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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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IN EVIDENZA           1)      2)

 

Epifani: «Air France, nessuna alternativa» Bonanni: «Lotteremo punto su punto per migliorare il piano. Cordata? Se c'è faccia proposta migliorativa» Conferenza operaia del pd a Brescia (Il Corriere della Sera 29-3-2008)

 

BRESCIA - Dopo la bocciatura senza appello del piano presentato da Air France per la soluzione della crisi di Alitalia, è il momento della realpolitik da parte dei sindacati. I leader delle tre sigle confederali, riuniti a Brescia per la Conferenza operaia del Pd, hanno analizzato da diversi punti di vista la vicenda che si avvia a conclusione, anche se non è escluso uno slittamento dei termini della trattativa con le parti sociali. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha rilevato che «molte posizioni stanno cambiando, ma la verità è che allo stato non c'è alcuna alternativa alla trattativa con Air France». «Il settore aereo è molto difficile - ha aggiunto - e favorire una cordata di per sé non risolve nessun problema. La mia opinione è che non ci vuole una soluzione nazionale, ma una soluzione attenta agli interessi nazionali».

BONANNI - Raffaele Bonanni della Cisl annuncia battaglia contro un piano "irricevibile": «Lotteremo punto su punto per migliorarlo». E sulla possibile cordata invocata da Berlusconi: «quando si vedrà si valuterà. E bisognerà che questa cordata, se c'è, faccia una proposta migliorativa rispetto a quella di Air France. Nel frattempo trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte e cioè i francesi e tratteremo per avere un accordo che rispetti le esigenze di 150.000 persone, compreso l'indotto». Una trattativa che al momento sembra avere una sola via d'uscita dunque. «Abbiamo davanti per ora un unico interlocutore e chiaramente solo un ritiro di Air France potrebbe farci cambiare opinione».

ANGELETTI - Secondo il leader della Uil Luigi Angeletti «il problema di Alitalia non è così semplice» e chi parla di una soluzione sul modello Parmalat, con un commissariamento, dimentica che il gruppo di Collecchio «aveva un problema finanziario ma sul piano industriale l'azienda funzionava, mentre in questo caso le cose non stanno così». Per Angeletti occorre «un piano industriale per rilanciare davvero l'azienda». «Non abbiamo problemi di passaporto - dice parlando anche per conto degli altri leader sindacali -, abbiamo il problema di imprese che investano e rilancino la compagnia. Non è tanto la questione degli esuberi che Air France pone, ma quello su cui noi avversiamo il loro piano è la riduzione delle attività perché meno aerei significa meno operatività».

VELTRONI - Al Palabrescia è arrivato anche il segretario del Pd, Walter Veltroni. «La trattativa con Air France vada avanti perché i sindacati sono impegnati e noi con loro, a ridurre l'impatto sociale di questa vicenda. I due perni della trattativa devono essere proprio quello dell'impatto sociale e di Malpensa che è un grande aeroporto e in Italia ci possono essere due grandi aeroporti» ha detto il leader del Pd nel suo intervento. Terminati gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, si è ritirato dietro al palco per un colloquio riservato con i tre sindacalisti. Alla conferenza partecipano anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta.

FINI - Anche nella campagna elettorale del Pdl Alitalia occupa un posto rilevante. Ed è Gianfranco Fini l'ultimo in ordine di tempo ad attaccare il piano dei transalpini. «Air France era disposta a pagare 10 centesimi ad azione di Alitalia. Abbiamo scoperto, tardi ma in tempo, che non c’era un piano industriale. La sinistra, targata ancora una volta Prodi, voleva svendere un’azienda italiana che al di là dei problemi ha certamente un valore ben superiore ai 10 centesimi ad azione».

 


Alitalia trova 148 milioni. Rinviato l'ultimatum di Gianni Dragoni

 

I DOCUMENTI AIR FRANCE

 

La lettera

La visione strategica

Il piano

 

 

Alitalia ha fatto cassa vendendo le sue azioni di Air France-Klm per 79 milioni di euro e con il rimborso dallo Stato di un misterioso quanto miracoloso credito d'imposta Irpeg di 69 milioni, scovato nelle ultime ore. Il fondo del barile è stato raschiato. Quanto basta per concedere qualche giorno in più alla trattativa con i sindacati sul controverso piano di Air France-Klm.
Se questo non basterà a chiudere l'accordo per la privatizzazione, il presidente Maurizio Prato è pronto a chiedere al Tribunale l'amministrazione straordinaria, la legge Marzano. Questo comporterebbe la messa a terra di molti aerei e un drastico ridimensionamento dell'attività.
Le nove sigle sindacali, anche l'Anpac che contesta i 507 esuberi tra i piloti previsti da Jean-Cyril Spinetta, saranno tutte alla Magliana lunedì alle 11 per discutere sul documento quadro inviato da Air France.
Il documento riassume il piano industriale, con i miglioramenti concessi con l'assorbimento in Alitalia Fly di un ulteriore migliaio di lavoratori dell'handling a Fiumicino. Gli esuberi restano 2.120 (1.620 in Fly e 500 nella Servizi), mentre tra i 7.400 lavoratori di Az Servizi 4.191 verranno «reinternalizzati» (500 sono però esuberi), trasferiti sotto il controllo al 100% di Alitalia Fly, dentro due nuove società (una per l'handling con 1.881 addetti tutti a Fiumicino, l'altra per la manutenzione a Fiumicino con 2.310 addetti).
Ieri sera il cda presieduto da Prato ha esaminato la fragile situazione finanziaria della compagnia e ha accordato una breve proroga dei termini per la trattativa rispetto alla data ultimativa del 31 marzo, indicata nel contratto con Air France.
Prato non ha fissato una nuova data. Il cda ha «valutato, anche ai fini di un eventuale contenuto slittamento del termine del 31 marzo qualora – dice il comunicato – si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le parti sociali», sia la comunicazione giunta ieri dall'Agenzia delle entrate del Lazio sul rimborso, che avverrà entro lunedì, di crediti Irpeg «vantati dalla società per 69 milioni di euro», sia la vendita, fatta ieri, dell'1,5% di Air France-Klm per circa 79 milioni. In cassa entrano 148 milioni.
«In considerazione dell'elevato interesse della società all'attuazione di quanto prevsito nel contratto concluso con Air France-Klm e – conclude il comunicato – dell'obiettivo della salvaguardia del complessivo patrimonio aziendale, il cda ha convenuto di attendere l'esito del confronto con le parti sociali prima di asssumere determinazioni in ordine alle prospettive della società».
Con questa mossa Prato tiene una spada di Damocle sospesa sulla testa dei sindacati. In sostanza, viene accordato un «contenuto slittamento» del termine, purché la trattativa con i sindacati proceda verso un accordo e non ci siano espedienti dilatori. Se dovesse constatare uno stallo o una rottura, il cda assumerebbe «determinazioni in ordine alle prospettive della società» che significano una cosa sola: la richiesta di legge Marzano e l'arrivo di un commissario, un uomo come Enrico Bondi (o forse proprio lui).
Il consiglio ha fatto sapere che in febbraio è stata bruciata cassa per 102 milioni e che la liquidità al 29 febbraio era ridotta a 180 milioni. I debiti finanziari netti sono saliti a 1.368 milioni, dai 1.280 di fine gennaio.
Per tutti i sindacati il documento di Air France è insufficiente, lamentano che sia troppo dettagliato dove prevede anche come saranno trattati gli esuberi, un tema che di solito chiude le trattative. Ma i confederali non hanno chiuso la porta al negoziato. «Ho fatto delle proposte oltre le quali non posso andare, senza rimettere in discussione i fondamenti stessi del mio progetto per Alitalia», ha scritto Spinetta.
Tra gli elementi più insoddisfacenti per i sindacati, il taglio della flotta passeggeri di lungo raggio a 20 aerei (via tre Boeing 767). Solo dal 2010 il lungo raggio potrebbe a crescere, di appena un aereo all'anno (B 777), otto velivoli fino al 2018. Con i tagli di Air France, la compagnia diverrà poco un vettore regionale, con l'aggiunta 14 destinazioni intercontinentali servite da 20 aerei.

 



Report "Alitalia 2"

Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: danno una spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo "contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso, sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air France si esaurisca"

Comunque, la sua storia è nita ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si è ricostituita tre anni fa (era allora che a n d a v a fatta l'oper a z i o n e Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd non riesce a erodere.

Il Cavaliere svela il bluff ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Cavaliere aveva invitato "a riflettere con attenzione sull'operazione Alitalia-Air France". Il passo successivo l'ha compiuto il 5 marzo quando ha detto "che la cosa migliore per Alitalia sarebbe che dieci imprenditori italiani entrassero in campo", salvo poi aprire alla possibilità di una "public company con francesi e olandesi".

Per il leader del Pdl c'è il rischio aggiotaggio ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esternazioni su Alitalia, che negli ultimi giorni stanno influenzando le quotazioni del titolo della compagnia di bandiera. Tuttavia sia la Consob che la procura di Roma hanno fatto sapere che stanno "monitorando con attenzione" le vicende di questi giorni. In particolare, la commissione guidata da Cardia "ha messo in atto un attento monitoraggio e ha effettuato interventi di competenza "

Alitalia e il possibile con itto targato Eni ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: S C R I P T A M A N E N T Alitalia e il possibile con itto targato Eni PANORAMIX Ecco la cordata Chi avrà ragione tra Roma e Torino? La Stampa dedica l'apertura del giornale alla ormai mitica cordata di Silvio Berlusconi. Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio elettorale a Viterbo (piazza semivuota, nelle cronache di qualche quotidiano)

Scontro sul piano per alitalia ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I piloti in trincea: meglio il fallimento Scontro sul piano per Alitalia No dei sindacati, ma si tratta. Berlusconi: se vinco mai con Air France ROMA - I vertici di Air France hanno presentato un nuovo piano per l'acquisto di Alitalia. Ma il presidente della compagnia francese ha confermato che si dovranno tagliare 2.

Tagli, investimenti e ammortizzatori spinetta: "non posso fare di più" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai sindacati di Alitalia per presentare il nuovo piano di Parigi per la nostra compagnia di bandiera. Sedici fogli di progetti e numeri ? forse l'ultimo salvagente per salvare la Magliana senza passare da un'amministrazione straordinaria ? che confermano le aperture degli ultimi giorni (meno tagli per i piloti e più dipendenti assorbiti da Az Servizi)

E il titolo della compagnia torna a precipitare: -37% ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le azioni di Alitalia non sono riuscite a fare prezzo in apertura e poi sono state lungamente sospese per eccesso di ribasso durante la seduta. Risultato: a fine giornata hanno segnato un crollo del 37,5% a 0,4 euro. La trattativa tra i sindacati di Alitalia con il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta verrà ripresa lunedì prossimo,

"parigi è aperta al dialogo ma sui principi non cederà" - giampiero martinotti ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: certi toni non sono piaciuti ai sindacalisti di Alitalia. "Come le ho detto, è capace di essere molto duro sui suoi principi, tanto da poter sembrare brusco. A volte la sua onestà può sorprendere. Ho sentito che ha tenuto un discorso molto chiaro ai sindacalisti di Alitalia, che lo hanno trovato altezzoso, come se prendesse Alitalia come una piccola compagnia.

Air france conferma gli esuberi sindacati delusi, ma trattano - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Maurizio Prato tutte e nove le sigle sindacali di Alitalia saranno presenti. Un dialogo che potrebbe proseguire anche per una settimana in più, dopo la boccata di ossigeno da 148 milioni di euro che il cda Alitalia ha tirato fuori dal cappello. Risorse fresche, frutto della vendita della quota inferiore al 2% di azioni Air France possedute dalla Magliana (79 milioni il ricavato)

Campania, d'alema fa scudo a bassolino "non fate dispetti, ci giochiamo l'italia" - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Una volta aveva una ricetta: meno tasse. Oggi è un re taumaturgo che propone se stesso e i figlioli. Sia alle precarie carine sia all'Alitalia, Capisco che c'è quel detto che ogni scarrafone? però si tratta di ipertrofia dell'ego". E via di nuovo. O su o giù.

La sindrome di arcore - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sull'Alitalia, sulle pensioni e infine sulla tv. è il trionfo della politica mediatica, la berlusconizzazione strisciante della politica, la vittoria della televisione sulla politica. Quante volte è stato detto, qui e altrove, che la vera politica non si fa in tv, che i talk-show non sono il luogo deputato al confronto,

Fiumicino, l'incubo dei licenziamenti assemblea infuocata dei dipendenti alitalia - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: licenziamenti assemblea infuocata dei dipendenti Alitalia CARLO PICOZZA "Il Piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia è pieno di insidie per l'occupazione". La proposta francese per l'acquisizione della compagnia italiana è uscita malconcia, ieri nello scalo di Fiumicino, all'assemblea del personale di terra (Alitalia Fly/Express) e degli addetti alla Manutenzione e all'

Fiumicino, arrivano i voli spostati da malpensa ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina V - Roma Il piano Alitalia scatta da domani Fiumicino, arrivano i voli spostati da Malpensa Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale.

Mozzarella di bufala e malpensa due carte nelle mani di smirne ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La crisi Alitalia e il depotenziamento di Malpensa sono noti da tempo, e da tempo diplomaticamente si è giocata la controffensiva spiegando a tutti che comunque vada, "nel 2015 Malpensa sarà cresciuta molto più di adesso", per dirla con il governatore lombardo Formigoni.

Domani scatta l'orario estivo più voli per roma e milano ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra le novità più attese ci sono quelle che dovrebbero arrivare da Alitalia. La compagnia di bandiera, con la bella stagione, dovrebbe aumentare i voli da e per Roma e rimodulare l'offerta per Milano. Distribuendo meglio i voli da e per Malpensa, in modo da coprire l'intera giornata. Altre novità saranno in arrivo sul versante dei voli low cost.

Berlusconi: diremo no ad air france - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questione Alitalia in campagna elettorale, Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ieri ne ha fatto piazza pulita. Il suo discorso è stato molto diretto: "Non vogliamo che Alitalia sparisca o venga assorbita da Air France - ha precisato - lo diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al governo non vorremo concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto fin qui"

E la lobby dei piloti ci ripensa "ben venga il piano del cavaliere" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Ma la ribellione dell'Anpac, il primo sindacato tra i comandanti, contro l'ultima versione del piano dell'algido corso Jean Cyril Spinetta non è politicamente neutra. Perché quella che fu anche "Aquila selvaggia" negli anni 80 ha un'antica liaison con alcuni settori di Alleanza nazionale, perché ci sono le elezioni,

Silvio ha una missione per le donne "per le elezioni crostate agli scrutatori" - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio ( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la tentazione della battuta è irresistibile: "Vedo che c'è una delegazione dell'Alitalia. Scusate ma preferisco le donne". Pazienza, andiamo avanti. Si parte dalle inspiegabili virgolette messe nel titolo della manifestazione: "Donne" per l'Italia. Solo la parola donne è fra apici. "Le virgolette sono mie", proclama orgoglioso il leader.

Il professore di Padova e la Sindone ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 Emails Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam, l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6% Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute"

L'INTERVISTA OLIVIERO BACCELLI: IL COMMISSARIAMENTO NON E' POSSIBILE 0 L'unica rotta passa per Parigi ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia non ci sono altre soluzioni che andare fino in fondo nella privatizzazione. Perché? "La legge Marzano non è applicabile in una condizione come quella di Alitalia, dove la gestione operativa è ampiamente in perdita. Non siamo nella situazione di Parmalat, che aveva un grosso buco finanziario ma era fondamentalmente un'

Di VITTORIO DALLAGLIO - MILANO - LA LIQUIDAZIONE dei supermanage ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un fiume di denaro che ricopre anche molti manager pubblici, a prescindere dai risultati. L'Alitalia oggi è sull'orlo del fallimento ma Giancaro Cimoli che guidò la compagnia dal 2004 al 2006 se ne andò con una liquidazione di 5 milioni di euro, dopo aver incassato uno stipendio di 2,8 milioni l'anno. - -->.

Malpensa, scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: LAVORATORI DELLA SPA INCOMINCIANO A PAGARE LA SMOBILITAZIONE DECISA DA ALITALIA Malpensa, scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? SCATTA OGGI la cassa integrazione a rotazione per 900 lavoratori di Sea e Sea Handling in servizio a Malpensa. Già dai turni della mattina, i dipendenti della spa (86% Comune, 14% Provincia) incominceranno,

Restano 2100 esuberi ma si continua a trattare ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del AIR FRANCE-ALITALIA Restano 2100 esuberi ma si continua a trattare Di Giovanni e De Mattia a pagina 2.

La mezzanotte on line del candidato Walter ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: coinvolgendoli nella cordata per Alitalia: teniamo le "creature" fuori dalla campagna elettorale...". Il leader Pd ha risposto anche ad Alessandra, che dal 2004 vive negli Usa, a proposito dei "cervelli in fuga": "Siamo partiti proprio da qui: costruire un paese accogliente e ospitale per i suoi giovani, in cui il sistema scolastico e universitario non sia mai più considerato marginale"

I piloti ascoltano le sirene della destra L'Anpac: meglio il fallimento. Ma alla cordata italiana credono in pochi ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la potentissima organizzazione dei piloti Alitalia. Finora alla Ma- gliana hanno "remato" a fianco degli intoccabili boiardi di Stato chiamati a pilotare verso il nulla la compagnia. Hanno propagandato la proposta francese come l'unica vera occasione per il gruppo italiano, convinti com'erano che loro, la corporazione più esclusiva d'Italia, non sarebbero stati toccati.

Air France, i sindacati dicono no Il nuovo piano non va, ma la trattativa resta aperta. Gli esuberi sono 2.100. Crollo in Borsa ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I sindacati non ci stanno. "Proposta insufficiente" dichiarano in una nota comune. Ma vogliono trattare e strappare condizioni migliori. L'Anpac all'inizio si chiama fuori. Ma poi la potente sigla dei piloti è costretta a rincorrere gli altri: si presenterà al confronto di lunedì,

Il faro Consob non fa luce ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che è andata a concentrarsi sulla vicenda Alitalia, il rischio che essa debba essere combattuta anche a colpi di norme del Testo unico della finanza. Ma tant'è. Nel punto delicatissimo nel quale si è giunti dopo la presentazione del nuovo documento di Air France e i possibili sviluppi del negoziato, occorrerebbe un embargo politicamente concordato delle dichiarazioni,

E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia dal cilindro uscì la Rai Se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Intendo Silvio, mago della comunicazione. Gli è riuscito il giochetto elettorale sull'Alitalia, di cui da statista con i piedi per terra e i pensieri in volo non gliene può fregare di meno, vedi il disinteresse da sempre per il precipizio della compagnia di bandiera.

Alitalia, tutto esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già overbooking Osaka e Teheran ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, tutto esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già "overbooking" Osaka e Teheran di Gioia Salvatori TUTTO ESAURITO sui nuovi voli Alitalia da Roma per Teheran e Osaka.

Le signore non si fanno mai aspettare. Ma Silvio Berlusconi, che pure è un anziano signore, non ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia che deve restare italiana, e ci penserà lui; la spazzatura di Napoli ed ora anche le mozzarelle; la sicurezza che non c'è; il lavoro che manca e più che mai per le donne; le tasse e le pensioni; l'attacco ad alzo zero all'avversario "comunista in politica da quaranta anni".

Alitalia, il bluff è pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia ( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, il bluff è pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia gli alleati di Silvio Berlusconi esaltano ora le doti del loro leader, che con il furbo annuncio dell'inesistente cordata italiana, avrebbe spinto Air France ad una maggiore disponibilità nelle trattative.

L'Italia convince la Ue: via libera Test rafforzati in particolare nelle province di Caserta, Napoli e Avellino ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: legame tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'

Di ALESSANDRO FARRUGGIA - ROMA - TUTTO è bene quel ch ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: legame tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'

TRA TANTO sfascio - rifiuti, mozzarella di bufala, l'affaire Alitalia - l
 ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affaire Alitalia ? l'immagine dell'Italia si tiene su anche con l'ironia. E così su eBay spunta l'asta per la cordata italiana accompagnata dallo slogan "Alitalia, adottiamola tutti". Il venditore ? un messinese che si firma findomestic ? ha le idee chiare: basterebbero 5 euro ad italiano per salvare la nostra ex compagnia di bandiera.

Alitalia? Air France non può far di più I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi: Piano offensivo . Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Alitalia? Air France non può far di più" I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi: "Piano offensivo". Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno ? MILANO ? IL NUOVO PIANO di Air France-Klm per Alitalia è arrivato poco prima della mezzanotte di venerdì ai sindacati.

Alitalia, piano <inaccettabile> ma si tratta ( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, piano "inaccettabile" ma si tratta Fabio Sebastiani Piano inaccettabile, ma si continua a trattare. Il nuovo incontro con Air France si terrà lunedì. E' questo in sintesi il racconto dell'ennesima giornata di passione di Alitalia, che ieri in borsa è arrivata a perdere il 37%.

Faremo il pieno di senatori Maroni: Sul federalismo nessun problema con FI e An ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: SU Alitalia, Roberto Maroni non usa giri di parole: "Grazie a Berlusconi, è stata stoppata un'operazione condotta con carte truccate. Un grande ragalo del governo Prodi a Air France". Il centrodestra è sicuro di vincere. Ma se ci fosse un pareggio al Senato, che succederebbe?

Per carità ( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incapace" sull'Alitalia Gentile direttore, rispetto alla vicenda Alitalia, considerando che i costi relativi al ridimensionamento aziendale in termini di risorse umane saranno a carico dello Stato, tipo pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa integrazione e così via, è possibile che questo governo, ancorché in scadenza,

Alitalia e Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione ( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione Alfonso Gianni* Chiacchiere "a schiovere", dicono a Napoli. E' quello che sta succedendo in questa terribile campagna elettorale a proposito di Alitalia e di Malpensa.

CARLA, CONSOLAZIONE DEL MADE IN ITALY ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non parlo della mozzarella ma di Alitalia, ma altre volte sono eccellenze quelle che portano all'estero il nostro marchio e dunque i cugini d'Oltralpe non stiano tanto a cavillare sulla nostra sgangherata compagnia di bandiera, nel conto finale calcolino anche quella meraviglia che non è figlia loro.

In rotta Prodi e Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta per l'acquisizione di Alitalia, giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera.

<Il documento? Un impatto devastante> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unione piloti esprime un giudizio "fortemente negativo sul documento di visione strategica di Alitalià presentato da Air France-Klm". In una nota, si rileva che "come da noi previsto ed evidenziato da molti mesi le ricadute sui piloti sono pesantissime, purtroppo in completa antitesi con le rassicuranti bugie che qualcuno cercava di farci bere".

<Alitalia, oltre duemila esuberi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 215 "Alitalia, oltre duemila esuberi" Air France conferma tagli pesanti. No dei sindacati --> Air France conferma tagli pesanti. No dei sindacati Non cede Air France. In Alitalia sono più di 2000 gli esuberi. I numeri del piano sono stati confermati ieri dal numero uno della compagnia franco-olandese, Cyril Spinetta.

Continuità, diffida dell'Enac ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il testo della diffida che Enac ha notificato nella giornata di ieri ad Alitalia e ai direttori degli aeroporti interessati dalla possibile violazione del decreto sulla continuità territoriale. Un provvedimento al centro di una rilettura da parte della Commissione europea, alla base del tentativo di Alitalia di ripartire, con gli orari estivi, da Cagliari per Roma e Milano.

<Peggio di Berlusconi c'è solo chi lo imita> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia dite le stesse cose del Pdl. "Entrambi critichiamo l'ipotesi Air France: ma mentre noi difendiamo i lavoratori, loro vogliono solo andare contro il governo Prodi". Quale risultato elettorale vi soddisferebbe, in Sardegna? "Una percentuale a doppia cifra è alla nostra portata.

Lista nera,spuntanootto liguri ( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altra notte ai sindacati di Alitalia che, pur definendo il piano "insufficiente", assicurano che ci sono ancora margini di trattativa. I piloti dell'Anpac, invece, giudicano la proposta "irricevibile", parlando perfino del fallimento come soluzione da valutare". Alitalia ha intanto recuperato 148 milioni di nuova liquidità e sta valutando di prorogare le trattative con Air France-

Bertinotti E PDL, ANCORA NO bossi dubbioso, il pd insiste ( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non si può giocare così con Alitalia a danno dei lavoratori", afferma Walter Veltroni. "Con le chimere di Berlusconi, Alitalia rischia di scomparire", aggiunge Francesco Rutelli. E il ministro Antonio Di Pietro si augura che Alitalia non finisca come l'asino di Buridano, che faceva il difficile di fronte all'erba del prato ed è morto di fame.

Nelle urne il futuro delle tante diaspore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per giunta sul palcoscenico elettorale è stata chiamata a svolgere un ruolo da protagonista l'Alitalia, compagnia aerea un tempo prestigiosa ed efficiente, progressivamente portata allo sfascio dalle convergenti responsabilità di alcuni manager a dir poco inadeguati e di certi sindacati sostenitori di insaziabili interessi corporativi.

Accordo impossibile ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al fallimento".

Berlusconi rilancia ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl si stringe a difesa di Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading : "Sulla questione Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia l'ennesima campagna politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi"

Guerra con la Francia ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Italia blocca Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori.

Stato di agitazione a Fiumicino contro i tagli ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tutti i dipendenti Alitalia alla manifestazione programmata per lunedì mattina alla Magliana, ha concluso l'assemblea di ieri dei dipendenti di Alitalia Service all'aeroporto di Fiumicino. L'assemblea è stata caratterizzata da un clima di profonda preoccupazione da parte dei partecipanti: molti i silenzi, ma non sono mancati alcuni interventi critici nei confronti dei sindacati.

Tra Italia e Francia, cugini latini ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Noi ci siamo rifatti in parte con i giornali : un editore italiano ha controllato per alcuni anni France Soir ed un altro detiene adesso il 33% dell'azionariato di La Tribune. La drôle de guerre dunque non riguarda solo la mozzarella e l'Alitalia (Absit iniuria verbis, ovvero con rispetto parlando), ma molto, molto di più.

Ferrara: <La mia lista per la vita riaccende la voglia di valori e passione> ( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al Senato si voti pure sull'Alitalia, perché questa mi sembra la deriva, alla Camera si prenda atto che c'è una possibilità in più, legata al grande tema che riguarda la vita". E qui le donne insorgono. "Sbagliando. Non intendo certo riporre la criminalizzazione o la non criminalizzazione delle donne che abortiscono.

Air France-Klm conferma il piano di 2.100 esuberi ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia", scrive il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una lettera riservata inviata ai sindacati. "Il piano industriale è costruito con il solo obiettivo di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo virtuoso della crescita redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro sviluppo ambizioso"

Bufera Alitalia ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Il piano Air France fa infuriare i sindacati Bufera Alitalia Air France-Klm presenta un nuovo piano ai sindacati e conferma i 2.100 esuberi. Spinetta: "Non possiamo fare di più". I sindacati sbattono la porta e il segretario della Uil, Luigi Angeletti, è categorico: "Accordo impossibile, serve una vera svolta".

Difficile dire se i francesi suscitano in noi più ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vogliono comprare la nostra Alitalia, hanno pieno diritto di farlo. Ma pensate un po' cosa sarebbe accaduto a parti invertite. Sicuramente avrebbero costruito una nuova linea Maginot, più efficace dell'originale. A chi sarebbe mai venuta l'idea in Italia di bloccare lo champagne perché qualche produttore è sotto accusa?

Le replica Dal Loft dei democratici una sola parola di commento: Infantile ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di Pietro ha denunciato Berlusconi in procura per la questione Alitalia. Condivide? "Non sono mai per regolare le questioni sul piano giudiziario, ma politico. Un frammento del modo in cui io ritengo si debba regolare il rapporto fra garanzie e legalità, fra politica e giustizia, sta nella nostra proposta sulle intercettazioni: un magistrato intercetti quanto ritiene.

Cv Alital 1069,603<TD class ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 69,603 75,309 cv B Ifis 09 99,760 100,320 cv Bco Popol 10 100,533 100,586 cv Beni Sta 11 93,195 92,796 cv BIM 15 90,417 90,773 cv Carige 13 112,613 114,323 cv Mi-A2a 09 115,091 115,239 cv SIAS 17 93,345 92,744 cv Snia 10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,132 109,

La vicenda Alitalia sulle nostre spalle Rispetto alla vicenda Alitalia, considerando che i ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Chi aspira all'oligarchiaè il vero antipolitico ( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: astensione potrebbe colpire anche l'elettorato di centrodestra: dopo la gaffe su Alitalia, ci manca solo che il Cavaliere sposi la sorella di Carla Bruni per provocare reazioni di rigetto. E poi, che succederà? In caso di stallo al Senato, il Cavaliere potrebbe anche comprarsi l'intera Udc, mettendola a palleggiare a Milanello;

Giovani, cervelloni e superliberali ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Volete sapere tutto di Alitalia? Bene, il qui presente Giuricin ha scritto il briefing paper (breve saggio, otto pagine) n.51 sul problema, aggiornato all'ultimo minuto. La sua tesi - liberista pura - è che bisogna vendere ad Air France senza ricamarci ancora. Allo stesso modo troverete briefing paper sul trasporto locale, la liberalizzazione dei servizi postali,

<Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida> ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 76 del 2008-03-29 pagina 2 "Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida" di Giannino della Frattina Formigoni risponde ai turchi che attaccano: "Il risultato finale? Non sarà condizionato" (...) Ma le bufale alla diossina, assicurano i due, non avveleneranno la corsa di Milano all'Expo.

Scajola lancia la corsa di Orsi ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia come aveva già fatto con altri gioielli di famiglia". Sull'immigrazione: "Aggiungiamo un posto a tavola per quelli che vengono per lavorare e non per quelli che vogliono a delinquere". Forte il messaggio sul nucleare: "La scelta di rinunciare alle centrali fu scellerata perchè oggi in Italia l'energia costa il 30%

I piloti lasciano a terra Air France ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: commissariamento Le casse di Alitalia si sono ridotte a febbraio a 180 milioni di euro ma arriva una boccata d'ossigeno per 148 milioni. L'iniezione di liquidità è dovuta ad un rimborso fiscale ed anche alla dismissione di tutte le azioni detenute in Air France-Klm. Nonostante questa situazione di criticità finanziaria, il consiglio di amministrazione della società ha deciso di attendere l'

<Prodi ci ha snobbato, confidiamo nel Cavaliere> ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia la paghiamo tutti, anche mia madre che non ha mai volato". La riforma della contrattazione come va affrontata? "Il protocollo per la contrattazione territoriale, sottoscritto con i tre principali sindacati confederali, è rimasto sulla carta perché la Cgil ha difficoltà ideologiche.

Nessun cedimento da parte dei francesi Il piano conferma tutti i 2.120 esuberi ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo nel 2010.

<Cinque euro a testa: ecco la cordata> ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Redazione Per Alitalia, la cordata italiana alla fine potrebbe esserci. E stavolta a dirlo non è un politico né un nome del panorama finanziario o istituzionale: per scoprirlo, basta fare un giretto su internet. L'idea è venuta a un venditore di Ebay con un'originale inserzione sul sito di aste più famoso del mondo: "Alitalia,

Prato trova soldi ma rischia i libri in tribunale ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che evocano la richiesta di amministrazione straordinaria, il comunicato diffuso da Alitalia nella serata di ieri, dopo un consiglio prolungatosi per quasi sette ore. Lunedì, dunque, è la data cruciale. Il cda non esclude una proroga del termine dopo il 31 marzo, ma prenderà la decisione in extremis, lunedì stesso, se ci sarà "fumus" per un accordo.

Bene Lottomatica e Fastweb ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in una seduta dominata ancora una volta da Alitalia (vedi servizio nelle pagine interne). Alla fine l'indice Mibtel avanza dello 0,06%, mentre lo S&P/Mib segna un rialzo dello 0,09%. Tra gli spunti, Fiat che ritrova e supera di slancio la soglia psicologica dei 14 euro e guadagna il 3,8% a 14,24, grazie all'ipotesi di uno scorporo dell'auto non escluisa dall'ad Sergio Marchionne.

Il Cavaliere: se vinco io addio francesi ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Il Cavaliere: se vinco io addio francesi Barbera, Giovannini e Manacorda Il cda della compagnia italiana trova148 milioni Ossigeno per la società.

DEPRESSI ALLE URNE ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: argomento sul quale si è concentrata la polemica elettorale: l'Alitalia. Un caso che avvilisce, perché si parla di concludere una storia vergognosa di sprechi clientelari e di incapacità manageriale con due soluzioni entrambe umilianti. O la svendita a una compagnia straniera o l'intervento dello Stato, anche se coperto da ancora fantomatici imprenditori privati,

Prove d'intesa a destra Il candidato del Pdl: Francesco da me non avrà dispiaceri ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Certo, se la vicenda Alitalia riporta in primo piano Padoa-Schioppa e le liti tra i ministri, la vedo male. Già col "tesoretto" Tps ci aveva creato guai per mesi, se ora continua con Alitalia... Ma lui è così: i conti e basta. Ricordo che per ottenere il taglio dell'Ici quasi mi dovetti incatenare".

Buttiglione dal vescovo Le imprese ai candidati "Un ponte con Genova" ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E per Alitalia "rovinata prima dalle indecisioni del governo Berlusconi, poi dall'asta voluta da quello di Prodi, occorre sapere che si potrà fare un passo avanti solo dopo aver portato i libri in tribunale mentre è assurda la pantomina tra Silvio e Walter".

Air France non fa sconti ( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La compagnia francese conferma le sue condizioni per l'acquisto di Alitalia: 2.100 esuberi. Sindacati contrari ma disposti a trattare. Berlusconi continua il suo spot aereo-elettorale: "I francesi ci umiliano, se vinciamo noi niente vendita"PAGINA 3.

<Expo, gli scandali non ci danneggiano> ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Moratti e Formigoni: siamo ottimisti Letizia Moratti e Roberto Formigoni difendono la posizione di Milano nella corsa all'Expo: "Né il boicottaggio della mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le nostre chances per l'esposizione". ALLE PAGINE 6 e 7 Cremonesi, Giannattasio e Querzé.

Unica certezza: no al fallimento ( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella Sinistra arcobaleno ricompare a tratti anche la proposta della "nazionalizzazione" (Alitalia è a tutti gli effetti una società ancora statale al 49,9%). Ma nessuno riesce a non dare la sensazione di "parlare di Alitalia" per far parlare si sé; senza alcuna idea praticabile per uscire dall'imbuto.

Un piano industriale, non chiacchiere in cordata ( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un'Alitalia fallita e ricostruita - ma da chi? - sarebbe costretta a partire da zero. Controcorrente. Il piano Air France-Klm poggia con razionalità su tre hub continentali (Amsterdam, Roma, Parigi), dovendo misurarsi "localmente" con la concorrenza di Lufthansa e alleati, con grandi prospettive a Est.

A mezzanotte si aprono i cieli Voli liberalizzati tra Europa e Usa ( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Indipendentemente dalla presenza di Alitalia e di AirFrance-Klm - dice Héritiere - l'aeroporto può vivere, con Open Skies è diventato molto appetibile, tanto che 40 compagnie hanno chiesto di comprare gli slot di Alitalia". Ma i cieli aperti non sono tutti benefici. L'incremento dei collegamenti (già da domani un 20% in più tra Londra e New York) farà crescere le emissioni.

Moratti: <Malpensa e mozzarella non ci danneggeranno per l'Expo> ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Né il boicottaggio della mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le chances di Milano per l'Expo. Poi l'attacco: "La Turchia chiede l'Expo per la Turchia, noi la chiediamo per tutti i Paesi del mondo". A due giorni dal voto Expo 2015 arriva il pepe della competizione.

La squadra di Spinetta, il tavolo dei nove ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbe essere inserito nei ruoli dirigenziali di Alitalia se l'operazione andasse in porto. Sono due invece le signore che si alternano al fianco di Spinetta: Florance Parly, responsabile delle Strategie, già segretario di Stato al Bilancio nel governo del socialista Lionel Jospin, e Marielle Hamon, che si occupa di Controllo.

Alitalia La vendita ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia La vendita 148 Milioni di euro: sono entrati nelle casse di Alitalia ieri grazie alla cessione del 2% di Air France-Klm e a un credito d'imposta. Si aggiungono ai 180 milioni che risultano in cassa a fine febbraio.

Calderoli: anch'io ho un imprenditore ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per prendere Alitalia oggi ci vuole coraggio, ma ce ne vuole di più, secondo Calderoli, per sfidare un governo "che vede solo l'Air France". Peccato, "perché l'Alitalia agli imprenditori del Nord interessa, eccome. Questo gruppo, pronto a entrare nella cordata Berlusconi, pensa di fare un investimento, mica beneficenza.

Esuberi ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cyril Spinetta per Alitalia prevede un totale di esuberi per 2.120 addetti Piloti I tagli previsti sono 507 di cui 213 uscite nel 2010, 117 pensionabili dal 2011 al 2014 e 177 da cassintegrare e poi ricollocare Assistenti di volo Gli esuberi sono 594, tutti con uscita previdenziale tra il 2010 e il 2014 Personale di terra I tagli sono 398,

Berlusconi: dirò no ad Air France, dopo il voto appello per la cordata ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I sindacati di Alitalia bocciano senza mezzi termini la proposta di accordo-quadro di Air France-Klm, ma tutti e nove dicono "sì" alla trattativa che partirà lunedì pomeriggio. Segno che ritengono di avere margini per trattare, o almeno ci sperano. La prospettiva non è rosea, visto che nella lettera di accompagnamento al documento "altamente confidenziale "

LA PIGRIZIA SINDACALE ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia lo dimostra: i capi sindacali grandi e piccoli hanno usato con troppa parsimonia la loro conoscenza degli avvenimenti e hanno preferito indulgere nell'elenco dei peccati altrui, senza mai inserire una nota a margine sui propri. Tutto ciò non induce all'ottimismo alla vigilia del voto e in prossimità dell'inizio di una stagione politica,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di ... ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di MARIA LUISA AGNESE Noi e i francesi Da Mazarino a Carlà Odi e amori L a Francia che dichiara guerra alle italiche mozzarelle, anche se poi si pente e in qualche modo smentisce l'embargo. L'Air France che vuole conquistare l'Alitalia. CONTINUA A PAGINA 3.

Berlusconi: fermerò Air France ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-03-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere all'attacco: ci offendono, se vado al governo non vendo a loro Berlusconi: fermerò Air France Il piano della compagnia per Alitalia: 2.100 esuberi ROMA - "Offensiva" per Berlusconi la proposta Air France per Alitalia: "Se governerò, dirò no". A PAGINA 5 Baccaro.

Rutelli punta al 51 per cento Difende Fiumicino, attacca Bossi ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Capitolo a parte meritano la questione Alitalia e, ovviamente, Umberto Bossi: "Lui può parlare di tutto, ma oltre che sparare ogni giorno contro Roma gli consiglierei di verificare tutti gli errori fatti dalla destra su Alitalia e contro Malpensa". Perentoria la difesa di Fiumicino: "Sulla questione Alitalia vanno garantiti gli interessi del Paese.

Indici piatti, rally di Lottomatica ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A partire da Alitalia (che si appresta a lasciare l'S&P-Mib: da lunedì sarà sostituito da Geox): il titolo non è riuscito a fare prezzo in apertura, poi ha subìto ripetute sospensioni per eccesso di ribasso e infine ha segnato in chiusura un crollo del prezzo di riferimento pari al 37,19%.

E Casini lodò Umberto: solo lui capisce ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il capo leghista chiede garanzie, vuole anzitempo prenotare i posti nel governo. Una marcatura così asfissiante che nei giorni scorsi Berlusconi è andato in escandescenze. Ma finché "Silvio " non cederà, "l'Umberto" gli farà il controcanto: su Alitalia, sul duello tv, e anche su Casini... Francesco Verderami.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-29 num: - pag: 50 autore: di MASSI... ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sfida dello Stato azionista I l centenario di Fincantieri offre un tonico allo Stato imprenditore prostrato dal tracollo di Alitalia. Nel trasporto aereo, perderemo la compagnia di bandiera, senza vedere al suo posto un vettore privato di rilievo internazionale. Nella cantieristica, invece, il colosso pubblico è primo al mondo, e dietro crescono i produttori privati di superyacht.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, proposta francese Nuova proposta di Air France-Klm per Alitalia: confermati i 2.100 esuberi. Spinetta: non posso fare di più. Berlusconi: con me al governo, niente Air France. De Gennaro e il G8 Richiesta di rinvio a giudizio per l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro nell'ambito dell'inchiesta Diaz per i fatti del G8 di Genova nel 2001.

SALVATAGGI STATALI ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Il caso di Alitalia è certamente più complesso di quello dell'azienda in cui lei ha lavorato. Ma la sua esperienza dovrebbe spingere a qualche riflessione i sindacati di Alitalia e coloro che ancora credono nell'utilità dei salvataggi statali, più o meno larvati.

Sea rilancia: cargo full time ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cargo full time MALPENSA - A poche ore dalla smobilitazione annunciata da Alitalia (180 voli in meno al giorno), Malpensa prova a reagire alla crisi che la accompagnerà almeno per un paio d'anni. Ieri Sea ha annunciato che dal primo aprile l'attività doganale nella Cargo City dello scalo sarà garantita 24 ore al giorno per 7 giorni.

In Tribunale la roulette dei precari ( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 13 categoria: REDAZIONALE Busto Arsizio Con la crisi Alitalia aumentano i lavoratori che tentano di ottenere il contratto a tempo indeterminato In Tribunale la roulette dei precari Malpensa, le cause degli stagionali. Due giudici del lavoro, sentenze spesso opposte La Sea annuncia nuovi "tagli": a casa 400 dipendenti stagionali.

Air France, no dei sindacati ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bocciato il piano per Alitalia, ma si tratta ancora. Spinetta: oltre non vado. Prodi: si approfondisca Air France, no dei sindacati Berlusconi: se andrò al governo strada sbarrata a Parigi.

ROMA I sindacati dicono no al nuovo piano di Air France che prevede 2.100 esuberi, ma sono disposti ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi insiste e sbarra la strada ai francesi: "Se andrò al governo, Alitalia resterà italiana, una cordata arriverà dopo il voto. In ogni caso Prodi non può chiudere la trattativa". I piloti si schierano con il leader del Pdl e giudicano inaccettabile la proposta di Parigi, che però non sembra disposta ad andare oltre.

La Consob non sospende il titolo Alitalia perchè la trattativa sulla compagnia di bandiera dura ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

MILANO Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece applicare la ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MILANO "Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece applicare la legge che c'è già, la stessa legge che ha salvato Parmalat. Per Parmalat si sono salvati i posti di lavoro e si sono fermati i debiti che le banche per un periodo non hanno potuto più esigere.

ROMA - La minestra francese o la finestra del commissariamento? L'ultimo biv ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultimo bivio di Alitalia è dietro l'angolo. Da una parte c'è Air France-Klm: 2.100 esuberi e una riduzione drastica dell'attività, con 42 aerei a terra e poco più di 2.000 lavoratori che rimangono sotto il cappello di Fintecna. Dall'altra parte c'è la via del commissario straordinario: più di una minaccia, praticamente una certezza se dovesse saltare la trattativa con Air France.

ROMA Ora sul tavolo la nuova offerta Air France c'è. Più "spiragli” ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultima offerta i "comandanti" in sovrappiù sono diventati 507 (tra i 410 di Alitalia e i 97 di Alitalia Express). Viene confermata la cancellazione del settore cargo entro il 2010. Circa 594 gli esuberi tra gli assistenti di volo, 352 tra i dipendenti di terra, 46 tra quelli di Alitalia Express, 121 tra il personale occupato all'estero.

Alitalia 1 airfrance trattativista ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 1 airfrance trattativista Spinetta fa il duro poi s'ammorbidisce Per lunedì promette ulteriori concessioni L'amministratore delegato di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, in realtà, lo aveva detto chiaro e tondo, nel corso della conferenza stampa romana di dieci giorni fa: per l'accordo con Alitalia si sarebbe accontentato del via libera della "

Alitalia 2 lunedì l'incontro con spinetta ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attività di trasporto merci di Alitalia è in perdita significativa e strutturale. Di conseguenza, l'attività cargo di Alitalia non potrà essere redditizia in futuro e verrà chiusa nel 2010". Di tutt'altro parere Berti che dice: "Noi chiediamo che il cargo debba rimanere e nel corso d'opera vogliamo un tavolo per valutare le misure per renderlo produttivo"

Segue dalla prima milano e l'expo ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'addio di Alitalia allo scalo milanese potrà essere letto in chiave di opportunità, grazie ai nuovi orizzonti aperti dal combinato Expo-Open Sky. Ma anche il dossier Alitalia riceverà impulso dalle notizie parigine. Basti dire che Bruno Ermolli, advisor di Jp Morgan impegnato nel reclutamento della cordata italiana,

Alitalia Air france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Air france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento Spinetta ha in serbo uno zuccherino da offrire ai piloti Spinetta ha già pronta la sua strategia per convincere i sindacati. E l'incontro di lunedì tra il numero uno di Air France e le organizzazioni sindacali potrebbe segnare una svolta.

Urne Lunedì si decide la disfida con Smirne. Le ricadute sul dossier alitalia. il rinascimento del carroccio ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
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Abstract: sul dossier alitalia. il rinascimento del carroccio La grande paura di Milano, perdere anche l'Expò Allam e Afef. Ieri sulla Stampa la moglie di Marco Tronchetti Provera ha criticato la conversione di Magdi Cristiano Allam. In sintesi, per la bella Afef, il neobattezzato avrebbe in mente un piano diabolico: diventare il simbolo dello scontro di civiltà tra cattolici e musulmani.

Calabria nel testa a testa tra Pd e Pdl decisivo il suo pacchetto ( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
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Abstract: ironizzando sulla recente lite tra l'ex rettore e l'ex pm a proposito di Alitalia). "Mi fa veramente piacere - ha risposto Veltroni - che Alessandro Bianchi abbia scelto di entrare nel Pd". Applausi, di gente intorno a loro. La seconda sorpresa è stata la folla che ha riempito in ogni ordine di posto il Teatro Odeon.

Ceduta la quota del 2% di partecipazione in Air France/Klm Incassati 79 milioni ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dipendente di Alitalia Servizi, chiacchiera con i colleghi nel piazzale davanti alla mensa nell'area tecnica dell'Aeroporto; aspetta l'inizio dell'assemblea del personale di terra di Alitalia. L'atmosfera generale - lo si capisce subito - è di depressione spinta: il "rilancio" di Jean-Cyril Spinetta contiene qualche miglioramento,

Ossigeno per Alitalia arrivano 148 milioni ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia in Air France-Klm. Una cessione quest'ultima che non ha alcun legame con l'eventuale fusione: anzi, se l'azienda non avesse venduto, con le nozze Air France-Klm la ricomprerebbe a prezzo di sconto nella "pancia" di Alitalia. La boccata d'ossigeno ha quasi raddoppiato la cassa: nel solo mese di febbraio la compagnia ha bruciato 102 milioni di euro;

In caso di ballottaggio cosa farà l'Udc? Appoggeremo chi sottoscriverà ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
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Abstract: Il candidato a sindaco dell'Udc è intervenuto anche sulla vicenda Alitalia: "E' un patrimonio nazionale ma soprattutto romano, visto per il 90 per centro è radicata proprio a Roma. Come candidato sindaco - ha concluso Luciano Ciocchetti - il mio impegno è quello di difendere strenuamente lo scalo romano e il suo futuro.

Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumici ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo le rotte Alitalia a Fiumicino (77 in tutto), passano da una frequenza settimanale di 1.406 a 1.601; a Malpensa, invece, le rotte AZ scendono a 38, con una frequenza settimanale di 366 voli.

Berlusconi Intima a Prodi di non chiudere e garantisce il no in caso di vittoria elettorale ( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
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Abstract: ma per me Alitalia non esiste più dal 30 agosto scorso, quando fu annunciata la dismissione". Le rotte di Alitalia salve se vola a Malpensa, condannate se non ci vola più. Troppo facile, no? "No, le cose stanno in un altro modo. Il problema si pone quando Alitalia non è più una compagnia controllata dallo Stato italiano ma diventa addirittura -

ROMA Si faccia o non si faccia? Il problema è il faccia a faccia. E' p ( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
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Abstract: ALITALIA. Il sondaggista Luigi Crespi, che per sette anni ha lavorato al fianco del Cavaliere. "Altro che faccia a faccia. Magari mi sbaglio, ma credo che Berlusconi punti sul grande effetto annuncio che farà negli ultimi tre-quattro giorni in una conferenza stampa.

Alitalia, stallo sugli esuberi ( da "Campanile, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia. Il piano rivisto e corretto, prevede anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al settore cargo nel 2010.

Bufale alla francese ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Italia blocca Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori.

Alitalia trova 148 milioni ma cresce l'indebitamento ( da "Voce d'Italia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da lunedi ci sarà un nuovo incontro con i sindacati e i vertici di Air France-Klm, Alitalia, Alitalia Servizi e Fintecna. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non ci potrà essere nessuna alternativa ad Air France: "Su questo tema - ha detto- molte posizioni stanno cambiando, ma la verita' e' che allo stato non c'e' alcuna alternativa alla trattativa con Air France".

Angeletti (Uil): Accordo impossibile ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al fallimento".

Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le elezioni" ( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Scontro su alitalia Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le elezioni" è scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno avanti con una "analisi approfondita" del piano.

VIA LIBERA DELL'UE ALLA MOZZARELLA PASTICCIO A PARIGI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è persino chi parla di sgambetto all'Italia, chi arriva ad evocare la trattativa Alitalia-AirFrance con Spinetta è a Roma. E c'è chi mette in campo l'Expo del 2015, visto che lunedì il Bureau International des Exposition (Bie) dovrà decidere tra Milano e Smirne, e chi invece vede nel blocco durato poche ore, un nuova guerra commerciale.

I FRANCESI SOFFRONO PER L'IMMONDIZIA BISOGNAVA FARE CHIAREZZA SUBITO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non è che l'embargo-lampo sia una sorta di ripicca per la faccenda dei ritardi nella vendita dell'Alitalia ad Air France? "Per niente. I giornali parlano poco di questa vendita. Come parlano poco di alcune faccende che impazzano sui nostri quotidiani. Per loro è una questione politica italiana, un po' incomprensibile". p. t.

LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI APPROVA L'IPOTESI DI UNA CORDATA MADE IN ITALY. È QUANTO EME ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Solo il 23%, invece, è favorevole alla vendita ad Air France. E ancora: il 71% del campione interpellato ritiene che Alitalia debba restare italiana ma per il 42% la cordata di Berlusconi non è credibile. Maggioranza di no anche per l'ipotesi di un prestito nazionale sottoscritto dagli italiani.

E L'UNIONE PILOTI VA DA BERLUSCONI. UNA PICCOLA DELEGAZIONE DEL SINDACATO CHE RIUNISCE DIPENDEN ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sindacato che riunisce dipendenti di Alitalia e di altre compagnie aeree s'è presentata ieri al Palazzo dei Congressi dell'Eur per assistere al comizio del leader del Pdl. "Se c'è una cordata italiana - ha detto Massimo Notaro, comandante di Boeing 767 e presidente dell'Up - ben venga, anche perché la tesi di Berlusconi della colonizzazione da parte dei francesi è assolutamente corretta"

LAVORATORI IN ASSEMBLEA A FIUMICINO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Riuniti in assemblea nella zona tecnica di Alitalia, i dipendenti di Az service hanno discusso con i sindacalisti analizzando la proposta inviata da Spinetta e hanno indetto una manifestazione per lunedì davanti alla sede della compagnia di bandiera alla Magliana. Tra molti silenzi e qualche intervento critico nei confronti dei sindacati, così,

L'ULTIMA OFFERTA DI AIR FRANCE: 2120 ESUBERI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi i piloti: 507 (410 di Alitalia e 97 della controllata Express) non servono più. Un sacrificio enorme per la categoria, tagliata di circa il 26%. Non a caso sono i più intransigenti, con l'Anpac che parla di "capitolo chiuso" e l'Up di piano "scandaloso" e "accanimento contro i piloti".

I SINDACATI: CONTRARI MA NON ABBANDONIAMO IL TAVOLO . IL CDA ALITALIA RECUPERA LIQUIDITà PER 148 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: IL RISIKO DEI CIELI I sindacati: "Contrari ma non abbandoniamo il tavolo". Il cda Alitalia recupera liquidità per 148 milioni Ribaditi il taglio di aerei e la dismissione dei cargo Una sola novità: in 900 rientreranno in organico.

NON DARò ALITALIA AI FRANCESI, CI OFFENDONO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non darò Alitalia ai francesi, ci offendono" Roma. Da una parte l'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi, che insiste sulla strada che porta Alitalia nelle braccia di Air France. Dall'altra il candidato premier Silvio Berlusconi che continua a bocciare la pista parigina e annuncia: "Se sarò io a presiedere il prossimo governo,

MALINCONICO ADDIO PER ALITALIA ALL'INDICE STANDARD & POOR'S DELLA BORSA DI MILANO. IL TITO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malinconico addio per Alitalia all'indice Standard & Poor's della Borsa di Milano. Il titolo della compagnia aerea, difatti, sarà cancellato lunedì dall'indice delle principali quaranta società quotate in Piazza Affari. Al suo posto entrerà la Geox. L'ultima seduta da blue chips ha visto Alitalia chiudere in calo del 37,19% segnando un prezzo di 0,

SOLO ATITECH RESTA ESCLUSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Resta fuori dall'offerta per Alitalia lo stabilimento Atitech, eccellenza internazionale che però non serve al gruppo franco-olandese nei futuri assetti, mentre sono comprese l'attività di handling di Fiumicino e le attività di manutenzione leggera e manutenzione di linea.

PAOLO MAINIERO AVANTI E INDIETRO, SU E GIù, PER LA PROVINCIA DI NAPOLI. ORA TRA I CENTRI DI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Ci pensano i figli. I precari? Ci pensano i figli. È vero che ogni scarafone... però questo presentarsi come la soluzione di tutti i problemi del Paese appare come una forma di ipertrofia dell'ego". La risposta che il Pd deve saper dare, sostiene invece D'Alema con i sindaci, sta nella capacità di intercettare quegli strati sociali più poveri e di farsi carico delle loro

I piloti non mollano Air France non decolla ( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "A queste condizioni - aggiunge il leader del Pdl - quando saremo al governo non vorremo concludere alcuna trattativa" con i francesi. Anzi. "Lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale"


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Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

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Da domani previsioni secretate per legge. Le ultime danno una spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo "contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso, sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air France si esaurisca" prima di poter considerare un'alternativa. È un Berlusconi che fa marcia indietro rispetto all'ostentata sicurezza degli ultimi giorni, quello che ieri si è visto costretto a precisare le indiscrezioni rivelate dalla Stampa sui possibili partecipanti alla cordata. Pezzi grossi come Mediobanca, Eni e Benetton, una volta visti tirati in ballo non hanno aspettato molto prima di smentire ogni interesse per l'affare. Andandosi così ad aggiungersi al niet di Banca Intesa. Insomma, una bella botta per il Cavaliere e per il suo partito, che rischia di riverberarsi sul voto del 13 aprile. Gli ultimi sondaggi disponibili infatti fanno registrare un Partito democratico in rimonta mentre il Pdl fa segnare una battuta d'arresto se non una lieve flessione. Per non parlare del caos senato: a palazzo Madama diventa sempre più probabile uno scenario in cui il centrodestra non riesce a raggiungere la maggioranza.

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Comunque, la sua storia è nita (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

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Potrebbe lasciare con quello che Ferrara chiama l'happy end. Ma anche senza alcun happy end, bensì in un gran casino di parlamento ingovernabile e maggioranza inesistente. Comunque vada, anche l'esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si è ricostituita tre anni fa (era allora che a n d a v a fatta l'oper a z i o n e Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e che il Pd non riesce a erodere. Ma sono voti rassegnati, di ripiego, negativi, privi di passione com'è privo di passione e di voglia di governare l'uomo che li raccoglierà per l'ultima volta: il debole colpo di coda di una vicenda chiusa. Lo sa l'establishment, che si tiene alla larga da boutade tipo Alitalia, lo sanno osservatori e investitori stranieri, gli italiani che non lo sanno lo capiranno comunque presto, dopo il 14 aprile. Il Pd tenterà il colpaccio subito, per togliere l'happy end a Berlusconi ed evitare questa umiliazione all'Italia. Se il colpaccio non dovesse riuscire (sarà comunque di poco), si tratterà di decidere se lasciar sprofondare la destra nei guai da essa stessa provocati, oppure offrire la mano per rimettere insieme i cocci di istituzioni impazzite. Dicono dal loft che questo non è tema di adesso. Che ora bisogna solo battersi per vincere. Hanno ragione, la rimonta non è impossibile. Poi però sfuggono qua e là (Bettini, Franceschini, Finocchiaro...) frasi smozzicate sul dopo che lasciano intravedere opinioni diverse sull'alternativa di cui sopra. Non sarà una scelta facile, se mai si porrà. Basti dire che uno dei passaparola via email sul famoso tema ieri ripreso da Europa (aiutare Sa e Udc a fare il quorum al senato nelle regioni dove questo danneggerebbe Berlusconi?) si intitola: "Vade retro Satana". Così è fatta la nostra gente.

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Il Cavaliere svela il bluff (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

LA VENDITA DI ALITALIA Mediobanca, Eni e Benetton smentiscono ogni interesse. Berlusconi conferma che la cordata non c'è Il Cavaliere svela il bluff RAFFAELLA CASCIOLI Comprereste una compagnia di bandiera da quest'uomo? Dopo 14 anni di politica, due governi fallimentari e una procedura d'infrazione per deficit eccessivo all'Italia come antipasto di una bancarotta annunciata, Silvio Berlusconi ha di recente rispolverato il più classico dei "ghe pensi mì". "Su Alitalia ci penso io, organizzo io la cordata", ha sparato ai quattro venti in questi giorni. Peccato che ieri ha dovuto fare retromarcia e confermare che di imprenditori disponibili non ce ne sono, e che nelle mani si ritrova "solo esplorazioni e contatti avviati dai consulenti". Berlusconi da un mese sta "giocando" a gatto e topo con la compagnia di bandiera italiana, che solo a gennaio ha bruciato 85 milioni di euro facendo lievitare il debito a 1,28 miliardi. L'ultima boutade è di ieri: in una conversazione con La Stampa ha rivelato i nomi della cordata italiana: Ligresti, Benetton, Mediobanca, Eni e ce ne sono tanti altri... Fioccano le smentite: Mediobanca, l'Eni, Benetton e lo stesso Berlusconi ("sono indiscrezioni e supposizioni giornalistiche"). Società quotate messe in imbarazzo da colui che si candida ad essere per la quarta volta premier in un momento in cui, vista l'aria che tira sui mercati, la credibilità è tutto soprattutto quando uno stato in bilico come l'Italia potrebbe incontrare, come ha scritto di recente il Financial Times, qualche temporanea difficoltà nel collocamento dei titoli pubblici essendo costretto a pagare rendimenti più alti del previsto. Eppure un Cavaliere senza scrupoli da tempo sostiene con mezze affermazioni il suo bluff e cosa più grave i nomi dei cavalieri bianchi arrivano nel giorno in cui Air France sottoporrà la nuova proposta ai sindacati. Per il leader del Pd, Walter Veltroni, "non si possono fare affermazioni che non siano sostenute dalle realtà delle cose. La politica è una cosa seria in cui ogni parola pesa e ha un effetto sulla borsa e sulla trattativa complessa in corso con Air France". Ma il premier perde il pelo e non il vizio. Era, infatti, il primo marzo quando, a campagna elettorale appena iniziata, il Cavaliere aveva invitato "a riflettere con attenzione sull'operazione Alitalia-Air France". Il passo successivo l'ha compiuto il 5 marzo quando ha detto "che la cosa migliore per Alitalia sarebbe che dieci imprenditori italiani entrassero in campo", salvo poi aprire alla possibilità di una "public company con francesi e olandesi". Il 18 marzo, però, non ce l'ha fatta più ed è sbottato: "L'Alitalia è una delle mie preoccupazioni". Dice di averlo comunicato a chi sta trattando (il governo Prodi), ma l'interessato smentisce. Il 19 marzo rompe gli indugi e con una chiamata alle armi solletica l'orgoglio imprenditoriale: in nome dell'italianità chiede di ricacciare oltralpe i cugini francesi. Il giorno dopo fa nome e cognome della cordata "amica": la regia spetterà ad AirOne e l'operazione "sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Ma le bugie hanno le gambe corte e il Cavaliere viene smentito appena dodici ore dopo dall'amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera: "È inimmaginabile che si faccia un'offerta su Alitalia". Il 21, ovvero una settimana fa, Berlusconi torna all'attacco e annuncia che entro pochi giorni si concretizzerà una cordata italiana, ma non fa nomi. In serata è, però, lo stesso Berlusconi a prendere più tempo e i pochi giorni diventano 3 o 4 settimane, dopo l'appuntamento elettorale. E a chi avanzava dubbi replica: "Ormai sono impegnato io, quindi si fa". In un impeto, neanche fosse un fiume in piena, spiega che "O si fa l'Alitalia o si muore" citando Garibaldi. Inizia il gioco delle scommesse, della caccia all'imprenditore, della speculazione in borsa dove il titolo è continuamente sospeso per eccesso di rialzo e sono scambiati di mano diversi milioni di pezzi. Poi arriva Pasqua e il fido Bonaiuti spiega che non si può fare una cordata tra il venerdì santo e pasquetta. Passano i giorni ma nessuno crede più al Cavaliere che continua a parlare di una cordata alla quale, però, i suoi figli non parteciperanno. Chi ha la memoria lunga all'estero difficilmente potrà dimenticarsi del fatto che il Cavaliere solo nel 2006 tifava per Air France definito un esempio positivo e due anni prima davanti a una compagnia di bandiera pronta a portare i libri in tribunale diceva: "Per fortuna di Alitalia c'è il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere". Se nel 2008 Berlusconi risolverà i problemi di Alitalia come fece nel 2004, gli italiani sono avvertiti.

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Per il leader del Pdl c'è il rischio aggiotaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

GIANNI DEL VECCHIO Ancora nessun atto ufficiale a carico di Silvio Berlusconi per le sue esternazioni su Alitalia, che negli ultimi giorni stanno influenzando le quotazioni del titolo della compagnia di bandiera. Tuttavia sia la Consob che la procura di Roma hanno fatto sapere che stanno "monitorando con attenzione" le vicende di questi giorni. In particolare, la commissione guidata da Cardia "ha messo in atto un attento monitoraggio e ha effettuato interventi di competenza ", come rivelano fonti interne. Il che significa che è stato aperto un fascicolo, il quale, nel caso si ravviseranno elementi di reato, sarà passato alla procura competente. Non a caso anche la procura di Roma, in attesa di possibili istruttorie, ha fatto sapere che sta seguendo da vicino la vicenda. Anche perché proprio ieri il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha annunciato pubblicamente che presenterà una denuncia a carico dell'ex premier per aggiotaggio e insider trading sulla vicenda della fantomatica cordata italiana alternativa ad AirFrance. Ma quanto rischia realmente Berlusconi di rimanere invischiato in un procedimento giudiziario? Se i fatti che seguiranno da qui alle elezioni dimostreranno che la cordata italiana è solo una bufala, allora il rischio si fa molto concreto. È soprattutto il reato di aggiotaggio quello che si potrebbe configurare a carico dell'ex premier. Secondo il codice penale, infatti, incorre in questa tipologia chi, mettendo in giro notizie false e tendenziose, altera artificialmente il valore dei titoli scambiati in borsa. Due circostanze che sembrano entrambe concorrere in questa situazione: da una parte infatti ci sono le smentite, fatte su pressioni della Consob, dei presunti partecipanti al gruppo interessato ad Alitalia, ovvero Mediobanca, Eni, Banca Intesa e Benetton; dall'altra c'è la reazione anomala del titolo della compagnia di bandiera, che ormai sempre più spesso nelle ultime sedute è stato sospeso per eccesso di rialzo. Solo nella giornata di ieri, ad esempio, ha chiuso in rialzo del dieci per cento, con venti milioni di azioni che sono passate di mano. Diverso invece il discorso per l'altra ipotesi di reato avanzata da Di Pietro ovvero insider trading. Quest'ultimo è il reato di chi, essendo in possesso di informazioni privilegiate, le utilizza per raggiungere un guadagno dallo scambio di azioni, sia per sé stesso che per terzi. Esempio classico è quello del manager della società quotata che passa le sue informazioni a un amico che le usa per comprare o vendere azioni della società. Si capisce come questa tipologia di reato si attagli meno al comportamento berlusconiano e sia più difficile da provare. In altri termini, il pm dovrebbe provare che il leader Pdl abbia lucrato dalle sue esternazioni attraverso l'acquisto o la vendita di titoli Alitalia. Cosa difficile, anche perché lo stesso Berlusconi ha fatto sapere di non possedere titoli della compagnia in portafoglio.

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Alitalia e il possibile con itto targato Eni (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

S C R I P T A M A N E N T Alitalia e il possibile con itto targato Eni PANORAMIX Ecco la cordata Chi avrà ragione tra Roma e Torino? La Stampa dedica l'apertura del giornale alla ormai mitica cordata di Silvio Berlusconi. Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio elettorale a Viterbo (piazza semivuota, nelle cronache di qualche quotidiano), "Silvio Berlusconi svela ? scrive Augusto Minzolini ? qualche segreto di quello che un domani sarà ricordato come il capolavoro di questa campagna elettorale: la questione Alitalia". Dice il Cavaliere alla firma del quotidiano torinese: "Inutile che gli altri ci scherzino su la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni mi hanno mi hanno confidato il loro interessamento. Da Ligresti a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse, che può direttamente partecipare all'operazione e che ha un grande interesse in questa vicenda: come può il più grande gruppo italiano a livello internazionale permettere che il nostro paese perda la sua compagnia di bandiera? ". Si può aggiungere un'altra riflessione a quelle del candidato del Pdl e della Lega: è ben strano che Berlusconi veda protagonista dell'operazione una grande azienda pubblica come Eni con un Cda in scadenza in attesa di essere rinnovato dal futuro governo. Come la si giri, il messaggio non è tranquillizzante. Arriverà solenne smentita? No, armataBrancaleone Su Repubblica, Ettore Livini, racconta un'altra storia: "Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al fallimento ". Scrive il quotidiano romano diretto da Ezio Mauro: "Silvio Berlusconi rialza la posta sulla partita Alitalia. Ma all'appello della sua cordata tricolore ? almeno per ora ? brillano più gli assenti che i presenti. Non ci saranno i figli del Cavaliere, gettati nella mischia e poi ritirati dal padre. Nicchia il Fondo F2 di Vito Gamberale ("abbiamo tanti dossier allo studio, non quello su Alitalia", dice una fonte). Tira il freno Banca Intesa ? "siamo fuori gara da tre mesi e non ci ha più contattato nessuno", ribadiscono da giorni i vertici dell'istituto ? e sembrano freddi anche gli industriali: "Abbiamo un aereo in ditta ed è già difficile gestire quello", ha liquidato la questione Carlo Pesenti, numero uno di Italcementi mentre pure Marco Tronchetti Provera, disposto in passato a versare un cip simbolico per salvare Malpensa, e Diego Della Valle si chiamerebbero fuori". Le adesioni? "Per il momento ? aggiunge Repubblica ? appaiono più decoubertiniane che sostanziali. È pronto a partecipare con entusiasmo Gerardo Soglia, candidato Pdl in Campania e titolare dell'omonimo gruppo alberghiero (187mila euro di utile nel 2006). Sarebbero interessati Santo Versace (altro uomo in corsa per il centrodestra) e Francesco Casoli, ad di Elica, candidato al senato da Berlusconi. Al netto dei pedaggi elettorali, però, la vera fase di reclutamento sarebbe ancora in una fase poco più che iniziale". Unico nome tra quelli citati da Berlusconi a Minzolini che compare anche sul quotidiano romano quello di Salvatore Ligresti. Con questa chiosa: "Già si è scottato dita e portafoglio con l'avventura in Volare, ma col centrodestra milanese ha in ballo diverse partite immobiliari". Il commento non serve.

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Scontro sul piano per alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Spinetta conferma i 2.100 posti da tagliare. I confederali aprono al negoziato. I piloti in trincea: meglio il fallimento Scontro sul piano per Alitalia No dei sindacati, ma si tratta. Berlusconi: se vinco mai con Air France ROMA - I vertici di Air France hanno presentato un nuovo piano per l'acquisto di Alitalia. Ma il presidente della compagnia francese ha confermato che si dovranno tagliare 2.100 posti. I sindacati confederali aprono al negoziato, mentre i piloti si oppongono: "Se le condizioni sono queste, meglio il fallimento". E Silvio Berlusconi continua a parlare di cordata italiana: "Quando sarò al governo non tratterò con Air France, farò un appello agli imprenditori italiani. Voglio vedere chi si tira indietro". CILLIS, GRION, LIVINI, MANIA E MARTINOTTI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Tagli, investimenti e ammortizzatori spinetta: "non posso fare di più" - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tagli, investimenti e ammortizzatori Spinetta: "Non posso fare di più" L'ultima versione del piano: da Az servizi recuperati 4mila posti Il dossier I piloti che resteranno senza lavoro saranno 507. Per due terzi prepensionamenti Dal 2010 al 2018 via allo sviluppo: entreranno in servizio 8 aerei a lungo raggio ETTORE LIVINI MILANO - "Messieurs, come mi ero impegnato a fare, vi trasmetto un documento dettagliato per riavviare subito i negoziati e, spero, per essere efficaci nei tempi stretti che abbiamo...". Comincia così la letterina in francese di due pagine inviata giovedì sera da Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, ai sindacati di Alitalia per presentare il nuovo piano di Parigi per la nostra compagnia di bandiera. Sedici fogli di progetti e numeri ? forse l'ultimo salvagente per salvare la Magliana senza passare da un'amministrazione straordinaria ? che confermano le aperture degli ultimi giorni (meno tagli per i piloti e più dipendenti assorbiti da Az Servizi) e che puntano a realizzare due obiettivi: "Permettere ad Alitalia di rinnovarsi e gettare le basi per uno sviluppo ambizioso da una parte ? scrive il manager transalpino ? e offrire a tutti una cinghia di sicurezza dall'altra". Come? Grazie agli ammortizzatori sociali che dovrebbero consentire di chiudere la partita "senza lasciare nessuno per strada". Ecco i dettagli più significativi della proposta su cui da lunedì inizieranno le trattative. Network e flotta. "Anche Air France e Klm hanno passato periodi di grave crisi ? ricorda il documento ?. Entrambe si sono riprese grazie a un piano che prima è passato per una ristrutturazione dell'operativo e degli aerei". Tradotto nel caso di Alitalia significa che Parigi concentrerà l'attività solo sull'hub di Fiumicino, taglierà le rotte in perdita e volerà solo su quelle a maggior profittabilità. La flotta sarà ridotta da 174 a 137 aerei con il taglio di 16 Md 80-82, 18 aeromobili regionali e 3 B767 a lungo raggio. Poi, dal 2010 al 2018, tornerà a crescere con 8 nuovi aerei a lungo raggio, mentre sul medio raggio ci sarà più prudenza "per la concorrenza di low cost e treni ad alta velocità". Tutti gli Md 80 saranno sostituiti da A320 "prima possibile". Il cargo, come preannunciato, chiuderà nel 2010. Oggi ? scrive Air France ?perde più del 30% dei ricavi e i miglioramenti produttività non bastano a compensare perdite. Fino al 2010 la flotta sarà ridotta da 5 a 3 Md11 che opereranno solo sulle rotte più profittevoli. Az Servizi. Ramoscelli d'olivo più consistenti sono arrivati sul fronte di Az Servizi, il business di Alitalia più critico. Air France ha aumentato infatti da poco più di tremila a 4.191 (su circa 8.500) i dipendenti di handling, manutenzione, informatica e amministrazione che è disposta a riportare nel perimetro del gruppo. Rientreranno infatti in due newco differenti 1.881 persone impegnate a Fiumicino nella manutenzione leggera, componenti, carrelli di atterraggio e handling. Altri 2310 arriveranno dalla manutenzione. Il resto di Az Servizi al di fuori di questi business rimarrà sotto il cappello di Fintecna con Alitalia che scenderà sotto il 50% della soceità. Esuberi. Gli esuberi sono rimasti invece i 2.100 previsti. Ma assieme ai tagli Air France dettaglia nei particolari il cordone di ammortizzatori che dovrebbero ridurre al minimo l'impatto sociale della ristrutturazione. Tra i piloti (il capitolo più delicato) i tagli sono 507 di cui 410 in Az Fly e 97 in Alitalia express. Per due terzi i tagli, segnala Parigi, potrebbero essere gestiti con i prepensionamenti, che dovrebbero garantire "promozioni a cascata". A 180 piloti giovani (60 l'anno al 2010) verrò offerto di passare ad Air France, riducendo ancora l'impatto. Gli esuberi tra gli assistenti di volo sono 594, per il personale di terra 398 e per Az Servizi 500 (298 prepensionabili). Tutte le hostess e gli steward dovrebbero invece usufruire del pensionamento anticipato. Chi non ha maturato questi diritti invece usufruirà di cassa integrazione, mobilità, corsi di riqualificazione e incentivi all'esodo. Per il personale all'estero (121 tagli) si procederà nel rispetto delle leggi locali "garantendo il migliore trattamento possibile".

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E il titolo della compagnia torna a precipitare: -37% (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso E il titolo della compagnia torna a precipitare: -37% MILANO - Alitalia senza rotta anche a Piazza Affari. Ieri, dopo aver registrato per tutta la settimana violente impennate al rialzo, il titolo dell'ex compagnia di bandiera è nuovamente crollato. Dopo la presentazione della nuova offerta di Air France e le smentite dei possibili soci italiani indicati da Silvio Berlusconi come partecipanti alla cordata alternativa, le azioni di Alitalia non sono riuscite a fare prezzo in apertura e poi sono state lungamente sospese per eccesso di ribasso durante la seduta. Risultato: a fine giornata hanno segnato un crollo del 37,5% a 0,4 euro. La trattativa tra i sindacati di Alitalia con il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta verrà ripresa lunedì prossimo, ma per quel giorno il titolo della compagnia aerea sarà escluso dall'indice principale di Piazza Affari. Ieri, è stato l'ultimo giorno di Alitalia nello S&P/Mib, l'indice che comprende le quaranta principali società a livello nazionale. La forte volatilità delle azioni, l'incertezza sul futuro e l'andamento nevrastenico delle quotazioni ha indotto Borsa Italiana a prendere una decisione straordinaria. E così l'Alitalia è stata retrocessa, mentre la Geox di Mario Moretti Polegato prenderà il posto del vettore italiano nel listino delle blue chip. Con il crollo di ieri, la società sul mercato è tornata a valere 557 milioni, esattamente la metà di quanto capitalizzava Alitalia all'inizio del 2008.

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"parigi è aperta al dialogo ma sui principi non cederà" - giampiero martinotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il tavolo Il presidente dei piloti francesi: nessuna volontà di umiliare Alitalia "Parigi è aperta al dialogo ma sui principi non cederà" Spinetta è rimasto colpito dal clima del negoziato, molto calmo è uno che rispetta i suoi interlocutori GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro corrispondente PARIGI - Un uomo aperto al dialogo, ma intrattabile sui principi che ritiene irrinunciabili: così è descritto Jean-Cyril Spinetta da Erick Derivry, il presidente del Sindacato nazionale piloti di Air France. E parlando con lui si capisce che il successo della fusione tra Air France e Klm ha dato a Spinetta un carisma che tutti gli riconoscono. Allora, signor Derivry, è che tipo è il vostro presidente quando si siede al tavolo delle trattative ? "Il presidente Spinetta è un uomo di dialogo, aperto, rispettoso delle persone che ha di fronte e delle idee sviluppate dai suoi interlocutori. E' anche un uomo con delle idee molto precise e non è pronto ad arrotondare gli angoli quando si tratta di principi o di condizioni che considera irrinunciabili. L'ho incrociato qualche giorno fa e a proposito del negoziato per l'Alitalia mi ha detto che si svolgeva in un'atmosfera estremamente calma, cortese, gradevole, senza urla, senza interruzioni. Mi sembra di aver capito che non ci fossero difficoltà di forma tra il presidente e i sindacati italiani". Eppure, certi toni non sono piaciuti ai sindacalisti di Alitalia. "Come le ho detto, è capace di essere molto duro sui suoi principi, tanto da poter sembrare brusco. A volte la sua onestà può sorprendere. Ho sentito che ha tenuto un discorso molto chiaro ai sindacalisti di Alitalia, che lo hanno trovato altezzoso, come se prendesse Alitalia come una piccola compagnia. So che Spinetta ha risposto più o meno così : "Se vi considerassi una piccola compagnia, non sarei pronto a investire un miliardo, farei prima a portare i passeggeri che vogliono partire o arrivare in Italia nei nostri hub di Parigi o Amsterdam. Questa sarebbe una strategia di non rispetto e perfino un po' sprezzante". E' un uomo molto franco". Ma voi piloti non avete avuto un confronto molto duro con lui una decina d'anni fa ? "Ci sorprende spesso. E' aperto e ama il negoziato. A noi piace trattare di notte, a causa dei nostri orari poco cristiani, e a lui piace moltissimo lavorare di notte : è capace di restare fino all'alba al tavolo della trattativa, non è il caso di tutti i negoziatori di Air France. Ma può anche mettersi in una situazione conflittuale quando non è d'accordo con le esigenze e le richieste dei piloti o di un'altra categoria. E quel che successe nel 1998". Com'è oggi il clima sociale in Air France ? "A parte la recente vertenza di hostess e steward non ci sono stati scontri duri. Spinetta, per carattere, è uno che preferisce "contrattualizzare" le cose piuttosto che imporle. Non dimentichiamo che viaggia sull'onda del successo della fusione tra Air France e Klm: ha dimostrato che si potevano fondere due compagnie europee rispettando le loro identità".

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Air france conferma gli esuberi sindacati delusi, ma trattano - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France conferma gli esuberi sindacati delusi, ma trattano Boccata d'ossigeno per Alitalia: 148 milioni da fisco e vendita titoli L'offerta La liquidità scende a 180 milioni. Il cda decide di cedere il 2% del vettore francese Tutte le sigle dei dipendenti saranno lunedì al tavolo del confronto LUCIO CILLIS ROMA - La considerano una proposta inaccettabile, ma lunedì prossimo, a discutere del piano con Jean-Cyril Spinetta e Maurizio Prato tutte e nove le sigle sindacali di Alitalia saranno presenti. Un dialogo che potrebbe proseguire anche per una settimana in più, dopo la boccata di ossigeno da 148 milioni di euro che il cda Alitalia ha tirato fuori dal cappello. Risorse fresche, frutto della vendita della quota inferiore al 2% di azioni Air France possedute dalla Magliana (79 milioni il ricavato) e di un credito d'imposta Irpeg da 69 milioni. Un po' di carburante nel motore della compagnia che in cassa, a febbraio, disponeva di liquidi per 180 milioni di euro. Con uno sforzo diplomatico, e forse qualche promessa, Prato e i suoi manager sono riusciti a riportare al tavolo della trattativa anche i piloti Anpac, i duri che si oppongono ai pesanti tagli tra i loro colleghi, citati nel documento inviato da Spinetta nella notte di giovedì ai sindacati. I numeri che Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Avia, Anpav, Sdl e Up si sono ritrovati davanti ieri mattina leggendo la mail proveniente da Parigi, ha mandato di traverso la colazione a molti sindacalisti: ma non solo per la contrazione netta, tra esuberi ed esternalizzazioni, di un terzo dei dipendenti complessivi (la nuova Alitalia darà lavoro a 12mila persone contro le 17.600 di oggi) visto che per i meno fortunati sono garantiti ammortizzatori sociali, posti di lavoro in altre aziende. A lasciare l'amaro in bocca ai sindacati sono sia gli esuberi in casa dei piloti, ovvero il timore che il rilancio di Alitalia dal 2011 con 42 aerei a terra rappresenti un bluff, sia il metodo usato dalla compagnia transalpina nell'affrontare il negoziato. E l'invio notturno di comunicazioni ufficiali via posta elettronica, non aiuta di certo la ripresa di un dialogo sereno. C'è dunque da ricostruire una trattativa sempre più a rischio che ha ricompattato tutte le sigle: i piloti hanno immediatamente espresso la loro rabbia annunciando - al mattino - l'assenza al tavolo di lunedì. Un no secco, che detto dalla categoria storicamente più forte e trainante nella compagnia, equivale ad affondare con un solo colpo l'operazione. Qualcosa ha però rimesso in gioco l'Anpac: probabilmente le febbrili telefonate e video conferenze tra Roma e Parigi. Da lunedì Maurizio Prato cercherà di allungare i tempi del negoziato e alleggerire i tagli imposti da Spinetta per non far naufragare la vendita. Il presidente di Alitalia sarebbe infatti molto irritato nei confronti del team francese che ha imposto una pericolosa virata non condivisa. A leggere i tre documenti inviati via mail da Spinetta, un pilota su tre (507 esuberi su una categoria che non arriva a 1.900 unità) sarà costretto a ripensare il proprio futuro mentre per mesi si è discusso su margini compresi tra 290 e 340 unità. Rispetto ai 507 proposti, in fondo si tratta di "soltanto" 167 piloti da ricollocare o sistemare magari rallentando l'uscita di alcuni aerei dalla flotta. Numeri che non dovrebbero rappresentare un problema insormontabile per la compagnia franco-olandese che oggi conta 102mila dipendenti. Lunedì sarà questo il tema centrale dell'ultimo affondo dei sindacati contro Spinetta "il duro". Mentre si parla poco del destino dei precari Alitalia da troppi anni in attesa di un posto fisso. Per molti di loro, probabilmente, si chiudono le porte di Alifrance.

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Campania, d'alema fa scudo a bassolino "non fate dispetti, ci giochiamo l'italia" - angelo carotenuto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Già mille chilometri e 29 incontri. "Emergenze ed eccellenze, è come andare sulle montagne russe" Campania, D'Alema fa scudo a Bassolino "Non fate dispetti, ci giochiamo l'Italia" L'ombra dei rifiuti accompagna ogni comizio. "Però ricordate, si vota per il governo" ANGELO CAROTENUTO NAPOLI - Ormai sono mille chilometri. "Presidente, anche di più". è la scorta che tiene il conto. Mille chilometri, e neppure uno normale. Sulle vie di Napoli e provincia, in questa campagna elettorale che chiama matta e disperatissima, Massimo D'Alema si sente come sulle montagne russe. "O si va su o si va giù. O trovi le emergenze o trovi le eccellenze". Ha infilato finora 29 appuntamenti in agenda, tra una missione a Parigi e un comizio in Puglia. "Se la sera non sei stanco, non sei un buon candidato". Ancora lo invitano, il candidato D'Alema. "è un viaggio incredibile. Scopri che qui è più facile costruire un pezzo raffinatissimo per un aeroplano che togliere un sacchetto dalla strada". Ora può metterla anche così, ai bordi delle strade che l'azienda comunale dichiara ufficialmente a "cumuli zero". Sono smaltiti i rifiuti arretrati, non i problemi che hanno portato a Napoli da capolista del Pd alla Camera il ministro degli Esteri e vicepremier di Prodi. è la missione impossibile chiestagli da Veltroni, colmare uno spazio vuoto nella terra in cui il Pd non poteva farsi propaganda col governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. Due dei suoi 45 saggi. Serviva uno scudo. "Sono l'avvocato della Campania", ammette ora D'Alema dinanzi alle "cause" che si accumulano. L'ultima è la mozzarella alla diossina, che giovedì l'ha tenuto al telefono con Livia Turco fino a mezzanotte. "Sia chiaro che non ho smesso di mangiarla". Non solo. Gli è finita addosso che era un problema, e ora sta provando a farla diventare un boomerang contro "il centrodestra che ci sta speculando". Per farne un'arma da spendere in favore del Pd. Come coi rifiuti. "Bisogna entrare nell'animo di chi ti sta davanti". Si chiama Effetto Orgoglio. "Guardate come vi descrivono". è l'interpretazione dalemiana del sentimento diffuso tra la gente. Tra i manager della grande distribuzione che gli chiedono: la sinistra cosa ha fatto per noi? Nel disincanto dei ragazzi di Scampia e dei metalmeccanici di San Giovanni a Teduccio. Tra gli scienziati del centro di biotecnologia avanzata, i diportisti di Mergellina, industriali e artigiani, docenti di agraria, operai del metrò. Tappare e cucire. Arginare il malcontento. Come quello dell'altra sera a cena in una villa dell'alta borghesia napoletana, con Riccardo Villari al suo fianco. E poi una replica sull'anticamorra a Saviano e una scossa ai sindaci delusi: "Datevi da fare. Cercate confusi e indecisi. Dite che abbiamo capito la lezione". Quella gente tra cui D'Alema avverte "un misto di umiliazione e di protesta, l'amarezza per come sono andate le cose e l'orgoglio ferito di chi non vuole essere rappresentato così". Così significa coi rifiuti in strada e le mozzarelle avvelenate. "Siamo sotto attacco. Una campagna di annientamento". In giro c'è solo la sua faccia sui poster del Pd e sullo slogan scelto: "Sud, non sudditi". Qualcuno doveva prendersi il partito e i suoi problemi sulle spalle, nella terra in cui il presidente della Regione è sotto processo per i rifiuti, due assessori della sua giunta e cinque consiglieri della maggioranza arrestati in pochi mesi. Coi bassoliniani in sindrome da accerchiamento, i demitiani in crisi da isolamento, i sindaci delusi perché fuori dalle liste, Nicolais con l'investitura di Veltroni. La vera ombra che segue i passi di D'Alema è il futuro di Bassolino. La linea: "Ora si vota per il governo del Paese. Poi deciderete di fare un bilancio su luci e ombre". Deciderete. Voi campani, non Roma. Per ora così dice. "Una riflessione equilibrata, ricordando le macerie su cui s'è costruita una stagione. Non credo che per fare un dispetto a Bassolino e Iervolino, i napoletani vogliano consegnare il governo a Berlusconi e la Lega". Con Bassolino sarà il 9 in piazza Plebiscito, nel giorno dell'arrivo di Veltroni. In 500 ieri l'hanno accompagnato in corteo alla Casa del popolo nel quartiere Ponticelli. "Preside', e Bassolino?". E lui a parlare di Berlusconi. "Una volta aveva una ricetta: meno tasse. Oggi è un re taumaturgo che propone se stesso e i figlioli. Sia alle precarie carine sia all'Alitalia, Capisco che c'è quel detto che ogni scarrafone? però si tratta di ipertrofia dell'ego". E via di nuovo. O su o giù.

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La sindrome di arcore - giovanni valentini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Il sabato del villaggio LA SINDROME DI ARCORE GIOVANNI VALENTINI Si può ridurre tutta la competizione elettorale a un faccia a faccia televisivo? E si può innescare intanto un meccanismo di ritorsioni e ripicche reciproche, disertando per rappresaglia i confronti a distanza? Che senso ha tutto ciò agli occhi dei cittadini e degli elettori? è una sorta di pena del contrappasso quella che colpisce ora, per aspetti diversi, Silvio Berlusconi da una parte e Walter Veltroni dall'altra. Colpisce Berlusconi perché espone Sua Emittenza, il "grande comunicatore", al rischio di un rifiuto, di una fuga ignominiosa dal duello in tv. E colpisce però anche Veltroni perché lo costringe a ingaggiare, proprio sul terreno televisivo, una contrapposizione personale che finora il leader del Pd aveva cercato in tutti i modi di evitare nella convinzione che non giovasse all'immagine moderata del suo partito. Da strenuo combattente qual è, a corto di argomenti, Berlusconi non trova di meglio che contrattaccare con l'accusa che "la Rai è in mano ai comunisti". Ma lo slogan è davvero tanto logoro quanto poco credibile. Da perfetto inseguitore, Veltroni raccoglie la sfida e rilancia colpo su colpo: sull'Alitalia, sulle pensioni e infine sulla tv. è il trionfo della politica mediatica, la berlusconizzazione strisciante della politica, la vittoria della televisione sulla politica. Quante volte è stato detto, qui e altrove, che la vera politica non si fa in tv, che i talk-show non sono il luogo deputato al confronto, che i salotti televisivi non sono la "terza Camera" del Parlamento? E quante volte il presidente Napolitano ha invitato i politici a parlare di meno, a litigare di meno, a esibirsi di meno davanti alle telecamere? Ora sembra che tutto si debba risolvere nel faccia a faccia, come un duello rusticano, in ragione della maggiore o minore convenienza di questo e di quello; del beneficio elettorale che ne può ricavare Veltroni perché è più giovane, parla bene e si presenta meglio; dello svantaggio che può danneggiare Berlusconi perché è più vecchio, ha esaurito le barzellette e ormai non incanta più nessuno. è l'effetto perverso della politica-spettacolo, la degenerazione della campagna elettorale in campagna pubblicitaria, la distorsione del discorso o del comizio in un maxi-spot. Ma è anche la conseguenza di un reciproco appiattimento, sul piano delle idee e delle proposte, in un processo di mimesi che appare una parodia della concorrenza e della logica di mercato. Sappiamo bene che, in tutto il mondo, una campagna elettorale è fatta anche di colpi bassi, o addirittura bassissimi, di attacchi personali, insinuazioni, calunnie. E sappiamo pure che la televisione ha un ruolo importante, com'è ovvio che sia, non solo negli Stati Uniti. Ma l'anomalia tutta italiana è che qui la tv diventa determinante, soprattutto nei confronti degli indecisi, essendo controllata però per una buona metà da una parte in causa, da uno dei due principali contendenti. Basterebbe già questo a comprovare che l'altro, o sarebbe meglio dire tutti gli altri, si trovano in posizione di svantaggio; che la competizione è impari, squilibrata. Eppure, al colmo del paradosso, nel tentativo di attenuare i contrasti lo stesso antagonista maggiore accantona di fatto la questione televisiva. E intanto l'opinione pubblica, l'elettorato, il popolo sovrano assiste ormai mitridatizzato a questa pantomima, immune e insensibile ai veleni della videopolitica. Espropriato da una legge elettorale immonda del suo diritto di scegliere i propri rappresentanti, il cittadino-elettore è costretto a osservare al pari di uno spettatore sugli spalti di uno stadio. O al più, si deve accontentare di fare il tifo per una squadra o per l'altra. Ma è forte la tentazione di uscire prima della fine della partita, perché tanto il risultato è già scontato: in ogni caso, vincerà Veltrusconi. Vincerà, cioè, un modo di fare politica in televisione e attraverso la televisione. Un modo berlusconiano di presentarsi agli elettori, con la forza delle immagini più che delle idee. Di scegliere i candidati in funzione della loro apparenza più che della loro sostanza. Di omologarsi all'avversario, come il servizio pubblico s'è omologato alla tv commerciale. A ben vedere, l'epilogo può essere anche peggio dell'inciucio. è la "sindrome di Arcore" che minaccia di contagiare l'avversario, come la "sindrome di Stoccolma" ispira nel prigioniero sentimenti positivi o addirittura l'innamoramento nei confronti dei carcerieri. Auguriamoci che fino alla fine così non sia, sebbene rimanga ormai poco tempo per una correzione di rotta: se per battere Berlusconi occorre assomigliare a lui, scendere sul suo terreno e competere con le sue stesse armi, meglio rischiare di perdere onorevolmente. Così, almeno, si salva la propria identità e la propria immagine. Non sarà certamente un faccia a faccia televisivo, ancorché utile e opportuno, a distinguere la faccia "nuova" di Veltroni da quella "vecchia" di Berlusconi. Ben venga il duello in tv, se i due contendenti accetteranno di confrontarsi a tu per tu. Altrimenti, non mancheranno né all'uno né all'altro le occasioni, i canali e gli strumenti per differenziarsi reciprocamente, rimettendosi al giudizio degli elettori sulla base di impegni concreti piuttosto che di vacue promesse. (sabatorepubblica.it).

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Fiumicino, l'incubo dei licenziamenti assemblea infuocata dei dipendenti alitalia - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Fiumicino, l'incubo dei licenziamenti assemblea infuocata dei dipendenti Alitalia CARLO PICOZZA "Il Piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia è pieno di insidie per l'occupazione". La proposta francese per l'acquisizione della compagnia italiana è uscita malconcia, ieri nello scalo di Fiumicino, all'assemblea del personale di terra (Alitalia Fly/Express) e degli addetti alla Manutenzione e all'Officina motori (Alitalia servizi). "Non molliamo la trattativa ma il Piano è inaccettabile". Per i lavoratori, l'ipotesi dei francesi non garantisce la prospettiva industriale del gruppo e mette a rischio 4 mila posti con la cancellazione di Atitech, Società Motori, dei servizi informatici, amministrativi e del call center (che potrebbe essere affidato all'esterno). Così, al malumore dei piloti e degli addetti al trasporto merci, si aggiunge quello del personale tecnico e di quello di terra. "Lunedì alle 14", annuncia Alberto Giusti della Filt-Cgil di Fiumicino, "con i lavoratori del gruppo faremo un sit in sotto il centro direzionale della Magliana, pronti a mobilitarci anche contro il governo, azionista di maggioranza assente".

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Fiumicino, arrivano i voli spostati da malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Roma Il piano Alitalia scatta da domani Fiumicino, arrivano i voli spostati da Malpensa Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale. Domani, con l'entrata in vigore del nuovo orario estivo della compagnia, cominciano ad operare dal Leonardo da Vinci i voli per Toronto (AZ 650 delle 11,50), Boston (AZ 614 delle 12,05), Chicago (AZ 628 delle 10,05), Miami (AZ 630 delle 9,30), Damasco (AZ 832 delle 22,40), Dubai (AZ 746 delle 12,45) e Beirut (AZ 824 delle 12,15 e 826 delle 22,40), mentre dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756 delle 20,50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15,10) e Osaka (AZ 792 delle 12,00). In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri.

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Mozzarella di bufala e malpensa due carte nelle mani di smirne (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano Il timore di Prodi e D'Alema: c'è il rischio strumentalizzazione Mozzarella di bufala e Malpensa due carte nelle mani di Smirne La controffensiva per la perdita dell'hub è in atto da tempo. Tra le incognite per il risultato il voto nei Paesi orientali La Francia prima blocca poi dà il via libera alle importazioni. D'Alema: "Una vicenda sospetta montata ad arte" Il danno d'immagine, per un'Italia che si candida a ospitare un'Esposizione universale sull'alimentazione, è già certissimo. E non solo perché il responso ci sarà a Parigi, in quella Francia che ieri ha prima bloccato e poi sbloccato le importazioni delle nostre mozzarelle. Che il caso-bufale sia anche la polpetta avvelenata dei nemici dell'Expo milanese, invece, resta tutto da dimostrare. Ma tant'è, il sospetto ormai c'è eccome. Tanto che Romano Prodi dice: "Le strumentalizzazioni sono sempre possibili. Mi auguro che non sia così". Se non bastasse Malpensa, che giusto domani perde aerei e fisico da hub, ci si mette anche la mozzarella di bufala. Eccole, le carte negative per Milano che finiranno sui giornali di tutto il mondo. I due ultimi rischi per Letizia Moratti e per la vittoria dell'Expo 2015. La crisi Alitalia e il depotenziamento di Malpensa sono noti da tempo, e da tempo diplomaticamente si è giocata la controffensiva spiegando a tutti che comunque vada, "nel 2015 Malpensa sarà cresciuta molto più di adesso", per dirla con il governatore lombardo Formigoni. Ma il guaio mozzarella è l'imprevisto che proprio non ci voleva. Da qui l'auspicio di Prodi a che non ci siano "strumentalizzazioni". Fuori dalle dichiarazioni ufficiali come quella rilasciata ieri a Friburgo, in colloqui molto privati, il premier avrebbe però espresso con molta meno prudenza il dubbio che il caso sia già stato sfruttato dalla concorrenza. Così come il ministro degli Esteri Massimo D'Alema, il primo a dire senza troppi giri di parole che "siamo sotto attacco. Il modo in cui è stata montata in alcuni Paesi la vicenda della mozzarella con tracce di diossina mi fa pensare agli interessi in gioco per la sede dell'Expo". Ci vorrebbe, nel caso, uno scrittore di spy story. Perché se è vero che la coincidenza temporale tra il caso-mozzarella e la scelta della città per l'Expo del 2015 è indubbia, è anche vero che i rifiuti campani non se li sono di certo inventati a Smirne. è stato alimentato lo scandalo della bufala, è stato "un attacco" per dirla con il ministro D'Alema? Di certo, gli altri non faticano ad approfittarne, come dimostrano le dichiarazioni del sindaco di Smirne. Ma soprattutto: l'Italia ci rimetterà l'Expo per via delle sue mozzarelle? I cabalisti della conta dicono di no. Milano era e resta in vantaggio su Smirne. Ma certo, il fatto che tra i primi a sospettare delle mozzarelle italiane sia stato un Paese come la Corea del Sud e poi il Giappone, salvo ieri sbloccare quelle fermate alla frontiera, non è un buon segnale in quella globale, e segretissima, battaglia diplomatica che è la sfida tra Milano e Smirne. Non due Paesi qualunque. E tanto più in uno scacchiere come l'Asia dove è la città dell'Egeo a essere in vantaggio. E dove i tre giganti, la Cina, il Giappone e la Corea, che condizionano voti dei Paesi più piccoli, fanno le sfingi. Ufficialmente non si schierano. Ufficialmente non rispondono alle sirene italiane. La Cina, soprattutto per via dei ricchissimi interessi che ha nel porto di Smirne, dovrebbe finire per votare Turchia. Il Giappone resta un enigma, tanto che il pressing italiano continua anche in queste ore. E la Corea? La Corea ha vinto il prossimo Expo "intermedio", minore, del 2012 convincendo molti Paesi a entrare tra i votanti. E a votare per lei. Operazione fatta in asse con Smirne, anche perché l'Italia all'epoca si schierò a favore della rivale dei coreani, Tangeri, puntando su una vittoria marocchina. è andata diversamente. E Letizia Moratti e tutta la diplomazia italiana hanno dovuto recuperare. Contavano di esserci riuscite strappando ai coreani una sorta di non belligeranza: Seul non avrebbe pilotato su Smirne tutti i suoi alleati. Adesso, il caso-mozzarella potrebbe anche dimostrare il contrario. (gi. pi.).

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Domani scatta l'orario estivo più voli per roma e milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XII - Bari Domani scatta l'orario estivo più voli per Roma e Milano Le giornate si allungano e i voli aumentano. Lo scatto dell'ora legale quest'anno influenzerà positivamente l'attività dell'aeroporto di Palese. Nella notte tra oggi e domani la lancetta dell'orologio sarà spostata un'ora avanti. Lunedì la Seap, la società che gestisce gli aeroporti di Puglia, svelerà il suo nuovo cartellone. Tra le novità più attese ci sono quelle che dovrebbero arrivare da Alitalia. La compagnia di bandiera, con la bella stagione, dovrebbe aumentare i voli da e per Roma e rimodulare l'offerta per Milano. Distribuendo meglio i voli da e per Malpensa, in modo da coprire l'intera giornata. Altre novità saranno in arrivo sul versante dei voli low cost. Lunedì i rappresentanti della Ryanair saranno a Bari per presentare due novità. La prima, già in funzione, è quella del collegamento con Pisa. La seconda, invece, è ancora tutta da svelare ma, quasi certamente, riguarderà una nuova località europea (si parla di Barcellona) che andrà ad aggiungersi ai collegamenti già esistenti di Londra e Francoforte.

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Berlusconi: diremo no ad air france - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Berlusconi: diremo no ad Air France Ma Bossi lo gela:"Forti dubbi sulla cordata padana". Il Pd: se c'è venga fuori La politica Marini: così si rischia il fallimento. La Lega: sarebbe meglio vendere a Lufthansa LUISA GRION ROMA - Se il centro-destra vincerà le elezioni, con Air France non se ne farà nulla. Alitalia non passerà ai francesi perché l'offerta messa sul piatto da Spinetta è "offensiva" e le condizioni dettate dal manager d'oltralpe sono "irricevibili e inaccettabili". Se a qualcuno fosse rimasto un minimo dubbio sul peso assunto dalla questione Alitalia in campagna elettorale, Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ieri ne ha fatto piazza pulita. Il suo discorso è stato molto diretto: "Non vogliamo che Alitalia sparisca o venga assorbita da Air France - ha precisato - lo diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al governo non vorremo concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto fin qui". Questione fondamentale è l'italianità: secondo Berlusconi "Un paese che non ha neppure la sua compagnia di bandiera è un paese ultimo in Europa, visto che ce l'hanno anche il Portogallo e la Grecia". E anche se il premier Prodi ha confermato che "il quadro va avanti e ora si passa alla analisi approfondita" dell'offerta fracese, Berlusconi è convinto che la partita non si potrà chiudere prima delle elezioni e che dopo il voto - data per scontata la vittoria - ecco che prenderà corpo la tanto annunciata, ma misteriosa cordata italiana. "Quando saremo al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia - spiega il leader del Pdl - Lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". La linea del centro-destra resta dunque quella dell'ancoraggio all'amore di patria, anche se all'interno dell'alleanza, la convinzione nicchia. Il primo a non crederci, infatti, è il leader della Lega Umberto Bossi: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi, ho forti dubbi su questa cordata". Alternative? "L'ideale sarebbe vendere a Lufthansa" e in primis applicare la legge "usata per la Parmalat: le banche non esigano subito il pagamento dei debiti". A sinistra le linee sono due: Sinistra democratica, si sa, fiancheggia di fatto la soluzione Berlusconi. "L'offerta di Air France è inaccettabile" commenta il suo leader Fausto Bertinotti. Il Pd invece chiede di passare ai fatti, se ci sono: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma invece è stata annunciata e in realtà non c'è" commenta il leader Walter Veltroni. "Se c'è un piano d'imprenditori italiani venga avanti, mostri le sue intenzioni" ha detto Piero Fassino. Stessa richiesta dal ministro Cesare Damiano: "Se ci sono imprenditori si facciano avanti, è il momento giusto, ma evitiamo la confusione e le finte cordate elettoralistiche". Il ministro Di Pietro (Italia dei valori) ricorda in proposito un vecchio detto: "Non vorrei che sulla vicenda si faccia come l'asino di Buridano che diceva: questo prato non mi piace, questa erba non va bene e alla fine morto di fame". Ovvero, come spiega il presidente del Senato Franco Marini "Rischiamo di trovarci senza la trattativa con Air France e senza la fantomatica cordata annunciata da Berlusconi: così Alitalia sarebbe destinata al fallimento e migliaia di famiglie si troverebbero in mezzo alla strada".

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E la lobby dei piloti ci ripensa "ben venga il piano del cavaliere" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

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Economia Dalla "liaison" con An alla simpatia per Berlusconi, così hanno ritirato il sostegno a Spinetta E la lobby dei piloti ci ripensa "Ben venga il piano del Cavaliere" Sfida aperta ai confederali e appoggio alla cordata italiana, ma senza Toto ROBERTO MANIA ROMA - La questione è anche politica. I piloti - va da sé - sono il nerbo dell'Alitalia. Ma la ribellione dell'Anpac, il primo sindacato tra i comandanti, contro l'ultima versione del piano dell'algido corso Jean Cyril Spinetta non è politicamente neutra. Perché quella che fu anche "Aquila selvaggia" negli anni 80 ha un'antica liaison con alcuni settori di Alleanza nazionale, perché ci sono le elezioni, ma soprattutto perché Silvio Berlusconi ha lanciato la ciambella di salvataggio della cordata italiana che verrà e sulla quale non costa niente provare a salire. E allora - dice Stefano De Carlo, vicepresidente dell'Anpac, ma considerato un vero Richielieu dell'associazione - "ben venga Silvio Berlusconi". "Ben venga - spiega - un'altra soluzione al piano Air France, perché e lungimirante e serio prefigurare un'alternativa al possibile fallimento". "Ben venga Silvio Berlusconi - precisa -, ma non Toto". Giammai, quello - l'abruzzese patron di Air One - piaceva a Cgil, Cisl e Uil. Certo il comandante De Stefano parla di progetto industriale che garantisca i collegamenti aerei nel nostro paese, ma sa che quel "ben venga" è politicamente impegnativo, non è solo una "provocazione", come dice. Insomma è anche una scelta di campo contro Spinetta che - spiegano all'Anpac - si è piegato al pressing delle grandi confederazioni sindacali. Di Epifani e Bonanni ("che stanno dando una mano a Veltroni", sostiene De Carlo), i quali se dovessero reggersi sulle tessere raccolte tra i piloti potrebbero ben presto chiudere bottega. Eppure questa volta l'Anpac (circa 1.150 gli iscritti dichiarati), che alla Magliana spadroneggia da anni facendo suoi i posti chiave nell'attività gestionale con un intreccio perverso di conflitti di interesse (il capo del personale salta se non piace ai piloti, come è successo a Massimo Chieli), potrebbe perdere, dopo essere stata l'unica a sostenere il primo progetto Air France. Ora è isolata nel fronte sindacale. Questa potrebbe essere la sua "marcia dei quarantamila". Il declino di una lobby aristocratica pagata profumatamente, ma ormai incompatibile con il mondo low cost che impone ben altra produttività. Una lobby che ieri, con una delegazione guidata dal presidente dell'Unione piloti (il secondo sindacato di categoria), Massimo Notaro, si è presentata al Palacongressi romano dell'Eur per assistere all'intervento di Berlusconi alla manifestazione "Donne per l'Italia". "Siamo qui - ha dichiarato Notaro - per sostenere la cordata annunciata da Berlusconi. Se non c'è una cordata italiana per salvare Alitalia non c'è altro. Noi ci appelliamo, come Berlusconi, agli imprenditori italiani". Lobbismo sindacale e, quindi, contatti. "Siamo al centro di questa vicenda", insiste De Carlo. Ma Forza Italia, "partito fortemente destrutturato", come sostiene un suo autorevole esponente, non ha ancora creato una rete di collegamento con i piloti ribelli. E Gianfranco Fini sta in disparte, dopo essersi prima schierato con i francesi. Dice Spinetta che il 27 per cento dei piloti è eccedente perché 42 aerei saranno "tagliati". Sono, in termini assoluti, 507 persone. Per loro cassa integrazione, mobilità, scivoli verso la pensione. Come le tute blu o i colletti bianchi. Come tutti gli altri dipendenti. Non era mai successo, né in Italia né in un altro paese. Perché il ricorso alla cassa integrazione è incompatibile con una professione che impone un'attività e un aggiornamento costanti, pena la perdita del brevetto. Per questo, solo qualche anno fa, il comandante-onorevole Luigi Martini (guarda caso di An e anche dell'Anpac) e già terzino nella Lazio del primo scudetto, riprendeva in mano la cloche per almeno tre volte nell'arco di novanta giorni. Gelida la spiegazione tecnica del piano Air France da parte di Carlo Scarpa, ordinario di economia politica all'Università di Brescia: "è chiaro che Air France punta a tagliare i voli e quindi non ha bisogno di chi guida gli aerei. Anche se poi mi pare un progetto poco ambizioso date le enormi potenzialità del nostro mercato". Ma c'è di più nel piano di Spinetta. C'è che - con un termine orribile - sono stati "reinternalizzati" oltre 4.000 addetti alla manutenzione e ai servizi handling. La prova - secondo i piloti - che i francesi hanno preferito non andare allo scontro con i potenti sindacati confederali. Che ora sono riusciti ad uscire dalla stretta di Padoa-Schioppa e delle avances di Berlusconi: ora trattano con Spinetta. Loro non possono rischiare il fallimento. Mentre i piloti sì. Spiega il comandante-Richelieu: "In quel caso si taglieranno i settori non redditizi. E allora non toccherà ai piloti perché i voli rimasti sono anche quelli non in perdita". S'affaccia un pensiero recondito: forse è meglio il fallimento che l'incerta ciambella tricolore. Questa è davvero la partita decisiva per i piloti.

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Silvio ha una missione per le donne "per le elezioni crostate agli scrutatori" - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Silvio ha una missione per le donne "Per le elezioni crostate agli scrutatori" Elogio della Carfagna: "Sono venuto qui ad eseguire il compito che Mara mi ha assegnato: convincere gli indecisi" "Donna, come sapete, deriva dal latino domina: padrona. Dunque donne come padrone per l'Italia" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CONCITA DE GREGORIO Sono pronte. Toglieranno i bracciali pesanti e gli anelli per impastare. Si comporteranno per quello che sono: regine del focolare. "Le nostre padrone: tra le mura domestiche le padrone siete voi. Fini ed io lo sappiamo bene". Urla di 'bravo Silvio', sguardi di tenera comprensione e complicità. Ah, gli uomini: che bambinoni. Del tutto incuranti dell'ora e mezza di ritardo con cui Berlusconi si presenta all'appuntamento, niente per la "leggendaria pazienza femminile", le donne del Popolo della libertà accolgono con sventolio di bandiere (solo una della Lega) le consegne che il leader è venuto ad assegnare loro per gli ultimi quindici giorni di campagna elettorale. La missione è chiarissima: convincere le casalinghe d'Italia a votare per lui giacchè, come mostrano i sondaggi-totem, un'alta percentuale di indecisi si annida proprio fra le donne, in specie fra quelle che per amore o per forza lavorano in casa. Il ragionamento che ne consegue è elementare: se dalle donne dipende il risultato è sulle donne che bisogna puntare. "Rassicurarle, tranquillizzarle", tutti verbi così, consolatori e docili. Alcuni consigli pratici: convincete tutte quelle che potete a non votare i piccoli partiti e specialmente Udc "che tanto sono voti regalati alla sinistra, al Senato sono proprio voti persi perché tanto nessuno raggiungerà l'otto per cento". Ma non voglio stancarvi con questioni tecniche, si premura paterno Berlusconi. Piuttosto: andate a vigilare ai seggi "perché il pericolo di brogli è altissimo, sono un'antica professionalità della sinistra". Voi dovete procacciare il cibo agli scrutatori. "Noi allestiremo un servizio catering ma voi potete fare di meglio". Forza quindi: cucinate. Si dipana da qui un fenomenale estratto in pillole del pensiero di Berlusconi sul senso della presenza femminile in politica, nella società e nella vita. Premette che gli hanno "raccomandato di non far battute sulle donne" (persino Bossi: "meglio che di donne Silvio non parli"). Uno sforzo vistoso, la tentazione della battuta è irresistibile: "Vedo che c'è una delegazione dell'Alitalia. Scusate ma preferisco le donne". Pazienza, andiamo avanti. Si parte dalle inspiegabili virgolette messe nel titolo della manifestazione: "Donne" per l'Italia. Solo la parola donne è fra apici. "Le virgolette sono mie", proclama orgoglioso il leader. E dunque? Che significa? "Donna, come voi sapete, deriva dal latino domina: padrona. Dunque donne come padrone: padrone per l'Italia". Brusio di confusa approvazione. "Quando voi entrate nel vostro dominio, nella casa, noi uomini diventiamo sudditi". Il vostro dominio: la casa. "Voi siete le nostre padrone, fra le mura domestiche". Che soddisfazione. "Vi assicuro che quando torno a casa sono le mie donne a comandare". Risate, qualche "esagerato". Ma no, dice sul serio. Ecco un elenco di pregi femminili: "Voi arrivate alle soluzioni per istinto". Ecco, le donne sono l'istinto gli uomini la ragione. "Voi siete più brave a scuola", precise nello svolgere i compiti, "siete più affidabili in ufficio", efficienti ad eseguire. "Siete più coraggiose nella vita", sempre per via dell'istinto evidentemente e della naturale inclinazione a difendere la prole. "Sapete dare un apporto di concretezza e sensibilità". Un apporto. Per tutti questi motivi "ho deciso che nel nuovo governo quattro ministri su dodici saranno donne". Un terzo: non un grande avanzamento. Nessun cenno alle attività individuate come idonee per le ministre. Cucinare al governo non serve. In prima fila proprio sotto il palco Mara Carfagna maestra di cerimonie. Berlusconi le si rivolge soave: "Sono venuto qui ad eseguire il compito che Mara mi ha assegnato, è lei la padrona. Mi ha chiesto di spiegarvi che cosa dovete dire per convincere gli indecisi". Un capolavoro: obbedisco all'ordine di dirvi cosa dovete dire. Segue breve spiegazione semplificata del funzionamento del sistema elettorale. Esecrazione dell'"idiota legge sulla par condicio" che impedisce alla politica di fare il suo corso naturale, qui illustrato come quello della Coca Cola: "La Coca Cola ha il 35 per cento di mercato delle bevande gassate e investe il 35 per cento in pubblicità. Un aumento di 5 punti di pubblicità - share of voice - per tre mesi porta un punto in più di vendite. Con la propaganda politica è uguale, purtroppo ci impediscono di farlo". Share of voice suscita in platea un momento di smarrimento ma il senso della missione è lampante: "Chi sa far la spesa meglio di voi? Chi sa meglio di una casalinga quanto conti un consiglio di consumo dato a voce?". Andate, dunque, e siate operose. Valido supporto. Diligenti cuoche sopraffine.

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Il professore di Padova e la Sindone (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 154 ) " (9 votes, average: 4.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 195 ) " (18 votes, average: 3.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (12 votes, average: 4.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 137 ) " (11 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 140 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 229 ) " (77 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo S'intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di "Jesus" Annachiara Valle - in libreria dal 19 marzo - che rivela alcuni retroscena "vaticani" del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell'allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l'ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: "C'è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato". Padre Camillo sapeva che "bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione". Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: "Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all'interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale". Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (158) Ultime discussioni Cherubino: @ Patrizia C. , il libro, se lei ritiene contenga prove di reati commessi dall'Opus Dei, lo mandi... Karol: Sì Signor Marcello , effettivamente si vede una certa Sua ignoranza (nel senso di ignorare) quanto meno in... Luisa: Non ho letto quello che lei mi indica, Patrizia, ma ne ho letto altri in francese e sopratutto mi onoro di... Marcello: Sig. Karol, mi pare che Lei sia una persona di grande cultura, mi rendo conto che è superiore, si vede... Tomaselli: Apprezzo molto la franchezza nel parlare di Mons. Ranjith. Le interviste che rilascia sulla stampa non... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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L'INTERVISTA OLIVIERO BACCELLI: IL COMMISSARIAMENTO NON E' POSSIBILE 0 L'unica rotta passa per Parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'INTERVISTA OLIVIERO BACCELLI: "IL COMMISSARIAMENTO NON E' POSSIBILE" "L'unica rotta passa per Parigi" di ELENA COMELLI ? MILANO ? "COMMISSARIAMENTO? Ma non parliamo a vanvera". Oliviero Baccelli (nella foto), esperto di economia dei trasporti della Bocconi, non ha dubbi: per Alitalia non ci sono altre soluzioni che andare fino in fondo nella privatizzazione. Perché? "La legge Marzano non è applicabile in una condizione come quella di Alitalia, dove la gestione operativa è ampiamente in perdita. Non siamo nella situazione di Parmalat, che aveva un grosso buco finanziario ma era fondamentalmente un'azienda sana". Quindi va esclusa l'amministrazione controllata, invocata negli ultimi giorni dai piloti dell'Anpac? "Assolutamente. Significherebbe fermare non solo i quaranta aerei del piano Air France, ma molti di più, per riportare la gestione operativa in utile. L'immagine di Alitalia subirebbe un danno gravissimo. E poi dopo un commissariamento chi darebbe la garanzia di investimenti? Da un'esperienza di questo tipo non ci si rimette facilmente". Eppure ci sono i casi di Swissair e di Sabena... "Due casi drammatici, due compagnie che ci hanno messo molti anni per rimettersi e ancora oggi sono praticamente dimezzate rispetto a com'erano prima". Quindi? "Il contesto in cui si trova Alitalia è completamente diverso dall'epoca dei fallimenti a catena, il settore del trasporto aereo è in forte crescita e le compagnie aeree oggi macinano utili senza grandi difficoltà". Ma Alitalia va malissimo. "Appunto. In un contesto così favorevole basterebbe ristrutturarla con giudizio per farla decollare". Il piano di Air France funziona? "Certamente. L'offerta di Air France è assolutamente corretta". Sono corrette anche tutte le garanzie che chiedono? "Sì, fanno bene a chiederle, perché in Italia la normativa di regolazione di questo settore è molto carente. Altrove potrebbero essere date per scontate, ma non qui". La resistenza dei sindacati rischia di farci perdere il treno? "Lo scoglio principale è il ricorso della Sea, che potrebbe mettere a repentaglio tutta l'operazione". Quanto peso ha la partita dell'expo sull'esito delle trattative? "Moltissimo. Se verrà assegnato a Milano, sulla città si riverserà un fiume di miliardi e questo risolverebbe anche i problemi finanziari della Sea. In caso contrario, il Comune potrebbe impuntarsi, nello sforzo di salvare Malpensa. Allora per Air France comprare Alitalia diventerebbe davvero troppo rischioso". - -->.

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Di VITTORIO DALLAGLIO - MILANO - LA LIQUIDAZIONE dei supermanage (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di VITTORIO DALLAGLIO ? MILANO ? LA LIQUIDAZIONE dei supermanager si chiama "esodo incentivato". Niente a che fare con esuberi o dolorosi prepensionamenti. Piuttosto, uno strabiliante jackpot. L'ultimo caso riguarda l'ex ad di Telecom Italia. Riccardo Ruggiero, 47 anni, ha lasciato silenziosamente il suo incarico lo scorso dicembre, al cambio di proprietà del gruppo telefonico. Senza piantare grane. Si apprende ora, spulciando il bilancio di Telecom, che la "risoluzione consensuale del rapporto di lavoro" ha fruttato a Ruggiero un compenso di 17 milioni di euro che comprendono emolumenti, bonus più 9,9 milioni di incentivi. Ma in fatto di stipendi e bonus Telecom ha sempre fatto le cose in grande. Basta una cifra: nel 2007 i compensi (sotto qualsiasi forma) erogati ai superdirigenti del gruppo ha raggiunto i 40,9 milioni di euro di cui 32 sono finiti nel portafoglio dei consiglieri di amministrazione e dei direttori generali. Per esempio, l'ex vicepresidente Carlo Buora, anche lui uscito di scena a dicembre, ha incassato l'anno scorso circa 8 milioni di euro a cui se ne aggiungeranno altri 4 che la Telecom verserà a rate nel biennio 2008-2009 a titolo di "patto di non concorrenza". Questo per quanto riguarda la Telecom ai tempi di Tronchetti Provera. Ora gli stipendi dei nuovi vertici sembrano più ragionevoli: il presidente Gabriele Galateri e l'amministratore delegato Franco Bernabè percepiscono rispettivamente un compenso fisso di 1,3 e 1,4 milioni di euro. All'ad però sarà riconosciuto un incentivo a breve termine legato ai risultati economici e agli obiettivi gestionali, per un valore compreso fra la metà e due volte l'ammontare del compenso fisso. Infine la prossima assemblea di Telecom è chiamata ad approvare anche un piano di stock option riguardante 11,4 milioni di azioni e destinato agli attuali amministratori della società. MA IL CASO Telecom non è un'eccezione nella eclatante giostra milionaria che ha trasformato i top manager delle società quotate in una vera e propria casta. Basta affacciarsi al mondo bancario. Chi non ricorda il superbonus da 20 milioni di euro elargito a Cesare Geronzi, come premio alla carriera per aver favorito il matrimonio fra Capitalia e Unicredit? E che dire dei circa 50 milioni di euro liquidati al giovane amministratore delegato di Capitalia Matteo Arpe, uscito di scena dopo la fusione con Unicredit? Non male anche il cachet di 20 milioni di euro con cui Gabriele Galateri si è consolato per l'uscita da Mediobanca dopo quattro anni di presidenza. Appunto, una casta che fa impallidire perfino quella della politica. Dagli ultimi bilanci disponibili ( 2006) risulta che oltre 40 top manager di società quotate in Borsa hanno ricevuto buste paga superiori ai 3 milioni di euro. Il Paperonissimo del 2006 fu lo stesso Carlo Buora che oggi vediamo liquidato da Telecom con 8 milioni ma che già l'anno prima aveva percepito un'altra liquidazione d'oro di 18,8 milioni dalla Pirelli. Ma la hit parade delle buonuscite milionarie è affollata: Vito Gamberale è uscito dal vertice di Autostrade con 12 milioni di euro, Emilio Tonini ha lasciato il Monte dei Paschi dopo 38 anni con un premio di 10 milioni e Vittorio Colao per due anni al timone di Rcs-Corriere della Sera ha incassato ben 7,8 milioni di euro. Un fiume di denaro che ricopre anche molti manager pubblici, a prescindere dai risultati. L'Alitalia oggi è sull'orlo del fallimento ma Giancaro Cimoli che guidò la compagnia dal 2004 al 2006 se ne andò con una liquidazione di 5 milioni di euro, dopo aver incassato uno stipendio di 2,8 milioni l'anno. - -->.

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Malpensa, scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea (sezione: Alitalia 2)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

OGGI I LAVORATORI DELLA SPA INCOMINCIANO A PAGARE LA SMOBILITAZIONE DECISA DA ALITALIA Malpensa, scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? SCATTA OGGI la cassa integrazione a rotazione per 900 lavoratori di Sea e Sea Handling in servizio a Malpensa. Già dai turni della mattina, i dipendenti della spa (86% Comune, 14% Provincia) incominceranno, dunque, a pagare pegno alla smobilitazione dall'Hub della Brughiera decisa da Alitalia nell'ambito del cosiddetto "piano di sopravvivenza" delineato dal presidente e ad della compagnia di bandiera Maurizio Prato. Il ricorso agli integratori sociali, finanziati dal governo attraverso emendamenti al Decreto Milleproroghe e altri strumenti legislativi, può protrarsi per un massimo di due anni. E va sottolineato che l'orizzonte temporale della cigs, insieme con i meccanismi di godimento articolati su una "sospensione-riduzione delle prestazioni giornaliere sino a due settimane consecutive per le unità lavorative "a giornata", nonché a un massimo di due cicli continuativi di lavoro (dieci giorni complessivi al mese al massimo) per i "turnisti"", rappresenta una delle poche certezze desumibili dall'accordo firmato l'8 marzo scorso dai sindacati. In quella data, del resto, azienda e forze sociali convennero sulla necessità di demandare a una serie di tavoli tecnici, poi svoltisi con regolarità, la determinazione delle reali modalità di attuazione della cassa integrazione. LA TENUTA del principio solidaristico posto alla base dell'intesa, che spalma i sacrifici economici (in Cigs si percepisce l'80% della retribuzione lorda di riferimento) su "operai, intermedi, impiegati e quadri con contratti a tempo pieno o parziale", e il funzionamento della rotazione potranno, quindi, essere verificati solo sul campo. Si sarebbe dovuto procedere meno nel segno del work-in-progress? Il segretario regionale della Filt-Cgil ritiene che la strada imboccata fosse l'unica percorribile. "In Sea non esistono precedenti di cassa integrazione che avrebbero favorito la stesura di un accordo più dettagliato di quello siglato tre settimane fa - assicura, difatti, Nino Cortorillo - Questa circostanza, da taluni sottovalutata, ci ha messo nella condizione di sancire i meccanismi generali della cigs in sede di intesa per valutarne poi l'impatto sia nell'ambito delle commissioni tecniche sia nelle prime settimane di ricorso allo strumento. Ci troviamo davanti, quindi, a una "cassa" che va tarata nella sua prima fase e che dovrebbe persino alleggerirsi nel periodo estivo. In ogni caso, possiamo giurare sin da adesso che nessun tipo di servizio verrà sguarnito creando disagio ai dipendenti di Sea e agli utenti dell'Hub della Brughiera". AL MOMENTO risulta, dunque, impossibile quantificare con precisione il numero dei lavoratori che saranno costretti a rimanere a casa nei 15 giorni iniziali della cigs. Ma è un fatto che, da oggi, i dipendenti di Sea sperimenteranno sulla loro pelle il riposizionamento di Alitalia su Fiumicino (da domani la compagnia di bandiera trasferirà sullo scalo romano molti dei collegamenti internazionali e intercontinentali sottratti a Malpensa) e il conseguente ridimensionamento dell'hub lombardo. La società timonata da Giuseppe Bonomi non sembra intenzionata a piegarsi alla dura legge degli ammortizzatori sociali. Non a caso Sea, dopo aver concesso giovedì scorso ad Air One cinque voli nazionali, quattro internazionali e due intercontinentali lasciati liberi da Alitalia, continua a trattare con 70 compagnie con l'obiettivo di rilanciare l'hub. Il futuro di Sea, tuttavia, non passa solo dal trasporto passeggeri ma anche da quello merci. Lo prova che, ieri, la società ha diramato la seguente nota: "Dal prossimo 1° aprile Cargo City garantirà un'operatività doganale di 24 ore su 24 per tutti i giorni della settimana. Malpensa sarà il primo aeroporto italiano a offrire questo servizio agli operatori e alle aziende del settore che ne abbisognano in modo continuativo". DELLA CASSA integrazione, intanto, s'è occupato Roberto Formigoni. "Si tratta dei frutti amari generati dalla politica folle e sbagliata del Governo e di Alitalia - ha dichiarato il "governatore" - Noi ci siamo opposti e abbiamo ottenuto gli ammortizzatori sociali che evitano i licenziamenti". - -->.

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Restano 2100 esuberi ma si continua a trattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

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Stai consultando l'edizione del AIR FRANCE-ALITALIA Restano 2100 esuberi ma si continua a trattare Di Giovanni e De Mattia a pagina 2.

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La mezzanotte on line del candidato Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del LA CURIOSITÀLa videochat di Veltroni: "Come convincere gli indecisi? Parlando di precariato, salari minimi, pensioni.." La mezzanotte "on line" del candidato Walter di Andrea Carugati Di notti bianche è certamente un esperto. Ma quella di giovedì è stata una novità anche per Veltroni: un'ora di videochat, attorno a mezzanotte, per rispondere alle domande degli internauti, circa 6mila, mentre sono stati 14mila gli spettatori che l'hanno seguita in diretta. A dirigere il traffico Marino Sinibaldi, autore e conduttore di Fahrenheit su Radiotre. Veltroni si è definito un "vecchio navigatore" e ha assicurato che uno degli obiettivi del Pd, se vincerà le elezioni, sarà "portare Internet in tutte le case degli italiani, perché ormai è come l'acqua e l'elettricità: non averlo significa essere privati di opportunità gigantesche". Dirette le domande degli internauti: Giovanni da Bergamo ha chiesto come spiegare a sua nonna il programma economico del Pd. "Sostenere la domanda interna aumentando pensioni e salari, abbassare la pressione fiscale, sostenere e semplificare la vita delle piccole e medie imprese", il motore in grado di far ripartire la crescita. Leonardo, studente di 19 anni, ha chiesto invece cosa dire ai suoi amici che pensano di non andare a votare. La risposta: "Compenso minimo di 1000 euro per tutti i precari. C'è in 23 paesi europei, non si capisce perché non possiamo farlo anche in Italia". E a Francesca, precaria impossibilitata a sposare Piersilvio perché "felicemente fidanzato", il leader Pd ha detto che deve "sperare che al governo vada chi mette la precarietà al centro della sua attenzione". Sui figli del Cavaliere, Veltroni ha aggiunto: "Si è cominciato giurando sui figli, poi invitando a sposarli, poi coinvolgendoli nella cordata per Alitalia: teniamo le "creature" fuori dalla campagna elettorale...". Il leader Pd ha risposto anche ad Alessandra, che dal 2004 vive negli Usa, a proposito dei "cervelli in fuga": "Siamo partiti proprio da qui: costruire un paese accogliente e ospitale per i suoi giovani, in cui il sistema scolastico e universitario non sia mai più considerato marginale". E a Matteo, giovane fisico che per le stesse ragioni è emigrato in Spagna, ha detto: "Una ragione per tornare in Italia? Ricerca, scuola, università, talento, merito e rischio saranno tra i fulcri della rinascita del nostro paese". Gianni, invece, ha chiesto cosa fare per convincere sua figlia, al primo voto, a scegliere il Pd: "L'idea della fine della vecchia politica, di un cambiamento radicale affascina i giovani", ha detto Veltroni. "E forse è per questo che il nostro viaggio è seguito da tantissimi giovani, numeri che non si vedevano da anni. Il Pd guarda al futuro, e per questo possiamo essere un punto di riferimento per una generazione di ragazzi che non vogliono essere spettatori". Difesa a spada tratta delle giovanissime candidate del Pd, partire da Marianna Madia: "Con loro il "circo" si è divertito, questo è un paese in cui se sei giovane e bravo e hai successo qualcuno ti dà una martellata in testa: per poter fare strada devi avere almeno 60 anni, sennò disturbi il manovratore". Sul rapporto tra politica e religione, sollevato da un frate francescano dell'Umbria, ha detto: "Mi piacerebbe discuterne con passione, senza anatemi ma cercando un frammento di verità". E le coppie di fatto? "I Cus sono una utile e importante base di discussione".

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I piloti ascoltano le sirene della destra L'Anpac: meglio il fallimento. Ma alla cordata italiana credono in pochi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del I piloti ascoltano le sirene della destra L'Anpac: meglio il fallimento. Ma alla cordata italiana credono in pochi / Roma BEFFA Quelle cartelle, quei numeri presentati da Parigi hanno il sapore della beffa per Fabio Berti & Co., ovvero l'Anpac, la potentissima organizzazione dei piloti Alitalia. Finora alla Ma- gliana hanno "remato" a fianco degli intoccabili boiardi di Stato chiamati a pilotare verso il nulla la compagnia. Hanno propagandato la proposta francese come l'unica vera occasione per il gruppo italiano, convinti com'erano che loro, la corporazione più esclusiva d'Italia, non sarebbero stati toccati. "Toccheranno le macchinette del caffè", dicevano molti di loro con una battuta che bollava di assenteismo insulso i colleghi di terra. Invece sono proprio i piloti quelli a cui Parigi chiede il prezzo più duro. Così è scattata la ribellione: no su tutta la linea, meglio il fallimento. Ed anche il richiamo del fronte politico a loro più congeniale: la destra. Che "storicamente" i piloti italiani siano legati al microcosmo più conservatore è cosa nota. Tra loro anche nomi importanti del partito che fu di Fini: Luigi Martini parlamentare di An, o il figlio del senatore ed ex ministro Altero Matteoli. Dopo la cura dimagrante prospettata da Parigi sono pronti a cavalcare la propaganda berlusconiana: tanto che ieri una delegazione dell'Up è anche accorsa al suo comizio romano. Ma alla cordata italiana ci credono in pochi: sanno che senza una rete internazionale di riferimento sarà difficile spuntare condizioni migliori. "Resta il fatto però che i numeri dei francesi sono inaccettabili e che noi non ci stiamo a fare i notai di un accordo già fatto", spiega Danilo Baratti, pilota della Cgil. "È vero, l'Anpac si era illusa di poter influenzare il management come ha fatto finora - continua Baratti - I suoi vertici erano addirittura andati a trovare Spinetta a Parigi. Ma in quell'incontro nessuno si era sbilanciato troppo. Andavano promettendo a tutti stipendi più alti (i francesi guadagnano in media il 40% in più, ndr) e promozioni in blocco. Intanto andavano a braccetto con Cimoli, che si vantava di aver azzerato il sindacato. Ora si ritrovano fuori gioco, invece bisogna giocare per strappare condizioni migliori". Baratti non perdona al governo prodi di aver lasciato la compagnia nelle mani dei franco-olandesi senza pretendere un trattamento alla pari, come aveva fatto a suo tempo Amsterdam. Insomma, sta al sindacato stavolta fare la battaglia: anche la politica è fuori gioco. b. di g.

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Air France, i sindacati dicono no Il nuovo piano non va, ma la trattativa resta aperta. Gli esuberi sono 2.100. Crollo in Borsa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Air France, i sindacati dicono no Il "nuovo" piano non va, ma la trattativa resta aperta. Gli esuberi sono 2.100. Crollo in Borsa di Bianca Di Giovanni / Roma TAVOLO Per Alitalia è il giorno del piano di Air France- Klm e dell'ennesima esternazione di Silvio Berlusconi. "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani - declama - e voglio vede- re chi si negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Prodi dal canto suo chiede responsabilità ed auspica un 'alleanza internazionale. Berlusconi piace ai piloti, inferociti dopo gli ultimi numeri arrivati da Parigi. Le cifre sono le stesse già annunciate: 2.120 esuberi, di cui 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I sindacati non ci stanno. "Proposta insufficiente" dichiarano in una nota comune. Ma vogliono trattare e strappare condizioni migliori. L'Anpac all'inizio si chiama fuori. Ma poi la potente sigla dei piloti è costretta a rincorrere gli altri: si presenterà al confronto di lunedì, fissato per le 14 alla Magliana. Intanto sembra sciogliersi il nodo liquidità: sarebbe accessibile un credito di imposta che per i sindacati sfiora gli 80 milioni, mentre fondi delle Finanze parlano di 70. Risorse che permettono un congruo tempo per la tratativa. La proposta franco-olandese è stata al centro di un confronto tra otto sigle sindacali della compagnia (assente l'Anpac) nella sede della Filt Cgil. Il plico, "altamente confidenziale" (così scrive Parigi) è composto da una lettera di Jean-Cyril Spinetta (in francese) e da una ventina di cartelle, che partono dalla visione strategica per concludersi con la gestione delle risorse. È toccato a Mauro Rossi, segretario Nazionale Filt, aprire l'incontro. Rossi ha messo in fila la delicata situazione in cui ci si ritrova: un governo dimissionario, una campagna elettorale infuocata, un consiglio d'amministrazione che probabilmente sarà convocato in via permanente per seguire le fasi del confronto. Insomma, ore cruciali, in cui "bisogna mantenere i nervi saldi - spiega il sindacalista - Il nostro obiettivo è molto semplice: cambiare la proposta di Spinetta. Se lui ripropone quanto già annunciato, noi replichiamo alla stessa maniera Bisogna essere costruttivi". I tagli sono indigeribili. Restano fuori 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. "Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia", scrive il numero uno del gruppo. "Ad ogni persona in esubero - si legge - verrà offerto, sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale". Per gli assistenti di volo, "le sole misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi". Ai piloti più giovani Air France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi un totale di 180 posti". Per quanto riguarda il personale di terra, "circa 250 persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione".

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Il faro Consob non fa luce (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il faro Consob non fa luce Angelo De Mattia Fa parte delle inimmaginabili stranezze di questa campagna elettorale, che è andata a concentrarsi sulla vicenda Alitalia, il rischio che essa debba essere combattuta anche a colpi di norme del Testo unico della finanza. Ma tant'è. Nel punto delicatissimo nel quale si è giunti dopo la presentazione del nuovo documento di Air France e i possibili sviluppi del negoziato, occorrerebbe un embargo politicamente concordato delle dichiarazioni, degli annunci, delle promesse, delle tattiche mediatiche riguardanti cordate alternative ad Air France: un embargo che sarebbe più appropriato chiamare quarantena, considerato il carattere dannoso di queste esibizioni. Ne sono prova la confusione e le contraddizioni esplose dopo le dichiarazioni, poi smentite, di Berlusconi. È in ballo il futuro dei lavoratori, delle loro famiglie e di una fondamentale infrastruttura. Il comportamento metaforicamente definibile del cuculo - puntare su scenari alternativi che si possono aprire "a prescindere" o per le decisioni dei soggetti istituzionali, economici e sociali competenti a valutare le proposte di Air France e attribuirli al merito di proprie iniziative comunicazionali - non è lungimirante. La politica non può ripiegare dal suo campo d'intervento, ma deve tenere conto di altre categorie di diritti e interessi. Non bisogna dimenticare che, fra gli attori della vicenda, vi sono gli azionisti di Alitalia, la governance, gli operatori del mercato, gli utenti, e che sono coinvolti valori, come la tutela del risparmio, la trasparenza e la correttezza negoziale. Il TUF attribuisce alla Consob rilevanti poteri - rafforzati a seguito del recepimento della direttiva sul market-abuse - in materia di parità di trattamento dei portatori di strumenti finanziari e di informazione societaria, esercitati dalla Commissione in occasione di vicende nelle quali erano coinvolti soggetti privati, imprese, intermediari creditizi e finanziari. Rilevano soprattutto il potere-dovere della Consob di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite (Art. 115) e quello di imporre che le informazioni privilegiate siano tempestivamente comunicate al pubblico (Art. 114). Nei giorni scorsi, il presidente della Consob ha rivolto un appello alla "politica" perchè presti molta attenzione alle regole del mercato. Si è visto quel che ne è seguito, tra l'altro, con l'accennata intervista di Berlusconi e le successive smentite delle società e delle banche chiamate in ballo per la presunta partecipazione a cordate per l'acquisizione di Alitalia. D'ora in poi, però, gli appelli non bastano più. La moral suasion, se mai aveva un motivo di essere esplicata, ha esaurito il suo compito. E non basta certo il solo monitoraggio (quello di accendere fari sta diventando un ritornello) che per una Authority dovrebbe essere funzione lapalissiana. Sarà, quindi, il caso che, se malgrado tutto dovesse continuare lo stillicidio della pubblicazione di ipotesi di intervento nella vicenda Alitalia ad opera di questo o quel gruppo o di questa o quella banca, magari su sollecitazione di esponenti politici, l'Authority intervenga immediatamente e altrettanto immediatamente imponga una completa informazione al pubblico, oltre ad esercitare tutti gli altri poteri in materia. E' un modo non solo per fare rispettare le regole, ma per avere un riscontro sulla fondatezza e serietà delle ipotesi adombrate, che, se avessero veramente questi caratteri (e non coincidessero con il si volam, se vorrò), nessuno, soprattutto in queste ore, potrebbe pensare di oscurare. L'analisi.

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E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai Se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Intendo Silvio, mago della comunicazione. Gli è riuscito il giochetto elettorale sull'Alitalia, di cui da statista con i piedi per terra e i pensieri in volo non gliene può fregare di meno, vedi il disinteresse da sempre per il precipizio della compagnia di bandiera. E ora dal magico cilindro fatto di tv e penetrazione superficiale, ossimoro fenomenale, ha tirato fuori un nuovo coniglio. La Rai. Date retta, per le prossime due settimane come ha fatto con gli aerei adesso sarà ossessivo sulla Rai. A dicembre non era forse impossibile "lavorare in Rai se non si è di sinistra o non ci si prostituisce", ipse dixit beccandosi una querela modello class-action dai dipendenti aziendali offesi per l'una o per l'altra categoria? Ebbene, il trapano mediatico funziona e quindi adesso basta rincarare la dose. "La Rai è di sinistra", dice il comiziante giacché l'irreprensibile Jeeves non può organizzare i "Porta a Porta" con Veltroni e Berlusconi separati perché il primo vorrebbe misurarsi con il secondo. "Violenza di Veltroni" insiste il prestidigitatore sperando che gli altri gli corrano appresso. Padronissimi di farlo, siamo in democrazia. A proposito, tra Alitalia e Rai cogliete altre analogie? Oliviero Beha.

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Alitalia, tutto esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già overbooking Osaka e Teheran (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, tutto esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già "overbooking" Osaka e Teheran di Gioia Salvatori TUTTO ESAURITO sui nuovi voli Alitalia da Roma per Teheran e Osaka. Ieri, a due giorni dal trasferimento a Roma dei voli intercontinentali e continentali che prima partivano da Milano-Malpensa, e- rano già 158 i passeggeri in overbooking sul primo volo Ro- ma-Teheran: partenza 1° aprile alle 20.50 con un Airbus A320. Alto anche il numero di passeggeri sulle altre rotte, sia verso l'estremo oriente che verso Canada e States: 280 passeggeri si sono prenotati per il primo volo Roma - Osaka del I aprile, mentre sono in media 170 i passeggeri sui primi voli diretti a Chicago, Boston e Toronto che invece debuttano domani. Un dato che Cinzia Renzi, presidente della Fiavet Lazio, legge favorevolmente: "Per i romani andare a Milano per partire è sempre stato un problema - dice - La lontananza dell'aeroporto dalla città, la nebbia, il caos bagagli erano tutti elementi di dissuasione. Molti preferivano fare scalo in un'altra città straniera per raggiungere la loro metà, piuttosto che recarsi a Malpensa". Domenica, oltre a le rotte verso Chicago, Boston e Toronto, iniziano a decollare dal Leonardo Da Vinci anche i voli Alitalia diretti a Damasco (22.40), Dubai (12.45), Beirut (12.45 e 22.40) e Miami (9.30). Il primo nuovo volo Alitalia Roma - Accra partirà lunedì alle 15.10. Incrementati, inoltre, i voli verso Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo in vigore da domani e fino a ottobre, le rotte Alitalia a Fiumicino salgono a 77 (di cui 23 nazionali, 40 internazionali e 14 intercontinentali) e i voli aumentano di 195 passando da 1.406 a 1.601 settimanali. A Malpensa restano 38 rotte Alitalia di cui solo 3 intercontinentali. Con i nuovi voli l'esigenza di aumentare la capacità dell'aeroporto Leonardo Da Vinci in ogni settore. Oggi a Fiumicino si concludono i lavori di manutenzione straordinaria della pista numero 1 che va ad aggiungersi alle altre due. Da maggio, inoltre, sarà operativo il nuovo terminal T5 per i voli sensibili (da e per Usa e Israele), che avrà un suo piccolo nastro per lo smistamento dei colli al fine di scongiurare il caos bagagli.

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Le signore non si fanno mai aspettare. Ma Silvio Berlusconi, che pure è un anziano signore, non (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Le signore non si fanno mai aspettare. Ma Silvio Berlusconi, che pure è un anziano signore, non ha seguito le regole del galateo ed è arrivato con più di un'ora e mezza di ritardo al raduno rosa del Popolo della libertà. Quattro interviste a giornali e tv ed il tempo è voltato via. Il Cavaliere è arrivato nella sala piccola del Palazzo dei Congressi giusto in tempo per mettere a tacere i primi sgenali di fastidio per un'attesa troppo prolungata, occupata dagli interventi di "quattro signore quattro" in rappresentanza dei due partiti che hanno dato vita al Pdl, e da Gianfranco Fini, nella veste ormai anche lui di intrattenitore in attesa del primo attore. Che è arrivato quando ha deciso lui e si è preso subito la scena dell'iniziativa il cui titolo era già tutto un programma. "Donne" per l'Italia. Con le virgolette. Berlusconi ha spiegato che era così perchè alludeva al latino "domina", cioè "dominatrici" il che "significa che siete le nostre padrone e noi siamo vostri sudditi". Poco convincente. Sapeva più di allusivo. Sventolano le bandiere. Molte nuove di zecca del Popolo della libertà, qualcuna dell'Italia, una della Lega in trasferta ed una, nostalgica, di An. Scattano gli applausi. C'è eccitazione. Per molte si è trattato dell'occasione per una gita a Roma. Certo c'è gran caldo in sala. Il tempo non passa mai. Poi le prime fila si riempiono. Ci sono le candidate di richiamo (Carfagna, Prestigiacomo, Moroni, Saltamartini, Lorenzin) e tutte le altre. Ci sono anche tanti uomini che non hanno perso l'occasione per far notare la loro presenza. Non va sprecato nulla. Parte l'Inno di Mameli. Tutti in piedi cantano a squrciagola. Qualcuno, probabilmente non avvertito del cambio di corso, alla fine scatta in un nostalgico saluto romano. Ed ecco il grande capo. Chi si aspetta qualche battuta delle sue resta deluso. Devono avergli spiegato che non è il caso. Certo l'idea della donna regina del focolare è evidente che non l'ha abbandonata. Esce con forza quando, a proposito della necessità di presidiare i seggi contro i brogli, invita le signore a rinforzare il catering a cui, comunque, lui provvederà. Casa e cucina misto a "puntiglio donnesco". Poi, sì, anche tutto il resto ma mescolato nel lungo elenco di cose positive che lui si accinge a fare se gli italiani lo voteranno e di cose negative fatte dal centrosinistra, "l'esercito del male". "Ci saranno quattro ministre donne nel mio governo" promette Berlusconi e strappa l'applauso di quelle in prima fila. Ognuna pensa di esserci. Mostra la sicurezza di sempre il Cavaliere. Non appalesa nessun dubbio sul fatto che vincerà le elezioni. Ma un tarlo lo tormenta. E' evidente. Lo si legge nel tono dimesso, rispetto al solito, con cui propone la consueta litania. Tant'è che quando dopo oltre un'ora si avvia alle conclusioni deve ammettere di aver saltato un passaggio importante. "Quasi mi dimenticavo...". Al Berlusconi di un tempo non sarebbe accaduto. Ha paura del pareggio o, addirittura, di una imprevedibile sconfitta. Il problema lo sente tutto. Ed allora fa aleggiare il fantasma di un possibile accordo tra il Partito Democratico e la sinistra estrema insieme a quello di possibili brogli. Per contrastarli lui ha studiato tutta una serie di mosse che si dilunga a spiegare ad una platea sempre più accaldata e che comincia a non vedere l'ora di tornarsene a casa. C'è poi la spina nel fianco dell'Udc. I traditori che possono mettere a rischio in alcune regioni il risultato pieno. Ha appena negato, ma a modo suo, un contatto con il cardinale Ruini che avrebbe caldeggiato un appoggio al partito di Casini: "Il cardinale è una persona eccezionale" che conosce il sistema elettorale e, quindi, non può non considerare che "i voti dati ad altri partiti del centrodestra e non al Pdl sono voti dati al centrosinistra". Anche Ruini, insomma, tirato per la tonaca nella querelle del voto utile. Il resto è tutto secondo copione. L'Alitalia che deve restare italiana, e ci penserà lui; la spazzatura di Napoli ed ora anche le mozzarelle; la sicurezza che non c'è; il lavoro che manca e più che mai per le donne; le tasse e le pensioni; l'attacco ad alzo zero all'avversario "comunista in politica da quaranta anni". Ora sarà anche, come ci tiene a dire, che "Veltroni sembra venuto da Marte" quando si dice estraneo ai problemi del Paese. Ma non è da marziani scoprire i problemi dell'Italia quando si è governato per cinque anni e Palazzo Chigi lo si è lasciato da soli venti mesi?.

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Alitalia, il bluff è pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, il bluff è pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia gli alleati di Silvio Berlusconi esaltano ora le doti del loro leader, che con il furbo annuncio dell'inesistente cordata italiana, avrebbe spinto Air France ad una maggiore disponibilità nelle trattative. Semplice fenomenologia? No, c'è ben altro in palio. In un mercato globale dove i giudizi delle Agenzie di Rating sono la bibbia delle relazioni internazionali, l'affidabilità del possibile contraente è patrimonio inestimabile. Se ti fidi del tuo partner d'impresa, puoi risparmiare sui cosìddetti costi di transazione: accertamenti e precauzioni che valgono denaro e tempo, dunque altro denaro. Il bluff fa parte del bagaglio di ogni buon giocatore di poker, ma nei rapporti economici è un trucco che si paga, subito e a caro prezzo. Le relazioni fra governi e fra questi e le forze economiche non sono partite private, mettono in gioco la reputazione e dunque il destino di una comunità di cittadini, imprenditori e lavoratori. Ma la politica della campagna elettorale permanente, con l'obiettivo di un immediato consenso di opinione, fa della bugia un'arma essenziale, come il bluff nel poker. A chi potrebbe governare una nazione, è forse giusto chiedere una responsabilità che vada oltre il successo di una partita personale. Marco Lombardi Alitalia/2 Non sapeva dell'offerta Air France? Strano per un aspirante premier Cara Unità, nell'esternare sulle presunte cordate italiane sull'Alitalia, Berlusconi ha fatto altre due affermazioni che vorrei sottolineare: la prima è quella che lui credeva che la trattativa con Air France si facesse per una fusione e non per l'aquisizione, pur rimanendo il marchio Alitalia. Per uno che è stato per sei anni a capo del governo e che aspira a ritornarci non aver capito, dopo mesi di trattative ed atti pubblici, di cosa veramente si trattava ci deve far preccupate sui seri rischi che corre l'Italia in caso di sua vittoria elettorale. L'altra affermazione che crea dubbi è quella sulla difesa dell'italianità della compagnia di bandiera quando lo stesso fa un uso ostentato del proprio parco macchine con auto di marca straniera. Nello Bracalari, Grosseto Mozzarella, nessuno spiega chi ha portato diossina in Campania... Cara Unità, adesso tocca alla mozzarella di bufala, dobbiamo sapere se contiene una quantità sopportabile di diossina per rassicurare i mercati esteri. Ma nessuno ci spiega perchè la diossina è arrivata nei terreni della Campania, chi l'ha inviata, chi l'ha sotterrata, chi sono i veri responsabili di questo disastro. Portatori della logica del qui e ora, incuranti delle conseguenze che provoca qualsiasi atto, hanno fatto sì che imprenditori del Nord, quelli che difendono Malpensa, si siano serviti di malfattori del Sud per far scaricare nel Sud medesimo bidoni di materiali tossici che stanno distruggendo l'economia della Campania. Questo ho letto e sentito nei reportages nel momento caldo della spazzatura incombente nelle strade, ma poi nessuno ne parla più come se la diossina nei terreni ci fosse arrivata da sola. E non mi si dica che nessuno ne sapeva niente, perchè ci sono fior di sceneggiati nostrani che da questo argomento sviluppano le loro trame. Mala vita organizzata che in combutta con irreprensibili imprenditori devastano i territori causando malattie e disastro economico. Ludovica Muntoni Informazione, subito una legge sul conflitto di interessi Cara Unità, per l'ennesima volta il cavaliere l'ha sparata grossa! Ma come al solito è stato malevolmente e malamente interpretato... In un qualsiasi paese civile e moderno e in ogni democrazia matura chiunque si fosse macchiato di tale leggerezza (si badi una sola e non millanta) si sarebbe prostrato a chiedere umilmente scusa e un attimo dopo si sarebbe dimesso da qualsiasi incarico di responsabilità pubblica. Qui da noi invece l'autore di questi inenarrabili disastri istituzionali ha l'arroganza di affermare che la colpa è di quei pennivendoli che infestano la stampa e dei grandi giornali tutti in mano alla sinistra (sic!). Sorge allora spontanea la domanda: "Come è possibile tutto questo?". L'unica risposta plausibile per questo mondo alla rovescia è la seguente: essendo egli il padrone e il signore di quasi tutta l'informazione (e se per sciagura dovesse vincere le prossime elezioni possiamo anche togliere il quasi) può riuscire a far credere ai suoi concittadini tutto quello che vuole, capovolgendo sistematicamente la realtà inoppugnabile dei fatti, ricoprendoli di falsità che ripetute all'infinito dai suoi megafoni di regime diventano "vangelo e sacrosante verità". Allora urge riavvicinarci al mondo normale ponendo fine a questa deriva del conflitto degli interessi. Si abbia il coraggio di prendere come modello da utilizzare una qualsiasi normativa antitrust vigente in Francia, in Spagna, in Germania, in Gran Bretagna, negli Usa, ecc. e la si applichi sic et simpliciter qui da noi...credo che il cavaliere da buon liberale non avrebbe alcunchè da obiettare...o forse mi sbaglio? Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Elezioni, comunque vada il Pd non perda il profilo innovatore e riformista Cara Unità, da elettore del Pd non mi fido dei sondaggi e non so come andranno a finire le prossime elezioni. Il mio auspicio è che anche se il Pd dovesse perderle, non abbandoni il suo profilo riformista, innovatore e liberale così come la sua vocazione maggioritaria, ma li confermi e li rafforzi e non aderisca all'idea di un ritorno al passato rifacendo alleanze non omogenee ed impraticabili con la sinistra estrema. Alessandro Scarpari, Botticino (Bs) Non lasciamo la parola "libertà" in mano alla destra Cara Unità, Casa della Libertà, Popolo della Libertà, ma perché dobbiamo lasciare a Berlusconi l'esclusiva della parola libertà? Perché dobbiamo lasciare a Fini, alla Mussolini e a Rauti di fregiarsi di questa parola visto che militano nel partito del boss di Bossi? Se non sbaglio i nostri Padri hanno dovuto lottare e morire per conquistare il significato di questa parola proprio ocntro coloro che questa parola (i fascisti) avevano negato per un ventennio e che ai giorni nostri sono rappresentati dagli eredi naturali soprannominati, inglobati nel partito di Berlusconi per raccattare qualche voto. Perciò noi, e lo dico in special modo a Veltroni, dobbiamo riappropriarci della parola libertà e non lasciarla nelle mani di chi strumentalmente la usa, senza averne alcun diritto e chi vorrebbe sostituire la data del 25 aprile (Fini) con quella del 13 aprile, giorno della presunta vittoria (ma non succederà) della destra. Armando Ferrero, Alba.

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L'Italia convince la Ue: via libera Test rafforzati in particolare nelle province di Caserta, Napoli e Avellino (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? "TUTTO è bene quel che finisce bene", dice Romano Prodi citando Shakespeare. Ma che paura. Ieri è stata una giornata da cardiopalmo sull'incerto fronte della mozzarella. Lo spettro di un blocco continentale è calato a metà mattina, quando una nota firmata dal ministro della Salute francese chiedeva ai negozianti transalpini di "bloccare immediatamente in via precauzionale" la vendita di mozzarelle di bufala campane. Era quello che si temeva: la chiusura delle frontiere europee. Qualcuno del Pdl giungeva perfino a ipotizzare un legame tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'uscita". NEL FRATTEMPO si muoveva la Farnesina. E soprattutto giungeva a Bruxelles la lettera del ministro della Salute, Livia Turco, a informare che i servizi veterinari "hanno ulteriormente intensificato i controlli su tutta la Campania e in particolare stanno procedendo a una ulteriore verifica nei 25 caseifici per rintracciare e ritirare dal commercio i prodotti che possono essere stati contaminati". E POI: è stato messo in atto un sistema che "impone il ritiro e il richiamo degli alimenti non conformi, provenienti dai 25 stabilimenti risultati positivi e di tutti i prodotti provenienti dagli stabilimenti che eventualmente potranno risultare positivi. La Turco ha anche annunciato "un controllo sistematico di tutti i caseifici e degli allevamenti esistenti nella regione, in via prioritaria nelle province di Caserta, Napoli e Avellino". ERA QUEL che Bruxelles voleva e la risposta positiva non è tardata. "La commissione ? ha detto a fine mattinata la portavoce del Commissario alla Sanità ? è soddisfatta dai progressi fatti dall'Italia e per il momento non si chiedono nuove azioni. Dopo le dichiarazioni del ministro della Sanità, la regione Campania ha intensificato i controlli rendendoli sistematici". PER IL MOMENTO dunque la Ue non chiederà all'Italia altre azioni, "considerando anche che a questi livelli e fino a quando non si mangia mozzarella con diossina per periodi molto lunghi e in grandi quantità il prodotto non può essere dannoso". A questo punto la Francia non poteva non fare dietrofront. La revoca del provvedimento è giunta "ricevute le assicurazioni attese da parte delle autorità italiane sull'assenza di commercializzazione sul territorio francese di prodotti interessati dalla contaminazione di diossina" a sole tre ore dall'annuncio del blocco. Sospiro di sollievo generale. "Era quel che ci attendevamo: non c'è alcun pericolo ? ha osservato De Castro ? perché gli allevamenti incriminati sono stati sequestrati e quel latte non si trasformerà in mozzarella. Ora bisogna pensare a rassicurare i consumatori e a rilanciare i consumi". Certo, la crisi non è ancora terminata. Proprio ieri, Singapore ha annunciato il blocco alle importazioni e il Portogallo, come il giorno prima il Belgio, ha annunciato controlli rafforzati. MA ALLE buone notizie che giungono da Bruxelles vanno aggiunte quelle fornite da Tokio, che all'alba ha fatto sapere che dopo i controlli erano state sbloccate le 4 tonnellate di mozzarelle di bufala ferme negli aeroporti nipponici. Ci vorrà del tempo, ma si intravede il sole. Gli allevatori, da parte loro, ringraziano per lo scampato pericolo. "L'azione svolta in queste ore dai ministri delle Politiche agricole e della Salute, e quello di fondamentale mediazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, sono state risolutive" osserva il presidente dell'Associazione allevatori bufalini, Raffaele Garofalo. Restano i danni economici ? mezzo milione di euro al giorno secondo la Coldiretti ? e quelli all'immagine. Che sono e saranno pesanti per il comparto e per l'Italia. - -->.

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Di ALESSANDRO FARRUGGIA - ROMA - TUTTO è bene quel ch (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ALESSANDRO FARRUGGIA ? ROMA ? "TUTTO è bene quel che finisce bene", dice Romano Prodi citando Shakespeare. Ma che paura. Ieri è stata una giornata da cardiopalmo sull'incerto fronte della mozzarella. Lo spettro di un blocco continentale è calato a metà mattina, quando una nota firmata dal ministro della Salute francese chiedeva ai negozianti transalpini di "bloccare immediatamente in via precauzionale" la vendita di mozzarelle di bufala campane. Era quello che si temeva: la chiusura delle frontiere europee. Qualcuno del Pdl giungeva perfino a ipotizzare un legame tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute, Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'uscita". NEL FRATTEMPO si muoveva la Farnesina. E soprattutto giungeva a Bruxelles la lettera del ministro della Salute, Livia Turco, a informare che i servizi veterinari "hanno ulteriormente intensificato i controlli su tutta la Campania e in particolare stanno procedendo a una ulteriore verifica nei 25 caseifici per rintracciare e ritirare dal commercio i prodotti che possono essere stati contaminati". E POI: è stato messo in atto un sistema che "impone il ritiro e il richiamo degli alimenti non conformi, provenienti dai 25 stabilimenti risultati positivi e di tutti i prodotti provenienti dagli stabilimenti che eventualmente potranno risultare positivi. La Turco ha anche annunciato "un controllo sistematico di tutti i caseifici e degli allevamenti esistenti nella regione, in via prioritaria nelle province di Caserta, Napoli e Avellino". ERA QUEL che Bruxelles voleva e la risposta positiva non è tardata. "La commissione ? ha detto a fine mattinata la portavoce del Commissario alla Sanità ? è soddisfatta dai progressi fatti dall'Italia e per il momento non si chiedono nuove azioni. Dopo le dichiarazioni del ministro della Sanità, la regione Campania ha intensificato i controlli rendendoli sistematici". PER IL MOMENTO dunque la Ue non chiederà all'Italia altre azioni, "considerando anche che a questi livelli e fino a quando non si mangia mozzarella con diossina per periodi molto lunghi e in grandi quantità il prodotto non può essere dannoso". A questo punto la Francia non poteva non fare dietrofront. La revoca del provvedimento è giunta "ricevute le assicurazioni attese da parte delle autorità italiane sull'assenza di commercializzazione sul territorio francese di prodotti interessati dalla contaminazione di diossina" a sole tre ore dall'annuncio del blocco. Sospiro di sollievo generale. "Era quel che ci attendevamo: non c'è alcun pericolo ? ha osservato De Castro ? perché gli allevamenti incriminati sono stati sequestrati e quel latte non si trasformerà in mozzarella. Ora bisogna pensare a rassicurare i consumatori e a rilanciare i consumi". Certo, la crisi non è ancora terminata. Proprio ieri, Singapore ha annunciato il blocco alle importazioni e il Portogallo, come il giorno prima il Belgio, ha annunciato controlli rafforzati. MA ALLE buone notizie che giungono da Bruxelles vanno aggiunte quelle fornite da Tokio, che all'alba ha fatto sapere che dopo i controlli erano state sbloccate le 4 tonnellate di mozzarelle di bufala ferme negli aeroporti nipponici. Ci vorrà del tempo, ma si intravede il sole. Gli allevatori, da parte loro, ringraziano per lo scampato pericolo. "L'azione svolta in queste ore dai ministri delle Politiche agricole e della Salute, e quello di fondamentale mediazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, sono state risolutive" osserva il presidente dell'Associazione allevatori bufalini, Raffaele Garofalo. Restano i danni economici ? mezzo milione di euro al giorno secondo la Coldiretti ? e quelli all'immagine. Che sono e saranno pesanti per il comparto e per l'Italia. - -->.

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TRA TANTO sfascio - rifiuti, mozzarella di bufala, l'affaire Alitalia - l
 (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

TRA TANTO sfascio ? rifiuti, mozzarella di bufala, l'affaire Alitalia ? l'immagine dell'Italia si tiene su anche con l'ironia. E così su eBay spunta l'asta per la cordata italiana accompagnata dallo slogan "Alitalia, adottiamola tutti". Il venditore ? un messinese che si firma findomestic ? ha le idee chiare: basterebbero 5 euro ad italiano per salvare la nostra ex compagnia di bandiera. E allora perché non partecipare tutti? I requisiti sono: "Devi essere italiano; chi vince l'asta, farà parte della cordata e questa volta nessuna smentita potrà essere fatta". Si parte da 1 euro, e vince chi fa l'offerta più alta. Spese di spedizione ? ma di cosa? ? con Pacco celere 3 a 9,10 euro. Termine ultimo per le offerte: 7 aprile 2008 alle ore 11, 35 minuti e 54 secondi. - -->.

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Alitalia? Air France non può far di più I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi: Piano offensivo . Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

"Alitalia? Air France non può far di più" I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi: "Piano offensivo". Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno ? MILANO ? IL NUOVO PIANO di Air France-Klm per Alitalia è arrivato poco prima della mezzanotte di venerdì ai sindacati. E il prezzo della "ristrutturazione e del risanamento" chiesto da Parigi resta alto: 2.120 esuberi. Se le condizioni poste dal numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta vengono considerate come ultima offerta ("Ho fatto proposte oltre le quali non posso andare senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del mio progetto") il piano ha scatenato ieri durissime reazioni. A cominciare da Silvio Berlusconi secondo il quale Air France ha presentato "condizioni irricevibili e offensive per cui Alitalia sparisce". Così, a un Prodi che ha sottolineato come la trattativa con i francesi debba continuare e sia arrivato adesso il momento di "una analisi approfondita", il candidato premier del Pdl ha fatto sapere che questo Governo non riuscirà a chiudere l'accordo entro il 13 aprile e il suo esecutivo non "sposerà" la trattativa con Air France anzi "noi lanceremo un appello agli imprenditori italiani e voglio vedere chi negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Insomma, la campagna italiana di Spinetta non sembra affatto facile e non solo per la cordata italiana che secondo Berlusconi verrà fuori quando si chiuderà il capitolo Air France. Cordata "inesistente" e "annunciata dopo una sera di bisboccia" secondo il candidato premier del Pd Veltroni per cui Berlusconi non viene da un altro pianeta: "Nel 2004 dichiarava che il problema Alitalia l'avrebbe risolto lui, ma così non è stato". Cordata tricolore o meno il piano francese è stato bocciato dai sindacati che lo hanno definito insufficiente. Ma le nove sigle (compresi i piloti Anpac che avevano parlato di progetto Air France finito e si erano detti pronti ad andare al fallimento) si presenteranno lunedì alle 14 alla ripresa del confronto. Sperando, come dice il leader Cisl Bonanni, che quella di Spinetta sia una tattica e comunque, avverte Epifani (Cgil) "bisogna fare ogni sforzo per evitare il fallimento". Ma già ieri, mentre il titolo precipitava in Borsa (- 37,19%) rabbia e preoccupazione sono esplose fra i lavoratori a Fiumicino e lunedì ci sarà una mobilitazione alla Magliana. Per convincere i sindacati Spinetta parla "di un futuro sviluppo ambizioso" (per cui ci sarà un aumento di capitale da 1 miliardo di euro e nuove assunzioni) e offre la garanzia di un "filo di sicurezza" per ogni lavoratore in esubero. Ma Parigi non ha fatto passi indietro sui tagli: 507 piloti, 594 assistenti di volo, 398 dipendenti di terra, 121 all'estero. Malpensa, infine, sarà "importante" ma solo Fiumicino sarà l'hub italiano. INTANTO i conti Alitalia peggiorano. Ieri il cda ha ratificato che in febbraio l'indebitamento è salito a 1,368 miliardi di euro e la liquidità è scesa del 36%, a 180 milioni. Proventi per 148 milioni sono arrivati dalla vendita di tutte le azioni Air France e da un rimborso fiscale. Sui termini della chiusura della trattativa per Alitalia il cda ha anche valutato "un eventuale contenuto slittamento del termine del 31 marzo se si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le parti sociali". Achille Perego - -->.

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Alitalia, piano <inaccettabile> ma si tratta (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Altro incontro. E su eBay parte l'asta... Alitalia, piano "inaccettabile" ma si tratta Fabio Sebastiani Piano inaccettabile, ma si continua a trattare. Il nuovo incontro con Air France si terrà lunedì. E' questo in sintesi il racconto dell'ennesima giornata di passione di Alitalia, che ieri in borsa è arrivata a perdere il 37%. Notizie tutte di segno negativo, quindi, appena un po' alleviate dalla convocazione di una scadenza unitaria per mercoledì prossimo. A preoccupare di più sindacati e lavoratori è il fatto che quello di Spinetta è un "piano senz'anima". Mancherebbe, in sostanza, un vero piano industriale. Sviluppo? solo quando "l'attività" sarà riannodata "al circolo virtuoso della crescita redditizia", si legge nella lettera di Spinetta ai sindacati, che accompagna il piano. Non a caso, per i sindacati, il nodo rimane quello della flotta, pilastro per ogni impegno concreto sul futuro. Air France prevede la contrazione del numero degli aeromobili (meno 42) e il contestuale mantenimento di aerei antieconomici (gli MD80). Dal 2010 al 2018, si legge nel documento, "la flotta a lungo raggio dovrebbe essere aumentata di 8 nuovi aeromobili, qualora le condizioni di mercato lo consentissero". Attualmente Alitalia ha circa 20 vettori a lungo raggio, il settore più redditizio per le compagnie aeree, mentre Air France-Klm circa 100. Del resto, in una situazione in cui anche con i cosiddetti "possibili miglioramenti di produttività" non si riesce a superare il gap delle "pesanti perdite", difficile che il "nuovo" possa venir fuori senza un vero e proprio colpo di reni da parte di tutti. I 2100 esuberi previsti, pur con ammortizzatori sociali e pre-pensionamenti, sono confermati e così distribuiti: 1600 unità (1500 persone in Italia e 100 nelle rappresentanze della compagnia nel resto del mondo) degli esuberi di personale in Az Fly, e 500 delle attività di Az Servizi reintegrate nel perimetro del gruppo Alitalia. In particolare, per gli assistenti di volo sono previsti circa 600 esuberi, mentre 500 sono quelli dei piloti. Quanto al personale di terra, per circa 250 è previsto il pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni, mentre per altri 150 arriveranno misure di riqualificazione. Per i dipendenti di Alitalia Servizi che saranno reintegrati in Alitalia sono stati stimati 500 esuberi nell'area della manutenzione: di questi, 280 potranno accedere al pensionamento immediato o differito. "Non facciamo parte del partito del fallimento ma neanche del partito del prendere o lasciare", commenta a caldo il segretario generale della Fit Cisl, Claudio Claudiani, che insieme ad altre sette sigle sindacali ha firmato un documento congiunto. Per il segretario del Prc Franco Giordano, "bisogna continuare a trattare". "Penso che sia sbagliato continuare a chiedere di tagliare i livelli occupazionali. Sull'Alitalia noi abbiamo posto con grande nettezza due vincoli: occupazionale e il piano industriale" ha risposto ai giornalisti. Ieri, intanto, c'è stata una prima assemblea di confronto tra lavoratori (Alitalia Service) e sindacalisti. "La preoccupazione è quella di perdere la dignità: per avere dignità tutti debbono mantenere il posto di lavoro e lo stipendio", hanno detti i primi. Da parte loro i rappresentanti sindacali hanno lanciato un appello alla compattezza, oltre che alla mobilitazione: "Senza la forza di tutti, anche di quei lavoratori che oggi si sentono più tutelati, il sindacato non potrà avere la forza di arrivare a un accordo accettabile". "Bisogna stare attenti al gioco del tentativo di divisione dei lavoratori - ha detto Roberto Bellotti, Sdl - Bisogna non cadere nell'errore che ci sia una parte di lavoratori garantita, che così non si mobilita per le iniziative sindacali, ed una no: è necessario allargare il fronte della lotta, proseguire con assemblee, presidi, facendoci vedere compatti tra Fiumicino, Magliana e Napoli". Infine, prosegue la farsa della "cordata italiana". Ieri Calderoli, ha dichiarato di "aver incontrato" un imprenditore interessato al business. Ovviamente, non ne ha fatto il nome. Ha solo aggiunto che "non è tra quelli usciti in questi giorni". Tutti i soggetti di questa fantomatica cordata italiana, come è noto, hanno tutti smentito l'interessamento. Una "cordaticchia" è uscita anche da Ebay al costo di 5 euro a testa. Requisito fondamentale, essere italiani. 29/03/2008.

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Faremo il pieno di senatori Maroni: Sul federalismo nessun problema con FI e An (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

"Faremo il pieno di senatori Maroni: "Sul federalismo nessun problema con FI e An" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? SU Alitalia, Roberto Maroni non usa giri di parole: "Grazie a Berlusconi, è stata stoppata un'operazione condotta con carte truccate. Un grande ragalo del governo Prodi a Air France". Il centrodestra è sicuro di vincere. Ma se ci fosse un pareggio al Senato, che succederebbe? "Problemi ce ne saranno solo se vince il Pd. Noi abbiamo il compito di convincere i nostri ad andare a votare. Ma laddove siamo forti, in Piemonte, Lombardia e Veneto, la Lega avrà un risultato col botto. I problemi, per il Pdl, potrebbero esserci altrove, per esempio nel Lazio". Vuole dire che la Lega, al Nord, è sempre decisiva per la vittoria del centrodestra? "E' un fatto. Senza di noi Berlusconi non vince. Puntiamo a fare il pieno di senatori nelle nostre regioni". I sondaggi attribuiscono alla Lega un 5%. Ma di Lega si parla molto poco sui media. "E' vero, non siamo protagonisti. Eppure, l'aria che percepisco è come quella del '96, l'anno del Dragone per noi, quando andammo da soli, ottenendo un abbondante 10 per cento". L'alleanza con la Cdl, nel 2001 e nel 2006 non vi ha portato voti. "Questa volta è diverso, perchè abbiamo mantenuto il nostro simbolo e abbiamo fatto un'opposizione molto seria a Prodi". Ma il vostro cavallo di battaglia, il federalismo, non è un po' usurato. Più utopia che progetto? "Nel 2001 il federalismo era accolto dalla Cdl come un'affermazione di principio. Tra discussioni e lentezze si è realizzata la devolution. Ma senza il federalismo non si può fare niente. Nel programma dell'alleanza è stato inserito il disegno di legge già approvato dalla Lombardia, con il voto di FI e An. Non ci saranno i problemi nati in passato". Beh, non c'è l'Udc... "L'Udc ha rappresentato un freno più di An". Federalismo fiscale: per molti elettori non significa nulla. "Il nostro modello porterebbe un sacco di soldi nelle regioni del Nord. Un esempio. La Lombardia ha un bilancio di 26 miliardi. Grazie al federalismo fiscale sarebbero 40 i miliardi di entrate. Tutta l'Irap pagata dalle imprese della regione assomma a 7 miliardi e mezzo. Con il federalismo la Lombardia potrebbe cancellare l'Irap e avere ancora fondi per costruire strade e altre infrastrutture senza aspettare l'pk e i fondi da Roma". Pur di avere il federalismo fareste un nuovo patto anche con l'Udc? "Meglio con una parte del Pd con cui siamo più in sintonia. Gli ex diessini del Nord, intendo". Da grande vorrebbe tornare a fare il ministro del Welfare? L'anima milanista sorride: "Vorrei chiudere la mia carriera giocando un'amichevole accanto a Rino Gattuso. Mi basterebbe". - -->.

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Per carità (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla parte dei diversamente abili Cara "Liberazione", ho l'impressione che stiamo trascurando un problema di questa società inerente i diversamente abili e i loro familiari. Il dramma vissuto da questi uomini e donne è di una gravità assoluta. Occorre una seria politica di sostegno, sia per gli ammalati che per i familiari, ma soprattutto bisogna incrementare il sostegno economico e individuare gli indirizzi dove collocare in una forma di lavoro stabile queste persone, soprattutto nella Pubblica amministrazione. E' opportuno dare un segnale importante che muova le coscienze e dia sostegno morale e materiale ai diversamente abili e a chi li assiste. Emilio Testa via e-mail Senza lavoro dopo cinque anni all'Ipercoop Cara "Liberazione", abbiamo appreso con preoccupazione ed indignazione che recentemente, presso l'Ipermercato Ipercoop di Montevarchi, sette lavoratrici alle quali per cinque anni è stato rinnovato il contratto annualmente non sono state riassunte. Queste sette persone si trovano purtroppo nella triste condizione di non avere più un lavoro, per meglio dire disoccupate. Senza volere entrare nel merito dei motivi che hanno portato alla non riconferma del loro contratto di lavoro, facciamo rilevare che esse erano precarie senza ogni logica da ben cinque anni. Esprimiamo il nostro profondo dissenso verso questo modo di operare, che non tiene in nessuna considerazione la persona nella propria dignità. Facciamo inoltre rilevare che un tempo la Coop era una cooperativa sociale, formata da persone che si univano, in nome della solidarietà cercando insieme di superare le difficoltà delle logiche del mercato, con una organizzazione più a misura di uomo, in poche parole solidale. Anche qui tutto ciò non esiste più, ci si muove secondo le più rigide leggi di mercato che guardano solo al profitto. Confidiamo in un ripensamento da parte dell'azienda e ci adopereremo affinché non si ripetano né ora né mai azioni contro i diritti dei lavoratori. Il coordinamento della Sinistra l'Arcobaleno del Valdarno Precari Atesia, una scelta sbagliata Caro direttore, ho letto con estremo disappunto la lettera dei Precari Atesia su "Liberazione" di ieri 28 marzo. Il disappunto non si riferisce principalmente alla decisione di non votare, quanto al tono arrogante e saccente di questa lettera. Molte delle affermazioni in essa contenute sono del tutto false: infatti oltre alle attività istituzionali svolte dal Partito con tutti i limiti che la situazione generale ha imposto, bisogna ricordare soprattutto l'incessante opera di contrasto politico-culturale della precarietà svolto dai compagni e dalle compagne dei circoli. Un'attività svolta con esposizione personale esclusivamente nel nome di un'idea di società per cui lottare. Essendo uno di coloro che si sono maggiormente spesi su queste tematiche ed avendo anche lavorato nei call center trovo particolarmente offensive le accuse che il collettivo muove al nostro movimento. Certamente tutto questo induce anche alcune amare riflessioni: quando, al posto di una sana umiltà e della doverosa capacità di ascolto e di rispetto dei compagni e delle compagne, ci si ritiene unici depositari di astratte verità assolute, si capisce perché la sinistra in questo Paese non riesce ad uscire da una posizione di marginalità. Stefano Mensio via e-mail Un governo "incapace" sull'Alitalia Gentile direttore, rispetto alla vicenda Alitalia, considerando che i costi relativi al ridimensionamento aziendale in termini di risorse umane saranno a carico dello Stato, tipo pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa integrazione e così via, è possibile che questo governo, ancorché in scadenza, non riesca ad elaborare un piano d'azienda che metta fine alle discussioni strumentali che questa classe politica in clima elettorale sta facendo sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini elettori? Donato Antoniello Rivalta di Torino (To) L'Islam, il profeta e le umane debolezze Caro direttore, comprendo bene che per rispetto, per paura di ferire la sensibilità e le credenze altrui, qualcuno esiti nel fare ironia o satira sul profeta dell'Islam, Maometto, o sull'Islam stesso, che non può però essere piegato o appiattito da nessuno a interpretazioni univoche che assecondano o giustificano logiche di violenza terroristica. L'Islam è certo molto di più di quello che in troppi conoscono: è un tesoro di grande spiritualità che più volte nei secoli si è schiuso anche agli occidentali (basti citare la fecondità e la bellezza della tradizione dei pii sufi). Ciò che non comprendo è, invece, la paura, mascherata da rispetto, di molti intellettuali o politici nell'affrontare in modo critico la dottrina, la storia e la realtà oggettiva di una grande e contraddittoria religione. Imparino - se mi permettono un umile consiglio - i fratelli musulmani dagli altri figli di Abramo a sorridere o anche a ridere di se stessi e delle proprie cristallizzate e talvolta assai umane credenze. Accettino, infine, con serenità anche qualche superficiale offesa alla loro religione: il loro Dio è di certo più grande di certe umane piccolezze. Davide Romano Palermo Se gli americani non la pensano come Bush Cara "Liberazione", il presidente Bush è fermamente convinto che la guerra in Iraq sia giusta. Su tale asserzione nutrire dubbi è legittimo. Come è evidente che si vuole offuscare la realtà di quel paese informando meno. C'è stata una strage pochi giorni orsono (circa 60 morti e centinaia di feriti), ma il risalto non è stato all'"altezza dell'evento". A parte i costi di simile impegno bellico, gli Usa hanno perso circa 4mila militari senza contare quelli della coalizione. Ma il pensiero va soprattutto alle non quantificate vittime civili. E a dire il vero non mi consola se la maggioranza degli americani non la pensa come il suo presidente. Per il Vietnam avevano fatto di più. Franco Fronzoli Rapallo (Ge) 29/03/2008.

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Alitalia e Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Le gambe corte del Cav. Alitalia e Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione Alfonso Gianni* Chiacchiere "a schiovere", dicono a Napoli. E' quello che sta succedendo in questa terribile campagna elettorale a proposito di Alitalia e di Malpensa. Berlusconi un giorno sì e l'altro pure parla di nuove cordate. I supposti partecipanti alle medesime smentiscono, ma il gioco continua. Veltroni dice che in Italia ci vogliono due hub, ma non si sa come, mentre Prodi sgrida i sindacati. Questi ultimi chiedono che la politica resti fuori. Giusto, se ci si riferisce a mediocri schermaglie elettorali. Sbagliato, se si pensa di oscurare le responsabilità della politica. Che la vicenda Alitalia sia un disastro nazionale è purtroppo fuori di dubbio. Pesa l'assenza di uno straccio di politica organica dei trasporti da parte dei governi. Negli ultimi quindici anni, da quando si è aperta la voragine di perdite che ha trascinato Alitalia sull'orlo del fallimento - che alcuni si augurano e che noi vogliamo evitare - i vari governi hanno pensato che la liberalizzazione del settore aereo e la sua privatizzazione - in una parola il mercato - risolvessero magicamente il problema. Secondo loro sarebbe bastato assumere un buon manager, pagarlo a peso d'oro, dare due schiaffi al sindacato e via, si vola. Non è stato così. Air France, il cui capo Spinetta è pagato un quarto di quanto riceveva Cimoli, si sta mangiando Alitalia. Anche le classi politiche regionali e locali hanno le loro responsabilità, particolarmente per quanto riguarda la gestione di Malpensa. Un aeroporto abbandonato a sé stesso, privato persino dei più elementari collegamenti con le città, soffocato da una miriade di aeroporti disseminati a qualche decina di kilometri di distanza. Più che la politica dei trasporti aerei si è fatta quella degli aeroporti, nei quali hanno inzuppato il pane le classi dirigenti politiche ed economiche dei vari territori. Sulla vicenda Malpensa tramonta la leggenda della questione settentrionale, delle regioni del Nord in lotta con Roma. Il governatore del Veneto fa sapere che Malpensa è una questione locale, lombarda, mentre il Piemonte si tiene ben stretti i suoi aeroporti. Che fare dunque? Intanto è bene che il Parlamento, anche se sciolto, si occupi finalmente del problema. Ma soprattutto bisogna che non vengano posti limiti invalicabili ad una trattativa che si presenta l'unica finora possibile, anche se difficile. So anch'io che sarebbe stato meglio se vi fossero in campo altre prospettive. Innanzitutto una capacità di intervento pubblica, oppure la presenza di altri paesi meno in concorrenza con il nostro per vocazioni turistiche. Ma questo non c'è, e quelle di Berlusconi sono chiacchiere acchiappavoti. E' quindi necessario che il governo fornisca un prestito ponte per evitare la crisi di liquidità di Alitalia, in modo che si proceda nella trattativa per salvare i posti di lavoro senza ultimatum sulla testa. Il futuro di Malpensa dipende da questo e dal varo di una seria politica del trasporto aereo che non si lasci condizionare da nessun localismo. *Sottosegretario allo Sviluppo economico 29/03/2008.

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CARLA, CONSOLAZIONE DEL MADE IN ITALY (sezione: Alitalia 2)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

COMMENTO CARLA, CONSOLAZIONE DEL MADE IN ITALY TRA TANTI dispiaceri, almeno una consolazione ce l'abbiamo ed è lei, la Carla, che sarà pure la "première dame" francese ma è italiana come chi ha disegnato quel cappellino, un "toque", appena appoggiato sui suoi capelli aerei, che la fanno tanto hostess dei sogni, tanto ragazzina di classe, quel cappellino che sarà firmato anche da uno con cittadinanza inglese, ma si chiama John Galliano, che magari è di origini italiane. E' vero che a volte rifiliamo il peggior made in Italy, non parlo della mozzarella ma di Alitalia, ma altre volte sono eccellenze quelle che portano all'estero il nostro marchio e dunque i cugini d'Oltralpe non stiano tanto a cavillare sulla nostra sgangherata compagnia di bandiera, nel conto finale calcolino anche quella meraviglia che non è figlia loro. Nel suo primo viaggio nella rivalissima Gran Bretagna Carla Bruni ha sedotto anche gli anglosassoni che in fatto di donne, si sa, sono un po' freddini. Come poteva essere diversamente? Riguardatela in fotografia, quando, scesa dall'aereo, porge la mano al principe Carlo, che è accanto ad una Camilla leopardata, che pare Wilma dammi la clava. E lei invece morbida, con una classe assoluta, che inclina il capo mentre la sua mano inguantata viene rapita dalla presa regale. Se non si nasce non si può diventare così perfetti. POI L'ALTRA ICONA della seduzione, quando Carla saluta la regina con quel mezzo inchino, che è omaggio a sua altezza ma con lo sguardo fisso e non suddito negli occhi della sovrana, un sorriso al punto giusto, e quel cappotto malizioso che si apre quanto basta per far intravedere la gonna sopra il ginocchio, con le calze molto chiare che si increspano alle caviglie piegate in un saluto esemplare. Dopo tanti dispiaceri e in attesa di improbabili possibilità di riscatto, la Carlina è diventata la nostra consolazione, l'Italia che vorremmo. La moglie che tutti ci invidiano. La donna da cui nessuno riesce a staccare gli occhi di dosso, senza suscitare voracità ma incanto. L'italiana ammirata. Che la tv ci mostra sempre accanto una misterioso, diciamolo pure, piccoletto nervoso, che sembra Louis De Funes ma non è un comico. Chi è? - -->.

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In rotta Prodi e Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Il premier uscente: "Ora trattiamo". Il leader Pdl: offerta offensiva In rotta Prodi e Berlusconi Il premier uscente: "Ora trattiamo". Il leader Pdl: offerta offensiva --> È scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno avanti con una "analisi approfondita" del piano. Di segno opposto la posizione di Berlusconi. "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta per l'acquisizione di Alitalia, giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera. Dopo le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi si è detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando saremo al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia". LA TRATTATIVA Poco prima, invece, Prodi aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri operativi con i francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin dall'inizio che non erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei prossimi giorni sapremo se c'è una possibilità di conclusione o no". Quanto alla cordata italiana, il premier ha continuato a considerarla come un'ipotesi irrealistica. Per Walter Veltroni, "se fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non c'è". La sinistra arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti. Umberto Bossi della Lega Nord indica un'alternativa alla cordata: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro.

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<Il documento? Un impatto devastante> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Unione piloti "Il documento? Un impatto devastante" Unione piloti --> Unione piloti esprime un giudizio "fortemente negativo sul documento di visione strategica di Alitalià presentato da Air France-Klm". In una nota, si rileva che "come da noi previsto ed evidenziato da molti mesi le ricadute sui piloti sono pesantissime, purtroppo in completa antitesi con le rassicuranti bugie che qualcuno cercava di farci bere". Il numero degli aeromobili lasciati a terra nell'arco del piano, spiega il sindacato dei piloti, "ammonta a 43 di cui 40 nell'immediato, gli altri nel 2010: questa strategia genera un numero di piloti in esubero ingestibile". Per l'Up, insomma, "le modalità per gli esuberi individuate da Air France-Klm hanno un impatto devastante".

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<Alitalia, oltre duemila esuberi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 "Alitalia, oltre duemila esuberi" Air France conferma tagli pesanti. No dei sindacati --> Air France conferma tagli pesanti. No dei sindacati Non cede Air France. In Alitalia sono più di 2000 gli esuberi. I numeri del piano sono stati confermati ieri dal numero uno della compagnia franco-olandese, Cyril Spinetta. No di tutti i sindacati. Air France offre ai sindacati un piano per portare Alitalia dal rischio fallimento a una strategia di crescita. Ma il prezzo resta alto: "Ristrutturazione e risanamento", 2.100 esuberi. Ieri da Parigi, nel giorno in cui per Alitalia è arrivata un'iniezione di liquidità (148 milioni) dovuta ad un rimborso fiscale, l'azienda franco-olandese ha lanciato una proposta di accordo che mette nero su bianco le aperture preannunciate nell'ultimo incontro, un'analisi della visione strategica del progetto di integrazione di Alitalia e una lettera del presidente Jean-Cyril Spinetta. Che avverte: "Ho fatto delle proposte oltre le quali non posso andare senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del mio progetto". Messaggio chiaro, che accompagna la fiducia su un progetto che può porre "le basi di un futuro sviluppo ambizioso" e la garanzia di un "filo di sicurezza" per ogni lavoratore in esubero. Pensionamenti, incentivi, ammortizzatori sociali, formazione per la mobilità professionale, assunzione in Air France di piloti e assistenti di volo: Air France-Klm "ha scelto di non abbandonare nessun dipendente". Giornata nera anche in Piazza Affari: -37% il calo del titolo Alitalia, a 0,402 euro. GLI ESUBERI Nessun passo indietro sugli esuberi, un macigno sul tavolo di confronto con i sindacati. 507 piloti (tra Alitalia e la controllata Express), 594 assistenti di volo, 398 dipendenti di terra, 121 tra il personale all'estero. Air France, che aveva promesso che nessun lavoratore "resterà per strada", ha spiegato le misure di accompagnamento previste. Per esempio, "le sole misure di pensionamento a breve o medio termine prevedono di assorbire la totalità degli esuberi degli assistenti di volo" e di "due terzi dei piloti". E il piano di sviluppo porterà presto ad assunzioni. L'apertura è sulle attività oggi deconsolidate sotto Az Servizi: comprendendo manutenzione leggera e handling a Fiumicino, il gruppo francese è pronto a rilevare servizi che comprendono 4.191 dipendenti. Ma anche su questo fronte sono previsti esuberi, cinquecento, mentre resta la preoccupazione per il futuro dei servizi escluso dall'acquisizione, come la manutenzione pesante gestita di Atitech a Napoli. Air France-Klm, in ogni caso, "desidera il rilancio di Alitalia", e ribadisce che Alitalia "tornerà a generare risultati finanziari in linea con i maggiori vettori aerei europei". I SINDACATI Critici i sindacati. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Sdl e le associazioni professionali Unione Piloti, Anpav e Avia, con un documento congiunto, sottolineano che la proposta di Air France-Klm "ripropone quanto illustrato al sindacato lo scorso 25 marzo". Pertanto, indicano le sigle, "la posizione di insufficienza della proposta già espressa in quella sede viene da parte nostra riconfermata". Di fronte al fallimento, però, "ritengono di fondamentale importanza proseguire il confronto".

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Continuità, diffida dell'Enac (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 215 Trasporto aereo Stop alla compagnia di bandiera Continuità, diffida dell'Enac Trasporto aereo. Stop alla compagnia di bandiera --> Cartellino giallo per Alitalia. L'Ente nazionale per l'aviazione civile ha diffidato la compagnia di bandiera da invasioni di campo su alcune rotte (Cagliari-Roma e Cagliari-Milano) in continuità territoriale. La conferma è arrivata nella tarda serata di ieri. I direttori degli scali aeroportuali dovranno tener conto del provvedimento, che fa seguito alla comunicazione con cui, giovedì, Alitalia annunciava da domani, 30 marzo, la discesa in pista, accettando gli oneri di servizio, ovvero le disposizioni previste dalla continuità territoriale. Bisognerà capire come, in pieno clima week-end, le direzioni aeroportuali valuteranno la diffida dell'Enac. ORARI ESTIVI Una data, quella di domani, non casuale: domenica 30 marzo, infatti, scatta l'avvio della stagione estiva del traffico aereo. Alitalia è pronta a rilanciare sulle rotte più frequentate nei cieli sardi. Ma, da ieri, deve confrontarsi con il provvedimento dell'Enac. L'Ente nazionale per l'aviazione civile, mercoledì, aveva già diffidato la compagnia low cost MyAir, che aveva messo in vendita biglietti sulle rotte per Bologna da Olbia e Cagliari. "Collegamenti", ha scritto l'Enac, "soggetti a imposizioni di servizio pubblico e gestiti dalla compagnia aerea Meridiana". L'Enac ha imposto a MyAir "l'immediata interruzione delle vendita dei biglietti", chiedendo alla compagnia di "dare corretta e tempestiva informativa agli utenti". CGIL DURA Non si conosce, invece, il testo della diffida che Enac ha notificato nella giornata di ieri ad Alitalia e ai direttori degli aeroporti interessati dalla possibile violazione del decreto sulla continuità territoriale. Un provvedimento al centro di una rilettura da parte della Commissione europea, alla base del tentativo di Alitalia di ripartire, con gli orari estivi, da Cagliari per Roma e Milano. "Quello che sta tentando Alitalia è vergognoso", commenta con durezza Alessandro Bianco, segretario regionale della Filt-Cgil. "È un attacco", aggiunge, "alla legge sulla continuità territoriale. Ciò che sta facendo Alitalia", dice ancora Bianco, "conferma una lettura già nota da quando è andata via, quando ha dimenticato di presentare domanda sulla continuità, quando ha dimenticato 120 lavoratori". MERIDIANA Non si registrano commenti, invece, da parte delle compagnie interessate alle rotte in continuità in possibile collisione con Alitalia, ovvero Meridiana e Air One. Era stata proprio Meridiana, la scorsa settimana, a prendere una posizione ferma davanti alla vendita di biglietti per Bologna, Milano e Roma da parte di Alitalia e MayAir. La compagnia dell'Aga Khan ha posto un ultimatum: se non si blocca il tentativo di violazione del decreto sulla continuità, oltre a quantificare i danni (economici e d'immagine), "Meridiana dal 30 marzo porrà fine a tutti i vincoli tariffari previsti dalla convenzione a favore dei residenti in Sardegna e non. E opererà i propri servizi in regime di libero mercato". La minaccia, ovviamente, resta. RISCHIO CAOS "Credo vada evitata la confusione", sottolinea Pierfranco Meloni, segretario regionale della Uiltrasporti. "La Regione ha competenza esclusiva e allora, anche attraverso Enac, deve evitare il caos. C'è un bando, con una scadenza, con il quale si garantisce la continuità territoriale ai sardi. Va bene la concorrenza tra vettori, ma è necessario, fino alla scadenza del bando, che vengano rispettati parametri e requisiti previsti. Evitando confusione e caos". EMANUELE DESSÌ.

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<Peggio di Berlusconi c'è solo chi lo imita> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Regionale Pagina 106 "Peggio di Berlusconi c'è solo chi lo imita" Vacca: la Sinistra arcobaleno punta al 10% Veltroni? Un cinico, temo un'intesa col Cavaliere --> Vacca: la Sinistra arcobaleno punta al 10% Veltroni? Un cinico, temo un'intesa col Cavaliere "C'è di peggio che farsi governare da Berlusconi". All'avvocato Elias Vacca, deputato Pdci e candidato alla Camera con la Sinistra arcobaleno, piace stupire. Per esempio simulando accondiscendenza verso il Cavaliere: cosa ci sarà mai di peggio, per uno che si definisce comunista, che vederlo vincere? "Due cose", risponde Vacca: "Governare come Berlusconi, o con lui. Mi sa che il Pd si sta avvicinando a entrambe". Allora è vero, il vostro bersaglio è il Pd più della destra. "No: il nostro avversario è la destra. Ma ci contendiamo col Pd gli elettori che non vogliono farla arrivare al governo". Su Alitalia dite le stesse cose del Pdl. "Entrambi critichiamo l'ipotesi Air France: ma mentre noi difendiamo i lavoratori, loro vogliono solo andare contro il governo Prodi". Quale risultato elettorale vi soddisferebbe, in Sardegna? "Una percentuale a doppia cifra è alla nostra portata. Nel 2006 i partiti dell'odierno Arcobaleno erano sul 12 per cento". E a livello nazionale? "Partiamo dal 10 e qualcosa, sarebbe bene non perdere più dell'uno-uno e mezzo per cento. Possibile, se gli elettori saranno liberi da condizionamenti". Quali condizionamenti? "L'eterna sfida tra questi due signori che chiedono voti solo per battere l'altro". Teme anche l'astensione? "Sì. Molti non ci perdonano di aver votato la missione afgana, o di non aver insistito sulle unioni civili. Ma cos'avrebbero detto se avessimo fatto cadere il governo dopo tre mesi?" Lei non è pentito di niente? "Sull'Afghanistan, la mia coscienza di uomo non perdonerà mai al deputato di aver votato sì. Ma in quel momento i miei elettori consideravano prioritario non far cadere il governo". Qual è il bilancio complessivo di due anni in Parlamento? "Positivo ma interrotto. Personalmente sono molto soddisfatto dell'ordine del giorno unitario della Camera per la pensione ai lavoratori usurati di Portovesme, e per la norma in Finanziaria che aiuta gli agricoltori strangolati dai debiti". Il principale rimpianto? "Il fatto che nei poligoni di tiro sardi, dove si fanno le prove generali per le guerre di tutto il mondo, non è cambiato niente. Ma ci sono altre delusioni". Per colpa di chi? "In parte degli alleati. Inutile chiedere di smilitarizzare se il ministro Parisi gioca ai soldatini. Mentre l'Idv ha affossato la commissione sul G8". Per Veltroni, eravate voi a bloccare molte cose buone. "Veltroni è un cinico. Finge di non sapere che siamo stati molto critici ma sempre leali. Mentre la sinistra ingoiava di tutto, altri eletti con l'Ulivo preparavano gli agguati". La sinistra non ha niente da rimproverarsi? "Sì, potevamo prendere più sul serio il grillismo, l'antipolitica, perché su quel fronte non siamo tutti uguali. Noi abbiamo già il tetto delle due legislature, non candidiamo condannati. E si potevano fare provvedimenti semplici, come decurtare le indennità di chi si assenta". Soddisfatto delle vostre liste, o c'è poco rinnovamento? "Il problema del rinnovamento riguarda tutti. Ma certo siamo quelli che hanno fatto di più, soprattutto sull'uguaglianza uomini-donne". In Sardegna addirittura due donne capolista, ed entrambe del Prc: eppure poteva toccare a lei... "Non sono deluso, se è questo che vuol sapere. Posso rivelare una cosa: quando Diliberto ha rinunciato al posto in Piemonte, gli ho chiesto se voleva rientrare in Sardegna al posto mio. O se voleva che anch'io cedessi il passo a un operaio. Mi ha detto di no". Non vuole ritornare in Parlamento? "Io sono un militante comunista da 25 anni, sono a disposizione del partito. Ora ho una buona possibilità di rientrare, non la certezza: ma va bene, se uno parla dell'importanza di dare spazio alle donne poi ci deve credere". GIUSEPPE MELONI.

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Lista nera,spuntanootto liguri (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

C'è anche un parroco genovese tra gli otto indagati liguri che avrebbero custodito un conto a Vaduz 29/03/2008 GENOVA. "A nome dello Stato chiedo scusa per quello che è successo nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8. Condotte gravissime, inaccettabili per un Paese civile". Parole pronunciate ieri da Matilde Pugliaro, legale dell'Avvocatura dello Stato di Genova, che al processo rappresenta i tre ministeri chiamati in causa dalle vittime delle violenze e, come sostiene l'accusa, di vere e proprie torture. Se i 45 imputati (agenti penitenziari, poliziotti, medici) saranno condannati dovranno risarcire le parti lese, e anche lo Stato rischia di essere chiamato in causa. Ma l'avvocato prende le distanze: in un caso come questo "si rompe il rapporto organico tra la struttura e i suoi membri". villa >> 3 29/03/2008 le intercettazioni 29/03/2008 "fronte comune, fermiamo zucca" 29/03/2008 Roma. "Il Capo dice facciamo fronte comune per contrastare 'sto c... di magistrato". Il Capo è Gianni De Gennaro, allora numero uno della polizia, il magistrato è il pm genovese Enrico Zucca, che indaga sui fatti della Diaz. Chi parla è l'ex questore di Genova Francesco Colucci. Da questa telefonata del 24 maggio 2007 è partita l'inchiesta sui vertici della polizia. Ecco tutte le intercettazioni. indice e sansa >> 2 29/03/2008 Linea dura della compagnia francese. I piloti dell'Anpac giudicano la proposta "irricevibile". Alitalia ha recuperato 148 milioni di liquidità e valuta di prorogare la trattativa 29/03/2008 ROMA. "Ristrutturazione e risanamento" con la conferma che gli esuberi sono 2.100. Sembra un prendere o lasciare il nuovo piano che Air France ha presentato l'altra notte ai sindacati di Alitalia che, pur definendo il piano "insufficiente", assicurano che ci sono ancora margini di trattativa. I piloti dell'Anpac, invece, giudicano la proposta "irricevibile", parlando perfino del fallimento come soluzione da valutare". Alitalia ha intanto recuperato 148 milioni di nuova liquidità e sta valutando di prorogare le trattative con Air France-Klm oltre il termine fissato del 31 marzo. cresci e lombardi >> 4 29/03/2008.

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Bertinotti E PDL, ANCORA NO bossi dubbioso, il pd insiste (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Le reazioni n Roma. La nuova proposta di Air France per Alitalia? "E' inaccettabile, mina l'occupazione e non guarda al futuro", è il giudizio di Fausto Bertinotti. Di più: "Sono condizioni irricevibili e offensive", commenta Silvio Berlusconi. Non basta: "E' un'offerta al ribasso", spiega il leghista Roberto Calderoli. Il nuovo dossier inviato da Jean-Cyril Spinetta ai sindacati non piace a chi, fin dall'inizio, ha guardato con sospetto al piano di Air France: "Non va". Una bocciatura secca, che mette d'accordo il Partito della Libertà e la sinistra radicale. Un fronte unico contro la cessione ai francesi, che si salda al no dei piloti e i dubbi dei sindacati. Ma Romano Prodi non cambia idea e spinge in avanti la trattativa: "I sindacati hanno cominciato a prendere in esame solo da poche ore la proposta Air France Nei prossimi giorni, sapremo se c'è la possibilità di concludere o no". Prodi non vede alternative: "Se la trattativa si conclude sarà un fatto importantissimo". Dal palco della convention delle donne del Pdl, Berlusconi però avverte gli "amici francesi" che avranno vita dura se lui tornerà a Palazzo Chigi: "Quando saremo al governo non concluderemo mai questa trattativa a queste condizioni. E lanceremo un appello all'orgoglio e all'interesse di una compagine di imprenditori italiani, disponibili a salvare la nostra compagnia di bandiera". Il Cavaliere non molla, mette in guardia l'Air France e rilancia la soluzione alternativa affidata alla cordata di imprenditori italiani, che finora ha seminato solo smentite. Ma ora si mostra scettico anche Umberto Bossi, il quale ha "forti dubbi" sull'ingresso in partita di imprenditori italiani o padani che siano: "La cordata padana? Sarebbe un miracolo, che solo Berlusconi può fare". Bossi non è ottimista: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere i soldi". Rispetto alle mosse di Berlusconi e agli attacchi dei suoi colonnelli, il capo leghista sembra adottare una linea più realistica, che si misura con l'unica offerta concreta messa sul tavolo, quella dei francesi. Anche sul destino di Malpensa, Bossi non si fa illusioni e prova a sganciare il futuro dello scalo milanese dalle sorti della compagnia di bandiera: "Sono due cose distinte. Alitalia deve trovare qualcuno che la compri perché se no fallisce; Malpensa deve trovare una compagnia che usi lo scalo come hub. E' più facile che si risolva la seconda questione". La nuova offerta fatta dai francesi non cambia il quadro e gli schieramenti in campo. La campagna elettorale fa il resto: Pdl e sinistra uniscono le forze per attaccare Air France. "La nuova proposta si conferma indecente e vergognosa", dice Maurizio Lupi di Fi. E Bertinotti lancia un appello, in stile Berlusconi: "Chiunque ha interesse per la compagnia si faccia avanti, pubblico o privato che sia". "Air France vuole ridurre la nostra compagni a una contenitore vuoto", rincara il Verde Angelo Bonelli. "la nuova proposta è un bluff, è la stessa dell'altro ieri", gli fa eco Roberto Maroni. Rimane il Pd a difendere la trattativa con i francesi: "Non si può giocare così con Alitalia a danno dei lavoratori", afferma Walter Veltroni. "Con le chimere di Berlusconi, Alitalia rischia di scomparire", aggiunge Francesco Rutelli. E il ministro Antonio Di Pietro si augura che Alitalia non finisca come l'asino di Buridano, che faceva il difficile di fronte all'erba del prato ed è morto di fame. 29/03/2008.

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Nelle urne il futuro delle tante diaspore (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-03-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 Partitini e rischi elettorali Nelle urne il futuro delle tante diaspore Partitini e rischi elettorali di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini Oltre quello, certamente fondamentale, sull'esito del derby politico ( Berlusconi-Veltroni:1X2), sono molti gli interrogativi che attendono risposte - possibilmente certe e convincenti - dal voto del 13 e 14 aprile. Intanto bisogna iniziare da quelli sulla partecipazione degli elettori. Cioè su quanti rinunceranno eventualmente a recarsi alle urne per disinteresse o rifiuto. Non pochi osservatori denunciano infatti - con professionale distacco o con motivati timori democratici - che una parte non irrilevante degli italiani sta guardando con distacco o addirittura con noia a queste elezioni così fastidiosamente ravvicinate alle precedenti. E che per gli effetti di una legge non a caso definita "Porcellum" potrebbero risultare inutili nell'ottica di un reale cambiamento. C'è indifferenza per l'esito, si sostiene. C'è indifferenza per l'immodificato ( e quindi insopportabile) teatrino della politica che ha ripreso, fra l'altro, i frastornanti e volgari toni della rissa. Per giunta sul palcoscenico elettorale è stata chiamata a svolgere un ruolo da protagonista l'Alitalia, compagnia aerea un tempo prestigiosa ed efficiente, progressivamente portata allo sfascio dalle convergenti responsabilità di alcuni manager a dir poco inadeguati e di certi sindacati sostenitori di insaziabili interessi corporativi. Il problema, certamente drammatico e di obbiettiva importanza, è finito nel caos delle ipotesi di soluzione: alcune forse elettoralmente strumentali, altre pasticciate ed equivoche. Alle molte migliaia di dipendenti di Alitalia che rischiano di restare senza lavoro va destinata una convinta solidarietà. Una soluzione seria e concreta va trovata. La complessa vicenda non è tuttavia avvertita come veramente capace di scaricare effetti negativi direttamente su ogni cittadino, nessuno escluso, senza distinzione di nord e sud, di Malpensa e Fiumicino, di Air France e fantomatiche cordate di imprenditori. E della nazionalistica preoccupazione per l'eventuale scomparsa della "compagnia di bandiera" si dice giustamente che le si poteva riconoscere eventuale validità un bel po' di anni fa. Comunque, è ben altro che brucia sulla pelle di buona parte degli italiani: crisi economica, carovita, mancanza o precarietà del lavoro, inadeguatezza di moltissimi salari, stipendi e pensioni, immigrazione clandestina, diffusione delle droghe, insicurezza relativa a piccola o grande criminalità e via snocciolando i tanti grani dell'inquietante rosario nazionale. Tra i nodi che si spera vengano sciolti dal voto ci sono certamente le varie diaspore che hanno preceduto l'avvio della campagna elettorale. Per esempio: quanti "nostalgici" del fascismo abbandoneranno Fini e Pdl per ritrovarsi nel partito di Storace e Daniela Santachè? E quanti faranno il percorso inverso? Così anche dall'altra parte: quanti "duri e puri" del comunismo resteranno con Bertinotti o Diliberto rifiutandosi di esprimere consenso a Veltroni? O viceversa, naturalmente. Un verdetto illuminante potrebbe esserci anche per quel "Centro" sognato da Casini come area di equilibrio fra opposti schieramenti. Saranno dunque risposte importanti. In ogni caso influiranno sui possibili premi di maggioranza. Con moderato azzardo si può prevedere che molti interrogativi resteranno purtroppo senza le sperate risposte. Comunque è in questo tutto e il contrario di tutto che le elezioni conservano, se non altro, qualche spicciolo di curiosità.

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Accordo impossibile (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa "Accordo impossibile Serve una svolta vera" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it I sindacati bocciano il nuovo piano di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia, ma decidono comunque di riunirsi di nuovo intorno al tavolo per trattare. "Ma a queste condizioni l'accordo non si farà né ora né mai", tuona il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. E allora che andate a fare all'incontro di lunedì con i francesi? "Il nostro mestiere è quello dei sindacalisti e ci impone di trattare anche quando non si intravedono spiragli per un'intesa" Come giudica la nuova proposta di Air France-Klm? "Ma quale nuova proposta, il piano dei francesi è praticamente lo stesso, non ci sono passi avanti. In questo modo Spinetta perde di credibilità ai nostri occhi. Le assicuro, la trattativa è davvero in salita". Quindi se non arrivano aperture significative salta tutto? "Credo che ne avremo ancora per settimane". Ma come, dietro l'angolo c'è il rischio di fallimento della compagnia, come può pensare di trascinare ancora a lungo questa situazione? "Parliamoci chiaro: il fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al fallimento". Ma in molti pensano già al commissariamento ricorrendo alla legge Marzano, cioè quella per il salvataggio delle grandi imprese in crisi. è un'ipotesi concreta? "Portare i libri in tribunale non è certo un successo sia per l'azienda sia per i lavoratori. Io credo che sia meglio trovare un acquirente". A dire il vero un compratore c'è. Cosa non vi piace del piano di Air France? "Non vediamo prospettive di rilancio. Il piano di Air France riduce troppo la flotta e quindi il fatturato. Se si vuole rilanciare un'azienda bisogna pensare a come renderla redditizia. E per fare ciò un'impresa di trasporto deve cercare di aumentare il numero dei propri passeggeri. Il progetto di Spinetta, invece, va nella direzione sbagliata. Va bene eliminare le rotte in perdita, ma non si può pensare di tagliare fino a raggiungere il pareggio dei conti. Così non c'è futuro". Insomma troppi tagli alla flotta e troppi esuberi? "è impensabile ridurre la flotta di Alitalia di 37 aerei su 174. La questione degli esuberi rientra nella stessa logica". Cioè? "Gli aerei non volano da soli, hanno bisogno di personale, quindi ritengo che gli esuberi debbano essere la metà dei 2.100 indicati da Spinetta. Sono d'accordo con la riduzione dei costi e il recupero di efficienza, ma bisogna mantenere le risorse necessarie per produrre fatturato". Quale futuro per Malpensa? "Non possiamo accettare che da un giorno all'altro Alitalia ritiri i suoi voli intercontinentali dallo scalo lombardo. è necessaria una moratoria per avere il tempo di trovare accordi con altre compagnie che operino su quelle rotte". Berlusconi ha annunciato l'intervento di una cordata italiana. Secondo lei sono solo promesse elettorali o c'è già qualcosa di concreto? "Non saprei dire se c'è la cordata, ma se ci fosse sarebbe un grande vantaggio per tutti" Perché? "Il governo Prodi ha commesso un errore enorme concedendo la possibilità ai francesi di trattare in esclusiva la vendita di Alitalia. Air France è stata messa in una condizione di vantaggio pazzesco". Un errore da dilettanti? "Mettiamola così: se qualcuno vuole vendere un'automobile e tratta solo con una persona, di certo riceverà un'unica offerta e a un prezzo stracciato. Questa, se lo lasci dire da chi se ne intende, è una trattativa da dilettanti".

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Berlusconi rilancia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa ScontroIl Cav contro Prodi: "La compagnia non diventerà francese Lanceremo un appello da Palazzo Chigi, gli imprenditori risponderanno" Berlusconi rilancia è scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno avanti con una "analisi approfondita" del piano. All'annuncio del premier, ne è seguito uno di Berlusconi di segno opposto: il leader del Pdl ha infatti assicurato che, se sarà lui a presiedere il governo dopo le elezioni, Alitalia non diventerà mai francese. Berlusconi ha sostanzialmente intimato a Prodi di fermare la trattativa una volta che le urne avranno bocciato il suo governo: Prodi, ha detto, "non vorrà concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 aprile". Altrettanta chiarezza sulla sua volontà di non accettare il piano del colosso francese: "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera. Dopo le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi si è detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando saremo al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia". Poco prima, invece, Prodi aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri operativi con i francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin dall'inizio che non erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei prossimi giorni sapremo se c'è una possibilità di conclusione o no". Quanto alla cordata italiana, il premier ha continuato a considerarla come un'ipotesi irrealistica: "No, il quadro va avanti, e se si conclude è certamente un fatto importante". Divenuto l'argomento più dibattuto della campagna elettorale, il caso Alitalia agita e divide le forze politiche. Nel centrodestra, i difensori dell'italianità della compagnia di bandiera tifano Berlusconi; a sinistra, i fautori dell'accordo con Air France sono più in imbarazzo, dovendo fare i conti con il no dei sindacati, ma alla fine l'atteggiamento prevalente è quello realistico. Come spiega Walter Veltroni: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non c'è". Poi su Berlusconi: "Come si fa ad andare avanti cosi? Non si può giocare sull'Alitalia a discapito di decine di migliaia di lavoratori in un momento delicatissimo". La sinistra arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti, che ha lanciato un appello agli eventuali interessati, sia pubblici sia privati, a farsi avanti. A destra l'ottimismo di Berlusconi è ampiamente sostenuto dai suoi, anche se non manca qualche voce dissonante. "Forti dubbi" sulla cordata italiana, per esempio, sono stati espressi dal leader della Lega Nord Umberto Bossi: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi". Bossi ha indicato invece una possibile via di uscita: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl si stringe a difesa di Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading : "Sulla questione Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia l'ennesima campagna politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi".

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Guerra con la Francia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa StopIl governo di Parigi prova a bloccare le importazioni di "bufala" Interviene l'Ue: "L'Italia ha fatto quello che doveva fare". è dietrofront Guerra con la Francia Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it L'Italia blocca Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori. Alla battaglia sui vini, visto che i francesi non hanno ancora digerito, è il caso di dirlo, il sorpasso nell'export. Passando per la battaglia, guarda caso, sui formaggi, sulle dop e sui doc. Su chi è e quali sono i migliori. La guerra a tavola: formaggi, vini, ma anche negli anni uova e pesce e carne (appena venti giorni fa gli allevatori francesi sono scesi in piazza contro la decisione italiana di sospendere l'importazione di bovini francesi non vaccinati). Per non dimenticare gli scontri sulla moda, con Parigi, che cerca l'intesa con New York, che spinge per seppellire Milano. E attaccare quindi Roma sul fronte del turismo nella caccia ai nuovi ricchi cinesi, indiani e russi che si dicono pronti a viaggiare in Europa. E poi. E poi aridatece Nizza. E pure la Corsica. E pure la Gioconda. Insomma, è l'eterno duello. La guerra infinita. Che riparte. Mai sopita, solo addormentata, nascosta sotto le coperte della diplomazia. Succede così che la Francia decide di mettere al bando la mozzarella. Un tentativo che dura quattro ore. Si inizia in mattinata quando il ministro della Sanità, Michel Barnier, ordina a tutti gli esercizi commerciali di ritirare la vendita di formaggio di bufala campana. Lo spiega appigliandosi allo scandalo della diossina, annunciando controlli francesi su partite di bufala doc. è una botta pazzesca perché la Francia è il primo mercato estero, oltr'alpe ci va il 20,3% del formaggio fresco diretto all'estero. Per il ministero di Barnier si tratta solo di "una misura precauzionale, visto che urge la necessità di intensificare i test sulla mozzarella per verificarne la qualità". Scoppia il finimondo anche perché una decisione del genere scatta solo in casi eccezionalmente gravi. Non è un caso che la Francia è l'unico Paese comunitario a prendere una decisione del genere. L'Italia protesta: "Si tratta di iniziative ingiustificate e in contrasto con il quadro comunitario". Interviene la Commissione che rassicura: "Siamo soddisfatti dell'azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala e non c'è ragione di procedere ad ulteriori azioni. L'Italia ha fatto quel che doveva fare - ha spiegato la portavoce Ue, Nina Papadoulaki - e la Commissione è soddisfatta delle risposte ottenute dal ministero della Salute italiano, Turco, che ha previsto un rafforzamento delle misure di controllo e rassicurazioni sul fatto che d'ora in poi i controlli saranno sistematici, in particolare negli allevamenti delle province di Caserta, Napoli, Salerno". La Francia è costretta a scendere al piedistallo della grandeur. E ritira il blocco nel primo pomeriggio. Un dietrofront, una Waterloo commerciale che ha fatto sorridere anche i supermercati francesi che non hanno avuto il tempo nemmeno di ricevere l'ordine di ritiro e c'hanno scherzato su. Ma siamo solo all'inizio, tra poco nessuno riderà più.

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Stato di agitazione a Fiumicino contro i tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Da domani i voli ex Malpensa Stato di agitazione a Fiumicino contro i tagli Un forte appello da parte dei sindacati per una massiccia partecipazione di tutti i dipendenti Alitalia alla manifestazione programmata per lunedì mattina alla Magliana, ha concluso l'assemblea di ieri dei dipendenti di Alitalia Service all'aeroporto di Fiumicino. L'assemblea è stata caratterizzata da un clima di profonda preoccupazione da parte dei partecipanti: molti i silenzi, ma non sono mancati alcuni interventi critici nei confronti dei sindacati. Intanto con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale. Domani, con due giorni di anticipo sull'entrata in vigore del nuovo orario estivo della Compagnia, cominciano ad operare dal Leonardo da Vinci i voli per Toronto (AZ 650 delle 11,50), Boston (AZ 614 delle 12,05), Chicago (AZ 628 delle 10,05), Miami (AZ 630 delle 9,30), Damasco (AZ 832 delle 22,40), Dubai (AZ 746 delle 12,45) e Beirut (AZ 824 delle 12,15 e 826 delle 22,40), mentre dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756 delle 20,50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15,10) e Osaka (AZ 792 delle 12,00). In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri.

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Tra Italia e Francia, cugini latini (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa Tra Italia e Francia, cugini latini ... Tra Italia e Francia, cugini latini ed alleati in tanti campi, è in corso una drôle de guerre (buffa guerra) - venne chiamato così il periodo tra il 3 settembre 1939 ed il 10 maggio 1940 quando soldati francesi e tedeschi si fronteggiavano nelle trincee ma non veniva tirato un sol colpo - che si estende dalle donne, alla moda, ai vini, ai formaggi, alle aziende ed a tanti altri settori. Ne ebbi la prima prova nel lontano 1994 ammirando una graziosa palazzina nel centralissima Via Lagrange a Torino (a fianco di Palazzo Carignano e del mitico ristorante Il Cambio) con tre bandiere di cui una del tutto a me sconosciuta. Entrai. Era l'ufficio torinese del Dipartimento "Rhône-Alpes Maritimes": suo scopo invitare aziende a trasferirsi al di là del confine indicando gli sgravi tributari, l'eccellente capitale umano, l'infrastruttura e la pace sociale. Il direttore mi disse con orgoglio che nei due anni precedenti ben 500 aziende torinesi, lombarde e ligure erano andate al di là della frontiera, trasferendovi sede sociale e compagnia cantante. Dal canto nostro, nelle istituzioni e nelle sedi ufficiali boicottiamo da sempre lo "champagne". Cossiga ricorda che al Quirinale se ne bevve soltanto in occasione del commiato; in tutti gli altri si brinda "con il nostro meraviglioso prosecco". Pure in materia di vini è in corso una guerra sotterranea: in una prima fase, i francesi temevano che invadessimo il loro mercato interno di vin ordinaire con prodotti italiani a basso costo e bassa qualità. In una seconda, la guerra è sul mercato internazionale: grazie al progresso tecnologico (sviluppato in California ma da noi arte sopraffina) si può controllare elettronicamente temperatura ed umidità come nelle caves della Borgogna e del Bordolais ; i nostri viticoltori, dunque, aggrediscono con vini di qualità (i francesi dicono la loro è molto superiore) a prezzi pari a meno della metà di quelli d'Oltralpe. Qualcosa di analogo per i formaggi. In Francia ce ne sono oltre 500 varietà; il Generale De Gaulle ricordava "les payans du Cantal" ("i contadini del Cantal", al tempo stesso un dipartimento territoriale ed una marca di formaggio) per l'apporto dato alla liberazione. Diede loro in cambio la politica agricola comune (minacciando di fare saltare la nascente Europa in via d'integrazione). Noi attacchiamo con il parmigiano stagionato che nei negozi specializzati di alimentari di Rue du Bac a Parigi si vende come se fosse oro. E le donne? I parigini raffrontano Carla Bruni a Maria dei Medici, la principessa fiorentina finita sul trono di Francia tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento e postasi a capo di molteplici intrighi (veri o presunti). Un giornalista italiano di mezza età dice di nutrire ammirazione mista ad invidia per Sarkozy; considera le nozze con Carla Bruni una sorta di ratto delle Sabine del XXI secolo. Dalle donne alla moda? Quante case di moda con il marchio italiano sono ormai parte del conglomerato Lvmh Louis Vuitton Moët Hennessy, una delle maggiori multinazionali del lusso? E lo stesso Palazzo Grassi sul Canal Grande a Venezia è stato ceduto dalla Fiat al finanziere francese François Pinault che ne ha fatto una propria, e personalissima, sede per mostre di arte contemporanea. Noi ci siamo rifatti in parte con i giornali : un editore italiano ha controllato per alcuni anni France Soir ed un altro detiene adesso il 33% dell'azionariato di La Tribune. La drôle de guerre dunque non riguarda solo la mozzarella e l'Alitalia (Absit iniuria verbis, ovvero con rispetto parlando), ma molto, molto di più.

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Ferrara: <La mia lista per la vita riaccende la voglia di valori e passione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)

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Ferrara: "La mia lista per la vita riaccende la voglia di valori e passione" candidati premier Il giornalista e politico vede una campagna elettorale "senza prospettiva". "Io do una possibilità in più" 29/03/2008 luigi leone GIORNALISTA, politico, conduttore televisivo. E un impenitente istrione. Qualunque di questi abiti indossi, e massimamente quando li veste tutti insieme, Giuliano Ferrara è probabilmente il più creativo sparigliatore dei giochi politico-intellettuali di questo Paese. Se deve pronosticare il risultato di questa competizione elettorale va giù che più piatto non si può: "Vince Berlusconi e non c'è alcuna possibilità che perda". Ma se usa la sua personalissima lente d'ingrandimento di polemista raffinato e ruvido, quando serve, allora getta la cappa e la spada del candidato premier - "mi fa ridere questa definizione" - e se ne esce con lo scacco matto al re ("il Cavaliere ha sbagliato a non volere l'apparentamento con la mia lista") mangiando l'alfiere ("Veltroni ha ricevuto un'apertura di credito, ma qualcosa potrà costruirlo solo dall'opposizione"). Giuliano Ferrara, che campagna elettorale è questa? Prima soft, poi più urlata. E ora siamo agli sgambetti. "Io vedo l'illusionismo al potere, nulla ha consistenza. Non sono un moralista dell'antipolitica e una quota di chiacchiere propagandistiche è fisiologica, però qui si va oltre il segno, manca una qualsiasi prospettiva". A parte quella che offre lei... "La mia idea è stata proporre un'altra cosa. Al Senato si voti pure sull'Alitalia, perché questa mi sembra la deriva, alla Camera si prenda atto che c'è una possibilità in più, legata al grande tema che riguarda la vita". E qui le donne insorgono. "Sbagliando. Non intendo certo riporre la criminalizzazione o la non criminalizzazione delle donne che abortiscono. E' un capitolo che per quanto mi riguarda non si è mai aperto. Il problema è lottare contro l'aborto recuperando l'allegria, la gioia di vivere". Questo, però, si sta traducendo in un abbraccio davvero insolito fra lei, i suoi sostenitori e le gerarchie ecclesiastiche. "Guardi, la mia è la lista più laica che è in campo. Non tiro per la giacca parroci e vescovi, credo che la Chiesa sia nel giusto se non agisce politicamente. Io cerco il voto laico dei cattolici e il voto cristiano dei laici: bisogna superare l'ideologia della legge 194 e riconoscere la dignità della persona umana". Lei si rivolge al più sterminato bacino potenziale, in realtà rischia di subire la sorte di un qualunque partitino dello zero virgola qualcosa. "A parte che sono ottimista e credo che il risultato sorprenderà tutte le Cassandre di questi giorni, l'errore più grande è voler introdurre a forza la mia iniziativa negli schemi classici della politica. Gli altri vogliono vincere le elezioni, io voglio fare la campagna elettorale". È come se l'allenatore di una squadra di calcio dicesse: giochiamo bene e del risultato chissenefrega. "Però, giocando bene si vince! E, comunque, a me interessa mettere al centro dell'attenzione ciò su cui, com'è già avvenuto, il nuovo Parlamento davvero si dividerà. Sarà l'argomento della vita a produrre le tensioni maggiori, non l'Alitalia, la politica economica o quella estera. In quei campi le ricette si somigliano e non potrebbe essere diversamente". Proprio questo, probabilmente, ha spaventato Berlusconi. Accendere la miccia già in campagna elettorale non avrebbe giovato alla causa dei numeri del Pdl. "Io credo che abbia sbagliato. In termini di geografia politica l'apparentamento con il centrodestra ci stava tutto e avrebbe portato acqua al mulino per il Senato. La lista avrebbe dato al Pdl un'anima che oggi non ha e non avrei dovuto guidarla io, ma Roberto Formigoni". Sta dicendo che il Cavaliere potrebbe pentirsi della sua scelta? "Non gli do la dannazione per questo motivo, gli resto amico e credo che abbia diritto al lieto fine della partita. Curiosamente, però, è stato Walter Veltroni ad avvicinarsi di più, culturalmente, a noi". Anche se alla fine potrebbe essere Pier Ferdinando Casini a trarre il maggior giovamento, democristianamente ritrovandosi a essere l'ago della bilancia. "Intanto ho costretto la politica a tirar fuori qualcosa di meglio. Pd, Pdl e Udc hanno dovuto rafforzare la presenza di candidati più affini ai temi della vita e della cristianità in generale". E qui c'è un'altra saldatura con la gerarchia ecclesiastica. .. "Io la saldatura che vedo è con la voglia delle persone di superare il pragmatismo di arrivare alla quarta o alla terza settimana con il salario, tema che con altri resta certo importante,e di volgere lo sguardo verso qualcosa che stia al di sopra". Ritiene, cioè, che ci sia un riflusso verso le ideologie e di interpretare quest'ansia del corpo elettorale? "Per carità, la mia lista è per definizione contro le ideologie". Ma non è ideologico partire dall'aborto per porre il tema della vita e sollevare l'ancor più grande argomento della religione, intesa come conflitto fra Occidente e Islam? "Tutto sta a vedere come ci si pone. Girando per l'Italia percepisco che c'è voglia di valori, voglia anche di riaccendere la passione. Dopo antifascismo e antiberlusconismo il problema che più eccita reazioni violente e censorie è quello che investe la vita, dalla sua origine fisica alla sua dimensione culturale e politica". Siamo quasi al metafisico... "Ah no, siamo nel concreto che di più non si può. La questione dell'aborto si traduce in denatalità e questo è un grande problema politico ed economico che ha l'Italia e che in misura variabile investe tutto l'Occidente. Stiamo invecchiando, inesorabilmente e con tristezza. Bisogna cambiare strada e cambiarla rapidamente, guardando non al 14 aprile, che sta dietro l'angolo, ma ai prossimi dieci, quindici, venti anni. E' la prospettiva di cui le dicevo e che manca alle offerte principali di questa campagna elettorale". Senta, Ferrara, ma secondo lei alla fine chi vince? "Berlusconi. Non c'è una possibilità su un milione che possa uscire sconfitto. Al Senato avrà qualche difficoltà in più, ma è un argomento da pallottoliere che verrà superato e che non mi riguarda". Dunque, addio Veltroni... "Ma no, Walter ha ricevuto una bella apertura di credito superando la logica dell'Ulivo e dell'Unione e potrà costruire qualcosa dall'opposizione". Sempre che gli venga consentito. "Questo è un problema che nella politica italiana non risparmia nessuno". 29/03/2008 ' 29/03/2008 il "dottore"vince sicuroBerlusconi ha sbagliato a non apparentarsi con noi. Ma non c'è possibilità che venga sconfitto 29/03/2008 ' 29/03/2008 veltroni leader anche se perdeAddio a Walter in caso di sconfitta? No, ha ricevuto una bella apertura di credito 29/03/2008.

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Air France-Klm conferma il piano di 2.100 esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa La venditaLunedì pomeriggio riprende il confronto. Nessun cambio di rotta su Malpensa e sul settore Cargo Air France-Klm conferma il piano di 2.100 esuberi La nuova proposta di Air France-Klm ai sindacati è arrivata nella notte di giovedì. Ma chi sperava in novità rilevanti è rimasto deluso. La bozza conferma il numero di 2.100 esuberi: 1.500 per Alitalia, 100 tra i dipendenti all'estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui è prevista la reinternalizzazione. Quest'ulima è l'unica vera apertura che amplia il perimetro della vendita in modo da comprendere un numero maggiore di dipendenti. La compagnia franco-olandese ribadisce di aver "scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente". Ma la proposta incassa una severa bocciatura dai sindacati, anche se hanno detto di voler continuare a trattare. Il confronto con le nove sigle sindacali riprenderà lunedì pomeriggio alle 14. "Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia", scrive il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una lettera riservata inviata ai sindacati. "Il piano industriale è costruito con il solo obiettivo di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo virtuoso della crescita redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro sviluppo ambizioso". Spinetta spiega che "le misure sociali che accompagnano il piano industriale sono costruite per limitare le situazioni più difficili di licenziamento e offrire a ciascuno un filo di sicurezza. Ciò spiega - scrive Spinetta - l'utilizzo di pensionamenti e prepensionamenti. Questo approccio è evidentemente esigente poichè implica mobilità professionali, formazioni, cambiamenti di qualifica che dovranno essere gestiti progressivamente durante la durata del piano". Nel dettaglio, la proposta di accordo quadro prevede l'acquisto di Alitalia Fly e 4.191 dipendenti attualmente in capo ad Alitalia Servizi. Inoltre saranno create due nuove società (NewCo) una per lo handling a cui farebbero capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove confluirebbero 2.310 addetti. Nei 4.191 dipendenti di Alitalia Servizi che verrebbero "reinternalizzati" ci sarebbero anche i 500 dipendenti considerati in esubero. Nessun cambio di rotta per il settore cargo Alitalia che sarà chiuso nel 2010, nel frattempo, come già anticipato gli aeroplani verrebbero ridotti da 5 a 3 MD11. Linea ferma anche su Malpensa : nel piano è ribadito che Roma sarà l'hub in Italia, in un network di gruppo che sarà "concentrato intorno a tre principali hub intercontinentali (con Parigi e Amsterdam). Quanto allo scalo lombardo, è comunque previsto "un importante gateway a Milano riorganizzato, in una prima fase, per ripristinare le condizioni per il suo futuro sviluppo in maniera armoniosa e finanziariamente solida". Sul fronte degli investimenti, "il rinnovo della flotta Alitalia" sarà "una delle principali priorità del gruppo". Confermato l'impegno a un aumento di capitale per un miliardo di euro. Il piano industriale prevede una riduzione della flotta passeggeri da 174 a 137 aerei, escluso Volare. Air France-Klm prevede "per il 2008 di mantenere 24 destinazioni nazionali servite mediamente con 44 linee con 1.265 frequenze settimanali; 45 destinazioni internazionali, servite mediamente con 77 rotte con 928 frequenze settimanali; 14 destinazioni intercontinentali servite mediamente con 17 rotte con 101 frequenze settimanali".

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Bufera Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa Il piano Air France fa infuriare i sindacati Bufera Alitalia Air France-Klm presenta un nuovo piano ai sindacati e conferma i 2.100 esuberi. Spinetta: "Non possiamo fare di più". I sindacati sbattono la porta e il segretario della Uil, Luigi Angeletti, è categorico: "Accordo impossibile, serve una vera svolta". Berlusconi definisce "offensivo" il piano di Air France, assicura che Alitalia non diventerà mai francese e annuncia una cordata italiana subito dopo le elezioni. Il titolo precipita in Borsa (- 37%). Lombardo alle pag. 4 e 5.

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Difficile dire se i francesi suscitano in noi più (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa Difficile dire se i francesi suscitano in noi più ... Difficile dire se i francesi suscitano in noi più ammirazione per la loro tracotante fierezza o più rabbia per il loro antistorico nazionalismo. Vogliono comprare la nostra Alitalia, hanno pieno diritto di farlo. Ma pensate un po' cosa sarebbe accaduto a parti invertite. Sicuramente avrebbero costruito una nuova linea Maginot, più efficace dell'originale. A chi sarebbe mai venuta l'idea in Italia di bloccare lo champagne perché qualche produttore è sotto accusa? Loro con la mozzarella hanno provato a farlo per poi ripensarci, cercando di aggravare una situazione di difficoltà. Ma se questa è la concorrenza noi che facciamo? Piangiamo sulle nostre debolezze. Se ci sono le immagini della spazzatura che fanno il giro del mondo con chi possiamo prendercela? Se non tuteliamo le bellezze naturali, le produzioni, non è soprattutto colpa nostra? Se il partito del no ci impedisce di diventare un Paese moderno, se quattro manifestanti bloccano ogni progetto innovativo, non possiamo che prendercela con noi stessi. Siamo simpatici nel mondo, forse è il caso di esserlo un po' meno, in cambio di una maggiore tutela dell'Italia.

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Le replica Dal Loft dei democratici una sola parola di commento: Infantile (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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Le replica Dal Loft dei democratici una sola parola di commento: "Infantile" Segretario Veltroni, Goffredo Bettini dice che se il Pd non arriva al 35 per cento vi potete anche dimettere... "Non ha detto questo". Lo ha lasciato intuire. "Non scherziamo, basta leggere... Siamo partiti con un distacco di 22 punti. Ora siamo più vicini di quanto dicano i sondaggi. Pure Berlusconi comincia a parlare di pareggio al Senato o nostra vittoria. Possiamo vincere, e comunque saremo la prima forza riformista che questo paese abbia avuto. Questo sarà comunque un risultato straordinario". Che obiettivo si è posto? "Vincere le elezioni e dare all'Italia un partito riformista di dimensione europea". Se vincesse Berlusconi, ma di poco, di tre o quattro senatori, lei si aspetterebbe una telefonata? "Sì. I leader di maggioranza e opposizione si devono telefonare. Non appartengo a quella schiera di politici, cui appartiene Berlusconi, che danno giudizi al lunedì e giudizi opposti al martedì. Oggi, su di me, dice cose molto diverse rispetto a quelle che diceva due mesi fa. Dovesse vincere, credo che ricomincerebbe a parlare come allora. Se vinco io spero di avere con le opposizioni un rapporto di collaborazione sulle riforme istituzionali, sulle grandi questioni del Paese". Che tipo di collaborazione? "La destra sul punto ha cambiato idea. Io confermo che se vincessimo daremmo alle opposizioni una camera e la presidenza delle commissioni di controllo. Abbiamo l'obiettivo di creare un rapporto civile. Io ho già operato una rottura epistemologica rispetto al quindicennio passato: do giudizi politici, non sulle persone. Quando sento che si parla di brogli o di stalinismo sembra di essere tornati al '94. Come si è visto, non rispondo. Io faccio la campagna elettorale del 2008 non quella del '94. Abbiamo bisogno di altro che non di risse". Torniamo al governo. Se Berlusconi vincesse di poco, si aprirebbero nuovi scenari? "Che mi si faccia questa domanda e che io debba rispondere dimostra che la destra ha commesso un gravissimo errore, quando è caduto il governo Prodi, a non accettare la nostra proposta di promuovere, prima del voto, la riforma istituzionale e quella elettorale. Potevamo nominare un governo che se ne occupasse e votare nell'aprile del 2009. Hanno calcolato che gli conveniva votare subito facendo prevalere gli interessi del partito a quelli del Paese. Comunque, quale che sia l'esito del voto, vanno fatte subito insieme le riforme che andavano fatte prima". Un governo tecnico per le riforme è ipotizzabile? "Assolutamente no. Le riforme si fanno insieme, ma a questo punto chi vince, fosse per un solo voto, governa. Ma devo dire un'altra cosa: noi, decidendo di andare da soli, abbiamo fatto un pezzo di riforma istituzionale. Spetta agli italiani percorrere l'ultimo miglio e dare la maggioranza a un gruppo parlamentare unico - come succede in tutte le grandi democrazie - quello del Pd". Di Pietro ha denunciato Berlusconi in procura per la questione Alitalia. Condivide? "Non sono mai per regolare le questioni sul piano giudiziario, ma politico. Un frammento del modo in cui io ritengo si debba regolare il rapporto fra garanzie e legalità, fra politica e giustizia, sta nella nostra proposta sulle intercettazioni: un magistrato intercetti quanto ritiene. Ma risponda personalmente dell'eventuale diffusione delle intercettazioni". Di Pietro propone di anticipare la pena dopo il primo grado, in casi gravi. "Il programma del Pd è quello che Di Pietro ha sottoscritto. Vi si atterrà". Non teme che, di nuovo, i leader sottoscrivano un programma e poi ne reclamino un altro? "Nella scorsa legislatura c'erano 14 partiti. Qui c'è un solo gruppo, quello del Pd, e un solo programma. E' la novità assoluta". Alitalia, la mozzarella, i rifiuti. L'immagine del nostro paese è pessima, ultimamente. "Da molti e molti anni. L'Italia deve ritrovare l'orgoglio. La destra ha governato il Paese e non lo ha minimamente cambiato. Non ha fatto come la Thatcher o Aznar. Ora un po' stancamente vuole vincere per gestire il potere. Berlusconi, Bossi, Tremonti, sembra il governo del '94... Noi possiamo fare quello che hanno fatto Blair e Zapatero: aprire un ciclo riformista". Chi ha in mente per il ministero dell'Economia? "In nessun paese si fanno nomi prima delle elezioni, perché dopo è più facile avere disponibilità le più ampie possibili. Qualche nome lo farò, non di persone che appartengono ai partiti, ma esterne". Riguarda anche l'Economia? "Lo vedrete". Quale ministero ospiterà un esterno? "Diversi. Come ci sono capilista non di partito ci saranno ministri non di partito". Berlusconi ha rinunciato ad andare su Raitre da Lucia Annunziata. Dovrà rinunciare anche lei... (Ride, ndr) "Va bene, va bene. Ma, insomma, siccome io non posso andare da Vespa, per Berlusconi ho fatto un atto di violenza. E allora il gesto di oggi sotto che specie va?". Rappresaglia? "Ma non lo so. Non posso essere obbligato ad andare in tv. La stranezza è che non si faccia il confronto televisivo. Sono disposto anche ad andare sulle sue tv. Che devo fare? Ci si immagini se in Spagna si fossero tenuti dibattiti su tv di proprietà di Zapatero...". Tre reti sono troppe? "Ma in questa intervista non abbiamo parlato di fisco, infrastrutture, precarietà...". Beh, lei ne parla ogni giorno. "Questo è il migliore complimento che mi potesse fare. In questi anni, mentre noi discutevamo di Berlusconi e tv, in Spagna facevano autostrade, in Germania ristrutturavano l'energia... Le mie priorità sono la lotta alla precarietà, il sostegno a piccola e media impresa, certezza della pena...". Erano questioni nel programma e negli obiettivi di Prodi. "La differenza è che ora non abbiamo una coalizione eterogenea e un programma di 280 pagine, ma un partito solo e un programma di 30. Per quanto riguarda le tv io sono fermo al ddl Gentiloni con in più l'idea di avere in Rai un Amministratore delegato invece di un Cda, perché penso che si debba rendere il paese più semplice e affermare il senso dell'etica e della responsabilità".

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Cv Alital 1069,603<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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Cv Alital 10 69,603 75,309 cv B Ifis 09 99,760 100,320 cv Bco Popol 10 100,533 100,586 cv Beni Sta 11 93,195 92,796 cv BIM 15 90,417 90,773 cv Carige 13 112,613 114,323 cv Mi-A2a 09 115,091 115,239 cv SIAS 17 93,345 92,744 cv Snia 10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,132 109,859.

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La vicenda Alitalia sulle nostre spalle Rispetto alla vicenda Alitalia, considerando che i (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Costi relativi al ridimensionamento aziendale in termini di risorse umane saranno a carico dello Stato, tipo pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa integrazione e così via, è possibile che questo governo, ancorché in scadenza, non riesca ad elaborare un piano d'azienda (che potrebbe copiare da quello presentato da Air France) che metta fine alle discussioni strumentali che questa classe politica in clima elettorale sta facendo sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini elettori? Questo governo è pigro, incapace o in malafede? DONATO ANTONIELLO RIVALTA (TO) Trecento euro contro uno scandalo Vorrei spiegare una cosa al lettore che non capisce la necessità di elargire due o trecento euro a chi ne percepisce cinquantamila (a parte il fatto che a tale livello la cifra è molto più bassa e forse neanche "elargita"). Sappia che chi come me ha fatto la gavetta studiando di sera e lavorando sempre più di 10 ore al giorno per quarant'anni cominciando dai livelli più bassi ed arrivando alla fine a percepire una "scandalosa" pensione comunque inferiore a quella indicata e che ha sempre pagato fior di contributi e tasse, forse ha anche il diritto di non vedersi decurtato, come tutti i cittadini onesti, il proprio reddito in modo scandaloso e forse anche incostituzionale. ALFREDO IODICE Pensioni garantite ai non rieletti? Qualcuno sostiene che votando il 13 aprile si consente ai parlamentari non rieletti di maturare comunque la pensione, cosa che non avverrebbe votando il 6. Con costi iperbolici e poco meritati. È vero o è uno dei tanti rimestamenti nel torbido? ROBERTO POZZI La mattanza delle foche Anche quest'anno, in Canada, 275 mila foche saranno uccise. La pelle e il grasso vengono venduti in tutto il mondo. L'affare è succulento. Ma la barbarie fa proprio schifo. In Europa, solo il Belgio e l'Olanda hanno approvato una legge che vieta l'importazione di pelli, grasso e carne di foca. Gli altri governi tacciono. Colpevolmente. FABIO SÌCARI, BERGAMO Vacanze scolastiche con un problema A proposito di crisi della scuola desidero trascrivere il problema assegnato nella classe 3ª elementare di un piccolo centro della provincia di Savona come compito delle vacanze pasquali: "Un negoziante mette 4 uova di Pasqua su ogni ripiano della sua vetrina, quella vetrina ha 6 ripiani. Il negoziante mette anche i cartellini con i prezzi delle uova, quelli piccoli costano ? 6.00 e quelli grandi costano ? 18.00. 1) Quante uova ha messo il negoziante in quella vetrina? 2) Quante sono le uova grandi?". LETTERA FIRMATA Contro il nepotismo isolate quei professori Su Tuttoscienze del 26 marzo i professori Strata, Rizzolatti e Berlucchi suggeriscono di bloccare i concorsi da ricercatore, ritenendoli strutturati in modo da favorire il clientelismo e non la meritocrazia. Propongono di creare contratti a tempo determinato, al termine del quale selezionare i migliori da far concorrere a posti di professore associato. Non mi pare che una tale proposta metta al riparo i giovani ricercatori da clientelismo e nepotismo: più che cambiare le norme per i concorsi da ricercatore bisognerebbe avere il coraggio di isolare i colleghi che hanno dato prova di nepotismo e clientelismo e non esserne conniventi. I tre professori, inoltre, propongono di abolire il limite di età per il pensionamento dei docenti, ma di decretarne l'andata in pensione sulla base della produttività. Ci sarà mai qualche ricercatore che nelle sue pubblicazioni possa non citare il nome del suo superiore in età pensionabile, indipendentemente dal contributo che ha realmente dato al lavoro? LILIANA BUSSETTI Quello slogan rovinoso In attesa che i politici comincino finalmente ad affrontare i temi della scuola e dell'istruzione, da insegnante avanzo un proposta che va alle origini dell'ignoranza in cui si dibattono i nostri studenti: si bandisca lo slogan rovinoso del "diritto al successo formativo", che ha l'unico effetto di deresponsabilizzare studenti e famiglie, facendo credere che lo studio e l'impegno non servano e alimentando aspettative illusorie. Sarebbe un passo nella direzione giusta. SERGIO ROSSETTI L'impegno del notaio Nella rubrica "Posta - Risposta" del 20 marzo 2008, il sig. Francesco Colombo lamenta l'eccessiva onerosità del costo di atti di compravendita e mutuo da lui stipulati. Il sig. Colombo commette in buona fede, come molti altri utenti del servizio notarile, un errore di fondo: quello di limitare il tempo che il notaio spende per un atto al tempo necessario per la stipula. In realtà la maggior parte dell'impegno del notaio sta prima (indagini presso i pubblici registri, esame di documenti, verifica della legittimazione del venditore ad alienare, ecc.) e dopo (adempimenti pubblicitari) la stipula: diversamente il notaio non potrebbe fornire al cliente un documento che ha valore di legge fra le parti e nei confronti dei terzi, del quale si assume totale responsabilità personale e patrimoniale. Forse il sig. Colombo non conosce l'aneddoto di quel tecnico che fu chiamato a riparare un computer di ingente valore; studiò la situazione, poi trasse di tasca un cacciavite e diede un giro e mezzo a una vitina: il computer tornò a funzionare perfettamente. Invitato a esporre il conto, chiese 1000 euro, che furono però ritenuti eccessivi dal cliente, il quale si rifiutò di pagare fin quando non ne fosse stata data giustificazione. Il tecnico rilasciò una fattura, dove era scritto: avvitamento di una vitina 1 euro; sapere quale vitina avvitare 999 euro. Il cliente pagò senza fiatare. NOTAIO GIANFRANCO RE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NOTARILE DI TORINO.

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Chi aspira all'oligarchiaè il vero antipolitico (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Mauro Barberis Se Dio vuole, anche l'orgia dei sondaggi è finita: la legge sulla par condicio, infatti, dispone che nelle ultime settimane di campagna elettorale i sondaggi tacciano, per non influire sul voto. La situazione, al momento, sembra questa. Il Popolo della libertàè avanti di sei-sette punti rispetto al Partito democratico, mentre i partiti minori (Sinistra arcobaleno e Udc di Pier Ferdinando Casini) sono intorno al sei per cento. È prevedibile, quindi, un successo del Pdl alla Camera, dove gli basta vincere anche di un solo voto per avere la stessa maggioranza goduta dall'Ulivo nella passata legislatura; al Senato, invece, le cose stanno molto diversamente. Come ha mostrato Filippo Paganini su queste colonne, il Porcellum - il diabolico marchingegno elettorale inventato due anni fa dal leghista Roberto Calderoli per impedire la (allora) altrettanto sicura vittoria del centrosinistra - oggi gioca contro i suoi inventori. Un sondaggio commissionato da Repubblica ha mostrato che se il Pdl vincesse in tutte le regioni oggi in bilico, ma i due partiti minori raggiungessero entrambi l'otto per cento, il centrodestra avrebbe una maggioranza di soli cinque senatori. Ora, un minimo di buonsenso impone di escludere che Sinistra arcobaleno e Udc raggiungano entrambe l'otto per cento: ma pure che il Pdl vinca in tutte le regioni oggi in bilico, Liguria compresa. Dunque, ben difficilmente il Popolo della libertà avrà una chiara maggioranza al Senato. Certo, nelle ultime settimane sono possibili le più spettacolari sorprese: ma dopo aver già promesso l'abolizione dell'Ici, che cos'altro può ancora promettere il Cavaliere? Tanto più che Walter Veltroni questo gioco lo conosce benissimo, e potrebbe farla lui, stavolta, la promessa-fine-del-mondo: tipo la pensione alle casalinghe, unico settore dell'elettorato che, per teledipendenza o semplice attrazione fisica, da sempre vota massicciamente il Cavaliere. Ma è più facile pensare che gli ultimi sondaggi incoraggino gli elettori al voto utile, concentrato sui partiti maggiori: anche se per il Partito democratico sarebbe altrettanto utile il voto inutile, dato alla Sinistra arcobaleno o all'Udc, che impedirebbe definitivamente al Popolo della libertà di avere la maggioranza al Senato. Da un lato, in effetti, anche gli elettori più restii a votare finiranno per concentrare il loro voto sui partiti maggiori: specie se ci sarà il tanto discusso faccia-a-faccia Berlusconi-Veltroni, che però il Cavaliere ha tutte le ragioni per evitare, al fine di non mettere a repentaglio la sua già risicata maggioranza. D'altro lato, l'elettorato del centrosinistra, sinora il più tentato dall'astensione, potrebbe ricorrere al voto disgiunto: dopotutto, che cosa gli vieta di votare al Senato Sinistra arcobaleno o persino Udc, dopo aver votato, in passato, persino Clemente Mastella e Lamberto Dini? Infine, l'astensione potrebbe colpire anche l'elettorato di centrodestra: dopo la gaffe su Alitalia, ci manca solo che il Cavaliere sposi la sorella di Carla Bruni per provocare reazioni di rigetto. E poi, che succederà? In caso di stallo al Senato, il Cavaliere potrebbe anche comprarsi l'intera Udc, mettendola a palleggiare a Milanello; ma è più facile pensare che a questo punto ricorra al piano B, quello che aveva in mente sin dall'inizio, ossia la Grande coalizione con Veltroni. L'unica cosa certa è che chi non andrà a votare - nonostante gli autorevoli appelli lanciati anche da queste colonne - avrà sempre torto. Un'alta astensione dal voto produrrà al massimo pensosi editoriali sui giornali: editoriali di cui i partiti, maggiori e minori, non si accorgeranno neppure, impegnati come saranno a spartirsi la torta. 29/03/2008 GIULIANO GALLETTA 29/03/2008 In caso di stallo al Senato, il Cavaliere ricorrerà al piano B, quello che aveva in mente sin dall'inizio: la Grande coalizione con Veltroni 29/03/2008 Un'alta astensione produrrà pensosi editoriali di cui i partiti, tutti impegnati a spartirsi la torta, non si accorgeranno minimamente 29/03/2008.

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Giovani, cervelloni e superliberali (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 76 del 2008-03-29 pagina 0 Giovani, cervelloni e superliberali di Giancarlo Perna L'Istituto Bruno Leoni è un pensatoio che ama il web e recluta studiosi in erba, ma con curricula da veri cattedratici. I suoi collaboratori hanno prodotto trentatrè libri e seimila pagine per il sito Internet Si chiude con questa puntata il viaggio di Giancarlo Perna nei think tank italiani. I precedenti "pensatoi" sono stati: "Magna Carta" (4/3), "Liberal" (12/3), "Farefuturo" (22/3) Privo di una sontuosa sede da ostentare, l'Istituto Bruno Leoni mi accoglie in un locale spartano dove ha però schierato come un'argenteria i suoi più vivaci cervelli, simile alla matrona Cornelia che, ricca solo dei propri figli, li mostra al motto: "Ecco i miei gioielli". Siamo in un appartamentino della milanese Piazza Castello con vista sul turrito maniero sforzesco. L'Ibl è l'ultimo think tank del nostro viaggio. è un pensatoio piuttosto immateriale, senza saloni, né biblioteche, né pr che ti portano in giro. Il suo universo è Internet, dove riversa caterve di saggi e prese di posizione. Clicchi www.brunoleoni.com e capisci all'istante con chi hai a che fare. L'Istituto, che si occupa di economia e dintorni, è il tempio del liberismo più integralista. Ha il culto della proprietà privata e del libero mercato. Le sue bestie nere sono statalismo, burocrazie e barriere doganali. Adora la globalizzazione. A ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che governa il think tank. Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore generale, Alberto Mingardi, al direttore del Dipartimento politico, Carlo Lottieri, al direttore del Dipartimento Ecologia, Carlo Stagnaro. Il comasco Mingardi ha 27 anni, il bresciano Lottieri 47, il ligure Stagnaro 30. è poi la volta di quattro collaboratori, detti fellow, che Mingardi ha convocato qui per me in rappresentanza dell'altra ventina che lavora all'Ibl. Rosaria Bitetti è una leggiadra fanciullona di 23 anni. Suo coetaneo è lo sciccoso Massimiliano Trovato, fazzoletto nel taschino. Filippo Cavazzoni, larga parlata emiliana, ha 29 anni. Andrea Giuricin, esperto di trasporti, ne ha 25. Terminate le cerimonie, ci sediamo nell'auletta. Loro sulle sedie ordinate per file. Io su una specie di cattedra di fronte a loro. "Escluso il prof Lottieri, mi sembra l'asilo", dico, facendo lo spiritoso con riferimento all'età dei presenti. La battuta passa per quello che è, cretina. Mingardi si intenerisce e prende in mano la situazione. Sciorina i dati del think tank nato nel 2003. In quattro anni sono stati prodotti 33 libri e seimila pagine scaricabili da Internet. Volete sapere tutto di Alitalia? Bene, il qui presente Giuricin ha scritto il briefing paper (breve saggio, otto pagine) n.51 sul problema, aggiornato all'ultimo minuto. La sua tesi - liberista pura - è che bisogna vendere ad Air France senza ricamarci ancora. Allo stesso modo troverete briefing paper sul trasporto locale, la liberalizzazione dei servizi postali, sulle "ragioni liberali del no" alla Tav, ecc. Una manna per giornalisti e parlamentari che con un clic si trovano la pappa fatta per i loro articoli o interventi in aula. Il plagio è autorizzato e auspicato. L'Ibl è qui per questo: fare opinione, dando una soluzione coerentemente liberale ai busillis del momento. L'exploit più recente sono le 213 pagine del "Manuale delle riforme per la prossima legislatura". Il programma è nel titolo: Liberare l'Italia. Per accelerare i tempi della redazione, il think tank ha lavorato giorno e notte. "Da noi, non ci sono sindacati", è la spiegazione di Stagnaro per la celerità. Alt! direte voi, ripensando ad Alitalia. L'Ibl è per cederla ad Air France, ma Berlusconi, che egualmente si professa liberale, è invece di parere opposto. Come si concilia? Semplice: la bella gioventù che ho di fronte, se ne impipa del Cavaliere. Il think tank non ha legami partitici e quanto a liberalismo non prende lezioni da nessuno. Figurarsi. Loro sono seguaci dei mercatisti radicali della scuola austriaca, da Ludwig von Mises a Friedrich von Hayek. Il loro idolo è il seguace americano di quei gloriosi viennesi, l'anarco-capitalista Murray N. Rothbard. Per non parlare di Bruno Leoni, cui l'Istituto è dedicato. Morto assurdamente a Torino nel 1967, ucciso da un tizio cui rimproverava una mancanza, Leoni (padre di Didi, l'affascinante conduttrice del Tg5) era un filosofo del diritto di intransigente liberalismo, a petto del quale Einaudi impallidisce e Croce scompare. Per concludere: quel che fa il Cavaliere, cavoli suoi; i leonini vanno per la loro strada. "A dirla tutta - esclama Mingardi che indossa pantaloni rossi da fricchettone ma parla come un linceo in frac - l'idea di fondare il pensatoio liberale mi è venuta quando, al rientro da uno stage negli Usa, ho sentito aria di colbertismo e protezionismo". Afferro il riferimento e dico divertito: "Dunque, il vostro ispiratore a contrario è stato Giulio Tremonti. Adesso, vuole perfino rafforzare i dazi sulle derrate cinesi". "Mette le mani avanti, impaurito dal declino economico. Ma sbaglia", dice Lottieri che in queste settimane ha stigmatizzato sui giornali il neoprotezionismo tremontiano. Lottieri, che vive a Brescia e insegna Filosofia del Diritto a Siena, è con Mingardi e Stagnaro il fondatore dell'Istituto e il matusa del think tank. Ha l'aria posata, ma convinzioni inflessibili. è l'ideologo dell'Ibl. Con gli altri due ha redatto il manifesto "No al protezionismo" con cui l'Istituto ha debuttato nel 2003. Impedire il libero scambio - c'era scritto - "costa la vita a 6.600 persone ogni giorno. Se l'Africa potesse intensificare la sua quota di interscambio di appena l'uno per cento (non pagando il dazio ai Paesi ricchi, ndr) avrebbe 70 miliardi di euro in più l'anno. Il che basterebbe per trascinare 128 milioni di persone fuori dalla povertà". E concludeva: "Il libero scambio è la premessa della pace". Mentre l'autorevole Lottieri parla, Stagnaro ascolta rapito. è ingegnere per l'Ambiente e si considera allievo del professore. "Se sono qui, il colpevole è lui", dice indicandolo. "Da ragazzino lo leggevo sull'Indipendente e diceva quel che io pensavo". Oggi, quando scrive di ecologia, Stagnaro fa il controcanto al catastrofismo dei Verdi e parla senza tabù di energia nucleare. "Come vi dividete i ruoli?", chiedo ai tre fondatori. "Io sono l'anello di congiunzione", dice modesto Mingardi che, in realtà, è un capriccio della natura. A 18 anni - 18! - ha scritto il suo primo libro, Da liberale a libertario, con Sergio Ricossa, l'ottantenne economista torinese presidente onorario dell'Ibl. Ricossa è uomo di gusto. Se ha immesso il pischello nella sua cerchia qualche ragione ci sarà. Oggi, nove anni dopo, Alberto ha un palmarès da ottuagenario: è autore di diversi libri e di una marea di articoli, in inglese sui giornali anglosassoni, in secco italiano su Libero, Il Foglio, ecc. "Tu sei l'anello mancante", dice scherzoso Lottieri che, in quanto adulto del gruppo, ha l'ultima parola su tutto. Sua l'idea di utilizzare giovanissimi esperti, come quelli che sono oggi qui, con l'obiettivo di formare una classe dirigente liberale nella socialisteggiante Italia. Stagnaro è il coordinatore delle attività. Stabilisce i temi da trattare e, assegnati i compiti, pungola i ritardatari. "è uno schiavista", dice Massimiliano, l'elegantone col fazzoletto nel taschino. Stagnaro, che ha occhi guizzanti da saraceno (frequenti nei liguri), è detto "il texano" perché porta stivaletti e cravatta a pendaglio. Oggi, che ha anche la camicia grigia abbottonata al collo, sembra più un prete. Di quelli in bilico tra fede e fuga con la parrocchiana. Ora che conosciamo gli uomini, due parole sulle iniziative. L'Ibl ha anche una piccola sede amministrativa a Torino. Il piede a Torino è un omaggio a Ricossa che ci abita e a Bruno Leoni che ne fece la propria città d'elezione e che lì ha lasciato la sua biblioteca. Una terza sede, se così si può chiamarla, è a Pisa in casa di David Perazzoni, colonna del think tank. è il "tipografo elettronico" dell'Istituto, web master in inglese, lingua franca dei leonini. Da lui affluiscono, per essere impaginati nel blog, i vari paper redatti dagli esperti sparsi ai quattro venti. Tutti i collaboratori sono remunerati. Sul quantum fioriscono ironie. "A Stagnaro paghiamo il latte in polvere per il bambino", dice Mingardi. "Con quel che rizevo, io sci vivo", sostiene invece l'emiliano Cavazzoni. "Bada però a non fare figli", lo ammonisce lo sciccoso. L'insieme delle attività costa all'Ibl 700mila euro l'anno. I finanziatori sono manager, agiati professionisti, estimatori con dané che formano il Board of Trustees, il cda dei comuni mortali. Il Board si riunisce due volte l'anno e definisce i programmi a medio termine. L'appuntamento annuale più laborioso dell'Ibl è il Seminario Mises (il già citato Ludwig von). Tre giorni di lavori in un albergo di Sestri Levante, rigorosamente in inglese, ospite d'onore un Nobel o giù di lì, e un centinaio di convegnisti da tutta l'Ue. Ogni lunedì del mese invece, qui in Piazza Castello, si svolgono i Seminari Rothbart (l'anarco-capitalista). Protagonista un dottorando, in genere adocchiato da Lottieri, che enuncia una sua tesi e un pugno di cattedratici ospiti che ascolta, giudica e scopre incuriosito l'esistenza del think tank. Due piccioni con una fava: lancio del genietto e aggancio con l'università. Infine, le agapi romane nel Ristorante Romilo a mezza strada tra Camera e Senato. Una decina l'anno. Sono la passione del buongustaio Mingardi che invita una trentina di parlamentari e illustra una tesi o una pubblicazione dell'Ibl. La speranza è che, prendendoli per la gola, agli onorevoli entri qualcosa nel cervello. "Questo è il nocciolo del nostro lavoro", mi dice conclusivo Alberto con un gorgoglio. è l'acquolina dell'ora di pranzo. "Adesso, al ristorante. Anche tu!", comanda. E mette fine alla riunione. (4. Fine) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 76 del 2008-03-29 pagina 2 "Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida" di Giannino della Frattina Formigoni risponde ai turchi che attaccano: "Il risultato finale? Non sarà condizionato" (...) Ma le bufale alla diossina, assicurano i due, non avveleneranno la corsa di Milano all'Expo. Una difesa d'ufficio di fronte alla pessima immagine di un Paese che ha puntato il dossier della candidatura proprio sull'alimentazione. "Un caso delicato - non si nasconde Formigoni - Un infortunio che non va sottovalutato, ma soprattutto da risolvere al più presto". E Milano e l'Italia mettono in mostra le loro specialità con un faraonico galà pagato dagli sponsor e apparecchiato in cima ai 110 metri dell'Arche à la Défance. Prospettiva su Arc de Triomphe e Champs Elysées, piatti a due stelle cucinati dal vivo da Carlo Cracco e vini made in Italy selezionati da un fuoriclasse come Luca Maroni. Design della Triennale e musica di Red Ronnie. Dolcenera che incanta e l'anima del sud, quella bella e buona di Pietra Montecorvino. Archiviate le mozzarelle, arriva la mazzata Malpensa. L'altro boccone indigesto grazie all'accetta del governo Prodi. E di Alitalia che taglierà i due terzi dei voli. Lunedì, proprio il giorno in cui a Parigi (sede di Air France, ma anche del Boureau international des expositions) gli oltre 150 delegati dovrebbero preferirla a Smirne. "Le rotte intercontinentali di Alitalia su Malpensa - trancia secca la Moratti - sono solo 17 su 70. E' chiaro che i tagli quest'anno peseranno, ma il nostro destino va separato da quello della compagnia di bandiera. E per Malpensa ci sono già molti vettori che fanno la fila. Decideremo, ma di sicuro per l'Expo 2015 lo scalo sarà molto cresciuto". Entro il 2011, le fa eco Formigoni, il bacino dei viaggiatori che potranno raggiungerla in due ore arriverà a 19 milioni. E, intanto, oggi torna in Italia per inaugurare la bretella di Boffalora che "consentirà di arrivare da Torino in soli 40 minuti, come dal centro di Milano". E magari partire per Smirne, la città turca sempre più convinta di avere la vittoria in tasca. Tanto da spendere un sacco di soldi per far girare i bus di Parigi con la sua pubblicità e aver spiegato ancora ieri in ben quattro pagine dell'Herald tribune che aprire una porta sul mondo islamico sarebbe il mondo migliore per affrontare temi come l'ambiente, il cibo, la salute e il clima. La riposta di Milano è ancora una volta nei fatti. Dal 5 al 10 giugno il Festival internazionale dell'ambiente. "Incontri di taglio scientifico - anticipa la Moratti - ma anche eventi di richiamo per sensibilizzare il grande pubblico su quattro grandi macrotemi: i cambiamenti climatici, il rapporto tra energia e ambiente, l'architettura e il turismo eco-sostenibili". Milano o Smirne? Ancora due giorni per saperlo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scajola lancia la corsa di Orsi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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CONVENTION DEL PDL IERI SERA CON I CANDIDATI, MA ANCHE CON GLI ESCLUSI NAN E BIONDI Scajola lancia la corsa di Orsi [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Cinquecento persone al Chiabrera per l'incontro elettorale che ha visto scendere in campo il leader ligure del Pdl Claudio Scajola e i candidati Franco Orsi, Sandro Biasotti ed Eugenio Minasso. Tutti hanno toccato soprattutto i temi nazionali della campagna elettorale. Una serata caratterizzata dalla presenza in sala anche di due parlamentari uscenti come Enrico Nan e Alfredo Biondi che, pur non essendo candidati, stanno partecipando alla campagna elettorale. Sul palco sono saliti prima il segretario provinciale di Forza Italia Angelo Vaccarezza, poi quello di An Luigi Bussalai e quindi l'ex presidente della Regione Sandro Biasottti, sicuro di fare il parlamentare, ma che sarà anche candidato alla regione Liguria. Ha detto tra l'altro: "Burlando sta facendo disastri nella sanità e nelle infrastrutture. E' tempo di porvi rimedio". Il deputato di An Eugenio Minasso ha attaccato il centrosinistra sui temi nazionali: "Il governo Prodi ci ha ridicolizzati con la spazzatura di Napoli e il divieto al Papa di parlare alla Sapienza, mentre Veltroni che si è presenta come nuovo in realtà a 52 anni è già in pensione". Franco Orsi, organizzatore della serata al Chiabrera, ha sottolineato la necessità di recuperare "valori e modelli della tradizione" e ha aggiunto che "il Pd si presenta come nuovo ma ovunque governa con la vecchia sinistra massimalista e immobilista". Claudio Scajola, leader ligure del partito e numero tre in lista dopo Berlusconi e Fini, ha esordito ricordando il senatore Giancarlo Ruffino, indicando in Franco Orsi il naturale successore del "senatore" e pronotiscando la vittoria di Biasotti in Regione. Forte il richiamo all'unità del partito: "Siamo una squadra e tutti l'hanno capito, anche quelli come Nan e Biondi che questa volta dovranno andare in panchina". Poi una carrellata di temi nazionali: "Berlusconi ha impedito a Prodi di svendere l'Alitalia come aveva già fatto con altri gioielli di famiglia". Sull'immigrazione: "Aggiungiamo un posto a tavola per quelli che vengono per lavorare e non per quelli che vogliono a delinquere". Forte il messaggio sul nucleare: "La scelta di rinunciare alle centrali fu scellerata perchè oggi in Italia l'energia costa il 30% in più che nel resto d'Europa. Se non vogliamo che in Italia si spenga la luce dobbiamo avere il coraggio di puntare sul nucleare". Scajola ha poi aggiunto: "Sono stato io a consigliare a Berlusconi di venire a Savona, dove non è mai stato".

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I piloti lasciano a terra Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 1 I piloti lasciano a terra Air France di Redazione Confermati i 2.100 esuberi, sindacati sul piede di guerra. Lo spettro del commissariamento Le casse di Alitalia si sono ridotte a febbraio a 180 milioni di euro ma arriva una boccata d'ossigeno per 148 milioni. L'iniezione di liquidità è dovuta ad un rimborso fiscale ed anche alla dismissione di tutte le azioni detenute in Air France-Klm. Nonostante questa situazione di criticità finanziaria, il consiglio di amministrazione della società ha deciso di attendere l'esito del confronto dei sindacati con Air France-Klm e Alitalia che riprenderà lunedì prossimo 31 marzo. Senza le basi di un'intesa, il rischio è l'amministrazione controllata. Ma Air France non arretra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Prodi ci ha snobbato, confidiamo nel Cavaliere> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 76 del 2008-03-29 pagina 4 "Prodi ci ha snobbato, confidiamo nel Cavaliere" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Taormina (Messina) Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, nell'incontro con il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi di giovedì scorso c'è stata "totale sintonia" sulla necessità di diminuire la spesa pubblica, soprattutto quella improduttiva, e abbassare la pressione fiscale su imprese e famiglie. "Con Berlusconi abbiamo avuto un incontro molto positivo e gli abbiamo fatto presente che, se il risultato elettorale sarà favorevole, gli imprenditori hanno necessità di una politica che sia qualitativamente migliore di quella che abbiamo visto fino a oggi". Quali sono le altre priorità per Confartigianato? "È necessario introdurre una seria attività di rilancio delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Ma partendo dall'alto e non dal basso come ha fatto Bersani, ossia intervenendo in settori come l'energia, i trasporti e i servizi pubblici locali. Sarebbe un bel segnale". Come dovrebbe agire il vostro governo ideale? "Qualsiasi provvedimento dovrebbe essere preso solo dopo che sia stato misurato l'impatto sul sistema delle piccole e medie imprese. Se esaminiamo la situazione dal punto di vista dei provvedimenti fiscali del governo Prodi, si nota che sono stati tutti a vantaggio della grande impresa. Bisogna fare il contrario. La grande industria ha avuto una riduzione delle imposte di 6 miliardi, le nostre imprese si sono viste aumentare la pressione fiscale di tre punti percentuali". A questo scopo chiedete l'istituzione di un'Agenzia per le pmi a Palazzo Chigi. "Esiste già un sistema territoriale fatto di uffici delle associazioni di categoria. Perché l'imprenditore che vuole avviare un'azienda deve fare un calvario di 10 stazioni? I mali li conosciamo, bisogna trovare la medicina adatta, altrimenti altro che "Rialzati, Italia!"". Meno Stato e più mercato, quindi? "Non è una gara tra pubblico e privato ma tra chi si confronta con il mercato e chi vive in un recinto protetto. L'Alitalia la paghiamo tutti, anche mia madre che non ha mai volato". La riforma della contrattazione come va affrontata? "Il protocollo per la contrattazione territoriale, sottoscritto con i tre principali sindacati confederali, è rimasto sulla carta perché la Cgil ha difficoltà ideologiche. Un'altra questione importante è alleggerire gli oneri sugli straordinari è un incentivo alla produttività. Nelle nostre aziende non c'è conflitto sociale perché spesso datore di lavoro e dipendente hanno le stesse mansioni". Anche la concertazione va rivista? "La liturgia della concertazione con la tavolata di Palazzo Chigi non ha senso dopo l'aggressione subita da Visco con la Finanziaria di due anni fa. Noi abbiamo già semplificato attuando un coordinamento tra Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani che rappresentano oltre 4 milioni di imprese". Molti sono stati sorpresi dall'invito che lei ha rivolto a Berlusconi per la vostra assemblea di giugno augurandosi di rivederlo in veste di presidente del Consiglio. "Negli ultimi due anni non abbiamo avuto il piacere di ospitare Prodi che aveva altri impegni. Il nostro invito a Berlusconi è stato un segnale di augurio e di disponibilità". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nessun cedimento da parte dei francesi Il piano conferma tutti i 2.120 esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 9 Nessun cedimento da parte dei francesi Il piano conferma tutti i 2.120 esuberi di Redazione da Milano Il prossimo appuntamento chiave è per lunedì alle 14, slittato di tre ore rispetto all'orario iniziale. Vertice tra Alitalia, Air France e sindacati: è il terzo al gran completo. Ci sarà Jean Cyril Spinetta; e ci saranno, soprattutto, i piloti dell'Anpac, che in questo momento appaiono come i più ostili alla trattativa. Dopo aver ricevuto l'ultimo documento, non si sono nemmeno presentati alla riunione intersindacale di ieri mattina. La presenza, lunedì, appare come uno spiraglio d'auspicio. Il piano di Air France sul quale tutti si sono irrigiditi, e sul quale si cercherà una mediazione durante il week end, è noto, e le precisazioni arrivate ieri non hanno aggiunto nulla se non dettagli tecnici. Sono confermati 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. "Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia", ha scritto il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta. Il documento di Spinetta contiene tuttavia alcune precisazioni. Il gruppo Air France-Klm, vi si legge, "ha scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente. Perciò a ogni persona in esubero verrà offerto, conformemente al progetto di accordo quadro allegato, sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale". Per gli assistenti di volo, "le sole misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi". Tuttavia, Air France "proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno". Per i piloti, "i due terzi dei 500 esuberi potranno beneficiare di misure di pensionamento a breve e medio termine. L'implementazione del piano industriale e le conseguenze del pensionamento immediato o prepensionamento determineranno la creazione di almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a cascata". Il documento conferma poi che "ai più giovani tra loro Air France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi un totale di 180 posti". Per quanto riguarda il personale di terra, "circa 250 persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Cinque euro a testa: ecco la cordata> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 8 "Cinque euro a testa: ecco la cordata" di Redazione Per Alitalia, la cordata italiana alla fine potrebbe esserci. E stavolta a dirlo non è un politico né un nome del panorama finanziario o istituzionale: per scoprirlo, basta fare un giretto su internet. L'idea è venuta a un venditore di Ebay con un'originale inserzione sul sito di aste più famoso del mondo: "Alitalia, adottiamola tutti", è il messaggio. Il concetto è semplice: basterebbero appena 5 euro a italiano per salvare la nostra ex compagnia di bandiera. E allora perché non partecipare tutti? I requisiti: "Devi essere italiano; chi vince l'asta, farà parte della cordata e questa volta nessuna smentita potrà essere fatta". E, poi, ovviamente, un riferimento all'hobby nazionale per eccellenza, il calcio e ai mondiali del 2006: "Inoltre, potrai vendicarti della testata di Zidane...". Il prezzo di partenza è di appena 1 euro, e vince chi fa l'offerta più alta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Prato trova soldi ma rischia i libri in tribunale (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 9 Prato trova soldi ma rischia i libri in tribunale di Paolo Stefanato Impossibile la continuità aziendale se lunedì non si creeranno le basi per l'intesa con i sindacati: niente proroga e spettro del commissariamento L'incasso dalla vendita della quota Air France e da crediti d'imposta da Milano "Il cda ha convenuto di attendere l'esito del confronto con le parti sociali prima di assumere determinazioni in ordine alle prospettive della società". Si chiude con questa parole sinistre, che evocano la richiesta di amministrazione straordinaria, il comunicato diffuso da Alitalia nella serata di ieri, dopo un consiglio prolungatosi per quasi sette ore. Lunedì, dunque, è la data cruciale. Il cda non esclude una proroga del termine dopo il 31 marzo, ma prenderà la decisione in extremis, lunedì stesso, se ci sarà "fumus" per un accordo. Intanto la situazione economico finanziaria della società è sempre più drammatica, e gli amministratori raschiano il barile per dare ossigeno alle casse. La liquidità, nel solo mese di febbraio, si è contratta da 282 a 180 milioni di euro, con una riduzione-record di 102 milioni (meno 36,2%); a questi ritmi c'è denaro per poco più di un mese. L'indebitamento netto del gruppo è parallelamente cresciuto di 88 milioni (più 6,9%), portandosi a quota 1.368 milioni. In soccorso dell'Alitalia è venuta l'Agenzia delle Entrate, che ha comunicato che entro il 31 marzo sarà disposto il pagamento di rimborsi di crediti d'imposta per un importo di 69 milioni di euro. E in soccorso delle casse, il cda ha preso una decisione straordinaria: quella di vendere in Borsa - l'operazione è stata effettuata giovedì 27 - la partecipazione detenuta in Air France-Klm, che ha fruttato circa 79 milioni di euro. Operazione - come sottolinea il comunicato della compagnia - già prevista dal piano del settembre scorso e confermata nel budget 2008. Resta un piccolo mistero: nel bilancio relativo al 2006 - ultimo documento ufficiale disponibile - la partecipazione risultava in Air France (e non nella holding Air France-Klm), ed era contabilizzata per 140 milioni. Ricordiamo che lo scambio azionario del 2% tra Parigi e Roma era avvenuto nel 2002, prima che nascesse la holding Air France-Klm. La "sorpresa" fiscale e la cessione di tali azioni hanno permesso di recuperare 148 milioni di euro. Il tracollo è rinviato, ma non di molto. La scadenza della trattativa con Air France era stata posta al 31 marzo proprio in considerazione della criticità finanziaria e della necessità di ricorrere a un prestito ponte "per consentire la sostenibilità operativa della gestione". La situazione, a questo punto, si può così sintetizzare. Dopo le trattative sotterranee del fine settimana, lunedì l'incontro sindacati-compagnie sarà determinante. Se emergerà la volontà di proseguire in un confronto, e di dare il via ai cinque tavoli tecnici di trattativa (uno per ciascuna categoria di lavoratori), il cda ne prenderà atto, e deciderà quel "contenuto slittamento" dei termini valutato nella riunione di ieri; tale volontà sarà anche il presupposto per la richiesta di un prestito. In caso contrario, se lunedì dovesse esserci la rottura, la scadenza posta da Air France sarà lasciata spirare e il cda, come detto, assumerà le conseguenti "determinazioni in ordine alle prospettive della società". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bene Lottomatica e Fastweb (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 23 Bene Lottomatica e Fastweb di Redazione Su Impregilo scattano i realizzi Piazza Affari al palo, in una seduta dominata ancora una volta da Alitalia (vedi servizio nelle pagine interne). Alla fine l'indice Mibtel avanza dello 0,06%, mentre lo S&P/Mib segna un rialzo dello 0,09%. Tra gli spunti, Fiat che ritrova e supera di slancio la soglia psicologica dei 14 euro e guadagna il 3,8% a 14,24, grazie all'ipotesi di uno scorporo dell'auto non escluisa dall'ad Sergio Marchionne. Bene anche Ifi (più 3,15%) e Ifil (più 2,57%), che hanno comunicato i dati di bilancio. Prese di beneficio su Impregilo (meno 2%), dopo il balzo di giovedì in attesa della decisione della Cassazione, poi confermata, di far ridurre il sequestro disposto nei confronti del gruppo e legato all'indagine sui rifiuti in Campania. In calo anche A2A (meno 2,88%). Ricoperture improvvise nel pomeriggio sul Banco Popolare, con guadagni del 4,68% alla vigilia dei risultati di esercizio. Bene Lottomatica, con gli operatori che parlano soprattutto di acquisti tecnici (più 6,9%). E denaro piove anche su Fastweb (più 5,1%). Tra le grandi del listino, scivola Telecom (meno 2,15%), nel giorno della presentazione delle liste del socio Telco per il cda. Tra i bancari buoni rialzi per Mediobanca (più 1,08%) e Unicredit (più 0,73%). Chiusura in calo per le principali piazze europee che hanno virato in negativo in scia all'andamento contrastato di Wall Street. A Parigi in fondo al listino Accor (meno 3,1%), Veolia (meno 2,6%) e L'Oreal (meno 2,4%). A Francoforte in deciso rialzo Commerzbank (più 4,5%) che starebbe valutando l'ipotesi di una fusione a tre con Dresdner Bank e Deutsche Postbank. A Londra in forte calo i titoli del real estate Persimmon (meno 5,1%) e British Land (meno 3,4%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Cavaliere: se vinco io addio francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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ALITALIA Il Cavaliere: se vinco io addio francesi Barbera, Giovannini e Manacorda Il cda della compagnia italiana trova148 milioni Ossigeno per la società.

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DEPRESSI ALLE URNE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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Luigi La Spina DEPRESSI ALLE URNE Ci avevano promesso una campagna elettorale senza insulti, senza colpi bassi, finalmente degna di una democrazia matura. Una sfida sui programmi, in modo che gli elettori potessero scegliere tra progetti alternativi, concreti e verificabili, per far uscire l'Italia dal declino, anche d'immagine internazionale, sempre più evidente. Ci avevamo sperato e, con un po' di buona volontà, ci avevamo anche creduto. Ma, a due settimane dal giorno del voto, forse è il caso di ricredersi e di rimpiangere il passato. Sì, proprio quello che abbiamo tanto deprecato, perché almeno ci si poteva illudere nel carosello di reboanti promesse, perché almeno la noia non ci affliggeva, perché almeno aspettavamo con grande curiosità il duello televisivo finale, quello che ormai in tutti i Paesi anticipa, con il suo esito, il verdetto delle urne. Se non ci sarà una scossa negli ultimi quindici giorni, del tutto improbabile peraltro, i due principali candidati a Palazzo Chigi, ma anche tutti gli altri a dire il vero, concluderanno una delle più deprimenti campagne elettorali che si siano mai viste. Una campagna all'insegna di una sostanziale rassegnazione di fronte alle difficoltà davanti alle quali si trova il nostro Paese. Non si poteva trovare, in effetti, miglior simbolo di questo clima scoraggiante, dell'argomento sul quale si è concentrata la polemica elettorale: l'Alitalia. Un caso che avvilisce, perché si parla di concludere una storia vergognosa di sprechi clientelari e di incapacità manageriale con due soluzioni entrambe umilianti. O la svendita a una compagnia straniera o l'intervento dello Stato, anche se coperto da ancora fantomatici imprenditori privati, che comunque si risolverà al solito modo: a spese dei contribuenti italiani. La società italiana, ingessata dal potere delle corporazioni, da mediocri compromessi su qualsiasi cambiamento si tenti di varare, avrebbe bisogno di una classe politica all'altezza di una grande impresa: quella di esercitare su di essa un vero choc riformistico. L'impressione, invece, è duplice: o i nostri leader sottovalutano la gravità della diagnosi, o sono consapevoli della loro incapacità ad applicare quelle terapie che potrebbero salvare il malato. Davvero Veltroni pensa che bastino le proposte finora avanzate, dall'aumento delle pensioni alla riduzione dei costi della politica, benché siano opportune, ad affrontare i nostri veri, grandi problemi? È tutto qui, quello che "si può fare"? Davvero Berlusconi pensa che basti riproporre il ricordo dei suoi ultimi cinque anni presidenziali, senza neanche la promessa-illusione di ridurre drasticamente le tasse, per far "rialzare l'Italia"? A questo punto, è legittimo il sospetto che il candidato del Pd punti a una onorevole sconfitta che gli eviti un troppo oneroso compito a Palazzo Chigi. Come è giustificato il dubbio avanzato anche da Stefano Folli sul Sole-24 ore di ieri, cioè quello di un Cavaliere sospeso tra la voglia di vincere e il desiderio di sottrarsi al dovere di governare. In Italia ci sono almeno tre emergenze, prioritarie e gravissime, che andrebbero risolte con misure drastiche, attuabili solo con un sostanziale accordo della classe politica, in qualsiasi modo si divida in Parlamento. La prima riguarda l'impossibilità, per i veti di minoranze onnipotenti, di varare opere indispensabili allo sviluppo del Paese e, quindi, al bene comune, come, per esempio, l'Alta velocità o i termovalorizzatori per i rifiuti. La paralisi decisionale del nostro Paese sta emarginando l'Italia dalle nazioni che contano sul piano internazionale, con le ben note conseguenze sulla competitività del sistema economico, sulle nostre esportazioni, sulle sorti del turismo. C'è poi la questione della criminalità organizzata. È chiaro che, senza l'apporto delle regioni del Sud, l'Italia non riesce più a stare al passo delle economie occidentali sviluppate. Mafia, 'ndrangheta e camorra, oltre al quotidiano bilancio tragico di morte e di ricatto sulle persone, drenano risorse tali da costituire un fardello ormai insopportabile per i conti dello Stato e per quelli delle imprese. La Confindustria siciliana ha avuto il coraggio di rifiutare la sottomissione alla legge criminale. Che cosa aspettano le forze politiche per proporre il varo di un piano straordinario di lotta alla criminalità organizzata? Di questo argomento, in campagna elettorale, abbiamo sentito solo flebili e marginali accenni. Resta, infine, la grande necessità di un rapido e deciso cambio di passo nella formazione delle nuove generazioni. Sulla scuola e sull'università italiane si sono abbattute, negli ultimi quindici anni, continue, devastanti riforme con un gravissimo effetto di confusione sugli obiettivi fondamentali e di sostanziale svilimento degli studi. Senza una classe dirigente all'altezza dei tempi, l'Italia è destinata a un più o meno lento scivolamento nella schiera dei Paesi di serie B. Anche qui, senza una grande intesa politica vinceranno sempre le corporazioni sindacal-burocratiche a spese degli utenti, con i risultati che constatiamo ogni giorno. Ci sono ancora quindici giorni per curare la "grande depressione" di questa campagna elettorale. Altrimenti, non ci si potrà sorprendere o, peggio, lamentare per l'arrivo di una "grande depressione" anche nell'affollamento alle urne.

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Prove d'intesa a destra Il candidato del Pdl: Francesco da me non avrà dispiaceri (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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Il primo fermo immagine ritrae Francesco Storace a ora di pranzo che esce da un call center, tempio del lavoro precario e moderna trincea di una battaglia elettorale che a Roma si combatte palazzo per palazzo. "Gianni Alemanno deve stare attento, perché è capace che al ballottaggio per il Campidoglio i nostri voti gli servono. A noi della Destra qui nel Lazio, però, servono molto i voti per il Senato. Allora, capisco che la desistenza non si può fare... Ma ci sono mille modi. Loro qui stanno facendo la campagna elettorale contro la Destra, invece che contro Veltroni. Cambino bersaglio, facciano meno incursioni contro di noi - tipo quella di candidare Ciarrapico - e al secondo turno del Campidoglio lo aiuto, o almeno se ne può parlare. In caso contrario, non si facciano illusioni: nemmeno sulla fiducia al governo nazionale. Ieri l'ho sentita Daniela Santanchè: mi ha detto che lei quella cosa che votiamo la fiducia a Berlusconi non l'ha mai detta, ed è stata fregata dai giornalisti. Quindi, Alemanno e compagni si regolino...". Il secondo fotogramma mostra il candidato sindaco del Popolo della libertà, Gianni Alemanno, in una pausa della sua frenetica campagna elettorale. E' metà pomeriggio, e su Roma piove. "Io non ho mai polemizzato con Francesco, anche perché Storace e la Destra mobilitano elettori contro il Pd. Niente aggressioni personali: però la conquista del premio di maggioranza al Senato, qui nel Lazio, per noi è vitale, perché ci giochiamo Palazzo Madama. Sono le condizioni a non permettere accordi... Però a Francesco - che mi deve ancora spiegare perché non sta con noi - una cosa la posso promettere: attacchi personali da parte mia non ne avrà. E magari, prima divisi e poi uniti, battiamo sia Veltroni che Rutelli...". E del resto solo una situazione da mors tua vita mea può aver prodotto uno dei "duelli" più fratricidi di questa campagna elettorale: "Gianni" contro "Francesco", cioè Alemanno contro Storace, dopo una vita assieme a destra, nel Msi, nella stessa corrente, fianco a fianco dalla quasi clandestinità politica fino al governo del Paese. Ed è solo una delle anomalie della micidiale campagna elettorale nel Lazio: dove la conquista del Campidoglio incrocia la Grande Battaglia per il Senato, e dove Rutelli deve vincere innovando l'idea di Roma senza sconfessare il suo predecessore, cioè Walter Veltroni. E il terzo clic fissa, appunto, l'immagine di Francesco Rutelli che visita la sede di una delle liste a lui collegate: i "Moderati per Roma". Ad attenderlo un pubblico elegante e tra i candidati Umberto Cicconi, fotografo personale di Bettino Craxi, l'ombra dell'ex premier, che per sostenere Rutelli ha ritirato la propria disponibilità a candidarsi con Boselli. Due parole, poi di nuovo in macchina. "Al momento il ballottaggio è possibile, ci sono 14 candidati sindaco e magari un vento nazionale in questo momento non proprio favorevole. I sondaggi dicono che manca poco perché io arrivi al cinquanta e vinca subito: quindi non so che senso abbiano i tentativi di accordo tra Alemanno e Storace. In più, potrebbe finire che sia il Lazio a decidere chi sarà maggioranza al Senato, ma è proprio qui che Storace o supera la soglia dell'8% o a Palazzo Madama non ci entra. Insomma, difficile contrattare scambi in una situazione così". L'auto avanza lenta nel traffico di Roma, città splendida con le strade sottosopra, cantieri ovunque, pulizia non sempre al massimo, sciami di homeless alla ricerca di tetto e cibo. "Guardi la finestra al sesto piano di quell'albergo lì", dice Rutelli indicando un hotel di lusso alla fine di via Veneto. "Sa cosa si vede affacciandosi da lì? Prima di tutto vecchi materassi e poveri barboni sul camminamento di Porta Pinciana. E le pare che si possano pagare 700 euro al giorno per un panorama così?". Naturalmente per Rutelli non è come per Veltroni, che ha tentato per quanto possibile di "coprire" il governo Prodi in campagna elettorale: però è impossibile, in una città dove tante cose non vanno, candidarsi a sindaco in totale continuità col predecessore. "Walter ha fatto cose straordinarie per Roma. Soprattutto è riuscito a tenere unita una città perennemente in bilico, dal fondo limaccioso, come diceva Maurizio Ferrara. Ma certo i problemi ci sono: sicurezza, rispetto delle leggi, traffico, pulizia... Io sarò un sindaco severo, non come a metà degli Anni 90. Chi rompe paga, chi sporca pulisce: che si tratti di autobus o di stazioni e muri... La musica deve cambiare". Il vicepremier è tutto calato nella guerra del Campidoglio, e non mostra nostalgie per la politica nazionale. Ma non vuol dire che non se ne interessi: "Veltroni ha fatto molto bene finora. Però adesso basta con la gentilezza: come diciamo a Roma, è venuta l'ora de mena'. Mi pare stia cominciando, speriamo continui, perché ce la possiamo fare. Certo, se la vicenda Alitalia riporta in primo piano Padoa-Schioppa e le liti tra i ministri, la vedo male. Già col "tesoretto" Tps ci aveva creato guai per mesi, se ora continua con Alitalia... Ma lui è così: i conti e basta. Ricordo che per ottenere il taglio dell'Ici quasi mi dovetti incatenare". Ma insomma, questo è il passato: il futuro è il Campidoglio, e l'impresa è vincere. Con una campagna coraggiosa ma anche prudente... Come direbbe il suo predecessore.

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Buttiglione dal vescovo Le imprese ai candidati "Un ponte con Genova" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

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POLITICA. IERI IL LEADER UDC IN CITTÀ Buttiglione dal vescovo Le imprese ai candidati "Un ponte con Genova" Via Faà di Bruno bloccata da centinaia di simpatizzanti ieri dinanzi alla sede dell'Udc per l'arrivo di Rocco Buttiglione, accolto dal segretario provinciale Giovanni Barosini che è candidato alla Camera-Piemonte 2. Il presidente dell'Unione di centro ha detto che il Piemonte ha bisogno "di un'altra giunta regionale che abbia una visione strategica del territorio che può divenire il perno del sistema logistico europeo, se si avrà il coraggio di realizzare la Tav invece di rinunciare di fronte a una violenza che non si può tollerare". E per Alitalia "rovinata prima dalle indecisioni del governo Berlusconi, poi dall'asta voluta da quello di Prodi, occorre sapere che si potrà fare un passo avanti solo dopo aver portato i libri in tribunale mentre è assurda la pantomina tra Silvio e Walter". Prima di lasciare la città ha avuto un incontro col vescovo Giuseppe Versaldi. In mattinata, il presidente dell'Api Giuseppe Garlando ha invece presentato a un gruppo di candidati quello che le piccole e medie imprese - 800 in provincia ma Api Alessandria con l'associazione Nord-Ovest è collegata con le consorelle di Asti, Piacenza e della Liguria - chiedono alla politica. Punti chiave: dalla detassazione degli utili reinvestiti e degli straordinari così come premi e incentivi, alla riforma della fiscalità (nel mirino l'Irap), degli studi di settore, delle strutture a sostegno della esportazione, poi il rafforzamento dei sistemi di ricerca facilitando la partecipazione delle Pmi ai programmi di ricerca e sviluppo. E, stabilito che lo sviluppo delle nostre zone è collegato alla logistica, occorrono le necessarie infrastrutture per il rapporto tra il porto di Genova e l'entroterra, in particolare il sistema logistico del basso Piemonte. Interessamento, con alcune riserve, è stato promesso da Franco Stradella (Pdl), Rossana Boldi (Lega nord), Mario Lovelli, Maura Leddi e Massimo Brina (Pd) e Marinella Vannini (La Destra). Fino all'11 aprile tour in provincia del Camper del Popolo della Libertà con a bordo i candidati. Per La Destra i candidati Aldo Rovito e Mauro Tasso saranno stamane a Cassine e Novi.\.

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Air France non fa sconti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)

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La compagnia francese conferma le sue condizioni per l'acquisto di Alitalia: 2.100 esuberi. Sindacati contrari ma disposti a trattare. Berlusconi continua il suo spot aereo-elettorale: "I francesi ci umiliano, se vinciamo noi niente vendita"PAGINA 3.

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<Expo, gli scandali non ci danneggiano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il presidente Roth: investire in opere che restano "Expo, gli scandali non ci danneggiano" Moratti e Formigoni: siamo ottimisti Letizia Moratti e Roberto Formigoni difendono la posizione di Milano nella corsa all'Expo: "Né il boicottaggio della mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le nostre chances per l'esposizione". ALLE PAGINE 6 e 7 Cremonesi, Giannattasio e Querzé.

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Unica certezza: no al fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)

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Air France presenta la sua proposta ultimativa: 2.120 esuberi, 37 aerei a terra, rilancio dal 2010. Sindacati inferociti, ma lunedì la trattativa "comincia sul serio". E sarà durissima, con la politica attenta a parlare solo di sé Francesco Piccioni Si discuterà, ci si incazzerà moltissimo, ma la trattativa si fa fino in fondo. Ogni esito è aperto, perché - come sintetizzava un lavoratore della manutenzione alla fine dell'assemblea di Fiumicino - "a oggi, resta solo Air France che può salvare Alitalia; ma a certe condizioni, salvaguardando fin dove possibile i posti di lavoro". Il "nuovo documento" promesso dai francesi alla fine è arrivato nella notte. E già nelle prime ore della mattinata i sindacati potevano esprimere il loro giudizio: "è uguale a quello vecchio". Anzi peggio, secondo l'Anpac - il sindacato "professionale" dei piloti - perché prevede qualche esubero in più delle attese, specie per loro. Otto sigle su nove (Cgil, Cisl, Uil, Sdl, Anpav, Up, Ugl, Avia) ripetono perciò il giudizio di "insufficienza" per le proposte di Air France. Ma ribadiscono anche la volontà di proseguire la trattativa, consapevoli come sono che l'alternativa è il fallimento della compagnia, il blocco delle attività e la volatilizzazione degli stipendi per 18.000 lavoratori. Solo risate quando qualcuno accenna alla possibilità di "cordate italiane"; alcuni sventolano la prima pagina del manifesto di ieri, con il titolo "Air Bufala" (letto alla romana) sopra la foto di Berlusconi. Gli unici a dichiararsi pronti a correre il rischio del fallimento sono proprio i piloti dell'Anpac ("per noi il piano Air France è un capitolo chiuso", spiegava il presidente, Fabio Berti). Ma anche loro, lunedì alle 14, saranno a Magliana per confrontarsi direttamente con Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Af-Klm. Tra i dire e il fare... Ci saranno anche i dipendenti, convocati per una manifestazione sotto gli uffici della palazzina. Lo stato d'animo oscilla tra la rabbia, lo scoramento, la presa d'atto. L'assemblea di Fiumicino ha mostrato una massa di persone che per anni sono state abituate e vedere "ristrutturazioni" in cui sparivano pezzi d'azienda; e in cui comunque quelli che restavano salvavano il posto. Oggi potrebbe toccare a chiunque. Gli interventi più rabbiosi ottengono applausi ("il sindacato confederale è stato favorevole alla divisione in due dell'azienda", ricorda un iscritto alla Cub), ma poi ognuno cerca di capire se c'è o no una via d'uscita. Un rappresentante dell'Sdl - l'ex Sult, sindacato di base degli assistenti di volo e non solo - centra il problema: "bisogna stare attenti al tentativo di dividere i lavoratori; non bisogna cadere nell'errore di credere che ci sia una parte garantita, che così non si mobilita con i sindacati, e una no; bisogna allargare il fronte della lotta, facendoci vedere compatti tra Fiumicino, Magliana, Napoli". I "garantiti" erano storicamente i piloti. L'Anpac può vantare decenni di presenza direttamente nei vari cda di Alitalia. E' vista - da molti di quelli che guadagnano poco - come "corresponsabile" dello sfascio, insieme al management. Ora si chiedono come mai questo "accanimento sulla categoria dei piloti che \ndr\] pagano più di tutti". Giorni fa era uscito su tutti i giornali il dato per cui, ad esempio la divisione Cargo, in perdita strutturale, ha in ruolo 135 piloti ma solo 5 aerei. "Grasso" da tagliare in abbondanza, per chiunque si affacci sui conti con l'animo del risanatore. Preoccupati - sul lato opposto - anche gli operai della manutenzione e quelli dell'handling (gestione bagagli), oggi in forza ad Az Service. Il piano prevede la loro reinternalizzazione in Alitalia propriamente detta, ma tramite un accordo tra la compagnia e Fintecna (società statale) che porterà alla creazione di due nuove società che dovranno tra l'altro gestire 500 esuberi da qui al 2010 e altrettanti nelle fasi successive (tra cigs e mobilità, per avviarli alla pensione). Un iter complesso, non facile da metabolizzare e, soprattutto, condividere. Il vero bersaglio polemico, per tutti, è il governo. Quello attuale - Tommaso Pada Schioppa in testa - per come ha gestito fin qui le procedure di vendita (portando in definitiva i lavoratori a ritrovarsi soli, all'ultimo minuto, davanti al "prendere o lasciare" posto dai francesi). E tutti quelli precedenti per aver lasciato marcire un'azienda "in attivo", di cui erano orgogliosi di far parte. Si va a trattare, dunque. Sotto ricatto, con la faccia scura e l'intenzione di limitare al massimo i danni. Il più grande sarebbe comunque il fallimento della compagnia ("blocco delle attività, aerei che restano a terra, lavoratori senza stipendio"), ha sintetizzato Guglielmo Epifani. Ma anche tutti gli altri protagonisti del confronto. Spinetta cerca di massimizzare il vantaggio che un governo debole e un management incapace (in questi giorni sembra quasi che abbia già abbandonato il campo) gli hanno regalato. Se ciò è vero, è possibile che il margine per trattare sia un poco più ampio di quello fissato nel" piano". Intanto il titolo precipita in borsa: finito l'effetto-aggiottaggio infilato speculativamente da Berlusconi con le fantasie su "cordate pronte", ieri è crollato del 35% (più meno quel che aveva guadagnato nei giorni scorsi). Intanto tutta la classe politica, evidentemente ancora poco soddisfatta dei danni che è riuscita a provocare alla compagnia di bandiera, non smette di "esternare" a raffica sulla vicenda. Impossibile dare conto della ridda di dichiarazioni contrastanti, che potremmo al massimo riassumere tra una destra in cera di voti per "la svendita di un asset nazionale" e un'ala "democratica" che inviata a non "strumentalizzare una tragedia a fini elettorali". Incommentabile ormai Berlusconi, che minaccia di far saltare anche l'eventuale accordo, visto che si sente già presidente del consiglio. Nella Sinistra arcobaleno ricompare a tratti anche la proposta della "nazionalizzazione" (Alitalia è a tutti gli effetti una società ancora statale al 49,9%). Ma nessuno riesce a non dare la sensazione di "parlare di Alitalia" per far parlare si sé; senza alcuna idea praticabile per uscire dall'imbuto.

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Un piano industriale, non chiacchiere in cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)

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L'opinione Un piano industriale, non chiacchiere in cordata Tommaso De Berlanga Un piano duro, per i lavoratori. Un piano che avrà un impatto negativo, sul breve termine, specie per l'indotto. Ma un piano con una visione globale dell'industria del trasporto aereo; nel mondo e nel nostro continente. E' del resto il minimo che si debba avere per muoversi e sopravvivere inquesto mondo. E' quello che non sono mai riusciti a produrre i vari manangement che negli ultimi 15 anni - con l'eccezione della gestione Cempella - hanno lentamente affossato un gioiello dell'industria italiana. Altamente redditivo, finché integralmente "pubblico". E' quello che non potrebbe essere prodotto da nessuna "cordata italiana" - nemmeno una, del tutto ipotetica, armata delle migliori intenzioni - perché la normativa "Open skies" che entra da stanotte in vigore ridurrà drasticamente il campo di gioco per chiunque si affacci solo ora, e senza alleanze, su questo mercato. Un'Alitalia fallita e ricostruita - ma da chi? - sarebbe costretta a partire da zero. Controcorrente. Il piano Air France-Klm poggia con razionalità su tre hub continentali (Amsterdam, Roma, Parigi), dovendo misurarsi "localmente" con la concorrenza di Lufthansa e alleati, con grandi prospettive a Est. Alla scelta di "prima fase" per Alitalia - l'inevitabile concentrazione sulle rotte "a maggiore profittabilità" - si affianca il supporto di un gruppo "leader sul mercato mondiale" e che ha quindi tutto l'interesse (privatistico perché è un'azienda quotata in borsa; "nazionale" perché lo stato francese non molla la sua quota di controllo) al "rilancio" di un vettore che ha il vantaggio di operare da sempre sul principale mercato turistico. La stessa disponibilità a investire nell'ammodernamento della flotta - con l'occhio alla riduzione dei consumi di carburante - sembra confermare che Air France intende comprare "per fare industria", non per guadagnare sullo "spezzatino". Può sembrare presuntuoso dare consigli a una compagnia vincente su un mercato difficile. Ma uno ci sentiamo di regalarlo: tra gli "esuberi" inserisca - al completo, senza eccezioni - tutto il management italiano. In modo da non ricevere, neppure per sbaglio, quei "suggerimenti" operativi che hanno fatto la sfortuna della compagnia, a lungo andare. In un piano molto francese e razionale, infatti, sembra essere stato inserito a forza un codicillo degno della peggiore furbizia italiota: "le organizzazioni sindacali si impegnano a modificare gli accordi collettivi relativi alla composizione degli equipaggi, degli spazi e dei tempi per il riposo a bordo del personale navigante". Materia, anche in Francia, di discussione in sede di rinnovo contrattuale. Ecco, di queste "contaminazioni suicide" sarebbe bene che Air France facesse a meno. Da subito, se non vuole incartarsi in "magheggi" che si sperano lontani dalla sua pratica di relazioni industriali.

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A mezzanotte si aprono i cieli Voli liberalizzati tra Europa e Usa (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Questa notte entra in vigore "Open skies": qualsiasi compagnia Ue potrà volare verso gli Stati uniti. Prezzi giù, ma anche più inquinamento Alla mezzanotte e un minuto scocca una nuova era per l'aviazione transatlantica, un'era di mercati aperti e di grandi opportunità, dicono da Bruxelles, ma anche un'era che l'Alitalia rischia seriamente di vivere da spettatrice passiva e perdente. A meno che non scelga Air France. Nella notte tra oggi e domani parte Open Skies, l'operazione Cieli aperti, l'accordo che lancia una prima liberalizzazione del traffico passeggeri e merci tra le due sponde dell'Atlantico. I benefici stimati sono impressionanti: nei prossimi 5 anni, assicura la Commissione europea, ci saranno 25 milioni di passeggeri in più, si creeranno 80 mila nuovi posti di lavoro ripartiti tra Ue ed Usa e i consumatori potranno risparmiare fino a 12 miliardi di euro. "Open Skies porterà maggiore concorrenza e voli più economici", afferma il commissario ai trasporti Jacques Barrot. Il tutto semplicemente permettendo a qualsiasi compagnia aerea della Ue di volare da tutti gli aeroporti comunitari verso un qualsiasi scalo statunitense. Fino a oggi solo le compagnie a stelle strisce potevano andare dove volevano, grazie a una serie di accordi bilaterali tra Washington e i 27 (a esclusione di Slovenia, Romania, Cipro e le Repubbliche baltiche) molto favorevoli alle aerolinee Usa. Al tempo stesso solo 4 vettori - British Airways, Virgin Atlantic, American Airlines e United Airlines - potevano sfruttare la rotta London Heatrow-New York, la più redditizia al mondo. "Questa è oggettivamente un'occasione persa per l'Alitalia, la compagnia arriva al momento cruciale in una situazione di incertezza, senza un piano, mentre le altre aerolinee hanno già sviluppato delle strategie", sottolinea Michele Cercone, portavoce di Barrot. L'unico modo per risollevare la china e sfruttare comunque Open Skies ha un nome, quello di Air France. "Con AirOne, Alitalia non andrebbe lontano - spiega Adrienne Héritiere, ricercatrice dell'Istituto Universitario Europeo di Firenze incaricata di presentare a maggio un rapporto su Open Skies alla Commissione europea - sono due compagnie che non hanno la struttura per competere nel mercato transoceanico. AirFrance-Klm offrono invece una base più solida economicamente e commercialmente". Dalla Commissione nessuno si può permettere di propendere per una cordata o per l'altra (sempre che appaia), ma anche a Bruxelles, dietro le quinte, si fa il medesimo ragionamento: se Alitalia vuole buttarsi sulla torta di Open Skies è meglio che scelga i francesi. E lo faccia in fretta: non solo per i suoi problemi di cassa, ma anche perché già sta ribollendo il mercato delle alleanze, delle fusioni e delle compravendite di aerolinee. Il business è tanto interessante che entro 3 o 4 anni anche Ryanair lancerà la sua filiale low cost transatlantica, portando, dice ancora la Commissione, alla reale "rottura dei prezzi". Open Skies mette fretta ad Alitalia e potrebbe anche fornire un cuscino a Malpensa. "L'accordo - afferma ancora Cercone - rappresenta un'occasione per gli aeroporti che hanno slot e che servono mercati ad alto interesse economico", in sostanza l'identikit dello scalo meneghino. "Indipendentemente dalla presenza di Alitalia e di AirFrance-Klm - dice Héritiere - l'aeroporto può vivere, con Open Skies è diventato molto appetibile, tanto che 40 compagnie hanno chiesto di comprare gli slot di Alitalia". Ma i cieli aperti non sono tutti benefici. L'incremento dei collegamenti (già da domani un 20% in più tra Londra e New York) farà crescere le emissioni. Per questo Usa e Ue stanno lavorando per ridurre i tempi di attesa in volo e per migliorare la qualità dei motori, ma i progressi dipenderanno in gran parte dall'impegno della prossima amministrazione statunitense.

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Moratti: <Malpensa e mozzarella non ci danneggeranno per l'Expo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-29 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Parigi Cauto ottimismo a due giorni dal verdetto. Lunedì arriva il premio Nobel Al Gore Moratti: "Malpensa e mozzarella non ci danneggeranno per l'Expo" Il sindaco e Formigoni: abbiamo riportato il Paese al centro del mondo Ieri sera la cena Food & Design organizzata da Cracco e dalla Triennale al Grand Arche della Defence DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - Prima la difesa. Né il boicottaggio della mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le chances di Milano per l'Expo. Poi l'attacco: "La Turchia chiede l'Expo per la Turchia, noi la chiediamo per tutti i Paesi del mondo". A due giorni dal voto Expo 2015 arriva il pepe della competizione. Letizia Moratti e Roberto Formigoni incontrano la stampa nel quartier generale di Casa Milano, l'Hotel Saint James di Parigi, sede degli infiniti incontri bilaterali del sindaco con i 154 delegati del Bie. E' il momento di fare il punto, in quella che con ogni probabilità sarà l'ultima conferenza stampa prima del voto. Guai a parlare di pronostici ("Ce li teniamo in tasca – dice Formigoni – ma è una tasca che accarezziamo "), ma l'ottimismo sembra di casa al Saint James. Piuttosto, meglio parlare di quello che è stato fatto al di là del risultato dell'Expo. Le conclusione le tira la Moratti: "Il primo grande risultato è che Milano, la Lombardia e l'Italia sono di nuovo al centro della scena mondiale ". E per sgomberare il campo da venticelli polemici ringrazia chi di dovere. I suoi ragazzi, la Regione, la Camera di Commercio, Assolombarda, le grandi imprese private. Manca qualcuno? Sicuramente, ma è solo un sapiente dosaggio della suspense: "C'è stato un grande lavoro di squadra compiuto in questi mesi dalle istituzioni locali con il governo nazionale. Esprimo un grande ringraziamento al presidente Prodi che si è impegnato in questi mesi senza risparmiare per portare avanti la candidatura della nostra città". A turbare il clima idilliaco la notizia che arriva proprio da Parigi: la Francia blocca la vendita della mozzarella di bufala campana (decisione rientrata dopo poche ore). Per chi come Milano ha scelto il tema del cibo non è un bel segnale. "Il nostro progetto è di tale portata – attacca la Moratti - che non è possibile ridurlo ad una problematica contingente come quella della crisi della mozzarella napoletana ". Stessa imperturbabilità per la vicenda Alitalia-Malpensa: "Se vinceremo l'Expo – attacca Formigoni - , Malpensa per il 2015 non sarà un problema perché a quella data sarà molto cresciuta rispetto ad ora". Chiosa la Moratti: "Malpensa non è percepita dai Paesi con cui in questi mesi abbiamo avuto rapporti, come un problema ". Poca cosa rispetto a quello che sta succedendo in Turchia con la corte costituzionale pronta a mettere sotto accusa il partito islamico moderato di maggioranza per attentato contro i principi laici dello Stato. Da gran signori, la Moratti e Formigoni preferiscono glissare. Ma non glissano invece sulla peculiarità dell'Expo milanese rispetto a quello di Smirne. Un Expo di tutti, aperto a tutti, con progetti messi a disposizione di tutti, know how, cooperazione, risorse per i paesi in via di sviluppo. Un Expo, come ama dire il sindaco, che dura sette anni. O per dirla alla Formigoni "un'idea vincente". Con impegni internazionali continui. Come il Festival dell'Ambiente che si terrà a Milano il 5 giugno in occasione della giornata mondiale dell'Ambiente, organizzato da Comune e Regione.Un tema su cui la Moratti punta molto. Tanto che lunedì a dare una mano a Milano ci sarà il premio Nobel per l'ambiente Al Gore, oltre a Jacques Attali. Ieri sera il penultimo impegno mondano della campagna milanese. La cena Food & Design organizzata da Cracco e dalla Triennale al Grand Arche della Defence. Con l'arrivo a sorpresa di Red Ronnie che ha portato Dolcenera, Pietra Montecorvino e un video inedito di Pavarotti che si conclude con il Nessun Dorma. Ma questo è pacifico, soprattutto per lo staff della Moratti: da qui al verdetto di lunedì saranno in pochi a chiudere occhio. Maurizio Giannattasio Sindaco Tensione della vigilia a Parigi per Letizia Moratti.

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La squadra di Spinetta, il tavolo dei nove (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso La squadra di Spinetta, il tavolo dei nove ROMA - C'è sempre una donna alla destra di Jean-Cyril Spinetta quando il manager francese, formatosi all'Ena, la scuola francese di pubblica amministrazione, siede al tavolo della trattativa. Anche questo fa parte di un rituale che i sindacati italiani, tutti più o meno affascinati dalla personalità di Spinetta, hanno imparato a conoscere. La squadra dei francesi è assortita e composta di nove tra i massimi dirigenti del gruppo. A parte c'è il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon che di solito però non apre bocca perché, secondo i sindacati, parla solo francese, mentre il negoziato si svolge in inglese (tradotto in cuffia per gli italiani). Centrale è il ruolo di Jean FranÇois Colin, capo del personale, sempre pronto a fornire al capo suggerimenti scribacchiati su un foglio. La controparte italiana gli ha dato un soprannome: James Cagney, per la somiglianza con l'attore americano che negli anni '30 ha interpretato spesso la parte del gangster. Al loro fianco c'è un italo-francese: Gilbert Rovetto, capo delle operazioni di volo. Anche lui si è guadagnato un nomignolo, "il dottore", per l'abitudine a farsi chiamare in questo modo, mettendo in evidenza la laurea acquisita, pur essendo comunque un ex comandante. I sindacati lo tengono d'occhio: Rovetto, che parla italiano, potrebbe essere inserito nei ruoli dirigenziali di Alitalia se l'operazione andasse in porto. Sono due invece le signore che si alternano al fianco di Spinetta: Florance Parly, responsabile delle Strategie, già segretario di Stato al Bilancio nel governo del socialista Lionel Jospin, e Marielle Hamon, che si occupa di Controllo. Completa la squadra nella sua formazione più ristretta, Bruno Matheu, direttore di Network e strategie. Compaiono all'occorrenza al tavolo anche Dominique Patry (Alleanze), Bernard Peiron (Integrazioni europee) e Pierre Rocheron (Relazioni internazionali). A. Bac. Dall'alto: Jean-FranÇois Colin (Risorse umane), Florence Parly (Strategie), Gilbert Rovetto (Operativo voli).

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Alitalia La vendita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia La vendita 148 Milioni di euro: sono entrati nelle casse di Alitalia ieri grazie alla cessione del 2% di Air France-Klm e a un credito d'imposta. Si aggiungono ai 180 milioni che risultano in cassa a fine febbraio.

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Calderoli: anch'io ho un imprenditore (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La Lega Calderoli: anch'io ho un imprenditore... ROMA - "Parlavo delle spalle, e di sicuro ce le hanno grosse. Solo che le agenzie di stampa m'hanno frainteso" assicura il senatore leghista Roberto Calderoli. "Però certo - aggiunge - una "s" fa poca differenza e questo imprenditore che mi ha detto di esser pronto a impegnarsi, ha pure quelle. E servono sa?". Per prendere Alitalia oggi ci vuole coraggio, ma ce ne vuole di più, secondo Calderoli, per sfidare un governo "che vede solo l'Air France". Peccato, "perché l'Alitalia agli imprenditori del Nord interessa, eccome. Questo gruppo, pronto a entrare nella cordata Berlusconi, pensa di fare un investimento, mica beneficenza. Ha ragione Bossi: gli imprenditori - aggiunge - non si avvicinano se non ci sono margini di profitto". Peccato che Bossi confessi "forti dubbi" sulla cordata padana. "Veramente Bossi si augura che ce la facciano e dice che solo Berlusconi può fare questo miracolo". Anche se, per il senatur, sarebbe meglio la Lufthansa. "Può darsi. Hanno ritenuto troppo rischioso l'investimento. Però - aggiunge subito Calderoli - allora si parlava di un grosso sforzo". Mentre oggi Alitalia si compra con due lire. "Meno. Spendono 138 milioni di euro e ne incassano 370. La terra a Fiumicino ne vale 300, il 2% di Air France-Klm posseduto da Alitalia ne vale 70. Il conto è fatto". Aerei e rotte omaggio. Va bene che le azioni Air France le hanno vendute ieri, ma sempre "meglio la cordata italiana. E attenzione" conclude Calderoli "la cosa non esclude affatto la Lufthansa". M. Sen. Roberto Calderoli.

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Esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Esuberi Il piano presentato da Jean-Cyril Spinetta per Alitalia prevede un totale di esuberi per 2.120 addetti Piloti I tagli previsti sono 507 di cui 213 uscite nel 2010, 117 pensionabili dal 2011 al 2014 e 177 da cassintegrare e poi ricollocare Assistenti di volo Gli esuberi sono 594, tutti con uscita previdenziale tra il 2010 e il 2014 Personale di terra I tagli sono 398, 250 dei quali raggiungeranno l'età del ritiro nei prossimi 7 anni e 148 da riqualificare All'estero Sono previsti 121 esuberi Az Servizi I tagli previsti sono 500 di cui 280 pensionabili tra il 2010 e il 2014.

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Berlusconi: dirò no ad Air France, dopo il voto appello per la cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: dirò no ad Air France, dopo il voto appello per la cordata I sindacati respingono il piano esuberi: ma avanti con la trattativa Jean-Cyril Spinetta: "Non posso andare oltre senza mettere in discussione il fondamento della proposta" ROMA - I sindacati di Alitalia bocciano senza mezzi termini la proposta di accordo-quadro di Air France-Klm, ma tutti e nove dicono "sì" alla trattativa che partirà lunedì pomeriggio. Segno che ritengono di avere margini per trattare, o almeno ci sperano. La prospettiva non è rosea, visto che nella lettera di accompagnamento al documento "altamente confidenziale " inviata via email, il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, ha specificato: "Non posso andare oltre (le proposte fatte nell'ultima riunione, ndr) senza rimettere in discussione le fondamenta stesse del mio progetto". A agevolare il confronto ci ha pensato l'amministratore delegato, Maurizio Prato, che ieri ha riunito il cda per valutare "un eventuale contenuto slittamento del termine del 31 marzo, qualora si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le parti sociali". Un esame che ha tenuto conto di due novità: il pagamento a Alitalia entro lunedì prossimo di un credito d'imposta Irpeg per 69 milioni e l'incasso, pari a 79 milioni, della vendita, avvenuta ieri, della quota del 2% di Air France-Klm. Il consiglio ha così deciso di "attendere l'esito del confronto prima di assumere determinazioni" sulle prospettive della società. I 148 milioni piovuti nelle casse della compagnia vanno a incrementare i 180 milioni che c'erano al 29 febbraio, quando l'indebitamento ammontava a 1.368 milioni (+6,9%). Dati comunicati ieri dalla compagnia alla Consob, in una giornata in cui il titolo ha perso il 37%. Intanto Silvio Berlusconi ha rilanciato definendo "irricevibili e offensive le condizioni poste da Air France. "Il nostro governo - ha detto - non vorrà concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 aprile e quando saremo al governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani". Prima di fare emergere la cordata però, "occorre che si chiuda negativamente la trattativa con Air France, come io immagino e spero". Da Intesa-Sanpaolo, partner di AirOne, ieri è giunto però un segnale negativo: "Noi non ci siamo - ha detto il presidente del consiglio di Gestione, Enrico Salza - Non è cambiato nulla". Dal documento inviato dai francesi emergono 2.120 esuberi. Le novità riguardano i servizi: 1.881 lavoratori dell'handling rientreranno in una nuova società; una seconda società al 100% di Alitalia riaccoglierà 1.810 lavoratori della manutenzione. Quanto al volo, tutto il personale Az Express sarà trasferito a Milano Malpensa. Ieri si sono tenute assemblee dei lavoratori di terra che da lunedì metteranno a ferro e fuoco la sede della Magliana. Antonella Baccaro La cassa Cessione lampo della quota Air France e credito d'imposta: in cassa arrivano 148 milioni \\ Il progetto non esclude affatto i tedeschi di Lufthansa. Bossi si augura che ci si riesca e dice che solo il Cavaliere può fare questo miracolo Jean-Cyril Spinetta, presidente Air France-Klm.

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LA PIGRIZIA SINDACALE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE IL FUTURO DI CGIL-CISL-UIL LA PIGRIZIA SINDACALE L e imprese, le banche e la politica. Con tempi e modalità differenti tra loro, tutte e tre hanno avviato una profonda riorganizzazione della propria offerta. Le aziende per saltare i rischi dell'euro forte e restare competitive nel mercato globale, le banche per creare la massa critica necessaria a reggere l'urto della concorrenza straniera e, infine, la politica per ridurre la frammentazione e proporsi all'utenza con nuovo piglio. Chi invece non ha sentito e non sente la necessità di riorganizzare proposta e modus operandi è il sindacato. Cgil, Cisl e Uil appaiono malinconicamente fedeli ai propri riti e non riescono a comunicare nemmeno con chi considera ancora decisiva la rappresentanza del lavoro nelle moderne società poliarchiche. Il risultato è un patetico gridare al lupo, i leader sindacali sono costretti ad alzare i toni per farsi ascoltare ma per questa via creano ulteriori condizioni di distacco con l'opinione pubblica che finisce per identificarli come forze della conservazione. In più di un'occasione la capacità di autocritica si sarebbe rivelata, invece, uno strumento molto efficace di dialogo e creazione di consenso. Il caso Alitalia lo dimostra: i capi sindacali grandi e piccoli hanno usato con troppa parsimonia la loro conoscenza degli avvenimenti e hanno preferito indulgere nell'elenco dei peccati altrui, senza mai inserire una nota a margine sui propri. Tutto ciò non induce all'ottimismo alla vigilia del voto e in prossimità dell'inizio di una stagione politica, se non nuova, almeno differente. E' facile pensare che assisteremo alla replica di vecchi copioni. La Cisl potrà coltivare l'idea di primeggiare ricercando la partnership di un nuovo governo di centrodestra, la Cgil si acconcerà all'ennesima traversata di un deserto che a quel punto diverrebbe il suo quartier generale permanente. Ciò che continuerà a mancare sarà il varo di un'offerta sindacale di nuovo conio, dotata di un'autonoma piattaforma rivendicativa e di una originale visione del moderno. E' vero che alcuni tra i più quotati segretari confederali si sono candidati nelle liste del Pd ma la vox populi attribuisce questa scelta più al perfezionamento di legittimi percorsi di carriera che a uno schietto confronto di culture politiche tra la dirigenza di Cgil-Cisl- Uil e la discontinuità veltroniana. A far apparire ancora più statica e pigra l'evoluzione dell'offerta sindacale è lo stesso mutamento della domanda. Attenzione a pensare che la società italiana per quanto bloccata non faccia registrare salti di orientamento, alcuni dei quali possono avere effetti sulla politica anche a breve. Come testimoniano le ricerche demoscopiche più attente e le cronache dai luoghi di culto della tradizione sindacale (Mirafiori), tra il centrodestra e le tute blu si è aperto un nuovo canale di comunicazione. Ci si iscrive al sindacato per i servizi e la dichiarazione dei redditi ma cresce nel frattempo il consenso verso i partiti moderati (parole di Giorgio Airaudo, Fiom di Torino), vuoi per la capacità di questi ultimi di sviluppare una cultura del territorio vuoi per i riflessi di un populismo fai-da-te che accomuna destra protezionista e sinistra radicale. Il rosso non è più il colore della passione operaia perché appare antico e svogliato, sa di muffa. CONTINUA A PAGINA 44.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di ... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di MARIA LUISA AGNESE Noi e i francesi Da Mazarino a Carlà Odi e amori L a Francia che dichiara guerra alle italiche mozzarelle, anche se poi si pente e in qualche modo smentisce l'embargo. L'Air France che vuole conquistare l'Alitalia. CONTINUA A PAGINA 3.

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Berlusconi: fermerò Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere all'attacco: ci offendono, se vado al governo non vendo a loro Berlusconi: fermerò Air France Il piano della compagnia per Alitalia: 2.100 esuberi ROMA - "Offensiva" per Berlusconi la proposta Air France per Alitalia: "Se governerò, dirò no". A PAGINA 5 Baccaro.

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Rutelli punta al 51 per cento Difende Fiumicino, attacca Bossi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Pd Con Emma Bonino l'accordo con i radicali e presenta l'ultimo sondaggio di Piepoli Rutelli punta al 51 per cento Difende Fiumicino, attacca Bossi "La mia nuova stagione da sindaco, se sarò eletto, sarà nuova perchè sarò molto più severo: sarò un sindaco tosto". A Unomattina Francesco Rutelli sorride: è, questo venerdì, giorno nel quale Piepoli conferma dati positivi dei sondaggi, con l'approdo alla soglia del cinquanta per cento al primo turno, è giorno nel quale viene presentata l'alleanza coi Radicali "Roma è città libera" - nel quale si può ipotizzare di foderare il Gazometro col fotovoltaico per ottenere energia pulita e risparmiare, e si può anche, in questo venerdì, spedire frecciate neanche troppo velate a Bossi, che poi, inevitabilmente, finiscono per colpire Alemanno. "Roma deve diventare una città più moderna che guarda al futuro e che vede nella tecnologia uno strumento per migliorare la vita quotidiana. Intendo realizzare lungo i muraglioni del Tevere dei grandi pannelli fotovoltaici". Ed è a questo punto che Rutelli annuncia di voler "foderare il gazometro con la pellicola del fotovoltaico. Perché può permettere di dare l'energia che serve per l'intero sistema del Comune di Roma, del Campidoglio". Capitolo a parte meritano la questione Alitalia e, ovviamente, Umberto Bossi: "Lui può parlare di tutto, ma oltre che sparare ogni giorno contro Roma gli consiglierei di verificare tutti gli errori fatti dalla destra su Alitalia e contro Malpensa". Perentoria la difesa di Fiumicino: "Sulla questione Alitalia vanno garantiti gli interessi del Paese. Penso a Fiumicino e a Malpensa, che è piattaforma importante; al trasporto cargo e al settore della manutenzione rispetto al quale Fiumicino deve rimanere centro fondamentale anche a livello Mediterraneo, dove possano venire compagnie aeree da molte parti del mondo". Dopo la tv, Rutelli presenta l'accordo coi Radicali: "So che abbiamo avuto divergenze. Non è un mistero soprattutto rispetto a una preoccupazione che giudico eccessiva sul pericolo di un'invadenza clericale. Roma è una città libera e voi siete parte di questa libertà e la eserciterete: i radicali fanno parte della storia di Roma". Foto con Emma Bonino sorridente e poi via a leggere i risultati del sondaggio diffuso da Nicola Piepoli. "Secondo i nostri studi il candidato del centrosinistra Francesco Rutelli - dice lo stesso Piepoli - è a un pelo dal vincere al primo turno la corsa per la carica di sindaco di Roma. Rispetto alle rilevazioni delle scorse settimane, la tendenza è rimasta sostanzialmente inalterata, con Rutelli che per un soffio non riuscirebbe a vincere già al primo turno. Ad oggi si può dire che c'è il 50 per cento di probabilità che Francesco Rutelli vinca al primo turno". Se sarà eletto, Rutelli promette "ossessione " per le "cose apparentemente piccole" e in particolare per "la sicurezza e il rispetto delle regole" da affrontare con una "una cura ossessiva che è fatta di riorganizzazione. Se sarò eletto continuerò ad andare in strada a verificare le segnalazioni dei cittadini, lo farò quotidianamente ". La sua speranza, è di cominciare il 15 aprile. Al. Cap. Presente ieri sera all'asta per finanziare il comitato Rutelli anche Paolo Cuccia In fiore, dell'artista Lithian Ricci, è stata battuta da Rutelli per seimila euro Tra i presenti anche personaggi del mondo dello spettacolo come Simona Marchini Banditore "ll nuovo sindaco di Roma inviterà il Dalai Lama". Così il candidato sindaco del Pd, Francesco Rutelli ( a destra, all'asta per finanziare la campagna elettorale, foto Jpeg). Il candidato del centrodestra Alemanno ( nell'altra foto) ha iniziato il monitoraggio dell'aria di Roma.

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Indici piatti, rally di Lottomatica (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-29 num: - pag: 40 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Indici piatti, rally di Lottomatica Mibtel in progresso dello 0,06% e S&P-Mib dello 0,09%: la settimana a Piazza Affari si chiude praticamente senza variazioni. Ma c'è chi si stacca nettamente dalla media. A partire da Alitalia (che si appresta a lasciare l'S&P-Mib: da lunedì sarà sostituito da Geox): il titolo non è riuscito a fare prezzo in apertura, poi ha subìto ripetute sospensioni per eccesso di ribasso e infine ha segnato in chiusura un crollo del prezzo di riferimento pari al 37,19%. Sempre nell'ambito dei segni negativi spicca poi il calo di A2A (-2,88%), superiore al recupero della vigilia. Il mercato ha ritenuto in questo caso non soddisfacenti i conti di fine anno e le prospettive del piano industriale presentato giovedì. Di natura tecnica, invece, i ribassi di Telecom Italia (-2,15%) e Impregilo (-2,03%): entrambi i titoli, reduci da rialzi, hanno subìto l'impatto delle vendite di beneficio. La lista dei titoli migliori dell'S&P-Mib si apre invece con Lottomatica, il cui prezzo di riferimento è rimbalzato del 6,9%. Diverse le spiegazioni degli operatori: dalle ricoperture all'ipotesi di una possibile riapertura della gara per l'assegnazione delle Lotterie della Pennsylvania, alla quale è interessata la controllata statunitense GTech. L'attesa per i conti di fine anno e il giudizio positivo di Dresdner Kleinwort hanno inoltre messo le ali al Banco Popolare (+4,68% dopo alcune sospensioni al rialzo). Significativi, infine, i progressi di Fiat (+3,42%) e Fastweb (+3,15%), mentre fra i titoli minori spiccano i rialzi a due cifre di Snia (+23,73%), Omnia Network (+18,97%), Class Editori (+13,58%), Cdc (+10,85%) e il recupero di Poltrona Frau (+6,64%) dopo gli ottimi risultati di bilancio. Banco Popolare Corre sull'attesa dei conti e grazie al giudizio positivo di Dresdner Kleinwort.

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E Casini lodò Umberto: solo lui capisce (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Sette giorni Il capo della Lega e gli scenari del dopo 14 aprile E Casini lodò Umberto: solo lui capisce SEGUE DALLA PRIMA Bossi ha inviato un segnale a Casini, prospettando "un nuovo accordo e un nuovo rapporto" con l'Udc in caso di pareggio. Quel segnale il leader dei centristi l'ha ricevuto, e riconosce al Senatùr di essere "un vero animale politico, uno che ha testa, uno che si dimostra più furbo di Fini, e che ha capito l'errore commesso da Berlusconi ". Oltre non può né vuole andare, "farei harakiri se solo ipotizzassi un ritorno all'alleanza con il Cavaliere". D'altronde, all'indomani del divorzio, nessuno gli dava credito, nessuno scommetteva sulla sua sopravvivenza. Oggi invece il suo posizionamento al centro è redditizio, perché - nonostante l'emorragia di dirigenti passati nel Pdl - i sondaggi gli attestano numeri lusinghieri, e da alcuni studi emerge un ricambio di elettori per il suo partito, misurato "tra il 20 e il 30%": "è la prova di come stiamo drenando al Pd quei voti che un tempo erano della Margherita". Ecco perché Casini fa mostra di scartare l'opzione bossiana, e per allontanare da sé ogni sospetto, ha in programma di attaccare "a testa bassa quel furbacchione di Umberto". Però con i fedelissimi ha analizzato la sortita del leader leghista: "Dà l'idea che anche lui colga i limiti dell'operazione Pdl". è in prospettiva che quel messaggio va interpretato. E se davvero le urne consegnassero un pareggio, Bossi e Casini avrebbero interessi convergenti: entrambi sono contro l'inciucio tra Berlusconi e Veltroni, entrambi ritengono che l'inciucio non ci sarà, ed entrambi vorrebbero capitalizzare la loro forza. A partire dalle riforme, visto che il Senatùr vorrà vigilare dalla poltrona del ministero, e visto che il segretario dell'Udc Cesa continua a sottolineare "l'asse di ferro stretto con la Lega per una legge elettorale proporzionale". Si vedrà. Per i centristi dipenderà dall'esito del voto, da come il voto si tramuterà in seggi, dai seggi che eventualmente riusciranno a conquistare al Senato... "è un investimento sul futuro", spiega Casini, che aspetta di conoscere il responso delle urne per capire "se il Pd è un partito davvero solido o se è a rischio smottamento dopo le elezioni, magari per un brutto risultato ". Insomma, al momento sono troppe le variabili, ed è impossibile poterle calcolare tutte. Ma ieri l'ex presidente della Camera ha di fatto risposto al segnale di Bossi: la proposta di un "governo dei migliori" per la prossima legislatura, era un segnale criptato, un modo per dire che in caso di pareggio si potrebbe arrivare a un'intesa, ma senza il Cavaliere a palazzo Chigi. "Piuttosto Gianni Letta ". Ognuno in questa fase marca il proprio territorio e manda messaggi per posizionarsi. Il fatto che Bossi abbia aperto all'Udc non è questione di poco conto, "è un atteggiamento molto serio e consapevole ", commenta Cesa: "è il realismo politico di chi conosce i dati". I dati raccontano che la partita di palazzo Madama è tutt'ora aperta, "e credo - prosegue Casini - che anche Berlusconi abbia capito il grosso errore compiuto con noi. Quando si appella al voto disgiunto e chiede ai nostri elettori di votare per lui al Senato, dà una dimostrazione di debolezza". Lo aveva previsto Bossi, che ai tempi della rottura chiamò il leader centrista esortandolo a non fare "una stupidaggine": "è una stupidaggine, Pier". "Non parlare con me, rivolgiti a qualcun altro". E il Senatùr lo fece: "Saranno pure i soliti democristianoni, Silvio, ma sono sempre restati nel centrodestra. E con loro si vince facile". In quei giorni le provò tutte. Cesa ricorda "le telefonate di Calderoli, che da Bossi aveva ricevuto il mandato di trovare assolutamente una soluzione, un compromesso". Niente da fare. " Primum vivere ", divenne il motto di Casini, che lo sussurrò all'orecchio di un dirigente del Pd: "L'importante è arrivare in Parlamento, e noi ci arriveremo. Poi cambierà tutto". Qualcosa sta già cambiando, e il segnale di Bossi rivela anche una fase di forte attrito con il Cavaliere. Il capo leghista chiede garanzie, vuole anzitempo prenotare i posti nel governo. Una marcatura così asfissiante che nei giorni scorsi Berlusconi è andato in escandescenze. Ma finché "Silvio " non cederà, "l'Umberto" gli farà il controcanto: su Alitalia, sul duello tv, e anche su Casini... Francesco Verderami.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-29 num: - pag: 50 autore: di MASSI... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-29 num: - pag: 50 autore: di MASSIMO MUCCHETTI categoria: ALTRI OGGETTI La sfida dello Stato azionista I l centenario di Fincantieri offre un tonico allo Stato imprenditore prostrato dal tracollo di Alitalia. Nel trasporto aereo, perderemo la compagnia di bandiera, senza vedere al suo posto un vettore privato di rilievo internazionale. Nella cantieristica, invece, il colosso pubblico è primo al mondo, e dietro crescono i produttori privati di superyacht. Ma nel suo nuovo secolo Fincantieri dovrà cambiare. Il settore si va concentrando. I coreani sono entrati nel rivale norvegese Aker Yard, che potrebbe ancora diventare preda di Fincantieri se questa potesse attingere al mercato dei capitali. Ma per vincere la nuova scommessa lo Stato deve trasformarsi da imprenditore in azionista, che sa diluire la propria partecipazione sull'altare dello sviluppo.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-29 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Mozzarelle, sì dell'Ue La Ue ha dato il via libera all'importazione di mozzarelle italiane nei Paesi dell'Unione: l'Italia sta facendo controlli adeguati. E anche la Francia riapre le frontiere. Alitalia, proposta francese Nuova proposta di Air France-Klm per Alitalia: confermati i 2.100 esuberi. Spinetta: non posso fare di più. Berlusconi: con me al governo, niente Air France. De Gennaro e il G8 Richiesta di rinvio a giudizio per l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro nell'ambito dell'inchiesta Diaz per i fatti del G8 di Genova nel 2001. E' accusato di istigazione alla falsa testimonianza. Focus Il crollo della Bear Stearns Ricostruita la notte che ha sconvolto il capitalismo, tra il 13 e il 14 marzo, con il crollo e il salvataggio della banca d'investimenti Usa Bear Stearns da parte della JpMorgan. Con l'aiuto della Fed. Politica Bossi: Silvio duelli con Walter Silvio Berlusconi "non dovrebbe rifiutare il confronto televisivo con Veltroni, perché in un faccia a faccia vincerebbe a mani basse", dice al Corriere Umberto Bossi. Esteri Cuba, da RaÚl sì ai cellulari Ancora una mossa liberalizzatrice di RaÚl Castro a Cuba. Il nuovo presidente, successore del fratello Fidel, ha autorizzato i cubani a possedere telefoni cellulari. Cronache Morto il ciclista Fois L'ex ciclista Valentino Fois, 34 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione in provincia di Bergamo. L'ex corridore, per un certo tempo gregario di Marco Pantani, era stato coinvolto in passato in un'inchiesta sul doping. Nuoro, uccisa dall'asfissia * Con "Style Magazine" e 3,50; con "Corriere Enigmistica" e 2,80; con "Foto:box" e 8,40; con "Storie della Bibbia" e 9,40; con "La grande dinastia dei Paperi" e 9,40; con "Geronimo Stilton English!" e 10,40; con "L'Europeo" e 9,40; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 14,40; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 11,49; con "Gli itinerari di Dove" e 9,49; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 14,40; con "Il Diritto" e 16,40; con "Storia della civiltà europea" e 14,40. Dina Dore, la donna di 37 anni trovata nel bagagliaio della sua auto a Gavoi, forse dopo un tentativo di sequestro, è morta per asfissia provocata dal nastro adesivo con cui era stata imbavagliata. E spunta un testimone: ha visto un uomo con un passamontagna allontanarsi dalla casa del delitto. Scienze Le nuove batterie Saranno ad acqua, zucchero o metanolo le batterie del futuro che alimenteranno pc portatili, telefoni cellulari e lettori digitali. Attualmente in collaudo, se funzioneranno dureranno di più rispettando l'ambiente. Economia Crisi, ecco il piano Draghi Vertice in Bankitalia del Financial Stability Forum presieduto dal Governatore Draghi: oggi le direttive per ridare fiducia e stabilità ai mercati scossi dalla crisi dei mutui. Cultura La Madonna del cardellino Sta per finire il restauro della Madonna del cardellino di Raffaello, che manca dagli Uffizi da oltre 10 anni. Ma il quadro potrebbe subito partire per Roma per un'esposizione al Quirinale. E Firenze è in allarme. Spettacoli Il cavaliere oscuro Uscirà in Usa il 18 luglio e in Italia cinque giorni dopo Il cavaliere oscuro, il film di Christopher Nolan che rivisita il mito di Batman e soprattutto del suo arcinemico, Joker, interpretato da Heath Ledger, che personifica il male assoluto. Sport Scontro Spalletti-Rossi Scontro tra l'allenatore della Lazio Delio Rossi e quello della Roma Luciano Spalletti. I biancocelesti ospitano l'Inter, inseguita dai giallorossi. Sospetti e veleni.

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SALVATAGGI STATALI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-29 num: - pag: 45 categoria: BREVI SALVATAGGI STATALI L'utilità Caro Romano, nel 1984 fui alle dipendenze di un gruppo industriale sull'orlo del fallimento con circa 25.000 dipendenti. Si parlò di cordate di imprenditori italiani, mai emerse, per il possibile salvataggio. I politici locali erano troppo deboli. Sicuramente se l'azienda fosse stata di Roma, la situazione sarebbe stata diversa. I sindacati del posto fecero quello che poterono. Allora comparve un gruppo estero che lo acquisì a un prezzo irrisorio. Chiese una moratoria ai fornitori, ridusse i dipendenti di alcune migliaia e in pochi anni l'azienda pagò i debiti e passò in attivo. Il nuovo amministratore delegato fece presente a dirigenti e a quadri che la conta del personale non doveva partire da 25.000, ma da zero, poiché l'azienda sarebbe fallita senza l'intervento dello straniero. Tutta l'operazione non costò niente allo Stato. Pagarono i dipendenti licenziati, che in parte furono nel tempo assorbiti da altre aziende locali. Alitalia invece oltre a essere mal gestita, ha al suo interno 9 sindacati corresponsabili del disastro, mentre nel caso che riferisco, i sindacati non furono colpevoli. Per fortuna siamo in Europa e lo Stato non può elargire altro denaro pubblico, come troppe volte ha fatto in passato. Gianni Lorenzon giannilorenzon@yahoo.it Il caso di Alitalia è certamente più complesso di quello dell'azienda in cui lei ha lavorato. Ma la sua esperienza dovrebbe spingere a qualche riflessione i sindacati di Alitalia e coloro che ancora credono nell'utilità dei salvataggi statali, più o meno larvati. CASI DI OMONIMIA Gli inconvenienti Caro Romano, portando un nome assai diffuso inciampo ogni tanto in qualche caso di omonimia. A Beirut, durante la guerra civile, il mio cognome mi ha aiutato, perché le vetture di Maranello le conoscevano tutti. Però, avendo una certa visibilità come giornalista del Corriere da quasi 35 anni, ho letto con sorpresa il 21 marzo, a proposito dei conti italiani a Vaduz, che "c'è un Antonio Ferrari che ha depositato 7,3 milioni di euro". Ci sarebbe da ridere, magari scivolando goliardicamente in un "magari fossi io!". Tuttavia, la sola idea che qualche lettore possa equivocare e porsi la domanda mi ha spinto a scriverle per dire che Vaduz sarà pure una località esotica, ma i suoi conti bancari non rientrano nella mia filosofia di vita. Antonio Ferrari aferrari@corriere.it Sono i guai delle omonimie. Quando chiesi il passaporto per il mio primo viaggio all'estero nel 1948, la Questura mi rispose che esisteva a mio carico un procedimento per rapina a mano armata. Dovetti andare a Palazzo di Giustizia dove il giudice istruttore, dopo avere controllato i dati anagrafici, mi mandò assolto. E io partii felicemente per Parigi. IN CAMPANIA Monitoraggio diossina Come cittadino della Regione Campania chiedo che venga avviata una campagna di monitoraggio della presenza di diossina nel sangue dei residenti. Ovviamente su base volontaria. Come mai i politici così preoccupati a promettere mari e monti non ne stanno parlando? Forse è un argomento scomodo? Vincenzo Melodia Portici (Na) FAMILIARI DI IMMIGRATI L'assegno sociale Una recente disposizione dell'Inps permette anche ai familiari degli immigrati stranieri che lavorano in Italia di percepire l'assegno sociale, che corrisponde a circa 550 euro mensili. Questa gente, senza avere mai versato un soldo di contributi, prende una pensione ben più alta di quella che percepirò io nel 2035 con 33 anni di contributi, visto che lo stesso Istituto Previdenziale stima un assegno pari al 35% dell'ultimo stipendio per coloro che si porranno a riposo dal 2030! Stefano Vizioli ste_viz@yahoo.it SPOT IN TV Volume troppo alto La molesta pratica da parte delle emittenti televisive di alzare il volume al momento della messa in onda degli spot meriterebbe di venire punita da parte dei telespettatori con il boicottaggio dei prodotti pubblicizzati. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi) NELLA SCUOLA Il successo formativo In attesa che le forze politiche in campagna elettorale affrontino i temi della scuola da insegnante avanzo una proposta semplice e concreta, che va alle origini dell'ignoranza in cui si dibattono i nostri studenti: si bandisca lo slogan rovinoso del "diritto al successo formativo", che ha l'unico effetto di deresponsabilizzare studenti e famiglie, facendo credere che lo studio e l'impegno non servano e alimentando aspettative illusorie. Sarebbe un grande passo nella direzione giusta. Sergio Rossetti sergio.rossetti.65@alice.it AL TELEFONO Offerte indesiderate Come può difendersi il cittadino dalla insistenza dei call center che in tutte le ore del giorno, anche durante il pranzo e la cena, tormentano (purtroppo è questo il termine da usare) con l'offerta di servizi telefonici non richiesti e vantaggiose offerte di prodotti alimentari, soprattutto cassette di vini? Giuseppe Quatriglio Palermo IN VACANZA A LOANO Fare la spesa Sono stata in vacanza a Loano (Liguria) durante le feste pasquali: la prossima volta andrò con la spesa già fatta a Milano. Angela Bozzani angela.bozzani@ karmadisplay.com ITALIA E GIAPPONE Prezzi a confronto Rientrato da un viaggio in Giappone, ho acquistato una bottiglia di Fanta in plastica all'areoporto Kansai di Osaka per 150 yen, il corrispettivo di circa 1 e al cambio attuale. 12 ore più tardi a Malpensa, la stessa Fanta uguale confezione e volume, iper la somma di 2,70 e. Geograficamente siamo indietro di 8 ore, ma i nostri prezzi sono quasi tre volte avanti. Domenico Piccolboni Napoli.

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Sea rilancia: cargo full time (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Piano anti-crisi Sea rilancia: cargo full time MALPENSA - A poche ore dalla smobilitazione annunciata da Alitalia (180 voli in meno al giorno), Malpensa prova a reagire alla crisi che la accompagnerà almeno per un paio d'anni. Ieri Sea ha annunciato che dal primo aprile l'attività doganale nella Cargo City dello scalo sarà garantita 24 ore al giorno per 7 giorni. In pratica le merci potranno passare in ogni istante tutte le operazioni doganali. "Malpensa è il primo scalo italiano a offrire questo servizio - dice la società di gestione dell'aeroporto - fornendo un'operatività che oggi vantano solo Francoforte, Parigi, Amsterdam, Monaco e Vienna". Dal mese prossimo altre due compagnie cargo (China Cargo e Jett Singapore) cominceranno a volare su Malpensa. Nel settore passeggeri, invece, Meridiana ed Eurofly inaugureranno a maggio voli da Malpensa per Dakar, Kiev e per il Cairo.

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In Tribunale la roulette dei precari (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Busto Arsizio Con la crisi Alitalia aumentano i lavoratori che tentano di ottenere il contratto a tempo indeterminato In Tribunale la roulette dei precari Malpensa, le cause degli stagionali. Due giudici del lavoro, sentenze spesso opposte La Sea annuncia nuovi "tagli": a casa 400 dipendenti stagionali. Altri 300 andranno in pensione anticipata DAL NOSTRO INVIATO BUSTO ARSIZIO - La roulette dei precari di Malpensa si gioca al secondo piano del palazzo di giustizia di Busto Arsizio, negli uffici della sezione lavoro. Qui da mesi stanno approdando cause avviate da "stagionali " dell'aeroporto che, visto il vento di crisi e vista l'impossibilità per loro di avere ammortizzatori sociali, tentano la strada della causa per ottenere il contratto a tempo indeterminato. Ma, in presenza di casi sostanzialmente analoghi, l'orientamento dei due magistrati del lavoro in servizio a Busto è spesso opposto: in un ufficio il ricorso ha statisticamente buone probabilità di essere accolto, in un secondo prevalgono i no. Questioni di interpretazioni della legge. Questa conflittualità potrebbe adesso subire un'impennata: proprio ieri, nel corso di un incontro con i sindacati, Sea, la società che gestisce Malpensa, ha annunciato di non voler rinnovare circa 400 contratti stagionali che stanno andando in scadenza in questi giorni. Si tratta in massima parte di addetti al check in e al movimento bagagli il cui impiego è divenuto di troppo poiché da domani Alitalia toglierà da Malpensa oltre 180 voli giornalieri. "Avevamo chiesto all'azienda - dice Ezio Colombo della Cgil trasporti - che almeno fosse garantito un prolungamento del contratto ai lavoratori in servizio da più tempo; Sea ci ha risposto che la situazione è al momento incerta. Da parte nostra abbiamo annunciato iniziative di lotta". I 400 stagionali "dismessi" si vanno ad aggiungere ai 900 operai che finiranno in cassa integrazione e ai 300 per cui è stato chiesto il pensionamento anticipato. Molti lavoratori trovatisi già "a spasso" hanno però scartato la soluzione della trattativa sindacale, bussando alla porta del giudice del lavoro di Busto Arsizio, nella cui giurisdizione ricade Malpensa. Appena due giorni fa 4 precari di Sea si sono visti riconoscere il "posto fisso" da una sentenza della giudice Francesca La Russa; analogo esito avevano avuto altre cause assegnate allo stesso magistrato. Due porte più in là, nel medesimo corridoio è stata invece di avviso diverso Cristina Marzagalli, l'altra "toga" che compone la sezione lavoro. Le cause ruotano tutte attorno all'interpretazione della legge del 2001 sui rapporti di lavoro "a tempo"; quest'ultima riconosce una particolare disciplina proprio al trasporto aereo il quale, a differenza di altri settori, ha cicli fisiologici, alti e bassi di traffico e dunque esigenze oscillanti di manodopera. Uno degli ultimi casi esaminati dalla dottoressa La Russa riguardava un'addetta alle pulizie con un "curriculum" di 8 contratti nell'arco di 4 anni. Si è vista riconoscere l'assunzione stabile poiché il magistrato nella sentenza ravvisa "l'intento di eludere la normativa nazionale ed europea volta alla prevenzione degli abusi nell'utilizzo di contratti a tempo determinato". Le "ragioni di carattere tecnico e organizzativo " che spingono ad assumere un lavoratore temporaneo "devono essere obiettive, precise, concrete e non determinate da una disposizione generale", conclude la giudice bustese. Diverso esito ha avuto la richiesta di un dipendente Sea, titolare di 7 contratti in 3 anni. Finito sul tavolo dell'altra giudice, Cristina Marzagalli, il ricorso è stato respinto. "Il legislatore - scrive il magistrato - ha consentito il ricorso a contratti a termine nello specifico settore del trasporto aereo senza richiedere l'indicazione di specifiche causali, purché siano rispettati determinati limiti temporali e quantitativi ". Questi ultimi sono il "tetto " di 10 mesi l'anno e il 15% della forza lavoro totale. Morale: ricorso respinto e lavoratore congedato. Claudio Del Frate.

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Air France, no dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Bocciato il piano per Alitalia, ma si tratta ancora. Spinetta: oltre non vado. Prodi: si approfondisca Air France, no dei sindacati Berlusconi: se andrò al governo strada sbarrata a Parigi.

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ROMA I sindacati dicono no al nuovo piano di Air France che prevede 2.100 esuberi, ma sono disposti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

A trattare ancora da lunedì. Berlusconi insiste e sbarra la strada ai francesi: "Se andrò al governo, Alitalia resterà italiana, una cordata arriverà dopo il voto. In ogni caso Prodi non può chiudere la trattativa". I piloti si schierano con il leader del Pdl e giudicano inaccettabile la proposta di Parigi, che però non sembra disposta ad andare oltre. Il presidente di Alitalia, Prato, vuole comunque stringere i tempi visto che in cassa sono rimasti 180 milioni di euro.

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La Consob non sospende il titolo Alitalia perchè la trattativa sulla compagnia di bandiera dura (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Da mesi. Sarebbe quindi penalizzante per gli azionisti un eventuale blocco delle contrattazione, anche perchè le notizie sulle cordate, così come altre indiscrizioni, sono a disposizione del mercato.

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MILANO Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece applicare la (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

MILANO "Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece applicare la legge che c'è già, la stessa legge che ha salvato Parmalat. Per Parmalat si sono salvati i posti di lavoro e si sono fermati i debiti che le banche per un periodo non hanno potuto più esigere. Quella legge ha salvato Parmalat che adesso è ancora in piedi". Così Umberto Bossi, leader della Lega Nord, in un comizio a Seveso in provincia di Milano ha chiesto di usare per Alitalia la legge Marzano, la legge che fu utilizzata nel caso del crack Parmalat.

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ROMA - La minestra francese o la finestra del commissariamento? L'ultimo biv (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - La minestra francese o la finestra del commissariamento? L'ultimo bivio di Alitalia è dietro l'angolo. Da una parte c'è Air France-Klm: 2.100 esuberi e una riduzione drastica dell'attività, con 42 aerei a terra e poco più di 2.000 lavoratori che rimangono sotto il cappello di Fintecna. Dall'altra parte c'è la via del commissario straordinario: più di una minaccia, praticamente una certezza se dovesse saltare la trattativa con Air France. Con la consapevolezza che, in questo caso, senza un nuovo partner industriale, la compagnia non andrebbe lontano. Insomma, neanche la legge "salva Parmalat" servirebbe a molto. Perchè il gruppo di Tanzi era un'azienda sana oberata dai debiti. Alitalia perde uno due milioni al giorno perchè non riesce a stare sul mercato. Così, ora che le carte sono sul tavolo ci sono pochi giorni per decidere. Il presidente Maurizio Prato può tenere in piedi la continuità aziendale finchè rimane aperta l'offerta di Parigi. Può anche raschiare il barile del bilancio (utilizzando crediti tributari, altri crediti o le dismissioni) per allontanare l'insolvenza. Ma non può fare miracoli. Perchè quando i fornitori incominciano a chiedere di essere pagati in contanti, quando chiedono la chiusura delle fatture aperte, un amministratore deve fare i suoi passi. Quali? Qualunque commissario avrebbe una missione precisa: mantenere Alitalia in attività e ricollocarla sul mercato, dividendo fra i creditori quanto sia riuscito a ricavare. Come farlo? La strada è già tracciata. Appena arrivato alla cloche, il commissario farebbe due manovre immediate: il congelamento dei debiti (l'indebitamento è di circa 1,2 miliardi) e un piano di riduzione drastica dei costi per gestire al meglio la cassa (alimentata dal credito privilegiato delle banche o da un prestito ponte). Le prime voci da tagliare sono quindi quelle che non si possono congelare: gli affitti degli aerei (oltre 300 milioni su 2,7 miliardi di costi per servizi nel 2007), il carburante (oltre un miliardo l'anno scorso), le assicurazioni e gli stipendi (839 milioni). Dal punto di vista operativo, rimarrebbero a terra almeno 70-80 aerei sui 174 attuali, secondo le cifre che circolano al Tesoro. Praticamente il doppio delle macchine ipotizzate da Air France (42). Addio quindi a oltre metà delle rotte di lungo raggio, da Malpensa ma anche da Fiumicino. Poi, il taglio secco coinvolgerà le rotte in perdita. E soffrire saranno senz'altro le rotte minori. Immediate, dunque, le conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa integrazione per circa 3.000 dipendenti (circa 2.100 assistenti di volo e 900 piloti). Ma gli ammortizzatori sociali non risparmierebbero altre 2.000 unità tra il personale di terra (almeno metà della manutenzione). Numeri da confrontare con quelli di Parigi. Poi scatterebbero le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia all'attività essenziale, il manager liquidatore dovrebbe vendere, magari all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può rientrare in campo Air France. E a quel punto, Parigi, Lufthansa o una cordata italiana avrebbe l'occasione di acquistare Alitalia senza debiti. Lo scenario è di quelli che non piacerebbero nemmeno ai sindacati, visti i numeri in ballo. Del resto, l'operazione Swissair, tanto rievocata in queste ore, è costata 9.000 posti di lavoro. La controllata Sabena ha pagato il prezzo di 7.000 esuberi per ritrovare la luce.

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ROMA Ora sul tavolo la nuova offerta Air France c'è. Più "spiragli” (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Ora sul tavolo la nuova offerta Air France c'è. Più "spiragli" che grandi "aperture" rispetto a quella presentata alcuni giorni fa da Jean Cyril Spinetta, il quale, in una lettera allegata, avverte. "Oltre non posso andare senza minare le basi del mio progetto per Alitalia". Una sorta di ultimatum e comunque il top manager della compagnia transalpina rilancia la palla in campo sindacale. E le organizzazioni dei lavoratori controrilanciano: "Documento irricevibile, ma continuiamo a trattare". Chiamatela pure arte del negoziato, ma è più semplicemente un ping pong tattico che però tutti negano. E ci mancherebbe altro che confermassero. L'obiettivo inconfessabile ed inconfessato è quello di arrivare a dopo le elezioni quando al tavolo siederà anche un governo nella pienezza delle sue funzioni. La trattativa ufficialmente riprenderà lunedì pomeriggio e Spinetta ha assicurato la sua presenza insieme a quella di Maurizio Prato, presidente di Alitalia, e di Gianfranco Dettori, numero uno di Fintecna. Ci saranno ovviamente le sigle sindacali. Compresi i piloti dell'Anpac i quali sono arrabbiati - anzi di più - e giudicano "totalmente irricevibile il testo francese". Nell'ultima offerta i "comandanti" in sovrappiù sono diventati 507 (tra i 410 di Alitalia e i 97 di Alitalia Express). Viene confermata la cancellazione del settore cargo entro il 2010. Circa 594 gli esuberi tra gli assistenti di volo, 352 tra i dipendenti di terra, 46 tra quelli di Alitalia Express, 121 tra il personale occupato all'estero. Gli esuberi totali restano a quota 2.100. Viene ampliato il "perimetro" dei lavoratori di Az-Servizi che resteranno, quindi, sotto l'ombrello Alitalia: circa cinquemila complessivamente, mentre resterebbero fuori 2000 persone impiegate in Atitech, sezione motori, informatica, call center, hangar. Verrebbero messi a terra 40 jet: 37 passeggeri e 3 full cargo. "Però non abbandoneremo alcun dipendente", garantisce Spinetta. L'investimento immediato sarà di un miliardo. Nel piano viene precisato che Fiumicino sarà l'hub italiano che lavorerà insieme a Parigi e Amsterdam. "Malpensa diventerà un importante gateway in vista di uno sviluppo armonioso e finanziariamente solido". L'offerta di Air France accompagnata dalla lettera di intenti di Spinetta sembra davvero essere l'ultima. Prendere o lasciare. Anche se evidentemente i sindacati vogliono andare avanti per evitare il fallimento. In questo caso chi se ne assumerebbe la responsabilità? Prato è irritatissimo, da Parigi non commentano le reazioni sindacali che parlano di "documento irricevibile", persino "scandaloso". La parola d'ordine però è quella lanciata dal leader della Filt/Cgil, Fabrizio Solari: "Trattare, trattare, trattare". "A oltranza, senza l'assillo della clessidra", sottolinea il numero uno della Cisl Bonanni. Inflessibile, invece, sembra l'atteggiamento dei piloti dell'Anpac: "Non è auspicabile uno scenario proiettato verso il fallimento, ma non siamo disposti ad accettare la proposta Air France come scelta obbligata...bisogna trovare altre soluzioni". Per l'Unione Piloti "la fine di Alitalia è già scritta". Debacle del titolo a piazza Affari (meno 37,19%) dopo una sospensione al ribasso per gran parte della seduta.

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Alitalia 1 airfrance trattativista (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia 1 airfrance trattativista Spinetta fa il duro poi s'ammorbidisce Per lunedì promette ulteriori concessioni L'amministratore delegato di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, in realtà, lo aveva detto chiaro e tondo, nel corso della conferenza stampa romana di dieci giorni fa: per l'accordo con Alitalia si sarebbe accontentato del via libera della "maggioranza delle sigle sindacali". D'altra parte, siccome un'intesa tra due compagnie aeree senza la firma dei piloti è piuttosto impensabile, la durissima reazione di ieri al nuovo piano di Spinetta da parte dell'Anpac, il più potente sindacato dei piloti, deve aver impensierito i vertici della compagnia franco-olandese. A metà mattinata, sulle agenzie di stampa e sui siti dei quotidiani francesi più importanti come Le Monde , i titoli erano tutti per il "no" dei piloti, per quel "meglio il fallimento" che sembrava chiudere la porta a qualsiasi possibilità di ulteriore negoziato. Sembrava preannunciare che i piloti avrebbero disertato lunedì l'incontro con Spinetta. Nel corso della giornata, la loro posizione si è poi ammorbidita. Ma anche da Parigi sono cominciate a filtrare indiscrezioni sulla disponibilità di Spinetta a discutere nel merito alcuni punti del nuovo piano trasmesso l'altroieri notte alle nove sigle sindacali, proprio a cominciare dagli esuberi dei piloti. Ma, soprattutto, il numero uno di AirFrance vuole venire incontro ai sindacati sul piano politico, lunedì, convincendoli della reale volontà di rilancio di Alitalia, su cui ieri quasi tutte le sigle cominciavano ad avanzare seri dubbi. Il problema vero, per i rappresentanti dei lavoratori, non sono tanto gli esuberi, non sono due anni di enormi sacrifici, da qui al 2010, quanto una prospettiva vera di rilancio, dopo. E quella, dicono, è ancora molto difficile da cogliere, anche nell'ultimo piano di Spinetta. È vero che c'è un miglioramento sui difficili capitoli dell'handling e della manutenzione, che rientreranno entrambi, attraverso due newco ("1" e "2") create ad hoc, nel perimetro di Az. Ma se c'è rilancio dopo la scadenza del piano industriale del 2010, si chiedeva ad esempio più di un sindacalista, perché Spinetta prevede nuovi cassintegrati tra i piloti, tra il 2011 e il 2014? Perché c'è così poco impegno sul rinnovamento della flotta e sulle rotte? Il numero uno di Air France ha intenzione dunque di andare lunedì al tavolo con le nove sigle dei sindacati di Alitalia convincendole anzitutto della solidità delle intenzioni di rilancio del vettore italiano. Anche lasciando a terra qualche aereo in meno di quelli previsti e promettendo qualche aeromobile nuovo in più. Poi, Spinetta ha intenzione di entrare nel merito degli esuberi, mettendo sul tavolo la disponibilità a un allungamento della moratoria sullo spinoso capitolo del Cargo, che prevede a oggi il ritiro dei cinque "aerei-merci" entro il 2010 (e quindi 133 piloti a casa). La data potrebbe slittare al 2012, nel frattempo verrebbero studiate le ristrutturazioni o le riconversioni di queste attività. Quanto ai 60 piloti all'anno che da qui al 2010 dovrebbero essere riassorbiti in AirFrance, visto che nel piano non è prevista per loro alcuna corsia preferenziale, Spinetta ha intenzione di introdurla. Anche sui 500 esuberi dell'handling potrebbe esserci qualche ammorbidimento, da parte di Spinetta. Che ha compreso perfettamente che il nodo politico del rilancio e quello dei piloti è preliminare all'apertura dei cinque tavoli tecnici, che dovrebbero partire dopo lunedì. Tre dei gruppi di lavoro riguardano in particolare Az Fly (piloti, assistenti di volo e personale di terra) e due l'Az Servizi (uno per l'handling, uno per la manutenzione). Insomma, rispetto al piano dell'altroieri, con pochissime novità rispetto all'ultimo incontro con i sindacati, forse il 31 marzo potrebbe essere un giorno più risolutivo. Almeno, per garantire un domani alla trattativa. 29/03/2008.

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Alitalia 2 lunedì l'incontro con spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

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Alitalia 2 lunedì l'incontro con spinetta I sindacati si siedono al tavolo francese I piloti s'aggrappano alla cordata italiana "Insufficiente": così è stato definito il piano di Air France-Klm dai sindacati. Che però ora vogliono sedersi al tavolo. Considerando l'ostilità, soprattutto di Cisl e Cigl, fino a qualche giorno fa, si tratta di una svolta: "Si è ricompattato l'intero schieramento sindacale. Certo, il piano è solo una base, ma ci sono le condizioni per trattare. Visto che la cordata italiana non prende corpo un accordo è nell'interesse di tutti" dice il segretario generale dell'Ugl Renata Polverini. L'unica incognita - e non è poco - riguarda i piloti dell'Anpac che sono sulle barricate e, dopo aver sostenuto l'offerta Air France in un primo tempo, ora sperano nella cordata italiana ("Sono convinto che nella cordata italiana ci sia qualcosa di vero" ha detto il presidente dell'Anpac Berti). Ma che, pur non avendo partecipato all'incontro di ieri tra le otto organizzazioni sindacali di Alitalia, hanno annunciato la loro presenza a quello di lunedì con Spinetta. I piloti, a differenza degli altri sindacati, considerano il piano un passo indietro rispetto a quello dello scorso 25 marzo. Oggetto principale dello scontro: il cargo. Secondo il piano Spinetta "l'attività di trasporto merci di Alitalia è in perdita significativa e strutturale. Di conseguenza, l'attività cargo di Alitalia non potrà essere redditizia in futuro e verrà chiusa nel 2010". Di tutt'altro parere Berti che dice: "Noi chiediamo che il cargo debba rimanere e nel corso d'opera vogliamo un tavolo per valutare le misure per renderlo produttivo". Una posizione che le altre organizzazioni sindacali vedono come corporativa. Più di un sindacalista non cela il suo disappunto nei confronti dei piloti e ricorda: "Spinetta nel duemila durante i mondiali di Francia resse venti giorni di sciopero dei piloti di Air France. Si deve trattare". In cifre la questione del cargo significherebbe, per i piloti, 507 esuberi. Rispetto ai 250 che avevano posto come limite massimo sono un numero "inaccettabile". Ma la sensazione è che l'Anpac stia facendo leva sugli esuberi per incassare risultati sul capitolo rotte: una maggiore garanzia sulle rotte a lungo raggio potrebbe rendere più sopportabili gli esuberi nell'ordine di 350 unità. Le altre otto sigle (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav Avia) invece vogliono trattare. E non solo perché sullo sfondo (e neanche tanto) resta l'ipotesi del fallimento di Alitalia, di cui i sindacati non vogliono assumersi la responsabilità. Per non parlare della cordata italiana che appare, alle organizzazioni sindacali, sempre di più un bluff. Ma soprattutto perché, dietro le posizioni ufficiali, si sta giocando, tra i sindacati e Spinetta, una partita assai più sfumata. Ufficialmente, ai sindacati, non è piaciuto il "come": il piano, inviato a notte inoltrata, peraltro pieno di cifre fin nel dettaglio, ha dato la sensazione di un prendere o lasciare: "Nell'ultimo incontro avevamo colto una disponibilità da parte di Spinetta a condividere un piano industriale. Invece non è stata recepita alcuna nostra indicazione" dicono i vari rappresentanti delle otto sigle. Che, nel comunicato unitario sottoscritto alla fine dell'incontro di ieri affermano: "Occorre ripartire dalle tematiche che guardano alle prospettive strutturali industriali, proprie del ruolo che la nuova Alitalia dovrebbe esercitare all'interno del gruppo Air France-Klm". Spiega Fabrizio Solari della Filt Cgil: "Se si concorda insieme dove si deve arrivare siamo disposti a gestire gli esuberi". Ma ieri le sigle sindacali, rispetto a qualche giorno fa, non hanno sparato ad alzo zero contro Air France. E, a microfoni spenti, in questo momento tendono a separare le responsabilità di chi vende (governo e Alitalia) da quelle di Spinetta. Tra gli elementi chiave, nell'ammorbidire i toni, ci sarebbe un intenso lavorio diplomatico e una frase di Spinetta nella lettera riservata inviata questa notte ai sindacati insieme al piano: "Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia", ha scritto il presidente di Air France. Il che, a giudizio dei rappresentanti sindacali, può voler dire due cose: che ci sono i margini, ma non adesso; oppure che è l'ultima offerta possibile (detta in altri termini, Spinetta potrebbe avere meno margini di azione proprio dentro Air France). Nell'uno o nell'altro caso la via è diventata più stretta per tutti. 29/03/2008.

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Segue dalla prima milano e l'expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima milano e l'expo La narrativa politica e mediatica sembra suggerire insomma un perfetto bivio. Se Milano batte Smirne, l'addio di Alitalia allo scalo milanese potrà essere letto in chiave di opportunità, grazie ai nuovi orizzonti aperti dal combinato Expo-Open Sky. Ma anche il dossier Alitalia riceverà impulso dalle notizie parigine. Basti dire che Bruno Ermolli, advisor di Jp Morgan impegnato nel reclutamento della cordata italiana, è anche presidente di una società della Camera di commercio di Milano. E in questa veste è reduce da un tour diplomatico in Nord Africa a caccia di voti decisivi. Per la ancora fantomatica cordata italiana, che attende il fallimento della trattativa con Air France (e forse anche quello di Alitalia) per battere un colpo, l'Expo rappresenta una piccola garanzia sull'eventuale investimento. Nemmeno tanto piccola, dato che il giro d'affari movimentato dall'evento si calcola in miliardi di euro. D'altra parte, all'altro ramo del bivio, se prevale Smirne il caso Malpensa farà notizia solo per la cassa integrazione dei lavoratori Sea e per la incombente crisi dell'indotto (trasporti, servizi, alberghi). Soprattutto, si aprirà un ben più ingombrante "caso Milano", capitale industriale e finanziaria sconfitta dalla cittadella turca sull'Egeo. Anche se le cose non stanno proprio così. "Abbiamo lavorato molto per combattere nel mondo l'idea che questa fosse una sfida del piccolo contro il grande", dice Craxi, a sua volta sbarcato ieri a Parigi. La Turchia, del resto, gode del sostegno più o meno esplicito di paesi come Germania e Cina e si presenta all'appuntamento decisivo quasi alla pari. A Milano servono 78 voti per conquistare la maggioranza assoluta dei membri del Bie. I calcoli della vigilia dicono che una sessantina sono già in cassaforte, grazie soprattutto al blocco latinoamericano e ai molti consensi recuperati in Africa. Più equilibrio in Europa, dove Smirne sostiene addirittura di poter contare sul sostegno di 17 voti in ambito Ue (Grecia compresa) e grosso dubbio sui paesi islamici, ma non sembra aver avuto successo il tentativo del presidente turco Gul di compattare il mondo musulmano. In Asia e Oceania prevale Smirne. Milano conta su un margine di vantaggio intorno ai 15 voti, non abbastanza rassicurante. Spiega Filippo Penati, presidente della Provincia: "Il nostro progetto è migliore di quello turco, ma ci sono valide ragioni per essere preoccupati. La prima è di natura geopolitica. La Turchia ha giocato bene la carta del posizionamento di frontiera tra i continenti e non è facile prevedere quale sarà l'esito del richiamo unitario al mondo islamico. Ma mi preoccupa ancora di più il meccanismo di voto segreto, che non mette al riparo da voltafaccia". Se però Milano vince, aggiunge Penati, "sarà un rinascimento ambrosiano". In città per lunedì è già stata prevista la diretta su maxi-schermo e il brindisi bipartisan in corso Vittorio Emanuele. Ieri sera, a Parigi, è andato in scena un Gran Galà culinario all'Arche de la Défense. Lunedì arriveranno nella capitale francese Prodi e D'Alema, segno che il governo è ottimista: "Sarebbe - dice il ministro degli Esteri - il nostro ennesimo successo. Speriamo che nessuno pensi al governo che potrebbe venire, altrimenti perderemmo tanti voti". I testimonial d'eccellenza reclutati da Moratti per il "comizio" finale sono Al Gore e Jacques Attali. Il sogno è convincere a presenziare la first lady Carla Bruni. Un contatto c'è stato. Più facile che Moratti debba accontentarsi del sicuro voto favorevole della Francia. Dice il sindaco: "Milano, la Lombardia e l'Italia sono tornate stabilmente al centro della scena mondiale". Uscirne sarebbe molto doloroso. Stefano Cappellini 29/03/2008.

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Alitalia Air france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Air france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento Spinetta ha in serbo uno zuccherino da offrire ai piloti Spinetta ha già pronta la sua strategia per convincere i sindacati. E l'incontro di lunedì tra il numero uno di Air France e le organizzazioni sindacali potrebbe segnare una svolta. Il documento presentato ieri da Spinetta è stato definito ieri "inaccettabile" dai sindacati, che però hanno deciso di sedersi al tavolo. Ferma l'opposizione dei piloti che ora sperano nella cordata italiana. Ma Spinetta ha pronte nuove aperture, per convincere le sigle dei sindacati della solidità delle intenzioni di rilancio del vettore italiano. Anche lasciando a terra qualche aereo in meno di quelli previsti e promettendo qualche aeromobile nuovo in più. Sugli esuberi Spinetta metterà sul tavolo la disponibilità a un allungamento della moratoria sul capitolo del Cargo, che prevede ad oggi il ritiro dei cinque aerei-merci entro il 2010. La data potrebbe slittare al 2012, il tempo necessario per le ristrutturazioni o le riconversioni di queste attività. E sui 60 piloti all'anno che da qui al 2010 dovrebbero essere riassorbiti in AirFrance, Spinetta ha intenzione di introdurre una corsia preferenziale. Anche sui 500 esuberi dell'handling potrebbe esserci qualche ammorbidimento, da parte di Spinetta. Che ha compreso perfettamente che il nodo politico del rilancio e quello dei piloti è preliminare all'apertura di cinque tavoli tecnici, che dovrebbero partire dopo lunedì. De Angelis e Mastrobuoni a pagina 3 29/03/2008.

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Urne Lunedì si decide la disfida con Smirne. Le ricadute sul dossier alitalia. il rinascimento del carroccio (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Urne Lunedì si decide la disfida con Smirne. Le ricadute sul dossier alitalia. il rinascimento del carroccio La grande paura di Milano, perdere anche l'Expò Allam e Afef. Ieri sulla Stampa la moglie di Marco Tronchetti Provera ha criticato la conversione di Magdi Cristiano Allam. In sintesi, per la bella Afef, il neobattezzato avrebbe in mente un piano diabolico: diventare il simbolo dello scontro di civiltà tra cattolici e musulmani. Afef invece preferisce il dialogo. In previsione, quindi, di un titanico duello tra Afef e Allam suggeriamo a entrambi la visione di Totò le mokò, quando il grande comico fugge per le stradine di una casbah. Un bel dialogo interreligioso. "Allaaaam". "Afeeeef". "Allaaaaaaaaaaam". "Afeeeeeeeeeeef". "Allaaaaammm si' tuuuu?". "Sì song'io, che vuooo'?". "Alllaaam t'aggia accirere, vattenne". "Io non ci volevo venire, nun voglio murì". "Allaaaaaam". "Afeeeeeeef in mano e' criature". 29/03/2008.

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Calabria nel testa a testa tra Pd e Pdl decisivo il suo pacchetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Calabria nel testa a testa tra Pd e Pdl decisivo il suo pacchetto La 'ndrangheta vota, e intanto spara Né monnezza per strada, né diossina nelle mozzarelle. Nella Calabria che ieri ha accolto Walter Veltroni e oggi riceverà Silvio Berlusconi ci sono i morti ammazzati. Quattro in sei giorni. Non è la Locride in cui è caduto Fortugno né la bollente piana di Gioia Tauro, dove comunque un cadavere ancora caldo c'è, ed è quello del ventenne Luigi Galati, incensurato, che la nera locale ha catalogato alla voce "genero del presunto boss di Seminara Domenico Stantaiti". I morti "a effetto" con tanto di bambina di cinque anni ancora in coma, stavolta, arrivano da Crotone. La piazza rossa per eccellenza della Calabria. La zona più politicizzata della regione, quella dei trionfi del Pci iniziati negli anni Cinquanta, dei natali di Rino Gaetano, dov'e storicamente più alto il voto d'opinione e più basso quello di scambio . E in ogni caso la percentuale di affluenza alle urne - rispetto alle altre province - è sempre maggiore, nel capoluogo pitagorico, dov'è ora in corso una faida che lo Stato tenterà di fermare rafforzando "il controllo sul territorio". Veltroni, arrivato a Reggio, si è trovato di fronte a due sorprese. La prima, che gli era stata annunciata da Marco Minniti giorni addietro, è stata l'adesione al Pd del ministro di Alessandro Bianchi, già rettore dell'ateneo locale e, fino a ieri mattina, ministro dei Trasporti in quota Diliberto. "Mi separo dal Pdci e scelgo Walter" (e quindi anche Di Pietro, ha notato la rossissima velina della Sinistra arcobaleno, ironizzando sulla recente lite tra l'ex rettore e l'ex pm a proposito di Alitalia). "Mi fa veramente piacere - ha risposto Veltroni - che Alessandro Bianchi abbia scelto di entrare nel Pd". Applausi, di gente intorno a loro. La seconda sorpresa è stata la folla che ha riempito in ogni ordine di posto il Teatro Odeon. Più o meno la stessa coreografia, più tardi, a Vibo Valentia. "Mi dicono che in questo momento - ha argomentato il segretario del Pd - le organizzazioni mafiose stanno discutendo, si stanno muovendo per decidere che fare alle elezioni. La mafia, la 'ndrangheta e la camorra decidano quello che vogliono. Solo una cosa: non votino per il Partito democratico". E ancora, il leader dei democrat ha insistito sull'applicazione rigorosa del 41-bis e condannato "i vigliacchi assassini" che hanno insanguinato Crotone. I sondaggi della stampa locale danno il Pdl in netto vantaggio sul Pd. Le rilevazioni riservate in possesso ai democrat calabresi dà conto di un'altra verità: il distacco tra Berlusconi e Veltroni sarebbe limitatissimo. Tra lo 0,6 e l'1,2 per cento. Uno sputo che rischia di far diventare decisivi gli stessi voti che da cui il Pd, come in maniera sacrosanta ha ripetuto il suo segretario, vuole stare alla larga. "L'appello del segretario è stato chiaro. Vale per la Sicilia, per la Calabria e varrà per le altre regioni: noi, quei voti, li rifiutiamo", dice al Riformista il prefetto Luigi De Sena, capolista del Pd in Calabria. Lo stesso prefetto, però, ammette che "quel pacchetto di voti criminali si nasconde dietro un flusso che è difficilmente controllabile". Può finire di qua, di là, al centro. O un po' di qua, un po' di là, un po' al centro. Tra le poche certezze, c'è quella che riguarda la percentuale di indecisi. Il 25.1, almeno a prender per buono il sondaggio pubblicato ieri dal Quotidiano di Calabria . La Calabria è in bilico e su Walter pesa l'incognita scontenti, come ha annotato ieri Sebastiano Messina su Repubblica . Con Agazio Loiero e i suoi, letteralmente esclusi rotte dal risiko-liste del Parlamento, il Pd ha siglato un armistizio. Il governatore è riuscito a piazzare due fedelissimi nel round di amministrative: Francesco De Nisi correrà per la poltrona di presidente della provincia di Vibo, Piero Amato per quella di Catanzaro. Entrambi correranno con le insegne democrat, entrambe confidano di farcela. I berluscones, invece, puntano dritto su Cosenza, che il Pd ha praticamente lasciato orfana di futuri parlamentari. "Scommettiamo sul Sud", annuncia Veltroni. Più infrastrutture, a cominciare dalla realizzazione della Salerno-Reggio Calabria, potenziamento dei trasporti. Ospedali più funzionanti, meno lottizzazioni. E poi impresa: dall'accesso al credito di imposta fino alla formazione, con una scuola d'eccellenza per i giovani aspiranti manager. Buone nuove da giù? Non c'è la monnezza per strada né la diossina nelle mozzarelle. Di più: l'Ue che ieri ha sdoganato la bufala, ieri l'altro ha risposto a una sollecitazione storica della Calabria. La commissione europea ha assegnato alla cipolla rossa di Tropea il sospirato marchio igp . Indicazione geografica tipica. "È un risultato di enorme portata - ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura Mario Pirillo - perché dimostra ancora una volta che gli sforzi fatti ci hanno fatto raggiungere un obiettivo importante". Come a dire: da qualche parte bisogna pure cominciare, no? 29/03/2008.

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Ceduta la quota del 2% di partecipazione in Air France/Klm Incassati 79 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Va male. Malissimo. Tanto è tutto inutile". Franco P., trentadue anni, dipendente di Alitalia Servizi, chiacchiera con i colleghi nel piazzale davanti alla mensa nell'area tecnica dell'Aeroporto; aspetta l'inizio dell'assemblea del personale di terra di Alitalia. L'atmosfera generale - lo si capisce subito - è di depressione spinta: il "rilancio" di Jean-Cyril Spinetta contiene qualche miglioramento, ma poca roba. Una via d'uscita alternativa all'accettazione del piano Air France-Klm non sembra emergere, le fantomatiche cordate nazionali non ci sono, e il massimo in cui si può sperare è che sia possibile allungare un po' i tempi e spuntare qualche altro aggiustamento al piano Spinetta. Roba non certo entusiasmante. E in effetti, tutt'altro che entusiasti sono i due-trecento lavoratori che decidono di seguire per un'ora e mezza l'assemblea nel piazzale, posti a semicerchio intorno a un pick-up che ospita l'impianto di amplificazione e dove prendono la parola i sindacalisti delle varie sigle. Qua e là si vede un blindato della Polizia, ma qui non serve la forza pubblica: "per noialtri ci vorrebbe un miracolo", come puntualizza Franco. La palpabile sensazione è che non ci sia più trippa per gatti. Del tutto assenti sono i piloti e gli assistenti di volo, ma quel che è peggio è che la stragrande maggioranza del personale abbia deciso di restare a lavorare. Qualcuno dei sindacalisti delle organizzazioni non confederali, come lo SdL e la Cub-Trasporti, strappano applausi quando attaccano le scelte del passato sostenuto da Cgil-Cisl-Uil: "Chi ha sostenuto a suo tempo lo spezzettamento dell'azienda? - accusa il rappresentante della Cub, Paolo De Montis - Noi eravamo contrari..." Ma nessuno sembra voler insistere più di tanto sul punto, la situazione è fin troppo chiara: "Air France è un muro", spiega uno dello SdL. Con un certo realismo, Antonio Cepparulo, della Filt-Cgil, riassume così la situazione agli astanti: "Secondo noi un'altra cordata non esiste; ma bisogna trattare, perché quelli non aspettano altro per far saltare tutto e darci la colpa. I francesi? Scordiamoci di fare come una volta, che dopo un'intesa si poteva riaprire il tavolo. Per loro, dopo la firma di un accordo non si negozia più". L'assemblea si chiude con un appello alla mobilitazione e alla compattezza tra le varie "anime" della truppa Alitalia. Ma a quanto pare è già cominciato l'"ognun per sé, Dio per tutti". E così, se i "poveri" del personale di terra e dei servizi punta ancora sui franco-olandesi (magari con miglioramenti), i piloti sono letteralmente furiosi. "Siamo pronti ad affrontare con coraggio anche lo scenario del fallimento", dice il leader dell'Anpac Fabio Berti. Massimo Notaro dell'Unione Piloti definisce "scandaloso e irricevibile" il documento Air France; e addirittura una delegazione dell'Up è andata al comizio di Berlusconi, visto che "se non c'è una cordata italiana per salvare Alitalia, non c'è nient'altro". Piloti tutti convinti che sia meglio il fallimento che l'odiato francese? "Ma scherziamo? Io - ci spiega un comandante, Luigi S. - Air France è la soluzione migliore possibile". Ma è Michele R, un pilota, a raccontare lo stato d'animo dei suoi colleghi: "La maggior parte di noi si sta completamente disinteressando di questa storia. L'esito non dipende certo da noi, che siamo tagliati fuori da dove si decide, i giochi si fanno altrove e ormai è andata. Tutte queste "ammuine" dei sindacati dei piloti sono solo scena, io non ho intenzione di farmi il sangue amaro". Per Michele, "nessuno ha il coraggio di dire la verità, ma sono dieci anni che si è lasciata aggravare la situazione fino a farla diventare disastrosa. Se ci si pensa, è assurdo: con tutti i turisti che vogliono venire in Italia, una compagnia come Alitalia dovrebbe prosperare. E invece...".

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Ossigeno per Alitalia arrivano 148 milioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Prodi preannuncia un'"analisi approfondita" dell'offerta che spera vada in porto. Berlusconi alza ancora il tiro: intima il premier a "non chiudere", garantisce il "no" in caso di vittoria, si augura che la trattativa "fallisca". Jean Cyril Spinetta fa finta di non sentire e procede. I sindacati restano insoddisfatti ma vogliono "trattare fino all'ultimo". In breve: la partita per la privatizzazione Alitalia si ingarbuglia sempre di più mentre la liquidità dell'azienda cala a ritmi drammatici. Ieri il consiglio di amministrazione ha trovato fra le pieghe del bilancio 148 milioni: 69 dal rimborso di crediti d'imposta, altri 79 dalla vendita della partecipazione del 2% di Alitalia in Air France-Klm. Una cessione quest'ultima che non ha alcun legame con l'eventuale fusione: anzi, se l'azienda non avesse venduto, con le nozze Air France-Klm la ricomprerebbe a prezzo di sconto nella "pancia" di Alitalia. La boccata d'ossigeno ha quasi raddoppiato la cassa: nel solo mese di febbraio la compagnia ha bruciato 102 milioni di euro; da 282 milioni è scesa a 180. Il presidente Maurizio Prato è sempre più preoccupato per la tenuta finanziaria e per questo chiede un "contenuto slittamento" del termine del 31 marzo per chiudere la trattativa fra Air France-Klm e i sindacati. Il Cavaliere, sempre più impegnato nella campagna anti-colonizzatrice e in difesa della bandiera violata, si augura il peggio: "Io penso che la trattativa non avrà buon esito, anzi si deve chiudere negativamente come immagino e spero". Quando accadrà, "lanceremo un appello agli imprenditori italiani e voglio vedere quanti negheranno il loro apporto". Nel Pdl immaginano già una cordata tricolore attorno all'Alitalia commissariata: "Occorre usare la stessa legge che ha salvato Parmalat", spiega Umberto Bossi. Pierluigi Bersani attacca: la "vera operazione" di Berlusconi è aspettare che Alitalia fallisca per potersela prendere "con il cucchiaino". Se a Parigi avessero la certezza che il centro-destra vincerà le elezioni, avrebbero probabilmente già abbandonato. Le notizie che invece rimbalzano da Roma su un Senato ancora in bilico obbligano Jean Cyril Spinetta a tenere il punto. Il manager transalpino sa che se nel frattempo otterrà il via libera dei sindacati avrà un piede dentro Alitalia. Spinetta ieri ha presentato alle sigle una versione ritoccata del piano industriale. Le uscite (tutte agevolate da ammortizzatori sociali) scendono da 2.250 a 2.120: fra questi 567 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti delle sedi estere, 398 addetti di terra Alitalia Fly. Altri 500 sarebbero gli esuberi fra i dipendenti di Alitalia Servizi. La novità vera del piano che ha placato i sindacati confederali è l'aumento dei dipendenti di terra che Air France-Klm accetterebbe di assorbire nella nuova Alitalia: 4.191 sui circa 7.500 della holding Az Servizi, partecipata da Fintecna. Il problema di Spinetta ora sono i piloti di Anpac e Up, sulle barricate per l'aumento degli esuberi fra il personale di volo: "Proposta irricevibile". Lunedì il manager potrebbe sedersi al tavolo con qualche altra concessione: una modifica al piano di chiusura del Cargo entro il 2010 e una riduzione del numero (37) di aerei a terra. Un passaggio della lettera di accompagnamento alla proposta firmata da Spinetta non sembra promettere granché d'altro: "Nel corso delle nostre riunioni ho fatto proposte oltre le quali non posso andare senza rimettere in discussione le fondamenta del mio progetto". "Spero che la battuta non sia il primo passo verso l'uscita", commenta preoccupato un leader sindacale. La Borsa invece ora crede che l'operazione andrà in porto: dopo aver recuperato il 120%, il titolo ieri è crollato del 37% a 40 centesimi per azione.

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In caso di ballottaggio cosa farà l'Udc? Appoggeremo chi sottoscriverà (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCA BRUGNARA In caso di ballottaggio cosa farà l'Udc? "Appoggeremo chi sottoscriverà interamente il nostro programma. Ma non è detto che sosterremo per forza qualcuno". Lo sottolinea il candidato sindaco dell'Udc, Luciano Ciocchetti. "Siamo equidistanti da Francesco Rutelli e Gianni Alemanno - ha ricordato Luciano Ciocchetti. - Il nostro programma è la chiave di volta: chi lo sottoscriverà avrà il nostro consenso in caso di ballottaggio. Se Rutelli volesse un nostro appoggio dovrà fare delle scelte". La campagna elettorale di Luciano Ciocchetti si chiuderà venerdì 11 aprile, alle 17, sotto Castel Sant'Angelo, alla presenza del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "Il nostro - ha aggiunto Ciocchetti - è un voto di opinione. In questa campagna elettorale, manca la par condicio. Nonostante la poca visibilità, credo che io e Storace saremo determinanti per la vittoria, perché siamo gli unici candidati che conoscono i problemi della città". Intanto, c'è da registrare l'ennesimo brutto episodio. E' stato nuovamente devastato il comitato di via Benzoni. "Hanno rubato due telefoni e distrutto materiale - ha concluso Ciocchetti. - E' la seconda volta: evidentemente diamo fastidio". Il candidato a sindaco dell'Udc è intervenuto anche sulla vicenda Alitalia: "E' un patrimonio nazionale ma soprattutto romano, visto per il 90 per centro è radicata proprio a Roma. Come candidato sindaco - ha concluso Luciano Ciocchetti - il mio impegno è quello di difendere strenuamente lo scalo romano e il suo futuro. Ritengo che al momento l'unica possibilità di salvezza per la nostra compagnia aerea passi attraverso un accordo con Air France. Certo, deve essere un accordo che garantisca i nostri lavoratori e che li tuteli". Intanto, la campagna elettorale prosegue anche sul territorio, nei rioni, nei quartieri. Domani mattina, ad esempio, alle 10, a piazza Madonna dei Monti, ci sarà un incontro pubblico al quale parteciperanno la candidata del I Municipio, Enza Bello, e il candidato alla presidenza del I Municipio, Dino Gasperini. Tema dell'iniziativa: la battaglia contro il degrado del centro storico.

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Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumici (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

No, i primi collegamenti intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale. Domani cominciano ad operare dal Leonardo da Vinci i voli per Toronto, Boston, Chicago, Miami, Damasco, Dubai e Beirut, mentre dal 1° aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran, Lagos-Accra e Osaka. In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo le rotte Alitalia a Fiumicino (77 in tutto), passano da una frequenza settimanale di 1.406 a 1.601; a Malpensa, invece, le rotte AZ scendono a 38, con una frequenza settimanale di 366 voli.

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Berlusconi Intima a Prodi di non chiudere e garantisce il no in caso di vittoria elettorale (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi Intima a Prodi di non chiudere e garantisce il "no" in caso di vittoria elettorale Adesso basta protezionismi su Alitalia. Le rotte intercontinentali devono essere liberalizzate rivedendo gli accordi bilaterali tra l'Italia e gli altri paesi extraeuropei. Ne va del futuro di Malpensa, certamente. Ma noi ce la possiamo fare anche senza essere un hub, un aeroporto intercontinentale, e diventando invece un semplice scalo "point to point", come saremo di sicuro per i prossimi 3-5 anni. Quello che ne risente, però, è anche e soprattutto dello sviluppo dell'Italia. Se si riducono gli accessi ai paesi e ai mercati esteri ne soffre la competitività". Domani Giuseppe Bonomi, presidente e ad della Sea sarà proprio a Malpensa ad assistere all'ultimo strappo del divorzio dalla compagnia tricolore: "Perderemo 886 voli ogni settimana, passando a 366, ma per me Alitalia non esiste più dal 30 agosto scorso, quando fu annunciata la dismissione". Le rotte di Alitalia salve se vola a Malpensa, condannate se non ci vola più. Troppo facile, no? "No, le cose stanno in un altro modo. Il problema si pone quando Alitalia non è più una compagnia controllata dallo Stato italiano ma diventa addirittura - a quel che si può prevedere - a controllo francese. Se certe tutele valevano per la compagnia di bandiera, adesso non possono essere più valide. E quindi bisogna cambiare gli accordi bilaterali - firmati dai governi - che prevedono l'esclusiva di Alitalia su alcuni paesi, quelli che limitano la quantità di voli tra l'Italia e altri Stati, quelli che prevedono restrizioni di accesso su particolari aeroporti". Lo avete detto al governo? "Ci lavoriamo da mesi, il 15 gennaio Romano Prodi mi ha detto che la liberalizzazione delle rotte è un fatto di civiltà. Ci hanno chiesto di fare un elenco degli accordi più urgenti da liberalizzare e noi abbiamo evidenziato 25 paesi". E poi? "E poi il governo mi ha fatto sapere per vie brevi che questo era un ostacolo alla trattativa con Air France". In che senso? "Non lo so, posso solo immaginarlo. Ovvio che Air france abbia tutto l'interesse ad ereditare questa politica priotezionista. Chiede che il governo si impegni a "continuare a gestire, con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni richiesta di Alitalia per futuri diritti di traffico". Se questo dovesse essere una sorta di diritto di prelazione sulle rotte sarebbe inaccettabile. E allo stesso modo vuole "cooperazione ed assistenza" dal governo in caso di problemi di Alitalia con paesi terzi. Altra condizione inaccettabile". Condizioni che però non paiono oggi in discussione... "Ma questo significa impedire a Malpensa di ripartire da sola, con le proprie gambe e senza chiedere aiuti a nessuno. Guardi, in previsione dell'uscita di Alitalia, da mesi abbiamo cercato e trovato nuovi clienti. Qualche esempio? Da aprile la Malev farà 14 nuovi voli settimanali per Budapest, l'American Airlines 7 per New York, Air One 28 per Fiumicino, la Quatar porta i suoi voli per Doha da 4 a 7, e così via. Da qui a un anno continueremo a fare opera di contenimento e a recuperare volumi. Ma noi vogliamo trovare, e ci stiamo lavorando, uno o più operatori che facciano di Malpensa il loro hub. E senza liberalizzazione delle rotte nessuna compagnia potrà mai farlo. Così come - ad esempio - la Emirates non potrà raddoppiare i suoi voli da Malpensa come pure ha chiesto". La cordata italiana per Alitalia cambierebbe qualcosa per voi? "Non so se si riuscirà a fare. Serve di sicuro un operatore del settore. In ogni caso non cambierebbe nulla a meno che non modifichi radicalmente il piano industriale di Alitalia puntando su Malpensa". Nei mesi scorsi si è anche molto parlato di una cordata di imprenditori del Nord proprio per Malpensa, con la nascita di una nuova compagnia. Servirebbe? "Sinceramente? E' un'ipotesi suggestiva, ma servirebbero due condizioni: avere grandi capacità di investimento se davvero si vuole fare di Malpensa un hub e reperire gli aerei. Da quando si ordinano a quando vengono consegnati passano almeno cinque anni". Voi avete rifiutato di ritirare la vostra richiesta di danni da 1,25 miliardi contro Alitalia, proprio per l'addio a Malpensa. A quali condizioni potreste chiudere? "Air France ci ha chiesto di abbandonare la causa: impossibile. O di avere una manleva del governo: non si può. Resta la strada, indicata dai francesi, di una transazione. Ma la loro proposta deve offrirci le condizioni per non rinunciare a priori allo sviluppo di Malpensa. I francesi chiariscano la loro posizione e il prossimo governo, chiunque esso sia, si impegni a liberalizzare le rotte".

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ROMA Si faccia o non si faccia? Il problema è il faccia a faccia. E' p (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARIO AJELLO ROMA Si faccia o non si faccia? Il problema è il faccia a faccia. E' presto per dire un sì o un no definitivo, ma è il momento giusto per chiedersi: quanti voti sposta la sfida tivvù fra due (o più) candidati premier? NULLA. Paolo Bonaiuti e Paolo Gentiloni, espertissimi di comunicazione per Pdl e Pd, sono divisi su tanti temi ma non su questo. "I faccia a faccia spostano pochissimi voti, quasi niente", dicono entrambi. Bonaiuti: "Certo, il famoso duello tivvù fra Nixon e Kennedy, in cui il candidato repubblicano fece un disastro, provocò un travaso di voti consistente. Ma adesso, qui in Italia, tutti arrivano al faccia a faccia preparatissimi, ben allenati. E le sorprese e le scivolate, quelle in grado di convincere o non convincere gli elettori, è quasi impossibile che si verifichino". 10 PER CENTO. Renato Mannheimer spiega: "Il dieci per cento degli italiani ha confessato di aver scelto per chi votare, alle elezioni del 2006, solo negli ultimi sette giorni. Ed è allora che si verificò la clamorosa uscita di Berlusconi sull'abolizione dell'Ici. Fu un colpo efficacissimo, che avvenne nel faccia a faccia con Prodi. Ma sarebbe potuto avvenire anche fuori da quella sede e l'effetto sarebbe stato identico". Dunque? "Non enfatizziamo la portata di questo tipo di sfide". I CINQUECENTOMILA. Alessandro Amadori, di Coesis Research: "Dalle analisi di tutti gli istituti, emerge che il secondo duello fra Prodi e Berlusconi nel 2006 ha spostato a favore del Cavaliere 500.000 voti. Cioè più dell'uno per cento. Il duello sposta il voto di opinione e di emozione. Non quello di appartenenza". Si farà il match Silvio-Walter? "Nessuno dei due ha reale intenzione di farlo. Perchè si somigliano troppo, sanno che nè l'uno nè l'altro può prevalere davvero e, soprattutto, concepiscono questa campagna elettorale come una guerra di trincea e non come una guerra di movimento in cui uno dà l'assalto all'avversario". DUELLO PLURALE. Mannheimer: "Non sarebbe male un faccia collettivo fra Bertinotti, Veltroni, Casini e Berlusconi. Si creerebbero, davanti alle telecamere, alleanze inedite e bisticci fra i più simili". Amadori: "No. Le sfide di tutti contro tutti avrebbero un deficit di pathos. Sono come le partite di un girone di campionato. Invece il faccia a faccia, per avere grande impatto, deve mettere di fronte da soli i due campionissimi, come in una finale di coppa dei campioni". CONSIGLI. Roberto Weber, di Swg: "In un eventuale duello Casini-Berlusconi, al primo consiglierei di dire: "Onorevole Berlusconi, la sua foga di andare al voto subito e comunque, con questa legge elettorale, sta mettendo a repentaglio la governabilità dell'Italia!". E a Silvio? ""Ma come, Pier, tu sei un moderato responsabile e rischi di riconsegnare il Paese alla sinistra?". Questo consiglierei di dire al Cavaliere". Chi vincerebbe? "Non lo so. So soltanto, dalle nostre indagini elettorali, che l'Udc non è mal messa. Può attingere al bacino Udeur, che sono quattrocentomila voti e che aggiungendoli a quelli presi dai centristi la volta scorsa può proiettarli oltre l'otto per cento". OSCURARE IL DUELLO. Oliviero Toscani: "Spero non si faccia il faccia a faccia fra Veltroni e Berlusconi. Sennò, qualcuno potrebbe avere l'insana idea di guardarlo". LA FRASETTA. Nicola Piepoli: "I due duelli del 2006 non hanno spostato voti. Li ha spostati solo una frasetta, pronunciata dal Cavaliere dopo il secondo faccia a faccia con Prodi. Questa: ""Italiani, attenti. L'Unione vi farà pagare più tasse!". E il dieci per cento di vantaggio del Prof. si liquefece così". ALITALIA. Il sondaggista Luigi Crespi, che per sette anni ha lavorato al fianco del Cavaliere. "Altro che faccia a faccia. Magari mi sbaglio, ma credo che Berlusconi punti sul grande effetto annuncio che farà negli ultimi tre-quattro giorni in una conferenza stampa. Tirerà fuori i nomi della cordata di salvataggio dell'Alitalia. E il messaggio sarà questo: i politici politicanti della casta hanno creato e non saputo risolvere nei decenni questa grana abnorme, ma ora c'ho pensato io che sono l'uomo del fare e il salvatore della patria". Ma chissà se per far decollare la campagna elettorale basterà una sola faccia, quella del Cav., invece di un bel faccia a faccia. Magari collettivo.

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Alitalia, stallo sugli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuova offerta di AirFrance per la compagnia, ma i sindacati dicono ancora no. Il nuovo piano dei francesi è arrivato nella notte di giovedì. Poco tempo per leggerlo, ma abbastanza per bocciarlo. E i piloti dicono: "Meglio il fallimento". Tutto da rifare Il nuovo piano di Air France per Alitalia è arrivato nella notte di giovedì ai sindacati, che hanno avuto, così, non molto tempo per leggerlo, ma abbastanza per bocciarlo. Tutto da rifare, insomma. Perché il nuovo progetto per il rilancio della compagnia, non risolve le due questioni poste all'attenzione dei transalpini: gli esuberi, che sono rimasti 2.100, e il "dehubbing" dello scalo milanese di Malpensa. Il progetto conferma, infatti, i 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia. Il piano rivisto e corretto, prevede anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al settore cargo nel 2010. Anche i tagli alla flotta, per 37 aerei, sono rimasti gli stessi. Il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta in una lettera di accompagnamento al piano, scrive di non poter andare oltre senza minare le basi del progetto pensato per reintrodurre l'Alitalia in un circolo vizioso. E le reazioni sindacali, non si sono fatte attendere. Le più dure sono state quelle dei piloti, pronti a far fallire la compagnia piuttosto che scendere a compromessi con i francesi. Per il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, è addirittura meglio il fallimento, infatti. "Quello con Air France", dice, "è un capitolo chiuso". Il documento è "scandaloso e irricevibile", gli fa eco Massimo Notaro, dell'Unione piloti. Un progetto "brutto e, al momento, inaccettabile", dice Marco Veneziani della Uiltrasporti. Il documento di Spinetta tenta comunque di rendere meno amara la pillola con una serie di sistemazioni che non lasciano a terra nessun dipendente. Il Gruppo Air France-Klm, si legge, "ha scelto come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente". Perciò ad ogni persona in esubero verrà offerto, conformemente al progetto di accordo quadro allegato, sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso la formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale. Per gli assistenti di volo, secondo il gruppo franco olandese, "le sole misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi". Tuttavia, Air France proporrà a coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno". Per i piloti, secondo il gruppo Air France-Klm, "i 2/3 dei 500 esuberi potranno beneficiare di misure di pensionamento a breve e medio termine. L'implementazione del piano industriale e le conseguenze del pensionamento immediato o pre-pensionamento determineranno la creazione di almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a cascata (in funzione dell'anzianità di servizio e delle candidature volontarie)". Il documento conferma poi che "ai più giovani tra loro Air France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi un totale di 180 posti". Per quanto riguarda il personale di terra, il piano di AirFrance-Klm rileva che "circa 250 persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione". Nonostante le rassicurazioni, i sindacati non si sono fatti abbacinare dalla pillola indorata di Spinetta. Così, una nota congiunta di tutte e nove le sigle impegnate in questa trattativa (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Sdl intercategoriale, Unione piloti, Anpav, Avia), annuncia che la controproposta è insufficiente e "ripropone nella sostanza e nella forma quanto già illustrato al sindacato nel corso della riunione del 25 marzo". Quindi, bocciatura su tutta la linea, come la scorsa settimana. (29-03-2008).

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Bufale alla francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa Adesso se la prendono con la mozzarella Bufale alla francese L'Italia blocca Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori. Alla battaglia sui vini, visto che i francesi non hanno ancora digerito, è il caso di dirlo, il sorpasso nell'export. Passando per la battaglia, guarda caso, sui formaggi, sulle dop e sui doc. Su chi è e quali sono i migliori. La guerra a tavola: formaggi, vini, ma anche negli anni uova e pesce e carne (appena venti giorni fa gli allevatori francesi sono scesi in piazza contro la decisione italiana di sospendere l'importazione di bovini francesi non vaccinati). Per non dimenticare gli scontri sulla moda, con Parigi, che cerca l'intesa con New York, che spinge per seppellire Milano. E attaccare quindi Roma sul fronte del turismo nella caccia ai nuovi ricchi cinesi, indiani e russi che si dicono pronti a viaggiare in Europa. E poi. E poi aridatece Nizza. E pure la Corsica. E pure la Gioconda. Insomma, è l'eterno duello. La guerra infinita. Che riparte. Mai sopita, solo addormentata, nascosta sotto le coperte della diplomazia. Succede così che la Francia decide di mettere al bando la mozzarella. Un tentativo che dura quattro ore. Si inizia in mattinata quando il ministro della Sanità, Michel Barnier, ordina a tutti gli esercizi commerciali di ritirare la vendita di formaggio di bufala campana. Lo spiega appigliandosi allo scandalo della diossina, annunciando controlli francesi su partite di bufala doc. è una botta pazzesca perché la Francia è il primo mercato estero, oltr'alpe ci va il 20,3% del formaggio fresco diretto all'estero. Per il ministero di Barnier si tratta solo di "una misura precauzionale, visto che urge la necessità di intensificare i test sulla mozzarella per verificarne la qualità". Scoppia il finimondo anche perché una decisione del genere scatta solo in casi eccezionalmente gravi. Non è un caso che la Francia è l'unico Paese comunitario a prendere una decisione del genere. L'Italia protesta: "Si tratta di iniziative ingiustificate e in contrasto con il quadro comunitario". Interviene la Commissione che rassicura: "Siamo soddisfatti dell'azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala e non c'è ragione di procedere ad ulteriori azioni. L'Italia ha fatto quel che doveva fare - ha spiegato la portavoce Ue, Nina Papadoulaki - e la Commissione è soddisfatta delle risposte ottenute dal ministero della Salute italiano, Turco, che ha previsto un rafforzamento delle misure di controllo e rassicurazioni sul fatto che d'ora in poi i controlli saranno sistematici, in particolare negli allevamenti delle province di Caserta, Napoli, Salerno". La Francia è costretta a scendere al piedistallo della grandeur. E ritira il blocco nel primo pomeriggio. Un dietrofront, una Waterloo commerciale che ha fatto sorridere anche i supermercati francesi che non hanno avuto il tempo nemmeno di ricevere l'ordine di ritiro e c'hanno scherzato su. Ma siamo solo all'inizio, tra poco nessuno riderà più.

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Alitalia trova 148 milioni ma cresce l'indebitamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Epifani: "Non c'e' alternativa con Air France" Alitalia trova 148 milioni ma cresce l'indebitamento La compagnia di Bandiera ha comunicato che il carico di debiti e' salito da 1.280 miliardi a 1.368 miliardi di euro. Lunedi e' previsto un nuovo incontro con i sindacati Milano, 29 Mar. - Sono previsti 148 milioni di euro per l'Alitalia. La compagnia di bandiera riceverebbe 79 milioni di ricavo ottenuto dalle vendite delle azioni Air France-KLM, e 69 milioni da un rimborso fiscale delle agenzie delle entrate. E' tutto specificato in una nota diffusa al termine del consiglio di amministrazione: "entro il 31 marzo 2008 sara' disposto l'ordine di accreditamento di rimborsi di crediti Irpeg vantati dalla Societa' per l'importo di circa 69 milioni di euro comprensivo di interessi". Da lunedi ci sarà un nuovo incontro con i sindacati e i vertici di Air France-Klm, Alitalia, Alitalia Servizi e Fintecna. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non ci potrà essere nessuna alternativa ad Air France: "Su questo tema - ha detto- molte posizioni stanno cambiando, ma la verita' e' che allo stato non c'e' alcuna alternativa alla trattativa con Air France". "Il settore aereo e' molto difficile - ha specificato Epifani - e favorire una cordata di per se' non risolve nessun problema. La mia opinione e' che non ci vuole una soluzione nazionale ma una soluzione attenta agli interessi nazionali". Di parere diverso è il segreterio della Uil, Luigi Angeletti: "noi non abbiamo problemi di passaporto". Secondo Angeletti occore un piano industriale e per questo motivo ogni impresa che voglia rilanciare Alitalia sarebbe una soluzione. Il nodo della trattativa con Air France, ha spiegato Angeletti, "apparentemente e' quello degli esuberi, ma il problema e' che il numero degli esuberi sono conseguenza di una riduzione di attivita' e quindi di fatturato. Il problema e' il numero dei velivoli che volano". Mentre il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, sottolinea che il suo sindacato lotterà per migliorare il piano con Air France. Ogni punto sarà valutato attentamente ha affermato con desione Bonanni. In queste ore la vicenda Alitalia, ha coinvolto i diversi nomi della politica e non solo; la decisione assume quotidianamente toni e colori differenti. Nel frattempo la compagnia di Bandiera ha comunicato che l'indebitamento e' salito da 1.280 miliardi a 1.368 miliardi di euro.

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Angeletti (Uil): Accordo impossibile (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa l'intervista Angeletti (Uil): "Accordo impossibile Serve una svolta vera" I sindacati bocciano il nuovo piano di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia, ma decidono comunque di riunirsi di nuovo intorno al tavolo per trattare. "Ma a queste condizioni l'accordo non si farà né ora né mai", tuona il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. E allora che andate a fare all'incontro di lunedì con i francesi? "Il nostro mestiere è quello dei sindacalisti e ci impone di trattare anche quando non si intravedono spiragli per un'intesa" Come giudica la nuova proposta di Air France-Klm? "Ma quale nuova proposta, il piano dei francesi è praticamente lo stesso, non ci sono passi avanti. In questo modo Spinetta perde di credibilità ai nostri occhi. Le assicuro, la trattativa è davvero in salita". Quindi se non arrivano aperture significative salta tutto? "Credo che ne avremo ancora per settimane". Ma come, dietro l'angolo c'è il rischio di fallimento della compagnia, come può pensare di trascinare ancora a lungo questa situazione? "Parliamoci chiaro: il fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al fallimento". Ma in molti pensano già al commissariamento ricorrendo alla legge Marzano, cioè quella per il salvataggio delle grandi imprese in crisi. è un'ipotesi concreta? "Portare i libri in tribunale non è certo un successo sia per l'azienda sia per i lavoratori. Io credo che sia meglio trovare un acquirente". A dire il vero un compratore c'è. Cosa non vi piace del piano di Air France? "Non vediamo prospettive di rilancio. Il piano di Air France riduce troppo la flotta e quindi il fatturato. Se si vuole rilanciare un'azienda bisogna pensare a come renderla redditizia. E per fare ciò un'impresa di trasporto deve cercare di aumentare il numero dei propri passeggeri. Il progetto di Spinetta, invece, va nella direzione sbagliata. Va bene eliminare le rotte in perdita, ma non si può pensare di tagliare fino a raggiungere il pareggio dei conti. Così non c'è futuro". Insomma troppi tagli alla flotta e troppi esuberi? "è impensabile ridurre la flotta di Alitalia di 37 aerei su 174. La questione degli esuberi rientra nella stessa logica". Cioè? "Gli aerei non volano da soli, hanno bisogno di personale, quindi ritengo che gli esuberi debbano essere la metà dei 2.100 indicati da Spinetta. Sono d'accordo con la riduzione dei costi e il recupero di efficienza, ma bisogna mantenere le risorse necessarie per produrre fatturato". Quale futuro per Malpensa? "Non possiamo accettare che da un giorno all'altro Alitalia ritiri i suoi voli intercontinentali dallo scalo lombardo. è necessaria una moratoria per avere il tempo di trovare accordi con altre compagnie che operino su quelle rotte". Berlusconi ha annunciato l'intervento di una cordata italiana. Secondo lei sono solo promesse elettorali o c'è già qualcosa di concreto? "Non saprei dire se c'è la cordata, ma se ci fosse sarebbe un grande vantaggio per tutti" Perché? "Il governo Prodi ha commesso un errore enorme concedendo la possibilità ai francesi di trattare in esclusiva la vendita di Alitalia. Air France è stata messa in una condizione di vantaggio pazzesco". Un errore da dilettanti? "Mettiamola così: se qualcuno vuole vendere un'automobile e tratta solo con una persona, di certo riceverà un'unica offerta e a un prezzo stracciato. Questa, se lo lasci dire da chi se ne intende, è una trattativa da dilettanti".

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Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le elezioni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)

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Stampa Scontro su alitalia Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le elezioni" è scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno avanti con una "analisi approfondita" del piano. All'annuncio del premier, ne è seguito uno di Berlusconi di segno opposto: il leader del Pdl ha infatti assicurato che, se sarà lui a presiedere il governo dopo le elezioni, Alitalia non diventerà mai francese. Berlusconi ha sostanzialmente intimato a Prodi di fermare la trattativa una volta che le urne avranno bocciato il suo governo: Prodi, ha detto, "non vorrà concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 aprile". Altrettanta chiarezza sulla sua volontà di non accettare il piano del colosso francese: "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera. Dopo le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi si è detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando saremo al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia". Poco prima, invece, Prodi aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri operativi con i francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin dall'inizio che non erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei prossimi giorni sapremo se c'è una possibilità di conclusione o no". Quanto alla cordata italiana, il premier ha continuato a considerarla come un'ipotesi irrealistica: "No, il quadro va avanti, e se si conclude è certamente un fatto importante". Divenuto l'argomento più dibattuto della campagna elettorale, il caso Alitalia agita e divide le forze politiche. Nel centrodestra, i difensori dell'italianità della compagnia di bandiera tifano Berlusconi; a sinistra, i fautori dell'accordo con Air France sono più in imbarazzo, dovendo fare i conti con il no dei sindacati, ma alla fine l'atteggiamento prevalente è quello realistico. Come spiega Walter Veltroni: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non c'è". Poi su Berlusconi: "Come si fa ad andare avanti cosi? Non si può giocare sull'Alitalia a discapito di decine di migliaia di lavoratori in un momento delicatissimo". La sinistra arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti, che ha lanciato un appello agli eventuali interessati, sia pubblici sia privati, a farsi avanti. A destra l'ottimismo di Berlusconi è ampiamente sostenuto dai suoi, anche se non manca qualche voce dissonante. "Forti dubbi" sulla cordata italiana, per esempio, sono stati espressi dal leader della Lega Nord Umberto Bossi: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi". Bossi ha indicato invece una possibile via di uscita: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl si stringe a difesa di Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading : "Sulla questione Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia l'ennesima campagna politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi".

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VIA LIBERA DELL'UE ALLA MOZZARELLA PASTICCIO A PARIGI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Via libera dell'Ue alla mozzarella Pasticcio a Parigi ELENA ROMANAZZI Roma. I controlli sulle mozzarelle di bufala continueranno, ma la crisi è risolta. Compreso l'ultimo capitolo, quello che ha visto im campo Roma e Parigi per un abbozzo di guerra commerciale durato tre ore. L'Ue apprezza il lavoro svolto dall'Italia e la strategia d'azione messa in atto a tutela dei consumatori. È metà mattinata quando Nina Papadeoulaki, portavoce del Commissario alla sanità, Androula Vassiliou, annuncia la soddisfazione di Bruxelles, precisando che "non c'è ragione di procedere a ulteriori azioni". Il ministro della Sanità Livia Turco, aveva inviato un corposo dossier, garantito il ritiro e la distruzione dal mercato delle mozzarelle risultate contaminate (i primi sequestri risalgono al 4 marzo e i prodotti sono ovviamente scaduti da tempo) e concordato la strategia sui tipi di controlli da effettuare. Il piano, messo a punto dopo una serie di incontri a Bruxelles tra i rappresentanti del ministero della Sanità e la Commissione, verrà effettuato in due fasi. La prima sarà attuata nelle aree considerate prioritarie - Caserta, Napoli e Avellino, mentre la seconda prevede l'estensione dei controlli al resto della Regione alla luce dei primi risultati ottenuti. Per accelerare le analisi l'Ue ha messo a disposizione diversi laboratori. E Bruxelles si aspetta che i dati vengano "ufficialmente presentati intorno al 10-12 aprile" (per verificare la presenza di diossina occorrono circa 14 giorni) al Comitato della catena alimentare e animale che riunisce i veterinari dei 27 stati membri. La schiarita giunge dopo una mattinata d'inferno scandita da annunci e smentite. È la Francia, primo importatore di mozzarelle di bufala, a far passare tre ore di inferno alla diplomazia italiana e ai produttori. Annuncia il blocco, vieta la vendita, ordina di ritirare il prodotto dal mercato. I consumatori d'Oltrampe non sanno nulla. Nei supermercati tutto è regolare, la bufala con il marchio DOP c'è ovunque. È un vero e proprio giallo. C'è persino chi parla di sgambetto all'Italia, chi arriva ad evocare la trattativa Alitalia-AirFrance con Spinetta è a Roma. E c'è chi mette in campo l'Expo del 2015, visto che lunedì il Bureau International des Exposition (Bie) dovrà decidere tra Milano e Smirne, e chi invece vede nel blocco durato poche ore, un nuova guerra commerciale. Il caso si risolve poco dopo le 14. L'Ue richiama la Francia e Sarkò non può fare altro che piegarsi alle loro decisioni. Caso risolto. La mozzarella non sarà messo al bando. Anche nei mercati asiatici muta la situazione. Il Giappone sblocca quattro tonnellate di merce ferme nelle dogane degli aereoporti di Tokyo e Osaka per la soddisfazione dei consumatori, rivela il presidente dell'associazione Verace Pizza Napoletana, Antonio Pace, preoccupati non tanto dalla diossina quanto dalla improvvisa mancanza del prodotto. La Corea riapre le porte ai prodotti caseari italiani, ma mantiene la porta chiusa a tutte le mozzarelle. Singapore decide invece all'improvviso che della bufala può fare anche a meno. Il Portogallo ha effettuato alcuni controlli a campione. E la Russia, attenta al mercato alimentare, ha verificato solo la provenienza della mozzarella. A tutti i paesi interessati all'importazione della mozzarella è giunta la nota della Commissione europea. L'export riprende, anche se di fatto non è mai stato fermato da nessuno. Ma le perdite superano i 35 milioni di euro.

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I FRANCESI SOFFRONO PER L'IMMONDIZIA BISOGNAVA FARE CHIAREZZA SUBITO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"I francesi soffrono per l'immondizia bisognava fare chiarezza subito" Da gennaio è la direttrice dell'Istituto italiano di Cultura a Parigi. Rossana Rummo, una napoletana nel Quartiere Latino, punto d'osservazione privilegiato per capire i rapporti tra Napoli e la Francia. Se ne trova di mozzarella a Parigi? "Eccome. I francesi adorano la cucina italiana, la conoscono a fondo. I prodotti napoletani, in particolare, sono in tutti i migliori punti-vendita. Quando è stata lanciata la notizia della diossina c'è stato un forte interesse pa parte dei francesi". Perché? "La mozzarella è conosciutissima e non poterla mangiare inquieta i francesi. In questa faccenda c'è stato troppo clamore immotivato. Bisognava fare chiarezza subito, prima che l'equivoco facesse danni". Non s'è incrinato il rapporto Napoli-Francia? "Per nulla, anzi resta fortissimo. I francesi considerano Napoli la città più bella d'Italia. Ne conoscono l'arte, la natura, la musica, il cinema (anche quello più recente), il teatro. E ora soffrono". Che cosa li fa soffrire? "La spazzatura. I rifiuti feriscono anche loro. Sentono che una persona amata è molto malata". Non è che l'embargo-lampo sia una sorta di ripicca per la faccenda dei ritardi nella vendita dell'Alitalia ad Air France? "Per niente. I giornali parlano poco di questa vendita. Come parlano poco di alcune faccende che impazzano sui nostri quotidiani. Per loro è una questione politica italiana, un po' incomprensibile". p. t.

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LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI APPROVA L'IPOTESI DI UNA CORDATA MADE IN ITALY. È QUANTO EME (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

La maggioranza degli italiani approva l'ipotesi di una cordata made in Italy. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall'Istituto Piepoli. Se il 40% degli italiani s'è dichiarato "abbastanza d'accordo" con la proposta di Berlusconi, un altro 17% s'è detto "molto d'accordo" portando al 57% i consensi per il Cavaliere. Solo il 23%, invece, è favorevole alla vendita ad Air France. E ancora: il 71% del campione interpellato ritiene che Alitalia debba restare italiana ma per il 42% la cordata di Berlusconi non è credibile. Maggioranza di no anche per l'ipotesi di un prestito nazionale sottoscritto dagli italiani.

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E L'UNIONE PILOTI VA DA BERLUSCONI. UNA PICCOLA DELEGAZIONE DEL SINDACATO CHE RIUNISCE DIPENDEN (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

E l'Unione piloti va da Berlusconi. Una piccola delegazione del sindacato che riunisce dipendenti di Alitalia e di altre compagnie aeree s'è presentata ieri al Palazzo dei Congressi dell'Eur per assistere al comizio del leader del Pdl. "Se c'è una cordata italiana - ha detto Massimo Notaro, comandante di Boeing 767 e presidente dell'Up - ben venga, anche perché la tesi di Berlusconi della colonizzazione da parte dei francesi è assolutamente corretta". "Come il Cavaliere - ha concluso Notaro - anche noi piloti ci appelliamo agli imprenditori italiani. Ho garantito all'ex premier che fermeremo la vendita di Alitalia ad Air France e gli ho chiesto di adoperarsi per preparare la cordata. Sono molto fiducioso".

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LAVORATORI IN ASSEMBLEA A FIUMICINO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Lavoratori in assemblea a Fiumicino Non solo Malpensa. Il nuovo piano di Air France non piace neanche ai lavoratori di Fiumicino. Riuniti in assemblea nella zona tecnica di Alitalia, i dipendenti di Az service hanno discusso con i sindacalisti analizzando la proposta inviata da Spinetta e hanno indetto una manifestazione per lunedì davanti alla sede della compagnia di bandiera alla Magliana. Tra molti silenzi e qualche intervento critico nei confronti dei sindacati, così, i lavoratori di Az service si sono dati appuntamento al quartier generale di Alitalia dove il manager francese incontrerà i rappresentanti delle nove sigle sindacali.

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L'ULTIMA OFFERTA DI AIR FRANCE: 2120 ESUBERI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ultima offerta di Air France: 2120 esuberi GIUSY FRANZESE Roma. Nessuna apertura sul cargo, che verrà definitivamente dismesso nel 2010. Non cambia il programma sulla flotta passeggeri che vedrà la messa a terra di 37 velivoli. Fiumicino resterà l'unico hub. E anche il numero degli esuberi non diminuisce e rimane fermo ai 2.120 già individuati. È una doccia fredda la nuova proposta di Air France. Nelle nove cartelle che Jean-Cyril Spinetta ha fatto pervenire ai sindacati, l'unica novità riguarda il numero dei dipendenti di Az servizi che verranno internalizzati: dai 3.300 previsti si passa a 4.191. Circa novecento lavoratori in più (manutenzione leggera e handling di Fiumicino) che - nel caso l'accordo andasse in porto - potranno vivere la nuova avventura. Gli altri resteranno in capo a Fintecna, con un destino tutto da contrattare. Novecento posti di lavoro in più, non pochi certo. Ma le aspettative dei sindacati erano completamente differenti. Confidavano in una moratoria più lunga per il cargo, speravano in un ridimensionamento delle rotte a medio-lungo raggio meno punitivo, chiedevano un maggiore allargamento del "perimetro aziendale". La lettura delle nove cartelle li ha prima lasciati basiti, poi indignati. La mattinata è stata un susseguirsi di incontri, conclusi con l'intersindacale che ha visto la presenza di otto sigle su nove. Alla fine tutti concordi nell'assegnare un grosso bollino rosso alla proposta di accordo quadro spedito da Parigi: "Inaccettabile". Ma anche tutti convinti che la partita non può finire così. Quindi lunedì i sindacati andranno alla convocazione, diranno che neanche questa proposta va bene, ma che sono disponibili a trattare ad oltranza. Forti anche dei nuovi dati resi noti ieri dal cda della compagnia di bandiera: in cassa sono entrati altri 148 milioni di euro grazie ad un rimborso fiscale di 69 milioni e alla vendita, avvenuta ieri, del pacchetto di azioni Air France-Klm per 79 milioni. Ossigeno vitale, quello che serviva per trattare con più calma, senza la spada di Damocle delle casse vuote che aveva fatto fissare all'ad Maurizio Prato il termine della trattativa al 31 marzo. Ora - fa sapere il cda - uno slittamento della data, "qualora si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le parti sociali", è possibile. E così lunedì i sindacati si siederanno al tavolo con l'ad di Air France, cercando di fargli cambiare idea su quel "non possiamo andare oltre" che lo stesso Spinetta ha scritto chiaro e tondo nella lettera di accompagnamento inviata con la nuova proposta. "Ci sono molte criticità, ma dobbiamo fare ogni sforzo per evitare il fallimento" dice il leader Cgil, Guglielmo Epifani. Tra i nodi più difficili, c'è quello degli esuberi. Anche se Air France ribadisce: "Non lasceremo nessuno per terra". Tra pensionamenti, incentivi, cassa integrazione, mobilità e formazione per la riqualificazione professionale, sarà garantito a tutti un "filo di sicurezza". Ma il prezzo totale degli esuberi resta alto. Per ogni categoria è previsto un grosso tributo: 594 assistenti di volo, 398 dipendenti di terra, 121 tra il personale all'estero. Altri 500 lavoratori di Az Servizi faranno parte della squadra esuberi dopo l'internalizzazione. E poi i piloti: 507 (410 di Alitalia e 97 della controllata Express) non servono più. Un sacrificio enorme per la categoria, tagliata di circa il 26%. Non a caso sono i più intransigenti, con l'Anpac che parla di "capitolo chiuso" e l'Up di piano "scandaloso" e "accanimento contro i piloti". Considerata irricevibile anche la proposta di un passaggio di 180 giovani (60 all'anno per tre anni) alla cloche degli aerei Air France, a causa dell'azzeramento dell'anzianità. Entrambe le sigle, comunque, saranno al tavolo lunedì.

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I SINDACATI: CONTRARI MA NON ABBANDONIAMO IL TAVOLO . IL CDA ALITALIA RECUPERA LIQUIDITà PER 148 MILIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

IL RISIKO DEI CIELI I sindacati: "Contrari ma non abbandoniamo il tavolo". Il cda Alitalia recupera liquidità per 148 milioni Ribaditi il taglio di aerei e la dismissione dei cargo Una sola novità: in 900 rientreranno in organico.

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NON DARò ALITALIA AI FRANCESI, CI OFFENDONO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

"Non darò Alitalia ai francesi, ci offendono" Roma. Da una parte l'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi, che insiste sulla strada che porta Alitalia nelle braccia di Air France. Dall'altra il candidato premier Silvio Berlusconi che continua a bocciare la pista parigina e annuncia: "Se sarò io a presiedere il prossimo governo, Alitalia non diventerà mai francese". Insomma, il futuro della compagnia di bandiera continua a dividere i poli e fa salire di molti gradi il termometro della campagna elettorale. Con Romano Prodi che ieri è uscito ufficialmente allo scoperto spiegando che le trattative con Air France andranno avanti con "un'analisi approfondita" e che, per la società di via della Magliana, è importante inserirsi in un "circuito internazionale". Parole che tagliano ancora una volta fuori l'ipotesi di una cordata guidata dall'italiana Air One. E rilanciano il negoziato con l'amministratore delegato della compagnia parigina, Spinetta. Di tutt'altro avviso il Cavaliere che, in un'intervista a Class, giudica "offensiva" la proposta arrivata da Air France e invita Prodi a non chiudere la trattativa prima delle elezioni. La cordata tricolore, spiega, si farà avanti solo quando fallirà il tavolo con i francesi. Poi, dopo il 13 aprile, Berlusconi lancerà un nuovo appello agli italiani: "Allora sarà più agevole trovare una compagine di imprenditori che si caricherà Alitalia e che magari, con la loro managerialità, riuscirà anche a riportare i conti in ordine". Più perplesso il leader della Lega, Umberto Bossi, che in un'intervista al "Gazzettino" confessa di avere molti dubbi sulla possibile discesa in campo di una cordata padana: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi. L'ideale sarebbe vendere a Lufthansa ma è meglio non parlarne troppo". Invece, una possibile via di uscita è quella di applicare per la compagnia la stessa legge usata per il crac Parmalat, "con l'obiettivo di preservare i posti di lavoro". Spara a zero su Air France il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni: "La nuova proposta di Air France è solo un bluff dal momento che è la stessa di quella dell'altro ieri. Io spero che arrivi una proposta fatta da imprenditori italiani". Se nel centrodestra i fautori dell'italianità della compagnia tifano tutti per Berlusconi, sul fronte opposto i fautori dell'accordo con Air France sono decisamente più in imbarazzo. Dovendo fare i conti con il no dei sindacati e con il nodo degli esuberi. Walter Veltroni, però, non rinuncia alla stoccata contro il Cavaliere: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante. Ma in realtà non c'è. Non si può giocare sull'Alitalia a discapito di decine di migliaia di lavoratori in un momento difficilissimo". Sulla stessa linea il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: "Non possiamo fare la campagna elettorale sull'Alitalia o sulle mozzarelle, su problemi che, con tutto il rispetto, sono rilevanti ma non vanno al cuore della riforma del sistema che ci interessa". La Sinistra Arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti che ha lanciato un appello agli eventuali interessati, sia pubblici sia privati, a farsi avanti. "La proposta dei francesi non fa decollare ma atterra la compagnia - taglia corto Angelo Bonelli - La svuota della sua ragione sociale riducendo aerei e personale". Perplesso anche il segretario di Rifondazione comunusta, Franco Giordano: "Penso che bisogna continuare a trattare ma non si possono chiedere tagli ai posti di lavoro. Noi abbiamo posto con grande nettezza due vincoli: quello occupazione e quello sul piano industriale". an.tr.

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MALINCONICO ADDIO PER ALITALIA ALL'INDICE STANDARD & POOR'S DELLA BORSA DI MILANO. IL TITO (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

Malinconico addio per Alitalia all'indice Standard & Poor's della Borsa di Milano. Il titolo della compagnia aerea, difatti, sarà cancellato lunedì dall'indice delle principali quaranta società quotate in Piazza Affari. Al suo posto entrerà la Geox. L'ultima seduta da blue chips ha visto Alitalia chiudere in calo del 37,19% segnando un prezzo di 0,402 euro. I titoli della compagnia di bandiera sono stati sospesi al ribasso per gran parte della seduta come del resto accaduto, tra eccessi di rialzo ed eccessi di ribasso, nei giorni precedenti.

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SOLO ATITECH RESTA ESCLUSA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

TENSIONE ALLE STELLE NELLO STABILIMENTO DI NAPOLI Solo Atitech resta esclusa FRANCESCO VASTARELLA L'ultima proposta di Air France conferma la più nera tra le ipotesi sul futuro del sito napoletano di manutenzione pesante. Resta fuori dall'offerta per Alitalia lo stabilimento Atitech, eccellenza internazionale che però non serve al gruppo franco-olandese nei futuri assetti, mentre sono comprese l'attività di handling di Fiumicino e le attività di manutenzione leggera e manutenzione di linea. E da ieri mattina è risalita la tensione dei 700 lavoratori (più 200 dell'indotto), che annunciano clamorose manifestazioni a Roma a partire da lunedì, dopo le tensioni delle settimane scorse sfociate negli scontri davanti al centro direzionale Alitalia. Preoccupa soprattutto una delle ipotesi che emerge dalle prese di posizione della Cisl: il 65% delle attività di manutenzione pesante sono destinate a essere svolte a Roma. Ipotesi che ipoteca in maniera pesante il futuro dello stabilimento dell'aeroporto di Capodichino e delle maestranze. "I lavoratori dell'Atitech - dichiara Giovanni Spina, responsabile del trasporto aereo Fit Cisl Campania - hanno un'età media più bassa, professionalità elevate e un costo medio orario tenuto basso attraverso una serie di accordi sindacali. Non è concepibile, pertanto, tenere fuori dal piano questa realtà, ancor più se, come pare, il 65% delle attività di manutenzione pesante ora svolte da Atitech verranno effettuate su Roma". "Ma noi non ci fermeremo - dice Giovanni Aruta, della Rsa - faremo sentire in maniera forte la nostra voce prima e dopo le elezioni, scoveremo chi ci molla". "Chiederemo ai colleghi di Roma di fare fronte comune con noi - spiega Pasquale Lione della direzione regionale Ugl - perché nell'intreccio poco chiaro del piano francese tra manutenzione leggera e pesante saranno anche loro ridimensionati". Il segretario campano della Cisl, Pietro Cerrito, alza il tiro: "Si profila un rischio che riguarda tutto il settore, con l'Italia in un ruolo ancillare rispetto alla Francia. Il piano presentato, tenendo fuori l'eccellenza campana, fa presagire che nel 2011 invece dello sviluppo vi saranno ulteriori tagli". Dopo l'ordine del giorno votato giovedì dal Consiglio regionale della Campania, ieri è tornato a prendere posizione l'assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Cozzolino: "Grave, miope e incomprensibile la decisione di Air France. Non lasceremo che questa importante realtà produttiva sia abbandonata. Non vorremmo che la scelta di Air France sia stata dettata più da pressioni di tipo geopolitico che da considerazioni di carattere industriale".

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PAOLO MAINIERO AVANTI E INDIETRO, SU E GIù, PER LA PROVINCIA DI NAPOLI. ORA TRA I CENTRI DI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)

Argomenti: Alitalia

PAOLO MAINIERO Avanti e indietro, su e giù, per la provincia di Napoli. Ora tra i centri di ricerca, ora nelle città invase dalla spazzatura, ora nelle fabbriche e nelle università ora a parlare della mozzarella che è buona e non fa male. Un viaggio tra luci e ombre, tra miseria e nobiltà. "È una terra strana questa. Si viaggia tra emergenze e eccellenze, tra disgrazie e potenzialità. Si costruiscono pezzi per i boeing e poi non si riesce a togliere un sacchetto dei rifiuti. È come andare sulle montagne russe", dice Massimo D'Alema e mentre lo dice sorride. Ma è un sorriso più amaro che compiaciuto. Prima a Ercolano con Gino Nicolais e Marco Follini per incontrare gli amministratori del Pd, poi a Portici per visitare la facoltà di Agraria, quindi a Napoli per un vero e genuino bagno di folla nella periferia disagiata di Ponticelli, infine a Castellammare di Stabia. D'Alema si carica il partito sulle spalle, corre da un capo all'altro della provincia. "Un buon candidato non deve fermarsi mai, la sera deve sentirsi stanco", è il suo motto, parole che sembrano rivolte non tanto a sè stesso quanto a tutti gli altri candidati e gli iscritti del Pd. D'Alema sa che la partita è difficile ma sa che si può recuperare e vincere se tutti, la sera, si sentiranno davvero stanchi del lavoro fatto. E ai sindaci lo dice chiaro e tondo. "Avete una grande responsabilità. Se il Pd riuscisse ad avere i voti che voi avete raccolto vinceremmo le elezioni. E se si vince in Campania si vince nel Paese". Parole che responsabilizzano i sindaci ma fanno anche storcere la bocca a qualcuno. "Faremo la nostra parte - assicura Enzo Cuomo, sindaco di Portici - ma è curioso che non sia stato candidato neppure un sindaco". Ma tant'è. "Siete tutti candidati, voi siete il nerbo del Pd", insiste D'Alema e la sfida, ragiona il capolista di Campania 1, sarà vinta solo se si saprà ritrovare la fiducia dei cittadini. "Siamo partiti dal 25 per cento, ma stiamo risalendo faticosamente, giorno per giorno. Recuperiamo prendendo di petto la gente, non fuggendo al confronto ma andando fisicamente dove c'è la camorra e nei centri di ricerca perchè le emergenze vanno affrontate e non negate e le eccellenze vanno raccontate". La linea di D'Alema è chiara: c'è la consapevolezza di limiti ed errori, ma attenti al rischio, avverte, che l'amarezza possa tradursi in un voto al Pdl. "Perchè - spiega il vicepremier - la campagna elettorale della destra e della Lega contiene un messaggio subliminale. Credo che mai si sia parlato così male, anche con toni razzisti, della Campania come in questi giorni". E invece, sottolinea D'Alema, il vero pericolo, per Napoli e il Mezzogiorno, sarebbe proprio una vittoria del Pdl. "Ma cosa propone Berlusconi? Non c'è un progetto, non c'è una proposta. È un re taumaturgo che propone solo sè stesso. L'Alitalia? Ci pensano i figli. I precari? Ci pensano i figli. È vero che ogni scarafone... però questo presentarsi come la soluzione di tutti i problemi del Paese appare come una forma di ipertrofia dell'ego". La risposta che il Pd deve saper dare, sostiene invece D'Alema con i sindaci, sta nella capacità di intercettare quegli strati sociali più poveri e di farsi carico delle loro esigenze. "Nessuno più di voi - dice - conosce quel popolo. Tra chi dice che non voterà e chi dice che non sa chi voterà siamo al 44 per cento del corpo elettorale. Questo vuol dire che siamo di fronte a un rischio di cedimento della partecipazione. Cerchiamolo questo popolo, abbiamo quindici giorni di tempo". D'Alema crede alla rimonta e confida nell'orgoglio ferito di una terra che rifiuta di essere rappresentata solo come un'emergenza. "Se si distrugge tutto e si fa un deserto si rischia di tornare al buio del passato". Follini concorda. "C'è qualcuno che vuole una Campania disperata. Fa rabbia - accusa - vedere in tv, sulle reti Mediaset, immagini di repertorio che riproducono un'emergenza che grazie al lavoro di De Gennaro è oggi molto meno grave". D'Alema in serata parte per la Puglia. "Quando vieni ad Avellino?", gli chiede una candidata di Campania 2. "Non so, non credo che verrò...", risponde andando via. Sembra Figaro, tutti lo vogliono, tutti lo cercano. A Napoli tornerà invece il 5 aprile, per un altro giro sulle montagne russe.

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I piloti non mollano Air France non decolla (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)

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N. 76 del 2008-03-29 pagina 0 I piloti non mollano Air France non decolla di Fabrizio Ravoni L'Anpac ha disertato la riunione di ieri: "Con i 2100 esuberi confermati, meglio il fallimento". Un sondaggio: il 72% degli italiani è a favore di una cordata tutta tricolore. Prato trova i soldi ma rischia i libri in tribunale Roma - "Un piano irricevibile". I sindacati e Silvio Berlusconi usano gli stessi aggettivi per commentare il nuovo programma dell'Air France per acquisire l'Alitalia. "A queste condizioni - aggiunge il leader del Pdl - quando saremo al governo non vorremo concludere alcuna trattativa" con i francesi. Anzi. "Lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Ne consegue che o l'Air France - a partire da lunedì - rivoluziona per la terza volta il piano presentato, o può dire addio all'Alitalia. E per un motivo molto semplice. Lo stesso Spinetta, presidente di Air France, ha sempre detto che il via libera dell'operazione è subordinato all'accettazione del negoziato da parte del nuovo governo; vista anche la necessità di attendere il semaforo verde dell'Antitrust europeo. Ma secondo Berlusconi le "condizioni poste da Air France sono irricevibili ed offensive: l'Alitalia sparisce e viene assorbita da loro. E non lo possiamo assolutamente accettare". Quindi, Parigi non può più pensare di acquisire la compagnia di bandiera. Salvo modifiche sostanziali al piano. Un'ipotesi, quest'ultima, sulla quale sta lavorando una diplomazia economica che segue parallelamente il negoziato ufficiale. Per Romano Prodi, invece, la trattativa con Air France deve andare avanti. Dello stesso parere anche Paolo Ferrero. "La proposta di Air France è migliorata. Bisogna migliorarla ulteriormente", sottolinea il ministro per la Solidarietà sociale. I sindacati non sembrano essere dello stesso parere del ministro della Sinistra Arcobaleno. Anzi. L'aggiornamento del piano originario è stato un duro colpo per le nove sigle sindacali. Gli esuberi sono stati tutti confermati (2100); il servizio cargo scompare nel 2010; la flotta viene ridotta da 174 a 137 aerei. Per i piloti dell'Anpac è meglio che a questo punto l'Alitalia fallisca, hanno disertato gli incontri di ieri, ma lunedì saranno presenti alla riunione con Spinetta. Nonostante le forti critiche al piano ("irricevibile ed inaccettabile", commenta una nota comune del fronte sindacale), le nove sigle continuano a voler andare avanti con il negoziato "per evitare il fallimento" dell'azienda. Le sorti dell'Alitalia, poi, sembrano interessare gli italiani. Secondo un sondaggio effettuato dall'Istituto di ricerche coordinato da Nicola Piepoli, il 72% è a favore di una cordata nazionale. Il 24% sarebbe addirittura pronto a partecipare ad un prestito nazionale pur di salvare la compagnia di bandiera. Ne consegue che - sempre secondo questo sondaggio - la scelta di Berlusconi di farsi promotore di una cordata italiana farebbe guadagnare al Popolo della libertà due punti percentuali. Vale a dire, 800mila voti in più. Bruno Ermolli, il superconsulente del cavaliere per le questioni finanziarie, conferma in un'intervista a "Studio Aperto" di aver ricevuto mandato dal leader del Pdl di "sondare il mondo imprenditoriale italiano per quella che potrebbe essere una disponibilità positiva per il Paese". L'eventuale cordata, però, non potrà manifestarsi "prima che si chiuda negativamente, come io immagino e spero, la trattativa con Air France", precisa Berlusconi. "A quel punto si vedrà che saranno moltissimi gli imprenditori italiani che risponderanno al mio appello". Nella stessa intervista a Class, il Cavaliere ritiene "sbagliata, ma da rispettare" la norma europea che definisce aiuti pubblici gli interventi pubblici a sostegno delle compagnie aeree "com'è accaduto per le linee aeree Usa dopo l'11 settembre". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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