla funzione di assessore da una decisione
del Tribunale Amministrativo Regionale. Mi chiedoo in che razza di democrazia
siamo in Italia, dove è un tribunale che decide chi di deve amministrare?
Sgarbi era stato silurato dal Sindaco per "mancanza di rispetto verso la
Giunta e i cittadini e conseguente rottura del rapporto di fiducia".
Quindi perché dovremmo tornare ad essere amministrati da uno simile? Perché lo
ha deciso un giudice del Tar? Angelo Mandelli Sbagliato rimuovere il campo Rom
evangelico Cara Unità, immagino che tutti/e abbiano visto le immagini del campo
Rom (nel padovano?) evangelico, e del campo Rom al Casilino, entrambi puliti e
rimessi a nuovo! Non ci si scaglia più contro coloro che risultano ai nostri
occhi "sporchi e brutti"; adesso, l'intolleranza si riversa sui
credenti Cristiani, contro coloro che vogliono vivere "solamente" in
pace. Non so molto su il campo Rom al Casilino ma, essendo io stessa
evangelica, mi ha fatto molto male nel vedere che la cittadinanza di quel
comune padovano aveva fatto richiesta al sindaco di "far muovere"
quel campo in un'altra zona. Perchè? Perchè farlo muovere? Perchè sono Rom o
perchè le loro idee e la loro fede evangelica dà fastidio a qualche cattolico
bigotto? Se questa è la risposta, allora dobbiamo cominciare a preoccuparci
davvero. Dopo i Rom evangelici chi verrà, gli omosessuali e gli ebrei? Sara
Vinti, Luserna S. Giovanni (To) Qull'indice dei prezzi è calcolato dall'Istat
Gentile Direttore, in merito all'articolo di Felicia Masocco "Contratti,
scocca l'ora dell'Ipca", pubblicato il 26 luglio 2008, si fa presente che
l'indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell'Unione europea
(IPCA), relativo all'Italia, non viene calcolato dall'Eurostat, come scritto
nell'articolo, ma dall'Istat, che lo invia all'Eurostat mensilmente secondo un
calendario prefissato. L'Eurostat, a sua volta, diffonde gli indici armonizzati
dei singoli Paesi membri dell'Ue e, sulla base di questi, elabora e pubblica
l'indice sintetico europeo. Cordiali saluti. Patrizia Cacioli Ufficio della
Comunicazione Porto di Formia: perché escludere le imprese locali? Egregio
Direttore, valutammo positivamente la nuova costruzione del porto turistico a
Formia del "Gruppo Ranucci" considerando prioritario e importante il
risvolto economico che tale iniziativa potesse sviluppare in ternimi di nuovo
lavoro per le piccole e medie imprese dell'artigianato e dell'imprenditoria in
genere della stessa città e dell'intero comprensorio. Oggi che la grande opera
della nuova marina turistica sembra iniziare il suo percorso ci permettiamo di
ricordare al sen. Ranucci, in veste di imprenditore e di realizzatore della
stessa costruzione, che la Cna locale (Confederazione Nazionale dell'Artigianto
e della Piccola e Media Impresa) associa trecentocinquanta imprese della sola
città di Formia che diventano settecento nel comprensorio e che quindi
rappresenta in fatti e con i numeri una buona parte dell'imprenditoria locale.
La Cna associa al suo interno molte imprese capaci e qualitativamente dotate di
manodopera altamente specializzata nei settori dell'edilizia e
dell'impiantistica. Ci saremmo aspettati quantomeno un invito ad un confronto
di idee, ma restiamo perplessi nell'apprendere dalla stampa la notizia
ufficiale che faranno parte del gruppo Ranucci "imprenditori locali"
che farebbero capo a Massimo Battista. Siamo certi che il sen. Ranucci valuterà
le nostre considerazioni e si renderà promotore affinché le imprese locali
diventino componenti partecipative della costruzione del nuovo porto. Nico
Centola, Giuseppe Cannavale, Francesco D'Arco Nucleare, Scajola rilancia e...
via agli incidenti Cara Unità, volevo segnalare come da quando il ministro
Scajola ha riaperto le porte del nucleare sicuro in Italia si siano verificati
una serie di terrificanti incidenti in paesi che comunque vantano una certa
esperienza nel settore (su tutti Francia e Giappone). Che sia la dimostrazione
che Berlusconi & C. porti una sfortuna assurda... Sergio Pazzola.
( da "Unita,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Matrimonio nei cieli tra British Airways e Iberia Nasce la terza compagnia al mondo.
La crisi spinge verso le grandi alleanze di Roberto Rossi / Roma FUSIONE
Incuranti della difesa dell'identità nazionale o di quella del turismo locale,
l'inglese British Airways e la spagnola Iberia convoleranno a nozze entro la
fine dell'anno. Con la benedizione dei due governi nascerà il terzo colosso dei
cieli per giro d'af- fari al mondo, dopo Air France-Klm e Lufthansa. Ognuna
delle due aerolinee manterrà il proprio nome e logo, pur confluendo in un unico
gruppo, che sarà quotato in borsa a Londra e Madrid. I consigli di
amministrazione di entrambe le compagnie, da dieci anni già partner nella
OneWorld Alliance, hanno unanimemente espresso parere favorevole all'unione,
che però dev'essere approvata dagli azionisti. Per il settore si tratta di una
vera e propria rivoluzione. Una delle tante degli ultimi anni in un mercato in
continuo movimento. E che presto potrebbe vedere l'aggregazione tra le
americane Delta e Northwest Airlines che potrebbe far nascere un colosso da 35
miliardi di dollari, oltre 22 miliardi di euro. "Il panorama
dell'aviazione sta cambiando - ha detto l'amministratore delegato di British
Willie Walsh - e la fusione delle due aerolinee è qualcosa che avrebbe dovuto
già succedere qualche tempo fa". La nuova società, con un giro d'affari di
oltre 16,5 miliardi di euro, avrà un management espresso da entrambe le
compagnie anche se i britannici avranno una partecipazione maggioritaria
(British attualmente ha una capitalizzazione di mercato di 3,4 miliardi di euro
contro gli 1,5 miliardi di Iberia). Non è chiaro, invece, dove la nuova
compagnia anglo-iberica farà base, né quale sia o se è stato determinato il
concambio tra le azioni. Anche il destino dei 42mila dipendenti di British e
degli oltre 24mila di Iberia è incerto. "È troppo presto", ha
specificato Walsh, chiarendo: "ci vorranno mesi per accordarsi sui termini
e definire un piano di integrazione". Il mercato ha accolto la notizia con
entusiasmo: a Madrid il titolo di Iberia ha guadagnato il 20,7%, mentre a
Londra British Airways ha segnato un rialzo del 6%. Il tutto senza un vero e
proprio effetto sorpresa visto che la fusione tra le due compagnie, la cui
partnership sta per compiere dieci anni, era nell'aria almeno da marzo, quando
BA ha incrementato dal 10,1 al 13,15% la sua partecipazione in Iberia. Il
matrimonio tra spagnoli e inglesi sotto molti punti di vista (integrazione,
scambio azionario, mantenimento del logo, unico gruppo ma due quotazioni)
ricalca il progetto di aggregazione che Air France aveva
proposto per la moribonda Alitalia. Quel progetto, eravamo alla fine di marzo del 2008, cadde
principalmente per l'opposizione del futuro governo Berlusconi. Che tra le
altre cose giustificò il suo "no" al piano francese tirando in ballo
l'identità nazionale del vettore, che nessuno avrebbe toccato, nonché il
mancato supporto al turismo che ne sarebbe derivato. Tra l'altro
l'annuncio di ieri getta anche alcuni pesanti interrogativi sul piano di
salvataggio della compagnia di bandiera che Intesa Sanpaolo, su incarico dello
stesso esecutivo, sta mettendo a punto. Che ruolo potrà giocare e che futuro
potrà avere, ci si domanda, nel mercato europeo la nuova Alitalia?
Una compagnia piccola, se le indiscrezioni verranno confermate, concentrata sul
mercato domestico, Antitrust permettendo, e oberata di nuovi debiti? Forse sarà
ceduta, forse cercherà nuove e forse inutili alleanze. Fra qualche mese la
risposta.
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il greggio accelera il
risiko dei cieli Accordi necessari per ridurre i costi, in futuro
sopravviveranno solo pochi big Austrian e Sas sono in vendita, pronte a partire
le maxi-intese transatlantiche ETTORE LIVINI MILANO - L'Europa dei cieli è
sempre più stretta. Mentre Alitalia (controcorrente) prova a reinventarsi concentrandosi sul mercato
domestico, il processo di consolidamento del settore aereo marcia a tappe
forzate. Incurante di campanili e bandiere. Il fidanzamento tra Iberia e
British è solo l'ennesimo tassello di un percorso sempre più chiaro, accelerato
oggi dal boom del prezzo del greggio. Il sogno di un'aerolinea nazionale
ormai se lo possono permettere solo i paesi del Golfo, seduti su giacimenti
giganteschi di petrolio. Per gli altri il futuro è nelle grandi alleanze:
l'industria aerea ha margini ridottissimi (lo 0,3% dei ricavi negli ultimi 60
anni) e le dimensioni ? con le sinergie connesse ? sono uno dei pochi atout per
far fronte alla crisi. Iberia e British hanno scelto la strada delle nozze.
Altre vecchie glorie dei cieli continentali sembrano rassegnate alla vendita.
La Boston Consulting ha consegnato ieri al governo austriaco il suo rapporto in
cui consiglia la cessione della compagnia a un partner (Lufthansa è in pole).
Stoccolma avrebbe già avviato una serie di contatti per cedere la Sas. Non
solo. Con la liberalizzazione delle rotte tra Europa e Stati Uniti e
un'amministrazione Usa che pare disposta a sbloccare il tetto al 25% alle
partecipazioni estere nelle compagnie a stelle e strisce, si stanno
moltiplicando anche le trattative transatlantiche, con Air France e Klm pronte
a rafforzare il loro legame con Delta. L'industria più globale del mondo, in
effetti, è in realtà ancora molto frammentata con oltre mille società a
contendersi un mercato avaro di soddisfazioni finanziarie. Il 2007 è stato il
primo esercizio in attivo (per 5,6 miliardi di dollari) dal 2001, dopo 40
miliardi di perdite in sei anni. Ma già quest'anno la corsa del petrolio
rimetterà ko i conti del settore malgrado la domanda (+3,9% la stima Iata)
continui a crescere. Con il greggio ai valori attuali il passivo sarà vicino ai
5 miliardi. La bolletta per il pieno degli aerei mondiali potrebbe avvicinarsi
ai 200 miliardi,
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'ad replica a Matteoli:
siamo una compagnia europea con gli stessi diritti di Alitalia
Pubblicità Ryanair, O'Leary insiste "Niente scuse, le faccia Bossi"
ROMA - "Se c'è qualcosa di "volgare e offensivo" nella
pubblicità Ryanair è il gesto di Bossi in risposta all'inno nazionale
italiano". Si difende così Michael O'Leary, amministratore delegato della
compagnia irlandese, dopo gli attacchi del governo italiano, l'intervento
dell'Enac e la multa dell'Antitrust per pubblicità ingannevole. Sotto accusa è
la foto di Bossi (quella del dito medio) usata per sponsorizzare i voli del
vettore low cost in chiave anti-Alitalia. "Forse il ministro Matteoli dovrebbe chiedere a Bossi di
scusarsi - prosegue O'Leary - e tenere a mente che Ryanair non è ospite dei
cieli d'Italia, ma ha gli stessi diritti di Alitalia in tutti gli aeroporti europei". Ryanair argina dunque le
critiche e ricorda di essere "la compagnia preferita dalla maggioranza dei
passeggeri italiani". (v.co.).
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Comandanti e assistenti di volo in attesa della soluzione promessa dal governo
rimpiangono Air France Alitalia, la rabbia di piloti e hostess
"Così si fa, altro che cordate" LUCIO CILLIS ROMA - Soltanto piloti
ed hostess di Alitalia possono spiegare quanto
"bruci", visto dalla Magliana, il matrimonio tra British e Iberia,
120 giorni dopo l'addio di Air France alla Magliana. "I francesi? Certo sarebbe
stato meglio rispetto al limbo attuale. Anche se nessuna fusione di questo tipo
è indolore, anzi - dice Francesca Baiocchi, hostess in servizio da quasi 18
anni in Alitalia - insomma, è vero, l'accordo era lì
ad un passo. Ma perché non credere, per una volta, ad uno scatto d'orgoglio
nazionale, al miracolo italiano? Proviamoci, quanto meno, e poi cerchiamo un
partner serio. Magari in Germania, perché credo che francesi e olandesi ne
abbiano abbastanza di un Paese come il nostro, riassunto, in piccolo, da Alitalia". Anche Roberta, per diversi anni in prima
linea tra i passeggeri pronti a lamentare l'inefficienza di Alitalia
spera nella forza del tricolore. Ma di quello francese: "Eravamo ad un
passo dal colpaccio - dice con amarezza - ma lo scontro politico e l'incapacità
di chi ha gestito due anni di crisi della nostra compagnia hanno fatto scappare
Spinetta. Ora aspettiamo la cordata...". Già, Jean-Cyril Spinetta, numero
uno della compagnia numero uno nel mondo per fatturato, innamorato del marchio Alitalia, convinto testardamente che la fusione
franco-italiana fosse un buon affare per tutti. C'è chi lo assolve dall'accusa
di aver abbandonato astutamente il tavolo della trattativa, pronto a tuffarsi
tra qualche mese, sul cadavere di Alitalia:
"Dovevamo insistere, senza tirarla troppo alla lunga con Air France -
sottolinea un pilota anziano che preferisce l'anonimato - ora rischiamo tutti
grosso". Il segretario della Fit Cisl, Claudio Claudiani, uno dei
protagonisti della trattativa con Air France-Klm, teme invece ripercussioni a
breve per Alitalia, in mancanza di un intervento deciso:
"La fusione British Airways-Iberia dimostra come per la compagnia italiana
sia indispensabile elaborare un piano d'impresa con un grande partner
internazionale. Gli spazi attualmente sembrano restringersi rapidamente, per
questo è necessario un intervento forte, di grande respiro strategico che
rafforzi il mercato interno del trasporto aereo nella logica di una alleanza
internazionale". Senza la quale, come dimostra il matrimonio tra spagnoli
e inglesi, il futuro lavorativo dei 18mila dipendenti della Magliana sembra
compromesso: "Iberia? è un vettore in attivo - spiega Marco Veneziani,
pilota da qualche anno in prestito al sindacato e alla Uil di cui è
responsabile del trasporto aereo - e in Europa tra le compagnie senza un grande
partner al proprio fianco ci sono proprio Alitalia e
la greca Olympic. Se anche due vettori forti come Iberia e British convolano a
nozze vuol dire allora che bisogna fare presto".
( da "Repubblica,
La" del 30-07-2008)
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Economia Ora un istituto di credito
potrà anche controllare un'impresa Cadono le barriere tra banca e industria il
Cicr elimina il tetto del 15% Con il contributo di Bankitalia nasce il nuovo
Ombudsman bancario SARA BENNEWITZ MILANO - Cade la separatezza banca-industria.
Il problema era talmente condiviso, che la soluzione è stata trovata
velocemente e con l'accordo di tutti. In meno di un'ora, i cinque ministri che
fanno parte del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr)
e il governatore di Bankitalia Mario Draghi hanno infatti votato all'unanimità
un pacchetto di nuove regole che renderà più facili gli investimenti delle
banche nelle aziende. Le nuove norme prevedono di ampliare i limiti delle
partecipazioni in imprese non finanziarie, che oggi è fissato al 15% del
capitale delle aziende interessate, eliminando a valle le regole di separatezza
tra banca e industria. In buona sostanza i nuovi limiti all'investimento in
un'impresa saranno solo quelli comunitari, che quantificano l'entità
dell'investimento in rapporto al patrimonio dell'istituto, e non più alla
percentuale del capitale da acquisire. Con l'abolizione del tetto al 15%, ora
una banca potrebbe detenere anche l'intero capitale sociale di un'azienda,
purché la somma che ha investito nella stessa non ecceda il 15% del suo
patrimonio di vigilanza. Un istituto potrà poi investire e finanziare così
tante aziende, rilevando anche diverse quote di maggioranza, con l'unico limite
che la somma degli investimenti in queste imprese non potrà superare
complessivamente il 60% del suo patrimonio di vigilanza. L'unica eccezione alla
nuova regola sarà in tema di parti correlate. Come ad esempio, quando una banca
si trovasse nella fattispecie di finanziare un'azienda, che fa capo a uno degli
azionisti della banca medesima. In questo, caso l'investimento dell'istituto in
una società collegata, sarà sottoposto a limiti quantitativi speciali (ancora
da definire) che però saranno sempre legati al patrimonio di vigilanza. In tema
di parti correlate verrà poi creata un'apposita procedura volta a garantire la
correttezza sostanziale delle deliberazioni e del controllo delle posizioni in
essere. Le nuove regole riguardano sia quei soggetti che hanno un legame
diretto con la banca (parti correlate) sia coloro indirettamente collegati alla
banca per il tramite di una parte correlata. Con questa riforma, le banche
potranno fare concorrenza ai private equity e intervenire direttamente nel
risanamento e nello sviluppo delle imprese. Inoltre, in
prospettiva di una soluzione del caso Alitalia, sarà possibile mettere d'accordo una compagine azionaria
bancaria di primo piano, senza essere costretti a chiamare in causa una
moltitudine di istituti per piccole partecipazioni. La riforma mira inoltre a
ridurre sensibilmente il novero delle fattispecie da autorizzare, snellendo
così la burocrazia di Bankitalia. "L'ampliamento delle possibilità
operative delle banche sarà fronteggiato da strumenti e normative di vigilanza
- precisa una nota del Tesoro - in un quadro incentrato sul rafforzamento dei
requisiti patrimoniali, l'intensificazione dei controlli, regole di carattere
organizzativo e di governance allo scopo di prevenire i conflitti di interesse
derivanti dalle relazioni partecipative". In quest'ottica nascerà la
figura del conciliatore bancario: una sorta di Ombudsman creato con il
contributo della Bankitalia per risolvere le controversie in via
stragiudiziale, che avrà una composizione che garantirà "imparzialità e
rappresentatività".
( da "Manifesto,
Il" del 30-07-2008)
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CRISI ECONOMICA
Spinte alla fusione le compagnie aeree inglese e spagnola British e Iberia
volano alto Pronto il piano per l'Alitalia, sola e senza
un partner internazionale Marina Della Croce Crisi economica mondiale e prezzo
del petrolio alle stelle hanno spinto British Airways e Iberia ad accelerare un
processo di fusione, che avverrà al più tardi entro un anno. Ad annunciarlo sono stati il
presidente dell'aerolinea spagnola, Fernando Conte, e l'amministratore delegato
della compagnia britannica, Willie Walsh nel corso di una conferenza stampa. La
notizia rimbalza in Italia alla vigilia della consegna al governo del piano
industriale di salvataggio di Alitalia da parte
dell'advisor banca IntesaSanPaolo. Due modi diametralmente opposti di
affrontare crisi e sviluppo: da una parte una fusione tra i due colossi
dell'aria stranieri per reggere all'urto della concorrenza a livello globale,
dall'altra un ridimensionamento della compagnia italiana, abbandonata a se
stessa e senza un partner internazionale che possa garantire un futuro. Dopo
avere fatto fuggire Air France-Klm in nome di una vuota "italianità",
voluta dal governo Berlusconi, che non porterà da nessuna parte. L'operazione
British Airways-Iberia prevede la costituzione di una nuova società in cui
saranno presenti gli azionisti di entrambe le compagnie che manterranno il loro
nome e il loro logo, confluendo però in un unico gruppo che sarà quotato sia a
Madrid che a Londra. Si tratta, ha spiegato Conte, di un processo
"totalmente differente" da quello che ha portato al matrimonio tra
Air France e Klm nel 2004, quando l'aerolinea francese procedette a un aumento
di capitale per poi acquisire le azioni della rivale olandese. La nuova
compagnia sarà la terza al mondo con una flotta di oltre 450 aerei e oltre 200
destinazioni in cento paesi, con un fatturato di 16,5 miliardi di euro. British
Airways possiede già il 13,15% di Iberia, che, a sua volta, ha la partecipazione
diretta del 2,99% della compagnia britannica. I consigli di amministrazione di
entrambe le compagnie hanno espresso parere favorevole alla fusione. In una
nota alla Cnmv, la Consob spagnola, l'aerolinea spagnola ha precisato di non
voler aumentare la sua partecipazione in British Airways oltre la quota del
9,99%, detenuta per il 2,99% sotto forma di azioni e per il 6,99% sotto forma
di strumenti derivati. Per il presidente di Iberia, Fernando Conte, "una
fusione sarebbe una bella notizia per i nostri clienti e rafforzerebbe i
rapporti già esistenti". La banca Caja Madrid, principale azionista di
Iberia con una quota del 23%, si è espressa a favore della fusione. Il titolo
Iberia è stato ieri sospeso alla borsa di Madrid dove guadagnava oltre il 4%. La
British Airways, presente in Iberia dal 1999, aveva aumentato la sua
partecipazione nella compagnia spagnola dal 9 al 13,15% in occasione di un
primo tentativo di acquisto non andato a buon fine un anno fa. Iberia ha
annunciato ieri di aver acquisito "recentemente" un impegno pari a
circa il 10% di Ba, attraverso l'acquisizione di una partecipazione diretta del
2,99% e di un'ulteriore esposizione del 6,99% attraverso contratti derivati
agganciati al prezzo dell'azione. "Ci vorranno diversi mesi per accordarsi
sui termini e definire un piano di integrazione", ha detto il numero uno
di British Airways, mentre "è presto" per dire se il matrimonio avrà
ripercussioni sui 42.000 dipendenti del vettore britannico o sui 22.500 dello
spagnolo, o quale sarà la capitalizzazione della nuova compagnia. Oggi
l'attuale capitalizzazione di British Airways sul mercato è di circa 3,4
miliardi di euro, mentre quella di Iberia si attesta a 1,5 miliardi. Il governo
britannico ha dato vi libera all'operazione. L'agenzia di rating
Standard&Poor's ha lasciato invariata la valutazione su British Airways
dopo l'annuncio della fusione carta contro carta con Iberia. Il rating del
vettore inglese resta Ba/Bbb- con outlook negativo. Occorreranno mesi,
specifica l'agenzia in una nota, per definire i termini dell'accordo.
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Prima Pagina - data: 2008-07-30 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI
categoria: REDAZIONALE MEDIOBANCA E GOVERNANCE CONTRADDIZIONI DEL
"DUALE" Q uando, nel
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-30 num: - pag: 1
autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE Alitalia Il lavoro di Intesa Completata la "Fase Uno" La Parola
al Governo C ominciamo da un numero (e da un dubbio): il piano Alitalia predisposto da Jean Cyril
Spinetta per conto di Air France prevedeva un prezzo del petrolio a 86 dollari
il barile. Avrebbe la società francese confermato i passaggi-chiave di
quel documento con l'oro nero che viaggia attorno ai 130 dollari? Il quesito è
più che legittimo in virtù del giro di vite che Air France-Klm, come tutti gli
altri big del cielo inclusi i vettori low cost, è stata costretta a imprimere
alla struttura dei costi. CONTINUA A PAGINA 29.
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-07-30 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il
Cavaliere Berlusconi: sondaggi, sono al 62,8% ROMA - ( l. fu.) "Gli
elettori apprezzano quello che stiamo facendo. Mi riesce difficile andare per
strada, anche se ci vado poco, perché si fermano le auto e le persone scendono
per salutarmi. Una situazione imbarazzante che non mi era successa mai in
questi 15 anni". Silvio Berlusconi incontra a cena presso la Casina Aurora
Pallavicini il gruppo dei senatori, presente anche Renato Schifani. E annuncia
il nuovo sondaggio di Euromedia, in base al quale il gradimento del presidente
del Consiglio e del governo nel suo complesso è del 62,8%. L'incontro, il
secondo nel giro di una settimana, è l'occasione per il consueto scambio di
saluti prima della pausa estiva. Ma non solo. Berlusconi, secondo quanto
riferisce uno dei partecipanti, dice che a Palazzo Madama il gruppo risulta
essere più compatto di quello a Montecitorio: "Dopo ciò che è successo
alla Camera, la superiorità del gruppo del Pdl al Senato è indiscussa e
indiscutibile". Un modo, questo, per galvanizzare i parlamentari visto che
a settembre il governo metterà mano ad un pacchetto di riforme, tra le quali il
federalismo fiscale e la giustizia. "Finirete - dice Berlusconi- nello
sprint e in bellezza per poi ripartire in autunno, quando cominceremo a fare da
zero una vera riforma di ammodernamento del Paese...". Parole interrotte
da una telefonata di Bossi (con il quale "il rapporto è fortissimo")
per chiarire l'incidente del pomeriggio alla Camera. Il premier, inoltre,
starebbe pensando di far partecipare Napoli ad un concorso per la "città
più pulita d'Europa". Ottimismo anche per Alitalia: "Ci sono buone notizie,
lavoriamo fiduciosi. I soldi? Ho sempre detto che ci sono". L'incontro
conviviale è stato preceduto da una riunione con il coordinatore di Forza
Italia, Denis Verdini, il reggente di An, Ignazio La Russa, e il capogruppo del
Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Una riunione per definire i criteri
con cui costituire i comitati di lavoro del partito unitario del centrodestra.
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Economia - data: 2008-07-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE
Malpensa-Roma EasyJet sbarca a Fiumicino MILANO - "I love Malpensa".
Il logo rosso fiammante compariva sulla fusoliera dell'undicesimo velivolo
appena inaugurato da Easyjet nello scalo varesino. E non a caso. Visto che il
colosso britannico del low cost è pronto a lanciare la nuova rotta Milano
Malpensa-Roma Fiumicino (biglietti già acquistabili sul sito della compagnia a
partire da 25,99 euro mentre la tratta sarà operativa dal 3 novembre).
Nonostante la crisi metta in ginocchio il business dei cieli, la compagnia
guidata da Andy Harrison è riuscita a inserirsi nella rotta redditizia del
business italiano (con quattro voli al giorno, tre nel fine settimana) e a
sbarcare nell'aeroporto di Fiumicino. Sarà varata anche la tratta Londra
Gatwick-Roma Fiumicino (che andrà a sostituire l'attuale Londra- Ciampino). Da Milano (dove gli aerei di Easyjet saliranno a 15 nel 2009) la
compagnia no frills ha già cominciato a coprire i vuoti lasciati liberi da Alitalia sia verso l'Europa del Nord
(Copenhagen, Stoccolma e Sofia) sia verso il Meridione (Brindisi e Lamezia
Terme). Andy Harrison A. Jac.
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione:
Economia - data: 2008-07-30 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Alitalia L'esecutivo deciderà sulle modifiche alla Legge
Marzano ad agosto. Attesa per la semestrale che sarà presentata l'8 del mese
Pronto il piano di Intesa, ora tocca al governo Toto potrebbe vendere Airone ai
nuovi soci per 300 milioni. Governance, Colaninno chiede un ruolo
"primario" SEGUE DALLA PRIMA Avanzato il dubbio, guai però a usare
come alibi l'ipotetica defezione dei francesi. All'Alitalia
serve una soluzione di mercato che risulti accettabile a tutti gli stakeholder
della compagnia. E' questo il ragionamento che vanno facendo gli uomini di
Intesa Sanpaolo che hanno lavorato alacremente alle ipotesi per un piano di
rilancio di Alitalia e che, proprio per non peccare di
sospetto ottimismo, hanno stimato anche per i prossimi due anni il prezzo del
petrolio a 133 dollari. Oltre il 50% in più rispetto al piano di Spinetta.
Corrado Passera e Gaetano Miccichè hanno pressoché ultimato il loro lavoro e
nei prossimi giorni lo consegneranno ai ministri. E' finita la Fase Uno, dicono
e ora il testimone - o se preferite il cerino - passa al governo. Nei trenta
giorni di agosto, feste comprese, l'esecutivo dovrà sciogliere un nodo: chi
tratterà a settembre per conto di Alitalia. Sarà l'attuale
consiglio d' amministrazione, optando quindi per una soluzione in bonis o
arriverà un commissario? Ad oggi non è dato saperlo e non resta che registrare
le quotidiane dichiarazioni dei ministri e catalogarle nella cartellina dei
falchi o in quella delle colombe. Un gioco estivo che sta mostrando la corda.
Tocca al governo decidere se dar vita alla nuova Alitalia
con mezzi ordinari o con procedure straordinarie (restyling della legge
Marzano) e molto probabilmente dipenderà dalla semestrale di agosto. La
revisione della Marzano sembra offrire a ai nuovi potenziali azionisti e
all'advisor maggiori certezze e soprattutto tempi ridotti. Una cosa comunque è
certa: passi agosto ma non si non si potrà impiegare anche tutto settembre a
cincischiare sul futuro dell'Alitalia. "FASE UNO" FINITA, NIENTE SPEZZATINO I consulenti di
Intesa Sanpaolo non amano la parola "spezzatino", anzi nelle loro
simulazioni Az Servizi torna all' interno di Alitalia ponendo fine a quello che oggi è uno malcelato spezzatino.
Dovrebbe nascere, così, una compagnia con perimetro di business più largo
dell'attuale Alitalia
grazie all' integrazione con Air One e conseguente rafforzamento sul
mercato domestico. I francesi e i tedeschi si giovano di una posizione di
grande forza sui rispettivi territori (in un caso oltre il 90%) perché,
argomentano, non dovrebbe farlo la nuova Alitalia che
supererebbe di poco il 60%? E se l'Antitrust, come appare più che probabile,
aprirà un'istruttoria sulla posizione dominante nella tratta regina, la Linate-Fiumicino,
secondo gli advisor la nuova società e i suoi nuovi azionisti potrebbero
concordare con il garante "opportune misure" pro consumatori, così
come succede per svariate altre rotte europee. Comunque vale la pena ricordare
che con l'avvento del servizio ferroviario di alta velocità Roma-Milano è
prevista un'ampia trasmigrazione di passeggeri dall'aereo al treno. La
concorrenza sarà dunque assicurata, gli studi di mercato prevedono che il treno
in pochi anni possa arrivare addirittura al 50% del mercato. Insomma mentre Air
France avrebbe ridotto Az a compagnia regionale al servizio dell'hub di Parigi,
per Intesa Sanpaolo la nuova Alitalia sarà un vettore
tutt'altro che smilzo e in virtù del controllo del proprio mercato potrà
trattare con un partner internazionale (la stessa Air France o Lufthansa o
British Airways) un accordo vantaggioso per l'ottimizzazione della rete
internazionale e per i voli intercontinentali con scalo da e per l'Italia.
Quanti posti di lavoro costerà la ristrutturazione che Alitalia
non ha mai fatto - nemmeno quando ha cancellato i voli da Malpensa - e che
stavolta non può più eludere? Il panorama internazionale non invita
all'ottimismo. Si stima che nel settore ballino qualcosa come 100 mila posti di
lavoro tra Europa e Stati Uniti. I numeri previsti da Intesa Sanpaolo oscillano
tra i 5 e i 6.000 esuberi (compresi i contratti a termine) che potrebbero
essere governati a legislazione invariata, facendo ricorso agli ammortizzatori
sociali già vigenti. Operazioni simili e anche più corpose sono state
realizzate in altri settori, come banche e auto, dove le ristrutturazioni sono
state gestite in pieno raccordo con i sindacati. Il raffronto con il piano
Spinetta è presto fatto: Air France prevedeva 2.100 esuberi diretti e poi manteneva
tra i 3.300 e gli oltre 4000 lavoratori in Az Servizi-Fintecna con stipendio
garantito dallo Stato italiano per cinque anni. A questi si dovevano aggiungere
circa 1500 contratti a tempo determinato che non sarebbero stati rinnovati. Il
tutto però con l'equivoco del petrolio a 89 dollari. AZIONISTI E MANAGER
L'ipotesi di piano di Intesa Sanpaolo prevede anche che Malpensa abbia un
numero di voli internazionali e intercontinentali superiore ad oggi e anche a
quelli di Fiumicino perché il mercato della Lombardia lo consente. Ed è anche
questa una delle leve che ha permesso agli advisor di aggregare un pacchetto di
investitori di tutto rilievo. Ai nomi già circolati (Benetton, Riva,
Marcegaglia, Aponte, Fossati e Ligresti) si potrebbero aggiungere due banche d'affari
come la Morgan Stanley e Nomura e due fondi di private equity (Equinox e
Clessidra). Intesa - se richiesta - con tutta probabilità sottoscriverà
anch'essa il 10% del capitale (lo ha già fatto in decine di altri casi come
Piaggio, Prada, Esaote e Nh Hoteles) mentre restano ancora da definire i
rapporti con Roberto Colaninno e Carlo Toto. L'industriale mantovano è
fortemente intenzionato ad entrare nella nuova compagine ma vorrebbe farlo con
la garanzia di una governance che gli permetta di giocare un ruolo da primus
inter pares, valorizzando al meglio la sua capacità imprenditoriale. Magari in
stretto raccordo con il nuovo amministratore delegato, Rocco Sabelli, un
manager che ha lavorato con Colaninno in Piaggio e che avrebbe nella nuova Alitalia ampi poteri. Toto, invece, dovrà scegliere se
entrare nell'azionariato apportando asset e slot di Air One oppure vendere
direttamente la sua società ai nuovi azionisti di Alitalia
e dedicarsi ad altri business (autostrade ed energia). Gli advisor e gli altri
azionisti vorrebbero fortemente che restasse anche in virtù dell'esperienza che
ha fatto in questi anni, ma in caso contrario gli verrebbe versato un
corrispettivo stimato attorno ai 300 milioni. Toto poi potrebbe reinvestirne
una parte nella nuova Alitalia. Nel caso di
acquisizione di Air One la raccolta di capitali necessaria per dar vita alla
newco dovrebbe salire almeno attorno al miliardo di euro. "ALITALIA E'
RISANABILE" In attesa quindi che il governo impieghi bene il mese di
agosto gli advisor potranno prendersi qualche giorno di riposo. Tutto appare
pronto per far partire a settembre la nuova Alitalia e
anche il confronto che si è avuto nei due consigli di Intesa Sanpaolo tenutisi
venerdì scorso, quello di gestione e quello di sorveglianza, sembra essere
servito a chiarire i dubbi. L'Alitalia, si è concluso,
è risanabile ma solo se ci sarà una forte discontinuità gestionale e se si avrà
il coraggio di fare gli interventi e gli investimenti necessari per rendere la
compagnia competitiva su un mercato sempre più difficile. E nessun banchiere
d'affari in Europa opera mai chiedendosi se il successo del suo lavoro finisce
per rafforzare o meno la credibilità del governo che lo ha ingaggiato. Il cui
prodest, il chiedersi a chi giova, sarebbe l'ennesima anomalia italiana. Dario
Di Vico.
( da "Corriere
della Sera" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - ROMA -
sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-30 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Comune Il sindaco: bilancio, ottimismo infondato Alemanno: in
autunno cambieremo il Piano regolatore "Variante nell'interesse dei
cittadini" Nessun ottimismo sui conti del Comune e un Piano Regolatore da
rifare. Due dei tasti preferiti dal sindaco Alemanno, che li ha ribaditi anche
ieri, intervenendo ad un acceso consiglio comunale (andato avanti tra scambi di
insulti tra l'assessore all'Urbanistica Mauro Corsini e alcuni consiglieri del
Pd a colpi di "maleducato" ed "incapaci ", richieste di
sospensione dei lavori non assecondate dal presidente Marco Pomarici). Alemanno
ha anche dato un annuncio: "A novembre ha detto - faremo una grande
conferenza cittadina sul Piano Regolatore Generale, su cui interverremo in modo
sostanziale ". E, a scanso di equivoci, il sindaco è stato ancora più
chiaro: "Il Prg sarà sottoposto a variante, perchè l'urbanistica in questa
città non sia a servizio di interessi privatistici ma a quelli dei
cittadini". E la modifica è già stata individuata: "Approveremo una
memoria di giunta prima dell'estate per individuare le aree da destinare alle
case popolari. Questa sarà la prima e sicura variante che faremo. Coinvolgeremo
università ed esperti in un dialogo alto: nessuno si illuda perchè porteremo
avanti il processo di revisione del Prg". Gli altri aspetti su cui
intervenire, secondo il Pdl della capitale, sono le centralità, la mobilità
legata ai nuovi insediamenti urbani, la demolizione e ricostruzione delle
periferie. Mentre sono in bilico le varianti sulla
Bufalotta e sui grattacieli ex Alitalia. Ieri, intanto, sono state ratificate le osservazioni al Piano
paesistico territoriale regionale, dopo le proteste di Italia Nostra (che aveva
chiesto ai consiglieri di non votarlo, per "non favorire le modifiche
proposte da privati proprietari di alcune areee"): "è un atto
dovuto", ha commentato Alemanno. Ma è sul bilancio del Comune di
Roma che il livello di polemica non accenna ad abbassarsi. Secondo le
anticipazioni di un quotidiano, infatti, nella relazione chiesta dal sindaco ad
una società milanese non ci sarebbe un "allarme derivati". E l'ex
assessore al Bilancio Marco Causi aveva commentato: "Spero che il
Campidoglio possa velocemente rendere pubblico e ufficiale questo rapporto che
sgombra il campo da uno dei principali argomenti utilizzati negli ultimi tre
mesi per mettere in cattiva luce la precedente gestione del Comune di Roma".
Ma in serata, era stato lo stesso Alemanno a replicare: "Nessuna
conclusione ottimistica. I derivati sono sono un aspetto di criticità: nel
bilancio c'è uno squilibrio strutturale di un miliardo". E il senatore
Andrea Augello ha aggiunto: "Credo che troveremo dati contrastanti, con
vantaggi immediati e costi impliciti più vantaggiosi per le banche".
Ernesto Menicucci Conti Ezio Castiglione e, a destra, l'ex assessore Marco
Causi.
( da "Tempo,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Mentre il salvataggio di ... Filippo Caleri
f.caleri@iltempo.it Mentre il salvataggio di Alitalia resta ancora in stallo in
attesa del piano di rilancio elaborato da Intesa SanPaolo i competitor
internazionali non restano a guardare. Così l'aviazione civile internazionale
potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi un nuovo colosso: le compagnie aeree
British Airways e Iberia, due tra le maggiori al mondo, hanno annunciato
ieri di aver avviato discussioni per una fusione. E dai due cda è già arrivato
il via libera. I due vettori manterrebbero il loro nome e logo, pur confluendo in
un unico gruppo, che sarebbe quotato in borsa a Londra e Madrid. La fusione
dovrebbe prevedere uno scambio azionario fra le due società. Lo schema
dell'operazione vedrà una società veicolo di nuova costituzione acquisire le
due compagnie simultaneamente. I consigli di amministrazione hanno unanimemente
espresso parere favorevole all'unione. Che per essere formalizzata dev'essere
approvata dagli azionisti. Iberia ha spiegato in un comunicato di non voler
aumentare la sua partecipazione in British oltre la quota del 9,9% detenuta fra
azioni (2,99%) e strumenti derivati (6,99%) acquistata nei mesi di maggio e
giugno scorsi allo scopo di realizzare "una simmetria" con la
partecipazione detenuta da British nella compagnia spagnola. I derivati finanziari
dovrebbero essere sostituiti "al momento opportuno" con
l'acquisizione di azioni British. Secondo l'amministratore delegato di BA,
Willie Walsh, la fusione aiuterebbe le due aerolinee nell'attuale delicata
congiuntura economica, segnata in particolare dagli alti prezzi del carburante.
La notizia ha fatto salire rapidamente il prezzo delle azioni di Ba e Iberia
nelle borse di Londra e Madrid. "Il panorama dell'aviazione sta cambiando
e la fusione delle aerolinee è qualcosa che avrebbe dovuto già succedere da
tempo", ha affermato Walsh. Per l'a.d. di Iberia, Fernando Conte,
"una fusione sarebbe una buona notizia per i nostri clienti". Lo
scorso anno British considerò un tentativo di acquisizione di Iberia con il
fondo di investimenti americano Tpg, ma poi rinunciò all'operazione. Nel 1999,
BA acquistò il 9% di Iberia, e di recente ha aumentato la sua partecipazione al
13,2%.
( da "Messaggero,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
30 Luglio 2008 Chiudi di ROSARIO
DIMITO e UMBERTO MANCINI ROMA - Il piano di Intesa Sanpaolo plana, con qualche giorno di ritardo, sul tavolo del consiglio di Alitalia. Oggi pomeriggio attorno alle
16 dovrebbe riunirsi il cda presieduto da Aristide Police e Gaetano Miccichè,
secondo quanto risulta a Il Messaggero, dovrebbe illustrare le linee-guida del
progetto messo a punto dalla banca, advisor della compagnia. Quasi
certamente comunque, il board prenderà atto del documento riservandosi una
valutazione approfondita. Quindi sarebbe escluso che l'organo della Magliana
accetti il piano, lo faccia suo e prenda le decisioni conseguenti. Il
presidente di Alitalia dovrebbe aver risposto a Intesa
che martedì 22 luglio gli aveva scritto, comunicandogli di aver definito lo
schema di massima del piano: "Siamo a vostra disposizione per
illustrarvelo". Miccichè, che ha firmato la missiva, contava di avere il
segnale di ritorno per il cda della Magliana di sabato scorso. Che si è
regolarmente tenuto ma senza che Intesa avesse la possibilità di presentare le
risultanze del proprio lavoro. Nell'attuale configurazione, avrebbe messo nero
su bianco il banchiere, non ci sono investitori interessati. Ma c'è la
possibilità, continuava Miccichè, di aggregare capitali freschi sulla base di
un piano industriale che preveda un perimetro diverso. In pratica il rilancio
della compagnia potrà avvenire solo con un "progetto caratterizzato da una
forte discontinuità", come si legge a pag. 17 del piano rivelato da Il
Messaggero del 25 luglio. Police in una lettera precedente inviata a Miccichè
gli aveva ricordato che il mandato a Intesa è stato dato in continuità
aziendale. Il piano prevede una nuova Alitalia che
nascerebbe da uno spezzatino reso possibile da uno strumento normativo ad hoc
tipo legge Marzano riveduta. Al timone andrebbe Rocco Sabelli. Una newco di
investitori - una decina in tutto - ai quali il piano sarebbe stato illustrato
da Miccichè - dovrebbe capitalizzarla con 500-700 milioni. La newco
acquisterebbe, grazie allo strumento legislativo parte di Alitalia
- immobili, diritti, slot, marchio, magazzino e una parte di dipendenti - e
riceverebbe con un conferimento più o meno le stesse attività di Air One. La
parte restante dell'attuale compagnia, invece, verrebbe liquidata. Ma un piano
così impostato, per Police non sarebbe accettabile in quanto disegna un
percorso non previsto dal mandato affidato all'advisor che fa riferimento a
soluzioni in continuità aziendale. Tra l'altro il bilancio 2007 approvato a
maggio scorso dal cda e il decreto di trasformazione in patrimonio del prestito
ponte da 300 milioni del governo assicurano una prospettiva di sopravvivenza di
12 mesi. Ecco perchè il presidente di Alitalia avrebbe
chiesto al governo una "liberatoria" a favore del cda, del collegio
sindacale e dei revisori che sollevi questi organi da eventuali responsabilità
civili e penali in caso di dissesto della compagnia. Ma l'esecutivo pur
disponibile, non avrebbe ancora aperto questo "paracadute", nel senso
che non sarebbe stata varata la leggina salva consiglieri di Alitalia.
Proprio ieri sera Silvio Berlusconi è tornato a parlare della compagnia di
bandiera nel corso di una cena con i senatori Pdl. "I soggetti che
investono ha detto il presidente del Consiglio secondo quanto è stato riferito
ci sono. E' chiaro che non tutti i dipendenti potranno rimanere, qualcuno dovrà
restare a casa". Il vertice di venerdì scorso di Corrado Passera con
Silvio Berlusconi, Gianni Letta, Giulio Tremonti potrebbe aver influito sulla
decisione del cda di Alitalia di prendere visione oggi
del piano. In quel vertice, tenutosi a palazzo Grazioli, sarebbe stato
concordato di concedere a Intesa un mese in più di tempo. Il mandato scadrà il
10 agosto. E tra le ipotesi concrete vagliate ci sarebbe anche quella di
allargarne l'oggetto: individuazione di qualunque soluzione alternativa, visto
che non ci sono soggetti industriali e finanziari interessati a partecipare al
rilancio di questa Alitalia. Sulla decisione di Police
di prendere visione del piano potrebbe esserci anche la considerazione che a
breve il cda dovrà approvare la semestrale ed è difficile prescindere da
considerazioni sulla prospettiva della società.
( da "Messaggero,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
30 Luglio 2008 Chiudi di EMMA
BONINO NELLA sua intervista al Messaggero (27/7) anche Chicco Testa si appiglia
all'argomento che "ne ammazza più il traffico delle centrali" per
minimizzare gli incidenti a catena delle ultime settimane negli impianti
nucleari d'Oltralpe. Personalmente, mi limito a dire che questi segnali di
porosità del parco nucleare francese, di gran lunga il più importante d'Europa,
costituiscono una spia del fatto che convivere con 59 centrali nucleari non è,
e non sarà, cosa semplice per la Francia. Per questo, banalizzare il tema della
sicurezza penso sia un errore ma penso anche che il dibattito debba svilupparsi
senza l'eterno confronto su questa questione, importante ma non necessariamente
dirimente, e che invece debba concentrarsi su tempi-costi-benefici, sulle
scelte economiche e industriali, sull'evoluzione della ricerca e delle
tecnologie in campo energetico, ecc... aspetti questi che stentano ad entrare
nel vivo del dibattito. Un paio di settimane fa, con gli altri parlamentari
radicali e gli "Amici della Terra", ho voluto organizzare
un'iniziativa pubblica alla quale peraltro Chicco Testa ha partecipato
difendendo le sue convinzioni sul ritorno al nucleare deciso dal governo. In
quell'occasione, ci siamo chiesti se il nucleare, dopo vent'anni di stasi a
livello nazionale e un'evoluzione mondiale non proprio spumeggiante, convenisse
economicamente al nostro Paese e risolvesse i nostri problemi di dipendenza
energetica. Non ho ricevuto, e continuo a non ricevere, risposte convincenti da
parte dei sostenitori del nucleare. Il premier Berlusconi e il ministro Scajola
ci dicono che investire 30 miliardi di euro dei privati si badi bene per
garantirci il ritorno "alla grande" all'atomo sia l'unica strada per
ridurre la nostra dipendenza dal petrolio. Peccato che questa affermazione non
è solo demagogica ma è falsa. Basti pensare al fatto che il petrolio serve in
grandissima parte al settore dei trasporti. Forse Berlusconi ed il governo
hanno in mente una rivoluzione nel nostro sistema dei trasporti (ben venga!)
perché auto, navi e aerei che vadano a corrente elettrica ancora non ne ho
visti. Infatti, se si parte dal presupposto che il governo punta, all'orizzonte
2020-2030, di coprire con il nucleare il 25% della nostra produzione elettrica,
va tenuto conto che quest'ultima rappresenta solo il 18% del nostro fabbisogno
energetico complessivo. E allora mi domando davvero di cosa stiamo parlando.
Insomma, la rivoluzione copernicana annunciataci corrisponderebbe, in
definitiva, soltanto al 4,7% del consumo nazionale! Una percentuale
raggiungibile in altri modi, puntando per esempio sulle energie alternative e
sull'efficienza energetica, che certamente non hanno bisogno di 30 miliardi
d'investimento privato, una cifra davvero esorbitante per un Paese che ha
difficoltà a creare una "cordatina" d'imprenditori
che mettano insieme 700 milioni per l'Alitalia. Il "treno nucleare", per quanto ci riguarda, è
passato più di vent'anni fa, quali che fossero le ragioni alla base di questa
scelta. Cercare di riagganciarlo oggi rischia di essere, oltre che velleitario,
antieconomico e sostanzialmente inutile per risolvere i nostri problemi di
indipendenza energetica. Ma è su questo aspetto cruciale che il governo
ci deve delle spiegazioni perché sul tema della sicurezza, per l'ampiezza con
il quale è trattato, penso che alla fine ognuno potrà farsi la sua opinione.
( da "Messaggero,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
30 Luglio 2008
Chiudi Oggi il Consiglio della compagnia dovrebbe avviare una prima
valutazione. Berlusconi: "Ci sono gli investitori. Necessari tagli al
personale" Alitalia, Police convoca il Cda per il
piano Intesa Miccichè illustrerà le linee del progetto che prevede il rilancio
mediante lo "spezzatino".
( da "Quotidiano.net"
del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier ha illustrato il piano
per la compagnia di bandiera durante la cena con i senatori del Pdl. "I soldi
ci sono, ma non si potranno tenere tutti i dipendenti. I sindacati non mettano
i bastoni tra le ruote"
"
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Berlusconi: "Ci saranno 5mila esuberi I sindacati non si oppongano al
piano" Il premier ha illustrato il piano per la compagnia di bandiera
durante la cena con i senatori del Pdl. "I soldi ci sono, ma non si
potranno tenere tutti i dipendenti. I sindacati non mettano i bastoni
tra le ruote" Roma, 30 luglio 2008 - Cinquemila esuberi, novanta nuovi
aerei in arrivo, ripristino delle più importanti rotte internazionali. Secondo
quanto apprende l'Agi Silvio Berlusconi ai senatori del Pdl riuniti a cena ieri
sera ha illustrato il nuovo piano dell'Alitalia. Punto
per punto. "I cinquemila esuberi - ha rivelato il premier secondo quanto
viene riferito da alcuni partecipanti - verranno attutiti da alcune misure. Ci
saranno degli scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre misure di ammortizzatori
sociali saranno accompagnate da altre soluzioni". Però - ha aggiunto il
presidente del Consiglio - i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le
ruote, "altrimenti salta tutto". Berlusconi ha ricordato che nella
trattativa con Air France "erano state poste delle condizioni
inaccettabili", e comunque - ha reso noto - "ho parlato con il
ministro dei Trasporti francesi. Ci saranno varie sinergie con Parigi". Il
premier non ha indicato quali saranno queste sinergie, "nessuno accordo
organico", si è limitato a dire presupponendo delle intese per quanto
riguardo il piano delle rotte internazionali. Dunque il Cavaliere si è detto
assolutamente ottimista per il salvataggio della compagnia di bandiera.
"C'è - ha affermato entusiasta - il piano, c'è la soluzione, ci sono i
soldi, tanto che ho dovuto dire molti no. Certo - ha ribadito secondo quanto
riportano le stesse fonti - non si potranno tenere tutti i dipendenti, si
cercherà un modo indolore per salavaguardare il maggior numero di persone, ma è
chiaro - ha concluso - che questa è l'unica operazione che si può fare". A
chi si dovrebbe vendere Alitalia? Segnala ad un amico
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serva a voltare pagina. E che poi riesca [...] Federer sopravvive09:46:18 -
@riccardo..non cadiamo nell'autocommiserazione...[...] Nadal ha vinto più
Masters di Sampras09:41:16 - Vorrei andare li scuoterlo e dirgli "ehi!ma
che ti è successo?o cosa ti sta succedendo?" ormai si fa[...] Federer
sopravvive09:28:12 - Forse la chiave di lettura dei problemi attuali di Roger
sta proprio nella conclusione di questo art[...] Federer sopravvive08:56:02 -
Premetto... sono di parte, ma credo che il modo con cui Roger ha passato questo
primo turno, conside[...] Federer sopravvive00:51:35 - Ho reiniziato a seguire
il tennis con Federer, ho visto molti dei suoi incontri negli ultimi anni
(e[...] Nadal ha vinto più Masters di Sampras00:50:55 - Federer negli ultimi
slam si è retto sulla capacità di concentrazione (principalmente), sul
servizio[...] Nadal ha vinto più Masters di Sampras Ascolta i due brani,
secondo te Jovanotti ha copiato?Dorita Senuca è la miss che preferisci?A te
cosa manca della tua infanzia?E tu da quanto tempo non fai sesso?Benedetta
Iacchia è la miss che preferisci?Tradimento, perdoneresti un partner
infedele?Adozioni anche a single e coppie di fatto, sei d'accordo?Spot con il
gestaccio di Bossi: Ryanair dovrebbe chiedere scusa?City tax a Venezia, sei
d'accordo?Lucia Palpacelli è la miss che preferisci?La nuova TrenkwalderGiulia
Righetti è la miss che preferisci?Immigrazione, stato d'emergenza nazionale.
Era davvero necessario?Mangeresti una bistecca proveniente da animali clonati?Hollywood
paga più gli attori delle attrici, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Quante
sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al
nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni,
ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio
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( da "Opinione,
L'" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 30 Lug 2008 Edizione
159 del 30-07-2008 LE DUE COMPAGNIE HANNO ANNUNCIATO TRATTATIVE PER LA FUSIONE British
Airways e Iberia unite in pista al decollo di Maria Laura Zuccheri Mentre si
cercano di definire i contorni dell'operazione di
salvataggio di Alitalia (e
AirOne), un colosso dell'aviazione civile internazionale (la terza compagnia
aerea al mondo per giro d'affari, oltre 16,5 miliardi di euro) potrebbe vedere
la luce nei prossimi mesi: le compagnie aeree British Airways e Iberia, due tra
le maggiori al mondo, hanno annunciato di aver avviato discussioni per una
fusione. Dai due cda è già venuto il via libera. Secondo quanto hanno
comunicato ognuna delle due aerolinee manterrebbe proprio nome e logo, pur
confluendo in un unico gruppo. Ne sortirebbero due compagnie distinte, ciascuna
col suo brand, controllate da una unica holding, con un management espresso da
entrambe, e quotata a Madrid e a Londra, dove entrerà direttamente nel Ftse100.
Queste sarebbero le linee guida del piano di fusione tra British Airways e
Iberia. Il vettore britannico, ha spiegato l'ad del gruppo spagnolo, Fernando
Conte, avrà una partecipazione maggiore nella holding di controllo. La fusione
dovrebbe prevedere uno scambio azionario fra le due società. Lo schema
dell'operazione vedrà una società veicolo di nuova costituzione acquisire le
due compagnie simultaneamente. I consigli di amministrazione di entrambe le
compagnie, da dieci anni già partner nella OneWorld Alliance, hanno
unanimemente espresso parere favorevole all'unione, che però dev'essere
approvata dagli azionisti. Iberia ha spiegato in un comunicato di non voler
aumentare la sua partecipazione in British oltre la quota del 9,9% detenuta fra
azioni (2,99%) e strumenti derivati (6,99%) acquistata nei mesi di maggio e
giugno scorsi allo scopo di realizzare "una simmetria" con la
partecipazione detenuta da British nella compagnia spagnola. I derivati
finanziari dovrebbero essere sostituiti "al momento opportuno" con
l'acquisizione di azioni British. Secondo l'amministratore delegato di Ba,
Willie Walsh, la fusione aiuterebbe le due aerolinee nell'attuale delicata congiuntura
economica, segnata in particolare dagli alti prezzi del carburante. Entrambe le
aziende sottolineano però che ci vorranno diversi mesi per finalizzare
l'accordo sulla fusione. La notizia ha fatto salire rapidamente il prezzo delle
azioni di Ba e Iberia nelle borse di Londra e Madrid. "Il panorama
dell'aviazione sta cambiando e la fusione delle aerolinee è qualcosa che
avrebbe dovuto già succedere da tempo", ha affermato Walsh. Per
l'amministratore delegato di Iberia, Fernando Conte, "una fusione sarebbe
una buona notizia per i nostri clienti". Lo scorso anno British considerò
un tentativo di acquisizione di Iberia con il fondo di investimenti americano
Tpg (lo stesso che era interessato a Alitalia, nela
prima fase), ma poi rinunciò all'operazione. Nel 1999, Ba acquistò il 9% di
Iberia, e di recente ha aumentato la sua partecipazione al 13,2%. Tuttavia il
2008 è stato un anno particolarmente difficile per British: oltre al problema
comune dei carburanti costosi, i piloti sono stati a lungo in agitazione per il
possibile lancio di una sussidiaria, e l'apertura del Terminal 5 di Heathrow,
nuova base della compagnia, è stata un disastro, con passeggeri bloccati,
centinaia di voli cancellati, e migliaia di bagagli persi che sono poi stati
re-instradati proprio dall'aeroporto di Malpensa.
( da "Voce
d'Italia, La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Presentato
ai senatori Pdl il nuovo piano Alitalia Alitalia,
Berlusconi ammette esuberi In programma "varie sinergie con Parigi"
Roma, 30 lug - Berlusconi ieri sera ha illustrato ai senatori del Pdl riuniti a
cena , presso Casina Aurora Pallavicini, il nuovo piano dell'Alitalia. Il presidente ha confermato la
disponibilità dei soldi, ma ammette l'inclusione nel progetto di 5000 esuberi.
Questi ultimi verranno attutiti da alcune misure. Berlusconi prevede degli
scivoli, dei prepensionamenti. Inoltre "misure di ammortizzatori sociali
saranno accompagnate da altre soluzioni". Secondo il leader del Pdl è
stato trovato un accordo con il ministro dei Trasporti francesi per quanto
riguardo il piano delle rotte internazionali. Si preannunciano “varie sinergie
con Parigi" che rendono il Presidente del consiglio ancora più fiducioso
sul salvataggio dela compagnia di bandiera. Valeria Giangravè.
( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici, mi trovo in vacanza in
una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a
collegarmi (ora lo sto facendo stando seduto sui gradini della splendida
cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è
possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a
tutti e vi do appuntamento al 12 agosto, quando sarò di ritorno! Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 25Jul 08 Quel "vivo desiderio" di felicità Cari
amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con
queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una
volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la
mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri
non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e
attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo,
provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della
terra. E a me stesso davo la risposta: "Sei destinato ad essere assunto principe
nel regno che governa il cielo". Scritto in Varie Commenti ( 252 ) "
(3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jul
08 Sono tornato. Nuove regole per il blog Cari amici, ieri sera alle 23 il
Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è atterrano
all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore (anche
durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere). Poco
dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per il
lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi invitavano
a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
impossibilitato a fare alcunché durante un intero giorno di volo. Ho letto
tutti i commenti, e ci sono rimasto piuttosto male per la piega che hanno
preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
intendo più lasciare spazio agli "off topic": il blog "Sacri
Palazzi" non è una pubblica arena dove mettere in piazza scontri o
risolvere beghe private o partire per la tangente montando polemiche. Vi chiedo
dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più
possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni
rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più
radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze.
Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (14 votes, average: 3.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 20Jul 08 La veglia di Randwick, la messa finale Cari amici, ieri sera (in
Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia,
all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che
attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai
sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno
dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi
sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg.
Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca
visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire
all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata
amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò
distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average:
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( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici, mi trovo in vacanza in
una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a
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cattedrale gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è
possibile intervenire o sbloccare i commenti in moderazione. Chiedo scusa a
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amici, da domani sono in vacanza. Vi auguro di trascorrere una buona estate con
queste parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una
volta camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la
mia mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri
non erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
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provavo un vivo desiderio d'una felicità non legata al misero fango della
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alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è
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(anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere).
Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per
il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi
invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
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dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più
possibile di non svicolare. Vi chiedo inoltre di usare SEMPRE espressioni
rispettose nei confronti di tutti. E' possibile dissentire nella maniera più
radicale senza offendere colui o colei dalla quale si prendono le distanze.
Fino ad oggi sono stato troppo tollerante. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
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Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia,
all'ippodromo di Randwick. Abbiamo girato tra i ragazzi accampati che
attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai
sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno
dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi
sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg.
Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca
visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire
all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata
amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò
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( da "Giornale.it,
Il" del 30-07-2008)
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Cari amici, mi trovo in vacanza in
una zona della Spagna dove c'è una copertura scarsissima di rete e non riesco a
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gotica di Girona, che ho appena visitato): per questo non mi è possibile
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parole scritte da Giovanni Battista Montini a diciassette anni: Una volta
camminando di sera guardavo le stelle del firmamento e procuravo che la mia
mente fosse compresa dell'immensità del creato; capivo che tutti gli astri non
erano che pulviscoli giranti rispetto all'immensità dell spazio, pure il
pensiero d'essere confinato in questo mondo, per l'uomo così vasto, ma, in
relazione cogli astri e collo spazio, vero atomo al microscopio, e il vedere al
di sopra di me migliaia di mondi ignoti, rappresentanti per me bellezze e
attrattive fantastiche e grandemente superiori a tutto ciò ch'è nel mondo,
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alle 23 il Jumbo della Qantas con il Papa, il seguito e noi giornalisti è
atterrano all'aeroporto di Ciampino: siamo stati chiusi in aereo per 22 ore
(anche durante lo scalo tecnico a Darwin non ci è stato permesso di scendere).
Poco dopo la partenza, Benedetto XVI è venuto a salutarci e a ringraziarci per
il lavoro che abbiamo svolto. Volevo dire innanzitutto a quanti che mi
invitavano a moderare certi scontri delle ultime ore, che ovviamente sono stato
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preso, le espressioni usate, etc. Vi comunico quindi che d'ora in avanti non
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dunque di intervenire rimanendo sull'argomento proposto e di cercare il più
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Italia era sabato pomeriggio), con Luigi Accattoli sono andato alla veglia,
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attendevano Benedetto XVI. Mi hanno colpito le file di giovani davanti ai
sacerdoti per le confessioni, e la presenza di famiglie con bambini. Hanno
dormito nei sacchi a pelo, sotto le tende o ripari di fortuna. Ora - da voi
sono le tre di notte - il Papa sta celebrando la messa conclusiva della Gmg.
Nell'omelia ha detto: "Rafforzata dallo Spirito e attingendo a una ricca
visione di fede, una nuova generazione di cristiani è chiamata a contribuire
all'edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata
amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò
distrutta". Scritto in Varie Commenti ( 248 ) " (13 votes, average:
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( da "Voce
d'Italia, La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Soluzioni da camera
e cucina" Alitalia, Veltroni: "Il governo
mettera' mano alle tasche degli italiani" Oggi pomeriggio si riunisce il cda
della compagnia. Critico il segretario del Pd per i 5000 esuberi previsti nel
piano di rilancio Roma, 30 lug. - Torna a riunirsi questo pomeriggio il cda
dell'Alitalia, dopo l'incontro di sabato scorso:
segreto l'ordine del giorno. Intanto, dopo le dichiarazioni del premier Silvio
Berlusconi che ha confermato il rischio di migliaia di esuberi, è scontro con
il leader del Partito Democratico Walter Veltroni. "Su Alitalia
tutto procede bene. Siamo fiduciosi, i soldi ci sono e l'ho sempre detto che
c'erano" ha dichiarato ieri sera il presidente dl Consiglio, tuttavia non
escludendo il rischio di qualche migliaio di esuberi nell'ambito del piano di
rilancio, sia pure con il ricorso agli ammortizzatori sociali. Secondo il
leader del Pd, Walter Veltroni, il governo punta a
risolvere la situazione di Alitalia mettendo le mani nelle tasche degli italiani. "Ieri
Berlusconi in una cena ha comunicato che vi sono 5.000 esuberi e che una parte
dell'assetto della nuova Alitalia sarà prodotto dalla partecipazione di soggetti privati e una
parte dalla formazione di una bad company dove si mettono le voci negative del
bilancio. In altre parole, in questo caso, i contribuenti si troveranno
le tasche occupate dal governo. Una cosa che non sarebbe accaduta se si fosse
scelta la strada di Air France". Veltroni critica la soluzione indicata
dal premier: "Soluzioni da camera e cucina" che costringeranno il
governo a bussare nuovamente alla porta dei contribuenti mentre “c'è bisogno di
soluzioni elevate, di alleanze con un impatto sociale il più basso
possibile".
( da "Stampa,
La" del 30-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Un dialogo sulle riforme e dietro a
lui si sono accodati disciplinatamente Fini e Schifani. Tutti sono d'accordo
che quest'esigenza corrisponda agli interessi del Paese. Ma forse ha ragione lo
stesso Capo dello Stato quando sostiene che se non si sostanzia, il dibattito
su chi vuole il dialogo e chi no rischia di trasformarsi in "una
stucchevole disputa". Ecco perché al di là delle parole sarebbe necessario
sviluppare una seria analisi della realtà per evitare ulteriori illusioni e
conseguenti delusioni. Gli appelli, senza seguito, lasciano il tempo che
trovano. I dati della situazione, infatti, danno l'impressione che un'occasione
sia stata perduta e che le prossime non si sa quando si presenteranno. I tempi
in questi processi contano. Eccome. La decisione di Silvio Berlusconi di andare
avanti su alcuni provvedimenti sulla giustizia (ultimo il Lodo Alfano) e il
rifiuto di Walter Veltroni, condizionato da Di Pietro e dai girotondi, di
accettare la sfida sul delicato rapporto tra politica e magistratura, magari
rilanciando come ha fatto Massimo D'Alema l'immunità parlamentare (e aprendo
una contraddizione nella maggioranza dove Lega e An sarebbero state
assolutamente contrarie), hanno fatto perdere un treno che non ripasserà molto
presto. Tutti sperano nella pausa di riflessione delle vacanze estive, ma non
ci vuole molto a capire che il ritorno pre-autunnale sarà più complesso di
questa convulsa mezza estate. Veltroni, infatti, sarà ancora più condizionato
di quanto non lo sia stato finora. Intanto dovrà presidiare con maggiore
attenzione il suo elettorato di sinistra che sarà corteggiato non solo da Di
Pietro ma anche da una Rifondazione ancora più radicale, quella targata Paolo
Ferrero. C'è chi è convinto che la sconfitta di Niki Vendola abbia aiutato il
Walter nazionale sgombrando il campo dalla politica dalemiana che puntava ad un
recupero dei neo-comunisti. Questo può anche essere vero sul piano dei rapporti
interni, ma per non rischiare di perdere il consenso dell'area più
intransigente del Pd che potrebbe emigrare verso altri lidi, Veltroni non potrà
permettersi di dialogare con il Cavaliere. Tantopiù se l'autunno dovesse
diventare caldo come auspica il vertice del Pd e il governo (sarebbe
fisiologico) dovesse perdere qualche punto nell'indice di popolarità. Come
potrebbe Veltroni scendere in piazza contro Berlusconi con una manifestazione
nazionale convocata per ottobre e, nel contempo, aprire un confronto
ravvicinato con il Cavaliere sulla riforma della giustizia? Magari l'avrebbe
potuto fare prima dell'estate, ma in autunno l'ipotesi per il leader del Pd
sarà assai più impraticabile. Anche perché - dato di non poco conto - la
ripresa autunnale sarà già condizionata dalle elezioni europee della prossima
primavera nelle quali Veltroni si giocherà il posto. Non è finita. Alla ripresa
dei lavori parlamentari - a differenza di quanto pensano in molti - il
confronto sulla giustizia sarà ancora più incandescente di quello dell'ultimo
mese. Se il lodo Alfano, che pure ha suscitato tante polemiche, è stato nella
mente del Cavaliere un provvedimento di legittima difesa, la riforma della
giustizia con la separazione delle carriere, la riforma del Csm e quant'altro,
andranno ad aggredire poteri e privilegi consolidati dei magistrati. È, quindi,
molto probabile che le reazioni saranno ancora più dure. È vero che dentro il
Pd c'è chi - specie l'area dalemiana - è d'accordo su un intervento deciso in
questo settore, ma un'operazione del genere, inutile nasconderselo, non è
proprio nelle corde di Veltroni. Ecco perché se nel "dialogo" si può
sempre sperare, c'è da chiedersi perché quello che non è avvenuto fino ad ieri
dovrebbe accadere domani in condizioni più difficili. "Questi discorsi sul
dialogo - osserva il capogruppo della Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto -
sono poco più di una masturbazione". Appunto, passati gli appelli,
Berlusconi continuerà a puntare su quello che chiama "governo
del fare": dopo i rifiuti a Napoli verrà il turno dell'Alitalia, della riforma della giustizia
e del federalismo fiscale. Mentre Veltroni, barcamenandosi tra l'esigenza di
non perdere voti a sinistra e quella di non essere sfrattato dal vertice del Pd
dopo le europee, sarà bloccato ancora sulla domanda: "Cosa debbo fare?".