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T ARTICOLI DEL 29 e 30 aprile 2008
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Articoli
Alitalia 2 (135)
Lufthansa-Sea alleanza strategica per Malpensa Sei
aerei e nuove rotte a partire dal 2009 L'accordo potrebbe anche estendersi
( da "Unita,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: abbandono di Alitalia. L'accordo con Lufthansa è "sicuramente importante per Malpensa, non necessariamente per Alitalia", commenta il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. "Per quanto riguarda Alitalia - aggiunge - bisognerà che il nuovo governo rapidamente ci convochi per avere il confronto sulla linea sulla quale si vuole muovere.
L'operazione
mira a colmare il vuoto lasciato da Alitalia dopo il trasferimento dei voli a
Fiumicino ( da "Unita, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del L'operazione mira a colmare il vuoto lasciato da Alitalia dopo il trasferimento dei voli a Fiumicino.
Senza
piangerìa ( da "Unita, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Salvatore ideale per Alitalia. Renato Farina, alias Betulla, 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar, espulso persino dall'Ordine perché faceva la spia per il Sismi, è onorevole. Restava giusto Saccà, cioè l'esecutore materiale dell'editto bulgaro. Cioè l'uomo sorpreso coi pantaloni in mano l'estate scorsa mentre chiamava il padrone per denunciare il tradimento di Lega e An,
Malpensa,
accordo con la lufthansa aumenterà il traffico aereo - ettore livini alle
pagine 14 e 15 ( da "Repubblica, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Ma non ci interessa Alitalia" Malpensa, accordo con la Lufthansa aumenterà il traffico aereo ETTORE LIVINI ALLE PAGINE 14 E 15 SEGUE A PAGINA 14.
Lufthansa
punta su malpensa potrebbe diventare il suo quarto hub - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Lufthansa punta su Malpensa potrebbe diventare il suo quarto hub "Ma Alitalia non ci interessa". Sea: ricorso confermato Nell'intesa entreranno anche Singapore, United Airlines e (forse) Air One per creare una rete di rotte intercontinentali ETTORE LIVINI MILANO - La Sea prova a riempire con Lufthansa il vuoto (-31% i passeggeri ad aprile) lasciato da Alitalia alla Malpensa.
Cassa
depositi e prestiti frena la cordata italiana resta in salita
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La cordata tricolore per Alitalia continua la sua faticosa campagna acquisti. Il prestito ponte da 300 milioni di euro (Ue permettendo) ha regalato tre mesi di vita in più alla compagnia ma la situazione ? esaminata ieri in un summit ad Arcore tra Silvio Berlusconi e il suo uomo di fiducia in questa partita Bruno Ermolli ?
A
malpensa atterra la lufthansa ( da "Repubblica, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il rilancio di Malpensa potrebbe avvenire così in tempi più rapidi del previsto, meno di due anni, dice la Sea, malgrado l'abbandono di Alitalia. L'azienda nel frattempo chiude l'ultimo bilancio dell'era Alitalia e stacca al Comune un dividendo di 25 milioni, che prosciuga le casse della società. STEFANO ROSSI A PAGINA II.
Il
dopo-alitalia è già cominciato - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è già cominciato ETTORE LIVINI Lufthansa è da ieri il candidato unico a gestire il "dopo Alitalia" della Malpensa. Il primo passo è piccolo. Sei aerei posizionati a Milano a partire dalla stagione 2009. Ma gli obiettivi dell'accordo preliminare (valido 12 mesi e prorogabile per altri sei prima della formalizzazione)
Lufthansa
sceglie malpensa e prenota il dopo-alitalia - stefano rossi
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Il Comune preleva 25 milioni di cedole e prosciuga la Sea Grazie al patto lo scalo può guardare con fiducia al proprio futuro Alitalia confermi gli slot invernali, non li ceda come ha fatto con quelli estivi L'accordo è un'ottima notizia, ora bisogna liberalizzare le rotte Faremo squadra con i tedeschi per lo sviluppo di un nuovo grande hub STEFANO ROSSI L'
Dodici
mesi per l'alleanza stellare - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la delicatissima partita per il futuro di Alitalia. I nodi tecnici. Il memorandum of understanding tra Sea e Lufthansa è già piuttosto dettagliato sul futuro dell'intesa. Gli incontri dei prossimi mesi serviranno però a mettere a punto alcuni passaggi chiave. Malpensa, se tutto andrà come sperano i vertici del gruppo, verrà ridisegnata per venire incontro alle esigenze tedesche.
Ed
ora Malpensa riparte da Lufthansa
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno creduto di potere salvare Alitalia abbandonandola a favore di Fiumicino. Mentre Alitalia ha bisogno di un prestito ponte di 300 milioni solo per sopravvivere qualche altro mese - che ai contribuenti del nord non piace affatto - Sea ha chiuso ancora il bilancio in attivo e si sta attrezzando per superare la crisi.
Sea
firma l'accordo con Lufthansa: <Malpensa torna al centro d'Europa>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: restiamo convinti che ci siano tutte le prerogative affinché l'evoluzione della vendita di Alitalia possa prevedere il ritorno di una nuova Alitalia come hub carrier di Malpensa" e, quindi, "è importante la conferm degli slot che Alitalia ha in pancia per la prossima stagione invernale". E soddisfazione esprime pure Davide Boni - "Malpensa rialza la testa.
Bonomi:
<Nessuna retromarcia sulla richiesta di risarcimento>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: flussi di cassa generati da Alitalia come hub carrier e Malpensa come scalo point-to-point. Ma Letizia Moratti, sindaco di Milano, fa sapere che il ritiro del ricorso "dipende da quali decisioni prenderà il governo: noi continueremo a chiedere la liberalizzazione del mercato perché si stringano accordi bilaterali che consentano a Malpensa di essere connesso agli scali del mondo"
Berlusconi
esulta: <Grazie Roma, una vittoria storica>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ottimista, poi, sul nodo Alitalia: ci sono "più imprenditori del previsto che vogliono intervenire" nella cordata, "circa il 20% di richieste in più". Ma è soprattutto sul delicato fronte del governo che Berlusconi lavora per tutta la giornata, diviso tra Arcore e Roma.
Nel
Palazzo dei debuttanti arriva la <Generazione '68>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma la tessera consente comunque di avere sconti incredibili sulle tratte aeree: 60 per cento con Air One, 70 per cento con Alitalia e Meridiana. Del treno si è detto: è gratis, come la nave. Tutti i passaggi autostradali sono a carico del Senato.\ © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
<Abbiamo
più imprenditori del necessario>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sindacato dei piloti, per le scelte effettuate dall'attuale management di Alitalia. In particolare, viene contestata la riduzione della flotta di medio e lungo raggio di 37 aeromobili. Il titolo Alitalia, trattato con il consueto sistema dell'asta unica, ha segnato un prezzo in discesa dello 0,40% a quota 0,49 euro.
E
SILVIO SI SCOPRÌ MENO BIPARTISAN ( da "Stampa, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella luna di miele, Berlusconi deve produrre decisioni sull'Alitalia ("Abbiamo già ora un 20% di surplus di imprenditori che vogliono partecipare alla cordata"), sui rifiuti a Napoli ("se sarà necessario porteremo l'immondizia davanti ai magistrati che impediscono di utilizzare alcune discariche"), sul fisco.
Domenica
piegheremo la multinazionale - vittorio zucconi
( da "Repubblica,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Sembrerebbero tanti, a prima vista, ma se hanno trovato 300 milioni da buttare in Alitalia, che cosa saranno mai trenta per il Milan? Siamo tutti pronti a seguire l'invito del Berlusconi e a metterci le nostre fiche (espressione alla quale, chissà perché, preferisco l'inglese "chip").
Test
su Malpensa, la Lufthansa sposta sei piccoli jet di Air Dolomiti
( da "Manifesto,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma non siamo interessati ad Alitalia" Milano La Lufthansa fa un piccolo passo d'interesse nei confronti dell'aeroporto di Malpensa, tenendosi però alla larga da qualsiasi ipotesi di acquisire l' Alitalia. Grazie a una lettera d'intesa siglata con Sea, la società che gestisce lo scalo lombardo, a Malpensa verranno posizionati sei nuovi aeromobili dall'
Malpensa
riparte con Lufthansa ( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleanza con Lufthansa e sulla vicenda Alitalia. La causa di Sea nei confronti della compagnia di bandiera resta in piedi. "Dipenderà dalle decisioni del governo su Alitalia" taglia corto la Moratti. Ma Bonomi lascia aperto uno spiraglio: "Se ci pervenisse una proposta transattiva da Alitalia la valuteremmo con grande velocità e attenzione".
Malpensa
punta a Nord Alleanza con Lufthansa
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Hub IL DOPO ALITALIA Malpensa punta a Nord Alleanza con Lufthansa Alleanza strategica con la Lufthansa per Malpensa. La compagnia aerea tedesca metterà a disposizione 6 aerei per le rotte europee. "Ma questo è solo il primo passo" attacca il presidente Bonomi.
Accordo
con la Sea: dal prossimo anno più voli sulle rotte europee. Colonia: Non sono
escluse prossime mosse Lufthansa si rafforza su Malpensa Barrot (Ue): Difficile
dimostrare che ( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Accordo con la Sea: dal prossimo anno più voli sulle rotte europee. Colonia: "Non sono escluse prossime mosse" Lufthansa si rafforza su Malpensa Barrot (Ue): "Difficile dimostrare che il prestito Alitalia non è aiuto di Stato".
ROMA
- Silvio Berlusconi incontra Bruno Ermolli, incaricato di mettere in piedi la
cordata italiana ( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E incalzato su un interesse per Alitalia, Iozzo ha risposto secco: "No". Di Alitalia e del prestito-ponte da 300 milioni concesso dal governo ha parlato anche Susanna Agnelli. "Ci vuole davvero tanta fatica per salvarla", ha detto, "i soldi stanziati sono stati presi dalla ricerca.
ROMA
Lufthansa conquista "spazio vitale" a Malpensa. Firma un accordo di
partners ( da "Messaggero, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: addio di Alitalia allo scalo lombardo. Intanto i sindacati continuano a chiedere un confronto immediato con il governo sulle misure da adottare per il salvataggio di Alitalia e sollecitano un rapidissimo ricambio al vertice dell'aviolinea dopo la rottura della trattativa con Air France e la decisione di erogare un prestito di 300 milioni.
EoraLufthansasceglieMalpensa
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 5 milioni di euro) nonostante l'abbandono di Alitalia. Sia Lufthansa che Sea (società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa) lasciano intendere che l'arrivo dei nuovi Embraer 195 gestiti dalla controllata italiana Air Dolomiti sia solo il primo passo. L'obiettivo è una partnership ben più stretta.
Vincitori
e delusi nella Capitale del potere
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a modo suo aveva fatto outing all'inizio aprile: si è offerto per la cordata italiana per Alitalia caldeggiata da Berlusconi. C'è pure chi festeggia in silenzio. Come Cesare Pambianchi, Confcommercio Roma (e grande rivale in passato di Sergio Billè): ha sempre rivendicato neutralità. Ma- assicura chi lo conosce - sperava nel cambio della guardia.
Quanto
vale la causa aperta ( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è morta e non risorgerà neanche in forma surrogata dalle sue ceneri - è il pensiero espresso dal presidente di Sea -, quindi il protezionismo avionico perde ogni senso. Alla domanda di chi gli chiedeva se non teme colpi di coda di una politica che non sembra disposta a celebrare il funerale della "compagnia di bandiera"
Malpensa,
svolta con Lufthansa <Alleanza strategica, è solo l'inizio>
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E tutto per il timore di indispettire il potenziale acquirente di Alitalia. Ora torneremo alla carica con Berlusconi". Per quanto riguarda la causa di risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro intentata da Sea ad Alitalia, Bonomi apre uno spiraglio: "Se arrivasse una proposta transattiva da Alitalia, la valuteremmo con velocità e attenzione ".
Ci
penserà Bruxelles a spegnere il sogno autarchico di Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE POLITICA E COMPAGNIA DI BANDIERA Ci penserà Bruxelles a spegnere il sogno autarchico di Alitalia I mprevidenza, frazionismo, opportunismo: Alitalia è la parabola perfetta dei nostri mali, s'è scritto in un articolo ( Corriere, 21 marzo) che chiudeva esortando ad allacciare le cinture. Come previsto, la parabola continua. Saltiamo il riassunto delle puntate precedenti.
Nella
festa la bandiera dell'Appio ( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Forza Italia e dice che la prima cosa che farà è ricordare al neo sindaco Alemanno di mettersi subito al lavoro per le maestranze Alitalia di Fiumicino. I tassisti sono tantissimi e tra loro c'è Loreno Bittarelli, mister 3570, il capataz della rivolta anti Bersani. Per loro, questo sì che è un giorno di festa: ha perso Rutelli, ma ha perso soprattutto Veltroni, il loro vero nemico.
BANCHE
E ALITALIA ( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Confronto improprio Caro Romano, non capisco perché quando il governo appena caduto,oltre al presidente di Bankitalia, tifavano per le banche italiane nelle scalate ad altre banche nostrane, tutti si sono scandalizzati. Adesso che l'altra parte politica parteggia per una cordata nazionale per salvare la compagnia aerea di bandiera da un possibile predatore estero nessuno
<Report>:
l'Alitalia rispecchia il Paese ( da "Corriere della Sera"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso "Report": l'Alitalia rispecchia il Paese M ilena Gabanelli parlava di trasporto aereo ma è come se avesse parlato di una situazione endemica dell'Italia. Quando dice che la crisi dell'Alitalia nasce dall'ingerenza della politica e dal regime di monopolio cambia qualcosa se al posto di Alitalia scriviamo Rai?
Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Mentre il prestito ponte
( da "Tempo,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel frattempo prosegue il monitoraggio della situazione economico finanziaria di Alitalia da parte dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, che nei giorni scorsi aveva minacciato di togliere la licenza di volo ad Alitalia se l'azienda non avesse dato garanzie di certezza sulla liquidità per l'operatività.
Nucleare
più sicuro nelle centrali italiane
( da "Tempo,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo la soluzione dell'Alitalia e quella della spazzatura campana, non si potrà più perdere tempo. L'energia serve a far muovere il paese, più dell'Alitalia, e l'esaurimento dei carburanti fossili unita alla retromarcia su quelli vegetali, rischia di mettere in ginocchio il paese, prima di quanto si pensi.
Malpensa,
accordo Sea-Lufthansa. Sei nuovi aerei dall'inizio del 2009
( da "Campanile,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo è sicuramente importante - ha detto - ma per Alitalia non necessariamente. E' una intesa tra un aeroporto e una grande compagnia internazionale". L'intesa offre un po' di ossigeno al secondo scalo Milanese, dopo la decisione di Alitalia di abbandonare lo hub, costato alla Sea minori utili per trenta milioni di euro nel 2007.
Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Berlusconi
Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato
( da "Voce
d'Italia, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Potremmo prendere anche la decisione di fare acquistare Alitalia dallo Stato o dalle Ferrovie dello stato, non è una decisione, è una minaccia". Berlusconi è convinto che per Alitalia verrà trovata una soluzione definitiva per superare questo stato di emergenza, ma non vuole che venga crititcata la scelta del prestito-ponte concesso dallo Stato.
Governo,
strada spianata per Sacconi e Fazio
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Capitolo Alitalia: "Abbiamo più imprenditori di quanti ne servano e anche lo Stato potrebbe intervenire". Capitolo rifiuti: "È necessario fare in modo che i termovalorizzatori siano giudicati opere di interesse nazionale in modo che nessuno possa fermare la loro realizzazione".
"Niente
casta, siamo matricole" ( da "Stampa, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: io sono stata eletta in Puglia, il volo Alitalia costa 450 euro, come farei se non lo pagassero?". "Certo, credo ci sia un'esagerazione nei privilegi", ammette il compagno di partito Antonio Boccuzzi, ex operaio alla Thyssen a 1.800 euro al mese. "Ci sono senz'altro dei costi da abbattere, ma devo ancora capire quali".
Derive
lufthansa firma con sea ma barroso è sempre più minaccioso. e report fa luce
sugli aeroporti ( da "Riformista, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: elementi che hanno contribuito al disastro di Alitalia. Lo ha fatto domenica sera, su RaiTre, una puntata di "Report" interamente dedicata all'argomento. Nell'inchiesta di Milena Gabanelli, costi e responsabilità di gestione degli aeroporti italiani. Perché è evidente che il buco Alitalia è figlio anche di una gestione singolare, tutta italiana, dell'intero sistema aeroportuale.
Le
Figaro, i papabili e le interviste riciclate
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? Può comprarla lo Stato" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede
Proroga
Antitrust su dossier Volare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: amministrazione straordinaria da parte di Alitalia, che potrebbe determinare la costituzione di una posizione dominante sui mercati del trasporto aereo di linea di passeggeri sulle rotte Linate-Bari, Linate-Lamezia e Milano-Parigi. Lo slittamento è stato deciso anche a causa dello "stato attuale di incertezza in merito alla effettiva titolarità del complesso aziendale di Volare"
Un
alleato per Malpensa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sta cercando di colmare il vuoto lasciato da Alitalia, oramai "ex vettore di riferimento", secondo il presidente e amministratore delegato Giuseppe Bonomi, e che ha in Lufthansa un partner disposto a investire sullo scalo varesino. L'annuncio è stato dato ieri mattina, poco prima dell'assemblea degli azionisti che ha deciso di distribuire 29,6 milioni di euro su un totale di 34,
Malpensa
coi tedeschi, il resto si impicchi
( da "Opinione,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia mollerà o mollerà l'Alitalia, il risultato finale come nelle addizioni tipo "cinq e tri vot, Mariana", è che l'Italia rinegozierà i diritti di slot con gli altri paesi del mondo, degli slot che l'Alitalia "col cazzo che se li terrà a Fiumicino", come ci dice uno che la sa lunga in maniera STRETTAMENTE COONFIDENZIALE.
I
radicali e l'osso del potere ( da "Opinione, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, giustizia, sicurezza, immigrazione, liberalizzazionI? La latitanza radicale, in un'attualità politica incentrata su temi che un tempo li avrebbero visti protagonisti "naturali", va imputata solo a loro stessi. Ormai a dividere Pannella da Mastella non restano che quattro lettere: tacitati con l'osso del potere,
Bagno
di folla per "Amici" ( da "Opinione, L'"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attualità e confeziona una puntata sulla crisi Alitalia e sul sistema aeroportuale italiano. Non mancano i confronti, impietosi a dire il vero, con altri paesi europei, primi fra tutti Spagna e Francia, così come interviste a dirigenti doc e al ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi: a fine serata l'Auditel conta un ascolto di tutto rispetto, pari a una media di 3.
Se
la frequente cancellazione dei voli diventa la carta per la sopravvivenza
( da "Opinione,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel caso dell'Alitalia possiamo pensare che, se la cancellazione dei voli è più frequente, questo sia dovuto alla sua necessità di contenere i costi più di altre compagnie. E la cancellazione diventa tanto più necessaria e quindi frequente, quanto maggiore, dati gli altri costi, è il costo del carburante.
Generali:
stavolta Golia ha battuto Davide. Forse
( da "Opinione,
L'" del 29-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Questo potrebbe riguardare la crisi dell'Alitalia. Il presidente di Generali, interrogato sull'eventuale ingresso nella cordata dei privati, ha negato alcun coinvolgimento, ma non l'ha nemmeno escluso. Telecom docet. Semprecché, Jean Cyrus Spinetta ritorni alla Magliana per sedersi attorno al tavolo e riprendere la trattativa.
Malpensa,
Alitalia è il passato. Il futuro è in arrivo
( da "Opinione,
L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 29 Apr 2008 Edizione 82 del 29-04-2008 Accordo con Lufthansa Malpensa, Alitalia è il passato. Il futuro è in arrivo di Emilia Rettura Riparte da Lufthansa la rinascita di Malpensa. Per lo scalo milanese, l'accordo con la compagnia tedesca non è una semplice opportunità di sviluppo economico ma la dimostrazione che, oltre Alitalia, c'è altro.
Berlusconi:
"Alitalia? Può comprarla lo Stato"
( da "Giornale.it,
Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pirelli partecipa con un chip" Roma - Berlusconi minaccia la Ue su Alitalia. "Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se continuano a insistere così e non ci aiutano potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato.
Bossi:
"Fucili sempre caldi" ( da "Giornale.it, Il"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ipotesi ventilata da Berlusconi che l'Alitalia possa essere acquistata dalle Fs, il leader della Lega Nord dichiara: "Non credo che si possa fare". "Berlusconi? Manterrà la parola" Bossi non teme sorprese per la formazione del governo: "Mi fido di Berlusconi, stavolta manterrà la parola", dice lasciando la sede del gruppo della Lega alla Camera.
Berlusconi:
Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato
( da "Voce
d'Italia, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Potremmo prendere anche la decisione di fare acquistare Alitalia dallo Stato o dalle Ferrovie dello stato, non è una decisione, è una minaccia". Berlusconi è convinto che per Alitalia verrà trovata una soluzione definitiva per superare questo stato di emergenza, ma non vuole che venga crititcata la scelta del prestito-ponte concesso dallo Stato.
Iozzo:
"Le cordate non ci interessano"
( da "Stampa,
La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una ferita che pesa e che impedisce di immaginare un prossimo ritiro della causa danni (per 1,25 miliardi di euro) avviata contro Alitalia: "Era una richiesta basata sui flussi di cassa che con il dehubbing di Alitalia non sono cambiati", spiega Bonomi prima di avanzare una teorica via d'uscita: "Se ci pervenisse una proposta transattiva da Alitalia la valuteremo con attenzione".
Fucili
caldi per Bossi ( da "Voce d'Italia, La"
del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il leader del Carroccio è invece scettico sull'ultima proposta avanzata dal futuro premier di un'acquisizione di Alitalia da parte delle ferrovie. 'Non so se si può fare', dice, perché 'ci sarebbe una concentrazione enorme'. Quel che è certo è che 'Alitalia deve cambiare profondamente'. Giorgio Nadali giorgio.nadali@voceditalia.it.
Milano,
l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Racconta
anche tu la partita della tua vita
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Pensioni,
a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
Dal
nanetto al "piccolo Ciarra"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale".
<Veti
Ue? Alitaliaalle Fs> ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitaliaalle Fs" Il Cavaliere: "Se l'Europa insiste, l'Alitalia andrà alle Ferrovie. È una minaccia". Tronchetti: "Pirelli pronta a mettere qualche milione" 30/04/2008 Roma. Il sedicesimo Parlamento repubblicano eletto il 13 aprile si è riunito ieri. Renato Schifani, di Forza Italia, è stato eletto presidente del Senato con 178 voti.
Biglietteria
automatica in tiltma scatta ugualmente la multa
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non vogliamo fare la fine di Alitalia". Tradotto: se non ci sono soldi bisogna ridurre il servizio prima che si apra una voragine nei conti. L'ultima disavventura, segnalata anche da Federconsumatori, è accaduta la scorsa settimana. "Nella stazione di Savona - raccontano i protagonisti - abbiamo acquistato tramite la biglietteria automatica un biglietto per Milano,
Berlusconi:
basta veti Ue o Alitalia la compra lo Stato
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: bocciando come aiuto di Stato il prestito vitale per Alitalia. La Commissione Ue replica: "Noi siamo neutrali, ma rispettate le regole di mercato". È una replica che prende sul serio la "minaccia" di Berlusconi, che è pronto a mettere Alitalia in carico alla Ferrovie dello Stato. I soci in politica Gianfranco Fini e Umberto Bossi tirano il freno.
Lufthansa
tiene uno spiraglio aperto ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non sono mancate le domande su Malpensa e Alitalia. Il presidente e ad di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, ha parlato di Alitalia con quella che sembra essere un'apertura sulla questione. Ha spiegato che l'Italia è per la compagnia "il secondo mercato più importante e per questo non possiamo ignorarla".
"lo
stato può comprare alitalia"
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Moretti: anche noi a rischio "Lo Stato può comprare Alitalia" ROMA - "Se la Ue intralcerà i nostri progetti su Alitalia potremmo scegliere di far acquistare la compagnia dallo Stato, attraverso le Fs". Lo ha detto ieri Silvio Berlusconi, spiegando che la sua è "una minaccia, non una decisione".
Ma
le ferrovie hanno lo stesso problema "non vogliamo finire come la
compagnia" - luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rischieranno la fine di Alitalia LUCA IEZZI ROMA - "Se le Ferrovie dello Stato non saranno in grado di competere a livello internazionale rischieremo di fare la fine di Alitalia". L'amministratore delegato di Fs Spa, Mauro Moretti, risponde indirettamente alle parole di Berlusconi durante l'Osservatorio congiunturale organizzato dall'Anie in collaborazione con Intesa SanPaolo e Unioncamere.
Berlusconi:
se la ue ci ostacola alitalia la comprerà lo stato - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Se non fosse la solita battuta di Berlusconi la proposta di integrare Alitalia e Fs andrebbe invece presa sul serio. Il nostro paese manca di una politica integrata dei trasporti e cominciare costruendo una holding con Ferrovie, Alitalia, Tirrenia e magari le grandi aziende di trasporto pubblico delle aree metropolitane sarebbe un modo per affrontare un problema fondamentale".
E
in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ho un piano per Alitalia, ma non conosco Ermolli E in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" Spiraglio da Luft-hansa: servono tutte le condizioni, tutti devono avere la stessa visione ETTORE LIVINI MILANO - La telenovela Alitalia, in attesa che l'insediamento del nuovo governo consenta di fare un po' di chiarezza,
"il
vero scoglio sono gli aiuti pubblici" - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sia lo Stato a comprare Alitalia. "Siamo completamente neutrali" rispetto ad una prospettiva di nazionalizzazione della compagnia, ha detto uno dei portavoce della Commissione europea. Ovviamente sempre che l'operazione sia condotta a condizioni di mercato, ovvero senza mascherare un aiuto di Stato illegale gonfiando il prezzo pagato con i soldi dei contribuenti.
Il
leader leghista: I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme Il leader
Pdl: Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato... Al Senato
eletto Schifani che p ( da "Unita, L'"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, replica duramente: "Se si mettono a zignare potremmo far acquistare Alitalia dallo Stato, tramite le Ferrovie". Ieri intanto il Senato ha eletto Schifani presidente con 178 voti: "Sarò il garante di tutti". Alla Camera oggi tocca a Fini che ha già inviato il suo discorso al capo dello Stato: anche questo all'insegna del dialogo.
No
a una fase di mugugni, chi ha altre idee parli chiaro
( da "Unita,
L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La vicenda Alitalia ci mostra un governo già in stato confusionale ancor prima di nascere..." A proposito di gruppi dirigenti: si parla di un ridimensionamento di Bettini e Franceschini... "Veltroni farà una proposta complessiva sui nuovi assetti di vertice all'assemblea nazionale.
Alitalia,
Berlusconi minaccia l'Europa Se si mette a "zignare", la faccio
comprare alle Fs . Veltroni: Mi sembra Ecce Bombo
( da "Unita,
L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri il vettore tedesco ha confermato la sua intenzione di sviluppare Malpensa lasciando socchiusa la porta ad Alitalia ("detiene il secondo mercato europeo"). Ma la strategia dilatoria di Berlusconi è rischiosa. Anche perché a Lufthansa non conviene trattare. Conviene aspettare: il commissariamento o il fallimento di Alitalia.
In
Transatlantico, anche per oggi non si vola
( da "Unita,
L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del SCENARINella nuova Camera tiene banco la questione Alitalia, tra Bersani preoccupato, Tremonti misterioso e altri piuttosto arrabbiati In Transatlantico, anche per oggi non si vola Bianca Di Giovanni Primo giro di Transatlantico per i parlamentari della XVI legislatura: tra i salotti di Montecitorio "aleggia" (è il caos di dirlo) il tema Alitalia.
Le
Ferrovie dello Stato devono competere all'estero altrimenti faranno la fine di
Alitalia ( da "Unita, L'"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Moretti Le Ferrovie dello Stato devono competere all'estero altrimenti faranno la fine di Alitalia.
Berlusconi
minaccia: Alitalia allo Stato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 214 Berlusconi minaccia: Alitalia allo Stato Polemica con Bruxelles sulla concessione del prestito ponte --> Polemica con Bruxelles sulla concessione del prestito ponte Berlusconi polemizza con Bruxelles sulla concessione del prestito ponte ad Alitalia e minaccia: "Le Fs potrebbero acquistare Alitalia".
Lufthansa
punta su malpensa "in vista altri investimenti" - sandro de riccardis
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia i diritti di traffico significava non poter garantire a Malpensa un ruolo adeguato". Mayrhuber ha precisato che per ora Lufthansa "non ha piani concreti per posizionarsi su Malpensa con un aereo a lungo raggio. Siamo interessati a partecipare al consolidamento in atto del settore del trasporto aereo ma non dobbiamo agire precipitosamente e intendiamo valutare le opportunità
<Ora
che Alemanno guida Roma risolveremo l'emergenza sicurezza>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: scalo lombardo abbandonato dal governo Prodi e da Alitalia. "Dopo mesi di trattative - sottolinea la Moratti - siamo riusciti a chiudere l'accordo con Lufthansa che valorizzerà un aeroporto importante come Malpensa". E spiega. "La svolta è arrivata quando Lufthansa si è resa conto che avrebbe potuto realmente fare di Malpensa un hub, cioè un punto di riferimento nel network mondiale.
Così
il comune spreme la sea, 273 milioni in 6 anni - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 273 milioni in 6 anni ETTORE LIVINI Alitalia e Palazzo Marino pari sono. Nell'anno più difficile della storia della Sea, infatti, l'odiato "ex-vettore di riferimento" (il copyright è del presidente Giuseppe Bonomi) e il Comune di Milano sono costati alla società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa più o meno la stessa cifra: poco meno di 30 milioni.
Adamo:
"scippo inaccettabile mentre lo stato paga per la crisi" - giuseppina
piano ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia". Come fa a dire che l'accordo poteva essere fatto un mese fa? "E cosa è cambiato da allora?". Magari Lufthansa non era disponibile, con l'offerta Air France in piedi. "Nel rapporto tra Alitalia e Malpensa non è cambiato niente. Mi faccia anche ricordare una cosa: giace in consiglio comunale da due mesi una nostra mozione che chiedeva al governo di separare i destini dello
Il
comune spreme sea 273 milioni in sei anni - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: soldi che oggi avrebbero consentito di traghettare la Sea senza troppi patemi oltre il vuoto lasciato da Alitalia. E anche il boom delle "consulenze strategiche" del 2007, salite del 49% a 3,5 milioni, lascia un po' di amaro in bocca e qualche domanda senza risposta. L'impressione, in effetti, non è bella. La crisi non è uguale per tutti. I dipendenti pagano.
<Giureremo
entro 10 giorni Alitalia? Ce la ricompriamo>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Cavaliere, poi, torna sul nodo Alitalia. E evoca un ritorno nella mani dello Stato della compagnia di bandiera. Se l'Unione europea, dice, "si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato".
Adesso
riprende quota Air France ( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "non è in alcun modo legata all'esito della vicenda Alitalia". Molti, dopo l'annuncio dell'accordo con Sea, si sono chiesti se questo avvicini o allontani un'eventuale acquisizione di Alitalia; l'impressione ricorrente è che i tedeschi vogliano fare da soli, puntando sulle nuove opportunità in Italia.
E
il Cavaliere conia un nuovo verbo
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dicendo che se quelli della Ue "si mettono a zignare" lo Stato potrebbe acquistare l'Alitalia. È la seconda volta che Berlusconi usa "zignare", sempre nel significato presunto di "dare fastidio come le zanzare". Era successo a fine ottobre 2005, nel pieno delle polemiche su satira e tv: Berlusconi disse: "Non vedo perché dovete venire a zignare me".
Sbanda
Michelin, paura in Borsa Tronchetti: <Conti Pirelli in linea>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Conti Pirelli in linea" di Luca Pace L'imprenditore: "Alitalia? Un chip se c'è un vero progetto" da Milano Nel giorno dell'assemblea degli azionisti, Pirelli inciampa sulla cattiva trimestrale di Michelin: il titolo della Bicocca ha lasciato sul terreno il 4,2% riportandosi a 0,52 euro. Le brutte notizie sono arrivate dalla Francia;
Le
fs in alitalia? ( da "Riformista, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le fs in alitalia? Berlusconi gioca con i trenini Il bagaglino applicato all'economia? Con un involontario effetto comico, negli stessi minuti in cui l'amministratore delegato di Ferrovie, Moretti, paventava il rischio Alitalia per il suo gruppo e ricordava i pesanti numeri di Trenitalia (6,5 miliardi di indebitamento e "problemi di capitalizzazione"
Alitalia
e cordate ( da "Riformista, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non è tanto Malpensa che ha bisogno di Alitalia, quanto piuttosto Alitalia che deve fare i conti con Milano. La prospettiva è capovolta". D'altra parte, anche in An inizia a farsi strada un approccio più pragmatico. La situazione di Alitalia, si osserva, "è inevitabilmente compromessa, lo sappiamo noi e lo sa Berlusconi, che deve trovare il modo migliore per uscirne"
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Chips&salsa + 4 pagine speciali, domani con il manifesto Alitalia Berlusconi minaccia l'Ue "O così o la compra lo stato" A PAGINA 3 Vicenza Il neosindaco Variati: "Moratoria sul Dal Molin" A PAGINA 4 Libano Unifil, l'Italia respinge le accuse di Israele A PAGINA 9.
Berlusconi:
Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia" Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato", dice Silvio Berlusconi.
Silvio
lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le missioni segrete
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: caso Alitalia" ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte, l'emergenza rifiuti in Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il federalismo fiscale andrà impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro ministro Scajola l'altra sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania di Berlusconi sono in evidenza "tre dossier"
Berlusconi
minaccia la Ue e spara: Lo stato si compra l'Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia" È vaudeville: i treni delle Fs si prendono la compagnia. Bossi lo zittisce, l'Europa alza gli occhi al cielo, volano cordate di chip e di avvocati Roma L'Alitalia fa saltare i nervi a Silvio Berlusconi. Il prossimo presidente del consiglio ha attaccato l'Unione europea, anzi l'ha "minacciata" per usare le sue stesse parole,
B&B,
sparate d'esordio ( da "Manifesto, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che spargendo dubbi sul prestito-ponte per Alitalia risulta seccante e fastidiosa. E dunque, per chi s'era scordato e per chi ha la memoria corta, rieccoci al fiero senso dello Stato del padrùn. L'Europa è una zanzara fastidiosa e quanto all'Alitalia, se rompete le palle la faccio comprare alle Ferrovie.
AliTrenitalia,
sfida sulla Roma-Milano ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, per
ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro Moretti, che proprio
ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a livello internazionale,
rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante il forte
miglioramento di bilancio conseguito nel
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria: ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare le Fs per l'acquisto di Alitalia non sarebbe una proposta "illogica".
Letta
e la tela di Parigi per il ritorno di Air France
( da "Corriere
della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per stare alla traduzione che qualcuno tra chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla fine Alitalia resterà italiana. In forme che, al momento, restano tutte da studiare. Bruno Ermolli, intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più volte il giro di consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza che hanno dato una disponibilità di massima.
<Alitalia,
basta veti o va a Fs> ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ci sono problemi "Alitalia, basta veti o va a Fs" Berlusconi: è una "minaccia", l'Europa non faccia difficoltà La Ue: non ha importanza se l'acquirente è pubblico o privato, purché siano operazioni di mercato ROMA - Comincia a scaldarsi, forse prima del previsto, il clima tra la Commissione europea e il nuovo inquilino di palazzo Chigi.
Rimbalza
StMicroelectronics, giù Pirelli ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine Gialle (-3,92%), che con il calo di ieri porta a ben oltre il 50% la perdita accumulata dall'inizio dell'anno a oggi. Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%), mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma scivola del 10,37% sulle indiscrezioni riguardanti il ritiro del finanziere americano Soros dalle trattative per l'
Oggi
l'incontro tra sindacati e imprenditori
( da "Tempo,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con una lettera, a tutte e nove le sigle sindacali presenti in Alitalia mentre nei giorni scorsi si era parlato di contatti soltanto con alcuni esponenti delle sigle rappresentative del personale navigante. All'ordine del giorno della riunione, figurano "ipotesi di linee guida" per la privatizzazione di Alitalia.
Alessandro
Usai a.usai@iltempo.it Se l'Unione Europea si
( da "Tempo,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". Silvio Berlusconi fuga i dubbi espressi da Bruxelles sul prestito ponte concesso dal governo e guarda avanti. "C'è una squadra di persone che va ben al di là del capitale necessario.
Alitalia,
AirFrance ritira l'offerta ( da "Tempo, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa la compagnia francese blocca l'opa Alitalia, AirFrance ritira l'offerta e Intesa riapre Colpo di scena nella tarda serata di ieri nella vicenda Alitalia. Air France ha ritirato la propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia [.
Problema
da risolvere ( da "Corriere della Sera"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito ponte sono stati trovati velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre città e paesi, perché non si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi per costruire nuove caserme e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera (Bs).
Il
coraggio di tornare ai vecchi programmi
( da "Tempo,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uno specifico su Alitalia, l'altro di carattere più generale. Per quanto riguarda la compagnia di bandiera, i primi passi del Cav. non sono esaltanti: la minaccia di una rinazionalizzazione dovrebbe far tremare i polsi a tutti coloro che ritengono che il vettore di Stato abbia già assorbito troppe risorse, e che sia l'ora di farla finita.
ROMA
Berlusconi va avanti sulla cordata di soci privati per salvare Alitalia. Ma non
ci sta a incas ( da "Messaggero, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia può essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". Pronta la replica dell'Ue alla "minaccia" del Cavaliere: "No ad aiuti di Stato. E in caso di nazionalizzazione siano rispettate le regole di mercato". Intanto, Lufthansa apre su Alitalia: "Possiamo essere partner industriali, ma solo a certe condizioni"
MILANO
- La due diligence su Alitalia? E' possibile farla, come l’
( da "Messaggero,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di GIULIA LEONI MILANO - "La due diligence su Alitalia? E' possibile farla, come l'ha fatta Air France. Ma, nel rispetto delle regole, è necessaria che ci sia una manifestazione d'interesse scritta". Avrebbero risposto così, nelle ultime ore, i vertici di Alitalia ad un emissario di peso del team di Silvio Berlusconi.
ROMA
-I tedeschi sono disponibili ad essere il partner industriale di Alitalia. Non
sono inv ( da "Messaggero, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I tedeschi sono disponibili ad essere il partner industriale di Alitalia. Non sono invece disposti ad avere impegni più gravosi. Che devono spettare alla cordata italiana. E' questa la soluzione individuata dal vertice di Lufthansa e che, con ogni probabilità, verrà illustrata nelle prossime ore a Roma. Una soluzione light, quella immaginata da Wolfgang Muyrhuber,
ROMA
- Berlusconi va avanti con la cordata di soci privati per salvare Alitalia. Ma
non ci s ( da "Messaggero, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi va avanti con la cordata di soci privati per salvare Alitalia. Ma non ci sta al pressing della Commissione Ue. Se a Bruxelles "si mettono a zignare - avverte il premier in pectore - potremmo decidere di far acquistare Alitalia dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". Parole che non raggiungono in tempo l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti,
ROMA
Il verbo zignare non esiste nei dizionari italiani, ma Silvio Berlusconi, che
lo h ( da "Messaggero, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lo Stato potrebbe acquistare l'Alitalia, lo aveva già usato, sempre nel significato presunto di "dare fastidio come le zanzare". Era successo alla fine di ottobre 2005. Il Cavaliere, parlando con i giornalisti, aveva spiegato il significato della parola:"zignare: ossia il lavoro che fanno le zanzare sul sedere degli elefanti con poco risultato,
Alitalia,
Berlusconi avverte la Ue: basta veti, altrimenti la compra lo Stato
( da "Messaggero,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La provocazione del premier in pectore: la compagnia può essere acquistata dalle Fs Alitalia, Berlusconi avverte la Ue: basta veti, altrimenti la compra lo Stato.
L'allarme
di michelin affonda anche pirelli - walter galbiati
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e ha confermato l'impegno in Mediobanca e Rcs, il gruppo che edita il Corriere della Sera. Il rieletto presidente Marco Tronchetti Provera, da sempre schierato con la classe politica lombarda a fianco di Malpensa, ha lanciato un ammiccamento al salvataggio della compagnia di bandiera, voluta dal neo premier Silvio Berlusconi e ha rinsaldato il suo legame con Mediobanca,
Gli
automobilisti piangono ma le big oil macinano utili
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lufthansa punta a Brussels] Dopo Alitalia, ormai alla canna del gas, e dopo Iberia, che pure sta cercando un acquirente, anche le linee aeree belghe Brussels Airlines potrebbero finire sul mercato. Ad essere interessati all'acquisto della compagnia, nata nel 2006 dalla fusione di Virgin Express e di SN, sarebbe il colosso tedesco Lufthansa.
"poteri
forti decisivi, mio marito non li garantiva" - antonio dipollina
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Infine una sorta di ammonimento ai vincitori: con i chiari di luna in arrivo, "la crisi dell'Alitalia, l'Unicredit che compra Capitalia e si parla di migliaia di esuberi tra i colletti bianchi delle banche, la richiesta di trasferire una rete Rai a Milano, insomma con tutto questo Roma sarà un problema enorme da gestire nei prossimi anni".
Berlusconi
sfida la Ue su Alitalia ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rispettate le regole di mercato Berlusconi sfida la Ue su Alitalia Dopo i dubbi sollevati dall'Unione Europea sul prestito-ponte per salvare Alitalia e permettere la nascita di una cordata italiana - provvedimento sospettato da Bruxelles di essere un "aiuto di Stato" - Berlusconi sfida l'Ue annunciando che la compagnia aerea di bandiera potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie.
L'ultima
di Berlusconi: <Se l'Ue rompe le scatole, faccio acquistare Alitalia dalle
Ferrovie dello Stato> ( da "Liberazione"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: faccio acquistare Alitalia dalle Ferrovie dello Stato" Roberto Farneti Salvare l'Alitalia dal fallimento facendola acquistare dalle Fs. Cioè da una azienda pubblica che viaggia con un "rosso" di 6,5 miliardi di euro. Quando è noto che, per essere risanata e rilanciata, l'Alitalia ha bisogno di un valido piano industriale,
Alitalia,
la tentazione del Cavaliere ( da "Campanile, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia potrebbe essere addirittura comperata dalle Fs. Questa è l'ultima uscita in ordine di tempo del primo ministro in pectore, Silvio Berlusconi, alquanto piccato dalle ingerenze dell'Unione europea sul prestito ponte varato in fretta e furia la scorsa settimana dal governo Prodi dopo l'abbandono di AirFrance dalla trattativa e per evitare il fallimento o il commissariamento
Bossi
carica i fucili ( da "Campanile, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a chi gli chiedeva un giudizio circa l'ipotesi che sul ponte di Messina si tenesse un referendum popolare così risponde: "Io farei sempre i referendum come in Svizzera, a chiedere alla gente non sbagli mai". E su Alitalia? Soddisfatto: "Abbiamo stoppato sul filo l'accordo con Air France". (30-04-2008).
"La
sinistra inizi con rileggersi il vecchio Mazzini"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prendiamo l'Alitalia. Ha un mercato ricco, di dimensione interessante, il problema d'investimento non è enorme. Ben gestita ha margini di valore e produttività. Ma il problema è il numero dei dipendenti e che chi resta lavori di più. Ma deve diventare privata: lo Stato è un partner troppo debole rispetto al sindacato,
Berlusconi:
"Giureremo entro 10 giorni"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Cavaliere, poi, torna sul nodo Alitalia. E evoca un ritorno nella mani dello Stato della compagnia di bandiera. Se l'Unione europea, dice, "si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato".
Alitalia,
Berlusconi alla Ue: potrebbe comprarla lo Stato
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 30 pagina 1 Alitalia, Berlusconi alla Ue: potrebbe comprarla lo Stato di Redazione Silvio Berlusconi si è affidato a un neologismo per strigliare la Ue sulla vicenda Alitalia: "zignare", cioè "essere fastidioso come le zanzare". Se la Ue, ha detto il Cavaliere, "si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione,
Alitalia:
i dubbi Ue sul prestito ( da "Voce d'Italia, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: annuncia ricorso Alitalia: i dubbi Ue sul prestito Incontro sindacati e CDA Roma, 24 apr. - Ennesimo incontro, questa mattina, tra il Cda della compagnia di bandiera, Alitalia, e i sindacati. Ordine del giorno: fare il punto sul piano ideato dall'ex presidente, Maurizio Prato, nonchè sulla nuova situazione in atto in seguito al prestito ponte di 300 milioni concesso dal Governo uscente.
Intervista
parla rotelli, proprietario dell'11% di rcs
( da "Riformista,
Il" del 30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Ritengo certi istinti conservatori figli di un'ottica sbagliata, una visione giustificata dal fatto che la dimensione del potere continua a essere nazionale, mentre la dimensione della competizione è ormai globale. Ma non si può affrontare la situazione attuale con l'ottica degli stati regionali a metà dell'Ottocento,
Cordate
in fermento, Lufthansa ci ripensa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: economista Jean Paul Fitoussi non esclude la ripresa delle trattative tra Alitalia e Air France-Klm, il cui ritiro "è una normale strategia". Un partner straniero, che potrebbe essere l'alleato industriale di Alitalia, potrebbe inizialmente partecipare con quota di minoranza per, eventualmente, crescere in una fase successiva.
Malpensa
va da sé, alla Magliana festeggiano
( da "Opinione,
L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia; l'importante è essere riusciti a separare il destino di Malpensa da quello della Magliana Vecchia. E con l'accordo strategico siglato fra Sea e Lufthansa ci siamo riusciti. Entro l'anno il governo Berlusconi rinegozierà i diritti di volo reciproco fra l'Italia e gli altri stati e a quel punto Malpensa sarà definitivamente al sicuro.
La
minaccia del Cav. sulla strada di Alitalia
( da "Opinione,
L'" del 30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: sulla strada di Alitalia di Emilia Rettura |C|L'|/C|Europa non ostacoli il prestito ponte, altrimenti Alitalia diventerà statale. Silvio Berlusconi è chiaro: "Se stanno a zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe tranquillamente essere acquistata dallo Stato o dalle Ferrovie dello Stato.
Vincere
l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche.
"A
Malpensa solo il primo passo"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fatto che altre compagnie nelle ultime settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato da Alitalia, fanno dire al leghista Roberto Maroni che "Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa è una piccola base, ma è un segnale importante". E il sindaco di Milano Letizia Moratti definisce quello fra Sea e Lufthansa "un accordo che valorizzerà Malpensa.
"Alitalia,
basta veti o va allo Stato" ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Se l'Unione europea non ci aiuta e continua così Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva ieri il quasi premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si organizzi c'è bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta difficoltà chi governa".
Napolitano:
"Consultazioni dal 6 maggio"
( da "Voce
d'Italia, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e dell'aumento dei prezzi Graz, 30 Apr.- "La crisi ormai si avvia ad una rapida soluzione, nel giro di poco, penso che il 5 si costituiranno i gruppi parlamentari e il 6 pomeriggio possono iniziare le consultazioni". Lo ha affermato il Presidente Giorgio Napolitano parlando con i cronisti davanti all'albergo che lo ospita a Graz in Austria al termine di un vertice di capi
Bossi
sveglia subito il Palazzo ( da "Padania, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proposta del leader del Carroccio sul tema Alitalia. "Non so se si puó fare" ha detto riferendosi alla possibilità che siano le Fs ad acquisire la compagnia di bandiera. "Se la compra Fs sarebbe una concentrazione enorme. Per sopravvivere Alitalia deve cambiare profondamente". E in questa logica il leader della Lega rivendica il merito dell accordo tra la Sea e Lufthansa per Malpensa:
Alitalia,
basta veti Ue E Malpensa vola alto
( da "Padania,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Silvio Berlusconi torna alla carica su Alitalia e, di fronte alle ingerenze europee che continua a nutrire molte perplessità sul prestito ponte, afferma che se l Ue "si mette a zignare potremmo prendere una decisione, Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie di Stato". [Data pubblicazione: 30/04/2008].
Malpensa,
Lufthansa valuta altri investimenti
( da "Padania,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: liberato dalla zavorra di Alitalia, l hub milanese non avrebbe fatto fatica a rimettersi in pista. "Sull accordo con i tedeschi è stata brava la Lega", ripeteva ieri un sorridente Umberto Bossi nei corridoi di Montecitorio. Confidando: "Ho dato io il via libera a Giuseppe Bonomi, l ho chiamato e gli ho detto: vai.
<Basta
veti Ue o Alitalia se la compra lo Stato>
( da "Padania,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Basta veti Ue o Alitalia se la compra lo Stato" Proposta choc di Berlusconi contro le ingerenze di Bruxelles ALESSANDRO MONTANARI Roma - Silvio Berlusconi torna alla carica su Alitalia e, di fronte alle ingerenze dell Ue che continua a nutrire molte perplessità sul prestito ponte, delinea uno scenario inedito e abbastanza sorprendente.
Albertini,
mamma mia ( da "Padania, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accusa i vincitori delle elezioni di tutti i mali che affliggono l'Italia : la monnezza di Napoli, Alitalia e Malpensa, rom e rumeni che assaltano, stuprano ed uccidono le nostre donne, il traffico cittadino che ci soffoca, i prezzi dei generi alimentari che salgono sempre più, le famiglie che non arrivano nemmeno alla seconda settimana, etc.
Comuni,
risolvere i piccoli problemi ( da "Padania, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accusa i vincitori delle elezioni di tutti i mali che affliggono l'Italia : la monnezza di Napoli, Alitalia e Malpensa, rom e rumeni che assaltano, stuprano ed uccidono le nostre donne, il traffico cittadino che ci soffoca, i prezzi dei generi alimentari che salgono sempre più, le famiglie che non arrivano nemmeno alla seconda settimana, etc.
La
Parola ai lettori ( da "Padania, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le scrivo per segnalarle quello che sta accadendo dal 1 Aprile 2008 nelle basi Alitalia di Milano relativamente al personale navigante. Malgrado la drastica diminuzione dei voli e delle ore di volo, l'Alitalia continua ad inviare il personale navigante da Roma sotto-impiegando volutamente il personale base Milano al quale appartiene il sottoscritto.
( da "Unita, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Lufthansa-Sea alleanza strategica per Malpensa Sei aerei e nuove
rotte a partire dal
( da "Unita, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del L'operazione mira a colmare il vuoto lasciato da Alitalia dopo il
trasferimento dei voli a Fiumicino.
( da "Unita, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Senza piangerìa Marco Travaglio Ma sì, riabilitiamo pure Saccà.
In fondo restava solo lui. Mangano è un eroe. Ciarrapico una brava persona.
Ligresti il Salvatore ideale per Alitalia. Renato
Farina, alias Betulla, 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro Abu Omar,
espulso persino dall'Ordine perché faceva la spia per il Sismi, è onorevole.
Restava giusto Saccà, cioè l'esecutore materiale dell'editto bulgaro. Cioè
l'uomo sorpreso coi pantaloni in mano l'estate scorsa mentre chiamava il
padrone per denunciare il tradimento di Lega e An, che "per un
piatto di lenticchie" vanificavano "la grande vittoria" raccolta
dalla Cdl conservando la maggioranza alla Rai pur avendo perso le elezioni. Il
padrone aveva fretta di venire al dunque, ma Agostino gli faceva perder tempo
con lavoretti di lingua davvero deliziosi: "Lei va alla grande,
Presidente. lei è sempre il più amato del Paese. è stupendo. c'è un bisogno, un
vuoto che lei copre anche emotivamente. una cosa bellissima. glielo dico senza
piangerìa .". Proprio così: piangerìa, neologismo che mette insieme il
piangere e il leccare, per lubrificare la lingua onde scongiurarne
l'essiccazione durante l'uso. Il capo raccomandava una fiction in quota Lega:
"C'è Bossi che mi sta facendo una testa tanta con questo cavolo di fiction
sul Barbarossa". E il servo furbo faceva presente che "è tutto a
posto", bisognava solo far dimenticare un'intervista del regista Martinelli
("che è bravo, ma è uno stupido, un cretino proprio"), il quale era
andato a raccontare alla Padania che la fiction l'aveva commissionata Bossi. E
figurarsi se una schiena dritta come Saccà prende ordini: la fiction l'ha
inventata lui per imprescindibili motivi storico-culturali: "La cosa vale
perché Barbarossa è Barbarossa, perché Legnano è Legnano, perché i comuni a
Milano hanno segnato la civiltà dell'Occidente!". Che diamine. Il padrone
lo lasciava dire sogghignando ("certo, d'accordo, va bene."). E lui
insisteva: "Lei è l'unica persona che non mi ha mai chiesto niente, lei è
la persona più civile, più corretta. mi ha lasciato una libertà culturale.
ideale. totale". Quella libertà culturale totale che l'aveva indotto a
bandire Biagi e Santoro dopo l'editto e a licenziare il vecchio Enzo con una
raccomandata RR. Lo stesso padrone, infastidito per le troppe leccate,
obiettava che insomma "qualche volta ti chiedo di donne. per risollevare
il morale al capo.". E già che c'era gli piazzava cinque squinzie, una
delle quali stava a cuore a un senatore dell'Unione che,in cambio, sarebbe
passato a destra. Saccà annotò i nomi, promise di provvedere e informò il
padrone che stava lavorandosi un altro senatore, in Calabria, per portarlo a
destra. Disinteressato come sempre, attendeva un aiutino dal Cainano per
erigere una Cittadella della Fiction a Taurianova, che è proprio il posto
ideale per le fiction (magari sullo scirocco o sul traffico, come direbbe
Johnny Stecchino). Per quelle telefonate, Saccà è imputato per corruzione col
suo padrone. Ecco, è questo signore qui che va riabilitato: cioè riportato alla
guida di Raifiction, o magari anche più in su. Lo chiede, sul Riformatorio,
Giovanni Minoli, che già stava con Saccà ai bei tempi del Psi (memorabili gli
spot elettorali sulle ginocchia di Craxi col garofano all'occhiello) e poi, in
15 anni, è riuscito a essere di sinistra, destra, centro, dalemiano, prodiano,
veltroniano. È vero, ammette Minoli: Saccà è un po' "discusso e
discutibile: ma chi non lo è?". In fondo, chi non ha mai fatto
"telefonate così"? Chissà che gente frequenta, costui. Minoli
aggiunge che è molto peggio Gad Lerner, il quale osò persino denunciare una
richiesta di raccomandazione dal presidente della Vigilanza Mario Landolfi. Il
fatto che Lerner, diversamente da Saccà, non abbia soddisfatto la segnalazione,
anzi l'abbia denunciata, è del tutto secondario. Anzi, è un'aggravante. Il
fatto poi che Raifiction, insieme alla Regione Sicilia di Totò Vasa Vasa,
produca il serial minoliano "Agrodolce", è del tutto casuale. Saccà
va riabilitato perché è il migliore. Senza piangerìa. Ora d'Aria.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Ma
non ci interessa Alitalia"
Malpensa, accordo con la Lufthansa aumenterà il traffico aereo ETTORE LIVINI
ALLE PAGINE 14 E 15 SEGUE A PAGINA 14.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Lufthansa punta su Malpensa potrebbe diventare il suo quarto hub "Ma Alitalia non ci
interessa". Sea: ricorso confermato Nell'intesa entreranno anche
Singapore, United Airlines e (forse) Air One per creare una rete di rotte
intercontinentali ETTORE LIVINI MILANO - La Sea prova a riempire con Lufthansa
il vuoto (-31% i passeggeri ad aprile) lasciato da Alitalia alla Malpensa. La società di gestione degli scali
milanesi ha firmato un'intesa preliminare - valida 12 mesi e rinnovabile per
altri sei - con l'aerolinea tedesca per il rilancio dell'aeroporto bustocco.
Francoforte posizionerà qui nel 2009 sei aerei della controllata Air Dolomiti
aprendo nuovi collegamenti da e per l'Europa. "Ma è solo un primo
passo", ha sottolineato il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, affermando
peraltro che il ricorso contro Alitalia resta in
piedi. Secondo indiscrezioni esisterebbe giù un piano per trasformare Milano
nel quarto "hub" di Lufthansa dopo Francoforte, Monaco e Zurigo,
lanciando una ragnatela capillare di servizi intercontinentali gestite dai
tedeschi e dai loro partner internazionali del consorzio Star Alliance,
Singapore e United Airlines ma anche Air One. I tempi e i modi sono ancora da
definire. Ma se tutto andrà come si augurano le due parti, i primi voli a lungo
raggio dovrebbero tornare a decollare dal 2011 con il network a regime dal
2013. "Avevamo promesso una soluzione di mercato e abbiamo mantenuto la
parola" ha detto Bonomi mentre per il sindaco Letizia Moratti
"quest'alleanza dà concretezza alle prospettive di sviluppo di
Malpensa". La partita per il rilancio degli aeroporti milanesi continuerà
però inevitabilmente a intrecciarsi con quella per il futuro di Alitalia. Lufthansa ha ribadito ieri di non avere alcun
interesse per la compagnia tricolore. A maggior ragione oggi che ha messo un
piedino nel mercato più ricco del paese. Per far decollare l'asse con Sea,
però, manca un passaggio: la rinegoziazione dei trattati bilaterali (a trattare
dovrebbe essere il governo) necessaria per poter aprire nuovi collegamenti intercontinentali
da Milano. Air France ? proprio per evitare di aprire i cieli italiani alla
concorrenza di un colosso come l'aerolinea di Francoforte ? si era opposta a
quest'ipotesi. Cosa succederà ora? La patata bollente è in mano a Silvio
Berlusconi che da una parte non può scontentare la Lega sul fronte Malpensa
("bisogna liberalizzare il trasporto aereo" è il messaggio lanciato
ieri dal "leghista" Bonomi) e dall'altra non può permettersi di
depotenziare troppo Alitalia proprio nel momento in
cui sta cercando di mettere assieme la sua fantomatica cordata tricolore per la
Magliana. La Sea intanto fa i primi conti dell'addio della compagnia di
bandiera a Milano. Da inizio aprile i passeggeri a Malpensa sono calati del 31%
(-83% solo quelli di Alitalia). I conti però ? almeno
nel 2007 ? non ne risentono ancora. L'ultimo bilancio si è chiuso con un utile
di 34,5 milioni malgrado 30 milioni di svalutazioni legati al ridimensionamento
dell'ex vettore di riferimento grazie a un fatturato cresciuto del 6,1 per
cento. "I prossimi due anni saranno comunque molto difficili", ha
ribadito ieri Bonomi. Il Comune di Milano, però, non ha rinunciato a staccarsi
un congruo dividendo: l'85% dei profitti 2007 (29,6 milioni) è stato
distribuito come cedola ai soci.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ieri
vertice tra il futuro premier e Ermolli. E nel Pdl c'è chi vuole il
commissariamento Cassa depositi e prestiti frena la cordata italiana resta in
salita Berlusconi: "Abbiamo più imprenditori di quanti ne servano"
MILANO - La cordata tricolore per Alitalia continua
la sua faticosa campagna acquisti. Il prestito ponte da 300 milioni di euro (Ue
permettendo) ha regalato tre mesi di vita in più alla compagnia ma la
situazione ? esaminata ieri in un summit ad Arcore tra Silvio Berlusconi e il
suo uomo di fiducia in questa partita Bruno Ermolli ? resta
difficilissima. Non solo per lo stato di salute finanziaria della Magliana e la
difficoltà a trovare compratori dopo l'addio di Air France, ma anche per
qualche scricchiolio all'interno del Popolo della libertà. Il futuro premier,
in verità, è ottimista: "Per Alitalia - ha detto
parlando ai parlamentari eletti nel suo schieramento- abbiamo il 20 per cento
in più di imprenditori che vogliono partecipare rispetto a quanti ne servano e
anche lo Stato potrebbe intervenire". Nei fatti il primo problema di
Ermolli è quello di mettere sul tavolo in tempi brevi una soluzione credibile
in grado di convincere la Ue a non dare il semaforo rosso all'iniezione di
liquidità varata su richiesta di Berlusconi all'ultimo consiglio dei ministri.
Le adesioni della famiglia Ligresti e di Marco Tronchetti Provera e la
disponibilità di Carlo Toto e scendere in campo con la sua Air One non bastano
da sole a far quadrare il cerchio. Anche perchè qualcuno dei candidati pubblici
tirati in ballo nei giorni scorsi come la Cassa depositi e prestiti ("Noi
puntiamo alle infrastrutture e Alitalia non è
un'infrastruttura", ha detto ieri il presidente Alfonso Iozzo) ha già
fatto una mezza marcia indietro. Dietro le quinte, però, c'è qualche altro
industriale pronto a scendere in campo nell'ambito di un progetto che prevede
un miliardo di investimenti diviso egualmente tra Air One, banche e
imprenditori. Ma nessuno ha intenzione di uscire allo scoperto fino a quando
non sarà aperta la due diligence ("servono quattro o cinque settimane da
allora", ha detto il premier in pectore) sui conti e si capirà se la
compagnia può essere salvata così o se sarà necessario il ricorso
all'amministrazione straordinaria. Questa soluzione tra l'altro è auspicata da
molti dei potenziali "iscritti" alla cordata tricolore perché
consentirebbe di investire in un'azienda già risanata a spese dello stato
grazie al drastico riassetto varato da un eventuale commissario. La partita Alitalia rischia però di aprire un fronte caldissimo anche
all'interno del Popolo della libertà. I primi segnali si erano già intravisti
nei giorni scorsi, quando il presidente della Lega Nord Roberto Castelli aveva
evocato lo spettro del commissariamento come unica strada per il rilancio della
Magliana. Il suo non sembra essere un parere isolato. Anzi. In queste ore,
secondo alcune indiscrezioni, persino Giulio Tremonti ? potenziale ministro del
Tesoro e quindi azionista di riferimento della società ? avrebbe espresso
qualche perplessità sulla ricetta Ermolli per un salvataggio senza passare per
la Marzano. E Berlusconi ? che dell'italianità della nostra compagnia ha fatto
una bandiera elettorale ? rischia non solo di dover cercare i nuovi compratori
("è una sfida personale", ha detto) ma anche di mediare tra le
diverse anime della sua maggioranza in una partita delicatissima per Alitalia. (e.l.).
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano I
tedeschi scelgono l'aeroporto milanese: dal 2009 sei jet Air Dolomiti, poi
nuovi voli intercontinentali A Malpensa atterra la Lufthansa Il Comune preleva
25 milioni e prosciuga le casse della Sea Il futuro per l'aeroporto di Malpensa
si chiama Lufthansa. La compagnia tedesca, infatti, si attesta a Malpensa con
sei aerei dal 2009. Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al lavoro su
questa intesa dallo scorso settembre, lo definisce "il primo passo" e
annuncia una condivisione di strategie più ampia con il vettore tedesco. Il rilancio di Malpensa potrebbe avvenire così in tempi più
rapidi del previsto, meno di due anni, dice la Sea, malgrado l'abbandono di Alitalia. L'azienda nel frattempo chiude l'ultimo bilancio dell'era Alitalia e stacca al Comune un dividendo di 25 milioni, che prosciuga le
casse della società. STEFANO ROSSI A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano
L'analisi Il dopo-Alitalia è già cominciato ETTORE LIVINI Lufthansa è da ieri il candidato
unico a gestire il "dopo Alitalia" della Malpensa. Il
primo passo è piccolo. Sei aerei posizionati a Milano a partire dalla stagione
2009. Ma gli obiettivi dell'accordo preliminare (valido 12 mesi e prorogabile
per altri sei prima della formalizzazione) sono più ambiziosi. SEGUE A
PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Milano
La fiducia Gli slot Le rotte L'alleanza Lufthansa sceglie Malpensa e prenota il
dopo-Alitalia Il Comune preleva 25 milioni di cedole e prosciuga la Sea Grazie
al patto lo scalo può guardare con fiducia al proprio futuro Alitalia confermi gli slot invernali, non li ceda come ha fatto con
quelli estivi L'accordo è un'ottima notizia, ora bisogna liberalizzare le rotte
Faremo squadra con i tedeschi per lo sviluppo di un nuovo grande hub STEFANO
ROSSI L'ultimo bilancio della Sea con Alitalia
come vettore di riferimento, il 2007, frutta al Comune, azionista all'84,5% della
società, 25 milioni di dividendi. Altri 4,2 milioni vanno alla Provincia, ai
piccoli azionisti gli spiccioli. è questa la ripartizione del monte dividendi
di 29,6 milioni messo a disposizione dall'assemblea su un utile netto di 34,5
milioni. Il 2007 è un anno "pre-crisi", dunque la vera sorpresa è
un'altra. Un accordo con Lufthansa, dice la Sea, "per la definizione delle
condizioni generali del futuro sviluppo di Malpensa", che si traduce per
ora in sei nuovi aerei con base nel Varesotto dall'inizio del 2009. Cosa
significano sei aerei? "Con otto aerei - risponde il presidente Sea
Giuseppe Bonomi - Easy Jet porta tre milioni di passeggeri l'anno". Sea
non lo dice, però gli aerei tedeschi, che saranno operati da Air Dolomiti,
saranno Embraer 175, più piccoli di quelli Easy Jet, e sottoposti a meno viaggi
giornalieri. La stima potrebbe essere di 800.000 passeggeri l'anno. Anche la
clientela sarà meno ricca di quella dei voli intercontinentali, più brevi le
permanenze nell'aerostazione. I sei Embraer non alimenteranno gli hub Lufthansa
di Francoforte, Monaco e Zurigo, assicura Bonomi, né copriranno tratte
intercontinentali. Dovrebbero collegare Malpensa a città europee, il che non
esclude per l'aeroporto un futuro da hub regionale a vantaggio degli scali tedeschi.
Il mercato c'è e i dati Sea ne offrono puntuale conferma. Il numero di
passeggeri definiti "originari" (non in transito), dal 30 marzo
scorso, già in era post Alitalia, è pari a quello dei
periodi di punta del 2007 (luglio). Il presidente sottolinea: "Sea e
Lufthansa lavoreranno insieme per lo sviluppo di Malpensa". Saranno i
tedeschi (372 voli settimanali per Milano), il futuro vettore di
riferimento?". "Next question", è la risposta. Karl Ulrich
Garnadt, membro del cda di Lufthansa, definisce la Lombardia "parte
dell'area europea più importante economicamente". Commenti positivi
all'intesa dalla Filt Cgil e dai piccoli e medi imprenditori di Confapi. Per la
Lega parla Davide Boni, assessore regionale: "Malpensa rialza la
testa". Certo i problemi non sono finiti. Il traffico passeggeri a
Malpensa e Linate ad aprile è sceso del 23,7%, mettendo nel conto tutte le
compagnie, Alitalia da sola segna un meno 57,8.
Isolando Malpensa, Alitalia perde nel mese in corso
l'83,2% di passeggeri e tutte le compagnie il 31,6. Questi sono i dati da
guardare, più di quelli del bilancio 2007: 33,6 milioni di passeggeri, più 7,4%
sul 2006 (Malpensa più 9,7), contro una crescita media europea del 5,2. Cifre
da dimenticare per il 2008, ma Bonomi rimane ottimista e garantisce 440
collegamenti settimanali quest'anno in sostituzione degli oltre 800 lasciati da
Alitalia, con l'ingresso di American Airlines,
AirSeychelles, FlyNiki e 14 nuove tratte intercontinentali fra cui New York,
Boston, Chicago, Singapore e Shanghai: "Abbiamo recuperato oltre metà dei
voli cancellati da Alitalia su Malpensa". Il
rilancio potrebbe essere completato prima dei due anni previsti. Non per questo
sarà ridotta l'entità del risarcimento chiesto ad Alitalia.
"L'alleanza con Lufthansa dà concretezza alle prospettive di sviluppo di
Malpensa - è il commento del sindaco Letizia Moratti - da oggi Malpensa può
guardare con fiducia al proprio futuro, indipendentemente dal destino di Alitalia. Con Lufthansa si apre una fase nuova che
confermerà il ruolo di Malpensa tra i grandi hub europei. Resta l'amarezza per
il fatto che il governo Prodi, accettando le condizioni capestro di Air France,
si apprestava a svendere l'intero trasporto aereo italiano". Sindaco e Sea
puntano alla liberalizzazione degli accordi bilaterali, le intese fra Stati che
regolano numero e frequenze dei voli, spesso vecchi di decenni. è l'obiettivo
anche dell'opposizione, ricorda Marco Cormio del Pd: "Proponemmo una
mozione di stimolo al governo in consiglio comunale. Fu la maggioranza a farla
fallire". Sul ritiro del ricorso contro Alitalia,
la Moratti aggiunge: "Ci muoveremo in funzione delle decisioni del
governo".
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
L'intesa con Lufthansa prevede la creazione di un network più vasto di quello
gestito in passato dalla Magliana Dodici mesi per l'alleanza stellare Anche
United e Singapore Airlines nella ragnatela di accordi Transiti e servizi
andranno velocizzati al massimo per fare dello scalo il quarto hub del vettore
tedesco dopo Francoforte, Monaco, Zurigo I trattati bilaterali che limitano le
tratte a lungo raggio sono l'ostacolo maggiore e a Roma potrebbe esserci
interesse a ribadirli ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) prevedono il
lancio - a regime nel 2013 circa - di un capillare network intercontinentale
ancor più vasto di quello gestito fino a pochi mesi fa dalla compagnia di
bandiera. La ragnatela di collegamenti cui si starebbe lavorando prevede di
fare dello scalo bustocco il quarto hub del vettore tedesco (dopo Francoforte,
Monaco e Zurigo) grazie a un network di destinazioni a lungo raggio servite non
solo dalla società di Wolfgang Mayrhuber, ma anche dei suoi alleati nel
consorzio Star Alliance: Singapore Airlines - che curerebbe le tratte per
l'Asia - United per gli Usa e Lufthansa (forse anche con Air One) nel resto del
mondo. Un'alleanza strategica a 360 gradi destinata a prendere forma - se non
ci saranno intoppi - nei prossimi 12 mesi. In tempo comunque per consentire a
Milano di arrivare all'appuntamento dell'Expo con un aeroporto in grado di
collegarla direttamente con tutto il resto del mondo. La strada però non è
tutta in discesa e i nodi da sciogliere sono ancora molti. Alcuni - in
apparenza più semplici - di carattere tecnico, gli altri di tipo politico visto
che l'asse Milano-Francoforte rischia in qualche modo di incrociare a vari
livelli la delicatissima partita per il futuro di Alitalia. I nodi tecnici. Il memorandum of understanding tra Sea e
Lufthansa è già piuttosto dettagliato sul futuro dell'intesa. Gli incontri dei
prossimi mesi serviranno però a mettere a punto alcuni passaggi chiave. Malpensa,
se tutto andrà come sperano i vertici del gruppo, verrà ridisegnata per venire
incontro alle esigenze tedesche. In soldoni si tratta di riorganizzare
orari e strutture in modo da velocizzare al massimo i transiti e i servizi
aeroportuali per il nuovo (potenziale) vettore di riferimento. Altro scoglio da
affrontare è il problema Linate. Lufthansa - e questo per Bonomi è stato già un
sospiro di sollievo - avrebbe già accettato di ragionare sulla sua candidatura
ad hub carrier senza porre come pregiudiziale interventi drastici sul city
airport meneghino. Ma certo l'alleanza strategica con Milano potrebbe decollare
con più facilità nel momento in cui si arriverà a un ridimensionamento e a una
rimodulazione dei voli dal Forlanini. I nodi politici. Questo forse è
l'ostacolo maggiore. Lufthansa si è tenuta alla larga dalla partita Alitalia proprio per non finire nel vicolo cieco in cui si è
ficcata - con le conseguenze che tutti conoscono - Air France. E ha preferito
lavorare a una soluzione più lineare e di mercato con la Sea. Il rischio però a
questo punto è che la politica tenuta fuori dalla porta rientri dalla finestra.
Con la Magliana di nuovo a recitare il ruolo di convitato di pietra. Il
problema è semplice: i trattati bilaterali per i viaggi intercontinentali
limitano oggi la possibilità di lanciare nuovi servizi a lungo raggio da
Milano, il vero obiettivo dell'asse con i tedeschi. Bonomi da mesi chiede (l'ha
ripetuto ieri) di liberalizzare il mercato rinegoziando queste intese per
consentire alla Malpensa di riempire il vuoto lasciato da Alitalia.
L'accordo con Air France, però, metteva come precondizione proprio un
congelamento di questi trattati. Richiesta che potrebbe essere ribadita anche
dai nuovi potenziali acquirenti della Magliana che salvo alleanze con
Francoforte non avrebbero alcun interesse a veder crescere i tedeschi sul
mercato italiano. Questa patata bollente rischia di scottare le dita da subito
al nascente governo Berlusconi. Dove convivono un'anima (quella di Forza
Italia) impegnata a salvare la Magliana e un'altra, quella rappresentata dalla
Lega, che chiede da tempo di separare il destino della compagnia di bandiera da
quello di Malpensa. Il boom del Carroccio alle ultime elezioni sembra però
regalare a Bonomi - che ha militato a lungo nel partito di Umberto Bossi - un
potere negoziale sufficiente per regalare alla Sea un futuro made in Germany.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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N. 102 del
2008-04-29 pagina 2 Ed ora Malpensa riparte da Lufthansa di Livio Caputo (...)
è già all'opera e, con un governo finalmente amico, l'impresa non dovrebbe
essere impossibile. In secondo luogo, l'accordo dimostra che Lufthansa, da
sempre considerata una alternativa ad Air France anche in virtù della sua
partecipazione ad Air One (e della proprietà di Air Dolomiti, finora modesta
realtà regionale ma ora trasformata in una specie di avanguardia per la
conquista del mercato italiano), giocherà comunque un ruolo importante nella
complessa vicenda del trasporto aereo del Bel Paese. Non si sa ancora quali
rotte andranno a servire i sei aerei in arrivo l'anno venturo: probabilmente
subentreranno nelle più redditizie tra quelle abbandonate da Alitalia.
Ma è certo che, se l'esperimento avrà successo, la presenza tedesca nell'hub
(o, allo stato attuale, ex hub) lombardo si espanderà ulteriormente. Sempre che
Lufthansa non esca dal suo attuale riserbo e finisca con il diventare il
partner industriale della "nuova" (per ora solo ipotetica) Alitalia. Infine, questo accordo è una specie di rivincita
di Milano e della Lombardia su coloro che, annidati nei palazzi romani, hanno
sempre considerato Malpensa una cattedrale nel deserto e, ignorando la realtà
del mercato - hanno creduto di potere salvare Alitalia abbandonandola a favore di Fiumicino. Mentre Alitalia ha bisogno di un prestito ponte di 300 milioni solo per
sopravvivere qualche altro mese - che ai contribuenti del nord non piace
affatto - Sea ha chiuso ancora il bilancio in attivo e si sta attrezzando per
superare la crisi. Chi ha deciso di investire nelle infrastrutture
complementari all'aeroporto non si sta tirando indietro. Avanti così, e ancora
una volta la città dovrebbe farcela, alla faccia di chi pensava di voltarle le
spalle. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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N. 102 del
2008-04-29 pagina 5 Sea firma l'accordo con Lufthansa: "Malpensa torna al
centro d'Europa" di Gianandrea Zagato (...) basati su Malpensa e questo è
l'inizio". Dopo il vuoto lasciato da Alitalia,
che il 30 marzo ha soppresso dallo scalo milanese due voli su tre, quest'ottima
notizia "dà concretezza alle prospettive di sviluppo di Malpensa"
commenta Letizia Moratti. "Lo scalo può guardare con fiducia al proprio
futuro, indipendentemente dal destino di Alitalia"
aggiunge il sindaco: "La partnership apre una fase nuova che confermerà il
ruolo di Malpensa tra i grandi hub europei. Il sistema delle imprese e i
milioni di passeggeri che usano l'aeroporto per raggiungere destinazioni
internazionali avranno certezza di poter contare su uno scalo efficiente e ben
inserito nel network mondiale". Anche la Regione giudica positivamente
l'intesa che, dall'inizio 2009, prevede lo stazionamento a Malpensa di sei
nuovi jet Embraer 195 e voli operati dalla sussidiaria italiana di Lufthansa,
Air Dolomiti, su rotte europee. "È ottima cosa e conferma che il mercato è
qui" valuta Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture, ma "per
Malpensa non è abbastanza": "Il nostro territorio, le nostre aziende
hanno bisogno di un hub carrier per andare direttamente in tutto il
mondo". Naturalmente, aggiunge l'assessore regionale, "restiamo convinti che ci siano tutte le prerogative affinché
l'evoluzione della vendita di Alitalia possa prevedere il ritorno
di una nuova Alitalia come hub carrier di Malpensa" e, quindi, "è importante
la conferm degli slot che Alitalia ha in pancia per la
prossima stagione invernale". E soddisfazione esprime pure Davide Boni -
"Malpensa rialza la testa. Per noi Malpensa e Alitalia
viaggiano su due binari diversi e prioritario è salvare lo scalo lombardo,
dando possibilità di vedere riassegnati gli slot lasciati liberi" afferma
il capodelegazione leghista in giunta regionale -, mentre Maurizio Lupi (Pdl)
osserva che "l'accordo raggiunto dimostra come per il mercato Alitalia non possa fare a meno dello scalo milanese e
viceversa" e, dunque, "tornano a galla le responsabilità del management
della compagnia di bandiera e del passato governo di centrosinistra".
Valutazioni sottoscritte dal sistema imprese che, secondo Michele Perini,
reclama "la liberalizzazione delle rotte, per sostenere l'interesse delle
grandi linee aeree e dare a Malpensa la possibilità di crescere con i suoi
mezzi": "Malpensa" dichiara il presidente di Fiera Milano
"è baricentro di una delle aree più sviluppate e ricche d'Europa e ha
tutte le carte in regola per prosperare pure senza il vettore di bandiera".
Giudizio seguito da una nota di Claudio Artusi, ad Fiera di Rho-Pero -
nell'accordo siglato trova "ulteriore motivo di soddisfazione" perché
"Fiera Milano ha appena siglato con la fiera di Hannover, la più
importante tedesca, un'intesa grazie a cui affronteremo insieme i grandi
mercati extraeuropei" - e dal sostegno di Paolo Galassi, presidente
Confapi: "È fondamentale che Malpensa mantenga il suo profilo di hub, pure
in vista di Expo 2015, occasione irripetibile per promuovere e rilanciare il
sistema produttivo nazionale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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2008-04-29 pagina 5 Bonomi: "Nessuna retromarcia sulla richiesta di
risarcimento" di Redazione "Non ritireremo la causa perché al di là
del recupero anticipato dei volumi di traffico siamo di fronte a una tipologia
di traffico diverso. Che, quindi, genera minori flussi di cassa". Giuseppe
Bonomi, presidente di Sea. Infatti, gli 1,25 miliardi di risarcimento danni
reclamati dalla società che gestisce Malpensa sono stati calcolati sulla base
della differenza dei flussi di cassa generati da Alitalia come hub carrier e Malpensa come scalo point-to-point. Ma
Letizia Moratti, sindaco di Milano, fa sapere che il ritiro del ricorso
"dipende da quali decisioni prenderà il governo: noi continueremo a
chiedere la liberalizzazione del mercato perché si stringano accordi bilaterali
che consentano a Malpensa di essere connesso agli scali del mondo".
\ © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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N. 102 del
2008-04-29 pagina 8 Berlusconi esulta: "Grazie Roma, una vittoria
storica" di Adalberto Signore da Roma Davanti al Campidoglio, qualche
centinaio di metri da via del Plebiscito, i sostenitori di Gianni Alemanno già
intonano un calcistico Dacce le chiavi, Walter dacce le chiavi, mentre sotto
Palazzo Grazioli fanno capolino a più riprese decine e decine di taxi
strombazzanti. Silvio Berlusconi è appena arrivato da Milano e con i cronisti
si limita a un sorriso e a un cenno della mano da dietro il finestrino
dell'auto. Non che l'entusiasmo non sia alle stelle, come conferma chi ha volato
con lui fino a Roma. Ma la testa del Cavaliere è ancora sulla squadra di
governo dove, come fossero biglie, ci sono ancora molti nomi che continuano a
girare da un ministero all'altro. E proprio il volo in compagnia di Giulio
Tremonti, Umberto Bossi, Roberto Calderoli e altri dirigenti azzurri è stato in
questo senso chiarificatore. Perché il Senatùr, viste le proiezioni di
Alemanno, avrebbe chiesto per Rosy Mauro (fino a ieri data alla vicepresidenza
del Senato) il ministero del Welfare. Così, solo un'ora dopo il suo rientro a
Palazzo Grazioli, Berlusconi affida a una nota ufficiale il suo commento al
successo capitolino, a beneficio di agenzie di stampa e tg. Il Cavaliere parla
di "vittoria storica" perché "per la prima volta il Pdl è alla
guida della Capitale d'Italia". E dunque un "grazie commosso ed
entusiasta per gli elettori di Roma". Come aveva fatto dopo il successo
del 13 e 14 aprile, però, Berlusconi non esalta troppo i toni trionfalistici.
Anzi, pur avendo rifilato al centrosinistra un uno-due che al Loft farà prestò
sentire i suoi effetti, rinnova l'appello al dialogo. "Mi auguro che
nonostante la sconfitta - dice - l'opposizione che siederà in Parlamento e in
Campidoglio confermi l'impegno a collaborare nella riforma dell'architettura
istituzionale, compresa quella di Roma capitale". D'altra parte, "le
sfide che Alemanno dovrà affrontare per farne una città più bella, pulita e
ordinata richiederanno un consenso ampio e unitario della cittadinanza
romana". E solo quando si lancia in uno spassionato "grazie
Roma" si coglie una certa enfasi per una vittoria attesa 15 anni. Che,
spiega, "completa il successo delle politiche ed è di stimolo per il
grande impegno che ci attende nel governo dell'Italia in una stagione non
facile sul piano economico". Un impegno che per questa ragione "è
ancora più entusiasmante". Più tardi, verso le dieci sera, nell'incontro a
porte chiuse al Capranica con i neodeputati del Pdl sarà ben più esplicito:
quando "ci guarderà dall'Africa" quel "poveraccio di
Veltroni" si renderà conto di "non averne azzeccata una". Se sul
governo c'è ancora molto da lavorare, sembrano sistemarsi le caselle di Camera
e Senato. Gianfranco Fini, conferma al Capranica, "sarà presidente di
Montecitorio", Renato Schifani "di Palazzo Madama". Capigruppo,
invece, Fabrizio Cicchitto alla Camera e Maurizio Gasparri al Senato. Con tanto
di gag: dovevamo puntare su donne "giovani e belle", almeno - dice
rivolto a Cicchitto - "potevi metterti una gonna scozzese...". Ottimista, poi, sul nodo Alitalia: ci sono
"più imprenditori del previsto che vogliono intervenire" nella
cordata, "circa il 20% di richieste in più". Ma è soprattutto sul
delicato fronte del governo che Berlusconi lavora per tutta la giornata, diviso
tra Arcore e Roma. Nel primo pomeriggio, infatti, chiude definitivamente
la querelle con Roberto Formigoni dopo un incontro di circa un'ora e mezza.
Nella sostanza, tutto come previsto. Con il governatore della Lombardia che
rinuncia alla sue aspirazioni a Roma e resta al Pirellone. Dalla sua, incassa
la ricandidatura nel 2010 (la legislatura che porterà la Lombardia all'Expo
2015), una certa libertà d'azione nel prossimo rimpasto di giunta e la garanzia
di un ruolo di prestigio nel Pdl. Sul fronte governo, invece, la vittoria di
Alemanno - che esce definitivamente dal totoministri - più che chiudere la
partita pare riaprirla. Con An che fa valere il successo al Campidoglio per
chiedere un ministero in più e la Lega - Bossi ha cenato insieme i suoi
colonnelli in un ristorante di via Nazionale - che butta lì la poltrona libera
al Welfare, forte forse anche del fatto che Roberto Maroni andrebbe più
volentieri allo Sviluppo economico che all'Interno. Insomma, tutto rimandato ad
oggi pomeriggio. Quando i vertici di Pdl e Lega si incontreranno per cercare di
fare chiarezza. Con una certezza: "Nonostante le difficoltà - dice ormai
alle undici di sera Berlusconi ai parlamentari riuniti al Capranica - la
squadra sarà di 12 ministri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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N. 102 del
2008-04-29 pagina 12 Nel Palazzo dei debuttanti arriva la "Generazione
'68" di Redazione Per gli eletti treno e aerei gratis. Se dimenticano di
fare il biglietto, nessun problema: le ferrovie lo addebitano ai contribuenti
da Roma Ci sono cose che in pochi forse sanno (fuori da palazzo Madama). Cose che
gli "umani" cittadini faranno fatica a comprendere in questi tempi di
vacche magre. La prima: oltre allo "stipendio" fisso, alla diaria, ai
rimborsi viaggi, telefoni e rapporto con gli elettori, i senatori godono anche
dell'indennità hi tech. Sono 4mila euro concessi a ogni eletto per l'acquisto
di "beni e servizi informatici", ma anche di "apparati fissi e
mobili di telefonia e comunicazione". E quindi: computer, dvd, e
telefonini per i parenti. Neanche Babbo Natale sarebbe così generoso. La
seconda, non meno strabiliante: ogni eletto del Senato può viaggiare gratis su
qualsiasi tipo di treno, "previa l'esibizione della tessera
parlamentare" presso l'agenzia di viaggi interna e le biglietterie. I
biglietti "vengono addebitati al Senato con pagamento differito". La
circostanza può far effetto ma non è nuova. Ma una delle sorprese del vademecum
per i senatori della XVI legislatura, consegnato ieri a matricole e veterani
nel primo giorno di scuola, è questa: i biglietti possono essere richiesti
anche a bordo treno, esibendo la tessera. Se un cittadino fa il biglietto così
si prende la multa, il senatore no: "In questo caso - si legge dal
vademecum - i senatori non dovranno pagare alcun sovrapprezzo". Come mai?
"Il sovrapprezzo di 8 euro sarà addebitato in via differita al
Senato". E quindi ai contribuenti, che sostengono il Senato. In pratica i
cittadini si trovano a pagare le multe proprie e quelle dei senatori, la
pigrizia, la disattenzione, o la fretta degli eletti. Il pacchetto del
neo-senatore è un sacchettino rosso contenente il regolamento interno, tre
moduli per l'abc del mestiere, con l'accesso a tutte le zone del centrostorico
grazie al pass Ztl, la richiesta di indicare i collaboratori e le istruzioni
per il passaporto di servizio. Infine due buste sigillate con i dati
ultrasensibili: password e moduli per l'assistenza sanitaria. Dopo aver
ricevuto il kit e aver compilato un modulo, ogni senatore che deve registrarsi
per la nuova legislatura viene fatto accompagnare nella stanza del fotografo:
lo scatto di quel momento diventa il biglietto da visita per la scheda su
Internet e per la tessera multiuso, con cui il senatore può mangiare, prenotare
i viaggi, tagliarsi i capelli alla barbieria del pian terreno. Per conoscere il
mondo favoloso che si apre con le segrete sigle della password, basta sfogliare
un po' il vademecum dei senatori, libro bianco e rosso di 157 pagine, pezzo
forte del kit senatoriale. Libro dei sogni, per chi ci crede: si scopre che
palazzo Madama è una cittadella dove tutto è a portata di mano, dalla posta
alla banca, dal pronto soccorso alla consulenza medica, dall'autorimessa fino
all'agenzia di viaggi. È questa poi una delle voci più interessanti della vita
da parlamentare: il senatore percepisce 1.637 euro al mese per i suoi spostamenti
aerei e ferroviari come rimborso (esclusi i tragitti con l'automobile, che sono
risarciti con una voce a parte). Ma la tessera consente
comunque di avere sconti incredibili sulle tratte aeree: 60 per cento con Air
One, 70 per cento con Alitalia e Meridiana. Del treno si è detto: è gratis, come la nave. Tutti
i passaggi autostradali sono a carico del Senato.\ © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
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N. 102 del
2008-04-29 pagina 23 "Abbiamo più imprenditori del necessario" di
Redazione da Roma "Per Alitalia abbiamo più
imprenditori di quanti ne servano e anche lo Stato potrebbe intervenire",
nella tarda serata di ieri Silvio Berlusconi ha rassicurato i parlamentari
eletti nel Popolo della libertà sulla formazione della cordata italiana
chiamata a intervenire per salvare l'ex compagnia di bandiera. La precisazione
è avvenuta al termine di una giornata che ha visto il premier in pectore
impegnato in un lungo incontro con Bruno Ermolli, di Synergetica, l'advisor
incaricato di verificare la possibilità di un rassemblement imprenditoriale per
il vettore italiano. "Non troverei nulla di scandaloso - ha detto
Berlusconi - se fosse lo Stato a gestire" la partita Alitalia,
ma "al momento ho registrato il 20% in più di richieste da imprenditori
che vogliono intervenire". Intervento a cui si è nuovamente dichiarato
disponibile il presidente di Geox, Mario Moretti Polegato. "Penso che,
come me, molti italiani sono pronti a fare parte di questa cordata, però
occorre che il governo agisca in fretta e proponga un piano industriale",
ha dichiarato. Dal canto suo il presidente di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp),
Alfonso Iozzo, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio,
ha glissato eludendo le domande su un possibile coinvolgimento nella cordata
per Alitalia. L'ex ad di Sanpaolo Imi si è celato
dietro le previsioni dello statuto di Cdp che impone all'ente pubblico di
investire esclusivamente in infrastrutture. Le dichiarazioni di Iozzo, però,
suonano come una parziale smentita alle indiscrezioni dei giorni scorsi che
indicavano la Cassa come un possibile partecipante alla cordata italiana per il
salvataggio della ex compagnia di bandiera. Intanto, i sindacati attendono un
confronto con il nuovo esecutivo. "Alitalia è il
primo banco di prova del governo Berlusconi: da questa vicenda si capirà di che
pasta è fatto", così il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Sulla
stessa lunghezza d'onda il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: "Bisogna
che il nuovo governo ci convochi rapidamente per avere il confronto sulle linee
su cui vuole muoversi. Berlusconi si è assunto una responsabilità e lo deve
fare in un rapporto trasparente con tutte le organizzazioni sindacali". In
fibrillazione l'Anpac, sindacato dei piloti, per le scelte
effettuate dall'attuale management di Alitalia. In
particolare, viene contestata la riduzione della flotta di medio e lungo raggio
di 37 aeromobili. Il titolo Alitalia, trattato con il consueto
sistema dell'asta unica, ha segnato un prezzo in discesa dello 0,40% a quota
0,49 euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
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Augusto Minzolini E
SILVIO SI SCOPRÌ MENO BIPARTISAN La frase Silvio Berlusconi l'ha gettata lì. In
uno dei tanti ragionamenti a cui si è lasciato andare ieri, a ridosso
dell'ultimo successo elettorale del centrodestra: la conquista del Campidoglio.
"Prima - ha confidato agli intimi - c'era un paese diviso a metà tra noi e
il centrosinistra. Il dialogo non era solo necessario ma obbligato. Ora c'è un
Paese diviso che quasi per due terzi è con noi e per un terzo con
l'opposizione: la filosofia non può non cambiare. Il dialogo è importante, ma
la priorità è decidere. E' quello per cui la gente ci ha votato". La
sconfitta di Francesco Rutelli a Roma ratifica un cambio di scenario che era
già nell'aria: il centro-sinistra è destinato a ripensarsi completamente, a
rifondarsi sul piano programmatico e culturale per recuperare un ritardo di
anni e un eventuale siluramento di Walter Veltroni sarebbe una scorciatoia che
ne perpetuerebbe solamente gli errori e i vizi; di contro, il centro-destra e
"in primis" Silvio Berlusconi sono condannati - si fa per dire - a
governare, a decidere, a riformare il Paese con la collaborazione degli altri -
meglio - o da soli. Tutte le menate o i minuetti di queste settimane sono
definitivamente archiviati: non ci saranno "esterni" di lusso nel
governo; non ci saranno "vice" ma solo il premier; e i ministri, a
questo punto, non saranno soppesati con il bilancino. Le ultime mediazioni si
sono esaurite ieri. Se si protrarranno ancora c'è il rischio di cominciare con
il piede sbagliato. "Questo - osserva la maga dei sondaggi, Alessandra
Ghisleri - è un Paese che vuole essere governato e Berlusconi deve
assecondarlo. Non ci sono più mediazioni. Non c'è bisogno di vice-premier come
Calderoli o Letta. Userò un termine forse esagerato, ma lui nell'immaginario è
stato percepito come l'uomo della provvidenza. Lo ha evocato lui stesso un
simile scenario con il "meno male che Silvio c'è". E' uno slogan che
ha pagato ma ora lo carica di responsabilità". E dato che il panorama
politico del Paese è stato terremotato deve cambiare anche la strategia, lo
stile e l'immagine del Cavaliere: "Mai come ora dobbiamo governare con i
fatti e non con le parole". Nei primi cento giorni, nella
luna di miele, Berlusconi deve produrre decisioni sull'Alitalia ("Abbiamo già ora un 20% di surplus di imprenditori che
vogliono partecipare alla cordata"), sui rifiuti a Napoli ("se sarà
necessario porteremo l'immondizia davanti ai magistrati che impediscono di
utilizzare alcune discariche"), sul fisco. La priorità, appunto, è
scegliere non trattare esageratamente. Del resto il personaggio aveva capito la
domanda che veniva dall'opinione pubblica già in campagna elettorale. Aveva
dato poco peso alla filosofia di Sarkozy e aveva ironizzato sulla commissione
Attali: "E' più famosa di quanto abbia prodotto". Poi aveva escluso
dal Pdl i depositari della cultura della mediazione estenuante e dei confronti
ad oltranza, gli ex-dc. Infine, sul governo, diciamoci la verità, non ha mai
ipotizzato seriamente l'arrivo di esterni come Luca di Montezemolo o il
giuslavorista, Piero Ichino. Né ha difeso più di tanto il vice-premierato di
Gianni Letta sia dall'assalto della Lega che voleva affiancargli Calderoli, sia
dall'insofferenza di Giulio Tremonti e di Gianfranco Fini: il "gran visir"
di palazzo Grazioli è sicuramente il primo dei collaboratori del premier,
quello di cui più si fida, la sua ombra, ma le indiscusse doti diplomatiche
dell'uomo hanno un peso "in un Paese diviso a metà" e un altro,
sicuramente più relativo, in un governo che può contare sull'appoggio della
stragrande maggioranza del Paese. In quest'ultimo caso la qualità prioritaria è
la capacità di decidere tempestivamente. E il risultato del voto a Roma, dove
Letta ha sempre coltivato un rapporto fin troppo privilegiato con il centro-sinistra,
probabilmente renderà ancora più forti queste sensibilità: "Durante la
campagna elettorale - si lamenta Maurizio Gasparri - mi ha ripreso quando ho
sparato contro il proconsole di Veltroni, Bettini, ma non possiamo mica fare
politica disarmati". Fin qui Letta. Ma anche verso gli alleati e nel
partito il Cavaliere non si farà coinvolgere in mediazioni estenuanti. Anzi.
Anche perché se uno legge attentamente i flussi elettorali dell'ultimo voto
emerge che il successo della Lega, ad esempio, è frutto anche dalla capacità di
abnegazione del Cavaliere: il partito del Senatùr ha preso solo l'1% a sinistra
(a differenza di quanto viene strombazzato in giro), il resto lo ha preso a
Forza Italia che ha pagato la scelta necessaria di fondersi nel Pdl con An.
Insomma, è stato il Cavaliere a farsi carico della vittoria e questo gli dà una
ragione in più per rispondere picche a richieste spropositate degli alleati.
Così nei confronti della Lega dopo il "no" a Calderoli, è venuta la
promessa di un quarto mandato per Formigoni alla Regione Lombardia. Se a questo
si aggiunge che l'uomo della Moratti, Paolo Glisenti, è stato nominato
amministratore dell'agenzia che preparerà l'Expò, si può dire che
quest'appuntamento importante sarà tutto nelle mani di Berlusconi. Se questa è
l'aria anche Alleanza Nazionale dovrà ridimensionare le sue mire. Come pure
dentro Forza Italia le ambizioni ministeriali sono tutte nelle mani del
Premier: il Cavaliere non si farà trascinare più di tanto nelle richieste dei
vari esponenenti, si chiamino Rotondi, Alfano o Vito. A un certo punto
deciderà. E i primi a saperlo sono gli interessati. "Lo ha capito Bossi
pensate se non lo capiamo noi - fa presente il capo degli ex-dc della Pdl
Gianfranco Rotondi -: il governo nasce da un patto diretto di Berlusconi con il
popolo. Come De Gaulle, oggi Berlusconi ha una responsabilità esclusiva".
Appunto, "decidere". "Potremo fare anche delle scelte impopolari
se necessario - fa presente il pugliese Raffaele Fitto, uno dei colonnelli -:
l'unica cosa che non possiamo fare è non decidere". "L'elemento
prioritario della nostra filosofia - gli fa eco il piemontese Crosetto - è
scegliere". "La gente - chiosa il prossimo capogruppo. Fabrizio
Cicchitto - esige innazitutto di essere governata. Lo sappiamo noi, ma devono
saperlo, nel bene e nel male, anche i sindacati e quest'opposizione
frastornata".
( da "Repubblica, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XVIII -
Milano CUORE ROSSONERO Ogni martedì i tifosi Vittorio Zucconi e Antonio
Dipollina commentano il campionato delle squadre milanesi DOMENICA PIEGHEREMO
LA MULTINAZIONALE VITTORIO ZUCCONI Ora che la bischeraggine dei difensori della
Fiorentina raggiunti dai Doriani praticamente il giorno dopo la fine della
partita, ci ha riaperto il sottoscala della Shampion League, si riacutizza il
problema della rosa e della campagna acquisti. Se diamo per scontata la facile
vittoria contro le Oneste Raffinerie RiuniteMoratti (Slogan pubblicitario: ogni
pieno tuo, un nuovo cileno con documenti falsi per me) secondo la nota regola
della squadra peggiore favorita, dobbiamo virilmente affrontare le necessità di
questa rosa, che le pezze a colori tipo Pato non possono più coprire. Come ha
ricordato saggiamente zio Galliani sporgendo il suo capino da tartaruga dal
guscio della giacca, il bilancio del Milan è un pedalino con un buco da circa
30 milioni di euro e dunque non possiamo comperare grandi campioni. Svanito
(fortunatamente) il garantito arrivo di Ronaldinho, che si è rivelato il solito
bufalinho elettorale sparato da Silvinho, si ipotizza la cessione di Kakà al
Real Madrid. Con i 30 milioni per Kakà e i due etti e mezzo di gorgonzola che
otterremo certamente per Gourcuff, potremo acquistare il minimo necessario per
tornare competitivi. Mica molto. Un portiere che ogni tanto esca, almeno alla
domenica, sui palloni alti, un terzino destro, un terzino sinistro, un centrale
per quando inevitabilmente Nesta si rompe, un centrocampista di interdizione
per quando Gattuso si ricorderà di essere soltanto umano, un centrocampista coi
piedi buoni per dare fiato a Pirlo, un onesto manovale che sia in grado di fare
cross decenti dalla fasce, una punta centrale di stazza che ogni tanto si
ricordi che scopo del gioco è fare gol. Diciamo, a star leggeri, sei o sette
giocatori di valore, tra prima e seconda squadra. Sembrerebbero
tanti, a prima vista, ma se hanno trovato 300 milioni da buttare in Alitalia, che cosa saranno mai trenta per il Milan? Siamo tutti pronti a
seguire l'invito del Berlusconi e a metterci le nostre fiche (espressione alla
quale, chissà perché, preferisco l'inglese "chip").
( da "Manifesto, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia tedesca
s'accorda con la Sea, la società che gestisce lo scalo lombardo: dal 2009
ridislocati nove aeromobili per incrementare i voli su tratte europee. "Ma non siamo interessati ad Alitalia"
Milano La Lufthansa fa un piccolo passo d'interesse nei confronti dell'aeroporto
di Malpensa, tenendosi però alla larga da qualsiasi ipotesi di acquisire l' Alitalia. Grazie a una lettera d'intesa siglata con Sea, la società che
gestisce lo scalo lombardo, a Malpensa verranno posizionati sei nuovi
aeromobili dall'inizio del 2009 che saranno operati dalla controllata
italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e saranno impiegati su tratte europee. Un
passetto che può essere considerato un test per le sorti dello scalo e il suo
futuro, dopo l'abbandono dell'hub da parte di Alitalia,
causa, bilanci alla mano, di 200 milioni di euro di perdite all'anno per la
compagnia di bandiera. Malpensa è una cosa, Alitalia è
un'altra, ha precisato un portavoce della Lufthansa: "Non c'è nessun
interesse di una qualche attività". L'accordo con Sea ha fatto saltare
sulla sedia i suoi sostenitori. Per il sindaco di Milano Letizia Moratti,
"Sea dimostra con i fatti di poter trovare partners di grande livello. Il
mio prossimo obiettivo sarà quello di impegnare il governo nella
liberalizzazione degli accordi bilaterali, per consentire a Sea di sviluppare
le nuove alleanze con vettori internazionali potendo disporre dei diritti di
traffico necessari a servire il grande mercato del Nord Italia". Giuseppe
Bonomi, presidente e amministratore delegato di Sea, guarda già oltre: "E'
l'inizio di un percorso" e servirà "a porre basi solide per il
risanamento e il rilancio di Malpensa". Sempre ieri, la Sea ha fatto
sapere che la decisione di Alitalia di abbandonare
l'hub di Malpensa è costata alla società aeroportuale minori utili per trenta
milioni di euro nel 2007. Il caso Alitalia resta
invece sempre in bilico. Ieri l'Enac, l'ente nazionale aviazione civile, ha
comunicato che "continuerà a monitorare con attenzione l'evolversi della
situazione della compagnia", in particolare le "condizioni
economico-finanziarie del vettore". Il punto si è reso necessario alla
luce della normativa vigente, "in particolar modo - afferma una nota - il
Regolamento Comunitario 2407/92, e alla luce del decreto legge del governo che
lo scorso 22 aprile ha disposto l'erogazione di un prestito alla compagnia
aerea". Nei giorni scorsi il presidente dell'Enac Vito Riggio, proprio in
applicazione di quanto dispone la normativa europea, aveva ipotizzato il ritiro
della licenza di volo ad Alitalia nel caso di assenza
di liquidità per almeno 12 mesi. E da Bruxelles, dove è all'esame dell'Unione
europea il prestito-ponte di 300 milioni di euro concesso dal governo ad Alitalia, arrivano nuove nubi. "Non è scontato"
che il governo italiano riesca a provare che il prestito non costituisca un
aiuto di stato, ha detto in un'intervista alla radio francese Bfm il
commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot. "Temo che siamo obbligati
a dire no a qualsiasi nuovo aiuto pubblico", ha detto Barrot. È necessario
verificare, ha spiegato il commissario, "se questo aiuto d'urgenza è un
aiuto pubblico assolutamente incontestabile o se al contrario è un prestito che
potra eventualmente essere valutato in modo differente". Per una eventuale
cordata italiana che salvi l'Alitalia continuano i
movimenti, ma senza traccia di segnali concreti. Ieri Silvio Berlusconi ha
incontrato per due ore Bruno Ermolli, l'imprenditore incaricato di mettere
insieme la cordata, ma nulla è trapelato dall'incontro.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Strategie Bonomi: è solo il primo passo del piano di rilancio. Il
sindaco: pronti a fermare la causa contro Alitalia
Malpensa riparte con Lufthansa Accordo con Sea: nuove rotte europee. Moratti:
il governo sciolga il nodo degli slot La causa di Sea nei confronti della
compagnia di bandiera resta in piedi. Il sindaco: dipenderà dalle decisioni del
governo su Alitalia Malpensa riparte da Lufthansa. Per
adesso con sei aerei della compagnia tedesca che dal 2009 copriranno le rotte
europee. In futuro, con una partnership strategica, fissata in un Memorandum of
Understanding, per lo sviluppo dell'hub varesino. "L'alleanza con
Lufthansa - attacca il sindaco Letizia Moratti - dà concretezza alle
prospettive di sviluppo di Malpensa che da oggi può guardare con fiducia al
proprio futuro, indipendentemente dal destino di Alitalia".
"Quello con Lufthansa - attacca il presidente e amministratore delegato di
Sea, Giuseppe Bonomi - è solo il primo passo ". "Abbiamo sempre detto
- attacca un portavoce della compagnia aerea - di considerare l'Italia e in
particolare il Norditalia un mercato interessante e molto importante e non
escludiamo nuovi passi". Tempo di bilanci per Sea. Anzi di Bilancio.
L'addio di Alitalia costa alla società che gestisce
Malpensa minori utili per trenta milioni di euro nel 2007. La Sea chiude con
utile netto di 34,5 milioni di euro, in linea con quello dell'anno precedente,
ma fa ancora discutere la decisione di distribuire un maxidividendo di 25
milioni di euro. "Abbiamo espresso una forte perplessità - attacca il
vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli - sulla proposta del Comune di
ripartire tutto l'utile della Sea senza motivazioni tecniche e
finanziarie". Palazzo Isimbardi rinnova anche un'antica richiesta: entrare
a far parte del cda della Sea. La Provincia detiene una quota del 14 per cento.
Ma i riflettori restano puntati sull'alleanza con Lufthansa
e sulla vicenda Alitalia. La causa di Sea nei confronti della compagnia di bandiera resta
in piedi. "Dipenderà dalle decisioni del governo su Alitalia" taglia corto la Moratti. Ma Bonomi lascia aperto uno
spiraglio: "Se ci pervenisse una proposta transattiva da Alitalia la valuteremmo con grande velocità e attenzione". Il
sindaco, da parte sua, insiste con il pressing sul futuro governo Berlusconi:
"Noi continueremo a chiedere la liberalizzazione per far sì che si possano
stringere nuovi accordi bilaterali che consentano a Malpensa di essere un
aeroporto al servizio del Paese e connesso ai più importanti scali internazionali".
Il futuro dell'aeroporto Sea e la compagnia aerea tedesca Lufthansa hanno
firmato ieri un'intesa per l'aumento dei voli su Malpensa Giuseppe Bonomi
Letizia Moratti Maurizio Giannattasio.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-29 num: - pag:
1 categoria: REDAZIONALE Hub IL DOPO ALITALIA Malpensa punta a Nord Alleanza
con Lufthansa Alleanza strategica con la Lufthansa per Malpensa. La compagnia
aerea tedesca metterà a disposizione 6 aerei per le rotte europee. "Ma
questo è solo il primo passo" attacca il presidente Bonomi.
"L'alleanza con Lufthansa - attacca la Moratti - dà concretezza alle
prospettive di sviluppo di Malpensa". A PAGINA 2 Giannattasio.
( da "Messaggero, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Accordo
con la Sea: dal prossimo anno più voli sulle rotte europee. Colonia: "Non
sono escluse prossime mosse" Lufthansa si rafforza su Malpensa Barrot
(Ue): "Difficile dimostrare che il prestito Alitalia non è aiuto di
Stato".
( da "Messaggero, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Su Alitalia da cui però si sfila la Cassa depositi e prestiti
(Cdp). E oggi l'assemblea di Lufthansa dovrebbe confermare alla guida Wolfgan
Muyrhuber che appena possibile avvierà il negoziato con Roma. Il faccia a
faccia fra il presidente del consiglio in pectore Berlusconi e il consulente
cui a fine marzo ha affidato l'incarico di reclutare una pattuglia di
investitori si è svolto per due ore ad Arcore. Nessuna dichiarazione ufficiale
sul contenuto del vertice nel quale comunque, sarebbe stato fatto il punto sui
contatti avviati da Ermolli. Salvatore Ligresti è già uscito allo scoperto
annunciando che "quasi certamente saremo coinvolti, una mano bisogna
darla". Anche Marco Tronchetti Provera ha dato la sua disponibilità
all'interno di un'operazone trasparente. Più o meno sulla stessa lunghezza
d'onda di Benetton. C'è anche Marcellino Gavio pronto a investire alcune di
milioni. Disponibilità che si aggiungono a quelle di Diana Bracco, Giorgio
Squinzi e altri. Ieri si è aggiunto anche Mario Moretti Polegato, patron della Geox:
"Occorre un chiaro progetto industriale che il governo deve sottoporci.
Credo che molti italiani come me sono pronti a far parte della cordata".
Ieri sera, parlando ai parlamentari eletti nel Pdl, a Roma, Berlusconi ha
detto: "Per Alitalia abbiamo più imprenditori di
quanti ne servano e anche lo Stato potrebbe intervenire". Intesa Sanpaolo
continua a essere della partita alla quale è interessato fortemente Carlo Toto,
affiancato sempre da Goldman Sachs in veste di advisor che nei giorni scorsi avrebbe
fatto una ricognizione con alcune banche per verificare la disponibilità a
riprendere in mano il dossier, non appena si sarà insediato il governo. Ma la
posizione espressa da Enrico Salza e condivisa da Corrado Passera sulla
necessità di un progetto con un respiro internazionale, ridimensiona il ruolo
di Air One. Della cordata comunque non dovrebbe far parte la Cdp che nei giorni
scorsi era stata indicata come uno dei possibili soggetti disposti a entrare.
"Tecnicamente non è un'infrastruttura, Malpensa, sì", ha detto il
presidente della Cdp Alfonso Iozzo. La cassa "ha oggi come obiettivo le
infrastrutture". E incalzato su un interesse per Alitalia, Iozzo ha risposto secco: "No". Di Alitalia e del prestito-ponte da 300 milioni concesso dal governo ha
parlato anche Susanna Agnelli. "Ci vuole davvero tanta fatica per
salvarla", ha detto, "i soldi stanziati sono stati presi dalla
ricerca. Per fare ricerca ci vogliono tanti soldi, ma dallo Stato ne
abbiamo sempre meno".
( da "Messaggero, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Lufthansa conquista "spazio vitale" a Malpensa. Firma
un accordo di partnership con la Sea come "primo significativo risultato
che consente di guardare con fiducia al futuro e porre solide basi per il
risanamento e il rilancio dello scalo". Parole di Giuseppe Bonomi,
presidente della società che gestisce gli aeroporti milanesi. Se l'intesa
prelude ad un impegno più robusto dei tedeschi sul mercato italiano e, in
particolare, ad un interessamento concreto per Alitalia,
si vedrà nei prossimi giorni. "Non escludiamo nuovi passi", fanno
sapere dal quartier generale di Francoforte. Comunque se ne saprà di più quando
si conoscerà l'identità e il potenziale della cordata "tricolore" che
Silvio Berlusconi e Bruno Ermolli stanno cercando di allestire. Ieri all'ora di
pranzo incontro di circa due ore tra il Cavaliere e il superconsulente
economico. Restando all'accordo Sea-Lufthansa, esso prevede, a partire dal 2009
il posizionamento di sei jet Embraer 195 sull'impianto di Malpensa. I voli, su
rotte europee, saranno operati dall'alleata italiana Air Dolomiti. "Milano
e la Lombardia - spiega il vice presidente di Lufthansa, Karl Ulrich Garnadt -
sono tra le più importanti e forti aree d'Europa ed hanno un elevato volume di
passeggeri. Saremo in grado di offrire una rete più fitta di voli per le varie
destinazioni europee". "Un'eccellente notizia - secondo il presidente
di Assoclereance, Carlo Griselli - perchè dal prossimo anno i sei aerei
potranno attivare 45 tratte". L'accordo tuttavia non annullerà la
richiesta di danni che la Sea ha avanzato ad Alitalia
dopo il trasferimento di voli a Fiumicino. "Certo - precisa il presidente,
Giuseppe Bonomi - se ci pervenisse una proposta transattiva da parte della
compagnia, la valuteremo con grande interesse". Ieri il cda della stessa
Sea ha deciso di svalutare di 30 milioni, cioè da
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-29 num: - pag: 1 autore: di
RITA QUERZé categoria: REDAZIONALE L'intesa Sei aerei tedeschi faranno base
nello scalo. "Non esclusi nuovi passi" EoraLufthansasceglieMalpensa
MILANO - Lufthansa atterra a Malpensa. Sei aerei della compagnia tedesca
faranno base dal 2009 nello scalo varesino. L'annuncio è arrivato ieri, insieme
con i dati del bilancio Sea 2007. Ancora in attivo (più 34,5
milioni di euro) nonostante l'abbandono di Alitalia. Sia
Lufthansa che Sea (società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa)
lasciano intendere che l'arrivo dei nuovi Embraer 195 gestiti dalla controllata
italiana Air Dolomiti sia solo il primo passo. L'obiettivo è una partnership
ben più stretta. CONTINUA A PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-29 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Vincitori e delusi nella Capitale del potere Il successo di
Caltagirone, Mondello non si dispera. A rischio i manager Testa, Vento e
Fabiani Festeggia (in silenzio) il leader di Confcommercio Pambianchi. Escono
con le ossa rotte i costruttori Parnasi e Cerasi ROMA - Vincitori e vinti.
Imprenditori e manager tirano le somme. E Francesco Gaetano Caltagirone esulta:
quattro giorni fa era uscito allo scoperto. Una voce isolata fra i poteri forti
romani, schierati - per convenienza o convinzione - con il Pd. "Grande
discontinuità", aveva auspicato. Una discesa in campo. Contro Veltroni.
Contro Rutelli. Del resto anche Casini, leader dell'Udc e genero del
costruttore, si è ben guardato dal tendere la mano al Pd. Ieri Caltagirone non
ha commentato il voto. "è soddisfatto", racconta chi lo conosce bene.
Grandi sconfitti sono i manager delle aziende comunali. "Niente spoils
system selvaggio ", ha promesso Alemanno. Ma c'è chi rischia il posto: gli
amministratori Acea di nomina veltroniana, dal presidente Fabiano Fabiani ai
consiglieri Luigi Spaventa e Piero Giarda. Poi Fulvio Vento (Atac) e Chicco
Testa (Metro per Roma). E anche il fiscalista Tommaso Di Tanno (Assicurazioni
di Roma), già consulente di Visco e Marrazzo. Salterà Goffredo Bettini, ex
senatore Ds: guida la Festa del Cinema, ma Alemanno vuole la sua testa. Escono
con le ossa rotta, almeno per ora, i costruttori di dichiarata fede
veltroniana: come le famiglie Parnasi, Navarra e Cerasi (museo Maxxi, mega
parcheggio del Pincio, ecc.). I Toti, pur vantando rapporti ottimi con
Veltroni, hanno mantenuto relazioni buone anche con il Pdl. Schierato con
Alemanno è invece Giancarlo Cremonesi, presidente dell'associazione
confindustriale Acer: ha partecipato alle cene elettorali di An. Fra i
vincitori c'è la famiglia Nattino (Banca Finnat): nessuna dichiarazione di
voto, ma - raccontano nei salotti finanziari - ha fatto il tifo per Alemanno. E
poi Luisa Todini, imprenditrice con interessi divisi fra Roma e l'Umbria, ma la
sua non è una sorpresa: è ex europarlamentare di Forza Italia. Orlando Corradi,
fondatore di Mondo Tv, azienda spesso portata a esempio del "modello Roma
", a modo suo aveva fatto outing all'inizio aprile: si
è offerto per la cordata italiana per Alitalia
caldeggiata da Berlusconi. C'è pure chi festeggia in silenzio. Come Cesare
Pambianchi, Confcommercio Roma (e grande rivale in passato di Sergio Billè): ha
sempre rivendicato neutralità. Ma- assicura chi lo conosce - sperava nel cambio
della guardia. Luigi Abete, presidente degli industriali di Roma (e di
Bnl), invece è stato attentissimo a non schierarsi, forse temendo la sorpresa
negativa per il suo amico Rutelli. Pareggio per Andrea Mondello, erede della
famiglia Peroni (la birra), presidente della Camera di Commercio: fino a un
anno fa lui e Veltroni erano le due anime del "modello Roma". Insieme
avevano lanciato Notte bianca, Festa del Cinema, Nuova fiera. Poi la rottura.
Per ragioni personali, dicono. Chissà se da oggi l'uomo Peroni farà coppia con
Alemanno. Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-29 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE Contese Quanto vale la causa aperta (j.t.) "Gli accordi
bilaterali risentono di una politica protezionistica, legittima quando c'era la
compagnia di bandiera, che non ci sarà più". Beppe Bonomi, alla conferenza
stampa in cui annunciava l'intesa con Lufthansa, ha tagliato corto. Alitalia è morta e non risorgerà neanche in forma surrogata dalle sue
ceneri - è il pensiero espresso dal presidente di Sea -, quindi il
protezionismo avionico perde ogni senso. Alla domanda di chi gli chiedeva se
non teme colpi di coda di una politica che non sembra disposta a celebrare il
funerale della "compagnia di bandiera", ha risposto sicuro
reiterando la richiesta di liberalizzazione. Ma con la stessa sicurezza ha
confermato che, salvo disponibilità a valutare proposte transattive, la causa
per danni contro la Magliana resta lì. A futura trattativa?.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-29 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE L'accordo La compagnia tedesca: non escluso un ampliamento, il Nord
Italia ci interessa Malpensa, svolta con Lufthansa "Alleanza strategica, è
solo l'inizio" Bonomi: Alitalia non ha creduto in
noi. A Sea "costa" 30 milioni Il gruppo tedesco fa forse un passo indietro
nella lista dei potenziali acquirenti della compagnia italiana SEGUE DALLA
PRIMA "Abbiamo sempre detto di considerare l'Italia, e in particolare il
Nord, un mercato molto importante. Non escludiamo nuovi sviluppi", fa
sapere il quartier generale del colosso tedesco. "Questo è l'inizio di un
percorso - aggiunge Giuseppe Bonomi, presidente di Sea -. Abbiamo messo a punto
squadre di lavoro congiunte che lavoreranno per lo sviluppo di Malpensa".
Numerose le reazioni alle manovre di avvicinamento tra Lufthansa e lo scalo
varesino. "Questa è la prima risposta del nuovo governo alle difficoltà di
Malpensa", ha rivendicato il leader della Lega, Umberto Bossi. Mentre per
il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, "per Malpensa l'accordo
è sicuramente importante, ma per Alitalia non
necessariamente". Le nuove rotte - tutte europee - sono il primo passo
verso un ritorno di Malpensa al ruolo di hub? Presto per avere risposte. Ancora
da definire le destinazioni e il numero di voli. Certo è che Alitalia
rischia di avere un nuovo concorrente sul mercato del Nord. E che, con questa
mossa, Lufthansa scivola agli ultimi posti nell'elenco dei potenziali
acquirenti della compagnia di bandiera italiana. "Sea dimostra di poter
trovare partner di grande livello ", ha commentato soddisfatta Letizia
Moratti, sindaco di Milano (il Comune della Madonnina controlla l'84,5 per
cento della società che gestisce gli aereoporti milanesi). "Resta
l'amarezza per quanto ha fatto il governo Prodi che si apprestava a svendere l'intero
sistema del trasporto aereo italiano", ha polemizzato Moratti. A questo
punto l'obiettivo di Sea è lavorare per la liberalizzazione del mercato aereo.
"La condizione perché Malpensa di sviluppi come hub" insiste il
presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. Anche il manager non risparmia un affondo
al governo uscente: "Alla richiesta di una maggiore liberalizzazione dei
cieli, il governo Prodi ha risposto con un "vedremo". E tutto per il timore di indispettire il potenziale acquirente di
Alitalia. Ora torneremo alla carica con Berlusconi". Per quanto
riguarda la causa di risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro intentata da
Sea ad Alitalia, Bonomi apre uno spiraglio: "Se arrivasse una proposta
transattiva da Alitalia, la valuteremmo con velocità e attenzione ". Intanto
Sea chiude il bilancio con un utile di 34,5 milioni di euro (di cui 29,6
distribuiti agli azionisti). I ricavi sono aumentati in un anno del 6,1 per
cento attestandosi a quota 691,5 milioni. Il gruppo registra un indebitamento
netto di 385,8 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2006. Senza
l'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia, gli
utili si sarebbero attestati sui 64,4 milioni di euro. Circa 30 milioni di
euro, quindi, a oggi, il costo del divorzio dalla compagnia di bandiera. Degli
886 movimenti tagliati, 510 sono stati già recuperati. Ulteriori notizie sul
futuro di Sea nel piano industriale che sarà presentato a fine maggio. Il
presidente di Sea Giuseppe Bonomi (a sinistra), e l'amministratore delegato di
Lufthansa Wolfgang Mayrhuber Rita Querzé L'INTERVENTO di Salvatore Bragantini
nelle Opinioni.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-29 num: - pag: 38 autore: di
SALVATORE BRAGANTINI categoria: REDAZIONALE POLITICA E
COMPAGNIA DI BANDIERA Ci penserà Bruxelles a spegnere il sogno autarchico di Alitalia I mprevidenza, frazionismo, opportunismo: Alitalia è la parabola perfetta dei nostri mali, s'è scritto in un
articolo ( Corriere, 21 marzo) che chiudeva esortando ad allacciare le cinture.
Come previsto, la parabola continua. Saltiamo il riassunto delle puntate
precedenti. La spregiudicata irruzione sulla scena di Berlusconi e della
sua fantasmatica cordata, insieme alla ingenuo-arrogante cecità sindacale, ha
fatto uscire di scena l'unico soggetto (Air France) che aveva voglia e capacità
di risanare Alitalia. Abbandonare l'arduo sentiero
virtuoso - la vendita - imboccato dal governo uscente è un grave errore sia per
ovvie ragioni economiche, sia per ancor più serie ragioni psicologiche. Ora che
alfine il drogato cronico stava abituandosi all'idea dell'astinenza da sussidi
pubblici, il futuro governo si presenta con una bella siringona in mano, piena
di soldi. Nostri. E quando in futuro qualcuno vorrà accingersi nuovamente alla
vendita, farà fatica doppia, solo per convincere il drogato cronico - se
sopravvivrà - che stavolta si fa sul serio. Oltre la paura e la speranza
evocate da Giulio Tremonti nel suo libro, c'è un terzo stato d'animo, il sogno,
dal quale egli vorrebbe star lontano, certo perché conscio della sua
evanescenza, e del pericolo che diventi un incubo. Ma non potrà sottrarsi ai
richiami onirici del capo, che solenne afferma: "L'Italia non può restare
senza una compagnia di bandiera", simile a un nobile decaduto che, fra le
rovine del maniero avito affermi che non lo venderà mai. Quel maniero, però non
c'è più, non c'è più niente da vendere, e la colpa non è degli altri, è nostra.
Più tardi ci se ne accorge, maggiore sarà il danno, solo che in questo caso è
chiaro di chi è il vantaggio elettorale, e chi invece paga le spese. Per
salvare Alitalia, s'è scritto in altro articolo,
servono tanti soldi, esperienza nel settore e abilità gestionale: flotta
vecchia, rotte in perdita, sindacati ostili, è "tutto da rifare".
Sono quasi vent'anni che una cordata italiana è impegnata nel tentativo di
salvare Alitalia: la compongono 56 milioni di
italiani, che pensavano di aver già dato: non sanno che dovranno continuare a
svenarsi per il tornaconto del politico di turno. Che la Lega avalli
l'antistorica difesa di questo pezzo di "Roma ladrona" la dice lunga
sulla confusione delle menti. Basti allora riesumare un proclama del Cavaliere,
il 28 marzo: "Quando saremo al governo, sarà agevole trovare una compagine
di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia.
Lanceremo un appello. E voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di
dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Più
chiaro di così! Ecco allora spuntare miliardari a plotoni affiancati, che
daranno l'oro alla patria, presumibilmente in cambio di ricche contropartite su
altri e più succosi tavoli, dall'Expo in giù. Sempre a carico nostro o, per
essere più esatti, di chi pagando le tasse contribuisce alle spese comuni. E
ora cosa accadrà? Far previsioni, si sa, è difficile, specialmente sul futuro,
ma i bookmaker di Londra prevedono il commissariamento di Alitalia,
dal quale gli amici fedeli sperano di azzannare i lacerti migliori. Chissà come
sarà deluso Bonanni nel vedere che Lufthansa, lungi dal salvare Alitalia come lui beato sognava, ne rileva tranquilla le
posizioni abbandonate su Malpensa, grazie all'accordo annunciato ieri con Sea.
Il nuovo clima politico fa miracoli, infatti, e davanti al possibile
materializzarsi della cordata fantasma vediamo che "Ora Milano non esclude
il ritiro del ricorso Sea" ( Sole 24 Ore del 24 aprile); starebbe dunque
per sparire proprio il ricorso che ha contribuito alla fuga di Air France.
Quando si dice far sistema nell'interesse nazionale! E dovremmo temere le
obiezioni di Bruxelles al prestito ponte? Non saranno i suoi burocrati che fan
la punta alla matita a fermare le nostre quadrate legioni romane,
"…scusem, padane".
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Simboli In marcia verso la statua di Marc'Aurelio anche i militanti
della sezione storica di piazza Tuscolo Nella festa la bandiera dell'Appio
Vecchi missini e ragazzi dei circoli, Gardini e Lorenzin con Bittarelli SEGUE
DALLA PRIMA Si abbracciano tutti, sulla piazza michelangiolesca, sotto alla
statua del Marc'Aurelio. Volti noti (Eleonora Vallone, Luca Barbareschi,
Elisabetta Gardini) e gente qualunque, arrivata fin qui da tutti i quartieri,
facendo i caroselli come per un mundial. I colonnelli di An, dopo 15 anni, ora
si godono la vittoria: Gasparri e La Russa festeggiano insieme agli apparentati
Cutrufo e Baccini, circondati a loro volta da un nugolo di aficionados molto
euforici ( "Meno male che ce stamo noi democristiani..." ). Bandiere
tricolori, l'inno di Mameli, gente che balla accompagnata da cori sfottenti:
"Chi non salta è comunista...", "Luxuria a lavorare... ",
"Rutelli in bicicletta...", "Siamo tutti tassinari...". Ci
sono quelli di piazza Tuscolo, la prima sezione fondata nel dopoguerra da
Giorgio Almirante, che hanno portato con loro l'antica bandiera dell'Appio,
"bandiera ancora insanguinata", dicono i vecchi missini, col sangue
degli anni di piombo. Quando il risultato cominciava ormai a concretizzarsi,
anche al circolo "Mikis Mantakas" di piazza Risorgimento hanno rotto
gli indugi e sono partiti verso piazza Venezia, martoriando i clacson.
"Alemanno, sindaco de Roma... ". Come allo stadio Olimpico. Una
ragazza bionda che è uno schianto promette un bagno nuda per la mezzanotte
dentro Fontana di Trevi. Lo va dicendo, più bella della Ekberg felliniana, in
mezzo alla folla accalorata del Pdl, rischiando così anche un pochino tra i
giovani maschi del "Foro 753" e i pur moderati di "Azione
Giovani" che da ore cantano a squarciagola: "é rabbia, è amore, è
Roma tricolore ". Pierluigi Borghini, quello che perse con Rutelli un
secolo fa, nella sfida per il Campidoglio del '
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-29 num: - pag: 39
categoria: BREVI BANCHE E ALITALIA Confronto improprio Caro
Romano, non capisco perché quando il governo appena caduto,oltre al presidente
di Bankitalia, tifavano per le banche italiane nelle scalate ad altre banche
nostrane, tutti si sono scandalizzati. Adesso che l'altra parte politica
parteggia per una cordata nazionale per salvare la compagnia aerea di bandiera
da un possibile predatore estero nessuno fa una piega. Ardengo Alebardi
sfoggia@libero.i Mi sembrò un errore difendere strenuamente l'italianità delle
banche italiane e manifestare contemporaneamente compiacimento per gli acquisti
delle banche italiane all'estero. Le regole del mercato debbono valere per
tutti. Ma il confronto che lei propone è improprio. Le banche desiderate da
acquirenti stranieri erano in buona salute, mentre l'Alitalia
è sull'orlo del fallimento.
( da "Corriere della Sera" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-29 num: - pag: 53
categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso
"Report": l'Alitalia rispecchia il Paese M ilena Gabanelli parlava di trasporto aereo
ma è come se avesse parlato di una situazione endemica dell'Italia. Quando dice
che la crisi dell'Alitalia nasce dall'ingerenza della politica e dal regime di monopolio
cambia qualcosa se al posto di Alitalia scriviamo Rai?
Quando dice che alcune Regioni pagano le compagnie low cost pur di aver un
aeroporto sotto casa cambia qualcosa se al posto di low cost scriviamo
università di massa? La litania funebre con cui Giovanna Boursier ha dato
inizio alla sua inchiesta "Chi non vola è perduto"
("Report", Raitre, domenica, ore 21.35) metteva i brividi: "A
dicembre Alitalia perde 1 milione al giorno, si cerca
un acquirente. C'è l'interesse di Air France, comincia la trattativa. A governo
caduto Air France presenta l'offerta, vuole l'accordo con i nove sindacati e
l'approvazione del governo che verrà, non ci sarà né l'uno, né l'altro, e Air
France martedì scorso si ritira... adesso Alitalia ne
perde 3 di milioni al giorno ". Poi viene fuori che manca un piano
nazionale dei trasporti, che Malpensa è stata una follia (tra l'altro, le due
piste sono costruite in maniera incongruente), che mancano i collegamenti, che
ogni città vuole il suo aeroporto, che gli aerei atterrano in mezzo alle case,
che siamo un Paese completamente allo sbando... . Per gettare sale sulla
ferita, la Boursier ha mostrato come funzionano i trasporti in Spagna (molto
bene, da Paese civile) e l'ex ministro dei trasporti Alessandro Bianchi - Dio
l'abbia in gloria! - ha avuto la faccia di dire che la Spagna è così perché si
è risvegliata dal franchismo: "E poi dice che uno si butta a
destra!". Dunque, in Italia esistono più di cento aeroporti, sotto al milione
di passeggeri all'anno vanno in rosso, il trasporto ferroviario è allo sfascio,
le autostrade non se la passano meglio. La domanda è: il peggio, qui da noi, ha
ancora un avvenire?.
( da "Tempo, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Filippo
Caleri f.caleri@iltempo.it Mentre il prestito ponte ... Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it
Mentre il prestito ponte concesso dal governo ad Alitalia
appare sempre più in bilico, almeno dai primi giudizi che arrivano dall'Europa,
lo scalo di Malpensa fa un passo avanti per assicurarsi la sopravvivenza dopo
l'abbandono da parte della compagnia di bandiera. Ieri è infatti arrivato
l'annuncio da parte della Sea, la società che gestisce l'aeroporto, che dal
primo gennaio 2009 Lufthansa aumenterà la sua presenza con sei nuovi
aeromobili, dei jet Embraer 195 gestiti dalla controllata italiana di
Lufthansa, Air Dolomiti. Massima riservatezza sul numero di voli settimanali
che la compagnia tedesca farà volare da Malpensa a partire dal prossimo anno.
Per ora del Memorandum of understanding, reso noto ieri, si sa che non saranno
voli intercontinentali e che è escluso si tratterà di voli di
"feederaggio", ovvero quelli che portano passeggeri da tutt'Italia in
connessione con la partenza dei voli intercontinentali. Le notizie che arrivano
da Bruxelles non sono le migliori. Il commissario europeo ai Trasporti, Jacques
Barrot, "teme che non sarà evidente" per il governo italiano provare
che il prestito di 300 milioni ad Alitalia "non
sia un aiuto pubblico". Se Bruxelles dovesse accertare che si tratta di
tale intervento, "temo che saremo obbligati a dire di no a ogni nuovo
aiuto pubblico" ha aggiunto Barrot. Intanto però il lavoro della cordata
italiana continua sotto traccia. Berlusconi si dichiara fiducioso e sottolinea
che "c'è stato un 20% in più" di richieste di partecipazione da parte
degli imprenditori italiani per una cordata su Alitalia.
Oggi, secondo le indiscrezioni, è previsto un incontro tra i rappresentanti
sindacali e gli imprenditori interessati a rilevare la compagnia. Bruno
Ermolli, il manager e consigliere storico del Cavaliere continua a ritmi
serrati i lavori per mettere insieme il gruppo di imprenditori pronti a
"scalare" la Magliana. E dopo aver incassato l'ok (più o meno
esplicito a seconda dei casi) del presidente onorario di FonSai, Salvatore
Ligresti, del numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, della famiglia
Benetton e dell'imprenditore e presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha
ottenuto la disponibilità anche del patron della Geox, Mario Moretti Polegato. Nel frattempo prosegue il monitoraggio della situazione economico
finanziaria di Alitalia da parte dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, che
nei giorni scorsi aveva minacciato di togliere la licenza di volo ad Alitalia se l'azienda non avesse dato garanzie di certezza sulla
liquidità per l'operatività.
( da "Tempo, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Emergenza energetica
Nucleare più sicuro nelle centrali italiane Con il petrolio che viaggia sui 120
dollari al barile e con la crisi dei neonati biocarburanti che già stanno
provocando carestie, per l'Italia il ritorno al nucleare sarà una delle prime
emergenze da affrontare. Dopo la soluzione dell'Alitalia e quella della spazzatura campana, non si potrà più perdere
tempo. L'energia serve a far muovere il paese, più dell'Alitalia, e l'esaurimento dei carburanti fossili unita alla retromarcia
su quelli vegetali, rischia di mettere in ginocchio il paese, prima di quanto
si pensi. Le fonti rinnovabili sono il migliore dei mondi possibili ma
da sole non bastano neppure nelle nazioni energeticamente più progredite. In
attesa dell'idrogeno pulito, se mai arriverà, non c'è altra strada che il
nucleare. Lo ha detto ad alta voce il Pdl in campagna elettorale e lo ha detto
altrettanto chiaramente il Pd. Gli unici oppositori a questa politica, nonché i
veri responsabili dell'abbandono italiano del nucleare sono rimasti fuori dal
Parlamento. Quindi strada spianata per questa ripresa. A maggior ragione che
tra i sostenitori abbiamo sia il ministro dell'economia in pectore Giulio
Tremonti che un vecchio esponente del centrosinistra e dell'ambientalismo, quel
Chicco Testa oggi molto vicino a Walter Veltroni. Senza dimenticarci che
l'Enel, una delle poche multinazionali italiane, come ha detto recentemente il
suo amministratore delegato Fulvio Conti, sarebbe già pronta a costruire nuove
centrali. Nonostante tutto questo però, all'orizzonte si incomincia a
intravedere una soluzione "all'italiana". La sindrome Nimby (non nel
mio cortile) e il conseguente rischio di sollevazioni da parte delle
popolazioni, sta facendo pensare a una soluzione più morbida. Sì al ritorno del
nucleare, ma non in Italia. Sembrerebbe un paradosso ma invece è proprio così.
Il Pdl, con le tensionI che già vede tra la Lega che difende il nord, Roma e il
Mezzogiorno, non avrebbe vita facile a piazzare le prime centrali in Italia.
Già sarà un rischio la riapertura della Tav, Malpensa, il Mose, la base Usa di
Vicenza e chi più ne ha più ne metta. E a un'opposizione parlamentare debole e
un'altra rimasta senza rappresentanza, queste sono occasioni di visibilità
dorata. Per questo recentemente anche Tremonti si è lasciato sfuggire che il
nucleare italiano si potrebbe fare in Albania e in Montenegro. Niente di più
sbagliato. Il nucleare italiana va fatto in Italia. Per due ragioni. La prima è
la solita, siamo circondati da centrali nucleari i cui potenziali danni
ricadrebbero su di noi e nuove centrali a poche decine di chilometri non ci
salverebbero affatto. La seconda poi, è che al contrario della centrale
francese e delle altre europee, Albania e Montenegro sono ancora paesi
fortemente instabili. E per questo non si avrebbero poi tante garanzie di
controllare le loro centrali. E allora, se nucleare deve essere, che sia in
Italia dove potremmo permetterci almeno controllo e tempestività di intervento,
senza armare altri paesi.
( da "Campanile, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'accordo non
significa che è in vista un'offerta tedesca per l'ex compagnia di bandiera.
"Non c'è nessun interesse di una qualche attività nei confronti di Alitalia", ha puntualizzato il portavoce della
compagnia aerea Lufthansa si rafforza in Italia, ma al momento solo a Malpensa.
Grazie ad una lettera d'intesa siglata con Sea, infatti, sono state definite le
condizioni generali del futuro sviluppo dello scalo lombardo. In un primo
momento, verranno posizionati sei nuovi aeromobili dall'inizio del 2009 che
saranno operati dalla controllata italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e
saranno impiegati su tratte europee. La compagnia tedesca svilupperà così il
proprio network di collegamenti da Milano e apprestandosi ad offrire ai propri
passeggeri un numero considerevolmente maggiore di destinazioni europee. Ma
l'accordo non significa che è in vista un'offerta tedesca per l'ex compagnia di
bandiera. "Non c'è nessun interesse di una qualche attività nei confronti
di Alitalia", ha puntualizzato il portavoce della
compagnia aerea, che comunque ha precisato che "il brand è interessante e
il mercato è molto interessante". Allo stesso tempo, ha aggiunto, "da
parte nostra non c'è nessun interesse e abbiamo deciso per ora di non fare
offerte per Alitalia". Ad ogni modo, l'accordo
con Sea è stato salutato molto positivamente: per il sindaco di Milano Letizia
Moratti Sea dimostra con i fatti di poter trovare partners di grande livello.
"Resta l'amarezza per quanto ha fatto il governo Prodi che, accettando le
condizioni capestro imposte da Air France, si apprestava a svendere l'intero
sistema del trasporto aereo italiano. Il mio prossimo obiettivo - ha aggiunto -
sarà quello di impegnare il governo nella liberalizzazione degli accordi
bilaterali, per consentire a Sea di sviluppare le nuove alleanze con vettori
internazionali potendo disporre dei diritti di traffico necessari a servire il
grande mercato del Nord Italia". Il presidente del Comitato Lombardia per
la Moda e di Infrastrutture lombarde, Giovanni Bozzetti, non ha dubbi:
"Finalmente un'importante boccata di ossigeno per Malpensa".
Soddisfatto sembra anche Giuseppe Bonomi, presidente e amministratore delegato
di Sea: "La partnership - ha annunciato - costituirà tra l'altro uno degli
elementi fondanti del nostro prossimo Piano Industriale". Note positive
anche dal sindacato. Il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani
ritiene che il destino dell'ex compagnia di bandiera non sia coinvolto
dall'intesa Sea-Lufthansa. "Per Malpensa l'accordo è
sicuramente importante - ha detto - ma per Alitalia non
necessariamente. E' una intesa tra un aeroporto e una grande compagnia
internazionale". L'intesa offre un po' di ossigeno al secondo scalo
Milanese, dopo la decisione di Alitalia di abbandonare lo hub,
costato alla Sea minori utili per trenta milioni di euro nel 2007.
Secondo il bilancio approvato ieri dall'assemblea, Sea chiude con utile netto
di 34,5 milioni di euro, in linea con quello dell'anno precedente, ma avendo
effettuato svalutazioni di investimenti a Malpensa; senza queste svalutazioni
l'utile Sea sarebbe stato pari a 64,4 milioni. Nel 2007 Sea ha realizzato
ricavi per 691,5 milioni di euro (più 6,1%). L'assemblea, inoltre, ha
deliberato di distribuire dividendi pari a 29,6 milioni di euro. (29-04-2008).
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Non commentato " (3 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 78 ) " (72
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Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto
in Varie Commenti ( 39 ) " (45 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza
Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio
ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che
(almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di
quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia
legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli
servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra
(anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia
cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento,
per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli
italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge
elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola:
l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con
Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che
colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che
vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E
hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente
sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è
il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica,
dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e
certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e
Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il
"voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita
del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da
anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche
questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua
"spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre
epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e
quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci
lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in
Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e
necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso
costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile,
che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (89
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( da "Voce d'Italia, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Il Premier in
pectore si sofferma sull'eventualita' di un futuro acquisto della compagnia da
parte dello Stato Berlusconi: Alitalia potrebbe essere
acquistata dallo Stato Si esprime anche sulla vittoria di Alemanno Roma, 29
apr- "Abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e che non metta in
difficoltà chi governa" dichiara il Premier Silvio Berlusconi durante
l'incontro con i giornalisti alla Camera rispondendo alla domanda sul futuro
della compagnia di bandiera. "Potremmo prendere anche
la decisione di fare acquistare Alitalia dallo
Stato o dalle Ferrovie dello stato, non è una decisione, è una minaccia".
Berlusconi è convinto che per Alitalia verrà trovata una soluzione
definitiva per superare questo stato di emergenza, ma non vuole che venga
crititcata la scelta del prestito-ponte concesso dallo Stato. Poi si
sofferma su Alemanno, è felice della vittoria. "E' merito suo, ma anche
nostro. La vittoria la dobbiamo a Francesco Giro, a Forza Italia, alle 19
interviste che ho rilasciato in questi giorni".
( da "Secolo XIX, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Totoministri
Napolitano: "A giorni il nuovo esecutivo". An avrà Difesa e Giustizia.
Calderoli su Montezemolo: è come la Duna, nessuno la voleva 29/04/2008 Roma.
"Il nuovo governo nascerà di qui a pochi giorni - ha annunciato il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - A breve farò le
consultazioni. Il numero dei gruppi parlamentari si è ridotto e questo
alleggerisce la mia agenda". Ma non è solo il timing delle consultazioni a
suggerire, ora, una rapida accelerazione per la formazione del nuovo esecutivo:
la vittoria di Gianni Alemanno, a Roma, toglie a Silvio Berlusconi un altro
peso. L'esponente di An era indicato come uno dei possibili possibili ministri,
in caso di sconfitta a Roma. La sua vittoria spiana la strada a Maurizio
Sacconi per la poltrona del Welfare, mentre quella della Sanità andrà a
Ferruccio Fazio, primario del San Raffaele di Milano. Gianfranco Fini ha subito
mandato un messaggio al Cavaliere: "Per An è una vittoria storica.
Inimmaginabile". Chiara la richiesta: al suo partito non potranno andare
meno di due ministeri di primissimo piano, anche per riequilibrare la presenza
leghista. Scontato, a questo punto, Altero Matteoli alle Infrastrutture, molto
probabile, Giulia Bongiorno alla Giustizia (mentre Ignazio La Russa alla Difesa
deve vedersela con Marcello Pera e Sandro Bondi). Il Cavaliere ha sgombrato
altri due ostacoli. Il primo: Roberto Formigoni resterà presidente della
Regione Lombardia fino al 2010. Nessun incarico di governo per il Governatore,
tantomeno la presidenza del Senato (poltrona è destinata a Renato Schifani,
Fi). Ciò, come in un gioco di domino, ha fatto cadere anche la candidatura di
Maurizio Lupi (esponente di Cl, come Formigoni) per un ruolo nell'esecutivo. Il
secondo: i cespugli del centrodestra stanno abbassando le richieste. Insomma,
strada ormai in discesa per Berlusconi che in serata, alla riunione congiunta
dei gruppi di Camera e Senato, "caricato" dalla conquista del
Campidoglio, ha esternato un po' su tutto. Capitolo Alitalia: "Abbiamo più imprenditori di quanti ne servano e anche lo
Stato potrebbe intervenire". Capitolo rifiuti: "È necessario fare in
modo che i termovalorizzatori siano giudicati opere di interesse nazionale in
modo che nessuno possa fermare la loro realizzazione". Velenoso su
Veltroni: "Ha mancato anche l'ultima promessa, non gliene è andata bene
una a questo poveraccio". E sulla Lega: "Mi hanno promesso che non
useranno più iperboli". Tornando alla formazione del governo restano, a
questo punto, pochi dettagli. Fonti vicine alla Lega dicono con assoluta
certezza, che Berlusconi avrà completato l'organigramma entro il 9 maggio:
calendario alla mano, dovrebbe essere quello lo stesso giorno in cui Napolitano
gli affiderà ufficialmente l'incarico. "Dal punto di vista politico tutto
mi sembra risolto - confermava, a sera, anche Fabrizio Cicchitto, vicecordinatore
di Fi - dal punto di vista funzionale restano pochi dettagli da mettere a
posto. Ma è questione di giorni, non settimane". Un'ulteriore conferma
arriva da Bruxelles: Franco Frattini, in predicato di diventare nuovo Ministro
degli Esteri, ha chiesto al presidente della Commissione europea, Josè Barroso,
altri dieci giorni di permesso dal suo incarico. "Ma forse - ha spiegato
il diretto interessato - ne serviranno anche meno". Quanto al suo
successore nel ruolo di Commissario Europeo, Antonio Tajani appare in pole
position). L'unico cruccio di Berlusconi è la mancanza di personalità
bipartisan, sulla falsariga di quanto è riuscito a fare, a Parigi, il premier
Sarkozy che ha un ministro degli Esteri socialista. Su Luca Cordero di
Montezemolo, infatti, non potrà contare. "È come la Croma o la Duna, che
nessuno voleva. Rappresenta il vecchio"è il giudizio tranciante di Roberto
Calderoli, ora certo del ministero delle Riforme. Il leghista ha annunciato che
intende aprire alle opposizioni, ad una almeno: nel suo staff lavorerà un
esponente dell'Udc. A. m. B. 29/04/2008 lega euforicaRispetto al 2007 il raduno
durerà più giorni. Non è escluso che tocchi anche Genova 29/04/2008.
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]FRANCESCA
SCHIANCHI ROMA Freschi di registrazione come nuovi inquilini di Montecitorio,
sotto braccio grandi buste, fogli e foglietti, i neodeputati leghisti Erica
Rivolta e Nicola Molteni escono a passo spedito dalla Sala della Regina.
Rinuncerebbero a qualche benefit pagato dai contribuenti? "I contribuenti
siamo anche noi - subito s'infastidisce la neoeletta -. Siamo appena arrivati,
non abbiamo ancora consultato il materiale che ci hanno dato, lasciateci il
tempo di capire". Forse ancora non hanno capito che incasseranno una lauta
indennità, una diaria come "rimborso spese di soggiorno a Roma", un
rimborso "per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori",
avranno voli, pedaggi autostradali, treni pagati in Italia, 3 mila euro di
spese telefoniche all'anno. Così, dopo mesi di antipolitica, arriva la carica
dei nuovi deputati e tutti si dicono inorriditi dall'idea della casta: non è
vero, quale privilegio, toglieteci pure quello che volete. Però poi, da destra
a sinistra, guarda un po': i treni? "Servono a tenere il rapporto col
territorio", garantisce la matricola Pd Paola Cencia; il telefono?
"Per svolgere il mandato", giura la leghista Francesca Martini; il
ristorante di Montecitorio? Costerà pure poco "ma è mediocre", parola
della veterana Margherita Boniver del Popolo della libertà. "La tessera
Coni, che permette di andare allo stadio gratis, non esiste più, e nemmeno
quella per il cinema", assicura la romana Concia. "Quelle sì erano
scandalose. Ma il telefono o i viaggi servono per lavorare: io sono stata eletta in Puglia, il volo Alitalia costa 450
euro, come farei se non lo pagassero?". "Certo, credo ci sia
un'esagerazione nei privilegi", ammette il compagno di partito Antonio
Boccuzzi, ex operaio alla Thyssen a 1.800 euro al mese. "Ci sono
senz'altro dei costi da abbattere, ma devo ancora capire quali". E
se gli offrissero sconti nei negozi, per esempio, accetterebbe? "Non lo
so, non c'ho neanche pensato", confessa. "Può immaginare che se
volevo avere dei vantaggi continuavo con il mestiere di prima", taglia
corto l'ex imprenditore Matteo Colaninno, oggi eletto nel partito di Veltroni,
mentre attraversa il Transatlantico a passo svelto. "Non la seguo sulla
strada dell'antipolitica: ma se vogliamo parlarne allora facciamo un discorso
serio, cerchiamo di capire chi ci ha guadagnato, chi ha scritto libri, chi è
sceso in piazza...". Alla ricerca della buvette, Matteo Salvini, new entry
leghista, cita i tagli al Comune di Milano: "Abbiamo tolto le auto blu ad
assessori e dirigenti, con un risparmio di 250 mila euro l'anno". Quindi
rinuncerebbe a qualcosa anche qui? "Beh, io il telefono da consigliere
comunale me lo sono sempre pagato". Lo accompagna alla registrazione di
rito il compagno di partito Paolo Grimoldi, già veterano con una legislatura
sulle spalle. Rolex al polso e simbolo dei giovani padani a fare da
salvaschermo del cellulare, lui la tessera del Coni ce l'ha, "sono tifoso
del Milan, ma non l'ho mai usata", giura. Aerei, treni, autostrade gratis?
"Dipende a cosa servono: se vieni qui a lavorare è giusto così".
"Ci mancherebbe solo che ci tolgono i viaggi pagati", aggiunge la
collega Francesca Martini, anche lei alla seconda legislatura. "A quello
che serve per svolgere il mandato non ci rinuncio". Inseguita dalle
telecamere, veloce nelle procedure di registrazione, la Boniver del Pdl
sospira: "Non c'è modo di mettere a tacere l'antipolitica, la demagogia
non ha confini". Insomma, non c'è rinuncia che possa quietare le critiche.
"E' colpa della passata legislatura, dove il governo era bloccato sui
numeri al Senato e non facevamo nulla. Il telefono, i viaggi, sono tutti legati
al lavoro. Ma il grande spreco è l'organizzazione dei lavori parlamentari:
anziché lavorare due giorni e poi sospendere, dovremmo lavorare una settimana
intera, per esempio". La collega di partito Annamaria Bernini,
costituzionalista neo-eletta, ammette "non sono ancora riuscita a vedere
tutto quello che ci hanno dato, certo so che ci sono molte prerogative".
Rinunciare, però, no. "Apprezzo la denuncia, ma non mi piace questo
movimento demagogico. Non vorrei essere messa sotto scacco da un ricatto".
( da "Riformista, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Derive lufthansa firma
con sea ma barroso è sempre più minaccioso. e report fa luce sugli aeroporti Alitalia, Bruxelles minaccia di bocciare il prestito ponte
Lufthansa e Sea hanno firmato una lettera d'intesa per la definizione delle
condizioni generali del futuro sviluppo dell'aeroporto di Malpensa. Un accordo
che prevede sei nuovi aerei Air Dolomiti che partiranno dall'aeroporto varesino
dall'inizio del 2009 e saranno impiegati su tratte europee. Ma la compagnia di
bandiera tedesca si è affrettata a raffreddare gli entusiasmi di chi spera che
l'intesa con Sea preluda ad un interesse per Alitalia.
"È un brand interessante - hanno dichiarato all'Agi fonti di Lufthansa -
ma per ora abbiamo deciso di non fare offerte". Nel frattempo, si
addensano le nubi provenienti da Bruxelles, che dovrebbe esprimersi a giorni
sul prestito ponte da 300 milioni di euro. Il commissario europeo ai Trasporti,
Barrot, ha fatto sapere ieri che "non è scontato" riuscire a provare
che il finanziamento deciso dal governo non costituisca un aiuto di Stato.
"Ritengo che non sia scontato per il governo italiano - ha precisato
Barrot - provare che che non si tratta di un aiuto pubblico". In attesa
del verdetto europeo, è utile continuare a indagare sugli elementi
che hanno contribuito al disastro di Alitalia. Lo ha
fatto domenica sera, su RaiTre, una puntata di "Report" interamente
dedicata all'argomento. Nell'inchiesta di Milena Gabanelli, costi e
responsabilità di gestione degli aeroporti italiani. Perché è evidente che il
buco Alitalia è figlio anche di una gestione singolare, tutta italiana,
dell'intero sistema aeroportuale. I 45 scali italiani Innanzitutto diamo
uno sguardo al territorio. A Siena vogliono ampliare il piccolo scalo di
Ampugnano e farlo diventare un grande aeroporto per traffico internazionale. A
pochi chilometri di distanza c'è un altro piccolo scalo civile, Grosseto, e
anche lì vorrebbero ingrandirsi. E a soli
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel post precedente
trovate il link per leggere integralmente l'articolo con il quale Le Figaro lo scorso
fine settimana ha lanciato l'allarme sulla salute del Papa affermando che già
si parla della sua successione. Nell'articolo in questione si citano parole del
cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, salesiano, dinamico arcivescovo di
Tegucigalpa (Hondouras), il quale afferma che il prossimo Papa dovrebbe
provenire dal terzo mondo. Parole che sono state lette come un'autocandidatura.
Ora, apprendo che il cardinale, leggendo Le Figaro, ha reagito ricordando che i
virgolettati citati (tratti da un libro appena uscito in Francia) risalivano a
un'intervista del 2001, dunque del tutto fuori contesto. Scritto in Varie
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articolo a un amico 26Apr 08 Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano.
Scrivo queste righe con un pizzico di sconforto (domani troverete un
articoletto sul Giornale dedicato all'argomento): il quotidiano francese Le
Figaro ha rilanciato nelle ultime ore un allarme sulla salute del Papa. In un
lungo e articolato resoconto, dedicato a un bilancio dei primi tre anni di
pontificato, si comincia a parlare della successione a Papa Ratzinger (facendo
i nomi dei "papabili", Bertone e Maradiaga) e si dice che Benedetto
XVI è fragile di cuore, ha 81 anni, rivelando pure che le sue arterie hanno la
stessa età (ah, la potenza della scienza medica francese!). Si fa notare che il
Papa negli Usa è apparso "stanco" (in particolare sabato mattina,
nella cattedrale di St. Patrick) e che avrebbe ridotto gli impegni. Io c'ero a
St. Patrick sabato mattina, ed ero stanco, stavo per appisolarmi. Un collega
accanto a me s'è addormentato (e l'ho pure fotografato: siccome frequenta
saltuariamente queste pagine, se vorrà, potrà fare outing) perché la notte non
aveva riposato a causa del fuso orario. Devo dire però che sinceramente io non
ho trovato che Ratzinger fosse stanco - e badate che avrebbe avuto tutto il
diritto di esserlo, avendo quasi il doppio degli anni miei, che seguivo la
cerimonia da seduto, non dovevo predicare in una lingua che non è mia e non
portavo mozzette, vesti, sopravesti, mitrie e quant'altro. Certo, il Papa ha
avuto problemi circolatori all'inizio degli anni Novanta, e deve tenere
controllato il cuore. E' un anziano di 81 anni, che tre anni fa, quando aveva
come prospettiva quella di ritirarsi a studiare, è stato innalzato alla
responsabilità di pastore universale della Chiesa e si è visto sconvolgere la
vita. E' stato negli Usa, domani presiede una lunga celebrazione, nelle
prossime settimane sarà a Savona e Genova, poi a Brindisi, quindi in Australia
(viaggio aereo di 20 ore), e a settembre a Parigi e a Lourdes. Posso garantirvi
che i giorni di riposo dopo il viaggio (interrotti dalla celebrazione della fase
finale - con omelia - delle esequie del cardinale Lopez Truijllo) erano
programmati da tempo e che Benedetto XVI si è ripreso bene dalle fatiche
americane. Insomma, oggi non c'è alcun allarme sulla sua salute. Vengo al
pizzico di sconforto iniziale: sono passati tre anni, solo tre anni, da quando
è finito un decennio giornalisticamente piuttosto impegnativo per i
vaticanisti, chiamati a pronunciarsi sulla salute del Papa malato di Parkinson,
con un susseguirsi di falsi allarmi e di rose di papabili (molti dei quali
passati a miglior vita mentre Wojtyla continuava a regnare). Quello che arriva
dalla Francia è un brutto segnale: già si ricomincia? Scritto in Varie Commenti
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amico 24Apr 08 Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore) Oggi,
al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di
San Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un
appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter
sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di
qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul
Giornale di oggi pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins,
Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato
della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega
di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio.
L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati
da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre.
Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un
confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni
scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto
non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a
Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo
momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E'
presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per
partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da
capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture
parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI
secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio
pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno
di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27
aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della
Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata
nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri
consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile
"alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle
testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo.
Scritto in Varie Commenti ( 190 ) " (15 votes, average: 3.87 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente
Tornato dal viaggio negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione
una frase contenuta nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St.
Patrick, sabato mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha
voluto lasciare agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le
folle dei fedeli. "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui
la Chiesa sembra essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più
urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore
di Dio" Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (14 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero
successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho
partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla
Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone
ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che
ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo
rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro
Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò
tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era
anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la
roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa
essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro".
Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che
parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o
l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per
la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di
Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (17 votes, average: 3.71
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze
americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i
miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle
vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che
leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri.
Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader
religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica
richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era
avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento.
In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera)
sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato
e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli
mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro.
Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla
notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in
due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il
primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a
Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo
sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi
fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la
"via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi
dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura
dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più
aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (13 votes, average: 4.31
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa,
non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta
celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di
"segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della
società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri
contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale,
involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio".
Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno"
e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini
ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto
XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle
libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata
"l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle
ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa
furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti (
148 ) " (25 votes, average: 4.68 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi
scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho
viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo
blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò
che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la
domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova
ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il
ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di
vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia
il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica
o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli
Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri.
Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto
positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e
persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato
laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le
forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano
proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della
religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E
così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma
proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo
che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche
vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi
sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel
frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche
negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto
diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white,
anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata
nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno
di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (13 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa
negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si
tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà
Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e
Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero.
Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul
Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili
rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (12 votes, average: 4
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due
nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove
nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura
degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene
chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio
De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato
l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene
inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario
del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo
organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora
si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario).
I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio,
insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 )
" (38 votes, average: 2.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del
Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho
tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (173) Ultime discussioni Alessia: C'è un
termine, un tantino volgare, che descrive alla perfezione gente come il
giornalista Yannou :-) Luisa: Prova supplementare, se ve ne fosse bisogno, della
malafede di quel giornalista del Figaro, che ha veramente... cosimo de matteis:
fiorellino blu, è vero che quanto c'era nel cuore di kiko lo sa solo Dio ma un
conto è il... Gianluca Barile: Caro Andrea, leggo solo ora il tuo post. Prendo
atto della tua non condivisione sulla gravità... Klaus: @ BRUNO FUSCA condivido
in pieno,caro Bruno: lo smantellamento delle parrocchie ad opera di alcuni
movimenti(... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di
Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un
catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina,
in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di
Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4
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Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini... - 4 Emails L'ultima cena di
Vienna, il cardinale ci scrive - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e
superate - 3 Emails Ultime news La Banca mondiale: "Per grano e riso i
prezzi restano alti"Cina, 17 condanne per gli scontri di LhasaRonaldo
ricattato da tre viados a RioFoligno, non paga l'affitto: uccisaSenato,
Schifani eletto presidente "Sarà una stagione di riforme condivise"Berlusconi:
"Alitalia? Può comprarla lo Stato" Blog Amici Dio: pace o dominio Il
blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco
Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di
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Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La
Santa Sede Sito web ilGiornale.it April
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 214
Proroga Antitrust su dossier Volare --> L'Antitrust ha prorogato al 16
giugno il termine di conclusione del procedimento sull'acquisizione di Volare
Group, Volare Airlines e Air Europe in amministrazione
straordinaria da parte di Alitalia, che potrebbe determinare
la costituzione di una posizione dominante sui mercati del trasporto aereo di
linea di passeggeri sulle rotte Linate-Bari, Linate-Lamezia e Milano-Parigi. Lo
slittamento è stato deciso anche a causa dello "stato attuale di incertezza
in merito alla effettiva titolarità del complesso aziendale di Volare".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 214
Accordo Sea-Lufthansa per nuove tratte europee Un alleato per Malpensa Accordo
Sea-Lufthansa per nuove tratte europee --> Una mano tedesca per Malpensa,
che sta cercando di colmare il vuoto lasciato da Alitalia, oramai "ex vettore di riferimento", secondo il
presidente e amministratore delegato Giuseppe Bonomi, e che ha in Lufthansa un
partner disposto a investire sullo scalo varesino. L'annuncio è stato dato ieri
mattina, poco prima dell'assemblea degli azionisti che ha deciso di distribuire
29,6 milioni di euro su un totale di 34,5 milioni di utile netto
nominale ai soci - Comune, Provincia di Milano e Provincia di Varese - in
polemica con i sindacati che hanno duramente criticato la decisione dal momento
che "ci sono centinaia di lavoratori in cassa integrazione". L'INTESA
"La strategia è definita, c'è un piano operativo da sviluppare", ha
spiegato Bonomi illustrando l'accordo sui voli Air Dolomiti a Malpensa che
opereranno dal 1° gennaio prossimo e saranno impiegati su tratte "non
intercontinentali". E mentre già si pensa che la flotta di Air
Dolomiti-Lufthansa dovrà adeguarsi con aerei più grandi per volare verso le
principali capitali europee, i vertici di Sea lasciano intendere che forse di Alitalia si potrà anche fare a meno. Lufthansa "è un
vettore leader di una grande aggregazione, Star Alliance, il gotha del
trasporto aereo nel mondo", ha detto Bonomi.
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Apr
2008 Edizione 82 del 29-04-2008 Strettamente confidenziale Malpensa coi
tedeschi, il resto si impicchi di Hush Hush L'annuncio della partnership
strategica fra Lufthansa e la Sea ottimamente guidata dall'avvocato Beppe
Bonomi ha reso manifesto, nel senso che ne hanno parlato tutti i giornali,
quanto in maniera STRETTAMENTE CONFIDENZIALE i nostri lettori avevano potuto
leggere, prima delle elezioni, su queste, e SOLO SUA QUESTE, colonne. Lufhtansa
si prepara così, portandosi avanti con i compiti come dice la mia Piccolina, al
secondo decreto legge, dopo quello sui rifiuti in Campania, che Berlusconi
premier dovrà firmare se non vuole andarsene a casa in "quater e quater
vott", e il Ssilvio non ha certo bisogno che gli si faccia la traduzione.
L'Alitalia mollerà o mollerà l'Alitalia, il
risultato finale come nelle addizioni tipo "cinq e tri vot, Mariana",
è che l'Italia rinegozierà i diritti di slot con gli altri paesi del mondo,
degli slot che l'Alitalia "col cazzo che se li terrà a Fiumicino", come ci dice
uno che la sa lunga in maniera STRETTAMENTE COONFIDENZIALE. Con l'arrivo
a Malpensa di Air Dolomiti trema un altro bluff del sistema aereotrasportistico
italiano, quell'AIRONE del GEOM TOTO dall'Abruzzo, che resta in piedi solo con
i soldi delle banche dei banchieri che vanno a votare alle primarie del Partito
Democratico, i banchieri del centro sinistra per i quali la regola è la solita "PRIMERO
EL BANCO, DESPUES LOS OTROS". Di Airone Lufthansa ne ha i coglioni
veramente pieni, per il pessimo servizio unito ad una arroganza del di cui
personale di bordo e di terra persino superiore a quella dei dipendenti di Alitalia. La Lega ha mollato su Calderoli vice premier e su
altro mica perché è generosa: perché come dice l'Umberto ,a Roma e ai vertici
"me stufi", mi stufo: è strategica Malpensa, sono strategiche le
infrastrutture del Nord, è strategica l'agricoltura. Il resto può goderselo Roma:
infatti quando Mr. Cipria ha messo il veto su Calderoli e ha cominciato a fare
casino sulla troppa leghesità del governo, annunciando contemporaneamente il
voto per Rutelli sindaco di Roma (grande mossa strategica visto come è finita),
lo stesso Rutelli che voleva la morte di Malpensa da vice premier di Prodi,
Bossi ha capito in un secondo che il film era il solito. Manzoniamente
"lenire, sopire, sperare il fuoco dalla paglia": nel senso vediamo
che c'è per Alitalia e Malpensa crepi. Ma a Mr. Cipria
non è andata bene, come non è andata bene ad un futuro ministro e ad un
vicesindaco che volevano mettere su la marea sulla JOHN VENTURE, come la
chiamano loro, per salvare l'Alitalia, a cui
parteciperebbe il loro compagno di merende Don Salvatore Ligresti. La Lega infatti
non conosce JOHN VENTURE, al massimo JOHN WAYNE, come il Sindaco di Milano,
Donna Letizia Prassede Moratti, la presidenta della Confindustria Emma
Marcegaglia e soprattutto il GIULIETTO TREMONTI che ha fatto sapere ad Arcore
che non gli parlassero né di JOHN e né di resche o verdurate. Si farà il
decreto sui diritti di volo perché l'Expo non aspetta alcun JOHN VENTURE.
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Apr
2008 Edizione 82 del 29-04-2008 Un partito in affitto I radicali e l'osso del
potere di Alessandro Di Tizio Nei giorni scorsi, su queste pagine, Tullio Toscano
ha proposto una interessante analisi post elettorale dei radicali, chiedendosi
se gli attuali deputati possano essere considerati eredi dell'esperienza de
"Il Mondo" di Pannunzio e del movimento che diede vita al Partito
Radicale. Le brusche manovre pannelliane hanno rimescolato continuamente le
carte negli ultimi 50 anni, e non è esercizio sterile cercare oggi un filo di
continuità, per quanto nascosto, con le radici storiche del PR. Fino a pochi
anni fa lo si poteva individuare nell'interpretazione radicale dei fatti della
politica, della situazione italiana e internazionale. Un'analisi lucida, che ha
visto Pannella e i suoi in più occasioni in anticipo rispetto alla classe
politica del paese. È proprio a questo che, entrando a far parte del centrosinistra,
i radicali hanno rinunciato: al loro impianto analitico, alla lotta al
"regime", di cui sono diventati prima complici, poi attori. I
radicali hanno sfruttato la legge elettorale più di ogni altra forza politica:
chi non aveva i numeri, finalmente, non è entrato nel Parlamento. Loro sì,
senza neppure la necessità di fare campagna elettorale, ma pretendendo comunque
la loro fetta di rimborso. Sui temi della campagna elettorale non è dato sapere
cosa pensino: le emergenze italiane, per Pannella, sono la sistemazione di
Walter Vecellio e la disobbedienza civile sulle droghe. Un programma che
difficilmente avrebbe spinto anche un solo elettore a votare radicale.
Berlusconi ha detto a chiare lettere che il suo primo viaggio da premier sarà
in Israele e ha indicato tra le priorità del nuovo governo la riaffermazione di
una linea chiaramente filoatlantica della politica estera. Cosa ne pensa
Pannella? Cosa pensa di tasse, Alitalia, giustizia, sicurezza, immigrazione, liberalizzazionI? La
latitanza radicale, in un'attualità politica incentrata su temi che un tempo li
avrebbero visti protagonisti "naturali", va imputata solo a loro
stessi. Ormai a dividere Pannella da Mastella non restano che quattro lettere:
tacitati con l'osso del potere, i radicali hanno smesso, insieme, di
abbaiare e di mordere, basando la loro politica su numeri e poltrone, affidate
per lo più a impiegati di partito fedelissimi al leader. "Non siamo in
vendita!", sentenziava Emma Bonino all'inizio delle trattative con il Pd.
Forse in vendita no, ma in affitto di sicuro.
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Apr
2008 Edizione 82 del 29-04-2008 La trasmissione di Maria De Filippi vince col
23% di share e chiude la settima edizione. Battuto "Il commissario De
Luca" su Rai Uno che si ferma al 20% Bagno di folla per "Amici"
di Alessandra Palma Chiusa la settima edizione con l'ascolto record di oltre 7
milioni di telespettatori, domenica 27 aprile gli "Amici" di Maria De
Filippi tornano in prime time per un nuovo bagno di folla. Per festeggiare i
protagonisti del 2008, infatti, la produzione organizza una serata evento a
Cagliari, città del vincitore Marco Carta, che raccoglie circa 70mila fan in
piazza e oltre 4 milioni e 700mila telespettatori in Tv. Oltre due ore di
spettacolo che si concludono oltre le ore 23 e 30 con uno share del 23,28%,
raccolto in gran parte tra le donne (28,19%) e i telespettatori giovani, con i
bambini dai 4 ai 7 anni che arrivano al 41,40% di share e i 15-24enni che
sfondano il tetto del 34%. Molte le esibizioni proposte dagli alunni della
scuola d'arte più famosa della Tv italiana, che hanno potuto dettare anche con
ospiti illustri, primo fra tutti Claudio Baglioni che alle ore 22 e 34 sale sul
palco e canta i suoi cavalli di battaglia davanti a una platea di oltre 5
milioni di telespettatori; passano pochi minuti e il cantautore romano si
concede per un duetto con i cantanti finalisti che arriva a toccare i 6 milioni
di telespettatori. Battuto, dunque, il primo appuntamento con "Il
commissario De Luca", ciclo di quattro film Tv tratti da altrettanti
romanzi di Carlo Lucarelli che hanno come protagonista l'Achille De Luca,
interpretato da Alessandro Preziosi, che indaga su omicidi e misteri negli anni
a cavallo tra il 1938 e il
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
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Oggi è Mar, 29 Apr
2008 Edizione 82 del 29-04-2008 Il rasoio di Occam Se la frequente
cancellazione dei voli diventa la carta per la sopravvivenza di Giorgio Arfaras
Non solo Italia ci si lamenta della modesta qualità dei viaggi in aereo. Vale
la pena tentare una analisi economica della questione. Immaginiamo un volo in
termini economici. Un aereo costa un sacco di soldi, poniamo 10 milioni di
euro, ma fa molti viaggi, poniamo mille. Il singolo viaggio costerà quindi una
frazione del costo dell'aereo, nel nostro caso, 10 mila euro. Il nostro aereo
dovrà avere dei piloti e del personale di bordo. Poniamo che costino in media
50 mila euro, che siano in dieci e che facciano duecento viaggi l'anno. Fatti i
conti, essi costano 2.500 euro a viaggio. E, per farla corta, immaginiamo che
il carburante costi 2.500 euro. Il nostro aereo costa 15.000 euro, sia che sia
pieno sia che sia vuoto. Poniamo che i posti siano 300. Se tutti comprassero il
biglietto, la compagnia andrebbe in pareggio vendendo il biglietto a 50 euro
(15.000:300). Ma la compagnia, ben sapendo che molto difficilmente avrà tutti i
posti pieni, cerca di andare in pareggio vendendo i due terzi dei posti, ed i
biglietti costeranno 75 euro (15.000:200). E qui arriva il bello. Ogni
viaggiatore, oltre i primi duecento, non costerà niente alla compagnia, mentre
paga il biglietto. La compagnia avrà, se riempie l'aereo, un ricavo di 75 euro
per 100 passeggeri, ossia 7.500 euro. (Complichiamo il ragionamento mettendoci
il pasto e le bevande, che vengono invece comprati in quantità variabile, a
seconda di quanta gente prende l'aereo. Poniamo che costino 10 euro ciascuno. I
cento passeggeri in più costeranno mille euro, mentre i primi duecento costano
duemila. Togliamo questi 3.000 euro dai ricavi di 7.500 euro ex pasti e
bevande, e la compagnia avrà un ricavo finale di 4.500 euro per il viaggio).
Immaginiamo ora che la compagnia sia in concorrenza con un'altra. Essendo un
viaggio "non differenziabile", se fatto con una compagnia piuttosto
che con un'altra, le compagnie potranno farsi concorrenza solamente sul prezzo.
Per riempire l'aereo dal duecentesimo al trecentesimo posto, laddove si
guadagna, le compagnie abbasseranno il prezzo del biglietto da
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
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Oggi è Mar, 29 Apr
2008 Edizione 82 del 29-04-2008 La battaglia col fondo Algebris vinta per ora
da Berhneim Generali: stavolta Golia ha battuto Davide. Forse di Biagio Marzo
Secondo il racconto biblico, Davide abbatté Golia, ma a Trieste è successo il
contrario. Il Golia - Antoine ha sconfitto Davide, ma la sfida continua e non è
detto che non finisca in Tribunale. Il vecchio leone francese ha ruggito, ha
mostrato i denti ed è bastato questo gesto per sbaragliare colui che aveva
iniziato nei suoi confronti la caccia grossa, nei mesi scorsi. Sicché, al Leone
alato è stata tolta la spina Algebris conficcata nella zampa, che procurava
dolori lancinanti. Per ora. Tutto è ritornato come prima in Generali, il pezzo
migliore del salotto buono del capitaniamo italiano. Un presidente e due
amministratori, un collegio di sindaci, senza la mosca tse tse Algebris, grandi
profitti ed elevati compensi ai sindaci, per non parlare poi delle stock option
da capogiro. A ragion veduta, il rappresentante di Bankitalia si è astenuto,
così come aveva fatto in Telecom sulla medesima materia i cui criteri non
rientrano in quelli fissati. Palazzo Koch non è d'accordo con il management, in
generale, e con quello del Leone alato di Trieste, in particolare, ad alto
costo, nel senso che sono beneficiari di utili pazzeschi. Proprio sulla
governance, sotto molti aspetti anomala (due ad), sulle stock option e sull'età
dell'ottuagenario presidente francese, l'hedge fund Algebris aveva mosso le sue
critiche al vetriolo, che avevano tanto indispettito Bernheim che rispose senza
pensarci due volte. Tirò in ballo la mafia ("qualche mafioso mi rema
contro") e il complotto (Santander? Intesa San Paolo?) e se non l'avessero
fermato, avrebbe dichiarato guerra all'Italia. Secondo lui, da qui partiva il
siluro lanciato dal numero uno del fondo inglese Algebris, l'italiano Davide
Serra. L'assemblea di bilancio di Generali si è chiusa così come voleva il
presidente Antoine Bernheim, con la bocciatura della lista del collegio dei
sindaci, presentata dal fondo Algebris. Per il gruppo della minoranza degli
azionisti, la lista di Assogestioni, appoggiata da Bankitalia, ha vinto sul
l'hedge fund. Sebbene Serra abbia minacciato la possibilità di un ricorso
contro la nomina di Eugenio Colucci, ritenendo che non abbia i requisiti di
legge, essendo presidente del collegio. Naturalmente è stato un nuovo colpo
basso che Bernheim non si l'aspettava. All'inizio dello scontro, Serra aveva
vinto; in base agli esposti presentati alla Consob, Banca d'Italia e Isvap, era
riuscito a escludere l'altra lista di minoranza, quella che faceva capo ai
Benetton, accusata di non avere i requisiti di autonomia e di indipendenza da
Mediobanca. E comunque, una piccola soddisfazione Serra se l'è presa nei
confronti della grande compagnia di assicurazione triestina: ben 250 gestori
esteri, con un capitale complessivo del 3,6%, hanno sostenuto, in tutti i
sensi, l'iniziativa di Algebris. Per dirla tutta, il fondo inglese non è
arrivato nudo alla meta. Tutto sommato le sue critiche sono state condivise da
una parte anche se minoritaria tuttavia significativa dei soci, rispetto alla
stragrande maggioranza dei grandi gruppi alleati di Bernheim. Santander,
Intesa, Commerzbank, Edizione Holding, De Agostini, Zaleski, Caltagirone? In
più Mediobanca che possiede un pacchetto azionario pari al 14,05% di Generali
ed è di gran lunga il socio che ha davvero voce in capitolo, mentre la Banca
d'Italia ha il 4,44%. In particolare i tre azionisti Delfin di Del Vecchio,
Ferak (la holding di cui si sono serviti la vicentina Palladio e la famiglia
Amenduni), e Inv Ag (la finanziaria in mano a un gruppo di imprenditori: da
Zannoni a Gavio, per arrivare ad Arvedi) hanno aumentato la loro quota. Per
quanto riguarda invece le banche Unicredit, Capitalia e Mps, detentrici di
circa il 10%, per ragioni diverse, sono fuori partita. Sotto il cielo di Roma,
con le ultime elezioni politiche, gli equilibri politici e di potere sono
cambiati e i rumori di fondo sono arrivati anche a Trieste. Le Banche e le
Fondazioni hanno tenuto un basso profilo, non hanno alzato la guardia, sapendo
che arriverà in Via XX settembre una loro vecchia conoscenza: Giulio Tremonti.
Che, peraltro, considera le une e le altre il "sinedrio della democrazia".
Vero è che il futuro Ministro dell'Economia non è stato in sintonia con le
Fondazioni, in particolare. Visto che nel passato governo di centrodestra, lo
scontro tra il "divo" Giulio e le Fondazioni fu evitato per miracolo.
Miracolo per le Fondazioni si intende. Con l'arrivo di Silvio Berlusconi a
Palazzo Chigi è cambiato il panorama bancario e chi aveva idee bellicose nei
confronti di Generali ha guardato altrove. Questo vale per Intesa di Giovanni
Bazoli e per i suoi alleati. Zaleski, per esempio. Anche se il finanziere
franco?polacco ha un buono rapporto con il Grande vecchio della compagnia
triestina. Ma nel mondo finanziario questo conta poco, perché tutto viene
regolato dagli affari e dagli interessi del momento. Proprio in questo nuovo
quadro politico, se Berlusconi chiamasse Bernheim risponderebbe. Questo potrebbe riguardare la crisi dell'Alitalia. Il presidente di Generali, interrogato sull'eventuale ingresso
nella cordata dei privati, ha negato alcun coinvolgimento, ma non l'ha nemmeno
escluso. Telecom docet. Semprecché, Jean Cyrus Spinetta ritorni alla Magliana
per sedersi attorno al tavolo e riprendere la trattativa.
( da "Opinione, L'" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mar, 29 Apr 2008 Edizione 82 del 29-04-2008 Accordo con Lufthansa
Malpensa, Alitalia è il passato. Il futuro è in arrivo di Emilia Rettura Riparte da
Lufthansa la rinascita di Malpensa. Per lo scalo milanese, l'accordo con la
compagnia tedesca non è una semplice opportunità di sviluppo economico ma la
dimostrazione che, oltre Alitalia, c'è altro. È la dimostrazione che Malpensa può non
essere quella cattedrale nel deserto che molti temono diventi dopo l'addio
della nostra compagnia di bandiera. Per il momento, quella siglata ieri è solo
una lettera di intenti tra la Sea, la società che gestisce l'aeroporto, e la
dirigenza Lufthansa. Ma la promessa di sei nuovi velivoli che collegheranno
Milano al resto d'Europa, a partire dal 2009, è concreta e rappresenta solo il
primo stadio di un progetto dal respiro molto più ampio. Perché in Germania la
Lombardia e il suo capoluogo continuano ad essere visti come una delle realtà
più produttive del continente, ai primi posti per l'importanza economica del
loro bacino di riferimento. È Karl Ulrich Garnadt, vice presidente per i
Servizi e le Risorse Umane del gruppo, a confermarlo: "Sono tra i più
forti e i più importanti mercati d'Europa e hanno un elevato numero di
passeggeri". I nuovi voli, forniti dalla controllata italiana Air
Dolomiti, andranno a unirsi ai
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 102 del
2008-04-29 pagina 0 Berlusconi: "Alitalia? Può
comprarla lo Stato" di Redazione Berlusconi sulla compagnia di bandiera:
"Se la Ue insiste potrebbero comprarla le Fs. La cordata c'è già e va ben
al di là del capitale necessario". Un notaio di Roma convoca i sindacati
per la cordata. Tronchetti: "Pirelli partecipa con un
chip" Roma - Berlusconi minaccia la Ue su Alitalia.
"Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto
alla Ue. Ma attenzione, se continuano a insistere così e non ci aiutano
potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe
essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. è una
minaccia, non una decisione". Lo ha detto, a proposito della vicenda di Alitalia, il leader del pdl Silvio Berlusconi, conversando
con i giornalisti alla Camera. "C'è una squadra di persone che va ben al
di là del capitale necessario" e sui tagli al personale di Alitalia la decisione sarà presa "dopo aver fatto la
due diligence e un piano industriale" ha rilevato il leader del Pdl,
secondo cui la due diligence richiederà tre-quattro settimane. Berlusconi,
ribadendo che i sindacati "hanno fatto il loro lavoro", ha
sottolineato che "Air France si è ritirata successivamente al no dei
sindacati di fronte alle riduzioni che la compagnia francese riteneva di dover
apportare". La replica di Bruxelles Alla Commissione europea non importa
che una società, come a esempio Alitalia, sia
acquisita da un ente pubblico o privato. è quanto ha spiegato il portavoce
dell'Antitrust Jonathan Todd a chi gli chiedeva quali fossero la posizione e le
regole comunitarie su un'acquisizione pubblica di una compagnia. "Parlando
in termini puramente teorici il Trattato ci chiede di essere completamente
neutrali sul fatto che un acquirente di una compagnia sia pubblico o
privato" ha spiegato Todd. Il portavoce ha sottolineato che se c'è
"un trasferimento di risorse dello Stato questo ricade chiaramente sotto
le regole sugli aiuti di Stato" e che "il problema potenziale sorge
se il trasferimento di risorse dello Stato è superiore e al di sopra di un
ragionevole prezzo di mercato della compagnia". A chi gli chiedeva un
commento sulle dichiarazioni di Berlusconi il portavoce ha spiegato: "Non
faremo commenti sulle dichiarazioni fatte alla stampa". I sindacati Le
nove sigle sindacali di Alitalia sono state convocate
domani per le 11 nello studio legale Claudio Privitera a Roma. Lo riferiscono
fonti della organizzazioni dei lavoratori aggiungendo che la convocazione è
relativa ad approfondimenti sulla privatizzazione della compagnia e che non è
escluso che possa essere legata alla costituzione della cordata italiana.
Tronchetti c'è Marco Tronchetti Provera ribadisce la sua posizione sulla
vicenda Alitalia per rispondere subito alle
preoccupazioni dei piccoli azionisti che portano il tema in assemblea. Tutto si
lega all'eventuale indebolimento di Malpensa che sarebbe un costo di sistema,
un costo per la stessa Pirelli considerando le persone del gruppo che viaggiano
in giro per il mondo. "Malpensa - ha spiegato - non può essere chiusa: se
ci fosse un progetto chiaro saremmo disposti a mettere un chip, ovvero qualche
milione di euro, nell'interesse economico generale e delle nostre aziende, così
come ha detto il presidente di Assolombarda Diana Bracco". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 102 del
2008-04-29 pagina 0 Bossi: "Fucili sempre caldi" di Redazione Il leader
leghista invita il Pd a collaborare per attuare le riforme: "Se vogliono
fare gli scontri io ho 300mila uomini a disposizione, se vogliono
accomodarsi". Poi rilancia su sicurezza e federalismo Roma - "Non so
cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho
trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi".
Proprio nel giorno in cui si prepara varcare il portone di Montecitorio dopo
una pausa che dura dal 2004, il segretario del Carroccio Umberto Bossi si augura
che la sinistra scelga la via delle riforme. Il suo pensierio va alla riforma
federale. Senza se e senza ma: "I fucili sono sempre caldi". La
minaccia alla sinistra "I fucili sono sempre caldi". Nonostante
l'invito di Silvio Berlusconi a toni più pacati, il Senatùr insiste: "Non
so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho
trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi. Il leader
leghista invita i democratici di Walter Veltroni a scegliere la via delle
riforme, "non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma
federale". Lo stesso auspicio era stato lanciato ieri pomeriggio dal
leader azzurro invitando l'opposizione a "confermare in Parlamento
l'impegno a collaborare sulla riforma dell'architettura istituzionale".
Proprio Berlusconi aveva chieso ai democratici di evitare di proporre
"schemi del passato". Bossi si allinea, ma lo fa tirando - nuovamente
- in ballo fucili e scontri. Le riforme da attuare "Dobbiamo cacciare i
clandestini e fare il federalismo fiscale". Entrato nell'emiciclo di
Montecitorio, il senatour, ha ricevuto battimani dai leghisti, tutti in piedi,
e dai colleghi del centrodestra. "Per ottenere queste riforme useremo in
questa legislatura tutti gli strumenti che servono", spiega il leader del
Carroccio ritenendo di essere il futuro ministro per le Riforme e ribadendo la
sua previsione sul fatto che Maroni sarà ministro dell'Interno. "E chi se
no? Chi è che manda via gli immigrati?". Sull'ipotesi
ventilata da Berlusconi che l'Alitalia possa essere acquistata
dalle Fs, il leader della Lega Nord dichiara: "Non credo che si possa
fare". "Berlusconi? Manterrà la parola" Bossi non teme sorprese
per la formazione del governo: "Mi fido di Berlusconi, stavolta manterrà
la parola", dice lasciando la sede del gruppo della Lega alla Camera.
"Ha voluto sposare la Lega - aggiunge sorridendo - e ora deve eseguire gli
ordini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Il Premier
in pectore si sofferma sull'eventualita' di un futuro acquisto della compagnia
da parte dello Stato Berlusconi: Alitalia potrebbe
essere acquistata dallo Stato Si esprime anche sulla vittoria di Alemanno Roma,
29 apr- "Abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e che non metta in
difficoltà chi governa" dichiara il Premier Silvio Berlusconi durante
l'incontro con i giornalisti alla Camera rispondendo alla domanda sul futuro
della compagnia di bandiera. "Potremmo prendere anche
la decisione di fare acquistare Alitalia dallo
Stato o dalle Ferrovie dello stato, non è una decisione, è una minaccia".
Berlusconi è convinto che per Alitalia verrà trovata una soluzione
definitiva per superare questo stato di emergenza, ma non vuole che venga
crititcata la scelta del prestito-ponte concesso dallo Stato. Poi si sofferma
su Alemanno, è felice della vittoria. "E' merito suo, ma anche nostro. La
vittoria la dobbiamo a Francesco Giro, a Forza Italia, alle 19 interviste che
ho rilasciato in questi giorni".
( da "Stampa, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ARMANDO ZENI
MILANO "E' soltanto l'inizio", riassume, con la faccia più raggiante
che mai, il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, felice, come buon lumbard, di
ricevere in diretta l'applauso del suo leader Umberto Bossi. Un inizio che la
riservatezza degli accordi sottoscritti tra Sea e Lufthansa lasciano solo
immaginare lasciando però presagire uno sbarco in forze della compagnia tedesca
nell'ex hub del Nord abbandonato da Alitalia. Solo un
inizio, ripete il presidente Sea, accennando ai sei nuovi aerei Air Dolomiti,
controllata Lufthansa, che dal gennaio 2009 stazioneranno fissi a Malpensa per
collegare Milano all'Europa. Perché è chiaro, anche se non si può ancora dire,
che sono altri, più ambiziosi, gli obiettivi della partnership annunciata con
Lufthansa: "Lavoreremo insieme con squadre di lavoro che opereranno per
sviluppare Malpensa", lascia intendere Bonomi sicuro che ci siano le
premesse perché l'intesa, avviata in gran silenzio sei mesi fa, sia "di
lungo termine" a riprova che Malpensa da sola "può farcela".
Aveva previsto due anni, il presidente Sea, per recuperare i volumi di traffico
precedenti al taglio degli 800 e passa voli di Alitalia.
Adesso, archiviato il bilancio 2007 che definisce "straordinario" e
che ha distribuito dividendi per 29,6 milioni di euro (sui 34,5 di utile),
Bonomi confessa di essere convinto di poter dimezzare i tempi. Certo, a
guardare tra i numeri del bilancio, l'addio di Alitalia
a Malpensa è costato a Sea non poco: 30 milioni di euro, la differenza tra
l'utile consolidato di 64,4 milioni e i 34,5 dell'utile netto dopo la
svalutazione degli investimenti effettuati da Sea a Malpensa per dotarla di
infrastrutture adeguate al ruolo di hub. Una ferita che
pesa e che impedisce di immaginare un prossimo ritiro della causa danni (per
1,25 miliardi di euro) avviata contro Alitalia:
"Era una richiesta basata sui flussi di cassa che con il dehubbing di Alitalia non sono cambiati", spiega Bonomi prima di avanzare una
teorica via d'uscita: "Se ci pervenisse una proposta transattiva da Alitalia la valuteremo con attenzione". Per ora le priorità
sono altre, trovare per Malpensa sostituti certi ai vuoti lasciati dall'ex
vettore di riferimento. Nel 2008, parola di Bonomi, saranno oltre 440 i nuovi
collegamenti settimanali, metà di quelli tagliati da Alitalia,
con l'arrivo nell'ex hub di compagnie come American Airlines, AirSeychelles,
FlyNiki. Ma è chiaro che è da Lufthansa che Sea si aspetta il decollo vero di
Malpensa: Lufthansa nuova compagnia di riferimento al posto di Alitalia? A domanda non risponde, Bonomi. Sorride. Lasciando
che sotto sotto prenda forma, attorno alla compagnia che è da tempo la preferita
per i loro spostamenti intercontinentali da manager e imprenditori del tessuto
industriale lombardo, il sogno del grande aeroporto del Nord che la Lega vuole
a tutti i costi contro il romanocentrismo di Alitalia
e che il sindaco di Milano Letizia Moratti considera indispensabile in vista
dell'Expo 2015. Ma, nel frattempo, il passaggio di Malpensa sotto le ali di
Lufthansa rende possibile soluzioni finali anche per Alitalia.
Ieri i portavoce della compagnia tedesca hanno ribadito che Alitalia
non interessa: a loro interessa il ricco mercato del Nord Italia, per questo
hanno deciso di intensificare la presenza su Malpensa (con la prospettiva di
farne una sorta di loro hub per il Sud Europa) ma su Alitalia
hanno messo la croce. Insomma, una Malpensa rivitalizzata da Lufthansa,
chiuderebbe il capitolo ex hub con soddisfazione di tutti, a cominciare dalla
Lega di Bossi che ha subito definito l'accordo di Sea "la prima risposta
del nuovo governo", sgombrando così il campo a una soluzione per Alitalia dove restano aperte le due ipotesi: quella di un
ritorno al tavolo delle trattative di Air France e quella del decollo vero
della cordata tricolore cui lavora Bruno Ermolli che ieri è stato per due ore
ad Arcore con Berlusconi.
( da "Voce d'Italia, La" del 29-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Fucili
caldi per Bossi Milano, 29 Apr. Nella prima giornata di lavori della XVI
legislatura, il leader della Lega Umberto Bossi non abbandona i suoi consueti
toni. 'Non so cosa vuole la sinistra - dice ai giornalisti al suo arrivo a
Montecitorio - noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho
trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi'. Bossi si
augura che la sinistra scelga la via delle riforme - 'non come l'altra volta
che non vollero assolutamente la riforma federale', dice -, ma se così non
fosse ricorda che 'i fucili sono sempre caldi'. Il leader della Lega spera in
realtà che 'democraticamente si possa riformare il paese'', ma 'se la sinistra
scende in piazza - ribadisce - non abbiamo paura'. Sulla composizione del nuovo
esecutivo, Bossi ha le idee abbastanze chiare. Quasi sicuro della sua nomina a
ministro delle Riforme- 'Penso di sì' risponde ai cronisti - ricorda al
Cavaliere che 'si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini'. Una
frase, quest'ultima, smentita poco dopo dallo stesso Bossi. Il leader del
Carroccio spiega di avere fiducia in Berlusconi. 'Se non fossi stato fiducioso
avrei preteso i ministri prima del voto dei presidenti di Camera e Senato
quando aveva il coltello dalla parte del manico. Dopo il voto il coltello torna
nelle mani di Berlusconi ma io ho fiducia in lui e comunque noi abbiamo il
coltello dei numeri'. I ministri della Lega, dunque, dovrebbe essere quattro
anche se, libera la poltrona del Welfare con Alemanno sindaco di Roma, il
partito di via Bellerio non esclude l'interesse anche per questo dicastero. 'Il
Welfare? Vogliamo tutto. Se tutti i ministri - ironizza Bossi - fossero della
Lega, avremmo risolto tutti i problemi dell'Italia'. Passando ai problemi che
il nuovo esecutivo dovrà affrontare, in testa per il senatur cìè l'emergenza
sicurezza e il federalismo fiscale. 'Dobbiamo dare il segnale che il paese
aspetta - dice - Maroni ha la forza per fare il cambiamento e la vittoria di
Alemanno facilita le cose. Una mano la daremo a Roma per ritrovare la sicurezza
in questa città. Sappiamo già cosa fare, non siamo sprovveduti'. Il leader del Carroccio è invece scettico sull'ultima proposta
avanzata dal futuro premier di un'acquisizione di Alitalia da parte
delle ferrovie. 'Non so se si può fare', dice, perché 'ci sarebbe una
concentrazione enorme'. Quel che è certo è che 'Alitalia deve
cambiare profondamente'. Giorgio Nadali giorgio.nadali@voceditalia.it.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo
della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi
e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente
parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che
giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di
protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche
da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che
appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul
web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde
che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene
anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo
la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di
altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e
quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci
lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in
Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e
necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso
costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida
difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello
Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie
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a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi
non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a
Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma
c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco
Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il
presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la
folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e
festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un
risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono
riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità
dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla
capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato
anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora.
Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema
"grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà
l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha
aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche)
il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del
Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la
mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il
centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter?
Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da
Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la
sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di
voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere
come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si
fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e
di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei
partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona
di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice,
ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123
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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera
su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia
del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano":
"Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi,
diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che
noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci
dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi
nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di
franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio,
costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie
a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del
Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra
Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da
tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la
sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto:
partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della
sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio
al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista
che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza
di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia
legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli
servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra
(anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia
cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento,
per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli
italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge
elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola:
l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con
Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che
colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che
vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E
hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente
sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è
il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
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il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare.
Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a
conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura,
durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni.
Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi
investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua
vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un
leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro
che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo
instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede
in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è
sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le
"bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una
bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto:
"Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di
Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può
farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di
ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista.
Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il
difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici,
infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende
il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A
Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale
contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica".
L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello
Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature"
e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia
Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile
il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti
dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo
nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che
va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare"
i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è
sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in
positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro.
Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini"
nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale,
innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice
Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa
come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità
è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo
2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per
voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il
dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi
l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti.
Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale
cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette
400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto
pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila
euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale
degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento
delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai
pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è
impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell'
arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti
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19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione
è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo'
di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi
privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini?
Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe
sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire,
forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia
proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla
fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi
dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si
desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di
Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per
definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono
Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.:
Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi
"squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo
dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di
tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati.
Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non
sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo:
GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU
CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime
News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano
alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre
viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il
nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo,
ultimi ritocchi per la nuova squadra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il
blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog
di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua
vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo
Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di
Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche)
il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del
Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la
mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il
centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter?
Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da
Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la
sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di
voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere
come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare?
Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre
più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello
del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti.
Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro
di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una
polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per
convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la
Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio
ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che
(almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di
quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia
legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli
servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra
(anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia
cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento,
per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli
italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge
elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità.
E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La
Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce:
votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un
goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto
Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di
antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare
trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma
poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì
com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri
al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele
Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità
della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da
ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce
l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che
è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le
istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia.
Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed
esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto
ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La
Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato
il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna
che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De
Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con
le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali.
Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha
detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella
storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor
sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo
adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo
millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round
e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti
urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E
si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità
internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e
sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica".
L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il
modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue
"creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito
si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per
lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro
terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire
davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia
(parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per
l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai
milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai
scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di
saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare
squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre
stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze.
Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no,
smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor
sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano.
E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della
milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla
Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco
come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti (
116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro
adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello
sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i
pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro
e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo
un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura
finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a
eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva
già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana),
dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei
fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte
per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha
presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale
quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato
resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a
meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta
nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve
lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come
sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera
che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo
definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
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Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non
deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del
centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco
a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che
hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi
che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il
fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA
DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua
vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
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Ebbene sì, la straordinaria
vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non
ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft
veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo
la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata
della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra
è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando
inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli
di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of
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Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona
di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice,
ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli
per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino
presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti
agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza
come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni
dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il
leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e
poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il
Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e
legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando
il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco
della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che
faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si
vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA
IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere
rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani
hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le
scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non
sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque.
Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà
la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su
verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il
sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta
indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife
proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a
onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un
altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si
allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e
inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di
cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si
schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum
civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015?
Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la
Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che
verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale
del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il
gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della
Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare
il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la
squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il
sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della
diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una
superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente.
Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a
festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a
molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata
(bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e
segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia,
"il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una
visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri
nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il
primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega
progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di
lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della
modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti
e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione
urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere.
"Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le
sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito
si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per
lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro
terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire
davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia
(parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per
l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai
milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai
scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di
saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare
squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre
stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed
eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no,
smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor
sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano.
E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della
milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla
Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco
come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti (
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26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro
adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello
sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i
pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro
e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo
un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura
finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a
eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva
già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie
di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli
aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa,
con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove
il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come
sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra
becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte.
Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31)
Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non
deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del
centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco
a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che
hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi
che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il
fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA
DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano
alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre
viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il
nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo,
ultimi ritocchi per la nuova squadra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua
vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo
Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
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sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì
ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come
hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
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Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli).
E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando
per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon
divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione
col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa
fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11
firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A
proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie
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a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana.
Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha
fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di
slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun
merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo
ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa
estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho
più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma
autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il
Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche
Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari
dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche
(si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare
l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima.
Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di
Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano
potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e
internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama
Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in
globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua
Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa.
Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a
Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme
agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e
non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un
sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione.
Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del
leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli
perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è
stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti
miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo,
nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli
della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono
"storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua
tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col
Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini
difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo".
Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma
del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche
un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per
garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e
dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene
per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai
milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai
scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di
saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare
squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre
stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed
eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no,
smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco".
L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più
per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta?
Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo?
Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città
del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08
Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento
fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla
previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i
pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro
e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo
un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura
finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a
eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva
già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista
Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala
mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei
salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un
aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario
generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale
al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate?
Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese,
pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di
là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la
bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi
l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il
fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come
sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra
becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte.
Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo
stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31)
Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non
deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del
centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco
a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che
hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi
che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il
fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA
DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano
alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre
viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il
nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo,
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua
vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo
Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del
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Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco
del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in
campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete,
io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere
conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre
meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire
e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad
esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura
sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno
della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha
sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al
"Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della
sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si
poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo
poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera.
Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza
il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini
all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già
detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il
"Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e
Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un
leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare,
a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando
"padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI
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Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio
Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a
proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i
(sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria
era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e
della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi
della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin
dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito
riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e
somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che
trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto
dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il
crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti,
Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così.
Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del
cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro
che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa
sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo
neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro
elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e
tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al
Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che
giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di
protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche
da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che
appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul
web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere
eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme
alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale
rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha
capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra"
esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo
archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro
Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso
"lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche
formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di
riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio)
con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è
una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e
senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica?
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Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata
celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano
città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano
rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il
vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate
che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo
sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche
alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che
verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno,
più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non
da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi
e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale.
E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto:
"Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei
milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano
sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che
intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione
grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace,
cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre
Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da
ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce
l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che
è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le
istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno
maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua
vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un
leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro
che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo
instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede
in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è
sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le
"bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una
bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto:
"Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di
Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può
farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di
ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista.
Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il
difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici,
infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende
il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio
Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto
con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto
Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central
Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice:
"No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti
che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il
simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà
dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo
nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che
va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare"
i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è
sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in
positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro.
Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini"
nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale,
innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice
Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa
come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità
è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo
2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per
voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il
dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi
l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti.
Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale
cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento
delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo
governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di
incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla
"Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non
solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura?
Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati
che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a
portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque
anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08
Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola
"emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto
o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza":
vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio,
gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste,
e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali,
balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via
l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal
nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo
nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma
taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come
sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il
centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi
deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici"
molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra
becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte.
Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli
Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in
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post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it,
un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non
deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del
centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco
a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che
hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi
che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il
fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA
DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano
alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre
viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il
nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo,
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua
vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e
il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo
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Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e
lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva.
Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un
voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a
difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"?
Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da
farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema
Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei
clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
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bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno
del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.).
E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto
nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche.
Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco
la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio
Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53
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Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94
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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare
l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima.
Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di
Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano
potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e
internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama
Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in
globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua
Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa.
Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a
Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme
agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e
non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un
sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha
ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità
del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la
metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto
che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero:
investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per
lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui
grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi
non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il
contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas
per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park".
L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No,
saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol
fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo
dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà
dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo
nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che
va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare"
i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è
sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in
positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro.
Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini"
nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale,
innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice
Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa
come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità
è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo
2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per
voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il
dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi
l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti.
Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale
cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni
all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà
partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto
Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile
agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari.
E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei
contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui
il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del
40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie
Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la
parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a
torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera
"emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno
su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto,
palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse
nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di
tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta
realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa
sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese.
Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere,
alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi
tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui
si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui)
se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di
Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per
definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.:
Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi
"squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo
dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di
tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati.
Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non
sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo:
GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU
CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime
News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria,
uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre viados a
RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il nuovo
presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo, ultimi
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2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel venticello di
Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita
Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere
rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il
cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano
che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali:
+111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra"
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche)
il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del
Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la
mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il
centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter?
Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da
Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la
sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di
voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere
come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i
temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona
di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice,
ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha,
come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare
al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni,
Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7
Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del
leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano":
"Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi,
diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che
noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci
dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi
nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di
franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio,
costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie
a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del
Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra
Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da
tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la
sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto:
partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della
sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano,
proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il
tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse
che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera
politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti
su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può
scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio
i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori
l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha
scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a
Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno,
Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale -
andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà
parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI
CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse
ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima
vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del
Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E'
troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel
blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa:
quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese)
compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter
Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita
al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere
costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e
"affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La
traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli
italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che
faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato
da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito
"voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un
consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire
"no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico.
Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare
le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il
linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo
un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste
per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94
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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare
l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima.
Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di
Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano
potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e
internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama
Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in
globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua
Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa.
Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a
Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme
agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e
non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un
sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha
ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità
del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la
metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto
che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero:
investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per
lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli,
sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono,
sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e
la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è
d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex
sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno
un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non
della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo
2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non
sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della
città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano
va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare
cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non
è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la
capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero
"fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è
sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno
ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma
no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor
sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano.
E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della
milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla
Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco
come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti (
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26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro
adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello
sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i
pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro
e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo
un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura
finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a
eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva
già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out
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anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana),
dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei
fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni
che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più
civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli
"anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo
elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e
genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato
dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un
"nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo
sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no:
in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata
Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di
un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e
del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la
questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo
Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero.
Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è
roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo
dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe
voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà
penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del
Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno
i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione,
manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani
("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma
anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il
gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E
guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
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deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del
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a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che
hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi
che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il
fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA
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il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua
L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la
Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo
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( da "Secolo XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Veti Ue? Alitaliaalle Fs" Il Cavaliere: "Se l'Europa insiste, l'Alitalia andrà alle Ferrovie. È una minaccia". Tronchetti:
"Pirelli pronta a mettere qualche milione" 30/04/2008 Roma. Il
sedicesimo Parlamento repubblicano eletto il 13 aprile si è riunito ieri.
Renato Schifani, di Forza Italia, è stato eletto presidente del Senato con 178
voti. Tre fumate nere alla Camera, dove Gianfranco Fini non ha raggiunto
il quorum: sarà eletto oggi. Ma il protagonista è stato Umberto Bossi: "I
fucili - ha detto il leader della Lega - sono sempre caldi. Non so cosa vuole
la sinistra ma noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri ho trecentomila
uomini pronti". Minacce meno cruente per Silvio Berlusconi sulla scelta
dei ministri: "Si è sposato con noi e deve eseguire gli ordini".
Tensione nel Pd: Veltroni annuncia l'anticipo del congresso, ma D'Alema e
Marini frenano. bocconetti e altri servizi >> 2 e 3 30/04/2008 Espulsione
degli immigrati che hanno commesso reati, sgombero dei campi nomadi e armi ai
vigili urbani saranno le prime misure adottate contro la criminalità 30/04/2008
roma. Il neo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, annuncia che si metterà al
lavoro "immediatamente e senza pietà" con un occhio di riguardo alla
sicurezza, che vorrebbe affidare a "un commissario straordinario del
governo". Si parte da qui: da una riunione con il prefetto e il Comitato
provinciale per la sicurezza. Anche la prima giunta comunale si occuperà
proprio del problema criminalità. Le prime misure in arrivo? Espulsione degli
immigrati che hanno commesso reati; sgombero dei campi nomadi; "armi"
ai vigili urbani. lombardi >> 5 30/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ancora disagi e
polemiche a mongrifone L'odissea di due giovani che invece di 22 euro ne dovranno
pagare 273 UN'ODISSEA per trovare una biglietteria aperta o una cassa
automatica regolarmente funzionante, il ritardo di un treno che fa prendere al
volo una coincidenza ed infine la beffa del verbale di contravvenzione, che fa
lievitare di 12 volte il costo del biglietto, consegnato da un controllore a
due passeggeri che proprio a lui si erano rivolti per acquistare i biglietti a
bordo. Se la puntualità dei treni in Liguria sta progressivamente migliorando e
il personale incaricato della pulizia delle carrozze comincia a mostrare
qualche segnale di presenza, il problema delle biglietterie resta strettamente
legato ai costi e ai finanziamenti delle Ferrovie. Il che significa che il
servizio sarà ancora zoppicante per lungo tempo. Ad ammetterlo è la stessa
Trenitalia, i cui responsabili sottolineano che al momento c'è una fase di
stallo, mancano i fondi per rifinanziare il trasporto regionale e i servizi a
terra risentono per primi della mancanza di interventi. "Attendiamo i
finanziamenti per l'attuazione del piano industriale, ma con il cambio di
Governo il rischio è che i tempi si allunghino. Non
vogliamo fare la fine di Alitalia". Tradotto: se non ci sono soldi bisogna ridurre il
servizio prima che si apra una voragine nei conti. L'ultima disavventura,
segnalata anche da Federconsumatori, è accaduta la scorsa settimana.
"Nella stazione di Savona - raccontano i protagonisti - abbiamo acquistato
tramite la biglietteria automatica un biglietto per Milano, la decisione
di prendere il biglietto alla cassa automatica è dovuta al fatto che in
stazione c'era solo uno sportello aperto con molta gente in fila e per paura di
perdere il treno abbiamo cercato quella che ci sembrava più rapida. Al momento
del pagamento la macchina ci informava che l'uso del bancomat non era al
momento possibile. Tra tutti e due avevamo solo 25 euro in contanti e, non
essendo disponibile nelle vicinanze della stazione un bancomat, abbiamo deciso
di fare i biglietti per Genova, dove avremmo dovuto cambiare treno, avendo
teoricamente tutto il tempo per acquistare un altro biglietto per Milano".
Ma il primo treno era in ritardo ed è arrivato a Genova appena in tempo per far
fare ai passeggeri una corsa verso il binario su cui era in partenza quello per
Milano. "Appena saliti - raccontano ancora - abbiamo subito cercato il
controllore e spiegando l'accaduto abbiamo cercato di pagare il nostro
biglietto. Il controllore, però, prima ci ha chiesto i documenti e la nostra
destinazione, poi ci ha fatto accomodare . Dopo circa venti minuti si è ripresentato,
ma non con i nostri biglietti ma con due verbali che hanno trasformato la
tariffa di 22 euro a testa a 115 euro a testa. Come se non bastasse, ha
aggiunto che ci aveva fatto una cortesia, perchè avrebbe dovuto farci scendere
poiché Trenitalia non consente la multa in caso di allontanamento dalla città
di residenza, ma soltanto in caso di ritorno verso casa". Trenitalia
verificherà il caso specifico, ma in linea generale sottolinea che c'è stato un
inasprimento delle sanzioni e che la maggiorazione di cinque euro è prevista
solo se il viaggiatore si presenta al controllore prima di salire a bordo. Una
volta che si chiude lo sportello della carrozza, il viaggiatore è di fatto
sprovvisto di biglietto e scatta la sanzione di 50 euro. "E non è finita
qui - aggiunge lo sfortunato passeggero - avremmo dovuto pagare la multa
immediatamente, altrimenti sarebbe aumentata. E dopo 15 giorni la spesa sarebbe
diventata, come scritto sul verbale, di 273,16 euro. Siamo a fine mese, pagare
una multa di 150 euro mi crea seri problemi, dovrò mio malgrado attendere il
prossimo stipendio e pagare 273,16 euro". Il caso è stato preso in mano
anche dal Coordinamento dei Pendolari Liguri, la cui esponente Sonia Zarino
commenta: "È ben triste vedere che, invece di scusarsi con i passeggeri
per i continui disservizi, si creano regolamenti assurdi che hanno il solo
scopo di spremere sanzioni. Non si può pretendere il massimo rigore solo da
parte dei viaggiatori, almeno fino a quando anche Trenitalia non sarà in grado
di fornire un servizio impeccabile". Giovanni Vaccaro 30/04/2008 '
30/04/2008 regolamentiassurdiTrenitalia, invece che scusarsi per i disservizi,
continua a spremere i viaggiatori Sonia zarinocoordinamento pendolari liguri
30/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita della
compagnia aerea Il Cavaliere: "E' una minaccia". Ma Bossi frena:
"Non so se si può fare" Roma. L'Alitalia?
"Basta con i veti dell'Ue o se la comprerà lo Stato, le Ferrovie dello
Stato". Silvio Berlusconi lancia il suo guanto di sfida alla Commissione
Ue, che ha sollevato "forti dubbi" sulla natura del prestito ponte di
300 milioni, concesso dopo la fuga di Air France per tenere in vita la
compagnia di bandiera nell'attesa della cordata di imprenditori italiani,
sponsorizzata dal premier in pectore. Quello del Cavaliere è uno sfogo, anzi di
più: vuole essere "una minaccia" nei confronti di Bruxelles, che può
mandare all'aria l'operazione cordata, gestita da Bruno Ermolli, bocciando come aiuto di Stato il prestito vitale per Alitalia. La Commissione Ue replica: "Noi siamo neutrali, ma
rispettate le regole di mercato". È una replica che prende sul serio la
"minaccia" di Berlusconi, che è pronto a mettere Alitalia in carico alla Ferrovie dello Stato. I soci in politica
Gianfranco Fini e Umberto Bossi tirano il freno. "Non so se si può
fare. È meglio la legge Marzano", dice il Senatur. "In realtà, lo
Stato potrebbe solo gestire", precisa il numero due del Pdl. "Non
credo che a Bruxelles saranno entusiasti. E poi lo Stato dove troverà le
risorse? Il rischio è di finire come la Russia di Putin", commenta il
leader del Pd, Walter Veltroni. Ma quella di Berlusconi non è solo una
provocazione né una battuta: l'operazione di statalizzazione annunciata in
pieno Transatlantico potrebbe paradossalmente ottenere l'ok di Bruxelles con
meno problemi rispetto al prestito ponte perchè all'Europa non interessa se chi
mette i soldi per acquistare un'azienda in crisi è un privato o lo Stato.
Berlusconi precisa che una decisione non c'è, ma la carta di un ritorno sotto
l'ombrello pubblico di Alitalia, quotata in Borsa con
il Tesoro come azionista di controllo, rimane scoperta sul tavolo, pronta a
essere giocata se i guastafeste dell'Ue si metteranno a "zignare"
(neologismo che sta per "rompere le scatole", ndr) sulla questione
del prestito concesso dal governo uscente di Romano Prodi su richiesta di
Berlusconi. Il messaggio non è soltanto rivolto a Bruxelles. Il Cavaliere è
impaziente di fronte ai ritardi della cordata made in Italy, che registra la
disponibilità di molti nomi (Marco Tronchetti Provera pare disposto a mettere
nel piatto "un chip, cioè qualche milione di euro") ma stenta a
decollare. I tempi non sembrano brevi, si rischia di arrivare alle soglie
dell'estate, con il bilancio di Alitalia allo stremo.
Ci vorranno 3-4 settimane, dopo la due diligence sui conti della compagnia, sempre
che nel frattempo non arrivi il siluro dell'Europa contro la somma da
restituire entro il 31 dicembre. "C'è una squadra di persone che va ben al
di là del capitale necessario. Vedremo di fare la due diligence. Quando avremo
il piano industriale, questa compagine, assistita dalle banche che già ci sono,
avanzerà proposte ai sindacati", spiega Berlusconi. In realtà, i contatti
tra la cordata e i sindacati sarebbero già in corso, anche se Ermolli dice di
non saperne nulla. Le 9 sigle sindacali dovrebbero oggi essere informati sulle
"linee guida" della privatizzazione nel corso di un incontro in uno
studio legale di Roma (Privitera), che ha il compito di capire in anticipo fino
a che punto si spinge la disponibilità a fare quei "sacrifici"
annunciati anche dal Cavaliere. Chi si sta mobilitando per mettersi in cordata
vuole qualche garanzia prima di lanciarsi in un'avventura dagli esiti non
scontati. Anche per questo si pensa di coinvolgere un socio pubblico (Sviluppo
Italia o Cassa depositi e prestiti), capaci di rassicurare gli alleati privati
e le banche. A chiudere il cerchio ci dovrebbe essere un vettore
internazionale: Aeroflot, dopo che Lufthansa si è concentrata su Malpensa. La
lista dei potenziali soci privati si allunga con Tronchetti Provera che esce
allo scoperto, dopo Salvatore Ligresti, i Benetton, il signor Geox Mario
Moretti Polegato e forse il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Rumors su
Carlo De Benedetti (Alitalia? "Neanche per
sogno") e Paolo Scaroni (Eni), che dovrebbe cambiare lo statuto del
gruppo. Chi ci sta aspetta il piano industriale. Intesa Sanpaolo invita alla
cautela: "Bocce ferme, nessuna novità". Michele Lombardi
lombardi@ilsecoloxix.it 30/04/2008 AZIONARIO 30/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Trattative COLONIA.
Lufthansa conferma l'intenzione di sviluppare Malpensa e non chiude del tutto
la porta ad Alitalia. Il numero uno del vettore
tedesco dice che "devono esserci tutte le condizioni": a ora "le
condizioni sono quelle che sono", per questo la
societàè"riluttante" nei confronti della compagnia di bandiera
italiana. All'assemblea annuale degli azionisti della Lufthansa, a Colonia, non sono mancate le domande su Malpensa e Alitalia. Il presidente e ad di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, ha parlato
di Alitalia con quella che sembra essere un'apertura sulla questione. Ha
spiegato che l'Italia è per la compagnia "il secondo mercato più
importante e per questo non possiamo ignorarla". A chi gli chiedeva
di Alitalia, ha risposto che "devono esserci
tutte le condizioni". Non ha spiegato cosa farebbe se le condizioni ci
fossero, ma ha detto che "è una situazione difficile perché tutti devono
avere la stessa visione", riferendosi a Lufthansa, governo e parti
sociali. Su Malpensa confermati i piani di sviluppo. Una portavoce ha detto che
l'accordo con la Sea per potenziare le attività di Air Dolomiti "è un primo
passo". 30/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi alla Ue: non
ci intralci o daremo la compagnia alle Fs. Moretti: anche
noi a rischio "Lo Stato può comprare Alitalia"
ROMA - "Se la Ue intralcerà i nostri progetti su Alitalia potremmo
scegliere di far acquistare la compagnia dallo Stato, attraverso le Fs".
Lo ha detto ieri Silvio Berlusconi, spiegando che la sua è "una minaccia,
non una decisione". La replica di Bruxelles: siamo neutrali ma si
rispettino le regole del mercato. L'amministratore delegato delle Ferrovie
Moretti: "Se non torniamo competitivi rischiamo di fare la fine di Alitalia". D'ARGENIO, GRION, IEZZI E LIVINI ALLE PAGINE
14 E 15.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'amministratore delegato Moretti: ci serve un partner internazionale Ma le
Ferrovie hanno lo stesso problema "Non vogliamo finire come la
compagnia" Se le Fs non saranno in grado di competere oltre-frontiera rischieranno la fine di Alitalia LUCA
IEZZI ROMA - "Se le Ferrovie dello Stato non saranno in grado di competere
a livello internazionale rischieremo di fare la fine di Alitalia". L'amministratore delegato di Fs Spa, Mauro Moretti,
risponde indirettamente alle parole di Berlusconi durante l'Osservatorio
congiunturale organizzato dall'Anie in collaborazione con Intesa SanPaolo e
Unioncamere. La proposta del Cavaliere non ha suscitato entusiasmo in
piazza della Croce Rossa che ha il problema di farsi trovare pronta alla sfida
del mercato unico. "In un mercato che non è più nazionale ma europeo - ha
detto l'amministratore delegato - senza grandi imprese di servizi in grado di
competere a livello europeo si rischia di produrre grandi infrastrutture che
poi verranno utilizzate dagli altri operatori". Il ragionamento di Moretti
poggia su due rivoluzioni imminenti: il completamento dell'Alta velocità
Milano-Roma dal 2009 e la progressiva liberalizzazione del mercato su ferrovia
del 2010. "In Italia - ha sottolineato Moretti - bisogna pensare di avere
una grande hub-company in grado di mettere le radici sul territorio. Questo non
si può fare con le piccole imprese, che oggi sono bocconi ghiotti per i
tedeschi e i francesi". Se Fs sarà ancora gestita con i criteri da
servizio pubblico il declino stile Alitalia sarà
inevitabile: concorrenti (italiani e stranieri) che rubano i passeggeri più
ricchi e la "Ferrovia di bandiera" condannata a quote di mercato
calanti e bilanci in rosso dalle rigidità tipiche del carrozzone pubblico.
Ferrovie inoltre non ha la forza finanziaria per il salvataggio, e a sua volta
chiede al governo certezze: "Non abbiamo problemi di liquidità, abbiamo
ridotto il debito da 9 a 6,5 miliardi di euro - precisa Moretti - Abbiamo
chiesto deleghe per 2 miliardi di euro ma al momento non è stato fatto nulla.
Vediamo cosa intende fare il nuovo governo". Tanto che l'amministratore
delegato scelto da Prodi non ha escluso la possibilità di guardare alla Borsa
proprio con l'obiettivo di reperire risorse sul mercato. Quindi, anche senza
cedere al sospetto che quella di Berlusconi non sia la trovata di un giorno,
l'unione dei destini tra aerei e treni sembra una pericolosa somma di
debolezze. Il rischio cannibalizzazione è forte: con l'Alta velocità in
funzione dal 2009 tra Roma e Milano ci sarà un treno ogni 15 minuti con tempi
di percorrenza tra il centro delle due città anche migliori dell'offerta aerea.
Vale a dire che Ferrovie dovrebbe comprare una società a cui finirà per sottrarre
la rotta più redditizia in assoluto. Non si possono nascondere nemmeno le
potenziali sinergie, di fatto studi sull'integrazione dell'offerta tra i due
vettori sono allo studio in Francia e in Germania, ma lì gli attori hanno
dimensioni industriali non paragonabili. Alitalia-Fs
nascerebbe invece già zoppa, figlia dell'emergenza e della mancanza di
capitali. Un gigante pubblico dei trasporti tra l'altro piace, e non da oggi,
ai sindacati, a cominciare da quelli dei trasporti e alla sinistra estrema. Anche
questo è un segnale.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi:
se la Ue ci ostacola Alitalia la comprerà lo Stato
"Può finire alle Fs, è una minaccia". No da Fini e Bossi La Lega
frena: non si può fare, sarebbe una concentrazione di potere LUISA GRION ROMA -
Sulla cordata tricolore, sul pool di imprenditori pronti a mettere mano al
portafoglio per salvare la compagnia di bandiera "si continua ad andare
avanti", ma se a Bruxelles continuano a "zignare" - avverte
Silvio Berlusconi - va a finire "che Alitalia
potrebbe essere acquistata dallo Stato". Precisamente "dalle Ferrovie
dello Stato". Per il momento - precisa il futuro premier - "questa è
una minaccia, non una decisione", ma certo al leader del Pdl uscito
vittorioso dalle elezioni, i paletti che la Commissione Europea già comincia a
mettere sul prestito concesso dal governo alla compagnia non vanno giù. C'è il
rischio, appunto, che l'operazione sia bocciata perché interpretata come aiuti
di Stato e invece, commenta Berlusconi, "abbiamo bisogno di un'Europa che
ci aiuti e che non ci metta in difficoltà". Quindi "attenzione -
avverte - se vanno a zignare" (dove zignare sta per "dar fastidio
come le zanzare", ndr) il problema si potrebbe anche risolvere alle
radici. Come? Alitalia passa alle Fs. I primi a non
essere convinti di tale soluzione sono, in verità, gli stessi alleati: Fini e
Bossi, entrambi più che perplessi. Il futuro presidente della Camera prova a
spiegare meglio le parole del futuro premier: l'ipotesi, osserva "è che lo
Stato possa gestire la società, ma non la proprietà". Poi però lo stesso
Fini è il primo ad ammettere difficoltà. "Vorrei capire quali sono i
privati che acquistano per poi far gestire da altri" ha detto. E al mix
treni-aerei non ci crede nemmeno il leader della Lega, che prima si trincea
dietro un "non so cosa voglia fare Berlusconi", ma poi - a proposito
dell'ipotesi Ferrovie - afferma: "Non credo si possa fare, sarebbe una
concentrazione di potere". La soluzione, per Bossi, era e resta una sola:
l'applicazione della legge Marzano. Ma se il commento del Pd sulla soluzione Alitalia-Fs non riserva sorprese (bocciato), quello dei
sindacati, o almeno quello della Cisl, non è scontato. Per Walter Veltroni non
ci può dubbi: "Non credo che a Bruxelles sarebbero entusiasti dell'ipotesi
che lo stato italiano si accolli l'onere e, poi, dove sarebbero reperite le
risorse? Sarebbe far tornare in campo lo stato come nella Russia di
Putin". La trovata di Berlusconi, ricorda al leader dell'opposizione il
film "Ecce bombo". Inaspettate aperture arrivano invece dalla Cisl di
Raffaele Bonanni: "La proposta è uno sfogo al martellamento della Ue -
dice - ma non è tanto illogica in una prospettiva di ripartizione dei ruoli fra
comunicazione ferroviaria e volo". E probabilmente lo stesso Berlusconi si
stupirà di avere dalla sua parte Rifondazione Comunista, partito sparito dal
Parlamento. Il responsabile dei trasporti, Ugo Boghetta commenta: "Se non fosse la solita battuta di Berlusconi la proposta di
integrare Alitalia e Fs andrebbe invece presa sul serio. Il nostro paese manca di
una politica integrata dei trasporti e cominciare costruendo una holding con
Ferrovie, Alitalia, Tirrenia e magari le grandi aziende di trasporto pubblico delle
aree metropolitane sarebbe un modo per affrontare un problema
fondamentale".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Oggi lo studio
legale Privitera incontrerà alcuni sindacati: ho un piano
per Alitalia, ma non conosco Ermolli E in coda alla cordata italiana spunta
l'avvocato "fantasma" Spiraglio da Luft-hansa: servono tutte le
condizioni, tutti devono avere la stessa visione ETTORE LIVINI MILANO - La
telenovela Alitalia, in attesa che l'insediamento del nuovo governo consenta di fare
un po' di chiarezza, si regala l'ennesima giornata di ordinaria follia.
In meno di 24 ore e in attesa messianica della cordata tricolore, all'affollatissimo
capezzale del malato più grave dell'industria italiana si sono presentate due
new entry come le Fs (candidate d'ufficio dal premier in pectore Silvio
Berlusconi) e lo Studio Claudio Privitera, che ha convocato con un sintetico
fax le nove sigle sindacali della compagnia per oggi in vista di consultazioni.
Per conto di chi? "Non ne sappiamo nulla", ha fatto sapere Bruno
Ermolli, il consigliere del premier che sta faticosamente cercando compratori
per l'aerolinea. "Noi non c'entriamo", dicono in Alitalia.
"Voglio presentare un piano tattico e non strategico ai lavoratori",
ha chiarito lo stesso Privitera forte di un curriculum vitae dove si sottolinea
come nel 1995 abbia "assistito il comitato paritetico Alitalia
per la ristrutturazione e il rilancio redigendo un piano che ha ottenuto l'ok
dell'Iri e del governo". Nel polverone di questi giorni però, non si butta
via niente. E così i sindacati ? in un clima di forte scetticismo e con
l'assenza dell'Unione Piloti ? per non saper né leggere né scrivere hanno
deciso di presentarsi oggi all'appuntamento con lo studio romano. L'unica
novità è che per il momento, in attesa del verdetto della Ue sul prestito ponte
e della due diligence sui conti Alitalia, di novità
vere non ce ne sono. "La squadra per la cordata italiana c'è e va ben al
di là del capitale necessario", ha ribadito ieri un fiducioso Silvio
Berlusconi. Di nuovi iscritti però per ora non se ne vedono. Carlo De Benedetti
(editore de La Repubblica) ha ribadito ieri di non aver alcuna intenzione di scendere
in campo. Marco Tronchetti Provera, forse in cerca di sponde nel nuovo governo
dopo le disavventure con l'esecutivo Prodi, ha ribadito che non farà mancare il
suo sostegno. Si tratterà però di "un cip da pochi milioni di euro".
Una goccia nel mare dei miliardi che servono per rimettere in piedi la società.
Fiat ha informalmente fatto sapere di non aver alcuna intenzione di fare lavori
diversi dalle macchine mentre le uniche disponibilità di peso, almeno per il
momento, paiono quelle di Ligresti e di Air One. Un tenuissimo filo di speranza
l'ha riaperto ieri il numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber, che ha
lasciato aperto un piccolissimo spiraglio a un rientro in campo dei tedeschi
dopo l'accordo con Malpensa. "Per il momento siamo riluttanti ? ha detto
ieri l'ad della compagnia tedesca ?. Servono tutte le condizioni e tutti devono
avere la stessa visione". Non un sì, insomma, ma nemmeno un no. Anche
perché la potenziale cordata italiana dovrà in ogni caso cercarsi un alleato
estero. E a questo punto, con l'ipoteca di Francoforte sul Nord Italia,
Lufthansa è un candidato naturale con cui tentare un primo accordo. In attesa
che Aeroflot (il partner preferito da Silvio Berlusconi) ed Air France scoprano
eventualmente le loro carte. Il lavoro di Bruno Ermolli rimane dunque in
salita. Anche perchè all'interno della stessa maggioranza si sta combattendo
una battaglia strisciante tra le due anime del Popolo della libertà. La Lega,
blindata Malpensa con Lufthansa, sarebbe favorevole a un commissariamento di Alitalia mentre Forza Italia e An (che alla Magliana ha un
forte bacino elettorale) vedono quest'ipotesi come fumo negli occhi. L'elezione
di Gianni Alemanno a sindaco di Roma potrebbe aiutare però a sopire queste
divergenze. Anche se nessuno, per il momento, sembra avere nella manica l'asso
necessario a salvare la compagnia di bandiera.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Il
vero scoglio sono gli aiuti pubblici" Bruxelles: siamo neutrali
sull'acquirente, però le regole vanno rispettate ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES -
La Ue non dà seguito alla "minaccia" di Silvio Berlusconi sulla
possibilità che, in risposta ai dubbi di Bruxelles sul prestito ponte, sia lo Stato a comprare Alitalia.
"Siamo completamente neutrali" rispetto ad una prospettiva di
nazionalizzazione della compagnia, ha detto uno dei portavoce della Commissione
europea. Ovviamente sempre che l'operazione sia condotta a condizioni di
mercato, ovvero senza mascherare un aiuto di Stato illegale gonfiando il prezzo
pagato con i soldi dei contribuenti. "I Trattati ci chiedono di
essere completamente neutrali sul fatto che l'acquirente di una compagnia sia
pubblico o privato", ha spiegato il portavoce di Neelie Kroes, commissaria
Ue alla Concorrenza. "Ma se c'è un trasferimento di risorse pubbliche - ha
aggiunto - questo ricade chiaramente sotto le regole comunitarie sugli aiuti di
Stato". E i problemi sorgerebbero "se il prezzo eccedesse il valore
di mercato della compagnia". Alitalia, infatti,
non può più beneficiare di aiuti pubblici. Dunque cordata italiana o Ferrovie,
la situazione non cambia. L'importante è agire all'interno dei parametri di
mercato. Esattamente la stessa condizione che potrebbe togliere ad Alitalia la boccata d'ossigeno del prestito ponte da 300
milioni, ipotesi che tanto ha fatto infuriare Berlusconi. Giovedì scorso il
commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha scritto una dura lettera a Roma
chiedendo informazioni sulla misura e minacciando di congelarla nel caso i 300
milioni arrivassero ad Alitalia prima
dell'autorizzazione di Bruxelles. Autorizzazione che in assenza di un acquirente
pronto a rilevare la compagnia non arriverà mai. Tuttavia il miglior alleato di
Berlusconi è il tempo: Barrot ha concesso al governo 10 giorni lavorativi per
preparare la sua risposta. Un termine che con i ponti festivi lieviterà fino a
metà maggio. A quel punto Barrot avrà già lasciato la sua poltrona all'italiano
(salvo sorprese Antonio Tajani) che sostituirà in seno alla Commissione Franco
Frattini. E se la presenza di un connazionale non permetterà al governo di
agire in barba alle regole Ue (mezza Europa è pronta a bloccare l'eventuale
inciucio), potrebbe invece essere preziosa per allungare i tempi della
decisione. Confida una fonte Ue: "La decisione non sarà firmata da Barrot.
Con la missiva di giovedì ha dimostrato di non avere alcuna preferenza per Alitalia, ma è intenzionato a lasciare la patata bollente al
successore. E qui i tempi si allungano, visto che se il governo proseguisse con
il prestito anche senza un compratore, unica condizione per evitare lo stop per
aiuti di Stato, difficilmente un italiano ingiungerebbe di restituirlo subito.
Meglio aprire una procedura d'infrazione, scelta oltretutto molto frequente,
mettendo a tacere eventuali accuse di favoritismi e dando parecchio tempo al
governo per trovare un acquirente". Comunque, si fa notare a Bruxelles, le
dichiarazioni bellicose di Berlusconi potrebbero avvelenare gli animi e
oltretutto continuare a battere sull'italianità della compagnia potrebbe
cozzare contro le regole Ue sul mercato interno.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
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l'edizione del Bossi minaccia il Pd, Berlusconi la Ue Il leader leghista:
"I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme" Il leader Pdl:
"Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista
lo Stato..." Al Senato eletto Schifani che parla di dialogo. Oggi tocca a
Fini alla Camera "La sinistra non vuole le riforme? I fucili sono sempre
caldi. Ho trecentomila martiri a disposizione". Umberto Bossi si presenta
così nel primo giorno della sedicesima legislatura. Ne ha anche per Berlusconi:
"Ha sposato la Lega, ora deve eseguire gli ordini". Il premier in
pectore cerca di minimizzare: "Parlava di fucili di carta".
"Questo dibattito non mi appassiona", è il gelido commento del presidente
Napolitano. Ma anche Berlusconi in fatto di minacce non è secondo a nessuno.
Alla richiesta di chiarimenti dell'Unione Europea sul prestito all'Alitalia, replica duramente: "Se si mettono a zignare potremmo far
acquistare Alitalia dallo Stato, tramite le Ferrovie". Ieri intanto il Senato
ha eletto Schifani presidente con 178 voti: "Sarò il garante di
tutti". Alla Camera oggi tocca a Fini che ha già inviato il suo discorso
al capo dello Stato: anche questo all'insegna del dialogo. alle pagine
7, 8 e 9.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
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l'edizione del GIORGIO TONINIIl senatore "fedelissimo" del
segretario: entro l'estate rinnovare gli organismi di partito e superare la
fase provvisoria "No a una fase di mugugni, chi ha altre idee parli
chiaro" di Andrea Carugati / Roma Senatore Tonini, il Pd risponde nel day
after di Roma con la conferma di Anna Finocchiaro come capogruppo al Senato.
Come va letto questo segnale? "Come un atto di grande compattezza e
coesione attorno alla proposta del segretario Veltroni, che prevede la conferma
dei capigruppo uscenti. Il segnale è chiaro: metterci subito a lavorare in
Parlamento. Subito dopo la fiducia al governo Berlusconi vareremo l'altro
strumento-chiave della nostra opposizione, il governo ombra. Poi seguirà, entro
l'estate, il rinnovamento degli organismi di partito, per superare la fase
provvisoria". Veltroni ieri ha proposto un congresso a breve, anche entro
il 2008. Che senso ha questa proposta? "Veltroni ha fatto bene a proporlo,
perché dobbiamo evitare un pericolo mortale: una lunga fase di mugugni e mezze
recriminazioni, sassi lanciati e mani nascoste. Non ci possiamo permettere una
fase di autologoramento. Dunque, se c'è l'esigenza di una verifica democratica
è bene farla subito e nel modo più ampio e aperto possibile: con un congresso.
Se ci sono altre idee su come andare avanti vengano allo scoperto. Altrimenti
si procede nella linea che abbiamo presentato agli elettori, e che ha avuto un
riscontro positivo anche nella sconfitta, visto che il Pd è stato votato da un
italiano su tre". Eppure oggi governano Berlusconi e Alemanno... "Non
siamo ancora riusciti a sfondare al centro, ma era difficile poter sperare in
un risultato tondo in un colpo solo: dovevamo fare due cose, salvare il
progetto del Pd dalla crisi dell'esperienza di governo e vincere. Il primo
obiettivo l'abbiamo pienamente raggiunto. Adesso bisogna lavorare per il
secondo obiettivo, ma senza demolire il primo". Ritiene che qualcuno nel
partito voglia fare marcia indietro sullo stesso progetto del Pd? "Nessuno
vuole tornare indietro. È invece aperta la discussione su come colmare il gap
che ancora ci separa dal governo. C'è chi, come Veltroni, vuole valorizzare la
nostra vocazione maggioritaria del Pd, come i grandi partiti europei. Altri
invece pensano alla costruzione di alleanze in più direzioni, secondo uno
schema più tradizionale. Queste due linee prevedono due ipotesi diverse anche
per quanto riguarda la riforma elettorale. Discutiamone in un congresso, non a
mezza bocca". Però la proposta di un congresso subito incontra resistenze:
D'Alema, Marini... "L'importante è che la proposta Veltroni l'abbia fatta,
così ha sgomberato il campo da qualunque sensazione di arroccamento. Ora ci
sarà tempo e modo per riflettere". Quanto pesa il voto di Roma dentro il
Pd? "È stata una botta molto forte, anche dal punto di vista simbolico. Ma
quel voto va interpretato, visto che lo stesso giorno Zingaretti ha vinto in
città. Gli elettori hanno scelto la discontinuità al termine di un ciclo
politico. Forse è stato un errore riproporre un ex sindaco, anche se è stato un
grande sindaco: i cittadini non votano mai in nome del passato, ma del futuro.
La nostra è sembrata una proposta legata al passato, anche se avevamo messo in
campo la personalità più forte". Ha contato la scelta del candidato a
porte chiuse, senza primarie? "Avevamo immaginato di avere più tempo per
preparare il dopo-Veltroni: ma il precipitare degli eventi ci ha portato a
scegliere in fretta, anche sacrificando la democrazia. Questo elemento ha
pesato". Quali errori vede nella strategia del Pd dalle primarie in poi?
"Sulle scelte di fondo non vedo errori. Le amministrative della scorsa
primavera hanno segnalato una caduta verticale del consenso alla nostra azione
di governo: il Comitato dei 45 decise, su proposta di Prodi, di eleggere
direttamente un segretario per salvare il progetto del Pd dalla crisi
dell'esperienza di governo". E dopo le primarie che errori avete fatto?
"Quando si sperimenta è possibile sbagliare: un messaggio, una
candidatura, ma sono dettagli. La strada intrapresa è giusta, l'errore più
grave e imperdonabile sarebbe mollare perché ci siamo accorti che la strada è
in salita. Ma lo sapevamo: ci vuole il passo del montanaro, i polmoni allenati.
Il voto di tre giorni fa è anche quello di Vicenza e di Sondrio, città dove
eravamo al 30% al primo turno e poi abbiamo vinto il Comune. Se sapremo fare
un'opposizione coerente con la campagna elettorale, di merito, per noi la
strada sarà aperta. La vicenda Alitalia ci mostra
un governo già in stato confusionale ancor prima di nascere..." A
proposito di gruppi dirigenti: si parla di un ridimensionamento di Bettini e
Franceschini... "Veltroni farà una proposta complessiva sui nuovi assetti
di vertice all'assemblea nazionale. Siamo tutti al servizio di un
progetto più grande di noi, tutto il resto viene dopo".
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
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l'edizione del Alitalia, Berlusconi minaccia l'Europa
"Se si mette a "zignare", la faccio comprare alle Fs".
Veltroni: "Mi sembra Ecce Bombo" di Roberto Rossi/ Roma AVVISO Non è
una "decisione", ma solo una "minaccia". Se Bruxelles
boccerà il prestito ponte per Alitalia da 300 milioni,
la compagnia di bandiera, secondo Silvio Berlusconi, sarà statalizzata.
"Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti - ha detto il futuro
presidente del Consiglio -, l'ho fatto in rispetto alla Ue. Ma attenzione, se
si mettono a "zignare" potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle
Ferrovie dello Stato. Noi - ha continuato il leader del Popolo delle libertà -
abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi
governa". Gli ostacoli ai quali ha accennato Berlusconi, in realtà, non
sono altro che le regole di mercato europee. Dal canto suo, infatti, la
Commissione Ue si è detta "completamente neutrale" di fronte alla natura,
pubblica o privata, dell'acquirente di una società come Alitalia.
Ciò che per Bruxelles è fondamentale è che, anche nel caso di
nazionalizzazione, non ci siano aiuti di Stato. Che si delineano, ha
sottolineato un portavoce, "se il trasferimento di risorse pubbliche è
superiore al valore della società acquisita". L'Europa, quindi, è un falso
problema. Anche nel caso Berlusconi decida davvero di cederla alle Ferrovie.
L'incognita semmai è come spiegare ai contribuenti, ai quali ha promesso meno
tasse, di farsi carico della ristrutturazione di Alitalia.
Dopo che, tra l'altro, in campagna elettorale aveva proposto l'arrivo di una
cordata a costo zero. "Mi sembra Ecce Bombo" ha detto il leader del
Pd, Walter Veltroni. "È la dodicesima cosa diversa che si dice".
Questa, ha chiarito Veltroni, sembra "un'idea "alla Putin" per
quanto riguarda il tipo di assetto previsto". Per la compagnia aerea,
prosegue, "servono molte risorse e mi pare che ci sia un po' di
improvvisazione". In effetti il fardello è pesante. Ci vogliono tre miliardi
per risollevare Alitalia. Va ricordato poi che le
Ferrovie dello Stato non se la passano tanto bene. L'ultimo bilancio illustrato
dall'amministratore delegato Mauro Moretti, pur in netto miglioramento rispetto
all'anno precedente, presenta un risultato netto negativo per 409 milioni di
euro. Inoltre Moretti ha ricordato, proprio ieri, prima delle dichiarazioni di
Berlusconi, che se le Ferrovie non saranno in grado di "competere a
livello internazionale" rischieranno "di fare la fine di Alitalia". Nel caso si dovessero accollare anche la
compagnia di bandiera il rischio è di far saltare tutti e due. E allora non è
un caso che ieri sia Umberto Bossi sia Gianfranco Fini abbiamo frenato la
proposta. "Non credo che si possa fare" ha detto il leader leghista.
"In realtà Berlusconi - ha sostenuto invece Fini - ha ipotizzato che lo
Stato possa gestire la società ma non la proprietà. L'unica obiezione che io
faccio è: chi l'acquisterebbe senza poterla gestire?". Già, ma chi? Per
ora c'è solo la cordata italiana di Ermolli sul campo. La cui consistenza è
impalpabile. Solo Ligresti e pochi altri hanno aderito. Tra questi la Pirelli
di Marco Tronchetti Provera che ieri si è detto disposto "a mettere un
"chip", ovvero qualche milione di euro, nell'interesse economico
generale e delle nostre aziende". Fuori si è chiamato Carlo De Benedetti,
"manco per niente", e l'Eni di Paolo Scaroni, "non fa parte dei
piani strategici", che pure Berlusconi aveva assoldato prima delle
elezioni. Se la cordata ci sarà, allora, sarà frazionata in tante
partecipazioni, venti e trenta imprenditori che raccolglieranno circa un
miliardo. Per fare cosa? Assicurare la sopravvivenza del gruppo e trattare la
sua cessione con altri partner industriali. Come Lufthansa che resta alla
finestra. Ieri il vettore tedesco ha confermato la sua
intenzione di sviluppare Malpensa lasciando socchiusa la porta ad Alitalia ("detiene il secondo mercato europeo"). Ma la
strategia dilatoria di Berlusconi è rischiosa. Anche perché a Lufthansa non
conviene trattare. Conviene aspettare: il commissariamento o il fallimento di Alitalia.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
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Stai consultando l'edizione del SCENARINella nuova Camera tiene banco la questione Alitalia, tra Bersani preoccupato, Tremonti misterioso e altri piuttosto
arrabbiati In Transatlantico, anche per oggi non si vola Bianca Di Giovanni Primo
giro di Transatlantico per i parlamentari della XVI legislatura: tra i salotti
di Montecitorio "aleggia" (è il caos di dirlo) il tema Alitalia. Per Luigi Bersani è scuro in volto, certo non per la
compagnia di bandiera. Procede a lunghe falcate verso la sede del gruppo
parlamentare dove affronterà l'ennesimo round della "riflessione"
(per dirla gentilmente) sul dopo-voto, e fa qualche ipotesi su come questa
storia dei cieli italiani potrebbe andare a finire. "Commissariamento? Ma
quello deve chiederlo l'azienda, e ora in cassa qualche risosrsa in più c'è.
Credo che consumeranno fino all'ultimo euro prima di fare un passo di quel
genere". Sì, d'accordo, ma dopo? Davvero si pensa che qualcuno possa farsi
avanti oggi, quando in prospettiva può pagare molto meno? "Infatti, è
chiaro a questo punto che tutti aspettano tempi peggiori. Come volevasi
dimostrare: era quello che noi volevamo evitare". Cordata sì, cordata no:
è una corrente a fasi alterne quella cha attraversa il palazzo, mentre Silvio Berlusconi
invoca l'intervento ferroviario. Acquattato in un angolo, pressato verso la
parete da una fila di nuovi "questuanti", il ministro in pectore
dell'Economia Giulio Tremonti. I giornalisti lo accerchiano, i suoi colleghi lo
adulano. Strette di mano, brevi confidenze. Ma lui liquida (quasi) tutti in
pochi minuti. Qualche conferma su Alitalia? Cosa si
dirà a Bruxelles? "Ma noooo, oggi non parlo...". Neanche un sì o un
no sull'ipotesi Ermolli. "Ma va là, oggi non parlo". E domani?
Silenzio. Due passi e al superministro si avvicina una matricola, ma di quelle
note. È Matteo Colanninno che allunga la mano e stringe quella del fiscalista
di Sondrio. Giusto un saluto, un buon augurio reciproco, e poi via: uno verso
l'ala destra, l'altro verso l'ala sinistra. Ma il percorso di Colaninno si
ferma dopo pochi passi, quando incrocia il suo concittadino Bruno Tabacci. Il
quale è l'esatto contrario di Tremonti. Altro che non parlo, è un fiume in
piena, non si tiene. Su Alitalia è categorico.
"Che responsabilità gigantesca, quella di Berlusconi. Aver usato a fini
elettorali una cordata tricolore, e ora ritrovarsi così, in mezzo al guado, con
soldi pubblici ancora sperperati, ma andiamo". Veramente il prestito
sarebbe a condizioni di mercato. "Ah sì? Ma chi ci crede? Quale banca presterebbe
soldi a una società come Alitalia? E chi si accolla il
rischio in caso di insolvenza?". Magari arriva Lufthansa, no? "Chi?
Ma che dicono? Io conosco i consulenti della Roland Berger. Nel gruppo tedesco
i dipendenti sono azionisti, e la Roland Berger ha fatto un'indagine
sull'opzione Alitalia. Ebbene, la risposta è stata:
non spendete i nostri soldi in Italia. Vuole davvero che i tedeschi si infilino
in un pasticcio simile?". Allora non resta che la cordata italiana.
"Ah, quella poi! Vogliamo dire che c'è anche una forte responsabilità di
banca Intesa e di Corrado passera, per aver fatto intravvedere una possibilità
che in realtà è molto remota? Vogliamo dirlo o no?". E diciamolo. Una cosa
è chiara: a Tabacci dell'affaire Alitalia non piace
proprio nulla. Né quello che si è visto finora, tantomeno quello che ancora non
si vede ma che presto si chiarirà. "Quello che la stampa dovrebbe fare è
porsi una semplice domanda sulla cosiddetta cordata tricolore". Quale
domanda? "Semplice: cosa vorranno in cambio dal governo Berlusconi questi
imprenditori che si dicono pronti a scendere in campo? Cosa gli chiederanno?
Non è che magari c'è qualche monopolista - tipo Benetton - che mette un chip in
Alitalia e intanto incassa tariffe più alte?
Domandiamocelo". Sì, ma qui si parla di Ferrovie... Tabacci allarga le
braccia. "Cosa posso dire da persona liberale che crede nel
mercato?". Mercato? Ma se per esempio anche la finanza oggi ha bisogno
dello Stato, per non affossare nelle voragini della crisi dei subprime. "Oddio,
ora ci facciamo tutti tremontiani - reagisce Tabacci - Salvare una banca
significa tutelare il risparmio, dare soldi ad Alitalia
significa finanziare una macchina mangia-soldi azionata dalle lobby politiche.
Fate un po' voi". Sarà, ma intanto per ora la cordata non si vede.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Moretti Le Ferrovie dello Stato devono competere
all'estero altrimenti faranno la fine di Alitalia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-04-2008)
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Economia Pagina 214
Berlusconi minaccia: Alitalia allo Stato Polemica con
Bruxelles sulla concessione del prestito ponte --> Polemica con Bruxelles
sulla concessione del prestito ponte Berlusconi polemizza con Bruxelles sulla
concessione del prestito ponte ad Alitalia e minaccia:
"Le Fs potrebbero acquistare Alitalia". Alitalia di nuovo in mano allo Stato: a evocare un ritorno
al passato questa volta non è la sinistra, ormai extraparlamentare, ma Silvio
Berlusconi. Il futuro premier è pronto ad andare avanti con la cordata
italiana; se però Bruxelles si mette a "zignare", a dare fastidio,
allora la compagnia di bandiera "potrebbe essere comprata", è la
"minaccia", "dalle Ferrovie dello Stato". Tradotto: se l'Ue
si mette di traverso, magari dicendo no al prestito ponte, la rappresaglia è
pronta. Il premier in pectore ha parlato ieri arrivando alla Camera per
l'inaugurazione della nuova legislatura e il messaggio è stato recapitato
velocemente a Bruxelles. La Commissione europea non può che essere
"completamente neutrale", così come pretendono i trattati, nel
giudicare l'acquirente. Che quindi può essere pubblico e privato. Ciò da cui
non si può prescindere è, invece, il rispetto del mercato. Parole che non
vogliono essere, ha spiegato il portavoce del commissario Ue alla concorrenza
Neelie Kroes, una replica a quelle di Silvio Berlusconi. Ma che così suonano.
"Se c'è un trasferimento di risorse pubbliche", ha aggiunto quindi
Bruxelles, "questo ricade chiaramente sotto le regole comunitarie sugli
aiuti di Stato. Dunque", ha sottolineato, "problemi potenziali
possono sorgere se il trasferimento di risorse dello Stato eccede il valore di
mercato della compagnia". LA MINACCIA Vendere Alitalia
alle Ferrovie è comunque solo una minaccia. Silvio Berlusconi infatti ha fatto
sapere che la cordata non solo c'è ma è cresciuta molto negli ultimi tempi,
anche troppo: "C'è una squadra di persone ben al di là del capitale
necessario". Anche il calendario è già fissato: "Vedremo adesso di
fare la due diligence (il controllo sui conti della compagnia). Quando avremo
il piano industriale, questa compagine nuova, assistita da banche che già ci
sono, avanzerà delle proposte ai sindacati". LE FERROVIE Alitalia non sembra però affascinare troppo i vertici di
Ferrovie dello Stato. L'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti ha messo in
guardia i suoi uomini dal rischio di seguire l'esempio della compagnia di
bandiera: "Occorre saper competere a livello internazionale o
rischieremo", è stata la previsione, "di fare la fine di Alitalia". L'idea che la compagnia di bandiera torni in
mani pubbliche non convince poi gli alleati del Cavaliere. Umberto Bossi non ha
nascosto un certa dose di scetticismo: "Non credo che si possa fare perché
sarebbe una concentrazione di potere". La Lega, d'altro canto, ha da
sempre una soluzione preferita: il ricorso alla legge Marzano. Ma a frenare non
è solo il Carroccio, perché anche dal numero uno di An Gianfranco Fini è
arrivato uno stop: che una gestione pubblica sia possibile non lo ha escluso,
ma "dopo un acquisto da parte di privati. E la mia unica facile
obiezione", ha puntualizzato, "è che non si vede che interesse
potrebbe avere a comprare chi poi non gestisce...". Più scontata la
bocciatura da parte dell'opposizione: Walter Veltroni ha detto no all'ipotesi,
perché farebbe somigliare l'Italia "alla Russia di Putin". E poi
"prevede che lo Stato si accolli un onere importante e si dovrebbe quindi",
ha insistito, "capire dove prendere le risorse". L'unico ad
apprezzare, ironia della sorte, è stato il Pdci che non siede più in
Parlamento: "Berlusconi", ha detto l'ex capogruppo alla Camera Pino
Sgobio, "la utilizza come minaccia, ma il rilancio pubblico di Alitalia è la soluzione migliore".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
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Pagina VI - Milano
Lufthansa punta su Malpensa "In vista altri investimenti" Moratti:
una svolta, con Prodi non sarebbe stata possibile "Al lungo raggio servono
interventi di grande portata, evitiamo mosse precipitose" SANDRO DE RICCARDIS
Non solo i collegamenti da e per l'Europa con la controllata Air Dolomiti, ma
anche la possibilità di far parte di una rete di collegamenti verso il resto
del mondo insieme a Francoforte, Monaco e Zurigo per fare di Malpensa il quarto
hub di Lufthansa nel cuore dell'Europa. "Vista l'attuale situazione di
stallo dello scalo varesino - ha spiegato il Ceo della compagnia tedesca
Wolfgang Mayrhuber nel corso dell'assemblea dei soci a Colonia - stiamo
analizzando le possibilità di ulteriori investimenti nell'aeroporto milanese.
Sul breve raggio abbiamo già reso noti i nostri progetti, il lungo raggio ha
invece bisogno di investimenti di portata ben diversa, e al momento non abbiamo
piani concreti". Una dichiarazione d'intenti che insieme all'accordo di due
giorni fa con Sea per sei nuovi Embraer 175 - una stima di circa 800mila
passeggeri in più a Malpensa - tinge di ottimismo le dichiarazioni del mondo
politico lombardo. "Lufthansa non è la soluzione del problema ma è un
primo passo positivo - dice il presidente della Regione e neo-senatore del Pdl
Roberto Formigoni - Già altre compagnie hanno installato nuovi voli e questo
dimostra che lo scalo varesino catalizza il traffico aereo del nord ed è
appetibile per le compagnie di tutto il mondo". Di svolta parla il sindaco
Letizia Moratti, col comune azionista di controllo della Sea. "Dopo mesi
di trattative siamo riusciti a chiudere un accordo che valorizzerà lo scalo. La
svolta è arrivata quando Lufthansa si è resa conto che avrebbe potuto realmente
fare di Malpensa un hub, un punto di riferimento nel network mondiale. Con la
politica del governo precedente - dice il sindaco - sarebbe stato impossibile:
tenere in capo ad Alitalia i diritti di traffico significava non poter garantire a Malpensa
un ruolo adeguato". Mayrhuber ha precisato che per ora Lufthansa "non
ha piani concreti per posizionarsi su Malpensa con un aereo a lungo raggio.
Siamo interessati a partecipare al consolidamento in atto del settore del
trasporto aereo ma non dobbiamo agire precipitosamente e intendiamo valutare le
opportunità senza farci condizionare - ha detto l'amministratore
delegato tedesco che tuttavia non ha negato che sarà "importante nel
futuro pensare a come investire su Malpensa". L'impegno dei tedeschi è
salutato con favore anche dal segretario della Lega Nord Umberto Bossi.
"Con il risultato elettorale abbiamo stoppato sul filo l'accordo con Air
France, non era vero che o si svendeva ai francesi o falliva: la Marzano
avrebbe salvato comunque Alitalia, come ha salvato la
Parmalat". E l'ex ministro del Lavoro Roberto Maroni rivela di essere
rimasto fino all'ultimo in contatto con il presidente di Sea Giuseppe Bonomi.
"La partnership con Lufthansa - ha spiegato - è la dimostrazione che
Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora si
tratta di una piccola base, ma è un segnale importante". "Un accordo
- ha replicato il presidente di Sea - che è l'unico strumento per dare un nuovo
sviluppo a Malpensa. Llufthansa, più di altri vettori in Europa, ha già un
modello industriale basato su più hub, tutti con grande redditività. Ci aspetta
un periodo intenso di lavoro per sviluppare insieme le nostre
potenzialità".
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
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N. 103 del
2008-04-30 pagina 2 "Ora che Alemanno guida Roma risolveremo l'emergenza
sicurezza" di Giannino della Frattina Letizia Moratti rilancia il tema del
federalismo fiscale esteso ai Comuni e boccia l'Ici. Poi risponde ad Amato:
"Sui rom un anno e mezzo di promesse mancate" (...) Risultato? Solo
parole. "Da allora non è arrivata neanche la nomina del commissario
prefettizio. Quello che oggi dice Amato è sono paradossale perché sono i fatti
a smentirlo". Il 21 settembre 2006 l'emergenza rom fu riconosciuta dallo
stesso ministro con la sottoscrizione di un protocollo d'intesa per la realizzazione
di un piano strategico per Milano. "Ma dopo nulla si è mosso". E
niente è cambiato neanche dopo che, a maggio 2007, il vice ministro Marco
Minniti ha firmato con prefetto e sindaco Moratti il Patto per Milano sicura
che prevede all'articolo 2 proprio il conferimento di poteri straordinari al
Prefetto per la realizzazione del piano strategico per l'emergenza rom.
"Amato - taglia corto la Moratti - oggi può dire quello che vuole. Ma ciò
che resta, alla fine del suo mandato, è un anno e mezzo di immobilismo e
mancate risposte". Poi la Moratti passa ad altro. Primi contatti con il
neo sindaco di Roma Gianni Alemanno, un'intervista a tutto campo a Radio R101
in cui parla soprattutto di tasse, sicurezza, Malpensa e poi, questa volta
davanti alle telecamere della Rai, una nuova puntata del battibecco a distanza.
Protagonista Adriano Celentano, il "molleggiato" d'Italia che alla
fine si lascia andare. "Letizia Moratti? È simpatica, può essere un buon
sindaco per Milano". Lei, intanto, rilancia il tema del federalismo
fiscale. "Così come è adesso è insufficiente - sottolinea - Milano passa
allo Stato 6 miliardi di euro di tasse e riceve trasferimenti per soli 800
milioni. Una distribuzione della ricchezza è necessaria ma io sono
assolutamente per un federalismo fiscale vero, non solo a livello di Regioni,
ma anche di Comuni". E l'Ici, l'imposta sulla casa? "Una tassa
profondamente ingiusta, perché colpisce il patrimonio. Negli ultimi due anni il
Comune di Milano l'ha ridotta". La vittoria di Alemanno e il nuovo asse con
Roma? "Un dialogo è auspicabile. Tantissimi i temi su cui possiamo
lavorare insieme. Presenteremo al nuovo governo le esigenze delle due città per
avere risposte concrete sulle emergenze, in primo luogo la sicurezza". In
concreto? "Servono norme più severe per proteggere le fasce deboli: truffe
agli anziani, violenza sessuale, spaccio di droga e immigrazione
clandestina". E rivela: "Ho già discusso il pacchetto sicurezza con
il futuro premier Silvio Berlusconi, mi ha assicurato che sarà tra i primi
provvedimenti del nuovo governo". Attento anche al salvataggio dello scalo lombardo abbandonato dal governo Prodi e da Alitalia. "Dopo mesi di trattative - sottolinea la Moratti - siamo
riusciti a chiudere l'accordo con Lufthansa che valorizzerà un aeroporto importante
come Malpensa". E spiega. "La svolta è arrivata quando Lufthansa si è
resa conto che avrebbe potuto realmente fare di Malpensa un hub, cioè un punto
di riferimento nel network mondiale. Con la politica del governo
precedente sarebbe stato impossibile". Da palazzo di giustizia, dove è
parte civile nella causa a un settimanale, Celentano parla di lei con una
giornalista del tg Rai Lombardia. "Ho espresso il timore che ho, il
disastro che potrebbe succedere, specialmente con l'Expo. Io spero che si facciano
le cose considerando le caratteristiche dei luoghi milanesi. Credo che questo
rischio ci sia e sia molto forte, speriamo di sbagliarci, perché le costruzioni
influiscono molto sulla coscienza della gente". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
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Pagina V - Milano
Così il Comune spreme la Sea, 273 milioni in 6 anni ETTORE
LIVINI Alitalia e Palazzo Marino pari sono. Nell'anno più difficile della storia
della Sea, infatti, l'odiato "ex-vettore di riferimento" (il
copyright è del presidente Giuseppe Bonomi) e il Comune di Milano sono costati
alla società di gestione degli aeroporti di Linate e Malpensa più o meno la
stessa cifra: poco meno di 30 milioni. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
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Pagina VII - Milano
La neosenatrice: bisognava finanziare sviluppo e lavoro Adamo: "Scippo inaccettabile
mentre lo Stato paga per la crisi" Per ragioni politiche si è usata la
vicenda in campagna elettorale Il patto coi tedeschi? Potevano farlo prima
GIUSEPPINA PIANO "Uno scippo" per una Malpensa in crisi. O anche
peggio: "Una vergogna". è molto dura Marilena Adamo, capogruppo del
Partito democratico a Palazzo Marino e, da ieri, neosenatrice, verso la
decisione del Comune, padrone di Sea, di prendersi anche quest'anno 25 milioni
di dividendi dal bilancio della società. Una scelta in linea, dice, con una
politica di "prosciugamento delle casse delle società comunali: a parte la
fusione di Aem che rispondeva a una logica industriale, da anni per il Comune
le società servono solo a essere vendute. O ad essere spogliate".
Senatrice Adamo, l'accordo di Sea con Lufthansa per sei nuovi aerei è comunque
una buona notizia. O no? "L'accordo con Lufhansa è un'ottima notizia. Ma
poteva essere fatto un mese fa. E questo, assieme al fatto che il Comune si
prende i dividendi della società, sta mettendo in chiaro la strumentalità della
posizioni di Moratti e Formigoni sulla vicenda Alitalia".
Come fa a dire che l'accordo poteva essere fatto un mese fa? "E cosa è
cambiato da allora?". Magari Lufthansa non era disponibile, con l'offerta
Air France in piedi. "Nel rapporto tra Alitalia e
Malpensa non è cambiato niente. Mi faccia anche ricordare una cosa: giace in
consiglio comunale da due mesi una nostra mozione che chiedeva al governo di
separare i destini dello scalo e della compagnia di bandiera. Non è mai
arrivata al voto. Insisto: per ragioni tutte politiche si è voluto usare
strumentalmente questa vicenda in campagna elettorale, chiedere agli italiani
di pagare 60 milioni di ammortizzatori sociali per i dipendenti. Mentre si
scopre oggi che il Comune di Milano proprietario di Sea, che due anni fa si era
già preso 200 milioni di dividendo straordinario della società, se ne porta via
altri 25". Un errore la distribuzione dei dividendi ai soci? "Una
vergogna. Perché i casi sono due: o si è enfatizzato per convenienza che c'era
bisogno di un intervento statale pubblico Malpensa, o, nel momento in cui
arrivano 60 milioni dal governo Prodi, Milano non ci si può prendere 25
milioni. Tanto più dopo lo scippo di due anni fa. La proprietà avrebbe dovuto
rinunciare ai suoi dividendi a favore dello sviluppo di Malpensa e dei suoi
lavoratori". Anche la Provincia, che ha il 14 per cento delle azioni
contro l'84 del Comune, ne beneficerà. Seppure esprimendo perplessità sulla
scelta dell'azionista di maggioranza. "Non si può dimenticare che ha una
percentuale azionaria irrisoria ed è esclusa da anni dal Cda: se il Comune non
assume un atteggiamento responsabile, cosa può fare la Provincia?".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
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Pochi investimenti, molti soldi distribuiti ai grandi azionisti pubblici Il
Comune spreme Sea 273 milioni in sei anni Dividendi prelevati malgrado le
difficoltà Ma anche quest'anno Palazzo Marino non rinuncia a incassare 25
milioni di cedole (quasi tutto l'utile) "Da qui al 2010 sarà
durissima" ha ribadito lunedì scorso il presidente Bonomi chiedendo
sacrifici ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) Dei danni della Magliana
si sa: da agosto 2007 ha dato l'addio alla Malpensa costringendo Sea a
svalutare alcune attività (come l'ipertecnologico nastro bagagli per i
transiti) che a questo punto sono da considerare inutili. La "tassa
Moratti", invece, è arrivata un po' a sorpresa nell'assemblea di bilancio
di lunedì. Quando in mezzo ai brindisi per l'intesa con la Lufthansa i soci
della Sea (in testa il Comune di Milano nel suo ruolo di azionista di
riferimento) si sono regalati un dividendo da 29,6 milioni di euro portando a
un totale di 324 milioni il tesoretto spremuto dalle casse degli scali
meneghini negli ultimi sei anni. Considerato che Palazzo Marino controlla poco
più dell'84% del capitale della Sea, ciò significa che il Comune ha prelevato
dalla Sea 273 miliardi dal 2003 ad oggi. La scelta, in sé, è finanziariamente
giustificata. Sea ha chiuso l'anno con 34,5 milioni di utili e i soldi per
remunerare i soci c'erano. Il problema è di opportunità. Da mesi il sindaco e
Palazzo Marino lanciano allarmi sullo stato di salute di Malpensa. Hanno
battuto cassa a Roma (portando a casa i 120 milioni di ammortizzatori del
mille-proroghe), hanno chiesto sacrifici ai dipendenti (900 sono in cassa
integrazione) lanciando un appello alla responsabilità sindacale. Persino gli
amministratori, dopo anni di aumenti di stipendi, si sono tagliati del 23% la
busta paga. Tutti insomma hanno fatto la loro parte perché i prossimi due anni
? malgrado Lufthansa ? "saranno durissimi", come ha ribadito di nuovo
lunedì Bonomi. Peccato che dopo aver predicato l'austerity per un anno, il
Comune quando è arrivato il suo turno, abbia fatto orecchie da mercante.
Staccandosi un maxi-dividendo che vista la congiuntura astrale non proprio
rosea avrebbe fatto più comodo alla Sea. La storia, in fondo, si ripete. E
dimostra come le municipalizzate cittadine negli ultimi anni siano state più
delle vacche da mungere per far quadrare i conti di Palazzo Marino che delle
partecipazioni da valorizzare con un'efficace strategia industriale. L'esempio
della Sea è lampante. Le istituzioni lombarde ? sul fronte della pianificazione
? sono state a dir poco latitanti. Come dimostra l'allegra anarchia con cui
sono cresciuti decine di aeroporti in tutta la Pianura Padana e la disinvoltura
con cui non si è affrontato il problema di Linate, cannibalizzando, alla fine,
proprio la Malpensa. Nessuno dei soci però ha marcato visita quando c'è stato
da portare a casa qualche euro. Non è andata in porto la quotazione? Poco male.
Nel 2006, addirittura, Palazzo Marino e gli altri azionisti si sono regalati un
dividendo straordinario di 200 milioni, soldi che oggi
avrebbero consentito di traghettare la Sea senza troppi patemi oltre il vuoto
lasciato da Alitalia. E anche il boom delle "consulenze strategiche" del
2007, salite del 49% a 3,5 milioni, lascia un po' di amaro in bocca e qualche
domanda senza risposta. L'impressione, in effetti, non è bella. La crisi non è
uguale per tutti. I dipendenti pagano. Il padrone, che in teoria dovrebbe
essere il primo a dare il buon esempio, no. L'auspicio è che questa lezione
serva almeno a insegnare a Palazzo Marino a fare l'azionista di controllo a 360
gradi e non solo quando si tratta di passare alla cassa. Le occasioni,
nell'immediato futuro, non dovrebbero mancare. C'è da ridisegnare il sistema
aeroportuale regionale, realizzare i collegamenti da e per Malpensa, gestire la
richiesta danni ad Alitalia senza sconti a un governo
"amico", garantire servizi adeguati per l'Expo 2015, decidere se
inserire la Sea in un sistema integrato di alleanze o avviarne la quotazione.
Anche perché il settore è in grande movimento. Ci sono aziende (come Aeroport
de Paris) gonfie di liquidità e pronte a fare acquisti in giro per l'Europa. E
il rischio è che i soci pubblici di Linate e Malpensa, dopo aver chiesto a
tutti gli altri i sacrifici che loro non sono disposti a fare, riescano a fare
Bingo, riempiendo le casse comunali grazie alla vendita (magari sottoprezzo) di
un potenziale gioiello che loro stessi ? malgrado tutto ? hanno contribuito a
soffocare.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
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N. 103 del
2008-04-30 pagina 7 "Giureremo entro 10 giorni Alitalia?
Ce la ricompriamo" di Adalberto Signore Berlusconi commenta la conquista
di Roma e sul governo assicura: problemi non ce ne sono La Carfagna in corsa
per il ruolo di portavoce Napolitano: il 6 maggio inizio le consultazioni da
Roma Il Senato è andato, oggi toccherà alla Camera e finalmente si potrà fare
lo sprint finale sulla squadra di governo. Non che le votazioni per le
presidenze dei due rami del Parlamento fossero in discussione, ma è chiaro che
più caselle si sistemano e meno variabili entrano in gioco. Anche perché,
spiega un papabile ministro, "le biglie continuano a ruotare",
soprattutto intorno al nodo Giustizia. E che Silvio Berlusconi stia dedicando
le sue giornate - e soprattutto le serate - a cercare di trovare la quadra lo
si capisce anche dalla sua prima sortita alla Camera da presidente del
Consiglio in pectore poco dopo le nove e mezza di mattina. È della squadra di
governo, infatti, che parla il Cavaliere. Per confermare, se mai ve ne fosse
stato bisogno, la sua totale fiducia verso Gianni Letta, "l'unica persona
davvero indispensabile a Palazzo Chigi". È stato lui, spiega, a chiedere
di non fare il vicepremier perché avrebbe avuto meno margini di manovra e dunque
"sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio con tutte le
deleghe". Insomma, "nessuna diminutio", anzi Letta è "un
regalo di Dio agli italiani". Accanto a Berlusconi premier, dunque,
"non ci saranno vice" ma solo un sottosegretario alla presidenza. Il
Cavaliere, poi, rintuzza le pressioni della Lega e soprattutto di An che chiede
un ministero in più o, in alternativa, un viceministro di peso. E per farlo
sottolinea come nel successo di Gianni Alemanno a Roma sia stato determinante
il ruolo di Forza Italia. Oltre che al neosindaco, dice, "la vittoria la
dobbiamo a Francesco Giro (coordinatore azzurro del Lazio, ndr), a Forza Italia
e alle 19 interviste che ho fatto in questi giorni". Insomma, la presa del
Campidoglio non legittima cambi di equilibri all'interno della squadra di
governo. Anche perché, se così fosse, "potremmo chiedere noi...". E
anche sulla Lega è tranchant. "Cos'è - dice in Transatlantico rivolto ai
cronisti - questa storia che ho letto sui giornali di Rosy Mauro al Welfare? Ma
siete usciti di senno...". Al di là delle dichiarazioni di circostanza -
"problemi non ce ne sono" - è però chiaro che la partita del governo
resta delicata. E non potrebbe essere altrimenti, visto che rispetto al passato
il numero di poltrone disponibili a soddisfare aspirazioni più o meno legittime
si è quasi dimezzato: dalle 102 del governo Prodi alle 60 previste dalla
Bassanini. Ma Berlusconi non ha alcun dubbio: il bandolo della matassa si
troverà presto, "credo che il governo giurerà tra il 9 e il 10 maggio".
Un timing confermato anche da Giorgio Napolitano. "Penso di iniziare le
consultazioni - spiega da Graz - il 6 pomeriggio". Il presidente della
Repubblica, poi, ha parole di eleogio per il discorso di insediamento alla
presidenza del Senato di Renato Schifani: "Gli ho dato un'occhiata e ho
letto anche la bozza dell'intervento di Fini (che oggi sarà eletto presidente
della Camera, ndr). Sono molto misurati e preoccupati di contribuire a un clima
di dialogo e confronto". A via del Plebiscito, intanto, in queste ultime ore
si sta iniziando a ragionare anche sul fronte della comunicazione. Che, se
Paolo Bonaiuti dovesse diventare ministro per i Rapporti con il Parlamento,
rimarrebbe sostanzialmente in carico a lui. Si sta ragionando, però, su una
squadra che segua passo passo Palazzo Chigi, congiunta Forza Italia-An sulla
falsa riga del tavolo elettorale che più volte si è riunito a Palazzo Grazioli
durante la campagna elettorale. Riunioni a cui partecipavano, oltre a Bonaiuti,
Andrea Ronchi, Fabrizio Cicchitto, Piero Testoni, Italo Bocchino e Mara
Carfagna. E proprio a lei - giovane e di presenza - Berlusconi starebbe
pensando in queste ore per il delicato incarico di portavoce di Palazzo Chigi. Il Cavaliere, poi, torna sul nodo Alitalia. E evoca
un ritorno nella mani dello Stato della compagnia di bandiera. Se l'Unione
europea, dice, "si mette a zignare, allora potremmo prendere una
decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello
Stato". Più che una decisione, come spiega lo stesso Berlusconi, si
tratta di "una minaccia", di un avvertimento a Bruxelles. Il primo
ministro in pectore, infatti, è intenzionato ad "andare avanti con questa
compagine di azionisti" che si stanno facendo avanti. Ma "abbiamo
bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta in difficoltà chi
governa". Infine, uno sguardo al futuro: "Abbiamo una responsabilità
enorme, che ci onora e che ci impensierisce perché la situazione è difficile,
la più difficile dal dopoguerra ad oggi". Ma ciò non toglie, aggiunge, che
"faremo di tutto per far tornare il Paese sul cammino dello
sviluppo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
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N. 103 del
2008-04-30 pagina 7 Adesso riprende quota Air France di Redazione Il
consigliere economico dell'Eliseo, Fitoussi: la rottura dell'accordo? Strategia.
In Borsa il titolo sale dell'1,8% da Milano Alitalia,
non si esclude una ripresa di trattative con Air France. Si specula sulla
posizione di Lufthansa, che potrebbe essere mutata dopo l'accordo con la Sea.
Uno studio legale romano, dal quale il consulente di Berlusconi, Bruno Ermolli,
prende le distanze, vuole incontrare i sindacati per illustrare un proprio
piano per Alitalia. Continua, insomma, il fermento
attorno alla compagnia, in attesa che il nuovo governo assuma pieni poteri e
dia la linea defintiva. La sorpresa è l'ipotesi di un rientro di Air France:
anche perché chi la dichiara è un personaggio di primo piano, Jean-Paul
Fitoussi, il consigliere economico di Nicolas Sarkozy. Per lui la rottura dei
negoziati è pura "strategia". Mentre la mossa di Lufthansa di
utilizzare più massicciamente lo scalo di Malpensa può aver indotto Parigi a
nuove considerazioni sul mercato italiano. Da parte sua Lufthansa fa sapere che
la decisione di utilizzare lo scalo lombardo come base per sei velivoli di corto
raggio della controllata Air Dolomiti, per iniziali 150 frequenze settimanali, "non è in alcun modo legata all'esito della vicenda Alitalia". Molti, dopo l'annuncio dell'accordo con Sea, si sono
chiesti se questo avvicini o allontani un'eventuale acquisizione di Alitalia; l'impressione ricorrente è che i tedeschi vogliano fare da
soli, puntando sulle nuove opportunità in Italia. È presto, comunque,
per dire che l'hub di Malpensa è resuscitato: "Al momento non abbiamo
pianificato nessun volo di lungo raggio - spiega Lufthansa, che ieri ha
celebrato la sua assemblea - e siamo già ben posizionati su Francoforte, Monaco
e Zurigo. Malpensa - è la definizione di Lufthansa - svolgerà funzioni di
"mini hub" per l'elevato traffico locale". Infine, l'avvocato
romano Claudio Privitera ha annunciato che oggi presenterà ai sindacati
"un piano tattico, e non strategico" per rendere Alitalia
nuovamente "appetibile" a un compratore. "Non rappresento
cordate" ha precisato. Da parte sindacale è trapelato un certo scetticismo.
Il titolo Alitalia in Borsa ieri ha recuperato l'1,8%.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
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N. 103 del
2008-04-30 pagina 7 E il Cavaliere conia un nuovo verbo di Redazione Roma. Il
verbo "zignare" non esiste nel dizionario, ma il leader del Pdl,
Silvio Berlusconi lo ha usato ieri, dicendo che se quelli
della Ue "si mettono a zignare" lo Stato potrebbe acquistare l'Alitalia. È la seconda volta che Berlusconi usa "zignare",
sempre nel significato presunto di "dare fastidio come le zanzare".
Era successo a fine ottobre 2005, nel pieno delle polemiche su satira e tv:
Berlusconi disse: "Non vedo perché dovete venire a zignare me".
Il Cavaliere aveva spiegato il significato: "Zignare: ossia il lavoro che
fanno le zanzare sul sedere degli elefanti con poco risultato, ma ugualmente
fastidioso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
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N. 103 del
2008-04-30 pagina 24 Sbanda Michelin, paura in Borsa Tronchetti: "Conti Pirelli in linea" di Luca Pace L'imprenditore: "Alitalia? Un chip se c'è un vero progetto" da Milano Nel giorno
dell'assemblea degli azionisti, Pirelli inciampa sulla cattiva trimestrale di
Michelin: il titolo della Bicocca ha lasciato sul terreno il 4,2% riportandosi
a 0,52 euro. Le brutte notizie sono arrivate dalla Francia; Michelin, il
secondo maggiore produttore al mondo di pneumatici, ha chiuso il trimestre con
un fatturato in calo del 2,3% e ha tagliato le stime per il 2008 mandando a
picco il titolo a Parigi che ha chiuso in calo del 9,2% trascinando al ribasso
l'intero settore. In un comunicato il gruppo francese spiega che l'aumento dei
prezzi delle materie prime, il dollaro debole e un calo della domanda oltre le
attese rallenteranno il business per tutto il 2008. Non sono serviti a placare
le vendite neppure i dati della tedesca Continental che ha annunciato una
trimestrale in linea con le stime e confermato gli obiettivi. "Continental
è riuscita a delocalizzare gran parte della produzione e a compensare la
debolezza nelle vendite di pneumatici con il buon andamento di altre attività
di business. Non si può dire lo stesso di Michelin", spiega un analista.
Il titolo del gruppo tedesco ha chiuso in calo dello 0,6 per cento. "Il
problema è che le difficoltà evidenziate da Michelin interessano l'intero il
settore", commenta Françoit Chaulte, gestore francese per Montgur Finance.
A farne le spese ieri in Borsa è stata anche Pirelli che non avendo ancora
comunicato la trimestrale, in agenda il 9 maggio, è esposta a timori di brutte
sorprese. Durante l'assemblea degli azionisti, il presidente Marco Tronchetti
Provera ha provato a tranquillizzare il mercato confermando per il 2008 un
bilancio linea con l'anno appena trascorso, "il che - ha commentato il
manager - visto l'andamento delle materie prime e dei mercati sarebbe un
risultato interessante". I soci hanno approvato il bilancio 2007 che si è
chiuso con ricavi a 6,5 miliardi a fronte di utile netto di 164 milioni (il
dividendo è 0,016 per le azioni ordinarie e 0,0728 per le risparmio). Al
margine della riunione Tronchetti è tornato sulla questione Alitalia
confermando la disponibilità di Pirelli a mettere "un chip" se ci
fosse un progetto "chiaro e trasparente" per il rilancio della
compagnia aerea e di Malpensa. Stando alle indiscrezioni l'investimento non
supererebbe i 10 milioni, una cifra modesta per una società come Pirelli che
secondo gli analisti vanterebbe una posizione finanziaria netta positiva per
oltre 300 milioni. Lo stesso Tronchetti ha ribadito la volontà del cda di
focalizzarsi nelle attività principali del gruppo: pneumatici e settore
immobiliare. Per quanto riguarda invece i nuovi business, il presidente ha
annunciato che per la fotonica sono allo studio possibili aggregazioni:
"Abbiamo contatti con diverse società". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Riformista, Il" del 30-04-2008)
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Le
fs in alitalia? Berlusconi gioca con i trenini Il bagaglino applicato all'economia?
Con un involontario effetto comico, negli stessi minuti in cui l'amministratore
delegato di Ferrovie, Moretti, paventava il rischio Alitalia per il suo
gruppo e ricordava i pesanti numeri di Trenitalia (6,5 miliardi di
indebitamento e "problemi di capitalizzazione"), Silvio Berlusconi ha brandito
ieri l'arma della statalizzazione di Alitalia proprio
attraverso Ferrovie. Se Bruxelles, ha scandito, "si mette a zignarè"
sul prestito ponte, "potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle
Ferrovie dello Stato". E poi ha aggiunto torvo che "questa è una
minaccia, non una decisione". Non si sa bene a chi avrà fatto paura, la
sortita di Berlusconi, che si è scontrata intanto con il marcato scetticismo di
Bossi che non fa mistero di voler commissariare l'Alitalia.
Ma certamente il mantra del Cav della "cordata italiana che c'è" e
che anzi, "registra un 20% di adesioni in più" (rispetto a che?) al
momento sembra sortire l'effetto opposto alla profezia che si autoavvera.
Scorrendo le agenzie anche ieri, si contavano più smentite che adesioni
(nettissime da parte di Carlo De Benedetti e dell'Eni). E l'offerta ormai
stranota di Tronchetti Provera di "qualche milione di euro", più che
un "chip", come lo ha chiamato il presidente di Pirelli, somiglia
molto a un'elemosina. 30/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 30-04-2008)
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Alitalia e cordate Il Silvio neostatalista
non piace a Lega e An Passano i giorni e sale il livello della confusione. La
partita Alitalia, complici le continue e fantasiose
esternazioni del premier in pectore Silvio Berlusconi, si arricchisce di nuove
ipotesi. Ieri il Cav ha nuovamente avanzato l'ipotesi di un intervento diretto
dello Stato, attraverso il braccio armato delle Fs. Una provocazione, meglio
una "minaccia" rivolta alla Commissione europea, che sembra
intenzionata a bocciare il prestito ponte da 300 milioni di euro, che sembra
avere pochi appigli concreti nella realtà. Tanto che, complice il
sovraffollamento del Transatlantico per il primo giorno di scuola della nuova
legislatura, la compagnia di bandiera torna prepotentemente al centro del
chiacchiericcio della politica. Il dato che emerge, questo sì rilevante per le
sorti di Alitalia, è una decompressione delle tensioni
che hanno accompagnato tutta la campagna elettorale. Le posizioni oggi in
campo, soprattutto all'interno dello schieramento che le elezioni le ha vinte,
sono più sfumate e meno intransigenti. Soprattutto, l'esito delle urne sembra
aver modificato l'atteggiamento dei due alleati di Berlusconi, la Lega e An.
Per ragioni diverse, sia i lumbard che gli uomini di Fini guardano alla partita
con sensibilità diverse rispetto a dieci giorni fa. Da una parte c'è la
consapevolezza che il destino di Malpensa possa essere addirittura migliore
senza Alitalia, viste le prospettive aperte dall'Expo
2015 e l'accordo di oggi con Lufthansa. Dall'altra, la vittoria di Alemanno
mette in gioco interessi forti, legati allo sviluppo di Fiumicino e alla
centralità di Roma, con tutte le ripercussioni che riguardano l'enorme indotto
di Alitalia. Il risultato sembra essere un progressivo
isolamento del Cavaliere. Così, se le dichiarazioni ufficiali dei vertici del
Carroccio sono eloquenti, a microfoni spenti si registrano prese di posizione
ancora più esplicite. "La partnership tra Sea e Lufthansa è la
dimostrazione che Malpensa può vivere anche senza Alitalia.
Per ora si tratta di una piccola base, ma è un segnale importante",
argomenta Roberto Maroni. E Bossi non è da meno, commentando con una certa
freddezza la nuova ipotesi berlusconiana: "non credo che si possa
fare", osserva, aggiungendo: "non so cosa voglia fare Berlusconi, ma
di sicuro per sopravvivere Alitalia deve cambiare
profondamente". Sono parole che pesano all'interno dei rapporti di forza
della coalizione al Governo e che gli uomini più vicini al Senatur traducono
come un segnale di parziale disimpegno dalla grande crociata per l'Alitalia italiana. "La partita di Malpensa è
innegabilmente separata da quella dell'Alitalia.
Nessuno, neanche la cordata italiana, sempre che effettivamente un giorno
esista, potrebbe capovolgere la scelta già fatta di ridimensionare la presenza
sullo scalo milanese", fa notare una fonte del Carroccio. Un altro
esponente leghista si spinge oltre: "con l'Expo 2015, non
è tanto Malpensa che ha bisogno di Alitalia, quanto
piuttosto Alitalia che deve fare i conti con Milano. La prospettiva è
capovolta". D'altra parte, anche in An inizia a farsi strada un approccio
più pragmatico. La situazione di Alitalia, si
osserva, "è inevitabilmente compromessa, lo sappiamo noi e lo sa
Berlusconi, che deve trovare il modo migliore per uscirne". La
strada obbligata, ammette un esponente di spicco del partito di Fini,
"sarebbe il commissariamento, ma è difficilmente digeribile sul piano
politico, soprattutto in un clima di euforia per la vittoria elettorale".
Ma l'euforia non cambia la realtà dei fatti. Per questo, prosegue la fonte,
"non mi sorprenderei di vedere presto in Alitalia
un amministratore delegato, magari un uomo come Mario Resca, che si comporti
esattamente come un commissario", preparando il terreno all'ingresso
successivo di un partner industriale. Una prospettiva che, secondo un altro
interlocutore, potrebbe essere legata anche all'incontro di domani fra i
sindacati e lo studio legale Privitera. Che Bruno Ermolli ha smentito essere
legato alla cordata italiana. 30/04/2008.
( da "Manifesto, Il" del 30-04-2008)
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Onorevoli figli
di... Istantanee dal Parlamento insediato ieri: professioni, lobby, parentele e
genealogie dei neo-deputati P. 2 Memoria Argentina Gira l'Europa il
documentario "Gaviotas blindadas" sul Partito rivoluzionario dei
lavoratori P. 14 Primo maggio La festa dei lavoratori in rete e nel mondo. Chips&salsa + 4 pagine speciali, domani con il manifesto Alitalia Berlusconi minaccia l'Ue "O così o la compra lo stato"
A PAGINA 3 Vicenza Il neosindaco Variati: "Moratoria sul Dal Molin" A
PAGINA 4 Libano Unifil, l'Italia respinge le accuse di Israele A PAGINA 9.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il Cavaliere "minaccia"
Bruxelles Berlusconi: Alitalia? Se la Ue mette ostacoli la compra lo Stato ROMA - "Se
l'Unione Europea si mette a "zignare", a fare difficoltà, allora
potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe
essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato", dice Silvio
Berlusconi. Poi chiarisce: "Questa è una minaccia, non una
decisione". Intanto un altro imprenditore italiano, il presidente della
Pirelli Marco Tronchetti Provera, si è detto pronto a intervenire: "Se ci
fosse un rilancio chiaro e trasparente di Alitalia, ho
definito un chip, qualche milione di euro". Più defilata l'Eni: "Un
nostro intervento? Lo statuto non lo prevede", ha puntualizzato
l'amministratore delegato Paolo Scaroni. ALLE PAGINE 26 E 27 Bagnoli, Marro,
Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena "Se non facciamo bene ci verranno a
prendere" Silvio lavora ai 100 giorni E Letta comincia subito con le
missioni segrete ROMA - "Se non facciamo bene, stavolta vengono a
prenderci sotto casa". Il concetto rivela le ansie di Berlusconi, per
nulla preoccupato delle "fisiologiche" liti sulla squadra di governo,
certo del suo ruolo "riconosciuto dagli alleati per principio ",
sicuro che le "intemperanze verbali di Bossi" non avranno
conseguenze, e convinto che An "dopo la conquista di Roma si deve sentire
appagata". Piuttosto è sui primi "cento giorni" a Palazzo Chigi
che il Cavaliere intende concentrarsi, perché nei tre mesi iniziali dovrà
mantenere alcune promesse elettorali già in scadenza: il "caso Alitalia" ha dei limiti di tempo imposti dal prestito ponte,
l'emergenza rifiuti in Campania dovrà essere risolta entro l'estate, il
federalismo fiscale andrà impostato prima dell'autunno. Non a caso il futuro
ministro Scajola l'altra sera a Porta a Porta ha rivelato che sulla scrivania
di Berlusconi sono in evidenza "tre dossier". Si tratta però
di dossier ancora aperti. Quello sulla cordata per la compagnia di bandiera,
per esempio, contiene una relazione di Ermolli, che ha messo insieme oltre una
decina di società e imprenditori - tra cui alcuni nuovi del Nordest -
interessati all'affaire. Ma per ora si tratta solo di
"disponibilità", non di impegni sottoscritti, in attesa di conoscere
il piano industriale e il partner internazionale. Serve insomma altro tempo.
Ecco perché Berlusconi ieri ha accennato alla possibilità di
"parcheggiare" Alitalia in un'azienda di
Stato. C'è poi il piano per ripulire la Campania, e che prevederebbe anche
l'uso dei militari per accelerare lo smaltimento dei rifiuti prima della
stagione estiva. Quanto al federalismo, Bossi ha fatto capire chiaramente che
la Lega non intende spostare la riforma nel tempo: "Va fatta subito",
perché l'idea è di sfruttarla elettoralmente già per le Europee. Insomma, i
primi "cento giorni" non saranno solo indicativi. Saranno per certi
versi decisivi. Perciò il Cavaliere cerca di ritagliarsi un consenso che superi
i confini delle Camere. Sa che la maggioranza di cui dispone lo rende
fortissimo, anzi attrae pezzi di opposizione come un magnete. Basti pensare ai
voti in più ottenuti da Schifani per la sua elezione alla presidenza del
Senato. Voti centristi, a sentire la confidenza fatta da Cuffaro ad un amico
incrociato nel pomeriggio a Montecitorio. "Il discorso di Renato era
bellissimo", ha sussurrato il senatore dell'Udc. "Vuoi dire che l'hai
votato?". "Sì, ma ufficialmente ho votato scheda bianca. Ehhh, la
verità è che se i parlamentari udc vengono lasciati liberi, non fanno accordi
con il Pd, ma con il Pdl. E io non sono un parlamentare, sono... un
sarto". Per l'impresa che lo attende, Berlusconi deve allargare il
consenso fuori dal Palazzo. è in questo quadro che va inserito l'incontro
riservato di ieri sera a palazzo Grazioli tra i segretari di Cisl e Uil,
Bonanni e Angeletti, e Gianni Letta. Già, Letta. Contro di lui sono salite
critiche a mezza bocca pronunciate da forzisti insofferenti, e soprattutto
pubbliche bordate da Bossi: il Senatùr non accetta che il futuro
"sottosegretario unico" alla presidenza possa avere l'ultima parola
su deleghe e decreti del ministero per le Riforme e di quello per il
Federalismo. Ma c'è un motivo se ieri il premier in pectore ha difeso il suo
braccio destro: "Gianni - come racconta l'azzurro Valducci - è
fondamentale per Berlusconi. Perché in questo sistema che si regge ancora su
logiche consociative, per varare certe riforme non bastano i voti del
Parlamento, serve che alcuni centri di potere non siano quantomeno contrari.
Altrimenti si inceppa tutto. In tal senso, è bene anche consolidare il rapporto
con Veltroni. E mi auguro che Ichino accetti la presidenza della commissione
Lavoro, perché c'è la necessità di riformare lo statuto dei lavoratori".
Intesa con i sindacati e dialogo con il leader del Pd: ecco gli obiettivi del
Cavaliere in vista dei primi "cento giorni". Scajola lo confermava
ieri dopo un breve colloquio con Veltroni, "che è intenzionato ad andare
avanti sulle riforme. Capisco che ora debba registrare il suo partito dopo una
sconfitta peraltro scontata. Speriamo solo che non lo mettano in difficoltà:
questi sono i limiti storici della sinistra italiana". Francesco
Verderami.
( da "Manifesto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi minaccia
la Ue e spara: "Lo stato si compra l'Alitalia" È
vaudeville: i treni delle Fs si prendono la compagnia. Bossi lo zittisce,
l'Europa alza gli occhi al cielo, volano cordate di chip e di avvocati Roma L'Alitalia fa saltare i nervi a Silvio Berlusconi. Il prossimo presidente
del consiglio ha attaccato l'Unione europea, anzi l'ha "minacciata"
per usare le sue stesse parole, dopo i dubbi avanzati da Bruxelles che
il prestito-ponte del governo alla compagnia aerea di 300 milioni di euro possa
essere un aiuto di stato. "Andiamo avanti con questa compagine di azionisti,
l'ho fatto anche per rispondere all'Unione europea, a chi dice "aiuti di
Stato", ma attenzione, perché se stanno a zignare, allora potremmo
prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe
essere tranquillamente acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie", ha detto
Berlusconi che poi precisa, senza dire dove troverà i soldi: "È una
minaccia, la decisione è andiamo avanti con gli azionisti privati. Noi abbiamo
bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi
governa". E chiude: "Non è una cosa assillante, è un problema e lo
risolveremo". Da Bruxelles è arrivata subito la replica di Jonathan Todd,
portavoce del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes. "Se lo
stato privatizza o nazionalizza, la cosa non ci riguarda", osserva, tuttavia
in caso di nazionalizzazione, "un problema si pone se le risorse
trasferite hanno un valore che supera quello dell'impresa acquistata e vanno al
di là del prezzo normale, ragionevole rispetto al valore di mercato". Un
botta e risposta foriero di futuri scontri. L'ultima di Berlusconi - i treni
che si comprano gli aerei - lascia freddo pure Umberto Bossi, "non credo
che si possa fare", aggiugendo che la ricetta della Lega per l'Alitalia è la legge Marzano, cioè il commissariamento. E poi
dice una verità fin qui nascosta a fatica dal Cavaliere, del resto la campagna
elettorale è finita: "Abbiamo stoppato sul filo l'accordo con Air
France". Gianfranco Fini torna a precisare sulle Fs, segno che qualcosa
davvero non va: l'ipotesi, dice Fini, "è che lo Stato possa gestire la
società ma non la proprietà". Pietra tombale da parte del presidente
dell'Enac, Vito Riggio, secondo cui "le Fs sono una società per azioni e
quindi teoricamente potrebbe essere", ma il trasporto aereo "è un
business estremamente specializzato, che si muove in una dimensione di
competizione quasi assoluta". In questo ambiente surreale, le cordate
trovano terreno ideale. Da quella ufficiale del Cavaliere, gestita da Bruno Ermolli,
continuano a tirarsi fuori l'Eni, le Generali, l'ingegner Carlo De Benedetti,
altri come Marco Tronchetti Provera parlano di essere pronti a mettere "un
chip". Robetta perfino al tavolo da gioco, figuriamoci per l'Alitalia. Ma la novità di ieri è che i sindacati hanno
annunciato di avere ricevuto un invito per oggi dalla studio Privitera a Roma,
un avvocato che aveva studiato bene negli anni Novanta il dossier Alitalia insieme a Domenico Cempella, amministratore
delegato della compagnia aerea. Nella lettera d'invito si parla di un incontro
utile a discutere "linee guida" nella prospettiva di fare un piano
industriale. Una proposta solamente bizzarra in questo contesto, in attesa di
sapere se lo studio Privitera si muova per conto di qualche altra cordata
misteriosa. Quella berlusconiana di Ermolli ha già detto di non saperne nulla.
Il prossimo presidente del consiglio intanto torna sulla questione lavoro di Alitalia: "Sui tagli al personale - dice - si deciderà
dopo aver fatto la due diligence e un piano industriale". Per lui c'è già
"una squadra di persone che va ben al di là del capitale necessario.
Adesso bisogna fare la due diligence", spiega, "e quando avremo il
piano industriale, questa compagine nuova, assistita da banche che già ci sono,
avanzerà delle proposte ai sindacati". Jean Paul Fitoussi, consigliere
economico del presidente francese, Nicolas Sarkozy, parla invece di un
possibile ritorno di interesse di Air France. Il che sarebbe l'unica notizia
vera, se accadesse.
( da "Manifesto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alessandro Robecchi
Non troverete il verbo "zignare" sui vocabolari. Si tratta di una
parola di derivazione immaginifico-brianzola che già in passato Berlusconi usò
nei confronti della stampa. E spiegò pure: "è il lavoro che fanno le
zanzare sul sedere degli elefanti con poco risultato, ma ugualmente
fastidioso". Questa volta a "non zignare" dev'essere l'Europa, che spargendo dubbi sul prestito-ponte per Alitalia risulta seccante e fastidiosa. E dunque, per chi s'era scordato
e per chi ha la memoria corta, rieccoci al fiero senso dello Stato del padrùn.
L'Europa è una zanzara fastidiosa e quanto all'Alitalia, se
rompete le palle la faccio comprare alle Ferrovie. Tiè. Con buona pace
dei bei discorsi sul debito, sul buco, sulle lacrime e sangue, sul liberismo.
Detto da uno che vendette i suoi debiti ed evitò la bancarotta con la
"discesa in campo" non può stupire. E comunque, musica per le nostre
orecchie: nazionalizzare. Ed ecco il Silvio parastatale che tenta di accollare
un nuovo disastro ai conti pubblici, dato che i suoi amici industriali - i
famosi fantasmi della cordata strombazzata prima delle elezioni - gli fanno
marameo. Senza contare che se anche esistesse - la fantomatica cordata - la
pagheremmo comunque noi, in termini di favori economici ai generosi acquirenti
di Alitalia, sottoforma - chissà - di aumenti di
pedaggi autostradali, favori, contropartite, ecc. ecc. È una cosa che Silvio
trova irresistibile: dire l'Etat c'est moi, soprattutto se si tratta di fare il
gradasso coi soldi degli altri. La giornata di ieri sarebbe stata già
abbastanza piena così, con quest'impennata del liberista dei puffi, quand'ecco
che piombano sulle agenzie Bossi e i suoi "trecentomila martiri", che
sarebbero disposti a scendere dalle montagne se qualcuno si opponesse alle
riforme. A parte il fatto che i martiri sono martiri dopo il martirio, e non
prima, va detto che il numero gli piace: aveva trecentomila fucili, ora ha
trecentomila (aspiranti) martiri. Nessuno lo prende troppo sul serio: ogni
volta che gli sfugge una scemenza (il che avviene spesso, quasi ogni volta che
parla), tutti si affannano a dire che il suo è un linguaggio figurato, che si
esprime in modo colorito. Insomma: i suoi per difenderlo gli danno amabilmente
del pirla, e tutti annuiscono. E quanto al "Berlusconi deve ubbidire"
che gli è sfuggito ieri, rettifica a presa rapida e smentita col turbo: colpa
dei giornalisti. Resta il fatto che da ieri è ufficialmente ricominciata la
rumba: due talenti a confronto che sembrano fare soltanto colore locale, ma che
in realtà dicono esattamente la stessa cosa, che del Paese non gliene frega
niente, che tutto quel che si mette sulla loro strada è semplicemente importuno
e rompipalle. Che sia l'Europa, che sia un freno ai desideri iperfederalisti,
che sia l'economia, o il mercato, che sia la storia (vedi il Dell'Utri ansioso
di riscrivere i libri di scuola), che sia la vita della gente, si tratta sempre
e solo di ostacoli sul loro cammino. Roma ladrona ammollerà Alitalia
sul groppone delle Ferrovie? Che volete che gliene freghi a Bossi di Alitalia, che pur di avere un hub dei poveri a Varese l'ha
praticamente uccisa? Altre ne sentiremo. Saranno divertenti, roboanti,
esplosive, rumorose. Davvero uno spreco di effetti speciali, se si pensa che
per coprire i balbettii di un'opposizione inesistente basterebbe anche parlare
sottovoce. E comunque coraggio, gente, prepariamoci: ce n'est qu'un debut.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Alta velocità AliTrenitalia, sfida sulla Roma-Milano ROMA - Un
tempo treni e aerei erano due mondi separati e mai nessuno avrebbe pensato che
potessero entrare in concorrenza. Poi con l'altra velocità ferroviaria e le
tariffe aeree low cost le cose sono cambiate e cambieranno ancora di più nei
prossimi anni. La rapidità e i prezzi dei due mezzi, prima lontanissimi,
progressivamente si avvicinano. Il presidente delle Fs, Innocenzo Cipolletta,
ha più volte spiegato che le ferrovie hanno come obiettivo proprio il ricco
mercato passeggeri che si muove lungo la direttrice Milano- Napoli. Dal
dicembre del 2009 dovrebbe debuttare la navetta Milano-Roma in 3 ore, con una
frequenza di ogni 15 minuti nelle ore di punta, mentre da Napoli a Milano il
treno dovrebbe metterci 4 ore e 10 minuti. Ma non c'è solo l'alta velocità.
"La chiave della nostra concorrenza - ha spiegato Cipolletta - è quella di
arrivare direttamente in città a differenza di come avviene con gli aerei
". Concorrenza, quindi, o integrazione, secondo la "minaccia "
come lo stesso Silvio Berlusconi l'ha definita in chiave anti commissione
europea di far comprare Alitalia dalle Fs? Nei primi
anni Novanta, quando sulle ferrovie di Lorenzo Necci piovevano finanziamenti
pubblici per l'alta velocità, l'idea di una grande holding statale del
trasporto pubblico mirava appunto a soccorrere la compagnia di bandiera che,
già allora, non se la passava bene. Adesso però Trenitalia non se la passa
tanto meglio e rischia di diventare una seconda Alitalia, per
ammissione del suo stesso amministratore delegato, Mauro Moretti, che proprio
ieri ha avvertito: "Se non sappiamo competere a livello internazionale,
rischiamo di fare la fine di Alitalia". Moretti, nonostante
il forte miglioramento di bilancio conseguito nel 2007, ha ereditato le pesanti
perdite delle gestioni precedenti e ha bisogno di ricapitalizzare Trenitalia
per ben 2 miliardi di euro. Ma ha bisogno anche di irrobustire la società
per evitare, come ha spiegato ieri, che con l'imminente liberalizzazione siano
i grandi gruppi europei, come le ferrovie tedesche e quelle francesi, a
sfruttare le rotaie ad alta velocità. All'estero un importante caso di impresa
che ha abbracciato entrambi i business, quello dei cieli e quello su rotaia, e
la Virgin. Richard Branson patron della compagnia low cost inglese, nel 1997 si
è lanciato anche nel settore ferroviario con la Virgin Trains, sull'onda della
privatizzazione del sistema. Oggi, con lo slogan " Virgin Trains - the
easy way from train to plane ", i treni navetta di Branson collegano le
principali stazioni con i principali aeroporti. Da dove, magari, si decolla
sempre con Virgin. In Italia Carlo Toto, imprenditore abruzzese già creatore di
Air One, ha dato vita nel 2005 a Rail One, compagnia ferroviaria che si candida
al trasporto passeggeri sulla Milano- Napoli quando tra un paio d'anni ci sarà
la liberalizzazione imposta dall'Ue. Guarda caso lo stesso Toto che già ha
provato a prendersi Alitalia, ma il governo Prodi gli
aveva preferito Air France, e che ora sarebbe tra i soggetti della cordata
invocata da Berlusconi. Sarà per questo che il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, da sempre sostenitore del conterraneo Toto, è stato l'unico a
commentare favorevolmente la provocazione di Berlusconi sul matrimonio tra Alitalia e Trenitalia? Enrico Marro.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria:
ALTRI OGGETTI Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni, utilizzare le Fs per
l'acquisto di Alitalia non sarebbe
una proposta "illogica".
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Cordata Il dossier dell'avvocato Privitera e la convocazione dei
sindacati Letta e la tela di Parigi per il ritorno di Air France Tronchetti:
quota di sostegno. Scaroni: l'Eni? Lo statuto non lo prevede Nell'ipotesi di un
apporto di capitali privati, sarebbe meno complesso ottenere il via libera dall'Europa
MILANO - Silvio Berlusconi è il più convinto di tutti. la cordata, alla fine,
si farà. Oppure, per stare alla traduzione che qualcuno tra
chi segue il dossier dal lato del premier in pectore avalla, alla fine Alitalia resterà italiana. In forme che, al momento, restano tutte da
studiare. Bruno Ermolli, intanto, sta continuando a lavorare, ripetendo più
volte il giro di consultazioni informali tra gli imprenditori di ogni stazza
che hanno dato una disponibilità di massima. La posizione di molti, tuttavia,
sembra sintetizzata dalle parole di Marco Tronchetti Provera, presidente e
azionista di riferimento di Pirelli. "Siamo disponibili a partecipare, a
fronte di un piano chiaro e trasparente, per qualche milione di euro" ha
dichiarato ieri Tronchetti sottolineando l'interesse per la funzionalità di
Malpensa, senza precisare la misura di un investimento che sarebbe però
quantificabile tra i cinque e i dieci milioni. Non dissimile la posizione
espressa lunedì da Moretti Polegato, patron di Geox, che chiedeva un piano
industriale chiaro da parte del governo. Non è in rappresentanza della
"cordata", assicurano tutti gli interessati, che il Professor Claudio
Privitera incontrerà oggi alcune delle sigle sindacali della compagnia di
bandiera. Il docente, già coinvolto nella ristrutturazione del 1998, specifica
di muovere su iniziativa professionale personale, e presenterà un'ipotesi di
piano ai sindacati, volta a un risanamento minimo della compagnia per portarla
ad un aggregazione - spiegano fonti vicino a Privitera - meno svantaggiosa. Il
rischio percepito da molti, in ogni caso, è che la vicenda- Alitalia
si avviluppi nuovamente su stessa: con la richiesta di chiarezza sui conti e lo
stato aziendale considerati necessari alla formulazione di un piano, a sua
volta propedeutico alla disponibilità finanziaria degli imprenditori annodati
incordata. Mentre il tempo passa, sia per l'Europa che attende lumi sul
prestito-ponte, che per la Magliana le cui casse ancora aspettano di
beneficiare dei 300 milioni che lo costituiscono. In questo contesto, dunque,
devono essere lette le nuove aperture dello stesso Silvio Berlusconi ad ipotesi
d'intervento pubblico. Mentre alla Magliana non sono ancora arrivati segnali
tangibili della cordata, il raccordo coi settori legali che seguono le vicende
sul fronte europeo restano quotidiani. Un rifinanziamento diretto da parte
dello stato, o un acquisto da parte di una sua controllata, incapperebbero
immediatamente nella necessità di dimostrare che le modalità d'investimento
sono compatibili con criteri di mercato. Dimostrazione che non sarebbe invece
necessaria qualora ci fosse una compartecipazione mista pubblica-privata in
misure comparabili, che proverebbero di per sé il rispetto dei criteri
economici. Una strada complicata, insomma, che ha consigliato la diplomazia
berlusconiana di non precludere nessuna strada per il futuro, compresa la via
che porta ad Air France, a Parigi, nel cuore dell'Europa. La sua
perlustrazione, naturalmente, è affidata a Gianni Letta. Il piano La richiesta
di un piano "chiaro e trasparente" da parte degli industriali Esuberi
Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta. Il nodo nella trattativa
è quello dei 2.100 esuberi nella compagnia Jacopo Tondelli.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE La crisi La frenata di Bossi: non credo si possa fare. Bruxelles
precisa: ci sono problemi "Alitalia, basta
veti o va a Fs" Berlusconi: è una "minaccia", l'Europa non
faccia difficoltà La Ue: non ha importanza se l'acquirente è pubblico o
privato, purché siano operazioni di mercato ROMA - Comincia a scaldarsi, forse
prima del previsto, il clima tra la Commissione europea e il nuovo inquilino di
palazzo Chigi. L'occasione è l'Alitalia.
"Se Bruxelles si mette a dare fastidio (a "zignare ", ndr) - ha
affermato Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti alla Camera - con la
storia degli aiuti di Stato, allora potremmo farla comprare dallo Stato, dalle
Ferrovie". Il premier in pectore precisa subito che si tratta di "una
minaccia, perché la decisione è di andare avanti con gli azionisti
privati". La risposta da Bruxelles, che nei giorni scorsi aveva storto la
bocca sul prestito ponte da 300 milioni di euro approvato dal governo Prodi per
dare più ossigeno alla compagnia di bandiera, è arrivata quasi subito. "L'acquirente
può essere pubblico o privato - ha precisato il portavoce del commissario Ue
alla concorrenza Neelie Kroes nel sottolineare la "neutralità"
problemi possono nascere se il trasferimento di risorse pubbliche eccede il
valore di mercato della compagnia". Berlusconi comunque ha fatto capire di
avere un disegno chiaro in testa e di portarlo avanti. "C'è una squadra di
persone ben al di là del capitale necessario - ha detto - ora faremo la due
diligence, poi la nuova compagine, assistita da banche che già ci sono, farà il
piano industriale e avanzerà proposte al sindacato". L'idea di una discesa
in campo delle "Ferrovie", per quanto descritta come una ritorsione
ai cavilli di Bruxelles, ha suscitato immancabili reazioni anche da parte della
maggioranza. Per il leader della Lega Nord Umberto Bossi, "non si può fare
perché sarebbe una concentrazione di potere", poi ha commentato di non
sapere "cosa ha in testa Silvio" e che per lui "la soluzione
migliore resta la legge Marzano, la stessa usata per Parmalat". Secondo
Gianfranco Fini Berlusconi avrebbe illustrato ai suoi parlamentari l'ipotesi
"non di proprietà pubblica ma di proprietà privata e gestione pubblica e
aveva usato l'esempio delle Ferrovie che sono gestite dallo Stato".
"In teoria tutto è possibile - ha commentato ancora il leader di An - mi
chiedo però chi siano quei privati che mettono i soldi per poi dare la gestione
allo Stato". I sindacati, invece, si sono mostrati interessati. Per
Raffaele Bonanni (Cisl) "questa proposta non sarebbe neppure tanto
illogica in una prospettiva di collegamenti più veloci". Intanto, in
questo contesto di continua evoluzione, le compagnie aeree internazional i
restano alla finestra. Jean-Paul Fitoussi, uno dei consiglieri economici di
Nicolas Sarkozy, non ha escluso addirittura un possibile ritorno in scena della
compagnia di bandiera francese nonostante la clamorosa "rupture" di
Jean Cyril Spinetta. "Il ritiro di Air France è normale - ha commentato -
fa parte della strategia ". Così come la Lufthansa, dopo aver fatto un
accordo locale con Malpensa, pur confermando di "mantenere un profilo
molto cauto - ha affermato il numero uno Wolfgang Mayrhuber - perché le
condizioni sono quelle che sono, ma si tratta del secondo mercato europeo più
importante e non lo lasceremo di certo perdere". Roberto Bagnoli.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-30 num: -
pag: 32 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Rimbalza
StMicroelectronics, giù Pirelli Cemento Il comparto soffre in tutta Europa e a
Piazza Affari Italcementi scivola del 4,3% In linea con il resto d'Europa,
Piazza Affari ha concluso la seduta di ieri con un modesto arretramento (-0,32%
l'S&P-Mib, -0,33% il Mibtel). Migliore titolo fra i 40 più capitalizzati,
con un balzo del 3,68%, StMicroelectronics (StM), grazie ai conti del primo
trimestre e soprattutto alle previsioni di crescita (tra il 5 e l'11%) delle
vendite nel secondo trimestre dell'anno. Significativo anche il recupero di
Parmalat (+2,82%) legato forse a ricoperture, mentre l'ottimo risultato di
Luxottica (+2,44%) è dovuto alla leggera ripresa del dollaro. Chiudono la lista
dei maggiori rialzi dell'S&P-Mib Unipol (+1,93%) e Mondadori (+1,47%). Sul
fronte dei titoli in calo, invece, si parte da Italcementi che, con un prezzo
di riferimento giù del 4,30%, conquista la maglia nera tra le blue-chips. In
tutta Europa il comparto del cemento ha subito ieri la pressione delle vendite
e in Italia la stessa sorte è toccata anche a Buzzi- Unicem, in flessione del
2,18%. Forte ridimensionamento, inoltre, per Pirelli (-4,24%); in questo caso i
motivi sono almeno due: da un lato l'andamento negativo di tutte le aziende di
pneumatici dopo il profit warning (allarme profitti) della francese Michelin;
dall'altro i timori che la società guidata da Marco Tronchetti Provera possa essere coinvolta nella cordata per Alitalia. Ancora debole Seat Pagine Gialle (-3,92%), che con il calo di
ieri porta a ben oltre il 50% la perdita accumulata dall'inizio dell'anno a oggi.
Giù, inoltre, Telecom Italia (-2,09%), mentre fuori dall'S&P-Mib la Roma
scivola del 10,37% sulle indiscrezioni riguardanti il ritiro del finanziere
americano Soros dalle trattative per l'acquisto della società
calcistica.
( da "Tempo, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Pool italiano
Oggi l'incontro tra sindacati e imprenditori è slittato a oggi l'incontro,
inizialmente previsto per ieri, tra i sindacati e i rappresentanti dello studio
legale Privitera. A riferirlo sono fonti sindacali. La convocazione è giunta, con una lettera, a tutte e nove le sigle sindacali presenti in Alitalia mentre nei giorni scorsi si era parlato di contatti soltanto con
alcuni esponenti delle sigle rappresentative del personale navigante.
All'ordine del giorno della riunione, figurano "ipotesi di linee
guida" per la privatizzazione di Alitalia.
Nella lettera di convocazione non viene fatto riferimento a potenziali
investitori interessati a scendere in campo per l'acquisizione della compagnia.
I rumors circolati parlavano di un possibile incontro tra i sindacati e gli
esponenti della cordata italiana alla quale sta lavorando il consulente di
Silvio Berlusconi, Bruno Ermolli.
( da "Tempo, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alessandro
Usai a.usai@iltempo.it Se l'Unione Europea "si ... Alessandro Usai
a.usai@iltempo.it Se l'Unione Europea "si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello
Stato". Silvio Berlusconi fuga i dubbi espressi da Bruxelles sul prestito
ponte concesso dal governo e guarda avanti. "C'è una squadra di persone
che va ben al di là del capitale necessario. Vedremo adesso di fare la
due diligence. Quando avremo il piano industriale, questa compagine nuova,
assistita da banche che già ci sono, avanzerà delle proposte ai sindacati. Solo
allora - spiega il Cavaliere - si deciderà sui tagli al personale". Dopo
le aperture di Ligresti e Polegato, Trochetti Provera ribadisce la
disponibilità a versare "qualche milione di euro". Non molto, ma
almeno un segnale di riguardo verso l'appello lanciato da Berlusconi. Segnale
che non è arrivato dalla Fiat: ambienti vicini al Lingotto confermano che
ufficialmente l'operazione non interessa. Chiusura nella anche da Carlo De
Benedetti mentre il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, è
pronto a dare il suo contributo. "A noi, imprenditori del turismo - afferma
- avrebbe fatto piacere essere coinvolti nelle scelte che riguardano Alitalia". Intanto il consigliere economico di Sarkozy,
Jean-Paul Fitoussi definisce "una strategia" il ritiro di Air France.
Più che possibile un ritorno di fiamma.
( da "Tempo, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
la compagnia francese blocca l'opa Alitalia, AirFrance
ritira l'offerta e Intesa riapre Colpo di scena nella tarda serata di ieri
nella vicenda Alitalia. Air France ha
ritirato la propria offerta. "A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la
situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm
e Alitalia [...] [...] spiega un comunicato
della compagnia franco olandese - Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo
scorso con l'obiettivo di lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state
soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell'offerta". Palazzo
Chigi ha reagito con un "no comment" ma pare che nelle prossime 48
ore si svolgerà un consiglio dei ministri per prendere decisioni che andranno
comunque compiute e dovranno essere bipartisan. Prima dell'annuncio, dopo una
lunga serie di dinieghi e di no comment, Intesa SanPaolo aveva riaperto di
fatto il dossier sulla privatizzazione della compagnia di bandiera italiana.
"Che le bocce si fermino, se l'operazione Alitalia
fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme",
aveva detto a Milano il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza. Che
ha tenuto a precisare che il possibile intervento "non è questione di
nuovo governo". Anche se è chiaro che l'esecutivo avrà un ruolo nella
vicenda. Per questo la tesi di Salza è quella che prevede un interessamento del
gruppo per "un progetto non provinciale, ma di carattere internazionale.
Noi non abbiamo esaminato nessun dossier, ma siamo pronti a farlo se ci verrà
richiesto con un piano industriale". Non sarà un salto nel buio. Nel caso
Intesa San Paolo decidesse di ritornare in gioco sarebbe necessario procedere a
una nuova due diligence (un controllo dei conti e del patrimonio ndr). In ogni
caso "occorre che non sia un'operazione di piccolo cabotaggio e
provinciale. Non è chiaro con chi ha intenzione di entrare però il gruppo
bancario. A priori, nonostante l'appoggio dato al gruppo Air One, non è esclusa
un'alleanza con partner italiani. "Anche se così danarosi ce ne sono
pochi" ha spiegato Salza che ha ricordato di avere a disposizione
"ampi fondi". Ieri sul dossier si sono già smarcati in due. Su Alitalia "non siamo mai stati contattati" ha
spiegato Tronchetti Provera. Lo ha seguito Ennio Doris, Mediolanum che ha
spiegato che "per investire in Alitalia bisogna
essere esperti del settore". Alitalia e sindacati
dovrebbero tornare a incontrarsi giovedì prossimo.
( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-30 num: - pag: 37 categoria: BREVI Problema da risolvere Per Alitalia 300 milioni di euro di prestito ponte sono stati trovati
velocemente. Visto il problema sicurezza nelle nostre città e paesi, perché non
si trovano con la stessa velocità gli stessi soldi per costruire nuove caserme
e nuove carceri? Alessandro Scarpari Botticino Sera (Bs).
( da "Tempo, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La politica fiscale
del Pdl Il coraggio di tornare ai vecchi programmi Tutte le volte che un test
elettorale determina un cambio al vertice, c'è una conseguenza positiva: si
rompe un sistema di potere, le rendite consolidate si sgretolano, uomini nuovi
entrano nella stanza dei bottoni. Naturalmente, questa è la parte più facile
del lavoro: quella difficile comincia il giorno dopo la vittoria. Silvio
Berlusconi, non appena prenderà possesso di Palazzo Chigi, troverà sulla
scrivania due grandi fascicoli: uno specifico su Alitalia, l'altro di carattere più generale. Per quanto riguarda la
compagnia di bandiera, i primi passi del Cav. non sono esaltanti: la minaccia
di una rinazionalizzazione dovrebbe far tremare i polsi a tutti coloro che
ritengono che il vettore di Stato abbia già assorbito troppe risorse, e che sia
l'ora di farla finita. Anche perché il modo in cui l'esecutivo uscirà
dall'impasse dirà molto su come intenderà porsi di fronte all'altra questione:
la sfida di rimettere in moto un Paese che da troppi anni cresce poco o nulla.
In verità, la ricetta è sempre lì ed è sempre la stessa: è la riduzione del
peso dello Stato, e in particolare una coraggiosa riforma fiscale. Nel passato,
il voto a Forza Italia era, nelle intenzioni degli elettori, proprio un voto
sulla questione fiscale. Che non vuol dire soltanto prendere provvedimenti
giusti ma dal sapore un po' populista come l'abolizione dell'Ici o del bollo,
ma affrontare di petto un sistema fiscale impiccione, aggressivo, invadente e
iniquo. Parlare di fisco significa dunque, in un certo senso, tornare alle
origini di Forza Italia. E la questione fiscale ha un volto e un nome, nel
pantheon di quella che oggi è la componente di maggior peso del Popolo della
libertà: quelli di Antonio Martino. L'ex ministro della Difesa non è solo stato
uno dei fondatori del movimento berlusconiano (di cui detiene la tessera numero
2), è stato anche l'ispiratore del programma più radicale che un partito
maggioritario abbia mai avuto nell'Europa continentale. Nel 1994, Forza Italia
proponeva la flat tax. La tassa piatta ha due grandi virtù: la semplicità e il
fatto che, essendo uguale per tutti, necessariamente dev'essere bassa. Perché
la flat tax e ogni suo surrogato (qualunque riforma che riduca numero e livello
delle aliquote) sono scomparsi dal programma berlusconiano? E perché un uomo
come Martino - che per competenza e prestigio è una risorsa importante - è
stato apparentemente accantonato? Le ragioni sono le stesse: una volta
avrebbero detto che il centrodestra si è imborghesito, ha perso la spinta
innovativa che ne caratterizzava i natali. Eppure, il fantasma del quinquennio
2001-2006 aleggia sulla nuova legislatura: nella precedente esperienza di
governo, la coalizione ha fatto poco e male. Per esorcizzare il rischio di
ripetere una storia già vista, il Pdl dovrebbe mettere in soffitta la paura del
futuro e della globalizzazione, e tornare a parlare di speranza. La storia la
scrivono i riformatori coraggiosi.
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Sare il pressing
dell'Ue. E avverte: se la Commissione "si mette a zignare, Alitalia può essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello
Stato". Pronta la replica dell'Ue alla "minaccia" del Cavaliere:
"No ad aiuti di Stato. E in caso di nazionalizzazione siano rispettate le
regole di mercato". Intanto, Lufthansa apre su Alitalia:
"Possiamo essere partner industriali, ma solo a certe condizioni".
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
GIULIA LEONI MILANO - "La due diligence su Alitalia? E' possibile
farla, come l'ha fatta Air France. Ma, nel rispetto delle regole, è necessaria
che ci sia una manifestazione d'interesse scritta". Avrebbero risposto
così, nelle ultime ore, i vertici di Alitalia ad un
emissario di peso del team di Silvio Berlusconi. Un uomo che ha ricoperto
importanti incarichi istituzionali anche in passato. E che, secondo quanto
ricostruito da Il Messaggero, per guadagnare tempo rispetto all'insediamento
del nuovo governo, avrebbe chiesto alla Magliana di consentire alla cordata
italiana - quella alla quale Bruno Ermolli sta lavorando per conto di
Berlusconi già da prima delle elezioni - di accedere ai documenti non pubblici
della compagnia area. Carte che solo Air France, avendo ottenuto dal governo in
uscita la trattativa in esclusiva, ha passato al setaccio. Salvo poi gettare la
spugna. A stretto giro di posta, i vertici della Magliana avrebbero consultato
gli advisor. Che, soprattutto da Citi (advisor di Alitalia
con Grimaldi e Associati), avrebbero ricevuto l'indicazione di non scoprire le
carte. Dunque c'è tutta la disponibilità ad ammettere alla due diligence la
cordata italiana, ma l'ammissione può avvenire solo dopo un passaggio formale.
Ermolli prosegue la tessitura della cordata tricolore. Il consulente, che
avrebbe già incassato l'adesione di una ventina di imprenditori, starebbe
anticipando nei contatti con gli investitori la struttura dell'operazione che
ha in mente. "Aspettiamo che qualcuno produca delle idee" ha
dichiarato ieri Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa
Sanpaolo. Ermolli le idee le avrebbe già piuttosto chiare. E sarebbero sullo
schema dell'operazione Telco: in pista banche, imprenditori e un partner
industriale internazionale. Sull'agenda tre nomi: quello della tedesca
Lufthansa - ieri da Colonia i vertici non hanno chiuso completamente la porta
ad Alitalia - quello della russa Aeroflot, visti i
rapporti distesi con Mosca. Ma anche il nome della compagnia aerea Emirates.
Che godrebbe dei favori del pronostico, avendo un parco macchine nutrito. E Air
One? La compagnia di Carlo Toto potrebbe aggregarsi solo accontentandosi di un
ruolo di secondo piano. Affittare, per esempio, parte degli aerei della propria
flotta tanto per restare aggregata ad un network sotto le insegne Alitalia. Destinato a dar filo da torcere alla concorrenza.
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA -I tedeschi sono disponibili ad essere il partner
industriale di Alitalia. Non sono invece disposti ad avere impegni più gravosi. Che
devono spettare alla cordata italiana. E' questa la soluzione individuata dal
vertice di Lufthansa e che, con ogni probabilità, verrà illustrata nelle
prossime ore a Roma. Una soluzione light, quella immaginata da Wolfgang
Muyrhuber, che ha un comun denominatore: la cautela. Perchè la
situazione di Alitalia è difficile e non c'è chiarezza
sui conti. L'indebitamento è pesante come una macigno e far parte della
cordata, con un ruolo rilevante, metterebbe a rischio il rating della compagnia
di Colonia. Meglio, quindi, andare con i piedi di piombo. O almeno avviare la
trattativa con il duo Gianni Letta-Bruno Ermolli su basi chiare, improntate
alla prudenza, per poi, concedere qualcosa. Muyrhuber, confermato ieri alla
guida del colosso tedesco, fa capire che l'interesse è alto. Traduzione:
possiamo prendere una quota di minoranza, elaborare un piano, ma non chiedeteci
di più. "L'Italia - spiega - rappresenta per Lufthansa il secondo mercato
più importante e non lo lasceremo certo perdere, ma ci devono esserci tutte le
condizioni" per entare. Quali? Primo. Gli italiani, governo e cordata,
dovrebbero risolvere i problemi sindacali, disegnando una "Nuova Alitalia" più razionale e produttiva. D'intesa con le
parti sociali, dai piloti ai dipendenti dei servizi di terra. Serve quindi una
condivisione forte delle scelte strategiche. Secondo. Qualora fosse necessario
- è una ipotesi - scegliendo pure un comissario in grado di separare la parte
sana da quella "malata" e di traghettare verso il futuro Alitalia. Terzo. Ogni azione è naturalmente, legata ad una
analisi approfondita dei conti. Che Muyrhuber giudica "non
trasparenti". Ma non è una chiusura, tutt'altro. "Lufthansa -
aggiunge - è interessata a partecipare al consolidamento del settore, ma è
decisa a valutare a mente fredda, senza farsi condizionare dalle
pressioni". Insomma, solo dopo aver incassato il consenso dei sindacati,
definiti gli esuberi, e come accollarsi i debiti, i tedeschi sono pronti a fare
il gran passo e a studiare, insieme a Roma, il piano industriale. Gli uomini di
Colonia non vogliono però sentirsi tirati per la giacchetta. E tatticamente
fanno filtare l'idea che non hanno "urgenza di intervenire".
"Vogliamo essere attivi nelle acquisizioni e saremo attivi, ma non ci
faremo condizionare da pressioni che alla fine potrebbero danneggiare la
compagnia". Letta e Ermolli, gran tessitori della cordata tricolore, sono
avvertiti. E aspettano gli ostici interlocutori "made in Germany".
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Berlusconi va avanti con la cordata di soci privati
per salvare Alitalia. Ma non ci sta al pressing della Commissione Ue. Se a Bruxelles
"si mettono a zignare - avverte il premier in pectore - potremmo decidere
di far acquistare Alitalia dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". Parole che non
raggiungono in tempo l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti,
che, ignaro, aveva lanciato l'allarme: "Se non siamo in grado di competere
a livello internazionale, rischiamo di fare la fine dell'Alitalia".
Quella del Cavaliere "è una minaccia, non una decisione", chiarisce
lui stesso. Un modo per mandare un messaggio chiaro ai commissari di Bruxelles
che devono esprimersi sul prestito da 300 milioni. Del resto, dice Berlusconi,
"abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a
chi governa". La risposta dell'Ue arriva a stretto giro di posta. Trattati
alla mano, la Commissione "è completamente neutrale" di fronte alla
natura, pubblica o privata, dell'acquirente di una società. Ma il rispetto
delle regole di mercato rimane fondamentale". Anche sugli aiuti di Stato.
E in caso di nazionalizzazione di Alitalia,
l'importante è che "il trasferimento di risorse pubbliche non vada oltre
quello che è un ragionevole prezzo di acquisto a valori di mercato". Il
portavoce del commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, è pronto dunque a
ribadire il concetto. L'ipotesi avanzata da Berlusconi non convince per niente
il segretario del Pd, Walter Veltroni. Sarebbe "un onere importante per lo
Stato", dice. E poi, "non so se Bruxelles sia favorevole che l'Italia
diventi come la Russia di Putin, che ha una compagnia statale". Nel
frattempo continua il lavoro del superconsulente di Berlusconi, Bruno Ermolli,
che sta mettendo mano anche ai numeri della compagnia. I tagli al personale? Su
questo fronte, la decisione sarà presa "dopo aver fatto una due diligence
di tre-quattro settimane e dopo un piano industriale", ha chiarito il
leader del Pdl. Certo le misure sul personale saranno riaffrontate con i
sindacati al momento opportuno. Le risorse da mettere sul campo, tra banche e
imprenditori, non mancano, dice Berlusconi. Anzi. "C'è una squadra di
persone che va ben al di là del capitale necessario". Si tratta di fare la
due diligence. E poi, "quando avremo il piano industriale la nuova
compagine avanzerà le proposte ai sindacati". A confermare la sua
disponibilità a scendere in campo è il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti
Provera: "Per Alitalia siamo disposti a dare un
chip, qualche milione di euro, a fronte di un progetto chiaro e trasparente per
Malpensa, che tuteli gli interessi del Paese e anche della Pirelli". Al
contrario, l'ingresso in Alitalia "ad oggi non fa
parte dei piani dell'Eni", fa sapere Paolo Scaroni. E comunque "necessario
un cambio di statuto". Infine, "non ci pensa nemmeno", Carlo De
Benedetti, presidente della Cir. Non ha a che fare, invece, con la cordata
Ermolli l'avvocato romano Claudio Privitera che ha convocato per oggi le nove
sigle sindacali con l'obiettivo di illustrare un "piano tattico per il
rilancio della compagnia". Un'iniziativa personale accolta con scetticismo
dalle sigle sindacali.
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Il verbo
"zignare" non esiste nei dizionari italiani, ma Silvio Berlusconi,
che lo ha usato ieri dicendo che se quelli della Ue "si mettono a
zignare" lo Stato potrebbe acquistare l'Alitalia, lo aveva già usato, sempre nel significato presunto di
"dare fastidio come le zanzare". Era successo alla fine di ottobre
2005. Il Cavaliere, parlando con i giornalisti, aveva spiegato il significato
della parola:"zignare: ossia il lavoro che fanno le zanzare sul sedere
degli elefanti con poco risultato, ma ugualmente fastidioso".
( da "Messaggero, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La
provocazione del premier in pectore: la compagnia può essere acquistata dalle
Fs Alitalia, Berlusconi avverte la Ue: basta
veti, altrimenti la compra lo Stato.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'allarme
di Michelin affonda anche Pirelli La casa francese annuncia utili stabili nel
2008 e i titoli della Bicocca perdono il 4% Tronchetti: "Non abbiamo
bisogno di cedere le partecipazioni in Mediobanca, Rcs" WALTER GALBIATI
MILANO - La tegola Michelin colpisce la Pirelli nel giorno dell'assemblea di
bilancio. L'"allarme utili", lanciato dalla concorrente francese ha
letteralmente travolto le quotazioni del settore pneumatici. I "margini
del 2008 non saliranno, ma probabilmente scenderanno". Sono bastate queste
parole del produttore transalpino per terrorizzare gli investitori: ieri
Michelin ha perso oltre il 9% e Pirelli il 4,2%. Il tutto mentre la Bicocca
post-Telecom Italia si riposizionava nello scenario della finanza che conta. La
società si è detta pronta a investire in Alitalia e ha
confermato l'impegno in Mediobanca e Rcs, il gruppo che edita il Corriere della
Sera. Il rieletto presidente Marco Tronchetti Provera, da sempre schierato con
la classe politica lombarda a fianco di Malpensa, ha lanciato un ammiccamento
al salvataggio della compagnia di bandiera, voluta dal neo premier Silvio
Berlusconi e ha rinsaldato il suo legame con Mediobanca, confermando le
proprie partecipazioni strategiche nella banca d'affari milanese e in Rcs, dove
per altro Piazzetta Cuccia esercita un peso determinante. Certamente un impegno
economico, quello per Alitalia (non gradito agli
analisti), ma anche simbolico, dopo il duro scontro avuto con il governo
precedente sulla gestione Telecom. Quanto alla permanenza in Mediobanca, non
era così scontata, visto che poco più di un anno fa Tronchetti Provera aveva
messo in vendita la partecipazione per raccogliere risorse necessarie a
sostenere l'investimento in Telecom. Del resto i rapporti con Mediobanca si
erano alquanto raffreddati con il tentativo di Piazzetta Cuccia di scindere le
attività della Pirelli. Un boccone amaro, che Tronchetti Provera era però
riuscito ad evitare. "Mediobanca è un'ottima banca d'affari: Rcs ha grandi
potenzialità. Il nostro core business ci dà una base solida e non avendo
bisogno di liquidità non c'è logica per disinvestire", ha tagliato corto
Tronchetti Provera all'indomani delle pesanti dichiarazioni sulla gestione
della Rcs da parte del nuovo socio Giuseppe Rotelli. Che poi i business della
Pirelli, tolta la palla al piede della Telecom, possano procedere con più
serenità, lo dovrebbero dimostrare i risultati del 2008. A differenza di
Michelin, "le aspettative sono in linea con il 2007. Visto l'andamento
delle materie prime e quanto avviene sui mercati finanziari, sarebbe un
risultato interessante", ha spiegato il presidente, non prevedendo
peggioramenti nella redditività. Il piano triennale tuttavia è stato rimandato
di qualche mese e non lascia ben sperare per il settore il taglio di stime di
Michelin, che dopo aver riportato un calo del fatturato del 2,6% nel primo
trimestre a causa dell'impatto dei tassi di cambio, ha rivisto la crescita per
il 2008. Qualche novità potrebbe arrivare dal settore della fotonica, dove il
gruppo punta a possibili aggregazioni e a partnership industriali. L'assemblea
ha poi scelto quattro nuovi consiglieri, Umberto Paolucci e Cristiano Antonelli
(indipendenti), Luigi Campiglio e Renato Pagliaro.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Global market
Gli automobilisti piangono ma le Big Oil macinano utili Un dipendente su cinque
dell'Fmi è pronto a lasciare l'istituto, grazie alle buoni condizioni che
l'istituto ha proposto per abbandonare anticipatamente il posto di lavoro Era
inevitabile che l'impennata dei prezzi della benzina diventasse l'inquietudine
numero uno di una nazione fondata sull'automobile come gli Stati Uniti. Secondo
un sondaggio della Kaiser Foundation, le famiglie americane considerano più
grave il problema del caro-carburante rispetto all'occupazione,
all'assicurazione sanitaria e persino dei mutui. Ma come farvi fronte, visto
che è legato alle quotazioni del greggio? Ieri, in una conferenza stampa sulla
situazione economica che non mostra segni di miglioramento (12,7% in meno dei
prezzi immobiliari in un anno) George W. Bush ha chiesto al Congresso di
aumentare la produzione di energia nucleare e le perforazioni in Alaska, in
modo da far fronte a una domanda in rialzo. Nell'immediato il presidente non si
è detto contrario alla proposta del candidato repubblicano John McCain,
avallata anche da Hillary Clinton (ma non da Barack Obama), di una sospensione
estiva delle tasse federali sulla benzina. Ma a complicare ogni decisione
politica saranno le trimestrali delle multinazionali petrolifere. Shell e Bp
hanno già annunciato utili record nei primi tre mesi del 2008 (16 miliardi di
dollari tra tutte e due). I dati della Exxon, resi noti domani, si annunciano
strepitosi. Di qui le proteste di molti parlamentari democratici che accusano
"Big Oil" di arricchirsi in modo indecente a spese degli
automobilisti. Arturo Zampaglione [Lufthansa punta a
Brussels] Dopo Alitalia, ormai alla canna del gas, e dopo Iberia, che pure sta cercando
un acquirente, anche le linee aeree belghe Brussels Airlines potrebbero finire
sul mercato. Ad essere interessati all'acquisto della compagnia, nata nel 2006
dalla fusione di Virgin Express e di SN, sarebbe il colosso tedesco Lufthansa.
La notizia non è stata confermata dalle due società. Da parte belga ci si è limitati
a dire che sono in corso "consultazioni". Seconda compagnia
continentale dopo il binomio Air France-KLM, Lufthansa è già ora il più grande
operatore straniero sull'aeroporto di Bruxelles. Quanto a Brussels Airlines,
erede della compagnia di bandiera belga Sabena fallita alcuni anni fa,
quest'anno ha fatto registrare conti in attivo. Ma il 2008 è anche l'anno in
cui il suo principale azionista, sir Richard Branson, presidente di Virgin che
detiene il 30% del capitale, potrebbe decidere di uscire dalla compagnia. Il
resto delle azioni è in mano a investitori belgi, nessuno dei quali interessato
al settore del trasporto aereo. Un assorbimento di Brussels Airlines da parte
dei tedeschi potrebbe dunque fare comodo a tutti, e sistemerebbe un ulteriore tassello
nel puzzle della ristrutturazione del mercato europeo. Andrea Bonanni.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Barbara Palombelli
ha parlato della sfida di Roma nella sua rubrica a RadioDue "Poteri forti
decisivi, mio marito non li garantiva" "Chi ha interessi sapeva che
Berlusconi avrebbe avversato un sindaco del Pd. E questo ha pesato"
ANTONIO DIPOLLINA ROMA - Una partenza con gli "auguri sinceri" al
vincitore e la speranza che l'"adorata Roma" non perda il suo valore
principale, ossia la concordia. Ma poi, via, dentro la polemica rivendicando
almeno un paio di volte un concetto forte: "Tutti avevano capito che il
nuovo governo avrebbe avversato il sindaco di centrosinistra: questo ha pesato
sul voto di chi gestisce molti interessi a Roma". Prima dice così, Barbara
Palombelli, moglie dello sconfitto candidato Rutelli, ai microfoni di Radiodue,
impegnata ieri come ogni giorno nel suo "28 minuti". Poi precisa che
quelli che si sono indirizzati su Alemanno per paura di spiacere a Berlusconi
sono "i poteri forti". Quali? "I giornali, eccetera: hanno tutti
nome e cognome". La Palombelli ha dedicato l'intera puntata al voto di
Roma, aveva come ospiti Bianca Berlinguer e l'euforico direttore del Tg2 Mauro
Mazza: quest'ultimo si è concesso la gag alla quale tutti pensavano, ascoltando
il programma, ossia dire alla conduttrice "la prossima volta però le
domande sulle elezioni romane le faccio io a te, sicuramente le tue risposte
saranno più interessanti delle mie". Palombelli ha ammiccato ("Faccio
il mio mestiere di cronista della politica") ma come detto ieri è stata
una conduttrice molto partecipe. Ha rivelato che a mo' di consolazione ha
scherzato col marito sul fatto che quindici anni di potere di sinistra a Roma
stavano pericolosamente avvicinandosi come durata al ventennio del fascismo in
Italia, ha detto la sua nel dibattito prolungato, soprattutto con la
Berlinguer, sulle ragioni della sconfitta globale del centrosinistra: oppure
sulla difficoltà in futuro di trovare un equilibrio per una metropoli che deve
coniugare sicurezza dei cittadini e tolleranza. E Alemanno? La Palombelli dice:
"L'ho incontrato l'ultima volta al derby Roma-Lazio", e qui Mazza
affonda il colpo: "E nemmeno quella volta credevi che avrebbe vinto la
Lazio". Ma, assorbite le gag, è tornato il concetto dei poteri forti (o di
chi "ha molti interessi su Roma") che hanno voltato le spalle a
Rutelli. Infine una sorta di ammonimento ai vincitori: con
i chiari di luna in arrivo, "la crisi dell'Alitalia,
l'Unicredit che compra Capitalia e si parla di migliaia di esuberi tra i
colletti bianchi delle banche, la richiesta di trasferire una rete Rai a
Milano, insomma con tutto questo Roma sarà un problema enorme da gestire nei
prossimi anni". E in chiusura l'annuncio: "Da domani basta
politica qui in trasmissione, per alcuni giorni parleremo di libri".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Basta veti, se
no potrebbero comprarla le Ferrovie". Bruxelles: rispettate
le regole di mercato Berlusconi sfida la Ue su Alitalia Dopo i
dubbi sollevati dall'Unione Europea sul prestito-ponte per salvare Alitalia e permettere la nascita di una cordata italiana - provvedimento
sospettato da Bruxelles di essere un "aiuto di Stato" - Berlusconi
sfida l'Ue annunciando che la compagnia aerea di bandiera potrebbe essere
acquistata dalle Ferrovie. "Se si mettono a "zignare" -
ha detto il premier in pectore - potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello
Stato. Dalla Commissione si precisa che la Ue è neutrale ma si invita l'Italia
a rispettare le regole di mercato: ogni trasferimento di fondi pubblici rientra
nelle regole comunitarie. Barbera e Grassia A PAGINA 11.
( da "Liberazione" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ultima di Berlusconi:
"Se l'Ue rompe le scatole, faccio acquistare Alitalia dalle Ferrovie dello Stato" Roberto Farneti Salvare l'Alitalia dal fallimento facendola acquistare dalle Fs. Cioè da una
azienda pubblica che viaggia con un "rosso" di 6,5 miliardi di euro. Quando
è noto che, per essere risanata e rilanciata, l'Alitalia ha
bisogno di un valido piano industriale, sostenuto da investimenti per
miliardi, oltre che di una importante alleanza internazionale. Curioso che
l'unico a non saperlo sia proprio la persona che per i prossimi cinque anni
avrà la responsabilità di governare l'Italia. Ma si sa, Silvio Berlusconi è uno
che non va mai preso troppo sul serio, specie quando parla a ruota libera. Il
futuro presidente del Consiglio lancia la sua ultima provocazione in
Transatlantico. Ce l'ha con i dubbi espressi da Bruxelles sul prestito ponte
all'Alitalia. "Se l'Ue si mette a
"zignare" ("rompere le scatole" ndr ) allora - attacca il
Cavaliere - potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia
potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato".
Questa "è una minaccia, non una decisione", precisa Berlusconi.
Minaccia che, però, non sembra spaventare il destinatario. "La commissione
europea secondo i trattati - chiarisce subito il portavoce del commissario Ue
alla concorrenza, Neelie Kroes - è completamente neutrale di fronte alla
natura, pubblica o privata, dell'acquirente di una società come Alitalia". Naturalmente, aggiunge, "se c'è un
trasferimento di risorse dello Stato questo ricade sotto le regole sugli aiuti
statali". Ed è in quest'ottica che verrà valutato il prestito ponte.
Scettici i sindacati: "Che finalmente si rivendichi l'interesse del nostro
Paese mettendo a freno le continue e, non sempre opportune, incursioni
dell'Europa è un segnale positivo - premette Renata Polverini dell'Ugl - detto
ciò, al di là delle provocazioni, credo che il caso Alitalia
debba essere affrontato e risolto con la massima urgenza, visto che il prossimo
nodo da sciogliere sarà proprio quello delle Ferrovie". Ci pensa Walter
Veltroni a far fare bella figura a Berlusconi: secondo il leader del Pd,
l'ipotesi di ristatalizzare l'Alitalia non va bene
perchè... farebbe somigliare l'Italia "alla Russia di Putin". Ugo
Boghetta, responsabile trasporti del Prc, scuote la testa. "Se non fosse
la solita battuta di Berlusconi, la proposta di integrare Alitalia
e Fs andrebbe presa sul serio", osserva. "Il nostro paese - ricorda
Boghetta - manca di una politica integrata dei trasporti e cominciare
costruendo una holding con Fs, Alitalia, Tirrenia e
magari le grandi aziende cittadine di trasporto pubblico sarebbe un modo per
affrontare un problema fondamentale. Basti pensare alla possibile integrazione
della mobilità dei turisti, che oggi avviene in modo casuale". Intanto
all'orizzonte qualcosa si muove. Tutte le sigle sindacali Alitalia
oggi si recheranno allo Studio Claudio Privitera di Roma. Costui ha messo a
punto "un piano per riportare in un certo termine" la compagnia
"a una situazione di appetibilità", "in modo che si possa sedere
a qualunque tavolo senza essere troppo servile". Privitera spiega di non
avere nessuna cordata dietro di sé ma che "se i sindacati vorranno aderire
a queste linee guida" presenterà poi il piano "a chi di dovere".
30/04/2008.
( da "Campanile, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi: "Lo
Stato potrebbe acquistare la compagnia". L'Ue: "Non ci
interessa" Adesso l'Alitalia potrebbe essere addirittura comperata dalle Fs. Questa è
l'ultima uscita in ordine di tempo del primo ministro in pectore, Silvio
Berlusconi, alquanto piccato dalle ingerenze dell'Unione europea sul prestito
ponte varato in fretta e furia la scorsa settimana dal governo Prodi dopo
l'abbandono di AirFrance dalla trattativa e per evitare il fallimento o il
commissariamento della compagnia. Se l'Unione Europea ? avverte il
cavaliere - "si "mette a "zignare", allora potremmo
prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe
essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. Questa è una
minaccia, non una decisione". Anche se l'intenzione è di "andare
avanti con questa compagine di azionisti", l'ulteriore strada
rappresentata dalle Fs, potrebbe essere una scappatoia. Comunque, - aggiunge
Berlusconi - noi "abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che
metta difficoltà chi governa". Alla "provocazione" replica
Jonathan Todd, portavoce del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie
Kroes: "Se lo stato privatizza o nazionalizza, la cosa non ci
riguarda", osserva il funzionario. E se da una parte Bruxelles risulta
"neutrale" rispetto al tipo di proprietà, dall'altra Todd rimarca che
in caso di nazionalizzazione, "un problema si pone se le risorse
trasferite hanno un valore che supera quello dell'impresa acquistata e vanno al
di là del prezzo normale, ragionevole rispetto al valore di mercato". A
precisare meglio il pensiero di Berlusconi è il futuro presidente della Camera,
Gianfranco Fini, per il quale l'ipotesi, potrebbe essere che lo Stato può
"gestire la società ma non la proprietà". Non boccia l'ipotesi-Fs,
pur non nascondendo qualche dubbio, il presidente dell'Enac, Vito Riggio:
"Le Fs ? sostiene - sono una società per azioni e quindi teoricamente
potrebbe essere". Ma il trasporto aereo, prosegue, "è un business
estremamente specializzato, che si muove in una dimensione di competizione
quasi assoluta. Le compagnie competono veramente e bisogna quindi fare i conti
con un settore integralmente aperto". E anche secondo il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, la soluzione Fs "non è
illogica". Intanto, però, tra ipotesi nuove e vecchie che potrebbero
riaffacciarsi (il consigliere economico del presidente Sarkozy, Fitoussi, ha
affermato che è anche possibile che la trattativa tra AirFrance e Alittalia
possa riprendere), esiste sempre il nodo degli esuberi. Berlusconi, tornando
sull'argomento sottolinea che "sui tagli al personale di Alitalia si deciderà dopo aver fatto la due diligence e un
piano industriale". Secondo il futuro premier, c'è già "una squadra
di persone che va ben al di là del capitale necessario. Adesso bisogna fare la
due diligence", spiega, "e quando avremo il piano industriale, questa
compagine nuova, assistita da banche che già ci sono, avanzerà delle proposte
ai sindacati". In attesa che oggi le nove sigle sindacali incontrino la
compagnia per dire la loro sulla cordata di azionisti italiani, Marco
Tronchetti Provera si dice pronto a metter "un chip" di "qualche
milione di euro" per aiutare Malpensa. Esclude invece qualsiasi interesse
Carlo De Benedetti. Stessa musica dal presidente dell'Eni, Paolo Scaroni:
"Ad oggi non fa parte dei piani strategici di Eni". (30-04-2008).
( da "Campanile, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Manuela D'Argenio
Bossi carica i fucili Il senatùr: "Il Cavaliere eseguirà i miei
ordini". Castelli: "Infrastrutture solo al Nord". E' l'Italia
della Lega. Berlusconi promette: "Governo entro il 10 maggio". Ma la
sensazione è che sarà un esecutivo ostaggio del Carroccio. Il leader delle
camicie verdi alza il tiro: "Non sarò vice premier, non faccio il vice di
nessuno. Via i clandestini e federalismo fiscale. Le riforme? Non so cosa
voglia la sinistra, ma se vogliono gli scontri ci sono trecentomila martiri
pronti a battersi" Ormai non lo ferma più nessuno. Ci mancava solo la
defenestrazione del centrosinistra dalla Capitale per alimentare la foga
incontenibile del Carroccio. E infatti, nella prima giornata di lavori della
XVI legislatura il leader della Lega Umberto Bossi non rinuncia al suo
inconfondibile aplomb, nonostante il monito del Cavaliere per quei "toni
rozzi" che avrebbe voluto venissero mitigati. Macchè. Da una parte gli è
entrato al Senatùr e dall'altra gli è uscito, senza il minimo accorgimento. Lo
dimostra il suo "invito" all'opposizione per fare le riforme:
"Non so cosa vuole la sinistra - dice ai giornalisti al suo arrivo a
Montecitorio - noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho
trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". Il
Senatùr insomma non abbandona i suoi consueti toni, augurandosi che la sinistra
scelga la via delle riforme e non "come l'altra volta che non vollero
assolutamente la riforma federale". Insomma, insite, "questa è
l'ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia casino. Abbiamo 300 mila
uomini, 300 mila martiri, pronti a battersi. E non scherziamo... mica siamo quattro
gatti. Credete che avremmo difficoltà a trovare gli uomini? No, perché
verrebbero giù anche dalle montagne". E poi, tanto per far capire come
stanno le cose, a chi gli chiede un giudizio sull'invito di Berlusconi a
evitare iperboli verbali, ricordando che ha definito i suoi fucili di carta,
Bossi replica che "i fucili sono sempre caldi". Nessun dubbio, del
resto. Sulla composizione del nuovo esecutivo, poi, Bossi ha le idee abbastanza
chiare. Quasi sicuro della sua nomina a ministro delle Riforme, "penso di
si" risponde ai cronisti, ricorda al Cavaliere che "si è sposato con
la Lega e ora deve eseguire gli ordini". Però, si delinea un sodalizio
all'insegna del compromesso. Anche se, nonostante il tono perentorio, Bossi
subito chiarisce il senso dell'alleanza con il Pdl: " Un monito con i
consueti toni forti del Senatùr, il quale però sottolinea di avere fiducia in
Berlusconi. "Se non fossi stato fiducioso avrei preteso i ministri prima
del voto dei presidenti di Camera e Senato quando aveva il coltello dalla parte
del manico. Dopo il voto il coltello torna nelle mani di Berlusconi ma io ho
fiducia in lui". Sarà. Ma in ogni caso meglio precisare una quisquilia:
"E comunque ? avverte - noi abbiamo il coltello dei numeri". Della
serie: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. I ministri del Carroccio dunque
dovrebbe essere quattro. Bossi ha confermato che con ogni probabilità sarà lui
il ministro delle Riforme e Roberto Maroni il ministro dell'Interno. Quanto a
Rosy Mauro, per la quale la Lega avrebbe chiesto il ministero del Welfare, il
leader del Carroccio si limita a dire: "Potrebbe essere un buon
ministro". Anche se non esclude l'interesse pure per questo dicastero.
"Il Welfare? Vogliamo tutto. Se tutti i ministri - ironizza Bossi - fossero
della Lega, avremmo risolto tutti i problemi dell'Italia". Infine, a chi gli chiedeva un giudizio circa l'ipotesi che sul ponte di
Messina si tenesse un referendum popolare così risponde: "Io farei sempre
i referendum come in Svizzera, a chiedere alla gente non sbagli mai". E su
Alitalia? Soddisfatto: "Abbiamo stoppato sul filo l'accordo con Air
France". (30-04-2008).
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 103 del
2008-04-30 pagina 0 "La sinistra inizi con rileggersi il vecchio
Mazzini" di Geminello Alvi Intervista con Giorgio La Malfa che lancia la
provocazione: "Dal Risorgimento una lezione adatta a un'epoca postliberale
e postcomunista" Giorgio La Malfa ha il privilegio di avere aggiunto ai
suoi studi di economista una esperienza diretta, e quarantennale delle vicende
italiane. S'è impegnato in politica ricoprendo l'incarico di ministro nel 1980
e nel 2005 e seguitando sempre a occuparsi di questione economiche. Mai ha
perduto la sua indipendenza di pensiero, e cosa ancora più rivelatrice in
Italia, mai qualcuno ha smesso di pensare a lui come ad un uomo libero. Oltre
alle esperienze politiche, che continuano dopo la sua rielezione alla Camera,
v'è da rammentare poi il sodalizio che ha legato lui e suo padre alla
Mediobanca di Cuccia. Egli è tra le persone più adatte con cui si possa in
Italia parlare di economia in maniera non accademica. Discuteremo assieme a lui
della gravità della crisi italiana, e di come rimediarvi. Ma viene ovvio di
iniziare il colloquio dal naufragio della sinistra. "Gli eredi del Partito
comunista hanno evitato di riflettere seriamente su che cosa c'era in esso di
sbagliato. Non hanno mai cercato di spiegarsi come e perché il movimento reale
delle cose aveva sconfitto i loro propositi. Invece essi si sono concentrati
solo nel fine reiterato di presentarsi nuovi e senza storia. Un tentativo goffo
per eludere le ambiguità lasciate irrisolte dal vecchio Pci. Quando è caduto il
muro invece di ammettere il loro errore e convertirsi fattivamente alla
sinistra europea si sono dedicati al camuffamento, con una falsità di fondo. La
stessa che si sentiva nella campagna elettorale di Veltroni, che è stata tutta
un tentativo di cesura persino col passato recentissimo, senza mai farci i
conti". Insomma, una rimozione di Prodi in stile comunista anche se
vestita di kennedismo; come le precedenti applicate alle nefandezze del Pci o
ad Occhetto... "Più che una rimozione, direi un tentativo di celare quanto
invece non era politicamente sensato ed utile eludere. Il Pci non si può
lasciar perdere, senza fare i conti con la sua storia. E il risultato è stato
deludente: hanno lasciato irrisolto il tema delle relazioni tra Stato e
mercato. Perciò hanno tassato e speso. Con la complicità dei soliti
soccorritori del vincitore, di quelle certe élite italiane che credevano Prodi
destinato a durare. Quei tali economisti che si sono affrettati a spiegare che
il liberismo era di sinistra; affermazione quanto mai impropria per la sinistra
italiana. Sono serviti al solito camuffamento. Il mercato non è di destra o di
sinistra. E tanto meno può essere un meccanismo di giustizia sociale come
Veltroni sembrava e faceva credere". Insomma, invece della riflessione, la
ricerca di slogan che distraggano. Hanno evitato di ripartire dall'inizio e
senza sapere bene quello di cui parlavano hanno rincorso i potentati bancari e
industriali, vestendoli di un mestiere non loro... "è più comodo per un
potere forte avere a che fare con una classe politica, la quale intravedendo il
potere se ne innamora e non sa fissare i suoi limiti ideali, perché li ha solo
camuffati". Prima non era così? "Pensi, quando da Confindustria si
dimise Agnelli e si cercava il successore, il primo nome fu quello di
Visentini. Mio padre chiamò Visentini e gli spiegò: “Mai potremo permettere che
un nostro deputato sieda su quella poltrona. Possiamo difendere le imprese, non
rappresentarle“. Questa distinzione tra difesa delle imprese come funzione
generale e il loro abbraccio come categoria corporativa si è perduto".
Be', la vicenda del cuneo fiscale è stata in effetti molto più un commercio con
la Confindustria di Montezemolo e lo stesso potrebbe dirsi della rincorsa
elettorale all'imprenditore. "La candidatura di Calearo è stata talmente
sciocca. Si prende un imprenditore di destra e si simula che attraverso di lui
il votante possa attendersi chissà quale riscoperta sociale e democratizzazione
del lavoro. Per chi è stato comunista il cammino verso una nuova posizione
politica avrebbe richiesto un grande e serio dibattito di revisione
intellettuale. Oppure un pragmatismo alla Blair. Ma i socialdemocratici inglesi
non erano i comunisti italiani". Il pragmatismo senza vero pensiero di
Veltroni in effetti è risultato grottesco. "Insomma, anche per questo
vizio di camuffamento dubiterei che a sinistra vi sia vera consapevolezza della
gravità della crisi italiana. Tanto più il governo Berlusconi funziona, tanto
meglio anche per loro: non potranno evitare la resa dei conti che hanno finora
rimandato". Camuffamento kennediano di Veltroni o camuffamento erotico dei
neocomunisti cambia poco. Da ambedue proviene un senso di slogan posticci, e
mutevoli. La sinistra ha perso ogni nesso vero con la struttura, è tutta fumo e
sovrastruttura. "La crisi italiana è esito della globalizzazione. Essa è
una forza strutturale e inarrestabile. Non possiamo scegliere di restarne
fuori, come è stato per la scelte europee. Essa implica però maggiore
produttività. La nostra produttività è indietro. Non siamo più, come era negli
anni '50, la Cina dell'Occidente". E non possiamo pagare salari cinesi.
Dunque l'unica soluzione è aumentare la produttività. "Per riuscirci
conterà molto la disponibilità sindacale. Prendiamo l'Alitalia. Ha un mercato ricco, di dimensione interessante, il problema
d'investimento non è enorme. Ben gestita ha margini di valore e produttività.
Ma il problema è il numero dei dipendenti e che chi resta lavori di più. Ma deve
diventare privata: lo Stato è un partner troppo debole rispetto al sindacato,
che ormai rappresenta più il pubblico impiego e risulta espulso dal settore
produttori". Il problema produttività è più grave nel terziario, sia
pubblico sia privato. "L'unica cosa che lo Stato italiano può fare è
abbassare le tasse e spendere meno. Ormai siamo una regione d'Europa. L'unico
strumento di politica economica che ci resta è quello fiscale. Calando la spesa
pubblica possono ottenersi aumenti di produttività dal terziario".
L'opposto di quanto predicava Bersani il quale voleva aumentare l'accesso al
terziario privato e dunque il numero di occupati nel settore. La via del
fallimento. Mi dicono ci siano già quasi più avvocati a Roma che in Francia.
"Con la crescita di produttività degli altri settori produttivi dobbiamo
assorbire l'occupazione superflua nel terziario. L'Italia non può più
rimettersi in corsa con uno choc. L'inflazione e la svalutazione non dipendono
più da noi. Ci siamo tolti gli strumenti della sovranità. L'Italia è una
regione d'Europa che ha devoluto la sua politica monetaria del tutto e la sua
politica economica in gran parte, comprese barriere doganali, all'Europa.
All'Italia è rimasto il bilancio dello Stato. Bisogna farne buon uso. Ridurre
il prelievo fiscale". Il bilancio dello Stato è insomma una risorsa della
politica economica? "Quando ero ministro del Bilancio nel 1980 la
pressione fiscale era al 35 per cento. Poi mentre in tutto il mondo si faceva
marcia indietro rispetto al keynesismo, in Italia ci fu il trionfo della spesa
in disavanzo. Il ravvedimento iniziò quando riuscimmo pochi anni fa a imporre
che il voto sul deficit fosse il primo voto della legge finanziaria. Prima era
una cifra residuale, a pié di lista". Ecco i guai della storia da cui
proviene Veltroni e i vizi di una volta insistiti, malgrado i camuffamenti.
"Sono arrivato alla conclusione che il taglio fiscale è la premessa di
tutto. Oggi il limite al deficit ci è imposto dall'estero, e allora il problema
è: adeguiamo le tasse alle spese o le spese alle tasse? Il mio augurio è che
col governo Berlusconi l'Italia si riprenda, e che cresca perché meno tassata.
Ma ci vuole un lavoro di legislatura, per il rifacimento dello Stato: e inoltre
un programma pluriennale di riduzione della spesa pubblica nei principali
settori: previdenza sociale, sanità, trasferimenti, enti locali". Ma
tagliare la spesa significa anche tagliare le funzioni statali. Occorre pensare
un assieme di corpi intermedi che svolgano le funzioni che sottrarremmo allo Stato.
"La sussidiarietà è un principio cattolico ed europeo. Deve divenire il
cardine della riforma dello Stato. C'è bisogno di introdurla tra privati e
Stato, ma anche di non dare più per scontato che solo lo Stato possa incarnare
interessi pubblici: penso a fondazioni, mutue, associazioni. Del resto il
Manifesto di Marx, secondo alcuni critici fu scritto contro Mazzini. Il quale
scriveva per i giornali inglesi contro il socialismo; ma avvertendo: io non
sono benthamita. Anche per lui servivano forze intermedie, altrimenti un
eccesso di individualismo mercantile si sarebbe rovesciato nel comunismo.
Occorrono forze intermedie cooperanti". Insomma, la sua parabola
repubblicana iniziata col neocapitalismo ritorna ora a Mazzini? "Guardi,
qualche anno fa sul The Times Literary Supplement, c'era una copertina dedicata
a Mazzini con un articolo titolato: “Mazzini il nostro contemporaneo”. Perché,
secondo il suo biografo, Mazzini ha la visione più adatta a un'epoca
postliberale e postcomunista. Supera l'idea che la felicità sia misurata dal
denaro e dall'individualismo e che al contempo è irriducibile al dogma
marxista. Insomma, Mazzini è postmoderno, e le sue idee possono dare misura e
saggezza al taglio delle tasse e della spesa statale che ci attende...". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 103 del
2008-04-30 pagina 0 Berlusconi: "Giureremo entro 10 giorni" di
Adalberto Signore Il Cavaliere commenta la conquista di Roma e sul governo
assicura: problemi non ce ne sono. Il 6 maggio inizio le consultazioni. "Alitalia? Ce la ricompriamo". Bossi torna alla Camera:
"O si fanno le riforme o qui scoppia il casino" Roma - Il Senato è
andato, oggi toccherà alla Camera e finalmente si potrà fare lo sprint finale
sulla squadra di governo. Non che le votazioni per le presidenze dei due rami
del Parlamento fossero in discussione, ma è chiaro che più caselle si sistemano
e meno variabili entrano in gioco. Anche perché, spiega un papabile ministro,
"le biglie continuano a ruotare", soprattutto intorno al nodo
Giustizia. E che Silvio Berlusconi stia dedicando le sue giornate - e
soprattutto le serate - a cercare di trovare la quadra lo si capisce anche
dalla sua prima sortita alla Camera da presidente del Consiglio in pectore poco
dopo le nove e mezza di mattina. è della squadra di governo, infatti, che parla
il Cavaliere. Per confermare, se mai ve ne fosse stato bisogno, la sua totale
fiducia verso Gianni Letta, "l'unica persona davvero indispensabile a
Palazzo Chigi". è stato lui, spiega, a chiedere di non fare il vicepremier
perché avrebbe avuto meno margini di manovra e dunque "sarà
sottosegretario alla presidenza del Consiglio con tutte le deleghe".
Insomma, "nessuna diminutio", anzi Letta è "un regalo di Dio
agli italiani". Accanto a Berlusconi premier, dunque, "non ci saranno
vice" ma solo un sottosegretario alla presidenza. Il Cavaliere, poi,
rintuzza le pressioni della Lega e soprattutto di An che chiede un ministero in
più o, in alternativa, un viceministro di peso. E per farlo sottolinea come nel
successo di Gianni Alemanno a Roma sia stato determinante il ruolo di Forza
Italia. Oltre che al neosindaco, dice, "la vittoria la dobbiamo a
Francesco Giro (coordinatore azzurro del Lazio, ndr), a Forza Italia e alle 19
interviste che ho fatto in questi giorni". Insomma, la presa del
Campidoglio non legittima cambi di equilibri all'interno della squadra di
governo. Anche perché, se così fosse, "potremmo chiedere noi...". E
anche sulla Lega è tranchant. "Cos'è - dice in Transatlantico rivolto ai
cronisti - questa storia che ho letto sui giornali di Rosy Mauro al Welfare? Ma
siete usciti di senno...". Al di là delle dichiarazioni di circostanza -
"problemi non ce ne sono" - è però chiaro che la partita del governo
resta delicata. E non potrebbe essere altrimenti, visto che rispetto al passato
il numero di poltrone disponibili a soddisfare aspirazioni più o meno legittime
si è quasi dimezzato: dalle 102 del governo Prodi alle 60 previste dalla
Bassanini. Ma Berlusconi non ha alcun dubbio: il bandolo della matassa si
troverà presto, "credo che il governo giurerà tra il 9 e il 10
maggio". Un timing confermato anche da Giorgio Napolitano. "Penso di
iniziare le consultazioni - spiega da Graz - il 6 pomeriggio". Il
presidente della Repubblica, poi, ha parole di eleogio per il discorso di
insediamento alla presidenza del Senato di Renato Schifani: "Gli ho dato
un'occhiata e ho letto anche la bozza dell'intervento di Fini (che oggi sarà
eletto presidente della Camera, ndr). Sono molto misurati e preoccupati di
contribuire a un clima di dialogo e confronto". A via del Plebiscito,
intanto, in queste ultime ore si sta iniziando a ragionare anche sul fronte
della comunicazione. Che, se Paolo Bonaiuti dovesse diventare ministro per i
Rapporti con il Parlamento, rimarrebbe sostanzialmente in carico a lui. Si sta
ragionando, però, su una squadra che segua passo passo Palazzo Chigi, congiunta
Forza Italia-An sulla falsa riga del tavolo elettorale che più volte si è
riunito a Palazzo Grazioli durante la campagna elettorale. Riunioni a cui
partecipavano, oltre a Bonaiuti, Andrea Ronchi, Fabrizio Cicchitto, Piero
Testoni, Italo Bocchino e Mara Carfagna. E proprio a lei - giovane e di
presenza - Berlusconi starebbe pensando in queste ore per il delicato incarico
di portavoce di Palazzo Chigi. Il Cavaliere, poi, torna sul
nodo Alitalia. E evoca un ritorno nella mani dello Stato della compagnia di
bandiera. Se l'Unione europea, dice, "si mette a zignare, allora potremmo
prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe
essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". Più che
una decisione, come spiega lo stesso Berlusconi, si tratta di "una
minaccia", di un avvertimento a Bruxelles. Il primo ministro in pectore,
infatti, è intenzionato ad "andare avanti con questa compagine di
azionisti" che si stanno facendo avanti. Ma "abbiamo bisogno di
un'Europa che ci aiuti e non che metta in difficoltà chi governa". Infine,
uno sguardo al futuro: "Abbiamo una responsabilità enorme, che ci onora e
che ci impensierisce perché la situazione è difficile, la più difficile dal
dopoguerra ad oggi". Ma ciò non toglie, aggiunge, che "faremo di
tutto per far tornare il Paese sul cammino dello sviluppo". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 103 del 2008-04-30 pagina 1 Alitalia, Berlusconi alla Ue:
potrebbe comprarla lo Stato di Redazione Silvio Berlusconi si è affidato a un
neologismo per strigliare la Ue sulla vicenda Alitalia:
"zignare", cioè "essere fastidioso come le zanzare". Se la
Ue, ha detto il Cavaliere, "si mette a zignare, allora potremmo prendere
una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere
acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia E Ryanair annuncia ricorso Alitalia: i dubbi Ue sul prestito
Incontro sindacati e CDA Roma, 24 apr. - Ennesimo incontro, questa mattina, tra
il Cda della compagnia di bandiera, Alitalia, e i sindacati.
Ordine del giorno: fare il punto sul piano ideato dall'ex presidente, Maurizio
Prato, nonchè sulla nuova situazione in atto in seguito al prestito ponte di
300 milioni concesso dal Governo uscente. Il prestito. Non è detto che
riceva il via libera dell'Unione Europea. Da Bruxelles è stata annunciata,
infatti, una richiesta di chiarimento. Ryanair, nel frattempo, rende noto che
farà ricorso contro l'eventuale concessione del prestito. Vertici Alitalia e sindacati si sono incontrati alle 12 di oggi, per
analizzare la questione degli esuberi (previsti dal piano di Prato, che è
scattato il 31 marzo). C'è anche il nuovo Presidente, Aristide Police, e le
nove sigle sindacali. da Bruxelles, dunque, richiesta di chiarimenti:
"Entro i prossimi due giorni la Commissione Europea invierà una lettera
alle autorità italiane in cui chiederà chiarimenti sul prestito-ponte concesso
dal governo ad Alitalia. Abbiamo dubbi sulla natura
della misura e vogliamo capire meglio alcuni dettagli. In particolare, vogliamo
sapere se si tratta di un'operazione commerciale o sono coinvolti degli aiuti
di Stato": parola di Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai
Trasporti, Jacques Barrot. L'Organo esecutivo dell'Unione Europea ha ricevuto
ieri dal Governo Prodi una lettera e altri documenti inerenti i provvedimenti
presi per Alitalia. Il Wall Street Journal scrive
oggi: "Ha tutta l'aria di un aiuto di stato illegale" che la
Commissione europea "può e deve respingere". D'accordo con i dubbi la
compagnia low cost Ryanair, che intende ricorrere presso la Commissione europea
proprio contro il prestito-ponte. Lo conferma il direttore legale di Ryanair,
Jim Callaghan, in una nota. "L'ultimo salvataggio da 300 milioni di euro
di Alitalia è una beffa alla normativa Ue sugli aiuti
di stato. Sostenere un'aerolinea nazionale inefficiente, che sarebbe dovuta
finire in bancarotta, tempo fa è semplicemente illegale".
( da "Riformista, Il" del 30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Alitalia
Intervista parla
rotelli, proprietario dell'11% di rcs Io e il Corriere: cerco il dialogo (segue
dalla prima pagina) Quindi sarà Berlusconi a guidare la rivoluzione?
L'intuizione geniale di Berlusconi è quella di voler liberare il paese da una
legislazione che al momento vieta tutto tranne ciò che è espressamente
consentito. Questo deve essere il primo punto in agenda: una delegificazione da
promuovere in tutti i settori dell'attività economica e finanziaria,
accompagnata da una distribuzione di risorse secondo criteri automatici, che
escludano la mediazione politico-burocratica che genera corruzione e
distorsione del mercato. Pensa anche al federalismo fiscale? Anche. La leva
fiscale è strategica, ma è solo una parte della questione. Bisogna rovesciare
il principio e dire: è lecito tutto ciò che non è espressamente vietato.
Bisogna liberare le energie del paese. Sciogliere tutti i vincoli. Berlusconi
l'ha fatto in un settore che era monopolio pubblico. Io l'ho fatto in un
settore che era monopolio pubblico. Oggi chiediamo a Berlusconi di farlo in
tutti i settori, non più da imprenditore ma da presidente del Consiglio. Non ci
sono risorse della pubblica amministrazione comparabili a quelle che i privati
individui possono mettere a disposizione del processo di crescita. Questa è la
rivoluzione che il paese attende. Se Berlusconi vuole passare alla storia, non
ci riuscirà certo col finanziamento di singole opere o programmi. Serve una
rivoluzione liberale. Se mi permette una parentesi, vorrei dire che io apprezzo
molto le analisi di De Rita, ma penso che sbagli quando dice che la nostra
"società-mucillagine" non possa trovare una cultura guida. Io penso
che un faro per il Terzo millennio ci sia, ed è il liberalismo nella versione
moderna di Ludwig Von Mises e Friedrich August von Hayek. Le posizioni
antimercatiste di Tremonti e il comunitarismo della Lega non sembrano molto in
linea coi suoi desiderata. Nella campagna elettorale del centrodestra si è
parlato persino di dazi, di ritorno al protezionismo, di mano pubblica
nell'economia. Oggi si discute di nazionalizzazione dell'Alitalia. Ritengo
certi istinti conservatori figli di un'ottica sbagliata, una visione
giustificata dal fatto che la dimensione del potere continua a essere
nazionale, mentre la dimensione della competizione è ormai globale. Ma non si
può affrontare la situazione attuale con l'ottica degli stati regionali a metà
dell'Ottocento, quella con cui Maria Luigia affrontava i problemi del
Ducato di Parma. Non è sottraendosi al consorzio internazionale e generando
reazioni di difesa nei paesi danneggiati che possiamo sottrarci a un
cambiamento che comunque avverrà anche senza di noi. Si accusa sempre l'Italia
di essere un po' provinciale. In effetti l'ottica è ancora quella del recinto.
E non si vede il nesso tra ciò che avviene fuori dal recinto - cioè i grandi
eventi internazionali - e ciò che accade dentro. Io ho avuto grandi maestri. A
18 anni ero federalista e militavo nel movimento europeista di Altiero Spinelli
e Mario Albertini, un professore di scienza politica dell'università di Pavia.
Io partecipavo a incontri quotidiani che duravano un'oretta, nel primo
pomeriggio, e ho imparato che uno dei canoni fondamentali è che la politica
estera fa premio sulla politica interna. Per questo al primo posto nella
missione del nuovo governo italiano dovrebbe esserci il rilancio del processo
politico di unificazione federalista dell'Europa. Non a caso i più grandi
statisti di questo paese, Luigi Einaudi e Alcide De Gasperi, sono coloro che
hanno avviato il processo di unificazione europea. Oggi sta rinascendo un asse
europeista Berlino-Parigi. Noi dobbiamo agganciarci e contribuire a
promuoverlo. Il suo ministro degli Esteri ideale? Credo che Franco Frattini,
anche per l'esperienza che ha accumulato nella Commissione Europea, sia la
persona adatta. E come la mettiamo con l'euroscetticismo della Lega? La Lega è
il partito che ha portato con insistenza all'attenzione dell'opinione pubblica
il federalismo. Io penso che se usciamo dal "recinto", la Lega non
può non appoggiare una soluzione federalista, perché è nel suo dna. Aggiungo
che il successo della Lega affonda nel suo legame col territorio. Oggi la
nostra classe dirigente è troppo autoreferenziale. In molti temono che la nuova
ondata di federalismo fiscale renderà strutturali i guasti del sistema Italia,
facendoli gravare tutti sulla parte più povera del paese. Faccio una piccola
premessa. La questione settentrionale non è nient'altro che l'altra faccia
della questione meridionale. È il fallimento della politica meridionalista
degli ultimi cinquanta anni, caratterizzata da una mediazione
politico-burocratica nella distribuzione delle risorse. Un esempio: l'Iva che
viene prelevata in Lombardia resta per il 20 per cento in regione e per il
resto affluisce al centro. La Lombardia fa fronte alla spesa sanitaria, che è
in equilibrio, finanziandola per due terzi dall'Irap e dall'addizionale Irpef.
In Calabria queste voci finanziano solo il 20 per cento della spesa sanitaria.
Come si può andare avanti così? Capisco che, a seconda dell'ottica di chi
guarda, questa situazione possa essere chiamata "squilibrio". Ma vede,
io non ho il mito dell'equilibrio, così come non ho il mito dell'eguaglianza.
Non le è piaciuto niente del programma del Pd? Al contrario, c'erano molti
punti interessanti. Apprezzo molto le analisi di Nicola Rossi. E mi complimento
con chi ha inserito nel programma il passaggio sulla necessità di semplificare
la filiera di controllo delle imprese private, contro il meccanismo delle
scatole cinesi. Se passasse una norma come quella, lei oggi non dovrebbe
bussare al Patto di sindacato di Rcs? La mia presenza in Rcs obbedisce alla
visione d'insieme di cui abbiamo parlato. Io, da azionista indipendente, non
voglio essere antagonista degli azionisti di maggioranza. Sono semplicemente
mosso dal desiderio di dialogare per aiutare l'azienda a svolgere al meglio il
compito che è comune a tutta l'imprenditoria italiana. Eppure sono tanti,
davanti alla sua crescita in Rcs, a chiedersi: cui prodest? La mia risposta è
semplice: all'azienda. Ci si è molto interrogati anche sull'intervento,
l'altroieri nell'assemblea dei soci Rcs, di chi aveva le sue deleghe e ha
chiesto conto dell'indebitamento dell'azienda? Una richiesta normale, di buon
senso, che poteva essere fatta da qualsiasi azionista. In ogni caso, le
risposte date dal presidente Piergaetano Marchetti e dell'amministratore
delegato Antonello Perricone sono state soddisfacenti. E il suo Corriere ideale
che giornale dovrebbe essere? Credo che il Corriere della sera debba
riconquistare pienamente la sua funzione, che è quella di una sede da cui
giudicare i fatti della politica e della società in un'ottica liberale e
completamente autonoma. Ma è vero che il suo primo contatto col Corsera fu una
collaborazione giornalistica negli anni Settanta? Sì, avevo partecipato alla
stesura della prima legge regionale di piano ospedaliero, in Lombardia. Proposi
un pezzo su questo tema a Gaspare Barbiellini Amedei. Lui accettò e mi fece
scrivere quaranta righe. E il suo giornale ideale nel mondo? Emendato di un
difetto comune anche ai giornali italiani, cioè di essere troppo schierato,
direi senz'altro Le Monde . Professor Rotelli, un'ultima domanda. Pensa che nel
salotto buono del capitalismo italiano valga sempre, e possa valere anche
contro di lei, il metodo della conventio ad excludendum? Il capitalismo
italiano non può permettersi di restare fermo, pena - come dicevo - la fine
della sua missione. Scriveva Chautebriand nelle Mémoires d'outre-tombe , cito a
memoria, che l'aristocrazia nasce dal coraggio, prospera nella gloria e decade
nella boria. E questo, peraltro, vale per tutte le istituzioni. Stefano
Cappellini 30/04/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 214
dietro le quinte Cordate in fermento, Lufthansa ci ripensa Dietro le quinte
--> Si lavora ancora dietro le quinte su un progetto per salvare Alitalia. Fra la cordata italiana curata da Bruno Ermolli e
altre iniziative, come quella dello studio romano Privitera, i veri partner
usciranno allo scoperto quando il governo si sarà insediato, dice convinto il
leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Lufthansa ammette che l'Italia rappresenta
il secondo mercato più importante e "per questo non possiamo
ignorarla" ma al momento non si sbilancia. E questo potrebbe essere il
motivo per il quale l'economista Jean Paul Fitoussi non
esclude la ripresa delle trattative tra Alitalia e Air
France-Klm, il cui ritiro "è una normale strategia". Un partner
straniero, che potrebbe essere l'alleato industriale di Alitalia, potrebbe inizialmente partecipare con quota di minoranza per,
eventualmente, crescere in una fase successiva. I COMMENTI L'ingresso di
società pubbliche in una cordata al momento resta un'ipotesi. "Ad oggi non
fa parte dei piani strategici di Eni" e "per il momento nessuno ci
chiama", ha detto l'amministratore delegato, Paolo Scaroni, rilevando che,
nel caso, "ci dovrebbe essere un cambio di statuto". Sul fronte delle
imprese, se per il vicepresidente di Astoi, (Associazione dei tour operator),
Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere, "sarebbe utile se
gli imprenditori del turismo fossero coinvolti", il presidente della Cir,
Carlo De Benedetti, esclude seccamente l'interesse con un "neanche per
sogno". Marco Tronchetti Provera ribadisce che "se ci fosse un
progetto chiaro saremmo disposti a mettere qualche milione di euro,
nell'interesse economico generale e delle nostre aziende, come ha detto il
presidente di Assolombarda Diana Bracco". Dal mondo bancario, il
presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo, Enrico Salza, aspetta
"che qualcuno produca delle idee", ribadendo che "non ci sono
novità". Comunque non è escluso che si possa formare una cordata fra
istituti di credito per un investimento dal quale ottenere utili e poi
sfilarsi. Intanto, a Roma, l'economista Fabio Verna - advisor nel centro-sud
per la costituzione della cordata per la quale Ermolli è stato incaricato da
Silvio Berlusconi - dopo aver avuto la disponibilità da una ventina di piccoli
imprenditori, ha incontrato Anpac e Uiltrasporti ottenendo "utili
suggerimenti dai piloti su dati tecnici, dalle destinazioni alle rotte, ai
sistemi aeroportuali, per elaborare un piano industriale". Il giro
d'orizzonte proseguirà. Ad un progetto "per il recupero di redditività e
competitività di Alitalia, per renderla
appetibile", sta lavorando anche lo studio di consulenza tributaria,
societaria e legale Privitera che dieci anni fa contribuì "a rimettere in
piedi Alitalia". Oggi Claudio Privitera, che
lavora autonomamente e non per conto di altri, ha convocato le nove sigle
sindacali perché "ritiene determinante" la condivisione delle linee guida.
Sull'iniziativa c'è scetticismo perché, hanno spiegato alcuni rappresentanti
sindacali, Privitera "vuole solo accreditarsi" e non ha dietro nulla
di concreto. MALPENSA Intanto, la Lufthansa conferma la sua intenzione di
sviluppare Malpensa e non chiude completamente la porta all'Alitalia.
Il numero uno del vettore tedesco, Wolfgang Mayrhuber, sottolinea che
"devono esserci tutte le condizioni": al momento, "le condizioni
sono quelle che sono", per questo la società si definisce
"riluttante" nei confronti della compagnia italiana. Ieri
all'assemblea annuale degli azionisti della Lufthansa, a Colonia, c'erano circa
3.500. Durante le otto ore dei lavori, le domande non sono mancate (157 in
tutto). Neanche quelle su Malpensa e Alitalia.
( da "Opinione, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 30 Apr
2008 Edizione 83 del 30-04-2008 Strettamente confidenziale Malpensa va da sé,
alla Magliana festeggiano di Hush Hush "Per me possono metterci anche il
giardiniere di Villa Certosa a fare l'amministratore delegato dell'Alitalia; l'importante è essere riusciti a separare il destino di
Malpensa da quello della Magliana Vecchia. E con l'accordo strategico siglato
fra Sea e Lufthansa ci siamo riusciti. Entro l'anno il governo Berlusconi
rinegozierà i diritti di volo reciproco fra l'Italia e gli altri stati e a quel
punto Malpensa sarà definitivamente al sicuro. Poi, con Castelli alle
infrastutture per il Nord, completeremo quello che c'è da completare: alta
velocità ferroviaria, bypass stradali per allegerire la Milano-Bergamo-Brescia,
viabilità montane. Questa volta, alla fine della legislatura, avremo cambiato
per davvero l'Italia del Nord; Milano inaugurerà il suo Expo facendo faville.
E' stato un colloquio STRETTAMENTE CONFIDENZIALE e qui lo abbiamo riassunto nei
suoi punti salienti: la Lega conferma di non essere intenzionata a farsi
prendere per il culo, "per quello c'è già Formigoni, che basta e avanza.
Lui non ha capito che se vuoi stringere Berlusconi non puoi farti solo gli
affari tuoi, devi fargli capire che ci sono interesse comuni. Solo in quel modo
non scappa". Ecco la seconda lezione di queste elezioni, sempre per la
parte di Italia sopra il Po. Per finire, ma anche questo è STRETTAMENTE
CONFIDENZIALE, è giusto che i lettori sappiano cosa hanno deciso di fare alla
Magliana Vecchia quelli dell'Alitalia con il prestito
ponte. Passandosi il cinque di mano in mano sindacalisti, piloti, hostess e
steward si bisbigliavano "forza che li freghiamo pure stavolta, prepariamo
una serie di richieste sindacali di aumenti di stipendio e diciamo che se non
ce li danno facciamo sciopero appena inizia la stagione estiva. Se ci va bene,
stavolta riusciamo pure a tornare un'azienda di stato al 100 per cento".
Che profeti eh, alla Magliana Vecchia: alla faccia vostra si fotteranno il
prestito ponte di 300 milioni di euro, 600 miliardi di vecchie lire, come si
sono fottuti il precedente da 100 ed in più, come ha minacciato Berlusconi, se
l'UE rompe portiamo l'Alitalia sotto le Ferrovie.
Ecco, perfetto: Mr. Cipria potrebbe candidare il super esperto Cimoli a
"guidare" il baraccone.
( da "Opinione, L'" del 30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 30 Apr
2008 Edizione 83 del 30-04-2008 "Se l'Europa si mette di mezzo, potrebbe
essere statalizzata" La minaccia del Cav. sulla strada
di Alitalia di Emilia Rettura |C|L'|/C|Europa non ostacoli il prestito
ponte, altrimenti Alitalia diventerà statale. Silvio Berlusconi è chiaro: "Se stanno a
zignare potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe
tranquillamente essere acquistata dallo Stato o dalle Ferrovie dello Stato.
È una minaccia, non una decisione". Pur ribadendo l'impegno per una
cordata che salvi la compagnia, il futuro premier avvisa Bruxelles affinché
capisca che "noi abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta
difficoltà a chi governa". Se l'Unione Europea considerasse aiuto di stato
e quindi non corretto il finanziamento di 300 milioni di euro per traghettare Alitalia verso nuovi acquirenti, la scelta della
statalizzazione per Berlusconi sarebbe inevitabile. Un'ipotesi che trova
dissensi non solo nel leader dell'opposizione, ma anche su fronti interni alla
sua stessa coalizione. I dubbi di Walter Veltroni sono due: dove trovare le
risorse e cosa aspettarsi dall'Europa di fronte a un progetto che accomunerebbe
l'Italia alla Russia di Putin. Scettico anche il capo del Carroccio, Umberto
Bossi, che rilancia invece l'idea di ricorrere alla legge Marzano, quella che tenne
in piedi Cirio e Parmalat ma che non può essere applicata su Alitalia.
Un sì, anche se in linea teorica, è arrivato invece dagli stessi organi
comunitari che, pur non volendosi esprimere sul caso specifico, chiariscono la
neutralità della Commissione Europea davanti all'ipotesi che un'acquisizione
sia realizzata da un'azienda pubblica o privata. L'unico problema, ha spiegato
Jonathan Todd, portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, sarebbe
la portata dell'intervento che, per non violare la normativa Ue sugli aiuti di
Stato, dovrebbe essere inferiore al valore di mercato della società. Ma quella
del presidente del Popolo della Libertà, come da lui stesso ammesso, resta una
minaccia, una soluzione estrema in caso si volesse tappare le ali al futuro di Alitalia. "Noi andiamo avanti con la compagine di
azionisti. Quando avremo un piano industriale questa compagine nuova, assistita
dalle banche che già ci sono, avanzerà le sue proposte anche ai
sindacati". Perché è quello il nodo principale da sciogliere, lo scoglio
contro il quale, secondo Berlusconi, si è infranta la trattativa di Air France.
Entro quattro settimane al massimo la decisione sui tagli al personale dovrà
essere presa. E sarà solo uno dei fattori sul quale discuteranno i nuovi compratori
pronti all'entrata in scena. "C'è una squadra di persone- ha spiegato il
Cavaliere- che va ben al di là del capitale necessario". Nella squadra è
pronto a entrare anche Marco Tronchetti Provera: "Malpensa non può essere
chiusa: se ci fosse un progetto chiaro saremmo disposti a mettere un chip,
ovvero qualche milione di euro, nell'interesse economico generale e delle
nostre aziende". L'abbandono dell'hub lombardo, infatti, costerebbe alla
Pirelli molto più di quanto oggi non spende per pagare i viaggi
intercontinentali di almeno mille persone che ruotano intorno agli interessi
del gruppo. A fronte della conferma di Tronchetti Provera, arrivano però il no
categorico del presidente di Cir Carlo De Benedetti e quello un po' più
attenuato di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni: "A oggi non fa
parte dei piani strategici del gruppo. Nel nostro statuto non è prevista
l'entrata in questi settori. Ci dovrebbe essere un cambio di statuto".
Fuori dai confini nazionali, anche Lufthansa ribadisce la volontà di non
partecipare all'acquisto di Alitalia, come già
dichiarato a dicembre. L'interesse per un forte marchio e un network
interessante non basta, dicono a Colonia. Sul piatto restano troppe incognite
economiche che potrebbero avere un impatto negativo sull'assetto finanziario
del vettore tedesco.
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ci sono uomini che
nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del
bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni).
L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato.
Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine
autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete
interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un
uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e
più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto
segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere
il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che
dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il
mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere".
Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico
sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un
Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza
che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro
né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa
terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata
sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie 1
Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più
scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra
non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di
un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà
intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni
dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte
dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale
ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da
cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha
davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in
grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori
controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale.
Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli
italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un
potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di
una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in
Italia Commenti ( 27 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello
della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli
aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare
il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era
del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato
l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e
questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola
di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si
può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il
malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il
cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con
l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il
modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto
ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì
gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha
esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla
Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della
Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi
all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che
dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e
che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento
si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a
parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di
acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere
tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo
sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole
sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando
denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi
lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il
profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni.
Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo
Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare
l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi,
di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo
a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi
riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 103 ) " (14
voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a
Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra
tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno
di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che:
"effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra
arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi:
non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto
l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di
Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la
direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato
reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al
quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha
ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata
dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi
peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque
non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo
dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro
degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il
caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un
consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei
cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei
criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri
compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune
domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa
considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti
dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come
la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un
problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità
all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a
una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E
se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione
Commenti ( 37 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché
il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il
direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e
dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light -
populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza
l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente
nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche
pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale.
Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è
adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto
al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha
progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali,
ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un
problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e
dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è
diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è
ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa
al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga
pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra
perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto
in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il
"porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il
sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di
instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese,
Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego:
non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e
propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva
ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle
maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il
corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei
politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non
appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei
piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono
ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino
del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello
per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (11 voti,
il voto medio è: 4.36 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr
08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora
sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo
cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la
realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006
quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che
invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il
governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La
sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il
Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera
e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito
l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione
incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv
diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più
accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati
nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel
commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di
non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una
volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le
grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di
oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti.
Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in
Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché
preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil,
ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo
l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi
uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la
stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta
sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva
intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il
raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in
campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e
lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che
poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo
raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo
e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando
al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo:
vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il
Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti
altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita,
Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché
all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto
in democrazia, Italia Commenti ( 29 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il
centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in
prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo
della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti
del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte
le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni
fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né
tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me
no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità
nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non
affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla
divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti.
Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in
molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai
incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per
la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi
regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima
volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una
divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le
regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti
partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura
istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata
all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello
dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi
siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti
fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta
a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un
sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente
pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla
sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli
strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel
tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna)
reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza,
quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica
accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo
sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia,
Italia Commenti ( 77 ) " (10 voti, il voto medio è: 3.9 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di
"Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e
cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano
fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti
gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica,
quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà
lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è
lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto
occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del
mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla
stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da
Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un
inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente
dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola
segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti,
vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al
Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a
cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo
più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria
di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco
Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo
con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor
di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò,
con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il
mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con
questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri
ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo.
Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista
del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra
presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche
acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati
con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare
ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli
antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più
brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward
il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico,
si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è
risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca,
accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto
anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a
oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti
all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase
virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a
chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard
Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E
tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali
concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile
della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) "
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10Apr 08 Vi è piaciuta la campagna elettorale? La campagna elettorale è agli
sgoccioli e a quanto pare il numero degli indecisi resta molto alto.
Personalmente non ne sono stupito. Se dovessi indicare il tema che ha
caretterizzato la campagna non saprei indicarlo. Certo c'è stato il caso Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato
spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli
italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari
schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e
duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche.
Sebbene Berlusconi e Veltroni avessero promesso una campagna diversa, alla fine
siamo costretti ancora una volta a votare contro anziché votare per. Chi
preferisce Popolo delle Libertà e Lega è motivato essenzialmente dal disgusto
per il governo Prodi. Chi sceglie Partito democratico e Italia dei Valori alla
fine invoca lo sbarramento contro il Cavaliere. Giro a voi la domanda: vi è
piaciuta la campagna elettorale? Non chiedo per chi abbiate intenzione di
votare (il voto è segreto), ma sarebbe interessante capire qual è la ragione o
il tema che più vi motiva ad andare alle urne. E a chi fosse ancora incerto,
suggerisco di fare due test, segnalati qualche tempo fa da Alessando Gilioli
sul suo blog. Sono semplici e divertenti, permettono di confrontare le vostre idee
con quelle dei principali partiti. Li trovate qui e qui In ogni caso buon voto
a tutti. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 27 ) " (5 voti, il voto
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( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]LUIGI GRASSIA
TORINO Per Malpensa ci sono parecchie novità positive: la tedesca Lufthansa fa
sapere che il recentissimo accordo con la Sea per il potenziamento a Varese
della sua controllata Air Dolomiti "è solo un primo passo" verso un
ulteriore sviluppo. E si muove pure la compagnia "low cost" Easyjet
che ieri ha avviato all'Hotel Hilton di Milano la selezione di 55 nuovi
assistenti di volo da assumere nella sua base italiana (che si trova appunto a
Malpensa). Questi sviluppi, assieme al fatto che altre
compagnie nelle ultime settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato
da Alitalia, fanno dire al leghista Roberto Maroni che "Malpensa può
vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa è una piccola base, ma è un segnale
importante". E il sindaco di Milano Letizia Moratti definisce quello fra
Sea e Lufthansa "un accordo che valorizzerà Malpensa. La svolta è
arrivata quando Lufthansa si è resa conto che avrebbe potuto farne un hub, cioè
un punto di riferimento nella sua rete mondiale. Con la politica del governo
precedente - ha concluso in polemica la Moratti - questo sarebbe stato
impossibile". Il presidente della Sea Giuseppe Bonomi è tornato sulla
vicenda per dire che "stiamo costruendo una vera e propria partnership.
Lufthansa, più di altri vettori in Europa, ha già un modello industriale basato
su più hub, tutti con grande redditività, ed è questo il modello a cui ci ispiriamo".
La conferma dell'intenzione di Lufthansa di svilupparsi a Malpensa è venuta
ieri dall'assemblea annuale tenuta ieri al palazzo dello sport di Colonia. Una
portavoce del gruppo ha detto che l'accordo con la Sea per il potenziamento
delle attività della controllata Air Dolomiti "è un primo passo". Il
presidente e amministratore delegato Wolfgang Mayrhuber ha spiegato che
l'Italia rappresenta per la sua compagnia "il secondo mercato". E a
chi gli chiedeva se Malpensa potrebbe in futuro ospitare anche voli Lufthansa a
lunga distanza, ha risposto: "Attualmente non abbiamo piani dettagliati al
riguardo, perché servirebbero più di sei aerei regionali per alimentare aerei
di questo tipo". Anziché un diniego è sembrata una disponibilità a
crescere in parallelo nel lungo e nel medio raggio. Quanto ad Alitalia, Mayrhuber non ha chiuso del tutto la porta a un
accordo societario, ma ha detto che nel caso "dovrebbero esserci tutte le
condizioni", "tutti dovrebbero avere la stessa visione" (il
riferimento era presumibilmente al governo italiano, ad Alitalia
e ai sindacati) ma adesso queste condizioni non ci sono e perciò Lufthansa è
"riluttante ad aprire trattative".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Ci tiene a sottolineare che più che una proposta è "una
minaccia". Ma le parole del Cavaliere segnalano un problema crescente con
Bruxelles e hanno subito diviso la sua coalizione: Fini possibilista, Bossi
spara a zero mentre Rifondazione comunista applaude. "Se
l'Unione europea non ci aiuta e continua così Alitalia potrebbe
essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva ieri il quasi
premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si organizzi c'è
bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta difficoltà chi
governa". Il consulente Bruno Ermolli ha raccolto la disponibilità
di una ventina di imprenditori fra cui titolari di concessioni pubbliche: dai
Benetton a Gavio, da Tronchetti Provera a Ligresti, dal re dell'acciaio Riva
fino a Gerardo Soglia. A disposizione ci sarebbe una cifra compresa fra 700
milioni e un miliardo di euro; abbastanza per rilevare la compagnia e i suoi
debiti, pochissimo per rilanciarla. Per comporre il puzzle c'è bisogno almeno
di una grande banca e di un partner industriale. Intesa Sanpaolo è in attesa di
un serio progetto industriale. Eloquente il presidente del consiglio di
gestione Enrico Salza: "Aspettiamo che qualcuno produca delle idee"
ma al momento non c'è "alcuna novità". Air One attende speranzosa di
essere coinvolta ma intanto si concentra sul suo piano di rafforzamento su
Malpensa. Autocandidature a parte (in questi giorni è spuntato lo studio legale
Privitera) nel centro-destra c'è una corrente di pensiero che considera
indispensabile trovare subito l'accordo o con Lufthansa o con Air France-Klm.
La compagnia tedesca ieri ha lasciato capire di non essere interessata "a
queste condizioni", ovvero senza passare dal commissariamento. Resta la
possibilità di riaprire un canale con Parigi, nei confronti della quale restano
aperti sia Gianni Letta che Giulio Tremonti. "Non escludo che il loro ritiro
sia una mossa strategica", dice il consulente dell'Eliseo Jean-Paul
Fitoussi. Nella finanza milanese c'è chi ipotizza due scenari: proporre a
Parigi un'Opa alla quale aderirebbe il "nocciolo" italiano o
costituire una newco le cui quote sarebbero divise fra le eventuali componenti
italiana e francese. Voci, idee, ma che non cambiano lo scenario dell'oggi: Alitalia è stretta fra le scelte di un'azionista incerto sul
da farsi (il nuovo governo) e la possibile procedura di infrazione da parte di
Bruxelles per i 300 milioni di aiuto statale. "La Commissione è neutrale
di fronte alla natura pubblica o privata dell'acquirente. Conta il rispetto
delle regole di mercato", fa notare il portavoce del commissario alla
Concorrenza Neelie Kroes rispondendo alla battuta del Cavaliere. "In
realtà Berlusconi ha ipotizzato che lo Stato possa gestire la società e non la
proprietà", circostanzia Fini che però non spiega nel dettaglio ciò che il
Cavaliere intendesse dire. D'accordo invece il leader Cisl Raffaele Bonanni e
il responsabile trasporti di Rifondazione Ugo Boghetta: "Sarebbe una
proposta da prendere sul serio". Nelle parole di Berlusconi c'è un segnale
politico: se la cordata avrà bisogno di un puntello pubblico, ci sarà. Lui
stesso aveva ipotizzato l'Eni o la Cdp, ma entrambe si chiamano fuori per
"vincoli statutari". Resterebbe Sviluppo Italia, che però è
controllata al 100% dal Tesoro. Tanto varrebbe lasciare le quote direttamente
allo Stato come è nel caso di Air France-Klm. Resta da capire cosa ne pensi la
Lega di Bossi. "Venderla allo Stato? Non credo si possa fare. Per me la
cosa migliore da fare era applicare la Marzano". Se l'Italia non troverà
un accordo con Bruxelles, è uno scenario ancora possibile.
( da "Voce d'Italia, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
"Auspico un confronto costruttivo in Parlamento" Napolitano:
"Consultazioni dal 6 maggio" Dall'Austria il Capo dello Stato
commenta il discorso di Fini ma parla anche di Alitalia e
dell'aumento dei prezzi Graz, 30 Apr.- "La crisi ormai si avvia ad una
rapida soluzione, nel giro di poco, penso che il 5 si costituiranno i gruppi
parlamentari e il 6 pomeriggio possono iniziare le consultazioni". Lo ha
affermato il Presidente Giorgio Napolitano parlando con i cronisti davanti
all'albergo che lo ospita a Graz in Austria al termine di un vertice di capi
di stato europei. Dopo i discorsi di insediamento dei Presidenti delle Camere,
Napolitano spera "che su queste basi ci sia un confronto
costruttivo". Certi riferimenti al primo maggio, ha aggiunto, "sono
importanti e sono stati apprezzati". Poco prima di commentare le parole
del neo presidente della Camera, Gianfranco Fini, Giorgio Napolitano aveva
chiesto indirettamente ma chiaramente che il Governo che si sta per formare
riprenda una forte politica europeistica. "Mi aspetto -aveva detto in
conferenza stampa- che il nuovo governo mantenga fra le sue priorità la
ratifica del Trattato di Lisbona da parte di entrambi le Camere". Il Capo
dello Stato parla poi del difficile nodo dell'Alitalia.
"Ho avuto anche recentemente modo di dichiararmi incompetente -ha
spiegato- è una faccenda di competenza governativa. Per quanto riguarda il
prestito ponte c'è solo da restare in attesa, e non si hanno ancora elementi a
riguardo", della decisione dell'Unione europea. Preoccupato è apparso
invece sulla questione della crescita dei prezzi dei generi alimentari. "L'Europa
non dovrebbe essere indifferente di fronte a nessuna crisi di questa portata,
sia essa il cibo o l'energia. Il costo della vita è il problema numero uno del
cittadino, e deve essere affrontato nella sua dimensione globale". Come
"a Roma, dove a sede la Fao". Giulia Cerasi.
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il leader della Lega
torna, acclamato dalla folla, alla Camera dei Deputati NOSTRO INVIATO SIMONE
BOIOCCHI "Dobbiamo cacciare i clandestini e fare il federalismo".
Dopo quattro anni che lo hanno tenuto lontano dai palazzi della politica romana
Umberto Bossi è tornato alla Camera. E in Transatlantico, ai giornalisti che
glielo chiedono, risponde: "Per questo useremo tutti gli strumenti che
servono". Una risposta che in realtà cela già un primo concreto passo in
avanti: è, infatti, proprio del Segretario Federale della Lega Nord la prima
proposta di legge presentata. Un documento che mira all introduzione del
Federalismo fiscale. La delega al Governo per l attuazione dell art.119 della
Costituzione. "Non so cosa vuole la sinistra ha spiegato Bossi a chi gli
chiedeva se la strada verso il federalismo fosse in discesa -. Noi siamo
pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a
disposizione, se vogliono accomodarsi". Una frase che rimbalza come un tam
tam sulle agenzie e che scalda il clima ma che in realtà viene distorta e
slegata dal suo contesto. "Mi auguro ha aggiunto - che la sinistra scelga
la via delle riforme, non come l altra volta che non vollero assolutamente la
riforma federale". Il numero uno del carroccio ha poi messo la parola fine
alla discussione sulla squadra di Governo: "Berlusconi ha già fatto venti
volte il Governo, meglio stargli lontano.... Berlusconi ha aggiunto - manterrà
la parola. Ormai siamo arrivati a cento nomi nel Governo ma alla fine troveremo
la soluzione giusta anche perché in aula abbiamo i numeri". E a chi cerca
di legge nelle sue parole uno scontro con il leader del Pdl, Bossi risponde
senza mezzi termini: C è fiducia in Berlusconi, se non fosse stato cosí avrei
preteso i ministri prima del voto dei presidenti di Camera e Senato, quando
avevo il coltello dalla parte del manico. Dopo le elezioni dei presidenti il
coltello torna a lui, anche se noi abbiamo sempre il coltello del numero dei
parlamentari". Quanto al numero dei ministri leghisti che alla fine
saranno nel Governo, Bossi lancia una provocazione: "Se tutti i ministri
fossero della Lega il Paese avrebbe risolto tutti i suoi problemi...".
"Penso di sì" ha poi risposto a chi gli chiedeva se sarà ministro ma,
ha assicurato, "non farò il vicepremier. Non faccio il vice di nessuno".
Quanto alla stretta attualità politica, dopo essersi augurato che l alleanza
con l Mpa di Lombardo funzioni , Bossi ha toccato diversi temi. Quanto alla
possibilità di indire un referendum riguardo al ponte sullo stretto, ha
spiegato: "Farei sempre i referendum come in Svizzera, a chiedere alla
gente non sbagli mai". Applicare la Marzano è, invece, la proposta del leader del Carroccio sul tema Alitalia. "Non so se si puó fare" ha detto riferendosi alla
possibilità che siano le Fs ad acquisire la compagnia di bandiera. "Se la
compra Fs sarebbe una concentrazione enorme. Per sopravvivere Alitalia deve cambiare profondamente". E in questa logica il leader
della Lega rivendica il merito dell accordo tra la Sea e Lufthansa per
Malpensa: "Siamo stati bravi a fare quest accordo, ho dato io il
via libera a Bonomi, gli ho detto vai vai ". Quanto alla sicurezza,
infine, il leader della Lega, Umberto Bossi, ha auspicato che il decreto sulla
sicurezza venga portato al primo Consiglio dei Ministri del futuro Governo.
Quanto a Maroni, ha concluso, è "l uomo giusto" per la guida del
Viminale. "E poi - ha concluso - dietro a Maroni ci sono io". [Data
pubblicazione: 30/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Silvio
Berlusconi torna alla carica su Alitalia e, di fronte
alle ingerenze europee che continua a nutrire molte perplessità sul prestito
ponte, afferma che se l Ue "si mette a zignare potremmo prendere una
decisione, Alitalia potrebbe
essere acquistata dalle Ferrovie di Stato". [Data pubblicazione:
30/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L accordo con sea
Malpensa, Lufthansa valuta altri investimenti Malpensa vivrà. L accordo
stipulato tra Sea e Lufthansa, che porterà nello scalo lombardo sei nuovi aerei
della controllata italiana Air Dolomiti per utilizzarli sulle rotte europee,
conforta chi ha sempre ripetuto che, liberato dalla zavorra
di Alitalia, l hub milanese non avrebbe fatto fatica a rimettersi in pista.
"Sull accordo con i tedeschi è stata brava la Lega", ripeteva ieri un
sorridente Umberto Bossi nei corridoi di Montecitorio. Confidando: "Ho
dato io il via libera a Giuseppe Bonomi, l ho chiamato e gli ho detto: vai.
Abbiamo stoppato sul filo l accordo con Air France". Per Roberto Maroni,
invece, "la partnership tra Sea e Lufthansa è la dimostrazione che
Malpensa può vivere anche senza Alitalia". L
entusiasmo del Carroccio dipende dal fatto che l intesa con Lufthansa è solo l impostazione
di un percorso comune. La conferma arriva direttamente da Berlino. "Vista
l attuale situazione di stallo a Malpensa - ha spiegato il Chief Executive
Officer della società tedesca Wolfgang Mayrhuber - stiamo analizzando le
possibilità di ulteriori investimenti. Sul breve raggio abbiamo reso noti i
nostri progetti, ma il lungo raggio ha bisogno di investimenti di portata ben
diversa, e al momento non abbiamo piani concreti". Quanto ad Alitalia, il ceo di Lufthansa dice che la compagnia resta
"riluttante" all idea di acquistarla ma conferma l interesse per il
mercato aereo italiano. Da qui l importanza, per il futuro di Malpensa, di
avere riagganciato Lufthansa. "Dopo mesi di trattative - osserva il
sindaco di Milano Letizia Moratti - siamo riusciti a chiudere un accordo che
valorizzerà un aeroporto importante come Malpensa. La svolta è arrivata quando
Lufthansa si è resa conto che avrebbe potuto realmente fare di Malpensa un hub,
cioè un punto di riferimento nel network mondiale". "Con la politica del
governo precedente - ha quindi aggiunto Lady Expo - sarebbe stato impossibile:
tenere in capo ad Alitalia i diritti di traffico
significava non poter garantire a Malpensa un ruolo adeguato". Ora, però,
per permettere a Malpensa di uscire dal tunnel con le sue forze, serve la
liberalizzazione degli accordi bilaterali sui voli. A.Mon. [Data pubblicazione:
30/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
"Basta veti Ue o Alitalia se la compra lo Stato"
Proposta choc di Berlusconi contro le ingerenze di Bruxelles ALESSANDRO
MONTANARI Roma - Silvio Berlusconi torna alla carica su Alitalia e, di fronte alle ingerenze dell Ue che continua a nutrire molte
perplessità sul prestito ponte, delinea uno scenario inedito e abbastanza
sorprendente. Se l Unione Europea "si mette a zignare - ha detto il
premier in pectore -allora potremmo prendere una decisione per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle
Ferrovie dello Stato. Questa - ha poi opportunamente precisato Berlusconi - è
una minaccia, non una decisione". In effetti l acquisto dalla compagnia di
bandiera da parte di Fs viene subito interpretata come una boutade dagli stessi
alleati del Cavaliere. In particolare da Umberto Bossi. "Non so se si può
fare - commenta il Segretario del Carroccio -. Se le Fs comprano la compagnia
di bandiera sarebbe una concentrazione enorme. Non so cosa voglia fare
Berlusconi, ma di sicuro, per sopravvivere, Alitalia
deve cambiare profondamente". Bossi conferma quindi la linea della Lega,
ancorata al salvagente della legge Marzano: "Non era vero che o si
svendeva ai francesi oppure si falliva - osserva il Senatur -. La Marzano
avrebbe salvato Alitalia come ha salvato la
Parmalat". Alla provocazione di Berlusconi, Bruxelles reagisce con
burocratica freddezza spiegando, attraverso il portavoce del commissario Ue
alla concorrenza Neelie Kroes, che la Commissione "è completamente
neutrale" di fronte alla natura dell acquirente di una società. Quel che
conta è il rispetto delle regole di mercato. "Parlando in termini
puramente teorici - spiegava il funzionario Ue - il Trattato ci chiede di
essere completamente neutrali sul fatto che un acquirente di una compagnia sia
pubblico o privato. Un trasferimento di risorse dello Stato ricade chiaramente
sotto le regole sugli aiuti statali. Il problema potenziale sorge se il
trasferimento di risorse è superiore e al di sopra di un ragionevole prezzo di
mercato della compagnia". Al di là della battuta sulle Fs, Berlusconi sta
cercando di eliminare i potenziali ostacoli sulla strada della cordata
italiana. "Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti - assicura il
futuro premier ai cronisti in Transatlantico - ma abbiamo bisogno di un Europa
che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi governa. C è una squadra di
persone che va ben al di là del capitale necessario. Adesso faremo la due
diligence poi, quando avremo il piano industriale, questa compagine nuova,
assistita da banche che già ci sono, avanzerà delle proposte ai sindacati. Solo
allora si deciderà sui tagli al personale". Della cordata, da ieri è
ufficiale, farà parte anche Pirelli. Di fronte a un progetto "chiaro e trasparente"
per il rilancio di Alitalia e Malpensa, ha ribadito il
presidente Marco Tronchetti Provera, "noi abbiamo dato la disponibilità di
mettere il nostro nome e un chip, che vuol dire qualche milione di euro a
tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre
aziende. Abbiamo mille persone che prendono voli intercontinentali e che ci
costano parecchie centinaia di migliaia di euro. Se Malpensa fosse chiusa, ci
costerebbero milioni di euro. Dunque a fronte di un costo di sistema, di una
minor presenza di operatori nel territorio e di progetti inconsistenti per
Malpensa, abbiamo dato la nostra disponibilità a dare il nostro nome". Ma,
mentre nella cordata figurano ormai tre nomi, cioè Ligresti, Tronchetti e
Polegato, Intesasanpaolo continua a tentennare. "Le bocce sono ferme, non
c è nessuna novità - ha ribadito ieri il presidente del consiglio di gestione
dell istituo bancario Enrico Salza -. Aspettiamo che qualcuno produca delle
idee". Interlocutoria, al momento, è anche la posizione dell Eni, indicata
da molti come uno dei possibili partner forti della rinascita di Alitalia. "Ad oggi - ha detto durante l assemblea degli
azionisti l amministratore delegato Paolo Scaroni - non fa parte dei piani
strategici dell Eni. Nel nostro statuto non è previsto l entrata in questi
settori. Pertanto ci dovrebbe essere un cambiamento di statuto". Più che
un no definitivo, dunque, quello di Scaroni pare un suggerimento indirizzato a
chi di dovere. Chi scioglie le riserve, invece, è Carlo De Benedetti, ma per
tirarsi indietro. Rispondendo alla domanda di un cronista che lo interrogava su
una sua eventuale disponibilità a partecipare alla cordata salva-Alitalia il presidente della Cir è stato categorico:
"Neanche per sogno". [Data pubblicazione: 30/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
GIULIANO CITTERIO Milano
Ogni volta che leggo le considerazioni politiche dell' ex-sindaco di Milano,
Albertini, capisco perché Berlusconi l'ha spedito all'estero e non lo ha
richiamato per questa tornata di elezioni. Se le sue esternazioni
"politiche" di carattere nazionale e regionale, in campagna
elettorale fossero state dello stesso livello di queste post-elezioni, altro
che "l'impennata leghista non durerà", avremmo avuto la Lega Nord
primo partito non solo in Lombardia, ma in tutta la Padania! E il Cavaliere lo
sapeva. Evidentemente le alte discussioni europee su cetrioli, banane e sesso
degli angeli, non hanno migliorato le capacità politiche e di analisi dei fatti
del non rimpianto ex-sindaco di Milano... Comuni, risolvere i piccoli problemi
GIANFRANCO NÌBALE Padova La giunta comunale padovana e le municipalizzate
connesse devono soddisfare le primarie necessità popolane. Fra queste: ordine e
legalità; vigile di quartiere; adeguamento della carente viabilità alle
esigenze di sicurezza, specie di ciclisti e pedoni; fognature; prevenzione d
allagamenti; pulizia e spazzamento delle strade, ora troppo sporche. In
proposito, alcuni cittadini sono costretti ogni giorno a fare gli spazzini, non
solo sull uscio di casa, ma anche sui tratti stradali più o meno adiacenti. La
polizia municipale multi l incivile che lorda la strada con rifiuti (cicche,
cartacce, plastica, vetro, metalli, ecc.) o li abbandona fuori dagli appositi
cassonetti. Venga potenziata la pubblica nettezza, anche nelle zone finora
trascurate. La stessa giunta comunale e chi di dovere non amano abbassarsi a
tali incombenze banali , che rischiano di declassare utopie e ideologie (ciò è
stato anche ammesso, autorevolmente). Così la giunta rischia di curare oltre al
forte ideologismo e alla programmata strumentalizzazione di tragedie remote il
superfluo: mondanità, esterofilia, eventuali donazioni pelose, abbacinanti
esteriorità, preziosismi, finezze, estetismo, ricorso spocchioso a
professionisti stranieri; nonché costruzioni e ricostruzioni in centro,
dispendi di lusso, ricerca di primati fumosi e tronfi, ripetuto battage
propagandistico ed eccesso di visibilità mediatica ( conta l apparire ). La
giunta rischia di assomigliare al privato che infioretta e adorna di fronzoli
la facciata della sua casa; mentre trascura la statica dell edificio, la difesa
da malintenzionati e l immondizia giacente nel cortile retrostante. Conviene
abbassare la cresta e risolvere i problemi quotidiani del comune cittadino.
Come appendice, si aggiunge che la pista ciclabile lungo il Brenta approvata da
Pontevigodarzere a Torre va estesa sull argine fino a Ponte di Brenta (villa
Breda, strada regionale 11 padana superiore). Brava Lega Nord Toscana
ALESSANDRO Prato Volevo riprendere la lettera di un lettore che sosteneva non
positivo il 2,0% ottenuto in Toscana. Certo tutti sperano sempre in qualcosa di
più, ma credo che il raddoppio dei voti (in ogni area della regione...) sia un
ottimo risultato soprattutto dopo tutto quello che ha passato la Lega Nord in
Toscana. Dopo troppi anni la Toscana torna ad eleggere un deputato, che spero
sia un toscano perchè è da quello che deve ripartire la Lega. Tra breve ci
saranno amministrative e regionali e ora come non mai, la Lega Nord Toscana
deve fare un ottimo risultato. La campagna elettorale della Lega Nord, qua in
Toscana, terra a dir poco difficile e ostile, è stata battagliera e
coivolgente. Anche nei comuni più piccoli, erano presenti i manifesti
elettorali della Lega Nord tra lo stupore di tutti i locali sinistroidi. Ora
sotto con amministrative e regionali... Avanti Lega Nord Toscana! Lega àncora
di salvezza UMBERTO RISI Nei giorni scorsi abbiamo letto sui quotidiani che Di
Pietro si sta allontanando dal Pd. Ora la notizia è stata confermata in
televisione su canale 5, che tutto si può dire tranne che sia Berlusconiano,
informandoci che detta scissione comporterà al partito (??) Idv un introito di
25 milioni di Euro. Complimenti! (I...ntroito D...ei V...alori). Ancora una
volta la nostra ancora di salvezza sarà la Lega Nord, che siamo sicuri combatterà
per abolire questa iniqua legge che la Casta si è creata. Siamo meridionali
speriamo nella Lega CESARE MONTICELLI Lecce Cittadino di Galatina in prov di
Lecce, sono un elettore del Pdl, vorrei complimentarvi con voi per le vostre
idee e per il vostro impegno politico a difesa delle genti del nord d Italia,
sarei felicissimo se riuscirete ad ottenere i vostri obiettivi politici di
federalismo e di risanamento della società del nord; spero che una volta
sistemate le cose nella vostra cara terra abbiate anche la forza e la volontà
di proporre le vostre brillanti e moderne idee anche nel resto d Italia e
soprattutto al sud da sempre bistrattato e abbandonato da politiche mendaci;
qui c è gente volenterosa e che spera in un vero cambiamento di direzione che possa
farci diventare finalmente un paese più civile e moderno e che possa guardare
al futuro con più fiducia. Va Pensiero... p.s. noi non siamo romani, noi non
siamo napoletani con tutto il rispetto per la gente onesta e per bene di Napoli
e Roma- , aspettiamo il voto dei romani e spero che finalmente si ravvedano nel
non votare più la becera sinistra... Sempre dalla parte dei cittadini DAVIDE
ROSSI segretario organizzativo provinciale di Genova LN Molti politologi stanno
studiando come una forza politica territoriale e radicata principalmente nelle
regioni della pianura padana abbia potuto prendere tutti questi voti in una
città operaia come Genova. Chi pensa sia dovuto al caso, alla protesta o al non
voto... Beh nulla di tutto questo! Il sottovalutare le proposte della Lega vuol
dire rafforzarla. La gente ha capito con sorpresa e un po in ritardo e non solo
per loro scarsa conoscenza ma spesso a causa del boicottaggio che le idee del
Carroccio hanno subito in questi vent anni, che non è né un partito razzista né
reazionario antimeridionale. Dietro la Lega ci sono programmi seri che vanno
dalla difesa della cultura di ogni regione indifferentemente se meridionale o
settentrionale e chi ha votato Mpa lo ha capito, delle tradizioni, della
religione, valori spesso alla mercede di che propone un integrazione
forsennata. Si è capito che frasi come Federalismo fiscale, amministrativo e
territoriale non dividono, ma decentrano e uniscono meglio, si è capito che non
siamo contro gli extracomunitari, purché essi lavorino onestamente nel rispetto
delle regole, ma che bisogna investire più risorse nella prevenzione dell
immigrazione clandestina creando opportunità di sviluppo nei Paesi in
difficoltà e nella repressione per proteggere gli italiani dalle violenze
gratuite che la disperazione provoca. Dietro la vittoria leghista c è l
associazionismo, c è il lavoro di dirigentei colti e preparati, tutt altro che
rozzi e incivili come si cerca di far evidenziare da chi teme il cambiamento, e
c è la centralità del tema sicurezza sia di vita quotidiana che lavorativa ed
economica. Il lavoro dei militanti, che provengono da tutte le cassi della
città: studenti, operai, donne, liberi professionisti, impiegati, imprenditori
e disoccupati, stufi di false promesse e di battaglie ideologiche classiste
contro un nemico che non è più il più ricco ma chi ti vende i tuoi valori. 25
aprile, che liberazione C. P. Brescia Caro direttore, ebbene sì, ieri era il
giorno della liberazione. Ma non potrebbe essere anche il giorno del
ringraziamento, verso chi ha materialmente contribuito alla liberazione? Ecco,
come il 4 luglio in America. Sarebbe un bel torcibudella per chi ha dominato l
Italia, dal dopoguerra a tutt oggi, e che per grazia di Dio, sono esclusi dalle
stanze dei bottoni. E che sono rossi di rabbia! Il degrado di Cascina Gobba
MASSIMO Vorrei portare a conoscenza il fenomeno, ormai insopportabile, di massa
incolta che si ritrova a Milano, in zona Cascina Gobba, alla fermata della
metro linea verde. Lì di verde c'è rimasta solo la nostra bile, abitanti della
zona, perchè il degrado, la mancanza di rispetto nei nostri confronti, la
sporcizia divulgante nelle loro più quotidiane abitudini e il disprezzo di chi
involontariamente li ospita, crea disturbi ben oltre ogni livello di sopportazione.
Le forze dell'ordine, ridotte all'osso, non intervengono per paura
naturalmente. Visto che il governo sta parlando di ronde, vorrei appunto
portare a conoscenza del fenomeno chi è preposto a soddisfare ogni esigenza dei
cittadini, reali cittadini intendo, e stabilire se questo schifo è giusto che
sussista in quella zona come in molte altre della nostra ancora amata città. Mi
piacerebbe davvero vedere in giro poliziotti armati che si muove per strada,
farsi vedere da tutti, anche in via Padova come in viale Monza, le più
frequentate da spacciatori indisturbati come da scippatori giovani, che secondo
me vanno estirpati già a 10 anni, e parlo dei sudamericani che si ritengono
intoccabili perché glielo permettono le istituzioni. Se cominciamo a far sapere
in giro che una babygang è stata arrestata, bastonata alle ginocchia e alle
spalle, nel giro di poco le zone si autoripuliscono;invece di questi resti
umani ce ne sono fin troppi, e tutti con divise ben specifiche, e quindi perchè
non vengono fermate queste bande e schedate solo per il fatto di sbulloneggiare
per i marciapiedi? Basterebbe poco;i segnali che il nuovo governo voleva dare,
quando comincia a darli? Sono questi i segnali che ci aspettiamo, se non altro
per non pentirci di aver votato un cambio di governo con gli attributi reali e
non digitali. Grillo: idee molto confuse PATRIZIO VONNEC Beppe Grillo dovrebbe
schiarirsi un po' le idee e soprattutto trovarne delle nuove. Quella
sull'Ordine è stravecchia. Apparteneva ai pannelliani. Ora l'ha riciclata lui.
La storia - come insegna qualcuno - può anche ripetersi. La prima volta è
tragedia, la seconda sarà farsa. Peraltro è necessario fare un distinguo tra
Ordine e Albo professionale, perché coloro che parlano di abolizione
dell'Ordine dei Giornalisti hanno solo confusione in testa. L'Ordine è un
autogoverno preposto alla tenuta dell'Albo. Se la legge istitutiva dell'Ordine
venisse abrogata, l'Albo verrebbe tenuto da un Ministero, né più né meno come
nel nero ventennio. Cosa cambierebbe se l'Albo venisse tenuto da un Ministero
anziché da un gruppo di persone chiamato Ordine? Qualcuno s'illude che, in
stato di disOrdine, tutti coloro che scribacchiano su un blog potrebbero
sentirsi autorizzati ad esercitare la professione pur non avendo i requisiti. E
sbaglia. Perché, oltre all'Albo, rimarrebbe la Fnsi. Associazione padane e il 5
per mille PAOLO Torino Consiglierei di pubblicare ( o di ripubblicare nel caso
mi fosse sfuggito) sul nostro giornale uno specchietto riepilogativo dei codici
fiscali di tutte le associazioni padane alle quali i nostri lettori potrebbero
fare riferimento per il versamento del 5 per mille. Io l'ho chiesto alla Sede
di Milano e gentilmente mi è stato fornito ma sicuramente la visibilità sul
giornale agevolerebbe anche coloro che magari nemmeno ci pensano. Padania
libera. Tutti sul carro dei vincitori PIER LORENZO Penso che tutti i leghisti
stiano a guardare con un misto di compiacimento e di ilarità i vertiginosi
contorcimenti della sinistra (che più che dire elegantemente: "sconfitta"
bisognerebbe definire "abbattuta dal tornado Lega Nord e PDL ") che,
in piena confusione mentale ed obnubilamento delle più elementari regole di
decenza, accusa i vincitori delle elezioni di tutti i mali
che affliggono l'Italia : la monnezza di Napoli, Alitalia e
Malpensa, rom e rumeni che assaltano, stuprano ed uccidono le nostre donne, il
traffico cittadino che ci soffoca, i prezzi dei generi alimentari che salgono
sempre più, le famiglie che non arrivano nemmeno alla seconda settimana, etc.
A sentire queste fandonie non possiamo fare altro che rallegrarci di non vedere
più per almeno 5 anni queste emerite facce di corno e, se poi siamo più
ottimisti, pensare di non vederli mai più . Del resto c'è da fare una
considerazione molto semplice, che non riguarda tanto noi della Lega, quanto il
PDL, e cioè che basta governare bene, con onestà, efficienza e trasparenza, e
venire incontro alle aspettative del popolo per essere sicuri che tutta la
banda Bassotti della sinistra non governerà più questo paese . Tutti quelli che
ancora ostentano falce e martello potrebbero chiedere ospitalità all'ex
paradiso del proletariato (al quale alla fine della seconda guerra mondiale
avrebbero voluto che l'Italia fosse soggiogata), di modo che un potente calcio
nel di dietro glielo daranno proprio loro, i compagni della casa madre. P.S.
avete visto quanta gente adesso parla bene della Lega? Opionionisti,
giornalisti, commentatori vari hanno scoperto la classica "acqua
calda". Certo che uno degli sport preferiti da certi italiani (il salto
sul carro del vincitore) funziona sempre! Sempre Padania libera! Partecipare
agli utili OMAR VALENTINI Salò (Bs) Perché i dipendenti non devono partecipare
agli utili delle aziende? Mi sembra un principio giusto e sacrosanto. Infatti,
chi è artefice del buon successo di un impresa? Solo chi la possiede? Basta l
idea giusta? Non serve altro? Credo che per passare dall idea alla sua
effettiva realizzazione serva il contributo di qualcuno che abbia un ruolo non
più ideativo, ma semplicemente operativo. Perché questo anello della catena
deve essere misconosciuto, come se non esistesse? Io ritengo che anche gli
esecutori materiali debbano avere la loro compartecipazione agli utili
aziendali. Chi ha l idea e rischia denaro in proprio è giusto che abbia una cospicua
parte degli utili o, al di sotto di un certo ammontare di questi, anche della
loro totalità. Tuttavia, quando gli utili superino una determinata soglia che
si configura come il giusto guadagno per il proprietario o gestore, perché non
prendere in considerazione di riconoscere anche il semplice lavoro esecutivo
(senza il quale nessun risultato verrebbe conseguito), facendolo partecipe di
una parte degli utili? Ritiene il legislatore che questo sia un principio
sbagliato oppure inapplicabile? Niente Montezemolo GIUSEC9 Cosa c'entra
Montezemolo? Noi vogliamo Calderoli vice premier, Bossi alle Riforme, Castelli
alla Giustizia, Maroni alla Difesa. No al voltagabbana, altrimenti il Governo
non si farà... [Data pubblicazione: 25/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Albertini, mamma
mia... GIULIANO CITTERIO Milano Ogni volta che leggo le considerazioni
politiche dell' ex-sindaco di Milano, Albertini, capisco perché Berlusconi l'ha
spedito all'estero e non lo ha richiamato per questa tornata di elezioni. Se le
sue esternazioni "politiche" di carattere nazionale e regionale, in
campagna elettorale fossero state dello stesso livello di queste post-elezioni,
altro che "l'impennata leghista non durerà", avremmo avuto la Lega
Nord primo partito non solo in Lombardia, ma in tutta la Padania! E il
Cavaliere lo sapeva. Evidentemente le alte discussioni europee su cetrioli,
banane e sesso degli angeli, non hanno migliorato le capacità politiche e di
analisi dei fatti del non rimpianto ex-sindaco di Milano... Comuni, risolvere i
piccoli problemi GIANFRANCO NÌBALE Padova La giunta comunale padovana e le
municipalizzate connesse devono soddisfare le primarie necessità popolane. Fra
queste: ordine e legalità; vigile di quartiere; adeguamento della carente
viabilità alle esigenze di sicurezza, specie di ciclisti e pedoni; fognature;
prevenzione d allagamenti; pulizia e spazzamento delle strade, ora troppo
sporche. In proposito, alcuni cittadini sono costretti ogni giorno a fare gli
spazzini, non solo sull uscio di casa, ma anche sui tratti stradali più o meno
adiacenti. La polizia municipale multi l incivile che lorda la strada con
rifiuti (cicche, cartacce, plastica, vetro, metalli, ecc.) o li abbandona fuori
dagli appositi cassonetti. Venga potenziata la pubblica nettezza, anche nelle
zone finora trascurate. La stessa giunta comunale e chi di dovere non amano
abbassarsi a tali incombenze banali , che rischiano di declassare utopie e
ideologie (ciò è stato anche ammesso, autorevolmente). Così la giunta rischia
di curare oltre al forte ideologismo e alla programmata strumentalizzazione di
tragedie remote il superfluo: mondanità, esterofilia, eventuali donazioni
pelose, abbacinanti esteriorità, preziosismi, finezze, estetismo, ricorso
spocchioso a professionisti stranieri; nonché costruzioni e ricostruzioni in
centro, dispendi di lusso, ricerca di primati fumosi e tronfi, ripetuto battage
propagandistico ed eccesso di visibilità mediatica ( conta l apparire ). La
giunta rischia di assomigliare al privato che infioretta e adorna di fronzoli
la facciata della sua casa; mentre trascura la statica dell edificio, la difesa
da malintenzionati e l immondizia giacente nel cortile retrostante. Conviene
abbassare la cresta e risolvere i problemi quotidiani del comune cittadino.
Come appendice, si aggiunge che la pista ciclabile lungo il Brenta approvata da
Pontevigodarzere a Torre va estesa sull argine fino a Ponte di Brenta (villa
Breda, strada regionale 11 padana superiore). Brava Lega Nord Toscana
ALESSANDRO Prato Volevo riprendere la lettera di un lettore che sosteneva non
positivo il 2,0% ottenuto in Toscana. Certo tutti sperano sempre in qualcosa di
più, ma credo che il raddoppio dei voti (in ogni area della regione...) sia un
ottimo risultato soprattutto dopo tutto quello che ha passato la Lega Nord in
Toscana. Dopo troppi anni la Toscana torna ad eleggere un deputato, che spero sia
un toscano perchè è da quello che deve ripartire la Lega. Tra breve ci saranno
amministrative e regionali e ora come non mai, la Lega Nord Toscana deve fare
un ottimo risultato. La campagna elettorale della Lega Nord, qua in Toscana,
terra a dir poco difficile e ostile, è stata battagliera e coivolgente. Anche
nei comuni più piccoli, erano presenti i manifesti elettorali della Lega Nord
tra lo stupore di tutti i locali sinistroidi. Ora sotto con amministrative e
regionali... Avanti Lega Nord Toscana! Lega àncora di salvezza UMBERTO RISI Nei
giorni scorsi abbiamo letto sui quotidiani che Di Pietro si sta allontanando
dal Pd. Ora la notizia è stata confermata in televisione su canale 5, che tutto
si può dire tranne che sia Berlusconiano, informandoci che detta scissione
comporterà al partito (??) Idv un introito di 25 milioni di Euro. Complimenti!
(I...ntroito D...ei V...alori). Ancora una volta la nostra ancora di salvezza
sarà la Lega Nord, che siamo sicuri combatterà per abolire questa iniqua legge
che la Casta si è creata. Siamo meridionali speriamo nella Lega CESARE
MONTICELLI Lecce Cittadino di Galatina in prov di Lecce, sono un elettore del
Pdl, vorrei complimentarvi con voi per le vostre idee e per il vostro impegno
politico a difesa delle genti del nord d Italia, sarei felicissimo se
riuscirete ad ottenere i vostri obiettivi politici di federalismo e di
risanamento della società del nord; spero che una volta sistemate le cose nella
vostra cara terra abbiate anche la forza e la volontà di proporre le vostre
brillanti e moderne idee anche nel resto d Italia e soprattutto al sud da
sempre bistrattato e abbandonato da politiche mendaci; qui c è gente
volenterosa e che spera in un vero cambiamento di direzione che possa farci
diventare finalmente un paese più civile e moderno e che possa guardare al
futuro con più fiducia. Va Pensiero... p.s. noi non siamo romani, noi non siamo
napoletani con tutto il rispetto per la gente onesta e per bene di Napoli e
Roma- , aspettiamo il voto dei romani e spero che finalmente si ravvedano nel
non votare più la becera sinistra... Sempre dalla parte dei cittadini DAVIDE
ROSSI segretario organizzativo provinciale di Genova LN Molti politologi stanno
studiando come una forza politica territoriale e radicata principalmente nelle regioni
della pianura padana abbia potuto prendere tutti questi voti in una città
operaia come Genova. Chi pensa sia dovuto al caso, alla protesta o al non
voto... Beh nulla di tutto questo! Il sottovalutare le proposte della Lega vuol
dire rafforzarla. La gente ha capito con sorpresa e un po in ritardo e non solo
per loro scarsa conoscenza ma spesso a causa del boicottaggio che le idee del
Carroccio hanno subito in questi vent anni, che non è né un partito razzista né
reazionario antimeridionale. Dietro la Lega ci sono programmi seri che vanno
dalla difesa della cultura di ogni regione indifferentemente se meridionale o
settentrionale e chi ha votato Mpa lo ha capito, delle tradizioni, della
religione, valori spesso alla mercede di che propone un integrazione
forsennata. Si è capito che frasi come Federalismo fiscale, amministrativo e
territoriale non dividono, ma decentrano e uniscono meglio, si è capito che non
siamo contro gli extracomunitari, purché essi lavorino onestamente nel rispetto
delle regole, ma che bisogna investire più risorse nella prevenzione dell
immigrazione clandestina creando opportunità di sviluppo nei Paesi in
difficoltà e nella repressione per proteggere gli italiani dalle violenze
gratuite che la disperazione provoca. Dietro la vittoria leghista c è l
associazionismo, c è il lavoro di dirigentei colti e preparati, tutt altro che
rozzi e incivili come si cerca di far evidenziare da chi teme il cambiamento, e
c è la centralità del tema sicurezza sia di vita quotidiana che lavorativa ed economica.
Il lavoro dei militanti, che provengono da tutte le cassi della città:
studenti, operai, donne, liberi professionisti, impiegati, imprenditori e
disoccupati, stufi di false promesse e di battaglie ideologiche classiste
contro un nemico che non è più il più ricco ma chi ti vende i tuoi valori. 25
aprile, che liberazione C. P. Brescia Caro direttore, ebbene sì, ieri era il
giorno della liberazione. Ma non potrebbe essere anche il giorno del
ringraziamento, verso chi ha materialmente contribuito alla liberazione? Ecco,
come il 4 luglio in America. Sarebbe un bel torcibudella per chi ha dominato l
Italia, dal dopoguerra a tutt oggi, e che per grazia di Dio, sono esclusi dalle
stanze dei bottoni. E che sono rossi di rabbia! Il degrado di Cascina Gobba MASSIMO
Vorrei portare a conoscenza il fenomeno, ormai insopportabile, di massa incolta
che si ritrova a Milano, in zona Cascina Gobba, alla fermata della metro linea
verde. Lì di verde c'è rimasta solo la nostra bile, abitanti della zona, perchè
il degrado, la mancanza di rispetto nei nostri confronti, la sporcizia
divulgante nelle loro più quotidiane abitudini e il disprezzo di chi
involontariamente li ospita, crea disturbi ben oltre ogni livello di
sopportazione. Le forze dell'ordine, ridotte all'osso, non intervengono per
paura naturalmente. Visto che il governo sta parlando di ronde, vorrei appunto
portare a conoscenza del fenomeno chi è preposto a soddisfare ogni esigenza dei
cittadini, reali cittadini intendo, e stabilire se questo schifo è giusto che sussista
in quella zona come in molte altre della nostra ancora amata città. Mi
piacerebbe davvero vedere in giro poliziotti armati che si muove per strada,
farsi vedere da tutti, anche in via Padova come in viale Monza, le più
frequentate da spacciatori indisturbati come da scippatori giovani, che secondo
me vanno estirpati già a 10 anni, e parlo dei sudamericani che si ritengono
intoccabili perché glielo permettono le istituzioni. Se cominciamo a far sapere
in giro che una babygang è stata arrestata, bastonata alle ginocchia e alle
spalle, nel giro di poco le zone si autoripuliscono;invece di questi resti
umani ce ne sono fin troppi, e tutti con divise ben specifiche, e quindi perchè
non vengono fermate queste bande e schedate solo per il fatto di sbulloneggiare
per i marciapiedi? Basterebbe poco;i segnali che il nuovo governo voleva dare,
quando comincia a darli? Sono questi i segnali che ci aspettiamo, se non altro
per non pentirci di aver votato un cambio di governo con gli attributi reali e
non digitali. Grillo: idee molto confuse PATRIZIO VONNEC Beppe Grillo dovrebbe
schiarirsi un po' le idee e soprattutto trovarne delle nuove. Quella
sull'Ordine è stravecchia. Apparteneva ai pannelliani. Ora l'ha riciclata lui.
La storia - come insegna qualcuno - può anche ripetersi. La prima volta è
tragedia, la seconda sarà farsa. Peraltro è necessario fare un distinguo tra
Ordine e Albo professionale, perché coloro che parlano di abolizione
dell'Ordine dei Giornalisti hanno solo confusione in testa. L'Ordine è un autogoverno
preposto alla tenuta dell'Albo. Se la legge istitutiva dell'Ordine venisse
abrogata, l'Albo verrebbe tenuto da un Ministero, né più né meno come nel nero
ventennio. Cosa cambierebbe se l'Albo venisse tenuto da un Ministero anziché da
un gruppo di persone chiamato Ordine? Qualcuno s'illude che, in stato di
disOrdine, tutti coloro che scribacchiano su un blog potrebbero sentirsi
autorizzati ad esercitare la professione pur non avendo i requisiti. E sbaglia.
Perché, oltre all'Albo, rimarrebbe la Fnsi. Associazione padane e il 5 per
mille PAOLO Torino Consiglierei di pubblicare ( o di ripubblicare nel caso mi
fosse sfuggito) sul nostro giornale uno specchietto riepilogativo dei codici
fiscali di tutte le associazioni padane alle quali i nostri lettori potrebbero
fare riferimento per il versamento del 5 per mille. Io l'ho chiesto alla Sede
di Milano e gentilmente mi è stato fornito ma sicuramente la visibilità sul
giornale agevolerebbe anche coloro che magari nemmeno ci pensano. Padania
libera. Tutti sul carro dei vincitori PIER LORENZO Penso che tutti i leghisti
stiano a guardare con un misto di compiacimento e di ilarità i vertiginosi
contorcimenti della sinistra (che più che dire elegantemente:
"sconfitta" bisognerebbe definire "abbattuta dal tornado Lega
Nord e PDL ") che, in piena confusione mentale ed obnubilamento delle più
elementari regole di decenza, accusa i vincitori delle
elezioni di tutti i mali che affliggono l'Italia : la monnezza di Napoli, Alitalia e Malpensa, rom e rumeni che assaltano, stuprano ed uccidono le
nostre donne, il traffico cittadino che ci soffoca, i prezzi dei generi
alimentari che salgono sempre più, le famiglie che non arrivano nemmeno alla
seconda settimana, etc. A sentire queste fandonie non possiamo fare
altro che rallegrarci di non vedere più per almeno 5 anni queste emerite facce
di corno e, se poi siamo più ottimisti, pensare di non vederli mai più . Del
resto c'è da fare una considerazione molto semplice, che non riguarda tanto noi
della Lega, quanto il PDL, e cioè che basta governare bene, con onestà,
efficienza e trasparenza, e venire incontro alle aspettative del popolo per
essere sicuri che tutta la banda Bassotti della sinistra non governerà più
questo paese . Tutti quelli che ancora ostentano falce e martello potrebbero
chiedere ospitalità all'ex paradiso del proletariato (al quale alla fine della
seconda guerra mondiale avrebbero voluto che l'Italia fosse soggiogata), di
modo che un potente calcio nel di dietro glielo daranno proprio loro, i
compagni della casa madre. P.S. avete visto quanta gente adesso parla bene
della Lega? Opionionisti, giornalisti, commentatori vari hanno scoperto la
classica "acqua calda". Certo che uno degli sport preferiti da certi
italiani (il salto sul carro del vincitore) funziona sempre! Sempre Padania
libera! Partecipare agli utili OMAR VALENTINI Salò (Bs) Perché i dipendenti non
devono partecipare agli utili delle aziende? Mi sembra un principio giusto e
sacrosanto. Infatti, chi è artefice del buon successo di un impresa? Solo chi la
possiede? Basta l idea giusta? Non serve altro? Credo che per passare dall idea
alla sua effettiva realizzazione serva il contributo di qualcuno che abbia un
ruolo non più ideativo, ma semplicemente operativo. Perché questo anello della
catena deve essere misconosciuto, come se non esistesse? Io ritengo che anche
gli esecutori materiali debbano avere la loro compartecipazione agli utili
aziendali. Chi ha l idea e rischia denaro in proprio è giusto che abbia una
cospicua parte degli utili o, al di sotto di un certo ammontare di questi,
anche della loro totalità. Tuttavia, quando gli utili superino una determinata
soglia che si configura come il giusto guadagno per il proprietario o gestore,
perché non prendere in considerazione di riconoscere anche il semplice lavoro
esecutivo (senza il quale nessun risultato verrebbe conseguito), facendolo
partecipe di una parte degli utili? Ritiene il legislatore che questo sia un
principio sbagliato oppure inapplicabile? Niente Montezemolo GIUSEC9 Cosa
c'entra Montezemolo? Noi vogliamo Calderoli vice premier, Bossi alle Riforme,
Castelli alla Giustizia, Maroni alla Difesa. No al voltagabbana, altrimenti il
Governo non si farà... [Data pubblicazione: 25/04/2008].
( da "Padania, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Leggi dure e
rigorose VITTORIO Pisa Caro Direttore, vorrei evidenziare che per il contrasto
all'immigrazione clandestina servono leggi in cui tutti devono sentirsi
coinvolti. Vorrei fare qualche esempio. Ho una seconda casa in un paesino di
1500 persone, purtroppo a causa immigrazione il degrado e il non rispetto qui
la fanno da padrone. Ci sono immigrati regolari che nelle loro abitazioni
accolgano clandestini. Tutti lo sanno, il proprietario che ha affittato
l'appartamento, i vigili urbani, il sindaco. Vorrei una legislazione che
prevedesse per gli immigrati regolari la perdita del permesso di soggiorno nel
caso dessero ospitalità a chi è clandestino, una multa pesante e sanzioni anche
per chi dovrebbe controllare e non lo fa, amministrazione comunali e vigili
urbani, proprietario dell'appartamento. Un particolare, questi signori
immigrati tengono la televisione altissima, i vicini sono disperati e non
riescono a dormire. Sono sicuro che non pagano il canone Tv. Poi ci sono dei
patronati che mettono in regola persona che risultano lavorare ma non è vero.
Su questo tema la Lega Nord si gioca il tutto per tutto. Ho sentito persone
anche lontane dalla Lega dire che se riusciremo a dare una svolta al problema
immigrazione la prossima volta ci voterà, dipende da noi. Leggi dure e efficaci
subito! Chiediamo ordine e sicurezza FABRIZIO CENTONI, NELLO ANTONIUCCI E TANTI
ALTRI Pontedera (Pi) Siamo in molti e siamo della Provincia di Pisa e vogliamo
dire che con il voto dato alla Lega Nord intendiamo avere dei benefici su
stipendi pensioni e tasse, ma soprattutto per il primario problema sicurezza e
clandestinità che adesso ha toccato vertici insopportabili, tanto da farci
essere xenofobi e razzisti nei confronti anche di quelli che effettivamente
sono venuti per lavorare e integrarsi con le nostre leggi, abitudini, cultura.
Siamo arcicontenti che la sinistra estrema sia quasi scomparsa, ma era mai
possibile sentire Paolo Ferrerro del Prc che intendeva togliere i Cpt e far
entrare sul nostro territorio migliaia e migliaia di extracomunitari senza
sapere la loro provenienza, nazionalità, vero nome, e senza rilevare le
impronte digitali, senza visite mediche? Sappiamo che sono riapparse malattie
infettive che erano state debellate, ma il fatto più grave è stato l arrivo dei
molti comunitari romeni e slavi che hanno lasciato la loro nazione per
delinquere in Italia. Noi italiani avevamo avuto un precedente quando migliaia
e migliaia di albanesi si riversarono sulle nostre coste pur sapendo che le
porte delle loro galere erano state spalancate e adesso moltissimi di loro
spadroneggiano, portano a compimento i furti in ville e appartamenti,
favoriscono la prostituzione e lo spaccio di droghe. Inoltre sappiamo che nelle
nostre carceri su 52.000 (cinquantaduemila) reclusi il 38% è rappresentato da
loro, e tutto ciò a un forte costo per noi italiani e poi dobbiamo richiamare
le varie associazioni umanitarie, curie, caritas cardinali predicano l
accoglienza e dove tirano in ballo i diritti umani. Poi però la gestione di
tutto ciò la devono sobbarcarsi le Regioni e i Comuni e naturalmente noi
cittadini che subiamo di tutto. Questa globalizzazione va gestita come fa la
Francia, Germania, Spagna, Grecia dove stanno rispedendo nelle loro nazioni
clandestini e delinquenti e invece di fare indulti (visto che le carceri
scoppiano) rimandiamoli a casa propria... Se non si capisce questo problema
siamo fritti, i nostri figli, nipoti, pronipoti, tra non molto saranno
soggiogati da queste nuove etnie. Una bizzarra forma di risparmio GIANCARLO DI
GIOVANNI Egregio Direttore, Le scrivo per segnalarle quello
che sta accadendo dal 1 Aprile 2008 nelle basi Alitalia di Milano
relativamente al personale navigante. Malgrado la drastica diminuzione dei voli
e delle ore di volo, l'Alitalia continua ad inviare il personale navigante da Roma
sotto-impiegando volutamente il personale base Milano al quale appartiene il
sottoscritto. Oltre 60 Capicabina Alitalia
vengono mantenuti al minimo delle ore e quindi pagati per stare a casa mentre
da Roma viene inviato personale con relativi biglietti Must-Go, albergo,
trasporto e diarie. L'Executive di Milano è passato da 5200 camere mensili
riservate ad Alitalia a ben 7000!!! Inoltre ci sono
equipaggi di Roma che alloggiano al Fiera ed al Quark. Questi sarebbero i
"risparmi" previsti dal piano "stand-alone" attualmente in
atto. La Lega celebra un grande successo SIMONA GARGANI Un altro grande risultato
per la Lega Nord! Rispetto alle politiche 2006 alla Camera 2235 voti (935 nel
2006; ben 1300 voti in più; per una crescita del 139%). Al Senato 1998 voti
(809 nel 2006; 1189 voti in più; per una crescita del 147%). La Lega Nord
continua la sua battaglia per la legalità, la tutela del territorio, dei nostri
giovani e dei nostri anziani. Ci battiamo per tenere i frutti del nostro lavoro
più vicini a noi, nella nostra città e nella nostra regione, in modo da poterne
migliorare i servizi. Per una San Donato più vicina ai cittadini. Grazie! Noi
della Lega Nord. Più lontani da Roma, più vicini a te. Quale sarà il futuro di
Rutelli? PAOLO Torino Che soddisfazione vedere in Tv la faccia da "pesce
lesso" di Rutelli frastornato dai risultati elettorali e sull'orlo della
disperazione ! Fino all'ultimo non aveva perso l' occasione di spargere veleno
contro la Lega Nord anche per argomenti che nulla c'entravano.
"Cicciobello" trombato ripiegherà mestamente sulla
"cadrega" di consolazione che il suo amico Walter gli assegnerà,
dalla quale assisterà impotente alle iniziative dei nostri Ministri al Governo
e continuerà a coltivare ancora per tanto tempo i suoi incubi targati Sole
delle Alpi. E' anche una soddisfazione pensare che le sue innumerevoli
comparsate in Tv finalmente si ridurranno drasticamente, e così mi auguro per
la moglie. Gli riconoscevo solo la "dote" deteriore della furbizia
tipica dei politici romani, quella che gli aveva permesso di saltare da un
carro politico del vincitore all'altro senza scrupoli. Questa volta ha sbagliato
i calcoli. E anche i Beni Culturali ne gioveranno. La prossima mossa politica
MARIO DI MAIO Milano Fallito il secondo tentativo di andare a comandare a Roma,
da una posizione centrale da lui ritenuta più gratificante per la carriera,
Formigoni si attacca alla Lombardia che ha sempre considerato un feudo
personale per sè ed i suoi valvassori e valvassini. Pertanto gli spetterebbero
mani libere per l imminente rimpasto, mentre invece sta allargandosi, questo
per evitare che la presidenza venga assegnata a un leghista, come logica vuole.
Dal momento che già si vuole cominciare ad occuparsi del 2010, nulla ci vieta
di ripensare seriamente all opportunità di correre da soli, soprattutto se in
Regione si continuerà ad occuparsi prevalentamente degli affari dei palazzinari
(tutti di eccellenza , per carità). L Italia può farcela ad uscire dalla crisi
GF. ANSELTER Genova Ora Berlusconi e gli alleati non possono più vantar scuse.
Hanno avuto i voti per governare con tutta sicurezza e l'Italia ha le
possibilità economiche per trarsi fuori dalla crisi. Basterebbe privatizzare
due reti Rai per avere sufficienti risorse finanziarie per fare tutto ciò che è
utile, necessario e indispensabile. Se poi invece Berlusconi prefrisce passare
ai posteri come il "marpione" per eccellenza anziché come statista,
faccia come ha fatto in precedenza. Non dimentichi che gli italiani lo hanno
votato come il minore dei mali, visti i suoi avversari politici che si sono
dimostrati il peggio del peggio, e il suo mastodontico conflitto di interessi.
Deve intervenire a far mettere giudizio a banche, assicurazioni e televisioni
dove lui ha fin troppo le mani in pasta, senza scordare le compagnie
petrolifere e altre lobbies che in Italia fanno il bello e cattivo tempo. Ci
aspettiamo una svolta decisiva, risolutiva dei mali che affliggono questa
bellissima nazione che potrebbe essere la prima nel mondo in tutto e per tutto,
soprattutto non dimentichi che Veltroni aveva praticamente il suo stesso
programma, ma non il suo conflitto di interessi. Non faccia in modo di farci
mordere le dita per la scelta fatta nella cabina elettorale. [Data
pubblicazione: 30/04/2008].