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BRESCIA - Dopo la bocciatura senza appello del piano presentato da Air
France per la soluzione della crisi di Alitalia, è il momento della
realpolitik da parte dei sindacati. I leader delle tre sigle confederali,
riuniti a Brescia per la Conferenza operaia del Pd, hanno analizzato da diversi
punti di vista la vicenda che si avvia a conclusione, anche se non è escluso
uno slittamento dei termini della trattativa con le parti sociali. Il
segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha rilevato che «molte posizioni stanno
cambiando, ma la verità è che allo stato non c'è alcuna alternativa alla
trattativa con Air France». «Il settore aereo è molto difficile - ha aggiunto -
e favorire una cordata di per sé non risolve nessun problema. La mia opinione è
che non ci vuole una soluzione nazionale, ma una soluzione attenta agli
interessi nazionali».
BONANNI - Raffaele Bonanni della Cisl annuncia battaglia
contro un piano "irricevibile": «Lotteremo punto su punto per
migliorarlo». E sulla possibile cordata invocata da Berlusconi: «quando si
vedrà si valuterà. E bisognerà che questa cordata, se c'è, faccia una proposta
migliorativa rispetto a quella di Air France. Nel frattempo trattiamo con gli
unici interlocutori che abbiamo di fronte e cioè i francesi e tratteremo per
avere un accordo che rispetti le esigenze di 150.000 persone, compreso
l'indotto». Una trattativa che al momento sembra avere una sola via d'uscita
dunque. «Abbiamo davanti per ora un unico interlocutore e chiaramente solo un
ritiro di Air France potrebbe farci cambiare opinione».
ANGELETTI - Secondo il leader della Uil Luigi Angeletti «il
problema di Alitalia non è così semplice» e chi parla di una soluzione sul
modello Parmalat, con un commissariamento, dimentica che il gruppo di
Collecchio «aveva un problema finanziario ma sul piano industriale l'azienda
funzionava, mentre in questo caso le cose non stanno così». Per Angeletti
occorre «un piano industriale per rilanciare davvero l'azienda». «Non abbiamo
problemi di passaporto - dice parlando anche per conto degli altri leader
sindacali -, abbiamo il problema di imprese che investano e rilancino la
compagnia. Non è tanto la questione degli esuberi che Air France pone, ma
quello su cui noi avversiamo il loro piano è la riduzione delle attività perché
meno aerei significa meno operatività».
VELTRONI - Al Palabrescia è arrivato anche il segretario del
Pd, Walter Veltroni. «La trattativa con Air France vada avanti perché i
sindacati sono impegnati e noi con loro, a ridurre l'impatto sociale di questa
vicenda. I due perni della trattativa devono essere proprio quello dell'impatto
sociale e di Malpensa che è un grande aeroporto e in Italia ci possono essere
due grandi aeroporti» ha detto il leader del Pd nel suo intervento. Terminati
gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, si è ritirato dietro
al palco per un colloquio riservato con i tre sindacalisti. Alla conferenza
partecipano anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano e il sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta.
FINI - Anche nella campagna
elettorale del Pdl Alitalia occupa un posto rilevante. Ed è Gianfranco Fini
l'ultimo in ordine di tempo ad attaccare il piano dei transalpini. «Air France
era disposta a pagare 10 centesimi ad azione di Alitalia. Abbiamo scoperto,
tardi ma in tempo, che non c’era un piano industriale. La sinistra, targata
ancora una volta Prodi, voleva svendere un’azienda italiana che al di là dei
problemi ha certamente un valore ben superiore ai 10 centesimi ad azione».
I
DOCUMENTI AIR FRANCE
Alitalia
ha fatto cassa vendendo le sue azioni di Air France-Klm per 79 milioni di euro
e con il rimborso dallo Stato di un misterioso quanto miracoloso credito
d'imposta Irpeg di 69 milioni, scovato nelle ultime ore. Il fondo del barile è
stato raschiato. Quanto basta per concedere qualche giorno in più alla
trattativa con i sindacati sul controverso piano di Air France-Klm.
Se questo non basterà a chiudere l'accordo per la privatizzazione, il
presidente Maurizio Prato è pronto a chiedere al Tribunale l'amministrazione
straordinaria, la legge Marzano. Questo comporterebbe la messa a terra di molti
aerei e un drastico ridimensionamento dell'attività.
Le nove sigle sindacali, anche l'Anpac che contesta i 507 esuberi tra i piloti
previsti da Jean-Cyril Spinetta, saranno tutte alla Magliana lunedì alle 11 per
discutere sul documento quadro inviato da Air France.
Il documento riassume il piano industriale, con i miglioramenti concessi con
l'assorbimento in Alitalia Fly di un ulteriore migliaio di lavoratori
dell'handling a Fiumicino. Gli esuberi restano 2.120 (
Ieri sera il cda presieduto da Prato ha esaminato la fragile situazione
finanziaria della compagnia e ha accordato una breve proroga dei termini per la
trattativa rispetto alla data ultimativa del 31 marzo, indicata nel contratto
con Air France.
Prato non ha fissato una nuova data. Il cda ha «valutato, anche ai fini di un
eventuale contenuto slittamento del termine del 31 marzo qualora – dice il
comunicato – si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le
parti sociali», sia la comunicazione giunta ieri dall'Agenzia delle entrate del
Lazio sul rimborso, che avverrà entro lunedì, di crediti Irpeg «vantati dalla
società per 69 milioni di euro», sia la vendita, fatta ieri, dell'1,5% di Air
France-Klm per circa 79 milioni. In cassa entrano 148 milioni.
«In considerazione dell'elevato interesse della società all'attuazione di
quanto prevsito nel contratto concluso con Air France-Klm e – conclude il
comunicato – dell'obiettivo della salvaguardia del complessivo patrimonio
aziendale, il cda ha convenuto di attendere l'esito del confronto con le parti
sociali prima di asssumere determinazioni in ordine alle prospettive della
società».
Con questa mossa Prato tiene una spada di Damocle sospesa sulla testa dei
sindacati. In sostanza, viene accordato un «contenuto slittamento» del termine,
purché la trattativa con i sindacati proceda verso un accordo e non ci siano
espedienti dilatori. Se dovesse constatare uno stallo o una rottura, il cda
assumerebbe «determinazioni in ordine alle prospettive della società» che
significano una cosa sola: la richiesta di legge Marzano e l'arrivo di un
commissario, un uomo come Enrico Bondi (o forse proprio lui).
Il consiglio ha fatto sapere che in febbraio è stata bruciata cassa per 102
milioni e che la liquidità al 29 febbraio era ridotta a 180 milioni. I debiti
finanziari netti sono saliti a 1.368 milioni, dai 1.280 di fine gennaio.
Per tutti i sindacati il documento di Air France è insufficiente, lamentano che
sia troppo dettagliato dove prevede anche come saranno trattati gli esuberi, un
tema che di solito chiude le trattative. Ma i confederali non hanno chiuso la
porta al negoziato. «Ho fatto delle proposte oltre le quali non posso andare,
senza rimettere in discussione i fondamenti stessi del mio progetto per
Alitalia», ha scritto Spinetta.
Tra gli elementi più insoddisfacenti per i sindacati, il taglio della flotta
passeggeri di lungo raggio a 20 aerei (via tre Boeing 767). Solo dal 2010 il
lungo raggio potrebbe a crescere, di appena un aereo all'anno (B 777), otto
velivoli fino al 2018. Con i tagli di Air France, la compagnia diverrà poco un
vettore regionale, con l'aggiunta 14 destinazioni intercontinentali servite da
20 aerei.
Berlusconi
ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
danno una
spinta a Veltroni Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi
Muore la cordata mai nata, un altro bluff scoperto. Ora può solo perdere Il
Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna cordata italiana ma solo
"contatti informali con diversi imprenditori ". E in ogni caso,
sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che la trattativa con Air
France si esaurisca"
Comunque,
la sua storia è nita ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esito
imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi è alla
fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti che si
è ricostituita tre anni fa (era allora che a n d a v a fatta l'oper a z i o n e
Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso conto) e
che il Pd non riesce a erodere.
Il
Cavaliere svela il bluff ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il Cavaliere
aveva invitato "a riflettere con attenzione sull'operazione Alitalia-Air
France". Il passo successivo l'ha compiuto il 5 marzo quando ha detto
"che la cosa migliore per Alitalia sarebbe che dieci imprenditori italiani
entrassero in campo", salvo poi aprire alla possibilità di una
"public company con francesi e olandesi".
Per
il leader del Pdl c'è il rischio aggiotaggio
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esternazioni
su Alitalia, che negli ultimi giorni stanno influenzando le quotazioni del
titolo della compagnia di bandiera. Tuttavia sia la Consob che la procura di
Roma hanno fatto sapere che stanno "monitorando con attenzione" le
vicende di questi giorni. In particolare, la commissione guidata da Cardia
"ha messo in atto un attento monitoraggio e ha effettuato interventi di
competenza "
Alitalia
e il possibile con itto targato Eni
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
S C R I P T A
M A N E N T Alitalia e il possibile con itto targato Eni PANORAMIX Ecco la
cordata Chi avrà ragione tra Roma e Torino? La Stampa dedica l'apertura del
giornale alla ormai mitica cordata di Silvio Berlusconi. Nel cortile di Palazzo
Grazioli, di ritorno da un comizio elettorale a Viterbo (piazza semivuota,
nelle cronache di qualche quotidiano)
Scontro
sul piano per alitalia ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I piloti in
trincea: meglio il fallimento Scontro sul piano per Alitalia No dei sindacati,
ma si tratta. Berlusconi: se vinco mai con Air France ROMA - I vertici di Air
France hanno presentato un nuovo piano per l'acquisto di Alitalia. Ma il
presidente della compagnia francese ha confermato che si dovranno tagliare 2.
Tagli,
investimenti e ammortizzatori spinetta: "non posso fare di più" -
ettore livini ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ai sindacati
di Alitalia per presentare il nuovo piano di Parigi per la nostra compagnia di
bandiera. Sedici fogli di progetti e numeri ? forse l'ultimo salvagente per
salvare la Magliana senza passare da un'amministrazione straordinaria ? che
confermano le aperture degli ultimi giorni (meno tagli per i piloti e più
dipendenti assorbiti da Az Servizi)
E
il titolo della compagnia torna a precipitare: -37%
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
le azioni di
Alitalia non sono riuscite a fare prezzo in apertura e poi sono state
lungamente sospese per eccesso di ribasso durante la seduta. Risultato: a fine
giornata hanno segnato un crollo del 37,5% a 0,4 euro. La trattativa tra i
sindacati di Alitalia con il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta verrà
ripresa lunedì prossimo,
"parigi
è aperta al dialogo ma sui principi non cederà" - giampiero martinotti
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
certi toni
non sono piaciuti ai sindacalisti di Alitalia. "Come le ho detto, è capace
di essere molto duro sui suoi principi, tanto da poter sembrare brusco. A volte
la sua onestà può sorprendere. Ho sentito che ha tenuto un discorso molto
chiaro ai sindacalisti di Alitalia, che lo hanno trovato altezzoso, come se
prendesse Alitalia come una piccola compagnia.
Air
france conferma gli esuberi sindacati delusi, ma trattano - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Maurizio
Prato tutte e nove le sigle sindacali di Alitalia saranno presenti. Un dialogo
che potrebbe proseguire anche per una settimana in più, dopo la boccata di
ossigeno da 148 milioni di euro che il cda Alitalia ha tirato fuori dal
cappello. Risorse fresche, frutto della vendita della quota inferiore al 2% di
azioni Air France possedute dalla Magliana (79 milioni il ricavato)
Campania,
d'alema fa scudo a bassolino "non fate dispetti, ci giochiamo
l'italia" - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Una
volta aveva una ricetta: meno tasse. Oggi è un re taumaturgo che propone se
stesso e i figlioli. Sia alle precarie carine sia all'Alitalia, Capisco che c'è
quel detto che ogni scarrafone? però si tratta di ipertrofia dell'ego". E
via di nuovo. O su o giù.
La
sindrome di arcore - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sull'Alitalia,
sulle pensioni e infine sulla tv. è il trionfo della politica mediatica, la
berlusconizzazione strisciante della politica, la vittoria della televisione sulla
politica. Quante volte è stato detto, qui e altrove, che la vera politica non
si fa in tv, che i talk-show non sono il luogo deputato al confronto,
Fiumicino,
l'incubo dei licenziamenti assemblea infuocata dei dipendenti alitalia - carlo
picozza ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
licenziamenti
assemblea infuocata dei dipendenti Alitalia CARLO PICOZZA "Il Piano di Air
France-Klm per l'acquisizione di Alitalia è pieno di insidie per
l'occupazione". La proposta francese per l'acquisizione della compagnia
italiana è uscita malconcia, ieri nello scalo di Fiumicino, all'assemblea del
personale di terra (Alitalia Fly/Express) e degli addetti alla Manutenzione e all'
Fiumicino,
arrivano i voli spostati da malpensa
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina V -
Roma Il piano Alitalia scatta da domani Fiumicino, arrivano i voli spostati da
Malpensa Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa,
prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti intercontinentali e
internazionali spostati sullo scalo della Capitale.
Mozzarella
di bufala e malpensa due carte nelle mani di smirne
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La crisi
Alitalia e il depotenziamento di Malpensa sono noti da tempo, e da tempo
diplomaticamente si è giocata la controffensiva spiegando a tutti che comunque
vada, "nel 2015 Malpensa sarà cresciuta molto più di adesso", per
dirla con il governatore lombardo Formigoni.
Domani
scatta l'orario estivo più voli per roma e milano
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Tra le novità
più attese ci sono quelle che dovrebbero arrivare da Alitalia. La compagnia di
bandiera, con la bella stagione, dovrebbe aumentare i voli da e per Roma e
rimodulare l'offerta per Milano. Distribuendo meglio i voli da e per Malpensa,
in modo da coprire l'intera giornata. Altre novità saranno in arrivo sul
versante dei voli low cost.
Berlusconi:
diremo no ad air france - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
questione
Alitalia in campagna elettorale, Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ieri ne ha
fatto piazza pulita. Il suo discorso è stato molto diretto: "Non vogliamo
che Alitalia sparisca o venga assorbita da Air France - ha precisato - lo
diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al governo non vorremo
concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto fin qui"
E
la lobby dei piloti ci ripensa "ben venga il piano del cavaliere" -
roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Ma
la ribellione dell'Anpac, il primo sindacato tra i comandanti, contro l'ultima
versione del piano dell'algido corso Jean Cyril Spinetta non è politicamente
neutra. Perché quella che fu anche "Aquila selvaggia" negli anni
Silvio
ha una missione per le donne "per le elezioni crostate agli
scrutatori" - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio
( da "Repubblica,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la tentazione
della battuta è irresistibile: "Vedo che c'è una delegazione
dell'Alitalia. Scusate ma preferisco le donne". Pazienza, andiamo avanti.
Si parte dalle inspiegabili virgolette messe nel titolo della manifestazione:
"Donne" per l'Italia. Solo la parola donne è fra apici. "Le
virgolette sono mie", proclama orgoglioso il leader.
Il
professore di Padova e la Sindone
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2 Emails
Ultime news Alitalia, Spinetta: "2100 esuberi" No dei
sindacatiCassazione: "In casa i cani abbaino poco"Film anti-islam,
l'Onu: "Incoraggia la violenza"Bush: "È interesse della Cina
dialogare con il Dalai Lama"Berlusconi: "Siamo in vantaggio dell'8,6%
Al Senato c'è il rischio accordo tra Pd e Sa"Bufala, l'Ue: "Nessun
rischio per la salute"
L'INTERVISTA
OLIVIERO BACCELLI: IL COMMISSARIAMENTO NON E' POSSIBILE 0 L'unica rotta passa
per Parigi ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per Alitalia
non ci sono altre soluzioni che andare fino in fondo nella privatizzazione.
Perché? "La legge Marzano non è applicabile in una condizione come quella
di Alitalia, dove la gestione operativa è ampiamente in perdita. Non siamo
nella situazione di Parmalat, che aveva un grosso buco finanziario ma era
fondamentalmente un'
Di
VITTORIO DALLAGLIO - MILANO - LA LIQUIDAZIONE dei supermanage
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un fiume di
denaro che ricopre anche molti manager pubblici, a prescindere dai risultati.
L'Alitalia oggi è sull'orlo del fallimento ma Giancaro Cimoli che guidò la
compagnia dal 2004 al 2006 se ne andò con una liquidazione di 5 milioni di
euro, dopo aver incassato uno stipendio di 2,8 milioni l'anno. - -->.
Malpensa,
scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
LAVORATORI
DELLA SPA INCOMINCIANO A PAGARE LA SMOBILITAZIONE DECISA DA ALITALIA Malpensa,
scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti della Sea di CORRADO DRAGOTTO ?
MILANO ? SCATTA OGGI la cassa integrazione a rotazione per 900 lavoratori di
Sea e Sea Handling in servizio a Malpensa. Già dai turni della mattina, i
dipendenti della spa (86% Comune, 14% Provincia) incominceranno,
Restano
2100 esuberi ma si continua a trattare
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del AIR FRANCE-ALITALIA Restano 2100 esuberi ma si
continua a trattare Di Giovanni e De Mattia a pagina 2.
La
mezzanotte on line del candidato Walter
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
coinvolgendoli
nella cordata per Alitalia: teniamo le "creature" fuori dalla
campagna elettorale...". Il leader Pd ha risposto anche ad Alessandra, che
dal 2004 vive negli Usa, a proposito dei "cervelli in fuga":
"Siamo partiti proprio da qui: costruire un paese accogliente e ospitale
per i suoi giovani, in cui il sistema scolastico e universitario non sia mai
più considerato marginale"
I
piloti ascoltano le sirene della destra L'Anpac: meglio il fallimento. Ma alla
cordata italiana credono in pochi
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la
potentissima organizzazione dei piloti Alitalia. Finora alla Ma- gliana hanno
"remato" a fianco degli intoccabili boiardi di Stato chiamati a
pilotare verso il nulla la compagnia. Hanno propagandato la proposta francese
come l'unica vera occasione per il gruppo italiano, convinti com'erano che
loro, la corporazione più esclusiva d'Italia, non sarebbero stati toccati.
Air
France, i sindacati dicono no Il nuovo piano non va, ma la trattativa resta
aperta. Gli esuberi sono 2.100. Crollo in Borsa
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
620 per
Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I sindacati non ci stanno.
"Proposta insufficiente" dichiarano in una nota comune. Ma vogliono
trattare e strappare condizioni migliori. L'Anpac all'inizio si chiama fuori.
Ma poi la potente sigla dei piloti è costretta a rincorrere gli altri: si
presenterà al confronto di lunedì,
Il
faro Consob non fa luce ( da "Unita, L'"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che è andata
a concentrarsi sulla vicenda Alitalia, il rischio che essa debba essere
combattuta anche a colpi di norme del Testo unico della finanza. Ma tant'è. Nel
punto delicatissimo nel quale si è giunti dopo la presentazione del nuovo
documento di Air France e i possibili sviluppi del negoziato, occorrerebbe un
embargo politicamente concordato delle dichiarazioni,
E
oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia dal
cilindro uscì la Rai Se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Intendo Silvio,
mago della comunicazione. Gli è riuscito il giochetto elettorale sull'Alitalia,
di cui da statista con i piedi per terra e i pensieri in volo non gliene può
fregare di meno, vedi il disinteresse da sempre per il precipizio della
compagnia di bandiera.
Alitalia,
tutto esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani
le nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già overbooking Osaka e
Teheran ( da "Unita, L'"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, tutto esaurito per i voli trasferiti da
Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le nuove rotte intercontinentali del
Leonardo Da Vinci: già "overbooking" Osaka e Teheran di Gioia
Salvatori TUTTO ESAURITO sui nuovi voli Alitalia da Roma per Teheran e Osaka.
Le
signore non si fanno mai aspettare. Ma Silvio Berlusconi, che pure è un anziano
signore, non ( da "Unita, L'"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'Alitalia
che deve restare italiana, e ci penserà lui; la spazzatura di Napoli ed ora
anche le mozzarelle; la sicurezza che non c'è; il lavoro che manca e più che
mai per le donne; le tasse e le pensioni; l'attacco ad alzo zero all'avversario
"comunista in politica da quaranta anni".
Alitalia,
il bluff è pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia
( da "Unita,
L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, il bluff è pagato da tutta la comunità
Cara Unità, Su Alitalia gli alleati di Silvio Berlusconi esaltano ora le doti
del loro leader, che con il furbo annuncio dell'inesistente cordata italiana,
avrebbe spinto Air France ad una maggiore disponibilità nelle trattative.
L'Italia
convince la Ue: via libera Test rafforzati in particolare nelle province di
Caserta, Napoli e Avellino ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
legame tra le
mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano
molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia
aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute,
Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al
ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'
Di
ALESSANDRO FARRUGGIA - ROMA - TUTTO è bene quel ch
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
legame tra le
mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano
molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia
aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute,
Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al
ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via d'
TRA
TANTO sfascio - rifiuti, mozzarella di bufala, l'affaire Alitalia - l
(
da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affaire
Alitalia ? l'immagine dell'Italia si tiene su anche con l'ironia. E così su
eBay spunta l'asta per la cordata italiana accompagnata dallo slogan
"Alitalia, adottiamola tutti". Il venditore ? un messinese che si
firma findomestic ? ha le idee chiare: basterebbero 5 euro ad italiano per
salvare la nostra ex compagnia di bandiera.
Alitalia?
Air France non può far di più I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi:
Piano offensivo . Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Alitalia?
Air France non può far di più" I sindacati fanno muro, ma trattano
Berlusconi: "Piano offensivo". Peggiorano i conti, ma arriva un po'
d'ossigeno ? MILANO ? IL NUOVO PIANO di Air France-Klm per Alitalia è arrivato
poco prima della mezzanotte di venerdì ai sindacati.
Alitalia,
piano <inaccettabile> ma si tratta
( da "Liberazione"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
piano "inaccettabile" ma si tratta Fabio Sebastiani Piano
inaccettabile, ma si continua a trattare. Il nuovo incontro con Air France si
terrà lunedì. E' questo in sintesi il racconto dell'ennesima giornata di
passione di Alitalia, che ieri in borsa è arrivata a perdere il 37%.
Faremo
il pieno di senatori Maroni: Sul federalismo nessun problema con FI e An
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
SU Alitalia,
Roberto Maroni non usa giri di parole: "Grazie a Berlusconi, è stata
stoppata un'operazione condotta con carte truccate. Un grande ragalo del
governo Prodi a Air France". Il centrodestra è sicuro di vincere. Ma se ci
fosse un pareggio al Senato, che succederebbe?
Per
carità ( da "Liberazione"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
incapace"
sull'Alitalia Gentile direttore, rispetto alla vicenda Alitalia, considerando
che i costi relativi al ridimensionamento aziendale in termini di risorse umane
saranno a carico dello Stato, tipo pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa
integrazione e così via, è possibile che questo governo, ancorché in scadenza,
Alitalia
e Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione
( da "Liberazione"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
Malpensa: le chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione Alfonso
Gianni* Chiacchiere "a schiovere", dicono a Napoli. E' quello che sta
succedendo in questa terribile campagna elettorale a proposito di Alitalia e di
Malpensa.
CARLA,
CONSOLAZIONE DEL MADE IN ITALY ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non parlo
della mozzarella ma di Alitalia, ma altre volte sono eccellenze quelle che
portano all'estero il nostro marchio e dunque i cugini d'Oltralpe non stiano
tanto a cavillare sulla nostra sgangherata compagnia di bandiera, nel conto
finale calcolino anche quella meraviglia che non è figlia loro.
In
rotta Prodi e Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non possiamo
assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France".
Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta per l'acquisizione di
Alitalia, giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla
cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera.
<Il
documento? Un impatto devastante>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Unione piloti
esprime un giudizio "fortemente negativo sul documento di visione
strategica di Alitalià presentato da Air France-Klm". In una nota, si
rileva che "come da noi previsto ed evidenziato da molti mesi le ricadute
sui piloti sono pesantissime, purtroppo in completa antitesi con le
rassicuranti bugie che qualcuno cercava di farci bere".
<Alitalia,
oltre duemila esuberi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Pagina 215 "Alitalia, oltre duemila esuberi" Air France conferma
tagli pesanti. No dei sindacati --> Air France conferma tagli pesanti. No
dei sindacati Non cede Air France. In Alitalia sono più di 2000 gli esuberi. I
numeri del piano sono stati confermati ieri dal numero uno della compagnia
franco-olandese, Cyril Spinetta.
Continuità,
diffida dell'Enac ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il testo
della diffida che Enac ha notificato nella giornata di ieri ad Alitalia e ai
direttori degli aeroporti interessati dalla possibile violazione del decreto
sulla continuità territoriale. Un provvedimento al centro di una rilettura da
parte della Commissione europea, alla base del tentativo di Alitalia di
ripartire, con gli orari estivi, da Cagliari per Roma e Milano.
<Peggio
di Berlusconi c'è solo chi lo imita>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia
dite le stesse cose del Pdl. "Entrambi critichiamo l'ipotesi Air France:
ma mentre noi difendiamo i lavoratori, loro vogliono solo andare contro il
governo Prodi". Quale risultato elettorale vi soddisferebbe, in Sardegna?
"Una percentuale a doppia cifra è alla nostra portata.
Lista
nera,spuntanootto liguri ( da "Secolo XIX, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
altra notte
ai sindacati di Alitalia che, pur definendo il piano "insufficiente",
assicurano che ci sono ancora margini di trattativa. I piloti dell'Anpac,
invece, giudicano la proposta "irricevibile", parlando perfino del
fallimento come soluzione da valutare". Alitalia ha intanto recuperato 148
milioni di nuova liquidità e sta valutando di prorogare le trattative con Air
France-
Bertinotti
E PDL, ANCORA NO bossi dubbioso, il pd insiste
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non si può
giocare così con Alitalia a danno dei lavoratori", afferma Walter
Veltroni. "Con le chimere di Berlusconi, Alitalia rischia di
scomparire", aggiunge Francesco Rutelli. E il ministro Antonio Di Pietro
si augura che Alitalia non finisca come l'asino di Buridano, che faceva il
difficile di fronte all'erba del prato ed è morto di fame.
Nelle
urne il futuro delle tante diaspore
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per giunta
sul palcoscenico elettorale è stata chiamata a svolgere un ruolo da
protagonista l'Alitalia, compagnia aerea un tempo prestigiosa ed efficiente,
progressivamente portata allo sfascio dalle convergenti responsabilità di
alcuni manager a dir poco inadeguati e di certi sindacati sostenitori di
insaziabili interessi corporativi.
Accordo
impossibile ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il fallimento
è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di
Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che
Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia
solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della
trattativa che porterà l'azienda al fallimento".
Berlusconi
rilancia ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
applicare per
Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i
posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl si stringe a difesa di
Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading : "Sulla questione
Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia l'ennesima campagna
politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi"
Guerra
con la Francia ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Italia blocca
Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la
mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da
monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a
Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più
odioso: ai rigori.
Stato
di agitazione a Fiumicino contro i tagli
( da "Tempo,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tutti i
dipendenti Alitalia alla manifestazione programmata per lunedì mattina alla
Magliana, ha concluso l'assemblea di ieri dei dipendenti di Alitalia Service
all'aeroporto di Fiumicino. L'assemblea è stata caratterizzata da un clima di
profonda preoccupazione da parte dei partecipanti: molti i silenzi, ma non sono
mancati alcuni interventi critici nei confronti dei sindacati.
Tra
Italia e Francia, cugini latini ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Noi ci siamo
rifatti in parte con i giornali : un editore italiano ha controllato per alcuni
anni France Soir ed un altro detiene adesso il 33% dell'azionariato di La
Tribune. La drôle de guerre dunque non riguarda solo la mozzarella e l'Alitalia
(Absit iniuria verbis, ovvero con rispetto parlando), ma molto, molto di più.
Ferrara:
<La mia lista per la vita riaccende la voglia di valori e passione>
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al Senato si
voti pure sull'Alitalia, perché questa mi sembra la deriva, alla Camera si
prenda atto che c'è una possibilità in più, legata al grande tema che riguarda
la vita". E qui le donne insorgono. "Sbagliando. Non intendo certo
riporre la criminalizzazione o la non criminalizzazione delle donne che
abortiscono.
Air
France-Klm conferma il piano di 2.100 esuberi
( da "Tempo,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia",
scrive il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una lettera
riservata inviata ai sindacati. "Il piano industriale è costruito con il
solo obiettivo di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo
virtuoso della crescita redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro
sviluppo ambizioso"
Bufera
Alitalia ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa Il
piano Air France fa infuriare i sindacati Bufera Alitalia Air France-Klm
presenta un nuovo piano ai sindacati e conferma i 2.100 esuberi. Spinetta:
"Non possiamo fare di più". I sindacati sbattono la porta e il
segretario della Uil, Luigi Angeletti, è categorico: "Accordo impossibile,
serve una vera svolta".
Difficile
dire se i francesi suscitano in noi più
( da "Tempo,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vogliono
comprare la nostra Alitalia, hanno pieno diritto di farlo. Ma pensate un po'
cosa sarebbe accaduto a parti invertite. Sicuramente avrebbero costruito una
nuova linea Maginot, più efficace dell'originale. A chi sarebbe mai venuta
l'idea in Italia di bloccare lo champagne perché qualche produttore è sotto
accusa?
Le
replica Dal Loft dei democratici una sola parola di commento: Infantile
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di Pietro ha
denunciato Berlusconi in procura per la questione Alitalia. Condivide?
"Non sono mai per regolare le questioni sul piano giudiziario, ma
politico. Un frammento del modo in cui io ritengo si debba regolare il rapporto
fra garanzie e legalità, fra politica e giustizia, sta nella nostra proposta
sulle intercettazioni: un magistrato intercetti quanto ritiene.
Cv
Alital 1069,603<TD class ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
69,603 75,309 cv B Ifis 09 99,760 100,320 cv Bco Popol 10 100,533 100,586 cv
Beni Sta 11 93,195 92,796 cv BIM 15 90,417 90,773 cv Carige 13 112,613 114,323
cv Mi-A2a 09 115,091 115,239 cv SIAS 17 93,345 92,744 cv Snia 10 92,600 92,600
cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,132 109,
La
vicenda Alitalia sulle nostre spalle Rispetto alla vicenda Alitalia,
considerando che i ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Chi
aspira all'oligarchiaè il vero antipolitico
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
astensione
potrebbe colpire anche l'elettorato di centrodestra: dopo la gaffe su Alitalia,
ci manca solo che il Cavaliere sposi la sorella di Carla Bruni per provocare
reazioni di rigetto. E poi, che succederà? In caso di stallo al Senato, il
Cavaliere potrebbe anche comprarsi l'intera Udc, mettendola a palleggiare a
Milanello;
Giovani,
cervelloni e superliberali ( da "Giornale.it, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Volete sapere
tutto di Alitalia? Bene, il qui presente Giuricin ha scritto il briefing paper
(breve saggio, otto pagine) n.51 sul problema, aggiornato all'ultimo minuto. La
sua tesi - liberista pura - è che bisogna vendere ad Air France senza ricamarci
ancora. Allo stesso modo troverete briefing paper sul trasporto locale, la
liberalizzazione dei servizi postali,
<Alitalia
e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
76 del
2008-03-29 pagina 2 "Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere
questa sfida" di Giannino della Frattina Formigoni risponde ai turchi che
attaccano: "Il risultato finale? Non sarà condizionato" (...) Ma le
bufale alla diossina, assicurano i due, non avveleneranno la corsa di Milano
all'Expo.
Scajola
lancia la corsa di Orsi ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia come
aveva già fatto con altri gioielli di famiglia". Sull'immigrazione:
"Aggiungiamo un posto a tavola per quelli che vengono per lavorare e non
per quelli che vogliono a delinquere". Forte il messaggio sul nucleare:
"La scelta di rinunciare alle centrali fu scellerata perchè oggi in Italia
l'energia costa il 30%
I
piloti lasciano a terra Air France
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
commissariamento
Le casse di Alitalia si sono ridotte a febbraio a 180 milioni di euro ma arriva
una boccata d'ossigeno per 148 milioni. L'iniezione di liquidità è dovuta ad un
rimborso fiscale ed anche alla dismissione di tutte le azioni detenute in Air
France-Klm. Nonostante questa situazione di criticità finanziaria, il consiglio
di amministrazione della società ha deciso di attendere l'
<Prodi
ci ha snobbato, confidiamo nel Cavaliere>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'Alitalia la
paghiamo tutti, anche mia madre che non ha mai volato". La riforma della
contrattazione come va affrontata? "Il protocollo per la contrattazione
territoriale, sottoscritto con i tre principali sindacati confederali, è
rimasto sulla carta perché la Cgil ha difficoltà ideologiche.
Nessun
cedimento da parte dei francesi Il piano conferma tutti i 2.120 esuberi
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
620 per
Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594
assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in
Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo
nel 2010.
<Cinque
euro a testa: ecco la cordata>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Redazione
Per Alitalia, la cordata italiana alla fine potrebbe esserci. E stavolta a
dirlo non è un politico né un nome del panorama finanziario o istituzionale:
per scoprirlo, basta fare un giretto su internet. L'idea è venuta a un
venditore di Ebay con un'originale inserzione sul sito di aste più famoso del
mondo: "Alitalia,
Prato
trova soldi ma rischia i libri in tribunale
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che evocano
la richiesta di amministrazione straordinaria, il comunicato diffuso da
Alitalia nella serata di ieri, dopo un consiglio prolungatosi per quasi sette
ore. Lunedì, dunque, è la data cruciale. Il cda non esclude una proroga del
termine dopo il 31 marzo, ma prenderà la decisione in extremis, lunedì stesso,
se ci sarà "fumus" per un accordo.
Bene
Lottomatica e Fastweb ( da "Giornale.it, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
in una seduta
dominata ancora una volta da Alitalia (vedi servizio nelle pagine interne).
Alla fine l'indice Mibtel avanza dello 0,06%, mentre lo S&P/Mib segna un
rialzo dello 0,09%. Tra gli spunti, Fiat che ritrova e supera di slancio la
soglia psicologica dei 14 euro e guadagna il 3,8% a 14,24, grazie all'ipotesi
di uno scorporo dell'auto non escluisa dall'ad Sergio Marchionne.
Il
Cavaliere: se vinco io addio francesi
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA Il
Cavaliere: se vinco io addio francesi Barbera, Giovannini e Manacorda Il cda
della compagnia italiana trova148 milioni Ossigeno per la società.
DEPRESSI
ALLE URNE ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
argomento sul
quale si è concentrata la polemica elettorale: l'Alitalia. Un caso che
avvilisce, perché si parla di concludere una storia vergognosa di sprechi
clientelari e di incapacità manageriale con due soluzioni entrambe umilianti. O
la svendita a una compagnia straniera o l'intervento dello Stato, anche se
coperto da ancora fantomatici imprenditori privati,
Prove
d'intesa a destra Il candidato del Pdl: Francesco da me non avrà dispiaceri
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Certo, se la
vicenda Alitalia riporta in primo piano Padoa-Schioppa e le liti tra i
ministri, la vedo male. Già col "tesoretto" Tps ci aveva creato guai
per mesi, se ora continua con Alitalia... Ma lui è così: i conti e basta.
Ricordo che per ottenere il taglio dell'Ici quasi mi dovetti incatenare".
Buttiglione
dal vescovo Le imprese ai candidati "Un ponte con Genova"
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E per
Alitalia "rovinata prima dalle indecisioni del governo Berlusconi, poi
dall'asta voluta da quello di Prodi, occorre sapere che si potrà fare un passo
avanti solo dopo aver portato i libri in tribunale mentre è assurda la
pantomina tra Silvio e Walter".
Air
France non fa sconti ( da "Manifesto, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La compagnia
francese conferma le sue condizioni per l'acquisto di Alitalia: 2.100 esuberi.
Sindacati contrari ma disposti a trattare. Berlusconi continua il suo spot
aereo-elettorale: "I francesi ci umiliano, se vinciamo noi niente
vendita"PAGINA 3.
<Expo,
gli scandali non ci danneggiano>
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Moratti e
Formigoni: siamo ottimisti Letizia Moratti e Roberto Formigoni difendono la
posizione di Milano nella corsa all'Expo: "Né il boicottaggio della
mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata
danneggeranno le nostre chances per l'esposizione". ALLE PAGINE 6 e 7
Cremonesi, Giannattasio e Querzé.
Unica
certezza: no al fallimento ( da "Manifesto, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella
Sinistra arcobaleno ricompare a tratti anche la proposta della
"nazionalizzazione" (Alitalia è a tutti gli effetti una società
ancora statale al 49,9%). Ma nessuno riesce a non dare la sensazione di
"parlare di Alitalia" per far parlare si sé; senza alcuna idea
praticabile per uscire dall'imbuto.
Un
piano industriale, non chiacchiere in cordata
( da "Manifesto,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un'Alitalia
fallita e ricostruita - ma da chi? - sarebbe costretta a partire da zero.
Controcorrente. Il piano Air France-Klm poggia con razionalità su tre hub
continentali (Amsterdam, Roma, Parigi), dovendo misurarsi
"localmente" con la concorrenza di Lufthansa e alleati, con grandi
prospettive a Est.
A
mezzanotte si aprono i cieli Voli liberalizzati tra Europa e Usa
( da "Manifesto,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Indipendentemente
dalla presenza di Alitalia e di AirFrance-Klm - dice Héritiere - l'aeroporto
può vivere, con Open Skies è diventato molto appetibile, tanto che 40 compagnie
hanno chiesto di comprare gli slot di Alitalia". Ma i cieli aperti non
sono tutti benefici. L'incremento dei collegamenti (già da domani un 20% in più
tra Londra e New York) farà crescere le emissioni.
Moratti:
<Malpensa e mozzarella non ci danneggeranno per l'Expo>
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Né il
boicottaggio della mozzarella di bufala, né la vicenda Alitalia con crisi
Malpensa allegata danneggeranno le chances di Milano per l'Expo. Poi l'attacco:
"La Turchia chiede l'Expo per la Turchia, noi la chiediamo per tutti i
Paesi del mondo". A due giorni dal voto Expo 2015 arriva il pepe della
competizione.
La
squadra di Spinetta, il tavolo dei nove
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
potrebbe
essere inserito nei ruoli dirigenziali di Alitalia se l'operazione andasse in
porto. Sono due invece le signore che si alternano al fianco di Spinetta:
Florance Parly, responsabile delle Strategie, già segretario di Stato al
Bilancio nel governo del socialista Lionel Jospin, e Marielle Hamon, che si
occupa di Controllo.
Alitalia
La vendita ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5
categoria: BREVI Alitalia La vendita 148 Milioni di euro: sono entrati nelle
casse di Alitalia ieri grazie alla cessione del 2% di Air France-Klm e a un
credito d'imposta. Si aggiungono ai 180 milioni che risultano in cassa a fine
febbraio.
Calderoli:
anch'io ho un imprenditore ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per prendere
Alitalia oggi ci vuole coraggio, ma ce ne vuole di più, secondo Calderoli, per
sfidare un governo "che vede solo l'Air France". Peccato,
"perché l'Alitalia agli imprenditori del Nord interessa, eccome. Questo
gruppo, pronto a entrare nella cordata Berlusconi, pensa di fare un
investimento, mica beneficenza.
Esuberi
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cyril
Spinetta per Alitalia prevede un totale di esuberi per 2.120 addetti Piloti I
tagli previsti sono 507 di cui 213 uscite nel 2010, 117 pensionabili dal 2011
al 2014 e 177 da cassintegrare e poi ricollocare Assistenti di volo Gli esuberi
sono 594, tutti con uscita previdenziale tra il 2010 e il 2014 Personale di
terra I tagli sono 398,
Berlusconi:
dirò no ad Air France, dopo il voto appello per la cordata
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I sindacati
di Alitalia bocciano senza mezzi termini la proposta di accordo-quadro di Air
France-Klm, ma tutti e nove dicono "sì" alla trattativa che partirà
lunedì pomeriggio. Segno che ritengono di avere margini per trattare, o almeno
ci sperano. La prospettiva non è rosea, visto che nella lettera di
accompagnamento al documento "altamente confidenziale "
LA
PIGRIZIA SINDACALE ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il caso
Alitalia lo dimostra: i capi sindacali grandi e piccoli hanno usato con troppa
parsimonia la loro conoscenza degli avvenimenti e hanno preferito indulgere
nell'elenco dei peccati altrui, senza mai inserire una nota a margine sui propri.
Tutto ciò non induce all'ottimismo alla vigilia del voto e in prossimità
dell'inizio di una stagione politica,
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1
autore: di ... ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sezione:
Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di MARIA LUISA AGNESE Noi
e i francesi Da Mazarino a Carlà Odi e amori L a Francia che dichiara guerra
alle italiche mozzarelle, anche se poi si pente e in qualche modo smentisce
l'embargo. L'Air France che vuole conquistare l'Alitalia. CONTINUA A PAGINA 3.
Berlusconi:
fermerò Air France ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008-03-29
num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere all'attacco: ci offendono, se
vado al governo non vendo a loro Berlusconi: fermerò Air France Il piano della
compagnia per Alitalia: 2.100 esuberi ROMA - "Offensiva" per
Berlusconi la proposta Air France per Alitalia: "Se governerò, dirò
no". A PAGINA 5 Baccaro.
Rutelli
punta al 51 per cento Difende Fiumicino, attacca Bossi
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Capitolo a
parte meritano la questione Alitalia e, ovviamente, Umberto Bossi: "Lui
può parlare di tutto, ma oltre che sparare ogni giorno contro Roma gli
consiglierei di verificare tutti gli errori fatti dalla destra su Alitalia e
contro Malpensa". Perentoria la difesa di Fiumicino: "Sulla questione
Alitalia vanno garantiti gli interessi del Paese.
Indici
piatti, rally di Lottomatica ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A partire da
Alitalia (che si appresta a lasciare l'S&P-Mib: da lunedì sarà sostituito
da Geox): il titolo non è riuscito a fare prezzo in apertura, poi ha subìto
ripetute sospensioni per eccesso di ribasso e infine ha segnato in chiusura un
crollo del prezzo di riferimento pari al 37,19%.
E
Casini lodò Umberto: solo lui capisce
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il capo
leghista chiede garanzie, vuole anzitempo prenotare i posti nel governo. Una
marcatura così asfissiante che nei giorni scorsi Berlusconi è andato in
escandescenze. Ma finché "Silvio " non cederà, "l'Umberto"
gli farà il controcanto: su Alitalia, sul duello tv, e anche su Casini... Francesco
Verderami.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-29 num: - pag: 50
autore: di MASSI... ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sfida dello
Stato azionista I l centenario di Fincantieri offre un tonico allo Stato
imprenditore prostrato dal tracollo di Alitalia. Nel trasporto aereo, perderemo
la compagnia di bandiera, senza vedere al suo posto un vettore privato di
rilievo internazionale. Nella cantieristica, invece, il colosso pubblico è
primo al mondo, e dietro crescono i produttori privati di superyacht.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
proposta francese Nuova proposta di Air France-Klm per Alitalia: confermati i
2.100 esuberi. Spinetta: non posso fare di più. Berlusconi: con me al governo,
niente Air France. De Gennaro e il G8 Richiesta di rinvio a giudizio per l'ex
capo della Polizia Gianni De Gennaro nell'ambito dell'inchiesta Diaz per i
fatti del G8 di Genova nel 2001.
SALVATAGGI
STATALI ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
it Il caso di
Alitalia è certamente più complesso di quello dell'azienda in cui lei ha
lavorato. Ma la sua esperienza dovrebbe spingere a qualche riflessione i
sindacati di Alitalia e coloro che ancora credono nell'utilità dei salvataggi
statali, più o meno larvati.
Sea
rilancia: cargo full time ( da "Corriere della Sera"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cargo full
time MALPENSA - A poche ore dalla smobilitazione annunciata da Alitalia (180
voli in meno al giorno), Malpensa prova a reagire alla crisi che la
accompagnerà almeno per un paio d'anni. Ieri Sea ha annunciato che dal primo
aprile l'attività doganale nella Cargo City dello scalo sarà garantita 24 ore
al giorno per 7 giorni.
In
Tribunale la roulette dei precari
( da "Corriere
della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
13 categoria:
REDAZIONALE Busto Arsizio Con la crisi Alitalia aumentano i lavoratori che
tentano di ottenere il contratto a tempo indeterminato In Tribunale la roulette
dei precari Malpensa, le cause degli stagionali. Due giudici del lavoro,
sentenze spesso opposte La Sea annuncia nuovi "tagli": a casa 400
dipendenti stagionali.
Air
France, no dei sindacati ( da "Messaggero, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bocciato il
piano per Alitalia, ma si tratta ancora. Spinetta: oltre non vado. Prodi: si
approfondisca Air France, no dei sindacati Berlusconi: se andrò al governo
strada sbarrata a Parigi.
ROMA
I sindacati dicono no al nuovo piano di Air France che prevede 2.100 esuberi,
ma sono disposti ( da "Messaggero, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
insiste e sbarra la strada ai francesi: "Se andrò al governo, Alitalia
resterà italiana, una cordata arriverà dopo il voto. In ogni caso Prodi non può
chiudere la trattativa". I piloti si schierano con il leader del Pdl e
giudicano inaccettabile la proposta di Parigi, che però non sembra disposta ad
andare oltre.
La
Consob non sospende il titolo Alitalia perchè la trattativa sulla compagnia di
bandiera dura ( da "Messaggero, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
MILANO
Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece
applicare la ( da "Messaggero, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
MILANO
"Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una fregatura, bisogna invece
applicare la legge che c'è già, la stessa legge che ha salvato Parmalat. Per
Parmalat si sono salvati i posti di lavoro e si sono fermati i debiti che le
banche per un periodo non hanno potuto più esigere.
ROMA
- La minestra francese o la finestra del commissariamento? L'ultimo biv
( da "Messaggero,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ultimo bivio
di Alitalia è dietro l'angolo. Da una parte c'è Air France-Klm: 2.100 esuberi e
una riduzione drastica dell'attività, con 42 aerei a terra e poco più di 2.000
lavoratori che rimangono sotto il cappello di Fintecna. Dall'altra parte c'è la
via del commissario straordinario: più di una minaccia, praticamente una
certezza se dovesse saltare la trattativa con Air France.
ROMA
Ora sul tavolo la nuova offerta Air France c'è. Più "spiragli”
( da "Messaggero,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ultima
offerta i "comandanti" in sovrappiù sono diventati 507 (tra i 410 di
Alitalia e i 97 di Alitalia Express). Viene confermata la cancellazione del
settore cargo entro il 2010. Circa 594 gli esuberi tra gli assistenti di volo,
352 tra i dipendenti di terra, 46 tra quelli di Alitalia Express, 121 tra il
personale occupato all'estero.
Alitalia
1 airfrance trattativista ( da "Riformista, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia 1
airfrance trattativista Spinetta fa il duro poi s'ammorbidisce Per lunedì
promette ulteriori concessioni L'amministratore delegato di AirFrance-Klm,
Jean-Cyril Spinetta, in realtà, lo aveva detto chiaro e tondo, nel corso della
conferenza stampa romana di dieci giorni fa: per l'accordo con Alitalia si
sarebbe accontentato del via libera della "
Alitalia
2 lunedì l'incontro con spinetta ( da "Riformista, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
attività di
trasporto merci di Alitalia è in perdita significativa e strutturale. Di
conseguenza, l'attività cargo di Alitalia non potrà essere redditizia in futuro
e verrà chiusa nel 2010". Di tutt'altro parere Berti che dice: "Noi
chiediamo che il cargo debba rimanere e nel corso d'opera vogliamo un tavolo
per valutare le misure per renderlo produttivo"
Segue
dalla prima milano e l'expo ( da "Riformista, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
l'addio di
Alitalia allo scalo milanese potrà essere letto in chiave di opportunità,
grazie ai nuovi orizzonti aperti dal combinato Expo-Open Sky. Ma anche il
dossier Alitalia riceverà impulso dalle notizie parigine. Basti dire che Bruno
Ermolli, advisor di Jp Morgan impegnato nel reclutamento della cordata
italiana,
Alitalia
Air france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento
( da "Riformista,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia Air
france presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento Spinetta
ha in serbo uno zuccherino da offrire ai piloti Spinetta ha già pronta la sua
strategia per convincere i sindacati. E l'incontro di lunedì tra il numero uno
di Air France e le organizzazioni sindacali potrebbe segnare una svolta.
Urne
Lunedì si decide la disfida con Smirne. Le ricadute sul dossier alitalia. il
rinascimento del carroccio ( da "Riformista, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul dossier
alitalia. il rinascimento del carroccio La grande paura di Milano, perdere
anche l'Expò Allam e Afef. Ieri sulla Stampa la moglie di Marco Tronchetti
Provera ha criticato la conversione di Magdi Cristiano Allam. In sintesi, per
la bella Afef, il neobattezzato avrebbe in mente un piano diabolico: diventare
il simbolo dello scontro di civiltà tra cattolici e musulmani.
Calabria
nel testa a testa tra Pd e Pdl decisivo il suo pacchetto
( da "Riformista,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ironizzando
sulla recente lite tra l'ex rettore e l'ex pm a proposito di Alitalia). "Mi
fa veramente piacere - ha risposto Veltroni - che Alessandro Bianchi abbia
scelto di entrare nel Pd". Applausi, di gente intorno a loro. La seconda
sorpresa è stata la folla che ha riempito in ogni ordine di posto il Teatro
Odeon.
Ceduta
la quota del 2% di partecipazione in Air France/Klm Incassati 79 milioni
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dipendente di
Alitalia Servizi, chiacchiera con i colleghi nel piazzale davanti alla mensa
nell'area tecnica dell'Aeroporto; aspetta l'inizio dell'assemblea del personale
di terra di Alitalia. L'atmosfera generale - lo si capisce subito - è di
depressione spinta: il "rilancio" di Jean-Cyril Spinetta contiene
qualche miglioramento,
Ossigeno
per Alitalia arrivano 148 milioni
( da "Stampa,
La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Alitalia
in Air France-Klm. Una cessione quest'ultima che non ha alcun legame con
l'eventuale fusione: anzi, se l'azienda non avesse venduto, con le nozze Air
France-Klm la ricomprerebbe a prezzo di sconto nella "pancia" di
Alitalia. La boccata d'ossigeno ha quasi raddoppiato la cassa: nel solo mese di
febbraio la compagnia ha bruciato 102 milioni di euro;
In
caso di ballottaggio cosa farà l'Udc? Appoggeremo chi sottoscriverà
( da "Messaggero,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il candidato
a sindaco dell'Udc è intervenuto anche sulla vicenda Alitalia: "E' un
patrimonio nazionale ma soprattutto romano, visto per il 90 per centro è
radicata proprio a Roma. Come candidato sindaco - ha concluso Luciano
Ciocchetti - il mio impegno è quello di difendere strenuamente lo scalo romano
e il suo futuro.
Con
il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a Milano-Malpensa, prendono il
volo, a Fiumici ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
In pari tempo
aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con
Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo le
rotte Alitalia a Fiumicino (
Berlusconi
Intima a Prodi di non chiudere e garantisce il no in caso di vittoria
elettorale ( da "Stampa, La"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma per me
Alitalia non esiste più dal 30 agosto scorso, quando fu annunciata la
dismissione". Le rotte di Alitalia salve se vola a Malpensa, condannate se
non ci vola più. Troppo facile, no? "No, le cose stanno in un altro modo.
Il problema si pone quando Alitalia non è più una compagnia controllata dallo
Stato italiano ma diventa addirittura -
ROMA
Si faccia o non si faccia? Il problema è il faccia a faccia. E' p
( da "Messaggero,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA. Il
sondaggista Luigi Crespi, che per sette anni ha lavorato al fianco del
Cavaliere. "Altro che faccia a faccia. Magari mi sbaglio, ma credo che
Berlusconi punti sul grande effetto annuncio che farà negli ultimi tre-quattro
giorni in una conferenza stampa.
Alitalia,
stallo sugli esuberi ( da "Campanile, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
620 per
Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507 piloti, 594
assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in
Italia. Il piano rivisto e corretto, prevede anche la reinternalizzazione di Az
servizi e lo stop al settore cargo nel 2010.
Bufale
alla francese ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Italia blocca
Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la
mozzarella italiana. E non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da
monsieur le president Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a
Materazzi, e la coppa del mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più
odioso: ai rigori.
Alitalia
trova 148 milioni ma cresce l'indebitamento
( da "Voce
d'Italia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Da lunedi ci
sarà un nuovo incontro con i sindacati e i vertici di Air France-Klm, Alitalia,
Alitalia Servizi e Fintecna. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non
ci potrà essere nessuna alternativa ad Air France: "Su questo tema - ha
detto- molte posizioni stanno cambiando, ma la verita' e' che allo stato non
c'e' alcuna alternativa alla trattativa con Air France".
Angeletti
(Uil): Accordo impossibile ( da "Tempo, Il"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il fallimento
è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la vendita di
Alitalia al più presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che
Alitalia ha le casse vuote? "Che la situazione della compagnia non sia
solida è sotto gli occhi di tutti, ma non sarà certo il protrarsi della
trattativa che porterà l'azienda al fallimento".
Berlusconi
rilancia: "La cordata italiana dopo le elezioni"
( da "Tempo,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa
Scontro su alitalia Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le
elezioni" è scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla
vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo viaggio in
Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno avanti con
una "analisi approfondita" del piano.
VIA
LIBERA DELL'UE ALLA MOZZARELLA PASTICCIO A PARIGI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è persino chi
parla di sgambetto all'Italia, chi arriva ad evocare la trattativa
Alitalia-AirFrance con Spinetta è a Roma. E c'è chi mette in campo l'Expo del
2015, visto che lunedì il Bureau International des Exposition (Bie) dovrà
decidere tra Milano e Smirne, e chi invece vede nel blocco durato poche ore, un
nuova guerra commerciale.
I
FRANCESI SOFFRONO PER L'IMMONDIZIA BISOGNAVA FARE CHIAREZZA SUBITO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non è che
l'embargo-lampo sia una sorta di ripicca per la faccenda dei ritardi nella
vendita dell'Alitalia ad Air France? "Per niente. I giornali parlano poco
di questa vendita. Come parlano poco di alcune faccende che impazzano sui
nostri quotidiani. Per loro è una questione politica italiana, un po'
incomprensibile". p. t.
LA
MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI APPROVA L'IPOTESI DI UNA CORDATA MADE IN ITALY. È
QUANTO EME ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Solo il 23%,
invece, è favorevole alla vendita ad Air France. E ancora: il 71% del campione
interpellato ritiene che Alitalia debba restare italiana ma per il 42% la
cordata di Berlusconi non è credibile. Maggioranza di no anche per l'ipotesi di
un prestito nazionale sottoscritto dagli italiani.
E
L'UNIONE PILOTI VA DA BERLUSCONI. UNA PICCOLA DELEGAZIONE DEL SINDACATO CHE
RIUNISCE DIPENDEN ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sindacato che
riunisce dipendenti di Alitalia e di altre compagnie aeree s'è presentata ieri
al Palazzo dei Congressi dell'Eur per assistere al comizio del leader del Pdl.
"Se c'è una cordata italiana - ha detto Massimo Notaro, comandante di
Boeing 767 e presidente dell'Up - ben venga, anche perché la tesi di Berlusconi
della colonizzazione da parte dei francesi è assolutamente corretta"
LAVORATORI
IN ASSEMBLEA A FIUMICINO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Riuniti in
assemblea nella zona tecnica di Alitalia, i dipendenti di Az service hanno
discusso con i sindacalisti analizzando la proposta inviata da Spinetta e hanno
indetto una manifestazione per lunedì davanti alla sede della compagnia di
bandiera alla Magliana. Tra molti silenzi e qualche intervento critico nei
confronti dei sindacati, così,
L'ULTIMA
OFFERTA DI AIR FRANCE: 2120 ESUBERI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E poi i
piloti: 507 (410 di Alitalia e 97 della controllata Express) non servono più.
Un sacrificio enorme per la categoria, tagliata di circa il 26%. Non a caso
sono i più intransigenti, con l'Anpac che parla di "capitolo chiuso"
e l'Up di piano "scandaloso" e "accanimento contro i
piloti".
I
SINDACATI: CONTRARI MA NON ABBANDONIAMO IL TAVOLO . IL CDA ALITALIA RECUPERA
LIQUIDITà PER 148 MILIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
IL RISIKO DEI
CIELI I sindacati: "Contrari ma non abbandoniamo il tavolo". Il cda
Alitalia recupera liquidità per 148 milioni Ribaditi il taglio di aerei e la
dismissione dei cargo Una sola novità: in 900 rientreranno in organico.
NON
DARò ALITALIA AI FRANCESI, CI OFFENDONO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non darò
Alitalia ai francesi, ci offendono" Roma. Da una parte l'attuale
presidente del Consiglio, Romano Prodi, che insiste sulla strada che porta
Alitalia nelle braccia di Air France. Dall'altra il candidato premier Silvio
Berlusconi che continua a bocciare la pista parigina e annuncia: "Se sarò
io a presiedere il prossimo governo,
MALINCONICO
ADDIO PER ALITALIA ALL'INDICE STANDARD & POOR'S DELLA BORSA DI MILANO. IL
TITO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Malinconico
addio per Alitalia all'indice Standard & Poor's della Borsa di Milano. Il
titolo della compagnia aerea, difatti, sarà cancellato lunedì dall'indice delle
principali quaranta società quotate in Piazza Affari. Al suo posto entrerà la
Geox. L'ultima seduta da blue chips ha visto Alitalia chiudere in calo del
37,19% segnando un prezzo di 0,
SOLO
ATITECH RESTA ESCLUSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Resta fuori
dall'offerta per Alitalia lo stabilimento Atitech, eccellenza internazionale
che però non serve al gruppo franco-olandese nei futuri assetti, mentre sono
comprese l'attività di handling di Fiumicino e le attività di manutenzione
leggera e manutenzione di linea.
PAOLO
MAINIERO AVANTI E INDIETRO, SU E GIù, PER LA PROVINCIA DI NAPOLI. ORA TRA I
CENTRI DI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia? Ci
pensano i figli. I precari? Ci pensano i figli. È vero che ogni scarafone...
però questo presentarsi come la soluzione di tutti i problemi del Paese appare
come una forma di ipertrofia dell'ego". La risposta che il Pd deve saper
dare, sostiene invece D'Alema con i sindaci, sta nella capacità di intercettare
quegli strati sociali più poveri e di farsi carico delle loro
I
piloti non mollano Air France non decolla
( da "Giornale.it,
Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
"A queste condizioni - aggiunge il leader del Pdl - quando saremo al
governo non vorremo concludere alcuna trattativa" con i francesi. Anzi.
"Lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere
quale sarà l'imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome
dell'orgoglio e dell'interesse nazionale"
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Da domani previsioni
secretate per legge. Le ultime danno una spinta a Veltroni
Berlusconi ridicolizzato su Alitalia, paura dai sondaggi Muore la cordata mai nata, un altro bluff
scoperto. Ora può solo perdere Il Cavaliere svela il bluff: non c'è nessuna
cordata italiana ma solo "contatti informali con diversi imprenditori
". E in ogni caso, sostiene il leader del Pdl, "bisogna aspettare che
la trattativa con Air France si esaurisca" prima di poter
considerare un'alternativa. È un Berlusconi che fa marcia indietro rispetto
all'ostentata sicurezza degli ultimi giorni, quello che ieri si è visto
costretto a precisare le indiscrezioni rivelate dalla Stampa sui possibili
partecipanti alla cordata. Pezzi grossi come Mediobanca, Eni e Benetton, una
volta visti tirati in ballo non hanno aspettato molto prima di smentire ogni
interesse per l'affare. Andandosi così ad aggiungersi al niet di Banca Intesa.
Insomma, una bella botta per il Cavaliere e per il suo partito, che rischia di
riverberarsi sul voto del 13 aprile. Gli ultimi sondaggi disponibili infatti
fanno registrare un Partito democratico in rimonta mentre il Pdl fa segnare una
battuta d'arresto se non una lieve flessione. Per non parlare del caos senato:
a palazzo Madama diventa sempre più probabile uno scenario in cui il
centrodestra non riesce a raggiungere la maggioranza.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Potrebbe lasciare
con quello che Ferrara chiama l'happy end. Ma anche senza alcun happy end,
bensì in un gran casino di parlamento ingovernabile e maggioranza inesistente.
Comunque vada, anche l'esito imbarazzante della sortita su Alitalia conferma che Silvio Berlusconi
è alla fine della sua parabola come politico. È seduto su una montagna di voti
che si è ricostituita tre anni fa (era allora che a n d a v a fatta l'oper a z
i o n e Veltroni, e lui che allora non se la sentì forse adesso se n'è reso
conto) e che il Pd non riesce a erodere. Ma sono voti rassegnati, di
ripiego, negativi, privi di passione com'è privo di passione e di voglia di
governare l'uomo che li raccoglierà per l'ultima volta: il debole colpo di coda
di una vicenda chiusa. Lo sa l'establishment, che si tiene alla larga da
boutade tipo Alitalia, lo sanno osservatori e
investitori stranieri, gli italiani che non lo sanno lo capiranno comunque
presto, dopo il 14 aprile. Il Pd tenterà il colpaccio subito, per togliere
l'happy end a Berlusconi ed evitare questa umiliazione all'Italia. Se il
colpaccio non dovesse riuscire (sarà comunque di poco), si tratterà di decidere
se lasciar sprofondare la destra nei guai da essa stessa provocati, oppure
offrire la mano per rimettere insieme i cocci di istituzioni impazzite. Dicono
dal loft che questo non è tema di adesso. Che ora bisogna solo battersi per
vincere. Hanno ragione, la rimonta non è impossibile. Poi però sfuggono qua e
là (Bettini, Franceschini, Finocchiaro...) frasi smozzicate sul dopo che lasciano
intravedere opinioni diverse sull'alternativa di cui sopra. Non sarà una scelta
facile, se mai si porrà. Basti dire che uno dei passaparola via email sul
famoso tema ieri ripreso da Europa (aiutare Sa e Udc a fare il quorum al senato
nelle regioni dove questo danneggerebbe Berlusconi?) si intitola: "Vade
retro Satana". Così è fatta la nostra gente.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
LA VENDITA DI
ALITALIA Mediobanca, Eni e Benetton smentiscono ogni interesse. Berlusconi
conferma che la cordata non c'è Il Cavaliere svela il bluff RAFFAELLA CASCIOLI
Comprereste una compagnia di bandiera da quest'uomo? Dopo 14 anni di politica,
due governi fallimentari e una procedura d'infrazione per deficit eccessivo
all'Italia come antipasto di una bancarotta annunciata, Silvio Berlusconi ha di
recente rispolverato il più classico dei "ghe pensi mì". "Su Alitalia ci penso io, organizzo io la cordata", ha
sparato ai quattro venti in questi giorni. Peccato che ieri ha dovuto fare
retromarcia e confermare che di imprenditori disponibili non ce ne sono, e che
nelle mani si ritrova "solo esplorazioni e contatti avviati dai consulenti".
Berlusconi da un mese sta "giocando" a gatto e topo con la compagnia
di bandiera italiana, che solo a gennaio ha bruciato 85 milioni di euro facendo
lievitare il debito a 1,28 miliardi. L'ultima boutade è di ieri: in una
conversazione con La Stampa ha rivelato i nomi della cordata italiana:
Ligresti, Benetton, Mediobanca, Eni e ce ne sono tanti altri... Fioccano le
smentite: Mediobanca, l'Eni, Benetton e lo stesso Berlusconi ("sono
indiscrezioni e supposizioni giornalistiche"). Società quotate messe in
imbarazzo da colui che si candida ad essere per la quarta volta premier in un
momento in cui, vista l'aria che tira sui mercati, la credibilità è tutto
soprattutto quando uno stato in bilico come l'Italia potrebbe incontrare, come
ha scritto di recente il Financial Times, qualche temporanea difficoltà nel
collocamento dei titoli pubblici essendo costretto a pagare rendimenti più alti
del previsto. Eppure un Cavaliere senza scrupoli da tempo sostiene con mezze
affermazioni il suo bluff e cosa più grave i nomi dei cavalieri bianchi
arrivano nel giorno in cui Air France sottoporrà la nuova proposta ai
sindacati. Per il leader del Pd, Walter Veltroni, "non si possono fare
affermazioni che non siano sostenute dalle realtà delle cose. La politica è una
cosa seria in cui ogni parola pesa e ha un effetto sulla borsa e sulla
trattativa complessa in corso con Air France". Ma il premier perde il pelo
e non il vizio. Era, infatti, il primo marzo quando, a campagna elettorale
appena iniziata, il Cavaliere aveva invitato "a
riflettere con attenzione sull'operazione Alitalia-Air France". Il passo successivo l'ha compiuto il 5 marzo
quando ha detto "che la cosa migliore per Alitalia sarebbe che dieci imprenditori italiani entrassero in
campo", salvo poi aprire alla possibilità di una "public company con
francesi e olandesi". Il 18 marzo, però, non ce l'ha fatta più ed è
sbottato: "L'Alitalia è una delle mie
preoccupazioni". Dice di averlo comunicato a chi sta trattando (il governo
Prodi), ma l'interessato smentisce. Il 19 marzo rompe gli indugi e con una
chiamata alle armi solletica l'orgoglio imprenditoriale: in nome
dell'italianità chiede di ricacciare oltralpe i cugini francesi. Il giorno dopo
fa nome e cognome della cordata "amica": la regia spetterà ad AirOne
e l'operazione "sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le
quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di
altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Ma
le bugie hanno le gambe corte e il Cavaliere viene smentito appena dodici ore
dopo dall'amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera: "È
inimmaginabile che si faccia un'offerta su Alitalia".
Il 21, ovvero una settimana fa, Berlusconi torna all'attacco e annuncia che
entro pochi giorni si concretizzerà una cordata italiana, ma non fa nomi. In
serata è, però, lo stesso Berlusconi a prendere più tempo e i pochi giorni
diventano 3 o 4 settimane, dopo l'appuntamento elettorale. E a chi avanzava
dubbi replica: "Ormai sono impegnato io, quindi si fa". In un impeto,
neanche fosse un fiume in piena, spiega che "O si fa l'Alitalia
o si muore" citando Garibaldi. Inizia il gioco delle scommesse, della
caccia all'imprenditore, della speculazione in borsa dove il titolo è
continuamente sospeso per eccesso di rialzo e sono scambiati di mano diversi
milioni di pezzi. Poi arriva Pasqua e il fido Bonaiuti spiega che non si può
fare una cordata tra il venerdì santo e pasquetta. Passano i giorni ma nessuno
crede più al Cavaliere che continua a parlare di una cordata alla quale, però,
i suoi figli non parteciperanno. Chi ha la memoria lunga all'estero
difficilmente potrà dimenticarsi del fatto che il Cavaliere solo nel 2006
tifava per Air France definito un esempio positivo e due anni prima davanti a
una compagnia di bandiera pronta a portare i libri in tribunale diceva:
"Per fortuna di Alitalia c'è il signor Silvio
Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che
altri non hanno saputo risolvere". Se nel 2008 Berlusconi risolverà i
problemi di Alitalia come fece nel 2004, gli italiani
sono avvertiti.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
GIANNI DEL VECCHIO
Ancora nessun atto ufficiale a carico di Silvio Berlusconi per le sue esternazioni su Alitalia, che negli ultimi giorni stanno influenzando le quotazioni del
titolo della compagnia di bandiera. Tuttavia sia la Consob che la procura di
Roma hanno fatto sapere che stanno "monitorando con attenzione" le
vicende di questi giorni. In particolare, la commissione guidata da Cardia
"ha messo in atto un attento monitoraggio e ha effettuato interventi di
competenza ", come rivelano fonti interne. Il che significa che è
stato aperto un fascicolo, il quale, nel caso si ravviseranno elementi di
reato, sarà passato alla procura competente. Non a caso anche la procura di
Roma, in attesa di possibili istruttorie, ha fatto sapere che sta seguendo da
vicino la vicenda. Anche perché proprio ieri il leader dell'Idv, Antonio Di
Pietro, ha annunciato pubblicamente che presenterà una denuncia a carico
dell'ex premier per aggiotaggio e insider trading sulla vicenda della
fantomatica cordata italiana alternativa ad AirFrance. Ma quanto rischia
realmente Berlusconi di rimanere invischiato in un procedimento giudiziario? Se
i fatti che seguiranno da qui alle elezioni dimostreranno che la cordata
italiana è solo una bufala, allora il rischio si fa molto concreto. È
soprattutto il reato di aggiotaggio quello che si potrebbe configurare a carico
dell'ex premier. Secondo il codice penale, infatti, incorre in questa tipologia
chi, mettendo in giro notizie false e tendenziose, altera artificialmente il
valore dei titoli scambiati in borsa. Due circostanze che sembrano entrambe
concorrere in questa situazione: da una parte infatti ci sono le smentite,
fatte su pressioni della Consob, dei presunti partecipanti al gruppo
interessato ad Alitalia, ovvero Mediobanca, Eni, Banca
Intesa e Benetton; dall'altra c'è la reazione anomala del titolo della
compagnia di bandiera, che ormai sempre più spesso nelle ultime sedute è stato
sospeso per eccesso di rialzo. Solo nella giornata di ieri, ad esempio, ha
chiuso in rialzo del dieci per cento, con venti milioni di azioni che sono
passate di mano. Diverso invece il discorso per l'altra ipotesi di reato
avanzata da Di Pietro ovvero insider trading. Quest'ultimo è il reato di chi,
essendo in possesso di informazioni privilegiate, le utilizza per raggiungere
un guadagno dallo scambio di azioni, sia per sé stesso che per terzi. Esempio
classico è quello del manager della società quotata che passa le sue
informazioni a un amico che le usa per comprare o vendere azioni della società.
Si capisce come questa tipologia di reato si attagli meno al comportamento
berlusconiano e sia più difficile da provare. In altri termini, il pm dovrebbe
provare che il leader Pdl abbia lucrato dalle sue esternazioni attraverso
l'acquisto o la vendita di titoli Alitalia. Cosa
difficile, anche perché lo stesso Berlusconi ha fatto sapere di non possedere
titoli della compagnia in portafoglio.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
S
C R I P T A M A N E N T Alitalia e il possibile con itto targato
Eni PANORAMIX Ecco la cordata Chi avrà ragione tra Roma e Torino? La Stampa
dedica l'apertura del giornale alla ormai mitica cordata di Silvio Berlusconi.
Nel cortile di Palazzo Grazioli, di ritorno da un comizio elettorale a Viterbo
(piazza semivuota, nelle cronache di qualche quotidiano), "Silvio Berlusconi svela ?
scrive Augusto Minzolini ? qualche segreto di quello che un domani sarà
ricordato come il capolavoro di questa campagna elettorale: la questione Alitalia". Dice il Cavaliere alla firma del quotidiano
torinese: "Inutile che gli altri ci scherzino su la cordata italiana
esiste, eccome. I nomi sono diversi, dalle banche a quelli che in questi giorni
mi hanno mi hanno confidato il loro interessamento. Da Ligresti a Benetton. Poi
naturalmente c'è Mediobanca. E ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante
risorse, che può direttamente partecipare all'operazione e che ha un grande
interesse in questa vicenda: come può il più grande gruppo italiano a livello internazionale
permettere che il nostro paese perda la sua compagnia di bandiera? ". Si
può aggiungere un'altra riflessione a quelle del candidato del Pdl e della
Lega: è ben strano che Berlusconi veda protagonista dell'operazione una grande
azienda pubblica come Eni con un Cda in scadenza in attesa di essere rinnovato
dal futuro governo. Come la si giri, il messaggio non è tranquillizzante.
Arriverà solenne smentita? No, armataBrancaleone Su Repubblica, Ettore Livini,
racconta un'altra storia: "Cordata tricolore al palo e c'è chi punta al
fallimento ". Scrive il quotidiano romano diretto da Ezio Mauro:
"Silvio Berlusconi rialza la posta sulla partita Alitalia.
Ma all'appello della sua cordata tricolore ? almeno per ora ? brillano più gli
assenti che i presenti. Non ci saranno i figli del Cavaliere, gettati nella
mischia e poi ritirati dal padre. Nicchia il Fondo F2 di Vito Gamberale
("abbiamo tanti dossier allo studio, non quello su Alitalia",
dice una fonte). Tira il freno Banca Intesa ? "siamo fuori gara da tre
mesi e non ci ha più contattato nessuno", ribadiscono da giorni i vertici
dell'istituto ? e sembrano freddi anche gli industriali: "Abbiamo un aereo
in ditta ed è già difficile gestire quello", ha liquidato la questione
Carlo Pesenti, numero uno di Italcementi mentre pure Marco Tronchetti Provera,
disposto in passato a versare un cip simbolico per salvare Malpensa, e Diego
Della Valle si chiamerebbero fuori". Le adesioni? "Per il momento ?
aggiunge Repubblica ? appaiono più decoubertiniane che sostanziali. È pronto a
partecipare con entusiasmo Gerardo Soglia, candidato Pdl in Campania e titolare
dell'omonimo gruppo alberghiero (187mila euro di utile nel 2006). Sarebbero
interessati Santo Versace (altro uomo in corsa per il centrodestra) e Francesco
Casoli, ad di Elica, candidato al senato da Berlusconi. Al netto dei pedaggi
elettorali, però, la vera fase di reclutamento sarebbe ancora in una fase poco
più che iniziale". Unico nome tra quelli citati da Berlusconi a Minzolini
che compare anche sul quotidiano romano quello di Salvatore Ligresti. Con
questa chiosa: "Già si è scottato dita e portafoglio con l'avventura in
Volare, ma col centrodestra milanese ha in ballo diverse partite
immobiliari". Il commento non serve.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Spinetta conferma i
2.100 posti da tagliare. I confederali aprono al negoziato. I piloti in trincea: meglio il fallimento Scontro sul piano per Alitalia No dei sindacati, ma si tratta.
Berlusconi: se vinco mai con Air France ROMA - I vertici di Air France hanno
presentato un nuovo piano per l'acquisto di Alitalia. Ma il presidente della compagnia francese ha confermato che si
dovranno tagliare 2.100 posti. I sindacati confederali aprono al
negoziato, mentre i piloti si oppongono: "Se le condizioni sono queste,
meglio il fallimento". E Silvio Berlusconi continua a parlare di cordata
italiana: "Quando sarò al governo non tratterò con Air France, farò un
appello agli imprenditori italiani. Voglio vedere chi si tira indietro".
CILLIS, GRION, LIVINI, MANIA E MARTINOTTI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tagli,
investimenti e ammortizzatori Spinetta: "Non posso fare di più"
L'ultima versione del piano: da Az servizi recuperati 4mila posti Il dossier I
piloti che resteranno senza lavoro saranno 507. Per due terzi prepensionamenti
Dal 2010 al 2018 via allo sviluppo: entreranno in servizio 8 aerei a lungo raggio
ETTORE LIVINI MILANO - "Messieurs, come mi ero impegnato a fare, vi
trasmetto un documento dettagliato per riavviare subito i negoziati e, spero,
per essere efficaci nei tempi stretti che abbiamo...". Comincia così la
letterina in francese di due pagine inviata giovedì sera da Jean-Cyril
Spinetta, numero uno di Air France, ai sindacati di Alitalia per presentare il nuovo piano
di Parigi per la nostra compagnia di bandiera. Sedici fogli di progetti e
numeri ? forse l'ultimo salvagente per salvare la Magliana senza passare da
un'amministrazione straordinaria ? che confermano le aperture degli ultimi
giorni (meno tagli per i piloti e più dipendenti assorbiti da Az Servizi)
e che puntano a realizzare due obiettivi: "Permettere ad Alitalia di rinnovarsi e gettare le basi per uno sviluppo
ambizioso da una parte ? scrive il manager transalpino ? e offrire a tutti una
cinghia di sicurezza dall'altra". Come? Grazie agli ammortizzatori sociali
che dovrebbero consentire di chiudere la partita "senza lasciare nessuno
per strada". Ecco i dettagli più significativi della proposta su cui da
lunedì inizieranno le trattative. Network e flotta. "Anche Air France e
Klm hanno passato periodi di grave crisi ? ricorda il documento ?. Entrambe si
sono riprese grazie a un piano che prima è passato per una ristrutturazione
dell'operativo e degli aerei". Tradotto nel caso di Alitalia
significa che Parigi concentrerà l'attività solo sull'hub di Fiumicino,
taglierà le rotte in perdita e volerà solo su quelle a maggior profittabilità.
La flotta sarà ridotta da
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso E
il titolo della compagnia torna a precipitare: -37% MILANO - Alitalia
senza rotta anche a Piazza Affari. Ieri, dopo aver registrato per tutta la
settimana violente impennate al rialzo, il titolo dell'ex compagnia di bandiera
è nuovamente crollato. Dopo la presentazione della nuova offerta di Air France
e le smentite dei possibili soci italiani indicati da Silvio Berlusconi come
partecipanti alla cordata alternativa, le azioni di Alitalia non sono riuscite a fare prezzo
in apertura e poi sono state lungamente sospese per eccesso di ribasso durante
la seduta. Risultato: a fine giornata hanno segnato un crollo del 37,5% a 0,4
euro. La trattativa tra i sindacati di Alitalia con il gruppo presieduto da Jean-Cyril Spinetta verrà ripresa
lunedì prossimo, ma per quel giorno il titolo della compagnia aerea sarà
escluso dall'indice principale di Piazza Affari. Ieri, è stato l'ultimo giorno
di Alitalia nello S&P/Mib, l'indice che comprende
le quaranta principali società a livello nazionale. La forte volatilità delle
azioni, l'incertezza sul futuro e l'andamento nevrastenico delle quotazioni ha
indotto Borsa Italiana a prendere una decisione straordinaria. E così l'Alitalia è stata retrocessa, mentre la Geox di Mario Moretti
Polegato prenderà il posto del vettore italiano nel listino delle blue chip.
Con il crollo di ieri, la società sul mercato è tornata a valere 557 milioni,
esattamente la metà di quanto capitalizzava Alitalia
all'inizio del 2008.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il tavolo
Il presidente dei piloti francesi: nessuna volontà di umiliare Alitalia "Parigi è aperta al dialogo ma sui principi
non cederà" Spinetta è rimasto colpito dal clima del negoziato, molto
calmo è uno che rispetta i suoi interlocutori GIAMPIERO MARTINOTTI dal nostro
corrispondente PARIGI - Un uomo aperto al dialogo, ma intrattabile sui principi
che ritiene irrinunciabili: così è descritto Jean-Cyril Spinetta da Erick
Derivry, il presidente del Sindacato nazionale piloti di Air France. E parlando
con lui si capisce che il successo della fusione tra Air France e Klm ha dato a
Spinetta un carisma che tutti gli riconoscono. Allora, signor Derivry, è che
tipo è il vostro presidente quando si siede al tavolo delle trattative ?
"Il presidente Spinetta è un uomo di dialogo, aperto, rispettoso delle
persone che ha di fronte e delle idee sviluppate dai suoi interlocutori. E'
anche un uomo con delle idee molto precise e non è pronto ad arrotondare gli
angoli quando si tratta di principi o di condizioni che considera
irrinunciabili. L'ho incrociato qualche giorno fa e a proposito del negoziato
per l'Alitalia mi ha detto che si svolgeva in
un'atmosfera estremamente calma, cortese, gradevole, senza urla, senza
interruzioni. Mi sembra di aver capito che non ci fossero difficoltà di forma
tra il presidente e i sindacati italiani". Eppure, certi
toni non sono piaciuti ai sindacalisti di Alitalia. "Come le ho detto, è capace di essere molto duro sui suoi
principi, tanto da poter sembrare brusco. A volte la sua onestà può
sorprendere. Ho sentito che ha tenuto un discorso molto chiaro ai sindacalisti
di Alitalia, che lo hanno
trovato altezzoso, come se prendesse Alitalia come una piccola compagnia. So che Spinetta ha risposto
più o meno così : "Se vi considerassi una piccola compagnia, non sarei
pronto a investire un miliardo, farei prima a portare i passeggeri che vogliono
partire o arrivare in Italia nei nostri hub di Parigi o Amsterdam. Questa
sarebbe una strategia di non rispetto e perfino un po' sprezzante". E' un
uomo molto franco". Ma voi piloti non avete avuto un confronto molto duro
con lui una decina d'anni fa ? "Ci sorprende spesso. E' aperto e ama il
negoziato. A noi piace trattare di notte, a causa dei nostri orari poco
cristiani, e a lui piace moltissimo lavorare di notte : è capace di restare
fino all'alba al tavolo della trattativa, non è il caso di tutti i negoziatori
di Air France. Ma può anche mettersi in una situazione conflittuale quando non
è d'accordo con le esigenze e le richieste dei piloti o di un'altra categoria.
E quel che successe nel 1998". Com'è oggi il clima sociale in Air France ?
"A parte la recente vertenza di hostess e steward non ci sono stati
scontri duri. Spinetta, per carattere, è uno che preferisce "contrattualizzare"
le cose piuttosto che imporle. Non dimentichiamo che viaggia sull'onda del
successo della fusione tra Air France e Klm: ha dimostrato che si potevano
fondere due compagnie europee rispettando le loro identità".
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Air France
conferma gli esuberi sindacati delusi, ma trattano Boccata d'ossigeno per Alitalia: 148 milioni da fisco e vendita titoli L'offerta La
liquidità scende a 180 milioni. Il cda decide di cedere il 2% del vettore
francese Tutte le sigle dei dipendenti saranno lunedì al tavolo del confronto
LUCIO CILLIS ROMA - La considerano una proposta inaccettabile, ma lunedì
prossimo, a discutere del piano con Jean-Cyril Spinetta e Maurizio
Prato tutte e nove le sigle sindacali di Alitalia saranno presenti. Un dialogo che potrebbe proseguire anche per
una settimana in più, dopo la boccata di ossigeno da 148 milioni di euro che il
cda Alitalia ha tirato
fuori dal cappello. Risorse fresche, frutto della vendita della quota inferiore
al 2% di azioni Air France possedute dalla Magliana (79 milioni il ricavato)
e di un credito d'imposta Irpeg da 69 milioni. Un po' di carburante nel motore
della compagnia che in cassa, a febbraio, disponeva di liquidi per 180 milioni
di euro. Con uno sforzo diplomatico, e forse qualche promessa, Prato e i suoi
manager sono riusciti a riportare al tavolo della trattativa anche i piloti
Anpac, i duri che si oppongono ai pesanti tagli tra i loro colleghi, citati nel
documento inviato da Spinetta nella notte di giovedì ai sindacati. I numeri che
Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Avia, Anpav, Sdl e Up si sono ritrovati davanti
ieri mattina leggendo la mail proveniente da Parigi, ha mandato di traverso la
colazione a molti sindacalisti: ma non solo per la contrazione netta, tra
esuberi ed esternalizzazioni, di un terzo dei dipendenti complessivi (la nuova Alitalia darà lavoro a 12mila persone contro le 17.600 di
oggi) visto che per i meno fortunati sono garantiti ammortizzatori sociali,
posti di lavoro in altre aziende. A lasciare l'amaro in bocca ai sindacati sono
sia gli esuberi in casa dei piloti, ovvero il timore che il rilancio di Alitalia dal 2011 con 42 aerei a terra rappresenti un bluff,
sia il metodo usato dalla compagnia transalpina nell'affrontare il negoziato. E
l'invio notturno di comunicazioni ufficiali via posta elettronica, non aiuta di
certo la ripresa di un dialogo sereno. C'è dunque da ricostruire una trattativa
sempre più a rischio che ha ricompattato tutte le sigle: i piloti hanno
immediatamente espresso la loro rabbia annunciando - al mattino - l'assenza al
tavolo di lunedì. Un no secco, che detto dalla categoria storicamente più forte
e trainante nella compagnia, equivale ad affondare con un solo colpo
l'operazione. Qualcosa ha però rimesso in gioco l'Anpac: probabilmente le
febbrili telefonate e video conferenze tra Roma e Parigi. Da lunedì Maurizio Prato
cercherà di allungare i tempi del negoziato e alleggerire i tagli imposti da
Spinetta per non far naufragare la vendita. Il presidente di Alitalia
sarebbe infatti molto irritato nei confronti del team francese che ha imposto
una pericolosa virata non condivisa. A leggere i tre documenti inviati via mail
da Spinetta, un pilota su tre (507 esuberi su una categoria che non arriva a
1.900 unità) sarà costretto a ripensare il proprio futuro mentre per mesi si è
discusso su margini compresi tra 290 e 340 unità. Rispetto ai 507 proposti, in
fondo si tratta di "soltanto" 167 piloti da ricollocare o sistemare
magari rallentando l'uscita di alcuni aerei dalla flotta. Numeri che non
dovrebbero rappresentare un problema insormontabile per la compagnia franco-olandese
che oggi conta 102mila dipendenti. Lunedì sarà questo il tema centrale
dell'ultimo affondo dei sindacati contro Spinetta "il duro". Mentre
si parla poco del destino dei precari Alitalia da
troppi anni in attesa di un posto fisso. Per molti di loro, probabilmente, si
chiudono le porte di Alifrance.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Già mille chilometri
e 29 incontri. "Emergenze ed eccellenze, è come andare sulle montagne
russe" Campania, D'Alema fa scudo a Bassolino "Non fate dispetti, ci
giochiamo l'Italia" L'ombra dei rifiuti accompagna ogni comizio.
"Però ricordate, si vota per il governo" ANGELO CAROTENUTO NAPOLI -
Ormai sono mille chilometri. "Presidente, anche di più". è la scorta
che tiene il conto. Mille chilometri, e neppure uno normale. Sulle vie di
Napoli e provincia, in questa campagna elettorale che chiama matta e
disperatissima, Massimo D'Alema si sente come sulle montagne russe. "O si
va su o si va giù. O trovi le emergenze o trovi le eccellenze". Ha
infilato finora 29 appuntamenti in agenda, tra una missione a Parigi e un comizio
in Puglia. "Se la sera non sei stanco, non sei un buon candidato".
Ancora lo invitano, il candidato D'Alema. "è un viaggio incredibile.
Scopri che qui è più facile costruire un pezzo raffinatissimo per un aeroplano
che togliere un sacchetto dalla strada". Ora può metterla anche così, ai
bordi delle strade che l'azienda comunale dichiara ufficialmente a "cumuli
zero". Sono smaltiti i rifiuti arretrati, non i problemi che hanno portato
a Napoli da capolista del Pd alla Camera il ministro degli Esteri e vicepremier
di Prodi. è la missione impossibile chiestagli da Veltroni, colmare uno spazio
vuoto nella terra in cui il Pd non poteva farsi propaganda col governatore
Bassolino e il sindaco Iervolino. Due dei suoi 45 saggi. Serviva uno scudo.
"Sono l'avvocato della Campania", ammette ora D'Alema dinanzi alle
"cause" che si accumulano. L'ultima è la mozzarella alla diossina,
che giovedì l'ha tenuto al telefono con Livia Turco fino a mezzanotte.
"Sia chiaro che non ho smesso di mangiarla". Non solo. Gli è finita
addosso che era un problema, e ora sta provando a farla diventare un boomerang
contro "il centrodestra che ci sta speculando". Per farne un'arma da
spendere in favore del Pd. Come coi rifiuti. "Bisogna entrare nell'animo
di chi ti sta davanti". Si chiama Effetto Orgoglio. "Guardate come vi
descrivono". è l'interpretazione dalemiana del sentimento diffuso tra la
gente. Tra i manager della grande distribuzione che gli chiedono: la sinistra
cosa ha fatto per noi? Nel disincanto dei ragazzi di Scampia e dei
metalmeccanici di San Giovanni a Teduccio. Tra gli scienziati del centro di
biotecnologia avanzata, i diportisti di Mergellina, industriali e artigiani,
docenti di agraria, operai del metrò. Tappare e cucire. Arginare il
malcontento. Come quello dell'altra sera a cena in una villa dell'alta
borghesia napoletana, con Riccardo Villari al suo fianco. E poi una replica
sull'anticamorra a Saviano e una scossa ai sindaci delusi: "Datevi da
fare. Cercate confusi e indecisi. Dite che abbiamo capito la lezione". Quella
gente tra cui D'Alema avverte "un misto di umiliazione e di protesta,
l'amarezza per come sono andate le cose e l'orgoglio ferito di chi non vuole
essere rappresentato così". Così significa coi rifiuti in strada e le
mozzarelle avvelenate. "Siamo sotto attacco. Una campagna di
annientamento". In giro c'è solo la sua faccia sui poster del Pd e sullo
slogan scelto: "Sud, non sudditi". Qualcuno doveva prendersi il
partito e i suoi problemi sulle spalle, nella terra in cui il presidente della
Regione è sotto processo per i rifiuti, due assessori della sua giunta e cinque
consiglieri della maggioranza arrestati in pochi mesi. Coi bassoliniani in
sindrome da accerchiamento, i demitiani in crisi da isolamento, i sindaci
delusi perché fuori dalle liste, Nicolais con l'investitura di Veltroni. La
vera ombra che segue i passi di D'Alema è il futuro di Bassolino. La linea:
"Ora si vota per il governo del Paese. Poi deciderete di fare un bilancio
su luci e ombre". Deciderete. Voi campani, non Roma. Per ora così dice.
"Una riflessione equilibrata, ricordando le macerie su cui s'è costruita
una stagione. Non credo che per fare un dispetto a Bassolino e Iervolino, i
napoletani vogliano consegnare il governo a Berlusconi e la Lega". Con
Bassolino sarà il
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Il sabato
del villaggio LA SINDROME DI ARCORE GIOVANNI VALENTINI Si può ridurre tutta la
competizione elettorale a un faccia a faccia televisivo? E si può innescare
intanto un meccanismo di ritorsioni e ripicche reciproche, disertando per
rappresaglia i confronti a distanza? Che senso ha tutto ciò agli occhi dei
cittadini e degli elettori? è una sorta di pena del contrappasso quella che
colpisce ora, per aspetti diversi, Silvio Berlusconi da una parte e Walter
Veltroni dall'altra. Colpisce Berlusconi perché espone Sua Emittenza, il
"grande comunicatore", al rischio di un rifiuto, di una fuga
ignominiosa dal duello in tv. E colpisce però anche Veltroni perché lo
costringe a ingaggiare, proprio sul terreno televisivo, una contrapposizione
personale che finora il leader del Pd aveva cercato in tutti i modi di evitare
nella convinzione che non giovasse all'immagine moderata del suo partito. Da
strenuo combattente qual è, a corto di argomenti, Berlusconi non trova di
meglio che contrattaccare con l'accusa che "la Rai è in mano ai
comunisti". Ma lo slogan è davvero tanto logoro quanto poco credibile. Da
perfetto inseguitore, Veltroni raccoglie la sfida e rilancia colpo su colpo: sull'Alitalia,
sulle pensioni e infine sulla tv. è il trionfo della politica mediatica, la
berlusconizzazione strisciante della politica, la vittoria della televisione
sulla politica. Quante volte è stato detto, qui e altrove, che la vera politica
non si fa in tv, che i talk-show non sono il luogo deputato al confronto,
che i salotti televisivi non sono la "terza Camera" del Parlamento? E
quante volte il presidente Napolitano ha invitato i politici a parlare di meno,
a litigare di meno, a esibirsi di meno davanti alle telecamere? Ora sembra che
tutto si debba risolvere nel faccia a faccia, come un duello rusticano, in
ragione della maggiore o minore convenienza di questo e di quello; del
beneficio elettorale che ne può ricavare Veltroni perché è più giovane, parla
bene e si presenta meglio; dello svantaggio che può danneggiare Berlusconi
perché è più vecchio, ha esaurito le barzellette e ormai non incanta più nessuno.
è l'effetto perverso della politica-spettacolo, la degenerazione della campagna
elettorale in campagna pubblicitaria, la distorsione del discorso o del comizio
in un maxi-spot. Ma è anche la conseguenza di un reciproco appiattimento, sul
piano delle idee e delle proposte, in un processo di mimesi che appare una
parodia della concorrenza e della logica di mercato. Sappiamo bene che, in
tutto il mondo, una campagna elettorale è fatta anche di colpi bassi, o
addirittura bassissimi, di attacchi personali, insinuazioni, calunnie. E
sappiamo pure che la televisione ha un ruolo importante, com'è ovvio che sia,
non solo negli Stati Uniti. Ma l'anomalia tutta italiana è che qui la tv
diventa determinante, soprattutto nei confronti degli indecisi, essendo controllata
però per una buona metà da una parte in causa, da uno dei due principali
contendenti. Basterebbe già questo a comprovare che l'altro, o sarebbe meglio
dire tutti gli altri, si trovano in posizione di svantaggio; che la
competizione è impari, squilibrata. Eppure, al colmo del paradosso, nel
tentativo di attenuare i contrasti lo stesso antagonista maggiore accantona di
fatto la questione televisiva. E intanto l'opinione pubblica, l'elettorato, il
popolo sovrano assiste ormai mitridatizzato a questa pantomima, immune e
insensibile ai veleni della videopolitica. Espropriato da una legge elettorale
immonda del suo diritto di scegliere i propri rappresentanti, il
cittadino-elettore è costretto a osservare al pari di uno spettatore sugli
spalti di uno stadio. O al più, si deve accontentare di fare il tifo per una
squadra o per l'altra. Ma è forte la tentazione di uscire prima della fine
della partita, perché tanto il risultato è già scontato: in ogni caso, vincerà
Veltrusconi. Vincerà, cioè, un modo di fare politica in televisione e
attraverso la televisione. Un modo berlusconiano di presentarsi agli elettori,
con la forza delle immagini più che delle idee. Di scegliere i candidati in
funzione della loro apparenza più che della loro sostanza. Di omologarsi all'avversario,
come il servizio pubblico s'è omologato alla tv commerciale. A ben vedere,
l'epilogo può essere anche peggio dell'inciucio. è la "sindrome di
Arcore" che minaccia di contagiare l'avversario, come la "sindrome di
Stoccolma" ispira nel prigioniero sentimenti positivi o addirittura
l'innamoramento nei confronti dei carcerieri. Auguriamoci che fino alla fine
così non sia, sebbene rimanga ormai poco tempo per una correzione di rotta: se
per battere Berlusconi occorre assomigliare a lui, scendere sul suo terreno e
competere con le sue stesse armi, meglio rischiare di perdere onorevolmente.
Così, almeno, si salva la propria identità e la propria immagine. Non sarà
certamente un faccia a faccia televisivo, ancorché utile e opportuno, a
distinguere la faccia "nuova" di Veltroni da quella
"vecchia" di Berlusconi. Ben venga il duello in tv, se i due
contendenti accetteranno di confrontarsi a tu per tu. Altrimenti, non
mancheranno né all'uno né all'altro le occasioni, i canali e gli strumenti per
differenziarsi reciprocamente, rimettendosi al giudizio degli elettori sulla
base di impegni concreti piuttosto che di vacue promesse.
(sabatorepubblica.it).
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma
Fiumicino, l'incubo dei licenziamenti assemblea infuocata
dei dipendenti Alitalia CARLO
PICOZZA "Il Piano di Air France-Klm per l'acquisizione di Alitalia è pieno di insidie per
l'occupazione". La proposta francese per l'acquisizione della compagnia
italiana è uscita malconcia, ieri nello scalo di Fiumicino, all'assemblea del
personale di terra (Alitalia Fly/Express) e degli addetti alla Manutenzione e all'Officina
motori (Alitalia servizi). "Non molliamo la
trattativa ma il Piano è inaccettabile". Per i lavoratori, l'ipotesi dei
francesi non garantisce la prospettiva industriale del gruppo e mette a rischio
4 mila posti con la cancellazione di Atitech, Società Motori, dei servizi
informatici, amministrativi e del call center (che potrebbe essere affidato
all'esterno). Così, al malumore dei piloti e degli addetti al trasporto merci,
si aggiunge quello del personale tecnico e di quello di terra. "Lunedì
alle 14", annuncia Alberto Giusti della Filt-Cgil di Fiumicino, "con
i lavoratori del gruppo faremo un sit in sotto il centro direzionale della
Magliana, pronti a mobilitarci anche contro il governo, azionista di
maggioranza assente".
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
V - Roma Il piano Alitalia scatta da domani Fiumicino,
arrivano i voli spostati da Malpensa Con il ridimensionamento dell'operativo Alitalia a
Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti
intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale. Domani, con l'entrata in vigore
del nuovo orario estivo della compagnia, cominciano ad operare dal Leonardo da
Vinci i voli per Toronto (AZ 650 delle 11,50), Boston (AZ 614 delle 12,05),
Chicago (AZ 628 delle 10,05), Miami (AZ 630 delle 9,30), Damasco (AZ 832 delle
22,40), Dubai (AZ 746 delle 12,45) e Beirut (AZ 824 delle 12,15 e 826 delle
22,40), mentre dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756
delle 20,50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15,10) e Osaka (AZ 792 delle 12,00). In
pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i
collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
Il timore di Prodi e D'Alema: c'è il rischio strumentalizzazione Mozzarella di
bufala e Malpensa due carte nelle mani di Smirne La controffensiva per la
perdita dell'hub è in atto da tempo. Tra le incognite per il risultato il voto
nei Paesi orientali La Francia prima blocca poi dà il via libera alle
importazioni. D'Alema: "Una vicenda sospetta montata ad arte" Il danno
d'immagine, per un'Italia che si candida a ospitare un'Esposizione universale
sull'alimentazione, è già certissimo. E non solo perché il responso ci sarà a
Parigi, in quella Francia che ieri ha prima bloccato e poi sbloccato le
importazioni delle nostre mozzarelle. Che il caso-bufale sia anche la polpetta
avvelenata dei nemici dell'Expo milanese, invece, resta tutto da dimostrare. Ma
tant'è, il sospetto ormai c'è eccome. Tanto che Romano Prodi dice: "Le
strumentalizzazioni sono sempre possibili. Mi auguro che non sia così". Se
non bastasse Malpensa, che giusto domani perde aerei e fisico da hub, ci si
mette anche la mozzarella di bufala. Eccole, le carte negative per Milano che
finiranno sui giornali di tutto il mondo. I due ultimi rischi per Letizia
Moratti e per la vittoria dell'Expo 2015. La crisi Alitalia e il depotenziamento di
Malpensa sono noti da tempo, e da tempo diplomaticamente si è giocata la
controffensiva spiegando a tutti che comunque vada, "nel 2015 Malpensa
sarà cresciuta molto più di adesso", per dirla con il governatore lombardo
Formigoni. Ma il guaio mozzarella è l'imprevisto che proprio non ci
voleva. Da qui l'auspicio di Prodi a che non ci siano
"strumentalizzazioni". Fuori dalle dichiarazioni ufficiali come
quella rilasciata ieri a Friburgo, in colloqui molto privati, il premier
avrebbe però espresso con molta meno prudenza il dubbio che il caso sia già
stato sfruttato dalla concorrenza. Così come il ministro degli Esteri Massimo
D'Alema, il primo a dire senza troppi giri di parole che "siamo sotto
attacco. Il modo in cui è stata montata in alcuni Paesi la vicenda della
mozzarella con tracce di diossina mi fa pensare agli interessi in gioco per la
sede dell'Expo". Ci vorrebbe, nel caso, uno scrittore di spy story. Perché
se è vero che la coincidenza temporale tra il caso-mozzarella e la scelta della
città per l'Expo del 2015 è indubbia, è anche vero che i rifiuti campani non se
li sono di certo inventati a Smirne. è stato alimentato lo scandalo della
bufala, è stato "un attacco" per dirla con il ministro D'Alema? Di
certo, gli altri non faticano ad approfittarne, come dimostrano le
dichiarazioni del sindaco di Smirne. Ma soprattutto: l'Italia ci rimetterà
l'Expo per via delle sue mozzarelle? I cabalisti della conta dicono di no.
Milano era e resta in vantaggio su Smirne. Ma certo, il fatto che tra i primi a
sospettare delle mozzarelle italiane sia stato un Paese come la Corea del Sud e
poi il Giappone, salvo ieri sbloccare quelle fermate alla frontiera, non è un
buon segnale in quella globale, e segretissima, battaglia diplomatica che è la
sfida tra Milano e Smirne. Non due Paesi qualunque. E tanto più in uno
scacchiere come l'Asia dove è la città dell'Egeo a essere in vantaggio. E dove
i tre giganti, la Cina, il Giappone e la Corea, che condizionano voti dei Paesi
più piccoli, fanno le sfingi. Ufficialmente non si schierano. Ufficialmente non
rispondono alle sirene italiane. La Cina, soprattutto per via dei ricchissimi
interessi che ha nel porto di Smirne, dovrebbe finire per votare Turchia. Il
Giappone resta un enigma, tanto che il pressing italiano continua anche in
queste ore. E la Corea? La Corea ha vinto il prossimo Expo
"intermedio", minore, del 2012 convincendo molti Paesi a entrare tra
i votanti. E a votare per lei. Operazione fatta in asse con Smirne, anche
perché l'Italia all'epoca si schierò a favore della rivale dei coreani,
Tangeri, puntando su una vittoria marocchina. è andata diversamente. E Letizia
Moratti e tutta la diplomazia italiana hanno dovuto recuperare. Contavano di
esserci riuscite strappando ai coreani una sorta di non belligeranza: Seul non
avrebbe pilotato su Smirne tutti i suoi alleati. Adesso, il caso-mozzarella
potrebbe anche dimostrare il contrario. (gi. pi.).
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Bari
Domani scatta l'orario estivo più voli per Roma e Milano Le giornate si
allungano e i voli aumentano. Lo scatto dell'ora legale quest'anno influenzerà
positivamente l'attività dell'aeroporto di Palese. Nella notte tra oggi e
domani la lancetta dell'orologio sarà spostata un'ora avanti. Lunedì la Seap,
la società che gestisce gli aeroporti di Puglia, svelerà il suo nuovo
cartellone. Tra le novità più attese ci sono quelle che
dovrebbero arrivare da Alitalia. La compagnia di bandiera, con la bella stagione, dovrebbe
aumentare i voli da e per Roma e rimodulare l'offerta per Milano. Distribuendo
meglio i voli da e per Malpensa, in modo da coprire l'intera giornata. Altre
novità saranno in arrivo sul versante dei voli low cost. Lunedì i
rappresentanti della Ryanair saranno a Bari per presentare due novità. La
prima, già in funzione, è quella del collegamento con Pisa. La seconda, invece,
è ancora tutta da svelare ma, quasi certamente, riguarderà una nuova località
europea (si parla di Barcellona) che andrà ad aggiungersi ai collegamenti già
esistenti di Londra e Francoforte.
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Berlusconi:
diremo no ad Air France Ma Bossi lo gela:"Forti dubbi sulla cordata
padana". Il Pd: se c'è venga fuori La politica Marini: così si rischia il
fallimento. La Lega: sarebbe meglio vendere a Lufthansa LUISA GRION ROMA - Se
il centro-destra vincerà le elezioni, con Air France non se ne farà nulla. Alitalia non passerà ai francesi perché l'offerta messa sul
piatto da Spinetta è "offensiva" e le condizioni dettate dal manager
d'oltralpe sono "irricevibili e inaccettabili". Se a qualcuno fosse
rimasto un minimo dubbio sul peso assunto dalla questione Alitalia in campagna elettorale, Silvio
Berlusconi, leader del Pdl, ieri ne ha fatto piazza pulita. Il suo discorso è
stato molto diretto: "Non vogliamo che Alitalia sparisca o venga assorbita da Air France - ha precisato - lo
diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al governo non vorremo
concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto fin qui".
Questione fondamentale è l'italianità: secondo Berlusconi "Un paese che
non ha neppure la sua compagnia di bandiera è un paese ultimo in Europa, visto
che ce l'hanno anche il Portogallo e la Grecia". E anche se il premier
Prodi ha confermato che "il quadro va avanti e ora si passa alla analisi
approfondita" dell'offerta fracese, Berlusconi è convinto che la partita
non si potrà chiudere prima delle elezioni e che dopo il voto - data per
scontata la vittoria - ecco che prenderà corpo la tanto annunciata, ma
misteriosa cordata italiana. "Quando saremo al governo sarà agevole
trovare una compagine di imprenditori italiani che si caricherà Alitalia - spiega il leader del Pdl - Lanceremo un appello a
tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che
negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse
nazionale". La linea del centro-destra resta dunque quella dell'ancoraggio
all'amore di patria, anche se all'interno dell'alleanza, la convinzione
nicchia. Il primo a non crederci, infatti, è il leader della Lega Umberto
Bossi: "Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi, ho
forti dubbi su questa cordata". Alternative? "L'ideale sarebbe
vendere a Lufthansa" e in primis applicare la legge "usata per la
Parmalat: le banche non esigano subito il pagamento dei debiti". A
sinistra le linee sono due: Sinistra democratica, si sa, fiancheggia di fatto
la soluzione Berlusconi. "L'offerta di Air France è inaccettabile"
commenta il suo leader Fausto Bertinotti. Il Pd invece chiede di passare ai
fatti, se ci sono: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante,
ma invece è stata annunciata e in realtà non c'è" commenta il leader
Walter Veltroni. "Se c'è un piano d'imprenditori italiani venga avanti,
mostri le sue intenzioni" ha detto Piero Fassino. Stessa richiesta dal
ministro Cesare Damiano: "Se ci sono imprenditori si facciano avanti, è il
momento giusto, ma evitiamo la confusione e le finte cordate elettoralistiche".
Il ministro Di Pietro (Italia dei valori) ricorda in proposito un vecchio
detto: "Non vorrei che sulla vicenda si faccia come l'asino di Buridano
che diceva: questo prato non mi piace, questa erba non va bene e alla fine
morto di fame". Ovvero, come spiega il presidente del Senato Franco Marini
"Rischiamo di trovarci senza la trattativa con Air France e senza la
fantomatica cordata annunciata da Berlusconi: così Alitalia
sarebbe destinata al fallimento e migliaia di famiglie si troverebbero in mezzo
alla strada".
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dalla
"liaison" con An alla simpatia per Berlusconi, così hanno ritirato il
sostegno a Spinetta E la lobby dei piloti ci ripensa "Ben venga il piano
del Cavaliere" Sfida aperta ai confederali e appoggio alla cordata
italiana, ma senza Toto ROBERTO MANIA ROMA - La questione è anche politica. I
piloti - va da sé - sono il nerbo dell'Alitalia. Ma la ribellione dell'Anpac, il primo sindacato tra i
comandanti, contro l'ultima versione del piano dell'algido corso Jean Cyril
Spinetta non è politicamente neutra. Perché quella che fu anche "Aquila
selvaggia" negli anni
( da "Repubblica, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Silvio ha una
missione per le donne "Per le elezioni crostate agli scrutatori"
Elogio della Carfagna: "Sono venuto qui ad eseguire il compito che Mara mi
ha assegnato: convincere gli indecisi" "Donna, come sapete, deriva
dal latino domina: padrona. Dunque donne come padrone per l'Italia" (SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA) CONCITA DE GREGORIO Sono pronte. Toglieranno i bracciali
pesanti e gli anelli per impastare. Si comporteranno per quello che sono:
regine del focolare. "Le nostre padrone: tra le mura domestiche le padrone
siete voi. Fini ed io lo sappiamo bene". Urla di 'bravo Silvio', sguardi
di tenera comprensione e complicità. Ah, gli uomini: che bambinoni. Del tutto
incuranti dell'ora e mezza di ritardo con cui Berlusconi si presenta
all'appuntamento, niente per la "leggendaria pazienza femminile", le
donne del Popolo della libertà accolgono con sventolio di bandiere (solo una
della Lega) le consegne che il leader è venuto ad assegnare loro per gli ultimi
quindici giorni di campagna elettorale. La missione è chiarissima: convincere
le casalinghe d'Italia a votare per lui giacchè, come mostrano i
sondaggi-totem, un'alta percentuale di indecisi si annida proprio fra le donne,
in specie fra quelle che per amore o per forza lavorano in casa. Il
ragionamento che ne consegue è elementare: se dalle donne dipende il risultato
è sulle donne che bisogna puntare. "Rassicurarle, tranquillizzarle",
tutti verbi così, consolatori e docili. Alcuni consigli pratici: convincete
tutte quelle che potete a non votare i piccoli partiti e specialmente Udc
"che tanto sono voti regalati alla sinistra, al Senato sono proprio voti
persi perché tanto nessuno raggiungerà l'otto per cento". Ma non voglio
stancarvi con questioni tecniche, si premura paterno Berlusconi. Piuttosto:
andate a vigilare ai seggi "perché il pericolo di brogli è altissimo, sono
un'antica professionalità della sinistra". Voi dovete procacciare il cibo
agli scrutatori. "Noi allestiremo un servizio catering ma voi potete fare
di meglio". Forza quindi: cucinate. Si dipana da qui un fenomenale
estratto in pillole del pensiero di Berlusconi sul senso della presenza
femminile in politica, nella società e nella vita. Premette che gli hanno
"raccomandato di non far battute sulle donne" (persino Bossi:
"meglio che di donne Silvio non parli"). Uno sforzo vistoso, la tentazione della battuta è irresistibile: "Vedo che c'è
una delegazione dell'Alitalia. Scusate ma preferisco le donne". Pazienza, andiamo avanti.
Si parte dalle inspiegabili virgolette messe nel titolo della manifestazione:
"Donne" per l'Italia. Solo la parola donne è fra apici. "Le
virgolette sono mie", proclama orgoglioso il leader. E dunque? Che
significa? "Donna, come voi sapete, deriva dal latino domina: padrona.
Dunque donne come padrone: padrone per l'Italia". Brusio di confusa
approvazione. "Quando voi entrate nel vostro dominio, nella casa, noi
uomini diventiamo sudditi". Il vostro dominio: la casa. "Voi siete le
nostre padrone, fra le mura domestiche". Che soddisfazione. "Vi
assicuro che quando torno a casa sono le mie donne a comandare". Risate,
qualche "esagerato". Ma no, dice sul serio. Ecco un elenco di pregi
femminili: "Voi arrivate alle soluzioni per istinto". Ecco, le donne
sono l'istinto gli uomini la ragione. "Voi siete più brave a scuola",
precise nello svolgere i compiti, "siete più affidabili in ufficio",
efficienti ad eseguire. "Siete più coraggiose nella vita", sempre per
via dell'istinto evidentemente e della naturale inclinazione a difendere la
prole. "Sapete dare un apporto di concretezza e sensibilità". Un apporto.
Per tutti questi motivi "ho deciso che nel nuovo governo quattro ministri
su dodici saranno donne". Un terzo: non un grande avanzamento. Nessun
cenno alle attività individuate come idonee per le ministre. Cucinare al
governo non serve. In prima fila proprio sotto il palco Mara Carfagna maestra
di cerimonie. Berlusconi le si rivolge soave: "Sono venuto qui ad eseguire
il compito che Mara mi ha assegnato, è lei la padrona. Mi ha chiesto di
spiegarvi che cosa dovete dire per convincere gli indecisi". Un
capolavoro: obbedisco all'ordine di dirvi cosa dovete dire. Segue breve
spiegazione semplificata del funzionamento del sistema elettorale. Esecrazione
dell'"idiota legge sulla par condicio" che impedisce alla politica di
fare il suo corso naturale, qui illustrato come quello della Coca Cola:
"La Coca Cola ha il 35 per cento di mercato delle bevande gassate e
investe il 35 per cento in pubblicità. Un aumento di 5 punti di pubblicità -
share of voice - per tre mesi porta un punto in più di vendite. Con la propaganda
politica è uguale, purtroppo ci impediscono di farlo". Share of voice
suscita in platea un momento di smarrimento ma il senso della missione è
lampante: "Chi sa far la spesa meglio di voi? Chi sa meglio di una
casalinga quanto conti un consiglio di consumo dato a voce?". Andate,
dunque, e siate operose. Valido supporto. Diligenti cuoche sopraffine.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cambio della guardia
in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti,
il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano
Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto
lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo
salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della
Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si
libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università
Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato
da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo
al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome
veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti,
infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di
Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese
Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come
numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in
Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da
Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave
nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue
idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i
lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi
curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero
e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà,
Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex
Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 7 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar
08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i
vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha
condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera
con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la
conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto
approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a
poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una
sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita
in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo
lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la
menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al
suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che
Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione
"oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per
questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio
dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il
giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi.
Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro.
Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam
ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del
Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa
Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso
di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono
gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La
doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando
tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un
imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono
alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di
Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che
l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente
violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi
cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra
anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e
realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa.
Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come
tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e
commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha
fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo
proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto
far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della
Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto
di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio
alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome
della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia,
come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse
convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della
dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei
cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito
più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'INTERVISTA
OLIVIERO BACCELLI: "IL COMMISSARIAMENTO NON E' POSSIBILE"
"L'unica rotta passa per Parigi" di ELENA COMELLI ? MILANO ?
"COMMISSARIAMENTO? Ma non parliamo a vanvera". Oliviero Baccelli
(nella foto), esperto di economia dei trasporti della Bocconi, non ha dubbi: per Alitalia
non ci sono altre soluzioni che andare fino in fondo nella privatizzazione.
Perché? "La legge Marzano non è applicabile in una condizione come quella
di Alitalia, dove la
gestione operativa è ampiamente in perdita. Non siamo nella situazione di
Parmalat, che aveva un grosso buco finanziario ma era fondamentalmente un'azienda
sana". Quindi va esclusa l'amministrazione controllata, invocata negli
ultimi giorni dai piloti dell'Anpac? "Assolutamente. Significherebbe
fermare non solo i quaranta aerei del piano Air France, ma molti di più, per
riportare la gestione operativa in utile. L'immagine di Alitalia
subirebbe un danno gravissimo. E poi dopo un commissariamento chi darebbe la
garanzia di investimenti? Da un'esperienza di questo tipo non ci si rimette
facilmente". Eppure ci sono i casi di Swissair e di Sabena... "Due
casi drammatici, due compagnie che ci hanno messo molti anni per rimettersi e
ancora oggi sono praticamente dimezzate rispetto a com'erano prima". Quindi?
"Il contesto in cui si trova Alitalia è
completamente diverso dall'epoca dei fallimenti a catena, il settore del
trasporto aereo è in forte crescita e le compagnie aeree oggi macinano utili
senza grandi difficoltà". Ma Alitalia va
malissimo. "Appunto. In un contesto così favorevole basterebbe
ristrutturarla con giudizio per farla decollare". Il piano di Air France
funziona? "Certamente. L'offerta di Air France è assolutamente
corretta". Sono corrette anche tutte le garanzie che chiedono? "Sì, fanno
bene a chiederle, perché in Italia la normativa di regolazione di questo
settore è molto carente. Altrove potrebbero essere date per scontate, ma non
qui". La resistenza dei sindacati rischia di farci perdere il treno?
"Lo scoglio principale è il ricorso della Sea, che potrebbe mettere a
repentaglio tutta l'operazione". Quanto peso ha la partita dell'expo
sull'esito delle trattative? "Moltissimo. Se verrà assegnato a Milano,
sulla città si riverserà un fiume di miliardi e questo risolverebbe anche i
problemi finanziari della Sea. In caso contrario, il Comune potrebbe
impuntarsi, nello sforzo di salvare Malpensa. Allora per Air France comprare Alitalia diventerebbe davvero troppo rischioso". -
-->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di VITTORIO
DALLAGLIO ? MILANO ? LA LIQUIDAZIONE dei supermanager si chiama "esodo
incentivato". Niente a che fare con esuberi o dolorosi prepensionamenti.
Piuttosto, uno strabiliante jackpot. L'ultimo caso riguarda l'ex ad di Telecom
Italia. Riccardo Ruggiero, 47 anni, ha lasciato silenziosamente il suo incarico
lo scorso dicembre, al cambio di proprietà del gruppo telefonico. Senza
piantare grane. Si apprende ora, spulciando il bilancio di Telecom, che la
"risoluzione consensuale del rapporto di lavoro" ha fruttato a
Ruggiero un compenso di 17 milioni di euro che comprendono emolumenti, bonus
più 9,9 milioni di incentivi. Ma in fatto di stipendi e bonus Telecom ha sempre
fatto le cose in grande. Basta una cifra: nel 2007 i compensi (sotto qualsiasi
forma) erogati ai superdirigenti del gruppo ha raggiunto i 40,9 milioni di euro
di cui 32 sono finiti nel portafoglio dei consiglieri di amministrazione e dei
direttori generali. Per esempio, l'ex vicepresidente Carlo Buora, anche lui
uscito di scena a dicembre, ha incassato l'anno scorso circa 8 milioni di euro
a cui se ne aggiungeranno altri 4 che la Telecom verserà a rate nel biennio
2008-
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
OGGI I LAVORATORI DELLA SPA INCOMINCIANO A PAGARE LA SMOBILITAZIONE
DECISA DA ALITALIA Malpensa, scatta la cassa integrazione per 900 dipendenti
della Sea di CORRADO DRAGOTTO ? MILANO ? SCATTA OGGI la cassa integrazione a
rotazione per 900 lavoratori di Sea e Sea Handling in servizio a Malpensa. Già
dai turni della mattina, i dipendenti della spa (86% Comune, 14% Provincia)
incominceranno, dunque, a pagare pegno alla smobilitazione dall'Hub
della Brughiera decisa da Alitalia nell'ambito del
cosiddetto "piano di sopravvivenza" delineato dal presidente e ad
della compagnia di bandiera Maurizio Prato. Il ricorso agli integratori
sociali, finanziati dal governo attraverso emendamenti al Decreto Milleproroghe
e altri strumenti legislativi, può protrarsi per un massimo di due anni. E va
sottolineato che l'orizzonte temporale della cigs, insieme con i meccanismi di
godimento articolati su una "sospensione-riduzione delle prestazioni
giornaliere sino a due settimane consecutive per le unità lavorative "a
giornata", nonché a un massimo di due cicli continuativi di lavoro (dieci
giorni complessivi al mese al massimo) per i "turnisti"",
rappresenta una delle poche certezze desumibili dall'accordo firmato l'8 marzo
scorso dai sindacati. In quella data, del resto, azienda e forze sociali
convennero sulla necessità di demandare a una serie di tavoli tecnici, poi
svoltisi con regolarità, la determinazione delle reali modalità di attuazione
della cassa integrazione. LA TENUTA del principio solidaristico posto alla base
dell'intesa, che spalma i sacrifici economici (in Cigs si percepisce l'80%
della retribuzione lorda di riferimento) su "operai, intermedi, impiegati
e quadri con contratti a tempo pieno o parziale", e il funzionamento della
rotazione potranno, quindi, essere verificati solo sul campo. Si sarebbe dovuto
procedere meno nel segno del work-in-progress? Il segretario regionale della
Filt-Cgil ritiene che la strada imboccata fosse l'unica percorribile. "In
Sea non esistono precedenti di cassa integrazione che avrebbero favorito la stesura
di un accordo più dettagliato di quello siglato tre settimane fa - assicura,
difatti, Nino Cortorillo - Questa circostanza, da taluni sottovalutata, ci ha
messo nella condizione di sancire i meccanismi generali della cigs in sede di
intesa per valutarne poi l'impatto sia nell'ambito delle commissioni tecniche
sia nelle prime settimane di ricorso allo strumento. Ci troviamo davanti,
quindi, a una "cassa" che va tarata nella sua prima fase e che
dovrebbe persino alleggerirsi nel periodo estivo. In ogni caso, possiamo
giurare sin da adesso che nessun tipo di servizio verrà sguarnito creando
disagio ai dipendenti di Sea e agli utenti dell'Hub della Brughiera". AL
MOMENTO risulta, dunque, impossibile quantificare con precisione il numero dei
lavoratori che saranno costretti a rimanere a casa nei 15 giorni iniziali della
cigs. Ma è un fatto che, da oggi, i dipendenti di Sea sperimenteranno sulla
loro pelle il riposizionamento di Alitalia su
Fiumicino (da domani la compagnia di bandiera trasferirà sullo scalo romano
molti dei collegamenti internazionali e intercontinentali sottratti a Malpensa)
e il conseguente ridimensionamento dell'hub lombardo. La società timonata da
Giuseppe Bonomi non sembra intenzionata a piegarsi alla dura legge degli
ammortizzatori sociali. Non a caso Sea, dopo aver concesso giovedì scorso ad
Air One cinque voli nazionali, quattro internazionali e due intercontinentali
lasciati liberi da Alitalia, continua a trattare con
70 compagnie con l'obiettivo di rilanciare l'hub. Il futuro di Sea, tuttavia,
non passa solo dal trasporto passeggeri ma anche da quello merci. Lo prova che,
ieri, la società ha diramato la seguente nota: "Dal prossimo 1° aprile
Cargo City garantirà un'operatività doganale di 24 ore su 24 per tutti i giorni
della settimana. Malpensa sarà il primo aeroporto italiano a offrire questo
servizio agli operatori e alle aziende del settore che ne abbisognano in modo
continuativo". DELLA CASSA integrazione, intanto, s'è occupato Roberto
Formigoni. "Si tratta dei frutti amari generati dalla politica folle e
sbagliata del Governo e di Alitalia - ha dichiarato il
"governatore" - Noi ci siamo opposti e abbiamo ottenuto gli
ammortizzatori sociali che evitano i licenziamenti". - -->.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del AIR FRANCE-ALITALIA Restano 2100 esuberi ma si
continua a trattare Di Giovanni e De Mattia a pagina 2.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del LA CURIOSITÀLa videochat di Veltroni: "Come convincere gli
indecisi? Parlando di precariato, salari minimi, pensioni.." La mezzanotte
"on line" del candidato Walter di Andrea Carugati Di notti bianche è
certamente un esperto. Ma quella di giovedì è stata una novità anche per
Veltroni: un'ora di videochat, attorno a mezzanotte, per rispondere alle
domande degli internauti, circa 6mila, mentre sono stati 14mila gli spettatori
che l'hanno seguita in diretta. A dirigere il traffico Marino Sinibaldi, autore
e conduttore di Fahrenheit su Radiotre. Veltroni si è definito un "vecchio
navigatore" e ha assicurato che uno degli obiettivi del Pd, se vincerà le
elezioni, sarà "portare Internet in tutte le case degli italiani, perché
ormai è come l'acqua e l'elettricità: non averlo significa essere privati di
opportunità gigantesche". Dirette le domande degli internauti: Giovanni da
Bergamo ha chiesto come spiegare a sua nonna il programma economico del Pd.
"Sostenere la domanda interna aumentando pensioni e salari, abbassare la
pressione fiscale, sostenere e semplificare la vita delle piccole e medie
imprese", il motore in grado di far ripartire la crescita. Leonardo, studente
di 19 anni, ha chiesto invece cosa dire ai suoi amici che pensano di non andare
a votare. La risposta: "Compenso minimo di 1000 euro per tutti i precari.
C'è in 23 paesi europei, non si capisce perché non possiamo farlo anche in
Italia". E a Francesca, precaria impossibilitata a sposare Piersilvio
perché "felicemente fidanzato", il leader Pd ha detto che deve
"sperare che al governo vada chi mette la precarietà al centro della sua
attenzione". Sui figli del Cavaliere, Veltroni ha aggiunto: "Si è
cominciato giurando sui figli, poi invitando a sposarli, poi coinvolgendoli nella cordata per Alitalia: teniamo le "creature" fuori dalla campagna
elettorale...". Il leader Pd ha risposto anche ad Alessandra, che dal 2004
vive negli Usa, a proposito dei "cervelli in fuga": "Siamo
partiti proprio da qui: costruire un paese accogliente e ospitale per i suoi
giovani, in cui il sistema scolastico e universitario non sia mai più
considerato marginale". E a Matteo, giovane fisico che per le
stesse ragioni è emigrato in Spagna, ha detto: "Una ragione per tornare in
Italia? Ricerca, scuola, università, talento, merito e rischio saranno tra i
fulcri della rinascita del nostro paese". Gianni, invece, ha chiesto cosa
fare per convincere sua figlia, al primo voto, a scegliere il Pd: "L'idea
della fine della vecchia politica, di un cambiamento radicale affascina i
giovani", ha detto Veltroni. "E forse è per questo che il nostro
viaggio è seguito da tantissimi giovani, numeri che non si vedevano da anni. Il
Pd guarda al futuro, e per questo possiamo essere un punto di riferimento per
una generazione di ragazzi che non vogliono essere spettatori". Difesa a
spada tratta delle giovanissime candidate del Pd, partire da Marianna Madia:
"Con loro il "circo" si è divertito, questo è un paese in cui se
sei giovane e bravo e hai successo qualcuno ti dà una martellata in testa: per
poter fare strada devi avere almeno 60 anni, sennò disturbi il
manovratore". Sul rapporto tra politica e religione, sollevato da un frate
francescano dell'Umbria, ha detto: "Mi piacerebbe discuterne con passione,
senza anatemi ma cercando un frammento di verità". E le coppie di fatto?
"I Cus sono una utile e importante base di discussione".
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del I piloti ascoltano le sirene della destra L'Anpac: meglio il
fallimento. Ma alla cordata italiana credono in pochi / Roma BEFFA Quelle
cartelle, quei numeri presentati da Parigi hanno il sapore della beffa per
Fabio Berti & Co., ovvero l'Anpac, la potentissima
organizzazione dei piloti Alitalia. Finora alla Ma- gliana hanno "remato" a fianco degli
intoccabili boiardi di Stato chiamati a pilotare verso il nulla la compagnia.
Hanno propagandato la proposta francese come l'unica vera occasione per il
gruppo italiano, convinti com'erano che loro, la corporazione più esclusiva
d'Italia, non sarebbero stati toccati. "Toccheranno le macchinette
del caffè", dicevano molti di loro con una battuta che bollava di
assenteismo insulso i colleghi di terra. Invece sono proprio i piloti quelli a
cui Parigi chiede il prezzo più duro. Così è scattata la ribellione: no su
tutta la linea, meglio il fallimento. Ed anche il richiamo del fronte politico
a loro più congeniale: la destra. Che "storicamente" i piloti
italiani siano legati al microcosmo più conservatore è cosa nota. Tra loro
anche nomi importanti del partito che fu di Fini: Luigi Martini parlamentare di
An, o il figlio del senatore ed ex ministro Altero Matteoli. Dopo la cura
dimagrante prospettata da Parigi sono pronti a cavalcare la propaganda
berlusconiana: tanto che ieri una delegazione dell'Up è anche accorsa al suo
comizio romano. Ma alla cordata italiana ci credono in pochi: sanno che senza
una rete internazionale di riferimento sarà difficile spuntare condizioni migliori.
"Resta il fatto però che i numeri dei francesi sono inaccettabili e che
noi non ci stiamo a fare i notai di un accordo già fatto", spiega Danilo
Baratti, pilota della Cgil. "È vero, l'Anpac si era illusa di poter
influenzare il management come ha fatto finora - continua Baratti - I suoi
vertici erano addirittura andati a trovare Spinetta a Parigi. Ma in
quell'incontro nessuno si era sbilanciato troppo. Andavano promettendo a tutti
stipendi più alti (i francesi guadagnano in media il 40% in più, ndr) e
promozioni in blocco. Intanto andavano a braccetto con Cimoli, che si vantava
di aver azzerato il sindacato. Ora si ritrovano fuori gioco, invece bisogna
giocare per strappare condizioni migliori". Baratti non perdona al governo
prodi di aver lasciato la compagnia nelle mani dei franco-olandesi senza
pretendere un trattamento alla pari, come aveva fatto a suo tempo Amsterdam.
Insomma, sta al sindacato stavolta fare la battaglia: anche la politica è fuori
gioco. b. di g.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
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l'edizione del Air France, i sindacati dicono no Il "nuovo" piano non
va, ma la trattativa resta aperta. Gli esuberi sono 2.100. Crollo in Borsa di
Bianca Di Giovanni / Roma TAVOLO Per Alitalia è il
giorno del piano di Air France- Klm e dell'ennesima esternazione di Silvio
Berlusconi. "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi: quando saremo al
governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani - declama - e
voglio vede- re chi si negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e
dell'interesse nazionale". Prodi dal canto suo chiede responsabilità ed
auspica un 'alleanza internazionale. Berlusconi piace ai piloti, inferociti
dopo gli ultimi numeri arrivati da Parigi. Le cifre sono le stesse già
annunciate: 2.120 esuberi, di cui 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I sindacati non ci
stanno. "Proposta insufficiente" dichiarano in una nota comune. Ma
vogliono trattare e strappare condizioni migliori. L'Anpac all'inizio si chiama
fuori. Ma poi la potente sigla dei piloti è costretta a rincorrere gli altri:
si presenterà al confronto di lunedì, fissato per le 14 alla Magliana.
Intanto sembra sciogliersi il nodo liquidità: sarebbe accessibile un credito di
imposta che per i sindacati sfiora gli 80 milioni, mentre fondi delle Finanze
parlano di 70. Risorse che permettono un congruo tempo per la tratativa. La
proposta franco-olandese è stata al centro di un confronto tra otto sigle
sindacali della compagnia (assente l'Anpac) nella sede della Filt Cgil. Il
plico, "altamente confidenziale" (così scrive Parigi) è composto da
una lettera di Jean-Cyril Spinetta (in francese) e da una ventina di cartelle,
che partono dalla visione strategica per concludersi con la gestione delle
risorse. È toccato a Mauro Rossi, segretario Nazionale Filt, aprire l'incontro.
Rossi ha messo in fila la delicata situazione in cui ci si ritrova: un governo
dimissionario, una campagna elettorale infuocata, un consiglio
d'amministrazione che probabilmente sarà convocato in via permanente per
seguire le fasi del confronto. Insomma, ore cruciali, in cui "bisogna
mantenere i nervi saldi - spiega il sindacalista - Il nostro obiettivo è molto
semplice: cambiare la proposta di Spinetta. Se lui ripropone quanto già
annunciato, noi replichiamo alla stessa maniera Bisogna essere
costruttivi". I tagli sono indigeribili. Restano fuori 507 piloti, 594
assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in
Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al cargo
nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. "Non posso andare oltre senza
minare le basi del mio progetto per l'Alitalia",
scrive il numero uno del gruppo. "Ad ogni persona in esubero - si legge -
verrà offerto, sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia
un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o
incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale". Per
gli assistenti di volo, "le sole misure di pensionamento a breve e medio
termine permettono di assorbire la totalità dei 600 esuberi". Ai piloti
più giovani Air France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di
selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi
un totale di 180 posti". Per quanto riguarda il personale di terra,
"circa 250 persone potranno accedere al pensionamento nell'arco dei
prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno attuate misure di
riqualificazione".
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Il faro Consob non fa luce Angelo De Mattia Fa parte delle
inimmaginabili stranezze di questa campagna elettorale, che
è andata a concentrarsi sulla vicenda Alitalia, il rischio che essa debba essere combattuta anche a colpi di
norme del Testo unico della finanza. Ma tant'è. Nel punto delicatissimo nel
quale si è giunti dopo la presentazione del nuovo documento di Air France e i
possibili sviluppi del negoziato, occorrerebbe un embargo politicamente
concordato delle dichiarazioni, degli annunci, delle promesse, delle
tattiche mediatiche riguardanti cordate alternative ad Air France: un embargo
che sarebbe più appropriato chiamare quarantena, considerato il carattere
dannoso di queste esibizioni. Ne sono prova la confusione e le contraddizioni
esplose dopo le dichiarazioni, poi smentite, di Berlusconi. È in ballo il
futuro dei lavoratori, delle loro famiglie e di una fondamentale
infrastruttura. Il comportamento metaforicamente definibile del cuculo -
puntare su scenari alternativi che si possono aprire "a prescindere"
o per le decisioni dei soggetti istituzionali, economici e sociali competenti a
valutare le proposte di Air France e attribuirli al merito di proprie
iniziative comunicazionali - non è lungimirante. La politica non può ripiegare
dal suo campo d'intervento, ma deve tenere conto di altre categorie di diritti
e interessi. Non bisogna dimenticare che, fra gli attori della vicenda, vi sono
gli azionisti di Alitalia, la governance, gli
operatori del mercato, gli utenti, e che sono coinvolti valori, come la tutela
del risparmio, la trasparenza e la correttezza negoziale. Il TUF attribuisce
alla Consob rilevanti poteri - rafforzati a seguito del recepimento della
direttiva sul market-abuse - in materia di parità di trattamento dei portatori
di strumenti finanziari e di informazione societaria, esercitati dalla
Commissione in occasione di vicende nelle quali erano coinvolti soggetti
privati, imprese, intermediari creditizi e finanziari. Rilevano soprattutto il
potere-dovere della Consob di vigilare sulla correttezza delle informazioni
fornite (Art. 115) e quello di imporre che le informazioni privilegiate siano
tempestivamente comunicate al pubblico (Art. 114). Nei giorni scorsi, il
presidente della Consob ha rivolto un appello alla "politica" perchè
presti molta attenzione alle regole del mercato. Si è visto quel che ne è
seguito, tra l'altro, con l'accennata intervista di Berlusconi e le successive
smentite delle società e delle banche chiamate in ballo per la presunta
partecipazione a cordate per l'acquisizione di Alitalia.
D'ora in poi, però, gli appelli non bastano più. La moral suasion, se mai aveva
un motivo di essere esplicata, ha esaurito il suo compito. E non basta certo il
solo monitoraggio (quello di accendere fari sta diventando un ritornello) che
per una Authority dovrebbe essere funzione lapalissiana. Sarà, quindi, il caso
che, se malgrado tutto dovesse continuare lo stillicidio della pubblicazione di
ipotesi di intervento nella vicenda Alitalia ad opera
di questo o quel gruppo o di questa o quella banca, magari su sollecitazione di
esponenti politici, l'Authority intervenga immediatamente e altrettanto
immediatamente imponga una completa informazione al pubblico, oltre ad
esercitare tutti gli altri poteri in materia. E' un modo non solo per fare
rispettare le regole, ma per avere un riscontro sulla fondatezza e serietà
delle ipotesi adombrate, che, se avessero veramente questi caratteri (e non
coincidessero con il si volam, se vorrò), nessuno, soprattutto in queste ore,
potrebbe pensare di oscurare. L'analisi.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del E oplà, dopo l'Alitalia dal cilindro uscì la Rai Se non esistesse bisognerebbe
inventarlo. Intendo Silvio, mago della comunicazione. Gli è riuscito il
giochetto elettorale sull'Alitalia, di cui da statista con i piedi per terra e i pensieri in volo
non gliene può fregare di meno, vedi il disinteresse da sempre per il
precipizio della compagnia di bandiera. E ora dal magico cilindro fatto
di tv e penetrazione superficiale, ossimoro fenomenale, ha tirato fuori un
nuovo coniglio. La Rai. Date retta, per le prossime due settimane come ha fatto
con gli aerei adesso sarà ossessivo sulla Rai. A dicembre non era forse
impossibile "lavorare in Rai se non si è di sinistra o non ci si
prostituisce", ipse dixit beccandosi una querela modello class-action dai
dipendenti aziendali offesi per l'una o per l'altra categoria? Ebbene, il
trapano mediatico funziona e quindi adesso basta rincarare la dose. "La
Rai è di sinistra", dice il comiziante giacché l'irreprensibile Jeeves non
può organizzare i "Porta a Porta" con Veltroni e Berlusconi separati
perché il primo vorrebbe misurarsi con il secondo. "Violenza di
Veltroni" insiste il prestidigitatore sperando che gli altri gli corrano
appresso. Padronissimi di farlo, siamo in democrazia. A proposito, tra Alitalia e Rai cogliete altre analogie? Oliviero Beha.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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consultando l'edizione del Alitalia, tutto
esaurito per i voli trasferiti da Malpensa a Fiumicino Partiranno domani le
nuove rotte intercontinentali del Leonardo Da Vinci: già
"overbooking" Osaka e Teheran di Gioia Salvatori TUTTO ESAURITO sui
nuovi voli Alitalia da Roma per Teheran e Osaka. Ieri, a due giorni dal
trasferimento a Roma dei voli intercontinentali e continentali che prima
partivano da Milano-Malpensa, e- rano già 158 i passeggeri in overbooking sul
primo volo Ro- ma-Teheran: partenza 1° aprile alle 20.50 con un Airbus A320.
Alto anche il numero di passeggeri sulle altre rotte, sia verso l'estremo
oriente che verso Canada e States: 280 passeggeri si sono prenotati per il
primo volo Roma - Osaka del I aprile, mentre sono in media 170 i passeggeri sui
primi voli diretti a Chicago, Boston e Toronto che invece debuttano domani. Un
dato che Cinzia Renzi, presidente della Fiavet Lazio, legge favorevolmente:
"Per i romani andare a Milano per partire è sempre stato un problema -
dice - La lontananza dell'aeroporto dalla città, la nebbia, il caos bagagli
erano tutti elementi di dissuasione. Molti preferivano fare scalo in un'altra
città straniera per raggiungere la loro metà, piuttosto che recarsi a
Malpensa". Domenica, oltre a le rotte verso Chicago, Boston e Toronto,
iniziano a decollare dal Leonardo Da Vinci anche i voli Alitalia
diretti a Damasco (22.40), Dubai (12.45), Beirut (12.45 e 22.40) e Miami
(9.30). Il primo nuovo volo Alitalia Roma - Accra
partirà lunedì alle 15.10. Incrementati, inoltre, i voli verso Caracas, Buenos
Aires, Tunisi e Algeri. In totale, col nuovo orario estivo in vigore da domani
e fino a ottobre, le rotte Alitalia a Fiumicino
salgono a 77 (di cui 23 nazionali, 40 internazionali e 14 intercontinentali) e
i voli aumentano di 195 passando da
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del Le signore non si fanno mai aspettare. Ma Silvio Berlusconi, che
pure è un anziano signore, non ha seguito le regole del galateo ed è arrivato
con più di un'ora e mezza di ritardo al raduno rosa del Popolo della libertà.
Quattro interviste a giornali e tv ed il tempo è voltato via. Il Cavaliere è
arrivato nella sala piccola del Palazzo dei Congressi giusto in tempo per
mettere a tacere i primi sgenali di fastidio per un'attesa troppo prolungata,
occupata dagli interventi di "quattro signore quattro" in
rappresentanza dei due partiti che hanno dato vita al Pdl, e da Gianfranco
Fini, nella veste ormai anche lui di intrattenitore in attesa del primo attore.
Che è arrivato quando ha deciso lui e si è preso subito la scena
dell'iniziativa il cui titolo era già tutto un programma. "Donne" per
l'Italia. Con le virgolette. Berlusconi ha spiegato che era così perchè
alludeva al latino "domina", cioè "dominatrici" il che
"significa che siete le nostre padrone e noi siamo vostri sudditi".
Poco convincente. Sapeva più di allusivo. Sventolano le bandiere. Molte nuove
di zecca del Popolo della libertà, qualcuna dell'Italia, una della Lega in
trasferta ed una, nostalgica, di An. Scattano gli applausi. C'è eccitazione.
Per molte si è trattato dell'occasione per una gita a Roma. Certo c'è gran
caldo in sala. Il tempo non passa mai. Poi le prime fila si riempiono. Ci sono
le candidate di richiamo (Carfagna, Prestigiacomo, Moroni, Saltamartini,
Lorenzin) e tutte le altre. Ci sono anche tanti uomini che non hanno perso
l'occasione per far notare la loro presenza. Non va sprecato nulla. Parte
l'Inno di Mameli. Tutti in piedi cantano a squrciagola. Qualcuno, probabilmente
non avvertito del cambio di corso, alla fine scatta in un nostalgico saluto
romano. Ed ecco il grande capo. Chi si aspetta qualche battuta delle sue resta
deluso. Devono avergli spiegato che non è il caso. Certo l'idea della donna
regina del focolare è evidente che non l'ha abbandonata. Esce con forza quando,
a proposito della necessità di presidiare i seggi contro i brogli, invita le
signore a rinforzare il catering a cui, comunque, lui provvederà. Casa e cucina
misto a "puntiglio donnesco". Poi, sì, anche tutto il resto ma mescolato
nel lungo elenco di cose positive che lui si accinge a fare se gli italiani lo
voteranno e di cose negative fatte dal centrosinistra, "l'esercito del
male". "Ci saranno quattro ministre donne nel mio governo"
promette Berlusconi e strappa l'applauso di quelle in prima fila. Ognuna pensa
di esserci. Mostra la sicurezza di sempre il Cavaliere. Non appalesa nessun
dubbio sul fatto che vincerà le elezioni. Ma un tarlo lo tormenta. E' evidente.
Lo si legge nel tono dimesso, rispetto al solito, con cui propone la consueta
litania. Tant'è che quando dopo oltre un'ora si avvia alle conclusioni deve
ammettere di aver saltato un passaggio importante. "Quasi mi
dimenticavo...". Al Berlusconi di un tempo non sarebbe accaduto. Ha paura
del pareggio o, addirittura, di una imprevedibile sconfitta. Il problema lo
sente tutto. Ed allora fa aleggiare il fantasma di un possibile accordo tra il
Partito Democratico e la sinistra estrema insieme a quello di possibili brogli.
Per contrastarli lui ha studiato tutta una serie di mosse che si dilunga a
spiegare ad una platea sempre più accaldata e che comincia a non vedere l'ora
di tornarsene a casa. C'è poi la spina nel fianco dell'Udc. I traditori che
possono mettere a rischio in alcune regioni il risultato pieno. Ha appena negato,
ma a modo suo, un contatto con il cardinale Ruini che avrebbe caldeggiato un
appoggio al partito di Casini: "Il cardinale è una persona
eccezionale" che conosce il sistema elettorale e, quindi, non può non
considerare che "i voti dati ad altri partiti del centrodestra e non al
Pdl sono voti dati al centrosinistra". Anche Ruini, insomma, tirato per la
tonaca nella querelle del voto utile. Il resto è tutto secondo copione. L'Alitalia
che deve restare italiana, e ci penserà lui; la spazzatura di Napoli ed ora
anche le mozzarelle; la sicurezza che non c'è; il lavoro che manca e più che
mai per le donne; le tasse e le pensioni; l'attacco ad alzo zero all'avversario
"comunista in politica da quaranta anni". Ora sarà anche, come
ci tiene a dire, che "Veltroni sembra venuto da Marte" quando si dice
estraneo ai problemi del Paese. Ma non è da marziani scoprire i problemi
dell'Italia quando si è governato per cinque anni e Palazzo Chigi lo si è
lasciato da soli venti mesi?.
( da "Unita, L'" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, il bluff è
pagato da tutta la comunità Cara Unità, Su Alitalia gli alleati di
Silvio Berlusconi esaltano ora le doti del loro leader, che con il furbo
annuncio dell'inesistente cordata italiana, avrebbe spinto Air France ad una
maggiore disponibilità nelle trattative. Semplice fenomenologia? No, c'è ben altro in palio.
In un mercato globale dove i giudizi delle Agenzie di Rating sono la bibbia
delle relazioni internazionali, l'affidabilità del possibile contraente è
patrimonio inestimabile. Se ti fidi del tuo partner d'impresa, puoi risparmiare
sui cosìddetti costi di transazione: accertamenti e precauzioni che valgono
denaro e tempo, dunque altro denaro. Il bluff fa parte del bagaglio di ogni
buon giocatore di poker, ma nei rapporti economici è un trucco che si paga,
subito e a caro prezzo. Le relazioni fra governi e fra questi e le forze
economiche non sono partite private, mettono in gioco la reputazione e dunque
il destino di una comunità di cittadini, imprenditori e lavoratori. Ma la
politica della campagna elettorale permanente, con l'obiettivo di un immediato
consenso di opinione, fa della bugia un'arma essenziale, come il bluff nel
poker. A chi potrebbe governare una nazione, è forse giusto chiedere una
responsabilità che vada oltre il successo di una partita personale. Marco
Lombardi Alitalia/2 Non sapeva dell'offerta Air
France? Strano per un aspirante premier Cara Unità, nell'esternare sulle
presunte cordate italiane sull'Alitalia, Berlusconi ha
fatto altre due affermazioni che vorrei sottolineare: la prima è quella che lui
credeva che la trattativa con Air France si facesse per una fusione e non per
l'aquisizione, pur rimanendo il marchio Alitalia. Per
uno che è stato per sei anni a capo del governo e che aspira a ritornarci non
aver capito, dopo mesi di trattative ed atti pubblici, di cosa veramente si
trattava ci deve far preccupate sui seri rischi che corre l'Italia in caso di
sua vittoria elettorale. L'altra affermazione che crea dubbi è quella sulla
difesa dell'italianità della compagnia di bandiera quando lo stesso fa un uso
ostentato del proprio parco macchine con auto di marca straniera. Nello
Bracalari, Grosseto Mozzarella, nessuno spiega chi ha portato diossina in
Campania... Cara Unità, adesso tocca alla mozzarella di bufala, dobbiamo sapere
se contiene una quantità sopportabile di diossina per rassicurare i mercati
esteri. Ma nessuno ci spiega perchè la diossina è arrivata nei terreni della
Campania, chi l'ha inviata, chi l'ha sotterrata, chi sono i veri responsabili
di questo disastro. Portatori della logica del qui e ora, incuranti delle
conseguenze che provoca qualsiasi atto, hanno fatto sì che imprenditori del
Nord, quelli che difendono Malpensa, si siano serviti di malfattori del Sud per
far scaricare nel Sud medesimo bidoni di materiali tossici che stanno
distruggendo l'economia della Campania. Questo ho letto e sentito nei
reportages nel momento caldo della spazzatura incombente nelle strade, ma poi
nessuno ne parla più come se la diossina nei terreni ci fosse arrivata da sola.
E non mi si dica che nessuno ne sapeva niente, perchè ci sono fior di
sceneggiati nostrani che da questo argomento sviluppano le loro trame. Mala
vita organizzata che in combutta con irreprensibili imprenditori devastano i
territori causando malattie e disastro economico. Ludovica Muntoni
Informazione, subito una legge sul conflitto di interessi Cara Unità, per
l'ennesima volta il cavaliere l'ha sparata grossa! Ma come al solito è stato
malevolmente e malamente interpretato... In un qualsiasi paese civile e moderno
e in ogni democrazia matura chiunque si fosse macchiato di tale leggerezza (si
badi una sola e non millanta) si sarebbe prostrato a chiedere umilmente scusa e
un attimo dopo si sarebbe dimesso da qualsiasi incarico di responsabilità
pubblica. Qui da noi invece l'autore di questi inenarrabili disastri
istituzionali ha l'arroganza di affermare che la colpa è di quei pennivendoli
che infestano la stampa e dei grandi giornali tutti in mano alla sinistra
(sic!). Sorge allora spontanea la domanda: "Come è possibile tutto questo?".
L'unica risposta plausibile per questo mondo alla rovescia è la seguente:
essendo egli il padrone e il signore di quasi tutta l'informazione (e se per
sciagura dovesse vincere le prossime elezioni possiamo anche togliere il quasi)
può riuscire a far credere ai suoi concittadini tutto quello che vuole,
capovolgendo sistematicamente la realtà inoppugnabile dei fatti, ricoprendoli
di falsità che ripetute all'infinito dai suoi megafoni di regime diventano
"vangelo e sacrosante verità". Allora urge riavvicinarci al mondo
normale ponendo fine a questa deriva del conflitto degli interessi. Si abbia il
coraggio di prendere come modello da utilizzare una qualsiasi normativa
antitrust vigente in Francia, in Spagna, in Germania, in Gran Bretagna, negli
Usa, ecc. e la si applichi sic et simpliciter qui da noi...credo che il
cavaliere da buon liberale non avrebbe alcunchè da obiettare...o forse mi
sbaglio? Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Elezioni, comunque vada il Pd non perda
il profilo innovatore e riformista Cara Unità, da elettore del Pd non mi fido
dei sondaggi e non so come andranno a finire le prossime elezioni. Il mio
auspicio è che anche se il Pd dovesse perderle, non abbandoni il suo profilo
riformista, innovatore e liberale così come la sua vocazione maggioritaria, ma
li confermi e li rafforzi e non aderisca all'idea di un ritorno al passato
rifacendo alleanze non omogenee ed impraticabili con la sinistra estrema.
Alessandro Scarpari, Botticino (Bs) Non lasciamo la parola "libertà"
in mano alla destra Cara Unità, Casa della Libertà, Popolo della Libertà, ma
perché dobbiamo lasciare a Berlusconi l'esclusiva della parola libertà? Perché
dobbiamo lasciare a Fini, alla Mussolini e a Rauti di fregiarsi di questa
parola visto che militano nel partito del boss di Bossi? Se non sbaglio i
nostri Padri hanno dovuto lottare e morire per conquistare il significato di
questa parola proprio ocntro coloro che questa parola (i fascisti) avevano
negato per un ventennio e che ai giorni nostri sono rappresentati dagli eredi
naturali soprannominati, inglobati nel partito di Berlusconi per raccattare
qualche voto. Perciò noi, e lo dico in special modo a Veltroni, dobbiamo
riappropriarci della parola libertà e non lasciarla nelle mani di chi
strumentalmente la usa, senza averne alcun diritto e chi vorrebbe sostituire la
data del 25 aprile (Fini) con quella del 13 aprile, giorno della presunta
vittoria (ma non succederà) della destra. Armando Ferrero, Alba.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ALESSANDRO FARRUGGIA
? ROMA ? "TUTTO è bene quel che finisce bene", dice Romano Prodi
citando Shakespeare. Ma che paura. Ieri è stata una giornata da cardiopalmo
sull'incerto fronte della mozzarella. Lo spettro di un blocco continentale è
calato a metà mattina, quando una nota firmata dal ministro della Salute
francese chiedeva ai negozianti transalpini di "bloccare immediatamente in
via precauzionale" la vendita di mozzarelle di bufala campane. Era quello
che si temeva: la chiusura delle frontiere europee. Qualcuno del Pdl giungeva
perfino a ipotizzare un legame tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e
governo in primis, erano molto preoccupati. "Quando ho avuto la notizia
che in mattinata la Francia aveva bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario
alla Salute, Giampaolo Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito
convocato al ministero funzionari dell'ambasciata francese per cercare una via
d'uscita". NEL FRATTEMPO si muoveva la Farnesina. E soprattutto
giungeva a Bruxelles la lettera del ministro della Salute, Livia Turco, a
informare che i servizi veterinari "hanno ulteriormente intensificato i
controlli su tutta la Campania e in particolare stanno procedendo a una
ulteriore verifica nei 25 caseifici per rintracciare e ritirare dal commercio i
prodotti che possono essere stati contaminati". E POI: è stato messo in
atto un sistema che "impone il ritiro e il richiamo degli alimenti non
conformi, provenienti dai 25 stabilimenti risultati positivi e di tutti i
prodotti provenienti dagli stabilimenti che eventualmente potranno risultare
positivi. La Turco ha anche annunciato "un controllo sistematico di tutti
i caseifici e degli allevamenti esistenti nella regione, in via prioritaria
nelle province di Caserta, Napoli e Avellino". ERA QUEL che Bruxelles
voleva e la risposta positiva non è tardata. "La commissione ? ha detto a
fine mattinata la portavoce del Commissario alla Sanità ? è soddisfatta dai
progressi fatti dall'Italia e per il momento non si chiedono nuove azioni. Dopo
le dichiarazioni del ministro della Sanità, la regione Campania ha
intensificato i controlli rendendoli sistematici". PER IL MOMENTO dunque
la Ue non chiederà all'Italia altre azioni, "considerando anche che a
questi livelli e fino a quando non si mangia mozzarella con diossina per
periodi molto lunghi e in grandi quantità il prodotto non può essere
dannoso". A questo punto la Francia non poteva non fare dietrofront. La
revoca del provvedimento è giunta "ricevute le assicurazioni attese da
parte delle autorità italiane sull'assenza di commercializzazione sul
territorio francese di prodotti interessati dalla contaminazione di
diossina" a sole tre ore dall'annuncio del blocco. Sospiro di sollievo
generale. "Era quel che ci attendevamo: non c'è alcun pericolo ? ha osservato
De Castro ? perché gli allevamenti incriminati sono stati sequestrati e quel
latte non si trasformerà in mozzarella. Ora bisogna pensare a rassicurare i
consumatori e a rilanciare i consumi". Certo, la crisi non è ancora
terminata. Proprio ieri, Singapore ha annunciato il blocco alle importazioni e
il Portogallo, come il giorno prima il Belgio, ha annunciato controlli
rafforzati. MA ALLE buone notizie che giungono da Bruxelles vanno aggiunte
quelle fornite da Tokio, che all'alba ha fatto sapere che dopo i controlli
erano state sbloccate le 4 tonnellate di mozzarelle di bufala ferme negli
aeroporti nipponici. Ci vorrà del tempo, ma si intravede il sole. Gli
allevatori, da parte loro, ringraziano per lo scampato pericolo. "L'azione
svolta in queste ore dai ministri delle Politiche agricole e della Salute, e
quello di fondamentale mediazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema,
sono state risolutive" osserva il presidente dell'Associazione allevatori
bufalini, Raffaele Garofalo. Restano i danni economici ? mezzo milione di euro
al giorno secondo la Coldiretti ? e quelli all'immagine. Che sono e saranno
pesanti per il comparto e per l'Italia. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ALESSANDRO
FARRUGGIA ? ROMA ? "TUTTO è bene quel che finisce bene", dice Romano
Prodi citando Shakespeare. Ma che paura. Ieri è stata una giornata da
cardiopalmo sull'incerto fronte della mozzarella. Lo spettro di un blocco
continentale è calato a metà mattina, quando una nota firmata dal ministro
della Salute francese chiedeva ai negozianti transalpini di "bloccare
immediatamente in via precauzionale" la vendita di mozzarelle di bufala
campane. Era quello che si temeva: la chiusura delle frontiere europee.
Qualcuno del Pdl giungeva perfino a ipotizzare un legame
tra le mozzarelle e il caso Alitalia. E tutti, imprenditori e governo in primis, erano molto
preoccupati. "Quando ho avuto la notizia che in mattinata la Francia aveva
bloccato le importazioni ? confessa il sottosegretario alla Salute, Giampaolo
Patta ? ho temuto una guerra commerciale e ho subito convocato al ministero funzionari
dell'ambasciata francese per cercare una via d'uscita". NEL
FRATTEMPO si muoveva la Farnesina. E soprattutto giungeva a Bruxelles la
lettera del ministro della Salute, Livia Turco, a informare che i servizi
veterinari "hanno ulteriormente intensificato i controlli su tutta la
Campania e in particolare stanno procedendo a una ulteriore verifica nei 25
caseifici per rintracciare e ritirare dal commercio i prodotti che possono
essere stati contaminati". E POI: è stato messo in atto un sistema che
"impone il ritiro e il richiamo degli alimenti non conformi, provenienti
dai 25 stabilimenti risultati positivi e di tutti i prodotti provenienti dagli
stabilimenti che eventualmente potranno risultare positivi. La Turco ha anche
annunciato "un controllo sistematico di tutti i caseifici e degli
allevamenti esistenti nella regione, in via prioritaria nelle province di
Caserta, Napoli e Avellino". ERA QUEL che Bruxelles voleva e la risposta
positiva non è tardata. "La commissione ? ha detto a fine mattinata la portavoce
del Commissario alla Sanità ? è soddisfatta dai progressi fatti dall'Italia e
per il momento non si chiedono nuove azioni. Dopo le dichiarazioni del ministro
della Sanità, la regione Campania ha intensificato i controlli rendendoli
sistematici". PER IL MOMENTO dunque la Ue non chiederà all'Italia altre
azioni, "considerando anche che a questi livelli e fino a quando non si
mangia mozzarella con diossina per periodi molto lunghi e in grandi quantità il
prodotto non può essere dannoso". A questo punto la Francia non poteva non
fare dietrofront. La revoca del provvedimento è giunta "ricevute le
assicurazioni attese da parte delle autorità italiane sull'assenza di
commercializzazione sul territorio francese di prodotti interessati dalla
contaminazione di diossina" a sole tre ore dall'annuncio del blocco.
Sospiro di sollievo generale. "Era quel che ci attendevamo: non c'è alcun
pericolo ? ha osservato De Castro ? perché gli allevamenti incriminati sono
stati sequestrati e quel latte non si trasformerà in mozzarella. Ora bisogna
pensare a rassicurare i consumatori e a rilanciare i consumi". Certo, la
crisi non è ancora terminata. Proprio ieri, Singapore ha annunciato il blocco
alle importazioni e il Portogallo, come il giorno prima il Belgio, ha annunciato
controlli rafforzati. MA ALLE buone notizie che giungono da Bruxelles vanno
aggiunte quelle fornite da Tokio, che all'alba ha fatto sapere che dopo i
controlli erano state sbloccate le 4 tonnellate di mozzarelle di bufala ferme
negli aeroporti nipponici. Ci vorrà del tempo, ma si intravede il sole. Gli
allevatori, da parte loro, ringraziano per lo scampato pericolo. "L'azione
svolta in queste ore dai ministri delle Politiche agricole e della Salute, e
quello di fondamentale mediazione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema,
sono state risolutive" osserva il presidente dell'Associazione allevatori
bufalini, Raffaele Garofalo. Restano i danni economici ? mezzo milione di euro
al giorno secondo la Coldiretti ? e quelli all'immagine. Che sono e saranno pesanti
per il comparto e per l'Italia. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
TRA TANTO sfascio ?
rifiuti, mozzarella di bufala, l'affaire Alitalia ? l'immagine dell'Italia si
tiene su anche con l'ironia. E così su eBay spunta l'asta per la cordata
italiana accompagnata dallo slogan "Alitalia, adottiamola tutti". Il venditore ? un messinese che si
firma findomestic ? ha le idee chiare: basterebbero 5 euro ad italiano per
salvare la nostra ex compagnia di bandiera. E allora perché non
partecipare tutti? I requisiti sono: "Devi essere italiano; chi vince
l'asta, farà parte della cordata e questa volta nessuna smentita potrà essere
fatta". Si parte da 1 euro, e vince chi fa l'offerta più alta. Spese di
spedizione ? ma di cosa? ? con Pacco celere
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
"Alitalia? Air France
non può far di più" I sindacati fanno muro, ma trattano Berlusconi: "Piano
offensivo". Peggiorano i conti, ma arriva un po' d'ossigeno ? MILANO ? IL
NUOVO PIANO di Air France-Klm per Alitalia è arrivato
poco prima della mezzanotte di venerdì ai sindacati. E il prezzo della
"ristrutturazione e del risanamento" chiesto da Parigi resta alto:
2.120 esuberi. Se le condizioni poste dal numero uno di Air France Jean-Cyril
Spinetta vengono considerate come ultima offerta ("Ho fatto proposte oltre
le quali non posso andare senza rimettere in discussione le fondamenta stesse
del mio progetto") il piano ha scatenato ieri durissime reazioni. A
cominciare da Silvio Berlusconi secondo il quale Air France ha presentato
"condizioni irricevibili e offensive per cui Alitalia
sparisce". Così, a un Prodi che ha sottolineato come la trattativa con i
francesi debba continuare e sia arrivato adesso il momento di "una analisi
approfondita", il candidato premier del Pdl ha fatto sapere che questo
Governo non riuscirà a chiudere l'accordo entro il 13 aprile e il suo esecutivo
non "sposerà" la trattativa con Air France anzi "noi lanceremo
un appello agli imprenditori italiani e voglio vedere chi negherà di dare un
apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Insomma, la
campagna italiana di Spinetta non sembra affatto facile e non solo per la
cordata italiana che secondo Berlusconi verrà fuori quando si chiuderà il
capitolo Air France. Cordata "inesistente" e "annunciata dopo
una sera di bisboccia" secondo il candidato premier del Pd Veltroni per
cui Berlusconi non viene da un altro pianeta: "Nel 2004 dichiarava che il
problema Alitalia l'avrebbe risolto lui, ma così non è
stato". Cordata tricolore o meno il piano francese è stato bocciato dai
sindacati che lo hanno definito insufficiente. Ma le nove sigle (compresi i
piloti Anpac che avevano parlato di progetto Air France finito e si erano detti
pronti ad andare al fallimento) si presenteranno lunedì alle 14 alla ripresa
del confronto. Sperando, come dice il leader Cisl Bonanni, che quella di
Spinetta sia una tattica e comunque, avverte Epifani (Cgil) "bisogna fare
ogni sforzo per evitare il fallimento". Ma già ieri, mentre il titolo
precipitava in Borsa (- 37,19%) rabbia e preoccupazione sono esplose fra i
lavoratori a Fiumicino e lunedì ci sarà una mobilitazione alla Magliana. Per
convincere i sindacati Spinetta parla "di un futuro sviluppo
ambizioso" (per cui ci sarà un aumento di capitale da 1 miliardo di euro e
nuove assunzioni) e offre la garanzia di un "filo di sicurezza" per
ogni lavoratore in esubero. Ma Parigi non ha fatto passi indietro sui tagli:
507 piloti, 594 assistenti di volo, 398 dipendenti di terra, 121 all'estero.
Malpensa, infine, sarà "importante" ma solo Fiumicino sarà l'hub
italiano. INTANTO i conti Alitalia peggiorano. Ieri il
cda ha ratificato che in febbraio l'indebitamento è salito a 1,368 miliardi di
euro e la liquidità è scesa del 36%, a 180 milioni. Proventi per 148 milioni
sono arrivati dalla vendita di tutte le azioni Air France e da un rimborso
fiscale. Sui termini della chiusura della trattativa per Alitalia
il cda ha anche valutato "un eventuale contenuto slittamento del termine
del 31 marzo se si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le
parti sociali". Achille Perego - -->.
( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Altro incontro. E su
eBay parte l'asta... Alitalia,
piano "inaccettabile" ma si tratta Fabio Sebastiani Piano
inaccettabile, ma si continua a trattare. Il nuovo incontro con Air France si
terrà lunedì. E' questo in sintesi il racconto dell'ennesima giornata di
passione di Alitalia, che
ieri in borsa è arrivata a perdere il 37%. Notizie tutte di segno
negativo, quindi, appena un po' alleviate dalla convocazione di una scadenza
unitaria per mercoledì prossimo. A preoccupare di più sindacati e lavoratori è
il fatto che quello di Spinetta è un "piano senz'anima". Mancherebbe,
in sostanza, un vero piano industriale. Sviluppo? solo quando
"l'attività" sarà riannodata "al circolo virtuoso della crescita
redditizia", si legge nella lettera di Spinetta ai sindacati, che
accompagna il piano. Non a caso, per i sindacati, il nodo rimane quello della
flotta, pilastro per ogni impegno concreto sul futuro. Air France prevede la
contrazione del numero degli aeromobili (meno 42) e il contestuale mantenimento
di aerei antieconomici (gli MD80). Dal 2010 al 2018, si legge nel documento,
"la flotta a lungo raggio dovrebbe essere aumentata di 8 nuovi aeromobili,
qualora le condizioni di mercato lo consentissero". Attualmente Alitalia ha circa 20 vettori a lungo raggio, il settore più
redditizio per le compagnie aeree, mentre Air France-Klm circa 100. Del resto,
in una situazione in cui anche con i cosiddetti "possibili miglioramenti
di produttività" non si riesce a superare il gap delle "pesanti
perdite", difficile che il "nuovo" possa venir fuori senza un
vero e proprio colpo di reni da parte di tutti. I 2100 esuberi previsti, pur
con ammortizzatori sociali e pre-pensionamenti, sono confermati e così
distribuiti: 1600 unità (1500 persone in Italia e 100 nelle rappresentanze
della compagnia nel resto del mondo) degli esuberi di personale in Az Fly, e
500 delle attività di Az Servizi reintegrate nel perimetro del gruppo Alitalia. In particolare, per gli assistenti di volo sono
previsti circa 600 esuberi, mentre 500 sono quelli dei piloti. Quanto al
personale di terra, per circa 250 è previsto il pensionamento nell'arco dei
prossimi 7 anni, mentre per altri 150 arriveranno misure di riqualificazione.
Per i dipendenti di Alitalia Servizi che saranno
reintegrati in Alitalia sono stati stimati 500 esuberi
nell'area della manutenzione: di questi, 280 potranno accedere al pensionamento
immediato o differito. "Non facciamo parte del partito del fallimento ma
neanche del partito del prendere o lasciare", commenta a caldo il
segretario generale della Fit Cisl, Claudio Claudiani, che insieme ad altre
sette sigle sindacali ha firmato un documento congiunto. Per il segretario del
Prc Franco Giordano, "bisogna continuare a trattare". "Penso che
sia sbagliato continuare a chiedere di tagliare i livelli occupazionali. Sull'Alitalia noi abbiamo posto con grande nettezza due vincoli:
occupazionale e il piano industriale" ha risposto ai giornalisti. Ieri,
intanto, c'è stata una prima assemblea di confronto tra lavoratori (Alitalia Service) e sindacalisti. "La preoccupazione è
quella di perdere la dignità: per avere dignità tutti debbono mantenere il
posto di lavoro e lo stipendio", hanno detti i primi. Da parte loro i
rappresentanti sindacali hanno lanciato un appello alla compattezza, oltre che
alla mobilitazione: "Senza la forza di tutti, anche di quei lavoratori che
oggi si sentono più tutelati, il sindacato non potrà avere la forza di arrivare
a un accordo accettabile". "Bisogna stare attenti al gioco del
tentativo di divisione dei lavoratori - ha detto Roberto Bellotti, Sdl -
Bisogna non cadere nell'errore che ci sia una parte di lavoratori garantita,
che così non si mobilita per le iniziative sindacali, ed una no: è necessario
allargare il fronte della lotta, proseguire con assemblee, presidi, facendoci
vedere compatti tra Fiumicino, Magliana e Napoli". Infine, prosegue la
farsa della "cordata italiana". Ieri Calderoli, ha dichiarato di
"aver incontrato" un imprenditore interessato al business.
Ovviamente, non ne ha fatto il nome. Ha solo aggiunto che "non è tra
quelli usciti in questi giorni". Tutti i soggetti di questa fantomatica
cordata italiana, come è noto, hanno tutti smentito l'interessamento. Una
"cordaticchia" è uscita anche da Ebay al costo di 5 euro a testa.
Requisito fondamentale, essere italiani. 29/03/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
"Faremo il
pieno di senatori Maroni: "Sul federalismo nessun problema con FI e
An" di FLAVIA BALDI ? MILANO ? SU Alitalia, Roberto Maroni non usa giri di
parole: "Grazie a Berlusconi, è stata stoppata un'operazione condotta con
carte truccate. Un grande ragalo del governo Prodi a Air France". Il
centrodestra è sicuro di vincere. Ma se ci fosse un pareggio al Senato, che
succederebbe? "Problemi ce ne saranno solo se vince il Pd. Noi
abbiamo il compito di convincere i nostri ad andare a votare. Ma laddove siamo
forti, in Piemonte, Lombardia e Veneto, la Lega avrà un risultato col botto. I
problemi, per il Pdl, potrebbero esserci altrove, per esempio nel Lazio".
Vuole dire che la Lega, al Nord, è sempre decisiva per la vittoria del
centrodestra? "E' un fatto. Senza di noi Berlusconi non vince. Puntiamo a
fare il pieno di senatori nelle nostre regioni". I sondaggi attribuiscono
alla Lega un 5%. Ma di Lega si parla molto poco sui media. "E' vero, non
siamo protagonisti. Eppure, l'aria che percepisco è come quella del '
( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla parte dei
diversamente abili Cara "Liberazione", ho l'impressione che stiamo
trascurando un problema di questa società inerente i diversamente abili e i
loro familiari. Il dramma vissuto da questi uomini e donne è di una gravità
assoluta. Occorre una seria politica di sostegno, sia per gli ammalati che per
i familiari, ma soprattutto bisogna incrementare il sostegno economico e
individuare gli indirizzi dove collocare in una forma di lavoro stabile queste
persone, soprattutto nella Pubblica amministrazione. E' opportuno dare un
segnale importante che muova le coscienze e dia sostegno morale e materiale ai
diversamente abili e a chi li assiste. Emilio Testa via e-mail Senza lavoro
dopo cinque anni all'Ipercoop Cara "Liberazione", abbiamo appreso con
preoccupazione ed indignazione che recentemente, presso l'Ipermercato Ipercoop
di Montevarchi, sette lavoratrici alle quali per cinque anni è stato rinnovato
il contratto annualmente non sono state riassunte. Queste sette persone si
trovano purtroppo nella triste condizione di non avere più un lavoro, per
meglio dire disoccupate. Senza volere entrare nel merito dei motivi che hanno
portato alla non riconferma del loro contratto di lavoro, facciamo rilevare che
esse erano precarie senza ogni logica da ben cinque anni. Esprimiamo il nostro
profondo dissenso verso questo modo di operare, che non tiene in nessuna
considerazione la persona nella propria dignità. Facciamo inoltre rilevare che
un tempo la Coop era una cooperativa sociale, formata da persone che si
univano, in nome della solidarietà cercando insieme di superare le difficoltà
delle logiche del mercato, con una organizzazione più a misura di uomo, in
poche parole solidale. Anche qui tutto ciò non esiste più, ci si muove secondo
le più rigide leggi di mercato che guardano solo al profitto. Confidiamo in un
ripensamento da parte dell'azienda e ci adopereremo affinché non si ripetano né
ora né mai azioni contro i diritti dei lavoratori. Il coordinamento della
Sinistra l'Arcobaleno del Valdarno Precari Atesia, una scelta sbagliata Caro
direttore, ho letto con estremo disappunto la lettera dei Precari Atesia su
"Liberazione" di ieri 28 marzo. Il disappunto non si riferisce
principalmente alla decisione di non votare, quanto al tono arrogante e
saccente di questa lettera. Molte delle affermazioni in essa contenute sono del
tutto false: infatti oltre alle attività istituzionali svolte dal Partito con
tutti i limiti che la situazione generale ha imposto, bisogna ricordare soprattutto
l'incessante opera di contrasto politico-culturale della precarietà svolto dai
compagni e dalle compagne dei circoli. Un'attività svolta con esposizione
personale esclusivamente nel nome di un'idea di società per cui lottare.
Essendo uno di coloro che si sono maggiormente spesi su queste tematiche ed
avendo anche lavorato nei call center trovo particolarmente offensive le accuse
che il collettivo muove al nostro movimento. Certamente tutto questo induce
anche alcune amare riflessioni: quando, al posto di una sana umiltà e della
doverosa capacità di ascolto e di rispetto dei compagni e delle compagne, ci si
ritiene unici depositari di astratte verità assolute, si capisce perché la
sinistra in questo Paese non riesce ad uscire da una posizione di marginalità.
Stefano Mensio via e-mail Un governo "incapace"
sull'Alitalia Gentile
direttore, rispetto alla vicenda Alitalia, considerando che i costi relativi al ridimensionamento
aziendale in termini di risorse umane saranno a carico dello Stato, tipo
pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa integrazione e così via, è possibile
che questo governo, ancorché in scadenza, non riesca ad elaborare un
piano d'azienda che metta fine alle discussioni strumentali che questa classe
politica in clima elettorale sta facendo sulle spalle dei lavoratori e dei
cittadini elettori? Donato Antoniello Rivalta di Torino (To) L'Islam, il
profeta e le umane debolezze Caro direttore, comprendo bene che per rispetto,
per paura di ferire la sensibilità e le credenze altrui, qualcuno esiti nel
fare ironia o satira sul profeta dell'Islam, Maometto, o sull'Islam stesso, che
non può però essere piegato o appiattito da nessuno a interpretazioni univoche
che assecondano o giustificano logiche di violenza terroristica. L'Islam è
certo molto di più di quello che in troppi conoscono: è un tesoro di grande
spiritualità che più volte nei secoli si è schiuso anche agli occidentali
(basti citare la fecondità e la bellezza della tradizione dei pii sufi). Ciò
che non comprendo è, invece, la paura, mascherata da rispetto, di molti
intellettuali o politici nell'affrontare in modo critico la dottrina, la storia
e la realtà oggettiva di una grande e contraddittoria religione. Imparino - se
mi permettono un umile consiglio - i fratelli musulmani dagli altri figli di
Abramo a sorridere o anche a ridere di se stessi e delle proprie cristallizzate
e talvolta assai umane credenze. Accettino, infine, con serenità anche qualche
superficiale offesa alla loro religione: il loro Dio è di certo più grande di
certe umane piccolezze. Davide Romano Palermo Se gli americani non la pensano
come Bush Cara "Liberazione", il presidente Bush è fermamente
convinto che la guerra in Iraq sia giusta. Su tale asserzione nutrire dubbi è
legittimo. Come è evidente che si vuole offuscare la realtà di quel paese
informando meno. C'è stata una strage pochi giorni orsono (circa 60 morti e
centinaia di feriti), ma il risalto non è stato all'"altezza
dell'evento". A parte i costi di simile impegno bellico, gli Usa hanno
perso circa 4mila militari senza contare quelli della coalizione. Ma il
pensiero va soprattutto alle non quantificate vittime civili. E a dire il vero
non mi consola se la maggioranza degli americani non la pensa come il suo
presidente. Per il Vietnam avevano fatto di più. Franco Fronzoli Rapallo (Ge)
29/03/2008.
( da "Liberazione" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Le gambe corte del
Cav. Alitalia e Malpensa: le
chiacchiere acchiappavoti non salvano l'occupazione Alfonso Gianni* Chiacchiere
"a schiovere", dicono a Napoli. E' quello che sta succedendo in
questa terribile campagna elettorale a proposito di Alitalia e di Malpensa. Berlusconi un giorno sì e l'altro pure
parla di nuove cordate. I supposti partecipanti alle medesime smentiscono, ma
il gioco continua. Veltroni dice che in Italia ci vogliono due hub, ma non si
sa come, mentre Prodi sgrida i sindacati. Questi ultimi chiedono che la
politica resti fuori. Giusto, se ci si riferisce a mediocri schermaglie
elettorali. Sbagliato, se si pensa di oscurare le responsabilità della
politica. Che la vicenda Alitalia sia un disastro
nazionale è purtroppo fuori di dubbio. Pesa l'assenza di uno straccio di
politica organica dei trasporti da parte dei governi. Negli ultimi quindici
anni, da quando si è aperta la voragine di perdite che ha trascinato Alitalia sull'orlo del fallimento - che alcuni si augurano e
che noi vogliamo evitare - i vari governi hanno pensato che la liberalizzazione
del settore aereo e la sua privatizzazione - in una parola il mercato -
risolvessero magicamente il problema. Secondo loro sarebbe bastato assumere un
buon manager, pagarlo a peso d'oro, dare due schiaffi al sindacato e via, si
vola. Non è stato così. Air France, il cui capo Spinetta è pagato un quarto di
quanto riceveva Cimoli, si sta mangiando Alitalia.
Anche le classi politiche regionali e locali hanno le loro responsabilità,
particolarmente per quanto riguarda la gestione di Malpensa. Un aeroporto
abbandonato a sé stesso, privato persino dei più elementari collegamenti con le
città, soffocato da una miriade di aeroporti disseminati a qualche decina di
kilometri di distanza. Più che la politica dei trasporti aerei si è fatta
quella degli aeroporti, nei quali hanno inzuppato il pane le classi dirigenti
politiche ed economiche dei vari territori. Sulla vicenda Malpensa tramonta la
leggenda della questione settentrionale, delle regioni del Nord in lotta con
Roma. Il governatore del Veneto fa sapere che Malpensa è una questione locale,
lombarda, mentre il Piemonte si tiene ben stretti i suoi aeroporti. Che fare
dunque? Intanto è bene che il Parlamento, anche se sciolto, si occupi
finalmente del problema. Ma soprattutto bisogna che non vengano posti limiti
invalicabili ad una trattativa che si presenta l'unica finora possibile, anche
se difficile. So anch'io che sarebbe stato meglio se vi fossero in campo altre
prospettive. Innanzitutto una capacità di intervento pubblica, oppure la
presenza di altri paesi meno in concorrenza con il nostro per vocazioni
turistiche. Ma questo non c'è, e quelle di Berlusconi sono chiacchiere
acchiappavoti. E' quindi necessario che il governo fornisca un prestito ponte
per evitare la crisi di liquidità di Alitalia, in modo
che si proceda nella trattativa per salvare i posti di lavoro senza ultimatum
sulla testa. Il futuro di Malpensa dipende da questo e dal varo di una seria
politica del trasporto aereo che non si lasci condizionare da nessun localismo.
*Sottosegretario allo Sviluppo economico 29/03/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
COMMENTO CARLA,
CONSOLAZIONE DEL MADE IN ITALY TRA TANTI dispiaceri, almeno una consolazione ce
l'abbiamo ed è lei, la Carla, che sarà pure la "première dame"
francese ma è italiana come chi ha disegnato quel cappellino, un
"toque", appena appoggiato sui suoi capelli aerei, che la fanno tanto
hostess dei sogni, tanto ragazzina di classe, quel cappellino che sarà firmato
anche da uno con cittadinanza inglese, ma si chiama John Galliano, che magari è
di origini italiane. E' vero che a volte rifiliamo il peggior made in Italy, non parlo della mozzarella ma di Alitalia, ma altre volte sono eccellenze quelle che portano all'estero il
nostro marchio e dunque i cugini d'Oltralpe non stiano tanto a cavillare sulla
nostra sgangherata compagnia di bandiera, nel conto finale calcolino anche
quella meraviglia che non è figlia loro. Nel suo primo viaggio nella
rivalissima Gran Bretagna Carla Bruni ha sedotto anche gli anglosassoni che in
fatto di donne, si sa, sono un po' freddini. Come poteva essere diversamente?
Riguardatela in fotografia, quando, scesa dall'aereo, porge la mano al principe
Carlo, che è accanto ad una Camilla leopardata, che pare Wilma dammi la clava.
E lei invece morbida, con una classe assoluta, che inclina il capo mentre la
sua mano inguantata viene rapita dalla presa regale. Se non si nasce non si può
diventare così perfetti. POI L'ALTRA ICONA della seduzione, quando Carla saluta
la regina con quel mezzo inchino, che è omaggio a sua altezza ma con lo sguardo
fisso e non suddito negli occhi della sovrana, un sorriso al punto giusto, e
quel cappotto malizioso che si apre quanto basta per far intravedere la gonna
sopra il ginocchio, con le calze molto chiare che si increspano alle caviglie
piegate in un saluto esemplare. Dopo tanti dispiaceri e in attesa di
improbabili possibilità di riscatto, la Carlina è diventata la nostra
consolazione, l'Italia che vorremmo. La moglie che tutti ci invidiano. La donna
da cui nessuno riesce a staccare gli occhi di dosso, senza suscitare voracità
ma incanto. L'italiana ammirata. Che la tv ci mostra sempre accanto una
misterioso, diciamolo pure, piccoletto nervoso, che sembra Louis De Funes ma
non è un comico. Chi è? - -->.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Il premier uscente: "Ora trattiamo". Il leader Pdl: offerta offensiva
In rotta Prodi e Berlusconi Il premier uscente: "Ora trattiamo". Il
leader Pdl: offerta offensiva --> È scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio
Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del
Consiglio, durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative
con Air France andranno avanti con una "analisi approfondita" del
piano. Di segno opposto la posizione di Berlusconi. "Lo diciamo chiaro anche
agli amici francesi, non possiamo assolutamente accettare
che Alitalia sia venduta ad
Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da Spinetta per
l'acquisizione di Alitalia,
giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata
italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera.
Dopo le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli imprenditori
italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un
apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi si è
detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando saremo
al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si
caricherà Alitalia". LA TRATTATIVA Poco prima,
invece, Prodi aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri
operativi con i francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin
dall'inizio che non erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei
prossimi giorni sapremo se c'è una possibilità di conclusione o no".
Quanto alla cordata italiana, il premier ha continuato a considerarla come
un'ipotesi irrealistica. Per Walter Veltroni, "se fosse esistita una
cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non c'è". La sinistra
arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta,
definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti. Umberto Bossi della
Lega Nord indica un'alternativa alla cordata: applicare per Alitalia
la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Unione piloti "Il documento? Un impatto devastante" Unione piloti
--> Unione piloti esprime un giudizio "fortemente
negativo sul documento di visione strategica di Alitalià presentato da Air
France-Klm". In una nota, si rileva che "come da noi previsto ed
evidenziato da molti mesi le ricadute sui piloti sono pesantissime, purtroppo
in completa antitesi con le rassicuranti bugie che qualcuno cercava di farci
bere". Il numero degli aeromobili lasciati a terra nell'arco del
piano, spiega il sindacato dei piloti, "ammonta a 43 di cui 40
nell'immediato, gli altri nel 2010: questa strategia genera un numero di piloti
in esubero ingestibile". Per l'Up, insomma, "le modalità per gli
esuberi individuate da Air France-Klm hanno un impatto devastante".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
"Alitalia, oltre duemila esuberi" Air France
conferma tagli pesanti. No dei sindacati --> Air France conferma tagli
pesanti. No dei sindacati Non cede Air France. In Alitalia
sono più di 2000 gli esuberi. I numeri del piano sono stati confermati ieri dal
numero uno della compagnia franco-olandese, Cyril Spinetta. No di tutti i
sindacati. Air France offre ai sindacati un piano per portare Alitalia dal rischio fallimento a una strategia di crescita.
Ma il prezzo resta alto: "Ristrutturazione e risanamento", 2.100
esuberi. Ieri da Parigi, nel giorno in cui per Alitalia
è arrivata un'iniezione di liquidità (148 milioni) dovuta ad un rimborso
fiscale, l'azienda franco-olandese ha lanciato una proposta di accordo che
mette nero su bianco le aperture preannunciate nell'ultimo incontro, un'analisi
della visione strategica del progetto di integrazione di Alitalia
e una lettera del presidente Jean-Cyril Spinetta. Che avverte: "Ho fatto
delle proposte oltre le quali non posso andare senza rimettere in discussione
le fondamenta stesse del mio progetto". Messaggio chiaro, che accompagna
la fiducia su un progetto che può porre "le basi di un futuro sviluppo
ambizioso" e la garanzia di un "filo di sicurezza" per ogni
lavoratore in esubero. Pensionamenti, incentivi, ammortizzatori sociali,
formazione per la mobilità professionale, assunzione in Air France di piloti e
assistenti di volo: Air France-Klm "ha scelto di non abbandonare nessun
dipendente". Giornata nera anche in Piazza Affari: -37% il calo del titolo
Alitalia, a 0,402 euro. GLI ESUBERI Nessun passo
indietro sugli esuberi, un macigno sul tavolo di confronto con i sindacati. 507
piloti (tra Alitalia e la controllata Express), 594
assistenti di volo, 398 dipendenti di terra, 121 tra il personale all'estero.
Air France, che aveva promesso che nessun lavoratore "resterà per
strada", ha spiegato le misure di accompagnamento previste. Per esempio,
"le sole misure di pensionamento a breve o medio termine prevedono di
assorbire la totalità degli esuberi degli assistenti di volo" e di
"due terzi dei piloti". E il piano di sviluppo porterà presto ad
assunzioni. L'apertura è sulle attività oggi deconsolidate sotto Az Servizi:
comprendendo manutenzione leggera e handling a Fiumicino, il gruppo francese è
pronto a rilevare servizi che comprendono 4.191 dipendenti. Ma anche su questo
fronte sono previsti esuberi, cinquecento, mentre resta la preoccupazione per
il futuro dei servizi escluso dall'acquisizione, come la manutenzione pesante
gestita di Atitech a Napoli. Air France-Klm, in ogni caso, "desidera il
rilancio di Alitalia", e ribadisce che Alitalia "tornerà a generare risultati finanziari in
linea con i maggiori vettori aerei europei". I SINDACATI Critici i sindacati.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Sdl e le associazioni
professionali Unione Piloti, Anpav e Avia, con un documento congiunto,
sottolineano che la proposta di Air France-Klm "ripropone quanto
illustrato al sindacato lo scorso 25 marzo". Pertanto, indicano le sigle,
"la posizione di insufficienza della proposta già espressa in quella sede
viene da parte nostra riconfermata". Di fronte al fallimento, però,
"ritengono di fondamentale importanza proseguire il confronto".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 215
Trasporto aereo Stop alla compagnia di bandiera Continuità, diffida dell'Enac
Trasporto aereo. Stop alla compagnia di bandiera --> Cartellino giallo per Alitalia. L'Ente nazionale per l'aviazione civile ha
diffidato la compagnia di bandiera da invasioni di campo su alcune rotte
(Cagliari-Roma e Cagliari-Milano) in continuità territoriale. La conferma è
arrivata nella tarda serata di ieri. I direttori degli scali aeroportuali
dovranno tener conto del provvedimento, che fa seguito alla comunicazione con
cui, giovedì, Alitalia annunciava da domani, 30 marzo,
la discesa in pista, accettando gli oneri di servizio, ovvero le disposizioni
previste dalla continuità territoriale. Bisognerà capire come, in pieno clima
week-end, le direzioni aeroportuali valuteranno la diffida dell'Enac. ORARI
ESTIVI Una data, quella di domani, non casuale: domenica 30 marzo, infatti,
scatta l'avvio della stagione estiva del traffico aereo. Alitalia
è pronta a rilanciare sulle rotte più frequentate nei cieli sardi. Ma, da ieri,
deve confrontarsi con il provvedimento dell'Enac. L'Ente nazionale per
l'aviazione civile, mercoledì, aveva già diffidato la compagnia low cost MyAir,
che aveva messo in vendita biglietti sulle rotte per Bologna da Olbia e
Cagliari. "Collegamenti", ha scritto l'Enac, "soggetti a
imposizioni di servizio pubblico e gestiti dalla compagnia aerea
Meridiana". L'Enac ha imposto a MyAir "l'immediata interruzione delle
vendita dei biglietti", chiedendo alla compagnia di "dare corretta e
tempestiva informativa agli utenti". CGIL DURA Non si conosce, invece, il testo della diffida che Enac ha notificato nella giornata di
ieri ad Alitalia e ai
direttori degli aeroporti interessati dalla possibile violazione del decreto
sulla continuità territoriale. Un provvedimento al centro di una rilettura da
parte della Commissione europea, alla base del tentativo di Alitalia di ripartire, con gli orari
estivi, da Cagliari per Roma e Milano. "Quello che sta tentando Alitalia è vergognoso", commenta con durezza Alessandro
Bianco, segretario regionale della Filt-Cgil. "È un attacco",
aggiunge, "alla legge sulla continuità territoriale. Ciò che sta facendo Alitalia", dice ancora Bianco, "conferma una
lettura già nota da quando è andata via, quando ha dimenticato di presentare
domanda sulla continuità, quando ha dimenticato 120 lavoratori". MERIDIANA
Non si registrano commenti, invece, da parte delle compagnie interessate alle
rotte in continuità in possibile collisione con Alitalia,
ovvero Meridiana e Air One. Era stata proprio Meridiana, la scorsa settimana, a
prendere una posizione ferma davanti alla vendita di biglietti per Bologna,
Milano e Roma da parte di Alitalia e MayAir. La
compagnia dell'Aga Khan ha posto un ultimatum: se non si blocca il tentativo di
violazione del decreto sulla continuità, oltre a quantificare i danni
(economici e d'immagine), "Meridiana dal 30 marzo porrà fine a tutti i
vincoli tariffari previsti dalla convenzione a favore dei residenti in Sardegna
e non. E opererà i propri servizi in regime di libero mercato". La
minaccia, ovviamente, resta. RISCHIO CAOS "Credo vada evitata la
confusione", sottolinea Pierfranco Meloni, segretario regionale della
Uiltrasporti. "La Regione ha competenza esclusiva e allora, anche
attraverso Enac, deve evitare il caos. C'è un bando, con una scadenza, con il
quale si garantisce la continuità territoriale ai sardi. Va bene la concorrenza
tra vettori, ma è necessario, fino alla scadenza del bando, che vengano
rispettati parametri e requisiti previsti. Evitando confusione e caos".
EMANUELE DESSÌ.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina 106 "Peggio di Berlusconi c'è solo chi lo imita" Vacca: la
Sinistra arcobaleno punta al 10% Veltroni? Un cinico, temo un'intesa col
Cavaliere --> Vacca: la Sinistra arcobaleno punta al 10% Veltroni? Un
cinico, temo un'intesa col Cavaliere "C'è di peggio che farsi governare da
Berlusconi". All'avvocato Elias Vacca, deputato Pdci e candidato alla
Camera con la Sinistra arcobaleno, piace stupire. Per esempio simulando
accondiscendenza verso il Cavaliere: cosa ci sarà mai di peggio, per uno che si
definisce comunista, che vederlo vincere? "Due cose", risponde Vacca:
"Governare come Berlusconi, o con lui. Mi sa che il Pd si sta avvicinando
a entrambe". Allora è vero, il vostro bersaglio è il Pd più della destra.
"No: il nostro avversario è la destra. Ma ci contendiamo col Pd gli
elettori che non vogliono farla arrivare al governo". Su
Alitalia dite le stesse
cose del Pdl. "Entrambi critichiamo l'ipotesi Air France: ma mentre noi
difendiamo i lavoratori, loro vogliono solo andare contro il governo
Prodi". Quale risultato elettorale vi soddisferebbe, in Sardegna?
"Una percentuale a doppia cifra è alla nostra portata. Nel 2006 i
partiti dell'odierno Arcobaleno erano sul 12 per cento". E a livello
nazionale? "Partiamo dal 10 e qualcosa, sarebbe bene non perdere più
dell'uno-uno e mezzo per cento. Possibile, se gli elettori saranno liberi da
condizionamenti". Quali condizionamenti? "L'eterna sfida tra questi
due signori che chiedono voti solo per battere l'altro". Teme anche
l'astensione? "Sì. Molti non ci perdonano di aver votato la missione
afgana, o di non aver insistito sulle unioni civili. Ma cos'avrebbero detto se
avessimo fatto cadere il governo dopo tre mesi?" Lei non è pentito di
niente? "Sull'Afghanistan, la mia coscienza di uomo non perdonerà mai al
deputato di aver votato sì. Ma in quel momento i miei elettori consideravano
prioritario non far cadere il governo". Qual è il bilancio complessivo di
due anni in Parlamento? "Positivo ma interrotto. Personalmente sono molto
soddisfatto dell'ordine del giorno unitario della Camera per la pensione ai
lavoratori usurati di Portovesme, e per la norma in Finanziaria che aiuta gli
agricoltori strangolati dai debiti". Il principale rimpianto? "Il
fatto che nei poligoni di tiro sardi, dove si fanno le prove generali per le
guerre di tutto il mondo, non è cambiato niente. Ma ci sono altre
delusioni". Per colpa di chi? "In parte degli alleati. Inutile
chiedere di smilitarizzare se il ministro Parisi gioca ai soldatini. Mentre
l'Idv ha affossato la commissione sul G8". Per Veltroni, eravate voi a
bloccare molte cose buone. "Veltroni è un cinico. Finge di non sapere che
siamo stati molto critici ma sempre leali. Mentre la sinistra ingoiava di
tutto, altri eletti con l'Ulivo preparavano gli agguati". La sinistra non
ha niente da rimproverarsi? "Sì, potevamo prendere più sul serio il
grillismo, l'antipolitica, perché su quel fronte non siamo tutti uguali. Noi abbiamo
già il tetto delle due legislature, non candidiamo condannati. E si potevano
fare provvedimenti semplici, come decurtare le indennità di chi si
assenta". Soddisfatto delle vostre liste, o c'è poco rinnovamento?
"Il problema del rinnovamento riguarda tutti. Ma certo siamo quelli che
hanno fatto di più, soprattutto sull'uguaglianza uomini-donne". In
Sardegna addirittura due donne capolista, ed entrambe del Prc: eppure poteva
toccare a lei... "Non sono deluso, se è questo che vuol sapere. Posso
rivelare una cosa: quando Diliberto ha rinunciato al posto in Piemonte, gli ho
chiesto se voleva rientrare in Sardegna al posto mio. O se voleva che anch'io
cedessi il passo a un operaio. Mi ha detto di no". Non vuole ritornare in
Parlamento? "Io sono un militante comunista da 25 anni, sono a
disposizione del partito. Ora ho una buona possibilità di rientrare, non la
certezza: ma va bene, se uno parla dell'importanza di dare spazio alle donne
poi ci deve credere". GIUSEPPE MELONI.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
C'è anche un parroco
genovese tra gli otto indagati liguri che avrebbero custodito un conto a Vaduz
29/03/2008 GENOVA. "A nome dello Stato chiedo scusa per quello che è
successo nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8. Condotte gravissime,
inaccettabili per un Paese civile". Parole pronunciate ieri da Matilde
Pugliaro, legale dell'Avvocatura dello Stato di Genova, che al processo
rappresenta i tre ministeri chiamati in causa dalle vittime delle violenze e,
come sostiene l'accusa, di vere e proprie torture. Se i 45 imputati (agenti
penitenziari, poliziotti, medici) saranno condannati dovranno risarcire le
parti lese, e anche lo Stato rischia di essere chiamato in causa. Ma l'avvocato
prende le distanze: in un caso come questo "si rompe il rapporto organico
tra la struttura e i suoi membri". villa >> 3 29/03/2008 le
intercettazioni 29/03/2008 "fronte comune, fermiamo zucca" 29/03/2008
Roma. "Il Capo dice facciamo fronte comune per contrastare 'sto c... di
magistrato". Il Capo è Gianni De Gennaro, allora numero uno della polizia,
il magistrato è il pm genovese Enrico Zucca, che indaga sui fatti della Diaz.
Chi parla è l'ex questore di Genova Francesco Colucci. Da questa telefonata del
24 maggio 2007 è partita l'inchiesta sui vertici della polizia. Ecco tutte le
intercettazioni. indice e sansa >> 2 29/03/2008 Linea dura della
compagnia francese. I piloti dell'Anpac giudicano la proposta
"irricevibile". Alitalia ha recuperato 148
milioni di liquidità e valuta di prorogare la trattativa 29/03/2008 ROMA.
"Ristrutturazione e risanamento" con la conferma che gli esuberi sono
2.100. Sembra un prendere o lasciare il nuovo piano che Air France ha
presentato l'altra notte ai sindacati di Alitalia che, pur definendo il piano
"insufficiente", assicurano che ci sono ancora margini di trattativa.
I piloti dell'Anpac, invece, giudicano la proposta "irricevibile",
parlando perfino del fallimento come soluzione da valutare". Alitalia ha intanto recuperato 148
milioni di nuova liquidità e sta valutando di prorogare le trattative con Air
France-Klm oltre il termine fissato del 31 marzo. cresci e lombardi
>> 4 29/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Le reazioni n Roma.
La nuova proposta di Air France per Alitalia? "E'
inaccettabile, mina l'occupazione e non guarda al futuro", è il giudizio
di Fausto Bertinotti. Di più: "Sono condizioni irricevibili e
offensive", commenta Silvio Berlusconi. Non basta: "E' un'offerta al
ribasso", spiega il leghista Roberto Calderoli. Il nuovo dossier inviato
da Jean-Cyril Spinetta ai sindacati non piace a chi, fin dall'inizio, ha
guardato con sospetto al piano di Air France: "Non va". Una
bocciatura secca, che mette d'accordo il Partito della Libertà e la sinistra
radicale. Un fronte unico contro la cessione ai francesi, che si salda al no
dei piloti e i dubbi dei sindacati. Ma Romano Prodi non cambia idea e spinge in
avanti la trattativa: "I sindacati hanno cominciato a prendere in esame
solo da poche ore la proposta Air France Nei prossimi giorni, sapremo se c'è la
possibilità di concludere o no". Prodi non vede alternative: "Se la
trattativa si conclude sarà un fatto importantissimo". Dal palco della
convention delle donne del Pdl, Berlusconi però avverte gli "amici
francesi" che avranno vita dura se lui tornerà a Palazzo Chigi:
"Quando saremo al governo non concluderemo mai questa trattativa a queste
condizioni. E lanceremo un appello all'orgoglio e all'interesse di una
compagine di imprenditori italiani, disponibili a salvare la nostra compagnia
di bandiera". Il Cavaliere non molla, mette in guardia l'Air France e
rilancia la soluzione alternativa affidata alla cordata di imprenditori
italiani, che finora ha seminato solo smentite. Ma ora si mostra scettico anche
Umberto Bossi, il quale ha "forti dubbi" sull'ingresso in partita di
imprenditori italiani o padani che siano: "La cordata padana? Sarebbe un
miracolo, che solo Berlusconi può fare". Bossi non è ottimista: "Gli
imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere i soldi". Rispetto
alle mosse di Berlusconi e agli attacchi dei suoi colonnelli, il capo leghista
sembra adottare una linea più realistica, che si misura con l'unica offerta
concreta messa sul tavolo, quella dei francesi. Anche sul destino di Malpensa,
Bossi non si fa illusioni e prova a sganciare il futuro dello scalo milanese
dalle sorti della compagnia di bandiera: "Sono due cose distinte. Alitalia deve trovare qualcuno che la compri perché se no
fallisce; Malpensa deve trovare una compagnia che usi lo scalo come hub. E' più
facile che si risolva la seconda questione". La nuova offerta fatta dai
francesi non cambia il quadro e gli schieramenti in campo. La campagna
elettorale fa il resto: Pdl e sinistra uniscono le forze per attaccare Air
France. "La nuova proposta si conferma indecente e vergognosa", dice
Maurizio Lupi di Fi. E Bertinotti lancia un appello, in stile Berlusconi:
"Chiunque ha interesse per la compagnia si faccia avanti, pubblico o
privato che sia". "Air France vuole ridurre la nostra compagni a una
contenitore vuoto", rincara il Verde Angelo Bonelli. "la nuova
proposta è un bluff, è la stessa dell'altro ieri", gli fa eco Roberto
Maroni. Rimane il Pd a difendere la trattativa con i francesi: "Non si può giocare così con Alitalia a danno dei lavoratori", afferma Walter Veltroni. "Con
le chimere di Berlusconi, Alitalia rischia di scomparire", aggiunge Francesco Rutelli. E il
ministro Antonio Di Pietro si augura che Alitalia non finisca come l'asino di Buridano, che faceva il difficile di
fronte all'erba del prato ed è morto di fame. 29/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Partitini e rischi elettorali Nelle urne il futuro delle tante diaspore
Partitini e rischi elettorali di Gianni Filippini --> di Gianni Filippini
Oltre quello, certamente fondamentale, sull'esito del derby politico (
Berlusconi-Veltroni:1X2), sono molti gli interrogativi che attendono risposte -
possibilmente certe e convincenti - dal voto del 13 e 14 aprile. Intanto
bisogna iniziare da quelli sulla partecipazione degli elettori. Cioè su quanti
rinunceranno eventualmente a recarsi alle urne per disinteresse o rifiuto. Non
pochi osservatori denunciano infatti - con professionale distacco o con
motivati timori democratici - che una parte non irrilevante degli italiani sta
guardando con distacco o addirittura con noia a queste elezioni così
fastidiosamente ravvicinate alle precedenti. E che per gli effetti di una legge
non a caso definita "Porcellum" potrebbero risultare inutili
nell'ottica di un reale cambiamento. C'è indifferenza per l'esito, si sostiene.
C'è indifferenza per l'immodificato ( e quindi insopportabile) teatrino della
politica che ha ripreso, fra l'altro, i frastornanti e volgari toni della
rissa. Per giunta sul palcoscenico elettorale è stata
chiamata a svolgere un ruolo da protagonista l'Alitalia, compagnia aerea un tempo prestigiosa ed efficiente,
progressivamente portata allo sfascio dalle convergenti responsabilità di
alcuni manager a dir poco inadeguati e di certi sindacati sostenitori di
insaziabili interessi corporativi. Il problema, certamente drammatico e
di obbiettiva importanza, è finito nel caos delle ipotesi di soluzione: alcune
forse elettoralmente strumentali, altre pasticciate ed equivoche. Alle molte
migliaia di dipendenti di Alitalia che rischiano di
restare senza lavoro va destinata una convinta solidarietà. Una soluzione seria
e concreta va trovata. La complessa vicenda non è tuttavia avvertita come
veramente capace di scaricare effetti negativi direttamente su ogni cittadino,
nessuno escluso, senza distinzione di nord e sud, di Malpensa e Fiumicino, di
Air France e fantomatiche cordate di imprenditori. E della nazionalistica
preoccupazione per l'eventuale scomparsa della "compagnia di
bandiera" si dice giustamente che le si poteva riconoscere eventuale
validità un bel po' di anni fa. Comunque, è ben altro che brucia sulla pelle di
buona parte degli italiani: crisi economica, carovita, mancanza o precarietà
del lavoro, inadeguatezza di moltissimi salari, stipendi e pensioni,
immigrazione clandestina, diffusione delle droghe, insicurezza relativa a
piccola o grande criminalità e via snocciolando i tanti grani dell'inquietante
rosario nazionale. Tra i nodi che si spera vengano sciolti dal voto ci sono
certamente le varie diaspore che hanno preceduto l'avvio della campagna
elettorale. Per esempio: quanti "nostalgici" del fascismo
abbandoneranno Fini e Pdl per ritrovarsi nel partito di Storace e Daniela
Santachè? E quanti faranno il percorso inverso? Così anche dall'altra parte:
quanti "duri e puri" del comunismo resteranno con Bertinotti o
Diliberto rifiutandosi di esprimere consenso a Veltroni? O viceversa,
naturalmente. Un verdetto illuminante potrebbe esserci anche per quel
"Centro" sognato da Casini come area di equilibrio fra opposti
schieramenti. Saranno dunque risposte importanti. In ogni caso influiranno sui
possibili premi di maggioranza. Con moderato azzardo si può prevedere che molti
interrogativi resteranno purtroppo senza le sperate risposte. Comunque è in
questo tutto e il contrario di tutto che le elezioni conservano, se non altro,
qualche spicciolo di curiosità.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa "Accordo
impossibile Serve una svolta vera" Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it
I sindacati bocciano il nuovo piano di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia, ma decidono comunque di riunirsi di nuovo intorno
al tavolo per trattare. "Ma a queste condizioni l'accordo non si farà né
ora né mai", tuona il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. E
allora che andate a fare all'incontro di lunedì con i francesi? "Il nostro
mestiere è quello dei sindacalisti e ci impone di trattare anche quando non si
intravedono spiragli per un'intesa" Come giudica la nuova proposta di Air
France-Klm? "Ma quale nuova proposta, il piano dei francesi è praticamente
lo stesso, non ci sono passi avanti. In questo modo Spinetta perde di
credibilità ai nostri occhi. Le assicuro, la trattativa è davvero in
salita". Quindi se non arrivano aperture significative salta tutto?
"Credo che ne avremo ancora per settimane". Ma come, dietro l'angolo
c'è il rischio di fallimento della compagnia, come può pensare di trascinare ancora
a lungo questa situazione? "Parliamoci chiaro: il
fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la
vendita di Alitalia al più
presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la
situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non
sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al
fallimento". Ma in molti pensano già al commissariamento ricorrendo
alla legge Marzano, cioè quella per il salvataggio delle grandi imprese in
crisi. è un'ipotesi concreta? "Portare i libri in tribunale non è certo un
successo sia per l'azienda sia per i lavoratori. Io credo che sia meglio
trovare un acquirente". A dire il vero un compratore c'è. Cosa non vi piace
del piano di Air France? "Non vediamo prospettive di rilancio. Il piano di
Air France riduce troppo la flotta e quindi il fatturato. Se si vuole
rilanciare un'azienda bisogna pensare a come renderla redditizia. E per fare
ciò un'impresa di trasporto deve cercare di aumentare il numero dei propri
passeggeri. Il progetto di Spinetta, invece, va nella direzione sbagliata. Va
bene eliminare le rotte in perdita, ma non si può pensare di tagliare fino a
raggiungere il pareggio dei conti. Così non c'è futuro". Insomma troppi
tagli alla flotta e troppi esuberi? "è impensabile ridurre la flotta di Alitalia di 37 aerei su 174. La questione degli esuberi
rientra nella stessa logica". Cioè? "Gli aerei non volano da soli,
hanno bisogno di personale, quindi ritengo che gli esuberi debbano essere la
metà dei 2.100 indicati da Spinetta. Sono d'accordo con la riduzione dei costi
e il recupero di efficienza, ma bisogna mantenere le risorse necessarie per
produrre fatturato". Quale futuro per Malpensa? "Non possiamo accettare
che da un giorno all'altro Alitalia ritiri i suoi voli
intercontinentali dallo scalo lombardo. è necessaria una moratoria per avere il
tempo di trovare accordi con altre compagnie che operino su quelle rotte".
Berlusconi ha annunciato l'intervento di una cordata italiana. Secondo lei sono
solo promesse elettorali o c'è già qualcosa di concreto? "Non saprei dire
se c'è la cordata, ma se ci fosse sarebbe un grande vantaggio per tutti"
Perché? "Il governo Prodi ha commesso un errore enorme concedendo la
possibilità ai francesi di trattare in esclusiva la vendita di Alitalia. Air France è stata messa in una condizione di
vantaggio pazzesco". Un errore da dilettanti? "Mettiamola così: se
qualcuno vuole vendere un'automobile e tratta solo con una persona, di certo
riceverà un'unica offerta e a un prezzo stracciato. Questa, se lo lasci dire da
chi se ne intende, è una trattativa da dilettanti".
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa ScontroIl Cav
contro Prodi: "La compagnia non diventerà francese Lanceremo un appello da
Palazzo Chigi, gli imprenditori risponderanno" Berlusconi rilancia è
scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio, durante il suo
viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air France andranno
avanti con una "analisi approfondita" del piano. All'annuncio del
premier, ne è seguito uno di Berlusconi di segno opposto: il leader del Pdl ha
infatti assicurato che, se sarà lui a presiedere il governo dopo le elezioni, Alitalia non diventerà mai francese. Berlusconi ha
sostanzialmente intimato a Prodi di fermare la trattativa una volta che le urne
avranno bocciato il suo governo: Prodi, ha detto, "non vorrà concludere
una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13
aprile". Altrettanta chiarezza sulla sua volontà di non accettare il piano
del colosso francese: "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, non
possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia
venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da
Spinetta giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla
cordata italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di
bandiera. Dopo le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli
imprenditori italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di
dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi
si è detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando
saremo al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani
che si caricherà Alitalia". Poco prima, invece,
Prodi aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri operativi con
i francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin dall'inizio che non
erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei prossimi giorni sapremo
se c'è una possibilità di conclusione o no". Quanto alla cordata italiana,
il premier ha continuato a considerarla come un'ipotesi irrealistica: "No,
il quadro va avanti, e se si conclude è certamente un fatto importante".
Divenuto l'argomento più dibattuto della campagna elettorale, il caso Alitalia agita e divide le forze politiche. Nel centrodestra,
i difensori dell'italianità della compagnia di bandiera tifano Berlusconi; a
sinistra, i fautori dell'accordo con Air France sono più in imbarazzo, dovendo
fare i conti con il no dei sindacati, ma alla fine l'atteggiamento prevalente è
quello realistico. Come spiega Walter Veltroni: "Fosse esistita una
cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non c'è". Poi su
Berlusconi: "Come si fa ad andare avanti cosi? Non si può giocare sull'Alitalia a discapito di decine di migliaia di lavoratori in
un momento delicatissimo". La sinistra arcobaleno, invece, è nettamente
schierata contro l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da
Fausto Bertinotti, che ha lanciato un appello agli eventuali interessati, sia
pubblici sia privati, a farsi avanti. A destra l'ottimismo di Berlusconi è
ampiamente sostenuto dai suoi, anche se non manca qualche voce dissonante.
"Forti dubbi" sulla cordata italiana, per esempio, sono stati
espressi dal leader della Lega Nord Umberto Bossi: "Gli imprenditori non
mettono le mani dove c'è da perdere soldi". Bossi ha indicato invece una
possibile via di uscita: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il
crac Parmalat, in modo da preservare i posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl
si stringe a difesa di Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading :
"Sulla questione Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia l'ennesima campagna
politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi".
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa StopIl
governo di Parigi prova a bloccare le importazioni di "bufala"
Interviene l'Ue: "L'Italia ha fatto quello che doveva fare". è
dietrofront Guerra con la Francia Fabrizio dell'Orefice
f.dellorefice@iltempo.it L'Italia blocca Air France che
vuole comprare Alitalia? E
allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E non basta
l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president Sarkozy. E
si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del mondo di
calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori. Alla
battaglia sui vini, visto che i francesi non hanno ancora digerito, è il caso
di dirlo, il sorpasso nell'export. Passando per la battaglia, guarda caso, sui
formaggi, sulle dop e sui doc. Su chi è e quali sono i migliori. La guerra a
tavola: formaggi, vini, ma anche negli anni uova e pesce e carne (appena venti
giorni fa gli allevatori francesi sono scesi in piazza contro la decisione
italiana di sospendere l'importazione di bovini francesi non vaccinati). Per
non dimenticare gli scontri sulla moda, con Parigi, che cerca l'intesa con New
York, che spinge per seppellire Milano. E attaccare quindi Roma sul fronte del
turismo nella caccia ai nuovi ricchi cinesi, indiani e russi che si dicono
pronti a viaggiare in Europa. E poi. E poi aridatece Nizza. E pure la Corsica.
E pure la Gioconda. Insomma, è l'eterno duello. La guerra infinita. Che
riparte. Mai sopita, solo addormentata, nascosta sotto le coperte della
diplomazia. Succede così che la Francia decide di mettere al bando la
mozzarella. Un tentativo che dura quattro ore. Si inizia in mattinata quando il
ministro della Sanità, Michel Barnier, ordina a tutti gli esercizi commerciali
di ritirare la vendita di formaggio di bufala campana. Lo spiega appigliandosi
allo scandalo della diossina, annunciando controlli francesi su partite di
bufala doc. è una botta pazzesca perché la Francia è il primo mercato estero,
oltr'alpe ci va il 20,3% del formaggio fresco diretto all'estero. Per il
ministero di Barnier si tratta solo di "una misura precauzionale, visto
che urge la necessità di intensificare i test sulla mozzarella per verificarne
la qualità". Scoppia il finimondo anche perché una decisione del genere
scatta solo in casi eccezionalmente gravi. Non è un caso che la Francia è
l'unico Paese comunitario a prendere una decisione del genere. L'Italia
protesta: "Si tratta di iniziative ingiustificate e in contrasto con il
quadro comunitario". Interviene la Commissione che rassicura: "Siamo
soddisfatti dell'azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala e
non c'è ragione di procedere ad ulteriori azioni. L'Italia ha fatto quel che
doveva fare - ha spiegato la portavoce Ue, Nina Papadoulaki - e la Commissione
è soddisfatta delle risposte ottenute dal ministero della Salute italiano,
Turco, che ha previsto un rafforzamento delle misure di controllo e
rassicurazioni sul fatto che d'ora in poi i controlli saranno sistematici, in
particolare negli allevamenti delle province di Caserta, Napoli, Salerno".
La Francia è costretta a scendere al piedistallo della grandeur. E ritira il
blocco nel primo pomeriggio. Un dietrofront, una Waterloo commerciale che ha
fatto sorridere anche i supermercati francesi che non hanno avuto il tempo
nemmeno di ricevere l'ordine di ritiro e c'hanno scherzato su. Ma siamo solo
all'inizio, tra poco nessuno riderà più.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Da domani i
voli ex Malpensa Stato di agitazione a Fiumicino contro i tagli Un forte
appello da parte dei sindacati per una massiccia partecipazione di tutti i dipendenti Alitalia alla manifestazione programmata per lunedì mattina alla
Magliana, ha concluso l'assemblea di ieri dei dipendenti di Alitalia Service all'aeroporto di
Fiumicino. L'assemblea è stata caratterizzata da un clima di profonda
preoccupazione da parte dei partecipanti: molti i silenzi, ma non sono mancati
alcuni interventi critici nei confronti dei sindacati. Intanto con il
ridimensionamento dell'operativo Alitalia a
Milano-Malpensa, prendono il volo, a Fiumicino, i primi collegamenti
intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della Capitale. Domani,
con due giorni di anticipo sull'entrata in vigore del nuovo orario estivo della
Compagnia, cominciano ad operare dal Leonardo da Vinci i voli per Toronto (AZ
650 delle 11,50), Boston (AZ 614 delle 12,05), Chicago (AZ 628 delle 10,05),
Miami (AZ 630 delle 9,30), Damasco (AZ 832 delle 22,40), Dubai (AZ 746 delle
12,45) e Beirut (AZ 824 delle 12,15 e 826 delle 22,40), mentre dal 1 aprile
sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756 delle 20,50), Lagos-Accra (AZ
844 delle 15,10) e Osaka (AZ 792 delle 12,00). In pari tempo aggiungono nuove
frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos
Aires, Tunisi e Algeri.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Tra Italia e
Francia, cugini latini ... Tra Italia e Francia, cugini latini ed alleati in
tanti campi, è in corso una drôle de guerre (buffa guerra) - venne chiamato
così il periodo tra il 3 settembre 1939 ed il 10 maggio 1940 quando soldati
francesi e tedeschi si fronteggiavano nelle trincee ma non veniva tirato un sol
colpo - che si estende dalle donne, alla moda, ai vini, ai formaggi, alle
aziende ed a tanti altri settori. Ne ebbi la prima prova nel lontano 1994
ammirando una graziosa palazzina nel centralissima Via Lagrange a Torino (a
fianco di Palazzo Carignano e del mitico ristorante Il Cambio) con tre bandiere
di cui una del tutto a me sconosciuta. Entrai. Era l'ufficio torinese del
Dipartimento "Rhône-Alpes Maritimes": suo scopo invitare aziende a
trasferirsi al di là del confine indicando gli sgravi tributari, l'eccellente
capitale umano, l'infrastruttura e la pace sociale. Il direttore mi disse con
orgoglio che nei due anni precedenti ben 500 aziende torinesi, lombarde e
ligure erano andate al di là della frontiera, trasferendovi sede sociale e
compagnia cantante. Dal canto nostro, nelle istituzioni e nelle sedi ufficiali
boicottiamo da sempre lo "champagne". Cossiga ricorda che al Quirinale
se ne bevve soltanto in occasione del commiato; in tutti gli altri si brinda
"con il nostro meraviglioso prosecco". Pure in materia di vini è in
corso una guerra sotterranea: in una prima fase, i francesi temevano che
invadessimo il loro mercato interno di vin ordinaire con prodotti italiani a
basso costo e bassa qualità. In una seconda, la guerra è sul mercato
internazionale: grazie al progresso tecnologico (sviluppato in California ma da
noi arte sopraffina) si può controllare elettronicamente temperatura ed umidità
come nelle caves della Borgogna e del Bordolais ; i nostri viticoltori, dunque,
aggrediscono con vini di qualità (i francesi dicono la loro è molto superiore)
a prezzi pari a meno della metà di quelli d'Oltralpe. Qualcosa di analogo per i
formaggi. In Francia ce ne sono oltre 500 varietà; il Generale De Gaulle
ricordava "les payans du Cantal" ("i contadini del Cantal",
al tempo stesso un dipartimento territoriale ed una marca di formaggio) per
l'apporto dato alla liberazione. Diede loro in cambio la politica agricola
comune (minacciando di fare saltare la nascente Europa in via d'integrazione).
Noi attacchiamo con il parmigiano stagionato che nei negozi specializzati di
alimentari di Rue du Bac a Parigi si vende come se fosse oro. E le donne? I parigini
raffrontano Carla Bruni a Maria dei Medici, la principessa fiorentina finita
sul trono di Francia tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento e
postasi a capo di molteplici intrighi (veri o presunti). Un giornalista
italiano di mezza età dice di nutrire ammirazione mista ad invidia per Sarkozy;
considera le nozze con Carla Bruni una sorta di ratto delle Sabine del XXI
secolo. Dalle donne alla moda? Quante case di moda con il marchio italiano sono
ormai parte del conglomerato Lvmh Louis Vuitton Moët Hennessy, una delle
maggiori multinazionali del lusso? E lo stesso Palazzo Grassi sul Canal Grande
a Venezia è stato ceduto dalla Fiat al finanziere francese François Pinault che
ne ha fatto una propria, e personalissima, sede per mostre di arte contemporanea.
Noi ci siamo rifatti in parte con i giornali : un editore
italiano ha controllato per alcuni anni France Soir ed un altro detiene adesso
il 33% dell'azionariato di La Tribune. La drôle de guerre dunque non riguarda
solo la mozzarella e l'Alitalia (Absit iniuria verbis, ovvero con rispetto parlando), ma molto,
molto di più.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Ferrara: "La
mia lista per la vita riaccende la voglia di valori e passione" candidati
premier Il giornalista e politico vede una campagna elettorale "senza
prospettiva". "Io do una possibilità in più" 29/03/2008 luigi
leone GIORNALISTA, politico, conduttore televisivo. E un impenitente istrione.
Qualunque di questi abiti indossi, e massimamente quando li veste tutti
insieme, Giuliano Ferrara è probabilmente il più creativo sparigliatore dei giochi
politico-intellettuali di questo Paese. Se deve pronosticare il risultato di
questa competizione elettorale va giù che più piatto non si può: "Vince
Berlusconi e non c'è alcuna possibilità che perda". Ma se usa la sua
personalissima lente d'ingrandimento di polemista raffinato e ruvido, quando
serve, allora getta la cappa e la spada del candidato premier - "mi fa
ridere questa definizione" - e se ne esce con lo scacco matto al re
("il Cavaliere ha sbagliato a non volere l'apparentamento con la mia
lista") mangiando l'alfiere ("Veltroni ha ricevuto un'apertura di
credito, ma qualcosa potrà costruirlo solo dall'opposizione"). Giuliano
Ferrara, che campagna elettorale è questa? Prima soft, poi più urlata. E ora
siamo agli sgambetti. "Io vedo l'illusionismo al potere, nulla ha
consistenza. Non sono un moralista dell'antipolitica e una quota di chiacchiere
propagandistiche è fisiologica, però qui si va oltre il segno, manca una
qualsiasi prospettiva". A parte quella che offre lei... "La mia idea
è stata proporre un'altra cosa. Al Senato si voti pure
sull'Alitalia, perché
questa mi sembra la deriva, alla Camera si prenda atto che c'è una possibilità
in più, legata al grande tema che riguarda la vita". E qui le donne
insorgono. "Sbagliando. Non intendo certo riporre la criminalizzazione o
la non criminalizzazione delle donne che abortiscono. E' un capitolo che
per quanto mi riguarda non si è mai aperto. Il problema è lottare contro
l'aborto recuperando l'allegria, la gioia di vivere". Questo, però, si sta
traducendo in un abbraccio davvero insolito fra lei, i suoi sostenitori e le
gerarchie ecclesiastiche. "Guardi, la mia è la lista più laica che è in
campo. Non tiro per la giacca parroci e vescovi, credo che la Chiesa sia nel
giusto se non agisce politicamente. Io cerco il voto laico dei cattolici e il
voto cristiano dei laici: bisogna superare l'ideologia della legge 194 e
riconoscere la dignità della persona umana". Lei si rivolge al più
sterminato bacino potenziale, in realtà rischia di subire la sorte di un qualunque
partitino dello zero virgola qualcosa. "A parte che sono ottimista e credo
che il risultato sorprenderà tutte le Cassandre di questi giorni, l'errore più
grande è voler introdurre a forza la mia iniziativa negli schemi classici della
politica. Gli altri vogliono vincere le elezioni, io voglio fare la campagna
elettorale". È come se l'allenatore di una squadra di calcio dicesse:
giochiamo bene e del risultato chissenefrega. "Però, giocando bene si
vince! E, comunque, a me interessa mettere al centro dell'attenzione ciò su
cui, com'è già avvenuto, il nuovo Parlamento davvero si dividerà. Sarà
l'argomento della vita a produrre le tensioni maggiori, non l'Alitalia, la politica economica o quella estera. In quei
campi le ricette si somigliano e non potrebbe essere diversamente".
Proprio questo, probabilmente, ha spaventato Berlusconi. Accendere la miccia
già in campagna elettorale non avrebbe giovato alla causa dei numeri del Pdl.
"Io credo che abbia sbagliato. In termini di geografia politica l'apparentamento
con il centrodestra ci stava tutto e avrebbe portato acqua al mulino per il
Senato. La lista avrebbe dato al Pdl un'anima che oggi non ha e non avrei
dovuto guidarla io, ma Roberto Formigoni". Sta dicendo che il Cavaliere
potrebbe pentirsi della sua scelta? "Non gli do la dannazione per questo
motivo, gli resto amico e credo che abbia diritto al lieto fine della partita.
Curiosamente, però, è stato Walter Veltroni ad avvicinarsi di più,
culturalmente, a noi". Anche se alla fine potrebbe essere Pier Ferdinando
Casini a trarre il maggior giovamento, democristianamente ritrovandosi a essere
l'ago della bilancia. "Intanto ho costretto la politica a tirar fuori
qualcosa di meglio. Pd, Pdl e Udc hanno dovuto rafforzare la presenza di
candidati più affini ai temi della vita e della cristianità in generale".
E qui c'è un'altra saldatura con la gerarchia ecclesiastica. .. "Io la
saldatura che vedo è con la voglia delle persone di superare il pragmatismo di
arrivare alla quarta o alla terza settimana con il salario, tema che con altri
resta certo importante,e di volgere lo sguardo verso qualcosa che stia al di
sopra". Ritiene, cioè, che ci sia un riflusso verso le ideologie e di
interpretare quest'ansia del corpo elettorale? "Per carità, la mia lista è
per definizione contro le ideologie". Ma non è ideologico partire
dall'aborto per porre il tema della vita e sollevare l'ancor più grande
argomento della religione, intesa come conflitto fra Occidente e Islam?
"Tutto sta a vedere come ci si pone. Girando per l'Italia percepisco che
c'è voglia di valori, voglia anche di riaccendere la passione. Dopo
antifascismo e antiberlusconismo il problema che più eccita reazioni violente e
censorie è quello che investe la vita, dalla sua origine fisica alla sua
dimensione culturale e politica". Siamo quasi al metafisico... "Ah
no, siamo nel concreto che di più non si può. La questione dell'aborto si
traduce in denatalità e questo è un grande problema politico ed economico che
ha l'Italia e che in misura variabile investe tutto l'Occidente. Stiamo
invecchiando, inesorabilmente e con tristezza. Bisogna cambiare strada e
cambiarla rapidamente, guardando non al 14 aprile, che sta dietro l'angolo, ma
ai prossimi dieci, quindici, venti anni. E' la prospettiva di cui le dicevo e
che manca alle offerte principali di questa campagna elettorale". Senta,
Ferrara, ma secondo lei alla fine chi vince? "Berlusconi. Non c'è una
possibilità su un milione che possa uscire sconfitto. Al Senato avrà qualche
difficoltà in più, ma è un argomento da pallottoliere che verrà superato e che
non mi riguarda". Dunque, addio Veltroni... "Ma no, Walter ha
ricevuto una bella apertura di credito superando la logica dell'Ulivo e
dell'Unione e potrà costruire qualcosa dall'opposizione". Sempre che gli
venga consentito. "Questo è un problema che nella politica italiana non
risparmia nessuno". 29/03/2008 ' 29/03/2008 il "dottore"vince
sicuroBerlusconi ha sbagliato a non apparentarsi con noi. Ma non c'è
possibilità che venga sconfitto 29/03/2008 ' 29/03/2008 veltroni leader anche
se perdeAddio a Walter in caso di sconfitta? No, ha ricevuto una bella apertura
di credito 29/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La
venditaLunedì pomeriggio riprende il confronto. Nessun cambio di rotta su
Malpensa e sul settore Cargo Air France-Klm conferma il piano di 2.100 esuberi
La nuova proposta di Air France-Klm ai sindacati è arrivata nella notte di
giovedì. Ma chi sperava in novità rilevanti è rimasto deluso. La bozza conferma
il numero di 2.100 esuberi: 1.500 per Alitalia, 100
tra i dipendenti all'estero, e 500 esuberi tra le attività di Az Servizi di cui
è prevista la reinternalizzazione. Quest'ulima è l'unica vera apertura che
amplia il perimetro della vendita in modo da comprendere un numero maggiore di
dipendenti. La compagnia franco-olandese ribadisce di aver "scelto come
linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente". Ma la proposta
incassa una severa bocciatura dai sindacati, anche se hanno detto di voler
continuare a trattare. Il confronto con le nove sigle sindacali riprenderà
lunedì pomeriggio alle 14. "Non posso andare oltre senza minare le basi
del mio progetto per l'Alitalia",
scrive il presidente di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta in una lettera
riservata inviata ai sindacati. "Il piano industriale è costruito con il
solo obiettivo di permettere ad Alitalia di riannodare l'attività al circolo virtuoso della crescita
redditizia e dunque di ristabilire le basi di un futuro sviluppo
ambizioso". Spinetta spiega che "le misure sociali che
accompagnano il piano industriale sono costruite per limitare le situazioni più
difficili di licenziamento e offrire a ciascuno un filo di sicurezza. Ciò
spiega - scrive Spinetta - l'utilizzo di pensionamenti e prepensionamenti.
Questo approccio è evidentemente esigente poichè implica mobilità
professionali, formazioni, cambiamenti di qualifica che dovranno essere gestiti
progressivamente durante la durata del piano". Nel dettaglio, la proposta
di accordo quadro prevede l'acquisto di Alitalia Fly e
4.191 dipendenti attualmente in capo ad Alitalia
Servizi. Inoltre saranno create due nuove società (NewCo) una per lo handling a
cui farebbero capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove
confluirebbero 2.310 addetti. Nei 4.191 dipendenti di Alitalia
Servizi che verrebbero "reinternalizzati" ci sarebbero anche i 500
dipendenti considerati in esubero. Nessun cambio di rotta per il settore cargo Alitalia che sarà chiuso nel 2010, nel frattempo, come già
anticipato gli aeroplani verrebbero ridotti da
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Il piano Air France fa infuriare i sindacati Bufera Alitalia Air France-Klm
presenta un nuovo piano ai sindacati e conferma i 2.100 esuberi. Spinetta:
"Non possiamo fare di più". I sindacati sbattono la porta e il
segretario della Uil, Luigi Angeletti, è categorico: "Accordo impossibile,
serve una vera svolta". Berlusconi definisce "offensivo" il piano di
Air France, assicura che Alitalia non diventerà mai francese
e annuncia una cordata italiana subito dopo le elezioni. Il titolo precipita in
Borsa (- 37%). Lombardo alle pag. 4 e 5.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Difficile
dire se i francesi suscitano in noi più ... Difficile dire se i francesi
suscitano in noi più ammirazione per la loro tracotante fierezza o più rabbia
per il loro antistorico nazionalismo. Vogliono comprare la
nostra Alitalia, hanno
pieno diritto di farlo. Ma pensate un po' cosa sarebbe accaduto a parti
invertite. Sicuramente avrebbero costruito una nuova linea Maginot, più
efficace dell'originale. A chi sarebbe mai venuta l'idea in Italia di bloccare
lo champagne perché qualche produttore è sotto accusa? Loro con la
mozzarella hanno provato a farlo per poi ripensarci, cercando di aggravare una
situazione di difficoltà. Ma se questa è la concorrenza noi che facciamo?
Piangiamo sulle nostre debolezze. Se ci sono le immagini della spazzatura che
fanno il giro del mondo con chi possiamo prendercela? Se non tuteliamo le
bellezze naturali, le produzioni, non è soprattutto colpa nostra? Se il partito
del no ci impedisce di diventare un Paese moderno, se quattro manifestanti
bloccano ogni progetto innovativo, non possiamo che prendercela con noi stessi.
Siamo simpatici nel mondo, forse è il caso di esserlo un po' meno, in cambio di
una maggiore tutela dell'Italia.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Le replica Dal Loft
dei democratici una sola parola di commento: "Infantile" Segretario
Veltroni, Goffredo Bettini dice che se il Pd non arriva al 35 per cento vi
potete anche dimettere... "Non ha detto questo". Lo ha lasciato
intuire. "Non scherziamo, basta leggere... Siamo partiti con un distacco
di 22 punti. Ora siamo più vicini di quanto dicano i sondaggi. Pure Berlusconi
comincia a parlare di pareggio al Senato o nostra vittoria. Possiamo vincere, e
comunque saremo la prima forza riformista che questo paese abbia avuto. Questo
sarà comunque un risultato straordinario". Che obiettivo si è posto?
"Vincere le elezioni e dare all'Italia un partito riformista di dimensione
europea". Se vincesse Berlusconi, ma di poco, di tre o quattro senatori,
lei si aspetterebbe una telefonata? "Sì. I leader di maggioranza e
opposizione si devono telefonare. Non appartengo a quella schiera di politici,
cui appartiene Berlusconi, che danno giudizi al lunedì e giudizi opposti al
martedì. Oggi, su di me, dice cose molto diverse rispetto a quelle che diceva
due mesi fa. Dovesse vincere, credo che ricomincerebbe a parlare come allora.
Se vinco io spero di avere con le opposizioni un rapporto di collaborazione
sulle riforme istituzionali, sulle grandi questioni del Paese". Che tipo
di collaborazione? "La destra sul punto ha cambiato idea. Io confermo che
se vincessimo daremmo alle opposizioni una camera e la presidenza delle
commissioni di controllo. Abbiamo l'obiettivo di creare un rapporto civile. Io
ho già operato una rottura epistemologica rispetto al quindicennio passato: do
giudizi politici, non sulle persone. Quando sento che si parla di brogli o di
stalinismo sembra di essere tornati al '94. Come si è visto, non rispondo. Io
faccio la campagna elettorale del 2008 non quella del '94. Abbiamo bisogno di
altro che non di risse". Torniamo al governo. Se Berlusconi vincesse di
poco, si aprirebbero nuovi scenari? "Che mi si faccia questa domanda e che
io debba rispondere dimostra che la destra ha commesso un gravissimo errore,
quando è caduto il governo Prodi, a non accettare la nostra proposta di
promuovere, prima del voto, la riforma istituzionale e quella elettorale.
Potevamo nominare un governo che se ne occupasse e votare nell'aprile del 2009.
Hanno calcolato che gli conveniva votare subito facendo prevalere gli interessi
del partito a quelli del Paese. Comunque, quale che sia l'esito del voto, vanno
fatte subito insieme le riforme che andavano fatte prima". Un governo
tecnico per le riforme è ipotizzabile? "Assolutamente no. Le riforme si
fanno insieme, ma a questo punto chi vince, fosse per un solo voto, governa. Ma
devo dire un'altra cosa: noi, decidendo di andare da soli, abbiamo fatto un
pezzo di riforma istituzionale. Spetta agli italiani percorrere l'ultimo miglio
e dare la maggioranza a un gruppo parlamentare unico - come succede in tutte le
grandi democrazie - quello del Pd". Di Pietro ha
denunciato Berlusconi in procura per la questione Alitalia. Condivide? "Non sono mai per regolare le questioni sul
piano giudiziario, ma politico. Un frammento del modo in cui io ritengo si
debba regolare il rapporto fra garanzie e legalità, fra politica e giustizia,
sta nella nostra proposta sulle intercettazioni: un magistrato intercetti
quanto ritiene. Ma risponda personalmente dell'eventuale diffusione delle
intercettazioni". Di Pietro propone di anticipare la pena dopo il primo
grado, in casi gravi. "Il programma del Pd è quello che Di Pietro ha
sottoscritto. Vi si atterrà". Non teme che, di nuovo, i leader
sottoscrivano un programma e poi ne reclamino un altro? "Nella scorsa
legislatura c'erano 14 partiti. Qui c'è un solo gruppo, quello del Pd, e un
solo programma. E' la novità assoluta". Alitalia,
la mozzarella, i rifiuti. L'immagine del nostro paese è pessima, ultimamente.
"Da molti e molti anni. L'Italia deve ritrovare l'orgoglio. La destra ha
governato il Paese e non lo ha minimamente cambiato. Non ha fatto come la
Thatcher o Aznar. Ora un po' stancamente vuole vincere per gestire il potere.
Berlusconi, Bossi, Tremonti, sembra il governo del '94... Noi possiamo fare
quello che hanno fatto Blair e Zapatero: aprire un ciclo riformista". Chi
ha in mente per il ministero dell'Economia? "In nessun paese si fanno nomi
prima delle elezioni, perché dopo è più facile avere disponibilità le più ampie
possibili. Qualche nome lo farò, non di persone che appartengono ai partiti, ma
esterne". Riguarda anche l'Economia? "Lo vedrete". Quale
ministero ospiterà un esterno? "Diversi. Come ci sono capilista non di
partito ci saranno ministri non di partito". Berlusconi ha rinunciato ad
andare su Raitre da Lucia Annunziata. Dovrà rinunciare anche lei... (Ride, ndr)
"Va bene, va bene. Ma, insomma, siccome io non posso andare da Vespa, per
Berlusconi ho fatto un atto di violenza. E allora il gesto di oggi sotto che
specie va?". Rappresaglia? "Ma non lo so. Non posso essere obbligato
ad andare in tv. La stranezza è che non si faccia il confronto televisivo. Sono
disposto anche ad andare sulle sue tv. Che devo fare? Ci si immagini se in
Spagna si fossero tenuti dibattiti su tv di proprietà di Zapatero...". Tre
reti sono troppe? "Ma in questa intervista non abbiamo parlato di fisco,
infrastrutture, precarietà...". Beh, lei ne parla ogni giorno.
"Questo è il migliore complimento che mi potesse fare. In questi anni,
mentre noi discutevamo di Berlusconi e tv, in Spagna facevano autostrade, in
Germania ristrutturavano l'energia... Le mie priorità sono la lotta alla
precarietà, il sostegno a piccola e media impresa, certezza della pena...".
Erano questioni nel programma e negli obiettivi di Prodi. "La differenza è
che ora non abbiamo una coalizione eterogenea e un programma di 280 pagine, ma
un partito solo e un programma di 30. Per quanto riguarda le tv io sono fermo
al ddl Gentiloni con in più l'idea di avere in Rai un Amministratore delegato
invece di un Cda, perché penso che si debba rendere il paese più semplice e
affermare il senso dell'etica e della responsabilità".
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 69,603 75,309 cv B Ifis 09 99,760 100,320 cv Bco Popol 10 100,533
100,586 cv Beni Sta 11 93,195 92,796 cv BIM 15 90,417 90,773 cv Carige 13
112,613 114,323 cv Mi-A2a 09 115,091 115,239 cv SIAS 17 93,345 92,744 cv Snia
10 92,600 92,600 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,132 109,859.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
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Costi relativi al
ridimensionamento aziendale in termini di risorse umane saranno a carico dello
Stato, tipo pre-pensionamenti, mobilità lunga, cassa integrazione e così via, è
possibile che questo governo, ancorché in scadenza, non riesca ad elaborare un
piano d'azienda (che potrebbe copiare da quello presentato da Air France) che
metta fine alle discussioni strumentali che questa classe politica in clima
elettorale sta facendo sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini elettori?
Questo governo è pigro, incapace o in malafede? DONATO ANTONIELLO RIVALTA (TO)
Trecento euro contro uno scandalo Vorrei spiegare una cosa al lettore che non
capisce la necessità di elargire due o trecento euro a chi ne percepisce
cinquantamila (a parte il fatto che a tale livello la cifra è molto più bassa e
forse neanche "elargita"). Sappia che chi come me ha fatto la gavetta
studiando di sera e lavorando sempre più di 10 ore al giorno per quarant'anni
cominciando dai livelli più bassi ed arrivando alla fine a percepire una
"scandalosa" pensione comunque inferiore a quella indicata e che ha
sempre pagato fior di contributi e tasse, forse ha anche il diritto di non
vedersi decurtato, come tutti i cittadini onesti, il proprio reddito in modo
scandaloso e forse anche incostituzionale. ALFREDO IODICE Pensioni garantite ai
non rieletti? Qualcuno sostiene che votando il 13 aprile si consente ai
parlamentari non rieletti di maturare comunque la pensione, cosa che non
avverrebbe votando il 6. Con costi iperbolici e poco meritati. È vero o è uno
dei tanti rimestamenti nel torbido? ROBERTO POZZI La mattanza delle foche Anche
quest'anno, in Canada, 275 mila foche saranno uccise. La pelle e il grasso
vengono venduti in tutto il mondo. L'affare è succulento. Ma la barbarie fa
proprio schifo. In Europa, solo il Belgio e l'Olanda hanno approvato una legge
che vieta l'importazione di pelli, grasso e carne di foca. Gli altri governi
tacciono. Colpevolmente. FABIO SÌCARI, BERGAMO Vacanze scolastiche con un
problema A proposito di crisi della scuola desidero trascrivere il problema
assegnato nella classe 3ª elementare di un piccolo centro della provincia di
Savona come compito delle vacanze pasquali: "Un negoziante mette 4 uova di
Pasqua su ogni ripiano della sua vetrina, quella vetrina ha 6 ripiani. Il
negoziante mette anche i cartellini con i prezzi delle uova, quelli piccoli
costano ? 6.00 e quelli grandi costano ? 18.00. 1) Quante uova ha messo il
negoziante in quella vetrina? 2) Quante sono le uova grandi?". LETTERA
FIRMATA Contro il nepotismo isolate quei professori Su Tuttoscienze del 26
marzo i professori Strata, Rizzolatti e Berlucchi suggeriscono di bloccare i
concorsi da ricercatore, ritenendoli strutturati in modo da favorire il
clientelismo e non la meritocrazia. Propongono di creare contratti a tempo
determinato, al termine del quale selezionare i migliori da far concorrere a
posti di professore associato. Non mi pare che una tale proposta metta al
riparo i giovani ricercatori da clientelismo e nepotismo: più che cambiare le
norme per i concorsi da ricercatore bisognerebbe avere il coraggio di isolare i
colleghi che hanno dato prova di nepotismo e clientelismo e non esserne
conniventi. I tre professori, inoltre, propongono di abolire il limite di età
per il pensionamento dei docenti, ma di decretarne l'andata in pensione sulla
base della produttività. Ci sarà mai qualche ricercatore che nelle sue pubblicazioni
possa non citare il nome del suo superiore in età pensionabile,
indipendentemente dal contributo che ha realmente dato al lavoro? LILIANA
BUSSETTI Quello slogan rovinoso In attesa che i politici comincino finalmente
ad affrontare i temi della scuola e dell'istruzione, da insegnante avanzo un
proposta che va alle origini dell'ignoranza in cui si dibattono i nostri
studenti: si bandisca lo slogan rovinoso del "diritto al successo
formativo", che ha l'unico effetto di deresponsabilizzare studenti e
famiglie, facendo credere che lo studio e l'impegno non servano e alimentando
aspettative illusorie. Sarebbe un passo nella direzione giusta. SERGIO ROSSETTI
L'impegno del notaio Nella rubrica "Posta - Risposta" del 20 marzo
2008, il sig. Francesco Colombo lamenta l'eccessiva onerosità del costo di atti
di compravendita e mutuo da lui stipulati. Il sig. Colombo commette in buona
fede, come molti altri utenti del servizio notarile, un errore di fondo: quello
di limitare il tempo che il notaio spende per un atto al tempo necessario per
la stipula. In realtà la maggior parte dell'impegno del notaio sta prima
(indagini presso i pubblici registri, esame di documenti, verifica della
legittimazione del venditore ad alienare, ecc.) e dopo (adempimenti pubblicitari)
la stipula: diversamente il notaio non potrebbe fornire al cliente un documento
che ha valore di legge fra le parti e nei confronti dei terzi, del quale si
assume totale responsabilità personale e patrimoniale. Forse il sig. Colombo
non conosce l'aneddoto di quel tecnico che fu chiamato a riparare un computer
di ingente valore; studiò la situazione, poi trasse di tasca un cacciavite e
diede un giro e mezzo a una vitina: il computer tornò a funzionare
perfettamente. Invitato a esporre il conto, chiese 1000 euro, che furono però
ritenuti eccessivi dal cliente, il quale si rifiutò di pagare fin quando non ne
fosse stata data giustificazione. Il tecnico rilasciò una fattura, dove era
scritto: avvitamento di una vitina 1 euro; sapere quale vitina avvitare 999 euro.
Il cliente pagò senza fiatare. NOTAIO GIANFRANCO RE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
NOTARILE DI TORINO.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Mauro Barberis Se
Dio vuole, anche l'orgia dei sondaggi è finita: la legge sulla par condicio,
infatti, dispone che nelle ultime settimane di campagna elettorale i sondaggi
tacciano, per non influire sul voto. La situazione, al momento, sembra questa.
Il Popolo della libertàè avanti di sei-sette punti rispetto al Partito
democratico, mentre i partiti minori (Sinistra arcobaleno e Udc di Pier
Ferdinando Casini) sono intorno al sei per cento. È prevedibile, quindi, un
successo del Pdl alla Camera, dove gli basta vincere anche di un solo voto per
avere la stessa maggioranza goduta dall'Ulivo nella passata legislatura; al
Senato, invece, le cose stanno molto diversamente. Come ha mostrato Filippo
Paganini su queste colonne, il Porcellum - il diabolico marchingegno elettorale
inventato due anni fa dal leghista Roberto Calderoli per impedire la (allora)
altrettanto sicura vittoria del centrosinistra - oggi gioca contro i suoi
inventori. Un sondaggio commissionato da Repubblica ha mostrato che se il Pdl
vincesse in tutte le regioni oggi in bilico, ma i due partiti minori
raggiungessero entrambi l'otto per cento, il centrodestra avrebbe una
maggioranza di soli cinque senatori. Ora, un minimo di buonsenso impone di escludere
che Sinistra arcobaleno e Udc raggiungano entrambe l'otto per cento: ma pure
che il Pdl vinca in tutte le regioni oggi in bilico, Liguria compresa. Dunque,
ben difficilmente il Popolo della libertà avrà una chiara maggioranza al
Senato. Certo, nelle ultime settimane sono possibili le più spettacolari
sorprese: ma dopo aver già promesso l'abolizione dell'Ici, che cos'altro può
ancora promettere il Cavaliere? Tanto più che Walter Veltroni questo gioco lo
conosce benissimo, e potrebbe farla lui, stavolta, la promessa-fine-del-mondo:
tipo la pensione alle casalinghe, unico settore dell'elettorato che, per
teledipendenza o semplice attrazione fisica, da sempre vota massicciamente il
Cavaliere. Ma è più facile pensare che gli ultimi sondaggi incoraggino gli
elettori al voto utile, concentrato sui partiti maggiori: anche se per il
Partito democratico sarebbe altrettanto utile il voto inutile, dato alla
Sinistra arcobaleno o all'Udc, che impedirebbe definitivamente al Popolo della
libertà di avere la maggioranza al Senato. Da un lato, in effetti, anche gli
elettori più restii a votare finiranno per concentrare il loro voto sui partiti
maggiori: specie se ci sarà il tanto discusso faccia-a-faccia
Berlusconi-Veltroni, che però il Cavaliere ha tutte le ragioni per evitare, al
fine di non mettere a repentaglio la sua già risicata maggioranza. D'altro
lato, l'elettorato del centrosinistra, sinora il più tentato dall'astensione,
potrebbe ricorrere al voto disgiunto: dopotutto, che cosa gli vieta di votare
al Senato Sinistra arcobaleno o persino Udc, dopo aver votato, in passato,
persino Clemente Mastella e Lamberto Dini? Infine, l'astensione
potrebbe colpire anche l'elettorato di centrodestra: dopo la gaffe su Alitalia, ci manca solo che il Cavaliere
sposi la sorella di Carla Bruni per provocare reazioni di rigetto. E poi, che
succederà? In caso di stallo al Senato, il Cavaliere potrebbe anche comprarsi
l'intera Udc, mettendola a palleggiare a Milanello; ma è più facile
pensare che a questo punto ricorra al piano B, quello che aveva in mente sin
dall'inizio, ossia la Grande coalizione con Veltroni. L'unica cosa certa è che
chi non andrà a votare - nonostante gli autorevoli appelli lanciati anche da
queste colonne - avrà sempre torto. Un'alta astensione dal voto produrrà al
massimo pensosi editoriali sui giornali: editoriali di cui i partiti, maggiori
e minori, non si accorgeranno neppure, impegnati come saranno a spartirsi la
torta. 29/03/2008 GIULIANO GALLETTA 29/03/2008 In caso di stallo al Senato, il
Cavaliere ricorrerà al piano B, quello che aveva in mente sin dall'inizio: la
Grande coalizione con Veltroni 29/03/2008 Un'alta astensione produrrà pensosi
editoriali di cui i partiti, tutti impegnati a spartirsi la torta, non si
accorgeranno minimamente 29/03/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 0 Giovani, cervelloni e superliberali di Giancarlo Perna L'Istituto
Bruno Leoni è un pensatoio che ama il web e recluta studiosi in erba, ma con
curricula da veri cattedratici. I suoi collaboratori hanno prodotto trentatrè
libri e seimila pagine per il sito Internet Si chiude con questa puntata il
viaggio di Giancarlo Perna nei think tank italiani. I precedenti
"pensatoi" sono stati: "Magna Carta" (4/3),
"Liberal" (12/3), "Farefuturo" (22/3) Privo di una sontuosa
sede da ostentare, l'Istituto Bruno Leoni mi accoglie in un locale spartano
dove ha però schierato come un'argenteria i suoi più vivaci cervelli, simile
alla matrona Cornelia che, ricca solo dei propri figli, li mostra al motto:
"Ecco i miei gioielli". Siamo in un appartamentino della milanese
Piazza Castello con vista sul turrito maniero sforzesco. L'Ibl è l'ultimo think
tank del nostro viaggio. è un pensatoio piuttosto immateriale, senza saloni, né
biblioteche, né pr che ti portano in giro. Il suo universo è Internet, dove
riversa caterve di saggi e prese di posizione. Clicchi www.brunoleoni.com e
capisci all'istante con chi hai a che fare. L'Istituto, che si occupa di
economia e dintorni, è il tempio del liberismo più integralista. Ha il culto
della proprietà privata e del libero mercato. Le sue bestie nere sono
statalismo, burocrazie e barriere doganali. Adora la globalizzazione. A
ricevermi nella saletta delle riunioni è la triade che governa il think tank.
Stringo la mano in ordine gerarchico, al direttore generale, Alberto Mingardi,
al direttore del Dipartimento politico, Carlo Lottieri, al direttore del
Dipartimento Ecologia, Carlo Stagnaro. Il comasco Mingardi ha 27 anni, il
bresciano Lottieri 47, il ligure Stagnaro 30. è poi la volta di quattro
collaboratori, detti fellow, che Mingardi ha convocato qui per me in
rappresentanza dell'altra ventina che lavora all'Ibl. Rosaria Bitetti è una
leggiadra fanciullona di 23 anni. Suo coetaneo è lo sciccoso Massimiliano
Trovato, fazzoletto nel taschino. Filippo Cavazzoni, larga parlata emiliana, ha
29 anni. Andrea Giuricin, esperto di trasporti, ne ha 25. Terminate le
cerimonie, ci sediamo nell'auletta. Loro sulle sedie ordinate per file. Io su
una specie di cattedra di fronte a loro. "Escluso il prof Lottieri, mi
sembra l'asilo", dico, facendo lo spiritoso con riferimento all'età dei
presenti. La battuta passa per quello che è, cretina. Mingardi si intenerisce e
prende in mano la situazione. Sciorina i dati del think tank nato nel
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29 pagina 2 "Alitalia e mozzarelle non ci impediranno di vincere questa sfida" di
Giannino della Frattina Formigoni risponde ai turchi che attaccano: "Il
risultato finale? Non sarà condizionato" (...) Ma le bufale alla diossina,
assicurano i due, non avveleneranno la corsa di Milano all'Expo. Una
difesa d'ufficio di fronte alla pessima immagine di un Paese che ha puntato il
dossier della candidatura proprio sull'alimentazione. "Un caso delicato -
non si nasconde Formigoni - Un infortunio che non va sottovalutato, ma
soprattutto da risolvere al più presto". E Milano e l'Italia mettono in
mostra le loro specialità con un faraonico galà pagato dagli sponsor e
apparecchiato in cima ai
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
CONVENTION DEL PDL
IERI SERA CON I CANDIDATI, MA ANCHE CON GLI ESCLUSI NAN E BIONDI Scajola lancia
la corsa di Orsi [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Cinquecento persone al Chiabrera
per l'incontro elettorale che ha visto scendere in campo il leader ligure del
Pdl Claudio Scajola e i candidati Franco Orsi, Sandro Biasotti ed Eugenio
Minasso. Tutti hanno toccato soprattutto i temi nazionali della campagna
elettorale. Una serata caratterizzata dalla presenza in sala anche di due
parlamentari uscenti come Enrico Nan e Alfredo Biondi che, pur non essendo
candidati, stanno partecipando alla campagna elettorale. Sul palco sono saliti
prima il segretario provinciale di Forza Italia Angelo Vaccarezza, poi quello
di An Luigi Bussalai e quindi l'ex presidente della Regione Sandro Biasottti,
sicuro di fare il parlamentare, ma che sarà anche candidato alla regione
Liguria. Ha detto tra l'altro: "Burlando sta facendo disastri nella sanità
e nelle infrastrutture. E' tempo di porvi rimedio". Il deputato di An
Eugenio Minasso ha attaccato il centrosinistra sui temi nazionali: "Il
governo Prodi ci ha ridicolizzati con la spazzatura di Napoli e il divieto al
Papa di parlare alla Sapienza, mentre Veltroni che si è presenta come nuovo in
realtà a 52 anni è già in pensione". Franco Orsi, organizzatore della
serata al Chiabrera, ha sottolineato la necessità di recuperare "valori e
modelli della tradizione" e ha aggiunto che "il Pd si presenta come
nuovo ma ovunque governa con la vecchia sinistra massimalista e
immobilista". Claudio Scajola, leader ligure del partito e numero tre in
lista dopo Berlusconi e Fini, ha esordito ricordando il senatore Giancarlo
Ruffino, indicando in Franco Orsi il naturale successore del "senatore"
e pronotiscando la vittoria di Biasotti in Regione. Forte il richiamo all'unità
del partito: "Siamo una squadra e tutti l'hanno capito, anche quelli come
Nan e Biondi che questa volta dovranno andare in panchina". Poi una
carrellata di temi nazionali: "Berlusconi ha impedito a Prodi di svendere
l'Alitalia come aveva già fatto
con altri gioielli di famiglia". Sull'immigrazione: "Aggiungiamo un
posto a tavola per quelli che vengono per lavorare e non per quelli che
vogliono a delinquere". Forte il messaggio sul nucleare: "La scelta
di rinunciare alle centrali fu scellerata perchè oggi in Italia l'energia costa
il 30% in più che nel resto d'Europa. Se non vogliamo che in Italia si
spenga la luce dobbiamo avere il coraggio di puntare sul nucleare".
Scajola ha poi aggiunto: "Sono stato io a consigliare a Berlusconi di
venire a Savona, dove non è mai stato".
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 1 I piloti lasciano a terra Air France di Redazione Confermati i 2.100
esuberi, sindacati sul piede di guerra. Lo spettro del commissariamento
Le casse di Alitalia si
sono ridotte a febbraio a 180 milioni di euro ma arriva una boccata d'ossigeno
per 148 milioni. L'iniezione di liquidità è dovuta ad un rimborso fiscale ed
anche alla dismissione di tutte le azioni detenute in Air France-Klm.
Nonostante questa situazione di criticità finanziaria, il consiglio di
amministrazione della società ha deciso di attendere l'esito del
confronto dei sindacati con Air France-Klm e Alitalia
che riprenderà lunedì prossimo 31 marzo. Senza le basi di un'intesa, il rischio
è l'amministrazione controllata. Ma Air France non arretra. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 4 "Prodi ci ha snobbato, confidiamo nel Cavaliere" di Gian
Maria De Francesco nostro inviato a Taormina (Messina) Giorgio Guerrini,
presidente di Confartigianato, nell'incontro con il candidato premier del Pdl
Silvio Berlusconi di giovedì scorso c'è stata "totale sintonia" sulla
necessità di diminuire la spesa pubblica, soprattutto quella improduttiva, e
abbassare la pressione fiscale su imprese e famiglie. "Con Berlusconi
abbiamo avuto un incontro molto positivo e gli abbiamo fatto presente che, se
il risultato elettorale sarà favorevole, gli imprenditori hanno necessità di
una politica che sia qualitativamente migliore di quella che abbiamo visto fino
a oggi". Quali sono le altre priorità per Confartigianato? "È
necessario introdurre una seria attività di rilancio delle privatizzazioni e
delle liberalizzazioni. Ma partendo dall'alto e non dal basso come ha fatto
Bersani, ossia intervenendo in settori come l'energia, i trasporti e i servizi
pubblici locali. Sarebbe un bel segnale". Come dovrebbe agire il vostro
governo ideale? "Qualsiasi provvedimento dovrebbe essere preso solo dopo
che sia stato misurato l'impatto sul sistema delle piccole e medie imprese. Se
esaminiamo la situazione dal punto di vista dei provvedimenti fiscali del
governo Prodi, si nota che sono stati tutti a vantaggio della grande impresa.
Bisogna fare il contrario. La grande industria ha avuto una riduzione delle
imposte di 6 miliardi, le nostre imprese si sono viste aumentare la pressione
fiscale di tre punti percentuali". A questo scopo chiedete l'istituzione
di un'Agenzia per le pmi a Palazzo Chigi. "Esiste già un sistema
territoriale fatto di uffici delle associazioni di categoria. Perché l'imprenditore
che vuole avviare un'azienda deve fare un calvario di 10 stazioni? I mali li
conosciamo, bisogna trovare la medicina adatta, altrimenti altro che
"Rialzati, Italia!"". Meno Stato e più mercato, quindi?
"Non è una gara tra pubblico e privato ma tra chi si confronta con il
mercato e chi vive in un recinto protetto. L'Alitalia la paghiamo tutti, anche mia
madre che non ha mai volato". La riforma della contrattazione come va
affrontata? "Il protocollo per la contrattazione territoriale,
sottoscritto con i tre principali sindacati confederali, è rimasto sulla carta
perché la Cgil ha difficoltà ideologiche. Un'altra questione importante
è alleggerire gli oneri sugli straordinari è un incentivo alla produttività.
Nelle nostre aziende non c'è conflitto sociale perché spesso datore di lavoro e
dipendente hanno le stesse mansioni". Anche la concertazione va rivista?
"La liturgia della concertazione con la tavolata di Palazzo Chigi non ha
senso dopo l'aggressione subita da Visco con la Finanziaria di due anni fa. Noi
abbiamo già semplificato attuando un coordinamento tra Confartigianato,
Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani che rappresentano oltre 4
milioni di imprese". Molti sono stati sorpresi dall'invito che lei ha
rivolto a Berlusconi per la vostra assemblea di giugno augurandosi di rivederlo
in veste di presidente del Consiglio. "Negli ultimi due anni non abbiamo
avuto il piacere di ospitare Prodi che aveva altri impegni. Il nostro invito a
Berlusconi è stato un segnale di augurio e di disponibilità". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 9 Nessun cedimento da parte dei francesi Il piano conferma tutti i 2.120
esuberi di Redazione da Milano Il prossimo appuntamento chiave è per lunedì
alle 14, slittato di tre ore rispetto all'orario iniziale. Vertice tra Alitalia, Air France e sindacati: è il terzo al gran
completo. Ci sarà Jean Cyril Spinetta; e ci saranno, soprattutto, i piloti
dell'Anpac, che in questo momento appaiono come i più ostili alla trattativa.
Dopo aver ricevuto l'ultimo documento, non si sono nemmeno presentati alla
riunione intersindacale di ieri mattina. La presenza, lunedì, appare come uno
spiraglio d'auspicio. Il piano di Air France sul quale tutti si sono
irrigiditi, e sul quale si cercherà una mediazione durante il week end, è noto,
e le precisazioni arrivate ieri non hanno aggiunto nulla se non dettagli
tecnici. Sono confermati 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507
piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale
di terra in Italia. Prevista anche la reinternalizzazione di Az servizi e lo
stop al cargo nel 2010. Tagli alla flotta per 37 aerei. "Non posso
andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia",
ha scritto il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta. Il
documento di Spinetta contiene tuttavia alcune precisazioni. Il gruppo Air
France-Klm, vi si legge, "ha scelto come linea di condotta di non
abbandonare nessun dipendente. Perciò a ogni persona in esubero verrà offerto,
conformemente al progetto di accordo quadro allegato, sia l'opportunità di un
pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso
formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione
di un progetto personale". Per gli assistenti di volo, "le sole
misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di assorbire la
totalità dei 600 esuberi". Tuttavia, Air France "proporrà a coloro
che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno". Per i
piloti, "i due terzi dei 500 esuberi potranno beneficiare di misure di
pensionamento a breve e medio termine. L'implementazione del piano industriale
e le conseguenze del pensionamento immediato o prepensionamento determineranno
la creazione di almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a
cascata". Il documento conferma poi che "ai più giovani tra loro Air
France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di selezione di Air
France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi un totale di 180
posti". Per quanto riguarda il personale di terra, "circa 250 persone
potranno accedere al pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri
(circa 150) saranno attuate misure di riqualificazione". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 8 "Cinque euro a testa: ecco la cordata" di
Redazione Per Alitalia, la
cordata italiana alla fine potrebbe esserci. E stavolta a dirlo non è un
politico né un nome del panorama finanziario o istituzionale: per scoprirlo,
basta fare un giretto su internet. L'idea è venuta a un venditore di Ebay con
un'originale inserzione sul sito di aste più famoso del mondo: "Alitalia, adottiamola
tutti", è il messaggio. Il concetto è semplice: basterebbero appena 5 euro
a italiano per salvare la nostra ex compagnia di bandiera. E allora perché non
partecipare tutti? I requisiti: "Devi essere italiano; chi vince l'asta,
farà parte della cordata e questa volta nessuna smentita potrà essere
fatta". E, poi, ovviamente, un riferimento all'hobby nazionale per
eccellenza, il calcio e ai mondiali del 2006: "Inoltre, potrai vendicarti
della testata di Zidane...". Il prezzo di partenza è di appena 1 euro, e
vince chi fa l'offerta più alta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 9 Prato trova soldi ma rischia i libri in tribunale di Paolo Stefanato
Impossibile la continuità aziendale se lunedì non si creeranno le basi per
l'intesa con i sindacati: niente proroga e spettro del commissariamento
L'incasso dalla vendita della quota Air France e da crediti d'imposta da Milano
"Il cda ha convenuto di attendere l'esito del confronto con le parti
sociali prima di assumere determinazioni in ordine alle prospettive della
società". Si chiude con questa parole sinistre, che
evocano la richiesta di amministrazione straordinaria, il comunicato diffuso da
Alitalia nella serata di
ieri, dopo un consiglio prolungatosi per quasi sette ore. Lunedì, dunque, è la
data cruciale. Il cda non esclude una proroga del termine dopo il 31 marzo, ma
prenderà la decisione in extremis, lunedì stesso, se ci sarà "fumus"
per un accordo. Intanto la situazione economico finanziaria della
società è sempre più drammatica, e gli amministratori raschiano il barile per
dare ossigeno alle casse. La liquidità, nel solo mese di febbraio, si è
contratta da
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 23 Bene Lottomatica e Fastweb di Redazione Su Impregilo scattano i
realizzi Piazza Affari al palo, in una seduta dominata
ancora una volta da Alitalia (vedi servizio nelle pagine interne). Alla fine l'indice Mibtel
avanza dello 0,06%, mentre lo S&P/Mib segna un rialzo dello 0,09%. Tra gli
spunti, Fiat che ritrova e supera di slancio la soglia psicologica dei 14 euro
e guadagna il 3,8% a 14,24, grazie all'ipotesi di uno scorporo dell'auto non
escluisa dall'ad Sergio Marchionne. Bene anche Ifi (più 3,15%) e Ifil
(più 2,57%), che hanno comunicato i dati di bilancio. Prese di beneficio su
Impregilo (meno 2%), dopo il balzo di giovedì in attesa della decisione della
Cassazione, poi confermata, di far ridurre il sequestro disposto nei confronti
del gruppo e legato all'indagine sui rifiuti in Campania. In calo anche A2A
(meno 2,88%). Ricoperture improvvise nel pomeriggio sul Banco Popolare, con
guadagni del 4,68% alla vigilia dei risultati di esercizio. Bene Lottomatica,
con gli operatori che parlano soprattutto di acquisti tecnici (più 6,9%). E
denaro piove anche su Fastweb (più 5,1%). Tra le grandi del listino, scivola
Telecom (meno 2,15%), nel giorno della presentazione delle liste del socio
Telco per il cda. Tra i bancari buoni rialzi per Mediobanca (più 1,08%) e
Unicredit (più 0,73%). Chiusura in calo per le principali piazze europee che
hanno virato in negativo in scia all'andamento contrastato di Wall Street. A
Parigi in fondo al listino Accor (meno 3,1%), Veolia (meno 2,6%) e L'Oreal
(meno 2,4%). A Francoforte in deciso rialzo Commerzbank (più 4,5%) che starebbe
valutando l'ipotesi di una fusione a tre con Dresdner Bank e Deutsche Postbank.
A Londra in forte calo i titoli del real estate Persimmon (meno 5,1%) e British
Land (meno 3,4%). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Il Cavaliere: se vinco io addio francesi Barbera, Giovannini e Manacorda Il cda
della compagnia italiana trova148 milioni Ossigeno per la società.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi La Spina
DEPRESSI ALLE URNE Ci avevano promesso una campagna elettorale senza insulti,
senza colpi bassi, finalmente degna di una democrazia matura. Una sfida sui
programmi, in modo che gli elettori potessero scegliere tra progetti
alternativi, concreti e verificabili, per far uscire l'Italia dal declino,
anche d'immagine internazionale, sempre più evidente. Ci avevamo sperato e, con
un po' di buona volontà, ci avevamo anche creduto. Ma, a due settimane dal
giorno del voto, forse è il caso di ricredersi e di rimpiangere il passato. Sì,
proprio quello che abbiamo tanto deprecato, perché almeno ci si poteva illudere
nel carosello di reboanti promesse, perché almeno la noia non ci affliggeva,
perché almeno aspettavamo con grande curiosità il duello televisivo finale,
quello che ormai in tutti i Paesi anticipa, con il suo esito, il verdetto delle
urne. Se non ci sarà una scossa negli ultimi quindici giorni, del tutto
improbabile peraltro, i due principali candidati a Palazzo Chigi, ma anche
tutti gli altri a dire il vero, concluderanno una delle più deprimenti campagne
elettorali che si siano mai viste. Una campagna all'insegna di una sostanziale
rassegnazione di fronte alle difficoltà davanti alle quali si trova il nostro
Paese. Non si poteva trovare, in effetti, miglior simbolo di questo clima
scoraggiante, dell'argomento sul quale si è concentrata la
polemica elettorale: l'Alitalia. Un caso che avvilisce, perché si parla di concludere una storia
vergognosa di sprechi clientelari e di incapacità manageriale con due soluzioni
entrambe umilianti. O la svendita a una compagnia straniera o l'intervento
dello Stato, anche se coperto da ancora fantomatici imprenditori privati,
che comunque si risolverà al solito modo: a spese dei contribuenti italiani. La
società italiana, ingessata dal potere delle corporazioni, da mediocri
compromessi su qualsiasi cambiamento si tenti di varare, avrebbe bisogno di una
classe politica all'altezza di una grande impresa: quella di esercitare su di
essa un vero choc riformistico. L'impressione, invece, è duplice: o i nostri
leader sottovalutano la gravità della diagnosi, o sono consapevoli della loro
incapacità ad applicare quelle terapie che potrebbero salvare il malato.
Davvero Veltroni pensa che bastino le proposte finora avanzate, dall'aumento
delle pensioni alla riduzione dei costi della politica, benché siano opportune,
ad affrontare i nostri veri, grandi problemi? È tutto qui, quello che "si
può fare"? Davvero Berlusconi pensa che basti riproporre il ricordo dei
suoi ultimi cinque anni presidenziali, senza neanche la promessa-illusione di
ridurre drasticamente le tasse, per far "rialzare l'Italia"? A questo
punto, è legittimo il sospetto che il candidato del Pd punti a una onorevole
sconfitta che gli eviti un troppo oneroso compito a Palazzo Chigi. Come è
giustificato il dubbio avanzato anche da Stefano Folli sul Sole-24 ore di ieri,
cioè quello di un Cavaliere sospeso tra la voglia di vincere e il desiderio di
sottrarsi al dovere di governare. In Italia ci sono almeno tre emergenze,
prioritarie e gravissime, che andrebbero risolte con misure drastiche,
attuabili solo con un sostanziale accordo della classe politica, in qualsiasi
modo si divida in Parlamento. La prima riguarda l'impossibilità, per i veti di
minoranze onnipotenti, di varare opere indispensabili allo sviluppo del Paese
e, quindi, al bene comune, come, per esempio, l'Alta velocità o i
termovalorizzatori per i rifiuti. La paralisi decisionale del nostro Paese sta
emarginando l'Italia dalle nazioni che contano sul piano internazionale, con le
ben note conseguenze sulla competitività del sistema economico, sulle nostre
esportazioni, sulle sorti del turismo. C'è poi la questione della criminalità
organizzata. È chiaro che, senza l'apporto delle regioni del Sud, l'Italia non
riesce più a stare al passo delle economie occidentali sviluppate. Mafia,
'ndrangheta e camorra, oltre al quotidiano bilancio tragico di morte e di
ricatto sulle persone, drenano risorse tali da costituire un fardello ormai
insopportabile per i conti dello Stato e per quelli delle imprese. La
Confindustria siciliana ha avuto il coraggio di rifiutare la sottomissione alla
legge criminale. Che cosa aspettano le forze politiche per proporre il varo di
un piano straordinario di lotta alla criminalità organizzata? Di questo
argomento, in campagna elettorale, abbiamo sentito solo flebili e marginali
accenni. Resta, infine, la grande necessità di un rapido e deciso cambio di
passo nella formazione delle nuove generazioni. Sulla scuola e sull'università
italiane si sono abbattute, negli ultimi quindici anni, continue, devastanti
riforme con un gravissimo effetto di confusione sugli obiettivi fondamentali e
di sostanziale svilimento degli studi. Senza una classe dirigente all'altezza
dei tempi, l'Italia è destinata a un più o meno lento scivolamento nella
schiera dei Paesi di serie B. Anche qui, senza una grande intesa politica
vinceranno sempre le corporazioni sindacal-burocratiche a spese degli utenti,
con i risultati che constatiamo ogni giorno. Ci sono ancora quindici giorni per
curare la "grande depressione" di questa campagna elettorale.
Altrimenti, non ci si potrà sorprendere o, peggio, lamentare per l'arrivo di
una "grande depressione" anche nell'affollamento alle urne.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Il primo fermo
immagine ritrae Francesco Storace a ora di pranzo che esce da un call center,
tempio del lavoro precario e moderna trincea di una battaglia elettorale che a
Roma si combatte palazzo per palazzo. "Gianni Alemanno deve stare attento,
perché è capace che al ballottaggio per il Campidoglio i nostri voti gli
servono. A noi della Destra qui nel Lazio, però, servono molto i voti per il
Senato. Allora, capisco che la desistenza non si può fare... Ma ci sono mille
modi. Loro qui stanno facendo la campagna elettorale contro la Destra, invece
che contro Veltroni. Cambino bersaglio, facciano meno incursioni contro di noi
- tipo quella di candidare Ciarrapico - e al secondo turno del Campidoglio lo
aiuto, o almeno se ne può parlare. In caso contrario, non si facciano
illusioni: nemmeno sulla fiducia al governo nazionale. Ieri l'ho sentita
Daniela Santanchè: mi ha detto che lei quella cosa che votiamo la fiducia a
Berlusconi non l'ha mai detta, ed è stata fregata dai giornalisti. Quindi,
Alemanno e compagni si regolino...". Il secondo fotogramma mostra il
candidato sindaco del Popolo della libertà, Gianni Alemanno, in una pausa della
sua frenetica campagna elettorale. E' metà pomeriggio, e su Roma piove.
"Io non ho mai polemizzato con Francesco, anche perché Storace e la Destra
mobilitano elettori contro il Pd. Niente aggressioni personali: però la
conquista del premio di maggioranza al Senato, qui nel Lazio, per noi è vitale,
perché ci giochiamo Palazzo Madama. Sono le condizioni a non permettere accordi...
Però a Francesco - che mi deve ancora spiegare perché non sta con noi - una
cosa la posso promettere: attacchi personali da parte mia non ne avrà. E
magari, prima divisi e poi uniti, battiamo sia Veltroni che Rutelli...". E
del resto solo una situazione da mors tua vita mea può aver prodotto uno dei
"duelli" più fratricidi di questa campagna elettorale:
"Gianni" contro "Francesco", cioè Alemanno contro Storace,
dopo una vita assieme a destra, nel Msi, nella stessa corrente, fianco a fianco
dalla quasi clandestinità politica fino al governo del Paese. Ed è solo una
delle anomalie della micidiale campagna elettorale nel Lazio: dove la conquista
del Campidoglio incrocia la Grande Battaglia per il Senato, e dove Rutelli deve
vincere innovando l'idea di Roma senza sconfessare il suo predecessore, cioè
Walter Veltroni. E il terzo clic fissa, appunto, l'immagine di Francesco
Rutelli che visita la sede di una delle liste a lui collegate: i "Moderati
per Roma". Ad attenderlo un pubblico elegante e tra i candidati Umberto
Cicconi, fotografo personale di Bettino Craxi, l'ombra dell'ex premier, che per
sostenere Rutelli ha ritirato la propria disponibilità a candidarsi con
Boselli. Due parole, poi di nuovo in macchina. "Al momento il ballottaggio
è possibile, ci sono 14 candidati sindaco e magari un vento nazionale in questo
momento non proprio favorevole. I sondaggi dicono che manca poco perché io
arrivi al cinquanta e vinca subito: quindi non so che senso abbiano i tentativi
di accordo tra Alemanno e Storace. In più, potrebbe finire che sia il Lazio a
decidere chi sarà maggioranza al Senato, ma è proprio qui che Storace o supera
la soglia dell'8% o a Palazzo Madama non ci entra. Insomma, difficile
contrattare scambi in una situazione così". L'auto avanza lenta nel
traffico di Roma, città splendida con le strade sottosopra, cantieri ovunque,
pulizia non sempre al massimo, sciami di homeless alla ricerca di tetto e cibo.
"Guardi la finestra al sesto piano di quell'albergo lì", dice Rutelli
indicando un hotel di lusso alla fine di via Veneto. "Sa cosa si vede
affacciandosi da lì? Prima di tutto vecchi materassi e poveri barboni sul
camminamento di Porta Pinciana. E le pare che si possano pagare 700 euro al
giorno per un panorama così?". Naturalmente per Rutelli non è come per
Veltroni, che ha tentato per quanto possibile di "coprire" il governo
Prodi in campagna elettorale: però è impossibile, in una città dove tante cose
non vanno, candidarsi a sindaco in totale continuità col predecessore.
"Walter ha fatto cose straordinarie per Roma. Soprattutto è riuscito a
tenere unita una città perennemente in bilico, dal fondo limaccioso, come
diceva Maurizio Ferrara. Ma certo i problemi ci sono: sicurezza, rispetto delle
leggi, traffico, pulizia... Io sarò un sindaco severo, non come a metà degli
Anni 90. Chi rompe paga, chi sporca pulisce: che si tratti di autobus o di
stazioni e muri... La musica deve cambiare". Il vicepremier è tutto calato
nella guerra del Campidoglio, e non mostra nostalgie per la politica nazionale.
Ma non vuol dire che non se ne interessi: "Veltroni ha fatto molto bene
finora. Però adesso basta con la gentilezza: come diciamo a Roma, è venuta
l'ora de mena'. Mi pare stia cominciando, speriamo continui, perché ce la
possiamo fare. Certo, se la vicenda Alitalia riporta in primo piano
Padoa-Schioppa e le liti tra i ministri, la vedo male. Già col
"tesoretto" Tps ci aveva creato guai per mesi, se ora continua con Alitalia... Ma lui è così: i conti e
basta. Ricordo che per ottenere il taglio dell'Ici quasi mi dovetti
incatenare". Ma insomma, questo è il passato: il futuro è il
Campidoglio, e l'impresa è vincere. Con una campagna coraggiosa ma anche
prudente... Come direbbe il suo predecessore.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
POLITICA. IERI IL
LEADER UDC IN CITTÀ Buttiglione dal vescovo Le imprese ai candidati "Un
ponte con Genova" Via Faà di Bruno bloccata da centinaia di simpatizzanti
ieri dinanzi alla sede dell'Udc per l'arrivo di Rocco Buttiglione, accolto dal
segretario provinciale Giovanni Barosini che è candidato alla Camera-Piemonte
2. Il presidente dell'Unione di centro ha detto che il Piemonte ha bisogno
"di un'altra giunta regionale che abbia una visione strategica del
territorio che può divenire il perno del sistema logistico europeo, se si avrà
il coraggio di realizzare la Tav invece di rinunciare di fronte a una violenza
che non si può tollerare". E per Alitalia "rovinata prima dalle
indecisioni del governo Berlusconi, poi dall'asta voluta da quello di Prodi,
occorre sapere che si potrà fare un passo avanti solo dopo aver portato i libri
in tribunale mentre è assurda la pantomina tra Silvio e Walter".
Prima di lasciare la città ha avuto un incontro col vescovo Giuseppe Versaldi.
In mattinata, il presidente dell'Api Giuseppe Garlando ha invece presentato a
un gruppo di candidati quello che le piccole e medie imprese -
( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La
compagnia francese conferma le sue condizioni per l'acquisto di Alitalia: 2.100
esuberi. Sindacati contrari ma disposti a trattare. Berlusconi continua il suo
spot aereo-elettorale: "I francesi ci umiliano, se vinciamo noi niente
vendita"PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il presidente Roth: investire in opere che restano "Expo, gli
scandali non ci danneggiano" Moratti e Formigoni:
siamo ottimisti Letizia Moratti e Roberto Formigoni difendono la posizione di
Milano nella corsa all'Expo: "Né il boicottaggio della mozzarella di
bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le nostre chances per
l'esposizione". ALLE PAGINE 6 e 7 Cremonesi, Giannattasio e Querzé.
( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Air France presenta
la sua proposta ultimativa: 2.120 esuberi, 37 aerei a terra, rilancio dal 2010.
Sindacati inferociti, ma lunedì la trattativa "comincia sul serio". E
sarà durissima, con la politica attenta a parlare solo di sé Francesco Piccioni
Si discuterà, ci si incazzerà moltissimo, ma la trattativa si fa fino in fondo.
Ogni esito è aperto, perché - come sintetizzava un lavoratore della
manutenzione alla fine dell'assemblea di Fiumicino - "a oggi, resta solo
Air France che può salvare Alitalia; ma a certe
condizioni, salvaguardando fin dove possibile i posti di lavoro". Il
"nuovo documento" promesso dai francesi alla fine è arrivato nella
notte. E già nelle prime ore della mattinata i sindacati potevano esprimere il
loro giudizio: "è uguale a quello vecchio". Anzi peggio, secondo
l'Anpac - il sindacato "professionale" dei piloti - perché prevede
qualche esubero in più delle attese, specie per loro. Otto sigle su nove (Cgil,
Cisl, Uil, Sdl, Anpav, Up, Ugl, Avia) ripetono perciò il giudizio di
"insufficienza" per le proposte di Air France. Ma ribadiscono anche
la volontà di proseguire la trattativa, consapevoli come sono che l'alternativa
è il fallimento della compagnia, il blocco delle attività e la volatilizzazione
degli stipendi per 18.000 lavoratori. Solo risate quando qualcuno accenna alla
possibilità di "cordate italiane"; alcuni sventolano la prima pagina
del manifesto di ieri, con il titolo "Air Bufala" (letto alla romana)
sopra la foto di Berlusconi. Gli unici a dichiararsi pronti a correre il
rischio del fallimento sono proprio i piloti dell'Anpac ("per noi il piano
Air France è un capitolo chiuso", spiegava il presidente, Fabio Berti). Ma
anche loro, lunedì alle 14, saranno a Magliana per confrontarsi direttamente
con Jean-Cyril Spinetta, il presidente di Af-Klm. Tra i dire e il fare... Ci
saranno anche i dipendenti, convocati per una manifestazione sotto gli uffici
della palazzina. Lo stato d'animo oscilla tra la rabbia, lo scoramento, la
presa d'atto. L'assemblea di Fiumicino ha mostrato una massa di persone che per
anni sono state abituate e vedere "ristrutturazioni" in cui sparivano
pezzi d'azienda; e in cui comunque quelli che restavano salvavano il posto.
Oggi potrebbe toccare a chiunque. Gli interventi più rabbiosi ottengono
applausi ("il sindacato confederale è stato favorevole alla divisione in
due dell'azienda", ricorda un iscritto alla Cub), ma poi ognuno cerca di
capire se c'è o no una via d'uscita. Un rappresentante dell'Sdl - l'ex Sult,
sindacato di base degli assistenti di volo e non solo - centra il problema:
"bisogna stare attenti al tentativo di dividere i lavoratori; non bisogna
cadere nell'errore di credere che ci sia una parte garantita, che così non si
mobilita con i sindacati, e una no; bisogna allargare il fronte della lotta,
facendoci vedere compatti tra Fiumicino, Magliana, Napoli". I
"garantiti" erano storicamente i piloti. L'Anpac può vantare decenni
di presenza direttamente nei vari cda di Alitalia. E'
vista - da molti di quelli che guadagnano poco - come
"corresponsabile" dello sfascio, insieme al management. Ora si chiedono
come mai questo "accanimento sulla categoria dei piloti che \ndr\] pagano
più di tutti". Giorni fa era uscito su tutti i giornali il dato per cui,
ad esempio la divisione Cargo, in perdita strutturale, ha in ruolo 135 piloti
ma solo 5 aerei. "Grasso" da tagliare in abbondanza, per chiunque si
affacci sui conti con l'animo del risanatore. Preoccupati - sul lato opposto -
anche gli operai della manutenzione e quelli dell'handling (gestione bagagli),
oggi in forza ad Az Service. Il piano prevede la loro reinternalizzazione in Alitalia propriamente detta, ma tramite un accordo tra la
compagnia e Fintecna (società statale) che porterà alla creazione di due nuove
società che dovranno tra l'altro gestire 500 esuberi da qui al 2010 e
altrettanti nelle fasi successive (tra cigs e mobilità, per avviarli alla
pensione). Un iter complesso, non facile da metabolizzare e, soprattutto,
condividere. Il vero bersaglio polemico, per tutti, è il governo. Quello
attuale - Tommaso Pada Schioppa in testa - per come ha gestito fin qui le
procedure di vendita (portando in definitiva i lavoratori a ritrovarsi soli,
all'ultimo minuto, davanti al "prendere o lasciare" posto dai francesi).
E tutti quelli precedenti per aver lasciato marcire un'azienda "in
attivo", di cui erano orgogliosi di far parte. Si va a trattare, dunque.
Sotto ricatto, con la faccia scura e l'intenzione di limitare al massimo i
danni. Il più grande sarebbe comunque il fallimento della compagnia
("blocco delle attività, aerei che restano a terra, lavoratori senza
stipendio"), ha sintetizzato Guglielmo Epifani. Ma anche tutti gli altri
protagonisti del confronto. Spinetta cerca di massimizzare il vantaggio che un
governo debole e un management incapace (in questi giorni sembra quasi che
abbia già abbandonato il campo) gli hanno regalato. Se ciò è vero, è possibile
che il margine per trattare sia un poco più ampio di quello fissato nel"
piano". Intanto il titolo precipita in borsa: finito
l'effetto-aggiottaggio infilato speculativamente da Berlusconi con le fantasie
su "cordate pronte", ieri è crollato del 35% (più meno quel che aveva
guadagnato nei giorni scorsi). Intanto tutta la classe politica, evidentemente
ancora poco soddisfatta dei danni che è riuscita a provocare alla compagnia di
bandiera, non smette di "esternare" a raffica sulla vicenda.
Impossibile dare conto della ridda di dichiarazioni contrastanti, che potremmo
al massimo riassumere tra una destra in cera di voti per "la svendita di
un asset nazionale" e un'ala "democratica" che inviata a non
"strumentalizzare una tragedia a fini elettorali". Incommentabile
ormai Berlusconi, che minaccia di far saltare anche l'eventuale accordo, visto
che si sente già presidente del consiglio. Nella Sinistra
arcobaleno ricompare a tratti anche la proposta della
"nazionalizzazione" (Alitalia è a tutti gli effetti una società ancora statale al 49,9%). Ma
nessuno riesce a non dare la sensazione di "parlare di Alitalia" per far parlare si sé;
senza alcuna idea praticabile per uscire dall'imbuto.
( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'opinione Un piano
industriale, non chiacchiere in cordata Tommaso De Berlanga Un piano duro, per
i lavoratori. Un piano che avrà un impatto negativo, sul breve termine, specie
per l'indotto. Ma un piano con una visione globale dell'industria del trasporto
aereo; nel mondo e nel nostro continente. E' del resto il minimo che si debba
avere per muoversi e sopravvivere inquesto mondo. E' quello che non sono mai
riusciti a produrre i vari manangement che negli ultimi 15 anni - con
l'eccezione della gestione Cempella - hanno lentamente affossato un gioiello
dell'industria italiana. Altamente redditivo, finché integralmente
"pubblico". E' quello che non potrebbe essere prodotto da nessuna
"cordata italiana" - nemmeno una, del tutto ipotetica, armata delle
migliori intenzioni - perché la normativa "Open skies" che entra da
stanotte in vigore ridurrà drasticamente il campo di gioco per chiunque si
affacci solo ora, e senza alleanze, su questo mercato. Un'Alitalia fallita e ricostruita - ma da
chi? - sarebbe costretta a partire da zero. Controcorrente. Il piano Air
France-Klm poggia con razionalità su tre hub continentali (Amsterdam, Roma,
Parigi), dovendo misurarsi "localmente" con la concorrenza di
Lufthansa e alleati, con grandi prospettive a Est. Alla scelta di
"prima fase" per Alitalia - l'inevitabile
concentrazione sulle rotte "a maggiore profittabilità" - si affianca
il supporto di un gruppo "leader sul mercato mondiale" e che ha
quindi tutto l'interesse (privatistico perché è un'azienda quotata in borsa;
"nazionale" perché lo stato francese non molla la sua quota di
controllo) al "rilancio" di un vettore che ha il vantaggio di operare
da sempre sul principale mercato turistico. La stessa disponibilità a investire
nell'ammodernamento della flotta - con l'occhio alla riduzione dei consumi di
carburante - sembra confermare che Air France intende comprare "per fare
industria", non per guadagnare sullo "spezzatino". Può sembrare
presuntuoso dare consigli a una compagnia vincente su un mercato difficile. Ma
uno ci sentiamo di regalarlo: tra gli "esuberi" inserisca - al
completo, senza eccezioni - tutto il management italiano. In modo da non
ricevere, neppure per sbaglio, quei "suggerimenti" operativi che
hanno fatto la sfortuna della compagnia, a lungo andare. In un piano molto
francese e razionale, infatti, sembra essere stato inserito a forza un
codicillo degno della peggiore furbizia italiota: "le organizzazioni
sindacali si impegnano a modificare gli accordi collettivi relativi alla
composizione degli equipaggi, degli spazi e dei tempi per il riposo a bordo del
personale navigante". Materia, anche in Francia, di discussione in sede di
rinnovo contrattuale. Ecco, di queste "contaminazioni suicide"
sarebbe bene che Air France facesse a meno. Da subito, se non vuole incartarsi
in "magheggi" che si sperano lontani dalla sua pratica di relazioni
industriali.
( da "Manifesto, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Questa notte entra
in vigore "Open skies": qualsiasi compagnia Ue potrà volare verso gli
Stati uniti. Prezzi giù, ma anche più inquinamento Alla mezzanotte e un minuto
scocca una nuova era per l'aviazione transatlantica, un'era di mercati aperti e
di grandi opportunità, dicono da Bruxelles, ma anche un'era che l'Alitalia rischia seriamente di vivere da spettatrice passiva
e perdente. A meno che non scelga Air France. Nella notte tra oggi e domani
parte Open Skies, l'operazione Cieli aperti, l'accordo che lancia una prima
liberalizzazione del traffico passeggeri e merci tra le due sponde
dell'Atlantico. I benefici stimati sono impressionanti: nei prossimi 5 anni,
assicura la Commissione europea, ci saranno 25 milioni di passeggeri in più, si
creeranno 80 mila nuovi posti di lavoro ripartiti tra Ue ed Usa e i consumatori
potranno risparmiare fino a 12 miliardi di euro. "Open Skies porterà
maggiore concorrenza e voli più economici", afferma il commissario ai
trasporti Jacques Barrot. Il tutto semplicemente permettendo a qualsiasi
compagnia aerea della Ue di volare da tutti gli aeroporti comunitari verso un
qualsiasi scalo statunitense. Fino a oggi solo le compagnie a stelle strisce
potevano andare dove volevano, grazie a una serie di accordi bilaterali tra
Washington e i 27 (a esclusione di Slovenia, Romania, Cipro e le Repubbliche
baltiche) molto favorevoli alle aerolinee Usa. Al tempo stesso solo 4 vettori -
British Airways, Virgin Atlantic, American Airlines e United Airlines -
potevano sfruttare la rotta London Heatrow-New York, la più redditizia al
mondo. "Questa è oggettivamente un'occasione persa per l'Alitalia, la compagnia arriva al momento cruciale in una
situazione di incertezza, senza un piano, mentre le altre aerolinee hanno già
sviluppato delle strategie", sottolinea Michele Cercone, portavoce di
Barrot. L'unico modo per risollevare la china e sfruttare comunque Open Skies
ha un nome, quello di Air France. "Con AirOne, Alitalia
non andrebbe lontano - spiega Adrienne Héritiere, ricercatrice dell'Istituto
Universitario Europeo di Firenze incaricata di presentare a maggio un rapporto
su Open Skies alla Commissione europea - sono due compagnie che non hanno la
struttura per competere nel mercato transoceanico. AirFrance-Klm offrono invece
una base più solida economicamente e commercialmente". Dalla Commissione
nessuno si può permettere di propendere per una cordata o per l'altra (sempre
che appaia), ma anche a Bruxelles, dietro le quinte, si fa il medesimo
ragionamento: se Alitalia vuole buttarsi sulla torta
di Open Skies è meglio che scelga i francesi. E lo faccia in fretta: non solo
per i suoi problemi di cassa, ma anche perché già sta ribollendo il mercato
delle alleanze, delle fusioni e delle compravendite di aerolinee. Il business è
tanto interessante che entro 3 o 4 anni anche Ryanair lancerà la sua filiale
low cost transatlantica, portando, dice ancora la Commissione, alla reale
"rottura dei prezzi". Open Skies mette fretta ad Alitalia
e potrebbe anche fornire un cuscino a Malpensa. "L'accordo - afferma
ancora Cercone - rappresenta un'occasione per gli aeroporti che hanno slot e
che servono mercati ad alto interesse economico", in sostanza l'identikit
dello scalo meneghino. "Indipendentemente dalla
presenza di Alitalia e di
AirFrance-Klm - dice Héritiere - l'aeroporto può vivere, con Open Skies è
diventato molto appetibile, tanto che 40 compagnie hanno chiesto di comprare
gli slot di Alitalia".
Ma i cieli aperti non sono tutti benefici. L'incremento dei collegamenti (già
da domani un 20% in più tra Londra e New York) farà crescere le emissioni.
Per questo Usa e Ue stanno lavorando per ridurre i tempi di attesa in volo e
per migliorare la qualità dei motori, ma i progressi dipenderanno in gran parte
dall'impegno della prossima amministrazione statunitense.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-29 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Parigi Cauto ottimismo a due giorni dal verdetto. Lunedì
arriva il premio Nobel Al Gore Moratti: "Malpensa e mozzarella non ci
danneggeranno per l'Expo" Il sindaco e Formigoni: abbiamo riportato il
Paese al centro del mondo Ieri sera la cena Food & Design organizzata da
Cracco e dalla Triennale al Grand Arche della Defence DAL NOSTRO INVIATO PARIGI
- Prima la difesa. Né il boicottaggio della mozzarella di
bufala, né la vicenda Alitalia con crisi Malpensa allegata danneggeranno le chances di Milano
per l'Expo. Poi l'attacco: "La Turchia chiede l'Expo per la Turchia, noi
la chiediamo per tutti i Paesi del mondo". A due giorni dal voto Expo 2015
arriva il pepe della competizione. Letizia Moratti e Roberto Formigoni
incontrano la stampa nel quartier generale di Casa Milano, l'Hotel Saint James
di Parigi, sede degli infiniti incontri bilaterali del sindaco con i 154
delegati del Bie. E' il momento di fare il punto, in quella che con ogni
probabilità sarà l'ultima conferenza stampa prima del voto. Guai a parlare di
pronostici ("Ce li teniamo in tasca – dice Formigoni – ma è una tasca che
accarezziamo "), ma l'ottimismo sembra di casa al Saint James. Piuttosto,
meglio parlare di quello che è stato fatto al di là del risultato dell'Expo. Le
conclusione le tira la Moratti: "Il primo grande risultato è che Milano, la
Lombardia e l'Italia sono di nuovo al centro della scena mondiale ". E per
sgomberare il campo da venticelli polemici ringrazia chi di dovere. I suoi
ragazzi, la Regione, la Camera di Commercio, Assolombarda, le grandi imprese
private. Manca qualcuno? Sicuramente, ma è solo un sapiente dosaggio della
suspense: "C'è stato un grande lavoro di squadra compiuto in questi mesi
dalle istituzioni locali con il governo nazionale. Esprimo un grande
ringraziamento al presidente Prodi che si è impegnato in questi mesi senza risparmiare
per portare avanti la candidatura della nostra città". A turbare il clima
idilliaco la notizia che arriva proprio da Parigi: la Francia blocca la vendita
della mozzarella di bufala campana (decisione rientrata dopo poche ore). Per
chi come Milano ha scelto il tema del cibo non è un bel segnale. "Il
nostro progetto è di tale portata – attacca la Moratti - che non è possibile
ridurlo ad una problematica contingente come quella della crisi della
mozzarella napoletana ". Stessa imperturbabilità per la vicenda Alitalia-Malpensa: "Se vinceremo l'Expo – attacca
Formigoni - , Malpensa per il 2015 non sarà un problema perché a quella data
sarà molto cresciuta rispetto ad ora". Chiosa la Moratti: "Malpensa
non è percepita dai Paesi con cui in questi mesi abbiamo avuto rapporti, come
un problema ". Poca cosa rispetto a quello che sta succedendo in Turchia
con la corte costituzionale pronta a mettere sotto accusa il partito islamico
moderato di maggioranza per attentato contro i principi laici dello Stato. Da
gran signori, la Moratti e Formigoni preferiscono glissare. Ma non glissano
invece sulla peculiarità dell'Expo milanese rispetto a quello di Smirne. Un
Expo di tutti, aperto a tutti, con progetti messi a disposizione di tutti, know
how, cooperazione, risorse per i paesi in via di sviluppo. Un Expo, come ama
dire il sindaco, che dura sette anni. O per dirla alla Formigoni "un'idea
vincente". Con impegni internazionali continui. Come il Festival
dell'Ambiente che si terrà a Milano il 5 giugno in occasione della giornata
mondiale dell'Ambiente, organizzato da Comune e Regione.Un tema su cui la
Moratti punta molto. Tanto che lunedì a dare una mano a Milano ci sarà il
premio Nobel per l'ambiente Al Gore, oltre a Jacques Attali. Ieri sera il
penultimo impegno mondano della campagna milanese. La cena Food & Design
organizzata da Cracco e dalla Triennale al Grand Arche della Defence. Con
l'arrivo a sorpresa di Red Ronnie che ha portato Dolcenera, Pietra Montecorvino
e un video inedito di Pavarotti che si conclude con il Nessun Dorma. Ma questo
è pacifico, soprattutto per lo staff della Moratti: da qui al verdetto di
lunedì saranno in pochi a chiudere occhio. Maurizio Giannattasio Sindaco
Tensione della vigilia a Parigi per Letizia Moratti.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il caso La squadra di Spinetta, il tavolo dei nove ROMA - C'è
sempre una donna alla destra di Jean-Cyril Spinetta quando il manager francese,
formatosi all'Ena, la scuola francese di pubblica amministrazione, siede al
tavolo della trattativa. Anche questo fa parte di un rituale che i sindacati
italiani, tutti più o meno affascinati dalla personalità di Spinetta, hanno
imparato a conoscere. La squadra dei francesi è assortita e composta di nove
tra i massimi dirigenti del gruppo. A parte c'è il direttore generale
Pierre-Henri Gourgeon che di solito però non apre bocca perché, secondo i
sindacati, parla solo francese, mentre il negoziato si svolge in inglese
(tradotto in cuffia per gli italiani). Centrale è il ruolo di Jean FranÇois
Colin, capo del personale, sempre pronto a fornire al capo suggerimenti
scribacchiati su un foglio. La controparte italiana gli ha dato un soprannome:
James Cagney, per la somiglianza con l'attore americano che negli anni '
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5
categoria: BREVI Alitalia La vendita 148 Milioni di euro:
sono entrati nelle casse di Alitalia ieri grazie
alla cessione del 2% di Air France-Klm e a un credito d'imposta. Si aggiungono
ai 180 milioni che risultano in cassa a fine febbraio.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La Lega Calderoli: anch'io ho un imprenditore... ROMA -
"Parlavo delle spalle, e di sicuro ce le hanno grosse. Solo che le agenzie
di stampa m'hanno frainteso" assicura il senatore leghista Roberto
Calderoli. "Però certo - aggiunge - una "s" fa poca differenza e
questo imprenditore che mi ha detto di esser pronto a impegnarsi, ha pure
quelle. E servono sa?". Per prendere Alitalia oggi ci vuole coraggio, ma ce
ne vuole di più, secondo Calderoli, per sfidare un governo "che vede solo
l'Air France". Peccato, "perché l'Alitalia agli imprenditori del Nord interessa, eccome. Questo gruppo,
pronto a entrare nella cordata Berlusconi, pensa di fare un investimento, mica
beneficenza. Ha ragione Bossi: gli imprenditori - aggiunge - non si
avvicinano se non ci sono margini di profitto". Peccato che Bossi confessi
"forti dubbi" sulla cordata padana. "Veramente Bossi si augura
che ce la facciano e dice che solo Berlusconi può fare questo miracolo".
Anche se, per il senatur, sarebbe meglio la Lufthansa. "Può darsi. Hanno
ritenuto troppo rischioso l'investimento. Però - aggiunge subito Calderoli -
allora si parlava di un grosso sforzo". Mentre oggi Alitalia
si compra con due lire. "Meno. Spendono 138 milioni di euro e ne incassano
370. La terra a Fiumicino ne vale 300, il 2% di Air France-Klm posseduto da Alitalia ne vale 70. Il conto è fatto". Aerei e rotte
omaggio. Va bene che le azioni Air France le hanno vendute ieri, ma sempre
"meglio la cordata italiana. E attenzione" conclude Calderoli
"la cosa non esclude affatto la Lufthansa". M. Sen. Roberto
Calderoli.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria:
BREVI Esuberi Il piano presentato da Jean-Cyril Spinetta
per Alitalia prevede un
totale di esuberi per 2.120 addetti Piloti I tagli previsti sono 507 di cui 213
uscite nel 2010, 117 pensionabili dal 2011 al 2014 e 177 da cassintegrare e poi
ricollocare Assistenti di volo Gli esuberi sono 594, tutti con uscita
previdenziale tra il 2010 e il 2014 Personale di terra I tagli sono 398,
250 dei quali raggiungeranno l'età del ritiro nei prossimi 7 anni e 148 da
riqualificare All'estero Sono previsti 121 esuberi Az Servizi I tagli previsti
sono 500 di cui 280 pensionabili tra il 2010 e il 2014.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: dirò no ad Air France, dopo il voto appello per la
cordata I sindacati respingono il piano esuberi: ma avanti con la trattativa
Jean-Cyril Spinetta: "Non posso andare oltre senza mettere in discussione
il fondamento della proposta" ROMA - I sindacati di Alitalia bocciano senza mezzi termini la
proposta di accordo-quadro di Air France-Klm, ma tutti e nove dicono
"sì" alla trattativa che partirà lunedì pomeriggio. Segno che
ritengono di avere margini per trattare, o almeno ci sperano. La prospettiva
non è rosea, visto che nella lettera di accompagnamento al documento
"altamente confidenziale " inviata via email, il presidente di
Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, ha specificato: "Non posso andare
oltre (le proposte fatte nell'ultima riunione, ndr) senza rimettere in
discussione le fondamenta stesse del mio progetto". A agevolare il confronto
ci ha pensato l'amministratore delegato, Maurizio Prato, che ieri ha riunito il
cda per valutare "un eventuale contenuto slittamento del termine del 31
marzo, qualora si prospettasse utile per la definizione di un accordo con le
parti sociali". Un esame che ha tenuto conto di due novità: il pagamento a
Alitalia entro lunedì prossimo di un credito d'imposta
Irpeg per 69 milioni e l'incasso, pari a 79 milioni, della vendita, avvenuta
ieri, della quota del 2% di Air France-Klm. Il consiglio ha così deciso di
"attendere l'esito del confronto prima di assumere determinazioni"
sulle prospettive della società. I 148 milioni piovuti nelle casse della
compagnia vanno a incrementare i 180 milioni che c'erano al 29 febbraio, quando
l'indebitamento ammontava a 1.368 milioni (+6,9%). Dati comunicati ieri dalla
compagnia alla Consob, in una giornata in cui il titolo ha perso il 37%.
Intanto Silvio Berlusconi ha rilanciato definendo "irricevibili e
offensive le condizioni poste da Air France. "Il nostro governo - ha detto
- non vorrà concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto
prima del 13 aprile e quando saremo al governo lanceremo un appello a tutti gli
imprenditori italiani". Prima di fare emergere la cordata però,
"occorre che si chiuda negativamente la trattativa con Air France, come io
immagino e spero". Da Intesa-Sanpaolo, partner di AirOne, ieri è giunto
però un segnale negativo: "Noi non ci siamo - ha detto il presidente del
consiglio di Gestione, Enrico Salza - Non è cambiato nulla". Dal documento
inviato dai francesi emergono 2.120 esuberi. Le novità riguardano i servizi:
1.881 lavoratori dell'handling rientreranno in una nuova società; una seconda
società al 100% di Alitalia riaccoglierà 1.810
lavoratori della manutenzione. Quanto al volo, tutto il personale Az Express
sarà trasferito a Milano Malpensa. Ieri si sono tenute assemblee dei lavoratori
di terra che da lunedì metteranno a ferro e fuoco la sede della Magliana.
Antonella Baccaro La cassa Cessione lampo della quota Air France e credito
d'imposta: in cassa arrivano 148 milioni \\ Il progetto non esclude affatto i
tedeschi di Lufthansa. Bossi si augura che ci si riesca e dice che solo il
Cavaliere può fare questo miracolo Jean-Cyril Spinetta, presidente Air
France-Klm.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num: - pag: 1 autore: di
DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE IL FUTURO DI CGIL-CISL-UIL LA PIGRIZIA
SINDACALE L e imprese, le banche e la politica. Con tempi e modalità differenti
tra loro, tutte e tre hanno avviato una profonda riorganizzazione della propria
offerta. Le aziende per saltare i rischi dell'euro forte e restare competitive
nel mercato globale, le banche per creare la massa critica necessaria a reggere
l'urto della concorrenza straniera e, infine, la politica per ridurre la
frammentazione e proporsi all'utenza con nuovo piglio. Chi invece non ha
sentito e non sente la necessità di riorganizzare proposta e modus operandi è
il sindacato. Cgil, Cisl e Uil appaiono malinconicamente fedeli ai propri riti
e non riescono a comunicare nemmeno con chi considera ancora decisiva la
rappresentanza del lavoro nelle moderne società poliarchiche. Il risultato è un
patetico gridare al lupo, i leader sindacali sono costretti ad alzare i toni
per farsi ascoltare ma per questa via creano ulteriori condizioni di distacco
con l'opinione pubblica che finisce per identificarli come forze della
conservazione. In più di un'occasione la capacità di autocritica si sarebbe
rivelata, invece, uno strumento molto efficace di dialogo e creazione di
consenso. Il caso Alitalia lo dimostra: i capi sindacali grandi e piccoli hanno usato con
troppa parsimonia la loro conoscenza degli avvenimenti e hanno preferito
indulgere nell'elenco dei peccati altrui, senza mai inserire una nota a margine
sui propri. Tutto ciò non induce all'ottimismo alla vigilia del voto e in
prossimità dell'inizio di una stagione politica, se non nuova, almeno
differente. E' facile pensare che assisteremo alla replica di vecchi copioni. La
Cisl potrà coltivare l'idea di primeggiare ricercando la partnership di un
nuovo governo di centrodestra, la Cgil si acconcerà all'ennesima traversata di
un deserto che a quel punto diverrebbe il suo quartier generale permanente. Ciò
che continuerà a mancare sarà il varo di un'offerta sindacale di nuovo conio,
dotata di un'autonoma piattaforma rivendicativa e di una originale visione del
moderno. E' vero che alcuni tra i più quotati segretari confederali si sono
candidati nelle liste del Pd ma la vox populi attribuisce questa scelta più al
perfezionamento di legittimi percorsi di carriera che a uno schietto confronto
di culture politiche tra la dirigenza di Cgil-Cisl- Uil e la discontinuità
veltroniana. A far apparire ancora più statica e pigra l'evoluzione
dell'offerta sindacale è lo stesso mutamento della domanda. Attenzione a
pensare che la società italiana per quanto bloccata non faccia registrare salti
di orientamento, alcuni dei quali possono avere effetti sulla politica anche a
breve. Come testimoniano le ricerche demoscopiche più attente e le cronache dai
luoghi di culto della tradizione sindacale (Mirafiori), tra il centrodestra e
le tute blu si è aperto un nuovo canale di comunicazione. Ci si iscrive al
sindacato per i servizi e la dichiarazione dei redditi ma cresce nel frattempo
il consenso verso i partiti moderati (parole di Giorgio Airaudo, Fiom di
Torino), vuoi per la capacità di questi ultimi di sviluppare una cultura del
territorio vuoi per i riflessi di un populismo fai-da-te che accomuna destra
protezionista e sinistra radicale. Il rosso non è più il colore della passione
operaia perché appare antico e svogliato, sa di muffa. CONTINUA A PAGINA 44.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num:
- pag: 1 autore: di MARIA LUISA AGNESE Noi e i francesi Da Mazarino a Carlà Odi
e amori L a Francia che dichiara guerra alle italiche mozzarelle, anche se poi
si pente e in qualche modo smentisce l'embargo. L'Air France che vuole
conquistare l'Alitalia.
CONTINUA A PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-29 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere all'attacco: ci offendono, se vado
al governo non vendo a loro Berlusconi: fermerò Air France Il piano della
compagnia per Alitalia:
2.100 esuberi ROMA - "Offensiva" per Berlusconi la proposta Air
France per Alitalia:
"Se governerò, dirò no". A PAGINA 5 Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-29 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Pd Con Emma Bonino l'accordo con i radicali e presenta l'ultimo
sondaggio di Piepoli Rutelli punta al 51 per cento Difende Fiumicino, attacca
Bossi "La mia nuova stagione da sindaco, se sarò eletto, sarà nuova perchè
sarò molto più severo: sarò un sindaco tosto". A Unomattina Francesco
Rutelli sorride: è, questo venerdì, giorno nel quale Piepoli conferma dati
positivi dei sondaggi, con l'approdo alla soglia del cinquanta per cento al
primo turno, è giorno nel quale viene presentata l'alleanza coi Radicali
"Roma è città libera" - nel quale si può ipotizzare di foderare il
Gazometro col fotovoltaico per ottenere energia pulita e risparmiare, e si può
anche, in questo venerdì, spedire frecciate neanche troppo velate a Bossi, che
poi, inevitabilmente, finiscono per colpire Alemanno. "Roma deve diventare
una città più moderna che guarda al futuro e che vede nella tecnologia uno
strumento per migliorare la vita quotidiana. Intendo realizzare lungo i
muraglioni del Tevere dei grandi pannelli fotovoltaici". Ed è a questo
punto che Rutelli annuncia di voler "foderare il gazometro con la
pellicola del fotovoltaico. Perché può permettere di dare l'energia che serve
per l'intero sistema del Comune di Roma, del Campidoglio". Capitolo a parte meritano la questione Alitalia e, ovviamente, Umberto Bossi: "Lui può parlare di tutto, ma
oltre che sparare ogni giorno contro Roma gli consiglierei di verificare tutti
gli errori fatti dalla destra su Alitalia e contro Malpensa". Perentoria la difesa di Fiumicino:
"Sulla questione Alitalia vanno garantiti gli interessi del Paese. Penso a
Fiumicino e a Malpensa, che è piattaforma importante; al trasporto cargo e al
settore della manutenzione rispetto al quale Fiumicino deve rimanere centro
fondamentale anche a livello Mediterraneo, dove possano venire compagnie aeree
da molte parti del mondo". Dopo la tv, Rutelli presenta l'accordo coi
Radicali: "So che abbiamo avuto divergenze. Non è un mistero soprattutto
rispetto a una preoccupazione che giudico eccessiva sul pericolo di
un'invadenza clericale. Roma è una città libera e voi siete parte di questa
libertà e la eserciterete: i radicali fanno parte della storia di Roma".
Foto con Emma Bonino sorridente e poi via a leggere i risultati del sondaggio
diffuso da Nicola Piepoli. "Secondo i nostri studi il candidato del
centrosinistra Francesco Rutelli - dice lo stesso Piepoli - è a un pelo dal
vincere al primo turno la corsa per la carica di sindaco di Roma. Rispetto alle
rilevazioni delle scorse settimane, la tendenza è rimasta sostanzialmente
inalterata, con Rutelli che per un soffio non riuscirebbe a vincere già al
primo turno. Ad oggi si può dire che c'è il 50 per cento di probabilità che
Francesco Rutelli vinca al primo turno". Se sarà eletto, Rutelli promette
"ossessione " per le "cose apparentemente piccole" e in
particolare per "la sicurezza e il rispetto delle regole" da
affrontare con una "una cura ossessiva che è fatta di riorganizzazione. Se
sarò eletto continuerò ad andare in strada a verificare le segnalazioni dei
cittadini, lo farò quotidianamente ". La sua speranza, è di cominciare il
15 aprile. Al. Cap. Presente ieri sera all'asta per finanziare il comitato
Rutelli anche Paolo Cuccia In fiore, dell'artista Lithian Ricci, è stata
battuta da Rutelli per seimila euro Tra i presenti anche personaggi del mondo
dello spettacolo come Simona Marchini Banditore "ll nuovo sindaco di Roma
inviterà il Dalai Lama". Così il candidato sindaco del Pd, Francesco
Rutelli ( a destra, all'asta per finanziare la campagna elettorale, foto Jpeg).
Il candidato del centrodestra Alemanno ( nell'altra foto) ha iniziato il
monitoraggio dell'aria di Roma.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-03-29 num: -
pag: 40 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Indici
piatti, rally di Lottomatica Mibtel in progresso dello 0,06% e S&P-Mib dello
0,09%: la settimana a Piazza Affari si chiude praticamente senza variazioni. Ma
c'è chi si stacca nettamente dalla media. A partire da Alitalia (che si appresta a lasciare
l'S&P-Mib: da lunedì sarà sostituito da Geox): il titolo non è riuscito a
fare prezzo in apertura, poi ha subìto ripetute sospensioni per eccesso di
ribasso e infine ha segnato in chiusura un crollo del prezzo di riferimento
pari al 37,19%. Sempre nell'ambito dei segni negativi spicca poi il calo
di A2A (-2,88%), superiore al recupero della vigilia. Il mercato ha ritenuto in
questo caso non soddisfacenti i conti di fine anno e le prospettive del piano
industriale presentato giovedì. Di natura tecnica, invece, i ribassi di Telecom
Italia (-2,15%) e Impregilo (-2,03%): entrambi i titoli, reduci da rialzi,
hanno subìto l'impatto delle vendite di beneficio. La lista dei titoli migliori
dell'S&P-Mib si apre invece con Lottomatica, il cui prezzo di riferimento è
rimbalzato del 6,9%. Diverse le spiegazioni degli operatori: dalle ricoperture
all'ipotesi di una possibile riapertura della gara per l'assegnazione delle
Lotterie della Pennsylvania, alla quale è interessata la controllata
statunitense GTech. L'attesa per i conti di fine anno e il giudizio positivo di
Dresdner Kleinwort hanno inoltre messo le ali al Banco Popolare (+4,68% dopo
alcune sospensioni al rialzo). Significativi, infine, i progressi di Fiat
(+3,42%) e Fastweb (+3,15%), mentre fra i titoli minori spiccano i rialzi a due
cifre di Snia (+23,73%), Omnia Network (+18,97%), Class Editori (+13,58%), Cdc
(+10,85%) e il recupero di Poltrona Frau (+6,64%) dopo gli ottimi risultati di
bilancio. Banco Popolare Corre sull'attesa dei conti e grazie al giudizio
positivo di Dresdner Kleinwort.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Sette giorni Il capo della Lega e gli scenari del dopo 14 aprile E
Casini lodò Umberto: solo lui capisce SEGUE DALLA PRIMA Bossi ha inviato un
segnale a Casini, prospettando "un nuovo accordo e un nuovo rapporto"
con l'Udc in caso di pareggio. Quel segnale il leader dei centristi l'ha
ricevuto, e riconosce al Senatùr di essere "un vero animale politico, uno
che ha testa, uno che si dimostra più furbo di Fini, e che ha capito l'errore
commesso da Berlusconi ". Oltre non può né vuole andare, "farei
harakiri se solo ipotizzassi un ritorno all'alleanza con il Cavaliere".
D'altronde, all'indomani del divorzio, nessuno gli dava credito, nessuno
scommetteva sulla sua sopravvivenza. Oggi invece il suo posizionamento al
centro è redditizio, perché - nonostante l'emorragia di dirigenti passati nel
Pdl - i sondaggi gli attestano numeri lusinghieri, e da alcuni studi emerge un
ricambio di elettori per il suo partito, misurato "tra il 20 e il
30%": "è la prova di come stiamo drenando al Pd quei voti che un
tempo erano della Margherita". Ecco perché Casini fa mostra di scartare
l'opzione bossiana, e per allontanare da sé ogni sospetto, ha in programma di
attaccare "a testa bassa quel furbacchione di Umberto". Però con i
fedelissimi ha analizzato la sortita del leader leghista: "Dà l'idea che
anche lui colga i limiti dell'operazione Pdl". è in prospettiva che quel
messaggio va interpretato. E se davvero le urne consegnassero un pareggio,
Bossi e Casini avrebbero interessi convergenti: entrambi sono contro l'inciucio
tra Berlusconi e Veltroni, entrambi ritengono che l'inciucio non ci sarà, ed
entrambi vorrebbero capitalizzare la loro forza. A partire dalle riforme, visto
che il Senatùr vorrà vigilare dalla poltrona del ministero, e visto che il
segretario dell'Udc Cesa continua a sottolineare "l'asse di ferro stretto
con la Lega per una legge elettorale proporzionale". Si vedrà. Per i
centristi dipenderà dall'esito del voto, da come il voto si tramuterà in seggi,
dai seggi che eventualmente riusciranno a conquistare al Senato... "è un
investimento sul futuro", spiega Casini, che aspetta di conoscere il
responso delle urne per capire "se il Pd è un partito davvero solido o se
è a rischio smottamento dopo le elezioni, magari per un brutto risultato
". Insomma, al momento sono troppe le variabili, ed è impossibile poterle
calcolare tutte. Ma ieri l'ex presidente della Camera ha di fatto risposto al
segnale di Bossi: la proposta di un "governo dei migliori" per la
prossima legislatura, era un segnale criptato, un modo per dire che in caso di
pareggio si potrebbe arrivare a un'intesa, ma senza il Cavaliere a palazzo
Chigi. "Piuttosto Gianni Letta ". Ognuno in questa fase marca il
proprio territorio e manda messaggi per posizionarsi. Il fatto che Bossi abbia
aperto all'Udc non è questione di poco conto, "è un atteggiamento molto
serio e consapevole ", commenta Cesa: "è il realismo politico di chi
conosce i dati". I dati raccontano che la partita di palazzo Madama è
tutt'ora aperta, "e credo - prosegue Casini - che anche Berlusconi abbia
capito il grosso errore compiuto con noi. Quando si appella al voto disgiunto e
chiede ai nostri elettori di votare per lui al Senato, dà una dimostrazione di
debolezza". Lo aveva previsto Bossi, che ai tempi della rottura chiamò il
leader centrista esortandolo a non fare "una stupidaggine": "è
una stupidaggine, Pier". "Non parlare con me, rivolgiti a qualcun
altro". E il Senatùr lo fece: "Saranno pure i soliti democristianoni,
Silvio, ma sono sempre restati nel centrodestra. E con loro si vince
facile". In quei giorni le provò tutte. Cesa ricorda "le telefonate
di Calderoli, che da Bossi aveva ricevuto il mandato di trovare assolutamente
una soluzione, un compromesso". Niente da fare. " Primum vivere
", divenne il motto di Casini, che lo sussurrò all'orecchio di un
dirigente del Pd: "L'importante è arrivare in Parlamento, e noi ci
arriveremo. Poi cambierà tutto". Qualcosa sta già cambiando, e il segnale
di Bossi rivela anche una fase di forte attrito con il Cavaliere. Il capo leghista chiede garanzie, vuole anzitempo prenotare i
posti nel governo. Una marcatura così asfissiante che nei giorni scorsi
Berlusconi è andato in escandescenze. Ma finché "Silvio " non cederà,
"l'Umberto" gli farà il controcanto: su Alitalia, sul duello tv, e anche su Casini... Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Eventi - data: 2008-03-29 num: - pag: 50 autore: di
MASSIMO MUCCHETTI categoria: ALTRI OGGETTI La sfida dello
Stato azionista I l centenario di Fincantieri offre un tonico allo Stato
imprenditore prostrato dal tracollo di Alitalia. Nel trasporto aereo, perderemo la compagnia di bandiera, senza
vedere al suo posto un vettore privato di rilievo internazionale. Nella
cantieristica, invece, il colosso pubblico è primo al mondo, e dietro crescono
i produttori privati di superyacht. Ma nel suo nuovo secolo Fincantieri
dovrà cambiare. Il settore si va concentrando. I coreani sono entrati nel
rivale norvegese Aker Yard, che potrebbe ancora diventare preda di Fincantieri
se questa potesse attingere al mercato dei capitali. Ma per vincere la nuova
scommessa lo Stato deve trasformarsi da imprenditore in azionista, che sa
diluire la propria partecipazione sull'altare dello sviluppo.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-29 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Mozzarelle, sì dell'Ue La Ue ha dato il
via libera all'importazione di mozzarelle italiane nei Paesi dell'Unione:
l'Italia sta facendo controlli adeguati. E anche la Francia riapre le
frontiere. Alitalia, proposta
francese Nuova proposta di Air France-Klm per Alitalia: confermati i 2.100 esuberi. Spinetta: non posso fare di più.
Berlusconi: con me al governo, niente Air France. De Gennaro e il G8 Richiesta
di rinvio a giudizio per l'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro nell'ambito
dell'inchiesta Diaz per i fatti del G8 di Genova nel 2001. E' accusato
di istigazione alla falsa testimonianza. Focus Il crollo della Bear Stearns
Ricostruita la notte che ha sconvolto il capitalismo, tra il 13 e il 14 marzo,
con il crollo e il salvataggio della banca d'investimenti Usa Bear Stearns da
parte della JpMorgan. Con l'aiuto della Fed. Politica Bossi: Silvio duelli con
Walter Silvio Berlusconi "non dovrebbe rifiutare il confronto televisivo
con Veltroni, perché in un faccia a faccia vincerebbe a mani basse", dice
al Corriere Umberto Bossi. Esteri Cuba, da RaÚl sì ai cellulari Ancora una
mossa liberalizzatrice di RaÚl Castro a Cuba. Il nuovo presidente, successore
del fratello Fidel, ha autorizzato i cubani a possedere telefoni cellulari.
Cronache Morto il ciclista Fois L'ex ciclista Valentino Fois, 34 anni, è stato
trovato morto nella sua abitazione in provincia di Bergamo. L'ex corridore, per
un certo tempo gregario di Marco Pantani, era stato coinvolto in passato in
un'inchiesta sul doping. Nuoro, uccisa dall'asfissia * Con "Style
Magazine" e 3,50; con "Corriere Enigmistica" e 2,80; con
"Foto:box" e 8,40; con "Storie della Bibbia" e 9,40; con
"La grande dinastia dei Paperi" e 9,40; con "Geronimo Stilton
English!" e 10,40; con "L'Europeo" e 9,40; con "Dizionario
enciclopedico della Cucina italiana" e 14,40; con "Il grande cinema
di Alberto Sordi" e 11,49; con "Gli itinerari di Dove" e 9,49;
solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e
Hinterland" e 14,40; con "Il Diritto" e 16,40; con "Storia
della civiltà europea" e 14,40. Dina Dore, la donna di 37 anni trovata nel
bagagliaio della sua auto a Gavoi, forse dopo un tentativo di sequestro, è
morta per asfissia provocata dal nastro adesivo con cui era stata imbavagliata.
E spunta un testimone: ha visto un uomo con un passamontagna allontanarsi dalla
casa del delitto. Scienze Le nuove batterie Saranno ad acqua, zucchero o
metanolo le batterie del futuro che alimenteranno pc portatili, telefoni
cellulari e lettori digitali. Attualmente in collaudo, se funzioneranno
dureranno di più rispettando l'ambiente. Economia Crisi, ecco il piano Draghi
Vertice in Bankitalia del Financial Stability Forum presieduto dal Governatore
Draghi: oggi le direttive per ridare fiducia e stabilità ai mercati scossi
dalla crisi dei mutui. Cultura La Madonna del cardellino Sta per finire il
restauro della Madonna del cardellino di Raffaello, che manca dagli Uffizi da
oltre 10 anni. Ma il quadro potrebbe subito partire per Roma per un'esposizione
al Quirinale. E Firenze è in allarme. Spettacoli Il cavaliere oscuro Uscirà in
Usa il 18 luglio e in Italia cinque giorni dopo Il cavaliere oscuro, il film di
Christopher Nolan che rivisita il mito di Batman e soprattutto del suo
arcinemico, Joker, interpretato da Heath Ledger, che personifica il male
assoluto. Sport Scontro Spalletti-Rossi Scontro tra l'allenatore della Lazio
Delio Rossi e quello della Roma Luciano Spalletti. I biancocelesti ospitano
l'Inter, inseguita dai giallorossi. Sospetti e veleni.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-29 num: - pag: 45
categoria: BREVI SALVATAGGI STATALI L'utilità Caro Romano, nel 1984 fui alle
dipendenze di un gruppo industriale sull'orlo del fallimento con circa 25.000
dipendenti. Si parlò di cordate di imprenditori italiani, mai emerse, per il
possibile salvataggio. I politici locali erano troppo deboli. Sicuramente se
l'azienda fosse stata di Roma, la situazione sarebbe stata diversa. I sindacati
del posto fecero quello che poterono. Allora comparve un gruppo estero che lo
acquisì a un prezzo irrisorio. Chiese una moratoria ai fornitori, ridusse i
dipendenti di alcune migliaia e in pochi anni l'azienda pagò i debiti e passò
in attivo. Il nuovo amministratore delegato fece presente a dirigenti e a
quadri che la conta del personale non doveva partire da 25.000, ma da zero,
poiché l'azienda sarebbe fallita senza l'intervento dello straniero. Tutta
l'operazione non costò niente allo Stato. Pagarono i dipendenti licenziati, che
in parte furono nel tempo assorbiti da altre aziende locali. Alitalia
invece oltre a essere mal gestita, ha al suo interno 9 sindacati
corresponsabili del disastro, mentre nel caso che riferisco, i sindacati non
furono colpevoli. Per fortuna siamo in Europa e lo Stato non può elargire altro
denaro pubblico, come troppe volte ha fatto in passato. Gianni Lorenzon
giannilorenzon@yahoo.it Il caso di Alitalia è certamente più complesso di
quello dell'azienda in cui lei ha lavorato. Ma la sua esperienza dovrebbe spingere
a qualche riflessione i sindacati di Alitalia e coloro che ancora credono nell'utilità dei salvataggi statali,
più o meno larvati. CASI DI OMONIMIA Gli inconvenienti Caro Romano,
portando un nome assai diffuso inciampo ogni tanto in qualche caso di omonimia.
A Beirut, durante la guerra civile, il mio cognome mi ha aiutato, perché le
vetture di Maranello le conoscevano tutti. Però, avendo una certa visibilità
come giornalista del Corriere da quasi 35 anni, ho letto con sorpresa il 21
marzo, a proposito dei conti italiani a Vaduz, che "c'è un Antonio Ferrari
che ha depositato 7,3 milioni di euro". Ci sarebbe da ridere, magari
scivolando goliardicamente in un "magari fossi io!". Tuttavia, la
sola idea che qualche lettore possa equivocare e porsi la domanda mi ha spinto
a scriverle per dire che Vaduz sarà pure una località esotica, ma i suoi conti
bancari non rientrano nella mia filosofia di vita. Antonio Ferrari
aferrari@corriere.it Sono i guai delle omonimie. Quando chiesi il passaporto
per il mio primo viaggio all'estero nel 1948, la Questura mi rispose che
esisteva a mio carico un procedimento per rapina a mano armata. Dovetti andare
a Palazzo di Giustizia dove il giudice istruttore, dopo avere controllato i
dati anagrafici, mi mandò assolto. E io partii felicemente per Parigi. IN
CAMPANIA Monitoraggio diossina Come cittadino della Regione Campania chiedo che
venga avviata una campagna di monitoraggio della presenza di diossina nel
sangue dei residenti. Ovviamente su base volontaria. Come mai i politici così
preoccupati a promettere mari e monti non ne stanno parlando? Forse è un
argomento scomodo? Vincenzo Melodia Portici (Na) FAMILIARI DI IMMIGRATI
L'assegno sociale Una recente disposizione dell'Inps permette anche ai
familiari degli immigrati stranieri che lavorano in Italia di percepire
l'assegno sociale, che corrisponde a circa 550 euro mensili. Questa gente,
senza avere mai versato un soldo di contributi, prende una pensione ben più
alta di quella che percepirò io nel 2035 con 33 anni di contributi, visto che
lo stesso Istituto Previdenziale stima un assegno pari al 35% dell'ultimo
stipendio per coloro che si porranno a riposo dal 2030! Stefano Vizioli
ste_viz@yahoo.it SPOT IN TV Volume troppo alto La molesta pratica da parte
delle emittenti televisive di alzare il volume al momento della messa in onda
degli spot meriterebbe di venire punita da parte dei telespettatori con il
boicottaggio dei prodotti pubblicizzati. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi)
NELLA SCUOLA Il successo formativo In attesa che le forze politiche in campagna
elettorale affrontino i temi della scuola da insegnante avanzo una proposta
semplice e concreta, che va alle origini dell'ignoranza in cui si dibattono i
nostri studenti: si bandisca lo slogan rovinoso del "diritto al successo
formativo", che ha l'unico effetto di deresponsabilizzare studenti e
famiglie, facendo credere che lo studio e l'impegno non servano e alimentando
aspettative illusorie. Sarebbe un grande passo nella direzione giusta. Sergio
Rossetti sergio.rossetti.65@alice.it AL TELEFONO Offerte indesiderate Come può
difendersi il cittadino dalla insistenza dei call center che in tutte le ore
del giorno, anche durante il pranzo e la cena, tormentano (purtroppo è questo
il termine da usare) con l'offerta di servizi telefonici non richiesti e
vantaggiose offerte di prodotti alimentari, soprattutto cassette di vini?
Giuseppe Quatriglio Palermo IN VACANZA A LOANO Fare la spesa Sono stata in
vacanza a Loano (Liguria) durante le feste pasquali: la prossima volta andrò
con la spesa già fatta a Milano. Angela Bozzani angela.bozzani@
karmadisplay.com ITALIA E GIAPPONE Prezzi a confronto Rientrato da un viaggio
in Giappone, ho acquistato una bottiglia di Fanta in plastica all'areoporto
Kansai di Osaka per 150 yen, il corrispettivo di circa 1 e al cambio attuale.
12 ore più tardi a Malpensa, la stessa Fanta uguale confezione e volume, iper
la somma di 2,70 e. Geograficamente siamo indietro di 8 ore, ma i nostri prezzi
sono quasi tre volte avanti. Domenico Piccolboni Napoli.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Piano anti-crisi Sea rilancia: cargo full time
MALPENSA - A poche ore dalla smobilitazione annunciata da Alitalia (180 voli in meno al giorno),
Malpensa prova a reagire alla crisi che la accompagnerà almeno per un paio
d'anni. Ieri Sea ha annunciato che dal primo aprile l'attività doganale nella
Cargo City dello scalo sarà garantita 24 ore al giorno per 7 giorni. In
pratica le merci potranno passare in ogni istante tutte le operazioni doganali.
"Malpensa è il primo scalo italiano a offrire questo servizio - dice la
società di gestione dell'aeroporto - fornendo un'operatività che oggi vantano
solo Francoforte, Parigi, Amsterdam, Monaco e Vienna". Dal mese prossimo
altre due compagnie cargo (China Cargo e Jett Singapore) cominceranno a volare
su Malpensa. Nel settore passeggeri, invece, Meridiana ed Eurofly inaugureranno
a maggio voli da Malpensa per Dakar, Kiev e per il Cairo.
( da "Corriere della Sera" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-03-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Busto Arsizio Con la crisi Alitalia aumentano i lavoratori che
tentano di ottenere il contratto a tempo indeterminato In Tribunale la roulette
dei precari Malpensa, le cause degli stagionali. Due giudici del lavoro,
sentenze spesso opposte La Sea annuncia nuovi "tagli": a casa 400
dipendenti stagionali. Altri 300 andranno in pensione anticipata DAL
NOSTRO INVIATO BUSTO ARSIZIO - La roulette dei precari di Malpensa si gioca al
secondo piano del palazzo di giustizia di Busto Arsizio, negli uffici della
sezione lavoro. Qui da mesi stanno approdando cause avviate da "stagionali
" dell'aeroporto che, visto il vento di crisi e vista l'impossibilità per
loro di avere ammortizzatori sociali, tentano la strada della causa per ottenere
il contratto a tempo indeterminato. Ma, in presenza di casi sostanzialmente
analoghi, l'orientamento dei due magistrati del lavoro in servizio a Busto è
spesso opposto: in un ufficio il ricorso ha statisticamente buone probabilità
di essere accolto, in un secondo prevalgono i no. Questioni di interpretazioni
della legge. Questa conflittualità potrebbe adesso subire un'impennata: proprio
ieri, nel corso di un incontro con i sindacati, Sea, la società che gestisce
Malpensa, ha annunciato di non voler rinnovare circa 400 contratti stagionali
che stanno andando in scadenza in questi giorni. Si tratta in massima parte di
addetti al check in e al movimento bagagli il cui impiego è divenuto di troppo
poiché da domani Alitalia toglierà da Malpensa oltre
180 voli giornalieri. "Avevamo chiesto all'azienda - dice Ezio Colombo
della Cgil trasporti - che almeno fosse garantito un prolungamento del
contratto ai lavoratori in servizio da più tempo; Sea ci ha risposto che la
situazione è al momento incerta. Da parte nostra abbiamo annunciato iniziative
di lotta". I 400 stagionali "dismessi" si vanno ad aggiungere ai
900 operai che finiranno in cassa integrazione e ai 300 per cui è stato chiesto
il pensionamento anticipato. Molti lavoratori trovatisi già "a spasso"
hanno però scartato la soluzione della trattativa sindacale, bussando alla
porta del giudice del lavoro di Busto Arsizio, nella cui giurisdizione ricade
Malpensa. Appena due giorni fa 4 precari di Sea si sono visti riconoscere il
"posto fisso" da una sentenza della giudice Francesca La Russa;
analogo esito avevano avuto altre cause assegnate allo stesso magistrato. Due
porte più in là, nel medesimo corridoio è stata invece di avviso diverso
Cristina Marzagalli, l'altra "toga" che compone la sezione lavoro. Le
cause ruotano tutte attorno all'interpretazione della legge del 2001 sui
rapporti di lavoro "a tempo"; quest'ultima riconosce una particolare
disciplina proprio al trasporto aereo il quale, a differenza di altri settori,
ha cicli fisiologici, alti e bassi di traffico e dunque esigenze oscillanti di
manodopera. Uno degli ultimi casi esaminati dalla dottoressa La Russa
riguardava un'addetta alle pulizie con un "curriculum" di 8 contratti
nell'arco di 4 anni. Si è vista riconoscere l'assunzione stabile poiché il
magistrato nella sentenza ravvisa "l'intento di eludere la normativa
nazionale ed europea volta alla prevenzione degli abusi nell'utilizzo di
contratti a tempo determinato". Le "ragioni di carattere tecnico e
organizzativo " che spingono ad assumere un lavoratore temporaneo
"devono essere obiettive, precise, concrete e non determinate da una
disposizione generale", conclude la giudice bustese. Diverso esito ha
avuto la richiesta di un dipendente Sea, titolare di 7 contratti in 3 anni.
Finito sul tavolo dell'altra giudice, Cristina Marzagalli, il ricorso è stato
respinto. "Il legislatore - scrive il magistrato - ha consentito il
ricorso a contratti a termine nello specifico settore del trasporto aereo senza
richiedere l'indicazione di specifiche causali, purché siano rispettati
determinati limiti temporali e quantitativi ". Questi ultimi sono il
"tetto " di 10 mesi l'anno e il 15% della forza lavoro totale.
Morale: ricorso respinto e lavoratore congedato. Claudio Del Frate.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Bocciato
il piano per Alitalia, ma si tratta ancora. Spinetta:
oltre non vado. Prodi: si approfondisca Air France, no dei sindacati
Berlusconi: se andrò al governo strada sbarrata a Parigi.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
A trattare ancora da
lunedì. Berlusconi insiste e sbarra la strada ai francesi:
"Se andrò al governo, Alitalia resterà italiana, una cordata arriverà dopo il voto. In ogni
caso Prodi non può chiudere la trattativa". I piloti si schierano con il
leader del Pdl e giudicano inaccettabile la proposta di Parigi, che però non
sembra disposta ad andare oltre. Il presidente di Alitalia,
Prato, vuole comunque stringere i tempi visto che in cassa sono rimasti 180
milioni di euro.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Da mesi. Sarebbe
quindi penalizzante per gli azionisti un eventuale blocco delle contrattazione,
anche perchè le notizie sulle cordate, così come altre indiscrizioni, sono a
disposizione del mercato.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
MILANO
"Fare una legge apposta per Alitalia sarebbe una
fregatura, bisogna invece applicare la legge che c'è già, la stessa legge che
ha salvato Parmalat. Per Parmalat si sono salvati i posti di lavoro e si sono
fermati i debiti che le banche per un periodo non hanno potuto più esigere. Quella legge ha salvato Parmalat
che adesso è ancora in piedi". Così Umberto Bossi, leader della Lega Nord,
in un comizio a Seveso in provincia di Milano ha chiesto di usare per Alitalia la legge Marzano, la legge che fu utilizzata nel
caso del crack Parmalat.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - La minestra francese o la finestra del commissariamento? L'ultimo bivio di Alitalia è dietro l'angolo. Da una parte c'è Air France-Klm: 2.100
esuberi e una riduzione drastica dell'attività, con 42 aerei a terra e poco più
di 2.000 lavoratori che rimangono sotto il cappello di Fintecna. Dall'altra
parte c'è la via del commissario straordinario: più di una minaccia,
praticamente una certezza se dovesse saltare la trattativa con Air France.
Con la consapevolezza che, in questo caso, senza un nuovo partner industriale,
la compagnia non andrebbe lontano. Insomma, neanche la legge "salva
Parmalat" servirebbe a molto. Perchè il gruppo di Tanzi era un'azienda
sana oberata dai debiti. Alitalia perde uno due
milioni al giorno perchè non riesce a stare sul mercato. Così, ora che le carte
sono sul tavolo ci sono pochi giorni per decidere. Il presidente Maurizio Prato
può tenere in piedi la continuità aziendale finchè rimane aperta l'offerta di Parigi.
Può anche raschiare il barile del bilancio (utilizzando crediti tributari,
altri crediti o le dismissioni) per allontanare l'insolvenza. Ma non può fare
miracoli. Perchè quando i fornitori incominciano a chiedere di essere pagati in
contanti, quando chiedono la chiusura delle fatture aperte, un amministratore
deve fare i suoi passi. Quali? Qualunque commissario avrebbe una missione
precisa: mantenere Alitalia in attività e ricollocarla
sul mercato, dividendo fra i creditori quanto sia riuscito a ricavare. Come
farlo? La strada è già tracciata. Appena arrivato alla cloche, il commissario
farebbe due manovre immediate: il congelamento dei debiti (l'indebitamento è di
circa 1,2 miliardi) e un piano di riduzione drastica dei costi per gestire al
meglio la cassa (alimentata dal credito privilegiato delle banche o da un
prestito ponte). Le prime voci da tagliare sono quindi quelle che non si
possono congelare: gli affitti degli aerei (oltre 300 milioni su 2,7 miliardi
di costi per servizi nel 2007), il carburante (oltre un miliardo l'anno
scorso), le assicurazioni e gli stipendi (839 milioni). Dal punto di vista
operativo, rimarrebbero a terra almeno 70-80 aerei sui 174 attuali, secondo le
cifre che circolano al Tesoro. Praticamente il doppio delle macchine ipotizzate
da Air France (42). Addio quindi a oltre metà delle rotte di lungo raggio, da
Malpensa ma anche da Fiumicino. Poi, il taglio secco coinvolgerà le rotte in
perdita. E soffrire saranno senz'altro le rotte minori. Immediate, dunque, le
conseguenze sull'occupazione. Scatterebbe la cassa integrazione per circa 3.000
dipendenti (circa 2.100 assistenti di volo e 900 piloti). Ma gli ammortizzatori
sociali non risparmierebbero altre 2.000 unità tra il personale di terra
(almeno metà della manutenzione). Numeri da confrontare con quelli di Parigi.
Poi scatterebbero le dismissioni. E una volta ridotta Alitalia
all'attività essenziale, il manager liquidatore dovrebbe vendere, magari
all'asta, "il ramo d'azienda". E' qui che può rientrare in campo Air
France. E a quel punto, Parigi, Lufthansa o una cordata italiana avrebbe
l'occasione di acquistare Alitalia senza debiti. Lo
scenario è di quelli che non piacerebbero nemmeno ai sindacati, visti i numeri
in ballo. Del resto, l'operazione Swissair, tanto rievocata in queste ore, è
costata 9.000 posti di lavoro. La controllata Sabena ha pagato il prezzo di
7.000 esuberi per ritrovare la luce.
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Ora sul tavolo la nuova offerta Air France c'è. Più
"spiragli" che grandi "aperture" rispetto a quella
presentata alcuni giorni fa da Jean Cyril Spinetta, il quale, in una lettera
allegata, avverte. "Oltre non posso andare senza minare le basi del mio
progetto per Alitalia". Una sorta di ultimatum e
comunque il top manager della compagnia transalpina rilancia la palla in campo
sindacale. E le organizzazioni dei lavoratori controrilanciano: "Documento
irricevibile, ma continuiamo a trattare". Chiamatela pure arte del
negoziato, ma è più semplicemente un ping pong tattico che però tutti negano. E
ci mancherebbe altro che confermassero. L'obiettivo inconfessabile ed
inconfessato è quello di arrivare a dopo le elezioni quando al tavolo siederà
anche un governo nella pienezza delle sue funzioni. La trattativa ufficialmente
riprenderà lunedì pomeriggio e Spinetta ha assicurato la sua presenza insieme a
quella di Maurizio Prato, presidente di Alitalia, e di
Gianfranco Dettori, numero uno di Fintecna. Ci saranno ovviamente le sigle
sindacali. Compresi i piloti dell'Anpac i quali sono arrabbiati - anzi di più -
e giudicano "totalmente irricevibile il testo francese". Nell'ultima offerta i "comandanti" in sovrappiù sono
diventati 507 (tra i 410 di Alitalia e i 97 di Alitalia Express). Viene confermata la cancellazione del settore cargo
entro il 2010. Circa 594 gli esuberi tra gli assistenti di volo, 352 tra i
dipendenti di terra, 46 tra quelli di Alitalia Express, 121 tra il personale occupato all'estero. Gli
esuberi totali restano a quota 2.100. Viene ampliato il "perimetro"
dei lavoratori di Az-Servizi che resteranno, quindi, sotto l'ombrello Alitalia: circa cinquemila complessivamente, mentre
resterebbero fuori 2000 persone impiegate in Atitech, sezione motori,
informatica, call center, hangar. Verrebbero messi a terra 40 jet: 37
passeggeri e 3 full cargo. "Però non abbandoneremo alcun dipendente",
garantisce Spinetta. L'investimento immediato sarà di un miliardo. Nel piano
viene precisato che Fiumicino sarà l'hub italiano che lavorerà insieme a Parigi
e Amsterdam. "Malpensa diventerà un importante gateway in vista di uno
sviluppo armonioso e finanziariamente solido". L'offerta di Air France
accompagnata dalla lettera di intenti di Spinetta sembra davvero essere
l'ultima. Prendere o lasciare. Anche se evidentemente i sindacati vogliono
andare avanti per evitare il fallimento. In questo caso chi se ne assumerebbe
la responsabilità? Prato è irritatissimo, da Parigi non commentano le reazioni
sindacali che parlano di "documento irricevibile", persino
"scandaloso". La parola d'ordine però è quella lanciata dal leader
della Filt/Cgil, Fabrizio Solari: "Trattare, trattare, trattare".
"A oltranza, senza l'assillo della clessidra", sottolinea il numero
uno della Cisl Bonanni. Inflessibile, invece, sembra l'atteggiamento dei piloti
dell'Anpac: "Non è auspicabile uno scenario proiettato verso il
fallimento, ma non siamo disposti ad accettare la proposta Air France come
scelta obbligata...bisogna trovare altre soluzioni". Per l'Unione Piloti
"la fine di Alitalia è già scritta". Debacle
del titolo a piazza Affari (meno 37,19%) dopo una sospensione al ribasso per
gran parte della seduta.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 1 airfrance
trattativista Spinetta fa il duro poi s'ammorbidisce Per lunedì promette
ulteriori concessioni L'amministratore delegato di AirFrance-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, in realtà, lo aveva detto chiaro e tondo, nel corso della conferenza
stampa romana di dieci giorni fa: per l'accordo con Alitalia si sarebbe
accontentato del via libera della "maggioranza delle sigle sindacali". D'altra parte,
siccome un'intesa tra due compagnie aeree senza la firma dei piloti è piuttosto
impensabile, la durissima reazione di ieri al nuovo piano di Spinetta da parte
dell'Anpac, il più potente sindacato dei piloti, deve aver impensierito i
vertici della compagnia franco-olandese. A metà mattinata, sulle agenzie di
stampa e sui siti dei quotidiani francesi più importanti come Le Monde , i
titoli erano tutti per il "no" dei piloti, per quel "meglio il
fallimento" che sembrava chiudere la porta a qualsiasi possibilità di
ulteriore negoziato. Sembrava preannunciare che i piloti avrebbero disertato
lunedì l'incontro con Spinetta. Nel corso della giornata, la loro posizione si
è poi ammorbidita. Ma anche da Parigi sono cominciate a filtrare indiscrezioni
sulla disponibilità di Spinetta a discutere nel merito alcuni punti del nuovo
piano trasmesso l'altroieri notte alle nove sigle sindacali, proprio a
cominciare dagli esuberi dei piloti. Ma, soprattutto, il numero uno di
AirFrance vuole venire incontro ai sindacati sul piano politico, lunedì,
convincendoli della reale volontà di rilancio di Alitalia,
su cui ieri quasi tutte le sigle cominciavano ad avanzare seri dubbi. Il
problema vero, per i rappresentanti dei lavoratori, non sono tanto gli esuberi,
non sono due anni di enormi sacrifici, da qui al 2010, quanto una prospettiva
vera di rilancio, dopo. E quella, dicono, è ancora molto difficile da cogliere,
anche nell'ultimo piano di Spinetta. È vero che c'è un miglioramento sui
difficili capitoli dell'handling e della manutenzione, che rientreranno
entrambi, attraverso due newco ("1" e "2") create ad hoc,
nel perimetro di Az. Ma se c'è rilancio dopo la scadenza del piano industriale
del 2010, si chiedeva ad esempio più di un sindacalista, perché Spinetta
prevede nuovi cassintegrati tra i piloti, tra il 2011 e il 2014? Perché c'è
così poco impegno sul rinnovamento della flotta e sulle rotte? Il numero uno di
Air France ha intenzione dunque di andare lunedì al tavolo con le nove sigle
dei sindacati di Alitalia convincendole anzitutto
della solidità delle intenzioni di rilancio del vettore italiano. Anche
lasciando a terra qualche aereo in meno di quelli previsti e promettendo
qualche aeromobile nuovo in più. Poi, Spinetta ha intenzione di entrare nel
merito degli esuberi, mettendo sul tavolo la disponibilità a un allungamento
della moratoria sullo spinoso capitolo del Cargo, che prevede a oggi il ritiro
dei cinque "aerei-merci" entro il 2010 (e quindi 133 piloti a casa).
La data potrebbe slittare al 2012, nel frattempo verrebbero studiate le
ristrutturazioni o le riconversioni di queste attività. Quanto ai 60 piloti
all'anno che da qui al 2010 dovrebbero essere riassorbiti in AirFrance, visto
che nel piano non è prevista per loro alcuna corsia preferenziale, Spinetta ha
intenzione di introdurla. Anche sui 500 esuberi dell'handling potrebbe esserci
qualche ammorbidimento, da parte di Spinetta. Che ha compreso perfettamente che
il nodo politico del rilancio e quello dei piloti è preliminare all'apertura
dei cinque tavoli tecnici, che dovrebbero partire dopo lunedì. Tre dei gruppi
di lavoro riguardano in particolare Az Fly (piloti, assistenti di volo e
personale di terra) e due l'Az Servizi (uno per l'handling, uno per la
manutenzione). Insomma, rispetto al piano dell'altroieri, con pochissime novità
rispetto all'ultimo incontro con i sindacati, forse il 31 marzo potrebbe essere
un giorno più risolutivo. Almeno, per garantire un domani alla trattativa.
29/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia 2 lunedì l'incontro con spinetta I
sindacati si siedono al tavolo francese I piloti s'aggrappano alla cordata
italiana "Insufficiente": così è stato definito il piano di Air
France-Klm dai sindacati. Che però ora vogliono sedersi al tavolo. Considerando
l'ostilità, soprattutto di Cisl e Cigl, fino a qualche giorno fa, si tratta di
una svolta: "Si è ricompattato l'intero schieramento sindacale. Certo, il
piano è solo una base, ma ci sono le condizioni per trattare. Visto che la
cordata italiana non prende corpo un accordo è nell'interesse di tutti"
dice il segretario generale dell'Ugl Renata Polverini. L'unica incognita - e
non è poco - riguarda i piloti dell'Anpac che sono sulle barricate e, dopo aver
sostenuto l'offerta Air France in un primo tempo, ora sperano nella cordata
italiana ("Sono convinto che nella cordata italiana ci sia qualcosa di
vero" ha detto il presidente dell'Anpac Berti). Ma che, pur non avendo
partecipato all'incontro di ieri tra le otto organizzazioni sindacali di Alitalia, hanno annunciato la loro presenza a quello di
lunedì con Spinetta. I piloti, a differenza degli altri sindacati, considerano
il piano un passo indietro rispetto a quello dello scorso 25 marzo. Oggetto
principale dello scontro: il cargo. Secondo il piano Spinetta "l'attività di trasporto merci di Alitalia è in perdita significativa e strutturale. Di conseguenza,
l'attività cargo di Alitalia non potrà essere redditizia in futuro e verrà chiusa nel
2010". Di tutt'altro parere Berti che dice: "Noi chiediamo che il
cargo debba rimanere e nel corso d'opera vogliamo un tavolo per valutare le
misure per renderlo produttivo". Una posizione che le altre
organizzazioni sindacali vedono come corporativa. Più di un sindacalista non
cela il suo disappunto nei confronti dei piloti e ricorda: "Spinetta nel
duemila durante i mondiali di Francia resse venti giorni di sciopero dei piloti
di Air France. Si deve trattare". In cifre la questione del cargo
significherebbe, per i piloti, 507 esuberi. Rispetto ai 250 che avevano posto
come limite massimo sono un numero "inaccettabile". Ma la sensazione
è che l'Anpac stia facendo leva sugli esuberi per incassare risultati sul
capitolo rotte: una maggiore garanzia sulle rotte a lungo raggio potrebbe
rendere più sopportabili gli esuberi nell'ordine di 350 unità. Le altre otto
sigle (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl, Sdl, Unione Piloti, Anpav Avia)
invece vogliono trattare. E non solo perché sullo sfondo (e neanche tanto)
resta l'ipotesi del fallimento di Alitalia, di cui i
sindacati non vogliono assumersi la responsabilità. Per non parlare della
cordata italiana che appare, alle organizzazioni sindacali, sempre di più un
bluff. Ma soprattutto perché, dietro le posizioni ufficiali, si sta giocando,
tra i sindacati e Spinetta, una partita assai più sfumata. Ufficialmente, ai
sindacati, non è piaciuto il "come": il piano, inviato a notte inoltrata,
peraltro pieno di cifre fin nel dettaglio, ha dato la sensazione di un prendere
o lasciare: "Nell'ultimo incontro avevamo colto una disponibilità da parte
di Spinetta a condividere un piano industriale. Invece non è stata recepita
alcuna nostra indicazione" dicono i vari rappresentanti delle otto sigle.
Che, nel comunicato unitario sottoscritto alla fine dell'incontro di ieri
affermano: "Occorre ripartire dalle tematiche che guardano alle
prospettive strutturali industriali, proprie del ruolo che la nuova Alitalia dovrebbe esercitare all'interno del gruppo Air
France-Klm". Spiega Fabrizio Solari della Filt Cgil: "Se si concorda
insieme dove si deve arrivare siamo disposti a gestire gli esuberi". Ma
ieri le sigle sindacali, rispetto a qualche giorno fa, non hanno sparato ad
alzo zero contro Air France. E, a microfoni spenti, in questo momento tendono a
separare le responsabilità di chi vende (governo e Alitalia)
da quelle di Spinetta. Tra gli elementi chiave, nell'ammorbidire i toni, ci
sarebbe un intenso lavorio diplomatico e una frase di Spinetta nella lettera
riservata inviata questa notte ai sindacati insieme al piano: "Non posso
andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia",
ha scritto il presidente di Air France. Il che, a giudizio dei rappresentanti
sindacali, può voler dire due cose: che ci sono i margini, ma non adesso;
oppure che è l'ultima offerta possibile (detta in altri termini, Spinetta
potrebbe avere meno margini di azione proprio dentro Air France). Nell'uno o
nell'altro caso la via è diventata più stretta per tutti. 29/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
milano e l'expo La narrativa politica e mediatica sembra suggerire insomma un
perfetto bivio. Se Milano batte Smirne, l'addio di Alitalia allo scalo milanese potrà
essere letto in chiave di opportunità, grazie ai nuovi orizzonti aperti dal
combinato Expo-Open Sky. Ma anche il dossier Alitalia riceverà impulso dalle notizie parigine. Basti dire che Bruno
Ermolli, advisor di Jp Morgan impegnato nel reclutamento della cordata
italiana, è anche presidente di una società della Camera di commercio di
Milano. E in questa veste è reduce da un tour diplomatico in Nord Africa a
caccia di voti decisivi. Per la ancora fantomatica cordata italiana, che
attende il fallimento della trattativa con Air France (e forse anche quello di Alitalia) per battere un colpo, l'Expo rappresenta una
piccola garanzia sull'eventuale investimento. Nemmeno tanto piccola, dato che
il giro d'affari movimentato dall'evento si calcola in miliardi di euro.
D'altra parte, all'altro ramo del bivio, se prevale Smirne il caso Malpensa
farà notizia solo per la cassa integrazione dei lavoratori Sea e per la
incombente crisi dell'indotto (trasporti, servizi, alberghi). Soprattutto, si
aprirà un ben più ingombrante "caso Milano", capitale industriale e
finanziaria sconfitta dalla cittadella turca sull'Egeo. Anche se le cose non
stanno proprio così. "Abbiamo lavorato molto per combattere nel mondo
l'idea che questa fosse una sfida del piccolo contro il grande", dice
Craxi, a sua volta sbarcato ieri a Parigi. La Turchia, del resto, gode del
sostegno più o meno esplicito di paesi come Germania e Cina e si presenta
all'appuntamento decisivo quasi alla pari. A Milano servono 78 voti per
conquistare la maggioranza assoluta dei membri del Bie. I calcoli della vigilia
dicono che una sessantina sono già in cassaforte, grazie soprattutto al blocco
latinoamericano e ai molti consensi recuperati in Africa. Più equilibrio in
Europa, dove Smirne sostiene addirittura di poter contare sul sostegno di 17
voti in ambito Ue (Grecia compresa) e grosso dubbio sui paesi islamici, ma non
sembra aver avuto successo il tentativo del presidente turco Gul di compattare
il mondo musulmano. In Asia e Oceania prevale Smirne. Milano conta su un
margine di vantaggio intorno ai 15 voti, non abbastanza rassicurante. Spiega
Filippo Penati, presidente della Provincia: "Il nostro progetto è migliore
di quello turco, ma ci sono valide ragioni per essere preoccupati. La prima è
di natura geopolitica. La Turchia ha giocato bene la carta del posizionamento
di frontiera tra i continenti e non è facile prevedere quale sarà l'esito del
richiamo unitario al mondo islamico. Ma mi preoccupa ancora di più il
meccanismo di voto segreto, che non mette al riparo da voltafaccia". Se
però Milano vince, aggiunge Penati, "sarà un rinascimento
ambrosiano". In città per lunedì è già stata prevista la diretta su
maxi-schermo e il brindisi bipartisan in corso Vittorio Emanuele. Ieri sera, a
Parigi, è andato in scena un Gran Galà culinario all'Arche de la Défense.
Lunedì arriveranno nella capitale francese Prodi e D'Alema, segno che il
governo è ottimista: "Sarebbe - dice il ministro degli Esteri - il nostro
ennesimo successo. Speriamo che nessuno pensi al governo che potrebbe venire,
altrimenti perderemmo tanti voti". I testimonial d'eccellenza reclutati da
Moratti per il "comizio" finale sono Al Gore e Jacques Attali. Il
sogno è convincere a presenziare la first lady Carla Bruni. Un contatto c'è
stato. Più facile che Moratti debba accontentarsi del sicuro voto favorevole
della Francia. Dice il sindaco: "Milano, la Lombardia e l'Italia sono
tornate stabilmente al centro della scena mondiale". Uscirne sarebbe molto
doloroso. Stefano Cappellini 29/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Air france
presenta il piano, ma è già pronta a trattare un ammorbidimento Spinetta ha in
serbo uno zuccherino da offrire ai piloti Spinetta ha già pronta la sua
strategia per convincere i sindacati. E l'incontro di lunedì tra il numero uno
di Air France e le organizzazioni sindacali potrebbe segnare una svolta. Il documento presentato ieri da
Spinetta è stato definito ieri "inaccettabile" dai sindacati, che
però hanno deciso di sedersi al tavolo. Ferma l'opposizione dei piloti che ora
sperano nella cordata italiana. Ma Spinetta ha pronte nuove aperture, per
convincere le sigle dei sindacati della solidità delle intenzioni di rilancio
del vettore italiano. Anche lasciando a terra qualche aereo in meno di quelli
previsti e promettendo qualche aeromobile nuovo in più. Sugli esuberi Spinetta
metterà sul tavolo la disponibilità a un allungamento della moratoria sul
capitolo del Cargo, che prevede ad oggi il ritiro dei cinque aerei-merci entro
il 2010. La data potrebbe slittare al 2012, il tempo necessario per le
ristrutturazioni o le riconversioni di queste attività. E sui 60 piloti
all'anno che da qui al 2010 dovrebbero essere riassorbiti in AirFrance,
Spinetta ha intenzione di introdurre una corsia preferenziale. Anche sui 500
esuberi dell'handling potrebbe esserci qualche ammorbidimento, da parte di
Spinetta. Che ha compreso perfettamente che il nodo politico del rilancio e
quello dei piloti è preliminare all'apertura di cinque tavoli tecnici, che
dovrebbero partire dopo lunedì. De Angelis e Mastrobuoni a pagina 3 29/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Urne Lunedì si
decide la disfida con Smirne. Le ricadute sul dossier
alitalia. il rinascimento del carroccio La grande paura di Milano, perdere
anche l'Expò Allam e Afef. Ieri sulla Stampa la moglie di Marco Tronchetti
Provera ha criticato la conversione di Magdi Cristiano Allam. In sintesi, per
la bella Afef, il neobattezzato avrebbe in mente un piano diabolico: diventare
il simbolo dello scontro di civiltà tra cattolici e musulmani. Afef
invece preferisce il dialogo. In previsione, quindi, di un titanico duello tra
Afef e Allam suggeriamo a entrambi la visione di Totò le mokò, quando il grande
comico fugge per le stradine di una casbah. Un bel dialogo interreligioso.
"Allaaaam". "Afeeeef". "Allaaaaaaaaaaam".
"Afeeeeeeeeeeef". "Allaaaaammm si' tuuuu?". "Sì
song'io, che vuooo'?". "Alllaaam t'aggia accirere, vattenne".
"Io non ci volevo venire, nun voglio murì". "Allaaaaaam".
"Afeeeeeeef in mano e' criature". 29/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Calabria nel testa a
testa tra Pd e Pdl decisivo il suo pacchetto La 'ndrangheta vota, e intanto
spara Né monnezza per strada, né diossina nelle mozzarelle. Nella Calabria che
ieri ha accolto Walter Veltroni e oggi riceverà Silvio Berlusconi ci sono i
morti ammazzati. Quattro in sei giorni. Non è la Locride in cui è caduto
Fortugno né la bollente piana di Gioia Tauro, dove comunque un cadavere ancora
caldo c'è, ed è quello del ventenne Luigi Galati, incensurato, che la nera
locale ha catalogato alla voce "genero del presunto boss di Seminara
Domenico Stantaiti". I morti "a effetto" con tanto di bambina di
cinque anni ancora in coma, stavolta, arrivano da Crotone. La piazza rossa per
eccellenza della Calabria. La zona più politicizzata della regione, quella dei
trionfi del Pci iniziati negli anni Cinquanta, dei natali di Rino Gaetano,
dov'e storicamente più alto il voto d'opinione e più basso quello di scambio .
E in ogni caso la percentuale di affluenza alle urne - rispetto alle altre
province - è sempre maggiore, nel capoluogo pitagorico, dov'è ora in corso una
faida che lo Stato tenterà di fermare rafforzando "il controllo sul
territorio". Veltroni, arrivato a Reggio, si è trovato di fronte a due
sorprese. La prima, che gli era stata annunciata da Marco Minniti giorni
addietro, è stata l'adesione al Pd del ministro di Alessandro Bianchi, già
rettore dell'ateneo locale e, fino a ieri mattina, ministro dei Trasporti in
quota Diliberto. "Mi separo dal Pdci e scelgo Walter" (e quindi anche
Di Pietro, ha notato la rossissima velina della Sinistra arcobaleno, ironizzando sulla recente lite tra l'ex rettore e l'ex pm a
proposito di Alitalia).
"Mi fa veramente piacere - ha risposto Veltroni - che Alessandro Bianchi
abbia scelto di entrare nel Pd". Applausi, di gente intorno a loro. La
seconda sorpresa è stata la folla che ha riempito in ogni ordine di posto il
Teatro Odeon. Più o meno la stessa coreografia, più tardi, a Vibo
Valentia. "Mi dicono che in questo momento - ha argomentato il segretario
del Pd - le organizzazioni mafiose stanno discutendo, si stanno muovendo per
decidere che fare alle elezioni. La mafia, la 'ndrangheta e la camorra decidano
quello che vogliono. Solo una cosa: non votino per il Partito
democratico". E ancora, il leader dei democrat ha insistito
sull'applicazione rigorosa del 41-bis e condannato "i vigliacchi
assassini" che hanno insanguinato Crotone. I sondaggi della stampa locale
danno il Pdl in netto vantaggio sul Pd. Le rilevazioni riservate in possesso ai
democrat calabresi dà conto di un'altra verità: il distacco tra Berlusconi e
Veltroni sarebbe limitatissimo. Tra lo 0,6 e l'1,2 per cento. Uno sputo che
rischia di far diventare decisivi gli stessi voti che da cui il Pd, come in
maniera sacrosanta ha ripetuto il suo segretario, vuole stare alla larga.
"L'appello del segretario è stato chiaro. Vale per la Sicilia, per la
Calabria e varrà per le altre regioni: noi, quei voti, li rifiutiamo",
dice al Riformista il prefetto Luigi De Sena, capolista del Pd in Calabria. Lo
stesso prefetto, però, ammette che "quel pacchetto di voti criminali si
nasconde dietro un flusso che è difficilmente controllabile". Può finire di
qua, di là, al centro. O un po' di qua, un po' di là, un po' al centro. Tra le
poche certezze, c'è quella che riguarda la percentuale di indecisi. Il 25.1,
almeno a prender per buono il sondaggio pubblicato ieri dal Quotidiano di
Calabria . La Calabria è in bilico e su Walter pesa l'incognita scontenti, come
ha annotato ieri Sebastiano Messina su Repubblica . Con Agazio Loiero e i suoi,
letteralmente esclusi rotte dal risiko-liste del Parlamento, il Pd ha siglato
un armistizio. Il governatore è riuscito a piazzare due fedelissimi nel round
di amministrative: Francesco De Nisi correrà per la poltrona di presidente
della provincia di Vibo, Piero Amato per quella di Catanzaro. Entrambi
correranno con le insegne democrat, entrambe confidano di farcela. I
berluscones, invece, puntano dritto su Cosenza, che il Pd ha praticamente
lasciato orfana di futuri parlamentari. "Scommettiamo sul Sud",
annuncia Veltroni. Più infrastrutture, a cominciare dalla realizzazione della
Salerno-Reggio Calabria, potenziamento dei trasporti. Ospedali più funzionanti,
meno lottizzazioni. E poi impresa: dall'accesso al credito di imposta fino alla
formazione, con una scuola d'eccellenza per i giovani aspiranti manager. Buone
nuove da giù? Non c'è la monnezza per strada né la diossina nelle mozzarelle. Di
più: l'Ue che ieri ha sdoganato la bufala, ieri l'altro ha risposto a una
sollecitazione storica della Calabria. La commissione europea ha assegnato alla
cipolla rossa di Tropea il sospirato marchio igp . Indicazione geografica
tipica. "È un risultato di enorme portata - ha detto l'assessore regionale
all'Agricoltura Mario Pirillo - perché dimostra ancora una volta che gli sforzi
fatti ci hanno fatto raggiungere un obiettivo importante". Come a dire: da
qualche parte bisogna pure cominciare, no? 29/03/2008.
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Va male. Malissimo.
Tanto è tutto inutile". Franco P., trentadue anni, dipendente
di Alitalia Servizi,
chiacchiera con i colleghi nel piazzale davanti alla mensa nell'area tecnica
dell'Aeroporto; aspetta l'inizio dell'assemblea del personale di terra di Alitalia. L'atmosfera generale - lo si
capisce subito - è di depressione spinta: il "rilancio" di Jean-Cyril
Spinetta contiene qualche miglioramento, ma poca roba. Una via d'uscita
alternativa all'accettazione del piano Air France-Klm non sembra emergere, le
fantomatiche cordate nazionali non ci sono, e il massimo in cui si può sperare
è che sia possibile allungare un po' i tempi e spuntare qualche altro
aggiustamento al piano Spinetta. Roba non certo entusiasmante. E in effetti,
tutt'altro che entusiasti sono i due-trecento lavoratori che decidono di
seguire per un'ora e mezza l'assemblea nel piazzale, posti a semicerchio
intorno a un pick-up che ospita l'impianto di amplificazione e dove prendono la
parola i sindacalisti delle varie sigle. Qua e là si vede un blindato della
Polizia, ma qui non serve la forza pubblica: "per noialtri ci vorrebbe un
miracolo", come puntualizza Franco. La palpabile sensazione è che non ci
sia più trippa per gatti. Del tutto assenti sono i piloti e gli assistenti di
volo, ma quel che è peggio è che la stragrande maggioranza del personale abbia
deciso di restare a lavorare. Qualcuno dei sindacalisti delle organizzazioni
non confederali, come lo SdL e la Cub-Trasporti, strappano applausi quando
attaccano le scelte del passato sostenuto da Cgil-Cisl-Uil: "Chi ha
sostenuto a suo tempo lo spezzettamento dell'azienda? - accusa il
rappresentante della Cub, Paolo De Montis - Noi eravamo contrari..." Ma
nessuno sembra voler insistere più di tanto sul punto, la situazione è fin troppo
chiara: "Air France è un muro", spiega uno dello SdL. Con un certo
realismo, Antonio Cepparulo, della Filt-Cgil, riassume così la situazione agli
astanti: "Secondo noi un'altra cordata non esiste; ma bisogna trattare,
perché quelli non aspettano altro per far saltare tutto e darci la colpa. I
francesi? Scordiamoci di fare come una volta, che dopo un'intesa si poteva
riaprire il tavolo. Per loro, dopo la firma di un accordo non si negozia
più". L'assemblea si chiude con un appello alla mobilitazione e alla compattezza
tra le varie "anime" della truppa Alitalia.
Ma a quanto pare è già cominciato l'"ognun per sé, Dio per tutti". E
così, se i "poveri" del personale di terra e dei servizi punta ancora
sui franco-olandesi (magari con miglioramenti), i piloti sono letteralmente
furiosi. "Siamo pronti ad affrontare con coraggio anche lo scenario del
fallimento", dice il leader dell'Anpac Fabio Berti. Massimo Notaro
dell'Unione Piloti definisce "scandaloso e irricevibile" il documento
Air France; e addirittura una delegazione dell'Up è andata al comizio di
Berlusconi, visto che "se non c'è una cordata italiana per salvare Alitalia, non c'è nient'altro". Piloti tutti convinti
che sia meglio il fallimento che l'odiato francese? "Ma scherziamo? Io -
ci spiega un comandante, Luigi S. - Air France è la soluzione migliore
possibile". Ma è Michele R, un pilota, a raccontare lo stato d'animo dei
suoi colleghi: "La maggior parte di noi si sta completamente
disinteressando di questa storia. L'esito non dipende certo da noi, che siamo
tagliati fuori da dove si decide, i giochi si fanno altrove e ormai è andata.
Tutte queste "ammuine" dei sindacati dei piloti sono solo scena, io
non ho intenzione di farmi il sangue amaro". Per Michele, "nessuno ha
il coraggio di dire la verità, ma sono dieci anni che si è lasciata aggravare
la situazione fino a farla diventare disastrosa. Se ci si pensa, è assurdo: con
tutti i turisti che vogliono venire in Italia, una compagnia come Alitalia dovrebbe prosperare. E invece...".
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Prodi preannuncia un'"analisi approfondita" dell'offerta
che spera vada in porto. Berlusconi alza ancora il tiro: intima il premier a
"non chiudere", garantisce il "no" in caso di vittoria, si
augura che la trattativa "fallisca". Jean Cyril Spinetta fa finta di
non sentire e procede. I sindacati restano insoddisfatti ma vogliono
"trattare fino all'ultimo". In breve: la partita per la
privatizzazione Alitalia si ingarbuglia sempre di più
mentre la liquidità dell'azienda cala a ritmi drammatici. Ieri il consiglio di
amministrazione ha trovato fra le pieghe del bilancio 148 milioni: 69 dal
rimborso di crediti d'imposta, altri 79 dalla vendita della partecipazione del
2% di Alitalia in Air France-Klm. Una cessione quest'ultima che non ha alcun
legame con l'eventuale fusione: anzi, se l'azienda non avesse venduto, con le
nozze Air France-Klm la ricomprerebbe a prezzo di sconto nella
"pancia" di Alitalia. La boccata d'ossigeno ha quasi raddoppiato la cassa: nel solo
mese di febbraio la compagnia ha bruciato 102 milioni di euro; da 282
milioni è scesa a 180. Il presidente Maurizio Prato è sempre più preoccupato
per la tenuta finanziaria e per questo chiede un "contenuto
slittamento" del termine del 31 marzo per chiudere la trattativa fra Air
France-Klm e i sindacati. Il Cavaliere, sempre più impegnato nella campagna
anti-colonizzatrice e in difesa della bandiera violata, si augura il peggio:
"Io penso che la trattativa non avrà buon esito, anzi si deve chiudere
negativamente come immagino e spero". Quando accadrà, "lanceremo un
appello agli imprenditori italiani e voglio vedere quanti negheranno il loro
apporto". Nel Pdl immaginano già una cordata tricolore attorno all'Alitalia commissariata: "Occorre usare la stessa legge
che ha salvato Parmalat", spiega Umberto Bossi. Pierluigi Bersani attacca:
la "vera operazione" di Berlusconi è aspettare che Alitalia
fallisca per potersela prendere "con il cucchiaino". Se a Parigi
avessero la certezza che il centro-destra vincerà le elezioni, avrebbero
probabilmente già abbandonato. Le notizie che invece rimbalzano da Roma su un
Senato ancora in bilico obbligano Jean Cyril Spinetta a tenere il punto. Il
manager transalpino sa che se nel frattempo otterrà il via libera dei sindacati
avrà un piede dentro Alitalia. Spinetta ieri ha
presentato alle sigle una versione ritoccata del piano industriale. Le uscite
(tutte agevolate da ammortizzatori sociali) scendono da
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCA BRUGNARA In
caso di ballottaggio cosa farà l'Udc? "Appoggeremo chi sottoscriverà
interamente il nostro programma. Ma non è detto che sosterremo per forza
qualcuno". Lo sottolinea il candidato sindaco dell'Udc, Luciano
Ciocchetti. "Siamo equidistanti da Francesco Rutelli e Gianni Alemanno -
ha ricordato Luciano Ciocchetti. - Il nostro programma è la chiave di volta:
chi lo sottoscriverà avrà il nostro consenso in caso di ballottaggio. Se Rutelli
volesse un nostro appoggio dovrà fare delle scelte". La campagna
elettorale di Luciano Ciocchetti si chiuderà venerdì 11 aprile, alle 17, sotto
Castel Sant'Angelo, alla presenza del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
"Il nostro - ha aggiunto Ciocchetti - è un voto di opinione. In questa
campagna elettorale, manca la par condicio. Nonostante la poca visibilità,
credo che io e Storace saremo determinanti per la vittoria, perché siamo gli
unici candidati che conoscono i problemi della città". Intanto, c'è da
registrare l'ennesimo brutto episodio. E' stato nuovamente devastato il
comitato di via Benzoni. "Hanno rubato due telefoni e distrutto materiale
- ha concluso Ciocchetti. - E' la seconda volta: evidentemente diamo
fastidio". Il candidato a sindaco dell'Udc è
intervenuto anche sulla vicenda Alitalia: "E' un patrimonio nazionale ma soprattutto romano, visto
per il 90 per centro è radicata proprio a Roma. Come candidato sindaco - ha
concluso Luciano Ciocchetti - il mio impegno è quello di difendere strenuamente
lo scalo romano e il suo futuro. Ritengo che al momento l'unica
possibilità di salvezza per la nostra compagnia aerea passi attraverso un
accordo con Air France. Certo, deve essere un accordo che garantisca i nostri
lavoratori e che li tuteli". Intanto, la campagna elettorale prosegue
anche sul territorio, nei rioni, nei quartieri. Domani mattina, ad esempio,
alle
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
No, i primi
collegamenti intercontinentali e internazionali spostati sullo scalo della
Capitale. Domani cominciano ad operare dal Leonardo da Vinci i voli per
Toronto, Boston, Chicago, Miami, Damasco, Dubai e Beirut, mentre dal 1° aprile
sarà la volta di quelli diretti a Teheran, Lagos-Accra e Osaka. In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale
operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. In totale,
col nuovo orario estivo le rotte Alitalia a Fiumicino (
( da "Stampa, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi Intima a
Prodi di non chiudere e garantisce il "no" in caso di vittoria
elettorale Adesso basta protezionismi su Alitalia. Le
rotte intercontinentali devono essere liberalizzate rivedendo gli accordi
bilaterali tra l'Italia e gli altri paesi extraeuropei. Ne va del futuro di
Malpensa, certamente. Ma noi ce la possiamo fare anche senza essere un hub, un
aeroporto intercontinentale, e diventando invece un semplice scalo "point
to point", come saremo di sicuro per i prossimi 3-5 anni. Quello che ne
risente, però, è anche e soprattutto dello sviluppo dell'Italia. Se si riducono
gli accessi ai paesi e ai mercati esteri ne soffre la competitività".
Domani Giuseppe Bonomi, presidente e ad della Sea sarà proprio a Malpensa ad
assistere all'ultimo strappo del divorzio dalla compagnia tricolore:
"Perderemo 886 voli ogni settimana, passando a 366, ma
per me Alitalia non esiste
più dal 30 agosto scorso, quando fu annunciata la dismissione". Le rotte
di Alitalia salve se vola a
Malpensa, condannate se non ci vola più. Troppo facile, no? "No, le cose
stanno in un altro modo. Il problema si pone quando Alitalia non è più una compagnia controllata dallo Stato italiano ma
diventa addirittura - a quel che si può prevedere - a controllo
francese. Se certe tutele valevano per la compagnia di bandiera, adesso non
possono essere più valide. E quindi bisogna cambiare gli accordi bilaterali -
firmati dai governi - che prevedono l'esclusiva di Alitalia
su alcuni paesi, quelli che limitano la quantità di voli tra l'Italia e altri
Stati, quelli che prevedono restrizioni di accesso su particolari
aeroporti". Lo avete detto al governo? "Ci lavoriamo da mesi, il 15
gennaio Romano Prodi mi ha detto che la liberalizzazione delle rotte è un fatto
di civiltà. Ci hanno chiesto di fare un elenco degli accordi più urgenti da
liberalizzare e noi abbiamo evidenziato 25 paesi". E poi? "E poi il
governo mi ha fatto sapere per vie brevi che questo era un ostacolo alla
trattativa con Air France". In che senso? "Non lo so, posso solo
immaginarlo. Ovvio che Air france abbia tutto l'interesse ad ereditare questa
politica priotezionista. Chiede che il governo si impegni a "continuare a
gestire, con modalità trasparenti e non discriminatorie ogni richiesta di Alitalia per futuri diritti di traffico". Se questo
dovesse essere una sorta di diritto di prelazione sulle rotte sarebbe
inaccettabile. E allo stesso modo vuole "cooperazione ed assistenza"
dal governo in caso di problemi di Alitalia con paesi
terzi. Altra condizione inaccettabile". Condizioni che però non paiono
oggi in discussione... "Ma questo significa impedire a Malpensa di
ripartire da sola, con le proprie gambe e senza chiedere aiuti a nessuno.
Guardi, in previsione dell'uscita di Alitalia, da mesi
abbiamo cercato e trovato nuovi clienti. Qualche esempio? Da aprile la Malev
farà 14 nuovi voli settimanali per Budapest, l'American Airlines 7 per New
York, Air One 28 per Fiumicino, la Quatar porta i suoi voli per Doha da
( da "Messaggero, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARIO AJELLO ROMA
Si faccia o non si faccia? Il problema è il faccia a faccia. E' presto per dire
un sì o un no definitivo, ma è il momento giusto per chiedersi: quanti voti
sposta la sfida tivvù fra due (o più) candidati premier? NULLA. Paolo Bonaiuti
e Paolo Gentiloni, espertissimi di comunicazione per Pdl e Pd, sono divisi su
tanti temi ma non su questo. "I faccia a faccia spostano pochissimi voti,
quasi niente", dicono entrambi. Bonaiuti: "Certo, il famoso duello
tivvù fra Nixon e Kennedy, in cui il candidato repubblicano fece un disastro,
provocò un travaso di voti consistente. Ma adesso, qui in Italia, tutti arrivano
al faccia a faccia preparatissimi, ben allenati. E le sorprese e le scivolate,
quelle in grado di convincere o non convincere gli elettori, è quasi
impossibile che si verifichino". 10 PER CENTO. Renato Mannheimer spiega:
"Il dieci per cento degli italiani ha confessato di aver scelto per chi
votare, alle elezioni del 2006, solo negli ultimi sette giorni. Ed è allora che
si verificò la clamorosa uscita di Berlusconi sull'abolizione dell'Ici. Fu un
colpo efficacissimo, che avvenne nel faccia a faccia con Prodi. Ma sarebbe
potuto avvenire anche fuori da quella sede e l'effetto sarebbe stato
identico". Dunque? "Non enfatizziamo la portata di questo tipo di
sfide". I CINQUECENTOMILA. Alessandro Amadori, di Coesis Research:
"Dalle analisi di tutti gli istituti, emerge che il secondo duello fra
Prodi e Berlusconi nel
( da "Campanile, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Nuova offerta di
AirFrance per la compagnia, ma i sindacati dicono ancora no. Il nuovo piano dei
francesi è arrivato nella notte di giovedì. Poco tempo per leggerlo, ma
abbastanza per bocciarlo. E i piloti dicono: "Meglio il fallimento".
Tutto da rifare Il nuovo piano di Air France per Alitalia
è arrivato nella notte di giovedì ai sindacati, che hanno avuto, così, non
molto tempo per leggerlo, ma abbastanza per bocciarlo. Tutto da rifare,
insomma. Perché il nuovo progetto per il rilancio della compagnia, non risolve
le due questioni poste all'attenzione dei transalpini: gli esuberi, che sono
rimasti 2.100, e il "dehubbing" dello scalo milanese di Malpensa. Il
progetto conferma, infatti, i 2.120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli riguardano 507
piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale
di terra in Italia. Il piano rivisto e corretto, prevede anche la
reinternalizzazione di Az servizi e lo stop al settore cargo nel 2010.
Anche i tagli alla flotta, per 37 aerei, sono rimasti gli stessi. Il numero uno
del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta in una lettera di
accompagnamento al piano, scrive di non poter andare oltre senza minare le basi
del progetto pensato per reintrodurre l'Alitalia in un
circolo vizioso. E le reazioni sindacali, non si sono fatte attendere. Le più
dure sono state quelle dei piloti, pronti a far fallire la compagnia piuttosto
che scendere a compromessi con i francesi. Per il presidente dell'Anpac, Fabio
Berti, è addirittura meglio il fallimento, infatti. "Quello con Air
France", dice, "è un capitolo chiuso". Il documento è
"scandaloso e irricevibile", gli fa eco Massimo Notaro, dell'Unione
piloti. Un progetto "brutto e, al momento, inaccettabile", dice Marco
Veneziani della Uiltrasporti. Il documento di Spinetta tenta comunque di
rendere meno amara la pillola con una serie di sistemazioni che non lasciano a
terra nessun dipendente. Il Gruppo Air France-Klm, si legge, "ha scelto
come linea di condotta di non abbandonare nessun dipendente". Perciò ad
ogni persona in esubero verrà offerto, conformemente al progetto di accordo
quadro allegato, sia l'opportunità di un pensionamento immediato o differito,
sia un aiuto per riqualificarsi attraverso la formazione, azioni di
outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto
personale. Per gli assistenti di volo, secondo il gruppo franco olandese,
"le sole misure di pensionamento a breve e medio termine permettono di
assorbire la totalità dei 600 esuberi". Tuttavia, Air France proporrà a
coloro che lo desiderano opportunità di impiego al proprio interno". Per i
piloti, secondo il gruppo Air France-Klm, "i 2/3 dei 500 esuberi potranno
beneficiare di misure di pensionamento a breve e medio termine. L'implementazione
del piano industriale e le conseguenze del pensionamento immediato o
pre-pensionamento determineranno la creazione di almeno 200 posti causando un
effetto di promozioni a cascata (in funzione dell'anzianità di servizio e delle
candidature volontarie)". Il documento conferma poi che "ai più
giovani tra loro Air France proporrà, nel rispetto delle procedure interne di
selezione di Air France, l'assunzione di un massimo di 60 piloti l'anno, quindi
un totale di 180 posti". Per quanto riguarda il personale di terra, il
piano di AirFrance-Klm rileva che "circa 250 persone potranno accedere al
pensionamento nell'arco dei prossimi 7 anni. Per gli altri (circa 150) saranno
attuate misure di riqualificazione". Nonostante le rassicurazioni, i sindacati
non si sono fatti abbacinare dalla pillola indorata di Spinetta. Così, una nota
congiunta di tutte e nove le sigle impegnate in questa trattativa (Filt Cgil,
Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Sdl intercategoriale, Unione piloti,
Anpav, Avia), annuncia che la controproposta è insufficiente e "ripropone
nella sostanza e nella forma quanto già illustrato al sindacato nel corso della
riunione del 25 marzo". Quindi, bocciatura su tutta la linea, come la
scorsa settimana. (29-03-2008).
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Adesso se la
prendono con la mozzarella Bufale alla francese L'Italia
blocca Air France che vuole comprare Alitalia? E allora la Francia prova a bloccare la mozzarella italiana. E
non basta l'italiana Carla Bruni "rubata" da monsieur le president
Sarkozy. E si ricomincia. Dalla testata di Zidane a Materazzi, e la coppa del
mondo di calcio scippata ai francesi nel modo più odioso: ai rigori.
Alla battaglia sui vini, visto che i francesi non hanno ancora digerito, è il
caso di dirlo, il sorpasso nell'export. Passando per la battaglia, guarda caso,
sui formaggi, sulle dop e sui doc. Su chi è e quali sono i migliori. La guerra
a tavola: formaggi, vini, ma anche negli anni uova e pesce e carne (appena
venti giorni fa gli allevatori francesi sono scesi in piazza contro la
decisione italiana di sospendere l'importazione di bovini francesi non
vaccinati). Per non dimenticare gli scontri sulla moda, con Parigi, che cerca
l'intesa con New York, che spinge per seppellire Milano. E attaccare quindi
Roma sul fronte del turismo nella caccia ai nuovi ricchi cinesi, indiani e
russi che si dicono pronti a viaggiare in Europa. E poi. E poi aridatece Nizza.
E pure la Corsica. E pure la Gioconda. Insomma, è l'eterno duello. La guerra
infinita. Che riparte. Mai sopita, solo addormentata, nascosta sotto le coperte
della diplomazia. Succede così che la Francia decide di mettere al bando la
mozzarella. Un tentativo che dura quattro ore. Si inizia in mattinata quando il
ministro della Sanità, Michel Barnier, ordina a tutti gli esercizi commerciali
di ritirare la vendita di formaggio di bufala campana. Lo spiega appigliandosi
allo scandalo della diossina, annunciando controlli francesi su partite di
bufala doc. è una botta pazzesca perché la Francia è il primo mercato estero,
oltr'alpe ci va il 20,3% del formaggio fresco diretto all'estero. Per il
ministero di Barnier si tratta solo di "una misura precauzionale, visto
che urge la necessità di intensificare i test sulla mozzarella per verificarne
la qualità". Scoppia il finimondo anche perché una decisione del genere
scatta solo in casi eccezionalmente gravi. Non è un caso che la Francia è l'unico
Paese comunitario a prendere una decisione del genere. L'Italia protesta:
"Si tratta di iniziative ingiustificate e in contrasto con il quadro
comunitario". Interviene la Commissione che rassicura: "Siamo
soddisfatti dell'azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala e
non c'è ragione di procedere ad ulteriori azioni. L'Italia ha fatto quel che
doveva fare - ha spiegato la portavoce Ue, Nina Papadoulaki - e la Commissione
è soddisfatta delle risposte ottenute dal ministero della Salute italiano,
Turco, che ha previsto un rafforzamento delle misure di controllo e
rassicurazioni sul fatto che d'ora in poi i controlli saranno sistematici, in
particolare negli allevamenti delle province di Caserta, Napoli, Salerno".
La Francia è costretta a scendere al piedistallo della grandeur. E ritira il
blocco nel primo pomeriggio. Un dietrofront, una Waterloo commerciale che ha
fatto sorridere anche i supermercati francesi che non hanno avuto il tempo
nemmeno di ricevere l'ordine di ritiro e c'hanno scherzato su. Ma siamo solo
all'inizio, tra poco nessuno riderà più.
( da "Voce d'Italia, La" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Epifani:
"Non c'e' alternativa con Air France" Alitalia
trova 148 milioni ma cresce l'indebitamento La compagnia di Bandiera ha
comunicato che il carico di debiti e' salito da 1.280 miliardi a 1.368 miliardi
di euro. Lunedi e' previsto un nuovo incontro con i sindacati Milano, 29 Mar. -
Sono previsti 148 milioni di euro per l'Alitalia. La
compagnia di bandiera riceverebbe 79 milioni di ricavo ottenuto dalle vendite
delle azioni Air France-KLM, e 69 milioni da un rimborso fiscale delle agenzie
delle entrate. E' tutto specificato in una nota diffusa al termine del
consiglio di amministrazione: "entro il 31 marzo 2008 sara' disposto
l'ordine di accreditamento di rimborsi di crediti Irpeg vantati dalla Societa'
per l'importo di circa 69 milioni di euro comprensivo di interessi". Da lunedi ci sarà un nuovo incontro con i sindacati e i vertici
di Air France-Klm, Alitalia,
Alitalia Servizi e
Fintecna. Per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani non ci potrà essere
nessuna alternativa ad Air France: "Su questo tema - ha detto- molte
posizioni stanno cambiando, ma la verita' e' che allo stato non c'e' alcuna
alternativa alla trattativa con Air France". "Il settore aereo
e' molto difficile - ha specificato Epifani - e favorire una cordata di per se'
non risolve nessun problema. La mia opinione e' che non ci vuole una soluzione
nazionale ma una soluzione attenta agli interessi nazionali". Di parere
diverso è il segreterio della Uil, Luigi Angeletti: "noi non abbiamo
problemi di passaporto". Secondo Angeletti occore un piano industriale e
per questo motivo ogni impresa che voglia rilanciare Alitalia
sarebbe una soluzione. Il nodo della trattativa con Air France, ha spiegato
Angeletti, "apparentemente e' quello degli esuberi, ma il problema e' che
il numero degli esuberi sono conseguenza di una riduzione di attivita' e quindi
di fatturato. Il problema e' il numero dei velivoli che volano". Mentre il
segretario della Cisl Raffaele Bonanni, sottolinea che il suo sindacato lotterà
per migliorare il piano con Air France. Ogni punto sarà valutato attentamente
ha affermato con desione Bonanni. In queste ore la vicenda Alitalia,
ha coinvolto i diversi nomi della politica e non solo; la decisione assume
quotidianamente toni e colori differenti. Nel frattempo la compagnia di
Bandiera ha comunicato che l'indebitamento e' salito da 1.280 miliardi a 1.368
miliardi di euro.
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
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Angeletti (Uil): "Accordo impossibile Serve una svolta vera" I
sindacati bocciano il nuovo piano di Air France-Klm per l'acquisto di Alitalia, ma decidono comunque di riunirsi di nuovo intorno
al tavolo per trattare. "Ma a queste condizioni l'accordo non si farà né
ora né mai", tuona il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. E
allora che andate a fare all'incontro di lunedì con i francesi? "Il nostro
mestiere è quello dei sindacalisti e ci impone di trattare anche quando non si
intravedono spiragli per un'intesa" Come giudica la nuova proposta di Air
France-Klm? "Ma quale nuova proposta, il piano dei francesi è praticamente
lo stesso, non ci sono passi avanti. In questo modo Spinetta perde di
credibilità ai nostri occhi. Le assicuro, la trattativa è davvero in
salita". Quindi se non arrivano aperture significative salta tutto?
"Credo che ne avremo ancora per settimane". Ma come, dietro l'angolo
c'è il rischio di fallimento della compagnia, come può pensare di trascinare
ancora a lungo questa situazione? "Parliamoci chiaro: il
fallimento è al momento solo una minaccia per cercare di portare a termine la
vendita di Alitalia al più
presto possibile". Quindi secondo lei non è vero che Alitalia ha le casse vuote? "Che la
situazione della compagnia non sia solida è sotto gli occhi di tutti, ma non
sarà certo il protrarsi della trattativa che porterà l'azienda al
fallimento". Ma in molti pensano già al commissariamento ricorrendo
alla legge Marzano, cioè quella per il salvataggio delle grandi imprese in
crisi. è un'ipotesi concreta? "Portare i libri in tribunale non è certo un
successo sia per l'azienda sia per i lavoratori. Io credo che sia meglio
trovare un acquirente". A dire il vero un compratore c'è. Cosa non vi
piace del piano di Air France? "Non vediamo prospettive di rilancio. Il
piano di Air France riduce troppo la flotta e quindi il fatturato. Se si vuole
rilanciare un'azienda bisogna pensare a come renderla redditizia. E per fare ciò
un'impresa di trasporto deve cercare di aumentare il numero dei propri
passeggeri. Il progetto di Spinetta, invece, va nella direzione sbagliata. Va
bene eliminare le rotte in perdita, ma non si può pensare di tagliare fino a
raggiungere il pareggio dei conti. Così non c'è futuro". Insomma troppi
tagli alla flotta e troppi esuberi? "è impensabile ridurre la flotta di Alitalia di 37 aerei su 174. La questione degli esuberi
rientra nella stessa logica". Cioè? "Gli aerei non volano da soli,
hanno bisogno di personale, quindi ritengo che gli esuberi debbano essere la
metà dei 2.100 indicati da Spinetta. Sono d'accordo con la riduzione dei costi
e il recupero di efficienza, ma bisogna mantenere le risorse necessarie per
produrre fatturato". Quale futuro per Malpensa? "Non possiamo
accettare che da un giorno all'altro Alitalia ritiri i
suoi voli intercontinentali dallo scalo lombardo. è necessaria una moratoria
per avere il tempo di trovare accordi con altre compagnie che operino su quelle
rotte". Berlusconi ha annunciato l'intervento di una cordata italiana.
Secondo lei sono solo promesse elettorali o c'è già qualcosa di concreto?
"Non saprei dire se c'è la cordata, ma se ci fosse sarebbe un grande
vantaggio per tutti" Perché? "Il governo Prodi ha commesso un errore
enorme concedendo la possibilità ai francesi di trattare in esclusiva la
vendita di Alitalia. Air France è stata messa in una
condizione di vantaggio pazzesco". Un errore da dilettanti?
"Mettiamola così: se qualcuno vuole vendere un'automobile e tratta solo
con una persona, di certo riceverà un'unica offerta e a un prezzo stracciato.
Questa, se lo lasci dire da chi se ne intende, è una trattativa da
dilettanti".
( da "Tempo, Il" del 29-03-2008)
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Scontro su alitalia Berlusconi rilancia: "La cordata italiana dopo le
elezioni" è scontro aperto tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi sulla
vicenda Alitalia. Il presidente del Consiglio,
durante il suo viaggio in Germania, ha annunciato che le trattative con Air
France andranno avanti con una "analisi approfondita" del piano. All'annuncio del premier, ne è
seguito uno di Berlusconi di segno opposto: il leader del Pdl ha infatti
assicurato che, se sarà lui a presiedere il governo dopo le elezioni, Alitalia non diventerà mai francese. Berlusconi ha
sostanzialmente intimato a Prodi di fermare la trattativa una volta che le urne
avranno bocciato il suo governo: Prodi, ha detto, "non vorrà concludere
una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13
aprile". Altrettanta chiarezza sulla sua volontà di non accettare il piano
del colosso francese: "Lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, non
possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia
venduta ad Air France". Berlusconi ha bocciato l'offerta presentata da
Spinetta giudicandola "offensiva" ed è tornato alla carica sulla cordata
italiana che potrebbe proporsi per l'acquisto della compagnia di bandiera. Dopo
le elezioni, ha detto, "lanceremo un appello a tutti gli imprenditori
italiani, e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che negherà di dare un
apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Berlusconi si è
detto ottimista sulla possibilità di riuscita dell'impresa: "Quando saremo
al governo sarà agevole trovare una compagine di imprenditori italiani che si
caricherà Alitalia". Poco prima, invece, Prodi
aveva ribadito la necessità di proseguire con gli incontri operativi con i
francesi: "Le trattative cominceranno, sapevamo fin dall'inizio che non
erano facili, e adesso l'analisi sarà approfondita. Nei prossimi giorni sapremo
se c'è una possibilità di conclusione o no". Quanto alla cordata italiana,
il premier ha continuato a considerarla come un'ipotesi irrealistica: "No,
il quadro va avanti, e se si conclude è certamente un fatto importante".
Divenuto l'argomento più dibattuto della campagna elettorale, il caso Alitalia agita e divide le forze politiche. Nel
centrodestra, i difensori dell'italianità della compagnia di bandiera tifano
Berlusconi; a sinistra, i fautori dell'accordo con Air France sono più in
imbarazzo, dovendo fare i conti con il no dei sindacati, ma alla fine
l'atteggiamento prevalente è quello realistico. Come spiega Walter Veltroni:
"Fosse esistita una cordata sarebbe stata importante, ma in realtà non
c'è". Poi su Berlusconi: "Come si fa ad andare avanti cosi? Non si
può giocare sull'Alitalia a discapito di decine di
migliaia di lavoratori in un momento delicatissimo". La sinistra
arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro l'offerta di Spinetta,
definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti, che ha lanciato un
appello agli eventuali interessati, sia pubblici sia privati, a farsi avanti. A
destra l'ottimismo di Berlusconi è ampiamente sostenuto dai suoi, anche se non
manca qualche voce dissonante. "Forti dubbi" sulla cordata italiana,
per esempio, sono stati espressi dal leader della Lega Nord Umberto Bossi:
"Gli imprenditori non mettono le mani dove c'è da perdere soldi".
Bossi ha indicato invece una possibile via di uscita: applicare per Alitalia la stessa legge usata per il crac Parmalat, in modo
da preservare i posti di lavoro. Nel frattempo , il Pdl si stringe a difesa di
Berlusconi,accusato da Di Pietro di insider trading : "Sulla questione Alitalia - ha osservato Sandro Bondi - si annuncia
l'ennesima campagna politico-giudiziaria ai danni di Berlusconi".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Via libera dell'Ue
alla mozzarella Pasticcio a Parigi ELENA ROMANAZZI Roma. I controlli sulle
mozzarelle di bufala continueranno, ma la crisi è risolta. Compreso l'ultimo
capitolo, quello che ha visto im campo Roma e Parigi per un abbozzo di guerra
commerciale durato tre ore. L'Ue apprezza il lavoro svolto dall'Italia e la
strategia d'azione messa in atto a tutela dei consumatori. È metà mattinata
quando Nina Papadeoulaki, portavoce del Commissario alla sanità, Androula
Vassiliou, annuncia la soddisfazione di Bruxelles, precisando che "non c'è
ragione di procedere a ulteriori azioni". Il ministro della Sanità Livia
Turco, aveva inviato un corposo dossier, garantito il ritiro e la distruzione
dal mercato delle mozzarelle risultate contaminate (i primi sequestri risalgono
al 4 marzo e i prodotti sono ovviamente scaduti da tempo) e concordato la
strategia sui tipi di controlli da effettuare. Il piano, messo a punto dopo una
serie di incontri a Bruxelles tra i rappresentanti del ministero della Sanità e
la Commissione, verrà effettuato in due fasi. La prima sarà attuata nelle aree
considerate prioritarie - Caserta, Napoli e Avellino, mentre la seconda prevede
l'estensione dei controlli al resto della Regione alla luce dei primi risultati
ottenuti. Per accelerare le analisi l'Ue ha messo a disposizione diversi
laboratori. E Bruxelles si aspetta che i dati vengano "ufficialmente
presentati intorno al 10-12 aprile" (per verificare la presenza di
diossina occorrono circa 14 giorni) al Comitato della catena alimentare e
animale che riunisce i veterinari dei 27 stati membri. La schiarita giunge dopo
una mattinata d'inferno scandita da annunci e smentite. È la Francia, primo
importatore di mozzarelle di bufala, a far passare tre ore di inferno alla
diplomazia italiana e ai produttori. Annuncia il blocco, vieta la vendita,
ordina di ritirare il prodotto dal mercato. I consumatori d'Oltrampe non sanno
nulla. Nei supermercati tutto è regolare, la bufala con il marchio DOP c'è
ovunque. È un vero e proprio giallo. C'è persino chi parla
di sgambetto all'Italia, chi arriva ad evocare la trattativa Alitalia-AirFrance con Spinetta è a
Roma. E c'è chi mette in campo l'Expo del 2015, visto che lunedì il Bureau
International des Exposition (Bie) dovrà decidere tra Milano e Smirne, e chi
invece vede nel blocco durato poche ore, un nuova guerra commerciale. Il
caso si risolve poco dopo le
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"I francesi
soffrono per l'immondizia bisognava fare chiarezza subito" Da gennaio è la
direttrice dell'Istituto italiano di Cultura a Parigi. Rossana Rummo, una
napoletana nel Quartiere Latino, punto d'osservazione privilegiato per capire i
rapporti tra Napoli e la Francia. Se ne trova di mozzarella a Parigi?
"Eccome. I francesi adorano la cucina italiana, la conoscono a fondo. I
prodotti napoletani, in particolare, sono in tutti i migliori punti-vendita.
Quando è stata lanciata la notizia della diossina c'è stato un forte interesse
pa parte dei francesi". Perché? "La mozzarella è conosciutissima e
non poterla mangiare inquieta i francesi. In questa faccenda c'è stato troppo
clamore immotivato. Bisognava fare chiarezza subito, prima che l'equivoco
facesse danni". Non s'è incrinato il rapporto Napoli-Francia? "Per
nulla, anzi resta fortissimo. I francesi considerano Napoli la città più bella
d'Italia. Ne conoscono l'arte, la natura, la musica, il cinema (anche quello
più recente), il teatro. E ora soffrono". Che cosa li fa soffrire?
"La spazzatura. I rifiuti feriscono anche loro. Sentono che una persona
amata è molto malata". Non è che l'embargo-lampo sia
una sorta di ripicca per la faccenda dei ritardi nella vendita dell'Alitalia ad Air France? "Per
niente. I giornali parlano poco di questa vendita. Come parlano poco di alcune
faccende che impazzano sui nostri quotidiani. Per loro è una questione politica
italiana, un po' incomprensibile". p. t.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
La maggioranza degli
italiani approva l'ipotesi di una cordata made in Italy. È quanto emerge da un
sondaggio effettuato dall'Istituto Piepoli. Se il 40% degli italiani s'è
dichiarato "abbastanza d'accordo" con la proposta di Berlusconi, un
altro 17% s'è detto "molto d'accordo" portando al 57% i consensi per
il Cavaliere. Solo il 23%, invece, è favorevole alla
vendita ad Air France. E ancora: il 71% del campione interpellato ritiene che Alitalia debba restare italiana ma per
il 42% la cordata di Berlusconi non è credibile. Maggioranza di no anche per
l'ipotesi di un prestito nazionale sottoscritto dagli italiani.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
E l'Unione piloti va
da Berlusconi. Una piccola delegazione del sindacato che
riunisce dipendenti di Alitalia e di altre compagnie aeree s'è presentata ieri al Palazzo dei
Congressi dell'Eur per assistere al comizio del leader del Pdl. "Se c'è
una cordata italiana - ha detto Massimo Notaro, comandante di Boeing 767 e
presidente dell'Up - ben venga, anche perché la tesi di Berlusconi della colonizzazione
da parte dei francesi è assolutamente corretta". "Come il
Cavaliere - ha concluso Notaro - anche noi piloti ci appelliamo agli
imprenditori italiani. Ho garantito all'ex premier che fermeremo la vendita di Alitalia ad Air France e gli ho chiesto di adoperarsi per
preparare la cordata. Sono molto fiducioso".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Lavoratori in
assemblea a Fiumicino Non solo Malpensa. Il nuovo piano di Air France non piace
neanche ai lavoratori di Fiumicino. Riuniti in assemblea
nella zona tecnica di Alitalia, i dipendenti di Az service hanno discusso con i sindacalisti
analizzando la proposta inviata da Spinetta e hanno indetto una manifestazione
per lunedì davanti alla sede della compagnia di bandiera alla Magliana. Tra
molti silenzi e qualche intervento critico nei confronti dei sindacati, così,
i lavoratori di Az service si sono dati appuntamento al quartier generale di Alitalia dove il manager francese incontrerà i
rappresentanti delle nove sigle sindacali.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ultima offerta di
Air France: 2120 esuberi GIUSY FRANZESE Roma. Nessuna apertura sul cargo, che
verrà definitivamente dismesso nel 2010. Non cambia il programma sulla flotta
passeggeri che vedrà la messa a terra di 37 velivoli. Fiumicino resterà l'unico
hub. E anche il numero degli esuberi non diminuisce e rimane fermo ai 2.120 già
individuati. È una doccia fredda la nuova proposta di Air France. Nelle nove
cartelle che Jean-Cyril Spinetta ha fatto pervenire ai sindacati, l'unica
novità riguarda il numero dei dipendenti di Az servizi che verranno
internalizzati: dai 3.300 previsti si passa a 4.191. Circa novecento lavoratori
in più (manutenzione leggera e handling di Fiumicino) che - nel caso l'accordo
andasse in porto - potranno vivere la nuova avventura. Gli altri resteranno in
capo a Fintecna, con un destino tutto da contrattare. Novecento posti di lavoro
in più, non pochi certo. Ma le aspettative dei sindacati erano completamente
differenti. Confidavano in una moratoria più lunga per il cargo, speravano in
un ridimensionamento delle rotte a medio-lungo raggio meno punitivo, chiedevano
un maggiore allargamento del "perimetro aziendale". La lettura delle
nove cartelle li ha prima lasciati basiti, poi indignati. La mattinata è stata
un susseguirsi di incontri, conclusi con l'intersindacale che ha visto la
presenza di otto sigle su nove. Alla fine tutti concordi nell'assegnare un
grosso bollino rosso alla proposta di accordo quadro spedito da Parigi:
"Inaccettabile". Ma anche tutti convinti che la partita non può
finire così. Quindi lunedì i sindacati andranno alla convocazione, diranno che
neanche questa proposta va bene, ma che sono disponibili a trattare ad
oltranza. Forti anche dei nuovi dati resi noti ieri dal cda della compagnia di
bandiera: in cassa sono entrati altri 148 milioni di euro grazie ad un rimborso
fiscale di 69 milioni e alla vendita, avvenuta ieri, del pacchetto di azioni
Air France-Klm per 79 milioni. Ossigeno vitale, quello che serviva per trattare
con più calma, senza la spada di Damocle delle casse vuote che aveva fatto
fissare all'ad Maurizio Prato il termine della trattativa al 31 marzo. Ora - fa
sapere il cda - uno slittamento della data, "qualora si prospettasse utile
per la definizione di un accordo con le parti sociali", è possibile. E
così lunedì i sindacati si siederanno al tavolo con l'ad di Air France,
cercando di fargli cambiare idea su quel "non possiamo andare oltre"
che lo stesso Spinetta ha scritto chiaro e tondo nella lettera di
accompagnamento inviata con la nuova proposta. "Ci sono molte criticità,
ma dobbiamo fare ogni sforzo per evitare il fallimento" dice il leader
Cgil, Guglielmo Epifani. Tra i nodi più difficili, c'è quello degli esuberi.
Anche se Air France ribadisce: "Non lasceremo nessuno per terra". Tra
pensionamenti, incentivi, cassa integrazione, mobilità e formazione per la
riqualificazione professionale, sarà garantito a tutti un "filo di
sicurezza". Ma il prezzo totale degli esuberi resta alto. Per ogni
categoria è previsto un grosso tributo: 594 assistenti di volo, 398 dipendenti
di terra, 121 tra il personale all'estero. Altri 500 lavoratori di Az Servizi
faranno parte della squadra esuberi dopo l'internalizzazione. E poi i piloti: 507 (410 di Alitalia e 97 della controllata Express) non servono più. Un sacrificio
enorme per la categoria, tagliata di circa il 26%. Non a caso sono i più
intransigenti, con l'Anpac che parla di "capitolo chiuso" e l'Up di
piano "scandaloso" e "accanimento contro i piloti".
Considerata irricevibile anche la proposta di un passaggio di 180 giovani (60
all'anno per tre anni) alla cloche degli aerei Air France, a causa
dell'azzeramento dell'anzianità. Entrambe le sigle, comunque, saranno al tavolo
lunedì.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
IL
RISIKO DEI CIELI I sindacati: "Contrari ma non abbandoniamo il
tavolo". Il cda Alitalia recupera liquidità per 148 milioni
Ribaditi il taglio di aerei e la dismissione dei cargo Una sola novità: in 900
rientreranno in organico.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non darò Alitalia ai francesi, ci offendono" Roma. Da una parte l'attuale
presidente del Consiglio, Romano Prodi, che insiste sulla strada che porta Alitalia nelle braccia di Air France.
Dall'altra il candidato premier Silvio Berlusconi che continua a bocciare la
pista parigina e annuncia: "Se sarò io a presiedere il prossimo governo,
Alitalia non diventerà mai francese". Insomma, il
futuro della compagnia di bandiera continua a dividere i poli e fa salire di
molti gradi il termometro della campagna elettorale. Con Romano Prodi che ieri
è uscito ufficialmente allo scoperto spiegando che le trattative con Air France
andranno avanti con "un'analisi approfondita" e che, per la società
di via della Magliana, è importante inserirsi in un "circuito internazionale".
Parole che tagliano ancora una volta fuori l'ipotesi di una cordata guidata
dall'italiana Air One. E rilanciano il negoziato con l'amministratore delegato
della compagnia parigina, Spinetta. Di tutt'altro avviso il Cavaliere che, in
un'intervista a Class, giudica "offensiva" la proposta arrivata da
Air France e invita Prodi a non chiudere la trattativa prima delle elezioni. La
cordata tricolore, spiega, si farà avanti solo quando fallirà il tavolo con i
francesi. Poi, dopo il 13 aprile, Berlusconi lancerà un nuovo appello agli
italiani: "Allora sarà più agevole trovare una compagine di imprenditori
che si caricherà Alitalia e che magari, con la loro
managerialità, riuscirà anche a riportare i conti in ordine". Più
perplesso il leader della Lega, Umberto Bossi, che in un'intervista al
"Gazzettino" confessa di avere molti dubbi sulla possibile discesa in
campo di una cordata padana: "Gli imprenditori non mettono le mani dove
c'è da perdere soldi. L'ideale sarebbe vendere a Lufthansa ma è meglio non
parlarne troppo". Invece, una possibile via di uscita è quella di
applicare per la compagnia la stessa legge usata per il crac Parmalat,
"con l'obiettivo di preservare i posti di lavoro". Spara a zero su
Air France il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni: "La nuova
proposta di Air France è solo un bluff dal momento che è la stessa di quella
dell'altro ieri. Io spero che arrivi una proposta fatta da imprenditori
italiani". Se nel centrodestra i fautori dell'italianità della compagnia
tifano tutti per Berlusconi, sul fronte opposto i fautori dell'accordo con Air
France sono decisamente più in imbarazzo. Dovendo fare i conti con il no dei
sindacati e con il nodo degli esuberi. Walter Veltroni, però, non rinuncia alla
stoccata contro il Cavaliere: "Fosse esistita una cordata sarebbe stata
importante. Ma in realtà non c'è. Non si può giocare sull'Alitalia
a discapito di decine di migliaia di lavoratori in un momento
difficilissimo". Sulla stessa linea il ministro per lo Sviluppo economico,
Pierluigi Bersani: "Non possiamo fare la campagna elettorale sull'Alitalia o sulle mozzarelle, su problemi che, con tutto il
rispetto, sono rilevanti ma non vanno al cuore della riforma del sistema che ci
interessa". La Sinistra Arcobaleno, invece, è nettamente schierata contro
l'offerta di Spinetta, definita "inaccettabile" da Fausto Bertinotti
che ha lanciato un appello agli eventuali interessati, sia pubblici sia
privati, a farsi avanti. "La proposta dei francesi non fa decollare ma
atterra la compagnia - taglia corto Angelo Bonelli - La svuota della sua
ragione sociale riducendo aerei e personale". Perplesso anche il
segretario di Rifondazione comunusta, Franco Giordano: "Penso che bisogna
continuare a trattare ma non si possono chiedere tagli ai posti di lavoro. Noi
abbiamo posto con grande nettezza due vincoli: quello occupazione e quello sul
piano industriale". an.tr.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
Malinconico
addio per Alitalia all'indice Standard & Poor's
della Borsa di Milano. Il titolo della compagnia aerea, difatti, sarà
cancellato lunedì dall'indice delle principali quaranta società quotate in
Piazza Affari. Al suo posto entrerà la Geox. L'ultima seduta da blue chips ha
visto Alitalia chiudere in calo del 37,19% segnando un prezzo di 0,402 euro. I titoli della compagnia
di bandiera sono stati sospesi al ribasso per gran parte della seduta come del
resto accaduto, tra eccessi di rialzo ed eccessi di ribasso, nei giorni
precedenti.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
TENSIONE ALLE STELLE
NELLO STABILIMENTO DI NAPOLI Solo Atitech resta esclusa FRANCESCO VASTARELLA
L'ultima proposta di Air France conferma la più nera tra le ipotesi sul futuro
del sito napoletano di manutenzione pesante. Resta fuori
dall'offerta per Alitalia
lo stabilimento Atitech, eccellenza internazionale che però non serve al gruppo
franco-olandese nei futuri assetti, mentre sono comprese l'attività di handling
di Fiumicino e le attività di manutenzione leggera e manutenzione di linea.
E da ieri mattina è risalita la tensione dei 700 lavoratori (più 200
dell'indotto), che annunciano clamorose manifestazioni a Roma a partire da
lunedì, dopo le tensioni delle settimane scorse sfociate negli scontri davanti
al centro direzionale Alitalia. Preoccupa soprattutto
una delle ipotesi che emerge dalle prese di posizione della Cisl: il 65% delle
attività di manutenzione pesante sono destinate a essere svolte a Roma. Ipotesi
che ipoteca in maniera pesante il futuro dello stabilimento dell'aeroporto di
Capodichino e delle maestranze. "I lavoratori dell'Atitech - dichiara
Giovanni Spina, responsabile del trasporto aereo Fit Cisl Campania - hanno
un'età media più bassa, professionalità elevate e un costo medio orario tenuto
basso attraverso una serie di accordi sindacali. Non è concepibile, pertanto,
tenere fuori dal piano questa realtà, ancor più se, come pare, il 65% delle attività
di manutenzione pesante ora svolte da Atitech verranno effettuate su
Roma". "Ma noi non ci fermeremo - dice Giovanni Aruta, della Rsa -
faremo sentire in maniera forte la nostra voce prima e dopo le elezioni,
scoveremo chi ci molla". "Chiederemo ai colleghi di Roma di fare
fronte comune con noi - spiega Pasquale Lione della direzione regionale Ugl -
perché nell'intreccio poco chiaro del piano francese tra manutenzione leggera e
pesante saranno anche loro ridimensionati". Il segretario campano della Cisl,
Pietro Cerrito, alza il tiro: "Si profila un rischio che riguarda tutto il
settore, con l'Italia in un ruolo ancillare rispetto alla Francia. Il piano
presentato, tenendo fuori l'eccellenza campana, fa presagire che nel 2011
invece dello sviluppo vi saranno ulteriori tagli". Dopo l'ordine del
giorno votato giovedì dal Consiglio regionale della Campania, ieri è tornato a
prendere posizione l'assessore regionale alle Attività produttive, Andrea
Cozzolino: "Grave, miope e incomprensibile la decisione di Air France. Non
lasceremo che questa importante realtà produttiva sia abbandonata. Non vorremmo
che la scelta di Air France sia stata dettata più da pressioni di tipo
geopolitico che da considerazioni di carattere industriale".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
PAOLO MAINIERO
Avanti e indietro, su e giù, per la provincia di Napoli. Ora tra i centri di
ricerca, ora nelle città invase dalla spazzatura, ora nelle fabbriche e nelle
università ora a parlare della mozzarella che è buona e non fa male. Un viaggio
tra luci e ombre, tra miseria e nobiltà. "È una terra strana questa. Si
viaggia tra emergenze e eccellenze, tra disgrazie e potenzialità. Si
costruiscono pezzi per i boeing e poi non si riesce a togliere un sacchetto dei
rifiuti. È come andare sulle montagne russe", dice Massimo D'Alema e
mentre lo dice sorride. Ma è un sorriso più amaro che compiaciuto. Prima a
Ercolano con Gino Nicolais e Marco Follini per incontrare gli amministratori
del Pd, poi a Portici per visitare la facoltà di Agraria, quindi a Napoli per
un vero e genuino bagno di folla nella periferia disagiata di Ponticelli,
infine a Castellammare di Stabia. D'Alema si carica il partito sulle spalle,
corre da un capo all'altro della provincia. "Un buon candidato non deve
fermarsi mai, la sera deve sentirsi stanco", è il suo motto, parole che
sembrano rivolte non tanto a sè stesso quanto a tutti gli altri candidati e gli
iscritti del Pd. D'Alema sa che la partita è difficile ma sa che si può
recuperare e vincere se tutti, la sera, si sentiranno davvero stanchi del
lavoro fatto. E ai sindaci lo dice chiaro e tondo. "Avete una grande
responsabilità. Se il Pd riuscisse ad avere i voti che voi avete raccolto
vinceremmo le elezioni. E se si vince in Campania si vince nel Paese".
Parole che responsabilizzano i sindaci ma fanno anche storcere la bocca a
qualcuno. "Faremo la nostra parte - assicura Enzo Cuomo, sindaco di
Portici - ma è curioso che non sia stato candidato neppure un sindaco". Ma
tant'è. "Siete tutti candidati, voi siete il nerbo del Pd", insiste
D'Alema e la sfida, ragiona il capolista di Campania 1, sarà vinta solo se si
saprà ritrovare la fiducia dei cittadini. "Siamo partiti dal 25 per cento,
ma stiamo risalendo faticosamente, giorno per giorno. Recuperiamo prendendo di
petto la gente, non fuggendo al confronto ma andando fisicamente dove c'è la
camorra e nei centri di ricerca perchè le emergenze vanno affrontate e non
negate e le eccellenze vanno raccontate". La linea di D'Alema è chiara:
c'è la consapevolezza di limiti ed errori, ma attenti al rischio, avverte, che
l'amarezza possa tradursi in un voto al Pdl. "Perchè - spiega il
vicepremier - la campagna elettorale della destra e della Lega contiene un
messaggio subliminale. Credo che mai si sia parlato così male, anche con toni
razzisti, della Campania come in questi giorni". E invece, sottolinea
D'Alema, il vero pericolo, per Napoli e il Mezzogiorno, sarebbe proprio una
vittoria del Pdl. "Ma cosa propone Berlusconi? Non c'è un progetto, non
c'è una proposta. È un re taumaturgo che propone solo sè stesso. L'Alitalia? Ci pensano i figli. I precari?
Ci pensano i figli. È vero che ogni scarafone... però questo presentarsi come
la soluzione di tutti i problemi del Paese appare come una forma di ipertrofia
dell'ego". La risposta che il Pd deve saper dare, sostiene invece D'Alema
con i sindaci, sta nella capacità di intercettare quegli strati sociali più
poveri e di farsi carico delle loro esigenze. "Nessuno più di voi -
dice - conosce quel popolo. Tra chi dice che non voterà e chi dice che non sa
chi voterà siamo al 44 per cento del corpo elettorale. Questo vuol dire che
siamo di fronte a un rischio di cedimento della partecipazione. Cerchiamolo
questo popolo, abbiamo quindici giorni di tempo". D'Alema crede alla
rimonta e confida nell'orgoglio ferito di una terra che rifiuta di essere
rappresentata solo come un'emergenza. "Se si distrugge tutto e si fa un
deserto si rischia di tornare al buio del passato". Follini concorda.
"C'è qualcuno che vuole una Campania disperata. Fa rabbia - accusa -
vedere in tv, sulle reti Mediaset, immagini di repertorio che riproducono
un'emergenza che grazie al lavoro di De Gennaro è oggi molto meno grave".
D'Alema in serata parte per la Puglia. "Quando vieni ad Avellino?",
gli chiede una candidata di Campania 2. "Non so, non credo che
verrò...", risponde andando via. Sembra Figaro, tutti lo vogliono, tutti
lo cercano. A Napoli tornerà invece il 5 aprile, per un altro giro sulle
montagne russe.
( da "Giornale.it, Il" del 29-03-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 76 del 2008-03-29
pagina 0 I piloti non mollano Air France non decolla di Fabrizio Ravoni L'Anpac
ha disertato la riunione di ieri: "Con i 2100 esuberi confermati, meglio
il fallimento". Un sondaggio: il 72% degli italiani è a favore di una
cordata tutta tricolore. Prato trova i soldi ma rischia i libri in tribunale
Roma - "Un piano irricevibile". I sindacati e Silvio Berlusconi usano
gli stessi aggettivi per commentare il nuovo programma dell'Air France per
acquisire l'Alitalia. "A
queste condizioni - aggiunge il leader del Pdl - quando saremo al governo non
vorremo concludere alcuna trattativa" con i francesi. Anzi.
"Lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani, e voglio vedere
quale sarà l'imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome
dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Ne consegue che o l'Air
France - a partire da lunedì - rivoluziona per la terza volta il piano presentato,
o può dire addio all'Alitalia. E per un motivo molto
semplice. Lo stesso Spinetta, presidente di Air France, ha sempre detto che il
via libera dell'operazione è subordinato all'accettazione del negoziato da
parte del nuovo governo; vista anche la necessità di attendere il semaforo
verde dell'Antitrust europeo. Ma secondo Berlusconi le "condizioni poste
da Air France sono irricevibili ed offensive: l'Alitalia
sparisce e viene assorbita da loro. E non lo possiamo assolutamente
accettare". Quindi, Parigi non può più pensare di acquisire la compagnia
di bandiera. Salvo modifiche sostanziali al piano. Un'ipotesi, quest'ultima,
sulla quale sta lavorando una diplomazia economica che segue parallelamente il
negoziato ufficiale. Per Romano Prodi, invece, la trattativa con Air France
deve andare avanti. Dello stesso parere anche Paolo Ferrero. "La proposta
di Air France è migliorata. Bisogna migliorarla ulteriormente", sottolinea
il ministro per la Solidarietà sociale. I sindacati non sembrano essere dello
stesso parere del ministro della Sinistra Arcobaleno. Anzi. L'aggiornamento del
piano originario è stato un duro colpo per le nove sigle sindacali. Gli esuberi
sono stati tutti confermati (2100); il servizio cargo scompare nel 2010; la
flotta viene ridotta da